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CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Luglio 2026 si apre con un calendario fiscale particolarmente denso di scadenze. Dal 10 luglio al 31 luglio, privati, imprese e titolari di Partita IVA devono far fronte a una serie di adempimenti che spaziano dal versamento IRPEF con la proroga estiva alla presentazione del Modello 770, passando per IVA, contributi previdenziali e ritenute d’acconto. Conoscere in anticipo le date è fondamentale per evitare sanzioni e interessi.

In questa guida trovi il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026, organizzato per data e per tipologia di contribuente, con i codici tributo F24, gli importi rilevanti e i riferimenti normativi aggiornati. Una checklist pratica per non dimenticare nulla.

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Indice dei contenuti

  1. Panoramica: perché luglio 2026 è un mese fiscalmente intenso
  2. 10 luglio 2026: dichiarazioni d’intento e LIPE
  3. 16 luglio 2026: la scadenza mensile principale (F24)
  4. 30 luglio 2026: versamento IRPEF con proroga e maggiorazione 0,40%
  5. 31 luglio 2026: il Modello 770 dei sostituti d’imposta
  6. Scadenze di luglio 2026 per le imprese
  7. Scadenze di luglio 2026 per le Partite IVA
  8. Tabella riepilogativa: tutte le scadenze di luglio 2026
  9. Come pagare con il Modello F24
  10. Luglio 2026: arrivano i rimborsi 730
  11. Luglio 2026: pagamenti INPS e bonus
  12. Scadenza saltata? Il ravvedimento operoso
  13. Domande frequenti (FAQ)

Panoramica: perché luglio 2026 è un mese fiscalmente intenso

Luglio rappresenta ogni anno uno dei mesi fiscalmente più impegnativi dell’anno. La ragione principale è la proroga di 30 giorni concessa ai contribuenti che, invece di versare IRPEF e le relative imposte entro il 30 giugno, scelgono di farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

A questo si aggiunge il Modello 770, il documento con cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pagatori, intermediari) comunicano all’Agenzia delle Entrate le ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente e autonomo. La scadenza ordinaria è il 31 luglio 2026. Non mancano poi gli appuntamenti mensili fissi: versamento IVA mensile, ritenute d’acconto, contributi INPS e INAIL.

10 luglio 2026: dichiarazioni d’intento e LIPE

Il 10 luglio 2026 è la prima scadenza rilevante del mese. In questa data ricade l’obbligo di trasmissione telematica delle dichiarazioni d’intento ricevute nel mese di giugno 2026. L’obbligo riguarda i soggetti che hanno ricevuto da esportatori abituali le lettere d’intento per acquisti/importazioni senza applicazione dell’IVA ex art. 8 c. 1 lett. c) DPR 633/1972.

Sempre il 10 luglio, i soggetti che hanno aderito al regime OSS (One Stop Shop) per le vendite a distanza intracomunitarie devono procedere alla dichiarazione e al versamento IVA OSS relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-giugno 2026). Si tratta degli e-commerce e delle piattaforme digitali che vendono beni a consumatori finali in altri Stati UE.

16 luglio 2026: la scadenza mensile principale (F24)

Il 16 luglio 2026 è la data più importante del mese per la stragrande maggioranza dei contribuenti. In questa scadenza si concentrano numerosi adempimenti tramite Modello F24:

Versamento ritenute IRPEF

I sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pagatori, condomini, professionisti che erogano compensi ad altri professionisti) devono versare le ritenute alla fonte operate nel mese di giugno 2026. I codici tributo principali da inserire nel Modello F24 sono:

Tipo di redditoCodice tributo F24
Lavoro dipendente (IRPEF)1001
Redditi assimilati (co.co.co., borse studio)1004
Lavoro autonomo (professionisti)1040
Provvigioni agenti1038
Dividendi soggetti IRES1035

Versamento IVA mensile (mensili giugno 2026)

I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo F24 da utilizzare è 6006 (IVA a debito giugno). L’importo corrisponde all’eccedenza IVA a debito risultante dalla liquidazione mensile, al netto dell’IVA a credito sugli acquisti.

Contributi INPS artigiani e commercianti

Gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano il secondo acconto trimestrale 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’aliquota complessiva 2026 per artigiani e commercianti è del 24,48%, con un minimale annuo pari a circa 4.200 euro. I contribuenti in regime forfettario applicano una riduzione contributiva del 35% sull’aliquota ordinaria (su specifica domanda all’INPS).

I codici tributo F24 per il versamento del secondo acconto trimestrale 2026 sono:

  • AP (Sezione INPS) per artigiani
  • CP (Sezione INPS) per commercianti

Contributi INPS Gestione Separata

I collaboratori a progetto, i professionisti senza cassa previdenziale obbligatoria e i co.co.co. iscritti alla Gestione Separata INPS devono versare i contributi previdenziali. Nel 2026 l’aliquota è:

  • 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (include contributo maternità e DIS-COLL)
  • 24% per chi ha già altra copertura previdenziale (pensionati, iscritti ad altra cassa)

I codici tributo F24 sono 1840 (contributi IVS artigiani e commercianti, uso improprio nel linguaggio comune) e per la Gestione Separata si usano CXX con riferimento specifico alla Sezione INPS del modello F24.

Acconto cedolare secca affitti brevi

I locatori che applicano la cedolare secca sulle locazioni brevi (aliquota 21% ordinaria, 26% sulla seconda casa affittata breve dal 2024) possono versare entro il 16 luglio 2026 il primo acconto della cedolare secca per il 2026, qualora abbiano optato per la rate in corso d’anno. Il codice tributo F24 è 1840 per cedolare secca contratti a canone concordato e 1842 per cedolare secca contratti a canone libero.

30 luglio 2026: versamento IRPEF con proroga e maggiorazione 0,40%

La scadenza del 30 luglio 2026 è quella che interessa il numero maggiore di contribuenti. Si tratta del termine ultimo per il pagamento, con la maggiorazione dello 0,40%, di tutti i saldi e acconti che avrebbero dovuto essere versati entro il 30 giugno 2026.

Chi deve versare entro il 30 luglio

Possono usufruire della proroga al 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) i soggetti che presentano la dichiarazione dei redditi in forma autonoma (Modello Redditi PF, SP, SC, ENC) e che non hanno optato per il pagamento entro il 30 giugno. In particolare:

  • Titolari di Partita IVA in regime ordinario o forfettario
  • Soci di società di persone (SNC, SAS) per la quota di reddito imputata per trasparenza
  • Privati con redditi diversi, redditi di capitale, plusvalenze da cessione immobili
  • Professionisti iscritti a casse previdenziali private (avvocati, commercialisti, medici, ecc.)

Cosa si versa entro il 30 luglio 2026

Gli importi soggetti alla proroga con maggiorazione 0,40% includono:

Imposta / AdempimentoScadenza originariaScadenza con prorogaMaggiorazione
Saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta)30 giugno 202630 luglio 2026+0,40%
Primo acconto IRPEF 202630 giugno 202630 luglio 2026+0,40%
IRAP saldo 202530 giugno 202630 luglio 2026+0,40%
Contributi INPS artigiani/commercianti (eccedenza minimale)30 giugno 202630 luglio 2026+0,40%
Imposta sostitutiva regime forfettario (saldo + primo acconto)30 giugno 202630 luglio 2026+0,40%
IVIE e IVAFE (immobili e attività finanziarie estere)30 giugno 202630 luglio 2026+0,40%
IVCA (cripto-attività, aliquota 0,2%)30 giugno 202630 luglio 2026+0,40%

Come si calcola la maggiorazione dello 0,40%

La maggiorazione si applica sull’intero importo da versare. Facciamo un esempio pratico: un titolare di Partita IVA in regime forfettario deve versare:

  • Saldo imposta sostitutiva 2025: 1.200 euro
  • Primo acconto 2026: 800 euro
  • Totale senza maggiorazione: 2.000 euro
  • Maggiorazione 0,40%: 2.000 × 0,004 = 8 euro
  • Totale da versare entro il 30 luglio: 2.008 euro

La maggiorazione deve essere inclusa nell’importo versato con F24, utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna imposta (ad esempio, 4001 per saldo IRPEF PF; 4033 per primo acconto IRPEF PF; 1790 per imposta sostitutiva regime forfettario saldo 2025; 1791 per primo acconto imposta sostitutiva regime forfettario 2026).

Regime forfettario: saldo 2025 e acconto 2026

I contribuenti in regime forfettario pagano un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Le aliquote 2026 sono:

  • 5% per le nuove attività nei primi 5 anni (start-up senza esercizio analogo nei 3 anni precedenti)
  • 15% per tutte le altre attività

Il limite di ricavi/compensi annui per rimanere nel regime forfettario è di 85.000 euro. Chi supera tale soglia fuoriesce dal regime nell’anno successivo. Chi supera 100.000 euro fuoriesce immediatamente nello stesso anno, con obbligo di applicare l’IVA sui ricavi oltre la soglia.

31 luglio 2026: il Modello 770 dei sostituti d’imposta

Il 31 luglio 2026 è la scadenza per la presentazione telematica del Modello 770, la dichiarazione che i sostituti d’imposta devono inviare all’Agenzia delle Entrate per comunicare le ritenute operate, i relativi versamenti, le compensazioni e le cessioni del credito effettuate nell’anno 2025.

Chi deve presentare il Modello 770

Sono obbligati alla presentazione del Modello 770 i soggetti che nel 2025 hanno corrisposto:

  • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (stipendi, pensioni, compensi CFL, borse di studio)
  • Redditi di lavoro autonomo (parcelle professionali, compensi ad agenti, mediatori, consulenti)
  • Provvigioni ad agenti e rappresentanti di commercio
  • Redditi di capitale (dividendi, interessi, rendite finanziarie)
  • Compensi a collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
  • Condomini che hanno corrisposto compensi a fornitori per lavori di manutenzione straordinaria (ritenuta 4% ex art. 25-ter DPR 600/1973)

Struttura del Modello 770 2026

Il Modello 770 relativo all’anno 2025 (versione 2026) si compone di:

  • Frontespizio: dati anagrafici del sostituto d’imposta, codice fiscale, periodo di riferimento
  • Quadro SF: ritenute su redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi
  • Quadro SG: ritenute su dividendi e altri redditi di capitale
  • Quadro SH: ritenute su rendite finanziarie di fonte estera
  • Quadro SI: ritenute su redditi da obbligazioni e titoli similari
  • Quadro SK: ritenute su dividendi da partecipazioni qualificate
  • Quadro SL: ritenute su proventi da operazioni di pronti contro termine
  • Quadro ST: prospetto delle ritenute e dei relativi versamenti
  • Quadro SV: addizionali comunali all’IRPEF trattenute
  • Quadro SX: riepilogo compensazioni e crediti d’imposta

La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica, tramite il servizio Entratel (per soggetti con almeno 3 dipendenti o 101 percettori) o Fisconline per i sostituti minori. In alternativa, la trasmissione può avvenire tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF abilitato).

Sanzioni per omessa o tardiva presentazione

La mancata presentazione del Modello 770 entro il 31 luglio 2026 espone il sostituto d’imposta a sanzioni significative. Secondo la normativa vigente (art. 2 D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024):

  • Omessa presentazione entro 90 giorni: sanzione fissa da 250 euro a 2.000 euro
  • Presentazione tardiva entro 90 giorni (entro il 29 ottobre 2026): possibile ricorso al ravvedimento operoso con riduzione a 1/10 della sanzione minima
  • Dichiarazione infedele: sanzione dal 90% al 180% dell’imposta non dichiarata (sanzione base 25% post D.Lgs. 87/2024, ridotta rispetto al precedente 30%)

Scadenze di luglio 2026 per le imprese

Le imprese — società di capitali (SRL, SPA), società di persone (SNC, SAS) e ditte individuali in contabilità ordinaria — devono rispettare nel mese di luglio 2026 un insieme di scadenze fiscali specifiche, in aggiunta a quelle già descritte per la generalità dei contribuenti.

IRAP: saldo 2025 e acconto 2026

Le imprese soggette all’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) devono versare entro il 30 luglio 2026 (con maggiorazione 0,40%) il saldo IRAP 2025 e il primo acconto IRAP 2026. È importante ricordare che dal 2022 i professionisti individuali senza organizzazione di capitali sono esclusi dall’IRAP (L. 234/2021), mentre rimangono soggetti le ditte individuali con dipendenti e tutte le società.

Versamento IVA trimestrale (secondo trimestre 2026)

I contribuenti IVA con liquidazione trimestrale (regime per volume d’affari inferiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi o 700.000 euro per le cessioni di beni) devono versare entro il 16 luglio 2026 l’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-giugno), maggiorata dell’1% a titolo di interesse. Il codice tributo F24 è 6032.

INAIL: premio assicurativo

Le imprese con dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione INAIL per il rinnovo del premio assicurativo 2026/2027 devono provvedere al versamento entro il 16 luglio 2026. Il premio INAIL viene calcolato sulla base delle retribuzioni effettive dell’anno precedente e delle previsioni per l’anno in corso. Il codice tributo F24 per il versamento è INAIL-PREMI nella sezione INAIL del modello F24.

Scadenze di luglio 2026 per le Partite IVA

I titolari di Partita IVA — liberi professionisti, lavoratori autonomi, artigiani, commercianti — sono tra i soggetti più coinvolti dalle scadenze fiscali di luglio 2026. Ecco un riepilogo degli adempimenti specifici.

Contributi casse previdenziali private: scadenze luglio

Alcune casse previdenziali private prevedono scadenze contributive in luglio. In particolare:

CassaAdempimentoScadenza luglio 2026
ENPAM (medici e odontoiatri)Scadenza Modello D (Quota B proporzionale al reddito 2025)31 luglio 2026
Cassa Forense (avvocati)Comunicazione redditi e volumi d’affari 2025 + versamento saldo contributi31 luglio 2026 (orientativo, verifica sul portale Cassa Forense)
INARCASSA (architetti e ingegneri)Comunicazione dati reddituali 202531 luglio 2026 (orientativo)

In particolare, per i medici iscritti all’ENPAM, il 31 luglio 2026 è la scadenza per la presentazione del Modello D, con cui si dichiara il reddito libero professionale 2025. La Quota B, calcolata al 19,5% di quel reddito fino a 150.000 euro (con una quota di solidarietà dell’1% sulla parte eccedente), non si versa a luglio: il pagamento parte dal 31 ottobre, anche a rate. La Quota A (contributo fisso per fascia d’età) va invece versata entro il 30 aprile.

Ritenute d’acconto: chi riceve compensi in luglio

I professionisti che ricevono compensi da soggetti obbligati alla ritenuta d’acconto (aziende, enti, condomini) non devono versare direttamente: la ritenuta viene trattenuta e versata dal soggetto pagante. Tuttavia, è fondamentale che il professionista:

  • Verifichi la Certificazione Unica ricevuta dai propri committenti per il 2025
  • Conservi la documentazione per la dichiarazione dei redditi 2026
  • Segnali tempestivamente eventuali errori nelle CU ricevute

Tabella riepilogativa: tutte le scadenze di luglio 2026

DataAdempimentoChi riguardaStrumento
10 lugDichiarazioni d’intento ricevute a giugnoFornitori di esportatori abitualiTelematico AdE
10 lugDichiarazione e versamento IVA OSS (II trim. 2026)E-commerce vendite intraUEPortale OSS
16 lugRitenute IRPEF lavoro dipendente (giugno 2026)Datori di lavoro / sostitutiF24 cod. 1001/1004
16 lugRitenute IRPEF lavoro autonomo (giugno 2026)Committenti professionistiF24 cod. 1040
16 lugIVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensiliF24 cod. 6006
16 lugIVA trimestrale II trim. 2026 (+1%)Contribuenti IVA trimestraliF24 cod. 6032
16 lugContributi INPS fissi artigiani/commercianti (II acc.)Artigiani e commerciantiF24 sezione INPS
16 lugPremio INAIL 2026/2027Imprese con dipendentiF24 sezione INAIL
30 lugSaldo IRPEF 2025 con maggiorazione 0,40%Contribuenti con Redditi PFF24 cod. 4001
30 lugPrimo acconto IRPEF 2026 con maggiorazione 0,40%Contribuenti con Redditi PFF24 cod. 4033
30 lugImposta sostitutiva forfettario (saldo 2025 + I acc. 2026)Regime forfettarioF24 cod. 1790/1791
30 lugSaldo IRAP 2025 + I acconto IRAP 2026Imprese e professionisti con org.F24 cod. 3800/3812
30 lugIVIE, IVAFE, IVCA con maggiorazione 0,40%Chi detiene beni/attività all’esteroF24
31 lugModello 770 (anno 2025)Sostituti d’impostaTelematico Entratel
31 lugENPAM Modello D – Quota B (anno 2025)Medici e odontoiatriPortale ENPAM
31 lugComunicazione redditi Cassa ForenseAvvocatiPortale Cassa Forense

Come pagare con il Modello F24

Il Modello F24 è lo strumento principale per versare le imposte, i contributi previdenziali e i premi assicurativi. Dal 2007 è possibile utilizzarlo per compensare debiti e crediti fiscali di diversa natura (compensazione orizzontale). Ecco come procedere:

Modalità di presentazione e pagamento

  • Telematica obbligatoria: per i titolari di Partita IVA e per i privati che compensano crediti fiscali. Si utilizza il servizio F24 online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o il proprio home banking
  • Banche e Poste: per i privati senza Partita IVA che non effettuano compensazioni
  • Intermediari abilitati: tramite commercialisti, CAF e altri soggetti abilitati a trasmettere deleghe F24

Compensazione con crediti fiscali

Se hai crediti IRPEF, IVA o altri crediti fiscali emergenti dalla dichiarazione dei redditi 2026, puoi utilizzarli in compensazione per ridurre o azzerare i debiti fiscali di luglio. Attenzione: per compensare crediti IVA superiori a 5.000 euro è necessario che la dichiarazione IVA annuale 2025 sia stata già presentata e che sia apposto il visto di conformità da un intermediario abilitato (commercialista o CAF abilitato).

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di visto di conformità e di compilazione e trasmissione del Modello F24, anche per importi elevati e con compensazioni complesse. Contattaci per un appuntamento.

Luglio 2026: arrivano i rimborsi 730

Non solo adempimenti: luglio 2026 è anche il mese in cui molti contribuenti con 730 ricevono il rimborso IRPEF. I rimborsi 730 vengono erogati con la busta paga (per i lavoratori dipendenti) o con la pensione (per i pensionati) e, in base alla data di invio del 730 e al datore di lavoro/ente pagatore, possono arrivare tra luglio e settembre 2026.

Se hai presentato il 730 tramite il CAF e hai un credito IRPEF, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga dal tuo datore di lavoro o dall’INPS (per i pensionati). Se invece non hai un sostituto d’imposta, il rimborso viene accreditato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente. Per consultare lo stato del rimborso, puoi accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate con le tue credenziali SPID, CIE o CNS.

Leggi anche: Rimborso 730 luglio 2026: chi lo riceve, importo e come verificare in busta paga

Luglio 2026: pagamenti INPS e bonus

Luglio è anche il mese in cui l’INPS eroga le principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Le date di pagamento possono essere diverse da quelle degli altri mesi a causa della sospensione feriale. Per il dettaglio completo dei pagamenti INPS previsti a luglio 2026 — NASpI, Assegno Unico, ADI e bonus — consulta il nostro articolo dedicato: Luglio 2026, INPS cambia le date: NASpI, Assegno Unico, bonus 100-500 euro e AdI.

Scadenza saltata? Il ravvedimento operoso

Se per qualsiasi motivo non riesci a rispettare una delle scadenze di luglio 2026, non tutto è perduto. Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) ti permette di regolarizzare spontaneamente la tua posizione fiscale pagando l’imposta omessa, gli interessi legali e una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

Le percentuali di ravvedimento post D.Lgs. 87/2024 (violazioni dal 1° settembre 2024) sono:

Tempo dalla scadenzaSanzione ridotta
Entro 14 giorni0,0833% per giorno (massimo 1,17% al 14° giorno)
Entro 30 giorni1,25% (ravvedimento breve)
Entro 90 giorni1,39% (ravvedimento medio)
Entro 1 anno3,125% (ravvedimento lungo)
Entro 2 anni3,572%
Oltre 2 anni4,17%

Ai fini del ravvedimento, si aggiungono anche gli interessi legali calcolati al tasso vigente (verifica il tasso in vigore per il 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate) per i giorni di ritardo. Il ravvedimento deve essere spontaneo, ovvero non deve essere già iniziato un controllo fiscale o una contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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Domande frequenti (FAQ)

Posso pagare IRPEF luglio 2026 anche il 31 luglio?

No. La proroga con maggiorazione 0,40% è valida fino al 30 luglio 2026, non al 31. Il 31 luglio è la scadenza del Modello 770, non dell’IRPEF. Chi versa l’IRPEF il 31 luglio è in ritardo e deve ricorrere al ravvedimento operoso.

Il regime forfettario paga anche i contributi INPS a luglio?

Sì, se si tratta di artigiani o commercianti in regime forfettario, devono versare entro il 16 luglio il secondo acconto trimestrale dei contributi fissi. I forfettari con riduzione contributiva del 35% (se l’hanno richiesta e ottenuta) versano l’importo ridotto. I professionisti senza cassa previdenziale obbligatoria iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi invece in sede di dichiarazione dei redditi, con le stesse scadenze dell’imposta sostitutiva.

Cosa succede se non presento il Modello 770 entro il 31 luglio 2026?

La presentazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza (entro il 29 ottobre 2026) è ravvedibile. Oltre 90 giorni si configura l’omessa dichiarazione, con sanzione più elevata. In ogni caso, è sempre preferibile presentare il Modello 770 anche in ritardo, piuttosto che non presentarlo affatto, e accompagnarlo con il ravvedimento operoso per sanare la violazione.

Devo pagare anche l’addizionale comunale e regionale IRPEF a luglio?

Le addizionali comunali e regionali IRPEF 2025 sono versate con le stesse modalità e scadenze dell’IRPEF. Quindi il saldo dell’addizionale comunale e regionale 2025 va versato entro il 30 luglio 2026 (con maggiorazione 0,40%). Le addizionali non hanno acconto da versare a luglio: l’acconto viene trattenuto direttamente in busta paga nei mesi precedenti (per i dipendenti) o versato con il secondo acconto IRPEF a novembre.

Il CAF può aiutarmi con le scadenze fiscali di luglio 2026?

Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti gli adempimenti fiscali di luglio 2026: calcolo degli importi da versare, compilazione e trasmissione del Modello F24, verifica della correttezza dei codici tributo, gestione del Modello 770 per le imprese e supporto in caso di ravvedimento operoso. Contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Cosa devo verificare prima di versare con F24 a luglio?

Prima di procedere al versamento F24, verifica sempre: (1) il codice tributo corretto per ogni imposta; (2) il periodo di riferimento (anno e mese); (3) l’importo esatto, calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi o della liquidazione periodica; (4) se hai crediti compensabili, verifica i limiti e le condizioni per la compensazione; (5) se il versamento è in proroga (30 luglio), aggiungi la maggiorazione dello 0,40%.

Per non perdere nessuna scadenza fiscale nei prossimi mesi, leggi anche il nostro articolo sui pagamenti INPS di luglio 2026 e tieniti aggiornato iscrivendoti alla nostra newsletter fiscale.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 01:31:352026-09-27 19:03:46Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA
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Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF

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Le spese per la frequenza degli asili nido rientrano tra le detrazioni fiscali che i genitori possono far valere nella dichiarazione dei redditi 2026. Si tratta di un beneficio concreto: fino a 632 euro per figlio come importo massimo su cui calcolare la detrazione del 19%, con un risparmio effettivo di circa 120 euro a figlio. Ma attenzione: la norma distingue tra la detrazione IRPEF e il Bonus Asilo Nido, che sono due agevolazioni separate con regole diverse. Questa guida spiega tutto quello che devi sapere per compilare correttamente il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche (PF) 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Detrazione IRPEF per spese asilo nido: cos’è e chi ne ha diritto
  2. Quanto si detrae: importi, calcoli ed esempi pratici
  3. Come indicare le spese asilo nido nel modello 730 2026: il rigo E8/E10
  4. Spese asilo nido nel Modello PF 2026: il quadro RP, rigo RP2
  5. Documenti necessari per la detrazione
  6. Detrazione asilo nido vs Bonus Asilo Nido INPS: differenze fondamentali
  7. Asili nido che danno diritto alla detrazione: quali sono ammessi
  8. Casi pratici e situazioni speciali
  9. Tabella riepilogativa: tutto sulla detrazione asilo nido 2026
  10. Come presentare la dichiarazione dei redditi con il CAF
  11. Domande frequenti (FAQ)

Detrazione IRPEF per spese asilo nido: cos’è e chi ne ha diritto

La detrazione fiscale per le spese degli asili nido è disciplinata dall’articolo 2 della Legge n. 448/2001, confluita poi nell’art. 1, comma 335, della Legge n. 266/2005. In base a questa norma, i genitori possono detrarre dall’IRPEF il 19% delle spese sostenute per la frequenza di:

  • Asili nido pubblici e privati
  • Forme di assistenza domiciliare equiparate (se erogate da strutture autorizzate)
  • Sezioni primavera (per bambini da 24 a 36 mesi)

La detrazione si applica su un importo massimo di 632 euro per figlio. Il risparmio fiscale massimo per figlio è quindi di circa 120 euro (632 × 19% = 120,08 euro).

Chi ne ha diritto: entrambi i genitori possono beneficiare della detrazione, ma la spesa non deve essere conteggiata due volte. In caso di genitori separati o divorziati, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto effettivamente la spesa e ne è in possesso della documentazione (ricevuta o fattura intestata a lui/lei).

Quanto si detrae: importi, calcoli ed esempi pratici

Ecco i parametri fondamentali della detrazione per spese asilo nido nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa ai redditi 2025):

ParametroValore
Aliquota di detrazione19%
Spesa massima detraibile per figlio632 euro
Risparmio IRPEF massimo per figliocirca 120 euro
Limite reddito complessivoNessun limite specifico (ma vedi riduzione per redditi > 120.000 euro)
N. figli rilevantiTutti i figli fino a 3 anni di età

Esempi di calcolo

Esempio 1 – Spesa annua inferiore al tetto:

Hai speso 500 euro nell’anno per un figlio all’asilo nido. La detrazione spettante sarà: 500 × 19% = 95 euro.

Esempio 2 – Spesa annua superiore al tetto:

Hai speso 1.200 euro per il figlio. La detrazione si calcola comunque solo sul tetto massimo: 632 × 19% = 120,08 euro. La parte eccedente (568 euro) non è detraibile.

Esempio 3 – Due figli all’asilo nido:

Hai due figli, entrambi sotto i 3 anni, con spese totali di 1.500 euro (750 per ciascuno). La detrazione si calcola per ogni figlio separatamente: 632 × 19% × 2 = 240,16 euro totali.

Riduzione per redditi elevati

Come per tutte le detrazioni del 19%, a partire da un reddito complessivo superiore a 120.000 euro la detrazione subisce una riduzione progressiva, fino ad azzerarsi a 240.000 euro di reddito. Questa riduzione è prevista dall’art. 15, comma 3-bis, del TUIR (introdotta dalla Legge di Bilancio 2020). Se il tuo reddito complessivo è superiore a tale soglia, calcola la detrazione spettante con la seguente formula:

Detrazione ridotta = Detrazione calcolata × [(240.000 – reddito complessivo) / 120.000]

Come indicare le spese asilo nido nel modello 730 2026: il rigo E8/E10

Nel modello 730/2026 (relativo ai redditi dell’anno 2025), le spese per l’asilo nido si inseriscono nel Quadro E – Oneri e spese, specificamente nella sezione righi E8 a E10 (“Altre spese”).

Istruzioni passo per passo per il 730

  1. Accedi al modello 730 (cartaceo o precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate).
  2. Vai al Quadro E – Oneri e spese, sezione I.
  3. Individua i righi E8, E9 o E10 (il primo disponibile tra quelli non ancora compilati).
  4. Nella colonna 1 (codice onere), inserisci il codice 33 (spese per frequenza asilo nido e altri istituti per infanzia).
  5. Nella colonna 2 (importo), inserisci la spesa effettivamente sostenuta, fino a un massimo di 632 euro per figlio.
  6. Se hai più figli, usa righi distinti (E8 per il primo figlio, E9 per il secondo, E10 per il terzo).

Attenzione al codice: il codice onere da inserire è il 33, non il 12 (che riguarda le spese di istruzione secondaria) né il 13 (università). Un errore nel codice può far rigettare la detrazione o causare problemi in fase di controllo automatizzato dall’Agenzia delle Entrate.

Il 730 precompilato e le spese asilo nido

Se utilizzi il 730 precompilato, le spese dell’asilo nido potrebbero già essere presenti se la struttura ha trasmesso i dati all’Agenzia delle Entrate tramite la comunicazione delle spese sanitarie e degli oneri detraibili (modello SS-21). Tuttavia, non tutte le strutture effettuano questa comunicazione automaticamente. Controlla sempre se le spese sono presenti nel precompilato e, in caso contrario, inseriscile manualmente. Puoi leggere la nostra guida su 730 precompilato 2026 per capire come visualizzare e modificare la dichiarazione.

Spese asilo nido nel Modello PF 2026: il quadro RP, rigo RP2

Chi è tenuto a presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (PF) 2026 invece del 730 (ad esempio liberi professionisti con redditi di lavoro autonomo, contribuenti con redditi esteri, ecc.) inserisce le stesse spese nel Quadro RP – Oneri e spese.

Come compilare il Quadro RP del Modello PF

  1. Apri il Quadro RP del Modello Redditi PF 2026.
  2. Nella sezione dedicata alle altre spese detraibili (righi da RP8 a RP14), individua il primo rigo libero.
  3. Nella colonna “codice”, inserisci il codice 33.
  4. Nella colonna “importo”, inserisci la spesa sostenuta per figlio (max 632 euro).
  5. Per più figli usa righi distinti.

La logica è identica al 730: cambia solo la denominazione del quadro (RP invece di E) e la numerazione dei righi. Il calcolo della detrazione avviene nello stesso modo: 19% sull’importo indicato, fino al massimo di 632 euro per figlio.

730 o Modello PF: quale scegliere?

CaratteristicaModello 730Modello PF (Redditi)
A chi è destinatoLavoratori dipendenti e pensionatiAutonomi, professionisti, redditi diversi
Rimborso/debitoIn busta paga o pensione (luglio/agosto)Tramite F24 (versamento) o rimborso diretto
Quadro spese asiloQuadro E, righi E8-E10, codice 33Quadro RP, righi RP8-RP14, codice 33
Scadenza presentazione 202630 settembre 202630 novembre 2026 (telematico)

Documenti necessari per la detrazione

Per poter detrarre le spese dell’asilo nido è fondamentale conservare la documentazione a supporto, che potrà essere richiesta dall’Agenzia delle Entrate in caso di controllo. Ecco cosa devi avere:

  • Ricevute di pagamento o fatture intestate al genitore che effettua la detrazione, con indicazione del nome del bambino, del periodo di frequenza e dell’importo pagato
  • Bonifico bancario o ricevuta POS (o altro mezzo di pagamento tracciabile) come prova del pagamento effettivo
  • Iscrizione alla struttura (contratto o documento attestante la frequenza del figlio)
  • Per strutture private: verifica che l’asilo sia autorizzato dai Comuni ai sensi dell’art. 6 della Legge 65/2017

Pagamenti tracciabili: a differenza di alcune altre detrazioni (come le spese sanitarie), per le spese dell’asilo nido non è sempre obbligatorio il pagamento tracciabile (bonifico, carta, ecc.) secondo le istruzioni del modello 730. Tuttavia, è fortemente consigliato per avere prova certa del pagamento in caso di controllo fiscale. Dal 2020 molte detrazioni richiedono obbligatoriamente il pagamento tracciabile; verificare le istruzioni ufficiali dell’anno corrente.

Detrazione asilo nido vs Bonus Asilo Nido INPS: differenze fondamentali

Molti genitori confondono la detrazione fiscale per spese asilo nido con il Bonus Asilo Nido INPS. Si tratta di due agevolazioni completamente diverse e, in linea di principio, cumulabili (con alcune limitazioni). Ecco le differenze principali:

CaratteristicaDetrazione IRPEF (730/PF)Bonus Asilo Nido INPS
Tipo di beneficioRiduzione dell’imposta IRPEF da pagareContributo a fondo perduto mensile
A chi spettaGenitore che paga le retteGenitore che presenta domanda INPS
Importo19% su max 632 euro per figlio (~120 euro/anno)Da 1.500 a 3.000 euro/anno (in base all’ISEE)
Limite ISEENessuno (ma riduzione sopra 120.000 euro di reddito)Sì: fino a 25.000 euro ISEE per il massimo
Come si ottieneCompilando il 730 o il Modello PFDomanda online all’INPS (MyINPS o CAF)
CumulabilitàSì, ma la base della detrazione va ridotta del bonus percepitoSì, con la detrazione fiscale (con coordinamento)

Coordinamento tra bonus INPS e detrazione fiscale

Punto cruciale: se hai ricevuto il Bonus Asilo Nido INPS, non puoi detrarre la parte di spesa già coperta dal bonus. Secondo il principio generale di non cumulabilita dei benefici fiscali, la spesa detraibile deve essere ridotta del contributo INPS percepito. In pratica:

Spesa detraibile = Rette pagate – Bonus INPS ricevuto

Esempio pratico: hai pagato 2.400 euro di rette nell’anno e hai ricevuto 1.500 euro di Bonus INPS. La spesa netta è 2.400 – 1.500 = 900 euro. La detrazione si calcola su questa spesa netta, ma comunque nel limite di 632 euro: 632 × 19% = 120,08 euro.

Asili nido che danno diritto alla detrazione: quali sono ammessi

Non tutte le strutture di accoglienza per bambini danno diritto alla detrazione. La norma (art. 1, comma 335, L. 266/2005) ammette le spese per la frequenza di:

  • Asili nido pubblici (comunali, statali)
  • Asili nido privati autorizzati dai Comuni ai sensi della normativa vigente (Legge 65/2017 e normative regionali)
  • Sezioni primavera annesse a scuole dell’infanzia, per bambini da 24 a 36 mesi
  • Strutture equiparate a asili nido con autorizzazione regionale o comunale

Non danno diritto alla detrazione: baby-sitter private (salvo specifiche ipotesi con altri benefici), ludoteche non autorizzate come asili nido, doposcuola per bambini sopra i 3 anni.

Attenzione all’età del bambino: la normativa si riferisce a bambini di età compresa tra 0 e 3 anni (fino al compimento del terzo anno di età). Le spese per la frequenza della scuola dell’infanzia (“scuola materna”) dopo i 3 anni rientrano in un diverso codice onere (codice 12 per le spese di istruzione).

Casi pratici e situazioni speciali

Genitori separati o divorziati

In caso di genitori separati, la detrazione spetta al genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa. Se la spesa è stata ripartita tra entrambi i genitori, ciascuno può detrarre la propria quota, sempre nel rispetto del limite di 632 euro complessivi per figlio (non duplicato). È necessario che ogni genitore abbia le ricevute intestate a proprio nome per la quota di spesa che intende detrarre.

Figlio fiscalmente a carico

La detrazione per spese asilo nido non richiede necessariamente che il figlio sia “fiscalmente a carico” come per le detrazioni per figli a carico. La spesa è detraibile da chi l’ha sostenuta, indipendentemente dalla situazione fiscale del figlio. Tuttavia, se il figlio è a carico di entrambi i genitori, è opportuno che la detrazione venga ripartita in modo congruente con i pagamenti effettivi.

Regime forfettario: attenzione!

I contribuenti in regime forfettario non possono beneficiare della detrazione IRPEF per le spese dell’asilo nido. Questo perché chi è nel regime forfettario non paga l’IRPEF ordinaria (ma l’imposta sostitutiva del 5% o 15%), e quindi non ha imposta IRPEF su cui applicare la detrazione. In questo caso, l’unica agevolazione fruibile rimane il Bonus Asilo Nido INPS (che è un contributo a fondo perduto, non una detrazione fiscale).

Pagamento effettuato da nonni o altri familiari

Se la retta dell’asilo nido è stata pagata materialmente dai nonni o da un altro familiare, la detrazione spetta comunque al genitore del bambino, a condizione che la spesa sia documentata a nome del genitore e che il pagamento possa essere ricondotto a lui/lei. È prassi comune che i nonni contribuiscano economicamente, ma la fattura o ricevuta deve essere intestata al genitore per la fruibilità della detrazione.

Tabella riepilogativa: tutto sulla detrazione asilo nido 2026

VoceDettaglio
Normativa di riferimentoArt. 1, c. 335, L. 266/2005; art. 2, L. 448/2001
Aliquota detrazione19%
Spesa massima detraibile per figlio632 euro
Risparmio massimo per figlio~120 euro
Codice onere (730/PF)Codice 33
Rigo 730E8, E9 o E10 (Quadro E)
Rigo Modello PFRP8-RP14 (Quadro RP)
Età del bambino0-3 anni (fino a compimento 3 anni)
Strutture ammesseAsili nido pubblici e privati autorizzati, Sezioni Primavera
Limite redditoNessuno specifico; riduzione per redditi > 120.000 euro
ForfettariNon possono usufruire della detrazione IRPEF
Coordinamento con bonus INPSSpesa detraibile = rette – bonus INPS ricevuto

Come presentare la dichiarazione dei redditi con il CAF

Compilare correttamente il 730 o il Modello PF con tutte le spese detraibili — incluse quelle per l’asilo nido — può sembrare complicato, specialmente se ci sono situazioni particolari come il Bonus INPS percepito, la separazione dei genitori o la presenza di più figli. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di assistenza per la dichiarazione dei redditi: i nostri consulenti verificano tutti gli oneri detraibili, inseriscono correttamente i codici e massimizzano il rimborso IRPEF spettante.

Per informazioni sul servizio e sui costi, contattaci per un preventivo personalizzato. Puoi anche consultare la nostra guida sul rimborso 730 2026 per sapere quando riceverai i soldi in busta paga.

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Domande frequenti (FAQ)

Posso detrarre le spese dell’asilo nido anche se mio figlio ha compiuto 3 anni durante l’anno?

Sì. La detrazione si applica alle spese sostenute nell’anno solare per la frequenza dell’asilo nido, anche se il bambino compie 3 anni nel corso dell’anno. Puoi detrarre tutte le spese pagate fino al momento in cui il bambino inizia la scuola dell’infanzia, anche se ha già compiuto 3 anni.

Le spese per la baby-sitter sono detraibili come spese asilo nido?

No. Le spese per baby-sitter private non rientrano nella detrazione per asilo nido (codice 33). Esistono però altri benefici specifici, come il Bonus Baby-sitter (voucher INPS per acquisto di servizi di baby-sitting), che ha requisiti e modalità distinti. Non confondere le due agevolazioni.

La detrazione asilo nido è cumulabile con la detrazione per figli a carico?

Sì, le due detrazioni sono autonome e cumulabili. La detrazione per figli a carico (ora sostituita dall’Assegno Unico per i figli fino a 21 anni) e la detrazione per spese asilo nido riguardano aspetti diversi e non si escludono a vicenda.

Cosa succede se non ho la ricevuta dell’asilo nido?

Senza documentazione non è possibile beneficiare della detrazione. Contatta l’asilo nido e richiedi una ricevuta o fattura riepilogativa dell’anno. La maggior parte delle strutture la emette su richiesta. In assenza di documentazione, l’Agenzia delle Entrate può disconoscere la detrazione in caso di controllo.

Posso detrarre anche le spese per la mensa dell’asilo nido?

Se le spese di mensa sono incluse nella retta globale dell’asilo nido e documentate come tali, rientrano nella detrazione. Se invece sono fatturate separatamente da un soggetto diverso dalla struttura educativa, è necessario verificare caso per caso se possono essere considerate parte integrante del servizio di asilo nido. In caso di dubbio, rivolgiti al CAF per una verifica.

Ho ricevuto il Bonus Asilo Nido INPS: come lo dichiaro nel 730?

Il Bonus Asilo Nido INPS non va dichiarato come reddito nel 730 (non è tassabile). Tuttavia, devi ridurre la spesa detraibile dell’importo del bonus ricevuto. Quindi: spesa detraibile = rette totali pagate – bonus INPS percepito nell’anno, nel limite di 632 euro per figlio.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/bonus-asilo-nido.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 00:31:352026-07-03 07:54:16Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF
NOTIZIE

Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

Pensione 2026 INPS

Luglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di luglio 2026 non coincidono con quelle abituali dei mesi precedenti, e conoscerle con precisione è fondamentale per pianificare il budget familiare.

In questo articolo trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di luglio 2026, con tabelle riassuntive, importi aggiornati e tutto quello che devi sapere su requisiti e scadenze.

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Indice dei contenuti

  1. Perché INPS cambia le date a luglio 2026
  2. NASpI luglio 2026: data di pagamento e importi
  3. Assegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagato
  4. Bonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quando
  5. Bonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misure
  6. Assegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importi
  7. Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativa
  8. Come verificare i pagamenti INPS online
  9. Pensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumenti
  10. Cosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novità’ INPS di luglio 2026
  11. FAQ
  12. Conclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026

Perché INPS cambia le date a luglio 2026

Il calendario dei pagamenti INPS non è fisso: ogni mese l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale definisce le date di accredito in base alla disponibilità di cassa, ai giorni lavorativi bancari e alle festività. Luglio 2026 presenta alcune particolarità che spostano i pagamenti rispetto ai mesi precedenti.

In particolare, le cause principali degli spostamenti a luglio 2026 sono:

  • Luglio ha 31 giorni e i pagamenti dei sussidi di disoccupazione (NASpI) vengono erogati verso la fine del mese successivo a quello di competenza
  • Il calendario bancario di luglio 2026 non presenta festività nazionali che causino slittamenti, ma i sistemi di pagamento dell’INPS seguono un ordine preciso di priorità
  • Allineamento AdI e SFL: l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro seguono un calendario proprio, diverso da NASpI e Assegno Unico
  • Bonus una tantum: i bonus da 100 e 500 euro hanno date di erogazione legate al raggiungimento dei requisiti e alla domanda presentata

NASpI luglio 2026: data di pagamento e importi

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Il pagamento avviene su base mensile, di norma entro la fine del mese successivo a quello di competenza.

Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?

La NASpI relativa al mese di giugno 2026 (competenza giugno, pagata a luglio) viene tipicamente accreditata tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa dipende dall’ordine di lavorazione delle pratiche da parte dell’INPS e dalla data di presentazione della domanda.

Per verificare la propria data di pagamento, è possibile accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS e consultare l’app INPS Mobile. Il percorso è: MyINPS → Estratto conto delle prestazioni → NASpI.

DettaglioInformazione
Mese di competenzaGiugno 2026
Data indicativa pagamento15-25 luglio 2026
Metodo di verificaPortale INPS → MyINPS → Estratto conto prestazioni
Durata massima NASpIMetà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni (max 24 mesi)
Decurtazione mensile3% a partire dal 6° mese (per under 55 anni)

Come si calcola l’importo NASpI

L’importo della NASpI si calcola sulla base della retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni divisa per le settimane contributive. La formula è:

  • Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.480,30 euro (soglia 2026, fonte INPS D.Lgs. 22/2015): la NASpI è pari al 75% della retribuzione
  • Se la retribuzione supera la soglia: la NASpI è pari al 75% della soglia più il 25% della quota eccedente, con un tetto massimo di 1.575,42 euro mensili (importo massimo 2026)

Dal sesto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% al mese (per chi non ha compiuto 55 anni). Per gli over 55, la decurtazione parte dal nono mese.

Assegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagato

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura a sostegno delle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti di età per figli con disabilità). Viene erogato mensilmente dall’INPS a chi ne ha fatto domanda.

Data pagamento Assegno Unico luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno Unico Universale con cadenza mensile. Per luglio 2026 i pagamenti seguono questo calendario:

  • Domande con IBAN già noto e invariato: accredito il 20 e 21 luglio 2026 (calendario INPS 2026, messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025, per i beneficiari già in corso senza variazioni)
  • Domande con variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, cambio ISEE): accredito in date successive, comunicate dall’INPS di mese in mese
  • Nuove domande presentate entro giugno 2026: primo pagamento atteso entro fine luglio 2026

Chi ha già ricevuto il pagamento di giugno troverà anche il rateo di luglio sul proprio conto corrente o libretto postale nelle stesse date. Ricordiamo che l’INPS non invia comunicazioni via SMS o email con il giorno esatto: la verifica si fa solo tramite portale ufficiale.

Importi Assegno Unico luglio 2026: la tabella

Gli importi dell’Assegno Unico variano in base all’ISEE del nucleo familiare e all’età dei figli. Per il 2026, dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4% in vigore dal 1° gennaio, gli importi base (Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1) sono:

ISEE familiareFiglio minorenne (importo base mensile per figlio)Figlio 18-20 anni (importo base)
Fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euro
Da 17.468,52 a 30.000 euroDa 203,80 a 140,90 euro (scala mobile)Da 99,10 a 68,90 euro
Da 30.001 a 46.582,71 euroDa 140,90 a 58,30 euro (scala mobile)Da 68,90 a 29,10 euro
Oltre 46.582,71 euro58,30 euro (importo minimo garantito)29,10 euro
ISEE non presentato58,30 euro (importo minimo)29,10 euro (importo minimo)

Maggiorazioni previste:

  • Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro al mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)
  • Genitori entrambi lavoratori: fino a 34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)
  • Famiglie numerose (3+ figli): maggiorazione per i figli dal terzo in poi, decrescente con ISEE (da 99,10 a 17,40 euro al mese); con almeno 4 figli si aggiungono 150 euro al mese forfettari per nucleo
  • Figlio sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo anno
  • Madri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio al mese

Per verificare l’importo spettante e la data di accredito, accedi a INPS.it con le tue credenziali digitali e cerca la sezione Assegno Unico e Universale per i figli → Consulta i pagamenti.

Bonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quando

Il bonus 100 euro è una misura introdotta con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) per i lavoratori dipendenti con specifici requisiti di reddito e familiari. Non si tratta di un pagamento diretto INPS ma di un credito d’imposta erogato dal datore di lavoro in busta paga, che poi lo recupera tramite compensazione fiscale.

Requisiti per il bonus 100 euro

  • Reddito da lavoro dipendente: reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euro
  • Capienza IRPEF: l’imposta lorda deve essere superiore alle detrazioni spettanti (l’IRPEF deve essere dovuta)
  • Almeno un figlio fiscalmente a carico (condizione familiare)
  • In alternativa: coniuge/convivente fiscalmente a carico con almeno un figlio a carico
  • Non è richiesta la domanda separata: il datore di lavoro lo riconosce automaticamente su dichiarazione del lavoratore

Il bonus 100 euro viene riconosciuto nella busta paga di luglio 2026 per i lavoratori a tempo determinato che ne hanno diritto nel 2026 e per chi non lo ha ricevuto a dicembre 2025 nella propria busta paga. La verifica avviene in sede di conguaglio fiscale.

Bonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misure

Nel contesto dei pagamenti INPS di luglio 2026, il riferimento al bonus 500 euro può riguardare diverse misure:

1. Supporto Formazione Lavoro (SFL): 350 euro mensili

Il Supporto Formazione Lavoro (SFL) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i soggetti occupabili. Eroga 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi, condizionati alla partecipazione a programmi di formazione e lavoro.

Attenzione: alcune fonti indicano erroneamente importi di 500 euro per l’SFL. L’importo corretto per il 2026 rimane 350 euro mensili, come stabilito dal D.Lgs. 48/2023 e confermato per il 2026.

2. Carta Dedicata a te: 500 euro una tantum

La Carta Dedicata a te è un voucher da 500 euro una tantum destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. È gestita dai Comuni in collaborazione con INPS e Poste Italiane. Per il 2026 è in fase di erogazione: puoi verificare se sei beneficiario consultando il sito del tuo Comune o il portale INPS. Per tutti i dettagli puoi leggere l’articolo dedicato: Carta Dedicata a te 2026: data di pagamento e requisiti.

3. Bonus una tantum per lavoratori con figli

Alcuni CCNL prevedono erogazioni una tantum di importi variabili (tra 100 e 500 euro) per i lavoratori, che i datori di lavoro erogano in busta paga. Questi non sono pagamenti INPS diretti ma benefit contrattuali.

MisuraImportoErogato daLuglio 2026
Bonus 100 euro100 euro una tantum (annuale)Datore di lavoro (credito d’imposta)Si, per chi non lo ha ricevuto
Supporto Formazione Lavoro350 euro/meseINPS direttoSi, per beneficiari SFL attivi
Assegno di InclusioneDa 480 a 760+ euro/meseINPS direttoSi (vedi sezione AdI)
Carta Dedicata a te500 euro una tantumComuni/Poste/INPSFase erogazione 2026

Assegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importi

L’Assegno di Inclusione (AdI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari con almeno un componente in condizione di fragilità (minori, over 60, disabili, caregiver). È gestito dall’INPS e richiede rinnovo annuale del contratto di attivazione digitale (patto di inclusione).

Data pagamento AdI luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno di Inclusione con cadenza mensile su carta di pagamento prepagata (carta AdI). Le date di luglio 2026 seguono questo schema:

  • Beneficiari già attivi (rinnovo automatico): accredito intorno al 25-27 luglio 2026
  • Nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno: primo pagamento entro fine luglio 2026
  • Rinnovi con aggiornamento ISEE: accredito posticipato di 5-10 giorni lavorativi rispetto alla data ordinaria

Importi AdI luglio 2026

L’importo dell’Assegno di Inclusione è composto da due quote principali (D.Lgs. 48/2023):

  • Quota A (sussidio base): calcolata sulla soglia di povertà relativa, pari a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un singolo adulto, moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiare
  • Quota B (contributo affitto): fino a 280 euro al mese per chi vive in affitto (importo ridotto a 150 euro per chi vive in sistemazione non a titolo oneroso)
Composizione nucleoParametro scala equiv.Importo mensile max (quota A)Con affitto (quota A + B)
1 adulto1,00500 euro780 euro (+ 280)
2 adulti1,40700 euro980 euro (+ 280)
2 adulti + 1 minore1,67835 euro1.115 euro (+ 280)
2 adulti + 2 minori1,93965 euro1.245 euro (+ 280)
2 adulti + 3 minori2,171.085 euro1.365 euro (+ 280)

Nota importante: l’importo effettivo è ridotto dell’eventuale reddito del nucleo familiare. Se il nucleo ha entrate da lavoro o pensione, l’AdI viene decurtato proporzionalmente. I valori indicati sono i massimali teorici per nuclei senza altri redditi.

Cosa fare se l’AdI non arriva a luglio

Se il pagamento AdI non risulta accreditato entro il 28 luglio 2026, le cause più comuni sono:

  • Scadenza del patto di attivazione digitale: va rinnovato ogni anno tramite il portale INPS o il patronato
  • ISEE scaduto: la DSU deve essere aggiornata ogni anno; se scaduta, il pagamento si sospende
  • Variazione della composizione del nucleo familiare: nascite, decessi, matrimoni vanno comunicati entro 30 giorni
  • Segnalazione di incompatibilità: ad esempio, uno dei componenti ha trovato lavoro senza comunicarlo tempestivamente

Per chiarimenti sull’AdI puoi rivolgerti a un patronato o CAF abilitato.

Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativa

Di seguito la tabella riepilogativa con tutte le principali date di pagamento INPS previste per luglio 2026:

Prestazione INPSData indicativa luglio 2026Metodo erogazioneNote
Pensioni (tutte le tipologie)1° luglio 2026Conto corrente / Posta / CassaInclude quattordicesima per aventi diritto
Assegno Unico Universale20-21 luglio 2026IBAN indicatoVariazioni/nuove domande: date comunicate dall’INPS
NASpI (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoData varia per pratica
DIS-COLL (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoCome NASpI
Assegno di Inclusione (AdI)25-27 luglio 2026Carta AdI prepagataRinnovi: fine luglio/inizio agosto
Supporto Formazione Lavoro (SFL)25-27 luglio 2026IBAN indicatoSolo per partecipanti ai percorsi attivi
Bonus 100 euroCon busta paga luglioDatore di lavoroNon pagamento diretto INPS
Cassa Integrazione (CIG)Entro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer pagamenti diretti INPS
Indennita di maternita/paternitaEntro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer lavoratrici autonome e iscritte GS

Come verificare i pagamenti INPS online

Per monitorare i pagamenti INPS in tempo reale, hai a disposizione diversi strumenti ufficiali:

1. Portale INPS (inps.it)

Accedi con SPID, CIE o CNS alla sezione MyINPS. Da qui puoi consultare:

  • Estratto conto previdenziale
  • Estratto conto delle prestazioni (NASpI, AdI, SFL, Assegno Unico)
  • Calendario dei pagamenti programmati
  • Fascicolo previdenziale del cittadino

2. App INPS Mobile

Disponibile per Android e iOS, l’app INPS Mobile consente di ricevere notifiche push sullo stato dei pagamenti e accedere ai principali servizi in mobilità.

3. Call center INPS: 803 164 (da rete fissa) / 06 164164 (da cellulare)

Il servizio di assistenza telefonica INPS e’ attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Per domande su pagamenti NASpI e AdI e’ il canale più’ rapido in caso di mancato accredito.

4. Patronato e CAF

Per le pratiche più’ complesse — come il rinnovo del patto AdI, la verifica dell’ISEE aggiornato o la domanda di NASpI anticipata — ti conviene rivolgerti a un patronato o CAF abilitato. Il servizio e’ gratuito per i lavoratori e le famiglie.

Puoi consultare anche il nostro articolo sulla pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS per ulteriori dettagli sull’accesso ai servizi online INPS.

Pensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumenti

Un capitolo a parte meritano le pensioni di luglio 2026. Anche se non oggetto principale di questo articolo, e’ importante ricordare che i pensionati a basso reddito percepiscono a luglio la quattordicesima, una somma aggiuntiva erogata una volta l’anno (solitamente con il rateo di luglio).

Chi ha diritto alla quattordicesima:

  • Pensionati con almeno 64 anni di eta’
  • Reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 18.000 euro annui nel 2026)
  • Almeno 15 anni di contributi (per lavoratori dipendenti con pensione più’ alta: almeno 25 anni)

Per tutti i dettagli sulle pensioni di luglio puoi leggere l’articolo dedicato: Pensioni di luglio più’ ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi.

Cosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novità’ INPS di luglio 2026

Luglio 2026 porta alcune novità’ specifiche nel sistema dei pagamenti INPS rispetto ai mesi precedenti:

  • Assegno Unico e DSU 2026: a luglio non c’è un nuovo aggiornamento automatico degli importi, perché la rivalutazione annuale decorre dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Chi ha presentato la DSU 2026 entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo dell’assegno da marzo, con i relativi arretrati
  • Nuove domande AdI approvate a giugno: le domande di Assegno di Inclusione approvate a giugno 2026 vengono pagate a partire da luglio, con il primo accredito sulla carta prepagata dopo la sottoscrizione del patto di attivazione digitale
  • DIS-COLL per co.co.co.: i collaboratori coordinati e continuativi che hanno perso il lavoro tra aprile e maggio 2026 potrebbero ricevere il primo pagamento della DIS-COLL a luglio 2026
  • Rivalutazione NASpI: le NASpI in corso di erogazione da più’ di 5 mesi potrebbero subire la decurtazione mensile del 3%, con importi sensibilmente inferiori rispetto a quanto ricevuto a inizio prestazione

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Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Fonti

  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
  • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
  • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
  • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

FAQ

Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?

La NASpI di luglio 2026 (relativa alla competenza di giugno 2026) viene accreditata indicativamente tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa varia in base all’ordine di lavorazione della pratica da parte dell’INPS. Puoi verificare la data sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione Estratto conto delle prestazioni.

Quando arriva l’Assegno Unico a luglio 2026?

L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 viene pagato il 20 e 21 luglio, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), per i beneficiari con IBAN già registrato e senza variazioni. Per chi ha effettuato variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, aggiornamento ISEE), il pagamento può arrivare in date successive.

A quanto ammonta il bonus 100 euro e chi lo riceve?

Il bonus 100 euro e’ riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euro, che abbiano IRPEF dovuta e almeno un figlio fiscalmente a carico. Viene erogato dal datore di lavoro in busta paga come credito d’imposta, non direttamente dall’INPS.

Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a luglio 2026?

L’Assegno di Inclusione (AdI) di luglio 2026 viene accreditato sulla carta prepagata AdI intorno al 25-27 luglio per i beneficiari già’ attivi. I nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno ricevono il primo pagamento entro fine luglio. Se non arriva, verificare la validità’ del patto di attivazione e l’aggiornamento dell’ISEE.

Il bonus 500 euro viene pagato dall’INPS a luglio 2026?

Non esiste un unico “bonus 500 euro” erogato direttamente dall’INPS a luglio 2026. Il riferimento può’ riguardare la Carta Dedicata a te 2026 (500 euro una tantum gestita dai Comuni) o il Supporto Formazione Lavoro (350 euro mensili, non 500). Per verificare a quali misure hai diritto, rivolgiti a un CAF o patronato.

Come faccio a sapere se ho ricevuto il pagamento INPS?

Accedi al portale INPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS e vai in MyINPS -> Estratto conto delle prestazioni. Qui trovi tutti i pagamenti ricevuti, con data e importo. In alternativa, usa l’app INPS Mobile o chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare).

Conclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026

Luglio 2026 è un mese di pagamenti importanti per milioni di famiglie italiane. Ricapitolando le date chiave: le pensioni arrivano il 1° luglio (con eventuali quattordicesime), l’Assegno Unico il 20 e 21 luglio (in date successive in caso di variazioni), la NASpI tra il 15 e il 25 luglio e l’Assegno di Inclusione tra il 25 e il 27 luglio.

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-09-30 09:17:10Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto guadagna un avvocato libero professionista in forfettario nel 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

“Quanto guadagna davvero un avvocato libero professionista in regime forfettario nel 2026?” È una delle domande più cercate da neoabilitati, praticanti avvocati e chiunque stia valutando di intraprendere la carriera forense in autonomia. I dati che circolano online spesso confondono il fatturato lordo con il reddito netto, tralasciano i contributi Cassa Forense o dimenticano l’imposta sostitutiva. In questa guida facciamo chiarezza con numeri reali e tabelle confrontabili.

Indice dei contenuti

  1. Reddito medio avvocato in Italia: fasce bassa, media e alta
  2. Primi 5 anni vs oltre 10 anni: il gap di reddito nella professione forense
  3. Specialisti vs generalisti: quanto pesa la nicchia di mercato
  4. Calcolo netto forfettario per avvocato: tabella 30k/50k/80k
  5. Forfettario vs regime ordinario: confronto netto a parità di ricavi
  6. Variabili che influenzano il guadagno: città, specializzazione, studio
  7. Vuoi sapere quanto guadagneresti tu? Simulazione personalizzata CAF

Reddito medio avvocato in Italia: fasce bassa, media e alta

Le statistiche di Cassa Forense (che ogni anno pubblica i dati aggregati sui redditi degli iscritti) mostrano un quadro molto variegato. I dati più recenti disponibili (dichiarati per l’anno d’imposta 2023-2024) evidenziano una distribuzione fortemente disomogenea:

  • Fascia bassa (primi anni, generalisti, Sud Italia): reddito professionale netto tra 15.000 e 30.000 euro annui. In questa fascia rientrano molti neoabilitati e avvocati con studio individuale in fase di avvio.
  • Fascia media (5-10 anni di attività, studio consolidato): reddito tra 35.000 e 65.000 euro. La fascia più popolosa tra i forfettari.
  • Fascia alta (oltre 10 anni, specializzazione forte, grandi città): reddito superiore a 80.000-85.000 euro. A questi livelli si supera spesso la soglia forfettaria e si valuta il passaggio al regime ordinario o a forme societarie.

Per un confronto con altri settori e capire come si posiziona il codice ATECO 69.10.10 dell’avvocato, leggi: Coefficienti di redditività forfettario 2026: analisi per settore.

Primi 5 anni vs oltre 10 anni: il gap di reddito nella professione forense

La professione forense ha una curva di apprendimento e di guadagno molto pronunciata. Nei primi 3-5 anni, un avvocato che parte da zero deve costruire la clientela, la reputazione e spesso si affida a studio legali più strutturati come collaboratore. In questa fase i ricavi raramente superano i 25.000-35.000 euro lordi.

In questo periodo, però, il regime forfettario offre un vantaggio straordinario: l’aliquota del 5% per i primi 5 anni di nuova attività (cosiddetta “startup forfettaria”). Se nel triennio precedente non hai esercitato attività professionale analoga e non hai redditi da lavoro dipendente sopra i 35.000 euro, puoi pagare solo il 5% di imposta sostitutiva sull’imponibile.

Dopo i 10 anni di attività, un avvocato specializzato e con una clientela fidelizzata può arrivare a ricavi nell’ordine dei 70.000-85.000 euro, zona limite della convenienza forfettaria. In questo momento è opportuno fare una valutazione con un esperto per capire se conviene ancora restare nel regime agevolato.

Specialisti vs generalisti: quanto pesa la nicchia di mercato

Il reddito di un avvocato dipende enormemente dalla specializzazione. Un avvocato che si occupa di diritto del lavoro, diritto societario o diritto tributario in una grande città può avere parcelle medie significativamente più alte rispetto a un avvocato generalista che gestisce prevalentemente cause civili ordinarie.

  • Diritto del lavoro e societario: alta domanda da parte di aziende, parcelle spesso più strutturate.
  • Diritto di famiglia e successioni: domanda costante, parcelle medie, buona continuità.
  • Diritto penale: alta variabilità, dipende dal tipo di clientela (privati vs aziende).
  • Diritto tributario: in crescita per la complessità normativa, clientela mista privati/imprese.
  • Generalista: ottimo per costruire la clientela iniziale, ma più difficile differenziarsi e aumentare le parcelle nel tempo.

Calcolo netto forfettario per avvocato: tabella 30k/50k/80k

Ecco il cuore di questa guida: una tabella con il calcolo del reddito netto effettivo per un avvocato in regime forfettario, a tre diversi livelli di ricavi. Ricorda che per gli avvocati (ATECO 69.10.10) il coefficiente di redditività è del 78%: l’imponibile fiscale è quindi il 78% dei ricavi lordi. I contributi Cassa Forense (soggettivo) sono indicati in modo orientativo.

VoceRicavi 30.000 €Ricavi 50.000 €Ricavi 80.000 €
Imponibile fiscale (78%)23.400 €39.000 €62.400 €
Imposta sostitutiva 15%3.510 €5.850 €9.360 €
Imposta sostitutiva 5% (startup, primi 5 anni)1.170 €1.950 €3.120 €
Contributi Cassa Forense soggettivo (stima)~2.800-3.200 €~5.500-6.500 €~9.000-10.500 €
Reddito netto stimato (aliquota 15%)~23.300-23.700 €~37.650-38.650 €~60.140-61.140 €
Reddito netto stimato (aliquota 5% startup)~23.600-24.030 €~41.550-42.550 €~66.380-67.380 €

Attenzione: i contributi Cassa Forense dipendono dall’aliquota soggettiva applicata sul reddito professionale netto, che varia in base alla posizione contributiva e all’anzianità di iscrizione. Gli importi indicati sono stime orientative. Per il calcolo esatto, usa il simulatore Cassa Forense o rivolgiti al CAF.

Per la guida completa sulla partita IVA da avvocato, con tutti i dettagli su ATECO, Cassa Forense e RC professionale, consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale.

Forfettario vs regime ordinario: confronto netto a parità di ricavi

Un punto di domanda frequente: vale la pena restare in forfettario o conviene passare al regime ordinario?

Il confronto dipende soprattutto dai costi reali dello studio. Nel forfettario, il fisco calcola i costi in modo forfettario (il 22% del fatturato, ossia 100% – 78%): non puoi dedurre le spese reali. Nel regime ordinario puoi dedurre tutto: affitto studio, abbonamenti software, aggiornamento professionale, spese di rappresentanza, ecc.

Esempio a 50.000 euro di ricavi:

  • Forfettario: imponibile 39.000 €, imposta 5.850 €, netto ~38.000 € (al netto Cassa Forense)
  • Ordinario con costi reali 12.000 €: reddito imponibile 38.000 €, IRPEF scaglioni ~11.500 €, netto ~26.500 € (al netto Cassa Forense e IRAP)

Il forfettario conviene quasi sempre sotto gli 85.000 euro, a meno che i costi reali dello studio non siano molto elevati (sopra il 22% dei ricavi) e il professionista abbia carichi familiari significativi che generano detrazioni IRPEF rilevanti nel regime ordinario.

Variabili che influenzano il guadagno: città, specializzazione, studio

Il reddito finale di un avvocato dipende da molteplici fattori al di là del regime fiscale:

  • Città: a Milano o Roma le parcelle medie sono superiori del 30-50% rispetto al Sud o alle città medio-piccole. Il mercato legale metropolitano è più competitivo ma anche più redditizio per i profili specializzati.
  • Specializzazione: come visto sopra, la nicchia di mercato incide fortemente sul valore orario percepito.
  • Dipendente di studio vs indipendente: lavorare come collaboratore di uno studio (“avvocato in collaborazione”) porta spesso ricavi più regolari ma inferiori rispetto all’avvocato con clientela propria. La struttura dello studio e il tipo di contratto di collaborazione sono variabili decisive.
  • Digitale e marketing professionale: sempre più avvocati forfettari usano LinkedIn, un sito web professionale e i motori di ricerca per acquisire clienti. Chi investe in visibilità online genera mediamente un 20-30% di clientela in più rispetto alla rete solo offline.

Per simulare il tuo calcolo con i dati reali, usa il nostro tool Excel gratuito: Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026.

Vuoi sapere quanto guadagneresti tu? Simulazione personalizzata CAF

I dati di questa guida sono orientativi. Il tuo reddito netto reale dipende dalla tua situazione specifica: contributi Cassa Forense effettivi, eventuali redditi da lavoro dipendente, fasce di anzianità professionale e investimenti dello studio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti: calcoliamo insieme il netto previsto, valutiamo la convenienza del forfettario e ti assistiamo negli adempimenti fiscali e previdenziali.

Contattaci per un preventivo personalizzato:
CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine
Tel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 14:00:002026-07-03 07:54:20Quanto guadagna un avvocato libero professionista in forfettario nel 2026
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita e Procedura INPS

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita INPS, Durata e Come Fare Domanda

Se hai la partita IVA o sei in regime forfettario e aspetti un figlio, hai diritto al congedo parentale anche tu. Ma le regole sono diverse rispetto ai dipendenti: l’indennita e’ piu’ bassa, la procedura passa direttamente dall’INPS e bisogna sapere a quale gestione previdenziale si appartiene. In questa guida spieghiamo tutto: chi puo’ richiedere il congedo parentale da autonomo nel 2026, quanto si percepisce, per quanti mesi e come presentare la domanda.

Indice dei contenuti

  1. Chi sono i lavoratori autonomi che hanno diritto al congedo parentale
  2. Congedo parentale Gestione Separata INPS 2026: quanto spetta
  3. Congedo parentale artigiani e commercianti 2026
  4. Tabella comparativa: dipendente vs autonomo GS vs artigiano/commerciante
  5. Indennita’ di maternita’ per autonomi e forfettari: la confusione da evitare
  6. Come presentare la domanda di congedo parentale autonomi all’INPS
  7. Compatibilita’ e incompatibilita’ del congedo parentale autonomi
  8. Professionisti con cassa previdenziale: il congedo non passa da INPS
  9. Domande frequenti sul congedo parentale autonomi 2026
  10. Come il CAF e il Patronato ti possono aiutare

Chi sono i lavoratori autonomi che hanno diritto al congedo parentale

Il diritto al congedo parentale per i lavoratori autonomi e’ disciplinato dall’articolo 33 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternita e Paternita), aggiornato dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

I soggetti che possono usufruire del congedo parentale come lavoratori autonomi sono:

  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS: liberi professionisti senza cassa previdenziale, collaboratori coordinati, co.co.co., i professionisti forfettari iscritti alla GS
  • Artigiani: iscritti alla gestione artigiani INPS
  • Commercianti: iscritti alla gestione commercianti INPS
  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri: gestione apposita INPS

I forfettari non costituiscono una categoria previdenziale a se’: il regime forfettario e’ solo un regime fiscale. La gestione previdenziale dipende dall’attivita’: se sei un professionista senza cassa ordinaria, sei iscritto alla Gestione Separata; se sei artigiano o commerciante in forfettario, sei iscritto alla gestione di categoria. Le regole del congedo parentale seguono la gestione previdenziale, non il regime fiscale.

Congedo parentale Gestione Separata INPS 2026: quanto spetta

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (la categoria piu’ numerosa tra i professionisti autonomi e forfettari), il congedo parentale funziona cosi’:

Durata

Complessivamente tra i due genitori spettano 3 mesi di congedo parentale entro il primo anno di vita del bambino (o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Non e’ trasferibile: i 3 mesi si dividono tra madre e padre in base alle loro scelte, ma non si sommano.

Indennita’ per Gestione Separata

L’indennita’ e’ pari al 30% del reddito convenzionale stabilito annualmente dall’INPS. Non si tratta del tuo reddito effettivo, ma di un importo di riferimento fissato per legge. Per il 2026, il reddito convenzionale mensile di riferimento e’ calcolato sulla base dei massimali GS INPS vigenti.

Attenzione: la misura dell’indennita’ per autonomi GS e’ diversa da quella dei dipendenti, che possono arrivare all’80% per i mesi coperti dalla L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e successive modifiche. La misura dell’80% e’ riservata ai lavoratori dipendenti per specifici periodi; per gli iscritti alla GS la misura base resta al 30%.

Requisiti per la Gestione Separata

  • Almeno 3 mesi di contribuzione accreditata alla Gestione Separata nel periodo tra il 1° gennaio dell’anno precedente a quello del parto e il giorno antecedente l’inizio del congedo
  • Non essere titolare di pensione
  • Non avere altra copertura assicurativa INPS obbligatoria in contemporanea
  • Non essere iscritto ad altre casse previdenziali obbligatorie (in quel caso la domanda va a quella cassa, non all’INPS)

Congedo parentale artigiani e commercianti 2026

Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS il congedo parentale ha caratteristiche leggermente diverse rispetto alla Gestione Separata.

Durata

Anche qui: 3 mesi complessivi tra i due genitori entro il primo anno di vita del bambino.

Indennita’ artigiani e commercianti

L’indennita’ per artigiani e commercianti e’ calcolata sulla base del reddito convenzionale stabilito dall’INPS per la categoria. Il reddito convenzionale utilizzato per il calcolo delle indennita’ di maternita’ e congedo parentale e’ legato ai minimali contributivi della gestione. L’indennita’ giornaliera corrisponde a circa 1/365 del reddito convenzionale annuo, per un massimo di 3 mesi.

Requisiti artigiani e commercianti

  • Essere iscritti alla gestione artigiani o commercianti INPS alla data del parto/adozione
  • Aver versato i contributi per almeno 3 mesi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo
  • Non percepire altre indennita’ INPS incompatibili

Tabella comparativa: dipendente vs autonomo GS vs artigiano/commerciante

Ecco un confronto diretto per capire le differenze principali:

CaratteristicaDipendenteAutonomo GS INPSArtigiano/Commerciante
Durata congedo parentaleFino a 9 mesi per madre; 3 mesi per padre (non cedibili); totale 11 mesi tra i due3 mesi tra i due genitori entro 1 anno3 mesi tra i due genitori entro 1 anno
Indennita’80% per 1 mese, 60% per 1 mese, 30% per resto (fino a 9 anni del figlio)30% del reddito convenzionaleBasata su reddito convenzionale categoria
Base di calcoloRetribuzione media giornaliera (RMG)Reddito convenzionale GSReddito convenzionale artigiani/commerc.
Contributi minimi richiestiIn genere basta essere assicurati3 mesi nell’anno precedente o in corso3 mesi nei 12 mesi precedenti
Chi erogaDatore + conguaglio INPSINPS direttamenteINPS direttamente
DomandaAl datore + INPSSolo INPS telematicaSolo INPS telematica

Indennita’ di maternita’ per autonomi e forfettari: la confusione da evitare

Spesso si confondono due prestazioni diverse: l’indennita’ di maternita’ e il congedo parentale. Vediamo la differenza:

  • Indennita’ di maternita’: spetta alla madre durante i 5 mesi obbligatori di astensione (2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, oppure 1+4). Per gli autonomi iscritti alla GS e’ pari all’80% del reddito convenzionale giornaliero per 5 mesi. Per artigiani e commercianti l’importo e’ simile, calcolato sui valori convenzionali di categoria.
  • Congedo parentale: e’ la fase successiva, facoltativa, fruibile dopo la maternita’ obbligatoria. Come descritto sopra, per gli autonomi GS vale il 30% e dura massimo 3 mesi tra entrambi i genitori entro il primo anno.

Esempio pratico: una grafica libera professionista iscritta alla Gestione Separata, con reddito convenzionale GS di riferimento pari a 16.243 euro annui per il 2026 (dato orientativo; l’INPS aggiorna i valori con circolare annuale), percepisce:

  • Maternita’ obbligatoria (5 mesi): 80% del reddito convenzionale giornaliero x 153 giorni
  • Congedo parentale (fino a 3 mesi): 30% del reddito convenzionale giornaliero x giorni fruiti

Come presentare la domanda di congedo parentale autonomi all’INPS

La domanda di congedo parentale per autonomi si presenta esclusivamente in via telematica. Il datore di lavoro non e’ coinvolto (non esiste): sei tu che rapporti direttamente con l’INPS.

Procedura passo per passo

  1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio: digita “Congedo parentale” nella barra di ricerca e seleziona il modulo per lavoratori autonomi (diverso da quello per dipendenti)
  3. Compila il modulo SR11 (per GS) o il modulo specifico per artigiani/commercianti, inserendo: dati anagrafici, codice fiscale figlio, data di nascita o ingresso in famiglia, periodo di congedo richiesto (date inizio/fine), IBAN per accredito indennita’
  4. Allega documentazione: certificato di nascita del figlio o atto di adozione/affidamento
  5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con numero di protocollo

Tempistiche e pagamento

L’INPS ha 30 giorni per liquidare la domanda completa. Il pagamento avviene tramite accredito sul conto corrente indicato. Se la domanda e’ incompleta, l’INPS chiede integrazioni e il termine riparte.

La domanda puo’ essere presentata anche tramite Patronato, che la invia all’INPS per conto del lavoratore senza costi aggiuntivi. Il CAF Centro Fiscale con i suoi patronati di riferimento puo’ assisterti in tutto il percorso.

Compatibilita’ e incompatibilita’ del congedo parentale autonomi

Il congedo parentale per autonomi non e’ compatibile con:

  • Lo svolgimento di attivita’ lavorativa autonoma durante il periodo di congedo (si perdono i giorni di indennita’ per i giorni lavorati)
  • La percezione di altre indennita’ INPS incompatibili per lo stesso periodo
  • La fruizione contemporanea da parte di entrambi i genitori (non si puo’ prendere il congedo nello stesso giorno se si condividono i 3 mesi)

E’ compatibile con:

  • L’Assegno Unico Universale (che spetta comunque per i figli a carico, indipendentemente dal congedo)
  • La percezione di redditi da lavoro dipendente di altro membro del nucleo familiare

Professionisti con cassa previdenziale: il congedo non passa da INPS

Se sei un professionista iscritto a una cassa previdenziale privata (CNPADC per commercialisti, EPAP per biologi, CNAPDC per ragionieri, Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, INARCASSA per architetti/ingegneri, ecc.), il congedo parentale non si richiede all’INPS ma alla tua cassa di appartenenza.

Ogni cassa ha regole proprie: alcune riconoscono il congedo parentale in modo analogo alla GS INPS, altre hanno regole piu’ restrittive o importi diversi. Prima di presentare domanda, verifica le regole specifiche della tua cassa professionale.

Domande frequenti sul congedo parentale autonomi 2026

Un forfettario puo’ prendere il congedo parentale?

Si’, ma dipende dalla gestione previdenziale. Il regime forfettario e’ solo un regime fiscale. Se sei un libero professionista senza cassa ordinaria in regime forfettario, sei iscritto alla GS INPS e hai diritto al congedo parentale GS. Se sei un artigiano forfettario, le regole sono quelle della gestione artigiani.

Quanto si prende con il congedo parentale in Gestione Separata?

L’indennita’ e’ pari al 30% del reddito convenzionale stabilito dall’INPS per la GS. Non e’ il tuo reddito reale ma un importo di riferimento fissato per circolare. L’INPS pubblica ogni anno il valore aggiornato: verifica sul sito INPS o chiedi al patronato per sapere l’importo esatto per il 2026.

Il congedo parentale autonomi vale anche per i padri?

Si’. Anche il padre lavoratore autonomo o forfettario puo’ fruire del congedo parentale, condividendo i 3 mesi disponibili con la madre. La domanda si presenta separatamente da ciascun genitore per la propria quota.

Cosa succede se faccio qualche lavoretto durante il congedo?

Se svolgi attivita’ lavorativa autonoma nei giorni di congedo, perdi il diritto all’indennita’ per quei giorni. L’INPS puo’ richiedere la restituzione delle somme percepite per giorni in cui hai lavorato. E’ importante dichiarare correttamente i periodi di effettiva astensione dal lavoro.

Posso prendere il congedo parentale anche in caso di adozione?

Si’. Per le adozioni nazionali e internazionali, il congedo parentale (e la maternita’ obbligatoria) spettano a decorrere dall’ingresso del minore in famiglia, non dalla nascita. Le regole sono analoghe a quelle per il parto.

Come il CAF e il Patronato ti possono aiutare

Presentare la domanda di congedo parentale come lavoratore autonomo puo’ essere complicato, soprattutto per la prima volta. Il nostro sportello patronato ti assiste gratuitamente in:

  • Verifica dei requisiti contributivi (3 mesi minimi accreditati)
  • Calcolo indicativo dell’indennita’ spettante
  • Compilazione e invio telematico della domanda INPS
  • Monitoraggio della pratica e risposta a eventuali richieste di integrazione INPS

Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. Puoi anche scrivere su WhatsApp al 366 6018121 o chiamare lo 0432 1638640.

Per approfondire: Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Domanda INPS | Contributi Volontari INPS 2026 | Regime Forfettario 2026: Guida Completa

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 09:00:002026-07-03 07:54:23Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita e Procedura INPS
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASPI e Nuovo Lavoro 2026: Cosa Succede all’Indennita

Naspi Anticipata CAF Udine

NASPI e Nuovo Lavoro 2026: Cosa Succede all’Indennita

Se percepisci la NASPI e trovi un nuovo lavoro, le conseguenze sull’indennita dipendono dal tipo di contratto e dal reddito previsto. In alcuni casi la NASPI si sospende, in altri si riduce, in altri ancora decade definitivamente.

E fondamentale conoscere le regole per evitare di perdere i benefici o dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo tutti i casi possibili nel 2026.

Indice dei contenuti

  1. Nuovo lavoro a tempo determinato
  2. Nuovo lavoro a tempo indeterminato
  3. Lavoro part-time e NASPI ridotta
  4. Lavoro occasionale e prestazioni sporadiche
  5. Obbligo di comunicazione NASPI COM
  6. Come si calcola la riduzione
  7. Domande frequenti



Nuovo Lavoro a Tempo Determinato

Se trovi un lavoro subordinato a tempo determinato, la NASPI non decade ma si sospende per tutta la durata del contratto.

Come funziona la sospensione

  • La NASPI viene sospesa dalla data di inizio del nuovo rapporto
  • Alla scadenza del contratto, la NASPI riprende automaticamente
  • Non devi presentare una nuova domanda
  • La durata residua resta invariata

Limite di durata

La sospensione e possibile solo se il contratto a termine ha durata massima di 6 mesi. Se supera i 6 mesi, la NASPI decade.

Esempio pratico

Mario percepisce NASPI da 3 mesi e gli restano 9 mesi di indennita. Trova un lavoro a termine di 4 mesi:

  • La NASPI si sospende per 4 mesi
  • Alla scadenza del contratto, riprende con 9 mesi residui
  • Non perde nulla dell’indennita spettante



Nuovo Lavoro a Tempo Indeterminato

Se trovi un lavoro subordinato a tempo indeterminato, la NASPI decade definitivamente.

Perdita dello stato di disoccupazione

Con un contratto a tempo indeterminato perdi automaticamente lo stato di disoccupazione, requisito essenziale per la NASPI. L’indennita cessa dal giorno di inizio del nuovo lavoro.

Se perdi di nuovo il lavoro

Se vieni licenziato dal nuovo impiego, puoi presentare una nuova domanda di NASPI, ma dovrai avere nuovamente i requisiti contributivi (13 settimane nei 4 anni precedenti + 30 giornate nei 12 mesi precedenti).



Lavoro Part-Time e NASPI Ridotta

Se trovi un lavoro part-time con reddito annuo inferiore al reddito minimo esente (circa 8.500 euro nel 2026), puoi continuare a percepire la NASPI in forma ridotta.

Condizioni per il cumulo

  • Reddito annuo presunto inferiore a 8.500 euro
  • Comunicazione preventiva all’INPS (NASPI COM)
  • Il datore di lavoro puo essere diverso dal precedente

Quanto viene ridotta la NASPI

La NASPI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di lavoro.

Esempio di calcolo

Se la tua NASPI e di 1.000 euro/mese e trovi un part-time da 500 euro/mese:

  • Riduzione: 500 x 80% = 400 euro
  • NASPI ridotta: 1.000 – 400 = 600 euro/mese
  • Reddito totale: 500 + 600 = 1.100 euro/mese



Lavoro Occasionale e Prestazioni Sporadiche

Anche il lavoro occasionale ha effetti sulla NASPI, ma con regole diverse.

Prestazioni occasionali (PrestO)

I compensi da prestazioni occasionali (ex voucher) sono cumulabili con la NASPI:

  • Limite annuo: 5.000 euro da tutti i committenti
  • Limite per singolo committente: 2.500 euro
  • La NASPI viene ridotta dell’80% del compenso

Lavoro autonomo occasionale

Se svolgi attivita di lavoro autonomo occasionale:

  • Devi comunicarlo all’INPS
  • Se il reddito annuo supera 5.500 euro (circa), decade la NASPI
  • Se resta sotto la soglia, la NASPI viene ridotta dell’80%



Obbligo di Comunicazione NASPI COM

La NASPI COM e la comunicazione obbligatoria che devi inviare all’INPS quando la tua situazione cambia.

Quando devi comunicare

  • Inizio di un nuovo lavoro (qualsiasi tipo)
  • Variazione del reddito presunto
  • Fine del rapporto di lavoro durante la sospensione
  • Apertura di partita IVA

Termini per la comunicazione

  • Entro 30 giorni dall’inizio della nuova attivita
  • Se non comunichi, rischi sanzioni e restituzione delle somme

Come inviare la NASPI COM

  • Online: sito INPS con SPID/CIE
  • CAF e Patronati: assistenza gratuita
  • Contact Center INPS: 803 164

Come Si Calcola la Riduzione NASPI

Quando cumuli NASPI e lavoro, l’indennita viene ridotta secondo regole precise.

Formula di riduzione

La NASPI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito presunto, diviso per i mesi di durata del lavoro.

Esempio completo

Situazione: NASPI di 900 euro/mese, nuovo lavoro part-time da 6.000 euro/anno per 12 mesi.

  • Reddito mensile presunto: 6.000 / 12 = 500 euro
  • Riduzione mensile: 500 x 80% = 400 euro
  • NASPI ridotta: 900 – 400 = 500 euro/mese

Conguaglio a fine anno

A fine anno l’INPS verifica il reddito effettivo. Se hai guadagnato piu del previsto, dovrai restituire la differenza. Se hai guadagnato meno, ti spetta un conguaglio positivo.



Domande Frequenti su NASPI e Nuovo Lavoro

Se trovo lavoro devo avvisare subito?

Si, hai 30 giorni di tempo per comunicare l’inizio di un nuovo lavoro tramite NASPI COM. Ti consigliamo di farlo immediatamente per evitare problemi.

Posso rifiutare un’offerta di lavoro?

Attenzione: se rifiuti un’offerta di lavoro congrua (adeguata alle tue competenze e con retribuzione almeno pari al 20% dell’ultima), perdi la NASPI.

Se il lavoro a termine viene prorogato?

Se il contratto a termine viene prorogato e la durata complessiva supera i 6 mesi, la NASPI decade. La sospensione e possibile solo per contratti fino a 6 mesi.

Posso fare due lavori part-time?

Si, purche il reddito complessivo resti sotto la soglia di esenzione. Devi comunicare entrambi i lavori all’INPS.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa.

Assistenza NASPI a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le pratiche NASPI, incluse le comunicazioni di variazione.

  • Verifica della tua situazione
  • Invio NASPI COM
  • Calcolo della riduzione
  • Assistenza per casi complessi

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-01 09:00:002026-03-17 19:05:54NASPI e Nuovo Lavoro 2026: Cosa Succede all’Indennita
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti

L’estratto contributivo INPS e molto piu di un semplice elenco di versamenti: e lo strumento fondamentale per capire quando potrai andare in pensione e quale importo ti aspetta. In questa guida spieghiamo come leggere l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici nel 2026, come calcolare l’anzianita contributiva e come simulare la propria pensione futura usando gli strumenti INPS ufficiali.

Per sapere come richiedere l’estratto contributivo e leggerlo, consulta prima la guida completa all’estratto contributivo INPS. Per problemi di errori nell’estratto, leggi invece come correggere gli errori contributivi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione
  2. Requisiti pensionistici 2026: riepilogo
  3. Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto
  4. Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioni
  5. La simulazione pensione con il servizio INPS
  6. Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapere
  7. Domande frequenti (FAQ)
  8. Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivo

Cosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione

L’estratto contributivo contiene le informazioni essenziali per calcolare i tuoi diritti pensionistici:

  • Anzianita contributiva totale: numero di settimane/anni di contributi accreditati (lavoro effettivo + contributi figurativi + riscatti)
  • Retribuzione pensionabile: base su cui viene calcolata la quota retributiva (se hai contributi precedenti al 1996)
  • Montante contributivo: somma dei contributi versati nel sistema contributivo (post-1996 o interamente contributivi)
  • Gestione di appartenenza: FPLD (lavoratori dipendenti), Gestione Separata, artigiani/commercianti, ecc.

Combinando questi dati con i requisiti pensionistici vigenti nel 2026, puoi determinare se hai gia maturato il diritto alla pensione o quanti anni ti mancano.

Requisiti pensionistici 2026: riepilogo

Tipo di pensioneRequisito etaRequisito contributivoNote
Pensione di vecchiaia67 anni20 anni di contributiRequisito standard per tutti i regimi
Pensione anticipata ordinariaIndipendente42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)Finestra mobile 3 mesi
Quota 10362 anni41 anni di contributiProrogata al 2025; verifica stato 2026
Quota 41 (precoci)Indipendente41 anni (di cui 1 ante 19esimo anno di eta)Solo per categorie di lavori gravosi/invalidita/disoccupati
APE Sociale63 anni e 5 mesi30-36 anni (in base alla categoria)Solo per caregiver, invalidi, gravosi, disoccupati
Opzione Donna61 anni35 anniSolo lavoratrici, con ricalcolo contributivo

Nota: i requisiti di Quota 103 e APE Sociale per il 2026 sono soggetti a conferma o modifica con la Legge di Bilancio 2026. Verifica lo stato aggiornato sul sito INPS prima di pianificare il pensionamento.

Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto

Nell’estratto contributivo, i contributi sono espressi in settimane. Per convertirli in anni:

  1. Somma tutte le settimane accreditate nelle diverse gestioni (se hai contributi in piu gestioni, considera le regole di totalizzazione o cumulo)
  2. Dividi per 52 per ottenere gli anni completi
  3. Aggiungi eventuali periodi da riscatto (laurea, servizio militare, periodi non coperti) se gia pagati o in corso di pagamento
  4. Considera i contributi figurativi gia accreditati (malattia, maternita, disoccupazione)

Esempio pratico: se nell’estratto risultano 2.080 settimane totali, l’anzianita e di circa 40 anni (2.080 / 52 = 40). Con altri 2 anni di riscatto laurea in corso, si arriverebbe a 42 anni.

Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioni

Se nel corso della tua vita lavorativa hai versato contributi in piu gestioni INPS (es. lavoratore dipendente per alcuni anni, poi autonomo iscritto alla Gestione Separata), hai due opzioni per sommare i periodi:

  • Cumulo gratuito (L. 228/2012, art. 1 c. 239-248): permette di sommare periodi contributivi non coincidenti in gestioni diverse INPS e Casse professionali, senza penalizzazioni. Il calcolo della pensione avviene pro-quota per ciascuna gestione secondo il proprio sistema (retributivo/contributivo)
  • Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006): alternativa al cumulo, ma con calcolo interamente contributivo su tutto il periodo. Piu svantaggiosa nella maggior parte dei casi se hai periodi pre-1996 significativi

La simulazione pensione con il servizio INPS

L’INPS mette a disposizione sul portale myINPS il servizio “La mia pensione futura”, un simulatore che elabora automaticamente i dati del tuo estratto contributivo e ti fornisce:

  • La data stimata di maturazione del diritto alla pensione per ciascuna tipologia
  • L’importo stimato della pensione in vari scenari (pensionamento anticipato, vecchiaia, diverse ipotesi di crescita retributiva)
  • Il tasso di sostituzione: il rapporto tra la pensione stimata e l’ultimo stipendio

Per accedere al simulatore serve SPID, CIE o CNS. Il sistema elabora i dati del tuo estratto contributivo reale, quindi la simulazione e personalizzata sulla tua situazione effettiva.

Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapere

Quota 103 (62 anni di eta + 41 anni di contributi) e stata prorogata nel 2025. Per il 2026, al momento della redazione di questa guida, la misura e ancora in vigore ma potrebbe subire modifiche con la prossima Legge di Bilancio. Chi matura i requisiti nel 2026 ma non ha ancora presentato domanda dovrebbe verificare la situazione attuale sul portale INPS o tramite patronato.

Quota 41 per i lavoratori precoci richiede 41 anni di contributi totali, di cui almeno 1 settimana versata prima del compimento dei 19 anni di eta. E riservata a specifiche categorie: disoccupati (che hanno esaurito la NASPI), invalidi (invalidita >= 74%), caregiver di parenti disabili, addetti a lavori gravosi (list. DM 5 febbraio 2018). Se rientri in una di queste categorie e sei vicino ai 41 anni di contributi, l’estratto contributivo e il documento fondamentale per verificare il requisito del contributo pre-19 anni.

Domande frequenti (FAQ)

Il riscatto della laurea compare nell’estratto contributivo?

Si, ma solo dopo che la pratica di riscatto e stata accettata e (almeno in parte) pagata. I periodi in riscatto appaiono nell’estratto come contributi figurativi da riscatto. Se hai presentato domanda di riscatto ma non hai ancora completato i pagamenti, il periodo potrebbe non essere ancora visibile.

Come faccio a sapere se ho contributi in piu gestioni?

L’estratto contributivo INPS mostra tutte le gestioni di appartenenza: FPLD (dipendenti privati), Gestione Separata (co.co.co., freelance), artigiani, commercianti. Se hai cambiato tipo di lavoro nel corso della carriera, il tuo estratto riporterra contributi in gestioni diverse. Per le casse professionali (es. CASSA FORENSE per avvocati, ENPAM per medici), i dati non sono presenti nell’estratto INPS ma nei propri sistemi di cassa.

Posso aumentare l’anzianita contributiva comprando contributi volontari?

Si. I contributi volontari INPS permettono di coprire periodi non lavorati (ad esempio anni di studio, interruzioni dell’attivita) per avvicinarsi prima alla soglia pensionistica. La domanda si presenta all’INPS e il costo varia in base alla retribuzione di riferimento e al regime pensionistico di appartenenza.

Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivo

L’estratto contributivo e il punto di partenza per qualsiasi pianificazione pensionistica seria. Conoscere la propria anzianita contributiva effettiva, identificare eventuali buchi da colmare (con riscatti, ricongiunzioni o contributi volontari) e simulare la propria pensione futura sono azioni che si possono fare gia oggi, senza aspettare la soglia dei 60 anni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza previdenziale personalizzata: verifica gratuita dell’estratto contributivo, analisi dei requisiti pensionistici nel tuo caso specifico e supporto per presentare eventuali istanze INPS. Prenota un appuntamento per pianificare insieme il tuo futuro previdenziale.

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:30:002026-07-03 07:54:25Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti
Qonto

Qonto per E-commerce 2026: Conto Business per Vendite Online

regime forfettario partita iva

Gestire un e-commerce in Italia richiede un’organizzazione finanziaria diversa rispetto a un’attivita tradizionale. Vendite multi-canale (sito proprietario, marketplace, social commerce), pagamenti che arrivano da Stripe, PayPal, Klarna, Shopify Payments con tempistiche di accredito differenti, gestione dei resi e delle note di credito, fornitori esteri pagati in dollari o yuan, spese di advertising su Meta e Google da categorizzare correttamente per la deducibilita: tutto questo finisce sul conto business e deve essere riconciliato con la contabilita.

In questa guida vediamo come Qonto puo semplificare la gestione finanziaria di un e-commerce, con focus su multi-valuta, integrazioni Shopify e WooCommerce, API per developer e categorizzazione spese marketing. La guida e pensata per chi gestisce un e-commerce in regime ordinario o forfettario e vuole capire se Qonto e adatto al proprio modello di business prima di aprire il conto.

📢 DISCLOSURE – Trasparenza e onesta intellettuale

Questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (banca digitale francese autorizzata Banque de France, operante in Italia tramite IBAN italiano IT). Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo non influenza il contenuto della guida: presentiamo Qonto come una scelta in evidenza per e-commerce, ma indichiamo anche alternative (Hype Business, Revolut Business, Wise Business, banche tradizionali con conti business e-commerce) per casi specifici. CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale Qonto e non e responsabile dei rapporti contrattuali tra te e la banca. Verifica sempre condizioni, prezzi e funzionalita aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere.

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Qonto: il conto business pensato per l’e-commerce

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Indice dei contenuti

  1. Tipi di e-commerce in Italia: B2C, marketplace, dropshipping
  2. Esigenze finanziarie tipiche di un e-commerce
  3. Perche Qonto e ottimo per e-commerce
  4. Configurazione iniziale Qonto per e-commerce
  5. Casi d’uso reali: fashion dropshipping, Amazon FBA, print-on-demand
  6. Pagamenti Stripe e PayPal in Qonto
  7. Tasse e-commerce gestite con Qonto + Fatture in Cloud
  8. Categorizzazione spese Meta Ads e Google Ads
  9. FAQ: domande frequenti su Qonto per e-commerce

Tipi di e-commerce in Italia: B2C, marketplace, dropshipping

Prima di scegliere il conto business giusto, e importante inquadrare il proprio modello di e-commerce. In Italia esistono tre macro-categorie, ciascuna con esigenze finanziarie e fiscali differenti, e Qonto si adatta a tutte e tre – ma con configurazioni diverse.

1. E-commerce B2C diretto (sito proprietario)

E il modello classico: un negozio online proprietario su Shopify, WooCommerce o PrestaShop, dove il venditore gestisce direttamente il magazzino, le spedizioni e il customer service. I pagamenti arrivano via Stripe, Shopify Payments, PayPal, Klarna, Satispay. Tipico per brand fashion, beauty, food, arredamento, design. La fatturazione e elettronica (B2B) o scontrino elettronico/corrispettivi telematici (B2C). Il volume di transazioni e medio-alto, con marginalita controllabile.

2. Marketplace seller (Amazon FBA, eBay, Etsy, ePrice)

Il venditore non ha un sito proprio ma vende attraverso piattaforme terze. Il caso piu comune e Amazon FBA (Fulfilled by Amazon): il seller spedisce stock ai centri logistici Amazon, la piattaforma gestisce stoccaggio, spedizione e resi. Amazon trattiene fee variabili (15-30%) e accredita il netto ogni 14 giorni. Ci sono quesiti fiscali specifici: vendite Pan-EU richiedono identificazione IVA in altri Paesi UE (Germania, Francia, Spagna), reverse charge OSS per soglia 10.000 euro, gestione bollette doganali per Amazon FBA UK post-Brexit.

3. Dropshipping e print-on-demand

Il venditore non gestisce magazzino: quando un cliente ordina, l’ordine viene inoltrato a un fornitore (in Cina via AliExpress/Spocket/CJDropshipping, o in UE via servizi premium) che spedisce direttamente al cliente finale. Print-on-demand funziona similmente: il prodotto (t-shirt, mug, poster) viene stampato e spedito on-demand da partner come Printful, Printify, Gelato. Margini bassi (15-30%), alti volumi, pagamenti ai fornitori in dollari/euro, spese pubblicitarie altissime sul fatturato (anche 30-50% per testare creativita su Meta e TikTok Ads).

Esigenze finanziarie tipiche di un e-commerce

Indipendentemente dal modello, ogni e-commerce ha cinque esigenze ricorrenti sulla gestione del conto business. Vediamole in dettaglio per capire quali strumenti servono.

Multi-valuta per vendite UE ed extra-UE

Se vendi a clienti UE oltre la soglia OSS di 10.000 euro/anno, devi applicare l’IVA del Paese di destinazione (es. 19% Germania, 20% Francia). Stripe, Shopify Payments e PayPal accreditano in valuta locale (EUR, USD, GBP, CHF, SEK, NOK). Senza un conto multi-valuta, ogni accredito viene convertito automaticamente dalla banca in euro, con spread sul cambio dell’1,5-3%. Su un fatturato di 200.000 euro/anno, lo spread costa 3.000-6.000 euro. Un conto multi-valuta come Qonto ti permette di tenere i saldi in valuta originale e convertire solo quando ti conviene.

Riconciliazione automatica con piattaforme e-commerce

Per ogni ordine ricevuto, devi avere visibilita su: importo lordo, fee piattaforma (Shopify 0,25% + 0,25 euro), fee acquirer (Stripe 1,5% + 0,25 euro per UE), netto accreditato. Riconciliare manualmente su Excel e impossibile sopra le 50 transazioni/mese. Qonto ha integrazione diretta con Shopify che importa ogni payout con dettaglio fee, semplificando la riconciliazione contabile. WooCommerce richiede invece API o connettori intermedi (Zapier, Make).

Gestione resi, rimborsi e note di credito

Un e-commerce ha tasso di reso medio del 5-15% (fashion fino al 30%). Ogni rimborso genera: addebito sul conto del venditore + necessita di emettere nota di credito elettronica al cliente. Qonto categorizza automaticamente i rimborsi Stripe/PayPal come “rimborso cliente”, separandoli dalle vendite e facilitando il calcolo del fatturato netto effettivo. Per le note di credito, l’integrazione con Fatture in Cloud o Aruba Fatturazione fa il resto.

Volumi alti di transazioni e limiti operativi

Un e-commerce in crescita puo registrare 500-5.000 transazioni al mese sul conto. Le banche tradizionali spesso applicano commissioni per movimento sopra una soglia (es. 0,50 euro dopo 100 movimenti/mese), che su 2.000 transazioni costano 950 euro/mese. Qonto Smart e Premium offrono movimenti illimitati inclusi, eliminando il rischio di costi a sorpresa.

API per integrazioni custom (developer e agenzie)

Per e-commerce strutturati con team tecnico interno o agenzie, le API permettono integrazioni custom: dashboard di cassa unificata, alert automatici su soglie di saldo, sincronizzazione con ERP (Sage, Cloud Finance, Fatture in Cloud). Qonto espone API REST documentate con webhook per eventi in tempo reale (nuovo accredito, nuova spesa categorizzata).

Perche Qonto e ottimo per e-commerce

Vediamo le caratteristiche che rendono Qonto particolarmente adatto agli e-commerce, confrontandole quando rilevante con le alternative del mercato.

Conti multi-valuta integrati (EUR, USD, GBP e altri)

Qonto consente di aprire sotto-conti in EUR, USD, GBP all’interno dello stesso account. Puoi ricevere un payout Shopify Payments USA in dollari, tenerlo in saldo USD, e convertirlo in euro solo quando il cambio EUR/USD ti e favorevole, oppure usarlo per pagare un fornitore Cinese che accetta dollari. La conversione avviene al cambio interbancario con uno spread limitato (intorno all’1%), inferiore alle banche tradizionali (2-3%).

Integrazione diretta con Shopify

Qonto ha sviluppato un connettore nativo per Shopify che sincronizza automaticamente i payout Shopify Payments con il conto Qonto, importando dettaglio ordini, fee, refund. Nella dashboard vedi ogni accredito con il riferimento all’ordine specifico. Per WooCommerce, PrestaShop e Magento la sincronizzazione passa per Zapier o per le API Qonto, ma e comunque fattibile.

API REST per developer

Le API Qonto permettono di leggere movimenti, creare bonifici, gestire allegati fattura, generare report. Sono utili per e-commerce con team tecnico che vogliono dashboard personalizzate o integrazioni con software interni. La documentazione API e disponibile pubblicamente e supporta autenticazione OAuth2.

Multi-utente per team

Un e-commerce strutturato ha spesso piu collaboratori: un addetto agli acquisti, un marketing manager, un commercialista esterno. Qonto permette di invitare utenti con permessi granulari: solo lettura per il commercialista, possibilita di pagare fornitori per l’ufficio acquisti, accesso completo per il titolare. Ogni azione viene tracciata con audit log.

Carte virtuali per acquisti fornitori e pubblicita

Per pagare Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads o fornitori online (Alibaba, AliExpress) e prudente usare carte virtuali dedicate, con limite mensile. Se la carta viene compromessa (cosa non rara nel mondo e-commerce), puoi cancellarla dalla dashboard in 10 secondi senza compromettere la carta principale. Qonto Smart include carte virtuali illimitate.

Configurazione iniziale Qonto per e-commerce

Vediamo passo per passo come configurare Qonto per un e-commerce, dalla scelta del piano alla riconciliazione contabile.

Step 1: Scegli il piano Smart o superiore

Per un e-commerce il piano Basic non e sufficiente. Le funzionalita chiave (multi-valuta avanzato, integrazione Shopify, API illimitate, multi-utente) sono disponibili dal piano Smart o superiore. Verifica i prezzi aggiornati su qonto.com prima di sottoscrivere. In genere, sotto i 50.000 euro di fatturato il piano Smart basta. Sopra, il Premium o il Business sono piu indicati.

Step 2: Collega il negozio Shopify o WooCommerce

Dalla dashboard Qonto, sezione Integrazioni, cerca il connettore Shopify e autorizza l’accesso al tuo store. Per WooCommerce userai l’API Qonto e un plugin connettore (es. Zapier con trigger “new payout in Stripe” → “create transaction in Qonto”). Una volta attiva, ogni payout viene importato automaticamente con dettaglio fee.

Step 3: Imposta categorie spese personalizzate

Crea categorie dedicate al tuo modello e-commerce: Advertising Meta, Advertising Google, Advertising TikTok, Fornitori dropshipping, Packaging, Spedizioni, Marketplace fee, Software (Shopify, Klaviyo, Recart), Influencer marketing. Qonto impara dalle prime classificazioni e categorizza in automatico le spese ricorrenti. A fine mese vedrai esattamente quanto hai speso per acquisizione clienti vs gestione operativa.

Step 4: Configura le carte virtuali per advertising

Crea tre carte virtuali separate: una per Meta Ads, una per Google Ads, una per TikTok Ads. Imposta limite mensile coerente con il budget pubblicitario (es. 5.000 euro/mese per Meta). Se Meta blocca temporaneamente l’account o c’e un’attivita anomala, lo capisci subito perche la spesa si ferma su quella carta specifica senza compromettere il resto.

Step 5: Connetti il commercialista in sola lettura

Invita il tuo commercialista come utente “Visualizzazione e download”. Avra accesso a movimenti, allegati fattura e potra esportare CSV per il software di contabilita, senza vedere le credenziali del titolare e senza poter operare bonifici. Risparmierai 1-2 ore al mese di scambio file via email.

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Casi d’uso reali: fashion dropshipping, Amazon FBA, print-on-demand

Vediamo tre scenari concreti di e-commerce italiani che usano Qonto, con numeri realistici e configurazioni differenti.

Caso 1: Sara, e-commerce fashion con dropshipping da Cina

Sara gestisce “BoutiqueOnline” su Shopify, vende abbigliamento femminile fast-fashion in dropshipping. Fornitori principali: 3 partner cinesi pagati in USD via AliExpress/Spocket. Fatturato annuo 320.000 euro, margine medio 25%. Spesa pubblicitaria Meta + Google: 95.000 euro/anno (30% del fatturato). Stato: SRL in regime ordinario.

Configurazione Qonto:

  • Piano Smart con multi-valuta EUR/USD attivo
  • Integrazione Shopify con sync automatica payout
  • 3 carte virtuali separate: Meta Ads (limite 6.000 euro/mese), Google Ads (limite 2.500 euro/mese), Acquisti fornitori USD (limite 4.000 USD/mese)
  • Categorie spese custom: Advertising Meta, Advertising Google, Fornitori CN, Packaging, Influencer fashion
  • Commercialista invitato in sola lettura per riconciliazione mensile

Risultato: tempo di chiusura mensile ridotto da 6 a 2 ore, visibilita immediata su ROAS reale (ricavi vs spesa Ads), nessuno spread inutile sulla conversione USD→EUR perche tiene saldo USD per pagare i fornitori.

Caso 2: Marco, marketplace seller Amazon FBA Pan-EU

Marco vende accessori per smartphone su Amazon FBA in 5 marketplace UE (IT, DE, FR, ES, IT). Fatturato 480.000 euro/anno, registrato OSS per IVA UE oltre soglia. Stato: SRL semplificata. Stock prodotto da Cina, ricevuto in centro logistico Amazon Polonia, ridistribuito in tutti i centri UE.

Configurazione Qonto:

  • Piano Premium con multi-valuta EUR/USD/GBP
  • Sub-account dedicato “Amazon Payout” per tracking accrediti settimanali separati per marketplace
  • Carta virtuale “Amazon Ads” con limite 3.000 euro/mese
  • Carta virtuale “Sourcing Cina” in USD con limite 8.000 USD per ordini stagionali
  • API Qonto integrata con dashboard custom per monitorare cash-flow per SKU
  • Integrazione con Fatture in Cloud per emissione fatture B2B su richiesta cliente Amazon

Risultato: Marco ha visibilita su ogni payout Amazon UE per Paese, controlla il break-even punto per Paese, identifica marketplace meno redditizi (in questo caso Spagna) e riduce stock allocato.

Caso 3: Elena, print-on-demand globale con Printful

Elena ha lanciato “PaperLove” su Shopify, e-commerce di poster e illustrazioni in print-on-demand via Printful (USA + UE). Fatturato 65.000 euro/anno, vende in 18 Paesi (Italia 35%, USA 25%, UK 15%, resto UE 25%). Stato: ditta individuale forfettaria coefficiente 67% (codice ATECO 47.91.10).

Configurazione Qonto:

  • Piano Smart con multi-valuta EUR/USD/GBP
  • Integrazione Shopify nativa
  • Carta virtuale per Printful (limite mensile dinamico 800-2.500 euro stagionalita)
  • Carta virtuale “Meta Ads creator” con limite 1.500 euro/mese
  • Casse virtuali Qonto per accantonamento tasse: 25% di ogni payout (forfettario coefficiente 67% con aliquota 5% anni 1-5: imposta sostitutiva ~3,4% del fatturato + GS 26,07%)

Risultato: Elena tiene saldo USD/GBP per riconvertire solo quando il cambio le e favorevole, risparmia ~1.200 euro/anno di spread, gestisce in autonomia la contabilita forfettaria con export CSV mensile per il commercialista.

Pagamenti Stripe e PayPal in Qonto: come funziona

Stripe e PayPal sono i due acquirer piu usati dagli e-commerce italiani. Vediamo come si integrano con Qonto, con tempistiche e fee da considerare.

Stripe: payout su Qonto in 2-7 giorni

Stripe accetta IBAN italiani Qonto come account di payout. Imposti l’IBAN Qonto in Stripe Dashboard → Settings → Payouts. Il primo payout richiede 7 giorni (KYC iniziale), i successivi arrivano in 2 giorni lavorativi. Le fee Stripe per pagamenti UE sono 1,5% + 0,25 euro per carta SEPA, mentre per carte extra-UE salgono al 2,9% + 0,25 euro. Stripe accredita gia in EUR (anche se il pagamento originale e in USD), quindi la conversione la fa Stripe (con spread non trasparente). Per evitarla, valuta Stripe Connect con account multi-valuta.

PayPal: prelievo manuale verso Qonto

PayPal Business non accredita automaticamente sul conto bancario: i pagamenti restano sul saldo PayPal finche non lanci un prelievo manuale. Il prelievo verso IBAN Qonto e gratuito sopra i 100 euro, costa 1 euro sotto, e arriva in 1-3 giorni lavorativi. Per e-commerce con volumi alti, conviene impostare un prelievo settimanale automatico (PayPal lo permette in alcuni Paesi, in Italia con limitazioni). Le fee PayPal sono 3,4% + 0,35 euro per pagamenti italiani: piu alte di Stripe ma con tutela acquirente piu forte.

Riconciliazione contabile dei payout aggregati

Sia Stripe che PayPal accreditano payout aggregati: un singolo bonifico contiene 50-200 transazioni nette di fee. La riconciliazione contabile richiede di tornare al dettaglio: ogni transazione e una vendita (con IVA), ogni fee e un costo deducibile (commissione bancaria – servizio acquirer). Qonto, grazie all’integrazione Shopify e all’export Stripe, scompone automaticamente i payout nel dettaglio, evitando ore di lavoro al commercialista.

Tasse e-commerce gestite con Qonto + Fatture in Cloud

La fiscalita di un e-commerce italiano ha alcune specificita rispetto a un’attivita tradizionale. Vediamo come Qonto integrato con Fatture in Cloud o software simili semplifica la gestione.

IVA: regime OSS per vendite UE B2C

Se vendi oltre 10.000 euro/anno a privati UE, devi iscriverti al regime OSS (One Stop Shop) e applicare l’IVA del Paese del cliente. Trimestralmente, presenti il modello OSS dichiarando le vendite per Paese e versi l’IVA all’Agenzia Entrate, che la ridistribuisce. Qonto, integrato con Fatture in Cloud o Aruba Fatturazione, riconcilia ogni vendita Shopify con l’aliquota corretta automaticamente. Per i forfettari sotto 65k il regime OSS non si applica perche non sei soggetto IVA italiano.

Corrispettivi telematici: vendite B2C in Italia

Per vendite B2C in Italia, l’e-commerce e tenuto a certificare i corrispettivi giornalmente tramite documento commerciale o tramite invio telematico aggregato (per chi ha apposita esenzione corrispettivi telematici). Shopify e WooCommerce hanno plugin certificati che inviano i dati al SDI. La riconciliazione contabile parte dal payout Stripe/Shopify Payments su Qonto e risale al singolo ordine.

Imposte sui redditi e cassa virtuale tasse

Su Qonto puoi creare una cassa virtuale “Tasse” dove accantonare automaticamente una percentuale di ogni payout. Per una SRL ordinaria ti conviene accantonare il 30-35% (IRES 24% + IRAP 3,9% + cuscino), per una ditta individuale forfettaria il 15% del 67% del fatturato (imposta sostitutiva 5% o 15% sul coefficiente di redditivita) piu i contributi GS al 26,07% sul reddito imponibile.

F24 e versamenti tributi via Qonto

Qonto permette di pagare il modello F24 direttamente dalla piattaforma, sia per F24 Ordinario (IRPEF, IVA, contributi) sia per F24 Predeterminato (acconti). Imposti i codici tributo, l’importo, la data di scadenza e Qonto effettua il pagamento. Il quietanza F24 viene archiviato automaticamente come allegato del movimento.

Categorizzazione spese Meta Ads e Google Ads su Qonto

Le spese pubblicitarie sono il primo costo deducibile di un e-commerce. Vediamo come categorizzarle correttamente su Qonto per massimizzare il controllo e la deducibilita fiscale.

Meta Ads (Facebook, Instagram, WhatsApp Business)

Meta fattura le spese pubblicitarie tramite Meta Platforms Ireland Limited (sede UE). La fattura e in regime di reverse charge intracomunitario: per la SRL ordinaria devi integrare l’IVA con autofattura (codice natura N6.9 – inversione contabile altri casi), per il forfettario versi l’IVA sull’acquisto UE con F24 codice 6099. Crea una categoria Qonto dedicata “Advertising Meta” e associa la carta virtuale specifica.

Google Ads (Search, Display, YouTube, Performance Max)

Google fattura tramite Google Ireland Limited, stesso regime di reverse charge UE. Le fatture sono mensili. Crea una categoria Qonto “Advertising Google” separata dalle altre piattaforme: in fase di analisi vorrai capire quale canale ti porta piu ROAS. Tipicamente, Search ha ROAS piu alto ma volumi limitati, Performance Max e piu scalabile ma con creativi meno controllabili.

TikTok Ads, LinkedIn Ads, Pinterest Ads

TikTok Ads (TikTok Information Technologies Ireland), LinkedIn Ads (LinkedIn Ireland) e Pinterest Ads (Pinterest Europe) operano con stessa logica reverse charge UE. Crea categorie Qonto separate per ognuna: il calcolo del ROAS per piattaforma e fondamentale per non sprecare budget. Per e-commerce fashion B2C, TikTok ha spesso ROAS piu basso ma costo per acquisizione piu basso, ottimo per top-of-funnel.

Software ricorrente: Shopify, Klaviyo, Recart, Yotpo

Oltre alle Ads, un e-commerce maturo spende 500-3.000 euro/mese in software: piattaforma e-commerce (Shopify), email marketing (Klaviyo, MailChimp), recensioni (Yotpo, Loox), upsell/recart (Recart), CRM (HubSpot, Klaviyo), analytics (Triple Whale). Crea categoria Qonto “SaaS e-commerce” e associa una carta virtuale con limite mensile coerente. Vedrai a colpo d’occhio quanto pesa lo stack tecnologico sul margine.

Influencer marketing e UGC creator

Pagamenti a influencer e UGC creator richiedono attenzione: se sono italiani con P.IVA, ricevi fattura ordinaria; se sono privati, devi gestire la ritenuta d’acconto 20% (con regime forfettario non si applica); se sono esteri, attenzione alle convenzioni contro doppia imposizione. Crea categoria Qonto “Influencer marketing” separata e archivia ogni fattura come allegato del movimento. Riconciliazione fiscale a fine anno semplificata.

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FAQ: domande frequenti su Qonto per e-commerce

1. Qonto e adatto a un e-commerce con fatturato sopra i 500.000 euro?

Si, ma con il piano Premium o Business. I piani superiori includono limiti operativi piu alti, multi-utente con permessi avanzati, API illimitate, supporto prioritario. Per fatturati sopra il milione, valuta anche il dialogo con un commercialista specializzato e-commerce per stabilire se Qonto da solo basta o se conviene affiancarci una banca tradizionale per finanziamenti dedicati.

2. Posso ricevere payout Stripe direttamente su Qonto?

Si. L’IBAN Qonto e un IBAN italiano IT che Stripe accetta come account di payout. Lo configuri in Stripe Dashboard → Settings → Payouts. Il primo payout richiede 7 giorni per KYC, i successivi sono in 2 giorni lavorativi. Stesso discorso per Shopify Payments, PayPal, Klarna.

3. L’integrazione Shopify e davvero “diretta” o serve Zapier?

Per Shopify e nativa: c’e un connettore ufficiale dalla dashboard Qonto, sezione Integrazioni. Per WooCommerce, PrestaShop, Magento, la connessione passa per le API Qonto o per servizi terzi come Zapier, Make, n8n. Funziona altrettanto bene ma richiede configurazione tecnica iniziale (15-30 minuti se sai cosa fare).

4. Posso aprire un conto Qonto se sono in regime forfettario con e-commerce?

Si, Qonto accetta ditte individuali e SRL in regime forfettario. Se sei sotto i 65.000 euro/anno, il piano Solo Smart e tipicamente sufficiente. Sopra (passaggio a regime ordinario o crescita previsto), valuta Smart Business o superiore. Il regime forfettario non limita le funzionalita Qonto.

5. Le carte virtuali Qonto sono accettate da Meta Ads e Google Ads?

Si, le carte virtuali Qonto Mastercard sono accettate da Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads, LinkedIn Ads, Pinterest Ads. Ti consigliamo di crearne una dedicata per ogni piattaforma con limite mensile coerente con il budget previsto, cosi se l’account viene compromesso la spesa si ferma sulla carta specifica e non sul conto principale.

6. Come gestisco i resi e le note di credito su Qonto?

Quando emetti un rimborso da Stripe o PayPal, il movimento appare in Qonto con segno negativo categorizzato come “Rimborso cliente”. Parallelamente, sul software di fatturazione (Fatture in Cloud, Aruba) emetti la nota di credito elettronica al cliente con riferimento alla fattura/scontrino originale. Allega la nota di credito al movimento Qonto come documento giustificativo.

7. Qonto puo gestire le mie tasse e-commerce o ho bisogno di un commercialista?

Qonto e un conto business, non un commercialista. Ti aiuta a riconciliare, categorizzare e archiviare correttamente i movimenti, ma il calcolo delle imposte (IRES, IRAP, IVA OSS, IRPEF, contributi GS) richiede un commercialista, specialmente se vendi in piu Paesi UE. La buona notizia e che invitando il commercialista in Qonto come utente in sola lettura, gli risparmi ore di lavoro al mese.

8. Quali alternative a Qonto esistono per e-commerce?

Le principali alternative sono Hype Business (piu economico ma meno funzionalita avanzate, no integrazione Shopify nativa), Revolut Business (multi-valuta forte, meno integrazioni e-commerce italiane), Wise Business (ottimo per multi-valuta a costi minimi ma no IBAN italiano IT, no F24, limiti su volumi), banche tradizionali (sicurezza percepita maggiore ma costi alti, integrazioni e-commerce limitate). La scelta dipende dal modello specifico: Qonto si distingue per il mix tra IBAN italiano, integrazioni native Shopify, multi-valuta e API developer-friendly.

Conclusione e prossimi passi

Un e-commerce moderno richiede strumenti finanziari all’altezza della complessita operativa. Qonto offre la combinazione giusta di multi-valuta, integrazioni native (Shopify), API per developer, carte virtuali per advertising e categorizzazione spese, semplificando la riconciliazione contabile e dando visibilita su ROAS reale per piattaforma.

Non e l’unica scelta possibile, ma e una scelta in evidenza per chi vuole un IBAN italiano, integrazioni native con le piattaforme e-commerce piu diffuse, e flessibilita per crescere da forfettario sotto 65k a SRL strutturata. Verifica sempre condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com e, in caso di dubbi sulla fiscalita e-commerce italiana (OSS, reverse charge, regime forfettario, F24, dichiarazione redditi e-commerce), il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a strutturare correttamente la tua attivita online.

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Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:00:002026-05-24 09:36:50Qonto per E-commerce 2026: Conto Business per Vendite Online
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Quattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica Cedolino

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Oggi, 1° luglio 2026, sul tuo conto arriva la pensione mensile insieme alla quattordicesima per chi ha diritto. Sul cedolino di luglio compare la voce “Somma aggiuntiva pensionati” o la sigla “QU”: ti spieghiamo dove trovarla, come verificare l’importo e cosa fare se non l’hai ricevuta entro 24 ore. Per i pensionati con i requisiti (64 anni + reddito entro 1,5x minimo), l’importo varia da 336 a 655 euro.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

1 luglio 2026: pensione + quattordicesima

Mercoledì 1° luglio 2026 INPS accredita simultaneamente la rata di pensione di luglio e la quattordicesima annuale per chi rispetta i requisiti. La quattordicesima compare come voce a credito separata, sommata alla rata ordinaria. Non c’è bisogno di domanda: l’INPS verifica automaticamente i requisiti.

Verifica importo in cedolino luglio (sigla QU)

  1. Accedi a inps.it > Cedolino della pensione > luglio 2026.
  2. Cerca nelle voci a credito la dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o “QU”.
  3. Verifica che l’importo corrisponda alla tua fascia contributiva (336-504 € pieno, fino a 655 € fascia ridotta).
  4. Controlla che il netto totale del cedolino includa rata mensile + quattordicesima.

Calcolo: 3 esempi reali

Esempio 1 – Dipendente con 30 anni contributi, reddito 11.000 €: rata pensione 850 € + quattordicesima 504 € = totale luglio 1.354 €.

Esempio 2 – Autonomo con 25 anni contributi, reddito 13.000 €: rata 900 € + quattordicesima ridotta ~390 € = totale luglio 1.290 € (fascia ridotta).

Esempio 3 – Dipendente con 12 anni contributi, reddito 10.500 €: rata 750 € + quattordicesima 336 € = totale luglio 1.086 €.

Non l’ho ricevuta: cosa fare in 24h

  1. Verifica su MyINPS che la quattordicesima sia stata effettivamente erogata.
  2. Se non c’è: controlla anno di nascita (64 anni compiuti entro 31/07/2026) e reddito personale aggiornato.
  3. Se hai i requisiti ma non l’hai ricevuta: presenta autodichiarazione su MyINPS o vai al patronato.
  4. Per importo errato: contatta numero verde 803.164 o apri pratica al CAF.

Quattordicesima e reversibilità

I titolari di pensione di reversibilità hanno diritto alla quattordicesima alle stesse condizioni (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi versati dal de cuius e proporzionato alla percentuale di reversibilità (60-100%).

Effetto su ISEE e altri bonus

  • La quattordicesima concorre al reddito IRPEF dell’anno (CU 2027 per il 730 dell’anno prossimo).
  • Non rileva immediatamente sull’ISEE (l’ISEE 2026 si basa sui redditi 2024); rileverà sull’ISEE 2027.
  • Non incide su bonus collegati a soglie reddituali immediate (Assegno Unico, bonus sociale).

Quando arriva se domanda tardiva

Se l’autodichiarazione viene presentata dopo luglio, INPS eroga la quattordicesima sulla prima rata utile (es. settembre o ottobre), con gli arretrati maturati dalla data di diritto.

Per la guida generale alla quattordicesima 2026 con tabella importi e requisiti completi.

FAQ

Quattordicesima 2026 in che giorno arriva?

Mercoledì 1° luglio 2026, sul cedolino di luglio insieme alla rata ordinaria.

Cedolino luglio dove vedo quattordicesima?

Nella sezione voci a credito, con dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o sigla “QU”.

Quattordicesima conta per ISEE?

Sì, ma rileva sull’ISEE dell’anno successivo (ISEE 2027 baserà su redditi 2026). Sull’ISEE 2026 non incide.

Posso averla anche con reversibilità?

Sì, se rispetti i requisiti (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi del de cuius e proporzionato alla quota di reversibilità.

Non l’ho ricevuta: cosa fare?

Verifica i requisiti su MyINPS. Se mancano nei dati INPS, presenta autodichiarazione. Per chiarimenti contatta 803.164 o il patronato CAF.

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Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-01 06:30:002026-07-01 06:30:00Quattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica Cedolino
Guide Fatturazione Elettronica

Reverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e Cellulari

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il reverse charge interno e’ una procedura IVA che si applica in alcuni settori specifici per evitare frodi fiscali. Nel 2026, le regole sono aggiornate e i codici natura da indicare in fattura elettronica vanno dal N6.1 al N6.9, ognuno per una categoria diversa: rottami, oro, edilizia, cellulari, console, energia. Capire quando applicare il reverse charge e’ fondamentale per chi opera in questi settori, perche’ un errore nel codice puo’ costare sanzioni importanti.

In questa guida completa scoprirai cos’e’ il reverse charge interno, in quali settori si applica nel 2026, come compilare correttamente la fattura elettronica con IVA al 0%, quali sono i codici natura corretti e cosa cambia per i forfettari. Trovi anche esempi pratici e XML compilato per non sbagliare.

Hai dubbi sull’applicazione del reverse charge alla tua attivita’? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione corretta della fatturazione e dei codici natura.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e’ il reverse charge interno e come funziona
  2. Differenza tra reverse charge interno ed esterno
  3. Base normativa: art. 17 DPR 633/1972
  4. Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6
  5. Come emettere una fattura con reverse charge interno
  6. Esempio pratico di XML compilato
  7. Cosa deve fare il committente che riceve la fattura
  8. Reverse charge e regime forfettario
  9. Esempi pratici di reverse charge interno
  10. Cosa succede se sbagli il codice natura
  11. Reverse charge solo B2B: attenzione ai privati
  12. Differenza tra reverse charge e split payment
  13. Domande frequenti sul reverse charge interno

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Cos’e’ il reverse charge interno e come funziona

Il reverse charge interno, chiamato anche inversione contabile, e’ un meccanismo IVA particolare. In una vendita normale, il venditore applica l’IVA sulla fattura, la incassa dal cliente e poi la versa allo Stato. Con il reverse charge, invece, succede l’opposto: il venditore non applica l’IVA sulla fattura, e l’obbligo di gestire l’imposta passa al compratore.

In pratica, il cliente che riceve una fattura in reverse charge deve auto-fatturarsi l’IVA: la calcola, la registra nel registro IVA acquisti (per portarla in detrazione) e contemporaneamente nel registro IVA vendite (per versarla in liquidazione). L’operazione e’ neutra sul piano dell’imposta dovuta, ma serve a tracciare il movimento e a evitare frodi.

Perche’ lo Stato ha introdotto questo meccanismo? Semplice: in alcuni settori particolarmente esposti a frodi (rottami, edilizia, cellulari) capitava che il venditore incassasse l’IVA dal cliente e poi non la versasse allo Stato, sparendo. Spostando l’obbligo sul compratore – che di solito e’ un’azienda strutturata – il rischio si azzera.

Riassunto del meccanismo del reverse charge

  • Venditore: emette fattura senza IVA con causale specifica
  • Compratore: riceve fattura, integra l’IVA, la versa e la detrae
  • Effetto fiscale netto: zero (operazione neutra)
  • Tracciabilita’: totale, perche’ l’operazione passa due volte nei registri

Differenza tra reverse charge interno ed esterno

Esistono due tipi di reverse charge ed e’ importante non confonderli, perche’ si applicano in situazioni diverse e con codici natura diversi.

Il reverse charge esterno riguarda le operazioni con soggetti esteri: fornitori UE o extra-UE che vendono beni o prestano servizi a un’azienda italiana. In questo caso, il fornitore estero emette fattura senza IVA e l’azienda italiana deve integrare l’imposta italiana tramite autofattura o integrazione (codici natura N6 generici e N3.X). Per approfondire come funziona quando sei tu a fatturare all’estero, leggi la guida su come fatturare all’estero in regime forfettario.

Il reverse charge interno, invece, riguarda operazioni che avvengono tutte in Italia, tra due soggetti italiani con partita IVA. Si applica solo a settori specifici elencati dall’art. 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, e ognuno ha un codice natura preciso (da N6.1 a N6.9).

Tabella riassuntiva delle differenze

CaratteristicaReverse charge internoReverse charge esterno
SoggettiEntrambi italianiUno italiano, uno estero
SettoriSolo elencatiGenerale per import servizi/beni UE
Codice naturaN6.1 – N6.9N6 generico o N3.X
NormaArt. 17 c. 5 e 6 DPR 633/72Art. 17 c. 2 DPR 633/72

Base normativa: art. 17 DPR 633/1972

La normativa di riferimento per il reverse charge interno e’ contenuta nell’articolo 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, il decreto che disciplina l’IVA in Italia. Negli anni questi commi sono stati ampliati con vari provvedimenti per includere nuovi settori a rischio frode.

  • Art. 17 c. 5: introduce il reverse charge per cessioni di oro da investimento
  • Art. 17 c. 6 lett. a: subappalto edilizio
  • Art. 17 c. 6 lett. a-bis: cessione di fabbricati strumentali
  • Art. 17 c. 6 lett. a-ter: prestazioni edili nel settore servizi
  • Art. 17 c. 6 lett. b: cessioni di telefoni cellulari B2B
  • Art. 17 c. 6 lett. c: cessioni di console giochi, PC e laptop B2B
  • Art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater: settore energetico
  • Art. 74 c. 7-8: rottami e materiali di recupero

Una novita’ importante per il 2026 e’ la conferma dell’estensione del reverse charge ai contratti di appalto e subappalto nel settore della logistica e del trasporto merci, gia’ introdotta nel 2024 dalla Legge di Bilancio (L. 213/2023) e operativa per i committenti che svolgono attivita’ di logistica, movimentazione e trasporto.

Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6

Vediamo nel dettaglio i nove settori in cui si applica il reverse charge interno nel 2026, ognuno con il proprio codice natura da indicare nella fattura elettronica.

N6.1 – Cessione di rottami e materiali di recupero

Disciplinata dall’art. 74 commi 7 e 8 del DPR 633/72, riguarda la vendita di rottami ferrosi, cascami, sottoprodotti, carta da macero, plastica e altri materiali destinati al riciclo. E’ uno dei settori storicamente piu’ colpiti da frodi IVA, motivo per cui il legislatore ha introdotto il reverse charge gia’ molti anni fa.

N6.2 – Cessione di oro da investimento

Riguarda la cessione di oro da investimento (lingotti, monete) ai sensi dell’art. 17 c. 5 del DPR 633/72. Si applica quando il cedente ha optato per il regime di imponibilita’. L’obiettivo e’ contrastare le frodi nel settore dei metalli preziosi.

N6.3 – Subappalto edilizio

E’ uno dei casi piu’ frequenti di applicazione del reverse charge interno. Si applica quando un subappaltatore emette fattura nei confronti dell’appaltatore principale per lavori edili. Attenzione: il reverse charge si applica solo nel rapporto subappaltatore-appaltatore, non quando l’appaltatore fattura al committente finale.

Esempio: un’impresa edile vince l’appalto per costruire un capannone. Affida l’impianto idraulico a un idraulico subappaltatore. L’idraulico fattura all’impresa edile in reverse charge (codice N6.3). L’impresa edile, a sua volta, fattura al committente finale con IVA ordinaria (perche’ tra appaltatore e committente non c’e’ reverse charge).

N6.4 – Cessione di fabbricati strumentali

Riguarda la cessione di fabbricati strumentali (capannoni, uffici, negozi) tra soggetti IVA quando il cedente ha optato per l’imponibilita’ IVA. Anche in questo caso, l’acquirente integra la fattura con IVA al 22% (o aliquota applicabile).

N6.5 – Cessione di telefoni cellulari B2B

Si applica alle cessioni di telefoni cellulari tra soggetti IVA (B2B). Importante: non si applica nelle vendite al consumatore finale. Il reverse charge scatta solo se acquisti cellulari per rivenderli o per uso aziendale.

N6.6 – Cessione di console giochi, PC, laptop B2B

Stessa logica del codice N6.5, ma applicato a console videogiochi, PC desktop, laptop, tablet e microprocessori. Vale solo per cessioni B2B effettuate nelle fasi precedenti la vendita al dettaglio. Quando un negozio vende un PC al consumatore finale, applica IVA ordinaria.

N6.7 – Prestazioni edili nel settore servizi

Riguarda le prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici. Si applica nei rapporti tra imprese del settore edile, anche al di fuori del subappalto. Esempio classico: un’impresa di pulizie che lavora per un’impresa edile durante un cantiere.

N6.8 – Cessioni nel settore energetico

Si applica alle cessioni di gas e energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore, ai certificati verdi, ai titoli di efficienza energetica e ai certificati similari (art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater). E’ un settore esposto a frodi carosello, motivo per cui il legislatore ha applicato il reverse charge.

N6.9 – Altri casi specifici

Codice generico per altri casi specifici di reverse charge interno previsti da normative speciali, come ad esempio il reverse charge applicato in via sperimentale ad alcuni settori particolari o le operazioni introdotte da decreti ministeriali successivi.

Tabella riepilogativa codici natura N6

CodiceSettoreNorma
N6.1Rottami e materiali di recuperoArt. 74 c. 7-8
N6.2Oro da investimentoArt. 17 c. 5
N6.3Subappalto edilizioArt. 17 c. 6 lett. a
N6.4Fabbricati strumentaliArt. 17 c. 6 lett. a-bis
N6.5Telefoni cellulari B2BArt. 17 c. 6 lett. b
N6.6PC, console, laptop B2BArt. 17 c. 6 lett. c
N6.7Servizi edili (pulizia, demolizione)Art. 17 c. 6 lett. a-ter
N6.8Settore energetico (gas, energia)Art. 17 c. 6 lett. d-bis
N6.9Altri casi specificiNorme speciali

Come emettere una fattura con reverse charge interno

Emettere una fattura con reverse charge interno e’ piu’ semplice di quanto sembri, basta seguire alcuni passaggi precisi e indicare i codici corretti nella fattura elettronica.

I 5 passi per la fattura corretta

  1. Vendi senza IVA: non addebitare IVA al cliente
  2. Indica la dicitura in fattura: “Operazione soggetta a reverse charge ex art. 17 c. X DPR 633/72” (sostituisci X con il comma corretto)
  3. Inserisci il codice natura: N6.1, N6.2, N6.3… a seconda del settore
  4. Imponibile: indica l’importo netto
  5. IVA: 0% (campo aliquota = 0,00)

Tutti i principali software di fatturazione elettronica (Aruba, Fattura24, FatturaInCloud, Libero SiStudio) gestiscono automaticamente questi codici: basta selezionare il tipo di operazione e il programma compila correttamente i campi XML.

Cosa scrivere nel corpo della fattura

  • Descrizione operazione: precisa e dettagliata
  • Imponibile: importo netto
  • Aliquota IVA: 0%
  • IVA: 0,00 EUR
  • Riferimento normativo: in calce o nella descrizione
  • Codice natura: N6.X (selezionato automaticamente dal software)

Esempio pratico di XML compilato

Vediamo concretamente come si presenta una fattura elettronica in reverse charge interno a livello di file XML. Supponiamo che un idraulico subappaltatore (Mario Rossi, P.IVA 12345678901) emetta fattura a un’impresa edile (Costruzioni SpA, P.IVA 98765432109) per 5.000 EUR di lavori di subappalto.

<DatiBeniServizi>
  <DettaglioLinee>
    <NumeroLinea>1</NumeroLinea>
    <Descrizione>Lavori di subappalto impianto idraulico</Descrizione>
    <PrezzoUnitario>5000.00</PrezzoUnitario>
    <PrezzoTotale>5000.00</PrezzoTotale>
    <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
    <Natura>N6.3</Natura>
    <RiferimentoNormativo>Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo>
  </DettaglioLinee>
  <DatiRiepilogo>
    <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
    <Natura>N6.3</Natura>
    <ImponibileImporto>5000.00</ImponibileImporto>
    <Imposta>0.00</Imposta>
    <RiferimentoNormativo>Reverse charge ex art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo>
  </DatiRiepilogo>
</DatiBeniServizi>

I campi fondamentali sono tre: AliquotaIVA a 0,00 (zero), Natura con il codice corretto (N6.3 in questo caso) e RiferimentoNormativo con la base giuridica precisa. Se uno solo di questi campi e’ compilato male, la fattura risulta scartata dallo SDI o passa controlli successivi dell’Agenzia Entrate.

Cosa deve fare il committente che riceve la fattura

Quando ricevi una fattura in reverse charge interno, hai degli obblighi precisi da rispettare entro pochi giorni. Vediamo cosa devi fare passo per passo.

  1. Ricevi la fattura dal fornitore tramite SDI
  2. Auto-fatturati l’IVA (procedura di integrazione): calcola l’IVA dovuta applicando l’aliquota corretta (di solito 22%) sull’imponibile
  3. Registra la fattura sia nel registro IVA acquisti (per detrarre) sia nel registro IVA vendite (per versare)
  4. Versa l’IVA in liquidazione mensile o trimestrale
  5. Detrai la stessa IVA nella stessa liquidazione: l’effetto e’ neutro

L’integrazione si fa generando un documento di tipo TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno, con i dati del fornitore originale e l’aggiunta dell’IVA calcolata. Il documento va trasmesso allo SDI.

Tempi per l’integrazione

  • Termine massimo: entro il mese successivo a quello di ricezione
  • Liquidazione: nella liquidazione del periodo di registrazione
  • Detrazione: contestuale, nello stesso periodo

Reverse charge e regime forfettario

I forfettari hanno regole particolari quando interagiscono con il reverse charge interno. Vediamo i due scenari principali.

Forfettario che VENDE in reverse charge

Il regime forfettario prevede normalmente che il forfettario non addebiti IVA in fattura, indicando il codice natura N2.2 (operazione non soggetta – altri casi). Ma cosa succede se il forfettario vende in un settore soggetto a reverse charge interno (es. un idraulico forfettario che subappalta a un’impresa edile)?

In questo caso il forfettario emette comunque fattura senza IVA, ma deve usare il codice natura specifico del reverse charge (N6.3 per il subappalto edilizio, N6.7 per i servizi edili) invece di N2.2. La sostanza non cambia (niente IVA in fattura), ma e’ importante per la tracciabilita’ fiscale.

Forfettario che RICEVE fattura reverse charge

Se il forfettario riceve una fattura in reverse charge da un fornitore (caso meno comune, ma possibile), NON deve auto-fatturarsi l’IVA nel modo classico, perche’ non ha una posizione IVA aperta da gestire. Tuttavia, deve versare l’IVA dovuta tramite F24 entro il 16 del mese successivo, usando il codice tributo specifico.

I forfettari sono esonerati dalla LIPE (Liquidazione Periodica IVA) e dalla dichiarazione IVA annuale, ma il versamento dell’IVA per le operazioni in reverse charge ricevute resta obbligatorio. E’ un punto spesso trascurato che puo’ costare sanzioni.

Esempi pratici di reverse charge interno

Vediamo tre esempi concreti di applicazione del reverse charge interno, con il codice natura corretto da usare in ciascun caso.

Esempio 1 – Idraulico subappalta a impresa edile

Marco e’ un idraulico in regime forfettario e lavora in subappalto per un’impresa edile (Costruzioni Friuli SpA) che sta ristrutturando una casa privata. Marco fattura 3.500 EUR per i lavori di impianto idraulico.

  • Codice natura corretto: N6.3 (subappalto edile)
  • Norma: Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72
  • IVA in fattura: 0% (Marco e’ forfettario E in reverse charge)
  • Cosa fa Costruzioni Friuli: integra fattura, calcola IVA al 22% (770 EUR), la versa in liquidazione e la detrae

Esempio 2 – Vendita di cellulari B2B

TechShop Srl rivende cellulari business a un’azienda di logistica (Trasporti Veloci Srl) che li distribuira’ ai dipendenti. Importo: 12.000 EUR per 30 smartphone.

  • Codice natura corretto: N6.5 (cellulari B2B)
  • Norma: Art. 17 c. 6 lett. b) DPR 633/72
  • IVA in fattura: 0%
  • Cosa fa Trasporti Veloci: integra fattura con IVA al 22% (2.640 EUR), versa e detrae

Esempio 3 – Demolitore vende rottami metallici

Una ditta di demolizione (Demolizioni Udine Srl) vende 8.000 EUR di rottami ferrosi a un’acciaieria (Ferriere Friulane SpA).

  • Codice natura corretto: N6.1 (rottami)
  • Norma: Art. 74 c. 7-8 DPR 633/72
  • IVA in fattura: 0%
  • Cosa fa Ferriere Friulane: integra con IVA al 22% (1.760 EUR), versa e detrae

Cosa succede se sbagli il codice natura

Sbagliare il codice natura nel reverse charge interno non e’ un errore banale. Le conseguenze possono essere pesanti, sia per chi emette fattura sia per chi la riceve.

Possibili contestazioni dell’Agenzia Entrate

  • Recupero dell’IVA non applicata: se l’AdE riqualifica l’operazione come non soggetta a reverse charge
  • Sanzioni amministrative: dal 90% al 180% dell’imposta non applicata correttamente
  • Sanzione fissa per errore formale: da 250 EUR a 2.000 EUR per fatture irregolari
  • Indetraibilita’: il committente potrebbe non poter detrarre l’IVA

L’Agenzia Entrate ha intensificato i controlli sulla corretta applicazione dei codici natura grazie ai dati delle fatture elettroniche, che permettono incroci automatici. Un codice natura sbagliato puo’ attivare un alert nei sistemi dell’AdE.

Come evitare errori

  • Verifica sempre il settore della tua attivita’ e quale codice natura si applica
  • Usa software di fatturazione aggiornati che gestiscono automaticamente i codici
  • In caso di dubbio, chiedi al CAF o al commercialista PRIMA di emettere fattura
  • Conserva la documentazione che giustifica l’applicazione del reverse charge (contratto di subappalto, ordine, ecc.)

Reverse charge solo B2B: attenzione ai privati

Una regola fondamentale del reverse charge interno: si applica solo nelle operazioni B2B, cioe’ tra due soggetti con partita IVA. Mai con i privati.

Esempio: un imbianchino fa lavori di tinteggiatura in un appartamento di un cliente privato. Anche se l’attivita’ e’ “edile”, il reverse charge non si applica perche’ il cliente non ha partita IVA. L’imbianchino emette fattura con IVA ordinaria (10% per ristrutturazione, 22% in altri casi).

Stessa cosa per la vendita di cellulari: in un negozio al dettaglio, quando un cliente privato compra un telefono, l’IVA si applica normalmente al 22%. Il codice N6.5 si usa solo nelle vendite B2B nelle fasi precedenti la vendita al consumatore finale.

Caso particolare: cliente con partita IVA che compra per uso privato

Cosa succede se un imprenditore con partita IVA compra un cellulare per uso personale? Il reverse charge si applica solo se l’acquisto rientra nell’attivita’ d’impresa. Se e’ uso strettamente personale, l’operazione torna a essere assimilata a B2C e si applica IVA ordinaria. La distinzione si basa sull’intestazione della fattura: se intestata alla persona fisica come privato, no reverse charge; se intestata alla P.IVA come imprenditore, si’.

Differenza tra reverse charge e split payment

Spesso il reverse charge interno viene confuso con lo split payment, ma sono due meccanismi diversi pensati per situazioni diverse.

Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica quando un fornitore privato fattura alla Pubblica Amministrazione o a societa’ a controllo pubblico. Il fornitore emette fattura con IVA addebitata, ma la PA paga al fornitore solo l’imponibile e versa direttamente l’IVA allo Stato. Codice nei dati di pagamento: “S” o “I”.

Il reverse charge invece, come abbiamo visto, prevede che il fornitore emetta fattura senza IVA e che il cliente integri l’imposta. Si applica tra privati B2B in settori specifici.

Tabella di confronto reverse charge vs split payment

CaratteristicaReverse charge internoSplit payment
SoggettiB2B privatiPrivato vs PA
IVA in fattura0% (non addebitata)Addebitata normalmente
Chi versa l’IVAIl cliente (in liquidazione)La PA direttamente
EffettoOperazione neutraSolo gestione del pagamento
Codice naturaN6.XN/A (IVA addebitata)

Domande frequenti sul reverse charge interno

Il reverse charge interno si applica anche tra forfettari?

Si’, se il settore rientra tra quelli previsti (subappalto edile, rottami, ecc.) e l’operazione e’ tra due soggetti IVA, anche se entrambi sono forfettari. Il forfettario venditore usa il codice natura specifico (es. N6.3) invece di N2.2. Il forfettario acquirente dovra’ versare l’IVA con F24, anche se non gestisce normalmente la liquidazione.

Come si compila la LIPE con operazioni in reverse charge?

Le operazioni in reverse charge ricevute vanno indicate nella LIPE sia tra le operazioni passive (per la detrazione) sia tra le attive (per il versamento dell’imposta integrata). Per chi e’ soggetto a LIPE, il software gestionale di solito fa tutto in automatico se i codici natura sono corretti.

Cosa rischio se applico il reverse charge in un settore non previsto?

Rischi che l’AdE riqualifichi l’operazione come imponibile IVA ordinaria. Devi quindi versare l’IVA non applicata, piu’ sanzioni dal 90% al 180% e interessi. Per evitare il problema, applica il reverse charge solo nei casi tassativamente elencati dall’art. 17 c. 5-6 e art. 74 del DPR 633/72.

Posso emettere una nota di credito su una fattura in reverse charge?

Si’, con le stesse modalita’ della fattura originaria: nota di credito senza IVA, codice natura N6.X, riferimento normativo all’art. 17 DPR 633/72. Il committente dovra’ rettificare anche l’integrazione IVA effettuata in precedenza.

Il reverse charge si applica al noleggio di attrezzature edili?

No. Il reverse charge edile (N6.3 e N6.7) si applica alle prestazioni di lavori (subappalto, pulizia, demolizione, installazione impianti), non al semplice noleggio di attrezzature o macchinari. Per il noleggio si applica IVA ordinaria al 22%.

Quale codice TipoDocumento usare per l’integrazione?

Il codice corretto per l’integrazione di una fattura ricevuta in reverse charge interno e’ TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno. Per il reverse charge esterno (UE) si usa TD17 (servizi UE) o TD18 (cessioni intra-UE).

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Il reverse charge interno e’ uno dei meccanismi IVA piu’ tecnici e piu’ soggetti a errori. Tra 9 codici natura diversi, settori specifici, regole speciali per i forfettari e differenze con lo split payment, e’ facile sbagliare. E gli errori, come abbiamo visto, possono costare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella corretta applicazione del reverse charge: dalla verifica della tua attivita’ alla compilazione delle fatture, dalla gestione della LIPE alla risoluzione di eventuali contestazioni dell’Agenzia Entrate.

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Contattaci per una consulenza personalizzata sul tuo settore e sull’applicazione corretta del reverse charge interno.

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Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 14:00:002026-05-24 09:54:37Reverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e Cellulari
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