NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASPI stagionale 2026: turismo, agricoltura e lavoratori intermittentiCon la fine dell’estate, migliaia di lavoratori stagionali del turismo si ritrovano senza contratto: camerieri, receptionist, bagnini, personale di stabilimenti balneari e hotel. Lo stesso accade in agricoltura, dove i braccianti a termine concludono la stagione dei raccolti, e per i lavoratori intermittenti, chiamati a giornate alterne durante l’anno. In tutti questi casi la NASPI stagionale 2026 può rappresentare un sostegno economico importante nei mesi di inattività.La NASPI stagionale 2026 non è una prestazione diversa dalla NASPI ordinaria, ma richiede attenzione in più su requisiti contributivi, calcolo dell’importo e tempistiche, proprio perché chi lavora solo alcuni mesi l’anno ha una storia contributiva più breve e frammentata. In questo approfondimento vediamo come funziona nei casi tipici del turismo, dell’agricoltura e del lavoro a chiamata, e quali errori evitare per non perdere il diritto alla prestazione. Per una panoramica completa su tutte le regole generali, puoi consultare la nostra guida completa alla NASPI 2026.Come funziona la NASPI stagionale 2026 per il turismo Immaginiamo il caso di Marco, receptionist assunto a tempo determinato da giugno a settembre in un hotel balneare. Alla scadenza naturale del contratto, senza rinnovo, Marco ha diritto a presentare domanda di NASPI perché si trova in stato di disoccupazione involontaria: il contratto stagionale non è stato rinnovato per scelta del datore di lavoro o per la naturale fine dell’attività stagionale, non per dimissioni volontarie (che escludono il diritto, salvo eccezioni come le dimissioni per giusta causa).La NASPI stagionale 2026 per i lavoratori del turismo segue le stesse regole generali della NASPI ordinaria, ma con una particolarità: chi ha lavorato solo la stagione estiva o invernale avrà tipicamente un numero di settimane contribuite più basso, il che si riflette direttamente sulla durata della prestazione. È fondamentale non confondere la fine naturale del contratto a termine con le dimissioni: solo nel primo caso scatta il diritto alla NASPI.Il caso del lavoratore stagionale in stabilimento balneareChi lavora in uno stabilimento balneare o in un campeggio con contratto stagionale da maggio a settembre matura generalmente intorno alle 18-20 settimane di contribuzione, un dato che supera abbondantemente il requisito minimo. Il punto critico non è quasi mai il diritto alla prestazione, quanto piuttosto la durata: con meno settimane lavorate, la NASPI durerà meno mesi rispetto a chi ha un impiego continuativo tutto l’anno.Requisiti NASPI 2026 per chi ha lavorato solo pochi mesi Per accedere alla NASPI, anche nella variante “stagionale”, servono due requisiti che vanno sempre verificati con attenzione quando la storia lavorativa è breve o frammentata. Il primo è il requisito contributivo, il secondo riguarda il lavoro effettivo svolto nell’ultimo anno.Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione negli ultimi 4 anniRequisito di lavoro effettivo: almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi che precedono la disoccupazionePer chi lavora un’unica stagione, questi requisiti sono quasi sempre soddisfatti se il contratto è durato almeno 2-3 mesi. Il problema si presenta invece per chi ha avuto stagioni molto brevi (poche settimane) oppure periodi di inattività che superano i 4 anni tra un impiego stagionale e l’altro, magari alternando stagioni turistiche e periodi di disoccupazione non coperti da contribuzione. Per approfondire tutti i casi particolari, consulta la pagina dedicata ai requisiti NASPI 2026.Bracciante agricolo a termine: un caso specificoIl lavoratore agricolo che ha svolto attività a termine per la raccolta (vendemmia, raccolta frutta, lavori stagionali nei campi) è un operaio agricolo a tempo determinato (OTD), e proprio per questa categoria di lavoratori esiste una prestazione specifica: la disoccupazione agricola, non la NASPI ordinaria. Secondo la scheda INPS dedicata (scheda 50120), la disoccupazione agricola è infatti la prestazione tipica degli operai agricoli a tempo determinato, ossia proprio dei braccianti stagionali impiegati per la raccolta. La NASPI ordinaria resta invece la prestazione di riferimento per gli altri settori stagionali, come il turismo, e per i lavoratori intermittenti. Capire quale delle due prestazioni spetta è essenziale, perché le regole di calcolo, i requisiti e le modalità di domanda sono diversi.Per un confronto dettagliato tra le due misure, consulta il nostro approfondimento su disoccupazione agricola vs NASPI: aiuta a capire quale prestazione richiedere in base al proprio contratto e al tipo di rapporto di lavoro agricolo. Per approfondire requisiti, importi e scadenza della domanda (che va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, tramite CAF o patronato), consulta la nostra guida alla disoccupazione agricola 2026.NASPI stagionale 2026 e lavoro intermittente: come cambia il calcolo Il lavoratore intermittente, detto anche “a chiamata” o “a comando”, lavora solo nei giorni in cui viene effettivamente chiamato dal datore di lavoro, con periodi di inattività anche lunghi tra una chiamata e l’altra. Questa discontinuità rende il calcolo della NASPI più delicato, perché la retribuzione media di riferimento viene calcolata sugli ultimi 4 anni di contribuzione, includendo sia i periodi di lavoro effettivo sia quelli di inattività.Chi ha lavorato in modo intermittente per anni, con chiamate sporadiche, avrà quindi una retribuzione media più bassa e di conseguenza un importo NASPI ridotto rispetto a un lavoratore continuativo con lo stesso stipendio giornaliero. È un aspetto che spesso sorprende chi presenta la domanda senza aver prima verificato la propria posizione contributiva con un patronato.Quando finisce la disponibilità a chiamataSe il contratto di lavoro intermittente si interrompe definitivamente (non solo un periodo di non chiamata, ma la cessazione vera e propria del rapporto), il lavoratore matura il diritto alla NASPI secondo le stesse regole generali. Attenzione: i periodi di semplice “non chiamata” all’interno di un contratto ancora attivo NON danno diritto alla NASPI, perché il rapporto di lavoro risulta ancora in essere.Calcolo dell’importo NASPI 2026 per stagionali e intermittenti L’importo della NASPI si calcola sulla base della retribuzione media degli ultimi 4 anni. In parole semplici: si prende lo stipendio medio mensile e si applica una percentuale.75% della retribuzione media mensile fino a una soglia di 1.480,30 euro lordi al mese+ 25% sulla parte di retribuzione eccedente questa soglia, fino a un importo massimoMassimale NASPI 2026: 1.575,42 euro al meseDecalage: dal sesto mese di fruizione l’importo si riduce del 3% ogni meseIl decalage è il meccanismo di riduzione progressiva dell’assegno mensile: in pratica, più a lungo si percepisce la NASPI, più l’importo scende gradualmente. Per uno stagionale che ha maturato una NASPI breve (ad esempio 4-6 mesi), il decalage inciderà poco o nulla; per chi invece ha accumulato più settimane contribuite negli anni e ha diritto a una prestazione più lunga, la riduzione mensile va messa in conto nella pianificazione del bilancio familiare.Durata della NASPI in base alle settimane contribuiteLa durata della NASPI è collegata al numero di settimane di contribuzione maturate: in generale, la prestazione dura la metà delle settimane contribuite nei 4 anni precedenti la disoccupazione, fino a un massimo di 24 mesi. Questo significa che un lavoratore stagionale con una sola stagione lavorata nell’ultimo anno avrà diritto a una NASPI più breve rispetto a chi ha lavorato quasi tutto l’anno o ha accumulato contribuzione in più anni consecutivi. Per un dettaglio completo su tutte le regole di durata e importo, si può consultare la nostra guida completa alla NASPI 2026.Documenti e scadenza per la domanda NASPI stagionale Un errore che vediamo spesso commettere dai lavoratori stagionali è aspettare troppo prima di presentare la domanda, magari sperando in un richiamo per la stagione successiva o in un contratto alternativo. La legge fissa un termine preciso: la domanda di NASPI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine, il diritto alla prestazione si perde definitivamente, anche se tutti gli altri requisiti sono soddisfatti.È per questo importante muoversi subito dopo la fine del contratto stagionale, sia esso in un hotel, in uno stabilimento balneare, in un’azienda agricola o in un rapporto di lavoro intermittente. Per capire come viene gestita nel concreto la domanda NASPI online, è utile rivolgersi a un patronato che verifichi in anticipo la propria posizione contributiva.Documenti utili per velocizzare la praticaPer presentare la domanda in modo corretto e senza intoppi, è utile avere a disposizione alcuni documenti fondamentali, che aiutano il patronato a ricostruire con precisione la posizione contributiva del lavoratore stagionale.Documento d’identità e codice fiscaleLettera di assunzione e/o contratto di lavoro stagionale o intermittenteComunicazione di cessazione del rapporto di lavoro (se disponibile)IBAN per l’accredito della prestazioneUltime buste paga disponibiliLa NASPI stagionale 2026 è un diritto concreto per chi lavora nel turismo, in agricoltura o con contratti intermittenti, ma richiede attenzione su requisiti contributivi, calcolo dell’importo e soprattutto sulla scadenza della domanda. Ogni situazione lavorativa stagionale ha le sue particolarità, e un errore nella valutazione dei requisiti o nella scelta tra NASPI e disoccupazione agricola può costare mesi di attesa o, nei casi peggiori, la perdita del diritto alla prestazione.Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni anno decine di lavoratori stagionali del turismo e dell’agricoltura, guidandoli nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI, sia in ufficio che online.Hai bisogno di assistenza per la tua NASPI stagionale, sia essa la NASPI ordinaria per il turismo e gli intermittenti o la disoccupazione agricola per i braccianti stagionali? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per verificare i requisiti e presentare la domanda corretta. Richiedi un preventivo personalizzato e senza impegno.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 10:00:002026-07-16 09:58:24NASPI stagionale 2026: turismo, agricoltura e lavoratori intermittenti
SUCCESSIONISuccessione Legittima 2026: Eredità Senza Testamento e Quote agli ErediQuando una persona muore senza aver fatto testamento, la legge italiana stabilisce automaticamente chi eredita e in quali quote attraverso la successione legittima senza testamento 2026. Si tratta della cosiddetta successione ab intestato, un meccanismo che segue un ordine preciso degli eredi basato sul grado di parentela con il defunto. Ma chi sono gli eredi legittimi? Quali sono le quote di eredità spettanti a coniuge, figli, genitori e altri parenti? E cosa succede quando non ci sono parenti entro il sesto grado? In questa guida completa vediamo tutte le regole della successione legittima 2026, con esempi pratici per ogni situazione familiare. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella dichiarazione di successione e nel calcolo delle quote ereditarie, sia in ufficio che online.Indice dei ContenutiCos’è la Successione Legittima (Ab Intestato)Ordine degli Eredi nella Successione Legittima 2026Quote di Eredità: Coniuge e FigliQuote di Eredità: Coniuge Senza FigliQuote di Eredità: Ascendenti e CollateraliRappresentazione e Successione per StirpiEredità allo Stato: Quando Non Ci Sono ErediDomande FrequentiCos’è la Successione Legittima (Ab Intestato)La successione legittima è il meccanismo previsto dal Codice Civile italiano (articoli 565-586) che regola automaticamente il passaggio del patrimonio di una persona deceduta ai suoi eredi quando non esiste un testamento. In assenza di volontà testamentarie, è la legge stessa a decidere chi riceve l’eredità e in che misura. Questo tipo di successione è detta anche successione ab intestato, un’espressione latina che significa letteralmente “senza testamento”. Si applica in diverse situazioni: quando il defunto non ha mai redatto un testamento, quando il testamento è stato dichiarato nullo o annullato, oppure quando il testamento dispone solo di una parte dei beni (in questo caso si parla di successione mista, parte testamentaria e parte legittima).La successione legittima 2026 segue un ordine tassativo stabilito dalla legge: prima vengono chiamati i parenti più stretti (coniuge e figli), poi via via quelli più lontani fino al sesto grado. Solo in assenza totale di parenti l’eredità passa allo Stato. È importante sapere che nella successione legittima non sono previste quote disponibili per amici, conviventi non sposati o enti benefici, a meno che non ci sia anche un testamento a integrare la successione.Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta le famiglie a identificare gli eredi legittimi, calcolare le quote spettanti e gestire l’intera pratica di successione secondo le regole del sistema tavolare friulano, disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia.Ordine degli Eredi nella Successione Legittima 2026La legge italiana stabilisce un ordine preciso con cui i parenti sono chiamati all’eredità nella successione legittima senza testamento 2026. Questo ordine si basa sul grado di parentela e sulla presenza o assenza di altre categorie di eredi. Vediamo la gerarchia completa degli eredi legittimi.1. Coniuge e figli (prima categoria) Sono gli eredi privilegiati. Il coniuge eredita sempre, anche in presenza di figli. I figli (legittimi, naturali o adottivi) hanno tutti gli stessi diritti successori. Se ci sono sia coniuge che figli, l’eredità si divide tra loro secondo quote specifiche che vedremo nel prossimo paragrafo.2. Coniuge senza figli + ascendenti o fratelli/sorelle Quando non ci sono figli, il coniuge eredita insieme ai genitori del defunto (se ancora in vita) o ai fratelli e sorelle. In questo caso le quote si dividono tra queste categorie con regole particolari.3. Ascendenti (genitori, nonni) senza coniuge né figli Se il defunto non era sposato e non aveva figli, l’eredità va ai genitori. Se anche i genitori sono predeceuti, l’eredità risale ai nonni (ascendenti di secondo grado). Gli ascendenti della linea paterna e materna ereditano in parti uguali tra le due linee.4. Fratelli e sorelle (collaterali di secondo grado) In assenza di coniuge, figli e ascendenti, l’eredità passa ai fratelli e sorelle del defunto, sia germani (stesso padre e madre) che unilaterali (solo padre o solo madre comune). I fratelli germani ereditano il doppio rispetto a quelli unilaterali.5. Altri parenti fino al sesto grado Se non ci sono parenti delle categorie precedenti, l’eredità viene attribuita ai parenti più prossimi entro il sesto grado di parentela (zii, cugini, nipoti di fratelli, ecc.). I parenti di grado più vicino escludono quelli di grado più lontano.6. Stato italiano Se il defunto non ha nessun parente entro il sesto grado e non era sposato, l’eredità passa allo Stato (art. 586 Codice Civile), senza bisogno di accettazione e senza possibilità di rinuncia.Questa gerarchia è rigida e automatica: ogni categoria esclude le successive. Il CAF Centro Fiscale verifica l’ordine degli eredi e calcola le quote esatte per ogni situazione familiare.Quote di Eredità: Coniuge e FigliQuando il defunto lascia sia il coniuge che figli, la successione legittima 2026 prevede una divisione dell’eredità tra queste due categorie. Le quote variano in base al numero di figli. Vediamo nel dettaglio tutte le possibili combinazioni. Coniuge + 1 figlio L’eredità si divide a metà: – Il coniuge riceve 1/2 (50%) del patrimonio – Il figlio riceve 1/2 (50%) del patrimonioAd esempio, se il patrimonio vale 300.000 euro, il coniuge eredita 150.000 euro e il figlio 150.000 euro. Oltre alla quota ereditaria, al coniuge spetta anche il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto d’uso sui mobili che la corredano, diritti che si aggiungono alla quota di proprietà.Coniuge + 2 o più figli Quando ci sono due o più figli, le quote cambiano: – Il coniuge riceve 1/3 (33,33%) del patrimonio – I figli si dividono 2/3 (66,66%) del patrimonio in parti ugualiEsempio pratico: Mario muore lasciando la moglie Anna e tre figli (Luca, Sara e Paolo). Il patrimonio vale 600.000 euro. – Anna (coniuge) eredita: 600.000 × 1/3 = 200.000 euro – Luca, Sara e Paolo (figli) ereditano ciascuno: 600.000 × 2/3 ÷ 3 = 133.333 euro ciascunoAnche in questo caso, Anna conserva il diritto di abitazione sulla casa familiare, che si somma alla sua quota di proprietà.Solo coniuge (senza figli, ascendenti o fratelli) Se il defunto non ha figli, né genitori in vita, né fratelli o sorelle, il coniuge eredita l’intero patrimonio (100%). Questa è l’unica situazione in cui il coniuge è erede unico nella successione legittima.Solo figli (senza coniuge) Se il defunto non era sposato (celibe, nubile, divorziato o vedovo), l’intera eredità va ai figli in parti uguali. Con un figlio solo eredita il 100%, con due figli ciascuno il 50%, con tre figli ciascuno il 33,33%, e così via.Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola le quote precise per ogni situazione, gestisce la divisione dei beni e compila la dichiarazione di successione secondo le regole del sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia.Quote di Eredità: Coniuge Senza FigliQuando il defunto lascia il coniuge ma non ha figli, le quote di successione legittima 2026 coinvolgono anche i genitori (ascendenti) e i fratelli e sorelle (collaterali). La divisione dell’eredità segue regole diverse a seconda di chi è presente tra queste categorie.Coniuge + genitori (senza figli né fratelli) Se sono in vita i genitori del defunto, l’eredità si divide così: – Il coniuge riceve 2/3 (66,66%) del patrimonio – I genitori (insieme) ricevono 1/3 (33,33%) del patrimonio, da dividersi in parti uguali tra padre e madreEsempio: Giulia muore lasciando il marito Marco e i genitori Anna e Giuseppe. Patrimonio: 450.000 euro. – Marco (coniuge) eredita: 450.000 × 2/3 = 300.000 euro – Anna e Giuseppe (genitori) ereditano insieme: 450.000 × 1/3 = 150.000 euro, quindi 75.000 euro ciascunoSe è in vita solo un genitore (l’altro è premorto), quel genitore riceve comunque l’intero 1/3 spettante agli ascendenti.Coniuge + fratelli/sorelle (senza figli né genitori) Quando non ci sono figli né genitori in vita, ma ci sono fratelli o sorelle del defunto, le quote sono: – Il coniuge riceve 2/3 (66,66%) del patrimonio – I fratelli e sorelle si dividono 1/3 (33,33%) in parti ugualiI fratelli germani (stesso padre e madre) ereditano il doppio rispetto ai fratelli unilaterali (solo padre o solo madre in comune).Esempio: Paolo muore lasciando la moglie Laura e due fratelli germani (Michele e Andrea). Patrimonio: 300.000 euro. – Laura (coniuge) eredita: 300.000 × 2/3 = 200.000 euro – Michele e Andrea (fratelli) ereditano insieme: 300.000 × 1/3 = 100.000 euro, quindi 50.000 euro ciascunoConiuge + genitori + fratelli/sorelle Se sono presenti contemporaneamente genitori e fratelli, la situazione è più complessa: – Il coniuge riceve comunque 2/3 del patrimonio – Il restante 1/3 si divide tra genitori e fratelli/sorelleIn particolare, ai genitori spetta almeno 1/4 del patrimonio totale (anche se ci sono fratelli). Se la quota di 1/3 destinata a genitori+fratelli è inferiore a 1/4, i genitori hanno diritto alla quota minima garantita.Queste situazioni richiedono calcoli precisi. Il CAF Centro Fiscale determina le quote esatte, gestisce le divisioni complesse e si occupa della pratica di successione in Friuli Venezia Giulia e online per tutta Italia.Quote di Eredità: Ascendenti e CollateraliQuando mancano sia il coniuge che i figli, la successione legittima senza testamento 2026 chiama all’eredità prima gli ascendenti (genitori, nonni) e poi, in loro assenza, i collaterali (fratelli, sorelle, zii, cugini). Vediamo come funziona la divisione in questi casi. Solo ascendenti (genitori o nonni) Se il defunto non aveva coniuge né figli, l’eredità va ai genitori in parti uguali. Se entrambi i genitori sono in vita, ciascuno eredita il 50% del patrimonio. Se è in vita solo un genitore, questi eredita l’intero patrimonio.Quando anche i genitori sono predeceuti, l’eredità risale agli ascendenti di secondo grado (nonni). In questo caso la legge prevede una divisione per linee: metà del patrimonio va alla linea paterna (nonni paterni) e metà alla linea materna (nonni materni). Se in una linea c’è un solo nonno in vita, questi prende l’intera quota di quella linea.Esempio: Claudia muore senza coniuge, figli o genitori. Sono in vita la nonna paterna Teresa e i nonni materni Luigi e Maria. Patrimonio: 200.000 euro. – Linea paterna (1/2 = 100.000 euro): Teresa eredita 100.000 euro – Linea materna (1/2 = 100.000 euro): Luigi e Maria ereditano 50.000 euro ciascunoSolo fratelli e sorelle In assenza di coniuge, figli e ascendenti, l’eredità passa ai fratelli e sorelle del defunto, che la dividono in parti uguali. C’è però una distinzione importante: i fratelli germani (che hanno in comune entrambi i genitori con il defunto) ereditano il doppio rispetto ai fratelli unilaterali (che condividono solo il padre o solo la madre).Esempio: Roberto muore lasciando due fratelli germani (Luca e Marco) e un fratello unilaterale (Andrea, figlio solo del padre di Roberto). Patrimonio: 400.000 euro. – Ogni fratello germano conta come “2 quote” – Il fratello unilaterale conta come “1 quota” – Totale quote: 2 + 2 + 1 = 5 – Valore di 1 quota: 400.000 ÷ 5 = 80.000 euro Quindi: Luca e Marco ereditano 160.000 euro ciascuno, Andrea eredita 80.000 euro.Altri collaterali (zii, nipoti, cugini) Se non ci sono fratelli e sorelle, l’eredità va ai parenti collaterali più prossimi entro il sesto grado. Si parte dagli zii e nipoti (terzo grado), poi cugini di primo grado (quarto grado), e così via fino al sesto. I parenti di grado più vicino escludono completamente quelli di grado più lontano.Ad esempio, se ci sono uno zio (terzo grado) e due cugini (quarto grado), l’intero patrimonio va allo zio, i cugini non ereditano nulla. Se invece ci sono solo cugini, l’eredità si divide tra loro in parti uguali.Il calcolo dei gradi di parentela e la ricostruzione dell’albero genealogico richiedono competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine identifica gli eredi legittimi, determina le quote secondo il Codice Civile e gestisce la dichiarazione di successione anche per situazioni familiari complesse.Rappresentazione e Successione per StirpiNella successione legittima 2026 può accadere che un erede chiamato all’eredità sia già deceduto prima del defunto, oppure abbia rinunciato all’eredità. In questi casi entra in gioco il meccanismo della rappresentazione successoria, previsto dagli articoli 467-469 del Codice Civile. Vediamo come funziona.Cos’è la rappresentazione La rappresentazione permette ai discendenti (figli, nipoti) di un erede che non può o non vuole accettare l’eredità di subentrare al suo posto, ricevendo la quota che sarebbe spettata al loro genitore. È un meccanismo automatico che garantisce che l’eredità resti all’interno della famiglia, seguendo le linee di discendenza.La rappresentazione opera solo in due casi: 1. Nella linea dei figli del defunto (discendenti in linea retta) 2. Nella linea dei fratelli e sorelle del defunto (collaterali privilegiati)Non opera invece per altri parenti (zii, cugini, nipoti di fratelli, ecc.).Esempio pratico con i figli Giovanni muore lasciando due figli: Marco (vivo) e Laura (premorta). Laura aveva avuto tre figli: Anna, Paolo e Chiara. Patrimonio di Giovanni: 600.000 euro.Senza rappresentazione, l’intera eredità andrebbe a Marco (unico figlio in vita). Ma con la rappresentazione, i tre figli di Laura subentrano al posto della madre: – Marco eredita 1/2 (la sua quota diretta) = 300.000 euro – Anna, Paolo e Chiara insieme ereditano 1/2 (la quota che sarebbe spettata a Laura) = 300.000 euro, quindi 100.000 euro ciascunoQuesta divisione si chiama successione per stirpi: ogni stirpe (ramo familiare) riceve la quota del capostipite, poi la divide internamente in parti uguali.Rappresentazione tra fratelli La rappresentazione funziona anche quando l’eredità va ai fratelli e sorelle del defunto. Se un fratello è premorto, i suoi figli lo rappresentano.Esempio: Maria muore senza coniuge né figli. Aveva due fratelli: Pietro (vivo, senza figli) e Giulia (premorta, con due figli: Luca e Sara). Patrimonio: 200.000 euro. – Pietro eredita 1/2 = 100.000 euro – Luca e Sara (nipoti di Maria) rappresentano la madre Giulia, ereditando insieme 1/2 = 100.000 euro, quindi 50.000 euro ciascunoRappresentazione all’infinito La rappresentazione opera senza limiti di grado: se anche il discendente rappresentante è premorto, subentrano i suoi discendenti, e così via. Ad esempio, se nel primo caso anche Anna (nipote di Giovanni) fosse premorta lasciando due figli, questi pronipoti di Giovanni subentrano nella quota di Anna.Quando NON si applica La rappresentazione non opera: – Per parenti diversi da figli e fratelli/sorelle (es. zii, cugini) – Se l’erede rinuncia dopo aver accettato l’eredità – Se il testamento esclude espressamente la rappresentazioneIl meccanismo della rappresentazione può complicare notevolmente il calcolo delle quote ereditarie. Il CAF Centro Fiscale ricostruisce l’albero genealogico, identifica i rappresentanti e calcola le quote esatte per ogni stirpe familiare.Eredità allo Stato: Quando Non Ci Sono ErediCosa succede quando una persona muore senza testamento e senza alcun parente entro il sesto grado? In questo caso, secondo l’articolo 586 del Codice Civile, l’eredità passa automaticamente allo Stato italiano. Vediamo come funziona questa particolare situazione della successione legittima senza testamento 2026. Quando lo Stato diventa erede Lo Stato eredita quando il defunto: – Non ha fatto testamento (o il testamento è nullo) – Non ha coniuge (mai sposato, divorziato o vedovo) – Non ha figli, nipoti o altri discendenti – Non ha genitori, nonni o altri ascendenti – Non ha fratelli, sorelle, zii, cugini o altri parenti entro il sesto grado di parentelaIn pratica, è una situazione rara ma non impossibile, che si verifica soprattutto per persone anziane rimaste sole, senza famiglia.Caratteristiche dell’eredità allo Stato Quando lo Stato diventa erede per successione legittima, si applicano regole speciali:1. Accettazione automatica – Lo Stato non deve accettare formalmente l’eredità. L’acquisto è automatico e immediato al momento della morte del defunto.2. Nessuna rinuncia possibile – Lo Stato non può rinunciare all’eredità, a differenza degli altri eredi che hanno la facoltà di scegliere.3. Responsabilità limitata – Lo Stato risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del patrimonio ereditato. Non paga debiti con risorse proprie. Questa è una forma di accettazione con beneficio d’inventario automatico.4. Liquidazione del patrimonio – I beni ereditati dallo Stato vengono gestiti dall’Agenzia del Demanio e di norma vengono venduti. Il ricavato entra nelle casse dello Stato.Verifica assenza eredi Prima che l’eredità passi definitivamente allo Stato, viene effettuata un’indagine accurata per verificare l’effettiva assenza di parenti. L’Agenzia delle Entrate e i Comuni effettuano ricerche anagrafiche, controllano certificati di stato civile e alberi genealogici. Solo dopo aver escluso l’esistenza di parenti entro il sesto grado l’eredità è definitivamente attribuita allo Stato.Eredi che si presentano in ritardo Se dopo il passaggio dell’eredità allo Stato si presenta un parente legittimo (entro il sesto grado) che dimostra il suo diritto, può rivendicare l’eredità? La risposta è sì, ma con limiti: – Se l’erede si presenta prima che lo Stato abbia venduto i beni, può richiedere la restituzione del patrimonio – Se i beni sono già stati venduti, l’erede può richiedere solo il ricavato della vendita, non i beni originari – L’azione deve essere esercitata entro 10 anni dalla morte (termine di prescrizione)Differenza con l’eredità giacente Non confondere l’eredità allo Stato con l’eredità giacente. Quest’ultima è una situazione temporanea in cui ci sono eredi legittimi ma questi non hanno ancora accettato (o hanno rinunciato). L’eredità giacente viene amministrata da un curatore nominato dal Tribunale fino all’accettazione da parte degli eredi o al passaggio definitivo allo Stato.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella ricostruzione genealogica per dimostrare il diritto all’eredità anche in situazioni complesse, gestendo le pratiche successorie secondo il sistema tavolare friulano.Domande Frequenti sulla Successione Legittima 2026Chi eredita se non c’è testamento e non ci sono figli?Nella successione legittima senza testamento 2026, se non ci sono figli, l’eredità va al coniuge insieme ai genitori del defunto (se in vita) o ai fratelli e sorelle. Il coniuge riceve sempre 2/3 del patrimonio, mentre genitori o fratelli si dividono il restante 1/3. Se mancano anche coniuge e genitori, l’intera eredità va ai fratelli e sorelle. In assenza di tutti questi parenti, si passa agli ascendenti (nonni) o ad altri parenti fino al sesto grado.Quanto eredita la moglie senza testamento?La quota del coniuge nella successione legittima 2026 dipende dalla presenza di altri eredi. Con 1 figlio, la moglie eredita 1/2 (50%). Con 2 o più figli, eredita 1/3 (33,33%). Se non ci sono figli ma ci sono genitori o fratelli del defunto, la moglie eredita 2/3 (66,66%). Se non ci sono figli, genitori, fratelli né altri parenti, la moglie eredita tutto il patrimonio (100%). Oltre alla quota di proprietà, alla moglie spetta sempre il diritto di abitazione sulla casa coniugale.I fratelli ereditano se ci sono figli?No. Nella successione legittima i fratelli e sorelle ereditano solo in assenza di figli del defunto. Se ci sono figli (anche solo uno), questi escludono completamente i fratelli dall’eredità. L’ordine degli eredi è rigido: prima i figli (con o senza coniuge), poi ascendenti (genitori), e solo dopo i collaterali (fratelli, sorelle). I fratelli possono ereditare solo se il defunto non aveva né figli né genitori in vita, e solo in concorrenza con l’eventuale coniuge.Cos’è la successione per stirpi?La successione per stirpi è il meccanismo per cui i discendenti (figli, nipoti) di un erede premorto o rinunciatario subentrano al suo posto ricevendo la quota che sarebbe spettata al loro genitore. Ad esempio, se un figlio del defunto è già morto, i suoi figli (nipoti del defunto) ereditano insieme la quota che sarebbe andata al padre, dividendola poi in parti uguali tra loro. Questo si chiama rappresentazione e garantisce che l’eredità segua le linee di discendenza familiare. Opera solo per figli e fratelli/sorelle, non per altri parenti.Quando l’eredità va allo Stato?L’eredità passa allo Stato quando il defunto muore senza testamento e senza alcun parente entro il sesto grado: niente coniuge, figli, genitori, fratelli, zii, cugini o altri parenti. È una situazione rara. Lo Stato eredita automaticamente senza bisogno di accettazione e non può rinunciare. Risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del patrimonio ereditato. Se successivamente si presenta un parente legittimo, può rivendicare l’eredità entro 10 anni, ma se i beni sono già stati venduti riceve solo il ricavato.Il convivente eredita senza testamento?No. Nella successione legittima senza testamento 2026, il convivente more uxorio (non sposato) non ha alcun diritto all’eredità, anche se la convivenza è durata decenni. Solo il coniuge (sposato civilmente) è riconosciuto come erede legittimo. Per garantire diritti al convivente è necessario fare testamento oppure ricorrere a donazioni in vita. L’unica tutela per i conviventi è il diritto di continuare ad abitare nella casa comune per un periodo limitato (2 anni o più in presenza di figli), ma senza acquisirne la proprietà.ConclusioneLa successione legittima senza testamento 2026 segue regole precise stabilite dal Codice Civile che determinano automaticamente chi eredita e in quali quote quando manca la volontà testamentaria. Conoscere l’ordine degli eredi legittimi e le quote spettanti a coniuge, figli, genitori e altri parenti è fondamentale per gestire correttamente la pratica successoria e calcolare le imposte. Le situazioni possono diventare complesse in presenza di fratelli unilaterali, rappresentazione per stirpi o assenza di parenti stretti. Per questo è importante rivolgersi a professionisti esperti che conoscano a fondo la normativa successoria e, nel caso del Friuli Venezia Giulia, le specificità del sistema tavolare. Hai bisogno di assistenza per una dichiarazione di successione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per calcolare le quote ereditarie, identificare gli eredi legittimi e gestire l’intera pratica, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi ancheImposta di Successione 2026: Aliquote, Franchigie e Calcolo …Eredita e Debiti del Defunto 2026: Guida Completa per Tutela…Donazione o Successione 2026: Cosa Conviene per Trasferire C…Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Cata…Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-17 09:00:002026-02-23 15:20:51Successione Legittima 2026: Eredità Senza Testamento e Quote agli Eredi
CAF, SUCCESSIONIVoltura Tavolare Udine: Procedura e DocumentiVoltura Tavolare Udine: Procedura e DocumentiLa voltura tavolare e il procedimento con cui si aggiorna il Libro Fondiario a seguito di un trasferimento di proprieta. Nel Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, questa procedura e obbligatoria per rendere efficace il passaggio di proprieta.A differenza del catasto ordinario, nel sistema tavolare l’iscrizione (intavolazione) ha effetto costitutivo: senza di essa, il trasferimento non e opponibile ai terzi. Vediamo come funziona la voltura a Udine.Indice dei contenutiCos’e la voltura tavolareQuando e necessariaDocumenti necessariProcedura di volturaCosti e imposteTempi di registrazioneDomande frequenti Cos’e la Voltura TavolareLa voltura tavolare e l’aggiornamento del Libro Fondiario per registrare un nuovo proprietario.Differenza dal catasto ordinarioNel resto d’Italia, la voltura catastale e una mera annotazione amministrativa. Nel sistema tavolare del FVG invece:L’iscrizione ha effetto costitutivoSenza intavolazione, non sei proprietario di fronte ai terziIl Libro Fondiario ha pubblica fedeTerminologiaVoltura: termine generico per l’aggiornamentoIntavolazione: iscrizione di un diritto (proprieta, usufrutto, ecc.)Prenotazione: iscrizione provvisoria in attesa di intavolazione definitivaAnnotazione: iscrizione di fatti giuridici accessori Quando e Necessaria la Voltura TavolareLa voltura e necessaria in tutti i casi di trasferimento o modifica dei diritti reali.Casi piu comuniCompravendita immobiliare: acquisto di casa, terreno, garageSuccessione ereditaria: passaggio di proprieta agli erediDonazione: trasferimento gratuito tra viviDivisione ereditaria: assegnazione quote specifiche agli erediCostituzione di diritti: usufrutto, servitu, ipotecaCasi particolariFusione di particelle: unione di terreni adiacentiFrazionamento: divisione di un terreno in piu particelleVariazioni catastali: modifiche alla consistenza dell’immobile Documenti Necessari per la VolturaI documenti variano in base al tipo di trasferimento.Per compravenditaAtto notarile di compravendita (copia autentica)Estratto tavolare aggiornatoMappa catastaleDocumenti di identita delle partiPer successioneDichiarazione di successione presentata all’Agenzia EntrateCertificato di morteDichiarazione sostitutiva atto notorio (o atto notarile)Eventuale testamento pubblicatoEstratto tavolare degli immobiliPer donazioneAtto notarile di donazioneEstratto tavolareDocumenti di identita Procedura di Voltura TavolareLa voltura si presenta al Tribunale competente (Ufficio Tavolare).Step 1: Preparazione istanzaSi compila l’istanza di intavolazione con:Dati dell’immobile (partita tavolare, particella)Titolo del trasferimento (atto notarile, successione, ecc.)Dati del nuovo proprietarioStep 2: PresentazioneL’istanza si presenta presso:Ufficio Tavolare del Tribunale di UdineOppure tramite il notaio che ha rogato l’attoStep 3: Verifica del giudice tavolareIl giudice tavolare verifica:Regolarita formale della domandaValidita del titoloContinuita delle iscrizioniStep 4: Decreto di intavolazioneSe tutto e regolare, il giudice emette il decreto di intavolazione che ordina l’iscrizione nel Libro Fondiario.Step 5: EsecuzioneIl Conservatore esegue l’iscrizione e rilascia l’estratto tavolare aggiornato. Costi e Imposte della VolturaI costi comprendono diritti fissi e imposte proporzionali.Diritti tavolari fissiDiritto di iscrizione: circa 35-50 euroEstratto tavolare: circa 15-25 euroMarca da bollo: 16 euroImposte (dipendono dal tipo di atto)Compravendita tra privati:Imposta di registro: 9% (2% prima casa)Imposta ipotecaria: 50 euro fissiImposta catastale: 50 euro fissiSuccessione:Imposta di successione: variabile (0-8%) con franchigieImposta ipotecaria: 2%Imposta catastale: 1%Chi pagaDi norma le imposte sono a carico dell’acquirente/erede. Nel caso di successione, gli eredi sono solidalmente responsabili.Tempi di RegistrazioneI tempi nel sistema tavolare sono generalmente rapidi.Tempi mediCompravendita con atto notarile: 15-30 giorniSuccessione: 30-60 giorniCasi complessi: fino a 90 giorniUrgenzeIn casi urgenti (es. mutuo in scadenza), e possibile richiedere una prenotazione che blocca la posizione in attesa dell’intavolazione definitiva.Effetto retroattivoL’intavolazione ha effetto dalla data di presentazione della domanda, non dalla data del decreto. Questo protegge contro iscrizioni successive. Domande Frequenti sulla Voltura TavolarePosso fare la voltura da solo o serve il notaio?Per compravendite e donazioni serve sempre il notaio. Per successioni, puoi presentare direttamente l’istanza o farti assistere da un professionista (geometra, avvocato).Cosa succede se non faccio la voltura dopo la successione?Senza intavolazione, non sei proprietario di fronte ai terzi. Non puoi vendere, ipotecare o dimostrare la proprieta. E fondamentale completare la procedura.Il notaio fa automaticamente la voltura?Si, nelle compravendite il notaio provvede direttamente alla trascrizione. Per le successioni, devi attivarti tu o tramite un CAF/professionista.Quanto costa la voltura per successione?I diritti tavolari sono circa 70-100 euro. Si aggiungono le imposte ipotecarie e catastali (2% + 1% sul valore degli immobili). 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Sistema Tavolare Friuli: Guida Successione per una panoramica completa.Assistenza Voltura Tavolare a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella voltura tavolare dopo successione.Dichiarazione di successionePreparazione istanza di intavolazioneRaccolta documenti tavolariAssistenza presso l’Ufficio TavolareContattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121 Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-17 09:00:002026-03-17 19:06:31Voltura Tavolare Udine: Procedura e DocumentiLogopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i logopedisti. Il logopedista libero professionista, privo di cassa di categoria, è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026).Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Il logopedista in regime forfettario gode di una fiscalita’ semplificata ma deve rispettare una serie di adempimenti specifici della professione sanitaria: dal sistema TS (Tessera Sanitaria) per la trasmissione dei dati al fisco, ai contributi previdenziali della Gestione Separata INPS, fino alle regole sulla fatturazione elettronica. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche per il 2026.Il regime forfettario per logopedisti: requisiti e vantaggiIl regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modificazioni) e’ accessibile ai logopedisti che rispettano le condizioni generali:Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euroNon essere soci di societa’ di persone, associazioni professionali o imprese familiariNon aver percepito redditi di lavoro dipendente/assimilato superiori a 30.000 euro nell’anno precedenteNon applicare regimi speciali IVAPer i logopedisti il regime e’ particolarmente vantaggioso perche’ l’attivita’ sanitaria e’ esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 del DPR 633/1972: anche in regime ordinario non si applica IVA sulle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione. Il forfettario aggiunge il vantaggio della tassazione sostitutiva semplificata.Coefficiente di redditivita’: il 78% per il logopedistaIl coefficiente di redditivita’ del 78% si applica ai logopedisti che operano con codice ATECO 86.90.30 (altre attivita’ paramediche indipendenti). Questo e’ il coefficiente previsto dall’allegato alla Legge 190/2014 per la categoria delle attivita’ sanitarie e sociosanitarie a libera professione.Come funziona:Reddito imponibile = Ricavi x 78%Sul reddito imponibile si applica l’aliquota sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di attivita’; 15% dal sesto anno in poiIl restante 22% si considera forfettariamente destinato alle spese (non deducibili analiticamente)Esempio pratico: un logopedista con ricavi annui di 40.000 euro paga:Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euroImposta sostitutiva (regime avviato): 31.200 x 15% = 4.680 euroRisparmio rispetto all’IRPEF ordinaria: significativo, soprattutto per redditi nella fascia 28.000-50.000 euroSistema TS obbligatorio per i logopedistiUno degli adempimenti piu’ importanti e specifici per i professionisti sanitari e’ la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.Il logopedista e’ soggetto all’obbligo di trasmissione telematica delle spese sanitarie al sistema TS se le sue prestazioni rientrano tra quelle detraibili al 19% dal paziente (spese per prestazioni di logopedia previste dall’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR). La trasmissione avviene:Semestrale: entro il 31 gennaio per il semestre luglio-dicembre dell’anno precedente; entro il 30 settembre per il semestre gennaio-giugnoTramite il portale Sistema TS (sistemats.it) con credenziali CNS/SPID/CIEIndicando per ogni documento fiscale emesso: codice fiscale del paziente, data, importo, tipo di spesaAttenzione per i forfettari: anche chi e’ in regime forfettario deve trasmettere i dati al Sistema TS se emette ricevute o fatture per prestazioni sanitarie detraibili. L’esonero dalla fatturazione elettronica (per i forfettari sotto i 25.000 euro di ricavi fino a fine 2024, poi solo sopra 25.000 con regime transitorio) non esime dall’obbligo TS.Fatturazione elettronica per logopedisti forfettariDal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari, senza soglie minime di ricavi. Tuttavia, i professionisti sanitari che trasmettono dati al Sistema TS godono di un regime particolare:Esonero dalla fattura elettronica per le prestazioni rese a persone fisiche (pazienti privati) quando i relativi dati vengono trasmessi al Sistema TS. In questo caso il documento fiscale puo’ rimanere in forma cartacea (ricevuta o fattura cartacea)Fattura elettronica obbligatoria per le prestazioni rese a soggetti IVA (aziende, enti) che non vengono trasmesse al sistema TS, e per le prestazioni rese al SSN o a strutture convenzionateQuesto esonero parziale e’ previsto dal D.Lgs. 127/2015 come modificato, e confermato per i professionisti sanitari dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.Contributi INPS Gestione Separata per il logopedista forfettarioI logopedisti liberi professionisti sono iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), il regime residuale per i lavoratori autonomi privi di cassa di categoria. Non si iscrivono all’ENPAPI, che e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024).Per i logopedisti in regime forfettario i contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x 78%):Aliquota contributiva: 26,07% per il 2026 (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026) per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria; 24% per pensionati o gia’ assicurati altrove. In regime forfettario si puo’ chiedere la riduzione del 35%Contributo minimo: non esiste un minimale contributivo fisso come per artigiani/commercianti; si versa solo sul reddito effettivoScadenza versamento: in acconto (30 giugno e 30 novembre) e a saldo (entro il termine della dichiarazione dei redditi)Nota: verifica sempre la tua posizione con il tuo CAF/commercialista, in particolare se svolgi anche lavoro dipendente (aliquota ridotta 24%).Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attivita’ di logopedia libero-professionale e’ il 86.90.30 – Attivita’ dei fisioterapisti, degli osteopati e di altri professionisti paramedici (nella classificazione ATECO 2007/2022).Alcune fonti riportano anche il 86.90.09 (altre attivita’ per la salute dell’uomo non classificate altrove) come alternativa. E’ importante indicare il codice ATECO corretto all’apertura della partita IVA, poiche’ influisce sul coefficiente di redditivita’ e sull’appartenenza alla gestione previdenziale.Adempimenti pratici per il logopedista forfettario nel 2026Riepilogo degli adempimenti principali:Apertura partita IVA con codice ATECO 86.90.30 e iscrizione alla Gestione Separata INPSEmissione ricevute/fatture con dicitura “Operazione esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972” e “Regime forfettario – non applica ritenuta d’acconto”Trasmissione dati Sistema TS semestralmente (31 gennaio e 30 settembre)Dichiarazione redditi tramite Modello Redditi PF con quadro LM (regime forfettario)Versamento contributi INPS in acconto (30 giugno / 30 novembre) e saldoFatturazione elettronica per prestazioni a soggetti IVA non soggette a sistema TSLogopedista: dipendente SSN e libero professionistaMolti logopedisti svolgono sia attivita’ dipendente (ospedali, ASL, IRCCS) sia attivita’ libero-professionale in studio. In questo caso:Il regime forfettario e’ accessibile solo se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non supera i 30.000 euro lordiI contributi previdenziali del dipendente vanno all’INPS; quelli del libero professionista alla Gestione SeparataE’ fondamentale verificare con il proprio datore di lavoro se esistono clausole di esclusiva che vietano l’attivita’ libero-professionale esternaFAQ: domande frequenti sul logopedista forfettarioIl logopedista forfettario deve iscriversi all’albo?Si’. Per esercitare legalmente la professione di logopedista in Italia e’ obbligatoria l’iscrizione all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione e’ indipendente dal regime fiscale scelto.Posso emettere solo ricevute e non fatture?Per i pazienti privati (persone fisiche), il logopedista forfettario puo’ emettere ricevute fiscali se trasmette i dati al Sistema TS. Per le prestazioni a soggetti IVA e’ obbligatoria la fattura (elettronica se il committente e’ soggetto IVA).Come si calcola l’acconto INPS?L’acconto INPS Gestione Separata si calcola sul reddito imponibile dell’anno precedente (o stimato per il primo anno). Il 40% entro il 30 giugno, il 60% entro il 30 novembre, salvo il metodo storico o previsionale consentiti dalla normativa INPS.ConclusioneIl regime forfettario per logopedisti nel 2026 offre vantaggi fiscali significativi, ma richiede attenzione agli adempimenti specifici della professione sanitaria: sistema TS, esonero parziale dalla fatturazione elettronica, e contributi alla Gestione Separata INPS. Affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto di professioni sanitarie e’ la scelta piu’ sicura per non commettere errori.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 08:30:002026-09-04 12:15:50Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026QontoQonto per Startup 2026: Apertura Conto SRL e Innovativa con Vantaggi SpecificiLe startup non sono aziende come le altre. Hanno esigenze specifiche che un conto business tradizionale spesso non riesce a coprire: necessitano di un conto operativo subito dopo la costituzione dalla SRL, devono dare accesso simultaneo a piu founder e ai primi membri del team, hanno bisogno di carte virtuali per gestire decine di subscription a tool SaaS, ricevono investimenti e fatture in valute diverse, e devono produrre documentazione bancaria pulita per la due diligence di investitori e VC.In questa guida 2026 vediamo come Qonto si posiziona come conto business pensato per le esigenze delle startup italiane, con focus su SRL ordinarie e SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese: come aprire il conto subito dopo la costituzione, quali documenti servono, quali sono i vantaggi specifici per founder pre-revenue e per scale-up con investimento gia raccolto.SCELTA IN EVIDENZA – SPONSORDisclosure trasparente: questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto attraverso i nostri link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra opinione resta indipendente: parliamo di Qonto perche lo riteniamo adatto alle esigenze delle startup italiane, ma non siamo agenti ne consulenti finanziari di Qonto e ti invitiamo sempre a verificare condizioni economiche, requisiti e tariffe aggiornate direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere.CONSIGLIATO PER STARTUP E SRL INNOVATIVEQonto: il conto business per startup italianeApertura 100% online subito dopo la costituzione SRL, IBAN italiano IT, multi-utente con ruoli, carte virtuali illimitate e integrazione con i principali software contabili.Scopri Qonto per Startup →Link sponsorizzato – Verifica le condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’e una startup innovativaEsigenze specifiche delle startupApertura conto Qonto per SRL e startupTempi di apertura contoQonto per startup pre-revenueQonto per scale-up con investimentoProgramma Qonto StartupSoftware contabili integratiCasi d’uso praticiFAQCos’e una startup innovativaLa startup innovativa e una particolare categoria di SRL prevista dal D.L. 179/2012 e successive modifiche, iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle imprese ad alto contenuto tecnologico. L’iscrizione comporta vantaggi fiscali, contributivi e di accesso al credito, ma richiede il rispetto di requisiti precisi.Requisiti principaliPer essere iscritta nella sezione speciale, una societa di capitali deve rispettare i requisiti dell’art. 25 D.L. 179/2012:Forma giuridica: SRL, SRLS, SPA, societa cooperativa o equivalente UE/SEECostituzione recente: non oltre i 5 anni dalla costituzioneSede principale: in Italia o in altro Stato UE/SEE con almeno una sede produttiva o filiale in ItaliaFatturato: a partire dal secondo anno, non superiore a 5 milioni di euroNon distribuzione utili: non distribuisce e non ha distribuito utiliOggetto sociale: sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologicoOrigine: non costituita per fusione, scissione o cessione di azienda preesistenteInoltre la startup deve rispettare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi:Spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzioneForza lavoro complessiva con almeno 1/3 di dottorandi/dottori di ricerca o ricercatori, oppure almeno 2/3 in possesso di laurea magistraleTitolarita o licenza di un brevetto direttamente afferente all’oggetto sociale Esigenze specifiche delle startupUna startup ha esigenze bancarie diverse rispetto a una P.IVA individuale o a una SRL tradizionale. Vediamo nel dettaglio le 5 funzionalita di un conto business che fanno la differenza nei primi 24-36 mesi di vita di una startup.1. Conto subito disponibile dopo la costituzioneSubito dopo l’atto costitutivo del notaio e l’iscrizione al Registro delle Imprese, la SRL ha bisogno di un IBAN operativo per: ricevere il versamento del capitale sociale (se non gia depositato in banca pre-costituzione), pagare il primo F24 contributivo INPS dell’amministratore, sottoscrivere SaaS aziendali, attivare la PEC e i servizi di fatturazione elettronica. Una startup non puo permettersi 3-4 settimane di attesa per l’apertura di un conto: Qonto consente l’apertura completamente online, con riconoscimento via video o documento, e l’IBAN IT viene rilasciato in pochi giorni.2. Multi-utente: founder + teamUna startup ha tipicamente 2-3 founder che gestiscono operazioni quotidiane e, dal primo o secondo anno, primi dipendenti o collaboratori che devono potersi muovere autonomamente sui pagamenti operativi. Qonto offre nativamente la gestione multi-utente con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a ciascun utente di accedere all’app con credenziali proprie, ricevere una carta dedicata, gestire un budget, ma con limiti di firma e autorizzazione differenziati. Questa funzione, su una banca tradizionale, richiede tipicamente la creazione di token, deleghe firmate dal notaio o procedure complesse.3. Carte virtuali per tool e SaaSUna startup nel 2026 utilizza in media 40-80 strumenti SaaS: hosting, repository codice (GitHub/GitLab), strumenti di design (Figma), CRM (HubSpot/Pipedrive), piattaforme cloud (AWS/GCP/Azure), strumenti di marketing (Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads), tool di team work (Slack, Notion, Linear). Qonto consente di emettere carte virtuali illimitate, ciascuna dedicata a un singolo abbonamento o a un singolo team. Cosi quando un tool va sostituito o un dipendente lascia l’azienda, basta bloccare la carta dedicata senza dover cambiare i dati di pagamento di tutti gli altri SaaS attivi.4. Cambio valuta per investitori e clienti esteriLe startup italiane spesso ricevono investimenti da VC esteri (USA, UK, Germania) in dollari o sterline, oppure fatturano clienti enterprise internazionali in valuta estera. Qonto permette di emettere e ricevere bonifici in oltre 25 valute, gestire pagamenti SEPA Instant intra-UE, e di ricevere bonifici in dollari/sterline tramite il proprio IBAN europeo a costi competitivi rispetto al cambio applicato dalle banche tradizionali italiane.5. Documentazione per due diligenceQuando una startup raccoglie un round di investimento (pre-seed, seed, Serie A), gli investitori richiedono accesso alla data room con estratti conto bancari completi, riconciliazioni, riepiloghi entrate/uscite per categoria. Qonto permette di esportare in pochi click PDF dell’estratto conto su periodi personalizzati, riepiloghi per categoria di spesa, dettagli IVA e fatture allegate alle singole transazioni. Per una banca tradizionale, ottenere lo stesso pacchetto documentale puo richiedere settimane di richieste alla filiale. Apertura conto Qonto per SRL e startupL’apertura di un conto Qonto per una SRL ordinaria o per una startup innovativa avviene interamente online, ma richiede una documentazione piu ampia rispetto a una P.IVA individuale, perche occorre dimostrare l’esistenza giuridica della societa, identificare i beneficiari effettivi e validare i poteri dell’amministratore.Documenti aggiuntivi rispetto alla P.IVA individualePer la P.IVA individuale (ditta individuale, lavoratore autonomo, forfettario) bastano: codice fiscale, P.IVA, documento d’identita del titolare. Per una SRL o startup innovativa servono in piu i seguenti documenti.Atto costitutivoL’atto costitutivo e lo statuto della SRL, redatto dal notaio al momento della costituzione. Qonto richiede il caricamento del PDF firmato per verificare la denominazione sociale, il capitale sociale, l’oggetto sociale, i poteri dell’amministratore e l’eventuale nomina del collegio sindacale. Per le startup costituite con la procedura semplificata online (CONS) e ammesso anche il documento elettronico.Visura cameraleLa visura camerale ordinaria della Camera di Commercio (rilasciata recentemente, tipicamente entro 90 giorni) attesta l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’attivita esercitata (codice ATECO), la sede legale, gli amministratori in carica. Per le startup innovative la visura riporta anche l’iscrizione alla sezione speciale, elemento utile a dimostrare i requisiti per le agevolazioni.Documento amministratore e beneficiario effettivoDocumento d’identita in corso di validita (carta d’identita o passaporto) e codice fiscale dell’amministratore che apre il conto. Inoltre, ai fini della normativa antiriciclaggio (KYC), Qonto richiede l’identificazione del titolare effettivo (beneficial owner), ovvero la persona fisica che detiene piu del 25% delle quote sociali. Per startup con piu founder e cap table complessa, occorre dichiarare tutti i soci con quota superiore al 25% e produrre i loro documenti d’identita.Documenti aggiuntivi per startup innovativePer le SRL innovative iscritte alla sezione speciale, puo essere utile fornire anche: certificato d’iscrizione alla sezione speciale, auto-dichiarazione del legale rappresentante sui requisiti di startup innovativa, eventuale business plan in caso di importi rilevanti in entrata (es. round di investimento). Questa documentazione puo accelerare i controlli AML e il rilascio della carta business fisica. Tempi di apertura del contoI tempi di apertura di un conto Qonto per SRL e startup variano in base alla completezza della documentazione caricata e alla velocita dei controlli antiriciclaggio. In condizioni standard, la timeline tipica e la seguente:Giorno 1: compilazione modulo online, caricamento documenti, video-identificazione dell’amministratoreGiorno 2-3: verifica dei documenti societari (atto costitutivo, visura, beneficiari effettivi)Giorno 3-5: attivazione del conto, rilascio dell’IBAN IT, accesso completo all’appGiorno 5-10: consegna delle carte fisiche all’indirizzo dell’amministratore o della sede legaleLe carte virtuali sono utilizzabili immediatamente all’attivazione del conto, mentre le fisiche richiedono qualche giorno per la spedizione. Per casi piu complessi (startup innovative con cap table internazionale, beneficiari effettivi residenti all’estero, importi attesi in valuta estera) i tempi possono allungarsi a 7-10 giorni lavorativi per controlli aggiuntivi. Verifica i tempi attuali aggiornati direttamente su qonto.com.PRONTO PER APRIRE IL CONTO?Apri Qonto per la tua startupProcedura online, IBAN italiano IT in pochi giorni, multi-utente nativo e carte virtuali illimitate per gestire tool e SaaS della startup.Apri il conto Qonto →Link sponsorizzato – Verifica i piani aggiornati su qonto.comConto Qonto per startup pre-revenue: vantaggiUna startup pre-revenue e una societa che non ha ancora generato fatturato significativo, tipicamente nei primi 6-18 mesi di vita: i founder lavorano al MVP, validano il prodotto, fanno qualche pilot a clienti early adopter ma il vero ricavo deve ancora arrivare. In questa fase la liquidita e limitata e ogni euro va ottimizzato.Qonto e particolarmente adatto a questa fase per i seguenti motivi.Pricing prevedibile mensile: i piani Qonto hanno costi fissi mensili, senza commissioni a sorpresa per operazione, permettendo alla startup di pianificare il burn rate con precisionePiano Solo o Basic Team: per i primi mesi, una startup con 1-2 founder operativi puo partire con un piano base e fare upgrade quando arriva il primo round o il primo dipendenteCarte virtuali illimitate gratuite o a basso costo: la startup pre-revenue puo testare decine di tool SaaS in trial gratuiti senza paura di pagamenti dimenticati o doppi addebitiReportistica per il consulente fiscale: riepiloghi per categoria di spesa che semplificano la chiusura mensile e annuale, con conseguente riduzione dei tempi del CAF o del commercialistaSetup rapido senza appuntamenti in filiale: i founder possono concentrarsi sul prodotto invece che su procedure bancarieConto Qonto per scale-up con investimentoQuando la startup raccoglie il primo round di investimento e si trasforma in scale-up, le esigenze cambiano radicalmente: arrivano centinaia di migliaia di euro sul conto, il team cresce a 5-10-20 persone, le spese si moltiplicano, il consiglio di amministrazione richiede reporting dettagliato. In questa fase i piani Smart Team e Premium Team di Qonto offrono funzionalita pensate per questa scala.Piano Smart TeamPensato per startup in fase di crescita organica con un team di 3-7 persone. Include: piu utenti inclusi nel canone con ruoli differenziati, carte fisiche e virtuali per ogni membro del team, gestione approfondita di budget e progetti, esportazioni avanzate per la contabilita. Tipicamente adatto a startup che hanno superato la fase pre-revenue ma non hanno ancora raccolto un round superiore al milione.Piano Premium TeamPensato per scale-up con team superiori a 7-10 persone, round Serie A in corso, operativita multipaese. Include: gestione team avanzata, dashboard di controllo dei flussi, integrazione profonda con software contabili (Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti), customer care prioritario, limiti di operativita giornalieri elevati, opzioni di cambio valuta dedicate.Nota importante: i nomi dei piani, le funzionalita incluse e i prezzi possono variare. Verifica sempre i piani attuali e i prezzi aggiornati direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere. Programma Qonto StartupQonto ha storicamente proposto un programma dedicato alle startup, pensato per offrire condizioni agevolate alle SRL innovative e alle societa al primo round di investimento, con possibili sconti sui piani business per i primi 6-12 mesi e onboarding accelerato. Il programma puo includere agevolazioni come canone scontato per i primi mesi, cashback su determinate operazioni, accesso a workshop o webinar dedicati a fondatori, network con incubatori e VC partner.Le condizioni del programma variano nel tempo e possono cambiare in base alle partnership di Qonto con incubatori (PoliHub, H-Farm, LVenture) e con piattaforme di equity crowdfunding (Mamacrowd, CrowdFundMe, Backtowork). Per conoscere le condizioni aggiornate del programma startup, e per verificare se la tua societa ha i requisiti per accedervi (tipicamente: SRL innovativa, costituzione recente, presentazione del business plan), consulta direttamente qonto.com alla sezione dedicata alle startup oppure contatta il customer care.Software contabili integrati per startupUna startup nei primi 24 mesi spesso opera con un consulente fiscale o un commercialista esterno, e non ha ancora un controller interno. L’integrazione tra il conto bancario e il software contabile diventa quindi cruciale per ridurre i costi della consulenza e mantenere la cassa sempre allineata.Qonto offre integrazione nativa o tramite API con i principali software contabili e gestionali italiani:Fatture in Cloud: riconciliazione automatica fatture-pagamenti, sincronizzazione clienti e fornitoriTeamSystem (Lynfa, Alyante, Polyedro): esportazione dei movimenti per i gestionali contabili professionali usati dai commercialistiZucchetti Ad Hoc / Infinity: integrazione per studi commerciali e PMI strutturateAruba Fatturazione: import dei movimenti per la riconciliazioneSage / Cegid: integrazioni internazionali utili per startup con holding o filiali estereZapier / Make (Integromat): integrazioni custom con CRM, tool di reporting (Notion, Airtable, Google Sheets) e tool BI (Looker Studio, Metabase)L’esistenza dell’integrazione e l’effettiva profondita variano nel tempo. Verifica con il tuo commercialista quale software gestionale utilizza e controlla la disponibilita aggiornata delle integrazioni nel marketplace di qonto.com.Casi d’uso praticiVediamo tre casi d’uso tipici di startup italiane che hanno scelto Qonto, per capire come le funzionalita del conto si applicano a settori diversi.Caso 1: SaaS B2B per PMI manifatturiereProfilo: SRL innovativa di Milano, 3 founder + 4 dipendenti, sviluppa una piattaforma SaaS per la manutenzione predittiva industriale. Round seed da 800K euro raccolto a inizio 2026. Esigenze: gestire 60+ subscription a tool cloud (AWS, GitHub, Linear, Figma, HubSpot), pagare gli stipendi dei dipendenti, ricevere fatture in euro dai clienti italiani e dollari da un primo cliente americano, dare carte ai 4 dipendenti per spese di trasferta e tool personali.Configurazione tipica: piano Smart Team di Qonto, 1 founder Admin con poteri pieni, 2 founder Manager con limiti di firma, 4 dipendenti Collaboratori con carte e budget mensile dedicato. Carte virtuali illimitate per gestire le 60 subscription, una carta per ciascun dipendente con budget di 500 euro/mese per tool e trasferte. Integrazione con Fatture in Cloud per la fatturazione elettronica e con TeamSystem (usato dal commercialista) per l’export contabile.Caso 2: Marketplace consumer pre-revenueProfilo: SRL innovativa di Roma, 2 founder, sta sviluppando un marketplace per artigiani locali. Pre-revenue, 0 dipendenti, capitale sociale 10K euro + 50K raccolti in pre-seed da business angel. Esigenze: massima ottimizzazione del burn rate, pagamento di freelancer (sviluppatore mobile, designer UX), pagamento di pochi tool essenziali (hosting, servizi cloud, tool di marketing).Configurazione tipica: piano base di Qonto per i primi 12 mesi, 2 founder Admin entrambi con poteri pieni, 5-6 carte virtuali per i tool principali, bonifici verso freelancer italiani ed esteri. Reportistica mensile esportata e inviata al commercialista per la chiusura. Quando arriva il round seed, upgrade a Smart Team.Caso 3: Hardware e IoT con investitori esteriProfilo: SRL innovativa di Bologna, 4 founder + 6 dipendenti, sviluppa dispositivi IoT per agricoltura di precisione. Round Serie A da 3 milioni di euro raccolto da un consorzio di VC italiani e tedeschi. Esigenze: ricevere bonifici in euro da VC italiani e in euro dai VC tedeschi via SEPA, pagare fornitori di componenti elettronici in Asia (in dollari), gestire una squadra di 6 persone con carte e budget dedicati, produrre reporting puntuale per il board.Configurazione tipica: piano Premium Team di Qonto, ruoli articolati (CEO Admin, CFO Admin con report finanziari, CTO Manager su budget tech, COO Manager su budget operations, dipendenti Collaboratori), gestione cambio valuta euro-dollaro per i pagamenti ai fornitori asiatici, integrazione con TeamSystem per il consulente fiscale e con Looker Studio (via Zapier) per le dashboard del board. FINAL CALL TO ACTIONLancia la tua startup con QontoApertura conto online subito dopo la costituzione SRL, IBAN italiano, multi-utente nativo per il team, carte virtuali illimitate per i tool SaaS, integrazione con i principali software contabili italiani.Apri Qonto per la tua startup →Link sponsorizzato – Verifica i piani aggiornati e le condizioni per startup direttamente su qonto.comDomande frequenti1. Posso aprire un conto Qonto subito dopo l’atto costitutivo della SRL?Si. Una volta firmato l’atto costitutivo dal notaio e ottenuta l’iscrizione al Registro delle Imprese (con visura camerale disponibile, anche in versione preliminare), puoi avviare l’apertura online del conto Qonto. Tipicamente l’IBAN viene rilasciato in 2-5 giorni lavorativi dalla compilazione completa del modulo. Verifica i tempi attuali su qonto.com.2. Qonto e adatto a una startup innovativa appena iscritta alla sezione speciale?Si. Qonto accetta le SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese e in alcune fasi ha proposto programmi dedicati alle startup con condizioni agevolate. Le condizioni del programma startup possono variare: verifica i benefici attualmente disponibili direttamente su qonto.com prima di aprire.3. Quali sono i documenti necessari per aprire il conto Qonto SRL?I documenti tipici sono: atto costitutivo della SRL, visura camerale recente, documento d’identita dell’amministratore che apre il conto, codice fiscale dell’amministratore, documenti dei beneficiari effettivi (soci con quota superiore al 25%). Per le startup innovative puo essere utile fornire anche il certificato di iscrizione alla sezione speciale.4. Quanto costa Qonto per una startup pre-revenue?Qonto offre piani business con canoni mensili fissi che dipendono dalle funzionalita incluse (numero utenti, numero operazioni, carte fisiche, integrazioni). Per una startup pre-revenue con 1-2 founder un piano base e tipicamente sufficiente nei primi mesi. I prezzi aggiornati e i piani disponibili sono pubblicati su qonto.com: verifica sempre direttamente prima di sottoscrivere.5. Posso ricevere un investimento in dollari o in euro da VC esteri sul conto Qonto?Si. Qonto consente bonifici in euro via SEPA da VC europei e operazioni di cambio valuta per ricevere bonifici in dollari, sterline o altre valute principali. La conversione avviene a tassi competitivi rispetto alle banche tradizionali italiane. Per round superiori al milione di euro o operazioni complesse, conviene avvisare in anticipo il customer care Qonto e produrre il term sheet o lo SHA come documentazione di supporto.6. Quanti utenti possono accedere al conto Qonto della mia startup?Il numero di utenti dipende dal piano sottoscritto. I piani per startup e team includono nativamente piu utenti con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a founder e dipendenti di accedere ciascuno con le proprie credenziali e con limiti di firma personalizzati. Per scale-up con team di 10+ persone i piani Premium Team alzano i limiti di utenti e operazioni.7. Qonto si integra con il software contabile del mio commercialista?Qonto si integra nativamente o via API con i principali software contabili italiani e internazionali: Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti, Aruba Fatturazione, Sage, Cegid, oltre a integrazioni custom via Zapier o Make. Verifica con il tuo commercialista quale gestionale utilizza e controlla nel marketplace di qonto.com se l’integrazione e disponibile e quali funzionalita include.8. Qonto e una banca? I depositi della mia SRL sono garantiti?Qonto opera in Italia come istituto di pagamento autorizzato, con normativa europea sui servizi di pagamento (PSD2) e tutela dei fondi tramite specifiche regole di segregazione (i fondi clienti sono custoditi su conti di salvaguardia presso banche regolamentate). La tutela differisce dalla classica garanzia FITD italiana fino a 100.000 euro che vale per i depositi bancari tradizionali. Per dettagli aggiornati sulla regolamentazione di Qonto e sulla tutela dei depositi, consulta la sezione legale e regolamentare di qonto.com.ConclusioneQonto si conferma nel 2026 come una delle soluzioni di conto business piu adatte alle startup italiane: apertura online subito dopo la costituzione della SRL, IBAN italiano IT, multi-utente nativo per founder e team, carte virtuali illimitate per la gestione dei tool SaaS, cambio valuta competitivo per investitori esteri e una documentazione bancaria pulita pronta per la due diligence di investitori e VC.Se hai costituito una SRL o una startup innovativa e stai valutando il conto bancario migliore per partire, il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a inquadrare correttamente la situazione fiscale e contributiva della societa, gestire la fatturazione elettronica, l’F24 e la dichiarazione dei redditi della SRL e dei soci. Contattaci per una consulenza dedicata.Disclosure: il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione se apri un conto Qonto attraverso i link sponsorizzati presenti in questo articolo. Non siamo agenti ne consulenti finanziari di Qonto e non abbiamo relazioni di affari oltre quella di affiliate marketing. Le informazioni qui contenute hanno carattere divulgativo: per condizioni economiche, requisiti aggiornati e funzionalita dei piani consulta sempre direttamente qonto.com.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 08:00:002026-05-24 09:36:43Qonto per Startup 2026: Apertura Conto SRL e Innovativa con Vantaggi SpecificiPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOImposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più convenienteSe sei un lavoratore autonomo o una partita IVA in regime forfettario, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta: conviene davvero pagare l’imposta sostitutiva del 15% o, in certi casi, sarebbe meglio passare alla tassazione ordinaria IRPEF? La risposta non è sempre scontata e dipende da molti fattori: il tuo reddito, le spese che sostieni, i carichi familiari, le detrazioni a cui hai diritto.In questo articolo analizziamo nel dettaglio la differenza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria nel 2026, con esempi pratici e tabelle comparative per aiutarti a capire qual è la scelta più conveniente per la tua situazione specifica.Cos’è l’imposta sostitutiva: spiegazione sempliceL’imposta sostitutiva è una tassa unica che, come suggerisce il nome, sostituisce un insieme di imposte ordinarie. Nel caso del regime forfettario, l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi 5 anni) sostituisce tre imposte che altrimenti dovresti pagare separatamente:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFIn pratica, invece di calcolare la tua aliquota marginale IRPEF, aggiungere le addizionali regionali (che variano da regione a regione, generalmente tra lo 0,7% e il 3,33%) e quella comunale, paghi un’unica aliquota fissa applicata sul reddito imponibile forfettizzato.La base imponibile del forfettario non è il ricavo lordo, ma il reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività alla tipologia di attività svolta. Per esempio, un professionista (commercialista, avvocato, consulente) con coefficiente del 78% che incassa 50.000 euro di ricavi paga l’imposta sostitutiva su 39.000 euro (50.000 × 78%), non sull’intero importo. Come funziona la tassazione ordinaria IRPEF 2026Chi non è in regime forfettario — oppure ha superato i limiti di ricavi (85.000 euro annui, con uscita immediata a 100.000 euro) — entra nella tassazione ordinaria IRPEF. Questo sistema è basato su scaglioni progressivi: più guadagni, più alta è l’aliquota marginale che si applica sulla parte di reddito che supera la soglia.Dal 2024, con la riforma IRPEF (D.Lgs. 216/2023), gli scaglioni sono stati ridotti da quattro a tre:Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Da 0 a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%A questi scaglioni si aggiungono le addizionali regionali e comunali che, in media, portano la pressione fiscale effettiva a circa 1-3 punti percentuali in più. Tuttavia, chi è in regime ordinario può beneficiare di numerose detrazioni e deduzioni che abbassano la base imponibile o direttamente l’imposta dovuta: spese mediche, interessi sul mutuo prima casa, figli a carico, spese per istruzione, bonus edilizi e molto altro. Confronto diretto: imposta sostitutiva vs IRPEF ordinariaVediamo ora un confronto pratico tra i due sistemi, partendo da alcune premesse fondamentali.Nel regime forfettario:L’imposta è fissa al 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)Si applica sul reddito forfettizzato (ricavi × coefficiente di redditività)Non si possono dedurre le spese effettive sostenuteNon si beneficia di detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, figli, ecc.)I contributi INPS si deducono integralmente dal reddito imponibileNon si applica l’IRAP (salvo casi specifici di utilizzo di lavoro dipendente)Nel regime ordinario:L’imposta è progressiva secondo gli scaglioni IRPEF (23%, 35%, 43%)Si deducono le spese professionali effettive (cancelleria, software, affitti, trasferte, ecc.)Si beneficia di tutte le detrazioni IRPEF: spese mediche, interessi mutuo, figli a carico, ecc.Si pagano le addizionali regionale e comunalePotrebbe applicarsi l’IRAP per alcune categorie Esempio pratico 1: Consulente con ricavi 40.000 euroSupponiamo che Marco sia un consulente informatico con ricavi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Ha spese professionali effettive di circa 5.000 euro l’anno, un mutuo sulla prima casa, due figli a carico e spese mediche per 2.000 euro.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi40.000 €40.000 €Reddito imponibile (ante contributi)31.200 € (40.000 × 78%)35.000 € (40.000 – 5.000 spese)Contributi INPS (Gestione Separata 26,07%)~8.134 € (dedotti da imponibile)~8.134 € (dedotti da reddito)Reddito imponibile finale23.066 €26.866 €Imposta sul reddito3.460 € (15% su 23.066)~6.179 € (IRPEF scaglioni)Addizionali regionali/comunali0~600 €Detrazioni (mutuo, figli, spese mediche)0-2.400 € (stima)Imposta netta dovuta~3.460 €~4.379 €In questo esempio, il regime forfettario risulta più conveniente di circa 900 euro l’anno. Tuttavia, se Marco avesse detrazioni molto più elevate (ad esempio un mutuo importante, tre figli, o spese mediche significative), il vantaggio del forfettario potrebbe ridursi o addirittura invertirsi.Quando la tassazione ordinaria può essere più convenienteContrariamente a quello che si potrebbe pensare, non sempre l’imposta sostitutiva al 15% è la scelta ottimale. Esistono alcune situazioni specifiche in cui la tassazione IRPEF ordinaria può risultare più vantaggiosa. Ecco le più comuni. 1. Spese professionali elevate e realiIl regime forfettario non consente di dedurre le spese professionali effettive: vengono sostituite dal coefficiente di redditività che, nella migliore delle ipotesi, presume una quota di spese del 22% (per i professionisti con coefficiente 78%). Se le tue spese reali sono significativamente superiori alla quota forfettizzata — per esempio sei un fotografo con molte attrezzature, un medico con uno studio attrezzato, un artigiano con materiali costosi — il regime ordinario ti permette di dedurre l’eccedenza abbassando la base imponibile effettiva.Esempio: Un architetto con ricavi di 60.000 euro ha spese effettive di 20.000 euro (affitto studio, software, trasferte, assicurazione professionale). Con il forfettario, il reddito imponibile è 60.000 × 78% = 46.800 euro. Con l’ordinario è 60.000 – 20.000 = 40.000 euro. La differenza di base imponibile è 6.800 euro, che all’aliquota ordinaria del 23% vale circa 1.564 euro di risparmio.2. Detrazioni IRPEF molto elevateChi ha un mutuo consistente sulla prima casa, numerosi figli a carico, spese mediche significative, spese per istruzione o bonus edilizi importanti, nel regime ordinario può portare in detrazione queste voci direttamente dall’imposta dovuta. Nel regime forfettario, invece, nessuna di queste detrazioni è applicabile.Le principali detrazioni che si perdono nel forfettario includono:Interessi passivi sul mutuo prima casa (detrazione 19% su max 4.000 euro = fino a 760 euro/anno)Spese mediche e sanitarie (detrazione 19% sulla parte eccedente 129,11 euro)Detrazione per figli a carico oltre 21 anni (950 euro per figlio)Spese per istruzione (rette scolastiche, università)Contributi a fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro)Bonus ristrutturazioni e riqualificazione energeticaSe la somma delle detrazioni a cui hai diritto supera la differenza di imposta tra i due regimi, il regime ordinario diventa più conveniente.3. Redditi molto bassi: la no tax areaPer i lavoratori dipendenti esiste la cosiddetta “no tax area”: una fascia di reddito esente da IRPEF grazie alle detrazioni automatiche per lavoro dipendente. Analogamente, anche per i lavoratori autonomi esistono detrazioni di base che, con redditi molto bassi, possono azzerare o ridurre drasticamente l’IRPEF dovuta in regime ordinario.Se il tuo reddito annuo è molto contenuto (indicativamente sotto i 12.000-15.000 euro), la tassazione effettiva in regime ordinario potrebbe risultare inferiore al 15% dell’imposta sostitutiva forfettaria, grazie alle detrazioni per lavoro autonomo e familiari.Esempio pratico 2: quando il regime ordinario vincePrendiamo il caso di Laura, grafica freelance con ricavi di 45.000 euro, coefficiente 78%, ma con molte spese deducibili: affitto studio (6.000 euro/anno), software e abbonamenti professionali (3.000 euro), attrezzature (2.000 euro/anno), formazione (1.500 euro). Totale spese reali: 12.500 euro. Ha anche un mutuo sulla prima casa con interessi di 3.500 euro e tre figli a carico.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi45.000 €45.000 €Reddito ante contributi35.100 € (45.000 × 78%)32.500 € (45.000 – 12.500)Contributi INPS (~26,07%)~9.151 €~8.473 €Reddito imponibile netto25.949 €24.027 €Imposta lorda sul reddito3.892 € (15%)~5.526 € (23% su 24.027)Addizionali regionali/comunali0~550 €Detrazioni: mutuo (19% × 3.500)0-665 €Detrazioni: 3 figli a carico (950 × 3)0-2.850 €Altre detrazioni stimate0-400 €Imposta netta totale3.892 €2.161 €In questo scenario, la tassazione ordinaria fa risparmiare a Laura circa 1.731 euro l’anno. Il regime forfettario, apparentemente più semplice e con aliquota più bassa, in realtà comporta un onere fiscale significativamente maggiore per chi ha figli numerosi e mutuo. Il fattore contributi INPS nel confrontoUn elemento spesso trascurato nel confronto è il trattamento dei contributi INPS. In entrambi i regimi, i contributi INPS sono deducibili dal reddito imponibile ai fini dell’imposta. Tuttavia, per gli artigiani e i commercianti in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% sui contributi fissi, il che abbassa ulteriormente il carico contributivo totale nel forfettario.Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, il contributo è del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o del 24% (con altra copertura, ad esempio pensionati). Questo vale sia in regime forfettario che ordinario, quindi non cambia il confronto tra i due sistemi per questa categoria.Il caso speciale: imposta sostitutiva al 5% per le nuove attivitàPer chi avvia una nuova attività senza aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o di lavoro autonomo nella stessa forma, il regime forfettario prevede un’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni. Questo è un vantaggio enorme rispetto alla tassazione ordinaria, che difficilmente può essere compensato da detrazioni e spese deducibili.Con il 5%, l’imposta sostitutiva è così bassa che anche chi ha molte detrazioni raramente trova conveniente la tassazione ordinaria. L’unico caso in cui potrebbe valere la pena valutare l’ordinario anche durante i primi 5 anni è quello di chi ha perdite d’esercizio significative (cosa difficile da verificare nel forfettario dove si usa il coefficiente).Tabella riepilogativa: regime forfettario vs ordinario 2026CaratteristicaRegime ForfettarioRegime OrdinarioAliquota imposta5% (startup) o 15% fisso23% – 35% – 43% progressivoAddizionali regionali/comunaliNOSI (0,7% – 3,33% + comunale)IRAPNO (per la maggior parte)Dipende dall’attivitàDeduzione spese effettiveNO (solo coefficiente forfettario)SI (spese inerenti e documentate)Detrazioni IRPEF (mutuo, mediche, figli)NOSIRiduzione contributi INPS (artig./comm.)SI (-35%)NOIVANon addebitata né detrattaPieno regime IVALimite ricavi85.000 euro (100.000 uscita immediata)Nessun limiteRitenuta d’acconto ricevutaNO (esonero)SI (20%)Semplificazione contabileMassimaContabilità completaAltri fattori da considerare oltre all’impostaIl confronto tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria non riguarda solo il carico fiscale immediato. Ci sono altri aspetti importanti da valutare prima di prendere una decisione. L’IVA: un fattore spesso sottovalutatoNel regime forfettario non si applica l’IVA né sulle fatture emesse né sugli acquisti. Questo può essere un vantaggio se i tuoi clienti sono privati (consumatori finali) che non possono recuperare l’IVA: le tue tariffe appaiono più competitive. Viceversa, se lavori prevalentemente con aziende e professionisti in grado di detrarre l’IVA, la presenza o assenza di IVA in fattura non cambia il costo finale per loro.Attenzione però: se acquisti beni strumentali o servizi con IVA significativa (attrezzature, software, affitti), in regime forfettario non puoi recuperare quella IVA, che diventa un costo aggiuntivo. Questo elemento va aggiunto al calcolo complessivo di convenienza.La semplificazione contabile e i costi del commercialistaIl regime forfettario è molto più semplice da gestire: non hai l’obbligo di tenere i registri contabili tradizionali, non devi liquidare l’IVA periodicamente, e la dichiarazione dei redditi (quadro LM del Modello Redditi PF) è più snella. Questo significa costi di gestione contabile più bassi e meno tempo dedicato agli adempimenti.Chi passa al regime ordinario deve mettere in conto un aumento delle spese per il commercialista e una maggiore complessità burocratica. Questi costi — spesso tra i 1.000 e i 3.000 euro aggiuntivi l’anno rispetto al forfettario — andrebbero sottratti dal risparmio fiscale teorico per avere il vantaggio netto reale.Pensione futura e contributi previdenzialiUn aspetto strategico da non trascurare è l’impatto sulla pensione futura. I contributi INPS versati (sia in regime forfettario che ordinario) determinano il montante contributivo che concorre al calcolo della pensione con il sistema contributivo. La riduzione del 35% sui contributi fissi per artigiani e commercianti forfettari significa contributi più bassi, ma anche una pensione futura potenzialmente ridotta. Chi guarda al lungo periodo potrebbe preferire contributi pieni in regime ordinario.La questione delle perdite fiscaliIn regime forfettario non si generano perdite fiscali riportabili agli anni successivi: anche se hai spese superiori ai ricavi forfettizzati, non puoi sfruttare questo svantaggio nei periodi successivi. In regime ordinario, le perdite d’esercizio del primo triennio di attività sono riportabili integralmente negli anni successivi, e le perdite degli anni seguenti sono deducibili nei limiti dell’80% del reddito. Se stai attraversando un periodo di investimento iniziale con costi elevati, l’ordinario può offrire una migliore gestione delle perdite.Come calcolare la convenienza nel tuo caso specificoData la complessità del confronto, non esiste una risposta valida per tutti. Il calcolo di convenienza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria deve tenere conto di:Ricavi previsti e loro andamento nel tempoSpese professionali effettive confrontate con il coefficiente di redditivitàCarico familiare: figli, coniuge a carico, anziani a caricoMutuo prima casa: interessi passivi detraibiliSpese mediche e sanitarieContributi a fondi pensioneIVA non recuperabile sugli acquisti professionaliCosti aggiuntivi di gestione contabile in regime ordinarioRiduzione contributi INPS disponibile nel forfettario (solo per artigiani/commercianti)Prospettiva di lungo periodo: crescita ricavi, pensione futuraLa simulazione corretta richiede di calcolare l’imposta effettiva in entrambi i regimi, applicando tutte le detrazioni e deduzioni reali a cui hai diritto, e poi confrontare il netto finale. Questo calcolo è preciso e personalizzato: è il tipo di analisi che i professionisti del CAF Centro Fiscale eseguono quotidianamente per i propri clienti.Il check rapido: la regola del polliceSe vuoi fare una prima valutazione rapida, ecco alcuni indicatori che suggeriscono di approfondire il confronto con la tassazione ordinaria:Hai figli a carico (specialmente più di due)Hai un mutuo sulla prima casa con interessi superiori a 2.000 euro/annoLe tue spese professionali effettive superano significativamente la quota forfettizzataHai spese mediche o per disabilità rilevantiStai investendo molto nell’attività e potresti avere perdite nei primi anniI tuoi ricavi sono inferiori a 15.000-20.000 euro e hai detrazioni familiari significativeSe ti riconosci in almeno due di queste situazioni, vale la pena fare un calcolo dettagliato prima di assumere che il regime forfettario sia automaticamente più conveniente.Come si esce dal regime forfettario e si passa all’ordinarioSe hai deciso che per la tua situazione la tassazione ordinaria è più conveniente, devi sapere come funziona il passaggio. Il regime forfettario è il regime “naturale” per chi ha i requisiti: per uscirne volontariamente si applica il principio dell’opzione.Secondo le norme vigenti, chi vuole applicare la tassazione ordinaria pur avendo i requisiti per il forfettario può farlo per opzione, manifestata con il comportamento concludente (ovvero applicando l’IVA e tenendo la contabilità ordinaria) e confermata nella dichiarazione dei redditi. L’opzione ha effetto per almeno 3 anni: non puoi entrare e uscire dal forfettario ogni anno a piacimento.Al contrario, se superi il limite di ricavi di 85.000 euro (o 100.000 euro con uscita immediata), il passaggio al regime ordinario avviene automaticamente dall’anno successivo (o immediatamente per la soglia dei 100.000 euro).Prima di optare per l’uscita volontaria, è quindi essenziale essere certi che la convenienza economica del regime ordinario sia duratura e non solo relativa a un anno particolare. Domande frequenti (FAQ)L’imposta sostitutiva al 15% è sempre più conveniente dell’IRPEF?No, non sempre. Il 15% dell’imposta sostitutiva sembra basso rispetto al 23% del primo scaglione IRPEF, ma si applica su un reddito forfettizzato (coefficiente di redditività) senza poter detrarre nulla. Chi ha molte detrazioni familiari o professionali può pagare meno con la tassazione ordinaria, nonostante le aliquote apparentemente più alte.Se sono in regime forfettario posso detrarre le spese mediche?No. Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva sostituisce l’IRPEF, quindi non puoi beneficiare delle detrazioni IRPEF per spese mediche, mutuo, figli a carico o altri oneri detraibili. Questa è una delle principali limitazioni del regime agevolato.Posso uscire dal forfettario ogni anno per scegliere il regime più conveniente?No. Se esci volontariamente dal regime forfettario (pur avendo i requisiti per restare) per optare per la tassazione ordinaria, l’opzione vincola per almeno 3 anni. Non è possibile fare un confronto annuale e scegliere il regime più conveniente di volta in volta.Qual è il reddito soglia sotto il quale l’ordinario diventa conveniente?Non esiste una soglia universale: dipende dalle detrazioni disponibili e dalla categoria di attività. Indicativamente, con ricavi inferiori a 15.000-18.000 euro e detrazioni familiari significative, la tassazione ordinaria può diventare competitiva. Ma anche con ricavi più alti e spese professionali elevate, il confronto può pendere dalla parte dell’ordinario. Serve sempre una simulazione personalizzata.Se perdo i requisiti del forfettario, torno automaticamente all’IRPEF ordinaria?Sì. Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi, dall’anno successivo esci automaticamente dal regime forfettario ed entri nella tassazione ordinaria IRPEF. Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata già dall’anno in cui avviene il superamento, con obbligo di applicare l’IVA sulle operazioni successive.I contributi INPS sono deducibili anche nel regime forfettario?Sì. I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito imponibile anche nel regime forfettario, prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Per gli artigiani e i commercianti forfettari, in aggiunta, è prevista una riduzione del 35% sui contributi previdenziali fissi, che abbassa ulteriormente il carico complessivo.Conclusione: come scegliere il regime fiscale più conveniente per teLa scelta tra imposta sostitutiva al 15% del regime forfettario e tassazione ordinaria IRPEF non è mai automatica né scontata. In molti casi il forfettario è più conveniente grazie all’aliquota fissa bassa, alla semplicità contabile e all’esonero dalle addizionali. Ma esistono situazioni concrete — numerosi figli a carico, mutuo importante, spese professionali elevate, redditi bassi con detrazioni significative — in cui la tassazione ordinaria risulta più vantaggiosa anche per chi avrebbe diritto al regime agevolato.La cosa più importante da ricordare è che un confronto serio tra i due regimi richiede una simulazione personalizzata basata sulla tua situazione fiscale reale: ricavi, spese, carichi familiari, detrazioni disponibili. Non affidarti a regole generali o a calcoli approssimativi.Se vuoi capire quale regime è davvero più conveniente per la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per analizzare il tuo profilo fiscale e aiutarti a prendere la decisione migliore. I nostri esperti possono eseguire la simulazione comparativa tenendo conto di tutti i fattori rilevanti, inclusi quelli che spesso vengono trascurati nel calcolo fai-da-te.Puoi contattarci al 0432 1638640 o scriverci su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.Leggi anche: Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte e IRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioni. Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 16:07:312026-07-16 15:34:39Imposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più convenientePARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposteSe sei un contribuente in regime forfettario, luglio 2026 è un mese cruciale per la tua posizione fiscale. La scadenza del 30 luglio 2026 si avvicina rapidamente e porta con sé due adempimenti fondamentali: il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere per affrontare queste scadenze con serenità: come si calcola l’imposta, quali codici tributo usare nel modello F24, come funziona la maggiorazione dello 0,40% per chi non ha pagato a giugno, e cosa fare se hai difficoltà di liquidità.Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 per i forfettari seguono le stesse regole temporali previste per i contribuenti in regime ordinario: scadenza ordinaria il 30 giugno, con possibilità di differire al 30 luglio aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Un meccanismo pensato per dare un po’ di respiro a chi in giugno aveva meno liquidità disponibile. Prima di entrare nei dettagli numerici, però, è utile fare un passo indietro e capire di cosa stiamo parlando esattamente.Indice dei contenutiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariCos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioCome si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaCome si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaLa maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioCodici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoChi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariContributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiCosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoTabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioDomande FrequentiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariLuglio è storicamente il mese più impegnativo per chi ha una partita IVA in regime forfettario. Sul calendario fiscale di questo mese convivono diverse scadenze che, se non gestite con attenzione, possono portare a ritardi e sanzioni. Vediamo il quadro completo:La scadenza principale è quella del 30 luglio 2026, entro cui chi non ha versato le imposte entro il 30 giugno può farlo con la maggiorazione dello 0,40%. Si tratta di una finestra temporale concessa dalla legge per tutti i contribuenti, compresi i forfettari. Ma non è l’unica data da tenere a mente. Per alcuni soggetti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) o che rientrano in particolari categorie professionali, il legislatore può prevedere slittamenti straordinari su date diverse. Questi casi particolari vanno verificati anno per anno: la regola generale resta quella del 30 giugno con possibilità di proroga al 30 luglio con maggiorazione.Le imposte interessate da queste scadenze per i forfettari sono principalmente due: l’imposta sostitutiva (la tassa caratteristica del regime forfettario, che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali) e i contributi previdenziali INPS (per artigiani e commercianti). A queste si aggiungono, per chi ha collaboratori, eventuali adempimenti sul personale. In questa guida ci concentriamo sull’imposta sostitutiva e sui contributi INPS, che sono le voci che riguardano la stragrande maggioranza dei forfettari. Per approfondire il tema delle scadenze di luglio e della gestione della liquidità, ti consiglio di leggere anche il nostro articolo dedicato ai forfettari e alle scadenze fiscali di luglio 2026. Cos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioUno dei grandi vantaggi del regime forfettario è la semplicità fiscale. Chi adotta questo regime non paga l’IRPEF ordinaria (con i suoi scaglioni progressivi), né l’IRAP, né le addizionali regionale e comunale. Al loro posto esiste un’imposta sostitutiva: una tassa unica che sostituisce tutte le altre. In parole semplici, invece di dover calcolare e versare imposte separate per ogni tipo di prelievo, il forfettario calcola un’unica imposta sul proprio reddito imponibile.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata al 15% per la maggior parte dei contribuenti (art. 1 c. 64 della L. 190/2014). Esiste però un’aliquota ridotta al 5% riservata a chi avvia una nuova attività, valida per i primi 5 anni di applicazione del regime forfettario, a condizione che si tratti di una nuova attività senza aver esercitato attività d’impresa, arte o professione analoga nei 3 anni precedenti. È un incentivo significativo per chi si lancia nel mondo del lavoro autonomo o dell’imprenditoria per la prima volta.La base di calcolo dell’imposta sostitutiva non è il fatturato totale, ma il reddito imponibile, ottenuto applicando ai ricavi o compensi percepiti un coefficiente di redditività. Questo coefficiente, stabilito dalla legge in base al codice ATECO dell’attività svolta, rappresenta in modo forfettario (da qui il nome del regime) la quota di ricavi che si presume sia reddito. Il codice ATECO è il codice numerico che classifica l’attività economica: ogni attività ne ha uno specifico, e i forfettari devono indicarlo nella dichiarazione dei redditi. Per approfondire come funziona la partita IVA in regime forfettario a Udine, puoi affidarti al CAF Centro Fiscale. Come si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaIl saldo 2025 dell’imposta sostitutiva è la somma che il forfettario deve versare come conguaglio finale delle imposte relative all’anno d’imposta 2025. Si tratta dell’importo risultante dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM), al netto degli acconti già versati l’anno scorso. Vediamo passo per passo come si arriva a questo numero.Il calcolo parte dai ricavi o compensi percepiti nel 2025 (anno d’imposta di riferimento). A questi si applica il coefficiente di redditività previsto per la propria attività. Ecco i coefficienti più comuni secondo la normativa vigente (L. 190/2014, tabella allegata):Tipo di attività (macro-categoria)Coefficiente di redditivitàIndustrie alimentari e delle bevande40%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande40%Commercio ambulante di altri prodotti54%Intermediari del commercio62%Attività dei servizi di alloggio e ristorazione67%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione78%Altre attività economiche67%Costruzioni e attività immobiliari86%La formula di calcolo è la seguente: Reddito imponibile = Ricavi 2025 × Coefficiente di redditività. Da questo reddito imponibile si sottraggono i contributi previdenziali versati nell’anno (INPS o cassa professionale di appartenenza), ottenendo così la base imponibile netta. Su quest’ultima si applica l’aliquota del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi cinque anni). Il risultato è l’imposta sostitutiva lorda dovuta per il 2025.Dal totale dell’imposta lorda si detraggono gli acconti già versati nel corso del 2025 (in giugno/luglio per il primo acconto e in novembre per il secondo acconto). La differenza — positiva o negativa — è il saldo 2025. Se positiva, devi versare la differenza entro le scadenze di giugno/luglio. Se negativa, hai versato più del dovuto e potrai richiedere il rimborso oppure usare il credito in compensazione. Supponiamo che Giulia, una traduttrice freelance con ricavi 2025 pari a 40.000 euro: il suo reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Deducendo ad esempio 4.000 euro di contributi INPS gestione separata, la base netta diventa 27.200 euro. L’imposta sostitutiva al 15% sarà 4.080 euro. Se Giulia ha già versato 3.500 euro di acconti, il saldo 2025 sarà di 580 euro da versare entro il 30 luglio con la maggiorazione. Come si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaContemporaneamente al saldo 2025, i forfettari devono affrontare anche il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. Si tratta di un versamento anticipato dell’imposta che si presume dovuta per il 2026, calcolato sulla base dell’anno precedente. Questo meccanismo degli acconti esiste perché lo Stato preferisce incassare le imposte in corso d’anno, senza aspettare che il contribuente le paghi tutte in un’unica soluzione l’anno successivo.Il metodo ordinario per il calcolo degli acconti è il cosiddetto metodo storico: si prende l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 (quella indicata nella dichiarazione) e si calcola su di essa una percentuale. L’acconto totale annuo è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente. Questo acconto viene suddiviso in due rate: il primo acconto pari al 40% dell’imposta sostitutiva 2025, da versare entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione); il secondo acconto pari al restante 60%, da versare entro il 30 novembre 2026. Attenzione: se l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 è inferiore a 51,65 euro, non si è tenuti a versare gli acconti.Esiste anche il cosiddetto metodo previsionale: se prevedi che nel 2026 i tuoi ricavi saranno significativamente inferiori rispetto al 2025, puoi calcolare gli acconti sulla base dell’imposta che stimi di dover pagare per il 2026, anziché su quella del 2025. Questo metodo può far risparmiare liquidità, ma comporta un rischio: se la stima è troppo ottimistica e alla fine del 2026 l’imposta effettiva risulta maggiore di quanto hai versato come acconto, potresti dover pagare interessi e sanzioni. Per questa ragione, il metodo previsionale va adottato solo con il supporto di un esperto. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale metodo è più conveniente per la tua situazione, sia in ufficio che da remoto. Continuando con l’esempio di Giulia: la sua imposta 2025 è 4.080 euro. Il primo acconto 2026 sarà 4.080 × 40% = 1.632 euro, da versare entro il 30 luglio. La maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioSe hai saltato la scadenza del 30 giugno per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva, non è ancora troppo tardi. La legge (art. 17, comma 2, del DPR 435/2001) consente a tutti i contribuenti, compresi i forfettari, di versare entro i 30 giorni successivi alla scadenza ordinaria aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. In pratica, puoi pagare entro il 30 luglio 2026 con questo piccolo supplemento.È importante capire che questa maggiorazione dello 0,40% non è una sanzione: è semplicemente un interesse che remunera il differimento di un mese. Lo Stato ti offre tempo in più, e in cambio chiede una cifra davvero contenuta. Come puoi verificare dai seguenti esempi, l’importo aggiuntivo è spesso irrisorio rispetto all’imposta principale:Imposta sostitutiva da versareMaggiorazione 0,40%Totale da versare al 30 luglio500 euro2,00 euro502,00 euro1.000 euro4,00 euro1.004,00 euro2.000 euro8,00 euro2.008,00 euro3.500 euro14,00 euro3.514,00 euro5.000 euro20,00 euro5.020,00 euroLa maggiorazione va calcolata separatamente su ogni importo che stai differendo: se devi versare sia il saldo 2025 che il primo acconto 2026, calcoli lo 0,40% su ciascuno dei due importi (non sulla loro somma). Il risultato pratico è lo stesso, ma tecnicamente si tratta di due versamenti distinti con due codici tributo diversi. La scadenza del 30 luglio 2026 cade di giovedì: un giorno lavorativo normale, che non slitta ad alcuna data successiva. Ti consigliamo di organizzarti con qualche giorno di anticipo per non rischiare di perdere anche questa seconda finestra. Per approfondire come funziona la maggiorazione dello 0,40% IRPEF di luglio 2026 in senso generale, leggi il nostro articolo dedicato. Codici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoPer versare correttamente il saldo e l’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario, devi compilare il modello F24 con i codici tributo corretti. Usare il codice sbagliato può portare a versamenti non correttamente imputati, con successivi accertamenti o richieste di regolarizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. I codici tributo specifici per l’imposta sostitutiva dei forfettari sono:Tipo versamentoCodice tributoAnno di riferimentoSaldo imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17902025Primo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17922026Secondo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17912026Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “codice tributo”. Nell’anno di riferimento va indicato l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento: per il saldo 2025, scrivi 2025; per il primo acconto 2026, scrivi 2026. L’errore più comune è invertire i codici 1790 e 1792, oppure indicare l’anno sbagliato: si consiglia di far compilare il modello F24 dal proprio consulente fiscale o dal CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di compilare e inviare il modello F24 per te, in modo che non ci siano errori. Per un quadro completo di tutti i codici tributo che ti possono riguardare come forfettario, leggi la nostra guida ai codici tributo F24 2026.Una precisazione importante: i codici tributo 1790, 1791 e 1792 riguardano l’imposta sostitutiva, ovvero la tassa sui redditi. Non vanno confusi con i codici per i contributi INPS (che sono diversi e che vedremo nel prossimo paragrafo) né con quelli per la marca da bollo sulle fatture (2521-2524). Il modello F24 va presentato esclusivamente per via telematica: se non disponi di un PIN INPS o credenziali Fisconline, puoi rivolgerti al CAF che lo invia per tuo conto.Chi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariPer chi ha difficoltà a pagare in un’unica soluzione, esiste la possibilità di rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva. La rateizzazione è consentita dalla normativa e permette di suddividere l’importo dovuto in un massimo di rate mensili, con aggiunta di un interesse mensile dello 0,33% sulle rate successive alla prima. Questo meccanismo si applica sia al saldo 2025 che al primo acconto 2026.La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (30 giugno) o con la maggiorazione dello 0,40% entro il 30 luglio. Le rate successive scadono il giorno 16 di ciascun mese, fino a un massimo di giugno dell’anno successivo. Il numero massimo di rate dipende da quando si inizia: chi inizia a luglio può rateizzare fino a novembre 2026 (5 rate), chi inizia a giugno può avere fino a 6 rate. Immagina che Roberto, un artigiano forfettario, debba versare in totale 3.000 euro tra saldo e acconto. Optando per la rateizzazione a partire da luglio, può suddividere in 5 rate mensili da circa 600 euro ciascuna, con un piccolo interesse aggiuntivo. Questo gli consente di non svuotare il conto corrente in un unico momento.Un aspetto importante: la rateizzazione non si applica al secondo acconto di novembre, che deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Inoltre, in caso di mancato pagamento di una o più rate, decade il beneficio della dilazione e l’intero importo diventa immediatamente dovuto. Per scegliere la scelta più adatta alla tua situazione finanziaria e fiscale, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine, disponibile sia in ufficio a Viale Giuseppe Tullio 13 che online in tutta Italia. Contributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiOltre all’imposta sostitutiva, i forfettari che svolgono attività di artigiano o commerciante iscritti alla gestione artigiani/commercianti INPS devono prestare attenzione anche alle scadenze INPS che si sovrappongono al calendario di luglio. Si tratta di adempimenti distinti dall’imposta sostitutiva, ma che possono impattare la liquidità nello stesso periodo.I contributi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario godono di una riduzione del 35% sull’aliquota ordinaria (art. 1 c. 77 L. 190/2014). L’aliquota ordinaria per artigiani e commercianti nel 2026 è del 24,48%, che con la riduzione del 35% scende a circa il 15,91%. I contributi si calcolano sul reddito imponibile del regime forfettario, ossia sui ricavi al netto del coefficiente di redditività e dei contributi stessi (con un meccanismo circolare che nella pratica si risolve con un calcolo iterativo o mediante le tabelle INPS). È presente un contributo minimale annuo pari a circa 4.200 euro, da versare indipendentemente dal reddito prodotto: chi guadagna poco deve comunque coprire questo minimale. Per tutti i dettagli sui contributi INPS di artigiani e commercianti con partita IVA forfettaria, consulta il nostro articolo sul saldo e acconto contributi INPS 2026.I professionisti senza cassa di categoria (medici, avvocati, ingegneri ecc. già iscritti alle rispettive casse previdenziali NON sono tenuti alla gestione separata INPS come tali) e chi svolge attività di lavoro autonomo puro versano invece i contributi alla gestione separata INPS, con aliquota del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o 24% (con altra copertura). Questi contributi si pagano sempre tramite modello F24, ma con codici tributo diversi da quelli dell’imposta sostitutiva (codici 1840 per i contributi gestione separata). Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica della tua posizione previdenziale e nella compilazione dei modelli.Cosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoSe il 30 luglio 2026 passa senza che tu abbia versato l’imposta sostitutiva e la maggiorazione, non significa che sei perduto: esiste lo strumento del ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare i versamenti omessi con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie. Prima ci si ravvede, meno si paga. Questo principio è sancito dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, che disciplina le modalità e i termini del ravvedimento.Le sanzioni del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo è passato dalla scadenza. Il D.Lgs. 87/2024 ha aggiornato le regole applicabili alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 in poi. Per un versamento omesso, la sanzione base è pari al 25% dell’imposta non versata. Grazie al ravvedimento, questa sanzione si riduce drasticamente:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione di 0,0833% per ogni giorno di ritardo (art. 13 c. 1 lett. a-bis D.Lgs. 472/97, post D.Lgs. 87/2024)Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione fissa pari a 1,25% dell’imposta (1/10 della sanzione base 25%)Ravvedimento intermedio (dal 31° al 90° giorno): sanzione fissa pari a 1,39% dell’imposta (1/9 della sanzione base 25%)Ravvedimento lungo (oltre 90 giorni, entro 1 anno): sanzione fissa pari a 3,125% dell’imposta (1/8 della sanzione base 25%)Ravvedimento biennale (oltre 1 anno, entro 2 anni): sanzione fissa pari a 3,572% dell’imposta (1/7 della sanzione base 25%)A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali calcolati sull’importo non versato per i giorni di ritardo. Conviene sempre regolarizzare il prima possibile: più si aspetta, più la sanzione cresce. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza per il ravvedimento operoso: calcoliamo insieme l’esatto importo dovuto (imposta + sanzione + interessi) e compiliamo il modello F24 corretto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121, sia di persona a Udine che online da tutta Italia. Tabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioPer aiutarti a orientarti rapidamente, abbiamo raccolto tutte le informazioni principali in tre tabelle riepilogative. Tienile come riferimento rapido per non perdere nessuna scadenza.Tabella 1 — Scadenze luglio 2026 per i forfettariAdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo imposta sostitutiva 202530 giugno 202630 luglio 2026Primo acconto imposta sostitutiva 2026 (40%)30 giugno 202630 luglio 2026Saldo contributi INPS artigiani/commercianti 202530 giugno 202630 luglio 2026Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 (60%)—30 novembre 2026Tabella 2 — Codici tributo F24 per il regime forfettarioCodice tributoDescrizioneSezione F241790Saldo imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1792Primo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1791Secondo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1840Contributi INPS gestione separataINPS2521-2524Imposta di bollo fatture elettronicheErarioTabella 3 — Esempio di calcolo completo (professionista forfettario)VoceEsempio (ricavi 2025: 35.000 euro)Ricavi 202535.000 euroCoefficiente di redditività (professionisti: 78%)× 78% = 27.300 euroContributi INPS gestione separata (da sottrarre)– 2.800 euro (stima)Base imponibile netta= 24.500 euroImposta sostitutiva 15%= 3.675 euroAcconti già versati nel 2025– 3.200 euroSaldo 2025 (cod. 1790)= 475 euroPrimo acconto 2026 al 40% (cod. 1792)= 3.675 × 40% = 1.470 euroTotale da versare al 30 luglio1.945 euro (+ maggiorazione 0,40% se differito da giugno)Domande FrequentiEntro quando i forfettari devono versare il saldo 2025 e il primo acconto 2026?La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026. Chi non ha pagato entro quella data può farlo entro il 30 luglio 2026 aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Dopo il 30 luglio si incorre in sanzioni e si deve ricorrere al ravvedimento operoso.Qual è l’aliquota dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario?L’aliquota standard è del 15% sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività − contributi previdenziali). Per chi avvia una nuova attività, nei primi 5 anni si applica un’aliquota ridotta al 5%, a condizione di non aver esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti.Quali codici tributo si usano nel modello F24 per i forfettari?I codici tributo per l’imposta sostitutiva del regime forfettario sono: 1790 per il saldo (anno 2025), 1792 per il primo acconto (anno 2026), 1791 per il secondo acconto (anno 2026). Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, indicando l’anno di riferimento corretto.Posso rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva?Sì, è possibile rateizzare in rate mensili con un interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi inizia da luglio può avere fino a 5 rate (luglio-novembre). Il secondo acconto di novembre non può essere rateizzato e va versato in un’unica soluzione.Cosa succede se un forfettario non paga entro il 30 luglio?Scatta l’obbligo del ravvedimento operoso: oltre all’imposta dovuta, si aggiungono interessi legali e una sanzione ridotta che va da 0,0833% al giorno (ravvedimento sprint, entro 14 giorni) al 3,572% (entro 2 anni). Prima si regolarizza, meno si paga. Il CAF Centro Fiscale può calcolare l’esatto importo e compilare il modello F24 per il ravvedimento.I contributi INPS dei forfettari hanno una scadenza diversa dall’imposta sostitutiva?No, le scadenze sono generalmente allineate: anche i contributi INPS di artigiani e commercianti forfettari seguono le stesse date dell’imposta sostitutiva (30 giugno ordinario, 30 luglio con maggiorazione). I codici tributo sono però diversi: per la gestione separata si usa il codice 1840.Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario, il calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri esperti si occupano di tutto: dal calcolo dell’imposta alla compilazione del modello F24, fino all’invio telematico. Affidati a noi per evitare errori costosi e dormire sonni tranquilli. Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 16, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 15:07:312026-07-16 15:27:09Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposteFinanza & Servizi, Polizze ProfessionistiRC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026La RC professionale per avvocati e’ diventata obbligatoria con il D.L. 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011 n. 148, che all’articolo 3, comma 5, lettera e) ha introdotto l’obbligo per tutti gli ordini professionali di prevedere l’assicurazione obbligatoria per i propri iscritti. Per la categoria forense, il dettaglio operativo e’ disciplinato dalla Legge 247/2012 (nuovo ordinamento forense) e dal Regolamento del Consiglio Nazionale Forense (CNF).Questo articolo guida gli avvocati nelle scelte assicurative del 2026: quale polizza scegliere, quali massimali garantire, come funziona la polizza CNF collettiva e quando conviene quella individuale.Quadro normativo: D.L. 138/2011 e Legge 247/2012L’obbligo assicurativo per gli avvocati si articola su due livelli normativi:D.L. 138/2011 art. 3 c. 5 lett. e): norma quadro che impone a tutti gli ordinamenti professionali di prevedere l’obbligo di assicurazione per la responsabilita’ civile derivante dall’esercizio dell’attivita’ professionale, a tutela del clienteLegge 31 dicembre 2012 n. 247 (nuovo ordinamento forense): all’art. 12 rende esplicito l’obbligo assicurativo per gli avvocati iscritti all’albo e delega al CNF la fissazione dei requisiti minimi della polizzaRegolamento CNF: il Consiglio Nazionale Forense ha emanato specifico regolamento (aggiornato periodicamente) che fissa massimali minimi, clausole obbligatorie e le caratteristiche della polizza collettiva CNFMassimali minimi per la RC professionale avvocatoIl Regolamento CNF stabilisce i massimali minimi che ogni polizza deve garantire. I valori indicativi per il 2026, conformemente alle disposizioni vigenti del CNF, sono:VoceMassimale minimoPer sinistro500.000 euroPer anno di polizza1.000.000 euroRetroattivita’Almeno 10 anni (raccomandato: illimitata)Postuma (tail coverage)Almeno 10 anni dalla cessazioneI massimali sono quelli minimi previsti dalla normativa e dal regolamento CNF vigente. Si consiglia di verificare l’aggiornamento piu’ recente sul sito ufficiale CNF (consiglionazionaleforense.it) e di valutare massimali superiori in base al tipo di pratica svolta.Polizza CNF collettiva vs polizza individualeL’avvocato ha due strade principali per adempiere all’obbligo assicurativo:Polizza CNF collettivaIl CNF ha stipulato una polizza collettiva per tutti gli iscritti all’albo, accessibile tramite i Consigli dell’Ordine territoriali. Caratteristiche:Premio base relativamente contenuto per chi svolge attivita’ a basso rischio (consulenza standard, contrattualistica ordinaria)Massimali standard definiti dal CNFEstensioni disponibili tramite supplementi di premioGestita tramite il proprio Ordine forense di appartenenzaPolizza individualeL’avvocato puo’ stipulare in alternativa (o in aggiunta) una polizza individuale con una compagnia assicurativa a propria scelta. Questa soluzione e’ spesso preferibile quando:Si svolge attivita’ ad alto rischio (diritto penale, contenzioso tributario elevato, operazioni societarie complesse)Si ha necessita’ di massimali piu’ elevati rispetto al minimo CNFSi desidera personalizzare le clausole (franchige, tutela legale, estensioni territoriali)Si e’ soci di uno studio legale strutturato che necessita di polizza di studio con massimali aggregatiClausola claims made e tail coverage per avvocatiCome per tutte le polizze professionali, anche quella forense funziona secondo il meccanismo claims made: la polizza copre le richieste di risarcimento presentate durante la vigenza contrattuale, indipendentemente da quando e’ avvenuto il fatto generatore del danno.Il tail coverage (postuma decennale) e’ cruciale per l’avvocato che:Va in pensione o cessa l’attivita’ forenseCambia compagnia assicurativaViene cancellato dall’albo per qualsiasi motivoSenza postuma, le richieste di risarcimento relative a pratiche gestite negli anni precedenti potrebbero non essere coperte dalla nuova polizza o dall’assenza di copertura dopo la cessazione.Costi orientativi della polizza RC avvocato nel 2026I premi della RC professionale forense dipendono dalla tipologia di attivita’, dall’anzianita’ e dalla compagnia. Valori puramente indicativi di mercato per il 2026:Profilo avvocatoPremio annuo indicativoAvvocato collaboratore / giovane professionista400 – 900 euro/annoAvvocato con studio individuale (diritto civile)800 – 2.000 euro/annoAvvocato penalista / tributarista con clientela elevata2.000 – 5.000+ euro/annoStudio legale associato (polizza di studio)Da 3.000 euro/anno in suValori indicativi 2026. Il premio effettivo dipende dal massimale scelto, dalla compagnia, dalla tipologia di clientela e dall’eventuale sinistrosita’ pregressa. Confronta sempre piu’ preventivi.Deducibilita’ fiscale del premio RC professionaleIl premio della polizza RC professionale e’ deducibile fiscalmente come spesa professionale:Regime ordinario: deduzione integrale come costo inerente all’attivita’ professionale (art. 54 TUIR)Regime forfettario: la deducibilita’ e’ gia’ incorporata nel coefficiente di redditivita’ del 78% previsto per avvocati. Non e’ possibile dedurre le spese analiticamenteFAQ: domande frequenti sulla RC avvocatoPosso usare solo la polizza CNF collettiva?Si’, se i massimali e le coperture della polizza CNF collettiva sono sufficienti per la tua attivita’. Per avvocati con attivita’ a basso rischio e clientela media, la polizza collettiva e’ spesso sufficiente e conveniente.L’obbligo vale anche per i praticanti avvocati?I praticanti avvocati non iscritti all’albo non hanno l’obbligo formale. Tuttavia, chi svolge attivita’ in autonomia e’ esposto a rischi e alcune strutture richiedono comunque una copertura. Con l’abilitazione e l’iscrizione all’albo scatta l’obbligo.Quanto costa aggiungere la tutela legale alla polizza?La tutela legale (copertura delle spese di difesa in caso di procedimento penale per malpractice professionale) e’ spesso disponibile come modulo aggiuntivo, con costi variabili da 100 a 500 euro/anno in piu’ rispetto al premio base.ConclusioneLa RC professionale per avvocati e’ un obbligo di legge sin dal D.L. 138/2011, rafforzato dalla Legge 247/2012 e dal Regolamento CNF. Scegliere la copertura giusta, con massimali adeguati alla propria attivita’ e tail coverage decennale, e’ essenziale per proteggersi da richieste di risarcimento che possono arrivare anche anni dopo la conclusione di una pratica.Consulta il sito del tuo Ordine forense territoriale per accedere alla polizza CNF collettiva e confrontala con offerte individuali tramite un broker specializzato in polizze professionali.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 12:30:002026-06-02 08:13:09RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOINAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori AgricoliChi lavora nei campi e a rischio infortuni e malattie professionali specifiche del settore agricolo. L’INAIL gestione agricoltura offre una tutela assicurativa dedicata, con regole e premi diversi rispetto all’industria o al settore dei servizi. Scopri chi e obbligato all’iscrizione, come vengono calcolati i premi 2026 e quali tutele spettano in caso di infortunio o malattia professionale agricola.Chi e Assicurato con INAIL AgricolturaL’assicurazione INAIL in agricoltura e disciplinata dal D.P.R. 1124/1965 (per la parte relativa ai lavoratori agricoli dipendenti) e dal D.Lgs. 38/2000 per le specificita della gestione. I soggetti obbligatoriamente assicurati sono:Datori di Lavoro e Lavoratori Dipendenti AgricoliOperai a Tempo Indeterminato (OTI): lavoratori agricoli con contratto stabile (braccianti fissi)Operai a Tempo Determinato (OTD): braccianti stagionali, lavoratori per campagnaCompartecipanti: chi percepisce parte del prodotto del fondo agricolo in luogo del salarioColtivatori Diretti, IAP e ColoniColtivatori diretti: che lavorano direttamente il fondo con prevalente lavoro proprio e della famigliaImprenditori Agricoli Professionali (IAP): ai sensi del D.Lgs. 99/2004Mezzadri: lavoratori con contratto di mezzadria (forma contrattuale in estinzione ma ancora presente)Coloni: simili ai mezzadri, con diverse forme di compartecipazioneSoci e associati di cooperative agricole che svolgono attivita agricola direttaFamiliari CoadiuvantiI familiari coadiuvanti del coltivatore diretto che collaborano nell’attivita agricola sono assicurati INAIL obbligatoriamente. Questo include coniuge, figli e altri familiari che lavorano in modo continuativo nel fondo, anche senza un contratto formale. Come Funzionano i Premi INAIL in AgricolturaA differenza dell’industria (dove il premio INAIL e calcolato sulle retribuzioni effettive), in agricoltura il sistema e diverso e varia in base alla categoria di lavoratore:Premi per Lavoratori Dipendenti Agricoli (OTI/OTD)Per i braccianti (OTI e OTD), i premi INAIL vengono calcolati su retribuzioni convenzionali fissate annualmente con decreto ministeriale, non sulle retribuzioni effettive. Le retribuzioni convenzionali vengono aggiornate periodicamente dal Ministero del Lavoro di concerto con l’INAIL.Il premio e quindi: retribuzione convenzionale annua x tasso INAIL per voce di rischio. Il tasso varia in base al tipo di lavorazione svolta (colture intensive, allevamento, uso macchinari, ecc.).Premi per Coltivatori Diretti, IAP e FamiliariPer coltivatori diretti, IAP, mezzadri, coloni e familiari coadiuvanti, il premio INAIL e determinato su base convenzionale differente: viene calcolato tenendo conto della superficie del fondo, della tipologia di coltura e del numero di giornate lavorative convenzionali attribuite per ettaro.In pratica, l’INAIL assegna un numero convenzionale di giornate lavorative per ettaro coltivato (diversificato per tipo di coltura) e applica su queste il premio assicurativo. Il versamento avviene solitamente in due rate annuali. Tutele in Caso di Infortunio AgricoloLe tutele INAIL in caso di infortunio per i lavoratori agricoli seguono gli stessi principi generali (indennizzo temporanea, indennizzo permanente, rendita per danni gravi) ma con alcune specificita:Infortunio sul lavoro agricolo: gli stessi requisiti dell’industria — causa violenta, in occasione del lavoro. Include infortuni con macchinari, cadute, colpi di calore estiviIndennizzo temporanea: dal 4° giorno, 60% della retribuzione convenzionale dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giornoIndennizzo permanente: scala da 6% a 100% di danno biologico, con gli stessi criteri dell’industriaEsempio Pratico: Infortunio del TrattoristaMario, OTI con contratto a tempo indeterminato, si infortuna cadendo dal trattore durante le operazioni di aratura. L’infortunio avviene in occasione del lavoro e con causa violenta (la caduta). Percorso:Il datore denuncia l’infortunio all’INAIL entro 2 giorni dal certificato medico (48 ore)Primi 3 giorni: a carico del datore (carenza)Dal 4° giorno: INAIL versa l’indennita temporanea (60% retribuzione convenzionale)In caso di danni permanenti: visita medica INAIL per quantificare la percentuale di danno biologicoCon danno >= 6%: indennizzo capitale o renditaMalattie Professionali Agricole: Le SpecificitaIl D.P.R. 336/1994 elenca le malattie professionali tabellate specifiche dell’agricoltura. Le principali categorie a rischio in agricoltura includono:Malattie da pesticidi e fitofarmaci: avvelenamenti cronici da sostanze chimiche usate in agricolturaLeptospirosi: malattia batterica contratta nelle risaie o in aree umideDermatosi professionali: reazioni allergiche a piante, terra, prodotti chimiciMalattie da vibrazioni (HAV): uso prolungato di trattori e macchinari agricoli vibrantiIpoacusia da rumore: esposizione a macchinari rumorosi senza adeguata protezionePer i dettagli completi sulla procedura di riconoscimento e le tabelle malattie professionali, leggi: Malattia Professionale 2026: Tabelle INAIL, Riconoscimento e Indennizzo. Coordinamento con Prestazioni INPS AgricolaLe tutele INAIL si affiancano alle prestazioni INPS specifiche per il settore agricolo:Disoccupazione agricola (DISO-AGRI): per i braccianti che perdono il lavoro — diversa dalla NASPI ordinariaPensione per coltivatori diretti e IAP: gestione separata INPS agricolaAssegno unico universale: spetta anche ai lavoratori agricoli con figli a caricoIl Patronato conosce in profondita il sistema previdenziale agricolo e puo aiutarti a coordinare le diverse prestazioni INAIL e INPS a cui hai diritto.Bando ISI INAIL: Contributi per la Sicurezza in AgricolturaL’INAIL gestisce annualmente il bando ISI (Incentivi alle Imprese), che prevede contributi a fondo perduto per le aziende agricole che investono in sicurezza e prevenzione degli infortuni (macchinari sicuri, protezioni, formazione). Il bando ISI Agricoltura e una delle misure piu richieste dalle aziende del settore.FAQ — Domande Frequenti su INAIL e AgricolturaDevo iscrivermi io all’INAIL se sono coltivatore diretto?Si, come coltivatore diretto hai l’obbligo di iscriverti alla gestione assicurativa INAIL agricoltura. L’iscrizione avviene tramite il portale INAIL o con l’assistenza del Patronato/CAF. I premi vengono comunicati dall’INAIL in base ai dati dichiarati sul fondo coltivato.Se lavoro saltuariamente in campagna con mio padre (coltivatore diretto), sono assicurato?Se collabori in modo continuativo (non episodico) nell’azienda di tuo padre, sei considerato familiare coadiuvante e devi essere assicurato INAIL. L’assicurazione copre anche te in caso di infortunio durante il lavoro in campagna.L’infortunio durante la vendemmia e coperto INAIL anche se bracciante stagionale?Si, gli OTD (braccianti stagionali) sono assicurati INAIL per tutta la durata del contratto stagionale. Un infortunio durante la vendemmia e pienamente coperto, purche il datore abbia regolarmente comunicato la prestazione di lavoro.Hai Bisogno di Assistenza INAIL in Agricoltura?Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori agricoli in tutte le pratiche INAIL: iscrizione, denuncia infortuni, domande di indennizzo, riconoscimento malattie professionali agricole. Il servizio e gratuito. Contattaci per un appuntamento.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 10:30:002026-06-14 22:12:01INAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori AgricoliPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Content Creator e Influencer 2026: YouTuber, TikToker, Brand DealFai contenuti su YouTube, TikTok, Instagram o un blog? Hai iniziato a guadagnare con sponsorizzazioni, affiliate marketing, AdSense o brand partnership e non sai come gestire il lato fiscale?Questo articolo e’ la guida completa sulla partita IVA per content creator nel 2026: quando e’ obbligatoria, quale codice ATECO usare, come si tassa il reddito da YouTube o TikTok, e come fatturare correttamente alle aziende per le sponsorizzazioni.Quando un content creator deve aprire la partita IVA La risposta dipende da quanto guadagni e dalla continuita’ dell’attivita’:Sotto i 5.000 euro netti l’anno, attivita’ occasionale: puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale, senza P.IVA. Ma questo richiede che l’attivita’ non sia continuativa e organizzata.Sopra i 5.000 euro netti l’anno, oppure attivita’ continuativa: la partita IVA diventa obbligatoria, anche se guadagni meno di 5.000 euro ma pubblichi regolarmente e in modo organizzato.Redditi da AdSense YouTube o TikTok (piattaforme estere): anche questi concorrono al calcolo. Se la somma di tutti i proventi da contenuti supera la soglia, serve P.IVA.La tendenza dell’Agenzia delle Entrate e’ quella di considerare l’attivita’ di content creation come abituale (e quindi con obbligo P.IVA) quando c’e’ una programmazione regolare, un canale con follower, e guadagni anche modesti ma costanti.Codice ATECO per content creator e influencer Non esiste (ancora) un codice ATECO ufficiale per “content creator” o “influencer”. I codici piu’ usati sono:Codice ATECODescrizionePer chi73.11.02Conduzione di campagne pubblicitarieInfluencer, content creator che fa prevalentemente collaborazioni commerciali, sponsorizzazioni, branded content90.03.09Altre creazioni artistiche e letterarieCreator con forte componente artistica/creativa (video artisitici, fotografi, musicisti, artisti digitali)59.11.00Produzione di film, video e programmi televisiviYoutuber con canale video strutturato come produzione professionaleLa scelta piu’ diffusa: la maggior parte dei content creator sceglie 73.11.02 perche’ la parte prevalente del guadagno viene da sponsorizzazioni e collaborazioni pubblicitarie. Il coefficiente di redditivita’ nel forfettario e’ 78%.Come si tassano i guadagni da YouTube, TikTok e piattaforme estere Hai una partita IVA italiana e ricevi pagamenti da YouTube (Google LLC, USA) o TikTok (ByteDance, Cina)? Ecco come funziona:Guadagni AdSense YouTubeYouTube paga tramite Google AdSense. Se hai P.IVA italiana in regime forfettario:Devi inserire la tua partita IVA nelle impostazioni AdSense (sezione “Pagamenti → Profilo pagamenti”)Google non applica la ritenuta alla fonte USA se fornisci il codice fiscale/P.IVA italiana tramite il modulo W-8BEN-E (o W-8BEN per persona fisica)I pagamenti da AdSense sono fuori campo IVA in Italia (art. 7-ter, servizi a committente UE o extra-UE) — non emetti fattura a Google, il pagamento e’ automatico da AdSenseDichiari i proventi nel Modello Redditi PF, quadro LM (forfettario) come ricavi da attivita’ professionaleGuadagni TikTok Creator Fund / TikTok LIVEI pagamenti TikTok seguono un meccanismo simile. Inserisci la P.IVA nella sezione Creator Center. I proventi vengono dichiarati come ricavi da attivita’ professionale nel forfettario.Monitoraggio fiscale conti esteriSe utilizzi conti PayPal esteri o conti bancari esteri per ricevere i pagamenti dalle piattaforme, potresti avere obblighi di monitoraggio fiscale (quadro W del Modello Redditi PF). Verifica con il tuo consulente se i saldi superano le soglie di segnalazione.Come fatturare le sponsorizzazioni e brand deal Le collaborazioni pagate con brand italiani (post sponsorizzati, reel con tag #adv, video YouTube con menzione prodotto) si fatturano come normale prestazione professionale in regime forfettario:Nessuna IVA (regime forfettario)Dicitura in fattura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”Nessuna ritenuta d’acconto (da specificare): “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”Marca da bollo 2 euro se l’importo supera 77,47 euroBrand deal con aziende estere UE o extra-UE: se l’azienda committente e’ in un altro Paese, la prestazione e’ fuori campo IVA art. 7-ter. Non applichi IVA e non applichi la dicitura forfettario sull’IVA (perche’ comunque non ci sarebbe IVA). Inserisci la dici tura “operazione fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/72”.Affiliate marketing e commissioni: come si dichiarano Le commissioni da affiliate marketing (es. Amazon Associates, Booking, Awin, ShareASale) sono proventi da attivita’ professionale e vanno dichiarati nel forfettario. Di solito le piattaforme di affiliate versano automaticamente, senza che tu emetta fattura. I proventi vengono comunque dichiarati nel quadro LM.Anche i proventi da link affiliati, codici sconto sponsorizzati e link acquisto prodotti vanno tutti sommati ai ricavi forfettari. Non dimenticate di tenere traccia di tutti i pagamenti ricevuti durante l’anno, anche quelli piccoli.Regime forfettario per content creator: i numeri Soglia ricavi per rimanere nel forfettario: 85.000 euro/annoSe sei anche dipendente: reddito dipendente anno precedente max 35.000 euroAliquota imposta sostitutiva: 5% i primi 5 anni, poi 15%Coefficiente redditivita’ (ATECO 73.11.02): 78%Contributi GS INPS (senza altra copertura): 26,07% sul reddito imponibileEsempio — Content creator con 20.000 euro di ricavi totali (AdSense + sponsor + affiliate):Reddito imponibile forfettario: 20.000 x 78% = 15.600 euroContributi GS INPS al 26,07%: ~4.067 euroImponibile imposta: 15.600 – 4.067 = 11.533 euroImposta sostitutiva 5% (se nei primi 5 anni): ~577 euroImposta sostitutiva 15% (dopo 5 anni): ~1.730 euroTotale (dopo 5 anni): circa 5.797 euro su 20.000 euro di ricaviDomande frequenti Ricevo prodotti gratis dagli sponsor: devo dichiararli?Se ricevi prodotti in cambio di una recensione o post (barter/gifting), tecnicamente hai ricevuto un compenso in natura. Se il valore dei prodotti e’ significativo e c’e’ un obbligo contrattuale a pubblicare, si tratta di reddito imponibile da valutare con il commercialista. Per prodotti di piccolo valore e senza contratti formali, la prassi e’ generalmente piu’ tollerante, ma il quadro normativo resta ambiguo.Posso usare la soglia dei 5.000 euro anche per le collaborazioni con brand?La soglia dei 5.000 euro per la prestazione occasionale si applica se l’attivita’ e’ genuinamente occasionale (non strutturata, non ripetuta). Se hai un canale attivo con sponsorizzazioni regolari, non si puo’ sostenere che sia un’attivita’ occasionale. L’obbligo di P.IVA scatta con l’abitualita’, non solo con l’importo.Differenza tra content creator e influencer marketing: cambia qualcosa fiscalmente?No, fiscalmente la distinzione tra “content creator” e “influencer” non esiste. Entrambi rientrano nella stessa categoria di lavoratori autonomi che producono contenuti e ottengono compensi da terzi (piattaforme o brand). Il trattamento fiscale e’ identico.Questo articolo si differenzia da quello sugli influencer: quali sono le differenze?Abbiamo anche una guida specifica su Influencer e Partita IVA 2026 che approfondisce gli aspetti legali e pubblicitari (obbligo hashtag #adv, codice di autodisciplina). Questa guida si focalizza invece sugli aspetti operativi: codici ATECO, calcolo tasse, piattaforme estere, affiliate marketing.ConclusioneFare il content creator con partita IVA nel 2026 e’ piu’ semplice di quanto sembri. Il regime forfettario copre la stragrande maggioranza dei creator italiani con ricavi sotto gli 85.000 euro. La tassazione e’ contenuta (5-15% su una base ridotta), e la burocrazia e’ minima.I punti fondamentali: tieni traccia di TUTTI i proventi (AdSense, sponsor, affiliate, gifting monetizzabile), apri la P.IVA non appena l’attivita’ diventa continuativa, iscriviti alla Gestione Separata INPS, e compila correttamente il Modello Redditi (quadro LM).Vuoi capire come ottimizzare la tua situazione fiscale come creator? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata senza impegno.Leggi anche: Influencer e Partita IVA: Guida Fiscale 2026 | NFT e Tasse 2026 | Esigibilita’ IVA nel Forfettario 2026Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-06-14 18:38:54Partita IVA Content Creator e Influencer 2026: YouTuber, TikToker, Brand DealPagina 59 di 190«‹5758596061›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i logopedisti. Il logopedista libero professionista, privo di cassa di categoria, è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026).Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Il logopedista in regime forfettario gode di una fiscalita’ semplificata ma deve rispettare una serie di adempimenti specifici della professione sanitaria: dal sistema TS (Tessera Sanitaria) per la trasmissione dei dati al fisco, ai contributi previdenziali della Gestione Separata INPS, fino alle regole sulla fatturazione elettronica. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche per il 2026.Il regime forfettario per logopedisti: requisiti e vantaggiIl regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modificazioni) e’ accessibile ai logopedisti che rispettano le condizioni generali:Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euroNon essere soci di societa’ di persone, associazioni professionali o imprese familiariNon aver percepito redditi di lavoro dipendente/assimilato superiori a 30.000 euro nell’anno precedenteNon applicare regimi speciali IVAPer i logopedisti il regime e’ particolarmente vantaggioso perche’ l’attivita’ sanitaria e’ esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 del DPR 633/1972: anche in regime ordinario non si applica IVA sulle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione. Il forfettario aggiunge il vantaggio della tassazione sostitutiva semplificata.Coefficiente di redditivita’: il 78% per il logopedistaIl coefficiente di redditivita’ del 78% si applica ai logopedisti che operano con codice ATECO 86.90.30 (altre attivita’ paramediche indipendenti). Questo e’ il coefficiente previsto dall’allegato alla Legge 190/2014 per la categoria delle attivita’ sanitarie e sociosanitarie a libera professione.Come funziona:Reddito imponibile = Ricavi x 78%Sul reddito imponibile si applica l’aliquota sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di attivita’; 15% dal sesto anno in poiIl restante 22% si considera forfettariamente destinato alle spese (non deducibili analiticamente)Esempio pratico: un logopedista con ricavi annui di 40.000 euro paga:Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euroImposta sostitutiva (regime avviato): 31.200 x 15% = 4.680 euroRisparmio rispetto all’IRPEF ordinaria: significativo, soprattutto per redditi nella fascia 28.000-50.000 euroSistema TS obbligatorio per i logopedistiUno degli adempimenti piu’ importanti e specifici per i professionisti sanitari e’ la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.Il logopedista e’ soggetto all’obbligo di trasmissione telematica delle spese sanitarie al sistema TS se le sue prestazioni rientrano tra quelle detraibili al 19% dal paziente (spese per prestazioni di logopedia previste dall’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR). La trasmissione avviene:Semestrale: entro il 31 gennaio per il semestre luglio-dicembre dell’anno precedente; entro il 30 settembre per il semestre gennaio-giugnoTramite il portale Sistema TS (sistemats.it) con credenziali CNS/SPID/CIEIndicando per ogni documento fiscale emesso: codice fiscale del paziente, data, importo, tipo di spesaAttenzione per i forfettari: anche chi e’ in regime forfettario deve trasmettere i dati al Sistema TS se emette ricevute o fatture per prestazioni sanitarie detraibili. L’esonero dalla fatturazione elettronica (per i forfettari sotto i 25.000 euro di ricavi fino a fine 2024, poi solo sopra 25.000 con regime transitorio) non esime dall’obbligo TS.Fatturazione elettronica per logopedisti forfettariDal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari, senza soglie minime di ricavi. Tuttavia, i professionisti sanitari che trasmettono dati al Sistema TS godono di un regime particolare:Esonero dalla fattura elettronica per le prestazioni rese a persone fisiche (pazienti privati) quando i relativi dati vengono trasmessi al Sistema TS. In questo caso il documento fiscale puo’ rimanere in forma cartacea (ricevuta o fattura cartacea)Fattura elettronica obbligatoria per le prestazioni rese a soggetti IVA (aziende, enti) che non vengono trasmesse al sistema TS, e per le prestazioni rese al SSN o a strutture convenzionateQuesto esonero parziale e’ previsto dal D.Lgs. 127/2015 come modificato, e confermato per i professionisti sanitari dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.Contributi INPS Gestione Separata per il logopedista forfettarioI logopedisti liberi professionisti sono iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), il regime residuale per i lavoratori autonomi privi di cassa di categoria. Non si iscrivono all’ENPAPI, che e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024).Per i logopedisti in regime forfettario i contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x 78%):Aliquota contributiva: 26,07% per il 2026 (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026) per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria; 24% per pensionati o gia’ assicurati altrove. In regime forfettario si puo’ chiedere la riduzione del 35%Contributo minimo: non esiste un minimale contributivo fisso come per artigiani/commercianti; si versa solo sul reddito effettivoScadenza versamento: in acconto (30 giugno e 30 novembre) e a saldo (entro il termine della dichiarazione dei redditi)Nota: verifica sempre la tua posizione con il tuo CAF/commercialista, in particolare se svolgi anche lavoro dipendente (aliquota ridotta 24%).Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attivita’ di logopedia libero-professionale e’ il 86.90.30 – Attivita’ dei fisioterapisti, degli osteopati e di altri professionisti paramedici (nella classificazione ATECO 2007/2022).Alcune fonti riportano anche il 86.90.09 (altre attivita’ per la salute dell’uomo non classificate altrove) come alternativa. E’ importante indicare il codice ATECO corretto all’apertura della partita IVA, poiche’ influisce sul coefficiente di redditivita’ e sull’appartenenza alla gestione previdenziale.Adempimenti pratici per il logopedista forfettario nel 2026Riepilogo degli adempimenti principali:Apertura partita IVA con codice ATECO 86.90.30 e iscrizione alla Gestione Separata INPSEmissione ricevute/fatture con dicitura “Operazione esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972” e “Regime forfettario – non applica ritenuta d’acconto”Trasmissione dati Sistema TS semestralmente (31 gennaio e 30 settembre)Dichiarazione redditi tramite Modello Redditi PF con quadro LM (regime forfettario)Versamento contributi INPS in acconto (30 giugno / 30 novembre) e saldoFatturazione elettronica per prestazioni a soggetti IVA non soggette a sistema TSLogopedista: dipendente SSN e libero professionistaMolti logopedisti svolgono sia attivita’ dipendente (ospedali, ASL, IRCCS) sia attivita’ libero-professionale in studio. In questo caso:Il regime forfettario e’ accessibile solo se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non supera i 30.000 euro lordiI contributi previdenziali del dipendente vanno all’INPS; quelli del libero professionista alla Gestione SeparataE’ fondamentale verificare con il proprio datore di lavoro se esistono clausole di esclusiva che vietano l’attivita’ libero-professionale esternaFAQ: domande frequenti sul logopedista forfettarioIl logopedista forfettario deve iscriversi all’albo?Si’. Per esercitare legalmente la professione di logopedista in Italia e’ obbligatoria l’iscrizione all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione e’ indipendente dal regime fiscale scelto.Posso emettere solo ricevute e non fatture?Per i pazienti privati (persone fisiche), il logopedista forfettario puo’ emettere ricevute fiscali se trasmette i dati al Sistema TS. Per le prestazioni a soggetti IVA e’ obbligatoria la fattura (elettronica se il committente e’ soggetto IVA).Come si calcola l’acconto INPS?L’acconto INPS Gestione Separata si calcola sul reddito imponibile dell’anno precedente (o stimato per il primo anno). Il 40% entro il 30 giugno, il 60% entro il 30 novembre, salvo il metodo storico o previsionale consentiti dalla normativa INPS.ConclusioneIl regime forfettario per logopedisti nel 2026 offre vantaggi fiscali significativi, ma richiede attenzione agli adempimenti specifici della professione sanitaria: sistema TS, esonero parziale dalla fatturazione elettronica, e contributi alla Gestione Separata INPS. Affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto di professioni sanitarie e’ la scelta piu’ sicura per non commettere errori.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 08:30:002026-09-04 12:15:50Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026
QontoQonto per Startup 2026: Apertura Conto SRL e Innovativa con Vantaggi SpecificiLe startup non sono aziende come le altre. Hanno esigenze specifiche che un conto business tradizionale spesso non riesce a coprire: necessitano di un conto operativo subito dopo la costituzione dalla SRL, devono dare accesso simultaneo a piu founder e ai primi membri del team, hanno bisogno di carte virtuali per gestire decine di subscription a tool SaaS, ricevono investimenti e fatture in valute diverse, e devono produrre documentazione bancaria pulita per la due diligence di investitori e VC.In questa guida 2026 vediamo come Qonto si posiziona come conto business pensato per le esigenze delle startup italiane, con focus su SRL ordinarie e SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese: come aprire il conto subito dopo la costituzione, quali documenti servono, quali sono i vantaggi specifici per founder pre-revenue e per scale-up con investimento gia raccolto.SCELTA IN EVIDENZA – SPONSORDisclosure trasparente: questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto attraverso i nostri link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra opinione resta indipendente: parliamo di Qonto perche lo riteniamo adatto alle esigenze delle startup italiane, ma non siamo agenti ne consulenti finanziari di Qonto e ti invitiamo sempre a verificare condizioni economiche, requisiti e tariffe aggiornate direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere.CONSIGLIATO PER STARTUP E SRL INNOVATIVEQonto: il conto business per startup italianeApertura 100% online subito dopo la costituzione SRL, IBAN italiano IT, multi-utente con ruoli, carte virtuali illimitate e integrazione con i principali software contabili.Scopri Qonto per Startup →Link sponsorizzato – Verifica le condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’e una startup innovativaEsigenze specifiche delle startupApertura conto Qonto per SRL e startupTempi di apertura contoQonto per startup pre-revenueQonto per scale-up con investimentoProgramma Qonto StartupSoftware contabili integratiCasi d’uso praticiFAQCos’e una startup innovativaLa startup innovativa e una particolare categoria di SRL prevista dal D.L. 179/2012 e successive modifiche, iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle imprese ad alto contenuto tecnologico. L’iscrizione comporta vantaggi fiscali, contributivi e di accesso al credito, ma richiede il rispetto di requisiti precisi.Requisiti principaliPer essere iscritta nella sezione speciale, una societa di capitali deve rispettare i requisiti dell’art. 25 D.L. 179/2012:Forma giuridica: SRL, SRLS, SPA, societa cooperativa o equivalente UE/SEECostituzione recente: non oltre i 5 anni dalla costituzioneSede principale: in Italia o in altro Stato UE/SEE con almeno una sede produttiva o filiale in ItaliaFatturato: a partire dal secondo anno, non superiore a 5 milioni di euroNon distribuzione utili: non distribuisce e non ha distribuito utiliOggetto sociale: sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologicoOrigine: non costituita per fusione, scissione o cessione di azienda preesistenteInoltre la startup deve rispettare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi:Spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzioneForza lavoro complessiva con almeno 1/3 di dottorandi/dottori di ricerca o ricercatori, oppure almeno 2/3 in possesso di laurea magistraleTitolarita o licenza di un brevetto direttamente afferente all’oggetto sociale Esigenze specifiche delle startupUna startup ha esigenze bancarie diverse rispetto a una P.IVA individuale o a una SRL tradizionale. Vediamo nel dettaglio le 5 funzionalita di un conto business che fanno la differenza nei primi 24-36 mesi di vita di una startup.1. Conto subito disponibile dopo la costituzioneSubito dopo l’atto costitutivo del notaio e l’iscrizione al Registro delle Imprese, la SRL ha bisogno di un IBAN operativo per: ricevere il versamento del capitale sociale (se non gia depositato in banca pre-costituzione), pagare il primo F24 contributivo INPS dell’amministratore, sottoscrivere SaaS aziendali, attivare la PEC e i servizi di fatturazione elettronica. Una startup non puo permettersi 3-4 settimane di attesa per l’apertura di un conto: Qonto consente l’apertura completamente online, con riconoscimento via video o documento, e l’IBAN IT viene rilasciato in pochi giorni.2. Multi-utente: founder + teamUna startup ha tipicamente 2-3 founder che gestiscono operazioni quotidiane e, dal primo o secondo anno, primi dipendenti o collaboratori che devono potersi muovere autonomamente sui pagamenti operativi. Qonto offre nativamente la gestione multi-utente con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a ciascun utente di accedere all’app con credenziali proprie, ricevere una carta dedicata, gestire un budget, ma con limiti di firma e autorizzazione differenziati. Questa funzione, su una banca tradizionale, richiede tipicamente la creazione di token, deleghe firmate dal notaio o procedure complesse.3. Carte virtuali per tool e SaaSUna startup nel 2026 utilizza in media 40-80 strumenti SaaS: hosting, repository codice (GitHub/GitLab), strumenti di design (Figma), CRM (HubSpot/Pipedrive), piattaforme cloud (AWS/GCP/Azure), strumenti di marketing (Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads), tool di team work (Slack, Notion, Linear). Qonto consente di emettere carte virtuali illimitate, ciascuna dedicata a un singolo abbonamento o a un singolo team. Cosi quando un tool va sostituito o un dipendente lascia l’azienda, basta bloccare la carta dedicata senza dover cambiare i dati di pagamento di tutti gli altri SaaS attivi.4. Cambio valuta per investitori e clienti esteriLe startup italiane spesso ricevono investimenti da VC esteri (USA, UK, Germania) in dollari o sterline, oppure fatturano clienti enterprise internazionali in valuta estera. Qonto permette di emettere e ricevere bonifici in oltre 25 valute, gestire pagamenti SEPA Instant intra-UE, e di ricevere bonifici in dollari/sterline tramite il proprio IBAN europeo a costi competitivi rispetto al cambio applicato dalle banche tradizionali italiane.5. Documentazione per due diligenceQuando una startup raccoglie un round di investimento (pre-seed, seed, Serie A), gli investitori richiedono accesso alla data room con estratti conto bancari completi, riconciliazioni, riepiloghi entrate/uscite per categoria. Qonto permette di esportare in pochi click PDF dell’estratto conto su periodi personalizzati, riepiloghi per categoria di spesa, dettagli IVA e fatture allegate alle singole transazioni. Per una banca tradizionale, ottenere lo stesso pacchetto documentale puo richiedere settimane di richieste alla filiale. Apertura conto Qonto per SRL e startupL’apertura di un conto Qonto per una SRL ordinaria o per una startup innovativa avviene interamente online, ma richiede una documentazione piu ampia rispetto a una P.IVA individuale, perche occorre dimostrare l’esistenza giuridica della societa, identificare i beneficiari effettivi e validare i poteri dell’amministratore.Documenti aggiuntivi rispetto alla P.IVA individualePer la P.IVA individuale (ditta individuale, lavoratore autonomo, forfettario) bastano: codice fiscale, P.IVA, documento d’identita del titolare. Per una SRL o startup innovativa servono in piu i seguenti documenti.Atto costitutivoL’atto costitutivo e lo statuto della SRL, redatto dal notaio al momento della costituzione. Qonto richiede il caricamento del PDF firmato per verificare la denominazione sociale, il capitale sociale, l’oggetto sociale, i poteri dell’amministratore e l’eventuale nomina del collegio sindacale. Per le startup costituite con la procedura semplificata online (CONS) e ammesso anche il documento elettronico.Visura cameraleLa visura camerale ordinaria della Camera di Commercio (rilasciata recentemente, tipicamente entro 90 giorni) attesta l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’attivita esercitata (codice ATECO), la sede legale, gli amministratori in carica. Per le startup innovative la visura riporta anche l’iscrizione alla sezione speciale, elemento utile a dimostrare i requisiti per le agevolazioni.Documento amministratore e beneficiario effettivoDocumento d’identita in corso di validita (carta d’identita o passaporto) e codice fiscale dell’amministratore che apre il conto. Inoltre, ai fini della normativa antiriciclaggio (KYC), Qonto richiede l’identificazione del titolare effettivo (beneficial owner), ovvero la persona fisica che detiene piu del 25% delle quote sociali. Per startup con piu founder e cap table complessa, occorre dichiarare tutti i soci con quota superiore al 25% e produrre i loro documenti d’identita.Documenti aggiuntivi per startup innovativePer le SRL innovative iscritte alla sezione speciale, puo essere utile fornire anche: certificato d’iscrizione alla sezione speciale, auto-dichiarazione del legale rappresentante sui requisiti di startup innovativa, eventuale business plan in caso di importi rilevanti in entrata (es. round di investimento). Questa documentazione puo accelerare i controlli AML e il rilascio della carta business fisica. Tempi di apertura del contoI tempi di apertura di un conto Qonto per SRL e startup variano in base alla completezza della documentazione caricata e alla velocita dei controlli antiriciclaggio. In condizioni standard, la timeline tipica e la seguente:Giorno 1: compilazione modulo online, caricamento documenti, video-identificazione dell’amministratoreGiorno 2-3: verifica dei documenti societari (atto costitutivo, visura, beneficiari effettivi)Giorno 3-5: attivazione del conto, rilascio dell’IBAN IT, accesso completo all’appGiorno 5-10: consegna delle carte fisiche all’indirizzo dell’amministratore o della sede legaleLe carte virtuali sono utilizzabili immediatamente all’attivazione del conto, mentre le fisiche richiedono qualche giorno per la spedizione. Per casi piu complessi (startup innovative con cap table internazionale, beneficiari effettivi residenti all’estero, importi attesi in valuta estera) i tempi possono allungarsi a 7-10 giorni lavorativi per controlli aggiuntivi. Verifica i tempi attuali aggiornati direttamente su qonto.com.PRONTO PER APRIRE IL CONTO?Apri Qonto per la tua startupProcedura online, IBAN italiano IT in pochi giorni, multi-utente nativo e carte virtuali illimitate per gestire tool e SaaS della startup.Apri il conto Qonto →Link sponsorizzato – Verifica i piani aggiornati su qonto.comConto Qonto per startup pre-revenue: vantaggiUna startup pre-revenue e una societa che non ha ancora generato fatturato significativo, tipicamente nei primi 6-18 mesi di vita: i founder lavorano al MVP, validano il prodotto, fanno qualche pilot a clienti early adopter ma il vero ricavo deve ancora arrivare. In questa fase la liquidita e limitata e ogni euro va ottimizzato.Qonto e particolarmente adatto a questa fase per i seguenti motivi.Pricing prevedibile mensile: i piani Qonto hanno costi fissi mensili, senza commissioni a sorpresa per operazione, permettendo alla startup di pianificare il burn rate con precisionePiano Solo o Basic Team: per i primi mesi, una startup con 1-2 founder operativi puo partire con un piano base e fare upgrade quando arriva il primo round o il primo dipendenteCarte virtuali illimitate gratuite o a basso costo: la startup pre-revenue puo testare decine di tool SaaS in trial gratuiti senza paura di pagamenti dimenticati o doppi addebitiReportistica per il consulente fiscale: riepiloghi per categoria di spesa che semplificano la chiusura mensile e annuale, con conseguente riduzione dei tempi del CAF o del commercialistaSetup rapido senza appuntamenti in filiale: i founder possono concentrarsi sul prodotto invece che su procedure bancarieConto Qonto per scale-up con investimentoQuando la startup raccoglie il primo round di investimento e si trasforma in scale-up, le esigenze cambiano radicalmente: arrivano centinaia di migliaia di euro sul conto, il team cresce a 5-10-20 persone, le spese si moltiplicano, il consiglio di amministrazione richiede reporting dettagliato. In questa fase i piani Smart Team e Premium Team di Qonto offrono funzionalita pensate per questa scala.Piano Smart TeamPensato per startup in fase di crescita organica con un team di 3-7 persone. Include: piu utenti inclusi nel canone con ruoli differenziati, carte fisiche e virtuali per ogni membro del team, gestione approfondita di budget e progetti, esportazioni avanzate per la contabilita. Tipicamente adatto a startup che hanno superato la fase pre-revenue ma non hanno ancora raccolto un round superiore al milione.Piano Premium TeamPensato per scale-up con team superiori a 7-10 persone, round Serie A in corso, operativita multipaese. Include: gestione team avanzata, dashboard di controllo dei flussi, integrazione profonda con software contabili (Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti), customer care prioritario, limiti di operativita giornalieri elevati, opzioni di cambio valuta dedicate.Nota importante: i nomi dei piani, le funzionalita incluse e i prezzi possono variare. Verifica sempre i piani attuali e i prezzi aggiornati direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere. Programma Qonto StartupQonto ha storicamente proposto un programma dedicato alle startup, pensato per offrire condizioni agevolate alle SRL innovative e alle societa al primo round di investimento, con possibili sconti sui piani business per i primi 6-12 mesi e onboarding accelerato. Il programma puo includere agevolazioni come canone scontato per i primi mesi, cashback su determinate operazioni, accesso a workshop o webinar dedicati a fondatori, network con incubatori e VC partner.Le condizioni del programma variano nel tempo e possono cambiare in base alle partnership di Qonto con incubatori (PoliHub, H-Farm, LVenture) e con piattaforme di equity crowdfunding (Mamacrowd, CrowdFundMe, Backtowork). Per conoscere le condizioni aggiornate del programma startup, e per verificare se la tua societa ha i requisiti per accedervi (tipicamente: SRL innovativa, costituzione recente, presentazione del business plan), consulta direttamente qonto.com alla sezione dedicata alle startup oppure contatta il customer care.Software contabili integrati per startupUna startup nei primi 24 mesi spesso opera con un consulente fiscale o un commercialista esterno, e non ha ancora un controller interno. L’integrazione tra il conto bancario e il software contabile diventa quindi cruciale per ridurre i costi della consulenza e mantenere la cassa sempre allineata.Qonto offre integrazione nativa o tramite API con i principali software contabili e gestionali italiani:Fatture in Cloud: riconciliazione automatica fatture-pagamenti, sincronizzazione clienti e fornitoriTeamSystem (Lynfa, Alyante, Polyedro): esportazione dei movimenti per i gestionali contabili professionali usati dai commercialistiZucchetti Ad Hoc / Infinity: integrazione per studi commerciali e PMI strutturateAruba Fatturazione: import dei movimenti per la riconciliazioneSage / Cegid: integrazioni internazionali utili per startup con holding o filiali estereZapier / Make (Integromat): integrazioni custom con CRM, tool di reporting (Notion, Airtable, Google Sheets) e tool BI (Looker Studio, Metabase)L’esistenza dell’integrazione e l’effettiva profondita variano nel tempo. Verifica con il tuo commercialista quale software gestionale utilizza e controlla la disponibilita aggiornata delle integrazioni nel marketplace di qonto.com.Casi d’uso praticiVediamo tre casi d’uso tipici di startup italiane che hanno scelto Qonto, per capire come le funzionalita del conto si applicano a settori diversi.Caso 1: SaaS B2B per PMI manifatturiereProfilo: SRL innovativa di Milano, 3 founder + 4 dipendenti, sviluppa una piattaforma SaaS per la manutenzione predittiva industriale. Round seed da 800K euro raccolto a inizio 2026. Esigenze: gestire 60+ subscription a tool cloud (AWS, GitHub, Linear, Figma, HubSpot), pagare gli stipendi dei dipendenti, ricevere fatture in euro dai clienti italiani e dollari da un primo cliente americano, dare carte ai 4 dipendenti per spese di trasferta e tool personali.Configurazione tipica: piano Smart Team di Qonto, 1 founder Admin con poteri pieni, 2 founder Manager con limiti di firma, 4 dipendenti Collaboratori con carte e budget mensile dedicato. Carte virtuali illimitate per gestire le 60 subscription, una carta per ciascun dipendente con budget di 500 euro/mese per tool e trasferte. Integrazione con Fatture in Cloud per la fatturazione elettronica e con TeamSystem (usato dal commercialista) per l’export contabile.Caso 2: Marketplace consumer pre-revenueProfilo: SRL innovativa di Roma, 2 founder, sta sviluppando un marketplace per artigiani locali. Pre-revenue, 0 dipendenti, capitale sociale 10K euro + 50K raccolti in pre-seed da business angel. Esigenze: massima ottimizzazione del burn rate, pagamento di freelancer (sviluppatore mobile, designer UX), pagamento di pochi tool essenziali (hosting, servizi cloud, tool di marketing).Configurazione tipica: piano base di Qonto per i primi 12 mesi, 2 founder Admin entrambi con poteri pieni, 5-6 carte virtuali per i tool principali, bonifici verso freelancer italiani ed esteri. Reportistica mensile esportata e inviata al commercialista per la chiusura. Quando arriva il round seed, upgrade a Smart Team.Caso 3: Hardware e IoT con investitori esteriProfilo: SRL innovativa di Bologna, 4 founder + 6 dipendenti, sviluppa dispositivi IoT per agricoltura di precisione. Round Serie A da 3 milioni di euro raccolto da un consorzio di VC italiani e tedeschi. Esigenze: ricevere bonifici in euro da VC italiani e in euro dai VC tedeschi via SEPA, pagare fornitori di componenti elettronici in Asia (in dollari), gestire una squadra di 6 persone con carte e budget dedicati, produrre reporting puntuale per il board.Configurazione tipica: piano Premium Team di Qonto, ruoli articolati (CEO Admin, CFO Admin con report finanziari, CTO Manager su budget tech, COO Manager su budget operations, dipendenti Collaboratori), gestione cambio valuta euro-dollaro per i pagamenti ai fornitori asiatici, integrazione con TeamSystem per il consulente fiscale e con Looker Studio (via Zapier) per le dashboard del board. FINAL CALL TO ACTIONLancia la tua startup con QontoApertura conto online subito dopo la costituzione SRL, IBAN italiano, multi-utente nativo per il team, carte virtuali illimitate per i tool SaaS, integrazione con i principali software contabili italiani.Apri Qonto per la tua startup →Link sponsorizzato – Verifica i piani aggiornati e le condizioni per startup direttamente su qonto.comDomande frequenti1. Posso aprire un conto Qonto subito dopo l’atto costitutivo della SRL?Si. Una volta firmato l’atto costitutivo dal notaio e ottenuta l’iscrizione al Registro delle Imprese (con visura camerale disponibile, anche in versione preliminare), puoi avviare l’apertura online del conto Qonto. Tipicamente l’IBAN viene rilasciato in 2-5 giorni lavorativi dalla compilazione completa del modulo. Verifica i tempi attuali su qonto.com.2. Qonto e adatto a una startup innovativa appena iscritta alla sezione speciale?Si. Qonto accetta le SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese e in alcune fasi ha proposto programmi dedicati alle startup con condizioni agevolate. Le condizioni del programma startup possono variare: verifica i benefici attualmente disponibili direttamente su qonto.com prima di aprire.3. Quali sono i documenti necessari per aprire il conto Qonto SRL?I documenti tipici sono: atto costitutivo della SRL, visura camerale recente, documento d’identita dell’amministratore che apre il conto, codice fiscale dell’amministratore, documenti dei beneficiari effettivi (soci con quota superiore al 25%). Per le startup innovative puo essere utile fornire anche il certificato di iscrizione alla sezione speciale.4. Quanto costa Qonto per una startup pre-revenue?Qonto offre piani business con canoni mensili fissi che dipendono dalle funzionalita incluse (numero utenti, numero operazioni, carte fisiche, integrazioni). Per una startup pre-revenue con 1-2 founder un piano base e tipicamente sufficiente nei primi mesi. I prezzi aggiornati e i piani disponibili sono pubblicati su qonto.com: verifica sempre direttamente prima di sottoscrivere.5. Posso ricevere un investimento in dollari o in euro da VC esteri sul conto Qonto?Si. Qonto consente bonifici in euro via SEPA da VC europei e operazioni di cambio valuta per ricevere bonifici in dollari, sterline o altre valute principali. La conversione avviene a tassi competitivi rispetto alle banche tradizionali italiane. Per round superiori al milione di euro o operazioni complesse, conviene avvisare in anticipo il customer care Qonto e produrre il term sheet o lo SHA come documentazione di supporto.6. Quanti utenti possono accedere al conto Qonto della mia startup?Il numero di utenti dipende dal piano sottoscritto. I piani per startup e team includono nativamente piu utenti con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a founder e dipendenti di accedere ciascuno con le proprie credenziali e con limiti di firma personalizzati. Per scale-up con team di 10+ persone i piani Premium Team alzano i limiti di utenti e operazioni.7. Qonto si integra con il software contabile del mio commercialista?Qonto si integra nativamente o via API con i principali software contabili italiani e internazionali: Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti, Aruba Fatturazione, Sage, Cegid, oltre a integrazioni custom via Zapier o Make. Verifica con il tuo commercialista quale gestionale utilizza e controlla nel marketplace di qonto.com se l’integrazione e disponibile e quali funzionalita include.8. Qonto e una banca? I depositi della mia SRL sono garantiti?Qonto opera in Italia come istituto di pagamento autorizzato, con normativa europea sui servizi di pagamento (PSD2) e tutela dei fondi tramite specifiche regole di segregazione (i fondi clienti sono custoditi su conti di salvaguardia presso banche regolamentate). La tutela differisce dalla classica garanzia FITD italiana fino a 100.000 euro che vale per i depositi bancari tradizionali. 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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOImposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più convenienteSe sei un lavoratore autonomo o una partita IVA in regime forfettario, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta: conviene davvero pagare l’imposta sostitutiva del 15% o, in certi casi, sarebbe meglio passare alla tassazione ordinaria IRPEF? La risposta non è sempre scontata e dipende da molti fattori: il tuo reddito, le spese che sostieni, i carichi familiari, le detrazioni a cui hai diritto.In questo articolo analizziamo nel dettaglio la differenza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria nel 2026, con esempi pratici e tabelle comparative per aiutarti a capire qual è la scelta più conveniente per la tua situazione specifica.Cos’è l’imposta sostitutiva: spiegazione sempliceL’imposta sostitutiva è una tassa unica che, come suggerisce il nome, sostituisce un insieme di imposte ordinarie. Nel caso del regime forfettario, l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi 5 anni) sostituisce tre imposte che altrimenti dovresti pagare separatamente:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFIn pratica, invece di calcolare la tua aliquota marginale IRPEF, aggiungere le addizionali regionali (che variano da regione a regione, generalmente tra lo 0,7% e il 3,33%) e quella comunale, paghi un’unica aliquota fissa applicata sul reddito imponibile forfettizzato.La base imponibile del forfettario non è il ricavo lordo, ma il reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività alla tipologia di attività svolta. Per esempio, un professionista (commercialista, avvocato, consulente) con coefficiente del 78% che incassa 50.000 euro di ricavi paga l’imposta sostitutiva su 39.000 euro (50.000 × 78%), non sull’intero importo. Come funziona la tassazione ordinaria IRPEF 2026Chi non è in regime forfettario — oppure ha superato i limiti di ricavi (85.000 euro annui, con uscita immediata a 100.000 euro) — entra nella tassazione ordinaria IRPEF. Questo sistema è basato su scaglioni progressivi: più guadagni, più alta è l’aliquota marginale che si applica sulla parte di reddito che supera la soglia.Dal 2024, con la riforma IRPEF (D.Lgs. 216/2023), gli scaglioni sono stati ridotti da quattro a tre:Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Da 0 a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%A questi scaglioni si aggiungono le addizionali regionali e comunali che, in media, portano la pressione fiscale effettiva a circa 1-3 punti percentuali in più. Tuttavia, chi è in regime ordinario può beneficiare di numerose detrazioni e deduzioni che abbassano la base imponibile o direttamente l’imposta dovuta: spese mediche, interessi sul mutuo prima casa, figli a carico, spese per istruzione, bonus edilizi e molto altro. Confronto diretto: imposta sostitutiva vs IRPEF ordinariaVediamo ora un confronto pratico tra i due sistemi, partendo da alcune premesse fondamentali.Nel regime forfettario:L’imposta è fissa al 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)Si applica sul reddito forfettizzato (ricavi × coefficiente di redditività)Non si possono dedurre le spese effettive sostenuteNon si beneficia di detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, figli, ecc.)I contributi INPS si deducono integralmente dal reddito imponibileNon si applica l’IRAP (salvo casi specifici di utilizzo di lavoro dipendente)Nel regime ordinario:L’imposta è progressiva secondo gli scaglioni IRPEF (23%, 35%, 43%)Si deducono le spese professionali effettive (cancelleria, software, affitti, trasferte, ecc.)Si beneficia di tutte le detrazioni IRPEF: spese mediche, interessi mutuo, figli a carico, ecc.Si pagano le addizionali regionale e comunalePotrebbe applicarsi l’IRAP per alcune categorie Esempio pratico 1: Consulente con ricavi 40.000 euroSupponiamo che Marco sia un consulente informatico con ricavi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Ha spese professionali effettive di circa 5.000 euro l’anno, un mutuo sulla prima casa, due figli a carico e spese mediche per 2.000 euro.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi40.000 €40.000 €Reddito imponibile (ante contributi)31.200 € (40.000 × 78%)35.000 € (40.000 – 5.000 spese)Contributi INPS (Gestione Separata 26,07%)~8.134 € (dedotti da imponibile)~8.134 € (dedotti da reddito)Reddito imponibile finale23.066 €26.866 €Imposta sul reddito3.460 € (15% su 23.066)~6.179 € (IRPEF scaglioni)Addizionali regionali/comunali0~600 €Detrazioni (mutuo, figli, spese mediche)0-2.400 € (stima)Imposta netta dovuta~3.460 €~4.379 €In questo esempio, il regime forfettario risulta più conveniente di circa 900 euro l’anno. Tuttavia, se Marco avesse detrazioni molto più elevate (ad esempio un mutuo importante, tre figli, o spese mediche significative), il vantaggio del forfettario potrebbe ridursi o addirittura invertirsi.Quando la tassazione ordinaria può essere più convenienteContrariamente a quello che si potrebbe pensare, non sempre l’imposta sostitutiva al 15% è la scelta ottimale. Esistono alcune situazioni specifiche in cui la tassazione IRPEF ordinaria può risultare più vantaggiosa. Ecco le più comuni. 1. Spese professionali elevate e realiIl regime forfettario non consente di dedurre le spese professionali effettive: vengono sostituite dal coefficiente di redditività che, nella migliore delle ipotesi, presume una quota di spese del 22% (per i professionisti con coefficiente 78%). Se le tue spese reali sono significativamente superiori alla quota forfettizzata — per esempio sei un fotografo con molte attrezzature, un medico con uno studio attrezzato, un artigiano con materiali costosi — il regime ordinario ti permette di dedurre l’eccedenza abbassando la base imponibile effettiva.Esempio: Un architetto con ricavi di 60.000 euro ha spese effettive di 20.000 euro (affitto studio, software, trasferte, assicurazione professionale). Con il forfettario, il reddito imponibile è 60.000 × 78% = 46.800 euro. Con l’ordinario è 60.000 – 20.000 = 40.000 euro. La differenza di base imponibile è 6.800 euro, che all’aliquota ordinaria del 23% vale circa 1.564 euro di risparmio.2. Detrazioni IRPEF molto elevateChi ha un mutuo consistente sulla prima casa, numerosi figli a carico, spese mediche significative, spese per istruzione o bonus edilizi importanti, nel regime ordinario può portare in detrazione queste voci direttamente dall’imposta dovuta. Nel regime forfettario, invece, nessuna di queste detrazioni è applicabile.Le principali detrazioni che si perdono nel forfettario includono:Interessi passivi sul mutuo prima casa (detrazione 19% su max 4.000 euro = fino a 760 euro/anno)Spese mediche e sanitarie (detrazione 19% sulla parte eccedente 129,11 euro)Detrazione per figli a carico oltre 21 anni (950 euro per figlio)Spese per istruzione (rette scolastiche, università)Contributi a fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro)Bonus ristrutturazioni e riqualificazione energeticaSe la somma delle detrazioni a cui hai diritto supera la differenza di imposta tra i due regimi, il regime ordinario diventa più conveniente.3. Redditi molto bassi: la no tax areaPer i lavoratori dipendenti esiste la cosiddetta “no tax area”: una fascia di reddito esente da IRPEF grazie alle detrazioni automatiche per lavoro dipendente. Analogamente, anche per i lavoratori autonomi esistono detrazioni di base che, con redditi molto bassi, possono azzerare o ridurre drasticamente l’IRPEF dovuta in regime ordinario.Se il tuo reddito annuo è molto contenuto (indicativamente sotto i 12.000-15.000 euro), la tassazione effettiva in regime ordinario potrebbe risultare inferiore al 15% dell’imposta sostitutiva forfettaria, grazie alle detrazioni per lavoro autonomo e familiari.Esempio pratico 2: quando il regime ordinario vincePrendiamo il caso di Laura, grafica freelance con ricavi di 45.000 euro, coefficiente 78%, ma con molte spese deducibili: affitto studio (6.000 euro/anno), software e abbonamenti professionali (3.000 euro), attrezzature (2.000 euro/anno), formazione (1.500 euro). Totale spese reali: 12.500 euro. Ha anche un mutuo sulla prima casa con interessi di 3.500 euro e tre figli a carico.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi45.000 €45.000 €Reddito ante contributi35.100 € (45.000 × 78%)32.500 € (45.000 – 12.500)Contributi INPS (~26,07%)~9.151 €~8.473 €Reddito imponibile netto25.949 €24.027 €Imposta lorda sul reddito3.892 € (15%)~5.526 € (23% su 24.027)Addizionali regionali/comunali0~550 €Detrazioni: mutuo (19% × 3.500)0-665 €Detrazioni: 3 figli a carico (950 × 3)0-2.850 €Altre detrazioni stimate0-400 €Imposta netta totale3.892 €2.161 €In questo scenario, la tassazione ordinaria fa risparmiare a Laura circa 1.731 euro l’anno. Il regime forfettario, apparentemente più semplice e con aliquota più bassa, in realtà comporta un onere fiscale significativamente maggiore per chi ha figli numerosi e mutuo. Il fattore contributi INPS nel confrontoUn elemento spesso trascurato nel confronto è il trattamento dei contributi INPS. In entrambi i regimi, i contributi INPS sono deducibili dal reddito imponibile ai fini dell’imposta. Tuttavia, per gli artigiani e i commercianti in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% sui contributi fissi, il che abbassa ulteriormente il carico contributivo totale nel forfettario.Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, il contributo è del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o del 24% (con altra copertura, ad esempio pensionati). Questo vale sia in regime forfettario che ordinario, quindi non cambia il confronto tra i due sistemi per questa categoria.Il caso speciale: imposta sostitutiva al 5% per le nuove attivitàPer chi avvia una nuova attività senza aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o di lavoro autonomo nella stessa forma, il regime forfettario prevede un’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni. Questo è un vantaggio enorme rispetto alla tassazione ordinaria, che difficilmente può essere compensato da detrazioni e spese deducibili.Con il 5%, l’imposta sostitutiva è così bassa che anche chi ha molte detrazioni raramente trova conveniente la tassazione ordinaria. L’unico caso in cui potrebbe valere la pena valutare l’ordinario anche durante i primi 5 anni è quello di chi ha perdite d’esercizio significative (cosa difficile da verificare nel forfettario dove si usa il coefficiente).Tabella riepilogativa: regime forfettario vs ordinario 2026CaratteristicaRegime ForfettarioRegime OrdinarioAliquota imposta5% (startup) o 15% fisso23% – 35% – 43% progressivoAddizionali regionali/comunaliNOSI (0,7% – 3,33% + comunale)IRAPNO (per la maggior parte)Dipende dall’attivitàDeduzione spese effettiveNO (solo coefficiente forfettario)SI (spese inerenti e documentate)Detrazioni IRPEF (mutuo, mediche, figli)NOSIRiduzione contributi INPS (artig./comm.)SI (-35%)NOIVANon addebitata né detrattaPieno regime IVALimite ricavi85.000 euro (100.000 uscita immediata)Nessun limiteRitenuta d’acconto ricevutaNO (esonero)SI (20%)Semplificazione contabileMassimaContabilità completaAltri fattori da considerare oltre all’impostaIl confronto tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria non riguarda solo il carico fiscale immediato. Ci sono altri aspetti importanti da valutare prima di prendere una decisione. L’IVA: un fattore spesso sottovalutatoNel regime forfettario non si applica l’IVA né sulle fatture emesse né sugli acquisti. Questo può essere un vantaggio se i tuoi clienti sono privati (consumatori finali) che non possono recuperare l’IVA: le tue tariffe appaiono più competitive. Viceversa, se lavori prevalentemente con aziende e professionisti in grado di detrarre l’IVA, la presenza o assenza di IVA in fattura non cambia il costo finale per loro.Attenzione però: se acquisti beni strumentali o servizi con IVA significativa (attrezzature, software, affitti), in regime forfettario non puoi recuperare quella IVA, che diventa un costo aggiuntivo. Questo elemento va aggiunto al calcolo complessivo di convenienza.La semplificazione contabile e i costi del commercialistaIl regime forfettario è molto più semplice da gestire: non hai l’obbligo di tenere i registri contabili tradizionali, non devi liquidare l’IVA periodicamente, e la dichiarazione dei redditi (quadro LM del Modello Redditi PF) è più snella. Questo significa costi di gestione contabile più bassi e meno tempo dedicato agli adempimenti.Chi passa al regime ordinario deve mettere in conto un aumento delle spese per il commercialista e una maggiore complessità burocratica. Questi costi — spesso tra i 1.000 e i 3.000 euro aggiuntivi l’anno rispetto al forfettario — andrebbero sottratti dal risparmio fiscale teorico per avere il vantaggio netto reale.Pensione futura e contributi previdenzialiUn aspetto strategico da non trascurare è l’impatto sulla pensione futura. I contributi INPS versati (sia in regime forfettario che ordinario) determinano il montante contributivo che concorre al calcolo della pensione con il sistema contributivo. La riduzione del 35% sui contributi fissi per artigiani e commercianti forfettari significa contributi più bassi, ma anche una pensione futura potenzialmente ridotta. Chi guarda al lungo periodo potrebbe preferire contributi pieni in regime ordinario.La questione delle perdite fiscaliIn regime forfettario non si generano perdite fiscali riportabili agli anni successivi: anche se hai spese superiori ai ricavi forfettizzati, non puoi sfruttare questo svantaggio nei periodi successivi. In regime ordinario, le perdite d’esercizio del primo triennio di attività sono riportabili integralmente negli anni successivi, e le perdite degli anni seguenti sono deducibili nei limiti dell’80% del reddito. Se stai attraversando un periodo di investimento iniziale con costi elevati, l’ordinario può offrire una migliore gestione delle perdite.Come calcolare la convenienza nel tuo caso specificoData la complessità del confronto, non esiste una risposta valida per tutti. Il calcolo di convenienza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria deve tenere conto di:Ricavi previsti e loro andamento nel tempoSpese professionali effettive confrontate con il coefficiente di redditivitàCarico familiare: figli, coniuge a carico, anziani a caricoMutuo prima casa: interessi passivi detraibiliSpese mediche e sanitarieContributi a fondi pensioneIVA non recuperabile sugli acquisti professionaliCosti aggiuntivi di gestione contabile in regime ordinarioRiduzione contributi INPS disponibile nel forfettario (solo per artigiani/commercianti)Prospettiva di lungo periodo: crescita ricavi, pensione futuraLa simulazione corretta richiede di calcolare l’imposta effettiva in entrambi i regimi, applicando tutte le detrazioni e deduzioni reali a cui hai diritto, e poi confrontare il netto finale. Questo calcolo è preciso e personalizzato: è il tipo di analisi che i professionisti del CAF Centro Fiscale eseguono quotidianamente per i propri clienti.Il check rapido: la regola del polliceSe vuoi fare una prima valutazione rapida, ecco alcuni indicatori che suggeriscono di approfondire il confronto con la tassazione ordinaria:Hai figli a carico (specialmente più di due)Hai un mutuo sulla prima casa con interessi superiori a 2.000 euro/annoLe tue spese professionali effettive superano significativamente la quota forfettizzataHai spese mediche o per disabilità rilevantiStai investendo molto nell’attività e potresti avere perdite nei primi anniI tuoi ricavi sono inferiori a 15.000-20.000 euro e hai detrazioni familiari significativeSe ti riconosci in almeno due di queste situazioni, vale la pena fare un calcolo dettagliato prima di assumere che il regime forfettario sia automaticamente più conveniente.Come si esce dal regime forfettario e si passa all’ordinarioSe hai deciso che per la tua situazione la tassazione ordinaria è più conveniente, devi sapere come funziona il passaggio. Il regime forfettario è il regime “naturale” per chi ha i requisiti: per uscirne volontariamente si applica il principio dell’opzione.Secondo le norme vigenti, chi vuole applicare la tassazione ordinaria pur avendo i requisiti per il forfettario può farlo per opzione, manifestata con il comportamento concludente (ovvero applicando l’IVA e tenendo la contabilità ordinaria) e confermata nella dichiarazione dei redditi. L’opzione ha effetto per almeno 3 anni: non puoi entrare e uscire dal forfettario ogni anno a piacimento.Al contrario, se superi il limite di ricavi di 85.000 euro (o 100.000 euro con uscita immediata), il passaggio al regime ordinario avviene automaticamente dall’anno successivo (o immediatamente per la soglia dei 100.000 euro).Prima di optare per l’uscita volontaria, è quindi essenziale essere certi che la convenienza economica del regime ordinario sia duratura e non solo relativa a un anno particolare. Domande frequenti (FAQ)L’imposta sostitutiva al 15% è sempre più conveniente dell’IRPEF?No, non sempre. Il 15% dell’imposta sostitutiva sembra basso rispetto al 23% del primo scaglione IRPEF, ma si applica su un reddito forfettizzato (coefficiente di redditività) senza poter detrarre nulla. Chi ha molte detrazioni familiari o professionali può pagare meno con la tassazione ordinaria, nonostante le aliquote apparentemente più alte.Se sono in regime forfettario posso detrarre le spese mediche?No. Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva sostituisce l’IRPEF, quindi non puoi beneficiare delle detrazioni IRPEF per spese mediche, mutuo, figli a carico o altri oneri detraibili. Questa è una delle principali limitazioni del regime agevolato.Posso uscire dal forfettario ogni anno per scegliere il regime più conveniente?No. Se esci volontariamente dal regime forfettario (pur avendo i requisiti per restare) per optare per la tassazione ordinaria, l’opzione vincola per almeno 3 anni. Non è possibile fare un confronto annuale e scegliere il regime più conveniente di volta in volta.Qual è il reddito soglia sotto il quale l’ordinario diventa conveniente?Non esiste una soglia universale: dipende dalle detrazioni disponibili e dalla categoria di attività. Indicativamente, con ricavi inferiori a 15.000-18.000 euro e detrazioni familiari significative, la tassazione ordinaria può diventare competitiva. Ma anche con ricavi più alti e spese professionali elevate, il confronto può pendere dalla parte dell’ordinario. Serve sempre una simulazione personalizzata.Se perdo i requisiti del forfettario, torno automaticamente all’IRPEF ordinaria?Sì. Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi, dall’anno successivo esci automaticamente dal regime forfettario ed entri nella tassazione ordinaria IRPEF. Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata già dall’anno in cui avviene il superamento, con obbligo di applicare l’IVA sulle operazioni successive.I contributi INPS sono deducibili anche nel regime forfettario?Sì. I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito imponibile anche nel regime forfettario, prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Per gli artigiani e i commercianti forfettari, in aggiunta, è prevista una riduzione del 35% sui contributi previdenziali fissi, che abbassa ulteriormente il carico complessivo.Conclusione: come scegliere il regime fiscale più conveniente per teLa scelta tra imposta sostitutiva al 15% del regime forfettario e tassazione ordinaria IRPEF non è mai automatica né scontata. In molti casi il forfettario è più conveniente grazie all’aliquota fissa bassa, alla semplicità contabile e all’esonero dalle addizionali. Ma esistono situazioni concrete — numerosi figli a carico, mutuo importante, spese professionali elevate, redditi bassi con detrazioni significative — in cui la tassazione ordinaria risulta più vantaggiosa anche per chi avrebbe diritto al regime agevolato.La cosa più importante da ricordare è che un confronto serio tra i due regimi richiede una simulazione personalizzata basata sulla tua situazione fiscale reale: ricavi, spese, carichi familiari, detrazioni disponibili. Non affidarti a regole generali o a calcoli approssimativi.Se vuoi capire quale regime è davvero più conveniente per la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per analizzare il tuo profilo fiscale e aiutarti a prendere la decisione migliore. I nostri esperti possono eseguire la simulazione comparativa tenendo conto di tutti i fattori rilevanti, inclusi quelli che spesso vengono trascurati nel calcolo fai-da-te.Puoi contattarci al 0432 1638640 o scriverci su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.Leggi anche: Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte e IRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioni. Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 16:07:312026-07-16 15:34:39Imposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più conveniente
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposteSe sei un contribuente in regime forfettario, luglio 2026 è un mese cruciale per la tua posizione fiscale. La scadenza del 30 luglio 2026 si avvicina rapidamente e porta con sé due adempimenti fondamentali: il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere per affrontare queste scadenze con serenità: come si calcola l’imposta, quali codici tributo usare nel modello F24, come funziona la maggiorazione dello 0,40% per chi non ha pagato a giugno, e cosa fare se hai difficoltà di liquidità.Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 per i forfettari seguono le stesse regole temporali previste per i contribuenti in regime ordinario: scadenza ordinaria il 30 giugno, con possibilità di differire al 30 luglio aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Un meccanismo pensato per dare un po’ di respiro a chi in giugno aveva meno liquidità disponibile. Prima di entrare nei dettagli numerici, però, è utile fare un passo indietro e capire di cosa stiamo parlando esattamente.Indice dei contenutiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariCos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioCome si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaCome si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaLa maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioCodici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoChi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariContributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiCosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoTabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioDomande FrequentiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariLuglio è storicamente il mese più impegnativo per chi ha una partita IVA in regime forfettario. Sul calendario fiscale di questo mese convivono diverse scadenze che, se non gestite con attenzione, possono portare a ritardi e sanzioni. Vediamo il quadro completo:La scadenza principale è quella del 30 luglio 2026, entro cui chi non ha versato le imposte entro il 30 giugno può farlo con la maggiorazione dello 0,40%. Si tratta di una finestra temporale concessa dalla legge per tutti i contribuenti, compresi i forfettari. Ma non è l’unica data da tenere a mente. Per alcuni soggetti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) o che rientrano in particolari categorie professionali, il legislatore può prevedere slittamenti straordinari su date diverse. Questi casi particolari vanno verificati anno per anno: la regola generale resta quella del 30 giugno con possibilità di proroga al 30 luglio con maggiorazione.Le imposte interessate da queste scadenze per i forfettari sono principalmente due: l’imposta sostitutiva (la tassa caratteristica del regime forfettario, che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali) e i contributi previdenziali INPS (per artigiani e commercianti). A queste si aggiungono, per chi ha collaboratori, eventuali adempimenti sul personale. In questa guida ci concentriamo sull’imposta sostitutiva e sui contributi INPS, che sono le voci che riguardano la stragrande maggioranza dei forfettari. Per approfondire il tema delle scadenze di luglio e della gestione della liquidità, ti consiglio di leggere anche il nostro articolo dedicato ai forfettari e alle scadenze fiscali di luglio 2026. Cos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioUno dei grandi vantaggi del regime forfettario è la semplicità fiscale. Chi adotta questo regime non paga l’IRPEF ordinaria (con i suoi scaglioni progressivi), né l’IRAP, né le addizionali regionale e comunale. Al loro posto esiste un’imposta sostitutiva: una tassa unica che sostituisce tutte le altre. In parole semplici, invece di dover calcolare e versare imposte separate per ogni tipo di prelievo, il forfettario calcola un’unica imposta sul proprio reddito imponibile.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata al 15% per la maggior parte dei contribuenti (art. 1 c. 64 della L. 190/2014). Esiste però un’aliquota ridotta al 5% riservata a chi avvia una nuova attività, valida per i primi 5 anni di applicazione del regime forfettario, a condizione che si tratti di una nuova attività senza aver esercitato attività d’impresa, arte o professione analoga nei 3 anni precedenti. È un incentivo significativo per chi si lancia nel mondo del lavoro autonomo o dell’imprenditoria per la prima volta.La base di calcolo dell’imposta sostitutiva non è il fatturato totale, ma il reddito imponibile, ottenuto applicando ai ricavi o compensi percepiti un coefficiente di redditività. Questo coefficiente, stabilito dalla legge in base al codice ATECO dell’attività svolta, rappresenta in modo forfettario (da qui il nome del regime) la quota di ricavi che si presume sia reddito. Il codice ATECO è il codice numerico che classifica l’attività economica: ogni attività ne ha uno specifico, e i forfettari devono indicarlo nella dichiarazione dei redditi. Per approfondire come funziona la partita IVA in regime forfettario a Udine, puoi affidarti al CAF Centro Fiscale. Come si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaIl saldo 2025 dell’imposta sostitutiva è la somma che il forfettario deve versare come conguaglio finale delle imposte relative all’anno d’imposta 2025. Si tratta dell’importo risultante dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM), al netto degli acconti già versati l’anno scorso. Vediamo passo per passo come si arriva a questo numero.Il calcolo parte dai ricavi o compensi percepiti nel 2025 (anno d’imposta di riferimento). A questi si applica il coefficiente di redditività previsto per la propria attività. Ecco i coefficienti più comuni secondo la normativa vigente (L. 190/2014, tabella allegata):Tipo di attività (macro-categoria)Coefficiente di redditivitàIndustrie alimentari e delle bevande40%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande40%Commercio ambulante di altri prodotti54%Intermediari del commercio62%Attività dei servizi di alloggio e ristorazione67%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione78%Altre attività economiche67%Costruzioni e attività immobiliari86%La formula di calcolo è la seguente: Reddito imponibile = Ricavi 2025 × Coefficiente di redditività. Da questo reddito imponibile si sottraggono i contributi previdenziali versati nell’anno (INPS o cassa professionale di appartenenza), ottenendo così la base imponibile netta. Su quest’ultima si applica l’aliquota del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi cinque anni). Il risultato è l’imposta sostitutiva lorda dovuta per il 2025.Dal totale dell’imposta lorda si detraggono gli acconti già versati nel corso del 2025 (in giugno/luglio per il primo acconto e in novembre per il secondo acconto). La differenza — positiva o negativa — è il saldo 2025. Se positiva, devi versare la differenza entro le scadenze di giugno/luglio. Se negativa, hai versato più del dovuto e potrai richiedere il rimborso oppure usare il credito in compensazione. Supponiamo che Giulia, una traduttrice freelance con ricavi 2025 pari a 40.000 euro: il suo reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Deducendo ad esempio 4.000 euro di contributi INPS gestione separata, la base netta diventa 27.200 euro. L’imposta sostitutiva al 15% sarà 4.080 euro. Se Giulia ha già versato 3.500 euro di acconti, il saldo 2025 sarà di 580 euro da versare entro il 30 luglio con la maggiorazione. Come si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaContemporaneamente al saldo 2025, i forfettari devono affrontare anche il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. Si tratta di un versamento anticipato dell’imposta che si presume dovuta per il 2026, calcolato sulla base dell’anno precedente. Questo meccanismo degli acconti esiste perché lo Stato preferisce incassare le imposte in corso d’anno, senza aspettare che il contribuente le paghi tutte in un’unica soluzione l’anno successivo.Il metodo ordinario per il calcolo degli acconti è il cosiddetto metodo storico: si prende l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 (quella indicata nella dichiarazione) e si calcola su di essa una percentuale. L’acconto totale annuo è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente. Questo acconto viene suddiviso in due rate: il primo acconto pari al 40% dell’imposta sostitutiva 2025, da versare entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione); il secondo acconto pari al restante 60%, da versare entro il 30 novembre 2026. Attenzione: se l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 è inferiore a 51,65 euro, non si è tenuti a versare gli acconti.Esiste anche il cosiddetto metodo previsionale: se prevedi che nel 2026 i tuoi ricavi saranno significativamente inferiori rispetto al 2025, puoi calcolare gli acconti sulla base dell’imposta che stimi di dover pagare per il 2026, anziché su quella del 2025. Questo metodo può far risparmiare liquidità, ma comporta un rischio: se la stima è troppo ottimistica e alla fine del 2026 l’imposta effettiva risulta maggiore di quanto hai versato come acconto, potresti dover pagare interessi e sanzioni. Per questa ragione, il metodo previsionale va adottato solo con il supporto di un esperto. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale metodo è più conveniente per la tua situazione, sia in ufficio che da remoto. Continuando con l’esempio di Giulia: la sua imposta 2025 è 4.080 euro. Il primo acconto 2026 sarà 4.080 × 40% = 1.632 euro, da versare entro il 30 luglio. La maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioSe hai saltato la scadenza del 30 giugno per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva, non è ancora troppo tardi. La legge (art. 17, comma 2, del DPR 435/2001) consente a tutti i contribuenti, compresi i forfettari, di versare entro i 30 giorni successivi alla scadenza ordinaria aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. In pratica, puoi pagare entro il 30 luglio 2026 con questo piccolo supplemento.È importante capire che questa maggiorazione dello 0,40% non è una sanzione: è semplicemente un interesse che remunera il differimento di un mese. Lo Stato ti offre tempo in più, e in cambio chiede una cifra davvero contenuta. Come puoi verificare dai seguenti esempi, l’importo aggiuntivo è spesso irrisorio rispetto all’imposta principale:Imposta sostitutiva da versareMaggiorazione 0,40%Totale da versare al 30 luglio500 euro2,00 euro502,00 euro1.000 euro4,00 euro1.004,00 euro2.000 euro8,00 euro2.008,00 euro3.500 euro14,00 euro3.514,00 euro5.000 euro20,00 euro5.020,00 euroLa maggiorazione va calcolata separatamente su ogni importo che stai differendo: se devi versare sia il saldo 2025 che il primo acconto 2026, calcoli lo 0,40% su ciascuno dei due importi (non sulla loro somma). Il risultato pratico è lo stesso, ma tecnicamente si tratta di due versamenti distinti con due codici tributo diversi. La scadenza del 30 luglio 2026 cade di giovedì: un giorno lavorativo normale, che non slitta ad alcuna data successiva. Ti consigliamo di organizzarti con qualche giorno di anticipo per non rischiare di perdere anche questa seconda finestra. Per approfondire come funziona la maggiorazione dello 0,40% IRPEF di luglio 2026 in senso generale, leggi il nostro articolo dedicato. Codici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoPer versare correttamente il saldo e l’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario, devi compilare il modello F24 con i codici tributo corretti. Usare il codice sbagliato può portare a versamenti non correttamente imputati, con successivi accertamenti o richieste di regolarizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. I codici tributo specifici per l’imposta sostitutiva dei forfettari sono:Tipo versamentoCodice tributoAnno di riferimentoSaldo imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17902025Primo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17922026Secondo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17912026Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “codice tributo”. Nell’anno di riferimento va indicato l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento: per il saldo 2025, scrivi 2025; per il primo acconto 2026, scrivi 2026. L’errore più comune è invertire i codici 1790 e 1792, oppure indicare l’anno sbagliato: si consiglia di far compilare il modello F24 dal proprio consulente fiscale o dal CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di compilare e inviare il modello F24 per te, in modo che non ci siano errori. Per un quadro completo di tutti i codici tributo che ti possono riguardare come forfettario, leggi la nostra guida ai codici tributo F24 2026.Una precisazione importante: i codici tributo 1790, 1791 e 1792 riguardano l’imposta sostitutiva, ovvero la tassa sui redditi. Non vanno confusi con i codici per i contributi INPS (che sono diversi e che vedremo nel prossimo paragrafo) né con quelli per la marca da bollo sulle fatture (2521-2524). Il modello F24 va presentato esclusivamente per via telematica: se non disponi di un PIN INPS o credenziali Fisconline, puoi rivolgerti al CAF che lo invia per tuo conto.Chi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariPer chi ha difficoltà a pagare in un’unica soluzione, esiste la possibilità di rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva. La rateizzazione è consentita dalla normativa e permette di suddividere l’importo dovuto in un massimo di rate mensili, con aggiunta di un interesse mensile dello 0,33% sulle rate successive alla prima. Questo meccanismo si applica sia al saldo 2025 che al primo acconto 2026.La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (30 giugno) o con la maggiorazione dello 0,40% entro il 30 luglio. Le rate successive scadono il giorno 16 di ciascun mese, fino a un massimo di giugno dell’anno successivo. Il numero massimo di rate dipende da quando si inizia: chi inizia a luglio può rateizzare fino a novembre 2026 (5 rate), chi inizia a giugno può avere fino a 6 rate. Immagina che Roberto, un artigiano forfettario, debba versare in totale 3.000 euro tra saldo e acconto. Optando per la rateizzazione a partire da luglio, può suddividere in 5 rate mensili da circa 600 euro ciascuna, con un piccolo interesse aggiuntivo. Questo gli consente di non svuotare il conto corrente in un unico momento.Un aspetto importante: la rateizzazione non si applica al secondo acconto di novembre, che deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Inoltre, in caso di mancato pagamento di una o più rate, decade il beneficio della dilazione e l’intero importo diventa immediatamente dovuto. Per scegliere la scelta più adatta alla tua situazione finanziaria e fiscale, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine, disponibile sia in ufficio a Viale Giuseppe Tullio 13 che online in tutta Italia. Contributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiOltre all’imposta sostitutiva, i forfettari che svolgono attività di artigiano o commerciante iscritti alla gestione artigiani/commercianti INPS devono prestare attenzione anche alle scadenze INPS che si sovrappongono al calendario di luglio. Si tratta di adempimenti distinti dall’imposta sostitutiva, ma che possono impattare la liquidità nello stesso periodo.I contributi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario godono di una riduzione del 35% sull’aliquota ordinaria (art. 1 c. 77 L. 190/2014). L’aliquota ordinaria per artigiani e commercianti nel 2026 è del 24,48%, che con la riduzione del 35% scende a circa il 15,91%. I contributi si calcolano sul reddito imponibile del regime forfettario, ossia sui ricavi al netto del coefficiente di redditività e dei contributi stessi (con un meccanismo circolare che nella pratica si risolve con un calcolo iterativo o mediante le tabelle INPS). È presente un contributo minimale annuo pari a circa 4.200 euro, da versare indipendentemente dal reddito prodotto: chi guadagna poco deve comunque coprire questo minimale. Per tutti i dettagli sui contributi INPS di artigiani e commercianti con partita IVA forfettaria, consulta il nostro articolo sul saldo e acconto contributi INPS 2026.I professionisti senza cassa di categoria (medici, avvocati, ingegneri ecc. già iscritti alle rispettive casse previdenziali NON sono tenuti alla gestione separata INPS come tali) e chi svolge attività di lavoro autonomo puro versano invece i contributi alla gestione separata INPS, con aliquota del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o 24% (con altra copertura). Questi contributi si pagano sempre tramite modello F24, ma con codici tributo diversi da quelli dell’imposta sostitutiva (codici 1840 per i contributi gestione separata). Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica della tua posizione previdenziale e nella compilazione dei modelli.Cosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoSe il 30 luglio 2026 passa senza che tu abbia versato l’imposta sostitutiva e la maggiorazione, non significa che sei perduto: esiste lo strumento del ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare i versamenti omessi con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie. Prima ci si ravvede, meno si paga. Questo principio è sancito dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, che disciplina le modalità e i termini del ravvedimento.Le sanzioni del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo è passato dalla scadenza. Il D.Lgs. 87/2024 ha aggiornato le regole applicabili alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 in poi. Per un versamento omesso, la sanzione base è pari al 25% dell’imposta non versata. Grazie al ravvedimento, questa sanzione si riduce drasticamente:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione di 0,0833% per ogni giorno di ritardo (art. 13 c. 1 lett. a-bis D.Lgs. 472/97, post D.Lgs. 87/2024)Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione fissa pari a 1,25% dell’imposta (1/10 della sanzione base 25%)Ravvedimento intermedio (dal 31° al 90° giorno): sanzione fissa pari a 1,39% dell’imposta (1/9 della sanzione base 25%)Ravvedimento lungo (oltre 90 giorni, entro 1 anno): sanzione fissa pari a 3,125% dell’imposta (1/8 della sanzione base 25%)Ravvedimento biennale (oltre 1 anno, entro 2 anni): sanzione fissa pari a 3,572% dell’imposta (1/7 della sanzione base 25%)A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali calcolati sull’importo non versato per i giorni di ritardo. Conviene sempre regolarizzare il prima possibile: più si aspetta, più la sanzione cresce. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza per il ravvedimento operoso: calcoliamo insieme l’esatto importo dovuto (imposta + sanzione + interessi) e compiliamo il modello F24 corretto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121, sia di persona a Udine che online da tutta Italia. Tabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioPer aiutarti a orientarti rapidamente, abbiamo raccolto tutte le informazioni principali in tre tabelle riepilogative. Tienile come riferimento rapido per non perdere nessuna scadenza.Tabella 1 — Scadenze luglio 2026 per i forfettariAdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo imposta sostitutiva 202530 giugno 202630 luglio 2026Primo acconto imposta sostitutiva 2026 (40%)30 giugno 202630 luglio 2026Saldo contributi INPS artigiani/commercianti 202530 giugno 202630 luglio 2026Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 (60%)—30 novembre 2026Tabella 2 — Codici tributo F24 per il regime forfettarioCodice tributoDescrizioneSezione F241790Saldo imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1792Primo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1791Secondo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1840Contributi INPS gestione separataINPS2521-2524Imposta di bollo fatture elettronicheErarioTabella 3 — Esempio di calcolo completo (professionista forfettario)VoceEsempio (ricavi 2025: 35.000 euro)Ricavi 202535.000 euroCoefficiente di redditività (professionisti: 78%)× 78% = 27.300 euroContributi INPS gestione separata (da sottrarre)– 2.800 euro (stima)Base imponibile netta= 24.500 euroImposta sostitutiva 15%= 3.675 euroAcconti già versati nel 2025– 3.200 euroSaldo 2025 (cod. 1790)= 475 euroPrimo acconto 2026 al 40% (cod. 1792)= 3.675 × 40% = 1.470 euroTotale da versare al 30 luglio1.945 euro (+ maggiorazione 0,40% se differito da giugno)Domande FrequentiEntro quando i forfettari devono versare il saldo 2025 e il primo acconto 2026?La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026. Chi non ha pagato entro quella data può farlo entro il 30 luglio 2026 aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Dopo il 30 luglio si incorre in sanzioni e si deve ricorrere al ravvedimento operoso.Qual è l’aliquota dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario?L’aliquota standard è del 15% sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività − contributi previdenziali). Per chi avvia una nuova attività, nei primi 5 anni si applica un’aliquota ridotta al 5%, a condizione di non aver esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti.Quali codici tributo si usano nel modello F24 per i forfettari?I codici tributo per l’imposta sostitutiva del regime forfettario sono: 1790 per il saldo (anno 2025), 1792 per il primo acconto (anno 2026), 1791 per il secondo acconto (anno 2026). Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, indicando l’anno di riferimento corretto.Posso rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva?Sì, è possibile rateizzare in rate mensili con un interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi inizia da luglio può avere fino a 5 rate (luglio-novembre). Il secondo acconto di novembre non può essere rateizzato e va versato in un’unica soluzione.Cosa succede se un forfettario non paga entro il 30 luglio?Scatta l’obbligo del ravvedimento operoso: oltre all’imposta dovuta, si aggiungono interessi legali e una sanzione ridotta che va da 0,0833% al giorno (ravvedimento sprint, entro 14 giorni) al 3,572% (entro 2 anni). Prima si regolarizza, meno si paga. Il CAF Centro Fiscale può calcolare l’esatto importo e compilare il modello F24 per il ravvedimento.I contributi INPS dei forfettari hanno una scadenza diversa dall’imposta sostitutiva?No, le scadenze sono generalmente allineate: anche i contributi INPS di artigiani e commercianti forfettari seguono le stesse date dell’imposta sostitutiva (30 giugno ordinario, 30 luglio con maggiorazione). I codici tributo sono però diversi: per la gestione separata si usa il codice 1840.Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario, il calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri esperti si occupano di tutto: dal calcolo dell’imposta alla compilazione del modello F24, fino all’invio telematico. Affidati a noi per evitare errori costosi e dormire sonni tranquilli. Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 16, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 15:07:312026-07-16 15:27:09Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte
Finanza & Servizi, Polizze ProfessionistiRC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026La RC professionale per avvocati e’ diventata obbligatoria con il D.L. 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011 n. 148, che all’articolo 3, comma 5, lettera e) ha introdotto l’obbligo per tutti gli ordini professionali di prevedere l’assicurazione obbligatoria per i propri iscritti. Per la categoria forense, il dettaglio operativo e’ disciplinato dalla Legge 247/2012 (nuovo ordinamento forense) e dal Regolamento del Consiglio Nazionale Forense (CNF).Questo articolo guida gli avvocati nelle scelte assicurative del 2026: quale polizza scegliere, quali massimali garantire, come funziona la polizza CNF collettiva e quando conviene quella individuale.Quadro normativo: D.L. 138/2011 e Legge 247/2012L’obbligo assicurativo per gli avvocati si articola su due livelli normativi:D.L. 138/2011 art. 3 c. 5 lett. e): norma quadro che impone a tutti gli ordinamenti professionali di prevedere l’obbligo di assicurazione per la responsabilita’ civile derivante dall’esercizio dell’attivita’ professionale, a tutela del clienteLegge 31 dicembre 2012 n. 247 (nuovo ordinamento forense): all’art. 12 rende esplicito l’obbligo assicurativo per gli avvocati iscritti all’albo e delega al CNF la fissazione dei requisiti minimi della polizzaRegolamento CNF: il Consiglio Nazionale Forense ha emanato specifico regolamento (aggiornato periodicamente) che fissa massimali minimi, clausole obbligatorie e le caratteristiche della polizza collettiva CNFMassimali minimi per la RC professionale avvocatoIl Regolamento CNF stabilisce i massimali minimi che ogni polizza deve garantire. I valori indicativi per il 2026, conformemente alle disposizioni vigenti del CNF, sono:VoceMassimale minimoPer sinistro500.000 euroPer anno di polizza1.000.000 euroRetroattivita’Almeno 10 anni (raccomandato: illimitata)Postuma (tail coverage)Almeno 10 anni dalla cessazioneI massimali sono quelli minimi previsti dalla normativa e dal regolamento CNF vigente. Si consiglia di verificare l’aggiornamento piu’ recente sul sito ufficiale CNF (consiglionazionaleforense.it) e di valutare massimali superiori in base al tipo di pratica svolta.Polizza CNF collettiva vs polizza individualeL’avvocato ha due strade principali per adempiere all’obbligo assicurativo:Polizza CNF collettivaIl CNF ha stipulato una polizza collettiva per tutti gli iscritti all’albo, accessibile tramite i Consigli dell’Ordine territoriali. Caratteristiche:Premio base relativamente contenuto per chi svolge attivita’ a basso rischio (consulenza standard, contrattualistica ordinaria)Massimali standard definiti dal CNFEstensioni disponibili tramite supplementi di premioGestita tramite il proprio Ordine forense di appartenenzaPolizza individualeL’avvocato puo’ stipulare in alternativa (o in aggiunta) una polizza individuale con una compagnia assicurativa a propria scelta. Questa soluzione e’ spesso preferibile quando:Si svolge attivita’ ad alto rischio (diritto penale, contenzioso tributario elevato, operazioni societarie complesse)Si ha necessita’ di massimali piu’ elevati rispetto al minimo CNFSi desidera personalizzare le clausole (franchige, tutela legale, estensioni territoriali)Si e’ soci di uno studio legale strutturato che necessita di polizza di studio con massimali aggregatiClausola claims made e tail coverage per avvocatiCome per tutte le polizze professionali, anche quella forense funziona secondo il meccanismo claims made: la polizza copre le richieste di risarcimento presentate durante la vigenza contrattuale, indipendentemente da quando e’ avvenuto il fatto generatore del danno.Il tail coverage (postuma decennale) e’ cruciale per l’avvocato che:Va in pensione o cessa l’attivita’ forenseCambia compagnia assicurativaViene cancellato dall’albo per qualsiasi motivoSenza postuma, le richieste di risarcimento relative a pratiche gestite negli anni precedenti potrebbero non essere coperte dalla nuova polizza o dall’assenza di copertura dopo la cessazione.Costi orientativi della polizza RC avvocato nel 2026I premi della RC professionale forense dipendono dalla tipologia di attivita’, dall’anzianita’ e dalla compagnia. Valori puramente indicativi di mercato per il 2026:Profilo avvocatoPremio annuo indicativoAvvocato collaboratore / giovane professionista400 – 900 euro/annoAvvocato con studio individuale (diritto civile)800 – 2.000 euro/annoAvvocato penalista / tributarista con clientela elevata2.000 – 5.000+ euro/annoStudio legale associato (polizza di studio)Da 3.000 euro/anno in suValori indicativi 2026. Il premio effettivo dipende dal massimale scelto, dalla compagnia, dalla tipologia di clientela e dall’eventuale sinistrosita’ pregressa. Confronta sempre piu’ preventivi.Deducibilita’ fiscale del premio RC professionaleIl premio della polizza RC professionale e’ deducibile fiscalmente come spesa professionale:Regime ordinario: deduzione integrale come costo inerente all’attivita’ professionale (art. 54 TUIR)Regime forfettario: la deducibilita’ e’ gia’ incorporata nel coefficiente di redditivita’ del 78% previsto per avvocati. Non e’ possibile dedurre le spese analiticamenteFAQ: domande frequenti sulla RC avvocatoPosso usare solo la polizza CNF collettiva?Si’, se i massimali e le coperture della polizza CNF collettiva sono sufficienti per la tua attivita’. Per avvocati con attivita’ a basso rischio e clientela media, la polizza collettiva e’ spesso sufficiente e conveniente.L’obbligo vale anche per i praticanti avvocati?I praticanti avvocati non iscritti all’albo non hanno l’obbligo formale. Tuttavia, chi svolge attivita’ in autonomia e’ esposto a rischi e alcune strutture richiedono comunque una copertura. Con l’abilitazione e l’iscrizione all’albo scatta l’obbligo.Quanto costa aggiungere la tutela legale alla polizza?La tutela legale (copertura delle spese di difesa in caso di procedimento penale per malpractice professionale) e’ spesso disponibile come modulo aggiuntivo, con costi variabili da 100 a 500 euro/anno in piu’ rispetto al premio base.ConclusioneLa RC professionale per avvocati e’ un obbligo di legge sin dal D.L. 138/2011, rafforzato dalla Legge 247/2012 e dal Regolamento CNF. Scegliere la copertura giusta, con massimali adeguati alla propria attivita’ e tail coverage decennale, e’ essenziale per proteggersi da richieste di risarcimento che possono arrivare anche anni dopo la conclusione di una pratica.Consulta il sito del tuo Ordine forense territoriale per accedere alla polizza CNF collettiva e confrontala con offerte individuali tramite un broker specializzato in polizze professionali.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 12:30:002026-06-02 08:13:09RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026
INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOINAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori AgricoliChi lavora nei campi e a rischio infortuni e malattie professionali specifiche del settore agricolo. L’INAIL gestione agricoltura offre una tutela assicurativa dedicata, con regole e premi diversi rispetto all’industria o al settore dei servizi. Scopri chi e obbligato all’iscrizione, come vengono calcolati i premi 2026 e quali tutele spettano in caso di infortunio o malattia professionale agricola.Chi e Assicurato con INAIL AgricolturaL’assicurazione INAIL in agricoltura e disciplinata dal D.P.R. 1124/1965 (per la parte relativa ai lavoratori agricoli dipendenti) e dal D.Lgs. 38/2000 per le specificita della gestione. I soggetti obbligatoriamente assicurati sono:Datori di Lavoro e Lavoratori Dipendenti AgricoliOperai a Tempo Indeterminato (OTI): lavoratori agricoli con contratto stabile (braccianti fissi)Operai a Tempo Determinato (OTD): braccianti stagionali, lavoratori per campagnaCompartecipanti: chi percepisce parte del prodotto del fondo agricolo in luogo del salarioColtivatori Diretti, IAP e ColoniColtivatori diretti: che lavorano direttamente il fondo con prevalente lavoro proprio e della famigliaImprenditori Agricoli Professionali (IAP): ai sensi del D.Lgs. 99/2004Mezzadri: lavoratori con contratto di mezzadria (forma contrattuale in estinzione ma ancora presente)Coloni: simili ai mezzadri, con diverse forme di compartecipazioneSoci e associati di cooperative agricole che svolgono attivita agricola direttaFamiliari CoadiuvantiI familiari coadiuvanti del coltivatore diretto che collaborano nell’attivita agricola sono assicurati INAIL obbligatoriamente. Questo include coniuge, figli e altri familiari che lavorano in modo continuativo nel fondo, anche senza un contratto formale. Come Funzionano i Premi INAIL in AgricolturaA differenza dell’industria (dove il premio INAIL e calcolato sulle retribuzioni effettive), in agricoltura il sistema e diverso e varia in base alla categoria di lavoratore:Premi per Lavoratori Dipendenti Agricoli (OTI/OTD)Per i braccianti (OTI e OTD), i premi INAIL vengono calcolati su retribuzioni convenzionali fissate annualmente con decreto ministeriale, non sulle retribuzioni effettive. Le retribuzioni convenzionali vengono aggiornate periodicamente dal Ministero del Lavoro di concerto con l’INAIL.Il premio e quindi: retribuzione convenzionale annua x tasso INAIL per voce di rischio. Il tasso varia in base al tipo di lavorazione svolta (colture intensive, allevamento, uso macchinari, ecc.).Premi per Coltivatori Diretti, IAP e FamiliariPer coltivatori diretti, IAP, mezzadri, coloni e familiari coadiuvanti, il premio INAIL e determinato su base convenzionale differente: viene calcolato tenendo conto della superficie del fondo, della tipologia di coltura e del numero di giornate lavorative convenzionali attribuite per ettaro.In pratica, l’INAIL assegna un numero convenzionale di giornate lavorative per ettaro coltivato (diversificato per tipo di coltura) e applica su queste il premio assicurativo. Il versamento avviene solitamente in due rate annuali. Tutele in Caso di Infortunio AgricoloLe tutele INAIL in caso di infortunio per i lavoratori agricoli seguono gli stessi principi generali (indennizzo temporanea, indennizzo permanente, rendita per danni gravi) ma con alcune specificita:Infortunio sul lavoro agricolo: gli stessi requisiti dell’industria — causa violenta, in occasione del lavoro. Include infortuni con macchinari, cadute, colpi di calore estiviIndennizzo temporanea: dal 4° giorno, 60% della retribuzione convenzionale dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giornoIndennizzo permanente: scala da 6% a 100% di danno biologico, con gli stessi criteri dell’industriaEsempio Pratico: Infortunio del TrattoristaMario, OTI con contratto a tempo indeterminato, si infortuna cadendo dal trattore durante le operazioni di aratura. L’infortunio avviene in occasione del lavoro e con causa violenta (la caduta). Percorso:Il datore denuncia l’infortunio all’INAIL entro 2 giorni dal certificato medico (48 ore)Primi 3 giorni: a carico del datore (carenza)Dal 4° giorno: INAIL versa l’indennita temporanea (60% retribuzione convenzionale)In caso di danni permanenti: visita medica INAIL per quantificare la percentuale di danno biologicoCon danno >= 6%: indennizzo capitale o renditaMalattie Professionali Agricole: Le SpecificitaIl D.P.R. 336/1994 elenca le malattie professionali tabellate specifiche dell’agricoltura. Le principali categorie a rischio in agricoltura includono:Malattie da pesticidi e fitofarmaci: avvelenamenti cronici da sostanze chimiche usate in agricolturaLeptospirosi: malattia batterica contratta nelle risaie o in aree umideDermatosi professionali: reazioni allergiche a piante, terra, prodotti chimiciMalattie da vibrazioni (HAV): uso prolungato di trattori e macchinari agricoli vibrantiIpoacusia da rumore: esposizione a macchinari rumorosi senza adeguata protezionePer i dettagli completi sulla procedura di riconoscimento e le tabelle malattie professionali, leggi: Malattia Professionale 2026: Tabelle INAIL, Riconoscimento e Indennizzo. Coordinamento con Prestazioni INPS AgricolaLe tutele INAIL si affiancano alle prestazioni INPS specifiche per il settore agricolo:Disoccupazione agricola (DISO-AGRI): per i braccianti che perdono il lavoro — diversa dalla NASPI ordinariaPensione per coltivatori diretti e IAP: gestione separata INPS agricolaAssegno unico universale: spetta anche ai lavoratori agricoli con figli a caricoIl Patronato conosce in profondita il sistema previdenziale agricolo e puo aiutarti a coordinare le diverse prestazioni INAIL e INPS a cui hai diritto.Bando ISI INAIL: Contributi per la Sicurezza in AgricolturaL’INAIL gestisce annualmente il bando ISI (Incentivi alle Imprese), che prevede contributi a fondo perduto per le aziende agricole che investono in sicurezza e prevenzione degli infortuni (macchinari sicuri, protezioni, formazione). Il bando ISI Agricoltura e una delle misure piu richieste dalle aziende del settore.FAQ — Domande Frequenti su INAIL e AgricolturaDevo iscrivermi io all’INAIL se sono coltivatore diretto?Si, come coltivatore diretto hai l’obbligo di iscriverti alla gestione assicurativa INAIL agricoltura. L’iscrizione avviene tramite il portale INAIL o con l’assistenza del Patronato/CAF. I premi vengono comunicati dall’INAIL in base ai dati dichiarati sul fondo coltivato.Se lavoro saltuariamente in campagna con mio padre (coltivatore diretto), sono assicurato?Se collabori in modo continuativo (non episodico) nell’azienda di tuo padre, sei considerato familiare coadiuvante e devi essere assicurato INAIL. L’assicurazione copre anche te in caso di infortunio durante il lavoro in campagna.L’infortunio durante la vendemmia e coperto INAIL anche se bracciante stagionale?Si, gli OTD (braccianti stagionali) sono assicurati INAIL per tutta la durata del contratto stagionale. Un infortunio durante la vendemmia e pienamente coperto, purche il datore abbia regolarmente comunicato la prestazione di lavoro.Hai Bisogno di Assistenza INAIL in Agricoltura?Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori agricoli in tutte le pratiche INAIL: iscrizione, denuncia infortuni, domande di indennizzo, riconoscimento malattie professionali agricole. Il servizio e gratuito. Contattaci per un appuntamento.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 10:30:002026-06-14 22:12:01INAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori Agricoli
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Content Creator e Influencer 2026: YouTuber, TikToker, Brand DealFai contenuti su YouTube, TikTok, Instagram o un blog? Hai iniziato a guadagnare con sponsorizzazioni, affiliate marketing, AdSense o brand partnership e non sai come gestire il lato fiscale?Questo articolo e’ la guida completa sulla partita IVA per content creator nel 2026: quando e’ obbligatoria, quale codice ATECO usare, come si tassa il reddito da YouTube o TikTok, e come fatturare correttamente alle aziende per le sponsorizzazioni.Quando un content creator deve aprire la partita IVA La risposta dipende da quanto guadagni e dalla continuita’ dell’attivita’:Sotto i 5.000 euro netti l’anno, attivita’ occasionale: puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale, senza P.IVA. Ma questo richiede che l’attivita’ non sia continuativa e organizzata.Sopra i 5.000 euro netti l’anno, oppure attivita’ continuativa: la partita IVA diventa obbligatoria, anche se guadagni meno di 5.000 euro ma pubblichi regolarmente e in modo organizzato.Redditi da AdSense YouTube o TikTok (piattaforme estere): anche questi concorrono al calcolo. Se la somma di tutti i proventi da contenuti supera la soglia, serve P.IVA.La tendenza dell’Agenzia delle Entrate e’ quella di considerare l’attivita’ di content creation come abituale (e quindi con obbligo P.IVA) quando c’e’ una programmazione regolare, un canale con follower, e guadagni anche modesti ma costanti.Codice ATECO per content creator e influencer Non esiste (ancora) un codice ATECO ufficiale per “content creator” o “influencer”. I codici piu’ usati sono:Codice ATECODescrizionePer chi73.11.02Conduzione di campagne pubblicitarieInfluencer, content creator che fa prevalentemente collaborazioni commerciali, sponsorizzazioni, branded content90.03.09Altre creazioni artistiche e letterarieCreator con forte componente artistica/creativa (video artisitici, fotografi, musicisti, artisti digitali)59.11.00Produzione di film, video e programmi televisiviYoutuber con canale video strutturato come produzione professionaleLa scelta piu’ diffusa: la maggior parte dei content creator sceglie 73.11.02 perche’ la parte prevalente del guadagno viene da sponsorizzazioni e collaborazioni pubblicitarie. Il coefficiente di redditivita’ nel forfettario e’ 78%.Come si tassano i guadagni da YouTube, TikTok e piattaforme estere Hai una partita IVA italiana e ricevi pagamenti da YouTube (Google LLC, USA) o TikTok (ByteDance, Cina)? Ecco come funziona:Guadagni AdSense YouTubeYouTube paga tramite Google AdSense. Se hai P.IVA italiana in regime forfettario:Devi inserire la tua partita IVA nelle impostazioni AdSense (sezione “Pagamenti → Profilo pagamenti”)Google non applica la ritenuta alla fonte USA se fornisci il codice fiscale/P.IVA italiana tramite il modulo W-8BEN-E (o W-8BEN per persona fisica)I pagamenti da AdSense sono fuori campo IVA in Italia (art. 7-ter, servizi a committente UE o extra-UE) — non emetti fattura a Google, il pagamento e’ automatico da AdSenseDichiari i proventi nel Modello Redditi PF, quadro LM (forfettario) come ricavi da attivita’ professionaleGuadagni TikTok Creator Fund / TikTok LIVEI pagamenti TikTok seguono un meccanismo simile. Inserisci la P.IVA nella sezione Creator Center. I proventi vengono dichiarati come ricavi da attivita’ professionale nel forfettario.Monitoraggio fiscale conti esteriSe utilizzi conti PayPal esteri o conti bancari esteri per ricevere i pagamenti dalle piattaforme, potresti avere obblighi di monitoraggio fiscale (quadro W del Modello Redditi PF). Verifica con il tuo consulente se i saldi superano le soglie di segnalazione.Come fatturare le sponsorizzazioni e brand deal Le collaborazioni pagate con brand italiani (post sponsorizzati, reel con tag #adv, video YouTube con menzione prodotto) si fatturano come normale prestazione professionale in regime forfettario:Nessuna IVA (regime forfettario)Dicitura in fattura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”Nessuna ritenuta d’acconto (da specificare): “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”Marca da bollo 2 euro se l’importo supera 77,47 euroBrand deal con aziende estere UE o extra-UE: se l’azienda committente e’ in un altro Paese, la prestazione e’ fuori campo IVA art. 7-ter. Non applichi IVA e non applichi la dicitura forfettario sull’IVA (perche’ comunque non ci sarebbe IVA). Inserisci la dici tura “operazione fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/72”.Affiliate marketing e commissioni: come si dichiarano Le commissioni da affiliate marketing (es. Amazon Associates, Booking, Awin, ShareASale) sono proventi da attivita’ professionale e vanno dichiarati nel forfettario. Di solito le piattaforme di affiliate versano automaticamente, senza che tu emetta fattura. I proventi vengono comunque dichiarati nel quadro LM.Anche i proventi da link affiliati, codici sconto sponsorizzati e link acquisto prodotti vanno tutti sommati ai ricavi forfettari. Non dimenticate di tenere traccia di tutti i pagamenti ricevuti durante l’anno, anche quelli piccoli.Regime forfettario per content creator: i numeri Soglia ricavi per rimanere nel forfettario: 85.000 euro/annoSe sei anche dipendente: reddito dipendente anno precedente max 35.000 euroAliquota imposta sostitutiva: 5% i primi 5 anni, poi 15%Coefficiente redditivita’ (ATECO 73.11.02): 78%Contributi GS INPS (senza altra copertura): 26,07% sul reddito imponibileEsempio — Content creator con 20.000 euro di ricavi totali (AdSense + sponsor + affiliate):Reddito imponibile forfettario: 20.000 x 78% = 15.600 euroContributi GS INPS al 26,07%: ~4.067 euroImponibile imposta: 15.600 – 4.067 = 11.533 euroImposta sostitutiva 5% (se nei primi 5 anni): ~577 euroImposta sostitutiva 15% (dopo 5 anni): ~1.730 euroTotale (dopo 5 anni): circa 5.797 euro su 20.000 euro di ricaviDomande frequenti Ricevo prodotti gratis dagli sponsor: devo dichiararli?Se ricevi prodotti in cambio di una recensione o post (barter/gifting), tecnicamente hai ricevuto un compenso in natura. Se il valore dei prodotti e’ significativo e c’e’ un obbligo contrattuale a pubblicare, si tratta di reddito imponibile da valutare con il commercialista. Per prodotti di piccolo valore e senza contratti formali, la prassi e’ generalmente piu’ tollerante, ma il quadro normativo resta ambiguo.Posso usare la soglia dei 5.000 euro anche per le collaborazioni con brand?La soglia dei 5.000 euro per la prestazione occasionale si applica se l’attivita’ e’ genuinamente occasionale (non strutturata, non ripetuta). Se hai un canale attivo con sponsorizzazioni regolari, non si puo’ sostenere che sia un’attivita’ occasionale. L’obbligo di P.IVA scatta con l’abitualita’, non solo con l’importo.Differenza tra content creator e influencer marketing: cambia qualcosa fiscalmente?No, fiscalmente la distinzione tra “content creator” e “influencer” non esiste. Entrambi rientrano nella stessa categoria di lavoratori autonomi che producono contenuti e ottengono compensi da terzi (piattaforme o brand). Il trattamento fiscale e’ identico.Questo articolo si differenzia da quello sugli influencer: quali sono le differenze?Abbiamo anche una guida specifica su Influencer e Partita IVA 2026 che approfondisce gli aspetti legali e pubblicitari (obbligo hashtag #adv, codice di autodisciplina). Questa guida si focalizza invece sugli aspetti operativi: codici ATECO, calcolo tasse, piattaforme estere, affiliate marketing.ConclusioneFare il content creator con partita IVA nel 2026 e’ piu’ semplice di quanto sembri. Il regime forfettario copre la stragrande maggioranza dei creator italiani con ricavi sotto gli 85.000 euro. La tassazione e’ contenuta (5-15% su una base ridotta), e la burocrazia e’ minima.I punti fondamentali: tieni traccia di TUTTI i proventi (AdSense, sponsor, affiliate, gifting monetizzabile), apri la P.IVA non appena l’attivita’ diventa continuativa, iscriviti alla Gestione Separata INPS, e compila correttamente il Modello Redditi (quadro LM).Vuoi capire come ottimizzare la tua situazione fiscale come creator? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata senza impegno.Leggi anche: Influencer e Partita IVA: Guida Fiscale 2026 | NFT e Tasse 2026 | Esigibilita’ IVA nel Forfettario 2026Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-06-14 18:38:54Partita IVA Content Creator e Influencer 2026: YouTuber, TikToker, Brand Deal