PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOStipendio netto forfettario 2026: tabella per professione, calcoli e confrontoIndice dei contenutiQuanto resta davvero in tasca con il forfettario nel 2026Le 3 variabili che determinano il tuo netto realeStipendio netto avvocato forfettario 2026 (Cassa Forense)Stipendio netto psicologo forfettario 2026 (ENPAP)Stipendio netto geometra forfettario 2026 (CIPAG)Stipendio netto fisioterapista forfettario 2026 (Gestione Separata)Stipendio netto medico forfettario 2026 (ENPAM)Stipendio netto architetto/ingegnere forfettario 2026 (Inarcassa)Stipendio netto consulente aziendale / freelance digitale 2026 (Gestione Separata)Come usare questi numeri per decidere se restare in forfettarioAprire una partita IVA in regime forfettario significa rinunciare alla detrazione dei costi ma guadagnare in semplicita’ e in aliquote ridotte. Ma quanti euro restano davvero in tasca a fine anno? La risposta dipende dalla tua professione, dalla tua cassa previdenziale e dai ricavi effettivi. Questa guida risponde con numeri concreti: trovi una tabella dettagliata per ciascuna delle otto professioni più diffuse, con ricavi da 25.000 a 80.000 euro, contributi previdenziali esatti e IRPEF sostitutiva al 15%. Per capire come funziona il meccanismo del coefficiente di redditività che sta alla base di tutti questi calcoli, consulta il nostro articolo dedicato ai coefficienti forfettario 2026. 🧮 Calcola subito il tuo netto in forfettarioInvece di leggere tutte le tabelle qui sotto, prova il nostro calcolatore gratuito: inserisci i tuoi ricavi previsti e il tuo settore, e in 5 secondi ottieni il confronto tra regime forfettario e regime ordinario con verdetto su quale ti conviene.→ Apri il calcolatore Forfettario vs Ordinario 2026Tutti i calcoli avvengono sul tuo browser. Nessun dato esce dal tuo dispositivo.Quanto resta davvero in tasca con il forfettario nel 2026Nel regime forfettario il reddito tassabile non coincide con i ricavi incassati. Lo Stato applica un coefficiente di redditività che varia per categoria ATECO: per la grande maggioranza dei professionisti (avvocati, psicologi, medici, architetti, geometri, fisioterapisti, consulenti) il coefficiente è del 78%. Questo significa che su 50.000 euro di ricavi, l’imponibile fiscale è 39.000 euro, non 50.000. Da quella base si detraggono i contributi previdenziali versati, e sull’importo residuo si paga l’IRPEF sostitutiva al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di attività).La tabella seguente mostra il netto stimato con 50.000 euro di ricavi annui per le professioni più cercate. I dati tengono conto del coefficiente 78%, dell’aliquota IRPEF al 15% e dei contributi specifici per cassa previdenziale.ProfessioneCassa previdenzialeContributi stimatiIRPEF (15%)Netto stimato% sul lordoAvvocatoCassa Forense (16%)8.000 euro4.650 euro37.350 euro74,7%PsicologoENPAP (10%+2%)4.900 euro5.115 euro39.985 euro80,0%GeometraCIPAG (20%+5%)10.300 euro4.305 euro35.395 euro70,8%FisioterapistaGS INPS (26,07%)10.167 euro4.325 euro35.508 euro71,0%MedicoENPAM (Q.A.+19,5%)9.660 euro4.411 euro35.929 euro71,9%Architetto/IngegnereInarcassa (14,5%+4%)7.655 euro4.701 euro37.644 euro75,3%Consulente/FreelanceGS INPS (26,07%)10.167 euro4.325 euro35.508 euro71,0%Netto stimato con 50.000 euro di ricavi, coeff. 78%, IRPEF 15%, contributi minimi/proporzionali 2026. Valori arrotondati. Fonte: elaborazione Centro Fiscale su normativa vigente.Come si nota, il psicologo porta a casa la quota maggiore (80% del lordo) grazie all’aliquota ENPAP più contenuta, mentre le professioni con Gestione Separata INPS o CIPAG trattengono tra il 70% e il 72%. Si tratta comunque di percentuali molto superiori a quelle del regime ordinario, dove l’IRPEF ordinaria (23-43%) e la detraibilità parziale dei costi rendono il confronto molto più sfavorevole a ricavi bassi o medi. Le 3 variabili che determinano il tuo netto realePrima di entrare nei calcoli per singola professione, è fondamentale capire le tre leve che cambiano concretamente il tuo netto annuo.1. Il coefficiente di redditività (il più impattante)Il coefficiente determina quale percentuale dei tuoi ricavi viene considerata “reddito” ai fini fiscali. Per le professioni tecniche, scientifiche, sanitarie e legali il coefficiente è uniformemente al 78%. Tradotto in pratica: su 60.000 euro incassati, 13.200 euro sono già “esclusi” dalla tassazione in modo forfettario (come se fossero costi). Il problema è che questo funziona bene quando i costi reali sono bassi: se spendi molto in attrezzature, affitti o collaboratori, il forfettario potrebbe essere penalizzante. Per la mappa completa dei coefficienti per codice ATECO consulta il nostro articolo di analisi per settore.2. La cassa previdenziale (la variabile più diversificata)I contributi previdenziali variano enormemente tra professioni. Si va dal 12% dell’ENPAP psicologi (soggettivo sul reddito) al 26,07% della Gestione Separata INPS applicata a fisioterapisti, consulenti e freelance digitali. L’importo dei contributi si deduce dall’imponibile prima del calcolo IRPEF, quindi riduce anche la base tassabile. Le casse con contributi più alti abbattono di più l’IRPEF ma riducono complessivamente il netto disponibile.3. L’aliquota IRPEF sostitutiva: 15% o 5%L’aliquota standard è il 15%. Chi avvia una nuova attività senza aver esercitato attività simile nei 3 anni precedenti beneficia dell’aliquota ridotta del 5% per i primi 5 anni (non 3, come erroneamente si legge). Con il 5%, il netto per un psicologo con 50.000 euro di ricavi sale a circa 43.000 euro (86% del lordo): uno degli elementi più favorevoli dell’intero sistema fiscale italiano per autonomi.La formula generale del netto forfettario:IMPONIBILE FISCALE = Ricavi x Coefficiente (78%) CONTRIBUTI = Imponibile x aliquota cassa (o forfait minimo) BASE IRPEF = Imponibile - Contributi IRPEF SOSTITUTIVA = Base IRPEF x 15% (o 5% startup) NETTO = Ricavi - Contributi - IRPEF Stipendio netto avvocato forfettario 2026 (Cassa Forense)L’avvocato in regime forfettario iscrive la propria posizione previdenziale a Cassa Forense, che prevede un contributo soggettivo del 16% sul reddito professionale (aliquota aggiornata al 2024, in precedenza era 15%). A questo si aggiunge un contributo integrativo del 4% sul volume d’affari, che però nel forfettario è addebitato al cliente e non incide sul netto. Il minimo soggettivo 2026 è di circa 2.875 euro: va comunque versato anche se il 16% calcolato sul reddito risultasse inferiore. Per tutti i dettagli sull’apertura e gestione della partita IVA come avvocato, consulta la nostra guida dedicata.Ricavi annuiImponibile (78%)Cassa Forense (16%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro4.000 euro15.500 euro2.325 euro18.675 euro40.000 euro31.200 euro6.400 euro24.800 euro3.720 euro29.880 euro60.000 euro46.800 euro9.600 euro37.200 euro5.580 euro44.820 euro80.000 euro62.400 euro12.800 euro49.600 euro7.440 euro59.760 euroValori stimati. Coefficiente 78%, IRPEF 15%. Il contributo integrativo 4% è escluso perché addebitato al cliente. Minimo soggettivo 2875 euro applicato ai ricavi bassi.Nota importante: il contributo minimo soggettivo Cassa Forense (∼2.875 euro) va versato a prescindere dal reddito effettivo. Chi ha ricavi molto bassi (sotto i 18.000 euro circa) si trova a pagare comunque il minimo, con un impatto proporzionalmente più pesante sul netto.Sei avvocato e vuoi una simulazione personalizzata? Il nostro CAF elabora il calcolo esatto in base alla tua situazione specifica. Richiedi una consulenza gratuita. Stipendio netto psicologo forfettario 2026 (ENPAP)Lo psicologo in forfettario beneficia di un vantaggio previdenziale rispetto ad altre professioni: ENPAP applica un contributo soggettivo del 10% sul reddito (= imponibile forfettario) e un contributo integrativo del 2% sul volume d’affari (ricavi). I minimi 2026 sono 856 euro per il soggettivo e 66 euro per l’integrativo. Questo rende la cassa psicologi tra le più vantaggiose per chi ha ricavi medi, risultando nel netto percentuale più alto tra le professioni analizzate.Un aspetto importante per i professionisti iscritti all’Albo degli Psicologi: le prestazioni psicoterapeutiche sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972. In regime forfettario l’IVA non si applica comunque, ma questa esenzione può rilevare in caso di futura uscita dal regime o per consulenze a enti/aziende.Ricavi annuiImponibile (78%)ENPAP (10%+2%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro2.450 euro17.050 euro2.558 euro19.992 euro40.000 euro31.200 euro3.920 euro27.280 euro4.092 euro31.988 euro60.000 euro46.800 euro5.880 euro40.920 euro6.138 euro47.982 euro80.000 euro62.400 euro7.840 euro54.560 euro8.184 euro63.976 euroValori stimati. ENPAP: 10% su imponibile (reddito) + 2% su ricavi (vol. d’affari). Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per approfondire l’apertura della partita IVA come psicologo e tutti gli aspetti previdenziali ENPAP, leggi la nostra guida completa partita IVA psicologo. Puoi anche confrontarti con le altre professioni sanitarie nell’hub professioni sanitarie.Sei psicologo e vuoi ottimizzare il regime fiscale? Consulta il nostro CAF per una simulazione personalizzata ENPAP e forfettario. Stipendio netto geometra forfettario 2026 (CIPAG)Il geometra in regime forfettario versa i contributi a CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri). L’aliquota soggettiva è del 20% sul reddito (imponibile forfettario, fino a 183.550 euro; 3,5% oltre), a cui si aggiunge un contributo integrativo del 5% sul volume d’affari (ricavi totali). Il minimo annuo 2026 del soggettivo è di circa 4.205 euro. L’integrativo del 5% incide in modo rilevante, rendendola una delle strutture contributive meno favorevoli per il forfettario a ricavi bassi.Ricavi annuiImponibile (78%)CIPAG (20%+5%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.455 euro14.045 euro2.107 euro17.438 euro40.000 euro31.200 euro8.240 euro22.960 euro3.444 euro28.316 euro60.000 euro46.800 euro12.360 euro34.440 euro5.166 euro42.474 euro80.000 euro62.400 euro16.480 euro45.920 euro6.888 euro56.632 euroValori stimati. CIPAG: 20% su imponibile (fino a 183.550 euro) + 5% su ricavi. Coefficiente 78%, IRPEF 15%. Minimo soggettivo 2026 circa 4.205 euro (applicato dove il 20% e inferiore).Per una panoramica completa su apertura della partita IVA, codice ATECO e obblighi del geometra in forfettario, consulta la nostra guida partita IVA geometra.Sei geometra e vuoi verificare se il forfettario è la scelta giusta? Richiedi una consulenza al nostro CAF. Stipendio netto fisioterapista forfettario 2026 (Gestione Separata)Il fisioterapista libero professionista in regime forfettario iscrive la propria posizione previdenziale alla Gestione Separata INPS, che prevede per il 2026 un’aliquota del 26,07% sul reddito imponibile (per chi non ha altra copertura previdenziale). Si tratta dell’aliquota più alta tra le casse analizzate, il che riduce significativamente il netto disponibile rispetto a professioni con cassa privata.Un aspetto tecnico importante: i fisioterapisti sono soggetti all’obbligo del Sistema Tessera Sanitaria (TS) per la trasmissione delle spese sanitarie. Questo non incide sul calcolo del netto ma va considerato nella gestione amministrativa.Ricavi annuiImponibile (78%)GS INPS (26,07%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.084 euro14.416 euro2.162 euro17.754 euro40.000 euro31.200 euro8.134 euro23.066 euro3.460 euro28.406 euro60.000 euro46.800 euro12.201 euro34.599 euro5.190 euro42.609 euro80.000 euro62.400 euro16.268 euro46.132 euro6.920 euro56.812 euroValori stimati. Gestione Separata INPS 26,07% su imponibile. Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per l’apertura della partita IVA come fisioterapista con tutti i dettagli su codice ATECO, fatturazione e Gestione Separata, consulta la nostra guida partita IVA fisioterapista. Trovi anche la panoramica generale nell’hub professioni sanitarie 2026.Sei fisioterapista e vuoi ottimizzare contributi e regime? Richiedi consulenza CAF. Stipendio netto medico forfettario 2026 (ENPAM)Il medico libero professionista in regime forfettario versa i contributi a ENPAM, la Cassa dei Medici e degli Odontoiatri. Il sistema ENPAM prevede due quote distinte:Quota A: contributo fisso annuale per fascia d’età. Per i medici oltre i 40 anni il valore 2026 è di 2.049,83 euro (importo che cambia ogni anno per indicizzazione).Quota B: contributo proporzionale al reddito libero professionale, pari al 19,5% fino a 150.000 euro di reddito (1% sulla parte eccedente).Attenzione importante: il reddito da intramoenia (attività libero professionale intra-ospedaliera) segue regole previdenziali diverse e non rientra nel regime forfettario. I calcoli di questa tabella si riferiscono esclusivamente all’attività libero professionale pura, fuori struttura.Ricavi annuiImponibile (78%)ENPAM (Q.A. + 19,5%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.852 euro (2.050+3.803)13.648 euro2.047 euro17.101 euro40.000 euro31.200 euro8.134 euro (2.050+6.084)23.066 euro3.460 euro28.406 euro60.000 euro46.800 euro11.176 euro (2.050+9.126)35.624 euro5.344 euro43.480 euro80.000 euro62.400 euro14.218 euro (2.050+12.168)48.182 euro7.227 euro58.555 euroValori stimati. Quota A ENPAM 2026: 2.049,83 euro (oltre 40 anni). Quota B: 19,5% su imponibile. Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per una guida completa su partita IVA medico, codici ATECO per specialità e contributi ENPAM 2026, consulta il nostro pillar partita IVA medico 2026 e l’hub professioni sanitarie.Sei medico e vuoi valutare il forfettario per la libera professione? Richiedi consulenza al nostro CAF. Stipendio netto architetto/ingegnere forfettario 2026 (Inarcassa)Architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti all’Albo versano i contributi a Inarcassa. La struttura contributiva prevede un soggettivo del 14,5% sul reddito netto professionale (imponibile forfettario) e un integrativo del 4% sul volume d’affari. Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 2.500 euro. Inarcassa ha una struttura simile a Cassa Forense, con il netto che si attesta mediamente al 75% dei ricavi.Ricavi annuiImponibile (78%)Inarcassa (14,5%+4%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro3.828 euro (2.828+1.000)15.673 euro2.351 euro18.822 euro40.000 euro31.200 euro6.124 euro (4.524+1.600)25.076 euro3.761 euro30.115 euro60.000 euro46.800 euro9.186 euro (6.786+2.400)37.614 euro5.642 euro45.172 euro80.000 euro62.400 euro12.248 euro (9.048+3.200)50.152 euro7.523 euro60.229 euroValori stimati. Inarcassa: 14,5% su imponibile + 4% su ricavi. Contributo minimo soggettivo 2.500 euro. Coefficiente 78%, IRPEF 15%.Per tutti i dettagli su apertura studio di architettura o ingegneria, codici ATECO e contributi Inarcassa 2026, consulta la nostra guida aprire studio di architettura e ingegneria.Sei architetto o ingegnere e vuoi simulare il tuo netto reale? Richiedi consulenza CAF. Stipendio netto consulente aziendale / freelance digitale 2026 (Gestione Separata)I consulenti aziendali, i social media manager, i copywriter SEO, i designer UX/UI e i content creator che operano in regime forfettario senza altra copertura previdenziale obbligatoria versano i contributi alla Gestione Separata INPS con aliquota del 26,07% sul reddito imponibile. Stessa situazione del fisioterapista, quindi gli stessi calcoli si applicano a questa categoria.Ricavi annuiImponibile (78%)GS INPS (26,07%)Base IRPEFIRPEF (15%)Netto stimato25.000 euro19.500 euro5.084 euro14.416 euro2.162 euro17.754 euro40.000 euro31.200 euro8.134 euro23.066 euro3.460 euro28.406 euro60.000 euro46.800 euro12.201 euro34.599 euro5.190 euro42.609 euro80.000 euro62.400 euro16.268 euro46.132 euro6.920 euro56.812 euroValori stimati. GS INPS 26,07% su imponibile. Coefficiente 78%, IRPEF 15%. Valida per consulenti, social media manager, copywriter, UX/UI, content creator senza altra copertura previdenziale.Per le guide specifiche sulle singole professioni digitali in regime forfettario: partita IVA social media manager, partita IVA copywriter SEO, partita IVA UX/UI designer. Per i consulenti aziendali strutturati, la guida dedicata verrà pubblicata nei prossimi giorni.Sei un freelance digitale e vuoi capire quanto guadagnerai davvero? Richiedi consulenza CAF. Come usare questi numeri per decidere se restare in forfettarioLe tabelle precedenti mostrano il netto in regime forfettario, ma la vera domanda è: conviene rispetto al regime ordinario? La risposta dipende da un solo fattore critico: i tuoi costi reali effettivi.Il forfettario ti è conveniente finché i tuoi costi reali sono inferiori alla quota già forfettizzata dal coefficiente. Con un coefficiente del 78%, lo Stato considera già detratti il 22% dei ricavi come costi. Quindi la soglia di pareggio è:SOGLIA PAREGGIO = (1 - Coefficiente) x Ricavi Esempio con 50.000 euro ricavi: (1 - 0,78) x 50.000 = 11.000 euro di costiSe i tuoi costi reali superano questi 11.000 euro, il regime ordinario (che permette la deduzione effettiva dei costi) inizia a diventare più conveniente sul piano strettamente fiscale. Ma non è tutto: nel regime ordinario si paga IRPEF ordinaria (23-43%), si gestisce l’IVA, si presentano dichiarazioni più complesse. Il vantaggio fiscale del forfettario non è solo nell’aliquota bassa: è anche nella semplicità e nel risparmio sui costi di commercialista.Un esempio pratico per chi ha il coefficiente 78% e 50.000 euro di ricavi:ScenarioCosti realiForfettario conveniente?PerchéFreelance remoto (no ufficio)2.000-4.000 euroSI, nettamenteCosti << 11.000 euro forfettizzatiStudio con affitto piccolo6.000-9.000 euroSI, probabilmenteCosti ancora sotto sogliaStudio con affitto + collaboratore14.000-20.000 euroDA VALUTARECosti superano soglia, calcolo su misuraStudio strutturato, dipendentiOltre 20.000 euroNO, probabilmenteRegime ordinario deducibilità reale più vantaggiosaPer l’analisi completa del meccanismo del coefficiente e come si calcola il reddito imponibile per ogni codice ATECO, leggi il nostro articolo completo sui coefficienti di redditività forfettario 2026: trovi la tabella per settore e una spiegazione dettagliata di come lo Stato “stima” i tuoi costi in modo forfettario.Il confronto forfettario vs ordinario non è mai una risposta unica valida per tutti: dipende dalla tua cassa, dai tuoi ricavi, dai tuoi costi reali e dalla tua età. Un CAF specializzato può calcolare entrambi gli scenari con i tuoi numeri reali e aiutarti a scegliere. Richiedi un confronto forfettario vs ordinario gratuito: il nostro team è specializzato in fiscalità per professionisti e autonomi. Disclaimer: i calcoli presentati in questo articolo sono stime basate su aliquote ufficiali 2026 e coefficiente di redditività del 78%. Non tengono conto di situazioni particolari (pensionati con altra copertura previdenziale, contributi ridotti per neoiscritti, deduzioni specifiche della singola cassa). Per una simulazione personalizzata rivolgiti sempre a un professionista o a un CAF abilitato.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 21:43:222026-09-27 19:01:53Stipendio netto forfettario 2026: tabella per professione, calcoli e confronto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionaleSei un avvocato e stai valutando di aprire la partita IVA o di verificare la convenienza del regime forfettario nel 2026? Sei nel posto giusto. Con oltre 154.828 avvocati in regime forfettario (dati Corte dei Conti 2024), questa categoria professionale è in assoluto il primo settore per numero di contribuenti forfettari in Italia: il 7,44% di tutti i professionisti che applicano questo regime. Una scelta fiscale che, se ben strutturata, può fare una differenza concreta sul reddito netto annuo.In questa guida trovi tutto quello che ti serve: codice ATECO, contributi Cassa Forense, RC professionale obbligatoria, soglie di accesso, fatturazione e un caso pratico con i numeri reali. Indice dei contenutiAvvocati in forfettario: 154.000 professionisti – il settore #1Codice ATECO 69.10.10 e coefficiente di redditività 78%Cassa Forense vs Gestione Separata INPS: quale previdenza per l’avvocatoContributi Cassa Forense 2026: soggettivo, integrativo e maternitàRC professionale obbligatoria per avvocati: L. 247/2012 art. 12Aprire studio legale: requisiti, forme giuridiche e adempimentiSoglia 85.000 euro e causa ostativa 35.000 euro da lavoro dipendenteFatturazione dell’avvocato in forfettario: bollo, ritenuta e rimborsiCaso pratico: calcolo netto avvocato 50.000 euro forfettario vs ordinarioIl CAF può aiutarti: preventivo personalizzato gratuitoAvvocati in forfettario: 154.000 professionisti – il settore #1Secondo l’analisi della Corte dei Conti sui dati fiscali 2024, gli avvocati che applicano il regime forfettario sono 154.828, pari al 7,44% dell’intera platea dei contribuenti forfettari italiani. Non è un caso: la professione forense, con i suoi costi strutturali contenuti (soprattutto nelle fasi iniziali) e ricavi che raramente superano la soglia degli 85.000 euro nei primi anni, si sposa perfettamente con questo regime agevolato.Il forfettario è un regime fiscale semplificato pensato per i professionisti con ricavi annui entro 85.000 euro. In parole semplici: paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni di nuova attività) invece di IRPEF ordinaria, IRAP e addizionali. Non hai l’obbligo di contabilità ordinaria, non addebiti l’IVA ai tuoi clienti e la gestione fiscale diventa molto più snella.Vuoi confrontare i coefficienti di tutti i settori professionali e capire dove si colloca l’avvocato? Leggi la nostra analisi: Coefficienti di redditività forfettario 2026: analisi per settore. Codice ATECO 69.10.10 e coefficiente di redditività 78%Il codice ATECO dell’avvocato è 69.10.10 – Attività degli studi legali. Questo codice identifica tutte le attività di consulenza e assistenza legale svolta da avvocati iscritti all’Albo: cause civili, penali, amministrative, consulenza stragiudiziale, redazione di atti.Nel regime forfettario, ogni categoria ATECO ha un coefficiente di redditività: una percentuale che viene applicata ai ricavi lordi per calcolare il reddito imponibile. Immagina che il coefficiente rappresenti la quota dei tuoi incassi che si considera “guadagno netto” ai fini fiscali — il resto viene considerato automaticamente come costo (senza bisogno di giustificare le spese reali).Per gli avvocati (e per tutte le attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie) il coefficiente è del 78%. Significa che se incassi 50.000 euro in un anno, il tuo reddito imponibile sarà di 39.000 euro (50.000 x 78%). Su questo imponibile pagherai l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% nei primi 5 anni).Ricavi annuiImponibile (78%)Imposta 15%Imposta 5% (startup)30.000 €23.400 €3.510 €1.170 €50.000 €39.000 €5.850 €1.950 €80.000 €62.400 €9.360 €3.120 € Cassa Forense vs Gestione Separata INPS: quale previdenza per l’avvocatoUno dei punti di maggiore confusione per chi apre la partita IVA come avvocato riguarda la previdenza obbligatoria: devo iscrivermi alla Cassa Forense o alla Gestione Separata INPS?La risposta è precisa e dipende dall’iscrizione all’Albo:Avvocato iscritto all’Albo degli Avvocati → iscrizione a Cassa Forense obbligatoria (L. 21/1952 e Regolamento Unico Cassa Forense). Non puoi scegliere la Gestione Separata.Professionista che svolge attività giuridica senza iscrizione all’Albo (es. praticante non abilitato, mediatore) → Gestione Separata INPS.In sintesi: se hai superato l’esame di Stato e sei iscritto all’Albo, la Cassa Forense è il tuo unico interlocutore previdenziale. La Gestione Separata INPS con aliquota 26,07% (o 24% con altra copertura) non si applica agli avvocati iscritti all’Albo.Per approfondire il ruolo del consulente del lavoro e il confronto con altre categorie, vedi: Partita IVA Consulente del Lavoro 2026. Contributi Cassa Forense 2026: soggettivo, integrativo e maternitàLa Cassa Forense è l’ente previdenziale degli avvocati italiani. Versare i contributi è obbligatorio per tutti gli iscritti all’Albo, anche quando si è in regime forfettario. Il sistema contributivo si articola in tre voci principali:1. Contributo soggettivoÈ il contributo pensionistico principale, calcolato sul reddito professionale netto. Prevede un minimo annuo che gli avvocati devono comunque versare, anche se il reddito è inferiore a tale soglia. Per il 2026 l’aliquota base si aggira intorno al 14-15% del reddito professionale, con un minimo annuo indicativamente tra i 2.700 e i 3.000 euro (ti consigliamo di verificare l’importo esatto per il 2026 direttamente sul sito della Cassa Forense, poiché viene aggiornato ogni anno).2. Contributo integrativoIl contributo integrativo è pari al 4% del fatturato e viene addebitato direttamente ai clienti come voce separata in fattura. In pratica, non è a tuo carico economico diretto: lo anticipa il cliente e tu lo riversi alla Cassa. Anche i forfettari devono addebitare questo 4%.3. Contributo di maternitàUn contributo fisso annuo, uguale per tutti gli iscritti indipendentemente dal reddito. L’importo è indicativamente di poche decine di euro l’anno (verifica l’importo aggiornato sul sito Cassa Forense).I contributi alla Cassa Forense si dichiarano tramite il Modello 5, la dichiarazione annuale dei redditi da presentare alla Cassa entro il 30 settembre di ogni anno. RC professionale obbligatoria per avvocati: L. 247/2012 art. 12Dal 2013, la polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria per tutti gli avvocati ai sensi dell’art. 12 della Legge 247/2012 (Riforma dell’Ordinamento Forense). Non si tratta di una semplice raccomandazione: l’avvocato che esercita senza polizza RC viola i doveri deontologici e può essere soggetto a provvedimenti disciplinari.La polizza deve coprire i danni causati ai clienti nell’esercizio dell’attività professionale. I massimali minimi variano in base alla complessità dell’attività e all’eventuale apporto di collaboratori. I costi medi per un avvocato in regime forfettario (studio individuale, attività media) oscillano indicativamente tra i 200 e i 600 euro annui, in base all’assicuratore e ai massimali scelti.Per un confronto completo sulle polizze RC professionali obbligatorie, consulta la nostra guida: Polizze RC professionali obbligatorie: guida per liberi professionisti 2026. Trovi anche la scheda specifica sulla RC avvocati: RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026.Aprire studio legale: requisiti, forme giuridiche e adempimentiPer esercitare la professione forense in modo autonomo e aprire uno studio legale occorre soddisfare i seguenti requisiti:Laurea magistrale in GiurisprudenzaTirocinio professionale di 18 mesi presso uno studio legale abilitatoEsame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forenseIscrizione all’Albo degli Avvocati presso il Consiglio dell’Ordine localePEC (Posta Elettronica Certificata) obbligatoria per la comunicazione ufficialeForme giuridiche per lo studio legaleStudio individuale: la forma più semplice, ideale per chi avvia l’attività in regime forfettario. Piena responsabilità personale.Studio associato: associazione tra più professionisti. Struttura flessibile ma non è compatibile con il forfettario (causa ostativa: partecipazione associativa).STA – Società Tra Avvocati (L. 247/2012 art. 4-bis): forma societaria dedicata esclusivamente agli avvocati, introdotta dalla Riforma forense. Prevede regole specifiche di governance e incompatibile con il regime forfettario.Per chi è all’inizio della carriera o ha ricavi contenuti, lo studio individuale in regime forfettario è la scelta più efficiente: meno adempimenti, meno costi di gestione, imposta fissa e vantaggiosa. Soglia 85.000 euro e causa ostativa 35.000 euro da lavoro dipendentePer accedere al regime forfettario nel 2026 devi rispettare due condizioni economiche fondamentali:Soglia ricavi: 85.000 euroI ricavi o compensi dell’anno precedente non devono superare 85.000 euro. Se nel 2025 hai incassato meno di 85.000 euro come avvocato, nel 2026 puoi restare o entrare in forfettario. Se hai superato 85.000 euro nel corso del 2026, esci dal regime dall’anno successivo (2027). Se superi i 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata con ricalcolo IVA.Causa ostativa: 35.000 euro da reddito dipendenteQuesta regola è particolarmente rilevante per chi svolge sia l’attività forense sia un’attività di lavoro dipendente (es. docente universitario, dipendente di ente pubblico). Se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro (soglia elevata da 30.000 a 35.000 dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024), non puoi applicare il forfettario.Attenzione: la soglia da verificare è quella dell’anno precedente. Se nel 2025 hai percepito 36.000 euro come dipendente, nel 2026 non puoi essere forfettario, anche se i ricavi come avvocato sono sotto gli 85.000 euro.Fatturazione dell’avvocato in forfettario: bollo, ritenuta e rimborsiLe fatture emesse dall’avvocato in forfettario hanno alcune caratteristiche specifiche da rispettare:Marca da bollo 2 euroI forfettari non addebitano l’IVA. Proprio perché non c’è IVA, scatta l’obbligo di marca da bollo (2 euro) su ogni fattura il cui imponibile supera 77,47 euro. Il bollo virtuale si versa tramite F24 con appositi codici tributo.Ritenuta d’acconto: NON applicabileNel regime forfettario, il cliente non deve applicare la ritenuta d’acconto sull’onorario dell’avvocato. Devi inserire in fattura la dicitura obbligatoria:“Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”Rimborsi spese e anticipazioniI rimborsi spese documentati (marche da bollo pagate per il cliente, spese di cancelleria, contributo unificato anticipato) non entrano nel calcolo del reddito forfettario se trattati correttamente come rimborso di anticipazioni in nome e per conto del cliente. Le spese anticipate “in nome e per conto” del cliente non sono ricavo per il forfettario: vanno distinte in fattura e documentate. Caso pratico: calcolo netto avvocato 50.000 euro forfettario vs ordinarioVediamo un esempio concreto per capire quanto rimane effettivamente in tasca a un avvocato con 50.000 euro di ricavi annui, confrontando forfettario e regime ordinario.Ipotesi: avvocato iscritto all’Albo, nessun reddito da dipendente, contributi Cassa Forense calcolati indicativamente (soggettivo + maternità, escluso l’integrativo che è a carico del cliente).VoceForfettarioRegime ordinarioRicavi lordi50.000 €50.000 €Imponibile fiscale39.000 € (78% x 50k)Reddito netto reale (ricavi – costi deducibili)Imposta sostitutiva/IRPEF5.850 € (15%)~10.500 € (IRPEF scaglioni + addizionali)Contributi Cassa Forense (stima)~5.500-7.000 €~5.500-7.000 €Reddito netto stimato~37.000-38.650 €~30.000-33.000 €Nota: i valori sono stime orientative. Il reddito netto in regime ordinario dipende dai costi reali deducibili (affitto studio, software, aggiornamento professionale, ecc.). Per un calcolo preciso sulla tua situazione specifica, ti consigliamo un preventivo personalizzato con un esperto CAF.Vuoi simulare il calcolo con il tuo dato reale? Usa il nostro tool: Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito.Il CAF può aiutarti: preventivo personalizzato gratuitoAprire la partita IVA come avvocato, valutare la convenienza del forfettario rispetto al regime ordinario, gestire il Modello 5 per la Cassa Forense, capire come fatturare correttamente: sono tutte attività che richiedono attenzione e aggiornamento costante.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per professionisti e partite IVA. Puoi prenotare un appuntamento, richiedere un preventivo gratuito o contattarci per qualsiasi chiarimento fiscale.Approfondisci anche la guida alla partita IVA per psicologi, un’altra categoria con coefficiente 78%: Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa. Contattaci:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 14:00:002026-07-03 07:54:49Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TSLa fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.Indice dei contenutiDentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiIscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciRegime fiscale dell’odontoiatraENPAM 2026: Quota A e Quota BSistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Divieto fatturazione elettronica SdI per privatiStruttura della fattura odontoiatra con esempioSoftware di fatturazione consigliatiCasi particolari: odontoiatra con doppia laureaDomande frequenti Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiUna delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi DentariaAlbo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASLCodice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici) Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciL’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria. Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificatoL’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri. ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatriL’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:Fino a 30 anni: 152,37 euroDa 30 a 34 anni: 304,73 euroDa 35 a 39 anni: 591,47 euroDa 40 a 44 anni: 1.109,92 euroDa 45 anni in poi: 2.049,83 euroContributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026. Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanenteUno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.Struttura della fattura odontoiatra con esempio praticoLa fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscaleNumero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenzaDati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscaleNumero progressivo fattura e data emissioneDescrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.Importo e modalità di pagamentoEsenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euroEventuale annotazione opposizione TS da parte del pazienteEcco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”. Software di fatturazione consigliati per odontoiatriLa scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgoUn caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario. Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata. Conclusione: affidati al CAF Centro FiscaleLa fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS
PATRONATOPensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, Come Fare DomandaLa pensione di vecchiaia 2026 rappresenta il traguardo naturale per milioni di lavoratori italiani che hanno raggiunto i requisiti di età e contributi stabiliti dalla normativa INPS. Conoscere con esattezza quando si può andare in pensione, quanto si riceverà e come presentare domanda è fondamentale per pianificare serenamente il proprio futuro previdenziale. Nel 2026, i requisiti per accedere alla pensione ordinaria di vecchiaia restano quelli introdotti dalla riforma Fornero: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Questa guida completa ti aiuterà a capire se hai diritto alla pensione, come calcolare l’importo che ti spetta e quali passaggi seguire per ottenere il tuo assegno mensile dall’INPS.Indice dei contenutiCos’è la Pensione di VecchiaiaRequisiti Pensione Vecchiaia 2026Deroghe per Lavori Usuranti e GravosiCalcolo Importo PensioneCome Fare Domanda INPSTempistiche e DecorrenzaDifferenze con Pensione AnticipataDomande FrequentiCos’è la Pensione di VecchiaiaLa pensione di vecchiaia è la prestazione previdenziale che l’INPS eroga ai lavoratori che hanno raggiunto una determinata età anagrafica e maturato un numero minimo di anni di contributi. Si tratta della cosiddetta pensione ordinaria, quella a cui ha diritto chiunque abbia lavorato e versato contributi al sistema pensionistico italiano per un periodo sufficientemente lungo. A differenza della pensione anticipata, che permette di ritirarsi prima raggiungendo un elevato numero di contributi indipendentemente dall’età, la pensione di vecchiaia si ottiene quando si raggiunge l’età pensionabile fissata dalla legge. La pensione di vecchiaia rappresenta un diritto maturato attraverso il lavoro: ogni mese di contributi versati si traduce in un accumulo di anzianità contributiva che, unita al requisito anagrafico, consente l’accesso al trattamento pensionistico. L’importo mensile della pensione dipende da diversi fattori, tra cui il sistema di calcolo applicabile (retributivo, contributivo o misto), l’ammontare dei contributi versati e la storia lavorativa del pensionando. Per capire a quanto ammonta la propria futura pensione e quando sarà possibile richiederla, è importante conoscere i requisiti pensione vecchiaia 2026 e le modalità di calcolo dell’assegno.Requisiti Pensione Vecchiaia 2026: 67 Anni di Età e 20 Anni di ContributiNel 2026, per accedere alla pensione di vecchiaia sono necessari due requisiti fondamentali che devono essere soddisfatti contemporaneamente. Il primo è di tipo anagrafico: occorre aver compiuto 67 anni di età. Questo limite è valido sia per gli uomini che per le donne, sia per i lavoratori del settore privato che per quelli del pubblico impiego. L’età pensionabile di 67 anni è stata introdotta dalla riforma Fornero nel 2011 e resta invariata anche per il 2026, confermando la necessità di raggiungere questa soglia per accedere alla pensione ordinaria.Il secondo requisito riguarda l’anzianità contributiva: sono necessari almeno 20 anni di contributi effettivi versati all’INPS o ad altre casse previdenziali obbligatorie. Questi 20 anni rappresentano il minimo indispensabile per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia. I contributi possono derivare da lavoro dipendente, lavoro autonomo, attività professionale o essere stati accreditati figurativamente in alcuni casi particolari (come per il servizio militare, la maternità obbligatoria o i periodi di malattia). È importante sottolineare che i 20 anni di contributi devono essere effettivi: non sono sufficienti contributi volontari o riscatti se non accompagnati da periodi di contribuzione obbligatoria.Esiste però una deroga per i lavoratori con carriere contributive discontinue: chi ha iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996 (i cosiddetti “contributivi puri”) può accedere alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, a condizione di aver raggiunto sempre i 67 anni di età e che l’importo della pensione risultante sia pari almeno all’assegno sociale previsto per quell’anno. Questa possibilità è riservata a chi non ha alcun contributo versato prima del 1996 e rappresenta una tutela per i lavoratori con carriere frammentate o precarie.Deroghe per Lavori Usuranti e GravosiLa normativa previdenziale prevede alcune deroghe ai requisiti standard della pensione di vecchiaia per i lavoratori che hanno svolto attività particolarmente gravose o usuranti. Queste categorie professionali, a causa della natura pesante del lavoro svolto, possono accedere alla pensione con requisiti ridotti rispetto ai 67 anni previsti per la generalità dei lavoratori. Si tratta di una tutela importante per chi ha dedicato la propria vita lavorativa a mansioni faticose che comportano un maggiore logoramento fisico. Tra le professioni usuranti rientrano ad esempio i lavoratori notturni a turni, i conducenti di veicoli pesanti, i lavoratori in galleria o in cava, gli addetti alla linea catena e coloro che svolgono mansioni in ambienti ad alte temperature. Per queste categorie, la legge prevede la possibilità di anticipare il pensionamento attraverso il sistema delle quote, che combina età anagrafica e anzianità contributiva. Ad esempio, chi ha svolto lavori usuranti per almeno metà della vita lavorativa può accedere alla pensione con requisiti ridotti di alcuni anni rispetto ai 67 previsti ordinariamente.Per i lavori gravosi, invece, esiste l’APE Sociale, una prestazione che consente di andare in pensione a 63 anni e mezzo con almeno 36 anni di contributi. Tra i lavori considerati gravosi figurano gli operai dell’industria estrattiva, gli edili, i conduttori di gru, i conciatori di pelli, i marittimi, gli operatori ecologici e molte altre professioni elencate dalla normativa. Anche in questo caso, la qualifica di lavoro gravoso deve essere certificata e deve aver riguardato almeno 6 anni negli ultimi 7 oppure 7 anni negli ultimi 10 prima della domanda di pensione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se hai diritto a queste agevolazioni e assisterti nella raccolta della documentazione necessaria per dimostrare lo svolgimento di attività usuranti o gravose.Calcolo Importo Pensione: Sistema Retributivo, Misto e ContributivoL’importo della pensione di vecchiaia dipende dal sistema di calcolo applicabile al singolo lavoratore, che varia in base agli anni di contribuzione maturati e ai periodi di lavoro. In Italia coesistono tre sistemi: il retributivo, il contributivo e il misto. Comprendere quale sistema si applica al proprio caso è fondamentale per stimare con precisione l’assegno pensionistico che si riceverà mensilmente dall’INPS.Il sistema retributivo si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Con questo metodo, la pensione è calcolata sulla base delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro (in genere gli ultimi 5-10 anni), ed è tendenzialmente più generoso rispetto al contributivo. Il sistema retributivo garantisce una pensione che si avvicina maggiormente all’ultimo stipendio percepito, proprio perché il calcolo si basa sulle retribuzioni effettive e non sui contributi versati.Il sistema contributivo, invece, si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi. In questo caso, la pensione viene calcolata esclusivamente sui contributi effettivamente versati durante tutta la carriera lavorativa, rivalutati annualmente in base al PIL. Ogni contributo versato viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione che varia in base all’età di pensionamento: più si va in pensione tardi, più alto è il coefficiente e quindi più elevato sarà l’assegno mensile. Il sistema contributivo tende a essere meno vantaggioso rispetto al retributivo, soprattutto per chi ha avuto carriere discontinue o salari bassi.Il sistema misto riguarda i lavoratori che avevano meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ma almeno un contributo versato prima di quella data. Per questi lavoratori, la pensione viene calcolata in parte con il metodo retributivo (per i contributi fino al 1995) e in parte con il contributivo (per i contributi dal 1996 in poi). Questo sistema rappresenta una via di mezzo tra i due precedenti e garantisce una tutela maggiore rispetto al contributivo puro. Per sapere con esattezza a quanto ammonta la tua futura pensione di vecchiaia 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una simulazione dettagliata del calcolo, considerando la tua storia contributiva completa e applicando il sistema corretto al tuo caso specifico.Come Fare Domanda di Pensione di Vecchiaia INPSLa domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata all’INPS attraverso una procedura telematica che richiede attenzione e precisione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione del primo assegno. La compilazione della domanda comporta l’inserimento di numerosi dati personali, anagrafici e contributivi, oltre alla scelta di alcune opzioni importanti come le modalità di pagamento, l’eventuale applicazione del cumulo contributivo o la richiesta di detrazioni fiscali. Per presentare la domanda è necessario essere in possesso delle proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) e raccogliere tutta la documentazione necessaria: codice fiscale, dati anagrafici completi, estratto conto contributivo aggiornato (disponibile sul sito INPS), coordinate bancarie o postali per l’accredito della pensione, eventuale documentazione relativa a periodi di contribuzione estera o riscattati. È inoltre importante verificare che tutti i contributi versati durante la carriera lavorativa siano correttamente registrati nell’estratto conto INPS, perché eventuali periodi mancanti devono essere regolarizzati prima della presentazione della domanda.La compilazione richiede competenze tecniche e conoscenza della normativa previdenziale: un errore nella scelta del tipo di pensione, nel calcolo dei contributi o nell’indicazione dei periodi lavorativi può comportare il rigetto della domanda o un assegno inferiore a quello spettante. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi all’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di tutto l’iter: dalla raccolta dei documenti alla verifica dell’estratto conto contributivo, dalla compilazione della domanda telematica fino alla presentazione all’INPS. I nostri esperti garantiscono la correttezza di ogni passaggio e ti tengono aggiornato sullo stato della pratica fino all’erogazione del primo assegno pensionistico.Tempistiche e Decorrenza della Pensione di Vecchiaia 2026Una volta presentata la domanda di pensione, è importante conoscere i tempi di lavorazione da parte dell’INPS e la data di decorrenza del primo assegno. A differenza di quanto avveniva in passato, per la pensione di vecchiaia non esistono più le cosiddette “finestre mobili”: questo significa che la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti, oppure dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se questa viene inoltrata dopo aver già raggiunto età e contributi.Ad esempio, se compi 67 anni il 15 marzo 2026 e hai già maturato i 20 anni di contributi, puoi presentare la domanda anche prima di compiere gli anni (fino a 3 mesi prima) e la tua pensione decorrerà dal 1° aprile 2026. Se invece presenti la domanda in ritardo, ad esempio a giugno 2026, la pensione decorrerà comunque dal 1° aprile 2026, ma il primo pagamento potrebbe arrivare solo dopo alcuni mesi, comprensivo degli arretrati maturati.I tempi tecnici di lavorazione della domanda da parte dell’INPS variano generalmente tra i 2 e i 4 mesi, durante i quali l’Istituto verifica la correttezza dei dati, controlla la posizione contributiva e calcola l’importo spettante. È quindi consigliabile presentare la domanda con un certo anticipo rispetto alla data di decorrenza prevista, per evitare ritardi nell’erogazione del primo assegno. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente lo stato di avanzamento della pratica e interviene tempestivamente in caso di richieste di integrazione documentale o di anomalie nella lavorazione, garantendo che la tua pensione venga liquidata nei tempi più rapidi possibili.Differenze tra Pensione di Vecchiaia e Pensione AnticipataSpesso si fa confusione tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata, due strumenti previdenziali diversi che consentono di ritirarsi dal lavoro con requisiti differenti. Comprendere le differenze è importante per scegliere la soluzione più adatta alla propria situazione e capire quale strada percorrere per accedere al trattamento pensionistico. La pensione di vecchiaia, come abbiamo visto, richiede il raggiungimento di un’età minima di 67 anni e di almeno 20 anni di contributi. Il requisito principale è quindi di tipo anagrafico: si va in pensione perché si è raggiunta l’età stabilita dalla legge. L’importo della pensione dipende dal sistema di calcolo applicabile e dai contributi versati, ma non ci sono penalizzazioni legate all’età di pensionamento.La pensione anticipata, invece, consente di ritirarsi dal lavoro prima dei 67 anni, a condizione di aver maturato un numero molto elevato di anni di contributi: nel 2026 sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Questo significa che un lavoratore che ha iniziato a lavorare molto giovane potrebbe andare in pensione anche prima dei 60 anni, se ha raggiunto il requisito contributivo richiesto. La pensione anticipata non prevede penalizzazioni sul calcolo dell’assegno, a differenza di altre forme di pensionamento anticipato come l’APE Sociale o Quota 103.In sintesi, la differenza principale sta nel requisito fondamentale: la pensione di vecchiaia privilegia l’età, mentre la pensione anticipata privilegia gli anni di contributi. La scelta tra le due dipende dalla propria situazione contributiva e dalla volontà di ritirarsi prima o dopo i 67 anni. Il CAF Centro Fiscale di Udine può analizzare la tua posizione contributiva e illustrarti tutte le opzioni disponibili per andare in pensione, valutando insieme a te la soluzione più conveniente in base alla tua carriera lavorativa e alle tue esigenze personali.Domande Frequenti sulla Pensione di Vecchiaia 2026Posso andare in pensione a 67 anni con meno di 20 anni di contributi?Sì, ma solo in un caso specifico: se hai iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi (contributivi puri) puoi accedere alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, a condizione che l’importo della tua pensione sia almeno pari all’assegno sociale previsto per quell’anno. Per tutti gli altri lavoratori, i 20 anni di contributi rappresentano il requisito minimo obbligatorio.Quando devo presentare la domanda di pensione di vecchiaia?La domanda può essere presentata fino a 3 mesi prima del compimento dei 67 anni. È consigliabile inviarla con anticipo per permettere all’INPS di lavorare la pratica senza ritardi. Se presenti la domanda in ritardo, la pensione decorrerà comunque dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dei requisiti, ma potresti ricevere il primo pagamento con alcuni mesi di ritardo, seppur comprensivo degli arretrati.L’importo della pensione di vecchiaia è tassato?Sì, la pensione è un reddito imponibile soggetto a tassazione IRPEF con le aliquote progressive previste dalla legge. L’INPS applica direttamente le ritenute fiscali sull’assegno mensile, trattenendo l’IRPEF dovuta. Inoltre, sulla pensione si possono applicare detrazioni fiscali per pensionati, che riducono l’importo delle tasse da pagare. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi per ottimizzare le detrazioni e verificare eventuali conguagli.Posso continuare a lavorare dopo aver ottenuto la pensione di vecchiaia?Sì, la pensione di vecchiaia è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo. Questo significa che puoi continuare a lavorare anche dopo il pensionamento senza alcuna riduzione dell’assegno pensionistico. I nuovi contributi versati dopo il pensionamento possono essere utilizzati per ottenere un supplemento di pensione, ovvero un incremento dell’assegno mensile, richiedibile dopo almeno 5 anni dall’accesso alla pensione.Cosa succede se ho lavorato all’estero?Se hai lavorato in Paesi dell’Unione Europea o in Stati con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, i contributi esteri possono essere totalizzati o cumulati con quelli italiani per raggiungere i requisiti della pensione di vecchiaia. La totalizzazione consente di sommare i periodi contributivi maturati in diversi Stati per raggiungere i 20 anni richiesti. Il calcolo dell’importo viene poi effettuato in modo proporzionale da ciascun Paese in base ai contributi versati sul proprio territorio. Il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione contributiva estera e assisterti nelle pratiche di totalizzazione internazionale.Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?In caso di decesso del pensionato o del lavoratore con almeno 15 anni di contributi, il coniuge e i figli a carico hanno diritto alla pensione di reversibilità, che corrisponde a una percentuale dell’assegno pensionistico del defunto. La percentuale varia in base al numero di superstiti: 60% per il coniuge solo, 80% per coniuge e un figlio, 100% per coniuge e due o più figli. La pensione di reversibilità è un importante strumento di tutela per le famiglie e può essere richiesta dai superstiti aventi diritto entro termini stabiliti dalla legge.Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Vecchiaia?Hai bisogno di assistenza per la pensione di vecchiaia 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per verificare i tuoi requisiti, calcolare l’importo della tua futura pensione e presentare la domanda all’INPS con la massima precisione. I nostri esperti ti seguono in ogni fase, dalla raccolta documenti fino all’erogazione del primo assegno, sia in ufficio a Udine che comodamente online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Articoli Correlati[blog_posts number=”6″ cat=”2″ fullwidth=”yes” columns=”3″ heading=”Ultime Notizie” display_date=”yes” date_format=”d/m/Y” excerpt_length=”20″]Le Recensioni dei Nostri Clienti Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi ancheTFR 2026: Calcolo, Tassazione, Anticipo e Quando SpettaRiscatto Laurea 2026: Costi, Calcolo e Quando Conviene per l…Opzione Donna 2026: Requisiti, Novità e Alternative alla Pen…Quota 103 nel 2026: Requisiti, Calcolo Pensione e Come Fare …Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-29 09:00:002026-02-23 15:21:14Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, Come Fare Domanda
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, PATRONATOCongedo parentale e lavoratrici autonome: regole 2026Le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto al congedo parentale, ma con regole diverse rispetto alle dipendenti. Le condizioni di accesso, la durata e soprattutto l’importo dell’indennita variano in base alla categoria previdenziale di appartenenza. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul congedo parentale per partita IVA e lavoratrici autonome nel 2026.Vedi anche la guida completa: Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS.Indice dei contenutiChi sono le lavoratrici autonome con diritto al congedoCongedo parentale per iscritte gestione separata INPSCome si calcola l’indennita di congedo parentale per le autonomeContributi previdenziali durante il congedo (gestione separata)Forfettarie: congedo parentale e gestione separataCongedo parentale per artigiane e commerciantiProfessioniste con cassa previdenziale autonomaCome fare domanda di congedo parentale all’INPSDomande frequenti sul congedo parentale autonomeConclusioneChi sono le lavoratrici autonome con diritto al congedo Il termine “lavoratrici autonome” ai fini previdenziali include diverse categorie:Iscritte alla gestione separata INPS: freelance, collaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.), professioniste senza cassa autonoma, lavoratrici con partita IVA non iscritte ad albo con cassa propriaArtigiane e commercianti: iscritte alla gestione artigiani/commercianti INPSColtivatrici dirette, colone e mezzadre: iscritte alla gestione agricola INPSProfessioniste con cassa previdenziale autonoma: avvocate (Cassa Forense), mediche (ENPAM), ingegnere/architette (Inarcassa), psicologhe (ENPAP), ecc. – le regole variano per ciascuna cassaCongedo parentale per iscritte gestione separata INPS Le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS (incluse molte partite IVA con regime forfettario senza albo professionale con cassa propria) hanno diritto a:Durata: 3 mesi di congedo parentale entro i 12 anni del bambino (in base al D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1158)Indennita: pari al 30% del reddito calcolato sulla base del reddito imponibile medio degli ultimi due anni precedenti al congedoDomanda: va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedoRequisito contributivo: almeno 3 mesi di contribuzione alla gestione separata nei 12 mesi precedenti la data di inizio del congedoImportante: l’indennita del 30% per le iscritte alla gestione separata non sale all’80% per il terzo mese. L’aumento all’80% del terzo mese e una novita prevista dalla riforma del congedo parentale (D.Lgs. 105/2022) valida esclusivamente per i lavoratori dipendenti. Le lavoratrici autonome/gestione separata restano al 30% per tutti e tre i mesi.Come si calcola l’indennita di congedo parentale per le autonome Il calcolo dell’indennita per le iscritte alla gestione separata segue questa formula:Base di calcolo = reddito imponibile previdenziale medio degli ultimi 2 anni precedenti l’eventoIndennita giornaliera = (base di calcolo / 365) x 30%Indennita mensile = indennita giornaliera x 30 giorniReddito imponibile medio annuoIndennita giornaliera (30%)Indennita mensile indicativa20.000 eurocirca 16,44 euro/giornocirca 493 euro/mese35.000 eurocirca 28,77 euro/giornocirca 863 euro/mese50.000 eurocirca 41,10 euro/giornocirca 1.233 euro/mese85.000 euro (max forfettario)circa 69,86 euro/giornocirca 2.096 euro/meseNota: i valori sopra sono indicativi. L’INPS calcola l’importo esatto in base ai contributi effettivamente versati e al reddito dichiarato. Per un calcolo preciso, verifica con il Patronato CAF.Contributi previdenziali durante il congedo (gestione separata) Durante il periodo di congedo parentale indennizzato, l’INPS accredita d’ufficio i contributi figurativi alla gestione separata. Questo significa che il periodo di congedo viene conteggiato ai fini previdenziali anche senza versamento di contributi effettivi. E un vantaggio importante per le lavoratrici con pochi anni di contribuzione.L’aliquota della gestione separata nel 2026 per le iscritte senza altra copertura previdenziale (es. forfettarie che non versano contributi artigiani/commercianti) e del 26,07%. Per le iscritte con altra copertura obbligatoria (es. dipendenti part-time + partita IVA) l’aliquota e del 24%.Forfettarie: congedo parentale e gestione separataLe lavoratrici in regime forfettario che non esercitano attivita artigiana o commerciale (e che quindi non versano contributi INPS artigiani/commercianti) sono in genere iscritte alla gestione separata. Per loro si applicano le stesse regole descritte sopra per la gestione separata.Attenzione: alcune forfettarie che svolgono attivita artigiana o commerciale versano invece i contributi INPS artigiani/commercianti con la riduzione del 35% (contributi con riduzione forfettaria). In questo caso le regole sul congedo parentale sono quelle specifiche per artigiane/commercianti (vedi paragrafo successivo).Congedo parentale per artigiane e commerciantiLe artigiane e commercianti iscritte alla gestione INPS specifica hanno diritto a:3 mesi di congedo parentale indennizzato entro i 12 anni del figlioIndennita pari al 30% del salario convenzionale annuo stabilito per legge (non il reddito effettivo)Contributi figurativi accreditati per il periodo di congedoProfessioniste con cassa previdenziale autonomaLe professioniste iscritte ad albi con cassa previdenziale propria (Cassa Forense, ENPAM, ENPAP, Inarcassa, ENPAPI, ecc.) hanno regole specifiche per ciascuna cassa. In linea generale offrono indennita di maternita e congedo parentale, ma gli importi e le condizioni variano. Alcune casse prevedono integrazioni rispetto al minimo INPS. E fondamentale consultare direttamente la propria cassa di appartenenza o rivolgersi al patronato per conoscere i diritti specifici.Come fare domanda di congedo parentale all’INPSAccedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCerca il servizio “Congedo parentale per lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata”Compila il modulo online inserendo: periodo di congedo richiesto, dati del figlio, coordinate bancarie per il pagamentoAllega la documentazione richiesta (stato di famiglia, certificato di nascita se non ancora comunicato all’INPS)Invia la domanda. L’INPS elabora e liquida l’indennita tipicamente entro 30-60 giorniIn alternativa, puoi presentare la domanda tramite patronato CAF, che gestisce l’iter completo per conto tuo.Domande frequenti sul congedo parentale autonomeIl congedo parentale e compatibile con l’attivita lavorativa? No. Durante il periodo di congedo parentale indennizzato non puoi svolgere attivita lavorativa autonoma. Se riprendi a lavorare, il congedo si interrompe e cessa il diritto all’indennita.Il padre autonomo ha diritto al congedo parentale? Si, anche il padre lavoratore autonomo/libero professionista iscritto alla gestione separata ha diritto ai 3 mesi di congedo parentale con le stesse modalita della madre.I 3 mesi di congedo si possono frazionare? Si. Il congedo parentale puo essere fruito in modo continuativo, a mesi, a settimane o a giorni (a seconda della modalita scelta al momento della domanda).Come influisce il congedo sul calcolo dell’ISEE? L’indennita di congedo parentale erogata dall’INPS concorre al reddito complessivo ai fini ISEE per l’anno in cui viene percepita. Per dubbi su come compilare la DSU in questi casi, il CAF Centro Fiscale puo assisterti.ConclusioneIl congedo parentale per lavoratrici autonome e partite IVA nel 2026 garantisce 3 mesi di indennita pari al 30% del reddito per le iscritte alla gestione separata. A differenza dei dipendenti, le autonome non beneficiano dell’aumento all’80% per il terzo mese. Per calcolare l’importo esatto della tua indennita e per presentare la domanda all’INPS, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa. Prenota un appuntamento.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-29 08:30:002026-07-03 07:54:52Congedo parentale e lavoratrici autonome: regole 2026
CAF, COLF E BADANTIBadante a ore 2026: costi e contrattoBadante a ore 2026: costi e contrattoIl costo orario dipende dal livello CCNL: Livello BS (base): 5,83 euro/ora, Livello CS: 6,60 euro/ora, Livello DS (assistenza specializzata): 7,68 euro/ora. A questi si aggiungono con…Indice dei contenutiQuanto costa una badante a oreContratto badante a ore: come funzionaContributi INPS per badanti a oreDifferenza tra badante convivente e a oreEsempio costo totale mensileQuanto costa una badante a oreIl costo orario dipende dal livello CCNL: Livello BS (base): 5,83 euro/ora, Livello CS: 6,60 euro/ora, Livello DS (assistenza specializzata): 7,68 euro/ora. A questi si aggiungono contributi INPS 1,44 euro/ora circa. Contratto badante a ore: come funzionaIl contratto a ore prevede: orario settimanale massimo 54 ore, pagamento mensile in busta paga, ferie 26 ore annue ogni 100 ore lavorate, tredicesima proporzionale. Contributi INPS per badanti a oreI contributi INPS si versano trimestralmente tramite MAV. Importo 2026: 1,44 euro/ora (40% datore + 60% lavoratrice trattenuto). Il CAF calcola e invia i MAV trimestrali. Differenza tra badante convivente e a oreConvivente: vitto e alloggio inclusi, stipendio mensile fisso. A ore: pagamento orario, nessun vitto/alloggio, orari flessibili. I contributi sono diversi: forfettari per conviventi, orari per a ore. Esempio costo totale mensileBadante a ore 20 ore/settimana (circa 86 ore/mese) livello CS: Retribuzione lorda: 567 euro, Contributi INPS: 124 euro, Costo totale: 691 euro/mese. Per gestione buste paga e versamenti INPS: CAF 25 euro/mese. Domande frequenti (FAQ)Quanto costa il servizio?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale UdineServizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro. Prenota consulenza gratuita Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 06:00:002026-03-17 19:05:48Badante a ore 2026: costi e contrattoINAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, PATRONATOAggravamento INAIL: revisione rendita e tempisticheQuando le condizioni di salute di un lavoratore peggiorano dopo aver ottenuto una rendita INAIL, e possibile chiedere la revisione della rendita per aggravamento. Questa procedura permette di far rivalutare il grado di invalidita e, se l’aggravamento e confermato, di ottenere un incremento dell’indennizzo. In questa guida spieghiamo come funziona la revisione della rendita INAIL nel 2026, le tempistiche e i passi pratici per presentare la domanda.Vedi anche la guida principale: INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda.Indice dei contenutiCos’e la rendita INAIL per infortunio o malattia professionaleGradi di menomazione e tipo di prestazione INAILCos’e l’aggravamento e quando si puo chiedere la revisioneCome si presenta la domanda di revisione per aggravamentoTempistiche della revisione della rendita INAILCasi pratici: esempi di aggravamento riconoscibileCosa fare se INAIL non riconosce l’aggravamentoDomande frequenti sulla revisione rendita INAILConclusioneCos’e la rendita INAIL per infortunio o malattia professionale La rendita INAIL e una prestazione economica periodica riconosciuta ai lavoratori che hanno subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale con esiti permanenti che determinano una riduzione della capacita lavorativa. E disciplinata principalmente dal D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo Unico INAIL) e dal D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 (riforma del danno biologico).La rendita viene calcolata in base al grado di menomazione dell’integrita psicofisica (MIP, ex invalidita permanente) e alla retribuzione annua del lavoratore. A partire dal grado del 16% si ha diritto a una rendita periodica (mensile); per gradi tra 6% e 15% e previsto un indennizzo in capitale una-tantum.Gradi di menomazione e tipo di prestazione INAIL Grado di menomazioneTipo prestazioneNoteInferiore al 6%Nessun indennizzo permanenteSolo indennizzo temporaneo durante la guarigione clinicaDal 6% al 15%Indennizzo in capitale (una-tantum)Importo variabile in base al grado e alla retribuzioneDal 16% al 100%Rendita periodica mensileCommisurata a retribuzione annua e grado MIPDal 80% al 100%Rendita + assegno per assistenza personaleNei casi di grande invalidita con necessita di assistenza continuaCos’e l’aggravamento e quando si puo chiedere la revisione L’aggravamento si verifica quando le condizioni di salute del lavoratore peggiorano rispetto alla valutazione medica che ha determinato la rendita originaria. In questi casi il lavoratore ha diritto a richiedere una nuova valutazione della menomazione.La revisione della rendita per aggravamento e disciplinata dall’art. 83 del D.P.R. 1124/1965 e puo essere chiesta:Decorsi 4 anni dalla liquidazione della rendita originaria (per le malattie professionali tabellate)Decorsi 10 anni dalla liquidazione per gli infortuni sul lavoroIn qualsiasi momento se l’aggravamento e dovuto a cause nuove e sopravvenute legate alla stessa patologia professionaleCome si presenta la domanda di revisione per aggravamento Raccolta documentazione: prepara tutta la documentazione medica aggiornata (referti specialistici, cartella clinica, esami diagnostici che attestano il peggioramento)Presentazione domanda: la domanda si presenta alla sede INAIL competente per territorio, online tramite il portale INAIL (www.inail.it) con SPID, oppure tramite patronato abilitatoVisita medica di revisione: INAIL convoca il lavoratore per una visita collegiale presso la sede INAIL. Il medico legale INAIL valuta il grado di menomazione attualeNotifica del provvedimento: INAIL comunica l’esito entro 120 giorni dalla domanda. Se l’aggravamento e riconosciuto, la rendita viene adeguata (o liquidato un supplemento di indennizzo in capitale se si sale tra i gradi 6-15%)Ricorso: se INAIL rigetta la domanda o riconosce un grado inferiore a quello atteso, e possibile presentare ricorso amministrativo o giudiziarioTempistiche della revisione della rendita INAILFaseTempistica indicativaPresentazione domanda a INAILImmediata (online o via patronato)Convocazione visita medica30-90 giorni dalla domandaEsito della valutazione30-60 giorni dalla visitaDecorrenza nuova rendita (se riconosciuta)Dal mese successivo alla domanda (retroattivamente)Termini ricorso amministrativo60 giorni dal provvedimentoTermini ricorso giudiziario3 anni dal provvedimento (prescrizione)Casi pratici: esempi di aggravamento riconoscibileEsempi tipici di aggravamento documentabile che possono dare luogo a revisione della rendita:Ernia del disco da infortunio sul lavoro che si aggrava fino a richiedere intervento chirurgico, con deficit neurologici residui piu graviMalattia polmonare professionale (es. silicosi, asbestosi) con progressione documentata da TAC o spirometriaSordita professionale con peggioramento audiometrico rispetto alla valutazione originariaLesioni ossee da infortunio con artrosi post-traumatica progressiva documentata radiologicamenteDermatite professionale cronica che si cronicizza nonostante la cessazione dell’esposizioneCosa fare se INAIL non riconosce l’aggravamentoSe la domanda viene rigettata o il grado riconosciuto non riflette il reale stato di salute, esistono due percorsi:Ricorso amministrativo: entro 60 giorni dal provvedimento, alla Direzione Regionale INAIL competente. E gratuito e puo portare a una rivalutazione internaRicorso giudiziario: davanti al Tribunale del Lavoro, entro 3 anni. E consigliabile avvalersi di un avvocato specializzato e di un perito medico-legale di parte che confuti le valutazioni INAILIl patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza nella presentazione della domanda di revisione rendita INAIL, nella raccolta della documentazione medica e nel monitoraggio dei termini procedurali. Prenota un appuntamento per una consulenza.Domande frequenti sulla revisione rendita INAILLa rendita INAIL viene tassata? Le rendite INAIL per infortuni sul lavoro e malattie professionali sono esenti da IRPEF ai sensi dell’art. 6 del TUIR. Non vanno dichiarate nel modello 730 o Redditi PF.Posso chiedere la revisione anche se lavoro ancora? Si, l’aggravamento puo essere riconosciuto indipendentemente dallo stato occupazionale attuale del lavoratore.La rendita INAIL si somma ad altri trattamenti (es. pensione di inabilita)? In linea generale si, con alcune limitazioni per evitare duplicazioni. Il patronato CAF puo verificare la compatibilita specifica nel tuo caso.ConclusioneLa revisione della rendita INAIL per aggravamento e un diritto del lavoratore e uno strumento importante per garantire che l’indennizzo corrisponda all’effettivo stato di salute. La documentazione medica aggiornata e il rispetto dei termini procedurali sono i due elementi chiave per il successo della domanda. Per assistenza pratica nella preparazione e presentazione della domanda, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-28 17:00:002026-07-03 07:54:55Aggravamento INAIL: revisione rendita e tempisticheINVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOPensione anticipata con invalidità 75%: requisiti, tabella 2026 e come richiederlaChi ha un’invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 75% può andare in pensione prima. Questo è uno dei benefici meno conosciuti del sistema previdenziale italiano, ma può fare una differenza enorme: anni di contribuzione ridotti o accesso alla pensione a un’età più bassa rispetto agli altri lavoratori.In questo articolo spieghiamo tutto: cosa dice la legge, quali sono i requisiti nel 2026, come si calcola il beneficio e come presentare domanda all’INPS. Parliamo anche delle differenze con la Legge 104, con cui spesso c’è confusione. Indice dei contenutiChe cos’è l’invalidità civile al 75%Pensione anticipata con invalidità 75%: i requisiti 2026Tabella 2026: età e contributi per chi ha invalidità 75%Pensione a 58 anni con invalidità e Legge 104: è possibile?Come fare domanda per la pensione con invalidità 75%Pensione di invalidità INPS vs pensione anticipata per invalidi: la differenzaDomande frequenti sulla pensione con invalidità 75%Cosa fare adesso: contatta il PatronatoChe cos’è l’invalidità civile al 75%L’invalidità civile è un riconoscimento dello Stato che certifica la riduzione della capacità lavorativa di una persona a causa di una patologia. La percentuale indica il grado di menomazione:Sotto il 33%: nessun beneficio previdenziale specificoDal 33% al 74%: diritto ad alcune agevolazioni (collocamento mirato, ecc.)Dal 75% in poi: diritto alla riduzione dei requisiti pensionisticiDall’80%: accesso all’assegno di invalidità civile (prestazione assistenziale separata)100% non deambulante: ulteriori benefici e indennità di accompagnamentoL’invalidità civile al 75% non è la stessa cosa della Legge 104. Ne parliamo meglio più avanti. Pensione anticipata con invalidità 75%: i requisiti 2026Il D.Lgs. 503/1992 (art. 2, comma 3) e le successive modifiche riconoscono a chi ha invalidità pari o superiore al 75% il diritto di andare in pensione con requisiti ridotti.Nel 2026, i requisiti per la pensione di vecchiaia con invalidità 75% sono:Tipo requisitoLavoratore standardCon invalidità 75% o superioreEtà (uomo)67 anni61 anniEtà (donna)67 anni56 anniContributi minimi20 anni20 anni (invariato)La riduzione dell’età è quindi di 6 anni sia per uomini che per donne rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria.Attenzione: questo beneficio riguarda la pensione di vecchiaia. Per la pensione anticipata “ordinaria” (basata solo sui contributi, senza requisito di età), il beneficio riguarda invece la riduzione degli anni contributivi:Tipo pensioneStandardCon invalidità 75% o superiorePensione anticipata (uomo)42 anni e 10 mesi40 anni e 10 mesi (riduzione 2 anni)Pensione anticipata (donna)41 anni e 10 mesi39 anni e 10 mesi (riduzione 2 anni) Tabella 2026: età e contributi per chi ha invalidità 75%Riepiloghiamo tutti i canali di accesso alla pensione con invalidità 75% nel 2026:Pensione di vecchiaia con invalidità 75%GenereEtà minimaContributi minimiUomo61 anni20 anniDonna56 anni20 anniPensione anticipata (solo contributi) con invalidità 75%GenereContributi richiestiUomo40 anni e 10 mesiDonna39 anni e 10 mesi Pensione a 58 anni con invalidità e Legge 104: è possibile?Questa è la domanda più frequente: posso andare in pensione a 58 anni con la Legge 104?La risposta è: dipende, e bisogna distinguere due situazioni diverse.La Legge 104 da sola non dà la pensione anticipataLa Legge 104/1992 (quella per l’assistenza ai disabili e ai loro familiari) non riduce i requisiti pensionistici. Essa dà diritto a permessi lavorativi (3 giorni al mese per chi assiste un familiare disabile), priorità nei trasferimenti, ecc., ma non incide sull’età pensionabile.Invalidità 75% + Legge 104 insiemeUn lavoratore che ha sia il riconoscimento di invalidità 75% che la tutela della Legge 104 (per sé o per un familiare) può:Usare i benefici della Legge 104 durante il lavoro (permessi, flessibilità)Andare in pensione prima grazie all’invalidità propria al 75%In sintesi: la pensione a 58 anni è possibile in via teorica solo se si hanno circa 40 anni di contributi a quell’età (richiede di aver iniziato a lavorare intorno ai 18 anni). Per la maggior parte dei lavoratori, il beneficio principale resta la pensione di vecchiaia a 61 anni (uomini) o 56 anni (donne). Come fare domanda per la pensione con invalidità 75%Il percorso prevede due fasi distinte.Fase 1: ottenere il riconoscimento dell’invaliditàSe non hai ancora il riconoscimento formale dell’invalidità al 75%, devi:Fare visita medica dal medico di base, che compila la documentazione inizialePresentare domanda all’INPS (tramite Patronato o portale online) per ottenere la convocazione alla Commissione MedicaSostenere la visita presso la Commissione Medica INPS (ASL locale)Ricevere il verbale con la percentuale di invalidità riconosciutaI tempi variano da 3 a 12 mesi a seconda della ASL di riferimento, quindi è importante avviare per tempo la pratica.Fase 2: presentare domanda di pensione all’INPSUna volta ottenuto il verbale con invalidità pari o superiore al 75%:Accedi al portale INPS (myINPS) o affidati a un PatronatoPresenta domanda di pensione indicando il canale corretto (vecchiaia con riduzione per invalidità o pensione anticipata)Allega il verbale di invalidità civileAttendi la liquidazione dell’assegno (di solito 3-6 mesi dalla domanda)Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste in tutto il processo: dalla prima domanda di invalidità alla presentazione della domanda di pensione.Pensione di invalidità INPS vs pensione anticipata per invalidi: la differenzaMolti confondono due prestazioni diverse:PrestazioneA chi spettaCosa èAssegno di invalidità INPSInvalidi con riduzione capacità lavorativa da 2/3 in suPrestazione temporanea (rinnovabile), erogata prima della pensionePensione di invalidità INPSInvalidi totali (inabilità assoluta)Prestazione definitiva, importo fissoPensione anticipata per invalidi 75%Chi ha invalidità 75% + requisiti contributiviPensione di vecchiaia o anticipata con requisiti ridottiLa pensione anticipata per invalidi al 75% di cui parliamo in questo articolo è la terza tipologia: non è un aiuto economico per l’invalidità in sé, ma il diritto di accedere prima alla pensione ordinaria.Domande frequenti sulla pensione con invalidità 75% L’invalidità al 74% dà diritto alla riduzione?No. La soglia minima è il 75%. Con il 74% non si ha diritto alla riduzione dei requisiti pensionistici. Se la patologia è peggiorata, è possibile richiedere una revisione del verbale alla Commissione Medica INPS.Si può cumulare il beneficio con l’APE Sociale?L’APE Sociale ha requisiti propri (63 anni + 30 anni di contributi per invalidi al 74%+). In alcuni casi può essere più conveniente dell’accesso tramite invalidità 75%, soprattutto per chi ha meno contributi. Conviene sempre confrontare le due opzioni con il Patronato.Il beneficio vale anche per lavoratori autonomi e partite IVA?Si, il beneficio si applica a tutti i lavoratori iscritti a gestioni previdenziali INPS (dipendenti, autonomi, artigiani, commercianti, gestione separata). Per i liberi professionisti con casse private (Inarcassa, Cassa Forense, ENPAM, ecc.) le regole variano.Cosa fare adesso: contatta il PatronatoSe hai un’invalidità civile riconosciuta e vuoi capire se puoi andare in pensione prima, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Calcoleremo insieme i tuoi anni contributivi, verificheremo i requisiti e presenteremo la domanda all’INPS.Scrivici su WhatsApp al 366 6018121Oppure compila il modulo per prenotare un appuntamento:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 14:00:002026-07-03 07:54:57Pensione anticipata con invalidità 75%: requisiti, tabella 2026 e come richiederlaBONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugnoAttenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto. Indice dei contenutiCos’è la decontribuzione per le madri e come funzionaChi ha diritto alla decontribuzioneImporto della decontribuzioneDifferenze rispetto al 2025Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPSCome fare domandaLe due misure si cumulano con altri bonus?Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAFCos’è la decontribuzione per le madri e come funzionaLa decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori. Chi ha diritto alla decontribuzioneNel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anniÈ lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo). Importo della decontribuzioneLo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):RequisitoFiglio più giovaneSgravioAlmeno 3 figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/annoL’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato. Differenze rispetto al 2025La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome. Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPSIl Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:Almeno 2 figliUn reddito da lavoro entro 40.000 euro l’annoA differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.Come fare domandaPer la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figliRivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisitiPer il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.Le due misure si cumulano con altri bonus? Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)Bonus asilo nido INPSAltre agevolazioni fiscali per famiglie con figliLa decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAFSe vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugnoASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPSASSEGNO UNICO UNIVERSALEGli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1° gennaio 2026 importi e soglie ISEE sono stati rivalutati dell’1,4% (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) e il massimale mensile per ogni figlio minorenne è salito a 203,80 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.Indice dei contenutiCosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTATImporti Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEEMaggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormenteCalendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapereQuando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pienoCome verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPSCasi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEEAumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davveroDomande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTATL’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.Per il 2026 la rivalutazione è stata applicata con effetto dal 1° gennaio 2026: la rata di febbraio è stata pagata già con i nuovi importi e la differenza relativa a gennaio è stata corrisposta a partire dalla rata di marzo. L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2025, ridefinendo la tabella ufficiale INPS. La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con i nuovi importi aggiornati (per il 2026 la n. 7 del 30 gennaio 2026) e li applica automaticamente sui pagamenti.Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEEGli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio minorenneImporto mensile per figlio 18-20 anniFino a 17.468,51 euro (importo pieno)203,80 euro99,10 euroDa 17.468,52 a 46.582,71 euro (graduale)Tra 203,80 e 58,30 euro (scala progressiva)Tra 99,10 e 29,10 euroOltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euroTra le due soglie l’importo scende gradualmente all’aumentare dell’ISEE, secondo la tabella per fasce allegata alla Circolare INPS n. 7/2026 (Allegato 1). Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni). Presentare l’ISEE è quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormenteOltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro/mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza. È un importo fisso, che non dipende dall’ISEEFamiglie con almeno 4 figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo (non per figlio)Entrambi i genitori lavoratori: fino a 34,90 euro/mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro; l’importo scende all’aumentare dell’ISEE e si azzera oltre 46.582,71 euro. Non spetta per i figli tra 18 e 21 anniMadri under 21 anni: maggiorazione di 23,30 euro/mese per figlioFigli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo anno di vitaFigli dal terzo in poi: maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo, da 99,10 euro/mese con ISEE fino a 17.468,51 euro a 17,40 euro oltre 46.582,71 euroNuclei con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: l’importo base aumenta del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anniLe maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli ed entrambi i genitori lavoratori può arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 203,80 euro per figlio. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalità:Beneficiari già in pagamento senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025). Da giugno a dicembre: 18-19 giugno, 20-21 luglio, 18-19 agosto, 21-22 settembre, 21-22 ottobre, 19-20 novembre, 16-17 dicembreNuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domandaDomande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso annoI pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapereUna situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:Presentazione DSU entro il 30 giugno: l’assegno viene ricalcolato a partire da marzo e gli arretrati vengono pagatiPresentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedentiRinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEEConsulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pienoL’ISEE ha validità dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da marzo (gennaio e febbraio sono calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPSPortale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domandaApp INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditatiFascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensilePatronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilità di riesame Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEECaso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euroFigli minorenni, ISEE sotto la soglia di 17.468,51 euro: importo pieno 203,80 euro x 2 figli = 407,60 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 34,90 x 2 = 69,80 euro. Totale mensile stimato: 477,40 euro.Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euroISEE nella fascia intermedia (17.468,52-46.582,71 euro): con 30.000 euro l’importo per figlio minorenne è di 140,90 euro (Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026). Totale per 2 figli: 281,80 euro/mese.Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEEImporto minimo per figli minorenni: 58,30 euro x 2 figli = 116,60 euro/mese. Con ISEE fino a 46.582,71 euro, presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti può aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davveroRivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiarioModifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesso meccanismo di calcolo (le soglie ISEE vengono solo rivalutate), stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiariPer chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?No. Se hai già una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?Da marzo l’INPS eroga l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Se la DSU è presentata entro il 30 giugno 2026, l’importo viene ricalcolato da marzo e vengono pagati gli arretrati; se è presentata dopo, non spettano gli arretrati per i mesi precedenti.L’AUU e compatibile con altri bonus?Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 203,80 euro mensili per ogni figlio minorenne per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-09-30 09:17:22Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPSPagina 73 di 190«‹7172737475›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, PATRONATOAggravamento INAIL: revisione rendita e tempisticheQuando le condizioni di salute di un lavoratore peggiorano dopo aver ottenuto una rendita INAIL, e possibile chiedere la revisione della rendita per aggravamento. Questa procedura permette di far rivalutare il grado di invalidita e, se l’aggravamento e confermato, di ottenere un incremento dell’indennizzo. In questa guida spieghiamo come funziona la revisione della rendita INAIL nel 2026, le tempistiche e i passi pratici per presentare la domanda.Vedi anche la guida principale: INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda.Indice dei contenutiCos’e la rendita INAIL per infortunio o malattia professionaleGradi di menomazione e tipo di prestazione INAILCos’e l’aggravamento e quando si puo chiedere la revisioneCome si presenta la domanda di revisione per aggravamentoTempistiche della revisione della rendita INAILCasi pratici: esempi di aggravamento riconoscibileCosa fare se INAIL non riconosce l’aggravamentoDomande frequenti sulla revisione rendita INAILConclusioneCos’e la rendita INAIL per infortunio o malattia professionale La rendita INAIL e una prestazione economica periodica riconosciuta ai lavoratori che hanno subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale con esiti permanenti che determinano una riduzione della capacita lavorativa. E disciplinata principalmente dal D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo Unico INAIL) e dal D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 (riforma del danno biologico).La rendita viene calcolata in base al grado di menomazione dell’integrita psicofisica (MIP, ex invalidita permanente) e alla retribuzione annua del lavoratore. A partire dal grado del 16% si ha diritto a una rendita periodica (mensile); per gradi tra 6% e 15% e previsto un indennizzo in capitale una-tantum.Gradi di menomazione e tipo di prestazione INAIL Grado di menomazioneTipo prestazioneNoteInferiore al 6%Nessun indennizzo permanenteSolo indennizzo temporaneo durante la guarigione clinicaDal 6% al 15%Indennizzo in capitale (una-tantum)Importo variabile in base al grado e alla retribuzioneDal 16% al 100%Rendita periodica mensileCommisurata a retribuzione annua e grado MIPDal 80% al 100%Rendita + assegno per assistenza personaleNei casi di grande invalidita con necessita di assistenza continuaCos’e l’aggravamento e quando si puo chiedere la revisione L’aggravamento si verifica quando le condizioni di salute del lavoratore peggiorano rispetto alla valutazione medica che ha determinato la rendita originaria. In questi casi il lavoratore ha diritto a richiedere una nuova valutazione della menomazione.La revisione della rendita per aggravamento e disciplinata dall’art. 83 del D.P.R. 1124/1965 e puo essere chiesta:Decorsi 4 anni dalla liquidazione della rendita originaria (per le malattie professionali tabellate)Decorsi 10 anni dalla liquidazione per gli infortuni sul lavoroIn qualsiasi momento se l’aggravamento e dovuto a cause nuove e sopravvenute legate alla stessa patologia professionaleCome si presenta la domanda di revisione per aggravamento Raccolta documentazione: prepara tutta la documentazione medica aggiornata (referti specialistici, cartella clinica, esami diagnostici che attestano il peggioramento)Presentazione domanda: la domanda si presenta alla sede INAIL competente per territorio, online tramite il portale INAIL (www.inail.it) con SPID, oppure tramite patronato abilitatoVisita medica di revisione: INAIL convoca il lavoratore per una visita collegiale presso la sede INAIL. Il medico legale INAIL valuta il grado di menomazione attualeNotifica del provvedimento: INAIL comunica l’esito entro 120 giorni dalla domanda. Se l’aggravamento e riconosciuto, la rendita viene adeguata (o liquidato un supplemento di indennizzo in capitale se si sale tra i gradi 6-15%)Ricorso: se INAIL rigetta la domanda o riconosce un grado inferiore a quello atteso, e possibile presentare ricorso amministrativo o giudiziarioTempistiche della revisione della rendita INAILFaseTempistica indicativaPresentazione domanda a INAILImmediata (online o via patronato)Convocazione visita medica30-90 giorni dalla domandaEsito della valutazione30-60 giorni dalla visitaDecorrenza nuova rendita (se riconosciuta)Dal mese successivo alla domanda (retroattivamente)Termini ricorso amministrativo60 giorni dal provvedimentoTermini ricorso giudiziario3 anni dal provvedimento (prescrizione)Casi pratici: esempi di aggravamento riconoscibileEsempi tipici di aggravamento documentabile che possono dare luogo a revisione della rendita:Ernia del disco da infortunio sul lavoro che si aggrava fino a richiedere intervento chirurgico, con deficit neurologici residui piu graviMalattia polmonare professionale (es. silicosi, asbestosi) con progressione documentata da TAC o spirometriaSordita professionale con peggioramento audiometrico rispetto alla valutazione originariaLesioni ossee da infortunio con artrosi post-traumatica progressiva documentata radiologicamenteDermatite professionale cronica che si cronicizza nonostante la cessazione dell’esposizioneCosa fare se INAIL non riconosce l’aggravamentoSe la domanda viene rigettata o il grado riconosciuto non riflette il reale stato di salute, esistono due percorsi:Ricorso amministrativo: entro 60 giorni dal provvedimento, alla Direzione Regionale INAIL competente. E gratuito e puo portare a una rivalutazione internaRicorso giudiziario: davanti al Tribunale del Lavoro, entro 3 anni. E consigliabile avvalersi di un avvocato specializzato e di un perito medico-legale di parte che confuti le valutazioni INAILIl patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza nella presentazione della domanda di revisione rendita INAIL, nella raccolta della documentazione medica e nel monitoraggio dei termini procedurali. Prenota un appuntamento per una consulenza.Domande frequenti sulla revisione rendita INAILLa rendita INAIL viene tassata? Le rendite INAIL per infortuni sul lavoro e malattie professionali sono esenti da IRPEF ai sensi dell’art. 6 del TUIR. Non vanno dichiarate nel modello 730 o Redditi PF.Posso chiedere la revisione anche se lavoro ancora? Si, l’aggravamento puo essere riconosciuto indipendentemente dallo stato occupazionale attuale del lavoratore.La rendita INAIL si somma ad altri trattamenti (es. pensione di inabilita)? In linea generale si, con alcune limitazioni per evitare duplicazioni. Il patronato CAF puo verificare la compatibilita specifica nel tuo caso.ConclusioneLa revisione della rendita INAIL per aggravamento e un diritto del lavoratore e uno strumento importante per garantire che l’indennizzo corrisponda all’effettivo stato di salute. La documentazione medica aggiornata e il rispetto dei termini procedurali sono i due elementi chiave per il successo della domanda. Per assistenza pratica nella preparazione e presentazione della domanda, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-28 17:00:002026-07-03 07:54:55Aggravamento INAIL: revisione rendita e tempistiche
INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOPensione anticipata con invalidità 75%: requisiti, tabella 2026 e come richiederlaChi ha un’invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 75% può andare in pensione prima. Questo è uno dei benefici meno conosciuti del sistema previdenziale italiano, ma può fare una differenza enorme: anni di contribuzione ridotti o accesso alla pensione a un’età più bassa rispetto agli altri lavoratori.In questo articolo spieghiamo tutto: cosa dice la legge, quali sono i requisiti nel 2026, come si calcola il beneficio e come presentare domanda all’INPS. Parliamo anche delle differenze con la Legge 104, con cui spesso c’è confusione. Indice dei contenutiChe cos’è l’invalidità civile al 75%Pensione anticipata con invalidità 75%: i requisiti 2026Tabella 2026: età e contributi per chi ha invalidità 75%Pensione a 58 anni con invalidità e Legge 104: è possibile?Come fare domanda per la pensione con invalidità 75%Pensione di invalidità INPS vs pensione anticipata per invalidi: la differenzaDomande frequenti sulla pensione con invalidità 75%Cosa fare adesso: contatta il PatronatoChe cos’è l’invalidità civile al 75%L’invalidità civile è un riconoscimento dello Stato che certifica la riduzione della capacità lavorativa di una persona a causa di una patologia. La percentuale indica il grado di menomazione:Sotto il 33%: nessun beneficio previdenziale specificoDal 33% al 74%: diritto ad alcune agevolazioni (collocamento mirato, ecc.)Dal 75% in poi: diritto alla riduzione dei requisiti pensionisticiDall’80%: accesso all’assegno di invalidità civile (prestazione assistenziale separata)100% non deambulante: ulteriori benefici e indennità di accompagnamentoL’invalidità civile al 75% non è la stessa cosa della Legge 104. Ne parliamo meglio più avanti. Pensione anticipata con invalidità 75%: i requisiti 2026Il D.Lgs. 503/1992 (art. 2, comma 3) e le successive modifiche riconoscono a chi ha invalidità pari o superiore al 75% il diritto di andare in pensione con requisiti ridotti.Nel 2026, i requisiti per la pensione di vecchiaia con invalidità 75% sono:Tipo requisitoLavoratore standardCon invalidità 75% o superioreEtà (uomo)67 anni61 anniEtà (donna)67 anni56 anniContributi minimi20 anni20 anni (invariato)La riduzione dell’età è quindi di 6 anni sia per uomini che per donne rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria.Attenzione: questo beneficio riguarda la pensione di vecchiaia. Per la pensione anticipata “ordinaria” (basata solo sui contributi, senza requisito di età), il beneficio riguarda invece la riduzione degli anni contributivi:Tipo pensioneStandardCon invalidità 75% o superiorePensione anticipata (uomo)42 anni e 10 mesi40 anni e 10 mesi (riduzione 2 anni)Pensione anticipata (donna)41 anni e 10 mesi39 anni e 10 mesi (riduzione 2 anni) Tabella 2026: età e contributi per chi ha invalidità 75%Riepiloghiamo tutti i canali di accesso alla pensione con invalidità 75% nel 2026:Pensione di vecchiaia con invalidità 75%GenereEtà minimaContributi minimiUomo61 anni20 anniDonna56 anni20 anniPensione anticipata (solo contributi) con invalidità 75%GenereContributi richiestiUomo40 anni e 10 mesiDonna39 anni e 10 mesi Pensione a 58 anni con invalidità e Legge 104: è possibile?Questa è la domanda più frequente: posso andare in pensione a 58 anni con la Legge 104?La risposta è: dipende, e bisogna distinguere due situazioni diverse.La Legge 104 da sola non dà la pensione anticipataLa Legge 104/1992 (quella per l’assistenza ai disabili e ai loro familiari) non riduce i requisiti pensionistici. Essa dà diritto a permessi lavorativi (3 giorni al mese per chi assiste un familiare disabile), priorità nei trasferimenti, ecc., ma non incide sull’età pensionabile.Invalidità 75% + Legge 104 insiemeUn lavoratore che ha sia il riconoscimento di invalidità 75% che la tutela della Legge 104 (per sé o per un familiare) può:Usare i benefici della Legge 104 durante il lavoro (permessi, flessibilità)Andare in pensione prima grazie all’invalidità propria al 75%In sintesi: la pensione a 58 anni è possibile in via teorica solo se si hanno circa 40 anni di contributi a quell’età (richiede di aver iniziato a lavorare intorno ai 18 anni). Per la maggior parte dei lavoratori, il beneficio principale resta la pensione di vecchiaia a 61 anni (uomini) o 56 anni (donne). Come fare domanda per la pensione con invalidità 75%Il percorso prevede due fasi distinte.Fase 1: ottenere il riconoscimento dell’invaliditàSe non hai ancora il riconoscimento formale dell’invalidità al 75%, devi:Fare visita medica dal medico di base, che compila la documentazione inizialePresentare domanda all’INPS (tramite Patronato o portale online) per ottenere la convocazione alla Commissione MedicaSostenere la visita presso la Commissione Medica INPS (ASL locale)Ricevere il verbale con la percentuale di invalidità riconosciutaI tempi variano da 3 a 12 mesi a seconda della ASL di riferimento, quindi è importante avviare per tempo la pratica.Fase 2: presentare domanda di pensione all’INPSUna volta ottenuto il verbale con invalidità pari o superiore al 75%:Accedi al portale INPS (myINPS) o affidati a un PatronatoPresenta domanda di pensione indicando il canale corretto (vecchiaia con riduzione per invalidità o pensione anticipata)Allega il verbale di invalidità civileAttendi la liquidazione dell’assegno (di solito 3-6 mesi dalla domanda)Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste in tutto il processo: dalla prima domanda di invalidità alla presentazione della domanda di pensione.Pensione di invalidità INPS vs pensione anticipata per invalidi: la differenzaMolti confondono due prestazioni diverse:PrestazioneA chi spettaCosa èAssegno di invalidità INPSInvalidi con riduzione capacità lavorativa da 2/3 in suPrestazione temporanea (rinnovabile), erogata prima della pensionePensione di invalidità INPSInvalidi totali (inabilità assoluta)Prestazione definitiva, importo fissoPensione anticipata per invalidi 75%Chi ha invalidità 75% + requisiti contributiviPensione di vecchiaia o anticipata con requisiti ridottiLa pensione anticipata per invalidi al 75% di cui parliamo in questo articolo è la terza tipologia: non è un aiuto economico per l’invalidità in sé, ma il diritto di accedere prima alla pensione ordinaria.Domande frequenti sulla pensione con invalidità 75% L’invalidità al 74% dà diritto alla riduzione?No. La soglia minima è il 75%. Con il 74% non si ha diritto alla riduzione dei requisiti pensionistici. Se la patologia è peggiorata, è possibile richiedere una revisione del verbale alla Commissione Medica INPS.Si può cumulare il beneficio con l’APE Sociale?L’APE Sociale ha requisiti propri (63 anni + 30 anni di contributi per invalidi al 74%+). In alcuni casi può essere più conveniente dell’accesso tramite invalidità 75%, soprattutto per chi ha meno contributi. Conviene sempre confrontare le due opzioni con il Patronato.Il beneficio vale anche per lavoratori autonomi e partite IVA?Si, il beneficio si applica a tutti i lavoratori iscritti a gestioni previdenziali INPS (dipendenti, autonomi, artigiani, commercianti, gestione separata). Per i liberi professionisti con casse private (Inarcassa, Cassa Forense, ENPAM, ecc.) le regole variano.Cosa fare adesso: contatta il PatronatoSe hai un’invalidità civile riconosciuta e vuoi capire se puoi andare in pensione prima, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Calcoleremo insieme i tuoi anni contributivi, verificheremo i requisiti e presenteremo la domanda all’INPS.Scrivici su WhatsApp al 366 6018121Oppure compila il modulo per prenotare un appuntamento:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 14:00:002026-07-03 07:54:57Pensione anticipata con invalidità 75%: requisiti, tabella 2026 e come richiederla
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugnoAttenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto. Indice dei contenutiCos’è la decontribuzione per le madri e come funzionaChi ha diritto alla decontribuzioneImporto della decontribuzioneDifferenze rispetto al 2025Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPSCome fare domandaLe due misure si cumulano con altri bonus?Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAFCos’è la decontribuzione per le madri e come funzionaLa decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori. Chi ha diritto alla decontribuzioneNel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anniÈ lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo). Importo della decontribuzioneLo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):RequisitoFiglio più giovaneSgravioAlmeno 3 figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/annoL’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato. Differenze rispetto al 2025La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome. Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPSIl Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:Almeno 2 figliUn reddito da lavoro entro 40.000 euro l’annoA differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.Come fare domandaPer la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figliRivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisitiPer il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.Le due misure si cumulano con altri bonus? Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)Bonus asilo nido INPSAltre agevolazioni fiscali per famiglie con figliLa decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAFSe vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPSASSEGNO UNICO UNIVERSALEGli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1° gennaio 2026 importi e soglie ISEE sono stati rivalutati dell’1,4% (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) e il massimale mensile per ogni figlio minorenne è salito a 203,80 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.Indice dei contenutiCosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTATImporti Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEEMaggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormenteCalendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapereQuando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pienoCome verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPSCasi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEEAumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davveroDomande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTATL’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.Per il 2026 la rivalutazione è stata applicata con effetto dal 1° gennaio 2026: la rata di febbraio è stata pagata già con i nuovi importi e la differenza relativa a gennaio è stata corrisposta a partire dalla rata di marzo. L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2025, ridefinendo la tabella ufficiale INPS. La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con i nuovi importi aggiornati (per il 2026 la n. 7 del 30 gennaio 2026) e li applica automaticamente sui pagamenti.Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEEGli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio minorenneImporto mensile per figlio 18-20 anniFino a 17.468,51 euro (importo pieno)203,80 euro99,10 euroDa 17.468,52 a 46.582,71 euro (graduale)Tra 203,80 e 58,30 euro (scala progressiva)Tra 99,10 e 29,10 euroOltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euroTra le due soglie l’importo scende gradualmente all’aumentare dell’ISEE, secondo la tabella per fasce allegata alla Circolare INPS n. 7/2026 (Allegato 1). Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni). Presentare l’ISEE è quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormenteOltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro/mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza. È un importo fisso, che non dipende dall’ISEEFamiglie con almeno 4 figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo (non per figlio)Entrambi i genitori lavoratori: fino a 34,90 euro/mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro; l’importo scende all’aumentare dell’ISEE e si azzera oltre 46.582,71 euro. Non spetta per i figli tra 18 e 21 anniMadri under 21 anni: maggiorazione di 23,30 euro/mese per figlioFigli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo anno di vitaFigli dal terzo in poi: maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo, da 99,10 euro/mese con ISEE fino a 17.468,51 euro a 17,40 euro oltre 46.582,71 euroNuclei con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: l’importo base aumenta del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anniLe maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli ed entrambi i genitori lavoratori può arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 203,80 euro per figlio. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalità:Beneficiari già in pagamento senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025). Da giugno a dicembre: 18-19 giugno, 20-21 luglio, 18-19 agosto, 21-22 settembre, 21-22 ottobre, 19-20 novembre, 16-17 dicembreNuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domandaDomande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso annoI pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapereUna situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:Presentazione DSU entro il 30 giugno: l’assegno viene ricalcolato a partire da marzo e gli arretrati vengono pagatiPresentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedentiRinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEEConsulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pienoL’ISEE ha validità dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da marzo (gennaio e febbraio sono calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPSPortale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domandaApp INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditatiFascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensilePatronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilità di riesame Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEECaso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euroFigli minorenni, ISEE sotto la soglia di 17.468,51 euro: importo pieno 203,80 euro x 2 figli = 407,60 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 34,90 x 2 = 69,80 euro. Totale mensile stimato: 477,40 euro.Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euroISEE nella fascia intermedia (17.468,52-46.582,71 euro): con 30.000 euro l’importo per figlio minorenne è di 140,90 euro (Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026). Totale per 2 figli: 281,80 euro/mese.Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEEImporto minimo per figli minorenni: 58,30 euro x 2 figli = 116,60 euro/mese. Con ISEE fino a 46.582,71 euro, presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti può aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davveroRivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiarioModifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesso meccanismo di calcolo (le soglie ISEE vengono solo rivalutate), stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiariPer chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?No. Se hai già una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?Da marzo l’INPS eroga l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Se la DSU è presentata entro il 30 giugno 2026, l’importo viene ricalcolato da marzo e vengono pagati gli arretrati; se è presentata dopo, non spettano gli arretrati per i mesi precedenti.L’AUU e compatibile con altri bonus?Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 203,80 euro mensili per ogni figlio minorenne per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-09-30 09:17:22Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS