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CAF, SUCCESSIONI

Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Affrontare una successione a Udine può sembrare complesso, ma con il giusto supporto diventa un processo chiaro e lineare. Che tu debba gestire la successione a Udine di un genitore, del coniuge o di un altro familiare, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo, occupandosi di ogni adempimento: dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale, tutto in un unico appuntamento.

Il Friuli Venezia Giulia presenta una particolarità unica in Italia: il sistema tavolare, un registro immobiliare che richiede competenze specifiche. Per questo motivo, gestire una successione a Udine senza l’assistenza di professionisti esperti può comportare errori costosi e ritardi. Il nostro CAF gestisce centinaia di successioni ogni anno in Friuli Venezia Giulia e ha rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, garantendo procedure veloci e corrette.

In questa guida completa scoprirai tutto quello che serve sapere sulla successione a Udine: chi sono gli eredi, quali documenti raccogliere, quanto costa, quali imposte pagare e come funziona il sistema tavolare. Ti spiegheremo anche perché affidarsi al CAF Centro Fiscale conviene rispetto al notaio o al commercialista, con un confronto trasparente dei costi e dei servizi inclusi.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la Successione e Quando Si Apre
  2. Chi Sono gli Eredi: Legittima e Testamentaria
  3. Dichiarazione di Successione a Udine
  4. Documenti Necessari
  5. Costi: CAF vs Notaio vs Commercialista
  6. Come Funziona al CAF Centro Fiscale
  7. Tempi della Successione
  8. Imposte 2026: Aliquote e Franchigie
  9. Voltura Catastale a Udine
  10. Sistema Tavolare FVG
  11. Novità 2026: Abolizione Coacervo
  12. Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale
  13. Domande Frequenti

Cos’è la Successione e Quando Si Apre

La successione è il trasferimento del patrimonio di una persona deceduta ai suoi eredi. A Udine, come nel resto d’Italia, la successione a Udine si apre automaticamente al momento del decesso e comprende tutti i beni del defunto: immobili, conti correnti, azioni, titoli, automobili e altri asset.

La successione può essere di due tipi:

  • Successione legittima: quando non esiste testamento, l’eredità viene ripartita secondo le quote previste dal Codice Civile tra coniuge, figli, genitori e altri parenti
  • Successione testamentaria: quando il defunto ha lasciato un testamento che indica come distribuire i beni, nel rispetto delle quote di legittima riservate per legge ad alcuni familiari

La successione a Udine richiede la presentazione della dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso. Questo adempimento è obbligatorio quando il valore dell’eredità supera i 100.000 euro o quando sono presenti beni immobili, indipendentemente dal valore.

Nel caso della successione a Udine e in tutto il Friuli Venezia Giulia, bisogna tenere conto del sistema tavolare per gli immobili iscritti nelle Tavole. Questo rende la gestione della pratica più complessa rispetto ad altre zone d’Italia e richiede competenze specifiche che solo professionisti esperti del territorio possono garantire.

Chi Sono gli Eredi: Legittima e Testamentaria

Gli eredi sono le persone che hanno diritto a ricevere il patrimonio del defunto. Nella successione a Udine, come nel resto d’Italia, gli eredi si dividono in due categorie: eredi legittimi (quando non c’è testamento) ed eredi testamentari (quando esiste un testamento valido).

Il Codice Civile stabilisce le quote di legittima, cioè porzioni di eredità riservate per legge a determinati familiari, che non possono essere esclusi nemmeno con testamento. Ecco come funziona la successione senza testamento:

Situazione FamiliareQuota ConiugeQuota FigliQuota Genitori/Fratelli
Solo coniuge100%––
Coniuge + 1 figlio50%50%–
Coniuge + 2+ figli33,33%66,67% (diviso)–
Solo 1 figlio–100%–
Solo 2+ figli–100% (diviso)–
Coniuge + genitori66,67%–33,33%
Solo genitori––100%

Nella successione a Udine, è importante sapere che gli eredi possono scegliere se accettare l’eredità (in modo puro e semplice o con beneficio di inventario) oppure rinunciare. La rinuncia è irrevocabile e deve essere fatta davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a comprendere chi sono gli eredi legittimi nel tuo caso specifico, a calcolare le quote esatte e a gestire eventuali situazioni particolari come la presenza di figli minorenni, l’esclusione di eredi o le donazioni fatte in vita dal defunto.

Hai dubbi su chi sono gli eredi?

La ripartizione dell’eredità può essere complessa, soprattutto in presenza di più figli, coniugi separati o testamenti. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la tua situazione specifica e ti spiega esattamente quali sono le quote di ciascun erede. Gestiamo centinaia di successioni ogni anno e conosciamo ogni casistica.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Dichiarazione di Successione a Udine

La dichiarazione di successione è il documento fiscale che comunica all’Agenzia delle Entrate il trasferimento del patrimonio del defunto agli eredi. Si tratta di un adempimento obbligatorio che serve a calcolare e liquidare le imposte di successione dovute allo Stato.

Quando si apre una successione a Udine, la dichiarazione deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Chi deve presentarla? Gli obbligati sono:

  • Eredi legittimi e testamentari che accettano l’eredità (anche tacitamente)
  • Legatari che ricevono beni specifici dal testamento
  • Rappresentanti legali degli eredi minori o incapaci
  • Amministratori dell’eredità nominati dal giudice
  • Esecutori testamentari indicati nel testamento

In pratica, è sufficiente che uno solo degli eredi presenti la dichiarazione per conto di tutti. Il sistema di trasmissione è esclusivamente telematico: non è più possibile presentare dichiarazioni cartacee. Per questo motivo, la maggior parte delle famiglie si rivolge a professionisti come il CAF Centro Fiscale di Udine, che dispone degli strumenti software necessari e dell’esperienza specifica per gestire le successioni a Udine, incluse quelle con beni in regime tavolare.

Vuoi approfondire la procedura completa? Leggi la nostra guida dettagliata su come presentare la dichiarazione di successione.

Documenti Necessari per la Successione

Per presentare la dichiarazione di successione a Udine servono numerosi documenti, che si possono suddividere in tre categorie: documenti del defunto, documenti degli eredi e documenti relativi al patrimonio ereditario.

Documenti del defunto

  • Certificato di morte in carta libera
  • Codice fiscale del defunto
  • Documento d’identità del defunto
  • Stato di famiglia storico al momento del decesso
  • Testamento pubblico o olografo (se esistente), con verbale di pubblicazione
  • Atto di rinuncia all’eredità (se qualcuno ha rinunciato)

Documenti degli eredi

  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Documenti d’identità validi
  • Deleghe se un erede firma per conto degli altri
  • Atti di nascita (per dimostrare il grado di parentela)

Documenti patrimoniali

  • Visure catastali aggiornate di immobili e terreni (per il Catasto ordinario)
  • Estratti tavolari per immobili in regime tavolare (specifico per Udine e Friuli Venezia Giulia)
  • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso
  • Certificati di titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni
  • Certificato di proprietà veicoli (auto, moto, imbarcazioni)
  • Polizze assicurative e fondi pensione

Nota importante sul sistema tavolare: In Friuli Venezia Giulia, e quindi anche per le successioni a Udine, molti immobili sono registrati nel sistema tavolare invece che nel Catasto ordinario. In questi casi servono estratti tavolari rilasciati dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari, non semplici visure catastali. Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce perfettamente questa specificità regionale e sa esattamente quali documenti richiedere.

Non sai esattamente quali documenti servono nel tuo caso specifico? Consulta la nostra checklist completa dei documenti per la successione a Udine.

Non sai quali documenti servono?

Ti forniamo una checklist personalizzata per il tuo caso. Chiamaci e ti diciamo esattamente cosa portare all’appuntamento.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Costi della Successione: CAF vs Notaio vs Commercialista

Uno degli aspetti che più preoccupa le famiglie quando devono affrontare una successione a Udine è il costo complessivo della pratica. È importante distinguere tra onorari del professionista (CAF, commercialista o notaio) e imposte da versare allo Stato, che sono uguali indipendentemente da chi gestisce la pratica.

Confronto costi professionali

ProfessionistaCosto medioCosa include
CAF Centro Fiscale Udine€ 300 – € 1.200Dichiarazione + voltura catastale inclusa
Commercialista€ 500 – € 2.000Dichiarazione (voltura spesso esclusa)
Notaio€ 1.000 – € 4.000Dichiarazione (voltura spesso esclusa)

Perché il CAF costa meno? I CAF sono enti senza scopo di lucro che operano su grandi volumi di pratiche. Questo ci permette di ottimizzare i processi e offrire tariffe trasparenti e competitive, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto a un notaio. Inoltre, gestiamo internamente anche la voltura catastale (o tavolare, nel caso di immobili in regime tavolare), che molti professionisti delegano a terzi con costi aggiuntivi.

Cosa è incluso nel servizio CAF

  • Consulenza iniziale per identificare gli eredi e il patrimonio
  • Compilazione della dichiarazione di successione telematica
  • Calcolo delle imposte dovute (imposta di successione, ipotecaria, catastale, bolli)
  • Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate
  • Voltura catastale o tavolare per il passaggio di proprietà degli immobili
  • Assistenza durante tutto l’iter fino alla consegna della documentazione completa

Cosa NON è incluso (nessun professionista può azzerarlo)

Le imposte da versare allo Stato sono uguali per tutti e non dipendono da chi gestisce la pratica:

  • Imposta di successione (calcolata sul valore netto dell’eredità, con franchigie per coniuge e figli)
  • Imposta ipotecaria (2% del valore degli immobili)
  • Imposta catastale (1% del valore degli immobili)
  • Marche da bollo e diritti di segreteria

Per una successione a Udine di complessità media (un immobile e qualche conto corrente), il costo totale al CAF Centro Fiscale si aggira tra i 400 e gli 800 euro, voltura inclusa. Un risparmio significativo che non compromette la qualità del servizio: gestiamo centinaia di successioni ogni anno e abbiamo rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine.

Vuoi un preventivo dettagliato per il tuo caso? Leggi la nostra analisi completa sui costi della successione a Udine.

Come Funziona la Successione al CAF Centro Fiscale di Udine

Quando ti rivolgi al CAF Centro Fiscale per una successione a Udine, trovi un metodo consolidato che semplifica ogni passaggio. Ecco come funziona il nostro servizio, passo dopo passo.

1. Primo contatto: ascoltiamo la tua situazione

Puoi contattarci per telefono (0432 1638640) o WhatsApp (366 601 8121). Durante questa prima telefonata, ti facciamo alcune domande di base: chi è il defunto, quanti sono gli eredi, se esiste un testamento, quali beni compongono l’eredità (immobili, conti, veicoli). In pochi minuti ti forniamo già una stima indicativa dei costi e dei tempi.

2. Raccolta documenti: ti guidiamo passo passo

Ti inviamo per email o WhatsApp una checklist personalizzata dei documenti necessari. Non devi preoccuparti di cercare informazioni online: ti diciamo esattamente cosa serve, dove richiederlo e come ottenerlo. Se hai dubbi durante la raccolta, puoi chiamarci in qualsiasi momento.

3. Appuntamento unico: tutto in una sola volta

Fissiamo un appuntamento presso il nostro ufficio in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, a Udine. Durante questo incontro:

  • Verifichiamo insieme tutti i documenti
  • Compiliamo la dichiarazione davanti a te, spiegandoti ogni passaggio
  • Calcoliamo esattamente le imposte da versare
  • Ti facciamo firmare la pratica
  • Riscuotiamo il pagamento del nostro onorario

Tutto in un unico appuntamento. Non dovrai tornare più volte: in 60-90 minuti chiudiamo tutta la parte amministrativa. Questo è possibile perché gestiamo centinaia di successioni ogni anno e conosciamo a memoria la procedura, incluse le specificità del sistema tavolare friulano.

4. Trasmissione telematica e voltura

Entro pochi giorni dall’appuntamento, trasmettiamo telematicamente la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate di Udine. Contemporaneamente, avviamo la pratica di voltura catastale (o tavolare, per gli immobili in regime tavolare). Hai sempre un referente diretto che puoi contattare per aggiornamenti sullo stato della pratica.

5. Consegna documentazione completa

Una volta che l’Agenzia delle Entrate ha registrato la dichiarazione e la voltura è stata completata, ti consegniamo:

  • Copia della dichiarazione di successione con ricevuta di trasmissione
  • Prospetto di liquidazione delle imposte
  • Certificato di voltura catastale/tavolare
  • Ricevute di pagamento F24

Tutta la documentazione è pronta per eventuali passaggi successivi (vendite, donazioni, richieste di mutui, ecc.). Se in futuro avrai bisogno di duplicati o chiarimenti, conserviamo una copia digitale della tua pratica.

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine? Perché abbiamo rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine, conosciamo il sistema tavolare friulano, e gestiamo ogni anno centinaia di pratiche con un tasso di errore praticamente nullo. Il tutto a costi trasparenti e competitivi.

Tempi della Successione a Udine

Quanto tempo serve per completare una successione a Udine? Dipende principalmente da due fattori: la velocità con cui gli eredi raccolgono i documenti e i tempi tecnici dell’Agenzia delle Entrate. Ecco una stima realistica delle tempistiche per ogni fase.

FaseTempo medioNote
Raccolta documenti1-4 settimaneDipende dalla complessità del patrimonio
Compilazione al CAF1-2 giorniDopo l’appuntamento, trasmettiamo subito
Trasmissione telematicaImmediataInvio all’Agenzia delle Entrate in giornata
Registrazione AdE7-15 giorniTempo tecnico dell’Agenzia delle Entrate
Voltura catastale/tavolare15-30 giorniAggiornamento registri immobiliari
TOTALE1-3 mesiDall’inizio della raccolta documenti alla chiusura

Nota importante: Il termine legale per presentare la dichiarazione di successione è di 12 mesi dalla data del decesso. È consigliabile non aspettare l’ultimo momento, per evitare sanzioni in caso di ritardi nella raccolta documenti.

La fase più lunga è quasi sempre la raccolta dei documenti. Se gli eredi sono organizzati e hanno già a disposizione certificati, visure ed estratti conto, si può chiudere tutto in 4-6 settimane. Se invece bisogna richiedere certificati all’estero, pubblicare testamenti olografi o risolvere contestazioni tra eredi, i tempi si allungano.

Il CAF Centro Fiscale di Udine si impegna a trasmettere la dichiarazione entro 48 ore dall’appuntamento in cui firmi la pratica. I tempi successivi (registrazione e voltura) dipendono dall’Agenzia delle Entrate, ma grazie ai nostri rapporti diretti con gli uffici di Udine riusciamo a monitorare lo stato della pratica e intervenire rapidamente in caso di intoppi.

Vuoi saperne di più sui tempi e le scadenze? Leggi la nostra guida dettagliata sui tempi della successione a Udine.

Imposte di Successione 2026: Aliquote e Franchigie

Quando si apre una successione a Udine, gli eredi devono versare diverse imposte allo Stato, calcolate sul valore netto del patrimonio ereditato. Le imposte di successione variano in base al grado di parentela tra il defunto e gli eredi, e prevedono franchigie (importi esenti da tassazione) che cambiano a seconda del rapporto familiare.

Il sistema fiscale italiano prevede aliquote progressive che partono dal 4% per i parenti più stretti (coniuge e figli) fino all’8% per gli estranei. Le franchigie 2026 sono invece delle soglie sotto le quali non si paga alcuna imposta di successione. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026:

Grado di parentelaAliquotaFranchigia
Coniuge e figli4%€ 1.000.000 per erede
Fratelli e sorelle6%€ 100.000 per erede
Altri parenti fino al 4° grado6%Nessuna franchigia
Affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna franchigia
Estranei (non parenti)8%Nessuna franchigia
Eredi portatori di handicap graveCome sopra€ 1.500.000 aggiuntivi

Esempio pratico: Se un padre lascia in eredità ai due figli un patrimonio di 1.500.000 euro, ciascun figlio riceve 750.000 euro. Poiché la quota di ciascuno (750.000 euro) è inferiore alla franchigia di 1.000.000 euro, non pagano alcuna imposta di successione. Se invece l’eredità fosse di 2.500.000 euro (1.250.000 euro per figlio), ciascuno pagherebbe il 4% sulla parte eccedente: (1.250.000 – 1.000.000) x 4% = 10.000 euro di imposta di successione.

Imposte sugli immobili: ipotecaria e catastale

Oltre all’imposta di successione, quando nell’eredità sono presenti beni immobili (case, terreni, fabbricati) si pagano anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. Queste imposte sono calcolate sul valore catastale degli immobili, indipendentemente dal grado di parentela:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale

Esiste però un’importante agevolazione prima casa per le successioni a Udine e in tutta Italia: se uno degli eredi adibisce l’immobile a propria abitazione principale entro 12 mesi, le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (importo fisso), per un totale di 400 euro invece di migliaia di euro. È fondamentale dichiarare questa intenzione già nella dichiarazione di successione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola esattamente le imposte dovute nel tuo caso specifico, ti spiega se hai diritto all’agevolazione prima casa e ti guida nel versamento con modello F24. Per approfondire, consulta la nostra guida completa sulle imposte di successione e aliquote 2026.

Voltura Catastale a Udine

La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto, trasferendo la proprietà dal defunto agli eredi. Si tratta di un passaggio obbligatorio dopo ogni successione a Udine, senza il quale gli eredi non risultano formalmente proprietari degli immobili ereditati.

In pratica, la voltura catastale è una comunicazione che viene inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate – Territorio (ex Agenzia del Territorio) per aggiornare le banche dati immobiliari. Questo aggiornamento è fondamentale per:

  • Vendere o donare l’immobile ereditato
  • Richiedere un mutuo utilizzando l’immobile come garanzia
  • Ricevere correttamente le comunicazioni fiscali (IMU, TARI, ecc.)
  • Evitare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate

Al CAF Centro Fiscale di Udine, la voltura catastale è sempre inclusa nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Questo è un vantaggio importante rispetto ad altri professionisti, che spesso delegano la voltura a geometri o altri intermediari con spese extra che possono arrivare a 150-300 euro.

Gestiamo noi la trasmissione telematica della voltura e monitoriamo lo stato di avanzamento fino alla registrazione definitiva, che avviene in genere entro 15-30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione. Una volta completata, ti consegniamo il certificato di voltura, che attesta l’avvenuto aggiornamento degli intestatari.

Nota sul sistema tavolare: Per gli immobili in regime tavolare (specifico di alcune zone del Friuli Venezia Giulia), la procedura è diversa e richiede l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. In questi casi collaboriamo con professionisti specializzati per garantire la corretta trascrizione.

Voltura catastale inclusa e senza pensieri

Al CAF Centro Fiscale la voltura catastale è parte del servizio di successione. Non devi andare al Catasto, non devi cercare un geometra, non devi pagare costi extra: ci pensiamo noi a tutto, dalla trasmissione telematica alla consegna del certificato di voltura.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Sistema Tavolare del Friuli Venezia Giulia

Il sistema tavolare è una particolarità del Friuli Venezia Giulia che rende la successione a Udine e nelle province di Trieste e Gorizia diversa dal resto d’Italia. Si tratta di un sistema di registrazione immobiliare di origine austro-ungarica, rimasto in vigore dopo l’annessione di questi territori all’Italia nel 1918.

A differenza del Catasto ordinario (presente in quasi tutta Italia), il sistema tavolare garantisce la certezza assoluta della proprietà: chi risulta iscritto nelle Tavole è l’unico e vero proprietario dell’immobile, senza possibilità di contestazioni. Questo rende il sistema tavolare più affidabile, ma anche più complesso da gestire per chi non ha esperienza specifica.

Dove si applica il sistema tavolare

Il sistema tavolare è operativo in queste aree del Friuli Venezia Giulia:

  • Tutta la provincia di Trieste
  • Tutta la provincia di Gorizia
  • Alcuni comuni della provincia di Udine: Cervignano del Friuli, Aquileia, Terzo di Aquileia, Fiumicello, Villa Vicentina, Ruda, Tarvisio, Malborghetto Valbruna, Pontebba, Dogna

Importante: Il centro storico di Udine città e la maggior parte dei comuni della provincia sono in Catasto ordinario, non in sistema tavolare. Questo significa che la maggior parte delle successioni a Udine seguono la procedura standard italiana.

Differenze tra Catasto ordinario e sistema tavolare

AspettoCatasto OrdinarioSistema Tavolare
Dove si applicaUdine città, gran parte FVGTrieste, Gorizia, alcuni comuni UD
Documento di proprietàVisura catastaleEstratto tavolare
Certezza proprietàRelativa (presunzione)Assoluta (opposizione a terzi)
Voltura dopo successioneTelematica, gestita dal CAFIscrizione presso Ufficio Tavolare
Gestione CAFCompleta (dichiarazione + voltura)Dichiarazione sì, voltura con professionista

Come gestiamo il sistema tavolare al CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza consolidata con il sistema tavolare, grazie alla gestione di centinaia di successioni in tutta la regione. Ecco come lavoriamo:

  • Per immobili a Udine città (Catasto ordinario): Gestiamo tutto internamente, dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale, senza costi aggiuntivi.
  • Per immobili in regime tavolare (Trieste, Gorizia, Tarvisio, ecc.): Prepariamo la dichiarazione di successione e collaboriamo con professionisti specializzati (geometri o notai abilitati) per l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. Ti mettiamo in contatto con i nostri partner di fiducia e coordiniamo l’intero processo.

Buona notizia: Se la tua successione a Udine riguarda immobili nel centro città o nei comuni non tavolari, puoi affidarti completamente al CAF Centro Fiscale per l’intero iter, dalla dichiarazione alla voltura, senza bisogno di altri professionisti. Ti risparmiamo tempo, costi e complicazioni.

Vuoi capire se i tuoi immobili sono in Catasto ordinario o sistema tavolare? Contattaci: con i dati catastali dell’immobile ti diciamo subito quale sistema si applica e come procedere.

Novità Successione 2026: Abolizione del Coacervo

Dal 1° gennaio 2026, gestire una successione a Udine è diventato più semplice grazie all’abolizione del coacervo, introdotta dal Decreto Legislativo 139/2024. Si tratta di una delle novità fiscali più importanti degli ultimi anni in materia di successioni e donazioni.

Ma cosa significa esattamente? Prima del 2026, quando si apriva una successione, l’Agenzia delle Entrate sommava (coacervava) tutte le donazioni ricevute in vita dal defunto per calcolare l’imposta di successione. Questo meccanismo portava spesso a pagare imposte anche quando ogni singola donazione e l’eredità erano sotto la franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli.

La doppia franchigia: un vantaggio concreto

Con l’abolizione del coacervo, le famiglie beneficiano di una doppia franchigia:

  • 1 milione di euro di franchigia per le donazioni ricevute in vita
  • 1 milione di euro di franchigia per l’eredità ricevuta alla morte

Queste due franchigie sono separate e non si sommano più. Vediamo un esempio pratico:

Esempio: Tuo padre ti ha donato in vita un immobile del valore di 800.000 euro. Alla sua morte, erediti altri 900.000 euro. Prima del 2026, l’Agenzia delle Entrate avrebbe sommato i due importi (800.000 + 900.000 = 1.700.000 euro) e applicato l’imposta del 4% sulla parte eccedente 1 milione: avresti pagato (1.700.000 – 1.000.000) x 4% = 28.000 euro di imposta di successione. Con le nuove regole 2026, invece, non paghi nulla: la donazione (800.000 euro) è sotto la franchigia donazioni, e l’eredità (900.000 euro) è sotto la franchigia successioni.

Altre novità 2026 per le successioni

  • Autoliquidazione online: L’Agenzia delle Entrate sta implementando un sistema di autoliquidazione che consente di calcolare e pagare le imposte direttamente online, senza aspettare l’avviso di liquidazione.
  • Semplificazione della dichiarazione: Il modello di dichiarazione di successione è stato reso più intuitivo, con campi ridotti e istruzioni più chiare.
  • Integrazione con le banche dati: L’Agenzia delle Entrate acquisisce automaticamente i dati degli immobili dal Catasto, riducendo il rischio di errori di compilazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è già aggiornato su tutte le novità 2026 e applica le nuove regole per garantirti il massimo risparmio fiscale consentito dalla legge. Se hai ricevuto donazioni in vita e ora devi gestire una successione a Udine, contattaci per una consulenza personalizzata: ti spieghiamo esattamente quanto risparmierai con le nuove norme.

Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale per la Successione a Udine

Quando si apre una successione a Udine, le famiglie si trovano davanti a una scelta: affidarsi al notaio, al commercialista o al CAF? Ogni opzione ha i suoi pro e contro, ma il CAF Centro Fiscale di Udine offre vantaggi concreti che fanno la differenza in termini di costi, tempi e qualità del servizio.

Ecco i 6 motivi principali per cui centinaia di famiglie ogni anno scelgono il nostro CAF per gestire le successioni:

1. Tutto in un unico appuntamento

Al CAF Centro Fiscale non devi tornare più volte: fissiamo un solo appuntamento in cui verifichiamo i documenti, compiliamo la dichiarazione, calcoliamo le imposte e ti facciamo firmare la pratica. In 60-90 minuti chiudiamo tutta la parte amministrativa. Questo è possibile perché gestiamo centinaia di successioni ogni anno e abbiamo un processo consolidato ed efficiente.

2. Esperienza consolidata: centinaia di pratiche ogni anno

La successione a Udine è una delle nostre aree di specializzazione. Ogni anno gestiamo centinaia di pratiche di successione in tutta la provincia di Udine e in Friuli Venezia Giulia, sia in Catasto ordinario che in sistema tavolare. Questa esperienza ci consente di prevenire errori, anticipare criticità e risolvere rapidamente eventuali problemi con l’Agenzia delle Entrate.

3. Rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine

Collaboriamo quotidianamente con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Udine. Questo significa che possiamo monitorare lo stato della tua pratica in tempo reale, risolvere rapidamente eventuali richieste di integrazione documentale e accelerare i tempi di registrazione. Se l’Agenzia rileva un’anomalia, interveniamo subito per correggerla, evitando ritardi e sanzioni.

4. Servizio completo: dichiarazione e voltura inclusa

A differenza di molti commercialisti e notai, il CAF Centro Fiscale include sempre la voltura catastale nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Non devi cercare un geometra, non devi pagare un altro professionista: ci occupiamo noi della trasmissione telematica della voltura e ti consegniamo il certificato di avvenuto aggiornamento del Catasto. Per le successioni a Udine in Catasto ordinario, gestiamo tutto internamente dall’inizio alla fine.

5. Costi trasparenti e competitivi

I CAF sono enti senza scopo di lucro che operano su grandi volumi di pratiche. Questo ci permette di offrire tariffe chiare e competitive, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto a un notaio. Il nostro preventivo è sempre dettagliato e include tutto: compilazione, trasmissione, voltura, assistenza. Nessun costo nascosto, nessuna sorpresa in fattura.

6. Competenza sul territorio friulano e sistema tavolare

Il Friuli Venezia Giulia ha una particolarità unica in Italia: il sistema tavolare. Molti professionisti provenienti da altre regioni non conoscono questo sistema e non sanno come gestire una successione con immobili iscritti nelle Tavole. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica sul territorio friulano e sa esattamente come muoversi, sia in Catasto ordinario che in regime tavolare. Se hai immobili a Trieste, Gorizia o nei comuni tavolari della provincia di Udine, possiamo assisterti con professionisti specializzati.

In sintesi: Scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine significa affidarti a professionisti esperti, risparmiare tempo e denaro, e avere la certezza che tutto verrà gestito correttamente dall’inizio alla fine. Siamo a Udine da anni, conosciamo il territorio e abbiamo rapporti consolidati con tutti gli enti coinvolti (Agenzia delle Entrate, Comuni, Uffici Tavolari).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Successione a Udine

Ecco le risposte alle domande più comuni che riceviamo ogni giorno sulle successioni a Udine. Se non trovi la risposta che cerchi, contattaci: saremo felici di aiutarti.

1. Quanto costa una successione al CAF di Udine?

Il costo dipende dalla complessità della pratica. Per una successione a Udine di complessità media (un immobile, qualche conto corrente, 2-3 eredi), il nostro onorario varia tra i 300 e gli 800 euro, con la voltura catastale inclusa. Questo è il costo del servizio CAF; a parte vanno le imposte da versare allo Stato (imposta di successione, ipotecaria, catastale), che sono uguali per tutti i professionisti. Ti forniamo sempre un preventivo dettagliato prima di iniziare, senza impegno.

2. Quanto tempo ci vuole per una successione?

Dall’inizio della raccolta documenti alla chiusura completa della pratica (dichiarazione + voltura registrata), servono in media 1-3 mesi. La fase più lunga è quasi sempre la raccolta documenti da parte degli eredi (1-4 settimane). Una volta che hai tutti i documenti, al CAF Centro Fiscale trasmettiamo la dichiarazione entro 48 ore dall’appuntamento. La registrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate richiede 7-15 giorni, mentre la voltura catastale si completa in 15-30 giorni.

3. Cosa significa fare tutto in un unico appuntamento?

Significa che vieni una sola volta al nostro ufficio con tutti i documenti. Durante l’appuntamento (60-90 minuti) verifichiamo i documenti, compiliamo la dichiarazione di successione davanti a te spiegandoti ogni passaggio, calcoliamo le imposte esatte, ti facciamo firmare la pratica e riscuotiamo il nostro onorario. Dopodiché gestiamo tutto noi: trasmissione telematica, voltura catastale, monitoraggio dello stato della pratica. Ti ricontattiamo solo per consegnarti la documentazione finale.

4. Il CAF può gestire successioni con sistema tavolare?

Sì. Se gli immobili sono a Udine città (Catasto ordinario), gestiamo tutto internamente dalla dichiarazione alla voltura. Se invece gli immobili sono in regime tavolare (Trieste, Gorizia, Tarvisio, ecc.), prepariamo la dichiarazione di successione e collaboriamo con professionisti specializzati (geometri o notai abilitati) per l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. Coordiniamo noi l’intero processo e ti mettiamo in contatto con i nostri partner di fiducia.

5. Posso fare la successione senza notaio?

Sì, nella maggior parte dei casi. Il notaio è obbligatorio solo in situazioni particolari, come la rinuncia all’eredità (che deve essere fatta davanti al notaio o al cancelliere del Tribunale) o la pubblicazione di testamento olografo. Per tutte le altre successioni a Udine, il CAF è perfettamente abilitato a gestire l’intero iter: dichiarazione, trasmissione telematica, calcolo imposte, voltura catastale. Risparmi tempo e denaro senza rinunciare alla qualità del servizio.

6. Quali documenti servono per la successione?

I documenti principali sono: certificato di morte, codici fiscali e documenti d’identità del defunto e di tutti gli eredi, stato di famiglia storico, visure catastali o estratti tavolari degli immobili, estratti conto bancari alla data del decesso, certificati di proprietà veicoli, eventuali testamenti con verbale di pubblicazione. Ti forniamo una checklist personalizzata per il tuo caso specifico, così sai esattamente cosa raccogliere. Consulta la nostra guida completa sui documenti per la successione a Udine.

7. Cosa succede se supero i 12 mesi dalla morte?

Se presenti la dichiarazione di successione oltre i 12 mesi dalla data del decesso, scattano le sanzioni per ritardato adempimento. La sanzione parte da un minimo di 150 euro e può arrivare fino al 30% delle imposte dovute, a seconda del ritardo. Inoltre, si applicano gli interessi di mora. Per questo motivo è importante non aspettare l’ultimo momento: se hai dubbi o difficoltà a raccogliere i documenti, contattaci subito. Ti aiutiamo a rispettare le scadenze.

8. La voltura catastale è inclusa nel servizio?

Sì, sempre. Al CAF Centro Fiscale la voltura catastale è inclusa nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Gestiamo noi la trasmissione telematica e ti consegniamo il certificato di voltura registrato. Per gli immobili in regime tavolare, collaboriamo con professionisti specializzati che seguono la procedura di iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. In ogni caso, tu hai un unico referente (noi) che coordina tutto il processo.

9. Quali sono le novità 2026 sulle successioni?

La principale novità 2026 è l’abolizione del coacervo (Decreto Legislativo 139/2024). Questo significa che le donazioni ricevute in vita non si sommano più all’eredità ai fini del calcolo dell’imposta di successione. Ogni erede ha ora due franchigie separate: 1 milione di euro per le donazioni e 1 milione di euro per l’eredità (per coniuge e figli). Questo porta a un risparmio fiscale significativo per molte famiglie. Altre novità: autoliquidazione online delle imposte, semplificazione del modello di dichiarazione, integrazione automatica con le banche dati immobiliari.

10. Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine?

Scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine significa affidarti a professionisti con esperienza consolidata (centinaia di pratiche ogni anno), competenza specifica sul territorio friulano (sistema tavolare incluso), rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, e costi trasparenti e competitivi. Gestiamo tutto in un unico appuntamento, voltura catastale inclusa, e ti consegniamo la documentazione completa. Risparmi tempo, denaro e stress, senza rinunciare alla qualità del servizio.

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Non rimandare: ogni giorno conta verso la scadenza dei 12 mesi dalla data del decesso. Contattaci oggi per un preventivo gratuito e senza impegno. Ti spieghiamo esattamente cosa serve, quanto costa e quanto tempo ci vuole. Gestiamo centinaia di successioni ogni anno con competenza, trasparenza e costi competitivi.

CAF Centro Fiscale Udine
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    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione

    NASPI 2025

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la NASpI e a chi spetta
    2. Date di accredito NASpI marzo 2026
    3. Quando si sospende la NASpI
    4. Limiti di reddito per tipologia di lavoro
    5. Come riattivare la NASpI dopo la sospensione
    6. Differenza tra sospensione e decadenza
    7. Esempi pratici e calcoli
    8. Domande frequenti

    La NASpI di marzo 2026 sarà accreditata regolarmente dall’INPS secondo il consueto calendario mensile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le date di pagamento NASpI marzo 2026, le procedure di sospensione e riattivazione dell’indennità, e tutti i casi in cui il beneficiario può continuare a lavorare senza perdere il diritto alla prestazione.

    Se stai percependo la NASpI o hai intenzione di richiederla, è fondamentale conoscere le regole aggiornate per evitare sospensioni impreviste o, peggio ancora, la decadenza dal beneficio. L’INPS applica controlli automatici sui redditi da lavoro: qualsiasi attività retribuita deve essere comunicata tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

    In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente la tua indennità di disoccupazione, con esempi pratici, tabelle riepilogative e riferimenti normativi ufficiali.

    Quando si Sospende la NASpI

    La sospensione della NASpI è una misura temporanea che non comporta la perdita del diritto all’indennità. L’erogazione viene interrotta per un determinato periodo, ma riprende automaticamente al termine dell’evento che ha causato la sospensione.

    La NASpI si sospende automaticamente nei seguenti casi previsti dall’art. 9 del D.Lgs. 22/2015:

    1. Nuova occupazione con contratto subordinato

    Se il beneficiario trova un nuovo lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato), la NASpI viene sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro, a condizione che:

    • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi (anche prorogato)
    • Il beneficiario comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (tramite modello NASpI-Com)
    • Il reddito annuo previsto non superi il limite di 8.500 euro (limite 2026 rivalutato)

    ⚠️ Attenzione: Se il contratto supera i 6 mesi o il reddito supera gli 8.500 euro annui, la NASpI decade definitivamente e non può essere riattivata.

    2. Attività di lavoro autonomo o parasubordinato

    Il beneficiario della NASpI può svolgere attività di lavoro autonomo occasionale, collaborazione coordinata e continuativa o aprire una partita IVA, a condizione che il reddito annuo previsto non superi:

    • 5.500 euro per lavoro autonomo o parasubordinato (limite 2026)

    In questo caso, la NASpI non viene sospesa, ma ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine NASpI o di fine anno.

    📌 Importante: Il beneficiario deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, utilizzando il modello NASpI-Com.

    3. Rioccupazione all’estero

    Se il beneficiario trova lavoro in un Paese dell’Unione Europea, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro, purché:

    • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi
    • Venga comunicato all’INPS entro 30 giorni

    Per lavori in Paesi extra-UE, invece, la NASpI decade automaticamente.

    4. Malattia o infortunio

    La malattia certificata o l’infortunio non sospendono la NASpI. L’indennità continua a essere erogata regolarmente anche durante i periodi di malattia, purché il beneficiario rimanga in stato di disoccupazione.

    ⚠️ Tuttavia, la malattia o l’infortunio possono giustificare la mancata partecipazione a iniziative di politiche attive del lavoro o colloqui presso il Centro per l’Impiego, senza che ciò comporti la decadenza dalla NASpI.

    Limiti di Reddito per Tipologia di Lavoro

    Per evitare la sospensione o decadenza dalla NASpI, è fondamentale rispettare i limiti di reddito previsti dalla normativa INPS. Ecco una tabella riepilogativa aggiornata al 2026:

    Tipologia di lavoroLimite reddito annuoEffetto sulla NASpI
    Lavoro subordinato ≤ 6 mesi8.500 euroSospensione (riattivazione automatica)
    Lavoro subordinato > 6 mesiQualsiasi importoDecadenza definitiva
    Lavoro autonomo/partita IVA5.500 euroRiduzione NASpI 80%
    Lavoro autonomo > 5.500 euroOltre 5.500 euroDecadenza definitiva
    Lavoro occasionale/PrestO5.500 euroRiduzione NASpI 80%
    Cococo/collaborazione5.500 euroRiduzione NASpI 80%

    📌 Nota importante: I limiti di reddito indicati sono valori annui lordi e si riferiscono al reddito previsto nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la fine dell’anno solare (o la scadenza della NASpI, se antecedente).

    Come calcolare il reddito previsto

    Se inizi un’attività autonoma o un lavoro occasionale durante la fruizione della NASpI, devi stimare il reddito annuo previsto e comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Ecco come calcolare:

    Esempio pratico 1: Inizio collaborazione occasionale il 1° marzo 2026, compenso mensile stimato 800 euro.

    • Mesi rimanenti fino a fine anno: 10 mesi (da marzo a dicembre)
    • Reddito annuo previsto: 800 × 10 = 8.000 euro
    • 8.000 euro > 5.500 euro → NASpI decade

    Esempio pratico 2: Apro partita IVA il 1° settembre 2026, reddito mensile stimato 400 euro.

    • Mesi rimanenti fino a fine anno: 4 mesi (da settembre a dicembre)
    • Reddito annuo previsto: 400 × 4 = 1.600 euro
    • 1.600 euro < 5.500 euro → NASpI ridotta dell’80% del reddito (riduzione mensile: 1.600 × 80% ÷ 4 = 320 euro/mese)

    Come Riattivare la NASpI dopo la Sospensione

    La riattivazione della NASpI dopo un periodo di sospensione avviene automaticamente nella maggior parte dei casi, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

    Riattivazione automatica dopo lavoro subordinato

    Se la NASpI è stata sospesa per un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la riattivazione avviene automaticamente alla scadenza del contratto, a condizione che:

    • Il beneficiario comunichi la fine del rapporto di lavoro all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com
    • Il beneficiario presenti nuovamente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego

    La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto, con lo stesso importo mensile (eventualmente ridotto del 3% mensile se sono trascorsi più di 5 mesi dall’inizio della fruizione originaria).

    Procedura per comunicare la fine del contratto

    Per riattivare la NASpI dopo la fine di un contratto subordinato, segui questi passaggi:

    1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS)
    2. Cerca il servizio “NASpI: invio domanda”
    3. Seleziona “NASpI-Com: comunicazione redditi presunti”
    4. Compila il modulo indicando:
      • Data di inizio e fine del rapporto di lavoro
      • Tipo di contratto (subordinato, autonomo, ecc.)
      • Reddito percepito durante il periodo di sospensione
    5. Invia la comunicazione entro 30 giorni dalla fine del contratto

    ⚠️ Attenzione: Se non comunichi la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni, rischi di perdere definitivamente il diritto alle mensilità di NASpI non godute durante il periodo di omessa comunicazione.

    Tempi di riattivazione NASpI

    Una volta inviata la comunicazione di fine rapporto, l’INPS procede alla riattivazione entro 15-30 giorni. Il pagamento riprende dal mese successivo alla comunicazione, con effetto retroattivo se la comunicazione è stata tempestiva.

    Se riscontri ritardi nella riattivazione, puoi:

    • Contattare il contact center INPS al numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164164 (da cellulare)
    • Verificare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS
    • Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella gestione della pratica

    Differenza tra Sospensione e Decadenza

    È fondamentale distinguere tra sospensione e decadenza della NASpI, perché le conseguenze sono molto diverse:

    AspettoSospensioneDecadenza
    DefinizioneInterruzione temporaneaPerdita definitiva del diritto
    RiattivazionePossibile automaticamenteNon possibile
    Periodo residuoConservatoPerso definitivamente
    Nuova domandaNon necessariaPossibile solo con nuovi requisiti

    Cause di decadenza dalla NASpI

    La NASpI decade definitivamente nei seguenti casi previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 22/2015:

    1. Perdita dello stato di disoccupazione per nuova occupazione con contratto subordinato di durata superiore a 6 mesi
    2. Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego o dei servizi per l’impiego (senza giustificato motivo)
    3. Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua (secondo i criteri dell’art. 25 del D.Lgs. 150/2015)
    4. Mancata adesione a iniziative di politiche attive del lavoro (tirocini, percorsi di formazione, ecc.)
    5. Inizio attività di lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni
    6. Superamento dei limiti di reddito per lavoro autonomo (5.500 euro) o subordinato (8.500 euro)
    7. Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
    8. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASpI)
    9. Omessa comunicazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato

    ⚠️ Attenzione: In caso di omessa o falsa comunicazione di redditi da lavoro, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite, con applicazione di sanzioni amministrative fino al 30% dell’importo recuperato.

    Esempi Pratici e Calcoli

    Per comprendere meglio come funzionano sospensione e riattivazione della NASpI, ecco alcuni casi pratici con calcoli dettagliati:

    Caso 1: Lavoro subordinato di 4 mesi durante NASpI

    Situazione: Marco percepisce la NASpI da gennaio 2026 (importo mensile: 1.200 euro, durata residua: 18 mesi). Il 1° aprile 2026 trova un lavoro a tempo determinato di 4 mesi con stipendio netto di 1.400 euro/mese.

    Procedura corretta:

    1. Marco comunica all’INPS l’inizio del contratto entro 30 giorni (entro il 1° maggio 2026)
    2. Verifica che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.500 euro: 1.400 × 4 mesi = 5.600 euro ✅
    3. La NASpI viene sospesa da aprile a luglio 2026 (4 mesi)
    4. Al termine del contratto (31 luglio 2026), Marco comunica la fine del rapporto entro 30 giorni
    5. La NASpI viene riattivata da agosto 2026 con importo ridotto del 3% per 2 mesi (aprile e maggio erano nel 4° e 5° mese di NASpI, non riducibili; giugno era il 6° mese, riduzione 3%; luglio era il 7° mese, riduzione ulteriore 3%)
    6. Nuovo importo NASpI: 1.200 × 0,97 × 0,97 = 1.128 euro/mese
    7. Durata residua: 18 – 3 (mesi goduti prima della sospensione) = 15 mesi

    Caso 2: Apertura partita IVA durante NASpI

    Situazione: Laura percepisce la NASpI da febbraio 2026 (importo mensile: 950 euro, durata residua: 12 mesi). Il 1° giugno 2026 apre partita IVA come grafica freelance, stimando un reddito mensile di 350 euro.

    Procedura corretta:

    1. Laura comunica all’INPS l’apertura della partita IVA entro 30 giorni (entro il 1° luglio 2026)
    2. Calcola il reddito annuo previsto: 350 × 7 mesi (da giugno a dicembre) = 2.450 euro
    3. 2.450 euro < 5.500 euro → La NASpI non decade, ma viene ridotta
    4. Riduzione mensile: 2.450 × 80% ÷ 7 mesi = 280 euro/mese
    5. Nuovo importo NASpI: 950 – 280 = 670 euro/mese da giugno a dicembre 2026
    6. Da gennaio 2027, Laura dovrà comunicare il reddito effettivo 2026 e l’INPS ricalcolerà eventuali conguagli

    Caso 3: Contratto di 8 mesi durante NASpI

    Situazione: Giulia percepisce la NASpI da marzo 2026 (importo mensile: 1.100 euro, durata residua: 20 mesi). Il 1° maggio 2026 firma un contratto a tempo determinato di 8 mesi con stipendio netto di 1.300 euro/mese.

    Conseguenza:

    • Il contratto supera i 6 mesi → La NASpI decade definitivamente
    • Giulia perde il diritto ai 18 mesi residui di NASpI (20 – 2 mesi già goduti)
    • Se il contratto termina il 31 dicembre 2026, Giulia dovrà presentare una nuova domanda di NASpI entro 68 giorni, purché abbia maturato i requisiti contributivi richiesti

    ⚠️ Raccomandazione: Prima di accettare un contratto superiore a 6 mesi, valuta attentamente se il reddito complessivo del nuovo lavoro compensa la perdita della NASpI residua.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla NASpI Marzo 2026

    Domande Frequenti sulla NASpI

    Quando viene pagata la NASpI di marzo 2026?

    La NASpI di marzo 2026 viene accreditata generalmente tra il 11 e il 15 marzo per i beneficiari con IBAN bancario o postale. Per i pagamenti in contanti presso Poste Italiane, l’accredito può avvenire fino al 17 marzo. Le nuove domande o i ricalcoli possono essere pagati entro il 25 marzo 2026.

    Posso lavorare durante la NASpI senza perderla?

    Sì, puoi lavorare durante la NASpI rispettando precisi limiti di reddito. Per lavoro subordinato fino a 6 mesi: limite 8.500 euro annui (NASpI sospesa). Per lavoro autonomo o partita IVA: limite 5.500 euro annui (NASpI ridotta dell’80% del reddito). Oltre questi limiti, la NASpI decade definitivamente.

    Come si riattiva la NASpI dopo un contratto a termine?

    La riattivazione è automatica se il contratto era inferiore a 6 mesi e il reddito non superava 8.500 euro annui. Devi comunicare all’INPS la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com e presentare nuovamente la DID al Centro per l’Impiego. La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto.

    Qual è la differenza tra sospensione e decadenza della NASpI?

    La sospensione è temporanea e reversibile: l’indennità si interrompe ma può essere riattivata automaticamente. La decadenza è definitiva: perdi il diritto alla NASpI e non puoi recuperare le mensilità residue. La decadenza avviene per contratti oltre 6 mesi, mancata partecipazione a convocazioni, superamento limiti reddito o omessa comunicazione.

    Devo comunicare sempre i redditi da lavoro all’INPS?

    Sì, è obbligatorio comunicare qualsiasi reddito da lavoro (subordinato, autonomo, occasionale) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, tramite il modello NASpI-Com sul portale INPS. L’omessa comunicazione comporta la decadenza dalla NASpI e il recupero delle somme indebitamente percepite, con sanzioni fino al 30% dell’importo.


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      04/09/2026
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      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

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      Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 08:12:402026-05-31 09:42:06NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione
      NOTIZIE

      Redditi SC 2026: Novità IRES Società di Capitali

      Dichiarazione dei redditi 730

      L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente approvato il Modello Redditi SC 2026 (società di capitali) con il Provvedimento del 30 gennaio 2026. Il modello, utilizzato per dichiarare i redditi prodotti nel 2025 da SRL, SPA, SAPA e cooperative, presenta alcune importanti novità fiscali che impattano direttamente sulla tassazione IRES e sugli adempimenti dichiarativi.

      Le principali modifiche riguardano l’aliquota IRES, le deduzioni per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0, il regime Patent Box per i beni immateriali, e l’introduzione di nuovi quadri per la tassazione dei redditi esteri e delle società controllate estere (CFC). Vediamo nel dettaglio cosa cambia per le società di capitali nel 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Aliquota IRES 2026: Confermata al 24%
      2. Novità Deduzioni: Beni Strumentali e Transizione 5.0
      3. Patent Box e Beni Immateriali: Regime Agevolato
      4. Scadenze Modello Redditi SC 2026
      5. Quadro RF e Redditi Esteri: Nuovi Obblighi CFC

      Aliquota IRES 2026: Confermata al 24%

      L’aliquota IRES (Imposta sul Reddito delle Società) rimane confermata al 24% sul reddito imponibile anche per il periodo d’imposta 2025. Questa aliquota si applica a tutte le società di capitali residenti in Italia, nonché agli enti commerciali e alle società ed enti non residenti per i redditi prodotti in Italia.

      La base imponibile IRES si determina partendo dall’utile civilistico risultante dal bilancio, al quale si applicano le variazioni in aumento e in diminuzione previste dalla normativa fiscale (Tuir – Testo Unico Imposte sui Redditi).

      Calcolo IRES: esempio pratico

      Una SRL chiude il bilancio 2025 con un utile di 100.000 euro. Dopo le variazioni fiscali (es. costi non deducibili, ammortamenti eccedenti), il reddito imponibile risulta pari a 110.000 euro.

      • IRES dovuta: 110.000 × 24% = 26.400 euro
      • Acconti 2025 versati: 20.000 euro
      • Saldo da versare entro 30 giugno 2026: 6.400 euro

      L’aliquota del 24% rappresenta un livello medio rispetto agli altri Paesi europei. In Francia l’aliquota ordinaria sulle società è al 25%, in Germania al 15% (più tasse locali che portano il totale al 30-33%), in Spagna al 25%.

      Novità Deduzioni: Beni Strumentali e Transizione 5.0

      Una delle novità più rilevanti del Modello Redditi SC 2026 riguarda le agevolazioni fiscali per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali. Il governo ha confermato e potenziato i benefici previsti dal Piano Transizione 4.0 e introdotto il nuovo Piano Transizione 5.0.

      Piano Transizione 4.0 (confermato)

      Per gli investimenti in beni strumentali nuovi 4.0 (macchinari interconnessi, robotica, software gestionali) effettuati nel 2025, le società possono beneficiare di:

      • Credito d’imposta al 20% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
      • Credito d’imposta al 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro
      • Credito d’imposta al 5% per investimenti oltre 10 milioni (fino a 20 milioni)

      Piano Transizione 5.0 (novità 2025-2026)

      Il Piano Transizione 5.0 è la nuova misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che premia le aziende che realizzano investimenti green finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e all’autoproduzione da fonti rinnovabili.

      I crediti d’imposta arrivano fino al 45% dell’investimento per progetti che garantiscono una riduzione dei consumi energetici superiore al 10%. Il beneficio si applica su:

      • Beni strumentali materiali 4.0 (macchinari, impianti)
      • Beni strumentali immateriali 4.0 (software)
      • Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo
      • Formazione 5.0 per i dipendenti (fino a 300.000 euro)

      Il credito è utilizzabile in compensazione con modello F24 in 5 quote annuali di pari importo (o 3 anni per beni immateriali).

      Patent Box e Beni Immateriali: Regime Agevolato

      Il Patent Box è un regime opzionale che consente alle società di capitali di beneficiare di una tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali (brevetti, marchi, software protetti da copyright, know-how).

      Nel Modello Redditi SC 2026, il regime Patent Box prevede:

      • Esclusione dal reddito imponibile del 110% dei redditi derivanti dall’utilizzo diretto di beni immateriali
      • L’agevolazione si traduce in una tassazione effettiva IRES inferiore al 12% sui redditi da IP (contro il 24% ordinario)
      • L’opzione ha durata 5 anni ed è rinnovabile

      Chi può accedere al Patent Box

      Possono accedere al regime agevolato:

      • Società di capitali residenti in Italia
      • Stabili organizzazioni in Italia di società estere
      • Imprese individuali e società di persone (con limitazioni)

      I beni immateriali agevolabili devono essere:

      • Brevetti industriali
      • Marchi d’impresa (solo se registrati)
      • Disegni e modelli
      • Software protetto da copyright
      • Know-how, informazioni aziendali e segreti commerciali

      Il Patent Box richiede la compilazione del Quadro OP del Modello Redditi SC e la presentazione di una istanza preventiva all’Agenzia delle Entrate con la metodologia di calcolo del beneficio (ruling).

      Scadenze Modello Redditi SC 2026

      Il Modello Redditi SC 2026 deve essere presentato dalle società di capitali entro termini precisi, a seconda della data di chiusura dell’esercizio.

      Scadenze per società con esercizio solare (31/12)

      Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare (chiusura al 31 dicembre 2025):

      • Presentazione dichiarazione: entro il 30 novembre 2026
      • Versamento saldo IRES 2025: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
      • Primo acconto IRES 2026: entro il 30 giugno 2026
      • Secondo acconto IRES 2026: entro il 30 novembre 2026

      Scadenze per società con esercizio non coincidente

      Le società con esercizio a cavallo d’anno (es. 01/07/2024 – 30/06/2025) devono presentare la dichiarazione entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

      Esempio: esercizio chiuso al 30/06/2025 → dichiarazione entro il 31 marzo 2026.

      Modalità di presentazione

      Il Modello Redditi SC deve essere trasmesso esclusivamente in via telematica tramite:

      • Entratel/Fisconline (servizi telematici Agenzia delle Entrate)
      • Intermediari abilitati (commercialisti, consulenti fiscali, CAF)

      La presentazione tardiva comporta sanzioni da 250 a 2.000 euro, riducibili con ravvedimento operoso.

      Quadro RF e Redditi Esteri: Nuovi Obblighi CFC

      Il Modello Redditi SC 2026 introduce modifiche significative al Quadro FC (Controlled Foreign Companies), che riguarda le società italiane che controllano società estere in Paesi a fiscalità privilegiata.

      Normativa CFC: cosa prevede

      La normativa CFC (art. 167 del Tuir) impone alle società italiane di imputare per trasparenza i redditi prodotti da società estere controllate se ricorrono determinate condizioni:

      • La società estera è controllata (>50% dei diritti di voto o utili)
      • La società estera è residente in un Paese black list o con tassazione effettiva inferiore al 15%
      • Oltre il 50% dei proventi della CFC deriva da passive income (interessi, dividendi, canoni, plusvalenze)

      In presenza di questi requisiti, i redditi della CFC vengono tassati direttamente in capo alla società italiana controllante, indipendentemente dall’effettiva distribuzione degli utili.

      Novità 2026: Black list aggiornata

      Con il Decreto MEF del 15 gennaio 2026, la black list dei Paesi a fiscalità privilegiata è stata aggiornata. Sono stati rimossi alcuni Paesi (es. Emirati Arabi Uniti, Qatar) che hanno introdotto l’imposta sulle società al 9%, e aggiunte nuove giurisdizioni (es. alcune isole caraibiche).

      Le società italiane con partecipazioni in questi Paesi devono verificare la nuova disciplina e compilare il Quadro FC del Modello Redditi SC 2026 indicando:

      • Dati identificativi della società estera controllata
      • Reddito prodotto dalla CFC (convertito in euro)
      • Quota di competenza della controllante italiana
      • Credito per imposte estere eventualmente spettante

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Modello Redditi SC 2026

      Quando si presenta il Modello Redditi SC 2026?

      Il Modello Redditi SC 2026 deve essere presentato entro il 30 novembre 2026 per le società con esercizio coincidente con l’anno solare (chiusura 31/12). Per esercizi a cavallo d’anno, il termine è l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura. La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica tramite Entratel/Fisconline o intermediari abilitati.

      Qual è l’aliquota IRES per il 2026?

      L’aliquota IRES per il periodo d’imposta 2025 (dichiarazione 2026) rimane confermata al 24% sul reddito imponibile. Questa aliquota si applica a tutte le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), cooperative ed enti commerciali residenti in Italia, nonché alle stabili organizzazioni di società estere.

      Cos’è il Piano Transizione 5.0?

      Il Piano Transizione 5.0 è la nuova agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che premia le aziende che investono in beni strumentali finalizzati alla riduzione dei consumi energetici. Prevede crediti d’imposta fino al 45% dell’investimento per progetti che garantiscono una riduzione dei consumi superiore al 10%. Il beneficio si applica su macchinari 4.0, software, impianti fotovoltaici e formazione del personale.

      Chi deve compilare il Quadro FC per le CFC?

      Il Quadro FC (Controlled Foreign Companies) deve essere compilato dalle società italiane che controllano società estere residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (black list) o con tassazione effettiva inferiore al 15%, se oltre il 50% dei proventi della controllata estera deriva da passive income (interessi, dividendi, canoni). In questo caso, i redditi della CFC vengono imputati per trasparenza alla società italiana.

      Le novità del Modello Redditi SC 2026 richiedono particolare attenzione da parte di amministratori, commercialisti e consulenti fiscali delle società di capitali. L’aliquota IRES confermata al 24%, le nuove agevolazioni per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0, il potenziamento del Patent Box e gli aggiornamenti sulla normativa CFC rappresentano opportunità ma anche adempimenti da gestire con precisione per evitare errori costosi.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste società di capitali, professionisti e commercialisti nella compilazione del Modello Redditi SC, nell’analisi delle agevolazioni applicabili e nella verifica della corretta determinazione del reddito imponibile IRES. Contattaci per una consulenza personalizzata.


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      GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica

      Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Completa con Codici e Esempi

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Obbligo Fattura Elettronica Forfettari 2026
      2. Come Funziona il Sistema di Interscambio
      3. Come Compilare una Fattura Elettronica
      4. Software Consigliati per Forfettari
      5. Errori Comuni da Evitare
      6. Sanzioni per Mancata Fatturazione
      7. Domande Frequenti

      Dal 1 gennaio 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario, senza eccezioni legate al fatturato. In questa guida completa spieghiamo come funziona, quali codici usare, quali software scegliere e quali errori evitare.

      Se hai appena aperto partita IVA in regime forfettario, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per emettere fatture elettroniche corrette e conformi alla normativa.

      Obbligo Fattura Elettronica Forfettari 2026

      L’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è stato introdotto dall’articolo 18 del decreto-legge n. 36/2022 con una gradualità temporale:

      • Dal 1 luglio 2022: obbligo per forfettari con ricavi superiori a 25.000 euro
      • Dal 1 gennaio 2024: obbligo esteso a TUTTI i forfettari, indipendentemente dai ricavi

      Nel 2026 l’obbligo è quindi pienamente operativo per tutti. Non esistono più esenzioni basate sul volume d’affari.

      Chi è Escluso dall’Obbligo

      Le uniche eccezioni riguardano:

      • Prestazioni sanitarie verso privati – Medici, dentisti, fisioterapisti e professionisti sanitari che inviano dati al Sistema Tessera Sanitaria
      • Fatture verso l’estero – Operazioni con clienti esteri (per cui si usa l’esterometro o la fattura cartacea)

      Cosa Deve Fare il Forfettario

      Ogni forfettario deve:

      1. Emettere fatture elettroniche in formato XML
      2. Trasmettere le fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI)
      3. Ricevere le fatture passive in formato elettronico
      4. Conservare le fatture digitalmente per 10 anni (conservazione sostitutiva)

      Come Funziona il Sistema di Interscambio (SdI)

      Il Sistema di Interscambio è la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che gestisce il flusso delle fatture elettroniche in Italia. Funziona così:

      Flusso della Fattura Elettronica

      1. Creazione: Il forfettario crea la fattura in formato XML tramite un software
      2. Invio al SdI: La fattura viene trasmessa al Sistema di Interscambio
      3. Controlli: Il SdI verifica la correttezza formale della fattura
      4. Consegna: Se i controlli sono superati, la fattura viene recapitata al cliente
      5. Notifica: Il SdI invia al mittente una ricevuta di consegna o scarto

      Termini di Emissione

      I forfettari devono rispettare questi termini:

      • Fattura immediata: entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione
      • Fattura differita: entro il 15 del mese successivo (per più operazioni verso lo stesso cliente)

      Come Compilare una Fattura Elettronica da Forfettario

      La fattura elettronica del forfettario ha alcuni campi specifici che la distinguono dalle fatture ordinarie.

      Codice Regime Fiscale: RF19

      Nel campo RegimeFiscale della fattura XML, il forfettario deve indicare il codice:

      • RF19 – Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)

      I software di fatturazione compilano questo campo automaticamente una volta impostato il regime fiscale.

      Codice Natura IVA: N2.2

      Poiché i forfettari non applicano l’IVA, nel campo Natura va indicato:

      • N2.2 – Operazioni non soggette – altri casi

      Questo codice indica che l’operazione non è soggetta a IVA per carenza del presupposto soggettivo (regime forfettario).

      Dicitura Obbligatoria

      Nella fattura deve essere presente la seguente dicitura:

      “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, L. n. 190 del 2014 così come modificato dalla L. n. 208 del 2015 e dalla L. n. 145 del 2018”

      Imposta di Bollo

      Le fatture dei forfettari sono soggette a imposta di bollo di 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.

      Come indicare il bollo nella fattura elettronica:

      • Valorizzare il campo “Bollo Virtuale” a “SI”
      • Il bollo non va pagato fattura per fattura
      • Si versa trimestralmente tramite F24 o addebito IBAN nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

      Esempio Pratico di Fattura Forfettario

      CampoValore
      Regime FiscaleRF19
      Natura IVAN2.2
      Aliquota IVA0%
      Bollo virtuale (se > 77,47 euro)SI
      Importo esempio1.000,00 euro
      Totale fattura1.000,00 euro + 2,00 euro bollo = 1.002,00 euro

      Software Consigliati per Forfettari

      Per emettere fatture elettroniche serve un software che generi il file XML e lo trasmetta al SdI. Ecco le opzioni migliori per i forfettari:

      Opzioni Gratuite

      • Portale Fatture e Corrispettivi (Agenzia Entrate) – Completamente gratuito, include conservazione. Interfaccia spartana ma funzionale.
      • App FatturAE – App ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per smartphone

      Opzioni a Pagamento (Consigliate)

      SoftwarePrezzo/AnnoIdeale per
      Fatturazione Italia49 euro IVA inclusa150 fatture, prezzo bloccato 3 anni
      Fatture in Cloud Forfettari48 euro + IVA (poi 96)Interfaccia moderna
      Aruba Fatturazione29,90 euro + IVAMassimo risparmio
      Software Semplice48 euro + IVASemplicità d’uso

      Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

      Errori Comuni da Evitare

      Ecco gli errori più frequenti commessi dai forfettari nella fatturazione elettronica:

      1. Codice Natura Errato

      Errore: Usare N2.1 invece di N2.2

      Soluzione: I forfettari devono sempre usare N2.2 (non soggette – altri casi)

      2. Dimenticare il Bollo

      Errore: Non indicare il bollo virtuale per fatture superiori a 77,47 euro

      Soluzione: Impostare il software per aggiungere automaticamente il bollo

      3. Dicitura Mancante o Errata

      Errore: Non inserire la dicitura obbligatoria sul regime forfettario

      Soluzione: Salvare la dicitura nel template del software

      4. Invio in Ritardo

      Errore: Inviare la fattura oltre i 12 giorni dall’operazione

      Soluzione: Fatturare subito dopo aver incassato o erogato il servizio

      5. Codice Destinatario Errato

      Errore: Inserire un codice SdI errato per il cliente

      Soluzione: Chiedere sempre al cliente il suo codice destinatario o PEC

      Sanzioni per Mancata Fatturazione Elettronica

      I forfettari che non rispettano l’obbligo di fatturazione elettronica rischiano sanzioni significative:

      Sanzioni Applicabili

      • Mancata emissione: dal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati (minimo 500 euro)
      • Emissione tardiva: dal 5% al 10% dei corrispettivi (minimo 250 euro)
      • Invio con dati errati: da 250 a 2.000 euro

      Le sanzioni possono essere ridotte con il ravvedimento operoso se si regolarizza spontaneamente prima di accertamenti.

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      Domande Frequenti sulla Fatturazione Elettronica Forfettari

      I forfettari sono obbligati alla fattura elettronica nel 2026?

      Sì, dal 1 gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica, indipendentemente dal volume di ricavi. L’unica eccezione riguarda le prestazioni sanitarie verso privati (Sistema Tessera Sanitaria) e le operazioni con l’estero.

      Quale codice natura IVA usare per i forfettari?

      I forfettari devono usare il codice N2.2 (Operazioni non soggette – altri casi) nel campo Natura IVA della fattura elettronica. Questo codice indica che l’operazione non è soggetta a IVA per carenza del presupposto soggettivo.

      Quando si applica il bollo sulle fatture dei forfettari?

      Il bollo di 2 euro si applica alle fatture dei forfettari quando l’importo supera 77,47 euro. Nella fattura elettronica si indica “Bollo Virtuale = SI” e il versamento avviene trimestralmente tramite F24 o addebito nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

      Entro quanto tempo devo emettere la fattura elettronica?

      La fattura elettronica immediata va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (incasso o erogazione del servizio). La fattura differita, che raggruppa più operazioni verso lo stesso cliente, va emessa entro il 15 del mese successivo.

      Posso usare la fattura semplificata come forfettario?

      Sì, dal 2025 i forfettari possono emettere fattura semplificata anche per importi superiori a 400 euro. La fattura semplificata richiede meno dati ed è più veloce da compilare, utile per operazioni ricorrenti verso gli stessi clienti.

      Conclusioni

      La fatturazione elettronica per i forfettari è ormai un obbligo consolidato nel 2026. Rispettare le regole è semplice se si utilizzano i codici corretti (RF19 e N2.2), si applica il bollo quando dovuto e si sceglie un software adeguato.

      Per i forfettari che emettono poche fatture, le soluzioni gratuite dell’Agenzia delle Entrate sono sufficienti. Chi cerca maggiore comodità può investire 30-50 euro/anno in software come Aruba o Fatture in Cloud.

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      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Informazioni verificate su agenziaentrate.gov.it e fattureincloud.it.

      Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-03 08:00:002026-09-27 09:41:12Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Completa con Codici e Esempi
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo
      2. Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga
      3. Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED
      4. Quali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED
      5. Come Compilare il Modello RED: Guida Pratica
      6. Documenti Necessari per il Modello RED
      7. Come Inviare il Modello RED all’INPS
      8. Sanzioni e Conseguenze per Ritardi o Omissioni
      9. Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED
      10. Domande Frequenti sul Modello RED

      Sei un pensionato INPS e hai ricevuto una comunicazione che ti chiede di presentare il Modello RED 2026? Oppure vuoi sapere se rientri tra i soggetti obbligati e quali sono le scadenze da rispettare per evitare sanzioni o la sospensione della pensione?

      Il Modello RED (Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione annuale obbligatoria che molti pensionati devono inviare all’INPS per comunicare i propri redditi percepiti nell’anno precedente. Questa dichiarazione serve all’Istituto per verificare che continui a sussistere il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale goduta.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul Modello RED 2026: dalla scadenza del 31 marzo (con eventuale proroga) a chi deve presentarlo, da quali redditi dichiarare a come compilarlo correttamente, fino alle modalità di invio e alle sanzioni previste per chi non lo presenta.

      Scoprirai se sei obbligato a presentare il Modello RED, quali documenti servono, come evitare errori che potrebbero portare alla sospensione della pensione e quando puoi essere esonerato dalla presentazione.

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      Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo

      Il Modello RED (acronimo di Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione reddituale annuale che l’INPS richiede ad alcuni pensionati per verificare il mantenimento dei requisiti reddituali necessari per continuare a percepire determinate prestazioni economiche.

      A differenza del modello 730 o del modello Redditi, il Modello RED si concentra su redditi che non sempre confluiscono nella dichiarazione fiscale ordinaria o che l’INPS non può acquisire automaticamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

      A Cosa Serve il Modello RED

      L’INPS utilizza il Modello RED per verificare annualmente che il beneficiario di una prestazione economica continui a rispettare i limiti di reddito previsti dalla legge. Questo controllo è fondamentale per:

      • Prestazioni assistenziali (come l’assegno sociale, le maggiorazioni sociali, le pensioni di invalidità civile)
      • Prestazioni previdenziali collegate al reddito (pensioni ai superstiti, integrazioni al minimo, pensioni di reversibilità)
      • Assegni familiari e altre prestazioni economiche condizionate dal reddito del nucleo familiare

      Se il pensionato non presenta il Modello RED entro i termini, l’INPS può sospendere cautelativamente la prestazione fino alla regolarizzazione della posizione.

      Differenza tra Modello RED e Dichiarazione dei Redditi

      È importante comprendere che il Modello RED NON sostituisce la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Sono due adempimenti distinti e complementari:

      CaratteristicaModello RED730/Modello Redditi
      DestinatarioINPSAgenzia delle Entrate
      ScopoVerificare diritto a prestazioni INPSDeterminare imposte da pagare/rimborsare
      ObbligatorietàSolo se richiesto da INPSObbligatorio se reddito oltre soglie
      Scadenza31 marzo 2026 (possibile proroga)30 settembre 2026 (per 730) o 30 novembre (Redditi)
      Redditi inclusiRedditi che incidono su prestazioni INPSTutti i redditi imponibili

      ATTENZIONE: Anche se presenti il 730 o il Modello Redditi, se l’INPS ti richiede il Modello RED sei comunque obbligato a presentarlo. I due adempimenti non si escludono a vicenda.

      Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga

      La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello RED 2026 è fissata al 31 marzo 2026. Entro questa data, i pensionati obbligati devono comunicare all’INPS i redditi percepiti nell’anno 2025.

      Scadenza 31 Marzo 2026: Date Importanti

      Ecco il calendario completo delle scadenze relative al Modello RED 2026:

      DataEvento
      Febbraio 2026L’INPS invia le comunicazioni ai pensionati obbligati a presentare il RED
      31 marzo 2026Scadenza ordinaria per l’invio del Modello RED
      Aprile 2026Possibile comunicazione di proroga da parte dell’INPS
      Da aprile 2026Inizio delle sospensioni cautelative per chi non ha presentato il RED

      Proroga del Modello RED: Quando Viene Concessa

      Negli ultimi anni, l’INPS ha spesso concesso una proroga della scadenza del Modello RED, spostando il termine dal 31 marzo a fine aprile o inizio maggio. Questa proroga viene comunicata tramite:

      • Messaggio INPS ufficiale pubblicato sul sito istituzionale
      • Comunicazioni dirette ai pensionati interessati
      • Notizie sui canali CAF e patronati

      Motivi della proroga:

      • Elevato numero di pratiche da gestire
      • Problemi tecnici sulla piattaforma INPS
      • Richieste di CAF e patronati per dare più tempo agli assistiti
      • Sovrapposizione con altre scadenze fiscali (es. dichiarazione dei redditi precompilata)

      IMPORTANTE: Anche se negli anni passati ci sono state proroghe, non è garantito che la proroga venga concessa ogni anno. Per questo motivo, il consiglio è di non aspettare l’ultimo momento e presentare il Modello RED entro febbraio o inizio marzo 2026.

      Come Verificare la Scadenza Aggiornata

      Per verificare se è stata concessa una proroga e quale sia la scadenza effettiva del Modello RED 2026, puoi:

      1. Consultare il sito INPS alla sezione “Messaggi” o “Comunicati stampa”
      2. Accedere al tuo cassetto previdenziale sul portale INPS con SPID, CIE o CNS
      3. Contattare il CAF Centro Fiscale di Udine al numero 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121
      4. Verificare la lettera ricevuta dall’INPS con la richiesta del Modello RED (contiene la scadenza)

      Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED

      Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. L’obbligo sussiste solo per chi percepisce determinate prestazioni economiche collegate al reddito e che l’INPS non può verificare autonomamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

      Prestazioni INPS che Richiedono il Modello RED

      Devi presentare il Modello RED 2026 se percepisci una delle seguenti prestazioni economiche:

      • Assegno sociale (ex pensione sociale)
      • Maggiorazioni sociali sulle pensioni
      • Pensioni e assegni di invalidità civile (per inabili civili, ciechi, sordi)
      • Pensioni ai superstiti (reversibilità e indirette)
      • Integrazioni al trattamento minimo delle pensioni
      • Pensioni di guerra indirette ai superstiti
      • Assegni familiari ai pensionati
      • Maggiorazione della pensione per figli a carico
      • Indennità di accompagnamento (in alcuni casi)

      Come Sapere Se Devi Presentare il Modello RED

      L’INPS invia una comunicazione diretta ai pensionati obbligati a presentare il Modello RED. Questa comunicazione arriva:

      • Per posta cartacea (raccomandata) all’indirizzo di residenza
      • Sul cassetto previdenziale online accessibile con SPID/CIE/CNS
      • Tramite SMS o email (se hai attivato le notifiche INPS)

      La lettera contiene:

      • L’elenco dei redditi che devi dichiarare
      • La scadenza per presentare il Modello RED
      • Il codice fiscale e i dati identificativi della prestazione
      • Le modalità di invio (online, tramite CAF, ecc.)

      Se NON ricevi la comunicazione INPS, NON sei obbligato a presentare il Modello RED per quell’anno.

      Casi Particolari: Nucleo Familiare e Redditi Coniuge

      Per alcune prestazioni (come l’assegno sociale o le maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge o del nucleo familiare. In questi casi:

      • Dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge
      • Se il coniuge ha presentato la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), l’INPS potrebbe acquisire i dati automaticamente
      • Se il coniuge non ha presentato la dichiarazione, dovrai dichiarare i suoi redditi nel tuo Modello RED

      Quali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED

      Il Modello RED richiede la dichiarazione di redditi specifici che potrebbero non essere stati comunicati all’Agenzia delle Entrate o che l’INPS non può acquisire automaticamente. Vediamo nel dettaglio quali redditi vanno dichiarati e quali invece sono esenti.

      Redditi da Dichiarare Obbligatoriamente

      Nel Modello RED 2026 devi dichiarare i seguenti redditi percepiti nel 2025:

      • Redditi da lavoro dipendente (stipendi, salari, emolumenti)
      • Redditi da lavoro autonomo occasionale
      • Redditi da pensione (pensioni italiane e estere, comprese quelle erogate da enti diversi dall’INPS)
      • Redditi da lavoro autonomo professionale (anche in regime forfettario)
      • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
      • Redditi da terreni (agricoli e non coltivati)
      • Redditi di capitale (interessi bancari, dividendi azionari)
      • Redditi diversi (plusvalenze immobiliari, affitti brevi, ecc.)
      • Redditi prodotti all’estero (lavoro, pensioni, immobili esteri)
      • Redditi del coniuge (se richiesto dall’INPS nella comunicazione)

      Redditi Esenti (NON da Dichiarare)

      Non vanno dichiarati nel Modello RED i seguenti redditi, in quanto esenti ai fini delle prestazioni INPS:

      • Reddito della prima casa (abitazione principale e relative pertinenze)
      • TFR e indennità di fine rapporto
      • Rendite INAIL per infortunio sul lavoro o malattia professionale
      • Pensioni di guerra
      • Pensioni privilegiate ordinarie (comprese quelle per ciechi civili assoluti)
      • Assegno per il nucleo familiare (ANF)
      • Assegno Unico Universale per i figli
      • Indennità di accompagnamento
      • Pensioni erogate da Stati esteri in regime di convenzione bilaterale (solo in alcuni casi)
      • Arretrati di lavoro dipendente relativi ad anni precedenti

      Tabella Riepilogativa: Cosa Dichiarare

      Tipo di RedditoDa Dichiarare nel RED?
      Stipendio da lavoro dipendenteSÌ
      Pensione INPSSÌ
      Pensione esteraSÍ
      Affitti percepitiSÌ
      Lavoro autonomo occasionaleSÌ
      Interessi bancariSÌ
      Prima casa (rendita catastale)NO
      TFR percepitoNO
      Assegno Unico figliNO
      Rendita INAILNO
      Indennità di accompagnamentoNO

      Come Calcolare i Redditi da Dichiarare

      Per compilare correttamente il Modello RED, devi sommare tutti i redditi imponibili percepiti nel 2025, escludendo quelli esenti. Per farlo:

      1. Raccogli la documentazione (CU 2026, estratti conto bancari, contratti di affitto, ecc.)
      2. Verifica ogni singolo reddito se rientra tra quelli da dichiarare
      3. Calcola il totale dei redditi imponibili
      4. Compila il Modello RED indicando ogni categoria di reddito nell’apposita sezione

      Esempio pratico:

      Mario è pensionato e nel 2025 ha percepito:

      • Pensione INPS: 12.000 euro (SÌ, da dichiarare)
      • Affitto appartamento: 6.000 euro (SÌ, da dichiarare)
      • Indennità di accompagnamento: 6.000 euro (NO, esente)
      • Rendita prima casa: 800 euro (NO, esente)
      • TFR ricevuto: 15.000 euro (NO, esente)

      Reddito totale da dichiarare nel Modello RED: 12.000 + 6.000 = 18.000 euro

      Come Compilare il Modello RED: Guida Pratica

      La compilazione del Modello RED può sembrare complessa, ma seguendo questa guida passo-passo riuscirai a completarlo correttamente. Il modello si compone di diverse sezioni, ognuna dedicata a una categoria di redditi.

      Struttura del Modello RED

      Il Modello RED 2026 è suddiviso in queste sezioni principali:

      1. Quadro A – Dati identificativi: codice fiscale, dati anagrafici, tipo di prestazione
      2. Quadro B – Redditi soggetto dichiarante: tutti i redditi del pensionato
      3. Quadro C – Redditi del coniuge (se richiesto)
      4. Quadro D – Redditi di altri componenti del nucleo (per prestazioni assistenziali)
      5. Quadro E – Dichiarazioni integrative: situazioni particolari (residenza, separazione, ecc.)

      Guida Step-by-Step alla Compilazione

      Ecco come compilare correttamente ogni sezione del Modello RED:

      STEP 1: Quadro A – Dati Identificativi

      • Inserisci il tuo codice fiscale
      • Verifica che nome, cognome e data di nascita siano corretti
      • Indica il tipo di prestazione per cui stai presentando il RED (la comunicazione INPS ti indica quale)
      • Inserisci l’anno di riferimento dei redditi: 2025

      STEP 2: Quadro B – Redditi del Dichiarante

      In questa sezione devi indicare tutti i tuoi redditi percepiti nel 2025, suddivisi per categoria:

      • Sezione B1 – Redditi da lavoro dipendente: riporta l’importo indicato nella Certificazione Unica (CU) 2026 al rigo 1 (reddito complessivo)
      • Sezione B2 – Redditi da pensione: somma di tutte le pensioni percepite (INPS, INPDAP, enti privati, estere)
      • Sezione B3 – Redditi da lavoro autonomo: reddito netto da partita IVA o collaborazioni occasionali
      • Sezione B4 – Redditi fondiari: affitti percepiti, rendite da terreni (esclusa prima casa)
      • Sezione B5 – Redditi di capitale: interessi bancari, dividendi
      • Sezione B6 – Redditi diversi: plusvalenze, affitti brevi

      ATTENZIONE: Riporta gli importi al lordo (prima delle trattenute fiscali), tranne dove espressamente richiesto il netto.

      STEP 3: Quadro C – Redditi del Coniuge

      Se la comunicazione INPS ti richiede di dichiarare anche i redditi del coniuge (es. per assegno sociale, maggiorazione sociale), compila questa sezione con le stesse modalità del Quadro B, indicando:

      • Codice fiscale del coniuge
      • Tutti i redditi del coniuge suddivisi per categoria
      • Se il coniuge ha presentato il 730 o Modello Redditi, puoi barrare la casella apposita (l’INPS acquisirà i dati automaticamente)

      STEP 4: Quadro E – Dichiarazioni Integrative

      In questa sezione devi indicare eventuali situazioni particolari:

      • Cambio di residenza nel 2025
      • Separazione o divorzio avvenuti durante l’anno
      • Ricovero in strutture sanitarie o assistenziali
      • Decesso del coniuge
      • Altre situazioni che potrebbero influire sul diritto alla prestazione

      Errori Comuni da Evitare

      Ecco gli errori più frequenti nella compilazione del Modello RED:

      • Dimenticare redditi minori (es. interessi bancari, piccoli affitti)
      • Dichiarare redditi esenti (es. indennità di accompagnamento, TFR)
      • Indicare importi netti invece che lordi
      • Non dichiarare redditi del coniuge quando richiesto
      • Sbagliare l’anno di riferimento (nel 2026 si dichiarano i redditi del 2025)
      • Omettere pensioni estere o redditi prodotti all’estero

      Documenti Necessari per il Modello RED

      Per compilare correttamente il Modello RED, devi avere a disposizione tutta la documentazione relativa ai redditi percepiti nel 2025. Ecco l’elenco completo dei documenti necessari.

      Documenti Obbligatori per Tutti

      • Comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED
      • Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente, passaporto)
      • Codice fiscale del dichiarante e del coniuge (se richiesto)
      • Tessera sanitaria o codice fiscale plastificato

      Documenti per Redditi da Lavoro

      Se hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione nel 2025:

      • Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico entro il 16 marzo 2026
      • Ultimi cedolini stipendio/pensione del 2025 (dicembre + tredicesima)
      • Contratto di lavoro se assunto nel corso del 2025

      Documenti per Redditi da Immobili

      Se possiedi immobili locati o terreni:

      • Contratti di affitto registrati con indicazione dei canoni percepiti nel 2025
      • Quietanze di pagamento degli affitti ricevuti
      • Visura catastale aggiornata degli immobili posseduti
      • Rendita catastale di fabbricati e terreni
      • Dichiarazione IMU 2025 (se proprietario di immobili diversi dalla prima casa)

      Documenti per Altri Redditi

      A seconda dei redditi percepiti:

      • Estratto conto bancario/postale (per interessi, dividendi, capital gain)
      • Fatture emesse per prestazioni occasionali o professionali
      • Dichiarazione dei redditi esteri se hai percepito redditi all’estero
      • CU estere tradotte se hai percepito pensioni estere
      • Modello 730/2025 o Redditi 2025 (dichiarazione anno precedente, se presentata)

      Documenti per il Coniuge (se richiesto)

      Se devi dichiarare anche i redditi del coniuge:

      • Certificazione Unica (CU) del coniuge
      • Codice fiscale del coniuge
      • Eventuale modello 730/Redditi del coniuge
      • Documenti reddituali del coniuge (come per il dichiarante)

      Checklist Documentale Completa

      Prima di presentare il Modello RED, verifica di avere tutti i documenti necessari con questa checklist:

      DocumentoObbligatorio?Note
      Comunicazione INPS✅ SÌIndica quali redditi dichiarare
      Documento identità✅ SÌIn corso di validità
      Codice fiscale✅ SÌDel dichiarante e coniuge
      CU 2026✅ SÌ (se lavoratore/pensionato)Rilasciata entro 16/3/2026
      Contratti affitto✅ SÌ (se proprietario)Solo immobili locati
      Estratto conto bancario⚠️ Se hai interessi rilevantiAnno 2025
      Dichiarazione redditi esteri✅ SÌ (se redditi esteri)Tradotta in italiano
      730/Redditi anno precedente❌ FacoltativoUtile come riferimento

      SUGGERIMENTO: Se ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione assistita, porta con te tutti i documenti elencati. In questo modo eviterai di dover tornare più volte e velocizzerai la pratica.

      Come Inviare il Modello RED all’INPS

      Una volta compilato il Modello RED, devi trasmetterlo all’INPS entro la scadenza del 31 marzo 2026 (salvo proroga). Esistono diverse modalità di invio: vediamole nel dettaglio.

      Modalità 1: Invio Online tramite Portale INPS

      Puoi inviare il Modello RED autonomamente accedendo al sito INPS con le tue credenziali digitali:

      1. Vai su www.inps.it
      2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      3. Cerca il servizio “Dichiarazione Reddituale – RED”
      4. Compila il modello online seguendo le istruzioni
      5. Verifica i dati inseriti
      6. Invia la dichiarazione
      7. Scarica e conserva la ricevuta di avvenuta presentazione

      PRO: Gratuito, veloce, disponibile 24/7

      CONTRO: Richiede dimestichezza con l’informatica e possesso di SPID/CIE/CNS

      Modalità 2: Tramite CAF o Patronato

      La modalità più semplice e sicura è rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un patronato. Il servizio è completamente gratuito per i pensionati.

      Come fare con il CAF Centro Fiscale di Udine:

      1. Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121
      2. Porta tutti i documenti elencati nella sezione precedente
      3. Il nostro operatore compilerà il Modello RED per te, verificando la correttezza dei dati
      4. Firmerai la dichiarazione
      5. Il CAF trasmetterà telematicamente il Modello RED all’INPS
      6. Riceverai la ricevuta di avvenuta presentazione

      PRO: Assistenza qualificata, zero errori, servizio gratuito, nessuna competenza informatica richiesta

      CONTRO: Necessità di recarsi fisicamente presso il CAF (ma possiamo aiutarti anche a distanza in alcuni casi)

      Modalità 3: Tramite Contact Center INPS

      Puoi chiedere assistenza telefonica al Contact Center INPS:

      • Numero verde INPS: 803 164 (gratuito da rete fissa)
      • Da cellulare: 06 164 164 (a pagamento secondo il piano tariffario)

      L’operatore ti guiderà nella compilazione telefonica del Modello RED.

      PRO: Non serve recarsi fisicamente da nessuna parte

      CONTRO: Tempi di attesa lunghi, possibili errori di comunicazione telefonica

      Quale Modalità Scegliere?

      La scelta dipende dalle tue esigenze:

      Se sei…Modalità consigliata
      Pratico con computer e SPIDInvio online autonomo
      Hai situazione reddituale sempliceInvio online o Contact Center
      Hai redditi complessi o dubbiCAF (CONSIGLIATO)
      Non hai SPID/CIE/CNSCAF (OBBLIGATORIO)
      Vuoi assistenza personalizzataCAF Centro Fiscale Udine

      Ricevuta e Verifica dell’Invio

      Dopo aver inviato il Modello RED, conserva sempre la ricevuta. Puoi verificare l’avvenuta ricezione:

      • Accedendo al tuo cassetto previdenziale sul sito INPS
      • Controllando che la sospensione della pensione non venga applicata
      • Chiamando il Contact Center INPS per conferma

      Sanzioni e Conseguenze per Ritardi o Omissioni

      La mancata presentazione del Modello RED entro i termini previsti comporta gravi conseguenze sia economiche che previdenziali. Vediamo nel dettaglio quali sono le sanzioni e come evitarle.

      Sospensione della Prestazione

      Se non presenti il Modello RED entro la scadenza, l’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica. Questo significa:

      • Stop al pagamento della pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.
      • La sospensione parte generalmente dal mese successivo alla scadenza
      • La pensione rimane sospesa fino a quando non presenti il Modello RED
      • Nessun arretrato automatico: dovrai richiedere espressamente il pagamento dei mesi arretrati

      Esempio:

      Se la scadenza è il 31 marzo 2026 e tu presenti il Modello RED il 15 maggio 2026, la tua pensione potrebbe essere sospesa da aprile a maggio. Dovrai poi chiedere il recupero dei ratei non pagati.

      Revoca della Prestazione

      In casi più gravi, se ometti ripetutamente la presentazione del Modello RED o se viene accertato che non avevi diritto alla prestazione, l’INPS può:

    • Revocare definitivamente la prestazione economica
    • Richiedere la restituzione di quanto percepito indebitamente
    • Applicare sanzioni amministrative
    • Recupero Somme Indebitamente Percepite

      Se dall’esame del Modello RED risulta che non avevi diritto (o avevi diritto parziale) alla prestazione percepita, l’INPS:

      1. Calcola l’importo indebitamente percepito
      2. Invia una comunicazione di debito
      3. Procede al recupero tramite trattenute sulla pensione futura (di solito 1/5 dell’importo mensile)
      4. In alternativa, puoi restituire l’importo in un’unica soluzione

      Importante: Il recupero può riguardare anche più anni arretrati, con un debito potenzialmente molto elevato.

      Sanzioni Amministrative

      Oltre al recupero delle somme, l’INPS può applicare sanzioni amministrative in caso di:

      • Dichiarazioni false o incomplete: sanzione da 5.000 a 50.000 euro
      • Omessa presentazione ripetuta: sanzione variabile
      • Occultamento doloso di redditi: possibile denuncia penale per truffa aggravata ai danni dello Stato

      Come Evitare Sanzioni e Sospensioni

      Per evitare problemi:

      1. Presenta il Modello RED entro la scadenza (non aspettare l’ultimo giorno)
      2. Dichiara TUTTI i redditi richiesti, anche quelli minimi
      3. Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni
      4. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF per una compilazione assistita
      5. Verifica la ricevuta di avvenuta presentazione

      Cosa Fare Se Hai Dimenticato la Scadenza

      Se hai superato la scadenza senza presentare il Modello RED:

      1. Presentalo SUBITO, anche se in ritardo (meglio tardi che mai)
      2. Contatta l’INPS per verificare se la pensione è stata sospesa
      3. Chiedi il pagamento degli arretrati se la sospensione è già avvenuta
      4. Rivolgiti al CAF per assistenza nella regolarizzazione

      Nella maggior parte dei casi, se presenti il Modello RED in ritardo ma prima che l’INPS concluda i controlli, puoi ottenere il ripristino della prestazione senza ulteriori sanzioni.

      Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED

      Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. Esistono infatti alcuni casi di esonero previsti dalla normativa INPS. Vediamo quando NON devi presentare il Modello RED.

      Esonero Automatico dall’INPS

      L’INPS può esonerare automaticamente dalla presentazione del Modello RED i pensionati che si trovano in queste situazioni:

      • Redditi già noti all’INPS: se l’Istituto ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate
      • Pensionati con solo reddito da pensione INPS (nessun altro reddito)
      • Dichiarazione dei redditi già presentata: se hai fatto il 730 o il Modello Redditi, l’INPS può acquisire automaticamente i dati
      • Prestazioni non collegate al reddito: se percepisci prestazioni che non dipendono dal reddito (es. pensione di vecchiaia senza integrazioni)

      Come sapere se sei esonerato?

      Se sei esonerato, NON riceverai la comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED. L’assenza di comunicazione = esonero automatico.

      Esonero per Tipologia di Prestazione

      Alcune prestazioni non richiedono mai il Modello RED:

      • Pensione di vecchiaia ordinaria senza integrazioni al minimo
      • Pensione di anzianità/anticipata senza integrazioni
      • Indennità di accompagnamento (non collegata al reddito)
      • Pensioni di guerra dirette
      • TFR e liquidazioni

      Esonero per Età Avanzata

      In alcuni casi, l’INPS può esonerare pensionati molto anziani (es. oltre 90 anni) dalla presentazione del Modello RED, soprattutto se la situazione reddituale è stabile da anni e nota all’Istituto.

      Comunicazione di Esonero

      Se sei esonerato, potresti ricevere una comunicazione esplicita di esonero dall’INPS, oppure semplicemente non riceverai alcuna comunicazione di richiesta del Modello RED.

      ATTENZIONE: Se negli anni precedenti eri esonerato ma quest’anno ricevi la comunicazione INPS, significa che la tua situazione è cambiata e sei obbligato a presentare il RED.

      Tabella Riepilogativa Esoneri

      SituazioneObbligato a presentare RED?
      Ricevo solo pensione INPS, nessun altro redditoNO (esonero automatico)
      Ricevo pensione + affittiSÌ (se INPS lo richiede)
      Ricevo assegno socialeSÌ
      Ricevo pensione con integrazione al minimoSÌ
      Ricevo pensione di reversibilitàSÌ (se INPS lo richiede)
      Ricevo solo indennità di accompagnamentoNO
      Ho fatto il 730 e l’INPS ha acquisito i datiFORSE NO (verifica comunicazione INPS)
      Non ho ricevuto comunicazione INPSNO (sei esonerato)

      Come Verificare Se Sei Obbligato

      Per avere la certezza se devi presentare il Modello RED:

      1. Controlla la posta (cartacea e sul cassetto previdenziale INPS)
      2. Se ricevi comunicazione INPS → SEI OBBLIGATO
      3. Se NON ricevi comunicazione → SEI ESONERATO
      4. In caso di dubbi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Modello RED

      Ecco le risposte alle domande più frequenti sul Modello RED pensioni 2026.

      Quando scade il Modello RED 2026?

      La scadenza ordinaria è il 31 marzo 2026. Tuttavia, l’INPS può concedere una proroga (comunicata tramite messaggio ufficiale). Negli anni passati le proroghe hanno spostato la scadenza a fine aprile o inizio maggio.

      Cosa succede se non presento il Modello RED?

      L’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica (pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.) fino a quando non regolarizzi la situazione. La sospensione comporta stop ai pagamenti.

      Devo presentare il Modello RED anche se ho fatto il 730?

      Sì, se l’INPS te lo richiede. Il Modello RED e la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) sono adempimenti distinti che possono coesistere. Tuttavia, se hai fatto il 730 e l’INPS ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate, potresti essere esonerato automaticamente (verificherai dall’assenza di comunicazione INPS).

      Il servizio del CAF per il Modello RED è a pagamento?

      No, il servizio di assistenza per la compilazione e l’invio del Modello RED presso il CAF Centro Fiscale di Udine è completamente gratuito per i pensionati.

      Quali redditi NON devo dichiarare nel Modello RED?

      Non vanno dichiarati: reddito prima casa, TFR, rendite INAIL, pensioni di guerra, assegno unico figli, indennità di accompagnamento, ANF.

      Posso presentare il Modello RED in ritardo?

      Sì, è sempre meglio presentarlo in ritardo che non presentarlo affatto. Presentandolo anche dopo la scadenza puoi ottenere il ripristino della prestazione e il pagamento degli arretrati (anche se dovrai richiederli esplicitamente).

      Come faccio a sapere se devo presentare il Modello RED?

      L’INPS invia una comunicazione diretta (per posta o sul cassetto previdenziale) ai pensionati obbligati. Se non ricevi comunicazione, sei esonerato.

      Posso inviare il Modello RED online da solo?

      Sì, se hai SPID, CIE o CNS puoi accedere al portale INPS e compilare autonomamente il Modello RED online. Tuttavia, se hai dubbi o situazioni complesse, è consigliabile rivolgersi al CAF.

      Devo dichiarare anche i redditi del coniuge?

      Solo se richiesto dall’INPS nella comunicazione. Per alcune prestazioni (come assegno sociale, maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge. In quel caso dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge.

      Quanto tempo ci vuole per presentare il Modello RED al CAF?

      Con tutti i documenti in ordine, la compilazione e l’invio richiedono circa 30 minuti presso il CAF Centro Fiscale di Udine. Prenota il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del Modello RED 2026.

      Cosa facciamo per te:

      • ✅ Compilazione assistita del Modello RED
      • ✅ Verifica documentale completa
      • ✅ Invio telematico all’INPS
      • ✅ Consegna ricevuta di avvenuta presentazione
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      Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 07:20:352026-05-31 10:13:24Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730/2026: Novità Familiari a Carico, Limiti Reddito e Detrazioni

      Dichiarazione dei redditi 730

      Indice dei contenuti

      1. 730/2026: Le Novità sui Familiari a Carico
      2. Nuovi Limiti di Reddito per Familiari a Carico 2026
      3. Coniuge a Carico: Requisiti e Detrazioni
      4. Figli a Carico: Età, Reddito e Detrazioni 2026
      5. Altri Familiari a Carico (Genitori, Fratelli, Suoceri)
      6. Assegno Unico e Impatto sulle Detrazioni
      7. Casi Particolari: Disabilità, Separazioni, Convivenza
      8. Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni
      9. Scadenze 730/2026 e Adempimenti
      10. Domande Frequenti

      Stai per compilare il modello 730 per il 2026 e hai dubbi su quali familiari puoi inserire a carico? Quest’anno ci sono importanti novità normative che riguardano i limiti di reddito, le percentuali di detrazione e l’impatto dell’Assegno Unico Universale sui figli.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per dichiarare correttamente i tuoi familiari a carico nel 730/2026: dai nuovi limiti di reddito alle detrazioni spettanti, dalle percentuali per i figli ai casi particolari (disabilità, genitori separati, convivenze).

      Scoprirai quali familiari danno diritto a detrazioni fiscali, quanto puoi risparmiare in tasse e quali documenti servono per non sbagliare la dichiarazione. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e risposte alle domande più frequenti.

      730/2026: Le Novità sui Familiari a Carico

      Il modello 730 per l’anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026) introduce alcune modifiche importanti nella disciplina dei familiari a carico. Queste novità derivano principalmente dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

      Cosa Cambia nel 2026

      Le principali novità 2026 riguardano:

      • Rivalutazione ISTAT dei limiti di reddito: i limiti per considerare un familiare a carico sono stati aggiornati in base all’inflazione
      • Assegno Unico permanente: dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni per figli fino a 21 anni, ma la normativa si consolida nel 2026 con nuove specifiche
      • Detrazioni per figli oltre 21 anni: restano in vigore le detrazioni ordinarie per figli a carico dai 21 anni in su
      • Nuove regole per convivenze: chiarimenti su familiari conviventi e non conviventi
      • Documentazione obbligatoria: maggiore attenzione ai documenti probatori del carico fiscale

      Chi Sono i Familiari a Carico

      Secondo l’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/86), sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nell’anno d’imposta hanno posseduto un reddito complessivo non superiore a determinati limiti.

      I familiari che possono essere considerati a carico sono:

      • Coniuge non legalmente ed effettivamente separato
      • Figli (legittimi, naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati)
      • Altri familiari (genitori, suoceri, fratelli/sorelle, nonni, nipoti, generi, nuore) a condizione che siano conviventi o ricevano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

      Nuovi Limiti di Reddito per Familiari a Carico 2026

      Per essere considerato fiscalmente a carico, un familiare deve rispettare specifici limiti di reddito annuo. Questi limiti sono stati aggiornati per il 2026 e variano in base all’età del familiare.

      Limiti di Reddito Validi per il 2026

      Ecco i limiti di reddito complessivo che i familiari NON devono superare per essere considerati a carico:

      Tipo di FamiliareLimite di Reddito 2026
      Figli fino a 24 anni4.000 euro
      Tutti gli altri familiari (coniuge, figli oltre 24 anni, genitori, ecc.)2.840,51 euro

      ATTENZIONE: Il limite di 4.000 euro per i figli fino a 24 anni è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e confermato per il 2026. Per tutti gli altri familiari resta il limite ordinario di 2.840,51 euro.

      Cosa si Intende per “Reddito Complessivo”

      Il reddito complessivo rilevante per verificare se un familiare è a carico comprende:

      • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
      • Redditi da lavoro autonomo o professionale
      • Redditi da pensione
      • Redditi da fabbricati (compresi immobili locati)
      • Redditi di capitale (interessi, dividendi)
      • Redditi diversi (plusvalenze, affitti brevi, ecc.)
      • Redditi fondiari (terreni e fabbricati)

      SONO ESCLUSI dal calcolo:

      • Il reddito della prima casa (abitazione principale)
      • Gli assegni familiari (ANF)
      • Le pensioni di guerra
      • Le rendite INAIL per invalidità permanente
      • I trattamenti di fine rapporto (TFR) e le indennità di fine rapporto
      • L’Assegno Unico Universale per i figli

      Come Verificare se un Familiare è a Carico

      Per verificare se un tuo familiare può essere considerato a carico nel 730/2026:

      1. Calcola il suo reddito complessivo 2025 (anno d’imposta per il 730/2026)
      2. Escludi i redditi esenti (prima casa, ANF, Assegno Unico, ecc.)
      3. Confronta il reddito con i limiti:
        • Se il familiare ha meno di 24 anni → limite 4.000 euro
        • Se il familiare ha 24 anni o più → limite 2.840,51 euro
      4. Se il reddito è inferiore al limite → il familiare è fiscalmente a carico

      Esempio pratico:

      Tua figlia ha 22 anni e nel 2025 ha percepito:

      • Reddito da lavoro dipendente stagionale: 3.500 euro
      • Assegno Unico: 1.200 euro (NON si conta)

      Reddito complessivo rilevante: 3.500 euro
      Limite per figli fino a 24 anni: 4.000 euro
      Risultato: Tua figlia è a carico (3.500 < 4.000)

      Coniuge a Carico: Requisiti e Detrazioni

      Il coniuge può essere considerato fiscalmente a carico se nel 2025 ha posseduto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

      Requisiti per il Coniuge a Carico

      Per poter detrarre le spese per il coniuge a carico, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

      • Vincolo matrimoniale valido: il coniuge deve essere legalmente sposato (matrimonio civile o concordatario)
      • NON separazione legale: i coniugi non devono essere legalmente ed effettivamente separati
      • Reddito entro il limite: il coniuge deve aver percepito nel 2025 un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro
      • NON si richiede la convivenza: il coniuge può anche non convivere (es. lavora in altra città)

      ATTENZIONE: I conviventi more uxorio (coppie di fatto, unioni civili) NON danno diritto a detrazioni per coniuge a carico, ma solo i coniugi legalmente sposati.

      Calcolo della Detrazione per Coniuge a Carico

      La detrazione per coniuge a carico varia in base al reddito complessivo del dichiarante secondo questa formula:

      Reddito Complessivo DichiaranteDetrazione BaseFormula Calcolo
      Fino a 15.000 euro800 euroDetrazione fissa di 800 euro
      Da 15.001 a 40.000 euroVariabile800 × [(40.000 – reddito) / 25.000]
      Da 40.001 a 80.000 euroVariabile690 × [(80.000 – reddito) / 40.000]
      Oltre 80.000 euro0 euroNessuna detrazione

      Maggiorazioni previste:

      • +10 euro se il coniuge è portatore di handicap (Legge 104/92)

      Esempio calcolo detrazione coniuge:

      Mario ha un reddito complessivo di 30.000 euro e sua moglie è a carico (reddito 2.500 euro).

      Calcolo:
      Detrazione = 800 × [(40.000 – 30.000) / 25.000]
      Detrazione = 800 × [10.000 / 25.000]
      Detrazione = 800 × 0,4
      Detrazione spettante = 320 euro

      Coniuge con Redditi Esteri

      Se il coniuge ha percepito redditi all’estero, questi devono essere sommati al reddito prodotto in Italia per verificare il limite dei 2.840,51 euro. Il reddito estero deve essere convertito in euro secondo il cambio medio annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate.

      Figli a Carico: Età, Reddito e Detrazioni 2026

      La disciplina delle detrazioni per figli a carico è stata profondamente modificata dall’introduzione dell’Assegno Unico Universale (marzo 2022). Dal 2026, la situazione è questa:

      Distinzione per Età dei Figli

      Le detrazioni per figli a carico si applicano in modo diverso a seconda dell’età:

      Età del FiglioDetrazioni 730/2026Assegno Unico
      0-20 anniNON spettano (sostituite da Assegno Unico)Sì, spetta
      21 anni e oltreSì, spettano (detrazioni ordinarie)No

      IMPORTANTE: Dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni. Le detrazioni nel 730 restano valide solo per i figli dai 21 anni in su.

      Limiti di Reddito per Figli a Carico

      I limiti di reddito che i figli NON devono superare per essere considerati a carico sono:

      • Figli fino a 24 anni (compresi): reddito massimo 4.000 euro
      • Figli dai 25 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro

      Nota bene: Il limite più alto di 4.000 euro si applica ai figli fino al compimento dei 24 anni. Dal giorno del 25° compleanno, il limite scende a 2.840,51 euro.

      Detrazioni per Figli dai 21 Anni in Su

      Per i figli a carico dai 21 anni in su, le detrazioni ordinarie spettano secondo questa tabella:

      Reddito DichiaranteDetrazione Base per Figlio
      Fino a 15.000 euro950 euro
      Da 15.001 a 95.000 euro950 × [(95.000 – reddito) / 80.000]
      Oltre 95.000 euro0 euro

      Maggiorazioni previste:

      • +400 euro se il figlio ha meno di 3 anni
      • +200 euro per ogni figlio a partire dal terzo (famiglia numerosa)
      • +400 euro se il figlio è portatore di handicap (Legge 104/92)

      Ripartizione tra genitori:

      • La detrazione è ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati
      • In caso di separazione o divorzio, la detrazione spetta al genitore affidatario (o al 50% in caso di affido congiunto)
      • È possibile attribuire la detrazione al 100% al genitore con reddito più alto, previo accordo scritto

      Altri Familiari a Carico (Genitori, Fratelli, Suoceri)

      Oltre a coniuge e figli, puoi portare in detrazione anche altri familiari a carico, a condizione che rispettino determinati requisiti di convivenza o mantenimento.

      Quali Altri Familiari Danno Diritto a Detrazione

      Possono essere considerati altri familiari a carico:

      • Genitori (anche adottivi)
      • Suoceri (genitori del coniuge)
      • Fratelli e sorelle (anche unilaterali)
      • Nonni e nonne
      • Nipoti (figli di fratelli/sorelle)
      • Generi e nuore

      Requisiti per Altri Familiari a Carico

      Per poter detrarre questi familiari, è necessario che:

      1. Reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (nel 2025)
      2. Convivenza con il dichiarante OPPURE percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

      ATTENZIONE: Per gli “altri familiari” (diversi da coniuge e figli), la convivenza è obbligatoria, salvo il caso degli assegni alimentari volontari.

      Detrazione per Altri Familiari a Carico

      La detrazione spettante per “altri familiari a carico” è:

      Reddito DichiaranteDetrazione per Familiare
      Fino a 15.000 euro750 euro
      Da 15.001 a 95.000 euro750 × [(80.000 – reddito) / 65.000]
      Oltre 80.000 euro0 euro

      Maggiorazione per disabilità:

      • +400 euro se il familiare è portatore di handicap ai sensi della Legge 104/92

      Esempio: Genitori a Carico

      Lucia ha un reddito di 40.000 euro e mantiene la madre anziana convivente che percepisce una pensione di 2.500 euro annui.

      Verifica:

      • Reddito madre: 2.500 euro < 2.840,51 euro → è a carico
      • Convivenza: Sì

      Calcolo detrazione:
      Detrazione = 750 × [(80.000 – 40.000) / 65.000]
      Detrazione = 750 × [40.000 / 65.000]
      Detrazione = 750 × 0,615
      Detrazione spettante = 461 euro

      Assegno Unico e Impatto sulle Detrazioni

      L’Assegno Unico Universale per i Figli (AUU) è stato introdotto dal Decreto Legislativo n. 230/2021 ed è operativo dal 1° marzo 2022. Ha sostituito diverse misure precedenti, tra cui le detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni.

      Cosa Ha Sostituito l’Assegno Unico

      Dal marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito:

      • Detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni (nel 730 e Modello Redditi)
      • Assegni familiari (ANF) per i nuclei con figli minori
      • Bonus bebè
      • Premio alla nascita (bonus mamma domani)
      • Detrazioni per famiglie numerose (oltre 3 figli)

      Quanto Spetta con l’Assegno Unico 2026

      L’Assegno Unico viene erogato mensilmente dall’INPS e il suo importo varia in base a:

      • ISEE del nucleo familiare
      • Numero di figli a carico
      • Presenza di disabilità
      • Età dei figli (maggiorazioni per figli sotto i 3 anni, oltre i 18 anni)

      Importi 2026 (con ISEE):

      ISEE FamiliareImporto Mensile per Figlio
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
      Da 17.090,62 a 45.574,96 euroImporto decrescente da 199,40 a 57 euro
      Oltre 45.574,96 euro o SENZA ISEE57 euro (importo minimo)

      Maggiorazioni previste:

      • +105 euro/mese per ciascun figlio con disabilità
      • +96,90 euro/mese per il terzo figlio e successivi
      • +86,70 euro/mese per figli sotto i 3 anni (con ISEE basso)
      • +34,50 euro/mese per entrambi i genitori lavoratori
      • +22,50 euro/mese per madri under 21

      Assegno Unico e 730: Cosa Indicare

      L’Assegno Unico ricevuto nel 2025:

      • NON è reddito imponibile: non si dichiara nel 730
      • NON influisce sulle detrazioni per figli oltre i 21 anni
      • NON va restituito (salvo conguagli INPS per ISEE errato)

      Nel 730/2026 dovrai indicare:

      • Figli dai 21 anni in su come familiari a carico (se rispettano i limiti di reddito)
      • NON i figli fino a 20 anni (per loro c’è solo l’Assegno Unico, niente detrazioni)

      Casi Particolari: Disabilità, Separazioni, Convivenza

      Alcune situazioni familiari richiedono attenzioni particolari nella compilazione del 730. Vediamo i casi più frequenti.

      Figli con Disabilità

      I figli con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992 danno diritto a:

      • Maggiorazione detrazione di 400 euro annui
      • Maggiorazione Assegno Unico di 105 euro/mese (per figli fino a 21 anni)
      • Detrazioni spese mediche specifiche (es. assistenza, terapie)

      La certificazione di handicap deve essere rilasciata dalla Commissione ASL ai sensi dell’art. 3 o 4 della L. 104/92.

      Genitori Separati o Divorziati

      In caso di separazione o divorzio, la detrazione per figli a carico spetta:

      • Al genitore affidatario (affido esclusivo): detrazione al 100%
      • A entrambi i genitori (affido congiunto): detrazione ripartita al 50%
      • Possibilità di accordo: i genitori possono concordare di attribuire la detrazione al 100% a un solo genitore (indicandolo nel 730)

      IMPORTANTE: Se un genitore versa assegno di mantenimento, questo:

      • NON è deducibile per chi lo paga
      • NON è reddito imponibile per chi lo riceve

      Figli Nati o Deceduti nel 2025

      Se un figlio è nato o deceduto durante il 2025:

      • La detrazione spetta per l’intero anno (non si calcola pro-rata)
      • L’Assegno Unico viene erogato dal mese di nascita fino al mese del decesso

      Familiari Non Conviventi ma a Carico

      Per coniuge e figli, la convivenza NON è obbligatoria per beneficiare delle detrazioni. Possono essere a carico anche se:

      • Vivono in un’altra città per motivi di studio o lavoro
      • Sono domiciliati all’estero

      Per altri familiari (genitori, fratelli, ecc.), invece, la convivenza è obbligatoria, salvo il caso degli assegni alimentari volontari.

      Familiari Residenti all’Estero

      Se un familiare risiede all’estero, può essere considerato a carico se:

      • Rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro o 4.000 euro)
      • È un cittadino italiano o di Stato UE
      • Per i redditi esteri, si applica il cambio medio annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate

      Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni

      Vediamo alcuni casi concreti per capire meglio come si calcolano le detrazioni per familiari a carico.

      Esempio 1: Famiglia con Due Figli Piccoli

      Situazione:

      • Paolo, reddito 35.000 euro
      • Moglie casalinga, reddito 0 euro
      • 2 figli: 5 anni e 8 anni

      730/2026:

      • Coniuge a carico: Sì (reddito 0 < 2.840,51 euro)
      • Figli a carico: NO detrazioni (hanno meno di 21 anni → solo Assegno Unico)

      Detrazioni spettanti:

      • Detrazione coniuge: 800 × [(40.000 – 35.000) / 25.000] = 800 × 0,2 = 160 euro
      • Detrazione figli: 0 euro (sostituita da Assegno Unico)

      Totale detrazioni familiari: 160 euro

      Esempio 2: Genitore con Figlio Universitario

      Situazione:

      • Carla, reddito 50.000 euro
      • Figlio di 23 anni, studente universitario
      • Reddito figlio: 3.200 euro (lavoro part-time)

      730/2026:

      • Figlio a carico: Sì (23 anni, reddito 3.200 < 4.000 euro)
      • Detrazione: NO (figlio ha meno di 21 anni → Assegno Unico)

      ATTENZIONE: Il figlio ha 23 anni ma riceve ancora Assegno Unico fino a 21 anni. Dal compimento dei 21 anni, NON riceve più Assegno Unico ma Carla può detrarlo nel 730.

      Se il figlio compie 21 anni nel 2025:

      • Detrazione (da 21 anni in su): 950 × [(95.000 – 50.000) / 80.000] = 950 × 0,5625 = 534 euro

      Esempio 3: Genitore con Madre Anziana a Carico

      Situazione:

      • Giovanni, reddito 28.000 euro
      • Madre convivente, pensione 2.200 euro/anno
      • Madre con handicap L. 104/92

      730/2026:

      • Madre a carico: Sì (reddito 2.200 < 2.840,51 euro + convivente)
      • Detrazione base: 750 × [(80.000 – 28.000) / 65.000] = 750 × 0,8 = 600 euro
      • Maggiorazione handicap: +400 euro

      Totale detrazione madre: 600 + 400 = 1.000 euro

      Esempio 4: Genitori Separati con Affido Congiunto

      Situazione:

      • Marco (padre), reddito 45.000 euro
      • Laura (madre), reddito 30.000 euro
      • Figlio di 25 anni, reddito 2.500 euro
      • Affido congiunto

      730/2026:

      • Figlio a carico: Sì (25 anni, reddito 2.500 < 2.840,51 euro)
      • Ripartizione detrazione: 50% Marco, 50% Laura (affido congiunto)

      Detrazione Marco (50%):
      950 × [(95.000 – 45.000) / 80.000] × 0,5 = 950 × 0,625 × 0,5 = 297 euro

      Detrazione Laura (50%):
      950 × [(95.000 – 30.000) / 80.000] × 0,5 = 950 × 0,8125 × 0,5 = 386 euro

      Alternativa: Marco e Laura possono concordare di attribuire la detrazione al 100% a Laura (reddito più basso), che otterrebbe 772 euro totali.

      Scadenze 730/2026 e Adempimenti

      Per il 730/2026 (dichiarazione redditi 2025), le scadenze da rispettare sono:

      Calendario 730/2026

      ScadenzaAdempimento
      Dal 30 aprile 2026Apertura invio 730 precompilato (via INPS/Agenzia Entrate)
      Entro 30 giugno 2026Invio 730 tramite CAF o professionista
      Entro 30 settembre 2026Invio 730 direttamente dall’Agenzia Entrate (online)
      Luglio-Novembre 2026Rimborsi o trattenute in busta paga/pensione

      Documenti Necessari per Familiari a Carico

      Per dichiarare correttamente i familiari a carico nel 730/2026, devi avere:

      • Codice fiscale di ciascun familiare a carico
      • Certificazione dei redditi del familiare (CU 2026, Modello Redditi, estratti conto banca/poste)
      • Documentazione convivenza (stato di famiglia, autocertificazione) per “altri familiari”
      • Certificato handicap L. 104/92 (se applicabile)
      • Provvedimento di separazione/divorzio (se genitori separati)
      • Accordo scritto ripartizione detrazioni (se diversa dal 50%)

      Come Compilare il 730 per Familiari a Carico

      Nel modello 730/2026, i familiari a carico vanno indicati nel:

      • Prospetto “Familiari a carico” (sezione dedicata nel frontespizio)
      • Indicare per ciascuno: codice fiscale, grado di parentela, mesi a carico, percentuale di ripartizione
      • Se il familiare ha disabilità, barrare la casella apposita

      IMPORTANTE: Se compili il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate riporta automaticamente i familiari a carico dell’anno precedente. Verifica sempre che i dati siano corretti e aggiornati (es. redditi, nascite, maggiore età).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti

      Mio figlio ha 22 anni e ha guadagnato 3.800 euro nel 2025. È a mio carico?

      Sì, tuo figlio è a carico. Fino al compimento dei 24 anni, il limite di reddito è di 4.000 euro. Poiché ha 22 anni e ha guadagnato 3.800 euro (meno di 4.000), è fiscalmente a carico. Tuttavia, non potrai detrarlo nel 730/2026 perché ha meno di 21 anni e per lui spetta solo l’Assegno Unico Universale.

      Posso detrarre mia madre che vive in un’altra città?

      Dipende dal grado di parentela. Se tua madre è considerata “altro familiare” (non coniuge né figlio), la convivenza è obbligatoria per poterla detrarre, salvo il caso degli assegni alimentari volontari. Se non convive con te e non le versi assegni alimentari, non puoi portarla in detrazione nel 730.

      L’Assegno Unico va dichiarato nel 730?

      No, l’Assegno Unico Universale non è reddito imponibile e NON va dichiarato nel modello 730. Non influisce sul calcolo dell’IRPEF e non deve essere indicato tra i redditi. L’unica cosa da fare nel 730 è NON inserire come a carico i figli fino a 20 anni (per loro c’è l’Assegno Unico, non le detrazioni).

      Posso detrarre il mio compagno/convivente?

      No, i conviventi more uxorio (coppie di fatto) non danno diritto a detrazioni fiscali per familiari a carico. Solo il coniuge legalmente sposato può essere considerato fiscalmente a carico. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, invece, sono equiparate al matrimonio ai fini fiscali.

      Se mio figlio compie 25 anni nel 2025, quale limite di reddito vale?

      Dal giorno del 25° compleanno, il limite di reddito scende da 4.000 euro a 2.840,51 euro. Devi calcolare il reddito complessivo dell’intero anno 2025: se supera 2.840,51 euro, tuo figlio NON è più a carico. Se resta sotto questo limite, puoi continuare a detrarlo nel 730/2026 come figlio dai 21 anni in su.


      Hai Bisogno di Aiuto per il 730/2026?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il 730 senza errori, ottimizzando le detrazioni per i tuoi familiari a carico.

      I nostri servizi includono:

      • Compilazione completa del modello 730/2026
      • Verifica dei familiari a carico e calcolo delle detrazioni spettanti
      • Assistenza per Assegno Unico e integrazione con il 730
      • Gestione casi particolari (separazioni, disabilità, redditi esteri)
      • Invio telematico e assistenza post-dichiarazione
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 07:07:122026-05-31 09:54:16730/2026: Novità Familiari a Carico, Limiti Reddito e Detrazioni
        PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

        Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali

        regime forfettario partita iva

        Indice dei contenuti

        1. Cosa Significa “NON Proporzionale”
        2. Differenza tra 85.000€ e 100.000€
        3. Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi
        4. Esempi Pratici con Calcoli
        5. Strategie di Pianificazione Fiscale
        6. Errori Comuni da Evitare
        7. Domande Frequenti

        Una delle caratteristiche più interessanti e spesso incomprese del regime forfettario riguarda i limiti di fatturato: gli 85.000 euro per la permanenza nel regime e i 100.000 euro per l’uscita immediata NON sono proporzionati al periodo di attività nell’anno.

        Questo significa che anche chi apre partita IVA a dicembre ha gli stessi limiti di chi lavora per tutto l’anno. Un vantaggio enorme che molti professionisti e consulenti non conoscono o non sfruttano appieno.

        In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio il principio della non proporzionalità dei limiti forfettario 2026, con esempi pratici, strategie di pianificazione fiscale e risposte alle domande più frequenti.

        Cosa Significa “NON Proporzionale”

        Nel regime forfettario, i limiti di fatturato sono annuali e non proporzionali al periodo di attività. Questa regola è stabilita dalla normativa fiscale italiana e rappresenta un’opportunità significativa per chi decide di aprire partita IVA in corso d’anno.

        I Due Limiti Fondamentali

        • 85.000 euro: limite di permanenza nel regime forfettario. Se superi questo importo, perdi il forfettario dall’anno successivo.
        • 100.000 euro: limite di uscita immediata. Se superi questo importo, perdi il forfettario già dall’anno in corso, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento.

        IMPORTANTE: Questi limiti valgono indipendentemente dal numero di mesi in cui hai lavorato nell’anno. Non c’è alcun calcolo proporzionale basato sui mesi di attività.

        Cosa Significa in Pratica

        Se apri partita IVA l’1 dicembre 2026 e fatturi 84.000 euro entro il 31 dicembre 2026, rimani in regime forfettario sia per il 2026 che per il 2027 (purché rispetti gli altri requisiti).

        Non importa che tu abbia lavorato solo un mese: hai comunque diritto all’intero limite di 85.000 euro per l’anno solare.

        Differenza tra 85.000€ e 100.000€

        Molti contribuenti confondono i due limiti. Ecco le differenze fondamentali:

        1. Limite 85.000 Euro: Permanenza nel Regime

        Se nel corso dell’anno superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, succede questo:

        • ✅ Rimani in forfettario per l’anno in corso (puoi continuare a fatturare con le aliquote agevolate 5% o 15%)
        • ❌ Perdi il forfettario dall’anno successivo (dovrai passare al regime ordinario dal 1° gennaio)
        • 📝 Non devi comunicare nulla immediatamente, ma dovrai indicarlo nella dichiarazione dei redditi

        Esempio: Superi il limite il 15 ottobre 2026 arrivando a 88.000 euro. Puoi continuare a lavorare in forfettario fino al 31 dicembre 2026, ma dal 1° gennaio 2027 passerai al regime ordinario.

        2. Limite 100.000 Euro: Uscita Immediata

        Se nel corso dell’anno superi 100.000 euro, le conseguenze sono immediate:

        • ❌ Perdi il forfettario immediatamente, dalla fattura che fa scattare il superamento
        • 📊 Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno
        • 🔄 Devi regolarizzare le fatture precedenti emettendo note di variazione con IVA
        • ⚠️ Devi comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate

        Esempio: Il 20 novembre 2026 emetti una fattura che ti porta a 101.000 euro. Da quella fattura in poi sei in regime ordinario e devi applicare IVA al 22%. Inoltre, devi regolarizzare tutte le fatture precedenti dell’anno.

        Tabella Riepilogativa

        Fatturato AnnuoConseguenze Anno CorrenteConseguenze Anno Successivo
        Fino a 85.000€✅ Rimani in forfettario✅ Rimani in forfettario
        Tra 85.001€ e 100.000€✅ Rimani in forfettario❌ Esci dal forfettario
        Oltre 100.000€❌ Esci immediatamente❌ Rimani in ordinario

        Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi

        Grazie alla non proporzionalità dei limiti, aprire partita IVA verso la fine dell’anno può offrire vantaggi fiscali significativi.

        Vantaggio 1: Massimizzare i Ricavi nel Primo Anno

        Se apri partita IVA a novembre o dicembre, puoi comunque fatturare fino a 85.000 euro entro il 31 dicembre, con l’aliquota agevolata del 5% (se rispetti i requisiti per la flat tax startup).

        Esempio:

        • Apertura partita IVA: 1° dicembre 2026
        • Fatturato dicembre 2026: 80.000 euro
        • Tasse da pagare (5%): 4.000 euro
        • Netto incassato: 76.000 euro in un solo mese

        Se avessi aspettato gennaio 2027, avresti dovuto spalmare questi ricavi su tutto l’anno, con maggiori vincoli organizzativi.

        Vantaggio 2: Due Anni di Flat Tax al 5%

        Chi apre partita IVA per la prima volta può beneficiare della flat tax al 5% per i primi 5 anni di attività, purché non abbia svolto attività similari nei 3 anni precedenti (art. 1, comma 65, Legge 190/2014).

        Aprendo a fine anno, ottieni:

        • Anno 1 (dicembre 2026): Fatturi fino a 85.000€ al 5%
        • Anno 2 (tutto il 2027): Fatturi altri 85.000€ al 5%
        • Totale: 170.000 euro di fatturato a tassazione agevolata in 13 mesi

        Vantaggio 3: Pianificazione Fiscale Strategica

        Aprire a fine anno ti permette di:

        • 🎯 Testare il mercato con pochi mesi di attività, senza impegni fiscali gravosi
        • 📊 Fatturare subito grossi importi da progetti già in pipeline
        • 💰 Incassare prima dei clienti che chiudono i budget a fine anno
        • 📅 Avere tutto il 2027 per programmare la crescita

        Esempi Pratici con Calcoli

        Vediamo alcuni scenari reali per capire meglio come funziona la non proporzionalità dei limiti.

        Esempio 1: Apertura Dicembre 2026

        Scenario:
        Mario apre partita IVA il 1° dicembre 2026 come consulente informatico (coefficiente redditività: 67%).

        Fatturato dicembre 2026: 75.000 euro

        Calcolo imposta sostitutiva (5% per startup):

        • Reddito imponibile: 75.000 × 67% = 50.250 euro
        • Imposta sostitutiva: 50.250 × 5% = 2.512,50 euro
        • Netto incassato: 75.000 – 2.512,50 = 72.487,50 euro

        Conclusione: Mario ha incassato oltre 72.000 euro netti in un solo mese di attività, rimanendo in regime forfettario anche per il 2027.

        Esempio 2: Apertura Gennaio vs Dicembre

        Confrontiamo due professionisti con lo stesso progetto da 100.000 euro da completare tra dicembre 2026 e marzo 2027.

        Opzione A – Apertura Dicembre 2026:

        • Dicembre 2026: fattura 50.000€ (entro limite 85k)
        • Gennaio-marzo 2027: fattura altri 50.000€ (entro limite 85k)
        • Risultato: Tutto il progetto gestito in forfettario al 5%

        Opzione B – Apertura Gennaio 2027:

        • Gennaio-marzo 2027: fattura 100.000€
        • Risultato: Supera 85k, esce dal forfettario nel 2028

        Differenza fiscale:

        • Opzione A: 100.000€ al 5% = 5.000€ di tasse (in 2 anni)
        • Opzione B: 100.000€ al 5% nel 2027, poi ordinario nel 2028 = maggiori imposte future

        Esempio 3: Superamento Limite 100.000€

        Scenario:
        Giulia apre partita IVA il 15 novembre 2026 e riceve un grosso contratto.

        Fatturato novembre-dicembre 2026:

        • 15 novembre: fattura da 60.000 euro
        • 5 dicembre: fattura da 45.000 euro
        • Totale: 105.000 euro

        Cosa succede:

        • ❌ Con la fattura del 5 dicembre, Giulia supera 100.000€
        • ⚠️ Esce dal forfettario immediatamente
        • 📝 Deve emettere note di variazione IVA per entrambe le fatture
        • 💶 Deve versare l’IVA al 22% sulle fatture (23.100 euro)

        Soluzione migliore: Se Giulia avesse previsto questo scenario, avrebbe potuto:

        • Fatturare 85.000€ nel 2026 (rimanendo in forfettario)
        • Fatturare i restanti 20.000€ a gennaio 2027 (ancora in forfettario)

        Strategie di Pianificazione Fiscale

        Come sfruttare al meglio la non proporzionalità dei limiti per ottimizzare la tua posizione fiscale.

        1. Timing di Apertura Partita IVA

        Se hai già dei progetti in cantiere o clienti pronti a firmare, considera di aprire la partita IVA a:

        • Novembre/Dicembre se hai progetti che si chiudono a fine anno
        • Gennaio se vuoi partire con calma e pianificare tutto l’anno

        Quando conviene aprire a fine anno:

        • Hai un contratto importante da fatturare subito (30-80k€)
        • Vuoi chiudere il budget di clienti aziendali entro dicembre
        • Hai già esperienza nel settore e non hai bisogno di “rodaggio”
        • Vuoi massimizzare i 5 anni di flat tax al 5%

        2. Gestione del Fatturato a Cavallo d’Anno

        Se ti trovi vicino al limite di 85.000€ a fine anno, puoi:

        • 📅 Posticipare alcune fatture a gennaio dell’anno successivo
        • 💶 Frazionare contratti grossi tra dicembre e gennaio
        • ⏰ Accordarti col cliente per ricevere il pagamento dopo il 1° gennaio

        Attenzione: Per il regime forfettario, i ricavi si considerano nel momento dell’incasso (criterio di cassa), quindi puoi gestire strategicamente la data di emissione fattura.

        3. Monitoraggio Costante del Fatturato

        Tieni sempre sotto controllo il tuo fatturato progressivo per evitare di superare involontariamente i limiti:

        • 📊 Usa un foglio Excel o un software di fatturazione con alert automatici
        • 🔔 Imposta notifiche a 70.000€ e 80.000€ per monitorare l’avvicinamento al limite
        • 📞 Consulta il CAF quando arrivi a 75.000€ per pianificare le mosse successive

        4. Pianificazione Multi-Anno

        Se prevedi di crescere oltre gli 85.000€, pianifica per tempo:

        • Anno 1-5: Sfrutta la flat tax al 5% con limiti di 85k/anno
        • Anno 6: Valuta se passare al regime ordinario o rimanere al 15%
        • Apertura SRL: Se superi costantemente 100k€, valuta la società di capitali

        Errori Comuni da Evitare

        ❌ Errore 1: Credere nei Limiti Proporzionali

        Errore: “Ho aperto a novembre, quindi il mio limite è 85.000 ÷ 12 × 2 mesi = 14.166 euro”

        Realtà: Il limite è sempre 85.000 euro annui, indipendentemente da quando apri la partita IVA nell’anno.

        ❌ Errore 2: Confondere i Due Limiti

        Errore: “Se supero 85.000€ devo subito applicare l’IVA”

        Realtà: Superando 85k ma rimanendo sotto 100k, continui in forfettario per l’anno corrente. L’uscita immediata scatta solo sopra i 100.000 euro.

        ❌ Errore 3: Non Comunicare il Superamento dei 100k

        Errore: Superare 100.000€ e non comunicarlo all’Agenzia delle Entrate

        Conseguenza: Sanzioni da 250 a 2.000 euro per omessa comunicazione, oltre alle sanzioni per mancato versamento IVA.

        Soluzione: Comunica il superamento entro 30 giorni con il modello AA9/12.

        ❌ Errore 4: Fatturare Tutto a Dicembre Senza Pianificare

        Errore: Fatturare 120.000€ a dicembre credendo di “spremerci dentro tutto”

        Conseguenza: Superi il limite di 100k, esci dal forfettario immediatamente, devi regolarizzare tutto con IVA.

        Soluzione: Pianifica con il CAF come distribuire le fatture tra dicembre e gennaio per ottimizzare il carico fiscale.

        ❌ Errore 5: Ignorare gli Altri Requisiti

        Errore: Concentrarsi solo sui limiti di fatturato, ignorando gli altri requisiti del forfettario

        Altri requisiti da rispettare:

        • ❌ Non aver percepito più di 30.000 euro da lavoro dipendente nell’anno precedente
        • ❌ Non aver sostenuto più di 20.000 euro lordi per lavoro dipendente/collaboratori
        • ❌ Non aver beni strumentali superiori a 20.000 euro (esclusi immobili)
        • ❌ Non esercitare attività prevalentemente verso ex datore di lavoro (nei 2 anni precedenti)

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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        Domande Frequenti sui Limiti Forfettario

        Se apro partita IVA a dicembre, posso fatturare 85.000 euro in un solo mese?

        Si, i limiti del regime forfettario (85.000 euro per la permanenza e 100.000 euro per l’uscita immediata) sono annuali e NON proporzionali ai mesi di attivita. Anche aprendo a dicembre, hai diritto all’intero limite di 85.000 euro per quell’anno solare.

        Cosa succede se supero 85.000 euro ma rimango sotto 100.000 euro?

        Se superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, continui a operare in regime forfettario per tutto l’anno corrente. Uscirai dal forfettario solo dall’anno successivo, passando al regime ordinario dal 1 gennaio.

        Cosa succede se supero 100.000 euro di fatturato?

        Se superi 100.000 euro, esci dal regime forfettario immediatamente, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento. Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno, emettere note di variazione e comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.

        Conviene aprire partita IVA a fine anno per sfruttare i limiti?

        Puo convenire se hai gia progetti importanti da fatturare subito (30-80k euro). In questo modo sfrutti l’intero limite di 85.000 euro in pochi mesi, e benefici della flat tax al 5 percento per startup anche l’anno successivo, massimizzando il risparmio fiscale nei primi 2 anni.

        I limiti di 85.000 e 100.000 euro includono l’IVA?

        No, il regime forfettario non prevede applicazione di IVA. I limiti di 85.000 e 100.000 euro si riferiscono ai ricavi lordi percepiti, senza IVA. Se esci dal forfettario, dovrai applicare IVA sulle fatture successive.


        Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Forfettario?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’apertura della partita IVA, la gestione del regime forfettario e la pianificazione fiscale per ottimizzare il tuo carico tributario.

        I nostri servizi includono:

        • Apertura partita IVA in regime forfettario con verifica requisiti
        • Consulenza fiscale personalizzata per scelta del codice ATECO e coefficiente di redditività
        • Gestione dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) per forfettari
        • Pianificazione fiscale strategica per ottimizzare i limiti di fatturato
        • Assistenza per il passaggio da forfettario a ordinario quando necessario
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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 08:00:002026-09-27 00:08:16Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali
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          Bando Agrisolare 2026: Domande dal 10 Marzo, Contributi e Requisiti

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          Modello 770 e Certificazione Unica, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

          CU 2026 e forfettari: la deroga per medici SSN e indennità non transitanti nello SdI

          La Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi 2025 ha introdotto importanti novità per i contribuenti in regime forfettario. Con il D.Lgs. n. 1/2024, primo provvedimento attuativo della riforma fiscale, è stato abolito l’obbligo di invio della CU per i compensi erogati ai forfettari. Tuttavia, esistono eccezioni rilevanti che riguardano specificamente i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale e le indennità non transitanti nel Sistema di Interscambio (SdI).

          In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per la CU 2026, quando l’esonero non si applica, come compilare correttamente la certificazione per i medici forfettari e quali codici utilizzare.

          Indice dei contenuti

          1. L’esonero dalla CU per i forfettari: il quadro normativo
          2. La deroga per i medici convenzionati SSN
          3. Indennità e compensi fuori dal Sistema di Interscambio
          4. I codici da utilizzare nella CU 2026
          5. Il foglio di liquidazione: documento sostitutivo della fattura
          6. Come compilare la CU 2026 per i medici forfettari
          7. Scadenze per l’invio della CU 2026
          8. Esempi pratici: MMG, PLS e specialisti ambulatoriali
          9. Assistenza del CAF Centro Fiscale

          L’esonero dalla CU per i forfettari: il quadro normativo

          Il Decreto Legislativo n. 1 dell’8 gennaio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2024, ha rappresentato una svolta significativa per i contribuenti in regime forfettario. L’articolo 3 del decreto, rubricato “Eliminazione della Certificazione Unica relativa ai soggetti forfettari e ai soggetti in regime fiscale di vantaggio”, ha modificato l’articolo 4 del DPR 322/1998 inserendo il nuovo comma 6-septies.

          La norma stabilisce che, a decorrere dall’anno d’imposta 2024, i soggetti che corrispondono compensi ai contribuenti che applicano:

          • Il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014
          • Il regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 98/2011

          sono esonerati dagli adempimenti previsti dai commi 6-ter, 6-quater e 6-quinquies del medesimo articolo 4, ovvero dalla predisposizione e invio della Certificazione Unica.

          La ratio dell’esonero

          La semplificazione trova fondamento in una considerazione pratica: dal 1 gennaio 2024, tutti i contribuenti in regime forfettario sono obbligati all’emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI). I dati reddituali di questi soggetti sono quindi già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, rendendo superflua la duplicazione delle informazioni attraverso la CU.

          In pratica, l’ultima Certificazione Unica inviata per i forfettari è stata quella 2024, relativa ai compensi corrisposti nel 2023. Per tutti i compensi erogati ai forfettari nell’anno d’imposta 2024 e successivi, non è più dovuto l’invio della CU all’Agenzia delle Entrate.

          La deroga per i medici convenzionati SSN

          L’esonero dalla CU per i forfettari presenta una deroga fondamentale che riguarda i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. La Risposta a interpello n. 132 del 13 maggio 2025 dell’Agenzia delle Entrate ha definitivamente chiarito la questione.

          Il quesito dell’ASL e la risposta dell’Agenzia

          Un’Azienda Sanitaria Provinciale aveva chiesto all’Agenzia delle Entrate se fosse legittimo non emettere la Certificazione Unica 2025 per i compensi erogati ai medici forfettari convenzionati nel corso del 2024. La risposta è stata inequivocabile: per le ASL che corrispondono compensi ai medici convenzionati con il SSN in regime forfettario o di vantaggio, permane l’obbligo di rilascio della CU.

          Perché i medici SSN sono esclusi dall’esonero

          La motivazione risiede nel mancato coordinamento normativo tra le disposizioni sulla CU e quelle sulla fatturazione elettronica. I medici convenzionati con il SSN rientrano tra i soggetti per i quali vige il divieto permanente di fatturazione elettronica tramite SdI.

          Il D.Lgs. n. 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, ha reso definitivo il divieto di emissione di fattura elettronica via SdI per:

          • Soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria
          • Soggetti che documentano prestazioni sanitarie verso persone fisiche

          Questo divieto, inizialmente introdotto nel 2019 per ragioni di privacy (tutela dei dati sanitari sensibili), è ora a regime dal 2026. Di conseguenza, i redditi dei medici convenzionati non transitano per il Sistema di Interscambio e non sono visibili telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

          Categorie di medici interessate dalla deroga

          L’obbligo di CU permane specificamente per i compensi erogati a:

          • Medici di Medicina Generale (MMG)
          • Pediatri di Libera Scelta (PLS)
          • Medici di Continuità Assistenziale (ex guardia medica) con rapporto a tempo determinato
          • Medici specialisti ambulatoriali convenzionati

          Per tutti questi professionisti, indipendentemente dall’adesione al regime forfettario, la CU resta obbligatoria.

          Indennità e compensi fuori dal Sistema di Interscambio

          Oltre ai medici SSN, esistono altre tipologie di compensi per cui l’esonero dalla CU non si applica. Si tratta delle indennità non assoggettate a ritenuta d’acconto che non richiedono l’emissione di fattura elettronica.

          Tipologie di indennità soggette a CU

          Le istruzioni alla Certificazione Unica 2026 specificano che restano soggette all’obbligo di certificazione:

          • Indennità di maternità corrisposte agli iscritti alla Gestione Separata INPS
          • Contributi di maternità erogati dalle casse previdenziali professionali
          • Indennità per malattia e infortunio non documentate da fattura
          • Altre indennità non assoggettate a ritenuta che non transitano per il SdI

          Queste somme devono essere indicate nei punti 4 e 7 della sezione dedicata al lavoro autonomo della Certificazione Unica, con l’indicazione dell’apposito codice nel punto 6.

          Esempio pratico: indennità di maternità forfettaria

          Una professionista in regime forfettario iscritta alla Gestione Separata INPS percepisce nel 2025 l’indennità di maternità. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, è tenuto a rilasciare la CU 2026 indicando:

          • Punto 4: importo lordo dell’indennità
          • Punto 6: codice 25 (indennità non soggetta a ritenuta per forfettari)
          • Punto 7: importo netto corrisposto

          I codici da utilizzare nella CU 2026

          La Certificazione Unica 2026 prevede codici specifici per identificare le diverse tipologie di compensi erogati ai contribuenti forfettari. Le istruzioni hanno introdotto una novità importante rispetto all’anno precedente.

          Il nuovo codice 24 per i medici SSN forfettari

          Nel modello CU 2026, per i compensi erogati ai medici convenzionati con il SSN in regime forfettario si utilizza il codice 24. Questo codice sostituisce il codice 25 che era stato utilizzato in via transitoria nella CU 2025.

          Il codice 24 va indicato nel punto 6 della sezione redditi di lavoro autonomo e si applica a:

          • Medici di medicina generale forfettari
          • Pediatri di libera scelta forfettari
          • Medici di continuità assistenziale forfettari (rapporto a tempo determinato)
          • Specialisti ambulatoriali forfettari convenzionati SSN

          Il codice 25 per le indennità

          Il codice 25 torna alla sua funzione originaria: la certificazione delle indennità non soggette a ritenuta d’acconto erogate a contribuenti forfettari. Si utilizza per:

          • Indennità di maternità
          • Contributi di maternità da casse professionali
          • Altre indennità non assoggettate a ritenuta

          Tabella riepilogativa dei codici CU 2026

          CodiceDescrizioneSoggetti interessati
          24Compensi medici SSN non soggetti a ritenutaMMG, PLS, medici continuità assistenziale, specialisti SSN forfettari
          25Indennità non soggette a ritenutaForfettari che percepiscono indennità (es. maternità)
          26Indennità non soggette a ritenutaContribuenti in regime di vantaggio

          Il foglio di liquidazione: documento sostitutivo della fattura

          Per comprendere appieno la deroga prevista per i medici SSN, è fondamentale analizzare il foglio di liquidazione dei corrispettivi, documento centrale nel rapporto tra medici convenzionati e Aziende Sanitarie.

          Il fondamento normativo: DM 31 ottobre 1974

          L’articolo 2 del Decreto del Ministro delle Finanze del 31 ottobre 1974 stabilisce che “nei rapporti tra gli esercenti la professione sanitaria e gli enti mutualistici per prestazioni medico-sanitarie generiche e specialistiche, il foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dai detti enti tiene luogo della fattura di cui all’art. 21 del DPR 633/72″.

          Questa norma, mai abrogata, è stata confermata dalla prassi amministrativa attraverso:

          • Risoluzione n. 98/E/2015
          • Risposta all’interpello n. 558/2021
          • Risposta all’interpello n. 132/2025

          Contenuto del foglio di liquidazione

          Il foglio di liquidazione deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del DPR 633/72 per la fattura:

          • Dati identificativi dell’ASL emittente
          • Dati identificativi del medico percipiente
          • Data di emissione
          • Descrizione delle prestazioni
          • Importi lordi e netti
          • Eventuali trattenute

          Il documento deve essere prodotto in triplice copia: una per il medico, una per l’ASL e una per l’Agenzia delle Entrate competente.

          Perché il foglio di liquidazione non transita per il SdI

          A differenza delle fatture elettroniche dei forfettari, il foglio di liquidazione:

          • Non viene trasmesso al Sistema di Interscambio
          • Non è accessibile automaticamente dall’Agenzia delle Entrate
          • Contiene dati sensibili sanitari soggetti a tutela privacy

          Proprio questa “invisibilità telematica” giustifica il mantenimento dell’obbligo di CU per i medici convenzionati, anche se forfettari.

          Come compilare la CU 2026 per i medici forfettari

          Le Aziende Sanitarie Locali e Provinciali devono prestare particolare attenzione alla corretta compilazione della Certificazione Unica per i medici convenzionati in regime forfettario.

          Sezione Redditi di Lavoro Autonomo

          I compensi erogati ai medici forfettari vanno indicati nella sezione dedicata ai redditi di lavoro autonomo, non nella sezione lavoro dipendente (anche se il rapporto di convenzione presenta alcuni tratti para-subordinati).

          Campi da compilare

          Per la corretta compilazione della CU 2026 relativa ai medici SSN forfettari:

          • Punto 4: Ammontare lordo corrisposto
          • Punto 6: Codice 24 (compensi medici SSN non soggetti a ritenuta)
          • Punto 7: Ammontare delle somme non soggette a ritenuta (uguale al punto 4)
          • Punto 8: Non compilare (nessuna ritenuta effettuata)

          Attenzione: nessuna ritenuta d’acconto

          È fondamentale ricordare che sui compensi dei medici forfettari l’ASL non deve operare alcuna ritenuta d’acconto. I forfettari sono esonerati dalla ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014. L’intero importo lordo corrisposto deve essere indicato sia al punto 4 che al punto 7.

          Scadenze per l’invio della CU 2026

          Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026 (prot. n. 15707/2026) ha approvato il modello CU 2026 e fissato le scadenze per l’anno corrente.

          Calendario scadenze CU 2026

          ScadenzaAdempimentoSoggetti interessati
          16 marzo 2026Trasmissione telematica CURedditi da lavoro dipendente e assimilati
          16 marzo 2026Consegna al percipienteTutti i percipienti (dipendenti e autonomi)
          30 aprile 2026Trasmissione telematica CURedditi da lavoro autonomo (inclusi medici forfettari)
          31 ottobre 2026Trasmissione telematica CURedditi esenti o non inseribili in precompilata

          Novità 2026: un mese in più per i lavoratori autonomi

          Una novità rilevante per il 2026 è lo slittamento al 30 aprile della scadenza per la trasmissione delle CU relative ai redditi da lavoro autonomo. Questo comporta un mese aggiuntivo rispetto alla precedente scadenza del 31 marzo, dando più tempo alle ASL per la predisposizione delle certificazioni dei medici convenzionati.

          Sanzioni per omessa o tardiva trasmissione

          A differenza del 2025, quando l’Agenzia delle Entrate aveva fornito chiarimenti tardivi (13 maggio) consentendo di fatto l’invio senza sanzioni, per il 2026 il regime sanzionatorio è pienamente operativo:

          • 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata
          • Sanzione ridotta a 33,33 euro se la CU corretta viene trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza

          Esempi pratici: MMG, PLS e specialisti ambulatoriali

          Per chiarire l’applicazione concreta delle norme, analizziamo alcuni casi pratici relativi a diverse tipologie di medici convenzionati.

          Esempio 1: Medico di Medicina Generale in regime forfettario

          Situazione: Il Dott. Rossi è medico di medicina generale con 1.200 pazienti, convenzionato con l’ASL di Udine. Applica il regime forfettario dal 2020.

          Compensi 2025:

          • Quota capitaria annua: 55.000 euro
          • Indennità accessorie: 8.000 euro
          • Totale lordo: 63.000 euro

          CU 2026 dell’ASL:

          • Punto 4: 63.000 euro
          • Punto 6: Codice 24
          • Punto 7: 63.000 euro
          • Punto 8: 0 (nessuna ritenuta)

          L’ASL deve trasmettere la CU entro il 30 aprile 2026 e consegnarla al Dott. Rossi entro il 16 marzo 2026.

          Esempio 2: Pediatra di Libera Scelta forfettario

          Situazione: La Dott.ssa Bianchi è pediatra di libera scelta con 800 assistiti. Opera in regime forfettario.

          Compensi 2025:

          • Quota capitaria annua: 42.000 euro
          • Bilanci di salute e vaccinazioni: 6.500 euro
          • Totale lordo: 48.500 euro

          CU 2026: L’ASL compila la certificazione con codice 24, indicando l’intero importo di 48.500 euro come somma non soggetta a ritenuta.

          Esempio 3: Medico di Continuità Assistenziale

          Situazione: Il Dott. Verdi presta servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) con contratto a tempo determinato. Ha scelto il regime forfettario.

          Compensi 2025:

          • Compenso orario per 1.800 ore: 36.000 euro
          • Indennità notturna e festiva: 4.200 euro
          • Totale lordo: 40.200 euro

          CU 2026: Anche in questo caso l’ASL è obbligata all’invio della CU con codice 24, nonostante il regime forfettario del medico.

          Esempio 4: Specialista ambulatoriale con attività mista

          Situazione: La Dott.ssa Neri è cardiologa specialista ambulatoriale convenzionata (18 ore settimanali) e svolge anche attività privata. Applica il regime forfettario.

          Compensi 2025:

          • Compensi SSN: 45.000 euro (foglio di liquidazione)
          • Compensi attività privata: 25.000 euro (fattura elettronica)

          Trattamento CU:

          • Compensi SSN (45.000 euro): l’ASL rilascia CU con codice 24
          • Compensi privati (25.000 euro): i clienti privati non devono rilasciare CU (compensi documentati da fattura elettronica)

          Assistenza del CAF Centro Fiscale

          La gestione della Certificazione Unica per i medici convenzionati in regime forfettario presenta complessità che richiedono competenza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata per:

          • Verifica della corretta compilazione delle CU ricevute
          • Assistenza nella dichiarazione dei redditi per medici forfettari
          • Consulenza sul regime forfettario per professionisti sanitari
          • Supporto per ASL e strutture sanitarie nella predisposizione delle CU

          Il nostro team di esperti fiscali è costantemente aggiornato sulle novità normative e sulla prassi dell’Agenzia delle Entrate in materia di certificazioni e regime forfettario per i professionisti del settore sanitario.

          Contattaci

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          • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

          Articolo aggiornato a marzo 2026 con le ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate.

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          Fonti normative e prassi

          • D.Lgs. n. 1/2024 – Razionalizzazione e semplificazione adempimenti tributari
          • D.Lgs. n. 81/2025 – Divieto permanente fatturazione elettronica prestazioni sanitarie
          • DM 31 ottobre 1974, art. 2 – Foglio di liquidazione corrispettivi
          • Risposta interpello n. 132/2025 – Agenzia delle Entrate
          • Risposta interpello n. 558/2021 – Agenzia delle Entrate
          • Provvedimento Direttore AdE n. 15707/2026 – Approvazione modello CU 2026
          • Legge n. 190/2014, art. 1, commi 54-89 – Regime forfettario
          Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 07:22:112026-09-27 09:20:02CU 2026 e forfettari: la deroga per medici SSN e indennità non transitanti nello SdI
          NOTIZIE

          Come Uscire dall’ISEE Familiare Legalmente: Guida ai Metodi Consentiti

          ISEE ERRATO 2026

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è l’ISEE familiare e come funziona
          2. Perché alcuni vogliono uscire dall’ISEE familiare
          3. Metodi legali per modificare il nucleo ISEE
          4. Cambio residenza e stato di famiglia autonomo
          5. Separazione e divorzio: impatto sull’ISEE
          6. Matrimonio e costituzione nuovo nucleo
          7. Figli maggiorenni: quando possono uscire
          8. Conseguenze e verifiche dell’INPS

          Molte famiglie italiane si chiedono se sia possibile uscire dall’ISEE familiare per accedere a più agevolazioni o ottenere importi maggiori per bonus e prestazioni sociali. La risposta è: sì, ma solo attraverso metodi completamente legali che comportano un effettivo cambiamento della situazione anagrafica o familiare. In questo articolo il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quali sono i metodi consentiti dalla legge, quali sono le conseguenze e perché è fondamentale evitare comportamenti fraudolenti che possono portare a sanzioni pesanti e alla perdita definitiva dei benefici.

          Cos’è l’ISEE familiare e come funziona

          L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è un documento che fotografa la situazione economica di un nucleo familiare. L’ISEE familiare considera tutti i componenti che risultano nello stesso stato di famiglia al momento della presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).

          Il nucleo familiare ISEE NON coincide sempre con lo stato di famiglia anagrafico. Ci sono regole specifiche che determinano chi deve essere incluso:

          • Coniuge e figli minori conviventi (sempre inclusi)
          • Figli maggiorenni non sposati e non lavoratori (se conviventi)
          • Conviventi di fatto registrati
          • Genitori conviventi anche se non sposati

          Più il nucleo familiare è numeroso e più sono i redditi e i patrimoni da sommare, più l’ISEE risulta alto. Un ISEE alto significa accesso a meno agevolazioni o importi ridotti per bonus come l’assegno unico, il bonus nido, il reddito di cittadinanza (quando attivo) e altri sostegni economici.

          Perché alcuni vogliono uscire dall’ISEE familiare

          Esistono situazioni in cui uscire dal nucleo familiare ISEE può essere vantaggioso economicamente, sempre che avvenga per motivi reali e non simulati:

          Figli maggiorenni che lavorano: Se un figlio maggiorenne lavora e ha un reddito significativo, il suo stipendio aumenta l’ISEE familiare. Se questo figlio acquisisce una residenza autonoma, può presentare un ISEE separato più basso e i genitori possono presentare un ISEE senza il suo reddito.

          Coppie di fatto non registrate: Se due partner convivono senza essere sposati e senza registrazione come conviventi di fatto, possono teoricamente presentare ISEE separati. Attenzione però: se hanno figli in comune, devono comunque essere nello stesso ISEE.

          Separazioni e divorzi: Dopo una separazione legale o un divorzio, i due ex coniugi presentano ISEE separati, ciascuno con il proprio reddito e patrimonio. Questo può portare a ISEE più bassi per entrambi, specialmente se uno dei due aveva redditi molto alti.

          Studenti fuori sede: Gli studenti universitari fuori sede possono richiedere un ISEE specifico per prestazioni universitarie che tiene conto solo del loro reddito se sussistono determinati requisiti di autonomia.

          Metodi legali per modificare il nucleo ISEE

          Esistono solo alcuni metodi completamente legali per modificare la composizione del nucleo familiare ISEE. Tutti richiedono un effettivo cambiamento della situazione anagrafica o familiare, non semplici dichiarazioni false.

          METODI LEGALI:

          1. Cambio residenza effettivo – Trasferirsi realmente in un altro comune o in un’altra abitazione nello stesso comune e richiedere un nuovo stato di famiglia.
          2. Separazione o divorzio – Avviare una procedura legale di separazione o divorzio che produce effetti anagrafici.
          3. Matrimonio – Sposarsi crea automaticamente un nuovo nucleo familiare.
          4. Figli maggiorenni che acquisiscono autonomia – Se un figlio maggiorenne si trasferisce, lavora e dimostra autonomia economica, può presentare ISEE separato.
          5. Cancellazione dall’anagrafe per emigrazione – Chi si trasferisce all’estero può essere cancellato dall’anagrafe italiana.

          ⚠️ METODI ILLEGALI (DA EVITARE ASSOLUTAMENTE):

          • Dichiarare residenze false senza trasferirsi realmente
          • Simulare separazioni fittizie continuando a convivere
          • Omettere componenti del nucleo familiare nella DSU
          • Intestare fittiziamente patrimoni a terzi

          Questi comportamenti costituiscono reato e comportano sanzioni penali e amministrative pesanti.

          Cambio residenza e stato di famiglia autonomo

          Il cambio di residenza è il metodo più comune per modificare il nucleo familiare ISEE. Ma attenzione: deve trattarsi di un trasferimento effettivo, non di una dichiarazione falsa.

          Come funziona il cambio residenza:

          1. Trasferimento reale – Devi effettivamente trasferirti in una nuova abitazione (anche in affitto).
          2. Richiesta al Comune – Presentare richiesta di cambio residenza all’ufficio anagrafe del Comune di destinazione.
          3. Verifica dei vigili – Il Comune può inviare i vigili urbani per verificare che tu viva effettivamente nella nuova residenza.
          4. Nuovo stato di famiglia – Una volta registrato il cambio, ottieni un nuovo stato di famiglia che non include più i componenti della vecchia residenza.
          5. Nuova DSU – Puoi presentare una nuova DSU con il nuovo nucleo familiare.

          ⚠️ IMPORTANTE: L’INPS può effettuare controlli incrociati per verificare la veridicità della residenza. Se emergono incongruenze (ad esempio, consumi utenze molto bassi, nessuna presenza effettiva), l’ISEE può essere annullato e scattano sanzioni.

          Caso tipico: Un figlio maggiorenne che lavora si trasferisce in un appartamento in affitto. Richiede il cambio residenza, dimostra il contratto di affitto regolare, paga le utenze intestate a lui. A questo punto può presentare un ISEE autonomo che non considera più i redditi dei genitori.

          Separazione e divorzio: impatto sull’ISEE

          La separazione legale o il divorzio hanno un impatto immediato sull’ISEE, perché i due ex coniugi non fanno più parte dello stesso nucleo familiare.

          Separazione legale:

          • Deve essere omologata dal Tribunale o formalizzata tramite negoziazione assistita o accordo in Comune.
          • Dal momento dell’omologazione, i due coniugi possono presentare ISEE separati.
          • I figli minori saranno inclusi nell’ISEE del genitore con cui convivono (affidamento).
          • L’assegno di mantenimento ricevuto dall’ex coniuge deve essere dichiarato nell’ISEE.

          Divorzio:

          • Dopo il divorzio, i due ex coniugi sono completamente separati anche ai fini ISEE.
          • Ciascuno presenta la propria DSU con il proprio reddito e patrimonio.
          • Eventuali assegni divorzili devono essere dichiarati.

          ⚠️ ATTENZIONE alle separazioni fittizie:

          Alcune coppie pensano di poter simulare una separazione solo per ottenere ISEE più bassi, continuando però a convivere di fatto. Questo è un reato (falso ideologico) e l’INPS può scoprirlo attraverso controlli incrociati: consumi utenze, residenza effettiva, dichiarazioni dei redditi, ecc.

          Se scoperta la frode, si perdono tutti i benefici ottenuti con l’ISEE fraudolento, si devono restituire le somme percepite, si pagano sanzioni amministrative e si può essere denunciati penalmente.

          Matrimonio e costituzione nuovo nucleo

          Il matrimonio crea automaticamente un nuovo nucleo familiare ISEE composto dai due coniugi e dagli eventuali figli.

          Cosa succede quando ci si sposa:

          • I due coniugi escono dai rispettivi nuclei familiari di origine.
          • Si crea un nuovo nucleo familiare composto da marito, moglie ed eventuali figli.
          • I redditi e i patrimoni dei due coniugi si sommano nell’ISEE.
          • Se uno dei due aveva un ISEE basso da single, dopo il matrimonio l’ISEE potrebbe aumentare.

          Convivenza di fatto registrata:

          Dal 2016 esiste la possibilità di registrare la convivenza di fatto presso il Comune. Se due conviventi si registrano come coppia di fatto, dal punto di vista ISEE sono equiparati ai coniugi e devono presentare un ISEE unico.

          Convivenza di fatto NON registrata:

          Se due partner convivono senza essere sposati e senza registrazione come coppia di fatto, tecnicamente potrebbero presentare ISEE separati, MA solo se NON hanno figli in comune. Se ci sono figli comuni, devono comunque essere nello stesso ISEE.

          Figli maggiorenni: quando possono uscire dal nucleo ISEE

          Un figlio maggiorenne può uscire dal nucleo familiare ISEE dei genitori solo se sussistono determinate condizioni:

          Requisiti per ISEE autonomo del figlio maggiorenne:

          1. Residenza diversa dai genitori – Il figlio deve avere una residenza anagrafica propria, diversa da quella dei genitori.
          2. Autonomia economica – Il figlio deve avere un reddito proprio sufficiente a mantenersi (lavoro dipendente, autonomo, borse di studio, ecc.).
          3. Non essere a carico fiscale dei genitori – Se il figlio ha un reddito superiore a 2.840,51 euro annui, non è più considerato fiscalmente a carico.

          Studenti universitari fuori sede:

          Gli studenti universitari che soddisfano determinati requisiti possono richiedere un ISEE università specifico che considera solo il loro reddito e non quello dei genitori. I requisiti sono:

          • Residenza diversa da quella dei genitori da almeno 2 anni.
          • Sede universitaria in un comune diverso da quello di residenza dei genitori.
          • Reddito proprio da lavoro da almeno 2 anni superiore a 6.500 euro annui.

          Caso pratico:

          Marco, 25 anni, lavora con contratto a tempo indeterminato e guadagna 1.400 euro al mese. Si trasferisce in un appartamento in affitto in un’altra città e richiede il cambio di residenza. Dopo la registrazione anagrafica, Marco può presentare un ISEE autonomo che considera solo il suo reddito e il suo patrimonio, senza includere i redditi dei genitori.

          I genitori di Marco, dal canto loro, presenteranno un ISEE senza più Marco nel nucleo familiare. Se i genitori hanno altri figli minori o altri componenti, il loro ISEE potrebbe abbassarsi.

          Conseguenze e verifiche dell’INPS

          L’INPS e gli enti erogatori di prestazioni sociali effettuano controlli rigorosi per verificare la veridicità delle dichiarazioni ISEE. Chi dichiara il falso rischia conseguenze molto gravi.

          Controlli effettuati dall’INPS:

          • Verifiche anagrafiche – Incrocio con i dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.
          • Controlli sui consumi – Verifica dei consumi di utenze (luce, gas, acqua) presso la residenza dichiarata.
          • Controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate – Verifica della coerenza tra redditi dichiarati e patrimoni posseduti.
          • Visite domiciliari – In caso di sospetto, possono essere effettuate verifiche presso la residenza dichiarata.
          • Segnalazioni – L’INPS può ricevere segnalazioni da terzi (vicini, ex coniugi, ecc.) che portano ad accertamenti.

          Sanzioni per dichiarazioni false:

          • Perdita dei benefici – Decadenza immediata da tutti i benefici ottenuti con l’ISEE fraudolento.
          • Restituzione delle somme – Obbligo di restituire tutte le somme percepite indebitamente, con interessi.
          • Sanzioni amministrative – Multe che possono arrivare fino a tre volte l’importo del beneficio indebitamente percepito.
          • Sanzioni penali – Denuncia per falso ideologico (art. 483 c.p.) con pena fino a 2 anni di reclusione.
          • Preclusione futura – Impossibilità di accedere a prestazioni sociali per un periodo di tempo.

          Quando è lecito modificare l’ISEE:

          È perfettamente lecito modificare il nucleo familiare ISEE quando ci sono cambiamenti reali e documentabili della situazione familiare o anagrafica. Non c’è nulla di illegale in:

          • Un figlio che si trasferisce per lavoro e acquisisce residenza autonoma.
          • Una coppia che decide di separarsi legalmente.
          • Una persona che si sposa e crea un nuovo nucleo.

          L’importante è che questi cambiamenti siano effettivi, non simulati solo per ottenere vantaggi economici.

          Il ruolo del CAF:

          Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare la tua situazione specifica e consigliarti se esistono margini legali per ottimizzare il tuo ISEE. Ti aiutiamo a:

          • Verificare la corretta composizione del tuo nucleo familiare ISEE.
          • Valutare se ci sono stati cambiamenti anagrafici o familiari che giustificano una nuova DSU.
          • Compilare correttamente la DSU evitando errori che potrebbero portare a controlli.
          • Comprendere le conseguenze di eventuali scelte (cambio residenza, separazione, ecc.) sull’ISEE e sui benefici.

          Non affidarti a consigli improvvisati o a chi ti suggerisce scorciatoie illegali. Il risparmio di breve termine può trasformarsi in un costo enorme in termini di sanzioni, restituzione somme e conseguenze penali.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti su Come Uscire dall’ISEE Familiare


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