ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPSASSEGNO UNICO UNIVERSALEGli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1° gennaio 2026 importi e soglie ISEE sono stati rivalutati dell’1,4% (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) e il massimale mensile per ogni figlio minorenne è salito a 203,80 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.Indice dei contenutiCosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTATImporti Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEEMaggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormenteCalendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapereQuando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pienoCome verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPSCasi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEEAumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davveroDomande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTATL’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.Per il 2026 la rivalutazione è stata applicata con effetto dal 1° gennaio 2026: la rata di febbraio è stata pagata già con i nuovi importi e la differenza relativa a gennaio è stata corrisposta a partire dalla rata di marzo. L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2025, ridefinendo la tabella ufficiale INPS. La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con i nuovi importi aggiornati (per il 2026 la n. 7 del 30 gennaio 2026) e li applica automaticamente sui pagamenti.Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEEGli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio minorenneImporto mensile per figlio 18-20 anniFino a 17.468,51 euro (importo pieno)203,80 euro99,10 euroDa 17.468,52 a 46.582,71 euro (graduale)Tra 203,80 e 58,30 euro (scala progressiva)Tra 99,10 e 29,10 euroOltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euroTra le due soglie l’importo scende gradualmente all’aumentare dell’ISEE, secondo la tabella per fasce allegata alla Circolare INPS n. 7/2026 (Allegato 1). Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni). Presentare l’ISEE è quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormenteOltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro/mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza. È un importo fisso, che non dipende dall’ISEEFamiglie con almeno 4 figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo (non per figlio)Entrambi i genitori lavoratori: fino a 34,90 euro/mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro; l’importo scende all’aumentare dell’ISEE e si azzera oltre 46.582,71 euro. Non spetta per i figli tra 18 e 21 anniMadri under 21 anni: maggiorazione di 23,30 euro/mese per figlioFigli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo anno di vitaFigli dal terzo in poi: maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo, da 99,10 euro/mese con ISEE fino a 17.468,51 euro a 17,40 euro oltre 46.582,71 euroNuclei con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: l’importo base aumenta del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anniLe maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli ed entrambi i genitori lavoratori può arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 203,80 euro per figlio. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalità:Beneficiari già in pagamento senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025). Da giugno a dicembre: 18-19 giugno, 20-21 luglio, 18-19 agosto, 21-22 settembre, 21-22 ottobre, 19-20 novembre, 16-17 dicembreNuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domandaDomande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso annoI pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapereUna situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:Presentazione DSU entro il 30 giugno: l’assegno viene ricalcolato a partire da marzo e gli arretrati vengono pagatiPresentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedentiRinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEEConsulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pienoL’ISEE ha validità dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da marzo (gennaio e febbraio sono calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPSPortale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domandaApp INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditatiFascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensilePatronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilità di riesame Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEECaso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euroFigli minorenni, ISEE sotto la soglia di 17.468,51 euro: importo pieno 203,80 euro x 2 figli = 407,60 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 34,90 x 2 = 69,80 euro. Totale mensile stimato: 477,40 euro.Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euroISEE nella fascia intermedia (17.468,52-46.582,71 euro): con 30.000 euro l’importo per figlio minorenne è di 140,90 euro (Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026). Totale per 2 figli: 281,80 euro/mese.Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEEImporto minimo per figli minorenni: 58,30 euro x 2 figli = 116,60 euro/mese. Con ISEE fino a 46.582,71 euro, presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti può aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davveroRivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiarioModifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesso meccanismo di calcolo (le soglie ISEE vengono solo rivalutate), stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiariPer chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?No. Se hai già una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?Da marzo l’INPS eroga l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Se la DSU è presentata entro il 30 giugno 2026, l’importo viene ricalcolato da marzo e vengono pagati gli arretrati; se è presentata dopo, non spettano gli arretrati per i mesi precedenti.L’AUU e compatibile con altri bonus?Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 203,80 euro mensili per ogni figlio minorenne per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-09-30 09:17:22Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAssegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEEASSEGNO UNICO UNIVERSALEA luglio 2026 l’Assegno Unico può cambiare per molte famiglie, ma non per un nuovo aumento: gli importi 2026 sono stati rivalutati già dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Cambia per chi aggiorna l’ISEE. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, perdi gli arretrati da marzo e continui a ricevere l’importo minimo di 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne.In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito. Indice dei contenutiPerché a luglio 2026 l’importo può cambiareImporti assegno unico luglio 2026Chi riceve di più da luglio 2026Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnoviCome aggiornare l’ISEE entro il 30 giugnoQuando viene pagato l’Assegno UnicoHai ancora dubbi? Il CAF ti aiutaPerché a luglio 2026 l’importo può cambiareL’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per il 2026 l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021 (+1,4%) è scattato dal 1° gennaio, con nuove soglie ISEE e nuovi importi base (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026): a luglio non arriva un ulteriore aumento.In pratica, più l’ISEE è basso, più l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta. Importi assegno unico luglio 2026Ecco gli importi mensili per figlio in vigore dal 1° gennaio 2026, validi anche per la rata di luglio:Situazione ISEEImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anniISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euroISEE da 17.468,52 a 46.582,71 euroImporto progressivo (scala decrescente)Importo progressivoISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euroMaggiorazioni previsteOltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:Figli con disabilità (under 21): +99,10 euro al mese per disabilità media, +110,60 per disabilità grave, +122,30 per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)Famiglie con almeno 4 figli: +150 euro al mese forfettari per nucleo (non per figlio)Entrambi i genitori lavoratori: fino a +34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)Madri under 21: +23,30 euro al mese per figlioQueste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE fino a 17.468,51 euro, due figli minorenni ed entrambi i genitori che lavorano arriva a 238,70 euro al mese per figlio (203,80 + 34,90). Chi riceve di più da luglio 2026Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugnoLe famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e rivalutata dal 1° gennaio 2026Le famiglie numerose (4+ figli) — spetta la maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleoI nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata dal 1° gennaio 2026Chi NON presenta la DSU aggiornata riceve l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), anche se potrebbe avere diritto a molto di più; chi la presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati da marzo. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnoviL’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.La scadenza per non perdere gli arretrati da marzo è il 30 giugno 2026.DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo viene ricalcolato a partire da marzo 2026 e gli arretrati vengono pagatiDSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato non recupera i mesi precedenti, quindi niente arretrati da marzoNessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne, indipendentemente dalla situazione reale Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugnoRaccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPSVerificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenzaIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.Quando viene pagato l’Assegno UnicoPer i beneficiari già in corso senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025); a luglio il 20 e 21Per le nuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazioneSe aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’INPS ricalcola l’importo e paga gli arretrati da marzo con le rate successive al ricalcolo.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiutaSe non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli arretrati.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto e ti ricontattiamo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-09-29 10:28:38Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOCoefficienti di redditivita forfettario 2026: analisi per settore e quanto si paga davveroSe hai una Partita IVA in regime forfettario, sai che non paghi le tasse su tutto cio che incassi. Il meccanismo centrale e il coefficiente di redditivita: una percentuale che trasforma i tuoi ricavi in reddito imponibile. Il problema e che questo coefficiente cambia radicalmente da un settore all’altro, e pochissimi articoli lo spiegano a confronto.Un commerciante alimentare e un avvocato con lo stesso fatturato di 50.000 euro possono pagare imposte molto diverse. In questo articolo analizziamo tutti i coefficienti di redditivita forfettario 2026 per gruppo ATECO, con tabelle numeriche, esempi pratici e una guida chiara su quando il forfettario conviene davvero. Indice dei contenutiForfettario in numeri: 2 milioni di contribuenti, 52% delle Partite IVACome funziona il coefficiente di redditivita: la chiave del risparmioTabella completa coefficienti per gruppo ATECO 2026Coefficiente 40%: commercio alimentare e bevandeCoefficiente 54%: commercio non alimentare e ambulantiCoefficienti 62-67%: intermediari, alberghi, ristorazione, costruzioniCoefficiente 78%: professioni intellettuali – la categoria piu ampiaCoefficiente 86%: costruzioni e attivita residualiCaso pratico: stesso fatturato 50.000 euro, tasse diverse per settoreQuando il forfettario diventa svantaggioso: la soglia di pareggio con l’ordinarioSettori dove conviene restare in forfettario vs settori dove valutare l’ordinario🧮 Calcola subito il tuo netto in forfettarioInvece di leggere tutte le tabelle qui sotto, prova il nostro calcolatore gratuito: inserisci i tuoi ricavi previsti e il tuo settore, e in 5 secondi ottieni il confronto tra regime forfettario e regime ordinario con verdetto su quale ti conviene.→ Apri il calcolatore Forfettario vs Ordinario 2026Tutti i calcoli avvengono sul tuo browser. Nessun dato esce dal tuo dispositivo.Forfettario in numeri: 2 milioni di contribuenti, 52% delle Partite IVA Il regime forfettario non e una nicchia fiscale: e diventato la modalita prevalente di fare impresa individuale in Italia. I dati del Rendiconto Generale dello Stato 2024 elaborato dalla Corte dei Conti fotografano una realta in forte crescita:2.027.665 contribuenti forfettari nel 2024, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente+24,7% dal 2019: in cinque anni il numero di forfettari e cresciuto di quasi un quarto52% di tutti i titolari di Partita IVA: la maggioranza assoluta dei lavoratori autonomi italiani utilizza questo regimeDistribuzione per fascia di ricavi: 936.000 contribuenti sotto i 20.000 euro, 733.000 nella fascia 20.000-50.000 euro726.000 contribuenti (33%) applicano l’aliquota agevolata del 5% (startup nei primi cinque anni)Questi numeri raccontano una cosa precisa: il regime forfettario funziona e attrae, perche semplifica enormemente la gestione fiscale e riduce il carico impositivo per chi e nella fascia giusta. Il costo strutturale per l’erario – circa 3,4 miliardi di euro all’anno – e una scelta politica consapevole di sostegno al lavoro autonomo e alle Partite IVA piu piccole.I settori con il maggior numero di forfettari? La Corte dei Conti identifica avvocati (154.828 = 7,44% del totale), consulenti aziendali (74.462 = 3,58%), psicologi (72.721 = 3,50%), architetti (69.790 = 3,35%) e paramedici (66.304 = 3,19%). Tutti questi professionisti condividono lo stesso coefficiente di redditivita del 78%.Come funziona il coefficiente di redditivita: la chiave del risparmio Nel regime forfettario non puoi dedurre i costi reali che hai sostenuto (affitto ufficio, attrezzature, software, formazione). Al loro posto, la legge stabilisce una deduzione forfettaria automatica, espressa come complemento a 100 del coefficiente di redditivita.Il coefficiente di redditivita e la quota dei tuoi ricavi che viene considerata reddito imponibileLa quota non tassata (100% meno coefficiente) rappresenta la deduzione forfettaria per i costiCon coefficiente 78%, il 22% dei ricavi e automaticamente escluso dall’imponibileCon coefficiente 40%, il 60% dei ricavi non entra nell’imponibileLa formula completa per calcolare l’imposta e la seguente (art. 1 c. 64 L. 190/2014): Imposta sostitutiva = (Ricavi x Coefficiente – Contributi previdenziali versati) x Aliquota Dove: – Aliquota = 15% (regime standard) oppure 5% (startup, primi 5 anni) – Contributi previdenziali = importi effettivamente versati nell’anno – Il risultato non puo essere negativoEsempio base – professionista con ricavi 30.000 euro e coefficiente 78%:Imponibile lordo: 30.000 x 78% = 23.400 euroContributi Gestione Separata INPS (24%, altra copertura previdenziale): 30.000 x 24% = 7.200 euroBase imponibile netta: 23.400 – 7.200 = 16.200 euroImposta sostitutiva al 15%: 16.200 x 15% = 2.430 euroImposta effettiva sui ricavi: 2.430 / 30.000 = 8,1%Nota importante: i contributi previdenziali variano significativamente per categoria. Chi e iscritto a una cassa professionale (ENPAM per i medici, ENPAP per gli psicologi, INARCASSA per gli architetti) puo avere aliquote contributive dal 10% al 19,5% e diverse modalita di calcolo rispetto alla Gestione Separata INPS. Per approfondire le differenze tra le casse, consulta la nostra guida comparativa sui contributi previdenziali delle professioni sanitarie 2026.Tabella completa coefficienti per gruppo ATECO 2026 I coefficienti di redditivita sono definiti dall’Allegato 4 della Legge 190/2014 (Legge di Stabilita 2015, istitutiva del regime forfettario) e non sono stati modificati negli anni successivi. Valgono quindi anche per il 2026.Gruppo di attivita (Allegato 4 L. 190/2014)CoefficienteQuota non tassataEsempi ATECOIndustrie alimentari e delle bevande / Commercio all’ingrosso e al dettaglio alimentare / Commercio ambulante alimentare e bevande40%60%47.11, 47.21, 56.30, 10-11Commercio ambulante di prodotti non alimentari54%46%47.81, 47.82, 47.89Intermediari del commercio62%38%46.1x (agenti e rappresentanti)Attivita dei servizi di alloggio e ristorazione / Altre attivita economiche67%33%55.10, 56.10, 96.0xAttivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi78%22%69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 86, 87, 62, 64, 65, 85Costruzioni e attivita immobiliari86%14%41, 42, 43, 68Fonte: Allegato 4, L. 190/2014 (Legge di Stabilita 2015). I coefficienti non sono stati modificati da successive leggi di bilancio e rimangono validi per il 2026.Coefficiente 40%: commercio alimentare e bevande Il coefficiente del 40% e il piu basso in assoluto, ed e stato calibrato per rispecchiare una realta economica precisa: chi vende cibo, bevande o gestisce attivita di ristorazione ambulante ha costi di acquisto merce molto elevati, che possono assorbire il 50-70% dei ricavi.Industrie alimentari e delle bevande (ATECO sezione C, gruppi 10-11): produzione artigianale di alimenti, panifici, salumificiCommercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari: supermercati, alimentari di quartiere, enoteche (ATECO 47.11, 47.21, 47.22, 47.25)Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (ATECO 47.81): bancarelle al mercato, furgoni street foodBar e gelaterie (ATECO 56.30, 56.10.20): somministrazione bevande e gelatiIl vantaggio concreto: con coefficiente 40%, il 60% dei tuoi ricavi non entra nell’imponibile. Su 40.000 euro di fatturato, solo 16.000 euro diventano base di calcolo per l’imposta. Chi vende merce con margini ridotti trova nel forfettario una tutela significativa.Attenzione alla soglia 85.000 euro: anche con coefficienti bassi, il limite di ricavi per restare forfettari e fissato a 85.000 euro annui e 100.000 euro per l’uscita immediata. Per approfondire i limiti e le cause ostative del regime forfettario 2026, leggi la nostra guida dedicata.Coefficiente 54%: commercio non alimentare e ambulanti La fascia del 54% si applica esclusivamente al commercio ambulante di prodotti non alimentari. La distinzione rispetto al 40% riflette il fatto che i margini su abbigliamento, accessori, oggetti vari venduti al mercato sono mediamente superiori rispetto al commercio alimentare.Venditori ambulanti su mercati rionali o fieristici di abbigliamento, biancheria, scarpe (ATECO 47.82)Ambulanti di articoli vari non classificati altrove: oggettistica, libri usati, ricambi (ATECO 47.89)Vendita porta a porta di prodotti non alimentari (ATECO 47.99)Con coefficiente 54%, il 46% dei ricavi e escluso dall’imponibile. Rispetto al 40% del commercio alimentare, la deduzione forfettaria e inferiore di 14 punti percentuali: uno scarto significativo che si traduce in un carico fiscale piu alto a parita di fatturato.Coefficienti 62-67%: intermediari, alberghi, ristorazione e altre attivita In questa fascia intermedia troviamo due coefficienti distinti, spesso confusi tra loro.Coefficiente 62% – Intermediari del commercio (ATECO 46.1x): Si applica ad agenti di commercio e rappresentanti che operano per conto di terzi. Gli agenti percepiscono provvigioni, non ricavi da vendita diretta: i loro costi principali sono trasferte, carburante, campionari.Coefficiente 67% – Alloggio, ristorazione e altre attivita:Strutture ricettive: alberghi, B&B, affittacamere (ATECO 55.10, 55.20)Ristorazione con somministrazione: ristoranti, trattorie, pizzerie (ATECO 56.10)Catering e servizi di ristorazione (ATECO 56.21): servizi mensa, catering per eventiAltre attivita economiche n.e.c. (ATECO 96): lavanderie, parrucchieri, estetiste, tatuatori, servizi alla personaNota importante per parrucchieri ed estetisti: nonostante abbiano costi significativi (prodotti, attrezzature), rientrano nella fascia 67%. Chi opera in questi settori e ha costi reali superiori al 33% del fatturato deve valutare attentamente il confronto con il regime ordinario.Coefficiente 78%: professioni intellettuali – la categoria piu ampia Il coefficiente del 78% e quello che interessa la maggioranza assoluta dei professionisti italiani. Come dimostra il Rendiconto Corte dei Conti 2024, questa fascia raccoglie le categorie con il numero piu alto di forfettari.Rientrano nel coefficiente 78% tutte le attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi:Avvocati (ATECO 69.10.10): 154.828 contribuenti forfettari – la professione con il maggior numero assolutoConsulenti aziendali e di gestione (ATECO 70.22): 74.462 contribuentiPsicologi e psicoterapeuti (ATECO 86.90.30): 72.721 contribuenti – leggi la guida su Partita IVA Psicologo 2026Architetti e ingegneri (ATECO 71.11, 71.12): 69.790 architetti forfettari – vedi la guida su apertura studio architettura 2026Paramedici e professioni sanitarie (ATECO 86.90.x): 66.304 contribuenti – infermieri, fisioterapisti, logopedisti. Panoramica: Professionisti sanitari con Partita IVA 2026Medici (ATECO 86.21, 86.22): guida a Partita IVA Medico 2026Informatici e sviluppatori (ATECO 62.01, 62.02, 62.09)Designer, grafici, copywriter (ATECO 74.10, 74.30, 73.11)Insegnanti e formatori privati (ATECO 85.59)Consulenti finanziari e assicurativi (ATECO 66.12, 66.22)Commercialisti, fiscalisti, contabili (ATECO 69.20)Il coefficiente 78% significa che solo il 22% dei tuoi ricavi viene automaticamente escluso dall’imponibile. Per un libero professionista che lavora da casa o in coworking con costi reali limitati, questa deduzione puo essere sufficiente. Per chi ha un ufficio in affitto, collaboratori o attrezzature costose, la valutazione va fatta con cura.Coefficiente 86%: costruzioni e attivita residuali Il coefficiente dell’86% e il piu alto e si applica al gruppo delle costruzioni e attivita immobiliari:Imprenditori edili individuali (ATECO 41: costruzione edifici)Lavori di installazione impianti (ATECO 43.21: elettricisti, 43.22: idraulici)Completamenti e rifinitura edilizia (ATECO 43.30: imbianchini, piastrellisti)Agenzie immobiliari (ATECO 68.31) – da non confondere con gli intermediari commercio (62%)Potrebbe sembrare paradossale: elettricisti e idraulici hanno costi di materiali significativi, eppure si trovano con il coefficiente piu alto. Il legislatore ha ritenuto che i lavori edili e artigianali su commessa incorporino prevalentemente manodopera rispetto ai materiali. In realta, questa valutazione non riflette la situazione di molti artigiani che acquistano materiali in proprio.La deduzione forfettaria del 14% (100% meno 86%) e la piu bassa in assoluto. Se i tuoi costi reali superano il 14% dei ricavi, il regime forfettario potrebbe non essere conveniente rispetto all’ordinario, a meno di sfruttare l’aliquota al 5% nei primi cinque anni.Caso pratico: stesso fatturato 50.000 euro, tasse diverse per settorePer rendere concreta la differenza tra coefficienti, calcoliamo l’imposta sostitutiva per sei contribuenti diversi, tutti con ricavi di 50.000 euro e contributi INPS Gestione Separata (aliquota 24%, altra copertura previdenziale). I contributi GS ammontano a 50.000 x 24% = 12.000 euro.Nota: per i professionisti iscritti a casse previdenziali (ENPAM, ENPAP, INARCASSA, ecc.) i contributi variano. Il calcolo seguente usa la Gestione Separata come riferimento standardizzato. Per i medici, ad esempio, i contributi ENPAM sono significativamente diversi: approfondisci nella nostra guida ai contributi ENPAM 2026.SettoreCoeff.Imponibile lordoContributi GSBase imp. nettaImposta 15%Netto finaleCommercio alimentare (bar, alimentari)40%20.000 euro12.000 euro8.000 euro1.200 euro36.800 euroCommercio ambulante non alimentare54%27.000 euro12.000 euro15.000 euro2.250 euro35.750 euroAgente di commercio (intermediario)62%31.000 euro12.000 euro19.000 euro2.850 euro35.150 euroRistoratore / gestore B&B67%33.500 euro12.000 euro21.500 euro3.225 euro34.775 euroProfessionista intellettuale (avvocato, psicologo, architetto)78%39.000 euro12.000 euro27.000 euro4.050 euro33.950 euroArtigiano edile / elettricista / idraulico86%43.000 euro12.000 euro31.000 euro4.650 euro33.350 euroLa differenza tra il commerciante alimentare (1.200 euro di imposta) e l’artigiano edile (4.650 euro) a parita di 50.000 euro di fatturato e di 3.450 euro all’anno – quasi 3 volte di piu. Tutto dipende dal coefficiente applicato al proprio codice ATECO.Vuoi calcolare la tua situazione precisa? Usa il nostro tool Excel gratuito per il calcolo delle tasse forfettario 2026: ti basta inserire ricavi, coefficiente e contributi per ottenere la simulazione personalizzata.Quando il forfettario diventa svantaggioso: la soglia di pareggio con l’ordinario Il regime forfettario e conveniente solo se la tua deduzione forfettaria automatica e uguale o superiore ai tuoi costi reali. Quando i costi effettivi superano la deduzione forfettaria, il regime ordinario diventa piu conveniente, perche ti permette di dedurre i costi reali. Il forfettario e svantaggioso quando: Costi reali > (100% – Coefficiente) x Ricavi – Professione intellettuale (coeff. 78%): costi reali > 22% dei ricavi – Artigiano edile (coeff. 86%): costi reali > 14% dei ricavi – Commercio alimentare (coeff. 40%): costi reali > 60% dei ricavi (raro)Esempio concreto – professionista intellettuale con ricavi 50.000 euro:Deduzione forfettaria disponibile: 50.000 x 22% = 11.000 euroSe hai costi reali di 8.000 euro (affitto coworking 3.600 + software 600 + formazione 1.800 + assicurazione 2.000): stai sotto gli 11.000 euro – forfettario convenienteSe hai costi reali di 15.000 euro (ufficio in affitto 7.200 + collaboratore part-time 6.000 + altri 1.800): superi gli 11.000 euro – ordinario potenzialmente convenienteEsempio – artigiano edile con ricavi 50.000 euro (coeff. 86%):Deduzione forfettaria disponibile: 50.000 x 14% = 7.000 euroSe i materiali acquistati valgono 12.000 euro e il furgone costa 4.000 euro/anno: costi reali = 16.000 euro, superiori ai 7.000 – ordinario significativamente convenienteLa Corte dei Conti, nel suo rendiconto 2024, ha sollevato il tema della cosiddetta trappola dimensionale: chi si avvicina alla soglia degli 85.000 euro di ricavi puo trovarsi in una zona grigia dove il confronto tra regime forfettario e regime ordinario va effettuato con attenzione. Chi si avvicina ai 70.000-80.000 euro di fatturato dovrebbe simulare entrambi gli scenari, considerando anche i maggiori oneri amministrativi del regime ordinario.Settori dove conviene restare in forfettario vs settori dove valutare l’ordinarioCoefficienteSettori tipiciRaccomandazioneQuando rivalutare40%Commercio alimentare, bar, gelaterie, produzione alimentareForfettario quasi sempre conveniente sotto soglia 85kSolo se hai costi > 60% del fatturato (raro nel food)54%Ambulanti non alimentari, vendita porta a portaGeneralmente conveniente, margini di solito bassiSe costi merce > 46% del fatturato62%Agenti di commercio, rappresentantiValutare anno per anno in base alle spese di trasfertaSe spese trasferte + campionari > 38% del fatturato67%Ristoranti, alberghi, B&B, parrucchieri, estetisteValutare con attenzione soprattutto per ristoratori con costi elevatiSe costi materie prime + personale > 33% del fatturato78%Avvocati, consulenti, psicologi, architetti, medici, informatici, designerConveniente se lavori senza struttura fissa (casa/coworking)Se hai ufficio, dipendenti o costi > 22% del fatturato86%Costruzioni, artigiani edili, elettricisti, idraulici, immobiliariValutare sempre il confronto ordinario, specialmente con materiali elevatiSe costi materiali > 14% del fatturato (frequente nel settore)Una considerazione finale: il regime forfettario offre un vantaggio non solo fiscale ma anche amministrativo. Niente IVA da gestire, niente ritenute d’acconto, contabilita semplificata. Questi risparmi di tempo e di costi del commercialista sono un beneficio reale che va sommato al confronto puramente fiscale.Per i contribuenti in zona grigia – con costi elevati o vicini alla soglia degli 85.000 euro – la simulazione professionale e fondamentale. Un errore di valutazione puo costare migliaia di euro all’anno. Vuoi sapere se il forfettario conviene per il tuo settore?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una simulazione personalizzata forfettario vs ordinario, tenendo conto del tuo coefficiente ATECO, dei tuoi costi reali e della tua cassa previdenziale.Richiedi un preventivo personalizzato – senza impegno.Domande frequenti sui coefficienti di redditivita forfettario 2026 I coefficienti di redditivita sono cambiati nel 2026?No. I coefficienti dell’Allegato 4 della Legge 190/2014 non sono stati modificati da nessuna legge di bilancio successiva, inclusa la L. 207/2024. Rimangono identici per il 2026: 40%, 54%, 62%, 67%, 78%, 86%. Come faccio a sapere qual e il mio coefficiente?Dipende dal codice ATECO della tua attivita. Identifica il tuo codice ATECO e confrontalo con i gruppi della tabella dell’Allegato 4 L. 190/2014. Il tuo commercialista o il CAF possono indicarti con certezza il gruppo di appartenenza. Un freelance IT paga lo stesso di un avvocato in forfettario?Si, dal punto di vista del coefficiente: entrambi applicano il 78%. La differenza puo emergere dai contributi previdenziali: un informatico in Gestione Separata INPS paga il 24% (con altra copertura) o il 26,07% (senza altra copertura), mentre un avvocato versa i contributi Cassa Forense con aliquota diversa. Posso scegliere un coefficiente piu basso se il mio non mi conviene?No. Il coefficiente e determinato automaticamente dal codice ATECO della tua attivita e non e modificabile. Se hai piu attivita con codici ATECO diversi, si applica il coefficiente dell’attivita prevalente (quella con ricavi maggiori). Il coefficiente vale anche per l’aliquota al 5% delle startup?Si. Il coefficiente di redditivita funziona allo stesso modo sia con l’aliquota standard al 15% sia con quella agevolata al 5% per le nuove attivita nei primi cinque anni. Cambia solo l’aliquota applicata alla base imponibile, non il coefficiente di calcolo. Approfondimenti per settore: guide complete 2026Hai trovato utile questa analisi comparativa dei coefficienti di redditivita? Abbiamo preparato guide complete e aggiornate al 2026 per i due settori piu numerosi nel regime forfettario italiano:Avvocati – settore #1 con 154.828 forfettariPartita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale – PILLAR con coefficiente 78%, contributi, studio legale, caso praticoQuanto guadagna un avvocato libero professionista in forfettario nel 2026 – tabelle reddito netto a 30k/50k/80kAprire studio legale forfettario 2026: requisiti, costi, software gestione – guida operativaAvvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5 – tutto sui contributi previdenzialiConsulenti aziendali – settore #2 con 74.462 forfettariPartita IVA consulente aziendale 2026: forfettario, ATECO 70.22, fatturazione B2B – PILLAR con Gestione Separata INPS, cause ostative, esempio praticoConsulente aziendale: forfettario o SRL? Confronto fiscale 2026 – soglia di pareggio con tabella numericaFatturazione B2B consulente forfettario 2026: codici, marche da bollo, ritenuta – guida operativa SDI e N2.2Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 09:21:322026-06-29 21:47:37Coefficienti di redditivita forfettario 2026: analisi per settore e quanto si paga davvero
CAF, SUCCESSIONISuccessione a Trieste 2026: sistema tavolare, conservatoria e proceduraLa successione a Trieste è un caso peculiare anche nell’ambito del Friuli Venezia Giulia: il capoluogo regionale è il cuore storico del sistema tavolare di derivazione asburgica e presenta specificità che lo distinguono dalle altre province FVG. Trieste è la città dove il sistema tavolare è più radicato e completo, con una conservatoria tra le più strutturate della regione.In questa guida trovi tutto quello che serve sapere per gestire una pratica di successione a Trieste nel 2026: dal funzionamento della sezione tavolare del Tribunale di Trieste, alla documentazione necessaria, fino alle particolarità locali da tenere in considerazione.Indice dei contenutiTrieste: il cuore storico del sistema tavolareLa sezione tavolare del Tribunale di TriesteSpecificità locali: cosa rende la successione a Trieste unicaComuni della provincia di Trieste servitiDocumenti necessari per la successione a TriesteLa procedura di successione a Trieste: i passaggiIl tavolare di Trieste e le sue particolarità rispetto al resto del FVGCAF online per la successione a Trieste: il servizio di Centro FiscaleDomande frequenti sulla successione a TriesteGestisci la successione a Trieste con un CAF esperto in sistema tavolareTrieste: il cuore storico del sistema tavolare Trieste è stata per secoli la principale città portuale dell’Impero Austro-Ungarico e il sistema tavolare vi è stato introdotto nel XIX secolo come strumento di certezza giuridica sulle proprietà immobiliari. A differenza di quanto avvenuto altrove in FVG, a Trieste il sistema tavolare si applica anche agli edifici di nuova costruzione: non esiste quindi un doppio binario tra vecchie costruzioni tavolari e nuove costruzioni catastali come in alcune aree periferiche della regione.Questo significa che chiunque eriti un immobile a Trieste — che si tratti di un appartamento nel centro storico, di un terreno sul Carso o di un’abitazione nelle zone di espansione recente — dovrà affrontare la procedura di intavolazione nel libro fondiario per acquisire giuridicamente la proprietà.Per il quadro generale del sistema in tutta la regione, consulta: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026: guida completa.La sezione tavolare del Tribunale di Trieste A Trieste la sezione tavolare è parte integrante del Tribunale Civile di Trieste. Il giudice tavolare emette i decreti di intavolazione, che sono gli atti formali con cui il diritto di proprietà degli eredi viene iscritto nel libro fondiario.La sezione tavolare di Trieste è considerata tra le più avanzate nella digitalizzazione delle procedure: molte istanze possono essere presentate telematicamente, tramite professionisti abilitati o tramite il portale del Ministero della Giustizia. Questo ha ridotto notevolmente la necessità di accesso fisico allo sportello per la maggior parte delle pratiche successorie.Il certificato di eredità — documento indispensabile per avviare l’intavolazione degli immobili — viene rilasciato dal Tribunale di Trieste per tutti i defunti che avevano residenza in provincia di Trieste al momento del decesso. Tempi medi per il rilascio: 2-4 settimane dalla presentazione della domanda con documentazione completa.Specificità locali: cosa rende la successione a Trieste unica Alcune situazioni tipiche del territorio triestino meritano attenzione nelle pratiche successorie:Case storiche del centro: molti edifici nel centro storico di Trieste (Borgo Teresiano, Borgo Giuseppino, Rione San Giacomo) hanno partite tavolari di vecchia data, con frazionamenti complessi, diritti di servitù storici e annotazioni tavolare che risalgono all’epoca asburgica. La consultazione del libro fondiario richiede particolare attenzione.Immobili in concessione comunale: alcune aree di Trieste — in particolare zone costiere e del porto vecchio — includono immobili su terreni in concessione pubblica. In questi casi la successione non trasferisce la proprietà del terreno, ma solo i diritti di concessione, con procedure aggiuntive.Comuni con comunità bilingui: in alcuni comuni della provincia (San Dorligo della Valle/Dolina, Sgonico/Zgonik, Duino-Aurisina/Devin-Nabrežina) la componente slovenofona storica ha prodotto situazioni di proprietà con denominazioni bilingui nel libro fondiario. Non si tratta di un ostacolo legale, ma richiede attenzione nella consultazione delle partite tavolari.Immobili con beni mobili artistici o storici: Trieste ha una ricca storia collezionistica. Se l’eredità include beni di rilevante interesse culturale (quadri di autori locali, collezioni storiche), potrebbe intervenire la Soprintendenza con comunicazioni obbligatorie.Comuni della provincia di Trieste servitiLa provincia di Trieste è la più piccola d’Italia per territorio, ma include comuni con caratteristiche molto diverse tra loro. I principali comuni serviti da Centro Fiscale per le pratiche di successione sono:Trieste (capoluogo)MuggiaDuino-AurisinaSan Dorligo della ValleSgonicoIl servizio è completamente online: documenti via email o WhatsApp, nessuna necessità di presenza fisica a Trieste o a Udine.Documenti necessari per la successione a Trieste I documenti richiesti per una successione a Trieste sono sostanzialmente gli stessi dell’intero FVG, con alcune specifiche aggiuntive per le situazioni locali:Atto di morte del defunto (estratto integrale, non certificato)Certificato di ultima residenza del defunto (utile per determinare il tribunale competente e l’ufficio AdE)Documenti di identità e codici fiscali del defunto e di tutti gli erediAtti di nascita degli eredi (per provare la parentela)Testamento (se esistente, con verbale di pubblicazione notarile)Visura tavolare aggiornata di ciascun immobile ereditato (estratto del libro fondiario)Documentazione bancaria (conti correnti, libretti, depositi titoli alla data di morte)Estratto catastale degli immobili (per il calcolo delle imposte)Documenti su veicoli intestati al defuntoEventuali passività deducibili (debiti documentati, spese funebri)Per la procedura completa di presentazione telematica, consulta: Dichiarazione successione telematica 2026: guida online Agenzia Entrate.La procedura di successione a Trieste: i passaggiRaccolta documentazione (2-4 settimane): atti di morte, visure tavolari, documentazione bancaria.Dichiarazione di successione all’AdE: entro 12 mesi dalla morte. Trasmessa telematicamente dal CAF. L’ufficio competente è quello della provincia dell’ultima residenza del defunto (Ufficio Territoriale di Trieste).Liquidazione imposte: calcolo e pagamento dell’imposta sulle successioni (con le franchigie di legge: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli), più imposte ipotecarie e catastali sugli immobili.Richiesta certificato di eredità al Tribunale di Trieste.Domanda di intavolazione alla sezione tavolare del Tribunale di Trieste: presentazione con il certificato di eredità + dichiarazione di successione registrata. Decreto del giudice tavolare in 30-60 giorni.Voltura catastale (passaggio separato rispetto all’intavolazione tavolare).Tempistiche totali: da 3 a 6 mesi per successioni con immobili. Per successioni senza immobili (solo beni mobili): 4-8 settimane.Il tavolare di Trieste e le sue particolarità rispetto al resto del FVG Il sistema tavolare di Trieste presenta alcune specificità rispetto alle altre province FVG:Applicazione universale a Trieste: a differenza di alcune aree della provincia di Udine dove coesistono vecchie partite tavolari e nuove costruzioni con sola trascrizione catastale, a Trieste tutto è nel tavolare, anche le costruzioni più recenti.Conservatoria strutturata: la sezione tavolare del Tribunale di Trieste ha una digitalizzazione avanzata, con possibilità di consultazione online delle visure tavolari e presentazione telematica delle istanze.Connessione con il sistema tavolare sloveno: per le successioni transfrontaliere FVG-Slovenia, Trieste è il punto di riferimento principale, avendo la competenza per i casi più complessi di beni binazionali.CAF online per la successione a Trieste: il servizio di Centro Fiscale Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per Trieste e per tutta la provincia completamente online. Il servizio è pensato per chi risiede a Trieste ma preferisce gestire la pratica senza code allo sportello, per chi vive fuori regione ma ha ereditato beni a Trieste, e per gli eredi che si trovano in situazioni complesse (comunità bilingui, beni storici, immobili in concessione).Come funziona:Contattaci via WhatsApp al 366 6018121 o via email per un primo colloquio gratuito.Ricevi la checklist documenti personalizzata per la situazione triestina.Invia i documenti digitalmente (scan, PDF, foto).Il nostro team prepara la dichiarazione di successione e coordina le pratiche tavolari con il Tribunale di Trieste.Ricevi un preventivo personalizzato gratuito prima di impegnarti.Domande frequenti sulla successione a Trieste Se il defunto risiedeva a Trieste ma aveva beni anche in Slovenia, come funziona?Si applica il Regolamento UE 650/2012 sulle successioni transfrontaliere. La legge applicabile è in genere quella dello Stato di residenza del defunto (Italia per chi risiedeva a Trieste). Per i beni in Slovenia è necessario avviare una procedura di riconoscimento nel sistema sloveno. È una casistica complessa che richiede consulenza specializzata.Gli immobili di nuova costruzione a Trieste sono nel tavolare?Si. A differenza di altre realtà italiane, a Trieste anche gli immobili costruiti di recente sono registrati nel libro fondiario. Non esiste un doppio binario tra vecchi immobili tavolari e nuovi immobili catastali: tutto passa per il tavolare.Un erede che vive a Roma può gestire una successione su un immobile a Trieste senza spostarsi?Si. La pratica si gestisce completamente a distanza: dichiarazione di successione trasmessa telematicamente dal CAF, domanda di intavolazione presentata telematicamente al Tribunale di Trieste. L’erede non deve venire fisicamente a Trieste o a Udine.Qual è la differenza tra la conservatoria AdE e la sezione tavolare del Tribunale?Sono due uffici distinti con funzioni diverse: la Conservatoria dell’Agenzia delle Entrate gestisce la registrazione della dichiarazione di successione e il pagamento delle imposte; la sezione tavolare del Tribunale gestisce l’aggiornamento del libro fondiario (intavolazione). Per una successione con immobili a Trieste è necessario interagire con entrambi.Gestisci la successione a Trieste con un CAF esperto in sistema tavolareLe particolarità del sistema tavolare triestino — dalla completezza della sua applicazione alle specificità storiche del libro fondiario — rendono fondamentale affidarsi a chi conosce il sistema localmente. Centro Fiscale lavora quotidianamente con il sistema tavolare del FVG e gestisce pratiche per tutta la provincia di Trieste completamente online.Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comTelefono: 0432 1638640Leggi anche: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026: guida completa al sistema tavolare.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/04/checklist-successione-2026-pdf.jpg 1497 1058 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 09:00:002026-07-03 07:55:08Successione a Trieste 2026: sistema tavolare, conservatoria e procedura
Guide Fatturazione ElettronicaLock-in nei Software SaaS: Come Capire se Sei “Intrappolato” nel tuo Software FattureIndice dei contenutiCos’è il lock-in (vendor lock-in) e perché conta per la fatturazioneI 5 tipi di lock-in nascosti nei SaaS di fatturazioneCome capire se sei intrappolato: 7 segnali rivelatoriI tuoi diritti come utente di un SaaS in ItaliaCome uscire da un software in lock-in: procedura sicuraCosa NON fare quando esci da un softwareCome scegliere un software senza lock-in: 4 criteri obbligatoriSoftware con politica anti lock-in nel 2026Hai mai provato a cambiare software di fatturazione e ti sei accorto che è molto più complicato del previsto? Forse hai scoperto che esportare i tuoi dati costa, che la disdetta richiede mesi di preavviso, o che la tua conservazione sostitutiva è bloccata in un formato proprietario. Se ti riconosci in questa descrizione, probabilmente sei vittima del lock-in software fatturazione, un meccanismo che rende difficile (e costoso) lasciare il fornitore attuale. In questa guida investigativa scopriremo cos’è esattamente il lock-in software fatturazione, i 7 segnali rivelatori per capire se sei intrappolato, i tuoi diritti come utente in base al GDPR e alla normativa italiana, e come uscire dal tuo SaaS attuale senza perdere un solo dato. Perché tu meriti la verità sul tuo software, e soprattutto meriti di poter scegliere liberamente. Cos’è il lock-in (vendor lock-in) e perché conta per la fatturazioneIl lock-in software fatturazione, noto anche come vendor lock-in, è quella condizione di dipendenza dal fornitore che rende economicamente o tecnicamente molto costoso passare a un’alternativa. In parole semplici: il software ti tiene legato non perché sia il migliore, ma perché uscire è troppo difficile o oneroso. Nel mondo dei SaaS (Software as a Service) di fatturazione elettronica, questo fenomeno è particolarmente subdolo. I tuoi dati fiscali, le fatture, i clienti, le anagrafiche sono ospitati sui server del fornitore e ogni operazione di esportazione, migrazione o disdetta può trasformarsi in un percorso a ostacoli. Il vendor lock-in SaaS Italia è un tema sempre più sentito da partite IVA, professionisti e PMI che, dopo anni di utilizzo, si rendono conto di essere prigionieri di un ecosistema chiuso. Capire il meccanismo del lock-in software fatturazione è il primo passo per riconquistare la propria libertà digitale e fiscale. I 5 tipi di lock-in nascosti nei SaaS di fatturazioneNon tutti i meccanismi di lock-in sono visibili a prima vista. Alcuni si nascondono nei termini di servizio, altri emergono solo quando provi a cambiare fornitore. Conoscerli ti permette di valutare con occhio critico il software che usi oggi e quello che potresti scegliere domani. Ecco i 5 tipi principali di lock-in software fatturazione che dovresti riconoscere:1. Conservazione sostitutiva proprietariaMolti SaaS gestiscono la conservazione sostitutiva a norma in modo che i documenti restino accessibili solo tramite la loro piattaforma. Se disdici, perdi la possibilità di consultare i pacchetti di archiviazione in formato standard. Approfondisci i tuoi obblighi nella nostra guida alla conservazione sostitutiva delle fatture.2. Export limitato in formati non standardAlcuni software offrono solo export PDF o CSV semplificati, senza i veri file XML originali. Questo significa che, anche se scarichi i dati, non sono utilizzabili in un altro gestionale di fatturazione elettronica.3. Rinnovo automatico difficile da fermareClausole di tacito rinnovo con preavvisi lunghi (60-90 giorni), procedure di disdetta solo via raccomandata o tramite assistenza clienti che fa muro: classiche tecniche per scoraggiare l’uscita.4. Funzionalità collegate a moduli a parteHai attivato il piano base ma poi hai pagato extra per conservazione, per multiutenza, per il commercialista. Ogni modulo aggiuntivo crea un nuovo legame economico e tecnico che rende l’uscita più dolorosa.5. Dati storici accessibili solo via interfacciaLo storico clienti, gli scadenzari, le statistiche di fatturato: spesso questi dati sono leggibili solo nella dashboard del software e non esportabili in modo strutturato. Cambiare significa partire da zero con la cronologia. Come capire se sei intrappolato: 7 segnali rivelatoriAdesso arriva la parte pratica. Vediamo insieme i 7 segnali che indicano la presenza di un lock-in software fatturazione attivo. Più segnali riconosci, più è probabile che tu sia intrappolato.Checklist anti lock-inEcco i 7 indicatori da verificare subito:Non sai dove sono fisicamente i tuoi XML: se non puoi scaricare in massa i file originali firmati digitalmente, hai un problema.L’esportazione è a pagamento: alcuni SaaS chiedono cifre extra per estrarre i tuoi stessi dati. Un classico campanello d’allarme.La disdetta richiede preavviso lungo: oltre i 30 giorni iniziano i sospetti, oltre i 60 è quasi sicuro lock-in.La conservazione sostitutiva non è scaricabile in massa: deve essere disponibile per pacchetti, con indici di conservazione, manifesti e firme.L’assistenza risponde solo via chat e con lentezza: nessun telefono, nessun referente diretto, tempi di risposta dilatati.I prezzi aumentano al rinnovo: aumenti del 15-30% all’anno, comunicati con poco anticipo.I Termini di Servizio cambiano unilateralmente: ricevi email con “abbiamo aggiornato i ToS” e devi accettare per continuare.Se hai segnato almeno 3 di questi punti, è il momento di iniziare a pianificare un’uscita ordinata. I tuoi diritti come utente di un SaaS in ItaliaQui arriva la buona notizia: la legge è dalla tua parte. Il vendor lock-in SaaS Italia trova un limite molto preciso nel GDPR (Regolamento UE 2016/679), in particolare nell’articolo 20, che riconosce a ogni utente il diritto alla portabilità dei dati. In pratica, hai diritto di ricevere i tuoi dati personali in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, e di trasmetterli a un altro fornitore senza impedimenti.C’è poi la questione della conservazione sostitutiva: secondo le Linee Guida AgID e il Codice dell’Amministrazione Digitale, le fatture elettroniche conservate digitalmente sono di proprietà del contribuente, non del software. Il fornitore è solo il responsabile della conservazione per tuo conto, ma i pacchetti di archiviazione devono poterti essere consegnati. Ricorda: l’obbligo di conservare le fatture elettroniche per 10 anni è tuo, non del SaaS. Quindi anche i dati devono restare nelle tue mani. Se un software ti impedisce di esercitare questi diritti, sta violando la normativa, e tu puoi pretendere l’esportazione dei tuoi dati senza pagare extra. Questo vale anche per chi opera in regime forfettario, dove la corretta conservazione documentale è fondamentale in caso di controlli. Come uscire da un software in lock-in: procedura sicuraUscire da un SaaS di fatturazione richiede metodo. Non puoi semplicemente cliccare “disdici” e sperare che tutto si risolva da solo. Devi proteggere i tuoi dati, la tua conservazione sostitutiva e la continuità fiscale. La procedura corretta per uscire da Fatture in Cloud, o da qualsiasi altro software, passa attraverso una sequenza ordinata di passaggi: verifica delle clausole contrattuali, richiesta formale di esportare dati fatturazione, download dei pacchetti di conservazione, migrazione verso il nuovo sistema e solo alla fine la disdetta vera e propria.Il punto chiave è non avere fretta: una migrazione fatta bene può richiedere 2-3 mesi, ma ti garantisce zero perdite e zero problemi con l’Agenzia delle Entrate.Affidati al CAF per una migrazione sicuraLa procedura è delicata e un errore può costarti caro in caso di controlli fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: analisi del contratto attuale, esportazione dati, verifica della conservazione e migrazione al nuovo software. Affidati ai nostri esperti per evitare errori che possono ritardare o compromettere la pratica. I nostri servizi includono anche la gestione delle detrazioni fiscali correlate alla gestione documentale.Cosa NON fare quando esci da un softwareNella fretta di liberarsi da un software in lock-in, molti utenti commettono errori che si pagano cari. Vediamo i 3 errori principali da evitare assolutamente:1. Cancellare l’account prima di esportare tuttoSembra banale, ma succede spesso. Una volta cancellato l’account, l’accesso ai dati può essere precluso o limitato a finestre temporali strette (30-90 giorni). Esporta prima, disdici dopo.2. Non verificare la conservazione sostitutivaI PDF non bastano. Devi pretendere i pacchetti di conservazione completi con indice, manifesto e firme digitali. Solo questi hanno valore legale in caso di controllo fiscale.3. Cambiare in mezzo all’anno fiscaleIl momento ideale per cambiare è fra dicembre e gennaio, quando un anno si chiude e l’altro inizia. Migrare a luglio significa spaccare in due le scritture contabili e moltiplicare il rischio di errori. Se stai pensando a un cambio in corso d’anno, la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 730 ti aiuta a capire gli impatti fiscali. Come scegliere un software senza lock-in: 4 criteri obbligatoriPer non ritrovarti intrappolato di nuovo nel prossimo SaaS, valuta il software fatturazione senza lock-in usando questi 4 criteri non negoziabili. Sono i pilastri della libertà digitale del contribuente moderno:I 4 criteri di libertàExport nativo XML in massa: il software deve permettere il download di tutti i file XML originali firmati, in un solo click, senza limiti e senza costi aggiuntivi.Conservazione sostitutiva esportabile o gestita esternamente: i pacchetti di archiviazione AgID devono essere scaricabili in qualsiasi momento, oppure il servizio deve poter essere disattivato senza perdere lo storico.Clausola di garanzia prezzo a contratto: blocca per iscritto il prezzo per un periodo definito (Fatturazione Italia, per esempio, offre 3 anni per contratto). Niente aumenti unilaterali al rinnovo.Libertà di disdetta in qualsiasi momento: nessun vincolo di durata minima, nessun preavviso oltre i 30 giorni, nessuna penale.Se anche solo uno di questi criteri manca, alza la guardia. Stai per firmare un contratto che potrebbe trasformarsi in una trappola.Software con politica anti lock-in nel 2026Nel panorama italiano del 2026, alcuni SaaS hanno iniziato a distinguersi proprio per la loro politica anti lock-in software fatturazione, mettendo nero su bianco impegni concreti verso l’utente. Senza voler fare classifiche, citiamo due esempi rappresentativi di approcci diversi ma virtuosi:Fatturazione ItaliaFatturazione Italia è un software che ha fatto della trasparenza il suo punto di forza. Garanzia di prezzo bloccato 3 anni per contratto, export XML nativo con un click di tutte le fatture emesse e ricevute, conservazione sostitutiva esportabile in qualsiasi momento e libertà di disdetta senza preavvisi lunghi o penali. Una proposta che mette al centro la libertà dell’utente, non il suo blocco.Software gratuito dell’Agenzia delle EntratePer definizione no lock-in: è gestito dallo Stato, i dati sono sui server dell’Agenzia, l’XML è quello ufficiale. Limite: le funzionalità sono basilari (niente magazzino, niente preventivi avanzati, niente integrazioni con commercialista). È una soluzione adatta a chi emette poche fatture l’anno, meno indicata per PMI con esigenze gestionali strutturate.ConclusioneIl lock-in software fatturazione è un problema reale che colpisce migliaia di partite IVA e PMI italiane. Ma adesso hai gli strumenti per riconoscerlo, valutarlo e affrontarlo. Ricorda i 7 segnali rivelatori, conosci i tuoi diritti GDPR e AgID, e scegli sempre software che ti garantiscano export XML nativo, conservazione esportabile, prezzo bloccato e libertà di disdetta. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare il tuo software attuale, a verificare se sei in una situazione di lock-in software fatturazione e a pianificare il cambio senza perdere un singolo dato.Domande Frequenti sul Lock-in Software di FatturazionePosso esportare le mie fatture da Fatture in Cloud o altri SaaS?Si. Per il GDPR e per la normativa fiscale italiana, hai diritto di ottenere tutte le tue fatture elettroniche in formato XML originale firmato. Se il software ti impedisce l’export o lo fa pagare, sta violando l’articolo 20 del GDPR sulla portabilita dei dati.Cosa succede se disdico il software di fatturazione?Devi prima esportare tutti i dati (XML, conservazione sostitutiva, anagrafiche). Dopo la disdetta, l’accesso e tipicamente garantito per 30-90 giorni in modalita di sola lettura, ma le clausole variano. Pretendi sempre per iscritto i tempi di accesso post-disdetta.La conservazione sostitutiva e di mia proprieta o del software?E tua. Le fatture elettroniche conservate digitalmente sono del contribuente. Il software fornitore agisce come responsabile della conservazione per tuo conto, ma i pacchetti di archiviazione AgID devono poterti essere consegnati. L’obbligo decennale di conservazione e tuo, quindi devi avere i file.Quanto costa uscire da un SaaS di fatturazione?Per legge, l’esportazione dei tuoi dati dovrebbe essere gratuita. Alcuni software applicano comunque fee per export massivi o per la consegna della conservazione sostitutiva: cifre che vanno da 50 a oltre 500 euro. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a contestarle se non giustificate.Hai bisogno di assistenza per il tuo software di fatturazione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se sei in lock-in, a esportare i tuoi dati in sicurezza e a migrare al software più adatto a te.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGiugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 09:00:002026-09-27 15:53:28Lock-in nei Software SaaS: Come Capire se Sei “Intrappolato” nel tuo Software Fatture
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettario e Mutuo Casa 2026: Come Ottenerlo con Partita IVA ForfettariaIndice dei contenutiIl problema dei forfettari con il mutuo: percezione vs realtaCome le banche valutano il reddito di un forfettarioEsempio pratico: dal compenso alla rata massimaCome migliorare la propria posizione prima di chiedere il mutuoBanche piu aperte ai forfettari nel 2026Mutuo prima casa under 36 e garanzia Consap 2026Documentazione necessaria per il mutuo del forfettarioStrategia: alzare il reddito imponibile in vista del mutuoCasi particolari: startup, consolidato, dipendenteAlternative al mutuo per chi non riesce a ottenerloCosti del mutuo per un forfettarioDetrazione interessi mutuo: il forfettario non ne usufruisceEsempio completo: il caso di MarcoDomande frequenti (FAQ)Sei un forfettario e vuoi comprare casa nel 2026 con un mutuo, ma le banche ti dicono che il tuo reddito non basta? Non sei solo: migliaia di partite IVA forfettarie ogni anno si trovano davanti a uno scenario paradossale. Tu fatturi 50.000 euro l’anno, ma la banca ne vede appena 32.000. La rata massima che ti propongono e la meta di quella che potresti realmente sostenere.Il motivo? Le banche non guardano i tuoi compensi reali, ma il reddito imponibile indicato nel Modello Redditi PF, Quadro LM. E nel regime forfettario questo reddito e sempre piu basso del fatturato, perche tiene conto del coefficiente di redditivita e dei contributi previdenziali versati.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo come funziona davvero la valutazione bancaria di un forfettario, come migliorare la tua posizione prima di chiedere il mutuo, quali banche sono piu aperte alle partite IVA forfettarie, come funziona la garanzia Consap per gli under 36 e quali documenti preparare. Con esempi numerici concreti per capire ogni passaggio.Il problema dei forfettari con il mutuo: percezione vs realtaIl regime forfettario e nato per semplificare la fiscalita delle piccole partite IVA con un’aliquota agevolata (5% per i primi 5 anni di attivita, 15% a regime). Il problema e che la stessa semplificazione che ti fa pagare poche tasse ti penalizza quando devi dimostrare il tuo reddito a terzi: banche, locatori, finanziarie.La banca, quando valuta una richiesta di mutuo, deve seguire criteri prudenziali stabiliti dalla normativa di vigilanza. Non puo basarsi sul tuo “fatturato lordo” ne sui movimenti del tuo conto corrente. Deve guardare il reddito imponibile fiscalmente accertato, quello che risulta nel Quadro LM del Modello Redditi PF.E qui arriva il paradosso: un forfettario che fattura 50.000 euro l’anno, sul Modello Redditi PF non ha un reddito imponibile di 50.000 euro, ma molto meno. Le banche lo sanno e applicano i loro parametri di sostenibilita su quella cifra ridotta, dimezzando di fatto la rata massima che potresti permetterti.Il risultato pratico? Tanti forfettari con redditi reali piu che dignitosi si vedono rifiutare il mutuo o ottengono cifre lontane dalle loro esigenze, costretti a rinunciare all’acquisto della casa o a ripiegare su soluzioni meno convenienti. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Come le banche valutano il reddito di un forfettarioPer capire come uscire dal paradosso, dobbiamo prima capire cosa esattamente guarda la banca. La valutazione del merito creditizio per un forfettario si basa su tre elementi:Reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM del Modello Redditi PF degli ultimi 2-3 anniContinuita dell’attivita (almeno 2 anni di partita IVA, meglio 3)Stabilita dei flussi (estratti conto bancari coerenti con i compensi dichiarati)Come si calcola il reddito imponibile forfettarioLa formula e semplice ma decisiva:Reddito imponibile = (Compensi incassati x Coefficiente di redditivita) – Contributi previdenziali versatiIl coefficiente di redditivita e una percentuale stabilita per legge in base al codice ATECO della tua attivita. Le piu comuni:Professionisti (consulenti, avvocati, architetti, ingegneri): 78%Commercio al dettaglio: 40%Intermediari del commercio: 62%Costruzioni e immobiliare: 86%Servizi di alloggio e ristorazione: 40%Altre attivita economiche: 67%Significa che, indipendentemente dalle spese reali sostenute, il fisco ti riconosce solo una percentuale fissa di “reddito” sui tuoi compensi. Le spese effettive non contano: il regime forfettario e proprio “forfettario” perche non ammette deduzioni analitiche.La regola del terzo: come la banca calcola la rata massimaUna volta determinato il reddito imponibile annuo, la banca applica il principio della sostenibilita finanziaria: la rata mensile del mutuo non deve superare circa 1/3 del reddito mensile netto. Alcune banche sono piu prudenti (1/4) o piu permissive (40%), ma 33% e lo standard.La formula approssimativa e:Rata massima sostenibile = (Reddito imponibile annuo / 12) x 33% Esempio pratico: dal compenso alla rata massimaVediamo concretamente come si trasforma un compenso reale in rata massima approvabile. Prendiamo Laura, una consulente forfettaria con codice ATECO professionale (coefficiente 78%).Dati di partenza:Compensi annui incassati: 50.000 euroCoefficiente di redditivita: 78%Contributi INPS Gestione Separata versati: 7.000 euroCalcolo del reddito imponibile:50.000 x 78% = 39.000 euro (reddito lordo forfettario)39.000 – 7.000 (contributi) = 32.000 euro reddito imponibileCalcolo della rata massima bancaria:32.000 / 12 = 2.666 euro reddito mensile2.666 x 33% = circa 890 euro di rata massima sostenibileCosa significa nella pratica? Con una rata di 890 euro al mese, a un tasso del 3,5% su 25 anni, Laura puo ottenere un mutuo di circa 178.000 euro. Se vuole comprare una casa da 250.000 euro, deve mettere di tasca propria almeno 72.000 euro (oltre alle imposte di acquisto e alle spese notarili).Eppure Laura, sul suo conto, vede entrare 50.000 euro all’anno. Sente di poter sostenere ben piu di 890 euro al mese. Ma per la banca quei 50.000 non esistono: esistono solo i 32.000 del Quadro LM. Questo e il cuore del problema dei forfettari. Come migliorare la propria posizione prima di chiedere il mutuoLa buona notizia e che, con una pianificazione di 12-24 mesi, un forfettario puo migliorare significativamente le sue chance di ottenere un mutuo adeguato alle sue reali capacita. Ecco le 5 strategie piu efficaci:1. Anticipo del 30% (riduce il loan-to-value)Il Loan-to-Value (LTV) e il rapporto tra mutuo richiesto e valore dell’immobile. Le banche sono molto piu disponibili a finanziare al massimo l’80% del valore (LTV 80%), e ancora piu generose se il LTV scende al 70% o meno.Mettere un anticipo del 30% (anziche del 20% standard) significa: meno rischio per la banca, condizioni piu favorevoli (tasso piu basso), maggiore probabilita di approvazione anche con reddito imponibile basso.2. Documentazione completa e ben organizzataNon basta presentare l’ultimo Modello Redditi. Per dimostrare la solidita reale dell’attivita, conviene preparare un dossier che includa:Modelli Redditi PF degli ultimi 3 anni (non solo l’ultimo)Modelli F24 dei contributi previdenziali versatiFatturato medio annuo degli ultimi 3 anni con grafico in crescitaEstratti conto bancari degli ultimi 12 mesiElenco dei principali clienti (committenti stabili = piu rassicurazione)Eventuali contratti di collaborazione pluriennali3. Stabilita lavorativa: minimo 2-3 anni di partita IVALe banche guardano con sospetto chi ha aperto la partita IVA da meno di un anno. La regola standard e almeno 2 anni di attivita continuativa, meglio 3. Se hai aperto da poco, conviene aspettare prima di chiedere il mutuo, oppure presentarti con un coniuge dipendente come cointestatario.4. Avere un coniuge dipendente: il dual incomeQuesta e probabilmente la strategia piu efficace per un forfettario. Se il coniuge ha un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, cointestare il mutuo cambia completamente la situazione:I redditi si sommano (dual income)La banca considera il dipendente come “ancora di stabilita”Il rischio percepito si abbassa drasticamenteSi sblocca il diritto alle detrazioni IRPEF per gli interessi (ne parliamo dopo)5. Fideiussione o garante: un parente dipendente o pensionatoSe non hai un coniuge dipendente, puoi chiedere a un genitore o parente con reddito stabile di fare da fideiussore (garante) sul mutuo. Il garante non diventa proprietario dell’immobile, ma si impegna a pagare la rata se tu non riesci. Per la banca, questo abbassa il rischio e rende piu facile l’approvazione. Banche piu aperte ai forfettari nel 2026Non tutte le banche valutano i forfettari allo stesso modo. Alcune sono particolarmente restrittive (richiedono 3 anni di attivita e redditi imponibili sopra i 25.000 euro), altre sono piu flessibili e hanno prodotti specifici per partite IVA.Sulla base delle esperienze raccolte dai nostri clienti CAF e dalle policy commerciali pubbliche, queste sono le banche piu aperte ai forfettari nel 2026:BPER Banca – generalmente disponibile, valuta caso per caso, prodotti dedicati alle partite IVACredit Agricole Italia – storicamente attenta ai professionisti, anche forfettariBanca Sella – flessibile, soprattutto per professionisti consolidatiBanca Mediolanum / Webank – mutui online competitivi, valutazione meno rigida sulla forma del redditoIntesa Sanpaolo – dipende molto dalla filiale e dal direttore, ma con un buon dossier puo aprireUniCredit – selettiva, ma con anticipo del 30% e 3 anni di attivita valutaStrategia consigliata: non chiedere preventivi a una sola banca. Presenta il tuo dossier ad almeno 3-4 istituti diversi, anche tramite un mediatore creditizio autorizzato OAM, che conosce le politiche commerciali aggiornate di ogni banca e sa quale prodotto proporre.Tieni presente che le politiche cambiano spesso: una banca che oggi e chiusa ai forfettari puo aprirsi tra 6 mesi, e viceversa. La situazione del 2026 e generalmente piu favorevole rispetto al passato grazie alla crescita strutturale del numero di partite IVA in Italia (oltre 1,7 milioni di forfettari attivi). Mutuo prima casa under 36 e garanzia Consap 2026Se hai meno di 36 anni e vuoi acquistare la prima casa, esiste una via privilegiata che vale anche per i forfettari: il Fondo di garanzia per la prima casa gestito da Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) per conto del Ministero dell’Economia.Cos’e e come funziona la garanzia ConsapLo Stato, tramite Consap, offre alla banca una garanzia pubblica fino all’80% del capitale erogato. Questo significa che se anche il mutuo richiesto supera l’80% del valore dell’immobile (fino al 100% in alcuni casi), la banca e tutelata e puo concedere il finanziamento con maggiore tranquillita.Requisiti per accedere nel 2026Eta: meno di 36 anni al momento della richiestaISEE: non superiore a 40.000 euro (per accedere a condizioni piu agevolate)Importo mutuo: fino a 250.000 euroImmobile: deve essere prima casa, non di lusso (categorie escluse A/1, A/8, A/9)Categoria professionale: aperta anche ai lavoratori autonomi e ai forfettariVantaggi concreti per il forfettario under 36Possibilita di ottenere fino al 100% del valore dell’immobile (LTV 100%) senza anticipoTassi di interesse calmierati per ISEE sotto i 40.000 euroEsenzione da imposta sostitutiva sul mutuoEsenzione da imposta di registro, ipotecaria e catastale (se compri da privato)Importante: la garanzia Consap non sostituisce la valutazione bancaria. La banca deve comunque approvare la pratica in base al merito creditizio. Ma sapere che c’e la garanzia pubblica abbassa il rischio percepito e aumenta sensibilmente le probabilita di accettazione, anche per un forfettario.Le agevolazioni under 36 sono state confermate e prorogate piu volte: verifica sempre la scadenza in vigore al momento della richiesta (tipicamente fine anno), perche ogni Legge di Bilancio puo modificare le condizioni.Documentazione necessaria per il mutuo del forfettarioQuando ti presenti in banca per chiedere un mutuo da forfettario, la lista dei documenti richiesti e piu ampia rispetto a un dipendente. Prepararla in anticipo, ben organizzata, fa la differenza in fase di valutazione.Documenti fiscali (i piu importanti)Modello Redditi PF degli ultimi 3 anni (con quietanze di trasmissione)Quadro LM evidenziato (e quello che la banca legge per capire il reddito imponibile)Modelli F24 dei contributi INPS o casse private versati negli ultimi 3 anniModelli F24 dell’imposta sostitutiva pagata (saldo e acconti)Eventuali ricevute di pagamento delle marche da bollo sulle fattureDocumenti dell’attivitaVisura camerale aggiornata (se sei ditta individuale iscritta al Registro Imprese)Certificato di attribuzione partita IVAEventuale iscrizione all’albo professionaleFatture rappresentative dell’attivita (campione di 10-15 fatture recenti)Elenco dei principali clienti con contratti di collaborazione (se esistono)Documenti bancariEstratti conto degli ultimi 12 mesi (alcune banche chiedono 24 mesi)Documentazione di eventuali finanziamenti in corso (rate auto, prestiti personali)Estratti conto delle carte di credito revolvingEventuali patrimoni mobiliari (BTP, polizze, fondi)Documenti personaliDocumento di identita e codice fiscaleStato di famigliaEventuale separazione o divorzio (sentenze)ISEE aggiornato (se chiedi agevolazioni under 36)Documenti dell’immobile da acquistareCompromesso o proposta di acquistoVisura catastalePlanimetria catastaleAtto di provenienza del venditoreAPE (Attestato di Prestazione Energetica)Eventuale perizia di parte (alcune banche la richiedono prima dell’erogazione) Strategia: alzare il reddito imponibile in vista del mutuoEcco un consiglio fondamentale che molti forfettari non conoscono: nei 2-3 anni precedenti la richiesta di mutuo, conviene “alzare” il reddito imponibile per migliorare la valutazione bancaria. Non si tratta di evadere o di dichiarare il falso, ma di scegliere strategicamente come compilare il Modello Redditi.Opzione 1: incassare di piu prima del mutuoSe hai possibilita di pianificare le incassature dei tuoi clienti, programma di incassare quanto piu possibile nei 2-3 anni che precedono la richiesta. Pagherai un po’ piu di tasse, ma il reddito imponibile salira e con esso la rata sostenibile.Esempio: se di solito fatturi a fine anno e incassi a gennaio dell’anno dopo, in vista del mutuo conviene farti pagare entro il 31 dicembre. Cosi il reddito entra nell’anno fiscale piu utile.Opzione 2: NON dedurre tutti i contributi previdenzialiQuesta e una strategia poco conosciuta ma perfettamente legale. Nel regime forfettario puoi scegliere se dedurre dal reddito imponibile tutti i contributi previdenziali versati oppure solo una parte. Se ne deduci di meno, il reddito imponibile sale.Tornando all’esempio di Laura:Caso A (deduce tutto): 39.000 – 7.000 = 32.000 reddito imponibile -> rata max 890 euroCaso B (non deduce): 39.000 – 0 = 39.000 reddito imponibile -> rata max 1.072 euroNel caso B, Laura paga circa 1.000 euro in piu di imposta sostitutiva al 15% (1.050 euro per la precisione, calcolata sui 7.000 contributi non dedotti), ma in cambio puo richiedere un mutuo significativamente piu alto. Per chi compra casa una volta nella vita, e un investimento che vale la pena valutare.Opzione 3: presentare un dossier “esteso”Anche se la banca guarda principalmente il Quadro LM, puoi arricchire la pratica con documentazione che mostri la solidita complessiva della tua attivita: contratti pluriennali, lettere di intenti dei clienti, fatturato in crescita costante. Questo non cambia il calcolo formale, ma puo influenzare positivamente il direttore di filiale che decide.Importante: queste strategie vanno valutate con un commercialista o con il tuo CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i forfettari a pianificare la dichiarazione in vista di esigenze come il mutuo, facendo simulazioni numeriche per capire quale opzione conviene davvero.Casi particolari: startup, consolidato, dipendenteLa situazione del forfettario di fronte al mutuo cambia molto in base alla fase della sua attivita. Vediamo i tre profili tipici.Forfettario startup (aliquota 5%, primi 5 anni)Chi rientra nel regime startup forfettario con aliquota agevolata al 5% e nei primi 5 anni di attivita. La situazione di fronte al mutuo e particolarmente difficile:Storico dichiarativo limitato (1-2 anni di Modelli Redditi)Reddito imponibile spesso molto basso (i primi anni di attivita sono di assestamento)Difficolta a dimostrare la continuitaCosa fare? Aspettare di avere almeno 2-3 anni di Modelli Redditi alle spalle, oppure presentarsi con un cointestatario dipendente (coniuge o genitore). Senza queste due leve, ottenere il mutuo e quasi impossibile.Forfettario consolidato (aliquota 15%, oltre 5 anni)Il forfettario “veterano”, quello con almeno 5 anni di attivita continuativa e aliquota standard al 15%, ha una situazione molto piu favorevole:Storico fiscale solido (5+ anni di Modelli Redditi)Trend di fatturato dimostrabile (idealmente in crescita)Flussi bancari stabili e prevedibiliReputazione professionale consolidataPer questo profilo, le banche piu aperte (BPER, Credit Agricole, Sella, Mediolanum) offrono spesso condizioni quasi paragonabili a quelle di un dipendente, soprattutto se il reddito imponibile supera i 30.000 euro annui.Forfettario + dipendente (in famiglia)Questo e il caso ideale. Se nella coppia c’e un forfettario e un dipendente, la strategia migliore e cointestare il mutuo tra i due, oppure intestarlo solo al dipendente. In entrambi i casi:Il dipendente porta stabilita e affidabilita percepitaI redditi si sommano (se cointestato)Si sblocca la detrazione IRPEF degli interessi (di cui il forfettario solo non puo beneficiare)La banca approva piu facilmenteSpesso la soluzione ottimale e: mutuo cointestato 50/50, immobile cointestato, detrazione interessi al 50% per il coniuge dipendente sui suoi 4.000 euro annui detraibili. Alternative al mutuo per chi non riesce a ottenerloSe anche dopo aver provato tutte le strategie il mutuo bancario resta fuori portata, esistono alternative meno conosciute ma valide per acquisire la prima casa.Affitto con riscatto (rent-to-buy)Strumento contrattuale regolato dal D.L. 133/2014. Il rent-to-buy permette di:Vivere nella casa pagando un canone mensileUna parte del canone viene accantonata come acconto per il futuro acquistoDopo un periodo concordato (3-5 anni), si decide se acquistare o rinunciareNel frattempo, il forfettario consolida il suo storico e puo arrivare al mutuo con dossier piu solidoLeasing immobiliareIl leasing immobiliare e una strada piu adatta a forfettari con codici ATECO professionali o di impresa, soprattutto se l’immobile ha anche destinazione d’uso strumentale (ad esempio uno studio professionale). Permette di:Pagare canoni periodici alla societa di leasingRiscattare l’immobile a fine contratto a prezzo agevolatoDedurre fiscalmente parte dei canoni (per le imprese, non per il forfettario puro)Acquisto tramite societa (SRL semplificata)Per chi ha disponibilita di liquidita ma reddito imponibile basso, una strada percorribile e costituire una SRL semplificata e acquistare l’immobile in capo alla societa. La SRL puo accedere a finanziamenti dedicati alle imprese, con criteri di valutazione diversi dal mutuo prima casa.Attenzione: questa strategia ha implicazioni fiscali e amministrative significative (gestione della societa, costi annui, doppia tassazione utili). Va valutata solo con un commercialista in casi specifici, non come scorciatoia rispetto al mutuo personale.Costi del mutuo per un forfettarioI costi di un mutuo per un forfettario sono identici a quelli per un dipendente in termini di voci, ma il TAEG (tasso effettivo) puo essere leggermente piu alto, perche le banche applicano uno spread maggiorato per il maggior rischio percepito. Vediamo le voci principali.Tasso fisso vs variabileTasso fisso: rata invariata per tutta la durata. Conviene quando i tassi di mercato sono bassi e si prevede che salganoTasso variabile: rata legata all’Euribor. Conveniente in scenari di tassi in calo, ma rischiosa per chi ha redditi non garantitiTasso misto: parte fissa e parte variabile, soluzione di compromessoPer un forfettario, generalmente conviene il tasso fisso: la rata costante permette una pianificazione finanziaria piu prevedibile, importante per chi non ha un cedolino fisso ogni mese.Spese di istruttoriaSono i costi che la banca chiede per analizzare la pratica. Variano da 0 (in alcuni mutui online) a 1.000-1.500 euro nelle banche tradizionali. Per i forfettari, l’istruttoria e generalmente piu lunga e costosa per la maggiore documentazione richiesta.Imposta sostitutiva sul mutuo0,25% sul capitale erogato per la prima casa2% sul capitale erogato per seconde case o immobili non agevolatiEsenzione totale se accedi alla garanzia Consap under 36 con ISEE sotto 40.000 euroAltri costi tipiciPerizia tecnica: 200-400 euro per la valutazione dell’immobilePolizza incendio e scoppio obbligatoria: 200-400 euro all’annoPolizza vita o sulle malattie gravi: facoltativa, ma spesso “consigliata” dalla bancaSpese notarili: 1.500-3.000 euro tra mutuo e attoSpese di gestione annuale: 0-100 euro/anno per la praticaTotale costi accessori per un mutuo medio da 200.000 euro: tra 4.000 e 8.000 euro al momento dell’erogazione, oltre alle polizze annuali. Detrazione interessi mutuo: il forfettario non ne usufruisceUna delle agevolazioni piu importanti sul mutuo prima casa e la detrazione IRPEF degli interessi passivi. Vediamo perche per il forfettario rappresenta un problema specifico.Come funziona la detrazione (in generale)I contribuenti italiani possono detrarre dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi pagati sul mutuo prima casa, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi all’anno (quindi una detrazione massima di 760 euro annui).Su un mutuo medio di 200.000 euro a tasso 3,5%, gli interessi pagati nei primi anni sono circa 6.500-7.000 euro, ma il tetto di 4.000 euro fa scattare la detrazione massima da 760 euro all’anno. Su 25 anni di mutuo, sono circa 15.000-18.000 euro di IRPEF risparmiata.Il forfettario non paga IRPEF, quindi non detraeQui sta il problema. Il forfettario non paga IRPEF: paga la imposta sostitutiva (al 5% o al 15%) che sostituisce IRPEF e addizionali. Le detrazioni fiscali si applicano solo all’IRPEF, non all’imposta sostitutiva.Conseguenza pratica: il forfettario che intesta il mutuo solo a se stesso perde la detrazione del 19% sugli interessi. Su 25 anni, e una perdita di 15.000-18.000 euro netti.La soluzione: cointestare al coniuge dipendenteSe il coniuge ha un reddito da lavoro dipendente o pensione (paga IRPEF), cointestare il mutuo permette al coniuge di portare in detrazione il 50% degli interessi sulla sua dichiarazione, recuperando 380 euro all’anno (su 4.000 euro di interessi annui condivisi).Ancora meglio: intestare il mutuo solo al coniuge dipendente (se il suo reddito basta da solo), per portare l’intera detrazione del 19% su 4.000 euro = 760 euro all’anno. Per 25 anni, fa 19.000 euro di IRPEF risparmiata.Attenzione: per portare la detrazione, il coniuge deve essere proprietario (almeno in parte) dell’immobile e cointestatario (almeno in parte) del mutuo. Va pianificato bene con il commercialista o il CAF prima di firmare il rogito.Esempio completo: il caso di MarcoMettiamo insieme tutto quanto detto in un esempio numerico realistico. Marco e un forfettario consulente IT a Udine, ha 32 anni, vuole comprare una casa da 250.000 euro insieme a sua moglie Sara, dipendente in azienda.La situazione di partenzaMarco: forfettario da 4 anni, codice ATECO 62.02.00 (consulenza IT, coefficiente 67%), compensi annui 60.000 euroSara: dipendente a tempo indeterminato, RAL 28.000 euroRisparmi della coppia: 75.000 euroCasa target: 250.000 euro a UdineCalcolo del reddito Marco60.000 x 67% = 40.200 euro reddito lordo40.200 – 7.500 contributi INPS = 32.700 reddito imponibileScenario 1: mutuo solo intestato a MarcoReddito mensile: 32.700 / 12 = 2.725 euroRata massima sostenibile: 2.725 x 33% = 900 euroMutuo ottenibile a tasso 3,5% su 25 anni: circa 180.000 euroAnticipo necessario: 70.000 euro (poco sotto i risparmi disponibili)Detrazione interessi: 0 euro (Marco non paga IRPEF)Costo perdita detrazioni in 25 anni: -18.000 euroScenario 2: mutuo cointestato a Marco e SaraReddito netto Marco: ~32.700 – 5.000 imposte = 27.700 euroReddito netto Sara (dipendente RAL 28K): ~21.000 euroReddito familiare netto: 48.700 euroReddito mensile: 48.700 / 12 = 4.060 euroRata massima sostenibile: 4.060 x 33% = 1.340 euroMutuo ottenibile a tasso 3,3% su 25 anni: circa 270.000 euro (con anticipo del 30%, 175.000 di mutuo richiesto)Detrazione interessi (50% per Sara): 380 euro/annoRisparmio in 25 anni: +9.500 euroDecisione finaleMarco e Sara optano per lo scenario 2: mutuo cointestato 50/50, casa cointestata 50/50, anticipo del 30% (75.000 euro). Richiedono il mutuo a BPER, presentando il dossier completo: 4 Modelli Redditi di Marco, 4 CU di Sara, estratti conto bancari, lista clienti di Marco, contratto di lavoro di Sara.Aggiungono la garanzia Consap under 36 (Marco ha 32 anni, ISEE familiare sotto 40.000 euro). Ottengono un mutuo da 175.000 euro al 3,3% fisso, rata di 855 euro/mese, esenzione dall’imposta sostitutiva. Risultato: casa acquistata con condizioni ottimali e detrazione interessi attiva. Domande frequenti (FAQ)Posso ottenere un mutuo prima casa se sono forfettario da meno di 2 anni?Molto difficile da soli: la maggior parte delle banche richiede almeno 2 dichiarazioni dei redditi consolidate (quindi 2 anni di partita IVA). Se hai meno storico, le strade sono: aspettare e accumulare almeno 24 mesi di attivita, oppure presentarti con un cointestatario dipendente o con un fideiussore solido. La garanzia Consap under 36 aiuta, ma non sostituisce la valutazione di stabilita reddituale.Conviene aprire una SRL per ottenere il mutuo piu facilmente?Quasi mai. Il mutuo intestato alla SRL non e un mutuo prima casa (non vale la detrazione, non vale l’imposta sostitutiva 0,25%, non vale la garanzia Consap). I costi annuali della SRL (gestione contabile, IRES, IRAP, doppia tassazione utili) superano spesso i benefici. Conviene solo in casi specifici, come acquisto di immobili strumentali per l’attivita.Quanto incidono gli estratti conto bancari sulla decisione della banca?Molto. La banca controlla la coerenza tra reddito dichiarato e movimenti reali e cerca segnali di stabilita: entrate periodiche regolari, assenza di scoperti frequenti, capacita di accantonamento mensile. Un estratto conto “in ordine” puo compensare in parte un reddito imponibile basso. Un estratto conto caotico (continui rossi, pignoramenti, pagamenti rateali) puo affossare anche una pratica con buon reddito.Posso usare l’ISEE basso per accedere a mutui agevolati?L’ISEE basso (sotto 40.000 euro per la garanzia Consap under 36) ti da accesso a condizioni piu favorevoli (tassi calmierati, esenzione imposta sostitutiva sul mutuo, garanzia pubblica fino al 100%). Ma non aumenta la rata massima approvabile: la banca continua a guardare il reddito imponibile per la sostenibilita. ISEE basso = tante agevolazioni accessorie, non significa “automaticamente mutuo piu alto”.Se non deduco i contributi nel Modello Redditi, perdo il diritto di averli pagati?No. I contributi previdenziali versati restano validi ai fini pensionistici indipendentemente dal fatto che tu li deduca o meno fiscalmente. La scelta di non dedurli (o dedurli parzialmente) influenza solo il reddito imponibile dichiarato, non il tuo montante INPS o cassa privata. La pensione futura non cambia.Quanti anni dovrei pianificare in anticipo prima di chiedere il mutuo?L’ideale e 2-3 anni di pianificazione. In questo arco di tempo puoi: stabilizzare la partita IVA, alzare strategicamente il reddito imponibile, accumulare l’anticipo del 30%, costruire estratti conto puliti, ottenere eventuali contratti pluriennali con clienti. Chi pianifica con anticipo ha tassi migliori, somme piu alte, meno rifiuti.Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella pratica del mutuo?Si, in piu modi: predisposizione del Modello Redditi PF ottimizzato per la richiesta di mutuo, simulazioni di scenari (deducendo o non deducendo contributi), preparazione del dossier documentale completo, calcolo dell’ISEE per la garanzia under 36, consulenza sulla cointestazione coniugale per le detrazioni. Non siamo mediatori creditizi (non trattiamo direttamente con le banche), ma costruiamo la base fiscale ottimale per presentarti al meglio. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine: studiamo insieme la strategia migliore per il tuo caso.Vuoi acquistare casa da forfettario? Pianifica con il CAF Centro Fiscale di UdineOttenere un mutuo da forfettario richiede preparazione, strategia fiscale e tempi lunghi. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nelle scelte tributarie che fanno la differenza al momento della richiesta in banca: come compilare il Modello Redditi, quando dedurre i contributi, come pianificare le incassature, quali documenti preparare.Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure contattaci per una consulenza:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comSiamo specializzati nel supporto a partite IVA forfettarie del territorio friulano: dalla compilazione del Modello Redditi PF alla pianificazione fiscale strategica per famiglie e professionisti.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-05-24 09:54:39Forfettario e Mutuo Casa 2026: Come Ottenerlo con Partita IVA Forfettaria
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta PagaIl rimborso 730 luglio 2026 rappresenta il momento in cui milioni di lavoratori dipendenti vedono accreditato direttamente in busta paga il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 730. Se hai inviato il modello 730 entro la fine di maggio, luglio 2026 è il mese in cui il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, effettua il conguaglio 730 e ti restituisce le imposte pagate in eccesso. In questa guida ti spieghiamo chi ha diritto al rimborso, come viene calcolato l’importo, dove trovarlo nella busta paga di luglio e cosa fare se non compare. Indice dei contenutiChi riceve il rimborso 730 a luglio 2026Come si calcola l’importo del rimborsoCome trovare il conguaglio 730 in busta pagaPensionati: rimborso ad agosto o settembreCosa fare se il rimborso non compare in busta pagaRimborso incapiente: quando viene dilazionatoControlli preventivi per rimborsi sopra 4.000 euroProssime finestre di rimborso: agosto e settembre 2026Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026Il rimborso 730 a luglio 2026 spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno presentato il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) entro il 31 maggio 2026. In questo caso, il datore di lavoro ha il tempo tecnico per elaborare il conguaglio e inserire il credito nella busta paga di luglio.Nello specifico, ricevono il rimborso IRPEF in busta paga luglio i contribuenti che soddisfano tutte queste condizioni:Hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro) che effettua il conguaglioHanno inviato il 730 entro fine maggio 2026 (tramite CAF, commercialista o precompilata online)Dal 730 risulta un credito IRPEF, cioè le detrazioni e deduzioni superano le imposte dovuteNon sono soggetti a controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate (vedi sezione dedicata)Chi ha presentato il 730 a giugno riceverà il rimborso nella busta paga di agosto, mentre chi lo invia a luglio dovrà attendere settembre o ottobre. Il principio è semplice: prima invii la dichiarazione, prima ricevi il rimborso. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia sempre di presentare il 730 il prima possibile. Come si calcola l’importo del rimborso 730 luglio 2026L’importo del rimborso 730 non è uguale per tutti: dipende interamente dalle detrazioni fiscali e deduzioni che hai dichiarato nel modello 730. In pratica, il rimborso corrisponde alla differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante l’anno e quelle effettivamente dovute dopo aver applicato tutte le agevolazioni.Ecco le principali voci che generano un credito IRPEF e quindi un rimborso in busta paga:Spese sanitarie (medici, farmaci, visite specialistiche): detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euroInteressi passivi sul mutuo prima casa: detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessiSpese per figli a carico: istruzione, sport, asili nido (vedi anche l’assegno unico universale)Bonus ristrutturazione e risparmio energetico: rate annuali delle detrazioni al 50% o 65%Spese veterinarie, funebri, di istruzione universitariaContributi previdenziali versati (colf, badanti, previdenza complementare)Ad esempio, se durante il 2025 il tuo datore di lavoro ha trattenuto 5.000 euro di IRPEF, ma dalle detrazioni risulta che ne dovevi pagare solo 4.200 euro, il rimborso 730 luglio 2026 sarà di 800 euro netti direttamente in busta paga. Se invece hai sostenuto molte spese detraibili (ristrutturazione, mutuo, spese mediche importanti), il rimborso può superare anche i 2.000-3.000 euro. Come trovare il conguaglio 730 nella busta paga di luglioUna delle domande più frequenti è: “Dove trovo il rimborso nella busta paga?”. Il conguaglio 730 compare nella busta paga di luglio 2026 come una voce specifica, generalmente nella sezione delle competenze aggiuntive o dei rimborsi fiscali.Ecco come individuarlo passo per passo:Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Rimborso IRPEF mod. 730” nella parte centrale del cedolinoPotresti trovare anche “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. Mod. 730”: la dicitura varia a seconda del software paghe utilizzato dall’aziendaVerifica che l’importo corrisponda a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (rigo 163 o 164 del 730-3) che ti ha consegnato il CAFIl rimborso potrebbe essere suddiviso in più voci se hai anche addizionali regionali e comunali a creditoSe non riesci a interpretare la busta paga, il consiglio è di confrontare il netto di luglio con quello dei mesi precedenti. Se è sensibilmente più alto, il rimborso 730 è stato erogato. In caso di dubbi, puoi rivolgerti all’ufficio paghe della tua azienda oppure contattare il CAF Centro Fiscale per un supporto nella lettura del cedolino. Pensionati: il rimborso 730 arriva ad agosto o settembreSe sei un pensionato, il rimborso 730 non arriva a luglio ma con tempistiche diverse. L’INPS, che agisce come sostituto d’imposta per i pensionati, ha tempi di elaborazione più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.In base alla data di presentazione del 730, ecco quando i pensionati possono aspettarsi il rimborso:730 inviato entro maggio: rimborso nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026730 inviato a giugno: rimborso a settembre o ottobre 2026730 inviato a luglio-settembre: rimborso a ottobre o novembre 2026Per i pensionati, il rimborso compare nel cedolino pensione INPS come voce “Conguaglio 730” o “Rimborso fiscale mod. 730”. Puoi verificarlo accedendo al tuo fascicolo previdenziale sul sito INPS con SPID o CIE. Se sei vicino alla pensione anticipata e vuoi capire come funziona il conguaglio nel passaggio da dipendente a pensionato, il nostro CAF può assisterti. Cosa fare se il rimborso 730 non compare in busta paga a luglioHai controllato la busta paga di luglio e il rimborso 730 non c’è? Non farti prendere dal panico: esistono diverse spiegazioni possibili e nella maggior parte dei casi il problema si risolve facilmente.Ecco le cause più comuni per cui il rimborso 730 potrebbe non comparire nella busta paga di luglio 2026:Hai inviato il 730 dopo maggio: se la dichiarazione è stata trasmessa a giugno, il rimborso slitterà ad agosto. L’Agenzia delle Entrate comunica i risultati al sostituto d’imposta con tempistiche diverse a seconda della data di invioIl datore di lavoro non ha ancora ricevuto il prospetto di liquidazione: a volte i tempi tecnici si allungano, specialmente per le aziende più piccoleSei soggetto a controlli preventivi: per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può bloccare l’erogazione per verifiche (vedi sezione successiva)Hai cambiato datore di lavoro: se hai cambiato impiego dopo aver inviato il 730, il nuovo datore potrebbe non aver ricevuto le informazioni dal precedenteIl 730 presenta un debito, non un credito: in questo caso non c’è rimborso ma una trattenuta aggiuntivaCosa fare concretamente: verifica lo stato della tua dichiarazione accedendo al cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID. Lì puoi controllare se il 730 risulta elaborato e se il prospetto di liquidazione è stato trasmesso al tuo sostituto d’imposta. In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ha presentato la tua dichiarazione: possiamo verificare direttamente lo stato del tuo rimborso 730. Rimborso incapiente: quando viene dilazionato nei mesi successiviEsiste un caso particolare che molti contribuenti non conoscono: il rimborso 730 incapiente. Questo accade quando l’importo del rimborso è superiore alle ritenute IRPEF che il datore di lavoro avrebbe dovuto trattenerti nel mese di luglio.Facciamo un esempio pratico: supponiamo che il tuo rimborso 730 sia di 1.500 euro, ma le ritenute IRPEF mensili della tua busta paga sono solo 600 euro. Il datore di lavoro non può rimborsarti più di quanto trattiene. In questo caso, a luglio ricevi 600 euro, e i restanti 900 euro vengono ripartiti nelle buste paga successive (agosto, settembre, eccetera) fino al completo rimborso.Il rimborso incapiente si verifica più frequentemente in queste situazioni:Lavoratori part-time con stipendio basso e ritenute IRPEF ridotteContribuenti con molte detrazioni (ristrutturazione + mutuo + spese mediche)Lavoratori stagionali che non hanno buste paga per tutti i mesi dell’annoDipendenti con reddito basso e quindi poche ritenute mensiliSe il rimborso non viene completato entro dicembre, il datore di lavoro deve indicare l’importo residuo nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo, e il contribuente potrà recuperarlo nella dichiarazione dei redditi seguente. Controlli preventivi per rimborsi 730 sopra 4.000 euroSe dal tuo 730 risulta un rimborso superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe sottoporre la tua dichiarazione a controlli preventivi prima di autorizzare l’erogazione. Questa procedura è stata introdotta per contrastare le frodi fiscali e può ritardare significativamente il rimborso.I controlli preventivi si attivano in particolare quando:Il rimborso supera i 4.000 euroLa dichiarazione presenta elementi di incoerenza rispetto ai dati in possesso dell’AgenziaIl 730 è stato presentato con modifiche significative rispetto al precompilato (ad esempio, aggiunta di molte spese detraibili non presenti nel precompilato)Il contribuente presenta la dichiarazione per la prima volta con un sostituto d’imposta diverso dall’anno precedenteIn caso di controllo preventivo, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente entro 6-7 mesi dalla dichiarazione. Il rimborso arriva tramite accredito sul conto corrente se hai comunicato il tuo IBAN all’Agenzia, oppure tramite assegno vidimato inviato a casa.Per velocizzare l’operazione, il consiglio è di comunicare tempestivamente il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate attraverso il sito ufficiale o tramite il tuo CAF di fiducia. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se la tua dichiarazione è stata sottoposta a controllo e aiutarti a gestire la situazione.Prossime finestre di rimborso 730: agosto e settembre 2026Se non hai ancora inviato il 730 o lo hai presentato dopo maggio, ecco il calendario dei rimborsi 730 per i mesi successivi a luglio:Busta paga agosto 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno 2026Busta paga settembre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 15 luglio 2026Busta paga ottobre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro metà agosto 2026Cedolino pensione agosto/settembre 2026: per i pensionati che hanno inviato il 730 entro maggio-giugnoLa scadenza finale per l’invio del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, inviare la dichiarazione a ridosso della scadenza significa ricevere il rimborso solo verso novembre-dicembre. Per questo motivo, ti consigliamo di non aspettare: prenota il tuo appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine e invia il 730 il prima possibile per ottenere il rimborso in tempi rapidi.Ricorda anche che il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se preferisci un supporto professionale per verificare e integrare i dati, il nostro CAF è a tua disposizione. Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026Quando arriva il rimborso 730 in busta paga luglio 2026?Il rimborso 730 in busta paga luglio 2026 arriva per i lavoratori dipendenti che hanno inviato la dichiarazione entro fine maggio 2026. Il conguaglio viene effettuato dal datore di lavoro e compare nel cedolino di luglio, generalmente accreditato con lo stipendio di fine mese.Come si calcola il rimborso del 730?Il rimborso si calcola come differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante il 2025 e l’IRPEF effettivamente dovuta dopo aver applicato detrazioni (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni) e deduzioni. Se le trattenute superano il dovuto, la differenza viene rimborsata.I pensionati ricevono il rimborso 730 a luglio?No, i pensionati non ricevono il rimborso a luglio. L’INPS eroga il conguaglio 730 nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. I tempi dell’INPS sono più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.Cosa succede se il rimborso 730 supera i 4.000 euro?Per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può disporre controlli preventivi. In questo caso, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia, generalmente entro 6-7 mesi, tramite accredito su conto corrente o assegno vidimato.Perché il rimborso 730 non compare nella busta paga di luglio?Le cause più comuni sono: invio del 730 dopo maggio (il rimborso slitterà al mese successivo), controlli preventivi in corso, cambio del datore di lavoro, oppure la dichiarazione ha generato un debito anziché un credito. Verifica lo stato sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.Cos’è il rimborso 730 incapiente?Il rimborso incapiente si verifica quando l’importo del credito è superiore alle ritenute IRPEF mensili. In questo caso, il datore di lavoro rimborsa quanto può a luglio e dilaziona il resto nelle buste paga dei mesi successivi fino al completo rimborso. È frequente per lavoratori part-time o con molte detrazioni.Articoli correlatiPer approfondire il tema del rimborso 730, ti consigliamo anche questi articoli:Rimborso 730 2026: Quando Arriva, Tempi e Come Verificare lo StatoRimborso 730 in Busta Paga 2026: Come Funziona e Cosa Verificare730 Dichiarazione dei Redditi: Guida CompletaDetrazioni Fiscali: Tutte le Agevolazioni Disponibili730 Precompilato 2026: Come Accedere e InviareHai dubbi sul tuo rimborso 730? Contatta il CAF Centro FiscaleSe il tuo rimborso 730 non è arrivato o vuoi verificare lo stato della tua dichiarazione, gli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine possono aiutarti. Controlliamo la tua situazione fiscale e ti assistiamo per ottenere il rimborso nel minor tempo possibile.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-04-18 15:05:47Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPSLa pensione di luglio 2026 porta con sé alcune novità importanti rispetto ai mesi precedenti: oltre all’accredito ordinario, molti pensionati riceveranno la quattordicesima mensilità e potrebbero trovare nel cedolino importi diversi rispetto a giugno, a causa di conguagli IRPEF e addizionali regionali e comunali. Capire come consultare il cedolino della pensione INPS è fondamentale per verificare l’esattezza dell’importo ricevuto e comprendere le voci che lo compongono.In questa guida completa spieghiamo come accedere al cedolino online, cosa significa ogni voce, quali sono le date di pagamento pensioni luglio 2026 e come interpretare le eventuali variazioni di importo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il cedolino della pensione e perché consultarloCome accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNSIl Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicataCome leggere il cedolino pensione: guida alle voci principaliDate di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completoQuattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importiConguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variarePerequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanzeCedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionatiRiepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarloIl cedolino della pensione è il documento mensile emesso dall’INPS che riepiloga tutte le voci che compongono l’importo netto accreditato al pensionato. A differenza di quanto molti credono, non si tratta semplicemente di un’attestazione del pagamento: il cedolino contiene informazioni dettagliate su:Importo lordo della pensione (o delle pensioni, se il pensionato ne percepisce più)Trattenute IRPEF (ritenute d’acconto mensili)Addizionali regionali e comunali all’IRPEF (trattenute a rate da gennaio a novembre)Detrazioni fiscali spettanti (per lavoro, per carichi familiari)Conguagli positivi o negativi (derivanti dalla dichiarazione 730 o dal conguaglio di fine anno precedente)Voci speciali come la quattordicesima mensilità (erogata a luglio)Importo netto effettivamente corrispostoConsultare il cedolino con regolarità è importante per diversi motivi. In primo luogo, permette di verificare che l’importo accreditato sia corretto e conforme alle aspettative. In secondo luogo, consente di controllare che le detrazioni fiscali siano applicate correttamente. Infine, è uno strumento essenziale per comprendere l’impatto dei conguagli IRPEF che, a luglio, possono far variare significativamente il netto mensile. Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNSL’INPS ha reso disponibile la consultazione del cedolino pensione esclusivamente online, attraverso il proprio portale istituzionale. Per accedere al servizio è necessario disporre di uno dei seguenti strumenti di identità digitale: 1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)Lo SPID è lo strumento più diffuso tra i pensionati italiani. Si tratta di un sistema di autenticazione con username, password e codice OTP (One Time Password) inviato al cellulare. I principali provider SPID sono PosteID (Poste Italiane), TIM id, Aruba, Namirial e altri. Il livello minimo richiesto per l’accesso ai servizi INPS è SPID livello 2.2. CIE (Carta di Identità Elettronica)La Carta di Identità Elettronica di nuova generazione (con il chip NFC) può essere usata per accedere ai servizi INPS. L’accesso avviene tramite l’app “CieID” scaricabile su smartphone Android o iOS, oppure tramite un lettore NFC collegato al computer. Per accedere sono necessari il PIN della CIE (rilasciato al momento dell’emissione del documento) e il PUK.3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)La CNS è una tessera magnetica (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che consente l’accesso ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione. Richiede un lettore di smart card e l’installazione di specifici software sul proprio computer. È meno diffusa rispetto a SPID e CIE, ma rimane una valida alternativa per chi non dispone degli altri strumenti.Passaggi per accedere al cedolino sul sito INPSUna volta in possesso di uno dei sistemi di autenticazione, la procedura per consultare il cedolino è la seguente:Vai sul sito ufficiale www.inps.itClicca su “Accedi ai servizi” in alto a destraSeleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)Completa l’autenticazione seguendo le istruzioniUna volta nella tua area personale, vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”Seleziona “Cedolino della pensione” (o “Cedolini” nella sezione pensioni)Scegli il mese che ti interessa (ad esempio luglio 2026)Scarica o visualizza il cedolino in formato PDFIn alternativa, i pensionati che riscuotono la pensione tramite Poste Italiane possono consultare il cedolino anche tramite l’app PostePay o presso qualsiasi Ufficio Postale, mostrando un documento d’identità valido.Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicataIl Fascicolo Previdenziale del Cittadino è la sezione del portale INPS che raccoglie tutte le informazioni previdenziali del singolo utente. È accessibile dall’area personale del sito www.inps.it e contiene:La situazione contributiva (estratto conto contributivo)I cedolini della pensione dei mesi correnti e degli anni precedentiLe attestazioni fiscali (CU – Certificazione Unica)Il calendario dei pagamenti previstiLe dichiarazioni di responsabilità (ad esempio per prestazioni legate al reddito)I dati anagrafici e di pagamento (IBAN, indirizzo di riscossione)Per raggiungere il cedolino dall’interno del Fascicolo Previdenziale, segui questo percorso: “Il tuo Fascicolo” → “Posizioni previdenziali” → “Pensione” → “Cedolino”. Se hai più pensioni (ad esempio una di vecchiaia e una di reversibilità), le visualizzerai entrambe in elenco e potrai selezionare quella che ti interessa. App INPS Mobile: consulta il cedolino dallo smartphoneL’INPS ha sviluppato un’applicazione ufficiale per smartphone, “INPS Mobile”, disponibile gratuitamente su App Store (iOS) e Google Play (Android). Tramite l’app è possibile:Consultare i cedolini della pensione degli ultimi 24 mesiVisualizzare le date di pagamento delle mensilità futureScaricare il cedolino in formato PDFAccedere al proprio estratto conto contributivoInviare comunicazioni all’INPSL’accesso all’app richiede le stesse credenziali del sito web: SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato il login, il cedolino del mese corrente è solitamente visualizzabile nella schermata principale nella sezione “Le mie pensioni”.Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principaliLa struttura del cedolino pensione INPS può sembrare complessa a prima vista, ma seguendo la logica delle voci è possibile comprenderla agevolmente. Ecco le principali sezioni e cosa significano. Sezione 1: Intestazione e dati identificativiIn questa sezione trovi:Nome, cognome e codice fiscale del pensionatoNumero di pensione (NGL – Numero Generale del Lavoro)Sede INPS di competenzaTipo di pensione (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)Mese e anno di riferimento del cedolinoSezione 2: Competenze (importi a credito del pensionato)Le competenze rappresentano tutti gli importi che l’INPS eroga al pensionato:Pensione lorda mensile: l’importo teorico prima di qualsiasi trattenutaIntegrazione al minimo: eventuale maggiorazione per portare la pensione al trattamento minimo (611,85 euro nel 2026)Maggiorazione sociale: per pensionati con redditi bassi che hanno compiuto 70 anniQuattordicesima mensilità: presente solo nel cedolino di luglio, per chi ha i requisitiArretrati: eventuali somme dovute per i mesi precedenti (es. conguaglio perequazione)Sezione 3: Trattenute fiscaliLe trattenute sono gli importi che l’INPS trattiene dalla pensione lorda per conto del Fisco:IRPEF: la ritenuta d’acconto mensile calcolata sull’importo lordo della pensione, applicando gli scaglioni vigenti (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre)Addizionale regionale IRPEF: varia in base alla regione di residenza (generalmente tra l’1,23% e il 3,33% del reddito imponibile), trattenuta a rate mensili da gennaio a novembreAddizionale comunale IRPEF: stabilita dal singolo Comune, trattenu ta anch’essa a rate mensiliConguaglio IRPEF positivo o negativo: derivante dal ricalcolo delle imposte dell’anno precedente (saldo) o dall’elaborazione del 730Sezione 4: Detrazioni spettantiLe detrazioni riducono l’IRPEF da versare e includono:Detrazione per pensione: spetta a tutti i pensionati (uguale a quella per reddito da lavoro dipendente/pensione, con calcolo progressivo)Detrazione per coniuge a carico: se il coniuge ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se sotto i 24 anni)Detrazione per figli a carico: ridotta dal 2022 dall’Assegno Unico Universale, ma ancora applicabile per figli maggiorenni non beneficiari dell’AUUDetrazione per altri familiari a caricoSezione 5: Importo nettoL’importo netto è la somma che viene effettivamente accreditata sul conto corrente o consegnata allo sportello. Si calcola come:Netto = Competenze totali – Trattenute totali + Detrazioni applicateDate di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completoLe pensioni di luglio 2026 vengono erogate secondo il calendario stabilito dall’INPS. Il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese, ma le modalità di riscossione differenziano le date effettive di accredito.Modalità di riscossioneData accredito luglio 2026NoteBanca (accredito su conto corrente)1° luglio 2026 (martedì)Accredito diretto sul c/cPoste Italiane – Libretto di risparmio1° luglio 2026Disponibile dall’1 luglioPoste Italiane – Sportello (cognomi A-C)1° luglio 2026Turni alfabeticiPoste Italiane – Sportello (cognomi D-K)2 luglio 2026Turni alfabeticiPoste Italiane – Sportello (cognomi L-P)3 luglio 2026Turni alfabeticiPoste Italiane – Sportello (cognomi Q-Z)4 luglio 2026Turni alfabeticiPoste Italiane – BancoPosta o Postepay1° luglio 2026Accredito automaticoNota importante: il 1° luglio 2026 è martedì (giorno lavorativo bancario), pertanto non si prevedono slittamenti rispetto al primo del mese. I pensionati che riscuotono tramite accredito su conto corrente bancario o postale riceveranno l’accredito in data 1 luglio. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importiIl cedolino di luglio 2026 per molti pensionati include anche la quattordicesima mensilità, un’ulteriore prestazione erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. Questa somma aggiuntiva è stata introdotta dalla Legge n. 127/2007 e spetta ai pensionati che soddisfano determinati requisiti anagrafici e reddituali.Requisiti per ricevere la quattordicesimaEtà: aver compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026Reddito: reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (per il 2026: entro circa 917,78 euro mensili o 10.773 euro annui per la fascia base) o 2 volte il trattamento minimo per la fascia superioreTipo di pensione: deve essere una pensione a carico delle gestioni pensionistiche obbligatorie (vecchiaia, anzianità, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)Anni di contributiImporto massimo (ex dipendenti)Importo massimo (ex autonomi)Fino a 15 anni437,00 euro ca.335,00 euro ca.Da 15 a 25 anni546,00 euro ca.437,00 euro ca.Oltre 25 anni655,00 euro ca.546,00 euro ca.Nota: gli importi esatti della quattordicesima 2026 vengono rivalutati ogni anno dall’INPS in base alla perequazione. I valori indicati sono orientativi e basati sui dati degli anni precedenti rivalutati dell’1,4% (tasso perequazione 2026 confermato dal DM MEF 19/11/2025).Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variareUno degli aspetti che genera più confusione tra i pensionati è la variazione dell’importo netto della pensione a luglio rispetto ai mesi precedenti. Questa variazione è spesso dovuta ai conguagli IRPEF derivanti dall’elaborazione del modello 730 o dal ricalcolo delle imposte di competenza dell’anno precedente. Conguaglio da 730: come funzionaSe il pensionato ha presentato il modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) con l’INPS come sostituto d’imposta, il conguaglio viene applicato direttamente sul cedolino della pensione. In particolare:Se dall’elaborazione del 730 emerge un credito IRPEF (il pensionato ha pagato più imposte del dovuto), la somma viene rimborsata direttamente nella busta paga di luglio (o nel primo cedolino utile dopo la ricezione della dichiarazione dall’INPS)Se invece emerge un debito IRPEF (il pensionato ha pagato meno imposte del dovuto), la trattenuta aggiuntiva viene applicata a partire dalla mensilità di luglio, con la possibilità di rateizzazione fino a novembre se l’importo supera 100 euroConguaglio di fine anno precedenteOltre al conguaglio da 730, a luglio può essere presente anche il conguaglio di fine anno relativo all’anno fiscale precedente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ogni anno ricalcola le imposte effettivamente dovute sulla base del reddito complessivo del pensionato e applica le eventuali differenze (in più o in meno) sui cedolini successivi.Addizionali regionali e comunali: come si calcolanoLe addizionali IRPEF (regionali e comunali) vengono trattenute in dodici rate mensili da gennaio a novembre, con saldo a novembre. L’aliquota varia in base al Comune e alla Regione di residenza. Alcuni esempi per i pensionati residenti in Friuli Venezia Giulia:Addizionale regionale FVG: 1,23% (aliquota base per i redditi fino a 15.000 euro), con possibilità di esenzione per redditi bassiAddizionale comunale Udine: variabile annualmente (verificare sul sito del Comune)Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%Dal 1° gennaio 2026 le pensioni italiane sono state rivalutate del 1,4% in applicazione del meccanismo di perequazione automatica (indicizzazione all’inflazione). Questo aggiornamento, previsto dalla normativa previdenziale italiana, garantisce che le pensioni mantengano il loro potere d’acquisto nel tempo adeguandosi all’andamento del costo della vita (indice FOI rilevato dall’ISTAT).Il tasso di rivalutazione dell’1,4% per il 2026 è stato confermato dal DM MEF del 19 novembre 2025. La perequazione si applica in modo differenziato in base all’importo della pensione:Fascia di importo pensionePercentuale rivalutazione 2026Fino a 4 volte il minimo (2.447,40 euro/mese)100% dell’1,4% = +1,4%Da 4 a 5 volte il minimo90% dell’1,4% = +1,26%Da 5 a 6 volte il minimo75% dell’1,4% = +1,05%Da 6 a 8 volte il minimo50% dell’1,4% = +0,70%Da 8 a 10 volte il minimo25% dell’1,4% = +0,35%Oltre 10 volte il minimo0% (nessun adeguamento)Il trattamento minimo INPS per il 2026 è di 611,85 euro al mese (importo confermato dal DM MEF 19/11/2025 dopo rivalutazione dell’1,4% rispetto al 2025).Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanzeSe dopo aver consultato il cedolino di luglio 2026 riscontri importi che non corrispondono alle tue aspettative, o voci che non riesci a interpretare, ecco come procedere. Verifica preliminare autonomaPrima di rivolgerti all’INPS, effettua alcune verifiche autonome:Confronta con i cedolini dei mesi precedenti: verifica se la variazione è compatibile con la quattordicesima, con conguagli 730 o con le addizionaliControlla se hai presentato il 730: se sì, la variazione di luglio potrebbe essere proprio il conguaglio fiscaleVerifica l’estratto conto contributivo: accessibile sempre dal Fascicolo Previdenziale, ti mostra la storia dei pagamenti ricevutiLeggi il dettaglio del cedolino: spesso la risposta è nelle singole voci (es. “conguaglio IRPEF a debito” o “rata addizionale regionale”)Come contattare l’INPS per chiarimentiSe le verifiche autonome non bastano, puoi rivolgerti all’INPS attraverso i seguenti canali:Portale INPS: tramite il servizio “Contatta l’INPS” nella tua area personale, puoi inviare una richiesta scritta con allegato il cedolinoContact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164 164 (da cellulare, a pagamento in base al piano tariffario)Sede INPS territoriale: puoi prenotare un appuntamento tramite il portale INPS o presentarti allo sportelloPatronato o CAF: rivolgiti al tuo patronato di fiducia o a un Centro di Assistenza Fiscale (come il CAF Centro Fiscale) per un supporto professionale nell’interpretazione del cedolino e nella gestione di eventuali ricorsi o richieste di rettificaPuoi anche consultare la guida ai Pagamenti INPS Luglio 2026 per avere il calendario completo di tutte le prestazioni (pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI).Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionatiRaccogliamo le domande che riceviamo più spesso dai pensionati che si rivolgono al CAF Centro Fiscale di Udine riguardo al cedolino di luglio.Quando viene pubblicato il cedolino di luglio sul sito INPS?Il cedolino di luglio 2026 viene solitamente reso disponibile sul portale INPS nella seconda metà di giugno, circa 10-15 giorni prima della data di pagamento. Questo consente al pensionato di verificare in anticipo l’importo che riceverà. Se a fine giugno il cedolino non fosse ancora visibile, è normale: l’INPS lo carica progressivamente per tutte le posizioni.Perché a luglio la pensione è più alta del solito?Se la pensione di luglio è più alta rispetto a giugno, la ragione principale è quasi sempre la quattordicesima mensilità, erogata a luglio ai pensionati con requisiti reddituali e anagrafici specifici. Altri motivi possono essere rimborsi da conguaglio 730 o arretrati perequativi.Perché a luglio la pensione netta è più bassa?Se invece la pensione netta di luglio è inferiore al normale, la causa più probabile è il conguaglio IRPEF a debito derivante dall’elaborazione del 730 (importi da versare allo Stato per le spese detraibili non sufficienti a coprire il debito d’imposta) o dal conguaglio di fine anno precedente. Anche le rate delle addizionali regionali e comunali, se non correttamente conteggiate nei mesi precedenti, possono incidere.Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione alle Poste?Sì. I pensionati impossibilitati a recarsi allo sportello postale possono conferire una delega scritta a un familiare o a un’altra persona di fiducia. La delega deve essere accompagnata da copia del documento di identità del delegante e del delegato. In alternativa, è sempre consigliabile richiedere l’accredito diretto su conto corrente (bancario o postale), eliminando la necessità di recarsi fisicamente allo sportello.Come cambio l’IBAN per l’accredito della pensione?Per modificare l’IBAN su cui viene accreditata la pensione, è necessario comunicarlo all’INPS tramite:Il portale INPS (area personale, sezione “Dati di pagamento”)Il Contact Center INPS (803 164)La sede INPS territorialeTramite un patronato o CAF abilitatoLa modifica richiede in genere qualche settimana per essere recepita, quindi è consigliabile effettuarla con congruo anticipo rispetto alla data di pagamento.Cosa significa “NGL” nel cedolino?NGL sta per Numero Generale del Lavoro: è il codice identificativo univoco della tua pensione presso l’INPS. Ogni pensione ha il suo NGL, che va indicato in tutte le comunicazioni con l’Istituto. Se il pensionato percepisce più pensioni (ad esempio vecchiaia + reversibilità), ogni pensione ha un NGL diverso e un cedolino separato.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026Ecco i punti chiave da ricordare per il cedolino di luglio 2026:Accesso: inps.it con SPID, CIE o CNS oppure app INPS MobileSezione: Fascicolo Previdenziale del Cittadino → Cedolino pensioneData pagamento: 1° luglio 2026 (accredito bancario e postale); turni alfabetici agli sportelli postali dall’1 al 4 luglioQuattordicesima: presente per chi ha almeno 64 anni e redditi entro il limitePerequazione 2026: +1,4% applicato da gennaio 2026 (DM MEF 19/11/2025)Trattamento minimo 2026: 611,85 euro al meseConguagli: possibili variazioni (in più o in meno) per 730 o conguaglio fiscale di fine annoProblemi: Contact Center INPS 803 164 o rivolgiti al tuo CAF/patronatoSe hai bisogno di assistenza per interpretare il tuo cedolino pensione, per presentare domanda di quattordicesima o per gestire i conguagli fiscali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 22:29:322026-06-28 00:08:46Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tettoLe detrazioni 2026 per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro funzionano in modo diverso rispetto al passato. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, articolo 1 commi 10-11), è stato introdotto un tetto massimo agli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito complessivo elevato: il limite cambia in base al reddito e al numero di figli a carico. Ma attenzione: non tutte le detrazioni fiscali 2026 rientrano in questo meccanismo. Esistono spese e detrazioni completamente escluse dal tetto, che si possono sempre portare in detrazione per l’intero importo, indipendentemente dal reddito. In questo articolo trovi la guida completa: chi è soggetto al limite, come si calcola, quali spese sono escluse e come comportarsi nel modello 730 2026. Se hai bisogno di assistenza nella dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione sia in ufficio che online.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei ContenutiDetrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimoTabella: come cambia il tetto in base al reddito e ai figliSpese completamente ESCLUSE dal tetto: la lista completa 2026Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi praticiDetrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto?Detrazioni IRPEF 2026: le spese soggette al tetto da sapereCome compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euroNovità della Legge di Bilancio 2025Domande FrequentiIndice dei contenutiDetrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimoTabella: come cambia il tetto delle detrazioni 2026 in base al reddito e ai figliSpese completamente ESCLUSE dal tetto delle detrazioni 2026: la lista completaCome calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi praticiDetrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto delle detrazioni?Detrazioni IRPEF 2026: le principali spese soggette al tetto da sapereCome compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euroDetrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2025Domande Frequenti sulle detrazioni 2026 sopra 75.000 euroDetrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimoLa Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto, a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730 presentata nel 2026), un meccanismo che limita l’importo complessivo degli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro.In pratica, chi guadagna più di 75.000 euro all’anno non potrà più detrarre liberamente tutte le spese al 19%, ma dovrà rispettare un limite massimo calcolato in base al reddito e alla presenza di figli a carico.Il legislatore ha previsto due soglie di reddito che determinano due livelli di tetto:Reddito complessivo da 75.001 a 100.000 euro: il limite di spese detraibili al 19% è pari a 14.000 euro (senza figli) o 28.000 euro (con figli a carico)Reddito complessivo superiore a 100.000 euro: il limite scende a 8.000 euro (senza figli) o 16.000 euro (con figli a carico)Questi limiti riguardano il totale cumulativo di tutte le spese detraibili al 19% che rientrano nel meccanismo. Non si tratta di un limite per ogni singola voce, ma del tetto complessivo entro il quale calcolare la detrazione.Un contribuente con reddito di 80.000 euro e nessun figlio potrà quindi detrarre al massimo 14.000 euro di oneri al 19%, ottenendo una detrazione massima di 2.660 euro (14.000 × 19%). Se ha sostenuto spese superiori a questo importo, la quota eccedente non dà diritto ad alcuna detrazione.Riferimento normativo: L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1 commi 10-11, che modifica l’art. 15 del TUIR (DPR 917/1986). Tabella: come cambia il tetto delle detrazioni 2026 in base al reddito e ai figliPer capire a colpo d’occhio quali limiti di detraibilità si applicano al proprio caso, ecco la tabella riepilogativa prevista dalla normativa per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730 del 2026):Reddito complessivoSenza figli a caricoCon figli a caricoFino a 75.000 euroNessun limiteNessun limiteDa 75.001 a 100.000 euro14.000 euro28.000 euroOltre 100.000 euro8.000 euro16.000 euroLa presenza di figli a carico raddoppia il limite ammesso: questo è un elemento cruciale del meccanismo, che tutela le famiglie con figli anche nella fascia di reddito più elevata.Chi sono i “figli a carico”? Ai fini di questa norma, sono considerati figli a carico quelli che hanno un reddito proprio inferiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli under 24). Il figlio deve risultare a carico nell’anno d’imposta 2025, anche solo per una parte dell’anno.Immagina che il sig. Rossi abbia un reddito complessivo di 85.000 euro e due figli di 15 e 18 anni entrambi a carico. In questo caso il limite si applica nella fascia 75.001-100.000 euro “con figli”, quindi il tetto è di 28.000 euro. Se il sig. Rossi ha sostenuto 30.000 euro di spese detraibili al 19% (interessi su mutuo, spese mediche, assicurazioni), le prime 28.000 euro saranno detraibili al 19% (= 5.320 euro di detrazione), mentre i restanti 2.000 euro saranno esclusi.La sig.ra Bianchi con reddito di 120.000 euro e nessun figlio potrà invece detrarre al massimo 8.000 euro di spese al 19%, per una detrazione massima di 1.520 euro. Spese completamente ESCLUSE dal tetto delle detrazioni 2026: la lista completaQuesta è la parte più importante della guida per chi ha un reddito elevato: non tutte le detrazioni rientrano nel tetto massimo. Il legislatore ha previsto una serie di spese escluse dal meccanismo del limite, che continuano a essere detraibili per l’intero importo previsto dalla legge, indipendentemente dal reddito del contribuente. 1. Spese sanitarie eccedenti la franchigia di 129,11 euroLe spese mediche e sanitarie detraibili al 19% (ex art. 15 comma 1 lett. c TUIR) sono escluse dal meccanismo del tetto. La detrazione del 19% si applica sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro senza alcun limite massimo di importo, indipendentemente dal reddito del contribuente. Chi spende 5.000 euro di spese sanitarie può detrarre il 19% di (5.000 – 129,11) = il 19% di 4.870,89 euro, senza che il tetto da 75.000 euro incida.2. Interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principaleGli interessi sul mutuo per l’acquisto della prima casa (art. 15 comma 1 lett. b TUIR) sono esclusi dal tetto. La detrazione al 19% si calcola sulla quota di interessi passivi fino a 4.000 euro annui, e questa soglia non è intaccata dal limite per i redditi elevati. Chi ha un mutuo sulla prima casa può detrarre liberamente gli interessi passivi anche con reddito superiore a 100.000 euro.3. Spese per persone con disabilitàTutte le spese sostenute per persone con disabilità (assistenza, ausili, adattamento veicoli, ecc.) ai sensi dell’art. 15 comma 1 lett. c, e, k del TUIR sono escluse dal tetto. Questa esclusione è fondamentale per proteggere le famiglie con persone non autosufficienti, anche quando il reddito è elevato.4. Premi assicurativi per rischio morte e invalidità permanenteI premi assicurativi per il rischio morte o per invalidità permanente superiore al 5% (art. 15 comma 1 lett. f TUIR) sono anch’essi esclusi dal limite massimo. Se hai una polizza vita o una polizza per invalidità grave, continui a detrarre il 19% dei premi senza che il tetto da 75.000 euro incida.5. Contributi previdenziali e assistenziali obbligatoriI contributi INPS e previdenziali obbligatori non rientrano tra gli oneri soggetti al tetto del 19%, in quanto sono deducibili dal reddito (non detraibili): operano in deduzione, prima del calcolo dell’IRPEF, e quindi non interagiscono con il meccanismo del limite delle detrazioni.Lo schema riassuntivo delle spese rispetto al tetto:Tipologia di spesaSoggetta al tetto?Spese sanitarie (franchigia 129,11 euro)NO – ESCLUSAInteressi mutuo acquisto prima casaNO – ESCLUSASpese per disabilità (art. 15 TUIR)NO – ESCLUSAPremi assicurativi morte/invaliditàNO – ESCLUSASpese scolastiche/universitàSÌ – soggetta al tettoSpese veterinarieSÌ – soggetta al tettoAffitti studenti fuori sedeSÌ – soggetta al tettoSpese funebriSÌ – soggetta al tettoAbbonamenti trasporti pubbliciSÌ – soggetta al tettoInteressi mutuo costruzione prima casaSÌ – soggetta al tettoCome calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi praticiPer capire come funziona concretamente il meccanismo, vediamo tre esempi pratici con situazioni diverse, che ti aiuteranno a capire se e come il tetto incide sulla tua dichiarazione dei redditi 2026. Esempio 1 — Reddito 80.000 euro, nessun figlioIl sig. Conti ha un reddito di 80.000 euro e ha sostenuto: spese sanitarie 2.500 euro (dopo franchigia 129,11 = 2.370,89 euro detraibili), interessi mutuo prima casa 3.200 euro, spese scolastiche figli 800 euro, abbonamento trasporti 250 euro.Le spese sanitarie e gli interessi mutuo sono escluse dal tetto: il sig. Conti può detrarre per intero il 19% su queste voci (rispettivamente 450,47 euro e 608 euro di detrazione). Le spese soggette al tetto sono: 800 + 250 = 1.050 euro. Poiché il limite per reddito 75.001-100.000 senza figli è 14.000 euro, le spese soggette al tetto sono ampiamente sotto il limite (199,50 euro di detrazione). Nessuna perdita in questo caso.Esempio 2 — Reddito 95.000 euro, due figli a caricoLa dott.ssa Ferri ha reddito 95.000 euro e due figli under 21 a carico. Ha sostenuto: spese mediche 4.000 euro (dopo franchigia = 3.870,89 euro), interessi mutuo prima casa 4.000 euro, spese università figlio 3.500 euro, spese funebri 1.550 euro, assicurazione vita 530 euro.Spese escluse dal tetto: spese mediche + mutuo prima casa + assicurazione vita. Spese soggette al tetto: 3.500 (università) + 1.550 (funebri) = 5.050 euro. Il limite “con figli” in fascia 75.001-100.000 è 28.000 euro: poiché 5.050 < 28.000, la detrazione piena si applica anche qui. Nessuna perdita.Esempio 3 — Reddito 110.000 euro, nessun figlioL’avv. Biondi ha reddito 110.000 euro e nessun figlio. Spese soggette al tetto: spese scolastiche 2.800 euro, affitto studente fuori sede 2.633 euro, contributi badante 2.100 euro (NB: per redditi > 40.000 euro questa detrazione non spetta già per soglia di reddito), abbonamento trasporti 250 euro. Totale: 7.783 euro. Il limite reddito > 100.000 senza figli è 8.000 euro: poiché 7.783 < 8.000, la detrazione si applica per intero (1.478,77 euro).Se l’avv. Biondi avesse avuto anche 500 euro aggiuntivi di spese soggette al tetto (totale 8.283 euro), la parte eccedente (283 euro) sarebbe stata non detraibile, con una perdita fiscale di 53,77 euro.Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto delle detrazioni?Un caso particolare merita una spiegazione approfondita: le detrazioni edilizie (ristrutturazioni, Ecobonus, Superbonus, bonus mobili) seguono regole proprie e hanno un rapporto specifico con il meccanismo del tetto da 75.000 euro.Le detrazioni edilizie al 50% e al 65% non rientrano nella categoria degli oneri detraibili al 19% soggetti al tetto. Il meccanismo del limite introdotto dalla L. 207/2024 riguarda specificamente gli oneri detraibili al 19% elencati nell’art. 15 del TUIR. Le detrazioni per interventi edilizi (bonus ristrutturazione 50%, Ecobonus 65%, Sismabonus, ecc.) sono disciplinate da norme separate (art. 16-bis e seguenti TUIR) e mantengono propri limiti e regole di fruizione.Il bonus mobili al 50% (connesso alla ristrutturazione) segue la stessa logica: non è un onere al 19% e non rientra nel tetto. La detrazione si calcola sull’importo massimo di 5.000 euro (per il 2025) con le consuete modalità.Per quanto riguarda il Superbonus: dal 2024 è sceso al 70% (per il 2024) e al 65% per il 2025. Chi beneficia del Superbonus attraverso la dichiarazione dei redditi 2026 potrà detrarre la quota annuale prevista senza che il tetto del 19% la intacchi.Per chi ha reddito superiore a 75.000 euro, la pianificazione fiscale deve distinguere tra: oneri al 19% soggetti al tetto, detrazioni edilizie (non soggette al tetto), e spese escluse per legge dal tetto. Se vuoi ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare il limite corretto e a inserire correttamente ogni spesa nel modello 730. Detrazioni IRPEF 2026: le principali spese soggette al tetto da saperePer completare il quadro, vediamo quali sono le principali spese detraibili al 19% soggette al tetto per i redditi superiori a 75.000 euro. Conoscerle è fondamentale per pianificare correttamente la propria dichiarazione dei redditi.Spese istruzione e formazioneSpese per frequenza di università (pubbliche e private), fino ai massimali previsti per i corsi privatiSpese per scuole materne, elementari, medie e superiori: fino a 800 euro per anno per studente (scuole dell’infanzia e primo/secondo ciclo)Spese per asili nido: detrazione 19% su importo massimo 632 euro annui per figlioCanoni di locazione studenti universitari fuori sede: 19% su importo max 2.633 euro annuiSpese veterinarieLe spese veterinarie per animali domestici sono detraibili al 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro di spese (detrazione max: 80,56 euro). Questa voce rientra nel tetto complessivo.Spese funebriLe spese funebri detraibili 2026 per il decesso di familiari prossimi sono detraibili al 19% fino a un massimo di 1.550 euro per evento. Rientrano nel tetto complessivo.Abbonamenti trasporti pubbliciGli abbonamenti a trasporti pubblici (treni, autobus, metropolitana) sono detraibili al 19% su importi fino a 250 euro annui per ciascun membro del nucleo familiare. Rientrano nel tetto.Interessi su mutui per la costruzione della prima casaGli interessi su mutui per la costruzione (non acquisto) dell’abitazione principale sono detraibili al 19% fino a 2.582,28 euro annui. Attenzione: a differenza degli interessi per l’acquisto della prima casa (esclusi dal tetto), quelli per la costruzione rientrano nel meccanismo del limite.Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euroDal punto di vista pratico, il calcolo del tetto non è automatico: il modello 730 2026 (per i redditi 2025) è predisposto per gestire questo meccanismo, ma il contribuente deve assicurarsi di inserire correttamente tutte le spese nelle apposite sezioni.Il 730 precompilato 2026, disponibile dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026, include le spese che l’Agenzia ha ricevuto direttamente dai soggetti terzi (sistema tessera sanitaria, banche per interessi mutuo, ecc.). Tuttavia, il precompilato potrebbe non riportare tutte le spese, ed è fondamentale integrarlo con le spese non già caricate.Procedura consigliata per chi supera 75.000 euro:Raccogliere tutte le spese sostenute nel 2025 suddivise in due categorie: spese escluse dal tetto e spese soggette al tettoCalcolare il limite applicabile in base alla propria fascia di reddito (75.001-100.000 o oltre 100.000) e alla presenza di figli a caricoVerificare se la somma delle spese soggette al tetto supera il limite massimoInserire correttamente le spese nel 730, rispettando i righi previsti per ciascuna categoriaConservare tutta la documentazione per almeno 5 anni in caso di controllo fiscaleDati gli importi in gioco, per chi supera i 75.000 euro di reddito è consigliabile affidarsi a un CAF per la compilazione del 730 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce dichiarazioni dei redditi complesse con redditi elevati, spese edilizie, figli a carico e situazioni particolari, sia in ufficio a Udine che online per i residenti in tutta Italia. Detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2025Il meccanismo del tetto alle detrazioni IRPEF 2026 è una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) con decorrenza dall’anno d’imposta 2025. Prima di questa riforma, le detrazioni fiscali al 19% non erano soggette ad alcun limite legato al reddito complessivo: ogni contribuente poteva detrarre liberamente tutte le spese previste dalla legge.La ratio della norma è quella di rendere il sistema delle detrazioni più equo: le detrazioni al 19% beneficiano proporzionalmente di più chi ha redditi elevati. Introducendo un limite massimo per i redditi superiori a 75.000 euro, il legislatore ha inteso contenere questo vantaggio fiscale relativo.Cosa NON è cambiato:Le detrazioni al 19% per chi ha reddito fino a 75.000 euro: nessun limiteLe detrazioni edilizie (50%, 65%, Superbonus): non toccate dal tettoLe detrazioni per spese sanitarie: escluse per legge dal tettoLe detrazioni per interessi mutuo prima casa: escluse per legge dal tettoLe detrazioni per spese legate alla disabilità: escluse per leggeQuando scatta il limite? Il tetto si applica nella dichiarazione dei redditi 2026 (da presentarsi entro il 30 settembre 2026 per il 730 o entro il 30 novembre 2026 per il Modello Redditi PF). Per chi ha situazioni complesse, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per verificare la tua situazione specifica.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulle detrazioni 2026 sopra 75.000 euroIl tetto da 75.000 euro si applica anche alle spese sanitarie?No. Le spese sanitarie (spese mediche detraibili al 19%) sono espressamente escluse dal meccanismo del tetto. Continuano a essere detraibili al 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, senza alcun limite massimo legato al reddito del contribuente. Puoi detrarre tutte le tue spese mediche anche se hai un reddito superiore a 100.000 euro.Gli interessi sul mutuo della prima casa rientrano nel tetto delle detrazioni 2026?No. Gli interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale (art. 15 TUIR) sono esclusi dal meccanismo del tetto. La detrazione al 19% si applica sulla quota di interessi passivi fino a 4.000 euro annui, indipendentemente dal reddito del contribuente. Questa esclusione non riguarda invece gli interessi su mutui per la costruzione della prima casa, che rientrano nel tetto.Come si calcola il tetto delle detrazioni con reddito di 90.000 euro e un figlio a carico?Con reddito di 90.000 euro e un figlio a carico, rientri nella fascia 75.001-100.000 euro “con figli”. Il tetto massimo di spese al 19% soggette al limite è di 28.000 euro. La somma di tutte le spese detraibili al 19% che rientrano nel meccanismo (escluse spese sanitarie, interessi mutuo prima casa, spese per disabilità) non può superare 28.000 euro: la quota eccedente non dà diritto ad alcuna detrazione.Le detrazioni per bonus ristrutturazione al 50% sono soggette al tetto da 75.000 euro?No. Le detrazioni edilizie (ristrutturazione 50%, Ecobonus 65%, Superbonus, bonus mobili, ecc.) non rientrano nel meccanismo del tetto. Il limite introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda solo gli oneri detraibili al 19% ex art. 15 TUIR. Le detrazioni edilizie mantengono le proprie regole e massimali invariati.Il tetto cambia se ho più figli a carico?La norma prevede due soli livelli: senza figli e con figli a carico. Non è previsto un ulteriore aumento del limite al crescere del numero di figli: basta avere almeno un figlio a carico per raddoppiare il tetto (da 14.000 a 28.000 euro nella fascia 75.001-100.000, oppure da 8.000 a 16.000 euro nella fascia oltre 100.000 euro). Due figli o cinque figli danno diritto allo stesso limite raddoppiato.Il tetto delle detrazioni 2026 si applica anche nel Modello Redditi PF?Sì. Il meccanismo del tetto per redditi superiori a 75.000 euro si applica sia nel modello 730 2026 che nel Modello Redditi PF 2026, in quanto opera in fase di calcolo dell’IRPEF, indipendentemente dal modello dichiarativo scelto. L’anno d’imposta di riferimento è il 2025.Le detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro sono un tema che richiede attenzione: il meccanismo del tetto introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 può ridurre significativamente il risparmio fiscale per i contribuenti con redditi elevati. Tuttavia, le spese escluse dal tetto — a partire dalle spese sanitarie e dagli interessi sul mutuo della prima casa — garantiscono comunque importanti agevolazioni fiscali, indipendentemente dal reddito.Per calcolare correttamente il tuo limite, verificare quali spese rientrano nel meccanismo e compilare il modello 730 2026 senza errori, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti assiste sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per calcolare il tetto delle detrazioni, verificare le spese detraibili e compilare correttamente il 730. Servizio disponibile in ufficio e online in tutta Italia.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Giugno 27, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 21:29:322026-07-03 07:55:10Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto
CAF, CRIPTOVALUTECryptosmart ottiene la licenza MiCAR da Consob e Banca d’Italia: cosa cambia per chi investe in cryptoIl mercato italiano delle criptovalute ha segnato una data storica: Cryptosmart, tra i principali exchange italiani, ha ottenuto la licenza MiCAR rilasciata congiuntamente da Consob e Banca d’Italia. Si tratta del primo riconoscimento formale in Italia nell’ambito del nuovo framework europeo per i crypto-asset, il Regolamento (UE) 2023/1114 noto come MiCA (Markets in Crypto-Assets). Una notizia che cambia concretamente le carte in tavola per milioni di italiani che detengono o intendono investire in criptovalute, sia sul fronte delle tutele che su quello degli adempimenti fiscali.In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa significa questa licenza, quali obblighi impone a Cryptosmart e, soprattutto, cosa cambia per te come investitore o contribuente italiano: dalle garanzie sul capitale alle modalità di dichiarazione fiscale, fino alla nuova aliquota del 33% sulle plusvalenze crypto in vigore dal 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Regolamento MiCA e perché è importanteCosa significa per Cryptosmart ottenere la licenza MiCARIl ruolo di Consob e Banca d’Italia nella supervisione cryptoCosa cambia concretamente per chi investe in crypto: le nuove tutele MiCARTassazione delle criptovalute nel 2026: aliquota 33% e soglia esenzioneCosa succede agli exchange senza licenza MiCAR dopo il 30 giugno 2026I servizi offerti da Cryptosmart con la licenza MiCARCome comunicare le criptovalute detenute su Cryptosmart al Fisco italianoIl futuro del mercato crypto italiano dopo il MiCADomande frequenti (FAQ)Cos’è il Regolamento MiCA e perché è importanteIl Regolamento (UE) 2023/1114 — Markets in Crypto-Assets (MiCA), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 9 giugno 2023 ed entrato in vigore il 30 giugno 2023, rappresenta il primo corpus normativo europeo organico dedicato ai mercati delle cripto-attività. Il regolamento si applica in modo diretto in tutti i 27 Stati membri senza necessità di recepimento nazionale, rendendo finalmente omogeneo un settore che fino ad allora operava in un vuoto regolamentare.Il MiCA distingue tre categorie principali di cripto-attività:Token collegati ad attività (ART – Asset-Referenced Tokens): stablecoin ancorate a più asset, valute o materie primeToken di moneta elettronica (EMT – E-Money Tokens): stablecoin ancorate a una singola valuta fiatAltre cripto-attività: include Bitcoin, Ethereum, utility token e la grande maggioranza degli asset negoziati sugli exchangeLa parte più rilevante per gli exchange come Cryptosmart riguarda i Crypto-Asset Service Provider (CASP), ovvero tutti i soggetti che forniscono servizi su cripto-attività (custodia, trading, consulenza, collocamento). Da luglio 2026 — termine del regime transitorio — nessun operatore può legalmente offrire questi servizi ai cittadini europei senza una licenza MiCAR in corso di validità.Date chiave del framework MiCA:9 giugno 2023: pubblicazione in Gazzetta UE (Reg. UE 2023/1114)30 giugno 2023: entrata in vigore formale30 dicembre 2024: applicazione piena per CASP (exchange, wallet provider, broker crypto)30 giugno 2026: scadenza definitiva regime transitorio in Italia per operatori già iscritti al registro OAM Cosa significa per Cryptosmart ottenere la licenza MiCARCryptosmart è un exchange italiano con sede a Padova, fondato nel 2017, che opera come piattaforma di acquisto, vendita e custodia di criptovalute per utenti retail e istituzionali. Con l’ottenimento della licenza MiCAR — autorizzazione rilasciata congiuntamente da Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) e Banca d’Italia — l’exchange raggiunge uno status regolamentare equivalente a quello di una società di investimento autorizzata.L’autorizzazione come CASP comporta il rispetto di una serie di requisiti stringenti, verificati dalle autorità prima del rilascio:Requisiti patrimoniali: capitale minimo adeguato alla tipologia e al volume dei servizi offerti (da 50.000 a 150.000 euro per i CASP standard, con soglie più elevate per chi gestisce portafogli)Governance e management: esponenti aziendali con requisiti di onorabilià e professionalità verificatiPolitiche AML/KYC: procedure robuste di antiriciclaggio e identificazione della clientela conformi alla IV e V Direttiva AMLCustodia segregata: i fondi dei clienti devono essere tenuti separati dal patrimonio aziendaleBusiness continuity: piani di continuità operativa e gestione dei rischi informaticiTrasparenza informativa: whitepaper standardizzati, documenti informativi per ogni asset listatoReporting alle autorità: obbligo di segnalazione periodica a Consob e Banca d’ItaliaCryptosmart diventa così uno dei primissimi exchange italiani a completare l’iter autorizzativo MiCAR in Italia, posizionandosi — insieme ad altri grandi player europei già autorizzati come Coinbase Europe e Bitstamp — nel ristretto club degli operatori pienamente conformi al nuovo quadro regolamentare europeo. Il ruolo di Consob e Banca d’Italia nella supervisione cryptoIl Regolamento MiCA prevede che ogni Stato membro designi una o più autorità competenti nazionali. L’Italia ha scelto un modello di co-supervisione che riflette la natura ibrida delle cripto-attività:Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa): competente per i profili di trasparenza, tutela degli investitori, market abuse, offerte al pubblico di cripto-attività e l’integrità del mercato. In sostanza, Consob vigila sugli aspetti più affini ai servizi di investimento tradizionali.Banca d’Italia: competente per i profili prudenziali (stabilità patrimoniale, rischio sistemico), la vigilanza sugli EMT e ART emessi da soggetti bancari o finanziari, e il rispetto delle norme antiriciclaggio. Il suo ruolo è analogo a quello esercitato sulle banche e sugli istituti di pagamento.Questa doppia supervisione è una specificità italiana rispetto ad altri paesi europei (ad esempio la Francia, dove l’AMF è l’unica autorità competente) e garantisce una copertura regolatoria più ampia, ma anche un iter autorizzativo più articolato per gli operatori. Il fatto che Cryptosmart abbia superato la valutazione di entrambi gli organi è un segnale di solidità strutturale.Prima del MiCA, gli exchange italiani erano obbligati a iscriversi al registro OAM (Organismo degli Agenti in Attività Finanziaria e dei Mediatori Creditizi), un adempimento molto più leggero che non prevedeva requisiti patrimoniali né controlli continuativi sulla solidità dell’operatore. La licenza MiCAR segna quindi un salto qualitativo enorme nella protezione degli utenti. Cosa cambia concretamente per chi investe in crypto: le nuove tutele MiCARPer l’investitore retail, la licenza MiCAR non è solo un dettaglio burocratico: si traduce in garanzie concrete e verificabili. Ecco la panoramica delle principali novità.AmbitoPrima del MiCA (regime OAM)Dopo il MiCA (licenza CASP)Requisiti patrimonialiNessuno previsto per iscrizione OAMCapitale minimo da 50.000 a 150.000 euro + buffer di rischioSegregazione fondiNon obbligatoriaObbligatoria: fondi clienti separati dal patrimonio aziendaleTrasparenza asset listatiDiscrezionaleWhitepaper obbligatorio per ogni cripto-attività offertaPolitiche di custodiaAutodisciplina internaStandard tecnici e di sicurezza obbligatori (EBA/ESMA)Segnalazione AMLObbligo di segnalazione UIF (normativa AML)Rafforzata: include monitoraggio transazioni on-chainDiritto di reclamoSolo via clausole contrattuali privateProcedura standardizzata di gestione reclami sotto supervisione ConsobDelisting asset rischiosiSolo su iniziativa volontaria dell’exchangeConsob può richiedere la sospensione/rimozione di un tokenContinuità operativaNon regolataPiani obbligatori di business continuity e recoveryIn sintesi, con un exchange MiCAR-autorizzato come Cryptosmart, il tuo capitale in crypto è protetto da regole simili a quelle che tutelano i tuoi investimenti in azioni o fondi comuni presso una banca o una SIM autorizzata. Non si tratta di una garanzia assoluta sulla performance degli asset (il valore delle cripto-attività rimane intrinsecamente volatile), ma di una protezione strutturale sull’operato dell’intermediario. Tassazione delle criptovalute nel 2026: aliquota 33% e soglia esenzioneL’autorizzazione MiCAR di Cryptosmart è anche l’occasione per fare il punto sul regime fiscale delle criptovalute in Italia nel 2026, significativamente modificato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).Le regole fiscali crypto vigenti dal 1° gennaio 2026:Aliquota plusvalenze: 33% (sostituisce il precedente 26% applicato fino al 31 dicembre 2025)Soglia di esenzione annua: 2.000 euro di plusvalenze complessive. Sotto questa soglia non si paga nullaIVCA (Imposta sul Valore Cripto-Attività): 0,2% (2 per mille) sul valore al 31 dicembre di tutte le cripto-attività detenuteMetodo di calcolo: LIFO (Last In First Out)Staking e yield farming: i proventi sono tassati come redditi diversi al 33% dal 2026NFT: trattati fiscalmente come cripto-attività dal 2023Mining: redditi diversi se attività occasionale/hobby; reddito d’impresa se svolta in modo professionaleDichiarazione: Quadro W del Modello Redditi PF (ha sostituito il vecchio Quadro RW dal 2023)Il collegamento con la licenza MiCAR non è solo teorico: gli exchange autorizzati come Cryptosmart sono ora obbligati a trasmettere automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati sulle operazioni dei propri utenti italiani (in applicazione della direttiva DAC8), facilitando i controlli fiscali e rendendo ancora più importante per gli investitori tenere una contabilità accurata delle proprie operazioni crypto.Per un approfondimento sulla dichiarazione fiscale delle criptovalute, leggi la nostra guida: Modello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW. Cosa succede agli exchange senza licenza MiCAR dopo il 30 giugno 2026Il 30 giugno 2026 rappresenta la scadenza definitiva del regime transitorio in Italia per gli operatori iscritti al registro OAM. Dopo questa data, la situazione sarà la seguente:Exchange con licenza MiCAR: possono continuare a operare normalmente in tutta l’UE con il meccanismo del “passaporto europeo”Exchange in attesa di autorizzazione (istanza presentata ma non ancora deliberata): possono proseguire temporaneamente, ma con possibili restrizioni sui nuovi serviziExchange senza licenza né istanza pendente: devono cessare le attività verso i clienti europei. Continuare ad operare costituisce violazione del Regolamento MiCA, sanzionabile da Consob con multe fino al 5% del fatturato annuo o revoca dell’accesso al mercatoCosa fare se usi un exchange non autorizzato MiCAR:Verifica lo stato dell’exchange sull’apposito registro ESMA (European Securities and Markets Authority), che pubblica l’elenco aggiornato dei CASP autorizzatiSe l’exchange non risulta autorizzato e non ha un’istanza pendente, valuta il trasferimento dei tuoi asset su una piattaforma MiCAR-compliant prima della scadenzaAttenzione ai wallet non custodiali (hardware wallet, software wallet): il MiCA non si applica all’auto-custodia, ma si applicano comunque gli obblighi fiscali italianiI servizi offerti da Cryptosmart con la licenza MiCARCon l’autorizzazione CASP, Cryptosmart può offrire legalmente in tutto il territorio dell’Unione Europea i seguenti servizi su cripto-attività:Custodia e amministrazione di cripto-attività per conto di clienti (wallet custodiale)Gestione di una piattaforma di negoziazione (exchange) per l’acquisto e la vendita di cripto-attivitàScambio di cripto-attività con fondi (fiat on/off ramp in euro)Scambio crypto-to-crypto e servizi di conversioneRicezione e trasmissione ordini per conto di clientiCollocamento di cripto-attività (offerte primarie)La licenza MiCAR funge da passaporto europeo: Cryptosmart può ora espandere i propri servizi in tutti i Paesi UE senza dover richiedere autorizzazioni separate in ciascuno Stato, semplicemente notificando le autorità locali tramite il meccanismo di “notifica di passaporto” previsto dal Regolamento. Come comunicare le criptovalute detenute su Cryptosmart al Fisco italianoDetenere criptovalute su un exchange autorizzato MiCAR non esime dagli obblighi dichiarativi. Ecco cosa devi sapere per il 2026:Quadro W del Modello Redditi PF: va compilato se il controvalore in euro delle cripto-attività detenute al 31 dicembre supera la soglia di rilevanza. Qui si dichiara anche la base di calcolo dell’IVCA (0,2%).Plusvalenze realizzate: le vendite, gli scambi crypto-to-crypto e i pagamenti con cripto-attività sono eventi fiscalmente rilevanti che generano plusvalenza o minusvalenza. Vanno dichiarate se la plusvalenza supera 2.000 euro nell’anno.Certificazioni Cryptosmart: con la licenza MiCAR, l’exchange è tenuto a fornire agli utenti la documentazione fiscale necessaria (estratti conto, report delle operazioni) in un formato standard utile per la dichiarazione dei redditi.Invio dati ad Agenzia Entrate: in applicazione della DAC8, Cryptosmart invierà automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati degli utenti italiani (nome, codice fiscale, operazioni effettuate, saldi di fine anno). Questo rende fondamentale la correttezza delle dichiarazioni.Esempio pratico: Mario ha acquistato 0,5 Bitcoin su Cryptosmart a gennaio 2025 a 45.000 euro, e li vende a luglio 2026 a 65.000 euro. La plusvalenza è di 20.000 euro. Poiché supera la soglia di 2.000 euro, Mario deve dichiarare la plusvalenza nel Modello Redditi 2027 (anno d’imposta 2026) e versare l’imposta del 33%, pari a 6.600 euro.Il futuro del mercato crypto italiano dopo il MiCAL’autorizzazione di Cryptosmart è un indicatore di come il mercato italiano delle criptovalute stia attraversando una fase di profonda maturazione. Alcune tendenze già visibili:Consolidamento del mercato: gli operatori più piccoli o meno strutturati faranno fatica a sostenere i costi di compliance MiCA e potrebbero uscire dal mercato o essere acquisitiIngresso di operatori istituzionali: la certezza regolatoria attrae asset manager, fondi pensione e banche tradizionali che finora si tenevano lontani dalle cripto-attivitàStablecoin regolamentate: gli EMT autorizzati da Banca d’Italia potranno offrire un’alternativa trasparente alle stablecoin estere come USDC o USDTMaggiore liquidità e profondità di mercato: più operatori regolamentati significa mercati più efficienti e spread bid/ask più contenutiIntegrazione con sistemi di pagamento: il MiCA apre la strada a servizi crypto-to-fiat più fluidi, potenzialmente integrabili nei circuiti bancari tradizionaliPer il contribuente italiano, la direzione è chiara: le criptovalute stanno diventando una classe di attivo normalizzata, con gli stessi obblighi dichiarativi degli investimenti finanziari tradizionali. Ignorare questi adempimenti, nel contesto di scambio automatico di dati tra exchange e fisco, espone a rischi di accertamento sempre più concreti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande frequenti (FAQ)Cryptosmart è sicuro dopo la licenza MiCAR?La licenza MiCAR aumenta significativamente il livello di sicurezza regolamentare: i fondi dei clienti devono essere segregati, l’exchange è sotto la supervisione continuativa di Consob e Banca d’Italia, e sono richiesti standard tecnici e di governance elevati. Questo non elimina il rischio di mercato (il valore delle cripto-attività può scendere), ma riduce il rischio di controparte (cioè che l’exchange sparisca con i tuoi fondi).Devo dichiarare le criptovalute su Cryptosmart anche se non le ho vendute?Sì, se il controvalore in euro delle tue cripto-attività supera la soglia di rilevanza prevista per il Quadro W, devi dichiararle nel Modello Redditi anche se non hai realizzato plusvalenze. Dovrai anche calcolare e versare l’IVCA (0,2% sul valore al 31 dicembre). Se invece non hai venduto né convertito e il controvalore è sotto soglia, non scatta alcun obbligo dichiarativo per le plusvalenze.Qual è l’aliquota sulle plusvalenze crypto nel 2026?Dal 1° gennaio 2026, l’aliquota è il 33% (in aumento rispetto al 26% applicato fino al 31 dicembre 2025), come stabilito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). La soglia di esenzione annua rimane 2.000 euro: se la tua plusvalenza complessiva è inferiore a questa cifra, non devi pagare nulla.Cosa è il MiCA e da quando si applica in Italia?Il MiCA (Markets in Crypto-Assets, Regolamento UE 2023/1114) è il regolamento europeo che disciplina i mercati delle cripto-attività. Si applica direttamente in tutti i Paesi UE. Per gli exchange (CASP), l’applicazione piena è partita il 30 dicembre 2024. In Italia, il regime transitorio per gli operatori già iscritti all’OAM scade il 30 giugno 2026, data oltre la quale tutti gli exchange devono avere la licenza MiCAR o cessare le attività verso utenti europei.Se il mio exchange non ha la licenza MiCAR cosa rischio?Come utente, non rischi sanzioni dirette per aver utilizzato un exchange non autorizzato. Tuttavia, dopo la scadenza del regime transitorio, l’exchange potrebbe essere costretto a chiudere o a bloccare i tuoi fondi. Il consiglio è di verificare lo stato dell’exchange sul registro ESMA e, se non risulta in regola, di trasferire i tuoi asset su una piattaforma autorizzata.Il CAF Centro Fiscale può aiutarmi con la dichiarazione delle criptovalute?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti nella compilazione del Quadro W del Modello Redditi PF per la dichiarazione delle cripto-attività e nel calcolo dell’IVCA. Contattaci per un preventivo personalizzato in base alla tua situazione specifica.Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 20:29:322026-06-28 00:07:01Cryptosmart ottiene la licenza MiCAR da Consob e Banca d’Italia: cosa cambia per chi investe in crypto