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Tag Archivio per: calcolo naspi

NOTIZIE

Pagamento NASpI ottobre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarlo

NASPI 2025

Il pagamento NASpI ottobre 2026 non ha una data unica nazionale: l’accredito dipende dalla singola pratica e dalla data in cui l’INPS dispone il bonifico. Alla data del 9 ottobre 2026 non risulta un comunicato INPS che fissi un giorno comune per tutti i beneficiari della NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione. Per sapere quando arriva il tuo accredito devi controllare la tua posizione personale.

Il 10 ottobre 2026, giorno in cui molti si aspettano il bonifico, cade di sabato. È una ragione in più per non dare per scontata una data precisa e per verificare lo stato del pagamento nel proprio fascicolo.

In sintesi

  • Per il pagamento NASpI di ottobre 2026 non c’è una data unica nazionale comunicata dall’INPS.
  • La data dipende da decorrenza, lavorazione della domanda ed eventuali sospensioni o comunicazioni di reddito.
  • Lo stato si controlla nel Fascicolo previdenziale del cittadino (MyINPS), con SPID, CIE o CNS.
  • Se il bonifico tarda, verifica IBAN, stato della domanda e comunicazioni INPS prima di segnalare il problema.
  • Il vecchio requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo non è più vigente dal 2022.

Indice dei contenuti

  1. Quando arriva il pagamento NASpI di ottobre 2026?
  2. L’INPS ha comunicato anticipi o ritardi per ottobre 2026?
  3. Come verificare il pagamento NASpI nel Fascicolo previdenziale?
  4. Cosa fare se la NASpI di ottobre non arriva?
  5. Quali sono i requisiti NASpI ancora vigenti?
  6. Quali sono le domande frequenti sul pagamento NASpI di ottobre 2026?
  7. Fonti

Quando arriva il pagamento NASpI di ottobre 2026?

La risposta onesta è che dipende da te. L’INPS eroga la NASpI con pagamenti mensili posticipati, cioè relativi al mese già trascorso. Il giorno esatto in cui il bonifico viene disposto non è uguale per tutti: pesano la data di decorrenza della prestazione, il momento in cui la domanda è stata lavorata, eventuali sospensioni e la presenza di comunicazioni sul reddito.

Le date che circolano online variano da fonte a fonte e restano stime: nessuna norma o comunicato INPS garantisce un giorno fisso di accredito. Per questo ti consigliamo di non fissare scadenze personali (affitto, rate, bollette) su una data “presunta”. Il quadro generale delle uscite del mese è nel nostro calendario dei pagamenti INPS di ottobre 2026, dove trovi anche pensioni e Assegno Unico.

Chi riceve il primo pagamento deve mettere in conto tempi più lunghi: l’INPS deve prima completare l’istruttoria della domanda e calcolare l’importo. Anche il mese precedente può offrire un riferimento utile: puoi rileggere come sono andate le cose nel calendario dei pagamenti INPS di settembre 2026.

L’INPS ha comunicato anticipi o ritardi per ottobre 2026?

Al 9 ottobre 2026 non abbiamo trovato, tra le fonti istituzionali consultate, un comunicato INPS che annunci anticipi o ritardi generalizzati sul pagamento della NASpI di ottobre. Se l’Istituto dovesse pubblicare avvisi specifici, compariranno nella sezione “INPS comunica” del sito inps.it. Finché non c’è un avviso ufficiale, qualunque “data certa” riportata online va considerata una stima.

La scheda informativa dell’INPS dedicata alla prestazione descrive le regole di erogazione, ma non fissa un giorno di accredito uguale per tutti. È un dato che conviene tenere a mente quando leggi calendari e tabelle: servono a orientarsi, non a sostituire il controllo sulla propria posizione.

Come verificare il pagamento NASpI nel Fascicolo previdenziale?

Il modo più affidabile per controllare il pagamento NASpI è consultare il Fascicolo previdenziale del cittadino sul portale INPS (area MyINPS), oppure l’app INPS Mobile. L’accesso richiede un’identità digitale: SPID, CIE (carta d’identità elettronica) o CNS (carta nazionale dei servizi).

Nella sezione dedicata alla prestazione, di norma, puoi trovare:

  • l’esito della domanda e la sua data di presentazione;
  • lo stato dei pagamenti e l’eventuale data di disposizione del bonifico;
  • l’importo mensile e la durata della prestazione;
  • eventuali trattenute e le comunicazioni dell’INPS.

Ricorda che la “data di disposizione” è il giorno in cui l’INPS dà l’ordine di pagare. L’accredito sul conto può comparire con qualche giorno di scarto, a seconda della banca o dell’ufficio postale. Se il pagamento risulta disposto, in genere basta attendere.

Cosa fare se la NASpI di ottobre non arriva?

Prima di allarmarti, procedi per ordine. Se la NASpI non arriva nei tempi che ti aspettavi, ci sono alcune cause frequenti da escludere, perché la maggior parte dei ritardi dipende da un dettaglio della pratica e non da un blocco generale.

  1. Stato del pagamento: controlla se nel fascicolo il bonifico risulta già disposto o ancora in lavorazione.
  2. IBAN: verifica che quello comunicato all’INPS sia corretto, attivo e intestato (o cointestato) a te.
  3. Sospensioni o anomalie: una nuova assunzione, anche breve, può sospendere la prestazione d’ufficio.
  4. Comunicazioni di reddito: chi svolge attività autonoma o occasionale deve inviare il modello NASpI-Com entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, anche se il reddito previsto è pari a zero; l’omissione può comportare la decadenza.
  5. Messaggi dell’INPS: leggi eventuali richieste di documenti o integrazioni nel fascicolo.

Se, dopo questi controlli, il pagamento risulta fermo senza una ragione chiara, il passo successivo è una segnalazione formale all’INPS tramite i canali ufficiali dell’Istituto, indicando i dati della domanda e le verifiche già svolte.

Quali sono i requisiti NASpI ancora vigenti?

Capita spesso di leggere requisiti ormai superati. Oggi per la NASpI serve la disoccupazione involontaria e almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’evento. Il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti non si applica più agli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2022 (art. 3, comma 1-bis, D.Lgs. 22/2015, introdotto dalla L. 234/2021).

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per un approfondimento su durata e calcolo puoi leggere la nostra guida alla NASpI 2026.

Quali sono le domande frequenti sul pagamento NASpI di ottobre 2026?

Esiste una data ufficiale per il pagamento NASpI di ottobre 2026?

No. Al 9 ottobre 2026 non risulta una data unica nazionale comunicata dall’INPS. La data dipende dalla singola pratica e va controllata nel Fascicolo previdenziale.

Il 10 ottobre 2026 arriva la NASpI?

Non è garantito. Il 10 ottobre 2026 è un sabato e l’accredito può comparire prima o dopo, in base alla disposizione del bonifico e ai tempi della banca.

Il primo pagamento della NASpI arriva con le stesse tempistiche?

Di solito no. Il primo pagamento richiede che l’INPS concluda l’istruttoria della domanda, quindi i tempi possono essere più lunghi rispetto ai pagamenti successivi.

Quanto dura la NASpI?

La durata massima è di 24 mesi e corrisponde alla metà delle settimane contribuite nei quattro anni precedenti. L’importo si riduce del 3% al mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione, oppure dell’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda (art. 4, comma 3, D.Lgs. 22/2015).

Fonti

  • INPS, scheda di servizio “NASpI – Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego”, consultata il 9 ottobre 2026: inps.it
  • D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, art. 3, comma 1-bis (introdotto dalla L. 30 dicembre 2021, n. 234): requisiti di accesso alla NASpI
  • INPS, Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026: massimale e soglie NASpI 2026: inps.it

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Ottobre 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-10 09:00:002026-10-10 07:38:56Pagamento NASpI ottobre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarlo
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NASpI e Reintegra: la Cassazione Chiarisce Quando Decade il Sussidio con le 15 Mensilità

Naspi disoccupazione CAF UdineNaspi

La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul rapporto tra NASpI e reintegra dopo un licenziamento dichiarato illegittimo, con la sentenza n. 24981/2026. Al centro della vicenda due lavoratori licenziati nel 2016 nell’ambito di una procedura collettiva: il Tribunale di Milano aveva annullato il licenziamento e ordinato la reintegra, ma i due, invece di rientrare in azienda, avevano scelto di incassare le 15 mensilità di indennità sostitutiva previste dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Come abbiamo già approfondito, chi rinuncia alla reintegra e opta per l’indennità sostitutiva perde il diritto alla NASpI. La vera novità di questa pronuncia riguarda però un aspetto più tecnico e concreto: da quando scatta esattamente la decadenza della NASpI? La Cassazione chiarisce che non si tratta di un effetto retroattivo, e per i lavoratori coinvolti la differenza vale diversi mesi di sussidio legittimamente incassato.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Indennità Sostitutiva delle 15 Mensilità
  2. Perché la Reintegra da Sola non Fa Perdere la NASpI
  3. Quando Decade Davvero la NASpI: la Linea del Tempo della Cassazione
  4. Cosa Deve Sapere chi Vince una Causa di Licenziamento Illegittimo

Cos’è l’Indennità Sostitutiva delle 15 Mensilità

L’indennità sostitutiva della reintegrazione è disciplinata dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Quando un giudice dichiara illegittimo un licenziamento e ordina al datore di lavoro di riprendere il dipendente, quest’ultimo ha comunque la possibilità di scegliere un’alternativa: invece di tornare al proprio posto, può chiedere il pagamento di 15 mensilità di retribuzione globale di fatto, a carico del datore di lavoro. Si tratta di una somma consistente, pensata per compensare chi preferisce chiudere definitivamente il rapporto piuttosto che rientrare in un’azienda che lo ha licenziato. La scelta è libera e personale: nessuno può imporla al lavoratore, ma una volta esercitata produce un effetto preciso e irreversibile, quello di sciogliere il rapporto di lavoro per volontà dello stesso dipendente. Proprio questo aspetto, come vedremo, è decisivo per capire cosa succede al diritto alla NASpI.

Perché la Reintegra da Sola non Fa Perdere la NASpI

Un primo punto, già fissato dalle Sezioni Unite della Cassazione, riguarda la sentenza che ordina la reintegra. Contrariamente a quanto sostenuto in passato dall’INPS, la sola sentenza che dichiara illegittimo il licenziamento e dispone il rientro in azienda non fa decadere automaticamente il diritto alla NASpI. Il sussidio, disciplinato in via generale dalle regole che trovi nella nostra guida sulla NASpI 2026, resta dovuto finché il rapporto di lavoro non viene ripristinato in modo concreto ed effettivo. In pratica serve che il datore di lavoro richiami davvero il dipendente in servizio e riprenda a corrispondere lo stipendio. Fino a quel momento, anche se il lavoratore non si attiva per sollecitare il rientro, resta formalmente disoccupato in modo involontario e può continuare a percepire l’indennità. Per un quadro più ampio sulle tutele previste in caso di licenziamento illegittimo, si può consultare il nostro approfondimento sulle tutele che spettano al lavoratore.

Quando Decade Davvero la NASpI: la Linea del Tempo della Cassazione

Il cuore della sentenza n. 24981/2026 riguarda proprio la decorrenza della decadenza. Nel caso esaminato, l’INPS aveva chiesto ai due lavoratori la restituzione integrale della NASpI percepita da dicembre 2016 ad aprile 2018, oltre un anno di sussidio, e aveva bloccato i pagamenti successivi. La tesi dell’Istituto era che la scelta dell’indennità sostitutiva facesse perdere retroattivamente i requisiti per la NASpI, cancellando il diritto fin dall’inizio del periodo di disoccupazione. La Cassazione ha respinto questa impostazione. I giudici hanno chiarito che la decadenza non opera né dall’inizio della disoccupazione né dalla data della sentenza di reintegra, ma soltanto dal giorno in cui il lavoratore esercita formalmente la scelta per le 15 mensilità al posto del rientro. Fino a quel momento la disoccupazione resta involontaria e la NASpI percepita è pienamente legittima: l’INPS non può pretenderne la restituzione. Solo i ratei maturati dopo l’esercizio dell’opzione devono essere restituiti o vengono bloccati, perché da quel preciso istante il rapporto di lavoro si scioglie per una decisione autonoma del lavoratore e viene meno il presupposto della disoccupazione involontaria.

Cosa Deve Sapere chi Vince una Causa di Licenziamento Illegittimo

La sentenza offre un’indicazione pratica molto utile a chi si trova ad affrontare una causa di questo tipo. Chi ottiene una pronuncia favorevole su un licenziamento illegittimo e nel frattempo ha percepito la NASpI può scegliere liberamente le 15 mensilità di indennità sostitutiva invece di tornare al lavoro. Deve però essere consapevole che da quel preciso momento perde il diritto al sussidio, perché la scelta interrompe volontariamente lo stato di disoccupazione involontaria. Quanto già incassato prima di esercitare l’opzione, però, resta acquisito e non è soggetto a restituzione, anche se si tratta di un periodo lungo diversi mesi. Vale la pena ricordare che il diritto alla NASpI può venire meno anche in altre situazioni, non collegate a una causa di lavoro: ne è un esempio il caso delle dimissioni in maternità non convalidate, che comportano la perdita del sussidio per un motivo diverso ma altrettanto rilevante.

Conclusione

La sentenza n. 24981/2026 della Cassazione fissa un punto di equilibrio importante tra le esigenze dell’INPS e la tutela dei lavoratori coinvolti in cause di licenziamento illegittimo. Da un lato conferma che scegliere le 15 mensilità al posto della reintegra fa perdere il diritto alla NASpI; dall’altro chiarisce che questa perdita decorre solo dal momento della scelta, senza effetti retroattivi sulle somme già percepite. Una precisazione che, nei casi concreti, può fare la differenza di molti mesi di sussidio legittimamente incassato.

Domande Frequenti su NASpI e Reintegra

Chi sceglie le 15 mensilità perde subito tutta la NASpI già incassata?

No. Secondo la Cassazione la NASpI percepita prima di esercitare formalmente la scelta per l’indennità sostitutiva resta legittima e non va restituita. Decadono solo i ratei successivi al momento in cui il lavoratore comunica l’opzione per le 15 mensilità.

La sola sentenza che ordina la reintegra fa perdere il diritto alla NASpI?

No. Il diritto alla NASpI resta fino a quando il rapporto di lavoro non viene ripristinato in modo concreto, con il richiamo effettivo in servizio da parte del datore di lavoro e la ripresa del pagamento dello stipendio, oppure fino a quando il lavoratore non opta per l’indennità sostitutiva.

L’INPS può chiedere la restituzione retroattiva della NASpI in questi casi?

No. La Cassazione ha escluso la retroattività: l’INPS può chiedere la restituzione solo delle somme percepite dopo la data in cui il lavoratore ha esercitato la scelta per le 15 mensilità di indennità sostitutiva, non di quelle incassate in precedenza.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-25 19:00:002026-09-19 10:43:50NASpI e Reintegra: la Cassazione Chiarisce Quando Decade il Sussidio con le 15 Mensilità
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NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?

Naspi disoccupazione CAF UdineNaspi

Quando in una famiglia un genitore perde il lavoro, la domanda più immediata è sempre la stessa: quanto entrerà davvero in casa questo mese? A settembre 2026, tra NASpI e Assegno Unico, molti nuclei con figli a carico si trovano a fare i conti con due prestazioni INPS che si sommano, ma che si calcolano con criteri completamente diversi. Come riportato da Tutto Lavoro 24, sempre più famiglie italiane in cui un genitore è rimasto senza lavoro chiedono come orientarsi tra indennità di disoccupazione e assegno per i figli, due sostegni che insieme possono fare la differenza sul bilancio familiare, ma che vanno calcolati caso per caso.

Non esiste una cifra unica valida per tutti: l’importo della NASpI dipende dalla retribuzione degli ultimi anni di lavoro, mentre l’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo e al numero di figli. Proviamo a fare chiarezza su come funzionano i due strumenti e su quale possa essere, in concreto, il sostegno mensile per una famiglia con un genitore disoccupato a settembre.

Indice dei contenuti

  1. NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoro
  2. Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEE
  3. NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupato
  4. Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026

NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoro

La NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS a chi perde involontariamente il lavoro. Per accedervi servono almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del lavoro, pena la perdita del diritto alle mensilità arretrate.

L’importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni: si applica il 75% fino a una soglia di riferimento di 1.480,30 euro mensili, mentre sulla parte di stipendio che supera questa soglia si aggiunge il 25% della differenza. Il risultato non può comunque superare un massimale mensile di circa 1.575,42 euro. Un aspetto che molti disoccupati scoprono solo dopo qualche mese è la cosiddetta decurtazione: dal sesto mese di percezione, l’assegno si riduce del 3% ogni mese, quindi chi riceve la NASpI da tempo vede l’importo scendere gradualmente. La durata massima della prestazione è pari alla metà delle settimane lavorate nei quattro anni precedenti, con un tetto di 24 mesi.

Per chi sta seguendo il calendario dei pagamenti di questo mese, può essere utile consultare la guida dedicata al pagamento NASpI di settembre 2026, così come il calendario completo dei pagamenti INPS di settembre 2026, che riepiloga le date di accredito di tutte le principali prestazioni.

Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEE

Mentre la NASpI sostiene il reddito di chi ha perso il lavoro, l’Assegno Unico e Universale accompagna le famiglie con figli a carico indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. L’importo è strettamente legato all’ISEE in corso di validità: con un ISEE fino a 17.468,51 euro spetta l’importo massimo, pari a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. Man mano che l’ISEE sale, la cifra scende progressivamente fino a un ISEE di 46.582,71 euro, oltre il quale (o in assenza di ISEE presentato) l’importo minimo garantito è di 58,30 euro mensili per figlio minorenne (valori 2026, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1).

A questi importi base si aggiungono diverse maggiorazioni, pensate proprio per le situazioni più delicate, come quella di una famiglia che perde una fonte di reddito. Tra le principali:

  • Figli con disabilità under 21: maggiorazione di 99,10 euro mensili per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza, indipendentemente dall’ISEE;
  • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per l’intero nucleo, non per singolo figlio;
  • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,90 euro per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi decrescente e pari a zero oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni);
  • Madri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio.

A settembre i pagamenti dell’Assegno Unico ai beneficiari in corso, senza variazioni, arrivano il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), mentre per le nuove domande la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Tutti i dettagli sulle date di questo mese sono raccolti nella pagina dedicata al pagamento dell’Assegno Unico di settembre 2026.

NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupato

Le due prestazioni, NASpI e Assegno Unico, sono pienamente cumulabili: non esiste alcuna incompatibilità tra l’indennità di disoccupazione e il sostegno per i figli a carico. Questo significa che in una famiglia dove un genitore percepisce la NASpI e l’altro continua a lavorare (o entrambi sono senza occupazione), l’importo complessivo che arriva ogni mese è dato dalla somma dei due assegni, calcolati però su basi completamente diverse.

Facciamo un esempio realistico, senza pretesa di validità generale visto che ogni situazione va calcolata caso per caso. Immaginiamo una famiglia con due figli minori, in cui un genitore ha perso il lavoro dopo una retribuzione media di circa 1.400 euro mensili: la NASpI lorda si aggirerebbe intorno ai 1.000-1.050 euro al mese nei primi cinque mesi, per poi ridursi gradualmente con il meccanismo del 3%. Se il nucleo ha un ISEE contenuto, entro la soglia dei 17.468,51 euro, l’Assegno Unico per i due figli porterebbe in più 407,60 euro mensili (2 x 203,80), che possono salire con eventuali maggiorazioni. Il totale, in questo scenario, si collocherebbe orientativamente tra i 1.300 e i 1.500 euro mensili, ma si tratta di un range indicativo: ogni famiglia ha una situazione contributiva e reddituale diversa.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio l’ISEE: chi perde il lavoro spesso vede calare il reddito familiare, ma l’ISEE in corso di validità continua a basarsi sui redditi dell’anno precedente, finché non viene aggiornato. Presentare un nuovo ISEE corrente, che tiene conto della variazione di reddito degli ultimi mesi, può quindi far salire sensibilmente l’importo dell’Assegno Unico, avvicinandolo alla soglia massima di 203,80 euro per figlio. È uno dei motivi per cui, dopo la perdita del lavoro, vale la pena verificare tempestivamente la propria posizione ISEE, anche in vista dei conguagli e degli arretrati che l’INPS eroga nei mesi successivi.

Fonti

  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
  • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
  • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
  • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026

NASpI e Assegno Unico si possono percepire insieme?

Sì, le due prestazioni sono pienamente cumulabili. La NASpI sostiene il reddito del genitore disoccupato, mentre l’Assegno Unico spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa, purché ci siano figli a carico.

La NASpI incide sull’importo dell’Assegno Unico?

La NASpI non è esclusa dal calcolo dell’ISEE, quindi rientra tra i redditi considerati per determinare l’indicatore. Tuttavia, la perdita del lavoro spesso comporta una riduzione complessiva del reddito familiare, motivo per cui aggiornare l’ISEE con la situazione corrente può far aumentare l’importo dell’Assegno Unico.

Quanto dura la NASpI nel 2026?

La durata massima è di 24 mesi e corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. L’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a settembre 2026?

Per i beneficiari già in pagamento senza variazioni, l’accredito avviene il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026. Per le nuove domande presentate ad agosto, la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana di settembre.

Come si calcola l’importo esatto spettante a una famiglia?

Non esiste una cifra fissa valida per tutti: l’importo dipende dalla retribuzione degli ultimi quattro anni per la NASpI e dall’ISEE aggiornato del nucleo per l’Assegno Unico. Il calcolo preciso va effettuato caso per caso sulla base della posizione contributiva e reddituale della famiglia.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 10:00:002026-09-29 10:25:59NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Pagamento NASpI Agosto 2026: Quando Arriva e Come Controllarlo

Naspi disoccupazione CAF UdineNaspi

Il pagamento NASpI agosto 2026 è una delle informazioni più cercate in questi giorni da chi ha perso il lavoro e aspetta l’accredito dell’indennità di disoccupazione. La domanda è sempre la stessa: quando arrivano i soldi sul conto? La risposta, purtroppo, non è una data secca uguale per tutti. A differenza delle pensioni, che vengono pagate il primo giorno bancabile del mese, la NASpI segue una logica diversa, legata alla singola pratica di ogni beneficiario.

In questa guida ti spieghiamo in parole semplici quando arriva il pagamento NASpI di agosto 2026, come si distingue la situazione di chi è già percettore da quella di chi ha la domanda ancora in lavorazione, come funziona il pagamento mensile posticipato, cosa significa il famoso decalage del 3% e cosa fare quando l’accredito tarda ad arrivare. Trovi anche un approfondimento sulla Dis-Coll, l’indennità dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi. Se cerchi il quadro completo di tutte le prestazioni del mese, puoi consultare il nostro calendario dei pagamenti INPS di agosto 2026.

Indice dei contenuti

  1. Quando arriva il pagamento NASpI agosto 2026
  2. Già percettore o domanda in lavorazione: due situazioni diverse
  3. Come funziona il pagamento mensile posticipato della NASpI
  4. Come verificare data e importo del pagamento NASpI
  5. Decalage NASpI: la riduzione del 3% dal sesto mese
  6. Cosa fare se il pagamento NASpI è in ritardo o sospeso
  7. Dis-Coll agosto 2026: l’indennità per i collaboratori
  8. NASpI e le altre prestazioni INPS di agosto 2026
  9. Domande frequenti sul pagamento NASpI agosto 2026
  10. Assistenza per la NASpI con il CAF Centro Fiscale di Udine

Quando arriva il pagamento NASpI agosto 2026

Partiamo dal punto che interessa a tutti: il pagamento NASpI agosto 2026 non ha una data fissa stabilita per legge e valida per l’intera platea di beneficiari. L’INPS non pubblica un calendario NASpI come fa per le pensioni. Ogni pratica viene lavorata singolarmente e la disposizione di pagamento viene emessa quando l’Istituto ha completato le verifiche mensili sulla posizione del beneficiario.

Detto questo, la NASpI viene pagata mensilmente in via posticipata, di norma nella prima parte del mese successivo al periodo di riferimento, ma l’INPS non pubblica un calendario ufficiale fisso per la NASpI, a differenza di quanto avviene per le pensioni. Per questo motivo l’unico modo davvero affidabile per sapere quando arriverà il tuo accredito è controllare la data reale di pagamento disposta sulla tua pratica, consultando il Fascicolo Previdenziale o l’area MyINPS, sezione “pagamenti”: un’indicazione presa direttamente dalla tua posizione personale è molto più utile di una data generica che potrebbe non corrispondere al tuo caso.

Ad agosto c’è poi una variabile in più da considerare: il 15 agosto è festivo e il periodo di Ferragosto rallenta fisiologicamente le operazioni bancarie e postali. Se la disposizione INPS viene emessa a ridosso della festività, l’accredito effettivo sul conto può slittare al primo giorno bancabile utile successivo. È un ritardo tecnico dell’istituto di credito, non un problema della pratica.

Facciamo un esempio concreto. Immagina che Laura percepisca la NASpI da marzo 2026: la sua mensilità di luglio (competenza) le verrà accreditata ad agosto, con ogni probabilità nei primi quindici giorni del mese. Marco, invece, ha presentato domanda a fine luglio 2026: il suo primo pagamento arriverà più tardi, probabilmente tra fine agosto e settembre, ma comprenderà anche gli arretrati maturati dal momento in cui è iniziata la disoccupazione.

Già percettore o domanda in lavorazione: due situazioni diverse

La confusione più frequente sul pagamento NASpI di agosto 2026 nasce dal fatto che si mettono sullo stesso piano due situazioni molto diverse tra loro. Capire in quale ti trovi è il primo passo per sapere cosa aspettarti realisticamente.

Chi è già in pagamento: il rinnovo automatico mensile

Se ricevi la NASpI già da qualche mese, non devi ripresentare nulla ogni volta. Il pagamento si rinnova automaticamente mese per mese, a condizione che restino valide le condizioni di base che danno diritto alla prestazione. In particolare deve rimanere attiva la DID, cioè la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro: è il documento con cui dichiari formalmente di essere disoccupato e disponibile a essere ricollocato.

Prima di ogni accredito l’INPS verifica che non siano intervenuti eventi che interrompono o riducono il diritto. Tra i principali:

  • l’avvio di un nuovo rapporto di lavoro dipendente, che può sospendere o far decadere la prestazione
  • l’inizio di un’attività autonoma o di una collaborazione non comunicata all’Istituto
  • il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
  • la mancata partecipazione alle attività di politica attiva proposte dal Centro per l’Impiego
  • il trasferimento della residenza all’estero non comunicato

Finché tutto è in regola, il flusso è regolare e mensile. È proprio per questo che i percettori storici tendono a ricevere l’accredito sempre più o meno nello stesso periodo del mese.

Chi ha la domanda in lavorazione: tempi e arretrati

Diverso il caso di chi ha presentato la domanda da poco. Qui entra in gioco l’istruttoria, cioè la fase in cui la sede INPS competente esamina la pratica, controlla la documentazione, verifica i contributi versati e calcola l’importo spettante. I tempi non sono standard: dipendono dal carico di lavoro della sede territoriale, dalla completezza della documentazione e dalla presenza di eventuali anomalie nell’estratto contributivo.

La buona notizia è che l’attesa non si traduce in una perdita economica. Una volta accolta la domanda, il primo pagamento include normalmente tutti gli arretrati maturati dalla data di decorrenza del diritto. Se hai diritto alla NASpI da giugno e la pratica viene liquidata ad agosto, riceverai in un’unica soluzione anche le mensilità pregresse.

Attenzione però a un aspetto spesso sottovalutato: la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Oltre quel termine il diritto si perde. La compilazione richiede attenzione, perché un errore su date, codici o allegati può allungare di settimane l’istruttoria o portare a un rigetto. Il CAF Centro Fiscale a Udine si occupa di tutta la procedura, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda, seguendo poi la pratica fino alla liquidazione.

Come funziona il pagamento mensile posticipato della NASpI

Molte perplessità sul pagamento NASpI agosto 2026 si sciolgono capendo una regola fondamentale: la NASpI si paga in mensilità posticipate. Significa che quello che ricevi ad agosto non è l’indennità di agosto, ma quella relativa al mese precedente, cioè al periodo di disoccupazione già trascorso e verificato.

La logica è semplice: l’INPS non può pagare in anticipo una prestazione che dipende da una condizione — lo stato di disoccupazione — che potrebbe cambiare da un giorno all’altro. Prima l’Istituto verifica che nel mese di competenza tu sia rimasto effettivamente senza lavoro, poi dispone il pagamento. Questo spiega perché tra la fine del mese e l’arrivo del bonifico passa sempre qualche settimana.

Un altro elemento utile da conoscere riguarda il calcolo dell’importo. La NASpI viene determinata sulla base della retribuzione media degli ultimi quattro anni: si prende il 75% della retribuzione mensile media quando questa non supera una soglia fissata annualmente e rivalutata, mentre sulla parte eccedente si aggiunge un ulteriore 25%. L’importo finale non può comunque superare un massimale mensile stabilito ogni anno dall’INPS con apposita circolare. È questo il motivo per cui due persone con stipendi diversi possono ricevere cifre molto distanti tra loro.

Sull’importo lordo vengono poi applicate le ritenute IRPEF, perché la NASpI è a tutti gli effetti un reddito imponibile che dovrai indicare nella dichiarazione dei redditi. Anche per questo motivo l’importo netto che vedi sul conto è inferiore a quello che ti aspettavi guardando le simulazioni online.

Come verificare data e importo del pagamento NASpI

Se vuoi sapere con precisione quando arriverà il tuo pagamento NASpI di agosto 2026, l’unico dato affidabile è quello registrato sulla tua posizione personale presso l’INPS. Le previsioni generiche che circolano online valgono come orientamento, ma la disposizione di pagamento effettiva è quella riportata sulla tua pratica.

Gli strumenti attraverso cui l’INPS mette a disposizione queste informazioni sono principalmente quattro:

  • il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, che raccoglie l’intera posizione contributiva e previdenziale con il dettaglio delle prestazioni erogate
  • l’area personale MyINPS, dove compaiono le disposizioni di pagamento con data e importo
  • l’app INPS Mobile, la versione per smartphone dei principali servizi dell’Istituto
  • il servizio “Dove è la mia pratica”, che mostra lo stato di avanzamento della domanda: acquisita, in istruttoria, definita, in pagamento

Il problema è che questi servizi richiedono SPID, CIE o CNS e non sempre restituiscono informazioni facili da interpretare. Sigle, codici prestazione, importi lordi e netti, note di rettifica: capire davvero cosa dice la propria pratica richiede una certa dimestichezza. Molte persone si spaventano vedendo uno stato “sospesa” che in realtà è una fase tecnica temporanea e non un problema.

Per questo il modo più tranquillo di procedere è affidarsi a chi consulta ogni giorno queste banche dati. Gli operatori del Patronato CAF Centro Fiscale di Udine verificano per te lo stato della pratica, l’importo disposto e la data di accredito, spiegandoti in linguaggio comprensibile cosa sta succedendo alla tua NASpI. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, ovunque tu ti trovi in Italia.

Decalage NASpI: la riduzione del 3% dal sesto mese

Uno dei motivi più frequenti per cui ad agosto ci si accorge di un importo più basso del solito è il cosiddetto decalage. È un termine tecnico che spaventa, ma il concetto è semplice: la NASpI non resta uguale per tutta la sua durata, ma si riduce progressivamente con il passare dei mesi.

Nel dettaglio, l’indennità si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione. La riduzione non è del 3% una tantum: si applica ogni mese sull’importo del mese precedente, quindi l’assegno cala gradualmente e in modo continuo. Il meccanismo è stato introdotto dal Jobs Act con il D.Lgs. 22/2015 ed è tuttora in vigore. La logica del legislatore è quella di incentivare il rientro nel mercato del lavoro man mano che il periodo di disoccupazione si allunga.

Per alcune categorie di beneficiari, ad esempio i lavoratori over 55, potrebbero applicarsi decorrenze diverse rispetto alla regola generale: si consiglia di verificare la propria situazione specifica con il patronato o consultando il proprio fascicolo previdenziale, così da sapere con certezza da quale mese la riduzione si applica al proprio caso.

Un esempio pratico aiuta a capire. Supponiamo che Giulia percepisca 1.100 euro lordi di NASpI e che abbia iniziato a riceverla a marzo 2026. Fino al quinto mese l’importo resta invariato. Dal sesto mese scatta la riduzione del 3%: l’assegno scende di circa 33 euro, e il mese successivo si applica un altro 3% sul nuovo importo, e così via. Se ad agosto ti accorgi che sono arrivati meno soldi del previsto, prima di allarmarti verifica da quanti mesi stai percependo la prestazione: molto probabilmente si tratta proprio del decalage e non di un errore.

Ricordiamo infine che la durata della NASpI è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi. Non tutti quindi hanno diritto allo stesso periodo di copertura, e questo incide anche sul momento in cui il decalage inizia a farsi sentire.

Cosa fare se il pagamento NASpI è in ritardo o sospeso

Capita a molti: siamo a metà mese, il pagamento NASpI non è arrivato e cresce l’ansia. Prima di tutto, mantieni la calma: nella maggior parte dei casi si tratta di ritardi tecnici o di verifiche di routine, non della perdita del diritto. Ad agosto, poi, la concomitanza con le ferie e con la festività di Ferragosto rende i rallentamenti ancora più probabili.

Le cause più comuni di ritardo o sospensione del pagamento NASpI agosto 2026 sono queste:

  • IBAN errato, scaduto o non intestato al beneficiario: è la causa numero uno dei bonifici tornati indietro
  • DID decaduta o mancata partecipazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego
  • Comunicazioni obbligatorie non trasmesse, ad esempio l’inizio di un nuovo lavoro o di un’attività autonoma
  • Verifiche contributive in corso su periodi lavorativi non ancora correttamente registrati
  • Dati anagrafici disallineati tra INPS, Comune e Agenzia delle Entrate

La cosa peggiore da fare è aspettare passivamente che il problema si risolva da solo. Se il pagamento non arriva entro i tempi consueti, la prima verifica riguarda lo stato della pratica e la presenza di eventuali note o provvedimenti di sospensione. In caso di anomalie può essere necessario presentare una segnalazione o una richiesta di riesame, oppure regolarizzare la propria posizione con il Centro per l’Impiego. Esiste anche il contact center INPS, ma sui casi complessi il canale telefonico difficilmente risolve.

Il percorso più efficace è rivolgersi a un Patronato, che ha accesso diretto ai canali telematici dedicati e può intervenire sulla pratica, sollecitare la sede competente e presentare le istanze necessarie. Gli operatori del CAF Centro Fiscale di Udine gestiscono quotidianamente casi di NASpI sospesa, decaduta o pagata parzialmente, e sanno individuare rapidamente dove si è bloccato il meccanismo.

Dis-Coll agosto 2026: l’indennità per i collaboratori

Accanto alla NASpI esiste una prestazione meno conosciuta ma altrettanto importante: la Dis-Coll, cioè l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi (i cosiddetti co.co.co) iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Si tratta di lavoratori che non hanno un contratto da dipendente e che, proprio per questo, restano fuori dal perimetro della NASpI.

Dal punto di vista del calendario, la Dis-Coll segue logiche molto simili alla NASpI: pagamento in mensilità posticipate, nessuna data fissa uguale per tutti, accredito concentrato nella prima parte del mese per chi è già percettore e tempi più lunghi per le domande in istruttoria. Anche il meccanismo del decalage si applica con la stessa logica di riduzione progressiva dell’importo.

La differenza principale riguarda la durata. Mentre la NASpI può arrivare fino a 24 mesi, la Dis-Coll ha una durata rapportata ai mesi di contribuzione versata nel periodo di riferimento e non può comunque superare i 12 mesi. È una copertura più breve, che riflette la diversa struttura contributiva della Gestione Separata.

Se sei un collaboratore e il tuo contratto è terminato, verificare per tempo di rientrare tra i beneficiari è fondamentale: anche per la Dis-Coll valgono termini di decadenza stringenti per la presentazione della domanda. Un consulto con il patronato ti permette di capire in pochi minuti se hai i requisiti e quanto ti spetta.

NASpI e le altre prestazioni INPS di agosto 2026

Il pagamento NASpI agosto 2026 si inserisce in un mese particolarmente denso di scadenze INPS. Molte famiglie ricevono più prestazioni contemporaneamente e capire l’ordine degli accrediti aiuta a organizzare il bilancio domestico senza sorprese.

A differenza della NASpI, che segue la singola pratica, altre misure hanno finestre di pagamento più prevedibili: le pensioni vengono accreditate all’inizio del mese, l’Assegno Unico Universale si concentra a metà mese per chi lo percepisce già, mentre Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro hanno date proprie legate alle mensilità e ai rinnovi. Per avere il quadro completo puoi consultare il nostro calendario completo dei pagamenti INPS di agosto 2026, oppure l’approfondimento dedicato a pensioni, Assegno Unico, ADI e SFL.

Un aspetto da non trascurare riguarda la compatibilità tra prestazioni. La NASpI concorre alla formazione del reddito e può quindi incidere sull’ISEE e, di riflesso, sull’importo di altre misure di sostegno. Se percepisci la NASpI insieme all’Assegno Unico o ad altre prestazioni collegate all’ISEE, vale la pena farsi assistere per evitare di ritrovarsi con richieste di restituzione l’anno successivo.

Domande frequenti sul pagamento NASpI agosto 2026

Esiste una data fissa per il pagamento NASpI di agosto 2026?

No. A differenza delle pensioni, il pagamento NASpI agosto 2026 non ha una data unica valida per tutti. L’accredito dipende dalla data di presentazione della domanda e dalla lavorazione della singola pratica. Per i percettori storici l’erogazione si concentra generalmente nella prima metà del mese.

Perché ad agosto ho ricevuto un importo NASpI più basso?

Nella maggior parte dei casi si tratta del decalage, la riduzione del 3% mensile che scatta dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Altre cause possono essere un mese di competenza incompleto o conguagli fiscali. Una verifica sulla pratica chiarisce l’origine della differenza.

Quanto si aspetta per il primo pagamento NASpI?

I tempi variano in base al carico della sede INPS e alla completezza della documentazione. Il primo accredito arriva di norma dopo la conclusione dell’istruttoria e comprende gli arretrati maturati dalla decorrenza del diritto, quindi nulla va perduto.

Se trovo lavoro perdo la NASpI di agosto?

Dipende dal tipo e dalla durata del nuovo rapporto. In alcuni casi la prestazione viene sospesa e poi ripresa, in altri decade definitivamente, in altri ancora si riduce. È indispensabile comunicare tempestivamente ogni variazione per evitare indebiti da restituire.

La Dis-Coll ha la stessa durata della NASpI?

No. La Dis-Coll è rapportata ai mesi di contribuzione versata alla Gestione Separata e non può superare i 12 mesi, contro i 24 mesi massimi previsti per la NASpI.

Assistenza per la NASpI con il CAF Centro Fiscale di Udine

Il pagamento NASpI agosto 2026 è, per molte famiglie, l’unica entrata del mese: sapere quando arriva e perché l’importo cambia fa la differenza tra vivere con ansia e gestire il proprio bilancio con serenità. Abbiamo visto che non esiste una data uguale per tutti, che il pagamento è posticipato e legato alla verifica dello stato di disoccupazione, che dal sesto mese scatta il decalage del 3% e che i ritardi hanno quasi sempre cause identificabili e risolvibili.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti segue in ogni fase: dalla presentazione della domanda entro i termini, alla verifica dello stato della pratica, fino alla gestione di sospensioni, ritardi e ricalcoli. Ci occupiamo anche di Dis-Coll, NASpI anticipata in unica soluzione e di tutte le prestazioni collegate alla disoccupazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia, e l’assistenza per la domanda di disoccupazione tramite patronato è gratuita per il lavoratore.

Hai bisogno di assistenza per la NASpI o vuoi sapere a che punto è la tua pratica? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci per fissare un appuntamento, chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Agosto 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-04 11:00:002026-08-05 07:44:05Pagamento NASpI Agosto 2026: Quando Arriva e Come Controllarlo
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASPI stagionale 2026: turismo, agricoltura e lavoratori intermittenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con la fine dell’estate, migliaia di lavoratori stagionali del turismo si ritrovano senza contratto: camerieri, receptionist, bagnini, personale di stabilimenti balneari e hotel. Lo stesso accade in agricoltura, dove i braccianti a termine concludono la stagione dei raccolti, e per i lavoratori intermittenti, chiamati a giornate alterne durante l’anno. In tutti questi casi la NASPI stagionale 2026 può rappresentare un sostegno economico importante nei mesi di inattività.

La NASPI stagionale 2026 non è una prestazione diversa dalla NASPI ordinaria, ma richiede attenzione in più su requisiti contributivi, calcolo dell’importo e tempistiche, proprio perché chi lavora solo alcuni mesi l’anno ha una storia contributiva più breve e frammentata. In questo approfondimento vediamo come funziona nei casi tipici del turismo, dell’agricoltura e del lavoro a chiamata, e quali errori evitare per non perdere il diritto alla prestazione. Per una panoramica completa su tutte le regole generali, puoi consultare la nostra guida completa alla NASPI 2026.

Come funziona la NASPI stagionale 2026 per il turismo

Immaginiamo il caso di Marco, receptionist assunto a tempo determinato da giugno a settembre in un hotel balneare. Alla scadenza naturale del contratto, senza rinnovo, Marco ha diritto a presentare domanda di NASPI perché si trova in stato di disoccupazione involontaria: il contratto stagionale non è stato rinnovato per scelta del datore di lavoro o per la naturale fine dell’attività stagionale, non per dimissioni volontarie (che escludono il diritto, salvo eccezioni come le dimissioni per giusta causa).

La NASPI stagionale 2026 per i lavoratori del turismo segue le stesse regole generali della NASPI ordinaria, ma con una particolarità: chi ha lavorato solo la stagione estiva o invernale avrà tipicamente un numero di settimane contribuite più basso, il che si riflette direttamente sulla durata della prestazione. È fondamentale non confondere la fine naturale del contratto a termine con le dimissioni: solo nel primo caso scatta il diritto alla NASPI.

Il caso del lavoratore stagionale in stabilimento balneare

Chi lavora in uno stabilimento balneare o in un campeggio con contratto stagionale da maggio a settembre matura generalmente intorno alle 18-20 settimane di contribuzione, un dato che supera abbondantemente il requisito minimo. Il punto critico non è quasi mai il diritto alla prestazione, quanto piuttosto la durata: con meno settimane lavorate, la NASPI durerà meno mesi rispetto a chi ha un impiego continuativo tutto l’anno.

Requisiti NASPI 2026 per chi ha lavorato solo pochi mesi

Per accedere alla NASPI, anche nella variante “stagionale”, servono due requisiti che vanno sempre verificati con attenzione quando la storia lavorativa è breve o frammentata. Il primo è il requisito contributivo, il secondo riguarda il lavoro effettivo svolto nell’ultimo anno.

  • Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione negli ultimi 4 anni
  • Requisito di lavoro effettivo: almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi che precedono la disoccupazione

Per chi lavora un’unica stagione, questi requisiti sono quasi sempre soddisfatti se il contratto è durato almeno 2-3 mesi. Il problema si presenta invece per chi ha avuto stagioni molto brevi (poche settimane) oppure periodi di inattività che superano i 4 anni tra un impiego stagionale e l’altro, magari alternando stagioni turistiche e periodi di disoccupazione non coperti da contribuzione. Per approfondire tutti i casi particolari, consulta la pagina dedicata ai requisiti NASPI 2026.

Bracciante agricolo a termine: un caso specifico

Il lavoratore agricolo che ha svolto attività a termine per la raccolta (vendemmia, raccolta frutta, lavori stagionali nei campi) è un operaio agricolo a tempo determinato (OTD), e proprio per questa categoria di lavoratori esiste una prestazione specifica: la disoccupazione agricola, non la NASPI ordinaria. Secondo la scheda INPS dedicata (scheda 50120), la disoccupazione agricola è infatti la prestazione tipica degli operai agricoli a tempo determinato, ossia proprio dei braccianti stagionali impiegati per la raccolta. La NASPI ordinaria resta invece la prestazione di riferimento per gli altri settori stagionali, come il turismo, e per i lavoratori intermittenti. Capire quale delle due prestazioni spetta è essenziale, perché le regole di calcolo, i requisiti e le modalità di domanda sono diversi.

Per un confronto dettagliato tra le due misure, consulta il nostro approfondimento su disoccupazione agricola vs NASPI: aiuta a capire quale prestazione richiedere in base al proprio contratto e al tipo di rapporto di lavoro agricolo. Per approfondire requisiti, importi e scadenza della domanda (che va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, tramite CAF o patronato), consulta la nostra guida alla disoccupazione agricola 2026.

NASPI stagionale 2026 e lavoro intermittente: come cambia il calcolo

Il lavoratore intermittente, detto anche “a chiamata” o “a comando”, lavora solo nei giorni in cui viene effettivamente chiamato dal datore di lavoro, con periodi di inattività anche lunghi tra una chiamata e l’altra. Questa discontinuità rende il calcolo della NASPI più delicato, perché la retribuzione media di riferimento viene calcolata sugli ultimi 4 anni di contribuzione, includendo sia i periodi di lavoro effettivo sia quelli di inattività.

Chi ha lavorato in modo intermittente per anni, con chiamate sporadiche, avrà quindi una retribuzione media più bassa e di conseguenza un importo NASPI ridotto rispetto a un lavoratore continuativo con lo stesso stipendio giornaliero. È un aspetto che spesso sorprende chi presenta la domanda senza aver prima verificato la propria posizione contributiva con un patronato.

Quando finisce la disponibilità a chiamata

Se il contratto di lavoro intermittente si interrompe definitivamente (non solo un periodo di non chiamata, ma la cessazione vera e propria del rapporto), il lavoratore matura il diritto alla NASPI secondo le stesse regole generali. Attenzione: i periodi di semplice “non chiamata” all’interno di un contratto ancora attivo NON danno diritto alla NASPI, perché il rapporto di lavoro risulta ancora in essere.

Calcolo dell’importo NASPI 2026 per stagionali e intermittenti

L’importo della NASPI si calcola sulla base della retribuzione media degli ultimi 4 anni. In parole semplici: si prende lo stipendio medio mensile e si applica una percentuale.

  • 75% della retribuzione media mensile fino a una soglia di 1.480,30 euro lordi al mese
  • + 25% sulla parte di retribuzione eccedente questa soglia, fino a un importo massimo
  • Massimale NASPI 2026: 1.575,42 euro al mese
  • Decalage: dal sesto mese di fruizione l’importo si riduce del 3% ogni mese

Il decalage è il meccanismo di riduzione progressiva dell’assegno mensile: in pratica, più a lungo si percepisce la NASPI, più l’importo scende gradualmente. Per uno stagionale che ha maturato una NASPI breve (ad esempio 4-6 mesi), il decalage inciderà poco o nulla; per chi invece ha accumulato più settimane contribuite negli anni e ha diritto a una prestazione più lunga, la riduzione mensile va messa in conto nella pianificazione del bilancio familiare.

Durata della NASPI in base alle settimane contribuite

La durata della NASPI è collegata al numero di settimane di contribuzione maturate: in generale, la prestazione dura la metà delle settimane contribuite nei 4 anni precedenti la disoccupazione, fino a un massimo di 24 mesi. Questo significa che un lavoratore stagionale con una sola stagione lavorata nell’ultimo anno avrà diritto a una NASPI più breve rispetto a chi ha lavorato quasi tutto l’anno o ha accumulato contribuzione in più anni consecutivi. Per un dettaglio completo su tutte le regole di durata e importo, si può consultare la nostra guida completa alla NASPI 2026.

Documenti e scadenza per la domanda NASPI stagionale

Un errore che vediamo spesso commettere dai lavoratori stagionali è aspettare troppo prima di presentare la domanda, magari sperando in un richiamo per la stagione successiva o in un contratto alternativo. La legge fissa un termine preciso: la domanda di NASPI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine, il diritto alla prestazione si perde definitivamente, anche se tutti gli altri requisiti sono soddisfatti.

È per questo importante muoversi subito dopo la fine del contratto stagionale, sia esso in un hotel, in uno stabilimento balneare, in un’azienda agricola o in un rapporto di lavoro intermittente. Per capire come viene gestita nel concreto la domanda NASPI online, è utile rivolgersi a un patronato che verifichi in anticipo la propria posizione contributiva.

Documenti utili per velocizzare la pratica

Per presentare la domanda in modo corretto e senza intoppi, è utile avere a disposizione alcuni documenti fondamentali, che aiutano il patronato a ricostruire con precisione la posizione contributiva del lavoratore stagionale.

  • Documento d’identità e codice fiscale
  • Lettera di assunzione e/o contratto di lavoro stagionale o intermittente
  • Comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro (se disponibile)
  • IBAN per l’accredito della prestazione
  • Ultime buste paga disponibili

La NASPI stagionale 2026 è un diritto concreto per chi lavora nel turismo, in agricoltura o con contratti intermittenti, ma richiede attenzione su requisiti contributivi, calcolo dell’importo e soprattutto sulla scadenza della domanda. Ogni situazione lavorativa stagionale ha le sue particolarità, e un errore nella valutazione dei requisiti o nella scelta tra NASPI e disoccupazione agricola può costare mesi di attesa o, nei casi peggiori, la perdita del diritto alla prestazione.

Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni anno decine di lavoratori stagionali del turismo e dell’agricoltura, guidandoli nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI, sia in ufficio che online.

Hai bisogno di assistenza per la tua NASPI stagionale, sia essa la NASPI ordinaria per il turismo e gli intermittenti o la disoccupazione agricola per i braccianti stagionali? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per verificare i requisiti e presentare la domanda corretta. Richiedi un preventivo personalizzato e senza impegno.

Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 10:00:002026-07-16 09:58:24NASPI stagionale 2026: turismo, agricoltura e lavoratori intermittenti
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASPI Anticipata 2025: Due Rate invece del Pagamento Unico – Guida Completa

Naspi Anticipata CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la NASPI anticipata
  2. NOVITÀ 2025: dal pagamento unico alle due rate
  3. Come funziona il meccanismo a due rate
  4. Requisiti per richiedere la NASPI anticipata
  5. Incompatibilità e obblighi
  6. Procedura di domanda INPS
  7. Calcolo ed esempi pratici
  8. Vantaggi e svantaggi del nuovo sistema
  9. Differenze tra vecchio e nuovo sistema

Una delle opportunità più interessanti per chi perde il lavoro involontariamente è la possibilità di richiedere l’anticipazione della NASPI per avviare un’attività autonoma o entrare in una cooperativa. Tuttavia, dal 1° gennaio 2025, il sistema di erogazione è cambiato radicalmente: addio al pagamento unico, benvenute alle due rate.

La modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1 comma 186), ha l’obiettivo di monitorare meglio l’effettivo utilizzo delle risorse e garantire che chi riceve l’anticipo stia davvero avviando un’attività imprenditoriale. In questa guida completa analizziamo come funziona la NASPI anticipata in due rate, chi può richiederla, quali sono i requisiti, la procedura INPS e cosa cambia rispetto al passato.

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Cos’è la NASPI anticipata

La NASPI anticipata è un’indennità di disoccupazione erogata in forma anticipata dall’INPS a favore di chi, percettore di NASPI ordinaria, decide di avviare un’attività di lavoro autonomo o di associarsi in cooperativa. In pratica, invece di ricevere la NASPI mese per mese fino alla sua scadenza naturale, il beneficiario può chiedere di ricevere tutto l’importo residuo in anticipo (ora in due rate) per investirlo nella nuova attività.

Questa opportunità è prevista dall’articolo 8 del D.Lgs. 22/2015, che disciplina la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI). L’obiettivo è quello di favorire l’autoimpiego e la transizione dal lavoro dipendente a quello autonomo, offrendo un capitale iniziale per sostenere le spese di avvio (iscrizione alla Camera di Commercio, acquisto attrezzature, consulenze, ecc.).

Chi può richiederla:

  • Percettori di NASPI che non hanno ancora esaurito il periodo di indennità
  • Chi intende avviare un’attività di lavoro autonomo (es. professionista, artigiano, commerciante)
  • Chi intende sottoscrivere una quota di capitale sociale in una cooperativa (nella quale si instaura un rapporto di lavoro)

Importante: la NASPI anticipata NON è cumulabile con la NASPI mensile. Una volta richiesta e ottenuta, il beneficiario perde il diritto a ricevere le mensilità residue dell’indennità ordinaria.

NOVITÀ 2025: dal pagamento unico alle due rate

Fino al 31 dicembre 2024, la NASPI anticipata veniva erogata in un’unica soluzione: l’INPS trasferiva l’intero importo residuo sul conto corrente del richiedente in un’unica tranche. Questo sistema, però, presentava alcuni problemi di controllo sull’effettivo utilizzo delle somme per l’attività dichiarata.

Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1 comma 186, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024), il legislatore ha introdotto una modifica sostanziale: dal 1° gennaio 2025, l’anticipazione della NASPI viene erogata in due rate distinte.

Motivazioni della riforma:

  • Monitoraggio più efficace: verificare che l’attività venga effettivamente avviata e mantenuta
  • Prevenzione degli abusi: evitare che l’anticipo venga richiesto senza poi avviare realmente un’attività
  • Controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche: garantire che i fondi siano destinati all’autoimpiego
  • Allineamento con altri strumenti di politica attiva: coerenza con misure simili (es. contributi a fondo perduto per startup)

La circolare INPS attuativa (circolare n. 18 del 7 febbraio 2025) ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione della novità, specificando i tempi e le modalità di erogazione delle due rate.

Come funziona il meccanismo a due rate

Il nuovo sistema di erogazione della NASPI anticipata in due rate prevede la suddivisione dell’importo residuo secondo questi criteri:

Prima rata: 60% dell’importo residuo

La prima rata, pari al 60% dell’importo complessivo residuo della NASPI, viene erogata entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di anticipazione, a condizione che:

  • La domanda sia completa e regolare
  • Il richiedente abbia fornito tutta la documentazione necessaria (es. visura camerale, atto costitutivo cooperativa, ecc.)
  • L’attività risulti effettivamente avviata (iscrizione CCIAA, apertura partita IVA, iscrizione gestione previdenziale)

Seconda rata: 40% dell’importo residuo

La seconda rata, corrispondente al 40% dell’importo residuo, viene erogata dopo 6 mesi dalla prima erogazione, previa verifica dell’effettivo mantenimento dell’attività. L’INPS effettua controlli per accertare che:

  • L’attività sia ancora attiva e operativa
  • Il beneficiario abbia versato i contributi previdenziali dovuti (gestione artigiani, commercianti, professionisti o gestione separata)
  • Non ci siano state cessazioni anticipate dell’attività o violazioni degli obblighi dichiarativi

Cosa succede se l’attività cessa prima dei 6 mesi? Se l’attività viene interrotta prima dell’erogazione della seconda rata, il beneficiario:

  • Non riceve la seconda rata
  • Deve restituire la prima rata (totalmente o parzialmente, a seconda dei casi)
  • Perde definitivamente il diritto alla NASPI residua

Requisiti per richiedere la NASPI anticipata

Per ottenere la NASPI anticipata in due rate, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

1. Essere titolari di NASPI in corso

Il richiedente deve essere percettore di NASPI al momento della domanda, con un importo residuo ancora da erogare. Non è possibile richiedere l’anticipo se la NASPI è già terminata o se non è mai stata richiesta.

2. Avviare un’attività di lavoro autonomo

L’attività deve essere di natura autonoma o imprenditoriale. Sono ammesse:

  • Attività professionali (libero professionista con partita IVA)
  • Attività artigianali (iscrizione albo artigiani)
  • Attività commerciali (impresa individuale, ditta individuale)
  • Attività agricole (iscrizione IAP, coltivatore diretto)
  • Associazione in cooperativa (sottoscrizione quota capitale sociale + rapporto di lavoro)

Non sono ammesse:

  • Attività di lavoro subordinato (dipendente)
  • Collaborazioni occasionali o prestazioni occasionali (PrestO)
  • Attività già avviate prima della perdita del lavoro

3. Avviare l’attività DOPO la domanda NASPI

L’attività deve essere iniziata dopo la data di presentazione della domanda di NASPI ordinaria. Se l’attività era già in corso prima della perdita del lavoro, non si ha diritto all’anticipo.

4. Presentare la domanda entro termini precisi

La domanda di NASPI anticipata deve essere presentata:

  • Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (data di apertura partita IVA o iscrizione CCIAA)
  • Prima della scadenza naturale della NASPI

Attenzione: se si supera il termine di 30 giorni, la domanda viene respinta.

Incompatibilità e obblighi

Chi riceve la NASPI anticipata in due rate deve rispettare precisi obblighi e incompatibilità:

Perdita della NASPI ordinaria residua

Dal momento in cui viene erogata la prima rata dell’anticipo, il beneficiario perde definitivamente il diritto a ricevere le mensilità residue della NASPI ordinaria. Anche se l’attività dovesse cessare dopo pochi mesi, non è possibile ripristinare la NASPI mensile.

Divieto di nuova assunzione come dipendente

Chi riceve la NASPI anticipata non può essere assunto come lavoratore dipendente (a tempo determinato o indeterminato) fino alla scadenza naturale della NASPI originaria. Se viene assunto prima, deve restituire integralmente l’anticipo ricevuto.

Eccezione: è consentita l’assunzione se il reddito da lavoro dipendente non supera il limite di 8.500 euro lordi annui (art. 9 comma 2 D.Lgs. 22/2015).

Obbligo di versare i contributi previdenziali

Il beneficiario deve iscriversi alla gestione previdenziale corrispondente alla propria attività (artigiani, commercianti, professionisti, gestione separata) e versare regolarmente i contributi. Il mancato versamento comporta la revoca della seconda rata e la restituzione della prima.

Obbligo di comunicare variazioni

In caso di cessazione dell’attività, interruzione o sospensione, il beneficiario deve comunicarlo tempestivamente all’INPS (entro 30 giorni). La mancata comunicazione costituisce violazione degli obblighi dichiarativi e può comportare sanzioni amministrative e la restituzione integrale dell’anticipo.

Procedura di domanda INPS

La domanda di NASPI anticipata si presenta esclusivamente online tramite i seguenti canali:

1. Portale INPS (www.inps.it)

Accedendo con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Domanda di NASPI anticipata” (Prestazioni e Servizi > Esplora Prestazioni e Servizi > NASPI > Liquidazione anticipata).

Step da seguire:

  1. Accedere al portale INPS con credenziali digitali
  2. Selezionare “Prestazioni e Servizi”
  3. Cercare “NASPI liquidazione anticipata”
  4. Compilare il modulo online indicando:
    • Tipo di attività (autonoma, impresa individuale, cooperativa)
    • Data di inizio attività
    • Numero partita IVA (se già disponibile)
    • Codice ATECO dell’attività
    • Dati bancari per l’accredito
  5. Allegare la documentazione richiesta (visura, atto costitutivo, ecc.)
  6. Inviare la domanda e conservare il protocollo

2. Contact Center INPS (803 164)

Chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento), un operatore può compilare la domanda per conto dell’utente.

3. Patronato o CAF

Il modo più sicuro e consigliato è rivolgersi a un CAF o patronato, che:

  • Verifica la sussistenza dei requisiti
  • Compila correttamente la domanda
  • Allega tutta la documentazione necessaria
  • Monitora l’iter della pratica
  • Fornisce assistenza in caso di richieste integrative da parte INPS

Documenti da presentare:

  • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Visura camerale (se già iscritta l’attività)
  • Certificato di attribuzione partita IVA
  • Atto costitutivo (per cooperativa)
  • Iscrizione alla gestione previdenziale (artigiani, commercianti, professionisti)
  • IBAN per accredito

Tempi di risposta INPS

L’INPS verifica la domanda entro 30 giorni dalla presentazione. Se la documentazione è completa e regolare, eroga la prima rata (60%) entro ulteriori 15 giorni lavorativi. La seconda rata (40%) viene erogata automaticamente dopo 6 mesi, previa verifica del mantenimento dell’attività.

Calcolo ed esempi pratici

Vediamo ora alcuni esempi concreti di calcolo per capire quanto si riceve con la NASPI anticipata in due rate.

Esempio 1: NASPI residua di 10.000 euro

Situazione: Mario ha perso il lavoro a gennaio 2025 e ha ottenuto una NASPI mensile di 1.200 euro per 12 mesi (totale: 14.400 euro). A marzo 2025, dopo aver percepito 2 mensilità (2.400 euro), decide di aprire una partita IVA come consulente informatico. L’importo residuo della sua NASPI è:

14.400 euro – 2.400 euro = 12.000 euro

Calcolo NASPI anticipata in due rate:

  • Prima rata (60%): 12.000 € × 60% = 7.200 euro (erogata entro 30 giorni dalla domanda)
  • Seconda rata (40%): 12.000 € × 40% = 4.800 euro (erogata dopo 6 mesi, previa verifica attività)

Totale ricevuto: 7.200 + 4.800 = 12.000 euro

Esempio 2: NASPI residua di 6.000 euro

Situazione: Laura ha una NASPI di 800 euro al mese per 10 mesi (totale: 8.000 euro). Dopo 4 mesi (3.200 euro percepiti), decide di aprire un negozio di abbigliamento. Importo residuo:

8.000 euro – 3.200 euro = 4.800 euro

Calcolo:

  • Prima rata (60%): 4.800 € × 60% = 2.880 euro
  • Seconda rata (40%): 4.800 € × 40% = 1.920 euro

Totale: 2.880 + 1.920 = 4.800 euro

Tabella riassuntiva: esempi di importi

NASPI residuaPrima rata (60%)Seconda rata (40%)Totale
5.000 €3.000 €2.000 €5.000 €
8.000 €4.800 €3.200 €8.000 €
10.000 €6.000 €4.000 €10.000 €
15.000 €9.000 €6.000 €15.000 €
20.000 €12.000 €8.000 €20.000 €

Nota importante: Gli importi sono lordi. L’anticipo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF ordinaria nell’anno di percezione (come la NASPI mensile).

Vantaggi e svantaggi del nuovo sistema

Il passaggio dalla NASPI anticipata in un’unica soluzione alle due rate presenta pro e contro per i beneficiari.

✅ Vantaggi del sistema a due rate

  • Maggiore tutela per chi avvia realmente l’attività: chi mantiene l’attività per almeno 6 mesi riceve comunque l’intero importo
  • Disincentivo agli abusi: chi richiede l’anticipo senza reale intenzione di lavorare viene scoraggiato
  • Controllo più efficace: l’INPS verifica l’effettivo avvio e mantenimento dell’attività
  • Sostegno graduale: la prima rata copre le spese iniziali, la seconda supporta la fase di consolidamento

❌ Svantaggi del sistema a due rate

  • Liquidità ridotta all’inizio: chi ha bisogno di un capitale consistente per avviare l’attività riceve solo il 60% inizialmente
  • Attesa di 6 mesi per la seconda rata: può essere un problema per attività con spese elevate nei primi mesi
  • Rischio di perdita della seconda rata: se l’attività cessa prima dei 6 mesi (anche per cause involontarie), si perde il 40% residuo
  • Maggiore burocrazia: necessità di dimostrare il mantenimento dell’attività, fornire documentazione, ecc.

Chi ci guadagna: chi ha già un piano d’impresa solido e intende davvero mantenere l’attività nel lungo periodo.

Chi ci perde: chi ha bisogno di un capitale immediato consistente per investimenti iniziali importanti (es. acquisto macchinari, locali, ecc.).

Differenze tra vecchio e nuovo sistema

Ecco una tabella comparativa per comprendere meglio i cambiamenti introdotti dalla riforma 2025:

AspettoPRIMA (fino al 31/12/2024)DOPO (dal 1/1/2025)
Modalità erogazioneUnica soluzione (100%)Due rate (60% + 40%)
Tempistica prima erogazioneEntro 30 giorni dalla domandaEntro 30 giorni (prima rata 60%)
Tempistica seconda erogazioneNon previstaDopo 6 mesi dalla prima
Controlli INPSMinimi (solo all’atto della domanda)Verifica a 6 mesi (per seconda rata)
Rischio perdita importoBasso (tutto erogato subito)Medio-alto (seconda rata condizionata)
Obbligo mantenimento attivitàConsigliato ma non verificatoObbligatorio (pena perdita seconda rata)
Liquidità inizialeAlta (100% subito)Media (60% subito)
Documentazione richiestaStandard (visura, P.IVA)Standard + documentazione per controllo a 6 mesi

In sintesi: il vecchio sistema era più vantaggioso per chi voleva liquidità immediata, ma meno sicuro per lo Stato. Il nuovo sistema è più rigoroso e premia chi mantiene davvero l’attività, penalizzando chi la abbandona prematuramente.

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Domande Frequenti sulla NASPI Anticipata in Due Rate

Posso richiedere la NASPI anticipata se ho già ricevuto alcune mensilità?

Sì, puoi richiedere la NASPI anticipata anche se hai già percepito alcune mensilità della NASPI ordinaria. L’anticipo verrà calcolato sull’importo residuo, cioè sulle mensilità che ti restano da percepire. Ad esempio, se la tua NASPI totale è di 12.000 euro e hai già ricevuto 3.000 euro, potrai richiedere l’anticipo sui 9.000 euro residui (5.400 euro nella prima rata e 3.600 euro nella seconda).

Cosa succede se la mia attività fallisce prima dei 6 mesi?

Se l’attività cessa prima dell’erogazione della seconda rata (entro 6 mesi dall’inizio), non riceverai il secondo pagamento (40% dell’importo residuo) e dovrai restituire la prima rata già percepita. Inoltre, perdi definitivamente il diritto alle mensilità NASPI residue. È importante valutare bene la solidità del tuo progetto prima di richiedere l’anticipo.

La NASPI anticipata è tassata?

Sì, la NASPI anticipata è soggetta a tassazione IRPEF ordinaria come la NASPI mensile. L’importo percepito (sia la prima che la seconda rata) concorre a formare il reddito complessivo dell’anno in cui viene erogato e sarà tassato secondo gli scaglioni IRPEF vigenti. Non subisce ritenute alla fonte ma va dichiarato nel modello 730 o Redditi PF.

Posso richiedere la NASPI anticipata per aprire una società (SRL, SRL semplificata)?

No, la NASPI anticipata è riservata esclusivamente a chi avvia un’attività di lavoro autonomo (partita IVA individuale, artigiano, commerciante, professionista) o si associa a una cooperativa sottoscrivendo quote di capitale sociale. Le società di capitali (SRL, SPA) NON rientrano tra le attività ammesse, perché il rapporto è di natura societaria e non di lavoro autonomo personale.

Devo restituire la NASPI anticipata se trovo lavoro dipendente dopo 6 mesi?

Dipende. Se trovi lavoro dipendente DOPO aver ricevuto anche la seconda rata (quindi dopo almeno 6 mesi dall’inizio dell’attività autonoma), NON devi restituire nulla. Se invece vieni assunto PRIMA dei 6 mesi o prima della scadenza naturale della NASPI originaria, devi restituire l’intero anticipo ricevuto, salvo che il reddito da lavoro dipendente non superi gli 8.500 euro lordi annui.

Posso cumulare la NASPI anticipata con altri bonus per l’autoimpiego?

In generale sì, ma dipende dal tipo di agevolazione. La NASPI anticipata è compatibile con contributi a fondo perduto regionali o nazionali per startup e nuove imprese, con prestiti agevolati e con il credito d’imposta per investimenti. NON è cumulabile con altre forme di sostegno al reddito (es. reddito di cittadinanza, assegno di inclusione). Verifica sempre con il CAF o con l’ente erogatore dell’altra agevolazione.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Aprile 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-10 09:53:572026-05-31 17:07:43NASPI Anticipata 2025: Due Rate invece del Pagamento Unico – Guida Completa
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    Calcolo NASPI 2026: Quanto Ti Spetta di Disoccupazione

    NASPI 2025

    Indice dei contenuti

    1. Come Si Calcola l’Importo NASPI
    2. Retribuzione Media di Riferimento
    3. Massimale NASPI 2026
    4. Riduzione Progressiva dal 6° Mese
    5. Esempi di Calcolo Pratici
    6. Calcolatore NASPI Online
    7. Domande Frequenti

    Hai perso il lavoro e vuoi sapere quanto prenderai di NASPI? Il calcolo dell’importo della disoccupazione segue regole precise stabilite dall’INPS, basate sulla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni. In questa guida completa scoprirai come viene calcolato l’importo NASPI, quali sono i massimali 2026, come funziona la riduzione progressiva e troverai esempi pratici per calcolare la tua indennità.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo preciso della tua NASPI e con la presentazione della domanda, sia in ufficio che online.

    Come Si Calcola l’Importo NASPI

    Il calcolo NASPI si basa su un meccanismo in due fasi che considera la tua retribuzione media mensile (RMM) degli ultimi 4 anni. L’INPS applica percentuali diverse a seconda dell’importo della retribuzione.

    Formula di Calcolo Base

    L’importo mensile della NASPI viene determinato con questa formula:

    • 75% della retribuzione media mensile se questa è uguale o inferiore a 1.425,21 euro (importo 2026)
    • 75% del limite massimo (1.425,21 euro) + 25% della differenza tra la retribuzione e il limite, se la retribuzione supera 1.425,21 euro

    Importante: L’importo calcolato non può comunque superare il massimale NASPI 2026 stabilito per legge.

    Retribuzione Media di Riferimento

    La retribuzione media mensile (RMM) è il dato fondamentale per il calcolo NASPI. L’INPS la determina dividendo le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni per il numero di settimane lavorate, moltiplicando poi per 4,33 (settimane medie per mese).

    Cosa Include la Retribuzione

    Nella retribuzione media vengono considerate:

    • Stipendio base mensile
    • Mensilità aggiuntive (13a, 14a)
    • Scatti di anzianità
    • Premi produzione
    • Straordinari abituali
    • Indennità fisse (turni, reperibilità, ecc.)

    Non sono considerate: TFR, rimborsi spese, indennità occasionali, buoni pasto.

    Periodo di Riferimento

    L’INPS considera le retribuzioni degli ultimi 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Se in questi 4 anni hai avuto periodi senza lavoro, vengono conteggiati solo i mesi effettivamente lavorati.

    Massimale NASPI 2026

    Per il 2026, il massimale mensile della NASPI è stato aggiornato dall’INPS con la circolare annuale. L’importo massimo erogabile è pari a:

    1.550,42 euro al mese (importo lordo, soggetto a trattenute fiscali)

    Questo significa che anche se la tua retribuzione media fosse superiore, l’indennità NASPI non potrà mai superare questo importo massimo.

    Aggiornamento Annuale

    Il massimale NASPI viene rivalutato ogni anno in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. L’aggiornamento avviene solitamente a gennaio e viene comunicato dall’INPS con apposita circolare.

    Per confronto, ecco l’evoluzione del massimale negli ultimi anni:

    • 2024: 1.470,99 euro/mese
    • 2025: 1.509,83 euro/mese
    • 2026: 1.550,42 euro/mese

    Riduzione Progressiva dal 6° Mese

    Una caratteristica importante del calcolo NASPI è che l’importo non resta fisso per tutta la durata dell’indennità, ma subisce una riduzione progressiva.

    Come Funziona la Riduzione

    A partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione:

    • L’importo si riduce del 3% ogni mese
    • La riduzione si applica sull’importo iniziale, non sull’importo già ridotto
    • Dal 6° mese in poi riceverai quindi sempre meno

    Esempio pratico:

    • Mesi 1-5: 1.200 euro/mese
    • Mese 6: 1.164 euro (1.200 – 3%)
    • Mese 7: 1.128 euro (1.200 – 6%)
    • Mese 8: 1.092 euro (1.200 – 9%)
    • Mese 9: 1.056 euro (1.200 – 12%)

    Quando Si Ferma la Riduzione

    La riduzione progressiva continua fino a quando:

    • Termina il periodo di durata massima della NASPI
    • Trovi un nuovo lavoro
    • Raggiungi l’età pensionabile

    Attenzione: La riduzione non si applica se la NASPI dura meno di 6 mesi.

    Esempi di Calcolo Pratici

    Vediamo alcuni casi pratici per capire meglio come funziona il calcolo NASPI 2026.

    Esempio 1: Retribuzione Bassa

    Situazione:

    • Retribuzione media mensile: 1.200 euro
    • Sotto il limite di 1.425,21 euro

    Calcolo:

    • NASPI = 1.200 x 75% = 900 euro/mese

    Evoluzione nei mesi:

    • Mesi 1-5: 900 euro
    • Mese 6: 873 euro
    • Mese 7: 846 euro
    • Mese 12: 684 euro

    Esempio 2: Retribuzione Media

    Situazione:

    • Retribuzione media mensile: 1.800 euro
    • Sopra il limite di 1.425,21 euro

    Calcolo:

    • 75% di 1.425,21 = 1.068,91 euro
    • Differenza: 1.800 – 1.425,21 = 374,79 euro
    • 25% della differenza: 374,79 x 25% = 93,70 euro
    • NASPI totale = 1.068,91 + 93,70 = 1.162,61 euro/mese

    Evoluzione nei mesi:

    • Mesi 1-5: 1.162,61 euro
    • Mese 6: 1.127,73 euro
    • Mese 12: 994,30 euro

    Esempio 3: Retribuzione Alta (Massimale)

    Situazione:

    • Retribuzione media mensile: 2.500 euro
    • Calcolo teorico superiore al massimale

    Calcolo teorico:

    • 75% di 1.425,21 = 1.068,91 euro
    • 25% di (2.500 – 1.425,21) = 268,70 euro
    • Totale teorico = 1.337,61 euro

    NASPI effettiva: 1.337,61 euro/mese (sotto il massimale 2026)

    Se la retribuzione fosse ancora più alta (es. 3.000 euro), l’importo verrebbe comunque limitato al massimale di 1.550,42 euro.

    Calcolatore NASPI Online

    Per avere una stima precisa del tuo importo NASPI, puoi utilizzare gli strumenti ufficiali:

    Tool Ufficiale INPS

    L’INPS mette a disposizione un simulatore online accessibile dal sito ufficiale tramite SPID o CIE. Il calcolatore ti permette di:

    • Inserire i tuoi dati retributivi
    • Calcolare l’importo NASPI mensile iniziale
    • Vedere la proiezione con la riduzione progressiva
    • Stimare la durata totale dell’indennità

    Link al servizio: www.inps.it → Servizi Online → Simulatore NASPI

    Assistenza CAF per il Calcolo

    Se preferisci un calcolo professionale e personalizzato, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

    • Calcolo preciso dell’importo NASPI sulla base dei tuoi cedolini
    • Verifica dei requisiti contributivi
    • Stima della durata dell’indennità
    • Compilazione e invio domanda INPS
    • Assistenza online se non puoi venire in ufficio

    Per maggiori informazioni sulla NASPI a Udine, consulta la nostra guida completa NASPI Udine o la pagina nazionale NASPI 2026.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Calcolo NASPI

    Quanto prendo di NASPI al mese?

    L’importo dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni. Se guadagnavi fino a 1.425,21 euro, riceverai il 75% dello stipendio. Se guadagnavi di piu, riceverai il 75% di 1.425,21 euro piu il 25% dell’eccedenza, fino al massimale di 1.550,42 euro mensili nel 2026. Dal sesto mese l’importo si riduce del 3% ogni mese.

    Come faccio a calcolare la mia NASPI?

    Devi calcolare la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni dividendo le retribuzioni totali per le settimane lavorate, poi moltiplicando per 4,33. Su questo importo applichi il 75% se sotto 1.425,21 euro, oppure 75% di 1.425,21 euro piu 25% dell’eccedenza se sopra. Il CAF puo fare questo calcolo per te in modo preciso analizzando i tuoi cedolini.

    Perche la NASPI diminuisce ogni mese?

    Dal primo giorno del sesto mese, la NASPI si riduce del 3% ogni mese. Questa riduzione progressiva serve a incentivare la ricerca attiva di un nuovo lavoro. Nei primi 5 mesi ricevi l’importo pieno, poi dal 6° mese inizia a calare. Ad esempio, se ricevi 1.000 euro, al 6° mese scendi a 970 euro, al 7° a 940 euro e cosi via.

    Qual e il massimo che posso prendere di NASPI nel 2026?

    Il massimale NASPI 2026 e di 1.550,42 euro lordi al mese. Questo significa che anche se la tua retribuzione media fosse molto alta, non potrai comunque ricevere piu di questo importo. Il massimale viene aggiornato ogni anno dall’INPS in base all’inflazione. Su questo importo vanno poi applicate le trattenute fiscali IRPEF.

    La tredicesima conta nel calcolo della NASPI?

    Si, la tredicesima e altre mensilita aggiuntive (14a se prevista) vengono incluse nel calcolo della retribuzione media mensile. L’INPS considera tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni, comprese quindi tredicesime, straordinari abituali, premi produzione e scatti di anzianita. Non vengono invece conteggiati TFR, rimborsi spese o benefit occasionali.


    Hai Bisogno di Calcolare la Tua NASPI?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a calcolare l’importo preciso della tua indennita di disoccupazione e a presentare la domanda NASPI all’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio che online.

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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Aprile 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-10 09:00:002026-05-31 10:09:35Calcolo NASPI 2026: Quanto Ti Spetta di Disoccupazione
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione

      NASPI 2025

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la NASpI e a chi spetta
      2. Date di accredito NASpI marzo 2026
      3. Quando si sospende la NASpI
      4. Limiti di reddito per tipologia di lavoro
      5. Come riattivare la NASpI dopo la sospensione
      6. Differenza tra sospensione e decadenza
      7. Esempi pratici e calcoli
      8. Domande frequenti

      La NASpI di marzo 2026 sarà accreditata regolarmente dall’INPS secondo il consueto calendario mensile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le date di pagamento NASpI marzo 2026, le procedure di sospensione e riattivazione dell’indennità, e tutti i casi in cui il beneficiario può continuare a lavorare senza perdere il diritto alla prestazione.

      Se stai percependo la NASpI o hai intenzione di richiederla, è fondamentale conoscere le regole aggiornate per evitare sospensioni impreviste o, peggio ancora, la decadenza dal beneficio. L’INPS applica controlli automatici sui redditi da lavoro: qualsiasi attività retribuita deve essere comunicata tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente la tua indennità di disoccupazione, con esempi pratici, tabelle riepilogative e riferimenti normativi ufficiali.

      Quando si Sospende la NASpI

      La sospensione della NASpI è una misura temporanea che non comporta la perdita del diritto all’indennità. L’erogazione viene interrotta per un determinato periodo, ma riprende automaticamente al termine dell’evento che ha causato la sospensione.

      La NASpI si sospende automaticamente nei seguenti casi previsti dall’art. 9 del D.Lgs. 22/2015:

      1. Nuova occupazione con contratto subordinato

      Se il beneficiario trova un nuovo lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato), la NASpI viene sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro, a condizione che:

      • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi (anche prorogato)
      • Il beneficiario comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (tramite modello NASpI-Com)
      • Il reddito annuo previsto non superi il limite di 8.500 euro (limite 2026 rivalutato)

      ⚠️ Attenzione: Se il contratto supera i 6 mesi o il reddito supera gli 8.500 euro annui, la NASpI decade definitivamente e non può essere riattivata.

      2. Attività di lavoro autonomo o parasubordinato

      Il beneficiario della NASpI può svolgere attività di lavoro autonomo occasionale, collaborazione coordinata e continuativa o aprire una partita IVA, a condizione che il reddito annuo previsto non superi:

      • 5.500 euro per lavoro autonomo o parasubordinato (limite 2026)

      In questo caso, la NASpI non viene sospesa, ma ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine NASpI o di fine anno.

      📌 Importante: Il beneficiario deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, utilizzando il modello NASpI-Com.

      3. Rioccupazione all’estero

      Se il beneficiario trova lavoro in un Paese dell’Unione Europea, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro, purché:

      • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi
      • Venga comunicato all’INPS entro 30 giorni

      Per lavori in Paesi extra-UE, invece, la NASpI decade automaticamente.

      4. Malattia o infortunio

      La malattia certificata o l’infortunio non sospendono la NASpI. L’indennità continua a essere erogata regolarmente anche durante i periodi di malattia, purché il beneficiario rimanga in stato di disoccupazione.

      ⚠️ Tuttavia, la malattia o l’infortunio possono giustificare la mancata partecipazione a iniziative di politiche attive del lavoro o colloqui presso il Centro per l’Impiego, senza che ciò comporti la decadenza dalla NASpI.

      Limiti di Reddito per Tipologia di Lavoro

      Per evitare la sospensione o decadenza dalla NASpI, è fondamentale rispettare i limiti di reddito previsti dalla normativa INPS. Ecco una tabella riepilogativa aggiornata al 2026:

      Tipologia di lavoroLimite reddito annuoEffetto sulla NASpI
      Lavoro subordinato ≤ 6 mesi8.500 euroSospensione (riattivazione automatica)
      Lavoro subordinato > 6 mesiQualsiasi importoDecadenza definitiva
      Lavoro autonomo/partita IVA5.500 euroRiduzione NASpI 80%
      Lavoro autonomo > 5.500 euroOltre 5.500 euroDecadenza definitiva
      Lavoro occasionale/PrestO5.500 euroRiduzione NASpI 80%
      Cococo/collaborazione5.500 euroRiduzione NASpI 80%

      📌 Nota importante: I limiti di reddito indicati sono valori annui lordi e si riferiscono al reddito previsto nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la fine dell’anno solare (o la scadenza della NASpI, se antecedente).

      Come calcolare il reddito previsto

      Se inizi un’attività autonoma o un lavoro occasionale durante la fruizione della NASpI, devi stimare il reddito annuo previsto e comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Ecco come calcolare:

      Esempio pratico 1: Inizio collaborazione occasionale il 1° marzo 2026, compenso mensile stimato 800 euro.

      • Mesi rimanenti fino a fine anno: 10 mesi (da marzo a dicembre)
      • Reddito annuo previsto: 800 × 10 = 8.000 euro
      • 8.000 euro > 5.500 euro → NASpI decade

      Esempio pratico 2: Apro partita IVA il 1° settembre 2026, reddito mensile stimato 400 euro.

      • Mesi rimanenti fino a fine anno: 4 mesi (da settembre a dicembre)
      • Reddito annuo previsto: 400 × 4 = 1.600 euro
      • 1.600 euro < 5.500 euro → NASpI ridotta dell’80% del reddito (riduzione mensile: 1.600 × 80% ÷ 4 = 320 euro/mese)

      Come Riattivare la NASpI dopo la Sospensione

      La riattivazione della NASpI dopo un periodo di sospensione avviene automaticamente nella maggior parte dei casi, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

      Riattivazione automatica dopo lavoro subordinato

      Se la NASpI è stata sospesa per un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la riattivazione avviene automaticamente alla scadenza del contratto, a condizione che:

      • Il beneficiario comunichi la fine del rapporto di lavoro all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com
      • Il beneficiario presenti nuovamente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego

      La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto, con lo stesso importo mensile (eventualmente ridotto del 3% mensile se sono trascorsi più di 5 mesi dall’inizio della fruizione originaria).

      Procedura per comunicare la fine del contratto

      Per riattivare la NASpI dopo la fine di un contratto subordinato, segui questi passaggi:

      1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS)
      2. Cerca il servizio “NASpI: invio domanda”
      3. Seleziona “NASpI-Com: comunicazione redditi presunti”
      4. Compila il modulo indicando:
        • Data di inizio e fine del rapporto di lavoro
        • Tipo di contratto (subordinato, autonomo, ecc.)
        • Reddito percepito durante il periodo di sospensione
      5. Invia la comunicazione entro 30 giorni dalla fine del contratto

      ⚠️ Attenzione: Se non comunichi la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni, rischi di perdere definitivamente il diritto alle mensilità di NASpI non godute durante il periodo di omessa comunicazione.

      Tempi di riattivazione NASpI

      Una volta inviata la comunicazione di fine rapporto, l’INPS procede alla riattivazione entro 15-30 giorni. Il pagamento riprende dal mese successivo alla comunicazione, con effetto retroattivo se la comunicazione è stata tempestiva.

      Se riscontri ritardi nella riattivazione, puoi:

      • Contattare il contact center INPS al numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164164 (da cellulare)
      • Verificare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS
      • Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella gestione della pratica

      Differenza tra Sospensione e Decadenza

      È fondamentale distinguere tra sospensione e decadenza della NASpI, perché le conseguenze sono molto diverse:

      AspettoSospensioneDecadenza
      DefinizioneInterruzione temporaneaPerdita definitiva del diritto
      RiattivazionePossibile automaticamenteNon possibile
      Periodo residuoConservatoPerso definitivamente
      Nuova domandaNon necessariaPossibile solo con nuovi requisiti

      Cause di decadenza dalla NASpI

      La NASpI decade definitivamente nei seguenti casi previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 22/2015:

      1. Perdita dello stato di disoccupazione per nuova occupazione con contratto subordinato di durata superiore a 6 mesi
      2. Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego o dei servizi per l’impiego (senza giustificato motivo)
      3. Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua (secondo i criteri dell’art. 25 del D.Lgs. 150/2015)
      4. Mancata adesione a iniziative di politiche attive del lavoro (tirocini, percorsi di formazione, ecc.)
      5. Inizio attività di lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni
      6. Superamento dei limiti di reddito per lavoro autonomo (5.500 euro) o subordinato (8.500 euro)
      7. Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
      8. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASpI)
      9. Omessa comunicazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato

      ⚠️ Attenzione: In caso di omessa o falsa comunicazione di redditi da lavoro, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite, con applicazione di sanzioni amministrative fino al 30% dell’importo recuperato.

      Esempi Pratici e Calcoli

      Per comprendere meglio come funzionano sospensione e riattivazione della NASpI, ecco alcuni casi pratici con calcoli dettagliati:

      Caso 1: Lavoro subordinato di 4 mesi durante NASpI

      Situazione: Marco percepisce la NASpI da gennaio 2026 (importo mensile: 1.200 euro, durata residua: 18 mesi). Il 1° aprile 2026 trova un lavoro a tempo determinato di 4 mesi con stipendio netto di 1.400 euro/mese.

      Procedura corretta:

      1. Marco comunica all’INPS l’inizio del contratto entro 30 giorni (entro il 1° maggio 2026)
      2. Verifica che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.500 euro: 1.400 × 4 mesi = 5.600 euro ✅
      3. La NASpI viene sospesa da aprile a luglio 2026 (4 mesi)
      4. Al termine del contratto (31 luglio 2026), Marco comunica la fine del rapporto entro 30 giorni
      5. La NASpI viene riattivata da agosto 2026 con importo ridotto del 3% per 2 mesi (aprile e maggio erano nel 4° e 5° mese di NASpI, non riducibili; giugno era il 6° mese, riduzione 3%; luglio era il 7° mese, riduzione ulteriore 3%)
      6. Nuovo importo NASpI: 1.200 × 0,97 × 0,97 = 1.128 euro/mese
      7. Durata residua: 18 – 3 (mesi goduti prima della sospensione) = 15 mesi

      Caso 2: Apertura partita IVA durante NASpI

      Situazione: Laura percepisce la NASpI da febbraio 2026 (importo mensile: 950 euro, durata residua: 12 mesi). Il 1° giugno 2026 apre partita IVA come grafica freelance, stimando un reddito mensile di 350 euro.

      Procedura corretta:

      1. Laura comunica all’INPS l’apertura della partita IVA entro 30 giorni (entro il 1° luglio 2026)
      2. Calcola il reddito annuo previsto: 350 × 7 mesi (da giugno a dicembre) = 2.450 euro
      3. 2.450 euro < 5.500 euro → La NASpI non decade, ma viene ridotta
      4. Riduzione mensile: 2.450 × 80% ÷ 7 mesi = 280 euro/mese
      5. Nuovo importo NASpI: 950 – 280 = 670 euro/mese da giugno a dicembre 2026
      6. Da gennaio 2027, Laura dovrà comunicare il reddito effettivo 2026 e l’INPS ricalcolerà eventuali conguagli

      Caso 3: Contratto di 8 mesi durante NASpI

      Situazione: Giulia percepisce la NASpI da marzo 2026 (importo mensile: 1.100 euro, durata residua: 20 mesi). Il 1° maggio 2026 firma un contratto a tempo determinato di 8 mesi con stipendio netto di 1.300 euro/mese.

      Conseguenza:

      • Il contratto supera i 6 mesi → La NASpI decade definitivamente
      • Giulia perde il diritto ai 18 mesi residui di NASpI (20 – 2 mesi già goduti)
      • Se il contratto termina il 31 dicembre 2026, Giulia dovrà presentare una nuova domanda di NASpI entro 68 giorni, purché abbia maturato i requisiti contributivi richiesti

      ⚠️ Raccomandazione: Prima di accettare un contratto superiore a 6 mesi, valuta attentamente se il reddito complessivo del nuovo lavoro compensa la perdita della NASpI residua.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla NASpI Marzo 2026

      Domande Frequenti sulla NASpI

      Quando viene pagata la NASpI di marzo 2026?

      La NASpI di marzo 2026 viene accreditata generalmente tra il 11 e il 15 marzo per i beneficiari con IBAN bancario o postale. Per i pagamenti in contanti presso Poste Italiane, l’accredito può avvenire fino al 17 marzo. Le nuove domande o i ricalcoli possono essere pagati entro il 25 marzo 2026.

      Posso lavorare durante la NASpI senza perderla?

      Sì, puoi lavorare durante la NASpI rispettando precisi limiti di reddito. Per lavoro subordinato fino a 6 mesi: limite 8.500 euro annui (NASpI sospesa). Per lavoro autonomo o partita IVA: limite 5.500 euro annui (NASpI ridotta dell’80% del reddito). Oltre questi limiti, la NASpI decade definitivamente.

      Come si riattiva la NASpI dopo un contratto a termine?

      La riattivazione è automatica se il contratto era inferiore a 6 mesi e il reddito non superava 8.500 euro annui. Devi comunicare all’INPS la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com e presentare nuovamente la DID al Centro per l’Impiego. La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto.

      Qual è la differenza tra sospensione e decadenza della NASpI?

      La sospensione è temporanea e reversibile: l’indennità si interrompe ma può essere riattivata automaticamente. La decadenza è definitiva: perdi il diritto alla NASpI e non puoi recuperare le mensilità residue. La decadenza avviene per contratti oltre 6 mesi, mancata partecipazione a convocazioni, superamento limiti reddito o omessa comunicazione.

      Devo comunicare sempre i redditi da lavoro all’INPS?

      Sì, è obbligatorio comunicare qualsiasi reddito da lavoro (subordinato, autonomo, occasionale) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, tramite il modello NASpI-Com sul portale INPS. L’omessa comunicazione comporta la decadenza dalla NASpI e il recupero delle somme indebitamente percepite, con sanzioni fino al 30% dell’importo.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione della tua NASpI: dalla presentazione della domanda al controllo dei pagamenti, dalla comunicazione dei redditi alla riattivazione dopo sospensione.

      I nostri servizi per la NASpI includono:

      • Compilazione e invio domanda NASpI online con verifica requisiti contributivi
      • Calcolo preventivo importo e durata dell’indennità spettante
      • Comunicazione redditi da lavoro (modello NASpI-Com) per sospensione o riduzione
      • Verifica pagamenti e assistenza per ritardi o anomalie
      • Riattivazione NASpI dopo contratti a termine o periodi di sospensione
      • Consulenza per lavoro autonomo durante NASpI (limiti reddito e comunicazioni INPS)
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        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        ECCELLENTE
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        In base a 920 recensioni
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi profile picture
        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 08:12:402026-05-31 09:42:06NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione

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