SUCCESSIONISuccessione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti CatastaliLa successione immobili 2026 è una fase delicata che coinvolge molte famiglie quando si eredita una casa o un terreno. Quando viene a mancare un familiare che possedeva beni immobili, gli eredi devono affrontare una serie di adempimenti fiscali e catastali per trasferire la proprietà a loro nome. Questa guida completa illustra tutto ciò che serve sapere: dalle imposte sulla successione immobiliare alla voltura catastale, fino alle specificità del sistema tavolare in vigore in Friuli Venezia Giulia.Ereditare un immobile comporta il pagamento di specifiche tasse di successione, la presentazione della dichiarazione di successione e la registrazione del trasferimento di proprietà presso gli uffici competenti. Le procedure possono variare a seconda che l’immobile si trovi in un territorio con sistema tavolare (come Udine e provincia) o in zone con il sistema tradizionale dei registri immobiliari. Comprendere questi passaggi è fondamentale per evitare errori, sanzioni e ritardi che potrebbero complicare ulteriormente un momento già emotivamente difficile.Indice dei ContenutiSuccessione Immobili: Cosa Succede alla Casa EreditataImposte sulla Successione Immobiliare 2026Agevolazioni Prima Casa nella Successione 2026Voltura Catastale Successione: Procedura e TerminiTrascrizione nei Registri ImmobiliariSistema Tavolare FVG: Specificità per Udine e ProvinciaVendita Immobile Ereditato: Cosa SapereDomande FrequentiSuccessione Immobili: Cosa Succede alla Casa EreditataQuando una persona viene a mancare, tutti i suoi beni, compresi gli immobili, entrano a far parte dell’eredita. La casa, l’appartamento, il terreno o qualsiasi altro bene immobile devono essere trasferiti formalmente agli eredi attraverso una procedura chiamata successione immobili 2026. Gli eredi possono essere legittimi (stabiliti dalla legge, come coniuge e figli) oppure testamentari (indicati in un testamento). In entrambi i casi, la proprieta dell’immobile non passa automaticamente: e necessario presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (che coincide generalmente con la data del decesso).Una volta accettata l’eredita casa, gli eredi diventano comproprietari dell’immobile in base alle quote stabilite per legge o dal testamento. Se uno degli eredi desidera vendere la sua quota o utilizzare l’immobile in modo esclusivo, sara necessario procedere con ulteriori accordi tra i coeredi o, in caso di disaccordo, rivolgersi al tribunale.La successione di immobili comporta sempre il pagamento di imposte specifiche e la registrazione del trasferimento proprieta eredi presso il catasto e i registri immobiliari. Questi passaggi sono obbligatori e devono essere completati entro termini precisi per evitare sanzioni e interessi di mora.Imposte sulla Successione Immobiliare 2026Le imposte successione immobili rappresentano uno dei costi principali quando si eredita una casa. A differenza di altri paesi europei, in Italia le tasse di successione sono relativamente contenute per i familiari stretti, ma bisogna considerare diverse voci di spesa.La principale e l’imposta di successione, che si calcola sul valore complessivo dell’eredita (al netto delle passivita deducibili) e varia in base al grado di parentela:Per coniuge e figli: l’aliquota e del 4% sulla parte del valore che supera 1 milione di euro per ciascun erede. Questo significa che se un figlio eredita beni per un valore inferiore a 1 milione di euro, non paga l’imposta di successione. Se eredita beni per 1.200.000 euro, paghera il 4% solo sui 200.000 euro eccedenti.Per fratelli e sorelle: l’aliquota e del 6% sulla parte che supera 100.000 euro per ciascun erede.Per altri parenti fino al quarto grado e affini in linea retta: l’aliquota e del 6% senza franchigia.Per tutti gli altri soggetti: l’aliquota e dell’8% senza franchigia.Oltre all’imposta di successione, quando si eredita un immobile bisogna pagare anche l’imposta ipotecaria (2% del valore catastale dell’immobile) e l’imposta catastale (1% del valore catastale). Queste due imposte, chiamate anche imposte ipocatastali, sono dovute indipendentemente dal valore complessivo dell’eredita e dalla franchigia.Il valore catastale si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per specifici coefficienti che variano in base alla categoria catastale dell’immobile (ad esempio, 110 per la prima casa, 120 per altri fabbricati). Per saperne di piu su come si presenta la dichiarazione di successione e come si calcolano queste imposte, puoi consultare la nostra guida completa sulla dichiarazione di successione.Agevolazioni Prima Casa nella Successione 2026Una buona notizia per chi eredita l’abitazione principale: sono previste importanti agevolazioni prima casa anche in caso di successione. Queste agevolazioni permettono di ridurre significativamente il carico fiscale quando l’immobile ereditato diventa la residenza dell’erede. Se l’erede utilizza l’immobile come prima casa, puo beneficiare di imposte ipotecarie e catastali in misura fissa di 200 euro ciascuna (invece del 2% e 1% del valore catastale). Questo significa un risparmio notevole, soprattutto per immobili di valore elevato.Per ottenere l’agevolazione prima casa nella successione immobili 2026, e necessario rispettare alcuni requisiti:Residenza nel comune dove si trova l’immobile (o impegno a stabilirla entro 18 mesi dall’apertura della successione).Non essere gia proprietario di altra abitazione nello stesso comune.Non essere titolare di diritti di proprieta, usufrutto, uso o abitazione su altra casa di abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa su tutto il territorio nazionale.L’agevolazione va richiesta espressamente nella dichiarazione di successione, rendendo le dichiarazioni sostitutive necessarie. E importante ricordare che se l’erede vende l’immobile entro 5 anni senza acquistarne un altro entro un anno, decade dall’agevolazione e dovra versare la differenza tra le imposte agevolate e quelle ordinarie, con sanzione del 30% e interessi.Nel caso di piu coeredi, l’agevolazione puo essere richiesta anche da uno solo degli eredi se questi soddisfa i requisiti, mentre gli altri pagheranno le imposte in misura ordinaria sulla loro quota di proprieta.Voltura Catastale Successione: Procedura e TerminiLa voltura catastale successione e l’adempimento che consente di aggiornare i dati del catasto indicando i nuovi proprietari dell’immobile ereditato. Si tratta di un passaggio obbligatorio che deve essere effettuato entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione.La voltura catastale, chiamata anche catasto successione, serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate – Territorio il passaggio di proprieta dell’immobile dagli eredi del defunto ai nuovi titolari. Questo adempimento e fondamentale perche, fino a quando non viene eseguita la voltura, agli occhi del catasto l’immobile risulta ancora intestato al de cuius.La buona notizia e che dal 2019 la voltura catastale viene presentata automaticamente insieme alla dichiarazione di successione, senza necessita di un atto separato. Quando si presenta la dichiarazione di successione telematica, il sistema genera automaticamente la voltura per tutti gli immobili indicati nella dichiarazione.La tassa per la voltura catastale successione e di 55 euro per ogni immobile o per ogni 10 volture richieste simultaneamente. Questo importo viene pagato contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione.E importante verificare che la voltura sia stata registrata correttamente. Entro qualche settimana dalla presentazione, si puo richiedere una visura catastale aggiornata per controllare che i nominativi degli eredi siano stati correttamente riportati. In caso di errori, bisogna procedere tempestivamente con una voltura integrativa o rettificativa.In Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, la procedura e leggermente diversa e richiede la trascrizione presso i registri tavolari, come vedremo nella prossima sezione.Trascrizione nei Registri ImmobiliariOltre alla voltura catastale, per completare il trasferimento proprieta eredi e necessaria la trascrizione nei registri immobiliari. Questo adempimento ha una funzione diversa rispetto alla voltura: mentre la voltura aggiorna i dati del catasto (che ha funzione fiscale), la trascrizione rende il trasferimento opponibile a terzi e garantisce la certezza giuridica della proprieta. La trascrizione della successione deve essere effettuata presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (ora Agenzia delle Entrate – Territorio) del luogo dove si trova l’immobile. Questo passaggio e fondamentale per dare pubblicita all’atto di successione e tutelare i diritti degli eredi.La trascrizione serve a:Rendere opponibile ai terzi il trasferimento di proprieta, proteggendo gli eredi da eventuali rivendicazioni.Stabilire la data certa del trasferimento, rilevante in caso di successive compravendite.Garantire la continuita nelle trascrizioni, requisito necessario per eventuali vendite o donazioni dell’immobile.La trascrizione viene generalmente effettuata dal notaio incaricato della pratica di successione, contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione. I costi variano in base all’onorario del professionista e alle imposte di trascrizione dovute.Se non si procede con la trascrizione, l’immobile non puo essere venduto ne puo essere utilizzato come garanzia per ottenere un mutuo. Inoltre, la mancata trascrizione puo creare problemi in caso di successive successioni o in presenza di creditori del defunto.Per immobili situati in zone con sistema tavolare (come il Friuli Venezia Giulia), la procedura e ancora piu importante e presenta alcune specificita che approfondiremo nella sezione dedicata.Sistema Tavolare FVG: Specificita per Udine e ProvinciaIn Friuli Venezia Giulia, e in particolare nella provincia di Udine, vige il sistema tavolare, un registro catastale di origine austro-ungarica profondamente diverso dal sistema dei registri immobiliari utilizzato nel resto d’Italia. Questa peculiarita rende la gestione della successione immobili 2026 piu complessa e richiede competenze specifiche.Il sistema tavolare garantisce la certezza assoluta della proprieta: chi risulta iscritto nelle Tavole e l’unico e indiscutibile proprietario dell’immobile. A differenza del sistema tradizionale, dove la trascrizione ha valore di pubblicita ma non garantisce la proprieta in modo assoluto, il sistema tavolare offre una tutela molto piu forte.Quando si eredita un immobile in una zona tavolare, non basta presentare la dichiarazione di successione: e necessario ottenere il decreto di intavolazione dal Tribunale competente. Questo decreto ordina l’iscrizione del diritto di proprieta a favore degli eredi nel Libro Fondiario (le Tavole).La procedura richiede:Presentazione della domanda di intavolazione al Giudice Tavolare del Tribunale, allegando la dichiarazione di successione registrata e i documenti che attestano la qualita di erede.Controllo da parte del Giudice Tavolare della regolarita della domanda e della documentazione.Emissione del decreto di intavolazione, con il quale il Giudice ordina l’iscrizione del trasferimento.Trascrizione nelle Tavole a cura della Conservatoria dei Registri Tavolari.I tempi di questa procedura sono generalmente piu lunghi rispetto al sistema ordinario e possono variare da alcune settimane a diversi mesi, a seconda del carico di lavoro del Tribunale.Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella gestione di pratiche di successione con sistema tavolare. I nostri operatori conoscono perfettamente le specificita locali e possono guidarti in tutti gli adempimenti necessari, collaborando con professionisti specializzati per la parte notarile e legale.Affidarsi a un CAF locale e fondamentale quando si eredita un immobile in Friuli Venezia Giulia, perche i CAF nazionali spesso non hanno familiarita con il sistema tavolare e potrebbero commettere errori che ritardano l’intera pratica.Vendita Immobile Ereditato: Cosa SapereMolti eredi si chiedono se possono vendere subito l’immobile ereditato o se devono attendere. La risposta dipende dalla situazione specifica, ma e importante conoscere alcune regole fondamentali sulla vendita di un immobile ereditato. In linea generale, gli eredi possono vendere l’immobile solo dopo che la successione e stata completata e la proprieta e stata formalmente trasferita a loro nome. Questo significa che devono essere stati completati tutti gli adempimenti: presentazione della dichiarazione di successione, pagamento delle imposte, voltura catastale e trascrizione (o intavolazione, in caso di sistema tavolare).Se ci sono piu coeredi, la vendita dell’immobile richiede il consenso di tutti i comproprietari. Ogni erede puo decidere di vendere solo la propria quota, ma trovare un acquirente interessato a una quota di comproprieta e molto difficile. Generalmente, i coeredi preferiscono mettersi d’accordo per vendere l’intero immobile e dividere il ricavato.In caso di disaccordo tra gli eredi, chi vuole vendere puo chiedere lo scioglimento della comunione ereditaria tramite un atto notarile oppure, se non si raggiunge un accordo, puo rivolgersi al tribunale per ottenere la divisione giudiziale.Dal punto di vista fiscale, la vendita di un immobile ereditato puo generare una plusvalenza tassabile se l’immobile viene venduto entro 5 anni dalla data di acquisizione (cioe dalla data di apertura della successione) e se il valore di vendita e superiore al valore dichiarato nella successione. La plusvalenza si calcola come differenza tra il prezzo di vendita e il valore dichiarato nella successione, ed e tassata con un’aliquota del 26% (o secondo le aliquote IRPEF ordinarie, a scelta).Se l’immobile ereditato era la prima casa del defunto e diventa la prima casa dell’erede, la vendita entro 5 anni non genera plusvalenza tassabile, a condizione che l’erede abbia stabilito la residenza nell’immobile.Prima di procedere con la vendita, e consigliabile rivolgersi a un CAF o a un commercialista per valutare le implicazioni fiscali e scegliere la strategia piu conveniente.Domande FrequentiQuanto costa la successione di un immobile nel 2026?I costi della successione immobili 2026 includono: l’imposta di successione (4% oltre la franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli), l’imposta ipotecaria (2% del valore catastale o 200 euro se prima casa), l’imposta catastale (1% o 200 euro se prima casa), la tassa di voltura catastale (55 euro) e gli onorari del professionista che assiste nella pratica. In totale, per un immobile di valore catastale di 100.000 euro senza agevolazioni prima casa, si spendono circa 3.000-4.000 euro tra imposte e costi professionali.Entro quando va fatta la voltura catastale dopo la successione?La voltura catastale successione deve essere completata entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione. Dal 2019, la voltura viene presentata automaticamente insieme alla dichiarazione di successione telematica, quindi questo termine viene rispettato automaticamente se si presenta la dichiarazione entro i 12 mesi dal decesso.Cosa succede se non faccio la successione di un immobile?Non presentare la dichiarazione di successione comporta sanzioni amministrative che vanno dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Inoltre, senza successione registrata non e possibile vendere l’immobile, richiedere mutui, ne completare la voltura catastale. L’immobile resta formalmente intestato al defunto e gli eredi non possono esercitare pienamente i diritti di proprieta.Come funziona il sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia?Il sistema tavolare FVG e un registro immobiliare di origine austro-ungarica che garantisce la certezza assoluta della proprieta. Per trasferire un immobile in zona tavolare serve il decreto di intavolazione emesso dal Giudice Tavolare del Tribunale. La procedura e piu complessa rispetto al sistema tradizionale e richiede la presentazione di una domanda giudiziale con allegata la dichiarazione di successione registrata.Posso vendere subito un immobile ereditato?Puoi vendere un immobile ereditato solo dopo aver completato tutti gli adempimenti della successione: dichiarazione registrata, imposte pagate, voltura catastale e trascrizione (o intavolazione) effettuate. Se ci sono piu eredi, serve il consenso di tutti per vendere l’intero immobile. La vendita entro 5 anni dall’apertura della successione puo generare una plusvalenza tassabile.Le agevolazioni prima casa valgono anche per la successione?Si, le agevolazioni prima casa valgono anche nella successione immobili 2026. Se l’erede utilizza l’immobile come abitazione principale, puo pagare le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa di 200 euro ciascuna invece del 2% e 1%. Per ottenere l’agevolazione bisogna avere (o stabilire entro 18 mesi) la residenza nel comune dove si trova l’immobile e non essere gia proprietari di altra abitazione acquistata con agevolazioni.ConclusioneGestire la successione immobili 2026 richiede attenzione e competenze specifiche, soprattutto in territori come il Friuli Venezia Giulia dove vige il sistema tavolare. Dalla presentazione della dichiarazione di successione al pagamento delle imposte successione immobili, dalla voltura catastale successione fino alla trascrizione o intavolazione, ogni passaggio deve essere eseguito correttamente e nei termini previsti per evitare sanzioni e complicazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutti gli adempimenti relativi all’eredita casa, con particolare esperienza nel sistema tavolare locale. I nostri operatori si occupano della dichiarazione di successione, del calcolo delle imposte, dell’applicazione delle agevolazioni prima casa e del coordinamento con notai e professionisti per gli aspetti catastali e tavolari.Hai bisogno di assistenza per la successione di un immobile? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.NOTIZIE Pensione con 41 Anni di Contributi: Chi Può Accedere nel 2026 https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-24 08:38:222026-01-24 07:07:31Pensione con 41 Anni di Contributi: Chi Può Accedere nel 2026NOTIZIE Pensione INPS 2026: Come e Quando Presentare la Domanda Online https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-23 16:21:262026-01-23 14:48:59Pensione INPS 2026: Come e Quando Presentare la Domanda OnlineNOTIZIE Rottamazione Quinquies 2026: Come Fare la Domanda Passo per Passo https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-22 08:08:362026-01-22 07:16:17Rottamazione Quinquies 2026: Come Fare la Domanda Passo per PassoNOTIZIE Casa in Comproprietà: Come Gestirla e Venderla https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-19 09:35:342026-01-19 07:58:46Casa in Comproprietà: Come Gestirla e VenderlaNOTIZIE Legge 104: Cosa Cambia con la Nuova Legge 106 del 2025 https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-19 07:35:342026-01-19 07:42:26Legge 104: Cosa Cambia con la Nuova Legge 106 del 2025NOTIZIE Rinvio Sfratto Disabili: Tutele e Procedura 2026 https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-LOCAZIONI.png?fit=940%2C788&ssl=1 788 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-18 12:47:592026-01-18 09:22:42Rinvio Sfratto Disabili: Tutele e Procedura 2026NOTIZIE Rottamazione Quinquies 2026: La Domanda Blocca i Ricorsi per Mancata Notifica https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-18 08:47:592026-01-18 08:58:09Rottamazione Quinquies 2026: La Domanda Blocca i Ricorsi per Mancata NotificaNOTIZIE Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso) https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:09:342026-01-17 15:09:51Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)NOTIZIE Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:52:442026-01-17 14:53:01Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha StipulatoPrec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi ancheImposta di Successione 2026: Aliquote, Franchigie e Calcolo …Eredita e Debiti del Defunto 2026: Guida Completa per Tutela…Donazione o Successione 2026: Cosa Conviene per Trasferire C…Divisione Ereditaria 2026: Come Dividere l’Eredita tra gli E…Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:00:002026-02-23 15:20:48Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Catastali
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NOTIZIE Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso) https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:09:342026-01-17 15:09:51Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)
NOTIZIE Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:52:442026-01-17 14:53:01Polizza Catastrofale: Proroga al 31 Marzo 2026 per Chi Non Ha Stipulato
CAF, SUCCESSIONIIntavolazione FVG: Guida Completa al Sistema TavolareIntavolazione FVG: Guida Completa al Sistema TavolareL’intavolazione e il procedimento di iscrizione dei diritti reali nel Libro Fondiario, tipico del Friuli Venezia Giulia e dell’Alto Adige. A differenza del catasto ordinario italiano, l’intavolazione ha effetto costitutivo: senza di essa, il trasferimento di proprieta non e valido verso i terzi.Questa guida spiega come funziona l’intavolazione, quando e necessaria e come procedere correttamente.Indice dei contenutiCos’e l’intavolazioneL’effetto costitutivoIl Libro FondiarioTipi di iscrizione tavolareProcedura di intavolazioneCosti e tempiDomande frequenti Cos’e l’IntavolazioneL’intavolazione e l’iscrizione di un diritto reale nel Libro Fondiario (o Libro Tavolare).Origine storicaIl sistema tavolare deriva dall’ordinamento austro-ungarico e rimane in vigore in:Friuli Venezia Giulia (province di Trieste, Gorizia, Udine – zone ex austriache)Trentino-Alto AdigeAlcuni comuni delle province di Belluno e VicenzaPrincipio fondamentaleNel sistema tavolare vige il principio: “Chi non e iscritto, non e proprietario”. L’iscrizione nel Libro Fondiario e condizione necessaria per l’acquisizione del diritto.Differenza con la trascrizioneNel resto d’Italia, la trascrizione nei Registri Immobiliari ha solo effetto dichiarativo (serve per opponibilita ai terzi). Nel sistema tavolare, l’intavolazione ha effetto costitutivo (crea il diritto). L’Effetto Costitutivo dell’IntavolazioneL’effetto costitutivo e la caratteristica fondamentale del sistema tavolare.Cosa significaIl diritto si acquista solo con l’iscrizione nel Libro FondiarioL’atto (vendita, donazione, successione) da solo non bastaSenza intavolazione, non sei proprietario verso i terziEsempio praticoTizio vende un immobile a Caio con atto notarile. Nel sistema ordinario, Caio e proprietario dalla firma dell’atto. Nel sistema tavolare, Caio diventa proprietario solo quando viene intavolato nel Libro Fondiario.Pubblica fedeIl Libro Fondiario ha pubblica fede: chi acquista in buona fede fidandosi delle iscrizioni tavolari e tutelato, anche se le iscrizioni fossero errate.Conseguenze praticheMaggiore sicurezza nelle transazioni immobiliariCertezza su chi e il vero proprietarioImpossibilita di doppie vendite Il Libro FondiarioIl Libro Fondiario e il registro pubblico dove sono iscritti tutti i diritti sugli immobili.StrutturaOgni immobile ha una partita tavolare composta da tre fogli:Foglio A: descrizione dell’immobile (dati catastali, consistenza)Foglio B: proprieta (chi sono i proprietari e le loro quote)Foglio C: pesi e vincoli (ipoteche, servitu, usufrutto)Estratto tavolareL’estratto tavolare e il documento che certifica lo stato giuridico dell’immobile. E l’equivalente della visura catastale, ma con valore legale molto piu forte.Dove si trovaIl Libro Fondiario e custodito presso:Tribunali (Ufficio Tavolare)Consultabile anche online tramite Sister (Agenzia Entrate) Tipi di Iscrizione TavolareEsistono diversi tipi di iscrizione nel Libro Fondiario.IntavolazioneE l’iscrizione definitiva di un diritto reale:ProprietaUsufruttoServituDiritto di superficiePrenotazioneE un’iscrizione provvisoria quando manca qualche requisito per l’intavolazione definitiva. Serve a:“Bloccare” la posizione in attesa di completare la praticaProteggere contro iscrizioni successiveHa durata limitata (di solito 1 anno, prorogabile)AnnotazioneIscrizione di fatti giuridici accessori:Restrizioni alla disponibilitaSequestriVincoli di destinazionePignoramentiCancellazioneEliminazione di un’iscrizione precedente:Estinzione di ipotecaCancellazione di servituFine di usufrutto Procedura di IntavolazioneL’intavolazione si richiede al Tribunale competente.Chi puo richiedereL’acquirente del diritto (o il suo rappresentante)Il notaio che ha rogato l’attoUn professionista delegato (avvocato, geometra)Documenti necessariIstanza di intavolazione (modulo specifico)Titolo: atto notarile, dichiarazione di successione, sentenzaEstratto tavolare aggiornatoMappa catastale (se prevista)Quietanza imposte pagateIter proceduralePresentazione istanza: all’Ufficio Tavolare del TribunaleEsame del giudice tavolare: verifica requisiti formali e sostanzialiDecreto di intavolazione: ordine di iscrizioneEsecuzione: il Conservatore iscrive nel Libro FondiarioRilascio estratto: documento aggiornato con l’iscrizioneTerminiNon c’e un termine perentorio per l’intavolazione, ma e fortemente consigliato procedere subito dopo l’atto per evitare rischi.Costi e TempiI costi variano in base al tipo di atto e al valore dell’immobile.Diritti tavolari fissiIstanza: circa 30-50 euroEstratto tavolare: 15-25 euroBolli: 16 euroImposte proporzionaliDipendono dal tipo di trasferimento (le stesse del catasto ordinario):Compravendita: imposta registro 9% (2% prima casa) + ipotecaria e catastale fisseSuccessione: imposta successione + ipotecaria 2% + catastale 1%Donazione: imposta donazione + ipotecaria e catastaleTempi mediCompravendita: 15-30 giorniSuccessione: 30-60 giorniCon prenotazione: la prenotazione e immediata, l’intavolazione segue Domande Frequenti sull’IntavolazioneHo comprato casa a Udine, devo fare l’intavolazione?Si, se l’immobile e in zona tavolare. Il notaio normalmente provvede direttamente, ma verifica che l’intavolazione sia completata.Ho ereditato un immobile, come faccio?Dopo aver presentato la dichiarazione di successione, devi richiedere l’intavolazione al Tribunale. Puoi farlo direttamente o tramite CAF/professionista.Cosa rischio se non intavolo?Non sei proprietario verso i terzi. Potresti avere problemi a vendere, ipotecare o dimostrare la proprieta. In caso di doppia vendita, prevale chi intavola per primo.Come so se il mio immobile e in zona tavolare?Verifica l’atto di acquisto o chiedi al notaio/geometra. In generale, le zone ex austro-ungariche del FVG sono in regime tavolare.Posso consultare il Libro Fondiario online?Si, tramite il servizio Sister dell’Agenzia delle Entrate puoi richiedere estratti tavolari online. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Sistema Tavolare Friuli: Guida Successione per una panoramica completa.Assistenza Intavolazione a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nell’intavolazione dopo successione.Dichiarazione di successione completaIstanza di intavolazioneRaccolta documenti tavolariCoordinamento con l’Ufficio TavolareContattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121 Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:00:002026-03-17 19:06:42Intavolazione FVG: Guida Completa al Sistema TavolareCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIVendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026Se hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto di casa e rivendi l’energia prodotta in eccesso al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), probabilmente ti stai chiedendo: devo dichiarare questi guadagni? Come funziona la tassazione dell’energia fotovoltaica nel 2026? E soprattutto, dove li inserisco nel modello 730 o nel Modello Redditi PF?La risposta dipende da diversi fattori: il tipo di contratto che hai stipulato con il GSE (Scambio sul Posto o Ritiro Dedicato), la potenza del tuo impianto e se lo utilizzi per uso domestico o per attività d’impresa. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sulla vendita di energia fotovoltaica al GSE e la sua tassazione nel 2026, con esempi pratici e istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi. In breve: I proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE da impianti di potenza fino a 20 kW (uso domestico, persona fisica non imprenditore) costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del TUIR e vanno dichiarati nel quadro RL del Modello Redditi PF. Il Modello 730 precompilato non ha un quadro RL: in questo caso devi presentare il Modello Redditi PF o affidare la pratica a un CAF.Indice dei contenutiCos’è la cessione di energia fotovoltaica al GSEQuando i proventi del fotovoltaico sono tassabiliScambio sul Posto: come funziona la tassazioneRitiro Dedicato GSE: come si tassano i corrispettiviConto Energia e incentivi GSE: regime fiscaleCome dichiarare i proventi nel Modello 730 e Redditi PFQuadro RL: istruzioni per la compilazioneEsempi pratici di calcolo e dichiarazioneQuando serve la Partita IVA per il fotovoltaicoDomande frequenti sulla tassazione del fotovoltaicoCos’è la cessione di energia fotovoltaica al GSEIl GSE – Gestore dei Servizi Energetici è la società pubblica (controllata dal MEF) che in Italia gestisce gli incentivi per le energie rinnovabili e acquista l’energia prodotta dai piccoli produttori privati. Quando installi un impianto fotovoltaico e produci più energia di quanta ne consumi, hai due possibilità principali per “cedere” l’energia in eccesso:Scambio sul Posto (SSP): il meccanismo più comune per impianti domestici. Immetti in rete l’energia non consumata e la “recuperi” in un momento diverso (ad esempio, di notte o d’inverno). Il GSE effettua un conguaglio periodico: se immetti più di quanto prelevi, ricevi un rimborso economico chiamato “contributo in conto scambio”.Ritiro Dedicato (RD): cedi tutta l’energia prodotta (o la parte eccedente) al GSE, che te la paga a un prezzo di mercato definito (prezzo zonale orario o prezzo minimo garantito). Questa modalità è spesso scelta da chi ha impianti più grandi o intende valorizzare al massimo l’energia prodotta.In entrambi i casi, il GSE eroga dei pagamenti al titolare dell’impianto. Ed è proprio su questi pagamenti che si pone la questione fiscale: sono reddito imponibile? E se sì, come si tassano? Quando i proventi del fotovoltaico sono tassabiliLa normativa di riferimento è contenuta nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986). L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici in diverse occasioni, in particolare con la Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 e con le circolari sugli incentivi del Conto Energia. Il quadro normativo distingue tre situazioni principali in base alla natura del soggetto e alla dimensione dell’impianto.Prima situazione – Persona fisica non imprenditore, impianto fino a 20 kW: È la fattispecie più frequente, quella del privato cittadino che ha installato i pannelli sul tetto di casa. In questo caso, secondo l’art. 67, comma 1, lett. i) del TUIR, i corrispettivi percepiti per la cessione di energia costituiscono redditi diversi. La tassazione avviene con le aliquote progressive IRPEF ordinarie sul reddito netto (corrispettivi meno eventuali costi documentati).Seconda situazione – Persona fisica imprenditore o impianti di potenza superiore a 20 kW: Quando l’impianto supera i 20 kW o viene utilizzato nell’ambito di un’attività d’impresa, i proventi rientrano nei redditi d’impresa (art. 55 e seguenti del TUIR) e devono essere dichiarati nel quadro RF o RG del Modello Redditi PF. In questo caso è anche necessario avere una Partita IVA per l’attività di produzione e cessione di energia.Terza situazione – Impianto di potenza fino a 20 kW in regime di Scambio sul Posto: Qui la situazione è peculiare. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contributo in conto scambio non è sempre imponibile nella sua totalità. La parte che rappresenta un rimborso delle spese di trasporto (le cosiddette componenti tariffarie) non è reddito, mentre la parte economicamente rilevante (il valore dell’energia ceduta superiore a quella prelevata) lo è. Vediamo nel dettaglio come funziona. Scambio sul Posto: come funziona la tassazioneLo Scambio sul Posto è il meccanismo di compensazione energetica gestito dal GSE che consente al proprietario di un impianto fotovoltaico di immettere in rete l’energia prodotta in eccesso e di prelevare energia quando l’impianto non è in produzione. Il GSE calcola annualmente un contributo in conto scambio (Cs) che viene erogato qualora il valore dell’energia immessa superi quello dell’energia prelevata.Dal punto di vista fiscale, è fondamentale capire la composizione del contributo in conto scambio. Il GSE suddivide il Cs in due componenti principali:Componente a rimborso oneri in bolletta (OsV): rappresenta il rimborso delle spese di rete e degli oneri di sistema sostenuti. Non costituisce reddito imponibile perché è un rimborso di costi effettivi.Ulteriore componente (Uc): è la parte economicamente rilevante, cioè il valore dell’energia netta immessa in rete che eccede il valore dell’energia netta prelevata dalla rete. Questa parte è soggetta a tassazione come reddito diverso.In pratica, non tutto quello che ti accredita il GSE è reddito tassabile: devi identificare la parte che rappresenta l’ulteriore componente (Uc), perché solo quella va dichiarata. Il GSE ti invia ogni anno una rendicontazione dettagliata in cui sono riportate separatamente le due componenti. Conserva questo documento: ti servirà per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.Un esempio pratico: supponiamo che Marco abbia un impianto da 6 kW sul tetto di casa e nel 2025 abbia ricevuto dal GSE un contributo in conto scambio totale di 600 euro. Di questi, 380 euro sono la componente a rimborso oneri (OsV) e 220 euro sono l’ulteriore componente (Uc). Nel Modello Redditi PF 2026, Marco dovrà dichiarare come reddito diverso solo i 220 euro, non l’intero importo di 600 euro. Ritiro Dedicato GSE: come si tassano i corrispettiviIl Ritiro Dedicato è un meccanismo alternativo allo Scambio sul Posto: invece di compensare l’energia immessa con quella prelevata, il produttore cede direttamente al GSE tutta l’energia prodotta (o la parte eccedente il proprio consumo) a un corrispettivo economico. Il GSE paga mensilmente o trimestralmente l’energia ritirata al prezzo zonale orario (PZO) o, per impianti fino a determinate soglie di potenza, al prezzo minimo garantito.Dal punto di vista fiscale, i corrispettivi del Ritiro Dedicato per impianti fino a 20 kW gestiti da persone fisiche non imprenditori sono anch’essi classificati come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del TUIR. In questo caso, però, la tassazione riguarda l’intero corrispettivo ricevuto dal GSE (a differenza dello Scambio sul Posto dove solo l’ulteriore componente è imponibile), al netto delle eventuali spese documentate di produzione.Il calcolo del reddito imponibile segue la regola dei redditi diversi: si parte dai proventi lordi percepiti dal GSE nell’anno (indicati nella comunicazione annuale del GSE) e si sottraggono le spese sostenute per produrli. Attenzione: la deducibilità delle spese richiede documentazione precisa. Non è possibile dedurre in modo forfettario.Facciamo un altro esempio pratico. Lucia ha un impianto da 10 kW e nel 2025 ha ceduto in Ritiro Dedicato al GSE energia per un corrispettivo complessivo di 1.800 euro. Non avendo sostenuto spese specifiche di produzione deducibili (l’impianto era già completamente ammortizzato e le spese di manutenzione non sono state rilevate), il reddito imponibile è l’intero importo di 1.800 euro. Questi 1.800 euro si sommano agli altri redditi di Lucia e vengono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie per scaglione. Conto Energia e incentivi GSE: regime fiscaleMolti impianti fotovoltaici installati tra il 2006 e il 2013 beneficiano degli incentivi previsti dal Conto Energia (dal I al V Conto Energia). Questi incentivi, erogati dal GSE per un periodo di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, hanno un trattamento fiscale diverso a seconda della natura del beneficiario.Per le persone fisiche non imprenditori con impianti fino a 20 kW, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito – con la Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 e la precedente Risoluzione n. 13/E del 2007 – che la tariffa incentivante del Conto Energia non costituisce reddito imponibile se l’impianto è di potenza non superiore a 20 kW e l’energia prodotta viene prevalentemente autoconsumata. Il ragionamento dell’Agenzia è che, in questo contesto, la produzione di energia non configura un’attività commerciale, ma un’attività di mero godimento di un bene immobile.Tuttavia, se l’impianto supera i 20 kW oppure se la produzione di energia viene svolta in modo organizzato e continuativo con finalità commerciale, gli incentivi del Conto Energia diventano redditi d’impresa e richiedono Partita IVA e relativa contabilità. È un confine importante che occorre conoscere bene.Per chi ancora percepisce incentivi dal Conto Energia (il II e III Conto hanno durata 20 anni, quindi alcuni impianti del 2006-2008 sono già fuori incentivo, mentre quelli del 2009-2013 ancora li percepiscono), è fondamentale verificare la propria situazione specifica e come classificare questi proventi nella dichiarazione dei redditi. Come dichiarare i proventi nel Modello 730 e Redditi PFArriviamo alla domanda pratica che più interessa: dove e come si dichiarano i proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE?La risposta chiave è questa: i redditi diversi derivanti dalla cessione di energia (sia in Scambio sul Posto che in Ritiro Dedicato) non possono essere dichiarati nel Modello 730. Il Modello 730, infatti, è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati e non consente di indicare redditi diversi derivanti da attività produttive non abituali. Per questo tipo di redditi, è obbligatorio utilizzare il Modello Redditi PF (ex Unico Persone Fisiche).Ci sono però due possibilità concrete:Modello 730 + Modello Redditi integrativo: se hai già presentato il 730 per i redditi da lavoro/pensione, puoi presentare in aggiunta il Modello Redditi PF limitatamente ai quadri aggiuntivi (tra cui il quadro RL) per dichiarare i proventi fotovoltaici. Questa integrazione è possibile entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello d’imposta.Solo Modello Redditi PF: presenti direttamente il Modello Redditi PF (che contiene tutti i quadri, compreso il quadro RL) e non utilizzi il 730. Questa è la soluzione più semplice se hai più fonti di reddito da dichiarare nel Modello Redditi.In entrambi i casi, ti consigliamo di rivolgerti a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) per compilare correttamente la dichiarazione. Gli operatori CAF conoscono bene la normativa e possono guidarti nella scelta del modello più adatto e nella compilazione corretta del quadro RL. Puoi approfondire anche le detrazioni nel 730 per ottimizzare la tua dichiarazione complessiva.Quadro RL: istruzioni per la compilazioneIl quadro RL del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi. È qui che vanno inseriti i proventi della cessione di energia fotovoltaica. Vediamo come si compila passo dopo passo.La sezione rilevante è la sezione I del quadro RL, intitolata “Redditi diversi”. All’interno di questa sezione, i proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE vanno indicati con il codice 9 nella colonna 1 (tipo reddito), che identifica i “redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lettera i) del TUIR” (redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e, per estensione applicativa, dalla cessione di energia da impianti non commerciali).In dettaglio, le colonne da compilare sono:Colonna 1 (tipo reddito): inserisci il codice appropriato. Per i proventi da cessione di energia fotovoltaica di impianti fino a 20 kW da parte di persone fisiche non imprenditori, il codice corretto è quello che identifica i redditi diversi non classificabili altrimenti – verifica nelle istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF dell’anno d’imposta corrente, perché le codifiche possono subire aggiornamenti annuali.Colonna 2 (ammontare lordo): indica il totale dei proventi percepiti dal GSE nell’anno d’imposta 2025. Per lo Scambio sul Posto, inserisci solo l’ulteriore componente (Uc) dal rendiconto GSE; per il Ritiro Dedicato, inserisci l’intero corrispettivo ricevuto.Colonna 3 (spese): indica le spese sostenute e documentate per produrre quel reddito (manutenzione, riparazioni, ecc.). Se non hai spese documentate, la colonna rimane a zero.Colonna 4 (reddito): è la differenza tra colonna 2 e colonna 3, ovvero il reddito netto imponibile.Un consiglio pratico: conserva sempre tutta la documentazione relativa al tuo impianto fotovoltaico, inclusi i rendiconti annuali del GSE, le fatture di manutenzione e i contratti con il GSE (Convenzione di Scambio sul Posto o Contratto di Ritiro Dedicato). Questa documentazione è essenziale sia per compilare correttamente la dichiarazione che per rispondere a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Puoi consultare l’Ecobonus 2026 e le detrazioni per il risparmio energetico per scoprire ulteriori agevolazioni fiscali legate agli impianti di energia rinnovabile. Esempi pratici di calcolo e dichiarazionePer rendere ancora più chiaro come funziona la tassazione dell’energia fotovoltaica nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), ecco tre scenari pratici che rispecchiano le situazioni più comuni.ScenarioImpiantoProvento GSE lordo 2025Parte imponibileDove dichiaroMario, Scambio sul Posto6 kW, domestico500 euro (Cs totale)150 euro (solo Uc)Quadro RL, Modello Redditi PFLaura, Ritiro Dedicato10 kW, domestico1.800 euro1.800 euro (intero)Quadro RL, Modello Redditi PFGiovanni, Conto Energia + SSP8 kW, II Conto Energia2.400 euro incentivo + 200 euro SSP UcSolo 200 euro (incentivo esente per <20 kW)Quadro RL, solo Uc SSPCome si vede dalla tabella, il caso più favorevole è quello di Giovanni: l’incentivo del Conto Energia (2.400 euro) non è tassabile perché l’impianto è sotto i 20 kW e per uso domestico, mentre solo la parte economica dello Scambio sul Posto (200 euro) va dichiarata. In questo caso, l’impatto fiscale è minimo ma la dichiarazione va comunque presentata.Per calcolare l’imposta IRPEF effettiva dovuta sui proventi fotovoltaici, ricorda che questi si sommano agli altri tuoi redditi. Le aliquote IRPEF 2026 per scaglioni di reddito (anno d’imposta 2025) sono le seguenti:Scaglione di redditoAliquota IRPEFFino a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%Fonte: Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) – le aliquote IRPEF si applicano al reddito complessivo del contribuente.Quando serve la Partita IVA per il fotovoltaicoUno degli aspetti più delicati della fiscalità del fotovoltaico riguarda la necessità o meno di aprire una Partita IVA. La risposta dipende principalmente dalla potenza dell’impianto e dalla natura dell’attività.Secondo la normativa vigente e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, non è necessaria la Partita IVA nelle seguenti situazioni:Persona fisica non imprenditore con impianto fotovoltaico di potenza nominale non superiore a 20 kWL’energia prodotta viene prevalentemente autoconsumata e solo l’eccedenza viene ceduta al GSEL’attività di cessione di energia non ha carattere di imprenditorialità (non è organizzata sistematicamente per fini commerciali)I proventi sono dichiarati come redditi diversi nel quadro RL del Modello Redditi PFLa Partita IVA diventa obbligatoria quando si verifica almeno una di queste condizioni:La potenza dell’impianto supera i 20 kWL’attività di produzione e vendita di energia ha carattere abituale e organizzato (elementi di imprenditorialità)L’impianto è installato su un immobile strumentale all’attività d’impresa già svoltaIl soggetto è già un imprenditore individuale o una società e l’impianto è connesso all’attivitàSe ti trovi in una situazione borderline (ad esempio hai un impianto da 18-20 kW e stai valutando un ampliamento), è fondamentale consultare un professionista prima di prendere decisioni. Un errore di classificazione può comportare sanzioni significative e l’accertamento di IVA non versata per gli anni precedenti. Per approfondire l’apertura di una Partita IVA e le sue implicazioni fiscali, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata: contattaci per un preventivo.Se invece sei già un professionista con Partita IVA in regime forfettario e hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto dello studio o dell’abitazione, la situazione è ulteriormente complessa: occorre valutare se l’impianto è strumentale all’attività o se ha natura puramente residenziale, per determinare se i proventi rientrano nel forfettario o vanno dichiarati separatamente.Hai un impianto fotovoltaico e non sai come dichiarare i proventi GSE?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il Modello Redditi PF, il quadro RL e tutti gli adempimenti connessi alla vendita di energia fotovoltaica. I nostri esperti fiscali conoscono le normative aggiornate e ti guidano senza sorprese.Contattaci: Tel. 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121 | info@centrofiscale.comViale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Per un preventivo personalizzato Domande frequenti sulla tassazione del fotovoltaicoAbbiamo risposto sopra alle domande più frequenti. Se la tua situazione è diversa o hai dubbi specifici sulla tua dichiarazione dei redditi, il consiglio è sempre quello di rivolgerti a un esperto. La normativa sul fotovoltaico è complessa e in continua evoluzione, e un errore nella dichiarazione può costare molto di più di una consulenza professionale.Ricorda inoltre che puoi beneficiare di importanti detrazioni fiscali legate all’energia rinnovabile: l’Ecobonus 2026 prevede detrazioni dal 50% al 65% per interventi di risparmio energetico, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici in determinate condizioni. E se stai valutando pannelli fotovoltaico plug and play, anche in questo caso esistono agevolazioni specifiche da non perdere. Per le questioni connesse all’energia e agli incentivi statali, puoi anche verificare le opportunità del Conto Termico 3.0.Hai bisogno di aiuto con la dichiarazione dei redditi del fotovoltaico?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del Modello Redditi PF, del quadro RL e nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali legati alla vendita di energia fotovoltaica al GSE. Prenota un appuntamento o contattaci per un preventivo personalizzato.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo di contatto:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale | Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.comIl CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni aspetto della dichiarazione dei redditi, dalla compilazione del quadro RL alla gestione di situazioni complesse con più fonti di reddito. Contattaci per ricevere assistenza personalizzata e senza costi nascosti.Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/FOVOVOLTAICO-ARTICOLO-1-1-scaled.png 1280 2560 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 08:20:112026-07-21 08:36:58Vendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026QontoQonto F24 e Tasse 2026: Come Pagare Imposte e Contributi dal ContoScelta in evidenza · SponsorDisclosure trasparente: questo articolo contiene link affiliati a Qonto. Se apri un conto tramite i nostri link potremmo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Non siamo agenti né consulenti finanziari di Qonto: i contenuti sono informativi e basati sulla nostra esperienza editoriale. Verifica sempre condizioni, costi e funzionalità aggiornate sul sito ufficiale qonto.com.Per chi gestisce una partita IVA, il pagamento del modello F24 non è un dettaglio tecnico: è un appuntamento ricorrente che ritma l’intero anno fiscale. Acconti, saldi IRPEF e IRES, IVA mensile o trimestrale, contributi INPS gestione separata o artigiani/commercianti, casse previdenziali, IMU, TARI, ritenute sui collaboratori. Sbagliare un codice tributo, dimenticare una scadenza o utilizzare un conto che non gestisce bene gli F24 può significare sanzioni, interessi e tempo perso al telefono con il commercialista.Per questo, quando si sceglie un conto business, la gestione integrata del modello F24 dovrebbe essere uno dei criteri principali, non un’opzione di contorno. Qonto, il conto online dedicato a freelance, professionisti e PMI, integra nativamente il pagamento degli F24 nella propria piattaforma: niente passaggi al sito dell’Agenzia delle Entrate, niente Fisconline, niente home banking parallelo. In questa guida vediamo nel dettaglio come funziona la procedura, quali tipi di F24 si possono pagare, quanto tempo serve per l’addebito e quali sono gli errori più comuni da evitare.Conto business con F24 integratoApri Qonto e paga i tuoi F24 dal pannello, senza FisconlineCompilazione assistita del modello, codici tributo precaricati, addebito immediato e ricevuta scaricabile. Tutto in pochi clic, senza uscire dal conto.Scopri Qonto e i suoi piani →Link sponsorizzato. Verifica costi e condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’è il modello F24: ripasso veloceQonto e F24: come funziona la proceduraTipi di F24 pagabili via QontoCompilazione assistita e template salvabiliContributi INPS e casse previdenzialiIMU, TARI e tributi locali via F24Tempi di addebito e invio all’AgenziaConferma di pagamento e ricevuta F24Errori comuni nella compilazioneDifferenze con l’F24 da home banking tradizionaleDomande frequentiCos’è il modello F24: ripasso veloceIl modello F24 è il documento unificato con cui contribuenti, partite IVA e aziende versano in Italia la maggior parte di imposte, tasse e contributi. Si chiama «unificato» perché consente, in un unico modulo, di pagare tributi erariali, contributi previdenziali, premi INAIL, tributi locali (come IMU, TARI, addizionali) e altre voci, sfruttando anche la compensazione tra crediti e debiti.La struttura del modello F24 prevede diverse sezioni: Erario (IRPEF, IRES, IVA, ritenute, addizionali), INPS (contributi gestione separata, artigiani, commercianti, lavoratori dipendenti), Regioni, IMU e altri tributi locali, Altri enti previdenziali e assicurativi. Ogni riga è identificata da un codice tributo, da un periodo di riferimento e dall’importo a debito o a credito.Per le partite IVA, dal 2007 il pagamento dell’F24 deve avvenire esclusivamente in modalità telematica: o tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel), o tramite i servizi di home banking di una banca o istituto di pagamento autorizzato. È in questo secondo binario che si inserisce Qonto, abilitato come istituto di pagamento a gestire i versamenti F24 per i propri clienti. Qonto e F24: come funziona la proceduraLa procedura per pagare un F24 da Qonto è pensata per essere rapida e accessibile anche a chi non ha mai usato Fisconline. Tutto avviene all’interno della piattaforma (sia da web sia da app mobile), nella sezione dedicata ai pagamenti fiscali. In sintesi, l’utente deve compilare le sezioni del modello, inserire i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate e autorizzare il pagamento con autenticazione forte (SCA, Strong Customer Authentication).Compilazione del modello F24 nel pannelloUna volta entrati nella sezione F24 del pannello Qonto, viene proposto un modello digitale che ricalca quello cartaceo dell’Agenzia delle Entrate. L’utente sceglie il tipo di F24 (ordinario, semplificato, elide, accise) e poi compila le sezioni necessarie. I dati anagrafici del contribuente sono in genere precaricati a partire dall’intestazione del conto Qonto: codice fiscale, partita IVA, ragione sociale, indirizzo. Ciò riduce il rischio di errori di trascrizione su informazioni che, di fatto, non cambiano da una scadenza all’altra.Codici tributoOgni riga richiede l’inserimento di un codice tributo: ad esempio «1040» per le ritenute IRPEF su redditi di lavoro autonomo, «6001» per l’IVA mensile, «1668» per gli interessi sul ravvedimento, e così via. Qonto integra una funzione di ricerca dei codici tributo che, digitando le prime cifre o una parola chiave, propone il codice corretto e la relativa descrizione, riducendo il rischio di confondere voci simili. Il commercialista può comunque inviare al cliente l’elenco preciso dei codici da inserire, soprattutto per gli F24 più complessi.Importi a debito e a creditoPer ciascun codice tributo si indica un importo a debito (da versare) o, se si dispone di crediti compensabili, un importo a credito. Il modello calcola in automatico il totale dovuto, ossia la differenza tra debiti e crediti. Se la compensazione azzera il debito, l’F24 va comunque inviato (F24 a saldo zero) per registrare l’operazione presso l’Agenzia delle Entrate.Periodo di riferimentoOgni riga richiede l’indicazione dell’anno di riferimento e, per alcuni tributi, anche del mese o del trimestre. Per esempio: per l’IVA mensile di marzo 2026 si indicherà periodo «0326» e anno «2026»; per il saldo IRPEF 2025 in versamento a giugno 2026, anno di riferimento «2025». Anche qui l’interfaccia di Qonto suggerisce il formato corretto, riducendo il rischio di errori.Tipi di F24 pagabili via QontoUna delle caratteristiche più apprezzate di Qonto è il supporto a tutti i principali tipi di F24, non solo quello ordinario. Per chi gestisce in autonomia successioni, immobili o forniture di carburanti, è un vantaggio operativo importante.F24 ordinarioÈ il modello più diffuso. Viene utilizzato per la maggior parte dei tributi erariali (IRPEF, IRES, IVA, ritenute, addizionali), per i contributi INPS, per IMU e TARI, e consente di gestire sia versamenti diretti sia compensazioni complesse. La maggior parte degli F24 inviati da una P.IVA media rientra in questa categoria.F24 semplificatoL’F24 semplificato nasce per gestire in un unico modulo i versamenti più comuni di tributi erariali, regionali e locali, con una struttura ridotta rispetto all’ordinario. È spesso utilizzato dai privati per IMU, TASI residue e altri tributi locali, ma anche le P.IVA possono trovarlo utile per pagamenti veloci e ricorrenti.F24 elide (Elementi Identificativi)L’F24 elide è il modello con «Elementi Identificativi», utilizzato per pagare tributi che richiedono l’indicazione di dati ulteriori, come il codice fiscale di un soggetto diverso dal contribuente o riferimenti a contratti. È il modello tipico per:imposta sulle successioni;imposta ipotecaria e catastale sugli atti;imposta di registro su contratti di locazione;tasse di concessione e altri tributi minori legati a soggetti terzi.Poter pagare un F24 elide direttamente da Qonto significa, ad esempio, gestire l’imposta di successione senza dover ricorrere ad altri canali, una volta calcolato l’importo con il proprio commercialista o con un CAF specializzato.F24 acciseL’F24 accise è un modello specifico per il versamento di accise, imposte di consumo e altri tributi del settore energetico, tipicamente legati a carburanti, oli minerali, gas e prodotti energetici. È usato soprattutto da imprese del settore (distributori, depositi fiscali, autotrasportatori che richiedono il rimborso accise sul gasolio). Avere questa funzionalità nel proprio conto business evita di dover mantenere aperti canali separati solo per gestire questa tipologia di pagamenti. Compilazione assistita e template salvabiliUna funzione interessante di Qonto, soprattutto per chi paga F24 ricorrenti (IVA mensile, contributi INPS, ritenute sui collaboratori), è la possibilità di salvare modelli ricorrenti come template. Il pannello consente di duplicare un F24 già inviato e modificare solo gli importi e il periodo di riferimento, lasciando invariati i codici tributo, l’intestazione e le sezioni già configurate.Per un’impresa con qualche collaboratore, ad esempio, il modello per le ritenute IRPEF resta identico mese per mese nella struttura: cambia solo l’importo. Avere un template significa ridurre i tempi di compilazione da diversi minuti a meno di un minuto, e diminuire drasticamente la possibilità di sbagliare un codice tributo.Lo stesso vale per chi gestisce compensazioni standard (es. credito IVA che riduce il debito INPS), perché la struttura della compensazione viene riproposta in automatico. Resta sempre necessaria una verifica con il commercialista, ma la base è già pronta.Risparmia tempo sugli F24 ricorrentiTemplate salvabili e codici tributo precaricatiCon Qonto puoi duplicare un F24 già inviato in pochi clic, modificando solo importi e periodi. Ideale per IVA mensile, ritenute e contributi INPS ricorrenti.Apri Qonto e prova la gestione F24 →Link sponsorizzato. Condizioni aggiornate su qonto.comContributi INPS e casse previdenzialiUna parte significativa degli F24 di una P.IVA italiana riguarda i contributi previdenziali. Qonto consente di gestirli senza canali separati, perché i pagamenti previdenziali confluiscono nelle apposite sezioni dell’F24 (sezione INPS o sezione «Altri enti»).Gestione separata INPS (codice tributo «P10» per i professionisti senza cassa, «DPPI» per i collaboratori): tipica dei freelance e dei consulenti senza ordine professionale dedicato.Artigiani e commercianti INPS (codici «AP», «AF», «CP», «CF» e simili): il versamento delle quote fisse e variabili di artigiani, commercianti e relativi familiari coadiuvanti.Casse private (Cassa Forense, ENPACL, ENPAM, ENPAP, INARCASSA, CIPAG e altre): alcune di queste casse incassano direttamente, altre si appoggiano alle sezioni F24 dedicate.Contributi dipendenti: per chi ha dipendenti, gli F24 mensili includono ritenute IRPEF, contributi INPS lavoratori dipendenti e premi INAIL.In ogni caso, l’importante è mantenere coerenza tra il codice fiscale del contribuente, il codice tributo corretto e il periodo di riferimento. Qonto, in fase di compilazione, mostra avvisi quando una sezione è incompleta o quando i dati non sembrano coerenti.IMU, TARI e tributi locali via F24Per chi possiede immobili a uso strumentale o personale, il pagamento di IMU e TARI è un appuntamento ricorrente. Anche questi tributi rientrano nell’F24 (sezione «IMU e altri tributi locali» nel modello ordinario, oppure direttamente nel semplificato), e Qonto li gestisce nello stesso flusso.Per l’IMU, ad esempio, occorre indicare il codice catastale del Comune, il codice tributo specifico (variabile in base alla tipologia di immobile: abitazione principale, altri fabbricati, aree fabbricabili, terreni, immobili di categoria D), il numero di immobili e l’importo dovuto. Sono dati che spesso il commercialista o il CAF calcola già per i clienti, lasciando all’intestatario il solo compito di trascriverli correttamente nel modello e procedere al versamento.Per la TARI, in genere, vengono utilizzati codici tributo definiti dal Comune. La possibilità di salvare un template per IMU e TARI, da riusare a ogni acconto e saldo, è particolarmente utile per chi possiede più immobili e vuole ridurre il rischio di confondere comuni o categorie catastali.Tempi di addebito e invio all’AgenziaUna delle domande più frequenti, quando si cambia conto e si inizia a pagare F24 da una piattaforma nuova, riguarda i tempi. La buona notizia è che, con Qonto, l’esperienza tipica è vicina al «tempo reale».Addebito sul conto: in genere immediato al momento dell’invio dell’F24 (o entro pochi minuti). Dal saldo del conto Qonto viene scalato l’importo totale dell’F24, e l’operazione appare in lista movimenti.Invio all’Agenzia delle Entrate: avviene in giornata, secondo i tempi definiti dal sistema fiscale italiano. La data di pagamento ai fini fiscali è quella in cui l’F24 viene presentato (e contestualmente accettato dal sistema), purché il conto sia capiente.Programmazione: in molti casi, l’F24 può essere inviato anche con qualche giorno di anticipo, indicando la data di scadenza. L’addebito avverrà in prossimità di quella data.Per le scadenze fiscali importanti (16 di ciascun mese per IVA e contributi, 30 giugno e 30 novembre per acconti e saldi IRPEF, 16 giugno e 16 dicembre per IMU), è comunque buona pratica non aspettare l’ultimo giorno: una verifica anticipata della compilazione del modello, fatta con il commercialista, riduce sensibilmente il rischio di errori e dispute. Conferma di pagamento e ricevuta F24Dopo l’invio dell’F24, Qonto restituisce una conferma di pagamento e, in tempi brevi, una ricevuta ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate (la cosiddetta «quietanza F24»). Si tratta del documento che attesta l’avvenuto pagamento del modello e che vale come prova in caso di controlli, contenziosi o richieste di ravvedimento.La ricevuta è in genere disponibile in formato PDF, scaricabile direttamente dal pannello del conto. È buona pratica:archiviare la ricevuta in una cartella dedicata, possibilmente per anno fiscale, sia in cloud sia in copia locale;condividerla con il commercialista, soprattutto per gli F24 più complessi (compensazioni, ravvedimenti, F24 elide);verificare che il numero di protocollo e la data riportata sulla ricevuta corrispondano a quanto inserito nel modello e che non vi siano anomalie segnalate.In caso di errori bloccanti (ad esempio codice tributo non valido per la sezione scelta, dati mancanti, conto non capiente), il sistema rifiuta l’F24 e ne segnala il motivo. In caso di errori sostanziali (codici sbagliati su un F24 già pagato), occorrerà gestire una richiesta di correzione o un ravvedimento operoso: in questi casi la consulenza di un commercialista o di un CAF specializzato è spesso indispensabile.Errori comuni nella compilazioneAnche con un’interfaccia evoluta come quella di Qonto, gli errori non sono completamente eliminabili: la compilazione resta responsabilità del contribuente. Vediamo quelli più ricorrenti.Codice tributo errato o ambiguoEsistono codici tributo simili tra loro, dedicati a sezioni differenti: ad esempio, codici per saldo, acconto e ravvedimento dello stesso tributo. Sbagliare codice può portare a un’imputazione errata del versamento (es. un acconto che il sistema legge come saldo). In questi casi, la sanatoria avviene tramite richiesta di correzione del modello agli uffici competenti.Periodo di riferimento sbagliatoIndicare un anno o un mese di riferimento errato è un classico (es. usare 2025 invece di 2026 per un acconto di competenza dell’anno corrente). Anche qui è possibile chiedere la correzione, ma resta tempo perso e potenziali sanzioni.Importi non correttiGli errori sugli importi spesso derivano da arrotondamenti, virgole, separatori dei decimali. Qonto guida con un formato chiaro, ma è sempre opportuno verificare l’importo finale rispetto a quanto indicato dal commercialista o dal software gestionale.Compensazioni mal gestiteL’uso dei crediti d’imposta in compensazione richiede attenzione: ci sono limiti annuali, condizioni preventive (visto di conformità per crediti oltre certe soglie) e regole specifiche. Compensare crediti non disponibili o oltre i limiti può trasformare un F24 a saldo zero in un F24 contestabile.Conto non capienteSe al momento dell’invio il saldo del conto non è sufficiente, il pagamento viene rifiutato. È un errore banale, ma frequente per chi paga F24 importanti (saldi e acconti) senza aver pianificato il flusso di cassa. Una buona pratica è tenere un cuscinetto sul conto in prossimità delle scadenze fiscali principali. Differenze con l’F24 da home banking tradizionalePer chi viene da un home banking tradizionale, Qonto si differenzia su alcuni aspetti che, alla lunga, fanno la differenza nell’esperienza quotidiana.Interfaccia pensata per le P.IVA: la sezione F24 è in primo piano, non nascosta tra decine di altri menu. La navigazione segue la logica di chi usa il modello con regolarità.Compilazione assistita: codici tributo cercabili, formati guidati, suggerimenti contestuali. Negli home banking più datati, la compilazione è spesso più spartana e simile al cartaceo.Template e ricorrenze: la possibilità di duplicare F24 precedenti è fluida; in molti home banking tradizionali questa funzione è assente o limitata.Integrazione con i pagamenti aziendali: lo stesso conto da cui parte l’F24 gestisce bonifici, carte aziendali, spese di team, fatturazione. Questo riduce la necessità di destreggiarsi tra più ambienti.Notifiche e movimenti: le ricevute e gli addebiti F24 sono visibili come ogni altro movimento del conto, con notifiche push immediate.Resta possibile, ovviamente, continuare a usare anche i servizi diretti dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel) per casistiche specifiche o quando è il commercialista a inviare gli F24 per conto del cliente (delega F24). I due percorsi non si escludono e, anzi, possono coesistere.Pronto a semplificare la gestione fiscale?Apri Qonto e gestisci F24, contributi e tributi locali da un unico contoCompilazione assistita, template salvabili, ricevute scaricabili, addebito immediato. Tutto integrato con il resto della tua operatività di P.IVA o azienda.Scopri Qonto e i piani disponibili →Link sponsorizzato. Verifica costi e condizioni aggiornate sul sito ufficiale qonto.comDomande frequenti1. Posso pagare qualsiasi F24 da Qonto?Qonto supporta i principali tipi di modello F24 utilizzati da P.IVA e aziende: ordinario, semplificato, elide e accise. Questo copre la grande maggioranza dei versamenti tipici di un freelance o di una PMI: imposte erariali, contributi, IMU/TARI, imposte di successione, registro, ipotecaria e catastale, accise. Per casistiche molto particolari conviene comunque verificare nel pannello aggiornato e con il proprio commercialista.2. Quanto costa pagare un F24 da Qonto?I costi del servizio F24 dipendono dal piano sottoscritto e dalle condizioni commerciali in vigore. Su molti piani business Qonto include un certo numero di operazioni F24 nel canone mensile. Per capire la convenienza nel tuo caso specifico, è importante guardare il numero medio di F24 al mese che pensi di inviare e confrontarlo con il costo per F24 oltre soglia. Le condizioni aggiornate sono pubblicate sul sito ufficiale qonto.com.3. Quanto tempo ci vuole per l’addebito?Nella maggior parte dei casi, l’addebito sul conto Qonto avviene in tempo reale al momento dell’invio dell’F24, mentre l’invio all’Agenzia delle Entrate viene processato nelle ore successive, in giornata. Ai fini fiscali, fa fede la data dell’invio del modello.4. Posso programmare un F24 con data futura?Sì, in genere è possibile impostare una data di pagamento futura, in linea con la scadenza fiscale (es. 16 del mese). L’F24 viene preparato in anticipo e l’addebito avviene in prossimità della data scelta. È comunque essenziale assicurarsi che, in quella data, il conto sia capiente.5. Posso compensare crediti d’imposta su Qonto?Sì, l’F24 di Qonto consente l’inserimento di importi a credito e quindi la compensazione, esattamente come accade su altri canali telematici. Le regole sostanziali (limiti, soglie, visto di conformità, presentazione preventiva) restano quelle dell’Agenzia delle Entrate: il canale di pagamento non modifica le condizioni fiscali. Per compensazioni complesse è sempre opportuno il supporto del commercialista.6. Cosa succede se sbaglio un codice tributo?Se il codice tributo sbagliato è incompatibile con la sezione del modello, il sistema rifiuta l’F24. Se invece il codice è formalmente corretto ma sbagliato nel contesto, il pagamento va a buon fine, ma viene imputato a un tributo diverso. In questo caso si deve presentare una richiesta di correzione all’Agenzia delle Entrate, eventualmente con il supporto di un CAF o commercialista.7. Posso scaricare la ricevuta F24 in PDF?Sì. Dopo l’elaborazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la ricevuta F24 è disponibile in formato PDF dal pannello del conto. È consigliato archiviarla per anno fiscale e condividerla con il commercialista, soprattutto per gli F24 con compensazioni o per gli F24 elide legati ad atti notarili e successioni.8. Il CAF può aiutarmi se sbaglio un F24 pagato da Qonto?Sì. Una volta inviato l’F24 (con qualsiasi canale), per correzioni, ravvedimenti operosi, compensazioni anomale o per la gestione di codici tributo errati, il CAF Centro Fiscale può supportare il contribuente nella ricostruzione della pratica e nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate. Il canale di pagamento (Qonto, home banking, Fisconline) non cambia le possibilità di assistenza fiscale post-pagamento.In sintesiPer chi gestisce in autonomia o semi-autonomia i versamenti fiscali, la qualità della gestione F24 all’interno del conto business è un criterio di scelta concreto. Qonto integra nativamente il pagamento dell’F24 nelle sue varianti principali (ordinario, semplificato, elide, accise), offre compilazione assistita, template salvabili, addebito tipicamente immediato, ricevute scaricabili e una visione integrata dei movimenti. Per le P.IVA che vogliono ridurre il numero di strumenti usati nella gestione fiscale e mantenere tutto in un unico ambiente, è un’opzione da valutare seriamente.Il CAF Centro Fiscale di Udine non è agente né consulente finanziario di Qonto: il nostro ruolo è affiancarti come consulente fiscale nella corretta determinazione di imposte, contributi e tributi locali, nell’impostazione delle compensazioni, nella gestione di ravvedimenti e nelle relazioni con l’Agenzia delle Entrate. La scelta del conto e del canale di pagamento resta un’autonoma decisione dell’imprenditore, da prendere confrontando piani, costi e funzionalità sul sito ufficiale qonto.com. Per qualsiasi necessità di consulenza fiscale, puoi contattare il nostro studio dalla pagina contatti. Disclosure di chiusura: articolo sponsorizzato che contiene link affiliati a Qonto. Centro Fiscale Udine non è agente né consulente finanziario di Qonto e non offre servizi di intermediazione bancaria. Le funzionalità del servizio F24 e i relativi costi possono variare nel tempo: verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere un piano.Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 08:00:002026-05-24 09:36:41Qonto F24 e Tasse 2026: Come Pagare Imposte e Contributi dal ContoCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ISEEPensione e ISEE 2026: Come Compilare DSU Pensionati Senza ErroriPer i pensionati la compilazione della DSU ISEE 2026 richiede attenzione su alcuni documenti specifici: OBIS-M, CU INPS, cedolino, patrimonio mobiliare. Gli errori più comuni sono dimenticare i conti correnti, omettere assegni di accompagnamento, sbagliare la dichiarazione del patrimonio. La DSU vale 1 anno solare. Vediamo cosa serve, quando conviene l’ISEE corrente e perché compilarla al CAF.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.ISEE 2026 pensionati: cosa serve Documenti redditi: OBIS-M 2026, CU INPS 2026 (per redditi 2025), CUD/CU altri lavori.Documenti patrimonio: estratti conto al 31/12/2024, libretti, BTP, azioni, polizze vita.Documenti immobili: visure catastali, atti di proprietà, mutui in essere.Documenti famiglia: stato di famiglia, codici fiscali familiari, eventuali certificati invalidità.Documenti pensione: OBIS-M, CU, cedolino OBIS-M 2026: prospetto annuale pensione (vedi guida).CU INPS 2026: certificazione unica redditi pensione 2025, disponibile dopo 16 marzo.Cedolino pensione: ultimi 3 mesi 2025 per verifica importi.Estratto conto contributivo: utile per pensioni minime/integrazione.Patrimonio mobiliare: cosa includere Il patrimonio mobiliare ISEE include:Saldo c/c bancari/postali al 31/12/2024 + giacenza media annua.Depositi a termine, libretti, BFP.Titoli di Stato (BTP, BOT), obbligazioni, azioni, ETF.Polizze vita di capitalizzazione.Fondi pensione complementare (al netto franchigia).Partecipazioni in società.NON includere: bancomat, assicurazione casa, ANF, assegno unico.DSU mini vs ordinaria DSU Mini: per prestazioni standard (bonus sociale, riduzione tasse universitarie figli, ISEE bonus mamme).DSU Ordinaria: per prestazioni che richiedono dati aggiuntivi (assegno mantenimento, sostegno disabili, ISEE corrente).ISEE corrente: quando conviene L’ISEE corrente ricalcola l’indicatore in base a redditi degli ultimi 12 mesi, e conviene quando:Hai avuto una riduzione di reddito superiore al 25% rispetto all’anno precedente.Sei andato in pensione e hai redditi molto inferiori a quelli da lavoro.Hai perso una pensione (es. reversibilità con redditi superiori a soglia).Vuoi accedere a bonus che valutano la situazione attuale.Errori più comuni Dimenticare i conti correnti al 31/12.Omettere libretti postali o BFP.Confondere giacenza media e saldo.Dichiarare l’abitazione principale come “in affitto”.Dimenticare l’assegno di accompagnamento.Sbagliare la composizione del nucleo familiare.Compilazione al CAF: vantaggiIl CAF Centro Fiscale di Udine compila gratuitamente la DSU con:Verifica preventiva di tutti i documenti.Controllo coerenza con dichiarazione redditi (CU/730).Suggerimento ISEE Mini o Ordinaria.Compilazione DSU corrente se conviene.Trasmissione telematica e rilascio attestazione.FAQ Pensione conta nel reddito ISEE?Sì, la pensione è considerata reddito ai fini ISEE. Eccezione: pensioni di guerra e indennità di accompagnamento sono escluse.ISEE serve per bonus pensionati?Sì, l’ISEE è requisito per: bonus sociale luce/gas, agevolazioni TARI, esenzione ticket sanitario, contributi affitto.DSU vale 1 anno?Sì, la DSU 2026 vale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Va rinnovata ogni anno.Posso correggere DSU dopo invio?Sì, presentando DSU integrativa o sostitutiva al CAF, di solito entro pochi mesi dalla prima trasmissione.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 07:00:002026-07-21 07:00:00Pensione e ISEE 2026: Come Compilare DSU Pensionati Senza ErroriCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSIl pagamento delle pensioni di agosto 2026 segue un calendario particolare perché il 1° agosto cade di sabato. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario vedrà l’accredito in anticipo, il venerdì 31 luglio 2026, mentre chi ritira allo sportello di Poste Italiane dovrà attendere il lunedì 3 agosto, seguendo il consueto calendario alfabetico. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS. Indice dei contenutiData Accredito Pensione Agosto 2026Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazionePensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad AgostoQuattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Domande FrequentiData Accredito Pensione Agosto 2026: Quando ArrivaLa data ufficiale di pagamento delle pensioni di agosto 2026 è il 1° agosto, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, poiché il 1° agosto 2026 cade di sabato, le banche anticipano l’operazione al giorno lavorativo precedente.Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:Conto corrente bancario: accredito il venerdì 31 luglio 2026 (anticipo perché il 1° agosto è sabato)Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il venerdì 31 luglio 2026Libretto postale: accredito il venerdì 31 luglio 2026Carta Postepay Evolution: accredito il venerdì 31 luglio 2026Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal lunedì 3 agosto 2026 secondo calendario alfabeticoChi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 31 luglio. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe essere posticipato di qualche ora a causa dei tempi tecnici interbancari. Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni agosto 2026 inizia lunedì 3 agosto, poiché il 1° e il 2 agosto cadono nel weekend.Ecco il calendario alfabetico di agosto 2026 per il ritiro allo sportello:GiornoDataCognomi dalla letteraLunedì3 agosto 2026A – BMartedì4 agosto 2026C – DMercoledì5 agosto 2026E – KGiovedì6 agosto 2026L – OVenerdì7 agosto 2026P – RSabato8 agosto 2026S – ZRicorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code e garantire un servizio più ordinato. Se non riesci a ritirare nel giorno previsto, puoi presentarti in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese. Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazioneGli importi delle pensioni di agosto 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTATDa 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTATDa 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTATDa 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTATDa 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTATOltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTATIn pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di agosto 2026 riflette già questi importi aggiornati, come confermato dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per approfondire tutte le opzioni di uscita dal lavoro e i requisiti pensionistici, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annuiEtà tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annuiEtà dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annuiLa maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di agosto 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito. Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 potrebbe presentare trattenute aggiuntive rispetto ai mesi precedenti. Questo accade perché l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026 a partire dai ratei di pensione di agosto e settembre.Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di agosto sono:Conguaglio IRPEF a debito: se dal 730 precompilato 2026 risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensioneAddizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili e trattenuta dal cedolinoAddizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenzaRecupero di somme erogate in eccesso: l’INPS potrebbe recuperare importi pagati per errore nei mesi precedentiTrattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensioneSe il conguaglio IRPEF a debito supera un certo importo, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi successivi per evitare che la pensione netta si riduca troppo in un solo mese. In ogni caso, è fondamentale controllare attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgersi a un professionista fiscale per verificare la correttezza dei calcoli. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto 2026La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di agosto 2026 potrebbe contenere anche il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.Il rimborso arriva nel mese di agosto a condizione che tu abbia presentato il modello 730/2026 entro giugno. Ecco il calendario indicativo dei rimborsi:730 presentato entro maggio 2026: rimborso nel cedolino di agosto 2026730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026730 presentato a luglio-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (settembre-novembre)Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.Se non hai ancora presentato il 730, c’è ancora tempo: la scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Un aspetto importante da considerare riguarda la quattordicesima mensilità, la somma aggiuntiva erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. La quattordicesima viene generalmente pagata nel mese di luglio insieme al rateo ordinario, ma in alcuni casi il pagamento o il conguaglio può slittare ad agosto 2026.Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano questi requisiti:Età: almeno 64 anni compiutiReddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.488 euro annui nel 2026)Tipo di pensione: pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o fondi sostitutiviL’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Per chi ha fino a 15 anni di contributi, l’importo è di 437 euro; con 15-25 anni sale a 546 euro; oltre 25 anni si arriva a 655 euro. Se i tuoi redditi sono ancora più bassi (entro 1,5 volte il minimo), gli importi aumentano rispettivamente a 655, 546 e 655 euro.Se non hai ricevuto la quattordicesima a luglio e ritieni di averne diritto, controlla il cedolino di agosto oppure rivolgiti al Patronato per verificare la tua situazione. Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:Accedi al sito www.inps.itClicca su “Accedi ai servizi” in alto a destraAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricercaSeleziona il mese di agosto 2026 dal menu a tendinaVisualizza e scarica il cedolino in formato PDFSul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà nell’accesso al portale, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, dove un operatore qualificato potrà accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio di consultazione cedolino è completamente gratuito. Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Agosto 2026Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 (venerdì) per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario parte dal 3 agosto 2026 (lunedì) seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi.Perché la pensione di agosto arriva a luglio?La pensione di agosto viene accreditata il 31 luglio perché il 1° agosto 2026 cade di sabato, giorno non bancabile. Le banche anticipano quindi il pagamento all’ultimo giorno lavorativo utile, che è il venerdì 31 luglio. L’importo si riferisce comunque alla mensilità di agosto.Il rimborso del 730 arriva con la pensione di agosto?Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro maggio-giugno, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di agosto come voce aggiuntiva. Se il 730 è stato presentato successivamente, il rimborso arriverà nei mesi seguenti.Cosa sono le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto?Le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto possono essere relative ai conguagli IRPEF dal 730 (se risulta un debito), alle addizionali regionali e comunali, oppure a recuperi di somme erogate in eccesso dall’INPS nei mesi precedenti.Come posso controllare il cedolino della pensione di agosto?Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione.La pensione minima di agosto 2026 a quanto ammonta?La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70. Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti AiutaSe hai domande sul pagamento della pensione di agosto 2026, sulle trattenute nel cedolino o sul rimborso del 730, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voceControllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamenteAssistere nella compilazione del modello 730 per ottenere il rimborsoVerificare il diritto alla quattordicesima e alla maggiorazione socialeGestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE SocialeScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 14:00:002026-04-18 11:13:24Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOPace Contributiva 2026: Riscatto Periodi Non Coperti, Costi e ConvenienzaHai periodi della tua vita lavorativa in cui non hai versato contributi — attivita in nero mai regolarizzata, periodo di disoccupazione senza indennita, lavoro all’estero non coperto da accordi bilaterali? La Pace Contributiva ti consente di riscattare fino a 5 anni di questi periodi scoperti, a condizioni economiche definite dalla legge. Ecco come funziona nel 2026, quanto costa e quando conviene.Cos’e la Pace Contributiva e Chi Puo UsarlaLa Pace Contributiva e stata introdotta dall’art. 20 del D.L. 4/2019 (convertito con L. 26/2019) in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Il meccanismo e stato oggetto di proroghe successive: le Leggi di Bilancio hanno esteso l’applicabilita per i lavoratori che soddisfano i requisiti. Per il 2026 e necessario verificare l’eventuale proroga in sede di Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024 o successiva normativa).Requisiti fondamentali:Essere privi di anzianita contributiva al 31 dicembre 1995 (lavoratori interamente nel sistema contributivo, ovvero senza contributi ante-1996)I periodi da riscattare devono essere compresi tra il 1° gennaio 1996 e la data della domandaI periodi non devono essere gia coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria in altra gestioneMassimo 5 anni riscattabili Come si Calcola il Costo della Pace ContributivaIl costo del riscatto con Pace Contributiva e calcolato con il metodo contributivo, diverso dal metodo della riserva matematica usato per il riscatto laurea ordinario. La formula e:Costo = Aliquota IVS gestione x Reddito imponibile ultimo anno x Numero anni da riscattareDove:Aliquota IVS: varia per gestione (FPLD dipendenti: 33%; Gestione Separata: 33,72%; Artigiani: 24,48%; ecc.)Reddito imponibile: quello dell’ultimo anno prima della domandaAnni da riscattare: da 1 a 5Esempio di CalcoloMarco, dipendente con reddito imponibile 2025 di 30.000 euro, vuole riscattare 3 anni di buchi contributivi tra il 2000 e il 2010:Aliquota IVS FPLD: 33%Reddito base: 30.000 euroCosto per 1 anno: 30.000 x 33% = 9.900 euroCosto totale per 3 anni: 9.900 x 3 = 29.700 euroIl costo e significativo, ma va considerato al netto dei benefici fiscali e dell’effetto pensionistico. Detraibilita al 50% in 5 Rate: Il Grande Vantaggio FiscaleIl grande vantaggio della Pace Contributiva rispetto ad altri strumenti di riscatto e la detraibilita al 50% in 5 quote annuali di pari importo. Questo e diverso dalla deducibilita (che riduce il reddito imponibile): qui si tratta di una vera e propria detrazione dall’IRPEF dovuta.Continuando l’esempio di Marco:Costo totale riscatto: 29.700 euroDetrazione totale spettante: 50% = 14.850 euroDetrazione annua in 5 anni: 14.850 / 5 = 2.970 euro/anno di IRPEF risparmiataCosto netto effettivo (dopo risparmio fiscale): 29.700 – 14.850 = 14.850 euroIn pratica, lo Stato restituisce meta del costo sotto forma di minore IRPEF da pagare nei 5 anni successivi.Rateizzazione del Costo: Fino a 120 RateIl costo del riscatto puo essere rateizzato in massimo 120 rate mensili senza interessi (10 anni). Questo rende la Pace Contributiva accessibile anche a chi non dispone di un capitale immediato.Continuando l’esempio: 29.700 euro / 120 rate = 247,50 euro/mese. Con la detrazione fiscale al 50%, il costo netto mensile effettivo e di circa 123,75 euro/mese per 10 anni. Differenza con il Riscatto LaureaAspettoPace ContributivaRiscatto LaureaCosa si riscattaPeriodi lavorativi scopertiAnni di universitaMetodo calcolo costoAliquota IVS x reddito ultimo annoRiserva matematica (piu costoso) o contributivo agevolatoBeneficio fiscaleDetrazione 50% in 5 anniDeduzione IRPEF o detrazione 19% (riscatto agevolato)RequisitoNessun contributo ante-1996Nessun requisito speciale (salvo per agevolato: stesse condizioni pace contributiva)Anni massimi5Durata legale del corsoQuando Conviene la Pace ContributivaLa Pace Contributiva e vantaggiosa quando:Hai periodi scoperti che ti impediscono di raggiungere i requisiti per la pensione anticipata nei tempi desideratiIl tuo reddito imponibile e moderato (il costo del riscatto e proporzionale: redditi bassi = costo basso)Hai un orizzonte temporale sufficiente per godere dei benefici pensionistici riscattatiPuoi sfruttare la detrazione al 50% nei 5 anni successivi (hai reddito sufficiente da IRPEF)Non conviene se sei vicino alla pensione di vecchiaia (pochi anni al requisito): la pensione anticipata guadagnata con il riscatto potrebbe non compensare il costo prima del termine naturale di pensionamento.Come Fare DomandaLa domanda di Pace Contributiva si presenta:Online tramite MyINPS → “Riscatto periodi non coperti da contribuzione”Tramite Patronato (consigliato per simulazione preventiva)L’INPS calcola il preventivo dell’onere: il richiedente ha un termine per accettare. Prima di procedere e fortemente consigliata una simulazione con il Patronato per confrontare Pace Contributiva, contributi volontari e cumulo contributivo.Per approfondire le altre opzioni previdenziali, leggi: Estratto Conto Contributivo INPS 2026 e Ricongiunzione Contributi INPS 2026.FAQ — Domande Frequenti sulla Pace ContributivaPosso usare la Pace Contributiva se ho contributi ante-1996?No. La Pace Contributiva e riservata ai lavoratori che non hanno alcuna contribuzione precedente al 1° gennaio 1996 (sistema interamente contributivo). Se hai anche solo poche settimane di contributi ante-1996, non puoi accedervi. In quel caso esistono altri strumenti come il riscatto laurea ordinario o i contributi volontari.I periodi riscattati con la Pace Contributiva valgono per la pensione anticipata?Si, i periodi riscattati vengono accreditati nell’estratto conto contributivo e concorrono al raggiungimento di tutti i requisiti pensionistici: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, opzione donna (per le donne). Questo e il principale vantaggio: accelerare l’uscita dal lavoro.Cosa succede alla detrazione fiscale se ratizzo il pagamento?La detrazione al 50% si applica sull’onere complessivo deliberato, non solo sulle rate pagate. Quindi puoi detrarre 1/5 della detrazione totale ogni anno, anche se stai ancora pagando le rate. Attenzione: se interrompi il pagamento, le rate non versate non danno diritto alla detrazione proporzionale.Simulazione Gratuita al PatronatoLa convenienza della Pace Contributiva dipende dalla tua situazione personale: eta, reddito, anni mancanti alla pensione e alternative disponibili. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre una simulazione gratuita per aiutarti a capire se la Pace Contributiva e la scelta giusta per te e quando presentare la domanda.Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 10:30:002026-06-14 22:19:17Pace Contributiva 2026: Riscatto Periodi Non Coperti, Costi e ConvenienzaPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiL’ostetrica (o ostetrico) e’ una delle professioni sanitarie con maggior potenziale per la libera professione, grazie alla crescente domanda di assistenza personalizzata in gravidanza, parto e puerperio. Aprire la Partita IVA come ostetrica libera professionista nel 2026 significa scegliere tra un’ampia gamma di attivita’: corsi preparto, assistenza al parto a domicilio, supporto allattamento, consulenza perinatale, monitoraggio gravidanza fisiologica. Questa guida chiarisce ogni aspetto fiscale e previdenziale.L’ostetrica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 1/2002 e dall’albo FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Come altre professioni sanitarie della L. 251/2000, non ha una cassa previdenziale dedicata e confluisce nella Gestione Separata INPS.Professione di ostetrica: requisiti per la libera professione Per esercitare come ostetrica libera professionista occorre:Laurea triennale in Ostetricia (o titolo equipollente)Iscrizione all’albo FNOPO (Ordine della Professione di Ostetrica) della propria provinciaPolizza RC professionale obbligatoria (Legge 24/2017 Gelli-Bianco): per chi opera in ambito sanitario e’ obbligatoria per legge con massimali adeguati all’attivita’, incluso il parto a domicilioEventuale autorizzazione comunale/ASL per specifiche attivita’ (parto a domicilio, apertura studio)L’ostetrica lavora in autonomia per le attivita’ di sua competenza (gravidanza fisiologica, parto eutocico, puerperio, allattamento) e in collaborazione con il medico per le situazioni patologiche.Codice ATECO per l’ostetrica libera professionista Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.21.09Servizi degli studi medici generici e ostetrici78%Il codice 86.21.09 copre specificamente l’attivita’ ostetrica, insieme a quella del medico di base. Il coefficiente di redditivita’ e’ il 78%, identico a tutte le professioni sanitarie nel regime forfettario. E’ il codice piu’ corretto per l’ostetrica che svolge assistenza perinatale, corsi preparto e supporto domiciliare.Attivita’ tipiche dell’ostetrica libera professionista Corsi preparto: singoli o di coppia, in studio o domiciliare. Attivita’ con altissima domanda privata, esentabile IVA se resa nell’ambito dell’assistenza perinatale.Assistenza domiciliare in puerperio: visite domiciliari post-partum per cura della mamma e del neonato, supporto allattamento materno. Tra le attivita’ piu’ comuni delle ostetriche libere professioniste.Consulenza pre-concezionale: counseling per coppie che desiderano una gravidanza, valutazione rischi.Monitoraggio gravidanza fisiologica: visite ostetriche, cardiotocografia, ecografia ostetrica (se abilitata).Assistenza al parto a domicilio: attivita’ a piu’ alto rischio clinico, richiede RC professionale ad hoc con massimali specifici. Necessita di autorizzazione in alcune regioni.Corsi di allattamento e supporto post-partum: spesso in associazione con associazioni o consultori privati.Collaborazioni con case maternita’ e birth center privati: come libera professionista su chiamata o in convenzione.Regime forfettario per l’ostetrica: parametri 2026 Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente > 35.000 euro (L. 207/2024)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni di nuova attivita’)Molte ostetriche lavorano sia come dipendenti in ospedale/clinica che come libere professioniste. Se lo stipendio da dipendente supera 35.000 euro, si perde il diritto al forfettario per la Partita IVA. Con stipendi tipici SSN di un’ostetrica (intorno ai 28.000-32.000 euro iniziali), spesso il forfettario e’ ancora accessibile.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS L’ostetrica libera professionista non ha una cassa di categoria dedicata. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS:26,07% per ostetriche con sola Partita IVA (nessun’altra copertura)24% per ostetriche dipendenti SSN + P.IVA (hanno gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. Con questa opzione: 26,07% diventa circa 16,95%; 24% diventa circa 15,60%. La riduzione abbassa il costo contributivo immediato ma riduce la pensione futura.Per un confronto completo con le altre casse sanitarie: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e Sistema Tessera Sanitaria per ostetriche Le prestazioni sanitarie dell’ostetrica sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, in quanto rese da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria soggetta a vigilanza. Questo vale per:Visite ostetriche, monitoraggi, cardiotocografiaCorsi preparto con contenuto clinico-sanitarioAssistenza al parto a domicilioSupporto allattamento e visite puerperaliCodice natura IVA: N4 in regime ordinario, N2.2 in regime forfettario.L’ostetrica e’ obbligata alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche (codice SP). La scadenza e’ mensile (entro fine mese successivo). Per la guida completa: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.RC professionale: obbligo Legge Gelli-Bianco per il parto domiciliare La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) rende obbligatoria la RC professionale per tutti i professionisti sanitari. Per l’ostetrica libera professionista e’ particolarmente importante scegliere una polizza che copra tutte le attivita’ effettivamente svolte.Il parto a domicilio e’ un’attivita’ ad alto rischio clinico e assicurativo: molte compagnie assicurative non coprono il parto domiciliare nella polizza standard, o lo coprono solo con massimali molto elevati e premi corrispondenti. Prima di avviare questa attivita’, e’ essenziale verificare la copertura assicurativa specifica. FNOPO mantiene un elenco di compagnie che offrono polizze idonee.Il parto domiciliare richiede inoltre in alcune regioni un’autorizzazione sanitaria specifica. Verificare la normativa regionale prima di avviare questa attivita’.Esempio di calcolo fiscale: ostetrica in forfettario Scenario: ostetrica con sola P.IVA, 35.000 euro di compensi annui, regime forfettario, primo anno di attivita’ (imposta 5%).Compensi lordi: 35.000 euroReddito forfettario (x 78%): 27.300 euroImposta sostitutiva (5% startup): 1.365 euroContributi GS INPS (26,07% su 27.300): 7.117 euroTotale imposte + contributi: 8.482 euroNetto disponibile: circa 26.518 euroCon la riduzione del 35% sui contributi GS INPS: contributi = 4.626 euro, netto disponibile = 29.009 euro. La riduzione contributiva migliora il netto immediato ma riduce la pensione futura: valutare in base alla propria situazione personale.Domande frequenti Posso fare corsi preparto senza aprire la P.IVA se sono dipendente?No. Se i corsi preparto generano compensi con carattere abituale (anche occasionalmente ricorrente), devono essere dichiarati come reddito di lavoro autonomo. Se si tratta di pochissime occasioni nell’anno (< 5.000 euro e carattere occasionale), potrebbero rientrare nelle prestazioni occasionali senza P.IVA, ma e' un confine sottile da valutare con il consulente fiscale.Il corso preparto e’ soggetto a IVA?Se il corso preparto e’ reso da un’ostetrica abilitata nell’ambito della preparazione alla nascita (attivita’ sanitaria preventiva), e’ esente IVA art. 10 n. 18. Se invece il corso ha prevalentemente contenuto educativo/formativo non sanitario, potrebbe essere soggetto a IVA. La distinzione dipende dal contenuto specifico e va valutata caso per caso.Devo trasmettere al Sistema TS anche per i corsi preparto?Si, se i corsi preparto sono qualificati come prestazioni sanitarie e i partecipanti sono persone fisiche. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). Le spese per corsi preparto sono detraibili al 19% nel 730 del paziente se ricorrono i presupposti di prestazione sanitaria professionale.Conclusione L’ostetrica libera professionista ha di fronte un mercato in crescita: sempre piu’ famiglie cercano un’assistenza perinatale personalizzata che il SSN non riesce a garantire. Sul piano fiscale e previdenziale, il percorso e’ lineare: ATECO 86.21.09, regime forfettario quasi sempre conveniente, Gestione Separata INPS, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Il nodo critico e’ la RC professionale per chi assiste i parti a domicilio.Per aprire la P.IVA da ostetrica, gestire la dichiarazione dei redditi e ottimizzare il carico fiscale e previdenziale, il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Infermiere, Sistema Tessera Sanitaria 2026, Aprire Partita IVA 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 09:00:002026-06-14 18:38:57Partita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiCAF, COLF E BADANTIBadante H24: costi turnazione e gestioneBadante H24: costi turnazione e gestioneLassistenza H24 richiede almeno 2 badanti in turnazione. Costo totale mensile: 2 badanti conviventi livello DS: 2.600 euro x 2 = 5.200 euro/mese, contributi INPS: circa 820 euro/mese,…Indice dei contenutiQuanto costa una badante H24Turnazione badanti: come organizzarlaContratto per badante H24Riposi e ferie con assistenza H24Gestione buste paga e contributi H24Quanto costa una badante H24Lassistenza H24 richiede almeno 2 badanti in turnazione. Costo totale mensile: 2 badanti conviventi livello DS: 2.600 euro x 2 = 5.200 euro/mese, contributi INPS: circa 820 euro/mese, totale circa 6.000 euro/mese. Turnazione badanti: come organizzarlaLe formule piu comuni: turni 12 ore (2 badanti), turni settimanali (alternanza 7 giorni), turni 15 giorni. Ogni badante ha diritto a riposi settimanali, ferie annue, permessi. Il coordinamento richiede pianificazione accurata. Contratto per badante H24Si stipulano 2 contratti separati, uno per ciascuna badante. Entrambe: livello DS (assistenza continuativa), retribuzione convivente con vitto e alloggio, orario 54 ore settimanali massimo. Riposi e ferie con assistenza H24Ogni badante ha diritto a: 36 ore consecutive di riposo settimanale, 26 giorni di ferie annue. Durante ferie/riposi, laltra badante copre il turno (se turnazione H24 continuativa) oppure si ricorre a badante sostituta. Gestione buste paga e contributi H24Con 2 badanti: 2 buste paga mensili, 2 versamenti INPS trimestrali, 2 CU annuali. Per semplificare la gestione: CAF Centro Fiscale gestione completa 50 euro/mese (entrambe le badanti). Domande frequenti (FAQ)Quanto costa il servizio?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale UdineServizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro. Prenota consulenza gratuita Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestioneFisioterapisti, Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariOsteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaAliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% (24% per pensionati o già assicurati altrove), circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026; una versione precedente riportava il 26,23%. Corretto anche il codice ATECO del fisioterapista: 86.95.00 (ATECO 2025, dal 1° aprile 2025). Vedi la guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Osteopata e fisioterapista sono due figure professionali spesso confuse dai pazienti, ma con profili normativi, albi professionali, codici ATECO e gestione fiscale distinti. Con l’entrata in vigore della Legge 3/2018 (che ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria) e le evoluzioni normative successive, le differenze si sono chiarite ulteriormente. Questa guida analizza le due figure dal punto di vista fiscale e previdenziale per il 2026.Il fisioterapista: professione sanitaria storicaIl fisioterapista e’ una delle professioni sanitarie piu’ consolidate in Italia, regolamentata dal DM Sanita’ 14 settembre 1994 n. 741 (profilo professionale del fisioterapista). E’ iscritto all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).Albo: Ordine TSRM e PSTRP – sezione FisioterapistiLaurea: Fisioterapia L/SNT2 (triennale abilitante)Codice ATECO: 86.90.21 – Attivita’ dei fisioterapistiCassa previdenziale: Gestione Separata INPS (nessuna cassa autonoma per fisioterapisti)Competenza: riabilitazione fisica, trattamento delle disfunzioni del movimento con tecniche manuali, strumentali e fisicheL’osteopata: professione riconosciuta dalla Legge 3/2018L’osteopatia e’ stata riconosciuta come professione sanitaria dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonche’ disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie”), all’art. 4 e seguenti. Il relativo Ordine professionale degli osteopati e’ stato istituito successivamente.Prima del riconoscimento, gli osteopati erano iscritti a vario titolo in elenchi speciali o esercitavano senza albo specifico. Con la Legge 3/2018 e i decreti attuativi:Albo: Ordine professionale degli osteopati (istituito con DM attuativi della L. 3/2018)Requisiti formativi: percorso formativo universitario o riconosciuto equivalente definito dai decreti attuativiCodice ATECO: 86.90.29 – Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA (nella classificazione vigente)Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS (in assenza di cassa autonoma riconosciuta a pieno regime)Competenza: approccio osteopatico alla salute, manipolazioni del sistema muscolo-scheletrico, fasciale e visceraleDifferenze nei codici ATECOIl codice ATECO determina il coefficiente di redditivita’ nel regime forfettario e, in parte, l’appartenenza alla gestione previdenziale:FiguraCodice ATECODescrizioneCoefficiente forfettarioFisioterapista86.90.21Attivita’ dei fisioterapisti78%Osteopata86.90.29Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA78%Entrambi applicano il coefficiente del 78% nell’allegato alla Legge 190/2014 per le attivita’ sanitarie paramediche.Sistema Tessera Sanitaria: obblighi per osteopata e fisioterapistaEntrambe le figure sono tenute alla trasmissione dei dati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per le prestazioni erogate a pazienti privati che sono detraibili al 19% (spese sanitarie, art. 15 TUIR):Scadenze semestrali: 31 gennaio (per secondo semestre anno precedente) e 30 settembre (per primo semestre anno corrente)Dati da trasmettere: codice fiscale paziente, data documento fiscale, importo, tipo spesaPortale: sistemats.it con credenziali SPID/CNS/CIEEsonero fattura elettronica: per i forfettari che trasmettono al sistema TS, le ricevute/fatture verso pazienti privati possono restare in forma cartaceaRegime forfettario per osteopati e fisioterapistiLe condizioni di accesso al regime forfettario sono le stesse per entrambe le figure:Ricavi annui non superiori a 85.000 euroAssenza delle cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014Esenzione IVA per prestazioni sanitarie riabilitative ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972 (applicabile sia a fisioterapisti che a osteopati riconosciuti)Calcolo imposta per fisioterapista forfettario (esempio)Ricavi: 45.000 euroReddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euroImposta sostitutiva 15%: 35.100 x 15% = 5.265 euroContributi GS INPS 26,07%: 35.100 x 26,07% = 9.151 euro (circa)Deduzione contributi da reddito: si (i contributi previdenziali abbassano la base imponibile del forfettario)Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS per entrambiSia osteopati che fisioterapisti liberi professionisti versano alla Gestione Separata INPS:Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026) per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (es. dipendenti che hanno gia’ copertura INPS da lavoro subordinato pagano aliquota ridotta)Base di calcolo: reddito imponibile (per forfettari: ricavi x 78%)Scadenze: acconto 40% entro 30 giugno; acconto 60% entro 30 novembre; saldo con dichiarazioneRiepilogo comparativoCaratteristicaFisioterapistaOsteopataAlbo professionaleOrdine TSRM e PSTRPOrdine Osteopati (ex L. 3/2018)LaureaL/SNT2 triennale abilitantePercorso ex decreti attuativi L. 3/2018ATECO86.95.00 (dal 1° aprile 2025; prima 86.90.21)86.90.29Coefficiente forfettario78%78%Cassa previdenzialeGestione Separata INPSGestione Separata INPSAliquota GS INPS 202626,07%26,07%Sistema TSObbligatorioObbligatorio (se prestazioni detraibili)IVA prestazioni sanitarieEsente art. 10 DPR 633/72Esente art. 10 DPR 633/72 (se riconosciuto)FAQL’osteopata puo’ anche essere fisioterapista?Si’. Molti professionisti hanno entrambe le qualifiche: laurea in fisioterapia (L/SNT2) e formazione osteopatica riconosciuta. In questo caso sono iscritti a entrambi gli albi e possono scegliere il codice ATECO piu’ appropriato alla loro attivita’ prevalente.Le sedute di osteopatia sono detraibili al 19%?Dipende. Con il riconoscimento ex Legge 3/2018, le prestazioni di osteopati iscritti all’albo riconosciuto con finalita’ terapeutiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili, a condizione che i dati vengano trasmessi al Sistema TS. Si consiglia di verificare i chiarimenti piu’ recenti dell’Agenzia delle Entrate sul tema.Un fisioterapista dipendente del SSN puo’ anche fare il libero professionista?Si’, se non ci sono clausole di esclusiva nel contratto collettivo applicato. In questo caso versera’ contributi INPS sia come dipendente (tramite il datore di lavoro) sia come libero professionista alla Gestione Separata (con aliquota ridotta, di solito intorno al 24% per chi ha gia’ copertura previdenziale obbligatoria).ConclusioneOsteopata e fisioterapista condividono molti aspetti fiscali (coefficiente 78%, Gestione Separata INPS, sistema TS, esenzione IVA), ma si differenziano per albo professionale e codice ATECO. Con il riconoscimento della Legge 3/2018, gli osteopati hanno ora un quadro normativo piu’ chiaro che consente una gestione fiscale pienamente regolare.Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 17:00:002026-09-04 12:15:31Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Pagina 56 di 190«‹5455565758›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIVendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026Se hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto di casa e rivendi l’energia prodotta in eccesso al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), probabilmente ti stai chiedendo: devo dichiarare questi guadagni? Come funziona la tassazione dell’energia fotovoltaica nel 2026? E soprattutto, dove li inserisco nel modello 730 o nel Modello Redditi PF?La risposta dipende da diversi fattori: il tipo di contratto che hai stipulato con il GSE (Scambio sul Posto o Ritiro Dedicato), la potenza del tuo impianto e se lo utilizzi per uso domestico o per attività d’impresa. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sulla vendita di energia fotovoltaica al GSE e la sua tassazione nel 2026, con esempi pratici e istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi. In breve: I proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE da impianti di potenza fino a 20 kW (uso domestico, persona fisica non imprenditore) costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del TUIR e vanno dichiarati nel quadro RL del Modello Redditi PF. Il Modello 730 precompilato non ha un quadro RL: in questo caso devi presentare il Modello Redditi PF o affidare la pratica a un CAF.Indice dei contenutiCos’è la cessione di energia fotovoltaica al GSEQuando i proventi del fotovoltaico sono tassabiliScambio sul Posto: come funziona la tassazioneRitiro Dedicato GSE: come si tassano i corrispettiviConto Energia e incentivi GSE: regime fiscaleCome dichiarare i proventi nel Modello 730 e Redditi PFQuadro RL: istruzioni per la compilazioneEsempi pratici di calcolo e dichiarazioneQuando serve la Partita IVA per il fotovoltaicoDomande frequenti sulla tassazione del fotovoltaicoCos’è la cessione di energia fotovoltaica al GSEIl GSE – Gestore dei Servizi Energetici è la società pubblica (controllata dal MEF) che in Italia gestisce gli incentivi per le energie rinnovabili e acquista l’energia prodotta dai piccoli produttori privati. Quando installi un impianto fotovoltaico e produci più energia di quanta ne consumi, hai due possibilità principali per “cedere” l’energia in eccesso:Scambio sul Posto (SSP): il meccanismo più comune per impianti domestici. Immetti in rete l’energia non consumata e la “recuperi” in un momento diverso (ad esempio, di notte o d’inverno). Il GSE effettua un conguaglio periodico: se immetti più di quanto prelevi, ricevi un rimborso economico chiamato “contributo in conto scambio”.Ritiro Dedicato (RD): cedi tutta l’energia prodotta (o la parte eccedente) al GSE, che te la paga a un prezzo di mercato definito (prezzo zonale orario o prezzo minimo garantito). Questa modalità è spesso scelta da chi ha impianti più grandi o intende valorizzare al massimo l’energia prodotta.In entrambi i casi, il GSE eroga dei pagamenti al titolare dell’impianto. Ed è proprio su questi pagamenti che si pone la questione fiscale: sono reddito imponibile? E se sì, come si tassano? Quando i proventi del fotovoltaico sono tassabiliLa normativa di riferimento è contenuta nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986). L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici in diverse occasioni, in particolare con la Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 e con le circolari sugli incentivi del Conto Energia. Il quadro normativo distingue tre situazioni principali in base alla natura del soggetto e alla dimensione dell’impianto.Prima situazione – Persona fisica non imprenditore, impianto fino a 20 kW: È la fattispecie più frequente, quella del privato cittadino che ha installato i pannelli sul tetto di casa. In questo caso, secondo l’art. 67, comma 1, lett. i) del TUIR, i corrispettivi percepiti per la cessione di energia costituiscono redditi diversi. La tassazione avviene con le aliquote progressive IRPEF ordinarie sul reddito netto (corrispettivi meno eventuali costi documentati).Seconda situazione – Persona fisica imprenditore o impianti di potenza superiore a 20 kW: Quando l’impianto supera i 20 kW o viene utilizzato nell’ambito di un’attività d’impresa, i proventi rientrano nei redditi d’impresa (art. 55 e seguenti del TUIR) e devono essere dichiarati nel quadro RF o RG del Modello Redditi PF. In questo caso è anche necessario avere una Partita IVA per l’attività di produzione e cessione di energia.Terza situazione – Impianto di potenza fino a 20 kW in regime di Scambio sul Posto: Qui la situazione è peculiare. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contributo in conto scambio non è sempre imponibile nella sua totalità. La parte che rappresenta un rimborso delle spese di trasporto (le cosiddette componenti tariffarie) non è reddito, mentre la parte economicamente rilevante (il valore dell’energia ceduta superiore a quella prelevata) lo è. Vediamo nel dettaglio come funziona. Scambio sul Posto: come funziona la tassazioneLo Scambio sul Posto è il meccanismo di compensazione energetica gestito dal GSE che consente al proprietario di un impianto fotovoltaico di immettere in rete l’energia prodotta in eccesso e di prelevare energia quando l’impianto non è in produzione. Il GSE calcola annualmente un contributo in conto scambio (Cs) che viene erogato qualora il valore dell’energia immessa superi quello dell’energia prelevata.Dal punto di vista fiscale, è fondamentale capire la composizione del contributo in conto scambio. Il GSE suddivide il Cs in due componenti principali:Componente a rimborso oneri in bolletta (OsV): rappresenta il rimborso delle spese di rete e degli oneri di sistema sostenuti. Non costituisce reddito imponibile perché è un rimborso di costi effettivi.Ulteriore componente (Uc): è la parte economicamente rilevante, cioè il valore dell’energia netta immessa in rete che eccede il valore dell’energia netta prelevata dalla rete. Questa parte è soggetta a tassazione come reddito diverso.In pratica, non tutto quello che ti accredita il GSE è reddito tassabile: devi identificare la parte che rappresenta l’ulteriore componente (Uc), perché solo quella va dichiarata. Il GSE ti invia ogni anno una rendicontazione dettagliata in cui sono riportate separatamente le due componenti. Conserva questo documento: ti servirà per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.Un esempio pratico: supponiamo che Marco abbia un impianto da 6 kW sul tetto di casa e nel 2025 abbia ricevuto dal GSE un contributo in conto scambio totale di 600 euro. Di questi, 380 euro sono la componente a rimborso oneri (OsV) e 220 euro sono l’ulteriore componente (Uc). Nel Modello Redditi PF 2026, Marco dovrà dichiarare come reddito diverso solo i 220 euro, non l’intero importo di 600 euro. Ritiro Dedicato GSE: come si tassano i corrispettiviIl Ritiro Dedicato è un meccanismo alternativo allo Scambio sul Posto: invece di compensare l’energia immessa con quella prelevata, il produttore cede direttamente al GSE tutta l’energia prodotta (o la parte eccedente il proprio consumo) a un corrispettivo economico. Il GSE paga mensilmente o trimestralmente l’energia ritirata al prezzo zonale orario (PZO) o, per impianti fino a determinate soglie di potenza, al prezzo minimo garantito.Dal punto di vista fiscale, i corrispettivi del Ritiro Dedicato per impianti fino a 20 kW gestiti da persone fisiche non imprenditori sono anch’essi classificati come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del TUIR. In questo caso, però, la tassazione riguarda l’intero corrispettivo ricevuto dal GSE (a differenza dello Scambio sul Posto dove solo l’ulteriore componente è imponibile), al netto delle eventuali spese documentate di produzione.Il calcolo del reddito imponibile segue la regola dei redditi diversi: si parte dai proventi lordi percepiti dal GSE nell’anno (indicati nella comunicazione annuale del GSE) e si sottraggono le spese sostenute per produrli. Attenzione: la deducibilità delle spese richiede documentazione precisa. Non è possibile dedurre in modo forfettario.Facciamo un altro esempio pratico. Lucia ha un impianto da 10 kW e nel 2025 ha ceduto in Ritiro Dedicato al GSE energia per un corrispettivo complessivo di 1.800 euro. Non avendo sostenuto spese specifiche di produzione deducibili (l’impianto era già completamente ammortizzato e le spese di manutenzione non sono state rilevate), il reddito imponibile è l’intero importo di 1.800 euro. Questi 1.800 euro si sommano agli altri redditi di Lucia e vengono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie per scaglione. Conto Energia e incentivi GSE: regime fiscaleMolti impianti fotovoltaici installati tra il 2006 e il 2013 beneficiano degli incentivi previsti dal Conto Energia (dal I al V Conto Energia). Questi incentivi, erogati dal GSE per un periodo di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, hanno un trattamento fiscale diverso a seconda della natura del beneficiario.Per le persone fisiche non imprenditori con impianti fino a 20 kW, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito – con la Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 e la precedente Risoluzione n. 13/E del 2007 – che la tariffa incentivante del Conto Energia non costituisce reddito imponibile se l’impianto è di potenza non superiore a 20 kW e l’energia prodotta viene prevalentemente autoconsumata. Il ragionamento dell’Agenzia è che, in questo contesto, la produzione di energia non configura un’attività commerciale, ma un’attività di mero godimento di un bene immobile.Tuttavia, se l’impianto supera i 20 kW oppure se la produzione di energia viene svolta in modo organizzato e continuativo con finalità commerciale, gli incentivi del Conto Energia diventano redditi d’impresa e richiedono Partita IVA e relativa contabilità. È un confine importante che occorre conoscere bene.Per chi ancora percepisce incentivi dal Conto Energia (il II e III Conto hanno durata 20 anni, quindi alcuni impianti del 2006-2008 sono già fuori incentivo, mentre quelli del 2009-2013 ancora li percepiscono), è fondamentale verificare la propria situazione specifica e come classificare questi proventi nella dichiarazione dei redditi. Come dichiarare i proventi nel Modello 730 e Redditi PFArriviamo alla domanda pratica che più interessa: dove e come si dichiarano i proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE?La risposta chiave è questa: i redditi diversi derivanti dalla cessione di energia (sia in Scambio sul Posto che in Ritiro Dedicato) non possono essere dichiarati nel Modello 730. Il Modello 730, infatti, è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati e non consente di indicare redditi diversi derivanti da attività produttive non abituali. Per questo tipo di redditi, è obbligatorio utilizzare il Modello Redditi PF (ex Unico Persone Fisiche).Ci sono però due possibilità concrete:Modello 730 + Modello Redditi integrativo: se hai già presentato il 730 per i redditi da lavoro/pensione, puoi presentare in aggiunta il Modello Redditi PF limitatamente ai quadri aggiuntivi (tra cui il quadro RL) per dichiarare i proventi fotovoltaici. Questa integrazione è possibile entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello d’imposta.Solo Modello Redditi PF: presenti direttamente il Modello Redditi PF (che contiene tutti i quadri, compreso il quadro RL) e non utilizzi il 730. Questa è la soluzione più semplice se hai più fonti di reddito da dichiarare nel Modello Redditi.In entrambi i casi, ti consigliamo di rivolgerti a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) per compilare correttamente la dichiarazione. Gli operatori CAF conoscono bene la normativa e possono guidarti nella scelta del modello più adatto e nella compilazione corretta del quadro RL. Puoi approfondire anche le detrazioni nel 730 per ottimizzare la tua dichiarazione complessiva.Quadro RL: istruzioni per la compilazioneIl quadro RL del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi. È qui che vanno inseriti i proventi della cessione di energia fotovoltaica. Vediamo come si compila passo dopo passo.La sezione rilevante è la sezione I del quadro RL, intitolata “Redditi diversi”. All’interno di questa sezione, i proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE vanno indicati con il codice 9 nella colonna 1 (tipo reddito), che identifica i “redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lettera i) del TUIR” (redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e, per estensione applicativa, dalla cessione di energia da impianti non commerciali).In dettaglio, le colonne da compilare sono:Colonna 1 (tipo reddito): inserisci il codice appropriato. Per i proventi da cessione di energia fotovoltaica di impianti fino a 20 kW da parte di persone fisiche non imprenditori, il codice corretto è quello che identifica i redditi diversi non classificabili altrimenti – verifica nelle istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF dell’anno d’imposta corrente, perché le codifiche possono subire aggiornamenti annuali.Colonna 2 (ammontare lordo): indica il totale dei proventi percepiti dal GSE nell’anno d’imposta 2025. Per lo Scambio sul Posto, inserisci solo l’ulteriore componente (Uc) dal rendiconto GSE; per il Ritiro Dedicato, inserisci l’intero corrispettivo ricevuto.Colonna 3 (spese): indica le spese sostenute e documentate per produrre quel reddito (manutenzione, riparazioni, ecc.). Se non hai spese documentate, la colonna rimane a zero.Colonna 4 (reddito): è la differenza tra colonna 2 e colonna 3, ovvero il reddito netto imponibile.Un consiglio pratico: conserva sempre tutta la documentazione relativa al tuo impianto fotovoltaico, inclusi i rendiconti annuali del GSE, le fatture di manutenzione e i contratti con il GSE (Convenzione di Scambio sul Posto o Contratto di Ritiro Dedicato). Questa documentazione è essenziale sia per compilare correttamente la dichiarazione che per rispondere a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Puoi consultare l’Ecobonus 2026 e le detrazioni per il risparmio energetico per scoprire ulteriori agevolazioni fiscali legate agli impianti di energia rinnovabile. Esempi pratici di calcolo e dichiarazionePer rendere ancora più chiaro come funziona la tassazione dell’energia fotovoltaica nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), ecco tre scenari pratici che rispecchiano le situazioni più comuni.ScenarioImpiantoProvento GSE lordo 2025Parte imponibileDove dichiaroMario, Scambio sul Posto6 kW, domestico500 euro (Cs totale)150 euro (solo Uc)Quadro RL, Modello Redditi PFLaura, Ritiro Dedicato10 kW, domestico1.800 euro1.800 euro (intero)Quadro RL, Modello Redditi PFGiovanni, Conto Energia + SSP8 kW, II Conto Energia2.400 euro incentivo + 200 euro SSP UcSolo 200 euro (incentivo esente per <20 kW)Quadro RL, solo Uc SSPCome si vede dalla tabella, il caso più favorevole è quello di Giovanni: l’incentivo del Conto Energia (2.400 euro) non è tassabile perché l’impianto è sotto i 20 kW e per uso domestico, mentre solo la parte economica dello Scambio sul Posto (200 euro) va dichiarata. In questo caso, l’impatto fiscale è minimo ma la dichiarazione va comunque presentata.Per calcolare l’imposta IRPEF effettiva dovuta sui proventi fotovoltaici, ricorda che questi si sommano agli altri tuoi redditi. Le aliquote IRPEF 2026 per scaglioni di reddito (anno d’imposta 2025) sono le seguenti:Scaglione di redditoAliquota IRPEFFino a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%Fonte: Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) – le aliquote IRPEF si applicano al reddito complessivo del contribuente.Quando serve la Partita IVA per il fotovoltaicoUno degli aspetti più delicati della fiscalità del fotovoltaico riguarda la necessità o meno di aprire una Partita IVA. La risposta dipende principalmente dalla potenza dell’impianto e dalla natura dell’attività.Secondo la normativa vigente e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, non è necessaria la Partita IVA nelle seguenti situazioni:Persona fisica non imprenditore con impianto fotovoltaico di potenza nominale non superiore a 20 kWL’energia prodotta viene prevalentemente autoconsumata e solo l’eccedenza viene ceduta al GSEL’attività di cessione di energia non ha carattere di imprenditorialità (non è organizzata sistematicamente per fini commerciali)I proventi sono dichiarati come redditi diversi nel quadro RL del Modello Redditi PFLa Partita IVA diventa obbligatoria quando si verifica almeno una di queste condizioni:La potenza dell’impianto supera i 20 kWL’attività di produzione e vendita di energia ha carattere abituale e organizzato (elementi di imprenditorialità)L’impianto è installato su un immobile strumentale all’attività d’impresa già svoltaIl soggetto è già un imprenditore individuale o una società e l’impianto è connesso all’attivitàSe ti trovi in una situazione borderline (ad esempio hai un impianto da 18-20 kW e stai valutando un ampliamento), è fondamentale consultare un professionista prima di prendere decisioni. Un errore di classificazione può comportare sanzioni significative e l’accertamento di IVA non versata per gli anni precedenti. Per approfondire l’apertura di una Partita IVA e le sue implicazioni fiscali, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata: contattaci per un preventivo.Se invece sei già un professionista con Partita IVA in regime forfettario e hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto dello studio o dell’abitazione, la situazione è ulteriormente complessa: occorre valutare se l’impianto è strumentale all’attività o se ha natura puramente residenziale, per determinare se i proventi rientrano nel forfettario o vanno dichiarati separatamente.Hai un impianto fotovoltaico e non sai come dichiarare i proventi GSE?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il Modello Redditi PF, il quadro RL e tutti gli adempimenti connessi alla vendita di energia fotovoltaica. I nostri esperti fiscali conoscono le normative aggiornate e ti guidano senza sorprese.Contattaci: Tel. 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121 | info@centrofiscale.comViale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Per un preventivo personalizzato Domande frequenti sulla tassazione del fotovoltaicoAbbiamo risposto sopra alle domande più frequenti. Se la tua situazione è diversa o hai dubbi specifici sulla tua dichiarazione dei redditi, il consiglio è sempre quello di rivolgerti a un esperto. La normativa sul fotovoltaico è complessa e in continua evoluzione, e un errore nella dichiarazione può costare molto di più di una consulenza professionale.Ricorda inoltre che puoi beneficiare di importanti detrazioni fiscali legate all’energia rinnovabile: l’Ecobonus 2026 prevede detrazioni dal 50% al 65% per interventi di risparmio energetico, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici in determinate condizioni. E se stai valutando pannelli fotovoltaico plug and play, anche in questo caso esistono agevolazioni specifiche da non perdere. Per le questioni connesse all’energia e agli incentivi statali, puoi anche verificare le opportunità del Conto Termico 3.0.Hai bisogno di aiuto con la dichiarazione dei redditi del fotovoltaico?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del Modello Redditi PF, del quadro RL e nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali legati alla vendita di energia fotovoltaica al GSE. Prenota un appuntamento o contattaci per un preventivo personalizzato.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo di contatto:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale | Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.comIl CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni aspetto della dichiarazione dei redditi, dalla compilazione del quadro RL alla gestione di situazioni complesse con più fonti di reddito. Contattaci per ricevere assistenza personalizzata e senza costi nascosti.Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/FOVOVOLTAICO-ARTICOLO-1-1-scaled.png 1280 2560 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 08:20:112026-07-21 08:36:58Vendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026
QontoQonto F24 e Tasse 2026: Come Pagare Imposte e Contributi dal ContoScelta in evidenza · SponsorDisclosure trasparente: questo articolo contiene link affiliati a Qonto. Se apri un conto tramite i nostri link potremmo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Non siamo agenti né consulenti finanziari di Qonto: i contenuti sono informativi e basati sulla nostra esperienza editoriale. Verifica sempre condizioni, costi e funzionalità aggiornate sul sito ufficiale qonto.com.Per chi gestisce una partita IVA, il pagamento del modello F24 non è un dettaglio tecnico: è un appuntamento ricorrente che ritma l’intero anno fiscale. Acconti, saldi IRPEF e IRES, IVA mensile o trimestrale, contributi INPS gestione separata o artigiani/commercianti, casse previdenziali, IMU, TARI, ritenute sui collaboratori. Sbagliare un codice tributo, dimenticare una scadenza o utilizzare un conto che non gestisce bene gli F24 può significare sanzioni, interessi e tempo perso al telefono con il commercialista.Per questo, quando si sceglie un conto business, la gestione integrata del modello F24 dovrebbe essere uno dei criteri principali, non un’opzione di contorno. Qonto, il conto online dedicato a freelance, professionisti e PMI, integra nativamente il pagamento degli F24 nella propria piattaforma: niente passaggi al sito dell’Agenzia delle Entrate, niente Fisconline, niente home banking parallelo. In questa guida vediamo nel dettaglio come funziona la procedura, quali tipi di F24 si possono pagare, quanto tempo serve per l’addebito e quali sono gli errori più comuni da evitare.Conto business con F24 integratoApri Qonto e paga i tuoi F24 dal pannello, senza FisconlineCompilazione assistita del modello, codici tributo precaricati, addebito immediato e ricevuta scaricabile. Tutto in pochi clic, senza uscire dal conto.Scopri Qonto e i suoi piani →Link sponsorizzato. Verifica costi e condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’è il modello F24: ripasso veloceQonto e F24: come funziona la proceduraTipi di F24 pagabili via QontoCompilazione assistita e template salvabiliContributi INPS e casse previdenzialiIMU, TARI e tributi locali via F24Tempi di addebito e invio all’AgenziaConferma di pagamento e ricevuta F24Errori comuni nella compilazioneDifferenze con l’F24 da home banking tradizionaleDomande frequentiCos’è il modello F24: ripasso veloceIl modello F24 è il documento unificato con cui contribuenti, partite IVA e aziende versano in Italia la maggior parte di imposte, tasse e contributi. Si chiama «unificato» perché consente, in un unico modulo, di pagare tributi erariali, contributi previdenziali, premi INAIL, tributi locali (come IMU, TARI, addizionali) e altre voci, sfruttando anche la compensazione tra crediti e debiti.La struttura del modello F24 prevede diverse sezioni: Erario (IRPEF, IRES, IVA, ritenute, addizionali), INPS (contributi gestione separata, artigiani, commercianti, lavoratori dipendenti), Regioni, IMU e altri tributi locali, Altri enti previdenziali e assicurativi. Ogni riga è identificata da un codice tributo, da un periodo di riferimento e dall’importo a debito o a credito.Per le partite IVA, dal 2007 il pagamento dell’F24 deve avvenire esclusivamente in modalità telematica: o tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel), o tramite i servizi di home banking di una banca o istituto di pagamento autorizzato. È in questo secondo binario che si inserisce Qonto, abilitato come istituto di pagamento a gestire i versamenti F24 per i propri clienti. Qonto e F24: come funziona la proceduraLa procedura per pagare un F24 da Qonto è pensata per essere rapida e accessibile anche a chi non ha mai usato Fisconline. Tutto avviene all’interno della piattaforma (sia da web sia da app mobile), nella sezione dedicata ai pagamenti fiscali. In sintesi, l’utente deve compilare le sezioni del modello, inserire i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate e autorizzare il pagamento con autenticazione forte (SCA, Strong Customer Authentication).Compilazione del modello F24 nel pannelloUna volta entrati nella sezione F24 del pannello Qonto, viene proposto un modello digitale che ricalca quello cartaceo dell’Agenzia delle Entrate. L’utente sceglie il tipo di F24 (ordinario, semplificato, elide, accise) e poi compila le sezioni necessarie. I dati anagrafici del contribuente sono in genere precaricati a partire dall’intestazione del conto Qonto: codice fiscale, partita IVA, ragione sociale, indirizzo. Ciò riduce il rischio di errori di trascrizione su informazioni che, di fatto, non cambiano da una scadenza all’altra.Codici tributoOgni riga richiede l’inserimento di un codice tributo: ad esempio «1040» per le ritenute IRPEF su redditi di lavoro autonomo, «6001» per l’IVA mensile, «1668» per gli interessi sul ravvedimento, e così via. Qonto integra una funzione di ricerca dei codici tributo che, digitando le prime cifre o una parola chiave, propone il codice corretto e la relativa descrizione, riducendo il rischio di confondere voci simili. Il commercialista può comunque inviare al cliente l’elenco preciso dei codici da inserire, soprattutto per gli F24 più complessi.Importi a debito e a creditoPer ciascun codice tributo si indica un importo a debito (da versare) o, se si dispone di crediti compensabili, un importo a credito. Il modello calcola in automatico il totale dovuto, ossia la differenza tra debiti e crediti. Se la compensazione azzera il debito, l’F24 va comunque inviato (F24 a saldo zero) per registrare l’operazione presso l’Agenzia delle Entrate.Periodo di riferimentoOgni riga richiede l’indicazione dell’anno di riferimento e, per alcuni tributi, anche del mese o del trimestre. Per esempio: per l’IVA mensile di marzo 2026 si indicherà periodo «0326» e anno «2026»; per il saldo IRPEF 2025 in versamento a giugno 2026, anno di riferimento «2025». Anche qui l’interfaccia di Qonto suggerisce il formato corretto, riducendo il rischio di errori.Tipi di F24 pagabili via QontoUna delle caratteristiche più apprezzate di Qonto è il supporto a tutti i principali tipi di F24, non solo quello ordinario. Per chi gestisce in autonomia successioni, immobili o forniture di carburanti, è un vantaggio operativo importante.F24 ordinarioÈ il modello più diffuso. Viene utilizzato per la maggior parte dei tributi erariali (IRPEF, IRES, IVA, ritenute, addizionali), per i contributi INPS, per IMU e TARI, e consente di gestire sia versamenti diretti sia compensazioni complesse. La maggior parte degli F24 inviati da una P.IVA media rientra in questa categoria.F24 semplificatoL’F24 semplificato nasce per gestire in un unico modulo i versamenti più comuni di tributi erariali, regionali e locali, con una struttura ridotta rispetto all’ordinario. È spesso utilizzato dai privati per IMU, TASI residue e altri tributi locali, ma anche le P.IVA possono trovarlo utile per pagamenti veloci e ricorrenti.F24 elide (Elementi Identificativi)L’F24 elide è il modello con «Elementi Identificativi», utilizzato per pagare tributi che richiedono l’indicazione di dati ulteriori, come il codice fiscale di un soggetto diverso dal contribuente o riferimenti a contratti. È il modello tipico per:imposta sulle successioni;imposta ipotecaria e catastale sugli atti;imposta di registro su contratti di locazione;tasse di concessione e altri tributi minori legati a soggetti terzi.Poter pagare un F24 elide direttamente da Qonto significa, ad esempio, gestire l’imposta di successione senza dover ricorrere ad altri canali, una volta calcolato l’importo con il proprio commercialista o con un CAF specializzato.F24 acciseL’F24 accise è un modello specifico per il versamento di accise, imposte di consumo e altri tributi del settore energetico, tipicamente legati a carburanti, oli minerali, gas e prodotti energetici. È usato soprattutto da imprese del settore (distributori, depositi fiscali, autotrasportatori che richiedono il rimborso accise sul gasolio). Avere questa funzionalità nel proprio conto business evita di dover mantenere aperti canali separati solo per gestire questa tipologia di pagamenti. Compilazione assistita e template salvabiliUna funzione interessante di Qonto, soprattutto per chi paga F24 ricorrenti (IVA mensile, contributi INPS, ritenute sui collaboratori), è la possibilità di salvare modelli ricorrenti come template. Il pannello consente di duplicare un F24 già inviato e modificare solo gli importi e il periodo di riferimento, lasciando invariati i codici tributo, l’intestazione e le sezioni già configurate.Per un’impresa con qualche collaboratore, ad esempio, il modello per le ritenute IRPEF resta identico mese per mese nella struttura: cambia solo l’importo. Avere un template significa ridurre i tempi di compilazione da diversi minuti a meno di un minuto, e diminuire drasticamente la possibilità di sbagliare un codice tributo.Lo stesso vale per chi gestisce compensazioni standard (es. credito IVA che riduce il debito INPS), perché la struttura della compensazione viene riproposta in automatico. Resta sempre necessaria una verifica con il commercialista, ma la base è già pronta.Risparmia tempo sugli F24 ricorrentiTemplate salvabili e codici tributo precaricatiCon Qonto puoi duplicare un F24 già inviato in pochi clic, modificando solo importi e periodi. Ideale per IVA mensile, ritenute e contributi INPS ricorrenti.Apri Qonto e prova la gestione F24 →Link sponsorizzato. Condizioni aggiornate su qonto.comContributi INPS e casse previdenzialiUna parte significativa degli F24 di una P.IVA italiana riguarda i contributi previdenziali. Qonto consente di gestirli senza canali separati, perché i pagamenti previdenziali confluiscono nelle apposite sezioni dell’F24 (sezione INPS o sezione «Altri enti»).Gestione separata INPS (codice tributo «P10» per i professionisti senza cassa, «DPPI» per i collaboratori): tipica dei freelance e dei consulenti senza ordine professionale dedicato.Artigiani e commercianti INPS (codici «AP», «AF», «CP», «CF» e simili): il versamento delle quote fisse e variabili di artigiani, commercianti e relativi familiari coadiuvanti.Casse private (Cassa Forense, ENPACL, ENPAM, ENPAP, INARCASSA, CIPAG e altre): alcune di queste casse incassano direttamente, altre si appoggiano alle sezioni F24 dedicate.Contributi dipendenti: per chi ha dipendenti, gli F24 mensili includono ritenute IRPEF, contributi INPS lavoratori dipendenti e premi INAIL.In ogni caso, l’importante è mantenere coerenza tra il codice fiscale del contribuente, il codice tributo corretto e il periodo di riferimento. Qonto, in fase di compilazione, mostra avvisi quando una sezione è incompleta o quando i dati non sembrano coerenti.IMU, TARI e tributi locali via F24Per chi possiede immobili a uso strumentale o personale, il pagamento di IMU e TARI è un appuntamento ricorrente. Anche questi tributi rientrano nell’F24 (sezione «IMU e altri tributi locali» nel modello ordinario, oppure direttamente nel semplificato), e Qonto li gestisce nello stesso flusso.Per l’IMU, ad esempio, occorre indicare il codice catastale del Comune, il codice tributo specifico (variabile in base alla tipologia di immobile: abitazione principale, altri fabbricati, aree fabbricabili, terreni, immobili di categoria D), il numero di immobili e l’importo dovuto. Sono dati che spesso il commercialista o il CAF calcola già per i clienti, lasciando all’intestatario il solo compito di trascriverli correttamente nel modello e procedere al versamento.Per la TARI, in genere, vengono utilizzati codici tributo definiti dal Comune. La possibilità di salvare un template per IMU e TARI, da riusare a ogni acconto e saldo, è particolarmente utile per chi possiede più immobili e vuole ridurre il rischio di confondere comuni o categorie catastali.Tempi di addebito e invio all’AgenziaUna delle domande più frequenti, quando si cambia conto e si inizia a pagare F24 da una piattaforma nuova, riguarda i tempi. La buona notizia è che, con Qonto, l’esperienza tipica è vicina al «tempo reale».Addebito sul conto: in genere immediato al momento dell’invio dell’F24 (o entro pochi minuti). Dal saldo del conto Qonto viene scalato l’importo totale dell’F24, e l’operazione appare in lista movimenti.Invio all’Agenzia delle Entrate: avviene in giornata, secondo i tempi definiti dal sistema fiscale italiano. La data di pagamento ai fini fiscali è quella in cui l’F24 viene presentato (e contestualmente accettato dal sistema), purché il conto sia capiente.Programmazione: in molti casi, l’F24 può essere inviato anche con qualche giorno di anticipo, indicando la data di scadenza. L’addebito avverrà in prossimità di quella data.Per le scadenze fiscali importanti (16 di ciascun mese per IVA e contributi, 30 giugno e 30 novembre per acconti e saldi IRPEF, 16 giugno e 16 dicembre per IMU), è comunque buona pratica non aspettare l’ultimo giorno: una verifica anticipata della compilazione del modello, fatta con il commercialista, riduce sensibilmente il rischio di errori e dispute. Conferma di pagamento e ricevuta F24Dopo l’invio dell’F24, Qonto restituisce una conferma di pagamento e, in tempi brevi, una ricevuta ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate (la cosiddetta «quietanza F24»). Si tratta del documento che attesta l’avvenuto pagamento del modello e che vale come prova in caso di controlli, contenziosi o richieste di ravvedimento.La ricevuta è in genere disponibile in formato PDF, scaricabile direttamente dal pannello del conto. È buona pratica:archiviare la ricevuta in una cartella dedicata, possibilmente per anno fiscale, sia in cloud sia in copia locale;condividerla con il commercialista, soprattutto per gli F24 più complessi (compensazioni, ravvedimenti, F24 elide);verificare che il numero di protocollo e la data riportata sulla ricevuta corrispondano a quanto inserito nel modello e che non vi siano anomalie segnalate.In caso di errori bloccanti (ad esempio codice tributo non valido per la sezione scelta, dati mancanti, conto non capiente), il sistema rifiuta l’F24 e ne segnala il motivo. In caso di errori sostanziali (codici sbagliati su un F24 già pagato), occorrerà gestire una richiesta di correzione o un ravvedimento operoso: in questi casi la consulenza di un commercialista o di un CAF specializzato è spesso indispensabile.Errori comuni nella compilazioneAnche con un’interfaccia evoluta come quella di Qonto, gli errori non sono completamente eliminabili: la compilazione resta responsabilità del contribuente. Vediamo quelli più ricorrenti.Codice tributo errato o ambiguoEsistono codici tributo simili tra loro, dedicati a sezioni differenti: ad esempio, codici per saldo, acconto e ravvedimento dello stesso tributo. Sbagliare codice può portare a un’imputazione errata del versamento (es. un acconto che il sistema legge come saldo). In questi casi, la sanatoria avviene tramite richiesta di correzione del modello agli uffici competenti.Periodo di riferimento sbagliatoIndicare un anno o un mese di riferimento errato è un classico (es. usare 2025 invece di 2026 per un acconto di competenza dell’anno corrente). Anche qui è possibile chiedere la correzione, ma resta tempo perso e potenziali sanzioni.Importi non correttiGli errori sugli importi spesso derivano da arrotondamenti, virgole, separatori dei decimali. Qonto guida con un formato chiaro, ma è sempre opportuno verificare l’importo finale rispetto a quanto indicato dal commercialista o dal software gestionale.Compensazioni mal gestiteL’uso dei crediti d’imposta in compensazione richiede attenzione: ci sono limiti annuali, condizioni preventive (visto di conformità per crediti oltre certe soglie) e regole specifiche. Compensare crediti non disponibili o oltre i limiti può trasformare un F24 a saldo zero in un F24 contestabile.Conto non capienteSe al momento dell’invio il saldo del conto non è sufficiente, il pagamento viene rifiutato. È un errore banale, ma frequente per chi paga F24 importanti (saldi e acconti) senza aver pianificato il flusso di cassa. Una buona pratica è tenere un cuscinetto sul conto in prossimità delle scadenze fiscali principali. Differenze con l’F24 da home banking tradizionalePer chi viene da un home banking tradizionale, Qonto si differenzia su alcuni aspetti che, alla lunga, fanno la differenza nell’esperienza quotidiana.Interfaccia pensata per le P.IVA: la sezione F24 è in primo piano, non nascosta tra decine di altri menu. La navigazione segue la logica di chi usa il modello con regolarità.Compilazione assistita: codici tributo cercabili, formati guidati, suggerimenti contestuali. Negli home banking più datati, la compilazione è spesso più spartana e simile al cartaceo.Template e ricorrenze: la possibilità di duplicare F24 precedenti è fluida; in molti home banking tradizionali questa funzione è assente o limitata.Integrazione con i pagamenti aziendali: lo stesso conto da cui parte l’F24 gestisce bonifici, carte aziendali, spese di team, fatturazione. Questo riduce la necessità di destreggiarsi tra più ambienti.Notifiche e movimenti: le ricevute e gli addebiti F24 sono visibili come ogni altro movimento del conto, con notifiche push immediate.Resta possibile, ovviamente, continuare a usare anche i servizi diretti dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel) per casistiche specifiche o quando è il commercialista a inviare gli F24 per conto del cliente (delega F24). I due percorsi non si escludono e, anzi, possono coesistere.Pronto a semplificare la gestione fiscale?Apri Qonto e gestisci F24, contributi e tributi locali da un unico contoCompilazione assistita, template salvabili, ricevute scaricabili, addebito immediato. Tutto integrato con il resto della tua operatività di P.IVA o azienda.Scopri Qonto e i piani disponibili →Link sponsorizzato. Verifica costi e condizioni aggiornate sul sito ufficiale qonto.comDomande frequenti1. Posso pagare qualsiasi F24 da Qonto?Qonto supporta i principali tipi di modello F24 utilizzati da P.IVA e aziende: ordinario, semplificato, elide e accise. Questo copre la grande maggioranza dei versamenti tipici di un freelance o di una PMI: imposte erariali, contributi, IMU/TARI, imposte di successione, registro, ipotecaria e catastale, accise. Per casistiche molto particolari conviene comunque verificare nel pannello aggiornato e con il proprio commercialista.2. Quanto costa pagare un F24 da Qonto?I costi del servizio F24 dipendono dal piano sottoscritto e dalle condizioni commerciali in vigore. Su molti piani business Qonto include un certo numero di operazioni F24 nel canone mensile. Per capire la convenienza nel tuo caso specifico, è importante guardare il numero medio di F24 al mese che pensi di inviare e confrontarlo con il costo per F24 oltre soglia. Le condizioni aggiornate sono pubblicate sul sito ufficiale qonto.com.3. Quanto tempo ci vuole per l’addebito?Nella maggior parte dei casi, l’addebito sul conto Qonto avviene in tempo reale al momento dell’invio dell’F24, mentre l’invio all’Agenzia delle Entrate viene processato nelle ore successive, in giornata. Ai fini fiscali, fa fede la data dell’invio del modello.4. Posso programmare un F24 con data futura?Sì, in genere è possibile impostare una data di pagamento futura, in linea con la scadenza fiscale (es. 16 del mese). L’F24 viene preparato in anticipo e l’addebito avviene in prossimità della data scelta. È comunque essenziale assicurarsi che, in quella data, il conto sia capiente.5. Posso compensare crediti d’imposta su Qonto?Sì, l’F24 di Qonto consente l’inserimento di importi a credito e quindi la compensazione, esattamente come accade su altri canali telematici. Le regole sostanziali (limiti, soglie, visto di conformità, presentazione preventiva) restano quelle dell’Agenzia delle Entrate: il canale di pagamento non modifica le condizioni fiscali. Per compensazioni complesse è sempre opportuno il supporto del commercialista.6. Cosa succede se sbaglio un codice tributo?Se il codice tributo sbagliato è incompatibile con la sezione del modello, il sistema rifiuta l’F24. Se invece il codice è formalmente corretto ma sbagliato nel contesto, il pagamento va a buon fine, ma viene imputato a un tributo diverso. In questo caso si deve presentare una richiesta di correzione all’Agenzia delle Entrate, eventualmente con il supporto di un CAF o commercialista.7. Posso scaricare la ricevuta F24 in PDF?Sì. Dopo l’elaborazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la ricevuta F24 è disponibile in formato PDF dal pannello del conto. È consigliato archiviarla per anno fiscale e condividerla con il commercialista, soprattutto per gli F24 con compensazioni o per gli F24 elide legati ad atti notarili e successioni.8. Il CAF può aiutarmi se sbaglio un F24 pagato da Qonto?Sì. Una volta inviato l’F24 (con qualsiasi canale), per correzioni, ravvedimenti operosi, compensazioni anomale o per la gestione di codici tributo errati, il CAF Centro Fiscale può supportare il contribuente nella ricostruzione della pratica e nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate. Il canale di pagamento (Qonto, home banking, Fisconline) non cambia le possibilità di assistenza fiscale post-pagamento.In sintesiPer chi gestisce in autonomia o semi-autonomia i versamenti fiscali, la qualità della gestione F24 all’interno del conto business è un criterio di scelta concreto. Qonto integra nativamente il pagamento dell’F24 nelle sue varianti principali (ordinario, semplificato, elide, accise), offre compilazione assistita, template salvabili, addebito tipicamente immediato, ricevute scaricabili e una visione integrata dei movimenti. Per le P.IVA che vogliono ridurre il numero di strumenti usati nella gestione fiscale e mantenere tutto in un unico ambiente, è un’opzione da valutare seriamente.Il CAF Centro Fiscale di Udine non è agente né consulente finanziario di Qonto: il nostro ruolo è affiancarti come consulente fiscale nella corretta determinazione di imposte, contributi e tributi locali, nell’impostazione delle compensazioni, nella gestione di ravvedimenti e nelle relazioni con l’Agenzia delle Entrate. La scelta del conto e del canale di pagamento resta un’autonoma decisione dell’imprenditore, da prendere confrontando piani, costi e funzionalità sul sito ufficiale qonto.com. Per qualsiasi necessità di consulenza fiscale, puoi contattare il nostro studio dalla pagina contatti. Disclosure di chiusura: articolo sponsorizzato che contiene link affiliati a Qonto. Centro Fiscale Udine non è agente né consulente finanziario di Qonto e non offre servizi di intermediazione bancaria. Le funzionalità del servizio F24 e i relativi costi possono variare nel tempo: verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere un piano.Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 08:00:002026-05-24 09:36:41Qonto F24 e Tasse 2026: Come Pagare Imposte e Contributi dal Conto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ISEEPensione e ISEE 2026: Come Compilare DSU Pensionati Senza ErroriPer i pensionati la compilazione della DSU ISEE 2026 richiede attenzione su alcuni documenti specifici: OBIS-M, CU INPS, cedolino, patrimonio mobiliare. Gli errori più comuni sono dimenticare i conti correnti, omettere assegni di accompagnamento, sbagliare la dichiarazione del patrimonio. La DSU vale 1 anno solare. Vediamo cosa serve, quando conviene l’ISEE corrente e perché compilarla al CAF.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.ISEE 2026 pensionati: cosa serve Documenti redditi: OBIS-M 2026, CU INPS 2026 (per redditi 2025), CUD/CU altri lavori.Documenti patrimonio: estratti conto al 31/12/2024, libretti, BTP, azioni, polizze vita.Documenti immobili: visure catastali, atti di proprietà, mutui in essere.Documenti famiglia: stato di famiglia, codici fiscali familiari, eventuali certificati invalidità.Documenti pensione: OBIS-M, CU, cedolino OBIS-M 2026: prospetto annuale pensione (vedi guida).CU INPS 2026: certificazione unica redditi pensione 2025, disponibile dopo 16 marzo.Cedolino pensione: ultimi 3 mesi 2025 per verifica importi.Estratto conto contributivo: utile per pensioni minime/integrazione.Patrimonio mobiliare: cosa includere Il patrimonio mobiliare ISEE include:Saldo c/c bancari/postali al 31/12/2024 + giacenza media annua.Depositi a termine, libretti, BFP.Titoli di Stato (BTP, BOT), obbligazioni, azioni, ETF.Polizze vita di capitalizzazione.Fondi pensione complementare (al netto franchigia).Partecipazioni in società.NON includere: bancomat, assicurazione casa, ANF, assegno unico.DSU mini vs ordinaria DSU Mini: per prestazioni standard (bonus sociale, riduzione tasse universitarie figli, ISEE bonus mamme).DSU Ordinaria: per prestazioni che richiedono dati aggiuntivi (assegno mantenimento, sostegno disabili, ISEE corrente).ISEE corrente: quando conviene L’ISEE corrente ricalcola l’indicatore in base a redditi degli ultimi 12 mesi, e conviene quando:Hai avuto una riduzione di reddito superiore al 25% rispetto all’anno precedente.Sei andato in pensione e hai redditi molto inferiori a quelli da lavoro.Hai perso una pensione (es. reversibilità con redditi superiori a soglia).Vuoi accedere a bonus che valutano la situazione attuale.Errori più comuni Dimenticare i conti correnti al 31/12.Omettere libretti postali o BFP.Confondere giacenza media e saldo.Dichiarare l’abitazione principale come “in affitto”.Dimenticare l’assegno di accompagnamento.Sbagliare la composizione del nucleo familiare.Compilazione al CAF: vantaggiIl CAF Centro Fiscale di Udine compila gratuitamente la DSU con:Verifica preventiva di tutti i documenti.Controllo coerenza con dichiarazione redditi (CU/730).Suggerimento ISEE Mini o Ordinaria.Compilazione DSU corrente se conviene.Trasmissione telematica e rilascio attestazione.FAQ Pensione conta nel reddito ISEE?Sì, la pensione è considerata reddito ai fini ISEE. Eccezione: pensioni di guerra e indennità di accompagnamento sono escluse.ISEE serve per bonus pensionati?Sì, l’ISEE è requisito per: bonus sociale luce/gas, agevolazioni TARI, esenzione ticket sanitario, contributi affitto.DSU vale 1 anno?Sì, la DSU 2026 vale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Va rinnovata ogni anno.Posso correggere DSU dopo invio?Sì, presentando DSU integrativa o sostitutiva al CAF, di solito entro pochi mesi dalla prima trasmissione.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 07:00:002026-07-21 07:00:00Pensione e ISEE 2026: Come Compilare DSU Pensionati Senza Errori
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSIl pagamento delle pensioni di agosto 2026 segue un calendario particolare perché il 1° agosto cade di sabato. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario vedrà l’accredito in anticipo, il venerdì 31 luglio 2026, mentre chi ritira allo sportello di Poste Italiane dovrà attendere il lunedì 3 agosto, seguendo il consueto calendario alfabetico. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS. Indice dei contenutiData Accredito Pensione Agosto 2026Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazionePensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad AgostoQuattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Domande FrequentiData Accredito Pensione Agosto 2026: Quando ArrivaLa data ufficiale di pagamento delle pensioni di agosto 2026 è il 1° agosto, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, poiché il 1° agosto 2026 cade di sabato, le banche anticipano l’operazione al giorno lavorativo precedente.Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:Conto corrente bancario: accredito il venerdì 31 luglio 2026 (anticipo perché il 1° agosto è sabato)Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il venerdì 31 luglio 2026Libretto postale: accredito il venerdì 31 luglio 2026Carta Postepay Evolution: accredito il venerdì 31 luglio 2026Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal lunedì 3 agosto 2026 secondo calendario alfabeticoChi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 31 luglio. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe essere posticipato di qualche ora a causa dei tempi tecnici interbancari. Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni agosto 2026 inizia lunedì 3 agosto, poiché il 1° e il 2 agosto cadono nel weekend.Ecco il calendario alfabetico di agosto 2026 per il ritiro allo sportello:GiornoDataCognomi dalla letteraLunedì3 agosto 2026A – BMartedì4 agosto 2026C – DMercoledì5 agosto 2026E – KGiovedì6 agosto 2026L – OVenerdì7 agosto 2026P – RSabato8 agosto 2026S – ZRicorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code e garantire un servizio più ordinato. Se non riesci a ritirare nel giorno previsto, puoi presentarti in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese. Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazioneGli importi delle pensioni di agosto 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTATDa 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTATDa 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTATDa 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTATDa 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTATOltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTATIn pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di agosto 2026 riflette già questi importi aggiornati, come confermato dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per approfondire tutte le opzioni di uscita dal lavoro e i requisiti pensionistici, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annuiEtà tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annuiEtà dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annuiLa maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di agosto 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito. Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 potrebbe presentare trattenute aggiuntive rispetto ai mesi precedenti. Questo accade perché l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026 a partire dai ratei di pensione di agosto e settembre.Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di agosto sono:Conguaglio IRPEF a debito: se dal 730 precompilato 2026 risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensioneAddizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili e trattenuta dal cedolinoAddizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenzaRecupero di somme erogate in eccesso: l’INPS potrebbe recuperare importi pagati per errore nei mesi precedentiTrattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensioneSe il conguaglio IRPEF a debito supera un certo importo, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi successivi per evitare che la pensione netta si riduca troppo in un solo mese. In ogni caso, è fondamentale controllare attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgersi a un professionista fiscale per verificare la correttezza dei calcoli. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto 2026La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di agosto 2026 potrebbe contenere anche il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.Il rimborso arriva nel mese di agosto a condizione che tu abbia presentato il modello 730/2026 entro giugno. Ecco il calendario indicativo dei rimborsi:730 presentato entro maggio 2026: rimborso nel cedolino di agosto 2026730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026730 presentato a luglio-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (settembre-novembre)Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.Se non hai ancora presentato il 730, c’è ancora tempo: la scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Un aspetto importante da considerare riguarda la quattordicesima mensilità, la somma aggiuntiva erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. La quattordicesima viene generalmente pagata nel mese di luglio insieme al rateo ordinario, ma in alcuni casi il pagamento o il conguaglio può slittare ad agosto 2026.Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano questi requisiti:Età: almeno 64 anni compiutiReddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.488 euro annui nel 2026)Tipo di pensione: pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o fondi sostitutiviL’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Per chi ha fino a 15 anni di contributi, l’importo è di 437 euro; con 15-25 anni sale a 546 euro; oltre 25 anni si arriva a 655 euro. Se i tuoi redditi sono ancora più bassi (entro 1,5 volte il minimo), gli importi aumentano rispettivamente a 655, 546 e 655 euro.Se non hai ricevuto la quattordicesima a luglio e ritieni di averne diritto, controlla il cedolino di agosto oppure rivolgiti al Patronato per verificare la tua situazione. Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:Accedi al sito www.inps.itClicca su “Accedi ai servizi” in alto a destraAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricercaSeleziona il mese di agosto 2026 dal menu a tendinaVisualizza e scarica il cedolino in formato PDFSul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà nell’accesso al portale, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, dove un operatore qualificato potrà accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio di consultazione cedolino è completamente gratuito. Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Agosto 2026Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 (venerdì) per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario parte dal 3 agosto 2026 (lunedì) seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi.Perché la pensione di agosto arriva a luglio?La pensione di agosto viene accreditata il 31 luglio perché il 1° agosto 2026 cade di sabato, giorno non bancabile. Le banche anticipano quindi il pagamento all’ultimo giorno lavorativo utile, che è il venerdì 31 luglio. L’importo si riferisce comunque alla mensilità di agosto.Il rimborso del 730 arriva con la pensione di agosto?Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro maggio-giugno, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di agosto come voce aggiuntiva. Se il 730 è stato presentato successivamente, il rimborso arriverà nei mesi seguenti.Cosa sono le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto?Le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto possono essere relative ai conguagli IRPEF dal 730 (se risulta un debito), alle addizionali regionali e comunali, oppure a recuperi di somme erogate in eccesso dall’INPS nei mesi precedenti.Come posso controllare il cedolino della pensione di agosto?Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione.La pensione minima di agosto 2026 a quanto ammonta?La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70. Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti AiutaSe hai domande sul pagamento della pensione di agosto 2026, sulle trattenute nel cedolino o sul rimborso del 730, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voceControllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamenteAssistere nella compilazione del modello 730 per ottenere il rimborsoVerificare il diritto alla quattordicesima e alla maggiorazione socialeGestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE SocialeScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 14:00:002026-04-18 11:13:24Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOPace Contributiva 2026: Riscatto Periodi Non Coperti, Costi e ConvenienzaHai periodi della tua vita lavorativa in cui non hai versato contributi — attivita in nero mai regolarizzata, periodo di disoccupazione senza indennita, lavoro all’estero non coperto da accordi bilaterali? La Pace Contributiva ti consente di riscattare fino a 5 anni di questi periodi scoperti, a condizioni economiche definite dalla legge. Ecco come funziona nel 2026, quanto costa e quando conviene.Cos’e la Pace Contributiva e Chi Puo UsarlaLa Pace Contributiva e stata introdotta dall’art. 20 del D.L. 4/2019 (convertito con L. 26/2019) in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Il meccanismo e stato oggetto di proroghe successive: le Leggi di Bilancio hanno esteso l’applicabilita per i lavoratori che soddisfano i requisiti. Per il 2026 e necessario verificare l’eventuale proroga in sede di Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024 o successiva normativa).Requisiti fondamentali:Essere privi di anzianita contributiva al 31 dicembre 1995 (lavoratori interamente nel sistema contributivo, ovvero senza contributi ante-1996)I periodi da riscattare devono essere compresi tra il 1° gennaio 1996 e la data della domandaI periodi non devono essere gia coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria in altra gestioneMassimo 5 anni riscattabili Come si Calcola il Costo della Pace ContributivaIl costo del riscatto con Pace Contributiva e calcolato con il metodo contributivo, diverso dal metodo della riserva matematica usato per il riscatto laurea ordinario. La formula e:Costo = Aliquota IVS gestione x Reddito imponibile ultimo anno x Numero anni da riscattareDove:Aliquota IVS: varia per gestione (FPLD dipendenti: 33%; Gestione Separata: 33,72%; Artigiani: 24,48%; ecc.)Reddito imponibile: quello dell’ultimo anno prima della domandaAnni da riscattare: da 1 a 5Esempio di CalcoloMarco, dipendente con reddito imponibile 2025 di 30.000 euro, vuole riscattare 3 anni di buchi contributivi tra il 2000 e il 2010:Aliquota IVS FPLD: 33%Reddito base: 30.000 euroCosto per 1 anno: 30.000 x 33% = 9.900 euroCosto totale per 3 anni: 9.900 x 3 = 29.700 euroIl costo e significativo, ma va considerato al netto dei benefici fiscali e dell’effetto pensionistico. Detraibilita al 50% in 5 Rate: Il Grande Vantaggio FiscaleIl grande vantaggio della Pace Contributiva rispetto ad altri strumenti di riscatto e la detraibilita al 50% in 5 quote annuali di pari importo. Questo e diverso dalla deducibilita (che riduce il reddito imponibile): qui si tratta di una vera e propria detrazione dall’IRPEF dovuta.Continuando l’esempio di Marco:Costo totale riscatto: 29.700 euroDetrazione totale spettante: 50% = 14.850 euroDetrazione annua in 5 anni: 14.850 / 5 = 2.970 euro/anno di IRPEF risparmiataCosto netto effettivo (dopo risparmio fiscale): 29.700 – 14.850 = 14.850 euroIn pratica, lo Stato restituisce meta del costo sotto forma di minore IRPEF da pagare nei 5 anni successivi.Rateizzazione del Costo: Fino a 120 RateIl costo del riscatto puo essere rateizzato in massimo 120 rate mensili senza interessi (10 anni). Questo rende la Pace Contributiva accessibile anche a chi non dispone di un capitale immediato.Continuando l’esempio: 29.700 euro / 120 rate = 247,50 euro/mese. Con la detrazione fiscale al 50%, il costo netto mensile effettivo e di circa 123,75 euro/mese per 10 anni. Differenza con il Riscatto LaureaAspettoPace ContributivaRiscatto LaureaCosa si riscattaPeriodi lavorativi scopertiAnni di universitaMetodo calcolo costoAliquota IVS x reddito ultimo annoRiserva matematica (piu costoso) o contributivo agevolatoBeneficio fiscaleDetrazione 50% in 5 anniDeduzione IRPEF o detrazione 19% (riscatto agevolato)RequisitoNessun contributo ante-1996Nessun requisito speciale (salvo per agevolato: stesse condizioni pace contributiva)Anni massimi5Durata legale del corsoQuando Conviene la Pace ContributivaLa Pace Contributiva e vantaggiosa quando:Hai periodi scoperti che ti impediscono di raggiungere i requisiti per la pensione anticipata nei tempi desideratiIl tuo reddito imponibile e moderato (il costo del riscatto e proporzionale: redditi bassi = costo basso)Hai un orizzonte temporale sufficiente per godere dei benefici pensionistici riscattatiPuoi sfruttare la detrazione al 50% nei 5 anni successivi (hai reddito sufficiente da IRPEF)Non conviene se sei vicino alla pensione di vecchiaia (pochi anni al requisito): la pensione anticipata guadagnata con il riscatto potrebbe non compensare il costo prima del termine naturale di pensionamento.Come Fare DomandaLa domanda di Pace Contributiva si presenta:Online tramite MyINPS → “Riscatto periodi non coperti da contribuzione”Tramite Patronato (consigliato per simulazione preventiva)L’INPS calcola il preventivo dell’onere: il richiedente ha un termine per accettare. Prima di procedere e fortemente consigliata una simulazione con il Patronato per confrontare Pace Contributiva, contributi volontari e cumulo contributivo.Per approfondire le altre opzioni previdenziali, leggi: Estratto Conto Contributivo INPS 2026 e Ricongiunzione Contributi INPS 2026.FAQ — Domande Frequenti sulla Pace ContributivaPosso usare la Pace Contributiva se ho contributi ante-1996?No. La Pace Contributiva e riservata ai lavoratori che non hanno alcuna contribuzione precedente al 1° gennaio 1996 (sistema interamente contributivo). Se hai anche solo poche settimane di contributi ante-1996, non puoi accedervi. In quel caso esistono altri strumenti come il riscatto laurea ordinario o i contributi volontari.I periodi riscattati con la Pace Contributiva valgono per la pensione anticipata?Si, i periodi riscattati vengono accreditati nell’estratto conto contributivo e concorrono al raggiungimento di tutti i requisiti pensionistici: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, opzione donna (per le donne). Questo e il principale vantaggio: accelerare l’uscita dal lavoro.Cosa succede alla detrazione fiscale se ratizzo il pagamento?La detrazione al 50% si applica sull’onere complessivo deliberato, non solo sulle rate pagate. Quindi puoi detrarre 1/5 della detrazione totale ogni anno, anche se stai ancora pagando le rate. Attenzione: se interrompi il pagamento, le rate non versate non danno diritto alla detrazione proporzionale.Simulazione Gratuita al PatronatoLa convenienza della Pace Contributiva dipende dalla tua situazione personale: eta, reddito, anni mancanti alla pensione e alternative disponibili. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre una simulazione gratuita per aiutarti a capire se la Pace Contributiva e la scelta giusta per te e quando presentare la domanda.Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 10:30:002026-06-14 22:19:17Pace Contributiva 2026: Riscatto Periodi Non Coperti, Costi e Convenienza
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiL’ostetrica (o ostetrico) e’ una delle professioni sanitarie con maggior potenziale per la libera professione, grazie alla crescente domanda di assistenza personalizzata in gravidanza, parto e puerperio. Aprire la Partita IVA come ostetrica libera professionista nel 2026 significa scegliere tra un’ampia gamma di attivita’: corsi preparto, assistenza al parto a domicilio, supporto allattamento, consulenza perinatale, monitoraggio gravidanza fisiologica. Questa guida chiarisce ogni aspetto fiscale e previdenziale.L’ostetrica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 1/2002 e dall’albo FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Come altre professioni sanitarie della L. 251/2000, non ha una cassa previdenziale dedicata e confluisce nella Gestione Separata INPS.Professione di ostetrica: requisiti per la libera professione Per esercitare come ostetrica libera professionista occorre:Laurea triennale in Ostetricia (o titolo equipollente)Iscrizione all’albo FNOPO (Ordine della Professione di Ostetrica) della propria provinciaPolizza RC professionale obbligatoria (Legge 24/2017 Gelli-Bianco): per chi opera in ambito sanitario e’ obbligatoria per legge con massimali adeguati all’attivita’, incluso il parto a domicilioEventuale autorizzazione comunale/ASL per specifiche attivita’ (parto a domicilio, apertura studio)L’ostetrica lavora in autonomia per le attivita’ di sua competenza (gravidanza fisiologica, parto eutocico, puerperio, allattamento) e in collaborazione con il medico per le situazioni patologiche.Codice ATECO per l’ostetrica libera professionista Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.21.09Servizi degli studi medici generici e ostetrici78%Il codice 86.21.09 copre specificamente l’attivita’ ostetrica, insieme a quella del medico di base. Il coefficiente di redditivita’ e’ il 78%, identico a tutte le professioni sanitarie nel regime forfettario. E’ il codice piu’ corretto per l’ostetrica che svolge assistenza perinatale, corsi preparto e supporto domiciliare.Attivita’ tipiche dell’ostetrica libera professionista Corsi preparto: singoli o di coppia, in studio o domiciliare. Attivita’ con altissima domanda privata, esentabile IVA se resa nell’ambito dell’assistenza perinatale.Assistenza domiciliare in puerperio: visite domiciliari post-partum per cura della mamma e del neonato, supporto allattamento materno. Tra le attivita’ piu’ comuni delle ostetriche libere professioniste.Consulenza pre-concezionale: counseling per coppie che desiderano una gravidanza, valutazione rischi.Monitoraggio gravidanza fisiologica: visite ostetriche, cardiotocografia, ecografia ostetrica (se abilitata).Assistenza al parto a domicilio: attivita’ a piu’ alto rischio clinico, richiede RC professionale ad hoc con massimali specifici. Necessita di autorizzazione in alcune regioni.Corsi di allattamento e supporto post-partum: spesso in associazione con associazioni o consultori privati.Collaborazioni con case maternita’ e birth center privati: come libera professionista su chiamata o in convenzione.Regime forfettario per l’ostetrica: parametri 2026 Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente > 35.000 euro (L. 207/2024)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni di nuova attivita’)Molte ostetriche lavorano sia come dipendenti in ospedale/clinica che come libere professioniste. Se lo stipendio da dipendente supera 35.000 euro, si perde il diritto al forfettario per la Partita IVA. Con stipendi tipici SSN di un’ostetrica (intorno ai 28.000-32.000 euro iniziali), spesso il forfettario e’ ancora accessibile.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS L’ostetrica libera professionista non ha una cassa di categoria dedicata. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS:26,07% per ostetriche con sola Partita IVA (nessun’altra copertura)24% per ostetriche dipendenti SSN + P.IVA (hanno gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. Con questa opzione: 26,07% diventa circa 16,95%; 24% diventa circa 15,60%. La riduzione abbassa il costo contributivo immediato ma riduce la pensione futura.Per un confronto completo con le altre casse sanitarie: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e Sistema Tessera Sanitaria per ostetriche Le prestazioni sanitarie dell’ostetrica sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, in quanto rese da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria soggetta a vigilanza. Questo vale per:Visite ostetriche, monitoraggi, cardiotocografiaCorsi preparto con contenuto clinico-sanitarioAssistenza al parto a domicilioSupporto allattamento e visite puerperaliCodice natura IVA: N4 in regime ordinario, N2.2 in regime forfettario.L’ostetrica e’ obbligata alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche (codice SP). La scadenza e’ mensile (entro fine mese successivo). Per la guida completa: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.RC professionale: obbligo Legge Gelli-Bianco per il parto domiciliare La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) rende obbligatoria la RC professionale per tutti i professionisti sanitari. Per l’ostetrica libera professionista e’ particolarmente importante scegliere una polizza che copra tutte le attivita’ effettivamente svolte.Il parto a domicilio e’ un’attivita’ ad alto rischio clinico e assicurativo: molte compagnie assicurative non coprono il parto domiciliare nella polizza standard, o lo coprono solo con massimali molto elevati e premi corrispondenti. Prima di avviare questa attivita’, e’ essenziale verificare la copertura assicurativa specifica. FNOPO mantiene un elenco di compagnie che offrono polizze idonee.Il parto domiciliare richiede inoltre in alcune regioni un’autorizzazione sanitaria specifica. Verificare la normativa regionale prima di avviare questa attivita’.Esempio di calcolo fiscale: ostetrica in forfettario Scenario: ostetrica con sola P.IVA, 35.000 euro di compensi annui, regime forfettario, primo anno di attivita’ (imposta 5%).Compensi lordi: 35.000 euroReddito forfettario (x 78%): 27.300 euroImposta sostitutiva (5% startup): 1.365 euroContributi GS INPS (26,07% su 27.300): 7.117 euroTotale imposte + contributi: 8.482 euroNetto disponibile: circa 26.518 euroCon la riduzione del 35% sui contributi GS INPS: contributi = 4.626 euro, netto disponibile = 29.009 euro. La riduzione contributiva migliora il netto immediato ma riduce la pensione futura: valutare in base alla propria situazione personale.Domande frequenti Posso fare corsi preparto senza aprire la P.IVA se sono dipendente?No. Se i corsi preparto generano compensi con carattere abituale (anche occasionalmente ricorrente), devono essere dichiarati come reddito di lavoro autonomo. Se si tratta di pochissime occasioni nell’anno (< 5.000 euro e carattere occasionale), potrebbero rientrare nelle prestazioni occasionali senza P.IVA, ma e' un confine sottile da valutare con il consulente fiscale.Il corso preparto e’ soggetto a IVA?Se il corso preparto e’ reso da un’ostetrica abilitata nell’ambito della preparazione alla nascita (attivita’ sanitaria preventiva), e’ esente IVA art. 10 n. 18. Se invece il corso ha prevalentemente contenuto educativo/formativo non sanitario, potrebbe essere soggetto a IVA. La distinzione dipende dal contenuto specifico e va valutata caso per caso.Devo trasmettere al Sistema TS anche per i corsi preparto?Si, se i corsi preparto sono qualificati come prestazioni sanitarie e i partecipanti sono persone fisiche. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). Le spese per corsi preparto sono detraibili al 19% nel 730 del paziente se ricorrono i presupposti di prestazione sanitaria professionale.Conclusione L’ostetrica libera professionista ha di fronte un mercato in crescita: sempre piu’ famiglie cercano un’assistenza perinatale personalizzata che il SSN non riesce a garantire. Sul piano fiscale e previdenziale, il percorso e’ lineare: ATECO 86.21.09, regime forfettario quasi sempre conveniente, Gestione Separata INPS, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Il nodo critico e’ la RC professionale per chi assiste i parti a domicilio.Per aprire la P.IVA da ostetrica, gestire la dichiarazione dei redditi e ottimizzare il carico fiscale e previdenziale, il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Infermiere, Sistema Tessera Sanitaria 2026, Aprire Partita IVA 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 09:00:002026-06-14 18:38:57Partita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributi
CAF, COLF E BADANTIBadante H24: costi turnazione e gestioneBadante H24: costi turnazione e gestioneLassistenza H24 richiede almeno 2 badanti in turnazione. Costo totale mensile: 2 badanti conviventi livello DS: 2.600 euro x 2 = 5.200 euro/mese, contributi INPS: circa 820 euro/mese,…Indice dei contenutiQuanto costa una badante H24Turnazione badanti: come organizzarlaContratto per badante H24Riposi e ferie con assistenza H24Gestione buste paga e contributi H24Quanto costa una badante H24Lassistenza H24 richiede almeno 2 badanti in turnazione. Costo totale mensile: 2 badanti conviventi livello DS: 2.600 euro x 2 = 5.200 euro/mese, contributi INPS: circa 820 euro/mese, totale circa 6.000 euro/mese. Turnazione badanti: come organizzarlaLe formule piu comuni: turni 12 ore (2 badanti), turni settimanali (alternanza 7 giorni), turni 15 giorni. Ogni badante ha diritto a riposi settimanali, ferie annue, permessi. Il coordinamento richiede pianificazione accurata. Contratto per badante H24Si stipulano 2 contratti separati, uno per ciascuna badante. Entrambe: livello DS (assistenza continuativa), retribuzione convivente con vitto e alloggio, orario 54 ore settimanali massimo. Riposi e ferie con assistenza H24Ogni badante ha diritto a: 36 ore consecutive di riposo settimanale, 26 giorni di ferie annue. Durante ferie/riposi, laltra badante copre il turno (se turnazione H24 continuativa) oppure si ricorre a badante sostituta. Gestione buste paga e contributi H24Con 2 badanti: 2 buste paga mensili, 2 versamenti INPS trimestrali, 2 CU annuali. Per semplificare la gestione: CAF Centro Fiscale gestione completa 50 euro/mese (entrambe le badanti). Domande frequenti (FAQ)Quanto costa il servizio?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale UdineServizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro. Prenota consulenza gratuita Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestioneFisioterapisti, Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariOsteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaAliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% (24% per pensionati o già assicurati altrove), circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026; una versione precedente riportava il 26,23%. Corretto anche il codice ATECO del fisioterapista: 86.95.00 (ATECO 2025, dal 1° aprile 2025). Vedi la guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Osteopata e fisioterapista sono due figure professionali spesso confuse dai pazienti, ma con profili normativi, albi professionali, codici ATECO e gestione fiscale distinti. Con l’entrata in vigore della Legge 3/2018 (che ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria) e le evoluzioni normative successive, le differenze si sono chiarite ulteriormente. Questa guida analizza le due figure dal punto di vista fiscale e previdenziale per il 2026.Il fisioterapista: professione sanitaria storicaIl fisioterapista e’ una delle professioni sanitarie piu’ consolidate in Italia, regolamentata dal DM Sanita’ 14 settembre 1994 n. 741 (profilo professionale del fisioterapista). E’ iscritto all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).Albo: Ordine TSRM e PSTRP – sezione FisioterapistiLaurea: Fisioterapia L/SNT2 (triennale abilitante)Codice ATECO: 86.90.21 – Attivita’ dei fisioterapistiCassa previdenziale: Gestione Separata INPS (nessuna cassa autonoma per fisioterapisti)Competenza: riabilitazione fisica, trattamento delle disfunzioni del movimento con tecniche manuali, strumentali e fisicheL’osteopata: professione riconosciuta dalla Legge 3/2018L’osteopatia e’ stata riconosciuta come professione sanitaria dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonche’ disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie”), all’art. 4 e seguenti. Il relativo Ordine professionale degli osteopati e’ stato istituito successivamente.Prima del riconoscimento, gli osteopati erano iscritti a vario titolo in elenchi speciali o esercitavano senza albo specifico. Con la Legge 3/2018 e i decreti attuativi:Albo: Ordine professionale degli osteopati (istituito con DM attuativi della L. 3/2018)Requisiti formativi: percorso formativo universitario o riconosciuto equivalente definito dai decreti attuativiCodice ATECO: 86.90.29 – Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA (nella classificazione vigente)Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS (in assenza di cassa autonoma riconosciuta a pieno regime)Competenza: approccio osteopatico alla salute, manipolazioni del sistema muscolo-scheletrico, fasciale e visceraleDifferenze nei codici ATECOIl codice ATECO determina il coefficiente di redditivita’ nel regime forfettario e, in parte, l’appartenenza alla gestione previdenziale:FiguraCodice ATECODescrizioneCoefficiente forfettarioFisioterapista86.90.21Attivita’ dei fisioterapisti78%Osteopata86.90.29Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA78%Entrambi applicano il coefficiente del 78% nell’allegato alla Legge 190/2014 per le attivita’ sanitarie paramediche.Sistema Tessera Sanitaria: obblighi per osteopata e fisioterapistaEntrambe le figure sono tenute alla trasmissione dei dati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per le prestazioni erogate a pazienti privati che sono detraibili al 19% (spese sanitarie, art. 15 TUIR):Scadenze semestrali: 31 gennaio (per secondo semestre anno precedente) e 30 settembre (per primo semestre anno corrente)Dati da trasmettere: codice fiscale paziente, data documento fiscale, importo, tipo spesaPortale: sistemats.it con credenziali SPID/CNS/CIEEsonero fattura elettronica: per i forfettari che trasmettono al sistema TS, le ricevute/fatture verso pazienti privati possono restare in forma cartaceaRegime forfettario per osteopati e fisioterapistiLe condizioni di accesso al regime forfettario sono le stesse per entrambe le figure:Ricavi annui non superiori a 85.000 euroAssenza delle cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014Esenzione IVA per prestazioni sanitarie riabilitative ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972 (applicabile sia a fisioterapisti che a osteopati riconosciuti)Calcolo imposta per fisioterapista forfettario (esempio)Ricavi: 45.000 euroReddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euroImposta sostitutiva 15%: 35.100 x 15% = 5.265 euroContributi GS INPS 26,07%: 35.100 x 26,07% = 9.151 euro (circa)Deduzione contributi da reddito: si (i contributi previdenziali abbassano la base imponibile del forfettario)Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS per entrambiSia osteopati che fisioterapisti liberi professionisti versano alla Gestione Separata INPS:Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026) per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (es. dipendenti che hanno gia’ copertura INPS da lavoro subordinato pagano aliquota ridotta)Base di calcolo: reddito imponibile (per forfettari: ricavi x 78%)Scadenze: acconto 40% entro 30 giugno; acconto 60% entro 30 novembre; saldo con dichiarazioneRiepilogo comparativoCaratteristicaFisioterapistaOsteopataAlbo professionaleOrdine TSRM e PSTRPOrdine Osteopati (ex L. 3/2018)LaureaL/SNT2 triennale abilitantePercorso ex decreti attuativi L. 3/2018ATECO86.95.00 (dal 1° aprile 2025; prima 86.90.21)86.90.29Coefficiente forfettario78%78%Cassa previdenzialeGestione Separata INPSGestione Separata INPSAliquota GS INPS 202626,07%26,07%Sistema TSObbligatorioObbligatorio (se prestazioni detraibili)IVA prestazioni sanitarieEsente art. 10 DPR 633/72Esente art. 10 DPR 633/72 (se riconosciuto)FAQL’osteopata puo’ anche essere fisioterapista?Si’. Molti professionisti hanno entrambe le qualifiche: laurea in fisioterapia (L/SNT2) e formazione osteopatica riconosciuta. In questo caso sono iscritti a entrambi gli albi e possono scegliere il codice ATECO piu’ appropriato alla loro attivita’ prevalente.Le sedute di osteopatia sono detraibili al 19%?Dipende. Con il riconoscimento ex Legge 3/2018, le prestazioni di osteopati iscritti all’albo riconosciuto con finalita’ terapeutiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili, a condizione che i dati vengano trasmessi al Sistema TS. Si consiglia di verificare i chiarimenti piu’ recenti dell’Agenzia delle Entrate sul tema.Un fisioterapista dipendente del SSN puo’ anche fare il libero professionista?Si’, se non ci sono clausole di esclusiva nel contratto collettivo applicato. In questo caso versera’ contributi INPS sia come dipendente (tramite il datore di lavoro) sia come libero professionista alla Gestione Separata (con aliquota ridotta, di solito intorno al 24% per chi ha gia’ copertura previdenziale obbligatoria).ConclusioneOsteopata e fisioterapista condividono molti aspetti fiscali (coefficiente 78%, Gestione Separata INPS, sistema TS, esenzione IVA), ma si differenziano per albo professionale e codice ATECO. Con il riconoscimento della Legge 3/2018, gli osteopati hanno ora un quadro normativo piu’ chiaro che consente una gestione fiscale pienamente regolare.Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 17:00:002026-09-04 12:15:31Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Pagina 56 di 190«‹5455565758›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Fisioterapisti, Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariOsteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaAliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% (24% per pensionati o già assicurati altrove), circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026; una versione precedente riportava il 26,23%. Corretto anche il codice ATECO del fisioterapista: 86.95.00 (ATECO 2025, dal 1° aprile 2025). Vedi la guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026Osteopata e fisioterapista sono due figure professionali spesso confuse dai pazienti, ma con profili normativi, albi professionali, codici ATECO e gestione fiscale distinti. Con l’entrata in vigore della Legge 3/2018 (che ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria) e le evoluzioni normative successive, le differenze si sono chiarite ulteriormente. Questa guida analizza le due figure dal punto di vista fiscale e previdenziale per il 2026.Il fisioterapista: professione sanitaria storicaIl fisioterapista e’ una delle professioni sanitarie piu’ consolidate in Italia, regolamentata dal DM Sanita’ 14 settembre 1994 n. 741 (profilo professionale del fisioterapista). E’ iscritto all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).Albo: Ordine TSRM e PSTRP – sezione FisioterapistiLaurea: Fisioterapia L/SNT2 (triennale abilitante)Codice ATECO: 86.90.21 – Attivita’ dei fisioterapistiCassa previdenziale: Gestione Separata INPS (nessuna cassa autonoma per fisioterapisti)Competenza: riabilitazione fisica, trattamento delle disfunzioni del movimento con tecniche manuali, strumentali e fisicheL’osteopata: professione riconosciuta dalla Legge 3/2018L’osteopatia e’ stata riconosciuta come professione sanitaria dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonche’ disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie”), all’art. 4 e seguenti. Il relativo Ordine professionale degli osteopati e’ stato istituito successivamente.Prima del riconoscimento, gli osteopati erano iscritti a vario titolo in elenchi speciali o esercitavano senza albo specifico. Con la Legge 3/2018 e i decreti attuativi:Albo: Ordine professionale degli osteopati (istituito con DM attuativi della L. 3/2018)Requisiti formativi: percorso formativo universitario o riconosciuto equivalente definito dai decreti attuativiCodice ATECO: 86.90.29 – Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA (nella classificazione vigente)Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS (in assenza di cassa autonoma riconosciuta a pieno regime)Competenza: approccio osteopatico alla salute, manipolazioni del sistema muscolo-scheletrico, fasciale e visceraleDifferenze nei codici ATECOIl codice ATECO determina il coefficiente di redditivita’ nel regime forfettario e, in parte, l’appartenenza alla gestione previdenziale:FiguraCodice ATECODescrizioneCoefficiente forfettarioFisioterapista86.90.21Attivita’ dei fisioterapisti78%Osteopata86.90.29Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA78%Entrambi applicano il coefficiente del 78% nell’allegato alla Legge 190/2014 per le attivita’ sanitarie paramediche.Sistema Tessera Sanitaria: obblighi per osteopata e fisioterapistaEntrambe le figure sono tenute alla trasmissione dei dati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per le prestazioni erogate a pazienti privati che sono detraibili al 19% (spese sanitarie, art. 15 TUIR):Scadenze semestrali: 31 gennaio (per secondo semestre anno precedente) e 30 settembre (per primo semestre anno corrente)Dati da trasmettere: codice fiscale paziente, data documento fiscale, importo, tipo spesaPortale: sistemats.it con credenziali SPID/CNS/CIEEsonero fattura elettronica: per i forfettari che trasmettono al sistema TS, le ricevute/fatture verso pazienti privati possono restare in forma cartaceaRegime forfettario per osteopati e fisioterapistiLe condizioni di accesso al regime forfettario sono le stesse per entrambe le figure:Ricavi annui non superiori a 85.000 euroAssenza delle cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014Esenzione IVA per prestazioni sanitarie riabilitative ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972 (applicabile sia a fisioterapisti che a osteopati riconosciuti)Calcolo imposta per fisioterapista forfettario (esempio)Ricavi: 45.000 euroReddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euroImposta sostitutiva 15%: 35.100 x 15% = 5.265 euroContributi GS INPS 26,07%: 35.100 x 26,07% = 9.151 euro (circa)Deduzione contributi da reddito: si (i contributi previdenziali abbassano la base imponibile del forfettario)Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS per entrambiSia osteopati che fisioterapisti liberi professionisti versano alla Gestione Separata INPS:Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026) per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (es. dipendenti che hanno gia’ copertura INPS da lavoro subordinato pagano aliquota ridotta)Base di calcolo: reddito imponibile (per forfettari: ricavi x 78%)Scadenze: acconto 40% entro 30 giugno; acconto 60% entro 30 novembre; saldo con dichiarazioneRiepilogo comparativoCaratteristicaFisioterapistaOsteopataAlbo professionaleOrdine TSRM e PSTRPOrdine Osteopati (ex L. 3/2018)LaureaL/SNT2 triennale abilitantePercorso ex decreti attuativi L. 3/2018ATECO86.95.00 (dal 1° aprile 2025; prima 86.90.21)86.90.29Coefficiente forfettario78%78%Cassa previdenzialeGestione Separata INPSGestione Separata INPSAliquota GS INPS 202626,07%26,07%Sistema TSObbligatorioObbligatorio (se prestazioni detraibili)IVA prestazioni sanitarieEsente art. 10 DPR 633/72Esente art. 10 DPR 633/72 (se riconosciuto)FAQL’osteopata puo’ anche essere fisioterapista?Si’. Molti professionisti hanno entrambe le qualifiche: laurea in fisioterapia (L/SNT2) e formazione osteopatica riconosciuta. In questo caso sono iscritti a entrambi gli albi e possono scegliere il codice ATECO piu’ appropriato alla loro attivita’ prevalente.Le sedute di osteopatia sono detraibili al 19%?Dipende. Con il riconoscimento ex Legge 3/2018, le prestazioni di osteopati iscritti all’albo riconosciuto con finalita’ terapeutiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili, a condizione che i dati vengano trasmessi al Sistema TS. Si consiglia di verificare i chiarimenti piu’ recenti dell’Agenzia delle Entrate sul tema.Un fisioterapista dipendente del SSN puo’ anche fare il libero professionista?Si’, se non ci sono clausole di esclusiva nel contratto collettivo applicato. In questo caso versera’ contributi INPS sia come dipendente (tramite il datore di lavoro) sia come libero professionista alla Gestione Separata (con aliquota ridotta, di solito intorno al 24% per chi ha gia’ copertura previdenziale obbligatoria).ConclusioneOsteopata e fisioterapista condividono molti aspetti fiscali (coefficiente 78%, Gestione Separata INPS, sistema TS, esenzione IVA), ma si differenziano per albo professionale e codice ATECO. Con il riconoscimento della Legge 3/2018, gli osteopati hanno ora un quadro normativo piu’ chiaro che consente una gestione fiscale pienamente regolare.Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 17:00:002026-09-04 12:15:31Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026