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Energia elettrica in calo: prezzo PUN oggi a 0,111 euro/kWh – 9 Maggio 2026

Bonus Energia

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il PUN e come si calcola
  2. Prezzo PUN il 9 Maggio 2026: dati e analisi
  3. Andamento storico PUN: confronto 2025-2026
  4. Prezzo energia per fasce orarie: F1, F2, F3
  5. Come il prezzo PUN influenza la tua bolletta
  6. Consigli pratici per risparmiare sulla bolletta elettrica
  7. Mercato tutelato vs mercato libero: quale conviene nel 2026
  8. Previsioni andamento PUN per i prossimi mesi
  9. Bonus energia e agevolazioni disponibili nel 2026
  10. Domande frequenti sul prezzo PUN

Il prezzo PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia elettrica registra un calo significativo il 9 maggio 2026, attestandosi a 0,111 euro/kWh. Si tratta di una buona notizia per famiglie e imprese italiane che attendevano un allentamento della pressione sui costi energetici dopo le tensioni dei mesi precedenti. Il dato e stato rilevato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) e riflette una progressiva normalizzazione del mercato all’ingrosso dell’elettricita in Italia e in Europa.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio l’andamento del PUN energia elettrica nella giornata del 9 maggio 2026, il confronto con i mesi precedenti, l’impatto concreto sulle bollette elettriche e i consigli pratici per ottimizzare i propri consumi e ridurre i costi.

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Cos’e il PUN e come si calcola

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica in Italia, calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) sulla base delle transazioni avvenute nel Mercato del Giorno Prima (MGP). Rappresenta il prezzo medio ponderato per le quantita di energia scambiate nelle diverse zone geografiche del paese (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna).

Il calcolo del PUN avviene attraverso un processo di media ponderata che tiene conto di:

  • Quantita di energia scambiata in ciascuna zona geografica italiana
  • Prezzi zonali determinati dall’incrocio tra domanda e offerta nel mercato
  • Congestioni di rete gestite da Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale
  • Importazioni ed esportazioni con i paesi europei interconnessi

Il PUN e un indicatore fondamentale perche viene utilizzato da ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per aggiornare le tariffe del servizio di tutela e come riferimento per i contratti del mercato libero indicizzati al mercato all’ingrosso (le cosiddette offerte PLACET o offerte variabili indicizzate).

Come viene pubblicato il PUN: Il GME pubblica ogni giorno i dati del Mercato del Giorno Prima per le 24 ore successive. I valori orari vengono poi aggregati in medie giornaliere, settimanali e mensili. Il sito ufficiale gestore-mercati.com pubblica le statistiche aggiornate che costituiscono la fonte primaria di riferimento per operatori di mercato, analisti e consumatori.

Prezzo PUN il 9 Maggio 2026: dati e analisi

Il prezzo PUN del 9 maggio 2026 si attesta a 0,111 euro/kWh, in calo rispetto ai livelli della settimana precedente. Questo dato medio giornaliero nasconde tuttavia significative variazioni nelle diverse ore della giornata, come e tipico del mercato elettrico che risponde in tempo reale ai cambiamenti della domanda e della produzione da fonti rinnovabili.

Analisi per fasce orarie del 9 maggio 2026 (dati indicativi GME):

Fascia orariaOrePrezzo indicativo (euro/kWh)Note
Notte (F3)00:00 – 06:000,068 – 0,085Minimi del giorno, bassa domanda
Mattina (F1)06:00 – 10:000,105 – 0,125Picco mattutino, ramp-up industriale
Meridiana (F1)10:00 – 14:000,095 – 0,110Calo per produzione solare
Pomeridiana (F1)14:00 – 18:000,100 – 0,120Stabilizzazione, buona produzione FV
Sera picco (F1)18:00 – 22:000,130 – 0,155Picco serale, calo rinnovabili
Notte tarda (F3)22:00 – 24:000,080 – 0,095Discesa verso minimi notturni

La media ponderata giornaliera di 0,111 euro/kWh del 9 maggio 2026 e influenzata positivamente dalla forte produzione di energie rinnovabili. In particolare, la giornata del 9 maggio ha visto una elevata generazione fotovoltaica nelle ore centrali, con temperature miti e buona irradiazione solare su gran parte del territorio nazionale. Questo ha contribuito a mantenere i prezzi nella fascia centrale della giornata al di sotto della media.

Rispetto al picco registrato il 19 aprile 2026 (0,102 euro/kWh nelle fasce minime, con medie giornaliere intorno a 0,118-0,125 euro/kWh), il dato odierno mostra un progressivo allineamento ai valori medi primaverili, storicamente piu contenuti rispetto ai mesi invernali.

Andamento storico PUN: confronto 2025-2026

Per comprendere appieno il significato del prezzo PUN di 0,111 euro/kWh registrato il 9 maggio 2026, e utile collocarlo nel contesto dell’andamento storico degli ultimi 12-18 mesi. I dati del GME mostrano una traiettoria di graduale discesa rispetto ai picchi del 2022-2023, con oscillazioni significative legate ai fattori geopolitici, climatici e strutturali del mercato energetico europeo.

Riepilogo andamento mensile PUN (euro/kWh):

PeriodoPUN medio mensile (euro/kWh)Variazione mese precedenteNote principali
Maggio 20250,095-8,7%Forte produzione rinnovabili primavera
Giugno 20250,088-7,4%Minimi estivi, idrico abbondante
Luglio 20250,099+12,5%Picco climatizzazione estiva
Agosto 20250,102+3,0%Caldo anomalo, domanda elevata
Settembre 20250,097-4,9%Rientro stagionale
Ottobre 20250,108+11,3%Riscaldamento, calo rinnovabili
Novembre 20250,118+9,3%Invernale, gas piu caro
Dicembre 20250,125+5,9%Picco invernale, domanda massima
Gennaio 20260,131+4,8%Freddo intenso, massimi stagionali
Febbraio 20260,122-6,9%Meteo piu mite, idro in ripresa
Marzo 20260,114-6,6%Primavera, rinnovabili in crescita
Aprile 20260,109-4,4%Forte solare, vento abbondante
Maggio 2026 (1-9)0,111+1,8%Lieve ripresa da fine aprile

La tabella mostra chiaramente la ciclicita stagionale del PUN: i valori piu bassi si registrano tipicamente nei mesi primaverili (aprile-giugno) grazie alla forte produzione idroelettrica da scioglimento nevi e alla crescente generazione solare, mentre i picchi si verificano in inverno (dicembre-gennaio) quando la domanda di riscaldamento e massima e le fonti rinnovabili sono meno produttive.

Il dato del 9 maggio 2026 (0,111 euro/kWh) si colloca in linea con le medie storiche primaverili, rappresentando un calo del 15,3% rispetto al picco invernale di gennaio 2026 (0,131 euro/kWh) e un livello superiore del 16,8% rispetto ai minimi estivi del giugno 2025 (0,088 euro/kWh).

Prezzo energia per fasce orarie: F1, F2, F3

Il sistema delle fasce orarie e fondamentale per capire come viene tariffata l’energia elettrica e come sfruttare al meglio i momenti di minore costo. ARERA distingue tre fasce principali che vengono applicate ai contratti del mercato libero e a quelli del servizio di tutela:

Fascia F1 (ore di punta):

  • Orario: Lunedi-venerdi dalle 8:00 alle 19:00
  • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,118-0,130 euro/kWh
  • Caratteristica: e la fascia piu costosa, corrisponde alle ore lavorative con massima domanda industriale e commerciale

Fascia F2 (ore intermedie):

  • Orario: Lunedi-venerdi dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; sabato dalle 7:00 alle 23:00
  • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,100-0,115 euro/kWh
  • Caratteristica: costo intermedio, spesso conveniente per posticipare i consumi dalla sera

Fascia F3 (ore fuori punta):

  • Orario: Lunedi-sabato dalle 23:00 alle 7:00; domenica e festivi 00:00-24:00
  • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,068-0,090 euro/kWh
  • Caratteristica: la fascia piu economica, ideale per lavastoviglie, lavatrice e ricarica veicoli elettrici

Con il PUN medio del 9 maggio 2026 a 0,111 euro/kWh, chi ha un contratto biorario o multiorario puo ottenere risparmi significativi spostando i consumi piu energivori nelle fasce F2 e soprattutto F3. Per esempio, avviare la lavatrice di notte invece che di pomeriggio puo ridurre il costo di quella singola operazione del 30-40%.

Come il prezzo PUN influenza la tua bolletta

La bolletta elettrica e composta da diverse voci, e il PUN rappresenta solo una parte del costo complessivo. Capire la struttura della bolletta e essenziale per valutare i reali benefici delle variazioni del prezzo all’ingrosso.

Struttura tipica della bolletta elettrica 2026 (per famiglia media con consumo 2.700 kWh/anno):

Voce di costoQuota sul totaleImporto mensile indicativoInfluenzata dal PUN?
Materia energia (PUN + spread)45-55%35-50 euroSI, direttamente
Trasporto e gestione rete20-25%18-22 euroNO, tariffa fissa ARERA
Oneri di sistema (A, UC, MCT)15-20%14-18 euroParzialmente
Imposte (IVA + accise)15-20%12-18 euroIVA segue il costo totale
Totale mensile stimato100%79-108 euro–

Calcolo del risparmio con PUN a 0,111 euro/kWh:

Prendiamo una famiglia tipo con un consumo mensile di 225 kWh (circa 2.700 kWh/anno). Con il PUN a 0,111 euro/kWh rispetto al picco invernale di 0,131 euro/kWh, il risparmio sulla sola componente energetica e:

Risparmio mensile = 225 kWh x (0,131 – 0,111) euro/kWh = 225 x 0,020 = 4,50 euro/mese

Su base annua, se il calo si mantenesse per 6 mesi (primavera-estate), il risparmio potrebbe raggiungere i 27 euro annui solo sulla componente energia. A questo si aggiunge l’IVA al 10% (uso domestico), portando il risparmio effettivo a circa 30 euro l’anno. Un risparmio modesto ma significativo in un contesto di pressione inflazionistica sui bilanci familiari.

Per le piccole imprese con consumi piu elevati (es. 50.000 kWh/anno), lo stesso calo di 0,020 euro/kWh si traduce in un risparmio di 1.000 euro l’anno sulla bolletta energetica, una cifra rilevante per la competitivita aziendale.

Consigli pratici per risparmiare sulla bolletta elettrica

Anche con un PUN in calo a 0,111 euro/kWh, adottare comportamenti virtuosi nella gestione dei consumi domestici permette di ottimizzare ulteriormente la spesa energetica. Ecco i consigli piu efficaci basati sulle indicazioni di ARERA e GSE (Gestore dei Servizi Energetici):

Ottimizzare i consumi nelle fasce economiche

Con un contratto biorario o multiorario, spostare i consumi nelle fasce F2 e F3 e la strategia piu immediata. Strumenti concreti:

  • Lavatrice e lavastoviglie: programmale a partire dalle 23:00 o nelle prime ore del mattino (fascia F3). Risparmio potenziale: 35-40% rispetto alla fascia F1
  • Scaldabagno elettrico: imposta il timer per il riscaldamento dell’acqua nelle ore notturne o nel weekend
  • Ricarica veicoli elettrici: la notte e il momento ideale. Con prezzi F3 intorno a 0,068-0,090 euro/kWh, ricaricare un veicolo elettrico costa la meta rispetto alle ore di punta
  • Pompe di calore: se possibile, programma i cicli di pre-riscaldamento/raffreddamento nelle fasce piu economiche

Ridurre i consumi in standby

I dispositivi in standby consumano in media il 10-15% dell’energia elettrica domestica totale. Con il PUN a 0,111 euro/kWh, eliminare i consumi in standby di una famiglia media (stimati in 300-350 kWh/anno) comporta un risparmio di circa 35-40 euro l’anno. Gli interventi piu efficaci:

  • Usare ciabatte con interruttore per tv, decoder, console di gioco e sistemi home theatre
  • Spegnere completamente il router Wi-Fi di notte (se non necessario per sistemi di sicurezza)
  • Sostituire i vecchi caricabatterie con modelli a bassa dispersione certificati
  • Usare prese smart programmabili per monitorare e gestire i consumi in tempo reale

Investire nell’efficienza energetica

Sul lungo periodo, gli investimenti in efficienza energetica garantiscono risparmi strutturali indipendenti dall’andamento del PUN:

  • Lampade LED: consumano il 75-80% in meno rispetto alle incandescenti. Con un costo medio di 2-3 euro l’una, il payback e inferiore a 1 anno
  • Elettrodomestici classe A o superiore: il frigorifero e il maggior consumatore fisso (150-300 kWh/anno). Sostituire un vecchio modello con uno di classe A+++ puo dimezzare i consumi
  • Impianto fotovoltaico: con il Superbonus 110% ora ridotto al 65-70% e gli incentivi GSE per lo scambio sul posto, il fotovoltaico domestico rimane conveniente specialmente nelle regioni del Centro-Sud
  • Sistemi di accumulo (batterie): abbinati al fotovoltaico, permettono di sfruttare l’energia prodotta nelle ore centrali del giorno nelle fasce serali di punta

Mercato tutelato vs mercato libero: quale conviene nel 2026

Una delle domande piu frequenti in periodo di variazioni del PUN e: conviene stare nel mercato tutelato o passare al mercato libero? La risposta non e univoca e dipende da diversi fattori, ma con il PUN a 0,111 euro/kWh e utile fare un confronto aggiornato.

Mercato tutelato (Servizio di Tutela della Vulnerabilita da gennaio 2024):

Dal 1 luglio 2024 il mercato tutelato e disponibile solo per i clienti vulnerabili (over 75, disabili, soggetti in gravi condizioni di salute, residenti in zone disagiate). Per tutti gli altri, il passaggio al mercato libero e diventato obbligatorio dal 1 gennaio 2024. Le tariffe del servizio di tutela della vulnerabilita sono aggiornate trimestralmente da ARERA e riflettono i prezzi all’ingrosso con un meccanismo di media mobile.

Mercato libero: tipologie di offerta disponibili nel 2026:

Tipo offertaDescrizioneVantaggiSvantaggiAdatta a chi
Prezzo fissoPrezzo bloccato per 12-24 mesiCertezza del costo, niente sorpreseNon benefici dei cali del PUNChi vuole stabilita di budget
Prezzo variabile indicizzato PUNPrezzo mensile aggiornato sul PUNBenefici immediati dei caliRischio di rincari nelle fasi di piccoChi consuma prevalentemente di notte/weekend
PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate)Offerta standardizzata ARERAFacile confronto, condizioni chiarePrezzo non sempre competitivoChi vuole trasparenza senza ricercare
Offerta verdeEnergia 100% rinnovabile certificataSostenibilita ambientaleLeggero premium di prezzoChi vuole impronta ecologica minima

Con il PUN a 0,111 euro/kWh nel maggio 2026, le offerte indicizzate al PUN risultano particolarmente competitive rispetto ai prezzi fissi stipulati nei periodi di picco (dicembre 2025-gennaio 2026). Chi ha contratti a prezzo fisso concordati intorno a 0,130-0,140 euro/kWh sta pagando il 17-26% in piu rispetto al prezzo di mercato attuale.

Previsioni andamento PUN per i prossimi mesi

Le previsioni per l’andamento del PUN nei prossimi mesi di maggio e giugno 2026 sono condizionate da diversi fattori che gli analisti del settore energetico stanno monitorando attentamente:

Fattori al ribasso (tendenza calo prezzi)

  • Stagionalita favorevole: maggio e giugno sono storicamente i mesi con il miglior mix di produzione rinnovabile (solare + idro da scioglimento nevi). La primavera 2026 sta registrando precipitazioni nella norma sulle Alpi, con riserve idriche su buoni livelli
  • Crescita fotovoltaico italiano: la capacita installata ha raggiunto nuovi record nel 2026, con circa 35 GW di potenza fotovoltaica totale che nelle giornate soleggiate puo soddisfare fino al 30-35% del fabbisogno nazionale
  • Prezzi gas naturale in calo: il gas naturale, principale combustibile per la generazione termoelettrica di bilanciamento, ha registrato una progressiva discesa dai picchi del 2022-2023, anche grazie alla diversificazione delle forniture italiane (GNL, nuovi accordi con paesi africani)
  • Domanda in calo stagionale: la fine del riscaldamento invernale riduce significativamente il fabbisogno energetico nazionale nelle ore serali e notturne

Fattori al rialzo (rischi di aumento prezzi)

  • Ondate di calore precoce: il cambiamento climatico sta anticipando l’arrivo delle prime ondate di calore. Un’estate calda e anticipata potrebbe far schizzare i prezzi dell’aria condizionata gia a giugno
  • Tensioni geopolitiche: il mercato del gas rimane influenzabile da fattori geopolitici. Nuove tensioni sui corridoi di fornitura potrebbero riflettersi sul costo della generazione termoelettrica
  • Manutenzione impianti nucleari francesi: la Francia esporta energia verso l’Italia nelle ore di eccesso. Periodi di manutenzione del parco nucleare francese (frequenti in primavera) possono ridurre le importazioni e far salire i prezzi italiani
  • Aggiornamento tariffe ARERA luglio 2026: l’aggiornamento trimestrale delle tariffe potrebbe incorporare costi piu elevati di trasporto o oneri di sistema

Scenario piu probabile per maggio-giugno 2026: Gli analisti di settore prevedono un PUN medio di maggio 2026 tra 0,105 e 0,118 euro/kWh, con oscillazioni giornaliere legate alle condizioni meteorologiche. Giugno potrebbe registrare i minimi stagionali intorno a 0,088-0,095 euro/kWh, simili a quelli del 2025, prima del rialzo estivo legato al condizionamento.

Bonus energia e agevolazioni disponibili nel 2026

Indipendentemente dall’andamento del PUN, lo Stato italiano e ARERA mettono a disposizione diverse agevolazioni sul costo dell’energia elettrica per le famiglie in difficolta economica. Conoscerle e fondamentale per ridurre la spesa in bolletta.

Bonus Sociale Elettricita 2026

Il Bonus Sociale Elettricita e un’agevolazione automatica riconosciuta alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli a carico). Dal 2021 il bonus viene riconosciuto in modo automatico, senza bisogno di fare domanda, a chi ha gia presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’ISEE.

Importi del Bonus Sociale Elettricita 2026:

Componenti nucleo familiareISEE richiestoSconto annuo indicativo
1-2 personefino a 9.530 eurocirca 125-145 euro/anno
3-4 personefino a 9.530 eurocirca 165-185 euro/anno
5 o piu personefino a 9.530 eurocirca 200-220 euro/anno
Qualsiasi dimensionefino a 9.530 euro (gravi patologie)componente aggiuntiva medica
Famiglie numerose (4+ figli)fino a 20.000 eurobenefici standard

Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a verificare se hai diritto al Bonus Sociale e a presentare la Dichiarazione ISEE necessaria per accedere a tutte le agevolazioni correlate.

Detrazione fiscale per risparmio energetico (Ecobonus)

Gli interventi di efficienza energetica sugli edifici residenziali possono beneficiare dell’Ecobonus, la detrazione IRPEF/IRES per lavori di riqualificazione energetica. Nel 2026, con la riforma del sistema bonus edilizi introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, le detrazioni sono strutturate come segue:

  • Prima casa abitazione principale: detrazione al 50% per spese fino a determinati massimali (verifica con il tuo CAF le novita 2026)
  • Seconda casa e altri immobili: detrazione ridotta, con aliquote variate dalla riforma
  • Interventi trainati (solare, caldaie a condensazione, pompe di calore): aliquote specifiche a seconda del tipo di intervento

Per approfondire le detrazioni fiscali disponibili per il risparmio energetico e verificare quali interventi sono piu convenienti nella tua situazione specifica, contatta il CAF Centro Fiscale. I nostri consulenti possono analizzare il tuo 730 e ottimizzare tutte le deduzioni e detrazioni a cui hai diritto.

Conclusioni: il PUN a 0,111 euro/kWh del 9 maggio 2026

Il prezzo PUN dell’energia elettrica del 9 maggio 2026 a 0,111 euro/kWh rappresenta un segnale positivo per famiglie e imprese italiane. Il calo rispetto ai massimi invernali (-15,3% rispetto a gennaio 2026) riflette la stagionalita favorevole, la crescente penetrazione delle rinnovabili e la normalizzazione dei mercati del gas europei.

Tuttavia, e importante mantenere una prospettiva equilibrata: il costo dell’energia in Italia rimane tra i piu elevati d’Europa a causa degli oneri di sistema e dei costi di rete, che pesano per il 35-45% della bolletta indipendentemente dall’andamento del PUN. La vera sfida per ridurre le bollette nel lungo periodo passa attraverso investimenti strutturali in efficienza energetica, autoproduzione da fotovoltaico e adozione di comportamenti di consumo intelligenti.

Per le famiglie italiane, il momento attuale e favorevole per:

  • Valutare il passaggio a offerte indicizzate al PUN se si ha un contratto a prezzo fisso alto
  • Verificare l’accesso al Bonus Sociale Elettricita tramite presentazione dell’ISEE
  • Ottimizzare i consumi spostandoli nelle fasce orarie F2 e F3 (sera tardi e notte)
  • Valutare investimenti in efficienza energetica con le detrazioni fiscali disponibili nel 2026

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Domande Frequenti sul Prezzo PUN Energia Elettrica

Cos’e il PUN dell’energia elettrica?

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica in Italia, calcolato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) come media ponderata delle transazioni nel Mercato del Giorno Prima. Viene aggiornato ogni giorno e rappresenta il costo all’ingrosso dell’elettricita prima di oneri di rete, tasse e margini del fornitore.

Il calo del PUN si riflette subito sulla mia bolletta?

Dipende dal tipo di contratto. Con offerte indicizzate al PUN (variabili mensili), il beneficio si riflette gia nel mese successivo. Con offerte a prezzo fisso, non si beneficia dei cali fino alla scadenza del contratto. Il servizio di tutela della vulnerabilita viene aggiornato trimestralmente da ARERA.

Come posso accedere al Bonus Sociale sull’elettricita?

Il Bonus Sociale Elettricita viene riconosciuto automaticamente alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con 4+ figli) che hanno presentato la DSU all’INPS. Non serve fare domanda separata: basta avere un ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a presentare la DSU per l’ISEE.

Qual e il momento migliore per usare i grandi elettrodomestici per risparmiare?

Le ore piu economiche sono quelle della fascia F3: lunedi-sabato dalle 23:00 alle 7:00, e tutto il giorno di domenica e festivi. In queste ore il PUN raggiunge i valori minimi giornalieri (spesso 30-40% piu bassi della fascia F1). Programmare lavatrice, lavastoviglie e ricarica auto elettrica in questi orari puo far risparmiare fino al 40% sul costo di quelle specifiche operazioni.

Conviene passare al mercato libero con il PUN a questi livelli?

Con il PUN a 0,111 euro/kWh nel maggio 2026, le offerte indicizzate al mercato sono competitivi rispetto ai prezzi fissi stipulati nei periodi di picco. Se hai un contratto fisso a prezzi alti (sopra 0,125-0,130 euro/kWh), potrebbe convenire verificare le offerte di switching sul Portale Offerte ARERA. Il Gestore dei Mercati Energetici pubblica dati trasparenti per confrontare le opzioni disponibili.


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    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
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    In base a 920 recensioni
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 12:24:382026-05-10 09:57:55Energia elettrica in calo: prezzo PUN oggi a 0,111 euro/kWh – 9 Maggio 2026
    CAF

    Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 concentra una serie di scadenze fiscali importanti che riguardano contribuenti, imprese, professionisti e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate prevede adempimenti per versamenti IVA, ritenute alla fonte, contributi INPS e INAIL, accise e molto altro. Conoscere in anticipo queste scadenze fiscali maggio 2026 ti permette di organizzare i pagamenti ed evitare sanzioni.

    In questa guida troverai il quadro completo e aggiornato di tutti gli adempimenti della settimana, con istruzioni pratiche su chi deve pagare, cosa versare e come compilare i modelli F24. Se hai dubbi su un adempimento specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti.

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    Indice dei contenuti

    1. Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026
    2. Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso
    3. Versamenti IVA: chi deve pagare e quanto
    4. Ritenute alla fonte e sostituti d’imposta
    5. Contributi INPS: lavoratori dipendenti e autonomi
    6. Contributi INAIL e premi assicurativi
    7. Accise e imposta sui tabacchi
    8. Adempimenti speciali della settimana
    9. Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026
    10. Sanzioni e ravvedimento operoso
    11. Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

    Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026

    La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 è una delle più impegnative del calendario fiscale di primavera. Il giorno chiave è il 16 maggio 2026, che concentra la maggior parte degli adempimenti mensili obbligatori: dai versamenti IVA mensili delle imprese con volume d’affari superiore alle soglie, ai contributi INPS per lavoratori dipendenti, alle ritenute sui redditi da lavoro operate nel mese di aprile 2026.

    È importante ricordare che la scadenza del 16 di ogni mese rappresenta il termine ordinario per la maggior parte dei versamenti periodici. Qualora il 16 cadesse di domenica o in un giorno festivo, il termine slitterebbe al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso del 16 maggio 2026, trattandosi di un sabato, i versamenti si intendono regolarmente eseguiti entro lunedì 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.

    Oltre ai versamenti standard del 16, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano anche adempimenti specifici per alcune categorie di contribuenti: dai produttori di tabacchi e degli olii minerali, ai concessionari e importatori, fino agli operatori che hanno adottato il regime speciale IVA per le vendite a distanza (OSS).

    Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso del calendario fiscale

    Il 16 maggio 2026 (con proroga al 18 maggio per la regola festivi/sabato) è il termine entro cui devono essere effettuati i principali versamenti mensili mediante modello F24. Questa data accomuna contribuenti di ogni tipo: dipendenti, autonomi, partite IVA, imprese e sostituti d’imposta.

    Tra i principali adempimenti concentrati in questa data si segnalano:

    • IVA mensile aprile 2026: versamento dell’IVA dovuta per il mese di aprile 2026 per i contribuenti mensili.
    • Ritenute IRPEF: versamento delle ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta su redditi da lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese di aprile 2026.
    • Ritenute su redditi di lavoro autonomo: versamento delle ritenute su compensi a professionisti, agenti e mediatori corrisposti nel mese precedente.
    • Contributi INPS lavoratori dipendenti: versamento della quota a carico del dipendente e del datore di lavoro (o committente) per aprile 2026.
    • Contributi INPS gestione separata: per collaboratori e co.co.co., versamento della quota relativa ai compensi di aprile.
    • INAIL premi assicurativi: versamento della terza o seconda rata del premio INAIL per i datori di lavoro che hanno optato per il pagamento rateale.

    Il modello F24 può essere utilizzato anche per la compensazione di crediti fiscali con i debiti da versare, riducendo l’esborso effettivo. Per chi ha crediti IVA, IRPEF o contributi INPS risultanti dalla dichiarazione annuale, la compensazione orizzontale consente di non versare l’intero importo dovuto, con significativi vantaggi di liquidità. Per assistenza nella compilazione del modello F24 e nella gestione delle scadenze, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

    Versamenti IVA: chi deve pagare e quanto

    Il versamento IVA mensile è uno degli adempimenti più rilevanti per le imprese e i professionisti con partita IVA che adottano il regime mensile. Entro il 16 maggio 2026 (spostato al 18 maggio essendo sabato), i contribuenti IVA mensili devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026.

    Chi è tenuto al versamento mensile IVA?

    Sono obbligati alla liquidazione e al versamento mensile dell’IVA i soggetti passivi che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a:

    • 400.000 euro per i soggetti che esercitano attività di prestazione di servizi;
    • 700.000 euro per i soggetti che esercitano attività diverse (commercio, industria, ecc.).

    Chi supera queste soglie non può optare per il regime trimestrale e deve obbligatoriamente versare l’IVA ogni mese. I soggetti al di sotto di queste soglie possono invece scegliere il regime trimestrale, con versamenti il 16 maggio (per il I trimestre), il 20 agosto (II trimestre), il 16 novembre (III trimestre) e il 16 marzo dell’anno successivo (saldo annuale).

    Come si calcola l’IVA da versare ad aprile 2026

    Il calcolo del versamento IVA mensile si basa sulla differenza tra:

    • IVA sulle vendite (a debito): somma dell’IVA addebitata ai clienti nelle fatture emesse durante il mese di aprile 2026.
    • IVA sugli acquisti (a credito): somma dell’IVA addebitata dai fornitori nelle fatture ricevute e registrate in aprile 2026.

    Se il risultato è positivo (debito IVA), va versato tramite modello F24 con il codice tributo 6004 (IVA mensile aprile – mensili). Se il risultato è negativo (credito IVA), non si versa nulla e il credito viene riportato al mese successivo.

    Esempio pratico: Un’impresa di servizi con IVA a debito di 8.500 euro e IVA a credito di 3.200 euro per aprile 2026 dovrà versare entro il 18 maggio 2026 la somma di 5.300 euro (8.500 – 3.200), utilizzando il codice tributo 6004 nel modello F24.

    Per i contribuenti in regime forfettario o in regime di vantaggio, non è previsto alcun versamento IVA, in quanto questi regimi prevedono l’esenzione dall’IVA. Scopri di più sul regime forfettario e le sue condizioni di accesso.

    Ritenute alla fonte e sostituti d’imposta

    Entro il 16 maggio 2026 (prorogato al 18 per la caduta di sabato), tutti i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sulle somme corrisposte a dipendenti, collaboratori e professionisti. L’obbligo riguarda datori di lavoro, enti pubblici, imprese, professionisti che impiegano collaboratori, condomini che pagano compensi agli amministratori.

    Ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati

    Il datore di lavoro deve versare le ritenute IRPEF trattenute sulle retribuzioni di aprile 2026 ai propri dipendenti. I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

    • Codice 1001: ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati (es. collaborazioni coordinate e continuative).
    • Codice 1002: ritenute su redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (ad es. indennità di trasferta, borse di studio).
    • Codice 1012: ritenute su conguaglio IRPEF effettuato in aprile 2026 (conguaglio di fine anno o in corso d’anno).

    Le aliquote IRPEF applicabili nel 2026 per la determinazione delle ritenute sono le stesse previste dalle fasce di reddito ordinarie: 23% per redditi fino a 28.000 euro annui, 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (con possibili ulteriori aggiornamenti normativi in corso d’anno).

    Ritenute su redditi da lavoro autonomo e provvigioni

    Ogni soggetto che nel mese di aprile 2026 ha corrisposto compensi a professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti) deve versare entro il 18 maggio 2026 la relativa ritenuta d’acconto. I codici tributo sono:

    • Codice 1040: ritenute su redditi da lavoro autonomo (aliquota 20%).
    • Codice 1038: ritenute su provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti di commercio (aliquota ordinaria 23% sul 50% dell’imponibile, ovvero 11,50% effettivo; ridotta al 23% sul 20% per agenti con collaboratori, cioè 4,60% effettivo).
    • Codice 1030: ritenute su premi e vincite corrisposte in aprile 2026.

    Esempio pratico: Studio professionale che ha pagato a un consulente informatico il compenso di 2.000 euro in aprile 2026. La ritenuta del 20% è pari a 400 euro, da versare con il codice tributo 1040 entro il 18 maggio 2026.

    Per approfondire il tema delle ritenute nella dichiarazione dei redditi 730 o per ricevere assistenza nella compilazione del modello F24, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.

    Contributi INPS: lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata

    Il 16 maggio 2026 (18 maggio per la regola festivi) è il termine ordinario per il versamento dei contributi previdenziali INPS relativi al mese di aprile 2026. L’adempimento riguarda tre principali categorie di soggetti: datori di lavoro per i dipendenti, lavoratori autonomi artigiani e commercianti, e committenti per i collaboratori in gestione separata.

    Contributi INPS per lavoratori dipendenti

    I datori di lavoro devono versare entro il 18 maggio 2026 i contributi previdenziali INPS per i lavoratori dipendenti relativi ad aprile 2026. I contributi comprendono:

    • Quota a carico del datore di lavoro: circa il 23,81% della retribuzione lorda (variabile in base a tipologia contrattuale e settore ATECO).
    • Quota a carico del lavoratore: 9,19% della retribuzione lorda (trattenuta in busta paga dal datore di lavoro).
    • Aliquota totale complessiva: circa il 33% della retribuzione lorda, con variazioni per settori specifici (edilizia, agricoltura, commercio).

    Il versamento avviene tramite modello F24 con codice tributo differenziato per settore (ad es. DM10/2 per i contributi dipendenti, con vari sottocodici per FPLD, IVSS, DIS, ecc.).

    Contributi INPS gestione separata (co.co.co. e liberi professionisti senza cassa)

    I committenti che hanno corrisposto compensi a collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) o a professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS nel mese di aprile 2026 devono versare entro il 18 maggio 2026 i relativi contributi. Le aliquote per il 2026 sono:

    • 33,72% per collaboratori e co.co.co. non assicurati altrove (di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore).
    • 24% per professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria.
    • 24% per i pensionati o soggetti con altra copertura previdenziale.

    Il codice tributo per il versamento gestione separata co.co.co. è CXX (con varianti per la quota a carico del committente e del collaboratore).

    Artigiani e commercianti: contributi fissi e variabili

    Per gli artigiani e i commercianti, i contributi INPS fissi vengono versati in quattro rate annuali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo). La rata di maggio 2026 corrisponde al primo acconto sui redditi stimati per l’anno. Per il 2026, l’importo del contributo fisso annuale per la gestione artigiani è di circa 4.460 euro annui (in quattro rate da circa 1.115 euro ciascuna).

    La quota variabile, calcolata sull’eccedenza rispetto al minimale di reddito, viene invece versata in sede di saldo con la dichiarazione dei redditi. Per chi è in regime forfettario, l’aliquota contributiva è ridotta al 35% del contributo ordinario.

    Contributi INAIL e premi assicurativi

    Maggio è il mese cruciale per i versamenti INAIL. I premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali vengono rateizzati in due o quattro soluzioni nel corso dell’anno. Il 16 maggio 2026 (18 maggio per il calendario effettivo) rappresenta la scadenza per alcune specifiche categorie di contribuenti.

    Autoliquidazione INAIL: chi deve versare a maggio

    I datori di lavoro che hanno effettuato l’autoliquidazione INAIL entro il 16 febbraio 2026 e hanno scelto il pagamento rateale in due rate devono versare la seconda rata del premio INAIL entro il 16 maggio 2026. L’importo è pari al 50% del premio annuale complessivo, aumentato degli interessi di rateizzazione.

    Chi invece ha optato per il pagamento in un’unica soluzione aveva già assolto l’obbligo entro il 16 febbraio 2026. Per i nuovi datori di lavoro che hanno avviato l’attività tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026, il primo versamento INAIL è dovuto entro il 16 maggio 2026.

    Come si calcola il premio INAIL

    Il premio INAIL si calcola applicando la tariffa di rischio (espressa per mille) alla massa retributiva annua dei lavoratori assicurati. La tariffa varia in base alla voce di tariffa INAIL, che dipende dall’attività svolta (codice ATECO). Per un’impresa manifatturiera con 5 dipendenti e una massa retributiva annua di 150.000 euro, con una tariffa media del 20 per mille, il premio annuo sarebbe di 3.000 euro, con una seconda rata (a maggio) di 1.500 euro più interessi di rateizzazione.

    Accise, imposta sui tabacchi e altri tributi speciali

    La settimana 11-17 maggio 2026 include anche scadenze per i tributi speciali che riguardano operatori economici di settori specifici. Questi adempimenti, pur riguardando una platea limitata di contribuenti, hanno importi e formalità precise.

    Scadenza 14 maggio: imposta sul valore aggiunto per vendite a distanza (OSS)

    Entro il 20 di ogni mese del trimestre successivo, gli operatori registrati al regime OSS (One Stop Shop) per le vendite a distanza di beni e servizi verso consumatori finali nell’Unione Europea devono presentare la dichiarazione trimestrale e versare l’IVA. Tuttavia, maggio 2026 non presenta scadenze OSS specifiche per questo trimestre (la scadenza trimestrale cade il 20 luglio per il II trimestre 2026).

    Accise sugli oli minerali: scadenza 16 maggio

    Entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo), i depositari autorizzati e gli operatori registrati che hanno immesso in consumo prodotti soggetti ad accisa nel mese di aprile 2026 devono:

    • Presentare la dichiarazione mensile delle accise sugli oli minerali (benzina, gasolio, GPL, kerosene, ecc.).
    • Versare l’importo delle accise dovute per le immissioni in consumo di aprile 2026.

    Imposta sui tabacchi lavorati: scadenza 16 maggio

    I rivenditori e i depositari di tabacchi lavorati (sigarette, tabacco da pipa, sigari, prodotti da riscaldamento) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta di consumo relativa alle vendite di aprile 2026. L’imposta sui tabacchi comprende l’accisa e l’IVA incorporata, calcolate in base alle tabelle dei prezzi di vendita al pubblico.

    Imposta sugli intrattenimenti e apparecchi da gioco: scadenza 16 maggio

    Gli operatori del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo (discoteche, sale da ballo, gestori di apparecchi da gioco leciti, impianti sportivi) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta sugli intrattenimenti relativa al mese di aprile 2026, secondo le aliquote previste dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640.

    Adempimenti speciali della settimana 11-17 maggio 2026

    Oltre ai versamenti ordinari già descritti, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano alcuni adempimenti speciali che meritano particolare attenzione.

    Modello 730/2026: apertura della stagione dichiarativa

    Sebbene la scadenza del modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) sia fissata al 30 settembre 2026, maggio è il mese in cui si apre formalmente la campagna dichiarativa. Dal 2 maggio 2026 è possibile accedere al 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I contribuenti possono verificare i dati pre-inseriti, apportare modifiche e inviare il modello sia in autonomia (tramite il sito AdE) sia tramite un CAF o intermediario abilitato.

    Per i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF, i rimborsi o i debiti vengono gestiti direttamente dal datore di lavoro in busta paga, a partire dal mese di luglio 2026 (rimborsi) o agosto 2026 (pagamenti). Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce assistenza professionale e verifiche accurate su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta. Consulta la nostra guida alla dichiarazione dei redditi da affitto nel 730 per esempi pratici.

    Rottamazione-quinquies: rate in scadenza

    Per i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-quinquies delle cartelle esattoriali, maggio 2026 potrebbe rientrare tra i mesi di scadenza delle rate del piano di rateizzazione concordato. Chi ha debiti iscritti a ruolo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e ha aderito alla rottamazione deve rispettare scrupolosamente le scadenze delle rate, poiché il mancato pagamento anche di una sola rata entro 5 giorni dalla scadenza comporta la decadenza dal beneficio della rottamazione e il ripristino dei debiti originari con sanzioni e interessi.

    Per verificare le scadenze della tua rottamazione e ricevere assistenza, consulta la nostra guida completa sulla rottamazione-quinquies: FAQ e guida 2026.

    Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (LIPE): scadenza 31 maggio

    Pur non rientrando strettamente nella settimana 11-17 maggio, è opportuno ricordare che entro il 31 maggio 2026 i contribuenti IVA mensili e trimestrali devono trasmettere la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relativa al I trimestre 2026, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è distinta dal versamento e ha carattere puramente informativo-obbligatorio.

    Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026

    Ecco il riepilogo completo di tutti gli adempimenti fiscali della settimana 11-17 maggio 2026, ordinati per data e soggetto obbligato. Si ricorda che le scadenze del 16 maggio (sabato) slittano al 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.

    Data effettivaAdempimentoSoggetti obbligatiCodice tributo / Modello
    18 mag 2026Versamento IVA mensile aprile 2026Contribuenti IVA mensiliF24 – codice 6004
    18 mag 2026Ritenute IRPEF lavoro dipendente aprile 2026Datori di lavoro (sostituti d’imposta)F24 – codice 1001
    18 mag 2026Ritenute su lavoro autonomo e provvigioni aprile 2026Committenti e aziende che usano professionistiF24 – codice 1040 / 1038
    18 mag 2026Contributi INPS dipendenti aprile 2026Datori di lavoroF24 – DM10/2
    18 mag 2026Contributi INPS gestione separata (co.co.co.) aprile 2026Committenti, aziende con collaboratoriF24 – codice CXX
    18 mag 2026Contributi INPS artigiani e commercianti (I rata 2026)Artigiani, commercianti, lavoratori autonomi INPSF24 – codice INPS
    18 mag 2026II rata premio INAIL (autoliquidazione)Datori di lavoro con pagamento ratealeF24 – codici INAIL
    18 mag 2026Accise oli minerali – immissioni aprile 2026Depositari autorizzati, operatori registratiF24 accise
    18 mag 2026Imposta sui tabacchi lavorati – vendite aprile 2026Rivenditori e depositari tabacchiVersamento tramite concessionario
    18 mag 2026Imposta sugli intrattenimenti – aprile 2026Gestori sale da ballo, apparecchi da giocoF24 – codice 6728
    18 mag 2026Versamento canone RAI mensile (aziende)Imprese con abbonamento RAI specialeF24 – codice 6099

    Fonte: Calendario Agenzia delle Entrate 2026, Circolare INPS, INAIL – Dati aggiornati a maggio 2026.

    Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

    Cosa succede se non si rispettano le scadenze fiscali di maggio 2026? L’omesso o tardivo versamento dei tributi comporta l’applicazione automatica di sanzioni amministrative e interessi di mora. Tuttavia, esiste uno strumento prezioso per regolarizzare la propria posizione in modo agevolato: il ravvedimento operoso.

    Sanzioni per omesso versamento

    La sanzione base per l’omesso versamento è pari al 30% dell’importo non versato (ridotta al 15% per versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza). A questi si aggiungono gli interessi legali, il cui tasso è fissato dalla Banca d’Italia annualmente (per il 2026 si attesta intorno al 2,5% annuo).

    In caso di versamento tardivo, la sanzione viene ridotta automaticamente se il contribuente ricorre al ravvedimento operoso prima che l’Amministrazione Finanziaria avvii un controllo o notifichi un atto impositivo.

    Ravvedimento operoso: le aliquote ridotte

    Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente un omesso o tardivo versamento, versando il tributo dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi. Le aliquote della sanzione ridotta dipendono dalla tempestività della regolarizzazione:

    • 0,1% per ogni giorno di ritardo, fino al 14° giorno (cd. ravvedimento “sprint”): applicabile entro 14 giorni dalla scadenza.
    • 1,5% dal 15° al 30° giorno di ritardo (1/10 del 15%).
    • 1,67% dal 31° al 90° giorno (1/9 del 15%).
    • 3,75% dopo 90 giorni ma entro 1 anno dalla scadenza (1/8 del 30%).
    • 4,29% tra 1 e 2 anni dalla scadenza (1/7 del 30%).
    • 5% oltre 2 anni dalla scadenza (1/6 del 30%).

    Esempio pratico: Un’impresa dimentica di versare l’IVA di aprile 2026 (5.300 euro dovuti entro il 18 maggio 2026). Si accorge dell’omissione il 25 maggio 2026 (7 giorni di ritardo). Applicando il ravvedimento sprint (0,1% per giorno): sanzione = 5.300 x 0,1% x 7 = 37,10 euro. Interessi legali: 5.300 x 2,5% / 365 x 7 = 2,54 euro. Totale da versare: 5.300 + 37,10 + 2,54 = 5.339,64 euro.

    Il ravvedimento si effettua tramite modello F24, versando con appositi codici tributo per le sanzioni (es. 8904 per sanzione IVA) e per gli interessi (es. 1991 per interessi IVA). Per assistenza nel calcolo e nella compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

    Come organizzarsi per non perdere le scadenze fiscali

    Gestire correttamente le scadenze fiscali di maggio 2026 richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farti cogliere impreparato:

    • Usa un calendario fiscale: annota tutte le scadenze che ti riguardano con qualche giorno di anticipo (almeno 3-5 giorni) per avere tempo di raccogliere i dati e compilare i modelli.
    • Prepara i dati a fine mese: entro il 30 aprile, calcola e annota l’IVA a debito e a credito di aprile, le retribuzioni erogate e le ritenute operate, i compensi corrisposti a professionisti.
    • Utilizza il modello F24 telematico: tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) o mediante intermediario abilitato, potendo così sfruttare la compensazione con eventuali crediti.
    • Tieni un registro compensazioni: se hai crediti d’imposta (IVA a credito, crediti IRPEF, ecc.), monitorane l’utilizzo per evitare di dimenticare compensazioni vantaggiose.
    • Affidati a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per te tutti gli adempimenti mensili, garantendo precisione ed evitando sanzioni.

    La settimana 11-17 maggio 2026 si conclude con la certezza che, rispettando le scadenze o ricorrendo tempestivamente al ravvedimento operoso, è possibile mantenere una posizione fiscale regolare ed evitare conseguenze negative. Per qualsiasi dubbio sulle scadenze che ti riguardano, contatta il CAF Centro Fiscale.

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    Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026

    Il 16 maggio 2026 cade di sabato: entro quando devo versare?

    Poiche il 16 maggio 2026 cade di sabato, il termine e prorogato automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioe lunedi 18 maggio 2026. Questa regola si applica a tutti i versamenti con scadenza il 16 di ogni mese quando questa data coincide con un giorno non lavorativo (sabato, domenica o festivita nazionale).

    Devo versare l’IVA mensile se sono in regime forfettario?

    No. I contribuenti in regime forfettario sono esenti dall’IVA e non devono effettuare alcun versamento IVA mensile. Il regime forfettario prevede l’esclusione dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, che non viene addebitata ai clienti ne versata all’Erario. Non sono quindi interessati dalla scadenza IVA del 18 maggio 2026.

    Cosa succede se dimentico di versare i contributi INPS entro il 18 maggio 2026?

    In caso di omesso versamento dei contributi INPS, si applicano sanzioni del 30% dell’importo non versato piu interessi di mora. E pero possibile regolarizzare la propria posizione tramite ravvedimento operoso, versando il dovuto piu una sanzione ridotta (che va dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni fino al 5% oltre i 2 anni). Si consiglia di provvedere il prima possibile per minimizzare l’onere.

    Posso compensare l’IVA da versare con un credito IRPEF?

    Si, e possibile utilizzare la compensazione orizzontale nel modello F24 per compensare il debito IVA con crediti di altre imposte, inclusa l’IRPEF, entro i limiti previsti dalla legge. Per crediti superiori a 5.000 euro annui, la compensazione deve essere preceduta dalla presentazione della dichiarazione IVA e puo essere effettuata solo tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel).

    Come posso verificare se devo versare la seconda rata INAIL a maggio 2026?

    Se in sede di autoliquidazione INAIL (presentata entro il 16 febbraio 2026) hai scelto il pagamento rateale in due rate, la seconda rata e dovuta entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo). Puoi verificare l’importo sul prospetto di autoliquidazione che hai conservato o tramite il portale INAIL Imprese. Se hai scelto il pagamento in unica soluzione, non hai rate in scadenza a maggio.


    Hai Bisogno di Assistenza per le Scadenze Fiscali?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutte le scadenze fiscali mensili: versamenti IVA, ritenute, contributi INPS e INAIL, compilazione modelli F24 e ravvedimento operoso.

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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 11:24:382026-05-10 09:50:58Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

      Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 e atteso nella seconda meta del mese per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. L’Assegno Unico Universale (AUU), la prestazione erogata dall’INPS a supporto delle famiglie con figli a carico, segue ogni mese un calendario preciso che dipende dalla situazione ISEE del nucleo familiare e dall’eventuale presenza di domande gia consolidate o da aggiornare. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che ti serve sapere: le date di accredito di maggio 2026, gli importi aggiornati, le cause piu comuni che bloccano il pagamento e come risolverle, le fasce ISEE di riferimento e i contatti per richiedere assistenza immediata.

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      Indice dei contenuti

      1. Quando arriva il pagamento di maggio 2026
      2. Calendario date accredito INPS maggio 2026
      3. Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle
      4. Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali
      5. Come sbloccare l’erogazione: guida pratica
      6. Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare
      7. Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie
      8. ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento
      9. Arretrati e conguagli: quando spettano
      10. Simulazione importo: calcola il tuo assegno
      11. Domande frequenti

      Quando arriva il pagamento di maggio 2026

      Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 non ha una data unica valida per tutti: l’INPS accredita la prestazione in un arco temporale che va indicativamente dal 17 al 30 maggio 2026, con variazioni in base alla tipologia di domanda e alle caratteristiche del nucleo familiare. Esistono due macro-categorie di beneficiari con tempistiche diverse:

      • Famiglie con domanda consolidata e ISEE valido: il pagamento avviene nella terza settimana del mese, di norma tra il 17 e il 22 maggio 2026. Questi nuclei hanno gia completato ogni adempimento burocratico e l’INPS eroga automaticamente l’importo sulla base dei dati in archivio.
      • Famiglie in attesa di rinnovo ISEE o con pratiche in corso: il pagamento puo slittare fino alla fine del mese (26-30 maggio), oppure essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione ISEE.
      • Nuovi richiedenti o domande presentate nel mese corrente: per chi ha inoltrato la domanda dopo il 30 aprile 2026, il primo accredito avviene nel mese successivo alla lavorazione della pratica da parte dell’INPS.

      E importante ricordare che l’Assegno Unico Universale non prevede un giorno fisso di pagamento pubblicato ufficialmente dall’INPS nel senso di un calendario preventivo assoluto: l’istituto comunica le date attraverso i suoi canali istituzionali (sito INPS, Patronato e CAF autorizzati) a ridosso dell’erogazione. Tuttavia, sulla base dei pagamenti degli anni precedenti e delle circolari INPS di riferimento, e possibile stimare con buona precisione le finestre di accredito.

      Calendario date accredito INPS maggio 2026

      Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 si articola come segue, sulla base delle finestre di accredito storicamente consolidate e dei comunicati dell’istituto previdenziale:

      Tipologia beneficiarioFinestra di accreditoNote
      Domanda attiva, ISEE 2026 valido, nessuna variazione17 – 22 maggio 2026Accredito automatico, nessuna azione richiesta
      Domanda attiva, ISEE in aggiornamento23 – 27 maggio 2026Il pagamento avviene dopo la validazione dell’ISEE
      Domanda rinnovata a maggio 202626 – 30 maggio 2026Il primo pagamento e in questo range
      Domanda con variazioni familiari (nascita figlio, separazione)28 – 31 maggio 2026Necessaria verifica da parte dell’operatore INPS
      Prima domanda presentata dopo il 30 aprile 2026Giugno 2026L’accredito scatta dal mese successivo alla lavorazione

      L’accredito avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale (oppure sulla carta prepagata con IBAN) indicato nella domanda originaria. Non e previsto il pagamento in contanti o tramite sportello fisico INPS. Se hai cambiato coordinate bancarie, e obbligatorio aggiornare l’IBAN prima del pagamento.

      Per verificare lo stato in tempo reale del proprio pagamento, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure contattare il tuo CAF di fiducia o il Patronato.

      Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle

      Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati aggiornati con la rivalutazione ISTAT e tengono conto delle soglie ISEE vigenti. La prestazione e differenziata in base a: numero di figli, eta dei figli, presenza di disabilita, situazione economica del nucleo (ISEE). Di seguito la tabella degli importi mensili per figlio:

      Importi per figlio minorenne (fino a 21 anni)

      ISEE 2026Importo mensile per figlioMaggiorazione per figlio disabile
      Fino a 17.090 euro199,40 euro+ fino a 120 euro
      Da 17.090 a 40.000 euroImporto decrescente progressivo+ fino a 120 euro
      Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)57,00 euro (minimo garantito)+ 30 euro

      Nota importante: gli importi indicati sono basati sulla struttura tariffaria dell’Assegno Unico 2025-2026, rivalutata in base all’indice ISTAT di inflazione. Le cifre esatte per il 2026 possono subire lievi variazioni in seguito alla rivalutazione ufficiale comunicata dall’INPS con circolari specifiche all’inizio dell’anno.

      Maggiorazioni previste nel 2026

      Oltre all’importo base, esistono diverse maggiorazioni mensili che si aggiungono all’assegno base:

      • Maggiorazione per nuclei numerosi (3 o piu figli): da 15 a 85 euro mensili per figlio aggiuntivo dal terzo in poi, decrescente in base all’ISEE
      • Maggiorazione per figlio con disabilita: da 30 a 120 euro mensili, in base al grado di disabilita riconosciuta
      • Maggiorazione per madre con meno di 21 anni: 20 euro mensili aggiuntivi
      • Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori (doppio reddito): da 30 euro mensili (ISEE fino a 15.000 euro), decrescente fino a zero per ISEE superiore a 40.000 euro
      • Maggiorazione temporanea per neonati (primo anno di vita): nei nuclei con ISEE fino a 40.000 euro, la maggiorazione per i figli nati nel 2022 e successivamente puo raggiungere i 120 euro al mese per il primo anno

      Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali

      Se il pagamento di maggio 2026 non e arrivato entro la fine del mese, le cause possono essere molteplici. Di seguito le situazioni piu frequenti riscontrate dai nostri operatori CAF:

      1. ISEE scaduto o non presentato

      La causa piu frequente di mancato pagamento e l’ISEE scaduto. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validita dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se non hai rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS continua a erogare l’assegno ma all’importo minimo garantito (57 euro per figlio). Se non l’hai presentato affatto, il pagamento puo essere bloccato. Presentare l’ISEE e fortemente consigliato entro i primi mesi dell’anno per ricevere gli arretrati con conguaglio da gennaio.

      2. IBAN errato o non aggiornato

      Se hai cambiato banca, aperto un nuovo conto corrente o la carta prepagata e scaduta, l’IBAN registrato nell’INPS potrebbe non essere piu valido. In questo caso il pagamento viene rifiutato e sospeso. E necessario aggiornare le coordinate bancarie tramite MyINPS o tramite un CAF.

      3. Domanda non rinnovata o decaduta

      L’Assegno Unico si rinnova automaticamente se la domanda precedente era valida e attiva. Tuttavia, in alcuni casi l’INPS richiede un rinnovo esplicito della domanda, ad esempio quando cambiano significativamente i dati del nucleo familiare (separazione, nuovo figlio, cambio residenza). Se la domanda risulta “in scadenza” o “decaduta” nel portale MyINPS, e necessario inoltrarla nuovamente.

      4. Variazioni del nucleo familiare non comunicate

      La nascita di un figlio, il compimento del 21° anno di eta da parte di un figlio gia beneficiario, una separazione o divorzio, o il cambio di residenza sono tutti eventi che devono essere comunicati tempestivamente all’INPS. Il mancato aggiornamento puo generare pagamenti errati (eccedenti o carenti) e successivi recuperi di indebito.

      5. Domanda in lavorazione o con richiesta di documentazione

      In alcuni casi l’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva (certificato di disabilita, atto di nascita, documentazione stranieri UE/extra-UE). Se la pratica e “in istruttoria” o segnata come “richiesta documentazione”, il pagamento e sospeso fino alla verifica. E fondamentale rispondere tempestivamente alle richieste dell’INPS.

      Come sbloccare l’erogazione: guida pratica

      Se il pagamento di maggio e bloccato o non arrivato, segui questa procedura passo per passo per sbloccare l’erogazione nel minor tempo possibile:

      Step 1: Verifica lo stato della domanda su MyINPS

      Accedi al portale MyINPS (myinps.inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Assegno Unico e Universale” trovi il dettaglio della tua domanda: stato, importo, IBAN registrato e eventuali segnalazioni. Verifica che lo stato sia “Accolto” o “In pagamento”. Se trovi segnalazioni come “Sospeso”, “In istruttoria” o “Richiesta documentazione”, leggi attentamente il messaggio e prendi nota di cosa viene richiesto.

      Step 2: Controlla la validita dell’ISEE

      Verifica che il tuo ISEE 2026 sia ancora valido. Ricorda che l’ISEE ha validita fino al 31 dicembre 2026, ma se lo hai presentato a fine 2025 e nel frattempo ci sono state variazioni patrimoniali significative, potresti dover aggiornarlo. Se l’ISEE non e presente, presentalo subito: l’INPS calcolera gli arretrati da gennaio 2026 con conguaglio nel primo pagamento utile.

      Step 3: Aggiorna l’IBAN se necessario

      Se l’IBAN e cambiato, accedi a MyINPS e aggiorna le coordinate bancarie nella sezione “Dati di pagamento”. In alternativa, rivolgiti a un CAF o Patronato autorizzato: i nostri operatori possono aggiornare l’IBAN direttamente nel sistema INPS in tempi rapidi.

      Step 4: Invia documentazione mancante

      Se l’INPS ha richiesto documentazione aggiuntiva, puoi caricarla direttamente su MyINPS oppure consegnarla fisicamente presso uno sportello INPS o tramite il tuo CAF. I documenti piu frequentemente richiesti includono: certificato di disabilita (verbale INPS o commissione medica locale), documentazione per figli stranieri (permesso di soggiorno, stato di famiglia consolare), atto di nascita per figli nati di recente.

      Step 5: Contatta il CAF o il Patronato

      Se dopo aver verificato tutti i punti precedenti il problema persiste, il modo piu rapido per risolverlo e contattare il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS e possono: verificare lo stato della pratica in tempo reale, aggiornare domande e dati, inviare documentazione e seguire il caso fino alla risoluzione. Puoi contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o telefonare allo 0432 1638640.

      Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare

      Se la domanda e scaduta o non rinnovata, non devi preoccuparti: puoi presentarla nuovamente in qualsiasi momento dell’anno. Tieni pero presente queste regole fondamentali:

      • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: hai diritto agli arretrati da gennaio 2026. L’INPS effettuera un conguaglio e accreditera le mensilita non pagate nel primo pagamento utile.
      • Domanda presentata dal 1 luglio 2026 in poi: il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda, senza arretrati. Non e possibile recuperare le mensilita precedenti.
      • Scadenza critica: per non perdere gli arretrati da gennaio 2026, e indispensabile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2026.

      La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF o Patronato autorizzato. Non e possibile presentarla allo sportello fisico INPS senza appuntamento. Puoi anche consultare i nostri articoli sulla maternita obbligatoria e facoltativa 2026 per approfondire i diritti delle mamme lavoratrici correlati all’Assegno Unico.

      Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie

      L’aggiornamento dell’IBAN per l’Assegno Unico e una delle operazioni piu comuni che gestiamo al CAF. Ecco come procedere:

      Tramite MyINPS (autonomamente)

      • Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
      • Vai alla sezione “I miei servizi” > “Assegno Unico e Universale”
      • Seleziona la domanda attiva
      • Clicca su “Modifica dati di pagamento”
      • Inserisci il nuovo IBAN e conferma
      • L’aggiornamento diventa operativo nel giro di 24-48 ore lavorative

      Tramite CAF o Patronato

      Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine portando con te: documento di identita, codice fiscale, e il nuovo IBAN (puoi trovarlo sull’estratto conto o nell’app della banca). I nostri operatori aggiorneranno le coordinate nel sistema INPS in tempo reale.

      Attenzione: se il pagamento viene rifiutato dalla banca per IBAN errato, l’INPS non lo riaccredita automaticamente. E necessario aggiornare l’IBAN e poi attendere il successivo ciclo di pagamento mensile, oppure inviare una specifica richiesta di riaccredito tramite il Patronato.

      ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento

      L’ISEE e il pilastro dell’Assegno Unico: senza un ISEE valido, l’importo percepito e quello minimo garantito (57 euro per figlio al mese), indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia. Ecco le regole fondamentali:

      ISEE non presentato

      Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS eroga comunque l’assegno, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Non appena presenti l’ISEE e viene validato (in genere entro 10 giorni lavorativi), l’INPS calcola gli arretrati dalla data di inizio del beneficio (o da gennaio 2026 se la domanda era attiva) e li eroga con conguaglio nel primo pagamento utile. E quindi conveniente presentare l’ISEE il prima possibile per recuperare le mensilita alla quota piena.

      ISEE scaduto (presentato nel 2025)

      L’ISEE presentato nel 2025 e valido fino al 31 dicembre 2025. Dal 1 gennaio 2026 non e piu valido. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE 2026, l’INPS sta erogando l’assegno all’importo minimo. Rinnova subito l’ISEE recandoti al CAF: il rinnovo consente di recuperare gli importi corretti da gennaio 2026 con arretrati.

      Come presentare o rinnovare l’ISEE al CAF

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di presentazione e rinnovo dell’ISEE durante tutto l’anno. I documenti necessari includono: Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo, ultimi CU o dichiarazioni dei redditi, dati patrimonio immobiliare e mobiliare, saldo e giacenza media conti correnti. Puoi prenotare un appuntamento telefonando allo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

      Arretrati e conguagli: quando spettano

      Gli arretrati dell’Assegno Unico sono le mensilita non percepite o percepite in misura ridotta che l’INPS deve recuperare. Ecco i casi principali in cui scatta il conguaglio:

      • Presentazione tardiva dell’ISEE: se hai presentato l’ISEE 2026 dopo gennaio 2026, gli arretrati vengono calcolati da marzo 2026 (il mese successivo a quello di presentazione della DSU) fino al mese corrente e accreditati in un’unica soluzione.
      • Aggiornamento ISEE con importo piu basso: se il nuovo ISEE e inferiore a quello precedente (o all’assenza di ISEE), l’importo aumenta retroattivamente. L’INPS verifica e accredita la differenza.
      • Domanda presentata con ritardo entro il 30 giugno: gli arretrati da gennaio vengono pagati in un’unica soluzione.
      • Riconoscimento di una maggiorazione non applicata: ad esempio, se un figlio ha ricevuto un verbale di disabilita con effetto retroattivo, la maggiorazione viene applicata dalla data del riconoscimento e gli arretrati vengono liquidati.

      Tempi di accredito degli arretrati: in genere l’INPS liquida gli arretrati nel ciclo di pagamento mensile successivo alla regolarizzazione della posizione. Il conguaglio appare come voce separata nell’estratto conto (es. “Conguaglio AUU gen-apr 2026”).

      Simulazione importo: calcola il tuo assegno

      Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno Unico spettante al tuo nucleo familiare, puoi utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS (inps.it > sezione “Assegno Unico e Universale” > Simulatore). Oppure, puoi usare la formula semplificata qui sotto come stima orientativa:

      Esempio pratico di calcolo

      Caso 1: Nucleo con 2 figli minorenni, ISEE 2026 di 20.000 euro, nessuna disabilita, entrambi i genitori lavoratori.

      • Importo base per figlio con ISEE 20.000: circa 150 euro/mese (valore interpolato tra il minimo e il massimo)
      • Maggiorazione entrambi i genitori lavoratori (ISEE 20.000): circa 20 euro/mese per figlio
      • Importo totale stimato: (150 + 20) x 2 = 340 euro/mese

      Caso 2: Nucleo con 3 figli (1 minorenne con disabilita media), ISEE 2026 di 12.000 euro, un genitore lavoratore.

      • Importo base per i 2 figli non disabili con ISEE 12.000: circa 180 euro/mese ciascuno
      • Importo base per il figlio disabile: circa 180 euro + 85 euro maggiorazione disabilita = 265 euro/mese
      • Maggiorazione dal 3 figlio: circa 50 euro aggiuntivi
      • Importo totale stimato: (180 x 2) + 265 + 50 = 675 euro/mese

      Queste sono stime orientative. Per un calcolo preciso e personalizzato, rivolgiti ai nostri operatori CAF: calcoliamo gratuitamente l’importo spettante e verifichiamo che tu stia ricevendo tutto a cui hai diritto. Potrebbero esserci maggiorazioni non applicate che stai perdendo. Ricorda che puoi cumulare l’Assegno Unico con il congedo straordinario Legge 104 se sei caregiver di un figlio con disabilita grave, oppure con la guida al pagamento di giugno 2026 per capire cosa aspettarti nel prossimo mese.

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      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sull’Assegno Unico di Maggio 2026

      Quando arriva l’Assegno Unico di maggio 2026?

      Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 viene accreditato indicativamente tra il 17 e il 30 maggio 2026. Le famiglie con domanda consolidata e ISEE valido ricevono il pagamento nella terza settimana (17-22 maggio), mentre chi ha pratiche in corso o ha rinnovato la domanda nel mese corrente puo riceverlo nella quarta settimana o entro il 30 maggio.

      Perche l’Assegno Unico non mi e ancora arrivato?

      Le cause piu comuni sono: ISEE scaduto o non presentato (in tal caso si riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio), IBAN non aggiornato, domanda scaduta o non rinnovata, variazioni del nucleo familiare non comunicate, o documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS. Verifica lo stato della domanda su MyINPS o contatta il tuo CAF per assistenza immediata.

      Come faccio a controllare se ho ricevuto il pagamento?

      Puoi verificare il pagamento accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Assegno Unico e Universale. Oppure puoi controllare il tuo estratto conto bancario: l’accredito appare con causale INPS AUU o Assegno Unico Universale. In alternativa, il tuo CAF o Patronato puo verificare lo stato del pagamento per tuo conto.

      Se non ho l’ISEE posso ricevere l’Assegno Unico?

      Si, anche senza ISEE hai diritto all’Assegno Unico, ma riceverai solo l’importo minimo garantito di 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE valido, l’importo viene adeguato alla tua situazione economica e ricevi gli arretrati dalla data di presentazione. Se hai presentato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati da gennaio 2026.

      Posso ricevere l’Assegno Unico se sono straniero?

      Si, i cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto all’Assegno Unico se sono in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio, ricerca o familiari, e i figli risiedono in Italia. I cittadini UE hanno le stesse condizioni dei cittadini italiani. Per i dettagli del tuo caso specifico, rivolgiti al CAF.


      Hai bisogno di assistenza per l’Assegno Unico?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’Assegno Unico Universale: presentazione e rinnovo della domanda, aggiornamento ISEE, sblocco pagamenti, aggiornamento IBAN, verifica arretrati e molto altro. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS.

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        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 09:24:382026-05-31 14:08:53Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione
        CAF

        Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Se possiedi un immobile dato in affitto, devi sapere che i redditi affitto dichiarazione dei redditi sono un passaggio obbligatorio. Il modello 730 rappresenta lo strumento principale per dichiarare i canoni di locazione percepiti, sia che tu abbia scelto la tassazione ordinaria sia la cedolare secca. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo dove indicare i redditi da locazione nel 730/2026, come funziona l’abbattimento forfettario e cosa fare in caso di inquilini morosi.

        Indice dei contenuti

        1. Quadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730
        2. Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione Ordinaria
        3. Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%
        4. Cedolare Secca nel 730: il Quadro LC
        5. Redditi da Sublocazione nel 730
        6. Affitti Non Percepiti e Morosità dell’Inquilino
        7. Domande Frequenti
        8. Assistenza del CAF Centro Fiscale

        Quadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730

        Il Quadro B del modello 730 rappresenta la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati. Qui devi indicare tutti gli immobili di cui sei proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione), compresi quelli concessi in locazione. Per ogni immobile dovrai compilare un rigo specifico inserendo:

        • Rendita catastale dell’immobile (la trovi nella visura catastale)
        • Utilizzo dell’immobile: codice 3 per immobili locati a canone libero, codice 8 per canone concordato
        • Canone di locazione annuo percepito o che avresti dovuto percepire
        • Giorni di possesso e percentuale di proprietà
        • Codice del Comune dove si trova l’immobile

        Se possiedi più immobili affittati, dovrai compilare un rigo per ciascuno di essi. Il sistema calcola automaticamente l’imponibile in base ai dati inseriti, applicando le regole della tassazione ordinaria oppure della cedolare secca, a seconda della scelta effettuata nel contratto di locazione.

        Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione Ordinaria

        Chi non opta per la cedolare secca deve dichiarare i redditi fondiari da affitto secondo le regole della tassazione ordinaria IRPEF. In questo caso, il reddito derivante dalla locazione viene sommato agli altri redditi (lavoro dipendente, pensione, ecc.) e tassato con le aliquote progressive previste dalla normativa sulle detrazioni fiscali.

        Con la tassazione ordinaria, il reddito imponibile da locazione si determina confrontando due importi: la rendita catastale rivalutata del 5% e il canone di locazione annuo ridotto dell’abbattimento forfettario. Si dichiara il maggiore dei due. Nella maggior parte dei casi il canone di locazione supera la rendita catastale rivalutata, ed è quindi quello che viene effettivamente tassato.

        Le aliquote IRPEF 2026 si applicano per scaglioni di reddito. Ad esempio, se il tuo reddito complessivo, inclusi i canoni di affitto, rientra nel primo scaglione fino a 28.000 euro, pagherai il 23%. Per redditi superiori le aliquote crescono progressivamente fino al 43% per la parte eccedente i 50.000 euro. Ricorda che i redditi da locazione si cumulano con tutti gli altri redditi ai fini della dichiarazione dei redditi.

        Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%

        Uno degli aspetti più importanti della redditi affitto dichiarazione è l’abbattimento forfettario. Si tratta di una riduzione percentuale applicata al canone annuo che tiene conto, in modo forfettario, delle spese sostenute dal proprietario per la gestione dell’immobile.

        Per i contratti a canone libero (4+4), l’abbattimento è del 5%. Questo significa che, se il canone annuo è di 10.000 euro, il reddito imponibile sarà di 9.500 euro. Per i contratti a canone concordato (3+2), l’abbattimento sale al 25%: sullo stesso canone di 10.000 euro, l’imponibile scende a 7.500 euro. Un vantaggio fiscale notevole che rende i contratti concordati molto convenienti dal punto di vista della tassazione.

        Inoltre, per gli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa, i contratti a canone concordato godono anche di una riduzione dell’IMU del 25% e di ulteriori agevolazioni sull’imposta di registro. Se non sai quale tipo di contratto ti conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare la soluzione più vantaggiosa per la tua situazione.

        Cedolare Secca nel 730: il Quadro LC

        Se hai optato per la cedolare secca, i redditi da affitto non vengono tassati con l’IRPEF ordinaria ma con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. L’aliquota standard è del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato. Dal 2024, per gli affitti brevi a partire dal secondo immobile si applica l’aliquota del 26%.

        Nel modello 730, la cedolare secca si dichiara nel Quadro LC (Cedolare secca sulle locazioni). Qui dovrai indicare il canone annuo relativo a ciascun immobile per cui hai scelto questo regime. Con la cedolare secca non si applicano abbattimenti forfettari: l’imposta si calcola sull’intero canone percepito. Tuttavia, l’aliquota fissa risulta spesso più conveniente rispetto alle aliquote IRPEF progressive, soprattutto per chi ha redditi medio-alti.

        Un vantaggio fondamentale della cedolare secca è che il reddito da locazione non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF. Questo significa che non rischi di salire di scaglione e pagare un’aliquota più alta su tutti i tuoi redditi. Inoltre, non devi pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione, con un risparmio aggiuntivo ogni anno.

        Redditi da Sublocazione nel 730

        Un caso particolare riguarda i redditi da sublocazione. Se sei un inquilino che ha subaffittato tutto o parte dell’immobile, con il consenso del proprietario, i canoni percepiti dalla sublocazione non sono redditi fondiari ma redditi diversi. Questo significa che vanno dichiarati nel Quadro D del 730 (rigo D4) e non nel Quadro B.

        Per i redditi da sublocazione non è possibile optare per la cedolare secca, che è riservata esclusivamente ai proprietari o titolari di diritti reali sull’immobile. Di conseguenza, i canoni da sublocazione vengono sempre tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Non si applica nemmeno l’abbattimento forfettario del 5% o del 25%, poiché queste agevolazioni riguardano solo i redditi fondiari del proprietario.

        Affitti Non Percepiti e Morosità dell’Inquilino

        Uno dei problemi più frequenti per i proprietari è la morosità dell’inquilino: cosa succede se non ricevi i canoni di affitto? Per la tassazione ordinaria, fino al 2019 era obbligatorio dichiarare i canoni anche se non percepiti, a meno che non si fosse ottenuto lo sfratto per morosità confermato dal giudice.

        Dal 2020, la normativa è stata modificata in senso più favorevole per il proprietario. Oggi, per i contratti di locazione ad uso abitativo, i canoni non percepiti non concorrono a formare il reddito a partire dal momento della conclusione del procedimento di convalida di sfratto o dal momento dell’intimazione di sfratto per morosità. Non devi più attendere la sentenza definitiva: basta aver avviato formalmente la procedura di sfratto.

        Per chi ha scelto la cedolare secca, la situazione è diversa: i canoni non percepiti devono comunque essere dichiarati, perché il regime della cedolare secca prevede la tassazione sul canone pattuito e non su quello effettivamente incassato. In caso di morosità prolungata, potrebbe convenire revocare l’opzione per la cedolare secca e tornare alla tassazione ordinaria, così da beneficiare dell’esclusione dei canoni non percepiti.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti

        Dove si dichiarano gli affitti nel 730?

        I redditi da affitto si dichiarano nel Quadro B (Redditi dei fabbricati) del modello 730. Se hai scelto la cedolare secca, dovrai compilare anche il Quadro LC. I redditi da sublocazione, invece, vanno nel Quadro D come redditi diversi.

        Quanto si paga di tasse sugli affitti nel 2026?

        Dipende dal regime scelto. Con la tassazione ordinaria, i redditi da affitto si sommano agli altri redditi e vengono tassati con aliquote IRPEF dal 23% al 43%. Con la cedolare secca, l’aliquota fissa è del 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile.

        Devo dichiarare affitti non percepiti per morosità?

        Con la tassazione ordinaria, dal 2020 i canoni non percepiti non vanno dichiarati a partire dall’intimazione di sfratto per morosità. Con la cedolare secca, invece, i canoni vanno sempre dichiarati anche se non percepiti.

        Conviene la cedolare secca o la tassazione ordinaria?

        La cedolare secca conviene generalmente quando il reddito complessivo supera i 28.000 euro, perché l’aliquota fissa del 21% risulta inferiore a quella IRPEF. Per redditi bassi, la tassazione ordinaria con le detrazioni fiscali potrebbe risultare più vantaggiosa. Il CAF può fare un calcolo personalizzato.

        Come funziona l’abbattimento forfettario del 25%?

        L’abbattimento forfettario del 25% si applica solo ai contratti a canone concordato (3+2) e solo con la tassazione ordinaria. Il canone annuo viene ridotto del 25% prima di essere tassato. Su un canone di 12.000 euro, pagherai le tasse solo su 9.000 euro.

        Assistenza del CAF Centro Fiscale

        Dichiarare correttamente i redditi affitto dichiarazione dei redditi può sembrare complicato, ma con il supporto giusto diventa semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il modello 730 con tutti i redditi da locazione, verificando che tu stia sfruttando al massimo le agevolazioni fiscali disponibili.

        I nostri operatori specializzati possono consigliarti sulla scelta tra tassazione ordinaria e cedolare secca, gestire le situazioni di morosità e assicurarsi che la tua dichiarazione sia corretta e completa. Prenota il tuo appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine, chiamando lo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

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          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 09:00:002026-05-31 16:49:16Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026
          Qonto

          Apertura Conto Qonto 2026: Guida Passo Passo, Costi e Documenti

          regime forfettario partita iva
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          Indice dei contenuti

          1. Cos’e Qonto: panoramica veloce
          2. Apertura conto in 5 step
          3. Tempi di registrazione e attivazione
          4. Documenti necessari per l’apertura
          5. Documenti per P.IVA forfettaria, SRL e SPA
          6. Costi e piani Qonto 2026
          7. Quale piano scegliere
          8. Configurazione iniziale post-apertura
          9. Come ottenere la carta Mastercard fisica
          10. Collegare Qonto a Fatture in Cloud e Aruba
          11. Errori comuni e cosa fare se il conto e rifiutato
          12. Recensioni utenti reali sull’esperienza di apertura
          13. Domande frequenti

          Aprire un conto business in Italia nel 2026 puo diventare un percorso a ostacoli: code in filiale, scartoffie, tempi di attivazione lunghi, costi nascosti e requisiti che cambiano da banca a banca. Per partite IVA, freelance e PMI la rapidita di apertura e l’integrazione con la fatturazione elettronica fanno spesso la differenza tra un’attivita che parte subito e una bloccata da settimane di pratiche.

          In questo scenario Qonto si propone come una delle soluzioni piu interessanti per chi cerca un conto 100% online dedicato a professionisti e aziende: registrazione veloce, IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata e gestione delle spese da app.

          In questa guida completa all’apertura conto Qonto 2026 vedremo, passo per passo, come si apre il conto, quali documenti servono, quali sono i costi reali dei piani, quanto tempo ci vuole per essere operativi e quali sono gli errori da evitare. L’obiettivo e fornirti tutte le informazioni per apri il conto Qonto in modo consapevole e senza brutte sorprese.

          Cos’e Qonto: panoramica veloce

          Qonto e un istituto di pagamento europeo nato nel 2017 in Francia e oggi attivo in Italia, Francia, Germania, Spagna e Austria. Conta oltre 600.000 clienti business in Europa e si rivolge esclusivamente a partite IVA, professionisti e aziende: non e disponibile per i privati.

          In Italia opera attraverso una filiale autorizzata e supervisionata da Banca d’Italia, in qualita di istituto di pagamento europeo passaportato dalla Francia (autorita di vigilanza ACPR). I fondi della clientela sono segregati e non rientrano nel patrimonio della societa, secondo la normativa europea PSD2.

          A chi si rivolge Qonto

          • Liberi professionisti e freelance con partita IVA
          • Ditte individuali e imprenditori individuali
          • Startup, microimprese e PMI
          • SRL, SRLS, SPA, SNC, SAS e altre societa
          • Associazioni riconosciute e non riconosciute

          Punti di forza per Partita IVA italiana

          • IBAN italiano (IT) incluso in tutti i piani
          • Fatturazione elettronica integrata con SDI (Sistema di Interscambio)
          • Pagamento F24 e bollettini direttamente dall’app
          • Categorizzazione automatica delle spese per la contabilita
          • Supporto clienti in italiano via chat ed email
          • Carta Mastercard Business fisica e virtuale

          Per un quadro generale puoi visita Qonto e consultare la pagina ufficiale dei piani prima di procedere con la registrazione.

          Apertura conto Qonto: 5 step in dettaglio

          L’apertura del conto Qonto e completamente online: nessuna firma in filiale, nessuna spedizione di documenti cartacei. La procedura si svolge in cinque passaggi ben definiti, che descriviamo qui di seguito nel dettaglio.

          Step 1 – Vai sul sito ufficiale e avvia la registrazione

          Il primo passo e collegarti al sito qonto.com (sezione Italia) e cliccare su “Apri un conto” o “Inizia ora”. Per evitare di finire su pagine non ufficiali o cloni, ti consigliamo di vai su Qonto direttamente dal nostro link verificato.

          Ti verra chiesto un primo gruppo di informazioni di base:

          • Email aziendale o personale
          • Password di accesso (minimo 8 caratteri, lettere, numeri e simboli)
          • Numero di cellulare per la verifica via SMS
          • Tipologia di attivita: libero professionista, ditta individuale, SRL, SPA, ecc.

          Step 2 – Scegli il piano Qonto piu adatto

          Subito dopo la registrazione, il sistema ti propone di selezionare uno dei piani disponibili. Per chi e solo (un solo titolare di partita IVA o amministratore) i piani principali sono Solo Basic, Solo Smart e Solo Premium; per le aziende con piu collaboratori esistono i piani Team Essential, Team Business e Team Enterprise.

          Il piano puo essere modificato in qualsiasi momento dopo l’apertura del conto, quindi non e una decisione definitiva. Tutti i piani prevedono un periodo di prova gratuito (in genere 30 giorni) durante il quale e possibile testare le funzionalita.

          Step 3 – Inserisci i dati anagrafici e della partita IVA

          In questa fase il sistema raccoglie le informazioni anagrafiche personali e quelle dell’attivita:

          • Dati personali: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza
          • Dati attivita: ragione sociale, partita IVA, codice ATECO, indirizzo sede
          • Tipologia clienti (B2B, B2C, mista) e fatturato annuo stimato
          • Struttura societaria: nel caso di SRL, soci e percentuali di possesso

          I dati anagrafici devono coincidere esattamente con quelli presenti sul documento d’identita e sulla visura camerale: anche un’inversione fra nome e cognome o un indirizzo diverso possono comportare il rifiuto della pratica.

          Step 4 – Carica i documenti richiesti

          Qonto richiede l’upload di una serie di documenti digitali (in PDF, JPG o PNG). I principali sono:

          • Documento d’identita in corso di validita (carta d’identita, passaporto o patente)
          • Codice fiscale (tessera sanitaria)
          • Visura camerale (per ditte individuali e societa)
          • Certificato di attribuzione partita IVA (per nuove aperture)
          • Documento dei beneficiari effettivi (per SRL, SPA, ecc.)

          I documenti devono essere leggibili, completi e non scaduti. La fotocamera dello smartphone va bene, ma e fondamentale che i bordi siano interi e che non ci siano riflessi che coprano i dati.

          Step 5 – Verifica dell’identita (KYC)

          L’ultimo passaggio e la verifica dell’identita, in linea con la normativa antiriciclaggio AML/KYC. Qonto utilizza una procedura di video-identificazione gestita da provider certificati: in alternativa, in alcuni casi, la verifica viene completata tramite SPID o caricamento del selfie con il documento.

          La sessione dura pochi minuti e viene fatta dal cellulare. Una volta superata la verifica, riceverai una mail di conferma e potrai accedere alla dashboard per apri il conto Qonto a tutti gli effetti.

          Tempi di registrazione e attivazione

          Una delle ragioni che spinge molti professionisti a scegliere Qonto e la velocita di apertura rispetto alle banche tradizionali. I tempi possono comunque variare in base alla tipologia di attivita e alla qualita dei documenti caricati.

          Tempi indicativi per tipologia

          • Registrazione iniziale: 10-30 minuti
          • Verifica documenti: 1-3 giorni lavorativi
          • Attivazione completa del conto: 1-3 giorni lavorativi dalla verifica
          • Spedizione carta Mastercard: 5-10 giorni lavorativi dall’attivazione

          Per liberi professionisti e ditte individuali, in molti casi il conto e operativo in 24-48 ore. Per SRL e societa con piu soci i tempi possono allungarsi a 5-7 giorni lavorativi a causa dei controlli sui beneficiari effettivi.

          Cosa fare se i tempi si allungano

          Se la verifica dei documenti supera i 3 giorni lavorativi, conviene contattare il supporto clienti Qonto via chat dall’app: spesso il rallentamento dipende da un documento poco leggibile o da un dato non corrispondente alla visura camerale, che puo essere risolto in pochi minuti.

          Documenti necessari per l’apertura

          La lista dei documenti necessari per aprire un conto Qonto dipende dalla forma giuridica dell’attivita. Esiste pero un nucleo di documenti comuni a tutti i casi.

          Documenti comuni a tutte le tipologie

          • Documento d’identita in corso di validita: carta d’identita italiana o estera, passaporto, patente di guida
          • Codice fiscale: tessera sanitaria fronte e retro, oppure tesserino del codice fiscale
          • Selfie con documento oppure verifica video tramite app
          • Numero di cellulare attivo intestato al titolare
          • Email non condivisa con altri profili Qonto

          Documenti specifici per professionisti e imprese

          Oltre a quanto sopra, in base alla forma giuridica servono:

          • Liberi professionisti: certificato di attribuzione partita IVA, eventuale iscrizione all’albo
          • Ditte individuali: visura camerale recente (entro 3 mesi)
          • SRL/SRLS: visura camerale, statuto, atto costitutivo, dichiarazione beneficiari effettivi
          • SPA: visura, statuto, atto costitutivo, libro soci, beneficiari effettivi sopra il 25%
          • Associazioni: atto costitutivo, statuto, codice fiscale dell’associazione

          Consigli pratici per evitare rifiuti

          • Carica documenti a colori, non in bianco e nero
          • Verifica che il nome e cognome coincidano in tutti i documenti
          • La visura camerale deve essere recente: meglio se non oltre 3 mesi
          • Per le SRL, prepara in anticipo l’elenco dei beneficiari effettivi con percentuali

          Differenze documenti: P.IVA forfettaria vs SRL/SPA

          I documenti richiesti cambiano in modo significativo in base alla forma giuridica scelta. Vediamo le tre situazioni piu frequenti.

          Partita IVA forfettaria (libero professionista)

          Per chi opera in regime forfettario come libero professionista (codice ATECO senza obbligo di iscrizione al registro imprese), i documenti sono ridotti al minimo:

          • Documento d’identita
          • Codice fiscale
          • Certificato di attribuzione partita IVA (modello AA9/12)
          • Eventuale iscrizione albo o cassa di previdenza professionale

          Non e necessaria la visura camerale (non si e iscritti). I tempi di attivazione sono i piu rapidi: 24-48 ore nella maggior parte dei casi.

          Ditta individuale e impresa familiare

          Per ditte individuali iscritte al registro imprese, oltre ai documenti personali serve:

          • Visura camerale recente
          • Codice ATECO principale e secondari
          • Eventuale partita IVA in regime ordinario, semplificato o forfettario

          SRL, SRLS e SPA

          Per le societa di capitali la procedura e piu strutturata:

          • Visura camerale della societa
          • Statuto e atto costitutivo aggiornati
          • Documento d’identita di tutti gli amministratori e dei beneficiari effettivi (oltre il 25%)
          • Codice fiscale degli amministratori
          • Dichiarazione antiriciclaggio (compilata online sulla piattaforma)

          Se hai dubbi sui documenti relativi alla tua forma giuridica, prima di iniziare la pratica e utile visita Qonto e consultare la sezione FAQ dedicata alla tua tipologia di attivita.

          Costi e piani Qonto 2026

          I piani Qonto sono strutturati su tre livelli per la formula Solo (un solo titolare: Solo Basic, Solo Smart, Solo Premium) e su tre livelli per la formula Team (per societa con piu collaboratori: Team Essential, Team Business, Team Enterprise). Vediamo i prezzi indicativi per il 2026.

          Tabella piani Solo (libero professionista o ditta individuale)

          CaratteristicaSolo BasicSolo SmartSolo Premium
          Prezzo mensile9 euro19 euro39 euro
          IBAN italianoSiSiSi
          Bonifici SEPA inclusi30/mese60/mese100/mese
          Carta Mastercard fisica1 inclusa1 Premium1 Metal
          Fatturazione elettronicaBaseAvanzataCompleta
          Pagamento F24SiSiSi
          Categorizzazione speseManualeAutomaticaAutomatica + Report
          Integrazioni contabiliLimitateTutteTutte + API

          Prezzi indicativi 2026, IVA esclusa. Per i prezzi aggiornati ti invitiamo a registrati su Qonto e consultare la pagina ufficiale dei piani.

          Costi extra da considerare

          • Bonifici fuori soglia: 0,40-0,50 euro a operazione
          • Carta aggiuntiva fisica: 5-8 euro/mese
          • Prelievo ATM: 1-2 euro per prelievo (alcuni piani includono prelievi gratuiti)
          • Cambio valuta: spread su tasso di cambio interbancario

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          Quale piano Qonto scegliere

          La scelta del piano dipende dal volume di operazioni, dalle integrazioni necessarie e dal tipo di attivita. Diamo qualche linea guida concreta per orientarsi.

          Solo Basic – 9 euro/mese

          Indicato per liberi professionisti in regime forfettario al primo anno o con basso volume di operazioni: pochi bonifici al mese, una carta personale, fatturazione elettronica essenziale. E il piano ideale per chi vuole testare Qonto senza spendere troppo.

          Solo Smart – 19 euro/mese

          E il piano piu venduto: pensato per professionisti con un’attivita gia consolidata, fattura settimanalmente, vuole categorizzazione automatica delle spese e ha bisogno di integrazioni contabili (Fatture in Cloud, Aruba, Fatture24, ecc.). Conviene per chi supera i 30 bonifici al mese.

          Solo Premium – 39 euro/mese

          Indicato per professionisti senior o con fatturato elevato: include la carta Metal, report di spesa avanzati, accesso API e supporto prioritario. La differenza di 20 euro/mese rispetto a Smart si giustifica solo se sfrutti almeno 2-3 funzionalita esclusive.

          Piani Team per societa: Essential, Business, Enterprise

          Per le societa con piu collaboratori, Qonto propone tre livelli: Team Essential a 49 euro/mese (5 utenti, 2 carte, 100 bonifici/mese), Team Business a 99 euro/mese (10 utenti, controllo accessi, approvazioni multi-livello, esportazione contabile automatica) e Team Enterprise a 199 euro/mese (utenti illimitati, API personalizzate, supporto dedicato). Tutti includono carte aziendali per i collaboratori e gestione granulare dei permessi.

          Confronto rapido per profilo

          • Forfettario al primo anno: Solo Basic
          • Freelance affermato: Solo Smart
          • Studio professionale: Solo Premium oppure Team Essential se con collaboratori
          • SRL con dipendenti: Team Business (3-10 dipendenti) o Team Enterprise (oltre)

          Ricorda che il piano si puo cambiare in qualsiasi momento dalla dashboard, quindi puoi iniziare con il Basic e fare upgrade quando il volume di operazioni cresce.

          Configurazione iniziale post-apertura

          Una volta che il conto e attivato, prima di iniziare a usarlo per pagare e incassare, conviene dedicare 15-20 minuti alla configurazione iniziale. Sono passaggi semplici ma che evitano problemi futuri.

          Checklist di configurazione

          1. Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA) via app o SMS
          2. Imposta i limiti di spesa giornaliero, settimanale e mensile della carta
          3. Collega il codice destinatario SDI per la fatturazione elettronica
          4. Carica il logo aziendale per le fatture e i preventivi
          5. Crea le categorie di spesa personalizzate (es. carburante, software, formazione)
          6. Configura le notifiche push e email per ogni movimento
          7. Imposta i contatti dei beneficiari ricorrenti per velocizzare i bonifici
          8. Collega il conto al software di contabilita (vedi sezione dedicata)

          Configurazione fatturazione elettronica

          La fatturazione elettronica integrata e uno dei punti di forza di Qonto. Per attivarla devi inserire:

          • Codice destinatario SDI (7 caratteri alfanumerici)
          • PEC aziendale per ricevere le notifiche
          • Regime fiscale: forfettario, ordinario, semplificato
          • Aliquote IVA standard usate (22%, 10%, 4%)

          Una volta configurato, puoi creare ed inviare fatture direttamente dall’app Qonto: il file XML viene generato in automatico secondo lo schema dell’Agenzia delle Entrate.

          Come ottenere la carta Mastercard fisica

          Tutti i piani Qonto includono almeno una carta Mastercard Business fisica gratuita, oltre alle carte virtuali utilizzabili online. Vediamo come richiederla e attivarla.

          Richiesta della carta fisica

          Dopo l’attivazione del conto, dalla dashboard:

          1. Vai nella sezione Carte
          2. Clicca su Ordina nuova carta
          3. Scegli il tipo: Standard, Premium o Metal (in base al piano)
          4. Conferma l’indirizzo di consegna
          5. Inserisci il codice di sicurezza per autorizzare l’ordine

          La carta arriva di norma in 5-10 giorni lavorativi con corriere o raccomandata. Una volta ricevuta, dovrai attivarla dall’app inserendo il codice presente sulla lettera di accompagnamento.

          Funzionalita della carta Mastercard Qonto

          • Pagamenti online e in negozio in tutto il mondo
          • Pagamenti contactless e con Apple Pay/Google Pay
          • Prelievi ATM in Italia e all’estero (con commissioni a piano)
          • Limiti modificabili in tempo reale dall’app
          • Blocco e sblocco istantaneo in caso di perdita o smarrimento

          Carta virtuale per acquisti online

          Oltre alla carta fisica, puoi creare carte virtuali “usa e getta” con limite predefinito per ogni singolo acquisto online: utile per evitare abbonamenti automatici indesiderati o per pagamenti su siti esteri.

          Collegare Qonto a Fatture in Cloud, Aruba e altri software

          Qonto si integra con i principali software di fatturazione e contabilita italiani: questo permette di sincronizzare automaticamente i movimenti del conto con le fatture emesse e ricevute, riducendo il lavoro manuale e gli errori contabili.

          Integrazione con Fatture in Cloud

          Fatture in Cloud (TeamSystem) e probabilmente l’integrazione piu utilizzata. Per attivarla:

          1. Accedi al tuo profilo Fatture in Cloud
          2. Vai in Impostazioni – Conti correnti
          3. Seleziona Qonto dall’elenco delle banche supportate
          4. Inserisci le credenziali Qonto e autorizza l’accesso (PSD2)
          5. Sincronizza automaticamente i movimenti

          Integrazione con Aruba Fatturazione Elettronica

          Anche Aruba consente di collegare Qonto come conto principale per registrare incassi e pagamenti delle fatture. La configurazione e simile e si appoggia sullo standard PSD2 (Open Banking).

          Altre integrazioni disponibili

          • Fatture24 – software gratuito per fatturazione
          • Libero Sigillo – PEC e fatturazione
          • Tot – gestionale per partite IVA
          • Zucchetti / Buffetti – gestionali per studi
          • Stripe, PayPal – per incassi online
          • Slack, Microsoft Teams – notifiche di pagamento

          Se vuoi vedere l’elenco aggiornato delle integrazioni disponibili, dopo aver creato l’account puoi apri il conto Qonto e accedere al marketplace integrazioni dalla dashboard.

          Errori comuni e cosa fare se il conto e rifiutato

          L’apertura del conto Qonto puo essere rifiutata o sospesa per vari motivi: nella maggior parte dei casi si tratta di errori facilmente risolvibili.

          Cause piu frequenti di rifiuto

          • Documenti non leggibili o tagliati: la causa numero uno
          • Dati non corrispondenti tra documento e visura camerale
          • Visura troppo vecchia (oltre 3 mesi)
          • Codice ATECO non supportato da Qonto (alcuni settori sono esclusi)
          • Beneficiari effettivi non dichiarati per le SRL
          • Indirizzo di residenza fuori UE
          • Attivita classificate ad alto rischio (gioco d’azzardo, criptovalute, armi, ecc.)

          Cosa fare se il conto e rifiutato

          1. Leggi la mail di rifiuto: in genere viene spiegato il motivo
          2. Contatta il supporto via chat per chiedere chiarimenti
          3. Correggi il documento incriminato e ripresenta la pratica
          4. Se l’attivita non e supportata, valuta alternative come Revolut Business, N26 Business, Hype Business o conti di banche tradizionali

          Errori pratici durante l’apertura

          • Inserire indirizzi diversi per residenza e sede legale senza giustificazione
          • Saltare la dichiarazione beneficiari per le SRL
          • Usare email gia associata a un altro account Qonto
          • Caricare documenti scaduti (controlla sempre la data di scadenza)
          • Non rispondere ai messaggi del team verifica entro 7 giorni

          Recensioni utenti reali sull’esperienza di apertura

          Per dare un quadro realistico dell’esperienza di apertura del conto Qonto, abbiamo raccolto alcune testimonianze di utenti reali che hanno completato la procedura nel 2024-2025 (fonti: Trustpilot, Google Recensioni, forum di settore).

          Esperienze positive ricorrenti

          • Velocita: “In 24 ore avevo IBAN italiano e potevo gia ricevere bonifici” – libera professionista, Roma
          • Supporto: “Chat in italiano, risposte in pochi minuti, mi hanno aiutato a sistemare un documento sbagliato” – geometra, Milano
          • App: “Interfaccia super pulita, riesco a fare F24 e fatture senza dovermi spostare in piu portali” – consulente IT, Bologna
          • Categorizzazione spese: “Mi ha cambiato la vita avere le spese gia divise per categoria, la commercialista non mi chiede piu giustificativi” – architetto, Torino

          Punti critici segnalati

          • Verifica documenti: alcuni utenti riportano richieste ripetute di rinviare documenti
          • Costi piano Basic: 30 bonifici/mese sono pochi se si pagano molti fornitori
          • Assenza di filiali fisiche: per chi e abituato alla banca tradizionale puo essere uno scoglio
          • Prelievi ATM: commissioni superiori rispetto ad alcuni concorrenti come Revolut

          Valutazione generale

          La media delle recensioni online si attesta tra 4.0 e 4.4 su 5, con il giudizio piu positivo proprio sulla velocita di apertura e sulla qualita dell’app. I problemi principali si riscontrano in fase di verifica documenti, ma sono in genere risolvibili contattando il supporto.

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          Domande frequenti sull’apertura del conto Qonto

          1. Quanto costa aprire un conto Qonto?

          L’apertura del conto Qonto e gratuita. Si paga solo il canone mensile del piano scelto, a partire da 9 euro/mese per il piano Solo Basic. La maggior parte dei piani prevede 30 giorni di prova gratuita.

          2. Quanto tempo serve per aprire un conto Qonto?

          La registrazione richiede 10-30 minuti. La verifica dei documenti e l’attivazione del conto avvengono in genere in 1-3 giorni lavorativi per liberi professionisti e ditte individuali, fino a 5-7 giorni per le SRL.

          3. Quali documenti servono per aprire un conto Qonto?

          Servono il documento d’identita, il codice fiscale e, in base alla forma giuridica, il certificato di partita IVA (per i forfettari) o la visura camerale (per ditte individuali e societa). Per le SRL servono anche statuto e dichiarazione dei beneficiari effettivi.

          4. Qonto e una banca? E sicuro?

          Qonto e un istituto di pagamento europeo autorizzato in Francia da ACPR e operante in Italia sotto la vigilanza di Banca d’Italia. I fondi dei clienti sono segregati in conti dedicati presso banche partner, secondo la normativa europea. Non e una banca tradizionale e quindi non aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ma il meccanismo di segregazione tutela il denaro in caso di insolvenza.

          5. L’IBAN di Qonto e italiano?

          Si, dal 2023 Qonto fornisce IBAN italiano (codice IT) a tutti i nuovi clienti business. Questo evita problemi con stipendi, F24 e bonifici verso enti pubblici.

          6. Posso pagare i F24 con Qonto?

          Si, il pagamento F24 e disponibile su tutti i piani Qonto direttamente dall’app, sia per importi standard sia per F24 con compensazioni. La conferma del pagamento arriva in tempo reale.

          7. Posso aprire un conto Qonto se sono in regime forfettario?

          Si, Qonto e perfetto per il regime forfettario: bastano documento, codice fiscale e certificato partita IVA. Tempi di apertura ridotti, in genere 24-48 ore.

          8. Cosa succede se Qonto rifiuta la mia richiesta?

          Riceverai una email con il motivo del rifiuto. In molti casi basta correggere un documento e ripresentare la pratica. Se l’attivita non rientra nei codici ATECO supportati, puoi valutare conti business alternativi.

          9. Si puo cambiare piano Qonto dopo l’apertura?

          Si, il cambio piano si effettua dalla dashboard in qualsiasi momento e la modifica diventa effettiva dal mese successivo (con eventuale conguaglio).

          10. Qonto e adatto a una SRL con dipendenti?

          Si, per le SRL con dipendenti i piani Team Essential, Team Business e Team Enterprise permettono di emettere carte aziendali ai collaboratori, gestire approvazioni di spesa e integrare paghe tramite software contabili. Per attivita complesse e con piu di 10 utenti e consigliato il piano Team Enterprise.

          Conclusioni: vale la pena aprire un conto Qonto nel 2026?

          Aprire un conto Qonto nel 2026 e una scelta sensata per chi cerca un conto business 100% online, con IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e tempi di attivazione ridotti rispetto alle banche tradizionali. La procedura di apertura richiede pochi minuti e i documenti necessari sono limitati al minimo indispensabile.

          I principali punti di forza sono la velocita, l’app curata, la categorizzazione automatica delle spese e le tante integrazioni con i software di fatturazione e contabilita italiani. Le criticita riguardano principalmente i costi extra per chi supera la soglia di bonifici inclusi e l’assenza di sportelli fisici.

          Se sei un libero professionista, una ditta individuale, una SRL o una PMI alla ricerca di un conto pratico e veloce, puoi registrati su Qonto e iniziare la prova gratuita per valutarlo direttamente con la tua attivita.

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          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-24 09:37:20Apertura Conto Qonto 2026: Guida Passo Passo, Costi e Documenti
          CAF, SUCCESSIONI

          Successione Genitori ai Figli 2026: Quote, Tasse, Franchigie e Procedura Completa

          Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

          La successione dei genitori ai figli rappresenta il caso più comune e più cercato in Italia: la quasi totalità delle dichiarazioni di successione gestite ogni anno riguarda proprio il passaggio del patrimonio da un genitore deceduto ai suoi figli. Se hai perso da poco tuo padre o tua madre e devi occuparti della successione, sei nel posto giusto.

          In questa guida completa e aggiornata al 2026 scoprirai esattamente quanto spetta a ciascun figlio, quali tasse si pagano, quali documenti servono e come procedere passo dopo passo. Troverai anche un esempio pratico con calcoli reali (casa + conto corrente lasciati a 2 figli) e una sezione dedicata alle situazioni particolari: figli adottivi, figli premorti, figli non riconosciuti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni ogni anno, con costi decisamente più accessibili rispetto al notaio (200-400 euro contro 1.500-3.000 euro). Alla fine dell’articolo ti spieghiamo come prenotare un appuntamento.

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          Indice dei contenuti

          1. Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune
          2. Quote eredi: con o senza coniuge superstite
          3. La legittima dei figli (quota indisponibile)
          4. Successione per rappresentazione: figlio premorto
          5. Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio
          6. Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili
          7. Documenti necessari per la successione
          8. Tempistica: 12 mesi dalla morte
          9. Come procedere: CAF o notaio?
          10. Esempio pratico completo con calcoli
          11. Figli adottivi, naturali e situazioni particolari
          12. Impatto fiscale sulla prima casa dei figli
          13. Domande frequenti (FAQ)

          Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune

          Quando un genitore muore, per il Codice Civile italiano i figli sono sempre i primi eredi legittimi, insieme al coniuge superstite se presente. Questo vale sia che il defunto abbia lasciato un testamento sia che non l’abbia fatto (successione legittima).

          La successione dai genitori ai figli è l’ipotesi più frequente per un motivo semplice: la stragrande maggioranza delle persone lascia un patrimonio (casa, conto corrente, auto, titoli) che viene naturalmente trasmesso ai discendenti diretti. Il diritto italiano tutela particolarmente questa trasmissione, riconoscendo ai figli la qualifica di eredi legittimari (o necessari): significa che hanno diritto a una quota minima del patrimonio che non può essere loro tolta nemmeno per testamento.

          Dal punto di vista pratico, tutti i figli – indipendentemente dal numero e dalla loro condizione – concorrono in parti uguali tra loro. La legge italiana ha abolito ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi: dal 2013 (riforma della filiazione, legge 219/2012) tutti i figli hanno gli stessi diritti successori.

          Quote eredi: con o senza coniuge superstite

          Il Codice Civile, agli articoli 566 e 581, stabilisce in modo molto chiaro come viene suddiviso il patrimonio del genitore defunto tra figli e coniuge superstite. Vediamo tutti i casi possibili.

          Caso 1: solo figli (nessun coniuge o coniuge premorto/divorziato)

          Quando il genitore defunto lascia solo figli (perché già vedovo, divorziato o non sposato), i figli ereditano il 100% del patrimonio, diviso in parti uguali tra loro.

          • 1 figlio unico → 100% del patrimonio
          • 2 figli → 50% ciascuno
          • 3 figli → 1/3 (33,33%) ciascuno
          • 4 figli → 1/4 (25%) ciascuno
          • N figli → 1/N ciascuno

          Caso 2: coniuge superstite + 1 figlio

          Quando al defunto sopravvivono il coniuge e un solo figlio, l’articolo 581 C.C. stabilisce una divisione al 50% e 50%:

          • Coniuge superstite → 1/2 (50%)
          • Figlio unico → 1/2 (50%)

          Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto di uso dei mobili che la corredano (art. 540 C.C.), che si aggiunge alla quota ereditaria.

          Caso 3: coniuge superstite + 2 o più figli

          Quando al defunto sopravvivono il coniuge e due o più figli, la divisione è:

          • Coniuge superstite → 1/3 (33,33%)
          • Figli → 2/3 (66,67%) divisi in parti uguali tra loro

          Esempi concreti:

          • Coniuge + 2 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/3 (2/3 ÷ 2)
          • Coniuge + 3 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 2/9 (2/3 ÷ 3)
          • Coniuge + 4 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/6 (2/3 ÷ 4)

          Anche in questo caso il coniuge mantiene il diritto di abitazione sulla casa familiare.

          Tabella riepilogativa quote

          Situazione familiareQuota coniugeQuota totale figliQuota singolo figlio
          Solo 1 figlio (no coniuge)—100%100%
          Solo 2 figli (no coniuge)—100%50%
          Solo 3 figli (no coniuge)—100%33,33%
          Coniuge + 1 figlio50%50%50%
          Coniuge + 2 figli33,33%66,67%33,33%
          Coniuge + 3 figli33,33%66,67%22,22%
          Coniuge + 4 figli33,33%66,67%16,67%

          La legittima dei figli (quota indisponibile)

          Un aspetto fondamentale della successione dei genitori ai figli è il concetto di legittima (o quota indisponibile). Si tratta della porzione minima di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente ai figli, e di cui il genitore non può disporre liberamente nemmeno con un testamento.

          In altre parole: anche se tuo padre o tua madre avesse scritto un testamento lasciando tutto a un terzo (un nuovo partner, un’associazione, un amico), tu e i tuoi fratelli avreste comunque diritto alla vostra quota di legittima.

          Quote di legittima per i figli (art. 537 C.C.)

          • 1 figlio unico (senza coniuge) → ha diritto almeno a 1/2 del patrimonio (disponibile 1/2)
          • 2 o più figli (senza coniuge) → hanno diritto complessivamente ai 2/3 del patrimonio (disponibile 1/3)
          • 1 figlio + coniuge → figlio 1/3, coniuge 1/3 (disponibile 1/3)
          • 2 o più figli + coniuge → figli 1/2 complessivamente, coniuge 1/4 (disponibile 1/4)

          Se un figlio viene leso nella quota di legittima da un testamento o da donazioni fatte in vita dal genitore, può agire con l’azione di riduzione (art. 554 C.C.) per ottenere quanto gli spetta di diritto. È un’azione complessa che richiede l’assistenza di un avvocato specializzato in successioni.

          Successione per rappresentazione: figlio premorto

          Cosa succede se uno dei figli è morto prima del genitore? Interviene l’istituto della successione per rappresentazione, disciplinata dagli articoli 467-469 del Codice Civile.

          In pratica: se tuo fratello è morto prima di vostro padre, i figli di tuo fratello (cioè i tuoi nipoti, che sono nipoti del nonno defunto) subentrano nella quota che sarebbe spettata al loro genitore.

          Esempio pratico di rappresentazione

          Tizio muore lasciando:

          • Figlio Caio (vivo)
          • Figlio Sempronio (morto 5 anni prima), che aveva lasciato 2 figli (Marco e Luca, nipoti di Tizio)

          La ripartizione sarà:

          • Caio → 1/2 del patrimonio del nonno
          • Marco e Luca → 1/2 del patrimonio diviso a metà tra loro (1/4 ciascuno), subentrando al posto del padre Sempronio

          La rappresentazione opera anche all’infinito in linea retta discendente: se anche i nipoti fossero premorti, subentrerebbero i pronipoti. Per approfondire puoi leggere la nostra guida sulla rinuncia all’eredità, che spiega anche cosa succede quando un figlio rinuncia volontariamente.

          Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio

          Ecco una delle notizie più rassicuranti per chi eredita dai genitori: nella stragrande maggioranza dei casi, non si paga alcuna imposta di successione. Il motivo? La franchigia elevatissima prevista dalla legge italiana per i figli.

          Il Decreto Legislativo n. 346/1990 (Testo Unico Imposta Successioni), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 in vigore dal 2025, prevede per i figli:

          • Franchigia: 1.000.000 di euro per ciascun figlio
          • Aliquota oltre la franchigia: 4%

          Questo significa che ogni figlio può ereditare fino a 1 milione di euro senza pagare un euro di imposta di successione. Solo sulla parte eccedente si applica l’aliquota del 4%.

          Come si calcola l’imposta di successione figli

          Formula: (Valore quota ereditata − 1.000.000 €) × 4%

          Esempi:

          • Figlio eredita 500.000 € → Imposta: 0 € (sotto franchigia)
          • Figlio eredita 1.000.000 € → Imposta: 0 € (esattamente franchigia)
          • Figlio eredita 1.200.000 € → (1.200.000 − 1.000.000) × 4% = 8.000 €
          • Figlio eredita 2.000.000 € → (2.000.000 − 1.000.000) × 4% = 40.000 €

          Considerato che il patrimonio medio di una famiglia italiana (casa + risparmi) si aggira tra 200.000 e 400.000 euro, la stragrande maggioranza delle successioni genitori-figli non genera alcuna imposta di successione. Per approfondire i meccanismi di calcolo consulta la nostra guida dettagliata sulle imposte di successione 2026.

          Franchigia per figlio disabile

          Se uno dei figli eredi è portatore di handicap grave ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a 1.500.000 euro. Un’agevolazione pensata per tutelare ulteriormente i soggetti più fragili.

          Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

          Anche se non c’è imposta di successione perché siamo sotto franchigia, quando nell’eredità ci sono immobili (casa, box, terreni) si pagano comunque due imposte fisse:

          • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale dell’immobile
          • Imposta catastale: 1% del valore catastale dell’immobile

          In totale quindi 3% del valore catastale degli immobili che fanno parte dell’asse ereditario. Attenzione: si parla di valore catastale (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 nella prima casa, per 120 negli altri immobili), non di valore di mercato. Il valore catastale è molto più basso (spesso 1/3 del valore reale).

          Agevolazione prima casa

          Se almeno uno degli eredi richiede l’agevolazione prima casa sull’immobile ereditato (perché non ha altra casa di proprietà nel comune, o si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi), le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (400 € totali fissi), indipendentemente dal valore dell’immobile.

          È un’agevolazione molto vantaggiosa, soprattutto su case di valore medio-alto. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e a compilare correttamente la richiesta.

          Documenti necessari per la successione

          Per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, i figli eredi devono raccogliere e consegnare al CAF (o al notaio) i seguenti documenti.

          Documenti relativi al defunto

          • Certificato di morte (rilasciato dal Comune di decesso)
          • Stato di famiglia alla data del decesso (storico)
          • Codice fiscale del defunto
          • Documento d’identità del defunto
          • Testamento, se esiste (originale o copia autentica)
          • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva (se richiesto dalle banche)

          Documenti relativi agli eredi (figli)

          • Documenti d’identità di tutti i figli eredi (e del coniuge superstite)
          • Codici fiscali di tutti gli eredi
          • Eventuali atti di rinuncia all’eredità già fatti
          • Certificazione di handicap grave (se uno degli eredi è disabile L. 104)

          Documenti relativi agli immobili

          • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili
          • Planimetrie catastali
          • Atti di provenienza (rogito di acquisto, donazione, precedente successione)
          • Per il Friuli Venezia Giulia: estratto tavolare (sistema tavolare austriaco)
          • Eventuali mutui ipotecari ancora in essere

          Documenti relativi a conti e investimenti

          • Saldo conti correnti alla data del decesso (certificato bancario)
          • Saldo libretti di risparmio e postali
          • Estratti titoli, azioni, obbligazioni, fondi
          • Polizze vita (generalmente escluse dall’asse ereditario ai fini fiscali)
          • BOT, BTP, CCT e altri titoli di Stato (esclusi dall’imposta)

          Altri beni

          • Libretti auto/moto/barche intestate al defunto
          • Quote societarie o aziende (bilanci)
          • Donazioni fatte in vita dal defunto (si sommano al calcolo della franchigia)

          Trovi l’elenco completo e aggiornato anche nella nostra guida alla dichiarazione di successione a Udine, con procedura passo-passo.

          Tempistica: dichiarazione entro 12 mesi dalla morte

          La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso del genitore (art. 31 D.Lgs. 346/1990).

          Il termine parte dalla data della morte e si calcola di data in data (esempio: morte il 15 gennaio 2026 → scadenza 15 gennaio 2027).

          Sanzioni per ritardo

          Se la dichiarazione non viene presentata nei termini, si applicano sanzioni amministrative:

          • Omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 €)
          • Dichiarazione tardiva (entro 30 giorni): sanzione ridotta al 60-120%
          • Ravvedimento operoso: sanzioni fortemente ridotte se ci si regolarizza spontaneamente

          Anche se non c’è imposta di successione da pagare (per esempio perché siamo sotto franchigia), la dichiarazione va comunque presentata quando nell’asse ereditario ci sono immobili o quando il patrimonio supera 100.000 € (esonero previsto dall’art. 28 D.Lgs. 346/1990).

          Casi di esonero dalla dichiarazione

          La dichiarazione di successione NON va presentata se contemporaneamente:

          • Gli eredi sono solo coniuge e/o figli (parenti in linea retta)
          • L’attivo ereditario non supera 100.000 €
          • Non ci sono immobili o diritti reali immobiliari

          In tutti gli altri casi la dichiarazione va fatta, anche a imposta zero.

          Come procedere: CAF o notaio?

          Una domanda ricorrente dei figli eredi è: mi conviene rivolgermi al CAF o al notaio? La risposta dipende dalla complessità della situazione.

          Quando basta il CAF

          Nella stragrande maggioranza dei casi (si stima oltre l’80% delle successioni genitori-figli), il CAF è pienamente sufficiente. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la dichiarazione di successione in tutti questi scenari:

          • Successione legittima (senza testamento)
          • Eredi sono solo figli, coniuge o parenti stretti
          • Patrimonio composto da casa, conti, titoli
          • Nessun conflitto tra gli eredi
          • Anche con immobili nel Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare)

          Quando serve il notaio

          • Esiste un testamento olografo da pubblicare (pubblicazione obbligatoria dal notaio)
          • Ci sono conflitti tra eredi che richiedono consulenza legale
          • Si vuole fare una divisione ereditaria immediata degli immobili
          • Patrimonio molto complesso (aziende, quote societarie, immobili all’estero)
          • Necessità di atti di rinuncia formali o accettazioni beneficiate

          Confronto costi CAF vs Notaio

          VoceCAF Centro FiscaleNotaio
          Dichiarazione di successione200-400 €1.500-3.000 €
          Volturazione catastaleInclusaInclusa
          Pubblicazione testamentoNon di competenza500-1.500 €
          Atto di divisione ereditariaNon di competenza1.500-5.000 €
          Tempistica media2-4 settimane1-3 mesi

          Risparmio medio scegliendo il CAF: 1.200-2.600 euro per una successione standard. Per approfondire il confronto leggi la nostra guida completa sulla successione a Udine.

          Esempio pratico completo con calcoli

          Vediamo ora un esempio realistico di successione dai genitori ai figli. Mario Rossi, vedovo, muore il 1° marzo 2026 lasciando come eredi i suoi due figli Luca e Chiara.

          Patrimonio di Mario Rossi

          • Casa di proprietà a Udine (prima casa): valore di mercato 300.000 €, valore catastale 85.000 €
          • Conto corrente BancoPosta: saldo 50.000 €
          • BTP (titoli di Stato): 20.000 € (esclusi dall’imposta)
          • Polizza vita: 30.000 € a beneficiario Luca (esclusa dall’asse ereditario)
          • Auto: 8.000 €

          Step 1: calcolo attivo ereditario

          L’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione si calcola sul valore catastale degli immobili, non sul valore di mercato:

          • Casa (valore catastale): 85.000 €
          • Conto corrente: 50.000 €
          • Auto: 8.000 €
          • Totale attivo ereditario tassabile: 143.000 €
          • BTP e polizza vita: esclusi (non concorrono)

          Step 2: quote degli eredi

          Luca e Chiara sono solo in due, senza coniuge superstite: dividono tutto al 50%.

          • Quota Luca: 71.500 € (metà di 143.000)
          • Quota Chiara: 71.500 € (metà di 143.000)

          Step 3: imposta di successione

          Ciascun figlio eredita 71.500 €, molto al di sotto della franchigia di 1 milione di euro.

          • Imposta di successione Luca: 0 €
          • Imposta di successione Chiara: 0 €

          Step 4: imposte ipotecaria e catastale (casa)

          Sulla casa si pagano le imposte ipotecaria e catastale. Ipotizziamo che Luca richieda l’agevolazione prima casa (ha la residenza a Udine e non possiede altre case):

          • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
          • Imposta catastale: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
          • Imposta di bollo e tasse ipotecarie: circa 150-200 €

          Totale imposte circa 550-600 €, più il costo del CAF (300 € medi).

          Senza agevolazione prima casa

          Se nessuno degli eredi può richiedere l’agevolazione prima casa, le imposte sarebbero:

          • Imposta ipotecaria: 85.000 × 2% = 1.700 €
          • Imposta catastale: 85.000 × 1% = 850 €
          • Totale: 2.550 €

          Conclusione dell’esempio

          Per una successione tipica di un genitore a due figli (casa + conto, patrimonio ~350.000 €), il costo complessivo è di circa 850-900 € con agevolazione prima casa, oppure 2.850-3.000 € senza agevolazione. Come si vede, l’imposta di successione in senso stretto è pari a zero e pesano solo le imposte fisse sugli immobili + onorario del professionista.

          Figli adottivi, naturali e situazioni particolari

          Figli adottivi

          I figli adottivi hanno gli stessi identici diritti successori dei figli biologici. La legge 184/1983 sull’adozione stabilisce che il figlio adottivo acquisisce lo stato di figlio legittimo dei genitori adottanti, con tutti i diritti e doveri connessi.

          Questo vale tanto per l’adozione legittimante (di minore) quanto per l’adozione di maggiorenne (con alcune particolarità: il figlio adottivo maggiorenne eredita dai genitori adottivi ma mantiene anche il diritto a ereditare dai genitori biologici, se rintracciabili).

          Figli naturali (non riconosciuti)

          Dal 2013, con la riforma della filiazione (legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013), tutti i figli sono equiparati: è stata eliminata ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi.

          Tuttavia, per poter ereditare dai genitori, un figlio naturale deve essere stato riconosciuto. Se il padre o la madre non ha mai riconosciuto il figlio, quest’ultimo può agire in giudizio con:

          • Azione di riconoscimento della paternità/maternità (art. 269 C.C.)
          • L’azione può essere promossa anche dopo la morte del presunto genitore, contro gli altri eredi
          • Serve prova scientifica (test del DNA) o prova testimoniale

          Una volta accertata giudizialmente la filiazione, il figlio acquisisce tutti i diritti successori.

          Figli nati da genitori non sposati

          I figli nati fuori dal matrimonio, una volta riconosciuti dal genitore (anche uno solo dei due), hanno gli stessi diritti dei figli nati nel matrimonio. Non esiste più alcuna differenza successoria.

          Figli minorenni

          Se tra gli eredi ci sono figli minorenni, la successione richiede alcune formalità particolari:

          • Accettazione con beneficio d’inventario obbligatoria (art. 471 C.C.): protegge il minore dai debiti ereditari
          • Richiede l’autorizzazione del giudice tutelare
          • Il genitore superstite (o il tutore) rappresenta il minore nella successione

          Figlio che rinuncia all’eredità

          Un figlio può rinunciare all’eredità (per esempio se è carica di debiti) con atto formale davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. Se rinuncia, subentrano i suoi figli per rappresentazione (i nipoti del nonno defunto). Approfondimento: Rinuncia all’eredità: a chi va la quota del rinunciante?

          Impatto fiscale sulla prima casa dei figli

          Ereditare la casa dei genitori può avere un impatto sulla possibilità di beneficiare delle agevolazioni prima casa sia al momento della successione, sia in futuro.

          Agevolazione prima casa sulla casa ereditata

          Come visto, un erede può chiedere le imposte ipotecaria e catastale ridotte a 200 € ciascuna se, sulla casa ereditata:

          • Non è titolare di altra casa idonea ad abitazione nel comune dove si trova l’immobile ereditato
          • Non ha già beneficiato dell’agevolazione prima casa su altri immobili in tutto il territorio nazionale
          • Si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi (se non è già residente)

          Se ci sono più eredi, basta che uno solo di essi richieda l’agevolazione: il beneficio si estende automaticamente all’intero immobile (non solo alla sua quota).

          Quando un figlio perde l’agevolazione prima casa

          Attenzione: se un figlio aveva già una casa acquistata con agevolazione prima casa e eredita la casa del genitore in piena proprietà (e non in comproprietà), non perde automaticamente l’agevolazione sulla sua prima casa. La Corte di Cassazione (sentenza 8433/2020) ha chiarito che l’acquisto mortis causa di una seconda casa non fa decadere l’agevolazione sulla prima.

          Tuttavia, dal punto di vista IMU, la casa ereditata diventa una “seconda casa” per il figlio, con IMU pagabile (salvo la sia adibita a prima casa dal figlio stesso). Per approfondire leggi la nostra guida sull’esenzione IMU per gli eredi della prima casa del genitore.

          Cosa fare se i figli sono più di uno

          Quando la casa dei genitori viene ereditata da più figli, si crea una comunione ereditaria: tutti sono comproprietari pro quota. Le opzioni sono:

          • Mantenere la comproprietà (utile se la casa serve a uno dei figli o viene affittata)
          • Dividere la casa se materialmente divisibile (raro)
          • Vendere e dividere il ricavato (la soluzione più frequente)
          • Un figlio liquida gli altri acquistando le loro quote (con atto notarile)

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande frequenti sulla successione genitori-figli

          1. Quando muore un genitore, i figli pagano sempre le tasse di successione?

          No. Ciascun figlio ha una franchigia di 1 milione di euro: sotto questa soglia non si paga nulla di imposta di successione. Nella stragrande maggioranza dei casi (patrimonio medio 200-400 mila €), i figli non pagano alcuna imposta di successione, ma solo le imposte ipotecaria e catastale sugli eventuali immobili.

          2. Entro quanto tempo devo fare la successione dopo la morte di mio padre o mia madre?

          La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta. Se non c’è imposta da pagare, sanzione minima 250 €.

          3. Il coniuge del defunto eredita sempre?

          Sì, il coniuge superstite è sempre erede legittimo, a meno di separazione con addebito. In presenza di figli, il coniuge prende il 50% (1 figlio) o 1/3 (2+ figli), più il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

          4. Se uno dei fratelli è morto prima di nostro padre, la sua quota va agli altri fratelli?

          No. Per il principio della rappresentazione, la quota del figlio premorto passa ai suoi figli (cioè i nipoti del defunto), non agli altri fratelli. Se non ci sono nipoti, allora la quota si ridistribuisce tra gli altri figli vivi per accrescimento.

          5. Si può diseredare un figlio?

          In Italia non si può diseredare completamente un figlio. I figli sono eredi legittimari e hanno sempre diritto alla quota di legittima. Si può solo disporre della quota disponibile (1/2 con 1 figlio, 1/3 con 2+ figli senza coniuge, 1/4 con 2+ figli e coniuge). Un testamento che violasse la legittima è impugnabile con l’azione di riduzione.

          6. Quanto costa fare la successione al CAF?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe tra 200 e 400 euro per una dichiarazione di successione standard (casa + conto + eventuali titoli). Il costo varia in base alla complessità: numero di immobili, numero di eredi, eventuali documenti mancanti da reperire. Il notaio costa mediamente 1.500-3.000 euro.

          7. I figli adottivi hanno gli stessi diritti dei figli biologici?

          Sì, identici. La riforma della filiazione (legge 219/2012) ha completamente equiparato figli biologici, adottivi e naturali riconosciuti. Tutti partecipano in parti uguali alla successione.

          8. Se mio padre ha lasciato un testamento, vale comunque la quota di legittima per i figli?

          Sì, sempre. Anche con testamento, i figli hanno diritto alla quota di legittima (quota indisponibile). Se il testamento viola questo diritto, i figli possono impugnarlo con l’azione di riduzione entro 10 anni.

          9. Devo fare la successione anche se eredito solo un conto corrente senza immobili?

          Solo se l’attivo ereditario supera 100.000 € o se ci sono immobili. Se eredi solo un conto di 30.000 € da tuo padre, non devi presentare la dichiarazione (esonero art. 28 D.Lgs. 346/1990). La banca ti chiederà comunque alcuni documenti (certificato di morte, atto notorio/dichiarazione sostitutiva) per sbloccare il conto.

          10. Cosa succede se l’eredità è gravata da debiti?

          I figli possono:

          • Accettare puramente e semplicemente: si prendono attivo + debiti, rispondendo anche con il proprio patrimonio
          • Accettare con beneficio d’inventario: rispondono dei debiti solo nei limiti del valore dell’attivo ereditato (consigliato se ci sono dubbi)
          • Rinunciare all’eredità: non prendono nulla ma non pagano i debiti

          11. Il Friuli Venezia Giulia ha regole particolari?

          Sì, il FVG applica il sistema tavolare (di origine austriaca) per gli immobili situati nelle province di Trieste, Gorizia, parte di quella di Udine (ex austroungarica) e Pordenone. Non c’è la conservatoria ma il libro fondiario, e le volturazioni seguono procedure diverse. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni con sistema tavolare.

          12. Se mia madre è morta e ha lasciato solo me come figlio, eredito tutto?

          Dipende dalla situazione familiare:

          • Se tua madre era vedova o divorziata → sì, eredi il 100%
          • Se tua madre era sposata (tuo padre è vivo) → tuo padre prende il 50%, tu il 50%
          • Se ci sono nonni/fratelli di tua madre che erano a suo carico → possono avere diritto a una quota, ma è raro

          Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

          La successione dei genitori ai figli è un momento delicato, che arriva in un periodo di lutto e che richiede di gestire pratiche burocratiche complesse in tempi stretti (12 mesi dalla morte). Avere al proprio fianco un professionista competente e a costi accessibili fa tutta la differenza.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni genitori-figli ogni anno, con particolare competenza sul sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Ti offriamo:

          • Dichiarazione di successione completa, con costo tra 200 e 400 euro
          • Volturazione catastale inclusa
          • Richiesta dell’agevolazione prima casa per abbattere le imposte
          • Tempistica media 2-4 settimane
          • Consulenza personalizzata su quote, franchigie e aspetti fiscali
          • Assistenza con banche e Agenzia delle Entrate

          Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Un nostro consulente valuterà gratuitamente la tua situazione e ti indicherà il percorso migliore.

          Articolo redatto dal team del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato al 2026 con le disposizioni del D.Lgs. 139/2024 (riforma imposta successioni e donazioni) e i principi della riforma della filiazione. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione specifica prenota una consulenza.

          AD

          Andrea Damiani

          Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

          Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

          📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 17:54:56Successione Genitori ai Figli 2026: Quote, Tasse, Franchigie e Procedura Completa
          ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

          Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

          Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026? Se stai aspettando il pagamento mensile per i tuoi figli a carico, in questa guida trovi tutte le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni per verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) viene erogato ogni mese dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, ed è il principale strumento di sostegno alla genitorialità in Italia.

          Indice dei contenuti

          1. Date di Pagamento Giugno 2026
          2. Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando
          3. Importi per Fascia ISEE 2026
          4. Maggiorazioni: Disabilità, Famiglie Numerose e Genitori Lavoratori
          5. Conguagli di Giugno: Cosa Aspettarsi
          6. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
          7. Cosa Fare Se il Pagamento Non Arriva
          8. Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno
          9. Domande Frequenti

          Date di Pagamento Assegno Unico Giugno 2026

          L’INPS segue un calendario ormai consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per giugno 2026, le date previste sono:

          • 17-18-19 giugno 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico con domanda in essere e ISEE regolarmente rinnovato. Questa è la finestra principale che riguarda la stragrande maggioranza delle famiglie
          • Fine giugno 2026 (26-30 giugno): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
          • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli legati al nuovo ISEE 2026, arretrati e ricalcoli possono essere accreditati in qualsiasi momento del mese

          Nota importante: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Se hai un conto presso una banca online, i tempi di accredito potrebbero essere ancora più rapidi.

          Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando

          Non tutte le famiglie ricevono il pagamento nella stessa data. Ecco come funziona il calendario dei pagamenti INPS per giugno 2026:

          Tipologia beneficiarioData previstaNote
          Beneficiari in corso (ISEE aggiornato)17-18-19 giugnoPagamento regolare mensile
          Nuove domande (presentate entro maggio)26-30 giugnoUltimo giorno lavorativo del mese
          Domande con ISEE presentato dopo marzo17-19 giugnoCon eventuale conguaglio arretrati
          Beneficiari senza ISEE 202617-19 giugnoImporto minimo (57 euro/figlio)
          Conguagli e arretratiVariabilePossibili in qualsiasi momento del mese

          Se hai presentato una nuova domanda tra aprile e maggio 2026, il primo pagamento arriverà verso fine giugno. L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni per elaborare le nuove richieste.

          Importi Assegno Unico Giugno 2026 per Fascia ISEE

          Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento annuale ISTAT al costo della vita. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio a carico:

          Fascia ISEEImporto mensile per figlio
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
          Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
          Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
          Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
          Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
          Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
          Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
          Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro (importo minimo)

          Esempio pratico: una famiglia con ISEE di 22.000 euro e 2 figli minorenni riceve circa 160 euro per figlio, per un totale di circa 320 euro al mese. Se la stessa famiglia non avesse presentato l’ISEE, riceverebbe soltanto 114 euro totali (57 euro per figlio). La differenza è enorme: ecco perché rinnovare l’ISEE è fondamentale.

          Maggiorazioni Assegno Unico Giugno 2026: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

          Oltre all’importo base calcolato sulla fascia ISEE, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’importo mensile. Ecco tutte quelle in vigore a giugno 2026:

          Maggiorazione per figli con disabilità

          • Figli minorenni con disabilità: da 91,20 a 113,50 euro in più per figlio, in base al grado di disabilità (non autosufficienza, disabilità grave o media)
          • Figli maggiorenni 18-20 anni con disabilità: maggiorazione fissa di 96,90 euro
          • Figli disabili oltre i 21 anni: importo base di 91,20 euro mensili (senza limiti di età)

          Per approfondire, leggi la nostra guida completa sull’Assegno Unico Figli Disabili 2026.

          Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

          • Dal terzo figlio in poi: maggiorazione da 17,10 a 91,20 euro per figlio (in base all’ISEE)
          • Nuclei con 4 o più figli: ulteriore forfait aggiuntivo di 150 euro al mese per l’intero nucleo familiare, indipendentemente dall’ISEE

          Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

          • Entrambi i genitori con reddito da lavoro: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. L’importo decresce fino ad azzerarsi per ISEE superiori a 45.810,71 euro
          • Madri con meno di 21 anni: maggiorazione fissa di 22,80 euro per figlio

          Conguagli di Giugno 2026: Cosa Aspettarsi

          Giugno è un mese particolarmente importante per i conguagli dell’Assegno Unico. Ecco perché:

          • Nuovo ISEE presentato tra marzo e maggio: se hai rinnovato l’ISEE nei mesi scorsi, l’INPS potrebbe aver già ricalcolato l’importo. A giugno potresti ricevere, insieme alla rata mensile, anche gli arretrati relativi ai mesi in cui hai percepito l’importo minimo in attesa del nuovo ISEE
          • Variazioni del nucleo familiare: nascita di un nuovo figlio, separazione, cambio di residenza o altre variazioni comunicate all’INPS possono generare conguagli positivi o negativi
          • Correzioni ISEE: se hai presentato un ISEE corrente (in caso di variazione significativa del reddito rispetto al 2024), l’INPS ricalcola l’importo e versa la differenza

          Come riconoscere un conguaglio: nel fascicolo previdenziale di MyINPS, il pagamento avrà una voce specifica come “conguaglio AUU” o “arretrati AUU”. L’importo sarà superiore alla rata mensile standard. Per saperne di più, consulta la nostra guida sugli Arretrati Assegno Unico 2026.

          Come Verificare il Pagamento su MyINPS

          Se vuoi controllare lo stato del pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2026, puoi farlo facilmente attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura passo per passo:

          1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca digita “Assegno Unico” oppure vai su “Prestazioni e servizi” e poi “Assegno Unico e Universale”
          3. Controlla lo stato della domanda: verifica che la tua domanda risulti in stato “Accolta” e che l’ISEE sia aggiornato al 2026
          4. Consulta i pagamenti: nella sezione “Pagamenti” troverai lo storico di tutti gli accrediti effettuati, con date e importi
          5. Verifica il fascicolo previdenziale: per un dettaglio ancora più completo, accedi al “Fascicolo previdenziale del cittadino” dove troverai le disposizioni di pagamento con la data esatta dell’accredito

          Consiglio pratico: attiva le notifiche push sull’app INPS Mobile per ricevere un avviso automatico quando il pagamento viene disposto. In questo modo non dovrai controllare manualmente ogni giorno.

          Cosa Fare Se il Pagamento di Giugno Non Arriva

          Se entro il 22-23 giugno non hai ancora ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico (e sei un beneficiario in corso), non farti prendere dal panico. Ecco cosa verificare e come agire:

          • Controlla l’IBAN: accedi a MyINPS e verifica che l’IBAN registrato sia corretto e ancora attivo. Se hai cambiato conto corrente, aggiorna immediatamente i dati
          • Verifica lo stato della domanda: assicurati che la domanda risulti “Accolta” e non “Sospesa” o “In evidenza”. Se è sospesa, potrebbe mancare un documento
          • Controlla l’ISEE: se l’ISEE risulta scaduto o con anomalie (ad esempio, omissioni o difformità), l’INPS potrebbe aver sospeso il pagamento
          • Verifica eventuali comunicazioni INPS: controlla la casella postale di MyINPS per eventuali richieste di integrazione documentale
          • Attendi fino a fine mese: in alcuni casi, specialmente dopo variazioni della domanda, il pagamento può slittare alla seconda finestra (26-30 giugno)

          Se dopo il 30 giugno non hai ricevuto nulla: contatta l’INPS tramite il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento), oppure recati al patronato più vicino. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della pratica e nell’eventuale reclamo: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

          Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno 2026

          Giugno è un mese cruciale per chi non ha ancora rinnovato l’ISEE 2026. Ecco cosa devi sapere:

          • Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio, indipendentemente dalla tua situazione economica reale
          • Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati dalla data di decorrenza della domanda (o dal 1° marzo se la domanda era già attiva). L’INPS ricalcola automaticamente gli importi e versa la differenza
          • Attenzione alla scadenza: più tardi presenti l’ISEE, più tardi riceverai gli arretrati. Inoltre, se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno, potresti perdere una parte degli arretrati relativi al primo semestre

          Dove presentare l’ISEE: puoi farlo autonomamente tramite il portale INPS (DSU precompilata) oppure rivolgendoti a un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente: scopri di più sulla scadenza ISEE e l’Assegno Unico.

          Esempio pratico: se hai 2 figli e un ISEE di 15.000 euro, con l’ISEE aggiornato ricevi 398,80 euro al mese (199,40 euro per figlio). Senza ISEE, ricevi solo 114 euro. La differenza è di 284,80 euro al mese. In 6 mesi di ritardo, perdi potenzialmente oltre 1.700 euro.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’Assegno Unico Giugno 2026

          Quando viene pagato l’Assegno Unico di giugno 2026?

          Per i beneficiari con domanda già attiva e ISEE aggiornato, il pagamento è previsto tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande, il pagamento avviene nell’ultima settimana del mese (26-30 giugno).

          Quanto prendo di Assegno Unico a giugno 2026?

          L’importo dipende dalla fascia ISEE: si va da un massimo di 199,40 euro per figlio (ISEE fino a 17.090,61 euro) a un minimo di 57 euro per figlio (ISEE oltre 45.810,71 euro o senza ISEE presentato). A questo importo base si sommano eventuali maggiorazioni per disabilità, famiglie numerose e genitori lavoratori.

          Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

          No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata: una volta presentata, resta valida fino a quando sussistono i requisiti. Quello che devi rinnovare ogni anno è l’ISEE (entro il 28 febbraio per non perdere arretrati, ma puoi presentarlo anche dopo). Senza ISEE aggiornato ricevi l’importo minimo.

          Cosa succede se presento l’ISEE a giugno?

          Se presenti l’ISEE 2026 a giugno, l’INPS ricalcola l’importo dell’Assegno Unico in base alla nuova attestazione. Riceverai gli arretrati dalla data di decorrenza: se la domanda era già attiva, gli arretrati partono dal mese di marzo 2026 (con l’importo pieno anziché il minimo). Il conguaglio viene generalmente erogato entro 1-2 mesi dalla presentazione dell’ISEE.

          L’Assegno Unico di giugno arriva prima con Poste Italiane?

          Sì, storicamente Poste Italiane accredita il pagamento con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Quindi se la data di pagamento INPS è il 17 giugno, chi ha il conto alle Poste potrebbe vedere l’accredito già il 15-16 giugno.

          Posso ricevere l’Assegno Unico su una carta prepagata?

          Sì, l’Assegno Unico può essere accreditato su qualsiasi IBAN italiano, incluse carte prepagate dotate di IBAN (come PostePay Evolution, Hype, N26 e simili). L’importante è che l’IBAN sia intestato o cointestato al richiedente.


          Hai bisogno di assistenza per la domanda di Assegno Unico, il rinnovo dell’ISEE o la verifica dei pagamenti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza gratuita. Contattaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o invia una email a info@centrofiscale.com. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

          Leggi anche: Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS | Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva | Calcolo Assegno Unico 2026: Simulatore e Esempi

          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 13:06:45Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Conto IG Italia in Regime Dichiarativo: IBAN Tedesco, Quadro RW e IVAFE 2026 – Guida Completa

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il conto IG Italia in regime dichiarativo rappresenta uno dei casi più delicati del monitoraggio fiscale italiano. Molti investitori che operano con il broker IG Markets si trovano di fronte a una domanda apparentemente semplice, ma in realtà complessa: il mio conto è italiano o estero? La risposta ha conseguenze dirette sull’obbligo di compilare il quadro RW nel Modello Redditi e sul pagamento dell’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Il motivo della confusione è chiaro: IG Markets Italia S.r.l. è una società con sede legale in Italia e iscritta alla Camera di Commercio italiana, ma i conti dei clienti sono detenuti presso la capogruppo britannica con IBAN avente prefisso DE (Germania). Questa guida analizza nel dettaglio ogni aspetto fiscale rilevante per il 2026.

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          Indice dei contenuti

          1. IG Markets: conto italiano o estero?
          2. Obbligo quadro RW con IBAN tedesco
          3. Come compilare il quadro RW per il conto IG
          4. IVAFE sul conto IG: calcolo e aliquote 2026
          5. Regime dichiarativo vs regime amministrato
          6. Tassazione plusvalenze in regime dichiarativo
          7. Errori comuni nella dichiarazione del conto IG
          8. Domande frequenti

          IG Markets: conto italiano o estero?

          La prima questione da chiarire riguarda la natura giuridica del conto IG. IG Markets Italia S.r.l. è una società di diritto italiano, con sede a Milano, autorizzata dalla Banca d’Italia e vigilata dalla Consob. Tuttavia, la realtà operativa è diversa: i fondi dei clienti vengono custoditi presso conti segregati detenuti dalla capogruppo IG Markets Limited, società inglese con operatività in Germania. Di conseguenza, l’IBAN assegnato ai clienti italiani è di tipo DE (Germania), non IT.

          Questa distinzione è fondamentale ai fini fiscali. Secondo il DL 167/1990 (il decreto sul monitoraggio fiscale), l’obbligo di dichiarazione nel quadro RW scatta quando un soggetto fiscalmente residente in Italia detiene attività finanziarie all’estero. Il criterio dirimente non è la nazionalità della società intermediaria, ma dove sono custoditi fisicamente i fondi e, soprattutto, il prefisso dell’IBAN. Un IBAN DE indica inequivocabilmente un conto radicato in Germania, quindi un conto estero ai fini del monitoraggio fiscale italiano.

          Questa posizione è confermata dall’orientamento dell’Agenzia delle Entrate e dalla prassi consolidata: ciò che rileva è il “radicamento estero” dell’attività finanziaria, non la nazionalità del soggetto che presta il servizio di intermediazione. Pertanto, chi detiene un conto IG con IBAN tedesco è soggetto agli obblighi di monitoraggio fiscale e potenzialmente all’IVAFE, indipendentemente dal fatto che il broker sia operativo in Italia.

          Obbligo quadro RW con IBAN tedesco

          L’obbligo di compilazione del quadro RW nel Modello Redditi PF è disciplinato dal DL 167/1990, convertito con modificazioni dalla L. 227/1990, e successivamente aggiornato dalla L. 97/2013. La norma impone a tutti i soggetti fiscalmente residenti in Italia di dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, sia ai fini del monitoraggio fiscale sia per il calcolo delle imposte IVIE e IVAFE.

          Nel caso specifico del conto IG con IBAN DE, l’obbligo di monitoraggio sussiste a prescindere dalla soglia minima: il quadro RW va compilato per qualsiasi importo, anche inferiore a 5.000 euro. È importante non confondere questa regola con la franchigia IVAFE (che si applica solo ai conti correnti e al calcolo dell’imposta dovuta) con l’obbligo dichiarativo, che è invece assoluto. In altre parole, anche se il saldo del conto IG è di 1.000 euro, va comunque riportato in RW.

          L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 38/E del 2013 che il quadro RW deve essere compilato non solo per i conti correnti bancari esteri, ma anche per tutti gli strumenti finanziari detenuti presso intermediari esteri, inclusi conti di trading, depositi titoli, contratti derivati (CFD, opzioni, futures) e qualsiasi altra attività finanziaria con custodia al di fuori del territorio italiano. Il conto IG, essendo un conto misto (deposito liquidità + posizioni su CFD e altri strumenti), rientra integralmente in questa categoria.

          Come compilare il quadro RW per il conto IG

          La compilazione del quadro RW per il conto IG Italia richiede attenzione a diversi campi specifici. Di seguito vengono illustrati i dati principali da inserire, con le indicazioni tratte dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate relativo al Modello Redditi PF 2026 (riferito all’anno d’imposta 2025).

          Codici e dati da inserire nel quadro RW

          Campo RWValore per conto IGNote
          Codice titolo (col. 3)1 (conto corrente/deposito)Per la quota di liquidità; per strumenti finanziari usa codice 2
          Codice Paese (col. 4)DE (Germania)Codice ISO del paese dove è radicato il conto
          Valore iniziale (col. 7)Saldo al 1° gennaioO alla data di apertura se il conto è stato aperto durante l’anno
          Valore finale (col. 8)Saldo al 31 dicembreO alla data di chiusura se il conto è stato chiuso durante l’anno
          Codice valuta (col. 9)EUR (o altra valuta se in GBP)IG opera principalmente in EUR per i clienti italiani
          IVAFE (col. 15)Importo IVAFE calcolatoVedi sezione dedicata sotto
          Codice identificativoIBAN del conto DEInserire l’IBAN completo del conto IG

          Un aspetto tecnico importante riguarda la distinzione tra la quota di liquidità (euro fermi sul conto) e le posizioni aperte su strumenti finanziari (CFD, opzioni, ecc.). Se a fine anno il conto IG presenta sia un saldo di liquidità sia posizioni aperte, queste ultime andrebbero indicate in righe separate con il corrispondente codice titolo. Nella pratica, tuttavia, i CFD con scadenza giornaliera tendenzialmente non generano una posizione da dichiarare separatamente a fine anno, a meno che non siano posizioni overnight ancora aperte al 31 dicembre.

          Per determinare il valore corretto da dichiarare, occorre fare riferimento al rendiconto annuale che IG Markets mette a disposizione dei clienti attraverso la propria piattaforma. Tale documento riporta il saldo di apertura e chiusura dell’anno, i profitti e le perdite realizzati e i fondi trasferiti. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’interpretazione di questi rendiconti e nella corretta compilazione del quadro RW, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni.

          IVAFE sul conto IG: calcolo e aliquote 2026

          L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) è stata introdotta dall’art. 19 del DL 201/2011 (c.d. “Salva Italia”), convertito in legge dalla L. 214/2011. Si tratta di un’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti in Italia, analoga all’IMU sugli immobili stranieri (IVIE). La base imponibile è il valore di mercato a fine anno (o valore nominale in assenza di quotazione).

          Aliquote IVAFE 2026 per tipologia di attività

          Tipologia attivitàAliquota IVAFEFranchigiaNote
          Conti correnti e depositi bancari (paesi UE/SEE)0,2% (2 per mille)5.000 euro giacenza media annuaSe giacenza media ≤ 5.000 euro: IVAFE = 0
          Prodotti finanziari (titoli, ETF, fondi, derivati)0,2%Nessuna franchigiaSul valore di mercato al 31/12
          Conti correnti extra-UE0,2%Nessuna franchigiaNon si applica la franchigia 5.000 euro
          Polizze vita estere0,2%Nessuna franchigiaSul valore di riscatto

          Per il conto IG con IBAN DE (Germania, paese UE), si applica l’aliquota dello 0,2% (2 per mille) sia per la quota di liquidità che per gli eventuali strumenti finanziari detenuti. La franchigia di 5.000 euro sulla giacenza media annua si applica esclusivamente ai conti correnti e depositi bancari (codice titolo 1 nel quadro RW) detenuti in paesi UE o SEE. Se la giacenza media annua del conto IG è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente “conto corrente” è pari a zero.

          Esempio pratico di calcolo: supponiamo che Mario detenга il suo conto IG con un saldo medio annuo di 8.000 euro. La giacenza media supera la franchigia di 5.000 euro, quindi l’IVAFE si calcola sull’intero importo: 8.000 euro × 0,2% = 16 euro. Se invece il saldo medio annuo fosse 4.000 euro, la giacenza è sotto la soglia e l’IVAFE è pari a zero. Attenzione: la giacenza media si calcola come media aritmetica delle giacenze giornaliere nel corso dell’anno, non semplicemente come media tra saldo iniziale e saldo finale.

          L’IVAFE è dovuta proporzionalmente ai giorni di detenzione durante l’anno. Se il conto IG è stato aperto a luglio 2025, l’IVAFE per il 2025 sarà calcolata solo sui mesi di effettiva detenzione (da luglio a dicembre, ovvero 184 giorni su 365). Il versamento avviene tramite modello F24, con il codice tributo 4048, entro la scadenza ordinaria della dichiarazione dei redditi (generalmente 30 giugno per il saldo, con possibilità di proroga).

          Regime dichiarativo vs regime amministrato

          Uno dei punti chiave per capire gli obblighi fiscali di chi opera con il conto IG Italia è la distinzione tra regime dichiarativo e regime amministrato. Questa differenza determina chi si occupa del calcolo e del versamento delle imposte sui redditi di capitale e sui redditi diversi (plusvalenze).

          Regime amministrato: intermediario residente in Italia

          Nel regime amministrato (art. 6 DLgs 461/1997), un intermediario finanziario residente in Italia (banca, SIM, SGR) funge da sostituto d’imposta: calcola le imposte dovute su plusvalenze, dividendi e interessi, e le riversa direttamente all’Erario per conto del cliente. Il contribuente non deve fare nulla a livello dichiarativo per questi redditi: l’intermediario si occupa di tutto. Questo è il sistema usato da banche e broker italiani tradizionali.

          Regime dichiarativo: obbligo in capo al contribuente

          Nel regime dichiarativo, invece, non esiste un sostituto d’imposta che agisce per il contribuente. Questo regime si applica obbligatoriamente quando si opera con intermediari esteri (come IG Markets con IBAN DE) o quando si sceglie volontariamente di non avvalersi del regime del risparmio amministrato con intermediari italiani. In regime dichiarativo, il contribuente deve:

          • Calcolare autonomamente i redditi di capitale (interessi, dividendi) e i redditi diversi (plusvalenze da CFD, opzioni, future)
          • Dichiarare tali redditi nel Modello Redditi PF, nei quadri specifici (RT per le plusvalenze, RM per i redditi di capitale soggetti a tassazione separata)
          • Compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale e il calcolo dell’IVAFE
          • Versare le imposte tramite modello F24 entro le scadenze ordinarie
          • Conservare tutta la documentazione (rendiconti annuali IG, estratti conto) per almeno 5 anni

          Il conto IG Italia con IBAN DE rientra nella categoria dei conti detenuti presso intermediari esteri, pertanto si applica obbligatoriamente il regime dichiarativo. Non è possibile optare per il regime amministrato con IG Markets Italia, in quanto la società non agisce come sostituto d’imposta per le imposte sui redditi di natura finanziaria dei clienti italiani. Questa è la principale ragione per cui molti investitori IG si trovano a dover compilare autonomamente il Modello Redditi PF invece del più semplice 730.

          Tassazione plusvalenze in regime dichiarativo

          In regime dichiarativo, i proventi del conto IG vanno classificati correttamente per determinare il trattamento fiscale applicabile. Le principali tipologie di reddito che si possono generare operando con IG Markets sono:

          Redditi diversi: plusvalenze da strumenti finanziari

          Le plusvalenze realizzate su CFD (Contracts for Difference), opzioni, futures e altri strumenti derivati costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR (DPR 917/1986). Questi redditi vanno dichiarati nel quadro RT del Modello Redditi PF e sono soggetti a una imposta sostitutiva del 26%. È fondamentale calcolare correttamente la plusvalenza come differenza tra il prezzo di vendita (o chiusura della posizione) e il prezzo di acquisto (o apertura), al netto delle commissioni pagate al broker.

          Un elemento particolarmente importante in regime dichiarativo è la possibilità di compensare minusvalenze e plusvalenze. Le minusvalenze realizzate nell’anno corrente possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi. Questo meccanismo permette di ottimizzare il carico fiscale, ma richiede una gestione contabile precisa di tutte le operazioni. Per questo motivo, affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del quadro RT è fondamentale per non perdere crediti di imposta o incorrire in errori che possono costare caro.

          Redditi da interessi e dividendi

          Gli interessi maturati sui saldi liquidi del conto IG e i dividendi eventualmente ricevuti su strumenti che li prevedono (come CFD su azioni che replicano i dividendi) costituiscono redditi di capitale ai sensi dell’art. 44 TUIR. In regime dichiarativo, questi redditi vanno dichiarati nel quadro RM (o nel quadro RN se soggetti a tassazione progressiva IRPEF), con applicazione dell’aliquota del 26% a titolo di imposta sostitutiva. IG Markets non effettua ritenute alla fonte per i clienti italiani, pertanto l’intero onere fiscale ricade sul contribuente.

          Per i proventi da dividendi esteri, è necessario verificare se esiste una Convenzione contro la doppia imposizione tra l’Italia e il paese di origine dell’emittente. Nel caso di CFD su azioni tedesche, ad esempio, si potrebbe applicare la Convenzione Italia-Germania, che prevede un’aliquota ridotta sul dividendo alla fonte, con successivo conguaglio in Italia fino al 26%. Il credito per le imposte pagate all’estero va riportato nel quadro CE del Modello Redditi PF, attraverso la dichiarazione dei redditi con redditi esteri.

          Errori comuni nella dichiarazione del conto IG

          Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, rileviamo frequentemente alcuni errori ricorrenti nella dichiarazione dei conti IG e in generale dei conti broker esteri. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

          Errore 1: Omettere il quadro RW perché “IG è italiana”

          Come spiegato in precedenza, il criterio rilevante non è la nazionalità della società intermediaria ma il luogo dove sono detenuti i fondi. Un IBAN DE indica conto estero e impone l’obbligo di compilazione del quadro RW, indipendentemente dalla sede italiana di IG Markets. Omettere il quadro RW costituisce una violazione grave dell’obbligo di monitoraggio fiscale, punita con sanzioni che vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato (dal 6% al 30% per attività in paesi black list). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte, ma è necessario agire prima di eventuali accertamenti.

          Errore 2: Dichiarare solo il saldo finale e non quello iniziale

          Il quadro RW richiede la compilazione sia del valore iniziale (saldo al 1° gennaio o alla data di apertura) sia del valore finale (saldo al 31 dicembre o alla data di chiusura). Molti contribuenti riportano solo il saldo finale, omettendo quello iniziale. Questo comporta sia un’imprecisione nel monitoraggio sia una potenziale compilazione errata del campo relativo all’IVAFE, poiché la base di calcolo dell’imposta può richiedere entrambi i valori.

          Errore 3: Confondere minusvalenze da CFD con minusvalenze da azioni

          Le minusvalenze da CFD rientrano nella categoria dei redditi diversi (art. 67 TUIR) e possono compensare le plusvalenze della stessa categoria. Tuttavia, non possono compensare i redditi di capitale (come dividendi o interessi), che appartengono a una categoria fiscale diversa. Questo è uno degli errori più costosi: molti contribuenti credono di poter abbattere il carico fiscale sui dividendi con le minusvalenze da trading, ma la normativa lo vieta. La compensazione tra categorie diverse non è ammessa.

          Errore 4: Non convertire correttamente le valute estere

          Se il conto IG è denominato in GBP o USD (alcune configurazioni lo prevedono), tutti i valori vanno convertiti in euro utilizzando il tasso di cambio ufficiale BCE al 31 dicembre dell’anno di riferimento per il valore finale, e al 1° gennaio (o data di apertura) per il valore iniziale. Utilizzare tassi di cambio non ufficiali o approssimati può portare a discrepanze con i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate, che dispone dei tassi BCE ufficiali e li utilizza per le sue verifiche automatiche.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sul conto IG e il quadro RW

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          Il conto IG Italia con IBAN DE va dichiarato nel quadro RW?

          Sì, assolutamente. Nonostante IG Markets Italia sia una società di diritto italiano, il conto dei clienti ha IBAN tedesco (prefisso DE), il che significa che i fondi sono radicati in Germania. Secondo il DL 167/1990 sul monitoraggio fiscale, qualsiasi attivita finanziaria con radicamento estero va dichiarata nel quadro RW del Modello Redditi PF, indipendentemente dall’importo detenuto.

          Qual è l’aliquota IVAFE per il conto IG nel 2026?

          L’aliquota IVAFE per il 2026 è dello 0,2% (2 per mille) sia per la componente di liquidita che per gli eventuali strumenti finanziari. Per i conti correnti e depositi detenuti in paesi UE (come la Germania), è prevista una franchigia: se la giacenza media annua è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente conto corrente è pari a zero.

          Posso usare il 730 per dichiarare i redditi del conto IG?

          No, in linea generale non è possibile usare il modello 730 per dichiarare i redditi del conto IG in regime dichiarativo. Il 730 non prevede il quadro RW né il quadro RT (plusvalenze soggette a imposta sostitutiva). Per dichiarare il conto IG occorre utilizzare il Modello Redditi PF, che contiene tutti i quadri necessari. Il CAF Centro Fiscale è specializzato nella compilazione del Modello Redditi PF con redditi esteri.

          Cosa succede se non dichiaro il conto IG nel quadro RW?

          Omettere la dichiarazione nel quadro RW costituisce una violazione dell’obbligo di monitoraggio fiscale. Le sanzioni ordinarie vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato. E possibile regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente le sanzioni. E però fondamentale agire prima di eventuali accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, che effettua controlli incrociati sui flussi finanziari internazionali.

          Le minusvalenze da CFD possono compensare altri redditi finanziari?

          Le minusvalenze da CFD (redditi diversi ex art. 67 TUIR) possono compensare solo le plusvalenze della stessa categoria (altri redditi diversi di natura finanziaria). Non possono compensare i redditi di capitale come dividendi e interessi, che appartengono a una categoria fiscale distinta. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi.


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            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-09 09:38:592026-05-31 17:55:06Conto IG Italia in Regime Dichiarativo: IBAN Tedesco, Quadro RW e IVAFE 2026 – Guida Completa
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            Affitti Brevi e Cedolare Secca 2026: Aliquota 21% e 26%

            cedolare secca

            Gli affitti brevi rappresentano una delle forme di locazione in maggiore crescita in Italia, alimentati dal successo di piattaforme come Airbnb e Booking. Nel 2026 la tassazione degli affitti brevi prevede due aliquote di cedolare secca differenziate: 21% per il primo immobile e 26% dal secondo in poi. A queste novità si aggiungono l’obbligo del codice CIN, la ritenuta del 21% applicata dalle piattaforme e nuovi obblighi dichiarativi. In questa guida il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla tassazione degli affitti brevi 2026, con esempi pratici e risposte alle domande più frequenti. Per il quadro completo sulla cedolare secca, consulta anche la nostra guida alla cedolare secca 2026.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è un Affitto Breve
            2. Cedolare Secca 21% e 26%
            3. Obbligo del Codice CIN
            4. Ritenuta 21% da Piattaforme
            5. Obblighi Dichiarativi
            6. Comunicazione alla Questura
            7. Imposta di Soggiorno
            8. Domande Frequenti

            Cos’è un Affitto Breve: Definizione e Durata Massima 2026

            Per affitto breve si intende un contratto di locazione di immobile ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. La definizione è stata introdotta dall’articolo 4 del D.L. 50/2017 e confermata anche per il 2026. Il contratto può prevedere anche la fornitura di servizi accessori come biancheria e pulizia, senza che questo trasformi l’attività in imprenditoriale, a patto che i servizi restino di natura complementare.

            Un aspetto fondamentale della tassazione degli affitti brevi 2026 riguarda il limite dei 30 giorni: se la locazione supera questa durata, non si parla più di affitto breve e si applicano le regole ordinarie dei contratti di locazione, con obbligo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Al contrario, gli affitti brevi sotto i 30 giorni non richiedono la registrazione del contratto, semplificando notevolmente gli adempimenti burocratici. Tuttavia, come vedremo, esistono altri obblighi specifici da rispettare.

            Cedolare Secca sugli Affitti Brevi 2026: Aliquota 21% e 26%

            La principale novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata nel 2026 riguarda la doppia aliquota di cedolare secca per gli affitti brevi. Il sistema prevede:

            • Aliquota del 21% sui redditi derivanti dal primo immobile locato con affitto breve
            • Aliquota del 26% sui redditi derivanti dal secondo, terzo e quarto immobile locato con affitto breve

            Il proprietario che affitta un solo appartamento con formula di affitto breve continuerà quindi a pagare la cedolare secca al 21%, esattamente come prima. Chi invece gestisce più immobili vedrà applicare l’aliquota maggiorata del 26% a partire dal secondo. Per fare un esempio: se Mario possiede 3 appartamenti e li affitta tutti con affitti brevi, sul primo pagherà il 21%, sul secondo e sul terzo il 26%. La scelta di quale immobile considerare come “primo” spetta al contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.

            È importante ricordare che la cedolare secca sugli affitti brevi resta un regime opzionale: chi preferisce può sempre optare per la tassazione IRPEF ordinaria, con applicazione delle aliquote progressive. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutare quale regime sia più conveniente nella tua situazione specifica, considerando il tuo reddito complessivo e il numero di immobili locati.

            Obbligo del Codice CIN per gli Affitti Brevi 2026

            Dal 2 novembre 2024, tutti gli immobili destinati ad affitti brevi devono essere dotati del Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questa novità, introdotta dall’articolo 13-ter del D.L. 145/2023, rappresenta uno degli adempimenti più importanti per chi opera nel settore delle locazioni turistiche nel 2026. Il codice CIN è un identificativo unico assegnato a ciascun immobile e deve essere richiesto attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo.

            Il codice CIN deve essere esposto all’esterno dell’immobile e indicato in ogni annuncio pubblicato sulle piattaforme di prenotazione come Airbnb, Booking e altre. Le sanzioni per chi non si adegua sono significative: da 800 a 8.000 euro per la mancata esposizione del CIN, e da 500 a 5.000 euro per la mancata indicazione negli annunci. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta del codice CIN e nella verifica di tutti gli adempimenti connessi alla tassazione degli affitti brevi 2026.

            Ritenuta del 21% Applicata dalle Piattaforme: Airbnb e Booking

            Le piattaforme di intermediazione come Airbnb, Booking, Vrbo e simili sono obbligate ad operare una ritenuta del 21% sui corrispettivi lordi versati ai proprietari degli immobili locati con affitti brevi. Questa ritenuta viene trattenuta direttamente dalla piattaforma al momento del pagamento e versata all’Erario come sostituto d’imposta.

            La ritenuta del 21% ha natura diversa a seconda del regime fiscale scelto dal proprietario. Se il contribuente opta per la cedolare secca, la ritenuta si considera a titolo d’imposta per il primo immobile (dove l’aliquota è appunto 21%). Per il secondo immobile e successivi, dove l’aliquota è del 26%, la ritenuta del 21% funge da acconto e la differenza del 5% andrà versata in sede di dichiarazione dei redditi. Se invece il contribuente sceglie la tassazione IRPEF ordinaria, la ritenuta del 21% è sempre a titolo di acconto e verrà scomputata dall’imposta dovuta nel modello 730 o nel modello Redditi PF. Affidarsi al CAF Centro Fiscale per la dichiarazione dei redditi garantisce il corretto scomputo di tutte le ritenute.

            Obblighi Dichiarativi per gli Affitti Brevi 2026

            Chi percepisce redditi da affitti brevi ha l’obbligo di dichiararli nella dichiarazione dei redditi annuale. Se si sceglie la cedolare secca, i redditi da locazione breve vanno indicati nel quadro B del modello 730 o nel corrispondente quadro del modello Redditi PF, selezionando l’opzione per la cedolare secca. La Certificazione Unica (CU) rilasciata dalle piattaforme di intermediazione deve essere utilizzata per verificare l’importo delle ritenute già operate.

            Un aspetto spesso trascurato riguarda la corretta indicazione del numero di immobili locati con formula breve. Poiché l’aliquota del 26% si applica dal secondo immobile in poi, è fondamentale dichiarare correttamente quali e quanti immobili sono stati locati durante l’anno. Il contribuente deve anche conservare la documentazione relativa ai contratti stipulati, ai pagamenti ricevuti e alle Certificazioni Uniche ricevute dalle piattaforme. Per evitare errori che potrebbero portare a sanzioni, il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta della documentazione alla compilazione della dichiarazione, garantendo la correttezza di ogni passaggio nella tassazione degli affitti brevi 2026.

            Comunicazione alla Questura per gli Affitti Brevi

            Chi affitta un immobile con affitto breve è tenuto a comunicare alla Questura le generalità degli ospiti entro 24 ore dall’arrivo. Questo obbligo, previsto dall’articolo 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), si applica a tutte le locazioni turistiche, indipendentemente dalla durata. La comunicazione avviene tramite il portale telematico Alloggiati Web della Polizia di Stato.

            Le informazioni da comunicare includono le generalità complete degli ospiti (nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza, documento di identità), le date di arrivo e partenza e il tipo di alloggio. Per gli ospiti stranieri è necessario comunicare anche gli estremi del passaporto o documento di viaggio. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali. Questo adempimento è a carico del proprietario dell’immobile destinato ad affitti brevi e non può essere delegato alle piattaforme di intermediazione.

            Imposta di Soggiorno e Affitti Brevi 2026

            L’imposta di soggiorno è un tributo locale applicato da molti Comuni italiani ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive del territorio. Dal 2024, le piattaforme come Airbnb e Booking sono tenute a riscuotere l’imposta di soggiorno per conto dei Comuni e a versarla direttamente, sollevando il proprietario da questo adempimento quando la prenotazione avviene attraverso la piattaforma.

            Tuttavia, per le prenotazioni dirette (senza intermediazione di piattaforme), il proprietario resta responsabile del tributo con funzione di agente contabile. Questo significa che deve riscuotere l’imposta di soggiorno dall’ospite, conservarne la documentazione e versarla al Comune secondo le modalità e le scadenze previste dal regolamento locale. L’importo dell’imposta varia da Comune a Comune, generalmente tra 1 e 5 euro a notte per persona, e può differenziarsi in base alla tipologia di alloggio e al periodo dell’anno. Per gestire correttamente tutti gli aspetti fiscali degli affitti brevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sulla Tassazione degli Affitti Brevi 2026

            Quanti immobili posso affittare con affitto breve senza partita IVA?

            È possibile locare con formula di affitto breve fino a 4 immobili senza che l’attività venga considerata imprenditoriale. Dal quinto immobile in poi, scatta la presunzione di attività d’impresa e diventa necessaria la partita IVA. Questa regola vale per anno solare e per ciascun proprietario.

            La cedolare secca al 21% si applica ancora agli affitti brevi nel 2026?

            Sì, la cedolare secca al 21% è confermata per il 2026, ma solo per il primo immobile locato con affitto breve. Dal secondo immobile in poi, l’aliquota sale al 26%. Il contribuente sceglie quale immobile designare come “primo” in sede di dichiarazione dei redditi, ottimizzando così il carico fiscale.

            Devo registrare il contratto di affitto breve all’Agenzia delle Entrate?

            No, i contratti di affitto breve con durata inferiore a 30 giorni non richiedono la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i redditi percepiti devono essere dichiarati nella dichiarazione annuale. Per soggiorni superiori a 30 giorni, è invece obbligatoria la registrazione del contratto.

            Come funziona la ritenuta del 21% applicata da Airbnb?

            Airbnb e le altre piattaforme trattengono automaticamente il 21% del corrispettivo lordo e lo versano all’Erario. Se si opta per la cedolare secca al 21% sul primo immobile, la ritenuta copre l’intera imposta dovuta. Per gli immobili successivi (aliquota 26%), la ritenuta funge da acconto e il 5% residuo va versato in dichiarazione dei redditi.

            Cosa succede se non richiedo il codice CIN per il mio affitto breve?

            La mancata richiesta del codice CIN comporta sanzioni da 800 a 8.000 euro. Il codice è obbligatorio per tutti gli immobili destinati ad affitti brevi e deve essere esposto all’esterno dell’immobile e indicato in ogni annuncio online. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida nella richiesta e nei relativi adempimenti.

            Conclusione: Gestire gli Affitti Brevi nel 2026 senza Errori

            La tassazione degli affitti brevi 2026 richiede attenzione su più fronti: la scelta tra cedolare secca al 21% e 26%, il rispetto dell’obbligo del codice CIN, la gestione delle ritenute delle piattaforme, la comunicazione alla Questura e l’eventuale imposta di soggiorno. Un errore nella dichiarazione o un adempimento dimenticato possono tradursi in sanzioni significative.

            Hai bisogno di assistenza per la gestione fiscale dei tuoi affitti brevi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori ti guidano dalla richiesta del codice CIN alla compilazione della dichiarazione dei redditi, assicurando il corretto trattamento di ogni aspetto della tassazione degli affitti brevi 2026. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 09:00:002026-09-29 07:30:47Indagini sui conti correnti e doppia attività: l’onere della prova resta al contribuente
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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 07:00:002026-09-29 07:31:11Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?
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            Ottobre 6, 2026
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            Ottobre 6, 2026
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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 10:00:002026-09-29 10:24:26Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%
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            Ottobre 5, 2026
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
            Maggio 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-09 09:00:002026-05-31 17:55:15Affitti Brevi e Cedolare Secca 2026: Aliquota 21% e 26%
            PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

            Partita IVA Consulente del Lavoro 2026: Requisiti, Cassa ENPACL e Tasse

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Aprire Partita IVA come Consulente del Lavoro nel 2026 rappresenta una scelta professionale strategica in un settore in costante crescita. Con la complessità normativa che governa il rapporto di lavoro, le aziende italiane hanno sempre più bisogno di figure specializzate in buste paga, contributi INPS, contratti di lavoro e contenzioso giuslavoristico. In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti: dai requisiti di accesso all’Albo dei Consulenti del Lavoro, al codice ATECO 69.20.30, dal regime forfettario con coefficiente di redditività 78%, fino alla Cassa ENPACL e al calcolo delle tasse con esempi pratici per redditi diversi.

            Indice dei contenuti

            1. Chi è il Consulente del Lavoro: Profilo e Competenze
            2. Requisiti per Aprire Partita IVA
            3. Codice ATECO 69.20.30 e Coefficiente 78%
            4. Regime Forfettario: Limiti, Aliquote e Vantaggi
            5. Cause Ostative Specifiche per Consulenti del Lavoro
            6. Cassa ENPACL: Contributi 2026 e Riduzioni Neoiscritti
            7. Costi Apertura Studio e Software Paghe
            8. Assicurazione RC Professionale e Quota Albo
            9. Fatturazione B2B e Bollo Forfettari
            10. Calcolo Tasse: Esempi 35K, 55K, 80K
            11. Servizi Tipici del Consulente del Lavoro
            12. Differenze con Commercialista e Avvocato Giuslavorista
            13. Come Trovare i Primi Clienti
            14. FAQ: Domande Frequenti

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            Chi è il Consulente del Lavoro: Profilo e Competenze

            Il consulente del lavoro è un professionista iscritto all’albo (Legge 11 gennaio 1979, n. 12) che assiste aziende e datori di lavoro in tutti gli adempimenti relativi alla gestione del personale dipendente. La professione è regolamentata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (CNO) e prevede competenze altamente specialistiche su normativa giuslavoristica, contrattualistica collettiva e previdenza obbligatoria.

            Le competenze principali del consulente del lavoro includono:

            • Elaborazione buste paga e Libro Unico del Lavoro (LUL)
            • Gestione assunzioni, trasformazioni e cessazioni di rapporti di lavoro
            • Calcolo contributi INPS, INAIL e premi assicurativi
            • Predisposizione modelli F24, UniEmens, CU e 770
            • Consulenza su CCNL applicabile, livelli di inquadramento e scatti di anzianità
            • Pratiche di infortunio, maternità, malattia e gestione ammortizzatori sociali (NASPI, CIGO, CIGS, FIS)
            • Adempimenti per colf, badanti e lavoratori domestici
            • Assistenza in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
            • Contenzioso del lavoro davanti agli organi di conciliazione e Ispettorato
            • Consulenza su privacy nei rapporti di lavoro (GDPR)

            Requisiti per Aprire Partita IVA Consulente del Lavoro

            Per esercitare la professione di consulente del lavoro come libero professionista con Partita IVA, è necessario completare un percorso formativo e abilitativo piuttosto strutturato. Vediamo i passaggi obbligatori previsti dalla Legge 12/1979 e successive modifiche.

            1. Titolo di studio

            È richiesta una laurea triennale o magistrale in una delle seguenti classi:

            • Giurisprudenza (LMG/01)
            • Economia (L-18, L-33, LM-56, LM-77, LM-83)
            • Scienze politiche e sociali (L-36, L-40)
            • Consulenza del lavoro (laurea specifica L-14, LM-63)

            2. Praticantato di 18 mesi

            Il tirocinio professionale dura 18 mesi e si svolge presso lo studio di un consulente del lavoro iscritto all’albo da almeno 5 anni. Durante il praticantato:

            • Si compila il libretto del tirocinante con le pratiche svolte
            • Si frequentano corsi di formazione obbligatori organizzati dall’Ordine
            • Si possono ottenere 6 mesi di riduzione con la laurea specialistica in Consulenza del lavoro

            3. Esame di Stato

            Al termine del praticantato si sostiene l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione, organizzato annualmente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’esame prevede tre prove scritte (diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario) e una prova orale.

            4. Iscrizione all’Albo provinciale

            Superato l’esame, ci si iscrive all’Albo dei Consulenti del Lavoro della provincia di residenza o di domicilio professionale. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota di iscrizione iniziale e di una quota annuale (variabile da Ordine a Ordine, generalmente 250-400 euro).

            5. Apertura Partita IVA

            Per aprire la Partita IVA si presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online tramite Fisconline/Entratel o presso uno sportello). Per aderire al regime forfettario è sufficiente barrare l’apposita casella nel modello.

            Codice ATECO Consulente del Lavoro 69.20.30

            Il codice ATECO per i consulenti del lavoro è 69.20.30 – “Attività dei consulenti del lavoro”. È un codice specifico, distinto da quello dei commercialisti (69.20.11) e degli avvocati (69.10.10).

            CaratteristicaValore
            Codice ATECO69.20.30
            DescrizioneAttività dei consulenti del lavoro
            SezioneM – Attività professionali, scientifiche e tecniche
            Coefficiente redditività forfettario78%
            Categoria forfettarioAttività professionali
            Cassa previdenzaENPACL

            Il coefficiente di redditività del 78% significa che, ai fini fiscali nel regime forfettario, il 78% dei ricavi è considerato reddito imponibile. Il restante 22% rappresenta una deduzione forfettaria delle spese che non richiede pezze giustificative.

            Regime Forfettario per Consulenti del Lavoro: Limiti e Aliquote

            Il regime forfettario è particolarmente vantaggioso per i consulenti del lavoro che iniziano l’attività o operano con volumi contenuti. Vediamo i numeri chiave per il 2026.

            Soglia di accesso

            • Limite ricavi/compensi: 85.000 euro annui
            • In caso di superamento entro il 100.000 euro: uscita dal forfettario dall’anno successivo
            • Oltre 100.000 euro: uscita immediata con applicazione IVA dal momento del superamento

            Aliquota imposta sostitutiva

            • 5% per i primi 5 anni (start-up) se rispettati i requisiti di novità
            • 15% dal sesto anno in poi (regime ordinario forfettario)

            Requisiti per l’aliquota 5% start-up

            • Non aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti
            • L’attività non deve essere “mera prosecuzione” di un’attività già svolta come dipendente
            • In caso di subentro in studio esistente, i ricavi del cedente non devono superare 85.000 euro

            Calcolo del reddito imponibile

            Reddito imponibile = Ricavi x 78% – Contributi ENPACL versati

            Esempio rapido: con compensi di 50.000 euro e contributi ENPACL di 6.000 euro:
            (50.000 x 78%) – 6.000 = 39.000 – 6.000 = 33.000 euro imponibile
            Imposta al 5% = 1.650 euro

            Cause Ostative Specifiche per Consulenti del Lavoro

            Esistono cause ostative specifiche che possono escludere il consulente del lavoro dal regime forfettario. La più rilevante per questa categoria è quella relativa ai rapporti con ex datori di lavoro.

            Attività prevalente verso ex datore di lavoro

            Non può accedere al forfettario chi esercita prevalentemente attività verso datori di lavoro con cui sono in essere rapporti di lavoro o erano intercorsi nei due periodi d’imposta precedenti. Questa norma colpisce frequentemente:

            • Ex dipendenti di studi di consulenza che aprono Partita IVA e fatturano principalmente al loro vecchio studio
            • Consulenti del lavoro che, dopo le dimissioni da un’azienda, continuano a occuparsi del personale di quella stessa azienda
            • Praticanti che, terminato il tirocinio, fatturano in modo prevalente al dominus

            Definizione di “prevalenza”

            La prevalenza si verifica quando oltre il 50% dei ricavi proviene dall’ex datore o da soggetti ad esso direttamente o indirettamente riconducibili. Per maggiori dettagli e altri casi di esclusione, consulta la guida completa alle cause ostative.

            Altre cause ostative comuni

            • Reddito da lavoro dipendente o pensione superiore a 35.000 euro nell’anno precedente
            • Partecipazione a società di persone, associazioni professionali, srl trasparenti
            • Possesso di quote di srl che esercita attività riconducibili

            Cassa ENPACL: Contributi 2026 e Riduzioni Neoiscritti

            I consulenti del lavoro sono iscritti obbligatoriamente all’ENPACL – Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro, una delle casse private gestite ai sensi del D.Lgs. 509/1994. L’iscrizione è contestuale all’iscrizione all’Albo professionale.

            Struttura della contribuzione 2026

            Tipo ContributoAliquota 2026Base imponibile
            Soggettivo11% (con possibilità di elevazione fino al 14%)Reddito professionale netto
            Integrativo4% (con possibilità di riduzione al 3%)Volume d’affari (compensi lordi)
            Maternitàquota fissaForfettaria
            Contributo minimo soggettivocirca 2.400 euroA prescindere dal reddito

            Il contributo soggettivo è deducibile dal reddito imponibile ai fini fiscali. Il contributo integrativo del 4% viene addebitato al cliente in fattura ed è neutro fiscalmente.

            Riduzione neoiscritti ENPACL

            L’ENPACL prevede significative agevolazioni per i neoiscritti nei primi anni di attività, per favorire l’avvio della professione:

            • Primo anno: riduzione del contributo minimo soggettivo (in genere al 25-50%)
            • Dal 2 al 5 anno: riduzione progressiva o contributo proporzionale al reddito senza minimo
            • Esenzione integrativo fino a determinate soglie di volume d’affari per i primi anni

            Le aliquote esatte e le percentuali di riduzione vengono aggiornate annualmente dal Consiglio di Amministrazione ENPACL. Si consiglia sempre di verificare sul portale ufficiale ENPACL e di richiedere i moduli di adesione alle agevolazioni entro i termini indicati.

            Costi Apertura Studio e Software Paghe

            Avviare uno studio di consulenza del lavoro richiede investimenti iniziali significativi, soprattutto per il software gestionale paghe che è lo strumento di lavoro principale. Vediamo i costi tipici da preventivare.

            Costi iniziali una tantum

            • Iscrizione Albo: 200-400 euro (variabile per Ordine provinciale)
            • Tassa esame di Stato: circa 50 euro
            • PEC professionale: 30-80 euro/anno
            • Firma digitale: 50-80 euro (validità triennale)
            • Arredi e attrezzature ufficio: 3.000-10.000 euro
            • Hardware (PC, stampanti, server): 2.000-5.000 euro

            Software paghe: i principali fornitori

            Il software per l’elaborazione delle buste paga è la voce di costo più importante. I principali fornitori del mercato italiano sono:

            • Zucchetti (Paghe Project, HR Infinity): leader di mercato, modulare
            • TeamSystem (LYNFA Paghe, Paghe Plus): completo, integrato con commercialisti
            • INAZ: storico player, ottimo per studi medio-grandi
            • Wolters Kluwer (B.Point): alta qualità, target studi strutturati
            • Buffetti, Eurosoft, Osra: alternative per piccoli studi

            Costi ricorrenti mensili

            VoceCosto mensile indicativo
            Canone software paghe (cloud, fino 50 cedolini)200-500 euro
            Software paghe per studio strutturato (oltre 200 cedolini)800-2.000 euro
            Locazione ufficio (Udine, 30 mq)400-700 euro
            Utenze (luce, gas, internet)150-300 euro
            Aggiornamento normativo (riviste, banche dati)50-200 euro
            Cancelleria e materiali consumo30-80 euro

            Da considerare anche i costi di formazione obbligatoria continua (FCP): il consulente del lavoro deve maturare crediti formativi annui. Corsi e seminari rappresentano un costo medio di 500-1.500 euro/anno.

            Assicurazione RC Professionale e Quota Albo

            L’assicurazione di responsabilità civile professionale e obbligatoria per i consulenti del lavoro ai sensi dell’art. 5 del DPR 137/2012. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’incarico, gli estremi della polizza.

            Massimali e premi indicativi

            • Massimale minimo consigliato: 250.000 euro
            • Massimale standard: 500.000 – 1.000.000 euro
            • Premio annuo neoiscritto: 200-400 euro
            • Premio annuo studio strutturato: 800-2.500 euro

            Molti Ordini provinciali hanno stipulato convenzioni collettive con primarie compagnie assicurative, ottenendo premi agevolati per gli iscritti. Si consiglia di verificare con l’Ordine di appartenenza.

            Quota annuale Ordine

            La quota annuale di iscrizione all’Ordine provinciale dei Consulenti del Lavoro varia in funzione del Consiglio Provinciale e oscilla generalmente tra 250 e 400 euro all’anno. La quota è integralmente deducibile dal reddito professionale (anche nel forfettario, in quanto contributo obbligatorio).

            Fatturazione B2B Consulenti del Lavoro

            I consulenti del lavoro fatturano prevalentemente in B2B verso aziende, ditte individuali e altri professionisti datori di lavoro (raramente verso privati, salvo per pratiche colf/badanti). Vediamo le specificità della fatturazione elettronica per questa professione.

            Fattura elettronica obbligatoria

            Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, indipendentemente dai ricavi. Il consulente del lavoro deve emettere e-fattura tramite Sistema di Interscambio (SDI), utilizzando:

            • Software gestionale di studio (spesso integrato nel paghe)
            • Servizi web Agenzia Entrate (Fatture e Corrispettivi)
            • Provider esterni (Aruba, TeamSystem, Fatture in Cloud, ecc.)

            Codice natura per forfettari: N2.2

            Nel forfettario, il consulente del lavoro emette fatture senza addebito IVA, indicando il codice natura N2.2 – “Operazioni non soggette – altri casi”. La dicitura obbligatoria in fattura è:

            “Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – regime forfettario”

            Marca da bollo 2 euro

            Sulle fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro è dovuta la marca da bollo da 2 euro. Modalità di gestione:

            • Bollo virtuale e-fattura: il consulente compila la fattura indicando bollo “SI” e versa trimestralmente con F24
            • Si può addebitare al cliente come rivalsa di bollo (consigliato per non gravare sul margine)
            • Termini di versamento bollo virtuale: entro il 31 maggio (Q1), 30 settembre (Q2), 30 novembre (Q3), 28 febbraio dell’anno successivo (Q4)

            Contributo integrativo ENPACL 4%

            Il contributo integrativo del 4% (riducibile al 3% per i neoiscritti) si addebita al cliente in fattura. Esempio struttura fattura forfettaria:

            • Compenso professionale: 1.000,00 euro
            • Contributo integrativo ENPACL 4%: 40,00 euro
            • Totale imponibile: 1.040,00 euro
            • Ritenuta d’acconto: NON applicata (regime forfettario)
            • Bollo 2 euro a rivalsa: 2,00 euro
            • Totale fattura: 1.042,00 euro

            Calcolo Tasse Consulente del Lavoro: Esempi Pratici

            Vediamo tre simulazioni concrete di tasse e contributi per consulenti del lavoro in regime forfettario, con compensi diversi. Tutti gli esempi assumono aliquota start-up al 5% e contributo soggettivo ENPACL all’11%.

            Esempio 1: Compensi 35.000 euro (neoiscritto)

            • Reddito forfettario: 35.000 x 78% = 27.300 euro
            • Contributo soggettivo ENPACL (11%): 3.003 euro
            • Reddito imponibile fiscale: 27.300 – 3.003 = 24.297 euro
            • Imposta sostitutiva 5%: 1.214,85 euro
            • Contributo integrativo ENPACL (4%, addebitato in fattura): 1.400 euro
            • Totale prelievo (imposta + soggettivo): 4.217,85 euro (12,05% sui compensi)
            • Netto al consulente: circa 30.782 euro

            Esempio 2: Compensi 55.000 euro (consulente avviato)

            • Reddito forfettario: 55.000 x 78% = 42.900 euro
            • Contributo soggettivo ENPACL (11%): 4.719 euro
            • Reddito imponibile fiscale: 42.900 – 4.719 = 38.181 euro
            • Imposta sostitutiva 5%: 1.909,05 euro
            • Totale prelievo (imposta + soggettivo): 6.628,05 euro (12,05% sui compensi)
            • Netto al consulente: circa 48.372 euro

            Esempio 3: Compensi 80.000 euro (vicino soglia)

            • Reddito forfettario: 80.000 x 78% = 62.400 euro
            • Contributo soggettivo ENPACL (11%): 6.864 euro
            • Reddito imponibile fiscale: 62.400 – 6.864 = 55.536 euro
            • Imposta sostitutiva 5%: 2.776,80 euro
            • Totale prelievo (imposta + soggettivo): 9.640,80 euro (12,05% sui compensi)
            • Netto al consulente: circa 70.359 euro

            Nota importante: con aliquota al 15% (oltre il quinto anno), il prelievo complessivo sale al circa 22,7% sui compensi. I contributi previdenziali deducibili rappresentano un risparmio fiscale significativo che va sempre ottimizzato.

            Servizi Tipici dello Studio di Consulenza del Lavoro

            Conoscere i servizi standard offerti dallo studio di consulenza del lavoro è fondamentale per impostare correttamente l’offerta commerciale e il listino. Ecco le aree principali.

            Elaborazione paghe e adempimenti mensili

            • Elaborazione cedolini paga e Libro Unico del Lavoro (LUL)
            • Predisposizione modelli F24 contributi e ritenute
            • Invio telematico UniEmens INPS
            • Gestione presenze, ferie, permessi, malattie, infortuni
            • Conguagli fiscali e contributivi annuali

            Assunzioni, trasformazioni e cessazioni

            • Predisposizione lettere di assunzione e contratti di lavoro
            • Comunicazioni obbligatorie UniLav (assunzione, proroga, cessazione)
            • Gestione apprendistato, contratti a termine, somministrazione
            • TFR e calcolo competenze fine rapporto
            • Trasformazioni part-time/full-time e variazioni contrattuali

            Adempimenti annuali

            • CU – Certificazione Unica per dipendenti e collaboratori
            • Modello 770 sostituti d’imposta
            • Autoliquidazione INAIL entro il 16 febbraio
            • Dichiarazione situazione aziendale per CCNL
            • Adempimenti privacy GDPR per gestione dati dipendenti

            Consulenza specialistica

            • Sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008): nomina RSPP, DVR, formazione
            • Contenzioso del lavoro: assistenza in conciliazione e davanti all’Ispettorato
            • Procedure di licenziamento e dimissioni telematiche
            • Gestione ammortizzatori sociali (NASPI, CIGO, FIS)
            • Pratiche colf, badanti e lavoro domestico
            • Welfare aziendale e fringe benefit

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