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PAC Piano di Accumulo

Quanto Investire nel PAC: Simulazione con 100, 200 e 500 Euro al Mese

Risparmio e Investimenti

“Quanto devo investire nel PAC ogni mese?” E’ la domanda che ci viene posta piu frequentemente da chi vuole iniziare un Piano di Accumulo del Capitale. La risposta, come vedrai, dipende da diversi fattori: il tuo reddito, i tuoi obiettivi e soprattutto il tempo che hai a disposizione.

In questa guida ti mostreremo simulazioni concrete con 100, 200 e 500 euro al mese su orizzonti di 10, 15 e 20 anni, utilizzando ipotesi di rendimento realistiche. Scoprirai come l’interesse composto trasforma piccoli versamenti regolari in capitali significativi – e perche iniziare presto e piu importante che versare tanto.

Indice dei contenuti

  1. La Domanda piu Frequente: Quanto Devo Versare?
  2. Come Calcolare l’Importo Giusto per Te
  3. Simulazione 100 Euro al Mese
  4. Simulazione 200 Euro al Mese
  5. Simulazione 500 Euro al Mese
  6. Il Potere dell’Interesse Composto
  7. Confronto: 100 Euro per 20 Anni vs 200 Euro per 10 Anni
  8. Quando e Come Aumentare i Versamenti
  9. Il Minimo per Iniziare: da 75 Euro con Multiplano
  10. Domande Frequenti sugli Importi del PAC

La Domanda piu Frequente: Quanto Devo Versare?

Prima di vedere le simulazioni, e importante chiarire un concetto fondamentale: non esiste un importo giusto in assoluto. L’importo ideale e quello che:

  • Puoi mantenere costantemente per tutta la durata del piano
  • Non mette in difficolta il tuo budget familiare
  • Ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi nel tempo disponibile

Molti commettono l’errore di partire con versamenti troppo alti, per poi dover interrompere dopo pochi mesi. E’ molto meglio iniziare con 100 euro al mese costanti per 20 anni che con 500 euro al mese per poi fermarsi dopo 2 anni.

Il PAC funziona grazie alla regolarita e al tempo. L’importo viene dopo.

Come Calcolare l’Importo Giusto per Te

Esistono diverse metodologie per determinare quanto investire nel PAC. La piu conosciuta e la regola del 50/30/20, ma ci sono approcci piu pratici.

La Regola del 50/30/20

Questa regola divide il reddito netto mensile in tre parti:

  • 50% per le spese essenziali (affitto, bollette, cibo, trasporti)
  • 30% per le spese personali (svago, ristoranti, hobby)
  • 20% per risparmio e investimenti

Esempio pratico:
Se guadagni 1.500 euro netti al mese, il 20% equivale a 300 euro da destinare a risparmio e investimenti. Di questi, potresti destinare 150-200 euro al PAC e tenere il resto come fondo emergenze.

Se guadagni 2.500 euro netti, il 20% e 500 euro: potresti investirne 300-400 nel PAC.

L’Approccio Pratico: Prima le Spese, Poi gli Obiettivi

Un metodo piu realistico e questo:

  1. Calcola le spese fisse mensili (affitto, mutuo, bollette, rate)
  2. Sottrai dal reddito netto
  3. Valuta quanto puoi destinare senza stress
  4. Imposta l’addebito automatico il giorno dopo lo stipendio

L’ultimo punto e fondamentale: se l’addebito del PAC avviene subito dopo l’accredito dello stipendio, non sentirai la mancanza di quei soldi. E’ il principio del “pagati prima” (pay yourself first).

Simulazione 100 Euro al Mese

Partiamo dall’importo piu accessibile: 100 euro al mese. Ecco cosa puoi aspettarti su diversi orizzonti temporali, con rendimenti ipotizzati del 5% (scenario prudente) e 7% (scenario ottimistico) annuo.

Tabella Simulazione PAC 100 Euro/Mese

DurataTotale VersatoCapitale al 5%Capitale al 7%Guadagno al 5%Guadagno al 7%
10 anni12.000 euro15.528 euro17.308 euro+3.528 euro+5.308 euro
15 anni18.000 euro26.729 euro31.696 euro+8.729 euro+13.696 euro
20 anni24.000 euro41.103 euro52.093 euro+17.103 euro+28.093 euro

Cosa significano questi numeri?

Con soli 100 euro al mese per 20 anni, versando in totale 24.000 euro, puoi ritrovarti con un capitale tra 41.000 e 52.000 euro. Il guadagno oscilla tra 17.000 e 28.000 euro – soldi generati dall’interesse composto senza che tu debba fare nulla.

Nota come la differenza tra 10 e 20 anni sia enorme: negli ultimi 10 anni si concentra la maggior parte della crescita. Questo e l’effetto esponenziale dell’interesse composto.

Simulazione 200 Euro al Mese

Raddoppiando l’importo a 200 euro al mese, i numeri diventano ancora piu interessanti.

Tabella Simulazione PAC 200 Euro/Mese

DurataTotale VersatoCapitale al 5%Capitale al 7%Guadagno al 5%Guadagno al 7%
10 anni24.000 euro31.056 euro34.616 euro+7.056 euro+10.616 euro
15 anni36.000 euro53.458 euro63.392 euro+17.458 euro+27.392 euro
20 anni48.000 euro82.207 euro104.185 euro+34.207 euro+56.185 euro

Il salto qualitativo dei 20 anni

Osserva la riga dei 20 anni: con 200 euro al mese (48.000 euro versati in totale), puoi superare i 100.000 euro di capitale finale con un rendimento del 7%. Questo e un obiettivo raggiungibile per molte famiglie.

Il guadagno netto (oltre 56.000 euro nello scenario ottimistico) supera il totale versato. In altre parole, dopo 20 anni i tuoi investimenti hanno generato piu di quanto hai versato tu.

Simulazione 500 Euro al Mese

Per chi ha maggiore capacita di risparmio, 500 euro al mese aprono scenari importanti.

Tabella Simulazione PAC 500 Euro/Mese

DurataTotale VersatoCapitale al 5%Capitale al 7%Guadagno al 5%Guadagno al 7%
10 anni60.000 euro77.641 euro86.541 euro+17.641 euro+26.541 euro
15 anni90.000 euro133.645 euro158.480 euro+43.645 euro+68.480 euro
20 anni120.000 euro205.517 euro260.463 euro+85.517 euro+140.463 euro

Un quarto di milione in 20 anni

Con 500 euro al mese e un rendimento medio del 7%, dopo 20 anni ti ritrovi con oltre 260.000 euro. Di questi, 120.000 li hai versati tu e 140.000 sono guadagni generati dall’interesse composto.

Questi numeri dimostrano perche il PAC e considerato uno degli strumenti piu efficaci per costruire patrimonio nel lungo periodo. Non servono operazioni speculative o competenze da trader: servono costanza, pazienza e tempo.

Il Potere dell’Interesse Composto

Albert Einstein (secondo una citazione apocrifa ma efficace) defini l’interesse composto “l’ottava meraviglia del mondo”. Che l’abbia detto davvero o meno, il concetto e potentissimo.

Come funziona l’interesse composto?

Nel primo anno, il rendimento si calcola sul capitale versato. Dal secondo anno in poi, il rendimento si calcola sul capitale piu i guadagni precedenti. E’ un effetto a palla di neve che accelera nel tempo.

Esempio Semplificato

Immagina di investire 1.000 euro con un rendimento del 7% annuo:

AnnoCapitale InizialeRendimentoCapitale Finale
11.000 euro+70 euro1.070 euro
21.070 euro+75 euro1.145 euro
31.145 euro+80 euro1.225 euro
5––1.403 euro
10––1.967 euro
20––3.870 euro

Nota come il rendimento annuo aumenta: nel primo anno e 70 euro, nel terzo e gia 80. Dopo 20 anni, il capitale e quasi quadruplicato senza versare nulla di aggiuntivo.

Nel PAC l’Effetto e Ancora piu Potente

Con il Dollar Cost Averaging che sta alla base del PAC, l’effetto si moltiplica perche ogni mese aggiungi nuovo capitale. I versamenti dei primi anni hanno piu tempo per crescere, quelli degli ultimi mesi contribuiscono comunque al risultato.

Ecco perche nelle nostre simulazioni la differenza tra 10 e 20 anni e cosi marcata: l’interesse composto ha bisogno di tempo per esprimere tutto il suo potenziale.

La lezione e chiara: iniziare presto conta piu di versare tanto.

Confronto: 100 Euro per 20 Anni vs 200 Euro per 10 Anni

Questo confronto dimostra l’importanza del tempo rispetto all’importo. Prendiamo due scenari con lo stesso versamento totale:

SCENARIO A: 100 euro/mese per 20 anni = 24.000 euro versati
SCENARIO B: 200 euro/mese per 10 anni = 24.000 euro versati

ScenarioTotale VersatoCapitale al 5%Capitale al 7%
A: 100 euro x 20 anni24.000 euro41.103 euro52.093 euro
B: 200 euro x 10 anni24.000 euro31.056 euro34.616 euro
Differenza a favore di A0+10.047 euro+17.477 euro

Risultato impressionante

Con lo stesso importo versato (24.000 euro), chi inizia prima con meno soldi ottiene fino a 17.000 euro in piu di chi inizia tardi con versamenti doppi.

Questo dimostra che la variabile piu importante non e quanto versi, ma quando inizi. Ogni anno di ritardo costa migliaia di euro di mancato interesse composto.

Quando e Come Aumentare i Versamenti

Il bello del PAC e la flessibilita. Non sei obbligato a mantenere lo stesso importo per sempre. Anzi, e intelligente aumentare i versamenti quando la tua situazione migliora.

Momenti Ideali per Aumentare

Considera di aumentare i versamenti quando:

  • Ricevi un aumento di stipendio: destina almeno il 50% dell’incremento al PAC
  • Finisci di pagare un debito (auto, prestito): trasforma quella rata in versamento PAC
  • I figli diventano indipendenti: le spese diminuiscono, i versamenti possono aumentare
  • Ricevi un bonus o tredicesima: fai un versamento extra straordinario

L’obiettivo e aumentare gradualmente senza mai sentire il peso del sacrificio.

La Strategia della Progressione

Ecco un esempio di progressione realistica per un trentenne:

EtaImporto mensileMotivazione
30-35100 euroInizio carriera, affitto alto
35-40150 euroPrimo aumento stipendio
40-45200 euroCarriera consolidata
45-50300 euroFigli crescono, meno spese
50-55400 euroUltimi anni prima della pensione

Partendo da 100 euro a 30 anni e seguendo questa progressione, a 55 anni avresti accumulato un capitale significativo per integrare la pensione.

Il Minimo per Iniziare: da 75 Euro con Multiplano

Se ti stai chiedendo quanto investire nel PAC minimo, sappi che esistono prodotti accessibili anche con budget limitati.

Multiplano di Italiana Assicurazioni permette di iniziare con soli 75 euro al mese. E’ il PAC assicurativo con la soglia di ingresso piu bassa tra quelli disponibili nel 2026.

Tabella Simulazione PAC 75 Euro/Mese

DurataTotale VersatoCapitale al 5%Capitale al 7%
10 anni9.000 euro11.646 euro12.981 euro
15 anni13.500 euro20.047 euro23.772 euro
20 anni18.000 euro30.827 euro39.070 euro

Anche con soli 75 euro al mese, in 20 anni puoi costruire un capitale di 30.000-39.000 euro. Non e poco, soprattutto considerando che include la copertura assicurativa per invalidita (la compagnia continua a versare se non puoi piu farlo tu).

Per approfondire le caratteristiche dei diversi PAC disponibili (Multiplano, Allianz Gold Driven Plan, Avangarde), consulta la nostra guida completa al PAC Piano Accumulo Capitale.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sugli Importi del PAC

Qual e l’importo minimo per iniziare un PAC?

Dipende dal prodotto. Multiplano parte da 75 euro al mese, Allianz Gold Driven Plan da 100 euro, mentre Avangarde richiede almeno 250 euro al mese. Se hai un budget limitato, Multiplano e la scelta piu accessibile.

Posso cambiare l’importo del versamento durante il PAC?

Si, la maggior parte dei PAC permette di modificare l’importo. Puoi aumentarlo quando la tua situazione migliora o ridurlo temporaneamente in caso di difficolta. La flessibilita e uno dei vantaggi del Piano di Accumulo.

I rendimenti del 5% e 7% sono realistici?

Storicamente, i mercati azionari globali hanno generato rendimenti medi del 7-8% annuo nel lungo periodo. Il 5% rappresenta uno scenario prudente, il 7% uno scenario in linea con le medie storiche. Tuttavia, i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.

Conviene versare di piu o versare piu a lungo?

Come dimostrato nel confronto tra 100 euro per 20 anni e 200 euro per 10 anni, il tempo batte l’importo. A parita di capitale versato, chi inizia prima ottiene risultati migliori grazie all’interesse composto.

Quanto devo risparmiare per la pensione?

Dipende dalla pensione pubblica attesa e dallo stile di vita desiderato. Una regola generale suggerisce di accumulare circa 10-12 volte il reddito annuo entro la pensione. Con un PAC iniziato presto e aumentato nel tempo, questo obiettivo e raggiungibile.

Meglio un unico PAC con importo alto o due PAC con importi piu bassi?

Generalmente e piu efficiente concentrare i versamenti in un unico PAC per ridurre i costi fissi. Tuttavia, se hai obiettivi diversi (es. pensione + studi figli), puo avere senso attivare due piani separati con orizzonti temporali differenti.


Conclusione

Le simulazioni parlano chiaro: con 100, 200 o 500 euro al mese puoi costruire capitali significativi nel tempo. La variabile piu importante non e quanto versi, ma quando inizi. Ogni mese di ritardo e interesse composto perso.

Se ti stai ancora chiedendo quanto investire nel PAC, il consiglio e semplice: inizia con quello che puoi permetterti oggi, anche solo 75-100 euro. Potrai sempre aumentare in seguito. L’importante e fare il primo passo.

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    Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-03 09:00:002026-05-31 14:05:49Quanto Investire nel PAC: Simulazione con 100, 200 e 500 Euro al Mese
    FINANZIAMENTI, Prestiti Auto

    Prestito con Contratto a Tempo Determinato: La Guida Definitiva 2026

    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. E Possibile Ottenere un Prestito con Contratto a Tempo Determinato?
    2. Requisiti Specifici per Lavoratori a Tempo Determinato
    3. Quali Tipi di Prestito Sono Piu Accessibili
    4. Come Aumentare le Probabilita di Approvazione
    5. Cosa Fare se la Richiesta Viene Rifiutata
    6. Garante: Quando Serve e Come Funziona
    7. Documenti Specifici Richiesti per TD
    8. Domande Frequenti

    Hai un contratto a tempo determinato e ti stai chiedendo se puoi ottenere un prestito personale? La risposta e si, e possibile, ma con alcune condizioni specifiche da conoscere.

    I lavoratori con contratto TD affrontano maggiori difficolta nell’accesso al credito rispetto a chi ha un contratto a tempo indeterminato. Le banche e le finanziarie percepiscono il contratto a tempo determinato come meno stabile, aumentando il rischio di insolvenza. Questo non significa che sia impossibile, ma richiede una preparazione piu accurata.

    In questa guida completa scoprirai quali requisiti servono, quali prestiti sono piu accessibili per chi ha un TD, come aumentare le probabilita di approvazione e cosa fare se la richiesta viene rifiutata. Ti spiegheremo anche il ruolo del garante e quali documenti specifici dovrai fornire.

    E Possibile Ottenere un Prestito con Contratto a Tempo Determinato?

    Si, e assolutamente possibile ottenere un prestito con contratto a tempo determinato, ma le condizioni sono piu stringenti rispetto a chi ha un contratto indeterminato. Le banche e le finanziarie valutano attentamente il profilo di rischio del richiedente, e un TD rappresenta un fattore di incertezza.

    Secondo le statistiche del settore creditizio italiano, il tasso di approvazione per prestiti personali si attesta intorno al 40-50% per lavoratori con TD, contro il 70-80% per chi ha un contratto indeterminato. Questa differenza riflette la percezione di maggiore instabilita occupazionale.

    Ma perche le banche sono piu caute? Il motivo principale e il rischio di insolvenza. Se il contratto non viene rinnovato alla scadenza, il lavoratore potrebbe trovarsi senza reddito e impossibilitato a onorare le rate del prestito. Per questo motivo, gli istituti di credito richiedono garanzie aggiuntive o condizioni piu rigide.

    I fattori che influenzano positivamente la decisione delle banche includono:

    • Durata residua del contratto: piu lungo e il periodo rimanente, meglio e
    • Storia lavorativa: rinnovi precedenti dimostrano stabilita
    • Settore di lavoro: pubblico impiego ha tassi di rinnovo piu elevati
    • Importo richiesto: prestiti piccoli sono piu facilmente approvati
    • Presenza di un garante: aumenta significativamente le probabilita
    • Assenza di segnalazioni negative: CRIF pulito e fondamentale

    In sostanza, ottenere un prestito con TD non e impossibile, ma richiede una strategia mirata e la consapevolezza che le condizioni potrebbero essere meno vantaggiose rispetto a chi ha maggiore stabilita occupazionale.

    Requisiti Specifici per Lavoratori a Tempo Determinato

    I requisiti per ottenere un prestito con contratto TD sono piu stringenti rispetto a quelli richiesti per un contratto indeterminato. Ecco i principali criteri valutati dalle banche e dalle finanziarie.

    Durata Minima del Contratto Residua

    La maggior parte degli istituti di credito richiede che il contratto a tempo determinato abbia una durata residua minima di 6-12 mesi dalla data di richiesta del prestito. Questo significa che se il tuo contratto scade tra 3 mesi, difficilmente otterrai l’approvazione.

    Alcune finanziarie specializzate accettano contratti con durata residua inferiore, ma a fronte di tassi di interesse piu elevati e importi massimi ridotti.

    Anzianita Lavorativa

    Le banche preferiscono lavoratori che hanno una storia di continuita presso lo stesso datore di lavoro o nello stesso settore. Un’anzianita di almeno 12 mesi, anche attraverso rinnovi successivi dello stesso contratto TD, e vista molto positivamente.

    Se hai avuto piu rinnovi consecutivi del contratto, questo rappresenta un segnale forte di stabilita e puo aumentare notevolmente le tue possibilita di approvazione. Al contrario, un primo contratto TD appena iniziato e considerato un fattore di rischio.

    Reddito Minimo Dimostrabile

    Il reddito mensile netto minimo richiesto per accedere a un prestito con TD si aggira generalmente tra i 1.200 e 1.500 euro. Questo valore puo variare in base alla finanziaria e all’importo richiesto.

    E fondamentale che il reddito sia documentabile attraverso buste paga degli ultimi mesi. La presenza di altre entrate secondarie (affitti percepiti, secondo lavoro, rendite) puo essere un plus significativo.

    Settore di Lavoro

    Non tutti i contratti a tempo determinato sono valutati allo stesso modo. I TD nel settore pubblico (scuola, sanita, PA) hanno maggiori possibilita di approvazione perche storicamente presentano tassi di rinnovo piu elevati.

    Anche settori privati con alta domanda di lavoro (es. logistica, informatica, sanitario privato) sono visti piu favorevolmente rispetto a settori stagionali o con alta volatilita (es. turismo, ristorazione).

    Storia Contrattuale

    Le banche analizzano la tua storia contrattuale recente. Se hai avuto periodi di disoccupazione frequenti o contratti molto brevi senza continuita, questo puo influire negativamente. Al contrario, una serie di rinnovi successivi o il passaggio da TD a TD senza interruzioni dimostra affidabilita.

    Quali Tipi di Prestito Sono Piu Accessibili

    Non tutti i tipi di prestito hanno le stesse probabilita di approvazione per chi ha un contratto a tempo determinato. Alcuni prodotti finanziari sono strutturalmente piu accessibili di altri.

    Piccoli Prestiti Personali (fino a 5.000 euro)

    I piccoli prestiti fino a 5.000 euro sono i piu facili da ottenere anche con un TD. Le finanziarie sono piu disposte ad assumersi il rischio per importi contenuti, soprattutto se la durata del rimborso e breve (12-24 mesi).

    Questi prestiti hanno spesso procedure di approvazione semplificate e tempi di erogazione rapidi (anche 24-48 ore). Sono ideali per spese impreviste o acquisti non particolarmente onerosi.

    Prestiti Finalizzati

    I prestiti finalizzati (per l’acquisto di auto, moto, elettrodomestici, mobili) hanno tassi di approvazione piu alti perche il bene acquistato funge da garanzia implicita. Se non paghi, la finanziaria puo teoricamente rivendicare il bene.

    Questi prestiti sono spesso proposti direttamente dal concessionario o dal negozio in convenzione con la finanziaria, e le condizioni possono essere piu vantaggiose rispetto a un prestito personale generico.

    Carte di Credito Revolving

    Le carte revolving offrono limiti di credito generalmente ridotti (1.000-3.000 euro), ma hanno criteri di approvazione piu flessibili. Sono utili per gestire piccole spese ricorrenti o imprevisti di entita limitata.

    Il principale svantaggio e il tasso di interesse molto elevato (spesso superiore al 15-20% annuo), quindi vanno usate con cautela e solo se si e certi di poter rimborsare rapidamente.

    Cessione del Quinto

    La cessione del quinto e tecnicamente accessibile anche con un contratto TD, ma solo in casi molto specifici: generalmente TD nel pubblico impiego con storico di rinnovi pluriennali o TD trasformabili in indeterminato con alta probabilita.

    La cessione del quinto prevede il trattenimento automatico della rata direttamente dalla busta paga, il che riduce il rischio per la finanziaria. Tuttavia, la durata del contratto TD deve coprire ampiamente quella del prestito, rendendo questa soluzione poco praticabile per la maggior parte dei TD.

    Prestiti tra Privati (P2P Lending)

    Le piattaforme di prestito tra privati (peer-to-peer lending) possono essere un’alternativa interessante. In questi casi, i criteri di valutazione sono meno rigidi rispetto alle banche tradizionali, anche se i tassi possono essere piu alti.

    Piattaforme come Soisy o altre operanti in Italia permettono di presentare la propria richiesta e attendere che investitori privati finanzino il prestito. La trasparenza e la motivazione della richiesta possono fare la differenza.

    Come Aumentare le Probabilita di Approvazione

    Se hai un contratto a tempo determinato e vuoi massimizzare le possibilita di ottenere un prestito, ci sono diverse strategie che puoi adottare per migliorare il tuo profilo creditizio agli occhi delle banche.

    Richiedere Importi Contenuti

    La prima regola e non esagerare con l’importo richiesto. Un prestito di 3.000 euro ha molte piu probabilita di essere approvato rispetto a uno da 15.000 euro. Una buona regola pratica e non superare 3-4 volte il tuo stipendio mensile netto.

    Inoltre, una durata di rimborso piu breve (12-18 mesi) e preferibile a piani di ammortamento lunghi (36-48 mesi), perche riduce l’esposizione temporale al rischio di non rinnovo del contratto.

    Dimostrare Stabilita Lavorativa

    Se hai avuto rinnovi successivi del contratto TD, documenta questa continuita. Puoi fornire:

    • Copie dei contratti precedenti con lo stesso datore di lavoro
    • Buste paga degli ultimi 12-24 mesi che dimostrano continuita
    • Lettera del datore di lavoro che attesta l’intenzione di rinnovo (se possibile)
    • CU dell’anno precedente per dimostrare reddito continuativo

    Questi documenti creano un profilo di maggiore affidabilita e possono fare la differenza nella valutazione finale.

    Avere un Conto Corrente Attivo

    Possedere un conto corrente attivo da almeno 6-12 mesi con movimenti regolari e un segnale positivo. Dimostra che gestisci le tue finanze in modo ordinato e che hai uno storico bancario verificabile.

    Evita di avere il conto scoperto nei mesi precedenti la richiesta di prestito. Un estratto conto pulito senza addebiti per scoperti o insoluti e fondamentale.

    Proporre un Garante

    La presenza di un garante con contratto indeterminato e reddito stabile puo aumentare le probabilita di approvazione fino al 60-70%. Il garante si assume la responsabilita solidale del debito, riducendo drasticamente il rischio percepito dalla finanziaria.

    Scegli un garante che abbia:

    • Contratto a tempo indeterminato
    • Reddito dimostrabile superiore a 1.500 euro netti
    • Nessun protesto o segnalazione negativa
    • Eta non superiore a 65-70 anni

    Fornire Referenze del Datore di Lavoro

    Alcune finanziarie accettano lettere di referenza del datore di lavoro in cui si attesta la tua professionalita, l’intenzione di rinnovare il contratto o la possibilita di trasformazione in indeterminato. Anche se non vincolante, questo documento ha un peso nella valutazione complessiva.

    Dimostrare Altre Entrate

    Se percepisci altre entrate oltre allo stipendio (affitto da immobili, secondo lavoro, rendite), documentale. Queste entrate accessorie rappresentano un cuscinetto di sicurezza che riduce il rischio di insolvenza in caso di mancato rinnovo del TD.

    Mantenere un CRIF Pulito

    Il CRIF e il principale sistema informativo creditizio italiano. Le banche consultano il tuo report CRIF prima di concedere un prestito. Assicurati di non avere:

    • Protesti o pignoramenti
    • Rate insolute su altri finanziamenti
    • Troppe richieste di prestito recenti (ogni richiesta lascia traccia)
    • Ritardi nei pagamenti di carte di credito o finanziamenti in corso

    Puoi richiedere gratuitamente una copia del tuo report CRIF una volta all’anno per verificare che non ci siano errori o segnalazioni improprie.

    Cosa Fare se la Richiesta Viene Rifiutata

    Ricevere un rifiuto per la richiesta di prestito puo essere frustrante, ma non e la fine. Ci sono diverse azioni che puoi intraprendere per migliorare le tue possibilita in futuro.

    Capire il Motivo Specifico del Rifiuto

    La prima cosa da fare e chiedere alla finanziaria il motivo specifico del rifiuto. Per legge, l’istituto e tenuto a fornirti una spiegazione. I motivi piu comuni includono:

    • Reddito insufficiente rispetto all’importo richiesto
    • Durata residua del contratto TD troppo breve
    • Segnalazioni negative nel CRIF
    • Troppe richieste di credito recenti
    • Mancanza di storico creditizio

    Comprendere il motivo ti permette di lavorare sul problema specifico prima di riprovare.

    Attendere Prima di Riprovare

    Non presentare immediatamente un’altra richiesta di prestito. Ogni richiesta viene registrata nel sistema CRIF e troppe richieste ravvicinate sono un segnale negativo per le banche (indicano disperazione finanziaria).

    Il consiglio e di attendere almeno 3-6 mesi prima di ripresentare domanda, utilizzando questo tempo per migliorare il tuo profilo creditizio.

    Migliorare il Profilo Creditizio

    Nel periodo di attesa, lavora per migliorare il tuo profilo creditizio:

    • Salda eventuali debiti aperti (carte di credito, finanziamenti minori)
    • Accumula risparmi sul conto corrente per dimostrare capacita di gestione finanziaria
    • Cerca un garante se non ne avevi uno
    • Documenta rinnovi contrattuali se nel frattempo il tuo TD viene rinnovato
    • Richiedi la correzione di eventuali errori nel CRIF

    Valutare Alternative

    Se la strada del prestito bancario tradizionale si rivela impraticabile, considera queste alternative:

    • Microcredito: enti no-profit e cooperative offrono piccoli prestiti con criteri meno rigidi
    • Finanziarie specializzate: alcune si concentrano su profili a rischio piu alto (ma con tassi piu alti)
    • Prestiti P2P: piattaforme di lending tra privati con valutazione meno stringente
    • Prestito da familiari: se possibile, una soluzione interna alla famiglia puo evitare interessi

    Non Accumulare Troppe Richieste

    Come gia accennato, presentare troppe richieste consecutive peggiora il tuo credit score e riduce ulteriormente le probabilita di approvazione futura. Meglio fare una richiesta ben preparata che dieci richieste affrettate.

    Garante: Quando Serve e Come Funziona

    Il garante e una figura chiave per chi ha un contratto a tempo determinato e vuole ottenere un prestito. La sua presenza puo trasformare un rifiuto quasi certo in un’approvazione.

    Chi Puo Fare da Garante

    Non chiunque puo fare da garante. Le banche richiedono che il garante abbia caratteristiche specifiche:

    • Contratto a tempo indeterminato o pensione
    • Reddito mensile netto superiore a 1.500 euro
    • Nessuna segnalazione negativa nel CRIF (protesti, pignoramenti, insoluti)
    • Eta compresa tra 25 e 65-70 anni
    • Residenza in Italia

    Tipicamente, il garante e un familiare stretto (genitore, coniuge, fratello) o un amico di lunga data con rapporto di fiducia consolidato.

    Responsabilita Solidale del Garante

    Quando una persona firma come garante, assume una responsabilita solidale sul debito. Questo significa che:

    • Se il debitore principale non paga, la banca puo rivolgersi direttamente al garante senza dover prima escutere il debitore
    • Il garante e obbligato a pagare l’intero debito residuo, comprensivo di capitale, interessi e spese
    • La segnalazione di insolvenza finisce anche nel CRIF del garante, compromettendo la sua affidabilita creditizia

    Per questi motivi, diventare garante e un impegno serio che non va preso alla leggera e che richiede piena fiducia nella capacita di rimborso del debitore principale.

    Requisiti Specifici Richiesti al Garante

    Oltre ai requisiti personali, il garante dovra fornire:

    • Documento d’identita e codice fiscale
    • Ultime buste paga o certificazione pensione
    • CU dell’anno precedente
    • Estratti conto bancari recenti
    • Certificato di residenza

    La finanziaria valutera il garante come se fosse lui stesso a richiedere il prestito, quindi i controlli saranno approfonditi.

    Pro e Contro del Garante

    Pro per il richiedente:

    • Aumenta drasticamente le probabilita di approvazione (anche del 60-70%)
    • Permette di accedere a importi piu elevati
    • Puo consentire tassi di interesse piu vantaggiosi
    • Riduce i requisiti minimi richiesti al debitore principale

    Contro:

    • Coinvolge una terza persona in una responsabilita economica importante
    • Puo danneggiare i rapporti personali in caso di difficolta nel rimborso
    • Il garante compromette la propria capacita di indebitamento finche il prestito non e estinto
    • Non sempre si trova qualcuno disposto a fare da garante

    In sintesi, il garante e uno strumento potente per ottenere un prestito con TD, ma va utilizzato con responsabilita e solo se si e certi di poter onorare le rate senza mettere a rischio il rapporto con la persona che si fida di te.

    Documenti Specifici Richiesti per TD

    Quando richiedi un prestito con contratto a tempo determinato, dovrai fornire documentazione piu dettagliata rispetto a chi ha un contratto indeterminato. Ecco l’elenco completo.

    Documenti Specifici per il Contratto TD

    • Contratto di lavoro a tempo determinato in corso con indicazione della data di scadenza
    • Ultime 3 buste paga (alcune finanziarie richiedono anche le ultime 6)
    • Lettera del datore di lavoro che attesta l’intenzione di rinnovo del contratto (se disponibile, aumenta le probabilita di approvazione)
    • Certificazione Unica (CU) dell’anno precedente per dimostrare continuita reddituale
    • Contratti TD precedenti con lo stesso datore di lavoro, se hai avuto rinnovi (documenta stabilita)

    Documenti Bancari

    • Estratti conto bancari degli ultimi 3 mesi (alcune finanziarie richiedono 6 mesi)
    • Certificazione IBAN del conto su cui verranno accreditati i fondi
    • Dichiarazione di altri rapporti finanziari in essere (mutui, finanziamenti, carte di credito)

    Documenti Standard

    • Documento d’identita valido (carta d’identita o passaporto)
    • Codice fiscale
    • Certificato di residenza o autocertificazione
    • Stato di famiglia (in alcuni casi)

    Documenti del Garante (se presente)

    Se presenti un garante, dovrai fornire anche la sua documentazione completa:

    • Documento d’identita e codice fiscale del garante
    • Contratto di lavoro o certificazione pensione
    • Ultime buste paga o cedolini pensione
    • CU dell’anno precedente
    • Estratti conto bancari
    • Certificato di residenza

    Tempistiche di Presentazione

    Prepara tutta la documentazione in anticipo prima di presentare la richiesta. Una pratica incompleta rallenta i tempi di valutazione e puo portare a un rifiuto per incompletezza, anche se i requisiti sono soddisfatti.

    La maggior parte delle finanziarie richiede documenti non piu vecchi di 3 mesi, quindi assicurati che siano aggiornati al momento della richiesta.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Prestito con Contratto a Tempo Determinato

    Posso ottenere un prestito se il mio contratto TD scade tra 6 mesi?

    Si, molte finanziarie accettano contratti TD con durata residua di almeno 6 mesi. Tuttavia, le probabilita di approvazione aumentano se la durata residua e superiore a 12 mesi e se puoi dimostrare una storia di rinnovi precedenti con lo stesso datore di lavoro.

    Il tasso di interesse e piu alto per chi ha un contratto TD?

    In generale si. Le finanziarie applicano tassi di interesse leggermente piu elevati (0,5-2% in piu rispetto a un contratto indeterminato) per compensare il maggior rischio percepito. L’importo del tasso dipende anche dall’importo richiesto e dalla presenza di un garante.

    Serve un garante per ottenere un prestito con TD?

    Non sempre, ma la presenza di un garante con contratto indeterminato aumenta drasticamente le probabilita di approvazione (fino al 60-70%). Per piccoli importi (sotto i 5.000 euro) alcune finanziarie concedono prestiti anche senza garante.

    Cosa succede se il mio TD non viene rinnovato durante il prestito?

    Se il contratto non viene rinnovato, sei comunque obbligato a continuare a pagare le rate del prestito. In caso di difficolta, contatta subito la finanziaria per valutare sospensioni temporanee o rinegoziazioni. Se hai un garante, la responsabilita ricade anche su di lui.

    Quanto tempo ci vuole per ottenere un prestito con TD?

    I tempi variano da finanziaria a finanziaria. Per piccoli prestiti con documentazione completa, l’approvazione puo arrivare in 3-5 giorni lavorativi. Per importi piu elevati o in presenza di garante, i tempi si allungano a 10-15 giorni per via dei controlli piu approfonditi.


    Ottenere un prestito con contratto a tempo determinato richiede una preparazione accurata e la consapevolezza dei requisiti specifici. Non e impossibile, ma serve strategia: richiedi importi contenuti, documenta la tua stabilita lavorativa e valuta l’opzione del garante.

    Se hai dubbi o vuoi una consulenza personalizzata per valutare la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per supportarti nella gestione delle tue finanze personali.


    Hai Bisogno di Consulenza Finanziaria?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la tua situazione finanziaria e a scegliere il prestito piu adatto alle tue esigenze.

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      Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026

      Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

      Affrontare una successione a Udine può sembrare complesso, ma con il giusto supporto diventa un processo chiaro e lineare. Che tu debba gestire la successione a Udine di un genitore, del coniuge o di un altro familiare, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo, occupandosi di ogni adempimento: dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale, tutto in un unico appuntamento.

      Il Friuli Venezia Giulia presenta una particolarità unica in Italia: il sistema tavolare, un registro immobiliare che richiede competenze specifiche. Per questo motivo, gestire una successione a Udine senza l’assistenza di professionisti esperti può comportare errori costosi e ritardi. Il nostro CAF gestisce centinaia di successioni ogni anno in Friuli Venezia Giulia e ha rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, garantendo procedure veloci e corrette.

      In questa guida completa scoprirai tutto quello che serve sapere sulla successione a Udine: chi sono gli eredi, quali documenti raccogliere, quanto costa, quali imposte pagare e come funziona il sistema tavolare. Ti spiegheremo anche perché affidarsi al CAF Centro Fiscale conviene rispetto al notaio o al commercialista, con un confronto trasparente dei costi e dei servizi inclusi.

      Indice dei Contenuti

      1. Cos’è la Successione e Quando Si Apre
      2. Chi Sono gli Eredi: Legittima e Testamentaria
      3. Dichiarazione di Successione a Udine
      4. Documenti Necessari
      5. Costi: CAF vs Notaio vs Commercialista
      6. Come Funziona al CAF Centro Fiscale
      7. Tempi della Successione
      8. Imposte 2026: Aliquote e Franchigie
      9. Voltura Catastale a Udine
      10. Sistema Tavolare FVG
      11. Novità 2026: Abolizione Coacervo
      12. Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale
      13. Domande Frequenti

      Cos’è la Successione e Quando Si Apre

      La successione è il trasferimento del patrimonio di una persona deceduta ai suoi eredi. A Udine, come nel resto d’Italia, la successione a Udine si apre automaticamente al momento del decesso e comprende tutti i beni del defunto: immobili, conti correnti, azioni, titoli, automobili e altri asset.

      La successione può essere di due tipi:

      • Successione legittima: quando non esiste testamento, l’eredità viene ripartita secondo le quote previste dal Codice Civile tra coniuge, figli, genitori e altri parenti
      • Successione testamentaria: quando il defunto ha lasciato un testamento che indica come distribuire i beni, nel rispetto delle quote di legittima riservate per legge ad alcuni familiari

      La successione a Udine richiede la presentazione della dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso. Questo adempimento è obbligatorio quando il valore dell’eredità supera i 100.000 euro o quando sono presenti beni immobili, indipendentemente dal valore.

      Nel caso della successione a Udine e in tutto il Friuli Venezia Giulia, bisogna tenere conto del sistema tavolare per gli immobili iscritti nelle Tavole. Questo rende la gestione della pratica più complessa rispetto ad altre zone d’Italia e richiede competenze specifiche che solo professionisti esperti del territorio possono garantire.

      Chi Sono gli Eredi: Legittima e Testamentaria

      Gli eredi sono le persone che hanno diritto a ricevere il patrimonio del defunto. Nella successione a Udine, come nel resto d’Italia, gli eredi si dividono in due categorie: eredi legittimi (quando non c’è testamento) ed eredi testamentari (quando esiste un testamento valido).

      Il Codice Civile stabilisce le quote di legittima, cioè porzioni di eredità riservate per legge a determinati familiari, che non possono essere esclusi nemmeno con testamento. Ecco come funziona la successione senza testamento:

      Situazione FamiliareQuota ConiugeQuota FigliQuota Genitori/Fratelli
      Solo coniuge100%––
      Coniuge + 1 figlio50%50%–
      Coniuge + 2+ figli33,33%66,67% (diviso)–
      Solo 1 figlio–100%–
      Solo 2+ figli–100% (diviso)–
      Coniuge + genitori66,67%–33,33%
      Solo genitori––100%

      Nella successione a Udine, è importante sapere che gli eredi possono scegliere se accettare l’eredità (in modo puro e semplice o con beneficio di inventario) oppure rinunciare. La rinuncia è irrevocabile e deve essere fatta davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a comprendere chi sono gli eredi legittimi nel tuo caso specifico, a calcolare le quote esatte e a gestire eventuali situazioni particolari come la presenza di figli minorenni, l’esclusione di eredi o le donazioni fatte in vita dal defunto.

      Hai dubbi su chi sono gli eredi?

      La ripartizione dell’eredità può essere complessa, soprattutto in presenza di più figli, coniugi separati o testamenti. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la tua situazione specifica e ti spiega esattamente quali sono le quote di ciascun erede. Gestiamo centinaia di successioni ogni anno e conosciamo ogni casistica.

      CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

      Dichiarazione di Successione a Udine

      La dichiarazione di successione è il documento fiscale che comunica all’Agenzia delle Entrate il trasferimento del patrimonio del defunto agli eredi. Si tratta di un adempimento obbligatorio che serve a calcolare e liquidare le imposte di successione dovute allo Stato.

      Quando si apre una successione a Udine, la dichiarazione deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Chi deve presentarla? Gli obbligati sono:

      • Eredi legittimi e testamentari che accettano l’eredità (anche tacitamente)
      • Legatari che ricevono beni specifici dal testamento
      • Rappresentanti legali degli eredi minori o incapaci
      • Amministratori dell’eredità nominati dal giudice
      • Esecutori testamentari indicati nel testamento

      In pratica, è sufficiente che uno solo degli eredi presenti la dichiarazione per conto di tutti. Il sistema di trasmissione è esclusivamente telematico: non è più possibile presentare dichiarazioni cartacee. Per questo motivo, la maggior parte delle famiglie si rivolge a professionisti come il CAF Centro Fiscale di Udine, che dispone degli strumenti software necessari e dell’esperienza specifica per gestire le successioni a Udine, incluse quelle con beni in regime tavolare.

      Vuoi approfondire la procedura completa? Leggi la nostra guida dettagliata su come presentare la dichiarazione di successione.

      Documenti Necessari per la Successione

      Per presentare la dichiarazione di successione a Udine servono numerosi documenti, che si possono suddividere in tre categorie: documenti del defunto, documenti degli eredi e documenti relativi al patrimonio ereditario.

      Documenti del defunto

      • Certificato di morte in carta libera
      • Codice fiscale del defunto
      • Documento d’identità del defunto
      • Stato di famiglia storico al momento del decesso
      • Testamento pubblico o olografo (se esistente), con verbale di pubblicazione
      • Atto di rinuncia all’eredità (se qualcuno ha rinunciato)

      Documenti degli eredi

      • Codici fiscali di tutti gli eredi
      • Documenti d’identità validi
      • Deleghe se un erede firma per conto degli altri
      • Atti di nascita (per dimostrare il grado di parentela)

      Documenti patrimoniali

      • Visure catastali aggiornate di immobili e terreni (per il Catasto ordinario)
      • Estratti tavolari per immobili in regime tavolare (specifico per Udine e Friuli Venezia Giulia)
      • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso
      • Certificati di titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni
      • Certificato di proprietà veicoli (auto, moto, imbarcazioni)
      • Polizze assicurative e fondi pensione

      Nota importante sul sistema tavolare: In Friuli Venezia Giulia, e quindi anche per le successioni a Udine, molti immobili sono registrati nel sistema tavolare invece che nel Catasto ordinario. In questi casi servono estratti tavolari rilasciati dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari, non semplici visure catastali. Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce perfettamente questa specificità regionale e sa esattamente quali documenti richiedere.

      Non sai esattamente quali documenti servono nel tuo caso specifico? Consulta la nostra checklist completa dei documenti per la successione a Udine.

      Non sai quali documenti servono?

      Ti forniamo una checklist personalizzata per il tuo caso. Chiamaci e ti diciamo esattamente cosa portare all’appuntamento.

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      Costi della Successione: CAF vs Notaio vs Commercialista

      Uno degli aspetti che più preoccupa le famiglie quando devono affrontare una successione a Udine è il costo complessivo della pratica. È importante distinguere tra onorari del professionista (CAF, commercialista o notaio) e imposte da versare allo Stato, che sono uguali indipendentemente da chi gestisce la pratica.

      Confronto costi professionali

      ProfessionistaCosto medioCosa include
      CAF Centro Fiscale Udine€ 300 – € 1.200Dichiarazione + voltura catastale inclusa
      Commercialista€ 500 – € 2.000Dichiarazione (voltura spesso esclusa)
      Notaio€ 1.000 – € 4.000Dichiarazione (voltura spesso esclusa)

      Perché il CAF costa meno? I CAF sono enti senza scopo di lucro che operano su grandi volumi di pratiche. Questo ci permette di ottimizzare i processi e offrire tariffe trasparenti e competitive, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto a un notaio. Inoltre, gestiamo internamente anche la voltura catastale (o tavolare, nel caso di immobili in regime tavolare), che molti professionisti delegano a terzi con costi aggiuntivi.

      Cosa è incluso nel servizio CAF

      • Consulenza iniziale per identificare gli eredi e il patrimonio
      • Compilazione della dichiarazione di successione telematica
      • Calcolo delle imposte dovute (imposta di successione, ipotecaria, catastale, bolli)
      • Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate
      • Voltura catastale o tavolare per il passaggio di proprietà degli immobili
      • Assistenza durante tutto l’iter fino alla consegna della documentazione completa

      Cosa NON è incluso (nessun professionista può azzerarlo)

      Le imposte da versare allo Stato sono uguali per tutti e non dipendono da chi gestisce la pratica:

      • Imposta di successione (calcolata sul valore netto dell’eredità, con franchigie per coniuge e figli)
      • Imposta ipotecaria (2% del valore degli immobili)
      • Imposta catastale (1% del valore degli immobili)
      • Marche da bollo e diritti di segreteria

      Per una successione a Udine di complessità media (un immobile e qualche conto corrente), il costo totale al CAF Centro Fiscale si aggira tra i 400 e gli 800 euro, voltura inclusa. Un risparmio significativo che non compromette la qualità del servizio: gestiamo centinaia di successioni ogni anno e abbiamo rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine.

      Vuoi un preventivo dettagliato per il tuo caso? Leggi la nostra analisi completa sui costi della successione a Udine.

      Come Funziona la Successione al CAF Centro Fiscale di Udine

      Quando ti rivolgi al CAF Centro Fiscale per una successione a Udine, trovi un metodo consolidato che semplifica ogni passaggio. Ecco come funziona il nostro servizio, passo dopo passo.

      1. Primo contatto: ascoltiamo la tua situazione

      Puoi contattarci per telefono (0432 1638640) o WhatsApp (366 601 8121). Durante questa prima telefonata, ti facciamo alcune domande di base: chi è il defunto, quanti sono gli eredi, se esiste un testamento, quali beni compongono l’eredità (immobili, conti, veicoli). In pochi minuti ti forniamo già una stima indicativa dei costi e dei tempi.

      2. Raccolta documenti: ti guidiamo passo passo

      Ti inviamo per email o WhatsApp una checklist personalizzata dei documenti necessari. Non devi preoccuparti di cercare informazioni online: ti diciamo esattamente cosa serve, dove richiederlo e come ottenerlo. Se hai dubbi durante la raccolta, puoi chiamarci in qualsiasi momento.

      3. Appuntamento unico: tutto in una sola volta

      Fissiamo un appuntamento presso il nostro ufficio in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, a Udine. Durante questo incontro:

      • Verifichiamo insieme tutti i documenti
      • Compiliamo la dichiarazione davanti a te, spiegandoti ogni passaggio
      • Calcoliamo esattamente le imposte da versare
      • Ti facciamo firmare la pratica
      • Riscuotiamo il pagamento del nostro onorario

      Tutto in un unico appuntamento. Non dovrai tornare più volte: in 60-90 minuti chiudiamo tutta la parte amministrativa. Questo è possibile perché gestiamo centinaia di successioni ogni anno e conosciamo a memoria la procedura, incluse le specificità del sistema tavolare friulano.

      4. Trasmissione telematica e voltura

      Entro pochi giorni dall’appuntamento, trasmettiamo telematicamente la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate di Udine. Contemporaneamente, avviamo la pratica di voltura catastale (o tavolare, per gli immobili in regime tavolare). Hai sempre un referente diretto che puoi contattare per aggiornamenti sullo stato della pratica.

      5. Consegna documentazione completa

      Una volta che l’Agenzia delle Entrate ha registrato la dichiarazione e la voltura è stata completata, ti consegniamo:

      • Copia della dichiarazione di successione con ricevuta di trasmissione
      • Prospetto di liquidazione delle imposte
      • Certificato di voltura catastale/tavolare
      • Ricevute di pagamento F24

      Tutta la documentazione è pronta per eventuali passaggi successivi (vendite, donazioni, richieste di mutui, ecc.). Se in futuro avrai bisogno di duplicati o chiarimenti, conserviamo una copia digitale della tua pratica.

      Perché scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine? Perché abbiamo rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine, conosciamo il sistema tavolare friulano, e gestiamo ogni anno centinaia di pratiche con un tasso di errore praticamente nullo. Il tutto a costi trasparenti e competitivi.

      Tempi della Successione a Udine

      Quanto tempo serve per completare una successione a Udine? Dipende principalmente da due fattori: la velocità con cui gli eredi raccolgono i documenti e i tempi tecnici dell’Agenzia delle Entrate. Ecco una stima realistica delle tempistiche per ogni fase.

      FaseTempo medioNote
      Raccolta documenti1-4 settimaneDipende dalla complessità del patrimonio
      Compilazione al CAF1-2 giorniDopo l’appuntamento, trasmettiamo subito
      Trasmissione telematicaImmediataInvio all’Agenzia delle Entrate in giornata
      Registrazione AdE7-15 giorniTempo tecnico dell’Agenzia delle Entrate
      Voltura catastale/tavolare15-30 giorniAggiornamento registri immobiliari
      TOTALE1-3 mesiDall’inizio della raccolta documenti alla chiusura

      Nota importante: Il termine legale per presentare la dichiarazione di successione è di 12 mesi dalla data del decesso. È consigliabile non aspettare l’ultimo momento, per evitare sanzioni in caso di ritardi nella raccolta documenti.

      La fase più lunga è quasi sempre la raccolta dei documenti. Se gli eredi sono organizzati e hanno già a disposizione certificati, visure ed estratti conto, si può chiudere tutto in 4-6 settimane. Se invece bisogna richiedere certificati all’estero, pubblicare testamenti olografi o risolvere contestazioni tra eredi, i tempi si allungano.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine si impegna a trasmettere la dichiarazione entro 48 ore dall’appuntamento in cui firmi la pratica. I tempi successivi (registrazione e voltura) dipendono dall’Agenzia delle Entrate, ma grazie ai nostri rapporti diretti con gli uffici di Udine riusciamo a monitorare lo stato della pratica e intervenire rapidamente in caso di intoppi.

      Vuoi saperne di più sui tempi e le scadenze? Leggi la nostra guida dettagliata sui tempi della successione a Udine.

      Imposte di Successione 2026: Aliquote e Franchigie

      Quando si apre una successione a Udine, gli eredi devono versare diverse imposte allo Stato, calcolate sul valore netto del patrimonio ereditato. Le imposte di successione variano in base al grado di parentela tra il defunto e gli eredi, e prevedono franchigie (importi esenti da tassazione) che cambiano a seconda del rapporto familiare.

      Il sistema fiscale italiano prevede aliquote progressive che partono dal 4% per i parenti più stretti (coniuge e figli) fino all’8% per gli estranei. Le franchigie 2026 sono invece delle soglie sotto le quali non si paga alcuna imposta di successione. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026:

      Grado di parentelaAliquotaFranchigia
      Coniuge e figli4%€ 1.000.000 per erede
      Fratelli e sorelle6%€ 100.000 per erede
      Altri parenti fino al 4° grado6%Nessuna franchigia
      Affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna franchigia
      Estranei (non parenti)8%Nessuna franchigia
      Eredi portatori di handicap graveCome sopra€ 1.500.000 aggiuntivi

      Esempio pratico: Se un padre lascia in eredità ai due figli un patrimonio di 1.500.000 euro, ciascun figlio riceve 750.000 euro. Poiché la quota di ciascuno (750.000 euro) è inferiore alla franchigia di 1.000.000 euro, non pagano alcuna imposta di successione. Se invece l’eredità fosse di 2.500.000 euro (1.250.000 euro per figlio), ciascuno pagherebbe il 4% sulla parte eccedente: (1.250.000 – 1.000.000) x 4% = 10.000 euro di imposta di successione.

      Imposte sugli immobili: ipotecaria e catastale

      Oltre all’imposta di successione, quando nell’eredità sono presenti beni immobili (case, terreni, fabbricati) si pagano anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. Queste imposte sono calcolate sul valore catastale degli immobili, indipendentemente dal grado di parentela:

      • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
      • Imposta catastale: 1% del valore catastale

      Esiste però un’importante agevolazione prima casa per le successioni a Udine e in tutta Italia: se uno degli eredi adibisce l’immobile a propria abitazione principale entro 12 mesi, le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (importo fisso), per un totale di 400 euro invece di migliaia di euro. È fondamentale dichiarare questa intenzione già nella dichiarazione di successione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola esattamente le imposte dovute nel tuo caso specifico, ti spiega se hai diritto all’agevolazione prima casa e ti guida nel versamento con modello F24. Per approfondire, consulta la nostra guida completa sulle imposte di successione e aliquote 2026.

      Voltura Catastale a Udine

      La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto, trasferendo la proprietà dal defunto agli eredi. Si tratta di un passaggio obbligatorio dopo ogni successione a Udine, senza il quale gli eredi non risultano formalmente proprietari degli immobili ereditati.

      In pratica, la voltura catastale è una comunicazione che viene inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate – Territorio (ex Agenzia del Territorio) per aggiornare le banche dati immobiliari. Questo aggiornamento è fondamentale per:

      • Vendere o donare l’immobile ereditato
      • Richiedere un mutuo utilizzando l’immobile come garanzia
      • Ricevere correttamente le comunicazioni fiscali (IMU, TARI, ecc.)
      • Evitare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate

      Al CAF Centro Fiscale di Udine, la voltura catastale è sempre inclusa nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Questo è un vantaggio importante rispetto ad altri professionisti, che spesso delegano la voltura a geometri o altri intermediari con spese extra che possono arrivare a 150-300 euro.

      Gestiamo noi la trasmissione telematica della voltura e monitoriamo lo stato di avanzamento fino alla registrazione definitiva, che avviene in genere entro 15-30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione. Una volta completata, ti consegniamo il certificato di voltura, che attesta l’avvenuto aggiornamento degli intestatari.

      Nota sul sistema tavolare: Per gli immobili in regime tavolare (specifico di alcune zone del Friuli Venezia Giulia), la procedura è diversa e richiede l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. In questi casi collaboriamo con professionisti specializzati per garantire la corretta trascrizione.

      Voltura catastale inclusa e senza pensieri

      Al CAF Centro Fiscale la voltura catastale è parte del servizio di successione. Non devi andare al Catasto, non devi cercare un geometra, non devi pagare costi extra: ci pensiamo noi a tutto, dalla trasmissione telematica alla consegna del certificato di voltura.

      CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

      Sistema Tavolare del Friuli Venezia Giulia

      Il sistema tavolare è una particolarità del Friuli Venezia Giulia che rende la successione a Udine e nelle province di Trieste e Gorizia diversa dal resto d’Italia. Si tratta di un sistema di registrazione immobiliare di origine austro-ungarica, rimasto in vigore dopo l’annessione di questi territori all’Italia nel 1918.

      A differenza del Catasto ordinario (presente in quasi tutta Italia), il sistema tavolare garantisce la certezza assoluta della proprietà: chi risulta iscritto nelle Tavole è l’unico e vero proprietario dell’immobile, senza possibilità di contestazioni. Questo rende il sistema tavolare più affidabile, ma anche più complesso da gestire per chi non ha esperienza specifica.

      Dove si applica il sistema tavolare

      Il sistema tavolare è operativo in queste aree del Friuli Venezia Giulia:

      • Tutta la provincia di Trieste
      • Tutta la provincia di Gorizia
      • Alcuni comuni della provincia di Udine: Cervignano del Friuli, Aquileia, Terzo di Aquileia, Fiumicello, Villa Vicentina, Ruda, Tarvisio, Malborghetto Valbruna, Pontebba, Dogna

      Importante: Il centro storico di Udine città e la maggior parte dei comuni della provincia sono in Catasto ordinario, non in sistema tavolare. Questo significa che la maggior parte delle successioni a Udine seguono la procedura standard italiana.

      Differenze tra Catasto ordinario e sistema tavolare

      AspettoCatasto OrdinarioSistema Tavolare
      Dove si applicaUdine città, gran parte FVGTrieste, Gorizia, alcuni comuni UD
      Documento di proprietàVisura catastaleEstratto tavolare
      Certezza proprietàRelativa (presunzione)Assoluta (opposizione a terzi)
      Voltura dopo successioneTelematica, gestita dal CAFIscrizione presso Ufficio Tavolare
      Gestione CAFCompleta (dichiarazione + voltura)Dichiarazione sì, voltura con professionista

      Come gestiamo il sistema tavolare al CAF

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza consolidata con il sistema tavolare, grazie alla gestione di centinaia di successioni in tutta la regione. Ecco come lavoriamo:

      • Per immobili a Udine città (Catasto ordinario): Gestiamo tutto internamente, dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale, senza costi aggiuntivi.
      • Per immobili in regime tavolare (Trieste, Gorizia, Tarvisio, ecc.): Prepariamo la dichiarazione di successione e collaboriamo con professionisti specializzati (geometri o notai abilitati) per l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. Ti mettiamo in contatto con i nostri partner di fiducia e coordiniamo l’intero processo.

      Buona notizia: Se la tua successione a Udine riguarda immobili nel centro città o nei comuni non tavolari, puoi affidarti completamente al CAF Centro Fiscale per l’intero iter, dalla dichiarazione alla voltura, senza bisogno di altri professionisti. Ti risparmiamo tempo, costi e complicazioni.

      Vuoi capire se i tuoi immobili sono in Catasto ordinario o sistema tavolare? Contattaci: con i dati catastali dell’immobile ti diciamo subito quale sistema si applica e come procedere.

      Novità Successione 2026: Abolizione del Coacervo

      Dal 1° gennaio 2026, gestire una successione a Udine è diventato più semplice grazie all’abolizione del coacervo, introdotta dal Decreto Legislativo 139/2024. Si tratta di una delle novità fiscali più importanti degli ultimi anni in materia di successioni e donazioni.

      Ma cosa significa esattamente? Prima del 2026, quando si apriva una successione, l’Agenzia delle Entrate sommava (coacervava) tutte le donazioni ricevute in vita dal defunto per calcolare l’imposta di successione. Questo meccanismo portava spesso a pagare imposte anche quando ogni singola donazione e l’eredità erano sotto la franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli.

      La doppia franchigia: un vantaggio concreto

      Con l’abolizione del coacervo, le famiglie beneficiano di una doppia franchigia:

      • 1 milione di euro di franchigia per le donazioni ricevute in vita
      • 1 milione di euro di franchigia per l’eredità ricevuta alla morte

      Queste due franchigie sono separate e non si sommano più. Vediamo un esempio pratico:

      Esempio: Tuo padre ti ha donato in vita un immobile del valore di 800.000 euro. Alla sua morte, erediti altri 900.000 euro. Prima del 2026, l’Agenzia delle Entrate avrebbe sommato i due importi (800.000 + 900.000 = 1.700.000 euro) e applicato l’imposta del 4% sulla parte eccedente 1 milione: avresti pagato (1.700.000 – 1.000.000) x 4% = 28.000 euro di imposta di successione. Con le nuove regole 2026, invece, non paghi nulla: la donazione (800.000 euro) è sotto la franchigia donazioni, e l’eredità (900.000 euro) è sotto la franchigia successioni.

      Altre novità 2026 per le successioni

      • Autoliquidazione online: L’Agenzia delle Entrate sta implementando un sistema di autoliquidazione che consente di calcolare e pagare le imposte direttamente online, senza aspettare l’avviso di liquidazione.
      • Semplificazione della dichiarazione: Il modello di dichiarazione di successione è stato reso più intuitivo, con campi ridotti e istruzioni più chiare.
      • Integrazione con le banche dati: L’Agenzia delle Entrate acquisisce automaticamente i dati degli immobili dal Catasto, riducendo il rischio di errori di compilazione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è già aggiornato su tutte le novità 2026 e applica le nuove regole per garantirti il massimo risparmio fiscale consentito dalla legge. Se hai ricevuto donazioni in vita e ora devi gestire una successione a Udine, contattaci per una consulenza personalizzata: ti spieghiamo esattamente quanto risparmierai con le nuove norme.

      Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale per la Successione a Udine

      Quando si apre una successione a Udine, le famiglie si trovano davanti a una scelta: affidarsi al notaio, al commercialista o al CAF? Ogni opzione ha i suoi pro e contro, ma il CAF Centro Fiscale di Udine offre vantaggi concreti che fanno la differenza in termini di costi, tempi e qualità del servizio.

      Ecco i 6 motivi principali per cui centinaia di famiglie ogni anno scelgono il nostro CAF per gestire le successioni:

      1. Tutto in un unico appuntamento

      Al CAF Centro Fiscale non devi tornare più volte: fissiamo un solo appuntamento in cui verifichiamo i documenti, compiliamo la dichiarazione, calcoliamo le imposte e ti facciamo firmare la pratica. In 60-90 minuti chiudiamo tutta la parte amministrativa. Questo è possibile perché gestiamo centinaia di successioni ogni anno e abbiamo un processo consolidato ed efficiente.

      2. Esperienza consolidata: centinaia di pratiche ogni anno

      La successione a Udine è una delle nostre aree di specializzazione. Ogni anno gestiamo centinaia di pratiche di successione in tutta la provincia di Udine e in Friuli Venezia Giulia, sia in Catasto ordinario che in sistema tavolare. Questa esperienza ci consente di prevenire errori, anticipare criticità e risolvere rapidamente eventuali problemi con l’Agenzia delle Entrate.

      3. Rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine

      Collaboriamo quotidianamente con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Udine. Questo significa che possiamo monitorare lo stato della tua pratica in tempo reale, risolvere rapidamente eventuali richieste di integrazione documentale e accelerare i tempi di registrazione. Se l’Agenzia rileva un’anomalia, interveniamo subito per correggerla, evitando ritardi e sanzioni.

      4. Servizio completo: dichiarazione e voltura inclusa

      A differenza di molti commercialisti e notai, il CAF Centro Fiscale include sempre la voltura catastale nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Non devi cercare un geometra, non devi pagare un altro professionista: ci occupiamo noi della trasmissione telematica della voltura e ti consegniamo il certificato di avvenuto aggiornamento del Catasto. Per le successioni a Udine in Catasto ordinario, gestiamo tutto internamente dall’inizio alla fine.

      5. Costi trasparenti e competitivi

      I CAF sono enti senza scopo di lucro che operano su grandi volumi di pratiche. Questo ci permette di offrire tariffe chiare e competitive, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto a un notaio. Il nostro preventivo è sempre dettagliato e include tutto: compilazione, trasmissione, voltura, assistenza. Nessun costo nascosto, nessuna sorpresa in fattura.

      6. Competenza sul territorio friulano e sistema tavolare

      Il Friuli Venezia Giulia ha una particolarità unica in Italia: il sistema tavolare. Molti professionisti provenienti da altre regioni non conoscono questo sistema e non sanno come gestire una successione con immobili iscritti nelle Tavole. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica sul territorio friulano e sa esattamente come muoversi, sia in Catasto ordinario che in regime tavolare. Se hai immobili a Trieste, Gorizia o nei comuni tavolari della provincia di Udine, possiamo assisterti con professionisti specializzati.

      In sintesi: Scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine significa affidarti a professionisti esperti, risparmiare tempo e denaro, e avere la certezza che tutto verrà gestito correttamente dall’inizio alla fine. Siamo a Udine da anni, conosciamo il territorio e abbiamo rapporti consolidati con tutti gli enti coinvolti (Agenzia delle Entrate, Comuni, Uffici Tavolari).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Successione a Udine

      Ecco le risposte alle domande più comuni che riceviamo ogni giorno sulle successioni a Udine. Se non trovi la risposta che cerchi, contattaci: saremo felici di aiutarti.

      1. Quanto costa una successione al CAF di Udine?

      Il costo dipende dalla complessità della pratica. Per una successione a Udine di complessità media (un immobile, qualche conto corrente, 2-3 eredi), il nostro onorario varia tra i 300 e gli 800 euro, con la voltura catastale inclusa. Questo è il costo del servizio CAF; a parte vanno le imposte da versare allo Stato (imposta di successione, ipotecaria, catastale), che sono uguali per tutti i professionisti. Ti forniamo sempre un preventivo dettagliato prima di iniziare, senza impegno.

      2. Quanto tempo ci vuole per una successione?

      Dall’inizio della raccolta documenti alla chiusura completa della pratica (dichiarazione + voltura registrata), servono in media 1-3 mesi. La fase più lunga è quasi sempre la raccolta documenti da parte degli eredi (1-4 settimane). Una volta che hai tutti i documenti, al CAF Centro Fiscale trasmettiamo la dichiarazione entro 48 ore dall’appuntamento. La registrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate richiede 7-15 giorni, mentre la voltura catastale si completa in 15-30 giorni.

      3. Cosa significa fare tutto in un unico appuntamento?

      Significa che vieni una sola volta al nostro ufficio con tutti i documenti. Durante l’appuntamento (60-90 minuti) verifichiamo i documenti, compiliamo la dichiarazione di successione davanti a te spiegandoti ogni passaggio, calcoliamo le imposte esatte, ti facciamo firmare la pratica e riscuotiamo il nostro onorario. Dopodiché gestiamo tutto noi: trasmissione telematica, voltura catastale, monitoraggio dello stato della pratica. Ti ricontattiamo solo per consegnarti la documentazione finale.

      4. Il CAF può gestire successioni con sistema tavolare?

      Sì. Se gli immobili sono a Udine città (Catasto ordinario), gestiamo tutto internamente dalla dichiarazione alla voltura. Se invece gli immobili sono in regime tavolare (Trieste, Gorizia, Tarvisio, ecc.), prepariamo la dichiarazione di successione e collaboriamo con professionisti specializzati (geometri o notai abilitati) per l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. Coordiniamo noi l’intero processo e ti mettiamo in contatto con i nostri partner di fiducia.

      5. Posso fare la successione senza notaio?

      Sì, nella maggior parte dei casi. Il notaio è obbligatorio solo in situazioni particolari, come la rinuncia all’eredità (che deve essere fatta davanti al notaio o al cancelliere del Tribunale) o la pubblicazione di testamento olografo. Per tutte le altre successioni a Udine, il CAF è perfettamente abilitato a gestire l’intero iter: dichiarazione, trasmissione telematica, calcolo imposte, voltura catastale. Risparmi tempo e denaro senza rinunciare alla qualità del servizio.

      6. Quali documenti servono per la successione?

      I documenti principali sono: certificato di morte, codici fiscali e documenti d’identità del defunto e di tutti gli eredi, stato di famiglia storico, visure catastali o estratti tavolari degli immobili, estratti conto bancari alla data del decesso, certificati di proprietà veicoli, eventuali testamenti con verbale di pubblicazione. Ti forniamo una checklist personalizzata per il tuo caso specifico, così sai esattamente cosa raccogliere. Consulta la nostra guida completa sui documenti per la successione a Udine.

      7. Cosa succede se supero i 12 mesi dalla morte?

      Se presenti la dichiarazione di successione oltre i 12 mesi dalla data del decesso, scattano le sanzioni per ritardato adempimento. La sanzione parte da un minimo di 150 euro e può arrivare fino al 30% delle imposte dovute, a seconda del ritardo. Inoltre, si applicano gli interessi di mora. Per questo motivo è importante non aspettare l’ultimo momento: se hai dubbi o difficoltà a raccogliere i documenti, contattaci subito. Ti aiutiamo a rispettare le scadenze.

      8. La voltura catastale è inclusa nel servizio?

      Sì, sempre. Al CAF Centro Fiscale la voltura catastale è inclusa nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Gestiamo noi la trasmissione telematica e ti consegniamo il certificato di voltura registrato. Per gli immobili in regime tavolare, collaboriamo con professionisti specializzati che seguono la procedura di iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. In ogni caso, tu hai un unico referente (noi) che coordina tutto il processo.

      9. Quali sono le novità 2026 sulle successioni?

      La principale novità 2026 è l’abolizione del coacervo (Decreto Legislativo 139/2024). Questo significa che le donazioni ricevute in vita non si sommano più all’eredità ai fini del calcolo dell’imposta di successione. Ogni erede ha ora due franchigie separate: 1 milione di euro per le donazioni e 1 milione di euro per l’eredità (per coniuge e figli). Questo porta a un risparmio fiscale significativo per molte famiglie. Altre novità: autoliquidazione online delle imposte, semplificazione del modello di dichiarazione, integrazione automatica con le banche dati immobiliari.

      10. Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine?

      Scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine significa affidarti a professionisti con esperienza consolidata (centinaia di pratiche ogni anno), competenza specifica sul territorio friulano (sistema tavolare incluso), rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, e costi trasparenti e competitivi. Gestiamo tutto in un unico appuntamento, voltura catastale inclusa, e ti consegniamo la documentazione completa. Risparmi tempo, denaro e stress, senza rinunciare alla qualità del servizio.

      Prenota il tuo appuntamento per la successione!

      Non rimandare: ogni giorno conta verso la scadenza dei 12 mesi dalla data del decesso. Contattaci oggi per un preventivo gratuito e senza impegno. Ti spieghiamo esattamente cosa serve, quanto costa e quanto tempo ci vuole. Gestiamo centinaia di successioni ogni anno con competenza, trasparenza e costi competitivi.

      CAF Centro Fiscale Udine
      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
      Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

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        NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

        NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione

        NASPI 2025

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la NASpI e a chi spetta
        2. Date di accredito NASpI marzo 2026
        3. Quando si sospende la NASpI
        4. Limiti di reddito per tipologia di lavoro
        5. Come riattivare la NASpI dopo la sospensione
        6. Differenza tra sospensione e decadenza
        7. Esempi pratici e calcoli
        8. Domande frequenti

        La NASpI di marzo 2026 sarà accreditata regolarmente dall’INPS secondo il consueto calendario mensile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le date di pagamento NASpI marzo 2026, le procedure di sospensione e riattivazione dell’indennità, e tutti i casi in cui il beneficiario può continuare a lavorare senza perdere il diritto alla prestazione.

        Se stai percependo la NASpI o hai intenzione di richiederla, è fondamentale conoscere le regole aggiornate per evitare sospensioni impreviste o, peggio ancora, la decadenza dal beneficio. L’INPS applica controlli automatici sui redditi da lavoro: qualsiasi attività retribuita deve essere comunicata tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

        In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente la tua indennità di disoccupazione, con esempi pratici, tabelle riepilogative e riferimenti normativi ufficiali.

        Quando si Sospende la NASpI

        La sospensione della NASpI è una misura temporanea che non comporta la perdita del diritto all’indennità. L’erogazione viene interrotta per un determinato periodo, ma riprende automaticamente al termine dell’evento che ha causato la sospensione.

        La NASpI si sospende automaticamente nei seguenti casi previsti dall’art. 9 del D.Lgs. 22/2015:

        1. Nuova occupazione con contratto subordinato

        Se il beneficiario trova un nuovo lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato), la NASpI viene sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro, a condizione che:

        • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi (anche prorogato)
        • Il beneficiario comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (tramite modello NASpI-Com)
        • Il reddito annuo previsto non superi il limite di 8.500 euro (limite 2026 rivalutato)

        ⚠️ Attenzione: Se il contratto supera i 6 mesi o il reddito supera gli 8.500 euro annui, la NASpI decade definitivamente e non può essere riattivata.

        2. Attività di lavoro autonomo o parasubordinato

        Il beneficiario della NASpI può svolgere attività di lavoro autonomo occasionale, collaborazione coordinata e continuativa o aprire una partita IVA, a condizione che il reddito annuo previsto non superi:

        • 5.500 euro per lavoro autonomo o parasubordinato (limite 2026)

        In questo caso, la NASpI non viene sospesa, ma ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine NASpI o di fine anno.

        📌 Importante: Il beneficiario deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, utilizzando il modello NASpI-Com.

        3. Rioccupazione all’estero

        Se il beneficiario trova lavoro in un Paese dell’Unione Europea, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro, purché:

        • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi
        • Venga comunicato all’INPS entro 30 giorni

        Per lavori in Paesi extra-UE, invece, la NASpI decade automaticamente.

        4. Malattia o infortunio

        La malattia certificata o l’infortunio non sospendono la NASpI. L’indennità continua a essere erogata regolarmente anche durante i periodi di malattia, purché il beneficiario rimanga in stato di disoccupazione.

        ⚠️ Tuttavia, la malattia o l’infortunio possono giustificare la mancata partecipazione a iniziative di politiche attive del lavoro o colloqui presso il Centro per l’Impiego, senza che ciò comporti la decadenza dalla NASpI.

        Limiti di Reddito per Tipologia di Lavoro

        Per evitare la sospensione o decadenza dalla NASpI, è fondamentale rispettare i limiti di reddito previsti dalla normativa INPS. Ecco una tabella riepilogativa aggiornata al 2026:

        Tipologia di lavoroLimite reddito annuoEffetto sulla NASpI
        Lavoro subordinato ≤ 6 mesi8.500 euroSospensione (riattivazione automatica)
        Lavoro subordinato > 6 mesiQualsiasi importoDecadenza definitiva
        Lavoro autonomo/partita IVA5.500 euroRiduzione NASpI 80%
        Lavoro autonomo > 5.500 euroOltre 5.500 euroDecadenza definitiva
        Lavoro occasionale/PrestO5.500 euroRiduzione NASpI 80%
        Cococo/collaborazione5.500 euroRiduzione NASpI 80%

        📌 Nota importante: I limiti di reddito indicati sono valori annui lordi e si riferiscono al reddito previsto nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la fine dell’anno solare (o la scadenza della NASpI, se antecedente).

        Come calcolare il reddito previsto

        Se inizi un’attività autonoma o un lavoro occasionale durante la fruizione della NASpI, devi stimare il reddito annuo previsto e comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Ecco come calcolare:

        Esempio pratico 1: Inizio collaborazione occasionale il 1° marzo 2026, compenso mensile stimato 800 euro.

        • Mesi rimanenti fino a fine anno: 10 mesi (da marzo a dicembre)
        • Reddito annuo previsto: 800 × 10 = 8.000 euro
        • 8.000 euro > 5.500 euro → NASpI decade

        Esempio pratico 2: Apro partita IVA il 1° settembre 2026, reddito mensile stimato 400 euro.

        • Mesi rimanenti fino a fine anno: 4 mesi (da settembre a dicembre)
        • Reddito annuo previsto: 400 × 4 = 1.600 euro
        • 1.600 euro < 5.500 euro → NASpI ridotta dell’80% del reddito (riduzione mensile: 1.600 × 80% ÷ 4 = 320 euro/mese)

        Come Riattivare la NASpI dopo la Sospensione

        La riattivazione della NASpI dopo un periodo di sospensione avviene automaticamente nella maggior parte dei casi, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

        Riattivazione automatica dopo lavoro subordinato

        Se la NASpI è stata sospesa per un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la riattivazione avviene automaticamente alla scadenza del contratto, a condizione che:

        • Il beneficiario comunichi la fine del rapporto di lavoro all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com
        • Il beneficiario presenti nuovamente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego

        La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto, con lo stesso importo mensile (eventualmente ridotto del 3% mensile se sono trascorsi più di 5 mesi dall’inizio della fruizione originaria).

        Procedura per comunicare la fine del contratto

        Per riattivare la NASpI dopo la fine di un contratto subordinato, segui questi passaggi:

        1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS)
        2. Cerca il servizio “NASpI: invio domanda”
        3. Seleziona “NASpI-Com: comunicazione redditi presunti”
        4. Compila il modulo indicando:
          • Data di inizio e fine del rapporto di lavoro
          • Tipo di contratto (subordinato, autonomo, ecc.)
          • Reddito percepito durante il periodo di sospensione
        5. Invia la comunicazione entro 30 giorni dalla fine del contratto

        ⚠️ Attenzione: Se non comunichi la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni, rischi di perdere definitivamente il diritto alle mensilità di NASpI non godute durante il periodo di omessa comunicazione.

        Tempi di riattivazione NASpI

        Una volta inviata la comunicazione di fine rapporto, l’INPS procede alla riattivazione entro 15-30 giorni. Il pagamento riprende dal mese successivo alla comunicazione, con effetto retroattivo se la comunicazione è stata tempestiva.

        Se riscontri ritardi nella riattivazione, puoi:

        • Contattare il contact center INPS al numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164164 (da cellulare)
        • Verificare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS
        • Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella gestione della pratica

        Differenza tra Sospensione e Decadenza

        È fondamentale distinguere tra sospensione e decadenza della NASpI, perché le conseguenze sono molto diverse:

        AspettoSospensioneDecadenza
        DefinizioneInterruzione temporaneaPerdita definitiva del diritto
        RiattivazionePossibile automaticamenteNon possibile
        Periodo residuoConservatoPerso definitivamente
        Nuova domandaNon necessariaPossibile solo con nuovi requisiti

        Cause di decadenza dalla NASpI

        La NASpI decade definitivamente nei seguenti casi previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 22/2015:

        1. Perdita dello stato di disoccupazione per nuova occupazione con contratto subordinato di durata superiore a 6 mesi
        2. Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego o dei servizi per l’impiego (senza giustificato motivo)
        3. Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua (secondo i criteri dell’art. 25 del D.Lgs. 150/2015)
        4. Mancata adesione a iniziative di politiche attive del lavoro (tirocini, percorsi di formazione, ecc.)
        5. Inizio attività di lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni
        6. Superamento dei limiti di reddito per lavoro autonomo (5.500 euro) o subordinato (8.500 euro)
        7. Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
        8. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASpI)
        9. Omessa comunicazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato

        ⚠️ Attenzione: In caso di omessa o falsa comunicazione di redditi da lavoro, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite, con applicazione di sanzioni amministrative fino al 30% dell’importo recuperato.

        Esempi Pratici e Calcoli

        Per comprendere meglio come funzionano sospensione e riattivazione della NASpI, ecco alcuni casi pratici con calcoli dettagliati:

        Caso 1: Lavoro subordinato di 4 mesi durante NASpI

        Situazione: Marco percepisce la NASpI da gennaio 2026 (importo mensile: 1.200 euro, durata residua: 18 mesi). Il 1° aprile 2026 trova un lavoro a tempo determinato di 4 mesi con stipendio netto di 1.400 euro/mese.

        Procedura corretta:

        1. Marco comunica all’INPS l’inizio del contratto entro 30 giorni (entro il 1° maggio 2026)
        2. Verifica che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.500 euro: 1.400 × 4 mesi = 5.600 euro ✅
        3. La NASpI viene sospesa da aprile a luglio 2026 (4 mesi)
        4. Al termine del contratto (31 luglio 2026), Marco comunica la fine del rapporto entro 30 giorni
        5. La NASpI viene riattivata da agosto 2026 con importo ridotto del 3% per 2 mesi (aprile e maggio erano nel 4° e 5° mese di NASpI, non riducibili; giugno era il 6° mese, riduzione 3%; luglio era il 7° mese, riduzione ulteriore 3%)
        6. Nuovo importo NASpI: 1.200 × 0,97 × 0,97 = 1.128 euro/mese
        7. Durata residua: 18 – 3 (mesi goduti prima della sospensione) = 15 mesi

        Caso 2: Apertura partita IVA durante NASpI

        Situazione: Laura percepisce la NASpI da febbraio 2026 (importo mensile: 950 euro, durata residua: 12 mesi). Il 1° giugno 2026 apre partita IVA come grafica freelance, stimando un reddito mensile di 350 euro.

        Procedura corretta:

        1. Laura comunica all’INPS l’apertura della partita IVA entro 30 giorni (entro il 1° luglio 2026)
        2. Calcola il reddito annuo previsto: 350 × 7 mesi (da giugno a dicembre) = 2.450 euro
        3. 2.450 euro < 5.500 euro → La NASpI non decade, ma viene ridotta
        4. Riduzione mensile: 2.450 × 80% ÷ 7 mesi = 280 euro/mese
        5. Nuovo importo NASpI: 950 – 280 = 670 euro/mese da giugno a dicembre 2026
        6. Da gennaio 2027, Laura dovrà comunicare il reddito effettivo 2026 e l’INPS ricalcolerà eventuali conguagli

        Caso 3: Contratto di 8 mesi durante NASpI

        Situazione: Giulia percepisce la NASpI da marzo 2026 (importo mensile: 1.100 euro, durata residua: 20 mesi). Il 1° maggio 2026 firma un contratto a tempo determinato di 8 mesi con stipendio netto di 1.300 euro/mese.

        Conseguenza:

        • Il contratto supera i 6 mesi → La NASpI decade definitivamente
        • Giulia perde il diritto ai 18 mesi residui di NASpI (20 – 2 mesi già goduti)
        • Se il contratto termina il 31 dicembre 2026, Giulia dovrà presentare una nuova domanda di NASpI entro 68 giorni, purché abbia maturato i requisiti contributivi richiesti

        ⚠️ Raccomandazione: Prima di accettare un contratto superiore a 6 mesi, valuta attentamente se il reddito complessivo del nuovo lavoro compensa la perdita della NASpI residua.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla NASpI Marzo 2026

        Domande Frequenti sulla NASpI

        Quando viene pagata la NASpI di marzo 2026?

        La NASpI di marzo 2026 viene accreditata generalmente tra il 11 e il 15 marzo per i beneficiari con IBAN bancario o postale. Per i pagamenti in contanti presso Poste Italiane, l’accredito può avvenire fino al 17 marzo. Le nuove domande o i ricalcoli possono essere pagati entro il 25 marzo 2026.

        Posso lavorare durante la NASpI senza perderla?

        Sì, puoi lavorare durante la NASpI rispettando precisi limiti di reddito. Per lavoro subordinato fino a 6 mesi: limite 8.500 euro annui (NASpI sospesa). Per lavoro autonomo o partita IVA: limite 5.500 euro annui (NASpI ridotta dell’80% del reddito). Oltre questi limiti, la NASpI decade definitivamente.

        Come si riattiva la NASpI dopo un contratto a termine?

        La riattivazione è automatica se il contratto era inferiore a 6 mesi e il reddito non superava 8.500 euro annui. Devi comunicare all’INPS la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com e presentare nuovamente la DID al Centro per l’Impiego. La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto.

        Qual è la differenza tra sospensione e decadenza della NASpI?

        La sospensione è temporanea e reversibile: l’indennità si interrompe ma può essere riattivata automaticamente. La decadenza è definitiva: perdi il diritto alla NASpI e non puoi recuperare le mensilità residue. La decadenza avviene per contratti oltre 6 mesi, mancata partecipazione a convocazioni, superamento limiti reddito o omessa comunicazione.

        Devo comunicare sempre i redditi da lavoro all’INPS?

        Sì, è obbligatorio comunicare qualsiasi reddito da lavoro (subordinato, autonomo, occasionale) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, tramite il modello NASpI-Com sul portale INPS. L’omessa comunicazione comporta la decadenza dalla NASpI e il recupero delle somme indebitamente percepite, con sanzioni fino al 30% dell’importo.


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        • Compilazione e invio domanda NASpI online con verifica requisiti contributivi
        • Calcolo preventivo importo e durata dell’indennità spettante
        • Comunicazione redditi da lavoro (modello NASpI-Com) per sospensione o riduzione
        • Verifica pagamenti e assistenza per ritardi o anomalie
        • Riattivazione NASpI dopo contratti a termine o periodi di sospensione
        • Consulenza per lavoro autonomo durante NASpI (limiti reddito e comunicazioni INPS)
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          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
           

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          Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 08:12:402026-05-31 09:42:06NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione
          NOTIZIE

          Redditi SC 2026: Novità IRES Società di Capitali

          Dichiarazione dei redditi 730

          L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente approvato il Modello Redditi SC 2026 (società di capitali) con il Provvedimento del 30 gennaio 2026. Il modello, utilizzato per dichiarare i redditi prodotti nel 2025 da SRL, SPA, SAPA e cooperative, presenta alcune importanti novità fiscali che impattano direttamente sulla tassazione IRES e sugli adempimenti dichiarativi.

          Le principali modifiche riguardano l’aliquota IRES, le deduzioni per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0, il regime Patent Box per i beni immateriali, e l’introduzione di nuovi quadri per la tassazione dei redditi esteri e delle società controllate estere (CFC). Vediamo nel dettaglio cosa cambia per le società di capitali nel 2026.

          Indice dei contenuti

          1. Aliquota IRES 2026: Confermata al 24%
          2. Novità Deduzioni: Beni Strumentali e Transizione 5.0
          3. Patent Box e Beni Immateriali: Regime Agevolato
          4. Scadenze Modello Redditi SC 2026
          5. Quadro RF e Redditi Esteri: Nuovi Obblighi CFC

          Aliquota IRES 2026: Confermata al 24%

          L’aliquota IRES (Imposta sul Reddito delle Società) rimane confermata al 24% sul reddito imponibile anche per il periodo d’imposta 2025. Questa aliquota si applica a tutte le società di capitali residenti in Italia, nonché agli enti commerciali e alle società ed enti non residenti per i redditi prodotti in Italia.

          La base imponibile IRES si determina partendo dall’utile civilistico risultante dal bilancio, al quale si applicano le variazioni in aumento e in diminuzione previste dalla normativa fiscale (Tuir – Testo Unico Imposte sui Redditi).

          Calcolo IRES: esempio pratico

          Una SRL chiude il bilancio 2025 con un utile di 100.000 euro. Dopo le variazioni fiscali (es. costi non deducibili, ammortamenti eccedenti), il reddito imponibile risulta pari a 110.000 euro.

          • IRES dovuta: 110.000 × 24% = 26.400 euro
          • Acconti 2025 versati: 20.000 euro
          • Saldo da versare entro 30 giugno 2026: 6.400 euro

          L’aliquota del 24% rappresenta un livello medio rispetto agli altri Paesi europei. In Francia l’aliquota ordinaria sulle società è al 25%, in Germania al 15% (più tasse locali che portano il totale al 30-33%), in Spagna al 25%.

          Novità Deduzioni: Beni Strumentali e Transizione 5.0

          Una delle novità più rilevanti del Modello Redditi SC 2026 riguarda le agevolazioni fiscali per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali. Il governo ha confermato e potenziato i benefici previsti dal Piano Transizione 4.0 e introdotto il nuovo Piano Transizione 5.0.

          Piano Transizione 4.0 (confermato)

          Per gli investimenti in beni strumentali nuovi 4.0 (macchinari interconnessi, robotica, software gestionali) effettuati nel 2025, le società possono beneficiare di:

          • Credito d’imposta al 20% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
          • Credito d’imposta al 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro
          • Credito d’imposta al 5% per investimenti oltre 10 milioni (fino a 20 milioni)

          Piano Transizione 5.0 (novità 2025-2026)

          Il Piano Transizione 5.0 è la nuova misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che premia le aziende che realizzano investimenti green finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e all’autoproduzione da fonti rinnovabili.

          I crediti d’imposta arrivano fino al 45% dell’investimento per progetti che garantiscono una riduzione dei consumi energetici superiore al 10%. Il beneficio si applica su:

          • Beni strumentali materiali 4.0 (macchinari, impianti)
          • Beni strumentali immateriali 4.0 (software)
          • Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo
          • Formazione 5.0 per i dipendenti (fino a 300.000 euro)

          Il credito è utilizzabile in compensazione con modello F24 in 5 quote annuali di pari importo (o 3 anni per beni immateriali).

          Patent Box e Beni Immateriali: Regime Agevolato

          Il Patent Box è un regime opzionale che consente alle società di capitali di beneficiare di una tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali (brevetti, marchi, software protetti da copyright, know-how).

          Nel Modello Redditi SC 2026, il regime Patent Box prevede:

          • Esclusione dal reddito imponibile del 110% dei redditi derivanti dall’utilizzo diretto di beni immateriali
          • L’agevolazione si traduce in una tassazione effettiva IRES inferiore al 12% sui redditi da IP (contro il 24% ordinario)
          • L’opzione ha durata 5 anni ed è rinnovabile

          Chi può accedere al Patent Box

          Possono accedere al regime agevolato:

          • Società di capitali residenti in Italia
          • Stabili organizzazioni in Italia di società estere
          • Imprese individuali e società di persone (con limitazioni)

          I beni immateriali agevolabili devono essere:

          • Brevetti industriali
          • Marchi d’impresa (solo se registrati)
          • Disegni e modelli
          • Software protetto da copyright
          • Know-how, informazioni aziendali e segreti commerciali

          Il Patent Box richiede la compilazione del Quadro OP del Modello Redditi SC e la presentazione di una istanza preventiva all’Agenzia delle Entrate con la metodologia di calcolo del beneficio (ruling).

          Scadenze Modello Redditi SC 2026

          Il Modello Redditi SC 2026 deve essere presentato dalle società di capitali entro termini precisi, a seconda della data di chiusura dell’esercizio.

          Scadenze per società con esercizio solare (31/12)

          Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare (chiusura al 31 dicembre 2025):

          • Presentazione dichiarazione: entro il 30 novembre 2026
          • Versamento saldo IRES 2025: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
          • Primo acconto IRES 2026: entro il 30 giugno 2026
          • Secondo acconto IRES 2026: entro il 30 novembre 2026

          Scadenze per società con esercizio non coincidente

          Le società con esercizio a cavallo d’anno (es. 01/07/2024 – 30/06/2025) devono presentare la dichiarazione entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

          Esempio: esercizio chiuso al 30/06/2025 → dichiarazione entro il 31 marzo 2026.

          Modalità di presentazione

          Il Modello Redditi SC deve essere trasmesso esclusivamente in via telematica tramite:

          • Entratel/Fisconline (servizi telematici Agenzia delle Entrate)
          • Intermediari abilitati (commercialisti, consulenti fiscali, CAF)

          La presentazione tardiva comporta sanzioni da 250 a 2.000 euro, riducibili con ravvedimento operoso.

          Quadro RF e Redditi Esteri: Nuovi Obblighi CFC

          Il Modello Redditi SC 2026 introduce modifiche significative al Quadro FC (Controlled Foreign Companies), che riguarda le società italiane che controllano società estere in Paesi a fiscalità privilegiata.

          Normativa CFC: cosa prevede

          La normativa CFC (art. 167 del Tuir) impone alle società italiane di imputare per trasparenza i redditi prodotti da società estere controllate se ricorrono determinate condizioni:

          • La società estera è controllata (>50% dei diritti di voto o utili)
          • La società estera è residente in un Paese black list o con tassazione effettiva inferiore al 15%
          • Oltre il 50% dei proventi della CFC deriva da passive income (interessi, dividendi, canoni, plusvalenze)

          In presenza di questi requisiti, i redditi della CFC vengono tassati direttamente in capo alla società italiana controllante, indipendentemente dall’effettiva distribuzione degli utili.

          Novità 2026: Black list aggiornata

          Con il Decreto MEF del 15 gennaio 2026, la black list dei Paesi a fiscalità privilegiata è stata aggiornata. Sono stati rimossi alcuni Paesi (es. Emirati Arabi Uniti, Qatar) che hanno introdotto l’imposta sulle società al 9%, e aggiunte nuove giurisdizioni (es. alcune isole caraibiche).

          Le società italiane con partecipazioni in questi Paesi devono verificare la nuova disciplina e compilare il Quadro FC del Modello Redditi SC 2026 indicando:

          • Dati identificativi della società estera controllata
          • Reddito prodotto dalla CFC (convertito in euro)
          • Quota di competenza della controllante italiana
          • Credito per imposte estere eventualmente spettante

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sul Modello Redditi SC 2026

          Quando si presenta il Modello Redditi SC 2026?

          Il Modello Redditi SC 2026 deve essere presentato entro il 30 novembre 2026 per le società con esercizio coincidente con l’anno solare (chiusura 31/12). Per esercizi a cavallo d’anno, il termine è l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura. La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica tramite Entratel/Fisconline o intermediari abilitati.

          Qual è l’aliquota IRES per il 2026?

          L’aliquota IRES per il periodo d’imposta 2025 (dichiarazione 2026) rimane confermata al 24% sul reddito imponibile. Questa aliquota si applica a tutte le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), cooperative ed enti commerciali residenti in Italia, nonché alle stabili organizzazioni di società estere.

          Cos’è il Piano Transizione 5.0?

          Il Piano Transizione 5.0 è la nuova agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che premia le aziende che investono in beni strumentali finalizzati alla riduzione dei consumi energetici. Prevede crediti d’imposta fino al 45% dell’investimento per progetti che garantiscono una riduzione dei consumi superiore al 10%. Il beneficio si applica su macchinari 4.0, software, impianti fotovoltaici e formazione del personale.

          Chi deve compilare il Quadro FC per le CFC?

          Il Quadro FC (Controlled Foreign Companies) deve essere compilato dalle società italiane che controllano società estere residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (black list) o con tassazione effettiva inferiore al 15%, se oltre il 50% dei proventi della controllata estera deriva da passive income (interessi, dividendi, canoni). In questo caso, i redditi della CFC vengono imputati per trasparenza alla società italiana.

          Le novità del Modello Redditi SC 2026 richiedono particolare attenzione da parte di amministratori, commercialisti e consulenti fiscali delle società di capitali. L’aliquota IRES confermata al 24%, le nuove agevolazioni per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0, il potenziamento del Patent Box e gli aggiornamenti sulla normativa CFC rappresentano opportunità ma anche adempimenti da gestire con precisione per evitare errori costosi.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste società di capitali, professionisti e commercialisti nella compilazione del Modello Redditi SC, nell’analisi delle agevolazioni applicabili e nella verifica della corretta determinazione del reddito imponibile IRES. Contattaci per una consulenza personalizzata.


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          Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Completa con Codici e Esempi

          regime forfettario partita iva

          Indice dei contenuti

          1. Obbligo Fattura Elettronica Forfettari 2026
          2. Come Funziona il Sistema di Interscambio
          3. Come Compilare una Fattura Elettronica
          4. Software Consigliati per Forfettari
          5. Errori Comuni da Evitare
          6. Sanzioni per Mancata Fatturazione
          7. Domande Frequenti

          Dal 1 gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario, senza eccezioni legate al fatturato. In questa guida completa spieghiamo come funziona, quali codici usare, quali software scegliere e quali errori evitare.

          Se hai appena aperto partita IVA in regime forfettario, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per emettere fatture elettroniche corrette e conformi alla normativa.

          Obbligo Fattura Elettronica Forfettari 2026

          L’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è stato introdotto dall’articolo 18 del decreto-legge n. 36/2022 con una gradualità temporale:

          • Dal 1 luglio 2022: obbligo per forfettari con ricavi superiori a 25.000 euro
          • Dal 1 gennaio 2024: obbligo esteso a TUTTI i forfettari, indipendentemente dai ricavi

          Nel 2026 l’obbligo è quindi pienamente operativo per tutti. Non esistono più esenzioni basate sul volume d’affari.

          Chi è Escluso dall’Obbligo

          Le uniche eccezioni riguardano:

          • Prestazioni sanitarie verso privati – Medici, dentisti, fisioterapisti e professionisti sanitari che inviano dati al Sistema Tessera Sanitaria
          • Fatture verso l’estero – Operazioni con clienti esteri (per cui si usa l’esterometro o la fattura cartacea)

          Cosa Deve Fare il Forfettario

          Ogni forfettario deve:

          1. Emettere fatture elettroniche in formato XML
          2. Trasmettere le fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI)
          3. Ricevere le fatture passive in formato elettronico
          4. Conservare le fatture digitalmente per 10 anni (conservazione sostitutiva)

          Come Funziona il Sistema di Interscambio (SdI)

          Il Sistema di Interscambio è la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che gestisce il flusso delle fatture elettroniche in Italia. Funziona così:

          Flusso della Fattura Elettronica

          1. Creazione: Il forfettario crea la fattura in formato XML tramite un software
          2. Invio al SdI: La fattura viene trasmessa al Sistema di Interscambio
          3. Controlli: Il SdI verifica la correttezza formale della fattura
          4. Consegna: Se i controlli sono superati, la fattura viene recapitata al cliente
          5. Notifica: Il SdI invia al mittente una ricevuta di consegna o scarto

          Termini di Emissione

          I forfettari devono rispettare questi termini:

          • Fattura immediata: entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione
          • Fattura differita: entro il 15 del mese successivo (per più operazioni verso lo stesso cliente)

          Come Compilare una Fattura Elettronica da Forfettario

          La fattura elettronica del forfettario ha alcuni campi specifici che la distinguono dalle fatture ordinarie.

          Codice Regime Fiscale: RF19

          Nel campo RegimeFiscale della fattura XML, il forfettario deve indicare il codice:

          • RF19 – Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)

          I software di fatturazione compilano questo campo automaticamente una volta impostato il regime fiscale.

          Codice Natura IVA: N2.2

          Poiché i forfettari non applicano l’IVA, nel campo Natura va indicato:

          • N2.2 – Operazioni non soggette – altri casi

          Questo codice indica che l’operazione non è soggetta a IVA per carenza del presupposto soggettivo (regime forfettario).

          Dicitura Obbligatoria

          Nella fattura deve essere presente la seguente dicitura:

          “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, L. n. 190 del 2014 così come modificato dalla L. n. 208 del 2015 e dalla L. n. 145 del 2018”

          Imposta di Bollo

          Le fatture dei forfettari sono soggette a imposta di bollo di 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.

          Come indicare il bollo nella fattura elettronica:

          • Valorizzare il campo “Bollo Virtuale” a “SI”
          • Il bollo non va pagato fattura per fattura
          • Si versa trimestralmente tramite F24 o addebito IBAN nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

          Esempio Pratico di Fattura Forfettario

          CampoValore
          Regime FiscaleRF19
          Natura IVAN2.2
          Aliquota IVA0%
          Bollo virtuale (se > 77,47 euro)SI
          Importo esempio1.000,00 euro
          Totale fattura1.000,00 euro + 2,00 euro bollo = 1.002,00 euro

          Software Consigliati per Forfettari

          Per emettere fatture elettroniche serve un software che generi il file XML e lo trasmetta al SdI. Ecco le opzioni migliori per i forfettari:

          Opzioni Gratuite

          • Portale Fatture e Corrispettivi (Agenzia Entrate) – Completamente gratuito, include conservazione. Interfaccia spartana ma funzionale.
          • App FatturAE – App ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per smartphone

          Opzioni a Pagamento (Consigliate)

          SoftwarePrezzo/AnnoIdeale per
          Fatturazione Italia49 euro IVA inclusa150 fatture, prezzo bloccato 3 anni
          Fatture in Cloud Forfettari48 euro + IVA (poi 96)Interfaccia moderna
          Aruba Fatturazione29,90 euro + IVAMassimo risparmio
          Software Semplice48 euro + IVASemplicità d’uso

          Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

          Errori Comuni da Evitare

          Ecco gli errori più frequenti commessi dai forfettari nella fatturazione elettronica:

          1. Codice Natura Errato

          Errore: Usare N2.1 invece di N2.2

          Soluzione: I forfettari devono sempre usare N2.2 (non soggette – altri casi)

          2. Dimenticare il Bollo

          Errore: Non indicare il bollo virtuale per fatture superiori a 77,47 euro

          Soluzione: Impostare il software per aggiungere automaticamente il bollo

          3. Dicitura Mancante o Errata

          Errore: Non inserire la dicitura obbligatoria sul regime forfettario

          Soluzione: Salvare la dicitura nel template del software

          4. Invio in Ritardo

          Errore: Inviare la fattura oltre i 12 giorni dall’operazione

          Soluzione: Fatturare subito dopo aver incassato o erogato il servizio

          5. Codice Destinatario Errato

          Errore: Inserire un codice SdI errato per il cliente

          Soluzione: Chiedere sempre al cliente il suo codice destinatario o PEC

          Sanzioni per Mancata Fatturazione Elettronica

          I forfettari che non rispettano l’obbligo di fatturazione elettronica rischiano sanzioni significative:

          Sanzioni Applicabili

          • Mancata emissione: dal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati (minimo 500 euro)
          • Emissione tardiva: dal 5% al 10% dei corrispettivi (minimo 250 euro)
          • Invio con dati errati: da 250 a 2.000 euro

          Le sanzioni possono essere ridotte con il ravvedimento operoso se si regolarizza spontaneamente prima di accertamenti.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

          Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta.

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          Domande Frequenti sulla Fatturazione Elettronica Forfettari

          I forfettari sono obbligati alla fattura elettronica nel 2026?

          Sì, dal 1 gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica, indipendentemente dal volume di ricavi. L’unica eccezione riguarda le prestazioni sanitarie verso privati (Sistema Tessera Sanitaria) e le operazioni con l’estero.

          Quale codice natura IVA usare per i forfettari?

          I forfettari devono usare il codice N2.2 (Operazioni non soggette – altri casi) nel campo Natura IVA della fattura elettronica. Questo codice indica che l’operazione non è soggetta a IVA per carenza del presupposto soggettivo.

          Quando si applica il bollo sulle fatture dei forfettari?

          Il bollo di 2 euro si applica alle fatture dei forfettari quando l’importo supera 77,47 euro. Nella fattura elettronica si indica “Bollo Virtuale = SI” e il versamento avviene trimestralmente tramite F24 o addebito nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

          Entro quanto tempo devo emettere la fattura elettronica?

          La fattura elettronica immediata va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (incasso o erogazione del servizio). La fattura differita, che raggruppa più operazioni verso lo stesso cliente, va emessa entro il 15 del mese successivo.

          Posso usare la fattura semplificata come forfettario?

          Sì, dal 2025 i forfettari possono emettere fattura semplificata anche per importi superiori a 400 euro. La fattura semplificata richiede meno dati ed è più veloce da compilare, utile per operazioni ricorrenti verso gli stessi clienti.

          Conclusioni

          La fatturazione elettronica per i forfettari è ormai un obbligo consolidato nel 2026. Rispettare le regole è semplice se si utilizzano i codici corretti (RF19 e N2.2), si applica il bollo quando dovuto e si sceglie un software adeguato.

          Per i forfettari che emettono poche fatture, le soluzioni gratuite dell’Agenzia delle Entrate sono sufficienti. Chi cerca maggiore comodità può investire 30-50 euro/anno in software come Aruba o Fatture in Cloud.

          Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

          Se hai dubbi sulla fatturazione elettronica o sulla gestione fiscale della tua attività in regime forfettario, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Contattaci:

          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121
          • Email: info@centrofiscale.com

          Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Informazioni verificate su agenziaentrate.gov.it e fattureincloud.it.

          Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-03 08:00:002026-09-27 09:41:12Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Completa con Codici e Esempi
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          Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS

          Pensione 2026 INPS

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo
          2. Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga
          3. Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED
          4. Quali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED
          5. Come Compilare il Modello RED: Guida Pratica
          6. Documenti Necessari per il Modello RED
          7. Come Inviare il Modello RED all’INPS
          8. Sanzioni e Conseguenze per Ritardi o Omissioni
          9. Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED
          10. Domande Frequenti sul Modello RED

          Sei un pensionato INPS e hai ricevuto una comunicazione che ti chiede di presentare il Modello RED 2026? Oppure vuoi sapere se rientri tra i soggetti obbligati e quali sono le scadenze da rispettare per evitare sanzioni o la sospensione della pensione?

          Il Modello RED (Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione annuale obbligatoria che molti pensionati devono inviare all’INPS per comunicare i propri redditi percepiti nell’anno precedente. Questa dichiarazione serve all’Istituto per verificare che continui a sussistere il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale goduta.

          In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul Modello RED 2026: dalla scadenza del 31 marzo (con eventuale proroga) a chi deve presentarlo, da quali redditi dichiarare a come compilarlo correttamente, fino alle modalità di invio e alle sanzioni previste per chi non lo presenta.

          Scoprirai se sei obbligato a presentare il Modello RED, quali documenti servono, come evitare errori che potrebbero portare alla sospensione della pensione e quando puoi essere esonerato dalla presentazione.

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          Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo

          Il Modello RED (acronimo di Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione reddituale annuale che l’INPS richiede ad alcuni pensionati per verificare il mantenimento dei requisiti reddituali necessari per continuare a percepire determinate prestazioni economiche.

          A differenza del modello 730 o del modello Redditi, il Modello RED si concentra su redditi che non sempre confluiscono nella dichiarazione fiscale ordinaria o che l’INPS non può acquisire automaticamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

          A Cosa Serve il Modello RED

          L’INPS utilizza il Modello RED per verificare annualmente che il beneficiario di una prestazione economica continui a rispettare i limiti di reddito previsti dalla legge. Questo controllo è fondamentale per:

          • Prestazioni assistenziali (come l’assegno sociale, le maggiorazioni sociali, le pensioni di invalidità civile)
          • Prestazioni previdenziali collegate al reddito (pensioni ai superstiti, integrazioni al minimo, pensioni di reversibilità)
          • Assegni familiari e altre prestazioni economiche condizionate dal reddito del nucleo familiare

          Se il pensionato non presenta il Modello RED entro i termini, l’INPS può sospendere cautelativamente la prestazione fino alla regolarizzazione della posizione.

          Differenza tra Modello RED e Dichiarazione dei Redditi

          È importante comprendere che il Modello RED NON sostituisce la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Sono due adempimenti distinti e complementari:

          CaratteristicaModello RED730/Modello Redditi
          DestinatarioINPSAgenzia delle Entrate
          ScopoVerificare diritto a prestazioni INPSDeterminare imposte da pagare/rimborsare
          ObbligatorietàSolo se richiesto da INPSObbligatorio se reddito oltre soglie
          Scadenza31 marzo 2026 (possibile proroga)30 settembre 2026 (per 730) o 30 novembre (Redditi)
          Redditi inclusiRedditi che incidono su prestazioni INPSTutti i redditi imponibili

          ATTENZIONE: Anche se presenti il 730 o il Modello Redditi, se l’INPS ti richiede il Modello RED sei comunque obbligato a presentarlo. I due adempimenti non si escludono a vicenda.

          Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga

          La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello RED 2026 è fissata al 31 marzo 2026. Entro questa data, i pensionati obbligati devono comunicare all’INPS i redditi percepiti nell’anno 2025.

          Scadenza 31 Marzo 2026: Date Importanti

          Ecco il calendario completo delle scadenze relative al Modello RED 2026:

          DataEvento
          Febbraio 2026L’INPS invia le comunicazioni ai pensionati obbligati a presentare il RED
          31 marzo 2026Scadenza ordinaria per l’invio del Modello RED
          Aprile 2026Possibile comunicazione di proroga da parte dell’INPS
          Da aprile 2026Inizio delle sospensioni cautelative per chi non ha presentato il RED

          Proroga del Modello RED: Quando Viene Concessa

          Negli ultimi anni, l’INPS ha spesso concesso una proroga della scadenza del Modello RED, spostando il termine dal 31 marzo a fine aprile o inizio maggio. Questa proroga viene comunicata tramite:

          • Messaggio INPS ufficiale pubblicato sul sito istituzionale
          • Comunicazioni dirette ai pensionati interessati
          • Notizie sui canali CAF e patronati

          Motivi della proroga:

          • Elevato numero di pratiche da gestire
          • Problemi tecnici sulla piattaforma INPS
          • Richieste di CAF e patronati per dare più tempo agli assistiti
          • Sovrapposizione con altre scadenze fiscali (es. dichiarazione dei redditi precompilata)

          IMPORTANTE: Anche se negli anni passati ci sono state proroghe, non è garantito che la proroga venga concessa ogni anno. Per questo motivo, il consiglio è di non aspettare l’ultimo momento e presentare il Modello RED entro febbraio o inizio marzo 2026.

          Come Verificare la Scadenza Aggiornata

          Per verificare se è stata concessa una proroga e quale sia la scadenza effettiva del Modello RED 2026, puoi:

          1. Consultare il sito INPS alla sezione “Messaggi” o “Comunicati stampa”
          2. Accedere al tuo cassetto previdenziale sul portale INPS con SPID, CIE o CNS
          3. Contattare il CAF Centro Fiscale di Udine al numero 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121
          4. Verificare la lettera ricevuta dall’INPS con la richiesta del Modello RED (contiene la scadenza)

          Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED

          Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. L’obbligo sussiste solo per chi percepisce determinate prestazioni economiche collegate al reddito e che l’INPS non può verificare autonomamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

          Prestazioni INPS che Richiedono il Modello RED

          Devi presentare il Modello RED 2026 se percepisci una delle seguenti prestazioni economiche:

          • Assegno sociale (ex pensione sociale)
          • Maggiorazioni sociali sulle pensioni
          • Pensioni e assegni di invalidità civile (per inabili civili, ciechi, sordi)
          • Pensioni ai superstiti (reversibilità e indirette)
          • Integrazioni al trattamento minimo delle pensioni
          • Pensioni di guerra indirette ai superstiti
          • Assegni familiari ai pensionati
          • Maggiorazione della pensione per figli a carico
          • Indennità di accompagnamento (in alcuni casi)

          Come Sapere Se Devi Presentare il Modello RED

          L’INPS invia una comunicazione diretta ai pensionati obbligati a presentare il Modello RED. Questa comunicazione arriva:

          • Per posta cartacea (raccomandata) all’indirizzo di residenza
          • Sul cassetto previdenziale online accessibile con SPID/CIE/CNS
          • Tramite SMS o email (se hai attivato le notifiche INPS)

          La lettera contiene:

          • L’elenco dei redditi che devi dichiarare
          • La scadenza per presentare il Modello RED
          • Il codice fiscale e i dati identificativi della prestazione
          • Le modalità di invio (online, tramite CAF, ecc.)

          Se NON ricevi la comunicazione INPS, NON sei obbligato a presentare il Modello RED per quell’anno.

          Casi Particolari: Nucleo Familiare e Redditi Coniuge

          Per alcune prestazioni (come l’assegno sociale o le maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge o del nucleo familiare. In questi casi:

          • Dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge
          • Se il coniuge ha presentato la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), l’INPS potrebbe acquisire i dati automaticamente
          • Se il coniuge non ha presentato la dichiarazione, dovrai dichiarare i suoi redditi nel tuo Modello RED

          Quali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED

          Il Modello RED richiede la dichiarazione di redditi specifici che potrebbero non essere stati comunicati all’Agenzia delle Entrate o che l’INPS non può acquisire automaticamente. Vediamo nel dettaglio quali redditi vanno dichiarati e quali invece sono esenti.

          Redditi da Dichiarare Obbligatoriamente

          Nel Modello RED 2026 devi dichiarare i seguenti redditi percepiti nel 2025:

          • Redditi da lavoro dipendente (stipendi, salari, emolumenti)
          • Redditi da lavoro autonomo occasionale
          • Redditi da pensione (pensioni italiane e estere, comprese quelle erogate da enti diversi dall’INPS)
          • Redditi da lavoro autonomo professionale (anche in regime forfettario)
          • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
          • Redditi da terreni (agricoli e non coltivati)
          • Redditi di capitale (interessi bancari, dividendi azionari)
          • Redditi diversi (plusvalenze immobiliari, affitti brevi, ecc.)
          • Redditi prodotti all’estero (lavoro, pensioni, immobili esteri)
          • Redditi del coniuge (se richiesto dall’INPS nella comunicazione)

          Redditi Esenti (NON da Dichiarare)

          Non vanno dichiarati nel Modello RED i seguenti redditi, in quanto esenti ai fini delle prestazioni INPS:

          • Reddito della prima casa (abitazione principale e relative pertinenze)
          • TFR e indennità di fine rapporto
          • Rendite INAIL per infortunio sul lavoro o malattia professionale
          • Pensioni di guerra
          • Pensioni privilegiate ordinarie (comprese quelle per ciechi civili assoluti)
          • Assegno per il nucleo familiare (ANF)
          • Assegno Unico Universale per i figli
          • Indennità di accompagnamento
          • Pensioni erogate da Stati esteri in regime di convenzione bilaterale (solo in alcuni casi)
          • Arretrati di lavoro dipendente relativi ad anni precedenti

          Tabella Riepilogativa: Cosa Dichiarare

          Tipo di RedditoDa Dichiarare nel RED?
          Stipendio da lavoro dipendenteSÌ
          Pensione INPSSÌ
          Pensione esteraSÍ
          Affitti percepitiSÌ
          Lavoro autonomo occasionaleSÌ
          Interessi bancariSÌ
          Prima casa (rendita catastale)NO
          TFR percepitoNO
          Assegno Unico figliNO
          Rendita INAILNO
          Indennità di accompagnamentoNO

          Come Calcolare i Redditi da Dichiarare

          Per compilare correttamente il Modello RED, devi sommare tutti i redditi imponibili percepiti nel 2025, escludendo quelli esenti. Per farlo:

          1. Raccogli la documentazione (CU 2026, estratti conto bancari, contratti di affitto, ecc.)
          2. Verifica ogni singolo reddito se rientra tra quelli da dichiarare
          3. Calcola il totale dei redditi imponibili
          4. Compila il Modello RED indicando ogni categoria di reddito nell’apposita sezione

          Esempio pratico:

          Mario è pensionato e nel 2025 ha percepito:

          • Pensione INPS: 12.000 euro (SÌ, da dichiarare)
          • Affitto appartamento: 6.000 euro (SÌ, da dichiarare)
          • Indennità di accompagnamento: 6.000 euro (NO, esente)
          • Rendita prima casa: 800 euro (NO, esente)
          • TFR ricevuto: 15.000 euro (NO, esente)

          Reddito totale da dichiarare nel Modello RED: 12.000 + 6.000 = 18.000 euro

          Come Compilare il Modello RED: Guida Pratica

          La compilazione del Modello RED può sembrare complessa, ma seguendo questa guida passo-passo riuscirai a completarlo correttamente. Il modello si compone di diverse sezioni, ognuna dedicata a una categoria di redditi.

          Struttura del Modello RED

          Il Modello RED 2026 è suddiviso in queste sezioni principali:

          1. Quadro A – Dati identificativi: codice fiscale, dati anagrafici, tipo di prestazione
          2. Quadro B – Redditi soggetto dichiarante: tutti i redditi del pensionato
          3. Quadro C – Redditi del coniuge (se richiesto)
          4. Quadro D – Redditi di altri componenti del nucleo (per prestazioni assistenziali)
          5. Quadro E – Dichiarazioni integrative: situazioni particolari (residenza, separazione, ecc.)

          Guida Step-by-Step alla Compilazione

          Ecco come compilare correttamente ogni sezione del Modello RED:

          STEP 1: Quadro A – Dati Identificativi

          • Inserisci il tuo codice fiscale
          • Verifica che nome, cognome e data di nascita siano corretti
          • Indica il tipo di prestazione per cui stai presentando il RED (la comunicazione INPS ti indica quale)
          • Inserisci l’anno di riferimento dei redditi: 2025

          STEP 2: Quadro B – Redditi del Dichiarante

          In questa sezione devi indicare tutti i tuoi redditi percepiti nel 2025, suddivisi per categoria:

          • Sezione B1 – Redditi da lavoro dipendente: riporta l’importo indicato nella Certificazione Unica (CU) 2026 al rigo 1 (reddito complessivo)
          • Sezione B2 – Redditi da pensione: somma di tutte le pensioni percepite (INPS, INPDAP, enti privati, estere)
          • Sezione B3 – Redditi da lavoro autonomo: reddito netto da partita IVA o collaborazioni occasionali
          • Sezione B4 – Redditi fondiari: affitti percepiti, rendite da terreni (esclusa prima casa)
          • Sezione B5 – Redditi di capitale: interessi bancari, dividendi
          • Sezione B6 – Redditi diversi: plusvalenze, affitti brevi

          ATTENZIONE: Riporta gli importi al lordo (prima delle trattenute fiscali), tranne dove espressamente richiesto il netto.

          STEP 3: Quadro C – Redditi del Coniuge

          Se la comunicazione INPS ti richiede di dichiarare anche i redditi del coniuge (es. per assegno sociale, maggiorazione sociale), compila questa sezione con le stesse modalità del Quadro B, indicando:

          • Codice fiscale del coniuge
          • Tutti i redditi del coniuge suddivisi per categoria
          • Se il coniuge ha presentato il 730 o Modello Redditi, puoi barrare la casella apposita (l’INPS acquisirà i dati automaticamente)

          STEP 4: Quadro E – Dichiarazioni Integrative

          In questa sezione devi indicare eventuali situazioni particolari:

          • Cambio di residenza nel 2025
          • Separazione o divorzio avvenuti durante l’anno
          • Ricovero in strutture sanitarie o assistenziali
          • Decesso del coniuge
          • Altre situazioni che potrebbero influire sul diritto alla prestazione

          Errori Comuni da Evitare

          Ecco gli errori più frequenti nella compilazione del Modello RED:

          • Dimenticare redditi minori (es. interessi bancari, piccoli affitti)
          • Dichiarare redditi esenti (es. indennità di accompagnamento, TFR)
          • Indicare importi netti invece che lordi
          • Non dichiarare redditi del coniuge quando richiesto
          • Sbagliare l’anno di riferimento (nel 2026 si dichiarano i redditi del 2025)
          • Omettere pensioni estere o redditi prodotti all’estero

          Documenti Necessari per il Modello RED

          Per compilare correttamente il Modello RED, devi avere a disposizione tutta la documentazione relativa ai redditi percepiti nel 2025. Ecco l’elenco completo dei documenti necessari.

          Documenti Obbligatori per Tutti

          • Comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED
          • Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente, passaporto)
          • Codice fiscale del dichiarante e del coniuge (se richiesto)
          • Tessera sanitaria o codice fiscale plastificato

          Documenti per Redditi da Lavoro

          Se hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione nel 2025:

          • Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico entro il 16 marzo 2026
          • Ultimi cedolini stipendio/pensione del 2025 (dicembre + tredicesima)
          • Contratto di lavoro se assunto nel corso del 2025

          Documenti per Redditi da Immobili

          Se possiedi immobili locati o terreni:

          • Contratti di affitto registrati con indicazione dei canoni percepiti nel 2025
          • Quietanze di pagamento degli affitti ricevuti
          • Visura catastale aggiornata degli immobili posseduti
          • Rendita catastale di fabbricati e terreni
          • Dichiarazione IMU 2025 (se proprietario di immobili diversi dalla prima casa)

          Documenti per Altri Redditi

          A seconda dei redditi percepiti:

          • Estratto conto bancario/postale (per interessi, dividendi, capital gain)
          • Fatture emesse per prestazioni occasionali o professionali
          • Dichiarazione dei redditi esteri se hai percepito redditi all’estero
          • CU estere tradotte se hai percepito pensioni estere
          • Modello 730/2025 o Redditi 2025 (dichiarazione anno precedente, se presentata)

          Documenti per il Coniuge (se richiesto)

          Se devi dichiarare anche i redditi del coniuge:

          • Certificazione Unica (CU) del coniuge
          • Codice fiscale del coniuge
          • Eventuale modello 730/Redditi del coniuge
          • Documenti reddituali del coniuge (come per il dichiarante)

          Checklist Documentale Completa

          Prima di presentare il Modello RED, verifica di avere tutti i documenti necessari con questa checklist:

          DocumentoObbligatorio?Note
          Comunicazione INPS✅ SÌIndica quali redditi dichiarare
          Documento identità✅ SÌIn corso di validità
          Codice fiscale✅ SÌDel dichiarante e coniuge
          CU 2026✅ SÌ (se lavoratore/pensionato)Rilasciata entro 16/3/2026
          Contratti affitto✅ SÌ (se proprietario)Solo immobili locati
          Estratto conto bancario⚠️ Se hai interessi rilevantiAnno 2025
          Dichiarazione redditi esteri✅ SÌ (se redditi esteri)Tradotta in italiano
          730/Redditi anno precedente❌ FacoltativoUtile come riferimento

          SUGGERIMENTO: Se ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione assistita, porta con te tutti i documenti elencati. In questo modo eviterai di dover tornare più volte e velocizzerai la pratica.

          Come Inviare il Modello RED all’INPS

          Una volta compilato il Modello RED, devi trasmetterlo all’INPS entro la scadenza del 31 marzo 2026 (salvo proroga). Esistono diverse modalità di invio: vediamole nel dettaglio.

          Modalità 1: Invio Online tramite Portale INPS

          Puoi inviare il Modello RED autonomamente accedendo al sito INPS con le tue credenziali digitali:

          1. Vai su www.inps.it
          2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
          3. Cerca il servizio “Dichiarazione Reddituale – RED”
          4. Compila il modello online seguendo le istruzioni
          5. Verifica i dati inseriti
          6. Invia la dichiarazione
          7. Scarica e conserva la ricevuta di avvenuta presentazione

          PRO: Gratuito, veloce, disponibile 24/7

          CONTRO: Richiede dimestichezza con l’informatica e possesso di SPID/CIE/CNS

          Modalità 2: Tramite CAF o Patronato

          La modalità più semplice e sicura è rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un patronato. Il servizio è completamente gratuito per i pensionati.

          Come fare con il CAF Centro Fiscale di Udine:

          1. Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121
          2. Porta tutti i documenti elencati nella sezione precedente
          3. Il nostro operatore compilerà il Modello RED per te, verificando la correttezza dei dati
          4. Firmerai la dichiarazione
          5. Il CAF trasmetterà telematicamente il Modello RED all’INPS
          6. Riceverai la ricevuta di avvenuta presentazione

          PRO: Assistenza qualificata, zero errori, servizio gratuito, nessuna competenza informatica richiesta

          CONTRO: Necessità di recarsi fisicamente presso il CAF (ma possiamo aiutarti anche a distanza in alcuni casi)

          Modalità 3: Tramite Contact Center INPS

          Puoi chiedere assistenza telefonica al Contact Center INPS:

          • Numero verde INPS: 803 164 (gratuito da rete fissa)
          • Da cellulare: 06 164 164 (a pagamento secondo il piano tariffario)

          L’operatore ti guiderà nella compilazione telefonica del Modello RED.

          PRO: Non serve recarsi fisicamente da nessuna parte

          CONTRO: Tempi di attesa lunghi, possibili errori di comunicazione telefonica

          Quale Modalità Scegliere?

          La scelta dipende dalle tue esigenze:

          Se sei…Modalità consigliata
          Pratico con computer e SPIDInvio online autonomo
          Hai situazione reddituale sempliceInvio online o Contact Center
          Hai redditi complessi o dubbiCAF (CONSIGLIATO)
          Non hai SPID/CIE/CNSCAF (OBBLIGATORIO)
          Vuoi assistenza personalizzataCAF Centro Fiscale Udine

          Ricevuta e Verifica dell’Invio

          Dopo aver inviato il Modello RED, conserva sempre la ricevuta. Puoi verificare l’avvenuta ricezione:

          • Accedendo al tuo cassetto previdenziale sul sito INPS
          • Controllando che la sospensione della pensione non venga applicata
          • Chiamando il Contact Center INPS per conferma

          Sanzioni e Conseguenze per Ritardi o Omissioni

          La mancata presentazione del Modello RED entro i termini previsti comporta gravi conseguenze sia economiche che previdenziali. Vediamo nel dettaglio quali sono le sanzioni e come evitarle.

          Sospensione della Prestazione

          Se non presenti il Modello RED entro la scadenza, l’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica. Questo significa:

          • Stop al pagamento della pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.
          • La sospensione parte generalmente dal mese successivo alla scadenza
          • La pensione rimane sospesa fino a quando non presenti il Modello RED
          • Nessun arretrato automatico: dovrai richiedere espressamente il pagamento dei mesi arretrati

          Esempio:

          Se la scadenza è il 31 marzo 2026 e tu presenti il Modello RED il 15 maggio 2026, la tua pensione potrebbe essere sospesa da aprile a maggio. Dovrai poi chiedere il recupero dei ratei non pagati.

          Revoca della Prestazione

          In casi più gravi, se ometti ripetutamente la presentazione del Modello RED o se viene accertato che non avevi diritto alla prestazione, l’INPS può:

        • Revocare definitivamente la prestazione economica
        • Richiedere la restituzione di quanto percepito indebitamente
        • Applicare sanzioni amministrative
        • Recupero Somme Indebitamente Percepite

          Se dall’esame del Modello RED risulta che non avevi diritto (o avevi diritto parziale) alla prestazione percepita, l’INPS:

          1. Calcola l’importo indebitamente percepito
          2. Invia una comunicazione di debito
          3. Procede al recupero tramite trattenute sulla pensione futura (di solito 1/5 dell’importo mensile)
          4. In alternativa, puoi restituire l’importo in un’unica soluzione

          Importante: Il recupero può riguardare anche più anni arretrati, con un debito potenzialmente molto elevato.

          Sanzioni Amministrative

          Oltre al recupero delle somme, l’INPS può applicare sanzioni amministrative in caso di:

          • Dichiarazioni false o incomplete: sanzione da 5.000 a 50.000 euro
          • Omessa presentazione ripetuta: sanzione variabile
          • Occultamento doloso di redditi: possibile denuncia penale per truffa aggravata ai danni dello Stato

          Come Evitare Sanzioni e Sospensioni

          Per evitare problemi:

          1. Presenta il Modello RED entro la scadenza (non aspettare l’ultimo giorno)
          2. Dichiara TUTTI i redditi richiesti, anche quelli minimi
          3. Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni
          4. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF per una compilazione assistita
          5. Verifica la ricevuta di avvenuta presentazione

          Cosa Fare Se Hai Dimenticato la Scadenza

          Se hai superato la scadenza senza presentare il Modello RED:

          1. Presentalo SUBITO, anche se in ritardo (meglio tardi che mai)
          2. Contatta l’INPS per verificare se la pensione è stata sospesa
          3. Chiedi il pagamento degli arretrati se la sospensione è già avvenuta
          4. Rivolgiti al CAF per assistenza nella regolarizzazione

          Nella maggior parte dei casi, se presenti il Modello RED in ritardo ma prima che l’INPS concluda i controlli, puoi ottenere il ripristino della prestazione senza ulteriori sanzioni.

          Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED

          Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. Esistono infatti alcuni casi di esonero previsti dalla normativa INPS. Vediamo quando NON devi presentare il Modello RED.

          Esonero Automatico dall’INPS

          L’INPS può esonerare automaticamente dalla presentazione del Modello RED i pensionati che si trovano in queste situazioni:

          • Redditi già noti all’INPS: se l’Istituto ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate
          • Pensionati con solo reddito da pensione INPS (nessun altro reddito)
          • Dichiarazione dei redditi già presentata: se hai fatto il 730 o il Modello Redditi, l’INPS può acquisire automaticamente i dati
          • Prestazioni non collegate al reddito: se percepisci prestazioni che non dipendono dal reddito (es. pensione di vecchiaia senza integrazioni)

          Come sapere se sei esonerato?

          Se sei esonerato, NON riceverai la comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED. L’assenza di comunicazione = esonero automatico.

          Esonero per Tipologia di Prestazione

          Alcune prestazioni non richiedono mai il Modello RED:

          • Pensione di vecchiaia ordinaria senza integrazioni al minimo
          • Pensione di anzianità/anticipata senza integrazioni
          • Indennità di accompagnamento (non collegata al reddito)
          • Pensioni di guerra dirette
          • TFR e liquidazioni

          Esonero per Età Avanzata

          In alcuni casi, l’INPS può esonerare pensionati molto anziani (es. oltre 90 anni) dalla presentazione del Modello RED, soprattutto se la situazione reddituale è stabile da anni e nota all’Istituto.

          Comunicazione di Esonero

          Se sei esonerato, potresti ricevere una comunicazione esplicita di esonero dall’INPS, oppure semplicemente non riceverai alcuna comunicazione di richiesta del Modello RED.

          ATTENZIONE: Se negli anni precedenti eri esonerato ma quest’anno ricevi la comunicazione INPS, significa che la tua situazione è cambiata e sei obbligato a presentare il RED.

          Tabella Riepilogativa Esoneri

          SituazioneObbligato a presentare RED?
          Ricevo solo pensione INPS, nessun altro redditoNO (esonero automatico)
          Ricevo pensione + affittiSÌ (se INPS lo richiede)
          Ricevo assegno socialeSÌ
          Ricevo pensione con integrazione al minimoSÌ
          Ricevo pensione di reversibilitàSÌ (se INPS lo richiede)
          Ricevo solo indennità di accompagnamentoNO
          Ho fatto il 730 e l’INPS ha acquisito i datiFORSE NO (verifica comunicazione INPS)
          Non ho ricevuto comunicazione INPSNO (sei esonerato)

          Come Verificare Se Sei Obbligato

          Per avere la certezza se devi presentare il Modello RED:

          1. Controlla la posta (cartacea e sul cassetto previdenziale INPS)
          2. Se ricevi comunicazione INPS → SEI OBBLIGATO
          3. Se NON ricevi comunicazione → SEI ESONERATO
          4. In caso di dubbi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sul Modello RED

          Ecco le risposte alle domande più frequenti sul Modello RED pensioni 2026.

          Quando scade il Modello RED 2026?

          La scadenza ordinaria è il 31 marzo 2026. Tuttavia, l’INPS può concedere una proroga (comunicata tramite messaggio ufficiale). Negli anni passati le proroghe hanno spostato la scadenza a fine aprile o inizio maggio.

          Cosa succede se non presento il Modello RED?

          L’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica (pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.) fino a quando non regolarizzi la situazione. La sospensione comporta stop ai pagamenti.

          Devo presentare il Modello RED anche se ho fatto il 730?

          Sì, se l’INPS te lo richiede. Il Modello RED e la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) sono adempimenti distinti che possono coesistere. Tuttavia, se hai fatto il 730 e l’INPS ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate, potresti essere esonerato automaticamente (verificherai dall’assenza di comunicazione INPS).

          Il servizio del CAF per il Modello RED è a pagamento?

          No, il servizio di assistenza per la compilazione e l’invio del Modello RED presso il CAF Centro Fiscale di Udine è completamente gratuito per i pensionati.

          Quali redditi NON devo dichiarare nel Modello RED?

          Non vanno dichiarati: reddito prima casa, TFR, rendite INAIL, pensioni di guerra, assegno unico figli, indennità di accompagnamento, ANF.

          Posso presentare il Modello RED in ritardo?

          Sì, è sempre meglio presentarlo in ritardo che non presentarlo affatto. Presentandolo anche dopo la scadenza puoi ottenere il ripristino della prestazione e il pagamento degli arretrati (anche se dovrai richiederli esplicitamente).

          Come faccio a sapere se devo presentare il Modello RED?

          L’INPS invia una comunicazione diretta (per posta o sul cassetto previdenziale) ai pensionati obbligati. Se non ricevi comunicazione, sei esonerato.

          Posso inviare il Modello RED online da solo?

          Sì, se hai SPID, CIE o CNS puoi accedere al portale INPS e compilare autonomamente il Modello RED online. Tuttavia, se hai dubbi o situazioni complesse, è consigliabile rivolgersi al CAF.

          Devo dichiarare anche i redditi del coniuge?

          Solo se richiesto dall’INPS nella comunicazione. Per alcune prestazioni (come assegno sociale, maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge. In quel caso dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge.

          Quanto tempo ci vuole per presentare il Modello RED al CAF?

          Con tutti i documenti in ordine, la compilazione e l’invio richiedono circa 30 minuti presso il CAF Centro Fiscale di Udine. Prenota il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640.

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          • ✅ Compilazione assistita del Modello RED
          • ✅ Verifica documentale completa
          • ✅ Invio telematico all’INPS
          • ✅ Consegna ricevuta di avvenuta presentazione
          • ✅ Assistenza su pratiche pensionistiche
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          Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 07:20:352026-05-31 10:13:24Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          730/2026: Novità Familiari a Carico, Limiti Reddito e Detrazioni

          Dichiarazione dei redditi 730

          Indice dei contenuti

          1. 730/2026: Le Novità sui Familiari a Carico
          2. Nuovi Limiti di Reddito per Familiari a Carico 2026
          3. Coniuge a Carico: Requisiti e Detrazioni
          4. Figli a Carico: Età, Reddito e Detrazioni 2026
          5. Altri Familiari a Carico (Genitori, Fratelli, Suoceri)
          6. Assegno Unico e Impatto sulle Detrazioni
          7. Casi Particolari: Disabilità, Separazioni, Convivenza
          8. Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni
          9. Scadenze 730/2026 e Adempimenti
          10. Domande Frequenti

          Stai per compilare il modello 730 per il 2026 e hai dubbi su quali familiari puoi inserire a carico? Quest’anno ci sono importanti novità normative che riguardano i limiti di reddito, le percentuali di detrazione e l’impatto dell’Assegno Unico Universale sui figli.

          In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per dichiarare correttamente i tuoi familiari a carico nel 730/2026: dai nuovi limiti di reddito alle detrazioni spettanti, dalle percentuali per i figli ai casi particolari (disabilità, genitori separati, convivenze).

          Scoprirai quali familiari danno diritto a detrazioni fiscali, quanto puoi risparmiare in tasse e quali documenti servono per non sbagliare la dichiarazione. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e risposte alle domande più frequenti.

          730/2026: Le Novità sui Familiari a Carico

          Il modello 730 per l’anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026) introduce alcune modifiche importanti nella disciplina dei familiari a carico. Queste novità derivano principalmente dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

          Cosa Cambia nel 2026

          Le principali novità 2026 riguardano:

          • Rivalutazione ISTAT dei limiti di reddito: i limiti per considerare un familiare a carico sono stati aggiornati in base all’inflazione
          • Assegno Unico permanente: dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni per figli fino a 21 anni, ma la normativa si consolida nel 2026 con nuove specifiche
          • Detrazioni per figli oltre 21 anni: restano in vigore le detrazioni ordinarie per figli a carico dai 21 anni in su
          • Nuove regole per convivenze: chiarimenti su familiari conviventi e non conviventi
          • Documentazione obbligatoria: maggiore attenzione ai documenti probatori del carico fiscale

          Chi Sono i Familiari a Carico

          Secondo l’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/86), sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nell’anno d’imposta hanno posseduto un reddito complessivo non superiore a determinati limiti.

          I familiari che possono essere considerati a carico sono:

          • Coniuge non legalmente ed effettivamente separato
          • Figli (legittimi, naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati)
          • Altri familiari (genitori, suoceri, fratelli/sorelle, nonni, nipoti, generi, nuore) a condizione che siano conviventi o ricevano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

          Nuovi Limiti di Reddito per Familiari a Carico 2026

          Per essere considerato fiscalmente a carico, un familiare deve rispettare specifici limiti di reddito annuo. Questi limiti sono stati aggiornati per il 2026 e variano in base all’età del familiare.

          Limiti di Reddito Validi per il 2026

          Ecco i limiti di reddito complessivo che i familiari NON devono superare per essere considerati a carico:

          Tipo di FamiliareLimite di Reddito 2026
          Figli fino a 24 anni4.000 euro
          Tutti gli altri familiari (coniuge, figli oltre 24 anni, genitori, ecc.)2.840,51 euro

          ATTENZIONE: Il limite di 4.000 euro per i figli fino a 24 anni è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e confermato per il 2026. Per tutti gli altri familiari resta il limite ordinario di 2.840,51 euro.

          Cosa si Intende per “Reddito Complessivo”

          Il reddito complessivo rilevante per verificare se un familiare è a carico comprende:

          • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
          • Redditi da lavoro autonomo o professionale
          • Redditi da pensione
          • Redditi da fabbricati (compresi immobili locati)
          • Redditi di capitale (interessi, dividendi)
          • Redditi diversi (plusvalenze, affitti brevi, ecc.)
          • Redditi fondiari (terreni e fabbricati)

          SONO ESCLUSI dal calcolo:

          • Il reddito della prima casa (abitazione principale)
          • Gli assegni familiari (ANF)
          • Le pensioni di guerra
          • Le rendite INAIL per invalidità permanente
          • I trattamenti di fine rapporto (TFR) e le indennità di fine rapporto
          • L’Assegno Unico Universale per i figli

          Come Verificare se un Familiare è a Carico

          Per verificare se un tuo familiare può essere considerato a carico nel 730/2026:

          1. Calcola il suo reddito complessivo 2025 (anno d’imposta per il 730/2026)
          2. Escludi i redditi esenti (prima casa, ANF, Assegno Unico, ecc.)
          3. Confronta il reddito con i limiti:
            • Se il familiare ha meno di 24 anni → limite 4.000 euro
            • Se il familiare ha 24 anni o più → limite 2.840,51 euro
          4. Se il reddito è inferiore al limite → il familiare è fiscalmente a carico

          Esempio pratico:

          Tua figlia ha 22 anni e nel 2025 ha percepito:

          • Reddito da lavoro dipendente stagionale: 3.500 euro
          • Assegno Unico: 1.200 euro (NON si conta)

          Reddito complessivo rilevante: 3.500 euro
          Limite per figli fino a 24 anni: 4.000 euro
          Risultato: Tua figlia è a carico (3.500 < 4.000)

          Coniuge a Carico: Requisiti e Detrazioni

          Il coniuge può essere considerato fiscalmente a carico se nel 2025 ha posseduto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

          Requisiti per il Coniuge a Carico

          Per poter detrarre le spese per il coniuge a carico, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

          • Vincolo matrimoniale valido: il coniuge deve essere legalmente sposato (matrimonio civile o concordatario)
          • NON separazione legale: i coniugi non devono essere legalmente ed effettivamente separati
          • Reddito entro il limite: il coniuge deve aver percepito nel 2025 un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro
          • NON si richiede la convivenza: il coniuge può anche non convivere (es. lavora in altra città)

          ATTENZIONE: I conviventi more uxorio (coppie di fatto, unioni civili) NON danno diritto a detrazioni per coniuge a carico, ma solo i coniugi legalmente sposati.

          Calcolo della Detrazione per Coniuge a Carico

          La detrazione per coniuge a carico varia in base al reddito complessivo del dichiarante secondo questa formula:

          Reddito Complessivo DichiaranteDetrazione BaseFormula Calcolo
          Fino a 15.000 euro800 euroDetrazione fissa di 800 euro
          Da 15.001 a 40.000 euroVariabile800 × [(40.000 – reddito) / 25.000]
          Da 40.001 a 80.000 euroVariabile690 × [(80.000 – reddito) / 40.000]
          Oltre 80.000 euro0 euroNessuna detrazione

          Maggiorazioni previste:

          • +10 euro se il coniuge è portatore di handicap (Legge 104/92)

          Esempio calcolo detrazione coniuge:

          Mario ha un reddito complessivo di 30.000 euro e sua moglie è a carico (reddito 2.500 euro).

          Calcolo:
          Detrazione = 800 × [(40.000 – 30.000) / 25.000]
          Detrazione = 800 × [10.000 / 25.000]
          Detrazione = 800 × 0,4
          Detrazione spettante = 320 euro

          Coniuge con Redditi Esteri

          Se il coniuge ha percepito redditi all’estero, questi devono essere sommati al reddito prodotto in Italia per verificare il limite dei 2.840,51 euro. Il reddito estero deve essere convertito in euro secondo il cambio medio annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate.

          Figli a Carico: Età, Reddito e Detrazioni 2026

          La disciplina delle detrazioni per figli a carico è stata profondamente modificata dall’introduzione dell’Assegno Unico Universale (marzo 2022). Dal 2026, la situazione è questa:

          Distinzione per Età dei Figli

          Le detrazioni per figli a carico si applicano in modo diverso a seconda dell’età:

          Età del FiglioDetrazioni 730/2026Assegno Unico
          0-20 anniNON spettano (sostituite da Assegno Unico)Sì, spetta
          21 anni e oltreSì, spettano (detrazioni ordinarie)No

          IMPORTANTE: Dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni. Le detrazioni nel 730 restano valide solo per i figli dai 21 anni in su.

          Limiti di Reddito per Figli a Carico

          I limiti di reddito che i figli NON devono superare per essere considerati a carico sono:

          • Figli fino a 24 anni (compresi): reddito massimo 4.000 euro
          • Figli dai 25 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro

          Nota bene: Il limite più alto di 4.000 euro si applica ai figli fino al compimento dei 24 anni. Dal giorno del 25° compleanno, il limite scende a 2.840,51 euro.

          Detrazioni per Figli dai 21 Anni in Su

          Per i figli a carico dai 21 anni in su, le detrazioni ordinarie spettano secondo questa tabella:

          Reddito DichiaranteDetrazione Base per Figlio
          Fino a 15.000 euro950 euro
          Da 15.001 a 95.000 euro950 × [(95.000 – reddito) / 80.000]
          Oltre 95.000 euro0 euro

          Maggiorazioni previste:

          • +400 euro se il figlio ha meno di 3 anni
          • +200 euro per ogni figlio a partire dal terzo (famiglia numerosa)
          • +400 euro se il figlio è portatore di handicap (Legge 104/92)

          Ripartizione tra genitori:

          • La detrazione è ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati
          • In caso di separazione o divorzio, la detrazione spetta al genitore affidatario (o al 50% in caso di affido congiunto)
          • È possibile attribuire la detrazione al 100% al genitore con reddito più alto, previo accordo scritto

          Altri Familiari a Carico (Genitori, Fratelli, Suoceri)

          Oltre a coniuge e figli, puoi portare in detrazione anche altri familiari a carico, a condizione che rispettino determinati requisiti di convivenza o mantenimento.

          Quali Altri Familiari Danno Diritto a Detrazione

          Possono essere considerati altri familiari a carico:

          • Genitori (anche adottivi)
          • Suoceri (genitori del coniuge)
          • Fratelli e sorelle (anche unilaterali)
          • Nonni e nonne
          • Nipoti (figli di fratelli/sorelle)
          • Generi e nuore

          Requisiti per Altri Familiari a Carico

          Per poter detrarre questi familiari, è necessario che:

          1. Reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (nel 2025)
          2. Convivenza con il dichiarante OPPURE percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

          ATTENZIONE: Per gli “altri familiari” (diversi da coniuge e figli), la convivenza è obbligatoria, salvo il caso degli assegni alimentari volontari.

          Detrazione per Altri Familiari a Carico

          La detrazione spettante per “altri familiari a carico” è:

          Reddito DichiaranteDetrazione per Familiare
          Fino a 15.000 euro750 euro
          Da 15.001 a 95.000 euro750 × [(80.000 – reddito) / 65.000]
          Oltre 80.000 euro0 euro

          Maggiorazione per disabilità:

          • +400 euro se il familiare è portatore di handicap ai sensi della Legge 104/92

          Esempio: Genitori a Carico

          Lucia ha un reddito di 40.000 euro e mantiene la madre anziana convivente che percepisce una pensione di 2.500 euro annui.

          Verifica:

          • Reddito madre: 2.500 euro < 2.840,51 euro → è a carico
          • Convivenza: Sì

          Calcolo detrazione:
          Detrazione = 750 × [(80.000 – 40.000) / 65.000]
          Detrazione = 750 × [40.000 / 65.000]
          Detrazione = 750 × 0,615
          Detrazione spettante = 461 euro

          Assegno Unico e Impatto sulle Detrazioni

          L’Assegno Unico Universale per i Figli (AUU) è stato introdotto dal Decreto Legislativo n. 230/2021 ed è operativo dal 1° marzo 2022. Ha sostituito diverse misure precedenti, tra cui le detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni.

          Cosa Ha Sostituito l’Assegno Unico

          Dal marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito:

          • Detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni (nel 730 e Modello Redditi)
          • Assegni familiari (ANF) per i nuclei con figli minori
          • Bonus bebè
          • Premio alla nascita (bonus mamma domani)
          • Detrazioni per famiglie numerose (oltre 3 figli)

          Quanto Spetta con l’Assegno Unico 2026

          L’Assegno Unico viene erogato mensilmente dall’INPS e il suo importo varia in base a:

          • ISEE del nucleo familiare
          • Numero di figli a carico
          • Presenza di disabilità
          • Età dei figli (maggiorazioni per figli sotto i 3 anni, oltre i 18 anni)

          Importi 2026 (con ISEE):

          ISEE FamiliareImporto Mensile per Figlio
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
          Da 17.090,62 a 45.574,96 euroImporto decrescente da 199,40 a 57 euro
          Oltre 45.574,96 euro o SENZA ISEE57 euro (importo minimo)

          Maggiorazioni previste:

          • +105 euro/mese per ciascun figlio con disabilità
          • +96,90 euro/mese per il terzo figlio e successivi
          • +86,70 euro/mese per figli sotto i 3 anni (con ISEE basso)
          • +34,50 euro/mese per entrambi i genitori lavoratori
          • +22,50 euro/mese per madri under 21

          Assegno Unico e 730: Cosa Indicare

          L’Assegno Unico ricevuto nel 2025:

          • NON è reddito imponibile: non si dichiara nel 730
          • NON influisce sulle detrazioni per figli oltre i 21 anni
          • NON va restituito (salvo conguagli INPS per ISEE errato)

          Nel 730/2026 dovrai indicare:

          • Figli dai 21 anni in su come familiari a carico (se rispettano i limiti di reddito)
          • NON i figli fino a 20 anni (per loro c’è solo l’Assegno Unico, niente detrazioni)

          Casi Particolari: Disabilità, Separazioni, Convivenza

          Alcune situazioni familiari richiedono attenzioni particolari nella compilazione del 730. Vediamo i casi più frequenti.

          Figli con Disabilità

          I figli con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992 danno diritto a:

          • Maggiorazione detrazione di 400 euro annui
          • Maggiorazione Assegno Unico di 105 euro/mese (per figli fino a 21 anni)
          • Detrazioni spese mediche specifiche (es. assistenza, terapie)

          La certificazione di handicap deve essere rilasciata dalla Commissione ASL ai sensi dell’art. 3 o 4 della L. 104/92.

          Genitori Separati o Divorziati

          In caso di separazione o divorzio, la detrazione per figli a carico spetta:

          • Al genitore affidatario (affido esclusivo): detrazione al 100%
          • A entrambi i genitori (affido congiunto): detrazione ripartita al 50%
          • Possibilità di accordo: i genitori possono concordare di attribuire la detrazione al 100% a un solo genitore (indicandolo nel 730)

          IMPORTANTE: Se un genitore versa assegno di mantenimento, questo:

          • NON è deducibile per chi lo paga
          • NON è reddito imponibile per chi lo riceve

          Figli Nati o Deceduti nel 2025

          Se un figlio è nato o deceduto durante il 2025:

          • La detrazione spetta per l’intero anno (non si calcola pro-rata)
          • L’Assegno Unico viene erogato dal mese di nascita fino al mese del decesso

          Familiari Non Conviventi ma a Carico

          Per coniuge e figli, la convivenza NON è obbligatoria per beneficiare delle detrazioni. Possono essere a carico anche se:

          • Vivono in un’altra città per motivi di studio o lavoro
          • Sono domiciliati all’estero

          Per altri familiari (genitori, fratelli, ecc.), invece, la convivenza è obbligatoria, salvo il caso degli assegni alimentari volontari.

          Familiari Residenti all’Estero

          Se un familiare risiede all’estero, può essere considerato a carico se:

          • Rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro o 4.000 euro)
          • È un cittadino italiano o di Stato UE
          • Per i redditi esteri, si applica il cambio medio annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate

          Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni

          Vediamo alcuni casi concreti per capire meglio come si calcolano le detrazioni per familiari a carico.

          Esempio 1: Famiglia con Due Figli Piccoli

          Situazione:

          • Paolo, reddito 35.000 euro
          • Moglie casalinga, reddito 0 euro
          • 2 figli: 5 anni e 8 anni

          730/2026:

          • Coniuge a carico: Sì (reddito 0 < 2.840,51 euro)
          • Figli a carico: NO detrazioni (hanno meno di 21 anni → solo Assegno Unico)

          Detrazioni spettanti:

          • Detrazione coniuge: 800 × [(40.000 – 35.000) / 25.000] = 800 × 0,2 = 160 euro
          • Detrazione figli: 0 euro (sostituita da Assegno Unico)

          Totale detrazioni familiari: 160 euro

          Esempio 2: Genitore con Figlio Universitario

          Situazione:

          • Carla, reddito 50.000 euro
          • Figlio di 23 anni, studente universitario
          • Reddito figlio: 3.200 euro (lavoro part-time)

          730/2026:

          • Figlio a carico: Sì (23 anni, reddito 3.200 < 4.000 euro)
          • Detrazione: NO (figlio ha meno di 21 anni → Assegno Unico)

          ATTENZIONE: Il figlio ha 23 anni ma riceve ancora Assegno Unico fino a 21 anni. Dal compimento dei 21 anni, NON riceve più Assegno Unico ma Carla può detrarlo nel 730.

          Se il figlio compie 21 anni nel 2025:

          • Detrazione (da 21 anni in su): 950 × [(95.000 – 50.000) / 80.000] = 950 × 0,5625 = 534 euro

          Esempio 3: Genitore con Madre Anziana a Carico

          Situazione:

          • Giovanni, reddito 28.000 euro
          • Madre convivente, pensione 2.200 euro/anno
          • Madre con handicap L. 104/92

          730/2026:

          • Madre a carico: Sì (reddito 2.200 < 2.840,51 euro + convivente)
          • Detrazione base: 750 × [(80.000 – 28.000) / 65.000] = 750 × 0,8 = 600 euro
          • Maggiorazione handicap: +400 euro

          Totale detrazione madre: 600 + 400 = 1.000 euro

          Esempio 4: Genitori Separati con Affido Congiunto

          Situazione:

          • Marco (padre), reddito 45.000 euro
          • Laura (madre), reddito 30.000 euro
          • Figlio di 25 anni, reddito 2.500 euro
          • Affido congiunto

          730/2026:

          • Figlio a carico: Sì (25 anni, reddito 2.500 < 2.840,51 euro)
          • Ripartizione detrazione: 50% Marco, 50% Laura (affido congiunto)

          Detrazione Marco (50%):
          950 × [(95.000 – 45.000) / 80.000] × 0,5 = 950 × 0,625 × 0,5 = 297 euro

          Detrazione Laura (50%):
          950 × [(95.000 – 30.000) / 80.000] × 0,5 = 950 × 0,8125 × 0,5 = 386 euro

          Alternativa: Marco e Laura possono concordare di attribuire la detrazione al 100% a Laura (reddito più basso), che otterrebbe 772 euro totali.

          Scadenze 730/2026 e Adempimenti

          Per il 730/2026 (dichiarazione redditi 2025), le scadenze da rispettare sono:

          Calendario 730/2026

          ScadenzaAdempimento
          Dal 30 aprile 2026Apertura invio 730 precompilato (via INPS/Agenzia Entrate)
          Entro 30 giugno 2026Invio 730 tramite CAF o professionista
          Entro 30 settembre 2026Invio 730 direttamente dall’Agenzia Entrate (online)
          Luglio-Novembre 2026Rimborsi o trattenute in busta paga/pensione

          Documenti Necessari per Familiari a Carico

          Per dichiarare correttamente i familiari a carico nel 730/2026, devi avere:

          • Codice fiscale di ciascun familiare a carico
          • Certificazione dei redditi del familiare (CU 2026, Modello Redditi, estratti conto banca/poste)
          • Documentazione convivenza (stato di famiglia, autocertificazione) per “altri familiari”
          • Certificato handicap L. 104/92 (se applicabile)
          • Provvedimento di separazione/divorzio (se genitori separati)
          • Accordo scritto ripartizione detrazioni (se diversa dal 50%)

          Come Compilare il 730 per Familiari a Carico

          Nel modello 730/2026, i familiari a carico vanno indicati nel:

          • Prospetto “Familiari a carico” (sezione dedicata nel frontespizio)
          • Indicare per ciascuno: codice fiscale, grado di parentela, mesi a carico, percentuale di ripartizione
          • Se il familiare ha disabilità, barrare la casella apposita

          IMPORTANTE: Se compili il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate riporta automaticamente i familiari a carico dell’anno precedente. Verifica sempre che i dati siano corretti e aggiornati (es. redditi, nascite, maggiore età).

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti

          Mio figlio ha 22 anni e ha guadagnato 3.800 euro nel 2025. È a mio carico?

          Sì, tuo figlio è a carico. Fino al compimento dei 24 anni, il limite di reddito è di 4.000 euro. Poiché ha 22 anni e ha guadagnato 3.800 euro (meno di 4.000), è fiscalmente a carico. Tuttavia, non potrai detrarlo nel 730/2026 perché ha meno di 21 anni e per lui spetta solo l’Assegno Unico Universale.

          Posso detrarre mia madre che vive in un’altra città?

          Dipende dal grado di parentela. Se tua madre è considerata “altro familiare” (non coniuge né figlio), la convivenza è obbligatoria per poterla detrarre, salvo il caso degli assegni alimentari volontari. Se non convive con te e non le versi assegni alimentari, non puoi portarla in detrazione nel 730.

          L’Assegno Unico va dichiarato nel 730?

          No, l’Assegno Unico Universale non è reddito imponibile e NON va dichiarato nel modello 730. Non influisce sul calcolo dell’IRPEF e non deve essere indicato tra i redditi. L’unica cosa da fare nel 730 è NON inserire come a carico i figli fino a 20 anni (per loro c’è l’Assegno Unico, non le detrazioni).

          Posso detrarre il mio compagno/convivente?

          No, i conviventi more uxorio (coppie di fatto) non danno diritto a detrazioni fiscali per familiari a carico. Solo il coniuge legalmente sposato può essere considerato fiscalmente a carico. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, invece, sono equiparate al matrimonio ai fini fiscali.

          Se mio figlio compie 25 anni nel 2025, quale limite di reddito vale?

          Dal giorno del 25° compleanno, il limite di reddito scende da 4.000 euro a 2.840,51 euro. Devi calcolare il reddito complessivo dell’intero anno 2025: se supera 2.840,51 euro, tuo figlio NON è più a carico. Se resta sotto questo limite, puoi continuare a detrarlo nel 730/2026 come figlio dai 21 anni in su.


          Hai Bisogno di Aiuto per il 730/2026?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il 730 senza errori, ottimizzando le detrazioni per i tuoi familiari a carico.

          I nostri servizi includono:

          • Compilazione completa del modello 730/2026
          • Verifica dei familiari a carico e calcolo delle detrazioni spettanti
          • Assistenza per Assegno Unico e integrazione con il 730
          • Gestione casi particolari (separazioni, disabilità, redditi esteri)
          • Invio telematico e assistenza post-dichiarazione
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            04/09/2026
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            03/09/2026
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            01/09/2026
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 07:07:122026-05-31 09:54:16730/2026: Novità Familiari a Carico, Limiti Reddito e Detrazioni
            PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

            Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali

            regime forfettario partita iva

            Indice dei contenuti

            1. Cosa Significa “NON Proporzionale”
            2. Differenza tra 85.000€ e 100.000€
            3. Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi
            4. Esempi Pratici con Calcoli
            5. Strategie di Pianificazione Fiscale
            6. Errori Comuni da Evitare
            7. Domande Frequenti

            Una delle caratteristiche più interessanti e spesso incomprese del regime forfettario riguarda i limiti di fatturato: gli 85.000 euro per la permanenza nel regime e i 100.000 euro per l’uscita immediata NON sono proporzionati al periodo di attività nell’anno.

            Questo significa che anche chi apre partita IVA a dicembre ha gli stessi limiti di chi lavora per tutto l’anno. Un vantaggio enorme che molti professionisti e consulenti non conoscono o non sfruttano appieno.

            In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio il principio della non proporzionalità dei limiti forfettario 2026, con esempi pratici, strategie di pianificazione fiscale e risposte alle domande più frequenti.

            Cosa Significa “NON Proporzionale”

            Nel regime forfettario, i limiti di fatturato sono annuali e non proporzionali al periodo di attività. Questa regola è stabilita dalla normativa fiscale italiana e rappresenta un’opportunità significativa per chi decide di aprire partita IVA in corso d’anno.

            I Due Limiti Fondamentali

            • 85.000 euro: limite di permanenza nel regime forfettario. Se superi questo importo, perdi il forfettario dall’anno successivo.
            • 100.000 euro: limite di uscita immediata. Se superi questo importo, perdi il forfettario già dall’anno in corso, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento.

            IMPORTANTE: Questi limiti valgono indipendentemente dal numero di mesi in cui hai lavorato nell’anno. Non c’è alcun calcolo proporzionale basato sui mesi di attività.

            Cosa Significa in Pratica

            Se apri partita IVA l’1 dicembre 2026 e fatturi 84.000 euro entro il 31 dicembre 2026, rimani in regime forfettario sia per il 2026 che per il 2027 (purché rispetti gli altri requisiti).

            Non importa che tu abbia lavorato solo un mese: hai comunque diritto all’intero limite di 85.000 euro per l’anno solare.

            Differenza tra 85.000€ e 100.000€

            Molti contribuenti confondono i due limiti. Ecco le differenze fondamentali:

            1. Limite 85.000 Euro: Permanenza nel Regime

            Se nel corso dell’anno superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, succede questo:

            • ✅ Rimani in forfettario per l’anno in corso (puoi continuare a fatturare con le aliquote agevolate 5% o 15%)
            • ❌ Perdi il forfettario dall’anno successivo (dovrai passare al regime ordinario dal 1° gennaio)
            • 📝 Non devi comunicare nulla immediatamente, ma dovrai indicarlo nella dichiarazione dei redditi

            Esempio: Superi il limite il 15 ottobre 2026 arrivando a 88.000 euro. Puoi continuare a lavorare in forfettario fino al 31 dicembre 2026, ma dal 1° gennaio 2027 passerai al regime ordinario.

            2. Limite 100.000 Euro: Uscita Immediata

            Se nel corso dell’anno superi 100.000 euro, le conseguenze sono immediate:

            • ❌ Perdi il forfettario immediatamente, dalla fattura che fa scattare il superamento
            • 📊 Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno
            • 🔄 Devi regolarizzare le fatture precedenti emettendo note di variazione con IVA
            • ⚠️ Devi comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate

            Esempio: Il 20 novembre 2026 emetti una fattura che ti porta a 101.000 euro. Da quella fattura in poi sei in regime ordinario e devi applicare IVA al 22%. Inoltre, devi regolarizzare tutte le fatture precedenti dell’anno.

            Tabella Riepilogativa

            Fatturato AnnuoConseguenze Anno CorrenteConseguenze Anno Successivo
            Fino a 85.000€✅ Rimani in forfettario✅ Rimani in forfettario
            Tra 85.001€ e 100.000€✅ Rimani in forfettario❌ Esci dal forfettario
            Oltre 100.000€❌ Esci immediatamente❌ Rimani in ordinario

            Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi

            Grazie alla non proporzionalità dei limiti, aprire partita IVA verso la fine dell’anno può offrire vantaggi fiscali significativi.

            Vantaggio 1: Massimizzare i Ricavi nel Primo Anno

            Se apri partita IVA a novembre o dicembre, puoi comunque fatturare fino a 85.000 euro entro il 31 dicembre, con l’aliquota agevolata del 5% (se rispetti i requisiti per la flat tax startup).

            Esempio:

            • Apertura partita IVA: 1° dicembre 2026
            • Fatturato dicembre 2026: 80.000 euro
            • Tasse da pagare (5%): 4.000 euro
            • Netto incassato: 76.000 euro in un solo mese

            Se avessi aspettato gennaio 2027, avresti dovuto spalmare questi ricavi su tutto l’anno, con maggiori vincoli organizzativi.

            Vantaggio 2: Due Anni di Flat Tax al 5%

            Chi apre partita IVA per la prima volta può beneficiare della flat tax al 5% per i primi 5 anni di attività, purché non abbia svolto attività similari nei 3 anni precedenti (art. 1, comma 65, Legge 190/2014).

            Aprendo a fine anno, ottieni:

            • Anno 1 (dicembre 2026): Fatturi fino a 85.000€ al 5%
            • Anno 2 (tutto il 2027): Fatturi altri 85.000€ al 5%
            • Totale: 170.000 euro di fatturato a tassazione agevolata in 13 mesi

            Vantaggio 3: Pianificazione Fiscale Strategica

            Aprire a fine anno ti permette di:

            • 🎯 Testare il mercato con pochi mesi di attività, senza impegni fiscali gravosi
            • 📊 Fatturare subito grossi importi da progetti già in pipeline
            • 💰 Incassare prima dei clienti che chiudono i budget a fine anno
            • 📅 Avere tutto il 2027 per programmare la crescita

            Esempi Pratici con Calcoli

            Vediamo alcuni scenari reali per capire meglio come funziona la non proporzionalità dei limiti.

            Esempio 1: Apertura Dicembre 2026

            Scenario:
            Mario apre partita IVA il 1° dicembre 2026 come consulente informatico (coefficiente redditività: 67%).

            Fatturato dicembre 2026: 75.000 euro

            Calcolo imposta sostitutiva (5% per startup):

            • Reddito imponibile: 75.000 × 67% = 50.250 euro
            • Imposta sostitutiva: 50.250 × 5% = 2.512,50 euro
            • Netto incassato: 75.000 – 2.512,50 = 72.487,50 euro

            Conclusione: Mario ha incassato oltre 72.000 euro netti in un solo mese di attività, rimanendo in regime forfettario anche per il 2027.

            Esempio 2: Apertura Gennaio vs Dicembre

            Confrontiamo due professionisti con lo stesso progetto da 100.000 euro da completare tra dicembre 2026 e marzo 2027.

            Opzione A – Apertura Dicembre 2026:

            • Dicembre 2026: fattura 50.000€ (entro limite 85k)
            • Gennaio-marzo 2027: fattura altri 50.000€ (entro limite 85k)
            • Risultato: Tutto il progetto gestito in forfettario al 5%

            Opzione B – Apertura Gennaio 2027:

            • Gennaio-marzo 2027: fattura 100.000€
            • Risultato: Supera 85k, esce dal forfettario nel 2028

            Differenza fiscale:

            • Opzione A: 100.000€ al 5% = 5.000€ di tasse (in 2 anni)
            • Opzione B: 100.000€ al 5% nel 2027, poi ordinario nel 2028 = maggiori imposte future

            Esempio 3: Superamento Limite 100.000€

            Scenario:
            Giulia apre partita IVA il 15 novembre 2026 e riceve un grosso contratto.

            Fatturato novembre-dicembre 2026:

            • 15 novembre: fattura da 60.000 euro
            • 5 dicembre: fattura da 45.000 euro
            • Totale: 105.000 euro

            Cosa succede:

            • ❌ Con la fattura del 5 dicembre, Giulia supera 100.000€
            • ⚠️ Esce dal forfettario immediatamente
            • 📝 Deve emettere note di variazione IVA per entrambe le fatture
            • 💶 Deve versare l’IVA al 22% sulle fatture (23.100 euro)

            Soluzione migliore: Se Giulia avesse previsto questo scenario, avrebbe potuto:

            • Fatturare 85.000€ nel 2026 (rimanendo in forfettario)
            • Fatturare i restanti 20.000€ a gennaio 2027 (ancora in forfettario)

            Strategie di Pianificazione Fiscale

            Come sfruttare al meglio la non proporzionalità dei limiti per ottimizzare la tua posizione fiscale.

            1. Timing di Apertura Partita IVA

            Se hai già dei progetti in cantiere o clienti pronti a firmare, considera di aprire la partita IVA a:

            • Novembre/Dicembre se hai progetti che si chiudono a fine anno
            • Gennaio se vuoi partire con calma e pianificare tutto l’anno

            Quando conviene aprire a fine anno:

            • Hai un contratto importante da fatturare subito (30-80k€)
            • Vuoi chiudere il budget di clienti aziendali entro dicembre
            • Hai già esperienza nel settore e non hai bisogno di “rodaggio”
            • Vuoi massimizzare i 5 anni di flat tax al 5%

            2. Gestione del Fatturato a Cavallo d’Anno

            Se ti trovi vicino al limite di 85.000€ a fine anno, puoi:

            • 📅 Posticipare alcune fatture a gennaio dell’anno successivo
            • 💶 Frazionare contratti grossi tra dicembre e gennaio
            • ⏰ Accordarti col cliente per ricevere il pagamento dopo il 1° gennaio

            Attenzione: Per il regime forfettario, i ricavi si considerano nel momento dell’incasso (criterio di cassa), quindi puoi gestire strategicamente la data di emissione fattura.

            3. Monitoraggio Costante del Fatturato

            Tieni sempre sotto controllo il tuo fatturato progressivo per evitare di superare involontariamente i limiti:

            • 📊 Usa un foglio Excel o un software di fatturazione con alert automatici
            • 🔔 Imposta notifiche a 70.000€ e 80.000€ per monitorare l’avvicinamento al limite
            • 📞 Consulta il CAF quando arrivi a 75.000€ per pianificare le mosse successive

            4. Pianificazione Multi-Anno

            Se prevedi di crescere oltre gli 85.000€, pianifica per tempo:

            • Anno 1-5: Sfrutta la flat tax al 5% con limiti di 85k/anno
            • Anno 6: Valuta se passare al regime ordinario o rimanere al 15%
            • Apertura SRL: Se superi costantemente 100k€, valuta la società di capitali

            Errori Comuni da Evitare

            ❌ Errore 1: Credere nei Limiti Proporzionali

            Errore: “Ho aperto a novembre, quindi il mio limite è 85.000 ÷ 12 × 2 mesi = 14.166 euro”

            Realtà: Il limite è sempre 85.000 euro annui, indipendentemente da quando apri la partita IVA nell’anno.

            ❌ Errore 2: Confondere i Due Limiti

            Errore: “Se supero 85.000€ devo subito applicare l’IVA”

            Realtà: Superando 85k ma rimanendo sotto 100k, continui in forfettario per l’anno corrente. L’uscita immediata scatta solo sopra i 100.000 euro.

            ❌ Errore 3: Non Comunicare il Superamento dei 100k

            Errore: Superare 100.000€ e non comunicarlo all’Agenzia delle Entrate

            Conseguenza: Sanzioni da 250 a 2.000 euro per omessa comunicazione, oltre alle sanzioni per mancato versamento IVA.

            Soluzione: Comunica il superamento entro 30 giorni con il modello AA9/12.

            ❌ Errore 4: Fatturare Tutto a Dicembre Senza Pianificare

            Errore: Fatturare 120.000€ a dicembre credendo di “spremerci dentro tutto”

            Conseguenza: Superi il limite di 100k, esci dal forfettario immediatamente, devi regolarizzare tutto con IVA.

            Soluzione: Pianifica con il CAF come distribuire le fatture tra dicembre e gennaio per ottimizzare il carico fiscale.

            ❌ Errore 5: Ignorare gli Altri Requisiti

            Errore: Concentrarsi solo sui limiti di fatturato, ignorando gli altri requisiti del forfettario

            Altri requisiti da rispettare:

            • ❌ Non aver percepito più di 30.000 euro da lavoro dipendente nell’anno precedente
            • ❌ Non aver sostenuto più di 20.000 euro lordi per lavoro dipendente/collaboratori
            • ❌ Non aver beni strumentali superiori a 20.000 euro (esclusi immobili)
            • ❌ Non esercitare attività prevalentemente verso ex datore di lavoro (nei 2 anni precedenti)

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            Domande Frequenti sui Limiti Forfettario

            Se apro partita IVA a dicembre, posso fatturare 85.000 euro in un solo mese?

            Si, i limiti del regime forfettario (85.000 euro per la permanenza e 100.000 euro per l’uscita immediata) sono annuali e NON proporzionali ai mesi di attivita. Anche aprendo a dicembre, hai diritto all’intero limite di 85.000 euro per quell’anno solare.

            Cosa succede se supero 85.000 euro ma rimango sotto 100.000 euro?

            Se superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, continui a operare in regime forfettario per tutto l’anno corrente. Uscirai dal forfettario solo dall’anno successivo, passando al regime ordinario dal 1 gennaio.

            Cosa succede se supero 100.000 euro di fatturato?

            Se superi 100.000 euro, esci dal regime forfettario immediatamente, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento. Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno, emettere note di variazione e comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.

            Conviene aprire partita IVA a fine anno per sfruttare i limiti?

            Puo convenire se hai gia progetti importanti da fatturare subito (30-80k euro). In questo modo sfrutti l’intero limite di 85.000 euro in pochi mesi, e benefici della flat tax al 5 percento per startup anche l’anno successivo, massimizzando il risparmio fiscale nei primi 2 anni.

            I limiti di 85.000 e 100.000 euro includono l’IVA?

            No, il regime forfettario non prevede applicazione di IVA. I limiti di 85.000 e 100.000 euro si riferiscono ai ricavi lordi percepiti, senza IVA. Se esci dal forfettario, dovrai applicare IVA sulle fatture successive.


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            I nostri servizi includono:

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            • Pianificazione fiscale strategica per ottimizzare i limiti di fatturato
            • Assistenza per il passaggio da forfettario a ordinario quando necessario
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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 16:00:002026-09-29 07:37:19Fiscozen alternative 2026: FlexTax o CAF? Guida ai costi per la partita IVA forfettaria
              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

              Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 Punti

              Come aprire la partita IVA da igienista dentale nel 2026: codice ATECO 2025 86.99.09, iscrizione alla Gestione Separata INPS, regime forfettario con coefficiente 78%, esenzione IVA art. 10 e regole per collaborare correttamente con lo studio odontoiatrico.
              Settembre 28, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 19:00:002026-09-22 10:07:24Partita IVA Igienista Dentale 2026: Guida Completa in 7 Punti
              regime forfettario partita iva
              Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

              Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09

              Guida 2026 alla partita IVA per logopedista e dietista: il codice ATECO 2025 corretto è 86.99.09 e non più il vecchio 86.90.29, contributi in Gestione Separata INPS (26,07% o 24%), regime forfettario con coefficiente 78%, esenzione IVA art. 10 n. 18 e invio annuale al Sistema Tessera Sanitaria.
              Settembre 28, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 18:00:002026-09-22 09:51:08Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              In base a 920 recensioni
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli profile picture
              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi profile picture
              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana profile picture
              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina profile picture
              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 08:00:002026-09-27 00:08:16Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali
              CAF

              Bando Agrisolare 2026: Domande dal 10 Marzo, Contributi e Requisiti

              Bonus fotovoltaico 2025

              Articolo in fase di pubblicazione

              Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/FOVOVOLTAICO-ARTICOLO-scaled.png 1280 2560 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-02 07:34:212026-03-02 07:34:21Bando Agrisolare 2026: Domande dal 10 Marzo, Contributi e Requisiti
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