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NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione

NASPI 2025

La NASpI di marzo 2026 sarà accreditata regolarmente dall’INPS secondo il consueto calendario mensile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le date di pagamento NASpI marzo 2026, le procedure di sospensione e riattivazione dell’indennità, e tutti i casi in cui il beneficiario può continuare a lavorare senza perdere il diritto alla prestazione.

Se stai percependo la NASpI o hai intenzione di richiederla, è fondamentale conoscere le regole aggiornate per evitare sospensioni impreviste o, peggio ancora, la decadenza dal beneficio. L’INPS applica controlli automatici sui redditi da lavoro: qualsiasi attività retribuita deve essere comunicata tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente la tua indennità di disoccupazione, con esempi pratici, tabelle riepilogative e riferimenti normativi ufficiali.

Quando si Sospende la NASpI

La sospensione della NASpI è una misura temporanea che non comporta la perdita del diritto all’indennità. L’erogazione viene interrotta per un determinato periodo, ma riprende automaticamente al termine dell’evento che ha causato la sospensione.

La NASpI si sospende automaticamente nei seguenti casi previsti dall’art. 9 del D.Lgs. 22/2015:

1. Nuova occupazione con contratto subordinato

Se il beneficiario trova un nuovo lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato), la NASpI viene sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro, a condizione che:

  • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi (anche prorogato)
  • Il beneficiario comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (tramite modello NASpI-Com)
  • Il reddito annuo previsto non superi il limite di 8.500 euro (limite 2026 rivalutato)

⚠️ Attenzione: Se il contratto supera i 6 mesi o il reddito supera gli 8.500 euro annui, la NASpI decade definitivamente e non può essere riattivata.

2. Attività di lavoro autonomo o parasubordinato

Il beneficiario della NASpI può svolgere attività di lavoro autonomo occasionale, collaborazione coordinata e continuativa o aprire una partita IVA, a condizione che il reddito annuo previsto non superi:

  • 5.500 euro per lavoro autonomo o parasubordinato (limite 2026)

In questo caso, la NASpI non viene sospesa, ma ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine NASpI o di fine anno.

📌 Importante: Il beneficiario deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, utilizzando il modello NASpI-Com.

3. Rioccupazione all’estero

Se il beneficiario trova lavoro in un Paese dell’Unione Europea, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro, purché:

  • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi
  • Venga comunicato all’INPS entro 30 giorni

Per lavori in Paesi extra-UE, invece, la NASpI decade automaticamente.

4. Malattia o infortunio

La malattia certificata o l’infortunio non sospendono la NASpI. L’indennità continua a essere erogata regolarmente anche durante i periodi di malattia, purché il beneficiario rimanga in stato di disoccupazione.

⚠️ Tuttavia, la malattia o l’infortunio possono giustificare la mancata partecipazione a iniziative di politiche attive del lavoro o colloqui presso il Centro per l’Impiego, senza che ciò comporti la decadenza dalla NASpI.

Limiti di Reddito per Tipologia di Lavoro

Per evitare la sospensione o decadenza dalla NASpI, è fondamentale rispettare i limiti di reddito previsti dalla normativa INPS. Ecco una tabella riepilogativa aggiornata al 2026:

Tipologia di lavoroLimite reddito annuoEffetto sulla NASpI
Lavoro subordinato ≤ 6 mesi8.500 euroSospensione (riattivazione automatica)
Lavoro subordinato > 6 mesiQualsiasi importoDecadenza definitiva
Lavoro autonomo/partita IVA5.500 euroRiduzione NASpI 80%
Lavoro autonomo > 5.500 euroOltre 5.500 euroDecadenza definitiva
Lavoro occasionale/PrestO5.500 euroRiduzione NASpI 80%
Cococo/collaborazione5.500 euroRiduzione NASpI 80%

📌 Nota importante: I limiti di reddito indicati sono valori annui lordi e si riferiscono al reddito previsto nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la fine dell’anno solare (o la scadenza della NASpI, se antecedente).

Come calcolare il reddito previsto

Se inizi un’attività autonoma o un lavoro occasionale durante la fruizione della NASpI, devi stimare il reddito annuo previsto e comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Ecco come calcolare:

Esempio pratico 1: Inizio collaborazione occasionale il 1° marzo 2026, compenso mensile stimato 800 euro.

  • Mesi rimanenti fino a fine anno: 10 mesi (da marzo a dicembre)
  • Reddito annuo previsto: 800 × 10 = 8.000 euro
  • 8.000 euro > 5.500 euro → NASpI decade

Esempio pratico 2: Apro partita IVA il 1° settembre 2026, reddito mensile stimato 400 euro.

  • Mesi rimanenti fino a fine anno: 4 mesi (da settembre a dicembre)
  • Reddito annuo previsto: 400 × 4 = 1.600 euro
  • 1.600 euro < 5.500 euro → NASpI ridotta dell’80% del reddito (riduzione mensile: 1.600 × 80% ÷ 4 = 320 euro/mese)

Come Riattivare la NASpI dopo la Sospensione

La riattivazione della NASpI dopo un periodo di sospensione avviene automaticamente nella maggior parte dei casi, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

Riattivazione automatica dopo lavoro subordinato

Se la NASpI è stata sospesa per un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la riattivazione avviene automaticamente alla scadenza del contratto, a condizione che:

  • Il beneficiario comunichi la fine del rapporto di lavoro all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com
  • Il beneficiario presenti nuovamente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego

La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto, con lo stesso importo mensile (eventualmente ridotto del 3% mensile se sono trascorsi più di 5 mesi dall’inizio della fruizione originaria).

Procedura per comunicare la fine del contratto

Per riattivare la NASpI dopo la fine di un contratto subordinato, segui questi passaggi:

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS)
  2. Cerca il servizio “NASpI: invio domanda”
  3. Seleziona “NASpI-Com: comunicazione redditi presunti”
  4. Compila il modulo indicando:
    • Data di inizio e fine del rapporto di lavoro
    • Tipo di contratto (subordinato, autonomo, ecc.)
    • Reddito percepito durante il periodo di sospensione
  5. Invia la comunicazione entro 30 giorni dalla fine del contratto

⚠️ Attenzione: Se non comunichi la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni, rischi di perdere definitivamente il diritto alle mensilità di NASpI non godute durante il periodo di omessa comunicazione.

Tempi di riattivazione NASpI

Una volta inviata la comunicazione di fine rapporto, l’INPS procede alla riattivazione entro 15-30 giorni. Il pagamento riprende dal mese successivo alla comunicazione, con effetto retroattivo se la comunicazione è stata tempestiva.

Se riscontri ritardi nella riattivazione, puoi:

  • Contattare il contact center INPS al numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164164 (da cellulare)
  • Verificare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS
  • Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella gestione della pratica

Differenza tra Sospensione e Decadenza

È fondamentale distinguere tra sospensione e decadenza della NASpI, perché le conseguenze sono molto diverse:

AspettoSospensioneDecadenza
DefinizioneInterruzione temporaneaPerdita definitiva del diritto
RiattivazionePossibile automaticamenteNon possibile
Periodo residuoConservatoPerso definitivamente
Nuova domandaNon necessariaPossibile solo con nuovi requisiti

Cause di decadenza dalla NASpI

La NASpI decade definitivamente nei seguenti casi previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 22/2015:

  1. Perdita dello stato di disoccupazione per nuova occupazione con contratto subordinato di durata superiore a 6 mesi
  2. Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego o dei servizi per l’impiego (senza giustificato motivo)
  3. Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua (secondo i criteri dell’art. 25 del D.Lgs. 150/2015)
  4. Mancata adesione a iniziative di politiche attive del lavoro (tirocini, percorsi di formazione, ecc.)
  5. Inizio attività di lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni
  6. Superamento dei limiti di reddito per lavoro autonomo (5.500 euro) o subordinato (8.500 euro)
  7. Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
  8. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASpI)
  9. Omessa comunicazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato

⚠️ Attenzione: In caso di omessa o falsa comunicazione di redditi da lavoro, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite, con applicazione di sanzioni amministrative fino al 30% dell’importo recuperato.

Esempi Pratici e Calcoli

Per comprendere meglio come funzionano sospensione e riattivazione della NASpI, ecco alcuni casi pratici con calcoli dettagliati:

Caso 1: Lavoro subordinato di 4 mesi durante NASpI

Situazione: Marco percepisce la NASpI da gennaio 2026 (importo mensile: 1.200 euro, durata residua: 18 mesi). Il 1° aprile 2026 trova un lavoro a tempo determinato di 4 mesi con stipendio netto di 1.400 euro/mese.

Procedura corretta:

  1. Marco comunica all’INPS l’inizio del contratto entro 30 giorni (entro il 1° maggio 2026)
  2. Verifica che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.500 euro: 1.400 × 4 mesi = 5.600 euro ✅
  3. La NASpI viene sospesa da aprile a luglio 2026 (4 mesi)
  4. Al termine del contratto (31 luglio 2026), Marco comunica la fine del rapporto entro 30 giorni
  5. La NASpI viene riattivata da agosto 2026 con importo ridotto del 3% per 2 mesi (aprile e maggio erano nel 4° e 5° mese di NASpI, non riducibili; giugno era il 6° mese, riduzione 3%; luglio era il 7° mese, riduzione ulteriore 3%)
  6. Nuovo importo NASpI: 1.200 × 0,97 × 0,97 = 1.128 euro/mese
  7. Durata residua: 18 – 3 (mesi goduti prima della sospensione) = 15 mesi

Caso 2: Apertura partita IVA durante NASpI

Situazione: Laura percepisce la NASpI da febbraio 2026 (importo mensile: 950 euro, durata residua: 12 mesi). Il 1° giugno 2026 apre partita IVA come grafica freelance, stimando un reddito mensile di 350 euro.

Procedura corretta:

  1. Laura comunica all’INPS l’apertura della partita IVA entro 30 giorni (entro il 1° luglio 2026)
  2. Calcola il reddito annuo previsto: 350 × 7 mesi (da giugno a dicembre) = 2.450 euro
  3. 2.450 euro < 5.500 euro → La NASpI non decade, ma viene ridotta
  4. Riduzione mensile: 2.450 × 80% ÷ 7 mesi = 280 euro/mese
  5. Nuovo importo NASpI: 950 – 280 = 670 euro/mese da giugno a dicembre 2026
  6. Da gennaio 2027, Laura dovrà comunicare il reddito effettivo 2026 e l’INPS ricalcolerà eventuali conguagli

Caso 3: Contratto di 8 mesi durante NASpI

Situazione: Giulia percepisce la NASpI da marzo 2026 (importo mensile: 1.100 euro, durata residua: 20 mesi). Il 1° maggio 2026 firma un contratto a tempo determinato di 8 mesi con stipendio netto di 1.300 euro/mese.

Conseguenza:

  • Il contratto supera i 6 mesi → La NASpI decade definitivamente
  • Giulia perde il diritto ai 18 mesi residui di NASpI (20 – 2 mesi già goduti)
  • Se il contratto termina il 31 dicembre 2026, Giulia dovrà presentare una nuova domanda di NASpI entro 68 giorni, purché abbia maturato i requisiti contributivi richiesti

⚠️ Raccomandazione: Prima di accettare un contratto superiore a 6 mesi, valuta attentamente se il reddito complessivo del nuovo lavoro compensa la perdita della NASpI residua.

Domande Frequenti sulla NASpI Marzo 2026

Domande Frequenti sulla NASpI

Quando viene pagata la NASpI di marzo 2026?

La NASpI di marzo 2026 viene accreditata generalmente tra il 11 e il 15 marzo per i beneficiari con IBAN bancario o postale. Per i pagamenti in contanti presso Poste Italiane, l’accredito può avvenire fino al 17 marzo. Le nuove domande o i ricalcoli possono essere pagati entro il 25 marzo 2026.

Posso lavorare durante la NASpI senza perderla?

Sì, puoi lavorare durante la NASpI rispettando precisi limiti di reddito. Per lavoro subordinato fino a 6 mesi: limite 8.500 euro annui (NASpI sospesa). Per lavoro autonomo o partita IVA: limite 5.500 euro annui (NASpI ridotta dell’80% del reddito). Oltre questi limiti, la NASpI decade definitivamente.

Come si riattiva la NASpI dopo un contratto a termine?

La riattivazione è automatica se il contratto era inferiore a 6 mesi e il reddito non superava 8.500 euro annui. Devi comunicare all’INPS la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com e presentare nuovamente la DID al Centro per l’Impiego. La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto.

Qual è la differenza tra sospensione e decadenza della NASpI?

La sospensione è temporanea e reversibile: l’indennità si interrompe ma può essere riattivata automaticamente. La decadenza è definitiva: perdi il diritto alla NASpI e non puoi recuperare le mensilità residue. La decadenza avviene per contratti oltre 6 mesi, mancata partecipazione a convocazioni, superamento limiti reddito o omessa comunicazione.

Devo comunicare sempre i redditi da lavoro all’INPS?

Sì, è obbligatorio comunicare qualsiasi reddito da lavoro (subordinato, autonomo, occasionale) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, tramite il modello NASpI-Com sul portale INPS. L’omessa comunicazione comporta la decadenza dalla NASpI e il recupero delle somme indebitamente percepite, con sanzioni fino al 30% dell’importo.


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