PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOAvvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5Se sei un avvocato iscritto all’Albo, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (Cassa Forense) è il tuo ente previdenziale di riferimento. Non è una scelta: è un obbligo di legge. Ma quanti sono i contributi da versare nel 2026? Cosa è il Modello 5? Come funziona l’esonero per i giovani avvocati? Rispondiamo a tutte queste domande con chiarezza, anche per chi è in regime forfettario. Cassa Forense: obbligo per tutti gli iscritti all’Albo degli AvvocatiLa Cassa Forense è stata istituita con la Legge 21/1952 e il suo Regolamento Unico disciplina l’iscrizione, i contributi e le prestazioni previdenziali. L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti all’Albo che esercitano la professione in modo effettivo, anche se in regime forfettario e anche se i ricavi sono molto contenuti.L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall’iscrizione all’Albo degli Avvocati. Chi non si iscrive o non versa i contributi è soggetto a sanzioni e rischia la cancellazione dall’Albo nei casi più gravi.Per il quadro completo sulla partita IVA da avvocato, inclusa la scelta del regime fiscale, consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale. Contributo soggettivo 2026: aliquota base e minimale annuoIl contributo soggettivo è il pilastro della previdenza Cassa Forense: è quello che costruisce la tua futura pensione. Si calcola applicando un’aliquota percentuale sul reddito professionale netto dell’anno di riferimento.Il sistema prevede un minimale annuo: anche se il tuo reddito professionale fosse zero o inferiore alla soglia, devi comunque versare questo importo minimo per mantenere l’iscrizione e maturare la copertura previdenziale. Per l’anno 2026, l’importo del minimale soggettivo e le aliquote esatte sono pubblicati sul portale ufficiale della Cassa Forense (cassaforense.it). Ti consigliamo di verificare i valori aggiornati direttamente nella sezione “Contributi” del sito, in quanto vengono deliberati annualmente dal Comitato dei Delegati.In via orientativa, il minimale soggettivo si è aggirato negli ultimi anni tra i 2.700 e i 3.500 euro annui, con aliquote progressive (tipicamente 14-15% fino a un certo reddito, con aliquote di solidarietà sulle fasce più alte). Questi valori sono indicativi: per il 2026 verificare sul sito Cassa Forense o tramite il CAF.Come si calcola il contributo soggettivoIl reddito imponibile su cui si calcola il contributo soggettivo è il reddito professionale netto da avvocato. Per i forfettari, il reddito netto è quello imponibile forfettario (ricavi x 78%) dopo la deduzione dei contributi Cassa Forense stessi (che sono deducibili dal reddito forfettario). Questo crea un piccolo effetto circolare che di solito viene risolto con il metodo delle buste paga: si stima il reddito, si calcolano i contributi, si ricalcola il reddito al netto dei contributi. Contributo integrativo 4%: chi lo paga e come inserirlo in fatturaIl contributo integrativo del 4% è la voce previdenziale più visibile nelle fatture degli avvocati. Funziona così:Si calcola sul volume di affari annuo (ossia sul fatturato lordo)Viene addebitato al cliente come voce separata in fattura (“Contributo integrativo Cassa Forense 4%”)L’avvocato lo incassa e lo riversa integralmente a Cassa Forense entro i termini previstiIl cliente pagante è quindi il committente, non l’avvocato: economicamente non è un costo per l’avvocatoPer un avvocato forfettario con ricavi di 50.000 euro, il contributo integrativo sarà di 2.000 euro (50.000 x 4%), che vengono addebitati in proporzione ai vari clienti sulle rispettive fatture.Come si inserisce in fattura: la fattura dell’avvocato forfettario tipicamente ha questa struttura:Onorario: 1.000,00 € Contributo integrativo 4%: 40,00 € Marca da bollo (art. 13 DPR 642/72): 2,00 € Totale: 1.042,00 € Dicitura: Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, regime forfettario - operazione senza applicazione di IVA. Si richiede di non applicare la ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1 c. 67 L. 190/2014.Contributo di maternità Cassa Forense: importo fisso annuoIl contributo di maternità è un contributo fisso annuo che tutti gli iscritti a Cassa Forense versano, indipendentemente dal reddito e dal sesso dell’iscritto. Finanzia le indennità di maternità, paternità e congedo parentale erogate dalla Cassa ai professionisti forensi.L’importo annuo è deliberato dal Comitato dei Delegati e si aggira indicativamente tra i 50 e i 100 euro annui. Per il valore esatto del 2026, verifica sul sito Cassa Forense nella sezione contributi.Modello 5: la dichiarazione annuale entro il 30 settembreIl Modello 5 è la dichiarazione annuale che ogni avvocato iscritto a Cassa Forense deve presentare. È l’equivalente, per la Cassa, di ciò che la dichiarazione dei redditi è per il Fisco: serve a comunicare i redditi professionali dell’anno precedente e a calcolare i contributi definitivi dovuti.Scadenza fissa: entro il 30 settembre di ogni anno (riferita ai redditi dell’anno precedente)Come si presenta: tramite il portale online di Cassa Forense (credenziali personali dell’iscritto)Cosa contiene: reddito professionale netto, volume di affari (fatturato), dati sulla famiglia per eventuali detrazioni, dati sulle partecipazioni societarieConseguenza del mancato invio: sanzioni amministrative e possibile perdita di copertura previdenzialePer i forfettari, i dati da inserire nel Modello 5 si ricavano dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM). Il CAF può assisterti sia nella dichiarazione dei redditi sia nella compilazione del Modello 5. Esonero biennale e regime agevolato per i primi 8 anni di iscrizioneLa Cassa Forense prevede un regime agevolato per i primi anni di iscrizione. In base al Regolamento Unico, i giovani avvocati nei primi anni di iscrizione possono beneficiare di una riduzione del minimale soggettivo o di esoneri parziali, a condizione che il reddito professionale sia sotto determinate soglie.Le regole specifiche per l’esonero biennale e i periodi agevolati variano in base al Regolamento vigente e alle delibere del Comitato dei Delegati. In linea di massima, nei primi 8 anni di iscrizione, l’avvocato con redditi contenuti può accedere a minimali ridotti. Passato questo periodo, scattano i contributi minimi pieni.Per la situazione specifica aggiornata al 2026, consulta direttamente il sito Cassa Forense o rivolgiti al CAF per un calcolo personalizzato.Pensione minima Cassa Forense: cosa aspettarsi dalla previdenza forenseCassa Forense eroga pensioni con un sistema misto retributivo-contributivo, in base all’anzianità di iscrizione e ai contributi versati. La pensione minima garantita dalla Cassa è superiore a quella INPS, ma dipende da anni di iscrizione e contributi effettivamente versati.Per un avvocato che ha versato per 30+ anni con redditi medi, la pensione Cassa Forense può raggiungere importi significativi. Chi invece ha versato solo il minimale per molti anni riceve una pensione più contenuta. Per questo è importante, già dai primi anni di attività, monitorare la propria posizione previdenziale e, se possibile, versare volontariamente contributi aggiuntivi nelle annate più redditizie.L’equivoco frequente: Gestione Separata INPS per gli avvocati?Molti avvocati neoabilitati si chiedono se devono iscriversi alla Gestione Separata INPS (con aliquota 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale) invece che a Cassa Forense. La risposta è netta:La Gestione Separata INPS NON si applica agli avvocati iscritti all’Albo. La Cassa Forense è la cassa previdenziale di categoria, obbligatoria e sostitutiva dell’INPS. Solo chi esercita attività giuridica senza essere iscritto all’Albo (es. consulenti legali non abilitati, mediatori) è tenuto alla Gestione Separata.La Gestione Separata INPS (con aliquota 26,07% senza altra copertura, o 24% con altra copertura) è invece la cassa previdenziale di riferimento per i consulenti aziendali in forfettario: categoria diversa, senza cassa di categoria propria. Per capire le differenze, leggi: Partita IVA consulente aziendale 2026. E per un’analisi comparativa di tutti i settori forfettari, vedi: Coefficienti di redditività forfettario 2026. CAF Centro Fiscale: assistenza per il Modello 5 e la dichiarazione dei redditiIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste avvocati e professionisti nella gestione degli adempimenti fiscali e previdenziali: dichiarazione dei redditi in regime forfettario (Modello Redditi PF, quadro LM), assistenza nella compilazione del Modello 5 per Cassa Forense, calcolo dei contributi e pianificazione fiscale.Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 11:00:002026-07-05 11:00:00Avvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano circa il 5-6% degli studenti italiani: si tratta di condizioni neurobiologiche riconosciute dalla Legge 170/2010 che comprendono dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia. Affrontare un DSA comporta per le famiglie un impegno economico significativo: diagnosi specialistiche, sedute di logopedia, supporto psicologico, strumenti compensativi e percorsi di tutoraggio. La buona notizia è che molte di queste spese sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi 2026. Questa guida ti spiega quali spese puoi recuperare, come calcolare il beneficio e come indicarle correttamente nel Modello 730/2026.Cosa sono i DSA: definizione, Legge 170/2010 e tipi di disturbo I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi neurobiologici che interessano in modo specifico la capacità di lettura, scrittura e calcolo, in assenza di deficit cognitivi generali, problemi sensoriali o carenze educative. Sono stati riconosciuti ufficialmente in Italia con la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, che ha introdotto norme su diagnosi, interventi e diritti a scuola.Il DM 5 luglio 2011 (Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA) ha definito le procedure diagnostiche e le misure dispensative e compensative da applicare in ambito scolastico.I quattro tipi di DSADislessia — difficoltà nella decodifica del testo scritto (lettura lenta, imprecisa, con molti errori)Disgrafia — difficoltà nella scrittura manuale (grafia illeggibile, lenta, scoordinata)Disortografia — difficoltà nell’applicazione delle regole ortografiche (errori sistematici di scrittura)Discalculia — difficoltà nell’elaborazione numerica e nel calcolo (lentezza, errori ripetuti nelle operazioni)Un bambino o ragazzo può avere uno o più di questi disturbi contemporaneamente (comorbidità). La diagnosi è competenza esclusiva di professionisti sanitari abilitati: Neuropsichiatra Infantile (NPI), psicologo clinico o struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal SSN.Importante: la diagnosi DSA rilasciata da una struttura accreditata è il documento base per accedere sia ai diritti scolastici sia alle agevolazioni fiscali descritte in questa guida.Quali spese DSA sono detraibili al 19%: lista completa La detrazione fiscale del 19% sulle spese sanitarie è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Per le spese legate ai DSA, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 20/E/2011 e successive risoluzioni quali oneri rientrano in questa categoria.Ecco la lista completa delle spese DSA detraibili:Spese sanitarie specialistiche (senza franchigia)Diagnosi neuropsicologica — visita del Neuropsichiatra Infantile o dello psicologo per accertare il DSALogopedista — sedute di logopedia per dislessia, disgrafia, disortografia (si veda anche la nostra guida su Partita IVA Logopedista 2026 per capire il professionista con cui interagisci)Psicologo clinico — percorsi di supporto psicologico specifici per i DSANeuropsicomotricista — terapia psicomotoria prescritta per il disturboSedute di riabilitazione — presso strutture sanitarie accreditate SSNVisite specialistiche di controllo — follow-up annuali del disturboPer le spese sanitarie specialistiche non si applica la franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% si calcola sull’intero importo speso.Spese mediche generali (con franchigia 129,11 euro)Farmaci prescritti per comorbidità (es. ADHD associato al DSA)Esami diagnostici strumentali (neuroimaging, EEG se prescritti)Ticket SSN per prestazioni collegate al percorso DSAStrumenti compensativi e materiali didattici: il caso della detraibilitàQuesto è il punto più dibattuto. Secondo l’interpretazione prevalente dell’Agenzia delle Entrate:Software specifici per DSA (es. sintesi vocale, programmi di scrittura predittiva): detraibili se prescritti da un medico come ausilio terapeutico, con fattura intestata al genitore o al paziente e relativa prescrizioneLibri parlanti e audiolibri: in linea di principio non detraibili come spesa medica, ma possono rientrare nelle spese di istruzione in alcuni casiTablet e device tecnologici: NON detraibili come spese mediche (sono beni di consumo generale)Tutoraggio specializzato DSA: NON detraibile come spesa medica; potrebbe rientrare nelle spese di istruzione se fornito da istituto riconosciutoConsiglio pratico: prima di acquistare software o strumenti compensativi, chiedi al tuo NPI o psicologo di rilasciare una prescrizione medica esplicita. Questo documento è indispensabile per la detraibilità.Per la lista completa di tutte le spese sanitarie detraibili nel 730, consulta la nostra guida Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa.Requisiti per la detrazione spese DSA 2026 Per portare in detrazione le spese DSA nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno fiscale 2025), devono essere soddisfatti questi requisiti:1. Diagnosi clinica certificataIl soggetto con DSA deve avere una diagnosi ufficiale rilasciata da:Struttura pubblica del SSN (ASL, ospedali con UO di NPI)Struttura privata accreditata con il SSNProfessionista privato abilitato (NPI, psicologo iscritto all’Albo) con documentazione conforme alle Linee Guida DM 5/7/2011La diagnosi è necessaria non solo per la scuola, ma anche per giustificare le spese specialistiche ai fini fiscali.2. Tracciabilità del pagamento (obbligatoria dal 2020)Dal 1° gennaio 2020, in base alla Legge di Bilancio 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debito (bancomat)App di pagamento digitale (PagoPA, Satispay, ecc.)Assegno bancarioIl pagamento in contanti comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa è legittima e documentata con fattura.Eccezione: le spese pagate al SSN (ticket, prestazioni in convenzione) sono escluse dall’obbligo di tracciabilità anche se pagate in contanti.3. Documentazione da conservareFattura o ricevuta fiscale del professionista (intestata al genitore se il figlio è fiscalmente a carico)Ricevuta del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico)Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (software, dispositivi)Copia della diagnosi DSA (da conservare per eventuali controlli)I documenti vanno conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, in caso di verifica dell’Agenzia delle Entrate.4. Il figlio deve essere fiscalmente a caricoSe le spese riguardano un figlio minorenne o a carico, il genitore può portarle in detrazione nella propria dichiarazione. Il figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera 4.000 euro (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (oltre i 24 anni).Per sapere come ripartire le detrazioni tra genitori separati o divorziati, consulta il nostro articolo Detrazioni Figli Genitori Separati 2026.Come si calcola la detrazione DSA 2026: esempi pratici La detrazione del 19% si calcola sull’importo totale delle spese sanitarie che supera la franchigia di 129,11 euro (per le spese mediche generali). Per le prestazioni specialistiche (logopedista, psicologo, NPI) la franchigia non si applica: si detrae il 19% sull’intero importo.Tabella riassuntiva calcolo detrazioneTipo di spesaFranchigiaBase di calcoloDetrazione 19%Logopedista: 1.200 euro/annoNessuna1.200 euro228 euroPsicologo DSA: 800 euro/annoNessuna800 euro152 euroDiagnosi NPI: 350 euroNessuna350 euro66,50 euroFarmaci prescritti: 400 euro129,11 euro270,89 euro51,47 euroTotale esempio——497,97 euroEsempio pratico: famiglia con figlio dislessicoLa famiglia Rossi ha un figlio di 10 anni con diagnosi di dislessia. Nel 2025 ha sostenuto queste spese:Sedute di logopedia (30 sedute x 60 euro) = 1.800 euroVisita di controllo NPI = 300 euroSoftware per sintesi vocale con prescrizione medica = 200 euroFarmaci per ADHD associato = 180 euroCalcolo:Spese specialistiche (logopedia + NPI + software con prescrizione) = 1.800 + 300 + 200 = 2.300 euro → detrazione 19% = 437 euroFarmaci = 180 euro – 129,11 euro (franchigia) = 50,89 euro → detrazione 19% = 9,67 euroDetrazione totale: circa 446 euro da sottrarre direttamente all’IRPEF dovutaQuesto significa che la famiglia recupererà circa 446 euro attraverso il 730, come riduzione diretta dell’imposta da pagare (o aumento del rimborso).Limite di reddito e tetto detrazioni 2026: cosa cambia per le famiglie DSA Il D.Lgs. 216/2023 (Riforma IRPEF — primo modulo) ha introdotto un tetto alle detrazioni fiscali per i redditi più elevati. Ecco come funziona nel 2026 (dichiarazione redditi 2025):Soglie di riduzioneReddito fino a 120.000 euro: detrazioni al 100% (nessuna riduzione)Reddito tra 120.000 e 240.000 euro: riduzione proporzionale progressivaReddito oltre 240.000 euro: detrazione azzerataEsenzione per figli a carico con disabilitàAttenzione: le spese sanitarie per i figli con disabilità riconosciuta (art. 3 L. 104/1992) sono escluse dal tetto e detraibili per l’intero importo indipendentemente dal reddito. I DSA di per sé non costituiscono automaticamente una disabilità ai sensi della L. 104, ma se il disturbo è grave e accompagnato da certificazione di disabilità, si applica l’esenzione.Per la maggior parte delle famiglie con figli DSA (redditi sotto 120.000 euro), le detrazioni non subiscono riduzioni. Per approfondire il tema del tetto detrazioni, leggi il nostro articolo Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto.Come indicare le spese DSA nel Modello 730/2026: guida praticaLe spese DSA vengono dichiarate nel Modello 730/2026 (redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese sanitarie. Ecco dove trovarle:Righe del 730 da compilareTipo di spesaRigo 730CodiceSpese mediche generali (medico, farmaci con ricetta)E11Spese sanitarie per persone con disabilitàE33Spese per acquisto di sussidi tecnici e informatici (con prescrizione)E33Spese per veicoli per portatori di handicapE44Per la maggior parte delle famiglie DSA: le spese di logopedista, psicologo e NPI vanno in rigo E1 (spese sanitarie generali). Se il figlio ha anche riconoscimento di disabilità L. 104, alcune spese possono andare in E3.Il 730 precompilato e le spese DSADal 2024 l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nel 730 precompilato le spese sanitarie tracciate dal Sistema Tessera Sanitaria. Attenzione: molti professionisti privati (logopedisti, psicologi) non trasmettono i dati al STS se non sono tenuti a farlo. In questo caso devi aggiungere manualmente le spese nel 730 precompilato o nella dichiarazione tradizionale.Cosa fare:Controlla il 730 precompilato su agenziaentrate.gov.it (disponibile da aprile/maggio 2026)Verifica che le spese DSA siano presenti; se mancano, aggiungile con le ricevuteIn caso di modifiche, la responsabilità della correttezza è del contribuenteScadenze 730/202630 settembre 2026: scadenza per la presentazione del 730/2026 tramite CAF, patronato o intermediario abilitatoOttobre/Novembre 2026: rimborso IRPEF in busta paga o pensione (per dipendenti e pensionati)Per un quadro completo delle novità del modello 730 quest’anno, leggi Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili.Bonus e agevolazioni aggiuntive per le famiglie con figli DSA Oltre alla detrazione fiscale del 19%, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altri strumenti di supporto:Bonus Psicologo 2026Il Bonus Psicologo (fino a 1.500 euro di contributo INPS per le sedute di psicoterapia) è riservato a persone con ISEE sotto 50.000 euro. Se il figlio con DSA necessita di supporto psicologico clinico, il genitore può fare domanda per il proprio nucleo familiare. Le sedute non coperte dal bonus sono comunque detraibili al 19%.Detrazioni spese istruzioneLe rette scolastiche e universitarie hanno detrazioni separate (art. 15, comma 1, lett. e) del TUIR). Alcune scuole private che offrono percorsi specifici per DSA potrebbero rientrare in queste detrazioni. Verifica che l’istituto sia riconosciuto dal MIUR.Contributi regionali e comunali in FVGLa Regione Friuli Venezia Giulia e alcuni Comuni del territorio prevedono contributi specifici per famiglie con figli DSA o con disturbi dello sviluppo. Contatta il tuo CAF o il Patronato per verificare i bandi attivi nella tua area.ISEE e accesso ai serviziCon un ISEE aggiornato, le famiglie con figli DSA possono accedere a tariffe ridotte per le prestazioni del SSN e a contributi comunali per il materiale scolastico. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare il tuo ISEE e verificare le agevolazioni disponibili.Domande frequenti sulle spese DSA detraibili (FAQ) Posso detrarre il logopedista anche se il mio reddito è alto?Sì, fino a 120.000 euro di reddito la detrazione è piena. Sopra tale soglia, la detrazione si riduce proporzionalmente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Il logopedista è una spesa specialistica detraibile senza franchigia.La diagnosi DSA deve essere rinnovata ogni anno per avere la detrazione?No. La diagnosi ha validità permanente ai fini fiscali (salvo che il professionista indichi una scadenza). Non è necessario rinnovarla ogni anno. È sufficiente conservarla e esibirla in caso di controllo.Posso detrarre le spese di un logopedista privato non iscritto al SSN?Sì, purché il professionista sia abilitato (iscritto all’Albo professionale dei logopedisti), rilasci fattura con codice fiscale, e il pagamento sia tracciabile. Non è necessario che sia convenzionato SSN.Il software per la sintesi vocale è detraibile senza prescrizione?No. Per i software e strumenti compensativi tecnologici (sintesi vocale, predizione del testo, mappe mentali) è necessaria una prescrizione medica che li qualifichi come ausilio terapeutico. Senza prescrizione, la spesa non è detraibile come spesa medica.Mio figlio ha 20 anni e ha un DSA: posso ancora detrarre le sue spese?Sì, se è fiscalmente a tuo carico (reddito non superiore a 4.000 euro se ha meno di 24 anni). La detrazione non ha limiti di età per i figli a carico. Se il figlio lavora e non è più a carico, le spese le potrà detrarre lui stesso nella propria dichiarazione.Ho pagato le sedute di logopedia in contanti. Perdo la detrazione?Purtroppo sì, per le spese sostenute dopo il 1° gennaio 2020. Il pagamento in contanti non permette la detrazione fiscale. Per le spese future, utilizza sempre un metodo tracciabile (bonifico, carta, app di pagamento).Conclusione: il CAF Centro Fiscale ti aiuta con il 730 e le spese DSALe spese per i DSA rappresentano un onere reale e spesso significativo per le famiglie italiane. La detrazione fiscale del 19% è uno strumento concreto per alleviare questi costi, ma richiede attenzione: pagamenti tracciabili, documentazione corretta, diagnosi aggiornata, compilazione precisa del 730.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella compilazione del Modello 730/2026, inclusa la verifica e l’inserimento di tutte le spese detraibili per DSA. Il nostro team è a disposizione per:Verificare quali spese DSA sono detraibili nel tuo caso specificoControllare che i documenti siano in ordine per eventuali controlli dell’AdEMassimizzare il rimborso IRPEF nella tua dichiarazione dei redditiCalcolare il tuo ISEE per accedere ad ulteriori agevolazioniPrenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Aggiornato a luglio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale; per una consulenza personalizzata rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 10:26:322026-07-05 08:48:25Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoSpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoSe hai un figlio con diagnosi di DSA — dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia — molte delle spese sostenute per la sua diagnosi e il suo supporto possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi 2026. La normativa di riferimento (art. 15, comma 1, lettera e) e lettera e-bis) del TUIR, in combinato con la Legge 170/2010) riconosce alle famiglie importanti agevolazioni fiscali. In questa guida del CAF Centro Fiscale trovi tutto quello che devi sapere: quali spese sono ammesse, come calcolare la detrazione del 19%, quale documentazione conservare e come indicare tutto nel modello 730 o Redditi PF.Cosa Sono i DSA e Perche’ Rilevano ai Fini FiscaliI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono una categoria di disturbi del neurosviluppo disciplinata in Italia dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170. La legge riconosce quattro tipologie principali:Dislessia: difficolta’ nella lettura (decodifica del testo)Disgrafia: difficolta’ nella scrittura manuale (grafia)Disortografia: difficolta’ nell’applicazione delle regole ortograficheDiscalculia: difficolta’ nel calcolo e nelle abilita’ numericheAi fini fiscali, la Legge 170/2010 e il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) riconoscono che le famiglie affrontano spese specifiche — mediche, psicologiche, educative — per la diagnosi e il supporto dei ragazzi con DSA. Il legislatore ha quindi esteso l’ambito di detraibilita’ delle spese sanitarie anche a questa categoria, equiparando le spese per la diagnosi e il trattamento dei DSA alle spese mediche ordinarie. Il Riferimento Normativo: Art. 15 TUIR e Legge 170/2010Il quadro normativo che consente la detraibilita’ delle spese DSA si articola su due livelli:Art. 15, comma 1, lett. e) TUIR: detrazione del 19% delle spese di istruzione diverse da quelle universitarie (tasse scolastiche, rette, contributi). Il testo e’ stato interpretato estensivamente anche per le spese di supporto specialistico connesse a certificazione DSA.Art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (introdotto dalla L. 232/2016 e confermato nelle successive leggi di bilancio): detrazione del 19% delle spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento dei soggetti con DSA certificati, acquistati in seguito a prescrizione medica.Art. 15, comma 1, lett. a) TUIR: detrazione del 19% per le spese mediche generiche e di assistenza specifica, nella quale rientrano le valutazioni neuropsicologiche e le sedute di logopedia o psicomotricita’ effettuate da professionisti abilitati.La Legge 170/2010 all’art. 5 impone alle istituzioni scolastiche di attivare percorsi didattici personalizzati e all’art. 7 prevede misure di supporto per le famiglie, aprendo la strada all’agevolazione fiscale per le spese connesse. Aliquota di Detrazione: Quanto si RecuperaLe spese detraibili per i DSA beneficiano di un’aliquota del 19% sull’importo sostenuto, con alcune differenze a seconda della tipologia di spesa:Tipologia di spesaFranchigiaAliquota detrazioneRiferimento normativoSpese mediche (visite specialistiche, logopedia, psicomotricita’)129,11 euro (spese mediche generali aggregate)19%Art. 15 c. 1 lett. a) TUIRStrumenti compensativi e sussidi tecnici (hardware/software DSA)Nessuna franchigia specifica19%Art. 15 c. 1 lett. e-bis) TUIRSpese di istruzione (tasse, contributi scolastici)Nessuna franchigia19%Art. 15 c. 1 lett. e) TUIRNota importante sulla franchigia spese mediche: la franchigia di 129,11 euro si applica all’insieme di TUTTE le spese mediche dell’anno (non solo quelle DSA). La detrazione del 19% scatta sull’importo che supera questa soglia.Effetto del reddito sulla detrazione: per i redditi superiori a 75.000 euro (fino a 100.000 euro), la detrazione del 19% sugli oneri di cui all’art. 15 TUIR viene ridotta in proporzione (cosiddetto meccanismo di riduzione progressiva introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, confermato per il 2026). Per redditi oltre 100.000 euro la detrazione non spetta. Quali Spese DSA Sono Detraibili: Elenco Completo 2026 1. Spese di Diagnosi e Valutazione NeuropsicologicaRientrano in questa categoria le spese per:Visita neuropsichiatrica infantile per diagnosi di DSAValutazione logopedica (batterie standardizzate MT, BVSCO-2, ecc.)Valutazione psicologica clinica (test cognitivi come WISC-V, prove di abilita’)Valutazione neuropsicologica da parte di equipe multidisciplinareReferti, relazioni e certificazioni diagnostiche rilasciate da strutture pubbliche o private accreditate SSNSono detraibili sia le spese sostenute presso strutture pubbliche (ASL/IRCCS) che quelle presso centri privati convenzionati o accreditati. Per le strutture private non convenzionate, la detraibilita’ e’ comunque riconosciuta purche’ il professionista (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) sia iscritto all’albo professionale di riferimento.2. Spese per Trattamenti e Terapie RiabilitativeUna volta ottenuta la diagnosi, le famiglie spesso avviano percorsi di supporto. Sono detraibili:Sedute di logopedia effettuate da logopedista iscritto all’albo (Albo dei Logopedisti, AIOLOGO)Trattamento psicomotorio con psicomotricista abilitatoSupporto psicologico individuale (psicologo o psicoterapeuta iscritto all’Ordine)Tutoraggio specializzato DSA effettuato da professionisti con formazione specifica certificataRiabilitazione neuropsicologica effettuata da equipe sanitariaPer le sedute con professionisti sanitari (logopedista, psicologo, psicomotricista) la detraibilita’ e’ piena al 19% tra le spese mediche. Il tutoraggio specializzato DSA (non sanitario) ha invece una detraibilita’ piu’ dibattuta: il MEF e l’Agenzia delle Entrate hanno riconosciuto la detraibilita’ solo quando svolto da professionisti con qualifica riconosciuta e nell’ambito di un percorso prescritto dal medico/specialista.3. Strumenti Compensativi e Sussidi Tecnici (art. 15, lett. e-bis TUIR)Questa e’ la categoria piu’ specifica per i DSA. L’art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (come modificato dalla L. 232/2016) prevede la detrazione del 19% sull’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per i soggetti con DSA certificati. Rientrano in questa categoria:Software di sintesi vocale (es. Balabolka, ReadSpeaker, DSA tools)Software per la produzione di mappe mentali e concettuali (es. CmapTools, iMindMap)Audiolibri e testi in formato digitale accessibile (EPUB accessibili, audiolibri Bookshare/LIA)Tablet o computer acquistati specificamente come strumenti compensativi, su prescrizioneScanner per la digitalizzazione dei testi scolasticiVocabolari digitali parlantiCalcolatrice parlante o con display ingranditoSoftware di dettatura vocale (es. Dragon NaturallySpeaking)Condizione fondamentale: gli strumenti compensativi sono detraibili solo se:Acquistati in seguito a prescrizione del medico (neuropsichiatra, pediatra) o raccomandazione dello specialista che ha effettuato la diagnosi DSAIl figlio ha una certificazione DSA rilasciata da struttura pubblica o privata accreditata SSNIl bene e’ pertinente e necessario al disturbo (es. software lettura per dislessico)4. Spese di Istruzione Connesse al Percorso DSAAlcune spese scolastiche sono detraibili al 19% in base all’art. 15, comma 1, lett. e) TUIR:Tasse scolastiche e contributi obbligatori pagati alle scuole statali o paritarieRette per iscrizione a scuole paritarie o private riconosciuteSpese per corsi extrascolastici specifici per DSA tenuti da enti riconosciutiPer le spese di istruzione generali (non specifiche DSA) esistono dei limiti massimi detraibili fissati annualmente con decreto del MIUR/Ministero dell’Istruzione, diversi per ordine scolastico. Per l’anno d’imposta 2025 (modello 730/2026) consultare le istruzioni ministeriali aggiornate, in quanto i limiti vengono aggiornati anno per anno.Spese NON Detraibili: Cosa Esclude il FiscoNon tutte le spese sostenute per i figli con DSA sono ammesse in detrazione. In particolare, sono escluse:Materiale didattico ordinario (libri scolastici, quaderni, cancelleria) non qualificato come strumento compensativoRipetizioni private generali non qualificate come tutoraggio DSA specializzatoSpese di trasporto ai centri riabilitativi (salvo specifiche casistiche di disabilita’ grave certificata ai sensi della L. 104)Spese alimentari, abbigliamento, alloggio eventualmente sostenute durante terapie residenzialiFarmaci (a meno che non siano prescritti da medico per disturbi correlati)Strumenti compensativi acquistati senza prescrizione medicaValutazioni non effettuate da professionisti iscritti all’albo La Certificazione DSA: Documento Chiave per la DetrazioneLa certificazione DSA e’ il documento fondamentale per accedere alle agevolazioni fiscali. Ecco cosa sapere:Chi Puo’ Rilasciare la CertificazioneAi sensi della Legge 170/2010 e delle Linee Guida ministeriali (D.M. 12 luglio 2011), la certificazione diagnostica di DSA puo’ essere rilasciata da:Servizi del SSN: Unita’ Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle ASL e IRCCS pubbliciStrutture private accreditate o convenzionate con il SSNStrutture private non accreditate: solo in alcune regioni e in presenza di specifici accordi; la certificazione deve essere rilasciata da equipe multidisciplinare (neuropsichiatra + psicologo + logopedista)Attenzione: la certificazione prodotta da un singolo professionista privato (non equipe) potrebbe non essere riconosciuta dalla scuola ai fini del PDP (Piano Didattico Personalizzato), ma ai fini fiscali l’Agenzia delle Entrate guarda alla qualifica del professionista, non alla struttura di provenienza. E’ comunque consigliabile ottenere la diagnosi da strutture SSN o accreditate per avere certezza sia sul piano scolastico che su quello fiscale.Cosa Deve Contenere il DocumentoPer essere valida ai fini fiscali, la certificazione DSA deve riportare:Diagnosi clinica specifica (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) con riferimento ai codici ICD-10 o DSM-5Nome e cognome del soggetto, data di nascitaData della valutazioneNome e qualifica del professionista o dell’equipe (con numero di iscrizione all’albo)Raccomandazioni per gli strumenti compensativi (utile per detrarre gli strumenti ex lett. e-bis)Come Indicare le Spese DSA nel Modello 730 (2026) o Redditi PFLe spese DSA si indicano nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche nelle seguenti sezioni: Quadro E del Modello 730 (Oneri e Spese)Le spese DSA si distribuiscono tra piu’ righe del Quadro E:Tipologia spesa DSARigo 730NoteVisite specialistiche (neuropsichiatra, neurologo), esami diagnosticiE1 – Spese sanitarieCon franchigia 129,11 euro aggregataLogopedia, psicomotricita’, terapia con professionisti sanitariE1 – Spese sanitarieProfessionista deve essere iscritto all’alboStrumenti compensativi e sussidi tecnici (art. 15 lett. e-bis)E8/E20 – cod. 33Con prescrizione medica, certificazione DSATasse scolastiche e rette (art. 15 lett. e)E8/E20 – cod. 12 o 13Nei limiti dei massimali annui MIURCodice specifico per gli strumenti compensativi DSA nel 730 2026: utilizza il codice 33 nella sezione E8/E20, che corrisponde alle “spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per persone con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) certificati”.Chi Puo’ Detrarre: Genitore o Figlio?Le spese per i figli con DSA possono essere detratte:Dal genitore che ha il figlio fiscalmente a carico (eta’ inferiore a 24 anni o reddito non superiore a 4.000 euro per under 24, ovvero 2.840,51 euro per over 24)Dal figlio stesso se non e’ fiscalmente a carico dei genitoriIn caso di genitori separati o divorziati, le spese si detraggono in base agli accordi di separazione; se non c’e’ accordo specifico, si ripartiscono al 50%Il figlio e’ considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni).Documentazione da ConservareIn caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, devi essere in grado di esibire:Certificazione diagnostica DSA (rilasciata da equipe accreditata, con codici ICD/DSM e firma del professionista)Fatture o ricevute fiscali di tutte le spese sostenute (intestate al genitore che detrae o al figlio)Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis)Scontrini o ricevute di acquisto degli strumenti compensativi, con indicazione del bene acquistatoProve di pagamento tracciabile: le spese sanitarie detraibili devono essere pagate con metodi tracciabili (bonifico, carte di credito/debito, PagoBancomat) per l’anno d’imposta 2025. Il pagamento in contanti non e’ ammesso ai fini della detrazione (salvo spese per ticket SSN o farmaci).Obbligo di pagamento tracciabile (dal 2020): per le spese diverse da farmaci e ticket, il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, nemmeno per le spese di logopedia o tutoraggio DSA.Spese DSA Rimborsate da Assicurazione o Datore di Lavoro: Cosa CambiaSe parte delle spese DSA e’ stata rimborsata da una polizza assicurativa sanitaria o dal datore di lavoro:Le spese rimborsate da polizza privata i cui premi non sono stati detratti (es. polizza pagata interamente dal datore di lavoro come benefit non incluso nel 730): le spese rimborsate da questa polizza non sono detraibiliLe spese rimborsate da polizze i cui premi sono stati detratti: la spesa rimborsata non e’ detraibile solo per la quota coperta dal rimborsoLe spese rimborsate dal datore di lavoro in forma non imponibile: non sono detraibiliLe spese che rimangono a carico del contribuente dopo il rimborso: sono pienamente detraibili per la quota a carico Esempio Pratico di Calcolo della Detrazione DSAVediamo un esempio concreto per capire come funziona la detrazione nella pratica:Situazione: Il sig. Marco ha un figlio di 12 anni con diagnosi di dislessia. Nel corso del 2025 ha sostenuto le seguenti spese:Valutazione neuropsicologica: 400 euro20 sedute di logopedia (40 euro ciascuna): 800 euroSoftware di sintesi vocale (con prescrizione): 150 euroTablet come strumento compensativo (con prescrizione): 350 euroTotale spese sanitarie DSA (visite + logopedia): 1.200 euroTotale spese strumenti compensativi: 500 euroCalcolo nel 730/2026:Spese sanitarie totali anno (incluse quelle non DSA): ipotizziamo 1.700 euro in totaleFranchigia 129,11 euro: base imponibile = 1.700 – 129,11 = 1.570,89 euroDetrazione 19% su 1.570,89 = 298,47 euro (spese mediche/logopedia)Strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis): 500 euro x 19% = 95 euroTotale recuperato: circa 393 euroL’importo recuperato dipende anche dal reddito complessivo del contribuente e dall’eventuale applicazione del meccanismo di riduzione per redditi superiori a 75.000 euro.DSA e Disabilita’: Differenze Fiscali con la Legge 104E’ importante non confondere le agevolazioni per i DSA con quelle previste per le persone con disabilita’ ai sensi della Legge 104/1992:AspettoDSA (L. 170/2010)Disabilita’ (L. 104/1992)Detrazione spese mediche19% (con franchigia 129,11 euro)19% senza franchigia per spese specifiche disabilita’Agevolazioni veicoliNon previsteIVA agevolata 4%, detrazione 19%DeduzioniNon previste (solo detrazioni)Deduzioni per spese assistenza specificaPermessi lavorativiNon previsti per i genitori3 giorni/mese ex L.104 per familiariEsenzione ticket SSNNon automatica per DSASi’ se disabilita’ riconosciutaLa diagnosi di DSA non equivale automaticamente a un riconoscimento di disabilita’ ai sensi della L. 104. In alcuni casi gravi, un bambino con DSA puo’ avere anche un riconoscimento di disabilita’ in base a una valutazione separata della Commissione medica; in quel caso si applicano entrambi i regimi di agevolazione. Bonus e Agevolazioni Complementari per Famiglie con Figli DSAOltre alle detrazioni fiscali nel 730, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altre forme di supporto:Assegno Unico Universale (AUU): spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, senza distinzione per DSAISEE agevolato: le spese sostenute per il sostegno ai figli con DSA possono incidere sulla situazione economica rilevante per alcune prestazioni ISEE-dipendentiDeduzioni per erogazioni liberali a enti che sostengono la ricerca sui DSA (es. Associazione Italiana Dislessia)Agevolazioni regionali e comunali: alcune regioni hanno predisposto fondi specifici per il supporto alle famiglie con DSA (verifica sul sito della tua regione o comune)Detrazione spese universitarie: se il figlio con DSA frequenta l’universita’, alcune rette aggiuntive legate al supporto DSA possono rientrare nelle spese universitarie detraibiliCome il CAF Centro Fiscale Puo’ AiutartiLa compilazione del 730 per una famiglia con figli DSA richiede attenzione nella corretta distribuzione delle spese tra i vari righi del Quadro E. Gli esperti del CAF Centro Fiscale sono in grado di:Verificare la detraibilita’ di ogni singola spesa sostenutaAssicurarsi che la documentazione sia completa e conformeIndicare correttamente le spese nei righi E1, E8/E20 con i codici giustiMassimizzare il recupero fiscale per la tua famigliaPer qualsiasi dubbio o per la compilazione del tuo modello 730/2026, contatta il CAF per un preventivo personalizzato. FAQ: Domande Frequenti sulle Spese DSA DetraibiliLe spese per un logopedista privato sono detraibili?Si’, purche’ il logopedista sia regolarmente iscritto all’albo professionale e emetta fattura fiscale regolare. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti). La spesa rientra nel rigo E1 come spesa sanitaria.Posso detrarre l’acquisto di un tablet come strumento compensativo?Si’, ma solo se: (a) il figlio ha una certificazione DSA ufficiale; (b) il tablet e’ stato acquistato su indicazione/prescrizione del medico/specialista come strumento compensativo per il DSA; (c) hai la fattura di acquisto con descrizione del bene. La detrazione e’ del 19% ai sensi dell’art. 15, lett. e-bis TUIR, codice 33 nel 730.Serve la diagnosi SSN o va bene quella di un privato?Ai fini fiscali e’ sufficiente che la diagnosi sia effettuata da professionisti iscritti ai rispettivi albi (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista). La struttura SSN e’ obbligatoria solo per alcune regioni ai fini del riconoscimento scolastico, ma per le detrazioni fiscali non e’ richiesta necessariamente la struttura pubblica.Posso detrarre le spese di tutoraggio specializzato DSA?E’ un’area grigia. Il tutoraggio svolto da professionisti con qualifica riconosciuta (es. educatori professionali, logopedisti) nell’ambito di un percorso prescritto puo’ essere detraibile come spesa sanitaria. Il tutoraggio generico svolto da insegnanti privati senza qualifica specifica non e’ detraibile. Consulta il CAF per valutare caso per caso.Le spese pagate in contanti sono detraibili?No, salvo eccezioni (farmaci, ticket SSN). Dal 2020 tutte le spese sanitarie diverse da farmaci e ticket devono essere pagate con strumenti tracciabili per essere detraibili. Conserva sempre la ricevuta del pagamento elettronico.Mio figlio ha 20 anni e DSA: posso ancora detrarre le spese?Si’, se il figlio e’ ancora fiscalmente a carico. Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito per essere considerati a carico e’ 4.000 euro; per i figli over 24 e’ 2.840,51 euro. Se il figlio supera questi limiti, dovra’ detrarre le spese nel proprio 730.Come faccio a sapere qual e’ il limite per le spese di istruzione?I limiti massimi detraibili per le spese di istruzione (art. 15 lett. e) sono stabiliti annualmente con decreto del Ministero dell’Istruzione. Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), consulta le istruzioni ufficiali del modello 730 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate o rivolgiti al CAF per avere il dato aggiornato.Conclusione: Tieni Tutti i Documenti e Affidati a un EspertoLa detraibilita’ delle spese per i DSA e’ un’opportunita’ concreta per le famiglie italiane: il meccanismo del 19% su spese mediche, terapeutiche e su strumenti compensativi puo’ generare un recupero fiscale significativo ogni anno. La chiave e’ la corretta documentazione (certificazione DSA, fatture, prescrizioni, prove di pagamento tracciabile) e la corretta compilazione del 730.Se hai dubbi su quali spese sono detraibili nel tuo caso specifico, o vuoi essere sicuro di non perdere nessuna agevolazione, contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato. I nostri consulenti fiscali sono a disposizione per analizzare la tua documentazione e massimizzare il tuo rimborso fiscale 2026.Per approfondire le detrazioni correlate, leggi anche: Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:40:062026-07-05 09:41:21Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni più richieste da chi sta ristrutturando casa, ma genera anche molti dubbi. La domanda più frequente è sempre la stessa: bonus mobili cosa rientra 2026? In altre parole, quali mobili e quali elettrodomestici posso davvero acquistare portando in detrazione il 50% della spesa? In questa guida completa trovi l’elenco dettagliato di tutto ciò che è ammesso, di ciò che invece resta escluso, e le regole pratiche per non perdere il beneficio. Capire bene cosa rientra nel bonus mobili 2026 è fondamentale, perché un acquisto sbagliato o una fattura incompleta possono farti perdere migliaia di euro di detrazione.Prima di tutto, ricordiamo che il bonus mobili è una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sulle imposte sui redditi, pari al 50% delle spese sostenute. La detrazione viene poi restituita in 10 rate annuali di pari importo. Ma attenzione: non basta comprare un divano nuovo per averne diritto. Vediamo insieme, passo dopo passo, cosa rientra nel bonus mobili 2026 e a quali condizioni.Indice dei contenutiRequisito preliminare: serve una ristrutturazione ediliziaTetto massimo di spesa 2026: 5.000 euroQuali mobili rientrano: l’elenco completoElettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energeticaCosa NON rientra nel bonus mobili 2026Come pagare per non perdere il bonus mobiliFatture: cosa deve indicare il documento di spesaCasi limite e dubbi frequentiCome dichiarare la spesa nel 730 o nel modello RedditiDomande frequenti sul bonus mobili 2026Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di UdineRequisito preliminare: serve una ristrutturazione edilizia Il primo aspetto da chiarire, prima ancora di sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026, è il vincolo fondamentale: il bonus mobili non è un’agevolazione autonoma. È sempre collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile che andrai ad arredare. Non puoi cioè comprare mobili nuovi e detrarli se non hai in corso (o non hai da poco concluso) dei lavori edilizi in casa.La regola, prevista dall’articolo 16-bis del TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi), è precisa: per usufruire del bonus mobili 2026 i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Tradotto in parole semplici: per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Se hai avviato il cantiere prima di quella data, purtroppo non puoi accedere al bonus per gli acquisti del 2026.Cosa si intende per ristrutturazione edilizia? Non serve necessariamente rifare tutta la casa. Rientrano ad esempio la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione vera e propria, ma anche interventi su parti comuni del condominio. Immagina che Marco abbia rifatto l’impianto elettrico e i pavimenti del suo appartamento a marzo 2025: potrà tranquillamente arredare le stanze ristrutturate sfruttando il bonus. Per capire quali lavori danno diritto all’agevolazione ti consigliamo di leggere la nostra guida al bonus ristrutturazione, che spiega nel dettaglio quali interventi sono ammessi.Tetto massimo di spesa 2026: 5.000 euro Un altro punto che devi conoscere bene prima di scoprire cosa rientra nel bonus mobili 2026 è il tetto massimo di spesa. Per il 2026 il limite è fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare. Su questo importo si calcola la detrazione del 50%, quindi il risparmio fiscale massimo è di 2.500 euro, che ti verranno restituiti in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.È importante sapere che questo tetto è stato ridotto rispetto al passato: nel 2022 era di 10.000 euro, poi con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è sceso a 8.000 euro, per attestarsi infine a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha prorogato il bonus mobili 2026 confermando proprio questo importo di 5.000 euro. Il limite si applica alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare di 5.000 euro di spesa per ciascuno di essi.Un caso particolare riguarda le giovani coppie, per le quali sono previste condizioni specifiche che nel tempo sono cambiate. Se rientri in questa categoria, ti invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato al bonus mobili giovani coppie 2026, dove spieghiamo cosa è cambiato e quali agevolazioni restano disponibili.Quali mobili rientrano: l’elenco completo Eccoci al cuore della questione. Quando si parla di bonus mobili cosa rientra 2026, la prima categoria da considerare sono i mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. L’Agenzia delle Entrate considera ammissibile una gamma molto ampia di arredi. Ecco l’elenco dei mobili che rientrano nella detrazione del 50%:Letti, materassi, reti e testiereArmadi, cassettiere, comodini e guardarobaTavoli, sedie, sgabelli e pancheDivani, poltrone e poufCredenze, madie, librerie e scaffalatureMobili da bagno (mobili sottolavabo, colonne, pensili)Scrivanie e mobili per lo studioMobili componibili da cucina (pensili, basi, colonne)Appendiabiti, attaccapanni e mobili da ingressoC’è però una condizione non negoziabile: i mobili devono essere rigorosamente nuovi. Tutto ciò che è usato, di seconda mano o acquistato tramite aste online di mobili usati non rientra nel bonus mobili 2026. Quindi il divano vintage comprato al mercatino dell’usato, per quanto bello, non ti darà diritto ad alcuna detrazione. Anche gli arredi da modernariato acquistati da privati sono esclusi.Rientrano invece nel bonus anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei mobili acquistati, purché il pagamento avvenga con le modalità corrette che vedremo più avanti. Se paghi 200 euro per la consegna e il montaggio di un armadio, anche quella cifra concorre al tetto di 5.000 euro ed è quindi detraibile al 50%.Elettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energetica La seconda grande categoria da esaminare quando ci si chiede bonus mobili cosa rientra 2026 sono i grandi elettrodomestici. Qui la regola è più stringente: non basta che l’elettrodomestico sia nuovo, deve anche rispettare una classe energetica minima. La classe energetica è quella lettera (dalla A alla G) che trovi sull’etichetta energetica applicata al prodotto e indica quanto l’apparecchio consuma: più la lettera è vicina alla A, più l’elettrodomestico è efficiente.Ecco le classi energetiche minime richieste per il bonus mobili 2026, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate:Forni: classe energetica minima ALavatrici, lavasciuga (lavasciugatrici) e lavastoviglie: classe energetica minima EFrigoriferi e congelatori: classe energetica minima FRientrano nel bonus elettrodomestici anche altri apparecchi, come i piani cottura elettrici e altri apparecchi di cottura, così come gli apparecchi per il riscaldamento (radiatori, termosifoni, condizionatori e scaldacqua) rientranti nelle categorie previste dal Regolamento UE 811/2013. Per questi ultimi, quando la normativa prevede l’etichetta energetica, va sempre verificata la classe energetica minima prevista dalla normativa vigente, controllabile direttamente in etichetta al momento dell’acquisto. Se l’apparecchio non è soggetto a etichetta energetica obbligatoria, il vincolo di classe non si applica.Il consiglio pratico è sempre lo stesso: controlla l’etichetta energetica prima di acquistare e conserva la documentazione. Un frigorifero in classe G, ad esempio, non ti darà diritto ad alcuna detrazione perché sotto la soglia minima richiesta. Se il tuo obiettivo è sostituire un vecchio climatizzatore, ti segnaliamo la nostra guida dedicata al bonus condizionatori 2026, che spiega la procedura pratica per questo specifico apparecchio.Cosa NON rientra nel bonus mobili 2026 Sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026 è importante quanto sapere cosa resta escluso, per evitare acquisti che non daranno alcun beneficio fiscale. Molti contribuenti pensano erroneamente che qualsiasi spesa per la casa sia detraibile, ma non è così. Ecco l’elenco delle spese che NON rientrano nel bonus:Mobili usati o di seconda mano (comprese aste online e mercatini)Elettrodomestici sotto la classe energetica minima richiestaComplementi d’arredo tessili: tende, tappeti, tovaglie, biancheria per la casaOggetti decorativi: quadri, statue, soprammobiliAttrezzatura sportiva o per hobby (cyclette, attrezzi da palestra, ecc.)Articoli casalinghi non elettrici: pentole, stoviglie, posate, bicchieriPorte, pavimentazioni e altri elementi che fanno parte dei lavori edili, non dell’arredoIn sintesi, il bonus mobili 2026 copre gli arredi veri e propri e i grandi elettrodomestici efficienti, non i complementi decorativi o gli oggetti d’uso quotidiano. Un errore frequente è pensare che le tende motorizzate o le zanzariere rientrino: come vedremo tra poco, non è così.Come pagare per non perdere il bonus mobiliAnche il metodo di pagamento fa parte delle regole su cosa rientra nel bonus mobili 2026: un acquisto pagato nel modo sbagliato fa perdere la detrazione, anche se il mobile o l’elettrodomestico è perfettamente ammissibile. I pagamenti devono avvenire con strumenti tracciabili. Sono ammessi il bonifico bancario o postale, oppure il pagamento con carta di debito o di credito. Sono invece vietati i pagamenti in contanti, con assegno o altri mezzi non tracciabili.Quando si sceglie il bonifico, questo deve essere un bonifico “parlante”, cioè un bonifico dedicato alle detrazioni fiscali che contiene una causale specifica, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA del venditore. Non è un bonifico ordinario: la causale e i dati vanno compilati con attenzione. Poiché questo è uno dei punti in cui si commettono più errori, abbiamo dedicato una guida completa all’argomento: leggi come compilare correttamente il bonifico parlante per il bonus mobili, con la causale corretta da indicare.Fatture: cosa deve indicare il documento di spesa Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la fattura. Per il bonus mobili 2026 non basta conservare uno scontrino generico o una fattura che riporti la sola dicitura “arredamento”. Il documento di spesa deve indicare in modo chiaro la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati. In pratica deve essere ben specificato cosa hai comprato: ad esempio “n. 1 armadio a 4 ante in legno”, “n. 1 lavatrice classe E”, e così via.Questo dettaglio è fondamentale in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se la fattura è troppo generica, la detrazione può essere contestata. Il nostro consiglio è di richiedere sempre al venditore un documento dettagliato e di conservarlo insieme alle ricevute dei pagamenti tracciabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare per te la correttezza di fatture e ricevute prima della dichiarazione, così da evitare brutte sorprese.Casi limite e dubbi frequentiNella pratica quotidiana emergono spesso situazioni particolari in cui non è immediato capire cosa rientra nel bonus mobili 2026. Vediamo i casi più comuni che ci vengono sottoposti allo sportello.La cucina componibileQuando acquisti una cucina componibile completa, devi distinguere due parti. I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili. Gli elettrodomestici incassati (forno, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura) rientrano solo se rispettano la classe energetica minima prevista. Se il forno incassato è in classe A, ad esempio, è detraibile; se è di una classe inferiore, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo.Zanzariere, tende e tende motorizzateLe zanzariere NON rientrano nel bonus mobili: hanno eventualmente un’agevolazione a parte, legata al risparmio energetico o alla schermatura solare, ma non fanno parte dell’arredo. Allo stesso modo, tende e tende motorizzate NON rientrano nel bonus mobili 2026, perché sono considerate complementi tessili e non mobili. È uno degli errori più comuni: molti pensano di poterle detrarre insieme al resto dell’arredamento, ma non è possibile.Come dichiarare la spesa nel 730 o nel modello Redditi Una volta chiarito cosa rientra nel bonus mobili 2026 e sostenute le spese ammissibili, resta il passaggio finale: portare la detrazione in dichiarazione dei redditi. Le spese per il bonus mobili vanno indicate nel rigo E57 del quadro E del modello 730 (oppure nel quadro corrispondente del modello Redditi Persone Fisiche). La detrazione del 50% viene ripartita obbligatoriamente in 10 rate annuali di pari importo: non è possibile scegliere una rateizzazione diversa.La compilazione richiede attenzione, perché occorre incrociare correttamente i dati della ristrutturazione con quelli degli acquisti di mobili ed elettrodomestici. Un errore nel rigo E57 può bloccare la detrazione o generare comunicazioni di irregolarità. Per questo motivo il modo più sicuro per non sbagliare è affidarsi a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera compilazione della dichiarazione, verificando che tutte le spese siano ammissibili e correttamente documentate.Domande frequenti sul bonus mobili 2026I materassi rientrano nel bonus mobili 2026?Sì, i materassi rientrano tra i mobili detraibili, insieme a letti, reti e testiere, purché siano nuovi e acquistati per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Ricorda di pagare con strumenti tracciabili e di conservare la fattura dettagliata.Posso comprare solo elettrodomestici senza mobili?Sì. Il bonus mobili 2026 ammette l’acquisto anche solo di grandi elettrodomestici (con la classe energetica minima richiesta) senza obbligo di comprare anche mobili. Il requisito indispensabile resta la ristrutturazione edilizia collegata all’immobile.Il tetto di 5.000 euro vale per ogni casa?Il tetto di 5.000 euro si applica a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se ristrutturi due appartamenti distinti, hai diritto a 5.000 euro di spesa detraibile per ciascuno di essi, quindi il bonus mobili si raddoppia.Posso detrarre mobili usati o di seconda mano?No. Il bonus mobili 2026 ammette esclusivamente mobili nuovi. Gli acquisti di mobili usati, di modernariato o tramite aste online di beni di seconda mano sono esclusi e non danno diritto ad alcuna detrazione.Le spese di trasporto e montaggio sono detraibili?Sì, i costi di trasporto e montaggio dei mobili acquistati rientrano nel bonus e concorrono al tetto di 5.000 euro, a condizione che siano pagati con le stesse modalità tracciabili previste per i beni (bonifico parlante o carta).Come faccio a sapere se l’elettrodomestico ha la classe giusta?La classe energetica è indicata sull’etichetta energetica obbligatoria applicata al prodotto e presente nella scheda tecnica. Per il 2026 servono almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la classe F per frigoriferi e congelatori. Controlla sempre l’etichetta prima di acquistare.Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di Udine Abbiamo visto in dettaglio cosa rientra nel bonus mobili 2026: mobili nuovi di ogni tipo, grandi elettrodomestici con la giusta classe energetica, spese di trasporto e montaggio, il tutto entro il tetto di 5.000 euro e sempre collegato a una ristrutturazione edilizia. Abbiamo anche chiarito cosa resta escluso e quali errori evitare nei pagamenti, nelle fatture e nella dichiarazione. Sono molti i dettagli da tenere sotto controllo, e un singolo passo falso può costarti l’intera detrazione.Per essere certo di non perdere nemmeno un euro di detrazione, affidati agli esperti. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata: verifichiamo l’ammissibilità dei tuoi acquisti, controlliamo fatture e bonifici e compiliamo per te il 730 in modo corretto. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine (Viale Tullio 13) o richiedere assistenza comodamente online, in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per il bonus mobili 2026 e la tua dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:00:002026-07-06 07:50:30Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)
PATRONATORiscatto Laurea 2026: Costi, Calcolo e Quando Conviene per la PensioneIndice dei contenutiCos’è il Riscatto della LaureaRiscatto Ordinario vs Riscatto Agevolato 2026Calcolo del Costo del Riscatto Laurea 2026Requisiti e Chi Può Richiedere il Riscatto LaureaQuando Conviene Riscattare la Laurea: Analisi Costi-BeneficiCome Fare Domanda di Riscatto Laurea all’INPSDeducibilità Fiscale del Riscatto Laurea 2026Il **riscatto laurea 2026** rappresenta un’opportunità importante per chi desidera anticipare la **pensione** valorizzando gli **anni di università**. Attraverso questa procedura INPS è possibile trasformare il periodo degli studi universitari in **contributi pensionistici utili**, riducendo così il tempo necessario per raggiungere i requisiti della **pensione anticipata** o di vecchiaia. Ma quanto costa effettivamente il **riscatto laurea 2026**? E soprattutto, **conviene davvero** dal punto di vista economico?In questa guida completa analizzeremo tutti gli aspetti del **riscatto degli anni di università**: dalla differenza tra **riscatto ordinario** e **riscatto agevolato**, al **calcolo del costo** con esempi pratici, fino alla **deducibilità fiscale** che può ridurre significativamente l’importo da versare. Vedremo anche quando il **riscatto laurea** rappresenta una scelta vantaggiosa e quando invece potrebbe non convenire, fornendoti tutti gli elementi per una decisione consapevole.Cos’è il Riscatto della LaureaIl **riscatto della laurea** è uno strumento previdenziale che permette di **valorizzare ai fini pensionistici** il periodo trascorso all’università per conseguire il titolo di studio. In pratica, pagando un importo calcolato dall’INPS, è possibile trasformare gli **anni di università** in **anni di contribuzione** utili per il calcolo della pensione. Questo significa che chi ha studiato per cinque anni può, attraverso il **riscatto laurea 2026**, accreditare quei cinque anni nel proprio montante contributivo, avvicinandosi così ai requisiti necessari per la **pensione**. Il meccanismo è particolarmente vantaggioso per chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto periodi di discontinuità lavorativa.Il **riscatto degli anni universitari** può riguardare diversi titoli di studio, tra cui:**Diploma universitario** (corsi di durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3)**Diploma di laurea** (vecchio ordinamento)**Laurea triennale** (nuovo ordinamento)**Laurea magistrale** o specialistica**Dottorato di ricerca****Diplomi di specializzazione post-lauream**È importante sottolineare che si possono riscattare esclusivamente i periodi che hanno portato effettivamente al conseguimento del titolo. Gli **anni fuori corso**, ad esempio, non possono essere oggetto di riscatto. Inoltre, il periodo da riscattare non deve essere già coperto da contribuzione obbligatoria in nessuna forma pensionistica.Riscatto Ordinario vs Riscatto Agevolato 2026Quando si parla di **riscatto laurea 2026**, è fondamentale distinguere tra due modalità di calcolo completamente diverse: il **riscatto ordinario** e il **riscatto agevolato**. La scelta tra le due opzioni può fare una differenza enorme nell’importo finale da versare.**Il riscatto ordinario** è la modalità standard, utilizzata per i periodi di studio che si collocano nel **sistema retributivo** o **misto**. In questo caso, il **calcolo del costo** viene effettuato secondo il metodo della riserva matematica: l’INPS determina quale beneficio pensionistico deriverà dal riscatto e calcola quanto serve accantonare oggi per finanziare quella maggiore pensione futura. Questo metodo porta spesso a importi molto elevati, che possono raggiungere e superare i **100.000 euro** per chi ha retribuzioni alte.**Il riscatto agevolato**, invece, è una modalità di calcolo semplificata introdotta per rendere più accessibile il **riscatto degli anni universitari**. Si applica esclusivamente ai periodi di studio che si collocano nel **sistema contributivo** (generalmente dopo il 1° gennaio 1996) e prevede un **costo fisso** calcolato sulla base dell’aliquota IVS (33%) applicata al minimale di reddito degli artigiani e commercianti dell’anno di presentazione della domanda.Per il **2026**, il minimale contributivo è di circa **17.504 euro** annui. Applicando l’aliquota del 33%, il **costo del riscatto agevolato** risulta essere circa **5.776 euro per ogni anno** da riscattare. Un’intera laurea triennale (3 anni) costerebbe quindi circa **17.328 euro**, mentre una magistrale (2 anni aggiuntivi) circa **11.552 euro**.**Esempio pratico di confronto:**Marco, 35 anni, dipendente con **stipendio annuo di 35.000 euro**, vuole riscattare la sua **laurea magistrale** (5 anni) conseguita tra il 2008 e il 2013.**Con riscatto agevolato:** • 5 anni × 5.776 euro = **28.880 euro****Con riscatto ordinario:** • Stima circa **65.000-80.000 euro** (dipende da età, retribuzione, anzianità)La differenza è evidente: il **riscatto agevolato** permette un risparmio di oltre **40.000 euro** rispetto al metodo ordinario. Tuttavia, c’è un aspetto da considerare: il **riscatto agevolato** non modifica l’importo della pensione futura in proporzione, poiché i contributi versati sono calcolati sul minimale e non sulla retribuzione reale.Chi può accedere al riscatto agevolatoIl **riscatto laurea agevolato** è disponibile solo per chi soddisfa questi requisiti:Il periodo universitario da riscattare deve collocarsi **interamente nel sistema contributivo** (dopo il 31 dicembre 1995)Il richiedente deve essere iscritto a una **gestione pensionistica contributiva** (INPS dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)**Non è richiesta l’inoccupazione**: anche chi lavora può accedere al riscatto agevolato, se i periodi da riscattare sono nel sistema contributivoAttenzione: chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e ha già contribuzione nel sistema retributivo non può utilizzare il riscatto agevolato per gli anni di università, anche se questi sono successivi al 1995. In questi casi si applica il **riscatto ordinario** con la riserva matematica.Calcolo del Costo del Riscatto Laurea 2026Comprendere come viene calcolato il **costo del riscatto laurea** è essenziale per valutare la convenienza dell’operazione. Come abbiamo visto, il metodo di calcolo cambia radicalmente tra **riscatto ordinario** e **riscatto agevolato**. **Formula riscatto agevolato:**Il calcolo è semplice e standardizzato:**Minimale annuo** artigiani/commercianti 2026: circa **17.504 euro****Aliquota IVS**: 33%**Costo per un anno**: 17.504 × 33% = **5.776 euro****Costo totale**: 5.776 × numero di anni da riscattare**Esempio 1 – Laurea triennale:** Sofia, 28 anni, laureata nel 2023 con una triennale (3 anni). • Costo: 3 anni × 5.776 euro = **17.328 euro** • Pagamento rateale possibile: 120 rate da **144 euro/mese****Esempio 2 – Laurea magistrale completa:** Luca, 32 anni, laureato con magistrale nel 2021 (5 anni totali). • Costo: 5 anni × 5.776 euro = **28.880 euro** • Pagamento rateale: 120 rate da **241 euro/mese****Formula riscatto ordinario:**Il **calcolo del riscatto ordinario** è molto più complesso e personalizzato. L’INPS utilizza il metodo della **riserva matematica**, che tiene conto di:**Età del richiedente** al momento della domanda**Retribuzione annua** degli ultimi 12 mesi**Anzianità contributiva** maturata**Sesso** (le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore, quindi costi più alti)**Sistema pensionistico** in cui ricadono gli anni da riscattareNon esiste una formula semplice applicabile da soli: è necessario richiedere un **preventivo gratuito** all’INPS, che fornirà l’importo esatto entro 30-60 giorni.**Esempio 3 – Riscatto ordinario:** Giovanna, 45 anni, dipendente pubblica con **stipendio di 45.000 euro** annui, vuole riscattare 4 anni di università (1996-2000) nel sistema retributivo.Preventivo INPS: circa **85.000 euro**Pagamento rateale massimo: 120 rate da **708 euro/mese**Come si nota, il **riscatto ordinario** può risultare molto più oneroso. Tuttavia, in questo caso, l’incremento pensionistico sarà proporzionalmente maggiore, poiché calcolato sulla retribuzione reale e non sul minimale contributivo.Modalità di pagamento del riscattoL’INPS offre diverse modalità di pagamento per il **riscatto laurea 2026**, per venire incontro alle esigenze di chi desidera valorizzare gli **anni di università**:**Soluzione unica**: versamento dell’intero importo in un’unica soluzione. Questa modalità permette di dedurre l’intero costo nell’anno di pagamento.**Rateizzazione fino a 120 rate mensili**: l’importo può essere dilazionato in un massimo di 10 anni (120 rate) senza interessi. Le rate sono costanti e vengono addebitate tramite RID bancario. Attenzione: la **deducibilità fiscale** si applica solo nell’anno di effettivo pagamento di ciascuna rata.**Rateizzazione automatica dalla pensione**: chi è già prossimo alla pensione può scegliere di pagare il riscatto con trattenute mensili direttamente sulla pensione futura, fino a un massimo di 120 rate. Questa opzione è particolarmente utile per chi non ha liquidità immediata ma vuole comunque accedere ai benefici del riscatto.Requisiti e Chi Può Richiedere il Riscatto LaureaIl **riscatto laurea 2026** è accessibile a un’ampia platea di lavoratori, ma è importante conoscere con precisione i **requisiti** necessari per presentare domanda all’INPS.**Requisiti generali per il riscatto:**Aver conseguito un **titolo di studio universitario** (diploma, laurea triennale, magistrale, dottorato, specializzazione)Essere **iscritti a una gestione pensionistica** INPS (dipendenti privati, pubblici, artigiani, commercianti, gestione separata)Il periodo di studio da riscattare **non deve essere coperto** da contribuzione obbligatoria in nessuna formaGli **anni fuori corso** non possono essere riscattatiIl titolo di studio deve essere stato **effettivamente conseguito** (non si possono riscattare studi non completati)**Chi può presentare domanda:**Il **riscatto degli anni universitari** può essere richiesto:**Dal lavoratore direttamente**: sia dipendenti che autonomi, anche se ancora giovani. Non c’è un’età minima o massima, ma generalmente conviene valutare il riscatto quando si è già inseriti nel mondo del lavoro.**Dal datore di lavoro**: l’azienda può decidere di pagare il riscatto per il proprio dipendente come forma di welfare aziendale. In questo caso, l’importo è deducibile per l’azienda e non costituisce reddito per il lavoratore.**Dai genitori per i figli**: è possibile riscattare gli anni di università di un figlio **fiscalmente a carico**, anche se il figlio è inoccupato. Questa opzione è particolarmente interessante perché permette ai genitori di dedurre il costo e al figlio di vedersi accreditati immediatamente i contributi.**Esempio di riscatto da parte dei genitori:**Maria e Paolo, entrambi lavoratori dipendenti, hanno una figlia neolaureata che sta cercando lavoro. Decidono di riscattare per lei i 5 anni di università (laurea magistrale) utilizzando il **riscatto agevolato**.Costo totale: **28.880 euro**Pagamento: 120 rate da 241 euro/mese**Deduzione fiscale**: Maria e Paolo, trovandosi nello scaglione IRPEF del 35%, recuperano circa **10.108 euro** di tasse nel corso dei 10 anniBeneficio per la figlia: 5 anni di contributi immediatamente accreditati sul suo estratto conto INPSQuesta soluzione permette ai genitori di ottimizzare il carico fiscale e alla figlia di partire con un significativo vantaggio contributivo quando entrerà nel mondo del lavoro.Quando Conviene Riscattare la Laurea: Analisi Costi-BeneficiLa domanda cruciale che tutti si pongono è: **conviene davvero il riscatto laurea**? La risposta non è univoca e dipende da numerosi fattori personali. Analizziamo le diverse situazioni in cui il **riscatto laurea 2026** risulta vantaggioso o meno. **Quando il riscatto laurea CONVIENE:****1. Anticipare la pensione di alcuni anni**Se ti mancano pochi anni di contributi per raggiungere i requisiti della **pensione anticipata** (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), il **riscatto degli anni universitari** può permetterti di lasciare il lavoro prima, recuperando l’investimento attraverso gli anni aggiuntivi di pensione.**Esempio:**Roberto, 60 anni, ha 38 anni di contributi. Gli mancano 4 anni e 10 mesi per la **pensione anticipata**. Ha una laurea magistrale (5 anni).Senza riscatto: andrebbe in pensione a 65 anniCon riscatto di 5 anni: andrebbe in pensione a 60 anni, guadagnando 5 anni di pensionePensione mensile stimata: **2.200 euro**5 anni di pensione in più: 2.200 × 12 × 5 = **132.000 euro**Costo riscatto agevolato: **28.880 euro****Convenienza netta**: oltre 100.000 euro di vantaggioIn questo caso, il **riscatto laurea conviene** ampiamente.**2. Riscatto agevolato con deducibilità fiscale**Se puoi accedere al **riscatto agevolato** e ti trovi in uno scaglione IRPEF elevato (35% o 43%), la **deducibilità fiscale** riduce significativamente il costo reale.**Esempio:**Federica, 35 anni, reddito **55.000 euro** annui (scaglione 35%), riscatta 5 anni di università con il metodo agevolato.Costo nominale: **28.880 euro**Recupero fiscale (35%): **10.108 euro****Costo reale netto**: 18.772 euroCon meno di 20.000 euro, Federica si accredita 5 anni di contributi e aumenta la sua futura pensione.**3. Riscatto pagato dai genitori per figli a carico**I genitori con redditi elevati possono sfruttare la **deduzione fiscale** riscattando gli anni di università dei figli inoccupati o con redditi bassi. Il beneficio fiscale abbatte notevolmente il costo.**Quando il riscatto laurea NON CONVIENE:****1. Riscatto ordinario con costi elevatissimi**Se il **preventivo INPS** per il riscatto ordinario supera i 60.000-80.000 euro e non hai urgenza di andare in pensione, l’investimento potrebbe non essere recuperato nell’arco della vita pensionistica.**Esempio:**Claudio, 50 anni, stipendio **70.000 euro**, riceve un preventivo di **120.000 euro** per riscattare 4 anni di università nel sistema retributivo.Incremento pensione stimato: +**250 euro/mese**Anni necessari per recuperare l’investimento: 120.000 / (250 × 12) = **40 anni**A 67 anni andrà in pensione, recupererebbe l’investimento a 107 anniIn questo caso, il **riscatto laurea non conviene** economicamente.**2. Pochi anni di distanza dalla pensione senza benefici immediati**Se hai già i requisiti per la pensione e il riscatto servirebbe solo per aumentare lievemente l’importo, il ritorno sull’investimento potrebbe essere troppo lungo.**3. Incertezza sul futuro lavorativo**Se prevedi di trasferire la tua posizione previdenziale all’estero o di cambiare sistema pensionistico, il riscatto potrebbe non portare i benefici sperati.Simulazioni personalizzate con il CAFDeterminare se il **riscatto laurea conviene** nel tuo caso specifico richiede un’analisi approfondita della tua posizione contributiva, del reddito, dell’età e degli obiettivi pensionistici. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** effettua **simulazioni personalizzate** che tengono conto di tutti questi fattori, fornendoti un quadro chiaro dei costi, dei benefici e dei tempi di recupero dell’investimento. Affidati ai nostri esperti per una valutazione accurata della tua situazione.Come Fare Domanda di Riscatto Laurea all’INPSLa **domanda di riscatto laurea** deve essere presentata esclusivamente all’INPS attraverso i canali telematici. La procedura richiede attenzione nella raccolta dei documenti e nella compilazione corretta dei moduli, per evitare ritardi o rigetti della pratica.**Documenti necessari per la domanda:**Per avviare la pratica di **riscatto degli anni universitari** occorre preparare:**Certificato di laurea** o autocertificazione del titolo conseguito**Libretto universitario** o certificato con l’indicazione della durata legale del corso**Codice fiscale** e documento d’identità**Estratto conto contributivo INPS** (reperibile sul portale INPS con SPID)**Eventuale documentazione** che attesti la posizione di figlio fiscalmente a carico (se la domanda è presentata dai genitori)**Fasi della procedura:**La domanda di **riscatto laurea 2026** si articola in diverse fasi che richiedono competenza e precisione. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** si occupa dell’intera procedura, dalla raccolta della documentazione alla presentazione della domanda, garantendo che ogni passaggio sia eseguito correttamente.Innanzitutto, viene verificata la posizione contributiva del richiedente e la presenza di eventuali periodi già coperti da contribuzione. Successivamente, si procede con la compilazione della domanda telematica, indicando con precisione i periodi universitari da riscattare, il titolo conseguito e la modalità di calcolo richiesta (ordinaria o agevolata).Una volta inviata la domanda, l’INPS rilascia una ricevuta e avvia l’istruttoria. Entro **30-60 giorni**, l’Istituto fornisce il **preventivo del costo** del riscatto. A questo punto, il richiedente ha tempo per valutare se accettare o rinunciare, senza alcun vincolo.Se si accetta il preventivo, si procede con il versamento dell’importo (in soluzione unica o rateizzato). Solo dopo il pagamento completo o l’avvio della rateizzazione, l’INPS accredita i contributi sull’estratto conto pensionistico.**Tempi di lavorazione:****Invio domanda**: immediato (telematico)**Ricezione preventivo**: 30-60 giorni**Accettazione preventivo**: nessun limite temporale (ma conviene decidere entro 6 mesi per evitare ricalcoli)**Accredito contributi**: dopo il primo pagamento o l’avvio della rateizzazioneIl **CAF Centro Fiscale** monitora costantemente lo stato della pratica, sollecitando l’INPS in caso di ritardi e verificando che l’accredito dei contributi sia stato effettuato correttamente.Deducibilità Fiscale del Riscatto Laurea 2026Uno degli aspetti più vantaggiosi del **riscatto laurea** è la sua piena **deducibilità fiscale** dal reddito imponibile IRPEF. Questo significa che l’importo versato per il riscatto riduce il reddito sul quale vengono calcolate le imposte, generando un **risparmio fiscale** che abbatte il costo reale dell’operazione. **Come funziona la deduzione:**I contributi versati per il **riscatto degli anni universitari** sono interamente **deducibili dal reddito complessivo** ai sensi dell’articolo 10 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). La deduzione si applica:Nell’anno di effettivo pagamento del contributoSia per i versamenti in soluzione unica che per le singole rateSia per il riscatto proprio che per quello di familiari fiscalmente a caricoSenza alcun limite di importo (a differenza di altre deduzioni che hanno massimali)La **deduzione fiscale** del riscatto laurea non ha tetti: anche se versi 50.000 o 100.000 euro in un anno, l’intero importo è deducibile.**Calcolo del risparmio fiscale:**Il risparmio fiscale effettivo dipende dallo **scaglione IRPEF** in cui si colloca il reddito:Scaglione **23%**: recupero di 23 euro ogni 100 euro versatiScaglione **35%**: recupero di 35 euro ogni 100 euro versatiScaglione **43%**: recupero di 43 euro ogni 100 euro versati**Esempio 1 – Reddito medio:**Alessandro, dipendente con reddito **32.000 euro** (scaglione 23%), riscatta 3 anni di laurea con il metodo agevolato.Costo nominale: 3 × 5.776 = **17.328 euro**Risparmio IRPEF (23%): **3.985 euro****Costo reale netto**: 13.343 euro**Esempio 2 – Reddito alto:**Elena, libera professionista con reddito **80.000 euro** (scaglione 43%), riscatta 5 anni con metodo agevolato.Costo nominale: 5 × 5.776 = **28.880 euro**Risparmio IRPEF (43%): **12.418 euro****Costo reale netto**: 16.462 euroCome si vede, più alto è il reddito, maggiore è il beneficio fiscale del **riscatto laurea 2026**.**Deduzione per riscatto di figli a carico:**Una strategia particolarmente efficace è il **riscatto pagato dai genitori** per i figli fiscalmente a carico. In questo caso:Il genitore deduce l’intero importo dal proprio redditoIl figlio riceve i contributi accreditati sul suo estratto conto INPSNon c’è alcuna tassazione per il figlio (non costituisce reddito)**Esempio 3 – Riscatto da parte dei genitori:**I coniugi Martini (redditi complessivi **90.000 euro**, scaglione 35%) riscattano 5 anni di università per la figlia neolaureata inoccupata.Costo nominale: **28.880 euro**Risparmio IRPEF (35%): **10.108 euro****Costo reale netto** per i genitori: 18.772 euroBeneficio per la figlia: 5 anni di contributi regalatiQuesta operazione è conveniente soprattutto se i genitori hanno redditi elevati e la figlia non avrebbe la capacità contributiva per sostenere il riscatto autonomamente.**Come dichiarare il riscatto nel 730:**I contributi per il **riscatto laurea** vanno indicati nel **modello 730** o nel modello Redditi:**Rigo E27** (oneri deducibili – contributi previdenziali)Indicare l’importo effettivamente versato nell’annoConservare le ricevute di pagamento INPS come documentazioneIl **CAF Centro Fiscale di Udine** si occupa della corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, assicurandosi che tutti i contributi versati per il riscatto siano correttamente dedotti, massimizzando il tuo risparmio fiscale.Domande Frequenti sul Riscatto Laurea 2026Quanto costa riscattare 5 anni di laurea nel 2026?Con il **riscatto agevolato**, 5 anni di laurea costano circa **28.880 euro** (5.776 euro per anno), pagabili anche in 120 rate mensili da 241 euro. Con il **riscatto ordinario**, il costo varia significativamente in base a età, retribuzione e sistema pensionistico, e può superare gli 80.000-100.000 euro. Il **CAF Centro Fiscale** può richiedere per te il preventivo gratuito INPS e aiutarti a valutare quale opzione è più conveniente.Il riscatto laurea conviene davvero?Il **riscatto laurea conviene** soprattutto in tre casi: se ti permette di anticipare la pensione di alcuni anni, se accedi al **riscatto agevolato** con costi contenuti, o se hai un reddito alto che ti consente di recuperare molto tramite la **deducibilità fiscale**. Non conviene se il preventivo ordinario è troppo elevato rispetto ai benefici pensionistici. È fondamentale fare una simulazione personalizzata: il **CAF Centro Fiscale** effettua calcoli dettagliati per valutare la tua situazione specifica.Posso riscattare solo alcuni anni di università o devo riscattare tutto il corso?Puoi scegliere liberamente **quanti anni riscattare**, anche solo uno o due. Non sei obbligato a riscattare l’intero periodo del corso di laurea. Molti scelgono di riscattare solo gli anni necessari per raggiungere i requisiti della pensione anticipata, riducendo così il costo totale dell’operazione.I genitori possono riscattare gli anni di università per i figli?Sì, i genitori possono riscattare gli **anni di università** per i figli **fiscalmente a carico**, anche se inoccupati. Questa soluzione è molto vantaggiosa perché i genitori deducono l’importo dal proprio reddito (recuperando dal 23% al 43% tramite IRPEF), mentre il figlio riceve i contributi accreditati sul suo estratto conto INPS senza alcuna tassazione.Posso detrarre il riscatto laurea dalle tasse?Il **riscatto laurea** non è detraibile ma **deducibile**, il che è ancora più vantaggioso. La **deduzione** riduce il reddito imponibile su cui si calcolano le imposte, mentre la detrazione ridurrebbe solo l’imposta. In pratica, se versi 10.000 euro di riscatto e sei nel scaglione IRPEF del 35%, risparmi 3.500 euro di tasse. L’importo deducibile è illimitato e si indica nel **modello 730** al rigo E27.Quanto tempo ha l’INPS per dare il preventivo del riscatto?L’INPS ha **30-60 giorni** di tempo per elaborare e inviare il **preventivo del costo** del riscatto laurea. Una volta ricevuto il preventivo, non hai scadenze per accettarlo: puoi valutare con calma se procedere o rinunciare. Il **CAF Centro Fiscale** monitora i tempi dell’INPS e sollecita eventuali ritardi, assicurandosi che tu riceva tempestivamente tutte le informazioni necessarie per decidere.ConclusioniIl **riscatto laurea 2026** rappresenta uno strumento previdenziale potente, ma la sua convenienza va valutata con attenzione in base alla situazione personale. Tra **costi**, **calcoli**, **deducibilità fiscale** e impatti sulla futura **pensione**, le variabili sono molte e richiedono competenze specifiche per essere analizzate correttamente. Hai bisogno di assistenza per valutare se il **riscatto degli anni universitari** conviene nel tuo caso? Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per effettuare simulazioni personalizzate, richiedere il preventivo INPS, presentare la domanda e gestire tutti gli aspetti fiscali e previdenziali dell’operazione. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su WhatsApp al **366 6018121**.Leggi ancheTFR 2026: Calcolo, Tassazione, Anticipo e Quando SpettaPensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, C…Opzione Donna 2026: Requisiti, Novità e Alternative alla Pen…Quota 103 nel 2026: Requisiti, Calcolo Pensione e Come Fare …Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 09:00:002026-02-23 15:21:04Riscatto Laurea 2026: Costi, Calcolo e Quando Conviene per la Pensione
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus mobili giovani coppie 2026: cosa è cambiato dal 2016 e agevolazioni attualiCercando “bonus mobili giovani coppie 2026” online si trovano ancora articoli del 2016 e 2017 che descrivono una misura ormai abolita da anni. Il risultato? Migliaia di giovani conviventi o neo-sposi convinti di poter accedere a un’agevolazione specifica che non esiste più, e che rischiano di perdere tempo prezioso e detrazioni reali.In questa guida facciamo chiarezza: cosa era il bonus mobili giovani coppie, perché è stato abolito nel 2018, e quali sono le agevolazioni concrete disponibili nel 2026 per chi acquista la prima casa, vuole arredare o ristrutturare. Informazioni aggiornate, senza promesse impossibili.Indice dei contenutiIndiceCosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)Quando è stato abolito e perchéBonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazioneMassimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazioneRequisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobiliBonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovaniFondo Consap garanzia mutui prima casa giovaniDetrazione affitto giovani 20-31 anniCome cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovaneErrori comuni: le trappole più frequentiCome ti aiuta il CAF Centro FiscaleIndiceCosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)Quando è stato abolito e perchéBonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazioneMassimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazioneRequisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobiliBonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovaniFondo Consap garanzia mutui prima casa giovaniDetrazione affitto giovani 20-31 anniCome cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovaneErrori comuni: le trappole più frequentiCome ti aiuta il CAF Centro FiscaleCosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)Il bonus mobili giovani coppie era una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015, art. 1 comma 75) pensata appositamente per le coppie giovani che acquistavano la prima casa. A differenza del bonus mobili ordinario (ancora oggi esistente), questa misura aveva caratteristiche specifiche:Beneficiari: coppie coniugate o conviventi more uxorio da almeno 3 anni, con almeno uno dei componenti under 35 (età al momento dell’acquisto dell’immobile)Requisito immobile: acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (anche non nuova, purchè prima casa)Oggetto detrazione: acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe A+ per forni, A per gli altri) destinati all’arredo dell’abitazione principaleMassimale di spesa: 16.000 euro (limite totale agevolabile)Aliquota: 50% (detrazione IRPEF, in 10 rate annuali)Detrazione massima: 8.000 euro totali (50% di 16.000)Differenza chiave: non richiedeva la previa ristrutturazione dell’immobile (a differenza del bonus mobili ordinario)La misura era stata concepita per incentivare le coppie giovani ad acquistare casa e arredarla, senza dover necessariamente avviare lavori di ristrutturazione. Una facilitazione significativa rispetto al bonus mobili “classico” che invece era — ed è ancora oggi — vincolato all’esecuzione di interventi edilizi. Quando è stato abolito e perchéIl bonus mobili giovani coppie è stato introdotto per le spese del solo anno 2016. La Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016) non ha prorogato la misura, e da allora il beneficio non è più disponibile. Nessuna legge di bilancio successiva (2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024, 2025, 2026) l’ha reintrodotto.Dal 1° gennaio 2017, quindi, il bonus mobili giovani coppie nella sua forma originaria non esiste più. Chi cerca questa agevolazione nel 2026 non troverà nulla da attivare su quel canale specifico.Perché non è stato prorogato? Le ragioni principali sono state di bilancio pubblico (costo elevato della misura senza ristrutturazione abbinata) e di policy (si è preferito concentrare le risorse sul bonus mobili ordinario, collegandolo agli interventi di recupero del patrimonio edilizio). Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazioneIl bonus mobili 2026 esiste ancora, ma è una misura completamente diversa dal vecchio bonus giovani coppie. La normativa di riferimento è l’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che prevede la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero edilizio.Le caratteristiche principali del bonus mobili 2026:Collegamento obbligatorio a interventi di ristrutturazione edilizia (il solo acquisto del mobile non basta)Aliquota: 50% sulla spesa sostenutaMassimale 2026: 5.000 euro (ridotto rispetto agli anni precedenti: era 8.000 euro nel 2023, 5.000 dal 2024 in poi con la Legge di Bilancio 2024)Detrazione massima: 2.500 euro (50% di 5.000)Durata detrazioni: 10 rate annuali di pari importoNon è specifico per giovani coppie: può usarlo chiunque abbia fatto una ristrutturazione ammissibile Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazioneIl massimale di 5.000 euro per il 2026 è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Si applica per ciascuna unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non per nucleo familiare. Questo significa che se una coppia ristruttura due immobili (es. un appartamento e un garage accatastato separatamente), il massimale è 5.000 euro per ciascuna unità.Come funziona il calcolo:Acquisti ammissibili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze; cucine; grandi elettrodomestici (classe A per i forni, A per gli altri, dove prevista la classe energetica)Acquisti NON ammissibili: porte, pavimenti, tende e tendaggi, altri elementi di finituraModalità di pagamento: obbligatorio il bonifico bancario/postale parlante (con codice fiscale del beneficiario e del fornitore) oppure carta di credito/debito. Assegni e contanti non danno diritto alla detrazionePer i dettagli sul bonifico corretto per il bonus mobili: Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante.Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobiliPer poter accedere al bonus mobili 2026, deve essere stata avviata (o completata) una delle seguenti tipologie di intervento a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello di acquisto dei mobili:Manutenzione straordinaria su singole unità abitativeRestauro e risanamento conservativoRistrutturazione ediliziaManutenzione ordinaria (solo su parti comuni di edifici condominiali)Ricostruzione o ripristino di immobile danneggiato da eventi calamitosiInterventi antisismiciAttenzione: la manutenzione ordinaria sulla singola unità abitativa (es. tinteggiatura interna, sostituzione sanitari) NON qualifica per il bonus mobili. Deve trattarsi di manutenzione straordinaria o superiore. Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovaniLa misura più rilevante per i giovani acquirenti di prima casa nel 2026 è il bonus prima casa under 36, prorogato dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) con alcune modifiche. Si applica a chi:Ha meno di 36 anni nell’anno in cui stipula il rogitoHa un ISEE non superiore a 40.000 euro annuiAcquista la prima casa (non di lusso: non categorie catastali A/1, A/8, A/9)Le agevolazioni specifiche per l’under 36 sono:Esenzione imposta di registro (normalmente 2% per prima casa)Esenzione imposta ipotecaria e catastale (normalmente 50 + 50 euro)Credito d’imposta pari all’IVA pagata sull’acquisto (se acquistato dal costruttore soggetto IVA)Esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui (normalmente 0,25% per prima casa)Il bonus prima casa under 36 non copre l’acquisto di mobili, ma genera un risparmio significativo sui costi di acquisto dell’immobile, liberando risorse per l’arredamento. Per chi poi ristruttura, si aggiunge il bonus mobili 2026 (5.000 euro agevolabili).Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovaniIl Fondo di Garanzia Prima Casa Consap (ex Fondo Giovani Coppie) garantisce fino al 50% della quota capitale del mutuo per l’acquisto della prima casa. Non è una detrazione o un bonus diretto, ma una garanzia pubblica che facilita l’accesso al credito bancario a condizioni vantaggiose.Possono accedere al Fondo Consap, con garanzia rafforzata all’80% per alcune categorie:Giovani coppie (anche solo conviventi da almeno 2 anni)Genitori single con figli minoriConduttori di alloggi di edilizia residenziale pubblicaGiovani di età inferiore a 36 anni con ISEE sotto 40.000 euroIl Fondo è operativo tramite le banche aderenti all’accordo con Consap. Informazioni aggiornate: sito Consap.it (sezione Fondo Prima Casa) e portale AgevolazioniFiscali.gov.it. Detrazione affitto giovani 20-31 anniPer chi è troppo giovane per comprare o preferisce affittare, il D.L. 73/2022 (convertito con L. 122/2022) ha introdotto una detrazione specifica per i contratti di locazione stipulati da giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti:Detrazione: 991,60 euro oppure 20% del canone annuo, se questo importo è inferiore a 991,60 euroDurata: per i primi 4 anni del contrattoRequisiti: reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro; abitazione diversa da quella dei genitori; contratto di locazione a canone libero (4+4) o concordato (3+2)Dove va dichiarata: modello 730 o Redditi PF (quadro E/RP)Per tutti i dettagli: Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730.Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovaneVediamo un esempio concreto per capire come una coppia di giovani possa massimizzare le agevolazioni disponibili nel 2026:Scenario: Coppia, lui 28 anni, lei 31 anni. ISEE 32.000 euro. Acquistano prima casa da privato a 200.000 euro a Udine. Poi eseguono ristrutturazione bagno (manutenzione straordinaria) per 15.000 euro e acquistano mobili per 4.800 euro.AgevolazioneRequisito soddisfattoVantaggioBonus prima casa under 36Sì (lui ha 28 anni, ISEE 32.000)Esenzione imposta registro (4.000 euro) + ipot./catast. (100 euro)Fondo Consap garanzia mutuoSì (se richiedono mutuo)Garanzia pubblica 50% su quota capitaleDetrazione ristrutturazione 50%Sì (manutenzione straordinaria)Detrazione 50% su 15.000 = 7.500 euro in 10 anniBonus mobili 2026Sì (ristrutturazione in corso)Detrazione 50% su 4.800 = 2.400 euro in 10 anniTotale agevolazioni stimate: circa 13.900 euro tra risparmio fiscale immediato e detrazioni pluriennali. Il tutto senza nessuna misura specifica “giovani coppie” — bastano quelle esistenti, usate in modo coordinato. Errori comuni: le trappole più frequentiEcco i malintesi più diffusi che portano i giovani acquirenti a sbagliare nella gestione delle agevolazioni:1. Credere che il bonus mobili giovani coppie esista ancoraCome spiegato, la misura è stata operativa solo per le spese del 2016. Chiunque nel 2026 tenti di applicarla farà un errore nella dichiarazione dei redditi, con rischio di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e restituzione delle detrazioni fruite indebitamente.2. Usare il bonifico ordinario invece del parlante per il bonus mobiliIl bonus mobili 2026 richiede pagamenti tracciabili. Il bonifico ordinario non identifica correttamente il beneficiario fiscale: occorre il bonifico parlante con il codice causale corretto (lo stesso dei lavori di ristrutturazione, es. causale “Bonifico relativo a lavori di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 16-bis del TUIR”). Per evitare questo errore: Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante.3. Non verificare il limite di età per il bonus under 36Il bonus prima casa under 36 si applica se si hanno meno di 36 anni nell’anno di rogito. Chi compie 36 anni lo stesso anno dell’acquisto (es. chi è nato nel 1990 e compra nel 2026) perde il beneficio. La verifica deve avvenire al 1° gennaio dell’anno fiscale, non alla data del rogito.4. Non includere nel 730 tutte le detrazioni spettantiMolti giovani perdono detrazioni significative (ristrutturazione, bonus mobili, detrazione affitto) perché non le dichiarano nel modello 730. Queste detrazioni non sono automatiche: vanno inserite con i documenti di spesa conservati (fatture, ricevute bonifici, dichiarazioni del condominio).Come ti aiuta il CAF Centro FiscaleLe agevolazioni per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa sono numerose ma complesse da gestire. Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta le giovani coppie e i singoli acquirenti nella verifica dei requisiti, nella compilazione del 730 con tutte le detrazioni spettanti e nella pianificazione fiscale per massimizzare i benefici disponibili.Hai acquistato o stai per acquistare la prima casa? Ristrutturi e vuoi usufruire del bonus mobili? Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comLuglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:30:002026-07-05 08:36:58Bonus mobili giovani coppie 2026: cosa è cambiato dal 2016 e agevolazioni attuali
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commerciantiOgni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all’anno d’imposta 2025 porta con sé l’obbligo di calcolare correttamente il saldo dei contributi 2025 e il primo acconto dei contributi 2026. Si tratta di adempimenti spesso sottovalutati che, se gestiti con errori, possono generare sanzioni o interessi non dovuti.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio le aliquote vigenti, i minimali e i massimali contributivi, la logica del Quadro RR del Modello Redditi PF, le scadenze di versamento tramite F24 e i codici tributo da utilizzare. I valori esatti di minimale e massimale 2025 sono fissati dalla Circolare INPS annuale (di solito pubblicata a gennaio/febbraio) e devono essere sempre verificati sul portale INPS.it prima di procedere al calcolo.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione IVSLa Gestione IVS (o Gestione degli artigiani e dei commercianti) è la cassa previdenziale INPS dedicata a:Artigiani: titolari e collaboratori di imprese artigiane (falegname, idraulico, elettricista, meccanico, parrucchiere, estetista, ecc.)Commercianti: titolari e collaboratori di imprese commerciali (negozianti, agenti, rappresentanti di commercio, ecc.)Coadiuvanti e coadiutori familiari: familiari che collaborano nell’impresaL’iscrizione alla Gestione IVS è obbligatoria e comporta il versamento di contributi fissi (sul reddito minimale) e di contributi proporzionali al reddito effettivo. Anche chi aderisce al regime forfettario è iscritto alla Gestione IVS, con la possibilità di ridurre i contributi del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Aliquote contributive IVS 2025: artigiani e commerciantiLe aliquote contributive per il 2025 (anno di imposta del Modello Redditi PF 2026) sono le seguenti, fissate dalla Circolare INPS annuale:CategoriaAliquota IVS 2025NoteArtigiani (titolari)24,00%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCommercianti (titolari)24,48%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCoadiuvanti/coadiutori familiariPari al titolareStessa aliquota, eventuale riduzione per under 21Forfettari con riduzione 35% (artigiani)~15,60%24% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Forfettari con riduzione 35% (commercianti)~15,91%24,48% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Nota: le aliquote IVS artigiani (24%) e commercianti (24,48%) sono confermate dalla Circolare INPS n. 17 del 2025. La riduzione del 35% per i forfettari e’ prevista dalla L. 190/2014 art. 1 c. 77 ed e’ stata confermata anche per il 2025. Minimale e massimale contributivo 2025Il sistema contributivo della Gestione IVS prevede un reddito minimale al di sotto del quale si versano comunque contributi fissi, e un massimale oltre il quale non si versano contributi aggiuntivi. Entrambi i valori vengono aggiornati ogni anno con rivalutazione ISTAT e sono pubblicati dalla Circolare INPS all’inizio dell’anno. Reddito minimale 2025 e contributo fissoIl reddito minimale annuo per il 2025 e il corrispondente contributo fisso minimo sono indicati nella Circolare INPS n. 17 del 2025 (o circolare equivalente). A titolo indicativo, negli anni recenti il reddito minimale si attestava intorno a 17.500-18.000 euro. Il contributo fisso annuo (somma delle quattro rate trimestrali) per un artigiano e’ pari al minimale moltiplicato per l’aliquota 24%; per un commerciante per il 24,48%.Importante: i contributi fissi sul minimale vengono versati in quattro rate durante l’anno (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo), indipendentemente dal reddito effettivo. Il Modello Redditi PF 2026 riporta nel Quadro RR Sezione I queste rate gia’ versate.Reddito massimale 2025Il reddito massimale distingue tra due categorie di iscritti:Senza anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ basso (indicativamente intorno a 86.000-87.000 euro per il 2025)Con anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ elevato (indicativamente intorno a 113.000 euro per il 2025)Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi IVS. I valori precisi vanno verificati sulla Circolare INPS dell’anno corrente disponibile su INPS.it, sezione “Gestione degli artigiani e dei commercianti”.Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026: come funzionaIl Quadro RR del Modello Redditi PF e’ la sezione dedicata alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti. E’ composto da due sezioni principali:Sezione I – Contributi dovuti sul reddito minimale: contiene le rate fisse gia’ versate nel corso dell’anno. Si tratta di un riepilogo dei versamenti gia’ effettuati trimestralmente, da confrontare con quanto effettivamente pagato.Sezione II – Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale: qui si calcola il contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale. Comprende il saldo 2025 e il primo acconto 2026.I dati del Quadro RR vengono poi riportati nel prospetto di liquidazione del Modello Redditi PF, e i versamenti a saldo e in acconto si effettuano tramite modello F24 nelle scadenze previste. Sezione I: contributi sul minimaleNel Quadro RR Sezione I vengono indicate le quattro rate fisse versate nel 2025. Queste rate vanno indicate anche se si e’ in regime forfettario con riduzione, con i valori ridotti del 35%. Se tutte le rate sono state regolarmente versate, non vi e’ alcun saldo da versare in questa sezione.Sezione II: contributi sull’eccedenza del minimaleQuesta e’ la sezione piu’ importante per chi ha prodotto un reddito superiore al minimale. Il contributo viene calcolato sulla differenza tra il reddito d’impresa effettivo (dichiarato nel Quadro RF/RD/LM) e il reddito minimale:Formula: (Reddito effettivo – Reddito minimale) x Aliquota = Contributo sull’eccedenzaCome si calcola il saldo 2025: esempi praticiI seguenti esempi sono a scopo illustrativo e utilizzano valori ipotetici di minimale. Sostituisci i valori esatti con quelli della Circolare INPS 2025. Esempio 1: artigiano con reddito 35.000 euroDati: artigiano (es. elettricista), reddito d’impresa 2025 = 35.000 euro, aliquota IVS 24%, minimale ipotetico = M euro, contributo fisso gia’ versato = CF euro.Contributo sul minimale (gia’ versato): CF euroReddito eccedente il minimale: 35.000 – M euroContributo sull’eccedenza: (35.000 – M) x 24%Gia’ versato in acconto sull’eccedenza (anno precedente): acconto versatoSaldo 2025 da versare: contributo eccedenza – acconto versatoA titolo di esempio concreto con minimale 2024 (circa 17.504 euro): reddito eccedente = 35.000 – 17.504 = 17.496 euro; contributo eccedenza = 17.496 x 24% = 4.199 euro. Se l’acconto versato era 3.500 euro, il saldo sarebbe 699 euro.Esempio 2: commerciante con reddito 55.000 euroDati: commerciante (es. negoziante), reddito d’impresa 2025 = 55.000 euro, aliquota IVS 24,48%.Reddito eccedente il minimale (es. 55.000 – 17.504 = 37.496 euro con valore 2024 a titolo illustrativo)Contributo sull’eccedenza: 37.496 x 24,48% = 9.181 euro (indicativo)Gia’ versato in acconto: es. 7.000 euroSaldo 2025 indicativo: 9.181 – 7.000 = 2.181 euroEsempio 3: artigiano forfettario con riduzione 35%Dati: artigiano in regime forfettario, reddito imponibile 2025 (dopo coefficiente di redditivita’) = 28.000 euro, aliquota IVS ridotta 15,60% (24% x 65%).Minimale ridotto per il forfettario: M x 65%Reddito eccedente il minimale ridotto: 28.000 – (M x 65%)Contributo sull’eccedenza ridotto: (28.000 – minimale ridotto) x 15,60%Contributo fisso ridotto (gia’ versato): CF x 65%Il risparmio rispetto al regime ordinario e’ significativo. Per questo motivo la riduzione del 35% e’ una delle agevolazioni piu’ vantaggiose del regime forfettario.Il calcolo del primo acconto 2026 dei contributi INPSInsieme al saldo 2025, nel Modello Redditi PF 2026 si calcola anche il primo acconto dei contributi INPS 2026. L’acconto viene calcolato con il metodo storico, prendendo come base il contributo sull’eccedenza del minimale dell’anno precedente (2025).Metodo di calcolo dell’accontoIl primo acconto e’ pari al 40% del contributo complessivo dovuto per il 2025 sulla parte eccedente il minimale. Il secondo acconto (da versare in autunno) sara’ pari al restante 60%.Primo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 40%Secondo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 60%Riprendendo l’Esempio 1 (artigiano con reddito 35.000 euro, contributo eccedenza indicativo 4.199 euro):Primo acconto 2026 (40%): 4.199 x 40% = circa 1.680 euroSecondo acconto 2026 (60%): 4.199 x 60% = circa 2.519 euroMetodo previsionale per il calcolo dell’accontoIn alternativa al metodo storico, e’ possibile utilizzare il metodo previsionale: si stima il reddito che si prevede di conseguire nel 2026 e si calcola l’acconto su quella base. Questo metodo e’ conveniente se si prevede un reddito 2026 significativamente inferiore al 2025. Tuttavia, attenzione: se la previsione risulta inferiore al reddito effettivo, si potranno applicare sanzioni e interessi sulla differenza.Scadenze di versamento: F24 e codici tributoIl versamento del saldo contributi 2025 e del primo acconto 2026 avviene tramite modello F24. Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono particolarmente rilevanti per artigiani e commercianti. Scadenze 2026AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo contributi INPS 202530 giugno 202630 luglio 20261° acconto contributi INPS 202630 giugno 202630 luglio 20262° acconto contributi INPS 202630 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (1a)16 maggio 2026–Rate fisse minimale 2026 (2a)20 agosto 2026–Rate fisse minimale 2026 (3a)16 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (4a)16 febbraio 2027–Importante: il pagamento con scadenza 30 luglio invece del 30 giugno comporta una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare (non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legale previsto dalla normativa).Codici tributo F24 per artigiani e commerciantiPer il versamento tramite F24, nella sezione “INPS” devono essere utilizzati i seguenti codici tributo. Per l’approfondimento completo, consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026.CodiceDescrizioneChi lo usa0101Contributi IVS artigiani – quota fissa sul minimaleArtigiani0102Contributi IVS commercianti – quota fissa sul minimaleCommercianti0103Contributi IVS artigiani – quota proporzionale eccedenzaArtigiani0104Contributi IVS commercianti – quota proporzionale eccedenzaCommerciantiIl codice sede INPS da indicare e’ quello della sede INPS competente per il domicilio fiscale del contribuente. La causale contributi e’ “CONTRIBUTI GESTIONE ARTIGIANI” o “CONTRIBUTI GESTIONE COMMERCIANTI” a seconda della categoria.Rateizzazione dei contributi: e’ possibile?Il saldo e il primo acconto dei contributi INPS versati tramite Modello Redditi PF 2026 possono essere rateizzati fino a un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade con il versamento ordinario (30 giugno o 30 luglio 2026 con maggiorazione), le successive scadono il 16 di ogni mese successivo.La rateizzazione e’ particolarmente utile per chi ha un saldo elevato e preferisce distribuire il pagamento nel corso dell’estate. Tuttavia, occorre fare attenzione a non confondere la rateizzazione dei contributi INPS con quella delle imposte IRPEF: sono due versamenti distinti, con codici tributo e logiche diverse.Casi particolari: pensionati, inizio attivita’ e cessazione Artigiani/commercianti pensionatiI soggetti che, oltre all’attivita’ di artigiano o commerciante, percepiscono anche una pensione INPS, versano in linea generale i contributi IVS alle aliquote ordinarie. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche per specifiche categorie, ma si tratta di situazioni particolari che richiedono una valutazione caso per caso con un professionista abilitato.Inizio attivita’ nel 2025Chi ha avviato l’attivita’ di artigiano o commerciante nel corso del 2025 (es. a luglio 2025) dovra’ versare i contributi minimali in misura proporzionale ai mesi di iscrizione. I contributi sul minimale si conteggiano per mesi interi di iscrizione all’INPS.Cessazione attivita’ nel 2025Chi ha cessato l’attivita’ nel corso del 2025 e’ tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 per i redditi prodotti fino alla data di cessazione. I contributi INPS saranno dovuti in misura proporzionale al periodo di attivita’, anche per la quota eccedente il minimale, in base al reddito prodotto.Modello Redditi PF 2026 vs Modello 730: quale usareUna domanda frequente riguarda se artigiani e commercianti possono utilizzare il Modello 730 invece del Modello Redditi PF. La risposta e’ no: il Modello 730 e’ destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Chi esercita attivita’ d’impresa (artigiani, commercianti) deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, compilando:Quadro RF: redditi d’impresa in regime ordinarioQuadro RD: redditi d’impresa in regime semplificatoQuadro LM: redditi d’impresa in regime forfettarioQuadro RR: contributi previdenziali INPS (artigiani/commercianti)Per approfondire le differenze tra i modelli dichiarativi, consulta la nostra guida al Modello 730 2026.La deducibilita’ dei contributi INPS dal redditoI contributi versati alla Gestione IVS INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Questo vale sia per il regime ordinario che per il regime forfettario:Regime ordinario: i contributi INPS si deducono dal reddito complessivo (Quadro RP, rigo RP21). Questo riduce la base imponibile IRPEF e quindi l’imposta dovuta.Regime forfettario: i contributi INPS si deducono dal reddito forfettario (riduzione diretta del reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM). Non concorrono alla formazione del reddito complessivo, ma abbattono direttamente l’imponibile sostitutivo del 15%.Esempio pratico – Regime ordinario: un artigiano con reddito d’impresa 35.000 euro e contributi INPS totali versati (fissi + eccedenza) di circa 8.400 euro avra’ un reddito complessivo imponibile ridotto a circa 26.600 euro, con un risparmio IRPEF di circa 2.100 euro (aliquota marginale 35%). Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito totale del contribuente. Errori frequenti da evitareDimenticare il primo acconto 2026: il Modello Redditi PF 2026 non richiede solo il saldo 2025, ma anche il primo acconto 2026. Molti contribuenti si concentrano solo sul saldo e si dimenticano l’acconto, generando poi problemi al momento del secondo acconto di novembre.Usare i codici tributo sbagliati: confondere i codici artigiani con quelli commercianti, o usare i codici del minimale per il versamento dell’eccedenza.Non applicare la riduzione forfettaria: chi e’ in regime forfettario e ha presentato la comunicazione INPS per la riduzione del 35% deve applicarla anche nel calcolo del saldo e dell’acconto. Se dimenticata, si versano contributi in eccesso.Non verificare il massimale: superato il massimale reddituale, non si versano ulteriori contributi IVS. Ignorare questo limite porta a versamenti eccessivi.Confondere i contributi INPS con l’IRPEF: sono due pagamenti distinti, con scadenze, codici tributo e modalita’ di calcolo diverse.Usare valori di minimale/massimale dell’anno precedente: questi valori cambiano ogni anno. Verificare sempre la Circolare INPS aggiornata prima di procedere al calcolo.Come il CAF puo’ aiutartiIl calcolo corretto del saldo e dell’acconto dei contributi INPS richiede la conoscenza dei dati reddituali 2025, delle aliquote aggiornate, dei minimali e massimali specifici e della situazione previdenziale individuale. Un errore in questa fase puo’ portare a versamenti insufficienti (con sanzioni e interessi) o eccessivi (con necessita’ di rimborso).Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del Modello Redditi PF 2026, incluso il Quadro RR per artigiani e commercianti. Il nostro team di consulenti fiscali verifica i dati INPS, calcola il saldo e l’acconto esatti e predispone il modello F24 con i codici tributo corretti.Hai un’attivita’ artigiana o commerciale e devi presentare il Modello Redditi PF 2026? Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) oppure contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121. FAQ: domande frequenti su contributi INPS artigiani e commercianti 2026Qual e’ l’aliquota IVS per gli artigiani nel 2025?Per il 2025, l’aliquota IVS per gli artigiani e’ del 24% sul reddito d’impresa. Per i commercianti l’aliquota e’ del 24,48%. I forfettari che hanno presentato la comunicazione INPS possono applicare una riduzione del 35%, portando le aliquote rispettivamente a circa 15,60% e 15,91%.Quando scade il versamento del saldo contributi INPS 2025?Il saldo dei contributi INPS 2025 (eccedenza del minimale) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile versare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il versamento avviene tramite modello F24.Cos’e’ il reddito minimale INPS per artigiani e commercianti?Il reddito minimale e’ una soglia annua fissata dall’INPS: al di sotto di questa soglia si versano comunque i contributi fissi calcolati su di essa. Sopra il minimale si versano contributi aggiuntivi proporzionali al reddito effettivo. Il valore viene aggiornato ogni anno con rivalutazione ISTAT e pubblicato nella Circolare INPS annuale (disponibile su INPS.it).Un artigiano forfettario deve versare i contributi INPS?Si’, l’artigiano in regime forfettario e’ iscritto alla Gestione IVS INPS e deve versare i contributi come tutti gli altri artigiani. Tuttavia, puo’ beneficiare di una riduzione del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale che a quelli proporzionali sull’eccedenza.Posso rateizzare il pagamento dei contributi INPS 2025?Si’, e’ possibile rateizzare il saldo e il primo acconto dei contributi INPS in un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade alla data ordinaria del versamento (30 giugno o 30 luglio con maggiorazione).Come trovo i valori aggiornati di minimale e massimale INPS?I valori aggiornati vengono comunicati ogni anno dall’INPS con apposita Circolare (di solito a gennaio/febbraio). Puoi consultare il sito INPS.it nella sezione dedicata alla Gestione degli Artigiani e Commercianti, oppure rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia.ConclusioneIl calcolo dei contributi INPS nel Modello Redditi PF 2026 e’ un adempimento fondamentale per tutti gli artigiani e commercianti. Comprendere la logica del Quadro RR, applicare correttamente le aliquote IVS (24% per artigiani, 24,48% per commercianti), rispettare i valori di minimale e massimale aggiornati e versare nei termini previsti sono passaggi essenziali per evitare sanzioni e ottimizzare il carico contributivo.Ricorda che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 si versano entrambi entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%), mentre il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre. Se sei in regime forfettario, verifica di aver applicato la riduzione del 35% e di aver presentato la comunicazione INPS. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata.Per ulteriori informazioni sulle scadenze fiscali di luglio 2026 e su come gestire al meglio le tasse se sei un lavoratore autonomo, consulta le nostre guide aggiornate. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione ElettronicaVerifica XML fattura elettronica 2026: strumenti gratuiti e controlli AdEPrima di trasmettere una fattura elettronica al Sistema di Interscambio (SDI), verificare il file XML è una buona pratica che evita scarti, sanzioni e perdita di tempo. Un XML malformato o con dati incoerenti viene rifiutato dallo SDI entro 5 giorni lavorativi, costringendo a riemettere il documento — e se si superano i 12 giorni dall’effettuazione, scattano le sanzioni per tardiva emissione.In questa guida trovi tutti gli strumenti gratuiti per verificare l’XML prima dell’invio, gli errori più comuni che causano lo scarto, come leggere il tracciato FatturaPA e cosa fare se il documento viene rifiutato dallo SDI.Indice dei contenutiIndicePerché verificare l’XML prima dell’invioErrori più comuni che causano scarto SDIStrumenti gratuiti per la verifica XMLFormato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campiCome leggere l’XML per identificare erroriControllo firma digitale e marca temporaleCodici scarto SDI: bloccanti vs non bloccantiNotifiche SDI: consegna, scarto, accettazioneCosa fare in caso di rifiuto SDIEsempio pratico: verifica XML in 5 minutiCome ti aiuta il CAF Centro FiscaleIndicePerché verificare l’XML prima dell’invioErrori più comuni che causano scarto SDIStrumenti gratuiti per la verifica XMLFormato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campiCome leggere l’XML per identificare erroriControllo firma digitale e marca temporaleCodici scarto SDI: bloccanti vs non bloccantiNotifiche SDI: consegna, scarto, accettazioneCosa fare in caso di rifiuto SDIEsempio pratico: verifica XML in 5 minutiCome ti aiuta il CAF Centro FiscalePerché verificare l’XML prima dell’invioIl Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate esegue automaticamente una serie di controlli formali e sostanziali su ogni XML ricevuto. Se uno o più controlli falliscono, il documento viene scartato con una notifica di tipo “NS” (Notifica di Scarto) contenente il codice errore e la descrizione del problema.Le conseguenze di uno scarto non gestito correttamente sono:La fattura si considera come non emessa: l’obbligo fiscale non è assolto.Hai 5 giorni lavorativi dalla ricezione della notifica di scarto per riemettere il documento corretto con la data originaria, senza sanzioni.Oltre i 5 giorni (ma entro 12 giorni dall’effettuazione), è ancora possibile riemettere ma si configura una tardiva emissione soggetta a sanzione (da 250 a 2.000 euro per fattura, riducibile con ravvedimento operoso).Superati i 12 giorni, la tardiva emissione comporta sanzioni più elevate (da 90% a 180% dell’IVA per omessa fatturazione).Verificare preventivamente l’XML elimina quasi completamente il rischio di scarto, soprattutto per chi usa software di fatturazione non aggiornati o compila manualmente il file. Errori più comuni che causano scarto SDISulla base delle notifiche di scarto più frequenti, questi sono gli errori che causano il maggior numero di rifiuti:1. Codice destinatario mancante o erratoIl campo CodiceDestinatario deve contenere il codice SDI a 7 caratteri del destinatario (per soggetti IVA italiani) oppure “0000000” se il destinatario ha comunicato la propria PEC. Un campo vuoto o un codice di 6/8 caratteri causa lo scarto immediato con errore 00303.2. Natura IVA sbagliata o incoerenteQuando l’aliquota IVA nel campo AliquotaIVA è 0,00, è obbligatorio valorizzare il campo Natura con il codice appropriato (N1, N2.1, N2.2, N3.1-N3.6, N4, N5, N6.1-N6.9, N7). Se il campo Natura è assente con aliquota 0 → scarto. Se il campo Natura è valorizzato con aliquota > 0 → scarto.3. Importi non coerenti tra le sezioniIl SDI verifica la coerenza matematica: la somma degli imponibili delle righe dettaglio deve corrispondere all’imponibile nel riepilogo IVA. Il totale documento (ImportoTotaleDocumento) deve essere uguale alla somma di imponibile + IVA. Qualsiasi disallineamento, anche di 1 centesimo, causa lo scarto con errore 00415 o 00416.4. Dati anagrafici errati o partita IVA inesistenteIl SDI verifica che la partita IVA del cedente/prestatore sia valida e registrata nell’Anagrafe Tributaria. Una P.IVA cessata, sospesa o con formato errato (non 11 cifre numeriche per soggetti IT) causa lo scarto con errore 00001 o 00002.5. Firma digitale invalida o certificato scadutoSe la firma digitale è presente nel file p7m ma invalida o con certificato scaduto, il SDI scarta il documento. Dal 2019 la firma non è più obbligatoria per la trasmissione al SDI (ma resta obbligatoria per la conservazione a norma). Se la firma è assente, il SDI accetta comunque il file XML. Strumenti gratuiti per la verifica XMLEsistono diversi strumenti per verificare la correttezza dell’XML prima della trasmissione al SDI. Ecco i più affidabili, tutti accessibili senza costo:A) Portale AdE “Fatture e Corrispettivi” (strumento ufficiale)Il Portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un validatore ufficiale gratuito, accessibile con SPID, CIE o CNS. Permette di caricare il file XML o p7m e verificare la conformità al tracciato FatturaPA v1.2.2, la coerenza degli importi, la presenza dei campi obbligatori e la validità della firma digitale (se presente). Il validatore AdE simula esattamente i controlli che eseguirebbe il SDI: un file che supera il validatore difficilmente verrà scartato.B) Software di fatturazione con validatore integratoI principali software di fatturazione elettronica italiani integrano un validatore automatico che esegue i controlli prima di inviare al SDI. Tra questi: Aruba Fatturazione Elettronica, Fatture in Cloud (TeamSystem), FatturazionItalia (BeSmart), Zucchetti e Danea Easyfatt. Per un confronto: Fatturazione elettronica 2026: guida completa.C) Applet gratuita AdE per verifica firma offlineL’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche una applicazione desktop gratuita scaricabile dal sito AdE per la verifica della firma digitale in modalità offline. Utile per chi deve verificare file p7m senza connessione a internet o senza SPID/CIE. Formato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campiIl tracciato ufficiale FatturaPA versione 1.2.2 (in vigore dal 1° ottobre 2020) è la struttura XML che deve rispettare ogni fattura elettronica trasmessa allo SDI in Italia. Le sezioni principali sono:Sezione XMLContenutoObbligatoriaFatturaElettronicaHeaderDati trasmissione (CodiceDestinatario, FormatoTrasmissione), cedente/prestatore, cessionario/committenteSìDatiGeneraliDocumentoTipoDocumento (TD01/TD04…), divisa, data, numero, importo totaleSìDatiBeniServizi / DettaglioLineeDescrizione, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA, naturaSì (min. 1 riga)DatiRiepilogoAliquota IVA, imponibile, imposta, esigibilità IVA, natura se 0%SìDatiPagamentoModalità pagamento, importo, data scadenza, IBANCondizionaleAllegatiFile allegati in base64 (max 5MB)NoLa versione 1.2.2 ha introdotto rispetto alla precedente 1.2.1: nuovi codici Natura (N2.2 per forfettari, N3.1-N3.6 per non imponibili, N6.1-N6.9 per reverse charge), nuovi TipoDocumento (TD16-TD28 per autofatture e integrazioni), e il campo SoggettoEmittente per le fatture emesse da terzi. Come leggere l’XML per identificare erroriAprire un file XML con un editor di testo (anche il Blocco Note di Windows) permette di esaminare direttamente il contenuto della fattura. Ecco come orientarsi:Verifica rapida del mittente e destinatarioNella sezione CedentePrestatore controlla: IdFiscaleIVA/IdCodice (la tua P.IVA, 11 cifre), Denominazione o Nome + Cognome e Sede/Indirizzo. Nella sezione CessionarioCommittente: IdFiscaleIVA/IdCodice del cliente e CodiceDestinatario a 7 caratteri.Verifica importi e coerenzaNella sezione DatiGeneraliDocumento il campo ImportoTotaleDocumento deve essere la somma di tutti i ImponibileImporto + Imposta nel riepilogo IVA. Verifica anche che TipoDocumento sia corretto (TD01 per fattura, TD04 per nota di credito, TD07 per fattura semplificata).Verifica natura IVAIn ogni DatiRiepilogo con AliquotaIVA = 0,00, il campo Natura deve essere presente con un codice valido. Per forfettari: N2.2. Per esportazioni: N3.1. Per cessioni intraUE: N3.2. Per la guida completa: Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella N1-N7.Controllo firma digitale e marca temporaleLa firma digitale nel formato p7m (CAdES-BES) non è obbligatoria per la trasmissione al SDI dal 2019, ma è obbligatoria per la conservazione a norma dei documenti fiscali (D.M. 17/06/2014). Per verificare una firma digitale su un file p7m: strumento AdE gratuito (scaricabile dal portale Fatture e Corrispettivi), Dike (InfoCert) o ArubaSign.Cosa controllare nella firma: certificato non scaduto alla data di apposizione, algoritmo SHA-256 (SHA-1 è deprecato dal 2016), marca temporale integra se presente. Codici scarto SDI: bloccanti vs non bloccantiIl SDI distingue tra errori che causano lo scarto definitivo e anomalie non bloccanti. I codici scarto più frequenti:Codice SDIDescrizione erroreBloccante00001P.IVA mittente non trovata nell’Anagrafe TributariaSì00002Codice fiscale mittente erratoSì00100Certificato di firma scadutoSì00200Formato file non valido (non XML/p7m)Sì00303CodiceDestinatario assente o erratoSì00411Tipo documento non validoSì00415Importo totale documento non coerenteSì00416Imponibile/imposta non coerente con righeSì00423Natura IVA assente con aliquota 0%Sì00424Natura IVA presente con aliquota > 0%SìPer la procedura completa di correzione dopo uno scarto: Errori Fattura Elettronica 2026: Come Correggere e Ravvedimento Operoso.Notifiche SDI: consegna, scarto, accettazioneDopo la trasmissione al SDI, il mittente riceve una delle seguenti notifiche: Ricevuta di consegna (RC) — documento consegnato, obbligo assolto; Notifica di mancata consegna (MC) — canale recapito non disponibile, SDI ritenta per 10 giorni; Notifica di scarto (NS) — errori formali, documento non consegnato, 5 giorni per riemettere; Notifica di esito committente (EC) — accettazione/rifiuto del destinatario (entro 15 giorni, facoltativo); Notifica di decorrenza termini (DT) — 15 giorni scaduti senza risposta, fattura si intende accettata.Cosa fare in caso di rifiuto SDISe ricevi una notifica di scarto (NS), segui questa procedura: 1) leggi il codice errore nella notifica; 2) individua il problema nell’XML; 3) correggi il file nel software di fatturazione; 4) riemetti con la data originaria entro 5 giorni dalla notifica NS; 5) verifica con il validatore AdE prima di trasmettere nuovamente. Se la nota di credito scartata era un TD04: consulta la guida TD04 nota di credito fattura elettronica 2026. Esempio pratico: verifica XML in 5 minutiCome verificare rapidamente una fattura XML prima dell’invio usando il validatore AdE: 1) accedi a Fatture e Corrispettivi con SPID o CIE; 2) vai in Strumenti → Verifica file; 3) carica il file XML o p7m; 4) il sistema mostra i risultati: OK o lista errori con codice e descrizione; 5) se ci sono errori, correggi nel software e ripeti.Output positivo: “Verifica completata. Nessun errore riscontrato. Il file è conforme al tracciato FatturaPA versione 1.2.2.”Output con errore tipico: “Errore 00423: Campo Natura assente. Per AliquotaIVA = 0,00 il campo Natura è obbligatorio. Riga: 1, sezione: DatiRiepilogo.”Per la guida sul regime forfettario e il codice N2.2: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice N2.2.Come ti aiuta il CAF Centro FiscaleLa verifica dell’XML e la gestione degli scarti SDI richiedono competenza tecnica e conoscenza delle norme. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca professionisti e imprese nella corretta configurazione dei software di fatturazione, nella risoluzione degli errori SDI e nella conformità normativa.Hai ricevuto una notifica di scarto o hai dubbi sulla tua fatturazione elettronica? Contattaci per una consulenza.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comLuglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:15:002026-07-05 08:36:56Verifica XML fattura elettronica 2026: strumenti gratuiti e controlli AdE
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOContributi figurativi valgono per la pensione anticipata 2026? Quali contano e quali noTi mancano pochi mesi o pochi anni per raggiungere la pensione anticipata e ti stai chiedendo se i periodi in cui non hai lavorato possono comunque essere conteggiati? È una domanda più che legittima. I contributi figurativi pensione anticipata 2026 sono uno degli aspetti più delicati e meno compresi di tutto il sistema previdenziale italiano. Molti lavoratori scoprono solo all’ultimo momento che il servizio militare, la maternità o un periodo di malattia possono fare la differenza tra andare in pensione oggi o aspettare ancora un anno.In questa guida completa vedremo quali contributi figurativi valgono per raggiungere il requisito di 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) della pensione anticipata ordinaria, quali invece non contano, e perché è fondamentale non confondere i figurativi con altri tipi di contribuzione. Ti spiegheremo tutto con parole semplici, esempi pratici e un caso numerico concreto. Perché quando si parla di contributi figurativi pensione anticipata 2026, un errore di valutazione può costare mesi di attesa in più.Indice dei contenutiCosa sono i contributi figurativiQuali contributi figurativi valgono per la pensione anticipata 2026Quali contributi non valgono o hanno limitazioniCome verificare i contributi figurativi accreditatiCaso pratico: come si sommano i contributi figurativiFigurativi per il requisito e figurativi per l’importo: la differenzaRicongiunzione e cumulo dei periodi assicurativiErrori comuni da evitareDomande frequenti sui contributi figurativiAffidati al patronato per la tua pensione anticipataCosa sono i contributi figurativi Partiamo dalle basi. I contributi figurativi sono accrediti che l’INPS riconosce per determinati periodi in cui non hai lavorato e non hai versato contributi, ma che la legge considera comunque “figurativamente” utili ai fini della pensione. In pratica è come se, durante quel periodo, i contributi fossero stati versati, anche se in realtà nessuno ha pagato nulla di tasca propria.Immagina che Marco abbia interrotto il lavoro per svolgere il servizio militare obbligatorio. In quei mesi non ha percepito uno stipendio da datore di lavoro né versato contributi, eppure quel periodo viene comunque “riempito” dall’INPS con contribuzione figurativa. Il principio è nato con l’articolo 8 della Legge 155/1981, una norma storica che ha esteso la copertura previdenziale a diverse situazioni di sospensione involontaria del lavoro.La caratteristica principale dei figurativi è che sono gratuiti: non devi pagare nulla per averli accreditati. Alcuni vengono riconosciuti automaticamente d’ufficio, altri invece richiedono una domanda specifica da presentare all’INPS. Ed è proprio qui che il supporto di un patronato diventa prezioso, perché non tutti i periodi si accreditano da soli.Quali contributi figurativi valgono per la pensione anticipata 2026 Veniamo al cuore della questione. Per la pensione anticipata ordinaria del 2026, quella che si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, la buona notizia è che i contributi figurativi valgono per l’anzianità e concorrono al raggiungimento del requisito. Questo è stato confermato anche dalla giurisprudenza recente della Corte di Cassazione, che ha ribadito come i figurativi debbano essere integralmente conteggiati per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria.Attenzione però a una distinzione fondamentale, che approfondiremo più avanti: questo vale per la pensione anticipata ordinaria (basata sull’anzianità contributiva). Non vale invece per la cosiddetta pensione anticipata contributiva, riservata a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, che richiede espressamente “contribuzione effettiva”. Vediamo ora nel dettaglio i principali contributi figurativi pensione anticipata 2026 che contano.Servizio militare e civile obbligatorioIl servizio militare figurativo è forse il caso più conosciuto. I periodi di leva obbligatoria, così come il servizio civile obbligatorio, danno diritto all’accredito di contribuzione figurativa utile alla pensione. Il riferimento normativo principale è la Legge 274/1991. Per chi ha svolto il militare negli anni passati, si tratta spesso di 12 mesi o più di contributi che, se richiesti correttamente, possono anticipare l’uscita dal lavoro. Non sempre però l’accredito è automatico: serve verificare l’estratto conto e, se necessario, presentare domanda.Maternità e congedo parentaleLa maternità figurativa è un altro capitolo importante, soprattutto per le lavoratrici. I periodi di maternità obbligatoria sono coperti da contribuzione figurativa, così come, entro certi limiti, la maternità facoltativa fruita entro i sei anni di vita del figlio, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 151/2001 (il Testo Unico sulla maternità e paternità).Anche il congedo parentale dà luogo a contributi figurativi utili all’anzianità, sempre nei limiti stabiliti dalla legge. Questi periodi possono valere sia per le madri che per i padri lavoratori. Trattandosi di maternità figurativa contributi pensione con regole abbastanza articolate, è opportuno farsi assistere per calcolare esattamente quanti mesi rientrano nel computo.Malattia, cassa integrazione e disoccupazioneI periodi di malattia indennizzata possono essere coperti da contribuzione figurativa, secondo i criteri della Legge 155/1981. Esistono limiti temporali all’accredito, che variano a seconda della situazione specifica del lavoratore: proprio per questo è essenziale una verifica puntuale caso per caso, che il patronato può effettuare consultando la tua posizione assicurativa. La stessa copertura vale per la Cassa integrazione guadagni, sia ordinaria che straordinaria, riconosciuta ai fini pensionistici in base alla Legge 88/1989.Anche la disoccupazione indennizzata NASpI genera contributi figurativi che concorrono al requisito della pensione anticipata ordinaria. Data la specificità dell’argomento, abbiamo dedicato un approfondimento a parte: puoi leggere la nostra guida su come funzionano i contributi figurativi NASpI 2026. Ricorda comunque che malattia disoccupazione pensione anticipata sono temi con regole diverse a seconda del tipo di pensione a cui punti.Donazione sangue e congedi per gravi motivi familiariCi sono poi situazioni meno note ma comunque rilevanti. Le giornate di donazione di sangue, durante le quali il lavoratore si assenta dal lavoro, sono coperte da contribuzione figurativa secondo la Legge 584/1967. Allo stesso modo, i periodi di congedo per gravi motivi familiari previsti dal Decreto Legislativo 151/2001 possono dare luogo ad accredito figurativo. Sono contributi che, sommati, in alcuni casi arrivano a coprire quei pochi mesi che mancano al traguardo dei contributi figurativi pensione anticipata 2026.Quali contributi non valgono o hanno limitazioni Non tutti i periodi non lavorati generano contributi figurativi utili. È un errore molto comune pensare che qualsiasi assenza dal lavoro venga automaticamente “riempita” dall’INPS. In realtà esistono situazioni escluse o soggette a forti limitazioni, ed è importante conoscerle per non farsi illusioni sui tempi di uscita.Un punto che genera molta confusione è la differenza tra contributi figurativi e contributi da riscatto. Il riscatto della laurea, ad esempio, non è affatto un contributo figurativo: è un riscatto oneroso, cioè un periodo che puoi far valere ai fini pensionistici solo pagando di tasca tua un importo (talvolta consistente). I contributi da riscatto sono contribuzione a tutti gli effetti, ma non sono gratuiti come i figurativi. Chiamarli “figurativi” è tecnicamente sbagliato e può portare a valutazioni errate sul proprio conto contributivo.Allo stesso modo, la contribuzione volontaria non è figurativa: si tratta di versamenti che il lavoratore effettua di tasca propria per coprire periodi scoperti. In particolare, non è possibile utilizzare la contribuzione volontaria per coprire periodi antecedenti l’inizio effettivo dell’attività lavorativa. In sintesi, quando parliamo di contributi figurativi pensione anticipata 2026, dobbiamo tenere distinti i figurativi veri e propri (gratuiti) dal riscatto e dalla contribuzione volontaria (a pagamento). Per districarti tra queste categorie ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine, che analizza la tua posizione e ti dice esattamente cosa vale e cosa no.Come verificare i contributi figurativi accreditati Prima di fare qualsiasi calcolo sulla pensione, il passo fondamentale è verificare quali contributi figurativi risultano effettivamente accreditati sulla tua posizione INPS. Lo strumento per farlo è l’estratto conto contributivo, un documento che elenca tutti i periodi coperti da contribuzione, distinguendo tra contributi da lavoro, figurativi, da riscatto e volontari.Leggere l’estratto conto non è sempre immediato: capita spesso di trovare periodi mancanti, buchi contributivi o figurativi che non risultano accreditati perché non è mai stata presentata la relativa domanda. Per questo motivo abbiamo preparato una guida dedicata su come verificare i requisiti tramite l’estratto contributivo. Il nostro patronato può richiedere l’estratto per tuo conto e analizzarlo insieme a te, individuando eventuali periodi da recuperare prima della domanda di pensione.Caso pratico: come si sommano i contributi figurativi Vediamo un esempio concreto per capire come i figurativi si integrano con i contributi da lavoro. Supponiamo che Giovanni, un lavoratore dipendente, abbia accumulato nel corso della sua carriera 40 anni di contribuzione effettiva da lavoro. A questi possiamo aggiungere 2 anni di servizio militare obbligatorio e 6 mesi di altra contribuzione figurativa riconosciuta.Facendo la somma: 40 anni + 2 anni + 6 mesi = 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva complessiva. Poiché il requisito per la pensione anticipata ordinaria degli uomini nel 2026 è di 42 anni e 10 mesi, a Giovanni mancano ancora 4 mesi per maturare il diritto. Senza il conteggio del servizio militare e degli altri figurativi, però, si troverebbe a 40 anni tondi: gli mancherebbero quasi tre anni. Ecco perché i contributi figurativi pensione anticipata 2026 possono davvero cambiare le carte in tavola.Questo esempio mostra anche quanto sia importante il calcolo preciso. Per approfondire quanto incide l’uscita anticipata sull’assegno, leggi la nostra analisi su la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi nel 2026, dove spieghiamo requisiti e coefficienti nel dettaglio.Figurativi per il requisito e figurativi per l’importo: la differenzaQui arriviamo a un aspetto che quasi nessuno conosce e che può riservare sorprese. Un conto è raggiungere il requisito per andare in pensione (cioè maturare il diritto), un altro conto è determinare l’importo dell’assegno mensile. I contributi figurativi valgono per l’anzianità e ti fanno raggiungere il traguardo, ma sul calcolo dell’importo il discorso può essere diverso.Nel sistema di calcolo contributivo (che si applica agli anni lavorati dal 1996 in poi), l’assegno dipende dai contributi accumulati. Se durante un periodo figurativo la contribuzione accreditata è calcolata su una base retributiva più bassa rispetto ai tuoi stipendi normali, quel periodo, pur facendoti raggiungere il requisito, potrebbe abbassare leggermente la media su cui si calcola l’importo finale. In altre parole: il figurativo ti fa andare in pensione prima, ma non sempre incide sull’assegno allo stesso modo di un contributo da lavoro pieno.Non è un motivo per rinunciare ai figurativi, anzi. È però un buon motivo per farsi fare una simulazione personalizzata prima di presentare domanda, in modo da conoscere in anticipo sia la data di uscita sia l’importo stimato dell’assegno. Il nostro patronato effettua questo tipo di analisi come parte del servizio di consulenza previdenziale.Ricongiunzione e cumulo dei periodi assicurativi Un ulteriore elemento da considerare riguarda chi ha versato contributi in gestioni previdenziali diverse nel corso della vita: ad esempio un periodo da dipendente, uno da artigiano e uno nella Gestione Separata. In questi casi entrano in gioco strumenti come la ricongiunzione contributiva e il cumulo gratuito dei periodi assicurativi.Il cumulo gratuito consente di sommare senza costi i contributi versati in diverse gestioni per raggiungere il requisito unico della pensione anticipata, mentre la ricongiunzione comporta generalmente un onere a carico del lavoratore. Anche i contributi figurativi presenti nelle diverse gestioni entrano in questo meccanismo, ma le regole sono complesse e variano da caso a caso. È uno degli ambiti in cui l’assistenza di un patronato esperto evita errori che potrebbero costare mesi di ritardo.Errori comuni da evitareNella nostra esperienza al patronato, ci sono alcuni errori ricorrenti quando si parla di contributi figurativi pensione anticipata 2026. Conoscerli in anticipo ti aiuta a non commetterli e a pianificare l’uscita con serenità.Pensare che tutti i periodi non lavorati diano figurativi: non è così. Molte assenze non generano alcun accredito, e alcuni figurativi richiedono una domanda esplicita.Ignorare i limiti temporali: diversi figurativi (malattia, congedi) hanno tetti massimi di accredito previsti dalla legge.Confondere riscatto oneroso e figurativo gratuito: il riscatto della laurea non è un figurativo e si paga; i figurativi sono gratuiti.Non verificare l’estratto conto prima della domanda: buchi o figurativi mancanti scoperti in ritardo possono far slittare la pensione.Confondere pensione anticipata ordinaria e contributiva: per quella contributiva (post-1996) serve contribuzione effettiva, non figurativa.Per una panoramica completa sulle vie di uscita anticipata disponibili quest’anno, ti invitiamo a leggere anche la nostra guida ai requisiti della pensione anticipata 2026 e l’approfondimento sulle alternative come Quota 103, Opzione Donna e APE Sociale.Domande frequenti sui contributi figurativi Raccogliamo qui le domande che ci vengono poste più spesso allo sportello sul tema dei contributi figurativi pensione anticipata 2026.Affidati al patronato per la tua pensione anticipataCome hai visto, il tema dei contributi figurativi pensione anticipata 2026 è ricco di sfumature: alcuni periodi valgono per il requisito, altri no, alcuni richiedono una domanda specifica, e la distinzione tra figurativo, riscatto e contribuzione volontaria fa una differenza enorme. Un errore di valutazione può ritardare l’uscita dal lavoro di mesi o addirittura anni.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza previdenziale completa: verifichiamo il tuo estratto conto contributivo, individuiamo i figurativi da recuperare, calcoliamo con precisione la data di maturazione del diritto e ti forniamo un preventivo personalizzato per l’eventuale riscatto o ricongiunzione. Ci occupiamo di tutto noi, dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda all’INPS.Non lasciare al caso il momento più importante della tua carriera lavorativa. Contattaci per prenota un appuntamento e scopri esattamente quando potrai andare in pensione.Hai bisogno di assistenza per la pensione anticipata e la verifica dei contributi figurativi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:00:002026-07-06 07:50:27Contributi figurativi valgono per la pensione anticipata 2026? Quali contano e quali no
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione ElettronicaTD04 nota di credito fattura elettronica 2026: come emetterla, causali e SDILa nota di credito elettronica con codice TD04 e’ uno dei documenti piu’ richiesti dalle partite IVA che operano con la fatturazione elettronica SDI. Si usa quando occorre variare in diminuzione una fattura gia’ emessa: per uno sconto accordato dopo la fatturazione, per un reso merce, per stornare una prestazione annullata o per correggere un errore sull’importo.Nonostante la frequenza d’uso, molti professionisti e commercianti continuano a farsi domande: quando si puo’ ancora emettere il TD04? Quale riferimento normativo bisogna applicare? Come funziona la trasmissione allo SDI? Questa guida risponde a tutto in modo operativo, con esempi pratici e i riferimenti di legge aggiornati al 2026.Indice dei contenutiIndiceCos’e’ la nota di credito elettronica TD04Differenza tra TD04, TD01 e TD05Causali di emissione TD04: quando si usaTempistiche: entro quanto emettere il TD04Contenuto obbligatorio del TD04TD04 per i forfettari con codice N2.2Trasmissione al SDI e tempi di consegnaTD04 rifiutato dallo SDI: cosa fareContabilizzazione del TD04Esempi pratici di emissione TD04Come ti aiuta il CAF Centro FiscaleIndiceCos’e’ la nota di credito elettronica TD04Differenza tra TD04, TD01 e TD05Causali di emissione TD04: quando si usaTempistiche: entro quanto emettere il TD04Contenuto obbligatorio del TD04TD04 per i forfettari con codice N2.2Trasmissione al SDI e tempi di consegnaTD04 rifiutato dallo SDI: cosa fareContabilizzazione del TD04Esempi pratici di emissione TD04Come ti aiuta il CAF Centro FiscaleCos’e’ la nota di credito elettronica TD04Il TD04 e’ il codice tipo documento utilizzato nella fatturazione elettronica per emettere una nota di credito, cioe’ un documento che rettifica in diminuzione una fattura precedentemente emessa. La sigla TD sta per “Tipo Documento” ed e’ definita dal tracciato XML FatturaPA versione 1.2.2 gestito dall’Agenzia delle Entrate.Dal punto di vista civilistico e fiscale, il TD04 corrisponde alla variazione in diminuzione prevista dall’articolo 26 del DPR 633/1972 (Decreto IVA). In sostanza, quando dopo l’emissione di una fattura si verificano eventi che riducono l’imponibile o l’IVA originariamente applicata, il cedente/prestatore deve documentare questa variazione proprio con la nota di credito elettronica.Il documento viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate, esattamente come una normale fattura elettronica, e viene consegnato al destinatario (cessionario/committente) in formato XML. Differenza tra TD04, TD01 e TD05I tre codici piu’ usati nella fatturazione elettronica sono TD01, TD04 e TD05. Ecco le differenze essenziali:CodiceTipo documentoEffetto sull’IVAQuando si usaTD01Fattura ordinariaAddebita IVA al clienteCessione beni o prestazione serviziTD04Nota di creditoRiduce l’IVA precedentemente addebitataVariazione in diminuzione post-fatturaTD05Nota di debitoAumenta l’IVA precedentemente addebitataVariazione in aumento post-fatturaLa differenza pratica e’ immediata: il TD04 “storna” in tutto o in parte la fattura originaria (TD01), riducendo l’imponibile e l’IVA. Il TD05, invece, serve per incrementare quanto gia’ fatturato (ad esempio se si e’ dimenticato di applicare un supplemento). Il TD04 e’ di gran lunga il piu’ frequente tra i due.Per approfondire la guida completa sulla fatturazione elettronica, consulta il nostro articolo hub: Fatturazione elettronica 2026: guida completa all’obbligo, software e adempimenti. Causali di emissione TD04: quando si usaL’articolo 26 del DPR 633/1972 elenca i casi in cui e’ possibile (o obbligatorio) emettere una variazione in diminuzione. Ecco le causali piu’ comuni nella pratica quotidiana:1. Reso totale o parziale della merceIl cliente restituisce in tutto o in parte i beni acquistati. E’ la causale piu’ frequente nel commercio. Il TD04 annulla o riduce l’importo della fattura originaria in misura pari al valore della merce resa.2. Sconto o abbuono accordato dopo la fatturazioneSe dopo l’emissione della fattura si concede al cliente uno sconto commerciale (ad esempio per pagamento anticipato o per volumi), il fornitore emette una nota di credito TD04 per l’importo dello sconto.3. Storno di prestazione non erogata o annullataSe una prestazione professionale o un servizio viene annullato dopo che la fattura e’ gia’ stata emessa e trasmessa allo SDI, occorre emettere un TD04 per stornare integralmente il documento.4. Correzione di errori nella fattura originariaSe la fattura originaria conteneva un errore nell’importo (es. prezzo sbagliato, quantita’ errata), la procedura corretta prevede di emettere una nota di credito TD04 per stornare la fattura errata e poi emettere una nuova fattura TD01 corretta.5. Mancato pagamento in procedure concorsualiIn caso di fallimento o procedure concorsuali del debitore (concordato preventivo, liquidazione giudiziale, accordi di ristrutturazione omologati), il creditore puo’ emettere un TD04 per recuperare l’IVA versata su crediti che non incassera’ piu’. Questa e’ la fattispecie modificata dal D.L. 73/2021 (Decreto Sostegni bis), che ha semplificato le regole (vedi sezione tempistiche). Tempistiche: entro quanto emettere il TD04Le tempistiche per l’emissione della nota di credito TD04 dipendono dalla causale:Entro 12 mesi dalla fattura originaria (regola generale)Per le variazioni in diminuzione “facoltative” (reso, sconto, accordo contrattuale, risoluzione del contratto), l’art. 26 c. 3 DPR 633/72 prevede che la nota di credito debba essere emessa entro un anno dall’effettuazione dell’operazione originaria. Superato questo termine, la rettifica e’ ancora possibile dal punto di vista contabile ma non genera il recupero dell’IVA (il fornitore ha gia’ versato l’IVA e non puo’ recuperarla).Senza limite di tempo: procedure concorsuali (novita’ D.L. 73/2021)Il D.L. 73/2021 (convertito con L. 106/2021) ha modificato in modo significativo l’art. 26 DPR 633/72 per i crediti inesigibili in procedure concorsuali. Dal 26 maggio 2021, il creditore puo’ emettere la nota di credito TD04 per recuperare l’IVA gia’ dall’apertura della procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione giudiziale), senza dover attendere la chiusura o l’infruttuosita’ della procedura. Non vi e’ piu’ limite temporale in questi casi.Trasmissione SDI: entro 12 giorni dall’effettuazioneUna volta emessa la nota di credito, la trasmissione allo SDI deve avvenire entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (art. 21 c. 4 DPR 633/72), esattamente come per le fatture ordinarie immediate. L’emissione si considera effettuata nel momento in cui viene concordata la variazione (reso accettato, accordo firmato, ecc.). Contenuto obbligatorio del TD04Il tracciato XML FatturaPA 1.2.2 prevede per il TD04 gli stessi campi della fattura ordinaria, con alcune particolarita’:TipoDocumento: deve essere valorizzato con TD04Riferimento alla fattura originaria: nel tag DatiGeneraliDocumento/DatiFattureCollegate occorre indicare numero e data della fattura TD01 di riferimento. Non e’ obbligatorio dal tracciato ma e’ fortemente consigliato per tracciabilita’ e per il confronto in caso di controllo.Importi negativi: l’imponibile e l’IVA vengono indicati con segno negativo (es. imponibile -1.000,00, IVA -220,00). Questo e’ il segnale al SDI che si tratta di una variazione in diminuzione.Natura operazione: se la fattura originaria aveva una natura IVA specifica (es. N2.2 per forfettari), la nota di credito deve riportare la stessa natura.Codice destinatario: il codice SDI del destinatario deve essere identico a quello della fattura originaria.Numerazione: la nota di credito deve avere una propria numerazione progressiva. Molti software usano la serie NC/anno (es. NC0001/2026).Per i dettagli sui codici natura IVA da applicare, consulta: Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7. TD04 per i forfettari con codice N2.2I contribuenti in regime forfettario emettono fatture con codice natura N2.2 (operazioni non soggette IVA per regime agevolato) e con la dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, L. n. 190/2014 – Regime Forfettario”.Quando un forfettario deve emettere una nota di credito TD04, le regole sono le stesse ma con queste specifiche:Il campo Natura deve essere valorizzato con N2.2 (non si applica IVA).L’imponibile viene indicato con segno negativo (es. -500,00).L’IVA e’ assente (il forfettario non addebita IVA).La dicitura N2.2 deve comparire nel documento esattamente come nella fattura originaria.Il riferimento alla fattura originaria (numero e data) va inserito nel campo DatiFattureCollegate.Approfondimento: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice natura N2.2 e adempimenti.Trasmissione al SDI e tempi di consegnaLa nota di credito TD04 segue lo stesso iter di trasmissione di una fattura ordinaria:Il mittente (cedente/prestatore) trasmette il file XML firmato digitalmente al SDI tramite il proprio software di fatturazione.Il SDI esegue i controlli formali (entro 5 giorni lavorativi): verifica del tracciato XML, partita IVA del mittente, coerenza degli importi.Se i controlli sono superati, il SDI recapita il TD04 al destinatario e trasmette al mittente la ricevuta di consegna.Il destinatario visualizza la nota di credito nel proprio cassetto fiscale o nel software di contabilita’.Il SDI non distingue nel processo di trasmissione tra TD01 e TD04: entrambi seguono lo stesso flusso. La differenza sta nella gestione fiscale a valle (il destinatario registra la nota di credito nel registro acquisti con segno negativo, riducendo il credito IVA maturato). TD04 rifiutato dallo SDI: cosa fareSe lo SDI scarta il TD04 (errore formale nel tracciato XML), il mittente riceve una notifica di scarto con il codice errore entro 5 giorni lavorativi. In questo caso:Il documento si considera come non emesso: l’obbligo di emissione non e’ stato assolto.E’ possibile riemettere il TD04 corretto entro 5 giorni dalla notifica di scarto, mantenendo la data originaria (art. 21 c. 4 DPR 633/72), senza incorrere in sanzioni per tardiva emissione.Oltre i 5 giorni, la riemissione e’ comunque possibile ma potrebbe configurare una tardiva emissione, soggetta a sanzione (da 250 a 2.000 euro, ridotta da 1/6 a 1/5 con ravvedimento operoso).Gli errori piu’ frequenti che causano lo scarto del TD04 sono: importo totale incoerente con la somma delle righe, natura IVA non corrispondente a quella della fattura originaria, codice destinatario errato o mancante. Per un elenco completo degli errori e le procedure di correzione: Errori Fattura Elettronica 2026: Come Correggere e Ravvedimento Operoso.Contabilizzazione del TD04Dal punto di vista contabile e fiscale, la nota di credito TD04 va registrata nel registro IVA vendite con segno negativo, riducendo l’IVA a debito del periodo. Le principali scritture contabili sono:Per il mittente (chi emette il TD04)Riduzione del ricavo (o del costo, in caso di reso su acquisti): nota di credito su registro vendite con importo negativo.Riduzione dell’IVA a debito: l’IVA indicata nel TD04 (con segno negativo) riduce l’IVA dovuta nella liquidazione periodica del mese/trimestre di registrazione.Il credito verso il cliente si riduce (o si annulla se il TD04 e’ totale).Per il destinatario (chi riceve il TD04)Registra la nota di credito nel registro acquisti con segno negativo.Riduzione dell’IVA a credito gia’ maturata sull’acquisto originario.Riduzione del debito verso il fornitore.Ravvedimento operoso: se il TD04 viene emesso in ritardo rispetto ai 12 giorni previsti, e’ possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso pagando la sanzione ridotta (da 1/9 a 1/5 a seconda della distanza temporale dalla violazione). Per i dettagli sul ravvedimento: Errori Fattura Elettronica e Ravvedimento Operoso 2026. Esempi pratici di emissione TD04Esempio 1: Storno prestazione professionale annullataUn commercialista ha emesso in data 10 giugno 2026 la fattura n. 25/2026 per un compenso di 1.000 euro + IVA 22% (220 euro). Il cliente il 20 giugno annulla l’incarico perche’ ha trovato un altro professionista. Il commercialista deve emettere entro il 2 luglio 2026 (12 giorni dalla data di accordo dello storno) la nota di credito TD04 con:TipoDocumento: TD04Data: 20/06/2026 (data in cui e’ stato raggiunto l’accordo)Importo: -1.000,00 euro (imponibile negativo)IVA: -220,00 euro (IVA negativa)DatiFattureCollegate: n. 25/2026 del 10/06/2026Esempio 2: Reso merce parziale nel commercioUn grossista ha venduto 100 pezzi a 50 euro cadauno (imponibile 5.000 euro + IVA 22% = 6.100 euro) con fattura del 15 maggio 2026. Il 10 giugno il cliente restituisce 20 pezzi. Il grossista emette TD04 per:Imponibile: -1.000,00 euro (20 pezzi x 50 euro)IVA: -220,00 euroTotale nota di credito: -1.220,00 euroRiferimento: fattura n. XX/2026 del 15/05/2026Per ulteriori informazioni sul funzionamento della fatturazione elettronica B2B: Fatturazione Elettronica B2B 2026: Esigibilita’ IVA, Sanzioni e Termini.Come ti aiuta il CAF Centro FiscaleLa gestione della fatturazione elettronica — note di credito incluse — richiede attenzione ai dettagli normativi e alle tempistiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per partite IVA e professionisti: dalla configurazione del software di fatturazione alla gestione delle variazioni in diminuzione, dalla verifica dei codici natura IVA al ravvedimento operoso in caso di errori.Hai domande sul TD04 o sulla tua situazione fiscale specifica? Prenota un appuntamento o contattaci direttamente.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comLuglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:00:002026-07-05 08:36:54TD04 nota di credito fattura elettronica 2026: come emetterla, causali e SDI