CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOQuadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello RedditiIl Quadro RR del Modello Redditi PF 2026 è il quadro dedicato alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS dovuti dai lavoratori autonomi e dai titolari di partita IVA. In questa sezione della dichiarazione dei redditi si determina l’importo dei contributi a saldo per il 2025 e gli acconti per il 2026, tenendo conto delle eventuali somme già versate nel corso dell’anno.La corretta compilazione del Quadro RR è fondamentale non solo per non incorrere in sanzioni, ma anche perché — per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) — i contributi INPS devono essere ricalcolati sulla base del reddito concordato, seguendo regole specifiche introdotte dal D.Lgs. 13/2024 e successivamente modificate dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: struttura del Quadro RR, sezioni per categoria di contribuente, calcolo dei contributi, interazione con il CPB e gli errori più comuni da evitare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il Quadro RR e chi deve compilarloIl Quadro RR è presente nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) ed è dedicato alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS dovuti dai soggetti che non rientrano nel lavoro dipendente. In particolare devono compilarlo:Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) INPSLavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (es. collaboratori, professionisti senza cassa)Forfettari iscritti alla Gestione IVS o alla Gestione SeparataSoggetti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2024-2025Il quadro si suddivide in tre sezioni distinte, ciascuna dedicata a una categoria diversa di contribuente:SezioneCategoria contribuenteTipo contributiSezione IArtigiani e commercianti (Gestione IVS)Contributi fissi + percentuali sul reddito eccedente il minimaleSezione IIIscritti Gestione Separata INPSContributi percentuali sul reddito nettoSezione IIISoggetti CPB (Concordato Preventivo Biennale)Contributi aggiuntivi sul maggior reddito concordatoNota: chi è contemporaneamente iscritto a una cassa professionale privata (es. avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM) non compila il Quadro RR per quella copertura, ma usa altri appositi righi. Sezione I — Contributi artigiani e commercianti (Gestione IVS)La Sezione I del Quadro RR riguarda gli artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS INPS. Il meccanismo contributivo è strutturato su due livelli:Contributo fisso sul minimale: versato in quattro rate (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre 2025, 16 febbraio 2026) indipendentemente dal reddito effettivoContributo percentuale sull’eccedenza: applicato sulla parte di reddito che supera il minimale, versato a saldo con la dichiarazione Aliquote e importi 2025 (anno d’imposta dichiarazione 2026)Per l’anno d’imposta 2025, i parametri contributivi per artigiani e commercianti sono i seguenti:ParametroArtigianiCommerciantiAliquota contributiva totale24,00%24,48%Reddito minimale annuo18.415 euro18.415 euroContributo fisso annuo (artigiani)~4.419 euro–Contributo fisso annuo (commercianti)–~4.507 euroMassimale contributivo119.650 euro119.650 euroRiduzione forfettari (-35%)ApplicabileApplicabileFonte: Circolare INPS n. 31/2025 — valori definitivi per l’anno d’imposta 2025.Riduzione del 35% per il regime forfettarioI contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione IVS possono beneficiare di una riduzione del 35% sull’aliquota contributiva, previa domanda all’INPS. Questa agevolazione si riflette nel Quadro RR con la barratura dell’apposita casella e il ricalcolo dei contributi ridotti.L’opzione per la riduzione deve essere esercitata entro il 28 febbraio dell’anno di imposta. Se si aderisce per la prima volta, la domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.Come si compila la Sezione I: istruzioni rigo per rigoI principali righi della Sezione I sono:RR1 col. 1: reddito d’impresa o di lavoro autonomo su cui calcolare i contributi (riprende il rigo RF o RG a seconda del regime)RR1 col. 2: reddito minimale (precompilato in base alla categoria)RR1 col. 3: eccedenza rispetto al minimale (col. 1 meno col. 2, se positivo)RR1 col. 4: contributi dovuti sull’eccedenzaRR1 col. 5: contributi fissi già versati nel corso dell’annoRR1 col. 6: contributi a saldo (differenza tra dovuto e versato)Casella riduzione 35%: barrare se si è in forfettario con riduzioneIl saldo contributivo (RR1 col. 6) viene versato con F24 entro la scadenza ordinaria della dichiarazione (30 giugno 2026, prorogata al 20 luglio 2026 per ISA e forfettari — vedi la nostra guida sulla proroga versamenti 2026).Sezione II — Contributi Gestione Separata INPSLa Sezione II del Quadro RR riguarda i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, ossia coloro che non hanno un’altra forma di copertura previdenziale (cassa professionale o altra gestione INPS).Vi rientrano tipicamente: liberi professionisti senza albo (es. consulenti IT, formatori), collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.), alcune categorie di professionisti iscritti ad albi ma non a casse private, oltre ai titolari di partita IVA che svolgono attività non coperti da casse autonome. Aliquote Gestione Separata 2025SituazioneAliquota 2025NoteSenza altra copertura previdenziale26,07%Include aliquota aggiuntiva per maternità/malattia/disoccupazioneCon altra copertura (pensionati, dipendenti)24,00%Aliquota baseMassimale di reddito imponibile119.650 euroContributi non dovuti sull’eccedenzaFonte: Circolare INPS n. 31/2025 e messaggio INPS per aggiornamento massimale.Compilazione Sezione II: i righi principaliI contributi della Gestione Separata si calcolano sul reddito netto da lavoro autonomo (dopo deduzione delle spese, se in regime ordinario) o sul reddito imponibile forfettario (reddito lordo x coefficiente di redditività) per chi è in regime forfettario.RR2 col. 1: reddito imponibile ai fini contributiviRR2 col. 2: aliquota applicabile (26,07% o 24%)RR2 col. 3: contributi complessivi dovutiRR2 col. 4: contributi già versati in acconto (prima e seconda rata)RR2 col. 5: contributi a saldo o rimborsoAttenzione: per i collaboratori Co.Co.Co. e i lavoratori occasionali, il committente effettua la ritenuta e versa la quota a carico del lavoratore. In questo caso il Quadro RR non va compilato dal lavoratore ma dall’azienda (tramite il modello 770).Esempio pratico: forfettario con Gestione SeparataMario è un consulente in regime forfettario, codice ATECO 62.01.09 (sviluppo software), coefficiente di redditività 78%. Ricavi 2025: 48.000 euro.Reddito imponibile forfettario: 48.000 x 78% = 37.440 euroContributi Gestione Separata (aliquota 26,07%): 37.440 x 26,07% = 9.762 euro ca.Acconti versati: prima rata 40% a giugno, seconda rata 60% a novembreSaldo in dichiarazione: differenza tra dovuto e accontiI contributi versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo (non dal reddito forfettario, ma nella dichiarazione dei redditi ordinaria), abbattendo l’IRPEF dovuta sulle altre fonti di reddito.Sezione III — Il CPB e i contributi INPS aggiuntiviLa sezione più complessa e novità del Quadro RR 2026 è la Sezione III, dedicata ai contribuenti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2024-2025.Il Concordato Preventivo Biennale, introdotto dal D.Lgs. 13/2024 e modificato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), consente ai titolari di partita IVA soggetti agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) di concordare preventivamente il reddito da dichiarare per due anni (2024 e 2025), beneficiando di vantaggi fiscali e semplificazioni. Per chi ha aderito alla sanatoria CPB 2026, le regole si intersecano con il regime di ravvedimento. Come il CPB modifica i contributi INPSSe il reddito concordato è superiore al reddito effettivo, il contribuente deve versare i contributi INPS sul reddito più alto (quello concordato). Se invece il reddito concordato è inferiore, i contributi vengono calcolati sul reddito effettivo (non si può abbassare la base contributiva).In altri termini: il CPB non può ridurre i contributi INPS dovuti, ma può aumentarli qualora il reddito concordato superi quello effettivamente conseguito.Come compilare la Sezione III del Quadro RRI righi della Sezione III si attivano solo se il contribuente ha aderito al CPB. Ecco la logica:RR3 col. 1: reddito effettivo 2025 (quello da Sezione I o II)RR3 col. 2: reddito concordato 2025 (il valore accettato nell’accordo CPB)RR3 col. 3: differenza positiva (reddito concordato – reddito effettivo), se positivaRR3 col. 4: contributi aggiuntivi sulla differenza (stessa aliquota della categoria di appartenenza)I contributi aggiuntivi di RR3 si sommano a quelli calcolati nelle sezioni precedenti e vanno versati con le stesse scadenze del saldo dichiarativo.Esempio pratico: artigiano con CPBLucia è un’artigiana (idraulica, codice ATECO 43.22.01). Ha aderito al CPB 2024-2025. Situazione 2025:Reddito effettivo 2025: 32.000 euroReddito concordato CPB 2025: 36.500 euroDifferenza CPB: 36.500 – 32.000 = 4.500 euroContributi aggiuntivi (24,00% su 4.500): 1.080 euroLucia pagherà i contributi IVS su 32.000 euro nelle sezioni ordinarie del Quadro RR, più 1.080 euro aggiuntivi in Sezione III per effetto del CPB.Scadenze di versamento contributi INPS 2026Le scadenze per il versamento dei contributi emergenti dal Quadro RR 2026 (anno d’imposta 2025) sono le seguenti:ScadenzaCosa si versaCodice tributo F2430 giugno 2026Saldo contributi 2025 + primo acconto 2026 (40%)Artigiani: 0731-0732 / Comm.: 0733-0734 / Gest. Sep.: 1840-184120 luglio 2026 (+0,40%)Stesse voci, con maggiorazione per proroga ISA/forfettariStesso31 luglio 2026 (+1,80%)Proroga ordinaria con doppia maggiorazione per tutti i contribuentiStesso30 novembre 2026Secondo acconto 2026 (60%)Artigiani: 0731-0732 / Comm.: 0733-0734 / Gest. Sep.: 1840-1841Importante: per ISA e forfettari la proroga al 20 luglio 2026 senza maggiorazione è già confermata per il 2026 (vedi dettagli sulla proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026). La maggiorazione dello 0,40% si applica solo se si sceglie di versare dopo il 30 giugno ma entro il 31 luglio (per i soggetti non ISA/forfettari) o dopo il 20 luglio (per ISA/forfettari).Chi ha problemi di liquidità può richiedere una rateizzazione dei debiti INPS fino a 60 rate, ma solo per i contributi pregressi non oggetto di versamento corrente da dichiarazione. Codici tributo F24 per il versamentoPer versare i contributi emergenti dal Quadro RR tramite modello F24, si utilizzano le seguenti sezioni e codici tributo:CategoriaTipo versamentoCodice tributoSezione F24ArtigianiSaldo contributi fissi0731INPSArtigianiSaldo contributi eccedenza minimale0732INPSCommerciantiSaldo contributi fissi0733INPSCommerciantiSaldo contributi eccedenza minimale0734INPSGestione Separata (senza altra copertura)Saldo contributi1840INPSGestione Separata (con altra copertura)Saldo contributi1841INPSCPB — contributi aggiuntiviMaggiorazione CPBVedi istruzioni INPS 2026INPSNota: i codici per gli acconti (prima rata: cod. 0731/0732/0733/0734 (Gest.IVS) o 1840/1841 (Gest.Sep.) con aggiunta della causale acconto) sono gli stessi; è la causale a variare. Si raccomanda di verificare sempre la circolare INPS aggiornata prima del versamento.Contributi INPS e deducibilità fiscaleI contributi INPS versati dai lavoratori autonomi sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, secondo le seguenti regole:Regime ordinario (artigiani/commercianti/gestione separata): i contributi sono integralmente deducibili nel Quadro RP (oneri deducibili) del Modello Redditi PF. Abbattono il reddito complessivo e riducono l’IRPEF.Regime forfettario: i contributi INPS NON riducono il reddito forfettario (tassato con imposta sostitutiva 15% o 5%), ma sono deducibili dal reddito complessivo delle altre fonti di reddito (es. reddito da lavoro dipendente part-time, redditi da fabbricati).CPB — contributi aggiuntivi: seguono le stesse regole di deducibilità dei contributi ordinari della rispettiva gestione.Se il contribuente è esclusivamente forfettario e non ha altri redditi IRPEF, i contributi INPS non generano un risparmio fiscale diretto, ma rimangono comunque obbligatori e vanno versati integralmente. Errori comuni nel Quadro RR e come evitarliAnche i più esperti commettono errori nel Quadro RR. Ecco i più frequenti che riscontriamo nello sportello CAF:Omettere la casella di riduzione forfettario: se si è in regime agevolato e si ha presentato domanda INPS per la riduzione 35%, bisogna barrare l’apposita casella. Senza, si versano contributi interi e non si ottiene rimborso automatico.Confondere reddito fiscale e reddito contributivo: per i forfettari, la base per l’IRPEF (imposta sostitutiva) è identica alla base contributiva. Per gli ordinari, il reddito contributivo per la Gestione IVS può differire da quello fiscale in alcuni casi (es. plusvalenze escluse).Non considerare il massimale: i contributi non si calcolano su tutto il reddito oltre il minimale senza limiti. Oltre i 119.650 euro (2025) non si versano contributi percentuali.Errori nel CPB — sezione III: compilare RR3 anche quando il reddito effettivo supera quello concordato (in quel caso la sezione III non genera contributi aggiuntivi, poiché si versano i contributi sull’effettivo che è già maggiore).Dimenticare il secondo acconto: il Quadro RR calcola anche gli acconti per il 2026. Se non si versano (o si versano insufficientemente), scattano le sanzioni.Versare con codice tributo errato: artigiani e commercianti hanno codici diversi (0731-0732 vs 0733-0734). Un errore di codice genera un credito su un conto e un debito sull’altro, con sanzioni e interessi sul non versato.Interazione tra Quadro RR, Quadro LM e Quadro F del 730È importante non confondere il Modello 730 con il Modello Redditi PF quando si ha una partita IVA:Chi ha SOLO reddito da lavoro autonomo/d’impresa: non può usare il 730, deve usare il Modello Redditi PF che include il Quadro RR.Chi ha redditi misti (es. lavoro dipendente + partita IVA in regime ordinario): in alcuni casi può fare il 730 integrativo o può optare per il Modello Redditi PF completo con Quadro RR.I forfettari: usano obbligatoriamente il Modello Redditi PF con il Quadro LM (per la tassazione) e il Quadro RR (per i contributi). NON possono usare il 730 per dichiarare i redditi forfettari.Per un confronto tra i due modelli e quando scegliere uno o l’altro, consulta la nostra guida sugli errori comuni del 730 2026. Utile anche la sezione sul Quadro F del Modello 730/2026 per chi ha entrambe le fonti di reddito. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Tuttavia, chi ha già debiti contributivi pregressi può accedere alla rateizzazione INPS fino a 60 rate separatamente.Cosa succede se non verso i contributi entro la scadenza?Scattano le sanzioni INPS: 30% dell’importo non versato (ridotte con ravvedimento operoso). Gli interessi di mora si aggiungono alla sanzione. Il mancato versamento incide anche sui requisiti per prestazioni future (disoccupazione, maternità, pensione). Si consiglia sempre il ravvedimento immediato.Come si calcola l’acconto per il 2026 nel Quadro RR?L’acconto 2026 si calcola applicando le aliquote contributive al reddito 2025 (metodo storico) oppure al reddito 2026 stimato (metodo previsionale, se inferiore). Il metodo storico è il più semplice: si prende la base contributiva 2025 e si calcolano i contributi con le stesse aliquote. La prima rata (40%) scade il 30 giugno 2026, la seconda (60%) il 30 novembre 2026.Posso non versare il CPB e pagare le sanzioni invece?Chi ha aderito al CPB è obbligato a rispettare i termini dell’accordo. Il mancato versamento dei contributi aggiuntivi da CPB (Sezione III del Quadro RR) comporta la decadenza dal concordato con conseguente ripristino della piena tassazione ordinaria più sanzioni. Non è conveniente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusione: la consulenza CAF per il Quadro RRIl Quadro RR 2026 è uno dei quadri più articolati del Modello Redditi PF, con un impatto diretto sulla liquidità dei contribuenti: un errore nel calcolo dei contributi può costare centinaia o migliaia di euro in sanzioni e interessi.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e forfettari nella compilazione corretta del Quadro RR, nel raccordo con il Concordato Preventivo Biennale e nel versamento puntuale dei contributi INPS. Per appuntamento o informazioni:Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comFonti ufficiali di riferimento: Circolare INPS n. 31/2025 (aliquote e massimali 2025); Istruzioni Modello Redditi PF 2026 (Agenzia delle Entrate); D.Lgs. 13/2024 (Concordato Preventivo Biennale); L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025); Messaggi INPS aggiornamento massimale 2025. Maggio 28, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 20:58:502026-10-11 22:18:37Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZAPagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpIA giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti? Quali sono le date confermate dall’INPS? E cosa fare se il bonifico non arriva in tempo? In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026 con tutte le informazioni aggiornate per non perdere nemmeno un accredito.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficialiQuando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026Quando arriva la NASpI a giugno 2026Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamentoCome verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida praticaCosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogoFontiDomande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali Ogni mese l’INPS accredita le prestazioni economiche secondo un calendario preciso che tiene conto del tipo di prestazione, della modalità di pagamento (bonifico bancario o postale) e dei giorni lavorativi bancari. Giugno 2026 non fa eccezione: di seguito trovi le date di accredito confermate per le principali misure di sostegno al reddito.Prestazione INPSData di pagamento giugno 2026ModalitàPensioni1-3 giugno 2026Banca/posta (con scaglionamento allo sportello)NASpIDal 15 giugno 2026 (competenza maggio)Bonifico IBAN comunicato all’INPSAssegno Unico Universale18-19 giugno 2026Bonifico bancario/postale su IBANADI – Assegno di Inclusione27 giugno 2026 (o 26 se festivo)Carta di inclusione (Poste Italiane)SFL – Supporto Formazione e LavoroFine mese (dopo validazione presenze)Bonifico bancarioLe date indicate si basano sui comunicati ufficiali INPS e sui calendari mensili pubblicati dall’Istituto. Piccole variazioni di 1-2 giorni lavorativi sono possibili in base alla banca o all’ufficio postale di riferimento.Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026 L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura che sostituisce le precedenti prestazioni familiari (ANF, bonus bebè, assegno natalità) e viene erogata dall’INPS mensilmente a favore dei nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limite d’età per i figli disabili).Per giugno 2026, il calendario INPS (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025) fissa l’accredito dell’Assegno Unico al 18 e 19 giugno per chi ha già la prestazione in pagamento senza variazioni. Le date cambiano di mese in mese. Chi ha presentato o rinnovato la domanda nell’ultimo periodo potrebbe ricevere l’accredito con qualche giorno di ritardo.Chi riceve l’Assegno Unico a giugnoNuclei con figli under 21 che hanno presentato domanda DSU/ISEE valida per il 2026Famiglie con figli disabili di qualsiasi età (importo maggiorato)Nuovi beneficiari con domanda accettata entro maggio 2026Chi ha rinnovato la DSU scaduta (attenzione: se l’ISEE scade, il pagamento si riduce alla quota minima)Importi Assegno Unico giugno 2026Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 variano in base all’ISEE familiare e all’età del figlio:ISEE familiareFiglio minorenneFiglio 18-20 anniMaggiorazione figli con disabilità (under 21)Fino a 17.468,51 euro203,80 euro/mese (importo massimo)99,10 euro/mese+99,10 euro/mese (disabilità media), +110,60 (grave), +122,30 (non autosufficienza)Tra 17.468,52 e 46.582,71 euroImporto decrescente all’aumentare dell’ISEEImporto decrescenteStessi importi: la maggiorazione è fissa e non dipende dall’ISEEOltre 46.582,71 euro (o senza ISEE)58,30 euro/mese (importo minimo)29,10 euro/mese+99,10 / +110,60 / +122,30 euro/mesePer consultare la tua situazione aggiornata o verificare l’importo spettante, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per approfondire, leggi anche la nostra guida su Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati.Cosa fare se l’Assegno Unico non arriva a giugnoSe entro il 22-23 giugno 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, verifica:ISEE scaduto: se non hai presentato la DSU per il 2026, da marzo ricevi solo l’importo minimo (58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne)IBAN non aggiornato: verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto accedendo a MyINPSDomanda in verifica: controlla lo stato della domanda nella sezione “Assegno Unico e Universale” su MyINPSFiglio uscito dai requisiti: se il figlio ha compiuto 21 anni, il diritto si estingue (salvo disabilità)Chiedi assistenza: se non riesci a risolvere il problema autonomamente, puoi rivolgerti a un CAF o a un patronato abilitatoQuando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026 L’ADI – Assegno di Inclusione è la misura che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie con soggetti “fragili”: anziani over 60, disabili, minori a carico o persone in situazione di svantaggio inserite in programmi di cura. Si tratta di un sussidio economico mensile erogato tramite la Carta di Inclusione di Poste Italiane.A giugno 2026, la ricarica mensile dell’ADI avviene il 27 del mese. Poiché il 27 giugno 2026 cade di sabato, la ricarica viene anticipata al venerdì 26 giugno 2026. L’accredito sulla Carta di Inclusione avviene automaticamente senza necessità di recarsi agli sportelli.Chi riceve l’ADI a giugno 2026Hanno diritto all’ADI a giugno 2026 i nuclei familiari che:Hanno almeno un componente over 60, disabile, minore o in situazione di fragilità certificataHanno un ISEE non superiore a 10.140 euro annuiHanno un reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (9.360 euro se il nucleo comprende solo anziani over 67 o disabili gravi)Hanno stipulato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) su INPS.itNon hanno beneficiari con precedenti penali ostativi o veicoli di lusso intestatiImporto ADI giugno 2026L’importo dell’ADI si compone di due parti:Componente economica: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese) per nucleo familiare, ridotta del reddito familiare già percepito e moltiplicata per la scala di equivalenza ISEEComponente affitto: ulteriori 3.360 euro annui (280 euro/mese) per chi vive in affitto con contratto di locazione registratoLa formula di calcolo tiene conto della composizione del nucleo familiare tramite la scala di equivalenza: valore base 1 (nucleo di una persona), +0,4 per ogni ulteriore adulto, +0,15 per ogni bambino under 3, fino a un massimo di 2,2.Come verificare il saldo della Carta di InclusionePer verificare se l’accredito ADI del mese di giugno è arrivato, puoi:Controllare il saldo all’ATM di Poste Italiane (senza commissioni)Accedere all’app BancoPosta o al sito poste.it con le credenziali PostepayChiamare il numero verde Postepay: 800.00.33.22Verificare lo stato del pagamento tramite MyINPS → “Assegno di Inclusione” → “Situazione pagamenti”Se il saldo non risulta aggiornato dopo il 28-29 giugno 2026, contatta il tuo patronato di fiducia o il numero verde INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).Quando arriva la NASpI a giugno 2026 La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. A differenza dell’Assegno Unico e dell’ADI, il pagamento NASpI non ha una data fissa mensile: dipende dalla data di presentazione della domanda e dal ciclo elaborativo INPS.Come funziona il pagamento NASpIIl pagamento NASpI avviene tipicamente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per la prima mensilità. Successivamente, il pagamento è mensile e viene accreditato generalmente nella seconda e terza settimana del mese successivo a quello di competenza. Per la competenza di maggio 2026, l’accredito avviene in genere tra l’8 e il 20 giugno 2026.Chi riceve la NASpI a giugno 2026Lavoratori dipendenti con contratto cessato involontariamente (licenziamento, fine contratto a termine, risoluzione consensuale in conciliazione)Lavoratori con dimissioni per giusta causaChi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anniChi ha almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesiBeneficiari con domanda accettata e in corso di erogazioneImporto NASpI 2026 e decalageLa NASpI 2026 viene calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni diviso il numero di settimane coperte, moltiplicato per 4,33. L’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile se questa è inferiore alla soglia INPS vigente (per il 2026: 1.480,30 euro). Per importi superiori si aggiunge il 25% sulla parte eccedente tale soglia, fino al massimale mensile di 1.575,42 euro.A partire dal settimo mese di percezione (cioè dopo i primi 6 mesi interi), scatta il decalage: la NASpI si riduce del 3% al mese. Chi ha iniziato a percepire la NASpI a dicembre 2025 o prima vedrà quindi a giugno 2026 una riduzione in corso o imminente.Mese di competenzaRiduzione (decalage)Esempio: NASpI iniziale 1.000 euroMesi 1-60%1.000 euroMese 7-3%970 euroMese 8-6%940 euroMese 9-9%910 euroMese 10-12%880 euroMese 11-15%850 euroMese 12-18%820 euroCome verificare lo stato del pagamento NASpIPer controllare la situazione della tua NASpI e verificare il pagamento di giugno:Accedi a MyINPS (inps.it) con SPID, CIE o CNSVai su “Lavoro” → “NASpI” → “Situazione pagamenti”Verifica che l’IBAN comunicato sia corretto (in caso contrario aggiornalo tempestivamente)Controlla che tu abbia rispettato gli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio, corsi di formazione)Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamentoLe pensioni INPS di giugno 2026 vengono accreditate a partire dal 1° giugno 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Per i pensionati che riscuotono in contanti agli uffici postali, il pagamento è scaglionato per lettera del cognome, al fine di evitare affollamento:Lettere cognomeData pagamento allo sportello postaleA – BLunedì 2 giugno 2026C – DMartedì 3 giugno 2026E – KMercoledì 4 giugno 2026L – OGiovedì 5 giugno 2026P – RVenerdì 6 giugno 2026S – ZLunedì 9 giugno 2026I pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale ricevono l’accredito direttamente il 1° giugno 2026 (o entro il 2-3 giugno in base ai tempi interbancari). Per consultare il cedolino pensione e verificare importo e competenza di giugno, leggi la nostra guida su Cedolino Pensione Giugno 2026: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo.Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida praticaIl portale MyINPS (inps.it) è lo strumento principale per monitorare tutti i pagamenti INPS. Ecco come accedervi e cosa trovare:Accesso a MyINPSVai su inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”Scegli la modalità di autenticazione: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Una volta autenticato, accedi all’area “I tuoi servizi”Seleziona la prestazione che vuoi verificare (Assegno Unico, ADI, NASpI, Pensione)Sezioni da consultare per ogni prestazionePrestazionePercorso MyINPSAssegno UnicoFamiglia → Assegno Unico e Universale → Situazione pagamentiADISostegno reddito → Assegno di Inclusione → Situazione pagamentiNASpILavoro → NASpI → Situazione pagamentiPensionePensione e Previdenza → Cedolino pensioneApp INPS MobileL’INPS mette a disposizione anche l’App INPS Mobile (disponibile su App Store e Google Play), che consente di consultare i pagamenti, le domande in corso e le comunicazioni dell’Istituto direttamente da smartphone. L’accesso avviene sempre tramite SPID o CIE.Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026Se il pagamento INPS atteso non arriva entro i termini previsti, ecco le azioni da intraprendere in ordine di priorità:1. Verifica la situazione su MyINPSPrima di contattare l’INPS, controlla su MyINPS se la prestazione risulta “in elaborazione” o “sospesa”. L’Istituto comunica eventuali blocchi o anomalie direttamente nella sezione dedicata alla prestazione.2. Controlla l’IBAN comunicatoUn IBAN errato o non aggiornato è la causa più comune di mancato pagamento. Verifica che l’IBAN presente nella tua domanda sia corretto. Per aggiornarlo, accedi a MyINPS e modificalo nella sezione specifica della prestazione, oppure rivolgiti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica con delega.3. Controlla ISEE e requisitiPer l’Assegno Unico: un ISEE scaduto o non aggiornato può ridurre o azzerare il pagamento. Per l’ADI: un cambiamento nella composizione del nucleo familiare o nel reddito può modificare l’importo spettante. Per la NASpI: il mancato rispetto degli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio) può causare la sospensione del pagamento.4. Contatta l’INPSSe dopo le verifiche il problema persiste, contatta l’INPS attraverso i seguenti canali:Numero verde INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164164 (da cellulare, a pagamento)Sportello online: tramite MyINPS puoi inviare una comunicazione diretta al tuo sportello di competenzaSede INPS territoriale: prenota un appuntamento allo sportello fisico tramite il portale INPSCAF e patronato: per assistenza completa nella gestione delle pratiche INPSPer un confronto aggiornato su tutti i pagamenti INPS previsti in questo periodo, consulta anche il nostro articolo su Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI.Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da due distinte misure:ADI (Assegno di Inclusione): per famiglie con soggetti fragili (over 60, disabili, minori, persone in percorsi di cura). Erogato tramite Carta di Inclusione. Ricarica il 27 del mese (o giorno lavorativo precedente se festivo).SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): per persone tra 18 e 59 anni occupabili, prive di soggetti fragili nel nucleo. Importo fisso di 350 euro/mese per massimo 12 mesi. Erogato tramite bonifico bancario.Il SFL viene erogato solo a seguito di un percorso formativo o di politica attiva del lavoro avviato presso il proprio Centro per l’Impiego. Per giugno 2026, il pagamento SFL avviene dopo la validazione delle presenze nel percorso formativo, solitamente a fine mese.Per capire se hai diritto all’ADI o al SFL, o per verificare lo stato della tua domanda, puoi consultare il nostro aggiornamento sui pagamenti INPS di fine maggio 2026.Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogoEcco il riepilogo in un’unica tabella di tutte le principali date di pagamento INPS per giugno 2026:DataPrestazione INPSDestinatari1-3 giugno 2026Pensioni (accredito bancario/postale e sportello)PensionatiDal 15 giugno 2026NASpI (competenza maggio 2026)Disoccupati con NASpI attiva18-19 giugno 2026Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anni26 giugno 2026ADI – Assegno di Inclusione (anticipo da sabato 27)Nuclei con soggetti fragiliFine meseSFL – Supporto Formazione e LavoroOccupabili in percorsi formativiPer restare sempre aggiornato sui pagamenti INPS e sulle novità fiscali, visita la sezione Tabelle ANF INPS 2026/2027 e iscriviti alla nostra newsletter gratuita.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026Qual è la data precisa del pagamento dell’Assegno Unico a giugno 2026?Secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), l’Assegno Unico viene accreditato il 18 e il 19 giugno 2026 per i beneficiari già con domanda attiva e senza variazioni. I nuovi beneficiari o chi ha aggiornato il proprio IBAN di recente potrebbe ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.L’ADI viene pagato sempre il 27 del mese?Sì, l’ADI viene ricaricato sulla Carta di Inclusione tipicamente il 27 di ogni mese. Se il 27 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente. A giugno 2026, il 27 cade di sabato, quindi la ricarica è anticipata al venerdì 26 giugno 2026.Quando arriva la NASpI se ho fatto domanda di recente?Per chi ha presentato la domanda NASpI nelle ultime settimane, il primo pagamento arriva entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda, una volta completate le verifiche INPS. I pagamenti successivi vengono accreditati mensilmente, generalmente nella seconda-terza settimana del mese successivo a quello di competenza.Posso ricevere sia l’Assegno Unico che la NASpI nello stesso mese?Sì, le due prestazioni sono cumulabili. L’Assegno Unico spetta in quanto genitore con figli a carico, indipendentemente dallo stato occupazionale. La NASpI spetta in quanto lavoratore disoccupato. Non ci sono incompatibilità tra le due misure.Come cambio l’IBAN per il pagamento INPS?Per aggiornare l’IBAN associato a una prestazione INPS, accedi a MyINPS e vai nella sezione specifica della prestazione (es. Assegno Unico, NASpI). Nella scheda della domanda troverai l’opzione per modificare i dati bancari. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica per tuo conto con delega.Cosa succede all’Assegno Unico se non rinnovo l’ISEE?Se non hai rinnovato la DSU per l’anno 2026, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico all’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni), senza tener conto della situazione economica effettiva del nucleo. Se presenti la DSU entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola l’assegno a partire da marzo 2026 e paga gli arretrati.Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-09-30 08:05:30Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI
CAF, COLF E BADANTIColf e Badanti: verso la Ritenuta IRPEF gestita dall’INPSUna delle novita piu rilevanti in materia di lavoro domestico che si sta delineando nel panorama normativo italiano riguarda la possibile introduzione della ritenuta IRPEF gestita direttamente dall’INPS per colf, badanti e altri lavoratori domestici. Si tratta di una riforma che, se approvata, cambierebbe radicalmente il rapporto fiscale tra datori di lavoro privati, lavoratori domestici e fisco, semplificando adempimenti oggi considerati onerosi e spesso causa di irregolarita. In questo articolo analizziamo lo stato attuale della normativa, le proposte in discussione, cosa succederebbe concretamente e quali sarebbero vantaggi e criticita per le famiglie italiane che impiegano personale domestico.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Il sistema attuale: come funziona la tassazione del lavoro domestico Per comprendere la portata della riforma in discussione, e necessario partire dal sistema in vigore. Oggi, il datore di lavoro domestico privato non e sostituto d’imposta: questo significa che non deve operare ritenute alla fonte sullo stipendio del lavoratore, non deve presentare il modello 770, ne rilasciare la Certificazione Unica (CU) al dipendente.In pratica, la famiglia che assume una colf, una badante o una baby sitter paga la retribuzione al lordo, versa i contributi INPS trimestralmente (entro il 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio), ma non si occupa di calcolare o versare l’IRPEF. Spetta al lavoratore domestico provvedere autonomamente alla dichiarazione dei redditi e al pagamento dell’imposta sul proprio reddito da lavoro.Questo sistema, regolato dall’articolo 7-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 e dall’articolo 1 comma 3 del D.P.R. 31 maggio 1999, n. 195, ha radici storiche profonde ma presenta evidenti lacune. La principale: molti lavoratori domestici, specie quelli con redditi bassi o stranieri, non presentano la dichiarazione dei redditi, creando una vasta area di evasione IRPEF che lo Stato ha interesse a ridurre.I contributi INPS: il meccanismo gia centralizzatoA differenza dell’IRPEF, i contributi previdenziali per il lavoro domestico sono gia gestiti in modo centralizzato tramite l’INPS. I datori di lavoro versano i contributi ogni trimestre su base forfettaria, calcolati sulle ore di lavoro settimanali e sulla retribuzione oraria convenzionale (aggiornata annualmente dall’INPS).Per il 2026, le retribuzioni convenzionali orarie su cui calcolare i contributi sono:Orario settimanaleRetribuzione effettivaContributo orario totale (datore + lavoratore)Fino a 24 oreFino a 8,19 euro/oracirca 1,58 euro/oraFino a 24 oreOltre 8,19 euro/oracirca 1,65 euro/oraOltre 24 oreFino a 9,88 euro/oracirca 1,77 euro/oraOltre 24 oreOltre 9,88 euro/oracirca 1,86 euro/oraNota: i valori esatti vengono aggiornati dall’INPS con circolare ogni anno a inizio anno. I dati sopra sono indicativi e soggetti a verifica con la circolare INPS vigente. Il datore paga circa 2/3 e il lavoratore 1/3 della contribuzione totale.La proposta di riforma: l’INPS come sostituto d’imposta La riforma che si sta delineando prevede di attribuire all’INPS il ruolo di sostituto d’imposta per i lavoratori domestici, in modo analogo a quanto avviene gia per i pensionati (dove l’INPS trattiene la ritenuta IRPEF direttamente dalla pensione mensile). L’idea di fondo e semplice ma ambiziosa: centralizzare in un unico ente la gestione sia dei contributi previdenziali sia delle ritenute fiscali per il settore del lavoro domestico.In concreto, il meccanismo funzionerebbe cosi:Il datore di lavoro domestico continuerebbe a versare all’INPS (tramite MAV/pagoPA) i contributi trimestrali, ma il versamento includerebbe anche una quota IRPEF trattenuta virtualmente dallo stipendio del lavoratore.L’INPS, una volta incassate le somme, provvederebbe a:versare all’Erario le ritenute IRPEF calcolate sul reddito da lavoro domestico;rilasciare al lavoratore la Certificazione Unica (CU) annuale;comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati reddituali del lavoratore.Il lavoratore domestico, con la CU rilasciata dall’INPS, potrebbe poi usufruire del modello 730 precompilato gia popolato con i propri dati di reddito, semplificando enormemente la propria posizione fiscale.Il contesto normativo: la delega fiscale e il decreto attuativoLa proposta si inserisce nel piu ampio progetto di riforma fiscale avviata con la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (c.d. “delega fiscale”), che ha conferito al Governo la facolta di emanare decreti legislativi delegati per la revisione del sistema tributario. Tra i principi e criteri direttivi della delega figurano esplicitamente la razionalizzazione del sistema dei sostituti d’imposta e la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti.Il lavoro domestico e stato identificato come uno dei settori prioritari di intervento, sia per l’entita del fenomeno (oltre 900.000 lavoratori domestici regolari in Italia secondo i dati INPS, con un volume di retribuzioni annue stimato in circa 8-10 miliardi di euro) sia per il basso tasso di compliance fiscale che lo caratterizza.A partire dal 2024, sono stati avviati tavoli tecnici tra Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), INPS, Agenzia delle Entrate e le principali associazioni di datori di lavoro domestico (Assindatcolf, Fidaldo) per definire i dettagli operativi della riforma. Al momento della redazione di questo articolo (maggio 2026), la norma attuativa non e ancora stata emanata ma i lavori preparatori sono in stato avanzato.Cosa cambia per le famiglie e per i lavoratori domestici Per il datore di lavoro (la famiglia)Per la famiglia che assume personale domestico, la riforma avrebbe un impatto moderato ma positivo in termini di semplificazione. Ecco i principali cambiamenti attesi:Nessun nuovo ruolo da sostituto d’imposta in senso pieno: la famiglia non dovra calcolare autonomamente le ritenute IRPEF. Sara l’INPS a farlo sulla base dei dati retributivi comunicati al momento del versamento contributivo.Versamento trimestrale leggermente piu alto: il bollettino MAV/pagoPA includera, oltre ai contributi previdenziali, anche la quota IRPEF calcolata sull’imponibile fiscale del lavoratore (la retribuzione lorda). In sostanza, la famiglia anticipera anche l’IRPEF del lavoratore, che verra poi scalata dallo stipendio netto.Nessun obbligo di CU o 770: l’emissione della Certificazione Unica e la trasmissione del modello 770 rimarranno in capo all’INPS, non alla famiglia.Retribuzione netta al lavoratore: lo stipendio corrisposto al lavoratore sara gia al netto della ritenuta IRPEF, come avviene per qualsiasi altro lavoratore dipendente nelle aziende private.Per il lavoratore domestico (colf, badante, baby sitter)I vantaggi piu significativi della riforma si apprezzano dal lato del lavoratore:Fine dell’obbligo di presentare autonomamente la dichiarazione dei redditi (salvo altri redditi diversi da quelli domestici): con la CU rilasciata dall’INPS, il lavoratore potra usare il 730 precompilato o, in molti casi, essere esonerato dalla dichiarazione se il reddito da lavoro domestico e l’unica fonte di reddito e l’imposta e gia stata liquidata tramite ritenuta.Accesso a detrazioni da lavoro dipendente: oggi molti lavoratori domestici non sfruttano le detrazioni previste per il lavoro dipendente (articolo 13 del TUIR) perche non presentano la dichiarazione. Con la riforma, queste detrazioni verrebbero applicate automaticamente dall’INPS in fase di calcolo della ritenuta.Certezza delle posizioni previdenziali: l’integrazione tra gestione contributiva e fiscale rendera piu difficile l’omissione dei versamenti contributivi, tutelando meglio il lavoratore ai fini pensionistici.Emersione dei rapporti irregolari: la maggiore pressione fiscale indiretta potrebbe incentivare la regolarizzazione dei contratti in nero, con benefici per i lavoratori in termini di tutele contrattuali e previdenziali.Il calcolo dell’IRPEF sul lavoro domestico: simulazione pratica Vediamo con un esempio concreto come funzionerebbe il meccanismo della ritenuta IRPEF gestita dall’INPS, usando le aliquote IRPEF vigenti per il 2026.Le aliquote IRPEF 2026Per il 2026, le aliquote IRPEF sono le seguenti, come riformate dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 207/2023) che ha confermato il sistema a tre scaglioni:Scaglione di redditoAliquota IRPEFDa 0 a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%Per i lavoratori domestici part-time o con contratti a ore, il reddito annuo raramente supera i 28.000 euro, quindi nella maggior parte dei casi si applica l’aliquota del 23%.Esempio pratico: badante convivente full-timeConsideriamo una badante convivente inquadrata al livello CS del CCNL Lavoro Domestico 2024-2026, con retribuzione mensile contrattuale di circa 1.100 euro mensili + indennita sostitutiva vitto e alloggio (per il convivente, circa 290-310 euro mensili aggiuntivi).Reddito imponibile annuo approssimativo: circa 16.800 euro (retribuzione + indennita sostitutiva x 12 mesi + tredicesima).VoceImportoReddito lordo annuo16.800 euroIRPEF lorda (23% su 16.800)3.864 euroDetrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR)circa 2.935 euroIRPEF netta annuacirca 929 euroIRPEF mensile trattenutacirca 77 euro/meseStipendio netto mensile effettivocirca 1.023-1.043 euroI valori sono stime indicative. L’importo esatto varia in base alla situazione familiare, alle detrazioni per carichi di famiglia e ad altri elementi individuali che l’INPS dovrebbe acquisire tramite apposita comunicazione del lavoratore.Esempio pratico: colf a ore (non convivente)Una colf non convivente che lavora 20 ore settimanali con retribuzione oraria di circa 9,50 euro:VoceImportoOre lavorate/mesecirca 87 oreRetribuzione mensile lordacirca 826 euroRetribuzione annua lorda (incl. 13^)circa 10.740 euroIRPEF lorda (23% su 10.740)2.470 euroDetrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR)1.955 euroIRPEF netta annuacirca 515 euroIRPEF mensile trattenutacirca 43 euro/meseIn questo caso, la ritenuta mensile sarebbe contenuta e l’impatto sul netto percepito dalla colf relativamente limitato, specie considerando la detrazione da lavoro dipendente.Le criticita della riforma: cosa preoccupa datori e lavoratori Nonostante i vantaggi teorici, la riforma ha suscitato alcune perplessita tra le associazioni di settore. Vediamo le principali criticita.1. La gestione delle detrazioni individualiPer applicare correttamente le ritenute, l’INPS avrebbe bisogno di conoscere la situazione personale di ogni lavoratore domestico: numero di familiari a carico, eventuali altri redditi, spese detraibili, ecc. Raccogliere queste informazioni richiede un sistema di comunicazione ad hoc tra lavoratore e INPS, non ancora predisposto.Il rischio e che, in assenza di tali informazioni, l’INPS applichi una ritenuta forfettaria basata sul solo reddito da lavoro domestico, ignorando le detrazioni a cui il lavoratore avrebbe diritto. In questo caso, il lavoratore si troverebbe con un credito IRPEF da recuperare tramite dichiarazione dei redditi, vanificando in parte i benefici della semplificazione.2. I lavoratori con piu datori di lavoroE frequente che una colf lavori per due o tre famiglie diverse. In questo caso, ciascun datore verserebbe un contributo all’INPS su una base retributiva parziale, e l’INPS dovrebbe consolidare tutti i redditi del lavoratore per calcolare correttamente l’imposta complessiva. Questa operazione di consolidamento e tecnicamente complessa e richiederebbe sistemi informativi sofisticati.3. Impatto sul costo del lavoro per le famiglieAlcune associazioni di datori di lavoro domestico, come Assindatcolf, hanno evidenziato che il nuovo sistema potrebbe aumentare l’esborso trimestrale delle famiglie: il bollettino INPS includerebbe sia i contributi previdenziali sia la quota IRPEF anticipata per conto del lavoratore. Anche se quest’ultima e formalmente a carico del lavoratore (viene scalata dalla retribuzione netta), la famiglia dovra “anticipare” la somma prima di pagarla poi al lavoratore al netto.Cio potrebbe creare problemi di liquidita per le famiglie che gestiscono i pagamenti su base mensile ma versano i contributi su base trimestrale.4. Il rischio di ulteriore emersione selettivaParadossalmente, una riforma che rende piu costosa e complessa la regolarizzazione potrebbe spingere alcune famiglie verso il lavoro in nero, specie per prestazioni occasionali o part-time molto ridotto. Il bilanciamento tra contrasto all’evasione e accessibilita della regolarizzazione e uno dei nodi centrali del dibattito.La deduzione IRPEF per i contributi colf: il beneficio fiscale attuale Mentre si attende la riforma, e utile ricordare il principale beneficio fiscale gia disponibile per le famiglie che assumono personale domestico: la deduzione IRPEF dei contributi previdenziali versati all’INPS.Ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), i contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari sono deducibili dal reddito complessivo del datore di lavoro fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa soglia, rimasta invariata da anni, rappresenta uno sgravio fiscale significativo specie per le famiglie con redditi medio-alti.Aliquota IRPEF datoreRisparmio fiscale massimo (su 1.549,37 euro)23%356 euro/anno35%542 euro/anno43%666 euro/annoQuesto beneficio e separato dalla detrazione del 19% per le spese di assistenza di persone non autosufficienti (art. 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR), che consente di detrarre fino a 2.100 euro annui di spese pagate alla badante, a condizione che il reddito del contribuente non superi i 40.000 euro. Per approfondire questo aspetto, leggi anche il nostro articolo su spesa badante nel 730/2026.Il confronto con altri Paesi europeiL’Italia non e la prima a pensare a un sistema centralizzato di tassazione del lavoro domestico. Alcuni esempi europei sono illuminanti.Francia: il modello CESUIn Francia esiste dal 2006 il sistema CESU (Cheque Emploi Service Universel), gestito dall’URSSAF (l’equivalente del nostro INPS). Il datore di lavoro domestico dichiara mensilmente le ore lavorate e la retribuzione tramite un portale online, e il sistema calcola automaticamente sia i contributi sociali sia le ritenute fiscali. Al lavoratore viene accreditata la retribuzione netta direttamente sul conto corrente. E un modello considerato di eccellenza a livello europeo per la sua semplicita.Germania e Belgio: sistemi intermediIn Germania il lavoro domestico a basse ore (c.d. “minijob” fino a 556 euro mensili, soglia 2025) beneficia di un regime contributivo e fiscale agevolato con versamento centralizzato tramite la Knappschaft. In Belgio esiste un sistema di “titoli-servizio” (titres-services) con cui le famiglie acquistano buoni da spendere per i servizi domestici, gestiti da societa autorizzate che fungono da sostituti d’imposta.Il modello francese CESU e quello che piu si avvicina alla proposta italiana, ed e probabile che i lavori preparatori del MEF abbiano preso spunto proprio dall’esperienza transalpina.Tempi e iter della riforma: cosa aspettarsiAl momento (maggio 2026), il percorso normativo della riforma puo essere cosi sintetizzato:Legge delega n. 111/2023: delega al Governo per la riforma fiscale, include la razionalizzazione dei sostituti d’imposta.Decreto attuativo (in preparazione): non ancora approvato. I tavoli tecnici INPS-MEF-AdE sono ancora in fase di confronto tecnico.Ipotesi di decorrenza: il meccanismo non entrera in vigore prima del 2027, in considerazione dei tempi tecnici necessari per adeguare i sistemi informatici dell’INPS e per la fase transitoria di comunicazione ai datori di lavoro e ai lavoratori.E quindi fondamentale, nel frattempo, continuare ad adempiere correttamente agli obblighi attuali: versamento trimestrale dei contributi INPS, comunicazione del rapporto di lavoro tramite il portale INPS, rispetto del CCNL Lavoro Domestico. Leggi anche: contributi colf non versati: cosa fare e come recuperarli.Lavoro domestico in nero: i rischi per datore e lavoratoreIn attesa della riforma, va ribadito con forza che il lavoro domestico in nero espone entrambe le parti a rischi seri. I contributi non versati comportano:Per il datore: sanzioni amministrative da parte dell’INPS, recupero contributivo con maggiorazioni e interessi, rischio di ispezioni del lavoro, responsabilita civile verso il lavoratore per mancata copertura previdenziale e INAIL.Per il lavoratore: mancata maturazione di contributi pensionistici, assenza di copertura assicurativa INAIL in caso di infortunio, impossibilita di accedere a indennita di malattia e maternita, difficolta nel dimostrare il rapporto di lavoro per altri benefici (NASpI, ecc.).La riforma in corso, proprio perche intenderebbe integrare gestione contributiva e fiscale in un unico flusso, avrebbe anche un effetto indiretto di contrasto al lavoro irregolare.Come comportarsi oggi: la checklist per datori di lavoro domesticoIn attesa della riforma, ecco cosa deve fare correttamente una famiglia che assume una colf o una badante:Comunicazione di assunzione: va inviata all’INPS tramite il portale dedicato (www.inps.it) prima dell’inizio del rapporto di lavoro. Per le dimissioni della badante valgono procedure specifiche.Contratto scritto: obbligatorio indicare il livello CCNL, l’orario, la retribuzione, il luogo di lavoro. Il CCNL Lavoro Domestico firmato da Assindatcolf/Fidaldo con le sigle sindacali di riferimento e in vigore fino al 2026.Versamento contributi INPS: entro il 10 aprile (1° trimestre), 10 luglio (2° trimestre), 10 ottobre (3° trimestre), 10 gennaio dell’anno successivo (4° trimestre). I bollettini MAV si generano sul portale INPS.Busta paga: anche se non obbligatoria per legge nel lavoro domestico, e fortemente consigliata per trasparenza. Assindatcolf fornisce software gratuiti per la sua elaborazione.Dichiarazione dei redditi del lavoratore: attualmente, il lavoratore domestico deve presentare autonomamente la propria dichiarazione (730 o Redditi PF) se il reddito supera le soglie di esonero.Deduzione contributi sul 730 del datore: ricordarsi di inserire i contributi versati all’INPS nel rigo E23 del 730, fino al massimo deducibile di 1.549,37 euro.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Quando entrera in vigore la ritenuta IRPEF gestita dall’INPS per colf e badanti?Non e ancora stata stabilita una data definitiva. Al maggio 2026, il decreto attuativo della delega fiscale (L. 111/2023) relativo al lavoro domestico non e ancora stato approvato. Le stime piu ottimistiche parlano di una possibile entrata in vigore nel 2027, ma i tempi potrebbero allungarsi per la necessita di adeguare i sistemi informatici dell’INPS.La riforma aumentera il costo del lavoro domestico per le famiglie?In linea teorica no, perche l’IRPEF e un’imposta a carico del lavoratore, non del datore. Tuttavia, la famiglia dovra “anticipare” la quota IRPEF nel versamento all’INPS e poi corrispondere al lavoratore la retribuzione al netto. Questo modifica il flusso di cassa ma non il costo complessivo del rapporto di lavoro.I lavoratori domestici stranieri come saranno gestiti?La riforma si applicherebbe a tutti i lavoratori domestici regolari, indipendentemente dalla nazionalita. I lavoratori stranieri non residenti fiscalmente in Italia o con convenzioni bilaterali potrebbero beneficiare di trattamenti particolari, ma i dettagli non sono ancora stati definiti nei testi preparatori.Cosa succede se una colf lavora per piu famiglie?Questo e uno dei nodi tecnici piu complessi della riforma. Probabilmente l’INPS dovra aggregare i dati di tutti i datori di lavoro per calcolare l’IRPEF corretta, con un meccanismo di conguaglio annuale simile a quello previsto per i lavoratori con piu datori nel settore privato ordinario.Posso ancora dedurre i contributi colf dal mio 730 con la nuova riforma?Si. La deduzione dei contributi versati per il personale domestico (art. 10 comma 2 TUIR, fino a 1.549,37 euro) non e stata toccata dalle proposte di riforma in discussione. Riguarda i contributi previdenziali, non le ritenute IRPEF, e restera in vigore indipendentemente dal nuovo sistema di gestione dell’imposta.Dove posso trovare informazioni ufficiali sulla riforma?Le fonti ufficiali da monitorare sono: il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it), il sito dell’INPS (www.inps.it), la Gazzetta Ufficiale per i decreti attuativi, e le comunicazioni delle associazioni di settore come Assindatcolf (www.assindatcolf.it) e Fidaldo (www.fidaldo.it).📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.In conclusioneLa prospettiva di una ritenuta IRPEF gestita dall’INPS per colf e badanti rappresenta una delle riforme piu significative del lavoro domestico degli ultimi decenni. Il modello, ispirato all’esperienza francese del CESU, mira a semplificare gli adempimenti, ridurre l’evasione fiscale e garantire maggiori tutele ai lavoratori domestici. Per le famiglie, il cambiamento piu rilevante sara un versamento INPS trimestrale piu articolato ma, in cambio, la liberazione da qualsiasi obbligo fiscale diretto verso il lavoratore.Nel frattempo, continuate a gestire correttamente i rapporti di lavoro domestico secondo la normativa vigente. Se avete dubbi sui contributi da versare, sulla deduzione fiscale o sulla corretta applicazione del CCNL, il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per una consulenza personalizzata. Leggi anche il nostro articolo su come consegnare correttamente la lettera di licenziamento alla colf o alla badante.Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 18:58:502026-05-31 17:41:54Colf e Badanti: verso la Ritenuta IRPEF gestita dall’INPS
CAF, CRIPTOVALUTEMining Criptovalute 2026: Tassazione, Obblighi Fiscali e Come Dichiarare i ProventiIndice dei contenutiCos’è il Mining di CriptovaluteMining Occasionale vs Mining Professionale: Differenze FiscaliTassazione del Mining Occasionale nel 2026Mining come Attività d’Impresa: P.IVA e ContributiValore di Acquisizione delle Crypto MinateCome Dichiarare i Proventi da Mining nel 2026Cloud Mining: Inquadramento Fiscale e TassazioneCosti Deducibili per il Mining ProfessionaleObblighi IVA per il Mining di CriptovaluteDomande Frequenti sul Mining Criptovalute 2026Il mining criptovalute 2026 rappresenta una delle attività più dibattute dal punto di vista fiscale nel panorama delle cripto-attività. Minare Bitcoin o altre criptovalute significa utilizzare la potenza di calcolo del proprio computer (o di hardware specializzato) per validare le transazioni sulla blockchain e ricevere in cambio nuove monete digitali. Ma come si tassano questi proventi? E quali obblighi fiscali deve rispettare chi fa mining in Italia?Con la riforma della tassazione delle cripto-attività introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e le successive modifiche del 2025, il quadro normativo si è fatto più chiaro ma anche più complesso. L’aliquota sulle plusvalenze crypto è passata al 33% dal 2026, e chi si dedica al mining criptovalute 2026 deve conoscere le regole per evitare sanzioni. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto: dalla differenza tra mining occasionale e professionale, al valore di acquisizione delle crypto minate, fino alla compilazione del Quadro W e degli altri quadri dichiarativi.Cos’è il Mining di CriptovaluteIl mining di criptovalute è il processo attraverso il quale vengono create nuove unità di moneta digitale e, contemporaneamente, vengono validate le transazioni sulla rete blockchain. In termini semplici, il miner mette a disposizione la potenza di calcolo del proprio hardware per risolvere complessi problemi matematici: chi trova la soluzione per primo riceve una ricompensa in criptovaluta (il cosiddetto block reward).Il meccanismo più conosciuto è il Proof of Work (PoW), utilizzato da Bitcoin e da altre criptovalute. In questo sistema, i miner competono tra loro per aggiungere un nuovo blocco alla catena. La competizione richiede hardware sempre più potente e un consumo energetico significativo, motivo per cui il mining criptovalute 2026 è diventato un’attività che comporta costi rilevanti per energia elettrica e attrezzature.Esistono diverse modalità di mining:Mining individuale (solo mining): il miner opera in autonomia con il proprio hardware, come ASIC o GPU dedicateMining pool: più miner uniscono le proprie risorse di calcolo per aumentare le probabilità di trovare un blocco e dividono la ricompensaCloud mining: si acquista potenza di calcolo da un provider esterno che gestisce l’infrastruttura hardware, senza possedere fisicamente le macchineCiascuna di queste modalità ha implicazioni fiscali diverse, che analizzeremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. La distinzione fondamentale, dal punto di vista del fisco italiano, è tra chi fa mining come attività occasionale (hobby) e chi lo svolge come attività d’impresa in modo continuativo e organizzato. Mining Occasionale vs Mining Professionale: Differenze FiscaliLa prima domanda che ogni miner deve porsi riguarda la natura della propria attività. Il fisco italiano distingue nettamente tra due situazioni, e questa classificazione determina tutto il trattamento fiscale del mining criptovalute 2026.Mining occasionale (hobby): si configura quando una persona fisica mina criptovalute in modo saltuario, senza un’organizzazione imprenditoriale strutturata. In genere si tratta di chi utilizza il proprio computer di casa o un piccolo rig con poche schede video. Non c’è continuità sistematica, non ci sono dipendenti, e l’investimento in hardware è contenuto. In questo caso, le crypto minate non generano reddito al momento della creazione: il reddito imponibile si manifesta solo quando le criptovalute vengono vendute o scambiate, sotto forma di plusvalenze.Mining professionale (attività d’impresa): si configura quando l’attività è svolta in modo continuativo, organizzato e con investimenti significativi. Indicatori tipici sono: l’acquisto di hardware dedicato costoso (ASIC, farm di GPU), l’allestimento di locali appositi, il consumo energetico elevato, la presenza di personale, e l’intento di lucro sistematico. In questa ipotesi, il mining produce reddito d’impresa ed è necessario aprire partita IVA, iscriversi alla Camera di Commercio e versare i contributi INPS.La tabella seguente riassume le principali differenze:CaratteristicaMining OccasionaleMining ProfessionaleOrganizzazioneMinima, hardware personaleStrutturata, hardware dedicatoContinuitàSaltuariaSistematica e continuativaPartita IVANon necessariaObbligatoriaTipo di redditoRedditi diversi (plusvalenze)Reddito d’impresaMomento imposizioneAlla vendita/scambioAl momento del miningAliquota33% sulle plusvalenzeIRPEF progressiva + IRAPContributi INPSNoSì (Gestione Commercianti) Tassazione del Mining Occasionale nel 2026Per chi svolge mining criptovalute 2026 in modo occasionale, il trattamento fiscale segue le regole generali delle cripto-attività per le persone fisiche. Il principio fondamentale è che le criptovalute ottenute tramite mining non vengono tassate nel momento in cui vengono create, ma solo quando si realizza una plusvalenza attraverso la cessione o lo scambio.Quando il miner occasionale decide di vendere le crypto minate, la plusvalenza viene calcolata come differenza tra il corrispettivo percepito e il costo di acquisizione. Qui emerge una questione critica: qual è il costo di acquisizione di una criptovaluta che non è stata acquistata ma creata dal nulla? Questo aspetto, che approfondiremo nella sezione dedicata, è uno dei nodi più delicati della tassazione mining crypto.Dal 1 gennaio 2026, l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività è pari al 33% (in aumento rispetto al 26% degli anni precedenti). La plusvalenza è soggetta a imposta sostitutiva, ovvero una tassa unica che sostituisce l’IRPEF ordinaria su quei redditi specifici.I passaggi per la tassazione del mining occasionale sono:Mining: si ottengono criptovalute. Nessuna tassazione al momento della creazioneDetenzione: le crypto restano nel wallet. Obbligo di monitoraggio nel Quadro WVendita/Scambio: si calcola la plusvalenza (prezzo di vendita meno costo di acquisizione)Dichiarazione: la plusvalenza va indicata nel Quadro RT del Modello Redditi PF e si paga il 33%Un aspetto importante: le minusvalenze (perdite) possono essere compensate con le plusvalenze entro i 4 anni successivi. Questo significa che se in un anno il miner vende in perdita, può utilizzare quella perdita per ridurre le tasse sulle plusvalenze future. Per approfondire la gestione delle minusvalenze, consulta la nostra guida sugli errori nel Quadro RT. Mining come Attività d’Impresa: P.IVA e ContributiQuando il mining criptovalute 2026 viene svolto in forma organizzata e continuativa, il fisco lo classifica come attività d’impresa. Questo comporta una serie di obblighi significativamente più gravosi rispetto al mining occasionale, ma offre anche la possibilità di dedurre tutti i costi sostenuti per l’attività.Per avviare l’attività di mining professionale è necessario:Aprire la partita IVA con codice ATECO appropriato (tipicamente 62.09.09 – “Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie informatiche” oppure 63.11.19 – “Altre elaborazioni elettroniche di dati”)Iscriversi alla Camera di Commercio come ditta individuale o societàIscriversi alla Gestione Commercianti INPS per il versamento dei contributi previdenzialiTenere la contabilità (semplificata o ordinaria a seconda del fatturato)Emettere fattura in caso di cessione delle criptovalute a terzi nell’ambito dell’attivitàIl reddito da mining professionale viene tassato come reddito d’impresa, ovvero con le aliquote IRPEF progressive (dal 23% al 43%) più le addizionali regionali e comunali. A questo si aggiunge l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) con aliquota ordinaria del 3,9%.Una differenza cruciale rispetto al mining occasionale riguarda il momento dell’imposizione. Nel mining professionale, il reddito si genera al momento in cui le criptovalute vengono minate, non quando vengono vendute. Il valore delle crypto minate viene iscritto in bilancio al valore di mercato alla data del mining, e concorre a formare il reddito d’esercizio.Per quanto riguarda i contributi INPS, il miner professionista è tenuto a versare i contributi alla Gestione Commercianti. L’importo si calcola sul reddito d’impresa e comprende una quota fissa (circa 4.500 euro annui nel 2026, da versare indipendentemente dal reddito) più una quota variabile sul reddito eccedente il minimale. Questo aspetto rende il mining professionale conveniente solo quando i proventi superano significativamente i costi fissi.Chi ha un reddito d’impresa contenuto potrebbe valutare il regime forfettario, che prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) e la riduzione del 35% dei contributi INPS. Tuttavia, il regime forfettario ha limiti di ricavi (85.000 euro) e non consente la deduzione analitica dei costi, il che potrebbe non essere vantaggioso per un’attività ad alto consumo energetico come il mining. Valore di Acquisizione delle Crypto MinateUno degli aspetti più controversi della tassazione mining crypto riguarda la determinazione del valore di acquisizione delle criptovalute ottenute tramite mining. A differenza delle crypto acquistate su un exchange (dove il costo è il prezzo pagato), le crypto minate vengono create, e il loro costo di acquisizione non è immediatamente evidente.Esistono due approcci principali, e la scelta dipende dalla qualificazione dell’attività:Per il mining occasionale (persona fisica), l’orientamento prevalente è che il costo di acquisizione sia pari a zero o, al massimo, pari ai costi documentabili direttamente sostenuti per il mining (energia elettrica, quota di ammortamento dell’hardware). L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un chiarimento ufficiale specifico sul mining, ma la Circolare 30/E del 2023 stabilisce che per le cripto-attività ricevute a titolo gratuito (come le ricompense di staking) il costo è determinato dal valore normale al momento della ricezione. Per analogia, molti professionisti applicano lo stesso principio al mining.Per il mining professionale (reddito d’impresa), il valore delle criptovalute minate viene iscritto in bilancio al valore di mercato al momento del mining. Questo valore rappresenta sia il ricavo dell’attività sia il costo di acquisizione per future cessioni. I costi sostenuti (energia, hardware, manutenzione) vengono dedotti separatamente come costi d’esercizio.In pratica, per il miner occasionale conviene documentare accuratamente tutti i costi sostenuti (bollette elettriche proporzionate all’uso per mining, fatture di acquisto hardware) e il valore di mercato delle crypto al momento del mining. Questa documentazione sarà fondamentale in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si consiglia di conservare:Screenshot del wallet con data e ora di ricezione delle ricompenseRegistri di mining (log del software utilizzato)Prezzi di mercato alla data di ogni ricompensa ricevuta (da siti come CoinMarketCap o CoinGecko)Bollette dell’energia elettrica e calcolo della quota imputabile al miningFatture di acquisto dell’hardware utilizzato Come Dichiarare i Proventi da Mining nel 2026La dichiarazione dei proventi da mining criptovalute 2026 richiede la compilazione di diversi quadri del Modello Redditi PF. Il 730 ordinario non è sufficiente per chi ha cripto-attività da dichiarare, a meno che non si utilizzi il nuovo Quadro W introdotto nel 730/2026.Ecco i quadri da compilare per il mining occasionale:Quadro W (Monitoraggio fiscale): serve per dichiarare la detenzione delle criptovalute. Ogni crypto-attività detenuta al 31 dicembre va indicata con il valore di mercato a fine anno. Il Quadro W è obbligatorio anche se non si sono realizzate plusvalenze durante l’anno. Va indicato il controvalore in euro delle crypto possedute, specificando la tipologia di cripto-attività e l’intermediario (exchange) o il tipo di wallet utilizzato.Quadro RT (Plusvalenze): va compilato solo se durante l’anno si sono vendute o scambiate criptovalute realizzando plusvalenze o minusvalenze. Si indica il corrispettivo totale delle cessioni, il costo di acquisizione, e si calcola la plusvalenza netta su cui si applica l’imposta sostitutiva del 33%.Per il mining professionale, invece, i proventi vanno dichiarati nel:Quadro RF (Reddito d’impresa in contabilità ordinaria) o Quadro RG (contabilità semplificata): qui si dichiarano i ricavi dell’attività di mining e si deducono i costiQuadro RR: per il calcolo dei contributi INPS dovutiQuadro W: resta comunque obbligatorio per il monitoraggio delle cripto-attività detenutePer approfondire la compilazione del Quadro W e le novità del 2026, ti consigliamo la nostra guida completa al Quadro W del 730/2026. Se utilizzi exchange come Binance, consulta anche la guida alla dichiarazione redditi Binance 2026 per le istruzioni specifiche su come estrarre i dati necessari.Cloud Mining: Inquadramento Fiscale e TassazioneIl cloud mining rappresenta un caso particolare nel panorama del mining criptovalute 2026. In questa modalità, il contribuente non possiede fisicamente l’hardware di mining, ma acquista potenza di calcolo (hashrate) da un provider specializzato che gestisce l’infrastruttura in data center remoti.La questione fiscale centrale è: il cloud mining è un’attività di mining vera e propria o un contratto di investimento? La risposta ha conseguenze importanti sul trattamento fiscale.Se il cloud mining viene qualificato come investimento finanziario (il contribuente investe denaro e riceve periodicamente crypto come rendimento), i proventi potrebbero essere trattati come redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria, con tassazione al momento della percezione. In questa interpretazione, il “contratto di cloud mining” è assimilabile a un prodotto finanziario.Se invece viene qualificato come attività di mining (il contribuente noleggia hardware per svolgere mining), si applicano le stesse regole del mining diretto: tassazione delle plusvalenze alla vendita per l’attività occasionale, o reddito d’impresa per l’attività professionale.L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un’interpretazione ufficiale specifica sul cloud mining. In assenza di chiarimenti, l’approccio più prudente e condiviso dalla maggior parte dei professionisti fiscali è trattare il cloud mining come investimento in cripto-attività: le crypto ricevute vanno monitorate nel Quadro W, e le eventuali plusvalenze alla vendita sono tassate al 33%. I costi del contratto di cloud mining possono essere considerati come costo di acquisizione delle crypto ricevute. Costi Deducibili per il Mining ProfessionaleChi svolge il mining criptovalute 2026 come attività d’impresa può dedurre dal reddito tutti i costi inerenti all’attività. Questa è una delle poche consolazioni per chi affronta la tassazione progressiva IRPEF: a differenza del miner occasionale, il professionista può abbattere significativamente la base imponibile.I principali costi deducibili per il mining professionale sono:Hardware e attrezzature: l’acquisto di ASIC miner, schede video (GPU), alimentatori, sistemi di raffreddamento e altri componenti. Questi beni vengono ammortizzati secondo i coefficienti fiscali previsti (tipicamente 20% annuo per apparecchiature informatiche, con ammortamento completo in 5 anni). Se il costo unitario del bene è inferiore a 516,46 euro, è possibile la deduzione integrale nell’anno di acquisto.Energia elettrica: è generalmente la voce di costo più rilevante per un’attività di mining. Le bollette dell’energia sono integralmente deducibili se il locale è adibito esclusivamente al mining. Se il mining avviene in un locale ad uso promiscuo (ad esempio una stanza dell’abitazione), la deducibilità è limitata al 50%, salvo prova contraria con contatori separati.Gli altri costi deducibili comprendono:Connessione internet: canone mensile dell’abbonamento (al 50% se uso promiscuo)Affitto del locale: se si utilizza un locale dedicato al miningManutenzione e riparazioni: costi per la sostituzione di componenti, pulizia e manutenzione dell’hardwareSoftware e licenze: programmi di mining, monitoraggio e gestioneConsulenze professionali: commercialista, consulente fiscale, legaleAssicurazioni: polizze per l’attrezzatura e il localeFee delle mining pool: commissioni versate alla pool per la partecipazionePer massimizzare le deduzioni e gestire correttamente la contabilità dell’attività di mining, è fondamentale conservare tutta la documentazione: fatture, ricevute, contratti e registri di produzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assistere nella corretta impostazione della contabilità per un’attività di mining professionale.Obblighi IVA per il Mining di CriptovaluteLa questione dell’IVA sul mining di criptovalute è stata in parte chiarita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza Hedqvist (C-264/14), che ha stabilito che le operazioni di cambio tra valuta tradizionale e Bitcoin (e altre cripto) sono esenti da IVA ai sensi della direttiva IVA europea.Per quanto riguarda specificamente il mining, la situazione nel contesto del mining criptovalute 2026 è la seguente:Il mining puro non è soggetto a IVA. La ragione è che il miner non fornisce un servizio a un cliente identificabile: la ricompensa in criptovaluta viene dalla rete blockchain stessa, non da un committente specifico. Manca quindi il requisito del rapporto sinallagmatico (prestazione a fronte di un corrispettivo) necessario per l’applicazione dell’IVA.Tuttavia, ci sono delle eccezioni importanti:Servizi di mining per conto terzi: se il miner fornisce servizi di validazione o elaborazione a un cliente specifico dietro compenso, il servizio è soggetto a IVAVendita di hardware usato: la cessione di attrezzature di mining è soggetta a IVA con le regole ordinarieCloud mining come servizio: il provider di cloud mining che vende potenza di calcolo a clienti è soggetto a IVA sul corrispettivo del servizioPer il miner professionista con partita IVA, questo significa che le ricompense da mining non generano IVA a debito, ma i costi sostenuti (hardware, energia) hanno IVA a credito che potrebbe non essere detraibile in tutto o in parte, configurandosi un’attività esente. È un aspetto tecnico complesso che richiede l’assistenza di un professionista fiscale per la corretta gestione del pro-rata IVA. Domande Frequenti sul Mining Criptovalute 2026Devo pagare le tasse sulle crypto che mino se non le vendo?Se fai mining come hobby (attività occasionale), non devi pagare tasse sulle crypto che mino finché non le vendi o le scambi. Tuttavia, hai l’obbligo di dichiararle nel Quadro W della dichiarazione dei redditi, indicando il loro valore al 31 dicembre. Se invece fai mining come attività d’impresa, il reddito si tassa al momento del mining, indipendentemente dalla vendita.Quanto si paga di tasse sul mining nel 2026?Per il mining occasionale, si paga il 33% sulle plusvalenze realizzate quando si vendono le crypto minate. Per il mining professionale, si paga l’IRPEF progressiva (dal 23% al 43%) più i contributi INPS e l’IRAP. Chi opta per il regime forfettario paga il 15% di imposta sostitutiva (o 5% per i primi 5 anni).Serve la partita IVA per fare mining?Non serve la partita IVA se il mining è un’attività occasionale e non organizzata. Serve obbligatoriamente se il mining è svolto in modo continuativo, organizzato e con investimenti significativi in hardware e infrastrutture. La distinzione dipende da fattori come l’entità dell’investimento, la continuità dell’attività e l’organizzazione dei mezzi.Come calcolo il costo di acquisizione delle crypto minate?Per il mining occasionale, il costo di acquisizione può essere determinato in base ai costi documentabili sostenuti (energia, quota hardware) o, in alternativa, al valore di mercato al momento del mining. Per il mining professionale, il valore è quello di mercato alla data di creazione, iscritto in bilancio. È fondamentale conservare tutta la documentazione (log di mining, bollette, screenshot del wallet con date).Il cloud mining viene tassato diversamente dal mining diretto?Il cloud mining può essere trattato come un investimento finanziario (redditi diversi) o come attività di mining (stesse regole del mining diretto). L’approccio più prudente è trattarlo come investimento: le crypto ricevute vanno nel Quadro W, le plusvalenze alla vendita sono tassate al 33%, e i costi del contratto sono il costo di acquisizione delle crypto.Cosa rischio se non dichiaro i proventi da mining?La mancata dichiarazione delle cripto-attività comporta sanzioni severe: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati nel Quadro W per il monitoraggio fiscale, più sanzioni per l’omessa dichiarazione dei redditi (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta). In caso di importi rilevanti, si possono configurare anche reati penali (dichiarazione infedele o omessa). Conviene sempre regolarizzare la propria posizione.ConclusioneIl mining criptovalute 2026 è un’attività che richiede una pianificazione fiscale attenta. Che si tratti di mining occasionale tassato al 33% sulle plusvalenze o di mining professionale con partita IVA e obblighi contabili, è fondamentale conoscere le regole e rispettare gli adempimenti dichiarativi. Il Quadro W per il monitoraggio e il Quadro RT per le plusvalenze sono i due strumenti principali per il miner occasionale, mentre il professionista deve gestire una contabilità completa.La normativa sulle cripto-attività è in continua evoluzione, e aspetti come il valore di acquisizione delle crypto minate e il trattamento del cloud mining attendono ancora chiarimenti ufficiali dall’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti è la scelta migliore per evitare errori e sanzioni.Hai bisogno di assistenza per dichiarare i tuoi proventi da mining? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella dichiarazione dei redditi da criptovalute e può aiutarti a gestire tutti gli adempimenti fiscali legati al mining. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche scriverci a info@centrofiscale.com per una consulenza personalizzata. Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 14:00:002026-05-30 01:03:51Mining Criptovalute 2026: Tassazione, Obblighi Fiscali e Come Dichiarare i Proventi
CAFReversibilità e Nuovo Matrimonio: Si Perde la Pensione?Se il coniuge superstite che percepisce la pensione di reversibilità decide di risposarsi, cosa succede alla pensione? La risposta è netta: si perde. Ma con alcune importanti tutele economiche. Vediamo nel dettaglio come funziona il rapporto tra reversibilità e nuovo matrimonio nel 2026. Per il quadro completo, consulta la guida alla pensione di reversibilità.Indice dei contenutiCosa dice la leggeLa doppia annualità: indennità una tantumConvivenza senza matrimonioUnione civile dopo la reversibilitàEffetti sui figliDomande frequenti Cosa dice la leggeL’articolo 3 del D.Lgs. n. 39/1945 e la successiva normativa stabiliscono che il coniuge superstite perde il diritto alla reversibilità se contrae un nuovo matrimonio. La cessazione della pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al nuovo matrimonio.Questa regola si applica sia al matrimonio civile che a quello religioso con effetti civili. La ratio della norma è che, con il nuovo matrimonio, il coniuge superstite acquisisce un nuovo nucleo familiare e, potenzialmente, un nuovo sostegno economico. La doppia annualità: indennità una tantumPer compensare la perdita della pensione, la legge prevede il riconoscimento di una doppia annualità. Si tratta di un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione di reversibilità percepita, calcolata sull’importo in pagamento alla data del nuovo matrimonio (comprensiva della tredicesima).Esempio: se Anna percepisce una reversibilità di 800 euro al mese e si risposa, riceverà un’indennità una tantum di 800 x 26 = 20.800 euro. Dopo di che, la pensione di reversibilità cesserà definitivamente.La doppia annualità va richiesta all’INPS con apposita domanda. Non è automatica. Convivenza senza matrimonioQuesto è un punto cruciale: la convivenza di fatto (anche more uxorio) non fa perdere la reversibilità. Solo il matrimonio formale (civile o concordatario) comporta la cessazione del diritto.Pertanto, il coniuge superstite che inizia una nuova convivenza senza sposarsi continua a percepire regolarmente la pensione di reversibilità. Non esiste alcun obbligo di comunicare la convivenza all’INPS ai fini della reversibilità.Questa distinzione tra matrimonio e convivenza è stata confermata da numerose sentenze della Corte di Cassazione. Unione civile dopo la reversibilitàCon la Legge Cirinnà (L. 76/2016), l’unione civile è equiparata al matrimonio per molti aspetti, compresa la reversibilità. Di conseguenza, se il coniuge superstite costituisce una nuova unione civile, perde il diritto alla pensione di reversibilità, con le stesse regole previste per il nuovo matrimonio (inclusa la doppia annualità).Effetti sui figliIl nuovo matrimonio del coniuge superstite non influisce sulla quota dei figli. Se i figli avevano diritto alla reversibilità (perché minorenni, studenti o inabili), continuano a percepirla anche dopo il nuovo matrimonio del genitore.La quota viene semplicemente ricalcolata: la parte del coniuge viene meno, ma quella dei figli resta invariata. Ad esempio, se la famiglia percepiva l’80% (60% coniuge + 20% figlio), dopo il nuovo matrimonio del genitore il figlio continuerà a percepire la sua quota del 70% (un figlio solo, senza coniuge). 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiSe mi risposo e poi divorzio, posso riavere la reversibilità?No. Una volta perso il diritto alla reversibilità per nuovo matrimonio, non si può più riacquistare, nemmeno in caso di successivo divorzio o vedovanza dal secondo coniuge.La convivenza certificata è come il matrimonio?No. Anche la convivenza registrata in Comune (ai sensi della Legge Cirinnà) non fa perdere la reversibilità. Solo il matrimonio o l’unione civile formale comportano la cessazione.La doppia annualità è tassata?Sì, la doppia annualità è soggetta a tassazione ordinaria IRPEF, come la pensione da cui deriva.Se stai valutando un nuovo matrimonio e vuoi capire le conseguenze sulla tua reversibilità, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 09:00:002026-05-31 17:42:02Reversibilità e Nuovo Matrimonio: Si Perde la Pensione?
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOQuattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha DirittoLa quattordicesima pensione 2026 è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga a luglio (oppure a dicembre per chi compie 64 anni nel secondo semestre) ai pensionati con redditi bassi che hanno almeno 64 anni di età. Gli importi vanno da 336 € a 655 € in base agli anni di contribuzione e al tipo di pensione (lavoratori dipendenti o autonomi). In questa guida trovi requisiti aggiornati, tabella importi 2026, esempi pratici di calcolo e tutto quello che serve sapere per verificare se hai diritto.📞 Vuoi verificare se hai diritto alla quattordicesima?Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente i tuoi requisiti e, se la quattordicesima non ti viene pagata d’ufficio, presenta domanda all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121. Indice dei contenutiCos’è la quattordicesima e quando arrivaRequisiti anagrafici: dai 64 anni in suRequisiti reddituali 2026Importi 2026 per fasce contributiveCalcolo: 3 esempi praticiD’ufficio o su domanda?Verifica diritto al CAF Centro FiscaleDomande frequentiCos’è la quattordicesima e quando arrivaLa quattordicesima delle pensioni è una somma aggiuntiva annua introdotta dalla Legge 127/2007 e progressivamente estesa nel tempo. Si tratta di un beneficio assistenziale a sostegno dei pensionati con redditi bassi: una sorta di “premio” per chi vive con una pensione modesta.Quando viene erogata:Luglio 2026: per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (insieme alla pensione mensile)Dicembre 2026: per chi compie 64 anni tra agosto e dicembre 2026L’importo viene accreditato direttamente sulla pensione del mese, con voce dedicata sul cedolino (“Quattordicesima L. 127/2007“). Per il quadro generale del calendario di pagamento delle pensioni di luglio puoi consultare la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026, che contiene anche le informazioni utili sul mese successivo.La quattordicesima non è soggetta a IRPEF: arriva netta sul cedolino, senza trattenute fiscali. Questo è un vantaggio significativo rispetto ad altri integratori di reddito. Requisiti anagrafici: dai 64 anni in suPer avere diritto alla quattordicesima 2026 occorre aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito anagrafico è categorico: senza i 64 anni la quattordicesima non spetta, indipendentemente dal reddito.La quattordicesima spetta ai titolari di:Pensione di vecchiaia (lavoratori dipendenti, autonomi, parasubordinati)Pensione anticipataPensione di anzianità (vecchio sistema)Pensione di reversibilità e indirettaPensione di invalidità previdenziale (con almeno 64 anni)Esclusi dalla quattordicesima:Titolari di assegno socialePensioni di guerraPensioni assistenziali per invalidità civileRequisiti reddituali 2026Oltre all’età, è necessario rispettare limiti reddituali precisi. Il reddito complessivo del pensionato (esclusa la casa di abitazione e alcune voci) non deve superare determinate soglie, calcolate come multipli del trattamento minimo INPS.Soglia di redditoImporto annuo 2026 (€)Quota quattordicesimaFino a 1,5 volte il minimo~ 11.762Quattordicesima interaDa 1,5 a 2 volte il minimo11.762 – 15.683Quattordicesima ridotta (clausola di salvaguardia)Oltre 2 volte il minimo> 15.683Non spettaImportante: il reddito personale conta. La pensione del coniuge non viene cumulata, a differenza di quanto avviene per la maggiorazione sociale. Sono esclusi dal computo del reddito: la casa di abitazione, il TFR, il trattamento di fine servizio, l’indennità di accompagnamento. Importi 2026 per fasce contributiveL’importo della quattordicesima dipende da due fattori: gli anni di contribuzione versata e il tipo di pensione (lavoratori dipendenti o autonomi). Più anni di contributi, più alta è la quattordicesima.Pensionati con reddito fino a 1,5 volte il minimo (~ 11.762 €)Anni di contribuzioneLavoratori dipendenti (€)Lavoratori autonomi (€)Fino a 15 anni437,00336,00Da 15 a 25 anni546,00420,00Oltre 25 anni655,00504,00Pensionati con reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo (clausola di salvaguardia)Se il reddito è poco sopra la soglia di 1,5 volte il minimo, scatta la clausola di salvaguardia: la quattordicesima viene ridotta in modo che la somma “pensione + quattordicesima” non superi il limite massimo. In pratica, la quattordicesima copre solo la differenza tra il limite e il reddito effettivo.Importi indicativi: la quattordicesima ridotta varia da pochi euro a circa 200-300 €, in base alla distanza dal limite di 2 volte il minimo.Calcolo: 3 esempi praticiEsempio 1: pensionata 67 anni, dipendente, 30 anni contributiMaria, 67 anni, ex impiegata. Pensione di vecchiaia da 850 €/mese (11.050 € annui). Reddito complessivo: 11.050 € (sotto 1,5 volte il minimo).Categoria: dipendente, oltre 25 anni di contributiQuattordicesima: 655 € a luglio 2026Pensione lorda di luglio: 850 + 655 = 1.505 € (somma aggiuntiva netta)Esempio 2: pensionato 70 anni, autonomo, 18 anni contributiAntonio, 70 anni, ex commerciante. Pensione 720 €/mese (9.360 € annui). Reddito complessivo: 9.360 €.Categoria: autonomo, fascia 15-25 anni di contributiQuattordicesima: 420 € a luglio 2026Pensione lorda di luglio: 720 + 420 = 1.140 €Esempio 3: pensionata 65 anni, reddito sopra 1,5 ma sotto 2 volte minimoLucia, 65 anni, ex dipendente con 22 anni di contributi. Pensione 1.050 €/mese (13.650 € annui). Reddito: 13.650 € (tra 11.762 e 15.683).Quattordicesima base: 546 € (fascia 15-25 anni dipendenti)Limite massimo (1,5 volte minimo + 546): 11.762 + 546 = 12.308 €Lucia ha già 13.650 € > 12.308: la quattordicesima viene ridotta o non spettaVerifica esatta: meglio chiedere al CAF, perché il calcolo dipende da tutti i redditi D’ufficio o su domanda?Nella maggior parte dei casi la quattordicesima viene liquidata d’ufficio dall’INPS: l’Istituto incrocia i dati anagrafici e reddituali in suo possesso e accredita automaticamente la somma sulla pensione di luglio o dicembre.Tuttavia, in alcuni casi è necessario presentare domanda esplicita:Pensionati che hanno avuto variazioni reddituali significative nel 2025 (es. cessazione di un’attività)Pensionati con più sostituti d’imposta (es. doppia pensione INPS + Cassa privata)Casi in cui l’INPS non dispone dei dati reddituali completiPensioni di reversibilità di recente attribuzioneTempistica della domanda: non c’è una scadenza tassativa. Conviene presentarla entro maggio per ricevere la quattordicesima con la pensione di luglio. Se presentata dopo, l’INPS la liquida nei mesi successivi (con eventuale arretrato).Verifica diritto al CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di verifica del diritto alla quattordicesima:Controllo dei requisiti anagrafici e contributiviCalcolo del reddito complessivo rilevanteStima dell’importo spettantePresentazione della domanda all’INPS, se necessarioVerifica eventuali arretrati per anni passati (fino a 5 anni indietro)Il servizio di patronato è gratuito. Spesso emergono diritti dimenticati: pensionati che potevano ricevere la quattordicesima da anni e non lo sapevano, recuperando importi anche di 2.000-3.000 € di arretrati.Verifica gratuita al CAF Centro Fiscale15 minuti per sapere se hai diritto alla quattordicesima 2026 e a eventuali arretrati. Servizio gratuito di patronato.📞 Telefono: 0432 1638640 💬 WhatsApp: 366 6018121 📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineServizio Pensioni📬 Resta aggiornato sulle novità fiscaliIscriviti per ricevere via email il calendario delle pensioni e le guide pratiche del CAF Centro Fiscale. 🔒 I tuoi dati sono al sicuro.Domande frequentiQuando arriva la quattordicesima 2026?La quattordicesima 2026 viene erogata a luglio 2026 per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Per chi compie 64 anni tra agosto e dicembre, la quattordicesima arriva a dicembre 2026.Quanto è la quattordicesima 2026?L’importo varia da 336 € a 655 € in base agli anni di contribuzione e al tipo di pensione (dipendenti o autonomi). I lavoratori dipendenti con oltre 25 anni di contributi ricevono l’importo massimo di 655 €.La quattordicesima è soggetta a IRPEF?No. La quattordicesima è una somma aggiuntiva esente da imposte: arriva netta sul cedolino, senza alcuna trattenuta IRPEF.La quattordicesima spetta anche all’assegno sociale?No. I titolari di assegno sociale, pensione di guerra e pensione di invalidità civile sono esclusi. Per loro esistono altre prestazioni assistenziali (per esempio la maggiorazione sociale).Devo presentare domanda per la quattordicesima?Nella maggior parte dei casi viene riconosciuta d’ufficio. Tuttavia, in caso di variazioni reddituali, doppia pensione o pensione di reversibilità recente, conviene presentare domanda esplicita tramite il patronato.Posso recuperare la quattordicesima per anni passati?Sì. Se nei 5 anni precedenti avevi i requisiti ma non hai ricevuto la quattordicesima, puoi presentare domanda di arretrati. La prescrizione è quinquennale: il CAF può ricostruire la posizione e attivare la pratica. Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 08:00:002026-05-30 00:51:42Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha Diritto
PATRONATOPagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADIQuali sono le date dei pagamenti INPS a giugno 2026? Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni mese milioni di italiani attendono l’accredito delle prestazioni INPS sul proprio conto. In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026, con tutte le date confermate e le informazioni utili per verificare lo stato dei tuoi pagamenti su MyINPS.Giugno 2026 è un mese particolarmente importante per i pensionati: oltre al normale accredito della pensione, si avvicina la quattordicesima mensilità che verrà erogata con la pensione di luglio. In questo articolo ti spieghiamo anche come anticipare la verifica e cosa controllare nel tuo cedolino pensione. Indice dei contenutiCalendario completo pagamenti INPS giugno 2026Pensioni giugno 2026: data accreditoRitiro pensione alle Poste giugno 2026Assegno Unico giugno 2026: date pagamentoNASpI giugno 2026: quando arrivaAssegno di Inclusione (ADI) giugno 2026Quattordicesima pensionati 2026Bonus Nido rimborsi giugno 2026Bonus Mamme esonero contributivo giugno 2026Come verificare i pagamenti su MyINPSFAQ pagamenti INPS giugno 2026Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026Ecco la tabella riepilogativa con tutte le date dei pagamenti INPS di giugno 2026. Tieni presente che le date possono subire lievi variazioni in base all’istituto di credito o all’ufficio postale di riferimento.Prestazione INPSData pagamento giugno 2026ModalitàPensioni (accredito bancario)Lunedì 1 giugno 2026Accredito su conto correntePensioni (ritiro Poste)Dal 1 al 6 giugno 2026 (turni alfabetici)Ritiro allo sportelloAssegno Unico17, 18 e 19 giugno 2026Accredito su IBAN indicatoNASpITra il 10 e il 20 giugno 2026Accredito su IBAN indicatoAssegno di Inclusione (ADI)27 giugno 2026Carta ADIBonus Nido (rimborsi)Entro fine giugno (variabile)Accredito su IBAN indicatoBonus Mamme (esonero)Con la busta paga di giugnoEsonero in busta pagaNota importante: le date indicate sono basate sul calendario storico dei pagamenti INPS e sulle comunicazioni ufficiali disponibili. Per conferme definitive, consulta sempre il tuo fascicolo previdenziale su inps.it. Pensioni giugno 2026: data accredito bancarioLe pensioni di giugno 2026 verranno accreditate il 1° giugno 2026 (lunedì), primo giorno bancabile del mese. Questo vale per tutti i pensionati che ricevono l’assegno tramite accredito su conto corrente bancario o postale.L’accredito riguarda tutte le tipologie di pensione INPS:Pensione di vecchiaia (contributiva e retributiva)Pensione anticipata (inclusa Quota 41)Pensione di invalidità e assegno ordinario di invaliditàPensione ai superstiti (reversibilità)APE SocialeOpzione DonnaIl cedolino della pensione di giugno sarà consultabile su MyINPS generalmente a partire dall’ultima settimana di maggio. Ti consigliamo di verificarlo per controllare eventuali trattenute fiscali, conguagli IRPEF o variazioni nell’importo netto. Ritiro pensione alle Poste giugno 2026: calendario alfabeticoPer i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, anche a giugno 2026 si applica il calendario alfabetico di Poste Italiane, pensato per evitare assembramenti. Il ritiro è scaglionato in base alla lettera iniziale del cognome.Ecco il calendario previsto per il ritiro delle pensioni alle Poste a giugno 2026:GiornoDataCognomi (iniziale)Lunedì1 giugno 2026A – BMartedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – uffici chiusiMercoledì3 giugno 2026C – DGiovedì4 giugno 2026E – KVenerdì5 giugno 2026L – OSabato6 giugno 2026P – RLunedì8 giugno 2026S – ZAttenzione: il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Il calendario si estende quindi fino a lunedì 8 giugno. I pensionati con cognome dalla S alla Z potranno ritirare a partire da quella data.Ricorda che puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato, non solo nella data indicata. Il calendario serve solo a stabilire il primo giorno utile per il ritiro. Assegno Unico giugno 2026: date pagamentoL’Assegno Unico di giugno 2026 verrà accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno 2026. Come di consueto, l’INPS distribuisce i pagamenti su tre giorni lavorativi consecutivi per gestire il volume di bonifici.Le date valgono sia per chi riceve l’Assegno Unico per la prima volta sia per chi lo percepisce già da mesi. Ecco cosa sapere:Beneficiari confermati (domanda già attiva): pagamento tra il 17 e il 19 giugnoNuove domande presentate a maggio: primo pagamento possibile già a giugno, con eventuali arretratiImporto base 2026: da 57 euro a 199,40 euro per figlio (in base all’ISEE)Maggiorazioni: previste per figli disabili, famiglie numerose (3+ figli) e genitori entrambi lavoratoriConsiglio pratico: se non hai ancora presentato la domanda per il 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio per ricevere gli arretrati da gennaio. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla domanda. Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione della domanda. NASpI giugno 2026: quando arriva il pagamentoIl pagamento della NASpI di giugno 2026 è previsto tra il 10 e il 20 giugno. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente il lavoro.A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa di pagamento. L’accredito dipende dalla data di presentazione della domanda e dal giorno del mese in cui è stata approvata. In linea generale:Domande presentate nei primi giorni del mese: pagamento entro il 10-15 giugnoDomande presentate a metà mese: pagamento entro il 15-20 giugnoPrimo pagamento (nuova domanda): può richiedere fino a 30-40 giorni dall’approvazioneSe stai aspettando il pagamento della NASpI e non lo hai ancora ricevuto, verifica lo stato della tua pratica su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi” > “NASpI”. Se hai bisogno di assistenza per la domanda di disoccupazione, il nostro patronato può aiutarti.Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, verrà pagato il 27 giugno 2026. L’importo viene caricato sulla Carta di Inclusione (la carta prepagata dedicata, evoluzione della vecchia carta RdC).Ecco le informazioni principali sull’ADI di giugno:Data accredito: 27 giugno 2026Modalità: ricarica sulla Carta di InclusioneImporto massimo: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese), incrementabile in base alla composizione del nucleo familiareRequisiti ISEE: ISEE non superiore a 9.360 euroPrimo pagamento (nuovi beneficiari): il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitaleImportante: per continuare a ricevere l’ADI è necessario mantenere aggiornato l’ISEE e rispettare gli obblighi previsti dal Patto di inclusione. Se il tuo ISEE è scaduto, rinnovalo quanto prima per evitare la sospensione del beneficio. Quattordicesima pensionati 2026: quando arrivaLa quattordicesima mensilità per i pensionati viene tradizionalmente erogata con la pensione di luglio. Per il 2026, l’accredito della quattordicesima è previsto quindi con il cedolino di luglio 2026 (accredito il 1° luglio).Chi ha diritto alla quattordicesima pensione? Ecco i requisiti:Età: almeno 64 anni compiutiReddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.500 euro annui nel 2026)Tipologia: pensionati INPS con pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o fondi sostitutiviL’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati:Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito tra 1,5x e 2x minimo)Fino a 15 anni (18 autonomi)437 euro336 euroTra 15 e 25 anni (18-28 autonomi)546 euro420 euroOltre 25 anni (oltre 28 autonomi)655 euro504 euroConsiglio: se compi 64 anni nel corso del 2026, la quattordicesima ti spetta in proporzione ai mesi trascorsi dal compimento dell’età. Se ritieni di averne diritto e non la ricevi, contatta il patronato del CAF Centro Fiscale per verificare la tua posizione. Bonus Nido rimborsi giugno 2026Il Bonus Nido 2026 prevede il rimborso delle rette degli asili nido (pubblici e privati autorizzati) o il contributo per forme di assistenza domiciliare per bambini sotto i 3 anni con patologie croniche. I rimborsi di giugno 2026 riguardano le fatture presentate nei mesi precedenti.Ecco gli importi massimi annui del Bonus Nido in base all’ISEE minorenni:ISEE fino a 25.000 euro: rimborso fino a 3.000 euro annui (272,72 euro/mese per 11 mensilità)ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annuiISEE oltre 40.000 euro (o senza ISEE): rimborso fino a 1.500 euro annuiSecondo figlio sotto i 10 anni: importo maggiorato fino a 3.600 euro annui (con ISEE fino a 40.000 euro)Per ricevere il rimborso a giugno, devi aver caricato le ricevute di pagamento delle rette sulla piattaforma INPS. Il pagamento avviene generalmente entro 30-45 giorni dall’inserimento della documentazione. Se hai bisogno di aiuto con la domanda Bonus Nido sulla piattaforma INPS, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione.Bonus Mamme: esonero contributivo in busta paga giugno 2026Il Bonus Mamme 2026 (ufficialmente “esonero contributivo per lavoratrici madri”) viene applicato direttamente nella busta paga di giugno 2026 dal datore di lavoro. Non si tratta di un pagamento INPS diretto, ma di un esonero dai contributi previdenziali che aumenta lo stipendio netto.Chi ne ha diritto nel 2026:Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato) con contratto a tempo indeterminatoCon almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anniEsonero: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese) di riduzione dei contributi a carico della lavoratriceEffetto pratico: aumento dello stipendio netto mensile di circa 100-250 euroSe sei una lavoratrice madre e non vedi l’esonero nella tua busta paga, verifica con il tuo datore di lavoro o con un consulente del lavoro che la misura sia stata correttamente applicata. Puoi anche verificare la tua posizione dalla sezione dedicata su MyINPS. Per approfondire requisiti e importi, leggi la nostra guida completa al Bonus Mamme 2026. Come verificare i pagamenti su MyINPSPer controllare lo stato dei tuoi pagamenti INPS di giugno 2026, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco come fare, passo dopo passo:Accesso a MyINPSVai su www.inps.itClicca su “Accedi ai servizi” in alto a destraAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Accedi alla tua area personale MyINPSDove trovare le informazioni sui pagamentiUna volta dentro MyINPS, ecco dove cercare in base alla prestazione:Pensioni: “Fascicolo previdenziale del cittadino” > “Cedolino pensione” (disponibile dall’ultima settimana del mese precedente)NASpI: “Prestazioni e servizi” > “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” > “Consultazione domande” (stato pagamenti e importi)Assegno Unico: “Prestazioni e servizi” > “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” > “Consulta le domande” > “Pagamenti”ADI: “Prestazioni e servizi” > “Assegno di Inclusione” > “Stato della domanda e pagamenti”Bonus Nido: “Prestazioni e servizi” > “Bonus asilo nido” > “Stato domanda e pagamenti”Suggerimento: se non riesci ad accedere a MyINPS, puoi anche chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). In alternativa, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ: domande frequenti sui pagamenti INPS giugno 2026Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?La pensione di giugno 2026 viene accreditata il 1° giugno 2026 per chi ha l’accredito bancario. Per chi ritira alle Poste, il calendario parte dal 1° giugno con turni alfabetici che si estendono fino all’8 giugno a causa della Festa della Repubblica del 2 giugno.Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026?L’Assegno Unico di giugno 2026 viene pagato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno. Se hai presentato una nuova domanda a maggio, il primo pagamento potrebbe arrivare già a giugno con eventuali arretrati.Quando arriva la NASpI di giugno 2026?La NASpI di giugno 2026 viene pagata tra il 10 e il 20 giugno. La data esatta dipende dalla data di presentazione della domanda originale. Puoi verificare la data precisa su MyINPS nella sezione dedicata alla NASpI.Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a giugno 2026?L’Assegno di Inclusione (ADI) di giugno 2026 viene accreditato il 27 giugno sulla Carta di Inclusione. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento avviene il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.Quando arriva la quattordicesima 2026?La quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con la pensione di luglio 2026 (accredito il 1° luglio). Ne hanno diritto i pensionati con almeno 64 anni e reddito personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo. Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS è in arrivo?Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta il fascicolo previdenziale. Nella sezione relativa alla tua prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.) troverai lo stato dei pagamenti disposti e le date di accredito previste. In alternativa, chiama il Contact Center INPS o rivolgiti al patronato.Hai bisogno di assistenza per le tue pratiche INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS: dalla domanda di NASpI all’Assegno Unico, dalla verifica del cedolino pensione alla richiesta dell’ADI. I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare i tuoi pagamenti e aiutarti con qualsiasi problema.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 08:00:002026-05-31 17:42:10Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOPensione Anticipata Donne 2026: Quote, Finestre Mobili e CalcoloNel 2026, la pensione anticipata per le donne si articola su tre strade principali: pensione anticipata ordinaria con 41 anni e 10 mesi di contributi, Opzione Donna con i requisiti residui prorogati dalla Legge di Bilancio, e APE Sociale dedicata alle madri lavoratrici. Le finestre mobili comportano sempre un’attesa di alcuni mesi tra la maturazione dei requisiti e la prima decorrenza utile. Vediamo le tre vie, i requisiti aggiornati e come prepararsi alla domanda al patronato.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Tre vie di pensione anticipata femminile 2026 Per il 2026 una donna lavoratrice ha tre canali principali per anticipare il pensionamento:Pensione anticipata ordinaria: 41 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età. Finestra mobile di 3 mesi.Opzione Donna 2026: prorogata con paletti restrittivi (caregiver, invalide, lavoratrici di aziende in crisi). Calcolo interamente contributivo.APE Sociale donne con figli: 63 anni e 5 mesi, 30 anni di contributi (riducibili di 1 anno per figlio fino a 2). Sostegno fino a 1.500 €/mese.Pensione anticipata ordinaria 41 anni 10 mesi La pensione anticipata ordinaria è il canale principale per le donne che hanno cominciato a lavorare presto. Caratteristiche:Requisito contributivo: 41 anni e 10 mesi (per le donne), con almeno 35 anni di contributi effettivi (no figurativi per disoccupazione/malattia oltre i limiti).Età minima: nessuna richiesta.Calcolo: misto (retributivo + contributivo) per chi ha contributi prima del 1996, interamente contributivo per chi è entrato nel mondo del lavoro dopo.Finestra mobile: 3 mesi dopo la maturazione del requisito, quindi 3 mesi di attesa per la prima decorrenza utile.Opzione Donna 2026: requisiti residui L’Opzione Donna nel 2026 resta accessibile solo a categorie ristrette, con requisiti più stringenti rispetto al passato:Età: 61 anni (ridotta di 1 anno per figlio fino a max 2, quindi 59 anni con 2+ figli).Contributi: 35 anni effettivi.Categorie ammesse: caregiver assistenti familiari conviventi di disabili gravi (L. 104/92), invalide civili al 74% o più, lavoratrici di aziende in crisi con tavoli al MIMIT.Calcolo: interamente contributivo (penalizzazione 15-30% rispetto al sistema misto).Per gli aggiornamenti normativi 2026 puoi consultare la guida alle novità pensioni Legge Bilancio 2026.APE Sociale donne con figli L’APE Sociale per donne con figli prevede:Età: 63 anni e 5 mesi.Contributi: 30 anni base, riducibili di 12 mesi per ogni figlio (max 2 anni, quindi 28 con 2 figli).Reddito: assegno mensile fino a 1.500 € per 12 mensilità (no tredicesima).Categorie ammesse: madri disoccupate, caregiver, invalide >= 74%, lavoratrici di lavori gravosi.Finestre mobili: quando arriva davvero La finestra mobile è il periodo che intercorre tra la maturazione dei requisiti e la prima decorrenza utile:TipologiaFinestraPensione anticipata ordinaria3 mesiOpzione Donna12 mesi (dipendenti) o 18 mesi (autonome)APE Socialenessuna finestra: parte dal mese successivo alla domandaPensione di vecchiaia (67 anni)nessuna finestraCalcolo importo con sistema contributivo Per le donne che escono con Opzione Donna o con sistema misto, è importante valutare la penalizzazione:Il sistema contributivo applica un coefficiente di trasformazione che varia per età: più si esce presto, meno alta è la pensione.La penalizzazione media stimata per Opzione Donna è del 15-30% rispetto al sistema misto.Le tabelle ISTAT con i coefficienti aggiornati 2026 sono pubblicate sul sito INPS.Per una simulazione puntuale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di calcolo personalizzato con ECOCERT.Documenti per la domanda al patronatoPer presentare la domanda di pensione anticipata serve:Documento d’identità e codice fiscale.Estratto conto contributivo aggiornato (ECOCERT) scaricabile da MyINPS.Stato di famiglia (per APE Sociale o Opzione Donna con figli).Certificazione disabilità grave (se beneficiaria della riduzione caregiver).IBAN per l’accredito.Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine gestisce gratuitamente l’intera pratica.FAQ Opzione Donna 2026 esiste ancora?Sì, ma con paletti restrittivi: solo caregiver, invalide >=74% o lavoratrici di aziende in crisi. Per altre categorie l’accesso è stato chiuso.Pensione donne 41+10 si applica anche con figli?Sì, ma non c’è alcuno sconto contributivo per i figli sulla pensione anticipata ordinaria. Lo sconto vale solo per Opzione Donna e APE Sociale.Quanto si perde con Opzione Donna?La penalizzazione media stimata è 15-30% rispetto al sistema misto, perché il calcolo è interamente contributivo e l’età anticipata produce coefficienti meno favorevoli.Quando posso fare domanda?Subito dopo la maturazione dei requisiti. La domanda telematica può essere presentata in qualsiasi momento e la decorrenza è regolata dalla finestra mobile prevista per la tipologia scelta.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 07:00:002026-05-30 00:51:53Pensione Anticipata Donne 2026: Quote, Finestre Mobili e Calcolo
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIERottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembreLa rottamazione dei tributi locali entra nella sua fase operativa: dal mese di settembre 2026 i contribuenti potranno presentare la domanda online per definire in modo agevolato cartelle, ingiunzioni e avvisi di accertamento relativi a IMU, TARI, addizionali comunali e multe del Codice della Strada notificate dai Comuni e dagli enti locali. Si tratta di un’opportunità storica – paragonabile alla “rottamazione quinquies” gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma applicata stavolta direttamente ai tributi comunali – che consente di pagare il solo importo dovuto a titolo di tributo, eliminando sanzioni, interessi di mora e oneri di riscossione.In questa guida completa e aggiornata trovi tutto ciò che serve sapere per accedere alla definizione agevolata 2026: chi può presentare la domanda, quali tributi rientrano, come si presenta l’istanza online dal portale del Comune o di Agenzia delle Entrate-Riscossione, quanti soldi si possono risparmiare, quando arrivano le scadenze, come si rateizzano gli importi e cosa succede se si salta una rata. Trovi anche tabelle riassuntive, esempi numerici concreti, riferimenti normativi puntuali (Legge di Bilancio 2026, art. 3-bis D.L. n. 119/2018, regolamenti comunali) e tutti i codici tributo per il pagamento con F24.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la rottamazione dei tributi locali e come funzionaLa rottamazione dei tributi locali – tecnicamente definita “definizione agevolata delle entrate degli enti territoriali” – è una procedura straordinaria con cui il debitore può estinguere posizioni debitorie nei confronti del proprio Comune (o Provincia/Città metropolitana) pagando il solo importo del tributo, oltre alle eventuali spese di notifica e di esecuzione, senza dover versare sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive a titolo di aggio.L’impalcatura normativa di riferimento è l’art. 3-bis del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2018 n. 136, che ha attribuito ai Comuni la facoltà – tramite delibera del Consiglio comunale – di estendere la definizione agevolata alle entrate proprie, sia tributarie sia patrimoniali. La Legge di Bilancio 2026 ha riaperto e rafforzato questa possibilità in coerenza con la “rottamazione quinquies” prevista per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER): l’obiettivo è ridurre la mole di crediti deteriorati degli enti locali e dare ai cittadini un’ultima opportunità di pace fiscale.Le differenze fondamentali rispetto alla rottamazione “tradizionale” gestita da AdER sono tre:Adesione facoltativa del Comune: ogni ente deve approvare il regolamento di adesione con apposita delibera, di norma entro il 31 maggio 2026 (termine ordinatorio fissato dalla legge per le entrate proprie);Doppio canale di presentazione: a seconda di chi gestisce la riscossione (concessionario interno, società in house oppure AdER), la domanda si presenta sul portale del Comune oppure sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione;Inclusione di entrate non tributarie: la definizione può riguardare anche entrate patrimoniali quali i canoni di occupazione del suolo pubblico e – soprattutto – le multe del Codice della Strada, sebbene con regole particolari sull’abbuono. Quali tributi locali rientrano nella definizione agevolataNon tutte le entrate degli enti locali sono “rottamabili”: la definizione agevolata si applica alle posizioni affidate al concessionario della riscossione (o iscritte a ruolo) in un arco temporale definito dalla delibera comunale, di norma compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 (termine in linea con la rottamazione quinquies di AdER). Vediamo nel dettaglio quali sono i tributi e le entrate che possono essere oggetto di sanatoria. IMU, TASI residua e altre imposte patrimonialiRientrano nella definizione gli avvisi di accertamento per IMU – Imposta Municipale Propria notificati negli anni precedenti e non ancora pagati, comprese le posizioni iscritte a ruolo. L’aliquota base legale IMU resta lo 0,76% (7,6 per mille) con possibilità di variazione comunale tra lo 0,46% e l’1,14% (art. 1 c. 738-783 L. 160/2019). La rottamazione consente di pagare il solo tributo dovuto, eliminando le sanzioni che ordinariamente vanno dal 30% (omesso versamento, art. 13 D.Lgs. 471/1997) al 100-200% (omessa o infedele dichiarazione IMU). Stesso discorso per la TASI residua (abolita nel 2020 ma con accertamenti ancora in essere per le annualità 2014-2019), per l’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e per l’IMIS della Provincia autonoma di Trento.TARI e tassa sui rifiutiLa TARI – Tassa sui Rifiuti (istituita dall’art. 1 c. 639-668 L. 147/2013) rappresenta una delle voci più consistenti tra i debiti locali rottamabili. Sono inclusi gli avvisi di pagamento ordinari non onorati, gli accertamenti per omessa o infedele dichiarazione, le maggiorazioni TEFA (tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali) e gli interessi maturati. Anche i tributi precedenti la TARI – ovvero TARSU, TIA1 e TIA2 – per le posizioni ancora aperte rientrano nella definizione.Multe del Codice della StradaLe sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada notificate dalla Polizia Municipale (o da altri organi accertatori che riversino il provento al Comune) possono essere oggetto di definizione agevolata, ma con una regola importante: per le multe stradali la rottamazione NON include la cancellazione integrale della sanzione, ma solo l’abbattimento degli interessi e delle maggiorazioni (in particolare la maggiorazione semestrale del 10% prevista dall’art. 27 L. 689/1981). Resta quindi dovuta l’intera sanzione originaria, mentre vengono cancellati gli interessi e le spese di esecuzione: il risparmio, per multe vecchie di 10-15 anni, può comunque raggiungere il 100-150% dell’importo iniziale.Addizionale comunale IRPEF, COSAP, TOSAP e altre entrateSono incluse anche:l’addizionale comunale IRPEF non versata (anche se l’accertamento viene di norma effettuato dall’Agenzia delle Entrate);il Canone Unico Patrimoniale (CUP) introdotto dall’art. 1 c. 816-836 L. 160/2019, che ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, DPA e canoni pubblicitari dal 1° gennaio 2021;le precedenti TOSAP/COSAP (occupazione suolo pubblico) e ICP/DPA (imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni) ancora non riscosse;i canoni di concessione di beni immobili comunali, mensa scolastica, trasporto scolastico e altre entrate patrimoniali, qualora previste dal regolamento comunale di adesione.⚠️ Importante: non rientrano nella definizione agevolata le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, le condanne della Corte dei Conti, le multe penali e le sanzioni pecuniarie connesse a sentenze. Restano inoltre esclusi i crediti vantati dall’INPS (anche se affidati a un concessionario locale).Chi può presentare la domanda e a quali condizioniLa definizione agevolata può essere richiesta da qualsiasi soggetto debitore nei confronti del Comune o dell’ente locale: persone fisiche, imprese, professionisti, enti non commerciali, condomini, eredi che subentrano nelle posizioni del defunto. Non occorrono particolari requisiti reddituali né ISEE: l’unica condizione sostanziale è che il Comune del proprio Comune di residenza/ubicazione dell’immobile abbia aderito alla definizione agevolata con apposita delibera del Consiglio comunale.Le condizioni di ammissibilità si articolano su tre piani:Tipologia del carico: deve trattarsi di un avviso/accertamento già notificato (non basta un semplice avviso bonario) e affidato al concessionario della riscossione (ruolo, ingiunzione fiscale ex R.D. 639/1910 o ruolo coattivo);Periodo di affidamento: il carico deve essere stato consegnato all’agente della riscossione entro il termine fissato dalla delibera comunale, in genere il 31 dicembre 2023;Assenza di sentenze passate in giudicato a sfavore del Comune: se è stato chiuso un contenzioso con sentenza definitiva, la posizione non è più “rottamabile” per il principio del giudicato. Posizioni con contenzioso in corsoSe il debitore ha in corso un ricorso davanti alle Corti di Giustizia Tributaria (ex CTP e CTR), può comunque aderire alla rottamazione: l’adesione comporta l’obbligo di rinuncia al giudizio. Con il pagamento integrale delle rate, il processo si estingue per cessata materia del contendere; il Comune restituirà eventuali somme già pagate in eccedenza rispetto a quanto dovuto per la definizione. Attenzione però: se anche una sola rata viene saltata, il giudizio NON riparte e il debito originario, sanzioni e interessi compresi, torna integralmente esigibile.Debitori già falliti, in concordato o sovraindebitatiI soggetti destinatari di procedure concorsuali (fallimento, oggi “liquidazione giudiziale” ex D.Lgs. 14/2019, concordato preventivo, liquidazione controllata) possono aderire alla definizione agevolata limitatamente ai debiti non ricompresi nella procedura. Per le situazioni di sovraindebitamento ex L. 3/2012 (oggi rifluita nel Codice della crisi), la rottamazione può integrarsi con il piano di ristrutturazione del debito, previa autorizzazione del giudice.Come presentare la domanda online da settembre 2026A partire dal mese di settembre 2026, secondo quanto previsto dalla normativa di attuazione e dai regolamenti comunali approvati, la domanda di adesione alla definizione agevolata si potrà presentare esclusivamente per via telematica. Il canale corretto dipende da chi gestisce la riscossione dei tributi del proprio Comune. Domanda tramite portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)Per i Comuni che hanno affidato la riscossione coattiva ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (la maggioranza dei Comuni medio-grandi), la domanda si presenta sul sito agenziaentrateriscossione.gov.it tramite la sezione dedicata “Definizione agevolata enti locali”. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS. Il sistema consente di:consultare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune;selezionare quali carichi includere nella domanda (è possibile sceglierne solo alcuni, non è obbligatorio rottamare tutto);scegliere se pagare in unica soluzione oppure in rate fino a un massimo di 10 in 5 anni;scaricare il prospetto degli importi dovuti e i bollettini PagoPA/F24 per il pagamento.Domanda tramite portale del Comune o del concessionario localePer i Comuni che gestiscono la riscossione in proprio oppure tramite società in house o concessionari privati iscritti all’albo ex art. 53 D.Lgs. 446/1997 (Municipia, Abaco, ICA, Andreani, ecc.), la domanda si presenta sul portale dedicato del Comune o del concessionario. È sempre disponibile la modulistica anche in formato PDF, da inviare via PEC all’indirizzo istituzionale dell’ente o consegnare a mano presso l’ufficio tributi.I documenti necessari per la domanda sono:Codice fiscale o partita IVA del debitore;Documento di identità in corso di validità;Estremi del carico (numero avviso, numero ruolo, anno di iscrizione) – facoltativo se la consultazione avviene tramite il portale telematico, che restituisce automaticamente la lista;per gli eredi: dichiarazione di successione e codice fiscale del defunto;per le società/enti: visura camerale aggiornata e procura del legale rappresentante.Scadenze 2026: il calendario completoIl calendario operativo della definizione agevolata dei tributi locali è scandito da diverse tappe, alcune delle quali variano in base alla data di approvazione del regolamento comunale di adesione. Di seguito le scadenze di riferimento per il 2026.ScadenzaAdempimentoSoggetto31 maggio 2026Delibera consiliare di adesione del Comune (termine ordinatorio)Comune1° settembre 2026Apertura dei portali telematici per la presentazione delle domandeAdER / Comune30 settembre 2026Termine ordinario di presentazione della domanda (in alcuni Comuni 30 novembre)DebitoreEntro 31 dicembre 2026Comunicazione AdER/Comune dell’importo dovuto e del piano di pagamentoEnte28 febbraio 2027Scadenza prima rata (o pagamento in unica soluzione)DebitoreSuccessive scadenzeRate semestrali (31 maggio e 30 novembre di ciascun anno) fino al 2031DebitoreAttenzione: le date di apertura e chiusura del portale possono variare di qualche giorno in base alle delibere dei singoli Comuni; verifica sempre il calendario ufficiale del tuo ente di residenza prima di procedere. Quanto si risparmia: esempi pratici e simulazioniIl vantaggio economico della rottamazione dei tributi locali è particolarmente significativo perché – come per la rottamazione gestita da AdER – consente di tagliare integralmente le componenti accessorie del debito. Vediamo tre esempi concreti per capire l’ordine di grandezza del risparmio.Esempio 1: avviso di accertamento IMU 2019Tizio ha ricevuto un accertamento per omessa dichiarazione IMU 2019 su un immobile di categoria A/2:IMU dovuta: 1.500 €Sanzione 100% (omessa dichiarazione, art. 13 D.Lgs. 471/1997): 1.500 €Interessi al tasso legale per 5 anni: circa 180 €Spese di notifica: 9 €Totale dovuto senza rottamazione: 3.189 €Totale dovuto con rottamazione: 1.509 € (IMU + spese)Risparmio: 1.680 € (52,7%)Esempio 2: TARI non pagata anni 2020-2022Caia ha ricevuto tre avvisi TARI per gli anni 2020-2022 mai pagati, riscossi coattivamente da AdER:TARI dovuta (3 annualità): 900 €Sanzione 30% per omesso versamento: 270 €Interessi di mora, oneri e aggio storico (~22%): 258 €Totale dovuto senza rottamazione: 1.428 €Totale dovuto con rottamazione: 900 €Risparmio: 528 € (37%)Esempio 3: multa Codice della Strada del 2017Sempronio ha una multa per eccesso di velocità del 2017 mai pagata:Sanzione originaria: 173 €Maggiorazione semestrale 10% per 8 anni (art. 27 L. 689/1981): +138 €Aggio e interessi di mora: +60 €Totale dovuto senza rottamazione: 371 €Totale dovuto con rottamazione: 173 €Risparmio: 198 € (53%)💡 In sintesi: il risparmio medio per i tributi locali si colloca tra il 30% e il 55% dell’importo originario, ma aumenta sensibilmente per debiti molto vecchi a causa della crescita esponenziale degli interessi e dell’aggio.Rateizzazione e modalità di pagamentoUna volta accolta la domanda, il debitore riceve dal Comune (o da AdER) la comunicazione dell’importo dovuto con il dettaglio delle scadenze. Le modalità di pagamento previste dalla normativa attuativa 2026 sono due:Pagamento in unica soluzione entro il 28 febbraio 2027: in questo caso non si applicano interessi di dilazione;Pagamento rateale: massimo 10 rate semestrali in 5 anni (2027-2031), con applicazione di un tasso di interesse pari al 2% annuo a partire dalla seconda rata; la prima rata, di importo pari almeno al 10% del totale, scade il 28 febbraio 2027.I pagamenti si effettuano tramite F24 con i codici tributo del Comune di riferimento (gli stessi utilizzati ordinariamente per IMU – 3912, 3918, 3914, 3916 – e TARI – varia per Comune), oppure tramite bollettini PagoPA generati dal portale telematico. Per le multe del Codice della Strada e le entrate patrimoniali è generalmente prevista solo la modalità PagoPA.Codice F24Tributo3912IMU abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze3913IMU fabbricati rurali ad uso strumentale3914IMU terreni agricoli3916IMU aree fabbricabili3918IMU altri fabbricati (categorie A diversa da abitazione principale, B, C)3925IMU immobili categoria D – quota Stato3930IMU immobili categoria D – quota Comune3944TARI – Tassa sui Rifiuti Effetti dell’adesione e conseguenze del mancato pagamentoLa presentazione della domanda produce effetti immediati, anche prima della comunicazione dell’importo dovuto da parte del Comune. In particolare:vengono sospese le procedure esecutive in corso (pignoramento presso terzi, fermi amministrativi, ipoteche) limitatamente ai carichi inclusi nella domanda;non vengono iscritti nuovi fermi amministrativi sui veicoli per gli stessi carichi;non maturano ulteriori interessi di mora e aggio dalla data di presentazione della domanda;rilascio del DURC regolare (per imprese): la presentazione della domanda equivale a “posizione in regolarizzazione” e consente il rilascio del DURC.Cosa succede se salti una rataIl punto più delicato della rottamazione è il rigore sul rispetto delle scadenze. La normativa prevede:Tolleranza di 5 giorni: il pagamento entro i 5 giorni successivi alla scadenza ufficiale (esclusi i festivi) è considerato tempestivo;Decadenza automatica in caso di omesso, insufficiente o tardivo pagamento di anche solo una rata oltre il quinto giorno: il debito originario viene integralmente ripristinato (sanzioni, interessi e aggio compresi), al netto delle somme già versate, che vengono imputate al debito a titolo di acconto;impossibilità di “riammissione” alla definizione dopo la decadenza (la rottamazione è “una tantum”);ripresa immediata delle procedure esecutive e iscrizione di nuovi pignoramenti, fermi e ipoteche.🚨 Attenzione: a differenza delle precedenti rottamazioni, in caso di decadenza le somme versate NON sono perdute ma vengono imputate al debito complessivo. Il rischio reale è perdere il beneficio dell’abbuono di sanzioni e interessi e tornare a pagare l’importo pieno.Il ruolo del CAF nella rottamazione dei tributi localiUn Centro di Assistenza Fiscale (CAF) può fornire un supporto operativo decisivo nella gestione della rottamazione dei tributi locali, soprattutto per chi non ha dimestichezza con i portali telematici, con la consultazione delle banche dati o con la lettura degli avvisi di accertamento. I principali servizi offerti riguardano:Estrazione della posizione debitoria sui portali AdER, dei Comuni e dei concessionari, con quantificazione preventiva del risparmio ottenibile;Predisposizione della domanda di definizione agevolata, con scelta ottimale di quali carichi rottamare e in quante rate;Verifica del calcolo degli importi comunicati dal Comune o da AdER e contestazione di eventuali errori (sanzioni accessorie indebitamente applicate, doppia imposizione, ecc.);compilazione e invio degli F24 e dei bollettini PagoPA;Tracciamento delle scadenze tramite agenda fiscale e promemoria, per evitare il rischio della decadenza;assistenza per chi ha un ricorso pendente e deve valutare se rinunciare al giudizio per aderire alla rottamazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia per i Comuni del Friuli-Venezia Giulia – dove, oltre alla rottamazione, è opportuno tenere conto delle peculiarità del sistema tavolare per gli immobili in successione – sia per le posizioni gestite da AdER in tutto il territorio nazionale. La consulenza preliminare consente di capire, prima ancora di presentare domanda, qual è il risparmio effettivo nel proprio caso specifico e se conviene rottamare tutti i carichi o soltanto alcuni. Gli errori più frequenti da evitareL’esperienza maturata con le precedenti rottamazioni (la “rottamazione-quater” e gli analoghi provvedimenti comunali del 2018-2019) ha messo in evidenza alcuni errori ricorrenti che vale la pena conoscere in anticipo per non vanificare i benefici della definizione agevolata.Non verificare se il proprio Comune ha aderito: la definizione agevolata 2026 sui tributi locali NON è automatica. Senza delibera del Consiglio comunale, la domanda è inammissibile;Confondere “avviso bonario” con “accertamento”: solo gli atti già notificati e affidati al concessionario sono rottamabili. Un semplice avviso di pagamento non lo è;Includere nella domanda carichi non rottamabili (es. multe penali, condanne corte dei conti): il sistema rigetta la posizione complessiva, con perdita di tempo;Non rinunciare formalmente al ricorso pendente entro i termini stabiliti, anche se si è aderito alla rottamazione: in tal caso il giudice procede comunque e l’eventuale soccombenza vanifica il beneficio;Confondere F24 e PagoPA: alcuni tributi (es. TARI di Comuni minori) non accettano F24 ma solo PagoPA; il pagamento con codice errato si considera non avvenuto;Pagare in ritardo anche di un solo giorno oltre la tolleranza: la decadenza è automatica;Aderire senza calcolare la convenienza: se il debito è prescritto (per legge in 5 anni per IMU e TARI, ex art. 1 c. 161 L. 296/2006 e art. 2948 c.c.), conviene eccepire la prescrizione anziché pagare.Prescrizione vs rottamazione: quale conviene?Una questione fondamentale prima di aderire alla definizione agevolata è verificare se il debito non sia già prescritto. Per i tributi locali (IMU, TARI, addizionale comunale IRPEF), la prescrizione ordinaria è di 5 anni ex art. 2948 n. 4 del Codice civile, mentre per le multe del Codice della Strada è di 5 anni dalla notifica del verbale (art. 209 D.Lgs. 285/1992).Se il debito è prescritto, il contribuente ha diritto a non pagare nulla: in tal caso conviene presentare un atto di autotutela al Comune e, in caso di mancato accoglimento, ricorrere alle Corti di Giustizia Tributaria. Aderire alla rottamazione equivale invece a rinunciare all’eccezione di prescrizione e a pagare comunque l’importo del tributo. La scelta migliore va valutata caso per caso, perché:la prescrizione può essere stata interrotta da un atto di costituzione in mora (raccomandata, PEC) o dalla notifica di un sollecito o di un atto esecutivo: in tal caso il termine riparte da zero;per i debiti iscritti a ruolo presso AdER esistono orientamenti giurisprudenziali diversificati sulla prescrizione “lunga” (decennale) o “breve” (quinquennale), specialmente dopo la Cass. SS.UU. n. 23397/2016;il contenzioso, anche se vincente, ha costi e tempi (in media 2-3 anni in primo grado, oltre l’eventuale appello) di cui tenere conto. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla rottamazione dei tributi locali 2026Posso aderire alla rottamazione se ho già una rateizzazione in corso?Sì. Le rateizzazioni precedentemente concesse dal Comune o da AdER vengono sospese al momento della presentazione della domanda. Le rate scadute e non versate confluiscono nella definizione agevolata; quelle già pagate sono imputate al debito complessivo come acconto. Se l’importo già versato eccede quello dovuto per la rottamazione, il debitore può chiedere il rimborso.La rottamazione cancella anche il fermo amministrativo sull’auto?Il fermo amministrativo (ex art. 86 DPR 602/1973) viene sospeso al momento della presentazione della domanda e cancellato al pagamento integrale di tutte le rate (o dell’unica soluzione). Non c’è cancellazione immediata: per ritirare il fermo serve attendere la conclusione del piano di pagamento.Cosa succede se il mio Comune non aderisce alla rottamazione?Se entro la scadenza ordinatoria il Consiglio comunale non delibera l’adesione, i tributi locali del Comune non sono rottamabili. Restano comunque rottamabili gli eventuali carichi affidati ad AdER per il recupero coattivo, se rientrano nella rottamazione quinquies “nazionale”. È utile contattare l’ufficio tributi del proprio Comune o consultare le delibere pubblicate sull’Albo Pretorio online.Posso rottamare solo alcuni avvisi e non tutti?Sì, la definizione è “a la carte”: il debitore può selezionare nella domanda quali singoli carichi includere e quali no. Questa flessibilità è utile per chi vuole concentrare il pagamento sui debiti più onerosi (IMU di anni vecchi con maxi-sanzioni) ed escludere magari i carichi prescritti, per i quali eccepire la prescrizione conviene di più.Le posizioni di un parente defunto si possono rottamare?Sì. Gli eredi che hanno accettato l’eredità (anche tacitamente) possono presentare domanda di rottamazione per i debiti del de cuius, allegando la dichiarazione di successione e il proprio codice fiscale. Attenzione però: aderire alla rottamazione equivale a un atto di accettazione di eredità (art. 476 c.c.). Chi ha già rinunciato all’eredità o intende rinunciarvi NON deve presentare la domanda.Posso pagare la rottamazione con il bonifico bancario invece che con F24?Solo se è espressamente previsto nella comunicazione del Comune. Di norma il pagamento avviene con F24 (per i tributi) o PagoPA (per multe e canoni). Il bonifico diretto al tesoriere comunale è ammesso solo in casi residuali ed è sempre opportuno richiedere preventivamente le coordinate IBAN ufficiali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusione e prossimi passiLa rottamazione dei tributi locali 2026 rappresenta un’opportunità concreta per migliaia di contribuenti che hanno cartelle, ingiunzioni o accertamenti non pagati per IMU, TARI, multe e altre entrate comunali. Con un risparmio medio del 30-55% e fino a 10 rate semestrali per il pagamento, è uno strumento che può ridurre significativamente l’esposizione debitoria nei confronti del proprio Comune.I tre passaggi essenziali per accedere correttamente alla definizione agevolata sono:Verificare l’adesione del Comune consultando l’Albo Pretorio online o l’ufficio tributi;Estrarre la posizione debitoria dal portale AdER (con SPID/CIE/CNS) o dal portale del concessionario locale, e quantificare il risparmio;Presentare la domanda entro il 30 settembre 2026 (o 30 novembre nei Comuni che hanno prorogato il termine), scegliendo con attenzione carichi da includere e numero di rate.Se hai cartelle o avvisi locali da gestire e vuoi capire quanto puoi risparmiare nel tuo caso specifico, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: in un’unica consulenza analizziamo la tua posizione, ti spieghiamo i vantaggi reali (ed eventuali svantaggi) della rottamazione e ti seguiamo fino alla conclusione del piano di pagamento. Una decisione informata oggi può evitarti anni di interessi e procedure esecutive domani. Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarreMolti contribuenti si chiedono se sia ancora possibile pagare in contanti le spese sanitarie e detrarle nel 730. La risposta non è “sì” o “no” in assoluto: dipende dal tipo di prestazione. Dal 1° gennaio 2020, infatti, l’articolo 1 commi 679-680 della Legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di Bilancio 2020) ha introdotto l’obbligo di pagamento tracciabile per fruire della detrazione IRPEF del 19% sulle spese sanitarie, con alcune importanti eccezioni che riguardano farmaci, ticket e prestazioni rese dal Servizio Sanitario Nazionale.Sapere quali spese sanitarie si possono ancora pagare in contanti senza perdere la detrazione è fondamentale per evitare brutte sorprese in fase di controllo della dichiarazione dei redditi. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo, con esempi pratici e una tabella di riepilogo, tutte le casistiche aggiornate per il 730 precompilato 2026 (relativo ai redditi 2025), per non sbagliare e ottenere il giusto rimborso IRPEF.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiLa regola base: tracciabilità obbligatoria dal 2020Quali spese sanitarie si possono pagare in contantiFarmaci e dispositivi medici: contanti sempre ammessiTicket sanitario e prestazioni SSN in contantiStrutture private accreditate al SSNSpese sanitarie che richiedono pagamento tracciabileCome dimostrare il pagamento e quale documentazione conservareSpese sanitarie già presenti nel 730 precompilato 2026Errori comuni: quando la detrazione viene respintaEsempio pratico: il caso di Marco e la sua famigliaTabella riepilogo: contanti SÌ / contanti NOCome inserire le spese sanitarie nel 730 precompilatoCAF Centro Fiscale Udine: assistenza dichiarazione 730Domande frequentiLa regola base: tracciabilità obbligatoria dal 2020La normativa di riferimento è l’articolo 1, commi 679 e 680, della Legge 27 dicembre 2019 n. 160, nota come Legge di Bilancio 2020. Questa norma stabilisce un principio chiaro: dal 1° gennaio 2020, per poter detrarre il 19% di una spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi, il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili.Per “strumenti tracciabili” la norma intende qualunque mezzo di pagamento diverso dal contante. In pratica, sono ammessi:Bonifico bancario o postale (anche istantaneo, anche SDD/RID)Carte di credito, di debito (bancomat) e prepagateAssegni bancari, circolari o postaliSistemi di pagamento elettronici regolamentati (Satispay, PayPal, Apple Pay, Google Pay e altri analoghi)App di pagamento collegate al conto corrente o a carteIl principio è semplice: lo Stato vuole poter ricostruire la “tracciabilità” della spesa, cioè verificare chi ha pagato, quando e a chi. Il contante, per sua natura anonimo, non lascia traccia e perciò non è ammesso. Tuttavia, il comma 680 della stessa legge introduce tre importanti eccezioni in cui il pagamento in contanti continua a dare diritto alla detrazione. Vediamole nel dettaglio. Quali spese sanitarie si possono pagare in contantiL’articolo 1, comma 680, della Legge 160/2019 elenca in modo tassativo le spese sanitarie che si possono ancora pagare in contanti senza perdere il diritto alla detrazione del 19%. Si tratta di tre macro-categorie, ognuna con le proprie caratteristiche.Le tre eccezioni alla tracciabilitàAcquisto di medicinali (farmaci con e senza obbligo di prescrizione, omeopatici, da banco)Acquisto di dispositivi medici (siringhe, garze, apparecchi acustici, occhiali da vista con marchio CE medicale, etc.)Prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche (ASL, ospedali, ambulatori SSN) o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario NazionalePer queste tre categorie il pagamento in contanti è perfettamente lecito e non fa perdere la detrazione. Significa che puoi continuare ad andare in farmacia, comprare un’aspirina e pagarla in contanti: quella spesa, se accompagnata dallo scontrino “parlante” con il tuo codice fiscale, andrà regolarmente in detrazione nel 730.L’eccezione è stata pensata per non penalizzare i cittadini in situazioni in cui il pagamento elettronico non è sempre possibile (pensa a una piccola farmacia, a un ambulatorio di paese, o all’acquisto urgente di un farmaco). La logica del legislatore è chiara: in questi tre casi, la tracciabilità è già garantita da altri meccanismi, come lo scontrino parlante trasmesso al Sistema Tessera Sanitaria o la documentazione fiscale rilasciata dalla struttura pubblica. Farmaci e dispositivi medici: contanti sempre ammessiL’acquisto di farmaci e medicinali in farmacia, parafarmacia o presso esercizi autorizzati è la categoria più frequente di spesa sanitaria detraibile pagabile in contanti. Rientrano in questa eccezione:Farmaci di fascia A (con obbligo di prescrizione medica, generalmente rimborsabili dal SSN)Farmaci di fascia C (con prescrizione ma a totale carico del cittadino)Farmaci da banco (OTC) e SOP (senza obbligo di prescrizione)Medicinali omeopatici (riconosciuti come farmaci dall’AIFA)Farmaci acquistati in parafarmacia autorizzataFarmaci galenici preparati dal farmacistaPer ottenere la detrazione del 19% (con la franchigia di 129,11 euro complessiva sulle spese sanitarie) occorre conservare lo scontrino parlante, ovvero quello scontrino fiscale rilasciato dalla farmacia che riporta:Il codice fiscale dell’acquirente (o del familiare a carico)La natura del prodotto (farmaco, medicinale, ticket)La quantità acquistataIl codice AIC del farmaco (codice univoco assegnato dall’AIFA)I dispositivi medici detraibiliAnche l’acquisto di dispositivi medici pagati in contanti è detraibile, a condizione che il prodotto sia conforme alla normativa europea (marchio CE medicale, Regolamento UE 2017/745). Esempi tipici:Occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per la loro manutenzioneApparecchi acusticiMaterassi e cuscini ortopedici/antidecubito (con marchio CE)Siringhe, aghi, garze, cerotti, bendeTermometri, sfigmomanometri, glucometriStampelle, deambulatori, sedie a rotelleApparecchi per aerosol e per la magnetoterapia (se CE medicali)Per i dispositivi medici la documentazione fiscale (scontrino o fattura) deve riportare la dicitura “AD” (Articolo Detraibile – dispositivo medico) oppure indicare espressamente il prodotto come “dispositivo medico CE”. In assenza di questa indicazione, conserva la scatola del prodotto o un’attestazione del rivenditore che certifichi la conformità CE. Ticket sanitario e prestazioni SSN in contantiLa seconda grande categoria di spese pagabili in contanti riguarda le prestazioni sanitarie erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di tutte quelle prestazioni per cui il cittadino paga il “ticket”, cioè la quota di compartecipazione alla spesa sanitaria pubblica.Pagare in contanti il ticket per una visita specialistica in ASL, per un esame del sangue in laboratorio pubblico, per una risonanza magnetica in ospedale pubblico o per una visita al pronto soccorso (codice bianco/verde) non fa perdere la detrazione. Tipici esempi:Ticket per visite specialistiche presso ASL o aziende ospedaliereTicket per esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze, radiografie)Ticket per prestazioni di pronto soccorso (per i codici a pagamento)Ticket per il day hospital o day surgery presso strutture pubblicheQuote di compartecipazione per ricoveri in strutture SSNEsami strumentali (Holter, elettrocardiogramma, spirometria) in strutture pubblicheLa ragione di questa eccezione è semplice: quando paghi un ticket presso una struttura pubblica, ti viene rilasciata una ricevuta fiscale del SSN che riporta il tuo codice fiscale, la prestazione effettuata e l’importo. Questa ricevuta è di per sé “tracciante” perché viene registrata nel sistema sanitario regionale e nel Sistema Tessera Sanitaria gestito dall’Agenzia delle Entrate (DM 1 settembre 2016).Attenzione: prestazioni “intramoenia” e libera professioneDiverso è il caso delle prestazioni in intramoenia, cioè le visite e gli esami effettuati a pagamento (non in regime SSN) presso strutture pubbliche, dai medici della struttura stessa in libera professione. Anche se la struttura ospitante è pubblica, la prestazione è considerata privata e quindi richiede il pagamento tracciabile per ottenere la detrazione.Riepilogando: la regola “contanti ammessi” vale quando paghi il ticket tariffato dal SSN. Se invece scegli di pagare la prestazione “privata” presso lo stesso ospedale (per saltare le liste d’attesa), siamo nel regime libero-professionale e devi pagare con strumenti tracciabili. Strutture private accreditate al SSNLa terza eccezione, spesso trascurata, riguarda le strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di cliniche, laboratori, poliambulatori e centri diagnostici privati che hanno stipulato una convenzione con il SSN e che erogano prestazioni in regime di accreditamento, generalmente con il pagamento di un ticket da parte del cittadino.Anche in questo caso, se paghi una prestazione “in regime SSN” presso una struttura privata accreditata (ad esempio, una risonanza magnetica con prescrizione del medico di base e ticket di 70 euro presso un centro diagnostico privato convenzionato), puoi pagare in contanti e detrarre comunque il 19%.Come riconoscere una struttura accreditata? Sulla ricevuta deve essere riportato:La dicitura “prestazione in regime di accreditamento SSN” o “ticket regionale”L’importo del ticket regionale (non la tariffa libera professionale)Il riferimento al codice regionale della prestazioneSe la stessa struttura privata accreditata ti eroga una prestazione “in regime libero professionale” (cioè senza prescrizione del medico SSN, con tariffa intera), siamo fuori dall’eccezione: il pagamento deve essere tracciabile, altrimenti la detrazione viene negata. Spese sanitarie che richiedono pagamento tracciabileSpecchiando la regola, tutte le spese sanitarie non rientranti nelle tre eccezioni richiedono obbligatoriamente il pagamento con strumenti tracciabili per essere detraibili. Significa che se paghi in contanti queste prestazioni, perdi completamente il diritto alla detrazione del 19%, anche se hai la fattura regolare.Ecco l’elenco delle spese sanitarie che vanno pagate in modo tracciabile:Visite mediche specialistiche private (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.) in studi privati o studi medici libero-professionaliVisite e cure odontoiatriche in studi dentistici privati (impianti, ortodonzia, igiene dentale, otturazioni)Sedute di psicoterapia presso psicologi o psichiatri privatiVisite ed esami in cliniche private NON accreditateEsami diagnostici privati (ecografie, risonanze magnetiche, TAC) presso laboratori non convenzionati o in regime libero professionaleSedute di fisioterapia e riabilitazione privatePrestazioni di logopedia, osteopatia, podologia (quando svolte da professionisti sanitari riconosciuti)Cure termali privateRicoveri in strutture private NON convenzionatePrestazioni infermieristiche a domicilio (al di fuori del SSN)Visite intramoenia (libera professione presso strutture pubbliche)Per tutte queste prestazioni, lo strumento di pagamento deve essere tracciabile e nominativo: il pagamento deve risultare effettuato dal contribuente che vuole portare la spesa in detrazione (o da un familiare a suo carico). Pagare con la carta di un terzo o con un conto cointestato richiede attenzione: se il conto è cointestato tra coniugi, la detrazione spetta a chi è intestatario della fattura, indipendentemente da chi materialmente ha pagato.Come dimostrare il pagamento e quale documentazione conservareIn caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, devi essere in grado di dimostrare due cose distinte: che la spesa sanitaria è stata effettivamente sostenuta (documento fiscale) e, per le spese non rientranti nelle eccezioni, che è stata pagata con strumento tracciabile. Vediamo cosa conservare in entrambi i casi.Documentazione per spese pagate in contanti (ammesse)Farmaci: scontrino parlante con codice fiscale e codice AIC del farmacoDispositivi medici: scontrino o fattura con dicitura “AD” o conformità CETicket SSN: ricevuta della struttura pubblica/accreditata con codice fiscalePrescrizione medica (per i farmaci di fascia A, ricetta SSR; per esami specialistici, impegnativa del medico di base)Documentazione per spese che richiedono tracciabilitàFattura o ricevuta fiscale emessa dal professionista o struttura, intestata al contribuente o al familiare a caricoProva del pagamento tracciabile, ad esempio:estratto conto bancario o postale con l’addebitocopia della contabile del bonificoricevuta del POS / matrice dell’assegnoe-mail di conferma del pagamento elettronico (PayPal, Satispay, ecc.)Il pagamento tracciabile non deve essere necessariamente “contestuale” all’emissione della fattura: puoi ricevere la fattura oggi e pagare con bonifico domani, l’importante è che la spesa risulti pagata nell’anno d’imposta di riferimento (per il 730/2026, le spese devono essere pagate nel 2025) e che il pagamento sia riconducibile a quella specifica fattura. Conserva la documentazione per 5 anni dalla presentazione della dichiarazione, come prevede l’art. 43 del DPR 600/1973 per i poteri di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Spese sanitarie già presenti nel 730 precompilato 2026Dal 2015 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti il 730 precompilato, una dichiarazione già parzialmente compilata con i dati comunicati da datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni e — per quel che ci interessa — dalle strutture sanitarie tramite il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), istituito con DM 1 settembre 2016.Nel 730 precompilato 2026 (anno d’imposta 2025) trovi automaticamente caricate, nel quadro E rigo E1 e seguenti, le spese sanitarie trasmesse al Sistema TS da:Farmacie e parafarmacieASL, ospedali, aziende ospedaliereStrutture sanitarie pubbliche e private accreditateMedici di medicina generale e pediatri di libera sceltaMedici specialisti e odontoiatri iscritti all’alboPsicologi, infermieri, ostetriche, fisioterapisti e altre professioni sanitarie iscritti agli albiOttici e audioprotesistiStrutture termaliVeterinari (per le spese veterinarie detraibili)Quando le strutture trasmettono i dati al Sistema TS, indicano anche il tipo di pagamento (tracciato o non tracciato). Nel precompilato, le spese pagate in contanti che non rientrano nelle eccezioni di legge vengono caricate in una sezione separata e non sono automaticamente considerate detraibili: dovrai eventualmente eliminarle o lasciarle senza detrazione.Al contrario, le spese pagate in contanti che rientrano nelle eccezioni (farmaci, ticket SSN, prestazioni in regime di accreditamento) vengono automaticamente inserite tra le spese detraibili. Per consultare l’elenco completo, accedi al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e visualizza il “Riepilogo dei dati comunicati” nella sezione 730 precompilato.Per un approfondimento sulla lista completa delle voci detraibili, leggi il nostro elenco completo delle spese sanitarie detraibili 2026.Errori comuni: quando la detrazione viene respintaL’esperienza del nostro CAF a Udine ci insegna che molti contribuenti perdono la detrazione del 19% per errori facilmente evitabili legati alle modalità di pagamento. Ecco i casi più frequenti che vediamo ogni anno.Visita specialistica privata pagata in contanti: il dentista o il cardiologo emette regolare fattura, il contribuente paga in contanti e poi prova a portare la spesa in detrazione. La spesa risulta nel 730 precompilato come “non detraibile” per mancanza di tracciabilità.Confusione tra ticket e visita privata: alcuni contribuenti pensano che, essendo “una visita medica”, basti pagare in contanti come per il ticket. Errore: la visita privata, anche del medico di base in regime libero professionale, richiede pagamento tracciabile.Pagamento al familiare: la madre paga in contanti la visita per il figlio maggiorenne fiscalmente non a carico. La detrazione spetterebbe al figlio (intestatario della fattura), ma il pagamento non risulta dal suo conto. Detrazione persa.Pagamento da conto di terzi: il bonifico viene effettuato dal conto del coniuge non intestatario della fattura. Pur essendo “tracciato”, se il coniuge non è fiscalmente a carico del titolare della fattura, possono sorgere contestazioni.Acquisto cosmetico/integratore confuso con “dispositivo medico”: creme, integratori, prodotti di parafarmacia non aventi marchio CE medicale NON sono detraibili, indipendentemente dal metodo di pagamento.Mancanza di scontrino parlante: la farmacia emette lo scontrino “muto” (senza codice fiscale) e il contribuente non se ne accorge. Senza codice fiscale, la spesa farmaco non è detraibile.Vuoi approfondire? Leggi la nostra guida agli errori da evitare nella compilazione del 730. Esempio pratico: il caso di Marco e la sua famigliaPer chiarire le regole con un esempio concreto, immaginiamo il caso di Marco, 45 anni, dipendente, sposato con Anna (lavoratrice) e con un figlio a carico, Luca (12 anni). Durante il 2025 Marco e la sua famiglia hanno sostenuto le seguenti spese sanitarie, riepilogate qui sotto.Farmaci in farmacia: 480 euro totali, pagati prevalentemente in contanti, con scontrini parlanti intestati al codice fiscale di Marco o Luca → tutti detraibiliVisita dentistica privata di Anna: 90 euro pagati in contanti → non detraibile per mancanza di tracciabilitàPulizia dei denti di Luca: 80 euro pagati con bancomat → detraibile al 19%Ticket per analisi del sangue di Marco presso ASL: 35 euro in contanti → detraibileVisita cardiologica privata di Marco: 130 euro pagati con bonifico → detraibileOcchiali da vista con marchio CE per Luca: 220 euro in contanti → detraibileRisonanza magnetica di Anna in regime intramoenia ospedale pubblico: 180 euro in contanti → non detraibile (intramoenia richiede tracciabilità)Sedute di fisioterapia post infortunio di Marco: 300 euro pagati con Satispay → detraibiliRiepilogando, su un totale di spese sostenute pari a 1.515 euro, Marco potrà portare in detrazione 1.245 euro (farmaci 480 + pulizia denti Luca 80 + ticket 35 + cardiologo 130 + occhiali 220 + fisioterapia 300). Le spese non detraibili sono 270 euro (visita dentistica di Anna 90 + risonanza intramoenia 180) per il solo mancato rispetto della tracciabilità.Applicando la franchigia di 129,11 euro e l’aliquota del 19%, la detrazione effettiva sarà di circa: (1.245 − 129,11) × 19% = 212,02 euro di risparmio IRPEF. Se Marco avesse pagato anche le due voci “in contanti” con bonifico o carta, avrebbe ottenuto circa 51 euro in più di risparmio. Una piccola attenzione al metodo di pagamento può fare la differenza.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Tabella riepilogo: contanti SÌ / contanti NOEcco una tabella sintetica con le casistiche più ricorrenti. Tienila a portata di mano quando devi decidere come pagare una spesa sanitaria.Tipo di spesa sanitariaPagamento in contantiDetraibile 19%Farmaci in farmacia (fascia A, C, OTC, omeopatici)SÌSÌ (con scontrino parlante)Farmaci galenici e parafarmaciaSÌSÌDispositivi medici (occhiali CE, siringhe, apparecchi acustici, etc.)SÌSÌ (con dicitura AD/CE)Ticket SSN per visite o esami (ASL/ospedale pubblico)SÌSÌTicket prestazioni in strutture private accreditate al SSNSÌSÌRicoveri SSN e day hospital pubbliciSÌSÌVisita medica specialistica privataNOSolo se tracciabileVisite dentistiche e cure odontoiatriche privateNOSolo se tracciabileSedute di psicoterapia privateNOSolo se tracciabileEsami diagnostici privati (RMN, TAC, ecografie senza ticket)NOSolo se tracciabileFisioterapia, logopedia, osteopatia privateNOSolo se tracciabileCure termali privateNOSolo se tracciabileRicoveri in cliniche private non accreditateNOSolo se tracciabilePrestazioni intramoenia (libera professione in struttura pubblica)NOSolo se tracciabilePrestazioni infermieristiche a domicilio (regime privato)NOSolo se tracciabile Come inserire le spese sanitarie nel 730 precompilatoLe spese sanitarie nel modello 730/2026 vanno indicate nel quadro E – Sezione I “Oneri detraibili”. I righi di riferimento sono:Rigo E1: spese sanitarie (codice 1 per la generalità delle spese, codice 2 per i portatori di handicap, codice 3 per la rateizzazione delle spese superiori a 15.493,71 euro)Rigo E2: spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esentiRigo E3: spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, sollevamento)Rigo E4: spese per veicoli per portatori di handicap (detrazione 19% su massimo 18.075,99 euro)Rigo E5: spese per acquisto di cani guidaNel precompilato, l’Agenzia delle Entrate compila automaticamente questi righi sulla base dei dati ricevuti dal Sistema TS. Il tuo compito è quello di:Verificare la correttezza dei dati precompilati (importi, intestazione, periodo)Aggiungere eventuali spese mancanti (ad esempio spese pagate in contanti per farmaci con scontrino parlante che la farmacia non ha trasmesso)Eliminare spese erroneamente attribuite (ad esempio prestazioni di un familiare non a tuo carico)Modificare la quota di spettanza in caso di pagamento condiviso con un coniuge non a caricoVerificare l’applicazione della franchigia di 129,11 euro (sotto questa soglia, le spese non danno diritto a detrazione)Ricorda che, una volta accettato il 730 precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non effettua controlli formali sulla documentazione delle spese sanitarie. Ma attenzione: questo “scudo” vale solo per le spese già trasmesse dal Sistema TS. Se aggiungi una spesa, perdi questa protezione e dovrai conservare tutta la documentazione per gli eventuali controlli successivi.CAF Centro Fiscale Udine: assistenza dichiarazione 730Le regole sulla detraibilità delle spese sanitarie nel 730 precompilato sono molte e cambiano periodicamente con le nuove circolari dell’Agenzia delle Entrate (circolare 7/E annuale). Il rischio concreto è quello di perdere centinaia di euro di detrazione per piccoli errori di documentazione o per non aver saputo distinguere tra spese pagabili in contanti e spese che richiedono tracciabilità.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il tuo 730 precompilato 2026 in modo corretto, verificando ogni singola spesa sanitaria, distinguendo tra detrazioni del 19% spettanti e non spettanti, e applicando correttamente franchigie ed eventuali rateizzazioni. I nostri operatori conoscono nel dettaglio:La normativa sulla tracciabilità e le sue eccezioni (L. 160/2019)I requisiti dello scontrino parlante e dei dispositivi medici detraibiliIl Sistema Tessera Sanitaria e come gestire dati mancanti o erratiLa detrazione per familiari a carico e i criteri di ripartizione tra coniugiLe particolarità per i portatori di handicap e le patologie esentiLa gestione delle spese sanitarie estere (ad esempio cure in Slovenia o Austria, frequenti in Friuli Venezia Giulia)Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine: porteremo la tua dichiarazione 730 al massimo del rimborso IRPEF a cui hai diritto, senza il rischio di errori che potrebbero costarti caro in caso di controllo. Compilare il 730 con il CAF è gratuito per i lavoratori dipendenti e i pensionati che presentano la dichiarazione “ordinaria”; per situazioni complesse (familiari, ridichiarazioni, integrative) i nostri consulenti offrono un servizio dedicato a tariffe trasparenti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande frequentiPosso pagare in contanti il dentista e detrarre la spesa nel 730?No. Le cure odontoiatriche e le visite dentistiche presso studi privati sono prestazioni libero professionali e non rientrano nelle eccezioni della Legge 160/2019. Se paghi in contanti, perdi il diritto alla detrazione del 19%, anche se hai ricevuto regolare fattura. Per detrarre, paga con bancomat, carta di credito, bonifico, assegno o sistemi elettronici di pagamento.I farmaci pagati in contanti sono detraibili?Sì. L’acquisto di farmaci e medicinali in farmacia o parafarmacia è una delle tre eccezioni espressamente previste dall’art. 1 c. 680 L. 160/2019. Per la detrazione devi conservare lo scontrino parlante con il tuo codice fiscale e il codice AIC del farmaco. Lo stesso vale per i farmaci omeopatici e quelli da banco (OTC).Il ticket per la visita specialistica in ASL può essere pagato in contanti?Sì. Le prestazioni sanitarie erogate dal SSN (ticket per visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni ambulatoriali) possono essere pagate in contanti e restano detraibili. La stessa regola vale per le prestazioni in regime di accreditamento erogate da strutture private convenzionate con il SSN.La visita intramoenia in ospedale pubblico si può pagare in contanti?No. La visita o l’esame in regime di libera professione intramuraria (intramoenia), pur svolgendosi in una struttura pubblica, è considerata prestazione privata e richiede il pagamento tracciabile. Il contante in questo caso fa perdere la detrazione del 19%.Se la farmacia mi rilascia uno scontrino senza codice fiscale, posso detrarre lo stesso?No. Lo scontrino “muto” (privo di codice fiscale) non è valido ai fini della detrazione fiscale. Chiedi sempre lo scontrino “parlante” comunicando il tuo codice fiscale o quello del familiare a carico per cui acquisti il farmaco. Senza questo dato, anche se la spesa è pagata correttamente, non è detraibile.Le spese sanitarie del 2025 le posso pagare con bonifico nel 2026?No. La detrazione del 19% segue il principio di cassa: la spesa è detraibile nell’anno in cui viene effettivamente pagata, non nell’anno in cui è stata fatturata. Una fattura del 2025 pagata nel 2026 andrà nella dichiarazione 2027 (redditi 2026), non nel 730/2026.Posso pagare per un familiare a carico e detrarre io la spesa?Sì, ma a precise condizioni. La detrazione spetta al contribuente che ha effettivamente sostenuto la spesa (cioè ha pagato) solo se la fattura è intestata al contribuente stesso o al familiare a carico (coniuge, figli, altri familiari fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12 TUIR). Se la fattura è intestata al familiare a carico, anche il pagamento deve risultare riconducibile al contribuente (carta sua, suo conto corrente).Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate mi controlla?L’Agenzia può richiedere, entro 5 anni dalla presentazione della dichiarazione, la documentazione comprovante le spese detratte. Devi essere in grado di esibire: (1) fattura/ricevuta fiscale della prestazione, (2) prova del pagamento tracciabile per le spese non rientranti nelle eccezioni, (3) prescrizione medica dove richiesta. In assenza, l’AdE può disconoscere la detrazione, recuperare l’imposta non versata, applicare sanzioni (dal 90% al 180% dell’imposta evasa, art. 1 D.Lgs. 471/1997) e interessi.Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 18:08:382026-05-31 17:42:42Spese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarre