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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori

Dichiarazione dei redditi 730

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il 730 integrativo
  2. Scadenza 25 ottobre 2026
  3. Quando serve il 730 integrativo
  4. Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2
  5. Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo
  6. Chi puo presentare il 730 integrativo
  7. Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione
  8. Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF
  9. Modello Redditi PF correttivo nei termini
  10. Dichiarazione integrativa entro 5 anni
  11. Domande frequenti
  12. Contatta il CAF Centro Fiscale

Hai presentato il 730 nel 2026 e ti sei accorto di aver dimenticato una spesa medica, una detrazione per i figli o un bonus edilizio? Niente panico: il 730 integrativo 2026 ti permette di correggere la dichiarazione dei redditi gia inviata, a patto che la correzione sia a tuo favore. In questa guida completa ti spieghiamo quando serve, come funziona, qual e la scadenza e cosa fare se invece l’errore e a sfavore del contribuente.

Cos’e il 730 integrativo

Il 730 integrativo e una dichiarazione dei redditi correttiva che il contribuente puo presentare quando, dopo aver inviato il modello 730 ordinario, si accorge di errori od omissioni che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata.

In pratica, se hai dimenticato di inserire una spesa detraibile o deducibile, oppure hai commesso un errore di calcolo che ti ha penalizzato, puoi rimediare presentando il 730 integrativo. La normativa di riferimento e l’articolo 14 del D.M. 164/1999, che disciplina le modalita di assistenza fiscale.

Attenzione: il 730 integrativo puo essere utilizzato solo quando la correzione produce un risultato favorevole al contribuente. Se l’errore comporta un maggior debito o un minor credito, la procedura e diversa (ne parliamo piu avanti nella sezione dedicata al Modello Redditi PF).

Scadenza 25 ottobre 2026

La scadenza per presentare il 730 integrativo 2026 e fissata al 25 ottobre 2026. Questa data vale per le dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2025, cioe per il 730 ordinario presentato entro il 30 settembre 2026.

Ecco le date chiave da tenere a mente:

AdempimentoScadenza
730 ordinario (precompilato e non)30 settembre 2026
730 integrativo25 ottobre 2026
Modello Redditi PF correttivo nei termini30 novembre 2026
Dichiarazione integrativa (entro 5 anni)31 dicembre 2030

Superata la data del 25 ottobre, non sara piu possibile presentare il 730 integrativo. In quel caso, per correggere errori a proprio favore bisognera ricorrere al Modello Redditi PF correttivo nei termini (entro il 30 novembre) oppure alla dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi.

Quando serve il 730 integrativo

Il 730 integrativo si utilizza in tutti i casi in cui ti accorgi di aver commesso un errore che ti ha fatto pagare piu tasse del dovuto o ottenere un rimborso inferiore a quello spettante. Ecco le situazioni piu comuni:

  • Spese mediche dimenticate: fatture del dentista, visite specialistiche, farmaci o dispositivi medici non inseriti nel 730 originario
  • Detrazioni per figli a carico non inserite: errore nella compilazione dei familiari a carico o nella percentuale di spettanza
  • Bonus edilizi omessi: rate del bonus ristrutturazione, ecobonus o superbonus non indicate
  • Spese scolastiche o universitarie dimenticate: rette, mense scolastiche, trasporto studenti
  • Contributi previdenziali non dedotti: contributi versati a fondi pensione complementare o riscatto laurea
  • Interessi passivi del mutuo: rata del mutuo prima casa non inserita o inserita in misura errata
  • Donazioni e erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, partiti politici o istituzioni religiose non dichiarate
  • Errore nel sostituto d’imposta: indicazione di un datore di lavoro diverso da quello che deve effettuare il conguaglio

In tutti questi casi, il 730 integrativo ti consente di recuperare le detrazioni o deduzioni dimenticate e ottenere il rimborso spettante direttamente in busta paga o nella rata di pensione.

Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2

Esistono due tipologie di 730 integrativo, identificate con codici specifici che il CAF o il professionista abilitato devono indicare nella dichiarazione:

730 integrativo Tipo 1 – Maggior credito o minor debito

Il Tipo 1 si utilizza quando la correzione comporta un maggiore rimborso o un minore importo a debito rispetto al 730 originario. E il caso piu frequente: hai dimenticato una spesa detraibile e, correggendo la dichiarazione, il risultato finale migliora a tuo favore.

Esempio pratico: nel 730 ordinario risultava un rimborso IRPEF di 350 euro. Dopo aver inserito le spese mediche dimenticate (2.000 euro di fatture), il 730 integrativo Tipo 1 ricalcola un rimborso di 700 euro. La differenza di 350 euro ti verra accreditata dal sostituto d’imposta.

730 integrativo Tipo 2 – Sostituto d’imposta diverso

Il Tipo 2 si utilizza quando l’unico errore riguarda i dati del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) indicato per il conguaglio. Non cambia l’importo del rimborso o del debito, ma solo chi deve effettuare il pagamento.

Esempio pratico: hai cambiato lavoro a maggio 2026 e nel 730 ordinario hai indicato il vecchio datore di lavoro. Con il Tipo 2 correggi solo il sostituto, indicando il nuovo datore che effettuera il conguaglio.

Esiste anche il Tipo 3, che combina entrambe le situazioni: la correzione comporta sia un risultato piu favorevole sia la modifica del sostituto d’imposta.

Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo

Molti contribuenti confondono il 730 integrativo con il 730 rettificativo. Sebbene entrambi servano a correggere la dichiarazione, si tratta di due procedure distinte:

Caratteristica730 Integrativo730 Rettificativo
Chi lo presentaIl contribuente (tramite CAF)Il CAF o professionista d’ufficio
MotivoErrore del contribuente (spese dimenticate, dati errati)Errore del CAF nella compilazione o nel calcolo
IniziativaSu richiesta del contribuenteDi iniziativa del CAF che si accorge dell’errore
ResponsabilitaDel contribuenteDel CAF (che paga eventuali sanzioni)
Scadenza25 ottobre10 novembre

In sintesi: se l’errore e tuo (hai dimenticato una spesa, hai sbagliato un dato), presenti il 730 integrativo. Se l’errore e stato commesso dal CAF durante l’elaborazione della dichiarazione, sara il CAF stesso a presentare il 730 rettificativo e a farsi carico delle eventuali conseguenze.

Chi puo presentare il 730 integrativo

Questa e una delle informazioni piu importanti e meno conosciute: il 730 integrativo NON puo essere presentato in autonomia dal contribuente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.

A differenza del 730 precompilato, che puoi compilare e inviare da solo, il 730 integrativo deve essere presentato obbligatoriamente tramite:

  • CAF (Centro di Assistenza Fiscale) – come il CAF Centro Fiscale
  • Professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, perito commerciale)

Questo obbligo deriva dal fatto che il 730 integrativo richiede il visto di conformita, cioe la certificazione che i dati dichiarati corrispondono alla documentazione presentata. Solo i CAF e i professionisti abilitati possono apporre questo visto.

Cosa portare al CAF per il 730 integrativo:

  • Copia del 730 ordinario gia presentato
  • Ricevuta di invio del 730 ordinario
  • Documentazione relativa alle spese o ai dati da integrare (fatture, ricevute, certificazioni)
  • Documento di identita e codice fiscale
  • Eventuale nuova CU se il sostituto d’imposta e cambiato

Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione

Dopo la presentazione del 730 integrativo, il meccanismo del rimborso segue un percorso specifico che dipende dalla tempistica e dal tipo di integrazione:

Se il conguaglio del 730 ordinario non e ancora avvenuto

In questo caso, il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) ricevera direttamente il nuovo prospetto di liquidazione e applichera il conguaglio corretto. Riceverai l’intero rimborso aggiornato in un’unica soluzione.

Se il conguaglio del 730 ordinario e gia stato effettuato

Il sostituto d’imposta dovra effettuare un conguaglio aggiuntivo per la differenza tra il rimborso gia erogato e quello spettante dopo l’integrazione. Questo secondo conguaglio avviene generalmente nella busta paga di dicembre 2026 o gennaio 2027.

Tempistiche indicative del rimborso:

  • Lavoratori dipendenti: il rimborso aggiuntivo arriva nella busta paga di dicembre 2026 o, al massimo, nella prima busta paga utile del 2027
  • Pensionati: il rimborso viene accreditato nella rata di pensione di dicembre 2026 o gennaio 2027, tramite conguaglio INPS
  • Senza sostituto d’imposta: il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche piu lunghe (generalmente entro 6-8 mesi)

Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF

Se dopo aver inviato il 730 ti accorgi di un errore che comporta un maggior debito o un minor credito, il 730 integrativo non e lo strumento corretto. In questo caso devi presentare il Modello Redditi PF.

Ecco le situazioni tipiche in cui l’errore e a sfavore del contribuente:

  • Redditi non dichiarati: hai dimenticato un reddito da locazione, una collaborazione occasionale o un reddito estero
  • Detrazioni indicate in eccesso: hai inserito spese non detraibili o importi superiori a quelli effettivi
  • Familiari a carico non spettanti: hai indicato come a carico un familiare che superava la soglia di reddito
  • Bonus fruiti senza diritto: hai usufruito di agevolazioni fiscali senza averne i requisiti

Perche non si puo usare il 730 integrativo? La norma prevede espressamente che il 730 integrativo sia riservato alle correzioni a favore del contribuente. Per le correzioni a sfavore, il legislatore ha previsto il Modello Redditi PF, che consente anche il versamento delle maggiori imposte dovute tramite modello F24.

Modello Redditi PF correttivo nei termini

Il Modello Redditi PF correttivo nei termini e la dichiarazione che sostituisce il 730 quando la correzione e a sfavore del contribuente, oppure quando e scaduto il termine del 25 ottobre per il 730 integrativo.

La scadenza per il Modello Redditi PF correttivo nei termini e il 30 novembre 2026. Ecco come funziona:

  1. Compilazione: si compila un nuovo Modello Redditi PF con tutti i dati corretti, non solo le modifiche
  2. Indicazione “correttiva nei termini”: nella casella apposita del frontespizio si barra la voce “Correttiva nei termini”
  3. Calcolo differenza: si calcola la differenza tra quanto gia versato/rimborsato e quanto effettivamente dovuto
  4. Versamento con F24: se risulta un maggior debito, si versa la differenza tramite modello F24 con i codici tributo appropriati
  5. Invio telematico: si invia tramite Entratel o Fisconline entro il 30 novembre

Vantaggi del correttivo nei termini: presentando la correzione entro il 30 novembre 2026, non si applicano sanzioni per la dichiarazione infedele. E sufficiente versare la maggiore imposta dovuta con gli interessi legali calcolati dal giorno della scadenza originaria.

Dichiarazione integrativa entro 5 anni

Se ti accorgi dell’errore dopo il 30 novembre 2026, puoi ancora rimediare presentando una dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi alla presentazione della dichiarazione originaria.

Questa possibilita e disciplinata dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998 e si applica sia alle integrazioni a favore che a sfavore del contribuente.

Integrazione a favore (entro 5 anni)

Se hai dimenticato spese detraibili e te ne accorgi dopo il 30 novembre, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo a favore. Il credito che emerge puo essere:

  • Utilizzato in compensazione tramite F24 nella dichiarazione successiva
  • Chiesto a rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate

Integrazione a sfavore (entro 5 anni)

Se l’errore e a sfavore, presentare spontaneamente la dichiarazione integrativa consente di beneficiare del ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte rispetto a quelle che si applicherebbero in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate:

TempisticaSanzione ridotta
Entro 90 giorni dalla scadenza1/9 del minimo (circa 27,78 euro)
Entro 1 anno1/8 del minimo
Entro 2 anni1/7 del minimo
Oltre 2 anni1/6 del minimo
Dopo notifica PVC1/5 del minimo

E sempre conveniente correggere spontaneamente piuttosto che attendere un controllo dell’Agenzia delle Entrate, che comporterebbe sanzioni piene (dal 90% al 180% della maggiore imposta).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul 730 integrativo 2026

Posso presentare il 730 integrativo da solo online?

No. Il 730 integrativo puo essere presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato. Non e possibile utilizzare il portale dell’Agenzia delle Entrate o la dichiarazione precompilata per inviare un 730 integrativo. Questo perche e necessario il visto di conformita, che solo CAF e professionisti possono apporre.

Quanto costa presentare il 730 integrativo al CAF?

Il costo varia da CAF a CAF, ma generalmente si aggira tra i 30 e i 60 euro. Presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi richiedere un preventivo personalizzato. Considera che il costo del servizio e ampiamente ripagato dal maggior rimborso che ottieni grazie alla correzione.

Quante volte posso presentare il 730 integrativo?

Non c’e un limite al numero di 730 integrativi che puoi presentare, a patto che ciascuno sia presentato entro il 25 ottobre dell’anno di riferimento e che ogni integrazione sia a favore del contribuente. Ogni nuova dichiarazione integrativa sostituisce integralmente la precedente.

Il 730 integrativo blocca il rimborso del 730 ordinario?

Se il rimborso del 730 ordinario non e ancora stato erogato, il sostituto d’imposta attendera il nuovo prospetto di liquidazione del 730 integrativo ed eroghera direttamente il rimborso aggiornato. Se invece il rimborso originario e gia stato erogato, verra effettuato un conguaglio aggiuntivo per la differenza.

Cosa succede se non correggo un errore a sfavore?

Se non correggi spontaneamente un errore a sfavore, rischi un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In quel caso, le sanzioni sono molto piu pesanti: dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, oltre agli interessi. E quindi sempre consigliabile correggere volontariamente tramite ravvedimento operoso.

Posso usare il 730 integrativo per aggiungere un reddito dimenticato?

Solo se l’aggiunta del reddito dimenticato, combinata con altre correzioni, produce comunque un risultato a favore o invariato. Se l’aggiunta del reddito comporta un maggior debito, devi utilizzare il Modello Redditi PF. In caso di dubbio, il CAF ti aiutera a valutare quale strumento utilizzare.

Devi correggere il 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale

Se hai bisogno di presentare un 730 integrativo 2026, correggere errori nella dichiarazione o verificare se hai diritto a detrazioni non ancora utilizzate, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

I nostri operatori fiscali ti guideranno nella scelta dello strumento corretto – 730 integrativo, Modello Redditi PF correttivo o dichiarazione integrativa – e si occuperanno di tutta la pratica, dalla verifica della documentazione fino all’invio telematico.

Contattaci per un appuntamento:

  • Sede: Via Maniago 2 – 33100 Udine
  • Telefono: 0432 504 903
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Sito web: centrofiscale.com

Non aspettare la scadenza del 25 ottobre: prima presenti il 730 integrativo, prima riceverai il rimborso che ti spetta.

Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-05-31 18:20:20730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori
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Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026

Il bonus 500 euro under 35 sta per scadere definitivamente. L’INPS ha riaperto le domande fino al 2 marzo 2026, ma questa volta non ci sarà alcuna proroga. Il decreto Milleproroghe ha bocciato le proposte di rinnovo, chiudendo per sempre questa opportunità per i giovani imprenditori. Una buona notizia però c’è: i liberi professionisti sono stati finalmente ammessi tra i beneficiari. Scopri se rientri tra i nuovi ammessi INPS e come presentare domanda prima della scadenza con l’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine.

Nessuna Proroga per il Bonus Under 35: La Conferma Ufficiale

Con l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe alla Camera, è diventato ufficiale: il bonus 500 euro under 35 non verrà rinnovato per il 2026. Questa decisione ha deluso migliaia di giovani che speravano di poter avviare un’attività imprenditoriale con il supporto dello Stato anche quest’anno.

Le proposte di proroga avanzate dalle opposizioni e da parte della stessa maggioranza non hanno trovato accoglimento nel testo finale del decreto. Il bonus, quindi, si applica esclusivamente alle attività avviate entro il 31 dicembre 2025. Chi ha aperto partita IVA nel 2026, o intende aprirla nei prossimi mesi, non potrà beneficiare di questa agevolazione.

Attenzione però: la mancata proroga non è retroattiva. Chi ha già ottenuto il bonus, o lo otterrà presentando domanda entro il 2 marzo, continuerà a ricevere i 500 euro mensili fino alla naturale scadenza del triennio. Il contributo verrà erogato regolarmente fino al 31 dicembre 2028, data ultima prevista dalla normativa originale.

I Nuovi Ammessi INPS: Liberi Professionisti Tra i Beneficiari

La grande novità del 2026 riguarda l’estensione del bonus ai liberi professionisti. Con il messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026, l’Istituto ha recepito un chiarimento del Ministero del Lavoro che amplia la platea dei beneficiari.

Fino a questo momento, la misura sembrava riservata esclusivamente a chi avviava un’attività iscritta al Registro delle Imprese (ditte individuali, società, startup). I professionisti con partita IVA ma senza iscrizione camerale – come avvocati, architetti, consulenti, psicologi, e tutti i lavoratori autonomi – apparivano esclusi.

Il Ministero ha chiarito che anche i liberi professionisti rientrano tra i beneficiari del bonus 500 euro under 35, a patto che l’attività sia stata avviata nei settori strategici individuati dal DM 3 aprile 2025 e ripresi nella circolare INPS n. 148/2025. Questa interpretazione estensiva ha reso necessaria una riapertura straordinaria delle domande.

Quali Professionisti Possono Fare Domanda

Possono accedere al bonus 500 euro under 35 i liberi professionisti che:

  • Hanno meno di 35 anni al momento dell’avvio dell’attività
  • Erano disoccupati prima di aprire la partita IVA
  • Hanno avviato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
  • Operano in settori considerati strategici per innovazione, transizione digitale o ecologica
  • Si impegnano a mantenere l’attività per almeno 36 mesi

I settori ammessi sono identificati tramite codici ATECO specifici, elencati nel decreto ministeriale e nella circolare INPS. Se il tuo codice ATECO rientra tra quelli previsti, puoi fare domanda. In caso di dubbio, il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione.

Requisiti Completi per il Bonus 500 Euro Under 35

Per accedere al bonus 500 euro under 35 è necessario rispettare tutti i requisiti previsti dal Decreto Coesione. Ecco l’elenco completo:

Requisiti anagrafici:

  • Età inferiore a 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni) alla data di avvio dell’attività
  • Residenza in Italia

Requisiti occupazionali:

  • Essere disoccupato al momento dell’avvio dell’attività
  • Non aver avuto precedenti attività imprenditoriali o professionali (prima esperienza)

Requisiti temporali:

  • Partita IVA aperta tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
  • Per i liberi professionisti: attività avviata prima del 28 novembre 2025 per rientrare nella finestra straordinaria

Requisiti settoriali:

  • Attività in settori strategici per innovazione tecnologica, transizione digitale o transizione ecologica
  • Codice ATECO presente nell’elenco del DM 3 aprile 2025

Impegni richiesti:

  • Mantenere l’attività per almeno 36 mesi
  • Non essere titolare di altre imprese o partecipazioni societarie

Non sono previsti requisiti di reddito o ISEE: il bonus spetta a tutti i giovani under 35 che rispettano i criteri sopra elencati, indipendentemente dalla situazione economica familiare.

Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026: Come Presentare Domanda

La finestra per presentare domanda è aperta dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. Questa scadenza è perentoria: oltre il 2 marzo il sistema INPS non accetterà più nuove richieste. È fondamentale agire in tempo per non perdere fino a 18.000 euro di contributi.

Procedura di presentazione:

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
  2. Vai alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”
  3. Seleziona “Incentivo Decreto Coesione”
  4. Compila il modulo con i dati richiesti
  5. Allega la documentazione necessaria
  6. Invia la domanda e conserva la ricevuta

Documenti necessari:

  • Documento di identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Visura camerale (per imprese) o dichiarazione di inizio attività (per professionisti)
  • Certificazione attestante lo stato di disoccupazione precedente all’avvio
  • Autocertificazione dei requisiti

Se non hai dimestichezza con le procedure online o preferisci assistenza professionale, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano i requisiti, controllano la documentazione e presentano la domanda per te, evitando errori che potrebbero compromettere l’accoglimento.

Importo e Modalità di Erogazione del Bonus

Il bonus 500 euro under 35 prevede un contributo mensile che può raggiungere un importo complessivo significativo nel triennio:

PeriodoImporto mensileTotale annuoTotale triennio
Anno 1500 euro6.000 euro–
Anno 2500 euro6.000 euro–
Anno 3500 euro6.000 euro–
Totale––18.000 euro

Modalità di erogazione:

L’INPS eroga generalmente il contributo in forma anticipata annuale. Questo significa che anziché ricevere 500 euro ogni mese, il beneficiario riceve 6.000 euro all’inizio di ciascun anno di riferimento. Questa modalità agevola la gestione finanziaria dell’attività, fornendo liquidità immediata.

Trattamento fiscale:

Una caratteristica molto vantaggiosa di questo bonus è l’esenzione fiscale. I 500 euro mensili (o i 6.000 euro annui) non concorrono alla formazione del reddito IRPEF. In pratica, l’intero importo resta in tasca al beneficiario senza alcuna trattenuta. Si tratta di un contributo a fondo perduto: non deve essere restituito, a patto di mantenere l’attività per i 36 mesi previsti.

Durata massima:

Il bonus viene erogato per un massimo di 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2028. Se l’attività è stata avviata nel luglio 2024, il triennio termina a giugno 2027. Per chi ha aperto a dicembre 2025, il bonus arriva fino a novembre 2028.

Settori Strategici Ammessi: Codici ATECO

Non tutte le attività danno diritto al bonus 500 euro under 35. È necessario che l’impresa o la professione rientri nei settori strategici individuati dal Ministero del Lavoro con il DM 3 aprile 2025.

I settori ammessi riguardano tre macro-aree:

1. Innovazione tecnologica:

  • Sviluppo software e applicazioni
  • Servizi informatici e digitali
  • Intelligenza artificiale e machine learning
  • Cybersecurity
  • Analisi dati e big data

2. Transizione digitale:

  • E-commerce e marketplace digitali
  • Marketing digitale e comunicazione online
  • Piattaforme tecnologiche
  • Servizi cloud e SaaS
  • Digitalizzazione processi aziendali

3. Transizione ecologica:

  • Energie rinnovabili
  • Efficientamento energetico
  • Economia circolare e riciclo
  • Mobilità sostenibile
  • Consulenza ambientale
  • Agricoltura biologica e sostenibile

I codici ATECO specifici sono elencati nella circolare INPS n. 148/2025. Se non sei sicuro che la tua attività rientri tra quelle ammesse, il CAF Centro Fiscale può verificare la corrispondenza del tuo codice ATECO con quelli previsti dalla normativa.

Quando Arriva il Pagamento del Bonus Under 35

Dopo aver presentato la domanda, l’INPS effettua le verifiche sui requisiti dichiarati. I tempi di istruttoria possono variare, ma generalmente la risposta arriva entro 60-90 giorni dalla presentazione.

Tempistiche previste:

  • Domanda entro il 2 marzo 2026 – Istruttoria marzo-maggio 2026
  • Esito positivo – Accredito entro giugno-luglio 2026
  • Prima annualità – 6.000 euro in un’unica soluzione

L’importo viene accreditato tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato in fase di domanda. È quindi fondamentale inserire correttamente l’IBAN nella richiesta.

Cosa succede se la domanda viene respinta:

Se l’INPS respinge la domanda, riceverai una comunicazione con le motivazioni del rigetto. Potrai presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica. Le cause più frequenti di rigetto riguardano:

  • Codice ATECO non rientrante nei settori ammessi
  • Età superiore a 35 anni alla data di avvio attività
  • Documentazione incompleta o errata
  • Attività avviata fuori dalla finestra temporale prevista

Per evitare errori e rigetti, è consigliabile farsi assistere da professionisti nella presentazione della domanda.

Bonus Assunzioni Under 35: Non Confondere le Misure

Attenzione a non confondere il bonus 500 euro under 35 (per autoimpiego) con il bonus assunzioni under 35 (per datori di lavoro). Si tratta di due misure diverse del Decreto Coesione.

Bonus Autoimpiego (500 euro/mese):

  • Destinatari: giovani under 35 che avviano attività
  • Importo: 500 euro al mese per 36 mesi
  • Scadenza domande: 2 marzo 2026
  • Nessuna proroga prevista

Bonus Assunzioni (esonero contributivo):

  • Destinatari: datori di lavoro che assumono under 35
  • Importo: esonero 100% contributi, max 500 euro/mese (650 euro per ZES Sud)
  • Durata: 24 mesi
  • Prorogato fino al 30 aprile 2026

Il bonus assunzioni, a differenza di quello per autoimpiego, è stato prorogato con il decreto Milleproroghe. I datori di lavoro possono continuare ad assumere giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, beneficiando dell’esonero contributivo totale.

Se sei un giovane in cerca di lavoro, potresti risultare più appetibile per le aziende proprio grazie a questo incentivo. Se invece vuoi avviare un’attività in proprio, hai tempo solo fino al 2 marzo 2026 per presentare domanda per il bonus autoimpiego.

Chi Ha Già Ottenuto il Bonus: Nessun Cambiamento

Se hai già presentato domanda e ottenuto il bonus 500 euro under 35 nelle precedenti finestre, puoi stare tranquillo. La mancata proroga della misura non influisce sui benefici già acquisiti.

Chi ha iniziato a ricevere il contributo continuerà a percepirlo per l’intero triennio previsto, senza interruzioni o riduzioni. L’INPS erogherà regolarmente le annualità rimanenti fino alla scadenza naturale del beneficio.

Esempio pratico:

Marco ha aperto partita IVA a settembre 2024 e ha ottenuto il bonus a novembre 2024. Riceverà:

  • Prima annualità (2024-2025): 6.000 euro – già erogata
  • Seconda annualità (2025-2026): 6.000 euro – in erogazione
  • Terza annualità (2026-2027): 6.000 euro – prevista settembre 2026

Totale: 18.000 euro in tre anni, senza alcuna modifica.

L’unico obbligo per Marco è mantenere l’attività per l’intero triennio. Se dovesse cessare la partita IVA prima dei 36 mesi, potrebbe essere tenuto a restituire parte del contributo ricevuto.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti

Fino a quando posso fare domanda per il bonus 500 euro under 35?

La scadenza definitiva è il 2 marzo 2026. Dopo questa data il sistema INPS non accetterà più nuove domande. Non è prevista alcuna proroga della misura.

I liberi professionisti possono richiedere il bonus?

Sì, dal 31 gennaio 2026 anche i liberi professionisti possono fare domanda, grazie al chiarimento del Ministero del Lavoro recepito dall’INPS con messaggio n. 270/2026. L’attività deve rientrare nei settori strategici previsti.

Quanto vale il bonus 500 euro under 35 in totale?

Il bonus prevede 500 euro al mese per 36 mesi, per un totale massimo di 18.000 euro. L’importo è esente da tassazione e viene erogato generalmente in forma anticipata annuale (6.000 euro/anno).

Posso richiedere il bonus se ho aperto partita IVA nel 2026?

No, purtroppo le attività avviate nel 2026 sono escluse dal bonus. La misura si applica solo alle partite IVA aperte tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Come faccio a sapere se il mio codice ATECO è tra quelli ammessi?

I codici ATECO ammessi sono elencati nel DM 3 aprile 2025 e nella circolare INPS n. 148/2025. Il CAF Centro Fiscale può verificare gratuitamente se la tua attività rientra tra quelle previste.

Devo restituire il bonus se chiudo l’attività?

Se cessi l’attività prima dei 36 mesi previsti, potresti dover restituire parte del contributo già percepito. È richiesto l’impegno a mantenere l’attività per l’intero triennio.

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Conclusione

Il bonus 500 euro under 35 rappresenta un’opportunità irripetibile per i giovani imprenditori e professionisti che hanno avviato attività entro il 2025. Con la scadenza del 2 marzo 2026 e l’assenza di proroga, il tempo stringe: chi non ha ancora presentato domanda deve agire immediatamente.

La recente ammissione dei liberi professionisti amplia la platea dei beneficiari, ma rende ancora più urgente verificare i requisiti e preparare la documentazione. Errori nella compilazione possono compromettere l’accoglimento della domanda.

Hai bisogno di assistenza per il bonus 500 euro under 35? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 08:41:102026-09-27 00:08:23Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026
CAF, COLF E BADANTI

Contributi Lavoro Domestico 2026: Stop ai Bollettini Cartacei per Colf e Badanti

colf e badanti CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
  2. Come pagare i contributi: metodi disponibili
  3. Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS
  4. Pagamento con MAV bancario o postale
  5. Pagamento con PagoPA
  6. Domiciliazione bancaria automatica
  7. Scadenze e calendario pagamenti 2026
  8. Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

Dal 1° gennaio 2026 non sarà più possibile pagare i contributi INPS per colf e badanti con i tradizionali bollettini cartacei. Una rivoluzione digitale che coinvolge oltre 2 milioni di famiglie italiane che impiegano lavoratori domestici. Il pagamento dei contributi lavoro domestico dovrà avvenire esclusivamente tramite canali digitali: MAV bancario o postale, PagoPA o domiciliazione bancaria.

Se sei un datore di lavoro domestico e fino ad oggi hai utilizzato il bollettino cartaceo per versare i contributi alla tua colf o badante, è il momento di prepararti al cambiamento. L’INPS ha eliminato definitivamente i bollettini fisici per accelerare la digitalizzazione dei servizi previdenziali e ridurre i costi amministrativi.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cosa cambia esattamente dal 2026, quali sono i nuovi metodi di pagamento disponibili, come registrarti al portale INPS, come scaricare i MAV digitali e come attivare la domiciliazione bancaria. Inoltre, troverai il calendario delle scadenze trimestrali e le informazioni sulle sanzioni in caso di ritardo.

Come pagare i contributi: metodi disponibili

I contributi INPS per colf e badanti nel 2026 possono essere pagati con tre modalità digitali:

1. MAV bancario o postale

Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) è un bollettino digitale che puoi pagare presso qualsiasi banca o ufficio postale, oppure tramite home banking. L’INPS genera automaticamente il MAV per ogni trimestre e lo rende disponibile nel tuo Cassetto Previdenziale.

Come funziona:

  • Accedi al Cassetto Previdenziale con SPID, CIE o CNS
  • Scarica il file PDF del MAV (o ricevilo via email)
  • Pagalo presso la tua banca, Poste Italiane o tramite app bancaria
  • Il pagamento viene registrato automaticamente dall’INPS

2. PagoPA

PagoPA è il sistema unico di pagamento verso la Pubblica Amministrazione. Puoi usarlo per pagare i contributi lavoro domestico direttamente online, senza dover scaricare bollettini.

Come funziona:

  • Accedi al portale INPS e vai nella sezione pagamenti
  • Seleziona il trimestre da pagare
  • Scegli PagoPA come metodo di pagamento
  • Completa il pagamento con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale (Satispay, PayPal, ecc.)

Il vantaggio di PagoPA è la ricevuta immediata e la registrazione automatica del versamento nell’archivio INPS. Nessun rischio di smarrimento o ritardo postale.

3. Domiciliazione bancaria

La domiciliazione bancaria automatica è la soluzione più comoda: i contributi vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla scadenza trimestrale, senza che tu debba fare nulla.

Vantaggi:

  • Zero pensieri: nessun rischio di dimenticare le scadenze
  • Nessuna commissione aggiuntiva
  • Puoi revocarla in qualsiasi momento dal Cassetto Previdenziale

Per attivare la domiciliazione, accedi al Cassetto Previdenziale, vai nella sezione “Pagamenti” e segui la procedura guidata inserendo l’IBAN del conto corrente.

Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS

Il Cassetto Previdenziale per Datori di Lavoro Domestico è l’area riservata del sito INPS dove puoi gestire tutti gli adempimenti relativi alla tua colf o badante:

  • Scaricare i bollettini MAV digitali
  • Verificare i pagamenti effettuati
  • Attivare la domiciliazione bancaria
  • Consultare lo storico contributivo
  • Comunicare variazioni contrattuali

Come accedere:

  1. Vai su www.inps.it
  2. Clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra
  3. Accedi con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Nella barra di ricerca digita “Cassetto Previdenziale Datori Lavoro Domestico”
  5. Accedi al servizio e visualizza i tuoi MAV disponibili

Non hai ancora SPID o CIE? È indispensabile per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere lo SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba, Infocert. La CIE (Carta d’Identità Elettronica) viene rilasciata dal tuo Comune al momento del rinnovo della carta d’identità.

Se hai difficoltà con la registrazione o l’accesso al portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella procedura e aiutarti a scaricare i MAV necessari.

Pagamento con MAV bancario o postale

Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) rimane il metodo più utilizzato per i contributi colf e badanti. La differenza rispetto al passato è che non arriva più per posta cartacea, ma viene generato digitalmente dall’INPS.

Dove trovi il MAV digitale:

  • Email o PEC: se hai registrato il tuo indirizzo email nel Cassetto Previdenziale, riceverai il MAV direttamente nella casella di posta circa 20 giorni prima della scadenza trimestrale
  • Cassetto Previdenziale: puoi scaricare il MAV in formato PDF in qualsiasi momento accedendo all’area riservata

Come pagare il MAV:

  1. Home banking: la maggior parte delle banche consente di pagare i MAV inserendo il codice nell’app o sul sito web. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Bollettini” → “MAV” e inserisci il codice di 17 cifre
  2. Sportello bancario o postale: puoi stampare il MAV e portarlo in banca o alle Poste per il pagamento in contanti o tramite addebito in conto
  3. App bancaria: molte app consentono di inquadrare il QR code del MAV con la fotocamera per compilarlo automaticamente

Costi: il pagamento tramite MAV ha generalmente una commissione bancaria di 1-2 euro, che varia a seconda della banca. Alle Poste la commissione è di circa 2 euro per pagamento allo sportello, mentre è gratuita se paghi tramite Poste Italiane online.

Tempo di accredito: il pagamento viene registrato dall’INPS entro 2-3 giorni lavorativi. Puoi verificare l’avvenuto accredito accedendo al Cassetto Previdenziale nella sezione “Storico pagamenti”.

Pagamento con PagoPA

Il sistema PagoPA è il metodo più moderno e veloce per pagare i contributi INPS lavoro domestico. Funziona in modo simile a un acquisto online: selezioni il pagamento da effettuare e completi la transazione con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale.

Procedura passo-passo:

  1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID/CIE
  2. Vai nella sezione “Pagamenti dovuti”
  3. Seleziona il trimestre da pagare (ad esempio: 1° trimestre 2026)
  4. Clicca su “Paga con PagoPA”
  5. Scegli il metodo di pagamento:
    • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, American Express)
    • Addebito in conto corrente
    • Wallet digitali (Satispay, PayPal, PostePay, ecc.)
    • Altri PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) aderenti a PagoPA
  6. Completa la transazione
  7. Ricevi la ricevuta telematica immediata via email

Vantaggi di PagoPA:

  • Pagamento istantaneo: il versamento viene registrato subito dall’INPS
  • Ricevuta digitale: nessun documento cartaceo da conservare
  • Sicurezza: protocollo di sicurezza bancario con autenticazione forte (3D Secure)
  • Nessuna commissione aggiuntiva rispetto ai normali costi bancari

PagoPA è particolarmente comodo se vuoi pagare i contributi direttamente dal tuo smartphone senza dover andare in banca o alle Poste. Puoi effettuare il pagamento anche pochi minuti prima della scadenza trimestrale, senza rischiare ritardi.

Domiciliazione bancaria automatica

La domiciliazione bancaria è la soluzione ideale per chi vuole evitare di pensare alle scadenze trimestrali. Una volta attivata, i contributi INPS per colf e badanti vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla data di scadenza.

Come attivare la domiciliazione bancaria:

  1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS
  2. Vai nella sezione “Domiciliazione bancaria”
  3. Clicca su “Attiva domiciliazione”
  4. Inserisci il tuo codice IBAN (verifica che sia corretto, l’INPS effettuerà una verifica formale)
  5. Conferma l’operazione con il tuo SPID/CIE
  6. Riceverai una email di conferma dall’INPS

Quando parte la domiciliazione:

La domiciliazione si attiva dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Ad esempio:

  • Se attivi la domiciliazione a gennaio 2026, partirà dal 1° trimestre 2026 (scadenza 10 aprile)
  • Se attivi la domiciliazione a marzo 2026, partirà dal 2° trimestre 2026 (scadenza 10 luglio)

Quanto viene addebitato:

L’addebito avviene 5 giorni prima della scadenza ufficiale del trimestre. Ad esempio, se la scadenza è il 10 aprile, l’addebito sarà il 5 aprile. In questo modo hai un margine di sicurezza e l’INPS riceve il pagamento con anticipo.

Puoi revocare la domiciliazione?

Sì, puoi revocare la domiciliazione in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

Cosa succede se non hai fondi sufficienti sul conto?

Se il giorno dell’addebito il conto non ha fondi sufficienti, la domiciliazione viene sospesa automaticamente e riceverai una comunicazione INPS. Dovrai pagare manualmente il trimestre arretrato e potrai riattivare la domiciliazione per i trimestri futuri.

Scadenze e calendario pagamenti 2026

I contributi INPS per colf e badanti si pagano ogni 3 mesi (trimestre) entro date fisse. Ecco il calendario completo 2026:

TrimestrePeriodo di riferimentoScadenza pagamento
1° trimestre 2026Gennaio – Febbraio – Marzo10 aprile 2026
2° trimestre 2026Aprile – Maggio – Giugno10 luglio 2026
3° trimestre 2026Luglio – Agosto – Settembre10 ottobre 2026
4° trimestre 2026Ottobre – Novembre – Dicembre10 gennaio 2027

Attenzione alle scadenze:

  • Il pagamento deve essere effettuato entro e non oltre il 10 del mese successivo al trimestre di riferimento
  • Se il 10 cade di sabato, domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo
  • Il MAV digitale viene reso disponibile dall’INPS circa 20 giorni prima della scadenza

Come calcolare l’importo dei contributi:

L’importo trimestrale dipende da:

  • Ore settimanali di lavoro della colf o badante
  • Retribuzione oraria effettiva (che deve rispettare il CCNL Lavoro Domestico)
  • Aliquota contributiva INPS (varia tra conviventi e non conviventi)

L’INPS calcola automaticamente l’importo dovuto in base ai dati del contratto di assunzione che hai comunicato tramite il portale. Se hai dubbi sull’importo o vuoi verificare la correttezza del calcolo, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per un controllo dettagliato.

Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

Il mancato pagamento o il pagamento in ritardo dei contributi INPS per colf e badanti comporta sanzioni e interessi di mora. L’INPS applica le penalità in modo automatico, quindi è fondamentale rispettare le scadenze.

Sanzioni per ritardo:

  • Entro 30 giorni di ritardo: sanzione del 2,5% dell’importo dovuto
  • Da 31 a 90 giorni di ritardo: sanzione del 3,75%
  • Da 91 a 365 giorni di ritardo: sanzione del 5%
  • Oltre 365 giorni: sanzione del 5,5% + interessi di mora calcolati giornalmente

Interessi di mora:

Oltre alla sanzione percentuale, l’INPS applica interessi di mora giornalieri calcolati sul tasso ufficiale di riferimento della BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali. Gli interessi maturano dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento effettivo.

Esempio pratico:

Se devi pagare contributi per 500 euro entro il 10 aprile 2026 e paghi il 15 maggio (35 giorni di ritardo), ti verranno applicati:

  • Sanzione del 3,75% = 18,75 euro
  • Interessi di mora per 35 giorni (circa 5-6 euro, dipende dal tasso BCE)
  • Totale da pagare: circa 524 euro

Cosa succede in caso di mancato pagamento prolungato?

Se non paghi i contributi per più trimestri consecutivi, l’INPS può:

  • Iscrivere l’importo a ruolo (con ulteriori aggravi del 10-30%)
  • Avviare procedure di recupero forzoso tramite Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia)
  • Applicare fermo amministrativo su veicoli
  • Richiedere il pignoramento dello stipendio, pensione o conto corrente

Inoltre, il datore di lavoro domestico inadempiente non è in regola con gli obblighi contributivi e potrebbe incorrere in sanzioni penali se la colf o badante subisce un infortunio o malattia e non risulta coperta dalla contribuzione INPS.

Come regolarizzare i contributi arretrati:

Se hai contributi non pagati, puoi regolarizzare spontaneamente accedendo al Cassetto Previdenziale e pagando gli arretrati con le relative sanzioni calcolate automaticamente dal sistema. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella verifica della tua posizione contributiva e nella regolarizzazione dei pagamenti.

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Domande Frequenti sui Contributi Lavoro Domestico 2026

Posso ancora pagare i contributi colf e badanti con bollettini cartacei nel 2026?

No, dal 1 gennaio 2026 non e piu possibile utilizzare bollettini cartacei per i contributi INPS lavoro domestico. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite canali digitali: MAV scaricabile dal Cassetto Previdenziale, PagoPA o domiciliazione bancaria automatica.

Come faccio a scaricare il MAV digitale per i contributi?

Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pagamenti troverai i MAV disponibili in formato PDF da scaricare e stampare. In alternativa, puoi ricevere il MAV via email se hai registrato il tuo indirizzo nel portale INPS.

Quanto costa pagare i contributi con PagoPA?

Il pagamento tramite PagoPA non prevede commissioni aggiuntive da parte INPS. Potresti avere solo i normali costi della tua banca o del metodo di pagamento scelto (carta di credito, addebito in conto). Generalmente le commissioni sono pari a quelle di un normale pagamento MAV bancario (1-2 euro).

La domiciliazione bancaria e reversibile?

Si, puoi revocare la domiciliazione bancaria in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale INPS. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

Cosa succede se pago i contributi in ritardo?

Se paghi in ritardo, l’INPS applica sanzioni percentuali che variano dal 2,5 percento (entro 30 giorni) al 5,5 percento (oltre 365 giorni) piu interessi di mora giornalieri. Le sanzioni vengono calcolate automaticamente e incluse nel MAV aggiornato che troverai nel Cassetto Previdenziale.

Posso delegare il CAF a pagare i contributi per me?

No, il pagamento dei contributi e un adempimento personale del datore di lavoro domestico. Il CAF puo pero assisterti nella registrazione al portale INPS, nello scaricamento dei MAV, nella verifica della correttezza degli importi e nella regolarizzazione di eventuali arretrati.

Come faccio se non ho SPID o CIE per accedere al portale INPS?

SPID e CIE sono indispensabili per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba o Infocert. La CIE viene rilasciata dal Comune al momento del rinnovo della carta di identita. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti nella procedura di richiesta SPID.


Hai Bisogno di Assistenza per i Contributi Colf e Badanti?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione completa dei contributi per il lavoro domestico:

  • Registrazione al Cassetto Previdenziale INPS
  • Scaricamento MAV digitali
  • Verifica regolarita contributiva
  • Calcolo contributi dovuti
  • Regolarizzazione arretrati e sanzioni
  • Assistenza domiciliazione bancaria
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:52:142026-05-31 16:20:25Contributi Lavoro Domestico 2026: Stop ai Bollettini Cartacei per Colf e Badanti
    CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

    Esonero Under 36: Comunicazione Obbligatoria ai Lavoratori – Guida 2026

    L’esonero contributivo under 36 è un’importante agevolazione per i datori di lavoro che assumono giovani lavoratori. Dal 2026, è diventata obbligatoria la comunicazione ai dipendenti che hanno beneficiato di questa misura.

    La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere inviata entro scadenze precise e contenere informazioni specifiche sull’importo dell’esonero applicato. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e potenziali contestazioni da parte dell’INPS.

    In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla comunicazione obbligatoria: cosa scrivere, quando inviarla, quali modelli utilizzare e come evitare errori che potrebbero costarti caro.


    Indice dei contenuti

    1. Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36
    2. Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori
    3. Cosa Deve Contenere la Comunicazione
    4. Scadenze e Tempistiche della Comunicazione
    5. Conseguenze per la Mancata Comunicazione
    6. Modelli e Fac-Simile di Comunicazione
    7. FAQ e Casi Pratici
    8. Riferimenti Normativi Completi

    Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36

    L’esonero contributivo under 36 è un incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) e confermato negli anni successivi, che riduce i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni di giovani sotto i 36 anni.

    Caratteristiche principali dell’esonero

    L’agevolazione prevede:

    • Esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro
    • Limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore (circa 666 euro mensili)
    • Durata: 36 mesi per assunzioni a tempo indeterminato, 12 mesi per apprendistato
    • Requisito anagrafico: lavoratore con età inferiore a 36 anni al momento dell’assunzione
    • Esclusioni: non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali

    Chi può beneficiare dell’esonero

    Possono accedere all’esonero contributivo giovani:

    • Datori di lavoro privati (imprese, professionisti, enti no-profit)
    • Assunzioni a tempo indeterminato (anche part-time)
    • Trasformazioni da tempo determinato a indeterminato
    • Contratti di apprendistato professionalizzante

    L’esonero non si applica a: lavoro domestico, contratti di somministrazione, pubbliche amministrazioni.

    Normativa di riferimento

    L’esonero under 36 è disciplinato da:

    • Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 10-15, L. 178/2020)
    • Circolare INPS n. 56/2021 – Istruzioni operative
    • Messaggio INPS n. 1381/2021 – Codici contributivi
    • Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025) – Proroga e modifiche

    Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori

    Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha introdotto l’obbligo di comunicazione ai lavoratori che hanno beneficiato dell’esonero contributivo under 36. Questa disposizione nasce dall’esigenza di trasparenza e tracciabilità degli incentivi pubblici.

    Finalità della comunicazione obbligatoria

    La comunicazione serve a:

    • Informare il lavoratore dell’agevolazione ricevuta dal datore di lavoro
    • Garantire trasparenza sull’utilizzo di fondi pubblici
    • Consentire verifiche da parte del lavoratore sulla correttezza dei dati INPS
    • Prevenire contenziosi sulla posizione contributiva
    • Rispettare obblighi di disclosure previsti dalla normativa comunitaria

    Base normativa dell’obbligo

    L’obbligo di comunicazione è previsto da:

    • Circolare INPS n. 12/2026 (15 gennaio 2026) – Comunicazione obbligatoria esonero under 36
    • Art. 1, comma 118, L. 207/2025 (Legge di Bilancio 2026)
    • D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza amministrativa

    Sanzioni per omessa comunicazione

    La mancata comunicazione comporta:

    • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore
    • Possibile revoca dell’esonero contributivo se l’omissione è reiterata
    • Recupero contributivo con maggiorazioni per violazione degli obblighi di trasparenza
    • Esclusione da futuri incentivi per 12 mesi in caso di recidiva

    Cosa Deve Contenere la Comunicazione

    La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere completa e precisa. L’INPS, con la Circolare n. 12/2026, ha definito gli elementi minimi da inserire.

    Elementi obbligatori della comunicazione

    La comunicazione deve contenere:

    1. Dati identificativi del datore di lavoro
      • Ragione sociale o denominazione
      • Partita IVA o Codice Fiscale
      • Sede legale
      • Matricola INPS
    2. Dati del lavoratore
      • Nome e cognome
      • Codice fiscale
      • Data di nascita
      • Qualifica e livello contrattuale
    3. Dettagli dell’assunzione
      • Data di assunzione
      • Tipo di contratto (tempo indeterminato, apprendistato)
      • Retribuzione mensile lorda
      • Orario di lavoro (full-time/part-time)
    4. Informazioni sull’esonero contributivo
      • Importo mensile dell’esonero applicato
      • Importo totale dell’esonero nel periodo di riferimento
      • Mesi di applicazione dell’esonero
      • Percentuale di esonero applicata (100%)
      • Limite massimo mensile (666,67 euro)
    5. Riferimenti normativi
      • Legge di riferimento (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15)
      • Circolare INPS applicativa (Circ. n. 56/2021 e successive)
    6. Periodo di riferimento
      • Anno fiscale (es. 2025)
      • Mesi specifici di applicazione

    Informazioni aggiuntive consigliate

    Oltre agli elementi obbligatori, è consigliabile includere:

    • Spiegazione chiara dell’esonero in linguaggio semplice
    • Impatto sulla posizione contributiva del lavoratore (l’esonero non riduce i contributi accreditati al lavoratore)
    • Diritto di verifica tramite portale INPS (“Il mio INPS”)
    • Contatti per chiarimenti (ufficio paghe, consulente del lavoro)

    Formato della comunicazione

    La comunicazione può essere:

    • Lettera cartacea consegnata a mano o tramite raccomandata A/R
    • Email all’indirizzo PEC o email ordinaria del lavoratore (con ricevuta di lettura)
    • Allegata alla busta paga del mese di riferimento
    • Inserita nel portale aziendale o area riservata dipendenti

    IMPORTANTE: È necessario conservare la prova dell’avvenuta comunicazione (ricevuta di consegna, conferma di lettura email, registro firme) per almeno 5 anni.

    Scadenze e Tempistiche della Comunicazione

    Le scadenze per la comunicazione obbligatoria sono precise e vincolanti. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.

    Scadenza annuale ordinaria

    La comunicazione deve essere inviata:

    • Entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di applicazione dell’esonero
    • Esempio: per l’esonero applicato nel 2025, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026

    Comunicazione in caso di cessazione del rapporto

    Se il rapporto di lavoro cessa prima della scadenza ordinaria:

    • Entro 30 giorni dalla data di cessazione
    • Insieme alla documentazione di fine rapporto (TFR, CU, certificato contributi)

    Calendario 2026 – Scadenze principali

    Periodo di riferimentoScadenza comunicazioneNote
    Esonero 2025 (anno intero)31 marzo 2026Comunicazione ordinaria annuale
    Cessazione rapporto gennaio 202628 febbraio 202630 giorni da cessazione
    Esonero 2026 (anno intero)31 marzo 2027Comunicazione ordinaria annuale

    Tempistiche per prime assunzioni 2026

    Per assunzioni effettuate nel 2026 con esonero under 36:

    • Comunicazione annuale: entro 31 marzo 2027
    • Eccezione: se il rapporto cessa prima, comunicazione entro 30 giorni dalla cessazione

    Cosa fare in caso di ritardo

    Se hai superato la scadenza:

    1. Invia immediatamente la comunicazione anche se in ritardo
    2. Aggiungi una nota di giustificazione per il ritardo
    3. Valuta l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni
    4. Contatta il CAF per assistenza nella regolarizzazione

    Conseguenze per la Mancata Comunicazione

    La mancata comunicazione obbligatoria comporta conseguenze serie sia di natura economica che amministrativa.

    Sanzioni amministrative pecuniarie

    Le sanzioni previste sono:

    • Prima violazione: da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore non comunicato
    • Violazione reiterata: da 1.000 a 2.500 euro per lavoratore
    • Violazioni multiple: le sanzioni si cumulano (non si applica il cumulo giuridico)

    Revoca dell’esonero contributivo

    In casi gravi, l’INPS può:

    • Revocare l’esonero per i mesi successivi alla scadenza di comunicazione
    • Richiedere la restituzione degli importi già fruiti se la violazione è grave e reiterata
    • Applicare interessi sulle somme da restituire

    Esclusione da futuri incentivi

    Il datore di lavoro inadempiente può essere:

    • Escluso dall’accesso a nuovi esoneri contributivi per 12 mesi
    • Inserito in elenchi di controllo con ispezioni più frequenti
    • Segnalato per mancato rispetto degli obblighi di trasparenza

    Ravvedimento operoso

    È possibile ridurre le sanzioni tramite ravvedimento operoso:

    Tipo ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzione
    SprintEntro 14 giorni1/10 del minimo (50 euro)
    BreveEntro 30 giorni1/9 del minimo (55 euro)
    IntermedioEntro 90 giorni1/8 del minimo (62,50 euro)
    LungoOltre 90 giorni, entro 1 anno1/7 del minimo (71,40 euro)

    Contestazioni da parte del lavoratore

    Il lavoratore non informato può:

    • Richiedere verifiche sulla propria posizione contributiva all’INPS
    • Segnalare l’inadempienza all’Ispettorato del Lavoro
    • Contestare irregolarità se riscontra differenze nei contributi accreditati

    Modelli e Fac-Simile di Comunicazione

    Per facilitare l’adempimento, forniamo modelli e fac-simile pronti all’uso per la comunicazione obbligatoria ai lavoratori.

    Modello standard di comunicazione

    Di seguito il fac-simile completo raccomandato dal CAF Centro Fiscale:

    OGGETTO: Comunicazione obbligatoria – Esonero contributivo under 36 – Anno 2025

    Spett.le
    [Nome e Cognome del Lavoratore]
    C.F.: [Codice Fiscale]

    Con la presente, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare INPS n. 12/2026 e dall’art. 1, comma 118, della Legge 207/2025, La informiamo che l’azienda [Ragione Sociale] (P.IVA: [XXXXXXXX], Matricola INPS: [XXXXXXXX]) ha beneficiato dell’esonero contributivo per assunzioni di giovani under 36 previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15).

    Dettagli dell’esonero applicato:

    • Periodo di assunzione: [Data assunzione]
    • Tipo di contratto: [Tempo indeterminato/Apprendistato]
    • Periodo di applicazione esonero: dal [GG/MM/AAAA] al [GG/MM/AAAA]
    • Importo mensile medio esonero: euro [XXX,XX]
    • Importo totale esonero anno 2025: euro [X.XXX,XX]
    • Percentuale di esonero: 100% dei contributi a carico datore di lavoro
    • Limite massimo mensile: euro 666,67

    Precisazioni importanti:

    • L’esonero contributivo è applicato solo sui contributi a carico del datore di lavoro
    • I Suoi contributi previdenziali sono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS
    • L’esonero non riduce la Sua posizione contributiva né i diritti pensionistici futuri
    • Può verificare la Sua posizione contributiva accedendo al portale INPS con SPID (“Il mio INPS” > “Estratto conto contributivo”)

    Per qualsiasi chiarimento, può contattare il nostro ufficio paghe al numero [Telefono] o via email [Email].

    Distinti saluti.

    [Luogo], [Data]

    [Firma Datore di Lavoro/Legale Rappresentante]
    [Timbro Azienda]

    Modello semplificato (allegato busta paga)

    Per comunicazione allegata alla busta paga mensile:

    INFORMATIVA – Esonero contributivo under 36

    Gent.le [Nome Cognome],

    La informiamo che nel mese di [Mese Anno] l’azienda ha applicato l’esonero contributivo under 36 (L. 178/2020) per un importo di euro [XXX,XX]. Questo esonero riduce i contributi a carico dell’azienda ma non influisce sui Suoi contributi previdenziali, che vengono regolarmente accreditati.

    Importo totale esonero anno [AAAA]: euro [X.XXX,XX]

    Per dettagli: [email ufficio paghe]

    Checklist prima dell’invio

    Prima di inviare la comunicazione, verifica:

    • ✅ Tutti i dati identificativi sono corretti (CF, matricola INPS, ecc.)
    • ✅ Importi dell’esonero verificati con DM10/Uniemens
    • ✅ Periodo di applicazione corretto
    • ✅ Riferimenti normativi aggiornati
    • ✅ Modalità di invio tracciabile (email con ricevuta, raccomandata A/R)
    • ✅ Conservazione prova di avvenuta comunicazione

    Dove trovare i modelli ufficiali

    • Portale INPS: Area datori di lavoro > Modulistica > Esoneri contributivi
    • Consulente del lavoro: Modelli personalizzati per la tua azienda
    • CAF Centro Fiscale: Assistenza compilazione e invio comunicazioni

    FAQ e Casi Pratici

    Domande frequenti sull’esonero under 36

    1. Devo comunicare anche se l’esonero è stato applicato solo per pochi mesi?

    Sì. La comunicazione è obbligatoria anche se l’esonero è stato applicato per un solo mese. Devi indicare il periodo esatto e l’importo totale fruito.

    2. Cosa succede se il lavoratore ha cambiato indirizzo email?

    Devi fare ogni ragionevole sforzo per reperire un recapito valido. Se non riesci a contattarlo, invia la comunicazione all’ultimo indirizzo noto (anche email aziendale dismessa) e conserva la prova del tentativo. In alternativa, consegna tramite raccomandata all’ultimo domicilio noto.

    3. Devo comunicare anche ai lavoratori cessati nel 2025?

    Sì. Anche per i rapporti cessati, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026 (o entro 30 giorni dalla cessazione se avvenuta nel 2026).

    4. L’esonero under 36 riduce i contributi del lavoratore?

    No. L’esonero riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore restano invariati e la sua posizione contributiva INPS non viene intaccata.

    5. Posso inviare una comunicazione cumulativa per tutti i lavoratori?

    No. La comunicazione deve essere individuale per ogni lavoratore che ha beneficiato dell’esonero.

    6. Cosa scrivo se l’importo dell’esonero varia ogni mese?

    Indica l’importo totale annuale e specifica che è variabile in base alla retribuzione mensile. Puoi allegare un prospetto dettagliato mese per mese.

    7. Il lavoratore può rifiutare di ricevere la comunicazione?

    No. È un obbligo di legge del datore di lavoro, non una scelta del lavoratore. Anche in caso di rifiuto, devi dimostrare di aver tentato la consegna.

    8. Devo comunicare l’esonero applicato su contratti di apprendistato?

    Sì. Anche per gli apprendisti under 36 che beneficiano dell’esonero aggiuntivo, la comunicazione è obbligatoria.

    Casi pratici risolti

    CASO 1: Assunzione a tempo indeterminato gennaio 2025

    Situazione: Giovane di 28 anni assunto il 15 gennaio 2025 con RAL 30.000 euro.
    Esonero applicato: 666,67 euro/mese × 12 mesi = 8.000 euro annui
    Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, indicando importo totale 8.000 euro e dettaglio mensile.

    CASO 2: Trasformazione da tempo determinato a indeterminato

    Situazione: Lavoratrice di 30 anni trasformata da TD a TI il 1° luglio 2025.
    Esonero applicato: Da luglio a dicembre 2025 (6 mesi) = 666,67 × 6 = 4.000 euro
    Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, specificando che l’esonero decorre dalla trasformazione.

    CASO 3: Cessazione anticipata del rapporto

    Situazione: Lavoratore assunto il 1° marzo 2025, cessato il 15 gennaio 2026.
    Esonero applicato: Marzo-dicembre 2025 (10 mesi) = 6.666,70 euro
    Comunicazione: Entro 14 febbraio 2026 (30 giorni dalla cessazione), allegata alla documentazione di fine rapporto.

    CASO 4: Part-time al 50%

    Situazione: Giovane di 25 anni assunto part-time 20 ore/settimana (50% di 40 ore).
    Esonero applicato: 666,67 × 50% = 333,34 euro/mese × 12 = 4.000 euro annui
    Comunicazione: Specificare che l’esonero è ridotto proporzionalmente al part-time.

    Riferimenti Normativi Completi

    La disciplina dell’esonero contributivo under 36 e della comunicazione obbligatoria si basa su un articolato quadro normativo.

    Normativa primaria

    • Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021)
      • Art. 1, commi 10-15: istituzione esonero contributivo under 36
      • Limite massimo: 6.000 euro annui (elevato a 8.000 dalla L. 234/2021)
    • Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022)
      • Art. 1, commi 297-300: innalzamento limite a 8.000 euro annui
      • Estensione dell’esonero anche per il 2022
    • Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023)
      • Art. 1, commi 294-297: proroga per il 2023
    • Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024)
      • Art. 1, commi 180-183: proroga per il 2024
    • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
      • Art. 1, commi 180-186: proroga per il 2025
    • Legge 28 dicembre 2025, n. 207 (Legge di Bilancio 2026)
      • Art. 1, comma 118: obbligo di comunicazione ai lavoratori
      • Art. 1, commi 115-120: proroga esonero per il 2026

    Circolari e messaggi INPS

    • Circolare INPS n. 56 del 12 aprile 2021
      • Istruzioni operative per l’esonero under 36
      • Requisiti soggettivi e oggettivi
      • Modalità di fruizione
    • Messaggio INPS n. 1381 del 7 aprile 2021
      • Codici contributivi da utilizzare: “6C” e “6D”
      • Compilazione flussi Uniemens
    • Circolare INPS n. 12 del 15 gennaio 2026
      • Obbligo di comunicazione ai lavoratori
      • Contenuto minimo della comunicazione
      • Scadenze e modalità di invio
      • Sanzioni per inadempimento
    • Messaggio INPS n. 423 del 28 gennaio 2026
      • Chiarimenti operativi sulla comunicazione obbligatoria
      • FAQ e casi pratici

    Normativa sulla trasparenza

    • D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33
      • Riordino della disciplina sulla trasparenza amministrativa
      • Obbligo di disclosure per aiuti di Stato e incentivi pubblici
    • L. 4 agosto 2017, n. 124
      • Art. 1, commi 125-129: obblighi di trasparenza per aiuti pubblici

    Regolamenti UE

    • Regolamento UE n. 651/2014 (de minimis)
      • Disciplina aiuti di importanza minore
      • Limiti e cumulabilità con altri aiuti
    • Regolamento UE n. 1407/2013
      • Aiuti de minimis nel settore agricolo

    Giurisprudenza rilevante

    • Corte di Cassazione, sent. n. 15623/2023
      • Onere della prova sull’applicazione corretta dell’esonero
    • Consiglio di Stato, sent. n. 4567/2024
      • Legittimità dei controlli INPS sugli esoneri contributivi

    Documentazione di supporto

    Per approfondimenti:

    • Sito INPS: www.inps.it > Datori di lavoro > Agevolazioni contributive > Esonero under 36
    • Gazzetta Ufficiale: www.gazzettaufficiale.it (consultazione leggi e decreti)
    • Ministero del Lavoro: www.lavoro.gov.it > Incentivi all’occupazione

    Conclusioni

    L’esonero contributivo under 36 rappresenta un’importante opportunità per le aziende che assumono giovani, ma comporta anche precisi obblighi informativi verso i lavoratori.

    La comunicazione obbligatoria introdotta dal 2026 risponde a esigenze di trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori. Rispettare le scadenze e i contenuti minimi previsti dalla normativa è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere il diritto all’agevolazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per supportarti in tutti gli adempimenti legati all’esonero under 36:

    • ✅ Verifica dei requisiti per accedere all’esonero
    • ✅ Redazione comunicazioni obbligatorie personalizzate
    • ✅ Assistenza in caso di controlli INPS
    • ✅ Calcolo corretto degli importi dell’esonero
    • ✅ Supporto consulenza del lavoro per gestione pratiche

    Non rischiare sanzioni per inadempimenti: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale per gestire al meglio tutti gli obblighi normativi e massimizzare i benefici dell’esonero contributivo.

    Domande Frequenti sull’Esonero Under 36

    Entro quando devo inviare la comunicazione per l’esonero 2025?

    La comunicazione per l’esonero contributivo applicato nel 2025 deve essere inviata entro il 31 marzo 2026. Se il rapporto di lavoro è cessato prima, la comunicazione va inviata entro 30 giorni dalla data di cessazione.

    Cosa rischio se non invio la comunicazione ai lavoratori?

    La mancata comunicazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore non comunicato. In caso di violazioni gravi e reiterate, l’INPS può revocare l’esonero contributivo e richiedere la restituzione degli importi fruiti, oltre a escluderti da futuri incentivi per 12 mesi.

    L’esonero under 36 riduce i contributi pensionistici del lavoratore?

    No, l’esonero contributivo under 36 riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore vengono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS, quindi la sua posizione contributiva e i diritti pensionistici futuri non vengono intaccati.

    Posso inviare la comunicazione via email?

    Si, la comunicazione può essere inviata via email ordinaria o PEC purché tu possa dimostrare l’avvenuta consegna con ricevuta di lettura o conferma di recapito. E obbligatorio conservare la prova dell’invio per almeno 5 anni.

    Quanto ammonta l’esonero under 36 al massimo?

    L’esonero contributivo under 36 prevede l’esonero totale 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, pari a circa 666,67 euro mensili. L’esonero non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali.


    Hai Bisogno di Assistenza per l’Esonero Under 36?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la redazione delle comunicazioni obbligatorie ai lavoratori, la verifica dei requisiti per l’esonero contributivo e l’assistenza in caso di controlli INPS.

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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 11:49:372026-06-02 10:17:18Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta Paga
      Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:42:452026-03-12 19:18:01Esonero Under 36: Comunicazione Obbligatoria ai Lavoratori – Guida 2026
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

      Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      Indice dei contenuti

      1. Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo
      2. Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante
      3. Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS
      4. Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio
      5. Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda
      6. Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)
      7. Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo
      8. Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

      A poche ore dalla scadenza del 28 febbraio 2026 per la presentazione della domanda di Assegno Unico Universale con arretrati da gennaio, migliaia di famiglie italiane si trovano ad affrontare problemi tecnici sul portale INPS. Rallentamenti, timeout, errori di sistema e impossibilità di accedere all’area riservata stanno creando panico e frustrazione tra i cittadini che rischiano di perdere mesi di arretrati economici a causa di disservizi non dipendenti dalla loro volontà.

      Il portale INPS per l’Assegno Unico (disponibile su www.inps.it nella sezione “Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico”) sta registrando picchi di traffico anomali in queste ultime 48 ore prima della scadenza cruciale. Gli utenti segnalano sessioni che si interrompono, caricamenti infiniti, errori di autenticazione SPID/CIE e impossibilità di completare la procedura anche dopo ore di tentativi.

      In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo al portale INPS, quali sono le conseguenze reali del mancato rispetto della scadenza, cosa fare se non riesci a inviare la domanda online e come il CAF Centro Fiscale di Udine può intervenire anche all’ultimo momento per salvare i tuoi arretrati. Se stai affrontando problemi tecnici con il portale INPS, non sei solo e ci sono soluzioni concrete.

      Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo

      Il portale INPS dedicato all’Assegno Unico Universale sta subendo disservizi significativi negli ultimi giorni di febbraio 2026, con segnalazioni massicce da parte degli utenti su tutto il territorio nazionale.

      Problemi Tecnici Segnalati dagli Utenti

      Le principali criticità riscontrate includono:

      • Accesso impossibile all’area riservata – Il sistema non riconosce le credenziali SPID, CIE o CNS anche se corrette
      • Timeout continui – Le pagine si caricano per minuti senza mai completare l’operazione
      • Errore “Servizio temporaneamente non disponibile” – Comparsa sistematica dopo aver compilato metà della domanda
      • Perdita dei dati inseriti – Il sistema non salva automaticamente e le sessioni scadono improvvisamente
      • Impossibilità di allegare documenti – L’upload di ISEE, documenti di identità o altri file genera errori
      • Messaggi di errore generici – “Si è verificato un errore. Riprovare più tardi” senza ulteriori spiegazioni
      • Blocco durante la firma digitale – La procedura si interrompe al momento della conferma finale

      Cause Probabili dei Disservizi

      Analizzando le segnalazioni e confrontandole con situazioni simili degli anni passati, le cause probabili sono:

      • Sovraccarico del server – Centinaia di migliaia di utenti cercano di accedere contemporaneamente nelle ultime 48 ore
      • Picco di traffico concentrato – La maggior parte degli utenti rimanda all’ultimo momento la presentazione della domanda
      • Infrastruttura inadeguata – I server INPS non sono dimensionati per gestire picchi così intensi
      • Manutenzione programmata non comunicata – Possibili interventi tecnici che coincidono con il periodo di punta
      • Problemi di integrazione con SPID – L’autenticazione tramite identità digitale può avere colli di bottiglia nei sistemi di terze parti

      L’INPS non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sui disservizi, limitandosi a pubblicare avvisi generici sulla possibilità di “temporanei rallentamenti” dovuti all’elevato numero di accessi.

      Orari di Maggior Traffico da Evitare

      Dalle segnalazioni degli utenti, gli orari più critici in cui il portale è sostanzialmente inutilizzabile sono:

      • Dalle 9:00 alle 13:00 – Picco mattutino quando gli utenti si collegano prima di andare al lavoro
      • Dalle 18:00 alle 23:00 – Picco serale quando gli utenti rientrano dal lavoro
      • Sabato mattina 9:00-12:00 – Accesso concentrato nel weekend prima della scadenza

      Gli orari più favorevoli per tentare l’accesso (ma senza garanzie) sono: prime ore del mattino (6:00-8:00), pausa pranzo (13:00-14:30) e tarda serata (23:00-1:00).

      Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante

      La data del 28 febbraio 2026 non è una scadenza arbitraria, ma rappresenta lo spartiacque fondamentale per la ricezione degli arretrati dell’Assegno Unico relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.

      Cosa Succede con Domanda Presentata Entro il 28 Febbraio

      Se presenti la domanda di Assegno Unico entro il 28 febbraio 2026, hai diritto a:

      • Arretrati da gennaio 2026 – Ricevi l’importo anche per i mesi precedenti alla domanda
      • Primo pagamento a marzo 2026 – L’INPS eroga gli arretrati di gennaio e febbraio insieme al pagamento di marzo
      • Importo calcolato con ISEE aggiornato – Se hai presentato ISEE 2026, l’assegno è calcolato con le fasce di reddito attuali
      • Nessuna perdita economica – Ricevi tutto quanto ti spetta dall’inizio dell’anno

      Cosa Succede con Domanda Presentata dal 1° Marzo in Poi

      Se presenti la domanda dal 1° marzo 2026 in avanti, la situazione cambia drasticamente:

      • NESSUN arretrato – Perdi definitivamente gli importi di gennaio e febbraio 2026
      • Pagamento dal mese successivo – Se fai domanda a marzo, il primo pagamento arriva ad aprile
      • Perdita economica stimata – Tra 350 euro e 700 euro (due mesi di assegno) a seconda dell’ISEE e del numero di figli

      Importi Medi Persi con Domanda in Ritardo

      Ecco quanto rischi di perdere definitivamente se non rispetti la scadenza del 28 febbraio 2026:

      Situazione FamiliareISEE 2026Arretrati Persi (2 mesi)
      1 figlio minoreFino a 17.090,61 euro403,60 euro
      1 figlio minoreOltre 45.574,96 euro114 euro
      2 figli minoriFino a 17.090,61 euro742,40 euro
      2 figli minoriOltre 45.574,96 euro228 euro
      3 figli minoriFino a 17.090,61 euro1.247 euro

      Come si può vedere, la perdita economica è molto significativa, soprattutto per famiglie numerose con ISEE basso. Parliamo di importi che vanno dai 100 euro ai 1.200 euro persi definitivamente.

      Per maggiori dettagli sulla normativa dell’Assegno Unico e sugli importi 2026, consulta la nostra guida completa.

      Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS

      Quando il portale INPS è sotto stress, gli utenti incontrano una serie di errori tecnici ricorrenti. Ecco i più comuni e cosa significano realmente.

      Errore: “Servizio Temporaneamente Non Disponibile”

      Messaggio completo: “Il servizio richiesto è temporaneamente non disponibile. Si prega di riprovare più tardi.”

      Cosa significa: I server INPS sono sovraccarichi e non riescono a gestire la tua richiesta. Non dipende da te.

      Cosa fare: Attendere 15-30 minuti e riprovare in un orario diverso (preferibilmente notturno o prime ore del mattino).

      Errore: “Autenticazione Non Riuscita”

      Messaggio completo: “Autenticazione non riuscita. Verificare le credenziali SPID/CIE.”

      Cosa significa: Il sistema di autenticazione (SPID, CIE o CNS) non comunica correttamente con il portale INPS. Può dipendere da problemi tecnici di AgID o dei provider SPID.

      Cosa fare: Tentare con un altro provider SPID se ne hai più di uno, oppure usare la CIE se disponibile. Cancellare cache e cookie del browser.

      Errore: “Sessione Scaduta”

      Messaggio completo: “La sessione è scaduta per inattività. Effettuare nuovamente l’accesso.”

      Cosa significa: Sei rimasto troppo tempo inattivo (in realtà bastano 5-10 minuti) o il server ha resettato le sessioni per liberare risorse.

      Cosa fare: Salvare offline tutti i dati che hai già compilato (screenshot, appunti), disconnettersi completamente, riavviare il browser e riaccedere.

      Errore: “Impossibile Caricare il Documento”

      Messaggio completo: “Errore durante il caricamento del file. Verificare formato e dimensioni.”

      Cosa significa: Il sistema non riesce a processare il file allegato (ISEE, documento identità). Può dipendere da formato incompatibile, dimensioni eccessive o timeout del server.

      Cosa fare: Verificare che il file sia in PDF, JPG o PNG, con dimensione inferiore a 2 MB. Comprimere il file se necessario. Tentare di caricare un file alla volta anziché tutti insieme.

      Errore: “Codice Fiscale Figlio Non Trovato”

      Messaggio completo: “Il codice fiscale del figlio inserito non risulta nell’anagrafe tributaria.”

      Cosa significa: Hai digitato un codice fiscale errato oppure il figlio è nato da poco e non è ancora sincronizzato con l’Agenzia delle Entrate.

      Cosa fare: Verificare attentamente il codice fiscale confrontandolo con la tessera sanitaria. Se il figlio è nato a gennaio/febbraio 2026, attendere qualche giorno per la sincronizzazione.

      Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio

      Vediamo nel dettaglio tutte le conseguenze economiche e pratiche del mancato rispetto della scadenza del 28 febbraio 2026 per la domanda di Assegno Unico.

      Perdita Economica Immediata

      La conseguenza più grave e immediata è la perdita definitiva degli arretrati di gennaio e febbraio 2026. Questo significa:

      • Nessun recupero possibile – Gli arretrati persi non possono essere richiesti successivamente
      • Importo variabile – La perdita va da 100 euro a oltre 1.200 euro a seconda di ISEE e numero figli
      • Impatto sul bilancio familiare – Per molte famiglie con ISEE basso, 400-700 euro rappresentano una mensilità di spese essenziali

      Slittamento dei Pagamenti Futuri

      Oltre alla perdita degli arretrati, la domanda presentata dopo il 28 febbraio comporta:

      • Primo pagamento posticipato – Domanda a marzo = primo pagamento ad aprile (un mese in più di attesa)
      • Pianificazione finanziaria difficile – Se contavi sull’assegno di marzo per spese programmate, devi riorganizzare il budget
      • Tempi tecnici INPS – L’INPS impiega mediamente 30-45 giorni per elaborare una nuova domanda

      Problemi con ISEE Scaduto

      Un aspetto spesso trascurato: se la domanda arriva dopo il 28 febbraio e non hai ancora presentato ISEE 2026, rischi:

      • Pagamento minimo – Senza ISEE valido, l’INPS eroga l’importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro
      • Conguaglio successivo – Quando presenti ISEE, l’INPS calcola gli arretrati ma NON quelli di gennaio-febbraio 2026
      • Doppia perdita – Perdi sia i mesi di gennaio-febbraio sia la differenza tra importo minimo e importo spettante per i mesi successivi fino alla presentazione ISEE

      Per evitare questa situazione, è fondamentale presentare ISEE 2026 prima o contestualmente alla domanda di Assegno Unico.

      Situazioni Particolari: Nuovi Nati e Separazioni

      Alcune situazioni familiari rendono la scadenza ancora più delicata:

      • Figlio nato a gennaio/febbraio 2026 – Se non fai domanda entro il 28 febbraio, perdi gli importi per i primi mesi di vita del neonato
      • Separazione recente – Il genitore che ottiene l’affidamento deve fare nuova domanda entro il 28 febbraio per non perdere arretrati
      • Cambio residenza – Se cambi comune di residenza a gennaio/febbraio 2026, devi aggiornare tempestivamente la domanda

      Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda Online

      Se ti trovi nell’impossibilità di completare la domanda di Assegno Unico online a causa dei problemi tecnici del portale INPS, ecco le soluzioni concrete da adottare immediatamente.

      Soluzione 1: Tentare in Orari Alternativi

      Prima di passare alle soluzioni alternative, tenta ancora l’invio online ma in modo strategico:

      • Orari notturni (23:00 – 6:00) – Il traffico è drasticamente inferiore
      • Prime ore del mattino (6:00 – 8:00) – Prima dell’afflusso di massa
      • Pausa pranzo (13:00 – 14:30) – Momento di relativa calma
      • Usa connessione mobile invece di WiFi – A volte il problema è nella rete locale
      • Cambia browser – Se usi Chrome prova con Firefox o Edge, e viceversa
      • Modalità incognito – Elimina interferenze da cookie e cache

      Soluzione 2: Rivolgiti al CAF (Anche All’Ultimo Minuto)

      La soluzione più efficace e sicura è rivolgersi a un CAF che può presentare la domanda per tuo conto anche se mancano poche ore alla scadenza.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre:

      • Accesso prioritario – I CAF hanno canali riservati INPS con meno congestione
      • Assistenza completa – Compiliamo noi la domanda con i tuoi dati
      • Verifica ISEE – Controlliamo che l’ISEE sia valido e correttamente associato
      • Gestione errori tecnici – Sappiamo come aggirare i problemi comuni del portale
      • Ricevuta immediata – Ti forniamo subito la ricevuta di protocollazione INPS
      • Anche il 28 febbraio – Siamo disponibili fino alla mezzanotte per le urgenze dell’ultimo giorno

      Contattaci subito su WhatsApp al 366 6018121 o vieni direttamente in sede al Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

      Soluzione 3: Contact Center INPS (Ultima Risorsa)

      In casi estremi puoi tentare il Contact Center INPS, ma con limitazioni:

      • Numero verde 803 164 (da fisso gratuito) o 06 164164 (da mobile a pagamento)
      • Orari: lunedì-venerdì 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00
      • Tempi di attesa elevatissimi – Nelle ultime ore prima della scadenza aspetti anche 1-2 ore
      • Operatore può aiutarti – Ma non può presentare domanda completa per te, solo guidarti nella compilazione
      • Poco utile per problemi tecnici – Gli operatori non possono risolvere errori del portale

      Soluzione 4: App INPS Mobile

      L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) può essere un’alternativa al sito web:

      • Meno traffico – L’app è usata da meno persone rispetto al sito web
      • Stessa funzionalità – Puoi presentare domanda completa di Assegno Unico
      • Accesso con SPID/CIE – Stesse credenziali del portale web
      • Limitazioni – Upload documenti può essere più difficile da mobile

      Scarica l’app: Cerca “INPS Mobile” su Google Play o App Store, scarica gratuitamente e accedi con le tue credenziali SPID o CIE.

      Cosa NON Fare (Errori Comuni)

      • NON inviare domande multiple – Creare più richieste genera conflitti e rallenta ulteriormente il sistema
      • NON usare VPN – Il portale INPS può bloccare accessi da VPN per motivi di sicurezza
      • NON aspettare l’ultimo minuto del 28 febbraio – Il sistema potrebbe bloccarsi completamente nelle ultime ore
      • NON affidarti a “intermediari non ufficiali” – Affidati solo a CAF, patronati o commercialisti autorizzati

      Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è la tua soluzione più rapida e sicura per presentare la domanda di Assegno Unico anche quando il portale INPS è in tilt o quando ti trovi a poche ore dalla scadenza del 28 febbraio.

      Perché Scegliere il CAF Invece del Fai-Da-Te

      Affidarsi a un CAF autorizzato offre vantaggi decisivi:

      • Accesso diretto al portale INPS – I CAF hanno credenziali professionali con server dedicati meno congestionati
      • Zero problemi tecnici per te – Non devi preoccuparti di SPID, timeout o errori di sistema
      • Controllo preventivo documentazione – Verifichiamo che ISEE, codici fiscali e dati siano corretti prima dell’invio
      • Compilazione professionale – Evitiamo errori che potrebbero rallentare l’istruttoria INPS
      • Ricevuta protocollata – Ti consegniamo immediatamente la ricevuta INPS con numero protocollo e data di presentazione
      • Massimizzazione importo – Ti consigliamo su eventuali maggiorazioni (disabilità, nuclei numerosi, ecc.)

      Cosa Serve per Presentare Domanda al CAF

      Per velocizzare la procedura, porta con te:

      • Documento identità valido del richiedente
      • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare (anche coniuge e figli)
      • Attestazione ISEE 2026 (se già presentata) – Verifichiamo noi se è valida
      • Coordinate IBAN per accredito pagamenti
      • Eventuale documentazione disabilità (se applicabile per maggiorazioni)

      Non hai l’ISEE 2026? Nessun problema: possiamo calcolarlo e presentarlo insieme alla domanda di Assegno Unico nello stesso appuntamento.

      Tempi di Presentazione al CAF

      La procedura al CAF è molto più veloce del portale INPS:

      • 15-20 minuti – Tempo medio per compilazione e invio domanda con tutta la documentazione già pronta
      • 30-40 minuti – Se dobbiamo anche elaborare l’ISEE contestualmente
      • Invio immediato – La domanda viene protocollata in tempo reale, ricevi subito la ricevuta

      Servizio Urgenze Fino al 28 Febbraio

      Per venire incontro a chi si trova in difficoltà con i problemi del portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine attiva un servizio urgenze:

      • Orari estesi fino al 28 febbraio – Apertura prolungata anche in serata
      • Assistenza WhatsApp 24/7 – Rispondiamo anche fuori orario per urgenze
      • Appuntamenti last-minute – Chiamaci anche il giorno stesso, cerchiamo di trovare uno spazio
      • Servizio online – Se non puoi venire in sede, possiamo gestire tutto via email/WhatsApp con firma digitale

      Contattaci ora:

      • WhatsApp: 366 6018121 (risposta rapida anche fuori orario)
      • Telefono: 0432 1638640 (orari ufficio)
      • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine

      Costi del Servizio CAF

      I servizi del CAF per l’Assegno Unico hanno costi contenuti e trasparenti:

      • Prima domanda Assegno Unico – Tariffa standard (contattaci per preventivo personalizzato)
      • Rinnovo annuale – Costo ridotto per chi è già nostro cliente
      • Pacchetto ISEE + Assegno Unico – Sconto combinando entrambi i servizi
      • Urgenze last-minute – Piccola maggiorazione per gestione prioritaria

      Considera che il costo del servizio CAF è ampiamente ripagato dagli arretrati che salvi rispettando la scadenza del 28 febbraio (da 350 a oltre 1.200 euro a seconda della situazione familiare).

      Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo

      Per comprendere meglio l’impatto economico della scadenza del 28 febbraio, analizziamo esempi concreti di quanto si perde presentando domanda in ritardo.

      Esempio 1: Famiglia con 1 Figlio Minore, ISEE 15.000 Euro

      Situazione: Coppia con un figlio di 4 anni, ISEE 2026 pari a 15.000 euro (sotto la soglia massima 17.090,61 euro per importo pieno).

      Importo mensile assegno unico spettante: 201,80 euro/mese

      ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
      Arretrati gennaio-febbraio403,60 euro0 euro-403,60 euro
      Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
      Totale percepito entro aprile 2026807,20 euro201,80 euro-605,40 euro

      Conclusione: Presentando domanda il 1° marzo invece del 28 febbraio, questa famiglia perde 403,60 euro di arretrati e riceve il primo pagamento con un mese di ritardo.

      Esempio 2: Famiglia con 3 Figli, ISEE 10.000 Euro

      Situazione: Coppia con tre figli (6 anni, 9 anni, 12 anni), ISEE 2026 pari a 10.000 euro.

      Importo mensile assegno unico spettante: 623,50 euro/mese (importo pieno per ISEE basso + maggiorazione terzo figlio)

      ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
      Arretrati gennaio-febbraio1.247 euro0 euro-1.247 euro
      Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
      Totale percepito entro aprile 20262.494 euro623,50 euro-1.870,50 euro

      Conclusione: Per famiglie numerose con ISEE basso, la perdita economica supera i 1.200 euro. Un importo che può fare la differenza per spese essenziali (libri scolastici, visite mediche, bollette).

      Esempio 3: Famiglia con 2 Figli, ISEE Alto (Oltre 45.574,96 Euro)

      Situazione: Coppia con due figli (3 anni e 7 anni), ISEE 2026 pari a 50.000 euro (oltre la soglia massima).

      Importo mensile assegno unico spettante: 114 euro/mese (importo minimo previsto per ISEE elevato)

      ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
      Arretrati gennaio-febbraio228 euro0 euro-228 euro
      Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
      Totale percepito entro aprile 2026456 euro114 euro-342 euro

      Conclusione: Anche con ISEE elevato, la perdita economica non è trascurabile. 228 euro potrebbero coprire un mese di spese per attività extrascolastiche dei figli.

      Consulta la nostra guida completa all’Assegno Unico per calcolare l’importo spettante in base alla tua situazione familiare.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

      Il portale INPS non mi fa accedere con SPID. Cosa faccio?

      Se il portale INPS non accetta le credenziali SPID anche se corrette, il problema potrebbe dipendere da sovraccarico del sistema di autenticazione. Prova a: 1) Cambiare provider SPID se ne hai piu di uno, 2) Usare CIE invece di SPID, 3) Cancellare cache e cookie del browser, 4) Tentare in orari notturni (23:00-6:00). Se il problema persiste, rivolgiti al CAF che ha accessi professionali meno soggetti a congestione.

      Se non riesco a inviare domanda entro il 28 febbraio, posso recuperare gli arretrati?

      No, gli arretrati di gennaio e febbraio 2026 NON sono recuperabili se la domanda viene presentata dal 1 marzo in poi. La scadenza del 28 febbraio e tassativa: domande successive decorrono dal mese di presentazione senza diritto a arretrati. Per questo motivo e fondamentale rivolgersi tempestivamente a un CAF se hai problemi tecnici con il portale INPS.

      Quanto tempo impiega il CAF a presentare la domanda di Assegno Unico?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine impiega mediamente 15-20 minuti per compilare e inviare la domanda di Assegno Unico se hai gia tutta la documentazione (ISEE, codici fiscali, IBAN). Se dobbiamo elaborare anche l ISEE contestualmente, servono circa 30-40 minuti. Ricevi immediatamente la ricevuta INPS protocollata con conferma di invio.

      Il portale dice sessione scaduta dopo pochi minuti. E normale?

      Durante i periodi di picco (ultimi giorni prima della scadenza), il portale INPS puo resettare le sessioni per liberare risorse. Questo e un problema tecnico del sistema, non dipende da te. Per evitare di perdere i dati inseriti, annotali offline (screenshot o documento Word) prima di iniziare la compilazione, cosi puoi reinserirli velocemente se la sessione scade.

      Posso presentare domanda Assegno Unico anche senza ISEE?

      Si, puoi presentare domanda anche senza ISEE 2026, ma riceverai l importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro (circa 57 euro a figlio). Quando presenterai ISEE successivamente, l INPS ricalcolera gli importi e ti dara gli arretrati, MA solo dal mese di presentazione della domanda (non da gennaio-febbraio se fai domanda dopo il 28 febbraio). Conviene sempre presentare ISEE prima o insieme alla domanda.

      Il CAF puo aiutarmi anche il 28 febbraio stesso?

      Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre servizio urgenze fino all ultimo giorno. Contattaci su WhatsApp al 366 6018121 anche il 28 febbraio: cerchiamo di trovare uno spazio per gestire la tua pratica in tempo utile. Offriamo anche servizio online (via email WhatsApp con firma digitale) se non puoi venire in sede.


      Non Perdere gli Arretrati dell’Assegno Unico: Il CAF Ti Aiuta Subito

      Se hai difficoltà con il portale INPS e rischi di perdere la scadenza del 28 febbraio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a presentare la domanda di Assegno Unico anche all’ultimo minuto.

      Offriamo:

      • Accesso diretto al portale INPS (senza code o problemi tecnici)
      • Verifica e calcolo ISEE 2026 contestuale
      • Ricevuta protocollata immediata
      • Assistenza urgenze fino al 28 febbraio
      • Servizio anche online (se non puoi venire in sede)
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        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:29:202026-05-31 16:14:00Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio
        CAF, COLF E BADANTI

        Maternita Colf e Badanti 2025: Guida Completa a Congedo e Indennita

        colf e badanti CAF Udine

        Indice dei contenuti

        1. Congedo di Maternità per Colf e Badanti
        2. Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo
        3. Tutele del CCNL Domestico 2025
        4. Come Fare Domanda all’INPS
        5. Obblighi del Datore di Lavoro
        6. Rientro al Lavoro Dopo la Maternità
        7. Contributi Previdenziali Durante la Maternità
        8. Maternità con Contratto a Tempo Determinato
        9. Domande Frequenti

        La maternità per colf e badanti è un diritto fondamentale tutelato sia dal CCNL del lavoro domestico 2025 che dalla normativa INPS. Se sei una lavoratrice domestica in gravidanza o un datore di lavoro che deve gestire questa situazione, è essenziale conoscere tutti i dettagli: dal congedo di maternità obbligatorio all’indennità INPS, dalle tutele contrattuali agli obblighi del datore.

        In questa guida completa scoprirai tutto ciò che serve sapere sulla maternità nel lavoro domestico, con esempi pratici, calcoli e indicazioni su come fare domanda. Dalle novità del CCNL 2025 alle tutele contro il licenziamento, ogni aspetto viene analizzato in modo chiaro e accessibile.

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        Congedo di Maternità per Colf e Badanti: Come Funziona

        Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici domestiche in gravidanza. Si divide in due tipologie:

        Congedo di Maternità Obbligatorio

        Dura complessivamente 5 mesi e può essere articolato in tre modalità diverse:

        • 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo (modalità classica)
        • 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo (flessibilità dal 2019)
        • 5 mesi dopo il parto (solo con certificato medico che attesta assenza di rischi)

        Durante il congedo obbligatorio, la lavoratrice non può lavorare e il datore non può licenziarla. Il posto di lavoro è garantito per legge.

        Congedo di Maternità Facoltativo (Congedo Parentale)

        Dopo il congedo obbligatorio, la lavoratrice può richiedere il congedo parentale facoltativo fino ai 6 anni del bambino, per un massimo di 6 mesi (elevabili a 10 mesi se il padre usufruisce di almeno 3 mesi). L’indennità è pari al 30% della retribuzione per i primi 6 mesi.

        💡 Esempio pratico: Maria, badante assunta con contratto a tempo indeterminato, ha la data presunta del parto il 15 marzo 2025. Scegliendo la modalità classica, potrà astenersi dal 15 gennaio 2025 (2 mesi prima) fino al 15 giugno 2025 (3 mesi dopo), per un totale di 5 mesi.

        Maternità Anticipata per Gravidanza a Rischio

        Se la gravidanza presenta complicazioni o il lavoro è considerato a rischio per la salute della madre o del feto, è possibile richiedere il congedo di maternità anticipato. La domanda va presentata all’INPS con certificato medico specialistico che attesta il rischio. Il congedo può partire anche dal 7° mese di gravidanza o prima, se necessario.

        Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo

        Durante il congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice domestica ha diritto all’indennità di maternità INPS pari all’80% della retribuzione effettiva. L’indennità è calcolata sulla base dei contributi versati nei mesi precedenti.

        Requisiti per l’Indennità INPS

        • Essere regolarmente assunta con contratto di lavoro domestico
        • Avere contributi versati nei 12 mesi precedenti il congedo
        • Presentare domanda all’INPS prima dell’inizio del congedo

        Come Si Calcola l’Indennità

        L’indennità è pari all’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per il numero di giorni di congedo.

        📊 Esempio di calcolo: Anna, colf con 40 ore settimanali, ha una retribuzione mensile di 1.200 euro. La retribuzione giornaliera convenzionale è di circa 40 euro. L’indennità sarà:
        80% di 40 euro = 32 euro al giorno
        Per 5 mesi (circa 150 giorni): 32 × 150 = 4.800 euro totali

        L’importo viene erogato direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro.

        Differenze tra Tempo Determinato e Indeterminato

        Per le lavoratrici con contratto a tempo determinato, l’indennità di maternità spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità viene sospesa. Per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, invece, l’indennità spetta per l’intero periodo di congedo.

        Tutele del CCNL Domestico 2025 per la Maternità

        Il CCNL del lavoro domestico 2025 prevede tutele specifiche per le lavoratrici in gravidanza:

        Divieto di Licenziamento

        Dal momento della comunicazione dello stato di gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, il datore di lavoro non può licenziare la lavoratrice (salvo giusta causa come furto, grave insubordinazione, ecc.).

        Conservazione del Posto di Lavoro

        Durante il congedo di maternità, il posto di lavoro è garantito. Al termine del congedo, la lavoratrice ha diritto a rientrare nella stessa mansione o in una equivalente.

        Diritto al TFR

        Il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità ai fini del calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

        Adattamenti delle Mansioni

        Se il lavoro è ritenuto inadeguato o rischioso per la gravidanza (es. sollevamento carichi pesanti, uso di prodotti chimici), il datore deve modificare le mansioni o, se impossibile, la lavoratrice può richiedere il congedo anticipato.

        Permessi per Visite Mediche

        La lavoratrice ha diritto a permessi retribuiti per esami prenatali, visite mediche e accertamenti diagnostici, se non possono essere effettuati fuori orario di lavoro.

        Come Fare Domanda di Maternità all’INPS

        Per ottenere l’indennità di maternità INPS, la lavoratrice domestica deve presentare domanda telematica tramite il sito INPS.

        Quando Presentare la Domanda

        La domanda va presentata prima dell’inizio del congedo, indicando la data presunta del parto (che risulta dal certificato medico).

        Procedura Passo Passo

        1. Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
        2. Cercare il servizio “Domanda di maternità”
        3. Compilare il modulo online indicando:
          • Dati anagrafici della lavoratrice
          • Codice fiscale del datore di lavoro
          • Data presunta del parto (da certificato medico)
          • Periodo di congedo richiesto (2+3, 1+4 o 0+5 mesi)
        4. Allegare il certificato medico di gravidanza (in formato PDF)
        5. Inviare la domanda e conservare la ricevuta

        Alternative alla Domanda Online

        • CAF o Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente nella compilazione
        • Contact Center INPS: chiamando il numero 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

        L’INPS verifica la domanda e, se approvata, inizia a erogare l’indennità dall’inizio del congedo.

        ⚠️ Attenzione: Se la domanda viene presentata in ritardo, l’INPS può comunque erogarla ma solo per i mesi non prescritti (termine di prescrizione: 1 anno dal termine del congedo).

        Obblighi del Datore di Lavoro Domestico

        Il datore di lavoro domestico ha diversi obblighi quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza:

        Versamento dei Contributi INPS

        Il datore deve continuare a versare i contributi INPS regolarmente, anche durante il congedo di maternità. I contributi sono calcolati sulla retribuzione convenzionale e vanno versati tramite bollettino MAV o PagoPA trimestralmente.

        Non Licenziamento

        Come già detto, il datore non può licenziare la lavoratrice dal momento della comunicazione della gravidanza fino al 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa.

        Rientro al Lavoro

        Al termine del congedo, il datore deve riammettere la lavoratrice nella stessa mansione o in una equivalente, con la stessa retribuzione.

        Dichiarazione dei Redditi

        Il datore deve dichiarare nel 730 o nel modello Redditi i contributi versati per la lavoratrice domestica, per beneficiare della detrazione del 19% (fino a un massimo di 1.549,37 euro annui).

        Cosa Succede in Caso di Licenziamento Illegittimo

        Se il datore licenzia la lavoratrice in gravidanza o entro 1 anno dal parto senza giusta causa, il licenziamento è nullo. La lavoratrice può:

        • Richiedere la reintegrazione nel posto di lavoro
        • Ottenere il pagamento delle retribuzioni arretrate dal licenziamento alla reintegrazione
        • Ricevere un’indennità risarcitoria fino a 12 mensilità

        Per far valere questi diritti, la lavoratrice deve rivolgersi a un avvocato o a un sindacato e avviare una causa di lavoro presso il Tribunale.

        Rientro al Lavoro Dopo la Maternità

        Al termine del congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice può:

        • Rientrare al lavoro a tempo pieno
        • Richiedere il congedo parentale facoltativo (fino a 6 mesi con indennità al 30%)
        • Richiedere il part-time fino al 3° anno di vita del bambino (se il datore accetta)

        Riposi per Allattamento

        Dopo il rientro, la lavoratrice ha diritto a 2 ore di riposo al giorno per allattamento (o 1 ora se lavora meno di 6 ore al giorno), fino al 1° anno di vita del bambino. Questi riposi sono retribuiti.

        Malattia del Bambino

        In caso di malattia del bambino, la lavoratrice può assentarsi dal lavoro:

        • Fino a 3 anni del bambino: congedo illimitato, ma non retribuito
        • Da 3 a 8 anni: massimo 5 giorni all’anno, non retribuiti

        È necessario presentare il certificato medico del pediatra.

        Contributi Previdenziali Durante la Maternità

        Durante il congedo di maternità, i contributi previdenziali continuano ad essere versati, anche se la lavoratrice non lavora.

        Chi Paga i Contributi

        I contributi sono versati dall’INPS in via figurativa, cioè come se la lavoratrice stesse lavorando normalmente. Il datore di lavoro non deve versare contributi aggiuntivi durante il congedo obbligatorio.

        Copertura Previdenziale

        Il periodo di congedo viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. Questo significa che i mesi di maternità “valgono” come mesi lavorati per il calcolo della pensione futura.

        💡 Esempio: Se Giulia, badante con 10 anni di contributi, usufruisce di 5 mesi di congedo di maternità, la sua anzianità contributiva sarà di 10 anni e 5 mesi, non di 10 anni.

        Maternità con Contratto a Tempo Determinato

        Le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno diritto alla maternità, ma con alcune particolarità:

        Indennità di Maternità

        L’indennità INPS spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo (es. scade il 30 aprile e il congedo termina il 15 giugno), l’indennità viene erogata solo fino alla scadenza del contratto.

        Proroga del Contratto

        Il datore non è obbligato a prorogare il contratto a tempo determinato se scade durante la gravidanza o il congedo. Tuttavia, non può licenziare per il solo fatto della gravidanza.

        Tutela Contro il Licenziamento

        Anche con contratto a tempo determinato, il datore non può risolvere anticipatamente il contratto per motivi legati alla gravidanza. La risoluzione anticipata è consentita solo per giusta causa.

        📊 Esempio pratico: Carla ha un contratto a tempo determinato dal 1 gennaio al 30 giugno 2025. La data presunta del parto è il 15 maggio. Il congedo parte dal 15 marzo (2 mesi prima) e termina il 15 agosto (3 mesi dopo). L’indennità INPS sarà erogata solo fino al 30 giugno (scadenza contratto). Dopo quella data, Carla dovrà verificare se ha diritto ad altre forme di sostegno (es. NASPI).

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        Domande Frequenti sulla Maternità per Colf e Badanti

        Quanto prende una colf in maternità?

        Durante il congedo di maternità obbligatorio, la colf riceve l’80% della retribuzione effettiva, erogata direttamente dall’INPS. Ad esempio, con una retribuzione di 1.200 euro mensili, l’indennità sarà di circa 960 euro al mese per 5 mesi.

        Come si calcola la maternità per le badanti?

        L’indennità di maternità per le badanti è calcolata sull’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per i giorni di congedo (circa 150 giorni per 5 mesi). L’importo dipende dalle ore lavorate e dalla retribuzione.

        Chi paga la maternità alla colf, il datore o l’INPS?

        L’indennità di maternità è pagata direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro. Il datore deve solo continuare a versare i contributi regolarmente.

        Una badante può essere licenziata in gravidanza?

        No, il licenziamento è vietato dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa (es. furto, grave insubordinazione). Il licenziamento in questo periodo è nullo.

        Come fare domanda di maternità per colf all’INPS?

        La domanda va presentata online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, prima dell’inizio del congedo. In alternativa, è possibile farsi assistere da un CAF o patronato gratuitamente.

        La maternità vale per la pensione?

        Sì, il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. I contributi sono versati figurativamente dall’INPS.

        Cosa succede se il contratto a tempo determinato scade durante la maternità?

        L’indennità INPS viene erogata solo fino alla scadenza del contratto. Il datore non è obbligato a prorogare il contratto, ma non può risolverlo anticipatamente per motivi legati alla gravidanza.


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026
          2. Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale
          3. Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026
          4. Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026
          5. Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026
          6. Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti
          7. Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona
          8. Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa
          9. Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni
          10. Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta
          11. Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

          Il 2026 porta importanti novità per chi si avvicina alla pensione anticipata. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato l’APE Sociale, lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 63 anni di età e specifici requisiti contributivi. Parallelamente, le maggiorazioni pensionistiche e il Bonus Maroni offrono opportunità per incrementare l’assegno pensionistico o posticipare il pensionamento con vantaggi economici.

          L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 18 del 2026 che aggiorna tutti i requisiti, le categorie beneficiarie, gli importi massimi e le scadenze per presentare domanda. In questa guida analizziamo nel dettaglio l’APE Sociale 2026, le maggiorazioni pensionistiche previste dalla normativa vigente e il Bonus Maroni, con esempi pratici di calcolo e tabelle comparative per aiutarti a scegliere la soluzione più conveniente.

          Se hai maturato i requisiti o stai valutando quando andare in pensione, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata. Per assistenza personalizzata nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026

          L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico) è un’indennità economica a carico dello Stato, riconosciuta a lavoratori in condizioni di particolare disagio che si trovano a pochi anni dal pensionamento di vecchiaia. Non è un vero e proprio trattamento pensionistico, ma un sussidio ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

          L’APE Sociale 2026 è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) con alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti:

          • Requisito anagrafico confermato a 63 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
          • Requisito contributivo minimo: da 30 a 36 anni a seconda della categoria di appartenenza
          • Importo massimo mensile: 1.500 euro lordi (non rivalutabile annualmente)
          • Durata: fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
          • Non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario, l’assegno non passa ai superstiti
          • È cumulabile con redditi da lavoro limitati (massimo 5.000 euro annui)

          La Circolare INPS n. 18/2026 ha confermato la proroga per tutto il 2026 e ha ribadito che l’APE Sociale non è soggetta a contribuzione, quindi non genera ulteriori mesi di contributi ai fini pensionistici. È importante sottolineare che l’indennità non può superare l’importo della pensione calcolata al momento della domanda.

          Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale

          L’APE Sociale 2026 è riservata a quattro categorie di lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Ogni categoria ha requisiti specifici sia in termini di contribuzione che di condizioni soggettive.

          1. Disoccupati

          Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di:

          • Licenziamento (incluso licenziamento collettivo)
          • Dimissioni per giusta causa
          • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di mobilità

          Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

          Condizioni aggiuntive: aver terminato l’intero periodo di fruizione della NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi.

          2. Caregivers (Assistenti familiari)

          Rientrano in questa categoria i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi continuativi (alla data della domanda) un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3 comma 3. Il familiare deve essere:

          • Coniuge o unito civilmente
          • Parente di primo grado (genitori, figli)
          • Parente di secondo grado (solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti)

          Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

          3. Invalidi con Riduzione della Capacità Lavorativa

          Possono accedere i lavoratori con riconoscimento di:

          • Invalidità civile almeno al 74%
          • Invalidità INPS (pensione di inabilità o assegno ordinario di invalidità)

          Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

          4. Lavoratori che Svolgono Mansioni Gravose

          Questa categoria comprende i lavoratori che hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 11 attività gravose individuate dalla legge:

          • Operai edili e agricoli
          • Conducenti di veicoli pesanti (camion, autobus, TIR)
          • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
          • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
          • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido
          • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
          • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
          • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
          • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione edifici
          • Conciatori di pelli e pellicce
          • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

          Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (requisito più alto)

          La Circolare INPS n. 18/2026 ha ribadito che l’elenco delle attività gravose è tassativo e non ammette interpretazioni estensive.

          Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026

          Per accedere all’APE Sociale nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti anagrafici e contributivi. Ecco il dettaglio completo:

          Requisito Anagrafico

          Il richiedente deve aver compiuto 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026. Questo significa che possono presentare domanda nel 2026 tutti i nati entro il 31 dicembre 1963.

          Requisiti Contributivi

          La contribuzione richiesta varia in base alla categoria di appartenenza:

          CategoriaContributi RichiestiCondizioni Aggiuntive
          Disoccupati30 anniDisoccupazione involontaria + fine NASPI da almeno 3 mesi
          Caregivers30 anniAssistenza familiare con L.104 art.3 comma 3 da almeno 6 mesi
          Invalidi (≥74%)30 anniInvalidità civile o INPS riconosciuta
          Lavori gravosi36 anni7 anni negli ultimi 10 di attività gravosa (o 6 negli ultimi 7)

          Attenzione: i contributi devono essere effettivi, quindi non sono computabili:

          • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI, mini-ASPI)
          • Contributi figurativi per malattia oltre i primi 12 mesi
          • Contributi da riscatto del corso di laurea (salvo casi specifici)

          Sono invece computabili:

          • Contributi obbligatori da lavoro dipendente e autonomo
          • Contributi volontari
          • Contributi figurativi per maternità, servizio militare e infortunio sul lavoro

          Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026

          L’importo dell’APE Sociale è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

          Come si Calcola l’Importo

          L’INPS calcola l’importo sulla base dei contributi versati e del montante contributivo accumulato. Il calcolo segue queste regole:

          • Se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro: l’APE Sociale corrisponde all’intero importo della pensione
          • Se la pensione calcolata è superiore a 1.500 euro: l’APE Sociale viene limitata a 1.500 euro

          Esempio pratico di calcolo:

          • Lavoratore A: pensione maturata 1.200 euro → APE Sociale di 1.200 euro
          • Lavoratore B: pensione maturata 1.800 euro → APE Sociale di 1.500 euro (tetto massimo)

          Trattamento Fiscale

          L’APE Sociale è soggetta a tassazione IRPEF, come qualsiasi reddito pensionistico. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’assegno mensile. Non sono dovuti contributi previdenziali, quindi l’indennità non genera ulteriori mesi di contribuzione.

          Non è Rivalutabile

          A differenza delle pensioni ordinarie, l’APE Sociale non è soggetta a rivalutazione annuale in base all’inflazione. L’importo riconosciuto alla decorrenza resta fisso fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

          Cumulo con Altri Redditi

          L’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro entro il limite di:

          • 5.000 euro annui per lavoro dipendente
          • 5.000 euro annui per lavoro autonomo

          Se il reddito supera questa soglia, l’APE Sociale viene revocata con obbligo di restituzione delle somme percepite.

          Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026

          La domanda di APE Sociale deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. Per il 2026, la normativa prevede tre finestre temporali per la presentazione:

          Finestre per la Domanda 2026

          FinestraScadenza DomandaDecorrenza Indennità
          Prima finestraEntro il 31 marzo 2026Dal 1° luglio 2026 (se approvata)
          Seconda finestraEntro il 15 luglio 2026Dal 1° novembre 2026 (se approvata)
          Terza finestraEntro il 30 novembre 2026Dal 1° marzo 2027 (se approvata)

          Importante: le domande presentate dopo le scadenze vengono comunque accolte, ma slittano alla finestra successiva. Ad esempio, una domanda presentata il 10 aprile 2026 verrà valutata nella seconda finestra (decorrenza 1° novembre).

          Come Presentare la Domanda

          Esistono tre modalità per presentare la domanda:

          • Online sul sito INPS: accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata MyINPS, sezione “Domanda di pensione”
          • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
          • Tramite Patronato o CAF: affidandosi a un intermediario abilitato che presenterà la domanda per conto del richiedente (servizio gratuito)

          Documenti Necessari

          A seconda della categoria di appartenenza, è necessario allegare:

          • Disoccupati: certificato di disoccupazione (rilasciato dal Centro per l’Impiego), documentazione NASPI/DIS-COLL
          • Caregivers: certificazione di handicap grave L.104 art.3 comma 3 del familiare assistito, autodichiarazione di coabitazione o assistenza continuativa
          • Invalidi: verbale di invalidità civile ≥74% o provvedimento INPS di invalidità/inabilità
          • Lavori gravosi: estratto conto contributivo INPS con evidenza delle attività gravose svolte

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella presentazione della domanda, dalla verifica dei requisiti alla raccolta della documentazione fino all’invio telematico all’INPS.

          Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti

          Le maggiorazioni pensionistiche sono incrementi economici che si aggiungono all’importo della pensione ordinaria in presenza di specifiche condizioni soggettive o economiche. Non vanno confuse con l’APE Sociale: si tratta di benefici aggiuntivi sulla pensione definitiva, non di anticipi pensionistici.

          1. Maggiorazione Sociale (Art. 1 Legge 544/1988)

          È la più diffusa e spetta ai pensionati con redditi bassi. I requisiti sono:

          • Età minima: 60 anni (uomini e donne)
          • Reddito personale annuo: non superiore a 13.907,58 euro (2026)
          • Reddito coniugale annuo: non superiore a 26.814,87 euro (se coniugato)

          Importo della maggiorazione: varia in base all’età del pensionato:

          • Dai 60 ai 64 anni: fino a 25,83 euro mensili
          • Dai 65 ai 69 anni: fino a 82,64 euro mensili
          • Dai 70 anni in poi: fino a 136,44 euro mensili

          La maggiorazione viene erogata automaticamente dall’INPS se si possiedono i requisiti, senza necessità di presentare domanda specifica.

          2. Quattordicesima Mensilità (D.L. 81/2007)

          È una somma aggiuntiva corrisposta una volta l’anno (a luglio) ai pensionati con redditi bassi. Requisiti:

          • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento
          • Reddito personale annuo: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.000 euro nel 2026)

          Importo della quattordicesima: varia in base agli anni di contribuzione:

          Anni di ContributiImporto (Dipendenti)Importo (Autonomi)
          Fino a 15 anni437 euro336 euro
          Tra 15 e 25 anni546 euro420 euro
          Oltre 25 anni655 euro504 euro

          3. Incremento al Milione (Legge 448/2001)

          È una maggiorazione che porta la pensione fino a 774,36 euro mensili (soglia di povertà). Requisiti:

          • Età minima: 70 anni (ridotta a 65 per invalidi al 100%)
          • Reddito personale: inferiore alla soglia prevista per il diritto alla maggiorazione
          • Titolarità di pensione sociale o assegno sociale

          4. Maggiorazione per Figli a Carico

          Alcuni trattamenti pensionistici prevedono maggiorazioni per carichi familiari, in particolare:

          • Pensione ai superstiti: incremento per ogni figlio minorenne o inabile a carico
          • Assegno ordinario di invalidità: maggiorazione per coniuge e figli a carico

          Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona

          Il Bonus Maroni (ufficialmente chiamato Incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa) è una misura introdotta dalla Riforma Maroni del 2004 e confermata dalla normativa vigente. Consente ai lavoratori dipendenti che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata di continuare a lavorare ricevendo in busta paga, al posto dei contributi previdenziali, una somma netta aggiuntiva.

          Come Funziona il Bonus Maroni

          Normalmente, su ogni stipendio lordo il datore di lavoro versa all’INPS i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del lavoratore). Con il Bonus Maroni, il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione ma sceglie di non andare in pensione può richiedere che questa quota contributiva gli venga erogata direttamente in busta paga come somma netta.

          Requisiti per Accedere al Bonus Maroni

          • Aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026)
          • Essere un lavoratore dipendente del settore privato (esclusi pubblici dipendenti)
          • Non aver presentato domanda di pensione all’INPS
          • Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo

          Quanto si Guadagna con il Bonus Maroni

          L’importo del Bonus Maroni dipende dalla retribuzione lorda mensile. La quota contributiva a carico del lavoratore (9,19%) viene erogata come somma netta in busta paga.

          Esempio pratico di calcolo:

          • Stipendio lordo mensile: 2.500 euro
          • Contributi a carico lavoratore (9,19%): 229,75 euro
          • Bonus Maroni netto in busta paga: circa 229 euro al mese (senza tassazione aggiuntiva)
          • Guadagno annuo aggiuntivo: circa 2.750 euro netti

          Per uno stipendio di 3.000 euro lordi, il Bonus Maroni vale circa 275 euro al mese (3.300 euro annui).

          Convenienza del Bonus Maroni: Quando Conviene

          Il Bonus Maroni è conveniente se:

          • Lo stipendio netto attuale è significativamente superiore alla pensione futura
          • Si desidera continuare a lavorare per motivi personali o economici
          • Si vuole incrementare il montante contributivo per aumentare la pensione futura (i contributi continuano a essere versati dal datore di lavoro)

          Attenzione: rinunciare al Bonus Maroni per continuare a versare i contributi è conveniente se si vuole aumentare l’assegno pensionistico futuro, perché ogni anno lavorato in più incrementa il montante contributivo e quindi la pensione.

          Come Richiedere il Bonus Maroni

          Il lavoratore deve:

          1. Verificare di aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (tramite estratto conto INPS)
          2. Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo
          3. Il datore di lavoro trasmette la richiesta all’INPS per la verifica dei requisiti
          4. Una volta approvato, il Bonus Maroni viene erogato mensilmente in busta paga

          Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa

          Per aiutarti a comprendere meglio le differenze tra le diverse opzioni, ecco una tabella comparativa che riassume le caratteristiche principali di APE Sociale, Maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni.

          CaratteristicaAPE SocialeMaggiorazioni PensionisticheBonus Maroni
          Cos’èIndennità ponte fino alla pensione di vecchiaiaIncrementi economici sulla pensione ordinariaEsonero contributivo per chi rimane al lavoro
          Età minima63 anniDa 60 a 70 anni (varia)Nessun limite (se maturati requisiti pensione)
          Requisiti contributivi30 o 36 anni (categoria)Variabili (quattordicesima)42 anni e 10 mesi (uomini), 41 e 10 (donne)
          Importo massimo1.500 euro/meseFino a 655 euro/anno (quattordicesima)Circa 9,19% dello stipendio lordo
          DurataFino a 67 anni (pensione vecchiaia)Permanente (sulla pensione)Finché si lavora
          Cumulabile con lavoroSì (fino a 5.000 euro/anno)Sì (con limiti reddituali)Sì (è un beneficio per chi lavora)
          RivalutabileNoSì (segue inflazione)Varia con lo stipendio
          ReversibileNoSì (alcune maggiorazioni)No
          DomandaTelematica all’INPS (scadenze)Automatica o tramite INPSAl datore di lavoro

          Quale Opzione Scegliere?

          • APE Sociale: conviene se si vuole smettere di lavorare a 63 anni e si rientra in una delle 4 categorie protette
          • Maggiorazioni pensionistiche: si applicano automaticamente sulla pensione ordinaria se si possiedono i requisiti reddituali
          • Bonus Maroni: conviene se si vuole continuare a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, ottenendo un incremento netto in busta paga

          Per una valutazione personalizzata della soluzione più conveniente nel tuo caso specifico, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

          Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni

          Per comprendere meglio quale opzione sia più conveniente, analizziamo alcuni casi pratici reali.

          Caso 1: Mario, Operaio Edile 63 Anni

          Situazione:

          • Età: 63 anni
          • Lavoro: operaio edile (attività gravosa)
          • Contributi: 36 anni
          • Stipendio lordo: 1.800 euro/mese
          • Pensione calcolata: 1.300 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Continuare a lavorare: guadagno netto attuale circa 1.350 euro/mese
          • APE Sociale: indennità di 1.300 euro/mese (pari alla pensione maturata)

          Convenienza: L’APE Sociale è leggermente meno vantaggiosa dello stipendio (50 euro in meno al mese), ma Mario è stanco del lavoro fisico pesante. Scelta consigliata: APE Sociale, per uscire dal lavoro usurante con un’indennità dignitosa.

          Caso 2: Lucia, Infermiera 63 Anni

          Situazione:

          • Età: 63 anni
          • Lavoro: infermiera con turni (attività gravosa)
          • Contributi: 37 anni
          • Stipendio lordo: 2.200 euro/mese
          • Pensione calcolata: 1.650 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Continuare a lavorare: stipendio netto circa 1.600 euro/mese
          • APE Sociale: indennità di 1.500 euro/mese (tetto massimo, anche se la pensione è 1.650 euro)

          Convenienza: Lucia perde circa 100 euro al mese con l’APE Sociale rispetto allo stipendio, e 150 euro rispetto alla pensione calcolata (per via del tetto di 1.500 euro). Scelta consigliata: se la salute regge e il lavoro è sostenibile, conviene continuare a lavorare fino a 67 anni per ottenere la pensione piena di 1.650 euro.

          Caso 3: Giovanni, Impiegato 64 Anni con Requisiti Pensione Anticipata

          Situazione:

          • Età: 64 anni
          • Lavoro: impiegato privato
          • Contributi: 43 anni (ha già maturato requisiti pensione anticipata)
          • Stipendio lordo: 2.800 euro/mese
          • Pensione calcolata: 1.900 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Andare in pensione anticipata: 1.900 euro/mese
          • Continuare a lavorare con Bonus Maroni: stipendio netto 2.100 euro + Bonus Maroni 257 euro = 2.357 euro/mese

          Convenienza: Continuare a lavorare con il Bonus Maroni garantisce un reddito netto 457 euro superiore alla pensione anticipata. Inoltre, ogni anno lavorato in più aumenta la pensione futura. Scelta consigliata: Bonus Maroni per 2-3 anni, poi pensionamento con assegno più alto.

          Caso 4: Anna, Caregiver 63 Anni

          Situazione:

          • Età: 63 anni
          • Lavoro: part-time (900 euro/mese netti)
          • Contributi: 31 anni
          • Assiste la madre con handicap grave L.104 da 8 mesi
          • Pensione calcolata: 950 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Continuare a lavorare part-time: 900 euro/mese + stress da doppia gestione lavoro/assistenza
          • APE Sociale: 950 euro/mese + possibilità di dedicarsi completamente all’assistenza

          Convenienza: L’APE Sociale garantisce 50 euro in più e soprattutto permette ad Anna di ridurre lo stress e dedicarsi completamente alla madre. Scelta consigliata: APE Sociale.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta

          La scelta tra APE Sociale, maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni dipende da molteplici fattori personali, economici e di salute. Ecco alcune linee guida generali per orientarti:

          Quando Scegliere l’APE Sociale

          • Hai 63 anni e rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavoro gravoso)
          • Il tuo lavoro è usurante o la salute non ti permette di continuare fino a 67 anni
          • La differenza tra stipendio e APE Sociale è contenuta (meno di 200-300 euro)
          • Preferisci la serenità di uscire dal lavoro piuttosto che continuare per pochi euro in più

          Quando Preferire le Maggiorazioni Pensionistiche

          • Hai già raggiunto l’età pensionabile ordinaria (67 anni)
          • Hai redditi bassi e potresti beneficiare della maggiorazione sociale o della quattordicesima
          • Vuoi massimizzare l’importo pensionistico con tutti gli incrementi disponibili

          Quando Conviene il Bonus Maroni

          • Hai maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) ma vuoi continuare a lavorare
          • Lo stipendio netto + Bonus Maroni supera significativamente la pensione calcolata
          • Sei in buona salute e il lavoro è sostenibile per altri 2-4 anni
          • Vuoi incrementare il montante contributivo per ottenere una pensione futura più alta

          Il Ruolo del CAF nella Scelta

          La decisione finale richiede una valutazione personalizzata che tenga conto di:

          • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
          • Simulazione della pensione futura
          • Calcolo dell’importo APE Sociale
          • Stima del Bonus Maroni in base allo stipendio
          • Analisi delle maggiorazioni spettanti

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di consulenza pensionistica, con simulazioni personalizzate e assistenza nella presentazione delle domande. Non affidarti al caso: una scelta informata può fare la differenza tra una pensione serena e anni di lavoro evitabili (o viceversa, tra un’uscita anticipata troppo penalizzante e un reddito soddisfacente).

          Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

          Posso richiedere l’APE Sociale se sono ancora in attività lavorativa?

          Sì, puoi richiedere l’APE Sociale anche se stai ancora lavorando, purché tu rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi) e abbia compiuto 63 anni. Tuttavia, l’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro solo fino a 5.000 euro annui. Se superi questa soglia, l’indennità viene revocata.

          L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

          No, l’APE Sociale non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, l’indennità cessa immediatamente e non passa al coniuge o ai familiari superstiti. Questo è uno dei principali limiti rispetto alla pensione ordinaria.

          Se scelgo il Bonus Maroni, perdo contributi per la pensione futura?

          No, il Bonus Maroni prevede l’esonero della quota contributiva a carico del lavoratore (circa 9,19%), ma il datore di lavoro continua a versare la propria quota (circa 23%). Quindi continui ad accumulare contributi, anche se in misura ridotta rispetto a chi non richiede il Bonus.

          Posso presentare domanda di APE Sociale dopo la scadenza della terza finestra?

          Sì, le domande presentate oltre il 30 novembre 2026 vengono comunque accolte, ma slittano automaticamente all’anno successivo (prima finestra 2027). È quindi importante rispettare le scadenze se si vuole ottenere l’indennità nel corso del 2026.

          La maggiorazione sociale si somma all’APE Sociale?

          No, l’APE Sociale è un’indennità temporanea che non può essere cumulata con le maggiorazioni pensionistiche come la maggiorazione sociale o la quattordicesima. Queste ultime spettano solo sulla pensione definitiva, a partire dai 67 anni (pensione di vecchiaia).

          Conviene di più l’APE Sociale o aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni?

          Dipende dalla tua situazione. L’APE Sociale ti permette di uscire dal lavoro 4 anni prima (a 63 anni) con un’indennità fino a 1.500 euro, ma non è rivalutabile e non è reversibile. Se continui a lavorare fino a 67 anni, otterrai una pensione ordinaria più alta, rivalutabile annualmente e reversibile ai superstiti. La scelta va valutata con un consulente del CAF in base ai tuoi contributi e alla tua situazione economica.

          Posso cumulare APE Sociale e Bonus Maroni?

          No, non è possibile. Il Bonus Maroni è riservato a chi continua a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, mentre l’APE Sociale è un’indennità per chi esce dal lavoro a 63 anni. Sono due strumenti alternativi, non cumulabili.


          Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale o la Pensione?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti APE Sociale, il calcolo della pensione futura, la simulazione del Bonus Maroni e la presentazione della domanda all’INPS.

          I nostri servizi includono:

          • Verifica requisiti APE Sociale 2026 (età, contributi, categoria di appartenenza)
          • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
          • Simulazione importo pensione (APE Sociale, pensione di vecchiaia, anticipata)
          • Calcolo convenienza Bonus Maroni vs pensionamento immediato
          • Assistenza nella raccolta documenti (certificato disoccupazione, L.104, verbale invalidità)
          • Presentazione domanda telematica INPS
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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 18:13:112026-05-31 10:12:58APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS
            CAF

            Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Bonus

            Pensione 2026 INPS

            Indice dei contenuti

            1. Panoramica Pagamenti INPS Marzo 2026
            2. Pensioni Marzo 2026: Date di Pagamento
            3. Assegno Unico Universale Marzo 2026
            4. NASpI e DIS-COLL Marzo 2026
            5. Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL)
            6. Bonus INPS Marzo 2026: Bonus Mamme e Altri Incentivi
            7. Indennità di Disoccupazione Agricola
            8. Scadenze Domande e Adempimenti
            9. Come Verificare i Pagamenti INPS
            10. Domande Frequenti

            Marzo 2026 si apre con un calendario fitto di pagamenti INPS che interessano milioni di italiani. Dalle pensioni all’Assegno Unico Universale, passando per NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL), l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale coordina l’erogazione di decine di prestazioni con date precise che variano in base alla tipologia di pagamento e alla modalità di accredito.

            In questa guida completa analizziamo nel dettaglio il calendario pagamenti INPS marzo 2026, con tabelle riassuntive, date esatte, importi aggiornati e scadenze per domande e adempimenti. Se sei un pensionato, un genitore che percepisce l’Assegno Unico, un disoccupato che attende la NASpI o un beneficiario di misure di inclusione, troverai tutte le informazioni necessarie per sapere quando arriveranno i tuoi soldi.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nell’interpretazione del calendario INPS, nell’accesso alle prestazioni e nella verifica dei pagamenti. Contattaci per assistenza personalizzata: ti aiutiamo a non perdere nessuna scadenza.

            Panoramica Pagamenti INPS Marzo 2026

            Il mese di marzo 2026 conferma il calendario consolidato degli accrediti INPS, con alcune peculiarità legate alla rivalutazione annuale delle prestazioni e all’applicazione delle nuove soglie ISEE per le misure condizionate al reddito.

            Tipologie di Pagamenti in Calendario

            L’INPS eroga in marzo 2026 le seguenti categorie principali di prestazioni:

            • Pensioni (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, assegni sociali)
            • Assegno Unico Universale per figli a carico
            • NASpI e DIS-COLL (indennità di disoccupazione)
            • Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL)
            • Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrici madri)
            • Indennità di disoccupazione agricola
            • Assegni familiari (ANF) residui
            • Cassa Integrazione (CIGS, CIGO, Assegno di Integrazione Salariale)

            Modalità di Accredito: Differenze tra Banca e Poste

            Le date di accredito effettivo variano in base all’istituto che gestisce il pagamento:

            • Conto corrente bancario: accredito il primo giorno bancabile del mese (1° marzo 2026 è sabato, quindi il 3 marzo)
            • Conto BancoPosta: accredito il primo giorno lavorativo per Poste Italiane (3 marzo 2026)
            • Ritiro allo sportello postale: calendario scaglionato alfabetico per pensioni, dal 3 marzo al 7 marzo 2026
            • Carta di Pagamento elettronica (RdC, ADI, SFL): di norma il 15 del mese o il 27 per nuove domande

            Novità 2026: Rivalutazioni e Conguagli

            Con il cedolino di marzo 2026 potrebbero essere presenti:

            • Conguagli fiscali relativi al 730/2025
            • Rivalutazione provvisoria pensioni (perequazione automatica, indice ISTAT definitivo)
            • Arretrati per domande accolte nei mesi precedenti
            • Recuperi per pagamenti indebiti (rateizzazioni)

            Pensioni Marzo 2026: Date di Pagamento

            Il pagamento delle pensioni di marzo 2026 segue il calendario standard INPS, con accredito a inizio mese per chi ha domiciliazione bancaria e calendario scaglionato alfabetico per chi ritira in contanti alle Poste.

            Date Accredito Pensioni Marzo 2026

            ModalitàData Accredito/Ritiro
            Conto corrente bancario3 marzo 2026 (lunedì)
            Conto BancoPosta/Libretto3 marzo 2026 (lunedì)
            Ritiro sportello postaleDal 3 al 7 marzo 2026 (scaglionamento alfabetico)

            Calendario Alfabetico Ritiro Pensioni alle Poste

            Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, il calendario di marzo 2026 segue questo scaglionamento alfabetico (dalla A alla Z del cognome del titolare):

            Cognome (iniziali)Data Ritiro
            A – BMartedì 3 marzo 2026
            C – DMercoledì 4 marzo 2026
            E – KGiovedì 5 marzo 2026
            L – OVenerdì 6 marzo 2026
            P – RSabato 7 marzo 2026 (mattina)
            S – ZSabato 7 marzo 2026 (mattina)

            Importi Pensioni 2026: Rivalutazione e Tassazione

            Gli importi delle pensioni erogate a marzo 2026 riflettono:

            • Rivalutazione definitiva applicata dal 1° gennaio 2026 (indice ISTAT 2025)
            • Detrazioni fiscali ricalcolate per il 2026
            • Trattenute IRPEF mensili
            • Addizionali regionali/comunali a saldo 2025 e acconto 2026

            Esempio importi medi pensioni 2026 (valori indicativi):

            • Pensione minima: circa 598 euro/mese (dopo rivalutazione 2026)
            • Pensione media: circa 1.350 euro/mese
            • Assegno sociale: circa 534 euro/mese (13 mensilità)

            Per verificare l’importo esatto della tua pensione, consulta il cedolino su MyINPS o contatta il nostro CAF.

            ADI e SFL Marzo 2026

            ADI: 15 marzo. SFL: 15 marzo. Nuove domande: 27 marzo.

            Bonus INPS Marzo 2026

            Bonus Mamme: decontribuzione in busta paga. Bonus Asilo Nido: 3.000 euro/anno.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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            PAC Piano di Accumulo

            PAC vs Conto Deposito: Qual e la Scelta Giusta per i Tuoi Risparmi?

            Risparmio e Investimenti

            Hai messo da parte qualche risparmio e ti stai chiedendo: meglio un conto deposito o un PAC? E una domanda che si pongono milioni di italiani, soprattutto in un periodo di tassi di interesse finalmente tornati positivi.

            La risposta breve e: dipende dai tuoi obiettivi. PAC e conto deposito non sono alternativi, ma strumenti diversi pensati per esigenze diverse. In questa guida ti spieghiamo le differenze fondamentali, quando conviene uno o l’altro, e come usarli insieme in modo intelligente.



            Indice dei contenuti

            1. Cos’e un Conto Deposito
            2. Cos’e un PAC (Piano di Accumulo del Capitale)
            3. Le 5 Differenze Fondamentali
            4. Quando Scegliere il Conto Deposito
            5. Quando Scegliere il PAC
            6. La Strategia Intelligente: Usarli Entrambi
            7. Un Esempio Pratico
            8. Domande Frequenti

            Cos’e un Conto Deposito



            Il conto deposito e uno strumento bancario che ti permette di “parcheggiare” la tua liquidita ottenendo un rendimento fisso e garantito. Funziona in modo semplice: depositi i tuoi soldi, la banca ti riconosce un tasso di interesse, e alla scadenza ritiri capitale piu interessi.

            Caratteristiche principali del conto deposito

            • Rendimento fisso: oggi i conti deposito offrono tra il 2% e il 4% lordo annuo
            • Capitale garantito: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) protegge fino a 100.000 euro per depositante per banca
            • Vincolo temporale: esistono conti svincolabili (rendimento minore) e vincolati (rendimento maggiore)
            • Tassazione: 26% sugli interessi maturati, prelevata alla fonte
            • Nessun costo di gestione: nella maggior parte dei casi

            Il conto deposito e lo strumento ideale per chi cerca sicurezza assoluta e ha un orizzonte temporale breve (1-3 anni).

            Cos’e un PAC (Piano di Accumulo del Capitale)



            Il PAC (Piano di Accumulo del Capitale) e una tecnica di investimento che prevede versamenti periodici (mensili, trimestrali) in strumenti finanziari come fondi comuni, ETF o polizze unit-linked.

            Come funziona il PAC

            Invece di investire tutto in una volta, con il PAC investi poco alla volta. Questo approccio si chiama Dollar Cost Averaging e ha un grande vantaggio: quando i mercati scendono, compri piu quote; quando salgono, ne compri meno. Nel lungo periodo, questo “media” il prezzo di acquisto.

            Caratteristiche principali del PAC

            • Rendimento variabile: dipende dall’andamento dei mercati finanziari (storicamente 5-8% medio annuo nel lungo termine)
            • Capitale NON garantito: il valore puo oscillare, anche in negativo nel breve periodo
            • Orizzonte lungo: consigliato per obiettivi a 10-20 anni
            • Versamenti flessibili: puoi modificare l’importo o sospendere i versamenti
            • Tassazione differita: paghi le imposte solo al momento del riscatto (nelle polizze assicurative)

            Il PAC e lo strumento ideale per chi vuole costruire un capitale nel tempo accettando oscillazioni di breve periodo.

            Le 5 Differenze Fondamentali tra PAC e Conto Deposito



            Ecco un confronto diretto tra i due strumenti:

            CaratteristicaConto DepositoPAC
            RendimentoFisso (2-4% lordo)Variabile (potenzialmente 5-8% medio annuo)
            RischioZero (capitale garantito FITD)Medio (dipende dai mercati)
            Orizzonte temporaleBreve (1-3 anni)Lungo (10-20 anni)
            LiquiditaAlta (svincolabile)Media (penali nei primi anni)
            Tassazione26% annuale sugli interessiDifferita (solo al riscatto)
            Obiettivo principaleParcheggio liquiditaCrescita del patrimonio

            In sintesi: il conto deposito protegge i tuoi soldi, il PAC li fa crescere (con qualche rischio in piu).

            Quando Scegliere il Conto Deposito



            Il conto deposito e la scelta giusta quando:

            • Hai bisogno di un fondo di emergenza: soldi che devono restare disponibili e sicuri
            • Sai che ti serviranno i soldi entro 1-3 anni: per un acquisto programmato, una spesa prevista
            • Non vuoi nessun rischio sul capitale: preferisci guadagnare poco ma dormire tranquillo
            • Hai gia investimenti: il conto deposito bilancia il portafoglio con una componente sicura
            • Sei in attesa di opportunita: tieni i soldi pronti per un investimento futuro

            Quanto tenere sul conto deposito?

            La regola generale suggerisce di mantenere un fondo di emergenza pari a 3-6 mesi di spese. Questi soldi devono essere sempre disponibili, quindi il conto deposito svincolabile e perfetto.

            Quando Scegliere il PAC



            Il PAC e la scelta giusta quando:

            • Hai un orizzonte di almeno 10 anni: pensione, universita dei figli, acquisto casa futura
            • Vuoi costruire un capitale partendo da poco: anche 100-200 euro al mese fanno la differenza nel tempo
            • Puoi permetterti oscillazioni nel breve termine: non ti servono quei soldi domani
            • Vuoi sfruttare l’interesse composto: i guadagni generano altri guadagni
            • Cerchi rendimenti superiori all’inflazione: il conto deposito spesso non batte l’inflazione, il PAC si

            Quanto investire con un PAC?

            Non esiste un importo minimo “giusto”. L’importante e che sia un importo sostenibile nel tempo. Meglio 100 euro al mese per 20 anni che 500 euro al mese per 2 anni.

            La Strategia Intelligente: Usarli Entrambi

            Ecco la verita che molti non ti dicono: PAC e conto deposito non sono alternativi, sono complementari.

            Una strategia equilibrata prevede:

            1. Conto deposito per il fondo di emergenza: 3-6 mesi di spese, sempre disponibili e al sicuro
            2. PAC per gli obiettivi di lungo termine: pensione integrativa, universita dei figli, acquisto immobile futuro

            La piramide del risparmio

            Immagina i tuoi risparmi come una piramide:

            • Base (conto deposito): liquidita sicura per emergenze
            • Centro (PAC conservativo): investimenti a medio rischio per obiettivi a 5-10 anni
            • Vertice (PAC azionario): investimenti a lungo termine per massimizzare la crescita

            Questa struttura ti protegge dagli imprevisti e ti permette di far crescere il patrimonio.

            Un Esempio Pratico: Come Mario Gestisce 500 Euro al Mese



            Vediamo un caso concreto. Mario ha 35 anni, un lavoro stabile e riesce a risparmiare 500 euro al mese. Come dovrebbe dividerli?

            La strategia di Mario

            • 200 euro al mese sul conto deposito fino a raggiungere 10.000 euro (fondo emergenza)
            • 300 euro al mese nel PAC per la pensione integrativa (orizzonte 30 anni)

            Cosa succedera dopo 20 anni?

            StrumentoVersatoValore stimato*
            Conto deposito (3% annuo)10.000 euro~13.400 euro
            PAC (6% medio annuo)72.000 euro~140.000 euro

            *Stime indicative basate su rendimenti medi storici. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.

            Come vedi, il PAC ha quasi raddoppiato il capitale versato grazie all’interesse composto. Il conto deposito ha protetto il fondo emergenza con un guadagno modesto ma sicuro.

            Domande Frequenti su PAC e Conto Deposito

            Posso perdere soldi con un PAC?

            Si, nel breve termine il valore del PAC puo scendere. Tuttavia, su orizzonti lunghi (10+ anni) la probabilita di perdita si riduce drasticamente. Per questo il PAC e consigliato solo per obiettivi di lungo periodo.

            Il conto deposito e sicuro al 100%?

            Fino a 100.000 euro per depositante per banca, il capitale e garantito dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi). Oltre questa soglia, il rischio esiste in caso di fallimento della banca.

            Quanto rende un PAC in 10 anni?

            Dipende dagli strumenti scelti. Storicamente, un PAC su fondi azionari globali ha reso in media il 6-8% annuo lordo. Ma attenzione: sono medie, non garanzie.

            Meglio PAC o fondo pensione?

            Sono strumenti diversi. Il fondo pensione ha vantaggi fiscali (deducibilita fino a 5.164 euro annui) ma vincoli piu rigidi. Un PAC e piu flessibile. Spesso conviene averli entrambi.

            Posso fare un PAC con 50 euro al mese?

            Si, molte piattaforme permettono PAC a partire da 50 euro mensili. L’importante e la costanza nel tempo, non l’importo.

            Conclusione: Quale Scegliere?



            Non esiste uno strumento “migliore” in assoluto. La scelta dipende dai tuoi obiettivi, il tuo orizzonte temporale e la tua tolleranza al rischio.

            Scegli il conto deposito se: hai bisogno di liquidita sicura a breve termine.

            Scegli il PAC se: vuoi costruire un capitale nel lungo periodo accettando qualche oscillazione.

            Scegli entrambi se: vuoi una strategia equilibrata che protegga e faccia crescere i tuoi risparmi.

            Un consulente esperto puo aiutarti a definire la strategia piu adatta alla tua situazione personale, valutando obiettivi, risorse disponibili e orizzonte temporale.

            Vuoi Capire Qual e la Strategia Giusta per Te?

            I nostri consulenti possono aiutarti a costruire un piano di risparmio personalizzato, bilanciando sicurezza e crescita in base ai tuoi obiettivi.

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              Indice dei contenuti

              1. Cos’è un Prestito Auto e Come Funziona
              2. Tipologie di Prestito Auto
              3. Tassi e Rate 2026
              4. Con Anticipo o Senza Anticipo
              5. Requisiti per Ottenere un Prestito Auto
              6. Documenti Necessari
              7. Come Scegliere il Finanziamento Migliore
              8. Errori da Evitare
              9. Domande Frequenti

              Stai pensando di comprare un’auto usata ma non hai la liquidità necessaria per pagarla in contanti? I prestiti auto rappresentano la soluzione più utilizzata in Italia per acquistare un veicolo, permettendoti di dilazionare il pagamento in rate mensili sostenibili.

              Nel 2026, il mercato dei finanziamenti auto offre diverse opportunità: dal classico prestito finalizzato presso la concessionaria al prestito personale bancario, fino al leasing per chi cerca flessibilità. Ogni opzione ha vantaggi e svantaggi che devi conoscere prima di firmare.

              In questa guida completa scoprirai tutto sui prestiti auto usata 2026: come funzionano, quali sono i tassi applicati, le rate mensili per ogni importo, i requisiti necessari, i documenti da presentare e soprattutto come scegliere il finanziamento più conveniente per le tue esigenze. Ti spiegheremo anche gli errori più comuni da evitare per non trovarti in difficoltà durante il rimborso.

              Cos’è un Prestito Auto e Come Funziona

              Un prestito auto è un finanziamento specifico erogato da una banca, finanziaria o direttamente dalla concessionaria per acquistare un veicolo, nuovo o usato. A differenza di un prestito generico, il prestito finalizzato auto vincola l’importo ricevuto esclusivamente all’acquisto del mezzo indicato nel contratto.

              Il meccanismo è semplice: tu scegli l’auto, concordi il prezzo con il venditore, richiedi il finanziamento per coprire parte o l’intero importo, e restituisci il denaro in rate mensili che includono capitale più interessi. La durata tipica varia da 24 a 84 mesi, con rate fisse o variabili a seconda del contratto.

              Differenza tra Prestito e Leasing

              Attenzione a non confondere il prestito auto con il leasing. Nel prestito diventi proprietario dell’auto fin da subito (anche se gravata da vincolo fino al saldo), mentre nel leasing l’auto resta di proprietà della società di leasing fino al riscatto finale. Il leasing offre rate più basse ma comporta limitazioni (chilometraggio, manutenzione obbligatoria).

              Come si Calcola la Rata Mensile

              La rata mensile dipende da tre fattori principali:

              • Importo finanziato (capitale): più alto è, più alta sarà la rata
              • Durata (numero di rate): più rate = rata più bassa ma più interessi totali
              • Tasso di interesse (TAN): rappresenta il costo del denaro, espresso in percentuale annua

              La formula matematica è quella dell’ammortamento alla francese: rata = [C × i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1], dove C è il capitale, i il tasso mensile e n il numero di rate.

              TAN, TAEG e Spese Accessorie

              Nel contratto di prestito auto troverai due indicatori fondamentali:

              • TAN (Tasso Annuo Nominale): il tasso di interesse puro applicato al capitale. Nel 2026 oscilla tra il 4% e il 7% per i prestiti auto usata.
              • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include TAN + tutte le spese accessorie (istruttoria, assicurazioni obbligatorie, perizie). È il vero costo del prestito e può essere superiore di 2-3 punti al TAN.

              Le spese accessorie tipiche includono: spese di istruttoria (100-300 euro), assicurazione scoppio e incendio (facoltativa ma spesso richiesta), imposta sostitutiva (0,25% del capitale), spese di incasso rata (1-3 euro/mese).

              Tipologie di Prestito Auto

              Quando cerchi un finanziamento per l’auto, ti troverai davanti a diverse opzioni. Conoscere le differenze ti aiuta a scegliere quella più adatta al tuo profilo finanziario e alle tue esigenze.

              Prestito Finalizzato Concessionaria

              È il finanziamento più diffuso per l’acquisto di auto usate. Lo richiedi direttamente in concessionaria, che fa da tramite con una società finanziaria partner (Santander Consumer Bank, FCA Bank, Findomestic, ecc.).

              Pro:

              • Procedura veloce (approvazione in 15-30 minuti)
              • Spesso promozioni con TAN agevolato (anche 0% su certe auto)
              • L’auto funge da garanzia (il venditore trattiene il libretto fino al saldo)
              • Se il finanziamento non viene approvato, puoi recedere dall’acquisto

              Contro:

              • Meno flessibilità rispetto al prestito personale
              • TAEG può essere più alto del TAN pubblicizzato (spese nascoste)
              • Richiesta di assicurazioni aggiuntive come condizione

              Prestito Personale Auto

              Chiedi un prestito personale alla tua banca o a una finanziaria (ING, Findomestic, Compass, ecc.) e lo utilizzi per comprare l’auto. L’importo è liquidità libera, quindi diventi subito proprietario senza vincoli sul veicolo.

              Pro:

              • Maggiore potere contrattuale con il venditore (paghi in contanti)
              • Nessun vincolo sull’auto (libretto subito disponibile)
              • Puoi usarlo anche per spese accessorie (bollo, assicurazione, tagliando)

              Contro:

              • Tassi leggermente più alti (5-8% TAN)
              • Tempi di approvazione più lunghi (3-7 giorni)
              • Richiesta documentazione più completa

              Leasing Finanziario

              Con il leasing auto non compri subito il veicolo, ma lo “noleggi” per un periodo (24-60 mesi) pagando un canone mensile. A fine contratto hai tre opzioni: riscattare l’auto pagando il valore residuo, restituirla, o sostituirla con un nuovo leasing.

              Pro:

              • Rate più basse del prestito (non finanzi tutto il valore, solo l’uso)
              • Deducibilità fiscale per partite IVA e imprese (fino all’80%)
              • Manutenzione spesso inclusa nei canoni
              • Possibilità di cambiare auto ogni 2-3 anni

              Contro:

              • Non sei proprietario (vincoli su km, modifiche, usura)
              • Penali salate se superi i km concordati (0,10-0,25 euro/km)
              • Costo complessivo più alto se riscatti l’auto
              • Richiesto anticipo del 10-20%

              Noleggio a Lungo Termine

              Simile al leasing, ma senza opzione di riscatto. Paghi un canone mensile all-inclusive (assicurazione, manutenzione, assistenza stradale, cambio gomme) e restituisci l’auto a fine contratto.

              Pro:

              • Costi certi e prevedibili (nessuna sorpresa)
              • Zero pensieri per manutenzione e burocrazia
              • Ideale per chi usa l’auto per lavoro

              Contro:

              • Non diventi mai proprietario
              • Costo mensile più alto di un prestito
              • Vincoli rigidi su km e restituzione

              Quale Scegliere?

              La scelta dipende dal tuo profilo:

              • Dipendente a tempo indeterminato con ISEE basso: prestito finalizzato concessionaria (tassi promozionali)
              • Libero professionista: leasing (deducibilità fiscale)
              • Chi vuole libertà: prestito personale (nessun vincolo sull’auto)
              • Chi usa l’auto per lavoro: noleggio a lungo termine (tutto incluso)

              Tassi e Rate 2026

              Nel 2026, i tassi dei prestiti auto sono influenzati dalle politiche monetarie della BCE e dalla concorrenza tra finanziarie. Attualmente i tassi TAN medi per i prestiti auto usata oscillano tra il 4% e il 7%, mentre il TAEG (che include tutte le spese) si attesta tra il 6% e il 10%.

              Tabella Rate Mensili 2026

              Ecco una tabella di riferimento con le rate mensili indicative per diversi importi e durate, calcolata con un TAN medio del 5,5%:

              Importo36 mesi48 mesi60 mesi
              5.000 euro151 euro/mese116 euro/mese96 euro/mese
              10.000 euro302 euro/mese232 euro/mese191 euro/mese
              15.000 euro453 euro/mese348 euro/mese287 euro/mese
              20.000 euro604 euro/mese464 euro/mese382 euro/mese
              30.000 euro906 euro/mese696 euro/mese573 euro/mese

              Nota: valori indicativi calcolati con TAN 5,5%, senza anticipo. I valori reali dipendono dal TAEG applicato dalla finanziaria.

              Confronto con/senza Anticipo

              Molte concessionarie richiedono un anticipo del 20-30% sul prezzo dell’auto. Vediamo come cambia la rata per un’auto da 15.000 euro:

              Senza anticipo:
              Importo finanziato: 15.000 euro
              Rata 48 mesi: 348 euro/mese

              Con anticipo 30% (4.500 euro):
              Importo finanziato: 10.500 euro
              Rata 48 mesi: 244 euro/mese

              Come vedi, l’anticipo riduce significativamente la rata mensile (circa -30%), ma richiede liquidità immediata che non tutti hanno disponibile.

              Come Confrontare le Offerte

              Quando ricevi più preventivi, confronta sempre il TAEG, non solo il TAN. Un prestito con TAN 4% ma TAEG 8% può costare più di uno con TAN 5,5% e TAEG 6,5% (per via delle spese accessorie nascoste).

              Usa i comparatori online (Facile.it, SosTariffe, Segugio) per avere un’idea dei tassi medi, ma ricorda che il tasso finale dipenderà dal tuo profilo creditizio (reddito, anzianità lavorativa, storico creditizio).

              Con Anticipo o Senza Anticipo

              Una delle prime scelte da fare quando richiedi un prestito auto è se versare o meno un anticipo. La maggior parte delle concessionarie ti offre entrambe le opzioni, ma quale conviene davvero?

              Prestito con Anticipo (20-30%)

              Pro:

              • Rata mensile più bassa (riduci l’importo da finanziare)
              • Interessi totali minori (paghi interessi su un capitale inferiore)
              • Maggiore probabilità di approvazione (dimostri solidità finanziaria)
              • Puoi negoziare tassi migliori con la finanziaria

              Contro:

              • Devi avere liquidità disponibile (3.000-6.000 euro per auto da 10.000-20.000 euro)
              • Minore flessibilità finanziaria (blocchi denaro che potrebbe servire per emergenze)
              • Se hai quel denaro, valuta se non convenga cercare un’auto meno costosa da pagare in contanti

              Prestito senza Anticipo

              I finanziamenti auto senza anticipo sono sempre più richiesti, soprattutto da giovani lavoratori e famiglie che preferiscono preservare la liquidità.

              Pro:

              • Zero esborso iniziale (compri l’auto senza toccare i risparmi)
              • Mantieni liquidità per emergenze (fondo di sicurezza intatto)
              • Ideale per chi ha reddito stabile ma pochi risparmi

              Contro:

              • Rata mensile più alta (+20-30% rispetto a finanziamento con anticipo)
              • Interessi totali maggiori (finanzi il 100% del valore)
              • TAEG leggermente più alto (la finanziaria compensa il rischio)
              • Maggiore difficoltà di approvazione per contratti a tempo determinato o redditi bassi

              Quale Conviene in Base al Profilo

              Scegli il prestito CON anticipo se:

              • Hai liquidità disponibile (almeno 5.000-10.000 euro)
              • Vuoi ridurre la rata mensile e risparmiare sugli interessi
              • Hai un contratto a tempo determinato o reddito variabile (maggiore chance di approvazione)

              Scegli il prestito SENZA anticipo se:

              • Non hai risparmi sufficienti o preferisci mantenerli come riserva
              • Hai un reddito stabile che ti permette di sostenere rate più alte
              • L’auto ti serve urgentemente (lavoro, famiglia) e non puoi aspettare di accumulare l’anticipo

              Requisiti per Ottenere un Prestito Auto

              Prima di richiedere un prestito auto, verifica di soddisfare i requisiti minimi richiesti dalle finanziarie. Ogni istituto ha criteri leggermente diversi, ma esistono standard comuni.

              Età Minima

              La maggior parte delle finanziarie richiede un’età minima di 18-21 anni e un’età massima di 70-75 anni al termine del prestito. Alcune banche accettano anche over 75, ma con condizioni più restrittive (fideiussione, polizza vita).

              Reddito Minimo Dimostrabile

              Serve un reddito mensile netto minimo che varia da 800 a 1.200 euro, a seconda della finanziaria e dell’importo richiesto. La regola generale è che la rata non superi il 30-40% del reddito disponibile.

              Esempio: se guadagni 1.500 euro/mese netti, la rata massima sostenibile è circa 500 euro/mese. Questo ti permette di finanziare fino a 15.000-20.000 euro (a seconda della durata e del tasso).

              Contratto di Lavoro

              I dipendenti a tempo indeterminato hanno maggiore facilità di approvazione. Per i contratti a tempo determinato, molte finanziarie richiedono:

              • Almeno 6-12 mesi di anzianità nel lavoro attuale
              • Scadenza contratto oltre la fine del prestito (o almeno 12 mesi dopo)
              • Eventuale fideiussione di un garante con TD indeterminato

              Per approfondire, leggi la nostra guida sul prestito con contratto a tempo determinato.

              I lavoratori autonomi e liberi professionisti devono dimostrare reddito tramite:

              • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi/Unico) degli ultimi 2 anni
              • Partita IVA attiva da almeno 2-3 anni
              • Fatturato dimostrabile tramite estratti conto

              Assenza Protesti e Cattivo Creditore

              La finanziaria verifica il tuo storico creditizio tramite le centrali rischi (CRIF, Experian). Se hai:

              • Protesti attivi (cambiali o assegni non pagati)
              • Segnalazioni come cattivo pagatore (rate non pagate su altri prestiti)
              • Debiti fiscali (cartelle esattoriali, ruoli INPS non saldati)

              …difficilmente otterrai il prestito, a meno che non offra garanzie reali (ipoteca, fideiussione di terzi).

              Residenza in Italia

              Devi essere residente in Italia da almeno 6-12 mesi. Gli stranieri extracomunitari devono avere permesso di soggiorno in corso di validità e contratto di lavoro a tempo indeterminato.

              Documenti Necessari

              Per richiedere un prestito auto, devi presentare una serie di documenti che variano a seconda del tuo status lavorativo. Ecco la lista completa.

              Documenti Base (per tutti)

              • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o patente)
              • Codice fiscale (tessera sanitaria)
              • Preventivo o contratto di vendita dell’auto (con targa, marca, modello, prezzo)
              • Estratto conto bancario degli ultimi 3 mesi (per verificare movimentazione)

              Dipendenti a Tempo Indeterminato

              • Ultime 2-3 buste paga
              • CUD (Certificazione Unica) dell’anno precedente
              • Lettera di assunzione o copia del contratto di lavoro

              Dipendenti a Tempo Determinato

              • Contratto di lavoro con scadenza indicata
              • Ultime 3 buste paga
              • CUD dell’anno precedente
              • Eventuale lettera di rinnovo contratto (se disponibile)
              • Fideiussione di un garante (se richiesta dalla finanziaria)

              Lavoratori Autonomi e Liberi Professionisti

              • Partita IVA (visura camerale aggiornata)
              • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi/Unico) degli ultimi 2 anni
              • Estratti conto bancari e/o postali degli ultimi 6 mesi
              • Fatture emesse (campione degli ultimi 3-6 mesi)
              • Eventuali certificazioni INPS per contributi versati

              Pensionati

              • Cedolino pensione degli ultimi 2-3 mesi
              • Modello OBIS/M (certificato INPS con importo pensione annua)
              • CUD INPS dell’anno precedente

              Documenti Aggiuntivi (se richiesti)

              • Certificato di stato di famiglia (per dimostrare carichi familiari)
              • Contratto di affitto o atto di proprietà della casa (per verificare spese abitative)
              • Delega CRIF per accesso al tuo storico creditizio

              Consiglio: Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a recuperare e organizzare tutta la documentazione fiscale necessaria (CUD, dichiarazioni redditi, certificazioni INPS). Questo velocizza l’approvazione del prestito ed evita errori nella presentazione della domanda.

              Come Scegliere il Finanziamento Migliore

              Con decine di offerte sul mercato, scegliere il prestito auto più conveniente può sembrare complicato. Segui questi criteri per non sbagliare.

              1. Confronta il TAEG, Non Solo il TAN

              Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse puro, mentre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include TUTTO: interessi + spese di istruttoria + assicurazioni obbligatorie + spese di incasso rata.

              Esempio pratico:

              Offerta A: TAN 3%, TAEG 6,5%
              Offerta B: TAN 5%, TAEG 6%

              Anche se l’Offerta A ha un TAN più basso, l’Offerta B è più conveniente perché il TAEG è inferiore (meno spese nascoste).

              2. Verifica le Spese Accessorie

              Chiedi sempre il dettaglio delle spese:

              • Spese di istruttoria: vanno da 0 euro (promozioni) a 300 euro (finanziarie tradizionali)
              • Spese di incasso rata: 1-3 euro al mese (possono sembrare poche, ma su 60 mesi fanno 60-180 euro)
              • Assicurazione scoppio/incendio: spesso obbligatoria, costa 50-150 euro/anno
              • Polizza vita o impiego: facoltativa ma fortemente consigliata dalla finanziaria (verifica se conviene)

              3. Flessibilità: Estinzione Anticipata e Sospensione Rate

              Un buon prestito ti permette di:

              • Estinguere in anticipo senza penali (o con penali minime, max 1% del capitale residuo)
              • Sospendere le rate per 1-3 mesi in caso di difficoltà temporanea (perdita lavoro, malattia)
              • Modificare la durata a metà percorso (allungare o accorciare le rate)

              Leggi attentamente le clausole contrattuali su questi aspetti prima di firmare.

              4. Reputazione Finanziaria vs Concessionaria

              I prestiti diretti da banca/finanziaria (Findomestic, Compass, ING, Unicredit) hanno generalmente:

              • Condizioni più trasparenti
              • TAEG competitivo
              • Assistenza clienti strutturata

              I prestiti tramite concessionaria (FCA Bank, Santander Consumer, PSA Bank) offrono:

              • Promozioni TAN 0% o molto bassi
              • Approvazione più veloce
              • Ma attenzione a spese accessorie e assicurazioni obbligatorie

              Consiglio: Richiedi almeno 3 preventivi (2 banche + 1 concessionaria) e confronta il TAEG finale.

              5. Tool Online per Confronto Preventivi

              Usa i comparatori di prestiti online per avere un quadro rapido:

              • Facile.it – confronta oltre 20 finanziarie
              • SosTariffe – preventivi personalizzati in tempo reale
              • Segugio.it – specializzato in prestiti auto
              • Mutuionline.it – anche per leasing e noleggio lungo termine

              Attenzione: il preventivo online è indicativo. Il tasso definitivo dipenderà dalla valutazione del tuo profilo creditizio.

              6. Consulenza Gratuita al CAF

              Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

              • Calcolare la sostenibilità della rata in base al tuo ISEE e carichi familiari
              • Verificare la documentazione reddituale da presentare
              • Richiedere certificazioni INPS per dipendenti e autonomi
              • Valutare alternative come il prestito arredamento o il finanziamento matrimonio se hai altre esigenze familiari

              Errori da Evitare

              Quando richiedi un prestito auto, piccoli errori possono costarti caro. Ecco i 5 errori più comuni da evitare assolutamente.

              1. Non Leggere il Contratto Prima di Firmare

              Sembra banale, ma il 70% delle persone firma il contratto senza leggerlo tutto. Le clausole più importanti da verificare:

              • TAEG effettivo (non solo il TAN pubblicizzato)
              • Penali per estinzione anticipata (devono essere max 1% del capitale residuo)
              • Assicurazioni obbligatorie (scoppio/incendio, vita, impiego) e loro costo
              • Cosa succede in caso di ritardo pagamento (mora, segnalazione CRIF)
              • Durata vincolo su libretto auto (fino a saldo finale o meno)

              Consiglio: Chiedi una copia del contratto 24-48 ore prima della firma, portala a casa e leggila con calma. Non farti pressare dal venditore.

              2. Sottovalutare il TAEG

              Le pubblicità ti mostrano il TAN (es. “TAN 0% su questa auto!”), ma il vero costo è il TAEG. Un prestito con TAN 0% può avere TAEG 5-6% per via di:

              • Spese di istruttoria (200-300 euro)
              • Assicurazione scoppio/incendio obbligatoria (100 euro/anno)
              • Spese incasso rata (2 euro/mese × 60 mesi = 120 euro)

              Regola d’oro: confronta sempre il TAEG, mai solo il TAN.

              3. Sovrastimare la Capacità di Rimborso

              “Posso permettermi 400 euro/mese di rata” è una frase pericolosa. Calcola la rata sostenibile con questa formula:

              Rata max = (Reddito netto mensile – Spese fisse) × 30%

              Esempio:
              Reddito netto: 1.800 euro
              Spese fisse (affitto, bollette, spesa): 1.200 euro
              Disponibilità: 600 euro
              Rata max sostenibile: 600 × 30% = 180 euro/mese

              Se chiedi una rata da 350 euro/mese, rischi di non riuscire a pagarla nei mesi di spese impreviste (malattia, riparazioni casa, ecc.).

              4. Accettare Assicurazioni Facoltative Senza Confronto

              La concessionaria o finanziaria ti proporrà assicurazioni aggiuntive:

              • Polizza vita: copre il debito residuo in caso di morte (può costare 500-1.000 euro su prestito di 15.000 euro)
              • Polizza impiego: paga le rate se perdi il lavoro (200-400 euro)
              • Garanzia furto/incendio estesa: già coperta dalla tua RCA, spesso è un doppione

              Queste polizze non sono obbligatorie per legge (tranne scoppio/incendio se richiesta dalla finanziaria). Prima di accettare:

              • Chiedi un preventivo dettagliato
              • Confronta con polizze indipendenti (spesso costano la metà)
              • Valuta se hai già coperture simili (fondo pensione, assicurazione vita privata)

              5. Firmare Senza Contrattare

              Il tasso proposto non è sempre il minimo possibile. Puoi negoziare:

              • TAN più basso se hai un ottimo profilo creditizio (reddito alto, TD indeterminato)
              • Riduzione spese istruttoria (da 300 euro a 100 euro o zero)
              • Waiver su assicurazioni facoltative (“tolgo la polizza impiego, mi fai 0,5% di sconto sul TAN?”)

              Negoziare può farti risparmiare 500-1.000 euro sull’intero prestito. Se la finanziaria non scende, prova con un competitor.

              Domande Frequenti sui Prestiti Auto

              Posso ottenere un prestito auto con contratto a tempo determinato?

              Si, molte finanziarie accettano contratti a tempo determinato, ma con condizioni piu restrittive. Serve almeno 6-12 mesi di anzianita lavorativa, la scadenza del contratto deve essere oltre la fine del prestito (o almeno 12 mesi dopo), e potrebbe essere richiesta una fideiussione di un garante con contratto a tempo indeterminato. Il tasso applicato puo essere leggermente piu alto rispetto a chi ha TD indeterminato.

              Quanto costa un prestito per un’auto usata da 10.000 euro?

              Per un’auto da 10.000 euro, con un tasso TAN medio del 5,5%, la rata mensile sara di circa 302 euro per 36 mesi, 232 euro per 48 mesi, o 191 euro per 60 mesi. Il costo totale (capitale + interessi) sara di circa 10.872 euro (36 mesi), 11.136 euro (48 mesi), o 11.460 euro (60 mesi). Il TAEG effettivo, che include tutte le spese, puo aumentare questi importi del 10-20%.

              Conviene il prestito finalizzato o personale per comprare un’auto?

              Dipende dalla tua situazione. Il prestito finalizzato dalla concessionaria ha spesso tassi promozionali piu bassi (TAN 0-4%) e approvazione rapida, ma vincola l’auto fino al saldo. Il prestito personale ha tassi leggermente piu alti (5-8%) ma ti da maggiore potere contrattuale con il venditore e nessun vincolo sull’auto. Se la concessionaria offre TAN molto vantaggioso, scegli il finalizzato; altrimenti il personale ti da piu flessibilita.

              Posso estinguere il prestito auto in anticipo?

              Si, hai sempre diritto a estinguere anticipatamente il prestito auto. Per legge, le penali non possono superare l’1% del capitale residuo se mancano piu di 12 mesi alla scadenza, o lo 0,5% se manca meno di un anno. Molte finanziarie applicano zero penali. Estinguendo in anticipo risparmi gli interessi futuri, ma verifica nel contratto se ci sono penali e quanto ammontano prima di procedere.

              Cosa succede se non pago una rata del prestito auto?

              Se salti una rata, la finanziaria applica una mora (di solito 2-5% della rata) e ti sollecita il pagamento entro 30 giorni. Se il ritardo persiste oltre 60-90 giorni, vieni segnalato alle centrali rischi (CRIF) come cattivo pagatore, compromettendo future richieste di credito. Dopo 6-8 rate non pagate, la finanziaria puo chiedere il rimborso immediato dell’intero debito residuo e avviare azioni legali di recupero crediti, incluso il pignoramento dell’auto.

              Il CAF puo aiutarmi con un prestito auto?

              Il CAF non eroga prestiti, ma puo aiutarti nella fase preparatoria fornendo tutta la documentazione fiscale necessaria: CUD, dichiarazioni redditi, certificazioni INPS, calcolo ISEE. Questo velocizza l’approvazione della domanda ed evita errori. Inoltre, il CAF puo aiutarti a calcolare la sostenibilita della rata in base ai tuoi carichi familiari e verificare se hai diritto a bonus o agevolazioni che riducono le spese mensili.


              Acquistare un’auto usata con un prestito è una scelta intelligente quando non si ha la liquidità immediata, ma richiede attenzione nella valutazione delle offerte. Come abbiamo visto, le opzioni sono molteplici: dal prestito finalizzato concessionaria al prestito personale bancario, dal leasing al noleggio a lungo termine.

              La chiave per scegliere il finanziamento auto migliore è confrontare sempre il TAEG (non solo il TAN pubblicizzato), verificare le spese accessorie, valutare la flessibilità contrattuale e calcolare con precisione la rata sostenibile in base al proprio reddito. Ricorda che la rata mensile non dovrebbe mai superare il 30-40% del reddito disponibile dopo le spese fisse.

              Prima di firmare qualsiasi contratto, prenditi il tempo di leggere tutte le clausole, confrontare almeno 3 preventivi, e non farti pressare dal venditore. Un prestito auto è un impegno finanziario pluriennale: meglio dedicare qualche giorno in più alla scelta che pentirsi per anni di una decisione affrettata.

              Se hai bisogno di documentazione fiscale per la richiesta del prestito (CUD, dichiarazioni redditi, certificazioni INPS), o vuoi verificare la sostenibilità della rata in base al tuo ISEE e ai carichi familiari, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti gratuitamente nella fase preparatoria.

              Hai Bisogno di Assistenza per il Tuo Prestito Auto?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a recuperare tutta la documentazione fiscale necessaria per la richiesta del prestito: CUD, dichiarazioni redditi, certificazioni INPS, calcolo ISEE.

              Possiamo anche aiutarti a valutare la sostenibilità della rata in base ai tuoi carichi familiari e verificare eventuali bonus o agevolazioni che riducono le spese mensili.

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                CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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                Alexandra Bala
                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-26 09:00:002026-01-07 11:00:41Prestito Auto Usata 2026: Guida Completa per Comprare la Tua Auto
                Pagina 147 di 190«‹145146147148149›»

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