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CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

Congedo Parentale Frazionato 2026: Ore, Giorni e Settimane — Come Funziona

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Non sempre e possibile o conveniente fruire del congedo parentale in un blocco unico. La legge consente di frazionare il congedo in modalita diverse — a ore, a giorni o a settimane — con regole specifiche che dipendono dal CCNL applicabile. Scopri come funziona il frazionamento del congedo parentale nel 2026, i vantaggi rispetto alla fruizione mensile e i casi pratici per genitori che vogliono alternare.

Il Frazionamento del Congedo Parentale: La Normativa

Il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternita e paternita) e il D.Lgs. 105/2022 disciplinano il congedo parentale e le modalita di fruizione. La possibilita di fruizione frazionata e prevista dall’art. 32 del T.U., che stabilisce che il congedo puo essere goduto anche in modo frazionato.

Tuttavia, la modalita di frazionamento (solo mensile, settimanale, giornaliera, oraria) dipende da quanto prevede il CCNL applicabile. Non tutti i contratti collettivi consentono tutte le modalita.

Per approfondire la struttura generale del congedo parentale, le percentuali di indennita e la durata, leggi prima: Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Domanda INPS e Calcolo Indennita 80% Congedo Parentale 2026.

Le Tre Modalita di Frazionamento

1. Fruizione Mensile (a Mesi Interi)

La modalita piu semplice: il genitore prende un intero mese di congedo. Tutti i CCNL la prevedono. La procedura e piu agevole: si presenta la domanda all’INPS specificando il mese di inizio e fine, l’INPS calcola l’indennita su base mensile (30 giorni convenzionali).

2. Fruizione Settimanale

Il congedo viene fruito per settimane intere. L’indennita viene calcolata per il numero di settimane fruite (7 giorni convenzionali per settimana). Questa modalita e generalmente prevista da piu contratti rispetto a quella giornaliera e oraria.

3. Fruizione Giornaliera

Il congedo viene fruito per singoli giorni. L’indennita viene calcolata per ogni giorno di congedo fruito (RMG x percentuale). Questa modalita richiede che il CCNL la consenta espressamente. Alcuni CCNL richiedono un preavviso minimo (es. 5 giorni) per la fruizione giornaliera.

4. Fruizione Oraria: La Modalita piu Flessibile

La fruizione oraria del congedo parentale e la modalita di massima flessibilita ed e stata introdotta dal D.Lgs. 105/2022 come diritto applicabile anche in assenza di previsione contrattuale (novita rilevante rispetto al passato).

Regole per la fruizione oraria:

  • Il lavoratore puo fruire del congedo per alcune ore al giorno anziché per l’intera giornata
  • Il limite minimo di fruizione oraria giornaliera e la meta dell’orario di lavoro giornaliero
  • Le ore fruite si convertono in giorni di congedo (orario di lavoro giornaliero / ore fruite = frazioni di giorno)
  • L’indennita e proporzionata alle ore di congedo fruite

Esempio pratico — fruizione oraria: lavoratore full-time con orario 8 ore/giorno. Fruzione 4 ore di congedo al giorno = 0,5 giornate di congedo. In un mese da 22 giorni lavorativi, fruzione di 4 ore/giorno equivale a 11 giorni convenzionali di congedo.

Impatto sulla Indennita: Mese Intero vs Frazionato

La percentuale di indennita (80% o 30%) e la stessa indipendentemente dalla modalita di fruizione. Cio che cambia e il numero di giorni/ore su cui si applica.

Modalita fruizioneGiorni congedo consumati (esempio mese)Giorni residui sul totale
Mese intero30 (convenzionali)-30 giorni
2 settimane14 giorni-14 giorni
5 giorni sparsi5 giorni-5 giorni
4 ore/giorno per 22 gg lavorativi11 giorni (0,5 x 22)-11 giorni

Il frazionamento consente quindi di conservare un maggior numero di giorni di congedo per usi futuri, distribuendo la copertura nel tempo. Questo e particolarmente utile quando il figlio e piccolo e le esigenze di cura cambiano frequentemente.

Casi Pratici: Alternanza Padre e Madre

Caso 1: Alternanza Mensile

Marco e Sara hanno un figlio di 2 anni. Marco prende 1 mese al 80% in gennaio, Sara prende 1 mese al 80% in aprile. Ciascuno ha consumato il suo mese all’80% e conserva ancora mesi al 30% da usare entro i 12 anni del figlio.

Caso 2: Alternanza Settimanale

Giulia e Andrea si alternano settimana per settimana: una settimana Giulia, la successiva Andrea. Questo schema richiede che entrambi i datori di lavoro siano informati e che i CCNL consentano la fruizione settimanale. L’INPS gestisce le domande separatamente per ciascun genitore.

Caso 3: Fruizione Oraria Condivisa

Entrambi i genitori fruiscono del congedo parentale a ore: la mattina uno, il pomeriggio l’altro. Questa soluzione permette di gestire il figlio senza ricorrere ad asili o babysitter nelle prime settimane. Ogni genitore accumula ore che si convertono in giorni consumati proporzionalmente.

Come Presentare la Domanda per Fruizione Frazionata

La domanda di congedo parentale frazionato si presenta tramite:

  • MyINPS: servizio “Congedo e permessi” — specificare modalita di fruizione (giorni, settimane, ore)
  • Patronato: assistenza gratuita per la compilazione e per la verifica della compatibilita con il CCNL
  • Contact center INPS: 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164

Attenzione: per la fruizione oraria e spesso necessario informare preventivamente anche il datore di lavoro, che deve gestire l’orario del lavoratore in modo coerente.

FAQ — Domande Frequenti sul Congedo Frazionato

Posso alternare fruizione mensile e fruizione a giorni?

Si, purche il CCNL consenta entrambe le modalita. Non e necessario scegliere una sola modalita per tutta la durata del congedo: puoi usare un mese intero quando ti serve copertura completa e giorni singoli in altri periodi.

L’indennita all’80% si applica anche nella fruizione oraria?

Si, se stai usando il mese all’80% spettante. La percentuale si applica proporzionalmente alle ore/giorni fruiti, non cambia in base alla modalita di fruizione.

Con quanto preavviso devo comunicare la fruizione frazionata?

Il D.Lgs. 105/2022 prevede un preavviso di 5 giorni per la fruizione giornaliera e oraria (ridotto rispetto ai 15 giorni precedenti). Alcuni CCNL possono prevedere preavvisi diversi. Per la fruizione mensile il preavviso standard e di 15 giorni, ma molti contratti riducono a 5 giorni.

Hai Domande sul Tuo Congedo Parentale?

Le modalita di frazionamento dipendono dal tuo CCNL specifico e possono variare significativamente. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire cosa prevede il tuo contratto, a presentare la domanda corretta all’INPS e a massimizzare i benefici del congedo parentale. Prenota un appuntamento gratuito.

Luglio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-15 10:30:002026-06-14 22:09:59Congedo Parentale Frazionato 2026: Ore, Giorni e Settimane — Come Funziona
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

Bonus Nido 2026, Pagamenti Più Veloci: Cosa Cambia per le Famiglie

bonus asilo nido | CAF Udine

Il bonus nido 2026 è uno dei sostegni economici più attesi dalle famiglie italiane con figli piccoli. Per l’anno 2026, l’INPS ha introdotto importanti novità che riguardano soprattutto la velocità dei pagamenti e la semplificazione della procedura di richiesta. Se hai un figlio che frequenta un asilo nido o riceve cure domiciliari, questa guida ti spiega esattamente cosa è cambiato e come ottenere il tuo contributo nel minor tempo possibile.

Il bonus asilo nido 2026 può valere fino a 3.600 euro all’anno per i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro. Ma la novità più rilevante di quest’anno riguarda proprio i tempi di erogazione: grazie alla revisione delle procedure INPS avviata nel 2026, molte famiglie ricevono il rimborso in anticipo rispetto agli anni scorsi. Scopri come funziona e cosa fare per non perdere neanche un centesimo di questo contributo.

Indice dei Contenuti

  • Cos’è il Bonus Nido 2026 e Perché Cambia
  • Gli Importi del Bonus Nido 2026: Fasce ISEE e Massimali
  • Pagamenti Più Veloci: Come Funziona la Nuova Procedura INPS
  • Chi Può Richiedere il Bonus Nido 2026: Requisiti e Condizioni
  • Come Fare Domanda per il Bonus Nido 2026
  • Bonus Nido 2026 e Detraibilità Spese Asilo: Doppio Vantaggio Fiscale
  • Tabella Riepilogativa: Importi, Scadenze e Requisiti
  • Errori da Evitare nella Domanda del Bonus Nido 2026
  • Domande Frequenti sul Bonus Nido 2026
  • Conclusione: Approfitta del Bonus Nido 2026 con il Supporto del CAF

Cos’è il Bonus Nido 2026 e Perché Cambia

Il bonus nido è un contributo INPS destinato alle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni che frequentano un asilo nido pubblico o privato autorizzato, oppure che non possono frequentare il nido a causa di gravi patologie croniche del bambino e ricevono forme di assistenza domiciliare. Il contributo è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016) e negli anni è stato progressivamente potenziato, fino a diventare uno degli strumenti di welfare familiare più significativi del panorama italiano.

Per il bonus nido 2026, il cambiamento più atteso riguarda proprio i pagamenti. In passato, molte famiglie lamentavano attese di tre, quattro o addirittura sei mesi prima di ricevere le rate del contributo. Il problema nasceva da un meccanismo a consuntivo: l’INPS rimborsava le rette già pagate solo dopo la verifica della documentazione. Questo creava una doppia pressione economica sulle famiglie, che dovevano anticipare i costi dell’asilo senza certezza sui tempi di rimborso.

Nel 2026, grazie a un’ottimizzazione dei sistemi informatici INPS e a una nuova gestione dei flussi documentali tra i nidi accreditati e l’istituto, i pagamenti avvengono in modo molto più rapido. Le famiglie che presentano la domanda completa e corretta ricevono le prime rate in tempi significativamente ridotti rispetto al biennio 2023-2024. Un miglioramento sostanziale che rende il bonus nido 2026 davvero fruibile.

Gli Importi del Bonus Nido 2026: Fasce ISEE e Massimali

Gli importi del bonus asilo nido 2026 sono strutturati su tre fasce ISEE, con contributi inversamente proporzionali al reddito del nucleo familiare. Più è basso il reddito della famiglia, più alto è il contributo riconosciuto. Questo principio di progressività è stato confermato anche per il 2026 e si traduce in tre livelli di beneficio ben distinti.

Fascia ISEEImporto massimo annuoImporto mensile massimo
Fino a 25.000 euro3.600 euro300 euro
Da 25.001 a 40.000 euro2.400 euro200 euro
Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)1.500 euro125 euro

È fondamentale capire come questi importi si traducono nella pratica. Il bonus nido 2026 non viene erogato come somma forfettaria una tantum, ma come rimborso mensile delle rette pagate. Il tetto massimo annuo viene suddiviso in rate mensili (ad esempio 300 euro al mese per chi ha ISEE sotto i 25.000 euro), per un massimo di 11 mensilità (da gennaio a novembre, escludendo tipicamente agosto in cui la maggior parte degli asili è chiusa).

Se la retta mensile che paghi all’asilo è inferiore all’importo massimo della tua fascia, il rimborso coprirà l’intero costo della retta. Se invece la retta supera il massimale, riceverai comunque solo il limite previsto per la tua fascia ISEE. Ad esempio, se hai un ISEE di 20.000 euro e paghi una retta di 450 euro al mese, riceverai 300 euro di rimborso (il massimale della tua fascia), non 450. La differenza di 150 euro resterà a tuo carico, ma potrai eventualmente detrarre le spese non rimborsate nella dichiarazione dei redditi.

Per le famiglie con ISEE minorenni, i valori di riferimento possono variare rispetto all’ISEE ordinario. Se il tuo ISEE è vicino alla soglia di passaggio tra una fascia e l’altra, vale la pena calcolare anche l’ISEE corrente: se nel corso del 2026 il tuo reddito è calato rispetto ai dati usati per l’ISEE ordinario, potresti trovarti in una fascia più vantaggiosa. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutare se conviene aggiornare il tuo ISEE per accedere a una fascia di contributo più alta.

Pagamenti Più Veloci: Come Funziona la Nuova Procedura INPS

La novità più rilevante del bonus nido 2026 riguarda proprio i tempi di pagamento. L’INPS ha lavorato su più fronti per accelerare l’erogazione del contributo, e i risultati sono già visibili per le famiglie che hanno presentato la domanda nei primi mesi del 2026.

Il primo cambiamento riguarda il sistema di attestazione delle rette. In passato, le famiglie dovevano raccogliere le ricevute di pagamento, caricarle nel portale e attendere che ogni singolo documento venisse verificato manualmente. Questo processo, moltiplicato per centinaia di migliaia di domande, creava inevitabilmente ingorghi e rallentamenti. Dal 2026, molti asili nido convenzionati con l’INPS trasmettono direttamente i dati delle frequenze e dei pagamenti in via telematica, eliminando la necessità per le famiglie di caricare fisicamente ogni ricevuta.

Il secondo cambiamento riguarda la liquidazione anticipata. L’INPS ha previsto la possibilità di erogare un anticipo del contributo già nelle prime settimane dopo l’approvazione della domanda, senza attendere la verifica di tutte le mensilità dell’anno. Questo significa che le famiglie ricevono i pagamenti in modo più regolare e distribuito nel corso dell’anno.

Il terzo elemento di novità è il potenziamento del sistema di monitoraggio online. Dal portale INPS e dall’app INPS Mobile, i beneficiari possono ora seguire in tempo reale lo stato della loro domanda: quando è stata ricevuta, quando è in lavorazione, quando è stata approvata e quando il pagamento è stato disposto. Questo riduce drasticamente il numero di telefonate agli sportelli.

Per beneficiare appieno di questi miglioramenti, è però fondamentale che la domanda iniziale sia presentata in modo corretto e completo. Una domanda con dati mancanti o errati viene sospesa per integrazioni e può vanificare i guadagni di tempo ottenuti con la nuova procedura. Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione e la presentazione della domanda è la scelta più saggia: i nostri esperti verificano ogni dettaglio prima dell’invio, riducendo al minimo il rischio di sospensioni o rigetti.

Chi Può Richiedere il Bonus Nido 2026: Requisiti e Condizioni

Il bonus asilo nido 2026 può essere richiesto da chi soddisfa una serie di requisiti precisi. Conoscerli in anticipo è fondamentale per capire se hai diritto al contributo e per non perdere tempo con domande destinate al rigetto.

Sul fronte del richiedente, è necessario essere genitore (o chi esercita la responsabilità genitoriale) di un bambino che nel corso del 2026 non abbia ancora compiuto 3 anni (in pratica, bambini nati dal 2023 in poi, con il bonus che spetta per i mesi precedenti il terzo compleanno). Il genitore richiedente deve essere cittadino italiano o comunitario, oppure cittadino extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno in corso di validità. Deve inoltre essere residente in Italia.

Sul fronte del bambino, esistono due percorsi distinti. Il primo percorso riguarda i bambini che frequentano regolarmente un asilo nido pubblico o privato autorizzato dal Comune o dalla Regione. Non tutti i servizi di custodia infantile danno diritto al bonus, ma solo quelli che hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni dalle autorità locali. Prima di presentare la domanda, è opportuno verificare che il nido del tuo bambino rientri in questa categoria.

Il secondo percorso riguarda i bambini che, a causa di gravi patologie croniche che richiedono la non frequenza del nido, ricevono forme di assistenza domiciliare. In questo caso, il contributo è destinato a coprire i costi dell’assistenza a domicilio. La documentazione richiesta è più complessa e include la certificazione medica della patologia: il CAF Centro Fiscale può guidarti nella raccolta dei documenti necessari per questa situazione particolare.

Per quanto riguarda l’ISEE, non esiste un limite massimo di reddito per accedere al bonus nido 2026: anche le famiglie con ISEE elevato (o senza ISEE) possono presentare la domanda, ma riceveranno l’importo più basso (1.500 euro annui). Presentare l’ISEE è quindi sempre conveniente, almeno per chi si trova sotto la soglia dei 40.000 euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola gratuitamente l’ISEE per chi vuole poi procedere con la domanda del bonus.

Come Fare Domanda per il Bonus Nido 2026

Presentare la domanda per il bonus nido 2026 nel modo corretto è il passaggio più importante per ottenere il contributo rapidamente. La procedura richiede attenzione a diversi dettagli, e un errore in questa fase può comportare ritardi, sospensioni o addirittura il rigetto della domanda.

La documentazione da preparare prima di iniziare la pratica comprende diversi elementi fondamentali: il tuo documento di identità in corso di validità e il codice fiscale; l’ISEE 2026 del nucleo familiare in corso di validità; i dati dell’asilo nido (denominazione, codice fiscale, autorizzazione comunale o regionale); le ricevute di pagamento delle rette relative ai mesi per cui si richiede il rimborso.

Un aspetto spesso trascurato riguarda il numero del conto corrente bancario o postale su cui ricevere il pagamento. L’INPS eroga il contributo esclusivamente tramite bonifico su IBAN intestato (o cointestato) al richiedente. Se il tuo IBAN non è correttamente registrato nei sistemi INPS, il pagamento non può avvenire, anche se la domanda è stata approvata. Verificare questo dato prima della presentazione fa risparmiare settimane di attesa inutile.

Per quanto riguarda le scadenze, il bonus nido 2026 può essere richiesto durante tutto l’anno solare. La domanda relativa ai mesi dell’anno in corso deve essere presentata entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento. Chi presenta la domanda per i mesi di gennaio-settembre 2026 entro fine anno ha quindi diritto a ottenere il rimborso per tutte quelle mensilità, a condizione che il bambino abbia frequentato e che le rette siano state pagate e documentate.

La procedura di presentazione richiede competenze specifiche per evitare errori che rallenterebbero i pagamenti più veloci che l’INPS ha introdotto nel 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine presenta la domanda per te, sia se sei residente a Udine che se vuoi avvalerti del servizio online comodamente da casa tua. I nostri operatori si occupano di raccogliere i documenti, verificarli, compilare la pratica correttamente e trasmetterla all’INPS. Per prenotare un appuntamento o richiedere assistenza, contattaci al 0432 1638640 oppure tramite WhatsApp al 366 6018121.

Bonus Nido 2026 e Detraibilità Spese Asilo: Doppio Vantaggio Fiscale

Una delle domande più frequenti che i genitori ci pongono riguarda la possibilità di cumulare il bonus nido 2026 con la detrazione fiscale per le spese dell’asilo nido nella dichiarazione dei redditi. La risposta è sì, ma con un’importante precisazione che riguarda il calcolo della base detraibile.

Le spese per la frequenza di asili nido sono detraibili al 19% nel modello 730 o nel Modello Redditi PF, fino a un massimo di 632 euro per figlio. Tuttavia, la base su cui calcolare la detrazione non è la spesa totale sostenuta, ma solo la quota non coperta dal bonus INPS. In pratica, se hai pagato 3.000 euro di rette durante l’anno e hai ricevuto 2.400 euro di bonus nido, puoi detrarre solo la differenza (600 euro), non l’intera spesa.

Questo meccanismo è pensato per evitare la doppia agevolazione sulla stessa spesa, ma non elimina il vantaggio fiscale aggiuntivo. Se la tua retta mensile supera il massimale del bonus della tua fascia ISEE, la parte eccedente che rimane a tuo carico può comunque essere detratta. Per capire esattamente quanto puoi recuperare tra bonus e detrazioni, il CAF Centro Fiscale può fare per te un calcolo personalizzato. Approfondisci come funziona la detraibilità delle spese asilo nido nel 730 2026.

Le spese dell’asilo nido e il bonus nido vengono gestiti nella dichiarazione dei redditi in sezioni specifiche del modello. Un errore nella compilazione (ad esempio non indicare correttamente l’importo del bonus già ricevuto) può generare controlli INPS o richieste di rimborso. Affidati al nostro CAF anche per la dichiarazione dei redditi 2026 per gestire correttamente questo doppio vantaggio fiscale.

Tabella Riepilogativa: Importi, Scadenze e Requisiti

Per avere un quadro immediato di tutti gli elementi chiave del bonus nido 2026, ecco una tabella riepilogativa con le informazioni principali che ogni famiglia deve conoscere.

ElementoDettaglio 2026
Chi può richiederloGenitori di bambini che nel 2026 non abbiano ancora compiuto 3 anni (nati dal 2023)
Frequenza richiestaAsilo nido autorizzato o assistenza domiciliare per gravi patologie
Importo fascia 1 (ISEE fino a 25.000 euro)Fino a 3.600 euro annui (300 euro/mese)
Importo fascia 2 (ISEE 25.001-40.000 euro)Fino a 2.400 euro annui (200 euro/mese)
Importo fascia 3 (ISEE oltre 40.000 euro o assente)Fino a 1.500 euro annui (125 euro/mese)
Novità 2026 pagamentiProcedure semplificate e più rapide rispetto agli anni precedenti
Scadenza domanda31 dicembre 2026 per le mensilità 2026
Cumulabilità con detrazioniSì, ma solo sulla quota non coperta dal bonus
ISEE richiestoNon obbligatorio, ma necessario per fasce 1 e 2
Come presentare la domandaTramite CAF Centro Fiscale (sede o online)

Ogni situazione familiare ha le sue specificità. Se hai figli gemelli o più bambini iscritti al nido contemporaneamente, ad esempio, puoi richiedere il bonus nido 2026 per ciascuno di loro separatamente, moltiplicando potenzialmente il beneficio totale. Il CAF Centro Fiscale esamina la tua situazione personale e ti indica quale strategia permette di massimizzare i contributi ricevuti.

Errori da Evitare nella Domanda del Bonus Nido 2026

L’esperienza maturata dal CAF Centro Fiscale di Udine nell’assistere centinaia di famiglie con le pratiche INPS ci permette di identificare gli errori più comuni che rallentano o bloccano il pagamento del bonus nido. Conoscerli in anticipo può fare la differenza tra ricevere il contributo rapidamente o attendere mesi.

Il primo errore frequente riguarda l’ISEE scaduto o non aggiornato. L’ISEE ha validità annuale e si rinnova ogni anno presentando una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Se l’ISEE 2025 è scaduto e non hai ancora rinnovato quello 2026, la tua domanda verrà automaticamente inserita nella fascia più bassa (1.500 euro), anche se il tuo reddito ti darebbe diritto a un contributo maggiore. Il CAF Centro Fiscale calcola l’ISEE 2026 e valuta se conviene aggiornarlo prima della domanda.

Il secondo errore riguarda l’asilo nido non autorizzato. Il bonus spetta solo per la frequenza di strutture autorizzate dalle autorità competenti. Alcune famiglie iscrivono i figli a piccole strutture informali o a servizi di baby sitting non autorizzati, e poi scoprono solo in fase di domanda che queste non rientrano tra quelle riconosciute dall’INPS. Verifica sempre lo status autorizzativo della struttura prima di iscrivere il bambino, se hai intenzione di richiedere il bonus nido 2026.

Il terzo problema è la documentazione delle rette incompleta o errata. Le ricevute di pagamento devono essere intestate al genitore richiedente, devono indicare chiaramente la causale (retta asilo nido, mese di riferimento) e devono corrispondere esattamente agli importi dichiarati nella domanda. Ricevute generiche, scontrini non fiscali o pagamenti in contanti senza documentazione idonea possono essere respinti dall’INPS, bloccando o ritardando il rimborso.

Infine, un errore che riguarda specificamente i pagamenti più veloci del 2026: alcuni genitori non aggiornano l’IBAN nei sistemi INPS dopo aver cambiato banca o conto corrente. Il sistema di pagamento dell’INPS non funziona se l’IBAN registrato non è valido o è chiuso. Se hai cambiato conto nell’ultimo anno, verifica e aggiorna il tuo IBAN nel fascicolo previdenziale INPS prima di presentare la domanda. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta anche in questa operazione.

Domande Frequenti sul Bonus Nido 2026

Conclusione: Approfitta del Bonus Nido 2026 con il Supporto del CAF

Il bonus nido 2026 è uno strumento concreto che può alleggerire significativamente il peso economico delle famiglie italiane con bambini piccoli. I miglioramenti introdotti quest’anno rendono i pagamenti più veloci e trasparenti, con procedure semplificate rispetto agli anni scorsi. Il sistema a fasce ISEE garantisce che chi ha più bisogno riceva il sostegno maggiore, mentre la cumulabilità con le detrazioni fiscali permette di ottimizzare ulteriormente il risparmio.

Per sfruttare al meglio questo contributo, la chiave è presentare una domanda completa, corretta e tempestiva. Un ISEE aggiornato, la documentazione in ordine e un IBAN valido sono i tre pilastri che determinano la velocità con cui riceverai il tuo rimborso. Per approfondire altri sostegni alle famiglie, leggi anche la nostra guida sull’Assegno Unico 2026 e sul Bonus Mamme INPS 2026.

Hai bisogno di assistenza per il bonus nido 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dall’ISEE alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’approvazione e dei pagamenti. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Contattaci su WhatsApp - CAF Centro Fiscale Udine
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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Assegno Unico per Figli Maggiorenni 2026: Requisiti, Importi e Cosa Fare al Compimento dei 18 Anni

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Indice dei Contenuti

  • Cos’e’ l’Assegno Unico e Universale per i Figli
  • Assegno Unico Maggiorenni: a Chi Spetta
  • I 5 Requisiti per i Figli Tra 18 e 21 Anni
  • Importi Assegno Unico Maggiorenni 2026
  • Maggiorazioni Disponibili per Figli Maggiorenni
  • Cosa Succede al Compimento dei 18 Anni: Guida Pratica
  • Come Fare Domanda per l’Assegno Unico con Figli Maggiorenni
  • ISEE e Assegno Unico: Come Incide sull’Importo
  • Figli Disabili: Assegno Unico Senza Limiti di Eta’
  • Domande Frequenti sull’Assegno Unico per Maggiorenni

L’assegno unico per figli maggiorenni e’ una delle componenti meno conosciute dell’Assegno Unico e Universale (AUU), il sussidio mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 che ha rivoluzionato il sistema di sostegno alle famiglie italiane. Molti genitori credono che il beneficio si interrompa automaticamente quando il figlio compie 18 anni, ma non e’ cosi’: in presenza di determinate condizioni, l’assegno unico continua a essere erogato fino ai 21 anni. Capire quando spetta, per quale importo e cosa fare concretamente al compimento dei 18 anni e’ fondamentale per non perdere un contributo a cui si ha pieno diritto.

In questa guida completa trovi tutte le risposte: i requisiti 2026, gli importi aggiornati per figli maggiorenni, le maggiorazioni previste e la procedura per gestire correttamente la pratica INPS. Se hai un figlio che si avvicina ai 18 anni oppure che li ha gia’ compiuti, questa guida e’ scritta apposta per te.

Cos’e’ l’Assegno Unico e Universale per i Figli

Prima di entrare nel dettaglio dei figli maggiorenni, e’ utile ricordare brevemente cos’e’ l’Assegno Unico e Universale. Si tratta di un sostegno economico mensile introdotto con il D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Il termine universale indica che spetta a prescindere dalla situazione lavorativa dei genitori: dipendenti, autonomi, disoccupati e inattivi hanno tutti diritto all’assegno, purche’ rispettino i requisiti di residenza e fiscali previsti dalla legge.

L’importo dell’assegno unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare e al numero di figli. Per il 2026 il range va da un minimo di 57 euro mensili per figlio (senza ISEE o con ISEE elevato, per i figli minorenni) a un massimo di 199,40 euro mensili per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.090 euro. Tra questi due estremi esiste una scala progressiva: piu’ basso e’ l’ISEE, piu’ alto e’ l’importo ricevuto.

L’assegno unico ha sostituito, a partire dal 1 marzo 2022, una serie di misure precedenti come gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF), le detrazioni fiscali per i figli under 21 e il Bonus bebbe’. Questo ha semplificato notevolmente il panorama dei sostegni familiari, concentrando tutto in un’unica prestazione gestita dall’INPS. Per approfondire cosa e’ rimasto degli ANF per alcune categorie specifiche, puoi leggere la nostra guida su ANF 2026: cosa resta dopo l’Assegno Unico.

Assegno Unico Maggiorenni: a Chi Spetta

La regola generale e’ semplice: l’assegno unico spetta per tutti i figli minorenni a carico, senza necessita’ di soddisfare condizioni particolari. La situazione cambia quando il figlio raggiunge i 18 anni. In questo caso, il beneficio non si interrompe automaticamente, ma continua solo se il figlio maggiorenne soddisfa almeno uno dei requisiti previsti dall’articolo 4 del D.Lgs. 230/2021, fino al limite dei 21 anni di eta’.

E’ importante chiarire subito che l’assegno unico per figli maggiorenni viene corrisposto in misura ridotta rispetto a quello per i minorenni. Questo non significa pero’ che la cifra sia trascurabile: per molte famiglie, continuare a ricevere il contributo anche tra i 18 e i 21 anni del figlio rappresenta un aiuto concreto e significativo. La questione e’ quindi fondamentale: molti genitori, per mancanza di informazioni, non aggiornano la domanda INPS e perdono un beneficio a cui avrebbero diritto.

I 5 Requisiti per i Figli Tra 18 e 21 Anni

Perche’ un figlio maggiorenne tra i 18 e i 21 anni possa continuare a dare diritto all’assegno unico, deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni. Queste condizioni sono tassative: al di fuori di esse, il beneficio cessa al compimento del diciottesimo anno di eta’.

  • Frequenta un corso di formazione scolastica o professionale — rientrano in questa categoria le scuole superiori, l’universita’, i corsi ITS (Istituti Tecnici Superiori), le accademie, i conservatori, i corsi di formazione professionale regionali e tutte le forme di istruzione riconosciute.
  • Svolge un tirocinio o un’altra misura di orientamento al lavoro — i tirocini formativi extracurriculari e le misure simili rientrano in questa voce.
  • Svolge un’attivita’ lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro — se il figlio lavora ma guadagna meno di 8.000 euro annui, il beneficio viene mantenuto. Il limite di 8.000 euro riguarda il reddito complessivo del figlio, non del nucleo familiare.
  • E’ registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego (centri per l’impiego) — anche in questo caso il diritto all’assegno e’ preservato, a patto che la registrazione sia attiva e aggiornata.
  • Svolge il servizio civile universale — i giovani impegnati nel servizio civile nazionale mantengono il diritto all’assegno unico fino ai 21 anni.

Un caso a parte riguarda i figli con disabilita’: per loro l’assegno unico spetta senza limiti di eta’ e con importi maggiorati, indipendentemente dal soddisfacimento delle condizioni sopra elencate.

Vediamo un esempio pratico: immagina che Marco compia 18 anni a settembre 2026 ed e’ iscritto all’universita’. I suoi genitori continuano a ricevere l’assegno unico maggiorenni perche’ Marco frequenta un percorso di istruzione. Se invece Marco lasciasse gli studi e trovasse un lavoro con un reddito superiore a 8.000 euro annui, il beneficio cesserebbe.

Importi Assegno Unico Maggiorenni 2026

Gli importi dell’assegno unico per figli maggiorenni nel 2026 sono ridotti rispetto a quelli per i minorenni. Si tratta di una scelta normativa che tiene conto del fatto che i figli tra 18 e 21 anni hanno spesso una maggiore autonomia economica. Ecco i valori vigenti per il 2026:

ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio maggiorenne
Fino a 15.000 euro85 euro
Fino a 20.000 euro73 euro
Fino a 25.000 euro61 euro
Fino a 30.000 euro49 euro
Fino a 35.000 euro37 euro
Da 40.000 euro in poi (o senza ISEE)25 euro

Come puoi notare, anche l’assegno unico per figli maggiorenni segue una logica progressiva legata all’ISEE: piu’ basso e’ il reddito familiare, piu’ alto e’ l’importo ricevuto. Una famiglia con ISEE molto basso puo’ arrivare a ricevere 85 euro al mese per ogni figlio maggiorenne tra i 18 e i 21 anni, che su base annua significa oltre 1.000 euro di contributo. Una cifra tutt’altro che trascurabile, soprattutto per i nuclei con piu’ figli.

Vale la pena confrontare questi importi con quelli per i figli minorenni: nel 2026, il range va da 199,40 euro (con ISEE fino a 17.090 euro) a 57 euro (senza ISEE o con ISEE elevato). La riduzione per i maggiorenni e’ significativa, ma non azzera il beneficio. Il passaggio avviene automaticamente nel mese successivo al diciottesimo compleanno, a patto che siano soddisfatti i requisiti.

Maggiorazioni Disponibili per Figli Maggiorenni

Oltre all’importo base, e’ possibile ricevere delle maggiorazioni che aumentano il contributo mensile. Non tutte le maggiorazioni previste per i minorenni si applicano anche ai maggiorenni, ma alcune si mantengono anche per i figli tra 18 e 21 anni.

La maggiorazione piu’ rilevante per questa fascia d’eta’ riguarda i nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano. In questo caso, per i figli fino a 21 anni, e’ prevista una maggiorazione aggiuntiva che nel 2026 ammonta a 35,68 euro mensili per figlio. Si tratta di un incentivo pensato per le famiglie in cui entrambi i genitori partecipano al mercato del lavoro, riconoscendo l’impegno e i costi organizzativi che questo comporta.

MaggiorazioneImporto mensileRequisito
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioValida fino a 21 anni
Famiglie numerose (4+ figli)18 euro per figlioSolo per minorenni (cessa a 18 anni)
Madri under 2123,68 euroLa madre del figlio ha meno di 21 anni
Figlio maggiorenne con disabilita’80 euro (ISEE sotto 25.000 euro)Valida senza limite di eta’

Attenzione alla maggiorazione per famiglie numerose (nuclei con 4 o piu’ figli): questa cessa per i singoli figli al compimento dei 18 anni. Questo significa che se in una famiglia numerosa il figlio piu’ grande compie 18 anni, il calcolo della maggiorazione viene aggiornato.

Cosa Succede al Compimento dei 18 Anni: Guida Pratica

Il compimento dei 18 anni del figlio e’ il momento piu’ delicato nella gestione dell’assegno unico maggiorenni. La prima cosa da sapere e’ che l’INPS riduce automaticamente l’importo dell’assegno nel mese successivo al diciottesimo compleanno. Questa riduzione e’ automatica: non devi fare nulla per segnalare il compleanno del figlio. Tuttavia, la riduzione avviene in ogni caso, anche se il figlio soddisfa i requisiti per il mantenimento del beneficio. Questo puo’ generare confusione: i genitori vedono l’importo scendere e pensano di aver perso del tutto l’assegno, quando invece il ridimensionamento e’ fisiologico.

La vera questione critica e’ un’altra: se il figlio maggiorenne soddisfa uno dei 5 requisiti elencati in precedenza (studio, tirocinio, lavoro sotto soglia, disoccupazione registrata, servizio civile), il genitore deve comunicarlo all’INPS. Senza questa comunicazione, l’assegno viene erogato nella misura minima o potrebbe essere interrotto per il figlio specifico. Ecco perche’ e’ fondamentale agire tempestivamente.

Un’altra conseguenza del compimento dei 18 anni riguarda le detrazioni fiscali per figli a carico. I figli fino a 21 anni non danno diritto a detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), perche’ il sistema dell’Assegno Unico le ha sostituite. I figli maggiori di 21 anni a carico, invece, danno diritto a una detrazione di 950 euro annui per figlio.

Per ulteriori informazioni sui bonus e agevolazioni per famiglie nel 2026, puoi consultare la nostra guida completa su bonus e agevolazioni famiglie 2026.

Come Fare Domanda per l’Assegno Unico con Figli Maggiorenni

La procedura per la domanda dell’assegno unico con figli maggiorenni segue lo stesso iter di quella per i minorenni, ma con alcune particolarita’. Il principio di fondo e’ che la domanda rimane unica per tutto il nucleo familiare: non e’ necessario presentare una nuova richiesta ogni volta che un figlio compie 18 anni, ma e’ necessario aggiornare le informazioni relative alla condizione del figlio.

Se stai presentando la domanda per la prima volta e tra i tuoi figli c’e’ un maggiorenne tra i 18 e i 21 anni, dovrai indicare la sua condizione (studente, lavoratore con reddito sotto soglia, ecc.) direttamente nel modulo di domanda INPS. I dati richiesti includono la composizione del nucleo familiare, il luogo di residenza e l’IBAN per il pagamento.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione e l’aggiornamento della domanda di assegno unico, sia in ufficio che online. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla raccolta dei documenti necessari alla verifica della condizione del figlio, garantendo che la pratica venga presentata correttamente e che non vengano persi mesi di contributo. Scopri tutti i bonus maternita’ e famiglia a Udine e in FVG.

Hai bisogno di assistenza per la domanda di assegno unico figli maggiorenni? Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio e’ disponibile sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia.

ISEE e Assegno Unico: Come Incide sull’Importo

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e’ il parametro fondamentale che determina l’importo dell’assegno unico, sia per i minorenni che per i maggiorenni. Capire come funziona e quando aggiornarlo e’ essenziale per ricevere il contributo corretto.

L’ISEE ha validita’ annuale: si calcola tra gennaio e dicembre di ogni anno. Per ricevere l’importo pieno (commisurato al proprio reddito) e’ necessario presentare un ISEE aggiornato all’INPS. Se non si presenta l’ISEE, si riceve automaticamente solo l’importo minimo. Presentare l’ISEE puo’ fare una differenza sostanziale: per una famiglia con ISEE basso, la differenza tra presentarlo e non presentarlo vale fino a 60 euro in piu’ al mese per figlio maggiorenne.

E’ importante sapere che l’ISEE deve essere rinnovato ogni anno. Se non si aggiorna, l’assegno viene ridotto all’importo minimo a partire da marzo di ogni anno. Per ricevere gli arretrati del primo trimestre (gennaio-febbraio), e’ necessario presentare l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno dell’anno di riferimento. Dopo questa data, si perdono gli arretrati dei mesi precedenti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella elaborazione e presentazione del modello ISEE, verificando che tutti i dati siano corretti. Per saperne di piu’, consulta la nostra guida sull’ISEE a Udine: come calcolarlo con il CAF Centro Fiscale. Leggi anche le considerazioni specifiche sulle famiglie separate nella nostra guida sull’ISEE dopo separazione.

Figli Disabili: Assegno Unico Senza Limiti di Eta’

Un capitolo a parte meritano i figli con disabilita’. La normativa prevede per loro una disciplina decisamente piu’ favorevole: l’assegno unico spetta senza limiti di eta’ e senza la necessita’ di soddisfare le condizioni previste per i figli maggiorenni. Che il figlio abbia 20, 30 o 50 anni, se e’ riconosciuto come disabile continua ad aver diritto all’assegno.

Oltre all’assegno base, per i figli con disabilita’ sono previste maggiorazioni specifiche che variano in base alla gravita’ della condizione e all’ISEE del nucleo familiare:

  • 80 euro mensili per figli maggiorenni con disabilita’, con ISEE inferiore a 25.000 euro
  • 85 euro mensili per figli minorenni con disabilita’ media, con ISEE inferiore a 25.000 euro
  • 95 euro mensili per figli minorenni con disabilita’ grave, con ISEE inferiore a 25.000 euro
  • 105 euro mensili per figli non autosufficienti, con ISEE inferiore a 25.000 euro

Queste maggiorazioni si aggiungono all’importo base dell’assegno. Una famiglia con un figlio maggiorenne con disabilita’ grave e ISEE molto basso puo’ quindi ricevere una somma significativa ogni mese, che contribuisce concretamente al sostegno del nucleo familiare. Per richiedere le maggiorazioni per disabilita’ e’ necessario che il figlio sia gia’ in possesso del riconoscimento ufficiale di disabilita’.

Domande Frequenti sull’Assegno Unico per Maggiorenni

Hai altri dubbi sull’assegno unico per figli maggiorenni? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande e per assisterti nella gestione della pratica INPS. Ogni situazione familiare e’ diversa: la condizione del figlio, il livello di ISEE, l’eventuale disabilita’ e la struttura del nucleo familiare influenzano l’importo finale. Affidarsi a un esperto e’ il modo migliore per essere certi di ricevere tutto cio’ a cui si ha diritto.

Hai bisogno di assistenza per la gestione dell’assegno unico maggiorenni? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda INPS.

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ECCELLENTE
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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-11 18:23:222026-07-11 16:18:11Assegno Unico per Figli Maggiorenni 2026: Requisiti, Importi e Cosa Fare al Compimento dei 18 Anni
ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATO

ANF 2026 Cosa Resta dopo l’Assegno Unico: Guida Completa ai Beneficiari Residuali

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

ANF 2026: Cosa Resta degli Assegni Nucleo Familiare dopo l’Assegno Unico Universale

Dal 2022 l’Assegno Unico Universale (AUU) ha sostituito gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) per i figli a carico. Ma gli ANF non sono scomparsi del tutto: nel 2026 esistono ancora per alcune categorie di familiari che l’Assegno Unico non copre. In questa guida spieghiamo con chiarezza chi ha ancora diritto agli ANF residuali nel 2026, per quali componenti del nucleo familiare, con quali importi e come fare domanda.

Cosa e’ l’Assegno Unico Universale e cosa ha sostituito

L’Assegno Unico Universale (AUU) e’ entrato in vigore dal 1° marzo 2022 con il D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (attuativo della L. 46/2021 – delega al Governo). Ha sostituito diversi benefici preesistenti per i figli a carico:

  • Gli ANF per i figli minori (da 0 a 17 anni)
  • Gli ANF per i figli maggiorenni fino a 21 anni in particolari condizioni (studenti, apprendisti, NEET in ricerca di lavoro)
  • Le detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (inglobate nell’AUU)
  • Il premio alla nascita e il bonus bebe’

In sostanza: per i figli, il vecchio ANF non esiste piu’. L’AUU lo ha completamente sostituito e viene erogato direttamente dall’INPS (non piu’ tramite il datore di lavoro in busta paga per i dipendenti).

Chi ha ancora diritto agli ANF nel 2026: i 4 casi residuali

Nel 2026 gli ANF (Assegni per il Nucleo Familiare) sopravvivono per le categorie di familiari a carico che l’Assegno Unico non ha mai coperto. Sono quattro casi principali:

1. Coniuge a carico non legalmente separato

Il coniuge (o parte dell’unione civile) che non lavora o ha redditi molto bassi puo’ far aumentare l’importo degli ANF. La quota ANF per il coniuge a carico spetta quando:

  • Non vi e’ separazione legale (la separazione di fatto non e’ rilevante, ma la separazione legale esclude la quota)
  • Il reddito del nucleo familiare e’ entro i limiti annuali fissati dall’INPS (tabelle aggiornate ogni anno, di solito a luglio)
  • Il coniuge e’ considerato “a carico” del lavoratore richiedente

2. Fratelli, sorelle e nipoti orfani a carico

Fratelli, sorelle o nipoti rimasti orfani di entrambi i genitori e affidati al nucleo familiare del lavoratore. L’AUU non li copre perche’ l’AUU e’ destinato ai figli del beneficiario, non ad altri minori orfani. In questi casi gli ANF continuano a spettare.

3. Genitori e ascendenti a carico

I genitori anziani a carico del lavoratore rientrano ancora nel nucleo familiare ANF. Anche in questo caso l’AUU non interviene (copre solo i figli). La quota ANF per i genitori a carico spetta quando il genitore e’ convivente o fiscalmente a carico e il reddito complessivo del nucleo e’ entro soglia.

4. Figli maggiorenni inabili al lavoro oltre i 21 anni

L’AUU copre i figli a carico fino a 21 anni (con condizioni) e senza limiti di eta’ per i figli disabili. Tuttavia, per i figli maggiorenni con invalidita’ totale e permanente al lavoro che superano i 21 anni e non rientrano nella definizione AUU, possono ancora spettare gli ANF nella componente specifica.

Importi ANF 2026: come si calcolano e le tabelle INPS

Gli importi degli ANF residuali nel 2026 dipendono da due variabili principali:

  1. La composizione del nucleo familiare: numero e tipo di familiari a carico
  2. Il reddito complessivo del nucleo familiare: piu’ il reddito e’ basso, piu’ alto e’ l’importo ANF (struttura decrescente con l’aumento del reddito)

L’INPS pubblica ogni anno le tabelle degli importi ANF e i relativi limiti di reddito, di solito validi da luglio dell’anno in corso a giugno dell’anno successivo. Per le tabelle dettagliate con gli importi aggiornati, consulta: Tabelle ANF INPS 2026/2027: Importi e Fasce di Reddito.

La struttura degli importi e’ basata su fasce di reddito a scalare: per redditi del nucleo molto bassi, l’ANF e’ massimo; all’aumentare del reddito, l’importo diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al superamento del limite massimo stabilito dall’INPS.

Chi percepisce gli ANF e come arrivano: dipendenti, pensionati, colf

Le modalita’ di erogazione degli ANF residuali variano in base alla categoria del lavoratore:

Lavoratori dipendenti del settore privato

Gli ANF vengono erogati dal datore di lavoro in busta paga, che poi recupera l’importo dai contributi da versare all’INPS (conguaglio). Il lavoratore presenta la domanda al datore tramite modulo ANF/DIP (SR16), che a sua volta la trasmette all’INPS.

Lavoratori domestici (colf e badanti)

Per colf e badanti la procedura e’ diversa: il datore (la famiglia) non funziona come sostituto d’imposta per gli ANF. La domanda va presentata direttamente all’INPS tramite il modulo specifico per lavoratori domestici (ANF/COLF o SR16), e l’INPS eroga l’importo direttamente al lavoratore con accredito sul conto corrente.

Pensionati

I pensionati che hanno familiari a carico residuali (coniuge, genitori, fratelli orfani) possono avere ancora diritto agli ANF. In questo caso l’INPS li eroga direttamente con la pensione mensile. La domanda si presenta tramite MyINPS o Patronato.

Lavoratori autonomi della Gestione Separata

I collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione Separata hanno diritto agli ANF residuali in base alle stesse regole dei dipendenti. La domanda va presentata all’INPS (non al committente). Verifica con il Patronato i requisiti specifici per la GS.

Come fare domanda ANF 2026: modulo SR16 e procedura online

La domanda di ANF residuali nel 2026 si presenta con il modulo SR16 (o ANF/DIP per i dipendenti privati). Ecco come fare:

Per i dipendenti privati

  1. Accedi a MyINPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il modulo SR16 nella sezione “Moduli”
  3. Compila il modulo inserendo i dati del nucleo familiare e il reddito complessivo previsto
  4. Consegna il modulo compilato al datore di lavoro (che lo inserira’ nel flusso UNIEMENS)
  5. Il datore elabora l’ANF in busta paga a partire dal mese successivo alla domanda

Per colf, badanti, GS e pensionati

  1. Accedi a MyINPS e cerca il servizio “Assegni per il Nucleo Familiare – Domanda Online”
  2. Oppure rivolgiti al Patronato (il servizio e’ gratuito)
  3. Inserisci i dati del nucleo familiare: componenti, codici fiscali, reddito complessivo previsto
  4. Allega eventuale documentazione (stato di famiglia, dichiarazione di invalidita’, ecc.)
  5. L’INPS eroga l’importo direttamente sul conto corrente indicato

Validita’ della domanda

La domanda ANF va rinnovata ogni anno, di solito a luglio quando entrano in vigore le nuove tabelle INPS. Il reddito dichiarato e’ quello dell’anno precedente: per la domanda 2026/2027 si utilizza il reddito 2025.

Arretrati ANF: prescrizione 5 anni

Se non hai mai richiesto gli ANF cui avevi diritto, o se il datore non li ha erogati correttamente, puoi recuperare gli arretrati degli ultimi 5 anni. Il diritto agli ANF si prescrive in 5 anni dalla maturazione di ciascuna rata.

La domanda di recupero arretrati si presenta tramite il modulo ANF/PRES (per i dipendenti che devono recuperare da INPS) o tramite domanda di ricostituzione al Patronato. Servono: CU degli anni pregressi, dichiarazioni dei redditi, documentazione del nucleo familiare per ogni anno reclamato.

Coordinamento ANF residuali e Assegno Unico nel 2026

E’ possibile percepire contemporaneamente l’Assegno Unico Universale (per i figli) e gli ANF residuali (per il coniuge, i genitori o i fratelli orfani a carico). Non si escludono a vicenda perche’ coprono familiare diversi. E’ invece vietato il doppio binario per la stessa persona: se per un figlio disabile prendi l’AUU maggiorato, non puoi richiedere anche l’ANF per lo stesso soggetto.

Per approfondire: Assegno Unico 2026: Importi e Scadenze | ANF Assegni Familiari Online: Come Richiederli | Tabelle ANF INPS 2026/2027

Domande frequenti sugli ANF 2026

Con l’Assegno Unico ho ancora diritto agli ANF?

Dipende dalla composizione del tuo nucleo. Per i figli, l’AUU ha sostituito gli ANF. Ma se hai anche il coniuge a carico, o genitori anziani a carico, o fratelli/sorelle orfani affidati a te, quegli ANF residuali esistono ancora e puoi richiederli.

Gli ANF si calcolano sul reddito ISEE o sul reddito fiscale?

Gli ANF si calcolano sul reddito complessivo del nucleo familiare ai fini fiscali (non sull’ISEE). Si tratta della somma dei redditi imponibili di tutti i componenti del nucleo, come risulta dalle dichiarazioni dei redditi o CU dell’anno precedente. L’ISEE non e’ il parametro per gli ANF.

Il coniuge separato legalmente entra nel nucleo ANF?

No. Il coniuge separato legalmente non fa piu’ parte del nucleo familiare ANF. La separazione di fatto (senza provvedimento del tribunale) non rileva: il coniuge convivente o non legalmente separato rientra comunque nel nucleo. La separazione legale o il divorzio eliminano il coniuge dal nucleo ANF.

Quanto dura la domanda ANF: va rinnovata ogni anno?

Si’, la domanda ANF ha validita’ annuale (da luglio a giugno dell’anno successivo) e va rinnovata ogni anno. Se non la rinnovi, gli ANF si interrompono anche se hai ancora diritto. Il CAF Centro Fiscale ti invia promemoria per il rinnovo se ti affidi a noi per la pratica.

I lavoratori autonomi (P.IVA) hanno diritto agli ANF?

Solo se iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, co.co.co.). I titolari di P.IVA iscritti solo a gestioni autonome (artigiani, commercianti) non hanno diritto agli ANF come beneficio INPS. Gli artigiani e commercianti non hanno mai avuto accesso agli ANF ordinari.

Il CAF e il Patronato per gli ANF: assistenza gratuita

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per:

  • Verificare se hai ancora diritto agli ANF residuali dopo l’introduzione dell’Assegno Unico
  • Compilare e inviare il modulo SR16 (o ANF/COLF per lavoratori domestici)
  • Recuperare gli arretrati ANF degli ultimi 5 anni
  • Calcolare l’importo spettante in base al reddito del tuo nucleo familiare
  • Coordinare ANF residuali e Assegno Unico Universale per massimizzare i benefici

Per un preventivo personalizzato e per prenotare un appuntamento, chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B.

Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-11 11:00:002026-06-14 21:53:36ANF 2026 Cosa Resta dopo l’Assegno Unico: Guida Completa ai Beneficiari Residuali
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

Calcolo Indennita 80% Congedo Parentale 2026: Esempi Pratici e Importi Netti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Dal 2023 il congedo parentale prevede un’indennita all’80% della retribuzione per un mese aggiuntivo rispetto al passato, ma il calcolo concreto in busta paga continua a generare confusione. Quanto ti arriva davvero? Dipende dalla tua retribuzione, dal tipo di fruizione e dai tetti INPS. In questa guida trovi le formule, i tetti 2026 e esempi pratici con importi lordi e netti per capire esattamente cosa aspettarti.

Le Tre Percentuali del Congedo Parentale 2026

Prima di calcolare gli importi, è fondamentale capire la struttura dell’indennita, modificata dal D.Lgs. 105/2022 (recepimento direttiva UE 2019/1158) e dalle Leggi di Bilancio 2023 e 2024:

PeriodoPercentuale indennitaDurata e limiti
1° mese al 80%80% RMGPer ciascun genitore, entro i 6 anni del figlio (dal 2024)
2° mese al 80%80% RMGPer il secondo genitore (non trasferibile), entro 6 anni (L. 213/2023)
Ulteriori mesi (fino al 3°-9°) al 30%30% RMGMesi rimanenti fino al 9° totale tra entrambi i genitori
Mesi non retribuiti0%Oltre il 9° mese complessivo, fino al 12° anno del figlio

In sintesi: nel 2026, ciascun genitore ha diritto a 1 mese all’80%, fruibile entro i 6 anni del bambino. Il secondo genitore ha un ulteriore mese all’80% non cedibile al partner. I restanti mesi del congedo parentale (fino al 9° totale) vengono indennizzati al 30%.

Per il quadro completo sul congedo parentale, leggi la guida: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026 e l’articolo Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Domanda INPS.

La Retribuzione Media Giornaliera (RMG): Formula di Calcolo

Tutta la matematica del congedo parentale ruota attorno alla Retribuzione Media Giornaliera (RMG), che l’INPS calcola dividendo la retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi 12 mesi per 365 giorni.

Formula:

RMG = Retribuzione imponibile previdenziale ultimi 12 mesi / 365

La retribuzione imponibile previdenziale è la retribuzione lorda comprensiva di tutti gli elementi fissi e variabili (stipendio base, straordinari abituali, premi fissi, ratei tredicesima/quattordicesima), al netto delle sole voci escluse dalla base imponibile previdenziale.

Il Tetto Massimo INPS 2026

L’INPS applica un tetto massimo giornaliero alla RMG su cui calcola l’indennita. Il massimale giornaliero viene aggiornato annualmente in base agli indici ISTAT. Per il 2026, il massimale di riferimento per il congedo parentale segue i tetti delle prestazioni a sostegno del reddito INPS (verificare l’importo aggiornato sul sito INPS all’inizio dell’anno). A titolo indicativo, il tetto giornaliero si colloca intorno a 100-110 euro al giorno.

Esempi Pratici di Calcolo: Da 1.500 a 3.500 Euro di Stipendio

Esempio 1: Dipendente con Stipendio 1.500 euro/mese

Ipotizziamo un lavoratore con retribuzione lorda mensile di 1.500 euro (comprensiva di rateo tredicesima: 1.500 x 13/12 = 1.625 euro medi ai fini previdenziali annui).

  • Retribuzione annua imponibile: 1.500 x 13 = 19.500 euro
  • RMG = 19.500 / 365 = circa 53,42 euro/giorno
  • Indennita 80%/giorno: 53,42 x 80% = 42,74 euro
  • Per un mese al 80% (30 giorni): 42,74 x 30 = circa 1.282 euro lordi
  • Indennita 30%/giorno: 53,42 x 30% = 16,03 euro
  • Per un mese al 30% (30 giorni): 16,03 x 30 = circa 481 euro lordi

Esempio 2: Dipendente con Stipendio 2.500 euro/mese

  • Retribuzione annua imponibile: 2.500 x 13 = 32.500 euro
  • RMG = 32.500 / 365 = circa 89,04 euro/giorno
  • Indennita 80%/giorno: 89,04 x 80% = 71,23 euro
  • Per un mese al 80% (30 giorni): 71,23 x 30 = circa 2.137 euro lordi
  • Indennita 30%/giorno: 89,04 x 30% = 26,71 euro
  • Per un mese al 30% (30 giorni): 26,71 x 30 = circa 801 euro lordi

Esempio 3: Dipendente con Stipendio 3.500 euro/mese

  • Retribuzione annua imponibile: 3.500 x 13 = 45.500 euro
  • RMG = 45.500 / 365 = circa 124,66 euro/giorno
  • Attenzione al tetto INPS: se la RMG supera il massimale giornaliero, l’indennita viene calcolata sul massimale (non sulla RMG effettiva)
  • Se applicato tetto a 100 euro/giorno: indennita 80% = 80 euro/giorno x 30 = 2.400 euro lordi (anziche i 2.992 euro teorici)

Quanto Arriva in Busta Paga: Lordo vs Netto

L’indennita di congedo parentale calcolata dall’INPS è un importo lordo. In busta paga ci arriva il netto dopo le trattenute. Le detrazioni che si applicano sono:

  • Contributi previdenziali a carico del lavoratore: circa 9,19% della RMG (contributi FPLD)
  • IRPEF: secondo aliquote scaglione applicato al reddito complessivo annuo

Calcolo netto indicativo per il dipendente con stipendio 2.500 euro (mese al 80%):

  • Indennita lorda mensile: 2.137 euro
  • Contributi lavoratore (9,19%): -196 euro
  • Imponibile IRPEF: 1.941 euro
  • IRPEF 23% (primo scaglione fino 28.000 euro): -446 euro
  • Detrazioni lavoro dipendente proporzionali al periodo: circa +110 euro
  • Netto stimato: circa 1.405-1.500 euro

Il calcolo preciso dipende dalla situazione fiscale individuale (detrazioni, carichi di famiglia, altre deduzioni). Il netto che arriva in busta è sensibilmente inferiore all’importo lordo, specialmente per chi ha redditi più alti e si trova in scaglioni IRPEF superiori.

Casi Particolari: Part-Time e Tempo Determinato

Congedo Parentale con Part-Time

Per i lavoratori part-time, la RMG viene calcolata sulla retribuzione effettivamente percepita (proporzionata all’orario ridotto). Quindi l’indennita assoluta sara inferiore rispetto a un lavoratore full-time con la stessa mansione, ma la percentuale di sostituzione rimane la stessa (80% o 30% della propria RMG).

Congedo Parentale con Contratto a Tempo Determinato

Il lavoratore a tempo determinato ha diritto al congedo parentale solo durante il periodo di vigenza del contratto. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennita INPS si interrompe alla scadenza del contratto. Attenzione: nei contratti stagionali o di brevissima durata le regole sono ulteriormente specifiche — il Patronato puo aiutarti a verificare i tuoi diritti esatti.

Come Presentare la Domanda all’INPS

La domanda di congedo parentale va presentata:

  • Tramite portale MyINPS (servizio “Congedo parentale”)
  • Tramite Patronato (assistenza gratuita per dipendenti e autonomi)
  • Tramite contact center INPS (numero verde 803.164)

La domanda va presentata prima dell’inizio del congedo, con indicazione del periodo richiesto. Per le modalita frazionate (ore o giorni), consulta la nostra guida specifica sul Congedo Parentale Frazionato 2026.

FAQ — Domande Frequenti sul Calcolo del Congedo Parentale

Il mese all’80% vale anche per i papà?

Si, dal 2022 (D.Lgs. 105/2022) l’indennita all’80% non e piu riservata alle sole madri. Entrambi i genitori hanno diritto a un mese ciascuno all’80%. Il secondo genitore ha un ulteriore mese all’80% non cedibile al partner, per un totale di 2 mesi all’80% per nucleo familiare (piu il mese del secondo genitore non trasferibile).

Posso fruire del mese all’80% in modo frazionato?

Si. Il mese all’80% puo essere fruito anche a giorni o a ore, a seconda di quanto previsto dal CCNL applicabile. La percentuale di indennita rimane l’80% indipendentemente dalla modalita di fruizione.

Come posso sapere il mio tetto INPS esatto per il 2026?

I massimali giornalieri vengono pubblicati dall’INPS con circolare annuale a inizio anno. Puoi verificare il massimale aggiornato sul portale INPS nella sezione “Prestazioni” oppure chiederlo al Patronato, che ha accesso diretto alle tabelle aggiornate.

Hai Bisogno di Aiuto con il Congedo Parentale?

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella presentazione della domanda di congedo parentale, nel calcolo dell’indennita spettante e nella verifica dei diritti specifici per il tuo contratto. Contattaci per un appuntamento senza impegno.

Luglio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-10 10:00:002026-06-14 22:04:29Calcolo Indennita 80% Congedo Parentale 2026: Esempi Pratici e Importi Netti
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 sta per arrivare: l’INPS ha comunicato le date di pagamento e, grazie alla rivalutazione ISTAT, gli importi hanno subito un aggiornamento che riguarda milioni di famiglie italiane. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: quando arrivano i soldi sul conto corrente, quanto puoi ricevere in base al tuo ISEE, e una guida dettagliata per i lavoratori autonomi e le partite IVA, che spesso hanno dubbi su come funziona questo sostegno mensile.

Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida
  2. Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026
  3. Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT
  4. Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno
  5. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa
  6. Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto
  7. Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato
  8. Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano
  9. Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026
  10. Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026
  11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida

L’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.

In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.

Chi ha diritto all’Assegno Unico:

  • Cittadini italiani e UE residenti in Italia
  • Cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
  • Con figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)
  • Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciuta
  • Con residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio)

Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:

Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026
Beneficiari con domanda già in corso (rinnovo automatico)17-19 luglio 2026
Nuove domande accolte nel mese di giugno 2026Fine mese (ultimo giorno lavorabile)
Domande con variazioni ISEE presentate entro giugno17-19 luglio 2026 (con conguaglio arretrati)

Secondo la KB normativa INPS, i pagamenti ordinari avvengono tra il 17 e il 19 di ogni mese. Luglio 2026 non fa eccezione: se hai già una domanda attiva e accolta, vedrai l’accredito in questo arco di date.

Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece nell’ultimo giorno lavorabile di luglio, che nel 2026 cade il 31 luglio.

Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.

Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT

Gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.

Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT) sono i seguenti:

Importo base per ciascun figlio

Fascia ISEEImporto mensile per figlio
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
ISEE tra 17.090 e 45.574 euroImporto progressivo (tra 57 e 199,40 euro)
ISEE oltre 45.574 euro oppure senza ISEE57,00 euro

In pratica: se il tuo ISEE è molto basso (sotto i 17.090 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia quasi 200 euro al mese per ogni figlio. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un reddito familiare elevato, il beneficio scende al minimo garantito di 57 euro per figlio.

Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.

Maggiorazioni previste dalla legge

Oltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:

Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizione
Figlio con disabilitàfino a 91,42 euroDisabilità riconosciuta (importo varia per gravità)
Famiglie con 4 o più figli18,00 euro per ciascun figlioDal quarto figlio in poi
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioFigli fino a 21 anni, entrambi i genitori con reddito da lavoro
Madri under 2123,68 euro per figlioMadre con età inferiore a 21 anni al momento della richiesta

Esempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. L’importo base per ciascun figlio sarà progressivo (ipotizziamo circa 160 euro per figlio). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto alla maggiorazione di 35,68 euro per figlio. Totale mensile stimato: circa (160 + 35,68) × 2 = circa 391 euro al mese.

Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno

Il termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.

In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.

Per il 2026, le soglie ISEE di accesso e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati secondo le nuove tabelle ISTAT pubblicate dal Ministero del Lavoro. Le soglie chiave sono:

  • Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.090 euro (per l’importo massimo di 199,40 euro)
  • Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 45.574 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 57 euro)

Queste soglie vengono aggiornate con decreto ministeriale ogni anno sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso.

Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa

Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.

Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori.

Chi ha diritto tra gli autonomi

Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:

  • Risiedono in Italia da almeno 2 anni consecutivi
  • Hanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)
  • Sono in regola con i contributi previdenziali
  • Hanno un domicilio fiscale in Italia

Non esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.

Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomi

Qui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.

Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.

Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:

Categoria attivitàCoefficiente di redditività
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%
Alloggio e ristorazione67%
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Altre attività economiche67%

Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPS

La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomi

La maggiorazione di 35,68 euro per figlio (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.

Attenzione: la maggiorazione spetta per i figli fino a 21 anni, ma solo se il figlio soddisfa almeno una delle condizioni di frequenza scolastica/lavorativa previste dalla legge (frequenza universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile).

Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomo

La domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.

Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.

Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, potenzialmente, gli arretrati dall’inizio dell’anno.

Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.

Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.

Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026

  • Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • CU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)
  • Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)
  • Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024
  • Visura catastale degli immobili posseduti
  • Dati sulle auto di proprietà
  • Eventuali documentazione su disabilità o non autosufficienza

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.

Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato

Può capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni.

L’assegno non è arrivato entro il 19 luglio

Se sei un beneficiario consolidato e il 19 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 21 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 21 luglio il pagamento non è ancora arrivato:

  • Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domanda
  • Controlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e corretto
  • Verifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”
  • Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronato

L’importo ricevuto è inferiore alle aspettative

L’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:

  • ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 57 euro per figlio
  • Dati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitori
  • Conguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importo
  • Figlio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)

In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.

Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano

L’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:

PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?
Assegno Unico Universale17-19 luglio—
Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)
NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSì
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)
Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegrato

Leggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF

Per le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730

Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026

Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:

ScadenzaCosa fare
Entro il 30 settembre 2026Presentare nuova DSU/ISEE per avere l’assegno aggiornato da gennaio 2026 (con arretrati)
Dicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027
Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)

Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026 con ISEE valido, hai diritto agli arretrati dall’1 gennaio 2026. Se la presenti tra luglio e settembre 2026, la maggiorazione parte dal mese successivo alla presentazione. Dopo il 30 settembre, non è più possibile recuperare gli arretrati dei mesi precedenti.

Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA

Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026

Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

Per chi ha già la domanda attiva e confermata, il pagamento avviene tra il 17 e il 19 luglio 2026. Per le nuove domande accolte a giugno, il primo pagamento arriva nell’ultimo giorno lavorabile di luglio (31 luglio 2026).

Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?

Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 57 euro al mese per ciascun figlio. Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.

Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?

Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.

Devo rinnovare la domanda ogni anno?

No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.

L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?

Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.

Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?

L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.

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Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:

  • Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPS
  • Prima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passo
  • Variazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo corretto
  • Istanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo conto
  • Consulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegno

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.

Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-07-03 07:53:38Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita e Procedura INPS

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Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita INPS, Durata e Come Fare Domanda

Se hai la partita IVA o sei in regime forfettario e aspetti un figlio, hai diritto al congedo parentale anche tu. Ma le regole sono diverse rispetto ai dipendenti: l’indennita e’ piu’ bassa, la procedura passa direttamente dall’INPS e bisogna sapere a quale gestione previdenziale si appartiene. In questa guida spieghiamo tutto: chi puo’ richiedere il congedo parentale da autonomo nel 2026, quanto si percepisce, per quanti mesi e come presentare la domanda.

Indice dei contenuti

  1. Chi sono i lavoratori autonomi che hanno diritto al congedo parentale
  2. Congedo parentale Gestione Separata INPS 2026: quanto spetta
  3. Congedo parentale artigiani e commercianti 2026
  4. Tabella comparativa: dipendente vs autonomo GS vs artigiano/commerciante
  5. Indennita’ di maternita’ per autonomi e forfettari: la confusione da evitare
  6. Come presentare la domanda di congedo parentale autonomi all’INPS
  7. Compatibilita’ e incompatibilita’ del congedo parentale autonomi
  8. Professionisti con cassa previdenziale: il congedo non passa da INPS
  9. Domande frequenti sul congedo parentale autonomi 2026
  10. Come il CAF e il Patronato ti possono aiutare

Chi sono i lavoratori autonomi che hanno diritto al congedo parentale

Il diritto al congedo parentale per i lavoratori autonomi e’ disciplinato dall’articolo 33 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternita e Paternita), aggiornato dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

I soggetti che possono usufruire del congedo parentale come lavoratori autonomi sono:

  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS: liberi professionisti senza cassa previdenziale, collaboratori coordinati, co.co.co., i professionisti forfettari iscritti alla GS
  • Artigiani: iscritti alla gestione artigiani INPS
  • Commercianti: iscritti alla gestione commercianti INPS
  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri: gestione apposita INPS

I forfettari non costituiscono una categoria previdenziale a se’: il regime forfettario e’ solo un regime fiscale. La gestione previdenziale dipende dall’attivita’: se sei un professionista senza cassa ordinaria, sei iscritto alla Gestione Separata; se sei artigiano o commerciante in forfettario, sei iscritto alla gestione di categoria. Le regole del congedo parentale seguono la gestione previdenziale, non il regime fiscale.

Congedo parentale Gestione Separata INPS 2026: quanto spetta

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (la categoria piu’ numerosa tra i professionisti autonomi e forfettari), il congedo parentale funziona cosi’:

Durata

Complessivamente tra i due genitori spettano 3 mesi di congedo parentale entro il primo anno di vita del bambino (o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Non e’ trasferibile: i 3 mesi si dividono tra madre e padre in base alle loro scelte, ma non si sommano.

Indennita’ per Gestione Separata

L’indennita’ e’ pari al 30% del reddito convenzionale stabilito annualmente dall’INPS. Non si tratta del tuo reddito effettivo, ma di un importo di riferimento fissato per legge. Per il 2026, il reddito convenzionale mensile di riferimento e’ calcolato sulla base dei massimali GS INPS vigenti.

Attenzione: la misura dell’indennita’ per autonomi GS e’ diversa da quella dei dipendenti, che possono arrivare all’80% per i mesi coperti dalla L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e successive modifiche. La misura dell’80% e’ riservata ai lavoratori dipendenti per specifici periodi; per gli iscritti alla GS la misura base resta al 30%.

Requisiti per la Gestione Separata

  • Almeno 3 mesi di contribuzione accreditata alla Gestione Separata nel periodo tra il 1° gennaio dell’anno precedente a quello del parto e il giorno antecedente l’inizio del congedo
  • Non essere titolare di pensione
  • Non avere altra copertura assicurativa INPS obbligatoria in contemporanea
  • Non essere iscritto ad altre casse previdenziali obbligatorie (in quel caso la domanda va a quella cassa, non all’INPS)

Congedo parentale artigiani e commercianti 2026

Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS il congedo parentale ha caratteristiche leggermente diverse rispetto alla Gestione Separata.

Durata

Anche qui: 3 mesi complessivi tra i due genitori entro il primo anno di vita del bambino.

Indennita’ artigiani e commercianti

L’indennita’ per artigiani e commercianti e’ calcolata sulla base del reddito convenzionale stabilito dall’INPS per la categoria. Il reddito convenzionale utilizzato per il calcolo delle indennita’ di maternita’ e congedo parentale e’ legato ai minimali contributivi della gestione. L’indennita’ giornaliera corrisponde a circa 1/365 del reddito convenzionale annuo, per un massimo di 3 mesi.

Requisiti artigiani e commercianti

  • Essere iscritti alla gestione artigiani o commercianti INPS alla data del parto/adozione
  • Aver versato i contributi per almeno 3 mesi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo
  • Non percepire altre indennita’ INPS incompatibili

Tabella comparativa: dipendente vs autonomo GS vs artigiano/commerciante

Ecco un confronto diretto per capire le differenze principali:

CaratteristicaDipendenteAutonomo GS INPSArtigiano/Commerciante
Durata congedo parentaleFino a 9 mesi per madre; 3 mesi per padre (non cedibili); totale 11 mesi tra i due3 mesi tra i due genitori entro 1 anno3 mesi tra i due genitori entro 1 anno
Indennita’80% per 1 mese, 60% per 1 mese, 30% per resto (fino a 9 anni del figlio)30% del reddito convenzionaleBasata su reddito convenzionale categoria
Base di calcoloRetribuzione media giornaliera (RMG)Reddito convenzionale GSReddito convenzionale artigiani/commerc.
Contributi minimi richiestiIn genere basta essere assicurati3 mesi nell’anno precedente o in corso3 mesi nei 12 mesi precedenti
Chi erogaDatore + conguaglio INPSINPS direttamenteINPS direttamente
DomandaAl datore + INPSSolo INPS telematicaSolo INPS telematica

Indennita’ di maternita’ per autonomi e forfettari: la confusione da evitare

Spesso si confondono due prestazioni diverse: l’indennita’ di maternita’ e il congedo parentale. Vediamo la differenza:

  • Indennita’ di maternita’: spetta alla madre durante i 5 mesi obbligatori di astensione (2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, oppure 1+4). Per gli autonomi iscritti alla GS e’ pari all’80% del reddito convenzionale giornaliero per 5 mesi. Per artigiani e commercianti l’importo e’ simile, calcolato sui valori convenzionali di categoria.
  • Congedo parentale: e’ la fase successiva, facoltativa, fruibile dopo la maternita’ obbligatoria. Come descritto sopra, per gli autonomi GS vale il 30% e dura massimo 3 mesi tra entrambi i genitori entro il primo anno.

Esempio pratico: una grafica libera professionista iscritta alla Gestione Separata, con reddito convenzionale GS di riferimento pari a 16.243 euro annui per il 2026 (dato orientativo; l’INPS aggiorna i valori con circolare annuale), percepisce:

  • Maternita’ obbligatoria (5 mesi): 80% del reddito convenzionale giornaliero x 153 giorni
  • Congedo parentale (fino a 3 mesi): 30% del reddito convenzionale giornaliero x giorni fruiti

Come presentare la domanda di congedo parentale autonomi all’INPS

La domanda di congedo parentale per autonomi si presenta esclusivamente in via telematica. Il datore di lavoro non e’ coinvolto (non esiste): sei tu che rapporti direttamente con l’INPS.

Procedura passo per passo

  1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio: digita “Congedo parentale” nella barra di ricerca e seleziona il modulo per lavoratori autonomi (diverso da quello per dipendenti)
  3. Compila il modulo SR11 (per GS) o il modulo specifico per artigiani/commercianti, inserendo: dati anagrafici, codice fiscale figlio, data di nascita o ingresso in famiglia, periodo di congedo richiesto (date inizio/fine), IBAN per accredito indennita’
  4. Allega documentazione: certificato di nascita del figlio o atto di adozione/affidamento
  5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con numero di protocollo

Tempistiche e pagamento

L’INPS ha 30 giorni per liquidare la domanda completa. Il pagamento avviene tramite accredito sul conto corrente indicato. Se la domanda e’ incompleta, l’INPS chiede integrazioni e il termine riparte.

La domanda puo’ essere presentata anche tramite Patronato, che la invia all’INPS per conto del lavoratore senza costi aggiuntivi. Il CAF Centro Fiscale con i suoi patronati di riferimento puo’ assisterti in tutto il percorso.

Compatibilita’ e incompatibilita’ del congedo parentale autonomi

Il congedo parentale per autonomi non e’ compatibile con:

  • Lo svolgimento di attivita’ lavorativa autonoma durante il periodo di congedo (si perdono i giorni di indennita’ per i giorni lavorati)
  • La percezione di altre indennita’ INPS incompatibili per lo stesso periodo
  • La fruizione contemporanea da parte di entrambi i genitori (non si puo’ prendere il congedo nello stesso giorno se si condividono i 3 mesi)

E’ compatibile con:

  • L’Assegno Unico Universale (che spetta comunque per i figli a carico, indipendentemente dal congedo)
  • La percezione di redditi da lavoro dipendente di altro membro del nucleo familiare

Professionisti con cassa previdenziale: il congedo non passa da INPS

Se sei un professionista iscritto a una cassa previdenziale privata (CNPADC per commercialisti, EPAP per biologi, CNAPDC per ragionieri, Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, INARCASSA per architetti/ingegneri, ecc.), il congedo parentale non si richiede all’INPS ma alla tua cassa di appartenenza.

Ogni cassa ha regole proprie: alcune riconoscono il congedo parentale in modo analogo alla GS INPS, altre hanno regole piu’ restrittive o importi diversi. Prima di presentare domanda, verifica le regole specifiche della tua cassa professionale.

Domande frequenti sul congedo parentale autonomi 2026

Un forfettario puo’ prendere il congedo parentale?

Si’, ma dipende dalla gestione previdenziale. Il regime forfettario e’ solo un regime fiscale. Se sei un libero professionista senza cassa ordinaria in regime forfettario, sei iscritto alla GS INPS e hai diritto al congedo parentale GS. Se sei un artigiano forfettario, le regole sono quelle della gestione artigiani.

Quanto si prende con il congedo parentale in Gestione Separata?

L’indennita’ e’ pari al 30% del reddito convenzionale stabilito dall’INPS per la GS. Non e’ il tuo reddito reale ma un importo di riferimento fissato per circolare. L’INPS pubblica ogni anno il valore aggiornato: verifica sul sito INPS o chiedi al patronato per sapere l’importo esatto per il 2026.

Il congedo parentale autonomi vale anche per i padri?

Si’. Anche il padre lavoratore autonomo o forfettario puo’ fruire del congedo parentale, condividendo i 3 mesi disponibili con la madre. La domanda si presenta separatamente da ciascun genitore per la propria quota.

Cosa succede se faccio qualche lavoretto durante il congedo?

Se svolgi attivita’ lavorativa autonoma nei giorni di congedo, perdi il diritto all’indennita’ per quei giorni. L’INPS puo’ richiedere la restituzione delle somme percepite per giorni in cui hai lavorato. E’ importante dichiarare correttamente i periodi di effettiva astensione dal lavoro.

Posso prendere il congedo parentale anche in caso di adozione?

Si’. Per le adozioni nazionali e internazionali, il congedo parentale (e la maternita’ obbligatoria) spettano a decorrere dall’ingresso del minore in famiglia, non dalla nascita. Le regole sono analoghe a quelle per il parto.

Come il CAF e il Patronato ti possono aiutare

Presentare la domanda di congedo parentale come lavoratore autonomo puo’ essere complicato, soprattutto per la prima volta. Il nostro sportello patronato ti assiste gratuitamente in:

  • Verifica dei requisiti contributivi (3 mesi minimi accreditati)
  • Calcolo indicativo dell’indennita’ spettante
  • Compilazione e invio telematico della domanda INPS
  • Monitoraggio della pratica e risposta a eventuali richieste di integrazione INPS

Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. Puoi anche scrivere su WhatsApp al 366 6018121 o chiamare lo 0432 1638640.

Per approfondire: Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Domanda INPS | Contributi Volontari INPS 2026 | Regime Forfettario 2026: Guida Completa

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 09:00:002026-07-03 07:54:23Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita e Procedura INPS
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, PATRONATO

Congedo parentale e lavoratrici autonome: regole 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto al congedo parentale, ma con regole diverse rispetto alle dipendenti. Le condizioni di accesso, la durata e soprattutto l’importo dell’indennita variano in base alla categoria previdenziale di appartenenza. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul congedo parentale per partita IVA e lavoratrici autonome nel 2026.

Vedi anche la guida completa: Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS.

Indice dei contenuti

  1. Chi sono le lavoratrici autonome con diritto al congedo
  2. Congedo parentale per iscritte gestione separata INPS
  3. Come si calcola l’indennita di congedo parentale per le autonome
  4. Contributi previdenziali durante il congedo (gestione separata)
  5. Forfettarie: congedo parentale e gestione separata
  6. Congedo parentale per artigiane e commercianti
  7. Professioniste con cassa previdenziale autonoma
  8. Come fare domanda di congedo parentale all’INPS
  9. Domande frequenti sul congedo parentale autonome
  10. Conclusione

Chi sono le lavoratrici autonome con diritto al congedo

Il termine “lavoratrici autonome” ai fini previdenziali include diverse categorie:

  • Iscritte alla gestione separata INPS: freelance, collaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.), professioniste senza cassa autonoma, lavoratrici con partita IVA non iscritte ad albo con cassa propria
  • Artigiane e commercianti: iscritte alla gestione artigiani/commercianti INPS
  • Coltivatrici dirette, colone e mezzadre: iscritte alla gestione agricola INPS
  • Professioniste con cassa previdenziale autonoma: avvocate (Cassa Forense), mediche (ENPAM), ingegnere/architette (Inarcassa), psicologhe (ENPAP), ecc. – le regole variano per ciascuna cassa

Congedo parentale per iscritte gestione separata INPS

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS (incluse molte partite IVA con regime forfettario senza albo professionale con cassa propria) hanno diritto a:

  • Durata: 3 mesi di congedo parentale entro i 12 anni del bambino (in base al D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1158)
  • Indennita: pari al 30% del reddito calcolato sulla base del reddito imponibile medio degli ultimi due anni precedenti al congedo
  • Domanda: va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo
  • Requisito contributivo: almeno 3 mesi di contribuzione alla gestione separata nei 12 mesi precedenti la data di inizio del congedo

Importante: l’indennita del 30% per le iscritte alla gestione separata non sale all’80% per il terzo mese. L’aumento all’80% del terzo mese e una novita prevista dalla riforma del congedo parentale (D.Lgs. 105/2022) valida esclusivamente per i lavoratori dipendenti. Le lavoratrici autonome/gestione separata restano al 30% per tutti e tre i mesi.

Come si calcola l’indennita di congedo parentale per le autonome

Il calcolo dell’indennita per le iscritte alla gestione separata segue questa formula:

Base di calcolo = reddito imponibile previdenziale medio degli ultimi 2 anni precedenti l’evento
Indennita giornaliera = (base di calcolo / 365) x 30%
Indennita mensile = indennita giornaliera x 30 giorni

Reddito imponibile medio annuoIndennita giornaliera (30%)Indennita mensile indicativa
20.000 eurocirca 16,44 euro/giornocirca 493 euro/mese
35.000 eurocirca 28,77 euro/giornocirca 863 euro/mese
50.000 eurocirca 41,10 euro/giornocirca 1.233 euro/mese
85.000 euro (max forfettario)circa 69,86 euro/giornocirca 2.096 euro/mese

Nota: i valori sopra sono indicativi. L’INPS calcola l’importo esatto in base ai contributi effettivamente versati e al reddito dichiarato. Per un calcolo preciso, verifica con il Patronato CAF.

Contributi previdenziali durante il congedo (gestione separata)

Durante il periodo di congedo parentale indennizzato, l’INPS accredita d’ufficio i contributi figurativi alla gestione separata. Questo significa che il periodo di congedo viene conteggiato ai fini previdenziali anche senza versamento di contributi effettivi. E un vantaggio importante per le lavoratrici con pochi anni di contribuzione.

L’aliquota della gestione separata nel 2026 per le iscritte senza altra copertura previdenziale (es. forfettarie che non versano contributi artigiani/commercianti) e del 26,07%. Per le iscritte con altra copertura obbligatoria (es. dipendenti part-time + partita IVA) l’aliquota e del 24%.

Forfettarie: congedo parentale e gestione separata

Le lavoratrici in regime forfettario che non esercitano attivita artigiana o commerciale (e che quindi non versano contributi INPS artigiani/commercianti) sono in genere iscritte alla gestione separata. Per loro si applicano le stesse regole descritte sopra per la gestione separata.

Attenzione: alcune forfettarie che svolgono attivita artigiana o commerciale versano invece i contributi INPS artigiani/commercianti con la riduzione del 35% (contributi con riduzione forfettaria). In questo caso le regole sul congedo parentale sono quelle specifiche per artigiane/commercianti (vedi paragrafo successivo).

Congedo parentale per artigiane e commercianti

Le artigiane e commercianti iscritte alla gestione INPS specifica hanno diritto a:

  • 3 mesi di congedo parentale indennizzato entro i 12 anni del figlio
  • Indennita pari al 30% del salario convenzionale annuo stabilito per legge (non il reddito effettivo)
  • Contributi figurativi accreditati per il periodo di congedo

Professioniste con cassa previdenziale autonoma

Le professioniste iscritte ad albi con cassa previdenziale propria (Cassa Forense, ENPAM, ENPAP, Inarcassa, ENPAPI, ecc.) hanno regole specifiche per ciascuna cassa. In linea generale offrono indennita di maternita e congedo parentale, ma gli importi e le condizioni variano. Alcune casse prevedono integrazioni rispetto al minimo INPS. E fondamentale consultare direttamente la propria cassa di appartenenza o rivolgersi al patronato per conoscere i diritti specifici.

Come fare domanda di congedo parentale all’INPS

  1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “Congedo parentale per lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata”
  3. Compila il modulo online inserendo: periodo di congedo richiesto, dati del figlio, coordinate bancarie per il pagamento
  4. Allega la documentazione richiesta (stato di famiglia, certificato di nascita se non ancora comunicato all’INPS)
  5. Invia la domanda. L’INPS elabora e liquida l’indennita tipicamente entro 30-60 giorni

In alternativa, puoi presentare la domanda tramite patronato CAF, che gestisce l’iter completo per conto tuo.

Domande frequenti sul congedo parentale autonome

Il congedo parentale e compatibile con l’attivita lavorativa? No. Durante il periodo di congedo parentale indennizzato non puoi svolgere attivita lavorativa autonoma. Se riprendi a lavorare, il congedo si interrompe e cessa il diritto all’indennita.

Il padre autonomo ha diritto al congedo parentale? Si, anche il padre lavoratore autonomo/libero professionista iscritto alla gestione separata ha diritto ai 3 mesi di congedo parentale con le stesse modalita della madre.

I 3 mesi di congedo si possono frazionare? Si. Il congedo parentale puo essere fruito in modo continuativo, a mesi, a settimane o a giorni (a seconda della modalita scelta al momento della domanda).

Come influisce il congedo sul calcolo dell’ISEE? L’indennita di congedo parentale erogata dall’INPS concorre al reddito complessivo ai fini ISEE per l’anno in cui viene percepita. Per dubbi su come compilare la DSU in questi casi, il CAF Centro Fiscale puo assisterti.

Conclusione

Il congedo parentale per lavoratrici autonome e partite IVA nel 2026 garantisce 3 mesi di indennita pari al 30% del reddito per le iscritte alla gestione separata. A differenza dei dipendenti, le autonome non beneficiano dell’aumento all’80% per il terzo mese. Per calcolare l’importo esatto della tua indennita e per presentare la domanda all’INPS, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa. Prenota un appuntamento.

Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-29 08:30:002026-07-03 07:54:52Congedo parentale e lavoratrici autonome: regole 2026
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno

Bonus mamma

Attenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.

Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona
  2. Chi ha diritto alla decontribuzione
  3. Importo della decontribuzione
  4. Differenze rispetto al 2025
  5. Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS
  6. Come fare domanda
  7. Le due misure si cumulano con altri bonus?
  8. Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona

La decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.

Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori.

Chi ha diritto alla decontribuzione

Nel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:

  • Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni
  • È lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)

Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo).

Importo della decontribuzione

Lo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):

RequisitoFiglio più giovaneSgravio
Almeno 3 figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/anno

L’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.

Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato.

Differenze rispetto al 2025

La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome.

Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS

Il Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.

Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:

  • Almeno 2 figli
  • Un reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno

A differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.

Come fare domanda

Per la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:

  1. Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figli
  2. Rivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisiti

Per il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.

Le due misure si cumulano con altri bonus?

Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:

  • Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)
  • Bonus asilo nido INPS
  • Altre agevolazioni fiscali per famiglie con figli

La decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

Se vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

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    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
    ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

    Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1 marzo 2026 l’INPS ha applicato la rivalutazione ISTAT sull’importo base del beneficio, portando il massimale mensile per figlio a 199,40 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.090 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.

    In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT
    2. Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE
    3. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente
    4. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026
    5. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere
    6. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno
    7. Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS
    8. Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE
    9. Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero
    10. Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026
    11. Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

    Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT

    L’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

    Per il 2026 la rivalutazione e stata applicata con effetto dal 1 gennaio 2026 (con conguaglio da febbraio-marzo per chi aveva gia l’ISEE valido). L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2024, ridefinendo la tabella ufficiale INPS.

    La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno il Ministero del Lavoro pubblica la circolare con i nuovi importi aggiornati, che l’INPS recepisce e applica automaticamente sui pagamenti.

    Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE

    Gli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:

    ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio
    Fino a 17.090 euro (importo pieno)199,40 euro
    Da 17.090 a 45.574 euro (graduale)Tra 57 e 199,40 euro (scala progressiva)
    Oltre 45.574 euro o senza ISEE57,00 euro

    La scala progressiva tra le due soglie prevede una riduzione graduale dell’importo all’aumentare dell’ISEE, calcolata con formula lineare. Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.

    Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 57 euro per figlio. Presentare l’ISEE e quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio.

    Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente

    Oltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:

    • Figli con disabilita: maggiorazione di 91,42 euro/mese (varia per gravita della disabilita). Per disabilita grave o non autosufficienza l’importo e superiore
    • Famiglie con 4 o piu figli: maggiorazione di 18 euro per figlio al mese
    • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro/mese per figlio fino a 21 anni
    • Madri under 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro/mese per figlio
    • Figli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% per i primissimi mesi di vita
    • Terzo figlio e successivi: maggiorazione sull’importo base per i figli dal terzo in poi, fino ai 3 anni di eta

    Le maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli e entrambi i genitori lavoratori puo arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 199,40 euro per figlio.

    Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026

    L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalita:

    • Beneficiari gia in pagamento (rinnovo domanda): tra il 17 e il 19 di ogni mese
    • Nuove domande accolte: ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda
    • Domande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso anno

    I pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni.

    Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere

    Una situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:

    • Presentazione DSU entro il 30 giugno: diritto agli arretrati dall’inizio dell’anno (da marzo) in un’unica soluzione
    • Presentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedenti
    • Rinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (57 euro), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEE
    • Ricalcolo retroattivo: il conguaglio puo coprire fino agli ultimi 18 mesi in caso di ricalcolo a favore del beneficiario

    Consulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026.

    Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno

    L’ISEE ha validita dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.

    Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da gennaio. Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.

    Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS

    • Portale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domanda
    • App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditati
    • Fascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensile
    • Patronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilita di riesame

    Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE

    Caso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euro

    ISEE sotto la soglia di 17.090 euro: importo pieno 199,40 euro x 2 figli = 398,80 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 35,68 x 2 = 71,36 euro. Totale mensile stimato: circa 470 euro.

    Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euro

    ISEE nella fascia intermedia (17.090-45.574 euro): importo per figlio circa 130-140 euro (scala progressiva). Totale per 2 figli: circa 260-280 euro/mese.

    Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEE

    Importo minimo: 57 euro x 2 figli = 114 euro/mese. Presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti puo aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.

    Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero

    • Rivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiario
    • Modifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesse soglie ISEE, stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiari

    Per chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.

    Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026

    Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?

    No. Se hai gia una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.

    Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?

    L’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Una volta accettata la nuova DSU, l’importo viene ricalcolato e vengono corrisposti gli arretrati fino a un massimo di 18 mesi.

    L’AUU e compatibile con altri bonus?

    Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).

    Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?

    Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.

    Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

    Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 199,40 euro mensili per figlio per i nuclei con ISEE fino a 17.090 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.

    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-07-03 07:55:03Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS
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