CAF, CRIPTOVALUTEDichiarazione Redditi Crypto.com 2026 (anno fiscale 2025): La Guida CompletaHai guadagnato con Crypto.com nel 2025 e adesso non sai come comportarti con il Fisco italiano? Sei nel posto giusto. La dichiarazione dei redditi per chi usa Crypto.com è diventata obbligatoria e sempre più controllata: dal 2026 è entrata in vigore la Direttiva europea DAC8, che impone agli exchange di comunicare automaticamente i dati degli utenti all’Agenzia delle Entrate. In altre parole, se hai usato Crypto.com nel 2025, il Fisco probabilmente lo sa già.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi fare: quale modello compilare, come calcolare le plusvalenze, quante tasse pagherai, quando si applica la soglia di esenzione di 2.000 euro e cosa rischi se non dichiari. Segui i passaggi con calma: è più semplice di quello che pensi, ma richiede attenzione ai dettagli.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCrypto.com e il Fisco Italiano: Cosa Devi Sapere Prima di TuttoQuali Operazioni su Crypto.com Devi DichiarareCome Scaricare il Report Fiscale da Crypto.comIl Quadro W: Come Compilarlo per Crypto.comCalcolo delle Plusvalenze con Metodo LIFO: Esempi PraticiLa Dichiarazione 730 o il Modello Redditi PF: Quale Scegliere?Scadenze per la Dichiarazione Crypto.com 2026DAC8 e Crypto.com: Il Fisco Ti Vede GiàCosa Rischi se Non Dichiari i Redditi da Crypto.comCome Si Paga l’Imposta sulle Cripto con il Modello F24Perché Affidarti al CAF per la Dichiarazione Crypto.comDomande Frequenti (FAQ)Crypto.com e il Fisco Italiano: Cosa Devi Sapere Prima di TuttoCrypto.com è uno degli exchange di criptovalute più popolari al mondo, con milioni di utenti italiani che vi accedono per acquistare, vendere e guadagnare interessi su criptovalute come Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), CRO (il token nativo della piattaforma) e decine di altri asset digitali.In Italia, le criptovalute sono soggette a tassazione dal 2023, con regole ridisegnate dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e poi modificate nuovamente dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Per l’anno fiscale 2025, che dichiari nel 2026, ci sono importanti novità che devi conoscere.La cosa più importante da capire subito è questa: non tutte le operazioni su Crypto.com generano tasse. Occorre distinguere tra situazioni diverse, come vedremo nei prossimi paragrafi. Ma se hai realizzato plusvalenze superiori a 2.000 euro nel corso del 2025, sei quasi certamente obbligato a dichiarare. Perché il 2026 è un Anno Cruciale per i Possessori di Crypto.comIl 2026 segna una svolta importante per due motivi principali:Aliquota aumentata al 33%: dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio 2025 ha innalzato l’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute dal 26% al 33%. Questo vale per l’anno d’imposta 2026 (dichiarazione 2027), ma è utile capire la direzione del Fisco.Entra in vigore DAC8: la Direttiva europea DAC8 impone agli exchange, incluso Crypto.com, di comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati di tutti gli utenti italiani. Il Fisco avrà quindi dati certi su operazioni, volumi e saldi.Per l’anno fiscale 2025 (che dichiari nel 2026), l’aliquota vigente sulle plusvalenze da criptovalute era ancora del 26%. Questo è il dato che ti interessa per compilare la dichiarazione del 2026 relativa ai redditi 2025.Quali Operazioni su Crypto.com Devi DichiarareNon tutte le attività su Crypto.com hanno le stesse implicazioni fiscali. Ecco una panoramica delle principali operazioni e come vengono trattate dal Fisco italiano. Acquisto e Vendita di Criptovalute (Plusvalenze)Se nel 2025 hai venduto criptovalute a un prezzo superiore a quello di acquisto, hai realizzato una plusvalenza. Questa è la situazione più comune e quella che genera tasse.La plusvalenza si calcola sottraendo il prezzo di acquisto (il cosiddetto costo fiscale) dal prezzo di vendita. Se per esempio hai comprato Bitcoin a 20.000 euro e lo hai venduto a 30.000 euro, la plusvalenza è di 10.000 euro.Attenzione alla soglia di esenzione: se la somma di tutte le tue plusvalenze da criptovalute nel 2025 è inferiore a 2.000 euro, non paghi tasse. Se supera i 2.000 euro, paghi il 26% sull’intera somma (non solo sulla parte che eccede la soglia).Plusvalenza totale 2025Tasse da pagareAliquotaFino a 2.000 euroNessunaEsenteOltre 2.000 euro26% sull’intera plusvalenza26% (imposta sostitutiva)Il metodo di calcolo ufficiale per le criptovalute in Italia è il LIFO (Last In First Out): quando vendi, si considera che tu stia vendendo per prime le cripto acquistate più di recente. Questo può influenzare significativamente la plusvalenza calcolata.Conversione tra Criptovalute (Crypto-to-Crypto)Molti utenti di Crypto.com scambiano una criptovaluta con un’altra (ad esempio, vendono Bitcoin per comprare Ethereum). In Italia, anche queste conversioni sono tassabili: ogni scambio crypto-to-crypto viene trattato come una vendita della prima e un acquisto della seconda, e se c’è una plusvalenza, va dichiarata.Cashback e Reward di Crypto.com (CRO)Crypto.com è famosa per il suo programma di cashback in CRO (il suo token nativo) collegato alla carta Visa. I reward e il cashback ricevuti in CRO sono considerati redditi al momento della loro ricezione, tassati come redditi diversi. Quando poi vendi i CRO ricevuti come cashback, la plusvalenza si calcola rispetto al valore del CRO al momento della ricezione.Earn e Staking su Crypto.comCrypto.com offre la possibilità di depositare le proprie criptovalute nei programmi Earn o di fare staking per ottenere rendimenti periodici. Questi rendimenti, dal 2023, sono trattati come redditi diversi tassati al 26% (aliquota in vigore per il 2025) al momento della loro ricezione. Per approfondire questo tema specifico, leggi la nostra guida sulla tassazione dello staking 2026.Acquisto di Beni e Servizi con CryptoSe hai utilizzato la carta Crypto.com Visa per pagare acquisti, tecnicamente stai vendendo criptovalute per acquistare beni. Anche in questo caso, se c’è una differenza positiva tra il prezzo di acquisto della cripto e il suo valore al momento del pagamento, si genera una plusvalenza tassabile. Nella pratica, per importi piccoli e frammentati, il calcolo è complesso: è consigliabile affidarsi a un software di contabilità crypto o al CAF.Come Scaricare il Report Fiscale da Crypto.comPrima di compilare la dichiarazione, devi raccogliere tutti i dati sulle tue operazioni del 2025. Crypto.com mette a disposizione degli utenti un report esportabile con tutte le transazioni. Procedura per Scaricare il ReportAccedi all’app Crypto.com o alla versione web (crypto.com/exchange)Vai su Profilo → Gestione AccountCerca la sezione Tax Report o Report transazioniSeleziona il periodo: 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025Esporta in formato CSV o PDFIl report include tutte le operazioni: acquisti, vendite, scambi, reward, staking, prelievi e depositi. Tieni presente che il report di Crypto.com mostra i valori in USD o EUR, ma per la dichiarazione italiana devi utilizzare i valori in euro al tasso di cambio della data della singola operazione.Consiglio pratico: se hai fatto molte operazioni nel 2025, considera l’utilizzo di software specializzati come Koinly, CoinTracking o CryptoTax che integrano direttamente con Crypto.com via API e generano automaticamente i report fiscali per il Fisco italiano. Questi strumenti semplificano notevolmente il calcolo delle plusvalenze con metodo LIFO.Il Quadro W: Come Compilarlo per Crypto.comIl Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF (o 730) dedicata alla dichiarazione delle cripto-attività. Ha sostituito il vecchio Quadro RW dal 2023 (Legge di Bilancio 2023, L. 197/2022). Devi compilarlo anche se non hai realizzato plusvalenze, semplicemente perché detenevi criptovalute su Crypto.com durante il 2025 (obbligo di monitoraggio fiscale).Per una guida dettagliata sulla compilazione del Quadro W, ti rimandiamo al nostro articolo dedicato: Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF. Sezione I: Monitoraggio Fiscale (Obbligatorio per Tutti)La Sezione I del Quadro W serve a dichiarare il monitoraggio fiscale: devi indicare il valore delle cripto-attività detenute su Crypto.com al 31 dicembre 2025. Non si tratta di pagare tasse su questo valore, ma di comunicare al Fisco quante criptovalute possiedi.Colonna 1 (Codice Paese): SC per Crypto.com (sede alle Seychelles, codice SC. Verifica il codice corretto nella lista ufficiale AdE)Colonna 2 (Codice identificativo): il tuo indirizzo del wallet o l’ID account Crypto.comColonna 3 (Valore iniziale): valore delle cripto al 1° gennaio 2025 (o alla data di apertura del conto se hai iniziato nel 2025)Colonna 4 (Valore finale): valore delle cripto al 31 dicembre 2025Sezione II: IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività)La Sezione II del Quadro W è dedicata all’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Si tratta di un’imposta patrimoniale dello 0,2% (2 per mille) calcolata sul valore medio annuo delle criptovalute detenute su Crypto.com nel 2025.Facciamo un esempio pratico. Immagina che Mario abbia avuto le seguenti posizioni su Crypto.com nel 2025:Valore al 1° gennaio 2025: 5.000 euroValore al 31 dicembre 2025: 8.000 euroValore medio annuo: (5.000 + 8.000) / 2 = 6.500 euroIVCA dovuta: 6.500 x 0,2% = 13 euroCome vedi, l’IVCA è generalmente un importo modesto. L’errore comune è confonderla con l’aliquota sulle plusvalenze (26%): sono due imposte completamente diverse. L’IVCA si applica sul valore posseduto, non sui guadagni.Sezione III: Plusvalenze e Redditi da Cripto-AttivitàLa Sezione III del Quadro W riguarda le plusvalenze realizzate e gli altri redditi da cripto-attività (staking, earn, reward). Se nel 2025 hai venduto criptovalute con guadagno superiore a 2.000 euro in totale, devi compilare questa sezione e versare il 26% di imposta sostitutiva.Calcolo delle Plusvalenze con Metodo LIFO: Esempi PraticiIl metodo LIFO (Last In First Out) è il criterio ufficiale per il calcolo delle plusvalenze sulle criptovalute in Italia. Significa che quando vendi delle cripto, si considera che tu stia vendendo per prime quelle acquistate più di recente. Esempio 1: Caso Semplice (Una Sola Transazione)Giulia ha acquistato 0,5 Bitcoin su Crypto.com il 15 marzo 2025 a un prezzo di 50.000 euro per BTC, investendo quindi 25.000 euro. Il 10 settembre 2025 ha venduto i suoi 0,5 BTC a un prezzo di 70.000 euro per BTC, ricevendo 35.000 euro.Ricavo di vendita: 35.000 euroCosto di acquisto: 25.000 euroPlusvalenza: 10.000 euroTassa (26%): 2.600 euroPoiché la plusvalenza supera i 2.000 euro, Giulia deve dichiarare i 10.000 euro nel Quadro W e versare 2.600 euro di imposta sostitutiva.Esempio 2: Caso con Più Acquisti (LIFO in Azione)Marco ha effettuato tre acquisti di Ethereum su Crypto.com nel 2025:Acquisto 1 (gennaio 2025): 1 ETH a 2.800 euroAcquisto 2 (aprile 2025): 1 ETH a 3.200 euroAcquisto 3 (luglio 2025): 1 ETH a 3.500 euroA dicembre 2025 decide di vendere 1 ETH a 4.000 euro. Con il metodo LIFO, si considera venduto l’ETH acquistato per ultimo (luglio 2025 a 3.500 euro).Ricavo di vendita: 4.000 euroCosto LIFO (ultimo acquisto): 3.500 euroPlusvalenza: 500 euroIn questo caso, con il metodo LIFO la plusvalenza è di soli 500 euro (sotto la soglia di 2.000 euro), quindi Marco non paga tasse sulla vendita. Nota come con il metodo FIFO (primo acquistato primo venduto), la plusvalenza sarebbe stata di 1.200 euro (4.000 – 2.800). Il LIFO in questo caso è più favorevole perché l’acquisto più recente era a prezzo più alto.La Dichiarazione 730 o il Modello Redditi PF: Quale Scegliere?Se possiedi criptovalute, devi scegliere il modello di dichiarazione corretto:SituazioneModello correttoNoteSolo monitoraggio fiscale (IVCA, niente plusvalenze)Modello Redditi PF con Quadro WIl 730 tradizionale NON include il Quadro WPlusvalenze realizzate (vendite in utile)Modello Redditi PF con Quadro W Sezione IIIObbligatorio Modello Redditi PFDipendente/pensionato senza plusvalenze crypto, solo monitoraggio730 + Quadro W (730 con Quadro aggiuntivo)Verifica con il tuo CAFAttenzione: il modello 730 ordinario non include il Quadro W. Se devi dichiarare criptovalute, nella maggior parte dei casi dovrai presentare il Modello Redditi PF, più complesso del 730. Questo è uno dei motivi per cui molti possessori di crypto si rivolgono a un CAF o commercialista.Hai dubbi su quale modello scegliere? Il nostro articolo sul Quadro W nel Modello Redditi PF 2026 ti aiuta a orientarti con esempi pratici.Scadenze per la Dichiarazione Crypto.com 2026Ecco le scadenze principali per la dichiarazione dei redditi da Crypto.com (anno fiscale 2025):AdempimentoScadenza 2026Apertura 730 precompilato (solo lavoratori dipendenti/pensionati senza crypto)2 maggio 2026Invio Modello Redditi PF (con Quadro W)30 novembre 2026Versamento imposta sostitutiva (acconto)30 novembre 2026Versamento IVCA (con F24)30 giugno 2026 (acconto) + 30 novembre 2026 (saldo)Nota: le scadenze fiscali possono essere soggette a proroghe. Verifica sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate o consulta il tuo CAF per le date aggiornate. DAC8 e Crypto.com: Il Fisco Ti Vede GiàDal 2026 è operativa la Direttiva DAC8, che ha cambiato radicalmente il quadro dei controlli fiscali sulle criptovalute in Europa. Crypto.com, come tutti gli exchange che operano in Europa, deve ora comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate italiana i dati degli utenti residenti in Italia: saldi, operazioni, guadagni, prelievi.In pratica, l’Agenzia delle Entrate riceve da Crypto.com un report con tutti i tuoi movimenti, simile a quello che già riceve dalle banche italiane. Questo significa che non dichiarare diventa estremamente rischioso: il Fisco può incrociare i dati ricevuti dalla piattaforma con quelli della tua dichiarazione e individuare le omissioni.Per approfondire le implicazioni della DAC8, leggi il nostro articolo dedicato: DAC8 e Criptovalute 2026: Scambio Dati, Controlli Fiscali e Come Mettersi in Regola.Cosa Rischi se Non Dichiari i Redditi da Crypto.comLe sanzioni per chi non dichiara le criptovalute sono significative. Distinguiamo tra due tipi di violazioni: Sanzioni per Omesso Monitoraggio FiscaleSe detieni criptovalute ma non compili la sezione monitoraggio fiscale del Quadro W, rischi sanzioni che vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati. Se le criptovalute sono detenute presso intermediari in paesi a fiscalità privilegiata (la lista nera dell’OCSE), le sanzioni possono raddoppiarsi.Sanzioni per Omessa Dichiarazione delle PlusvalenzeSe non dichiari le plusvalenze da Crypto.com superiori a 2.000 euro, all’imposta sostitutiva evasa del 26% si aggiunge una sanzione del 30% dell’imposta non versata più gli interessi legali. Se l’accertamento viene fatto entro 5 anni, potresti trovarti a pagare molto di più di quanto avresti pagato dichiarando regolarmente.Se invece sei in regola ma hai saltato anni precedenti, considera il ravvedimento operoso: presentando spontaneamente la dichiarazione omessa prima di ricevere un avviso dall’Agenzia delle Entrate, puoi beneficiare di sanzioni ridotte. Per tutti i dettagli, leggi la nostra guida su criptovalute non dichiarate, sanzioni e ravvedimento operoso.Come Si Paga l’Imposta sulle Cripto con il Modello F24Una volta calcolata l’imposta dovuta (sia l’IVCA dello 0,2% che l’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze), il pagamento avviene tramite modello F24, il classico strumento di pagamento delle tasse italiane.I codici tributo da utilizzare sono:Codice 1728: imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività (26%)Codice 1729: IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, 0,2%)Il modello F24 può essere compilato e pagato online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite il servizio di internet banking della tua banca. Se preferisci, puoi anche rivolgerti al nostro CAF che ti assiste nella compilazione e nel pagamento.Perché Affidarti al CAF per la Dichiarazione Crypto.comLa dichiarazione dei redditi da criptovalute è uno degli adempimenti fiscali più tecnici e in rapida evoluzione. Ogni anno cambiano le aliquote, i modelli, le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate e le regole europee (come la DAC8). Fare da soli è possibile, ma il rischio di commettere errori è elevato.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste cittadini italiani con le dichiarazioni crypto già dal 2022 e offre:Compilazione del Modello Redditi PF con Quadro WCalcolo delle plusvalenze con metodo LIFO a partire dal tuo report Crypto.comCalcolo dell’IVCA e dell’imposta sostitutivaCompilazione e invio del modello F24Assistenza in caso di accertamenti fiscaliConsulenza personalizzata per strategie di ottimizzazione fiscale nei limiti di leggePer prenotare una consulenza o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande Frequenti (FAQ)Devo dichiarare Crypto.com anche se non ho venduto niente?Sì. Anche se nel 2025 non hai venduto nessuna criptovaluta e non hai realizzato alcuna plusvalenza, se detenevi criptovalute su Crypto.com al 31 dicembre 2025, sei obbligato a compilare la sezione monitoraggio fiscale del Quadro W (Modello Redditi PF). In questo caso non pagherai l’imposta sulle plusvalenze, ma dovrai versare l’IVCA (0,2% sul valore medio delle cripto detenute).Qual è l’aliquota sulle plusvalenze da Crypto.com per il 2025?Per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione presentata nel 2026), l’aliquota è del 26%. Dal 2026 l’aliquota sale al 33% (Legge di Bilancio 2025). La soglia di esenzione rimane 2.000 euro: se le tue plusvalenze totali da cripto nel 2025 non superano questo importo, non paghi tasse.Cosa succede se ho perso denaro con Crypto.com nel 2025?Se hai realizzato minusvalenze (vendite in perdita) su Crypto.com nel 2025, queste possono essere portate in compensazione con le plusvalenze dello stesso anno. Se le minusvalenze superano le plusvalenze, il saldo negativo può essere riportato nei 4 anni successivi per compensare futuri guadagni. Anche in caso di perdite, l’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W resta.Il cashback in CRO della carta Crypto.com va dichiarato?Sì, i reward in CRO ricevuti come cashback sono considerati redditi al momento della ricezione e vanno dichiarati. Il valore da dichiarare è il controvalore in euro del CRO al momento in cui lo hai ricevuto. Se poi hai venduto il CRO ricevuto come cashback a un prezzo diverso, la differenza genera un’ulteriore plusvalenza o minusvalenza.Posso dedurre le commissioni pagate a Crypto.com?Le commissioni di trading pagate a Crypto.com per eseguire le operazioni di compravendita possono essere incluse nel costo fiscale delle cripto-attività, riducendo la plusvalenza tassabile. Per esempio, se hai pagato 50 euro di commissioni per acquistare Bitcoin, il tuo costo di acquisto è il prezzo pagato per il Bitcoin più i 50 euro di commissioni. Gli abbonamenti mensili alla piattaforma non sono generalmente deducibili come costo delle operazioni.Cosa si intende per NFT su Crypto.com ai fini fiscali?Gli NFT (Non Fungible Token) negoziati su Crypto.com sono trattati come cripto-attività dal 2023. Le plusvalenze da vendita di NFT superiori a 2.000 euro sono tassate al 26% (per il 2025) e vanno dichiarate nel Quadro W. Per una guida completa, leggi il nostro articolo: NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi.Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 02:23:482026-06-28 00:18:04Dichiarazione Redditi Crypto.com 2026 (anno fiscale 2025): La Guida Completa
CAF, CRIPTOVALUTEMining Criptovalute 2026: Tassazione, Obblighi Fiscali e Come Dichiarare i ProventiIndice dei contenutiCos’è il Mining di CriptovaluteMining Occasionale vs Mining Professionale: Differenze FiscaliTassazione del Mining Occasionale nel 2026Mining come Attività d’Impresa: P.IVA e ContributiValore di Acquisizione delle Crypto MinateCome Dichiarare i Proventi da Mining nel 2026Cloud Mining: Inquadramento Fiscale e TassazioneCosti Deducibili per il Mining ProfessionaleObblighi IVA per il Mining di CriptovaluteDomande Frequenti sul Mining Criptovalute 2026Il mining criptovalute 2026 rappresenta una delle attività più dibattute dal punto di vista fiscale nel panorama delle cripto-attività. Minare Bitcoin o altre criptovalute significa utilizzare la potenza di calcolo del proprio computer (o di hardware specializzato) per validare le transazioni sulla blockchain e ricevere in cambio nuove monete digitali. Ma come si tassano questi proventi? E quali obblighi fiscali deve rispettare chi fa mining in Italia?Con la riforma della tassazione delle cripto-attività introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e le successive modifiche del 2025, il quadro normativo si è fatto più chiaro ma anche più complesso. L’aliquota sulle plusvalenze crypto è passata al 33% dal 2026, e chi si dedica al mining criptovalute 2026 deve conoscere le regole per evitare sanzioni. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto: dalla differenza tra mining occasionale e professionale, al valore di acquisizione delle crypto minate, fino alla compilazione del Quadro W e degli altri quadri dichiarativi.Cos’è il Mining di CriptovaluteIl mining di criptovalute è il processo attraverso il quale vengono create nuove unità di moneta digitale e, contemporaneamente, vengono validate le transazioni sulla rete blockchain. In termini semplici, il miner mette a disposizione la potenza di calcolo del proprio hardware per risolvere complessi problemi matematici: chi trova la soluzione per primo riceve una ricompensa in criptovaluta (il cosiddetto block reward).Il meccanismo più conosciuto è il Proof of Work (PoW), utilizzato da Bitcoin e da altre criptovalute. In questo sistema, i miner competono tra loro per aggiungere un nuovo blocco alla catena. La competizione richiede hardware sempre più potente e un consumo energetico significativo, motivo per cui il mining criptovalute 2026 è diventato un’attività che comporta costi rilevanti per energia elettrica e attrezzature.Esistono diverse modalità di mining:Mining individuale (solo mining): il miner opera in autonomia con il proprio hardware, come ASIC o GPU dedicateMining pool: più miner uniscono le proprie risorse di calcolo per aumentare le probabilità di trovare un blocco e dividono la ricompensaCloud mining: si acquista potenza di calcolo da un provider esterno che gestisce l’infrastruttura hardware, senza possedere fisicamente le macchineCiascuna di queste modalità ha implicazioni fiscali diverse, che analizzeremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. La distinzione fondamentale, dal punto di vista del fisco italiano, è tra chi fa mining come attività occasionale (hobby) e chi lo svolge come attività d’impresa in modo continuativo e organizzato. Mining Occasionale vs Mining Professionale: Differenze FiscaliLa prima domanda che ogni miner deve porsi riguarda la natura della propria attività. Il fisco italiano distingue nettamente tra due situazioni, e questa classificazione determina tutto il trattamento fiscale del mining criptovalute 2026.Mining occasionale (hobby): si configura quando una persona fisica mina criptovalute in modo saltuario, senza un’organizzazione imprenditoriale strutturata. In genere si tratta di chi utilizza il proprio computer di casa o un piccolo rig con poche schede video. Non c’è continuità sistematica, non ci sono dipendenti, e l’investimento in hardware è contenuto. In questo caso, le crypto minate non generano reddito al momento della creazione: il reddito imponibile si manifesta solo quando le criptovalute vengono vendute o scambiate, sotto forma di plusvalenze.Mining professionale (attività d’impresa): si configura quando l’attività è svolta in modo continuativo, organizzato e con investimenti significativi. Indicatori tipici sono: l’acquisto di hardware dedicato costoso (ASIC, farm di GPU), l’allestimento di locali appositi, il consumo energetico elevato, la presenza di personale, e l’intento di lucro sistematico. In questa ipotesi, il mining produce reddito d’impresa ed è necessario aprire partita IVA, iscriversi alla Camera di Commercio e versare i contributi INPS.La tabella seguente riassume le principali differenze:CaratteristicaMining OccasionaleMining ProfessionaleOrganizzazioneMinima, hardware personaleStrutturata, hardware dedicatoContinuitàSaltuariaSistematica e continuativaPartita IVANon necessariaObbligatoriaTipo di redditoRedditi diversi (plusvalenze)Reddito d’impresaMomento imposizioneAlla vendita/scambioAl momento del miningAliquota33% sulle plusvalenzeIRPEF progressiva + IRAPContributi INPSNoSì (Gestione Commercianti) Tassazione del Mining Occasionale nel 2026Per chi svolge mining criptovalute 2026 in modo occasionale, il trattamento fiscale segue le regole generali delle cripto-attività per le persone fisiche. Il principio fondamentale è che le criptovalute ottenute tramite mining non vengono tassate nel momento in cui vengono create, ma solo quando si realizza una plusvalenza attraverso la cessione o lo scambio.Quando il miner occasionale decide di vendere le crypto minate, la plusvalenza viene calcolata come differenza tra il corrispettivo percepito e il costo di acquisizione. Qui emerge una questione critica: qual è il costo di acquisizione di una criptovaluta che non è stata acquistata ma creata dal nulla? Questo aspetto, che approfondiremo nella sezione dedicata, è uno dei nodi più delicati della tassazione mining crypto.Dal 1 gennaio 2026, l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività è pari al 33% (in aumento rispetto al 26% degli anni precedenti). La plusvalenza è soggetta a imposta sostitutiva, ovvero una tassa unica che sostituisce l’IRPEF ordinaria su quei redditi specifici.I passaggi per la tassazione del mining occasionale sono:Mining: si ottengono criptovalute. Nessuna tassazione al momento della creazioneDetenzione: le crypto restano nel wallet. Obbligo di monitoraggio nel Quadro WVendita/Scambio: si calcola la plusvalenza (prezzo di vendita meno costo di acquisizione)Dichiarazione: la plusvalenza va indicata nel Quadro RT del Modello Redditi PF e si paga il 33%Un aspetto importante: le minusvalenze (perdite) possono essere compensate con le plusvalenze entro i 4 anni successivi. Questo significa che se in un anno il miner vende in perdita, può utilizzare quella perdita per ridurre le tasse sulle plusvalenze future. Per approfondire la gestione delle minusvalenze, consulta la nostra guida sugli errori nel Quadro RT. Mining come Attività d’Impresa: P.IVA e ContributiQuando il mining criptovalute 2026 viene svolto in forma organizzata e continuativa, il fisco lo classifica come attività d’impresa. Questo comporta una serie di obblighi significativamente più gravosi rispetto al mining occasionale, ma offre anche la possibilità di dedurre tutti i costi sostenuti per l’attività.Per avviare l’attività di mining professionale è necessario:Aprire la partita IVA con codice ATECO appropriato (tipicamente 62.09.09 – “Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie informatiche” oppure 63.11.19 – “Altre elaborazioni elettroniche di dati”)Iscriversi alla Camera di Commercio come ditta individuale o societàIscriversi alla Gestione Commercianti INPS per il versamento dei contributi previdenzialiTenere la contabilità (semplificata o ordinaria a seconda del fatturato)Emettere fattura in caso di cessione delle criptovalute a terzi nell’ambito dell’attivitàIl reddito da mining professionale viene tassato come reddito d’impresa, ovvero con le aliquote IRPEF progressive (dal 23% al 43%) più le addizionali regionali e comunali. A questo si aggiunge l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) con aliquota ordinaria del 3,9%.Una differenza cruciale rispetto al mining occasionale riguarda il momento dell’imposizione. Nel mining professionale, il reddito si genera al momento in cui le criptovalute vengono minate, non quando vengono vendute. Il valore delle crypto minate viene iscritto in bilancio al valore di mercato alla data del mining, e concorre a formare il reddito d’esercizio.Per quanto riguarda i contributi INPS, il miner professionista è tenuto a versare i contributi alla Gestione Commercianti. L’importo si calcola sul reddito d’impresa e comprende una quota fissa (circa 4.500 euro annui nel 2026, da versare indipendentemente dal reddito) più una quota variabile sul reddito eccedente il minimale. Questo aspetto rende il mining professionale conveniente solo quando i proventi superano significativamente i costi fissi.Chi ha un reddito d’impresa contenuto potrebbe valutare il regime forfettario, che prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) e la riduzione del 35% dei contributi INPS. Tuttavia, il regime forfettario ha limiti di ricavi (85.000 euro) e non consente la deduzione analitica dei costi, il che potrebbe non essere vantaggioso per un’attività ad alto consumo energetico come il mining. Valore di Acquisizione delle Crypto MinateUno degli aspetti più controversi della tassazione mining crypto riguarda la determinazione del valore di acquisizione delle criptovalute ottenute tramite mining. A differenza delle crypto acquistate su un exchange (dove il costo è il prezzo pagato), le crypto minate vengono create, e il loro costo di acquisizione non è immediatamente evidente.Esistono due approcci principali, e la scelta dipende dalla qualificazione dell’attività:Per il mining occasionale (persona fisica), l’orientamento prevalente è che il costo di acquisizione sia pari a zero o, al massimo, pari ai costi documentabili direttamente sostenuti per il mining (energia elettrica, quota di ammortamento dell’hardware). L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un chiarimento ufficiale specifico sul mining, ma la Circolare 30/E del 2023 stabilisce che per le cripto-attività ricevute a titolo gratuito (come le ricompense di staking) il costo è determinato dal valore normale al momento della ricezione. Per analogia, molti professionisti applicano lo stesso principio al mining.Per il mining professionale (reddito d’impresa), il valore delle criptovalute minate viene iscritto in bilancio al valore di mercato al momento del mining. Questo valore rappresenta sia il ricavo dell’attività sia il costo di acquisizione per future cessioni. I costi sostenuti (energia, hardware, manutenzione) vengono dedotti separatamente come costi d’esercizio.In pratica, per il miner occasionale conviene documentare accuratamente tutti i costi sostenuti (bollette elettriche proporzionate all’uso per mining, fatture di acquisto hardware) e il valore di mercato delle crypto al momento del mining. Questa documentazione sarà fondamentale in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si consiglia di conservare:Screenshot del wallet con data e ora di ricezione delle ricompenseRegistri di mining (log del software utilizzato)Prezzi di mercato alla data di ogni ricompensa ricevuta (da siti come CoinMarketCap o CoinGecko)Bollette dell’energia elettrica e calcolo della quota imputabile al miningFatture di acquisto dell’hardware utilizzato Come Dichiarare i Proventi da Mining nel 2026La dichiarazione dei proventi da mining criptovalute 2026 richiede la compilazione di diversi quadri del Modello Redditi PF. Il 730 ordinario non è sufficiente per chi ha cripto-attività da dichiarare, a meno che non si utilizzi il nuovo Quadro W introdotto nel 730/2026.Ecco i quadri da compilare per il mining occasionale:Quadro W (Monitoraggio fiscale): serve per dichiarare la detenzione delle criptovalute. Ogni crypto-attività detenuta al 31 dicembre va indicata con il valore di mercato a fine anno. Il Quadro W è obbligatorio anche se non si sono realizzate plusvalenze durante l’anno. Va indicato il controvalore in euro delle crypto possedute, specificando la tipologia di cripto-attività e l’intermediario (exchange) o il tipo di wallet utilizzato.Quadro RT (Plusvalenze): va compilato solo se durante l’anno si sono vendute o scambiate criptovalute realizzando plusvalenze o minusvalenze. Si indica il corrispettivo totale delle cessioni, il costo di acquisizione, e si calcola la plusvalenza netta su cui si applica l’imposta sostitutiva del 33%.Per il mining professionale, invece, i proventi vanno dichiarati nel:Quadro RF (Reddito d’impresa in contabilità ordinaria) o Quadro RG (contabilità semplificata): qui si dichiarano i ricavi dell’attività di mining e si deducono i costiQuadro RR: per il calcolo dei contributi INPS dovutiQuadro W: resta comunque obbligatorio per il monitoraggio delle cripto-attività detenutePer approfondire la compilazione del Quadro W e le novità del 2026, ti consigliamo la nostra guida completa al Quadro W del 730/2026. Se utilizzi exchange come Binance, consulta anche la guida alla dichiarazione redditi Binance 2026 per le istruzioni specifiche su come estrarre i dati necessari.Cloud Mining: Inquadramento Fiscale e TassazioneIl cloud mining rappresenta un caso particolare nel panorama del mining criptovalute 2026. In questa modalità, il contribuente non possiede fisicamente l’hardware di mining, ma acquista potenza di calcolo (hashrate) da un provider specializzato che gestisce l’infrastruttura in data center remoti.La questione fiscale centrale è: il cloud mining è un’attività di mining vera e propria o un contratto di investimento? La risposta ha conseguenze importanti sul trattamento fiscale.Se il cloud mining viene qualificato come investimento finanziario (il contribuente investe denaro e riceve periodicamente crypto come rendimento), i proventi potrebbero essere trattati come redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria, con tassazione al momento della percezione. In questa interpretazione, il “contratto di cloud mining” è assimilabile a un prodotto finanziario.Se invece viene qualificato come attività di mining (il contribuente noleggia hardware per svolgere mining), si applicano le stesse regole del mining diretto: tassazione delle plusvalenze alla vendita per l’attività occasionale, o reddito d’impresa per l’attività professionale.L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un’interpretazione ufficiale specifica sul cloud mining. In assenza di chiarimenti, l’approccio più prudente e condiviso dalla maggior parte dei professionisti fiscali è trattare il cloud mining come investimento in cripto-attività: le crypto ricevute vanno monitorate nel Quadro W, e le eventuali plusvalenze alla vendita sono tassate al 33%. I costi del contratto di cloud mining possono essere considerati come costo di acquisizione delle crypto ricevute. Costi Deducibili per il Mining ProfessionaleChi svolge il mining criptovalute 2026 come attività d’impresa può dedurre dal reddito tutti i costi inerenti all’attività. Questa è una delle poche consolazioni per chi affronta la tassazione progressiva IRPEF: a differenza del miner occasionale, il professionista può abbattere significativamente la base imponibile.I principali costi deducibili per il mining professionale sono:Hardware e attrezzature: l’acquisto di ASIC miner, schede video (GPU), alimentatori, sistemi di raffreddamento e altri componenti. Questi beni vengono ammortizzati secondo i coefficienti fiscali previsti (tipicamente 20% annuo per apparecchiature informatiche, con ammortamento completo in 5 anni). Se il costo unitario del bene è inferiore a 516,46 euro, è possibile la deduzione integrale nell’anno di acquisto.Energia elettrica: è generalmente la voce di costo più rilevante per un’attività di mining. Le bollette dell’energia sono integralmente deducibili se il locale è adibito esclusivamente al mining. Se il mining avviene in un locale ad uso promiscuo (ad esempio una stanza dell’abitazione), la deducibilità è limitata al 50%, salvo prova contraria con contatori separati.Gli altri costi deducibili comprendono:Connessione internet: canone mensile dell’abbonamento (al 50% se uso promiscuo)Affitto del locale: se si utilizza un locale dedicato al miningManutenzione e riparazioni: costi per la sostituzione di componenti, pulizia e manutenzione dell’hardwareSoftware e licenze: programmi di mining, monitoraggio e gestioneConsulenze professionali: commercialista, consulente fiscale, legaleAssicurazioni: polizze per l’attrezzatura e il localeFee delle mining pool: commissioni versate alla pool per la partecipazionePer massimizzare le deduzioni e gestire correttamente la contabilità dell’attività di mining, è fondamentale conservare tutta la documentazione: fatture, ricevute, contratti e registri di produzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assistere nella corretta impostazione della contabilità per un’attività di mining professionale.Obblighi IVA per il Mining di CriptovaluteLa questione dell’IVA sul mining di criptovalute è stata in parte chiarita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza Hedqvist (C-264/14), che ha stabilito che le operazioni di cambio tra valuta tradizionale e Bitcoin (e altre cripto) sono esenti da IVA ai sensi della direttiva IVA europea.Per quanto riguarda specificamente il mining, la situazione nel contesto del mining criptovalute 2026 è la seguente:Il mining puro non è soggetto a IVA. La ragione è che il miner non fornisce un servizio a un cliente identificabile: la ricompensa in criptovaluta viene dalla rete blockchain stessa, non da un committente specifico. Manca quindi il requisito del rapporto sinallagmatico (prestazione a fronte di un corrispettivo) necessario per l’applicazione dell’IVA.Tuttavia, ci sono delle eccezioni importanti:Servizi di mining per conto terzi: se il miner fornisce servizi di validazione o elaborazione a un cliente specifico dietro compenso, il servizio è soggetto a IVAVendita di hardware usato: la cessione di attrezzature di mining è soggetta a IVA con le regole ordinarieCloud mining come servizio: il provider di cloud mining che vende potenza di calcolo a clienti è soggetto a IVA sul corrispettivo del servizioPer il miner professionista con partita IVA, questo significa che le ricompense da mining non generano IVA a debito, ma i costi sostenuti (hardware, energia) hanno IVA a credito che potrebbe non essere detraibile in tutto o in parte, configurandosi un’attività esente. È un aspetto tecnico complesso che richiede l’assistenza di un professionista fiscale per la corretta gestione del pro-rata IVA. Domande Frequenti sul Mining Criptovalute 2026Devo pagare le tasse sulle crypto che mino se non le vendo?Se fai mining come hobby (attività occasionale), non devi pagare tasse sulle crypto che mino finché non le vendi o le scambi. Tuttavia, hai l’obbligo di dichiararle nel Quadro W della dichiarazione dei redditi, indicando il loro valore al 31 dicembre. Se invece fai mining come attività d’impresa, il reddito si tassa al momento del mining, indipendentemente dalla vendita.Quanto si paga di tasse sul mining nel 2026?Per il mining occasionale, si paga il 33% sulle plusvalenze realizzate quando si vendono le crypto minate. Per il mining professionale, si paga l’IRPEF progressiva (dal 23% al 43%) più i contributi INPS e l’IRAP. Chi opta per il regime forfettario paga il 15% di imposta sostitutiva (o 5% per i primi 5 anni).Serve la partita IVA per fare mining?Non serve la partita IVA se il mining è un’attività occasionale e non organizzata. Serve obbligatoriamente se il mining è svolto in modo continuativo, organizzato e con investimenti significativi in hardware e infrastrutture. La distinzione dipende da fattori come l’entità dell’investimento, la continuità dell’attività e l’organizzazione dei mezzi.Come calcolo il costo di acquisizione delle crypto minate?Per il mining occasionale, il costo di acquisizione può essere determinato in base ai costi documentabili sostenuti (energia, quota hardware) o, in alternativa, al valore di mercato al momento del mining. Per il mining professionale, il valore è quello di mercato alla data di creazione, iscritto in bilancio. È fondamentale conservare tutta la documentazione (log di mining, bollette, screenshot del wallet con date).Il cloud mining viene tassato diversamente dal mining diretto?Il cloud mining può essere trattato come un investimento finanziario (redditi diversi) o come attività di mining (stesse regole del mining diretto). L’approccio più prudente è trattarlo come investimento: le crypto ricevute vanno nel Quadro W, le plusvalenze alla vendita sono tassate al 33%, e i costi del contratto sono il costo di acquisizione delle crypto.Cosa rischio se non dichiaro i proventi da mining?La mancata dichiarazione delle cripto-attività comporta sanzioni severe: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati nel Quadro W per il monitoraggio fiscale, più sanzioni per l’omessa dichiarazione dei redditi (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta). In caso di importi rilevanti, si possono configurare anche reati penali (dichiarazione infedele o omessa). Conviene sempre regolarizzare la propria posizione.ConclusioneIl mining criptovalute 2026 è un’attività che richiede una pianificazione fiscale attenta. Che si tratti di mining occasionale tassato al 33% sulle plusvalenze o di mining professionale con partita IVA e obblighi contabili, è fondamentale conoscere le regole e rispettare gli adempimenti dichiarativi. Il Quadro W per il monitoraggio e il Quadro RT per le plusvalenze sono i due strumenti principali per il miner occasionale, mentre il professionista deve gestire una contabilità completa.La normativa sulle cripto-attività è in continua evoluzione, e aspetti come il valore di acquisizione delle crypto minate e il trattamento del cloud mining attendono ancora chiarimenti ufficiali dall’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti è la scelta migliore per evitare errori e sanzioni.Hai bisogno di assistenza per dichiarare i tuoi proventi da mining? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione dei redditi da criptovalute e può aiutarti a gestire tutti gli adempimenti fiscali legati al mining. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche scriverci a info@centrofiscale.com per una consulenza personalizzata. Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 14:00:002026-05-30 01:03:51Mining Criptovalute 2026: Tassazione, Obblighi Fiscali e Come Dichiarare i Proventi
CAF, CRIPTOVALUTEStaking Criptovalute 2026: Come Funziona la Tassazione dei Rendimenti Crypto in ItaliaStaking criptovalute 2026: come funziona la tassazione dei rendimenti crypto in Italia? Se possiedi Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute e stai guadagnando ricompense tramite staking, devi sapere che il fisco italiano considera questi rendimenti come redditi imponibili. Con l’aliquota al 33% introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, capire come dichiarare correttamente i proventi da staking criptovalute è diventato fondamentale per evitare sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sullo staking criptovalute 2026: cos’è, come vengono tassati i reward, quale modello dichiarativo usare (Quadro W e Quadro RT), e ti mostriamo un esempio pratico con il calcolo dell’imposta. Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale crypto, il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella tassazione criptovalute 2026 e può assisterti in ogni fase della dichiarazione. Indice dei contenutiCos’è lo Staking Crypto e Come FunzionaStaking, Lending e Liquidity Providing: le DifferenzeCome Viene Tassato lo Staking Criptovalute nel 2026Momento Imponibile e Valore di AcquisizioneCome Dichiarare lo Staking nel Modello Redditi PFEsempio Pratico: Staking ETH con Calcolo ImpostaSoglia 2.000 Euro e Rendimenti da StakingExchange e Report Fiscale per lo StakingDomande FrequentiAssistenza per la Dichiarazione CryptoCos’è lo Staking Crypto e Come FunzionaLo staking criptovalute è un meccanismo che permette di ottenere rendimenti passivi bloccando le proprie crypto a supporto di una blockchain che utilizza il protocollo Proof of Stake (PoS). In pratica, invece di lasciare le criptovalute ferme nel wallet senza produrre nulla, le “metti in staking” per contribuire alla validazione delle transazioni sulla rete. In cambio, ricevi delle ricompense (chiamate staking rewards) sotto forma di nuove unità della stessa criptovaluta.Il funzionamento è semplice: le blockchain Proof of Stake come Ethereum, Solana, Cardano e Polkadot non richiedono enormi consumi energetici come il mining di Bitcoin. Al contrario, selezionano i validatori in base alla quantità di crypto che hanno vincolato. Più token metti in staking, maggiore è la probabilità di essere selezionato come validatore e di ricevere reward.Esistono diverse modalità di staking criptovalute 2026:Staking diretto (nativo): blocchi i token direttamente sulla blockchain, diventando un validatore o delegando a uno. Richiede un importo minimo (ad esempio, 32 ETH per Ethereum)Staking tramite exchange: piattaforme come Binance, Coinbase e Kraken offrono servizi di staking semplificato, senza importi minimi elevatiLiquid staking: ricevi un token derivato (es. stETH per Ethereum) che rappresenta la tua posizione in staking, mantenendo la liquidità dei tuoi fondiStaking su DeFi: protocolli decentralizzati come Lido, Rocket Pool o Marinade offrono staking con rendimenti variabiliI rendimenti da staking variano in base alla criptovaluta e alla piattaforma utilizzata. Nel 2026, le percentuali annue (APY) si aggirano mediamente tra il 3% e il 12%, con alcune altcoin che offrono rendimenti ancora superiori ma con rischi maggiori. Staking, Lending e Liquidity Providing: le DifferenzeQuando si parla di rendimenti crypto, è importante distinguere tra tre attività diverse che, pur generando tutte dei proventi, hanno caratteristiche e trattamenti fiscali differenti. Vediamo nel dettaglio le differenze per capire come ciascuna impatta sulla tua dichiarazione dei redditi.Lo staking, come abbiamo visto, consiste nel bloccare le proprie criptovalute per partecipare alla validazione delle transazioni su una blockchain Proof of Stake. I reward vengono generati dal protocollo stesso e sono proporzionali alla quantità vincolata. Dal punto di vista fiscale, i rendimenti da staking criptovalute 2026 sono classificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies) del TUIR.Il lending crypto (prestito di criptovalute) funziona in modo diverso: presti le tue crypto a una piattaforma o a un altro utente e ricevi in cambio un interesse. Piattaforme centralizzate e protocolli DeFi come Aave o Compound offrono questo servizio. I proventi da lending, secondo l’interpretazione prevalente, rientrano anch’essi tra i redditi diversi di natura finanziaria, tassati con la stessa aliquota dello staking.Il liquidity providing consiste nel depositare coppie di token in un pool di liquidità (ad esempio su Uniswap o PancakeSwap) per facilitare gli scambi decentralizzati. In cambio ricevi una quota delle commissioni di trading. Questa attività presenta una complessità fiscale maggiore perché, oltre ai rendimenti, si verifica il fenomeno dell’impermanent loss (perdita temporanea), che rende più difficile il calcolo delle plusvalenze crypto.In sintesi, ecco un confronto rapido:AttivitàMeccanismoClassificazione fiscaleComplessità dichiarativaStakingBlocco token per validazioneRedditi diversi (art. 67 TUIR)MediaLendingPrestito crypto con interesseRedditi diversi (art. 67 TUIR)MediaLiquidity ProvidingDeposito in pool di liquiditàRedditi diversi + impermanent lossAltaQualunque sia l’attività che svolgi, i rendimenti vanno dichiarati. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a classificare correttamente ogni tipo di provento e a compilare la dichiarazione senza errori. Come Viene Tassato lo Staking Criptovalute nel 2026La tassazione staking criptovalute 2026 segue le regole introdotte dalla riforma fiscale delle cripto-attività. I rendimenti da staking sono considerati redditi diversi di natura finanziaria e vengono tassati con l’imposta sostitutiva. Ma qual è l’aliquota applicabile?Con la Legge di Bilancio 2026, l’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute è passata dal 26% al 33%. Questa aliquota si applica anche ai rendimenti derivanti da staking, lending e altre attività che generano proventi da cripto-attività. In pratica, se durante l’anno fiscale 2025 hai maturato reward dallo staking, dovrai versare il 33% di imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate.È fondamentale capire un aspetto chiave: lo staking criptovalute genera un doppio evento fiscale:Al momento della percezione del reward: ricevi nuovi token. Il loro valore in euro al momento dell’accredito diventa il tuo costo di acquisizione (o “prezzo di carico”)Al momento della vendita o conversione: quando vendi o converti quei token in euro o in un’altra crypto, la differenza tra il prezzo di vendita e il costo di acquisizione costituisce la plusvalenza tassabile al 33%Questa distinzione è cruciale perché il semplice accredito dei reward nel wallet non genera di per sé una plusvalenza: stabilisce solo il valore di carico. La tassazione vera e propria scatta quando realizzi il guadagno, cioè quando vendi o scambi i token ricevuti come reward. Momento Imponibile e Valore di Acquisizione nello StakingUno degli aspetti più delicati della tassazione staking crypto riguarda la determinazione del momento imponibile e del valore di acquisizione dei token ricevuti come reward. Capire bene questi concetti è essenziale per calcolare correttamente le imposte dovute.Il momento della percezione coincide con l’istante in cui i reward da staking vengono accreditati nel tuo wallet o nel tuo account sull’exchange. In quel preciso momento, il valore di mercato dei token ricevuti in euro diventa il loro costo di acquisizione ai fini fiscali. Supponiamo che il 15 marzo 2025 ricevi 0,05 ETH come reward di staking e che in quel momento Ethereum vale 3.200 euro: il tuo costo di acquisizione per quei 0,05 ETH sarà di 160 euro.Questo valore è importante perché, quando successivamente venderai o scambierai quei 0,05 ETH, la plusvalenza sarà calcolata come differenza tra il prezzo di vendita e i 160 euro di costo di acquisizione. Se li vendi quando ETH vale 4.000 euro, riceverai 200 euro e la plusvalenza sarà di 40 euro (200 – 160), su cui pagherai il 33% di imposta.Per determinare correttamente il valore di mercato al momento della percezione, puoi utilizzare:Il prezzo riportato dall’exchange al momento dell’accredito (la fonte più semplice e documentabile)Piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko, che registrano i prezzi storiciIl report fiscale dell’exchange, che spesso include già il controvalore in euroUn aspetto da non sottovalutare: se ricevi reward di staking con frequenza giornaliera (come accade su molte piattaforme), avrai potenzialmente 365 eventi di acquisizione in un anno, ciascuno con un valore di mercato diverso. Questo rende la gestione contabile particolarmente complessa e rende quasi indispensabile l’utilizzo di un software di tracciamento o il supporto di un professionista. Come Dichiarare lo Staking nel Modello Redditi PFPer dichiarare correttamente i rendimenti da staking criptovalute 2026, devi utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Non è possibile utilizzare il 730 per le criptovalute se hai plusvalenze da staking da dichiarare. Vediamo quali quadri compilare.Quadro W: Monitoraggio delle Cripto-attivitàIl Quadro W (che ha sostituito il vecchio Quadro RW) serve per il monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute. Qui devi indicare il valore delle criptovalute possedute al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno fiscale, incluse quelle in staking. Il Quadro W è obbligatorio per tutte le cripto-attività, indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato o meno delle plusvalenze.Nel Quadro W devi riportare:Colonna 1: codice identificativo della cripto-attivitàColonna 3: valore iniziale (1° gennaio)Colonna 4: valore finale (31 dicembre)Sezione IVAFE: l’imposta sul valore delle cripto-attività è pari allo 0,2% annuo sul valore di mercatoI token ricevuti come reward di staking durante l’anno vanno inclusi nel valore al 31 dicembre, aumentando quindi la base imponibile IVAFE.Quadro RT: Plusvalenze da Cripto-attivitàIl Quadro RT è dove dichiari le plusvalenze realizzate dalla vendita o conversione delle criptovalute, inclusi i token ottenuti da staking. Qui indicherai:Corrispettivi: il totale dei ricavi dalle vendite/conversioni di crypto nell’annoCosto di acquisizione: il valore di carico dei token al momento della percezione (per i reward di staking) o dell’acquistoPlusvalenza netta: la differenza tra corrispettivi e costo, su cui si applica l’aliquota del 33%La compilazione corretta del Modello Redditi PF con Quadro W e Quadro RT richiede precisione e competenza. Un errore nella determinazione del costo di acquisizione o nella classificazione dei redditi può comportare sanzioni significative. Il CAF Centro Fiscale di Udine dispone di operatori specializzati in dichiarazioni crypto che possono gestire la tua pratica dall’inizio alla fine. Esempio Pratico: Staking ETH con Calcolo ImpostaVediamo un esempio pratico di staking criptovalute 2026 per capire concretamente come funziona il calcolo dell’imposta. Supponiamo che Marco abbia messo in staking 10 ETH su Coinbase a partire da gennaio 2025, con un rendimento annuo (APY) del 4%.Fase 1: Accredito dei RewardDurante il 2025, Marco riceve complessivamente 0,4 ETH come reward di staking. Ipotizziamo che il prezzo medio di Ethereum al momento dei vari accrediti sia stato di 3.500 euro. Il valore di acquisizione dei reward è quindi:0,4 ETH x 3.500 euro = 1.400 euro (costo di acquisizione dei reward)Fase 2: Vendita dei RewardA novembre 2025, Marco decide di vendere i suoi 0,4 ETH di reward quando il prezzo di Ethereum è salito a 4.200 euro. Il ricavo dalla vendita è:0,4 ETH x 4.200 euro = 1.680 euro (corrispettivo di vendita)Fase 3: Calcolo della Plusvalenza e ImpostaLa plusvalenza è la differenza tra corrispettivo e costo di acquisizione:1.680 – 1.400 = 280 euro (plusvalenza netta)L’imposta sostitutiva al 33% sulla plusvalenza è:280 x 33% = 92,40 euro (imposta dovuta)Riepilogo dell’EsempioVoceImportoETH in staking10 ETHReward ricevuti (APY 4%)0,4 ETHValore acquisizione reward1.400 euroCorrispettivo vendita reward1.680 euroPlusvalenza280 euroImposta 33%92,40 euroInoltre, Marco dovrà pagare l’IVAFE dello 0,2% sul valore totale delle cripto-attività detenute al 31 dicembre 2025, calcolata nel Quadro W. Considerando i 10 ETH iniziali più i reward, se il valore totale al 31 dicembre fosse di circa 43.680 euro, l’IVAFE sarebbe di circa 87,36 euro.Soglia 2.000 Euro e Rendimenti da StakingUna delle domande più frequenti sulla tassazione staking criptovalute 2026 riguarda la soglia di 2.000 euro. La normativa prevede infatti che le plusvalenze da cripto-attività inferiori a 2.000 euro nell’anno fiscale non siano soggette a tassazione. Ma come funziona questa soglia in relazione ai rendimenti da staking?La soglia di 2.000 euro si applica alle plusvalenze complessive realizzate nell’anno da tutte le operazioni su cripto-attività: vendite, conversioni, permute e anche vendita dei token ottenuti da staking. Questo significa che i rendimenti da staking contribuiscono al raggiungimento della soglia.Facciamo un esempio concreto per chiarire:Plusvalenza dalla vendita di Bitcoin: 1.200 euroPlusvalenza dalla vendita di reward da staking ETH: 600 euroTotale plusvalenze: 1.800 euro → sotto la soglia di 2.000 euro, nessuna imposta dovutaSe invece il totale superasse i 2.000 euro, l’intera plusvalenza sarebbe tassata (non solo la parte eccedente). Ad esempio, con plusvalenze totali di 2.500 euro, pagheresti il 33% su tutti i 2.500 euro, non solo sui 500 euro eccedenti.Attenzione: la soglia di 2.000 euro riguarda solo le plusvalenze, cioè i guadagni effettivamente realizzati dalla vendita. L’obbligo di monitoraggio nel Quadro W e il pagamento dell’IVAFE restano comunque dovuti, anche se non hai realizzato alcuna plusvalenza. Il semplice possesso di criptovalute, anche quelle in staking, va sempre dichiarato. Exchange e Report Fiscale per lo StakingPer dichiarare correttamente i rendimenti da staking criptovalute 2026, è fondamentale avere una documentazione precisa di tutte le operazioni. Molti exchange offrono strumenti per generare report fiscali che semplificano notevolmente il lavoro dichiarativo. Vediamo quali piattaforme offrono i migliori strumenti.Binance è uno degli exchange più utilizzati in Italia e offre un servizio di report fiscale dedicato. Nella sezione “Tax” del tuo account puoi scaricare un riepilogo completo che include tutte le transazioni di staking, con il controvalore in euro al momento di ogni accredito. Binance collabora anche con piattaforme di terze parti come Koinly e CoinTracker per generare report conformi alla normativa italiana.Coinbase mette a disposizione una sezione “Taxes” dove puoi generare un riepilogo delle tue attività, incluso lo staking. Il report include i reward ricevuti, le date di accredito e il valore in euro. Coinbase è particolarmente apprezzato per la chiarezza dei suoi report, che facilitano la compilazione del Modello Redditi PF.Kraken offre un report dettagliato delle operazioni di staking nella sezione “History” dell’account. Puoi esportare i dati in formato CSV per importarli in software di calcolo fiscale. Crypto.com fornisce un servizio simile con report scaricabili in diversi formati.Per chi utilizza wallet decentralizzati (MetaMask, Ledger) o protocolli DeFi, la situazione è più complessa perché non esiste un report fiscale automatico. In questi casi è consigliabile utilizzare software specializzati come:Koinly: supporta oltre 350 exchange e blockchain, genera report fiscali specifici per l’ItaliaCoinTracker: traccia automaticamente le transazioni on-chain e genera un riepilogo fiscaleCryptoTaxCalculator: software specializzato con supporto per DeFi e staking su protocolli decentralizzatiQualunque strumento tu utilizzi, è fondamentale conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni. Il CAF Centro Fiscale può verificare la correttezza dei report generati dagli exchange e integrarli nella tua dichiarazione dei redditi crypto.Domande Frequenti sullo Staking Criptovalute 2026Lo staking di criptovalute va dichiarato anche se non vendo i reward?Sì, il possesso di criptovalute in staking va sempre dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non hai venduto nulla. I reward accreditati aumentano il valore del tuo portafoglio e vanno inclusi nel calcolo al 31 dicembre. L’IVAFE dello 0,2% è dovuta sul valore complessivo. La plusvalenza, invece, si tassa solo quando vendi o converti i token.Qual è l’aliquota sullo staking crypto nel 2026?L’aliquota sulle plusvalenze da staking criptovalute 2026 è del 33%, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Questa aliquota si applica alla differenza tra il corrispettivo di vendita dei token ottenuti come reward e il loro valore di acquisizione al momento dell’accredito.Come si calcola il valore di acquisizione dei reward da staking?Il valore di acquisizione dei reward corrisponde al prezzo di mercato in euro della criptovaluta nel momento esatto in cui i reward vengono accreditati nel tuo wallet o account. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange o il valore su CoinMarketCap alla data dell’accredito.I rendimenti da staking contribuiscono alla soglia di 2.000 euro?Sì, le plusvalenze derivanti dalla vendita di token ottenuti tramite staking si sommano a tutte le altre plusvalenze crypto dell’anno. Se il totale complessivo supera la soglia di 2.000 euro, l’intera somma è soggetta a tassazione al 33%. Se resta sotto i 2.000 euro, non è dovuta alcuna imposta sulle plusvalenze (ma l’IVAFE è sempre dovuta).Posso compensare le perdite da staking con le plusvalenze?Sì, le minusvalenze realizzate dalla vendita di token (inclusi quelli ottenuti da staking) possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno o dei 4 anni successivi. Ad esempio, se hai venduto reward da staking in perdita, puoi utilizzare quella minusvalenza per ridurre le plusvalenze future. Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione Crypto?La tassazione dello staking criptovalute 2026 presenta complessità che richiedono competenze specifiche: dalla determinazione del valore di acquisizione dei reward, alla compilazione corretta del Quadro W e del Quadro RT, fino al calcolo dell’IVAFE. Un errore nella dichiarazione può comportare sanzioni anche pesanti da parte dell’Agenzia delle Entrate.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella tassazione delle criptovalute e offre un servizio dedicato per chi fa staking, lending o trading crypto. I nostri operatori analizzano i report degli exchange, calcolano le plusvalenze e compilano la dichiarazione per te, garantendo la conformità con la normativa vigente.Non rischiare errori nella dichiarazione crypto: affidati a professionisti che conoscono la materia. Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sulla tua situazione fiscale legata alle criptovalute.Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.comMaggio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-18 14:00:002026-05-30 01:04:18Staking Criptovalute 2026: Come Funziona la Tassazione dei Rendimenti Crypto in Italia
CAF, CRIPTOVALUTEQuadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi PraticiIl Quadro W criptovalute 2026 è il modulo obbligatorio del Modello Redditi PF attraverso il quale ogni residente fiscale italiano deve dichiarare il possesso di Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altra cripto-attività. Se possiedi criptovalute su exchange come Binance, Coinbase o Kraken, oppure in un wallet personale, sei tenuto a compilare questa sezione per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) pari allo 0,2%.A partire dal periodo d’imposta 2023, il legislatore ha introdotto il Quadro W in sostituzione del vecchio Quadro RW specificamente per le cripto-attività, semplificando la struttura ma rendendo più stringenti gli obblighi dichiarativi. Con l’aliquota sulle plusvalenze salita al 33% dal 2026, compilare correttamente il quadro W criptovalute 2026 è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa.In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro W nel Modello Redditi PF 2026, con esempi pratici con numeri reali, il calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e tutti gli errori da evitare. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione. Indice dei contenutiCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteChi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWQuali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoCome Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletEsempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoCrypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareScadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteIl Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF dedicata al monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute da persone fisiche residenti in Italia. Questo quadro assolve una duplice funzione: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di monitorare le attività in criptovalute possedute dai contribuenti italiani, dall’altro serve come base per il calcolo dell’IVCA, l’imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle crypto.L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 nasce dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), che ha introdotto per la prima volta un quadro fiscale specifico per le cripto-attività, separandole dagli altri investimenti esteri che continuano a essere dichiarati nel Quadro RW. Questa scelta del legislatore riflette la crescente importanza del fenomeno crypto e la necessità di un monitoraggio dedicato.In termini pratici, il Quadro W funziona come una sorta di “fotografia” del tuo portafoglio crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Devi indicare il valore iniziale (quanto valevano le tue crypto all’inizio dell’anno) e il valore finale (quanto valevano alla fine dell’anno). Su quest’ultimo importo si calcola poi l’imposta IVCA.È importante capire che l’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o perdite. Anche se non hai venduto nulla e il valore delle tue crypto è diminuito, devi comunque compilare il Quadro W. L’unica esenzione riguarda chi non ha mai detenuto cripto-attività durante l’anno d’imposta. Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 riguarda tutti i residenti fiscali italiani che, nel corso del 2025 (anno d’imposta di riferimento), hanno detenuto cripto-attività in qualsiasi forma. Non esiste una soglia minima al di sotto della quale l’obbligo viene meno: anche chi possiede pochi euro in Bitcoin deve dichiararlo.Soggetti obbligati alla compilazioneI soggetti tenuti alla compilazione includono chi detiene criptovalute su exchange centralizzati come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda e simili, chi possiede crypto in wallet non custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet), chi ha token DeFi depositati in protocolli di finanza decentralizzata come staking, lending o liquidity pool, chi possiede NFT (Non-Fungible Token) con valore economico e chi ha ricevuto criptovalute in regalo, airdrop o mining.Un aspetto fondamentale da sottolineare: l’obbligo riguarda la residenza fiscale, non la cittadinanza. Anche uno straniero residente in Italia deve compilare il quadro W criptovalute 2026. Allo stesso modo, un italiano residente all’estero (iscritto AIRE) non è tenuto a questo adempimento in Italia, ma dovrà verificare le regole fiscali del proprio Paese di residenza.La differenza rispetto al 730 è importante: il Quadro W esiste solo nel Modello Redditi PF, quindi chi normalmente presenta il 730 dovrà predisporre anche il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W, oppure optare direttamente per il Modello Redditi PF completo. Dal 2024, il Quadro W è stato introdotto anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per la dichiarazione completa delle cripto-attività con calcolo plusvalenze, resta consigliato il Modello Redditi PF. Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWPrima del 2023, le criptovalute venivano dichiarate nel Quadro RW, lo stesso utilizzato per conti correnti esteri, immobili all’estero e investimenti finanziari detenuti fuori dall’Italia. Il Quadro W rappresenta l’evoluzione specifica per le cripto-attività e presenta diverse differenze sostanziali rispetto al precedente sistema.La prima grande differenza riguarda la collocazione: il Quadro RW continua a esistere per gli altri investimenti esteri (conti correnti esteri, immobili, partecipazioni), mentre il Quadro W è riservato esclusivamente alle cripto-attività. Questa separazione permette un monitoraggio più preciso e specifico.La seconda differenza riguarda l’imposta applicata. Nel Quadro RW si calcola l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) con aliquota del 0,2%. Nel Quadro W si calcola l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), anch’essa allo 0,2%, ma con regole di calcolo specifiche per le crypto.La terza differenza è il codice identificativo: nel Quadro RW le criptovalute usavano il codice generico 14, ora nel Quadro W il codice investimento 14 è dedicato specificamente alle cripto-attività con una classificazione più dettagliata.Infine, il Quadro W prevede una sezione specifica per le plusvalenze (la sezione II), che nel vecchio sistema richiedeva la compilazione separata del Quadro RT. Oggi, con il Quadro W del Modello Redditi PF, hai tutto in un unico modulo: monitoraggio, IVCA e tassazione delle plusvalenze. Quali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 richiede l’inserimento di dati precisi per ogni posizione in cripto-attività che detieni. Vediamo campo per campo cosa devi indicare nel modulo.Sezione I: Monitoraggio fiscale e IVCANella Sezione I del Quadro W devi indicare i seguenti dati per ciascuna cripto-attività detenuta:Codice investimento: inserisci il codice 14, che identifica le cripto-attivitàTipo di operazione: codice 1 se la posizione è stata mantenuta per tutto l’anno, 2 se è stata aperta durante l’anno, 3 se è stata chiusa, 4 se è stata sia aperta che chiusa nello stesso annoValore iniziale (colonna 7): il controvalore in euro delle cripto-attività al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)Valore finale (colonna 8): il controvalore in euro al 31 dicembre 2025 (o alla data di cessione se precedente)Giorni di possesso (colonna 6): il numero di giorni in cui hai detenuto le cripto-attività durante l’anno (massimo 365)Stato estero: indicare il codice dello Stato in cui ha sede l’exchange o, per i wallet decentralizzati, non compilare questo campoIl valore in euro si determina utilizzando il cambio rilevato sul sito dell’exchange dove sono detenute le crypto, oppure su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko alla data di riferimento.Sezione II: Plusvalenze e minusvalenzeLa Sezione II del Quadro W serve per dichiarare le plusvalenze (guadagni) e le minusvalenze (perdite) realizzate durante l’anno dalla vendita o conversione di cripto-attività. Qui devi indicare:Corrispettivo di cessione: quanto hai incassato (in euro) dalla vendita delle cryptoCosto di acquisto: quanto avevi pagato (in euro) per acquistare le crypto vendutePlusvalenza o minusvalenza: la differenza tra corrispettivo e costoImposta sostitutiva: il 33% calcolato sulla plusvalenza nettaRicorda che le plusvalenze sono tassabili solo se realizzate, cioè solo se hai effettivamente venduto, scambiato o convertito le cripto-attività. Il semplice aumento di valore senza vendita (plusvalenza latente) non genera obbligo fiscale nella Sezione II, ma il valore finale va comunque indicato nella Sezione I per il calcolo dell’IVCA. Come Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletUno degli aspetti più impegnativi nella compilazione del quadro W criptovalute 2026 è la raccolta dei dati necessari. Ogni exchange e wallet ha le proprie modalità per esportare le informazioni fiscali. Ecco come procedere per le piattaforme più utilizzate in Italia.Dati da BinanceSu Binance, accedi alla sezione “Tax Report” o “Report Fiscale” disponibile nel menu utente. La piattaforma permette di scaricare il report delle transazioni annuali in formato CSV. Per il Quadro W ti servono in particolare il saldo totale del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025, convertito in euro al cambio del giorno. Binance offre anche un report specifico con i guadagni e le perdite realizzati durante l’anno. In alternativa, puoi scaricare lo storico completo delle transazioni dalla sezione “Ordini” > “Storico transazioni” e calcolare i valori manualmente o tramite software dedicati.Dati da CoinbaseCoinbase mette a disposizione un report fiscale nella sezione “Imposte” (Taxes) del profilo. Puoi generare un report con tutte le transazioni dell’anno, i guadagni realizzati e i saldi a inizio e fine periodo. Coinbase fornisce anche un documento riepilogativo in formato PDF che può essere utilizzato come base per la compilazione del Quadro W. I valori sono già convertiti nella valuta del tuo account.Dati da KrakenSu Kraken, vai nella sezione “History” > “Export” per scaricare lo storico completo delle operazioni. Kraken offre anche un report fiscale specifico nella sezione “Tax Documents”. Per il Quadro W, scarica il report dei saldi (Balances) alle date del 1° gennaio e 31 dicembre, e il report delle operazioni (Trades) per calcolare le plusvalenze.Wallet non custodial e DeFiPer i wallet non custodial come MetaMask, Ledger o Trezor, la raccolta dati è più complessa perché non esiste un report automatico. Devi ricostruire manualmente i saldi e le transazioni. Puoi utilizzare gli explorer blockchain come Etherscan (per Ethereum) o Blockchain.com (per Bitcoin) inserendo il tuo indirizzo pubblico per verificare i saldi alle date rilevanti.Per le posizioni in DeFi (staking, lending, liquidity pool), devi considerare anche i rendimenti maturati come reddito e il valore complessivo delle posizioni aperte. Software come Koinly, CoinTracking o CryptoTaxCalculator possono aiutare ad aggregare i dati da più fonti.Data la complessità di questa operazione, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specifica per la raccolta e la riconciliazione dei dati da più exchange e wallet. Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Vediamo un esempio pratico di compilazione del quadro W criptovalute 2026 con numeri reali, per capire concretamente come procedere. Prendiamo il caso di Marco, un lavoratore dipendente di Udine che possiede criptovalute su Binance.Il portafoglio crypto di MarcoMarco ha acquistato nel 2024 le seguenti criptovalute su Binance:0,15 Bitcoin (BTC) acquistati a ottobre 2024 per 5.400 euro2 Ethereum (ETH) acquistati a novembre 2024 per 4.800 euro1.000 USDT (stablecoin) acquistati a dicembre 2024 per 920 euroInvestimento totale: 11.120 euroAl 1° gennaio 2025, il portafoglio di Marco valeva:0,15 BTC x 40.200 euro/BTC = 6.030 euro2 ETH x 2.350 euro/ETH = 4.700 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 1° gennaio 2025: 11.650 euroDurante il 2025, Marco ha venduto 0,05 BTC a giugno 2025 per 3.850 euro (prezzo BTC a quel momento: 77.000 euro). Non ha fatto altre operazioni.Al 31 dicembre 2025, il portafoglio residuo valeva:0,10 BTC x 93.500 euro/BTC = 9.350 euro2 ETH x 3.400 euro/ETH = 6.800 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 31 dicembre 2025: 17.070 euroCompilazione Sezione I del Quadro WMarco compila la Sezione I del Quadro W così:Rigo W1 (posizione complessiva crypto):Codice investimento: 14 (cripto-attività)Tipo operazione: 1 (posizione mantenuta tutto l’anno)Giorni di possesso: 365Valore iniziale: 11.650 euroValore finale: 17.070 euroCalcolo IVCA:Base imponibile = valore finale = 17.070 euroIVCA = 17.070 x 0,2% = 34,14 euroIVCA dovuta (arrotondata): 34 euroMarco dovrà versare 34 euro di IVCA tramite il codice tributo 1727 nel modello F24, entro la scadenza del 30 novembre 2026.Compilazione Sezione II: Plusvalenza sulla venditaMarco ha venduto 0,05 BTC durante il 2025. Deve calcolare la plusvalenza:Corrispettivo di cessione: 3.850 euro (quanto ha incassato dalla vendita)Costo di acquisto proporzionale: Marco aveva acquistato 0,15 BTC a 5.400 euro, quindi il costo di 0,05 BTC è 5.400 / 3 = 1.800 euroPlusvalenza realizzata: 3.850 – 1.800 = 2.050 euroImposta sostitutiva al 33%: 2.050 x 33% = 676,50 euro, arrotondati a 677 euroMarco compila la Sezione II indicando:Corrispettivo: 3.850 euroCosto: 1.800 euroPlusvalenza: 2.050 euroImposta sostitutiva: 677 euroTotale imposte crypto di Marco per il 2025:IVCA: 34 euroImposta sostitutiva plusvalenze: 677 euroTotale: 711 euroCalcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è l’equivalente dell’IVAFE ma applicata specificamente alle cripto-attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale che si calcola sul valore delle crypto detenute al 31 dicembre di ogni anno, con aliquota dello 0,2%.Il calcolo dell’IVCA nel quadro W criptovalute 2026 segue regole precise. La base imponibile è il valore di mercato in euro delle cripto-attività al 31 dicembre 2025. Se hai detenuto le crypto per un periodo inferiore all’anno intero, l’imposta viene rapportata ai giorni effettivi di possesso (ad esempio, se hai acquistato crypto il 1° luglio, paghi l’IVCA solo per 184 giorni su 365).La formula di calcolo è la seguente: IVCA = Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365). Per chi ha detenuto le crypto per tutto l’anno, il calcolo si semplifica a Valore al 31/12 x 0,2%.Esistono alcune casistiche particolari da considerare. Se durante l’anno hai acquistato ulteriori crypto, devi ricalcolare il valore iniziale considerando i nuovi acquisti. Se hai venduto parte delle crypto, il valore finale sarà inferiore e l’IVCA si calcolerà solo sul valore residuo al 31 dicembre.L’IVCA si versa tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 1727 per il saldo e il codice tributo 1728 per l’acconto. Il versamento segue le stesse scadenze del Modello Redditi PF: saldo entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e acconti a giugno e novembre.Per importi inferiori a 12 euro, l’IVCA non è dovuta. Questa franchigia riguarda chi possiede piccole quantità di criptovalute con un controvalore modesto.Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Dal 2026, le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, aumentata rispetto al precedente 26%. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni in criptovalute.La plusvalenza si realizza quando vendi, scambi o converti cripto-attività ricavando più di quanto hai speso per acquistarle. Il calcolo è semplice: Plusvalenza = Corrispettivo di cessione – Costo di acquisto. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza, che può essere compensata con plusvalenze future entro i successivi 4 anni.Attenzione: l’imposta sostitutiva al 33% si applica alle plusvalenze dell’anno d’imposta 2025 (dichiarate nel Modello Redditi PF 2026). Per l’anno d’imposta 2024, l’aliquota era ancora al 26%.Le operazioni che generano plusvalenze tassabili nel quadro W criptovalute 2026 includono la vendita di crypto contro euro o altra valuta fiat, lo scambio tra criptovalute diverse (ad esempio BTC contro ETH), l’utilizzo di crypto per acquistare beni o servizi e la conversione di crypto in stablecoin.Non generano invece plusvalenze tassabili il trasferimento tra wallet propri (da exchange a Ledger, per esempio), la ricezione di crypto da airdrop o fork (tassata al momento della successiva vendita) e lo staking, che genera redditi diversi e non plusvalenze da cessione.Per determinare il costo di acquisto, si utilizza il metodo LIFO (Last In, First Out): le ultime crypto acquistate sono le prime a essere considerate vendute. Questo metodo può risultare vantaggioso o svantaggioso a seconda dell’andamento dei prezzi.Il versamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 con il codice tributo 1100 entro le scadenze previste per il Modello Redditi PF. Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 presenta diverse insidie che portano molti contribuenti a commettere errori, con il rischio di sanzioni. Ecco i più frequenti e come evitarli.Il primo errore comune è non dichiarare le criptovalute perché si ritiene che importi piccoli siano esenti. Non esiste alcuna soglia minima: anche 10 euro in Bitcoin devono essere indicati nel Quadro W. L’unica franchigia riguarda il versamento dell’IVCA (sotto i 12 euro non si paga), ma l’obbligo dichiarativo resta.Il secondo errore è confondere il Quadro W con il Quadro RW. Molti contribuenti, abituati al vecchio sistema, continuano a inserire le crypto nel Quadro RW. Le cripto-attività devono essere dichiarate esclusivamente nel Quadro W. Il Quadro RW resta per conti correnti esteri, immobili e altri investimenti finanziari all’estero.Il terzo errore è calcolare male il valore iniziale e finale. Il valore deve essere espresso in euro al cambio del giorno di riferimento (1° gennaio e 31 dicembre). Molti usano il valore in dollari senza convertirlo o utilizzano il cambio sbagliato. È fondamentale fare riferimento al cambio EUR/crypto della piattaforma dove sono detenute le crypto, o in subordine a CoinMarketCap.Il quarto errore riguarda le operazioni crypto-to-crypto. Uno scambio tra Bitcoin ed Ethereum genera una cessione (di BTC) e un acquisto (di ETH), e la plusvalenza sulla cessione è tassabile. Molti contribuenti non considerano questi scambi come eventi fiscali.Il quinto errore è non considerare le commissioni (fee) di exchange e rete. Le commissioni pagate per acquistare o vendere crypto sono parte del costo di acquisto (si sommano) o riducono il corrispettivo di cessione, diminuendo la plusvalenza tassabile.Per evitare questi errori, affidarsi al CAF Centro Fiscale è la scelta migliore: i nostri operatori specializzati verificano la correttezza di ogni dato e ti guidano nella compilazione.Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareSe hai posseduto criptovalute negli anni precedenti senza dichiararle nel Quadro RW (fino al 2022) o nel Quadro W (dal 2023), ti trovi in una situazione di omessa dichiarazione che può comportare sanzioni rilevanti. Tuttavia, esistono strumenti per regolarizzare la propria posizione.La prima opzione è il ravvedimento operoso, che ti permette di presentare le dichiarazioni integrative per gli anni non dichiarati pagando sanzioni ridotte. Per il monitoraggio fiscale (Quadro W/RW), la sanzione piena va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, ma con il ravvedimento si riduce sensibilmente in base al ritardo. Per le imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze), la sanzione base è del 30%, riducibile con il ravvedimento.La sanatoria crypto prevista dalla Legge di Bilancio 2023 ha permesso di regolarizzare le posizioni fino al 2021 pagando un’imposta sostitutiva agevolata. Sebbene i termini per questa sanatoria siano scaduti, è comunque possibile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso ordinario.È fondamentale agire il prima possibile: più tempo passa, più aumentano le sanzioni e gli interessi. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sulle cripto-attività grazie allo scambio automatico di informazioni con gli exchange esteri attraverso il protocollo DAC8 e il CRS (Common Reporting Standard).Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione pregressa, nel calcolo delle sanzioni ridotte e nella predisposizione delle dichiarazioni integrative necessarie per metterti in regola. Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026La scadenza per la presentazione del Modello Redditi PF 2026 (con il Quadro W criptovalute 2026 per l’anno d’imposta 2025) è fissata al 30 novembre 2026. Questa è la data entro cui il modello deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.Per quanto riguarda i versamenti, le scadenze sono differenti:30 giugno 2026: saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 (IVCA e imposta sostitutiva plusvalenze)30 luglio 2026: saldo con maggiorazione dello 0,40% per chi non riesce a pagare entro giugno30 novembre 2026: secondo acconto 2026Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione del Quadro W sono severe. Per l’omesso monitoraggio fiscale, la sanzione va dal 3% al 15% del valore delle cripto-attività non dichiarate, che sale dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). Per l’omesso o insufficiente versamento dell’IVCA, la sanzione è del 30% dell’imposta non versata. Per le plusvalenze non dichiarate, oltre alla sanzione del 30%, si applicano interessi legali e la possibile segnalazione per evasione fiscale nei casi più gravi.Data la complessità delle scadenze e l’importanza di rispettarle, il consiglio è di iniziare a raccogliere i dati con largo anticipo e rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una compilazione accurata e nei tempi previsti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteDevo compilare il Quadro W anche se non ho venduto criptovalute?Sì, l’obbligo di compilazione del Quadro W sussiste per il solo fatto di detenere cripto-attività, indipendentemente dalla vendita. Il Quadro W serve sia per il monitoraggio fiscale che per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Anche se non hai realizzato plusvalenze, devi dichiarare il possesso nel Modello Redditi PF 2026.Qual è il codice investimento da usare nel Quadro W per le crypto?Il codice investimento da indicare nel Quadro W per le cripto-attività è il 14. Questo codice è specifico per Bitcoin, Ethereum, stablecoin e tutte le altre criptovalute e cripto-attività, inclusi i token e gli NFT con valore economico.Posso dichiarare le criptovalute nel 730 invece che nel Modello Redditi PF?Dal 2024, il Quadro W è disponibile anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per una dichiarazione completa che includa il calcolo delle plusvalenze e dell’imposta sostitutiva al 33%, è consigliabile utilizzare il Modello Redditi PF. In alternativa, puoi presentare il 730 per i redditi ordinari e il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W.Come calcolo il valore delle crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre?Il valore si determina in base al controvalore in euro delle cripto-attività alla data di riferimento. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange dove detieni le crypto (Binance, Coinbase, Kraken) oppure il prezzo di mercato su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko. È importante conservare la documentazione del prezzo utilizzato.L’IVCA dello 0,2% si paga anche sulle stablecoin come USDT e USDC?Sì, l’IVCA si applica anche alle stablecoin come USDT, USDC e DAI, perché rientrano nella definizione di cripto-attività. Il valore al 31 dicembre sarà sostanzialmente pari al controvalore in euro dei token detenuti. Anche le stablecoin devono essere indicate nel Quadro W con codice investimento 14.Cosa rischio se non dichiaro le criptovalute nel Quadro W?L’omessa dichiarazione comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il mancato monitoraggio fiscale, oltre al 30% delle imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze). Con lo scambio automatico di informazioni tra Paesi (DAC8), l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli exchange esteri. È consigliabile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso con l’assistenza del CAF Centro Fiscale.La compilazione del quadro W criptovalute 2026 nel Modello Redditi PF può sembrare complessa, soprattutto se hai operato su più exchange o utilizzi wallet decentralizzati. Tra codice investimento 14, calcolo dell’IVCA allo 0,2%, determinazione delle plusvalenze con aliquota al 33% e la raccolta dei dati da piattaforme diverse, il margine di errore è significativo.Non rischiare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa: affidati a professionisti esperti nella fiscalità delle criptovalute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione completa del Quadro W, dalla raccolta dei dati dagli exchange fino alla trasmissione del Modello Redditi PF, sia in ufficio che online.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione delle criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Hai Bisogno di Aiuto con il Quadro W Criptovalute?Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione delle cripto-attività. I nostri operatori ti guidano nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e nella trasmissione del Modello Redditi PF.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Articoli CorrelatiCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall'INPS. Pensioni con l'aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-02 00:10:15Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le dateNOTIZIE Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI Luglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l'accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-07-01 23:42:47Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdIMedici e Odontoiatri, NOTIZIE Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS La fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all'Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TSMedici e Odontoiatri, NOTIZIE Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita La fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 09:00:002026-05-24 09:37:58Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima VisitaCAF, NOTIZIE Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima Pagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e QuattordicesimaConfronti Software, NOTIZIE Prezzi Software Fatturazione 2026: il Costo Reale su 5 Anni (TCO)Indice dei contenutiIl problema dei prezzi software fatturazione al primo anno: la trappola SaaS Cos'e il TCO e perche conta TCO a 5 anni dei principali prezzi software fatturazione 2026 Caso reale documentato: aumento progressivo su…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 09:00:002026-05-24 09:37:59Prezzi Software Fatturazione 2026: il Costo Reale su 5 Anni (TCO)GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, NOTIZIE, PARTITA IVA Cambiare Software Fatturazione nel 2026: Guida Step-by-Step allo Switch Senza Perdere Dati Cambiare software fatturazione è una decisione che molti professionisti e piccole imprese rimandano per anni, spesso per paura di perdere dati, anagrafiche clienti o la conservazione sostitutiva delle fatture. La verità è che, con una procedura…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-08 09:00:002026-05-24 09:38:01Cambiare Software Fatturazione nel 2026: Guida Step-by-Step allo Switch Senza Perdere DatiASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l'accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti?…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-05-31 17:41:46Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpICAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembreDal 1° settembre 2026 si potra' presentare online la domanda di rottamazione per IMU, TARI e multe del Codice della Strada gestite dai Comuni. Scadenze, risparmio, rate e codici tributo F24.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembrePrec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Google Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Google Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Google Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Google Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su Google SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Google Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Google Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Google Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Google Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 14:00:002026-05-31 17:11:18Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall'INPS. Pensioni con l'aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-02 00:10:15Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
NOTIZIE Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI Luglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l'accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-07-01 23:42:47Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI
Medici e Odontoiatri, NOTIZIE Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS La fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all'Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS
Medici e Odontoiatri, NOTIZIE Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita La fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 09:00:002026-05-24 09:37:58Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita
CAF, NOTIZIE Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima Pagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima
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CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembreDal 1° settembre 2026 si potra' presentare online la domanda di rottamazione per IMU, TARI e multe del Codice della Strada gestite dai Comuni. Scadenze, risparmio, rate e codici tributo F24.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre
CAF, CRIPTOVALUTEDichiarazione Redditi Crypto.com 2026 (anno fiscale 2025): La Guida CompletaHai guadagnato con Crypto.com nel 2025 e adesso non sai come comportarti con il Fisco italiano? Sei nel posto giusto. La dichiarazione dei redditi per chi usa Crypto.com è diventata obbligatoria e sempre più controllata: dal 2026 è entrata in vigore la Direttiva europea DAC8, che impone agli exchange di comunicare automaticamente i dati degli utenti all’Agenzia delle Entrate. In altre parole, se hai usato Crypto.com nel 2025, il Fisco probabilmente lo sa già.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi fare: quale modello compilare, come calcolare le plusvalenze, quante tasse pagherai, quando si applica la soglia di esenzione di 2.000 euro e cosa rischi se non dichiari. Segui i passaggi con calma: è più semplice di quello che pensi, ma richiede attenzione ai dettagli.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCrypto.com e il Fisco Italiano: Cosa Devi Sapere Prima di TuttoQuali Operazioni su Crypto.com Devi DichiarareCome Scaricare il Report Fiscale da Crypto.comIl Quadro W: Come Compilarlo per Crypto.comCalcolo delle Plusvalenze con Metodo LIFO: Esempi PraticiLa Dichiarazione 730 o il Modello Redditi PF: Quale Scegliere?Scadenze per la Dichiarazione Crypto.com 2026DAC8 e Crypto.com: Il Fisco Ti Vede GiàCosa Rischi se Non Dichiari i Redditi da Crypto.comCome Si Paga l’Imposta sulle Cripto con il Modello F24Perché Affidarti al CAF per la Dichiarazione Crypto.comDomande Frequenti (FAQ)Crypto.com e il Fisco Italiano: Cosa Devi Sapere Prima di TuttoCrypto.com è uno degli exchange di criptovalute più popolari al mondo, con milioni di utenti italiani che vi accedono per acquistare, vendere e guadagnare interessi su criptovalute come Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), CRO (il token nativo della piattaforma) e decine di altri asset digitali.In Italia, le criptovalute sono soggette a tassazione dal 2023, con regole ridisegnate dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e poi modificate nuovamente dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Per l’anno fiscale 2025, che dichiari nel 2026, ci sono importanti novità che devi conoscere.La cosa più importante da capire subito è questa: non tutte le operazioni su Crypto.com generano tasse. Occorre distinguere tra situazioni diverse, come vedremo nei prossimi paragrafi. Ma se hai realizzato plusvalenze superiori a 2.000 euro nel corso del 2025, sei quasi certamente obbligato a dichiarare. Perché il 2026 è un Anno Cruciale per i Possessori di Crypto.comIl 2026 segna una svolta importante per due motivi principali:Aliquota aumentata al 33%: dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio 2025 ha innalzato l’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute dal 26% al 33%. Questo vale per l’anno d’imposta 2026 (dichiarazione 2027), ma è utile capire la direzione del Fisco.Entra in vigore DAC8: la Direttiva europea DAC8 impone agli exchange, incluso Crypto.com, di comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati di tutti gli utenti italiani. Il Fisco avrà quindi dati certi su operazioni, volumi e saldi.Per l’anno fiscale 2025 (che dichiari nel 2026), l’aliquota vigente sulle plusvalenze da criptovalute era ancora del 26%. Questo è il dato che ti interessa per compilare la dichiarazione del 2026 relativa ai redditi 2025.Quali Operazioni su Crypto.com Devi DichiarareNon tutte le attività su Crypto.com hanno le stesse implicazioni fiscali. Ecco una panoramica delle principali operazioni e come vengono trattate dal Fisco italiano. Acquisto e Vendita di Criptovalute (Plusvalenze)Se nel 2025 hai venduto criptovalute a un prezzo superiore a quello di acquisto, hai realizzato una plusvalenza. Questa è la situazione più comune e quella che genera tasse.La plusvalenza si calcola sottraendo il prezzo di acquisto (il cosiddetto costo fiscale) dal prezzo di vendita. Se per esempio hai comprato Bitcoin a 20.000 euro e lo hai venduto a 30.000 euro, la plusvalenza è di 10.000 euro.Attenzione alla soglia di esenzione: se la somma di tutte le tue plusvalenze da criptovalute nel 2025 è inferiore a 2.000 euro, non paghi tasse. Se supera i 2.000 euro, paghi il 26% sull’intera somma (non solo sulla parte che eccede la soglia).Plusvalenza totale 2025Tasse da pagareAliquotaFino a 2.000 euroNessunaEsenteOltre 2.000 euro26% sull’intera plusvalenza26% (imposta sostitutiva)Il metodo di calcolo ufficiale per le criptovalute in Italia è il LIFO (Last In First Out): quando vendi, si considera che tu stia vendendo per prime le cripto acquistate più di recente. Questo può influenzare significativamente la plusvalenza calcolata.Conversione tra Criptovalute (Crypto-to-Crypto)Molti utenti di Crypto.com scambiano una criptovaluta con un’altra (ad esempio, vendono Bitcoin per comprare Ethereum). In Italia, anche queste conversioni sono tassabili: ogni scambio crypto-to-crypto viene trattato come una vendita della prima e un acquisto della seconda, e se c’è una plusvalenza, va dichiarata.Cashback e Reward di Crypto.com (CRO)Crypto.com è famosa per il suo programma di cashback in CRO (il suo token nativo) collegato alla carta Visa. I reward e il cashback ricevuti in CRO sono considerati redditi al momento della loro ricezione, tassati come redditi diversi. Quando poi vendi i CRO ricevuti come cashback, la plusvalenza si calcola rispetto al valore del CRO al momento della ricezione.Earn e Staking su Crypto.comCrypto.com offre la possibilità di depositare le proprie criptovalute nei programmi Earn o di fare staking per ottenere rendimenti periodici. Questi rendimenti, dal 2023, sono trattati come redditi diversi tassati al 26% (aliquota in vigore per il 2025) al momento della loro ricezione. Per approfondire questo tema specifico, leggi la nostra guida sulla tassazione dello staking 2026.Acquisto di Beni e Servizi con CryptoSe hai utilizzato la carta Crypto.com Visa per pagare acquisti, tecnicamente stai vendendo criptovalute per acquistare beni. Anche in questo caso, se c’è una differenza positiva tra il prezzo di acquisto della cripto e il suo valore al momento del pagamento, si genera una plusvalenza tassabile. Nella pratica, per importi piccoli e frammentati, il calcolo è complesso: è consigliabile affidarsi a un software di contabilità crypto o al CAF.Come Scaricare il Report Fiscale da Crypto.comPrima di compilare la dichiarazione, devi raccogliere tutti i dati sulle tue operazioni del 2025. Crypto.com mette a disposizione degli utenti un report esportabile con tutte le transazioni. Procedura per Scaricare il ReportAccedi all’app Crypto.com o alla versione web (crypto.com/exchange)Vai su Profilo → Gestione AccountCerca la sezione Tax Report o Report transazioniSeleziona il periodo: 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025Esporta in formato CSV o PDFIl report include tutte le operazioni: acquisti, vendite, scambi, reward, staking, prelievi e depositi. Tieni presente che il report di Crypto.com mostra i valori in USD o EUR, ma per la dichiarazione italiana devi utilizzare i valori in euro al tasso di cambio della data della singola operazione.Consiglio pratico: se hai fatto molte operazioni nel 2025, considera l’utilizzo di software specializzati come Koinly, CoinTracking o CryptoTax che integrano direttamente con Crypto.com via API e generano automaticamente i report fiscali per il Fisco italiano. Questi strumenti semplificano notevolmente il calcolo delle plusvalenze con metodo LIFO.Il Quadro W: Come Compilarlo per Crypto.comIl Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF (o 730) dedicata alla dichiarazione delle cripto-attività. Ha sostituito il vecchio Quadro RW dal 2023 (Legge di Bilancio 2023, L. 197/2022). Devi compilarlo anche se non hai realizzato plusvalenze, semplicemente perché detenevi criptovalute su Crypto.com durante il 2025 (obbligo di monitoraggio fiscale).Per una guida dettagliata sulla compilazione del Quadro W, ti rimandiamo al nostro articolo dedicato: Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF. Sezione I: Monitoraggio Fiscale (Obbligatorio per Tutti)La Sezione I del Quadro W serve a dichiarare il monitoraggio fiscale: devi indicare il valore delle cripto-attività detenute su Crypto.com al 31 dicembre 2025. Non si tratta di pagare tasse su questo valore, ma di comunicare al Fisco quante criptovalute possiedi.Colonna 1 (Codice Paese): SC per Crypto.com (sede alle Seychelles, codice SC. Verifica il codice corretto nella lista ufficiale AdE)Colonna 2 (Codice identificativo): il tuo indirizzo del wallet o l’ID account Crypto.comColonna 3 (Valore iniziale): valore delle cripto al 1° gennaio 2025 (o alla data di apertura del conto se hai iniziato nel 2025)Colonna 4 (Valore finale): valore delle cripto al 31 dicembre 2025Sezione II: IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività)La Sezione II del Quadro W è dedicata all’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività). Si tratta di un’imposta patrimoniale dello 0,2% (2 per mille) calcolata sul valore medio annuo delle criptovalute detenute su Crypto.com nel 2025.Facciamo un esempio pratico. Immagina che Mario abbia avuto le seguenti posizioni su Crypto.com nel 2025:Valore al 1° gennaio 2025: 5.000 euroValore al 31 dicembre 2025: 8.000 euroValore medio annuo: (5.000 + 8.000) / 2 = 6.500 euroIVCA dovuta: 6.500 x 0,2% = 13 euroCome vedi, l’IVCA è generalmente un importo modesto. L’errore comune è confonderla con l’aliquota sulle plusvalenze (26%): sono due imposte completamente diverse. L’IVCA si applica sul valore posseduto, non sui guadagni.Sezione III: Plusvalenze e Redditi da Cripto-AttivitàLa Sezione III del Quadro W riguarda le plusvalenze realizzate e gli altri redditi da cripto-attività (staking, earn, reward). Se nel 2025 hai venduto criptovalute con guadagno superiore a 2.000 euro in totale, devi compilare questa sezione e versare il 26% di imposta sostitutiva.Calcolo delle Plusvalenze con Metodo LIFO: Esempi PraticiIl metodo LIFO (Last In First Out) è il criterio ufficiale per il calcolo delle plusvalenze sulle criptovalute in Italia. Significa che quando vendi delle cripto, si considera che tu stia vendendo per prime quelle acquistate più di recente. Esempio 1: Caso Semplice (Una Sola Transazione)Giulia ha acquistato 0,5 Bitcoin su Crypto.com il 15 marzo 2025 a un prezzo di 50.000 euro per BTC, investendo quindi 25.000 euro. Il 10 settembre 2025 ha venduto i suoi 0,5 BTC a un prezzo di 70.000 euro per BTC, ricevendo 35.000 euro.Ricavo di vendita: 35.000 euroCosto di acquisto: 25.000 euroPlusvalenza: 10.000 euroTassa (26%): 2.600 euroPoiché la plusvalenza supera i 2.000 euro, Giulia deve dichiarare i 10.000 euro nel Quadro W e versare 2.600 euro di imposta sostitutiva.Esempio 2: Caso con Più Acquisti (LIFO in Azione)Marco ha effettuato tre acquisti di Ethereum su Crypto.com nel 2025:Acquisto 1 (gennaio 2025): 1 ETH a 2.800 euroAcquisto 2 (aprile 2025): 1 ETH a 3.200 euroAcquisto 3 (luglio 2025): 1 ETH a 3.500 euroA dicembre 2025 decide di vendere 1 ETH a 4.000 euro. Con il metodo LIFO, si considera venduto l’ETH acquistato per ultimo (luglio 2025 a 3.500 euro).Ricavo di vendita: 4.000 euroCosto LIFO (ultimo acquisto): 3.500 euroPlusvalenza: 500 euroIn questo caso, con il metodo LIFO la plusvalenza è di soli 500 euro (sotto la soglia di 2.000 euro), quindi Marco non paga tasse sulla vendita. Nota come con il metodo FIFO (primo acquistato primo venduto), la plusvalenza sarebbe stata di 1.200 euro (4.000 – 2.800). Il LIFO in questo caso è più favorevole perché l’acquisto più recente era a prezzo più alto.La Dichiarazione 730 o il Modello Redditi PF: Quale Scegliere?Se possiedi criptovalute, devi scegliere il modello di dichiarazione corretto:SituazioneModello correttoNoteSolo monitoraggio fiscale (IVCA, niente plusvalenze)Modello Redditi PF con Quadro WIl 730 tradizionale NON include il Quadro WPlusvalenze realizzate (vendite in utile)Modello Redditi PF con Quadro W Sezione IIIObbligatorio Modello Redditi PFDipendente/pensionato senza plusvalenze crypto, solo monitoraggio730 + Quadro W (730 con Quadro aggiuntivo)Verifica con il tuo CAFAttenzione: il modello 730 ordinario non include il Quadro W. Se devi dichiarare criptovalute, nella maggior parte dei casi dovrai presentare il Modello Redditi PF, più complesso del 730. Questo è uno dei motivi per cui molti possessori di crypto si rivolgono a un CAF o commercialista.Hai dubbi su quale modello scegliere? Il nostro articolo sul Quadro W nel Modello Redditi PF 2026 ti aiuta a orientarti con esempi pratici.Scadenze per la Dichiarazione Crypto.com 2026Ecco le scadenze principali per la dichiarazione dei redditi da Crypto.com (anno fiscale 2025):AdempimentoScadenza 2026Apertura 730 precompilato (solo lavoratori dipendenti/pensionati senza crypto)2 maggio 2026Invio Modello Redditi PF (con Quadro W)30 novembre 2026Versamento imposta sostitutiva (acconto)30 novembre 2026Versamento IVCA (con F24)30 giugno 2026 (acconto) + 30 novembre 2026 (saldo)Nota: le scadenze fiscali possono essere soggette a proroghe. Verifica sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate o consulta il tuo CAF per le date aggiornate. DAC8 e Crypto.com: Il Fisco Ti Vede GiàDal 2026 è operativa la Direttiva DAC8, che ha cambiato radicalmente il quadro dei controlli fiscali sulle criptovalute in Europa. Crypto.com, come tutti gli exchange che operano in Europa, deve ora comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate italiana i dati degli utenti residenti in Italia: saldi, operazioni, guadagni, prelievi.In pratica, l’Agenzia delle Entrate riceve da Crypto.com un report con tutti i tuoi movimenti, simile a quello che già riceve dalle banche italiane. Questo significa che non dichiarare diventa estremamente rischioso: il Fisco può incrociare i dati ricevuti dalla piattaforma con quelli della tua dichiarazione e individuare le omissioni.Per approfondire le implicazioni della DAC8, leggi il nostro articolo dedicato: DAC8 e Criptovalute 2026: Scambio Dati, Controlli Fiscali e Come Mettersi in Regola.Cosa Rischi se Non Dichiari i Redditi da Crypto.comLe sanzioni per chi non dichiara le criptovalute sono significative. Distinguiamo tra due tipi di violazioni: Sanzioni per Omesso Monitoraggio FiscaleSe detieni criptovalute ma non compili la sezione monitoraggio fiscale del Quadro W, rischi sanzioni che vanno dal 3% al 15% degli importi non dichiarati. Se le criptovalute sono detenute presso intermediari in paesi a fiscalità privilegiata (la lista nera dell’OCSE), le sanzioni possono raddoppiarsi.Sanzioni per Omessa Dichiarazione delle PlusvalenzeSe non dichiari le plusvalenze da Crypto.com superiori a 2.000 euro, all’imposta sostitutiva evasa del 26% si aggiunge una sanzione del 30% dell’imposta non versata più gli interessi legali. Se l’accertamento viene fatto entro 5 anni, potresti trovarti a pagare molto di più di quanto avresti pagato dichiarando regolarmente.Se invece sei in regola ma hai saltato anni precedenti, considera il ravvedimento operoso: presentando spontaneamente la dichiarazione omessa prima di ricevere un avviso dall’Agenzia delle Entrate, puoi beneficiare di sanzioni ridotte. Per tutti i dettagli, leggi la nostra guida su criptovalute non dichiarate, sanzioni e ravvedimento operoso.Come Si Paga l’Imposta sulle Cripto con il Modello F24Una volta calcolata l’imposta dovuta (sia l’IVCA dello 0,2% che l’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze), il pagamento avviene tramite modello F24, il classico strumento di pagamento delle tasse italiane.I codici tributo da utilizzare sono:Codice 1728: imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività (26%)Codice 1729: IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, 0,2%)Il modello F24 può essere compilato e pagato online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite il servizio di internet banking della tua banca. Se preferisci, puoi anche rivolgerti al nostro CAF che ti assiste nella compilazione e nel pagamento.Perché Affidarti al CAF per la Dichiarazione Crypto.comLa dichiarazione dei redditi da criptovalute è uno degli adempimenti fiscali più tecnici e in rapida evoluzione. Ogni anno cambiano le aliquote, i modelli, le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate e le regole europee (come la DAC8). Fare da soli è possibile, ma il rischio di commettere errori è elevato.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste cittadini italiani con le dichiarazioni crypto già dal 2022 e offre:Compilazione del Modello Redditi PF con Quadro WCalcolo delle plusvalenze con metodo LIFO a partire dal tuo report Crypto.comCalcolo dell’IVCA e dell’imposta sostitutivaCompilazione e invio del modello F24Assistenza in caso di accertamenti fiscaliConsulenza personalizzata per strategie di ottimizzazione fiscale nei limiti di leggePer prenotare una consulenza o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande Frequenti (FAQ)Devo dichiarare Crypto.com anche se non ho venduto niente?Sì. Anche se nel 2025 non hai venduto nessuna criptovaluta e non hai realizzato alcuna plusvalenza, se detenevi criptovalute su Crypto.com al 31 dicembre 2025, sei obbligato a compilare la sezione monitoraggio fiscale del Quadro W (Modello Redditi PF). In questo caso non pagherai l’imposta sulle plusvalenze, ma dovrai versare l’IVCA (0,2% sul valore medio delle cripto detenute).Qual è l’aliquota sulle plusvalenze da Crypto.com per il 2025?Per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione presentata nel 2026), l’aliquota è del 26%. Dal 2026 l’aliquota sale al 33% (Legge di Bilancio 2025). La soglia di esenzione rimane 2.000 euro: se le tue plusvalenze totali da cripto nel 2025 non superano questo importo, non paghi tasse.Cosa succede se ho perso denaro con Crypto.com nel 2025?Se hai realizzato minusvalenze (vendite in perdita) su Crypto.com nel 2025, queste possono essere portate in compensazione con le plusvalenze dello stesso anno. Se le minusvalenze superano le plusvalenze, il saldo negativo può essere riportato nei 4 anni successivi per compensare futuri guadagni. Anche in caso di perdite, l’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W resta.Il cashback in CRO della carta Crypto.com va dichiarato?Sì, i reward in CRO ricevuti come cashback sono considerati redditi al momento della ricezione e vanno dichiarati. Il valore da dichiarare è il controvalore in euro del CRO al momento in cui lo hai ricevuto. Se poi hai venduto il CRO ricevuto come cashback a un prezzo diverso, la differenza genera un’ulteriore plusvalenza o minusvalenza.Posso dedurre le commissioni pagate a Crypto.com?Le commissioni di trading pagate a Crypto.com per eseguire le operazioni di compravendita possono essere incluse nel costo fiscale delle cripto-attività, riducendo la plusvalenza tassabile. Per esempio, se hai pagato 50 euro di commissioni per acquistare Bitcoin, il tuo costo di acquisto è il prezzo pagato per il Bitcoin più i 50 euro di commissioni. Gli abbonamenti mensili alla piattaforma non sono generalmente deducibili come costo delle operazioni.Cosa si intende per NFT su Crypto.com ai fini fiscali?Gli NFT (Non Fungible Token) negoziati su Crypto.com sono trattati come cripto-attività dal 2023. Le plusvalenze da vendita di NFT superiori a 2.000 euro sono tassate al 26% (per il 2025) e vanno dichiarate nel Quadro W. Per una guida completa, leggi il nostro articolo: NFT e Tasse 2026: Come Dichiarare gli NFT nel Modello Redditi.Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 02:23:482026-06-28 00:18:04Dichiarazione Redditi Crypto.com 2026 (anno fiscale 2025): La Guida Completa
CAF, CRIPTOVALUTEMining Criptovalute 2026: Tassazione, Obblighi Fiscali e Come Dichiarare i ProventiIndice dei contenutiCos’è il Mining di CriptovaluteMining Occasionale vs Mining Professionale: Differenze FiscaliTassazione del Mining Occasionale nel 2026Mining come Attività d’Impresa: P.IVA e ContributiValore di Acquisizione delle Crypto MinateCome Dichiarare i Proventi da Mining nel 2026Cloud Mining: Inquadramento Fiscale e TassazioneCosti Deducibili per il Mining ProfessionaleObblighi IVA per il Mining di CriptovaluteDomande Frequenti sul Mining Criptovalute 2026Il mining criptovalute 2026 rappresenta una delle attività più dibattute dal punto di vista fiscale nel panorama delle cripto-attività. Minare Bitcoin o altre criptovalute significa utilizzare la potenza di calcolo del proprio computer (o di hardware specializzato) per validare le transazioni sulla blockchain e ricevere in cambio nuove monete digitali. Ma come si tassano questi proventi? E quali obblighi fiscali deve rispettare chi fa mining in Italia?Con la riforma della tassazione delle cripto-attività introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e le successive modifiche del 2025, il quadro normativo si è fatto più chiaro ma anche più complesso. L’aliquota sulle plusvalenze crypto è passata al 33% dal 2026, e chi si dedica al mining criptovalute 2026 deve conoscere le regole per evitare sanzioni. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto: dalla differenza tra mining occasionale e professionale, al valore di acquisizione delle crypto minate, fino alla compilazione del Quadro W e degli altri quadri dichiarativi.Cos’è il Mining di CriptovaluteIl mining di criptovalute è il processo attraverso il quale vengono create nuove unità di moneta digitale e, contemporaneamente, vengono validate le transazioni sulla rete blockchain. In termini semplici, il miner mette a disposizione la potenza di calcolo del proprio hardware per risolvere complessi problemi matematici: chi trova la soluzione per primo riceve una ricompensa in criptovaluta (il cosiddetto block reward).Il meccanismo più conosciuto è il Proof of Work (PoW), utilizzato da Bitcoin e da altre criptovalute. In questo sistema, i miner competono tra loro per aggiungere un nuovo blocco alla catena. La competizione richiede hardware sempre più potente e un consumo energetico significativo, motivo per cui il mining criptovalute 2026 è diventato un’attività che comporta costi rilevanti per energia elettrica e attrezzature.Esistono diverse modalità di mining:Mining individuale (solo mining): il miner opera in autonomia con il proprio hardware, come ASIC o GPU dedicateMining pool: più miner uniscono le proprie risorse di calcolo per aumentare le probabilità di trovare un blocco e dividono la ricompensaCloud mining: si acquista potenza di calcolo da un provider esterno che gestisce l’infrastruttura hardware, senza possedere fisicamente le macchineCiascuna di queste modalità ha implicazioni fiscali diverse, che analizzeremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. La distinzione fondamentale, dal punto di vista del fisco italiano, è tra chi fa mining come attività occasionale (hobby) e chi lo svolge come attività d’impresa in modo continuativo e organizzato. Mining Occasionale vs Mining Professionale: Differenze FiscaliLa prima domanda che ogni miner deve porsi riguarda la natura della propria attività. Il fisco italiano distingue nettamente tra due situazioni, e questa classificazione determina tutto il trattamento fiscale del mining criptovalute 2026.Mining occasionale (hobby): si configura quando una persona fisica mina criptovalute in modo saltuario, senza un’organizzazione imprenditoriale strutturata. In genere si tratta di chi utilizza il proprio computer di casa o un piccolo rig con poche schede video. Non c’è continuità sistematica, non ci sono dipendenti, e l’investimento in hardware è contenuto. In questo caso, le crypto minate non generano reddito al momento della creazione: il reddito imponibile si manifesta solo quando le criptovalute vengono vendute o scambiate, sotto forma di plusvalenze.Mining professionale (attività d’impresa): si configura quando l’attività è svolta in modo continuativo, organizzato e con investimenti significativi. Indicatori tipici sono: l’acquisto di hardware dedicato costoso (ASIC, farm di GPU), l’allestimento di locali appositi, il consumo energetico elevato, la presenza di personale, e l’intento di lucro sistematico. In questa ipotesi, il mining produce reddito d’impresa ed è necessario aprire partita IVA, iscriversi alla Camera di Commercio e versare i contributi INPS.La tabella seguente riassume le principali differenze:CaratteristicaMining OccasionaleMining ProfessionaleOrganizzazioneMinima, hardware personaleStrutturata, hardware dedicatoContinuitàSaltuariaSistematica e continuativaPartita IVANon necessariaObbligatoriaTipo di redditoRedditi diversi (plusvalenze)Reddito d’impresaMomento imposizioneAlla vendita/scambioAl momento del miningAliquota33% sulle plusvalenzeIRPEF progressiva + IRAPContributi INPSNoSì (Gestione Commercianti) Tassazione del Mining Occasionale nel 2026Per chi svolge mining criptovalute 2026 in modo occasionale, il trattamento fiscale segue le regole generali delle cripto-attività per le persone fisiche. Il principio fondamentale è che le criptovalute ottenute tramite mining non vengono tassate nel momento in cui vengono create, ma solo quando si realizza una plusvalenza attraverso la cessione o lo scambio.Quando il miner occasionale decide di vendere le crypto minate, la plusvalenza viene calcolata come differenza tra il corrispettivo percepito e il costo di acquisizione. Qui emerge una questione critica: qual è il costo di acquisizione di una criptovaluta che non è stata acquistata ma creata dal nulla? Questo aspetto, che approfondiremo nella sezione dedicata, è uno dei nodi più delicati della tassazione mining crypto.Dal 1 gennaio 2026, l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività è pari al 33% (in aumento rispetto al 26% degli anni precedenti). La plusvalenza è soggetta a imposta sostitutiva, ovvero una tassa unica che sostituisce l’IRPEF ordinaria su quei redditi specifici.I passaggi per la tassazione del mining occasionale sono:Mining: si ottengono criptovalute. Nessuna tassazione al momento della creazioneDetenzione: le crypto restano nel wallet. Obbligo di monitoraggio nel Quadro WVendita/Scambio: si calcola la plusvalenza (prezzo di vendita meno costo di acquisizione)Dichiarazione: la plusvalenza va indicata nel Quadro RT del Modello Redditi PF e si paga il 33%Un aspetto importante: le minusvalenze (perdite) possono essere compensate con le plusvalenze entro i 4 anni successivi. Questo significa che se in un anno il miner vende in perdita, può utilizzare quella perdita per ridurre le tasse sulle plusvalenze future. Per approfondire la gestione delle minusvalenze, consulta la nostra guida sugli errori nel Quadro RT. Mining come Attività d’Impresa: P.IVA e ContributiQuando il mining criptovalute 2026 viene svolto in forma organizzata e continuativa, il fisco lo classifica come attività d’impresa. Questo comporta una serie di obblighi significativamente più gravosi rispetto al mining occasionale, ma offre anche la possibilità di dedurre tutti i costi sostenuti per l’attività.Per avviare l’attività di mining professionale è necessario:Aprire la partita IVA con codice ATECO appropriato (tipicamente 62.09.09 – “Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie informatiche” oppure 63.11.19 – “Altre elaborazioni elettroniche di dati”)Iscriversi alla Camera di Commercio come ditta individuale o societàIscriversi alla Gestione Commercianti INPS per il versamento dei contributi previdenzialiTenere la contabilità (semplificata o ordinaria a seconda del fatturato)Emettere fattura in caso di cessione delle criptovalute a terzi nell’ambito dell’attivitàIl reddito da mining professionale viene tassato come reddito d’impresa, ovvero con le aliquote IRPEF progressive (dal 23% al 43%) più le addizionali regionali e comunali. A questo si aggiunge l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) con aliquota ordinaria del 3,9%.Una differenza cruciale rispetto al mining occasionale riguarda il momento dell’imposizione. Nel mining professionale, il reddito si genera al momento in cui le criptovalute vengono minate, non quando vengono vendute. Il valore delle crypto minate viene iscritto in bilancio al valore di mercato alla data del mining, e concorre a formare il reddito d’esercizio.Per quanto riguarda i contributi INPS, il miner professionista è tenuto a versare i contributi alla Gestione Commercianti. L’importo si calcola sul reddito d’impresa e comprende una quota fissa (circa 4.500 euro annui nel 2026, da versare indipendentemente dal reddito) più una quota variabile sul reddito eccedente il minimale. Questo aspetto rende il mining professionale conveniente solo quando i proventi superano significativamente i costi fissi.Chi ha un reddito d’impresa contenuto potrebbe valutare il regime forfettario, che prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) e la riduzione del 35% dei contributi INPS. Tuttavia, il regime forfettario ha limiti di ricavi (85.000 euro) e non consente la deduzione analitica dei costi, il che potrebbe non essere vantaggioso per un’attività ad alto consumo energetico come il mining. Valore di Acquisizione delle Crypto MinateUno degli aspetti più controversi della tassazione mining crypto riguarda la determinazione del valore di acquisizione delle criptovalute ottenute tramite mining. A differenza delle crypto acquistate su un exchange (dove il costo è il prezzo pagato), le crypto minate vengono create, e il loro costo di acquisizione non è immediatamente evidente.Esistono due approcci principali, e la scelta dipende dalla qualificazione dell’attività:Per il mining occasionale (persona fisica), l’orientamento prevalente è che il costo di acquisizione sia pari a zero o, al massimo, pari ai costi documentabili direttamente sostenuti per il mining (energia elettrica, quota di ammortamento dell’hardware). L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un chiarimento ufficiale specifico sul mining, ma la Circolare 30/E del 2023 stabilisce che per le cripto-attività ricevute a titolo gratuito (come le ricompense di staking) il costo è determinato dal valore normale al momento della ricezione. Per analogia, molti professionisti applicano lo stesso principio al mining.Per il mining professionale (reddito d’impresa), il valore delle criptovalute minate viene iscritto in bilancio al valore di mercato al momento del mining. Questo valore rappresenta sia il ricavo dell’attività sia il costo di acquisizione per future cessioni. I costi sostenuti (energia, hardware, manutenzione) vengono dedotti separatamente come costi d’esercizio.In pratica, per il miner occasionale conviene documentare accuratamente tutti i costi sostenuti (bollette elettriche proporzionate all’uso per mining, fatture di acquisto hardware) e il valore di mercato delle crypto al momento del mining. Questa documentazione sarà fondamentale in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si consiglia di conservare:Screenshot del wallet con data e ora di ricezione delle ricompenseRegistri di mining (log del software utilizzato)Prezzi di mercato alla data di ogni ricompensa ricevuta (da siti come CoinMarketCap o CoinGecko)Bollette dell’energia elettrica e calcolo della quota imputabile al miningFatture di acquisto dell’hardware utilizzato Come Dichiarare i Proventi da Mining nel 2026La dichiarazione dei proventi da mining criptovalute 2026 richiede la compilazione di diversi quadri del Modello Redditi PF. Il 730 ordinario non è sufficiente per chi ha cripto-attività da dichiarare, a meno che non si utilizzi il nuovo Quadro W introdotto nel 730/2026.Ecco i quadri da compilare per il mining occasionale:Quadro W (Monitoraggio fiscale): serve per dichiarare la detenzione delle criptovalute. Ogni crypto-attività detenuta al 31 dicembre va indicata con il valore di mercato a fine anno. Il Quadro W è obbligatorio anche se non si sono realizzate plusvalenze durante l’anno. Va indicato il controvalore in euro delle crypto possedute, specificando la tipologia di cripto-attività e l’intermediario (exchange) o il tipo di wallet utilizzato.Quadro RT (Plusvalenze): va compilato solo se durante l’anno si sono vendute o scambiate criptovalute realizzando plusvalenze o minusvalenze. Si indica il corrispettivo totale delle cessioni, il costo di acquisizione, e si calcola la plusvalenza netta su cui si applica l’imposta sostitutiva del 33%.Per il mining professionale, invece, i proventi vanno dichiarati nel:Quadro RF (Reddito d’impresa in contabilità ordinaria) o Quadro RG (contabilità semplificata): qui si dichiarano i ricavi dell’attività di mining e si deducono i costiQuadro RR: per il calcolo dei contributi INPS dovutiQuadro W: resta comunque obbligatorio per il monitoraggio delle cripto-attività detenutePer approfondire la compilazione del Quadro W e le novità del 2026, ti consigliamo la nostra guida completa al Quadro W del 730/2026. Se utilizzi exchange come Binance, consulta anche la guida alla dichiarazione redditi Binance 2026 per le istruzioni specifiche su come estrarre i dati necessari.Cloud Mining: Inquadramento Fiscale e TassazioneIl cloud mining rappresenta un caso particolare nel panorama del mining criptovalute 2026. In questa modalità, il contribuente non possiede fisicamente l’hardware di mining, ma acquista potenza di calcolo (hashrate) da un provider specializzato che gestisce l’infrastruttura in data center remoti.La questione fiscale centrale è: il cloud mining è un’attività di mining vera e propria o un contratto di investimento? La risposta ha conseguenze importanti sul trattamento fiscale.Se il cloud mining viene qualificato come investimento finanziario (il contribuente investe denaro e riceve periodicamente crypto come rendimento), i proventi potrebbero essere trattati come redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria, con tassazione al momento della percezione. In questa interpretazione, il “contratto di cloud mining” è assimilabile a un prodotto finanziario.Se invece viene qualificato come attività di mining (il contribuente noleggia hardware per svolgere mining), si applicano le stesse regole del mining diretto: tassazione delle plusvalenze alla vendita per l’attività occasionale, o reddito d’impresa per l’attività professionale.L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un’interpretazione ufficiale specifica sul cloud mining. In assenza di chiarimenti, l’approccio più prudente e condiviso dalla maggior parte dei professionisti fiscali è trattare il cloud mining come investimento in cripto-attività: le crypto ricevute vanno monitorate nel Quadro W, e le eventuali plusvalenze alla vendita sono tassate al 33%. I costi del contratto di cloud mining possono essere considerati come costo di acquisizione delle crypto ricevute. Costi Deducibili per il Mining ProfessionaleChi svolge il mining criptovalute 2026 come attività d’impresa può dedurre dal reddito tutti i costi inerenti all’attività. Questa è una delle poche consolazioni per chi affronta la tassazione progressiva IRPEF: a differenza del miner occasionale, il professionista può abbattere significativamente la base imponibile.I principali costi deducibili per il mining professionale sono:Hardware e attrezzature: l’acquisto di ASIC miner, schede video (GPU), alimentatori, sistemi di raffreddamento e altri componenti. Questi beni vengono ammortizzati secondo i coefficienti fiscali previsti (tipicamente 20% annuo per apparecchiature informatiche, con ammortamento completo in 5 anni). Se il costo unitario del bene è inferiore a 516,46 euro, è possibile la deduzione integrale nell’anno di acquisto.Energia elettrica: è generalmente la voce di costo più rilevante per un’attività di mining. Le bollette dell’energia sono integralmente deducibili se il locale è adibito esclusivamente al mining. Se il mining avviene in un locale ad uso promiscuo (ad esempio una stanza dell’abitazione), la deducibilità è limitata al 50%, salvo prova contraria con contatori separati.Gli altri costi deducibili comprendono:Connessione internet: canone mensile dell’abbonamento (al 50% se uso promiscuo)Affitto del locale: se si utilizza un locale dedicato al miningManutenzione e riparazioni: costi per la sostituzione di componenti, pulizia e manutenzione dell’hardwareSoftware e licenze: programmi di mining, monitoraggio e gestioneConsulenze professionali: commercialista, consulente fiscale, legaleAssicurazioni: polizze per l’attrezzatura e il localeFee delle mining pool: commissioni versate alla pool per la partecipazionePer massimizzare le deduzioni e gestire correttamente la contabilità dell’attività di mining, è fondamentale conservare tutta la documentazione: fatture, ricevute, contratti e registri di produzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assistere nella corretta impostazione della contabilità per un’attività di mining professionale.Obblighi IVA per il Mining di CriptovaluteLa questione dell’IVA sul mining di criptovalute è stata in parte chiarita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza Hedqvist (C-264/14), che ha stabilito che le operazioni di cambio tra valuta tradizionale e Bitcoin (e altre cripto) sono esenti da IVA ai sensi della direttiva IVA europea.Per quanto riguarda specificamente il mining, la situazione nel contesto del mining criptovalute 2026 è la seguente:Il mining puro non è soggetto a IVA. La ragione è che il miner non fornisce un servizio a un cliente identificabile: la ricompensa in criptovaluta viene dalla rete blockchain stessa, non da un committente specifico. Manca quindi il requisito del rapporto sinallagmatico (prestazione a fronte di un corrispettivo) necessario per l’applicazione dell’IVA.Tuttavia, ci sono delle eccezioni importanti:Servizi di mining per conto terzi: se il miner fornisce servizi di validazione o elaborazione a un cliente specifico dietro compenso, il servizio è soggetto a IVAVendita di hardware usato: la cessione di attrezzature di mining è soggetta a IVA con le regole ordinarieCloud mining come servizio: il provider di cloud mining che vende potenza di calcolo a clienti è soggetto a IVA sul corrispettivo del servizioPer il miner professionista con partita IVA, questo significa che le ricompense da mining non generano IVA a debito, ma i costi sostenuti (hardware, energia) hanno IVA a credito che potrebbe non essere detraibile in tutto o in parte, configurandosi un’attività esente. È un aspetto tecnico complesso che richiede l’assistenza di un professionista fiscale per la corretta gestione del pro-rata IVA. Domande Frequenti sul Mining Criptovalute 2026Devo pagare le tasse sulle crypto che mino se non le vendo?Se fai mining come hobby (attività occasionale), non devi pagare tasse sulle crypto che mino finché non le vendi o le scambi. Tuttavia, hai l’obbligo di dichiararle nel Quadro W della dichiarazione dei redditi, indicando il loro valore al 31 dicembre. Se invece fai mining come attività d’impresa, il reddito si tassa al momento del mining, indipendentemente dalla vendita.Quanto si paga di tasse sul mining nel 2026?Per il mining occasionale, si paga il 33% sulle plusvalenze realizzate quando si vendono le crypto minate. Per il mining professionale, si paga l’IRPEF progressiva (dal 23% al 43%) più i contributi INPS e l’IRAP. Chi opta per il regime forfettario paga il 15% di imposta sostitutiva (o 5% per i primi 5 anni).Serve la partita IVA per fare mining?Non serve la partita IVA se il mining è un’attività occasionale e non organizzata. Serve obbligatoriamente se il mining è svolto in modo continuativo, organizzato e con investimenti significativi in hardware e infrastrutture. La distinzione dipende da fattori come l’entità dell’investimento, la continuità dell’attività e l’organizzazione dei mezzi.Come calcolo il costo di acquisizione delle crypto minate?Per il mining occasionale, il costo di acquisizione può essere determinato in base ai costi documentabili sostenuti (energia, quota hardware) o, in alternativa, al valore di mercato al momento del mining. Per il mining professionale, il valore è quello di mercato alla data di creazione, iscritto in bilancio. È fondamentale conservare tutta la documentazione (log di mining, bollette, screenshot del wallet con date).Il cloud mining viene tassato diversamente dal mining diretto?Il cloud mining può essere trattato come un investimento finanziario (redditi diversi) o come attività di mining (stesse regole del mining diretto). L’approccio più prudente è trattarlo come investimento: le crypto ricevute vanno nel Quadro W, le plusvalenze alla vendita sono tassate al 33%, e i costi del contratto sono il costo di acquisizione delle crypto.Cosa rischio se non dichiaro i proventi da mining?La mancata dichiarazione delle cripto-attività comporta sanzioni severe: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati nel Quadro W per il monitoraggio fiscale, più sanzioni per l’omessa dichiarazione dei redditi (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta). In caso di importi rilevanti, si possono configurare anche reati penali (dichiarazione infedele o omessa). Conviene sempre regolarizzare la propria posizione.ConclusioneIl mining criptovalute 2026 è un’attività che richiede una pianificazione fiscale attenta. Che si tratti di mining occasionale tassato al 33% sulle plusvalenze o di mining professionale con partita IVA e obblighi contabili, è fondamentale conoscere le regole e rispettare gli adempimenti dichiarativi. Il Quadro W per il monitoraggio e il Quadro RT per le plusvalenze sono i due strumenti principali per il miner occasionale, mentre il professionista deve gestire una contabilità completa.La normativa sulle cripto-attività è in continua evoluzione, e aspetti come il valore di acquisizione delle crypto minate e il trattamento del cloud mining attendono ancora chiarimenti ufficiali dall’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti è la scelta migliore per evitare errori e sanzioni.Hai bisogno di assistenza per dichiarare i tuoi proventi da mining? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione dei redditi da criptovalute e può aiutarti a gestire tutti gli adempimenti fiscali legati al mining. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche scriverci a info@centrofiscale.com per una consulenza personalizzata. Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 14:00:002026-05-30 01:03:51Mining Criptovalute 2026: Tassazione, Obblighi Fiscali e Come Dichiarare i Proventi
CAF, CRIPTOVALUTEStaking Criptovalute 2026: Come Funziona la Tassazione dei Rendimenti Crypto in ItaliaStaking criptovalute 2026: come funziona la tassazione dei rendimenti crypto in Italia? Se possiedi Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute e stai guadagnando ricompense tramite staking, devi sapere che il fisco italiano considera questi rendimenti come redditi imponibili. Con l’aliquota al 33% introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, capire come dichiarare correttamente i proventi da staking criptovalute è diventato fondamentale per evitare sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sullo staking criptovalute 2026: cos’è, come vengono tassati i reward, quale modello dichiarativo usare (Quadro W e Quadro RT), e ti mostriamo un esempio pratico con il calcolo dell’imposta. Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale crypto, il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella tassazione criptovalute 2026 e può assisterti in ogni fase della dichiarazione. Indice dei contenutiCos’è lo Staking Crypto e Come FunzionaStaking, Lending e Liquidity Providing: le DifferenzeCome Viene Tassato lo Staking Criptovalute nel 2026Momento Imponibile e Valore di AcquisizioneCome Dichiarare lo Staking nel Modello Redditi PFEsempio Pratico: Staking ETH con Calcolo ImpostaSoglia 2.000 Euro e Rendimenti da StakingExchange e Report Fiscale per lo StakingDomande FrequentiAssistenza per la Dichiarazione CryptoCos’è lo Staking Crypto e Come FunzionaLo staking criptovalute è un meccanismo che permette di ottenere rendimenti passivi bloccando le proprie crypto a supporto di una blockchain che utilizza il protocollo Proof of Stake (PoS). In pratica, invece di lasciare le criptovalute ferme nel wallet senza produrre nulla, le “metti in staking” per contribuire alla validazione delle transazioni sulla rete. In cambio, ricevi delle ricompense (chiamate staking rewards) sotto forma di nuove unità della stessa criptovaluta.Il funzionamento è semplice: le blockchain Proof of Stake come Ethereum, Solana, Cardano e Polkadot non richiedono enormi consumi energetici come il mining di Bitcoin. Al contrario, selezionano i validatori in base alla quantità di crypto che hanno vincolato. Più token metti in staking, maggiore è la probabilità di essere selezionato come validatore e di ricevere reward.Esistono diverse modalità di staking criptovalute 2026:Staking diretto (nativo): blocchi i token direttamente sulla blockchain, diventando un validatore o delegando a uno. Richiede un importo minimo (ad esempio, 32 ETH per Ethereum)Staking tramite exchange: piattaforme come Binance, Coinbase e Kraken offrono servizi di staking semplificato, senza importi minimi elevatiLiquid staking: ricevi un token derivato (es. stETH per Ethereum) che rappresenta la tua posizione in staking, mantenendo la liquidità dei tuoi fondiStaking su DeFi: protocolli decentralizzati come Lido, Rocket Pool o Marinade offrono staking con rendimenti variabiliI rendimenti da staking variano in base alla criptovaluta e alla piattaforma utilizzata. Nel 2026, le percentuali annue (APY) si aggirano mediamente tra il 3% e il 12%, con alcune altcoin che offrono rendimenti ancora superiori ma con rischi maggiori. Staking, Lending e Liquidity Providing: le DifferenzeQuando si parla di rendimenti crypto, è importante distinguere tra tre attività diverse che, pur generando tutte dei proventi, hanno caratteristiche e trattamenti fiscali differenti. Vediamo nel dettaglio le differenze per capire come ciascuna impatta sulla tua dichiarazione dei redditi.Lo staking, come abbiamo visto, consiste nel bloccare le proprie criptovalute per partecipare alla validazione delle transazioni su una blockchain Proof of Stake. I reward vengono generati dal protocollo stesso e sono proporzionali alla quantità vincolata. Dal punto di vista fiscale, i rendimenti da staking criptovalute 2026 sono classificati come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies) del TUIR.Il lending crypto (prestito di criptovalute) funziona in modo diverso: presti le tue crypto a una piattaforma o a un altro utente e ricevi in cambio un interesse. Piattaforme centralizzate e protocolli DeFi come Aave o Compound offrono questo servizio. I proventi da lending, secondo l’interpretazione prevalente, rientrano anch’essi tra i redditi diversi di natura finanziaria, tassati con la stessa aliquota dello staking.Il liquidity providing consiste nel depositare coppie di token in un pool di liquidità (ad esempio su Uniswap o PancakeSwap) per facilitare gli scambi decentralizzati. In cambio ricevi una quota delle commissioni di trading. Questa attività presenta una complessità fiscale maggiore perché, oltre ai rendimenti, si verifica il fenomeno dell’impermanent loss (perdita temporanea), che rende più difficile il calcolo delle plusvalenze crypto.In sintesi, ecco un confronto rapido:AttivitàMeccanismoClassificazione fiscaleComplessità dichiarativaStakingBlocco token per validazioneRedditi diversi (art. 67 TUIR)MediaLendingPrestito crypto con interesseRedditi diversi (art. 67 TUIR)MediaLiquidity ProvidingDeposito in pool di liquiditàRedditi diversi + impermanent lossAltaQualunque sia l’attività che svolgi, i rendimenti vanno dichiarati. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a classificare correttamente ogni tipo di provento e a compilare la dichiarazione senza errori. Come Viene Tassato lo Staking Criptovalute nel 2026La tassazione staking criptovalute 2026 segue le regole introdotte dalla riforma fiscale delle cripto-attività. I rendimenti da staking sono considerati redditi diversi di natura finanziaria e vengono tassati con l’imposta sostitutiva. Ma qual è l’aliquota applicabile?Con la Legge di Bilancio 2026, l’aliquota sulle plusvalenze da criptovalute è passata dal 26% al 33%. Questa aliquota si applica anche ai rendimenti derivanti da staking, lending e altre attività che generano proventi da cripto-attività. In pratica, se durante l’anno fiscale 2025 hai maturato reward dallo staking, dovrai versare il 33% di imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate.È fondamentale capire un aspetto chiave: lo staking criptovalute genera un doppio evento fiscale:Al momento della percezione del reward: ricevi nuovi token. Il loro valore in euro al momento dell’accredito diventa il tuo costo di acquisizione (o “prezzo di carico”)Al momento della vendita o conversione: quando vendi o converti quei token in euro o in un’altra crypto, la differenza tra il prezzo di vendita e il costo di acquisizione costituisce la plusvalenza tassabile al 33%Questa distinzione è cruciale perché il semplice accredito dei reward nel wallet non genera di per sé una plusvalenza: stabilisce solo il valore di carico. La tassazione vera e propria scatta quando realizzi il guadagno, cioè quando vendi o scambi i token ricevuti come reward. Momento Imponibile e Valore di Acquisizione nello StakingUno degli aspetti più delicati della tassazione staking crypto riguarda la determinazione del momento imponibile e del valore di acquisizione dei token ricevuti come reward. Capire bene questi concetti è essenziale per calcolare correttamente le imposte dovute.Il momento della percezione coincide con l’istante in cui i reward da staking vengono accreditati nel tuo wallet o nel tuo account sull’exchange. In quel preciso momento, il valore di mercato dei token ricevuti in euro diventa il loro costo di acquisizione ai fini fiscali. Supponiamo che il 15 marzo 2025 ricevi 0,05 ETH come reward di staking e che in quel momento Ethereum vale 3.200 euro: il tuo costo di acquisizione per quei 0,05 ETH sarà di 160 euro.Questo valore è importante perché, quando successivamente venderai o scambierai quei 0,05 ETH, la plusvalenza sarà calcolata come differenza tra il prezzo di vendita e i 160 euro di costo di acquisizione. Se li vendi quando ETH vale 4.000 euro, riceverai 200 euro e la plusvalenza sarà di 40 euro (200 – 160), su cui pagherai il 33% di imposta.Per determinare correttamente il valore di mercato al momento della percezione, puoi utilizzare:Il prezzo riportato dall’exchange al momento dell’accredito (la fonte più semplice e documentabile)Piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko, che registrano i prezzi storiciIl report fiscale dell’exchange, che spesso include già il controvalore in euroUn aspetto da non sottovalutare: se ricevi reward di staking con frequenza giornaliera (come accade su molte piattaforme), avrai potenzialmente 365 eventi di acquisizione in un anno, ciascuno con un valore di mercato diverso. Questo rende la gestione contabile particolarmente complessa e rende quasi indispensabile l’utilizzo di un software di tracciamento o il supporto di un professionista. Come Dichiarare lo Staking nel Modello Redditi PFPer dichiarare correttamente i rendimenti da staking criptovalute 2026, devi utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Non è possibile utilizzare il 730 per le criptovalute se hai plusvalenze da staking da dichiarare. Vediamo quali quadri compilare.Quadro W: Monitoraggio delle Cripto-attivitàIl Quadro W (che ha sostituito il vecchio Quadro RW) serve per il monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute. Qui devi indicare il valore delle criptovalute possedute al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno fiscale, incluse quelle in staking. Il Quadro W è obbligatorio per tutte le cripto-attività, indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato o meno delle plusvalenze.Nel Quadro W devi riportare:Colonna 1: codice identificativo della cripto-attivitàColonna 3: valore iniziale (1° gennaio)Colonna 4: valore finale (31 dicembre)Sezione IVAFE: l’imposta sul valore delle cripto-attività è pari allo 0,2% annuo sul valore di mercatoI token ricevuti come reward di staking durante l’anno vanno inclusi nel valore al 31 dicembre, aumentando quindi la base imponibile IVAFE.Quadro RT: Plusvalenze da Cripto-attivitàIl Quadro RT è dove dichiari le plusvalenze realizzate dalla vendita o conversione delle criptovalute, inclusi i token ottenuti da staking. Qui indicherai:Corrispettivi: il totale dei ricavi dalle vendite/conversioni di crypto nell’annoCosto di acquisizione: il valore di carico dei token al momento della percezione (per i reward di staking) o dell’acquistoPlusvalenza netta: la differenza tra corrispettivi e costo, su cui si applica l’aliquota del 33%La compilazione corretta del Modello Redditi PF con Quadro W e Quadro RT richiede precisione e competenza. Un errore nella determinazione del costo di acquisizione o nella classificazione dei redditi può comportare sanzioni significative. Il CAF Centro Fiscale di Udine dispone di operatori specializzati in dichiarazioni crypto che possono gestire la tua pratica dall’inizio alla fine. Esempio Pratico: Staking ETH con Calcolo ImpostaVediamo un esempio pratico di staking criptovalute 2026 per capire concretamente come funziona il calcolo dell’imposta. Supponiamo che Marco abbia messo in staking 10 ETH su Coinbase a partire da gennaio 2025, con un rendimento annuo (APY) del 4%.Fase 1: Accredito dei RewardDurante il 2025, Marco riceve complessivamente 0,4 ETH come reward di staking. Ipotizziamo che il prezzo medio di Ethereum al momento dei vari accrediti sia stato di 3.500 euro. Il valore di acquisizione dei reward è quindi:0,4 ETH x 3.500 euro = 1.400 euro (costo di acquisizione dei reward)Fase 2: Vendita dei RewardA novembre 2025, Marco decide di vendere i suoi 0,4 ETH di reward quando il prezzo di Ethereum è salito a 4.200 euro. Il ricavo dalla vendita è:0,4 ETH x 4.200 euro = 1.680 euro (corrispettivo di vendita)Fase 3: Calcolo della Plusvalenza e ImpostaLa plusvalenza è la differenza tra corrispettivo e costo di acquisizione:1.680 – 1.400 = 280 euro (plusvalenza netta)L’imposta sostitutiva al 33% sulla plusvalenza è:280 x 33% = 92,40 euro (imposta dovuta)Riepilogo dell’EsempioVoceImportoETH in staking10 ETHReward ricevuti (APY 4%)0,4 ETHValore acquisizione reward1.400 euroCorrispettivo vendita reward1.680 euroPlusvalenza280 euroImposta 33%92,40 euroInoltre, Marco dovrà pagare l’IVAFE dello 0,2% sul valore totale delle cripto-attività detenute al 31 dicembre 2025, calcolata nel Quadro W. Considerando i 10 ETH iniziali più i reward, se il valore totale al 31 dicembre fosse di circa 43.680 euro, l’IVAFE sarebbe di circa 87,36 euro.Soglia 2.000 Euro e Rendimenti da StakingUna delle domande più frequenti sulla tassazione staking criptovalute 2026 riguarda la soglia di 2.000 euro. La normativa prevede infatti che le plusvalenze da cripto-attività inferiori a 2.000 euro nell’anno fiscale non siano soggette a tassazione. Ma come funziona questa soglia in relazione ai rendimenti da staking?La soglia di 2.000 euro si applica alle plusvalenze complessive realizzate nell’anno da tutte le operazioni su cripto-attività: vendite, conversioni, permute e anche vendita dei token ottenuti da staking. Questo significa che i rendimenti da staking contribuiscono al raggiungimento della soglia.Facciamo un esempio concreto per chiarire:Plusvalenza dalla vendita di Bitcoin: 1.200 euroPlusvalenza dalla vendita di reward da staking ETH: 600 euroTotale plusvalenze: 1.800 euro → sotto la soglia di 2.000 euro, nessuna imposta dovutaSe invece il totale superasse i 2.000 euro, l’intera plusvalenza sarebbe tassata (non solo la parte eccedente). Ad esempio, con plusvalenze totali di 2.500 euro, pagheresti il 33% su tutti i 2.500 euro, non solo sui 500 euro eccedenti.Attenzione: la soglia di 2.000 euro riguarda solo le plusvalenze, cioè i guadagni effettivamente realizzati dalla vendita. L’obbligo di monitoraggio nel Quadro W e il pagamento dell’IVAFE restano comunque dovuti, anche se non hai realizzato alcuna plusvalenza. Il semplice possesso di criptovalute, anche quelle in staking, va sempre dichiarato. Exchange e Report Fiscale per lo StakingPer dichiarare correttamente i rendimenti da staking criptovalute 2026, è fondamentale avere una documentazione precisa di tutte le operazioni. Molti exchange offrono strumenti per generare report fiscali che semplificano notevolmente il lavoro dichiarativo. Vediamo quali piattaforme offrono i migliori strumenti.Binance è uno degli exchange più utilizzati in Italia e offre un servizio di report fiscale dedicato. Nella sezione “Tax” del tuo account puoi scaricare un riepilogo completo che include tutte le transazioni di staking, con il controvalore in euro al momento di ogni accredito. Binance collabora anche con piattaforme di terze parti come Koinly e CoinTracker per generare report conformi alla normativa italiana.Coinbase mette a disposizione una sezione “Taxes” dove puoi generare un riepilogo delle tue attività, incluso lo staking. Il report include i reward ricevuti, le date di accredito e il valore in euro. Coinbase è particolarmente apprezzato per la chiarezza dei suoi report, che facilitano la compilazione del Modello Redditi PF.Kraken offre un report dettagliato delle operazioni di staking nella sezione “History” dell’account. Puoi esportare i dati in formato CSV per importarli in software di calcolo fiscale. Crypto.com fornisce un servizio simile con report scaricabili in diversi formati.Per chi utilizza wallet decentralizzati (MetaMask, Ledger) o protocolli DeFi, la situazione è più complessa perché non esiste un report fiscale automatico. In questi casi è consigliabile utilizzare software specializzati come:Koinly: supporta oltre 350 exchange e blockchain, genera report fiscali specifici per l’ItaliaCoinTracker: traccia automaticamente le transazioni on-chain e genera un riepilogo fiscaleCryptoTaxCalculator: software specializzato con supporto per DeFi e staking su protocolli decentralizzatiQualunque strumento tu utilizzi, è fondamentale conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni. Il CAF Centro Fiscale può verificare la correttezza dei report generati dagli exchange e integrarli nella tua dichiarazione dei redditi crypto.Domande Frequenti sullo Staking Criptovalute 2026Lo staking di criptovalute va dichiarato anche se non vendo i reward?Sì, il possesso di criptovalute in staking va sempre dichiarato nel Quadro W del Modello Redditi PF, anche se non hai venduto nulla. I reward accreditati aumentano il valore del tuo portafoglio e vanno inclusi nel calcolo al 31 dicembre. L’IVAFE dello 0,2% è dovuta sul valore complessivo. La plusvalenza, invece, si tassa solo quando vendi o converti i token.Qual è l’aliquota sullo staking crypto nel 2026?L’aliquota sulle plusvalenze da staking criptovalute 2026 è del 33%, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Questa aliquota si applica alla differenza tra il corrispettivo di vendita dei token ottenuti come reward e il loro valore di acquisizione al momento dell’accredito.Come si calcola il valore di acquisizione dei reward da staking?Il valore di acquisizione dei reward corrisponde al prezzo di mercato in euro della criptovaluta nel momento esatto in cui i reward vengono accreditati nel tuo wallet o account. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange o il valore su CoinMarketCap alla data dell’accredito.I rendimenti da staking contribuiscono alla soglia di 2.000 euro?Sì, le plusvalenze derivanti dalla vendita di token ottenuti tramite staking si sommano a tutte le altre plusvalenze crypto dell’anno. Se il totale complessivo supera la soglia di 2.000 euro, l’intera somma è soggetta a tassazione al 33%. Se resta sotto i 2.000 euro, non è dovuta alcuna imposta sulle plusvalenze (ma l’IVAFE è sempre dovuta).Posso compensare le perdite da staking con le plusvalenze?Sì, le minusvalenze realizzate dalla vendita di token (inclusi quelli ottenuti da staking) possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno o dei 4 anni successivi. Ad esempio, se hai venduto reward da staking in perdita, puoi utilizzare quella minusvalenza per ridurre le plusvalenze future. Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione Crypto?La tassazione dello staking criptovalute 2026 presenta complessità che richiedono competenze specifiche: dalla determinazione del valore di acquisizione dei reward, alla compilazione corretta del Quadro W e del Quadro RT, fino al calcolo dell’IVAFE. Un errore nella dichiarazione può comportare sanzioni anche pesanti da parte dell’Agenzia delle Entrate.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella tassazione delle criptovalute e offre un servizio dedicato per chi fa staking, lending o trading crypto. I nostri operatori analizzano i report degli exchange, calcolano le plusvalenze e compilano la dichiarazione per te, garantendo la conformità con la normativa vigente.Non rischiare errori nella dichiarazione crypto: affidati a professionisti che conoscono la materia. Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sulla tua situazione fiscale legata alle criptovalute.Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.comMaggio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-18 14:00:002026-05-30 01:04:18Staking Criptovalute 2026: Come Funziona la Tassazione dei Rendimenti Crypto in Italia
CAF, CRIPTOVALUTEQuadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi PraticiIl Quadro W criptovalute 2026 è il modulo obbligatorio del Modello Redditi PF attraverso il quale ogni residente fiscale italiano deve dichiarare il possesso di Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altra cripto-attività. Se possiedi criptovalute su exchange come Binance, Coinbase o Kraken, oppure in un wallet personale, sei tenuto a compilare questa sezione per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) pari allo 0,2%.A partire dal periodo d’imposta 2023, il legislatore ha introdotto il Quadro W in sostituzione del vecchio Quadro RW specificamente per le cripto-attività, semplificando la struttura ma rendendo più stringenti gli obblighi dichiarativi. Con l’aliquota sulle plusvalenze salita al 33% dal 2026, compilare correttamente il quadro W criptovalute 2026 è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa.In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro W nel Modello Redditi PF 2026, con esempi pratici con numeri reali, il calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e tutti gli errori da evitare. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione. Indice dei contenutiCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteChi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWQuali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoCome Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletEsempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Calcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoCrypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareScadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteCos’è il Quadro W e Perché è Obbligatorio per le CriptovaluteIl Quadro W è la sezione del Modello Redditi PF dedicata al monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute da persone fisiche residenti in Italia. Questo quadro assolve una duplice funzione: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di monitorare le attività in criptovalute possedute dai contribuenti italiani, dall’altro serve come base per il calcolo dell’IVCA, l’imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle crypto.L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 nasce dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), che ha introdotto per la prima volta un quadro fiscale specifico per le cripto-attività, separandole dagli altri investimenti esteri che continuano a essere dichiarati nel Quadro RW. Questa scelta del legislatore riflette la crescente importanza del fenomeno crypto e la necessità di un monitoraggio dedicato.In termini pratici, il Quadro W funziona come una sorta di “fotografia” del tuo portafoglio crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Devi indicare il valore iniziale (quanto valevano le tue crypto all’inizio dell’anno) e il valore finale (quanto valevano alla fine dell’anno). Su quest’ultimo importo si calcola poi l’imposta IVCA.È importante capire che l’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o perdite. Anche se non hai venduto nulla e il valore delle tue crypto è diminuito, devi comunque compilare il Quadro W. L’unica esenzione riguarda chi non ha mai detenuto cripto-attività durante l’anno d’imposta. Chi Deve Compilare il Quadro W per le Criptovalute nel 2026L’obbligo di compilazione del quadro W criptovalute 2026 riguarda tutti i residenti fiscali italiani che, nel corso del 2025 (anno d’imposta di riferimento), hanno detenuto cripto-attività in qualsiasi forma. Non esiste una soglia minima al di sotto della quale l’obbligo viene meno: anche chi possiede pochi euro in Bitcoin deve dichiararlo.Soggetti obbligati alla compilazioneI soggetti tenuti alla compilazione includono chi detiene criptovalute su exchange centralizzati come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com, Bitpanda e simili, chi possiede crypto in wallet non custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet), chi ha token DeFi depositati in protocolli di finanza decentralizzata come staking, lending o liquidity pool, chi possiede NFT (Non-Fungible Token) con valore economico e chi ha ricevuto criptovalute in regalo, airdrop o mining.Un aspetto fondamentale da sottolineare: l’obbligo riguarda la residenza fiscale, non la cittadinanza. Anche uno straniero residente in Italia deve compilare il quadro W criptovalute 2026. Allo stesso modo, un italiano residente all’estero (iscritto AIRE) non è tenuto a questo adempimento in Italia, ma dovrà verificare le regole fiscali del proprio Paese di residenza.La differenza rispetto al 730 è importante: il Quadro W esiste solo nel Modello Redditi PF, quindi chi normalmente presenta il 730 dovrà predisporre anche il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W, oppure optare direttamente per il Modello Redditi PF completo. Dal 2024, il Quadro W è stato introdotto anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per la dichiarazione completa delle cripto-attività con calcolo plusvalenze, resta consigliato il Modello Redditi PF. Differenza tra Quadro W e Vecchio Quadro RWPrima del 2023, le criptovalute venivano dichiarate nel Quadro RW, lo stesso utilizzato per conti correnti esteri, immobili all’estero e investimenti finanziari detenuti fuori dall’Italia. Il Quadro W rappresenta l’evoluzione specifica per le cripto-attività e presenta diverse differenze sostanziali rispetto al precedente sistema.La prima grande differenza riguarda la collocazione: il Quadro RW continua a esistere per gli altri investimenti esteri (conti correnti esteri, immobili, partecipazioni), mentre il Quadro W è riservato esclusivamente alle cripto-attività. Questa separazione permette un monitoraggio più preciso e specifico.La seconda differenza riguarda l’imposta applicata. Nel Quadro RW si calcola l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) con aliquota del 0,2%. Nel Quadro W si calcola l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), anch’essa allo 0,2%, ma con regole di calcolo specifiche per le crypto.La terza differenza è il codice identificativo: nel Quadro RW le criptovalute usavano il codice generico 14, ora nel Quadro W il codice investimento 14 è dedicato specificamente alle cripto-attività con una classificazione più dettagliata.Infine, il Quadro W prevede una sezione specifica per le plusvalenze (la sezione II), che nel vecchio sistema richiedeva la compilazione separata del Quadro RT. Oggi, con il Quadro W del Modello Redditi PF, hai tutto in un unico modulo: monitoraggio, IVCA e tassazione delle plusvalenze. Quali Dati Inserire nel Quadro W per le CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 richiede l’inserimento di dati precisi per ogni posizione in cripto-attività che detieni. Vediamo campo per campo cosa devi indicare nel modulo.Sezione I: Monitoraggio fiscale e IVCANella Sezione I del Quadro W devi indicare i seguenti dati per ciascuna cripto-attività detenuta:Codice investimento: inserisci il codice 14, che identifica le cripto-attivitàTipo di operazione: codice 1 se la posizione è stata mantenuta per tutto l’anno, 2 se è stata aperta durante l’anno, 3 se è stata chiusa, 4 se è stata sia aperta che chiusa nello stesso annoValore iniziale (colonna 7): il controvalore in euro delle cripto-attività al 1° gennaio 2025 (o alla data di acquisto se successiva)Valore finale (colonna 8): il controvalore in euro al 31 dicembre 2025 (o alla data di cessione se precedente)Giorni di possesso (colonna 6): il numero di giorni in cui hai detenuto le cripto-attività durante l’anno (massimo 365)Stato estero: indicare il codice dello Stato in cui ha sede l’exchange o, per i wallet decentralizzati, non compilare questo campoIl valore in euro si determina utilizzando il cambio rilevato sul sito dell’exchange dove sono detenute le crypto, oppure su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko alla data di riferimento.Sezione II: Plusvalenze e minusvalenzeLa Sezione II del Quadro W serve per dichiarare le plusvalenze (guadagni) e le minusvalenze (perdite) realizzate durante l’anno dalla vendita o conversione di cripto-attività. Qui devi indicare:Corrispettivo di cessione: quanto hai incassato (in euro) dalla vendita delle cryptoCosto di acquisto: quanto avevi pagato (in euro) per acquistare le crypto vendutePlusvalenza o minusvalenza: la differenza tra corrispettivo e costoImposta sostitutiva: il 33% calcolato sulla plusvalenza nettaRicorda che le plusvalenze sono tassabili solo se realizzate, cioè solo se hai effettivamente venduto, scambiato o convertito le cripto-attività. Il semplice aumento di valore senza vendita (plusvalenza latente) non genera obbligo fiscale nella Sezione II, ma il valore finale va comunque indicato nella Sezione I per il calcolo dell’IVCA. Come Recuperare i Dati dagli Exchange e WalletUno degli aspetti più impegnativi nella compilazione del quadro W criptovalute 2026 è la raccolta dei dati necessari. Ogni exchange e wallet ha le proprie modalità per esportare le informazioni fiscali. Ecco come procedere per le piattaforme più utilizzate in Italia.Dati da BinanceSu Binance, accedi alla sezione “Tax Report” o “Report Fiscale” disponibile nel menu utente. La piattaforma permette di scaricare il report delle transazioni annuali in formato CSV. Per il Quadro W ti servono in particolare il saldo totale del portafoglio al 1° gennaio 2025 e al 31 dicembre 2025, convertito in euro al cambio del giorno. Binance offre anche un report specifico con i guadagni e le perdite realizzati durante l’anno. In alternativa, puoi scaricare lo storico completo delle transazioni dalla sezione “Ordini” > “Storico transazioni” e calcolare i valori manualmente o tramite software dedicati.Dati da CoinbaseCoinbase mette a disposizione un report fiscale nella sezione “Imposte” (Taxes) del profilo. Puoi generare un report con tutte le transazioni dell’anno, i guadagni realizzati e i saldi a inizio e fine periodo. Coinbase fornisce anche un documento riepilogativo in formato PDF che può essere utilizzato come base per la compilazione del Quadro W. I valori sono già convertiti nella valuta del tuo account.Dati da KrakenSu Kraken, vai nella sezione “History” > “Export” per scaricare lo storico completo delle operazioni. Kraken offre anche un report fiscale specifico nella sezione “Tax Documents”. Per il Quadro W, scarica il report dei saldi (Balances) alle date del 1° gennaio e 31 dicembre, e il report delle operazioni (Trades) per calcolare le plusvalenze.Wallet non custodial e DeFiPer i wallet non custodial come MetaMask, Ledger o Trezor, la raccolta dati è più complessa perché non esiste un report automatico. Devi ricostruire manualmente i saldi e le transazioni. Puoi utilizzare gli explorer blockchain come Etherscan (per Ethereum) o Blockchain.com (per Bitcoin) inserendo il tuo indirizzo pubblico per verificare i saldi alle date rilevanti.Per le posizioni in DeFi (staking, lending, liquidity pool), devi considerare anche i rendimenti maturati come reddito e il valore complessivo delle posizioni aperte. Software come Koinly, CoinTracking o CryptoTaxCalculator possono aiutare ad aggregare i dati da più fonti.Data la complessità di questa operazione, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specifica per la raccolta e la riconciliazione dei dati da più exchange e wallet. Esempio Pratico di Compilazione del Quadro W Criptovalute 2026Vediamo un esempio pratico di compilazione del quadro W criptovalute 2026 con numeri reali, per capire concretamente come procedere. Prendiamo il caso di Marco, un lavoratore dipendente di Udine che possiede criptovalute su Binance.Il portafoglio crypto di MarcoMarco ha acquistato nel 2024 le seguenti criptovalute su Binance:0,15 Bitcoin (BTC) acquistati a ottobre 2024 per 5.400 euro2 Ethereum (ETH) acquistati a novembre 2024 per 4.800 euro1.000 USDT (stablecoin) acquistati a dicembre 2024 per 920 euroInvestimento totale: 11.120 euroAl 1° gennaio 2025, il portafoglio di Marco valeva:0,15 BTC x 40.200 euro/BTC = 6.030 euro2 ETH x 2.350 euro/ETH = 4.700 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 1° gennaio 2025: 11.650 euroDurante il 2025, Marco ha venduto 0,05 BTC a giugno 2025 per 3.850 euro (prezzo BTC a quel momento: 77.000 euro). Non ha fatto altre operazioni.Al 31 dicembre 2025, il portafoglio residuo valeva:0,10 BTC x 93.500 euro/BTC = 9.350 euro2 ETH x 3.400 euro/ETH = 6.800 euro1.000 USDT = 920 euroTotale al 31 dicembre 2025: 17.070 euroCompilazione Sezione I del Quadro WMarco compila la Sezione I del Quadro W così:Rigo W1 (posizione complessiva crypto):Codice investimento: 14 (cripto-attività)Tipo operazione: 1 (posizione mantenuta tutto l’anno)Giorni di possesso: 365Valore iniziale: 11.650 euroValore finale: 17.070 euroCalcolo IVCA:Base imponibile = valore finale = 17.070 euroIVCA = 17.070 x 0,2% = 34,14 euroIVCA dovuta (arrotondata): 34 euroMarco dovrà versare 34 euro di IVCA tramite il codice tributo 1727 nel modello F24, entro la scadenza del 30 novembre 2026.Compilazione Sezione II: Plusvalenza sulla venditaMarco ha venduto 0,05 BTC durante il 2025. Deve calcolare la plusvalenza:Corrispettivo di cessione: 3.850 euro (quanto ha incassato dalla vendita)Costo di acquisto proporzionale: Marco aveva acquistato 0,15 BTC a 5.400 euro, quindi il costo di 0,05 BTC è 5.400 / 3 = 1.800 euroPlusvalenza realizzata: 3.850 – 1.800 = 2.050 euroImposta sostitutiva al 33%: 2.050 x 33% = 676,50 euro, arrotondati a 677 euroMarco compila la Sezione II indicando:Corrispettivo: 3.850 euroCosto: 1.800 euroPlusvalenza: 2.050 euroImposta sostitutiva: 677 euroTotale imposte crypto di Marco per il 2025:IVCA: 34 euroImposta sostitutiva plusvalenze: 677 euroTotale: 711 euroCalcolo IVCA: l’Imposta sulle Cripto-Attività dello 0,2%L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è l’equivalente dell’IVAFE ma applicata specificamente alle cripto-attività. Si tratta di un’imposta patrimoniale che si calcola sul valore delle crypto detenute al 31 dicembre di ogni anno, con aliquota dello 0,2%.Il calcolo dell’IVCA nel quadro W criptovalute 2026 segue regole precise. La base imponibile è il valore di mercato in euro delle cripto-attività al 31 dicembre 2025. Se hai detenuto le crypto per un periodo inferiore all’anno intero, l’imposta viene rapportata ai giorni effettivi di possesso (ad esempio, se hai acquistato crypto il 1° luglio, paghi l’IVCA solo per 184 giorni su 365).La formula di calcolo è la seguente: IVCA = Valore al 31/12 x 0,2% x (giorni di possesso / 365). Per chi ha detenuto le crypto per tutto l’anno, il calcolo si semplifica a Valore al 31/12 x 0,2%.Esistono alcune casistiche particolari da considerare. Se durante l’anno hai acquistato ulteriori crypto, devi ricalcolare il valore iniziale considerando i nuovi acquisti. Se hai venduto parte delle crypto, il valore finale sarà inferiore e l’IVCA si calcolerà solo sul valore residuo al 31 dicembre.L’IVCA si versa tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo 1727 per il saldo e il codice tributo 1728 per l’acconto. Il versamento segue le stesse scadenze del Modello Redditi PF: saldo entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e acconti a giugno e novembre.Per importi inferiori a 12 euro, l’IVCA non è dovuta. Questa franchigia riguarda chi possiede piccole quantità di criptovalute con un controvalore modesto.Calcolo Plusvalenze e Imposta Sostitutiva al 33%Dal 2026, le plusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, aumentata rispetto al precedente 26%. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha un impatto significativo sulla tassazione dei guadagni in criptovalute.La plusvalenza si realizza quando vendi, scambi o converti cripto-attività ricavando più di quanto hai speso per acquistarle. Il calcolo è semplice: Plusvalenza = Corrispettivo di cessione – Costo di acquisto. Se il risultato è negativo, si tratta di una minusvalenza, che può essere compensata con plusvalenze future entro i successivi 4 anni.Attenzione: l’imposta sostitutiva al 33% si applica alle plusvalenze dell’anno d’imposta 2025 (dichiarate nel Modello Redditi PF 2026). Per l’anno d’imposta 2024, l’aliquota era ancora al 26%.Le operazioni che generano plusvalenze tassabili nel quadro W criptovalute 2026 includono la vendita di crypto contro euro o altra valuta fiat, lo scambio tra criptovalute diverse (ad esempio BTC contro ETH), l’utilizzo di crypto per acquistare beni o servizi e la conversione di crypto in stablecoin.Non generano invece plusvalenze tassabili il trasferimento tra wallet propri (da exchange a Ledger, per esempio), la ricezione di crypto da airdrop o fork (tassata al momento della successiva vendita) e lo staking, che genera redditi diversi e non plusvalenze da cessione.Per determinare il costo di acquisto, si utilizza il metodo LIFO (Last In, First Out): le ultime crypto acquistate sono le prime a essere considerate vendute. Questo metodo può risultare vantaggioso o svantaggioso a seconda dell’andamento dei prezzi.Il versamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 con il codice tributo 1100 entro le scadenze previste per il Modello Redditi PF. Errori Comuni nella Compilazione del Quadro W CryptoLa compilazione del quadro W criptovalute 2026 presenta diverse insidie che portano molti contribuenti a commettere errori, con il rischio di sanzioni. Ecco i più frequenti e come evitarli.Il primo errore comune è non dichiarare le criptovalute perché si ritiene che importi piccoli siano esenti. Non esiste alcuna soglia minima: anche 10 euro in Bitcoin devono essere indicati nel Quadro W. L’unica franchigia riguarda il versamento dell’IVCA (sotto i 12 euro non si paga), ma l’obbligo dichiarativo resta.Il secondo errore è confondere il Quadro W con il Quadro RW. Molti contribuenti, abituati al vecchio sistema, continuano a inserire le crypto nel Quadro RW. Le cripto-attività devono essere dichiarate esclusivamente nel Quadro W. Il Quadro RW resta per conti correnti esteri, immobili e altri investimenti finanziari all’estero.Il terzo errore è calcolare male il valore iniziale e finale. Il valore deve essere espresso in euro al cambio del giorno di riferimento (1° gennaio e 31 dicembre). Molti usano il valore in dollari senza convertirlo o utilizzano il cambio sbagliato. È fondamentale fare riferimento al cambio EUR/crypto della piattaforma dove sono detenute le crypto, o in subordine a CoinMarketCap.Il quarto errore riguarda le operazioni crypto-to-crypto. Uno scambio tra Bitcoin ed Ethereum genera una cessione (di BTC) e un acquisto (di ETH), e la plusvalenza sulla cessione è tassabile. Molti contribuenti non considerano questi scambi come eventi fiscali.Il quinto errore è non considerare le commissioni (fee) di exchange e rete. Le commissioni pagate per acquistare o vendere crypto sono parte del costo di acquisto (si sommano) o riducono il corrispettivo di cessione, diminuendo la plusvalenza tassabile.Per evitare questi errori, affidarsi al CAF Centro Fiscale è la scelta migliore: i nostri operatori specializzati verificano la correttezza di ogni dato e ti guidano nella compilazione.Crypto Non Dichiarate negli Anni Precedenti: Come RegolarizzareSe hai posseduto criptovalute negli anni precedenti senza dichiararle nel Quadro RW (fino al 2022) o nel Quadro W (dal 2023), ti trovi in una situazione di omessa dichiarazione che può comportare sanzioni rilevanti. Tuttavia, esistono strumenti per regolarizzare la propria posizione.La prima opzione è il ravvedimento operoso, che ti permette di presentare le dichiarazioni integrative per gli anni non dichiarati pagando sanzioni ridotte. Per il monitoraggio fiscale (Quadro W/RW), la sanzione piena va dal 3% al 15% del valore non dichiarato, ma con il ravvedimento si riduce sensibilmente in base al ritardo. Per le imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze), la sanzione base è del 30%, riducibile con il ravvedimento.La sanatoria crypto prevista dalla Legge di Bilancio 2023 ha permesso di regolarizzare le posizioni fino al 2021 pagando un’imposta sostitutiva agevolata. Sebbene i termini per questa sanatoria siano scaduti, è comunque possibile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso ordinario.È fondamentale agire il prima possibile: più tempo passa, più aumentano le sanzioni e gli interessi. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sulle cripto-attività grazie allo scambio automatico di informazioni con gli exchange esteri attraverso il protocollo DAC8 e il CRS (Common Reporting Standard).Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione pregressa, nel calcolo delle sanzioni ridotte e nella predisposizione delle dichiarazioni integrative necessarie per metterti in regola. Scadenze e Sanzioni per il Modello Redditi PF 2026La scadenza per la presentazione del Modello Redditi PF 2026 (con il Quadro W criptovalute 2026 per l’anno d’imposta 2025) è fissata al 30 novembre 2026. Questa è la data entro cui il modello deve essere trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.Per quanto riguarda i versamenti, le scadenze sono differenti:30 giugno 2026: saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 (IVCA e imposta sostitutiva plusvalenze)30 luglio 2026: saldo con maggiorazione dello 0,40% per chi non riesce a pagare entro giugno30 novembre 2026: secondo acconto 2026Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione del Quadro W sono severe. Per l’omesso monitoraggio fiscale, la sanzione va dal 3% al 15% del valore delle cripto-attività non dichiarate, che sale dal 6% al 30% se le attività sono detenute in Paesi a fiscalità privilegiata (black list). Per l’omesso o insufficiente versamento dell’IVCA, la sanzione è del 30% dell’imposta non versata. Per le plusvalenze non dichiarate, oltre alla sanzione del 30%, si applicano interessi legali e la possibile segnalazione per evasione fiscale nei casi più gravi.Data la complessità delle scadenze e l’importanza di rispettarle, il consiglio è di iniziare a raccogliere i dati con largo anticipo e rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una compilazione accurata e nei tempi previsti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Quadro W CriptovaluteDevo compilare il Quadro W anche se non ho venduto criptovalute?Sì, l’obbligo di compilazione del Quadro W sussiste per il solo fatto di detenere cripto-attività, indipendentemente dalla vendita. Il Quadro W serve sia per il monitoraggio fiscale che per il calcolo dell’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Anche se non hai realizzato plusvalenze, devi dichiarare il possesso nel Modello Redditi PF 2026.Qual è il codice investimento da usare nel Quadro W per le crypto?Il codice investimento da indicare nel Quadro W per le cripto-attività è il 14. Questo codice è specifico per Bitcoin, Ethereum, stablecoin e tutte le altre criptovalute e cripto-attività, inclusi i token e gli NFT con valore economico.Posso dichiarare le criptovalute nel 730 invece che nel Modello Redditi PF?Dal 2024, il Quadro W è disponibile anche nel 730, ma con funzionalità limitate. Per una dichiarazione completa che includa il calcolo delle plusvalenze e dell’imposta sostitutiva al 33%, è consigliabile utilizzare il Modello Redditi PF. In alternativa, puoi presentare il 730 per i redditi ordinari e il Modello Redditi PF aggiuntivo per il solo Quadro W.Come calcolo il valore delle crypto al 1° gennaio e al 31 dicembre?Il valore si determina in base al controvalore in euro delle cripto-attività alla data di riferimento. Puoi utilizzare il prezzo indicato dall’exchange dove detieni le crypto (Binance, Coinbase, Kraken) oppure il prezzo di mercato su piattaforme di riferimento come CoinMarketCap o CoinGecko. È importante conservare la documentazione del prezzo utilizzato.L’IVCA dello 0,2% si paga anche sulle stablecoin come USDT e USDC?Sì, l’IVCA si applica anche alle stablecoin come USDT, USDC e DAI, perché rientrano nella definizione di cripto-attività. Il valore al 31 dicembre sarà sostanzialmente pari al controvalore in euro dei token detenuti. Anche le stablecoin devono essere indicate nel Quadro W con codice investimento 14.Cosa rischio se non dichiaro le criptovalute nel Quadro W?L’omessa dichiarazione comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato per il mancato monitoraggio fiscale, oltre al 30% delle imposte non versate (IVCA e imposta sulle plusvalenze). Con lo scambio automatico di informazioni tra Paesi (DAC8), l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati degli exchange esteri. È consigliabile regolarizzarsi tramite il ravvedimento operoso con l’assistenza del CAF Centro Fiscale.La compilazione del quadro W criptovalute 2026 nel Modello Redditi PF può sembrare complessa, soprattutto se hai operato su più exchange o utilizzi wallet decentralizzati. Tra codice investimento 14, calcolo dell’IVCA allo 0,2%, determinazione delle plusvalenze con aliquota al 33% e la raccolta dei dati da piattaforme diverse, il margine di errore è significativo.Non rischiare sanzioni che possono arrivare fino al 240% dell’imposta evasa: affidati a professionisti esperti nella fiscalità delle criptovalute. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione completa del Quadro W, dalla raccolta dei dati dagli exchange fino alla trasmissione del Modello Redditi PF, sia in ufficio che online.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione delle criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Hai Bisogno di Aiuto con il Quadro W Criptovalute?Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione delle cripto-attività. I nostri operatori ti guidano nella compilazione del Quadro W, nel calcolo dell’IVCA e delle plusvalenze, e nella trasmissione del Modello Redditi PF.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Articoli CorrelatiCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall'INPS. 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La verità è che, con una procedura…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-08 09:00:002026-05-24 09:38:01Cambiare Software Fatturazione nel 2026: Guida Step-by-Step allo Switch Senza Perdere DatiASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l'accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti?…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-05-31 17:41:46Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpICAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembreDal 1° settembre 2026 si potra' presentare online la domanda di rottamazione per IMU, TARI e multe del Codice della Strada gestite dai Comuni. Scadenze, risparmio, rate e codici tributo F24.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembrePrec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Google Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Google Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Google Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Google Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su Google SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Google Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Google Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Google Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Google Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-12 14:00:002026-05-31 17:11:18Quadro W Criptovalute 2026: Come Compilarlo nel Modello Redditi PF con Esempi Pratici
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall'INPS. Pensioni con l'aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-02 00:10:15Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
NOTIZIE Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI Luglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l'accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-07-01 23:42:47Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI
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Medici e Odontoiatri, NOTIZIE Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita La fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 09:00:002026-05-24 09:37:58Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita
CAF, NOTIZIE Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima Pagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile…Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima
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