PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazionePartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazioneIl podologo e’ una professione sanitaria a tutti gli effetti: il suo esercizio e’ regolamentato dalla Legge 251/2000 (art. 6), che disciplina le professioni sanitarie infermieristiche e tecniche. Chi apre la Partita IVA come podologo nel 2026 deve conoscere il codice ATECO corretto, la cassa previdenziale di riferimento (Gestione Separata INPS), le regole IVA specifiche del settore sanitario e gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria.A differenza di medici o psicologi, il podologo non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata: i contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS. Questo ha implicazioni concrete sulla pianificazione previdenziale e sulla convenienza del regime forfettario.Podologo: professione sanitaria e requisiti per la P.IVA Il podologo esercita la professione sanitaria in autonomia ed e’ responsabile dell’assistenza generale di podologia. Svolge attivita’ di prevenzione, cura e riabilitazione patologie del piede che non richiedono trattamenti chirurgici. L’esercizio della professione richiede:Laurea triennale in Podologia (o titolo equipollente)Iscrizione all’Ordine delle Professioni Sanitarie (sezione podologi — l’ordine di riferimento e’ quello TSRM PSTRP dopo la L. 3/2018)Polizza RC professionale obbligatoria (L. 24/2017 Gelli-Bianco)Una volta in possesso di questi requisiti, l’apertura della Partita IVA e’ possibile attraverso la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.Codice ATECO per il podologo Il codice ATECO per il podologo libero professionista e’:Codice ATECODescrizioneCoefficiente redditività86.90.29Altre attivita’ paramediche NCA (non classificate altrove)78%Il codice 86.90.29 e’ utilizzato da diverse professioni sanitarie senza cassa dedicata: podologi, logopedisti, tecnici di radiologia (TSRM), tecnici di laboratorio biomedico, osteopati, dietisti, tecnici di neurofisiopatologia. Il coefficiente di redditivita’ del 78% si applica a tutte le attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie nel regime forfettario.Regime forfettario per il podologo: conviene? Il regime forfettario e’ la scelta piu’ comune per i podologi che iniziano la libera professione. I parametri chiave per il 2026:Soglia di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente o assimilato anno precedente superiore a 35.000 euro (L. 207/2024 — soglia elevata da 30.000 a 35.000 dal 2025)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attivita’)Esempio pratico: un podologo con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile forfettario di 31.200 euro (40.000 x 78%). Imposta sostitutiva: 4.680 euro al 15% (o 1.560 euro al 5% nei primi 5 anni). A questi si aggiungono i contributi GS INPS.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Il podologo libero professionista non ha una cassa di categoria dedicata: i contributi previdenziali vanno versati alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026 sono:26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (podologo con sola P.IVA)24% per chi ha gia’ altra copertura (es. podologo dipendente + P.IVA libera professione)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva: l’aliquota effettiva scende a circa 16,95% (26,07% x 65%). Questa riduzione abbassa il costo contributivo immediato, ma riduce anche il montante per la pensione futura. La scelta deve essere ponderata.I contributi GS INPS si versano con F24 alle stesse scadenze dell’imposta sostitutiva: acconto a giugno e novembre, saldo a giugno dell’anno successivo.Per un confronto tra le casse previdenziali di tutte le professioni sanitarie, vedi: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA sulle prestazioni podologiche: esenzione art. 10 n.18 Le prestazioni podologiche rese da un podologo abilitato (laureato e iscritto all’albo) sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/1972. L’esenzione si applica alle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione della persona svolte nell’esercizio di professioni sanitarie soggette a vigilanza.In pratica:In regime ordinario: la fattura del podologo non porta IVA sulle prestazioni sanitarie tipiche. Il codice natura da usare in fattura elettronica e’ N4 (operazioni esenti).In regime forfettario: non si applica IVA di default. Il codice natura e’ N2.2.Non sanitarie (es. vendita di prodotti per la cura del piede, consulenze estetiche non terapeutiche): soggette a IVA ordinaria al 22%.Sistema Tessera Sanitaria: obbligo per i podologi Il podologo e’ obbligato alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche residenti in Italia (DL 78/2010 art. 3 c. 3 + DM 31/07/2015). Questo vale indipendentemente dal regime fiscale (ordinario o forfettario).La trasmissione avviene mensilmente entro la fine del mese successivo. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). I dati trasmessi finiscono nel 730 precompilato del paziente, consentendo la detrazione del 19% delle spese sanitarie.Per una guida completa al Sistema TS con scadenze e sanzioni, vedi: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Aprire uno studio podologico: requisiti e costi Aprire uno studio podologico richiede il rispetto di una serie di requisiti igienico-sanitari e autorizzativi:Locali idonei: devono rispettare i requisiti minimi previsti dal DPR 14 gennaio 1997 e dalle delibere regionali in materia di strutture sanitarie. Di solito richiedono sala d’attesa, locale trattamenti, servizi igienici.Autorizzazione sanitaria comunale: per gli studi che erogano prestazioni sanitarie al pubblico e’ necessaria un’autorizzazione o SCIA (segnalazione certificata di inizio attivita’) presso il Comune e la ASL di riferimento.RC professionale: obbligatoria per legge (L. 24/2017 Gelli-Bianco) con massimali adeguati all’attivita’ svolta.Attrezzature specifiche: poltrona podologica, strumenti per trattamenti (frese, bisturi monouso, ecc.) — tutti classificati dispositivi medici con tracciabilita’ obbligatoria.Smaltimento rifiuti sanitari: i rifiuti di tipo sanitario (aghi, bisturi usati) devono essere smaltiti secondo le norme sui rifiuti pericolosi (D.Lgs. 152/2006).Per i costi di apertura (locali, attrezzature, assicurazione, software gestionale) consultare un preventivo personalizzato, evitando di affidarsi a stime generiche che variano molto per zona geografica e dimensione dello studio.Confronto regime forfettario vs ordinario per il podologo AspettoRegime ForfettarioRegime OrdinarioImposta sul reddito15% (5% startup) su 78% ricaviIRPEF 23-43% su reddito netto (ricavi – costi effettivi)IVANon si applica (codice N2.2)Esente N4 per prestazioni sanitarie, ma obbligo liquidazione periodicaContributi previdenziali26,07% su reddito forfettario (riduz. 35% facoltativa)26,07% su reddito netto effettivoContabilita’Semplificata (solo registro incassi/pagamenti)Regime semplificato o ordinario con costi deducibili analiticamenteDeducibilita’ contributiGS INPS deducibile nel Quadro LMContributi deducibili integralmenteFatturazione elettronicaObbligatoria via SDI (dal 2024)Obbligatoria via SDILimite ricaviMax 85.000 euro/annoNessun limiteIl regime forfettario conviene quasi sempre nella fase iniziale e fino a ricavi medi. Con compensi vicini all’85.000 euro o con alti costi deducibili (affitto studio, dipendenti, attrezzature) il confronto con il regime ordinario va fatto caso per caso. Richiedi una simulazione personalizzata al CAF.Domande frequenti sulla Partita IVA podologo Il podologo puo’ lavorare anche come dipendente e avere la P.IVA?Si. Il podologo puo’ essere dipendente (SSN, struttura privata accreditata, casa di riposo) e avere contemporaneamente una Partita IVA per attivita’ libero-professionale privata. Se il reddito da dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, pero’, perde la possibilita’ di adottare il regime forfettario per la P.IVA (causa ostativa L. 207/2024).Come si apre la P.IVA da podologo?L’iter e’: 1) iscrizione all’albo professionale, 2) presentazione modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online o sportello) con codice ATECO 86.90.29, scelta regime (forfettario o ordinario), 3) iscrizione alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni dall’inizio attivita’, 4) attivazione casella SDI per fattura elettronica, 5) registrazione al portale sistemats.it. Per una guida dettagliata: Aprire Partita IVA 2026.Quante tasse paga un podologo con 30.000 euro di ricavi in forfettario?Con 30.000 euro di ricavi: reddito imponibile forfettario = 23.400 euro (30.000 x 78%). Imposta sostitutiva = 3.510 euro (15%) o 1.170 euro (5% startup). Contributi GS INPS: circa 6.100 euro al 26,07% (o circa 3.970 con riduzione 35%). Costo fiscale e previdenziale totale: circa 9.600-7.500 euro a seconda dell’opzione contributiva e degli anni di attivita’. Questi sono dati indicativi; richiedi una simulazione al CAF.Conclusione Aprire la Partita IVA da podologo nel 2026 e’ un percorso ben definito: codice ATECO 86.90.29, regime forfettario quasi sempre conveniente nella fase iniziale, Gestione Separata INPS come unica cassa previdenziale, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie, obbligo Sistema TS per le prestazioni a persone fisiche. Per l’apertura dello studio, i requisiti igienico-sanitari regionali sono il nodo piu’ delicato da gestire.Per l’apertura della P.IVA, la dichiarazione dei redditi e la gestione di tutti gli adempimenti fiscali da podologo, CAF Centro Fiscale offre assistenza personalizzata. Contattaci per un preventivo senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Fisioterapista, Contributi previdenziali sanitari 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-04 09:00:002026-06-14 18:38:47Partita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Web Designer e Grafico 2026: Regime Forfettario, ATECO e TasseAprire la partita IVA come web designer o grafico nel 2026 significa entrare in uno dei mercati più dinamici del lavoro autonomo italiano. Web designer, UX/UI designer, graphic designer, illustratori, motion designer e brand designer sono tra le professioni creative-digitali a più alta domanda, soprattutto grazie alla crescente digitalizzazione delle PMI italiane.A differenza dello sviluppatore (che scrive codice), il designer si occupa di progettazione visiva, esperienza utente e identità di marca. Non esistono albi professionali né esami di Stato: per iniziare bastano portfolio, competenze e una corretta apertura della partita IVA.In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto: codici ATECO corretti per le diverse specializzazioni del design, regime forfettario al 78% di coefficiente di redditività, contributi alla Gestione Separata INPS, gestione dei diritti d’autore sulle opere creative, fatturazione B2B e B2C, clienti esteri, contratti e tariffe di mercato 2026.In sintesi: il web designer e il grafico in regime forfettario applicano un coefficiente di redditività del 78% (categoria professionale), pagano contributi alla Gestione Separata INPS (26,07%) e versano un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni, poi del 15%. Il limite di ricavi è 85.000€/anno.Indice dei contenutiChi è il web designer e cosa fa nel 2026Web designer vs sviluppatore: le differenzeRequisiti pratici per iniziareCodice ATECO per web designer e graficiRegime forfettario al 78%Contributi Gestione Separata INPSModelli di tariffazione del designerDiritti d’autore su grafica e illustrazioniCessione diritti vs licenza limitataFatturazione B2C e B2BSubappalto da agenzie creativeClienti esteri: fatturazione e tasseDiritto morale dell’autoreStock graphic e marketplace templateContratto cliente: clausole essenzialiTariffe tipiche del designer nel 2026Esempi di calcolo tasseFAQ – Domande frequentiChi è il web designer e cosa fa nel 2026Il web designer è un professionista che progetta l’aspetto visivo, la struttura e l’esperienza di siti web, app e prodotti digitali. Sotto questa etichetta rientrano molte specializzazioni che, dal punto di vista fiscale, condividono regole simili.Profilo professionaleCosa faTariffa media 2026Web DesignerProgetta layout, grafica e usabilità di siti web35-80 €/hUX/UI DesignerStudia esperienza utente e disegna interfacce50-100 €/hGraphic DesignerCrea grafica per stampa, social, packaging30-70 €/hIllustratoreRealizza illustrazioni per editoria, brand, web40-90 €/hMotion DesignerAnima grafica per video, social, advertising50-120 €/hBrand DesignerDefinisce identità visiva e linee guida brand60-150 €/hTutti questi profili condividono lo stesso quadro fiscale: codice ATECO della categoria design, regime forfettario al 78%, Gestione Separata INPS. Cambiano gli strumenti (Adobe Creative Cloud, Figma, Sketch, After Effects) e le tariffe, ma non l’inquadramento fiscale. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Web designer vs sviluppatore: le differenzeUna confusione comune riguarda la differenza tra web designer e sviluppatore (developer). Entrambi lavorano nel digitale ma con competenze e codici ATECO diversi.AspettoWeb DesignerSviluppatoreOutputProgettazione visiva (layout, mockup, prototipi)Codice funzionante (HTML, CSS, JS, backend)Strumenti tipiciFigma, Adobe XD, Photoshop, Illustrator, SketchVS Code, Git, framework (React, Laravel, etc.)Codice ATECO consigliato74.10.21 / 74.10.3062.01.00Coefficiente forfettario78%67%Diritti d’autoreSì (opere grafiche e illustrazioni)Solo per software originaleMolti freelance lavorano in modo ibrido: progettano e sviluppano. In tal caso si può scegliere il codice ATECO prevalente (quello dell’attività con maggior fatturato) e indicare gli altri come secondari. Per dettagli sulla parte sviluppo, vedi la nostra guida dedicata: Partita IVA Sviluppatore e Programmatore 2026.Requisiti pratici per iniziareLa professione di web designer e graphic designer in Italia non è regolamentata: non esiste un albo professionale, non serve un esame di Stato, non sono richiesti titoli di studio specifici per esercitare. Chiunque può aprire partita IVA e proporsi sul mercato.Tuttavia, per essere competitivi servono requisiti pratici imprescindibili:Portfolio professionale: minimo 5-10 progetti reali, anche personali se sei agli inizi (caso studio, behance, dribbble);Software professionali: Adobe Creative Cloud (Photoshop, Illustrator, InDesign), Figma, Sketch, Adobe XD, After Effects per motion;Competenze tecniche: tipografia, teoria del colore, layout, gerarchia visiva, principi UX, responsive design;Conoscenze base di codice (per web designer): HTML, CSS, basi di WordPress o framework no-code (Webflow);Soft skill: gestione cliente, time management, presentazione progetto, capacità di accettare feedback;Inglese B2 minimo: per accedere a clienti esteri e marketplace internazionali;Profili pubblici aggiornati: Behance, Dribbble, LinkedIn, sito personale.Una laurea in design (ISIA, IED, Politecnico, NABA) o un diploma di un’accademia non sono obbligatori, ma forniscono base teorica solida e network professionale. Sul mercato, però, contano molto di più portfolio e referenze rispetto al titolo di studio. Codice ATECO per web designer e graficiLa scelta del codice ATECO è uno dei nodi più delicati per il designer freelance. La categoria del design rientra nei “servizi professionali” (Sezione M Ateco) e il coefficiente di redditività in regime forfettario è del 78%.Codice ATECODescrizioneQuando usarlo74.10.21Attività di design di moda e design industrialeDesigner di prodotto, fashion design, packaging74.10.30Altre attività di design (graphic design, web)Codice più usato per grafici e web designer74.10.10Attività di design di modaSolo per fashion design62.01.00Produzione di software non connesso all’edizioneSolo se sviluppi anche codice (developer ibrido)59.12.00Attività di post-produzione cinematograficaMotion designer / video editorCodice consigliato per la maggior parte dei designer: 74.10.30 (“Altre attività di design non specializzato”). È il più ampio e copre web design, graphic design, brand identity, illustrazione, UX/UI design.Cosa fare se svolgi più attività? Si indica il codice prevalente (quello che genera maggior fatturato) e si possono aggiungere codici secondari in fase di apertura della partita IVA al modello AA9/12. È molto comune avere come prevalente il 74.10.30 e secondari come il 62.01.00 (sviluppo) o il 73.11.02 (servizi pubblicitari, copywriting, branding).Regime forfettario al 78%Il regime forfettario è la scelta naturale per la stragrande maggioranza dei designer freelance, almeno fino a quando i ricavi restano contenuti. Vediamo numeri e regole 2026.ParametroValore 2026Limite ricavi85.000 € annuiCoefficiente di redditività78% (categoria design / professionisti)Aliquota imposta sostitutiva (5 anni)5% (start-up, primi 5 anni)Aliquota imposta sostitutiva (a regime)15%IVANon applicata sulle fattureRitenuta d’accontoNon applicataLimite spese personale dipendente20.000 € annuiCome funziona il calcolo: il regime forfettario presume che il 22% dei tuoi ricavi siano costi (la differenza tra 100% e 78%). Quindi il reddito imponibile è sempre il 78% del fatturato, a prescindere dalle spese reali.Esempio rapido:Fatturato annuo: 30.000 € Reddito imponibile: 30.000 × 78% = 23.400 € Imposta sostitutiva 5%: 23.400 × 5% = 1.170 € Imposta sostitutiva 15%: 23.400 × 15% = 3.510 €Requisiti per accedere e mantenere il regime:Ricavi anno precedente sotto 85.000 €;Spese per lavoro dipendente sotto 20.000 €;Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 € (anno precedente);Non avere partecipazioni in società o SRL controllanti;Non aver fatturato oltre il 50% al precedente datore di lavoro nei 2 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro. Contributi Gestione Separata INPSIl web designer e il graphic designer, non avendo una cassa professionale dedicata (a differenza di avvocati con Cassa Forense o geometri con CIPAG), si iscrivono alla Gestione Separata INPS.TipologiaAliquota 2026NoteSenza altra copertura26,07%Aliquota pienaCon altra copertura previdenziale24%Es. dipendente part-time, pensionatoMassimale annuo 2026~119.650 €Soglia oltre cui non si versaRiduzione 35% forfettariDisponibile su richiestaRiduce contributi ma anche pensioneEsempio pratico: con un fatturato di 30.000 € e coefficiente 78%, il reddito imponibile contributi è 23.400 €. I contributi INPS dovuti sono 23.400 × 26,07% = 6.100 € circa. È possibile dedurli integralmente dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva.Riduzione 35% forfettari: i forfettari iscritti a casse non professionali possono richiedere uno sconto del 35% sui contributi. Va valutata caso per caso: riduce l’esborso ma anche la futura pensione. Per i designer giovani con orizzonte lungo non sempre conviene.Scadenze versamenti 2026:30 giugno: saldo anno precedente + 1° acconto (50%);30 novembre: 2° acconto (50%);Possibilità di rateizzare con maggiorazione 0,33% mensile.Modelli di tariffazione del designerIl modo in cui il designer fattura e si fa pagare ha un impatto enorme sulla redditività. I principali modelli di tariffazione 2026:1. Progetto chiuso (fixed price)Si concorda un prezzo totale per il deliverable (es. brand identity, sito web, set di illustrazioni). Vantaggi: il cliente sa quanto spenderà; il designer può lavorare in modo efficiente. Svantaggi: rischio scope creep (richieste extra non previste).Pratica comune: pagamento al 30/50/70% con saldo a consegna oppure 50% acconto + 50% saldo. Per progetti grandi (oltre 5.000 €), si dividono in milestone (es. 30% kickoff + 30% revisione + 40% consegna).2. Hourly rate (tariffa oraria)Si concorda una tariffa per ora di lavoro effettiva. Tipica per consulenze, modifiche, progetti con scope variabile. Tariffe orarie 2026:Junior (0-2 anni): 25-40 €/hMid level (2-5 anni): 40-60 €/hSenior (5+ anni): 60-100 €/hSpecialista UX/UI: 70-150 €/h3. Retainer mensileIl cliente paga una quota fissa mensile (es. 1.500-3.500 €) per un monte ore garantito (es. 30 ore/mese). Ottimo per agency creative interne ad aziende, social media designer, brand designer. Garantisce flusso di cassa stabile al designer.4. Modello ad abbonamento (subscription design)Trend in crescita: il cliente paga 500-2.500 €/mese e ha diritto a un certo numero di richieste illimitate (es. design “as-a-service” stile Designjoy, ManyPixels). Funziona bene per graphic designer con processi standardizzati. Diritti d’autore su grafica e illustrazioniUna specificità del designer (rispetto allo sviluppatore o ad altre professioni) è che le sue opere sono protette dal diritto d’autore (Legge 633/1941). Logo, illustrazioni, layout, opere grafiche originali rientrano tra le opere dell’ingegno tutelate.Dopo la Riforma del 2017 (D.Lgs. 142/2017 di recepimento direttiva UE 2014/26), lo sfruttamento economico delle opere è stato chiarito: il designer mantiene la titolarità dei diritti d’autore salvo cessione esplicita per iscritto.Tipologie di diritti d’autore in capo al designer:Diritti patrimoniali: riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico, modifica. Cedibili al cliente in tutto o in parte;Diritto morale: paternità dell’opera, integrità dell’opera. Inalienabile e irrinunciabile;Diritti connessi: per certe opere (fotografie, illustrazioni editoriali) sono distinti dai patrimoniali.Importante: in regime forfettario i compensi per cessione di diritti d’autore connessi all’attività professionale rientrano nei ricavi e si applicano gli stessi coefficienti. Se invece sono autonomi e svincolati dall’attività di lavoro autonomo, valgono regole diverse (vedi guida diritti d’autore forfettario).Cessione diritti vs licenza limitataIl punto più delicato del lavoro del designer: cosa cedi davvero al cliente quando consegni il file? La risposta dipende da cosa scrivete nel contratto. Senza specifica scritta, vale la presunzione minima: il cliente acquisisce solo il diritto d’uso per la finalità concordata, non la titolarità.TipologiaCosa comportaQuando usarlaCessione totale dei dirittiIl cliente diventa titolare dei diritti patrimoniali (può modificare, rivendere, sub-licenziare)Brand identity, logo, opere chiave del cliente. Tariffa più alta.Licenza esclusivaSolo il cliente può usare l’opera, ma il designer ne resta titolareCampagne pubblicitarie, illustrazioni editorialiLicenza non esclusivaIl designer può cedere la stessa opera anche ad altriStock graphic, template, illustrazioni standardLicenza limitataUso solo per certi canali, territorio, durataEs. uso solo web, solo Italia, 2 anniClausole essenziali nel contratto designer-cliente:Tipologia di trasferimento dei diritti (cessione totale / licenza esclusiva / non esclusiva);Ambito d’uso (web / stampa / merchandising / ovunque);Territorio (Italia / UE / mondiale);Durata (illimitata / temporanea con scadenza);Trasferimento file sorgente (sì/no): un logo lavorato in Illustrator può essere consegnato come PDF, AI, o solo PNG. Va specificato!Diritto di pubblicare nel proprio portfolio (di norma il designer mantiene questo diritto promozionale);Royalty (eventuale percentuale su utilizzi futuri commerciali).Fatturazione B2C e B2BIl designer può fatturare a due tipi di clienti molto diversi: privati (B2C) ed aziende (B2B). Le regole differiscono per IVA, fatturazione elettronica e fiscalità.Cliente B2C (privato)Fattura semplificata o ordinaria;Codice destinatario: 0000000 + indicare codice fiscale del cliente;Niente reverse charge, niente split payment;In forfettario: nessuna IVA in fattura, dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014”.Cliente B2B (azienda italiana)Fattura elettronica obbligatoria (anche per forfettari dal 2024);Codice destinatario SDI a 7 caratteri o PEC;P.IVA del cliente nel campo cessionario;In forfettario: niente IVA, niente ritenuta d’acconto, dicitura forfettario;Niente bollo da 2 € se fattura sotto 77,47 € (sopra: bollo virtuale).Bollo da 2 € sulle fatture forfettarie: obbligatorio se l’importo della fattura è superiore a 77,47 €. Si applica con bollo virtuale (versato trimestralmente con F24, codice tributo 2521). La parte può essere addebitata al cliente. Subappalto da agenzie creativeMolti designer freelance ricevono lavoro tramite agenzie creative o studi di design. È un caso di “subappalto” dal punto di vista commerciale, ma fiscalmente è una normale prestazione professionale B2B.Caratteristiche tipiche del rapporto designer-agenzia:Tariffe più basse rispetto al cliente diretto (l’agenzia trattiene un margine);Pagamento a 30/60/90 giorni (versus saldo immediato del cliente diretto);NDA (non disclosure agreement) per non rivelare l’identità del cliente finale;Spesso il designer firma una cessione totale dei diritti all’agenzia (che li gira al cliente finale);Niente firma sull’opera (il designer “ghost” non appare).Gestione fatturazione e nota di credito: capita spesso che l’agenzia chieda modifiche al progetto o cancellazione. Se la fattura è già stata emessa:Modifica importi → emissione nota di credito a parziale storno + nuova fattura corretta;Cancellazione totale → nota di credito a totale storno (se servizio non reso) o trattenuta acconto (se previsto da contratto);Termine di emissione nota credito: entro 12 mesi dall’operazione originaria.Clienti esteri: fatturazione e tasseLavorare con clienti esteri è una pratica diffusa per i designer italiani, soprattutto verso UE, USA, UK e mercati globali. Le regole sono identiche a quelle previste per gli sviluppatori: vedi la nostra guida sviluppatori per i dettagli su VIES, reverse charge UE, USA e Upwork. In sintesi:ClienteIVAFattura elettronicaNoteAzienda UE (con VIES)Reverse charge (no IVA)Sì (codice XXXXXXX)Iscrizione VIES obbligatoriaAzienda Extra-UE (USA, UK)Fuori campo IVA art. 7-terSì (codice XXXXXXX)No reverse chargePrivato UEIVA del paese cliente (OSS) – solo non forfettariSìForfettari: regole specificheMarketplace internazionali (Upwork, Fiverr, Toptal): il pagamento viene mediato dalla piattaforma. La fattura va emessa al marketplace o al cliente finale a seconda del modello. Gli accrediti su Wise/PayPal vanno tracciati e dichiarati nel quadro RW se i saldi superano 15.000 € (giacenza media) o 5.000 € (max nell’anno).Diritto morale dell’autoreAnche dopo la cessione totale dei diritti patrimoniali, il designer mantiene il diritto morale d’autore, che è inalienabile e irrinunciabile. La Legge 633/1941 (artt. 20-24) tutela:Diritto di paternità: rivendicare di essere l’autore dell’opera;Diritto all’integrità: opporsi a modifiche, deformazioni o mutilazioni dell’opera che pregiudichino l’onore o la reputazione;Diritto di rivelazione: scegliere se e quando pubblicare l’opera (se non c’è ancora cessione);Diritto di pentimento: ritirare l’opera dal commercio per gravi ragioni morali (rarissimo, comporta indennizzo).Caso pratico: hai venduto a un cliente i diritti patrimoniali completi sul logo che gli hai disegnato. Dopo 2 anni il cliente lo modifica radicalmente trasformandolo in qualcosa di volgare o di scarsa qualità. Hai diritto a opporti? Sì, sulla base del diritto morale all’integrità dell’opera. La cessione patrimoniale non cancella mai questo diritto.Pratica consigliata: nei contratti complessi, inserire una clausola che disciplini esplicitamente le modalità di firma/non-firma sull’opera (es. “il designer rinuncia a essere menzionato come autore nelle versioni commerciali”). La rinuncia alla menzione è generalmente valida se libera, mentre la rinuncia al diritto morale in sé non lo è.Stock graphic e marketplace templateUna fonte di reddito complementare per molti designer è la vendita di stock graphic (Adobe Stock, Shutterstock, iStock, Freepik) o di template marketplace (ThemeForest, Creative Market, UI8).Stock graphic (Adobe Stock, Shutterstock)Carichi illustrazioni, vector, fotografie. Quando un utente le scarica, ricevi una royalty (in genere 25-50% del prezzo di vendita). Modello passive income tipico: lavori una volta, monetizzi nel tempo.Le piattaforme USA pagano in dollari su Wise/Payoneer/PayPal;Va emessa fattura alla piattaforma (Adobe Inc., Shutterstock Inc.) come cliente extra-UE;Tassazione USA: la maggior parte delle piattaforme applica 0% di withholding se compili il W-8BEN (trattato Italia-USA);I ricavi rientrano normalmente nel limite forfettario 85.000 €.Template marketplace (ThemeForest, Creative Market)Vendi template di siti, kit di icone, font, mockup. Funzionamento simile allo stock ma con licenze più articolate (Standard / Extended / Multi-use). Considerazioni:Envato (ThemeForest) trattiene il 30-50% di commissione;Creative Market trattiene il 30%;Va emessa fattura alla piattaforma per i payout ricevuti;Documentare bene il “punto di vendita” (sede della piattaforma) per la classificazione fiscale. Contratto cliente: clausole essenzialiUn contratto scritto è la migliore tutela per designer e cliente. Anche per piccoli progetti (1.000-3.000 €) vale la pena formalizzare. Ecco le clausole tipo di un contratto di prestazione di servizi creativi:Oggetto del progetto: descrizione precisa del deliverable (es. “logo aziendale + 5 declinazioni + brand book di 20 pagine”);Tempistiche: data di kickoff, milestone intermedi, data di consegna finale;Numero di revisioni incluse: tipicamente 2-3. Oltre, tariffa oraria o pacchetto;Acconto: 30%, 50% o 70% al kickoff (non rimborsabile in caso di recesso del cliente);Saldo: a consegna finale, prima della trasmissione dei file sorgente;Trasferimento dei diritti: cessione totale / licenza esclusiva / licenza limitata (vedi sezione precedente);File sorgente: sì/no, formati specifici (.ai, .psd, .fig);Diritto di portfolio: il designer può pubblicare il lavoro nel proprio portfolio (sì/no, eventuali NDA);Penali per ritardi: di norma simbolichi (1-2% per giorno, max 10%);Foro competente: tribunale del designer o del cliente;Privacy/GDPR: trattamento dati cliente.Tip pratico: usa un servizio di firma digitale (DocuSign, HelloSign, Yousign) per firmare il contratto a distanza. È valido legalmente e velocissimo. Costo: 10-25 €/mese per professionisti con volumi normali.Briefing iniziale: prima di partire, fai compilare al cliente un brief strutturato (Google Form / Typeform). Domande chiave: target, competitor, mood/stile, deliverable richiesti, timeline, budget, materiali da fornire, referenti per approvazioni. Un brief solido riduce le revisioni del 50-70%.Tariffe tipiche del designer nel 2026Un panorama dei prezzi medi di mercato 2026 per i progetti più richiesti:Tipologia di progettoJuniorSeniorLogo design (singolo)300-800 €1.500-5.000 €Brand identity completa1.500-3.500 €5.000-15.000 €Sito web vetrina (5-10 pagine)1.000-2.500 €3.500-8.000 €E-commerce (Shopify/WooCommerce)3.000-6.000 €8.000-25.000 €UI/UX design app mobile2.500-5.000 €7.000-30.000 €Set di illustrazioni (5-10 pezzi)800-2.000 €3.000-10.000 €Motion graphic (15-30 sec)800-2.500 €3.000-12.000 €Packaging design600-1.500 €2.500-8.000 €Social kit mensile (15-30 post)400-900 €1.200-3.000 €Costi software detraibili in forfettario? NO. In regime forfettario non si possono detrarre i costi reali (Adobe Creative Cloud ~60 €/mese, Figma Pro ~12 €/mese, font, hardware, formazione). Tutti questi costi sono compresi forfettariamente nel 22% non considerato come reddito imponibile.Quando conviene NON essere forfettario? Se i tuoi costi reali superano il 22% del fatturato. Esempio: designer con MacBook Pro nuovo (3.000 €), abbonamenti software (1.500 €/anno), corsi (2.000 €), affitto studio (6.000 €) e fatturato 40.000 €. Costi reali: 12.500 € (31% del fatturato). In tal caso il regime ordinario o semplificato può convenire. Vieni in CAF a fare il calcolo personalizzato.Esempi di calcolo tasseVediamo tre esempi concreti di carico fiscale per un designer in regime forfettario al 78% con Gestione Separata INPS al 26,07%, primi 5 anni di attività (aliquota 5%).Esempio 1: Designer junior – Fatturato 25.000 €Fatturato annuo25.000 €Reddito imponibile (78%)19.500 €Contributi INPS (26,07%)5.084 €Reddito netto da imposta (19.500 – 5.084)14.416 €Imposta sostitutiva 5%721 €NETTO DISPONIBILE19.195 € (76,8%)Esempio 2: Designer mid-level – Fatturato 45.000 €Fatturato annuo45.000 €Reddito imponibile (78%)35.100 €Contributi INPS (26,07%)9.151 €Reddito netto da imposta (35.100 – 9.151)25.949 €Imposta sostitutiva 5%1.297 €NETTO DISPONIBILE34.552 € (76,8%)Esempio 3: Designer senior – Fatturato 70.000 €Fatturato annuo70.000 €Reddito imponibile (78%)54.600 €Contributi INPS (26,07%)14.234 €Reddito netto da imposta (54.600 – 14.234)40.366 €Imposta sostitutiva 5%2.018 €NETTO DISPONIBILE53.748 € (76,8%)Attenzione all’aliquota 15%: dopo i primi 5 anni di partita IVA, l’imposta sostitutiva passa dal 5% al 15%. Per fatturato 45.000 €, l’imposta diventerebbe 25.949 × 15% = 3.892 € (anziché 1.297 €). Pianifica con anticipo questa transizione. FAQ – Domande frequentiDevo iscrivermi a un albo per fare il web designer?No. La professione di web designer e graphic designer non è regolamentata in Italia. Non esiste un albo, non serve esame di Stato. Puoi aprire partita IVA liberamente.Quale codice ATECO scegliere se faccio sia web design che sviluppo?Indica come codice prevalente quello dell’attività con maggior fatturato. Se prevale il design, usa 74.10.30. Se prevale lo sviluppo, usa 62.01.00. Puoi aggiungere codici secondari nel modello AA9/12.Posso detrarre Adobe Creative Cloud o Figma?In regime forfettario no. Tutti i costi sono compresi forfettariamente nel 22% non tassato. Solo in regime ordinario o semplificato puoi detrarre i costi reali (con fattura intestata alla tua partita IVA).Quanto guadagna davvero un web designer freelance?Dipende dall’esperienza. Un junior fattura 15.000-30.000 €/anno (12.000-23.000 € netti). Un mid-level 30.000-60.000 € (23.000-46.000 € netti). Un senior 60.000-100.000+ € (46.000-77.000+ € netti). Sopra 85.000 € si esce dal forfettario.Devo emettere fattura elettronica anche con clienti esteri?Sì. Dal 2022 è obbligatoria la fattura elettronica anche verso clienti esteri (codice destinatario “XXXXXXX”). Sostituisce il vecchio esterometro.Cosa succede se supero gli 85.000 € a metà anno?Se superi 100.000 € esci subito dal forfettario (con applicazione IVA da quel momento). Se sei tra 85.000 e 100.000 €, esci dal forfettario solo dall’anno successivo (puoi finire l’anno in forfettario, ma applicando IVA sulle eventuali fatture estere).Devo registrare il marchio del logo che disegno?Il marchio è del cliente, non del designer. Sarà il cliente a registrarlo all’UIBM (Italia) o EUIPO (UE). Tu hai solo il diritto d’autore sull’opera grafica, che è automatico (non serve registrazione).Cliente non paga la fattura: cosa fare?Step: 1) Sollecito scritto via PEC. 2) Diffida ad adempiere (avvocato). 3) Decreto ingiuntivo (entro 5 anni). Per importi piccoli (sotto 5.000 €): mediazione obbligatoria + giudice di pace. Prevenzione: lavora sempre con acconto e verifica il cliente prima di iniziare.Posso lavorare come dipendente e avere partita IVA da designer?Sì, ma con limiti. Non puoi fatturare oltre il 50% al tuo datore di lavoro nei 2 anni successivi alla cessazione del rapporto. Inoltre, se sei dipendente puoi avere il forfettario solo se il reddito da lavoro dipendente non supera 30.000 €/anno.I miei guadagni da Adobe Stock vanno dichiarati?Sì, sempre. Vanno fatturati come ricavi della tua attività professionale. Adobe trattiene 0% se hai compilato il modulo W-8BEN. Le entrate rientrano nel limite forfettario di 85.000 €.Hai bisogno di aiuto per la tua partita IVA da designer?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste designer e creativi nell’apertura della partita IVA, nella scelta del codice ATECO, nella tenuta contabile e nelle dichiarazioni dei redditi.Veniamo a un appuntamento gratuito di valutazione: ti aiutiamo a capire se il forfettario è la scelta giusta per te. Chiamaci: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineArticoli correlati:Partita IVA Sviluppatore e Programmatore 2026Regime Forfettario a Udine 2026: Requisiti e LimitiDiritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026Gestione Separata INPS 2026: Guida CompletaPreventivi e Fatture Proforma 2026★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. 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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOAprire studio legale forfettario 2026: requisiti, costi, software gestioneAprire uno studio legale è il sogno professionale di molti avvocati neoabilitati. Tra esame di Stato superato, iscrizione all’Albo e desiderio di autonomia, il passo successivo è impostare correttamente la struttura fiscale e organizzativa. Il regime forfettario, con la sua semplicità e la sua imposta agevolata, è la scelta più diffusa nelle fasi iniziali. In questa guida operativa trovi tutti i passi concreti per avviare il tuo studio legale nel 2026. Indice dei contenutiRequisiti per aprire uno studio legale nel 2026Forma giuridica: individuale, Studio Associato o STAAprire la partita IVA da avvocato: modello AA9/12 e codice ATECOCosti di avvio: SCIA, arredo, software e PCTSoftware gestione studio legale: Cliens, Kleos e alternativeAntiriciclaggio per avvocati: obblighi anche in forfettarioIscrizioni obbligatorie: Consiglio Ordine, Cassa Forense, PECCAF Centro Fiscale: assistenza completa per l’apertura dello studioRequisiti per aprire uno studio legale nel 2026Prima di poter esercitare la professione forense in modo autonomo e aprire uno studio legale, è necessario soddisfare precisi requisiti previsti dalla Legge 247/2012 (Riforma dell’Ordinamento Forense):Laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG/01) o titolo equivalente riconosciutoTirocinio professionale di 18 mesi presso uno studio legale di un avvocato abilitato da almeno 5 anni, oppure svolgimento di una Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali (SSPL)Esame di Stato per l’abilitazione forense: prova scritta (3 elaborati) e orale davanti alla commissione distrettualeIscrizione all’Albo degli Avvocati presso il Consiglio dell’Ordine del circondario in cui si intende esercitarePEC (Posta Elettronica Certificata) personale: obbligatoria per la comunicazione con uffici giudiziari e colleghiPolizza RC professionale: obbligatoria ai sensi dell’art. 12 L. 247/2012Oltre ai requisiti formali, è necessario disporre di un indirizzo professionale (sede dello studio) da comunicare all’Ordine, anche se si tratta di un appartamento privato nelle fasi iniziali. Forma giuridica: individuale, Studio Associato o STALa scelta della forma giuridica è la prima decisione strutturale che un avvocato deve prendere. Ci sono tre opzioni principali:1. Studio individualeÈ la forma più semplice e quella ideale per chi avvia l’attività in regime forfettario. L’avvocato opera come libero professionista individuale: piena autonomia, massima semplicità gestionale, nessun atto costitutivo. La responsabilità è personale e illimitata, ma per la fase di avvio — con clientela ancora in costruzione — è la scelta più efficiente.2. Studio AssociatoUn’associazione tra due o più avvocati che condividono costi, spazi e — in parte — clientela. Lo studio associato non è una persona giuridica distinta dai soci. Attenzione: la partecipazione a uno studio associato con produzione di reddito rientra tra le cause ostative del forfettario. Verificare con attenzione prima di aderire.3. STA – Società Tra AvvocatiIntrodotta dalla L. 247/2012 art. 4-bis, la STA è una forma societaria esclusiva per avvocati. Prevede regole precise su governance, denominazione e responsabilità. I soci devono essere iscritti all’Albo. La STA non è compatibile con il regime forfettario (è una società, non un professionista individuale).Conclusione pratica: per i primi anni di attività e per chi rientra nei limiti del forfettario (ricavi sotto 85.000 euro), lo studio individuale è la scelta ottimale. Permette di beneficiare dell’imposta al 5% o 15% con la massima semplicità. Aprire la partita IVA da avvocato: modello AA9/12 e codice ATECOPer aprire la partita IVA, l’avvocato deve presentare il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online tramite i servizi telematici oppure presso uno sportello fisico). La comunicazione deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, che coincide con la data del primo incarico professionale o con l’iscrizione all’Albo (la più recente tra le due).I dati da inserire nel modello:Codice ATECO: 69.10.10 – Attività degli studi legaliRegime fiscale: forfettario (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014)Data inizio attivitàComune di esercizio dell’attivitàContestualmente all’apertura della partita IVA, bisogna iscriversi alla Cassa Forense (se non già fatto in fase di iscrizione all’Albo) e, se si assume personale o si aprono collaborazioni, comunicare all’INPS e all’INAIL. Per la guida completa sulla partita IVA da avvocato consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale.Costi di avvio: SCIA, arredo, software e PCTAprire uno studio legale non richiede investimenti ingenti, specialmente nella fase iniziale in forfettario. Ecco una panoramica dei principali costi da affrontare:SCIA e permessi locali: in molti comuni non è richiesta alcuna SCIA per uno studio professionale in appartamento. Se si affitta un locale commerciale, possono essere necessarie comunicazioni al Comune o permessi edilizi per cambio d’uso. Costo variabile (spesso zero o poche centinaia di euro per i diritti di segreteria).Arredo e attrezzatura: scrivania, archivio, computer, stampante. Investimento iniziale: 1.500-4.000 euro in media. Nel forfettario non sono deducibili direttamente, ma rientrano nel calcolo forfettario del 22%.Software gestione fascicoli: vedi sezione dedicata.PCT – Processo Civile Telematico: kit di firma digitale + lettore di smart card (100-200 euro), più l’abbonamento al software di consolle (es. Slpct, Consolle Avvocati). Costo annuo: 100-300 euro in base al software scelto.PEC: 10-30 euro/anno.Iscrizione all’Albo: tassa annuale al Consiglio dell’Ordine locale, variabile da Ordine a Ordine (mediamente 150-300 euro/anno).Polizza RC professionale: 200-600 euro/anno per uno studio individuale. Obbligatoria ai sensi dell’art. 12 L. 247/2012. Per i dettagli, leggi: Polizze RC professionali obbligatorie. Software gestione studio legale: Cliens, Kleos e alternativeUn buon software di gestione dello studio è fondamentale per tenere traccia dei fascicoli, delle scadenze processuali, delle fatture e dei pagamenti. Ecco i principali:Cliens Studio Legale (Giuffrè Francis Lefebvre): uno dei più diffusi in Italia. Gestione fascicoli, agenda, documenti, fatturazione elettronica integrata. Disponibile in versione cloud. Costo orientativo: 500-1.500 euro/anno in base al numero utenti e funzionalità.Kleos (Wolters Kluwer): soluzione cloud per studi legali, ottima integrazione con PCT e fascicolo telematico. Costo orientativo: 50-150 euro/mese.Software di fatturazione base + gestionale generico: per studi molto piccoli, anche un software di fatturazione elettronica (Aruba, Fatture in Cloud) abbinato a un’agenda digitale (Outlook, Google Calendar) può essere sufficiente nelle prime fasi.Importante: il software di fatturazione elettronica è obbligatorio dal 2024 anche per i forfettari. La fattura elettronica va emessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.Antiriciclaggio per avvocati: obblighi anche in forfettarioUno degli aspetti meno noti agli avvocati neoabilitati è che gli obblighi di antiriciclaggio si applicano anche ai forfettari. Il D.Lgs. 231/2007 (aggiornato dal D.Lgs. 90/2017) include gli avvocati tra i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio quando svolgono determinate attività per conto del cliente:Compravendita di beni immobiliGestione di denaro, strumenti finanziari o altri beniApertura e gestione di conti bancari o titoliOrganizzazione di apporti per costituzione, gestione o amministrazione di societàQuando l’attività rientra in queste fattispecie, l’avvocato deve:Eseguire l’adeguata verifica della clientela (CDD) (artt. 17-30 D.Lgs. 231/2007)Conservare i documenti per 10 anniSegnalare operazioni sospette all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria, operativa presso Banca d’Italia)Non applicare le procedure antiriciclaggio quando dovuto espone l’avvocato a sanzioni amministrative e penali significative. Se hai dubbi sull’ambito di applicazione, un consulente specializzato può aiutarti a impostare le procedure corrette.Iscrizioni obbligatorie: Consiglio Ordine, Cassa Forense, PECRiepiloghiamo le iscrizioni obbligatorie da completare entro i primi mesi di attività:Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del circondario: obbligatoria per esercitare. Rinnovo annuale.Cassa Forense: obbligatoria per tutti gli iscritti all’Albo. Domanda di iscrizione entro 30 giorni dall’iscrizione all’Albo.PEC: obbligatoria e comunicata al COA. Essenziale per il PCT (Processo Civile Telematico).REGIndE (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici): il sistema ministeriale che associa la PEC dell’avvocato al codice fiscale per le notifiche telematiche.Partita IVA (Agenzia delle Entrate): entro 30 giorni dall’inizio attività.CAF Centro Fiscale: assistenza completa per l’apertura dello studioAprire uno studio legale richiede attenzione su molteplici fronti: fiscale, previdenziale, procedurale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per avvocati che avviano l’attività professionale: apertura partita IVA, scelta del regime fiscale, gestione della Cassa Forense, dichiarazione dei redditi annuale.Per un confronto con altri professionisti in regime forfettario, leggi anche: Coefficienti di redditività forfettario 2026 e Partita IVA Geometra 2026.Prenota una consulenza gratuita:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 14:00:002026-07-03 07:53:29Aprire studio legale forfettario 2026: requisiti, costi, software gestione
DIMISSIONI ONLINE, PATRONATODimissioni Online ClicLavoro 2026: Portale, Procedura Step by Step e Quando Non e’ ObbligatorioDimissioni Online ClicLavoro 2026: Come Funziona il Portale, Procedura Completa e Quando Non e’ ObbligatorioDal 2015, le dimissioni volontarie dei lavoratori dipendenti devono essere presentate quasi sempre in via telematica attraverso il portale ClicLavoro del Ministero del Lavoro. Questa regola serve a prevenire le “dimissioni in bianco”, cioe’ la firma anticipata di lettere di dimissioni a favore del datore di lavoro. In questa guida spieghiamo come funziona il portale, come presentare le dimissioni passo dopo passo, quando questa procedura non si applica e come revocare le dimissioni entro 7 giorni. Indice dei contenutiPerche’ le dimissioni online sono obbligatorie: la leggeQuando le dimissioni online sono obbligatorieQuando le dimissioni NON richiedono il portale telematicoCome accedere al portale ClicLavoro: SPID, CIE e CNSProcedura dimissioni online ClicLavoro: passo dopo passoRevoca delle dimissioni: 7 giorni di ripensamentoSanzioni per mancata convalida telematicaCosa succede dopo le dimissioni: preavviso e NASPIIl Patronato ti assiste per le dimissioni onlineDomande frequenti sulle dimissioni online 2026Perche’ le dimissioni online sono obbligatorie: la leggeL’obbligo di presentazione telematica delle dimissioni e’ stato introdotto dalla Legge 10 dicembre 2014, n. 183 (Jobs Act), all’articolo 26, e disciplinato operativamente dal D.M. 15 dicembre 2015 e dalle successive circolari ministeriali. L’obiettivo era eliminare il fenomeno delle “dimissioni in bianco”: forme di coercizione in cui il datore faceva firmare al lavoratore una lettera di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione, da usare poi per licenziarlo senza pagare la NASPI.Con le dimissioni telematiche, solo il lavoratore puo’ avviare la procedura di dimissioni, identificandosi con le proprie credenziali digitali. Il datore non puo’ firmare per lui. Quando le dimissioni online sono obbligatorieLa procedura telematica e’ obbligatoria per tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato (tempo indeterminato o determinato) che presentano le dimissioni volontarie o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, eccetto i casi di esclusione indicati di seguito.Sono inclusi nella procedura telematica anche:Lavoratori con contratto di apprendistatoLavoratori a tempo parzialeLavoratori delle cooperativeCollaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) nei casi applicabiliQuando le dimissioni NON richiedono il portale telematicoLa legge prevede alcune eccezioni importanti all’obbligo di procedura telematica:Lavoratori domestici (colf e badanti): possono dimettersi in forma scritta semplice (lettera raccomandata o comunicazione scritta), senza passare da ClicLavoroDimissioni durante il periodo di prova: le dimissioni comunicate entro il periodo di prova contrattuale non richiedono la procedura telematica (si puo’ comunicare verbalmente o per iscritto direttamente al datore)Dirigenti: sono esclusi dalla procedura telematica in quanto la normativa si applica ai lavoratori subordinati non dirigentiLavoratori con contratto di lavoro intermittente (a chiamata): esclusi dalla procedura telematicaRisoluzione consensuale durante la maternita’ o entro l’anno di vita del bambino: richiede la convalida presso l’Ispettorato del Lavoro, non il portale ClicLavoro (art. 55 D.Lgs. 151/2001) Come accedere al portale ClicLavoro: SPID, CIE e CNSPer presentare le dimissioni online e’ necessario accedere al portale cliclavoro.gov.it con una delle seguenti credenziali digitali:SPID (Sistema Pubblico di Identita’ Digitale): la soluzione piu’ comune, ottenibile tramite uno degli identity provider autorizzati (Poste Italiane, TIM, InfoCert, ecc.)CIE (Carta d’Identita’ Elettronica): accessibile tramite l’app CieID sullo smartphoneCNS (Carta Nazionale dei Servizi): tessera sanitaria con certificato digitale attivatoSe non hai SPID, puoi ottenerlo gratuitamente in pochi giorni tramite banca online, ufficio postale, o CAF abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per l’attivazione SPID.Procedura dimissioni online ClicLavoro: passo dopo passoEcco come compilare e inviare il modulo di dimissioni telematiche nel 2026:Step 1: Accedi al portaleVai su cliclavoro.gov.it e clicca su “Accedi”. Seleziona la modalita’ di autenticazione (SPID, CIE o CNS) e completa il login con le tue credenziali.Step 2: Seleziona “Dimissioni e Risoluzione Consensuale”Nel menu principale, cerca la sezione dedicata a lavoratori e seleziona il servizio “Dimissioni e Risoluzione Consensuale del rapporto di lavoro”.Step 3: Compila il moduloIl modulo richiede le seguenti informazioni:Dati del lavoratore: nome, cognome, codice fiscale (precompilato dall’accesso con SPID)Dati del datore di lavoro: ragione sociale o nome, codice fiscale/P.IVATipo di comunicazione: dimissioni volontarie o risoluzione consensualeData delle dimissioni: la data in cui si intende cessare il rapporto di lavoroCodice di comunicazione: viene generato automaticamente dal sistema (codice identificativo univoco a 16 cifre che identifica la comunicazione)Step 4: Invia e conserva la ricevutaDopo aver compilato e verificato tutti i dati, clicca su “Invia”. Il sistema genera una ricevuta con il codice identificativo della comunicazione. Conserva questa ricevuta: e’ la prova che le dimissioni sono state regolarmente presentate. Una copia della comunicazione viene automaticamente inviata al datore di lavoro e alla competente sede ITL (Ispettorato Territoriale del Lavoro). Revoca delle dimissioni: 7 giorni di ripensamentoUna delle tutele piu’ importanti introdotte dalla L. 183/2014 e’ il diritto di revoca delle dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione della comunicazione. La revoca annulla integralmente le dimissioni e ripristina il rapporto di lavoro come se le dimissioni non fossero mai avvenute.Come si revoca:Accedi nuovamente al portale ClicLavoro con le tue credenzialiCerca la comunicazione inviata (usa il codice identificativo della ricevuta)Seleziona l’opzione “Revoca” e confermaIl sistema invia automaticamente comunicazione di revoca al datore e all’ITLLa revoca deve avvenire entro 7 giorni calcolati dalla data di trasmissione della comunicazione di dimissioni, non dalla data in cui le dimissioni avrebbero effetto. Trascorso tale termine, le dimissioni sono definitive e non revocabili telematicamente (si potrebbe solo tentare un accordo bonario con il datore).Sanzioni per mancata convalida telematicaSe le dimissioni non vengono presentate tramite il portale telematico (quando obbligatorio), sono considerate prive di effetto e il lavoratore puo’ continuare a presentarsi al lavoro senza conseguenze disciplinari. Il datore non puo’ considerare valide dimissioni trasmesse in modo non conforme.E’ prevista una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro che dovesse “accettare” dimissioni non conformi o che impedisse al lavoratore di utilizzare la procedura telematica: significativa secondo le disposizioni della L. 183/2014.Cosa succede dopo le dimissioni: preavviso e NASPIDopo l’invio della comunicazione di dimissioni, il lavoratore deve rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo (CCNL) applicato. Durante il preavviso il rapporto continua e si maturano retribuzione e ferie. Il datore puo’ scegliere di esonerare dal preavviso pagando la relativa indennita’.Per quanto riguarda la NASPI: in caso di dimissioni volontarie, il lavoratore generalmente non ha diritto alla NASPI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (comportamento grave del datore), le dimissioni durante la maternita’/paternita’ (se convalidate dall’Ispettorato) e le dimissioni del padre entro l’anno di vita del figlio. Per approfondire: Dimissioni per Giusta Causa | Dimissioni Volontarie 2026: Guida Completa.Il Patronato ti assiste per le dimissioni onlineSe non riesci ad accedere al portale ClicLavoro, non hai SPID o hai dubbi sulla procedura, il Patronato puo’ presentare le dimissioni per conto tuo. E’ un servizio gratuito: il patronato e’ riconosciuto dal Ministero del Lavoro come soggetto abilitato a trasmettere la comunicazione.Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: puoi prenotare un appuntamento, chiamare il 0432 1638640 o scrivere su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiutiamo anche a verificare il rispetto del preavviso, a calcolare il TFR spettante e a valutare il diritto alla NASPI nel tuo caso specifico.Domande frequenti sulle dimissioni online 2026Posso dimettermi per email o lettera raccomandata?Solo se rientri in una delle categorie escluse (lavoratori domestici, lavoratori in periodo di prova, dirigenti). In tutti gli altri casi, le dimissioni per email o raccomandata sono prive di effetto se non accompagnate dalla procedura telematica su ClicLavoro.Cosa e’ il codice identificativo a 16 cifre?E’ il codice univoco generato dal sistema ClicLavoro per ogni comunicazione di dimissioni. Identifica in modo certo la singola transazione e viene riportato sulla ricevuta inviata al lavoratore e al datore. Serve anche per revocare la comunicazione entro i 7 giorni.Cosa devo fare se il sito ClicLavoro non funziona?In caso di malfunzionamento del portale, puoi rivolgerti al Patronato o al CAF per la presentazione assistita. E’ importante documentare il tentativo di accesso (screenshot dell’errore con data e ora) nel caso in cui la questione del preavviso diventasse controversa.Le dimissioni online valgono anche per il contratto a termine?Si’. Il contratto a tempo determinato prevede che il lavoratore possa dimettersi solo per giusta causa, salvo accordo con il datore. Ma la procedura telematica e’ obbligatoria anche per i contratti a termine (salvo le eccezioni generali).Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 09:00:002026-07-03 07:53:31Dimissioni Online ClicLavoro 2026: Portale, Procedura Step by Step e Quando Non e’ Obbligatorio
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASPI Anticipata 2026: Liquidazione in Unica SoluzioneNASPI Anticipata 2026: Come Ottenere la Liquidazione in Unica SoluzioneLa NASPI anticipata permette di ricevere in un’unica soluzione tutto l’importo residuo dell’indennita di disoccupazione. E pensata per chi vuole avviare un’attivita in proprio o entrare in una cooperativa.Questa opzione puo rappresentare un importante capitale iniziale per chi desidera mettersi in proprio, ma comporta rischi e vincoli da conoscere prima di richiederla.Indice dei contenutiCos’e la NASPI anticipataChi puo richiederlaQuanto si riceveCome fare domandaVincoli e obblighiQuando si deve restituireQuando conviene richiederlaDomande frequenti Cos’e la NASPI AnticipataLa NASPI anticipata e la possibilita di ricevere in un’unica soluzione tutte le mensilita residue dell’indennita di disoccupazione, invece di percepirle mese per mese.FinalitaL’anticipazione e concessa per:Avviare un’attivita di lavoro autonomoAvviare un’impresa individualeSottoscrivere una quota di capitale di una cooperativaOrigine normativaL’istituto e previsto dall’art. 8 del D.Lgs. 22/2015 e rappresenta un incentivo all’autoimprenditorialita per i disoccupati. Chi Puo Richiedere la NASPI AnticipataPer ottenere l’anticipazione devi soddisfare specifici requisiti.Requisiti di baseEssere beneficiario NASPI (domanda gia accolta)Avere intenzione di avviare un’attivita autonoma o impresaOppure voler entrare come socio in una cooperativaAttivita ammesseLavoro autonomo: apertura partita IVA come libero professionistaImpresa individuale: commercio, artigianato, serviziSocieta di capitali: se assumi cariche con responsabilitaCooperativa: sottoscrizione di quota come socio lavoratoreAttivita NON ammesseCollaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.)Lavoro subordinato (anche part-time)Semplici investimenti finanziari Quanto Si Riceve con la NASPI AnticipataL’importo anticipato corrisponde a tutte le mensilita residue dell’indennita.Calcolo dell’importoSi sommano tutte le mensilita di NASPI che ti spetterebbero dalla data della domanda fino alla scadenza naturale dell’indennita.Esempio praticoSe ti restano 8 mesi di NASPI a 1.000 euro/mese:Importo anticipato: 8 x 1.000 = 8.000 euroRicevi l’intera somma in un’unica soluzioneAttenzione alla decurtazioneRicorda che la NASPI si riduce del 3% ogni mese dal 7° mese. L’importo anticipato tiene conto di questa riduzione progressiva.Tempi di erogazioneL’INPS eroga l’anticipo entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda, con bonifico sul conto indicato. Come Fare Domanda di NASPI AnticipataLa domanda va presentata all’INPS rispettando precise tempistiche.Termini di presentazioneEntro 30 giorni dall’inizio dell’attivita autonomaSe l’attivita e gia iniziata prima della domanda NASPI, entro 30 giorni dall’accoglimento della NASPIDocumenti necessariDomanda di anticipazione (modulo INPS)Documentazione attivita: visura camerale, apertura partita IVA, atto costitutivo cooperativaIBAN per l’accreditoCanali per la domandaOnline: sito INPS con SPID/CIE/CNSCAF e Patronati: assistenza gratuitaContact Center INPS: 803 164 Vincoli e Obblighi della NASPI AnticipataChi riceve l’anticipo deve rispettare importanti vincoli.Vincolo principale: no lavoro dipendente per 24 mesiSe nei 24 mesi successivi all’anticipazione instauri un rapporto di lavoro subordinato, devi restituire l’intero importo percepito.Cosa puoi fareProseguire l’attivita autonoma avviataModificare o ampliare l’attivitaChiudere l’attivita (senza obbligo di restituzione)Cosa NON puoi fareAssumere un impiego da dipendente nei 24 mesiInstaurare co.co.co. che comporti restituzioneQuando Si Deve Restituire la NASPI AnticipataLa legge prevede casi specifici di restituzione.Obbligo di restituzioneDevi restituire l’intero importo anticipato se:Instauri un rapporto di lavoro subordinato entro 24 mesiNon importa se il lavoro e a tempo determinato o indeterminatoNon importa se il lavoro e part-time o full-timeEsenzioni dalla restituzioneNON devi restituire se:Il lavoro subordinato e con la cooperativa in cui sei entrato come socioChiudi l’attivita autonoma senza trovare lavoro dipendenteL’attivita non va bene e non trovi altri impieghiModalita di restituzioneSe scatta l’obbligo, l’INPS ti inviera un avviso di pagamento. Puoi chiedere la rateizzazione dell’importo. Quando Conviene Richiedere la NASPI AnticipataL’anticipazione non e sempre la scelta migliore. Valuta attentamente.Conviene se:Hai un progetto imprenditoriale solidoHai bisogno di capitale iniziale per avviare l’attivitaSei ragionevolmente sicuro di non tornare a lavorare come dipendente per 2 anniL’importo residuo e significativo (almeno 6-8 mesi)NON conviene se:Hai dubbi sulla riuscita del progettoPotresti accettare un lavoro dipendente se si presentasseTi restano pochi mesi di NASPINon hai un piano d’impresa definitoAlternativa: mantenere la NASPI normaleRicorda che puoi aprire partita IVA mantenendo la NASPI ridotta (dell’80% del reddito previsto). Questa opzione e meno rischiosa perche non comporta obblighi di restituzione.Domande Frequenti sulla NASPI AnticipataPosso usare i soldi come voglio?L’anticipazione e concessa per avviare un’attivita, ma non c’e obbligo di dimostrare come hai speso i soldi. Puoi usarli per attrezzature, affitto locale, formazione o altro.Se l’attivita fallisce devo restituire?No, se l’attivita non funziona e la chiudi non devi restituire nulla. L’obbligo scatta solo se trovi un lavoro da dipendente.Posso aprire una SRL?Si, se assumi la carica di amministratore o socio lavoratore della SRL. Non basta essere semplice socio di capitale.Quanto tempo ci vuole per ricevere i soldi?Dopo l’accoglimento della domanda, l’INPS eroga l’anticipo entro circa 30 giorni tramite bonifico.Posso chiedere l’anticipo parziale?No, l’anticipazione riguarda sempre l’intero importo residuo. Non e possibile chiedere solo una parte. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa. Assistenza per la NASPI Anticipata a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella valutazione e nella richiesta della NASPI anticipata.Valutazione della convenienzaCalcolo dell’importo spettanteCompilazione e invio della domandaAssistenza per l’apertura partita IVAContattaci per una consulenza:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 09:00:002026-03-17 19:05:59NASPI Anticipata 2026: Liquidazione in Unica SoluzioneINAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, PATRONATOElenco malattie professionali INAIL 2026: tabellate, non tabellate e presunzione legaleElenco malattie professionali INAIL 2026: tabellate, non tabellate e presunzione legaleLe malattie professionali sono patologie causate dall’attivita lavorativa svolta nel tempo e tutelate dall’INAIL attraverso un sistema di indennizzo. Nel 2026, la normativa di riferimento principale rimane il Decreto Ministeriale 9 aprile 2008 (aggiornato con successive integrazioni), che distingue tra malattie tabellate (con presunzione legale di origine professionale) e malattie non tabellate (da dimostrare caso per caso). In questa guida illustriamo l’elenco aggiornato, la differenza tra le due categorie e come presentare domanda di indennizzo all’INAIL.Per la guida completa sull’aggravamento delle malattie professionali, leggi il nostro articolo su INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda.Indice dei contenutiMalattie tabellate e non tabellate: la differenza fondamentaleIl Decreto Ministeriale 9 aprile 2008: cosa contienePrincipali malattie tabellate INAIL: elenco per categoriaMalattie non tabellate: come funziona il riconoscimentoCome presentare domanda di malattia professionale all’INAILDomande frequenti (FAQ)Conclusione: conosci i tuoi diritti per la malattia professionaleMalattie tabellate e non tabellate: la differenza fondamentale Il sistema INAIL distingue due grandi categorie di malattie professionali in base al meccanismo di riconoscimento:CaratteristicaMalattie tabellateMalattie non tabellatePresunzione origine professionaleSI (automatica)NO (da dimostrare)Onere della provaA carico dell’INAIL (deve smentire il nesso)A carico del lavoratoreRiconoscimento INAILPiu rapido se rispettato periodo massimo di indennizzabilitaRichiede istruttoria medico-legaleElenco di riferimentoDM 9 aprile 2008 (Tabella A e B) + integrazioniQualsiasi patologia con nesso causale dimostrabileLa presunzione legale per le malattie tabellate e sancita dall’art. 3 comma 2 del DPR 1124/1965: se il lavoratore ha svolto le lavorazioni indicate nella tabella INAIL e contrae la malattia corrispondente entro il periodo massimo di indennizzabilita, l’origine professionale si presume senza necessita di ulteriore prova.Il Decreto Ministeriale 9 aprile 2008: cosa contiene Il DM 9 aprile 2008 ha aggiornato le tabelle delle malattie professionali, suddividendo le patologie in due elenchi distinti per lavoratori dell’industria e lavoratori dell’agricoltura. Le tabelle sono strutturate in tre liste:Lista I: malattie la cui origine professionale e di elevata probabilita (presunzione molto forte)Lista II: malattie la cui origine professionale e di limitata probabilita (riconoscibili ma con maggiore istruttoria)Lista III: malattie la cui origine professionale e possibile (elenco aperto, da dimostrare caso per caso)Principali malattie tabellate INAIL: elenco per categoriaMalattie da agenti chimiciIntossicazione da piombo e composti inorganiciIntossicazione da mercurio e compostiIntossicazione da benzene e omologhiIntossicazione da solventi organici alogenati (es. tricloroetilene, cloruro di vinile)Intossicazione da cromo e composti (esavalente)Dermatiti da cemento (cromo)Avvelenamento da pesticidi organofosforiciMesotelioma pleurico, peritoneale, pericardico da amiantoCarcinoma polmonare da amiantoMalattie da agenti fisiciIpoacusia e sordita da rumore (lavorazioni con esposizione a rumore superiore a 85 dB)Sindrome da vibrazioni mano-braccio: sindrome di Raynaud, neuropatie periferiche (lavoratori con utensili vibranti)Malattie da vibrazioni corpo intero: rachiopatie lombari (es. autotrasportatori, operatori di macchinari)Cataratta professionale da radiazioni infrarosse (soffiatori di vetro, fornaciai)Sindrome del tunnel carpale da movimenti ripetitiviMalattie da agenti biologiciBrucellosi (lavoratori agricoli, veterinari, addetti macelli)Tubercolosi (personale sanitario)Epatite virale B e C (personale sanitario)Leptospirosi (fognisti, agricoltori in aree umide)Tetano (agricoltori)Tumori professionali riconosciutiMesotelioma pleurico e peritoneale (amianto)Carcinoma polmonare (amianto, cromo esavalente, nichel, arsenico, berillio)Carcinoma della vescica (amine aromatiche, coloranti, industria della gomma)Leucemie da benzeneSarcoma delle parti molli e linfomi (policlorobifenili, diossina)Malattie non tabellate: come funziona il riconoscimento La Corte Costituzionale, con sentenza n. 179/1988, ha stabilito che anche le malattie non tabellate devono essere indennizzate dall’INAIL, purche il lavoratore dimostri il nesso di causa tra la malattia e l’attivita lavorativa svolta. Questo ha ampliato significativamente la tutela INAIL, includendo patologie che non erano previste nelle tabelle originarie.Per il riconoscimento di una malattia non tabellata il lavoratore deve fornire:Documentazione medica della diagnosi (esami, ricoveri, visite specialistiche)Documentazione lavorativa: buste paga, contratti, attestazioni dell’esposizione al rischioRelazione medico-legale (spesso necessaria) che attesti il nesso causaleLetteratura scientifica che supporti il collegamento tra la specifica mansione e la patologiaEsempi di malattie non tabellate riconosciute nel corso degli anni: ernie discali da carichi pesanti, tendiniti da movimenti ripetitivi, patologie da stress lavorativo cronico, tumori da sostanze non ancora tabellate.Come presentare domanda di malattia professionale all’INAILLa procedura per richiedere il riconoscimento e l’indennizzo della malattia professionale all’INAIL si articola in questi passaggi:Denuncia del medico certificatore: il medico curante (o lo specialista) compila il certificato di malattia professionale (modello INAIL per denuncia medica) al momento della prima diagnosi o del sospetto fondato di origine professionaleDenuncia del lavoratore: il lavoratore presenta all’INAIL la denuncia di malattia professionale (online sul portale INAIL, tramite patronato o sede territoriale)Visita medico-legale INAIL: un medico INAIL visita il lavoratore e valuta l’entita del danno biologico (percentuale di invalidita)Istruttoria tecnica: INAIL verifica le condizioni lavorative attraverso ispezioni o richieste al datoreLiquidazione dell’indennizzo: in base alla percentuale di invalidita e al tipo di prestazione (rendita, indennizzo in capitale, cure)Termini per la denuncia: la prescrizione del diritto all’indennizzo per malattia professionale decorre dalla data di prima manifestazione della malattia (non dall’inizio dell’esposizione al rischio). Il termine e di 3 anni dalla manifestazione (art. 112 DPR 1124/1965), ma la giurisprudenza tende a ritenere la prescrizione sospesa finche il lavoratore non conosce o puo conoscere la natura professionale della malattia.Domande frequenti (FAQ)Posso richiedere l’indennizzo INAIL anche se la malattia si e manifestata dopo la fine del rapporto di lavoro?Si. Molte malattie professionali (soprattutto quelle da amianto, tumori professionali, ipoacusia) si manifestano anche a distanza di anni o decenni dall’esposizione. L’INAIL riconosce l’indennizzo anche per malattie insorte dopo la cessazione del rapporto lavorativo, purche il nesso causale con l’attivita svolta sia dimostrabile.Quante indennizzi si percepisce per una malattia professionale?Dipende dalla percentuale di invalidita permanente riconosciuta dall’INAIL. Per invalidita inferiori al 6%, non c’e indennizzo (soglia minima). Da 6% a 15%: indennizzo in capitale (pagamento unico). Oltre il 16%: rendita vitalizia mensile. In caso di morte: rendita ai superstiti.La malattia professionale viene riconosciuta anche se ho gia smesso di lavorare?Si. Come anticipato, l’INAIL tutela i lavoratori (e gli ex lavoratori) indipendentemente dall’attuale stato occupazionale. La domanda va presentata entro 3 anni dalla prima manifestazione della malattia (o dalla diagnosi che ne stabilisce l’origine professionale).Il datore di lavoro viene informato della mia denuncia all’INAIL?Si. Il datore di lavoro e tenuto per legge a presentare la propria denuncia di malattia professionale (entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico). Nel corso dell’istruttoria, l’INAIL puo contattare il datore per verificare le condizioni lavorative e l’esposizione al rischio.Conclusione: conosci i tuoi diritti per la malattia professionaleIl sistema di tutela INAIL per le malattie professionali garantisce un indennizzo a tutti i lavoratori che sviluppano patologie legate all’attivita lavorativa svolta, sia che si tratti di malattie tabellate (con presunzione legale automatica) sia di malattie non tabellate (con dimostrazione del nesso causale). Il DM 9 aprile 2008 ha aggiornato e ampliato l’elenco delle patologie riconoscibili, e la giurisprudenza continua a evolvere in senso pro-lavoratore.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza patronale per la presentazione della denuncia di malattia professionale, il supporto nella raccolta della documentazione e l’assistenza nei ricorsi INAIL in caso di rigetto. Prenota un appuntamento per valutare la tua situazione specifica.Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 08:30:002026-07-03 07:53:33Elenco malattie professionali INAIL 2026: tabellate, non tabellate e presunzione legaleCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOPensione Luglio 2026 Piu Alta? Perche Cambia l’Importo e Cosa AspettarsiLa pensione di luglio 2026 tipicamente arriva più alta del solito: tre fattori si sommano sul cedolino del mese. Primo, la quattordicesima per chi ha diritto (64+ anni e reddito basso). Secondo, le prime tracce del rimborso 730/2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. Terzo, eventuali bonus extra come il bonus 100 € pensionati low income. Vediamo perché succede, come distinguere le voci e quando torna “normale”.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.3 motivi per cui luglio 2026 è diverso Quattordicesima: somma aggiuntiva annuale per pensionati 64+ con reddito entro 1,5x minimo (336-655 €).Rimborso 730/2026 a credito: primi accrediti per chi ha presentato il modello entro maggio.Eventuali bonus straordinari: bonus 100 € pensionati a basso reddito (se confermato dalla Legge di Bilancio 2026).Causa 1: quattordicesima per chi spetta Vedi la guida quattordicesima luglio 2026. Importi tipici: 336 € (under 15 anni contributi), 420 € (15-25 anni), 504 € (oltre 25 anni). In fascia ridotta fino a 655 €.Causa 2: prime tracce conguaglio 730 Per i pensionati che hanno presentato il 730 entro fine maggio, il rimborso a credito arriva sul cedolino di luglio. Importi tipici 200-1.500 € per spese mediche, ristrutturazioni, detrazioni familiari. Vedi guida rimborso 730 pensionati.Causa 3: bonus 100 euro pensionati low income (se attivo) La Legge di Bilancio 2026 può prevedere bonus straordinari per i pensionati con reddito molto basso. Se attivo, viene erogato come voce a credito sul cedolino senza necessità di domanda (INPS verifica d’ufficio). Verifica su MyINPS la presenza della voce.Verifica netto vs giugno: confronto in 1 minuto Apri cedolino giugno 2026 e cedolino luglio 2026 su MyINPS.Confronta i totali a credito: la differenza è la quattordicesima + eventuali bonus.Verifica voci a debito: trattenute IRPEF, addizionali (uguali o simili).Se l’aumento è coerente con i requisiti, tutto regolare.Esempi pratici (3 profili) Profilo A – Pensionato 67 anni, 30 anni contributi, reddito 11.000 €: giugno 850 €, luglio 1.354 € (quattordicesima 504 €).Profilo B – Pensionato 70 anni, 25 anni contributi, reddito 18.000 € (fuori soglia quattordicesima): giugno 1.350 €, luglio 1.580 € (solo rimborso 730 di 230 €).Profilo C – Pensionato 75 anni, 20 anni contributi, reddito 8.500 €: giugno 750 €, luglio 1.490 € (quattordicesima 420 € + rimborso 730 320 € + eventuale bonus 100 €).Quando la pensione torna normale da agostoDa agosto 2026 il cedolino torna a importo “normale” senza quattordicesima (che è annuale). Possono continuare i rimborsi 730 per chi ha presentato il modello dopo giugno (vedi calendario nella guida rimborso 730). I bonus straordinari si esauriscono nel mese di erogazione.FAQ Pensione luglio sempre più alta?Per chi ha diritto a quattordicesima o rimborso 730 sì. Per chi non ha questi requisiti, l’importo resta come giugno.Come distinguo quattordicesima da rimborso 730?Sul cedolino sono voci separate: la quattordicesima ha causale “Somma aggiuntiva pensionati” o “QU”; il rimborso 730 ha causale “Conguaglio 730 a credito”.L’aumento è permanente?No, è una tantum (quattordicesima è annuale, rimborso 730 è una volta sola). Da agosto la pensione torna all’importo ordinario.Devo dichiararla in 730?La quattordicesima è già inclusa nella CU INPS che usi per il 730 dell’anno successivo. Il rimborso 730 in arrivo non va dichiarato di nuovo.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 07:00:002026-07-03 07:00:00Pensione Luglio 2026 Piu Alta? Perche Cambia l’Importo e Cosa AspettarsiPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza AnsiaIl 20 luglio 2026 si avvicina e per migliaia di titolari di partita IVA in regime forfettario si tratta di una delle date più attese — e temute — dell’anno fiscale. In quella giornata scade il termine per versare il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 e il primo acconto 2026, due voci che possono impattare in modo significativo sulla cassa di chi lavora in proprio.Niente panico: con la giusta pianificazione e le informazioni corrette, è possibile affrontare questa scadenza con serenità. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: come si calcolano le imposte, quando e come rateizzarle, e quali strategie adottare fin da oggi per non trovarti mai più a corto di liquidità a luglio.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro CompletoCome si Calcola l’Imposta Sostitutiva del ForfettarioSimulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con MaggiorazioneGestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento MensileI 7 Errori Comuni dei Forfettari a LuglioCosa Fare se Sei a Corto di LiquiditàCodici Tributo F24 per il ForfettarioNovità 2026 per i Forfettari: Cosa CambiaIl Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da SoloDomande Frequenti (FAQ)Cosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro CompletoIl 20 luglio è il termine di proroga ordinario per i soggetti con partita IVA che non hanno versato entro il 30 giugno la prima rata delle imposte dovute con il Modello Redditi. Questo slittamento comporta però una maggiorazione dello 0,40% sugli importi versati, a titolo di interesse compensativo. Nel 2026 il 20 luglio cade di lunedì, quindi non ci sono ulteriori slittamenti.Per i contribuenti in regime forfettario, le somme da versare entro quella data riguardano:Saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (anno d’imposta 2025, dichiarato nel Modello Redditi 2026)Primo acconto 2026 calcolato in base ai redditi 2025Contributi INPS (gestione separata o artigiani/commercianti) se non rateizzatiVedi anche la nostra guida completa sulle scadenze fiscali di luglio 2026 per il quadro generale di tutte le date di questo mese. Come si Calcola l’Imposta Sostitutiva del ForfettarioIl regime forfettario applica un’imposta sostitutiva che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP e IVA. L’aliquota è:15% per chi è già in attività5% per le nuove attività (startup) nei primi cinque anni, purché non si sia esercitata un’attività analoga nei tre anni precedenti e non si tratti di prosecuzione di un’attività precedenteIl calcolo avviene sulla base imponibile così determinata:Base imponibile = Ricavi/compensi × Coefficiente di redditività − Contributi previdenziali versati nell’annoIl coefficiente di redditività varia in base al codice ATECO dell’attività. I principali sono:Categoria attivitàCoefficienteProfessionisti (legali, sanitari, tecnici, informatici)78%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante alimentari e bevande40%Commercio ambulante altro54%Intermediari del commercio62%Alloggio e ristorazione67%Costruzioni e immobiliari86%Altre attività economiche67%Per approfondire i coefficienti per singolo settore, leggi la nostra guida ai coefficienti di redditività forfettario 2026. Simulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?Vediamo tre scenari concreti per un professionista (coefficiente 78%) in regime forfettario ordinario (aliquota 15%), ipotizzando contributi INPS gestione separata già versati di circa 3.500 euro nel 2025. Scenario A — Ricavi 2025: 45.000 euroVoceImportoRicavi 202545.000 euroCoefficiente redditività (78%)35.100 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile31.600 euroImposta sostitutiva (15%)4.740 euroPrimo acconto (50% del dovuto)2.370 euroTotale da versare entro il 20 luglio7.110 euro (saldo 2025 + acconto)Nota: il saldo 2025 riduce l’acconto già versato a novembre 2025 (se presente). Il totale qui indicato presuppone che l’acconto di novembre 2025 non fosse stato ancora pagato o che si tratti del primo anno.Scenario B — Ricavi 2025: 65.000 euroVoceImportoRicavi 202565.000 euroCoefficiente redditività (78%)50.700 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile47.200 euroImposta sostitutiva (15%)7.080 euroPrimo acconto (50% del dovuto)3.540 euroTotale da versare entro il 20 luglio10.620 euroScenario C — Ricavi 2025: 85.000 euro (vicino al limite)VoceImportoRicavi 202585.000 euroCoefficiente redditività (78%)66.300 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile62.800 euroImposta sostitutiva (15%)9.420 euroPrimo acconto (50% del dovuto)4.710 euroTotale da versare entro il 20 luglio14.130 euroAttenzione: chi ha superato 85.000 euro di ricavi nel 2025 esce dal regime forfettario dall’1 gennaio 2026. Chi ha superato 100.000 euro esce immediatamente, già nell’anno in corso, con obbligo di ricalcolo IVA. Se sei in questa situazione, contatta il CAF Centro Fiscale per una verifica immediata.Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con MaggiorazioneLa rateizzazione è uno strumento utilissimo per chi non riesce a versare tutto in un’unica soluzione. Ecco come funziona per i forfettari nel 2026: Proroga dal 30 giugno al 20 luglio (+0,40%)Tutti i contribuenti titolari di partita IVA possono versare entro il 20 luglio anziché il 30 giugno, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’intero importo. Non è necessario presentare alcuna richiesta: basta versare con F24 entro quella data e indicare la maggiorazione nel calcolo.Rateizzazione in 6 rate mensili da luglioSe non riesci a pagare tutto il 20 luglio, puoi rateizzare il saldo e l’acconto in un massimo di 6 rate mensili (luglio-dicembre), con queste caratteristiche:Prima rata: entro il 20 luglio (con maggiorazione 0,40%)Rate successive: entro il 16 di ogni meseInteressi: 4% annuo (pari a circa 0,33% al mese) sulle rate successive alla primaNessuna richiesta formale: basta compilare i campi corrispondenti nel software di dichiarazione o calcolare manualmenteIl piano di rateizzazione si attiva automaticamente in fase di compilazione del Modello Redditi: il software di elaborazione (o il CAF) calcola le singole rate con i relativi interessi e genera i modelli F24 precompilati per ciascuna scadenza.N. rataScadenzaInteressi aggiuntivi1ª20 luglio 2026+ 0,40% (proroga giugno)2ª16 agosto 2026+ 4% annuo (1/12 del 4%)3ª16 settembre 2026+ 4% annuo (2/12 del 4%)4ª16 ottobre 2026+ 4% annuo (3/12 del 4%)5ª16 novembre 2026+ 4% annuo (4/12 del 4%)6ª16 dicembre 2026+ 4% annuo (5/12 del 4%)Gestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento MensileLa regola d’oro per non farsi trovare impreparati a luglio è semplice: accantona ogni mese una percentuale dei tuoi incassi in un conto separato dedicato alle tasse. Questo approccio — usato da tutti i professionisti organizzati — trasforma una spesa enorme e improvvisa in un flusso gestibile. Quanto Mettere da Parte?Tipo attivitàAliquota effettiva stimata (imposta + INPS)Percentuale da accantonareProfessionista (coeff. 78%) — aliquota 5% startupcirca 15-18%20-25%Professionista (coeff. 78%) — aliquota 15%circa 28-35%30-35%Commerciante (coeff. 40%) — aliquota 15%circa 18-22%20-25%Artigiano/Commerciante con minimale INPSvariabile25-30%Consiglio pratico: apri un conto corrente dedicato (anche un conto di risparmio senza vincolo) e ogni volta che ricevi un pagamento trasferisci automaticamente il 30% su quel conto. Lo dimentichi fino a luglio. Il giorno della scadenza sei sereno.App e Strumenti UtiliMolti strumenti di gestione finanziaria per freelance e partite IVA permettono di impostare regole automatiche di accantonamento:Conti business separati: Qonto, N26 Business, BBVA Business permettono di creare “vault” o sottoconto tassazioneSoftware di contabilità: Fatture in Cloud, Aruba eInvoice — molti hanno dashboard con stima tasse in tempo realePromemoria F24: imposta alert mensili nel calendario per non dimenticare i versamenti delle rateI 7 Errori Comuni dei Forfettari a LuglioDimenticare la maggiorazione 0,40% — Non basta versare l’importo base entro il 20 luglio: devi aggiungere lo 0,40%. Se dimentichi, ti esponi a sanzioni per versamento insufficiente.Confondere saldo e acconto — Molti credono di dover versare solo le tasse sui redditi 2025. In realtà si versa anche il primo acconto per il 2026 (metodo storico o previsionale).Usare il metodo previsionale senza documentarlo — Se prevedi ricavi 2026 inferiori al 2025 e vuoi usare il metodo previsionale per ridurre l’acconto, devi avere un calcolo preciso e documentato. Se sbagli al ribasso pagi sanzioni.Non dedurre i contributi INPS — I contributi previdenziali versati nel 2025 si deducono dalla base imponibile. Molti li dimenticano e pagano più del dovuto.Ignorare l’uscita dal regime — Se nel 2025 hai superato 85.000 euro sei uscito dal forfettario dal 1° gennaio 2026. Se hai superato 100.000 sei uscito già nel 2025. In entrambi i casi l’imposta da versare è diversa.Perdere la scadenza del 20 luglio — Passato quel giorno, il versamento tardivo comporta sanzioni del 30% con ravvedimento operoso. È sempre meglio rateizzare che saltare la scadenza.Non aggiornare il codice tributo F24 — L’imposta sostitutiva del regime forfettario si versa con codici tributo specifici (non quelli IRPEF). Errori di compilazione dell’F24 vanno corretti tempestivamente.Cosa Fare se Sei a Corto di LiquiditàSe il 20 luglio si avvicina e la cassa non basta, non c’è motivo di andare nel panico. Esistono soluzioni legittime e convenienti: 1. Rateizzazione fino a dicembreCome spiegato sopra, puoi suddividere il debito in 6 rate mensili. Paga la prima il 20 luglio e il resto da agosto a dicembre, con interessi al 4% annuo. È la soluzione più semplice e non richiede autorizzazioni.2. Compensazione con crediti fiscaliSe hai crediti IRPEF, crediti per bonus edilizi, o altri crediti tributari, puoi compensare il debito tramite l’F24. La compensazione orizzontale (crediti e debiti di tributi diversi) è ammessa entro certi limiti e richiede che il credito sia indicato in dichiarazione. Verifica con il CAF se hai crediti compensabili.3. Riduzione dell’acconto con metodo previsionaleSe nel 2026 stai fatturando meno rispetto al 2025 (malattia, gravidanza, calo attività), puoi calcolare l’acconto con il metodo previsionale: stima i ricavi 2026, calcola l’imposta attesa e versa il 100% di quella cifra (non del dato storico 2025). Questo riduce subito il pagamento di luglio. Attenzione: se poi i ricavi reali superano la stima, a novembre pagherai la differenza con una piccola sanzione (tramite ravvedimento). È comunque una scelta utile in caso di calo documentato.4. Rateizzazione lunga con l’Agenzia delle EntrateIn caso di grave difficoltà economica, è possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione più lungo (fino a 72 rate mensili, in alcuni casi fino a 120) tramite istanza formale. Questa opzione è riservata a situazioni di reale difficoltà e comporta l’iscrizione a ruolo del debito: è uno strumento di ultima istanza, da valutare con un professionista.Codici Tributo F24 per il ForfettarioPer versare l’imposta sostitutiva del regime forfettario occorre usare i codici tributo corretti nel modello F24. Ecco i principali:CodiceDescrizioneQuando si usa1790Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — saldoSaldo imposta sostitutiva 20251791Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — primo accontoPrimo acconto 2026 (luglio)1792Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — secondo accontoSecondo acconto 2026 (novembre)Per i contribuenti INPS Gestione Separata, i contributi si versano con il codice PXX (saldo) e P10 (primo acconto), aggiornati annualmente dall’INPS. Per artigiani e commercianti si usano codici specifici per le quote mensili e l’eventuale eccedenza sul minimale.Novità 2026 per i Forfettari: Cosa CambiaAnche per il 2026 il regime forfettario rimane sostanzialmente stabile, ma ci sono alcune novità e conferme da tenere a mente:Soglia ricavi confermata a 85.000 euro — nessun cambiamento rispetto al 2025. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo.Soglia reddito dipendente elevata a 35.000 euro — la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha alzato il limite da 30.000 a 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente/pensione dell’anno precedente. Confermata per il 2026.Fatturazione elettronica obbligatoria — dal 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica via SDI. Nessuna esenzione residua per soglia di ricavi.Limite spese personale ridotto — dal 2025 il limite di spese per lavoratori dipendenti e collaboratori scende da 30.000 a 20.000 euro (causa ostativa).Cause ostative invariate — partecipazione in SRL a controllo diretto, produzione e cessione di beni/servizi al datore di lavoro e simili restano cause di esclusione.Per capire quanto potresti guadagnare netto dal tuo fatturato, consulta la nostra guida allo stipendio netto forfettario 2026 per professione. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da SoloGestire autonomamente i calcoli di imposta sostitutiva, acconto, deduzioni e rateizzazione è tecnicamente possibile, ma espone a errori costosi. Il CAF Centro Fiscale ti affianca con:Calcolo preciso dell’imposta sostitutiva saldo e acconto, con verifica di tutte le deduzioni applicabiliCompilazione F24 con i codici tributo corretti e gli importi esatti per ogni rataPiano di rateizzazione personalizzato sulla base della tua situazione di liquiditàVerifica requisiti forfettario per evitare sorprese in caso di superamento soglieAssistenza continua durante l’anno per evitare di arrivare a luglio impreparatoContattaci per un preventivo personalizzato sui servizi di assistenza fiscale per partite IVA forfettarie.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti (FAQ) Il 20 luglio 2026 cade di weekend o festivo?No, il 20 luglio 2026 cade di lunedì: non ci sono slittamenti. La scadenza è confermata al 20 luglio 2026.Chi è in regime forfettario startup (5%) come calcola l’acconto?Anche i forfettari con aliquota al 5% devono versare il primo acconto, calcolato sulla base dell’imposta sostitutiva 2025 (a sua volta al 5%). Il meccanismo di calcolo è identico al 15%, cambia solo l’aliquota applicata alla base imponibile.Posso pagare con il 730 precompilato?No. I forfettari presentano il Modello Redditi PF (non il 730) e dichiarano il reddito nel quadro LM. Il 730 è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati senza redditi da attività d’impresa autonoma.Se non pago entro il 20 luglio cosa succede?Puoi ricorrere al ravvedimento operoso: il versamento tardivo comporta una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Entro 14 giorni la sanzione è dello 0,0833% al giorno; entro 30 giorni sale all’1,25%; entro 90 giorni all’1,39%. Meglio sempre pagare prima possibile per minimizzare le sanzioni.I contributi INPS vanno versati anche loro entro il 20 luglio?Sì, anche i contributi INPS del saldo 2025 e il primo acconto 2026 seguono le stesse scadenze. Per la Gestione Separata, il versamento avviene in due rate: 40% entro il 20 luglio, 60% entro il 30 novembre (date standard per i titolari di partita IVA).Posso compensare l’imposta forfettaria con un credito IVA?I forfettari non hanno debiti IVA (sono fuori dal campo IVA), quindi non hanno neanche crediti IVA pregressi da compensare. Tuttavia, se hai crediti di altra natura (es. IRPEF da anni precedenti prima dell’accesso al forfettario), rivolgiti al CAF per valutare le opzioni di compensazione.Cosa significa “metodo previsionale” per l’acconto?Il metodo previsionale consente di versare l’acconto basandosi sui redditi che si stima di ottenere nell’anno in corso (2026), anziché sui dati storici del 2025. Se prevedi di fatturare meno, paghi meno acconto adesso. Se invece fatturi di più, integri a novembre (con possibili sanzioni minori rispetto alla dilazione dell’intera somma).Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 06:04:252026-07-03 07:53:35Forfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza AnsiaASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAssegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Importi e Guida per i Lavoratori AutonomiASSEGNO UNICO UNIVERSALEL’Assegno Unico Universale di luglio 2026 sta per arrivare: l’INPS ha comunicato le date di pagamento e, grazie alla rivalutazione ISTAT in vigore dal 1° gennaio 2026, gli importi sono aggiornati per milioni di famiglie italiane. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: quando arrivano i soldi sul conto corrente, quanto puoi ricevere in base al tuo ISEE, e una guida dettagliata per i lavoratori autonomi e le partite IVA, che spesso hanno dubbi su come funziona questo sostegno mensile.Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapidaDate di pagamento Assegno Unico luglio 2026Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTATCosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegnoAssegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completaCome aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno correttoCosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliatoAssegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinanoScadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiCos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapidaL’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.Chi ha diritto all’Assegno Unico:Cittadini italiani e UE residenti in ItaliaCittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodoCon figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciutaCon residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio) Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026Beneficiari con domanda già in corso senza variazioni (rinnovo automatico)20-21 luglio 2026Nuove domande presentate nel mese di giugno 2026Di norma nell’ultima settimana di luglioDomande con variazioni ISEE presentate entro giugnoDate comunicate dall’INPS (con conguaglio arretrati)Secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), a luglio i pagamenti ordinari avvengono il 20 e 21 luglio: le date cambiano ogni mese. Se hai già una domanda attiva e accolta, senza variazioni, vedrai l’accredito in questi giorni.Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece, di norma, nell’ultima settimana di luglio.Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTATGli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT del +1,4%, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1) sono i seguenti: Importo base per ciascun figlioFascia ISEEImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anniISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euroISEE tra 17.468,52 e 46.582,71 euroImporto progressivo (tra 203,80 e 58,30 euro)Tra 99,10 e 29,10 euroISEE oltre 46.582,71 euro oppure senza ISEE58,30 euro29,10 euroIn pratica: se il tuo ISEE è molto basso (fino a 17.468,51 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un ISEE oltre 46.582,71 euro, il beneficio scende al minimo garantito di 58,30 euro per figlio minorenne.Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.Maggiorazioni previste dalla leggeOltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizioneFiglio con disabilità (under 21)99,10 euro (media), 110,60 euro (grave), 122,30 euro (non autosufficienza)Disabilità riconosciuta; importo fisso, non dipende dall’ISEEFamiglie con 4 o più figli150 euro al mese per nucleoImporto forfettario per nucleo, non per figlioEntrambi i genitori lavoratorifino a 34,90 euro per figlioPer ogni figlio minorenne, entrambi i genitori con reddito da lavoro; l’importo scende con l’ISEE e si azzera oltre 46.582,71 euroMadri under 2123,30 euro per figlioMadre di età inferiore a 21 anniEsempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. Per figli minorenni, l’importo base con questo ISEE è di 191,00 euro per figlio (Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto anche alla maggiorazione per il secondo percettore di reddito, che a questo livello di ISEE vale 31,80 euro per figlio. Totale mensile: (191,00 + 31,80) × 2 = 445,60 euro al mese.Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegnoIl termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.Per il 2026, le soglie ISEE e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati dal 1° gennaio in base alla variazione ISTAT dei prezzi del 2025 (+1,4%), con le tabelle pubblicate dall’INPS nella Circolare n. 7 del 30 gennaio 2026. Le soglie chiave sono:Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.468,51 euro (per l’importo massimo di 203,80 euro per figlio minorenne)Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 46.582,71 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 58,30 euro per figlio minorenne)Queste soglie vengono aggiornate ogni anno dal 1° gennaio (art. 4, comma 11, D.Lgs. 230/2021) sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completaUna delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori. Chi ha diritto tra gli autonomiHanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:Risiedono in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure hanno un contratto di lavoro di almeno 6 mesiHanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)Hanno un domicilio fiscale in ItaliaNon esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomiQui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:Categoria attivitàCoefficiente di redditivitàAttività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%Alloggio e ristorazione40%Commercio all’ingrosso e dettaglio40%Costruzioni e attività immobiliari86%Altre attività economiche67%Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPSLa maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomiLa maggiorazione fino a 34,90 euro per figlio minorenne (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, decrescente con l’ISEE) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.Attenzione: la maggiorazione spetta solo per i figli minorenni. Per i figli tra 18 e 21 anni, che danno diritto all’assegno solo se soddisfano almeno una delle condizioni previste dalla legge (frequenza scolastica o universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile), la maggiorazione per il secondo percettore non spetta.Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomoLa domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, se la DSU è presentata entro il 30 giugno, gli arretrati da marzo.Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno correttoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiareCU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024Visura catastale degli immobili possedutiDati sulle auto di proprietàEventuali documentazione su disabilità o non autosufficienzaIl CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdICosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliatoPuò capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni. L’assegno non è arrivato entro il 21 luglioSe sei un beneficiario consolidato e il 21 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 23 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 23 luglio il pagamento non è ancora arrivato:Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domandaControlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e correttoVerifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronatoL’importo ricevuto è inferiore alle aspettativeL’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 58,30 euro per figlio minorenneDati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitoriConguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importoFiglio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinanoL’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?Assegno Unico Universale20-21 luglio—Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSìAssegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegratoLeggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PFPer le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:ScadenzaCosa fareDopo il 30 giugno 2026Presentare comunque la DSU/ISEE: l’assegno si aggiorna, ma senza arretrati per i mesi precedentiDicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026, l’assegno viene ricalcolato da marzo 2026 con i relativi arretrati (gennaio e febbraio sono calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). Se la presenti dopo il 30 giugno, l’importo aggiornato non recupera i mesi precedenti.Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?Per chi ha già la domanda attiva e confermata, senza variazioni, il pagamento avviene il 20 e 21 luglio 2026, secondo il calendario INPS. Per le nuove domande presentate a giugno, il primo pagamento arriva di norma nell’ultima settimana di luglio.Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni). Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.Devo rinnovare la domanda ogni anno?No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPSPrima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passoVariazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo correttoIstanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo contoConsulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegnoPer un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine. Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-09-29 10:28:44Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Importi e Guida per i Lavoratori AutonomiCAF, ISEEBonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono AvvantaggiateUn bonus spesa da 1.000 euro per le famiglie italiane con ISEE inferiore a 15.000 euro: non si tratta di un singolo pagamento in un’unica soluzione, ma del valore complessivo delle agevolazioni previste dal governo per supportare i nuclei familiari a basso reddito nella spesa quotidiana. In cima alla lista ci sono le famiglie con un indicatore ISEE più basso, che possono accedere a importi maggiorati e a misure cumulative.In questo articolo vediamo nel dettaglio quali misure rientrano in questo bonus spesa, chi ha diritto all’importo massimo, come si calcola il proprio ISEE e in che modo rivolgersi al CAF per ottenere tutti i benefici spettanti.Indice dei contenutiCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaRequisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateChi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiCome Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloImporti del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieCome Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareDifferenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaIl Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoDomande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 EuroConclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaQuando si parla di “bonus spesa 1.000 euro” si fa riferimento, nella maggior parte dei casi, all’insieme delle misure di sostegno agli acquisti alimentari e di prima necessità messe a disposizione dal governo italiano. La principale è la Carta Dedicata a Te (ex Carta Risparmio Spesa), una carta prepagata erogata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Comune di residenza.La Carta Dedicata a Te viene caricata con un importo periodico e può essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, prodotti per l’igiene personale e carburante. Il valore cumulativo annuo per le famiglie più numerose e con reddito più basso può avvicinarsi o superare i 1.000 euro, motivo per cui viene spesso indicata con questa cifra nella comunicazione istituzionale e nei media.Attenzione: i 1.000 euro non vengono erogati tutti in una volta, ma attraverso ricariche periodiche sulla carta prepagata. L’importo effettivo dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla fascia ISEE. Requisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateIl bonus spesa è strutturato con una logica progressiva inversa: più è basso l’ISEE del nucleo familiare, maggiore è il beneficio ottenuto. In pratica, le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro godono di una corsia preferenziale rispetto alle famiglie con redditi più alti.Questo meccanismo funziona in questo modo: le famiglie vengono collocate in una graduatoria stilata dal Comune in base all’ISEE. Le prime ad essere selezionate sono quelle con ISEE più basso. A parità di numero di componenti del nucleo familiare, chi ha un indicatore ISEE inferiore viene servito prima, e in molti casi ottiene importi maggiorati.La soglia di 15.000 euro di ISEE è il limite massimo per accedere alla misura principale. Famiglie con ISEE superiore a questa soglia vengono escluse dalla Carta Dedicata a Te, indipendentemente dalla composizione del nucleo. Esempio pratico: come funziona la graduatoriaImmagina tre famiglie con 4 componenti ciascuna, residenti nello stesso Comune:Famiglia A: ISEE di 4.200 euro → prima in graduatoria, ottiene l’importo più altoFamiglia B: ISEE di 9.500 euro → seconda in graduatoria, accede alla carta ma con importo standardFamiglia C: ISEE di 16.000 euro → esclusa dalla misura (sopra la soglia massima)Questo meccanismo garantisce che le risorse disponibili vengano distribuite prima a chi ne ha più bisogno.Chi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiPer accedere al bonus spesa collegato alla Carta Dedicata a Te, il nucleo familiare deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:Cittadinanza italiana o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodoResidenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativiISEE inferiore a 15.000 euro (soglia aggiornata al 2026)Non essere già beneficiari di Assegno di Inclusione (ADI) o Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)Non avere nel nucleo familiare persone intestatarie di veicoli immatricolati nei 24 mesi precedenti (con alcune eccezioni per disabilità)Nota importante: la misura non richiede presentazione di domanda da parte del cittadino. È il Comune che, in base alle graduatorie INPS, individua i beneficiari e consegna la carta. Tuttavia è fondamentale avere un ISEE aggiornato e valido. Come Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro che lo Stato utilizza per valutare la situazione economica di una famiglia. Tiene conto non solo dei redditi, ma anche del patrimonio mobiliare (risparmi, conti correnti, titoli) e immobiliare (case di proprietà), rapportato al numero di componenti del nucleo familiare.Per il bonus spesa è necessario avere un ISEE in corso di validità. L’ISEE ha validità annuale (dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno) e va rinnovato tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Cosa serve per calcolare l’ISEECodice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiareRedditi 2024 (dichiarazione 730 o Modello Redditi)Saldo e giacenza media del conto corrente al 31 dicembre 2024Dati catastali degli immobili di proprietàValore di titoli, azioni, fondi e altri strumenti finanziariIl CAF Centro Fiscale offre il servizio di calcolo e presentazione della DSU per l’ISEE. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, è importante farlo il prima possibile per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni.Importi del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieGli importi del bonus spesa variano in base al numero di componenti del nucleo familiare. La Carta Dedicata a Te prevede importi differenziati per fasce di numerosità:Componenti nucleo familiareImporto indicativo annuoFamiglie con minori o anziani (nucleo 2 persone)Importo baseNuclei con 3 o più componentiImporto maggioratoNuclei numerosi (4+ componenti con minori)Importo più elevatoNota: Gli importi precisi vengono definiti con decreto ministeriale. Il valore complessivo delle ricariche può avvicinarsi ai 1.000 euro per i nuclei più numerosi con ISEE molto basso. Contatta il CAF Centro Fiscale per conoscere l’importo esatto applicabile alla tua situazione familiare. Come Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareLa Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile presso i supermercati e i negozi convenzionati. Ecco cosa si può acquistare:Alimenti di prima necessità: frutta, verdura, pane, latte, carne, pesce, legumi, cerealiProdotti per l’igiene personale e per la cura della casaCarburante per l’autovettura (benzina, diesel, GPL, metano)La carta non può essere utilizzata per acquistare alcolici, tabacchi, giochi e scommesse, articoli di lusso o prodotti non alimentari non essenziali.Le eventuali somme non spese entro la scadenza indicata non vengono trasferite al periodo successivo: è quindi importante utilizzare l’importo ricaricato entro i termini previsti.Differenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaSpesso si fa confusione tra diverse misure di sostegno alla spesa. Ecco le principali differenze:MisuraISEE richiestoBeneficiariImportoCarta Dedicata a TeSotto 15.000 euroFamiglie con minoriRicarica periodicaCarta Acquisti OrdinariaISEE non superiore a soglia specificaAnziani 65+ e bambini 0-3 anniImporto definito per decreto (consulta INPS.it)Assegno di Inclusione (ADI)Soglia ISEE ridotta (vedi INPS.it per requisiti aggiornati)Nuclei con disabili o minoriVariabile + integrazione affittoLa Carta Acquisti Ordinaria è invece destinata agli anziani (over 65) e alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, con un importo definito annualmente per decreto. Molte famiglie possono beneficiare di entrambe le misure, se soddisfano i requisiti di entrambe. Il Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoAvere un ISEE calcolato correttamente è fondamentale per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni. Un ISEE errato o incompleto può portare a un indicatore più alto del reale, escludendo la famiglia da misure a cui ha diritto.Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo per:Compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) correttamenteCalcolare l’ISEE tenendo conto di tutte le deduzioni e le eccezioni previste dalla leggeVerificare se la famiglia ha diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni cumulativePresentare ricorso in caso di ISEE precompilato errato da parte dell’INPSRicorda: il servizio di calcolo ISEE presso il CAF è gratuito per molte categorie di assistiti. Contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato e per scoprire a quali agevolazioni hai diritto.Domande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 Euro Devo fare domanda per ricevere il bonus spesa?In linea generale, no. Per la Carta Dedicata a Te i beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS tramite le graduatorie ISEE e comunicati ai Comuni. È però fondamentale avere l’ISEE aggiornato: senza un ISEE valido non comparirai nelle graduatorie.Il bonus spesa è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o l’ADI?No. Chi percepisce già l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è escluso dalla Carta Dedicata a Te. Questo perché si tratta di misure diverse che non possono essere cumulate.Cosa succede se il mio ISEE supera i 15.000 euro di poco?Se l’ISEE supera la soglia, non si ha diritto alla Carta Dedicata a Te. Tuttavia, potrebbero essere disponibili misure locali di sostegno (comuni, regioni, enti di assistenza) per famiglie in difficoltà. Il CAF può indicarti le agevolazioni disponibili nel tuo territorio.La carta si può usare online?No, la Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile solo presso i punti vendita fisici convenzionati. Non è possibile usarla per acquisti online.L’ISEE va rinnovato ogni anno?Sì. L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Per continuare a ricevere i benefici è necessario rinnovare la DSU ogni anno. Il CAF Centro Fiscale ti supporta in questa operazione, spesso con appuntamenti dedicati a partire da gennaio.Conclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaIl bonus spesa da 1.000 euro è una misura concreta per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, con un sistema di accesso che premia i redditi più bassi. Per non perdere questo beneficio, la priorità è una sola: avere un ISEE aggiornato e corretto.Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, o se vuoi verificare che il tuo indicatore sia calcolato nel modo più vantaggioso possibile, contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. I nostri operatori sono a disposizione per aiutarti a non perdere nessuna delle agevolazioni a cui hai diritto.Puoi anche consultare i nostri approfondimenti su argomenti correlati: Pensioni luglio 2026: date dei pagamenti e Modello 730 2026: novità e spese detraibili.Luglio 3, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 04:04:252026-07-03 07:53:40Bonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono AvvantaggiatePagina 70 di 191«‹6869707172›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, PATRONATOElenco malattie professionali INAIL 2026: tabellate, non tabellate e presunzione legaleElenco malattie professionali INAIL 2026: tabellate, non tabellate e presunzione legaleLe malattie professionali sono patologie causate dall’attivita lavorativa svolta nel tempo e tutelate dall’INAIL attraverso un sistema di indennizzo. Nel 2026, la normativa di riferimento principale rimane il Decreto Ministeriale 9 aprile 2008 (aggiornato con successive integrazioni), che distingue tra malattie tabellate (con presunzione legale di origine professionale) e malattie non tabellate (da dimostrare caso per caso). In questa guida illustriamo l’elenco aggiornato, la differenza tra le due categorie e come presentare domanda di indennizzo all’INAIL.Per la guida completa sull’aggravamento delle malattie professionali, leggi il nostro articolo su INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda.Indice dei contenutiMalattie tabellate e non tabellate: la differenza fondamentaleIl Decreto Ministeriale 9 aprile 2008: cosa contienePrincipali malattie tabellate INAIL: elenco per categoriaMalattie non tabellate: come funziona il riconoscimentoCome presentare domanda di malattia professionale all’INAILDomande frequenti (FAQ)Conclusione: conosci i tuoi diritti per la malattia professionaleMalattie tabellate e non tabellate: la differenza fondamentale Il sistema INAIL distingue due grandi categorie di malattie professionali in base al meccanismo di riconoscimento:CaratteristicaMalattie tabellateMalattie non tabellatePresunzione origine professionaleSI (automatica)NO (da dimostrare)Onere della provaA carico dell’INAIL (deve smentire il nesso)A carico del lavoratoreRiconoscimento INAILPiu rapido se rispettato periodo massimo di indennizzabilitaRichiede istruttoria medico-legaleElenco di riferimentoDM 9 aprile 2008 (Tabella A e B) + integrazioniQualsiasi patologia con nesso causale dimostrabileLa presunzione legale per le malattie tabellate e sancita dall’art. 3 comma 2 del DPR 1124/1965: se il lavoratore ha svolto le lavorazioni indicate nella tabella INAIL e contrae la malattia corrispondente entro il periodo massimo di indennizzabilita, l’origine professionale si presume senza necessita di ulteriore prova.Il Decreto Ministeriale 9 aprile 2008: cosa contiene Il DM 9 aprile 2008 ha aggiornato le tabelle delle malattie professionali, suddividendo le patologie in due elenchi distinti per lavoratori dell’industria e lavoratori dell’agricoltura. Le tabelle sono strutturate in tre liste:Lista I: malattie la cui origine professionale e di elevata probabilita (presunzione molto forte)Lista II: malattie la cui origine professionale e di limitata probabilita (riconoscibili ma con maggiore istruttoria)Lista III: malattie la cui origine professionale e possibile (elenco aperto, da dimostrare caso per caso)Principali malattie tabellate INAIL: elenco per categoriaMalattie da agenti chimiciIntossicazione da piombo e composti inorganiciIntossicazione da mercurio e compostiIntossicazione da benzene e omologhiIntossicazione da solventi organici alogenati (es. tricloroetilene, cloruro di vinile)Intossicazione da cromo e composti (esavalente)Dermatiti da cemento (cromo)Avvelenamento da pesticidi organofosforiciMesotelioma pleurico, peritoneale, pericardico da amiantoCarcinoma polmonare da amiantoMalattie da agenti fisiciIpoacusia e sordita da rumore (lavorazioni con esposizione a rumore superiore a 85 dB)Sindrome da vibrazioni mano-braccio: sindrome di Raynaud, neuropatie periferiche (lavoratori con utensili vibranti)Malattie da vibrazioni corpo intero: rachiopatie lombari (es. autotrasportatori, operatori di macchinari)Cataratta professionale da radiazioni infrarosse (soffiatori di vetro, fornaciai)Sindrome del tunnel carpale da movimenti ripetitiviMalattie da agenti biologiciBrucellosi (lavoratori agricoli, veterinari, addetti macelli)Tubercolosi (personale sanitario)Epatite virale B e C (personale sanitario)Leptospirosi (fognisti, agricoltori in aree umide)Tetano (agricoltori)Tumori professionali riconosciutiMesotelioma pleurico e peritoneale (amianto)Carcinoma polmonare (amianto, cromo esavalente, nichel, arsenico, berillio)Carcinoma della vescica (amine aromatiche, coloranti, industria della gomma)Leucemie da benzeneSarcoma delle parti molli e linfomi (policlorobifenili, diossina)Malattie non tabellate: come funziona il riconoscimento La Corte Costituzionale, con sentenza n. 179/1988, ha stabilito che anche le malattie non tabellate devono essere indennizzate dall’INAIL, purche il lavoratore dimostri il nesso di causa tra la malattia e l’attivita lavorativa svolta. Questo ha ampliato significativamente la tutela INAIL, includendo patologie che non erano previste nelle tabelle originarie.Per il riconoscimento di una malattia non tabellata il lavoratore deve fornire:Documentazione medica della diagnosi (esami, ricoveri, visite specialistiche)Documentazione lavorativa: buste paga, contratti, attestazioni dell’esposizione al rischioRelazione medico-legale (spesso necessaria) che attesti il nesso causaleLetteratura scientifica che supporti il collegamento tra la specifica mansione e la patologiaEsempi di malattie non tabellate riconosciute nel corso degli anni: ernie discali da carichi pesanti, tendiniti da movimenti ripetitivi, patologie da stress lavorativo cronico, tumori da sostanze non ancora tabellate.Come presentare domanda di malattia professionale all’INAILLa procedura per richiedere il riconoscimento e l’indennizzo della malattia professionale all’INAIL si articola in questi passaggi:Denuncia del medico certificatore: il medico curante (o lo specialista) compila il certificato di malattia professionale (modello INAIL per denuncia medica) al momento della prima diagnosi o del sospetto fondato di origine professionaleDenuncia del lavoratore: il lavoratore presenta all’INAIL la denuncia di malattia professionale (online sul portale INAIL, tramite patronato o sede territoriale)Visita medico-legale INAIL: un medico INAIL visita il lavoratore e valuta l’entita del danno biologico (percentuale di invalidita)Istruttoria tecnica: INAIL verifica le condizioni lavorative attraverso ispezioni o richieste al datoreLiquidazione dell’indennizzo: in base alla percentuale di invalidita e al tipo di prestazione (rendita, indennizzo in capitale, cure)Termini per la denuncia: la prescrizione del diritto all’indennizzo per malattia professionale decorre dalla data di prima manifestazione della malattia (non dall’inizio dell’esposizione al rischio). Il termine e di 3 anni dalla manifestazione (art. 112 DPR 1124/1965), ma la giurisprudenza tende a ritenere la prescrizione sospesa finche il lavoratore non conosce o puo conoscere la natura professionale della malattia.Domande frequenti (FAQ)Posso richiedere l’indennizzo INAIL anche se la malattia si e manifestata dopo la fine del rapporto di lavoro?Si. Molte malattie professionali (soprattutto quelle da amianto, tumori professionali, ipoacusia) si manifestano anche a distanza di anni o decenni dall’esposizione. L’INAIL riconosce l’indennizzo anche per malattie insorte dopo la cessazione del rapporto lavorativo, purche il nesso causale con l’attivita svolta sia dimostrabile.Quante indennizzi si percepisce per una malattia professionale?Dipende dalla percentuale di invalidita permanente riconosciuta dall’INAIL. Per invalidita inferiori al 6%, non c’e indennizzo (soglia minima). Da 6% a 15%: indennizzo in capitale (pagamento unico). Oltre il 16%: rendita vitalizia mensile. In caso di morte: rendita ai superstiti.La malattia professionale viene riconosciuta anche se ho gia smesso di lavorare?Si. Come anticipato, l’INAIL tutela i lavoratori (e gli ex lavoratori) indipendentemente dall’attuale stato occupazionale. La domanda va presentata entro 3 anni dalla prima manifestazione della malattia (o dalla diagnosi che ne stabilisce l’origine professionale).Il datore di lavoro viene informato della mia denuncia all’INAIL?Si. Il datore di lavoro e tenuto per legge a presentare la propria denuncia di malattia professionale (entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico). Nel corso dell’istruttoria, l’INAIL puo contattare il datore per verificare le condizioni lavorative e l’esposizione al rischio.Conclusione: conosci i tuoi diritti per la malattia professionaleIl sistema di tutela INAIL per le malattie professionali garantisce un indennizzo a tutti i lavoratori che sviluppano patologie legate all’attivita lavorativa svolta, sia che si tratti di malattie tabellate (con presunzione legale automatica) sia di malattie non tabellate (con dimostrazione del nesso causale). Il DM 9 aprile 2008 ha aggiornato e ampliato l’elenco delle patologie riconoscibili, e la giurisprudenza continua a evolvere in senso pro-lavoratore.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza patronale per la presentazione della denuncia di malattia professionale, il supporto nella raccolta della documentazione e l’assistenza nei ricorsi INAIL in caso di rigetto. Prenota un appuntamento per valutare la tua situazione specifica.Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 08:30:002026-07-03 07:53:33Elenco malattie professionali INAIL 2026: tabellate, non tabellate e presunzione legale
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOPensione Luglio 2026 Piu Alta? Perche Cambia l’Importo e Cosa AspettarsiLa pensione di luglio 2026 tipicamente arriva più alta del solito: tre fattori si sommano sul cedolino del mese. Primo, la quattordicesima per chi ha diritto (64+ anni e reddito basso). Secondo, le prime tracce del rimborso 730/2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. Terzo, eventuali bonus extra come il bonus 100 € pensionati low income. Vediamo perché succede, come distinguere le voci e quando torna “normale”.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.3 motivi per cui luglio 2026 è diverso Quattordicesima: somma aggiuntiva annuale per pensionati 64+ con reddito entro 1,5x minimo (336-655 €).Rimborso 730/2026 a credito: primi accrediti per chi ha presentato il modello entro maggio.Eventuali bonus straordinari: bonus 100 € pensionati a basso reddito (se confermato dalla Legge di Bilancio 2026).Causa 1: quattordicesima per chi spetta Vedi la guida quattordicesima luglio 2026. Importi tipici: 336 € (under 15 anni contributi), 420 € (15-25 anni), 504 € (oltre 25 anni). In fascia ridotta fino a 655 €.Causa 2: prime tracce conguaglio 730 Per i pensionati che hanno presentato il 730 entro fine maggio, il rimborso a credito arriva sul cedolino di luglio. Importi tipici 200-1.500 € per spese mediche, ristrutturazioni, detrazioni familiari. Vedi guida rimborso 730 pensionati.Causa 3: bonus 100 euro pensionati low income (se attivo) La Legge di Bilancio 2026 può prevedere bonus straordinari per i pensionati con reddito molto basso. Se attivo, viene erogato come voce a credito sul cedolino senza necessità di domanda (INPS verifica d’ufficio). Verifica su MyINPS la presenza della voce.Verifica netto vs giugno: confronto in 1 minuto Apri cedolino giugno 2026 e cedolino luglio 2026 su MyINPS.Confronta i totali a credito: la differenza è la quattordicesima + eventuali bonus.Verifica voci a debito: trattenute IRPEF, addizionali (uguali o simili).Se l’aumento è coerente con i requisiti, tutto regolare.Esempi pratici (3 profili) Profilo A – Pensionato 67 anni, 30 anni contributi, reddito 11.000 €: giugno 850 €, luglio 1.354 € (quattordicesima 504 €).Profilo B – Pensionato 70 anni, 25 anni contributi, reddito 18.000 € (fuori soglia quattordicesima): giugno 1.350 €, luglio 1.580 € (solo rimborso 730 di 230 €).Profilo C – Pensionato 75 anni, 20 anni contributi, reddito 8.500 €: giugno 750 €, luglio 1.490 € (quattordicesima 420 € + rimborso 730 320 € + eventuale bonus 100 €).Quando la pensione torna normale da agostoDa agosto 2026 il cedolino torna a importo “normale” senza quattordicesima (che è annuale). Possono continuare i rimborsi 730 per chi ha presentato il modello dopo giugno (vedi calendario nella guida rimborso 730). I bonus straordinari si esauriscono nel mese di erogazione.FAQ Pensione luglio sempre più alta?Per chi ha diritto a quattordicesima o rimborso 730 sì. Per chi non ha questi requisiti, l’importo resta come giugno.Come distinguo quattordicesima da rimborso 730?Sul cedolino sono voci separate: la quattordicesima ha causale “Somma aggiuntiva pensionati” o “QU”; il rimborso 730 ha causale “Conguaglio 730 a credito”.L’aumento è permanente?No, è una tantum (quattordicesima è annuale, rimborso 730 è una volta sola). Da agosto la pensione torna all’importo ordinario.Devo dichiararla in 730?La quattordicesima è già inclusa nella CU INPS che usi per il 730 dell’anno successivo. Il rimborso 730 in arrivo non va dichiarato di nuovo.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 07:00:002026-07-03 07:00:00Pensione Luglio 2026 Piu Alta? Perche Cambia l’Importo e Cosa Aspettarsi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza AnsiaIl 20 luglio 2026 si avvicina e per migliaia di titolari di partita IVA in regime forfettario si tratta di una delle date più attese — e temute — dell’anno fiscale. In quella giornata scade il termine per versare il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 e il primo acconto 2026, due voci che possono impattare in modo significativo sulla cassa di chi lavora in proprio.Niente panico: con la giusta pianificazione e le informazioni corrette, è possibile affrontare questa scadenza con serenità. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: come si calcolano le imposte, quando e come rateizzarle, e quali strategie adottare fin da oggi per non trovarti mai più a corto di liquidità a luglio.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro CompletoCome si Calcola l’Imposta Sostitutiva del ForfettarioSimulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con MaggiorazioneGestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento MensileI 7 Errori Comuni dei Forfettari a LuglioCosa Fare se Sei a Corto di LiquiditàCodici Tributo F24 per il ForfettarioNovità 2026 per i Forfettari: Cosa CambiaIl Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da SoloDomande Frequenti (FAQ)Cosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro CompletoIl 20 luglio è il termine di proroga ordinario per i soggetti con partita IVA che non hanno versato entro il 30 giugno la prima rata delle imposte dovute con il Modello Redditi. Questo slittamento comporta però una maggiorazione dello 0,40% sugli importi versati, a titolo di interesse compensativo. Nel 2026 il 20 luglio cade di lunedì, quindi non ci sono ulteriori slittamenti.Per i contribuenti in regime forfettario, le somme da versare entro quella data riguardano:Saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (anno d’imposta 2025, dichiarato nel Modello Redditi 2026)Primo acconto 2026 calcolato in base ai redditi 2025Contributi INPS (gestione separata o artigiani/commercianti) se non rateizzatiVedi anche la nostra guida completa sulle scadenze fiscali di luglio 2026 per il quadro generale di tutte le date di questo mese. Come si Calcola l’Imposta Sostitutiva del ForfettarioIl regime forfettario applica un’imposta sostitutiva che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP e IVA. L’aliquota è:15% per chi è già in attività5% per le nuove attività (startup) nei primi cinque anni, purché non si sia esercitata un’attività analoga nei tre anni precedenti e non si tratti di prosecuzione di un’attività precedenteIl calcolo avviene sulla base imponibile così determinata:Base imponibile = Ricavi/compensi × Coefficiente di redditività − Contributi previdenziali versati nell’annoIl coefficiente di redditività varia in base al codice ATECO dell’attività. I principali sono:Categoria attivitàCoefficienteProfessionisti (legali, sanitari, tecnici, informatici)78%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante alimentari e bevande40%Commercio ambulante altro54%Intermediari del commercio62%Alloggio e ristorazione67%Costruzioni e immobiliari86%Altre attività economiche67%Per approfondire i coefficienti per singolo settore, leggi la nostra guida ai coefficienti di redditività forfettario 2026. Simulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?Vediamo tre scenari concreti per un professionista (coefficiente 78%) in regime forfettario ordinario (aliquota 15%), ipotizzando contributi INPS gestione separata già versati di circa 3.500 euro nel 2025. Scenario A — Ricavi 2025: 45.000 euroVoceImportoRicavi 202545.000 euroCoefficiente redditività (78%)35.100 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile31.600 euroImposta sostitutiva (15%)4.740 euroPrimo acconto (50% del dovuto)2.370 euroTotale da versare entro il 20 luglio7.110 euro (saldo 2025 + acconto)Nota: il saldo 2025 riduce l’acconto già versato a novembre 2025 (se presente). Il totale qui indicato presuppone che l’acconto di novembre 2025 non fosse stato ancora pagato o che si tratti del primo anno.Scenario B — Ricavi 2025: 65.000 euroVoceImportoRicavi 202565.000 euroCoefficiente redditività (78%)50.700 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile47.200 euroImposta sostitutiva (15%)7.080 euroPrimo acconto (50% del dovuto)3.540 euroTotale da versare entro il 20 luglio10.620 euroScenario C — Ricavi 2025: 85.000 euro (vicino al limite)VoceImportoRicavi 202585.000 euroCoefficiente redditività (78%)66.300 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile62.800 euroImposta sostitutiva (15%)9.420 euroPrimo acconto (50% del dovuto)4.710 euroTotale da versare entro il 20 luglio14.130 euroAttenzione: chi ha superato 85.000 euro di ricavi nel 2025 esce dal regime forfettario dall’1 gennaio 2026. Chi ha superato 100.000 euro esce immediatamente, già nell’anno in corso, con obbligo di ricalcolo IVA. Se sei in questa situazione, contatta il CAF Centro Fiscale per una verifica immediata.Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con MaggiorazioneLa rateizzazione è uno strumento utilissimo per chi non riesce a versare tutto in un’unica soluzione. Ecco come funziona per i forfettari nel 2026: Proroga dal 30 giugno al 20 luglio (+0,40%)Tutti i contribuenti titolari di partita IVA possono versare entro il 20 luglio anziché il 30 giugno, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’intero importo. Non è necessario presentare alcuna richiesta: basta versare con F24 entro quella data e indicare la maggiorazione nel calcolo.Rateizzazione in 6 rate mensili da luglioSe non riesci a pagare tutto il 20 luglio, puoi rateizzare il saldo e l’acconto in un massimo di 6 rate mensili (luglio-dicembre), con queste caratteristiche:Prima rata: entro il 20 luglio (con maggiorazione 0,40%)Rate successive: entro il 16 di ogni meseInteressi: 4% annuo (pari a circa 0,33% al mese) sulle rate successive alla primaNessuna richiesta formale: basta compilare i campi corrispondenti nel software di dichiarazione o calcolare manualmenteIl piano di rateizzazione si attiva automaticamente in fase di compilazione del Modello Redditi: il software di elaborazione (o il CAF) calcola le singole rate con i relativi interessi e genera i modelli F24 precompilati per ciascuna scadenza.N. rataScadenzaInteressi aggiuntivi1ª20 luglio 2026+ 0,40% (proroga giugno)2ª16 agosto 2026+ 4% annuo (1/12 del 4%)3ª16 settembre 2026+ 4% annuo (2/12 del 4%)4ª16 ottobre 2026+ 4% annuo (3/12 del 4%)5ª16 novembre 2026+ 4% annuo (4/12 del 4%)6ª16 dicembre 2026+ 4% annuo (5/12 del 4%)Gestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento MensileLa regola d’oro per non farsi trovare impreparati a luglio è semplice: accantona ogni mese una percentuale dei tuoi incassi in un conto separato dedicato alle tasse. Questo approccio — usato da tutti i professionisti organizzati — trasforma una spesa enorme e improvvisa in un flusso gestibile. Quanto Mettere da Parte?Tipo attivitàAliquota effettiva stimata (imposta + INPS)Percentuale da accantonareProfessionista (coeff. 78%) — aliquota 5% startupcirca 15-18%20-25%Professionista (coeff. 78%) — aliquota 15%circa 28-35%30-35%Commerciante (coeff. 40%) — aliquota 15%circa 18-22%20-25%Artigiano/Commerciante con minimale INPSvariabile25-30%Consiglio pratico: apri un conto corrente dedicato (anche un conto di risparmio senza vincolo) e ogni volta che ricevi un pagamento trasferisci automaticamente il 30% su quel conto. Lo dimentichi fino a luglio. Il giorno della scadenza sei sereno.App e Strumenti UtiliMolti strumenti di gestione finanziaria per freelance e partite IVA permettono di impostare regole automatiche di accantonamento:Conti business separati: Qonto, N26 Business, BBVA Business permettono di creare “vault” o sottoconto tassazioneSoftware di contabilità: Fatture in Cloud, Aruba eInvoice — molti hanno dashboard con stima tasse in tempo realePromemoria F24: imposta alert mensili nel calendario per non dimenticare i versamenti delle rateI 7 Errori Comuni dei Forfettari a LuglioDimenticare la maggiorazione 0,40% — Non basta versare l’importo base entro il 20 luglio: devi aggiungere lo 0,40%. Se dimentichi, ti esponi a sanzioni per versamento insufficiente.Confondere saldo e acconto — Molti credono di dover versare solo le tasse sui redditi 2025. In realtà si versa anche il primo acconto per il 2026 (metodo storico o previsionale).Usare il metodo previsionale senza documentarlo — Se prevedi ricavi 2026 inferiori al 2025 e vuoi usare il metodo previsionale per ridurre l’acconto, devi avere un calcolo preciso e documentato. Se sbagli al ribasso pagi sanzioni.Non dedurre i contributi INPS — I contributi previdenziali versati nel 2025 si deducono dalla base imponibile. Molti li dimenticano e pagano più del dovuto.Ignorare l’uscita dal regime — Se nel 2025 hai superato 85.000 euro sei uscito dal forfettario dal 1° gennaio 2026. Se hai superato 100.000 sei uscito già nel 2025. In entrambi i casi l’imposta da versare è diversa.Perdere la scadenza del 20 luglio — Passato quel giorno, il versamento tardivo comporta sanzioni del 30% con ravvedimento operoso. È sempre meglio rateizzare che saltare la scadenza.Non aggiornare il codice tributo F24 — L’imposta sostitutiva del regime forfettario si versa con codici tributo specifici (non quelli IRPEF). Errori di compilazione dell’F24 vanno corretti tempestivamente.Cosa Fare se Sei a Corto di LiquiditàSe il 20 luglio si avvicina e la cassa non basta, non c’è motivo di andare nel panico. Esistono soluzioni legittime e convenienti: 1. Rateizzazione fino a dicembreCome spiegato sopra, puoi suddividere il debito in 6 rate mensili. Paga la prima il 20 luglio e il resto da agosto a dicembre, con interessi al 4% annuo. È la soluzione più semplice e non richiede autorizzazioni.2. Compensazione con crediti fiscaliSe hai crediti IRPEF, crediti per bonus edilizi, o altri crediti tributari, puoi compensare il debito tramite l’F24. La compensazione orizzontale (crediti e debiti di tributi diversi) è ammessa entro certi limiti e richiede che il credito sia indicato in dichiarazione. Verifica con il CAF se hai crediti compensabili.3. Riduzione dell’acconto con metodo previsionaleSe nel 2026 stai fatturando meno rispetto al 2025 (malattia, gravidanza, calo attività), puoi calcolare l’acconto con il metodo previsionale: stima i ricavi 2026, calcola l’imposta attesa e versa il 100% di quella cifra (non del dato storico 2025). Questo riduce subito il pagamento di luglio. Attenzione: se poi i ricavi reali superano la stima, a novembre pagherai la differenza con una piccola sanzione (tramite ravvedimento). È comunque una scelta utile in caso di calo documentato.4. Rateizzazione lunga con l’Agenzia delle EntrateIn caso di grave difficoltà economica, è possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione più lungo (fino a 72 rate mensili, in alcuni casi fino a 120) tramite istanza formale. Questa opzione è riservata a situazioni di reale difficoltà e comporta l’iscrizione a ruolo del debito: è uno strumento di ultima istanza, da valutare con un professionista.Codici Tributo F24 per il ForfettarioPer versare l’imposta sostitutiva del regime forfettario occorre usare i codici tributo corretti nel modello F24. Ecco i principali:CodiceDescrizioneQuando si usa1790Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — saldoSaldo imposta sostitutiva 20251791Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — primo accontoPrimo acconto 2026 (luglio)1792Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — secondo accontoSecondo acconto 2026 (novembre)Per i contribuenti INPS Gestione Separata, i contributi si versano con il codice PXX (saldo) e P10 (primo acconto), aggiornati annualmente dall’INPS. Per artigiani e commercianti si usano codici specifici per le quote mensili e l’eventuale eccedenza sul minimale.Novità 2026 per i Forfettari: Cosa CambiaAnche per il 2026 il regime forfettario rimane sostanzialmente stabile, ma ci sono alcune novità e conferme da tenere a mente:Soglia ricavi confermata a 85.000 euro — nessun cambiamento rispetto al 2025. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo.Soglia reddito dipendente elevata a 35.000 euro — la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha alzato il limite da 30.000 a 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente/pensione dell’anno precedente. Confermata per il 2026.Fatturazione elettronica obbligatoria — dal 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica via SDI. Nessuna esenzione residua per soglia di ricavi.Limite spese personale ridotto — dal 2025 il limite di spese per lavoratori dipendenti e collaboratori scende da 30.000 a 20.000 euro (causa ostativa).Cause ostative invariate — partecipazione in SRL a controllo diretto, produzione e cessione di beni/servizi al datore di lavoro e simili restano cause di esclusione.Per capire quanto potresti guadagnare netto dal tuo fatturato, consulta la nostra guida allo stipendio netto forfettario 2026 per professione. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da SoloGestire autonomamente i calcoli di imposta sostitutiva, acconto, deduzioni e rateizzazione è tecnicamente possibile, ma espone a errori costosi. Il CAF Centro Fiscale ti affianca con:Calcolo preciso dell’imposta sostitutiva saldo e acconto, con verifica di tutte le deduzioni applicabiliCompilazione F24 con i codici tributo corretti e gli importi esatti per ogni rataPiano di rateizzazione personalizzato sulla base della tua situazione di liquiditàVerifica requisiti forfettario per evitare sorprese in caso di superamento soglieAssistenza continua durante l’anno per evitare di arrivare a luglio impreparatoContattaci per un preventivo personalizzato sui servizi di assistenza fiscale per partite IVA forfettarie.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti (FAQ) Il 20 luglio 2026 cade di weekend o festivo?No, il 20 luglio 2026 cade di lunedì: non ci sono slittamenti. La scadenza è confermata al 20 luglio 2026.Chi è in regime forfettario startup (5%) come calcola l’acconto?Anche i forfettari con aliquota al 5% devono versare il primo acconto, calcolato sulla base dell’imposta sostitutiva 2025 (a sua volta al 5%). Il meccanismo di calcolo è identico al 15%, cambia solo l’aliquota applicata alla base imponibile.Posso pagare con il 730 precompilato?No. I forfettari presentano il Modello Redditi PF (non il 730) e dichiarano il reddito nel quadro LM. Il 730 è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati senza redditi da attività d’impresa autonoma.Se non pago entro il 20 luglio cosa succede?Puoi ricorrere al ravvedimento operoso: il versamento tardivo comporta una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Entro 14 giorni la sanzione è dello 0,0833% al giorno; entro 30 giorni sale all’1,25%; entro 90 giorni all’1,39%. Meglio sempre pagare prima possibile per minimizzare le sanzioni.I contributi INPS vanno versati anche loro entro il 20 luglio?Sì, anche i contributi INPS del saldo 2025 e il primo acconto 2026 seguono le stesse scadenze. Per la Gestione Separata, il versamento avviene in due rate: 40% entro il 20 luglio, 60% entro il 30 novembre (date standard per i titolari di partita IVA).Posso compensare l’imposta forfettaria con un credito IVA?I forfettari non hanno debiti IVA (sono fuori dal campo IVA), quindi non hanno neanche crediti IVA pregressi da compensare. Tuttavia, se hai crediti di altra natura (es. IRPEF da anni precedenti prima dell’accesso al forfettario), rivolgiti al CAF per valutare le opzioni di compensazione.Cosa significa “metodo previsionale” per l’acconto?Il metodo previsionale consente di versare l’acconto basandosi sui redditi che si stima di ottenere nell’anno in corso (2026), anziché sui dati storici del 2025. Se prevedi di fatturare meno, paghi meno acconto adesso. Se invece fatturi di più, integri a novembre (con possibili sanzioni minori rispetto alla dilazione dell’intera somma).Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 06:04:252026-07-03 07:53:35Forfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza Ansia
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAssegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Importi e Guida per i Lavoratori AutonomiASSEGNO UNICO UNIVERSALEL’Assegno Unico Universale di luglio 2026 sta per arrivare: l’INPS ha comunicato le date di pagamento e, grazie alla rivalutazione ISTAT in vigore dal 1° gennaio 2026, gli importi sono aggiornati per milioni di famiglie italiane. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: quando arrivano i soldi sul conto corrente, quanto puoi ricevere in base al tuo ISEE, e una guida dettagliata per i lavoratori autonomi e le partite IVA, che spesso hanno dubbi su come funziona questo sostegno mensile.Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapidaDate di pagamento Assegno Unico luglio 2026Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTATCosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegnoAssegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completaCome aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno correttoCosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliatoAssegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinanoScadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiCos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapidaL’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.Chi ha diritto all’Assegno Unico:Cittadini italiani e UE residenti in ItaliaCittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodoCon figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciutaCon residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio) Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026Beneficiari con domanda già in corso senza variazioni (rinnovo automatico)20-21 luglio 2026Nuove domande presentate nel mese di giugno 2026Di norma nell’ultima settimana di luglioDomande con variazioni ISEE presentate entro giugnoDate comunicate dall’INPS (con conguaglio arretrati)Secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), a luglio i pagamenti ordinari avvengono il 20 e 21 luglio: le date cambiano ogni mese. Se hai già una domanda attiva e accolta, senza variazioni, vedrai l’accredito in questi giorni.Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece, di norma, nell’ultima settimana di luglio.Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTATGli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT del +1,4%, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1) sono i seguenti: Importo base per ciascun figlioFascia ISEEImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anniISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euroISEE tra 17.468,52 e 46.582,71 euroImporto progressivo (tra 203,80 e 58,30 euro)Tra 99,10 e 29,10 euroISEE oltre 46.582,71 euro oppure senza ISEE58,30 euro29,10 euroIn pratica: se il tuo ISEE è molto basso (fino a 17.468,51 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un ISEE oltre 46.582,71 euro, il beneficio scende al minimo garantito di 58,30 euro per figlio minorenne.Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.Maggiorazioni previste dalla leggeOltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizioneFiglio con disabilità (under 21)99,10 euro (media), 110,60 euro (grave), 122,30 euro (non autosufficienza)Disabilità riconosciuta; importo fisso, non dipende dall’ISEEFamiglie con 4 o più figli150 euro al mese per nucleoImporto forfettario per nucleo, non per figlioEntrambi i genitori lavoratorifino a 34,90 euro per figlioPer ogni figlio minorenne, entrambi i genitori con reddito da lavoro; l’importo scende con l’ISEE e si azzera oltre 46.582,71 euroMadri under 2123,30 euro per figlioMadre di età inferiore a 21 anniEsempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. Per figli minorenni, l’importo base con questo ISEE è di 191,00 euro per figlio (Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto anche alla maggiorazione per il secondo percettore di reddito, che a questo livello di ISEE vale 31,80 euro per figlio. Totale mensile: (191,00 + 31,80) × 2 = 445,60 euro al mese.Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegnoIl termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.Per il 2026, le soglie ISEE e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati dal 1° gennaio in base alla variazione ISTAT dei prezzi del 2025 (+1,4%), con le tabelle pubblicate dall’INPS nella Circolare n. 7 del 30 gennaio 2026. Le soglie chiave sono:Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.468,51 euro (per l’importo massimo di 203,80 euro per figlio minorenne)Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 46.582,71 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 58,30 euro per figlio minorenne)Queste soglie vengono aggiornate ogni anno dal 1° gennaio (art. 4, comma 11, D.Lgs. 230/2021) sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completaUna delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori. Chi ha diritto tra gli autonomiHanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:Risiedono in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure hanno un contratto di lavoro di almeno 6 mesiHanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)Hanno un domicilio fiscale in ItaliaNon esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomiQui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:Categoria attivitàCoefficiente di redditivitàAttività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%Alloggio e ristorazione40%Commercio all’ingrosso e dettaglio40%Costruzioni e attività immobiliari86%Altre attività economiche67%Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPSLa maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomiLa maggiorazione fino a 34,90 euro per figlio minorenne (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, decrescente con l’ISEE) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.Attenzione: la maggiorazione spetta solo per i figli minorenni. Per i figli tra 18 e 21 anni, che danno diritto all’assegno solo se soddisfano almeno una delle condizioni previste dalla legge (frequenza scolastica o universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile), la maggiorazione per il secondo percettore non spetta.Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomoLa domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, se la DSU è presentata entro il 30 giugno, gli arretrati da marzo.Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno correttoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiareCU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024Visura catastale degli immobili possedutiDati sulle auto di proprietàEventuali documentazione su disabilità o non autosufficienzaIl CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdICosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliatoPuò capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni. L’assegno non è arrivato entro il 21 luglioSe sei un beneficiario consolidato e il 21 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 23 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 23 luglio il pagamento non è ancora arrivato:Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domandaControlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e correttoVerifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronatoL’importo ricevuto è inferiore alle aspettativeL’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 58,30 euro per figlio minorenneDati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitoriConguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importoFiglio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinanoL’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?Assegno Unico Universale20-21 luglio—Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSìAssegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegratoLeggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PFPer le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:ScadenzaCosa fareDopo il 30 giugno 2026Presentare comunque la DSU/ISEE: l’assegno si aggiorna, ma senza arretrati per i mesi precedentiDicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026, l’assegno viene ricalcolato da marzo 2026 con i relativi arretrati (gennaio e febbraio sono calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). Se la presenti dopo il 30 giugno, l’importo aggiornato non recupera i mesi precedenti.Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?Per chi ha già la domanda attiva e confermata, senza variazioni, il pagamento avviene il 20 e 21 luglio 2026, secondo il calendario INPS. Per le nuove domande presentate a giugno, il primo pagamento arriva di norma nell’ultima settimana di luglio.Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni). Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.Devo rinnovare la domanda ogni anno?No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPSPrima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passoVariazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo correttoIstanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo contoConsulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegnoPer un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine. Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-09-29 10:28:44Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Importi e Guida per i Lavoratori Autonomi
CAF, ISEEBonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono AvvantaggiateUn bonus spesa da 1.000 euro per le famiglie italiane con ISEE inferiore a 15.000 euro: non si tratta di un singolo pagamento in un’unica soluzione, ma del valore complessivo delle agevolazioni previste dal governo per supportare i nuclei familiari a basso reddito nella spesa quotidiana. In cima alla lista ci sono le famiglie con un indicatore ISEE più basso, che possono accedere a importi maggiorati e a misure cumulative.In questo articolo vediamo nel dettaglio quali misure rientrano in questo bonus spesa, chi ha diritto all’importo massimo, come si calcola il proprio ISEE e in che modo rivolgersi al CAF per ottenere tutti i benefici spettanti.Indice dei contenutiCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaRequisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateChi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiCome Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloImporti del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieCome Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareDifferenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaIl Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoDomande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 EuroConclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaQuando si parla di “bonus spesa 1.000 euro” si fa riferimento, nella maggior parte dei casi, all’insieme delle misure di sostegno agli acquisti alimentari e di prima necessità messe a disposizione dal governo italiano. La principale è la Carta Dedicata a Te (ex Carta Risparmio Spesa), una carta prepagata erogata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Comune di residenza.La Carta Dedicata a Te viene caricata con un importo periodico e può essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, prodotti per l’igiene personale e carburante. Il valore cumulativo annuo per le famiglie più numerose e con reddito più basso può avvicinarsi o superare i 1.000 euro, motivo per cui viene spesso indicata con questa cifra nella comunicazione istituzionale e nei media.Attenzione: i 1.000 euro non vengono erogati tutti in una volta, ma attraverso ricariche periodiche sulla carta prepagata. L’importo effettivo dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla fascia ISEE. Requisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateIl bonus spesa è strutturato con una logica progressiva inversa: più è basso l’ISEE del nucleo familiare, maggiore è il beneficio ottenuto. In pratica, le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro godono di una corsia preferenziale rispetto alle famiglie con redditi più alti.Questo meccanismo funziona in questo modo: le famiglie vengono collocate in una graduatoria stilata dal Comune in base all’ISEE. Le prime ad essere selezionate sono quelle con ISEE più basso. A parità di numero di componenti del nucleo familiare, chi ha un indicatore ISEE inferiore viene servito prima, e in molti casi ottiene importi maggiorati.La soglia di 15.000 euro di ISEE è il limite massimo per accedere alla misura principale. Famiglie con ISEE superiore a questa soglia vengono escluse dalla Carta Dedicata a Te, indipendentemente dalla composizione del nucleo. Esempio pratico: come funziona la graduatoriaImmagina tre famiglie con 4 componenti ciascuna, residenti nello stesso Comune:Famiglia A: ISEE di 4.200 euro → prima in graduatoria, ottiene l’importo più altoFamiglia B: ISEE di 9.500 euro → seconda in graduatoria, accede alla carta ma con importo standardFamiglia C: ISEE di 16.000 euro → esclusa dalla misura (sopra la soglia massima)Questo meccanismo garantisce che le risorse disponibili vengano distribuite prima a chi ne ha più bisogno.Chi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiPer accedere al bonus spesa collegato alla Carta Dedicata a Te, il nucleo familiare deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:Cittadinanza italiana o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodoResidenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativiISEE inferiore a 15.000 euro (soglia aggiornata al 2026)Non essere già beneficiari di Assegno di Inclusione (ADI) o Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)Non avere nel nucleo familiare persone intestatarie di veicoli immatricolati nei 24 mesi precedenti (con alcune eccezioni per disabilità)Nota importante: la misura non richiede presentazione di domanda da parte del cittadino. È il Comune che, in base alle graduatorie INPS, individua i beneficiari e consegna la carta. Tuttavia è fondamentale avere un ISEE aggiornato e valido. Come Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro che lo Stato utilizza per valutare la situazione economica di una famiglia. Tiene conto non solo dei redditi, ma anche del patrimonio mobiliare (risparmi, conti correnti, titoli) e immobiliare (case di proprietà), rapportato al numero di componenti del nucleo familiare.Per il bonus spesa è necessario avere un ISEE in corso di validità. L’ISEE ha validità annuale (dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno) e va rinnovato tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Cosa serve per calcolare l’ISEECodice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiareRedditi 2024 (dichiarazione 730 o Modello Redditi)Saldo e giacenza media del conto corrente al 31 dicembre 2024Dati catastali degli immobili di proprietàValore di titoli, azioni, fondi e altri strumenti finanziariIl CAF Centro Fiscale offre il servizio di calcolo e presentazione della DSU per l’ISEE. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, è importante farlo il prima possibile per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni.Importi del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieGli importi del bonus spesa variano in base al numero di componenti del nucleo familiare. La Carta Dedicata a Te prevede importi differenziati per fasce di numerosità:Componenti nucleo familiareImporto indicativo annuoFamiglie con minori o anziani (nucleo 2 persone)Importo baseNuclei con 3 o più componentiImporto maggioratoNuclei numerosi (4+ componenti con minori)Importo più elevatoNota: Gli importi precisi vengono definiti con decreto ministeriale. Il valore complessivo delle ricariche può avvicinarsi ai 1.000 euro per i nuclei più numerosi con ISEE molto basso. Contatta il CAF Centro Fiscale per conoscere l’importo esatto applicabile alla tua situazione familiare. Come Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareLa Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile presso i supermercati e i negozi convenzionati. Ecco cosa si può acquistare:Alimenti di prima necessità: frutta, verdura, pane, latte, carne, pesce, legumi, cerealiProdotti per l’igiene personale e per la cura della casaCarburante per l’autovettura (benzina, diesel, GPL, metano)La carta non può essere utilizzata per acquistare alcolici, tabacchi, giochi e scommesse, articoli di lusso o prodotti non alimentari non essenziali.Le eventuali somme non spese entro la scadenza indicata non vengono trasferite al periodo successivo: è quindi importante utilizzare l’importo ricaricato entro i termini previsti.Differenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaSpesso si fa confusione tra diverse misure di sostegno alla spesa. Ecco le principali differenze:MisuraISEE richiestoBeneficiariImportoCarta Dedicata a TeSotto 15.000 euroFamiglie con minoriRicarica periodicaCarta Acquisti OrdinariaISEE non superiore a soglia specificaAnziani 65+ e bambini 0-3 anniImporto definito per decreto (consulta INPS.it)Assegno di Inclusione (ADI)Soglia ISEE ridotta (vedi INPS.it per requisiti aggiornati)Nuclei con disabili o minoriVariabile + integrazione affittoLa Carta Acquisti Ordinaria è invece destinata agli anziani (over 65) e alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, con un importo definito annualmente per decreto. Molte famiglie possono beneficiare di entrambe le misure, se soddisfano i requisiti di entrambe. Il Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoAvere un ISEE calcolato correttamente è fondamentale per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni. Un ISEE errato o incompleto può portare a un indicatore più alto del reale, escludendo la famiglia da misure a cui ha diritto.Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo per:Compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) correttamenteCalcolare l’ISEE tenendo conto di tutte le deduzioni e le eccezioni previste dalla leggeVerificare se la famiglia ha diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni cumulativePresentare ricorso in caso di ISEE precompilato errato da parte dell’INPSRicorda: il servizio di calcolo ISEE presso il CAF è gratuito per molte categorie di assistiti. Contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato e per scoprire a quali agevolazioni hai diritto.Domande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 Euro Devo fare domanda per ricevere il bonus spesa?In linea generale, no. Per la Carta Dedicata a Te i beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS tramite le graduatorie ISEE e comunicati ai Comuni. È però fondamentale avere l’ISEE aggiornato: senza un ISEE valido non comparirai nelle graduatorie.Il bonus spesa è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o l’ADI?No. Chi percepisce già l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è escluso dalla Carta Dedicata a Te. Questo perché si tratta di misure diverse che non possono essere cumulate.Cosa succede se il mio ISEE supera i 15.000 euro di poco?Se l’ISEE supera la soglia, non si ha diritto alla Carta Dedicata a Te. Tuttavia, potrebbero essere disponibili misure locali di sostegno (comuni, regioni, enti di assistenza) per famiglie in difficoltà. Il CAF può indicarti le agevolazioni disponibili nel tuo territorio.La carta si può usare online?No, la Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile solo presso i punti vendita fisici convenzionati. Non è possibile usarla per acquisti online.L’ISEE va rinnovato ogni anno?Sì. L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Per continuare a ricevere i benefici è necessario rinnovare la DSU ogni anno. Il CAF Centro Fiscale ti supporta in questa operazione, spesso con appuntamenti dedicati a partire da gennaio.Conclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaIl bonus spesa da 1.000 euro è una misura concreta per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, con un sistema di accesso che premia i redditi più bassi. Per non perdere questo beneficio, la priorità è una sola: avere un ISEE aggiornato e corretto.Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, o se vuoi verificare che il tuo indicatore sia calcolato nel modo più vantaggioso possibile, contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. I nostri operatori sono a disposizione per aiutarti a non perdere nessuna delle agevolazioni a cui hai diritto.Puoi anche consultare i nostri approfondimenti su argomenti correlati: Pensioni luglio 2026: date dei pagamenti e Modello 730 2026: novità e spese detraibili.Luglio 3, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 04:04:252026-07-03 07:53:40Bonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono Avvantaggiate