Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Il logopedista in regime forfettario gode di una fiscalita’ semplificata ma deve rispettare una serie di adempimenti specifici della professione sanitaria: dal sistema TS (Tessera Sanitaria) per la trasmissione dei dati al fisco, ai contributi previdenziali ENPAPI gestione separata, fino alle regole sulla fatturazione elettronica. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche per il 2026.Il regime forfettario per logopedisti: requisiti e vantaggiIl regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modificazioni) e’ accessibile ai logopedisti che rispettano le condizioni generali:Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euroNon essere soci di societa’ di persone, associazioni professionali o imprese familiariNon aver percepito redditi di lavoro dipendente/assimilato superiori a 30.000 euro nell’anno precedenteNon applicare regimi speciali IVAPer i logopedisti il regime e’ particolarmente vantaggioso perche’ l’attivita’ sanitaria e’ esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 del DPR 633/1972: anche in regime ordinario non si applica IVA sulle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione. Il forfettario aggiunge il vantaggio della tassazione sostitutiva semplificata.Coefficiente di redditivita’: il 78% per il logopedistaIl coefficiente di redditivita’ del 78% si applica ai logopedisti che operano con codice ATECO 86.90.30 (altre attivita’ paramediche indipendenti). Questo e’ il coefficiente previsto dall’allegato alla Legge 190/2014 per la categoria delle attivita’ sanitarie e sociosanitarie a libera professione.Come funziona:Reddito imponibile = Ricavi x 78%Sul reddito imponibile si applica l’aliquota sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di attivita’; 15% dal sesto anno in poiIl restante 22% si considera forfettariamente destinato alle spese (non deducibili analiticamente)Esempio pratico: un logopedista con ricavi annui di 40.000 euro paga:Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euroImposta sostitutiva (regime avviato): 31.200 x 15% = 4.680 euroRisparmio rispetto all’IRPEF ordinaria: significativo, soprattutto per redditi nella fascia 28.000-50.000 euroSistema TS obbligatorio per i logopedistiUno degli adempimenti piu’ importanti e specifici per i professionisti sanitari e’ la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.Il logopedista e’ soggetto all’obbligo di trasmissione telematica delle spese sanitarie al sistema TS se le sue prestazioni rientrano tra quelle detraibili al 19% dal paziente (spese per prestazioni di logopedia previste dall’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR). La trasmissione avviene:Semestrale: entro il 31 gennaio per il semestre luglio-dicembre dell’anno precedente; entro il 30 settembre per il semestre gennaio-giugnoTramite il portale Sistema TS (sistemats.it) con credenziali CNS/SPID/CIEIndicando per ogni documento fiscale emesso: codice fiscale del paziente, data, importo, tipo di spesaAttenzione per i forfettari: anche chi e’ in regime forfettario deve trasmettere i dati al Sistema TS se emette ricevute o fatture per prestazioni sanitarie detraibili. L’esonero dalla fatturazione elettronica (per i forfettari sotto i 25.000 euro di ricavi fino a fine 2024, poi solo sopra 25.000 con regime transitorio) non esime dall’obbligo TS.Fatturazione elettronica per logopedisti forfettariDal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari, senza soglie minime di ricavi. Tuttavia, i professionisti sanitari che trasmettono dati al Sistema TS godono di un regime particolare:Esonero dalla fattura elettronica per le prestazioni rese a persone fisiche (pazienti privati) quando i relativi dati vengono trasmessi al Sistema TS. In questo caso il documento fiscale puo’ rimanere in forma cartacea (ricevuta o fattura cartacea)Fattura elettronica obbligatoria per le prestazioni rese a soggetti IVA (aziende, enti) che non vengono trasmesse al sistema TS, e per le prestazioni rese al SSN o a strutture convenzionateQuesto esonero parziale e’ previsto dal D.Lgs. 127/2015 come modificato, e confermato per i professionisti sanitari dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.Contributi ENPAPI per il logopedista forfettarioI logopedisti liberi professionisti sono iscritti alla Gestione separata INPS tramite l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica), che gestisce anche la previdenza obbligatoria per infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie regolamentate.Per i logopedisti in regime forfettario i contributi ENPAPI si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x 78%):Aliquota contributiva: varia in base alla gestione ENPAPI specifica per logopedisti. I logopedisti iscritti alla Gestione Separata INPS (non essendo dotati di cassa autonoma riconosciuta) applicano l’aliquota INPS Gestione Separata, che per il 2026 e’ pari al 26,23% (professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria)Contributo minimo: non esiste un minimale contributivo fisso come per artigiani/commercianti; si versa solo sul reddito effettivoScadenza versamento: in acconto (30 giugno e 30 novembre) e a saldo (entro il termine della dichiarazione dei redditi)Nota: la situazione previdenziale dei logopedisti e’ in evoluzione. Verifica sempre la tua posizione specifica con ENPAPI o il tuo CAF/commercialista, poiche’ la cassa di appartenenza dipende dalla data di iscrizione all’albo e dalla tipologia di attivita’.Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attivita’ di logopedia libero-professionale e’ il 86.90.30 – Attivita’ dei fisioterapisti, degli osteopati e di altri professionisti paramedici (nella classificazione ATECO 2007/2022).Alcune fonti riportano anche il 86.90.09 (altre attivita’ per la salute dell’uomo non classificate altrove) come alternativa. E’ importante indicare il codice ATECO corretto all’apertura della partita IVA, poiche’ influisce sul coefficiente di redditivita’ e sull’appartenenza alla gestione previdenziale.Adempimenti pratici per il logopedista forfettario nel 2026Riepilogo degli adempimenti principali:Apertura partita IVA con codice ATECO 86.90.30 e iscrizione alla Gestione Separata INPSEmissione ricevute/fatture con dicitura “Operazione esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972” e “Regime forfettario – non applica ritenuta d’acconto”Trasmissione dati Sistema TS semestralmente (31 gennaio e 30 settembre)Dichiarazione redditi tramite Modello Redditi PF con quadro LM (regime forfettario)Versamento contributi INPS in acconto (30 giugno / 30 novembre) e saldoFatturazione elettronica per prestazioni a soggetti IVA non soggette a sistema TSLogopedista: dipendente SSN e libero professionistaMolti logopedisti svolgono sia attivita’ dipendente (ospedali, ASL, IRCCS) sia attivita’ libero-professionale in studio. In questo caso:Il regime forfettario e’ accessibile solo se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non supera i 30.000 euro lordiI contributi previdenziali del dipendente vanno all’INPS; quelli del libero professionista alla Gestione SeparataE’ fondamentale verificare con il proprio datore di lavoro se esistono clausole di esclusiva che vietano l’attivita’ libero-professionale esternaFAQ: domande frequenti sul logopedista forfettarioIl logopedista forfettario deve iscriversi all’albo?Si’. Per esercitare legalmente la professione di logopedista in Italia e’ obbligatoria l’iscrizione all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione e’ indipendente dal regime fiscale scelto.Posso emettere solo ricevute e non fatture?Per i pazienti privati (persone fisiche), il logopedista forfettario puo’ emettere ricevute fiscali se trasmette i dati al Sistema TS. Per le prestazioni a soggetti IVA e’ obbligatoria la fattura (elettronica se il committente e’ soggetto IVA).Come si calcola l’acconto INPS?L’acconto INPS Gestione Separata si calcola sul reddito imponibile dell’anno precedente (o stimato per il primo anno). Il 40% entro il 30 giugno, il 60% entro il 30 novembre, salvo il metodo storico o previsionale consentiti dalla normativa INPS.ConclusioneIl regime forfettario per logopedisti nel 2026 offre vantaggi fiscali significativi, ma richiede attenzione agli adempimenti specifici della professione sanitaria: sistema TS, esonero parziale dalla fatturazione elettronica, e contributi alla Gestione Separata INPS. Affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto di professioni sanitarie e’ la scelta piu’ sicura per non commettere errori.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 08:30:002026-06-02 08:13:10Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026
Finanza & Servizi, Medici e Odontoiatri, Polizze Professionisti, Professionisti SanitariPolizza RC medico: massimali e costi nel 2026Polizza RC medico: massimali e costi nel 2026La polizza RC medico e’ l’assicurazione per la responsabilita’ civile professionale obbligatoria per tutti i medici e professionisti sanitari che esercitano la propria attivita’ in Italia. Con l’entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017) e del successivo DM Salute 15 settembre 2023 n. 232, i massimali minimi e le clausole obbligatorie sono stati ridefiniti in modo organico.Questo articolo analizza i massimali RC medico 2026, le coperture obbligatorie (tail coverage decennale, retroattivita’), i costi orientativi per le diverse specialita’ e i link alle guide del nostro hub Polizze Professionali e Sanitari.Quadro normativo: Legge Gelli e DM 232/2023Il sistema assicurativo obbligatorio per i sanitari in Italia si basa su due pilastri normativi:Legge 8 marzo 2017 n. 24 (Gelli-Bianco): introduce l’obbligo assicurativo per tutte le strutture sanitarie e per i professionisti che esercitano in forma autonoma; istituisce il Fondo di Garanzia per i danneggiati; prevede la responsabilita’ contrattuale delle strutture e quella extracontrattuale dei singoli professionistiDM Salute 15 settembre 2023 n. 232 (in vigore dal 16 novembre 2023): il decreto attuativo che fissa i requisiti minimi dei contratti assicurativi, i massimali obbligatori e le clausole irrinunciabili (retroattivita’, postuma decennale, tail coverage)I medici dipendenti di strutture pubbliche o private sono coperti dalla polizza aziendale della struttura, ma devono comunque dotarsi di copertura personale integrativa per l’attivita’ libero-professionale svolta fuori dalla struttura.Massimali RC medico obbligatori per il 2026Il DM 232/2023 stabilisce i massimali minimi che ogni polizza RC medico deve garantire. I valori indicati nel decreto sono espressi per sinistro e per anno di polizza:Categoria di professionistaMassimale minimo per sinistroMassimale annuoMedico libero professionista (specialita’ a basso rischio)500.000 euro1.000.000 euroMedico libero professionista (specialita’ ad alto rischio: chirurgia, ostetricia, anestesia)1.000.000 euro2.000.000 euroStruttura sanitaria (clinica, studio associato)2.000.000 euro per sinistroda definire contrattualmenteFonte: DM Salute 15 settembre 2023 n. 232. Le compagnie assicurative possono offrire massimali superiori. Si consiglia sempre di verificare i massimali specifici con il proprio broker o consulente assicurativo, poiche’ il mercato assicurativo 2026 offre prodotti con massimali piu’ elevati rispetto ai minimi di legge.Clausola tail coverage: cos’e’ e perche’ e’ obbligatoriaIl tail coverage (o “postuma decennale”) e’ una delle clausole piu’ importanti della polizza RC medico e spesso la meno compresa dai professionisti al momento della stipula.La polizza medica e’ di tipo claims made: copre i sinistri per i quali la richiesta di risarcimento viene fatta durante la vigenza della polizza, indipendentemente da quando e’ avvenuto il fatto. Questo crea un rischio: se il medico cambia compagnia o cessa l’attivita’, le richieste di risarcimento per eventi passati (che arrivano spesso anni dopo) potrebbero non essere coperte.Il DM 232/2023 risolve il problema rendendo obbligatoria:Retroattivita’ illimitata (o almeno decennale): la polizza copre eventi avvenuti anche prima della stipula, fino a 10 anni addietro, se la richiesta di risarcimento arriva durante la vigenzaPostuma decennale (tail coverage): in caso di cessazione della polizza (chiusura studio, pensionamento, cambio compagnia), la copertura si estende per 10 anni per i sinistri relativi ad attivita’ svolte durante la vigenza della polizzaIl costo del tail coverage e’ spesso pari a 2-3 annualita’ del premio. Alcune compagnie lo includono nel contratto; altre lo offrono come opzione aggiuntiva.Costi orientativi della polizza RC medico nel 2026I costi della polizza RC medico variano significativamente in base alla specialita’, all’anzianita’ di carriera, al regime (dipendente/libero professionista) e alla compagnia assicurativa. I valori seguenti sono puramente orientativi e non sostituiscono un preventivo personalizzato:Specialita’Premio annuo indicativoRischioMedico di base / MMG800 – 2.500 euro/annoBassoDermatologo, Oculista, Psichiatria1.000 – 3.000 euro/annoMedio-bassoChirurgo generale3.000 – 8.000 euro/annoAltoOstetrico/Ginecologo5.000 – 15.000 euro/annoMolto altoAnestesista4.000 – 12.000 euro/annoAltoValori indicativi di mercato per il 2026. Il premio effettivo dipende da massimale scelto, franchigia, retroattivita’, sinistri pregressi e compagnia. Richiedi sempre almeno 3 preventivi comparati.Come scegliere la polizza RC medico nel 2026Per scegliere correttamente la polizza RC medico occorre valutare:Massimale adeguato alla specialita’: non limitarsi al minimo di legge per specialita’ ad alto rischio (ostetricia, chirurgia). Un sinistro grave con danno permanente puo’ superare facilmente il milione di euroRetroattivita’ coperta: verificare che il contratto includa retroattivita’ decennale o illimitata, non solo dalla data di stipulaTail coverage di almeno 10 anni: esigere il rispetto del DM 232/2023Franchigia: alcune polizze hanno franchigie elevate (5.000-20.000 euro) che abbassano il premio ma aumentano l’esposizione personale in caso di sinistri minoriTutela legale inclusa: molte polizze includono o prevedono come opzione la difesa penale (importante per i procedimenti da malpractice)Polizza CNF collettiva per avvocati: il parallelo con i mediciCome i medici hanno i massimali del DM 232/2023, gli avvocati hanno la polizza RC professionale obbligatoria prevista dal D.L. 138/2011 e dal Regolamento CNF. Le logiche di tail coverage e retroattivita’ sono simili. Per saperne di piu’, consulta la nostra guida dedicata alla RC professionale avvocati 2026.Guida completa per i Sanitari: il nostro hubQuesta guida si inserisce nel nostro hub dedicato ai professionisti sanitari, dove trovi risorse su regime forfettario, casse previdenziali e apertura della P.IVA per medici, infermieri, logopedisti, nutrizionisti, osteopati e fisioterapisti.FAQ: domande frequenti sulla RC medicoLa polizza RC medico e’ obbligatoria anche per i medici dipendenti?I medici dipendenti sono coperti dalla polizza della struttura per l’attivita’ istituzionale. Tuttavia, se esercitano anche attivita’ libero-professionale intramoenia o extramoenia, devono dotarsi di copertura personale per quella parte di attivita’.Cosa succede se un medico non ha la polizza?La Legge Gelli prevede sanzioni per i professionisti privi di copertura assicurativa. Inoltre, in caso di sinistro, il medico non assicurato risponde con il proprio patrimonio personale senza limiti di massimale.Il tail coverage e’ incluso nel premio annuo?Dipende dalla polizza. Alcune compagnie lo includono automaticamente (modello “run-off” integrato); altre lo prevedono come clausola opzionale a pagamento separato. Verificare attentamente le condizioni contrattuali prima della firma.Posso dedurre il premio della polizza RC medico?Si’. I premi assicurativi per la RC professionale sono un costo deducibile dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Per i medici in regime forfettario, la deducibilita’ e’ gia’ incorporata nel coefficiente di redditivita’; per chi e’ in regime ordinario, il premio e’ deducibile come spesa professionale.ConclusioneLa polizza RC medico nel 2026 non e’ piu’ facoltativa: i massimali del DM 232/2023, il tail coverage decennale e la retroattivita’ sono obbligatori per legge. Scegliere una polizza adeguata alla propria specialita’ e al proprio profilo di rischio e’ un investimento fondamentale per la protezione patrimoniale del professionista sanitario.Per un confronto personalizzato tra le offerte disponibili nel 2026, ti consigliamo di rivolgerti a un broker assicurativo specializzato in polizze professionali sanitarie.Luglio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-15 08:30:002026-06-02 08:13:08Polizza RC medico: massimali e costi nel 2026
Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariOsteopata: aprire la partita IVA e regime fiscale 2026Gli osteopati sono una delle professioni sanitarie riconosciute dalla Legge 3/2018, che ha ridisegnato il quadro ordinistico delle professioni sanitarie in Italia. Con il riconoscimento formale e l’istituzione dell’elenco speciale, molti osteopati si trovano oggi a dover strutturare correttamente la propria posizione fiscale. In questa guida spieghiamo come aprire la partita IVA da osteopata nel 2026, quale codice ATECO usare, come funziona il regime forfettario e quali sono gli obblighi contributivi verso l’INPS.Osteopati e Legge 3/2018: il riconoscimento come professione sanitariaLa Legge 3 dell’11 gennaio 2018 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonche’ disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie”) ha riconosciuto ufficialmente l’osteopatia come professione sanitaria in Italia.In base a questa legge, gli osteopati sono iscritti in un elenco speciale presso gli ordini professionali sanitari competenti, in attesa della definizione completa del percorso di riconoscimento ordinistico previsto dai decreti attuativi. Il D.Lgs. 36/2021 ha avviato il percorso ordinistico, prevedendo l’istituzione di specifici ordini professionali per le professioni sanitarie ex L. 3/2018, tra cui osteopati e chiropratici.Il riconoscimento come professione sanitaria ha due implicazioni fiscali rilevanti per l’apertura della partita IVA:Applicazione dell’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 per le prestazioni di osteopatia con finalita’ terapeutica (prestazioni sanitarie esenti IVA)Obbligo di sistema TS per le prestazioni sanitarie fatturate a persone fisiche (per la trasmissione dei dati necessari alla dichiarazione dei redditi precompilata)Codice ATECO per osteopata nel 2026Il codice ATECO corretto per l’attivita’ di osteopata e’ il 86.90.29 — “Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA”. Questo codice raccoglie le professioni sanitarie che non hanno ancora un codice ATECO specifico dedicato, tra cui osteopati, riflessologi e altre figure paramediche riconosciute.In alternativa, alcuni osteopati con formazione anche fisioterapica potrebbero usare il 86.90.21 (Fisioterapia), ma questa scelta dipende dall’attivita’ prevalentemente svolta e va valutata con il proprio commercialista. Il codice ATECO 86.90.29 e’ il riferimento piu’ corretto per chi esercita esclusivamente come osteopata.Regime forfettario per osteopati: come funzionaGli osteopati possono accedere al regime forfettario se rispettano i requisiti standard:Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euroSpese per lavoro accessorio non superiori a 20.000 euro lordi annuiReddito da lavoro dipendente o assimilato dell’anno precedente non superiore a 35.000 euroAssenza delle cause ostative previste dall’art. 1 c. 57 L. 190/2014Coefficiente di redditivita’ 78%Per il codice ATECO 86.90.29 (“Attivita’ professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e dell’istruzione”), il coefficiente di redditivita’ applicato in regime forfettario e’ del 78%. Questo significa che il reddito imponibile e’ calcolato come il 78% del totale dei compensi annui lordi.Esempio pratico: se un osteopata incassa 40.000 euro lordi in un anno, il reddito forfettario imponibile sara’ di 40.000 x 78% = 31.200 euro. Su questo importo si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attivita’ nei primi 5 anni).Imposta sostitutivaSul reddito imponibile forfettario si applica un’unica imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali regionali e comunali:5% per i primi 5 anni di attivita’ (nuova attivita’, senza aver esercitato attivita’ simile nei 3 anni precedenti)15% a regimeContributi INPS per osteopataGli osteopati non hanno una cassa previdenziale privata dedicata (a differenza di medici con ENPAM o fisioterapisti con ENPAPI). Per questo motivo, sono iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2 c. 26 L. 335/1995).Aliquota Gestione Separata 2026Per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota della Gestione Separata INPS nel 2026 e’ del 26,07%.In regime forfettario, i contributi si calcolano sul reddito forfettario (compensi x 78%), con la possibilita’ di chiedere la riduzione del 35% sull’imponibile contributivo (art. 1 c. 77 L. 190/2014). La riduzione e’ una scelta del contribuente ma abbassa anche le prestazioni previdenziali future.Esempio calcolo contributi 2026Con ricavi di 40.000 euro e coefficiente 78%:Reddito forfettario: 40.000 x 78% = 31.200 euroContributi INPS senza riduzione: 31.200 x 26,07% = circa 8.134 euro/annoContributi INPS con riduzione 35%: 31.200 x 65% = 20.280 x 26,07% = circa 5.287 euro/annoSistema TS per osteopatiIl Sistema Tessera Sanitaria (TS) e’ la piattaforma del Ministero dell’Economia tramite la quale i professionisti sanitari trasmettono i dati delle spese sanitarie dei pazienti per la dichiarazione dei redditi precompilata.In quanto professione sanitaria riconosciuta dalla L. 3/2018, gli osteopati sono soggetti all’obbligo di trasmissione al Sistema TS per le prestazioni rese a persone fisiche. I dati devono essere trasmessi entro il 31 gennaio dell’anno successivo (ad esempio, le spese 2026 entro il 31 gennaio 2027).La trasmissione avviene tramite il portale Sistema TS (sistemats.it) con accesso mediante SPID, CNS o credenziali Fisconline. Per l’iscrizione al sistema e’ necessario avere la partita IVA attiva e la qualifica di professionista sanitario riconosciuto.IVA per osteopati: esenzione art. 10Le prestazioni di osteopatia con finalita’ terapeutica sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 DPR 633/1972, che esenta le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza ai sensi dell’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie”.Con il riconoscimento della L. 3/2018, gli osteopati rientrano in questa categoria. Le fatture emesse per prestazioni terapeutiche riportano la dicitura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 DPR 633/1972”.Attenzione: le prestazioni non terapeutiche (es. corsi di formazione, consulenze non cliniche) non beneficiano dell’esenzione e sono soggette all’aliquota IVA ordinaria. In regime forfettario, tuttavia, l’IVA non si applica per definizione (regime di non applicazione IVA).Come aprire la partita IVA da osteopata: proceduraVerifica i requisiti di L. 3/2018 — controlla di essere iscritto nell’elenco speciale degli osteopatiScegli il regime fiscale — forfettario (se sotto 85.000 euro) o ordinarioPresenta la dichiarazione di inizio attivita’ all’AdE — modello AA9/12 con codice ATECO 86.90.29Iscriviti alla Gestione Separata INPS — entro 30 giorni dall’inizio attivita’Attiva il sistema TS — registrati su sistemats.it per la trasmissione dei dati sanitariAttiva la fatturazione elettronica — obbligatoria per tutti i titolari di P.IVA dal 2024Se hai bisogno di supporto per l’apertura della partita IVA come osteopata, il CAF Centro Fiscale offre consulenza fiscale personalizzata.Domande frequentiGli osteopati hanno l’obbligo di iscriversi a un ordine professionale nel 2026?Il percorso ordinistico avviato dalla L. 3/2018 e dal D.Lgs. 36/2021 prevede l’istituzione di ordini professionali specifici per le professioni sanitarie ex L. 3/2018. Il percorso e’ ancora in fase di completamento con i decreti attuativi. Nel 2026 gli osteopati operano in regime transitorio con iscrizione agli elenchi speciali. E’ consigliabile verificare lo stato aggiornato con le associazioni di categoria.Posso usare il codice ATECO 86.90.21 (fisioterapia) come osteopata?Non e’ consigliato, a meno che la tua attivita’ principale non sia la fisioterapia (con le relative abilitazioni). Il codice ATECO deve rispecchiare l’attivita’ effettivamente svolta. Per l’osteopatia pura il codice corretto e’ il 86.90.29.Un osteopata puo’ aprire studio associato con altri professionisti sanitari?Si’, e’ possibile costituire uno studio associato con altri professionisti sanitari. In tal caso si esce dal regime forfettario individuale e si adotta un regime ordinario per lo studio associato. Le singole quote di reddito attribuibili a ciascun socio sono poi tassate individualmente. Il forfettario e’ incompatibile con la partecipazione a societa’ di persone o associazioni professionali.Luglio 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-13 08:30:002026-06-02 08:13:06Osteopata: aprire la partita IVA e regime fiscale 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazionePartita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazioneL’apertura della Partita IVA per un ottico o un optometrista presenta una complessita’ specifica rispetto alle altre professioni sanitarie: la distinzione tra la figura dell’ottico (professione sanitaria regolamentata) e dell’optometrista (titolo accademico non regolamentato come professione sanitaria in Italia) ha conseguenze dirette sul regime fiscale, sull’IVA applicabile e sull’obbligo Sistema Tessera Sanitaria.Inoltre, l’attivita’ di un ottico tipicamente combina due componenti diverse: la vendita di dispositivi ottici (occhiali, lenti a contatto, montature) che e’ attivita’ commerciale, e la prestazione sanitaria (esame visivo, applicazione lenti a contatto) che e’ attivita’ professionale. Questa doppia natura complica la scelta del regime fiscale.Ottico vs optometrista: le differenze normative che contano AspettoOtticoOptometristaBase normativaL. 1044/1934 + Testo Unico Leggi SanitarieTitolo accademico (laurea in optometria), non regolamentato come professione sanitaria in ItaliaEsame di StatoSi (diploma di ottico + abilitazione)No (non e’ professione ordinistica in Italia al 2026)Ordine professionaleNessun albo specifico (ma vigilanza AUSL)Nessun ordine professionale in ItaliaAttivita’ tipicaVendita occhiali/lenti, esame visivo di primo livelloEsami visivi approfonditi, ortottica, gestione ambliopieSistema TSSi per vendita dispositivi ottici (codice AD)Dipende dal riconoscimento sanitarioEsenzione IVANo sulla vendita di occhiali (IVA 22%); si sulla prestazione sanitaria se professionista abilitatoNon certa — l’esenzione IVA richiede professione sanitaria abilitata riconosciutaIn Italia, nel 2026, l’optometria non e’ ancora riconosciuta come professione sanitaria autonoma, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei. Chi si laurea in optometria esercita spesso come ottico (se in possesso dell’abilitazione) o come collaboratore di studi ottici/oculistici. L’eventuale riconoscimento professionale e’ in discussione parlamentare da anni.Codici ATECO per ottici e optometristi La scelta del codice ATECO dipende dall’attivita’ prevalente:Codice ATECODescrizioneQuando usarloCoefficiente forfettario47.78.10Commercio al dettaglio di articoli di ottica, fotografia, orologeria, oreficeriaPrevalentemente vendita occhiali/lenti in negozio40% (commercio)86.90.29Altre attivita’ paramediche NCAPrevalentemente prestazioni sanitarie (esami visivi, applicazione lenti)78% (sanitario/professionale)Attenzione alla doppia attivita’: un ottico che gestisce un negozio di occhiali e contemporaneamente esegue esami visivi professionali ha due attivita’ distinte. In regime forfettario e’ possibile avere un unico codice ATECO principale (quello dell’attivita’ prevalente per ricavi), ma la scelta influenza il coefficiente e quindi il reddito imponibile. Con il 47.78.10 (commercio, coefficiente 40%) si paga meno in percentuale ma su una base calcolata diversamente rispetto al 86.90.29 (sanitario, coefficiente 78%).In molti casi, chi gestisce un negozio di ottica con prestazioni accessorie e’ tenuto ad adottare il regime ordinario (per la parte commerciale soggetta a IVA 22%) e non il forfettario, che presuppone attivita’ omogenea.IVA nell’ottica: vendita occhiali vs prestazioni sanitarie Il trattamento IVA nell’attivita’ ottica dipende da cosa si vende o eroga:Vendita di occhiali, lenti a contatto, montature: sono dispositivi medici (classificati CE come DM classe I) soggetti a IVA al 4% se classificati come ausili per disabilita’ visiva, o IVA al 22% per occhiali da sole, accessori non terapeutici. Per gli occhiali da vista con prescrizione medica l’aliquota ridotta al 4% si applica se correttivi per difetti visivi documentati.Esame visivo da ottico abilitato: prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, se resa da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria. Per l’ottico abilitato, l’esame visivo e’ esentabile; per il semplice laureato in optometria non riconosciuto, la questione e’ controversa.Applicazione lenti a contatto da professionista abilitato: esenzione IVA N4 se prestazione sanitaria, soggetta a verifica caso per caso.In pratica, chi gestisce un negozio di ottica si trova spesso a dover applicare IVA diversa sulla stessa fattura: 4% sulla montatura, 22% sugli occhiali da sole, 0% (N4 esente) sulla quota esame visivo. Questo rende quasi obbligatorio il regime ordinario con contabilita’ accurata.Regime forfettario: quando e’ applicabile all’ottico/optometrista? Il regime forfettario puo’ essere applicato nelle seguenti situazioni tipiche:Optometrista freelance che presta solo servizi professionali (esami visivi, training visivo) senza vendita: puo’ aprire P.IVA con ATECO 86.90.29, coefficiente 78%, regime forfettario, GS INPS. Non emette IVA. Sistema TS applicabile se la prestazione e’ riconosciuta sanitaria.Ottico che lavora come collaboratore in uno studio oculistico o ottico altrui: puo’ fatturare prestazioni professionali in regime forfettario se i ricavi restano sotto 85.000 euro e non ha alti costi da dedurre.Ottico con negozio di occhiali: nella maggioranza dei casi il regime forfettario non e’ conveniente o applicabile agevolmente per la componente commerciale (IVA su acquisto merce, ricarico, ecc.).La causa ostativa piu’ rilevante rimane quella del reddito da lavoro dipendente: se nell’anno precedente si e’ percepito piu’ di 35.000 euro come dipendente (L. 207/2024), non e’ possibile adottare il forfettario.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Per gli ottici e optometristi che esercitano come liberi professionisti (non come commercianti), la cassa previdenziale e’ la Gestione Separata INPS:26,07% senza altra copertura previdenziale24% con altra copertura (es. dipendente + P.IVA)Se invece l’attivita’ e’ prevalentemente commerciale (negozio di ottica), ci si iscrive come commerciante alla Gestione Commercianti INPS: aliquota 24,48% con minimale annuo (circa 4.200 euro nel 2026), con riduzione del 35% per chi adotta il regime forfettario.La distinzione tra prestatore di servizi (GS artigiani/professionisti) e commerciante (GS commercianti) dipende dalla prevalenza dell’attivita’: se il fatturato e’ principalmente da vendita di prodotti ottici, si e’ commercianti; se e’ principalmente da prestazioni, si e’ professionisti. Per un confronto completo: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.Sistema Tessera Sanitaria per ottici Gli ottici sono obbligati a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alla vendita di dispositivi ottici (occhiali da vista, lenti a contatto correttive) perche’ questi costituiscono spese sanitarie detraibili per il paziente (codice spesa AD — dispositivo medico).La trasmissione avviene mensilmente entro fine mese successivo. Ogni negozio di ottica che ha un registratore telematico abilitato al Sistema TS trasmette automaticamente i dati al momento dell’incasso. Per la parte di prestazione professionale (esame visivo), il codice spesa e’ SP.Per approfondire gli obblighi TS: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Domande frequenti Un optometrista senza abilitazione ottica puo’ emettere fatture esenti IVA?E’ una zona grigia normativa. L’esenzione IVA art. 10 n.18 richiede che la prestazione sia resa nell’esercizio di una professione sanitaria soggetta a vigilanza. In Italia l’optometrista non ha ancora un riconoscimento professionale sanitario autonomo. E’ consigliabile verificare con l’Agenzia delle Entrate o con un consulente fiscale la posizione specifica prima di applicare l’esenzione.L’ottico puo’ adottare il regime forfettario se ha anche un negozio?Il regime forfettario e’ pensato per attivita’ relativamente semplici. Se l’ottico gestisce un negozio con acquisto e rivendita di merci (occhiali, lenti), la complessita’ dell’IVA (diverse aliquote, acquisti detraibili) e del magazzino rende piu’ conveniente il regime ordinario semplificato. Il forfettario e’ adatto all’optometrista/ottico che svolge solo prestazioni professionali senza commercio.Quale ATECO scelgo se faccio sia vendita che esami visivi?Il codice ATECO principale deve riflettere l’attivita’ prevalente per ricavi. Se la maggioranza del fatturato viene dalla vendita di occhiali, ATECO 47.78.10 (commercio); se viene dagli esami visivi e prestazioni professionali, ATECO 86.90.29. E’ possibile indicare un’attivita’ secondaria. Consigliamo di verificare con il consulente fiscale la corretta qualificazione della tua attivita’ specifica.Conclusione La Partita IVA per ottici e optometristi e’ una delle piu’ articolate nel settore sanitario per la doppia natura dell’attivita’ (commerciale + professionale) e per la posizione normativa ancora incerta dell’optometria in Italia. La scelta del codice ATECO, del regime fiscale e della gestione IVA richiede una valutazione personalizzata sulla base dell’attivita’ concreta svolta.Per un’analisi precisa della tua situazione e un preventivo personalizzato, contatta il team di CAF Centro Fiscale. Per approfondimenti: Hub Professionisti Sanitari 2026, Contributi previdenziali sanitari.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-12 09:00:002026-06-14 18:38:52Partita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazione
Biologi e Nutrizionisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariBiologo nutrizionista: aprire la P.IVA e regime forfettario 2026Sei un biologo nutrizionista e vuoi aprire la partita IVA nel 2026? O stai cercando informazioni su regime forfettario, codice ATECO corretto e contributi ENPAB per i biologi? Questa guida ti fornisce tutte le risposte, con i dati aggiornati per il 2026 e le indicazioni pratiche per avviare correttamente la tua attività professionale.Codice ATECO per il biologo nutrizionista: il codice correttoUno degli errori più comuni riguarda il codice ATECO. Il codice ATECO corretto per i biologi nutrizionisti è:Codice ATECODescrizioneApplicabilita86.90.30Attività dei biologiBiologi iscritti all’Albo, inclusi nutrizionisti75.00.00Servizi veterinariNON corretto per biologi nutrizionisti umaniAttenzione all’errore comune: il codice 75.00.00 (servizi veterinari) viene talvolta erroneamente attribuito ai biologi per confusione classificatoria. Questo codice riguarda i veterinari e non deve essere usato da biologi nutrizionisti che operano in campo della nutrizione umana. Il codice corretto è 86.90.30.Regime forfettario 2026 per il biologo nutrizionistaIl regime forfettario è la scelta più conveniente per la maggior parte dei biologi nutrizionisti che avviano l’attività o che hanno un volume di ricavi contenuto. Ecco i parametri specifici:ParametroValore 2026Soglia ricavi per accesso85.000 euroCodice ATECO di riferimento86.90.30Coefficiente di redditivita78%Aliquota start-up (primi 5 anni)5%Aliquota ordinaria15%Esempio di calcolo 2026: un biologo nutrizionista con ricavi di 35.000 euro calcola: reddito imponibile = 35.000 x 78% = 27.300 euro. Imposta sostitutiva ordinaria = 27.300 x 15% = 4.095 euro. Con agevolazione start-up = 27.300 x 5% = 1.365 euro. A ciò si aggiungono i contributi ENPAB (vedi sotto).ENPAB: la cassa previdenziale dei biologiI biologi iscritti all’Albo Nazionale dei Biologi che esercitano la libera professione devono iscriversi all’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi). ENPAB è la cassa previdenziale di categoria, separata dall’INPS.Contributi ENPAB 2026Contributo soggettivo: 10% del reddito professionale netto dichiarato (percentuale soggetta ad aggiornamento da ENPAB)Contributo integrativo: 4% sul volume d’affari (da addebitare al cliente in fattura)Contributo minimo: dovuto anche in caso di reddito zero o molto basso (importo stabilito annualmente da ENPAB)Riduzione per forfettari: i biologi in regime forfettario beneficiano della riduzione del 35% sul contributo soggettivoI valori ENPAB vengono aggiornati annualmente. Per le aliquote e i minimi vigenti nel 2026, consulta il sito ufficiale enpab.it o contatta direttamente l’ente.Sistema Tessera Sanitaria (TS): obblighi del biologo nutrizionistaI biologi nutrizionisti che erogano prestazioni a pazienti privati hanno l’obbligo di trasmettere i dati al sistema Tessera Sanitaria del MEF/Sogei. Le prestazioni di nutrizione e dietetica rientrano nelle spese sanitarie detraibili (art. 15, comma 1, lett. c del TUIR), quindi devono essere trasmesse al sistema TS affinché il paziente possa vederle nella dichiarazione precompilata.Prestazioni da trasmettere al sistema TSConsulenze nutrizionali e piani alimentari personalizzati (prestazioni di cura)Analisi della composizione corporea (bioimpedenziometria)Prestazioni rese a pazienti con patologie (malnutrizione, diabete, intolleranze certificate)Prestazioni che NON vanno nel sistema TSConsulenze meramente estetiche (dimagrimento estetico senza diagnosi medica)Corsi di educazione alimentare di gruppo (non individuali)Attività di docenza e formazioneIVA per le prestazioni del biologo nutrizionistaAnche per i biologi nutrizionisti si pone la questione dell’esenzione IVA. In linea generale:Prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese da biologi abilitati: esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72Consulenze nutrizionali su pazienti con patologia: esenti IVAAttività di consulenza non sanitaria (es. consulenza per ristorazione, industria alimentare): soggette a IVA al 22%In regime forfettario: tutte le fatture sono "fuori campo IVA" (non si applica né si addebita IVA)Albo Nazionale dei Biologi: iscrizione e sezioniPer esercitare come biologo nutrizionista in forma autonoma è obbligatoria l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB), nella sezione A (biologi laureati magistrali) o sezione B (biologi triennali). Solo i biologi iscritti alla sezione A possono emettere piani dietetici e prescrizioni nutrizionali autonome. I biologi iscritti alla sezione B devono operare sotto supervisione o in ambiti più limitati.Come aprire la partita IVA da biologo nutrizionista: i passiPasso 1: Consegui la laurea magistrale in Biologia o equipollente e supera l’esame di statoPasso 2: Iscriviti all’Ordine Nazionale dei Biologi (sezione A o B a seconda del titolo)Passo 3: Apri la partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate con ATECO 86.90.30Passo 4: Scegli il regime fiscale e comunicalo nell’apertura (forfettario = senza IVA)Passo 5: Iscriviti a ENPAB entro 30 giorni dall’inizio attivitàPasso 6: Accredita il tuo studio nel sistema Tessera SanitariaPasso 7: Attiva la fatturazione elettronica (obbligatoria dal 2024 anche per forfettari)Domande frequentiQuale codice ATECO usa il biologo nutrizionista?Il codice corretto è 86.90.30 (Attività dei biologi). Non usare il codice 75.00.00 (veterinari) che è erroneamente associato ai biologi in alcuni elenchi non aggiornati.ENPAB o INPS: dove pago i contributi?I biologi iscritti all’Albo ONB che esercitano in forma autonoma pagano i contributi a ENPAB, non all’INPS. Solo i biologi senza iscrizione all’Albo (e quindi senza l’obbligo di ENPAB) potrebbero versare alla gestione separata INPS.Il nutrizionista può aprire uno studio fisico?Sì. Il biologo nutrizionista può operare in uno studio professionale privato, in ambulatorio condiviso, a domicilio del paziente o in telelavoro (video-consulenze). Per gli studi fisici è necessario rispettare i requisiti strutturali previsti dalla normativa regionale sanitaria per gli studi medici e paramedici.ConclusioneAprire la partita IVA da biologo nutrizionista nel 2026 richiede attenzione a tre aspetti fondamentali: il codice ATECO corretto (86.90.30, non 75.00.00), l’iscrizione a ENPAB entro 30 giorni dall’inizio e l’accreditamento nel sistema Tessera Sanitaria. Il regime forfettario, con coefficiente di redditivita del 78% e aliquota del 5% nei primi 5 anni, è la scelta ottimale per chi parte. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per professionisti sanitari: prenota un appuntamento per gestire correttamente tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali del 2026.Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-07 12:30:002026-06-02 08:13:01Biologo nutrizionista: aprire la P.IVA e regime forfettario 2026
Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista: aprire la partita IVA nel 2026Sei un logopedista e stai valutando di aprire la partita IVA nel 2026? Che tu voglia esercitare come libero professionista, avviare uno studio privato o affiancare il lavoro dipendente con l’attività autonoma, questa guida ti spiega tutto ciò che devi sapere: codice ATECO, regime fiscale, contributi ENPAPI e obblighi verso il sistema TS.Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attività di logopedista libero professionista è:Codice ATECODescrizioneCategoria86.90.21Attività dei logopedistiAttività sanitarie per la salute umanaIl codice 86.90.21 è specifico per i logopedisti ed è quello da indicare nella comunicazione di apertura partita IVA (modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate). Non confonderlo con il codice generico 86.90.29 (altri servizi sanitari), che è meno preciso ai fini classificatori e può creare problemi nei rapporti con il sistema sanitario.Regime fiscale: il forfettario conviene al logopedista?Il regime forfettario 2026 è la scelta naturale per la maggior parte dei logopedisti che iniziano l’attività o che hanno ricavi contenuti. I parametri chiave per i logopedisti sono:ParametroValoreSoglia ricavi per accesso 202685.000 euroCoefficiente di redditivita78%Aliquota imposta sostitutiva (start-up, primi 5 anni)5%Aliquota imposta sostitutiva (ordinaria)15%Contributi ENPAPI riduzione35% in regime forfettario (contributo soggettivo ridotto)Come si calcola l’imposta: Su ricavi di esempio 40.000 euro, il reddito imponibile è 40.000 x 78% = 31.200 euro. L’imposta sostitutiva ordinaria è 31.200 x 15% = 4.680 euro. Nei primi 5 anni con agevolazione start-up: 31.200 x 5% = 1.560 euro.Quando NON conviene il forfettario: se il logopedista supera gli 85.000 euro di ricavi annui, oppure se ha spese professionali elevate (attrezzature, locazione studio, collaboratori) che nel regime ordinario sarebbero deducibili e abbatterebbero significativamente l’imponibile.ENPAPI: la cassa previdenziale dei logopedistiI logopedisti che esercitano in forma autonoma devono iscriversi all’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica), la cassa previdenziale che copre anche:LogopedistiInfermieriTecnici di radiologiaFisioterapisti (se non iscritti a INAIL come lavoro dipendente)Altre professioni sanitarie non medicheContributi ENPAPI 2026 per logopedisti in regime forfettario:Contributo soggettivo: aliquota ordinaria 14% sul reddito professionale; in regime forfettario si applica la riduzione del 35% (aliquota effettiva ~9,1%)Contributo integrativo: 4% sul volume d’affari (da addebitare al cliente in fattura)Contributo minimo: versato anche in assenza di reddito (importo aggiornato annualmente da ENPAPI)Attenzione: i valori ENPAPI sono soggetti ad aggiornamento annuale. Verificare le aliquote vigenti sul sito ufficiale enpapi.it o contattare direttamente l’ente.Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi del logopedistaIl sistema Tessera Sanitaria (TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia gestita dalla Sogei che raccoglie le spese sanitarie ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata. I logopedisti liberi professionisti hanno l’obbligo di trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie erogate a pazienti privati.Quali dati trasmettereLe prestazioni sanitarie pagate dai pazienti che possono dare diritto alla detrazione del 19% in dichiarazione dei redditiLe prestazioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 (prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione)Le prestazioni soggette a ticket sanitarioQuando e come trasmettereTrasmissione mensile o semestrale (a seconda della tipologia di operatore)Accesso al portale Tessera Sanitaria con le credenziali del professionistaPer i logopedisti liberi professionisti: accreditamento come "esercente" nel sistema TSSanzioni per omessa trasmissione: da 100 a 50.000 euro per anno di imposta (art. 3 D.Lgs. 175/2014 e successive modifiche). L’adempimento è quindi critico e non va sottovalutato.Come aprire la partita IVA da logopedista: i passiPasso 1: Verifica i requisiti professionali (abilitazione e iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP territoriale)Passo 2: Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario) con l’aiuto di un CAF o commercialistaPasso 3: Apri la partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (anche online tramite FISCONLINE), indicando ATECO 86.90.21Passo 4: Iscriviti a ENPAPI entro 30 giorni dall’inizio attivitàPasso 5: Accredita il tuo studio/attività nel sistema Tessera SanitariaPasso 6: Apri un conto corrente professionale dedicato (non obbligatorio ma fortemente consigliato)IVA per i logopedisti: le prestazioni sono esenti?Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da logopedisti abilitati sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, purché rese da professionisti in possesso della relativa abilitazione professionale. Le prestazioni meramente estetiche o non sanitarie potrebbero non godere dell’esenzione. Il regime forfettario, indipendentemente dall’esenzione IVA, non applica IVA sulle fatture (regime fuori campo IVA).Domande frequentiIl logopedista deve iscriversi all’Albo?Sì. I logopedisti devono iscriversi all’Albo TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) dell’Ordine territoriale. L’iscrizione all’Albo è requisito per l’esercizio legale della professione.Posso lavorare sia come dipendente che come libero professionista?Sì, con alcune limitazioni. Se lavori come dipendente del SSN, devi verificare l’incompatibilità con l’esercizio libero-professionale (disciplinata dai contratti collettivi del comparto sanità e dal D.Lgs. 165/2001 per il settore pubblico). Per il settore privato, le incompatibilità dipendono dal contratto individuale.Devo emettere scontrino o fattura ai pazienti?In regime forfettario devi emettere fattura elettronica (dal 2024 obbligatoria anche per i forfettari) o ricevuta fiscale. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ma non esenti dall’obbligo di documentazione fiscale. La fattura deve riportare il numero di iscrizione all’Albo e la dicitura "Prestazione sanitaria esente IVA art. 10 DPR 633/72".ConclusioneAprire la partita IVA da logopedista nel 2026 è un percorso strutturato che richiede attenzione agli adempimenti fiscali (ATECO corretto, regime forfettario, fatturazione elettronica), previdenziali (ENPAPI) e sanitari (sistema TS). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura della partita IVA e la gestione degli adempimenti annuali per i professionisti sanitari. Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 08:30:002026-06-02 08:13:00Logopedista: aprire la partita IVA nel 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazionePartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazioneIl podologo e’ una professione sanitaria a tutti gli effetti: il suo esercizio e’ regolamentato dalla Legge 251/2000 (art. 6), che disciplina le professioni sanitarie infermieristiche e tecniche. Chi apre la Partita IVA come podologo nel 2026 deve conoscere il codice ATECO corretto, la cassa previdenziale di riferimento (Gestione Separata INPS), le regole IVA specifiche del settore sanitario e gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria.A differenza di medici o psicologi, il podologo non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata: i contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS. Questo ha implicazioni concrete sulla pianificazione previdenziale e sulla convenienza del regime forfettario.Podologo: professione sanitaria e requisiti per la P.IVA Il podologo esercita la professione sanitaria in autonomia ed e’ responsabile dell’assistenza generale di podologia. Svolge attivita’ di prevenzione, cura e riabilitazione patologie del piede che non richiedono trattamenti chirurgici. L’esercizio della professione richiede:Laurea triennale in Podologia (o titolo equipollente)Iscrizione all’Ordine delle Professioni Sanitarie (sezione podologi — l’ordine di riferimento e’ quello TSRM PSTRP dopo la L. 3/2018)Polizza RC professionale obbligatoria (L. 24/2017 Gelli-Bianco)Una volta in possesso di questi requisiti, l’apertura della Partita IVA e’ possibile attraverso la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.Codice ATECO per il podologo Il codice ATECO per il podologo libero professionista e’:Codice ATECODescrizioneCoefficiente redditività86.90.29Altre attivita’ paramediche NCA (non classificate altrove)78%Il codice 86.90.29 e’ utilizzato da diverse professioni sanitarie senza cassa dedicata: podologi, logopedisti, tecnici di radiologia (TSRM), tecnici di laboratorio biomedico, osteopati, dietisti, tecnici di neurofisiopatologia. Il coefficiente di redditivita’ del 78% si applica a tutte le attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie nel regime forfettario.Regime forfettario per il podologo: conviene? Il regime forfettario e’ la scelta piu’ comune per i podologi che iniziano la libera professione. I parametri chiave per il 2026:Soglia di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente o assimilato anno precedente superiore a 35.000 euro (L. 207/2024 — soglia elevata da 30.000 a 35.000 dal 2025)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attivita’)Esempio pratico: un podologo con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile forfettario di 31.200 euro (40.000 x 78%). Imposta sostitutiva: 4.680 euro al 15% (o 1.560 euro al 5% nei primi 5 anni). A questi si aggiungono i contributi GS INPS.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Il podologo libero professionista non ha una cassa di categoria dedicata: i contributi previdenziali vanno versati alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026 sono:26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (podologo con sola P.IVA)24% per chi ha gia’ altra copertura (es. podologo dipendente + P.IVA libera professione)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva: l’aliquota effettiva scende a circa 16,95% (26,07% x 65%). Questa riduzione abbassa il costo contributivo immediato, ma riduce anche il montante per la pensione futura. La scelta deve essere ponderata.I contributi GS INPS si versano con F24 alle stesse scadenze dell’imposta sostitutiva: acconto a giugno e novembre, saldo a giugno dell’anno successivo.Per un confronto tra le casse previdenziali di tutte le professioni sanitarie, vedi: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA sulle prestazioni podologiche: esenzione art. 10 n.18 Le prestazioni podologiche rese da un podologo abilitato (laureato e iscritto all’albo) sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/1972. L’esenzione si applica alle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione della persona svolte nell’esercizio di professioni sanitarie soggette a vigilanza.In pratica:In regime ordinario: la fattura del podologo non porta IVA sulle prestazioni sanitarie tipiche. Il codice natura da usare in fattura elettronica e’ N4 (operazioni esenti).In regime forfettario: non si applica IVA di default. Il codice natura e’ N2.2.Non sanitarie (es. vendita di prodotti per la cura del piede, consulenze estetiche non terapeutiche): soggette a IVA ordinaria al 22%.Sistema Tessera Sanitaria: obbligo per i podologi Il podologo e’ obbligato alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche residenti in Italia (DL 78/2010 art. 3 c. 3 + DM 31/07/2015). Questo vale indipendentemente dal regime fiscale (ordinario o forfettario).La trasmissione avviene mensilmente entro la fine del mese successivo. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). I dati trasmessi finiscono nel 730 precompilato del paziente, consentendo la detrazione del 19% delle spese sanitarie.Per una guida completa al Sistema TS con scadenze e sanzioni, vedi: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Aprire uno studio podologico: requisiti e costi Aprire uno studio podologico richiede il rispetto di una serie di requisiti igienico-sanitari e autorizzativi:Locali idonei: devono rispettare i requisiti minimi previsti dal DPR 14 gennaio 1997 e dalle delibere regionali in materia di strutture sanitarie. Di solito richiedono sala d’attesa, locale trattamenti, servizi igienici.Autorizzazione sanitaria comunale: per gli studi che erogano prestazioni sanitarie al pubblico e’ necessaria un’autorizzazione o SCIA (segnalazione certificata di inizio attivita’) presso il Comune e la ASL di riferimento.RC professionale: obbligatoria per legge (L. 24/2017 Gelli-Bianco) con massimali adeguati all’attivita’ svolta.Attrezzature specifiche: poltrona podologica, strumenti per trattamenti (frese, bisturi monouso, ecc.) — tutti classificati dispositivi medici con tracciabilita’ obbligatoria.Smaltimento rifiuti sanitari: i rifiuti di tipo sanitario (aghi, bisturi usati) devono essere smaltiti secondo le norme sui rifiuti pericolosi (D.Lgs. 152/2006).Per i costi di apertura (locali, attrezzature, assicurazione, software gestionale) consultare un preventivo personalizzato, evitando di affidarsi a stime generiche che variano molto per zona geografica e dimensione dello studio.Confronto regime forfettario vs ordinario per il podologo AspettoRegime ForfettarioRegime OrdinarioImposta sul reddito15% (5% startup) su 78% ricaviIRPEF 23-43% su reddito netto (ricavi – costi effettivi)IVANon si applica (codice N2.2)Esente N4 per prestazioni sanitarie, ma obbligo liquidazione periodicaContributi previdenziali26,07% su reddito forfettario (riduz. 35% facoltativa)26,07% su reddito netto effettivoContabilita’Semplificata (solo registro incassi/pagamenti)Regime semplificato o ordinario con costi deducibili analiticamenteDeducibilita’ contributiGS INPS deducibile nel Quadro LMContributi deducibili integralmenteFatturazione elettronicaObbligatoria via SDI (dal 2024)Obbligatoria via SDILimite ricaviMax 85.000 euro/annoNessun limiteIl regime forfettario conviene quasi sempre nella fase iniziale e fino a ricavi medi. Con compensi vicini all’85.000 euro o con alti costi deducibili (affitto studio, dipendenti, attrezzature) il confronto con il regime ordinario va fatto caso per caso. Richiedi una simulazione personalizzata al CAF.Domande frequenti sulla Partita IVA podologo Il podologo puo’ lavorare anche come dipendente e avere la P.IVA?Si. Il podologo puo’ essere dipendente (SSN, struttura privata accreditata, casa di riposo) e avere contemporaneamente una Partita IVA per attivita’ libero-professionale privata. Se il reddito da dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, pero’, perde la possibilita’ di adottare il regime forfettario per la P.IVA (causa ostativa L. 207/2024).Come si apre la P.IVA da podologo?L’iter e’: 1) iscrizione all’albo professionale, 2) presentazione modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online o sportello) con codice ATECO 86.90.29, scelta regime (forfettario o ordinario), 3) iscrizione alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni dall’inizio attivita’, 4) attivazione casella SDI per fattura elettronica, 5) registrazione al portale sistemats.it. Per una guida dettagliata: Aprire Partita IVA 2026.Quante tasse paga un podologo con 30.000 euro di ricavi in forfettario?Con 30.000 euro di ricavi: reddito imponibile forfettario = 23.400 euro (30.000 x 78%). Imposta sostitutiva = 3.510 euro (15%) o 1.170 euro (5% startup). Contributi GS INPS: circa 6.100 euro al 26,07% (o circa 3.970 con riduzione 35%). Costo fiscale e previdenziale totale: circa 9.600-7.500 euro a seconda dell’opzione contributiva e degli anni di attivita’. Questi sono dati indicativi; richiedi una simulazione al CAF.Conclusione Aprire la Partita IVA da podologo nel 2026 e’ un percorso ben definito: codice ATECO 86.90.29, regime forfettario quasi sempre conveniente nella fase iniziale, Gestione Separata INPS come unica cassa previdenziale, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie, obbligo Sistema TS per le prestazioni a persone fisiche. Per l’apertura dello studio, i requisiti igienico-sanitari regionali sono il nodo piu’ delicato da gestire.Per l’apertura della P.IVA, la dichiarazione dei redditi e la gestione di tutti gli adempimenti fiscali da podologo, CAF Centro Fiscale offre assistenza personalizzata. Contattaci per un preventivo senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Fisioterapista, Contributi previdenziali sanitari 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-04 09:00:002026-06-14 18:38:47Partita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazione
CAF, LogopedistiFatturazione Logopedista 2026: Sistema TS, Tariffe e Convenzioni ASLLa fatturazione logopedista 2026 presenta novità importanti che ogni professionista deve conoscere per gestire correttamente la propria partita IVA. Dal nuovo calendario di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria alle aliquote contributive aggiornate, dalle tariffe medie di mercato fino alle modalità di fatturazione verso ASL e privati: questa guida ti accompagna in tutti gli aspetti pratici della fatturazione logopedista 2026. Il logopedista è oggi una professione sanitaria a pieno titolo, iscritta all’Albo dei Logopedisti istituito con il DM 13 marzo 2018 e regolata dall’Ordine TSRM-PSTRP. Questo significa adempimenti fiscali specifici, obblighi verso il Sistema TS e regole precise sulla fatturazione delle prestazioni. Vediamo insieme cosa cambia nel 2026 e come affrontare al meglio gli aspetti amministrativi della fatturazione logopedista 2026, con esempi pratici e un focus sui software che semplificano la vita di chi esercita la libera professione. Indice dei contenutiIl logopedista come professionista sanitario nel 2026Regime fiscale per logopedisti: forfettario o ordinarioSistema TS per logopedisti: cosa trasmettere nel 2026Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Tariffe del logopedista nel 2026: range indicativoConvenzioni con ASL: come si fatturanoBollo 2 euro sulla fattura del logopedista forfettarioSoftware fatturazione logopedista: cosa scegliereContributi previdenziali del logopedista: Gestione Separata INPSDomande frequenti sulla fatturazione logopedista 2026Il logopedista come professionista sanitario nel 2026Il logopedista nel 2026 è riconosciuto come professionista sanitario a tutti gli effetti. Con il Decreto Ministeriale 13 marzo 2018, è stato istituito l’Albo dei Logopedisti all’interno dell’Ordine dei TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione all’Albo è obbligatoria per esercitare la professione, sia in regime di dipendenza sia come libero professionista con partita IVA.Per aprire la partita IVA come logopedista, il codice ATECO di riferimento è 86.90.21 (“Fisioterapia” e altre attività paramediche indipendenti), che include anche logopedia, podologia e attività affini. Questo codice colloca il logopedista nel comparto delle professioni sanitarie, con conseguenze importanti sul piano fiscale: in particolare, le prestazioni di logopedia sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/72.Il logopedista libero professionista può lavorare in diverse modalità:Studio privato proprio o associatoConvenzione diretta con ASL o aziende sanitarie pubblicheCollaborazione con cliniche, RSA, centri di riabilitazione privatiServizi domiciliari per pazienti pediatrici o anzianiConsulenze presso scuole e centri educativiOgnuna di queste modalità ha implicazioni diverse sulla fatturazione logopedista 2026: prestazioni a privati, convenzioni con la Pubblica Amministrazione, collaborazioni continuative con strutture sanitarie seguono regole specifiche che vedremo nei prossimi paragrafi. Regime fiscale per logopedisti: forfettario o ordinarioQuando si avvia l’attività, la scelta tra regime forfettario e regime ordinario è una delle decisioni più importanti. Per molti logopedisti, soprattutto a inizio carriera, il logopedista forfettario rappresenta la soluzione più conveniente.Il regime forfettario 2026 prevede:Limite ricavi annui: 85.000 euroImposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.21: 78%Esonero IVA, esonero fatturazione elettronica per i forfettari sotto soglia (regole specifiche)Niente ritenuta d’acconto in fatturaIl coefficiente di redditività è una percentuale che il Fisco applica al fatturato per determinare il reddito imponibile. In pratica, se incassi 30.000 euro e il coefficiente è del 78%, il tuo reddito imponibile sarà 30.000 x 78% = 23.400 euro. Su questo importo si calcolano poi imposta e contributi.Calcolo imposte e contributiEcco i passaggi del calcolo per una neolaureata che apre la partita IVA logopedista nel 2026 e fattura 25.000 euro nel primo anno:Fatturato lordo: 25.000 euroReddito imponibile (25.000 x 78%): 19.500 euroContributi Gestione Separata INPS (26,07%): circa 5.084 euro deducibiliImponibile dopo contributi: 19.500 – 5.084 = 14.416 euroImposta sostitutiva 5% (nuova attività): 721 euroTotale da versare circa: 5.805 euro tra imposta e contributiNel regime ordinario, invece, si applicano IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%), addizionali regionali e comunali, eventuali studi di settore. Il regime ordinario conviene quando hai molte spese deducibili (affitto studio, attrezzature riabilitative, formazione continua), supereresti la soglia degli 85.000 euro o hai redditi misti consistenti. Per valutare la scelta migliore, ti consigliamo di prenotare una consulenza con il CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team analizza il tuo caso e individua il regime più conveniente. Sistema TS per logopedisti: cosa trasmettere nel 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del MEF che raccoglie tutti i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati alimentano la dichiarazione 730 precompilata e permettono ai pazienti di portare in detrazione le detrazioni fiscali per le spese mediche al 19%.Dal 2026 il sistema TS logopedista presenta una novità rilevante: con il Decreto MEF del 29 ottobre 2025, in attuazione del DLgs 81/2025, la trasmissione dei dati è diventata annuale e non più semestrale. Questa è una semplificazione importante rispetto al passato.Chi è obbligato alla trasmissione: tutti i professionisti sanitari iscritti agli Ordini istituiti dal DM 13/03/2018, logopedisti inclusi. L’obbligo riguarda ogni prestazione sanitaria fatturata a un cittadino privato.Cosa va trasmesso al Sistema TS:Codice fiscale del pazienteImporto della prestazioneTipologia di spesa (prestazione sanitaria SR per logopedia)Data del documento fiscaleEventuale opposizione del paziente alla trasmissioneScadenza per il 2026: i dati relativi a tutte le prestazioni 2025 dovevano essere trasmessi entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perché il 31 cadeva di sabato. Per le prestazioni 2026, la scadenza sarà il 31 gennaio 2027 (o primo giorno feriale utile). È comunque consigliato non aspettare la scadenza ultima: il sistema permette invii parziali progressivi durante tutto l’anno.Opposizione del paziente: il cittadino può chiedere al logopedista di NON trasmettere i dati della prestazione. In questo caso, l’opposizione va annotata in fattura e i dati non vanno comunicati. Sanzioni: in caso di omissione, ritardo o errato invio è prevista una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro annui (art. 3, comma 5-bis del DLgs 175/2014). Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Una regola fondamentale per la fatturazione logopedista 2026 riguarda il divieto di emettere fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Il divieto, originariamente previsto come misura temporanea, è ormai una norma strutturale a tutela della privacy dei pazienti.Per le prestazioni di logopedia rese a privati si emette esclusivamente:Fattura cartacea consegnata al pazienteFattura in PDF inviata via emailDocumento commerciale per chi usa registratore telematicoAttenzione: il divieto vale solo per le fatture verso privati. Le prestazioni rese a strutture sanitarie, ASL, RSA, cliniche o altre partite IVA vanno sempre fatturate elettronicamente via SdI. Ad esempio, se Luca eroga 20 sedute in una clinica privata, deve emettere fattura elettronica con codice destinatario o PEC della clinica, mentre per i pazienti che paga direttamente nello studio emette solo fattura cartacea o PDF. Tariffe del logopedista nel 2026: range indicativoLe tariffe logopedista 2026 non sono fissate da un tariffario nazionale obbligatorio. I prezzi sono liberi e variano in base a esperienza del professionista, città, complessità del caso, presenza di patologie associate. Ecco un range indicativo di mercato per il 2026:Terapia singola (45-60 minuti): da 30 a 60 euroValutazione iniziale completa: da 60 a 100 euroCiclo di 10 sedute: da 300 a 500 euroTrattamento domiciliare: maggiorazione del 20-30% sul prezzo baseBilancio comunicativo-linguistico bambino: 80-150 euroRelazione/refertazione: 30-80 euro a seconda della complessitàLe tariffe più alte si registrano nei centri urbani del Nord e per logopedisti con specializzazioni avanzate (disfagia, voce, neurologia, autismo). Una regola empirica: il netto in tasca del logopedista forfettario è circa il 50-60% del fatturato, tenendo conto di imposta sostitutiva, contributi previdenziali, costi di studio e formazione continua obbligatoria (ECM). Convenzioni con ASL: come si fatturanoMolti logopedisti lavorano in convenzione diretta con l’ASL, in regime di accreditamento o tramite convenzioni a progetto. In questo caso la fatturazione segue regole specifiche tipiche della Pubblica Amministrazione. Quando si fattura a una ASL o a un ente pubblico, è obbligatoria la fattura elettronica via SdI con queste caratteristiche:Codice destinatario (codice univoco IPA) dell’ente pubblicoIndicazione obbligatoria del CIG (Codice Identificativo Gara) se presenteEventuale CUP (Codice Unico di Progetto) per progetti finanziatiApplicazione del meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti) ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/72Trasmissione tramite portale FatturaPA con firma digitaleLo split payment funziona così: la ASL paga al logopedista solo l’imponibile, mentre l’IVA viene versata direttamente dall’ente all’Erario. Per i logopedisti questo è in genere un aspetto formale perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA. I tempi di pagamento per le pubbliche amministrazioni prevedono 30 giorni dalla data fattura. Ricorda che esiste il diritto agli interessi di mora in caso di ritardo.Bollo 2 euro sulla fattura del logopedista forfettarioUn altro adempimento spesso sottovalutato nella fatturazione logopedista 2026 è l’imposta di bollo. La regola è semplice: sulle fatture esenti, escluse o non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro, va applicato il bollo da 2 euro. Questa regola si applica praticamente a tutte le fatture del logopedista forfettario perché:Le prestazioni di logopedia sono esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)Il regime forfettario non prevede applicazione di IVALa maggior parte delle fatture supera la soglia di 77,47 euroQuando applicare il bolloSeduta singola da 40 euro: NO bollo (sotto 77,47 euro)Valutazione iniziale 80 euro: SI bollo 2 euroPacchetto 10 sedute 350 euro: SI bollo 2 euroDue sedute fatturate insieme 80 euro: SI bollo 2 euroIl bollo può essere applicato come bollo fisico sulla copia cartacea della fattura, oppure come bollo virtuale versato cumulativamente tramite F24 con codice tributo 2501. Il bollo è dovuto dal committente, ma in pratica viene anticipato dal professionista con la dicitura: “Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17/06/2014 – bollo a carico del cliente”. Software fatturazione logopedista: cosa scegliereScegliere il giusto software fatturazione logopedista è cruciale per gestire serenamente partita IVA, Sistema TS, scadenze e adempimenti. Per i professionisti sanitari le funzionalità più importanti sono: l’invio diretto al Sistema Tessera Sanitaria in un click, la gestione automatica del regime forfettario, l’emissione di fatture sia cartacee (per privati) sia elettroniche (per ASL), il calcolo automatico del bollo da 2 euro e il supporto a F24 e contributi previdenziali.Tra le soluzioni più diffuse e adatte ai logopedisti, segnaliamo Fatturazione Italia, software pensato proprio per liberi professionisti e logopedisti forfettari:Sistema TS in 1 click: trasmissione automatica al MEF di tutte le prestazioni dei pazienti privatiZero-config forfettario: già impostato per il regime, con calcolo automatico del coefficiente 78% e dei contributi Gestione SeparataGestione completa di bollo 2 euro, esenzione IVA, opposizione del paziente al Sistema TSFatturazione elettronica verso ASL e PA con codici destinatario e split paymentPrezzo bloccato per 3 anni: la quota di abbonamento iniziale non sale per cinque anniSupporto dedicato CAF: assistenza fiscale integrata e accesso prioritario al team del CAF Centro FiscalePer scoprire come funziona o attivare il servizio, puoi visitare Fatturazione Italia oppure chiedere informazioni al CAF Centro Fiscale di Udine. Contributi previdenziali del logopedista: Gestione Separata INPSUn punto importante e spesso fonte di confusione: il logopedista NON è iscritto ad ENPAPI. La Cassa ENPAPI, infatti, è riservata esclusivamente a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I logopedisti versano i contributi alla Gestione Separata INPS.La Gestione Separata, istituita con la Legge 335/1995 (riforma Dini), è una cassa previdenziale dell’INPS che copre i professionisti senza cassa di categoria. Le aliquote per il 2026 sono:26,07% per i professionisti privi di altra copertura previdenziale (caso più comune dei logopedisti liberi professionisti)24% per professionisti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria (es. dipendenti pubblici con seconda attività)Aliquota composta da 25% IVS + 0,72% maternità + 0,35% ISCRO/DIS-COLL = totale 26,07% (Circolare INPS n. 8/2026)I contributi si calcolano sul reddito netto professionale, non sul fatturato lordo. Per un logopedista forfettario, il reddito imponibile previdenziale corrisponde al reddito determinato applicando il coefficiente del 78% al fatturato, prima dell’imposta sostitutiva.Quando si pagano i contributiSaldo 2025 + primo acconto 2026: entro 30 giugno 2026 (con possibilità di proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)Secondo acconto 2026: entro 30 novembre 2026Versamento tramite F24 con causale contributo specifica della Gestione SeparataImportante: i contributi versati alla Gestione Separata sono integralmente deducibili dal reddito imponibile, anche per i forfettari. Questo riduce sensibilmente il carico fiscale complessivo. Ti consigliamo di farti seguire dal CAF Centro Fiscale di Udine per il calcolo corretto degli acconti e per evitare omessi versamenti che generano sanzioni e interessi.Domande frequenti sulla fatturazione logopedista 2026Raccogliamo le domande più ricorrenti che i logopedisti pongono al CAF Centro Fiscale di Udine.Il logopedista deve emettere fattura elettronica per i pazienti privati nel 2026?No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche c’e un divieto strutturale di emissione di fattura elettronica via SdI, a tutela della privacy dei dati sanitari. Il logopedista emette fattura cartacea o PDF e trasmette i dati al Sistema TS. Solo per fatture verso ASL, RSA, cliniche o altre partite IVA e obbligatoria la fattura elettronica.Il logopedista e iscritto ad ENPAPI come gli infermieri?No. ENPAPI e la cassa previdenziale degli infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I logopedisti, come fisioterapisti e altri professionisti sanitari senza cassa di categoria, versano i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 26,07% per il 2026 (Circolare INPS n. 8/2026).Quando scade la trasmissione al Sistema TS per il logopedista nel 2026?Dal 2026 la trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria e annuale (non piu semestrale). I dati delle prestazioni 2025 dovevano essere trasmessi entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perche il 31 cadeva di sabato. I dati 2026 si trasmetteranno entro il 31 gennaio 2027. Sono possibili invii parziali progressivi durante l’anno.Devo applicare il bollo da 2 euro sulle fatture del logopedista forfettario?Si, sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro va applicato il bollo da 2 euro perche le prestazioni di logopedia sono esenti IVA e il forfettario non applica IVA. Il bollo puo essere fisico sulla fattura cartacea oppure virtuale tramite F24 (codice tributo 2501) per i forfettari con fatturazione elettronica.La fatturazione logopedista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti tecnici: Sistema TS annuale, divieto di fattura elettronica per privati, contributi alla Gestione Separata INPS (non ENPAPI), imposta di bollo, gestione corretta delle convenzioni ASL e scelta del regime fiscale più conveniente. Errori e ritardi possono costare cari, sia in termini di sanzioni sia di mancate detrazioni per i tuoi pazienti.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione logopedista 2026, l’apertura della partita IVA, la gestione del Sistema TS o il regime forfettario? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione logopedista?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’apertura della partita IVA, il regime forfettario, il Sistema TS e tutti gli adempimenti fiscali per logopedisti.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF Pagamenti INPS Settembre 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADICalendario completo pagamenti INPS settembre 2026: date pensioni (1 settembre), Assegno Unico (16-18 settembre), NASpI (10-20 settembre), ADI (27 settembre), Bonus Nido, rimborsi 730 e scadenza dichiarazione. 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Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 09:00:002026-08-17 10:17:15Fatturazione Logopedista 2026: Sistema TS, Tariffe e Convenzioni ASL
CAF Pagamenti INPS Settembre 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADICalendario completo pagamenti INPS settembre 2026: date pensioni (1 settembre), Assegno Unico (16-18 settembre), NASpI (10-20 settembre), ADI (27 settembre), Bonus Nido, rimborsi 730 e scadenza dichiarazione. Tutte le date e come verificare su MyINPS. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-25 14:00:002026-08-17 11:02:20Pagamenti INPS Settembre 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito Il tema dei bonus scadenza 2026 è diventato improvvisamente urgente per migliaia di famiglie italiane: entro il 31 dicembre 2026 alcune delle agevolazioni fiscali più utilizzate sulla casa si riducono, cambiano aliquota o rischiano di sparire… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-25 09:00:002026-08-25 09:00:00Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TSLa fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.Indice dei contenutiDentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiIscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciRegime fiscale dell’odontoiatraENPAM 2026: Quota A e Quota BSistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Divieto fatturazione elettronica SdI per privatiStruttura della fattura odontoiatra con esempioSoftware di fatturazione consigliatiCasi particolari: odontoiatra con doppia laureaDomande frequenti Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiUna delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi DentariaAlbo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASLCodice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici) Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciL’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria. Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificatoL’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri. ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatriL’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:Fino a 30 anni: 152,37 euroDa 30 a 34 anni: 304,73 euroDa 35 a 39 anni: 591,47 euroDa 40 a 44 anni: 1.109,92 euroDa 45 anni in poi: 2.049,83 euroContributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026. Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanenteUno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.Struttura della fattura odontoiatra con esempio praticoLa fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscaleNumero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenzaDati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscaleNumero progressivo fattura e data emissioneDescrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.Importo e modalità di pagamentoEsenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euroEventuale annotazione opposizione TS da parte del pazienteEcco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”. Software di fatturazione consigliati per odontoiatriLa scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgoUn caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario. Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata. Conclusione: affidati al CAF Centro FiscaleLa fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariContributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, GS INPS a confrontoContributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB e GS INPS a confrontoPer i professionisti sanitari con Partita IVA, la previdenza e’ uno degli aspetti fiscali piu’ complessi: a differenza di avvocati o ingegneri che hanno tutti la propria cassa dedicata, nel settore sanitario alcune professioni versano i contributi a casse di categoria, mentre altre confluiscono obbligatoriamente nella Gestione Separata INPS. Conoscere le aliquote, i minimali e le deducibilita’ e’ fondamentale per pianificare correttamente il carico fiscale e previdenziale.Questa guida presenta un confronto sistematico delle principali casse previdenziali per professioni sanitarie nel 2026, con particolare attenzione alle differenze tra chi ha una cassa dedicata e chi e’ in GS INPS, e agli effetti del regime forfettario sulla previdenza.Indice dei contenutiTabella master: casse previdenziali per professione sanitaria 2026ENPAM — cassa dei mediciENPAP — cassa degli psicologiENPAPI — cassa degli infermieriENPAB — cassa dei biologi e dietistiGestione Separata INPS: il regime per fisioterapisti, podologi, TSRM, osteopati, ostetriche e logopedistiDoppia iscrizione previdenziale: casistica e gestioneDeducibilita’ dei contributi previdenziali: regime ordinario vs forfettarioRisparmio previdenziale nel regime forfettario: agevolazione del 35%Domande frequenti sui contributi previdenziali dei sanitariConclusione: pianificare la previdenza come professionista sanitarioTabella master: casse previdenziali per professione sanitaria 2026 ProfessioneCassaAliquota soggettivaAliquota integrativaNote principali 2026Medici MMG e specialistiENPAMQuota A fissa annua + Quota B 19,5%Contributo integrativo 2% su fatturatoQuota A obbligatoria anche per dipendenti SSNPsicologiENPAP10% sul reddito professionale netto2% sul volume d’affariMinimale soggettivo annuo: verificare sito ENPAPInfermieriENPAPI16% sul reddito professionale netto4% sul volume d’affariContributo obbligatorio dal 2012 per tutti gli infermieri con P.IVABiologi / DietistiENPAB15% sul reddito professionale netto4% sul volume d’affariI dietisti iscritti a ENPAB dal 2014VeterinariENPAV16% sul reddito professionale nettoContributo variabile su volume d’affariSezione speciale per veterinari dipendenti pubbliciOdontoiatriENPAM (sez. B)12,5% sul reddito professionale netto2% sul fatturatoQuota A fissa annua + Quota BFisioterapistiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professioneLogopedistiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professionePodologiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professioneTSRM tecnici radiologiaGS INPS26,07% senza altra copertura—Ordine TSRM PSTRP (L. 3/2018)OsteopatiGS INPS26,07% senza altra copertura—Riconoscimento sanitario 2026Ostetrici/OstetricheGS INPS26,07% senza altra copertura—Albo FNOPONota: le aliquote GS INPS (26,07% / 24%) sono confermate dalla KB normativa al 2026. Le aliquote delle casse di categoria possono subire aggiornamenti annuali deliberati dai rispettivi enti. Verificare sempre le delibere aggiornate sul sito della propria cassa.ENPAM — cassa dei medici L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) e’ la piu’ grande cassa previdenziale del settore sanitario. Ha un sistema contributivo articolato:Quota A (fondo di previdenza generale): contributo fisso annuo dovuto da tutti i medici iscritti all’albo, indipendentemente dal reddito. Varia per fascia d’eta’. Anche i medici dipendenti SSN la pagano.Quota B (fondo di previdenza specialistica ambulatoriale e accreditata): 19,5% sul reddito derivante dall’attivita’ libero-professionale e convenzionale. Si calcola sul reddito netto dichiarato nel quadro LM (forfettario) o nel quadro RE (ordinario).Contributo integrativo: 2% applicato sul volume d’affari (importo in fattura). E’ a carico del cliente, che lo paga in aggiunta al compenso.La complessita’ dell’ENPAM sta nel fatto che il medico dipendente SSN che esercita anche libera professione deve gestire contemporaneamente i contributi da dipendente (INPDAP/INPS) e i contributi ENPAM (Quota A obbligatoria + Quota B sul reddito extra). Per una guida completa, vedi Partita IVA Medico 2026.ENPAP — cassa degli psicologi L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) prevede per il 2026:Contributo soggettivo: 10% sul reddito professionale netto. Serve per costruire la pensione futura.Contributo integrativo: 2% sul volume d’affari. E’ a carico del cliente (addebitato in fattura).Contributo di maternita’: quota fissa annua versata da tutti gli iscritti.Lo psicologo in regime forfettario versa il 10% sul reddito forfettario (ricavi x 78%), con possibilita’ di riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (agevolazione forfettari GS/casse). Attenzione: la riduzione del 35% si applica anche agli iscritti ENPAP per la quota soggettiva. Vedi Partita IVA Psicologo 2026.ENPAPI — cassa degli infermieri L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ operativa dal 2012 per tutti gli infermieri professionisti iscritti all’albo OPI. Prevede:Contributo soggettivo: 16% sul reddito professionale nettoContributo integrativo: 4% sul volume d’affari (addebitato al cliente)Contributo di solidarieta’: piccola quota fissa annuaL’infermiere dipendente SSN che esercita anche libera professione e’ iscritto sia all’INPS dipendenti che all’ENPAPI per la quota libero-professionale. La situazione genera un doppio carico contributivo che e’ importante pianificare. Vedi Partita IVA Infermiere 2026.ENPAB — cassa dei biologi e dietisti L’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) e’ la cassa di biologi e dietisti. Per il 2026:Contributo soggettivo: 15% sul reddito professionale nettoContributo integrativo: 4% sul volume d’affariContributo di maternita’ e’ sussidio: quota fissa annuaI dietisti sono entrati nell’ENPAB nel 2014 con il riconoscimento della professione nell’ambito dell’ordine dei biologi. Vedi Partita IVA Dietista e Partita IVA Biologo Nutrizionista.Gestione Separata INPS: il regime per fisioterapisti, podologi, TSRM, osteopati, ostetriche e logopedisti La Gestione Separata INPS e’ la cassa previdenziale residuale per i lavoratori autonomi che non hanno una cassa di categoria dedicata. Nel settore sanitario confluiscono: fisioterapisti, logopedisti, podologi, TSRM tecnici di radiologia, osteopati, ostetrici/ostetriche, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di neurofisiopatologia e altre figure della L. 251/2000 che non hanno una cassa propria.Le aliquote 2026 della Gestione Separata sono:26,07% per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale (es. fisioterapista con sola P.IVA)24% per i liberi professionisti che hanno gia’ un’altra copertura previdenziale obbligatoria (es. fisioterapista dipendente SSN + P.IVA libera professione)L’aliquota si applica al reddito netto da lavoro autonomo (compensi meno costi in regime ordinario) o al reddito forfettario (compensi x 78% in regime forfettario). I contributi GS INPS si versano con F24 alle scadenze IRPEF: acconto a giugno (40%) e novembre (60%), saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo.Doppia iscrizione previdenziale: casistica e gestione Un caso frequente nella sanita’ e’ la doppia iscrizione previdenziale: professionisti che hanno sia un rapporto di lavoro dipendente che una Partita IVA per attivita’ libero-professionale.Medico dipendente SSN + libera professione: INPS dipendenti per la quota da lavoro dipendente + ENPAM Quota A (fissa, obbligatoria) + ENPAM Quota B (19,5% sul reddito libero-professionale). Tre flussi distinti.Fisioterapista dipendente + libera professione: INPS dipendenti + GS INPS (con aliquota ridotta 24% perche’ ha gia’ altra copertura). Due flussi.Infermiere dipendente + libera professione: INPS dipendenti + ENPAPI. Due casse diverse.Psicologo dipendente pubblico + studio privato: INPDAP/INPS dipendenti + ENPAP per la quota libero-professionale. Due flussi.In tutti i casi di doppia iscrizione, e’ importante verificare se scatta la causa ostativa al regime forfettario: se il reddito da lavoro dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, non e’ possibile mantenere il regime forfettario (L. 207/2024). Vedi Forfettario e Lavoro Dipendente 2026.Deducibilita’ dei contributi previdenziali: regime ordinario vs forfettario La deducibilita’ dei contributi previdenziali cambia radicalmente a seconda del regime fiscale:AspettoRegime OrdinarioRegime ForfettarioContributi cassa di categoria (ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, ENPAV)Deducibili integralmente dal reddito imponibile IRPEF (oneri deducibili art. 10 TUIR)NON deducibili separatamente (gia’ inclusi nel coefficiente 78%)Contributi GS INPSDeducibili integralmente dal reddito imponibileDeducibili nel quadro LM del modello redditi (portano in riduzione il reddito forfettario imponibile)Contributi integrativo (2-4% su fatturato)Non deducibile (e’ a carico del cliente)Non applicabile (nel forfettario il contributo integrativo si addebita al cliente ma e’ irrilevante per l’imposta sostitutiva)Questo e’ un aspetto cruciale nella scelta tra regime ordinario e forfettario per i professionisti sanitari con alte aliquote di cassa (es. medici con ENPAM al 19,5%): nel regime ordinario, la deducibilita’ integrale dei contributi abbatte significativamente l’IRPEF dovuta, riducendo il vantaggio apparente del 15% forfettario.Risparmio previdenziale nel regime forfettario: agevolazione del 35% I professionisti in regime forfettario iscritti alla Gestione Separata INPS possono optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (art. 1 c. 77 L. 190/2014). Questa agevolazione abbassa l’aliquota effettiva:26,07% diventa circa 16,95% (26,07 x 65%)24% diventa circa 15,60% (24 x 65%)Attenzione: optare per la riduzione del 35% abbassa i contributi versati oggi ma riduce anche la pensione futura, poiche’ i contributi GS INPS alimentano il montante su cui si calcola la rendita pensionistica. E’ una scelta che va ponderata in base all’eta’, al reddito e alla strategia previdenziale individuale.Per le casse di categoria (ENPAP, ENPAPI, ENPAB, ENPAV), la riduzione del 35% non si applica automaticamente: ciascuna cassa ha le proprie regole per i forfettari. Verificare sempre con la propria cassa.Domande frequenti sui contributi previdenziali dei sanitari Posso scegliere di iscrivermi alla GS INPS invece che alla mia cassa?No. L’iscrizione alla cassa di categoria e’ obbligatoria per le professioni che ne hanno una (medici, psicologi, infermieri, biologi, veterinari). Non e’ possibile optare per la GS INPS in alternativa. Le professioni senza cassa dedicata sono invece obbligate alla GS INPS.Il contributo integrativo va sempre addebitato al cliente?Dipende dalla cassa. ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB prevedono un contributo integrativo (2-4%) che per legge va addebitato al cliente in fattura. In regime ordinario appare come voce separata in fattura. In regime forfettario, tecnicamente il contributo integrativo non si applica allo stesso modo (il forfettario non emette IVA), ma alcune casse richiedono comunque di indicarlo o versarlo separatamente. Verifica con la tua cassa specifica.I contributi si pagano anche se non ho fatturato nulla?Per la GS INPS: no, i contributi sono proporzionali al reddito. Se il reddito e’ zero, i contributi sono zero (fatta salva l’eventuale quota fissa minima delle singole casse). Per le casse di categoria, dipende: ENPAM prevede la Quota A (fissa) anche per chi non ha fatturato; ENPAP, ENPAPI e ENPAB hanno minimali annui che scattano anche con bassi redditi. Verificare con la propria cassa.Quando si pagano i contributi GS INPS?I contributi GS INPS per i liberi professionisti si versano con F24, in due acconti: giugno (40% dell’importo stimato) e novembre (60%). Il saldo definitivo e’ entro il 30 giugno dell’anno successivo alla dichiarazione dei redditi. Le scadenze coincidono con quelle dell’imposta sostitutiva forfettaria o dell’IRPEF in regime ordinario.Conclusione: pianificare la previdenza come professionista sanitario La previdenza dei professionisti sanitari e’ uno degli ambiti piu’ articolati della fiscalita’ italiana. La scelta tra regime forfettario e ordinario non dipende solo dall’aliquota sull’imposta sostitutiva, ma anche dagli effetti previdenziali: la deducibilita’ dei contributi in regime ordinario, l’agevolazione del 35% in GS INPS, l’obbligo di minimali nelle casse di categoria.Per una valutazione personalizzata della tua situazione previdenziale come professionista sanitario — confronto regime, ottimizzazione contributiva, pianificazione pensionistica — il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Per approfondire ogni professione: Hub Professionisti Sanitari, Partita IVA Fisioterapista, Partita IVA Infermiere, Partita IVA Psicologo.Richiedi preventivo gratuitoGiugno 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 09:00:002026-06-28 00:15:28Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, GS INPS a confronto