PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Elettricista e Idraulico 2026: Regime Forfettario, INPS Artigiani e TasseAprire la partita IVA come elettricista o idraulico nel 2026 significa entrare in uno dei comparti artigiani piu richiesti d’Italia, ma anche affrontare una normativa tecnica stringente: il DM 37/2008 (ex Legge 46/90), l’iscrizione alla CCIAA, all’Albo Artigiani e all’INPS Gestione Artigiani. In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega requisiti professionali, codici ATECO, regime forfettario, contributi previdenziali, deducibilita di furgone e materiali, fatturazione con detrazioni edilizie ed esempi reali di calcolo tasse per fatturati da 35.000, 55.000 e 80.000 euro.Indice dei contenutiProfilo professionale: elettricista, idraulico e termoidraulicoDM 37/2008: il “Decreto Impianti” che regola l’attivitaRequisiti tecnico-professionali per esercitareLe 7 lettere di abilitazione del DM 37/2008SCIA al Comune, CCIAA e Albo ArtigianiCodici ATECO 2026: elettricista, idraulico, termoidraulicoRegime forfettario: coefficiente di redditivita 86%INPS Gestione Artigiani: contributi 2026Riduzione contributiva 35% per forfettariCosti di avvio: furgone, attrezzature, magazzinoFurgone in forfettario vs ordinarioFatturazione al cliente privato e bonus ediliziFatturazione B2B e reverse charge IVADetrazioni 50%, 65%, ecobonus e SuperbonusComunicazione ENEA e attestato di conformitaTariffe orarie tipiche e intervento minimoEsempi calcolo tasse: 35K, 55K, 80KApprendistato e dipendenti: CCNL Edilizia ArtigianatoErrori comuni da evitareFAQ: domande frequentiProfilo professionale: elettricista, idraulico e termoidraulicoSotto la categoria degli installatori di impianti il legislatore distingue tre figure spesso sovrapposte sul cantiere ma giuridicamente ben separate dal DM 37/2008.Elettricista. Si occupa della progettazione, installazione, manutenzione e messa in sicurezza di impianti elettrici (lettera A del DM 37/2008) e impianti elettronici come antenne, citofoni, videosorveglianza, allarmi, domotica (lettera B). E la figura piu richiesta in edilizia residenziale, terziario e industria. Per i lavori sopra i 6 kW di potenza o sopra i 1000 V e obbligatorio il progetto firmato da professionista iscritto all’albo.Idraulico. Lavora sugli impianti idrico-sanitari (lettera D): allacciamenti acqua, scarichi, sanitari, bagni, cucine, impianti antincendio (lettera F per gli aspetti idrici). E la professione che gestisce il “ciclo dell’acqua” in casa: dal contatore allo scarico fognario.Termoidraulico. Figura ibrida (e oggi la piu remunerativa) che unisce idraulica e impianti di riscaldamento/raffrescamento (lettera C): caldaie, pompe di calore, climatizzatori split e VRF, pannelli radianti a pavimento, solare termico, fotovoltaico nella parte termica. Spesso il termoidraulico e abilitato anche per impianti gas (lettera E) e quindi puo installare e fare la manutenzione di caldaie a gas e piani cottura. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.DM 37/2008: il “Decreto Impianti” che regola l’attivitaIl Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37, noto come “Decreto Impianti“, ha sostituito la storica Legge 46/90 ed e ancora oggi la normativa di riferimento per chi installa impianti negli edifici. Si applica indipendentemente dalla destinazione d’uso (residenziale, commerciale, industriale) e copre tutti i lavori sugli impianti citati nelle 7 lettere (A-G) che vediamo piu avanti.Cosa impone in concreto il DM 37/2008:L’impresa installatrice deve essere iscritta alla CCIAA e in possesso dei requisiti tecnico-professionali (titolare o responsabile tecnico abilitato).Per ogni intervento (nuova installazione, trasformazione, ampliamento, manutenzione straordinaria) va rilasciata la Dichiarazione di Conformita al committente.Per impianti che superano determinate soglie (potenza, complessita) e obbligatorio il progetto preliminare firmato da un professionista iscritto all’albo (perito industriale, ingegnere).Le opere abusive o senza dichiarazione di conformita comportano sanzioni pesanti e, in caso di sinistro, responsabilita penale del committente e dell’installatore.Senza i requisiti del DM 37/2008 non puoi nemmeno aprire la partita IVA come elettricista o idraulico: la CCIAA blocca l’iscrizione all’Albo Artigiani con la qualifica di “installatore di impianti”. Requisiti tecnico-professionali per esercitareL’articolo 4 del DM 37/2008 elenca quattro percorsi alternativi per dimostrare i requisiti tecnico-professionali. Ne basta uno.Diploma di laurea in materia tecnica (ingegneria elettrica, energetica, meccanica) presso un’universita o ITS, attinente al tipo di impianto.Diploma di scuola secondaria superiore tecnica – perito industriale, perito tecnico, geometra – in indirizzo specifico (elettrotecnica, energia, termotecnica), + 2 anni di inserimento in azienda del settore come operaio, apprendista o tecnico.Qualifica professionale o diploma triennale (es. IeFP, IPSIA “operatore elettrico/termoidraulico”) + 4 anni di lavoro documentato (busta paga, contratto) presso un’impresa abilitata.Esperienza lavorativa di almeno 6 anni a tempo pieno presso un’impresa abilitata, con mansioni dirette di installazione/manutenzione, senza titoli scolastici specifici.Designazione del responsabile tecnico. Se i requisiti li ha il titolare, va bene cosi. Se invece il titolare e amministrativo (per esempio un familiare o un socio non operativo), va designato un responsabile tecnico abilitato, che deve essere socio, dipendente full-time o collaboratore familiare. Il responsabile tecnico puo coprire una sola impresa alla volta.Per il gas (lettera E) e l’antincendio (lettera F) servono spesso patentini specifici (es. patentino frigorista F-Gas regolamento UE 517/2014 per condizionatori e pompe di calore). Le 7 lettere di abilitazione del DM 37/2008L’articolo 1 del DM 37/2008 classifica le attivita in 7 lettere. La CCIAA rilascia l’abilitazione lettera per lettera, in base ai requisiti documentati. Una stessa impresa puo coprire piu lettere se il responsabile tecnico le possiede.LetteraTipologia di impiantoFigura tipicaAProduzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione di energia elettrica, impianti di protezione dalle scariche atmosferiche, impianti di automazione di porte, cancelli e barriereElettricistaBImpianti radiotelevisivi e elettronici (antenne, citofoni, videosorveglianza, antifurto, domotica)Elettricista / antennistaCImpianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione di qualsiasi natura, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condenseTermoidraulico / frigoristaDImpianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specieIdraulicoEImpianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo (metano, GPL), comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustioneTermoidraulico / installatore gasFImpianti di protezione antincendioAntincendista specializzatoGImpianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e similiAscensoristaL’elettricista “completo” tipicamente apre con A + B. L’idraulico con D. Il termoidraulico moderno aggiunge C + D + E (riscaldamento, idrico, gas). Le imprese piu strutturate coprono A+B+C+D+E. SCIA al Comune, CCIAA e Albo ArtigianiL’apertura della partita IVA segue un percorso preciso. Saltare uno step significa esercitare abusivamente.Apertura partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (gratis se fatto in autonomia o tramite CAF/commercialista).SCIA artigiana (Segnalazione Certificata Inizio Attivita) presentata al SUAP del Comune dove si trova la sede dell’impresa, allegando il modello DM 37/2008 con dichiarazione delle lettere richieste.Iscrizione al Registro Imprese della CCIAA tramite la ComUnica: pratica unica che riunisce CCIAA, INPS, INAIL e SUAP.Iscrizione all’Albo Artigiani (Sezione speciale del Registro Imprese): obbligatoria per tutte le imprese artigiane individuali. Da qui parte la copertura INPS Gestione Artigiani.Iscrizione INAIL con codice ditta: copertura assicurativa obbligatoria contro infortuni sul lavoro.Il diritto annuale CCIAA per ditte individuali artigiane e di circa 53-88 euro all’anno, in funzione del fatturato. La CCIAA puo richiedere fino a 6-8 settimane per concludere l’istruttoria sulle abilitazioni DM 37/2008. Codici ATECO 2026: elettricista, idraulico, termoidraulicoDal 1 gennaio 2025 e operativa la nuova classificazione ATECO 2025 (in vigore anche nel 2026), che ha riscritto numerosi codici. Per gli installatori di impianti la sezione di riferimento e F-43.2 “Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzione e installazione”.Codice ATECOAttivitaTipico per43.21.01Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione)Elettricista43.21.02Installazione di impianti elettronici (incluse antenne, allarmi, videosorveglianza)Antennista / domotica43.22.01Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione)Idraulico / termoidraulico generico43.22.02Installazione di impianti per la distribuzione del gasInstallatore gas43.22.03Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)Antincendista43.29.09Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (es. pannelli solari termici, isolamento)Termoidraulico / coibentazioneAttenzione: i codici 43.21.x e 43.22.x rientrano nella sezione F (Costruzioni) ai fini del coefficiente di redditivita forfettario. Verifica sempre con il commercialista o il CAF il codice esatto da indicare nel modello AA9/12 e nella visura camerale, perche la scelta incide direttamente sul reddito imponibile. Regime forfettario: coefficiente di redditivita 86%Il regime forfettario e di gran lunga la scelta piu vantaggiosa per il piccolo artigiano edile che resta sotto i 85.000 euro di ricavi annui. Il calcolo del reddito si fa cosi:Reddito imponibile = Ricavi x Coefficiente di redditivita – Contributi INPS pagatiImposta sostitutiva = 5% (primi 5 anni, se start-up) oppure 15% (regime ordinario forfettario)Per i codici ATECO della sezione F “Costruzioni e attivita immobiliari” (a cui appartengono 43.21.x e 43.22.x) il coefficiente di redditivita e 86%. Significa che su 100 euro di fatturato, 86 sono considerati reddito imponibile e 14 sono i “costi forfettari” riconosciuti dal Fisco.Esempio veloce. Elettricista con 50.000 euro di fatturato:Reddito lordo forfettario: 50.000 x 86% = 43.000 euroMeno contributi INPS pagati nell’anno (es. 4.000 euro): reddito imponibile = 39.000 euroImposta sostitutiva 15%: 5.850 euroAliquota 5% start-up (primi 5 anni se rispetta i requisiti): 1.950 euroCosa NON si paga in forfettario: IRPEF ordinaria (sostituita dall’imposta del 5/15%), IVA sulle fatture (con eccezione del reverse charge interno, vedi sotto), IRAP, addizionali regionali e comunali, ISA. Niente liquidazioni IVA trimestrali, niente esterometro, niente split payment.Limite 85.000 euro. Se superi questa soglia di ricavi nell’anno, l’anno successivo passi al regime ordinario semplificato. Se invece superi 100.000 euro in corso d’anno, esci immediatamente dal forfettario dalla data di superamento e devi fatturare con IVA da quel giorno. INPS Gestione Artigiani: contributi 2026Tutti gli installatori di impianti che esercitano in forma di impresa individuale o snc sono iscritti d’ufficio all’INPS Gestione Artigiani (cassa dedicata agli artigiani iscritti all’Albo Artigiani della CCIAA). E una cassa obbligatoria: non si puo esercitare l’attivita senza pagare i contributi previdenziali.Aliquota 2026: 24% circa sul reddito d’impresa (il dato esatto viene fissato ogni anno con circolare INPS di gennaio/febbraio). Aliquota ridotta al 23,25% per i collaboratori familiari sotto i 21 anni.Reddito minimale 2026. Anche se il reddito reale e basso o zero, INPS Artigiani richiede contributi su un reddito minimale di circa 17.500 euro (valore stimato 2026, allineato all’andamento ISTAT). Su questo minimale si calcola un contributo fisso annuo di circa 4.200 euro, suddiviso in 4 rate trimestrali (16/05, 16/08, 16/11, 16/02).Reddito massimale 2026. Il “tetto” oltre il quale non si pagano piu contributi e di circa 92.000 euro (per chi ha iniziato l’attivita prima del 1996) o 120.000 euro circa (per chi e iscritto all’INPS dopo il 1996).Contributo aggiuntivo IVS 1%. Sulla quota di reddito eccedente il minimale e fino al cosiddetto “scaglione” (circa 55.000 euro nel 2026) c’e un’aliquota +1% destinata al fondo IVS.Voce INPS Artigiani 2026Importo / aliquotaAliquota base titolare24% (circa)Aliquota collaboratori < 21 anni23,25%Reddito minimale~17.500 euro/annoContributo fisso minimo~4.200 euro/anno (in 4 rate)Aliquota aggiuntiva oltre minimale+1% sopra ~55.000 euroMassimale (post 1996)~120.000 euroImportante: i contributi INPS pagati sono interamente deducibili dal reddito imponibile, sia in forfettario sia in ordinario. Conserva sempre le ricevute F24. Riduzione contributiva 35% per forfettariI contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono richiedere all’INPS la riduzione del 35% dei contributi (Legge 190/2014 art. 1 comma 77). E un’agevolazione storica, ancora pienamente operativa nel 2026.Effetto pratico:Contributo fisso minimo passa da circa 4.200 euro a circa 2.730 euro all’anno.L’aliquota effettiva si abbassa dal 24% a circa il 15,6% sul reddito eccedente il minimale.La riduzione si applica all’intera contribuzione (minimale + eccedente).Attenzione al rovescio della medaglia: chi sceglie la riduzione del 35% accumula contribuzione ridotta, quindi la pensione sara piu bassa. L’INPS applica un coefficiente di riduzione anche al periodo accreditato (es. 12 mesi versati col 65% valgono come ~7,8 mesi piena contribuzione). Va valutata caso per caso.Come si chiede. Per i nuovi iscritti: barrando l’apposita casella nel modulo di iscrizione INPS Gestione Artigiani. Per chi e gia iscritto: presentando domanda telematica entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole l’agevolazione (es. entro 28/02/2026 per beneficiarne nel 2026). La domanda si rinnova tacitamente fino a quando si rispettano i requisiti del forfettario. Costi di avvio: furgone, attrezzature, magazzinoAprire la partita IVA come elettricista o idraulico richiede un investimento iniziale piu alto rispetto ad altre attivita artigiane. Ecco una stima realistica per chi parte da zero.VoceCosto indicativoFurgone usato (es. Ducato, Master 5-7 anni)10.000 – 18.000 euroFurgone nuovo medio28.000 – 40.000 euroAllestimento interno (scaffalature, organizer)2.000 – 4.500 euroAttrezzatura elettricista (pinze crimpatrici, multimetro, tester, trapani, scanalatore, FOP, scala)2.500 – 5.000 euroAttrezzatura idraulico (pressatrice elettrica, smerigliatrice, saldatrice TIG, attrezzi gas)3.500 – 7.000 euroMagazzino materiali iniziale (cavi, tubi, valvole, accessori)3.000 – 6.000 euroDPI (caschetto, scarpe antinfortunistiche, occhiali, guanti dielettrici)300 – 600 euroRC professionale annua (massimale 1 mln)350 – 800 euroApertura PIVA + SCIA + iscrizione CCIAA + INAIL (con CAF)300 – 600 euroSoftware fatturazione elettronica + gestionale120 – 300 euro/annoSito web + biglietti da visita + grafica furgone800 – 2.500 euroTotale indicativo avvio: da 20.000 euro (furgone usato, attrezzatura essenziale) fino a 60.000 euro (furgone nuovo allestito, attrezzatura completa per piu lettere DM 37/2008). Furgone in forfettario vs ordinarioQuesta e una delle differenze piu rilevanti tra i due regimi e va valutata prima di scegliere come aprire la partita IVA.In regime forfettario:Il furgone NON si puo dedurre come costo: il coefficiente del 86% gia ingloba forfettariamente tutte le spese.L’IVA pagata sull’acquisto del veicolo NON e detraibile.L’ammortamento (per veicoli aziendali strumentali, normalmente al 25% annuo) NON si applica.Carburante, assicurazione, bollo, manutenzione: NON deducibili in forfettario.In regime ordinario semplificato:Furgone N1 immatricolato come autocarro e considerato bene strumentale “esclusivamente aziendale”: IVA detraibile al 100% e ammortamento al 25% annuo (4 anni).Carburante, manutenzione, assicurazione, pedaggi, bollo: deducibili al 100% se l’uso e esclusivamente professionale.Per le auto promiscue (M1) la deducibilita e ridotta al 20% e l’IVA al 40%.Quando conviene il regime ordinario? Se nel primo anno prevedi di acquistare furgone nuovo (es. 35.000 euro + IVA), attrezzatura cospicua e magazzino, l’ordinario potrebbe far recuperare 8-10.000 euro tra IVA detraibile e costi deducibili. Da valutare con il commercialista o il CAF gia in fase di apertura.Una soluzione spesso adottata: aprire in ordinario il primo anno per scaricare gli investimenti, poi passare al forfettario dal 1 gennaio dell’anno successivo se i ricavi restano sotto 85.000 euro. La transizione e legittima e va comunicata in dichiarazione annuale. Fatturazione al cliente privato e bonus ediliziLa fatturazione al cliente privato (persona fisica, condominio per parti private) e l’attivita prevalente per la maggior parte degli installatori. Ecco le regole 2026.Fattura elettronica obbligatoria. Dal 2024 anche i forfettari sono tenuti alla fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI), senza eccezioni di soglia. Va emessa entro 12 giorni dalla prestazione (corrispettivo) o 12 giorni dal pagamento (cash basis applicabile in forfettario).Aliquota IVA per impianti su immobile residenziale:10% IVA per manutenzione ordinaria/straordinaria su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata (legge 488/1999 art. 7 comma 1 lett. b).4% IVA per interventi connessi all’acquisto/costruzione “prima casa” o per opere agevolate.22% IVA sui beni di valore significativo (caldaia, condizionatore, serramenti, ascensori) per la quota che eccede il valore della prestazione lavorativa.Forfettario e IVA. Il forfettario emette fatture senza IVA (regola generale). Sulla fattura va indicata la dicitura: “Operazione effettuata in regime forfettario – Art. 1 commi 54-89 L. 190/2014. Non soggetta a IVA”. Sul cliente privato l’aliquota IVA agevolata 10/4% non si applica perche il forfettario non addebita IVA tout court.Ritenuta d’acconto? Il cliente privato non e sostituto d’imposta, quindi non applica ritenuta. Anche le aziende clienti, sui forfettari, non applicano la ritenuta del 20% (basta indicare la dicitura “soggetto in regime forfettario, non assoggettato a ritenuta d’acconto”). Fatturazione B2B e reverse charge IVAQuando l’elettricista o l’idraulico lavora come subappaltatore per un’altra impresa edile, scatta il reverse charge interno (inversione contabile, articolo 17 comma 6 del DPR 633/72 lettera a-ter).Come funziona: il subappaltatore emette fattura senza IVA con dicitura “Inversione contabile – art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72”. L’IVA la versa l’appaltatore principale (committente) attraverso il meccanismo di autofatturazione.Quando si applica il reverse charge:Subappalti edili tra imprese (es. elettricista che lavora per un’impresa generale di costruzioni).Servizi di pulizia, demolizione, installazione impianti, completamento relativi a edifici (art. 17 c. 6 lett. a-ter DPR 633/72).NON si applica nei rapporti diretti con il committente finale (privato o impresa che usera l’edificio per se).Forfettari e reverse charge. Il forfettario che riceve fatture in reverse charge da fornitori esteri o italiani (es. acquisto materiale da fornitore extra-UE) deve versare l’IVA con F24 codice tributo 6099, anche se non puo detrarla. E un’eccezione importante: pur essendo “fuori IVA”, in reverse charge l’IVA va comunque versata. Il consiglio del CAF: se possibile, evita acquisti in reverse charge intra-UE preferendo fornitori italiani. Detrazioni 50%, 65%, ecobonus e SuperbonusUna larga fetta del lavoro per elettricisti e idraulici e legata ai bonus edilizi e fiscali. Ecco la mappa aggiornata al 2026.BonusAliquota 2026Lavori tipici per elettricista/idraulicoBonus Ristrutturazione (50%)50% prima casa, 36% altri immobili (max 96.000 euro)Rifacimento impianto elettrico, sostituzione caldaia, rifacimento bagno, antifurtoEcobonus (65/50%)50% prima casa, 36% altri immobili (allineati al 50% standard)Caldaia a condensazione classe A+, pompa di calore, solare termico, fotovoltaico termicoSuperbonus residuo65% per condomini con CILAS depositata entro 15/10/2024 (lavori in corso)Cappotto + impianti integrati (solo come “trainato”)Bonus Mobili (50%)50% (max 5.000 euro)Grandi elettrodomestici classe energetica alta acquistati con la ristrutturazioneBonus Sismico (Sismabonus)50-85% in base al miglioramento di classeAllarmi sismici, impianti integrati nelle opere strutturaliCessione del credito e sconto in fattura SOSPESI. Il DL 11/2023 ha bloccato la cessione del credito e lo sconto in fattura per gran parte dei bonus edilizi (con eccezioni residuali per zone sismiche e barriere architettoniche). Nel 2026 il cliente deve pagare integralmente la fattura all’installatore e poi recupera il bonus in dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali costanti. Comunica chiaramente questa regola al cliente prima di accettare il lavoro.Documenti da fornire al cliente per il bonus:Fattura elettronica con causale dettagliata (es. “intervento di manutenzione straordinaria su impianto idrico ai sensi DPR 380/2001 art. 3 c.1 lett. b”).Bonifico parlante con causale specifica (legge 449/97, codice fiscale committente, P.IVA fornitore).Dichiarazione di conformita DM 37/2008 firmata dal responsabile tecnico.Asseverazione tecnica per Ecobonus (firmata da tecnico abilitato). Comunicazione ENEA e attestato di conformitaDue adempimenti che capitano quasi sempre nei lavori edili agevolati e che ricadono sull’installatore o sul committente con il supporto del tecnico.Comunicazione ENEA. Per i lavori che fruiscono di Ecobonus o Bonus Casa con risparmio energetico (es. nuova caldaia a condensazione, climatizzatore in pompa di calore, infissi, fotovoltaico termico), va inviata entro 90 giorni dalla fine lavori la comunicazione telematica al portale ENEA (efficienzaenergetica.enea.it). Il file richiede dati tecnici dell’impianto (potenza, COP, classe energetica). Spesso e l’installatore o il termotecnico ad occuparsene.Attestato/Dichiarazione di Conformita DM 37/2008. E un documento obbligatorio che l’installatore rilascia al committente al termine di ogni lavoro (anche piccolo). Contiene:Dati identificativi dell’impresa installatrice e del responsabile tecnico (con timbro).Tipologia di intervento (lettera DM 37, descrizione tecnica).Schemi e disegni dell’impianto, allegati materiali utilizzati con marcature CE.Dichiarazione di rispetto delle norme tecniche (CEI per gli impianti elettrici, UNI per quelli idrici e gas).Firma del responsabile tecnico abilitato.Costo ENEA + dichiarazione di conformita (lavoro tecnico interno o consulenza esterna): da 50 a 200 euro a pratica. E un costo che va riaddebitato al cliente o incluso nel preventivo. Tariffe orarie tipiche e intervento minimoLe tariffe variano molto in base alla zona geografica (Nord vs Sud), alla specializzazione e al tipo di cliente (privato vs impresa). Sono indicazioni di mercato 2026 raccolte dal Centro Fiscale presso le imprese del Friuli Venezia Giulia.VoceElettricistaIdraulicoTermoidraulicoTariffa oraria base30 – 50 euro/h35 – 55 euro/h40 – 60 euro/hIntervento minimo80 – 130 euro90 – 150 euro100 – 180 euroTariffa oraria notturna/festiva60 – 90 euro/h70 – 100 euro/h80 – 120 euro/hDiritto di chiamata urgente40 – 80 euro50 – 100 euro60 – 120 euroIndicazioni utili per il preventivo:Materiali a parte (con ricarico tipico 20-35% sul prezzo di acquisto).Trasferta forfettaria oltre i 10-15 km dalla sede (es. 0,50 euro/km o pacchetto fisso).Diritto di chiamata urgente fuori orario (festivi, notturno): forfait 50-100 euro indipendente dalla durata dell’intervento.Sopralluogo: gratuito per lavori di una certa entita; a pagamento (40-80 euro) per piccoli interventi o consulenze. Esempi calcolo tasse: fatturato 35K, 55K, 80KVediamo tre scenari concreti per un installatore di impianti in regime forfettario con coefficiente 86% e riduzione contributiva 35%. Aliquota imposta sostitutiva: 15% (regime ordinario) o 5% (start-up nei primi 5 anni).Scenario 1 – Elettricista al primo anno (start-up): 35.000 euroFatturato annuo35.000 euroReddito lordo (35.000 x 86%)30.100 euroContributi INPS Artigiani (riduzione 35%):Minimale 2.730 euro + (30.100 – 17.500) x 15,6%~ 4.700 euroReddito imponibile (30.100 – 4.700)25.400 euroImposta sostitutiva 5% (start-up)1.270 euroTotale tasse + contributi~ 5.970 euro (17% del fatturato)Reddito netto disponibile~ 24.130 euro/anno (~2.000 euro/mese)Scenario 2 – Idraulico avviato: 55.000 euroFatturato annuo55.000 euroReddito lordo (55.000 x 86%)47.300 euroContributi INPS Artigiani (riduzione 35%):Minimale 2.730 + (47.300 – 17.500) x 15,6%~ 7.380 euroReddito imponibile (47.300 – 7.380)39.920 euroImposta sostitutiva 15% (forfettario standard)5.988 euroTotale tasse + contributi~ 13.370 euro (24% del fatturato)Reddito netto disponibile~ 33.930 euro/anno (~2.830 euro/mese)Scenario 3 – Termoidraulico al limite: 80.000 euroFatturato annuo80.000 euroReddito lordo (80.000 x 86%)68.800 euroContributi INPS Artigiani (riduzione 35%):Minimale 2.730 + (68.800 – 17.500) x ~16,5% (con +1% oltre 55.000)~ 11.180 euroReddito imponibile (68.800 – 11.180)57.620 euroImposta sostitutiva 15%8.643 euroTotale tasse + contributi~ 19.823 euro (24,8% del fatturato)Reddito netto disponibile~ 48.977 euro/anno (~4.080 euro/mese)Nota. Le simulazioni considerano solo l’impatto previdenziale e fiscale. Devi aggiungere a parte i costi reali di carburante, materiali, attrezzature e RC professionale (in forfettario non sono deducibili ma li paghi comunque). La marginalita lorda tipica di un installatore al netto dei materiali e tra il 35 e il 55% del fatturato. Apprendistato e dipendenti: CCNL Edilizia ArtigianatoQuando il volume di lavoro cresce, e tipico assumere un primo aiutante o apprendista. Il contratto collettivo di riferimento e il CCNL Edilizia Artigianato (siglato Confartigianato Imprese / CNA / Casartigiani con FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL).Apprendistato professionalizzante (18-29 anni): durata 3 anni, retribuzione progressiva (60% al 1 anno, 75% al 2 anno, 90% al 3 anno del livello finale). Sgravio contributivo 11,61% per i primi 3 anni nelle aziende fino a 9 dipendenti.Apprendistato di primo livello (15-25 anni con qualifica/diploma): contratto duale scuola-lavoro, fino a 4 anni.Operaio comune (livello 1), operaio qualificato (livello 2), operaio specializzato (livello 3): la maggior parte degli aiutanti elettricisti/idraulici e inquadrata come livello 2 o 3.Cassa edile. Iscrizione obbligatoria alla Cassa Edile territoriale (in FVG: Cassa Edile Artigiana FVG) per gli operai del settore edilizia artigianato. Versamenti mensili per ferie, gratifica natalizia, mutualita e formazione (Edilcassa).DURC. Documento di Regolarita Contributiva, indispensabile per partecipare a gare pubbliche e per la cessione del credito (quando attiva). Si scarica gratuitamente da INPS, INAIL e Cassa Edile.Costo lordo aziendale di un apprendista al 1 anno: indicativamente 1.250-1.500 euro/mese (RAL ~15-18.000 euro), con sgravi contributivi ridotti. Costo lordo di un operaio specializzato livello 3: 2.300-2.700 euro/mese (RAL ~28-32.000 euro). Aggiungere TFR e accantonamenti Cassa Edile. Errori comuni da evitareNon avere la lettera DM 37/2008 corretta. Lavorare su impianti gas senza lettera E o su climatizzatori (F-Gas) senza patentino significa esporsi a sanzioni penali in caso di sinistro e impossibilita di rilasciare la dichiarazione di conformita.Aprire forfettario con grandi investimenti iniziali. Se nel primo anno acquisti un furgone nuovo da 40.000 euro + magazzino, in forfettario perdi tutto il vantaggio fiscale dell’IVA detraibile e dell’ammortamento.Dimenticare la riduzione 35% INPS. Per i forfettari e una scelta da quasi 1.500 euro all’anno di risparmio. Va richiesta entro il 28 febbraio.Non emettere la dichiarazione di conformita. Senza, il cliente non puo accedere ai bonus edilizi e l’impresa rischia sanzioni amministrative oltre alla responsabilita civile/penale.Sbagliare il regime IVA su subappalti edili. Fatturare con IVA quando dovrebbe essere reverse charge significa addebito errato che il cliente potra contestare.Sottovalutare la RC professionale. Un cortocircuito o una perdita d’acqua puo provocare danni per decine di migliaia di euro: la RC e indispensabile e i 400-700 euro l’anno sono il costo della tranquillita.Ignorare la comunicazione ENEA. Se il cliente non riceve i bonus per colpa di una mancata comunicazione dell’installatore, l’impresa rischia richieste di risarcimento. FAQ: domande frequentiPosso aprire la partita IVA come elettricista senza diploma?Si, ma serve dimostrare almeno 6 anni di lavoro continuativo a tempo pieno presso un’impresa abilitata DM 37/2008 (con buste paga, contratto, mansioni di installazione/manutenzione effettive). In alternativa: qualifica triennale + 4 anni, oppure diploma tecnico + 2 anni. Senza nessuno di questi requisiti la CCIAA non rilascia l’abilitazione e non si puo aprire l’impresa.Quanto costa aprire la partita IVA come idraulico?L’apertura formale (PIVA + SCIA + CCIAA + INAIL) costa tra 200 e 500 euro tramite CAF o commercialista, piu il diritto annuale CCIAA di circa 53-88 euro. La parte pesante e l’investimento iniziale: furgone, attrezzatura, magazzino e RC professionale, per un totale realistico tra 20.000 e 60.000 euro.Conviene il forfettario o il regime ordinario per un installatore?Dipende dai costi reali. Se i tuoi costi (materiali, furgone, attrezzature) superano il 14% del fatturato (cioe il “forfait” implicito nel coefficiente 86%), conviene il regime ordinario semplificato con IVA detraibile e costi deducibili al 100%. Se hai pochi costi e fatturato sotto 85.000 euro, il forfettario e quasi sempre vincente. Confrontati con il CAF Centro Fiscale prima di scegliere: il primo anno e cruciale.L’aliquota 5% start-up vale anche per chi lavorava come dipendente in un’impresa edile?Si, ma con un vincolo importante: l’attivita aperta in proprio non deve essere una mera prosecuzione di quella svolta come dipendente. Significa che non puoi aprire P.IVA e fatturare al 90-100% al tuo ex datore di lavoro: l’Agenzia delle Entrate riqualifica il rapporto come lavoro dipendente mascherato e perdi il 5%. Devi avere un portafoglio clienti diversificato.Come fatturo la sostituzione di una caldaia con bonus 50%?Emetti fattura elettronica al committente, separando la parte di “manodopera” da quella della “caldaia” (bene di valore significativo). Il cliente paga con bonifico parlante (causale legge 449/97 + dati anagrafici), tu rilasci la dichiarazione di conformita DM 37/2008 e il cliente o tu trasmettete la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Il 50% del bonus il cliente lo recupera in dichiarazione dei redditi in 10 anni: nel 2026 cessione del credito e sconto in fattura sono sospesi.Devo iscrivermi alla Cassa Edile come ditta individuale senza dipendenti?No, finche lavori da solo (titolare senza dipendenti) NON sei obbligato all’iscrizione alla Cassa Edile (che riguarda i lavoratori subordinati del settore edilizia). Diventa obbligatoria al primo dipendente o apprendista assunto con CCNL Edilizia Artigianato. Alcuni committenti pubblici o grandi appaltatori, pero, richiedono il DURC anche per le ditte individuali: in quel caso devi essere in regola con INPS Artigiani e INAIL.Cosa succede se supero gli 85.000 euro in regime forfettario?Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000 euro, l’anno corrente lo concludi in forfettario; dal 1 gennaio successivo passi al regime ordinario semplificato. Se invece superi 100.000 euro in corso d’anno, la fuoriuscita e immediata: dalla data di superamento devi emettere fatture con IVA, applicare la ritenuta d’acconto sui collaboratori, applicare i regimi ordinari. E un cambio importante che va gestito con il commercialista o il CAF.Posso lavorare nel weekend o di notte come elettricista in pronto intervento?Si, come titolare di impresa individuale non sei soggetto a vincoli di orario. Puoi anzi differenziare il servizio applicando una tariffa maggiorata (50-100% in piu) per interventi notturni, festivi o urgenti. E un mercato remunerativo soprattutto per emergenze elettriche e perdite idriche. L’unica cautela: rispetta i tempi di guida e riposo se il furgone supera 3,5 t (cronotachigrafo).Devo applicare il reverse charge anche al cliente privato?No. Il reverse charge interno (art. 17 c.6 lett. a-ter DPR 633/72) si applica solo nei rapporti B2B tra imprese per subappalti edili o prestazioni su edifici. Nei lavori al cliente privato (consumatore finale, persona fisica) si applica l’IVA ordinaria al 10% per manutenzioni o al 22% per forniture significative. Ricorda comunque che il forfettario emette sempre fatture senza IVA.Posso assumere mio figlio come apprendista nella mia impresa artigiana?Si. Esiste anche la figura del collaboratore familiare artigiano (parente entro il 3 grado), iscritto all’INPS Artigiani con aliquota ridotta al 23,25% se sotto i 21 anni. In alternativa il figlio puo essere assunto con regolare contratto di apprendistato professionalizzante CCNL Edilizia Artigianato. La scelta dipende dalla volonta di farne un futuro socio/erede dell’impresa o un dipendente “classico”.Conclusione: parti col piede giusto con il CAF di UdineAprire la partita IVA come elettricista, idraulico o termoidraulico nel 2026 richiede attenzione su tre piani: tecnico (DM 37/2008, lettere abilitative, dichiarazioni di conformita), amministrativo (SCIA, CCIAA, Albo Artigiani, INAIL), fiscale e previdenziale (forfettario o ordinario, INPS Artigiani, riduzione 35%). Sbagliare uno di questi passaggi puo costarti migliaia di euro o esporti a responsabilita personali in caso di sinistro.Il CAF Centro Fiscale di Udine e specializzato nell’apertura e gestione di partite IVA artigiane edili: ti accompagniamo dalla SCIA alla prima dichiarazione, ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale piu vantaggioso, gestiamo i contributi INPS Artigiani e ti assistiamo nelle comunicazioni ENEA e nella fatturazione con bonus edilizi.Vuoi aprire la partita IVA come elettricista o idraulico?Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti seguiamo dall’apertura alla dichiarazione, con un servizio dedicato agli artigiani edili.Telefono: 0432 1840130Email: info@centrofiscale.com★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. 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Finanza & Servizi, FINANZIAMENTI, Prestiti AutoPrestiti auto 2026: tasso fisso vs leasing per privatiStai valutando l’acquisto di una nuova auto nel 2026 e vuoi capire se è meglio un prestito auto a tasso fisso o un leasing per privati? Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi che dipendono dal tuo profilo di utilizzo, dalle tue esigenze fiscali e dalla tua situazione finanziaria. In questa guida confrontiamo le due opzioni con esempi pratici e un calcolatore della rata.Indice dei contenutiPrestito auto a tasso fisso: come funzionaLeasing auto per privati: come funzionaConfronto diretto: prestito auto vs leasing privatiQuando scegliere il prestito autoQuando scegliere il leasing autoCalcolatore rata prestito auto: formula praticaDomande frequentiConclusionePrestito auto a tasso fisso: come funzionaIl prestito auto a tasso fisso è la forma più tradizionale di finanziamento per l’acquisto di un veicolo. Funziona come un normale prestito finalizzato:Versi una rata mensile fissa per tutta la durata del contrattoA fine piano di ammortamento sei proprietario dell’autoL’auto può essere intestata a tuo nome fin dall’acquistoNessun vincolo sull’utilizzo del veicolo (km illimitati, modifiche, uso commerciale non vietato)Tasso fisso: la rata non cambia mai nel corso del contrattoTassi indicativi prestito auto 2026ImportoDurataTAN indicativoTAEG indicativoRata stimata15.000 €48 mesi6-8%7-10%~350-370 €/mese20.000 €60 mesi6-8%7-10%~385-415 €/mese30.000 €72 mesi5-7%6-9%~490-530 €/meseValori indicativi 2026. Dipendono dal profilo creditizio del richiedente e dall’offerta della singola banca/finanziaria.Leasing auto per privati: come funzionaIl leasing auto per privati (detto anche leasing operativo privati o noleggio a lungo termine – NLT) è cresciuto molto in Italia negli ultimi anni. Tecnicamente è diverso dal prestito:La società di leasing rimane proprietaria dell’auto per tutta la durata del contrattoTu paghi un canone mensile per il diritto di utilizzoA fine contratto hai tre opzioni: restituzione, riscatto (acquisto al prezzo residuale fissato) o sostituzione con un nuovo veicoloSpesso include servizi accessori: manutenzione ordinaria/straordinaria, assicurazione, soccorso stradale, gommeLimite km annuali contrattuale (tipicamente 10.000-30.000 km/anno)Esempio canone leasing auto 2026AutoDurataCanone mensile (full service)Anticipo tipicoKm annuiBerlina segmento B (~20.000 €)36 mesi350-450 €/mese2.000-4.000 €15.000SUV compatto (~30.000 €)48 mesi450-600 €/mese3.000-6.000 €15.000Berlina elettrica (~35.000 €)36 mesi500-700 €/mese3.000-5.000 €20.000Valori indicativi di mercato 2026. Il canone include spesso manutenzione + assicurazione + pneumatici. Confrontare offerte dello stesso perimetro di servizi.Confronto diretto: prestito auto vs leasing privatiCriterioPrestito auto (tasso fisso)Leasing / NLT privatiProprietà veicoloTua fin dall’acquistoDella società di leasingKm illimitatiSiNo (limite contrattuale)Manutenzione inclusaNoSpesso si (full service)Assicurazione inclusaNoSpesso siFlessibilità sostituzioneBassa (devi rivendere)Alta (rinnovi a fine contratto)Valore residuo rischioA tuo caricoDella società di leasingPersonalizzazioneLiberaLimitata (no modifiche)Detrazione fiscale privatiNo (prestito)No (uso privato)Anticipo richiestoOpzionale (spesso 0)Quasi sempre richiestoQuando scegliere il prestito autoVuoi essere proprietario dell’auto e non hai vincoli sui kmPercorri molti km l’anno (oltre 25.000-30.000): il sovrapprezzo per splafonamento km del leasing può essere elevatoVuoi poter personalizzare o modificare il veicoloPrevedi di tenere l’auto per molti anni (7-10+): il costo totale del prestito è inferiore al leasing continuativoQuando scegliere il leasing autoVuoi cambiare auto frequentemente (ogni 3-4 anni) senza il problema della rivenditaPreferisci un costo fisso mensile all-inclusive (assicurazione + manutenzione + gomme compresi)Non vuoi preoccuparti del valore di rivendita: il rischio tecnologico (auto elettriche) è della società di leasingPercorri un numero di km prevedibile e contenuto (10.000-20.000/anno)Calcolatore rata prestito auto: formula praticaPer stimare la rata mensile del tuo prestito auto puoi usare questa formula approssimata (ammortamento francese a tasso fisso):Rata = [C x (i/12)] / [1 – (1 + i/12)^-n]Dove: C = capitale finanziato, i = TAN annuo (es. 0,07 per 7%), n = numero rate mensili.Esempio: C = 18.000 euro, TAN = 7%, n = 60 mesi → Rata = [18.000 x (0,07/12)] / [1 – (1+0,07/12)^-60] = 105 / (1 – 0,6989) = 105 / 0,3011 = etwa 356 euro/mese.Domande frequentiPosso intestare l’auto a mia moglie e fare il prestito a mio nome?Si, tecnicamente è possibile. Il prestito auto (non finalizzato) non richiede che il richiedente sia il futuro proprietario del veicolo. Per i finanziamenti finalizzati la banca potrebbe richiedere concordanza tra richiedente e acquirente.Il leasing auto è detraibile per i privati nel 2026?No. Per i privati il leasing auto non è detraibile dalle imposte. La detraibilità del leasing auto riguarda esclusivamente i professionisti con P.IVA (deduzione limitata per uso professionale) e le società.Cosa succede se supero i km contrattuali del leasing?Alla restituzione del veicolo viene calcolato lo splafonamento km e addebitato un costo per km in eccesso (tipicamente 0,10-0,25 euro/km a seconda del contratto). È importante stimare realisticamente i km annui prima di firmare.ConclusioneLa scelta tra prestito auto a tasso fisso e leasing per privati nel 2026 dipende dal tuo stile di utilizzo e dalle tue priorità: proprietà vs flessibilità, km illimitati vs all-inclusive, costo totale vs rata mensile gestibile. Per chi percorre molti km e vuole l’auto come bene proprio, il prestito è spesso la scelta più economica nel lungo periodo. Per chi cambia auto frequentemente e vuole zero pensieri su manutenzione e assicurazione, il leasing offre una comodità difficile da replicare. Consulta anche la nostra guida completa ai prestiti 2026 per tutte le opzioni di finanziamento disponibili.Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 12:30:002026-06-28 00:15:34Prestiti auto 2026: tasso fisso vs leasing per privati
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima VisitaLa fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie ai privati, passando per gli adempimenti ENPAM e la gestione del listino prestazioni, il quadro normativo è cambiato in modo strutturale grazie al DLgs 81/2025.In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti fiscali e contributivi che riguardano lo studio dentistico nel 2026: dal regime fiscale più conveniente alle modalità di trasmissione dei dati al Sistema TS, dalla corretta applicazione del bollo da 2 euro alla scelta del software di fatturazione più adatto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai professionisti sanitari e accompagna i dentisti in ogni adempimento. Indice dei contenutiIl regime fiscale del dentista nel 2026Sistema TS per dentisti: cosa trasmettereDivieto SdI prestazioni sanitarie ai privatiListino prestazioni del dentistaPrima visita: come fatturarlaBollo 2 euro sopra 77,47 euroSoftware fatturazione consigliati per dentistiENPAM Quota A e Quota B 2026Domande frequentiIl regime fiscale del dentista nel 2026La scelta del regime fiscale è il primo passo nella corretta gestione della fatturazione dentista 2026. L’odontoiatra libero professionista può optare per due strade: il regime forfettario oppure il regime ordinario. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui il volume dei ricavi, la presenza di collaboratori e la possibilità di dedurre i costi dello studio.Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In parole semplici: invece di pagare più imposte separate, paghi una sola tassa con aliquota agevolata. Per i dentisti, il coefficiente di redditività applicabile è del 78%, che rappresenta la percentuale dei ricavi considerata reddito imponibile. Ad esempio, se Marco incassa 70.000 euro, il reddito imponibile sarà di 54.600 euro (70.000 x 78%).I principali requisiti per il regime forfettario dentisti 2026 sono:Ricavi annui non superiori a 85.000 euroSpese per personale dipendente entro 20.000 euroAssenza di partecipazioni di controllo in società di personeNon aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedenteL’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in caso di nuova partita IVA. Il regime ordinario, invece, è conveniente per gli studi dentistici strutturati con elevati costi (affitto locali, attrezzature, materiali, collaboratori) che superano la deduzione forfettaria del 22%. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica di ogni dentista per individuare il regime più vantaggioso. Sistema TS per dentisti: cosa trasmettereUna delle novità più importanti per la fatturazione dentista 2026 riguarda il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). Dal 2025 la trasmissione dei dati delle spese sanitarie è passata da semestrale ad annuale: i dentisti devono trasmettere tutte le fatture emesse nell’anno precedente entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per i dati relativi al 2025, la scadenza ordinaria del 31 gennaio 2026 slitta al 2 febbraio 2026 perché cade di sabato.Il Sistema TS è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati confluiscono poi nella dichiarazione dei redditi precompilata, dove vengono automaticamente inseriti come spese detraibili al 19%. La trasmissione non è facoltativa: è un obbligo di legge per tutti i dentisti.Cosa deve essere trasmesso al Sistema TSCodice fiscale del pazienteData del documento fiscaleTipologia di spesa (con codice specifico per le prestazioni odontoiatriche)Importo complessivo della prestazioneEventuale presenza di opposizione del paziente al trattamento dei datiIl paziente ha sempre il diritto di opposizione: può chiedere che la fattura non venga trasmessa al Sistema TS. In quel caso, lo studio dentistico deve apporre sulla fattura la dicitura specifica e conservare la richiesta scritta. La mancata, tardiva o errata trasmissione comporta una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro. È ammessa una correzione entro 7 giorni dalla scadenza ordinaria senza penalità.Per evitare errori che possono costare cari, molti dentisti scelgono di affidarsi a un CAF specializzato come il Centro Fiscale di Udine, che gestisce l’intera procedura di trasmissione al Sistema TS dentisti 2026. Divieto SdI prestazioni sanitarie ai privatiUna svolta storica della fatturazione dentista 2026 è rappresentata dal divieto permanente di emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Fino al 2024 si trattava di una proroga rinnovata di anno in anno; con il DLgs 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, il divieto è diventato strutturale e permanente.In pratica, il dentista che fattura a un paziente privato (persona fisica) non può e non deve emettere fattura elettronica tramite SdI. La fattura va emessa in formato cartaceo o PDF (con marca da bollo elettronica quando dovuta) e i dati vanno trasmessi separatamente al Sistema TS. La motivazione principale è la tutela della privacy: le prestazioni sanitarie contengono dati sensibili che non devono passare attraverso il flusso pubblico dell’SdI.Quando il dentista deve emettere fattura elettronicaIl divieto vale solo per i pazienti privati. Il dentista deve invece emettere fattura elettronica tramite SdI nei seguenti casi:Fatturazione verso aziende (B2B), come prestazioni rese a un’impresa per un dipendenteFatturazione verso la Pubblica Amministrazione (B2G)Prestazioni non sanitarie (consulenze, perizie, attività di docenza)Prestazioni rese a soggetti con partita IVA per scopi professionaliLa distinzione è cruciale: confondere i flussi comporta sanzioni e violazioni della privacy. Un errore comune è emettere fattura elettronica al paziente privato perché il software lo permette. Questo errore espone lo studio a sanzioni e procedimenti del Garante Privacy. Listino prestazioni del dentistaLa corretta gestione del listino prestazioni è fondamentale per una fatturazione dentista 2026 trasparente verso il paziente e conforme alla normativa. Il listino deve essere esposto in studio (in forma visibile) e ogni prestazione fatturata deve riportare in modo chiaro la descrizione, l’importo unitario e l’eventuale codice di tracciabilità per il Sistema TS.Esempio di listino prestazioni odontoiatricheVisita odontoiatrica: 50 – 100 euroIgiene dentale professionale: 60 – 120 euroOtturazione: 80 – 200 euro (a seconda del materiale e della complessità)Devitalizzazione: 200 – 500 euro (in base al numero di canali)Estrazione semplice: 80 – 150 euroImpianto dentale: 800 – 2.500 euro (per singolo elemento)Corona protesica: 500 – 1.200 euroFaccette in ceramica: 600 – 1.500 euro per elementoOrtodonzia (apparecchio fisso): 2.500 – 5.000 euroQueste cifre sono indicative e variano in base alla regione, alla complessità del caso clinico e ai materiali utilizzati. La fattura deve sempre riportare la descrizione analitica delle prestazioni effettuate: una dicitura generica come cure odontoiatriche non è sufficiente per la detrazione fiscale del paziente né per la corretta trasmissione al Sistema TS.Inoltre, il dentista deve indicare in fattura se la prestazione è detraibile per il paziente: le spese sanitarie sono detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui. Per le prestazioni del dentista privato (non convenzionato SSN) è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, bonifico, assegno bancario) indipendentemente dall’importo, in base alla L. 160/2019 art. 1 c. 679-680: in caso contrario, il paziente perde il diritto alla detrazione. Prima visita: come fatturarlaLa prima visita odontoiatrica rappresenta un caso particolare nella fatturazione dentista 2026. Molti studi la offrono gratuita come servizio di accoglienza, mentre altri la fatturano normalmente. Entrambe le scelte sono legittime, ma comportano implicazioni fiscali differenti.Prima visita a pagamentoSe il dentista fattura la prima visita, deve emettere regolare fattura sanitaria al paziente (in formato cartaceo o PDF, mai elettronica via SdI). La fattura va trasmessa al Sistema TS e concorre alla determinazione del reddito professionale. Tipicamente la prima visita ha un costo compreso tra 50 e 100 euro, e include un’anamnesi completa, un controllo della bocca e un preventivo per eventuali trattamenti.Prima visita gratuitaSe la prima visita è offerta gratuitamente come servizio di accoglienza, non si deve emettere alcuna fattura. Tuttavia, è buona prassi consegnare al paziente un documento che attesti la visita effettuata (per fini clinici e di tracciabilità). La gratuità non genera obblighi fiscali, ma deve essere comunicata in modo chiaro al paziente per non creare aspettative errate.Attenzione: anche se la prima visita è gratuita, eventuali esami diagnostici aggiuntivi (radiografie, ortopantomografie) vanno fatturati separatamente se hanno un costo per lo studio. Bollo 2 euro sopra 77,47 euroUn aspetto spesso trascurato nella fatturazione dentista 2026 riguarda l’imposta di bollo. Quando il dentista emette una fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie), è obbligato ad apporre una marca da bollo da 2 euro sull’originale del documento.L’imposta di bollo è dovuta perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72: per compensare la mancata applicazione dell’IVA, lo Stato impone l’apposizione del bollo sui documenti di importo significativo. Il bollo può essere a carico del dentista o, più comunemente, viene addebitato al paziente indicandolo in fattura come voce separata.Codici tributo F24 per il bollo virtualeChi sceglie il regime di bollo virtuale (versamento periodico cumulativo invece dell’apposizione fisica della marca) deve utilizzare i seguenti codici tributo F24:2521 – Bollo virtuale – rata bimestrale2522 – Bollo virtuale – acconto2523 – Bollo virtuale – interessi2524 – Bollo virtuale – sanzioniIl regime di bollo virtuale richiede un’autorizzazione preventiva dell’Agenzia delle Entrate ed è consigliato per studi con elevato volume di fatturazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste il dentista nella richiesta di autorizzazione e nella gestione periodica dei versamenti. Software fatturazione consigliati per dentistiScegliere il giusto software di fatturazione dentista 2026 significa risparmiare tempo, evitare errori e garantire la conformità normativa. Lo studio dentistico ha esigenze particolari: gestire fatture cartacee per i pazienti privati, fatture elettroniche per le aziende, trasmettere i dati al Sistema TS, applicare correttamente il bollo. Non tutti i software generalisti coprono questi flussi in modo adeguato.Fatturazione Italia: la soluzione per studi sanitariTra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, un software pensato specificamente per studi medici e odontoiatrici. Tra le caratteristiche distintive:Sistema TS integrato: trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria con un solo click, incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture)Zero-config forfettari: chi è in regime forfettario trova il software già configurato senza necessità di impostazioni complessePrezzo bloccato 3 anni: la tariffa di sottoscrizione iniziale resta invariata per tre anni dal primo pagamentoProva gratuita 30 giorni senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico)CAF Centro Fiscale come partner: assistenza fiscale qualificata per la gestione del regime forfettarioLa gestione del divieto SdI per le prestazioni sanitarie ai privati è automatica: il software riconosce il paziente come persona fisica e non invia automaticamente all’SdI, evitando l’errore più comune. Allo stesso tempo, per le fatture B2B il flusso elettronico funziona regolarmente.Per chi cerca un’alternativa, esistono altri software di fatturazione validi sul mercato. La scelta dipende dalle dimensioni dello studio, dal volume di fatture annue e dall’integrazione con il gestionale clinico. Il CAF Centro Fiscale di Udine può consigliare la soluzione più adatta alle esigenze del singolo dentista. ENPAM Quota A e Quota B 2026Ogni dentista iscritto all’Albo è obbligatoriamente iscritto anche all’ENPAM, l’Ente Nazionale di Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri. I contributi previdenziali si dividono in due voci: la Quota A, fissa e dovuta da tutti gli iscritti, e la Quota B, proporzionale al reddito professionale.ENPAM Quota A 2026 per fasce di etàLa Quota A è un contributo fisso annuale che aumenta con l’età del professionista. Per il 2026 gli importi sono i seguenti:Studenti universitari: 152,37 euroFino a 30 anni: 304,73 euroDa 30 a 35 anni: 591,47 euroDa 35 a 40 anni: 1.109,92 euroOltre 40 anni fino alla pensione: 2.049,83 euroA questi importi si aggiunge il contributo di maternità, adozione e interruzione di gravidanza di 84,26 euro annui, dovuto da tutti gli iscritti indipendentemente dal sesso. Il versamento della Quota A avviene tramite bollettini emessi da ENPAM con scadenza ordinaria al 30 aprile.ENPAM Quota B 2026La Quota B è il contributo previdenziale calcolato sul reddito netto da libera professione. Per il 2026 l’aliquota standard è del 19,50% sul reddito professionale fino a 150.000 euro, mentre sulla parte eccedente i 150.000 euro si applica un’aliquota ridotta dell’1%.Per esempio, immaginiamo che la dottoressa Bianchi, dentista libera professionista, abbia dichiarato un reddito netto di 160.000 euro. Il calcolo della Quota B sarà:150.000 x 19,50% = 29.250 euro10.000 (eccedenza) x 1% = 100 euroTotale Quota B: 29.350 euroSu domanda è prevista un’aliquota dimezzata del 9,75% per chi è iscritto ad altra previdenza obbligatoria (ad esempio i medici dipendenti o in formazione specialistica) o è pensionato; l’aliquota ridotta del 2% è riservata invece ai redditi da attività intramoenia e ai tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale. Il dentista deve presentare la dichiarazione del reddito ENPAM entro il 31 luglio dell’anno successivo.Il CAF Centro Fiscale di Udine cura la presentazione della dichiarazione ENPAM e il calcolo dei contributi dovuti, evitando errori che possono comportare sanzioni e interessi di mora.Domande frequenti sulla fatturazione dentista 2026Un dentista può emettere fattura elettronica a un paziente privato?No. Dal 2026, grazie al DLgs 81/2025, il divieto di emissione di fattura elettronica tramite SdI verso persone fisiche per prestazioni sanitarie è diventato permanente. Il dentista deve emettere fattura cartacea o PDF al paziente privato e trasmettere i dati separatamente al Sistema TS.Qual è la scadenza per trasmettere i dati al Sistema TS nel 2026?La scadenza ordinaria è il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di emissione delle fatture. Per le spese del 2025 la scadenza slitta al 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cade di sabato). È possibile inviare correzioni entro 7 giorni successivi senza sanzioni.Quando va applicato il bollo da 2 euro in fattura?Il bollo da 2 euro va applicato su ogni fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72). Il bollo può essere addebitato al paziente come voce separata in fattura.Il regime forfettario conviene a un dentista?Dipende dal volume dei ricavi e dai costi sostenuti. Per dentisti con ricavi sotto 85.000 euro e costi limitati, il regime forfettario è quasi sempre conveniente grazie all’imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi 5 anni). Per studi strutturati con elevati costi, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Una consulenza personalizzata al CAF Centro Fiscale risolve il dubbio.Qual è l’aliquota ENPAM Quota B per i dentisti nel 2026?L’aliquota standard della Quota B ENPAM 2026 è del 19,50% sul reddito netto professionale fino a 150.000 euro, e dell’1% sulla parte eccedente. Su domanda si può applicare l’aliquota dimezzata del 9,75% (iscritti ad altra previdenza obbligatoria e pensionati), mentre il 2% è riservato ai redditi da intramoenia e ai tirocinanti del corso di Medicina generale. Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale di UdineLa fatturazione dentista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti: dalla scelta del regime fiscale alla gestione del Sistema TS, dal corretto trattamento del divieto SdI per i pazienti privati alla puntuale applicazione del bollo, fino agli adempimenti ENPAM. Ogni errore può comportare sanzioni, ritardi e contestazioni che impattano sulla redditività dello studio.Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza fiscale a medici e dentisti: ci occupiamo della gestione contabile, della trasmissione al Sistema TS, del calcolo dei contributi ENPAM, della dichiarazione dei redditi e di tutti gli adempimenti correlati. Il nostro team garantisce serenità e correttezza, lasciando al dentista il tempo di concentrarsi sull’attività clinica.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione del tuo studio dentistico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Prenota un appuntamento e scopri come ottimizzare la gestione fiscale del tuo studio.Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 09:00:002026-09-27 19:01:38Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita
CAF, SUCCESSIONIPatto di Famiglia 2026: Cos’e, Come Funziona, Vantaggi Fiscali e Come AttivarloIl patto di famiglia è lo strumento giuridico più efficace per trasferire in vita un’azienda o quote societarie ai figli, evitando conflitti successori e con importanti vantaggi fiscali. Introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge n. 55/2006 (articoli da 768-bis a 768-octies del Codice Civile), consente all’imprenditore di scegliere oggi chi proseguirà l’attività di famiglia, mettendo al riparo quella scelta da future contestazioni degli altri legittimari.In Italia oltre l’85% delle imprese è a conduzione familiare e la maggior parte non supera la seconda generazione. Il patto di famiglia nasce proprio per risolvere questo problema: garantire la continuità aziendale proteggendo al tempo stesso i diritti di coniuge, figli e legittimari. In questa guida 2026 vediamo cos’è, come funziona, quanto costa, quali sono i vantaggi fiscali (esenzione dall’imposta di successione e donazione) e come attivarlo con l’aiuto del CAF Centro Fiscale di Udine e di un notaio di fiducia.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiCos’è il patto di famiglia: definizione e normeFinalità: perché esiste il patto di famigliaPatto di famiglia, testamento e donazione: le differenzeOggetto del patto: cosa si può trasferireRequisiti formali: atto notarile e consenso dei legittimariChi deve partecipare al pattoObblighi del beneficiario: liquidazione e prosecuzioneVantaggi fiscali: esenzione imposta di successione e donazioneStabilità del patto: niente collazione, niente riunione fittiziaSvantaggi e criticità da conoscerePatto di famiglia vs trust e società sempliciEsempio pratico con calcoliCome predisporre un patto di famigliaFAQ – Domande frequentiCos’è il patto di famiglia: definizione e normeIl patto di famiglia è un contratto con cui l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda o le proprie partecipazioni societarie a uno o più discendenti. È disciplinato dagli articoli 768-bis e seguenti del Codice Civile, introdotti dalla Legge 14 febbraio 2006 n. 55, che ha rappresentato una svolta importante nel diritto successorio italiano.Prima del 2006, l’articolo 458 c.c. vietava rigorosamente i patti successori, ossia gli accordi sull’eredità di una persona ancora in vita. Con la Legge 55/2006 il legislatore ha introdotto un’eccezione a questo divieto, permettendo un accordo anticipato specificamente pensato per il passaggio generazionale di attività imprenditoriali. L’obiettivo è tutelare il tessuto economico italiano, costituito in larghissima parte da PMI a base familiare.Tecnicamente, il patto di famiglia è un contratto plurilaterale, inter vivos, a effetti reali: si perfeziona con il consenso di tutte le parti, produce effetti immediati (non alla morte del disponente) e trasferisce subito la proprietà dell’azienda o delle quote. È, in sostanza, una “donazione qualificata” blindata contro future azioni di riduzione. Finalità: perché esiste il patto di famigliaLa finalità del patto di famiglia è duplice e molto chiara:Garantire la continuità aziendale individuando subito il figlio (o i figli) più idonei a gestire l’impresa;Tutelare i legittimari (coniuge e altri figli) liquidando loro, già durante la vita dell’imprenditore, la quota di riserva che avrebbero ricevuto in successione.In pratica, il patto di famiglia risolve in anticipo il conflitto che spesso scoppia alla morte dell’imprenditore fra il figlio che ha lavorato per anni in azienda e gli altri eredi che rivendicano la loro quota. Senza questo strumento, l’impresa rischia di essere smembrata o venduta per pagare le quote di legittima.Il patto di famiglia è particolarmente utile quando:Uno o più figli collaborano da tempo in azienda e sono pronti a prenderne le redini;Altri figli hanno intrapreso carriere diverse e non sono interessati alla gestione;L’imprenditore vuole evitare che, alla sua morte, l’azienda resti paralizzata da comproprietà litigiose;Si desidera programmare un passaggio generazionale ordinato, fiscalmente efficiente e giuridicamente stabile.Patto di famiglia, testamento e donazione: le differenzeMolti imprenditori si chiedono se non sia più semplice ricorrere a un testamento o a una donazione. Le differenze sono sostanziali e spiegano perché il patto di famiglia sia lo strumento più sicuro.CaratteristicaTestamentoDonazionePatto di famigliaMomento degli effettiAlla morteImmediatoImmediatoRevocabilitàSempre revocabileRevocabile per ingratitudine/sopravvenienza figliIrrevocabile (salvo scioglimento consensuale)Azione di riduzionePossibile entro 10 anniPossibile entro 10 anni dalla morteNon applicabileCollazioneSìSìNoRiunione fittiziaSìSìNoImposte successione/donazioneDovute (con franchigie)Dovute (con franchigie)Esenti (art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/90)Consenso altri legittimariNon richiestoNon richiestoObbligatorioFormaOlografo o pubblicoAtto pubblico notarileAtto pubblico notarileLa differenza più importante è la stabilità: una donazione di azienda può essere impugnata dagli altri legittimari entro 10 anni dalla morte del donante con l’azione di riduzione, creando enormi incertezze per chi riceve. Il patto di famiglia, invece, è blindato perché gli altri legittimari hanno già prestato il loro consenso e ricevuto la liquidazione. Oggetto del patto: cosa si può trasferireL’oggetto del patto di famiglia è tassativamente limitato dalla legge. L’articolo 768-bis c.c. stabilisce che si può trasferire:L’azienda nel senso dell’art. 2555 c.c., cioè il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa (ditta individuale, azienda agricola, azienda commerciale, azienda artigiana);Le partecipazioni societarie, ossia quote di S.r.l., azioni di S.p.A., S.a.p.a., quote di S.n.c. o S.a.s.NON possono essere oggetto del patto di famiglia:Immobili personali (case, terreni non aziendali);Denaro, titoli, conti correnti, investimenti finanziari non societari;Beni mobili personali (auto, gioielli, opere d’arte);Singoli beni estratti dal compendio aziendale.Questa limitazione risponde alla ratio della norma: il legislatore ha voluto favorire il passaggio generazionale delle imprese produttive, non offrire uno strumento generico di pianificazione patrimoniale. Per il patrimonio non imprenditoriale si ricorre a donazioni, testamento o strumenti quali il trust.Un’attenzione particolare merita la partecipazione di controllo: se oggetto del patto sono quote societarie, l’esenzione fiscale si applica pienamente solo quando il trasferimento consente al beneficiario di acquisire o integrare il controllo della società (ex art. 2359 c.c.). Per S.p.A. e S.a.p.a. serve una partecipazione superiore al 50%; per le S.r.l. è spesso più flessibile.Requisiti formali: atto notarile e consenso dei legittimariIl patto di famiglia deve rispettare requisiti formali molto rigorosi, a pena di nullità.Atto pubblico notarile obbligatorioL’art. 768-ter c.c. impone la forma dell’atto pubblico ricevuto da un notaio, alla presenza di due testimoni. Non sono ammesse né la scrittura privata né la scrittura privata autenticata. Questo garantisce massima certezza giuridica e consente la trascrizione nei registri competenti (registro imprese, libro soci).Consenso di TUTTI i legittimariAl patto devono partecipare tutti i soggetti che sarebbero legittimari se la successione si aprisse in quel momento. Si tratta, ai sensi degli artt. 536 e ss. c.c., di:Coniuge dell’imprenditore (anche separato non addebitatario);Figli (o loro discendenti per rappresentazione);Ascendenti, ma solo in assenza di figli;Unito civilmente (equiparato al coniuge dalla Legge Cirinnà);Figli nati fuori dal matrimonio, riconosciuti.Senza la partecipazione anche di uno solo dei legittimari il patto è nullo. Se un legittimario sopravviene dopo (es. nascita di un nuovo figlio), gli spetterà una liquidazione aggiuntiva entro 1 anno dall’apertura della successione, ma il patto resta valido.Consulenze obbligatorieIn pratica, prima dell’atto servono:Perizia di stima dell’azienda o delle quote (da commercialista o perito);Consulenza notarile per redigere il patto;Consulenza fiscale per ottimizzare imposte (ipotecaria, catastale, ecc.);Relazione economica sulla determinazione delle quote di liquidazione. Chi deve partecipare al pattoLe parti del patto di famiglia, indicate dagli artt. 768-bis e 768-quater c.c., sono tre categorie di soggetti:1. L’imprenditore o disponenteÈ il titolare dell’azienda o delle quote. Deve essere un imprenditore (individuale o socio di società) capace di agire. Può essere:Imprenditore individuale (ditta iscritta al registro imprese);Coltivatore diretto, imprenditore agricolo;Socio di società di persone o di capitali.Non è invece imprenditore il semplice investitore che detiene quote minoritarie senza esercitare attività, né il piccolo imprenditore che non raggiunge la soglia per l’iscrizione al registro imprese (salvo interpretazioni giurisprudenziali più estensive).2. Il beneficiario (o più beneficiari)Il beneficiario deve essere un discendente dell’imprenditore: figlio, nipote (figlio del figlio), pronipote. Possono essere più beneficiari congiuntamente. Non possono essere beneficiari:Il coniuge (che è legittimario ma non discendente);Fratelli, nipoti ex fratre, cugini;Estranei alla famiglia.3. Tutti i legittimari attualiCome già visto, devono partecipare coniuge e tutti i figli (anche se uno di essi è il beneficiario). Se c’è un figlio minore o incapace, serve l’autorizzazione del giudice tutelare e la nomina di un curatore speciale per evitare conflitti di interesse con il genitore disponente.La presenza di tutti non è un formalismo: ciascun legittimario deve ricevere la propria liquidazione (salvo rinuncia espressa) corrispondente alla quota che gli sarebbe spettata in successione.Obblighi del beneficiario: liquidazione e prosecuzioneIl figlio che riceve l’azienda (o le quote) non gode di un privilegio gratuito. A suo carico la legge pone due obblighi fondamentali.Obbligo di liquidare gli altri legittimariL’art. 768-quater c.c. impone al beneficiario (o ai beneficiari) di liquidare agli altri legittimari una somma (o beni di pari valore) corrispondente alla quota di legittima calcolata sul valore dell’azienda trasferita. La liquidazione può avvenire:In denaro (la forma più comune);In beni (con il consenso del legittimario);In diritti (es. usufrutto su un immobile, rendita vitalizia);Con rinuncia espressa del legittimario (totale o parziale).La liquidazione può essere pagata anche direttamente dal disponente (il padre paga con denaro proprio al posto del figlio beneficiario), nel rispetto della volontà delle parti. È anche possibile dilazionare i pagamenti nel tempo con garanzie adeguate.Obbligo di proseguire l’attività d’impresaPer mantenere l’esenzione dalle imposte di successione e donazione, il beneficiario deve:Proseguire l’attività d’impresa per almeno 5 anni dalla data del patto;Oppure, nel caso di partecipazioni societarie, mantenere il controllo della società per lo stesso periodo;Rendere apposita dichiarazione all’interno dell’atto notarile, impegnandosi espressamente.Se il beneficiario cessa l’attività o cede la partecipazione di controllo prima dei 5 anni, perde l’agevolazione fiscale. In tal caso dovrà pagare:Le imposte di successione/donazione ordinarie;Gli interessi legali dal momento del patto;Una sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta. Vantaggi fiscali: esenzione imposta di successione e donazioneIl grande punto di forza del patto di famiglia è il trattamento fiscale di favore. L’articolo 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle successioni e donazioni) prevede un’esenzione totale dall’imposta di successione e donazione per i trasferimenti di aziende o partecipazioni societarie in favore del coniuge e dei discendenti, purché il beneficiario prosegua l’attività o mantenga il controllo per almeno 5 anni.Quali imposte sono esentiImposta di donazione/successione: zero (anche oltre la franchigia di 1.000.000 euro per figli);Imposta di registro: non dovuta sul trasferimento dell’azienda o delle quote;IVA: non applicabile (l’operazione è fuori campo IVA ex art. 2 comma 3 lett. b DPR 633/72).Quali imposte restano dovuteImposta ipotecaria e catastale: in misura fissa (200 euro + 200 euro) solo se nell’azienda sono compresi beni immobili;Bollo sull’atto notarile;Onorario del notaio (tariffa professionale).Trattamento fiscale delle liquidazioniUn punto spesso dibattuto è il trattamento fiscale delle somme che il beneficiario versa agli altri legittimari. La Corte di Cassazione (Sez. Unite sent. n. 29506/2020 e successive) ha chiarito che tali liquidazioni sono soggette all’imposta sulle donazioni secondo le aliquote e franchigie previste per il rapporto fra disponente e legittimario (non fra fratelli):Fra padre e figlio: franchigia 1.000.000 euro + aliquota 4% sull’eccedenza;Fra padre e coniuge: franchigia 1.000.000 euro + aliquota 4%.In gran parte dei casi, quindi, anche le liquidazioni rientrano nella franchigia e non generano imposte.Plusvalenza ai fini IRPEFIl trasferimento gratuito dell’azienda a familiari non genera plusvalenza tassabile in capo al disponente (art. 58 comma 1 TUIR), a condizione che il beneficiario assuma l’azienda ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti in capo al dante causa. Stessa neutralità fiscale per le partecipazioni qualificate (art. 5 comma 4 TUIR). È un vantaggio ulteriore: nessun “exit tax” sull’incremento di valore dell’azienda.Stabilità del patto: niente collazione, niente riunione fittiziaForse il vantaggio più importante del patto di famiglia, ancor più di quello fiscale, è la stabilità giuridica. L’art. 768-quater, comma 4, c.c. stabilisce espressamente che quanto ricevuto dai contraenti non è soggetto a collazione né a riduzione.Niente azione di riduzioneGli altri legittimari, avendo già ricevuto la loro liquidazione, non potranno in futuro chiedere la riduzione del trasferimento. Il beneficiario è al riparo: l’azienda è definitivamente sua, senza spade di Damocle decennali.Niente collazioneAlla morte del disponente, il valore dell’azienda trasferita col patto non rientra nella massa ereditaria da dividere fra gli eredi (diversamente da quanto accadrebbe con una donazione). L’azienda è definitivamente “uscita” dal patrimonio successorio.Niente riunione fittiziaLa riunione fittizia (art. 556 c.c.) è l’operazione con cui, per calcolare la quota di legittima, si sommano tutti i beni del defunto al valore delle donazioni in vita. Il patto di famiglia non entra in questa somma: è come se, ai fini successori, quel trasferimento non fosse mai avvenuto.Queste tre esenzioni combinate rendono il patto di famiglia uno strumento unico per blindare definitivamente il passaggio generazionale. Svantaggi e criticità da conoscereIl patto di famiglia non è uno strumento perfetto. Ha alcune criticità e svantaggi da valutare con attenzione prima di ricorrervi.Serve l’accordo di tutti i legittimariIl veto anche di un solo legittimario blocca tutto. Se uno dei figli rifiuta di firmare, il patto non si può stipulare. In famiglie già conflittuali o con coniugi separati, questo ostacolo è spesso insormontabile. Non esiste uno strumento giudiziario per “imporre” il consenso.Irrevocabilità e rigiditàUna volta stipulato, il patto è irrevocabile. Si può sciogliere solo:Con un nuovo atto notarile sottoscritto da tutti gli originari partecipanti;Mediante recesso, se previsto espressamente nel patto stesso;In casi eccezionali di sopravvenuti vizi del consenso (errore, violenza, dolo) entro 1 anno.L’imprenditore, insomma, non può “ripensarci” liberamente come con un testamento.Costi notarili non trascurabiliIl patto di famiglia richiede un atto pubblico notarile complesso. I costi indicativi comprendono:Onorario notaio: da 3.000 a 10.000 euro (in base al valore dell’azienda);Perizia di stima: 1.000 – 3.000 euro;Consulenza fiscale: 1.500 – 5.000 euro;Imposte fisse e bolli: circa 500 – 1.500 euro.Il totale può oscillare fra i 6.000 e i 20.000 euro. Restano comunque costi contenuti rispetto al beneficio fiscale (decine o centinaia di migliaia di euro di imposte risparmiate) e alla certezza giuridica ottenuta.Liquidità necessariaIl beneficiario deve avere (o procurarsi) la liquidità necessaria per pagare gli altri legittimari. Se l’azienda vale molto ma non genera cassa, il figlio può trovarsi in difficoltà. Soluzioni: pagamento dilazionato con garanzie, pagamento diretto da parte del padre, utilizzo di beni aziendali di rapida liquidazione.Oggetto limitatoCome detto, si può trasferire solo l’azienda o le quote. Se si vuole programmare la successione di immobili non aziendali, portafogli finanziari o denaro, servono altri strumenti (donazione, testamento, trust).Patto di famiglia vs trust e società sempliciNegli ultimi anni, altri strumenti di pianificazione successoria si sono affermati accanto al patto di famiglia. Vediamo le differenze principali.TrustIl trust è uno strumento di origine anglosassone con cui un disponente (settlor) trasferisce beni a un trustee che li gestisce nell’interesse di beneficiari. Differenze con il patto di famiglia:Oggetto: il trust può comprendere qualsiasi bene (immobili, denaro, titoli), il patto solo aziende/quote;Consenso legittimari: non richiesto per il trust, obbligatorio nel patto;Stabilità: il trust può essere impugnato con azione di riduzione; il patto no;Fiscalità: trust più complesso, imposte spesso più alte; patto esente se rispettati i requisiti;Gestione: il trust permette di gestire i beni nel tempo (con il trustee); il patto trasferisce subito il controllo.Società semplice di famiglia (holding)Una soluzione diffusa è conferire l’azienda in una società semplice (o una S.r.l. holding) e distribuire le quote ai figli. Differenze:Permette di mantenere l’unità gestionale con più figli soci;Consente all’imprenditore di mantenere diritti di voto o amministrazione;Non risolve il problema della riduzione: alla morte, i legittimari esclusi possono impugnare;Fiscalmente più flessibile ma più complessa gestionalmente.La scelta fra patto di famiglia, trust e holding va fatta caso per caso, con l’assistenza di un consulente esperto. Spesso la combinazione di più strumenti è la soluzione migliore (es. patto di famiglia per l’azienda + donazione per gli immobili + trust per il patrimonio finanziario). Esempio pratico con calcoliPer capire concretamente come funziona il patto di famiglia, vediamo un caso pratico.Il casoIl signor Mario, 65 anni, imprenditore di Udine, è titolare dell’azienda Alfa S.r.l. (metalmeccanica) di cui possiede il 100% delle quote, valore complessivo stimato 1.500.000 euro. La sua famiglia è composta da:Moglie Anna;Figlio Luca (40 anni): lavora in azienda da 15 anni, è il direttore operativo;Figlia Sara (35 anni): architetta, non interessata all’azienda;Figlio Paolo (30 anni): medico ospedaliero, nessun coinvolgimento in azienda.Mario vuole trasferire tutta la Alfa S.r.l. a Luca, garantendo però ad Anna, Sara e Paolo la loro quota.Calcolo delle quote di legittimaCon coniuge e 3 figli, la quota disponibile è 1/4 del patrimonio e la legittima è 3/4, suddivisa così (artt. 542-544 c.c.):Coniuge Anna: 1/4 del patrimonio → 375.000 euro;Figli (ciascuno): (3/4 – 1/4) / 3 = 1/6 → 250.000 euro ciascuno;Quota disponibile: 1/4 → 375.000 euro.Mario stipula il patto di famiglia: Luca riceve il 100% delle quote (1.500.000 euro). A titolo di liquidazione, Luca versa:Alla madre Anna: 375.000 euro (o importo equivalente in beni/diritti, es. usufrutto casa);Alla sorella Sara: 250.000 euro;Al fratello Paolo: 250.000 euro.Totale liquidato: 875.000 euro. Luca resta proprietario definitivo dell’azienda per il valore netto di 625.000 euro (pari alla quota disponibile 375.000 + la sua legittima 250.000).Calcolo del risparmio fiscaleConfrontiamo il patto di famiglia con altre soluzioni:ScenarioImposte dovuteDonazione a Luca 1.500.000 €Franchigia 1 milione + 4% su 500.000 = 20.000 € (+ rischio riduzione futura)Successione con asse 1.500.000 € (solo azienda)Esente se Luca prosegue 5 anni, altrimenti 20.000 €Patto di famiglia0 € di imposta successione/donazione+ imposte fisse notarili (~800 €)Il vantaggio del patto di famiglia, rispetto alla donazione semplice, non sta solo nella cifra fiscale (comunque risparmiata) ma soprattutto nella stabilità definitiva: Luca non dovrà mai temere di essere chiamato in causa dai fratelli o dalla madre per la riduzione della “donazione”. I 20 anni successivi li vive in serenità, con l’azienda saldamente sua.Come predisporre un patto di famigliaAttivare un patto di famiglia richiede una pianificazione accurata. Ecco i passaggi operativi.Fase 1 – Analisi preliminareValutazione aziendale: perizia di stima affidata a un commercialista o perito indipendente;Analisi del nucleo familiare: individuazione di tutti i legittimari attuali;Valutazione della disponibilità al consenso: colloqui preliminari con i legittimari;Verifica dei requisiti per l’esenzione: tipologia aziendale, partecipazione di controllo ecc.Fase 2 – Consulenza professionale integrataIl patto di famiglia richiede il lavoro coordinato di più figure:Notaio: redige l’atto pubblico;Commercialista: valuta azienda e ottimizza fiscalità;Consulente del CAF: gestisce gli adempimenti dichiarativi e la documentazione;Avvocato (opportuno): tutela giuridica delle parti, eventuali clausole particolari.Fase 3 – Redazione e stipulaBozza del patto discussa con tutte le parti;Definizione delle modalità di liquidazione;Dichiarazione di impegno a proseguire l’attività per 5 anni;Fissazione dell’atto dal notaio con tutte le parti presenti.Fase 4 – Adempimenti successiviTrascrizione nei registri: registro imprese, libro soci, catasto (se immobili);Comunicazioni all’Agenzia delle Entrate: registrazione atto, dichiarazione per esenzione;Aggiornamento contratti aziendali: banche, fornitori, clienti;Monitoraggio 5 anni: verifica prosecuzione attività per conservare l’agevolazione.Il ruolo del CAF Centro Fiscale di UdineIl nostro CAF Centro Fiscale di Udine affianca imprenditori e famiglie del Friuli Venezia Giulia nella pianificazione successoria d’impresa. In particolare offriamo:Consulenza preliminare sul passaggio generazionale e valutazione se il patto di famiglia è lo strumento più adatto;Coordinamento con notaio, commercialista e avvocato di fiducia;Valutazione dei risparmi fiscali e simulazioni;Gestione degli adempimenti post-patto (dichiarazioni, monitoraggio 5 anni);Assistenza dedicata FVG con attenzione al sistema tavolare per immobili aziendali in Friuli.📞 Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare una consulenza personalizzata presso i nostri uffici di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. FAQ – Domande frequenti sul patto di famigliaIl patto di famiglia si può fare tra coniugi?No. Il patto di famiglia può essere stipulato solo a favore di discendenti (figli, nipoti, pronipoti). Il coniuge non può essere beneficiario, ma deve sempre partecipare come legittimario se l’imprenditore è sposato.Cosa succede se nasce un altro figlio dopo il patto?Il patto resta valido. Il figlio nato successivamente potrà chiedere al beneficiario, entro 1 anno dall’apertura della successione del disponente, una somma pari al valore della quota che gli sarebbe spettata se avesse partecipato al patto (art. 768-sexies c.c.).Si può modificare o sciogliere il patto?Sì, ma solo con un nuovo atto pubblico al quale partecipino tutti gli originari contraenti (art. 768-septies c.c.). In alternativa, il patto può prevedere fin da subito un diritto di recesso per una o più parti. Lo scioglimento può avvenire anche per mutuo dissenso o per le cause generali di annullamento dei contratti.Il patto di famiglia vale anche per i coltivatori diretti?Sì. Il patto di famiglia si applica a qualsiasi imprenditore, incluso il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo professionale (IAP). Per le aziende agricole si applicano anche le specifiche agevolazioni previste per la piccola proprietà contadina e per gli IAP.Se l’azienda comprende immobili, pago imposte?Sì, ma solo in misura fissa: 200 euro di imposta ipotecaria e 200 euro di imposta catastale (tariffa base 2026), indipendentemente dal valore degli immobili. Nessuna imposta proporzionale. Se gli immobili si trovano in Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare) si applicano le specifiche regole locali per la voltura.Posso fare un patto di famiglia senza coinvolgere il coniuge separato?Dipende dal tipo di separazione. Il coniuge separato senza addebito resta legittimario e deve partecipare. Il coniuge al quale è stata addebitata la separazione perde i diritti successori e non è più legittimario (fatto salvo l’assegno vitalizio). Dopo il divorzio, l’ex coniuge non è legittimario e non partecipa.Cosa rischio se chiudo l’azienda prima dei 5 anni?Perdi l’esenzione fiscale: dovrai versare le imposte di successione/donazione ordinarie, gli interessi legali e una sanzione pari al 30% dell’imposta. In alcuni casi interpretativi (es. conferimento in società con mantenimento del controllo) l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la continuità dell’attività. Meglio farsi consigliare prima di qualsiasi operazione straordinaria.Quanto costa in tutto un patto di famiglia?I costi totali variano da circa 6.000 a 20.000 euro a seconda del valore dell’azienda: onorario notaio (3.000-10.000 euro), perizia (1.000-3.000 euro), consulenza fiscale (1.500-5.000 euro), bolli e imposte fisse (500-1.500 euro). È un investimento significativo ma nettamente inferiore al valore protetto e al risparmio fiscale ottenuto.Conclusioni: perché il patto di famiglia è la scelta giustaIl patto di famiglia è oggi lo strumento più efficace per chi vuole garantire la continuità dell’impresa familiare e proteggere il proprio figlio erede da future contestazioni. Combinando esenzione fiscale, stabilità giuridica e condivisione con i legittimari, permette di costruire un passaggio generazionale sereno e ordinato.Richiede però una pianificazione accurata e il coinvolgimento di professionisti competenti. Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per analizzare la tua situazione, coordinare notaio e commercialista e assisterti in ogni fase. Pianificare oggi significa proteggere domani la tua azienda, la tua famiglia e il frutto di una vita di lavoro.📞 Prenota una consulenza gratuita chiamando il 0432 1638640 o scrivendo a info@centrofiscale.com. Il nostro team ti guiderà passo dopo passo verso la soluzione migliore per la tua impresa e la tua famiglia. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-24 23:48:29Patto di Famiglia 2026: Cos’e, Come Funziona, Vantaggi Fiscali e Come Attivarlo
CAF, NOTIZIEPagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e QuattordicesimaPagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile arriva anche la quattordicesima mensilità, un bonus che spetta a chi ha redditi entro determinate soglie. Non solo: da luglio partono anche i primi rimborsi del modello 730 direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. In questa guida trovi tutte le date, gli importi e le istruzioni per verificare i pagamenti sul portale MyINPS. Indice dei contenutiCalendario pagamenti INPS luglio 2026Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesimaQuattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importiAssegno Unico luglio 2026: date pagamentoNASpI luglio 2026: quando arrivaADI Assegno di Inclusione luglio 2026Rimborsi 730 luglio 2026 in busta pagaBonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026Come verificare i pagamenti su MyINPSDomande frequentiCalendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le dateIl mese di luglio 2026 è ricco di scadenze e accrediti INPS. Per aiutarti a tenere tutto sotto controllo, ecco la tabella riepilogativa con le date previste per ogni tipo di prestazione. Le date indicate sono indicative e basate sullo storico degli anni precedenti: l’INPS potrebbe variare leggermente i tempi di accredito.DataPrestazioneNote1 luglio 2026Pensioni (accredito bancario)Primo giorno bancabile del mese1 luglio 2026Quattordicesima pensionatiInsieme al rateo pensione di luglio1-2 luglio 2026Pensioni (ritiro in Posta)In base alla lettera del cognome1 luglio 2026Rimborsi 730 su pensionePer chi ha inviato il 730 entro fine maggio10-20 luglio 2026NASpILa data varia in base alla domanda individuale15 luglio 2026Bonus NidoRimborso mensile per chi ha presentato domanda16-17-18 luglio 2026Assegno UnicoTre giorni di accredito per tutti i beneficiari23 luglio 2026Rimborsi 730 in busta pagaPer i lavoratori dipendenti (prima finestra)27 luglio 2026ADI – Assegno di InclusioneRicarica su carta ADIFine luglio 2026Bonus MammeEsonero contributivo per lavoratrici con figli Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesimaLe pensioni di luglio 2026 verranno accreditate a partire da mercoledì 1 luglio, che rappresenta il primo giorno bancabile del mese. Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale, l’importo sarà disponibile fin dalla mattina del 1° luglio.Chi invece ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali dovrà seguire il calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane, generalmente distribuito tra il 1° e il 2 luglio. L’ordine viene comunicato da Poste Italiane qualche giorno prima della scadenza e si basa sulla lettera iniziale del cognome del pensionato.Luglio è un mese speciale per i pensionati perché il cedolino della pensione include non solo il rateo ordinario, ma anche la quattordicesima mensilità per gli aventi diritto e, per chi ha presentato il modello 730 entro fine maggio, anche i primi rimborsi IRPEF. Questo significa che molti pensionati riceveranno un accredito sensibilmente più alto rispetto ai mesi precedenti.Per consultare in anticipo il cedolino della pensione di luglio 2026, puoi accedere al servizio dedicato sul portale INPS. Il cedolino pensione viene generalmente pubblicato online circa 10 giorni prima della data di pagamento, quindi intorno al 20 giugno. Quattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importiLa quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con il rateo di luglio ed è una delle prestazioni più attese dell’anno. Si tratta di una somma aggiuntiva, detta anche “bonus pensione estivo”, riservata ai pensionati con reddito complessivo annuo entro determinati limiti. Non tutti i pensionati ne hanno diritto: vediamo nel dettaglio chi può riceverla e quanto spetta.La quattordicesima pensione 2026 spetta ai pensionati che soddisfano questi requisiti:Età minima: 64 anni compiuti (o da compiere entro il 31 dicembre 2026)Titolarità di una pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o di fondi sostitutivi, esclusivi, esonerativiReddito personale complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro annui per il 2026)Gli importi della quattordicesima 2026 variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Ecco una tabella riepilogativa:Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimoReddito da 1,5x a 2x minimoFino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euroDa 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 euro420 euroOltre 25 anni (dipendenti) / 28 anni (autonomi)655 euro504 euroLa quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS a chi ne ha diritto, senza necessità di presentare domanda. Se ritieni di avere i requisiti ma non l’hai ricevuta, puoi verificare la tua situazione accedendo al fascicolo previdenziale su MyINPS oppure contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito. Assegno Unico luglio 2026: date pagamentoL’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio, come da calendario INPS consolidato. L’importo viene versato direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente al momento della domanda.Ricordiamo che l’importo dell’Assegno Unico Universale dipende dal valore dell’ISEE del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi vanno da un minimo di 57 euro per figlio (senza ISEE o con ISEE superiore a 45.574,96 euro) fino a un massimo di 200 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro). A questi importi base si aggiungono le maggiorazioni previste per:Figli disabili: maggiorazione da 85 a 105 euro per figlioNuclei con 3 o più figli: maggiorazione di 85 euro dal terzo figlioMadri sotto i 21 anni: maggiorazione di 20 euro per figlioGenitori entrambi lavoratori: maggiorazione fino a 30 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro)Se non hai ancora presentato la domanda o se il tuo ISEE è scaduto, è fondamentale aggiornarlo il prima possibile per non perdere le maggiorazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella preparazione dell’ISEE e nella domanda di Assegno Unico. NASpI luglio 2026: quando arriva il pagamentoIl pagamento della NASpI di luglio 2026 è previsto indicativamente tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta dipende dalla situazione individuale del beneficiario. A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa uguale per tutti: l’INPS elabora i pagamenti in base alla data di presentazione della domanda e al giorno di cessazione del rapporto di lavoro.Per chi percepisce la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), è importante ricordare che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (ottavo mese per gli over 55). Questa riduzione progressiva, detta decalage, fa sì che l’importo di luglio possa essere inferiore rispetto a quello dei mesi precedenti.Se hai dubbi sull’importo della tua NASpI o sulla data di pagamento, puoi verificare lo stato della prestazione direttamente su MyINPS, nella sezione “Prestazioni e servizi” → “NASpI”. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e, se necessario, aiutarti a presentare la dichiarazione dei redditi per il recupero delle detrazioni spettanti. ADI Assegno di Inclusione luglio 2026: data ricaricaL’Assegno di Inclusione (ADI) di luglio 2026 verrà accreditato il 27 luglio sulla carta ADI. Si tratta della prestazione che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024, destinata ai nuclei familiari in difficoltà economica con almeno un componente minore, disabile, over 60 o in condizione di svantaggio certificato.Per ricevere l’ADI è necessario avere un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro. L’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito percepito, con un massimo di 6.000 euro annui (500 euro al mese) integrabili con una componente per l’affitto fino a 3.360 euro annui.È importante ricordare che i beneficiari dell’ADI devono rispettare gli obblighi di partecipazione attiva, inclusa la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e la partecipazione ai percorsi di inclusione sociale o lavorativa. Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare la sospensione o la revoca del beneficio.Rimborsi 730 luglio 2026: primi accrediti in busta paga e pensioneLuglio 2026 segna l’inizio dei rimborsi IRPEF del modello 730, una delle novità più attese da lavoratori dipendenti e pensionati. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 o ti sei rivolto a un CAF entro fine maggio, i primi rimborsi arriveranno già con la busta paga di luglio (per i lavoratori dipendenti) o con il cedolino pensione di luglio/agosto (per i pensionati).Ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi:Lavoratori dipendenti: il rimborso viene accreditato nella busta paga di luglio dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta. La data esatta dipende dalle tempistiche aziendali di elaborazione degli stipendi, generalmente tra il 23 e il 27 luglioPensionati: il rimborso viene erogato dall’INPS direttamente nel cedolino pensione. Per chi ha inviato il 730 entro fine maggio, il rimborso arriva con la pensione di luglio (1 luglio). Per invii successivi, il rimborso slitterà ai mesi di agosto o settembreSenza sostituto d’imposta: chi ha presentato il 730 senza sostituto riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche più lunghe (generalmente entro 6 mesi dalla presentazione)Se dal 730 risulta un debito anziché un credito, le trattenute inizieranno dalla busta paga o dalla pensione di luglio. In caso di importi elevati, è possibile rateizzare il debito in più mesi (massimo 5 rate da luglio a novembre). Non hai ancora presentato il 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti per massimizzare le detrazioni fiscali a cui hai diritto. Bonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026Oltre alle prestazioni principali, a luglio 2026 l’INPS eroga anche il Bonus Nido e il Bonus Mamme, due misure di sostegno alla genitorialità particolarmente importanti per le famiglie italiane.Il Bonus Asilo Nido 2026 viene erogato mensilmente come rimborso delle rette pagate per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati. L’importo massimo annuo è di 3.600 euro per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro e con un altro figlio sotto i 10 anni. Per le famiglie con ISEE tra 25.001 e 40.000 euro l’importo scende a 2.500 euro, mentre per ISEE superiori o senza ISEE si ha diritto a 1.500 euro annui. Il pagamento di luglio riguarda il rimborso delle rette di maggio-giugno, generalmente accreditato intorno al 15 luglio.Il Bonus Mamme 2026, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, continua a essere erogato mensilmente in busta paga. Nel 2026, il beneficio è stato esteso anche alle lavoratrici con 2 figli (il più piccolo sotto i 10 anni), oltre a confermarsi per le mamme con 3 o più figli. L’esonero massimo è di 3.000 euro annui, pari a circa 250 euro al mese di sconto sui contributi. L’accredito avviene con la busta paga di fine luglio.Come verificare i pagamenti su MyINPSPer controllare la data esatta del tuo pagamento e l’importo che riceverai, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco la procedura passo passo per verificare ogni tipo di prestazione:Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNSVai al Fascicolo Previdenziale: dalla homepage, clicca su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”Seleziona la prestazione: nel menu a sinistra, scegli la voce corrispondente:Cedolino pensione → per pensioni e quattordicesimaNASpI → per la disoccupazioneAssegno Unico → per i pagamenti AUUAssegno di Inclusione → per l’ADIControlla la sezione “Pagamenti”: qui trovi lo storico degli accrediti e le date previste per i prossimiIn alternativa, puoi scaricare l’app INPS Mobile disponibile per Android e iOS, che offre le stesse funzionalità del portale web con notifiche push per avvisarti quando un nuovo pagamento è disponibile. Se riscontri problemi nell’accesso o discrepanze negli importi, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento). Domande frequenti sui pagamenti INPS luglio 2026Quando vengono pagate le pensioni di luglio 2026?Le pensioni di luglio 2026 verranno accreditate il 1 luglio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Per chi ritira in contanti alle Poste, il pagamento è previsto tra il 1 e il 2 luglio, secondo il calendario alfabetico di Poste Italiane.Chi riceve la quattordicesima a luglio 2026?La quattordicesima spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e un reddito annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro). L’importo va da 336 a 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito.Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?L’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio. L’importo dipende dal valore dell’ISEE: si va da 57 euro a 200 euro per figlio, con maggiorazioni per disabilità, nuclei numerosi e altri casi specifici.Quando arriva la NASpI di luglio 2026?La NASpI di luglio 2026 viene generalmente accreditata tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta varia per ogni beneficiario. Puoi controllare la data precisa del tuo pagamento nella sezione “NASpI” del tuo fascicolo previdenziale su MyINPS.Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?Per sapere se hai diritto alla quattordicesima, verifica di avere almeno 64 anni e un reddito personale complessivo non superiore a circa 15.900 euro annui (2 volte il trattamento minimo INPS 2026). La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS, senza domanda. Se pensi di averne diritto ma non l’hai ricevuta, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640.I rimborsi 730 arrivano a luglio?Sì, i primi rimborsi del 730 partono da luglio 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro fine maggio. I lavoratori dipendenti li ricevono nella busta paga di luglio, i pensionati nel cedolino pensione di luglio o agosto. La tempistica dipende da quando è stato inviato il modello e dal tipo di sostituto d’imposta.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Articoli correlatiConsulta anche le nostre guide su argomenti correlati ai pagamenti INPS:Pagamenti INPS aprile 2026: calendario pensioni, NASpI, Assegno UnicoPagamenti INPS marzo 2026: calendario completoCedolino pensione: come leggerlo e verificare gli importiTempi NASpI 2026: quanto ci vuole per ricevere la disoccupazioneBonus Nido 2026: guida completa alla domanda INPSBonus Mamme lavoratrici 2026: esonero contributivo con 2 figli730 Precompilato 2026: come accedere e inviareGiugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione di Reversibilita 2026: Calcolo, Limiti Reddito e Domanda OnlineLa pensione di reversibilità 2026 è la prestazione che INPS riconosce ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. Le percentuali dipendono dal numero di beneficiari: 60% al coniuge solo, 80% con un figlio, 100% con due o più figli. Per coniugi con altri redditi sono previste riduzioni (25%, 40%, 50%) se si superano determinate soglie. La domanda si presenta online entro 10 anni dal decesso. Vediamo calcolo, beneficiari, documenti e tempi.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Reversibilità in pillole A chi spetta: coniuge superstite, figli (minori, studenti, inabili), in mancanza genitori e fratelli/sorelle inabili.Percentuali base: 60% coniuge, +20% per ogni figlio fino al 100%.Riduzioni reddituali: 25% (>3x minimo), 40% (>4x), 50% (>5x).Decorrenza: dal mese successivo al decesso (se domanda entro 120 gg).Beneficiari: coniuge, figli, genitori, fratelli Coniuge superstite: anche separato (se aveva diritto all’assegno di mantenimento) o divorziato (con assegno divorzile percepito).Unito civile: equiparato al coniuge.Figli: minorenni, studenti fino a 21 anni (medie superiori) o 26 anni (università), inabili al lavoro senza limite età.Genitori: solo se mancano coniuge e figli, e se erano a carico del defunto.Fratelli/sorelle: solo se inabili al lavoro e mancano tutti gli altri.Percentuali 2026 (60-80-100%) BeneficiariPercentualeConiuge solo60%Coniuge + 1 figlio80%Coniuge + 2 o più figli100%1 figlio (no coniuge)70%2 figli (no coniuge)80%3+ figli (no coniuge)100%Limiti reddito e riduzione (25%, 40%, 50%) Per il coniuge superstite con altri redditi è prevista una riduzione della reversibilità:Reddito fino 3 volte il minimo (~23.840 € nel 2026): nessuna riduzione.Da 3 a 4 volte il minimo: riduzione 25%.Da 4 a 5 volte il minimo: riduzione 40%.Oltre 5 volte il minimo: riduzione 50%.La riduzione non si applica se ci sono figli minori, studenti o inabili.Domanda online o al patronato Online su MyINPS: con SPID, CIE, CNS. Servizio “Pensione ai superstiti”.Patronato: assistenza gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna anche nella raccolta documenti.Termine: 10 anni dal decesso, ma se entro 120 giorni la reversibilità decorre dal mese successivo al decesso.Documenti necessari Certificato di morte del pensionato.Stato di famiglia storico alla data del decesso.Documento d’identità e codice fiscale del richiedente.Atto di matrimonio o sentenza di divorzio (con assegno).Per figli: certificati di studio/inabilità.IBAN per l’accredito.Tempi di pagamento INPSTipicamente, INPS liquida la reversibilità entro 60-120 giorni dalla presentazione della domanda completa. La prima rata include gli arretrati dal mese successivo al decesso. Per accelerare i tempi conviene presentare domanda entro 30 giorni dal decesso con tutta la documentazione.Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica gratuitamente. Per la quattordicesima sulla reversibilità valgono regole specifiche.FAQ A chi spetta la reversibilità?Coniuge superstite, unito civile, figli minori/studenti/inabili, e in mancanza genitori o fratelli inabili a carico.Si perde con altro reddito?Non si perde, ma si riduce: 25% se reddito 3-4x minimo, 40% se 4-5x, 50% se oltre 5x. La riduzione non si applica se ci sono figli minori/studenti/inabili.Quanto tempo richiede la domanda?Tipicamente 60-120 giorni dalla presentazione completa. Conviene presentare domanda entro 30 giorni dal decesso.Reversibilità con figli maggiorenni?I figli maggiorenni hanno diritto solo se studenti universitari fino a 26 anni, oppure inabili al lavoro senza limite di età. Altrimenti escono dal computo dei beneficiari.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-25 07:00:002026-06-25 07:00:00Pensione di Reversibilita 2026: Calcolo, Limiti Reddito e Domanda Online
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOInvalidità 75% pensione anticipata 2026: requisiti, calcolo e domanda INPSSe hai un’invalidità del 75% (o più) e vuoi andare in pensione prima dell’età ordinaria, nel 2026 esistono percorsi diversi a seconda della tua situazione contributiva e del tipo di riconoscimento che hai ottenuto. Non esiste un’unica “pensione per invalidi al 75%”: ci sono almeno tre misure distinte con requisiti, importi e modalità di domanda completamente diversi.In questa guida analizziamo l’APE Sociale (anticipo pensionistico per invalidi civili), l’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) e le possibilità di pensione anticipata ordinaria con contribuzione maggiorata. Ti diciamo anche cosa fare praticamente per presentare domanda al Patronato o all’INPS. Indice dei contenutiLe tre misure per chi ha invalidità e vuole anticipare la pensioneAPE Sociale per invalidi civili 2026: requisiti aggiornatiAssegno Ordinario di Invalidità (AOI): cos’è e come funziona nel 2026Differenze pratiche: invalidità 75%, 74% e 66%Pensione anticipata ordinaria e contribuzione figurativa per invaliditàCalcolo dell’importo: quanto si percepisceCome fare domanda: documenti necessari e iter INPSCasi pratici: chi può fare cosa nel 2026Compatibilità con NASPI e lavoroDomande frequenti sull’invalidità 75% e pensione anticipataIl Patronato ti aiuta con la domanda di pensione anticipataLe tre misure per chi ha invalidità e vuole anticipare la pensioneL’espressione “invalidità 75% pensione anticipata” può riferirsi a tre percorsi diversi:APE Sociale: anticipo pensionistico statale per invalidi civili con percentuale uguale o superiore al 74%. Permette di anticipare la pensione a 63 anni e 5 mesi con almeno 30 anni di contributi. Non è tecnicamente una pensione ma un’indennità ponte.Pensione anticipata ordinaria: accessibile a chi ha maturato 41 anni e 10 mesi (donne) o 42 anni e 10 mesi (uomini) di contributi, a qualsiasi età. I periodi di malattia possono aver generato contribuzione figurativa utile.Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): non è una pensione anticipata in senso stretto ma una prestazione INPS per chi ha riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 (66,67%) con soli 3 anni di contributi negli ultimi 5. È provvisoria e revisionabile ogni 3 anni. APE Sociale per invalidi civili 2026: requisiti aggiornatiL’APE Sociale 2026 è prorogata e consente di ricevere un’indennità mensile sino alla maturazione della pensione di vecchiaia. Per gli invalidi civili i requisiti aggiornati al 2026 sono:Età minima: 63 anni e 5 mesiContributi versati: almeno 30 anni (sia uomini che donne nella categoria invalidi)Grado di invalidità civile: pari o superiore al 74%, accertato dalla commissione ASL/INPSStato di non occupazione dipendente: non stai svolgendo attività di lavoro dipendenteNota importante: la soglia per l’APE Sociale invalidi civili è 74% e non 75%. Chi ha un’invalidità accertata al 75% rientra quindi ampiamente in questa categoria. La soglia del 74% è stata introdotta dalla Legge 232/2016 che ha istituito l’APE Sociale e confermata in tutte le proroghe successive.Importo APE Sociale 2026: l’indennità corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, con tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili. Non prevede tredicesima né indicizzazione ISTAT. Si percepisce dal mese di accoglimento della domanda fino alla pensione di vecchiaia.Per i dettagli sulle scadenze per fare domanda, consulta il nostro articolo: APE Sociale 2026 Proroga: Requisiti, Importi e Come Fare Domanda. Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): cos’è e come funziona nel 2026L’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) non è una pensione anticipata ma la prestazione INPS per chi non riesce a svolgere attività lavorativa proficua a causa di infermità fisica o mentale.I requisiti per l’AOI nel 2026:Riduzione della capacità lavorativa: superiore a 2/3 (cioè più del 66,67%), accertata dalla commissione medica INPSRequisito contributivo minimo: almeno 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni precedenti la domandaNon aver raggiunto l’età pensionabile: l’AOI decade alla maturazione della pensione di vecchiaia e si trasforma automaticamente in pensioneDifferenza chiave con l’APE Sociale: l’APE Sociale richiede 30 anni di contributi ma un assegno dignitoso in attesa della pensione. L’AOI richiede solo 3 anni di contributi negli ultimi 5 e aiuta chi ha una carriera contributiva breve o discontinua. L’importo AOI è però generalmente basso e la prestazione è revisionata ogni 3 anni.Compatibilità AOI con il lavoro: l’AOI è parzialmente compatibile con attività lavorativa entro i limiti di reddito previsti. Superata la soglia, si perde il diritto alla prestazione. Differenze pratiche: invalidità 75%, 74% e 66%66,67% (2/3): soglia minima per l’AOI INPS. Con questa percentuale e almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 puoi richiedere l’AOI.74%: soglia per l’APE Sociale categoria invalidi civili. Serve questa percentuale riconosciuta dalla commissione ASL/INPS per accedere all’anticipo pensionistico a 63 anni e 5 mesi con 30 anni di contributi.75%: rientra nella categoria APE Sociale invalidi (soglia superiore al 74% richiesto). Non esiste una misura specifica solo per il 75%; chi ha questa percentuale accede alle stesse misure di chi ha il 74%.100% con accompagnamento: per i grandi invalidi e i portatori di handicap grave (L. 104/92 art. 3 c. 3) esistono ulteriori agevolazioni, compresa la pensione di inabilità assoluta. Pensione anticipata ordinaria e contribuzione figurativa per invaliditàChi ha un’invalidità riconosciuta e una lunga carriera contributiva può maturare la pensione anticipata ordinaria indipendentemente dall’invalidità. Nel 2026 i requisiti sono:Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi etàDonne: 41 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi etàI periodi di malattia (anche lunghi) possono aver generato contribuzione figurativa accreditata dall’INPS. Se hai avuto lunghi periodi di ricovero o degenza, questi anni potrebbero coprire contributi figurativi utili ai fini della pensione anticipata.Per verificare i contributi maturati inclusi i figurativi, accedi al tuo estratto contributivo su MyINPS o fatti assistere dal Patronato. Consulta la nostra guida: Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda.Calcolo dell’importo: quanto si percepiscePer l’APE Sociale: l’importo è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il metodo contributivo o misto. Tetto massimo 1.500 euro lordi mensili.Per l’AOI: l’importo è calcolato sulla contribuzione effettiva versata. Data la limitata contribuzione richiesta, gli importi AOI sono spesso bassi, talvolta prossimi alla pensione minima INPS.Per la pensione anticipata ordinaria: il calcolo si basa sull’intera contribuzione versata, con metodo contributivo per i periodi post-1996 e retributivo per quelli pre-1996 (per chi ha almeno 18 anni di contributi ante 1996). Come fare domanda: documenti necessari e iter INPSDocumenti necessari:Verbale di invalidità civile con percentuale certificata (minimo 74% per APE Sociale)Per l’AOI: verbale della commissione medica INPS che certifica riduzione capacità lavorativa superiore a 2/3Estratto contributivo INPS aggiornatoDocumento d’identità e codice fiscaleEventuale documentazione medica a supporto (cartelle cliniche, referti)Per l’APE Sociale: dichiarazione di cessazione del rapporto di lavoroModalità di domanda:Tramite Patronato (raccomandato): verifica la documentazione e presenta la domanda telematicamente. Metodo più sicuro per prestazioni complesse come AOI e APE Sociale.Tramite MyINPS: puoi presentare autonomamente con SPID o CIE.Tramite Contact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile).Scadenze APE Sociale 2026: tre finestre annuali: entro il 31 marzo, entro il 15 luglio e entro il 30 novembre. Casi pratici: chi può fare cosa nel 2026Caso A – Lavoratore 63 anni, 30 anni contributi, invalidità 75%Rientra nell’APE Sociale 2026 categoria invalidi civili (soglia 74% superata). Può presentare domanda nella finestra più vicina e percepire l’indennità fino alla pensione di vecchiaia. Importo massimo 1.500 euro mensili.Caso B – Lavoratore 55 anni, 12 anni contributi, invalidità 80%Non ha i 30 anni per l’APE Sociale né i 41-42 anni per la pensione anticipata ordinaria. Può richiedere l’AOI se ha almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 e riduzione capacità lavorativa superiore ai 2/3.Caso C – Lavoratrice 61 anni, 42 anni contributi (inclusi figurativi), invalidità 75%Avendo 41 anni e 10 mesi di contributi come donna, ha già maturato il diritto alla pensione anticipata ordinaria indipendentemente dall’invalidità. Può presentare domanda di pensione anticipata direttamente.Compatibilità con NASPI e lavoroAPE Sociale + lavoro: incompatibile con qualsiasi lavoro dipendente. Ammette solo lavoro autonomo entro soglie molto limitate.AOI + lavoro: parzialmente compatibile entro i limiti di reddito previsti.NASPI + invalidità: NASPI e prestazioni di invalidità non sono cumulabili. Chi percepisce la NASPI e vuole richiedere AOI o APE Sociale deve rinunciare alla NASPI.Domande frequenti sull’invalidità 75% e pensione anticipataCon invalidità 75% posso andare in pensione prima dei 60 anni?Dipende dalla contribuzione. L’APE Sociale è disponibile da 63 anni e 5 mesi. La pensione anticipata ordinaria non ha limiti d’età ma richiede 41-42 anni di contributi. L’AOI non ha limite d’età ma non è una pensione anticipata.L’invalidità civile e l’invalidità INPS sono la stessa cosa?No. L’invalidità civile è accertata dalla commissione ASL (usata per APE Sociale). L’invalidità ai fini pensionistici INPS (per l’AOI) è accertata dalla commissione medica INPS. Sono due procedimenti distinti.Quanti anni di contributi servono per l’AOI?Almeno 5 anni totali, di cui 3 negli ultimi 5 anni. È il requisito minimo più basso tra tutte le misure previdenziali.L’APE Sociale si trasforma automaticamente in pensione?Sì. Alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni), l’APE Sociale cessa automaticamente e diventa pensione INPS. L’INPS agisce d’ufficio.Il Patronato ti aiuta con la domanda di pensione anticipataNavigare tra APE Sociale, AOI e pensione anticipata ordinaria non è semplice. I requisiti cambiano con le leggi di bilancio, le scadenze per la domanda sono precise e gli errori nella documentazione possono ritardare l’accoglimento di mesi.Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutto il percorso: verifica la situazione contributiva, individua la misura più adatta al tuo caso, raccoglie la documentazione e presenta la domanda telematica nei termini corretti. Contattaci per un appuntamento. Consulta anche la nostra guida sulla Pensione Anticipata 2026 e sull’estratto contributivo per verifica pensione.Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 11:00:002026-06-28 00:09:05Invalidità 75% pensione anticipata 2026: requisiti, calcolo e domanda INPS
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Social Media Manager 2026: Regime Forfettario, ATECO e ContributiLavori come social media manager freelance e non sai ancora come inquadrare fiscalmente la tua attivita’? Stai cercando il codice ATECO giusto, vuoi capire se il regime forfettario fa al caso tuo, o non sai quanto pagherai di contributi INPS?Questa guida raccoglie tutto quello che ti serve per la partita IVA da social media manager nel 2026: aprire correttamente, scegliere il regime fiscale migliore, calcolare i contributi e fatturare in modo professionale.Indice dei contenutiCodice ATECO per Social Media ManagerRegime forfettario per social media manager 2026Contributi INPS Gestione Separata 2026Social media manager: dipendente vs freelance con P.IVASpese deducibili per SMM: cosa puoi scaricareCome aprire la partita IVA da social media managerDomande frequenti (FAQ)ConclusioneCodice ATECO per Social Media Manager Il codice ATECO identifica il tipo di attivita’ economica che svolgi. Per un social media manager freelance, i codici piu’ pertinenti sono:Codice ATECODescrizioneQuando si usa73.11.02Conduzione di campagne pubblicitarieGestione profili social, advertising, campagne a pagamento (Meta Ads, TikTok Ads)73.20.00Ricerche di mercato e sondaggi di opinioneSe fai analisi di mercato, social listening, report competitor74.90.99Altre attivita’ professionali, scientifiche e tecnicheConsulenza strategica social, community management puroQuale scegliere? Per la maggior parte dei social media manager freelance che gestiscono profili, creano contenuti e curano la comunicazione social di brand, il codice 73.11.02 e’ quello piu’ utilizzato e riconosciuto. Ha coefficiente di redditivita’ 78% nel forfettario.Se la tua attivita’ e’ molto orientata alla consulenza strategica (non esecuzione operativa), 74.90.99 puo’ essere appropriato — ma anche questo ha coefficiente 78%.Regime forfettario per social media manager 2026 Il regime forfettario e’ la scelta piu’ diffusa tra i social media manager freelance in Italia. Ecco perche’ conviene e come funziona.I requisiti per accedere al forfettario nel 2026Ricavi annui non superiori a 85.000 euroRedditi da lavoro dipendente nell’anno precedente non superiori a 35.000 euro (limite aggiornato dalla Legge di Bilancio 2025)Nessuna partecipazione in societa’ di persone che producono redditi in forma associataNessun regime IVA specialeCome si calcola la tassa da pagareNel forfettario paghi una imposta sostitutiva (una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali) pari a:5% se hai iniziato l’attivita’ da meno di 5 anni (e non hai svolto attivita’ simile nei 3 anni precedenti)15% negli anni successiviL’imposta non si calcola sull’intero fatturato, ma su un reddito imponibile forfettario: i tuoi ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditivita’ del tuo codice ATECO. Per il 73.11.02, il coefficiente e’ 78%.Esempio pratico — SMM con 30.000 euro di fatturato:VoceCalcoloImportoRicavi annui—30.000 euroReddito imponibile forfettario30.000 x 78%23.400 euroContributi GS INPS (26,07% sul reddito imponibile)23.400 x 26,07%~6.100 euroReddito imponibile ai fini imposta (al netto contributi)23.400 – 6.100~17.300 euroImposta sostitutiva al 15%17.300 x 15%~2.595 euroTotale tasse + contributi—~8.695 euroI dati nella tabella sono approssimativi per motivi didattici — il calcolo esatto dei contributi tiene conto di arrotondamenti e meccanismi specifici. Per un calcolo preciso sulla tua situazione, rivolgiti a un CAF o commercialista.Contributi INPS Gestione Separata 2026 Come social media manager con partita IVA, non hai una cassa previdenziale di categoria. Devi iscriverti alla Gestione Separata INPS — la previdenza per lavoratori autonomi senza albo professionale dedicato.Situazione previdenzialeAliquota GS INPS 2026SMM freelance senza altra copertura (nessun contratto dipendente, non pensionato)26,07%SMM freelance che e’ anche dipendente o pensionato24%Come si versano i contributi? I contributi non si versano mensilmente come nel lavoro dipendente. Si versano in due tranche:Acconto: versato a novembre/dicembre dell’anno in corso (calcolato sull’anno precedente)Saldo: versato a giugno dell’anno successivo, quando presenti il Modello RedditiL’iscrizione alla Gestione Separata va effettuata online sul sito INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita’.Social media manager: dipendente vs freelance con P.IVA Molti SMM si chiedono quando conviene aprire la partita IVA rispetto a cercare un contratto da dipendente. Non c’e’ una risposta univoca, ma alcune considerazioni pratiche:DipendenteFreelance con P.IVA forfettarioSicurezza economicaAlta (stipendio fisso)Variabile (dipende dai clienti)Contributi pensioneA carico datore + lavoratoreTutti a carico tuo (26,07%)Ferie/malattiaRetribuiteA tue speseFlessibilita’BassaAltaGuadagno netto potenzialeLimitato da RALIllimitato (proporzionale ai clienti)Tassazione su 30.000 euroIRPEF ~23-27% + addizionali~15% imposta sostitutivaIl forfettario e’ fiscalmente piu’ vantaggioso di un contratto dipendente alla stessa RAL, ma devi considerare i costi nascosti (assenza di ferie pagate, malattia, TFR, contributi tutti a carico tuo).Spese deducibili per SMM: cosa puoi scaricare Nel regime forfettario non puoi dedurre le spese reali: abbonamenti Canva Pro, Hootsuite, Buffer, computer, corsi LinkedIn, ecc. sono tutte spese che non abbattono la tua base imponibile. Il meccanismo del coefficiente forfettario (78%) assume gia’ che il 22% dei ricavi sia assorbito dai costi.Se le tue spese professionali reali sono molto elevate (es. hai assistenti, paghi pubblicita’ per conto dei clienti e poi rifatturi, usi molti tool a pagamento), potrebbe valere la pena valutare il regime ordinario con un commercialista.Attenzione al budget pubblicitario dei clienti: se paghi Meta Ads o Google Ads per conto dei tuoi clienti e poi li rifatturi, queste somme di solito non sono tue spese ma flussi neutri (anticipazione spese per conto terzi). Va gestito contrattualmente in modo corretto per non gonfiare artificialmente i tuoi ricavi.Come aprire la partita IVA da social media manager Scegli il codice ATECO — per la maggior parte degli SMM: 73.11.02Presenta la dichiarazione di inizio attivita’ — Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online con SPID o di persona). E’ gratuita.Iscriviti alla Gestione Separata INPS — sul sito INPS, entro 30 giorni dall’aperturaAttiva la fatturazione elettronica — obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari. Software come Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione, o InvoiceappApri un conto corrente professionale — non obbligatorio ma fortemente consigliato per separare flussi personali e professionaliNon e’ richiesta l’iscrizione ad alcun albo o ordine professionale — il social media manager non e’ una professione ordinistica in Italia.Domande frequenti (FAQ) Posso lavorare come SMM senza partita IVA?Se i tuoi compensi sono sporadici e sotto i 5.000 euro netti nell’anno, puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale (senza P.IVA). E’ un’attivita’ non continuativa, senza organizzazione abituale. Se superi quella soglia o lavori con piu’ clienti in modo continuativo, la legge richiede la partita IVA.Gestisco i budget pubblicitari dei clienti: come li tratto in fattura?I budget pubblicitari che anticipi per i clienti e poi rifatturi sono normalmente rimborsi spese (anticipazioni per conto terzi) e non dovrebbero essere considerati tuoi ricavi. In pratica: emetti due righe in fattura — la tua fee professionale (con le regole forfettario) e la riga di rimborso spese (esatta, senza margine). E’ importante che il contratto col cliente preveda chiaramente questa struttura. Verifica con il tuo consulente la corretta impostazione.Ho un cliente che vuole esclusivita’: e’ compatibile col forfettario?L’esclusivita’ contrattuale non e’ incompatibile con il regime forfettario. L’importante e’ che il tuo rapporto rimanga di lavoro autonomo (non dipendente). Se c’e’ un controllo forte del cliente sui tuoi orari e modalita’ di lavoro, potresti incorrere nella requalificazione del rapporto come lavoro dipendente — con conseguenze fiscali e previdenziali importanti.Quanto costa un commercialista per il forfettario?I costi variano molto, ma per un forfettario con poche fatture si va generalmente da 500 a 1.500 euro all’anno per la gestione fiscale completa (Modello Redditi, F24, consulenza). Alcune CAF offrono pacchetti piu’ economici. Contattaci per un preventivo personalizzato.ConclusioneAprire la partita IVA come social media manager freelance nel 2026 e’ un processo semplice e conveniente, specialmente con il regime forfettario. Imposta sostitutiva al 15% (5% i primi anni), burocrazia ridotta, nessun obbligo di iscrizione ad albi.I punti chiave da ricordare: codice ATECO 73.11.02 (o 74.90.99 per consulenza pura), coefficiente 78%, Gestione Separata INPS al 26,07%, soglia forfettario a 85.000 euro. Attenzione alla gestione dei budget pubblicitari dei clienti: devono essere chiaramente separati dalla tua fee professionale.Hai bisogno di aiuto per aprire la partita IVA o fare una simulazione fiscale? Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste freelance e professionisti digitali. Richiedi un preventivo personalizzato.Leggi anche: Gestione Separata INPS 2026 | Contributi INPS Ridotti per Forfettari | Doppia Partita IVA 2026Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 09:00:002026-06-28 00:09:08Partita IVA Social Media Manager 2026: Regime Forfettario, ATECO e Contributi
CAFAssegno di Inclusione (ADI) 2026: Requisiti, Importo e DomandaL’Assegno di Inclusione (ADI) 2026 e la misura di contrasto alla poverta che dal 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. Destinato ai nuclei familiari con componenti in condizioni di fragilita – minori, over 60, persone con disabilita o in carico ai servizi sociosanitari – l’ADI prevede un’integrazione al reddito fino a 500 euro al mese piu un contributo per l’affitto fino a 280 euro mensili. In questa guida completa vediamo tutti i requisiti, gli importi e la procedura per fare domanda.Questa guida fa parte del nostro approfondimento su tutti i bonus e agevolazioni per le famiglie nel 2026. Indice dei contenutiCos’e l’Assegno di InclusioneRequisiti ADI 2026Come si Calcola l’ImportoLa Scala di EquivalenzaCome Fare DomandaObblighi dei BeneficiariDurata e RinnovoDifferenze con il Reddito di CittadinanzaDomande FrequentiAssistenza CAFCos’e l’Assegno di Inclusione (ADI)L’Assegno di Inclusione e una misura nazionale di sostegno economico e inclusione sociale e professionale, istituita dal D.L. 48/2023 (convertito in Legge 85/2023). Si rivolge ai nuclei familiari che hanno al proprio interno almeno un componente appartenente a una delle seguenti categorie:MinorennePersona con almeno 60 anni di etaPersona con disabilita (certificata ai sensi della L. 104/1992)Persona in condizione di svantaggio inserita in programmi di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali Requisiti per l’ADI nel 2026Per accedere all’Assegno di Inclusione, il nucleo familiare deve soddisfare tutti i seguenti requisiti:Requisiti economiciISEE non superiore a 9.360 euroReddito familiare non superiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza. La soglia sale a 7.560 euro se il nucleo e composto interamente da persone over 67 o da persone con disabilita grave/non autosufficienzaPatrimonio immobiliare (esclusa la casa di abitazione con valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euroPatrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, incrementato di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo (fino a 10.000 euro), piu 1.000 euro per ogni minorenne e 5.000 euro per ogni componente con disabilitaRequisiti di residenza e soggiornoCittadinanza italiana, UE, o titolare di permesso di soggiorno di lungo periodoResidenza in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativiAltri requisitiNessun componente deve essere intestatario di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli superiori a 250 cc, immatricolati nei 36 mesi precedentiNessun componente deve essere intestatario di navi e imbarcazioni da diportoNessun componente deve essere stato dimesso volontariamente dal lavoro nei 12 mesi precedenti (salvo dimissioni per giusta causa) Come si Calcola l’Importo dell’ADIL’Assegno di Inclusione e composto da due componenti:1. Integrazione al redditoUn’integrazione fino a 6.000 euro annui (500 euro al mese), calcolata come differenza tra la soglia di reddito (6.000 euro x parametro scala di equivalenza) e il reddito familiare effettivo. Per i nuclei composti solo da over 67 o disabili gravi, la soglia e 7.560 euro annui (630 euro/mese).2. Contributo per l’affittoPer chi vive in una casa in affitto con contratto regolarmente registrato, e previsto un contributo aggiuntivo fino a 3.360 euro annui (280 euro al mese). Per i nuclei con tutti i componenti over 67 o con disabilita grave, il contributo affitto sale a 1.800 euro annui (150 euro/mese) se proprietari della casa.L’importo complessivo mensile dell’ADI non puo comunque essere inferiore a 480 euro annui (40 euro/mese). La Scala di Equivalenza ADIL’importo dell’ADI viene modulato in base alla composizione del nucleo attraverso la scala di equivalenza. Ogni componente ha un peso diverso:ComponenteParametroRichiedente1,00Ogni altro componente over 18 con disabilita o over 60+0,40Ogni altro componente adulto (in programmi di cura)+0,30Ogni minorenne+0,15Ogni minorenne dopo il secondo+0,10Il parametro massimo della scala e fissato a 2,2, elevabile a 2,3 in presenza di componenti con disabilita grave o non autosufficienza. Come Fare Domanda per l’ADILa domanda per l’Assegno di Inclusione si presenta:Online sul portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSTramite CAF o patronatoDopo la presentazione della domanda, l’iter prevede:Verifica INPS dei requisiti economici e patrimonialiConvocazione presso i servizi sociali del Comune per la sottoscrizione del Patto per l’InclusionePer i componenti “attivabili al lavoro”: iscrizione al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l’ImpiegoAvvio dell’erogazione, entro circa 30-60 giorni dalla domandaObblighi dei Beneficiari ADIChi percepisce l’ADI deve rispettare una serie di obblighi:Presentarsi ai servizi sociali per la definizione del Patto di Inclusione entro 120 giorniPartecipare a percorsi di inclusione sociale e lavorativaI componenti tra 18 e 59 anni “attivabili al lavoro” devono accettare offerte di lavoro congrue (contratto a tempo indeterminato su tutto il territorio nazionale, o a tempo determinato entro 80 km dalla residenza)Comunicare variazioni nella composizione del nucleo o nel reddito entro 15 giorniDurata e Rinnovo dell’ADIDurata iniziale: 18 mesiRinnovo: per ulteriori periodi di 12 mesi, previa sospensione di 1 mese e aggiornamento dell’ISEEIl rinnovo non e automatico: occorre ripresentare la domanda e aggiornare il Patto di Inclusione Differenze tra ADI e Reddito di CittadinanzaL’Assegno di Inclusione presenta alcune differenze sostanziali rispetto al Reddito di Cittadinanza:AspettoADIReddito di CittadinanzaDestinatariSolo nuclei con minori, over 60, disabiliTutti con requisiti economiciISEE massimo9.360 euro9.360 euroImporto max reddito6.000 euro (x scala)6.000 euro (x scala)Contributo affittoFino a 3.360 euro/annoFino a 3.360 euro/annoDurata18 mesi + rinnovi 12 mesi18 mesi + rinnovi 18 mesiObbligo lavoroSi (componenti attivabili)SiDomande Frequenti sull’Assegno di InclusioneL’ADI e compatibile con l’Assegno Unico?Si, l’ADI e pienamente compatibile con l’Assegno Unico Universale. Le due misure possono essere percepite contemporaneamente.Chi era escluso dal RdC puo accedere all’ADI?Non necessariamente. L’ADI e piu restrittivo nella platea: i single “occupabili” tra 18 e 59 anni senza minori, over 60 o disabili nel nucleo sono esclusi. Per loro e previsto il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), un contributo di 350 euro/mese per 12 mesi legato alla partecipazione a corsi di formazione.La carta ADI come funziona?L’ADI viene erogato sulla Carta di Inclusione, una carta elettronica Postepay utilizzabile per acquisti di beni e servizi, pagamento utenze e prelievi in contanti (fino a 100 euro mensili).Richiedi l’ADI con il CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella presentazione dell’ISEE e della domanda di Assegno di Inclusione, verificando tutti i requisiti e accompagnandoti nell’iter burocratico.Prenota il Tuo AppuntamentoScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 09:00:002026-04-08 10:19:45Assegno di Inclusione (ADI) 2026: Requisiti, Importo e Domanda
CAF, SUCCESSIONISuccessione Sistema Tavolare: Differenze e IntavolazioneSuccessione Sistema Tavolare: Differenze e ProceduraGestire una successione in zona tavolare richiede passaggi aggiuntivi rispetto al resto d’Italia. Dopo la dichiarazione di successione, gli eredi devono completare l’intavolazione per diventare ufficialmente proprietari degli immobili ereditati.In questa guida ti spieghiamo come funziona la successione nel sistema tavolare del Friuli-Venezia Giulia, quali documenti servono e quali sono i tempi e i costi.Indice dei contenutiDifferenze con il catasto ordinarioProcedura completaDocumenti necessariL’intavolazione degli erediCosti e tempiDomande frequenti Differenze con il Catasto OrdinarioLa principale differenza riguarda il passaggio di proprieta.Nel catasto ordinarioQuando presenti la dichiarazione di successione:La voltura catastale avviene automaticamenteLa trascrizione alla Conservatoria avviene automaticamenteGli eredi risultano proprietari senza altri passaggiNel sistema tavolareDopo la dichiarazione di successione:La voltura catastale avviene automaticamenteL’intavolazione NON e automaticaServe un’istanza separata all’Ufficio TavolareSolo dopo l’intavolazione gli eredi sono proprietariConseguenza praticaSe non fai l’intavolazione, gli immobili rimangono intestati al defunto nel Libro Fondiario. Non puoi venderli, ipotecarli o disporne in alcun modo. Procedura Completa di Successione TavolareEcco tutti i passaggi per completare una successione in zona tavolare.Fase 1: Dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dal decesso, presenti la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. Questa fase e identica al resto d’Italia:Compilazione modello telematicoPagamento imposte (se dovute)Voltura catastale automaticaFase 2: Preparazione istanza tavolareDopo la dichiarazione di successione, devi preparare l’istanza di intavolazione:Raccolta documenti aggiuntiviCompilazione istanzaCalcolo dei diritti da versareFase 3: Presentazione all’Ufficio TavolarePresenti l’istanza all’Ufficio Tavolare competente (presso il Tribunale):Trieste per la provincia di TriesteGorizia per la provincia di GoriziaTolmezzo per la CarniaFase 4: Esame e decretoIl giudice tavolare esamina l’istanza e, se tutto e regolare, emette il decreto di intavolazione.Fase 5: IscrizioneIl cancelliere procede all’iscrizione nel Libro Fondiario. Da questo momento gli eredi sono ufficialmente proprietari. Documenti Necessari per l’IntavolazioneOltre ai documenti della dichiarazione di successione, per l’intavolazione servono:Documenti obbligatoriCopia della dichiarazione di successione registrataCertificato di morte del de cuiusAtto notorio o dichiarazione sostitutiva che attesta gli erediEstratto tavolare aggiornato degli immobiliDocumenti d’identita degli erediCodici fiscali degli erediSe c’e testamentoCopia del testamentoVerbale di pubblicazione (se testamento olografo)Se ci sono rinunceAtti di rinuncia all’eredita L’Intavolazione degli ErediL’intavolazione per successione presenta alcune particolarita.IntestazioneGli immobili vengono intestati agli eredi secondo le quote ereditarie:Coniuge superstite: quota variabile (minimo 1/3)Figli: quote uguali tra loroAltri eredi: secondo legge o testamentoComunione ereditariaFinche non c’e divisione, gli eredi sono comproprietari in comunione. L’intavolazione riportera tutti i nomi con le rispettive quote.Divisione successivaSe gli eredi vogliono dividere gli immobili (assegnandoli a uno solo), serve un atto di divisione notarile e una nuova intavolazione. Costi e TempiCosti aggiuntivi rispetto al catasto ordinarioDiritti di cancelleria: variabili (50-200 euro)Bolli e marche: circa 50-100 euroEstratto tavolare: circa 10-15 euroOnorario professionista: 200-500 euro (se ti affidi a un tecnico)Totale aggiuntivo stimato: 300-800 euroTempiDichiarazione di successione: stessi tempi del catasto ordinarioIntavolazione: 1-3 mesi aggiuntiviComplessivamente, una successione in zona tavolare richiede 2-4 mesi in piu rispetto al catasto ordinario.Domande Frequenti sulla Successione TavolareCosa succede se non faccio l’intavolazione?Gli immobili rimangono intestati al defunto nel Libro Fondiario. Non potrai venderli, affittarli regolarmente, ipotecarli o compiere qualsiasi operazione che richieda la prova della proprieta.C’e un termine per l’intavolazione?Non c’e un termine perentorio, ma e fortemente consigliato procedere il prima possibile. Piu tempo passa, piu aumenta il rischio di complicazioni (documenti da reperire, eredi che cambiano residenza, ecc.).Posso vendere l’immobile prima dell’intavolazione?No, perche non risulti proprietario. L’acquirente non accetterebbe mai di comprare da chi non risulta nel Libro Fondiario.Il CAF puo occuparsi anche dell’intavolazione?Il CAF puo assisterti nella raccolta dei documenti e nel coordinamento con l’Ufficio Tavolare. Per l’istanza vera e propria, potrebbe essere necessario un tecnico abilitato. Assistenza per Successioni TavolariIl CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza nelle successioni in zona tavolare del Friuli-Venezia Giulia.Dichiarazione di successioneRaccolta documenti per intavolazioneCoordinamento con Ufficio TavolareAssistenza completa fino all’iscrizioneContattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa alle successioni 2026. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida al Sistema Tavolare FVG per una panoramica completa.Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-24 09:00:002026-03-17 19:05:43Successione Sistema Tavolare: Differenze e IntavolazionePagina 76 di 190«‹7475767778›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto