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APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS

Pensione 2026 INPS

Il 2026 porta importanti novità per chi si avvicina alla pensione anticipata. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato l’APE Sociale, lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 63 anni di età e specifici requisiti contributivi. Parallelamente, le maggiorazioni pensionistiche e il Bonus Maroni offrono opportunità per incrementare l’assegno pensionistico o posticipare il pensionamento con vantaggi economici.

L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 18 del 2026 che aggiorna tutti i requisiti, le categorie beneficiarie, gli importi massimi e le scadenze per presentare domanda. In questa guida analizziamo nel dettaglio l’APE Sociale 2026, le maggiorazioni pensionistiche previste dalla normativa vigente e il Bonus Maroni, con esempi pratici di calcolo e tabelle comparative per aiutarti a scegliere la soluzione più conveniente.

Se hai maturato i requisiti o stai valutando quando andare in pensione, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata. Per assistenza personalizzata nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026

L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico) è un’indennità economica a carico dello Stato, riconosciuta a lavoratori in condizioni di particolare disagio che si trovano a pochi anni dal pensionamento di vecchiaia. Non è un vero e proprio trattamento pensionistico, ma un sussidio ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

L’APE Sociale 2026 è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) con alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti:

  • Requisito anagrafico confermato a 63 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
  • Requisito contributivo minimo: da 30 a 36 anni a seconda della categoria di appartenenza
  • Importo massimo mensile: 1.500 euro lordi (non rivalutabile annualmente)
  • Durata: fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
  • Non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario, l’assegno non passa ai superstiti
  • È cumulabile con redditi da lavoro limitati (massimo 5.000 euro annui)

La Circolare INPS n. 18/2026 ha confermato la proroga per tutto il 2026 e ha ribadito che l’APE Sociale non è soggetta a contribuzione, quindi non genera ulteriori mesi di contributi ai fini pensionistici. È importante sottolineare che l’indennità non può superare l’importo della pensione calcolata al momento della domanda.

Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale

L’APE Sociale 2026 è riservata a quattro categorie di lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Ogni categoria ha requisiti specifici sia in termini di contribuzione che di condizioni soggettive.

1. Disoccupati

Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di:

  • Licenziamento (incluso licenziamento collettivo)
  • Dimissioni per giusta causa
  • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di mobilità

Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

Condizioni aggiuntive: aver terminato l’intero periodo di fruizione della NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi.

2. Caregivers (Assistenti familiari)

Rientrano in questa categoria i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi continuativi (alla data della domanda) un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3 comma 3. Il familiare deve essere:

  • Coniuge o unito civilmente
  • Parente di primo grado (genitori, figli)
  • Parente di secondo grado (solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti)

Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

3. Invalidi con Riduzione della Capacità Lavorativa

Possono accedere i lavoratori con riconoscimento di:

  • Invalidità civile almeno al 74%
  • Invalidità INPS (pensione di inabilità o assegno ordinario di invalidità)

Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

4. Lavoratori che Svolgono Mansioni Gravose

Questa categoria comprende i lavoratori che hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 11 attività gravose individuate dalla legge:

  • Operai edili e agricoli
  • Conducenti di veicoli pesanti (camion, autobus, TIR)
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
  • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
  • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione edifici
  • Conciatori di pelli e pellicce
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (requisito più alto)

La Circolare INPS n. 18/2026 ha ribadito che l’elenco delle attività gravose è tassativo e non ammette interpretazioni estensive.

Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026

Per accedere all’APE Sociale nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti anagrafici e contributivi. Ecco il dettaglio completo:

Requisito Anagrafico

Il richiedente deve aver compiuto 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026. Questo significa che possono presentare domanda nel 2026 tutti i nati entro il 31 dicembre 1963.

Requisiti Contributivi

La contribuzione richiesta varia in base alla categoria di appartenenza:

CategoriaContributi RichiestiCondizioni Aggiuntive
Disoccupati30 anniDisoccupazione involontaria + fine NASPI da almeno 3 mesi
Caregivers30 anniAssistenza familiare con L.104 art.3 comma 3 da almeno 6 mesi
Invalidi (≥74%)30 anniInvalidità civile o INPS riconosciuta
Lavori gravosi36 anni7 anni negli ultimi 10 di attività gravosa (o 6 negli ultimi 7)

Attenzione: i contributi devono essere effettivi, quindi non sono computabili:

  • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI, mini-ASPI)
  • Contributi figurativi per malattia oltre i primi 12 mesi
  • Contributi da riscatto del corso di laurea (salvo casi specifici)

Sono invece computabili:

  • Contributi obbligatori da lavoro dipendente e autonomo
  • Contributi volontari
  • Contributi figurativi per maternità, servizio militare e infortunio sul lavoro

Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026

L’importo dell’APE Sociale è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

Come si Calcola l’Importo

L’INPS calcola l’importo sulla base dei contributi versati e del montante contributivo accumulato. Il calcolo segue queste regole:

  • Se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro: l’APE Sociale corrisponde all’intero importo della pensione
  • Se la pensione calcolata è superiore a 1.500 euro: l’APE Sociale viene limitata a 1.500 euro

Esempio pratico di calcolo:

  • Lavoratore A: pensione maturata 1.200 euro → APE Sociale di 1.200 euro
  • Lavoratore B: pensione maturata 1.800 euro → APE Sociale di 1.500 euro (tetto massimo)

Trattamento Fiscale

L’APE Sociale è soggetta a tassazione IRPEF, come qualsiasi reddito pensionistico. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’assegno mensile. Non sono dovuti contributi previdenziali, quindi l’indennità non genera ulteriori mesi di contribuzione.

Non è Rivalutabile

A differenza delle pensioni ordinarie, l’APE Sociale non è soggetta a rivalutazione annuale in base all’inflazione. L’importo riconosciuto alla decorrenza resta fisso fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Cumulo con Altri Redditi

L’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro entro il limite di:

  • 5.000 euro annui per lavoro dipendente
  • 5.000 euro annui per lavoro autonomo

Se il reddito supera questa soglia, l’APE Sociale viene revocata con obbligo di restituzione delle somme percepite.

Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026

La domanda di APE Sociale deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. Per il 2026, la normativa prevede tre finestre temporali per la presentazione:

Finestre per la Domanda 2026

FinestraScadenza DomandaDecorrenza Indennità
Prima finestraEntro il 31 marzo 2026Dal 1° luglio 2026 (se approvata)
Seconda finestraEntro il 15 luglio 2026Dal 1° novembre 2026 (se approvata)
Terza finestraEntro il 30 novembre 2026Dal 1° marzo 2027 (se approvata)

Importante: le domande presentate dopo le scadenze vengono comunque accolte, ma slittano alla finestra successiva. Ad esempio, una domanda presentata il 10 aprile 2026 verrà valutata nella seconda finestra (decorrenza 1° novembre).

Come Presentare la Domanda

Esistono tre modalità per presentare la domanda:

  • Online sul sito INPS: accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata MyINPS, sezione “Domanda di pensione”
  • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
  • Tramite Patronato o CAF: affidandosi a un intermediario abilitato che presenterà la domanda per conto del richiedente (servizio gratuito)

Documenti Necessari

A seconda della categoria di appartenenza, è necessario allegare:

  • Disoccupati: certificato di disoccupazione (rilasciato dal Centro per l’Impiego), documentazione NASPI/DIS-COLL
  • Caregivers: certificazione di handicap grave L.104 art.3 comma 3 del familiare assistito, autodichiarazione di coabitazione o assistenza continuativa
  • Invalidi: verbale di invalidità civile ≥74% o provvedimento INPS di invalidità/inabilità
  • Lavori gravosi: estratto conto contributivo INPS con evidenza delle attività gravose svolte

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella presentazione della domanda, dalla verifica dei requisiti alla raccolta della documentazione fino all’invio telematico all’INPS.

Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti

Le maggiorazioni pensionistiche sono incrementi economici che si aggiungono all’importo della pensione ordinaria in presenza di specifiche condizioni soggettive o economiche. Non vanno confuse con l’APE Sociale: si tratta di benefici aggiuntivi sulla pensione definitiva, non di anticipi pensionistici.

1. Maggiorazione Sociale (Art. 1 Legge 544/1988)

È la più diffusa e spetta ai pensionati con redditi bassi. I requisiti sono:

  • Età minima: 60 anni (uomini e donne)
  • Reddito personale annuo: non superiore a 13.907,58 euro (2026)
  • Reddito coniugale annuo: non superiore a 26.814,87 euro (se coniugato)

Importo della maggiorazione: varia in base all’età del pensionato:

  • Dai 60 ai 64 anni: fino a 25,83 euro mensili
  • Dai 65 ai 69 anni: fino a 82,64 euro mensili
  • Dai 70 anni in poi: fino a 136,44 euro mensili

La maggiorazione viene erogata automaticamente dall’INPS se si possiedono i requisiti, senza necessità di presentare domanda specifica.

2. Quattordicesima Mensilità (D.L. 81/2007)

È una somma aggiuntiva corrisposta una volta l’anno (a luglio) ai pensionati con redditi bassi. Requisiti:

  • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento
  • Reddito personale annuo: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.000 euro nel 2026)

Importo della quattordicesima: varia in base agli anni di contribuzione:

Anni di ContributiImporto (Dipendenti)Importo (Autonomi)
Fino a 15 anni437 euro336 euro
Tra 15 e 25 anni546 euro420 euro
Oltre 25 anni655 euro504 euro

3. Incremento al Milione (Legge 448/2001)

È una maggiorazione che porta la pensione fino a 774,36 euro mensili (soglia di povertà). Requisiti:

  • Età minima: 70 anni (ridotta a 65 per invalidi al 100%)
  • Reddito personale: inferiore alla soglia prevista per il diritto alla maggiorazione
  • Titolarità di pensione sociale o assegno sociale

4. Maggiorazione per Figli a Carico

Alcuni trattamenti pensionistici prevedono maggiorazioni per carichi familiari, in particolare:

  • Pensione ai superstiti: incremento per ogni figlio minorenne o inabile a carico
  • Assegno ordinario di invalidità: maggiorazione per coniuge e figli a carico

Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona

Il Bonus Maroni (ufficialmente chiamato Incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa) è una misura introdotta dalla Riforma Maroni del 2004 e confermata dalla normativa vigente. Consente ai lavoratori dipendenti che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata di continuare a lavorare ricevendo in busta paga, al posto dei contributi previdenziali, una somma netta aggiuntiva.

Come Funziona il Bonus Maroni

Normalmente, su ogni stipendio lordo il datore di lavoro versa all’INPS i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del lavoratore). Con il Bonus Maroni, il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione ma sceglie di non andare in pensione può richiedere che questa quota contributiva gli venga erogata direttamente in busta paga come somma netta.

Requisiti per Accedere al Bonus Maroni

  • Aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026)
  • Essere un lavoratore dipendente del settore privato (esclusi pubblici dipendenti)
  • Non aver presentato domanda di pensione all’INPS
  • Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo

Quanto si Guadagna con il Bonus Maroni

L’importo del Bonus Maroni dipende dalla retribuzione lorda mensile. La quota contributiva a carico del lavoratore (9,19%) viene erogata come somma netta in busta paga.

Esempio pratico di calcolo:

  • Stipendio lordo mensile: 2.500 euro
  • Contributi a carico lavoratore (9,19%): 229,75 euro
  • Bonus Maroni netto in busta paga: circa 229 euro al mese (senza tassazione aggiuntiva)
  • Guadagno annuo aggiuntivo: circa 2.750 euro netti

Per uno stipendio di 3.000 euro lordi, il Bonus Maroni vale circa 275 euro al mese (3.300 euro annui).

Convenienza del Bonus Maroni: Quando Conviene

Il Bonus Maroni è conveniente se:

  • Lo stipendio netto attuale è significativamente superiore alla pensione futura
  • Si desidera continuare a lavorare per motivi personali o economici
  • Si vuole incrementare il montante contributivo per aumentare la pensione futura (i contributi continuano a essere versati dal datore di lavoro)

Attenzione: rinunciare al Bonus Maroni per continuare a versare i contributi è conveniente se si vuole aumentare l’assegno pensionistico futuro, perché ogni anno lavorato in più incrementa il montante contributivo e quindi la pensione.

Come Richiedere il Bonus Maroni

Il lavoratore deve:

  1. Verificare di aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (tramite estratto conto INPS)
  2. Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo
  3. Il datore di lavoro trasmette la richiesta all’INPS per la verifica dei requisiti
  4. Una volta approvato, il Bonus Maroni viene erogato mensilmente in busta paga

Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa

Per aiutarti a comprendere meglio le differenze tra le diverse opzioni, ecco una tabella comparativa che riassume le caratteristiche principali di APE Sociale, Maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni.

CaratteristicaAPE SocialeMaggiorazioni PensionisticheBonus Maroni
Cos’èIndennità ponte fino alla pensione di vecchiaiaIncrementi economici sulla pensione ordinariaEsonero contributivo per chi rimane al lavoro
Età minima63 anniDa 60 a 70 anni (varia)Nessun limite (se maturati requisiti pensione)
Requisiti contributivi30 o 36 anni (categoria)Variabili (quattordicesima)42 anni e 10 mesi (uomini), 41 e 10 (donne)
Importo massimo1.500 euro/meseFino a 655 euro/anno (quattordicesima)Circa 9,19% dello stipendio lordo
DurataFino a 67 anni (pensione vecchiaia)Permanente (sulla pensione)Finché si lavora
Cumulabile con lavoroSì (fino a 5.000 euro/anno)Sì (con limiti reddituali)Sì (è un beneficio per chi lavora)
RivalutabileNoSì (segue inflazione)Varia con lo stipendio
ReversibileNoSì (alcune maggiorazioni)No
DomandaTelematica all’INPS (scadenze)Automatica o tramite INPSAl datore di lavoro

Quale Opzione Scegliere?

  • APE Sociale: conviene se si vuole smettere di lavorare a 63 anni e si rientra in una delle 4 categorie protette
  • Maggiorazioni pensionistiche: si applicano automaticamente sulla pensione ordinaria se si possiedono i requisiti reddituali
  • Bonus Maroni: conviene se si vuole continuare a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, ottenendo un incremento netto in busta paga

Per una valutazione personalizzata della soluzione più conveniente nel tuo caso specifico, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni

Per comprendere meglio quale opzione sia più conveniente, analizziamo alcuni casi pratici reali.

Caso 1: Mario, Operaio Edile 63 Anni

Situazione:

  • Età: 63 anni
  • Lavoro: operaio edile (attività gravosa)
  • Contributi: 36 anni
  • Stipendio lordo: 1.800 euro/mese
  • Pensione calcolata: 1.300 euro/mese

Opzioni disponibili:

  • Continuare a lavorare: guadagno netto attuale circa 1.350 euro/mese
  • APE Sociale: indennità di 1.300 euro/mese (pari alla pensione maturata)

Convenienza: L’APE Sociale è leggermente meno vantaggiosa dello stipendio (50 euro in meno al mese), ma Mario è stanco del lavoro fisico pesante. Scelta consigliata: APE Sociale, per uscire dal lavoro usurante con un’indennità dignitosa.

Caso 2: Lucia, Infermiera 63 Anni

Situazione:

  • Età: 63 anni
  • Lavoro: infermiera con turni (attività gravosa)
  • Contributi: 37 anni
  • Stipendio lordo: 2.200 euro/mese
  • Pensione calcolata: 1.650 euro/mese

Opzioni disponibili:

  • Continuare a lavorare: stipendio netto circa 1.600 euro/mese
  • APE Sociale: indennità di 1.500 euro/mese (tetto massimo, anche se la pensione è 1.650 euro)

Convenienza: Lucia perde circa 100 euro al mese con l’APE Sociale rispetto allo stipendio, e 150 euro rispetto alla pensione calcolata (per via del tetto di 1.500 euro). Scelta consigliata: se la salute regge e il lavoro è sostenibile, conviene continuare a lavorare fino a 67 anni per ottenere la pensione piena di 1.650 euro.

Caso 3: Giovanni, Impiegato 64 Anni con Requisiti Pensione Anticipata

Situazione:

  • Età: 64 anni
  • Lavoro: impiegato privato
  • Contributi: 43 anni (ha già maturato requisiti pensione anticipata)
  • Stipendio lordo: 2.800 euro/mese
  • Pensione calcolata: 1.900 euro/mese

Opzioni disponibili:

  • Andare in pensione anticipata: 1.900 euro/mese
  • Continuare a lavorare con Bonus Maroni: stipendio netto 2.100 euro + Bonus Maroni 257 euro = 2.357 euro/mese

Convenienza: Continuare a lavorare con il Bonus Maroni garantisce un reddito netto 457 euro superiore alla pensione anticipata. Inoltre, ogni anno lavorato in più aumenta la pensione futura. Scelta consigliata: Bonus Maroni per 2-3 anni, poi pensionamento con assegno più alto.

Caso 4: Anna, Caregiver 63 Anni

Situazione:

  • Età: 63 anni
  • Lavoro: part-time (900 euro/mese netti)
  • Contributi: 31 anni
  • Assiste la madre con handicap grave L.104 da 8 mesi
  • Pensione calcolata: 950 euro/mese

Opzioni disponibili:

  • Continuare a lavorare part-time: 900 euro/mese + stress da doppia gestione lavoro/assistenza
  • APE Sociale: 950 euro/mese + possibilità di dedicarsi completamente all’assistenza

Convenienza: L’APE Sociale garantisce 50 euro in più e soprattutto permette ad Anna di ridurre lo stress e dedicarsi completamente alla madre. Scelta consigliata: APE Sociale.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta

La scelta tra APE Sociale, maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni dipende da molteplici fattori personali, economici e di salute. Ecco alcune linee guida generali per orientarti:

Quando Scegliere l’APE Sociale

  • Hai 63 anni e rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavoro gravoso)
  • Il tuo lavoro è usurante o la salute non ti permette di continuare fino a 67 anni
  • La differenza tra stipendio e APE Sociale è contenuta (meno di 200-300 euro)
  • Preferisci la serenità di uscire dal lavoro piuttosto che continuare per pochi euro in più

Quando Preferire le Maggiorazioni Pensionistiche

  • Hai già raggiunto l’età pensionabile ordinaria (67 anni)
  • Hai redditi bassi e potresti beneficiare della maggiorazione sociale o della quattordicesima
  • Vuoi massimizzare l’importo pensionistico con tutti gli incrementi disponibili

Quando Conviene il Bonus Maroni

  • Hai maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) ma vuoi continuare a lavorare
  • Lo stipendio netto + Bonus Maroni supera significativamente la pensione calcolata
  • Sei in buona salute e il lavoro è sostenibile per altri 2-4 anni
  • Vuoi incrementare il montante contributivo per ottenere una pensione futura più alta

Il Ruolo del CAF nella Scelta

La decisione finale richiede una valutazione personalizzata che tenga conto di:

  • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
  • Simulazione della pensione futura
  • Calcolo dell’importo APE Sociale
  • Stima del Bonus Maroni in base allo stipendio
  • Analisi delle maggiorazioni spettanti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di consulenza pensionistica, con simulazioni personalizzate e assistenza nella presentazione delle domande. Non affidarti al caso: una scelta informata può fare la differenza tra una pensione serena e anni di lavoro evitabili (o viceversa, tra un’uscita anticipata troppo penalizzante e un reddito soddisfacente).

Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

Posso richiedere l’APE Sociale se sono ancora in attività lavorativa?

Sì, puoi richiedere l’APE Sociale anche se stai ancora lavorando, purché tu rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi) e abbia compiuto 63 anni. Tuttavia, l’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro solo fino a 5.000 euro annui. Se superi questa soglia, l’indennità viene revocata.

L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

No, l’APE Sociale non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, l’indennità cessa immediatamente e non passa al coniuge o ai familiari superstiti. Questo è uno dei principali limiti rispetto alla pensione ordinaria.

Se scelgo il Bonus Maroni, perdo contributi per la pensione futura?

No, il Bonus Maroni prevede l’esonero della quota contributiva a carico del lavoratore (circa 9,19%), ma il datore di lavoro continua a versare la propria quota (circa 23%). Quindi continui ad accumulare contributi, anche se in misura ridotta rispetto a chi non richiede il Bonus.

Posso presentare domanda di APE Sociale dopo la scadenza della terza finestra?

Sì, le domande presentate oltre il 30 novembre 2026 vengono comunque accolte, ma slittano automaticamente all’anno successivo (prima finestra 2027). È quindi importante rispettare le scadenze se si vuole ottenere l’indennità nel corso del 2026.

La maggiorazione sociale si somma all’APE Sociale?

No, l’APE Sociale è un’indennità temporanea che non può essere cumulata con le maggiorazioni pensionistiche come la maggiorazione sociale o la quattordicesima. Queste ultime spettano solo sulla pensione definitiva, a partire dai 67 anni (pensione di vecchiaia).

Conviene di più l’APE Sociale o aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni?

Dipende dalla tua situazione. L’APE Sociale ti permette di uscire dal lavoro 4 anni prima (a 63 anni) con un’indennità fino a 1.500 euro, ma non è rivalutabile e non è reversibile. Se continui a lavorare fino a 67 anni, otterrai una pensione ordinaria più alta, rivalutabile annualmente e reversibile ai superstiti. La scelta va valutata con un consulente del CAF in base ai tuoi contributi e alla tua situazione economica.

Posso cumulare APE Sociale e Bonus Maroni?

No, non è possibile. Il Bonus Maroni è riservato a chi continua a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, mentre l’APE Sociale è un’indennità per chi esce dal lavoro a 63 anni. Sono due strumenti alternativi, non cumulabili.


Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale o la Pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti APE Sociale, il calcolo della pensione futura, la simulazione del Bonus Maroni e la presentazione della domanda all’INPS.

I nostri servizi includono:

  • Verifica requisiti APE Sociale 2026 (età, contributi, categoria di appartenenza)
  • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
  • Simulazione importo pensione (APE Sociale, pensione di vecchiaia, anticipata)
  • Calcolo convenienza Bonus Maroni vs pensionamento immediato
  • Assistenza nella raccolta documenti (certificato disoccupazione, L.104, verbale invalidità)
  • Presentazione domanda telematica INPS

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