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Tag Archivio per: maggiorazioni pensione

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento delle pensioni di agosto 2026 segue un calendario particolare perché il 1° agosto cade di sabato. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario vedrà l’accredito in anticipo, il venerdì 31 luglio 2026, mentre chi ritira allo sportello di Poste Italiane dovrà attendere il lunedì 3 agosto, seguendo il consueto calendario alfabetico. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Data Accredito Pensione Agosto 2026
  2. Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026
  3. Importi Pensioni Agosto 2026 con Rivalutazione
  4. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026
  5. Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026
  6. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto
  7. Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026
  8. Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026
  9. Domande Frequenti

Data Accredito Pensione Agosto 2026: Quando Arriva

La data ufficiale di pagamento delle pensioni di agosto 2026 è il 1° agosto, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, poiché il 1° agosto 2026 cade di sabato, le banche anticipano l’operazione al giorno lavorativo precedente.

Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:

  • Conto corrente bancario: accredito il venerdì 31 luglio 2026 (anticipo perché il 1° agosto è sabato)
  • Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il venerdì 31 luglio 2026
  • Libretto postale: accredito il venerdì 31 luglio 2026
  • Carta Postepay Evolution: accredito il venerdì 31 luglio 2026
  • Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal lunedì 3 agosto 2026 secondo calendario alfabetico

Chi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 31 luglio. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe essere posticipato di qualche ora a causa dei tempi tecnici interbancari.

Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026

I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni agosto 2026 inizia lunedì 3 agosto, poiché il 1° e il 2 agosto cadono nel weekend.

Ecco il calendario alfabetico di agosto 2026 per il ritiro allo sportello:

GiornoDataCognomi dalla lettera
Lunedì3 agosto 2026A – B
Martedì4 agosto 2026C – D
Mercoledì5 agosto 2026E – K
Giovedì6 agosto 2026L – O
Venerdì7 agosto 2026P – R
Sabato8 agosto 2026S – Z

Ricorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code e garantire un servizio più ordinato. Se non riesci a ritirare nel giorno previsto, puoi presentarti in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese.

Importi Pensioni Agosto 2026 con Rivalutazione

Gli importi delle pensioni di agosto 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.

Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):

Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026
Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTAT
Da 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTAT
Da 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTAT
Da 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTAT
Da 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTAT
Oltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTAT

In pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di agosto 2026 riflette già questi importi aggiornati, come confermato dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per approfondire tutte le opzioni di uscita dal lavoro e i requisiti pensionistici, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026.

Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026

La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.

Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:

  • Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annui
  • Età tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annui
  • Età dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annui

La maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di agosto 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026

Il cedolino della pensione di agosto 2026 potrebbe presentare trattenute aggiuntive rispetto ai mesi precedenti. Questo accade perché l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026 a partire dai ratei di pensione di agosto e settembre.

Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di agosto sono:

  • Conguaglio IRPEF a debito: se dal 730 precompilato 2026 risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensione
  • Addizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili e trattenuta dal cedolino
  • Addizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenza
  • Recupero di somme erogate in eccesso: l’INPS potrebbe recuperare importi pagati per errore nei mesi precedenti
  • Trattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensione

Se il conguaglio IRPEF a debito supera un certo importo, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi successivi per evitare che la pensione netta si riduca troppo in un solo mese. In ogni caso, è fondamentale controllare attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgersi a un professionista fiscale per verificare la correttezza dei calcoli.

Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto 2026

La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di agosto 2026 potrebbe contenere anche il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.

Il rimborso arriva nel mese di agosto a condizione che tu abbia presentato il modello 730/2026 entro giugno. Ecco il calendario indicativo dei rimborsi:

  • 730 presentato entro maggio 2026: rimborso nel cedolino di agosto 2026
  • 730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026
  • 730 presentato a luglio-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (settembre-novembre)

Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.

Se non hai ancora presentato il 730, c’è ancora tempo: la scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.

Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026

Un aspetto importante da considerare riguarda la quattordicesima mensilità, la somma aggiuntiva erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. La quattordicesima viene generalmente pagata nel mese di luglio insieme al rateo ordinario, ma in alcuni casi il pagamento o il conguaglio può slittare ad agosto 2026.

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano questi requisiti:

  • Età: almeno 64 anni compiuti
  • Reddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.488 euro annui nel 2026)
  • Tipo di pensione: pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o fondi sostitutivi

L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Per chi ha fino a 15 anni di contributi, l’importo è di 437 euro; con 15-25 anni sale a 546 euro; oltre 25 anni si arriva a 655 euro. Se i tuoi redditi sono ancora più bassi (entro 1,5 volte il minimo), gli importi aumentano rispettivamente a 655, 546 e 655 euro.

Se non hai ricevuto la quattordicesima a luglio e ritieni di averne diritto, controlla il cedolino di agosto oppure rivolgiti al Patronato per verificare la tua situazione.

Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026

Il cedolino della pensione di agosto 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:

  1. Accedi al sito www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricerca
  5. Seleziona il mese di agosto 2026 dal menu a tendina
  6. Visualizza e scarica il cedolino in formato PDF

Sul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.

Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà nell’accesso al portale, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, dove un operatore qualificato potrà accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio di consultazione cedolino è completamente gratuito.

Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Agosto 2026

Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 (venerdì) per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario parte dal 3 agosto 2026 (lunedì) seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi.

Perché la pensione di agosto arriva a luglio?

La pensione di agosto viene accreditata il 31 luglio perché il 1° agosto 2026 cade di sabato, giorno non bancabile. Le banche anticipano quindi il pagamento all’ultimo giorno lavorativo utile, che è il venerdì 31 luglio. L’importo si riferisce comunque alla mensilità di agosto.

Il rimborso del 730 arriva con la pensione di agosto?

Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro maggio-giugno, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di agosto come voce aggiuntiva. Se il 730 è stato presentato successivamente, il rimborso arriverà nei mesi seguenti.

Cosa sono le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto?

Le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto possono essere relative ai conguagli IRPEF dal 730 (se risulta un debito), alle addizionali regionali e comunali, oppure a recuperi di somme erogate in eccesso dall’INPS nei mesi precedenti.

Come posso controllare il cedolino della pensione di agosto?

Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione.

La pensione minima di agosto 2026 a quanto ammonta?

La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70.


Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti Aiuta

Se hai domande sul pagamento della pensione di agosto 2026, sulle trattenute nel cedolino o sul rimborso del 730, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:

  • Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voce
  • Controllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamente
  • Assistere nella compilazione del modello 730 per ottenere il rimborso
  • Verificare il diritto alla quattordicesima e alla maggiorazione sociale
  • Gestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE Sociale
Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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    Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 14:00:002026-04-18 11:13:24Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Invalidità 75 Per Cento e Pensione Anticipata 2026: Maggiorazione Contributiva, Requisiti e Calcolo

    invalidità CAF Udine

    L’​invalidità al 75 per cento consente davvero di andare in pensione anticipata? È una domanda che si pongono migliaia di lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento di un’invalidità civile pari o superiore al 74%. La risposta è sì, grazie alla maggiorazione contributiva prevista dall’articolo 80, comma 3, della Legge 388/2000: per ogni anno lavorato con invalidità superiore al 74%, vengono accreditati 2 mesi di contributi figurativi in più. Questo meccanismo può far guadagnare fino a diversi anni di anzianità contributiva, avvicinando concretamente il traguardo della pensione.

    In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo in dettaglio come funziona la maggiorazione contributiva per invalidità 75%, con esempi pratici di calcolo, la differenza fondamentale tra la soglia del 75% e quella dell’80%, l’effetto su pensione anticipata ordinaria, Quota 103 e Quota 41, i requisiti per ottenerla e la procedura di domanda all’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni giorno lavoratori invalidi nella verifica dei contributi e nell’invio delle domande previdenziali.

    Indice dei contenuti

    1. Invalidità civile al 75 per cento: cosa significa e come si ottiene
    2. Maggiorazione contributiva: 2 mesi in più per ogni anno lavorato
    3. Calcolo pratico: quanti anni di contributi si guadagnano
    4. Tabella con esempi pratici di calcolo
    5. Differenza tra invalidità 75% e invalidità 80%
    6. Effetto sulla pensione anticipata ordinaria
    7. Effetto su Quota 103 e Quota 41
    8. Requisiti: certificazione ASL/INPS e verbale di invalidità
    9. Come fare domanda per il riconoscimento della maggiorazione
    10. Compatibilità con altri benefici previdenziali
    11. Domande frequenti

    Invalidità civile al 75 per cento: cosa significa e come si ottiene

    L’invalidità civile al 75% indica una riduzione della capacità lavorativa pari a tre quarti rispetto a una persona sana. Il riconoscimento avviene attraverso un percorso medico-legale che coinvolge il medico di base e la commissione medica dell’ASL integrata da un medico INPS. In pratica, significa che la commissione ha accertato che le patologie del lavoratore compromettono in modo significativo la sua capacità di svolgere attività lavorative.

    Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario seguire questi passaggi:

    • Certificato medico introduttivo: il medico di base compila il certificato telematico su portale INPS e rilascia il numero di protocollo
    • Domanda telematica: entro 90 giorni dal certificato, si presenta la domanda online sul sito INPS o tramite un CAF/patronato abilitato
    • Visita medica: la commissione ASL-INPS convoca il richiedente per la visita, valutando la documentazione clinica presentata
    • Verbale di invalidità: al termine, viene emesso il verbale che indica la percentuale di invalidità riconosciuta

    Il verbale definitivo viene inviato tramite raccomandata o PEC e rappresenta il documento fondamentale per accedere a tutti i benefici previdenziali collegati all’invalidità, compresa la maggiorazione contributiva. È importante conservarlo con cura perché sarà richiesto in fase di domanda di pensione. Il congedo per cure spettante agli invalidi dal 50% è un altro diritto collegato al riconoscimento.

    Maggiorazione contributiva: 2 mesi in più per ogni anno lavorato

    La maggiorazione contributiva per invalidità superiore al 74% è il principale beneficio previdenziale per i lavoratori con invalidità al 75 per cento. Introdotta dall’articolo 80, comma 3, della Legge 388/2000 (Legge Finanziaria 2001), questa misura prevede un meccanismo semplice ma molto efficace: per ogni anno di lavoro effettivo svolto in condizioni di invalidità superiore al 74%, l’INPS riconosce 2 mesi di contribuzione figurativa aggiuntiva.

    In parole semplici, è come se ogni anno lavorato valesse 14 mesi invece di 12 ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione. Questo bonus non è automatico: va espressamente richiesto all’INPS presentando apposita domanda. La maggiorazione si applica esclusivamente ai periodi di lavoro effettivo successivi alla data di decorrenza dell’invalidità indicata nel verbale.

    Vediamo i punti chiave di questa agevolazione:

    • Soglia minima: invalidità civile riconosciuta superiore al 74% (quindi dal 75% in su)
    • Misura: 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro effettivo con invalidità
    • Limiti: la maggiorazione si applica fino a un massimo di 5 anni complessivi di beneficio (cioè 60 mesi di contributi figurativi, corrispondenti a 30 anni di lavoro effettivo con invalidità)
    • Decorrenza: solo per i periodi di lavoro successivi al riconoscimento dell’invalidità e successivi al 2002 (entrata in vigore della norma)
    • Utilizzo: vale sia per il diritto alla pensione (raggiungimento dei requisiti contributivi) sia per la misura della pensione (aumento dell’importo)

    Un aspetto importante da sottolineare: la maggiorazione contributiva non è cumulabile con benefici analoghi previsti da altre normative per la stessa finalità. Ad esempio, chi già beneficia della maggiorazione per i lavoratori sordomuti o per i non vedenti non può sommare anche quella prevista dalla Legge 388/2000.

    Calcolo pratico: quanti anni di contributi si guadagnano

    Capire concretamente quanto si “guadagna” con la maggiorazione contributiva per invalidità 75% è fondamentale per pianificare correttamente il proprio percorso verso la pensione. Il calcolo è lineare: per ogni anno di lavoro effettivo svolto con invalidità superiore al 74%, si ottengono 2 mesi aggiuntivi. Questo significa che la proporzione è di 1 anno = 2 mesi bonus, ovvero 6 anni = 1 anno intero di contributi in più.

    Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco, impiegato di 58 anni, abbia ottenuto il riconoscimento di invalidità civile al 76% nel 2006 e abbia continuato a lavorare ininterrottamente fino a oggi. I suoi 20 anni di lavoro con invalidità (dal 2006 al 2026) gli danno diritto a una maggiorazione di 40 mesi, cioè 3 anni e 4 mesi di contributi figurativi aggiuntivi. Se Marco ha complessivamente 39 anni e 6 mesi di contributi effettivi, con la maggiorazione arriverebbe a 42 anni e 10 mesi, raggiungendo il requisito per la pensione anticipata ordinaria maschile.

    Prendiamo un altro caso. Laura, operaia di 55 anni, ha un’invalidità del 78% riconosciuta dal 2010. Ha lavorato 16 anni con invalidità, maturando una maggiorazione di 32 mesi (2 anni e 8 mesi). Se Laura ha 39 anni e 2 mesi di contributi effettivi, con il bonus raggiunge 41 anni e 10 mesi, centrando il requisito per la pensione anticipata femminile senza attendere l’età pensionabile.

    Tabella con esempi pratici di calcolo

    La tabella seguente mostra in modo chiaro quanto si guadagna in base agli anni di lavoro svolti con invalidità superiore al 74%. Tieni presente che la maggiorazione ha un tetto massimo di 5 anni (60 mesi), raggiungibile solo dopo 30 anni di lavoro con invalidità.

    Anni di lavoro con invaliditàMesi di maggiorazioneAnni e mesi guadagnati
    5 anni10 mesi0 anni e 10 mesi
    10 anni20 mesi1 anno e 8 mesi
    15 anni30 mesi2 anni e 6 mesi
    20 anni40 mesi3 anni e 4 mesi
    25 anni50 mesi4 anni e 2 mesi
    30 anni60 mesi (max)5 anni (tetto massimo)

    Come si nota dalla tabella, con 20 anni di lavoro in condizioni di invalidità si guadagnano ben 3 anni e 4 mesi di contributi aggiuntivi. Questo può fare la differenza tra dover aspettare l’età di vecchiaia (67 anni) e riuscire ad accedere alla pensione anticipata con diversi anni di anticipo. È fondamentale verificare l’estratto conto contributivo INPS per controllare che la maggiorazione sia stata correttamente accreditata. Il servizio di ricostituzione pensione può essere utile in caso di errori nell’accredito.

    Differenza tra invalidità 75% e invalidità 80%

    Capire la differenza tra invalidità al 75% e invalidità all’80% è cruciale perché le due soglie danno accesso a benefici previdenziali molto diversi. Vediamo il confronto diretto.

    Con l’invalidità al 75% (più precisamente, superiore al 74%) si ha diritto alla maggiorazione contributiva di 2 mesi per anno di lavoro. Questo beneficio aiuta a raggiungere prima i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria, ma non consente di accedere a una forma speciale di pensionamento anticipato.

    Con l’invalidità pari o superiore all’80%, invece, si apre un’ulteriore possibilità: la pensione di vecchiaia anticipata per invalidi. Questa misura, prevista dall’articolo 1, comma 8, del D.Lgs. 503/1992 e riservata ai soli lavoratori dipendenti del settore privato, consente di andare in pensione di vecchiaia a:

    • 61 anni per gli uomini (invece di 67)
    • 56 anni per le donne (invece di 67)
    • Con almeno 20 anni di contributi
    • Finestra di attesa di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti

    Ecco una tabella riassuntiva delle differenze:

    CaratteristicaInvalidità 75% (sup. 74%)Invalidità 80% (sup. 79%)
    Maggiorazione contributivaSì, 2 mesi/annoSì, 2 mesi/anno
    Pensione vecchiaia anticipataNoSì (61M / 56F)
    Chi ne ha dirittoTutti i lavoratoriSolo dipendenti privati
    Contributi richiesti42a 10m (M) / 41a 10m (F)20 anni
    Effetto praticoAnticipo di qualche annoAnticipo anche di 6-11 anni

    In sintesi: chi ha il 75% di invalidità può usare la maggiorazione contributiva per ridurre gli anni necessari alla pensione anticipata, ma non ha accesso alla pensione di vecchiaia con requisiti anagrafici ridotti. Chi raggiunge l’80%, invece, ha un vantaggio molto più significativo, potendo accedere alla pensione anche 6-11 anni prima. In alcuni casi può valere la pena richiedere un aggravamento della propria invalidità se le condizioni di salute sono peggiorate.

    Effetto sulla pensione anticipata ordinaria

    La pensione anticipata ordinaria nel 2026 richiede un’anzianità contributiva di:

    • 42 anni e 10 mesi per gli uomini
    • 41 anni e 10 mesi per le donne

    A questi requisiti si aggiunge una finestra mobile di 3 mesi prima della decorrenza effettiva del trattamento. La pensione anticipata non richiede un’età minima: si può ottenere a qualsiasi età, purché si raggiunga l’anzianità contributiva necessaria. È proprio qui che la maggiorazione contributiva per invalidità 75% gioca un ruolo determinante.

    I 2 mesi per anno riconosciuti dalla Legge 388/2000 si sommano ai contributi effettivi e a quelli figurativi già presenti nell’estratto conto. Riprendendo l’esempio di Marco: i suoi 39 anni e 6 mesi di contributi effettivi diventano 42 anni e 10 mesi con la maggiorazione, raggiungendo esattamente il traguardo. Senza il bonus, Marco avrebbe dovuto lavorare altri 3 anni e 4 mesi prima di poter presentare domanda.

    Un aspetto spesso trascurato: la maggiorazione incide anche sull’importo della pensione. I contributi figurativi aggiuntivi entrano nel calcolo dell’assegno pensionistico, determinando un leggero aumento della prestazione. Chi desidera approfondire i requisiti di tutte le opzioni pensionistiche per il 2026 può consultare la nostra guida alle pensioni 2026.

    Effetto su Quota 103 e Quota 41

    La maggiorazione contributiva per invalidità al 75% ha effetto anche su altre forme di pensionamento anticipato attualmente in vigore nel 2026. Vediamo come interagisce con le misure più rilevanti.

    Quota 103 richiede almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. La maggiorazione contributiva per invalidità viene conteggiata ai fini del raggiungimento dei 41 anni. Questo significa che un lavoratore con 38 anni di contributi effettivi e 18 anni di lavoro con invalidità superiore al 74% ottiene 3 anni di bonus (36 mesi), raggiungendo così i 41 anni necessari. Naturalmente, deve avere anche almeno 62 anni di età.

    Quota 41 per lavoratori precoci consente il pensionamento con 41 anni di contributi a qualsiasi età, a condizione di aver iniziato a lavorare prima dei 19 anni e di trovarsi in una delle categorie tutelate (disoccupati, caregiver, invalidi al 74% o più, addetti a lavori gravosi). Per chi ha invalidità al 75%, la maggiorazione contributiva aiuta a raggiungere i 41 anni richiesti. In questo caso il doppio vantaggio è evidente: l’invalidità dà sia accesso alla misura come categoria tutelata, sia la maggiorazione contributiva per raggiungere prima i 41 anni. Approfondisci sul primo pagamento dopo Quota 41.

    Un dato importante: con Quota 103 nel 2026 l’assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo, che potrebbe risultare meno vantaggioso. Chi ha contributi prima del 1996, valuti attentamente se conviene attendere la pensione anticipata ordinaria (calcolata con il sistema misto, più favorevole) piuttosto che accedere a Quota 103.

    Requisiti: certificazione ASL/INPS e verbale di invalidità

    Per ottenere la maggiorazione contributiva occorre soddisfare requisiti specifici e presentare una documentazione precisa. Non basta aver ottenuto il riconoscimento dell’invalidità: bisogna che il verbale rispetti determinati criteri e che la domanda all’INPS sia compilata correttamente.

    I requisiti fondamentali sono:

    • Invalidità civile superiore al 74%: il verbale della commissione medica ASL/INPS deve riportare una percentuale pari o superiore al 75%. Il 74% esatto non è sufficiente: la norma parla di invalidità “superiore al 74%”
    • Essere lavoratore dipendente o autonomo: la maggiorazione si applica ai periodi di lavoro effettivo, quindi è necessario avere un rapporto di lavoro attivo
    • Periodi di lavoro successivi al riconoscimento: la maggiorazione si calcola solo sugli anni lavorati dopo la data in cui l’invalidità è stata riconosciuta
    • Periodi successivi al 2002: la Legge 388/2000 è entrata in vigore nel 2001, ma le prime applicazioni pratiche risalgono al 2002

    La documentazione necessaria comprende:

    • Verbale di invalidità civile in originale o copia conforme, con indicazione della percentuale e della data di decorrenza
    • Estratto conto contributivo INPS aggiornato, per verificare i periodi di lavoro da maggiorare
    • Documento di identità e codice fiscale
    • Eventuali verbali di revisione: se l’invalidità è stata oggetto di revisioni successive, servono tutti i verbali per dimostrare la continuità

    Il percorso pensionistico con Legge 104 è un’ulteriore opzione per chi ha disabilità riconosciuta e può integrare i benefici della maggiorazione contributiva. Anche l’assegno ordinario di invalidità è una prestazione da valutare in parallelo.

    Come fare domanda per il riconoscimento della maggiorazione

    La domanda di maggiorazione contributiva per invalidità non viene presentata separatamente: va inserita nella domanda di pensione stessa. In altre parole, quando il lavoratore invalido presenta domanda di pensione anticipata (o di vecchiaia), deve specificare di voler beneficiare della maggiorazione ex art. 80, comma 3, L. 388/2000, allegando il verbale di invalidità.

    Ecco la procedura dettagliata:

    1. Verifica dell’estratto conto: prima di presentare domanda, accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e scarica il tuo estratto conto contributivo per verificare i periodi di lavoro e i contributi accreditati
    2. Simulazione della pensione: utilizza il servizio “La mia pensione futura” di INPS per simulare l’effetto della maggiorazione sul raggiungimento dei requisiti
    3. Raccolta documentazione: prepara il verbale di invalidità civile, l’estratto conto e un documento di identità valido
    4. Presentazione domanda: puoi procedere online tramite il portale INPS, chiamando il Contact Center INPS al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare), oppure rivolgendoti a un CAF/patronato abilitato
    5. Inserimento della maggiorazione: nella sezione “Benefici per invalidità” della domanda di pensione, seleziona l’opzione relativa alla maggiorazione contributiva e allega il verbale
    6. Attesa della risposta: l’INPS verifica i requisiti e comunica l’esito. I tempi medi variano da 30 a 90 giorni

    Il consiglio del CAF Centro Fiscale di Udine è di non procedere da soli: la domanda di pensione con maggiorazione contributiva presenta diverse insidie tecniche. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o la mancata applicazione del beneficio. Il nostro patronato segue ogni anno centinaia di domande di pensione per lavoratori invalidi e può assistere il richiedente in tutte le fasi, dalla verifica dell’estratto conto alla presentazione telematica. Per la domanda di pensione di vecchiaia i documenti richiesti sono simili.

    Compatibilità con altri benefici previdenziali

    Una domanda frequente riguarda la compatibilità della maggiorazione contributiva con altre prestazioni e benefici previdenziali. Facciamo chiarezza sui casi più comuni.

    La maggiorazione contributiva per invalidità superiore al 74% è compatibile con:

    • Assegno ordinario di invalidità (AOI): chi percepisce l’assegno ordinario e continua a lavorare matura comunque la maggiorazione sui periodi lavorati
    • Legge 104: i permessi e le agevolazioni della Legge 104 sono indipendenti dalla maggiorazione contributiva e possono coesistere
    • APE Sociale: la maggiorazione può contribuire al raggiungimento dei requisiti contributivi per l’APE Sociale, che richiede almeno 30 anni di contributi (36 per i non invalidi)
    • Pensione di inabilità: chi viene poi riconosciuto totalmente inabile può passare alla pensione di inabilità, che ha requisiti diversi (5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni)

    La maggiorazione non è compatibile con:

    • Maggiorazioni per non vedenti: chi già beneficia della maggiorazione contributiva per cecità non può cumulare anche quella per invalidità civile generica
    • Maggiorazioni per sordomuti: stesso principio, non è possibile il cumulo
    • Benefici contributivi per lo stesso periodo già coperti da altre norme: se un periodo di lavoro è già coperto da altra maggiorazione, non si può applicare anche questa

    Un caso particolare riguarda chi percepisce la NASPI (indennità di disoccupazione): i periodi coperti dalla NASPI non sono “lavoro effettivo” e quindi non maturano maggiorazione contributiva, ma i contributi figurativi della NASPI vengono comunque conteggiati per il raggiungimento dei requisiti pensionistici.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Con il 75% di invalidità posso andare subito in pensione?

    No, non automaticamente. L’invalidità al 75% non dà diritto a una pensione immediata, ma consente di beneficiare della maggiorazione contributiva di 2 mesi per anno lavorato. Questo significa che puoi raggiungere prima i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria. Il momento in cui potrai andare in pensione dipende da quanti contributi hai già maturato e da quanti anni hai lavorato con l’invalidità riconosciuta.

    La maggiorazione contributiva viene applicata automaticamente?

    No. La maggiorazione va espressamente richiesta nella domanda di pensione, allegando il verbale di invalidità civile. Se non la richiedi, l’INPS non la applica d’ufficio. Per questo è fondamentale farsi assistere da un patronato o CAF nella compilazione della domanda.

    Qual è la differenza tra invalidità civile e invalidità INPS?

    L’invalidità civile viene riconosciuta dalla commissione medica ASL/INPS e misura la riduzione della capacità lavorativa generica. L’invalidità INPS (ai fini dell’assegno ordinario di invalidità) misura la riduzione della capacità lavorativa specifica, cioè legata al lavoro effettivamente svolto. Per la maggiorazione contributiva serve l’invalidità civile superiore al 74%, non quella INPS.

    Quanti anni di contributi posso guadagnare al massimo?

    Il tetto massimo è di 5 anni di contributi figurativi aggiuntivi (60 mesi). Per raggiungere questo tetto, servono 30 anni di lavoro effettivo con invalidità superiore al 74%. Nella pratica, la maggior parte dei lavoratori guadagna tra 2 e 4 anni di contributi aggiuntivi.

    La maggiorazione vale anche per i lavoratori autonomi?

    Sì. La maggiorazione contributiva prevista dall’art. 80 della Legge 388/2000 si applica a tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, liberi professionisti iscritti alle gestioni INPS). L’importante è che vi sia lavoro effettivo durante il periodo di invalidità.

    Posso chiedere la maggiorazione contributiva se ho il 74% esatto?

    No. La normativa richiede un’invalidità superiore al 74%, quindi la soglia minima è il 75%. Con il 74% esatto non si ha diritto alla maggiorazione contributiva. Tuttavia, se ritieni che la tua condizione sia peggiorata, puoi richiedere una revisione dell’invalidità per ottenere una percentuale più alta.

    Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2026


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    Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza previdenziale per lavoratori invalidi. Ti aiutiamo a verificare i contributi, calcolare la maggiorazione e presentare la domanda di pensione all’INPS.

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      Aprile 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/invalidita-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-20 08:00:002026-05-31 09:57:45Invalidità 75 Per Cento e Pensione Anticipata 2026: Maggiorazione Contributiva, Requisiti e Calcolo
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026
      2. Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale
      3. Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026
      4. Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026
      5. Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026
      6. Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti
      7. Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona
      8. Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa
      9. Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni
      10. Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta
      11. Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

      Il 2026 porta importanti novità per chi si avvicina alla pensione anticipata. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato l’APE Sociale, lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 63 anni di età e specifici requisiti contributivi. Parallelamente, le maggiorazioni pensionistiche e il Bonus Maroni offrono opportunità per incrementare l’assegno pensionistico o posticipare il pensionamento con vantaggi economici.

      L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 18 del 2026 che aggiorna tutti i requisiti, le categorie beneficiarie, gli importi massimi e le scadenze per presentare domanda. In questa guida analizziamo nel dettaglio l’APE Sociale 2026, le maggiorazioni pensionistiche previste dalla normativa vigente e il Bonus Maroni, con esempi pratici di calcolo e tabelle comparative per aiutarti a scegliere la soluzione più conveniente.

      Se hai maturato i requisiti o stai valutando quando andare in pensione, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata. Per assistenza personalizzata nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

      Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026

      L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico) è un’indennità economica a carico dello Stato, riconosciuta a lavoratori in condizioni di particolare disagio che si trovano a pochi anni dal pensionamento di vecchiaia. Non è un vero e proprio trattamento pensionistico, ma un sussidio ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

      L’APE Sociale 2026 è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) con alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti:

      • Requisito anagrafico confermato a 63 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
      • Requisito contributivo minimo: da 30 a 36 anni a seconda della categoria di appartenenza
      • Importo massimo mensile: 1.500 euro lordi (non rivalutabile annualmente)
      • Durata: fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
      • Non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario, l’assegno non passa ai superstiti
      • È cumulabile con redditi da lavoro limitati (massimo 5.000 euro annui)

      La Circolare INPS n. 18/2026 ha confermato la proroga per tutto il 2026 e ha ribadito che l’APE Sociale non è soggetta a contribuzione, quindi non genera ulteriori mesi di contributi ai fini pensionistici. È importante sottolineare che l’indennità non può superare l’importo della pensione calcolata al momento della domanda.

      Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale

      L’APE Sociale 2026 è riservata a quattro categorie di lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Ogni categoria ha requisiti specifici sia in termini di contribuzione che di condizioni soggettive.

      1. Disoccupati

      Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di:

      • Licenziamento (incluso licenziamento collettivo)
      • Dimissioni per giusta causa
      • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di mobilità

      Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

      Condizioni aggiuntive: aver terminato l’intero periodo di fruizione della NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi.

      2. Caregivers (Assistenti familiari)

      Rientrano in questa categoria i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi continuativi (alla data della domanda) un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3 comma 3. Il familiare deve essere:

      • Coniuge o unito civilmente
      • Parente di primo grado (genitori, figli)
      • Parente di secondo grado (solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti)

      Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

      3. Invalidi con Riduzione della Capacità Lavorativa

      Possono accedere i lavoratori con riconoscimento di:

      • Invalidità civile almeno al 74%
      • Invalidità INPS (pensione di inabilità o assegno ordinario di invalidità)

      Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

      4. Lavoratori che Svolgono Mansioni Gravose

      Questa categoria comprende i lavoratori che hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 11 attività gravose individuate dalla legge:

      • Operai edili e agricoli
      • Conducenti di veicoli pesanti (camion, autobus, TIR)
      • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
      • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
      • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido
      • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
      • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
      • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
      • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione edifici
      • Conciatori di pelli e pellicce
      • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

      Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (requisito più alto)

      La Circolare INPS n. 18/2026 ha ribadito che l’elenco delle attività gravose è tassativo e non ammette interpretazioni estensive.

      Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026

      Per accedere all’APE Sociale nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti anagrafici e contributivi. Ecco il dettaglio completo:

      Requisito Anagrafico

      Il richiedente deve aver compiuto 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026. Questo significa che possono presentare domanda nel 2026 tutti i nati entro il 31 dicembre 1963.

      Requisiti Contributivi

      La contribuzione richiesta varia in base alla categoria di appartenenza:

      CategoriaContributi RichiestiCondizioni Aggiuntive
      Disoccupati30 anniDisoccupazione involontaria + fine NASPI da almeno 3 mesi
      Caregivers30 anniAssistenza familiare con L.104 art.3 comma 3 da almeno 6 mesi
      Invalidi (≥74%)30 anniInvalidità civile o INPS riconosciuta
      Lavori gravosi36 anni7 anni negli ultimi 10 di attività gravosa (o 6 negli ultimi 7)

      Attenzione: i contributi devono essere effettivi, quindi non sono computabili:

      • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI, mini-ASPI)
      • Contributi figurativi per malattia oltre i primi 12 mesi
      • Contributi da riscatto del corso di laurea (salvo casi specifici)

      Sono invece computabili:

      • Contributi obbligatori da lavoro dipendente e autonomo
      • Contributi volontari
      • Contributi figurativi per maternità, servizio militare e infortunio sul lavoro

      Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026

      L’importo dell’APE Sociale è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

      Come si Calcola l’Importo

      L’INPS calcola l’importo sulla base dei contributi versati e del montante contributivo accumulato. Il calcolo segue queste regole:

      • Se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro: l’APE Sociale corrisponde all’intero importo della pensione
      • Se la pensione calcolata è superiore a 1.500 euro: l’APE Sociale viene limitata a 1.500 euro

      Esempio pratico di calcolo:

      • Lavoratore A: pensione maturata 1.200 euro → APE Sociale di 1.200 euro
      • Lavoratore B: pensione maturata 1.800 euro → APE Sociale di 1.500 euro (tetto massimo)

      Trattamento Fiscale

      L’APE Sociale è soggetta a tassazione IRPEF, come qualsiasi reddito pensionistico. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’assegno mensile. Non sono dovuti contributi previdenziali, quindi l’indennità non genera ulteriori mesi di contribuzione.

      Non è Rivalutabile

      A differenza delle pensioni ordinarie, l’APE Sociale non è soggetta a rivalutazione annuale in base all’inflazione. L’importo riconosciuto alla decorrenza resta fisso fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

      Cumulo con Altri Redditi

      L’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro entro il limite di:

      • 5.000 euro annui per lavoro dipendente
      • 5.000 euro annui per lavoro autonomo

      Se il reddito supera questa soglia, l’APE Sociale viene revocata con obbligo di restituzione delle somme percepite.

      Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026

      La domanda di APE Sociale deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. Per il 2026, la normativa prevede tre finestre temporali per la presentazione:

      Finestre per la Domanda 2026

      FinestraScadenza DomandaDecorrenza Indennità
      Prima finestraEntro il 31 marzo 2026Dal 1° luglio 2026 (se approvata)
      Seconda finestraEntro il 15 luglio 2026Dal 1° novembre 2026 (se approvata)
      Terza finestraEntro il 30 novembre 2026Dal 1° marzo 2027 (se approvata)

      Importante: le domande presentate dopo le scadenze vengono comunque accolte, ma slittano alla finestra successiva. Ad esempio, una domanda presentata il 10 aprile 2026 verrà valutata nella seconda finestra (decorrenza 1° novembre).

      Come Presentare la Domanda

      Esistono tre modalità per presentare la domanda:

      • Online sul sito INPS: accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata MyINPS, sezione “Domanda di pensione”
      • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
      • Tramite Patronato o CAF: affidandosi a un intermediario abilitato che presenterà la domanda per conto del richiedente (servizio gratuito)

      Documenti Necessari

      A seconda della categoria di appartenenza, è necessario allegare:

      • Disoccupati: certificato di disoccupazione (rilasciato dal Centro per l’Impiego), documentazione NASPI/DIS-COLL
      • Caregivers: certificazione di handicap grave L.104 art.3 comma 3 del familiare assistito, autodichiarazione di coabitazione o assistenza continuativa
      • Invalidi: verbale di invalidità civile ≥74% o provvedimento INPS di invalidità/inabilità
      • Lavori gravosi: estratto conto contributivo INPS con evidenza delle attività gravose svolte

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella presentazione della domanda, dalla verifica dei requisiti alla raccolta della documentazione fino all’invio telematico all’INPS.

      Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti

      Le maggiorazioni pensionistiche sono incrementi economici che si aggiungono all’importo della pensione ordinaria in presenza di specifiche condizioni soggettive o economiche. Non vanno confuse con l’APE Sociale: si tratta di benefici aggiuntivi sulla pensione definitiva, non di anticipi pensionistici.

      1. Maggiorazione Sociale (Art. 1 Legge 544/1988)

      È la più diffusa e spetta ai pensionati con redditi bassi. I requisiti sono:

      • Età minima: 60 anni (uomini e donne)
      • Reddito personale annuo: non superiore a 13.907,58 euro (2026)
      • Reddito coniugale annuo: non superiore a 26.814,87 euro (se coniugato)

      Importo della maggiorazione: varia in base all’età del pensionato:

      • Dai 60 ai 64 anni: fino a 25,83 euro mensili
      • Dai 65 ai 69 anni: fino a 82,64 euro mensili
      • Dai 70 anni in poi: fino a 136,44 euro mensili

      La maggiorazione viene erogata automaticamente dall’INPS se si possiedono i requisiti, senza necessità di presentare domanda specifica.

      2. Quattordicesima Mensilità (D.L. 81/2007)

      È una somma aggiuntiva corrisposta una volta l’anno (a luglio) ai pensionati con redditi bassi. Requisiti:

      • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento
      • Reddito personale annuo: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.000 euro nel 2026)

      Importo della quattordicesima: varia in base agli anni di contribuzione:

      Anni di ContributiImporto (Dipendenti)Importo (Autonomi)
      Fino a 15 anni437 euro336 euro
      Tra 15 e 25 anni546 euro420 euro
      Oltre 25 anni655 euro504 euro

      3. Incremento al Milione (Legge 448/2001)

      È una maggiorazione che porta la pensione fino a 774,36 euro mensili (soglia di povertà). Requisiti:

      • Età minima: 70 anni (ridotta a 65 per invalidi al 100%)
      • Reddito personale: inferiore alla soglia prevista per il diritto alla maggiorazione
      • Titolarità di pensione sociale o assegno sociale

      4. Maggiorazione per Figli a Carico

      Alcuni trattamenti pensionistici prevedono maggiorazioni per carichi familiari, in particolare:

      • Pensione ai superstiti: incremento per ogni figlio minorenne o inabile a carico
      • Assegno ordinario di invalidità: maggiorazione per coniuge e figli a carico

      Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona

      Il Bonus Maroni (ufficialmente chiamato Incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa) è una misura introdotta dalla Riforma Maroni del 2004 e confermata dalla normativa vigente. Consente ai lavoratori dipendenti che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata di continuare a lavorare ricevendo in busta paga, al posto dei contributi previdenziali, una somma netta aggiuntiva.

      Come Funziona il Bonus Maroni

      Normalmente, su ogni stipendio lordo il datore di lavoro versa all’INPS i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del lavoratore). Con il Bonus Maroni, il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione ma sceglie di non andare in pensione può richiedere che questa quota contributiva gli venga erogata direttamente in busta paga come somma netta.

      Requisiti per Accedere al Bonus Maroni

      • Aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026)
      • Essere un lavoratore dipendente del settore privato (esclusi pubblici dipendenti)
      • Non aver presentato domanda di pensione all’INPS
      • Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo

      Quanto si Guadagna con il Bonus Maroni

      L’importo del Bonus Maroni dipende dalla retribuzione lorda mensile. La quota contributiva a carico del lavoratore (9,19%) viene erogata come somma netta in busta paga.

      Esempio pratico di calcolo:

      • Stipendio lordo mensile: 2.500 euro
      • Contributi a carico lavoratore (9,19%): 229,75 euro
      • Bonus Maroni netto in busta paga: circa 229 euro al mese (senza tassazione aggiuntiva)
      • Guadagno annuo aggiuntivo: circa 2.750 euro netti

      Per uno stipendio di 3.000 euro lordi, il Bonus Maroni vale circa 275 euro al mese (3.300 euro annui).

      Convenienza del Bonus Maroni: Quando Conviene

      Il Bonus Maroni è conveniente se:

      • Lo stipendio netto attuale è significativamente superiore alla pensione futura
      • Si desidera continuare a lavorare per motivi personali o economici
      • Si vuole incrementare il montante contributivo per aumentare la pensione futura (i contributi continuano a essere versati dal datore di lavoro)

      Attenzione: rinunciare al Bonus Maroni per continuare a versare i contributi è conveniente se si vuole aumentare l’assegno pensionistico futuro, perché ogni anno lavorato in più incrementa il montante contributivo e quindi la pensione.

      Come Richiedere il Bonus Maroni

      Il lavoratore deve:

      1. Verificare di aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (tramite estratto conto INPS)
      2. Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo
      3. Il datore di lavoro trasmette la richiesta all’INPS per la verifica dei requisiti
      4. Una volta approvato, il Bonus Maroni viene erogato mensilmente in busta paga

      Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa

      Per aiutarti a comprendere meglio le differenze tra le diverse opzioni, ecco una tabella comparativa che riassume le caratteristiche principali di APE Sociale, Maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni.

      CaratteristicaAPE SocialeMaggiorazioni PensionisticheBonus Maroni
      Cos’èIndennità ponte fino alla pensione di vecchiaiaIncrementi economici sulla pensione ordinariaEsonero contributivo per chi rimane al lavoro
      Età minima63 anniDa 60 a 70 anni (varia)Nessun limite (se maturati requisiti pensione)
      Requisiti contributivi30 o 36 anni (categoria)Variabili (quattordicesima)42 anni e 10 mesi (uomini), 41 e 10 (donne)
      Importo massimo1.500 euro/meseFino a 655 euro/anno (quattordicesima)Circa 9,19% dello stipendio lordo
      DurataFino a 67 anni (pensione vecchiaia)Permanente (sulla pensione)Finché si lavora
      Cumulabile con lavoroSì (fino a 5.000 euro/anno)Sì (con limiti reddituali)Sì (è un beneficio per chi lavora)
      RivalutabileNoSì (segue inflazione)Varia con lo stipendio
      ReversibileNoSì (alcune maggiorazioni)No
      DomandaTelematica all’INPS (scadenze)Automatica o tramite INPSAl datore di lavoro

      Quale Opzione Scegliere?

      • APE Sociale: conviene se si vuole smettere di lavorare a 63 anni e si rientra in una delle 4 categorie protette
      • Maggiorazioni pensionistiche: si applicano automaticamente sulla pensione ordinaria se si possiedono i requisiti reddituali
      • Bonus Maroni: conviene se si vuole continuare a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, ottenendo un incremento netto in busta paga

      Per una valutazione personalizzata della soluzione più conveniente nel tuo caso specifico, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

      Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni

      Per comprendere meglio quale opzione sia più conveniente, analizziamo alcuni casi pratici reali.

      Caso 1: Mario, Operaio Edile 63 Anni

      Situazione:

      • Età: 63 anni
      • Lavoro: operaio edile (attività gravosa)
      • Contributi: 36 anni
      • Stipendio lordo: 1.800 euro/mese
      • Pensione calcolata: 1.300 euro/mese

      Opzioni disponibili:

      • Continuare a lavorare: guadagno netto attuale circa 1.350 euro/mese
      • APE Sociale: indennità di 1.300 euro/mese (pari alla pensione maturata)

      Convenienza: L’APE Sociale è leggermente meno vantaggiosa dello stipendio (50 euro in meno al mese), ma Mario è stanco del lavoro fisico pesante. Scelta consigliata: APE Sociale, per uscire dal lavoro usurante con un’indennità dignitosa.

      Caso 2: Lucia, Infermiera 63 Anni

      Situazione:

      • Età: 63 anni
      • Lavoro: infermiera con turni (attività gravosa)
      • Contributi: 37 anni
      • Stipendio lordo: 2.200 euro/mese
      • Pensione calcolata: 1.650 euro/mese

      Opzioni disponibili:

      • Continuare a lavorare: stipendio netto circa 1.600 euro/mese
      • APE Sociale: indennità di 1.500 euro/mese (tetto massimo, anche se la pensione è 1.650 euro)

      Convenienza: Lucia perde circa 100 euro al mese con l’APE Sociale rispetto allo stipendio, e 150 euro rispetto alla pensione calcolata (per via del tetto di 1.500 euro). Scelta consigliata: se la salute regge e il lavoro è sostenibile, conviene continuare a lavorare fino a 67 anni per ottenere la pensione piena di 1.650 euro.

      Caso 3: Giovanni, Impiegato 64 Anni con Requisiti Pensione Anticipata

      Situazione:

      • Età: 64 anni
      • Lavoro: impiegato privato
      • Contributi: 43 anni (ha già maturato requisiti pensione anticipata)
      • Stipendio lordo: 2.800 euro/mese
      • Pensione calcolata: 1.900 euro/mese

      Opzioni disponibili:

      • Andare in pensione anticipata: 1.900 euro/mese
      • Continuare a lavorare con Bonus Maroni: stipendio netto 2.100 euro + Bonus Maroni 257 euro = 2.357 euro/mese

      Convenienza: Continuare a lavorare con il Bonus Maroni garantisce un reddito netto 457 euro superiore alla pensione anticipata. Inoltre, ogni anno lavorato in più aumenta la pensione futura. Scelta consigliata: Bonus Maroni per 2-3 anni, poi pensionamento con assegno più alto.

      Caso 4: Anna, Caregiver 63 Anni

      Situazione:

      • Età: 63 anni
      • Lavoro: part-time (900 euro/mese netti)
      • Contributi: 31 anni
      • Assiste la madre con handicap grave L.104 da 8 mesi
      • Pensione calcolata: 950 euro/mese

      Opzioni disponibili:

      • Continuare a lavorare part-time: 900 euro/mese + stress da doppia gestione lavoro/assistenza
      • APE Sociale: 950 euro/mese + possibilità di dedicarsi completamente all’assistenza

      Convenienza: L’APE Sociale garantisce 50 euro in più e soprattutto permette ad Anna di ridurre lo stress e dedicarsi completamente alla madre. Scelta consigliata: APE Sociale.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta

      La scelta tra APE Sociale, maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni dipende da molteplici fattori personali, economici e di salute. Ecco alcune linee guida generali per orientarti:

      Quando Scegliere l’APE Sociale

      • Hai 63 anni e rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavoro gravoso)
      • Il tuo lavoro è usurante o la salute non ti permette di continuare fino a 67 anni
      • La differenza tra stipendio e APE Sociale è contenuta (meno di 200-300 euro)
      • Preferisci la serenità di uscire dal lavoro piuttosto che continuare per pochi euro in più

      Quando Preferire le Maggiorazioni Pensionistiche

      • Hai già raggiunto l’età pensionabile ordinaria (67 anni)
      • Hai redditi bassi e potresti beneficiare della maggiorazione sociale o della quattordicesima
      • Vuoi massimizzare l’importo pensionistico con tutti gli incrementi disponibili

      Quando Conviene il Bonus Maroni

      • Hai maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) ma vuoi continuare a lavorare
      • Lo stipendio netto + Bonus Maroni supera significativamente la pensione calcolata
      • Sei in buona salute e il lavoro è sostenibile per altri 2-4 anni
      • Vuoi incrementare il montante contributivo per ottenere una pensione futura più alta

      Il Ruolo del CAF nella Scelta

      La decisione finale richiede una valutazione personalizzata che tenga conto di:

      • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
      • Simulazione della pensione futura
      • Calcolo dell’importo APE Sociale
      • Stima del Bonus Maroni in base allo stipendio
      • Analisi delle maggiorazioni spettanti

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di consulenza pensionistica, con simulazioni personalizzate e assistenza nella presentazione delle domande. Non affidarti al caso: una scelta informata può fare la differenza tra una pensione serena e anni di lavoro evitabili (o viceversa, tra un’uscita anticipata troppo penalizzante e un reddito soddisfacente).

      Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

      Posso richiedere l’APE Sociale se sono ancora in attività lavorativa?

      Sì, puoi richiedere l’APE Sociale anche se stai ancora lavorando, purché tu rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi) e abbia compiuto 63 anni. Tuttavia, l’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro solo fino a 5.000 euro annui. Se superi questa soglia, l’indennità viene revocata.

      L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

      No, l’APE Sociale non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, l’indennità cessa immediatamente e non passa al coniuge o ai familiari superstiti. Questo è uno dei principali limiti rispetto alla pensione ordinaria.

      Se scelgo il Bonus Maroni, perdo contributi per la pensione futura?

      No, il Bonus Maroni prevede l’esonero della quota contributiva a carico del lavoratore (circa 9,19%), ma il datore di lavoro continua a versare la propria quota (circa 23%). Quindi continui ad accumulare contributi, anche se in misura ridotta rispetto a chi non richiede il Bonus.

      Posso presentare domanda di APE Sociale dopo la scadenza della terza finestra?

      Sì, le domande presentate oltre il 30 novembre 2026 vengono comunque accolte, ma slittano automaticamente all’anno successivo (prima finestra 2027). È quindi importante rispettare le scadenze se si vuole ottenere l’indennità nel corso del 2026.

      La maggiorazione sociale si somma all’APE Sociale?

      No, l’APE Sociale è un’indennità temporanea che non può essere cumulata con le maggiorazioni pensionistiche come la maggiorazione sociale o la quattordicesima. Queste ultime spettano solo sulla pensione definitiva, a partire dai 67 anni (pensione di vecchiaia).

      Conviene di più l’APE Sociale o aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni?

      Dipende dalla tua situazione. L’APE Sociale ti permette di uscire dal lavoro 4 anni prima (a 63 anni) con un’indennità fino a 1.500 euro, ma non è rivalutabile e non è reversibile. Se continui a lavorare fino a 67 anni, otterrai una pensione ordinaria più alta, rivalutabile annualmente e reversibile ai superstiti. La scelta va valutata con un consulente del CAF in base ai tuoi contributi e alla tua situazione economica.

      Posso cumulare APE Sociale e Bonus Maroni?

      No, non è possibile. Il Bonus Maroni è riservato a chi continua a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, mentre l’APE Sociale è un’indennità per chi esce dal lavoro a 63 anni. Sono due strumenti alternativi, non cumulabili.


      Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale o la Pensione?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti APE Sociale, il calcolo della pensione futura, la simulazione del Bonus Maroni e la presentazione della domanda all’INPS.

      I nostri servizi includono:

      • Verifica requisiti APE Sociale 2026 (età, contributi, categoria di appartenenza)
      • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
      • Simulazione importo pensione (APE Sociale, pensione di vecchiaia, anticipata)
      • Calcolo convenienza Bonus Maroni vs pensionamento immediato
      • Assistenza nella raccolta documenti (certificato disoccupazione, L.104, verbale invalidità)
      • Presentazione domanda telematica INPS
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        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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        robert poletto
        17/07/2026
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        Fantastici
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        Geanina Gaita
        16/07/2026
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        Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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        Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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