CAF, COLF E BADANTIContributi Colf e Badanti 2026: Aliquote, Scadenze e Novità INPSContributi BadanteI contributi colf e badanti 2026 hanno subito importanti aggiornamenti con le nuove aliquote INPS entrate in vigore dal 1° gennaio 2026. Molte famiglie si trovano in difficoltà nel capire quanto devono versare, quando pagare e come calcolare correttamente i contributi per i lavoratori domestici.Con il rinnovo del CCNL Lavoro Domestico 2026, sono cambiati non solo gli stipendi minimi, ma anche le aliquote contributive applicate da INPS e CassaColf. In questa guida completa trovi tutte le informazioni aggiornate: le scadenze trimestrali 2026, le nuove aliquote per colf e badanti, come calcolare l’importo esatto e quali sono le agevolazioni fiscali disponibili per le famiglie.Se hai una colf o una badante assunta regolarmente, devi versare i contributi previdenziali entro scadenze precise. Il mancato pagamento comporta sanzioni pesanti e la perdita delle tutele previdenziali per il lavoratore. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire tutti gli adempimenti in modo semplice e sicuro. Indice dei contenutiNovità Contributi Colf e Badanti 2026Aliquote Contributive 2026: Tabelle CompleteScadenze Trimestrali Contributi 2026Come Calcolare i Contributi Colf e BadantiDifferenze tra Colf e Badanti a Livello ContributivoCassaColf: Cos’è e Quanto Si PagaCome Versare i Contributi: Procedura Passo PassoAgevolazioni Fiscali per le FamiglieSanzioni per Mancato o Ritardato PagamentoDomande FrequentiNovità Contributi Colf e Badanti 2026 Il 2026 ha portato importanti cambiamenti nel sistema contributivo per i lavoratori domestici. L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 12 del 15 gennaio 2026 con le nuove istruzioni operative e le tabelle aggiornate delle aliquote contributive.Principali Novità 2026Aumento aliquote contributive: l’aliquota INPS per i lavoratori domestici è aumentata dello 0,15% rispetto al 2025Nuovi minimali contributivi: adeguati all’inflazione con incremento del 3,2%CassaColf 2026: aumento del contributo mensile da 7,49 euro a 7,85 euroSemplificazione procedura F24: nuovo codice tributo CLAV per pagamenti unificatiNuova piattaforma digitale: INPS ha rilasciato il portale “MyLavoro Domestico” per gestione autonoma contributiLe nuove aliquote 2026 si applicano a tutte le contribuzioni versate dal 1° gennaio 2026 in poi, compresi i contributi relativi al quarto trimestre 2025 (che si pagano a gennaio 2026).Cosa Cambia per le FamigliePer una famiglia con una badante convivente a tempo pieno (54 ore settimanali), l’aumento contributivo si traduce in circa 12-15 euro in più al trimestre. Non sembra molto, ma su base annua significa circa 50-60 euro di costi aggiuntivi.Inoltre, con l’adeguamento del CCNL, anche gli stipendi minimi sono aumentati di circa 40 euro al mese, il che incide proporzionalmente sul calcolo dei contributi (che si basano sullo stipendio effettivo).Aliquote Contributive 2026: Tabelle Complete Le aliquote contributive colf e badanti 2026 variano in base a tre fattori principali:Orario di lavoro (inferiore o superiore a 24 ore settimanali)Tipo di rapporto (tempo determinato o indeterminato)Retribuzione effettiva (superiore o inferiore ai minimali contrattuali)Tabella Aliquote Contributive INPS 2026Tipo rapportoOrarioAliquota totaleQuota datoreQuota lavoratoreRapporto indeterminato< 24 ore/sett27,97%22,07%5,90%Rapporto indeterminato≥ 24 ore/sett29,97%24,07%5,90%Rapporto determinato< 24 ore/sett29,57%23,67%5,90%Rapporto determinato≥ 24 ore/sett31,57%25,67%5,90%Come si leggono queste aliquote?La quota datore di lavoro (la famiglia) è la parte che paga il datore, circa l’80% del totaleLa quota lavoratore (colf/badante) è trattenuta direttamente dalla busta pagaL’aliquota si applica sulla retribuzione effettiva o sul minimale contrattuale, quale dei due è maggioreEsempio pratico: Una badante convivente (54 ore settimanali, rapporto indeterminato) con stipendio mensile lordo di 1.200 euro pagherà contributi così:Aliquota applicabile: 29,97%Base contributiva mensile: 1.200 euroContributi totali al mese: 1.200 × 29,97% = 359,64 euroQuota famiglia (24,07%): 288,84 euroQuota badante (5,90%): 70,80 euro (trattenuti in busta paga)Contributi Minimi Orari 2026L’INPS ha fissato anche i contributi minimi orari per chi paga i lavoratori domestici a ore:Orario settimanaleContributo orario minimoContributo orario effettivoFino a 24 ore1,72 euro/oraCalcolato su paga effettivaOltre 24 ore1,85 euro/oraCalcolato su paga effettivaSe la retribuzione oraria effettiva è superiore al minimale contrattuale, i contributi si calcolano sulla paga reale. Se invece è inferiore, si applicano comunque i minimali contributivi.Scadenze Trimestrali Contributi 2026 I contributi INPS per colf e badanti si pagano trimestralmente con scadenze fisse. Ogni trimestre si versano i contributi relativi ai tre mesi precedenti.Calendario Scadenze Contributi 2026ScadenzaTrimestre di riferimentoPeriodo contributi10 aprile 20261° trimestre 2026Gennaio – Marzo 202610 luglio 20262° trimestre 2026Aprile – Giugno 202610 ottobre 20263° trimestre 2026Luglio – Settembre 202610 gennaio 20274° trimestre 2026Ottobre – Dicembre 2026⚠️ ATTENZIONE: Se la scadenza cade di sabato o domenica, il pagamento slitta al primo giorno lavorativo successivo senza sanzioni.Cosa Succede se Pago in Ritardo?Il ritardo nel pagamento dei contributi comporta sanzioni progressive:Entro 1 mese di ritardo: sanzione del 2,5% + interessi legaliDa 1 a 12 mesi: sanzione del 7,5% + interessiOltre 12 mesi: sanzione del 10% + interessi + possibile denuncia INPSInoltre, il mancato pagamento priva il lavoratore delle tutele previdenziali (malattia, maternità, infortunio) e può portare a contenziosi legali.Come Calcolare i Contributi Colf e Badanti Il calcolo dei contributi per colf e badanti può sembrare complesso, ma seguendo una procedura chiara diventa semplice.Formula di Calcolo BaseContributi trimestrali = Retribuzione mensile lorda × 3 mesi × Aliquota contributivaDove:Retribuzione mensile lorda = stipendio base + eventuali maggiorazioni (vitto/alloggio convenzionale per conviventi)Aliquota contributiva = quella della tabella INPS 2026 in base all’orarioEsempio Pratico: Badante ConviventeSituazione: Badante convivente, 54 ore settimanali, livello CS, stipendio 1.196 euro/mese (CCNL 2026), rapporto indeterminato.PASSO 1: Calcola la retribuzione mensile lorda convenzionaleStipendio base: 1.196 euroVitto e alloggio convenzionale: 7,70 euro/giorno × 30 giorni = 231 euroRetribuzione lorda convenzionale: 1.196 + 231 = 1.427 euroPASSO 2: Applica l’aliquota contributivaOrario ≥ 24 ore, rapporto indeterminato → aliquota 29,97%Contributi mensili: 1.427 × 29,97% = 427,67 euroPASSO 3: Calcola contributi trimestraliContributi trimestre: 427,67 × 3 mesi = 1.283 euroQuota famiglia (24,07%): 1.029 euroQuota badante (5,90%): 254 euro (già trattenuti in busta paga)PASSO 4: Aggiungi CassaColfCassaColf trimestrale: 7,85 euro × 3 mesi = 23,55 euroTOTALE DA VERSARE: 1.283 + 23,55 = 1.306,55 euroEsempio Pratico: Colf a OreSituazione: Colf part-time, 20 ore settimanali, paga oraria 8 euro, rapporto indeterminato.PASSO 1: Calcola retribuzione mensileOre settimanali: 20Ore mensili (media): 20 × 4,33 = 86,6 oreRetribuzione mensile: 86,6 × 8 euro = 692,80 euroPASSO 2: Applica aliquotaOrario < 24 ore, rapporto indeterminato → aliquota 27,97%Contributi mensili: 692,80 × 27,97% = 193,78 euroPASSO 3: Calcola contributi trimestraliContributi trimestre: 193,78 × 3 = 581,34 euro+ CassaColf: 23,55 euroTOTALE: 604,89 euro📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Contributi Colf e Badanti 2026 Quanto si paga di contributi per una badante nel 2026?Per una badante convivente (54 ore settimanali) livello CS con stipendio 1.196 euro al mese, i contributi trimestrali sono circa 1.300 euro (circa 430 euro al mese), di cui 1.029 euro a carico della famiglia e 254 euro trattenuti dalla busta paga della badante.Quando si pagano i contributi INPS per colf e badanti?I contributi si pagano trimestralmente con queste scadenze: 10 aprile (1° trimestre), 10 luglio (2° trimestre), 10 ottobre (3° trimestre), 10 gennaio dell’anno successivo (4° trimestre). Ogni versamento copre i tre mesi precedenti.Come si calcolano i contributi per una colf a ore?I contributi per una colf a ore si calcolano moltiplicando la retribuzione mensile lorda per l’aliquota contributiva (27,97% se lavora meno di 24 ore settimanali, 29,97% se lavora 24 ore o piu). Alla retribuzione mensile lorda si applica l’aliquota e si moltiplica per 3 per ottenere il contributo trimestrale.Posso dedurre i contributi per la badante dalla dichiarazione dei redditi?Si, i contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili dal reddito fino a un massimo di 1.549 euro annui. Inoltre, se la badante assiste una persona non autosufficiente, puoi detrarre il 19% delle spese di assistenza fino a 2.100 euro (risparmio massimo 399 euro).Cosa succede se non pago i contributi per la badante?Il mancato pagamento comporta sanzioni dal 2,5% al 10% dell’importo dovuto piu interessi legali. Inoltre, il lavoratore perde le tutele previdenziali (malattia, maternita, infortunio) e tu non puoi detrarre o dedurre i costi nella dichiarazione dei redditi. In caso di lavoro nero, le sanzioni vanno da 1.500 a 12.000 euro.ConclusioneI contributi colf e badanti 2026 rappresentano un obbligo importante per le famiglie che assumono lavoratori domestici. Con le nuove aliquote INPS e l’aumento degli stipendi minimi previsti dal CCNL, i costi sono leggermente aumentati rispetto al 2025, ma le agevolazioni fiscali disponibili permettono di recuperare fino a 900-1.000 euro all’anno tra deduzioni e detrazioni.La cosa piu importante e versare i contributi regolarmente e nei tempi previsti per evitare sanzioni e garantire le tutele previdenziali al lavoratore. Le scadenze trimestrali (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio) sono fisse e vanno rispettate scrupolosamente.Se hai dubbi sul calcolo dei contributi o sulla gestione delle pratiche, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per soli 25 euro a trimestre. Ti liberi di ogni preoccupazione e hai la certezza di essere sempre in regola con l’INPS.Hai Bisogno di Aiuto con i Contributi Colf e Badanti? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre un servizio completo per la gestione dei contributi:Calcolo preciso dei contributi trimestraliCompilazione e invio modello F24Gestione scadenze e promemoria automaticiAssistenza dichiarazione redditi per detrazioni e deduzioniConsulenza su CCNL e normativa lavoro domesticoServizio trimestrale: solo 25 euroContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Approfondimenti CorrelatiScopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:Costo Badante Convivente 2026 – Tabelle complete con tutti i costi mensili e annualiCCNL Colf e Badanti 2026 – Stipendi minimi, livelli contrattuali e novitaDichiarazione 730 2026 – Come detrarre le spese per colf e badantiDetrazioni Fiscali 2026 – Tutte le agevolazioni per le famiglieCome Assumere una Badante – Guida passo passo alla proceduraCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleFebbraio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Contributi-Badanti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-05 08:17:062026-09-28 20:52:05Contributi Colf e Badanti 2026: Aliquote, Scadenze e Novità INPS
Fatture in Cloud, GESTIONE PARTITA IVAFatture in Cloud Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Opinioni Reali Indice dei contenutiPrezzi e Piani Fatture in Cloud 2026Funzionalità PrincipaliPro e ControPer Chi è Adatto?Domande FrequentiFatture in Cloud è uno dei software di fatturazione elettronica più diffusi in Italia, sviluppato da TeamSystem, azienda leader nel settore dei software gestionali. Con oltre 500.000 utenti attivi, rappresenta una delle soluzioni più complete per la gestione della fatturazione elettronica.In questa recensione completa di Fatture in Cloud 2026 analizzeremo prezzi aggiornati, funzionalità, pro e contro per aiutarti a capire se è la soluzione giusta per la tua attività. Particolare attenzione al Piano Forfettari a soli 48 euro/anno, una delle novità più interessanti per chi opera in regime forfettario.Prezzi e Piani Fatture in Cloud 2026 Fatture in Cloud offre 4 piani tariffari per adattarsi a diverse esigenze. Tutti i prezzi sono IVA esclusa e includono la prova gratuita di 31 giorni senza carta di credito.PianoPrezzo/AnnoPrezzo/MeseDocumentiIdeale perStandard Forfettari48 euro 1 anno (poi 96 euro)4 euro100/annoForfettariStandard144 euro12 euro400/annoProfessionistiPremium252 euro21 euroIllimitatiPMIComplete612 euro51 euroIllimitatiAziende strutturatePiano Standard Forfettari: La Novità 2026Il Piano Standard Forfettari è pensato specificamente per chi opera in regime forfettario: 48 euro il primo anno, poi 96 euro dal rinnovo, per 100 documenti l’anno. È la scelta ideale per chi ha aperto da poco una partita IVA e vuole un software professionale senza spendere troppo, tenendo conto dell’aumento al secondo anno.Cosa include ogni pianoTutti i piani includono:Fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI)Conservazione sostitutiva a norma per 10 anni (inclusa nel prezzo)Gestione preventivi e ordiniSistema Tessera Sanitaria: disponibile solo dal piano Premium (252 euro/anno)App mobile iOS e AndroidAssistenza clienti in italianoI piani Premium e Complete aggiungono: documenti illimitati, solleciti automatici, sincronizzazione Google Calendar, multi-magazzino e funzionalità avanzate per team.Funzionalità Principali di Fatture in Cloud Fatturazione Elettronica CompletaFatture in Cloud gestisce l’intero ciclo della fatturazione elettronica:Emissione fatture in formato XML conformeInvio automatico al Sistema di InterscambioRicezione e gestione fatture passiveNotifiche in tempo reale sullo stato (accettata, rifiutata, consegnata)Fatturazione verso Pubblica AmministrazioneConservazione SostitutivaLa conservazione sostitutiva a norma è inclusa in tutti i piani. Le fatture vengono conservate digitalmente per 10 anni, come richiesto dalla legge, senza costi aggiuntivi.App MobileL’app per iOS e Android permette di:Creare e inviare fatture ovunque ti troviControllare lo stato dei pagamentiVisualizzare report e statisticheRicevere notifiche push sulle fattureIntegrazioniFatture in Cloud si integra con:Banche per riconciliazione automatica dei pagamentiE-commerce (WooCommerce, Shopify, PrestaShop)Gestionali e software di contabilitàCRM e strumenti di produttivitàPro e Contro di Fatture in Cloud ProInterfaccia intuitiva – Facile da usare anche per chi non è espertoConservazione inclusa – Nessun costo aggiuntivo per la conservazione a normaApp mobile completa – Gestisci tutto da smartphoneOttime integrazioni – Si collega a banche, e-commerce e gestionaliAssistenza in italiano – Supporto clienti rapido e competentePiano Forfettari – Solo 48 euro/anno per chi è in regime forfettarioProva gratuita – 31 giorni per testare senza impegnoControCosto superiore alla media – Più caro di alternative come Aruba (29,90 euro/anno)Limite 400 documenti – Sui piani Standard e Standard ForfettariAlcune funzioni solo Premium – Solleciti automatici e multi-utente richiedono upgradeCurva di apprendimento – Molte funzionalità possono disorientare all’inizioFatture in Cloud: Per Chi è Adatto? ForfettariCon il Piano Standard Forfettari a 48 euro/anno, Fatture in Cloud diventa accessibile anche per chi ha appena aperto partita IVA. È la scelta giusta se vuoi un software professionale con interfaccia moderna e tutte le funzionalità essenziali.Professionisti e FreelanceIl Piano Standard (144 euro/anno) è ideale per professionisti che emettono fino a 400 fatture l’anno e cercano un software affidabile con buone integrazioni.PMI e Ditte StrutturateIl Piano Premium (252 euro/anno) è pensato per chi ha bisogno di documenti illimitati, gestione multi-utente e funzionalità avanzate come solleciti automatici.Professionisti sanitariSe ti serve il Sistema Tessera Sanitaria, valuta anche Fatturazione Italia: il piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture) lo include già, a differenza di Fatture in Cloud dove serve il Premium a 252 euro. Prezzo bloccato 3 anni e codice destinatario unico JKKZDGR.Quando NON scegliere Fatture in CloudSe il tuo unico obiettivo è risparmiare al massimo, esistono alternative più economiche come Aruba (29,90 euro/anno) o il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate. Fatture in Cloud conviene a chi cerca qualità, integrazioni e un’esperienza utente superiore.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande Frequenti su Fatture in Cloud Quanto costa Fatture in Cloud nel 2026?I prezzi di Fatture in Cloud nel 2026 partono da 48 euro il primo anno (poi 96 euro dal rinnovo) per il Piano Standard Forfettari, 100 documenti l’anno. Il Piano Standard costa 144 euro/anno (12 euro/mese), il Premium 252 euro/anno (21 euro/mese, unico piano con Sistema TS) e il Complete 612 euro/anno (51 euro/mese). Tutti i prezzi sono IVA esclusa e includono la conservazione sostitutiva.Fatture in Cloud è adatto ai forfettari?Sì, Fatture in Cloud offre un piano dedicato ai forfettari a 48 euro il primo anno (poi 96 euro dal rinnovo). Questo piano include tutte le funzionalità essenziali: fatturazione elettronica, conservazione sostitutiva, app mobile e fino a 100 documenti all’anno (il Sistema Tessera Sanitaria è disponibile solo dal Premium). È un’ottima scelta per chi cerca qualità a un prezzo accessibile, tenendo conto dell’aumento al rinnovo.La conservazione sostitutiva è inclusa?Sì, la conservazione sostitutiva a norma per 10 anni è inclusa in tutti i piani di Fatture in Cloud, senza costi aggiuntivi. Questo è un vantaggio importante rispetto ad alcuni competitor che la fanno pagare a parte.Posso provare gratis Fatture in Cloud?Sì, Fatture in Cloud offre una prova gratuita di 31 giorni senza obbligo di inserire la carta di credito. Al termine della prova puoi decidere se attivare un piano a pagamento o annullare senza costi.Verdetto Finale: Conviene Fatture in Cloud?Fatture in Cloud è una scelta eccellente per chi cerca un software di fatturazione elettronica completo, affidabile e ben supportato. Non è il più economico sul mercato, ma offre un’esperienza utente superiore, ottime integrazioni e un’assistenza clienti di qualità.Il Piano Standard Forfettari a 48 euro/anno rende la piattaforma accessibile anche a chi ha appena iniziato. Se invece cerchi solo il risparmio massimo, valuta alternative come Aruba.Per un confronto completo con tutte le alternative disponibili, leggi la nostra guida: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?Se hai dubbi sulla gestione della fatturazione elettronica o sulla contabilità della tua attività, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.Contattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comUltimo aggiornamento: 31 gennaio 2026. Prezzi verificati su fattureincloud.it.Febbraio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-05 08:00:002026-09-27 09:39:23Fatture in Cloud Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Opinioni Reali
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATORiscatto Fondo Pensione 2026: Guida Completa alle OpzioniIl riscatto del fondo pensione è la possibilità di recuperare, in tutto o in parte, il capitale accumulato nella previdenza complementare prima del pensionamento o al termine dell’attività lavorativa. Con le novità introdotte nel 2026, le opzioni di riscatto si sono ampliate, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori. Capire quando e come richiedere il riscatto è fondamentale per ottimizzare la propria posizione previdenziale e fiscale. Indice dei contenutiCos’è il Riscatto del Fondo PensioneOpzioni di Riscatto DisponibiliRiscatto Totale: Requisiti e CasisticheRiscatto Parziale e AnticipazioniRITA e FIP: Alternative al RiscattoNovità Normative 2026Tassazione del RiscattoQuando Conviene RiscattareProcedura per Richiedere il RiscattoDomande FrequentiCos’è il Riscatto del Fondo Pensione Il riscatto del fondo pensione consente di recuperare il capitale maturato nella previdenza complementare (fondi pensione aperti, chiusi, PIP) in forma di capitale anziché di rendita. Si tratta di una facoltà riconosciuta dalla normativa in specifiche situazioni personali o lavorative.La previdenza complementare è nata per integrare la pensione pubblica INPS. I lavoratori versano contributi volontari che, insieme ai contributi del datore di lavoro (nel caso di fondi negoziali), formano un montante rivalutato nel tempo. Al pensionamento, il lavoratore può scegliere tra:Rendita vitalizia: una pensione mensile aggiuntiva a quella INPSCapitale: fino al 50% del montante in unica soluzione (o 100% in casi particolari)Riscatto: recupero totale o parziale del capitale prima del pensionamentoIl riscatto si differenzia dall’erogazione pensionistica perché avviene prima del pensionamento o in situazioni eccezionali che impediscono di attendere la maturazione dei requisiti pensionistici.Opzioni di Riscatto Disponibili La normativa sulla previdenza complementare (D.Lgs. 252/2005) prevede diverse opzioni di riscatto, ciascuna legata a specifici requisiti:1. Riscatto TotaleRecupero del 100% del capitale maturato. È possibile nei seguenti casi:Perdita dei requisiti di partecipazione (es. cambio settore senza fondo pensione)Cessazione attività lavorativa con disoccupazione superiore a 12 mesi (o 48 mesi se per pensionamento)Invalidità permanente con riduzione capacità lavorativa superiore al 66%Morte dell’iscritto (il capitale va agli eredi)2. Riscatto ParzialeRecupero del 50% del capitale per esigenze personali straordinarie:Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari (entro 5 anni dall’iscrizione)Acquisto prima casa per sé o per i figli (entro 8 anni dall’iscrizione)Ristrutturazione prima casa (entro 8 anni dall’iscrizione)Il riscatto parziale può essere richiesto una sola volta nella vita del fondo.3. Anticipazioni (FIP)Diversamente dal riscatto, le anticipazioni (chiamate anche FIP – Forme di Impiego Parziale) consentono di prelevare parte del capitale mantenendo attiva la posizione:Fino al 75% per acquisto/ristrutturazione prima casaFino al 75% per spese sanitarieFino al 30% per altre esigenze personali (dopo 8 anni di iscrizione)Le anticipazioni sono più flessibili del riscatto parziale e possono essere richieste più volte, ma riducono il montante finale.Riscatto Totale: Requisiti e Casistiche Il riscatto totale del fondo pensione è ammesso solo in casi tassativi previsti dalla legge. Vediamo nel dettaglio:Perdita dei Requisiti di PartecipazioneSi verifica quando il lavoratore cambia settore o tipologia contrattuale e non ha più accesso al fondo pensione di categoria. Ad esempio:Passaggio da lavoro dipendente a autonomoCambio settore con fondo negoziale diversoUscita da albo professionale con fondo dedicatoIn questi casi, l’iscritto può riscattare il 100% del capitale oppure trasferirlo a un altro fondo compatibile.Disoccupazione ProlungataSe l’iscritto perde il lavoro e rimane disoccupato per oltre 12 mesi continuativi, può richiedere il riscatto totale. Requisiti:Stato di disoccupazione certificato (NASpI, DID Plus)Assenza di reddito da lavoro per almeno 12 mesiPossibilità di attendere 48 mesi se la disoccupazione precede il pensionamento (in questo caso il riscatto è più vantaggioso fiscalmente)Invalidità PermanenteIn caso di invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa superiore al 66%, l’iscritto può riscattare l’intero capitale. Serve:Certificazione medico-legale INPS o ASLRiconoscimento invalidità con percentuale ≥ 66%Morte dell’IscrittoAlla morte dell’iscritto, il capitale del fondo pensione viene riscattato dagli eredi legittimi o dai beneficiari designati. Il capitale non rientra nell’eredità (non serve successione) ma viene erogato direttamente dal fondo.Riscatto Parziale e Anticipazioni Il riscatto parziale consente di recuperare fino al 50% del montante per esigenze straordinarie, senza chiudere la posizione previdenziale.Spese SanitarieIl riscatto parziale per spese sanitarie è ammesso per:Terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubblicheEntro 5 anni dall’iscrizione al fondoDocumentazione medica attestante la necessitàEsempi: interventi chirurgici non coperti da SSN, terapie oncologiche, riabilitazione post-trauma.Acquisto Prima CasaIl riscatto parziale per acquisto prima casa è consentito:Per sé o per i figli fiscalmente a caricoEntro 8 anni dall’iscrizione al fondoSolo per prima casa (requisiti ex legge 104/92)Serve il compromesso o il contratto preliminare di acquisto.Ristrutturazione Prima CasaAnche per la ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro) della prima casa è possibile il riscatto parziale, con stessi limiti temporali (8 anni).Differenza con le Anticipazioni (FIP)Mentre il riscatto parziale è limitato al 50% e può essere richiesto una sola volta, le anticipazioni FIP offrono maggiore flessibilità:75% per casa e sanità30% per altre esigenze (dopo 8 anni)Richiedibili più volteMolti fondi preferiscono regolamentare le anticipazioni piuttosto che i riscatti parziali.RITA e FIP: Alternative al Riscatto Oltre al riscatto classico, la normativa prevede due strumenti alternativi che consentono di utilizzare il capitale del fondo pensione senza chiudere definitivamente la posizione.RITA – Rendita Integrativa Temporanea AnticipataLa RITA è una rendita erogata dal fondo pensione a lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa ma non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione pubblica. Requisiti:Almeno 20 anni di contribuzione nella previdenza obbligatoriaAlmeno 5 anni al pensionamento di vecchiaiaCessazione attività lavorativaIscrizione al fondo da almeno 5 anniLa RITA consente di trasformare il capitale in rendita mensile per il periodo che manca alla pensione (massimo 10 anni). Vantaggi fiscali: tassazione agevolata al 15% (ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15°, fino al 9%).FIP – Forme di Impiego Parziale (Anticipazioni)Le FIP sono anticipazioni sul capitale che il lavoratore può richiedere durante la fase di accumulo, mantenendo attiva la posizione. Come già visto:75% per prima casa e sanità30% per altre esigenze (dopo 8 anni)Le FIP sono più convenienti del riscatto parziale perché:Percentuali più alte (75% vs 50%)Richiedibili più volteTassazione separata (non si somma al reddito annuale)Novità Normative 2026 sulla Previdenza ComplementareLa Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune novità rilevanti per la previdenza complementare e il riscatto dei fondi pensione.1. Estensione RITA ai Lavoratori AutonomiDal 2026, anche i lavoratori autonomi e liberi professionisti possono accedere alla RITA, purché abbiano cessato l’attività e maturato i requisiti contributivi. Prima la RITA era riservata ai soli dipendenti.2. Semplificazione Anticipazioni per Prima CasaÈ stato semplificato l’iter per richiedere anticipazioni FIP per acquisto prima casa: non serve più il vincolo degli 8 anni di iscrizione se l’iscritto ha almeno 3 anni di contribuzione effettiva.3. Tassazione Agevolata su RITA per Over 65Per chi accede alla RITA dopo i 65 anni, la tassazione scende ulteriormente: aliquota base al 12% (invece del 15%), sempre con riduzione progressiva fino al 9%.4. Riscatto in Caso di Mobilità LavorativaViene introdotto un riscatto agevolato (50% del capitale, tassazione ordinaria) per chi cambia settore lavorativo e non può trasferire la posizione in un fondo compatibile, senza attendere i 12 mesi di disoccupazione.5. Incremento Deducibilità Contributi VolontariIl limite di deducibilità fiscale dei contributi volontari ai fondi pensione sale da 5.164,57 euro a 5.500 euro annui, incentivando l’adesione alla previdenza complementare.Tassazione del Riscatto del Fondo Pensione La tassazione del riscatto dipende dalla motivazione e dalla tempistica. Esistono due regimi fiscali:Tassazione Agevolata (15% – 9%)Si applica quando il riscatto avviene per:Pensionamento (erogazione in capitale fino al 50%)RITA (rendita integrativa temporanea)Invalidità permanente ≥ 66%Disoccupazione da 48 mesi (prossimi al pensionamento)L’aliquota base è del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° di partecipazione al fondo, fino a un minimo del 9%. Esempio:20 anni di fondo → 15% – (5 × 0,30%) = 13,50%35 anni di fondo → 15% – (20 × 0,30%) = 9%Tassazione Ordinaria (23% – 43%)Si applica nei riscatti per:Perdita requisiti di partecipazioneDisoccupazione 12-47 mesiRiscatto parziale (spese sanitarie, prima casa)Anticipazioni FIPIn questi casi, il capitale riscattato viene tassato come reddito da lavoro, con aliquote IRPEF progressive (23% – 43%). La tassazione è applicata con ritenuta a titolo d’imposta (il fondo trattiene direttamente l’imposta).Tassazione su Quote Versate Pre-2007Le quote di capitale maturate prima del 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005) sono esenti da tassazione in caso di riscatto totale. Serve un conteggio separato del montante pre e post 2007.Tassazione Rendita VitaliziaSe invece del riscatto si sceglie la rendita vitalizia, la tassazione è del 15% – 9% (come sopra) applicata direttamente su ogni rata mensile.Quando Conviene Riscattare il Fondo PensioneLa decisione di riscattare il fondo pensione deve essere valutata attentamente, considerando sia aspetti fiscali che previdenziali.Conviene Riscattare SE:Necessità economica urgente: spese mediche, perdita lavoro, difficoltà finanziarieCambio settore lavorativo: se non è possibile trasferire il capitale in un nuovo fondoProssimità al pensionamento con tassazione agevolata: disoccupazione da 48 mesi → tassazione 15%-9%Rendimenti bassi del fondo: se il fondo ha performance negative, può convenire riscattare e investire altroveAccesso a RITA: se mancano pochi anni al pensionamento, la RITA offre liquidità immediata con tassazione agevolataNON Conviene Riscattare SE:Tassazione ordinaria elevata: con IRPEF al 38-43%, il riscatto è molto onerosoPochi anni al pensionamento: meglio attendere e ottenere la tassazione agevolata (15%-9%)Fondo con buoni rendimenti: se il fondo rende il 4-6% annuo, conviene lasciare il capitale investitoAssenza di necessità urgenti: il capitale nel fondo è “protetto” da pignoramenti e offre vantaggi fiscaliAlternative da ValutarePrima di riscattare, considera:Anticipazioni FIP: se serve liquidità parziale, le FIP sono più flessibiliRITA: se hai cessato l’attività, la RITA offre una rendita con tassazione agevolataTrasferimento fondo: se cambi settore, verifica se puoi trasferire la posizioneSospensione contributi: se hai difficoltà economiche, molti fondi consentono di sospendere i versamenti senza riscattareConsulenza PersonalizzataOgni situazione è diversa: età, reddito, anzianità contributiva, aliquota IRPEF, rendimento del fondo. Una simulazione fiscale personalizzata è fondamentale per capire se conviene riscattare o attendere.Procedura per Richiedere il Riscatto del Fondo Pensione La procedura di riscatto varia leggermente da fondo a fondo, ma segue uno schema comune:Step 1: Verifica RequisitiControlla di rientrare in una delle casistiche previste (disoccupazione, invalidità, perdita requisiti, ecc.). Consulta il regolamento del fondo per confermare.Step 2: Raccogli DocumentazioneA seconda della motivazione, serve:Disoccupazione: certificato NASpI, DID Plus, ultima busta pagaInvalidità: verbale invalidità INPS/ASL con percentuale ≥ 66%Spese sanitarie: documentazione medica, preventivi, fatturePrima casa: compromesso, atto di acquisto, certificato residenzaPerdita requisiti: certificazione cambio settore/contrattoStep 3: Compila Modulo RichiestaScarica il modulo di richiesta riscatto dal sito del fondo pensione o richiedilo al CAF. Compila tutti i campi obbligatori:Dati anagrafici e codice fiscaleTipo di riscatto (totale/parziale/anticipazione)Motivazione e allegatiModalità di erogazione (bonifico, assegno)Step 4: Invia RichiestaInvia il modulo al fondo tramite:Area riservata online (se disponibile)PEC (posta certificata)Raccomandata A/RCAF/Patronato: se preferisci assistenza, il CAF può gestire l’intera praticaStep 5: Attendi IstruttoriaIl fondo ha 30-60 giorni per verificare la documentazione e comunicare l’esito. Se mancano documenti, ti contatteranno per integrazioni.Step 6: ErogazioneSe la richiesta è accolta, il fondo liquida il capitale entro 90 giorni dalla comunicazione. L’importo netto (al netto delle imposte trattenute) viene accreditato sul conto corrente indicato.Assistenza CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per il riscatto del fondo pensione:Verifica requisiti e documentazioneSimulazione fiscale per calcolare la convenienzaCompilazione modulisticaInvio pratica al fondoMonitoraggio fino all’erogazioneEvita errori e ritardi: affidati a professionisti esperti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Riscatto Fondo PensioneQuanto tempo ci vuole per riscattare il fondo pensione?Il fondo pensione ha 30-60 giorni per l istruttoria della domanda e altri 90 giorni per erogare il capitale, quindi mediamente 4-5 mesi dal momento della richiesta. I tempi possono allungarsi se manca documentazione.Posso riscattare il fondo pensione se sono ancora occupato?No, il riscatto totale richiede disoccupazione di almeno 12 mesi o perdita dei requisiti di partecipazione. Se sei occupato, puoi richiedere solo anticipazioni FIP (30-75% del capitale) per spese sanitarie, prima casa o altre esigenze dopo 8 anni.Il capitale del fondo pensione rientra nell eredita?No, il capitale del fondo pensione non rientra nell eredita e non serve dichiarazione di successione. Viene erogato direttamente dal fondo agli eredi legittimi o ai beneficiari designati dall iscritto.Posso trasferire il fondo pensione invece di riscattarlo?Si, se cambi settore lavorativo puoi trasferire la posizione in un fondo compatibile (aperto, chiuso, PIP) senza riscattare, mantenendo l anzianita contributiva e i vantaggi fiscali maturati.La RITA e piu conveniente del riscatto totale?Dipende dalla situazione. La RITA offre tassazione agevolata (15%-9%) e liquidita graduale, ma richiede almeno 20 anni di contributi INPS e 5 anni al pensionamento. Se hai urgenza di liquidita totale, il riscatto puo essere l unica opzione.Il riscatto del fondo pensione è uno strumento importante per recuperare liquidità in situazioni di necessità, ma richiede una valutazione attenta degli aspetti fiscali e previdenziali. Le novità 2026 hanno ampliato le opzioni disponibili, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori. Capire quando conviene riscattare, utilizzare la RITA o richiedere anticipazioni FIP è fondamentale per ottimizzare la propria posizione. Una consulenza personalizzata può fare la differenza tra una scelta vantaggiosa e un errore costoso.Richiedi Assistenza per il Riscatto del Fondo Pensione Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la pratica di riscatto del fondo pensione: verifica requisiti, simulazione fiscale, compilazione modulistica e invio domanda.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 14:10:41Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026Novita Cedolino 2026Per le novita specifiche di questo mese, consulta le nostre guide aggiornate:Cedolino Pensione Marzo 2026: date, importi e novita INPS Taglio IRPEF e Arretrati Marzo 2026 Aumenti Pensioni 2026: rivalutazione e… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-19 08:00:002026-02-23 14:11:09Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleFebbraio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-04 20:17:392026-05-31 16:22:44Riscatto Fondo Pensione 2026: Guida Completa alle Opzioni
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 14:10:41Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026Novita Cedolino 2026Per le novita specifiche di questo mese, consulta le nostre guide aggiornate:Cedolino Pensione Marzo 2026: date, importi e novita INPS Taglio IRPEF e Arretrati Marzo 2026 Aumenti Pensioni 2026: rivalutazione e… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-19 08:00:002026-02-23 14:11:09Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026
NOTIZIEDefinizione Agevolata Tributi Comunali 2026: Opportunità per i Cittadini Indice dei contenutiCos’è la Definizione Agevolata dei Tributi ComunaliCome Funziona la Rottamazione ComunaleQuali Debiti Possono Essere SanatiCondizioni e Benefici per i ContribuentiCome Verificare se il Proprio Comune AderisceTermini e Scadenze per AderireDomande FrequentiLa definizione agevolata dei tributi comunali 2026 rappresenta un’opportunità importante per i cittadini che hanno debiti fiscali con gli enti locali. A differenza della rottamazione quinquies gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione dei tributi comunali è una facoltà che ogni comune può decidere autonomamente di attivare attraverso specifici regolamenti comunali.Questa misura consente ai contribuenti di sanare debiti con il comune relativi a IMU, TARI, multe, canoni e altri tributi locali, beneficiando di condizioni agevolate come la riduzione o l’azzeramento di sanzioni e interessi. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali possibilità offre.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la Definizione Agevolata dei Tributi Comunali La definizione agevolata dei tributi comunali è uno strumento normativo previsto dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, commi 221-252, L. 197/2022) che consente ai comuni di istituire una procedura di sanatoria per i debiti tributari locali.Si tratta di una facoltà, non di un obbligo: ogni comune decide autonomamente se aderire, con quali modalità e per quali tributi. Il comune che intende attivare questa misura deve approvare un regolamento comunale di definizione agevolata che stabilisce:I tributi e le entrate rientranti nella sanatoriaLe condizioni di adesione (importi dovuti, riduzioni applicate)I termini e le scadenze per presentare domandaLe modalità di pagamento (rateizzazione, unica soluzione)La normativa statale fornisce solo il quadro di riferimento, ma le condizioni concrete dipendono interamente dalla delibera comunale.Come Funziona la Rottamazione Comunale Il meccanismo della rottamazione tributi comunali si basa su alcuni passaggi chiave:1. Delibera comunaleIl consiglio comunale approva il regolamento di definizione agevolata, stabilendo ambito e condizioni.2. PubblicazioneIl regolamento viene pubblicato sul sito istituzionale del comune, con l’indicazione dei termini per aderire.3. Presentazione domandaIl contribuente presenta istanza di adesione al comune, dichiarando i debiti che intende sanare.4. Liquidazione dell’enteIl comune verifica la posizione debitoria e calcola l’importo dovuto con le agevolazioni previste.5. PagamentoIl contribuente salda l’importo definito, ottenendo l’estinzione del debito.Le agevolazioni tipiche previste dai regolamenti comunali includono:Riduzione o azzeramento delle sanzioni (spesso ridotte al 50% o eliminate)Stralcio degli interessi di mora (totale o parziale)Possibilità di rateizzazione (da 4 a 12 rate, secondo il regolamento)Stralcio dei debiti di importo minimo (es. sotto i 50 euro)Quali Debiti Possono Essere Sanati La definizione agevolata tributi comunali 2026 può riguardare diverse tipologie di entrate locali. I debiti potenzialmente sanabili includono:Tributi comunali:IMU (Imposta Municipale Unica) – annualità pregresse non pagateTARI (Tassa Rifiuti) – tributo rifiuti arretratoTASI (Tassa Servizi Indivisibili) – per annualità fino al 2019TOSAP (Tassa Occupazione Spazi e Aree Pubbliche)Canone Unico Patrimoniale (ex COSAP)ICP (Imposta Comunale Pubblicità)Sanzioni amministrative:Multe per violazioni al Codice della Strada (emesse dal comune)Sanzioni edilizie (abusi edilizi minori)Violazioni regolamenti comunali (commercio, ambiente, ecc.)Altri debiti:Canoni concessori (mercati, aree pubbliche)Proventi da controllo ZTL e parcheggiRette asili e servizi socialiATTENZIONE: Non tutti i comuni includono tutte queste voci. Il perimetro dipende dal regolamento specifico approvato dall’ente.Condizioni e Benefici per i Contribuenti I benefici della definizione agevolata per i cittadini possono essere significativi:Vantaggi economici:Risparmio sulle sanzioni – riduzione fino al 100% delle sanzioni applicateStralcio interessi – eliminazione totale o parziale degli interessi di moraStralcio debiti minimi – azzeramento automatico dei debiti sotto soglia (es. 50-100 euro)Rateizzazione senza interessi – possibilità di dilazionare il pagamentoVantaggi operativi:Regolarizzazione rapida della posizione debitoriaBlocco procedure esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi)Cancellazione iscrizioni a ruolo presso il comuneRilascio certificazioni (DURC, conformità edilizia) dopo la definizioneCondizioni tipiche richieste:Presentazione domanda entro i termini stabiliti dal regolamento comunalePagamento integrale dell’importo definito (o prima rata se rateizzato)Rinuncia a contenziosi pendenti sui debiti oggetto di sanatoriaDecadenza dal beneficio in caso di mancato pagamento delle rate successiveEsempio pratico:Debito IMU 2020-2022: 3.000 euro (tributo) + 900 euro (sanzioni) + 200 euro (interessi) = 4.100 euro totaliCon definizione agevolata: 3.000 euro (tributo) + 0 euro (sanzioni azzerate) + 0 euro (interessi stralciati) = 3.000 euro (risparmio 1.100 euro, -27%)Come Verificare se il Proprio Comune Aderisce Per sapere se il proprio comune ha attivato la definizione agevolata tributi comunali 2026, è necessario effettuare alcune verifiche:1. Sito web istituzionale del comuneConsulta la sezione “Tributi” o “Servizi fiscali” del sito ufficiale del tuo comune. I regolamenti di definizione agevolata sono pubblicati nell’area dedicata alle delibere comunali.2. URP e sportelli tributariRecati presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico o lo sportello tributi del comune per informazioni dirette.3. Richiesta scrittaInvia una PEC o raccomandata al comune chiedendo se è stata deliberata una definizione agevolata per il 2026.4. CAF Centro Fiscale di UdineIl nostro CAF può aiutarti a:Verificare se il comune di residenza ha attivato la sanatoriaControllare la tua posizione debitoria presso l’ente localeCalcolare l’importo dovuto con le agevolazioniCompilare e presentare la domanda di adesioneSeguire l’iter di definizione fino alla chiusura del debitoDocumenti utili da richiedere al comune:Regolamento comunale di definizione agevolata 2026Modulo di adesioneElenco debiti oggetto di sanatoriaPiano di rateizzazione disponibileNOTA IMPORTANTE: Non tutti i comuni italiani hanno aderito. La verifica è essenziale prima di presentare domanda.Termini e Scadenze per AderireI termini per aderire alla definizione agevolata tributi comunali variano da comune a comune. Ogni ente stabilisce autonomamente le scadenze nel proprio regolamento.Scadenze tipiche:Pubblicazione regolamento: gennaio-marzo 2026Termine presentazione domanda: 30-60 giorni dalla pubblicazione (indicativamente marzo-maggio 2026)Liquidazione comunale: entro 60 giorni dalla domandaPagamento unica soluzione: entro 30 giorni dalla comunicazione dell’importoPagamento rateizzato: prima rata alla comunicazione, rate successive con cadenza mensile/trimestraleATTENZIONE alle scadenze:La presentazione della domanda oltre i termini comporta l’esclusione dalla sanatoriaIl mancato pagamento anche di una sola rata determina la decadenza dal beneficioIn caso di decadenza, il debito viene ripristinato integralmente (tributo + sanzioni + interessi)Consiglio operativo:Non aspettare l’ultimo giorno. Presenta la domanda con anticipo per avere tempo di verificare la posizione debitoria e programmare il pagamento.Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella gestione delle scadenze e nell’invio tempestivo della domanda.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Definizione Agevolata Tributi Comunali 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.La definizione agevolata tributi comunali è automatica?No, non è automatica. Ogni comune decide autonomamente se aderire e con quali condizioni. Il contribuente deve verificare se il proprio comune ha deliberato la sanatoria e presentare domanda entro i termini stabiliti.Posso rottamare le multe stradali comunali?Dipende dal regolamento comunale. Alcuni comuni includono le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada, altri no. È necessario consultare la delibera specifica del proprio ente.Se non pago una rata, cosa succede?Il mancato pagamento anche di una sola rata determina la decadenza dal beneficio. Il debito viene ripristinato integralmente con sanzioni e interessi, e il comune puo procedere con le azioni di recupero forzoso.Il CAF puo aiutarmi con la definizione agevolata comunale?Si. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo verificare se il tuo comune ha attivato la sanatoria, controllare la posizione debitoria, calcolare l’importo dovuto e assisterti nella presentazione della domanda.La definizione agevolata comunale è diversa dalla rottamazione quinquies?Si, sono misure distinte. La rottamazione quinquies riguarda i debiti con Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia) ed è nazionale. La definizione agevolata comunale riguarda debiti direttamente con gli enti locali ed è facoltativa per ogni comune.La definizione agevolata tributi comunali 2026 rappresenta un’opportunità concreta per sanare debiti con il comune beneficiando di condizioni agevolate. Tuttavia, trattandosi di una facoltà dell’ente locale, è fondamentale verificare se il proprio comune ha deliberato questa misura.Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assisterti nella verifica della posizione debitoria, nella presentazione della domanda e nella gestione di tutta la procedura di definizione agevolata.Non perdere questa opportunità: contatta il CAF per sapere se il tuo comune aderisce e quali vantaggi puoi ottenere.Articoli CorrelatiScopri altri aggiornamenti fiscali e opportunità per i contribuenti:Rottamazione Quinquies 2026: Guida Completa – La rottamazione nazionale per debiti con Agenzia Entrate-RiscossioneFebbraio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-04 20:05:122026-05-31 16:14:39Definizione Agevolata Tributi Comunali 2026: Opportunità per i Cittadini
PARTITA IVABonus 18mila Euro Under 35 2026: Incentivo Decreto Coesione per Dipendenti e Partite IVA Indice dei contenutiCos’è l’Incentivo Decreto Coesione per Under 35Chi Può Beneficiare del Bonus 18mila EuroRequisiti per Accedere al BonusImporti e Durata dell’Esonero ContributivoCome Fare Domanda: Procedura INPSDifferenze con Altri Bonus AssunzioniDomande FrequentiTrovare lavoro prima dei 35 anni è ancora oggi una delle sfide più difficili per i giovani italiani. Disoccupazione giovanile elevata, precarietà contrattuale e difficoltà di inserimento stabile nel mercato del lavoro sono problemi che colpiscono duramente questa fascia d’età. Per affrontare questa emergenza, il Decreto Coesione ha introdotto un importante incentivo: il Bonus 18mila euro per under 35, un esonero contributivo totale destinato sia alle assunzioni di giovani lavoratori dipendenti che – novità significativa – anche ai titolari di partita IVA under 35.Questo bonus rappresenta un’opportunità concreta per:Datori di lavoro che assumono giovani con contratti stabiliGiovani under 35 che aprono partita IVA e avviano un’attività autonomaAziende che vogliono ridurre il costo del lavoro investendo sui giovaniIn questa guida completa del CAF Centro Fiscale vediamo tutti i dettagli operativi: requisiti, importi, modalità di domanda INPS, differenze con gli altri bonus occupazionali e risposte alle domande più frequenti.Cos’è l’Incentivo Decreto Coesione per Under 35 L’Incentivo Decreto Coesione è un esonero contributivo del 100% introdotto dal Decreto Legge n. 60/2024 (convertito in Legge n. 95/2024) per favorire l’occupazione giovanile stabile. La misura è gestita dall’INPS ed è operativa dal 1° settembre 2024.Caratteristiche principaliIl bonus prevede:Esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del titolare di partita IVAMassimale mensile di 500 euro (fino a 6.000 euro annui)Durata massima di 3 anni (36 mesi)Importo complessivo fino a 18.000 euro per beneficiarioNovità: estensione alle partite IVALa vera novità del Decreto Coesione è che l’incentivo non è riservato solo alle assunzioni di lavoratori dipendenti, ma si estende anche ai giovani under 35 che aprono partita IVA e avviano un’attività autonoma in forma di:Ditta individualeLibero professionista con partita IVALavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata INPSQuesta estensione rappresenta un sostegno concreto all’imprenditorialità giovanile e all’autoimpiego, settori tradizionalmente penalizzati dalla mancanza di incentivi contributivi.Ambito territorialeIl bonus è valido su tutto il territorio nazionale, senza limitazioni geografiche, a differenza di altri incentivi riservati solo ad alcune regioni del Sud Italia.Chi Può Beneficiare del Bonus 18mila Euro Il Bonus 18mila euro under 35 si rivolge a due categorie di beneficiari:1. Datori di lavoro che assumono giovaniPossono accedere all’esonero contributivo i datori di lavoro privati che:Assumono lavoratori under 35 con contratto a tempo indeterminato (anche a tempo parziale)Assumono con contratto di apprendistato professionalizzanteEffettuano trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine di giovani under 35Tipologie di datori ammessi:Imprese private di qualsiasi settoreEnti non commercialiCooperativeStudi professionaliEsclusi: Pubblica Amministrazione, lavoro domestico, apprendistato di primo livello.2. Giovani under 35 con partita IVA (NOVITÀ)Grande novità del Decreto Coesione: possono beneficiare del bonus anche i giovani under 35 che aprono partita IVA e si iscrivono come:Artigiani (Gestione Artigiani INPS)Commercianti (Gestione Commercianti INPS)Liberi professionisti (Gestione Separata INPS)Lavoratori autonomi senza cassa previdenzialeL’esonero contributivo del 100% si applica ai contributi previdenziali obbligatori che il giovane deve versare all’INPS per la propria attività.Chi NON può accedereIl bonus non spetta a:Over 35 (al momento dell’assunzione o apertura partita IVA)Lavoratori con contratti a termine (per i dipendenti)Partite IVA in regime forfettario con contributi già ridotti (verifica caso per caso)Attività già avviate prima del 1° settembre 2024 (per le partite IVA)Requisiti per Accedere al Bonus Per beneficiare del Bonus 18mila euro under 35, devono essere soddisfatti requisiti sia soggettivi che oggettivi.Requisiti per i lavoratori dipendentiIl lavoratore assunto deve:Avere meno di 35 anni (34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzioneNon essere mai stato occupato a tempo indeterminato con lo stesso o altro datore (condizione de minimis)Essere assunto con contratto a tempo indeterminato o apprendistatoRequisiti per i titolari di partita IVAIl giovane che apre partita IVA deve:Avere meno di 35 anni alla data di apertura della partita IVANon aver mai gestito un’attività autonoma con iscrizione INPS (prima occupazione autonoma)Iscriversi a una delle gestioni previdenziali INPS (artigiani, commercianti, separata)Avviare l’attività dopo il 1° settembre 2024Requisiti per i datori di lavoroI datori di lavoro devono:Essere in regola con DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)Rispettare gli obblighi di legge su sicurezza e contrattazione collettivaNon aver effettuato licenziamenti individuali o collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzioneNon avere violazioni gravi delle norme sul lavoro (sospensioni, sanzioni, lavoro nero)Condizioni di accessoImportanti condizioni:L’esonero è cumulabile con altri incentivi all’occupazione, nel rispetto del massimale de minimis UEIl bonus non spetta per assunzioni di familiari del datore di lavoro (coniuge, parenti entro il 2° grado)Per le partite IVA, l’esonero si applica solo ai contributi obbligatori INPS, non alle imposte sul redditoVerifica requisitiIl CAF Centro Fiscale può verificare gratuitamente se possiedi tutti i requisiti per accedere al bonus, sia come datore di lavoro che come giovane under 35 con partita IVA.Importi e Durata dell’Esonero Contributivo Il Bonus 18mila euro under 35 prevede un esonero contributivo del 100% con specifici massimali mensili e durata.Importo dell’esoneroEsonero mensile:100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del lavoratore autonomoMassimale mensile: 500 euroSe i contributi mensili superano 500 euro, l’eccedenza resta a carico del beneficiarioEsonero annuale:Massimale annuo: 6.000 euro (500 euro × 12 mesi)Esonero totale (3 anni):Fino a 18.000 euro complessivi (6.000 euro × 3 anni)Durata del bonusL’esonero contributivo ha durata:36 mesi (3 anni) per contratti a tempo indeterminato a tempo pieno36 mesi per partite IVA under 35 (a partire dall’iscrizione INPS)Proporzionale per contratti a tempo parziale (calcolato su base oraria)Cosa copre l’esoneroPer i lavoratori dipendenti:Contributi previdenziali IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti)Contributi per disoccupazione NASpIContributi maternitàEsclusi: premi INAIL, contributi INPS per TFR, contributi ai fondi pensionePer le partite IVA:Contributi IVS obbligatori alla Gestione Artigiani, Commercianti o Separata INPSEsclusi: contributi integrativi, contributi volontari, imposte sul reddito (IRPEF)Esempio pratico: lavoratore dipendenteCaso: Assunzione di un giovane 30enne con contratto a tempo indeterminato, RAL 24.000 euro.Contributi previdenziali mensili a carico datore: circa 650 euroEsonero mensile effettivo: 500 euro (massimale)Contributi residui a carico datore: 150 euro/meseRisparmio totale in 3 anni: 18.000 euroEsempio pratico: partita IVACaso: Giovane 32enne apre partita IVA come commerciante, reddito annuo 20.000 euro.Contributi INPS fissi + eccedenti: circa 4.500 euro/annoEsonero annuo: 6.000 euro (copre interamente i contributi)Risparmio totale in 3 anni: 13.500 euro (nei primi 3 anni di attività)Attenzione ai massimaliIl massimale di 500 euro mensili significa che:Con retribuzioni basse (part-time, apprendistato), l’esonero copre il 100% dei contributiCon retribuzioni alte (oltre 30.000 euro/anno), l’esonero copre solo una partePer questo il bonus è particolarmente vantaggioso per le piccole imprese e per i giovani lavoratori autonomi con redditi medio-bassi.Come Fare Domanda: Procedura INPS La domanda per il Bonus 18mila euro under 35 va presentata all’INPS con modalità diverse a seconda che si tratti di assunzione dipendente o apertura partita IVA.Procedura per i datori di lavoroStep 1: Verifica requisitiControllare che il lavoratore abbia meno di 35 anniVerificare l’assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato (INPS fornisce un servizio di verifica)Assicurarsi di essere in regola con DURCStep 2: Comunicazione preventiva INPSPrima dell’assunzione, il datore deve:Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNSCompilare la comunicazione preventiva con i dati del lavoratoreAttendere la conferma INPS della disponibilità del bonus (entro 3 giorni)Step 3: Assunzione e domanda di esoneroDopo l’assunzione:Inserire il lavoratore nel Libro Unico del LavoroPresentare la domanda di esonero contributivo tramite:Portale INPS (sezione “Incentivi”)INPS Servizi Online → Aziende → Agevolazioni contributivePatronato o consulente del lavoroStep 4: Applicazione dell’esoneroL’INPS:Valuta la domanda (tempi: 30 giorni)Autorizza l’esonero contributivoIl datore applica lo sgravio nelle denunce mensili UniEmensProcedura per le partite IVA under 35Step 1: Apertura partita IVAIl giovane deve:Aprire partita IVA all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 online)Iscriversi alla Camera di Commercio (se commerciante/artigiano)Iscriversi alla Gestione INPS (Artigiani, Commercianti o Separata)Step 2: Domanda di esonero all’INPSEntro 30 giorni dall’iscrizione INPS, il titolare deve:Accedere al portale INPS con SPID/CIESezione: Prestazioni e Servizi → Agevolazioni contributive → Esonero Under 35Compilare la domanda online con:Dati anagraficiCodice fiscale e partita IVAData inizio attivitàTipo di gestione INPS (artigiani/commercianti/separata)Dichiarazione di non aver mai svolto attività autonoma in precedenzaStep 3: Valutazione e concessioneL’INPS:Verifica i requisiti (età, prima attività autonoma)Autorizza l’esonero entro 60 giorniComunica l’esito tramite PEC o cassetto previdenzialeStep 4: Applicazione dell’esoneroUna volta autorizzato:L’esonero si applica automaticamente sui bollettini MAV trimestraliIl giovane paga solo l’eventuale eccedenza rispetto al massimale di 500 euro/meseL’esonero dura 36 mesi dalla data di iscrizione INPSDocumenti necessariPer datori di lavoro:Documento identità del lavoratoreCodice fiscale lavoratoreDURC in corso di validitàContratto di assunzionePer partite IVA:Documento identitàCodice fiscale e partita IVACertificato attribuzione partita IVA (Agenzia Entrate)Ricevuta iscrizione INPSAssistenza CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:Verifica requisiti gratuitaCompilazione domanda INPS per datori di lavoro e partite IVAGestione comunicazioni con INPSSupporto per eventuali integrazioni documentaliContattaci per prenotare un appuntamento e presentare la domanda correttamente.Differenze con Altri Bonus AssunzioniIl Bonus 18mila euro under 35 si inserisce in un panorama di incentivi all’occupazione giovanile. È importante conoscere le differenze con altre misure per scegliere quella più vantaggiosa.Bonus Under 35 vs Decontribuzione SudCaratteristicaBonus Under 35Decontribuzione SudEtà massima35 anniQualsiasiTerritorioTutta ItaliaSolo Sud Italia + ZESImporto500 euro/mese max30% contributiDurata36 mesiFino a 24 mesiCumulabileSì (con limiti)Sì (con limiti)Vantaggi Bonus Under 35: Importo più alto e durata maggiore. Applicabile in tutta Italia.Bonus Under 35 vs Bonus DonneCaratteristicaBonus Under 35Bonus DonneBeneficiariUomini e donne under 35Solo donneRequisitiPrima occupazione indeterminataDisoccupate da 6+ mesiImporto500 euro/mese max50% contributi (max 8.000 euro/anno)Durata36 mesi12-18 mesiVantaggi Bonus Under 35: Durata tripla, importo spesso superiore per retribuzioni medio-basse.Bonus Under 35 vs Incentivo Occupazione Giovani 2024CaratteristicaBonus Decreto CoesioneIncentivo Occupazione GiovaniBase normativaDL 60/2024Legge Bilancio 2024Età massima35 anni30 anniImporto500 euro/mese (18.000 euro totali)8.000 euro/annoDurata36 mesi12 mesiPartite IVAIncluseEscluseGrande vantaggio Bonus Decreto Coesione: È l’unico bonus esteso anche alle partite IVA under 35.Cumulabilità con altri incentiviIl Bonus 18mila euro under 35 è cumulabile con:Decontribuzione Sud (nel limite del 100% dei contributi)Incentivi regionali (nel rispetto del de minimis UE)Bonus formazione 4.0 (non contributivo)Non cumulabile con:Bonus NEET per lo stesso lavoratoreBonus Donne (scegliere il più vantaggioso)Quale bonus scegliere?Scegli il Bonus Under 35 se:Il lavoratore ha tra 30 e 35 anni (non coperto da altri bonus)Vuoi la durata massima (3 anni)L’azienda è nel Centro-Nord (non può accedere a Decontribuzione Sud)Stai aprendo una partita IVA under 35 (unico bonus disponibile)Scegli altri bonus se:Il lavoratore è donna disoccupata (Bonus Donne spesso più vantaggioso)L’azienda è nel Sud Italia (Decontribuzione Sud cumulabile)Il lavoratore è NEET under 30 (Bonus NEET più mirato)Il CAF Centro Fiscale può effettuare un’analisi comparativa gratuita per individuare il bonus più conveniente per la tua situazione specifica.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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L’importante e avere meno di 35 anni al momento dell’assunzione (per i dipendenti) o dell’apertura della partita IVA (per gli autonomi). Una volta concesso, l’esonero non decade per raggiungimento del limite di eta.Il bonus e compatibile con l’assunzione di un familiare?No. Il Bonus Under 35 non spetta per assunzioni di coniuge, parenti entro il secondo grado (figli, genitori, fratelli, nonni, nipoti) o affini entro il primo grado (suoceri, generi, nuore). Questa esclusione serve a evitare abusi e assunzioni fittizie. La norma vale solo per i lavoratori dipendenti, non per le partite IVA.Se licenzio un dipendente e ne assumo un altro under 35, posso avere il bonus?Dipende. Il bonus non spetta se hai effettuato licenziamenti individuali o collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione nella stessa unita produttiva. Fanno eccezione i licenziamenti per giusta causa, giustificato motivo soggettivo, fine appalto o pensionamento del lavoratore. In caso di dubbi, il CAF puo verificare la tua situazione specifica prima dell’assunzione.Come si calcola il massimale di 500 euro mensili per i contratti part-time?Per i contratti a tempo parziale, il massimale di 500 euro mensili viene ridotto proporzionalmente sulla base dell’orario di lavoro. Esempio: part-time al 50% (20 ore/settimana) = massimale 250 euro/mese. Il calcolo viene effettuato automaticamente dall’INPS in base alle ore lavorate indicate nelle denunce UniEmens.Posso richiedere il bonus se ho gia avuto altre partite IVA in passato?No. Il bonus spetta solo a chi apre la prima partita IVA in assoluto e non ha mai svolto attivita autonoma con iscrizione INPS. Sono irrilevanti eventuali collaborazioni occasionali senza partita IVA o contratti da dipendente. L’INPS verifica l’assenza di precedenti iscrizioni alle Gestioni Artigiani, Commercianti o Separata nel proprio storico contributivo.Il bonus copre anche i contributi INAIL per i dipendenti?No. L’esonero contributivo riguarda solo i contributi previdenziali INPS (IVS, NASpI, maternita). Restano a carico del datore di lavoro i premi INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che vanno pagati normalmente. Per le partite IVA, l’esonero copre solo i contributi previdenziali obbligatori INPS.Il Bonus 18mila euro per under 35 rappresenta un’opportunità concreta e vantaggiosa per favorire l’occupazione giovanile stabile e sostenere l’imprenditorialità dei giovani. Con un esonero contributivo del 100% fino a 500 euro mensili per 3 anni, questa misura permette a:Datori di lavoro di ridurre significativamente il costo del lavoro per le assunzioni di giovaniGiovani under 35 di avviare un’attività autonoma con partita IVA abbattendo i contributi INPSLa vera novità del Decreto Coesione è l’estensione del bonus alle partite IVA, colmando una lacuna storica degli incentivi all’occupazione giovanile che finora escludevano il lavoro autonomo.Per accedere al bonus è fondamentale:Verificare attentamente i requisitiPresentare la domanda INPS tempestivamente (entro 30 giorni per le partite IVA)Rispettare tutti gli adempimenti contributivi per non perdere l’agevolazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per:Verificare gratuitamente la tua idoneità al bonusCompilare e inviare la domanda all’INPSGestire tutte le comunicazioni e integrazioni richiesteFornirti assistenza continuativa durante i 3 anni di esoneroRichiedi Assistenza per il Bonus Under 35Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda INPS per il Bonus 18mila euro.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIGESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA Specifiche Tecniche Fattura Elettronica 2026: Guida Completa alle NovitàIndice dei contenutiCosa Sono le Specifiche Tecniche della Fattura Elettronica Novità 2026 Rispetto alle Versioni Precedenti Struttura del File XML FatturaPA Codici Natura IVA: Tabella Completa 2026 Codici Tipo Documento: Guida… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-15 10:51:262026-02-17 06:39:26Specifiche Tecniche Fattura Elettronica 2026: Guida Completa alle NovitàGESTIONE PARTITA IVA HYPE Business Recensione 2026: Conto Partita IVA a 2,90 EuroIndice dei contenutiCos’e HYPE Business Prezzi e Costi HYPE Business 2026 Funzionalita Principali Pro e Contro Per Chi e Adatto? 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Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleVuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa. +2000 Partite IVA aperte 100% Assistenza garantitaCompila il modulo per una consulenza gratuita:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔOppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Febbraio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-04 19:33:312026-09-27 00:09:21Bonus 18mila Euro Under 35 2026: Incentivo Decreto Coesione per Dipendenti e Partite IVA
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Modello 770 e Certificazione UnicaQuadro ST e SV del 770: Guida alla Compilazione per Condomini 2026 Indice dei contenutiStruttura del Modello 770: I Quadri PrincipaliQuadro ST: A Cosa Serve e Quando CompilarloCome Compilare il Quadro ST Passo PassoQuadro SV: A Cosa ServeCome Compilare il Quadro SV per VersamentiCodici Tributo Più Usati dai CondominiErrori Comuni nella Compilazione ST e SVQuando il Condominio Non Deve Compilare ST/SVDomande FrequentiIl quadro ST 770 condominio e il quadro SV sono due sezioni fondamentali del Modello 770 che gli amministratori di condominio devono compilare correttamente per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle ritenute fiscali operate e ai versamenti effettuati. La corretta compilazione del quadro ST e SV 770 2026 è cruciale per evitare sanzioni e contestazioni.Il Modello 770/2026 rappresenta la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta: i condomini, quando pagano fornitori per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, applicano una ritenuta d’acconto del 4% che deve essere versata mensilmente tramite F24 e dichiarata nel 770. I quadri ST e SV servono proprio a dettagliare queste operazioni.In questa guida completa analizziamo la struttura del Modello 770, spieghiamo a cosa servono i quadri ST e SV, forniamo istruzioni passo passo per la compilazione, elenchiamo i codici tributo più usati dai condomini e indichiamo gli errori comuni da evitare. L’obiettivo è permettere agli amministratori (o ai loro consulenti CAF) di gestire correttamente questo adempimento fiscale obbligatorio.📘 Leggi la guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Guida per AmministratoriStruttura del Modello 770: I Quadri Principali Il Modello 770/2026 è strutturato in diverse sezioni (chiamate “quadri”), ciascuna con una funzione specifica. Comprendere la struttura generale del 770 aiuta a capire il ruolo dei quadri ST e SV nel contesto complessivo della dichiarazione.Quadri principali del Modello 770:Quadro SS – Comunicazione dati certificazioni lavoro dipendente e assimilati: contiene i dati riepilogativi delle Certificazioni Uniche (CU) rilasciate ai percettori di redditi da lavoro dipendente o assimilati. Per i condomini, questo quadro si usa quando vengono erogati compensi al portiere o ad altri dipendenti/collaboratori.Quadro ST – Comunicazione dati ritenute operate: è il quadro dedicato alle ritenute d’acconto operate dal condominio sui compensi pagati a fornitori, professionisti e prestatori occasionali. Il quadro ST 770 condominio è il cuore della dichiarazione per gli amministratori, perché riporta tutte le ritenute del 4% applicate durante l’anno sui pagamenti ai fornitori.Quadro SV – Comunicazione dati dei versamenti: contiene i dettagli dei versamenti effettuati tramite F24 relativi alle ritenute operate. Il quadro SV del 770 deve corrispondere perfettamente ai versamenti mensili effettuati dall’amministratore. Ogni riga del quadro SV rappresenta un singolo versamento F24.Quadro SX – Riepilogo versamenti: riepiloga i totali dei versamenti effettuati, suddivisi per codice tributo. È un quadro di controllo che verifica la coerenza tra le ritenute dichiarate (quadro ST) e i versamenti effettuati (quadro SV).Per i condomini, i quadri più rilevanti sono ST (ritenute operate) e SV (versamenti effettuati). Il quadro SS viene compilato solo se il condominio ha dipendenti o collaboratori. Gli altri quadri del 770 (SG, SH, SI, SK) riguardano casistiche specifiche che raramente coinvolgono i condomini.La logica del Modello 770 per i condomini è semplice: ogni volta che l’amministratore paga un fornitore (idraulico, elettricista, impresa edile) per lavori condominiali, trattiene il 4% come ritenuta d’acconto, versa questa ritenuta entro il 16 del mese successivo con F24 (dati nel quadro SV), e dichiara l’operazione nel quadro ST. Il 770 è la sintesi annuale di tutte queste operazioni.Quadro ST: A Cosa Serve e Quando Compilarlo Il quadro ST del Modello 770 serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle ritenute alla fonte operate dal condominio in qualità di sostituto d’imposta. Questo quadro è obbligatorio quando il condominio ha effettuato pagamenti soggetti a ritenuta durante l’anno fiscale di riferimento (2025 per il 770/2026).Quando il condominio deve compilare il quadro ST:Il quadro ST 770 condominio deve essere compilato ogni volta che l’amministratore ha:Pagato fornitori per lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria applicando la ritenuta d’acconto del 4%. Questa è la casistica più frequente: idraulici, elettricisti, imprese edili, lattonieri, imprese di pulizia che effettuano lavori per il condominio sono soggetti a ritenuta del 4% sui compensi lordi.Corrisposto compensi a professionisti (architetti, ingegneri, geometri, avvocati) per prestazioni professionali, applicando la ritenuta d’acconto del 20%. Ad esempio, se il condominio incarica un architetto per la direzione lavori di una ristrutturazione condominiale, il compenso professionale è soggetto a ritenuta del 20%.Erogato compensi ad altri percettori soggetti a ritenuta: ad esempio, compensi per prestazioni occasionali (lavori saltuari non rientranti in attività professionale abituale) con ritenuta del 20%, oppure compensi ad amministratori non professionisti (se previsto dal regolamento condominiale) soggetti a ritenuta.Il quadro ST richiede di indicare, per ogni percettore (fornitore/professionista), i seguenti dati:Dati anagrafici del percettore: codice fiscale o partita IVA, cognome e nome (o denominazione sociale), data di nascita, comune di nascita. Questi dati devono corrispondere esattamente a quelli della fattura ricevuta.Causale del pagamento: un codice alfabetico che identifica la tipologia di compenso erogato. Le causali più comuni per i condomini sono: – A (Prestazioni di lavoro autonomo): per professionisti (architetti, ingegneri, avvocati) – M (Corrispettivi per contratti d’appalto): per fornitori e imprese che eseguono lavori – O (Prestazioni occasionali): per prestazioni saltuarie non abitualiAmmontare lordo corrisposto: l’importo totale pagato al fornitore o professionista durante l’anno 2025, al lordo della ritenuta.Ritenuta operata: l’importo totale delle ritenute applicate durante l’anno sui pagamenti a quel fornitore. Per i lavori edili, è il 4% dell’importo lordo; per i professionisti, è il 20%.Il quadro ST va compilato per ogni percettore a cui il condominio ha corrisposto compensi soggetti a ritenuta nell’anno fiscale. Se l’amministratore ha pagato 15 fornitori diversi durante il 2025, il quadro ST conterrà 15 righe (una per fornitore).Quando NON si compila il quadro ST:Il quadro ST non deve essere compilato se il condominio non ha operato alcuna ritenuta fiscale durante l’anno. Questo accade quando: – Il condominio non ha effettuato lavori o pagamenti a fornitori/professionisti – Tutti i pagamenti sono stati effettuati a soggetti esenti da ritenuta (ad esempio, enti pubblici, società che applicano reverse charge) – Il condominio ha solo spese condominiali ordinarie (utenze, pulizie, portierato) non soggette a ritenutaIn questi casi, l’amministratore non presenta il Modello 770 o presenta un 770 senza compilare il quadro ST. Tuttavia, la maggior parte dei condomini effettua almeno qualche piccola manutenzione annuale, quindi il quadro ST è quasi sempre necessario.Come Compilare il Quadro ST Passo Passo La compilazione del quadro ST 770 condominio richiede precisione e attenzione ai dettagli. Ogni errore può generare incongruenze che l’Agenzia delle Entrate segnala con comunicazioni di irregolarità. Vediamo il processo passo passo.PASSO 1: Raccogliere le Certificazioni Uniche (CU) ricevuteOgni fornitore o professionista pagato dal condominio nel 2025 deve rilasciare una Certificazione Unica entro il 17 marzo 2026. La CU contiene i dati necessari per compilare il quadro ST: codice fiscale del percettore, ammontare lordo corrisposto, ritenute operate. L’amministratore deve raccogliere tutte le CU ricevute dai fornitori e verificare che corrispondano ai pagamenti effettuati.Attenzione: la CU può essere in formato cartaceo o digitale. Alcuni fornitori la inviano via email in PDF, altri la consegnano a mano. È fondamentale conservare tutte le CU ricevute, perché sono la base documentale per il 770.PASSO 2: Controllare la coerenza tra CU e F24 versatiPrima di compilare il quadro ST, verifica che le ritenute indicate nelle CU corrispondano ai versamenti F24 effettuati mensilmente durante il 2025. Se hai versato tramite F24 (ad esempio) €1.200 di ritenute totali nell’anno, la somma delle ritenute indicate nelle CU deve essere €1.200. Se c’è una differenza, significa che: – Un fornitore non ha rilasciato la CU – Hai dimenticato di versare una ritenuta mensile – C’è un errore di calcolo nelle CU ricevuteRisolvere queste incongruenze prima di compilare il 770 è cruciale per evitare sanzioni.PASSO 3: Compilare il quadro ST nel softwareIl Modello 770 si compila utilizzando il software gratuito dell’Agenzia delle Entrate o tramite CAF/commercialista. Per ogni fornitore/professionista, inserisci:Campo “Codice Fiscale”: inserisci il codice fiscale del percettore come riportato nella CU. Se è una società, inserisci la partita IVA.Campo “Causale”: seleziona il codice causale corretto: – M per imprese edili e fornitori di lavori (casistica più comune per condomini) – A per professionisti (architetti, ingegneri, geometri) – O per prestazioni occasionaliSbagliare la causale può generare problemi: ad esempio, usare “A” per un’impresa edile (che dovrebbe essere “M”) causa incongruenze perché la ritenuta attesa è diversa (20% vs 4%).Campo “Ammontare lordo erogato”: importo complessivo pagato al fornitore nel 2025, al lordo della ritenuta. Se hai pagato un idraulico €5.000 durante l’anno (4 interventi da €1.250 ciascuno), inserisci €5.000.Campo “Ritenute operate”: importo totale delle ritenute applicate. Per l’idraulico dell’esempio, €5.000 × 4% = €200.Ripeti questa operazione per ogni fornitore/professionista presente nelle CU raccolte.PASSO 4: Verificare i totaliAl termine della compilazione, il software calcola i totali delle ritenute dichiarate nel quadro ST. Questo totale deve corrispondere alla somma dei versamenti F24 effettuati durante l’anno (che compariranno nel quadro SV). Se i totali non coincidono, c’è un errore da correggere.PASSO 5: Salvare e controllare la bozzaPrima di inviare il 770, genera una bozza di stampa del quadro ST e verifica: – Tutti i fornitori pagati nel 2025 sono presenti? – I codici fiscali sono corretti? – Gli importi corrispondono alle CU ricevute? – Le causali sono corrette?Questa verifica preventiva riduce drasticamente il rischio di errori e comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate.ERRORI COMUNI nella compilazione del quadro ST:Dimenticare un fornitore: se paghi 10 fornitori ma ne inserisci solo 9 nel quadro ST, l’Agenzia delle Entrate rileva l’incongruenza confrontando i versamenti F24 con le ritenute dichiarate. Sanzione: da €250 a €2.000 per omessa o infedele dichiarazione.Indicare la causale sbagliata: usare “A” (professionisti) per un’impresa edile (che dovrebbe essere “M”) genera segnalazioni automatiche. La causale determina l’aliquota di ritenuta attesa, quindi un errore qui causa red flag.Riportare importi errati: se la CU del fornitore indica €3.000 pagati ma tu inserisci €2.500 nel quadro ST, l’incongruenza emerge quando l’Agenzia incrocia i dati tra il tuo 770 e la dichiarazione del fornitore.Non aggiornare i dati anagrafici: se un fornitore ha cambiato ragione sociale o codice fiscale durante il 2025, devi usare i dati aggiornati. Dati obsoleti causano scarto della dichiarazione.Quadro SV: A Cosa Serve Il quadro SV del Modello 770 serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dettagli dei versamenti effettuati tramite modello F24 per le ritenute operate dal condominio. Mentre il quadro ST dichiara le ritenute applicate sui pagamenti ai fornitori, il quadro SV documenta che queste ritenute sono state effettivamente versate all’Erario.Funzione del quadro SV:Il quadro SV 770 condominio è un elenco dettagliato di tutti i versamenti F24 effettuati durante l’anno fiscale (2025 per il 770/2026) relativi a: – Ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (se il condominio ha dipendenti/collaboratori) – Ritenute sui compensi per prestazioni di lavoro autonomo (professionisti) – Ritenute sui corrispettivi per contratti d’appalto (fornitori edili) – Altre ritenute operate dal condominio in qualità di sostituto d’impostaPer i condomini, la tipologia più frequente è la ritenuta del 4% sui lavori edili, che viene versata mensilmente con codice tributo 1019 (ritenute su appalti). Ogni volta che l’amministratore paga un F24 con questo codice tributo, deve riportare il versamento nel quadro SV.Struttura del quadro SV:Il quadro SV è organizzato in righe, dove ogni riga rappresenta un singolo versamento F24. Per ogni versamento, il quadro richiede:Data versamento: la data in cui è stato effettuato il pagamento F24 (gg/mm/aaaa). Questa data deve corrispondere alla data di versamento riportata nella ricevuta F24.Codice tributo: il codice che identifica la tipologia di ritenuta versata. Per i condomini, i codici più comuni sono: – 1019: ritenute su appalti (4% lavori edili) – 1040: ritenute su redditi di lavoro autonomo (20% professionisti) – 1001: ritenute su redditi di lavoro dipendente (se il condominio ha un portiere dipendente)Importo versato: l’ammontare pagato con quel singolo F24, espresso in euro. Ad esempio, se a febbraio 2025 hai versato €150 per ritenute su appalti, inserisci €150.Mese di riferimento: il mese a cui si riferisce il versamento. Le ritenute operate in gennaio 2025 vengono versate entro il 16 febbraio 2025, quindi il “mese di riferimento” è gennaio (01/2025), mentre la “data versamento” sarà una data di febbraio.Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il versamento (2025 per il 770/2026).Il quadro SV può contenere molte righe se il condominio ha effettuato lavori frequenti durante l’anno. Ad esempio, se l’amministratore ha versato ritenute ogni mese (12 mesi), il quadro SV conterrà almeno 12 righe (una per ogni versamento mensile).Perché il quadro SV è importante:L’Agenzia delle Entrate incrocia automaticamente i dati del quadro SV con i versamenti F24 registrati nel proprio sistema. Se dichiari nel quadro SV un versamento che non esiste (o con importo diverso da quello effettivo), l’incongruenza genera una comunicazione di irregolarità con richiesta di chiarimenti o rettifica.Inoltre, il totale dei versamenti indicati nel quadro SV deve corrispondere al totale delle ritenute dichiarate nel quadro ST. Se nel quadro ST dichiari €1.200 di ritenute operate, ma nel quadro SV indichi versamenti per soli €1.000, c’è un ammanco di €200 che l’Agenzia delle Entrate rileva immediatamente. Questo può significare: – Hai dimenticato di versare €200 di ritenute → sanzione per omesso versamento – Hai versato €200 ma dimenticato di inserire il versamento nel quadro SV → comunicazione di irregolarità formaleIn entrambi i casi, il problema va risolto presentando una dichiarazione integrativa del 770 o versando le ritenute mancanti con sanzione e interessi.Il quadro SV funziona quindi come prova documentale che le ritenute operate (dichiarate nel quadro ST) sono state effettivamente versate all’Erario. Senza il quadro SV correttamente compilato, il condominio risulta moroso anche se ha pagato tutte le ritenute.Come Compilare il Quadro SV per Versamenti La compilazione del quadro SV 770 condominio richiede di riportare ogni singolo versamento F24 effettuato durante l’anno per ritenute fiscali. Il processo è più meccanico rispetto al quadro ST, ma richiede comunque precisione per evitare incongruenze.PASSO 1: Raccogliere tutte le ricevute F24 del 2025Il primo passo è recuperare le ricevute di pagamento F24 relative alle ritenute fiscali versate durante il 2025. Se l’amministratore ha versato le ritenute tramite home banking (come avviene nella maggior parte dei casi), le ricevute F24 sono disponibili nell’area riservata della banca o nella sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate (se registrato).Organizza le ricevute in ordine cronologico (dalla più vecchia alla più recente) per facilitare l’inserimento nel quadro SV.PASSO 2: Identificare i versamenti relativi alle ritenuteNon tutti i versamenti F24 del condominio vanno inseriti nel quadro SV del 770. Il quadro SV riguarda solo i versamenti per ritenute fiscali, quindi: – ✅ Includere: versamenti con codice tributo 1019 (ritenute 4% appalti), 1040 (ritenute 20% professionisti), 1001 (ritenute lavoro dipendente) – ❌ Escludere: versamenti per IMU, TARI, IVA periodica, altre imposte non legate a ritenuteSe il condominio ha solo versamenti per ritenute, tutti gli F24 vanno nel quadro SV. Ma se ci sono anche versamenti per altre imposte (ad esempio, IMU per parti comuni), questi vanno esclusi.PASSO 3: Compilare il quadro SV nel softwarePer ogni versamento F24 relativo a ritenute, inserisci una riga nel quadro SV con i seguenti dati:Campo “Data versamento”: inserisci la data riportata sulla ricevuta F24 nel formato gg/mm/aaaa. Ad esempio, se hai versato il 14/02/2025, inserisci 14/02/2025.Campo “Codice tributo”: inserisci il codice tributo utilizzato nell’F24. Per i condomini: – 1019 per ritenute 4% su lavori edili (casistica più frequente) – 1040 per ritenute 20% su compensi professionisti – 1001 per ritenute su redditi da lavoro dipendente (portiere)Il codice tributo deve corrispondere esattamente a quello usato nell’F24. Se l’F24 riporta codice 1019, non inserire 1040 per errore.Campo “Importo versato”: riporta l’ammontare pagato con quel singolo F24, espresso in euro e centesimi. Se hai versato €127,50, inserisci 127,50 (non arrotondare).Campo “Mese di riferimento”: indica il mese a cui si riferiscono le ritenute versate. Le ritenute operate in gennaio vanno versate entro il 16 febbraio, quindi: – Versamento del 14/02/2025 → mese di riferimento: 01/2025 (gennaio) – Versamento del 16/03/2025 → mese di riferimento: 02/2025 (febbraio)Il mese di riferimento è sempre il mese precedente alla data di versamento, salvo casi di versamenti tardivi.Campo “Anno di riferimento”: per il 770/2026, l’anno di riferimento è sempre 2025.Ripeti questa operazione per ogni versamento F24 effettuato nel 2025.PASSO 4: Verificare i totaliAl termine, il software calcola il totale dei versamenti indicati nel quadro SV. Questo totale deve corrispondere a: – Somma delle ritenute dichiarate nel quadro ST: se il quadro ST indica ritenute per €1.500, il quadro SV deve sommare €1.500 di versamenti – Somma delle ricevute F24 raccolte: controlla manualmente che la somma degli importi inseriti nel quadro SV corrisponda alla somma delle ricevute F24Se i totali non coincidono, c’è un errore: – Hai dimenticato di inserire un versamento nel quadro SV? – Hai inserito un importo sbagliato? – Manca un versamento F24 (ritenuta non versata)?Risolvi l’errore prima di inviare il 770.PASSO 5: Controllo incrociato ST-SVUn controllo fondamentale è verificare che ogni fornitore indicato nel quadro ST abbia corrispondenti versamenti nel quadro SV. Ad esempio: – Se nel quadro ST hai dichiarato di aver operato €200 di ritenute a un idraulico (4% su €5.000 di lavori), devi avere versamenti F24 che coprono quei €200 – Se i lavori sono stati fatti in 3 mesi diversi (gennaio, marzo, maggio), dovresti avere 3 versamenti F24 nei mesi corrispondentiQuesto controllo previene il rischio di dichiarare ritenute nel quadro ST senza avere versamenti corrispondenti nel quadro SV (che genera sanzioni per omesso versamento).ERRORI COMUNI nella compilazione del quadro SV:Indicare la data sbagliata: se la ricevuta F24 riporta 16/02/2025 ma inserisci 14/02/2025, l’Agenzia delle Entrate rileva l’incongruenza confrontando con i propri archivi.Usare il codice tributo sbagliato: inserire 1040 (professionisti) invece di 1019 (appalti) genera incongruenze, perché il sistema si aspetta versamenti per professionisti ma trova ritenute per lavori edili nel quadro ST.Dimenticare un versamento: se hai effettuato 12 versamenti mensili ma ne inserisci solo 11 nel quadro SV, il totale non corrisponde alle ritenute dichiarate nel quadro ST. Sanzione: comunicazione di irregolarità.Invertire mese di riferimento e data versamento: un errore comune è inserire la data di versamento nel campo “mese di riferimento”. Ad esempio, versamento del 16/02/2025 per ritenute di gennaio → mese di riferimento deve essere 01/2025, non 02/2025.Codici Tributo Più Usati dai CondominiI codici tributo sono identificativi numerici che si utilizzano nei modelli F24 per versare imposte e ritenute fiscali. Per i condomini, esistono codici tributo specifici per le ritenute d’acconto operate sui pagamenti a fornitori e professionisti. Conoscere i codici tributo più comuni per condomini è essenziale per compilare correttamente i quadri ST e SV del 770.1. Codice Tributo 1019 – Ritenute su appalti (4%)Il codice tributo 1019 è il più usato dai condomini. Si applica alle ritenute del 4% operate sui compensi pagati a fornitori e imprese per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni.Quando usarlo: – Pagamenti a imprese edili per ristrutturazioni, riparazioni, rifacimenti – Compensi a idraulici, elettricisti, lattonieri, fabbri per interventi di manutenzione – Lavori di tinteggiatura, impermeabilizzazione, sistemazione giardini condominiali – Pulizia straordinaria delle parti comuni (se effettuata da impresa con fattura)Come calcolare l’importo da versare: Se il fornitore emette fattura di €5.000 per lavori condominiali, il condominio versa al fornitore €4.800 (€5.000 – 4% di ritenuta = €4.800) e trattiene €200 da versare con F24 codice tributo 1019.Scadenza versamento: entro il 16 del mese successivo al pagamento del fornitore. Se paghi il fornitore il 10 gennaio 2025, devi versare la ritenuta entro il 16 febbraio 2025.2. Codice Tributo 1040 – Ritenute su lavoro autonomo professionale (20%)Il codice tributo 1040 si usa per le ritenute del 20% operate sui compensi pagati a professionisti (architetti, ingegneri, geometri, avvocati) per prestazioni rese al condominio.Quando usarlo: – Compensi ad architetti per progettazione lavori condominiali – Compensi a ingegneri per direzione lavori, collaudo, perizie tecniche – Compensi a geometri per rilievi, pratiche catastali, consulenze – Compensi ad avvocati per contenziosi condominiali o recupero crediti – Compensi a consulenti fiscali per assistenza nella dichiarazione 770 del condominioCome calcolare l’importo da versare: Se l’architetto emette parcella di €2.000 + IVA per progettazione, il condominio applica la ritenuta del 20% sui €2.000 (non sull’IVA). Ritenuta = €2.000 × 20% = €400. Il condominio versa all’architetto €1.600 (€2.000 – €400) + IVA, e versa €400 con F24 codice tributo 1040.Scadenza versamento: entro il 16 del mese successivo al pagamento del professionista.3. Codice Tributo 1001 – Ritenute su redditi da lavoro dipendenteIl codice tributo 1001 si usa per versare le ritenute IRPEF operate sui compensi erogati a dipendenti del condominio, tipicamente il portiere o altri collaboratori assunti direttamente dal condominio.Quando usarlo: – Stipendio mensile del portiere assunto dal condominio – Compensi a collaboratori domestici assunti per pulizie stabili delle parti comuni – Eventuali compensi a custodi o guardiani condominialiCome funziona: Le ritenute IRPEF sui dipendenti variano in base agli scaglioni di reddito e alle detrazioni spettanti. Il condominio (o il CAF che gestisce le paghe) calcola le ritenute mensilmente e le versa con F24 codice tributo 1001.Scadenza versamento: entro il 16 del mese successivo al pagamento dello stipendio.4. Codice Tributo 1012 – Ritenute su provvigioni (20%)Il codice tributo 1012 si usa raramente per i condomini, ma può applicarsi quando il condominio corrisponde provvigioni ad agenti o intermediari.Quando usarlo: – Provvigioni ad agenti immobiliari per gestione locazioni di parti comuni (es. locali commerciali di proprietà condominiale) – Provvigioni ad intermediari assicurativi per polizze condominialiRitenuta: 20% sul compenso lordo.5. Codice Tributo 1038 – Ritenute su canoni di locazione immobiliSe il condominio affitta locali di proprietà comune (ad esempio, un locale commerciale al piano terra), deve operare una ritenuta del 21% sul canone di locazione.Quando usarlo: – Pagamenti di canoni per affitto di locali condominiali a terziCome funziona: Il condominio (inquilino) versa al proprietario (locatore) l’affitto al netto della ritenuta del 21%, e versa la ritenuta con F24 codice tributo 1038.Tabella riepilogativa codici tributo condomini:| Codice | Tipologia | Aliquota | Casistica | |——–|———–|———-|————| | 1019 | Ritenute appalti | 4% | Lavori edili, manutenzioni, fornitori | | 1040 | Ritenute lavoro autonomo | 20% | Professionisti (architetti, ingegneri, avvocati) | | 1001 | Ritenute lavoro dipendente | Variabile | Portiere, collaboratori assunti | | 1012 | Ritenute provvigioni | 20% | Agenti, intermediari | | 1038 | Ritenute locazioni | 21% | Affitti locali condominiali |Come scegliere il codice tributo corretto:Quando compili l’F24 per versare una ritenuta, verifica: – Natura del compenso: lavori edili → 1019, professionista → 1040, dipendente → 1001 – Aliquota applicata: 4% → 1019, 20% su autonomi → 1040, 20% su provvigioni → 1012 – Fattura del fornitore: spesso la fattura indica già quale ritenuta applicare e il relativo codice tributoUn errore comune è usare il codice 1040 (professionisti) per un’impresa edile (che dovrebbe essere 1019). Questo genera incongruenze nel 770 e comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate.Errori Comuni nella Compilazione ST e SV La compilazione del Modello 770 per condomini presenta diverse insidie che possono generare sanzioni o comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate. Conoscere gli errori più comuni aiuta gli amministratori a evitarli. Vediamo i principali.ERRORE 1: Incongruenza tra quadro ST e quadro SVQuesto è l’errore più frequente e grave. Il totale delle ritenute dichiarate nel quadro ST deve corrispondere al totale dei versamenti indicati nel quadro SV. Se dichiari di aver operato €1.500 di ritenute (quadro ST) ma indichi versamenti per soli €1.200 (quadro SV), c’è un ammanco di €300.Conseguenze: – Comunicazione di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate – Richiesta di chiarimenti o versamento delle ritenute mancanti – Sanzione per omesso versamento: 30% delle ritenute non versate + interessi legali – Se l’ammanco è superiore a €10.000, scatta anche il reato di omesso versamento ritenute (art. 10-bis D.Lgs. 74/2000)Come evitarlo: – Confronta manualmente i totali di ST e SV prima di inviare il 770 – Verifica che ogni fornitore nel quadro ST abbia corrispondenti versamenti F24 nel quadro SV – Usa un foglio Excel per sommare tutte le ritenute operate e tutti i versamenti effettuati: devono coincidereERRORE 2: Dimenticare un fornitore nel quadro STSe paghi 10 fornitori durante l’anno ma ne inserisci solo 9 nel quadro ST, il fornitore mancante non risulta nella dichiarazione. Questo errore emerge quando l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati del tuo 770 con la dichiarazione dei redditi del fornitore (che dichiara di aver ricevuto compensi dal condominio).Conseguenze: – Comunicazione di irregolarità per omessa dichiarazione di ritenute – Sanzione da €250 a €2.000 per infedele dichiarazione – Richiesta di presentare un 770 integrativoCome evitarlo: – Confronta le CU ricevute con l’elenco fornitori nel gestionale del condominio – Verifica di aver inserito tutti i fornitori che hanno ricevuto pagamenti nel 2025 – Controlla gli F24 versati: se hai versato ritenute per un fornitore, deve essere presente nel quadro STERRORE 3: Indicare la causale sbagliata nel quadro STUsare la causale “A” (professionisti) per un’impresa edile (che dovrebbe avere causale “M”) è un errore comune. La causale determina l’aliquota di ritenuta attesa: “A” implica ritenuta del 20%, “M” implica ritenuta del 4%.Conseguenze: – L’Agenzia delle Entrate rileva incongruenze tra la causale e l’aliquota di ritenuta applicata – Comunicazione di irregolarità con richiesta di chiarimenti – Possibile richiesta di versare la differenza di ritenuta (se hai applicato 4% ma la causale indicava 20%)Come evitarlo: – Verifica la natura del compenso prima di scegliere la causale: – M per imprese, fornitori, lavori edili – A per professionisti (architetti, ingegneri, avvocati) – O per prestazioni occasionali – Controlla l’aliquota di ritenuta applicata: 4% → causale M, 20% → causale AERRORE 4: Riportare importi erratiSe la CU del fornitore indica €3.000 di compensi erogati ma inserisci €2.500 nel quadro ST, l’incongruenza emerge quando l’Agenzia delle Entrate confronta il tuo 770 con la dichiarazione del fornitore.Conseguenze: – Comunicazione di irregolarità per discordanza dati – Possibile sanzione per infedele dichiarazione – Richiesta di presentare 770 integrativo con importi correttiCome evitarlo: – Confronta ogni riga del quadro ST con le CU ricevute dai fornitori – Verifica che gli importi inseriti corrispondano esattamente a quelli indicati nelle CU – Se ci sono differenze, contatta il fornitore per chiarire (potrebbe aver emesso una CU errata)ERRORE 5: Usare il codice tributo sbagliato nel quadro SVInserire codice tributo 1040 (professionisti) nell’F24 invece di 1019 (appalti) per ritenute su lavori edili genera incongruenze.Conseguenze: – Il sistema rileva che hai versato con un codice tributo diverso da quello atteso – Comunicazione di irregolarità con richiesta di ravvedimento operoso (versamento corretto) – Possibile richiesta di interessi e sanzioni ridotte per versamento “errato”Come evitarlo: – Controlla che il codice tributo usato nell’F24 corrisponda alla natura del compenso: – Lavori edili → 1019 – Professionisti → 1040 – Dipendenti → 1001 – Verifica le ricevute F24 prima di inserirle nel quadro SV: il codice tributo deve essere correttoERRORE 6: Non conservare le CU ricevute dai fornitoriAlcuni amministratori dimenticano di richiedere (o conservare) le Certificazioni Uniche rilasciate dai fornitori. Senza le CU, è impossibile compilare correttamente il quadro ST, perché mancano i dati ufficiali.Conseguenze: – Impossibilità di compilare il quadro ST con dati corretti – Rischio di inserire importi errati (basati su memoria o registri incompleti) – In caso di controllo, mancanza di documentazione probatoriaCome evitarlo: – Invia una comunicazione a tutti i fornitori a febbraio/marzo richiedendo il rilascio della CU entro il 17 marzo – Organizza le CU ricevute in una cartella dedicata (cartacea o digitale) – Se un fornitore non invia la CU, sollecitalo per iscritto (email o PEC)ERRORE 7: Presentare il 770 in ritardoLa scadenza del Modello 770 è il 31 ottobre 2026 (per il 770/2026 relativo all’anno 2025). Presentare il 770 dopo questa data comporta sanzioni.Conseguenze: – Sanzione da €250 a €2.000 per dichiarazione tardiva (se presentata entro 90 giorni dalla scadenza) – Sanzione raddoppiata se presentata oltre 90 giorni dalla scadenza – Possibili sanzioni aggiuntive per ritardato versamento ritenute (se ci sono versamenti tardivi)Come evitarlo: – Segna in agenda la scadenza del 31 ottobre 2026 – Inizia la raccolta delle CU già a marzo/aprile 2026 – Affidati al CAF Centro Fiscale per la compilazione e invio del 770 entro i terminiERRORE 8: Compilare il quadro ST senza aver ricevuto tutte le CUAlcuni amministratori compilano il quadro ST basandosi sui propri registri contabili, senza attendere le CU ufficiali dai fornitori. Questo può generare discordanze tra i dati dichiarati e quelli certificati dai fornitori.Conseguenze: – Discordanza tra il tuo 770 e le dichiarazioni dei fornitori – Comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate – Necessità di presentare 770 integrativo per correggere gli importiCome evitarlo: – Attendi di aver ricevuto tutte le CU prima di compilare il quadro ST – Se un fornitore non invia la CU entro il 17 marzo, sollecitalo immediatamente – Usa i dati ufficiali delle CU, non le stime o i registri interniEvitare questi errori richiede organizzazione, precisione e, idealmente, il supporto di un CAF specializzato. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli amministratori nella compilazione del 770, verificando i dati, incrociando ST e SV, e garantendo l’invio corretto entro i termini.Quando il Condominio Non Deve Compilare ST/SVEsistono casi in cui il condominio non è obbligato a compilare i quadri ST e SV del Modello 770, e quindi può evitare di presentare la dichiarazione o presentarla in forma semplificata. Comprendere quando non si applicano i quadri ST e SV evita adempimenti inutili e semplifica il lavoro dell’amministratore.Caso 1: Condominio senza ritenute operateSe il condominio non ha operato alcuna ritenuta fiscale durante tutto il 2025, non è obbligato a compilare i quadri ST e SV. Questo accade quando:Nessun lavoro condominiale effettuato: se il condominio non ha fatto manutenzioni ordinarie o straordinarie nel 2025, non ha pagato fornitori soggetti a ritenuta del 4%. In questo caso, non ci sono ritenute da dichiarare.Solo spese ordinarie esenti da ritenuta: se le uniche spese condominiali sono utenze (acqua, luce, gas), assicurazioni, spese condominiali fisse (pulizie non soggette a ritenuta, portierato gestito da società esterna senza ritenuta), il condominio non opera ritenute.Pagamenti solo a enti esenti: se tutti i fornitori sono enti pubblici o società esenti da ritenuta (ad esempio, società che applicano reverse charge IVA), il condominio non trattiene ritenute fiscali.In questi casi, il Modello 770 non deve essere presentato, oppure può essere presentato senza compilare i quadri ST e SV.Caso 2: Condominio con solo dipendenti (portiere)Se il condominio ha solo un portiere assunto come dipendente e non ha effettuato altri pagamenti soggetti a ritenuta (nessun lavoro edile, nessun professionista), deve presentare il 770 ma compila solo:Quadro SS: per comunicare i dati delle Certificazioni Uniche relative al portiere (redditi da lavoro dipendente)Quadro SV: per indicare i versamenti F24 delle ritenute IRPEF sul portiere (codice tributo 1001)I quadri ST NON vanno compilati, perché non ci sono ritenute su fornitori/professionisti (il quadro ST riguarda ritenute su lavoro autonomo/appalti, non dipendenti).Caso 3: Condominio minimo (2-3 unità)I condomini minimi (edifici con 2-3 unità immobiliari) spesso non hanno un amministratore formale e gestiscono le spese in forma semplificata. In questi casi:Se non c’è amministratore: i singoli condomini che pagano direttamente i fornitori non operano ritenute (le ritenute sono un obbligo dei sostituti d’imposta, non dei privati). Quindi, non si presenta il 770.Se c’è un amministratore pro tempore: se il condominio nomina un amministratore occasionale per gestire un singolo lavoro, e questo amministratore paga fornitori applicando ritenute, il 770 va presentato normalmente.Caso 4: Condominio che usa reverse charge IVAIn alcuni casi, i lavori condominiali rientrano nel regime di reverse charge IVA (inversione contabile). In questo regime, il condominio non paga l’IVA al fornitore, ma la versa direttamente all’Erario.Importante: il reverse charge NON elimina l’obbligo di ritenuta del 4%. Anche se si applica reverse charge, il condominio deve comunque operare la ritenuta del 4% sui compensi al fornitore. Quindi, i quadri ST e SV vanno comunque compilati.Eccezione: se il fornitore è esente da ritenuta per legge (ad esempio, alcune cooperative sociali), allora non si applica né ritenuta né quadri ST/SV.Caso 5: Condominio con solo lavori esenti da ritenutaAlcune categorie di lavori o fornitori sono esenti da ritenuta d’acconto. Se il condominio ha effettuato solo questi lavori, non opera ritenute e quindi non compila ST/SV.Lavori esenti da ritenuta (esempi): – Lavori effettuati da imprese con più di 5 dipendenti a tempo indeterminato: queste imprese possono richiedere l’esenzione dalla ritenuta del 4% presentando una dichiarazione sostitutiva. Se il fornitore presenta questa dichiarazione, il condominio non applica ritenuta. – Lavori effettuati da enti pubblici: se il fornitore è un ente pubblico (ad esempio, azienda municipalizzata), non si applica ritenuta. – Forniture senza manodopera: se il condominio acquista solo materiali (senza installazione), non si applica ritenuta (la ritenuta riguarda le prestazioni di servizi, non le cessioni di beni).Se il condominio ha pagato solo fornitori esenti, i quadri ST e SV non vanno compilati.Caso 6: Condominio in gestione commissarialeSe il condominio è stato posto in gestione commissariale da un tribunale (ad esempio, per fallimento dell’amministratore o grave irregolarità), il commissario giudiziale può essere esonerato temporaneamente dagli adempimenti fiscali ordinari, compreso il 770.Tuttavia, questa è un’eccezione rara e va valutata caso per caso con il supporto di un legale o commercialista.In sintesi, il condominio NON compila i quadri ST e SV se:✅ Non ha operato alcuna ritenuta fiscale durante l’anno ✅ Tutti i fornitori sono esenti da ritenuta (imprese con >5 dipendenti, enti pubblici) ✅ Non ha effettuato lavori o pagamenti soggetti a ritenuta ✅ Ha solo dipendenti (compila SS e SV, ma non ST)Il condominio DEVE compilare i quadri ST e SV se:❌ Ha pagato fornitori per lavori edili (ritenuta 4%) ❌ Ha pagato professionisti (ritenuta 20%) ❌ Ha effettuato qualsiasi pagamento soggetto a ritenuta fiscaleDubbio? Consultare il CAFSe non sei sicuro che il tuo condominio debba presentare il 770 o compilare i quadri ST/SV, è fondamentale consultare il CAF Centro Fiscale di Udine. Un’omissione può generare sanzioni pesanti, mentre un adempimento non dovuto genera solo spreco di tempo. Il CAF analizza le spese condominiali del 2025 e determina se il 770 è obbligatorio.Domande Frequenti Qual è la differenza tra quadro ST e quadro SV del 770?Il quadro ST dichiara le ritenute fiscali che il condominio ha operato sui pagamenti a fornitori e professionisti durante l’anno (ad esempio, ritenuta del 4% sui lavori edili). Il quadro SV invece elenca i versamenti effettuati tramite F24 per pagare queste ritenute all’Agenzia delle Entrate. In pratica, il quadro ST dice “ho trattenuto €1.500 di ritenute”, mentre il quadro SV dice “ho versato €1.500 con questi F24”. I due quadri devono corrispondere perfettamente.Cosa succede se il totale del quadro ST non corrisponde al quadro SV?Se il totale delle ritenute dichiarate nel quadro ST non corrisponde al totale dei versamenti indicati nel quadro SV, l’Agenzia delle Entrate rileva un’incongruenza e invia una comunicazione di irregolarità. Se il quadro ST indica ritenute superiori al quadro SV, significa che ci sono ritenute operate ma non versate, e scatta la sanzione del 30% sull’importo non versato più interessi. Se invece il quadro SV indica versamenti superiori al quadro ST, probabilmente hai dimenticato di inserire un fornitore nella dichiarazione.Quali codici tributo usare per le ritenute del condominio?I codici tributo più usati dai condomini sono: 1019 per le ritenute del 4% sui lavori edili e manutenzioni (il più comune), 1040 per le ritenute del 20% sui compensi a professionisti (architetti, ingegneri, avvocati), 1001 per le ritenute IRPEF sul portiere o dipendenti. Quando versi le ritenute con F24, devi usare il codice tributo corretto corrispondente al tipo di compenso pagato.Devo compilare il quadro ST anche se non ho ricevuto tutte le CU?No, è sconsigliato compilare il quadro ST prima di aver ricevuto tutte le Certificazioni Uniche (CU) dai fornitori. Le CU contengono i dati ufficiali (importi, ritenute, codici fiscali) necessari per il quadro ST. Se compili il 770 basandoti solo sui tuoi registri, rischi di inserire dati diversi da quelli certificati dai fornitori, generando incongruenze. Se un fornitore non invia la CU entro il 17 marzo, sollecitalo immediatamente per iscritto.Quando il condominio non deve presentare il 770?Il condominio non deve presentare il Modello 770 se non ha operato alcuna ritenuta fiscale durante l’anno. Questo accade quando: non sono stati effettuati lavori condominiali, tutte le spese sono state solo utenze/assicurazioni (esenti da ritenuta), oppure tutti i fornitori hanno presentato dichiarazione di esenzione dalla ritenuta (imprese con più di 5 dipendenti). In questi casi, non essendoci ritenute da dichiarare, i quadri ST e SV restano vuoti e il 770 non va presentato.La corretta compilazione dei quadri ST e SV del Modello 770 richiede precisione, organizzazione e conoscenza delle normative fiscali. Per gli amministratori di condominio, gestire correttamente le ritenute fiscali, versarle nei tempi previsti e dichiararle nel 770 è fondamentale per evitare sanzioni pesanti e contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.Abbiamo visto che il quadro ST 770 condominio dichiara tutte le ritenute operate sui pagamenti a fornitori e professionisti, mentre il quadro SV elenca i versamenti F24 effettuati. I due quadri devono corrispondere perfettamente: ogni euro di ritenuta dichiarato nel quadro ST deve avere un corrispondente versamento nel quadro SV. Gli errori più comuni (incongruenze ST-SV, codici tributo sbagliati, CU mancanti) generano sanzioni automatiche che possono ricadere personalmente sull’amministratore.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza fiscale per amministratori di condominio: dalla raccolta e verifica delle Certificazioni Uniche alla compilazione dei quadri ST e SV, dal controllo incrociato dei versamenti F24 all’invio telematico del 770 entro la scadenza del 31 ottobre 2026. Affidandoti ai nostri esperti, hai la certezza che ogni adempimento sia gestito correttamente, evitando sanzioni e contenziosi.Hai bisogno di assistenza per la compilazione del Modello 770 del tuo condominio? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. 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Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-03 10:00:002026-02-25 02:26:00Quadro ST e SV del 770: Guida alla Compilazione per Condomini 2026CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730 Precompilato 2026: Come Accedere, Verificare e Modificare730 Precompilato 2026: Come Accedere, Verificare e Modificare Scorrere alla sezione successiva Scorrere alla sezione successiva Indice dei contenuti Cos’è il 730 Precompilato Come Accedere al 730 Precompilato 2026 Cosa Verificare nel 730 Precompilato Come Modificare e Integrare il 730 Precompilato Quando Accettare il 730 Precompilato Senza Modifiche Il CAF Ti Aiuta con il 730 […]Continua a leggere Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 10:00:002026-02-25 02:26:38730 Precompilato 2026: Come Accedere, Verificare e ModificareCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPignoramento Pensione 2026: Sale la Soglia Minima Intoccabile Indice dei contenutiCos’è il Pignoramento della PensioneNuova Soglia Minima Intoccabile 2026Come Funziona il Pignoramento PensioneLimiti e Percentuali PignorabiliDifferenze tra Pensione INPS e Altri RedditiCome Tutelarsi dal PignoramentoProcedure di OpposizioneDomande FrequentiAGGIORNAMENTO 12 febbraio 2026: Articolo corretto e aggiornato con la distinzione tra soglia per pignoramento presso INPS (doppio assegno sociale = 1.092 euro) e soglia per conto corrente (triplo = 1.638 euro), come previsto dall’art. 545 c.p.c. Grazie ai lettori per la segnalazione.Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva che consente ai creditori di rivalersi sulle somme accreditate mensilmente dall’INPS al pensionato debitore. Nel 2026, grazie all’adeguamento annuale all’inflazione previsto dalla normativa vigente, la soglia minima impignorabile della pensione è aumentata, offrendo maggiore tutela ai pensionati con redditi bassi.La soglia impignorabile rappresenta l’importo mensile che non può essere toccato dai creditori, anche in presenza di debiti. Questa protezione è fondamentale per garantire al pensionato le risorse minime necessarie per vivere dignitosamente. Per chi percepisce una pensione minima INPS, le tutele sono ancora più stringenti.In questa guida scoprirai qual è la nuova soglia impignorabile 2026, come funziona il pignoramento della pensione INPS, quali sono i limiti e le percentuali pignorabili in base al tipo di credito, le differenze tra pensione e altri redditi, come tutelarsi dal pignoramento e quali sono le procedure di opposizione disponibili.Cos’è il Pignoramento della Pensione Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva forzata prevista dal Codice di Procedura Civile che consente a un creditore (banca, Agenzia delle Entrate, ente previdenziale, condominio, fornitore, ecc.) di recuperare il proprio credito trattenendo una quota della pensione erogata dall’INPS o da altro ente pensionistico.Il pignoramento può avvenire in due modalità:**1. Pignoramento presso terzi (INPS)** Il creditore notifica l’atto di pignoramento direttamente all’INPS (terzo pignorato), che diventa responsabile di trattenere una quota della pensione ogni mese e versarla al creditore. Il pensionato vede ridotto l’importo accreditato sul proprio conto corrente.**2. Pignoramento del conto corrente dove arriva la pensione** Il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione. In questo caso, la banca blocca le somme presenti sul conto fino a concorrenza del debito. Tuttavia, se le somme provengono da pensione, stipendio o altri redditi da lavoro, si applicano le tutele previste dalla legge (triple del minimo vitale impignorabile).Chi può pignorare la pensione?Possono pignorare la pensione: – Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per debiti fiscali, multe, bolli auto, tasse non pagate – Banche e finanziarie per mutui, prestiti, finanziamenti non rimborsati – Fornitori e creditori privati con sentenza esecutiva (es. bollette non pagate, debiti commerciali) – Condominio per spese condominiali non pagate – INPS per recupero indebiti (pensioni erogate per errore)Nuova Soglia Minima Intoccabile 2026 Nel 2026, la normativa italiana prevede due diverse soglie di protezione per il pignoramento della pensione, a seconda della modalita con cui avviene l’esecuzione forzata.IMPORTANTE: Due soglie diverse per due situazioni diverseL’art. 545 del Codice di Procedura Civile stabilisce soglie differenti:Tipo di pignoramentoSoglia impignorabileImporto 2026Presso INPS (alla fonte)DOPPIO dell’assegno sociale1.092,82 euro/meseSu conto corrente (somme depositate)TRIPLO dell’assegno sociale1.638,72 euroArt. 545 c.p.c., commi 7 e 8 – Assegno sociale 2026: 546,24 euro (importo aggiornato INPS)1. Pignoramento diretto presso INPS (art. 545 comma 7)Quando il creditore pignora la pensione direttamente presso l’INPS, la soglia impignorabile e pari al doppio dell’assegno sociale, comunque non inferiore a 1.000 euro.Calcolo 2026: 546,24 euro x 2 = 1.092,48 euro al meseQuesto significa che se la pensione netta mensile e pari o inferiore a 1.092,48 euro, essa non puo essere pignorata dall’INPS (salvo debiti alimentari).2. Pignoramento del conto corrente (art. 545 comma 8)Quando il creditore pignora il conto corrente bancario dove viene accreditata la pensione, le somme gia depositate sono protette fino al triplo dell’assegno sociale.Calcolo 2026: 546,24 euro x 3 = 1.638,72 euroQuesta protezione maggiore sul conto corrente serve a garantire che il pensionato abbia sempre disponibile una somma sufficiente per le spese essenziali del mese.Tabella soglie impignorabili 2024-2026AnnoAssegno socialeSoglia INPS (x2)Soglia Conto (x3)2024534,41 euro1.068,82 euro1.603,23 euro2025538,69 euro1.077,38 euro1.616,07 euro2026546,24 euro1.092,48 euro1.638,72 euroFonte: INPS – Importi rivalutati annualmenteEsempio pratico: Pignoramento INPS vs Conto CorrentePensione netta mensile: 1.300 euroCaso A – Pignoramento presso INPS:Soglia impignorabile: 1.092,48 euro (doppio assegno sociale)Parte pignorabile: 1.300 – 1.092,48 = 207,52 euroQuota massima pignorabile (1/5): 41,50 euro/meseCaso B – Pignoramento conto corrente:Soglia impignorabile: 1.638,72 euro (triplo assegno sociale)La pensione (1.300 euro) e interamente protettaQuota pignorabile: 0 euroCome si vede, la protezione sul conto corrente e piu ampia di quella sul pignoramento diretto INPS.Come Funziona il Pignoramento Pensione Il pignoramento della pensione segue un iter procedurale preciso regolato dal Codice di Procedura Civile e dalle norme speciali previste per i redditi da lavoro e pensione.Step 1: Titolo esecutivoIl creditore deve avere un titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo, ingiunzione fiscale, atto notarile, ecc.) che certifichi l’esistenza del debito e il diritto di recuperarlo.Step 2: Notifica dell’atto di pignoramentoIl creditore, tramite un ufficiale giudiziario, notifica: – Al debitore (pensionato): l’atto di pignoramento – Al terzo pignorato (INPS): l’ordinanza di pignoramento con l’obbligo di trattenere le sommeStep 3: Dichiarazione del terzo (INPS)L’INPS (o altro ente pensionistico) ha l’obbligo di rispondere entro 10 giorni con una dichiarazione in cui indica: – Se è debitore del pensionato (se eroga la pensione) – Importo della pensione netta mensile – Eventuali altri pignoramenti in corso – Quota pignorabile nei limiti di leggeStep 4: Trattenuta mensileDalla dichiarazione positiva dell’INPS, inizia la trattenuta mensile sulla pensione. L’INPS trattiene la quota pignorabile e la versa al creditore tramite l’ufficiale giudiziario o direttamente, secondo le modalità indicate nell’atto di pignoramento.Step 5: Udienza di assegnazioneEntro 45 giorni dalla notifica del pignoramento, si tiene l’udienza di assegnazione davanti al giudice, in cui il creditore chiede l’attribuzione delle somme pignorate. Il debitore può opporsi o contestare il pignoramento.Durata del pignoramentoIl pignoramento prosegue fino a quando: – Il debito è completamente estinto – Il debitore estingue il debito in via volontaria – Il giudice revoca il pignoramento (per vizi formali, opposizione accolta, ecc.)Limiti e Percentuali Pignorabili La normativa italiana prevede limiti stringenti al pignoramento della pensione, per tutelare il minimo vitale necessario al sostentamento del pensionato.Regola generale: 1/5 della parte eccedente la sogliaLa quota massima pignorabile della pensione e pari a un quinto (20%) della parte che eccede la soglia impignorabile:Pignoramento INPS: 1/5 della parte eccedente il doppio dell’assegno sociale (1.092,48 euro nel 2026)Pignoramento conto corrente: 1/5 della parte eccedente il triplo dell’assegno sociale (1.638,72 euro nel 2026)Formula di calcolo (pignoramento INPS)Quota pignorabile = (Pensione netta – 1.092,48 euro) x 20%Esempi praticiEsempio 1: Pensione 1.000 euroPensione netta: 1.000 euroSoglia impignorabile INPS: 1.092,48 euroParte eccedente: 0 euro (la pensione e inferiore alla soglia)Quota pignorabile: 0 euro – Pensione totalmente impignorabileEsempio 2: Pensione 1.500 euroPensione netta: 1.500 euroSoglia impignorabile INPS: 1.092,48 euroParte eccedente: 407,52 euro (1.500 – 1.092,48)Quota pignorabile: 81,50 euro (20% di 407,52)Pensione netta dopo pignoramento: 1.418,50 euroEsempio 3: Pensione 2.500 euroPensione netta: 2.500 euroSoglia impignorabile INPS: 1.092,48 euroParte eccedente: 1.407,52 euro (2.500 – 1.092,48)Quota pignorabile: 281,50 euro (20% di 1.407,52)Pensione netta dopo pignoramento: 2.218,50 euroDifferenze tra Pensione INPS e Altri Redditi Le tutele previste per il pignoramento della pensione sono diverse rispetto ad altri tipi di reddito o crediti sul conto corrente.1. Pensione INPS vs StipendioLa pensione e lo stipendio godono delle stesse tutele in caso di pignoramento: entrambi sono pignorabili solo per 1/5 della parte eccedente la soglia impignorabile (doppio per INPS, triplo per conto corrente). Non ci sono differenze sostanziali nella quota pignorabile.2. Pensione vs Redditi da lavoro autonomoI redditi da lavoro autonomo (partita IVA, professionisti, artigiani, commercianti) non godono delle stesse tutele della pensione e dello stipendio. In caso di pignoramento del conto corrente, possono essere pignorati fino alla concorrenza del debito, senza il limite del 1/5.3. Pignoramento del conto corrente con pensione accreditataSe il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione, la banca deve verificare la natura delle somme presenti sul conto:Se le somme provengono da pensione o stipendio accreditati negli ultimi 3 mesi, si applicano le tutele del triplo dell’assegno socialeSe le somme sono depositate da più di 3 mesi, possono essere pignorate senza limitiSe il conto contiene somme miste (pensione + altri accrediti), la banca deve distinguere le somme impignorabiliEsempioConto corrente con saldo di 5.000 euro: – 1.800 euro = pensione accreditata il mese scorso (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.500 euro = pensione accreditata 2 mesi fa (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.700 euro = risparmi depositati da più di 3 mesi (pignorabili senza limiti)In questo caso, la banca può pignorare: – 196,77 euro dalla pensione del mese scorso (1.800 – 1.603,23) – 0 euro dalla pensione di 2 mesi fa (1.500 < 1.603,23) - 1.700 euro dai risparmi depositatiTotale pignorabile: 1.896,77 euro4. Pensione minima e assegno socialeLa pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, salvo per debiti alimentari. Non può essere pignorata alcuna somma da queste prestazioni.Come Tutelarsi dal PignoramentoEsistono diverse strategie per tutelarsi dal pignoramento della pensione o ridurne l’impatto.1. Accordo stragiudiziale con il creditorePrima che il pignoramento venga avviato, è possibile cercare un accordo di rateizzazione con il creditore, proponendo un piano di rimborso sostenibile. Molti creditori preferiscono evitare le spese e i tempi del pignoramento e accettano dilazioni di pagamento.2. Rateizzazione del debito fiscale (Agenzia Entrate)Se il debito è con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile richiedere la rateizzazione del debito (fino a 72 rate mensili senza necessità di documentazione). Una volta ottenuta la rateizzazione e rispettate le scadenze, l’Agenzia non può avviare o proseguire il pignoramento.Per approfondire le modalità di rateizzazione dei debiti fiscali, consulta la nostra guida sulla Rottamazione Quinquies 2026.3. Opposizione al pignoramento per vizi formaliSe l’atto di pignoramento presenta vizi formali (es. mancata notifica, errori nei dati, mancanza del titolo esecutivo), il debitore può presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica, chiedendo la revoca del pignoramento.4. Riduzione della quota pignorabileIn caso di particolare disagio economico (spese mediche, figli a carico, altre obbligazioni), il pensionato può richiedere al giudice la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando l’impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residua.5. Usare un conto corrente “protetto”Alcune banche offrono conti correnti con tutela antipigoramento, che applicano automaticamente i limiti previsti dalla legge (triplo dell’assegno sociale) anche in caso di pignoramento del conto. Questo evita che la banca blocchi somme superiori al dovuto in attesa della verifica.6. Chiedere assistenza a un CAF o consulente fiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella: – Verifica della regolarità dell’atto di pignoramento – Predisposizione di opposizioni e ricorsi – Richiesta di rateizzazione dei debiti fiscali – Negoziazione con i creditori – Calcolo della quota pignorabile secondo le norme vigentiProcedure di Opposizione Il pensionato che subisce un pignoramento può opporsi attraverso diverse procedure legali, a seconda del vizio o del motivo di contestazione.1. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.)L’opposizione all’esecuzione può essere presentata quando si contesta: – L’inesistenza del debito (il debito è già stato pagato, non è mai esistito, è prescritto) – La nullità del titolo esecutivo (sentenza viziata, decreto ingiuntivo irregolare)Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento.Procedura: – Deposito del ricorso presso il Tribunale competente – Eventuale richiesta di sospensione del pignoramento in via cautelare (se ci sono gravi motivi) – Udienza di discussione davanti al giudice – Sentenza di accoglimento o rigetto2. Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)L’opposizione agli atti esecutivi può essere presentata quando si contesta: – Vizi formali dell’atto di pignoramento (notifica irregolare, dati errati, violazione delle norme procedurali) – Eccesso di pignoramento (quota pignorata superiore al 1/5, pignoramento di somme impignorabili)Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla conoscenza del vizio.Procedura: – Deposito del ricorso presso il Giudice dell’Esecuzione – Udienza di discussione – Ordinanza di accoglimento o rigetto3. Opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.)L’opposizione di terzo può essere presentata quando il pignoramento colpisce beni o crediti appartenenti a terzi, non al debitore. Questo può accadere, ad esempio, se viene pignorato un conto corrente cointestato.4. Ricorso per riduzione della quota pignorabileIl pensionato può presentare un ricorso al Giudice dell’Esecuzione per chiedere la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando: – Particolare disagio economico – Spese mediche straordinarie – Figli a carico o altre obbligazioni alimentari – Impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residuaDocumenti da allegare: – Cedolini pensione ultimi 6 mesi – Stato di famiglia – Certificazione ISEE – Documentazione spese mediche, affitto, bollette – Dichiarazione dei redditi5. Assistenza legale e CAFPer presentare un’opposizione al pignoramento è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto esecutivo oppure a un CAF per l’assistenza nella raccolta della documentazione e nella verifica della regolarità dell’atto.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: – Analisi preliminare dell’atto di pignoramento – Verifica della quota pignorabile – Assistenza nella predisposizione di rateizzazioni fiscali – Invio a legali convenzionati per le opposizioni📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Pignoramento Pensione 2026Quanto può essere pignorata la pensione nel 2026?La pensione può essere pignorata fino a un massimo di 1/5 (20%) della parte che eccede 1.603,23 euro mensili (triplo dell’assegno sociale 2026). Se la pensione è inferiore a 1.603,23 euro, è totalmente impignorabile, salvo per debiti alimentari.La pensione minima può essere pignorata?No, la pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, perché inferiori alla soglia del triplo dell’assegno sociale (1.603,23 euro). Fanno eccezione i debiti alimentari e gli assegni di mantenimento.Chi può pignorare la pensione?Possono pignorare la pensione: Agenzia delle Entrate-Riscossione per debiti fiscali, banche e finanziarie per prestiti non rimborsati, creditori privati con sentenza esecutiva, condominio per spese condominiali, INPS per recupero indebiti. Tutti devono avere un titolo esecutivo.Come posso evitare il pignoramento della pensione?Puoi evitare il pignoramento cercando un accordo di rateizzazione con il creditore prima dell’esecuzione forzata. Per debiti fiscali, richiedi la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate (fino a 72 rate). Una volta ottenuta e rispettata la rateizzazione, il pignoramento non può essere avviato.Posso oppormi al pignoramento della pensione?Sì, puoi presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni se il debito non esiste o è già stato pagato, oppure opposizione agli atti esecutivi se l’atto presenta vizi formali o la quota pignorata è superiore ai limiti di legge. Rivolgiti a un avvocato o al CAF per assistenza.Il pignoramento della pensione vale anche per il conto corrente?Sì, se il creditore pignora il conto corrente su cui arriva la pensione, la banca deve applicare le stesse tutele: sono impignorabili le somme fino a 1.603,23 euro mensili provenienti da pensione accreditata negli ultimi 3 mesi. Le somme depositate da più tempo possono essere pignorate senza limiti.Hai Ricevuto un Atto di Pignoramento sulla Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dell’atto, calcolo della quota pignorabile e predisposizione di opposizioni o rateizzazioni fiscali.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sottoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. 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Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. 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Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioniFebbraio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-03 09:07:562026-05-31 10:11:33Pignoramento Pensione 2026: Sale la Soglia Minima IntoccabileCAF, COLF E BADANTICosto Badante Convivente 2026: Tabelle, Stipendio e Spese TotaliQuanto Costa una Badante Convivente nel 2026? Il costo badante convivente 2026 rappresenta una delle voci di spesa piu significative per le famiglie italiane che assistono un anziano non autosufficiente. Molte famiglie sottostimano l’impatto economico reale: non basta considerare lo stipendio netto, ma occorre calcolare contributi INPS, TFR, tredicesima, ferie e vitto e alloggio.Con il rinnovo del CCNL Lavoro Domestico entrato in vigore dal 1 gennaio 2026, i minimi retributivi sono aumentati di circa 40 euro al mese rispetto al 2025. In questa guida completa trovi le tabelle aggiornate con tutti i costi, le differenze tra i livelli contrattuali e le agevolazioni fiscali disponibili.Indice dei contenutiTabelle Costo Badante Convivente 2026Componenti del Costo Badante: Cosa Paghi DavveroDifferenza tra Badante Convivente e Badante a OreCosto Badante Notturna 2026Agevolazioni Fiscali Badante 2026Come Risparmiare sul Costo della BadanteProcedura di Assunzione BadanteDomande FrequentiTabelle Costo Badante Convivente 2026 Il costo badante convivente 2026 varia in base al livello di inquadramento contrattuale. Il CCNL Lavoro Domestico prevede tre livelli principali per le badanti:Livello BS: badante che assiste persona autosufficienteLivello CS: badante che assiste persona non autosufficiente (il piu diffuso)Livello DS: badante con formazione specifica per non autosufficientiTabella Costi Mensili Badante Convivente 2026 (54 ore settimanali)Voce di costoLivello BSLivello CSLivello DSStipendio lordo mensile1.072,45 euro1.195,97 euro1.384,46 euroIndennita funzione (solo DS)––194,98 euroRateo TFR mensile100,50 euro112,05 euro129,75 euroRateo 13ma mensile89,37 euro99,66 euro115,37 euroContributi INPS + CassaColf88,00 euro99,46 euro112,00 euroCOSTO TOTALE MENSILE1.350 euro1.507 euro1.936 euroCOSTO ANNUALE17.550 euro19.600 euro25.170 euroNota: i costi includono anche vitto e alloggio convenzionale (circa 7,70 euro/giorno) che incide sul calcolo di TFR e contributi.Hai bisogno di calcolare il costo esatto per la tua situazione?Il CAF Centro Fiscale ti aiuta con la gestione completa delle buste paga badante a soli 25 euro/mese.WhatsApp: 366 6018121Componenti del Costo Badante: Cosa Paghi Davvero Per capire quanto costa realmente una badante convivente, devi conoscere tutte le componenti che formano il costo totale a carico della famiglia:1. Stipendio Lordo MensileE la retribuzione base prevista dal CCNL. Per una badante livello CS (la categoria piu comune per assistenza a non autosufficienti) lo stipendio lordo 2026 e di 1.195,97 euro al mese.2. Contributi INPS e CassaColfI contributi INPS lavoratori domestici si pagano trimestralmente con scadenze fisse (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio). Per una badante convivente livello CS, i contributi trimestrali ammontano a circa 298 euro (99 euro/mese).3. TFR (Trattamento di Fine Rapporto)Il TFR badante si accantona mensilmente e si liquida alla cessazione del rapporto. Corrisponde a circa il 7,41% della retribuzione annua lorda.4. Tredicesima MensilitaLa badante ha diritto a una mensilita aggiuntiva da pagare entro dicembre. Per il livello CS equivale a circa 1.196 euro.5. Ferie (26 giorni annui)Le ferie badante convivente sono 26 giorni lavorativi all’anno. Durante le ferie, la badante riceve la retribuzione piena piu l’indennita sostitutiva di vitto e alloggio.6. Indennita Vitto e AlloggioPer le badanti conviventi si calcola un valore convenzionale di 5,77 euro per i due pasti giornalieri e 1,93 euro per l’alloggio, per un totale di circa 7,70 euro al giorno.Differenza tra Badante Convivente e Badante a Ore La scelta tra badante convivente e badante a ore dipende dalle esigenze assistenziali e dal budget familiare. Ecco un confronto diretto dei costi:CaratteristicaBadante ConviventeBadante a OreOre settimanali54 ore25-40 oreCosto orario5,50 euro/ora circa7,91-9,50 euro/oraVitto e alloggioA carico famigliaNon previstoAssistenza notturnaInclusaExtra a pagamentoCosto annuale (stima)19.000-21.000 euro12.000-18.000 euroQuando conviene la badante convivente?L’anziano necessita di assistenza continua 24 oreC’e bisogno di sorveglianza notturnaLa famiglia non puo garantire presenza costanteL’anziano vive da soloQuando conviene la badante a ore?L’anziano e parzialmente autosufficienteServe aiuto solo per alcune attivita (pulizie, pasti, igiene)La famiglia puo coprire alcune fasce orarieBudget limitatoCosto Badante Notturna 2026 Se hai bisogno di assistenza solo nelle ore notturne, puoi assumere una badante notturna. Esistono due tipologie:Badante Notturna con Presenza Notturna (solo dormire)La badante dorme presso l’abitazione ed e disponibile in caso di necessita. Non svolge lavoro attivo durante la notte.Costo mensile: 600-800 euro circaOrario: dalle 21:00 alle 8:00Badante Notturna con Assistenza AttivaLa badante svolge assistenza attiva durante la notte (alzate, somministrazione farmaci, cambio pannoloni).Costo mensile: 900-1.200 euro circaMaggiorazione notturna: +20% sulla paga orariaAgevolazioni Fiscali Badante 2026Le famiglie che assumono una badante possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali che riducono il costo effettivo:1. Detrazione IRPEF 19% per Spese AssistenzaPuoi detrarre il 19% delle spese sostenute per l’assistenza personale a persone non autosufficienti, fino a un massimo di 2.100 euro di spesa.Risparmio massimo: 399 euro all’annoRequisito reddito: reddito complessivo non superiore a 40.000 euroRequisito assistito: persona non autosufficiente (certificato medico)2. Deduzione Contributi INPSI contributi previdenziali versati per la badante sono deducibili dal reddito imponibile fino a 1.549,37 euro all’anno.Risparmio effettivo: dipende dall’aliquota IRPEF (da 23% a 43%)Esempio: con aliquota 35%, risparmi circa 542 euro3. Bonus e Contributi RegionaliIn Friuli Venezia Giulia esistono ulteriori agevolazioni:Assegno di cura per anziani non autosufficientiFAP (Fondo Autonomia Possibile) fino a 700 euro/meseContributi comunali per assistenza domiciliareMassimizza le tue agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale verifica che tu stia sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni disponibili. Prenota la tua dichiarazione dei redditi 730 per non perdere neanche un euro.Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Come Risparmiare sul Costo della Badante Ecco alcune strategie legali per contenere il costo badante convivente 2026:1. Scegli il Livello Contrattuale CorrettoNon tutte le badanti devono essere inquadrate al livello CS o DS. Se l’anziano e autosufficiente, il livello BS costa circa 150 euro in meno al mese.2. Valuta il Part-Time ConviventeIl CCNL prevede la possibilita di assumere una badante convivente a 30 ore settimanali invece che 54, con un risparmio significativo.3. Richiedi Tutti i Bonus DisponibiliIndennita di accompagnamento, assegni di cura regionali, FAP: molte famiglie non richiedono contributi a cui avrebbero diritto.4. Sfrutta le Agevolazioni FiscaliCon detrazione (399 euro) + deduzione contributi (fino a 542 euro) puoi recuperare quasi 1.000 euro all’anno.5. Affidati a Professionisti per la GestioneErrori nelle buste paga o nei contributi possono costare caro. Una gestione professionale costa 25 euro/mese ma evita sanzioni che possono arrivare a migliaia di euro.Attenzione al lavoro nero! Assumere una badante senza contratto espone a sanzioni da 1.500 a 12.000 euro per ogni lavoratore, oltre alla responsabilita civile e penale in caso di infortuni.Procedura di Assunzione BadantePer assumere regolarmente una badante convivente devi seguire questi passaggi:1. Comunicazione INPSEntro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto, devi inviare la comunicazione obbligatoria all’INPS tramite il portale o un intermediario abilitato.2. Lettera di AssunzioneRedigi il contratto scritto con tutti i dettagli: livello, orario, retribuzione, data inizio, mansioni.3. Registrazione CassaColfIscrivi la badante alla CassaColf per le prestazioni integrative previste dal CCNL.4. Gestione MensileOgni mese devi elaborare la busta paga e, ogni trimestre, versare i contributi INPS.Servizio Completo Assunzione BadanteIl CAF Centro Fiscale gestisce per te tutti gli adempimenti:Consulenza e assunzione: 50 euro (una tantum)Gestione buste paga mensili: 25 euro/meseCessazione rapporto e TFR: 50 euroContattaci: 366 6018121📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Costo Badante 2026 Quanto costa una badante convivente al mese nel 2026?Il costo totale mensile di una badante convivente livello CS (assistenza non autosufficienti) e di circa 1.500-1.600 euro, comprensivo di stipendio, contributi, TFR e ratei.Quanto costa una badante convivente all’anno?Il costo annuale di una badante convivente varia da 17.500 euro (livello BS) a 25.000 euro (livello DS), con la maggior parte delle famiglie che spende circa 19.000-21.000 euro (livello CS).Chi paga i contributi INPS della badante?I contributi INPS sono a carico del datore di lavoro (la famiglia) per circa l’80% e della lavoratrice per il restante 20%, che viene trattenuto direttamente dalla busta paga.Posso detrarre il costo della badante?Si, puoi detrarre il 19% delle spese di assistenza fino a 2.100 euro (risparmio massimo 399 euro) e dedurre i contributi INPS fino a 1.549 euro.Quando si paga la tredicesima alla badante?La tredicesima si paga entro dicembre di ogni anno. L’importo corrisponde a una mensilita di stipendio.Quanto costa licenziare una badante?Al momento del licenziamento devi pagare: TFR maturato, ferie non godute, tredicesima maturata ed eventuale indennita di preavviso. Per una badante con 2 anni di anzianita, il costo puo essere di 3.000-4.000 euro.La badante ha diritto alle ferie?Si, la badante ha diritto a 26 giorni di ferie all’anno, da godere preferibilmente tra giugno e settembre. Durante le ferie percepisce la retribuzione piena piu l’indennita di vitto e alloggio.Cosa succede se non pago i contributi INPS?Il mancato pagamento dei contributi comporta sanzioni dal 2,5% al 40% dell’importo dovuto, oltre a possibili sanzioni amministrative e la perdita delle tutele previdenziali per la lavoratrice.ConclusioneIl costo badante convivente 2026 rappresenta un impegno economico significativo, con una spesa media di 19.000-21.000 euro all’anno per una badante livello CS. Tuttavia, sfruttando correttamente le agevolazioni fiscali disponibili puoi recuperare fino a 1.000 euro all’anno.La cosa piu importante e gestire correttamente il rapporto di lavoro per evitare sanzioni e problemi con l’INPS. Affidarsi a professionisti costa poco (25 euro/mese) e ti garantisce la tranquillita di essere sempre in regola.Hai bisogno di aiuto con la tua badante?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutti gli adempimenti: assunzione, buste paga, contributi, cessazione e dichiarazione dei redditi. WhatsApp: 366 6018121 Tel: 0432 1638640Viale Giuseppe Tullio, 13 – SCALA B – 33100 UdineApprofondimenti CorrelatiCosto Badante Convivente 2026: Tabelle CompleteCome Assumere una Badante: Guida Passo PassoLicenziamento Badante: Procedura e PreavvisoTFR Badante: Come Calcolare la LiquidazioneContributi INPS Lavoratori Domestici 2026Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-03 09:00:002026-05-31 16:16:41Costo Badante Convivente 2026: Tabelle, Stipendio e Spese TotaliFisioterapisti, PARTITA IVAAprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e AdempimentiAggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è una decisione importante che molti neo-iscritti all’albo TSRM-PSTRP affrontano subito dopo aver concluso gli studi. Tra codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS Gestione Separata, Sistema TS e divieto di fattura elettronica per le prestazioni a privati, la materia non è affatto banale. Eppure, con la guida giusta, si tratta di un percorso lineare che permette di iniziare a esercitare la libera professione in pochi giorni. In questa guida aggiornata vediamo passo passo tutto ciò che serve sapere per aprire partita IVA fisioterapista 2026, dalle aliquote al software di fatturazione, fino alle implicazioni dello studio condiviso.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di fisioterapisti nell’avvio dell’attività, gestendo apertura, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS e contabilità annuale. Continua a leggere per scoprire perché pianificare bene il day 1 ti farà risparmiare migliaia di euro nei primi cinque anni.Indice dei contenutiQuando un fisioterapista deve aprire P.IVACodice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00Forfettario o ordinario per fisioterapistiProcedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapistaGestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione alboDivieto SdI per prestazioni a privati 2026Scegliere il software di fatturazione al day 1Studio condiviso vs studio proprioErrori più comuni del neo-fisioterapistaFAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026 Quando un fisioterapista deve aprire P.IVAIl fisioterapista deve aprire partita IVA nel momento in cui inizia a esercitare la professione in forma abituale e continuativa, anche se i compensi sono modesti. La legge italiana non fissa una soglia di reddito sotto la quale si può lavorare senza partita IVA: il vero discrimine è l’abitualità. Un fisioterapista che effettua trattamenti regolari nel proprio studio o presso pazienti, anche solo poche ore a settimana, è a tutti gli effetti un libero professionista tenuto ad aprire P.IVA.Esiste una sola eccezione: la prestazione occasionale. Si applica quando l’attività è davvero sporadica, non organizzata e non ripetuta nel tempo. In questo caso si emette una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20%, fino a un limite di 5.000 euro netti all’anno. Superata questa soglia, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. Per un neo-fisioterapista che vuole costruire una professione duratura, la prestazione occasionale è una soluzione temporanea: prima si apre la partita IVA, prima si accede ai vantaggi del regime forfettario e si costruisce una posizione previdenziale presso la Gestione Separata INPS.Un caso tipico che vediamo in CAF: Marco, fisioterapista neo-iscritto all’albo TSRM-PSTRP, inizia a collaborare con una palestra e con due studi medici. Anche se nei primi mesi i compensi sono bassi, l’attività è già abituale. Marco deve aprire la P.IVA prima della prima fattura, perché emettere ricevute occasionali in modo continuativo equivale a evasione contributiva e fiscale.Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00Il codice ATECO fisioterapista classifica l’attività ai fini fiscali, previdenziali e statistici. Per anni il codice di riferimento è stato 86.90.21 – Altre attività paramediche indipendenti, utilizzato in maniera generica per molte professioni sanitarie autonome. Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della classificazione ATECO 2025, è stato introdotto un codice specifico: 86.95.00 – Attività professionale di fisioterapista.Questa novità ha un significato importante: per la prima volta i fisioterapisti hanno un codice dedicato, separato dalle altre attività paramediche. La transizione è gestita in maniera automatica per molte posizioni già attive, ma chi apre partita IVA fisioterapista 2026 deve indicare direttamente il nuovo codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Chi già opera con il vecchio 86.90.21 è bene verifichi presso l’Agenzia delle Entrate che la migrazione sia avvenuta correttamente; in caso contrario, va comunicata con il modello AA9/12 o tramite ComUnica.Coefficiente di redditività 78%Il codice ATECO 86.95.00 è compatibile con il regime forfettario ed è classificato come attività professionale. Questo significa che il coefficiente di redditività applicabile è del 78%. In parole semplici, il coefficiente è la percentuale di ricavi che viene considerata reddito imponibile: il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi che il legislatore presume tu sostenga, e non è tassato.Esempio pratico: Sara apre P.IVA come fisioterapista nel 2026 e fattura 40.000 euro. Il reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Su questa cifra si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata. Non importa se Sara ha speso 5.000 euro o 12.000 euro per affitti, attrezzature e formazione: il regime forfettario non considera le spese effettive. Forfettario o ordinario per fisioterapistiPer la quasi totalità dei neo-fisioterapisti, il regime forfettario 2026 è la scelta vincente. Il motivo è duplice: nei primi cinque anni si applica l’aliquota agevolata del 5% sull’imposta sostitutiva, e la contabilità è ridotta al minimo. Vediamo perché conviene quasi sempre, ma anche quando può essere utile valutare il regime ordinario.Quando conviene il forfettarioIl fisioterapista forfettario 2026 beneficia di:Aliquota 5% per i primi cinque anni (start-up), poi 15%Nessuna IVA in fattura, nessun versamento IVA, nessun registro IVAEsonero dalla ritenuta d’acconto del 20% (utile se fatturi a studi medici o cooperative)Nessun ISA né studi di settoreCoefficiente di redditività 78%: tassi solo il 78% del fatturatoContabilità semplificata e costi di gestione molto contenutiPer un neo-fisioterapista con fatturato fino a 50.000-60.000 euro e spese contenute, il risparmio fiscale rispetto al regime ordinario può arrivare a 5.000-8.000 euro all’anno.Considerando che il limite di ricavi per accedere al regime forfettario è di 85.000 euro, la maggior parte degli studi professionali di fisioterapia rientra comodamente in questo perimetro.Quando valutare l’ordinarioIl regime ordinario può essere preferibile in pochi casi specifici: se prevedi investimenti molto alti in attrezzature (lettini elettrici, apparecchiature elettromedicali, tecar, laser) superiori a 15.000-20.000 euro, perché nel forfettario non li detrai. Oppure se la tua attività supererà prevedibilmente gli 85.000 euro nei primi anni. Per una valutazione personalizzata, il CAF Centro Fiscale offre una simulazione gratuita di convenienza tra forfettario e ordinario. Se vuoi una panoramica generica, consulta la guida regime forfettario 2026 e la guida apertura partita IVA.Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapistaAprire partita IVA fisioterapista 2026 richiede una sequenza precisa di adempimenti, alcuni preliminari (iscrizione all’albo) e altri immediatamente successivi (iscrizione alla Gestione Separata INPS, Sistema TS). Saltare uno step o sbagliare un codice può costare mesi di correzioni. Ecco la procedura completa nel modo corretto.Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: è il prerequisito assoluto. Senza iscrizione all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, non puoi esercitare. Si presenta domanda all’Ordine territorialmente competente con titolo, autocertificazione e pagamento tassa annuale.Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate: è il modulo di apertura partita IVA. Vanno indicati codice ATECO 86.95.00, opzione per il regime forfettario, regime fiscale del 5% (se hai i requisiti start-up), domicilio fiscale e sede dell’attività.Iscrizione alla Gestione Separata INPS: il fisioterapista non ha una cassa di categoria, quindi si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, dal portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF. Non ci si iscrive all’ENPAPI, che è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.Accreditamento Sistema TS: tutti i fisioterapisti iscritti all’albo con partita IVA devono accreditarsi al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie.SCIA al Comune (se hai studio aperto al pubblico): in molte regioni è prevista una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, eventualmente con autorizzazione sanitaria.Polizza RC professionale: è obbligatoria per legge per tutte le professioni sanitarie. Va attivata prima della prima prestazione.Scelta software di fatturazione: lo affrontiamo in dettaglio più avanti, ma va deciso prima della prima fattura.Il CAF Centro Fiscale gestisce in autonomia tutti questi passaggi per i propri clienti: dall’apertura P.IVA al modulo AA9/12, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS, fino all’accreditamento Sistema TS. In media il fisioterapista ottiene la P.IVA in 48-72 ore dalla firma dei moduli. Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI) Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF.ENPAPI non c’entra. L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996): i fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’unica eccezione è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, infermieri pediatrici o assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attività e alla Gestione Separata per la fisioterapia. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti e nell’articolo ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.Aliquota 2026: 26,07% (o 24%)La Gestione Separata prevede un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o già assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Per un fisioterapista forfettario il reddito di riferimento è il 78% dei ricavi; su richiesta si può applicare la riduzione del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Non esiste un contributo minimo annuo. Esempio: su 31.200 euro di imponibile (40.000 euro di ricavi) i contributi sono 8.134 euro, oppure 5.288 euro con la riduzione.Rivalsa 4%, scadenze e deducibilitàIl fisioterapista può addebitare in fattura al cliente una rivalsa INPS del 4%: è facoltativa (a differenza del contributo integrativo delle casse private) e, se non applicata, il contributo resta interamente a carico del professionista. I contributi si versano con F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre.I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito anche per chi è in regime forfettario: rappresentano una delle poche deduzioni utili in questo regime e abbattono direttamente la base imponibile dell’imposta sostitutiva.Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione alboIl Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, per renderle disponibili nella dichiarazione dei redditi precompilata. Tutti i fisioterapisti iscritti all’albo TSRM-PSTRP con partita IVA sono obbligati a trasmettere i dati delle fatture emesse a privati, senza eccezioni. L’obbligo nasce dal momento stesso dell’iscrizione all’albo.Sono esclusi solo i fisioterapisti dipendenti di strutture pubbliche SSN: in quel caso l’obbligo ricade sulla struttura ospedaliera e non sul professionista. Per il libero professionista privato, invece, non esistono soglie minime: anche una sola fattura a un paziente privato va trasmessa. Per approfondire il tema della fatturazione fisioterapista e Sistema TS, leggi la guida dedicata del CAF.Trasmissione annuale dal 2026Una novità 2026: con il DLgs 81/2025, l’invio dei dati al Sistema TS è diventato annuale e non più semestrale. La scadenza ordinaria è fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello delle fatture. Per i dati riferiti al 2025, il termine slitta al 2 febbraio 2026, con possibilità di correzione e integrazione entro il 9 febbraio 2026. Le scadenze esatte vanno comunque verificate annualmente sul portale del Sistema TS, perché possono variare per ragioni di calendario.Il paziente può sempre opporsi alla trasmissione dei propri dati con apposita dichiarazione. In quel caso il fisioterapista trasmette l’importo aggregato come spesa sanitaria con opposizione, senza identificare il contribuente. Divieto SdI per prestazioni a privati 2026Il divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie verso privati è diventato permanente dal 2026. Si tratta di una delle novità più importanti per chi apre partita IVA fisioterapista 2026: contrariamente a quanto accade per tutte le altre attività, il fisioterapista non deve emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio quando il cliente è una persona fisica.La base normativa è il DLgs 81/2025, che ha modificato in modo strutturale l’articolo 10-bis del DL 119/2018. Prima il divieto era prorogato anno per anno; ora è a regime. La ragione è la tutela della privacy sanitaria: i dati delle fatture passerebbero sul SdI, esponendoli a rischi rispetto al diritto del paziente alla riservatezza.Cosa fare in praticaIl fisioterapista, per le fatture a privati cittadini, deve:Emettere fattura cartacea o in PDF, NON tramite SdITrasmettere comunque i dati al Sistema TS entro le scadenze annualiConservare la copia della fattura (cartacea o digitale) per 10 anniApporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro se esenti IVARestano invece soggette a fattura elettronica via SdI le prestazioni B2B (verso cliniche private, cooperative, società di servizi) e B2G (verso enti pubblici). Un esempio: il fisioterapista che collabora con una palestra emette fattura elettronica al gestore della palestra (B2B), ma per i pazienti che paga in studio emette fattura cartacea/PDF.Scegliere il software di fatturazione al day 1Uno degli errori più comuni del neo-fisioterapista è rimandare la scelta del software fatturazione fisioterapista. Spesso si inizia con il foglio Word, poi si passa a un programma generalista, e dopo sei mesi ci si ritrova con fatture sparse, errori di numerazione e dati mancanti per il Sistema TS. Il consiglio del CAF è netto: scegli il software al day 1, prima di emettere la prima fattura, e fallo tenendo conto dei requisiti specifici di una professione sanitaria.Cosa deve avere un buon software per fisioterapistiTrasmissione Sistema TS in 1 click: invio automatizzato delle fatture al portale TS, gestione dell’opposizione del paziente, controllo erroriEsclusione automatica SdI per privati: il software deve riconoscere il cliente persona fisica e NON inviare la fattura via SdISetup forfettario zero-config: nessuna configurazione manuale di aliquote, esclusione IVA, dicitura forfettaria, gestione bollo automaticoGestione dell’eventuale rivalsa INPS 4% direttamente in fatturaNumerazione progressiva e archivio digitale conservatoSupporto CAF/commercialista per esportazione dati a fine annoFatturazione Italia: la scelta consigliataTra i software che soddisfano tutti questi requisiti, il CAF Centro Fiscale consiglia Fatturazione Italia, una soluzione italiana pensata specificamente per professionisti forfettari e sanitari. I punti di forza concreti:Sistema TS incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa), codice destinatario unico JKKZDGR già impostatoZero-config per il forfettario: appena ti registri, la piattaforma applica le regole giuste senza che tu debba toccare nulla, cassa previdenziale e rivalsa 4% già impostabili in fatturaPrezzo bloccato per 3 anni: nessun aumento, nessuna sorpresa nei rinnovi30 giorni di prova gratuita senza carta di credito (60 giorni con il link di un amico), con tutte le funzionalità attiveSupporto CAF integrato: il tuo commercialista o il CAF Centro Fiscale possono accedere ai tuoi dati per chiusure annuali e dichiarazioniProva Fatturazione Italia gratis per 30 giorni: è il modo più semplice per partire bene al day 1 senza rischi.Esistono anche soluzioni verticali per il mondo sanitario come Komodo, che integrano gestione fatture, agenda pazienti e cartella clinica digitale. Sono utili se prevedi un volume di pazienti elevato e vuoi un gestionale completo. Per chi inizia, però, una soluzione fatturazione-only ben configurata è spesso sufficiente. Studio condiviso vs studio proprio: implicazioni fiscaliMolti neo-fisioterapisti iniziano in uno studio condiviso con altri colleghi o subaffittando un locale presso uno studio medico, una palestra o un poliambulatorio. Le implicazioni fiscali sono diverse rispetto all’apertura di uno studio proprio, e possono incidere sulla scelta del regime fiscale e sulla deducibilità dei costi.Studio condiviso o subaffittoIn studio condiviso, il fisioterapista paga un canone mensile (spesso forfettario) per l’uso degli spazi e dei servizi (sala d’attesa, segreteria, utenze). In regime forfettario questi costi non sono detraibili: il forfait del 22% li copre già. Lo studio principale emette fattura per il subaffitto al fisioterapista, che la conserva ma non la deduce.Attenzione a una trappola tipica: lo studio principale non può configurarsi come datore di lavoro mascherato. Se il fisioterapista lavora solo per quello studio, con orari imposti e pazienti assegnati, c’è il rischio che l’Ispettorato del Lavoro riqualifichi il rapporto come subordinato. Per evitarlo, il fisioterapista deve mantenere autonomia organizzativa, avere più clienti, e gestire l’agenda.Studio proprioLo studio proprio comporta investimenti iniziali più alti (lettini, ecografo portatile, tecar, arredi) e costi di gestione (affitto, utenze, pulizie, abbonamenti software). Per il fisioterapista forfettario nessuno di questi costi è deducibile in modo diretto: vale sempre il coefficiente 78%. Se prevedi investimenti molto pesanti nei primi anni, è l’unico caso in cui il regime ordinario può diventare conveniente.Errori più comuni del neo-fisioterapistaNegli anni in cui assistiamo fisioterapisti neo-iscritti, alcuni errori si ripetono con una frequenza sorprendente. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di partire con una posizione fiscale pulita.Iniziare con ricevute occasionali per troppo tempo: oltre i 5.000 euro o oltre i pochi mesi, è una pratica a rischio sanzioni.Dimenticare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS: comporta iscrizione d’ufficio, recupero dei contributi e sanzioni civili.Non accreditarsi al Sistema TS: chi non trasmette i dati delle spese sanitarie subisce sanzioni da 100 a 500 euro per ogni comunicazione omessa.Emettere fattura elettronica via SdI a un privato: viola il divieto permanente 2026 ed espone a contestazioni privacy.Non valutare la rivalsa INPS 4% in fattura: è facoltativa, ma se non la applichi l’intero contributo resta a tuo carico.Scegliere il software dopo i primi mesi: si finisce con la doppia migrazione e fatture non conformi al Sistema TS.Confondere ricavi e reddito imponibile: nel forfettario si tassa il 78% dei ricavi, non il 100%.Non pianificare gli acconti: a novembre arriva un esborso doppio (saldo + acconti) che spiazza chi non si è organizzato.Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i fisioterapisti a evitarli tutti grazie a un percorso strutturato di affiancamento nei primi 12 mesi di attività. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniFAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026Quanto costa aprire partita IVA come fisioterapista?L’apertura partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi reali sono: iscrizione albo TSRM-PSTRP (variabile a seconda dell’Ordine territoriale, in media 130-180 euro all’anno), polizza RC professionale (da 150 a 400 euro all’anno), eventuali costi del commercialista o CAF per la pratica di apertura. Nel complesso si parte con poche centinaia di euro.Posso aprire P.IVA come fisioterapista mentre sono ancora dipendente?Sì, è una situazione perfettamente legittima e molto frequente. Il fisioterapista dipendente con reddito da lavoro dipendente entro 35.000 euro può accedere senza problemi al regime forfettario 2026 (soglia 2026 da L. 207/2024) per l’attività libero-professionale. Sopra i 35.000 euro di reddito da dipendente (soglia vigente dal 2026), scatta una causa di esclusione dal forfettario. Per i dettagli, vedi la guida dedicata al fisioterapista dipendente con partita IVA.ENPAPI o gestione separata INPS per i fisioterapisti?Gestione Separata INPS. I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di categoria e versano alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) con aliquota 2026 del 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari e non ha mai esteso la copertura ai fisioterapisti (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’iscrizione va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA.Devo emettere fattura elettronica anche se sono fisioterapista in forfettario?Sì per le fatture B2B e B2G (a cliniche, palestre, cooperative, enti pubblici), NO per le fatture a privati cittadini. Per i privati vige il divieto permanente SdI 2026 introdotto dal DLgs 81/2025. Resta però l’obbligo di trasmettere i dati al Sistema TS annualmente.Quanto guadagna in media un fisioterapista con partita IVA?Il guadagno netto dipende da volume pazienti, città, specializzazione e gestione fiscale. Un fisioterapista neo-iscritto nei primi due anni può realisticamente fatturare 20.000-35.000 euro, con netto in tasca tra 15.000 e 27.000 euro grazie al regime forfettario al 5%. A regime, fisioterapisti consolidati superano facilmente i 50.000 euro di fatturato. Il CAF può elaborare una simulazione personalizzata.ConclusioneAprire partita IVA fisioterapista 2026 è un’opportunità concreta per costruire una carriera autonoma redditizia, ma richiede pianificazione corretta del day 1: codice ATECO giusto (86.95.00), regime forfettario con aliquota 5% per i primi cinque anni, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS, scelta del software fatturazione conforme al divieto SdI e alle trasmissioni Sistema TS. Sbagliare anche solo uno di questi passaggi può costare mesi di rettifiche e migliaia di euro tra sanzioni e maggiori imposte.Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata su apertura P.IVA, regime forfettario, iscrizione alla Gestione Separata INPS e Sistema TS.Stima del tuo netto annuo in forfettario (fisioterapisti)Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Gestione Separata INPS, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi GestioneIRPEF 15%Netto stimato25.000 euro19.500 euro4.680 euro2.223 euro18.097 euro50.000 euro39.000 euro9.360 euro4.446 euro36.194 euro80.000 euro62.400 euro14.976 euro7.114 euro57.910 euroStime semplificate basate su contributi Gestione Separata INPS. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.Errori comuni nel forfettario per fisioterapistiDopo aver assistito centinaia di fisioterapisti in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:Non trasmettere le prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria entro fine mese successivo (sanzione 100 euro/prestazione, max 50.000/anno)Confondere prestazione sanitaria esente IVA con prestazione di benessere/estetica (NON esente)Errore sulla soglia 35.000 euro redditi dipendenti per chi lavora anche in ospedale o studio terzi (causa ostativa L. 207/2024)Non applicare l’opposizione 730 quando il paziente la richiedeTrascurare l’obbligo di iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP per esercitare in libera professioneConfondere fatturazione B2C (privato) con B2B (centro medico): codici e marche da bollo diversiNon scegliere correttamente fra GS aliquota 24% (con altra previdenza obbligatoria) o 26,07% (sola GS)Simulazione personalizzata gratuita per fisioterapistiVuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Gestione Separata INPS nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i fisioterapisti in regime forfettario.Cosa ricevi nella simulazione:Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo casoConfronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)Calcolo contributi Gestione Separata INPS sulla tua fascia di reddito realeVerifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)Richiedi la tua simulazione personalizzata →Servizio gratuito, senza impegno. Risposta del nostro team entro 1 giorno lavorativo.Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 09:00:002026-09-27 09:55:56Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e AdempimentiPagina 160 di 191«‹158159160161162›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730 Precompilato 2026: Come Accedere, Verificare e Modificare730 Precompilato 2026: Come Accedere, Verificare e Modificare Scorrere alla sezione successiva Scorrere alla sezione successiva Indice dei contenuti Cos’è il 730 Precompilato Come Accedere al 730 Precompilato 2026 Cosa Verificare nel 730 Precompilato Come Modificare e Integrare il 730 Precompilato Quando Accettare il 730 Precompilato Senza Modifiche Il CAF Ti Aiuta con il 730 […]Continua a leggere Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 10:00:002026-02-25 02:26:38730 Precompilato 2026: Come Accedere, Verificare e Modificare
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPignoramento Pensione 2026: Sale la Soglia Minima Intoccabile Indice dei contenutiCos’è il Pignoramento della PensioneNuova Soglia Minima Intoccabile 2026Come Funziona il Pignoramento PensioneLimiti e Percentuali PignorabiliDifferenze tra Pensione INPS e Altri RedditiCome Tutelarsi dal PignoramentoProcedure di OpposizioneDomande FrequentiAGGIORNAMENTO 12 febbraio 2026: Articolo corretto e aggiornato con la distinzione tra soglia per pignoramento presso INPS (doppio assegno sociale = 1.092 euro) e soglia per conto corrente (triplo = 1.638 euro), come previsto dall’art. 545 c.p.c. Grazie ai lettori per la segnalazione.Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva che consente ai creditori di rivalersi sulle somme accreditate mensilmente dall’INPS al pensionato debitore. Nel 2026, grazie all’adeguamento annuale all’inflazione previsto dalla normativa vigente, la soglia minima impignorabile della pensione è aumentata, offrendo maggiore tutela ai pensionati con redditi bassi.La soglia impignorabile rappresenta l’importo mensile che non può essere toccato dai creditori, anche in presenza di debiti. Questa protezione è fondamentale per garantire al pensionato le risorse minime necessarie per vivere dignitosamente. Per chi percepisce una pensione minima INPS, le tutele sono ancora più stringenti.In questa guida scoprirai qual è la nuova soglia impignorabile 2026, come funziona il pignoramento della pensione INPS, quali sono i limiti e le percentuali pignorabili in base al tipo di credito, le differenze tra pensione e altri redditi, come tutelarsi dal pignoramento e quali sono le procedure di opposizione disponibili.Cos’è il Pignoramento della Pensione Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva forzata prevista dal Codice di Procedura Civile che consente a un creditore (banca, Agenzia delle Entrate, ente previdenziale, condominio, fornitore, ecc.) di recuperare il proprio credito trattenendo una quota della pensione erogata dall’INPS o da altro ente pensionistico.Il pignoramento può avvenire in due modalità:**1. Pignoramento presso terzi (INPS)** Il creditore notifica l’atto di pignoramento direttamente all’INPS (terzo pignorato), che diventa responsabile di trattenere una quota della pensione ogni mese e versarla al creditore. Il pensionato vede ridotto l’importo accreditato sul proprio conto corrente.**2. Pignoramento del conto corrente dove arriva la pensione** Il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione. In questo caso, la banca blocca le somme presenti sul conto fino a concorrenza del debito. Tuttavia, se le somme provengono da pensione, stipendio o altri redditi da lavoro, si applicano le tutele previste dalla legge (triple del minimo vitale impignorabile).Chi può pignorare la pensione?Possono pignorare la pensione: – Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per debiti fiscali, multe, bolli auto, tasse non pagate – Banche e finanziarie per mutui, prestiti, finanziamenti non rimborsati – Fornitori e creditori privati con sentenza esecutiva (es. bollette non pagate, debiti commerciali) – Condominio per spese condominiali non pagate – INPS per recupero indebiti (pensioni erogate per errore)Nuova Soglia Minima Intoccabile 2026 Nel 2026, la normativa italiana prevede due diverse soglie di protezione per il pignoramento della pensione, a seconda della modalita con cui avviene l’esecuzione forzata.IMPORTANTE: Due soglie diverse per due situazioni diverseL’art. 545 del Codice di Procedura Civile stabilisce soglie differenti:Tipo di pignoramentoSoglia impignorabileImporto 2026Presso INPS (alla fonte)DOPPIO dell’assegno sociale1.092,82 euro/meseSu conto corrente (somme depositate)TRIPLO dell’assegno sociale1.638,72 euroArt. 545 c.p.c., commi 7 e 8 – Assegno sociale 2026: 546,24 euro (importo aggiornato INPS)1. Pignoramento diretto presso INPS (art. 545 comma 7)Quando il creditore pignora la pensione direttamente presso l’INPS, la soglia impignorabile e pari al doppio dell’assegno sociale, comunque non inferiore a 1.000 euro.Calcolo 2026: 546,24 euro x 2 = 1.092,48 euro al meseQuesto significa che se la pensione netta mensile e pari o inferiore a 1.092,48 euro, essa non puo essere pignorata dall’INPS (salvo debiti alimentari).2. Pignoramento del conto corrente (art. 545 comma 8)Quando il creditore pignora il conto corrente bancario dove viene accreditata la pensione, le somme gia depositate sono protette fino al triplo dell’assegno sociale.Calcolo 2026: 546,24 euro x 3 = 1.638,72 euroQuesta protezione maggiore sul conto corrente serve a garantire che il pensionato abbia sempre disponibile una somma sufficiente per le spese essenziali del mese.Tabella soglie impignorabili 2024-2026AnnoAssegno socialeSoglia INPS (x2)Soglia Conto (x3)2024534,41 euro1.068,82 euro1.603,23 euro2025538,69 euro1.077,38 euro1.616,07 euro2026546,24 euro1.092,48 euro1.638,72 euroFonte: INPS – Importi rivalutati annualmenteEsempio pratico: Pignoramento INPS vs Conto CorrentePensione netta mensile: 1.300 euroCaso A – Pignoramento presso INPS:Soglia impignorabile: 1.092,48 euro (doppio assegno sociale)Parte pignorabile: 1.300 – 1.092,48 = 207,52 euroQuota massima pignorabile (1/5): 41,50 euro/meseCaso B – Pignoramento conto corrente:Soglia impignorabile: 1.638,72 euro (triplo assegno sociale)La pensione (1.300 euro) e interamente protettaQuota pignorabile: 0 euroCome si vede, la protezione sul conto corrente e piu ampia di quella sul pignoramento diretto INPS.Come Funziona il Pignoramento Pensione Il pignoramento della pensione segue un iter procedurale preciso regolato dal Codice di Procedura Civile e dalle norme speciali previste per i redditi da lavoro e pensione.Step 1: Titolo esecutivoIl creditore deve avere un titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo, ingiunzione fiscale, atto notarile, ecc.) che certifichi l’esistenza del debito e il diritto di recuperarlo.Step 2: Notifica dell’atto di pignoramentoIl creditore, tramite un ufficiale giudiziario, notifica: – Al debitore (pensionato): l’atto di pignoramento – Al terzo pignorato (INPS): l’ordinanza di pignoramento con l’obbligo di trattenere le sommeStep 3: Dichiarazione del terzo (INPS)L’INPS (o altro ente pensionistico) ha l’obbligo di rispondere entro 10 giorni con una dichiarazione in cui indica: – Se è debitore del pensionato (se eroga la pensione) – Importo della pensione netta mensile – Eventuali altri pignoramenti in corso – Quota pignorabile nei limiti di leggeStep 4: Trattenuta mensileDalla dichiarazione positiva dell’INPS, inizia la trattenuta mensile sulla pensione. L’INPS trattiene la quota pignorabile e la versa al creditore tramite l’ufficiale giudiziario o direttamente, secondo le modalità indicate nell’atto di pignoramento.Step 5: Udienza di assegnazioneEntro 45 giorni dalla notifica del pignoramento, si tiene l’udienza di assegnazione davanti al giudice, in cui il creditore chiede l’attribuzione delle somme pignorate. Il debitore può opporsi o contestare il pignoramento.Durata del pignoramentoIl pignoramento prosegue fino a quando: – Il debito è completamente estinto – Il debitore estingue il debito in via volontaria – Il giudice revoca il pignoramento (per vizi formali, opposizione accolta, ecc.)Limiti e Percentuali Pignorabili La normativa italiana prevede limiti stringenti al pignoramento della pensione, per tutelare il minimo vitale necessario al sostentamento del pensionato.Regola generale: 1/5 della parte eccedente la sogliaLa quota massima pignorabile della pensione e pari a un quinto (20%) della parte che eccede la soglia impignorabile:Pignoramento INPS: 1/5 della parte eccedente il doppio dell’assegno sociale (1.092,48 euro nel 2026)Pignoramento conto corrente: 1/5 della parte eccedente il triplo dell’assegno sociale (1.638,72 euro nel 2026)Formula di calcolo (pignoramento INPS)Quota pignorabile = (Pensione netta – 1.092,48 euro) x 20%Esempi praticiEsempio 1: Pensione 1.000 euroPensione netta: 1.000 euroSoglia impignorabile INPS: 1.092,48 euroParte eccedente: 0 euro (la pensione e inferiore alla soglia)Quota pignorabile: 0 euro – Pensione totalmente impignorabileEsempio 2: Pensione 1.500 euroPensione netta: 1.500 euroSoglia impignorabile INPS: 1.092,48 euroParte eccedente: 407,52 euro (1.500 – 1.092,48)Quota pignorabile: 81,50 euro (20% di 407,52)Pensione netta dopo pignoramento: 1.418,50 euroEsempio 3: Pensione 2.500 euroPensione netta: 2.500 euroSoglia impignorabile INPS: 1.092,48 euroParte eccedente: 1.407,52 euro (2.500 – 1.092,48)Quota pignorabile: 281,50 euro (20% di 1.407,52)Pensione netta dopo pignoramento: 2.218,50 euroDifferenze tra Pensione INPS e Altri Redditi Le tutele previste per il pignoramento della pensione sono diverse rispetto ad altri tipi di reddito o crediti sul conto corrente.1. Pensione INPS vs StipendioLa pensione e lo stipendio godono delle stesse tutele in caso di pignoramento: entrambi sono pignorabili solo per 1/5 della parte eccedente la soglia impignorabile (doppio per INPS, triplo per conto corrente). Non ci sono differenze sostanziali nella quota pignorabile.2. Pensione vs Redditi da lavoro autonomoI redditi da lavoro autonomo (partita IVA, professionisti, artigiani, commercianti) non godono delle stesse tutele della pensione e dello stipendio. In caso di pignoramento del conto corrente, possono essere pignorati fino alla concorrenza del debito, senza il limite del 1/5.3. Pignoramento del conto corrente con pensione accreditataSe il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione, la banca deve verificare la natura delle somme presenti sul conto:Se le somme provengono da pensione o stipendio accreditati negli ultimi 3 mesi, si applicano le tutele del triplo dell’assegno socialeSe le somme sono depositate da più di 3 mesi, possono essere pignorate senza limitiSe il conto contiene somme miste (pensione + altri accrediti), la banca deve distinguere le somme impignorabiliEsempioConto corrente con saldo di 5.000 euro: – 1.800 euro = pensione accreditata il mese scorso (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.500 euro = pensione accreditata 2 mesi fa (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.700 euro = risparmi depositati da più di 3 mesi (pignorabili senza limiti)In questo caso, la banca può pignorare: – 196,77 euro dalla pensione del mese scorso (1.800 – 1.603,23) – 0 euro dalla pensione di 2 mesi fa (1.500 < 1.603,23) - 1.700 euro dai risparmi depositatiTotale pignorabile: 1.896,77 euro4. Pensione minima e assegno socialeLa pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, salvo per debiti alimentari. Non può essere pignorata alcuna somma da queste prestazioni.Come Tutelarsi dal PignoramentoEsistono diverse strategie per tutelarsi dal pignoramento della pensione o ridurne l’impatto.1. Accordo stragiudiziale con il creditorePrima che il pignoramento venga avviato, è possibile cercare un accordo di rateizzazione con il creditore, proponendo un piano di rimborso sostenibile. Molti creditori preferiscono evitare le spese e i tempi del pignoramento e accettano dilazioni di pagamento.2. Rateizzazione del debito fiscale (Agenzia Entrate)Se il debito è con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile richiedere la rateizzazione del debito (fino a 72 rate mensili senza necessità di documentazione). Una volta ottenuta la rateizzazione e rispettate le scadenze, l’Agenzia non può avviare o proseguire il pignoramento.Per approfondire le modalità di rateizzazione dei debiti fiscali, consulta la nostra guida sulla Rottamazione Quinquies 2026.3. Opposizione al pignoramento per vizi formaliSe l’atto di pignoramento presenta vizi formali (es. mancata notifica, errori nei dati, mancanza del titolo esecutivo), il debitore può presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica, chiedendo la revoca del pignoramento.4. Riduzione della quota pignorabileIn caso di particolare disagio economico (spese mediche, figli a carico, altre obbligazioni), il pensionato può richiedere al giudice la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando l’impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residua.5. Usare un conto corrente “protetto”Alcune banche offrono conti correnti con tutela antipigoramento, che applicano automaticamente i limiti previsti dalla legge (triplo dell’assegno sociale) anche in caso di pignoramento del conto. Questo evita che la banca blocchi somme superiori al dovuto in attesa della verifica.6. Chiedere assistenza a un CAF o consulente fiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella: – Verifica della regolarità dell’atto di pignoramento – Predisposizione di opposizioni e ricorsi – Richiesta di rateizzazione dei debiti fiscali – Negoziazione con i creditori – Calcolo della quota pignorabile secondo le norme vigentiProcedure di Opposizione Il pensionato che subisce un pignoramento può opporsi attraverso diverse procedure legali, a seconda del vizio o del motivo di contestazione.1. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.)L’opposizione all’esecuzione può essere presentata quando si contesta: – L’inesistenza del debito (il debito è già stato pagato, non è mai esistito, è prescritto) – La nullità del titolo esecutivo (sentenza viziata, decreto ingiuntivo irregolare)Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento.Procedura: – Deposito del ricorso presso il Tribunale competente – Eventuale richiesta di sospensione del pignoramento in via cautelare (se ci sono gravi motivi) – Udienza di discussione davanti al giudice – Sentenza di accoglimento o rigetto2. Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)L’opposizione agli atti esecutivi può essere presentata quando si contesta: – Vizi formali dell’atto di pignoramento (notifica irregolare, dati errati, violazione delle norme procedurali) – Eccesso di pignoramento (quota pignorata superiore al 1/5, pignoramento di somme impignorabili)Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla conoscenza del vizio.Procedura: – Deposito del ricorso presso il Giudice dell’Esecuzione – Udienza di discussione – Ordinanza di accoglimento o rigetto3. Opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.)L’opposizione di terzo può essere presentata quando il pignoramento colpisce beni o crediti appartenenti a terzi, non al debitore. Questo può accadere, ad esempio, se viene pignorato un conto corrente cointestato.4. Ricorso per riduzione della quota pignorabileIl pensionato può presentare un ricorso al Giudice dell’Esecuzione per chiedere la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando: – Particolare disagio economico – Spese mediche straordinarie – Figli a carico o altre obbligazioni alimentari – Impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residuaDocumenti da allegare: – Cedolini pensione ultimi 6 mesi – Stato di famiglia – Certificazione ISEE – Documentazione spese mediche, affitto, bollette – Dichiarazione dei redditi5. Assistenza legale e CAFPer presentare un’opposizione al pignoramento è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto esecutivo oppure a un CAF per l’assistenza nella raccolta della documentazione e nella verifica della regolarità dell’atto.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: – Analisi preliminare dell’atto di pignoramento – Verifica della quota pignorabile – Assistenza nella predisposizione di rateizzazioni fiscali – Invio a legali convenzionati per le opposizioni📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Pignoramento Pensione 2026Quanto può essere pignorata la pensione nel 2026?La pensione può essere pignorata fino a un massimo di 1/5 (20%) della parte che eccede 1.603,23 euro mensili (triplo dell’assegno sociale 2026). Se la pensione è inferiore a 1.603,23 euro, è totalmente impignorabile, salvo per debiti alimentari.La pensione minima può essere pignorata?No, la pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, perché inferiori alla soglia del triplo dell’assegno sociale (1.603,23 euro). Fanno eccezione i debiti alimentari e gli assegni di mantenimento.Chi può pignorare la pensione?Possono pignorare la pensione: Agenzia delle Entrate-Riscossione per debiti fiscali, banche e finanziarie per prestiti non rimborsati, creditori privati con sentenza esecutiva, condominio per spese condominiali, INPS per recupero indebiti. Tutti devono avere un titolo esecutivo.Come posso evitare il pignoramento della pensione?Puoi evitare il pignoramento cercando un accordo di rateizzazione con il creditore prima dell’esecuzione forzata. Per debiti fiscali, richiedi la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate (fino a 72 rate). Una volta ottenuta e rispettata la rateizzazione, il pignoramento non può essere avviato.Posso oppormi al pignoramento della pensione?Sì, puoi presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni se il debito non esiste o è già stato pagato, oppure opposizione agli atti esecutivi se l’atto presenta vizi formali o la quota pignorata è superiore ai limiti di legge. Rivolgiti a un avvocato o al CAF per assistenza.Il pignoramento della pensione vale anche per il conto corrente?Sì, se il creditore pignora il conto corrente su cui arriva la pensione, la banca deve applicare le stesse tutele: sono impignorabili le somme fino a 1.603,23 euro mensili provenienti da pensione accreditata negli ultimi 3 mesi. Le somme depositate da più tempo possono essere pignorate senza limiti.Hai Ricevuto un Atto di Pignoramento sulla Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dell’atto, calcolo della quota pignorabile e predisposizione di opposizioni o rateizzazioni fiscali.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sottoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 14:10:41Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026Novita Cedolino 2026Per le novita specifiche di questo mese, consulta le nostre guide aggiornate:Cedolino Pensione Marzo 2026: date, importi e novita INPS Taglio IRPEF e Arretrati Marzo 2026 Aumenti Pensioni 2026: rivalutazione e… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-19 08:00:002026-02-23 14:11:09Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioniFebbraio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-03 09:07:562026-05-31 10:11:33Pignoramento Pensione 2026: Sale la Soglia Minima Intoccabile
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 14:10:41Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026 Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026Novita Cedolino 2026Per le novita specifiche di questo mese, consulta le nostre guide aggiornate:Cedolino Pensione Marzo 2026: date, importi e novita INPS Taglio IRPEF e Arretrati Marzo 2026 Aumenti Pensioni 2026: rivalutazione e… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-19 08:00:002026-02-23 14:11:09Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026
CAF, COLF E BADANTICosto Badante Convivente 2026: Tabelle, Stipendio e Spese TotaliQuanto Costa una Badante Convivente nel 2026? Il costo badante convivente 2026 rappresenta una delle voci di spesa piu significative per le famiglie italiane che assistono un anziano non autosufficiente. Molte famiglie sottostimano l’impatto economico reale: non basta considerare lo stipendio netto, ma occorre calcolare contributi INPS, TFR, tredicesima, ferie e vitto e alloggio.Con il rinnovo del CCNL Lavoro Domestico entrato in vigore dal 1 gennaio 2026, i minimi retributivi sono aumentati di circa 40 euro al mese rispetto al 2025. In questa guida completa trovi le tabelle aggiornate con tutti i costi, le differenze tra i livelli contrattuali e le agevolazioni fiscali disponibili.Indice dei contenutiTabelle Costo Badante Convivente 2026Componenti del Costo Badante: Cosa Paghi DavveroDifferenza tra Badante Convivente e Badante a OreCosto Badante Notturna 2026Agevolazioni Fiscali Badante 2026Come Risparmiare sul Costo della BadanteProcedura di Assunzione BadanteDomande FrequentiTabelle Costo Badante Convivente 2026 Il costo badante convivente 2026 varia in base al livello di inquadramento contrattuale. Il CCNL Lavoro Domestico prevede tre livelli principali per le badanti:Livello BS: badante che assiste persona autosufficienteLivello CS: badante che assiste persona non autosufficiente (il piu diffuso)Livello DS: badante con formazione specifica per non autosufficientiTabella Costi Mensili Badante Convivente 2026 (54 ore settimanali)Voce di costoLivello BSLivello CSLivello DSStipendio lordo mensile1.072,45 euro1.195,97 euro1.384,46 euroIndennita funzione (solo DS)––194,98 euroRateo TFR mensile100,50 euro112,05 euro129,75 euroRateo 13ma mensile89,37 euro99,66 euro115,37 euroContributi INPS + CassaColf88,00 euro99,46 euro112,00 euroCOSTO TOTALE MENSILE1.350 euro1.507 euro1.936 euroCOSTO ANNUALE17.550 euro19.600 euro25.170 euroNota: i costi includono anche vitto e alloggio convenzionale (circa 7,70 euro/giorno) che incide sul calcolo di TFR e contributi.Hai bisogno di calcolare il costo esatto per la tua situazione?Il CAF Centro Fiscale ti aiuta con la gestione completa delle buste paga badante a soli 25 euro/mese.WhatsApp: 366 6018121Componenti del Costo Badante: Cosa Paghi Davvero Per capire quanto costa realmente una badante convivente, devi conoscere tutte le componenti che formano il costo totale a carico della famiglia:1. Stipendio Lordo MensileE la retribuzione base prevista dal CCNL. Per una badante livello CS (la categoria piu comune per assistenza a non autosufficienti) lo stipendio lordo 2026 e di 1.195,97 euro al mese.2. Contributi INPS e CassaColfI contributi INPS lavoratori domestici si pagano trimestralmente con scadenze fisse (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio). Per una badante convivente livello CS, i contributi trimestrali ammontano a circa 298 euro (99 euro/mese).3. TFR (Trattamento di Fine Rapporto)Il TFR badante si accantona mensilmente e si liquida alla cessazione del rapporto. Corrisponde a circa il 7,41% della retribuzione annua lorda.4. Tredicesima MensilitaLa badante ha diritto a una mensilita aggiuntiva da pagare entro dicembre. Per il livello CS equivale a circa 1.196 euro.5. Ferie (26 giorni annui)Le ferie badante convivente sono 26 giorni lavorativi all’anno. Durante le ferie, la badante riceve la retribuzione piena piu l’indennita sostitutiva di vitto e alloggio.6. Indennita Vitto e AlloggioPer le badanti conviventi si calcola un valore convenzionale di 5,77 euro per i due pasti giornalieri e 1,93 euro per l’alloggio, per un totale di circa 7,70 euro al giorno.Differenza tra Badante Convivente e Badante a Ore La scelta tra badante convivente e badante a ore dipende dalle esigenze assistenziali e dal budget familiare. Ecco un confronto diretto dei costi:CaratteristicaBadante ConviventeBadante a OreOre settimanali54 ore25-40 oreCosto orario5,50 euro/ora circa7,91-9,50 euro/oraVitto e alloggioA carico famigliaNon previstoAssistenza notturnaInclusaExtra a pagamentoCosto annuale (stima)19.000-21.000 euro12.000-18.000 euroQuando conviene la badante convivente?L’anziano necessita di assistenza continua 24 oreC’e bisogno di sorveglianza notturnaLa famiglia non puo garantire presenza costanteL’anziano vive da soloQuando conviene la badante a ore?L’anziano e parzialmente autosufficienteServe aiuto solo per alcune attivita (pulizie, pasti, igiene)La famiglia puo coprire alcune fasce orarieBudget limitatoCosto Badante Notturna 2026 Se hai bisogno di assistenza solo nelle ore notturne, puoi assumere una badante notturna. Esistono due tipologie:Badante Notturna con Presenza Notturna (solo dormire)La badante dorme presso l’abitazione ed e disponibile in caso di necessita. Non svolge lavoro attivo durante la notte.Costo mensile: 600-800 euro circaOrario: dalle 21:00 alle 8:00Badante Notturna con Assistenza AttivaLa badante svolge assistenza attiva durante la notte (alzate, somministrazione farmaci, cambio pannoloni).Costo mensile: 900-1.200 euro circaMaggiorazione notturna: +20% sulla paga orariaAgevolazioni Fiscali Badante 2026Le famiglie che assumono una badante possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali che riducono il costo effettivo:1. Detrazione IRPEF 19% per Spese AssistenzaPuoi detrarre il 19% delle spese sostenute per l’assistenza personale a persone non autosufficienti, fino a un massimo di 2.100 euro di spesa.Risparmio massimo: 399 euro all’annoRequisito reddito: reddito complessivo non superiore a 40.000 euroRequisito assistito: persona non autosufficiente (certificato medico)2. Deduzione Contributi INPSI contributi previdenziali versati per la badante sono deducibili dal reddito imponibile fino a 1.549,37 euro all’anno.Risparmio effettivo: dipende dall’aliquota IRPEF (da 23% a 43%)Esempio: con aliquota 35%, risparmi circa 542 euro3. Bonus e Contributi RegionaliIn Friuli Venezia Giulia esistono ulteriori agevolazioni:Assegno di cura per anziani non autosufficientiFAP (Fondo Autonomia Possibile) fino a 700 euro/meseContributi comunali per assistenza domiciliareMassimizza le tue agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale verifica che tu stia sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni disponibili. Prenota la tua dichiarazione dei redditi 730 per non perdere neanche un euro.Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Come Risparmiare sul Costo della Badante Ecco alcune strategie legali per contenere il costo badante convivente 2026:1. Scegli il Livello Contrattuale CorrettoNon tutte le badanti devono essere inquadrate al livello CS o DS. Se l’anziano e autosufficiente, il livello BS costa circa 150 euro in meno al mese.2. Valuta il Part-Time ConviventeIl CCNL prevede la possibilita di assumere una badante convivente a 30 ore settimanali invece che 54, con un risparmio significativo.3. Richiedi Tutti i Bonus DisponibiliIndennita di accompagnamento, assegni di cura regionali, FAP: molte famiglie non richiedono contributi a cui avrebbero diritto.4. Sfrutta le Agevolazioni FiscaliCon detrazione (399 euro) + deduzione contributi (fino a 542 euro) puoi recuperare quasi 1.000 euro all’anno.5. Affidati a Professionisti per la GestioneErrori nelle buste paga o nei contributi possono costare caro. Una gestione professionale costa 25 euro/mese ma evita sanzioni che possono arrivare a migliaia di euro.Attenzione al lavoro nero! Assumere una badante senza contratto espone a sanzioni da 1.500 a 12.000 euro per ogni lavoratore, oltre alla responsabilita civile e penale in caso di infortuni.Procedura di Assunzione BadantePer assumere regolarmente una badante convivente devi seguire questi passaggi:1. Comunicazione INPSEntro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto, devi inviare la comunicazione obbligatoria all’INPS tramite il portale o un intermediario abilitato.2. Lettera di AssunzioneRedigi il contratto scritto con tutti i dettagli: livello, orario, retribuzione, data inizio, mansioni.3. Registrazione CassaColfIscrivi la badante alla CassaColf per le prestazioni integrative previste dal CCNL.4. Gestione MensileOgni mese devi elaborare la busta paga e, ogni trimestre, versare i contributi INPS.Servizio Completo Assunzione BadanteIl CAF Centro Fiscale gestisce per te tutti gli adempimenti:Consulenza e assunzione: 50 euro (una tantum)Gestione buste paga mensili: 25 euro/meseCessazione rapporto e TFR: 50 euroContattaci: 366 6018121📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Costo Badante 2026 Quanto costa una badante convivente al mese nel 2026?Il costo totale mensile di una badante convivente livello CS (assistenza non autosufficienti) e di circa 1.500-1.600 euro, comprensivo di stipendio, contributi, TFR e ratei.Quanto costa una badante convivente all’anno?Il costo annuale di una badante convivente varia da 17.500 euro (livello BS) a 25.000 euro (livello DS), con la maggior parte delle famiglie che spende circa 19.000-21.000 euro (livello CS).Chi paga i contributi INPS della badante?I contributi INPS sono a carico del datore di lavoro (la famiglia) per circa l’80% e della lavoratrice per il restante 20%, che viene trattenuto direttamente dalla busta paga.Posso detrarre il costo della badante?Si, puoi detrarre il 19% delle spese di assistenza fino a 2.100 euro (risparmio massimo 399 euro) e dedurre i contributi INPS fino a 1.549 euro.Quando si paga la tredicesima alla badante?La tredicesima si paga entro dicembre di ogni anno. L’importo corrisponde a una mensilita di stipendio.Quanto costa licenziare una badante?Al momento del licenziamento devi pagare: TFR maturato, ferie non godute, tredicesima maturata ed eventuale indennita di preavviso. Per una badante con 2 anni di anzianita, il costo puo essere di 3.000-4.000 euro.La badante ha diritto alle ferie?Si, la badante ha diritto a 26 giorni di ferie all’anno, da godere preferibilmente tra giugno e settembre. Durante le ferie percepisce la retribuzione piena piu l’indennita di vitto e alloggio.Cosa succede se non pago i contributi INPS?Il mancato pagamento dei contributi comporta sanzioni dal 2,5% al 40% dell’importo dovuto, oltre a possibili sanzioni amministrative e la perdita delle tutele previdenziali per la lavoratrice.ConclusioneIl costo badante convivente 2026 rappresenta un impegno economico significativo, con una spesa media di 19.000-21.000 euro all’anno per una badante livello CS. Tuttavia, sfruttando correttamente le agevolazioni fiscali disponibili puoi recuperare fino a 1.000 euro all’anno.La cosa piu importante e gestire correttamente il rapporto di lavoro per evitare sanzioni e problemi con l’INPS. Affidarsi a professionisti costa poco (25 euro/mese) e ti garantisce la tranquillita di essere sempre in regola.Hai bisogno di aiuto con la tua badante?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutti gli adempimenti: assunzione, buste paga, contributi, cessazione e dichiarazione dei redditi. WhatsApp: 366 6018121 Tel: 0432 1638640Viale Giuseppe Tullio, 13 – SCALA B – 33100 UdineApprofondimenti CorrelatiCosto Badante Convivente 2026: Tabelle CompleteCome Assumere una Badante: Guida Passo PassoLicenziamento Badante: Procedura e PreavvisoTFR Badante: Come Calcolare la LiquidazioneContributi INPS Lavoratori Domestici 2026Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-03 09:00:002026-05-31 16:16:41Costo Badante Convivente 2026: Tabelle, Stipendio e Spese Totali
Fisioterapisti, PARTITA IVAAprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e AdempimentiAggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è una decisione importante che molti neo-iscritti all’albo TSRM-PSTRP affrontano subito dopo aver concluso gli studi. Tra codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS Gestione Separata, Sistema TS e divieto di fattura elettronica per le prestazioni a privati, la materia non è affatto banale. Eppure, con la guida giusta, si tratta di un percorso lineare che permette di iniziare a esercitare la libera professione in pochi giorni. In questa guida aggiornata vediamo passo passo tutto ciò che serve sapere per aprire partita IVA fisioterapista 2026, dalle aliquote al software di fatturazione, fino alle implicazioni dello studio condiviso.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di fisioterapisti nell’avvio dell’attività, gestendo apertura, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS e contabilità annuale. Continua a leggere per scoprire perché pianificare bene il day 1 ti farà risparmiare migliaia di euro nei primi cinque anni.Indice dei contenutiQuando un fisioterapista deve aprire P.IVACodice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00Forfettario o ordinario per fisioterapistiProcedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapistaGestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione alboDivieto SdI per prestazioni a privati 2026Scegliere il software di fatturazione al day 1Studio condiviso vs studio proprioErrori più comuni del neo-fisioterapistaFAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026 Quando un fisioterapista deve aprire P.IVAIl fisioterapista deve aprire partita IVA nel momento in cui inizia a esercitare la professione in forma abituale e continuativa, anche se i compensi sono modesti. La legge italiana non fissa una soglia di reddito sotto la quale si può lavorare senza partita IVA: il vero discrimine è l’abitualità. Un fisioterapista che effettua trattamenti regolari nel proprio studio o presso pazienti, anche solo poche ore a settimana, è a tutti gli effetti un libero professionista tenuto ad aprire P.IVA.Esiste una sola eccezione: la prestazione occasionale. Si applica quando l’attività è davvero sporadica, non organizzata e non ripetuta nel tempo. In questo caso si emette una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20%, fino a un limite di 5.000 euro netti all’anno. Superata questa soglia, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. Per un neo-fisioterapista che vuole costruire una professione duratura, la prestazione occasionale è una soluzione temporanea: prima si apre la partita IVA, prima si accede ai vantaggi del regime forfettario e si costruisce una posizione previdenziale presso la Gestione Separata INPS.Un caso tipico che vediamo in CAF: Marco, fisioterapista neo-iscritto all’albo TSRM-PSTRP, inizia a collaborare con una palestra e con due studi medici. Anche se nei primi mesi i compensi sono bassi, l’attività è già abituale. Marco deve aprire la P.IVA prima della prima fattura, perché emettere ricevute occasionali in modo continuativo equivale a evasione contributiva e fiscale.Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00Il codice ATECO fisioterapista classifica l’attività ai fini fiscali, previdenziali e statistici. Per anni il codice di riferimento è stato 86.90.21 – Altre attività paramediche indipendenti, utilizzato in maniera generica per molte professioni sanitarie autonome. Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della classificazione ATECO 2025, è stato introdotto un codice specifico: 86.95.00 – Attività professionale di fisioterapista.Questa novità ha un significato importante: per la prima volta i fisioterapisti hanno un codice dedicato, separato dalle altre attività paramediche. La transizione è gestita in maniera automatica per molte posizioni già attive, ma chi apre partita IVA fisioterapista 2026 deve indicare direttamente il nuovo codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Chi già opera con il vecchio 86.90.21 è bene verifichi presso l’Agenzia delle Entrate che la migrazione sia avvenuta correttamente; in caso contrario, va comunicata con il modello AA9/12 o tramite ComUnica.Coefficiente di redditività 78%Il codice ATECO 86.95.00 è compatibile con il regime forfettario ed è classificato come attività professionale. Questo significa che il coefficiente di redditività applicabile è del 78%. In parole semplici, il coefficiente è la percentuale di ricavi che viene considerata reddito imponibile: il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi che il legislatore presume tu sostenga, e non è tassato.Esempio pratico: Sara apre P.IVA come fisioterapista nel 2026 e fattura 40.000 euro. Il reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Su questa cifra si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata. Non importa se Sara ha speso 5.000 euro o 12.000 euro per affitti, attrezzature e formazione: il regime forfettario non considera le spese effettive. Forfettario o ordinario per fisioterapistiPer la quasi totalità dei neo-fisioterapisti, il regime forfettario 2026 è la scelta vincente. Il motivo è duplice: nei primi cinque anni si applica l’aliquota agevolata del 5% sull’imposta sostitutiva, e la contabilità è ridotta al minimo. Vediamo perché conviene quasi sempre, ma anche quando può essere utile valutare il regime ordinario.Quando conviene il forfettarioIl fisioterapista forfettario 2026 beneficia di:Aliquota 5% per i primi cinque anni (start-up), poi 15%Nessuna IVA in fattura, nessun versamento IVA, nessun registro IVAEsonero dalla ritenuta d’acconto del 20% (utile se fatturi a studi medici o cooperative)Nessun ISA né studi di settoreCoefficiente di redditività 78%: tassi solo il 78% del fatturatoContabilità semplificata e costi di gestione molto contenutiPer un neo-fisioterapista con fatturato fino a 50.000-60.000 euro e spese contenute, il risparmio fiscale rispetto al regime ordinario può arrivare a 5.000-8.000 euro all’anno.Considerando che il limite di ricavi per accedere al regime forfettario è di 85.000 euro, la maggior parte degli studi professionali di fisioterapia rientra comodamente in questo perimetro.Quando valutare l’ordinarioIl regime ordinario può essere preferibile in pochi casi specifici: se prevedi investimenti molto alti in attrezzature (lettini elettrici, apparecchiature elettromedicali, tecar, laser) superiori a 15.000-20.000 euro, perché nel forfettario non li detrai. Oppure se la tua attività supererà prevedibilmente gli 85.000 euro nei primi anni. Per una valutazione personalizzata, il CAF Centro Fiscale offre una simulazione gratuita di convenienza tra forfettario e ordinario. Se vuoi una panoramica generica, consulta la guida regime forfettario 2026 e la guida apertura partita IVA.Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapistaAprire partita IVA fisioterapista 2026 richiede una sequenza precisa di adempimenti, alcuni preliminari (iscrizione all’albo) e altri immediatamente successivi (iscrizione alla Gestione Separata INPS, Sistema TS). Saltare uno step o sbagliare un codice può costare mesi di correzioni. Ecco la procedura completa nel modo corretto.Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: è il prerequisito assoluto. Senza iscrizione all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, non puoi esercitare. Si presenta domanda all’Ordine territorialmente competente con titolo, autocertificazione e pagamento tassa annuale.Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate: è il modulo di apertura partita IVA. Vanno indicati codice ATECO 86.95.00, opzione per il regime forfettario, regime fiscale del 5% (se hai i requisiti start-up), domicilio fiscale e sede dell’attività.Iscrizione alla Gestione Separata INPS: il fisioterapista non ha una cassa di categoria, quindi si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, dal portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF. Non ci si iscrive all’ENPAPI, che è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.Accreditamento Sistema TS: tutti i fisioterapisti iscritti all’albo con partita IVA devono accreditarsi al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie.SCIA al Comune (se hai studio aperto al pubblico): in molte regioni è prevista una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, eventualmente con autorizzazione sanitaria.Polizza RC professionale: è obbligatoria per legge per tutte le professioni sanitarie. Va attivata prima della prima prestazione.Scelta software di fatturazione: lo affrontiamo in dettaglio più avanti, ma va deciso prima della prima fattura.Il CAF Centro Fiscale gestisce in autonomia tutti questi passaggi per i propri clienti: dall’apertura P.IVA al modulo AA9/12, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS, fino all’accreditamento Sistema TS. In media il fisioterapista ottiene la P.IVA in 48-72 ore dalla firma dei moduli. Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI) Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF.ENPAPI non c’entra. L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996): i fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’unica eccezione è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, infermieri pediatrici o assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attività e alla Gestione Separata per la fisioterapia. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti e nell’articolo ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.Aliquota 2026: 26,07% (o 24%)La Gestione Separata prevede un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o già assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Per un fisioterapista forfettario il reddito di riferimento è il 78% dei ricavi; su richiesta si può applicare la riduzione del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Non esiste un contributo minimo annuo. Esempio: su 31.200 euro di imponibile (40.000 euro di ricavi) i contributi sono 8.134 euro, oppure 5.288 euro con la riduzione.Rivalsa 4%, scadenze e deducibilitàIl fisioterapista può addebitare in fattura al cliente una rivalsa INPS del 4%: è facoltativa (a differenza del contributo integrativo delle casse private) e, se non applicata, il contributo resta interamente a carico del professionista. I contributi si versano con F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre.I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito anche per chi è in regime forfettario: rappresentano una delle poche deduzioni utili in questo regime e abbattono direttamente la base imponibile dell’imposta sostitutiva.Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione alboIl Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, per renderle disponibili nella dichiarazione dei redditi precompilata. Tutti i fisioterapisti iscritti all’albo TSRM-PSTRP con partita IVA sono obbligati a trasmettere i dati delle fatture emesse a privati, senza eccezioni. L’obbligo nasce dal momento stesso dell’iscrizione all’albo.Sono esclusi solo i fisioterapisti dipendenti di strutture pubbliche SSN: in quel caso l’obbligo ricade sulla struttura ospedaliera e non sul professionista. Per il libero professionista privato, invece, non esistono soglie minime: anche una sola fattura a un paziente privato va trasmessa. Per approfondire il tema della fatturazione fisioterapista e Sistema TS, leggi la guida dedicata del CAF.Trasmissione annuale dal 2026Una novità 2026: con il DLgs 81/2025, l’invio dei dati al Sistema TS è diventato annuale e non più semestrale. La scadenza ordinaria è fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello delle fatture. Per i dati riferiti al 2025, il termine slitta al 2 febbraio 2026, con possibilità di correzione e integrazione entro il 9 febbraio 2026. Le scadenze esatte vanno comunque verificate annualmente sul portale del Sistema TS, perché possono variare per ragioni di calendario.Il paziente può sempre opporsi alla trasmissione dei propri dati con apposita dichiarazione. In quel caso il fisioterapista trasmette l’importo aggregato come spesa sanitaria con opposizione, senza identificare il contribuente. Divieto SdI per prestazioni a privati 2026Il divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie verso privati è diventato permanente dal 2026. Si tratta di una delle novità più importanti per chi apre partita IVA fisioterapista 2026: contrariamente a quanto accade per tutte le altre attività, il fisioterapista non deve emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio quando il cliente è una persona fisica.La base normativa è il DLgs 81/2025, che ha modificato in modo strutturale l’articolo 10-bis del DL 119/2018. Prima il divieto era prorogato anno per anno; ora è a regime. La ragione è la tutela della privacy sanitaria: i dati delle fatture passerebbero sul SdI, esponendoli a rischi rispetto al diritto del paziente alla riservatezza.Cosa fare in praticaIl fisioterapista, per le fatture a privati cittadini, deve:Emettere fattura cartacea o in PDF, NON tramite SdITrasmettere comunque i dati al Sistema TS entro le scadenze annualiConservare la copia della fattura (cartacea o digitale) per 10 anniApporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro se esenti IVARestano invece soggette a fattura elettronica via SdI le prestazioni B2B (verso cliniche private, cooperative, società di servizi) e B2G (verso enti pubblici). Un esempio: il fisioterapista che collabora con una palestra emette fattura elettronica al gestore della palestra (B2B), ma per i pazienti che paga in studio emette fattura cartacea/PDF.Scegliere il software di fatturazione al day 1Uno degli errori più comuni del neo-fisioterapista è rimandare la scelta del software fatturazione fisioterapista. Spesso si inizia con il foglio Word, poi si passa a un programma generalista, e dopo sei mesi ci si ritrova con fatture sparse, errori di numerazione e dati mancanti per il Sistema TS. Il consiglio del CAF è netto: scegli il software al day 1, prima di emettere la prima fattura, e fallo tenendo conto dei requisiti specifici di una professione sanitaria.Cosa deve avere un buon software per fisioterapistiTrasmissione Sistema TS in 1 click: invio automatizzato delle fatture al portale TS, gestione dell’opposizione del paziente, controllo erroriEsclusione automatica SdI per privati: il software deve riconoscere il cliente persona fisica e NON inviare la fattura via SdISetup forfettario zero-config: nessuna configurazione manuale di aliquote, esclusione IVA, dicitura forfettaria, gestione bollo automaticoGestione dell’eventuale rivalsa INPS 4% direttamente in fatturaNumerazione progressiva e archivio digitale conservatoSupporto CAF/commercialista per esportazione dati a fine annoFatturazione Italia: la scelta consigliataTra i software che soddisfano tutti questi requisiti, il CAF Centro Fiscale consiglia Fatturazione Italia, una soluzione italiana pensata specificamente per professionisti forfettari e sanitari. I punti di forza concreti:Sistema TS incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa), codice destinatario unico JKKZDGR già impostatoZero-config per il forfettario: appena ti registri, la piattaforma applica le regole giuste senza che tu debba toccare nulla, cassa previdenziale e rivalsa 4% già impostabili in fatturaPrezzo bloccato per 3 anni: nessun aumento, nessuna sorpresa nei rinnovi30 giorni di prova gratuita senza carta di credito (60 giorni con il link di un amico), con tutte le funzionalità attiveSupporto CAF integrato: il tuo commercialista o il CAF Centro Fiscale possono accedere ai tuoi dati per chiusure annuali e dichiarazioniProva Fatturazione Italia gratis per 30 giorni: è il modo più semplice per partire bene al day 1 senza rischi.Esistono anche soluzioni verticali per il mondo sanitario come Komodo, che integrano gestione fatture, agenda pazienti e cartella clinica digitale. Sono utili se prevedi un volume di pazienti elevato e vuoi un gestionale completo. Per chi inizia, però, una soluzione fatturazione-only ben configurata è spesso sufficiente. Studio condiviso vs studio proprio: implicazioni fiscaliMolti neo-fisioterapisti iniziano in uno studio condiviso con altri colleghi o subaffittando un locale presso uno studio medico, una palestra o un poliambulatorio. Le implicazioni fiscali sono diverse rispetto all’apertura di uno studio proprio, e possono incidere sulla scelta del regime fiscale e sulla deducibilità dei costi.Studio condiviso o subaffittoIn studio condiviso, il fisioterapista paga un canone mensile (spesso forfettario) per l’uso degli spazi e dei servizi (sala d’attesa, segreteria, utenze). In regime forfettario questi costi non sono detraibili: il forfait del 22% li copre già. Lo studio principale emette fattura per il subaffitto al fisioterapista, che la conserva ma non la deduce.Attenzione a una trappola tipica: lo studio principale non può configurarsi come datore di lavoro mascherato. Se il fisioterapista lavora solo per quello studio, con orari imposti e pazienti assegnati, c’è il rischio che l’Ispettorato del Lavoro riqualifichi il rapporto come subordinato. Per evitarlo, il fisioterapista deve mantenere autonomia organizzativa, avere più clienti, e gestire l’agenda.Studio proprioLo studio proprio comporta investimenti iniziali più alti (lettini, ecografo portatile, tecar, arredi) e costi di gestione (affitto, utenze, pulizie, abbonamenti software). Per il fisioterapista forfettario nessuno di questi costi è deducibile in modo diretto: vale sempre il coefficiente 78%. Se prevedi investimenti molto pesanti nei primi anni, è l’unico caso in cui il regime ordinario può diventare conveniente.Errori più comuni del neo-fisioterapistaNegli anni in cui assistiamo fisioterapisti neo-iscritti, alcuni errori si ripetono con una frequenza sorprendente. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di partire con una posizione fiscale pulita.Iniziare con ricevute occasionali per troppo tempo: oltre i 5.000 euro o oltre i pochi mesi, è una pratica a rischio sanzioni.Dimenticare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS: comporta iscrizione d’ufficio, recupero dei contributi e sanzioni civili.Non accreditarsi al Sistema TS: chi non trasmette i dati delle spese sanitarie subisce sanzioni da 100 a 500 euro per ogni comunicazione omessa.Emettere fattura elettronica via SdI a un privato: viola il divieto permanente 2026 ed espone a contestazioni privacy.Non valutare la rivalsa INPS 4% in fattura: è facoltativa, ma se non la applichi l’intero contributo resta a tuo carico.Scegliere il software dopo i primi mesi: si finisce con la doppia migrazione e fatture non conformi al Sistema TS.Confondere ricavi e reddito imponibile: nel forfettario si tassa il 78% dei ricavi, non il 100%.Non pianificare gli acconti: a novembre arriva un esborso doppio (saldo + acconti) che spiazza chi non si è organizzato.Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i fisioterapisti a evitarli tutti grazie a un percorso strutturato di affiancamento nei primi 12 mesi di attività. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Il fisioterapista dipendente con reddito da lavoro dipendente entro 35.000 euro può accedere senza problemi al regime forfettario 2026 (soglia 2026 da L. 207/2024) per l’attività libero-professionale. Sopra i 35.000 euro di reddito da dipendente (soglia vigente dal 2026), scatta una causa di esclusione dal forfettario. Per i dettagli, vedi la guida dedicata al fisioterapista dipendente con partita IVA.ENPAPI o gestione separata INPS per i fisioterapisti?Gestione Separata INPS. I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di categoria e versano alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) con aliquota 2026 del 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari e non ha mai esteso la copertura ai fisioterapisti (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’iscrizione va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA.Devo emettere fattura elettronica anche se sono fisioterapista in forfettario?Sì per le fatture B2B e B2G (a cliniche, palestre, cooperative, enti pubblici), NO per le fatture a privati cittadini. Per i privati vige il divieto permanente SdI 2026 introdotto dal DLgs 81/2025. Resta però l’obbligo di trasmettere i dati al Sistema TS annualmente.Quanto guadagna in media un fisioterapista con partita IVA?Il guadagno netto dipende da volume pazienti, città, specializzazione e gestione fiscale. Un fisioterapista neo-iscritto nei primi due anni può realisticamente fatturare 20.000-35.000 euro, con netto in tasca tra 15.000 e 27.000 euro grazie al regime forfettario al 5%. A regime, fisioterapisti consolidati superano facilmente i 50.000 euro di fatturato. Il CAF può elaborare una simulazione personalizzata.ConclusioneAprire partita IVA fisioterapista 2026 è un’opportunità concreta per costruire una carriera autonoma redditizia, ma richiede pianificazione corretta del day 1: codice ATECO giusto (86.95.00), regime forfettario con aliquota 5% per i primi cinque anni, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS, scelta del software fatturazione conforme al divieto SdI e alle trasmissioni Sistema TS. Sbagliare anche solo uno di questi passaggi può costare mesi di rettifiche e migliaia di euro tra sanzioni e maggiori imposte.Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata su apertura P.IVA, regime forfettario, iscrizione alla Gestione Separata INPS e Sistema TS.Stima del tuo netto annuo in forfettario (fisioterapisti)Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Gestione Separata INPS, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi GestioneIRPEF 15%Netto stimato25.000 euro19.500 euro4.680 euro2.223 euro18.097 euro50.000 euro39.000 euro9.360 euro4.446 euro36.194 euro80.000 euro62.400 euro14.976 euro7.114 euro57.910 euroStime semplificate basate su contributi Gestione Separata INPS. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.Errori comuni nel forfettario per fisioterapistiDopo aver assistito centinaia di fisioterapisti in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:Non trasmettere le prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria entro fine mese successivo (sanzione 100 euro/prestazione, max 50.000/anno)Confondere prestazione sanitaria esente IVA con prestazione di benessere/estetica (NON esente)Errore sulla soglia 35.000 euro redditi dipendenti per chi lavora anche in ospedale o studio terzi (causa ostativa L. 207/2024)Non applicare l’opposizione 730 quando il paziente la richiedeTrascurare l’obbligo di iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP per esercitare in libera professioneConfondere fatturazione B2C (privato) con B2B (centro medico): codici e marche da bollo diversiNon scegliere correttamente fra GS aliquota 24% (con altra previdenza obbligatoria) o 26,07% (sola GS)Simulazione personalizzata gratuita per fisioterapistiVuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Gestione Separata INPS nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i fisioterapisti in regime forfettario.Cosa ricevi nella simulazione:Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo casoConfronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)Calcolo contributi Gestione Separata INPS sulla tua fascia di reddito realeVerifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)Richiedi la tua simulazione personalizzata →Servizio gratuito, senza impegno. Risposta del nostro team entro 1 giorno lavorativo.Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 09:00:002026-09-27 09:55:56Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti