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CAF Centro Fiscale
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Aumenti assegno unico luglio 2026: nuovi importi, chi riceve di più e ISEE da aggiornare entro il 30 giugno

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Da luglio 2026 l’Assegno Unico cambia: importi più alti per molte famiglie, ma solo se l’ISEE è aggiornato. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, rischi di perdere gli aumenti e di ricevere l’importo minimo di 57 euro al mese.

In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito.

Indice dei contenuti

  1. Perché da luglio 2026 cambiano gli importi
  2. Nuovi importi assegno unico luglio 2026
  3. Chi riceve di più da luglio 2026
  4. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi
  5. Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno
  6. Quando viene pagato l’Assegno Unico
  7. Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

Perché da luglio 2026 cambiano gli importi

L’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per luglio 2026 l’INPS ha applicato l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021, che fa scattare nuove soglie ISEE e nuovi importi base.

In pratica, se la tua famiglia ha un ISEE basso, l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta.

Nuovi importi assegno unico luglio 2026

Ecco gli importi mensili per figlio a partire da luglio 2026:

Situazione ISEEImporto mensile per figlio
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
ISEE da 17.090 a 45.574 euroImporto progressivo (scala decrescente)
ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE57 euro

Maggiorazioni previste

Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:

  • Figli con disabilità: +91,42 euro al mese (importo standard, varia per gravità)
  • Famiglie con 4 o più figli: +18 euro al mese per ogni figlio
  • Entrambi i genitori lavoratori: +35,68 euro al mese per figlio (fino a 21 anni)
  • Madri under 21: +23,68 euro al mese per figlio

Queste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE basso, due figli e entrambi i genitori che lavorano può arrivare a 235 euro al mese per figlio.

Chi riceve di più da luglio 2026

  1. Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugno
  2. Le famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e adeguata
  3. Le famiglie numerose (4+ figli) — la maggiorazione aumenta
  4. I nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata

Chi NON presenta la DSU aggiornata entro il 30 giugno riceve automaticamente l’importo minimo (57 euro), anche se potrebbe avere diritto a molto di più.

Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi

L’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.

La scadenza per non perdere gli arretrati di luglio è il 30 giugno 2026.

  • DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo aggiornato vale da luglio 2026, inclusi eventuali arretrati
  • DSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato vale dal mese successivo, senza arretrati di luglio
  • Nessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 57 euro, indipendentemente dalla situazione reale

Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno

  1. Raccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)
  2. Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPS
  3. Verificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenza

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.

Quando viene pagato l’Assegno Unico

  • Per i beneficiari già in corso: tra il 17 e il 19 di ogni mese
  • Per le nuove domande: nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento

Se aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’importo aumentato comparirà già nella rata di luglio (pagata tra il 17 e il 19 luglio).

Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

Se non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli aumenti di luglio.

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    CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640

    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-07-03 07:55:05Aumenti assegno unico luglio 2026: nuovi importi, chi riceve di più e ISEE da aggiornare entro il 30 giugno
    BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

    Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS

    Bonus mamma

    Il bonus mamme lavoratrici 2026 — tecnicamente chiamato esonero contributivo per le lavoratrici madri — è una misura di sostegno alla natalita che riduce i contributi previdenziali a carico delle donne con 2 o piu figli. La scadenza per presentare la domanda INPS è il 30 giugno 2026: chi non ha ancora aderito ha circa 20 giorni di tempo.

    In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi puo beneficiarne, quanto vale l’esonero, come presentare la domanda e quando arriva il beneficio in busta paga o sulle quote contributive.

    Cos’e il bonus mamme lavoratrici 2026

    Il bonus mamme lavoratrici e un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, una quota dei contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga (o versati dall’autonoma) viene azzerata, con un risparmio diretto in tasca alla madre.

    La misura e stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) per le lavoratrici con 3 o piu figli e successivamente estesa anche a quelle con 2 figli dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 219-220). Per il 2026 la disciplina e confermata con le stesse condizioni.

    Chi ha diritto al bonus mamme: i requisiti 2026

    I requisiti per il bonus mamme lavoratrici 2026 sono i seguenti:

    • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 10 anni
    • Lavoratrici dipendenti a tempo determinato con almeno 3 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 18 anni
    • Lavoratrici autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, lavoratrici agricole) o alle casse previdenziali private, con almeno 2 figli e figlio minore di eta inferiore ai 10 anni

    Attenzione alla differenza tra dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato: le prime accedono con 2 figli (figlio minore sotto i 10 anni), le seconde devono avere almeno 3 figli (figlio minore sotto i 18 anni). Questa distinzione e fondamentale per capire se si rientra nel beneficio.

    Sono escluse le lavoratrici in congedo di maternita nel periodo in cui godono gia dell’esonero totale sui contributi previsto dalla maternita obbligatoria.

    Quanto vale il bonus: importo 2026 per dipendenti e autonome

    L’importo del bonus mamme varia a seconda della categoria lavorativa:

    CategoriaImporto massimoModalita
    Dipendenti a tempo indeterminato3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)
    Dipendenti a tempo determinato (3+ figli)3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)
    Lavoratrici autonome INPS3.000 euro annuiRiduzione versamenti contributivi tramite F24
    Professioniste casse private3.000 euro annuiRiduzione quota contributiva annuale

    Il beneficio massimo e di 3.000 euro annui (250 euro al mese), che corrispondono all’azzeramento della quota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice fino a quel massimale. Se i contributi effettivi sono inferiori, l’esonero si applica nella misura reale senza superare il tetto.

    Come funziona il beneficio in busta paga

    Per le lavoratrici dipendenti, il bonus mamme si traduce in un aumento netto della busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’INPS il codice di autorizzazione e applica l’esonero mese per mese sul cedolino. Non c’e nessun accredito separato: la riduzione appare direttamente nella voce “esonero contributivo” del cedolino.

    Il meccanismo e il seguente:

    • I contributi previdenziali a carico della lavoratrice (normalmente circa il 9,19% per i dipendenti) vengono ridotti fino a un massimo di 250 euro mensili
    • L’INPS comunica al datore di lavoro l’autorizzazione dopo l’accoglimento della domanda
    • L’esonero parte dal mese di accoglimento della domanda (o retroattivamente al 1° gennaio 2026 se la domanda e stata presentata entro i termini)

    Per le lavoratrici autonome, l’INPS riduce direttamente la contribuzione dovuta sulle rate dei versamenti previdenziali. L’esonero viene comunicato tramite il portale INPS e si riflette sul debito contributivo dell’anno.

    Come presentare la domanda INPS entro il 30 giugno 2026

    La domanda per il bonus mamme lavoratrici 2026 si presenta online sul portale INPS entro il 30 giugno 2026. Ecco i passaggi:

    1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Cerca il servizio “Esonero contributivo madri lavoratrici” o naviga in “Prestazioni e servizi” > “Maternita e famiglia”
    3. Compila il modulo indicando: dati anagrafici, dati dei figli (codice fiscale e data di nascita), tipologia di rapporto di lavoro
    4. Allega eventuale documentazione se richiesta (per le autonome con cassa privata potrebbe essere necessario il certificato di iscrizione alla cassa)
    5. Invia la domanda e salva il numero di protocollo

    In alternativa, la domanda si puo presentare tramite CAF o patronato. Il Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio della domanda INPS: puoi contattarci per un appuntamento.

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    Bonus mamme e cumulabilita con altri sgravi

    Il bonus mamme lavoratrici 2026 e compatibile con altre misure di sostegno alla famiglia, tra cui:

    • Assegno Unico Universale: si percepisce senza problemi in contemporanea all’esonero contributivo
    • Detrazioni per figli a carico (per figli oltre i 21 anni, non sostituiti dall’Assegno Unico): compatibili
    • Bonus nido e altri bonus famiglia INPS: compatibili

    Non e invece cumulabile con l’esonero totale contributi durante il congedo di maternita obbligatoria (nel periodo di assenza per maternita, l’esonero specifico del bonus mamme e sospeso).

    Per le lavoratrici in regime forfettario che sono anche madri, vale la pena ricordare che l’esonero contributivo del bonus mamme si applica sui contributi previdenziali effettivamente dovuti, riducendone l’importo fino al massimale annuo di 3.000 euro.

    Dipendenti vs autonome: le differenze principali

    AspettoDipendente a tempo indeterminatoDipendente a tempo determinatoAutonoma INPS/cassa
    Numero figli richiesto2 figli (minore < 10 anni)3 figli (minore < 18 anni)2 figli (minore < 10 anni)
    Importo massimo annuo3.000 euro3.000 euro3.000 euro
    Come si riceveIn busta paga (meno contributi trattenuti)In busta paga (meno contributi trattenuti)Riduzione versamenti contributivi
    Chi presenta domandaLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPS/cassa

    Domande frequenti (FAQ)

    Ho presentato la domanda nel 2025: devo richiederla di nuovo per il 2026?

    Si, la domanda va presentata ogni anno perche il beneficio e annuale. Se hai gia aderito nel 2025, per il 2026 devi presentare una nuova domanda entro il 30 giugno 2026.

    Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 giugno 2026?

    Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 potrebbero non essere accettate per l’annualita 2026 (il beneficio e riconosciuto dall’INPS in base alle risorse disponibili e ai termini fissati dalla circolare INPS). E importante non perdere la scadenza.

    Il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con figlio adottato o affidato?

    Si, il beneficio si applica anche ai figli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il figlio piu giovane abbia eta inferiore al limite previsto (10 o 18 anni a seconda della tipologia contrattuale).

    Il bonus mamme e tassato IRPEF?

    No. L’esonero contributivo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF: e una riduzione dei contributi versati, non un’erogazione di somme. Non va dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi.

    Sono una lavoratrice part-time: posso beneficiarne?

    Si, le lavoratrici part-time a tempo indeterminato con i requisiti richiesti hanno diritto al bonus. L’importo sara proporzionato ai contributi effettivamente dovuti sul part-time (con il tetto massimo di 3.000 euro annui).

    Come possiamo aiutarti al CAF Centro Fiscale di Udine

    Se hai bisogno di assistenza per la domanda del bonus mamme lavoratrici 2026, il nostro team e a disposizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per:

    • Verifica dei requisiti e valutazione del diritto al beneficio
    • Compilazione e invio della domanda INPS tramite SPID/CIE
    • Assistenza per lavoratrici autonome con casse private
    • Coordinamento con il datore di lavoro per l’attivazione dell’esonero in cedolino

    Contattaci per un appuntamento: la consulenza e personalizzata e valutiamo insieme tutte le misure a cui hai diritto. Ricorda che la scadenza e il 30 giugno 2026: non aspettare l’ultimo momento.

    Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:50:512026-06-12 07:51:04Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS
    CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATO

    Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS

    congedo parentale 2025

    Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Come Fare Domanda INPS

    Il congedo parentale e il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che genitori lavoratori dipendenti possono richiedere dopo la maternita obbligatoria o il congedo di paternita, per accudire il figlio nei suoi primi anni di vita. Nel 2026 le regole sono state ulteriormente aggiornate: scopri durata, percentuali di indennita e come presentare domanda all’INPS.

    Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste gratuitamente i lavoratori per le pratiche INPS, incluse le domande di congedo parentale. Richiedi assistenza gratuita.

    Durata del congedo parentale nel 2026

    La durata complessiva del congedo parentale nel 2026 e di 10 mesi totali per i genitori (11 mesi se il padre prende almeno 3 mesi di congedo). Il congedo puo essere fruito fino al compimento del 12 anno di eta del figlio.

    GenitoreDurata massima congedoEntro l’eta del figlio
    Madre6 mesi12 anni
    Padre6 mesi12 anni
    Totale coppia10 mesi (11 se padre prende min. 3 mesi)12 anni
    Genitore solo (mono-genitore)11 mesi12 anni

    Il congedo puo essere fruito in modo continuativo o frazionato (a giornate o a ore, se previsto dal CCNL applicabile).

    Indennita del congedo parentale 2026: le percentuali

    Nel 2026, grazie alle novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 e 2025, le percentuali di retribuzione durante il congedo parentale sono:

    PeriodoPercentuale retribuzioneCondizioni
    Primi 3 mesi (per ciascun genitore)80%Entro i 6 anni del figlio
    Mesi successivi fino al 12 mese totale30%Entro i 12 anni del figlio
    Mesi da 13 a 10 (o 11)30%Entro i 12 anni del figlio

    Novita 2026: terzo mese all’80%. La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha esteso da 1 a 2 mesi i periodi retribuiti all’80% per ciascun genitore. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha ulteriormente portato a 3 mesi il periodo retribuito all’80% per ciascun genitore entro i 6 anni del figlio. Questa misura e confermata per il 2026.

    Esempio pratico: una madre lavoratrice dipendente con RAL di 30.000 euro (retribuzione mensile lorda circa 2.307 euro) durante i primi 3 mesi di congedo parentale percepisce circa 1.846 euro lordi al mese (80%). Nei mesi successivi percepirebbe circa 692 euro lordi al mese (30%).

    Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

    Il congedo parentale spetta a:

    • Lavoratori dipendenti (sia privati che pubblici), sia madri che padri
    • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, parasubordinati) con regole specifiche
    • Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) con regole e importi diversi
    • Genitori adottivi o affidatari entro 12 anni dall’ingresso in famiglia

    I lavoratori autonomi con partita IVA in regime forfettario hanno accesso a un’indennita di maternita/paternita INPS calcolata su base forfettaria, diversa dal congedo parentale dei dipendenti.

    Come presentare domanda di congedo parentale all’INPS

    1. Comunicazione preventiva al datore di lavoro: il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro la volonta di fruire del congedo parentale con un preavviso di norma di almeno 5 giorni (15 giorni per congedo di durata mensile). Il preavviso puo essere ridotto per cause di forza maggiore.
    2. Accesso al portale INPS: tramite SPID, CIE o CNS, accedi a www.inps.it nella sezione “Prestazioni e servizi”.
    3. Compilazione della domanda online: vai su “Maternita e congedo parentale per lavoratori dipendenti” e compila il modello. Indica: data inizio e fine congedo, tipo di frazionamento (giornaliero o orario se previsto dal CCNL).
    4. Allegati necessari: certificato di nascita del figlio (o di adozione/affido), eventuale documentazione di figlio disabile.
    5. Conferma: l’INPS invia la conferma di ricezione della domanda. L’azienda viene notificata automaticamente.

    Congedo parentale e contributi INPS: cosa si accumula

    Durante il congedo parentale la posizione contributiva non si azzera:

    • I periodi di congedo parentale sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici
    • I contributi figurativi valgono per la maturazione del diritto alla pensione (anzianita contributiva)
    • Limitazioni: i periodi retribuiti al 30% hanno contribuzione figurativa calcolata sul 30% della retribuzione

    Congedo parentale per genitori disabili o con figli disabili

    Per i genitori di figli con handicap grave (L. 104/1992 art. 3 comma 3), sono previste modalita agevolate:

    • Il limite di eta del figlio si estende fino a 12 anni per il congedo al 30%, senza limiti di eta per le agevolazioni legate alla L. 104
    • I permessi L. 104 (3 giorni mensili retribuiti al 100%) si affiancano al congedo parentale e non si sottraggono da esso
    • Possibilita di congedo straordinario biennale (art. 42 D.Lgs. 151/2001) per assistenza a familiare disabile grave

    Domande frequenti – Congedo parentale 2026

    Il congedo parentale si puo prendere a ore?

    Si, se il contratto collettivo nazionale applicato lo prevede. Non tutti i CCNL ammettono la frazionabilita oraria del congedo parentale. Verifica il tuo contratto o rivolgiti al patronato.

    Entrambi i genitori possono prendere il congedo contemporaneamente?

    No, salvo alcune eccezioni specifiche. Di norma i periodi di congedo parentale di madre e padre non possono sovrapporsi. Fanno eccezione i casi di figlio gravemente disabile.

    Il congedo parentale si puo cumulare con il part-time?

    Il congedo parentale e il part-time sono strumenti alternativi per la conciliazione lavoro-famiglia. Non possono essere utilizzati contemporaneamente sulle stesse ore. Un genitore puo rinunciare al congedo parentale e chiedere invece la trasformazione in part-time (se il CCNL lo prevede).

    Cosa succede se non faccio domanda all’INPS ma solo avviso il datore?

    La domanda all’INPS e obbligatoria per ricevere l’indennita. L’avviso al datore di lavoro e necessario per poter assentarsi, ma senza la domanda INPS l’indennita non viene erogata. Attenzione ai termini: la domanda deve essere presentata prima o durante il congedo.

    Conclusione: approfitta delle novita 2026 sul congedo parentale

    Il 2026 offre condizioni migliorative rispetto al passato per il congedo parentale, con 3 mesi retribuiti all’80% per ciascun genitore entro i 6 anni del figlio. Se stai pianificando una gravidanza o hai da poco avuto un figlio, verifica subito a quanto hai diritto e come presentare la domanda nel modo corretto.

    Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la domanda di congedo parentale, il calcolo dell’indennita e la tutela dei diritti contributivi. Contattaci per una consulenza gratuita.

    Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 08:30:002026-06-02 08:12:33Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS
    MATERNITA', PATRONATO

    Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda

    Il bonus donne 2026 rappresenta una delle misure piu’ significative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) per sostenere l’occupazione femminile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo al 100% sui contributi previdenziali a carico delle lavoratrici dipendenti che soddisfano specifici requisiti legati alla maternita’. In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’e’ da sapere: chi ne ha diritto, quanto vale il beneficio, come funziona il calcolo e come presentare la domanda.

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    Cos’e’ il Bonus Donne 2026 e Chi lo Introduce

    Il bonus donne 2026 e’ un esonero contributivo strutturale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024), che proroga e amplia le misure gia’ sperimentate nel biennio 2024-2025. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche per la parita’ di genere e il sostegno alla natalita’, con l’obiettivo di ridurre il divario occupazionale tra uomini e donne e contrastare il fenomeno delle dimissioni post-maternita’.

    Concretamente, il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice (la quota a carico del dipendente, pari generalmente al 9,19% della retribuzione lorda), con un massimale annuo che garantisce un risparmio netto significativo in busta paga. L’esonero non interessa la quota contributiva a carico del datore di lavoro, che rimane invariata.

    La misura si affianca ad altri strumenti di supporto all’occupazione femminile, come il bonus assunzioni per donne 2026, che riguarda invece gli incentivi per i datori di lavoro che assumono lavoratrici in condizioni svantaggiate.

    Requisiti per Accedere al Bonus Donne 2026

    Per beneficiare dell’esonero contributivo nel 2026, la lavoratrice deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:

    • Essere lavoratrice dipendente del settore privato (con alcune specificita’ per il settore pubblico – vedi oltre)
    • Avere almeno due figli (requisito base), con benefici potenziati per chi ne ha tre o piu’
    • Il figlio piu’ piccolo deve avere meno di 10 anni (per le madri con 2 figli) oppure meno di 18 anni (per le madri con 3 o piu’ figli)
    • Non essere in stato di disoccupazione ne’ in cassa integrazione al momento dell’applicazione del beneficio

    Attenzione: Il requisito anagrafico del figlio e’ determinante. Una madre con due figli di cui il piu’ piccolo ha gia’ compiuto 10 anni non potra’ accedere al beneficio standard, ma potrebbe comunque beneficiare di altre misure agevolative legate all’Assegno Unico o alla pensione anticipata per le donne 2026.

    Madri con 2 Figli: Requisiti Specifici

    Per le lavoratrici con due figli, l’esonero contributivo si applica alle seguenti condizioni:

    • Avere almeno 2 figli a carico (biologici, adottivi o affidatari)
    • Il figlio piu’ piccolo deve avere un’eta’ compresa tra 0 e 9 anni (fino al compimento del 10° anno)
    • Rapporto di lavoro dipendente attivo nel settore privato
    • Contribuzione previdenziale regolare da parte del datore di lavoro

    Madri con 3 o piu’ Figli: Requisiti Potenziati

    Le lavoratrici con tre o piu’ figli godono di una finestra temporale piu’ ampia:

    • Avere 3 o piu’ figli a carico
    • Il figlio piu’ piccolo deve avere un’eta’ inferiore a 18 anni
    • Rapporto di lavoro dipendente attivo
    • Per il 2026, nessuna limitazione al reddito dichiarato (il beneficio non e’ means-tested)

    Importi e Calcolo del Beneficio

    L’esonero contributivo del bonus donne 2026 corrisponde al 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, entro specifici massimali mensili. Il beneficio si traduce direttamente in un aumento della retribuzione netta in busta paga.

    Massimali Mensili 2026

    SituazioneMassimale Mensile EsoneroMassimale Annuo Stimato
    Madri con 2 figli (figlio minore under 10)Fino a 250 euro/meseFino a 3.000 euro/anno
    Madri con 3+ figli (figlio minore under 18)Fino a 250 euro/meseFino a 3.000 euro/anno

    Nota: I massimali esatti sono soggetti a conferma circolari INPS 2026. I valori indicati sono coerenti con la normativa L. 207/2024. Verificare sempre il messaggio INPS piu’ recente per l’importo aggiornato.

    Esempio Pratico di Calcolo

    Vediamo un esempio concreto per capire quanto vale il bonus donne 2026 in busta paga:

    Scenario: Lavoratrice dipendente con 2 figli (il piu’ piccolo ha 6 anni), retribuzione lorda mensile di 2.000 euro.

    • Contributi a carico lavoratrice (9,19% circa): 2.000 x 9,19% = 183,80 euro/mese
    • Esonero applicato (100%): 183,80 euro/mese
    • Risparmio netto annuo: 183,80 x 12 = 2.205,60 euro
    • Aumento mensile netto in busta: circa +183 euro (al lordo delle imposte sull’IRPEF, poiche’ il risparmio contributivo incrementa la base imponibile)

    Scenario 2: Lavoratrice con 3 figli (il piu’ piccolo ha 14 anni), retribuzione lorda mensile di 3.000 euro.

    • Contributi a carico lavoratrice calcolati: 3.000 x 9,19% = 275,70 euro/mese
    • Esonero applicato (fino al massimale): 250 euro/mese (cap applicato)
    • Risparmio netto annuo massimo: 250 x 12 = 3.000 euro

    Nota fiscale importante: L’esonero contributivo a carico della lavoratrice non riduce la retribuzione imponibile IRPEF, ma determina una riduzione delle trattenute previdenziali. Di conseguenza, la retribuzione netta aumenta di un importo inferiore all’esonero lordo, a causa della maggiore base IRPEF.

    Settori e Tipologie di Lavoro Incluse ed Escluse

    Chi e’ Incluso

    • Lavoratrici dipendenti del settore privato (industria, commercio, artigianato, servizi)
    • Lavoratrici domestiche (colf, badanti) regolarmente assunte
    • Lavoratrici dello spettacolo iscritte al FPLS
    • Apprendiste con contratto di apprendistato professionalizzante
    • Lavoratrici con contratto a tempo determinato (purche’ nel periodo di validita’ del contratto)
    • Lavoratrici con contratto part-time (l’esonero si calcola sui contributi effettivi, proporzionati all’orario)

    Chi e’ Escluso

    • Lavoratrici autonome (partite IVA, libere professioniste) – per loro esistono misure diverse come la riduzione INPS forfettari
    • Lavoratrici del settore pubblico (alcune eccezioni per enti pubblici economici)
    • Lavoratrici in stato di disoccupazione al momento dell’applicazione
    • Lavoratrici in cassa integrazione ordinaria o straordinaria durante il periodo coperto
    • Lavoratrici con un solo figlio

    Durata e Decorrenza del Beneficio

    La decorrenza del bonus donne 2026 e’ fissata al 1° gennaio 2026, con applicazione automatica da parte del datore di lavoro attraverso il sistema di denuncia contributiva mensile (UNIEMENS). Non e’ richiesta una domanda preventiva da parte della lavoratrice: e’ il datore di lavoro che applica l’esonero in fase di elaborazione delle buste paga, previa verifica dei requisiti dichiarati dalla dipendente.

    La durata del beneficio e’ legata al mantenimento dei requisiti:

    • Per le madri con 2 figli: fino al compimento del 10° anno del figlio piu’ piccolo
    • Per le madri con 3+ figli: fino al compimento del 18° anno del figlio piu’ piccolo
    • Il beneficio decade automaticamente quando il figlio di riferimento supera l’eta’ limite
    • L’esonero e’ confermato per l’intero anno 2026; per gli anni successivi e’ necessaria conferma in Legge di Bilancio

    Come Funziona: Ruolo del Datore di Lavoro

    Il meccanismo operativo del bonus donne 2026 prevede che sia il datore di lavoro il soggetto attivo nella gestione dell’esonero. Il processo si articola come segue:

    1. Dichiarazione della lavoratrice: La dipendente comunica al datore di lavoro (tipicamente all’ufficio HR o paghe) di possedere i requisiti (numero e eta’ dei figli), fornendo documentazione (certificati di nascita, dichiarazioni sostitutive)
    2. Verifica documentale: Il datore di lavoro verifica i requisiti e acquisisce la documentazione di supporto
    3. Applicazione in UNIEMENS: Il datore di lavoro (o il consulente del lavoro/CAF) inserisce l’esonero nel flusso UNIEMENS mensile tramite il codice specifico comunicato dall’INPS
    4. Recupero del beneficio: Il beneficio viene recuperato come credito contributivo dall’azienda, che lo compensa con i versamenti INPS successivi
    5. Controllo INPS: L’INPS effettua controlli a campione sulla correttezza dei dati dichiarati

    Cosa fare se il datore di lavoro non applica l’esonero? Se la lavoratrice ritiene di avere i requisiti ma il beneficio non compare in busta paga, puo’ rivolgersi all’ufficio HR, al consulente del lavoro aziendale o direttamente a un CAF o patronato per verificare la situazione e assistere nella gestione del caso.

    La Domanda INPS: Quando e’ Necessaria

    Come anticipato, il bonus donne 2026 per le lavoratrici dipendenti non richiede una domanda INPS diretta da parte della lavoratrice. L’esonero e’ applicato in modo automatico dal datore di lavoro attraverso la denuncia contributiva mensile. Tuttavia, esistono alcune situazioni in cui potrebbe essere necessario un intervento diretto:

    • Conguagli per periodi pregressi: Se il datore di lavoro non ha applicato l’esonero sin dal 1° gennaio 2026, la lavoratrice puo’ richiedere il recupero degli arretrati attraverso il datore di lavoro stesso o con assistenza di un patronato
    • Lavoratrici domestiche: Per colf e badanti, la procedura potrebbe richiedere comunicazioni specifiche all’INPS tramite il portale dedicato ai lavoratori domestici
    • Verifica della corretta applicazione: Attraverso il portale INPS (myINPS) o il CAF di riferimento, e’ possibile verificare che l’esonero sia stato correttamente applicato nella propria posizione contributiva

    Come Verificare Online la Propria Posizione

    1. Accedere al portale www.inps.it con SPID, CIE o CNS
    2. Cliccare su "Fascicolo Previdenziale del Cittadino"
    3. Verificare l’estratto conto contributivo per il periodo di interesse
    4. Controllare che le settimane contributive siano correttamente accreditate nonostante l’esonero

    L’esonero non riduce il montante contributivo previdenziale della lavoratrice: i periodi coperti dall’esonero vengono accreditati comunque ai fini pensionistici, in quanto lo Stato si sostituisce alla lavoratrice nel versamento della quota esonerata.

    Differenze con il Bonus Donne degli Anni Precedenti

    CaratteristicaBonus Donne 2024Bonus Donne 2025Bonus Donne 2026
    TipologiaEsonero contributivo sperimentaleEsonero contributivo sperimentaleEsonero contributivo strutturale
    Lavoratrici con 2 figli (min. piccolo under 10)Si’ (100%)Si’ (100%)Si’ (100%)
    Lavoratrici con 3+ figli (min. piccolo under 18)Si’ (100%)Si’ (100%)Si’ (100%)
    Massimale mensileVariabile per fasciaVariabile per fasciaFino a 250 euro/mese
    Natura giuridicaTemporanea (1 anno)Temporanea (1 anno)Prorogata L. 207/2024
    Norma di riferimentoL. 213/2023Proroga Legge BilancioL. 207/2024

    Altri Bonus e Agevolazioni per le Donne nel 2026

    Il bonus donne 2026 non e’ l’unica misura di sostegno disponibile per le lavoratrici. Ecco un quadro delle principali agevolazioni collegate:

    Assegno Unico Universale

    L’Assegno Unico Universale e’ una prestazione mensile INPS per le famiglie con figli a carico fino a 21 anni. Per il 2026, l’importo base e’ di 199,40 euro al mese per figlio (con ISEE fino a 17.090 euro) fino a un minimo di 57 euro mensili per figlio senza ISEE o con ISEE oltre 45.574 euro. E’ cumulabile con il bonus donne e non richiede rinunce ad altri benefici. Consulta il calendario pagamenti INPS per conoscere le date di accredito.

    Pensione Anticipata Opzione Donna

    Le lavoratrici con carriere lunghe possono accedere alla pensione anticipata tramite Opzione Donna, che consente il pensionamento prima dei requisiti ordinari a fronte del ricalcolo contributivo dell’assegno. Nel 2026, i requisiti specifici prevedono un’eta’ anagrafica e contributiva determinata. Leggi la guida completa sulla pensione anticipata per le donne 2026.

    Bonus Assunzioni Donne (per i Datori di Lavoro)

    I datori di lavoro che assumono donne disoccupate da almeno 6 mesi, over 50 in condizioni di svantaggio o residenti in aree ZES possono beneficiare di esoneri contributivi fino al 100% per un massimo di 12/18 mesi. Questa misura si affianca al bonus donne contributivo e riguarda la prospettiva del datore di lavoro. Approfondisci il bonus assunzioni 2026.

    Maggiorazione Assegno Unico per Madri Lavoratrici

    Le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano possono beneficiare di una maggiorazione di 35,68 euro mensili per figlio sull’Assegno Unico, applicata automaticamente dall’INPS sulla base dei dati dichiarativi. Per le madri under 21 e’ prevista una maggiorazione aggiuntiva di 23,68 euro mensili per figlio.

    Bonus Giorgetti per Lavoratori e Lavoratrici

    Il Bonus Giorgetti 2026 prevede un incentivo del 9,19% in busta paga per chi decide di continuare a lavorare dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici. Si rivolge sia agli uomini che alle donne che scelgono di posticipare il pensionamento.

    Compatibilita’ con Altri Strumenti di Welfare

    Il bonus donne 2026 e’ compatibile con la maggior parte degli altri strumenti di welfare e previdenza. Ecco una sintesi:

    MisuraCompatibile con Bonus Donne 2026?Note
    Assegno Unico UniversaleSi’ – cumulabileNessuna interazione
    Maternita’ obbligatoriaSi’ – cumulabileL’esonero si applica anche sui periodi di indennita’
    Congedo parentaleSi’ – cumulabileVerifica importi ridotti dell’indennita’
    NASpI (disoccupazione)No – incompatibileL’esonero cessa durante la percezione NASpI
    Cassa integrazioneParzialmenteNon si applica sulle ore di CIG
    Detrazione lavoro dipendenteSi’ – cumulabileRegimi fiscali indipendenti
    Opzione Donna (pensione)No – alternativoAl pensionamento decade il rapporto di lavoro

    Impatto sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e sulla Pensione

    Una domanda frequente riguarda l’impatto del bonus donne sulla posizione previdenziale complessiva della lavoratrice. La risposta e’ rassicurante:

    • Pensione: I periodi coperti dall’esonero sono pienamente accreditati ai fini pensionistici. Lo Stato integra la quota esonerata, quindi non vi e’ alcuna riduzione del montante contributivo accumulato
    • TFR: Il calcolo del TFR non e’ influenzato dall’esonero contributivo, poiche’ il TFR si calcola sulla retribuzione lorda annuale, non sui contributi
    • Ratei previdenziali: Le settimane utili per la pensione vengono conteggiate normalmente
    • NASPI futura: L’esonero non pregiudica i diritti alla NASpI in caso di futura disoccupazione, poiche’ la contribuzione virtuale viene comunque accreditata

    Normativa di Riferimento: Le Fonti Ufficiali

    Per chi vuole approfondire la base giuridica del bonus donne 2026, ecco i principali riferimenti normativi:

    • Legge n. 207 del 30 dicembre 2024 (Legge di Bilancio 2025): articoli che prorogano e rafforzano l’esonero contributivo per le lavoratrici madri
    • Legge n. 213 del 30 dicembre 2023 (Legge di Bilancio 2024): prima introduzione strutturata dell’esonero contributivo per madri con 2 o piu’ figli
    • Circolari INPS operative per l’applicazione dell’esonero tramite flusso UNIEMENS (consultare il portale INPS per il numero aggiornato)
    • Messaggio INPS di aggiornamento per l’anno 2026 (verificare sul portale INPS per la circolare specifica 2026)
    • D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternita’ e paternita’): quadro normativo di riferimento per le tutele alle lavoratrici madri

    Per consultare le circolari ufficiali, visitare il portale INPS (www.inps.it) nella sezione "Circolari e messaggi" oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

    Domande Frequenti (FAQ)

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    Il bonus donne 2026 vale anche per le lavoratrici part-time?

    Si’. Le lavoratrici con contratto part-time accedono al bonus donne 2026 in misura proporzionale all’orario di lavoro svolto. I contributi esonerati saranno calcolati sulla base della retribuzione effettiva, che per il part-time e’ inferiore a quella full-time. Il massimale mensile si applica sempre come tetto massimo.

    I figli adottivi o in affidamento contano per il bonus?

    Si’. I figli adottivi e quelli in affidamento preadottivo o affidamento tout court sono equiparati ai figli biologici ai fini del bonus donne 2026. L’eta’ di riferimento (under 10 o under 18) si calcola dalla data di nascita del figlio, non dalla data di adozione o affidamento.

    Cosa succede se nasco un terzo figlio durante il 2026?

    Se una lavoratrice con 2 figli (e beneficiaria del bonus base) da’ alla luce o adotta un terzo figlio nel corso del 2026, acquisisce il diritto al bonus nella versione potenziata (figlio piu’ piccolo under 18) a partire dalla data della nascita/adozione. Il datore di lavoro aggiornera’ il trattamento dalla competenza mensile successiva alla comunicazione della lavoratrice.

    Il bonus si applica anche durante la maternita’ obbligatoria?

    Si’. Durante il periodo di maternita’ obbligatoria (congedo di maternita’), la lavoratrice percepisce l’indennita’ di maternita’ dall’INPS. L’esonero contributivo si applica anche su questo periodo, poiche’ i contributi vengono versati figurativamente sull’indennita’ percepita. Il datore di lavoro gestisce il conguaglio in fase di UNIEMENS.

    Come faccio sapere se il mio datore di lavoro ha applicato il bonus?

    Puoi verificarlo direttamente sulla tua busta paga: la voce relativa ai contributi a carico del dipendente (tipicamente la trattenuta INPS) dovrebbe risultare azzerata o ridotta. In alternativa, accedi al portale myINPS con SPID e controlla l’estratto conto contributivo. Se hai dubbi, rivolgiti a un CAF o patronato per un controllo professionale.

    Il bonus e’ cumulabile con il bonus nascita o il bonus asilo nido?

    Si’. Il bonus donne 2026 (esonero contributivo) e’ pienamente cumulabile con il bonus nascita (una tantum alla nascita/adozione), il bonus asilo nido INPS (rimborso rette fino a 3.000 euro annui) e con tutte le altre prestazioni a supporto della famiglia, incluso l’Assegno Unico Universale. Non vi sono clausole di incompatibilita’ tra questi strumenti.

    Cosa Fare se Non si Riceve il Bonus

    Se sei convinta di avere i requisiti ma il bonus non compare nella tua busta paga, segui questi passi:

    1. Controlla la busta paga nel dettaglio delle trattenute contributive
    2. Parla con l’ufficio HR o il responsabile paghe: potrebbe essere che non abbiano ricevuto la tua comunicazione o non siano a conoscenza della misura
    3. Fornisci la documentazione richiesta (certificati di nascita dei figli, eventuale documentazione di adozione/affidamento)
    4. Se il problema persiste, rivolgiti a un patronato o CAF per assistenza. Il CAF Centro Fiscale offre consulenza su queste tematiche e puo’ aiutarti a recuperare gli arretrati
    5. Presenta un’istanza INPS tramite il portale o tramite patronato se il datore di lavoro non adempie ai propri obblighi

    Arretrati 2026: Se il bonus non e’ stato applicato da gennaio 2026, il datore di lavoro e’ tenuto a recuperare le quote non erogate nei mesi successivi, con il conguaglio in busta paga. Non si perde nulla: il recupero degli arretrati e’ garantito dalla normativa.

    Per qualsiasi dubbio o necessita’ di assistenza, il team del CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione. Puoi contattarci telefonicamente al 0432 1638640 o tramite WhatsApp al 366 6018121. Il nostro sportello e’ in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

    Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 00:58:502026-05-28 20:21:50Bonus Donne 2026: Requisiti, Importi e Come Fare la Domanda
    ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATO

    Assegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida Completa

    Richiesta ANF Assegni famigliari Udine CAF

    L’Assegno Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore dei lavoratori dipendenti con nuclei familiari a reddito basso o medio-basso. Per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, le tabelle degli importi sono state aggiornate dall’INPS tenendo conto della composizione del nucleo familiare e del reddito complessivo. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto all’ANF, come si calcola l’importo, come fare domanda e come si coordina con l’Assegno Unico Universale.

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    Che cos’è l’Assegno Nucleo Familiare (ANF) INPS

    L’Assegno Nucleo Familiare, spesso abbreviato in ANF, è un sussidio mensile che l’INPS riconosce ai lavoratori dipendenti del settore privato (e ad alcune categorie assimilate) il cui nucleo familiare non supera determinati limiti di reddito.

    In parole semplici: se lavori come dipendente e hai figli, un coniuge o altri familiari a carico, puoi ricevere ogni mese una somma di denaro aggiuntiva che varia in base a quante persone compongono il tuo nucleo familiare e a quanto reddito guadagna complessivamente la famiglia.

    L’ANF è disciplinato dal Testo Unico delle norme sugli assegni familiari (D.P.R. 797/1955) e dal D.L. 69/1988 convertito con L. 153/1988. Le tabelle degli importi vengono aggiornate ogni anno dall’INPS con apposita circolare per il periodo luglio-giugno.

    Attenzione: l’ANF è una prestazione diversa dall’Assegno Unico Universale (AUU). Vedremo più avanti le differenze chiave.

    Chi ha diritto all’ANF nel 2026: i requisiti

    Per avere diritto all’ANF nel 2026 devi soddisfare contemporaneamente questi requisiti:

    • Essere lavoratore dipendente del settore privato (industria, commercio, artigianato, servizi). I dipendenti pubblici hanno un sistema separato (Assegno per il Nucleo Familiare gestito direttamente dall’amministrazione).
    • Avere un nucleo familiare con almeno un componente oltre al richiedente: coniuge, figli, genitori o fratelli/sorelle a carico.
    • Reddito familiare entro i limiti stabiliti dalle tabelle INPS aggiornate annualmente (luglio 2026 – giugno 2027).
    • Il reddito da lavoro dipendente deve essere almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo. Se hai anche redditi da lavoro autonomo o d’impresa che superano il 30% del totale, potresti perdere il diritto all’ANF.

    Hanno diritto all’ANF anche:

    • Lavoratori in CIG (Cassa Integrazione Guadagni), sia ordinaria che straordinaria
    • Titolari di NASpI (indennità di disoccupazione)
    • Pensionati da lavoro dipendente (ma con tabelle e importi diversi rispetto agli attivi)
    • Lavoratori domestici (colf e badanti) con contratto regolare
    • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato

    Chi NON ha diritto all’ANF:

    • Lavoratori autonomi e liberi professionisti (partite IVA)
    • Dipendenti pubblici (che hanno l’ANF gestito dall’ente datore di lavoro)
    • Chi ha un nucleo familiare composto solo dal richiedente (single senza familiari a carico)

    Tabelle importi ANF 2026/2027: quanto spetta

    Le tabelle degli importi ANF vengono aggiornate ogni anno dall’INPS con apposita circolare per il periodo luglio – giugno dell’anno successivo. Gli importi variano in base a:

    • Numero di componenti del nucleo familiare
    • Fascia di reddito annuo familiare
    • Presenza di figli minori o disabili
    • Tipologia di nucleo (con entrambi i genitori, monoparentale, ecc.)

    Di seguito le tabelle indicative ANF per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, riferite ai nuclei familiari più comuni. Gli importi vengono erogati mensilmente in busta paga dal datore di lavoro (che poi li recupera in compensazione con i contributi INPS) oppure direttamente dall’INPS per alcune categorie.

    Nucleo familiareReddito annuo (euro)Importo mensile ANF
    2 componenti (coniuge senza figli)fino a 15.598~35 euro
    3 componenti (2 genitori + 1 figlio)fino a 20.285~137 euro
    4 componenti (2 genitori + 2 figli)fino a 24.816~209 euro
    5 componenti (2 genitori + 3 figli)fino a 30.278~277 euro
    6 componenti o piùfino a 36.206~340 euro
    Nucleo monoparentale (1 genitore + 1 figlio)fino a 20.285~170 euro

    Nota: gli importi indicati sono riferiti alle fasce di reddito più basse. All’aumentare del reddito familiare, l’importo si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al superamento del tetto massimo previsto. Consulta sempre la circolare INPS aggiornata (tipicamente emessa a giugno/luglio) o contatta il CAF per il calcolo preciso in base alla tua situazione.

    Come si calcola il reddito per l’ANF: il reddito familiare da dichiarare

    Per il calcolo dell’ANF, il reddito familiare da prendere in considerazione è quello dell’anno solare precedente. Ad esempio, per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, si considera il reddito del 2025.

    Nel reddito familiare si includono:

    • Redditi da lavoro dipendente di tutti i componenti del nucleo
    • Redditi da pensione
    • Redditi da lavoro autonomo (se presenti, attenzione alla soglia del 30%)
    • Redditi di fabbricati (ma NON la rendita catastale dell’abitazione principale)
    • Redditi di capitale

    Non si include nel reddito ANF:

    • Il TFR percepito
    • Le indennità una tantum
    • L’Assegno Unico Universale ricevuto
    • I trattamenti assistenziali (assegno di invalidità, pensione di reversibilità per i minorenni)

    Esempio pratico: Immagina che Marco lavori come impiegato e guadagni 24.000 euro lordi all’anno. Sua moglie Giulia è casalinga. Hanno due figli minori. Il nucleo familiare è composto da 4 persone e il reddito complessivo è 24.000 euro. Secondo le tabelle ANF 2026/2027, Marco ha diritto a un assegno mensile che può arrivare a circa 209 euro, direttamente nella busta paga ogni mese.

    Come fare domanda ANF 2026: la procedura passo per passo

    La domanda di ANF si presenta in modo diverso a seconda della categoria di appartenenza:

    Per i lavoratori dipendenti del settore privato

    Il lavoratore presenta la domanda al datore di lavoro tramite il modulo INPS SR16 (Richiesta di Assegno per il Nucleo Familiare). Il datore di lavoro, dopo aver ricevuto il modulo debitamente compilato e firmato, provvede a erogare l’ANF direttamente nella busta paga mensile, recuperando poi le somme pagate in compensazione con i contributi INPS dovuti.

    Documenti necessari per il modulo SR16:

    • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
    • Importo del reddito familiare complessivo dell’anno precedente (ricavabile dalla dichiarazione dei redditi o dal CU)
    • Dichiarazione di responsabilità sulla composizione del nucleo
    • Eventuale documentazione per figli disabili (verbale di invalidità)

    Per i lavoratori in NASpI, CIG o percettori di trattamenti INPS

    In questo caso la domanda si presenta direttamente all’INPS tramite portale web (accesso con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un patronato o CAF abilitato. L’INPS eroga l’ANF insieme alla prestazione principale (NASpI, CIG, ecc.).

    Per i pensionati da lavoro dipendente

    I pensionati che percepiscono una pensione da lavoro dipendente e hanno familiari a carico possono richiedere l’ANF (denominato per loro Assegno al Nucleo Familiare con i trattamenti pensionistici) direttamente all’INPS tramite portale o patronato. L’importo è inserito direttamente nel cedolino pensione.

    Rinnovo annuale obbligatorio

    L’ANF va rinnovato ogni anno. In genere il rinnovo va presentato entro il 30 giugno di ogni anno (o all’inizio di luglio), dichiarando il reddito dell’anno precedente. Se non rinnovi la domanda, il datore di lavoro è obbligato a sospendere l’erogazione dell’assegno.

    Maggiorazioni ANF: nuclei monoparentali e figli disabili

    La legge prevede maggiorazioni degli importi ANF in presenza di situazioni particolari che rendono il nucleo più vulnerabile. Le principali sono:

    Nuclei monoparentali

    I nuclei familiari composti da un solo genitore con figli a carico (famiglie monoparentali) ricevono una maggiorazione sull’importo base dell’ANF. Questo perché la mancanza di un secondo reddito rende più difficile mantenere i figli. La maggiorazione può arrivare al 30% in più rispetto all’importo standard per la stessa fascia di reddito.

    Figli con disabilità

    In presenza di figli con invalidità riconosciuta al 100% oppure in situazione di grave disabilità (art. 3 co. 3 L. 104/92), l’ANF viene aumentato e vengono applicate tabelle speciali con importi più elevati e tetti di reddito più alti rispetto ai nuclei senza disabili. Anche i figli maggiorenni gravemente disabili continuano a essere considerati nel nucleo ai fini ANF, a condizione che siano fiscalmente a carico e conviventi.

    Nuclei con tre o più figli minori

    Le famiglie numerose (tre o più figli minori) beneficiano di tabelle ANF specifiche con importi superiori rispetto ai nuclei con uno o due figli. Anche in questo caso la logica è quella di sostenere economicamente le famiglie con più carichi.

    ANF e Assegno Unico Universale: le differenze chiave

    Una delle domande più frequenti è: “Ma l’ANF non è stato sostituito dall’Assegno Unico?”. La risposta è parzialmente sì, ma con importanti distinzioni che è fondamentale conoscere.

    CaratteristicaANF (Assegno Nucleo Familiare)Assegno Unico Universale
    Chi può richiederloSolo lavoratori dipendentiTutti (dipendenti, autonomi, disoccupati)
    Familiari copertiConiuge, figli, genitori, fratelliSolo figli (fino a 21 anni)
    CumulabilitàSì, ma limitata (solo per componenti non coperti dall’AUU)Sì, cumulabile con ANF per i componenti residui
    Base calcolo redditoReddito familiare anno precedenteISEE
    ErogazioneBusta paga o INPSAccredito bancario diretto INPS
    RinnovoAnnuale (luglio-giugno)Annuale (marzo-febbraio) con ISEE aggiornato

    Cosa è cambiato con l’introduzione dell’Assegno Unico (marzo 2022): l’ANF per i figli minori è stato assorbito dall’Assegno Unico. Questo significa che oggi l’ANF non viene più corrisposto per i figli minori (coperti dall’AUU), ma può ancora essere corrisposto per gli altri familiari del nucleo: coniuge, genitori, fratelli/sorelle a carico, e per i figli maggiorenni con disabilità grave che non rientrano nell’Assegno Unico.

    In sintesi: se hai figli, prendi l’Assegno Unico. Se hai anche un coniuge o altri familiari non coperti dall’AUU, puoi ancora richiedere l’ANF per quella parte del nucleo. I due strumenti sono complementari, non alternativi.

    Per approfondire le tabelle complete aggiornate, puoi consultare anche il nostro articolo sulle Tabelle ANF INPS 2026/2027 e quello sugli Assegni Familiari 2026: limiti di reddito e maggiorazioni.

    Arretrati ANF: quando e come recuperarli

    Molti lavoratori scoprono di avere diritto all’ANF solo dopo mesi o anni dall’inizio del rapporto di lavoro. Buona notizia: gli arretrati ANF possono essere recuperati, ma solo entro certi limiti temporali.

    La prescrizione del diritto agli arretrati ANF è di 5 anni dalla data in cui si è maturato il diritto. Questo significa che se non hai mai chiesto l’ANF negli ultimi anni pur avendone diritto, puoi presentare la domanda e chiedere il rimborso degli importi non percepiti fino a 5 anni indietro.

    Per recuperare gli arretrati ANF:

    • Presenta la domanda al datore di lavoro attuale con il modulo SR16 per il periodo corrente
    • Per gli arretrati relativi a rapporti di lavoro già terminati, la domanda si presenta direttamente all’INPS (tramite portale o CAF/patronato)
    • Allega la documentazione del reddito familiare per ciascun anno per il quale chiedi gli arretrati

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nel calcolo degli arretrati ANF spettanti e nella presentazione della domanda all’INPS.

    ANF per lavoratori domestici (colf e badanti)

    Spesso dimenticato, l’ANF spetta anche ai lavoratori domestici (colf, badanti, baby sitter) che hanno un contratto regolare e superano determinate soglie di ore lavorative. Il lavoratore domestico può richiedere l’ANF direttamente all’INPS (non al datore di lavoro), in quanto i contributi vengono versati dal datore tramite il sistema PagoPA trimestrale.

    Per avere diritto all’ANF come lavoratore domestico:

    • Il contratto di lavoro deve essere regolare (denunciato all’INPS)
    • Si devono rispettare i limiti di reddito familiare previsti dalle tabelle ANF
    • La domanda si presenta tramite portale INPS o CAF abilitato

    Cosa fare se l’ANF è stato calcolato male o è stato sospeso

    Può capitare che l’ANF venga calcolato in modo errato dal datore di lavoro, o che venga sospeso per mancato rinnovo o per una dichiarazione di reddito inesatta. Ecco cosa fare in ciascun caso:

    Se l’importo è sbagliato

    Rivolgiti prima al datore di lavoro o al suo consulente del lavoro. Se il problema persiste, puoi presentare ricorso amministrativo all’INPS allegando la documentazione del reddito familiare corretto. Il CAF può assisterti nella preparazione del ricorso.

    Se l’ANF è stato sospeso

    La causa più comune è il mancato rinnovo della domanda entro la scadenza di giugno. In questo caso:

    • Presenta subito il modulo SR16 aggiornato al datore di lavoro
    • L’ANF ripartirà dal mese successivo alla presentazione della domanda (senza effetto retroattivo salvo casi specifici)
    • Verifica se hai diritto agli arretrati per i mesi di sospensione (entro i 5 anni di prescrizione)

    Se l’INPS ha chiesto la restituzione di somme

    Può accadere che l’INPS, a seguito di controlli, contesti l’ANF percepito e chieda la restituzione delle somme. Questo avviene tipicamente quando il reddito dichiarato si rivela superiore al limite, oppure quando il nucleo familiare dichiarato non corrisponde alla realtà. In questi casi è fondamentale farsi assistere da un professionista o dal CAF per valutare la fondatezza della richiesta e, se necessario, presentare ricorso.

    Novità ANF 2026/2027: cosa è cambiato

    Per il periodo luglio 2026 – giugno 2027, l’INPS ha aggiornato le tabelle degli importi ANF applicando la consueta rivalutazione annuale legata all’inflazione. Le principali novità da tenere presenti:

    • Adeguamento ISTAT delle soglie reddituali: i limiti di reddito familiare che determinano il diritto all’ANF e l’importo spettante vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
    • Conferma del sistema tabellare: l’INPS continua ad applicare il sistema a tabelle a scaglioni, con importi decrescenti al crescere del reddito familiare.
    • ANF per il coniuge rimane invariato nella struttura: dopo l’introduzione dell’Assegno Unico per i figli, la componente ANF rimasta (per coniuge e altri familiari) mantiene la propria struttura e viene erogata come in passato.
    • Verifica obbligatoria della percentuale del 70%: l’INPS sta intensificando i controlli sul requisito che il reddito da lavoro dipendente rappresenti almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo. Chi ha redditi misti è invitato a verificare attentamente la propria posizione.

    Per approfondire le detrazioni fiscali correlate, consulta anche il nostro articolo sulle Detrazioni figli a carico 2026.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sull’Assegno Nucleo Familiare 2026 (FAQ)

    L’ANF è tassabile? Va dichiarato nel 730?

    No, l’Assegno Nucleo Familiare non è soggetto a IRPEF e non va dichiarato nel modello 730 o nel Modello Redditi. È una prestazione assistenziale esente da imposizione fiscale.

    Posso ricevere l’ANF se sono in part-time?

    Sì, l’ANF spetta anche ai lavoratori dipendenti con contratto part-time, a condizione che il reddito familiare complessivo rientri nei limiti previsti. L’importo non viene ridotto in proporzione alle ore lavorate: si applica la stessa tabella basata sul reddito familiare totale.

    Mio figlio ha compiuto 18 anni: perdo l’ANF?

    Dipende dalla situazione. Con l’introduzione dell’Assegno Unico, i figli minori (fino a 18 anni) sono coperti dall’AUU, non più dall’ANF. Tra i 18 e i 21 anni i figli possono ancora rientrare nell’Assegno Unico a certe condizioni (studio, tirocinio, ecc.). Oltre i 21 anni, i figli non generano più diritto né all’AUU né all’ANF, salvo che siano gravemente disabili e a carico.

    Cambio lavoro a metà anno: cosa succede all’ANF?

    In caso di cambio di datore di lavoro, devi presentare una nuova domanda ANF al nuovo datore di lavoro. Non si trasferisce automaticamente. Se c’è un periodo di NASpI tra un lavoro e l’altro, puoi richiedere l’ANF direttamente all’INPS per quel periodo.

    Sono un lavoratore straniero: ho diritto all’ANF?

    Sì, i lavoratori stranieri residenti in Italia con permesso di soggiorno regolare e titolari di contratto di lavoro dipendente hanno diritto all’ANF alle stesse condizioni dei cittadini italiani. È necessario che i familiari per i quali si chiede l’assegno siano fiscalmente a carico e residenti in Italia, oppure in Paesi che hanno stipulato accordi internazionali di sicurezza sociale con l’Italia.

    Come verifico quanto ANF mi spetta?

    Puoi verificare l’importo spettante consultando le tabelle ufficiali INPS pubblicate ogni anno con apposita circolare, oppure utilizzando il simulatore presente sul portale INPS. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori calcolano gratuitamente l’importo ANF spettante in base alla tua situazione specifica.

    Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con l’ANF

    Richiedere l’ANF sembra semplice, ma nella pratica ci sono molte insidie: calcolo del reddito familiare, verifica della percentuale del 70%, gestione degli arretrati, coordinamento con l’Assegno Unico Universale, rinnovo annuale. Un errore nella domanda può significare percepire meno di quanto spetta, o peggio, dover restituire delle somme.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Calcolo dell’importo ANF spettante
    • Compilazione e presentazione del modulo SR16
    • Domanda ANF diretta all’INPS (per pensionati, NASpI, lavoratori domestici)
    • Recupero arretrati ANF
    • Coordinamento con Assegno Unico e altre prestazioni INPS
    • Ricorsi in caso di contestazioni INPS

    Puoi contattarci per un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 oppure su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team è a tua disposizione per assisterti senza stress nella gestione di tutte le pratiche INPS.

    Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/01/anf.jpg 457 798 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 23:58:502026-05-31 17:41:11Assegni Nucleo Familiare INPS 2026/2027: Tabelle Importi, Requisiti e Guida Completa
    ASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

    Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI

    Pensione 2026 INPS

    A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti? Quali sono le date confermate dall’INPS? E cosa fare se il bonifico non arriva in tempo? In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026 con tutte le informazioni aggiornate per non perdere nemmeno un accredito.

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    Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali

    Ogni mese l’INPS accredita le prestazioni economiche secondo un calendario preciso che tiene conto del tipo di prestazione, della modalità di pagamento (bonifico bancario o postale) e dei giorni lavorativi bancari. Giugno 2026 non fa eccezione: di seguito trovi le date di accredito confermate per le principali misure di sostegno al reddito.

    Prestazione INPSData di pagamento giugno 2026Modalità
    Pensioni1-3 giugno 2026Banca/posta (con scaglionamento allo sportello)
    NASpIDal 15 giugno 2026 (competenza maggio)Bonifico IBAN comunicato all’INPS
    Assegno Unico Universale17-20 giugno 2026Bonifico bancario/postale su IBAN
    ADI – Assegno di Inclusione27 giugno 2026 (o 26 se festivo)Carta di inclusione (Poste Italiane)
    SFL – Supporto Formazione e LavoroFine mese (dopo validazione presenze)Bonifico bancario

    Le date indicate si basano sui comunicati ufficiali INPS e sui calendari mensili pubblicati dall’Istituto. Piccole variazioni di 1-2 giorni lavorativi sono possibili in base alla banca o all’ufficio postale di riferimento.

    Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026

    L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura che sostituisce le precedenti prestazioni familiari (ANF, bonus bebè, assegno natalità) e viene erogata dall’INPS mensilmente a favore dei nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limite d’età per i figli disabili).

    Per giugno 2026, l’INPS accredita l’Assegno Unico tipicamente tra il 17 e il 20 del mese per i beneficiari già con IBAN comunicato all’Istituto. Chi ha presentato o rinnovato la domanda nell’ultimo periodo potrebbe ricevere l’accredito con qualche giorno di ritardo.

    Chi riceve l’Assegno Unico a giugno

    • Nuclei con figli under 21 che hanno presentato domanda DSU/ISEE valida per il 2026
    • Famiglie con figli disabili di qualsiasi età (importo maggiorato)
    • Nuovi beneficiari con domanda accettata entro maggio 2026
    • Chi ha rinnovato la DSU scaduta (attenzione: se l’ISEE scade, il pagamento si riduce alla quota minima)

    Importi Assegno Unico giugno 2026

    Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 variano in base all’ISEE familiare e all’età del figlio:

    ISEE familiareImporto per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
    Fino a 17.090 euro199,40 euro/mese (importo massimo)+91,42 euro/mese (importo standard, varia per gravità)
    Tra 17.090 e 45.574 euroImporto decrescente proporzionalmenteMaggiorazione proporzionale alla fascia ISEE
    Oltre 45.574 euro (o senza ISEE)57 euro/mese (importo minimo)+91,42 euro/mese (importo standard)

    Per consultare la tua situazione aggiornata o verificare l’importo spettante, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per approfondire, leggi anche la nostra guida su Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati.

    Cosa fare se l’Assegno Unico non arriva a giugno

    Se entro il 22-23 giugno 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, verifica:

    1. ISEE scaduto: se non hai rinnovato la DSU entro il 31 gennaio 2026, potresti ricevere solo la quota minima (57 euro) o nulla
    2. IBAN non aggiornato: verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto accedendo a MyINPS
    3. Domanda in verifica: controlla lo stato della domanda nella sezione “Assegno Unico e Universale” su MyINPS
    4. Figlio uscito dai requisiti: se il figlio ha compiuto 21 anni, il diritto si estingue (salvo disabilità)
    5. Contatta il CAF: se non riesci a risolvere il problema autonomamente, rivolgiti a un CAF abilitato per assistenza

    Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026

    L’ADI – Assegno di Inclusione è la misura che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie con soggetti “fragili”: anziani over 60, disabili, minori a carico o persone in situazione di svantaggio inserite in programmi di cura. Si tratta di un sussidio economico mensile erogato tramite la Carta di Inclusione di Poste Italiane.

    A giugno 2026, la ricarica mensile dell’ADI avviene il 27 del mese. Poiché il 27 giugno 2026 cade di sabato, la ricarica viene anticipata al venerdì 26 giugno 2026. L’accredito sulla Carta di Inclusione avviene automaticamente senza necessità di recarsi agli sportelli.

    Chi riceve l’ADI a giugno 2026

    Hanno diritto all’ADI a giugno 2026 i nuclei familiari che:

    • Hanno almeno un componente over 60, disabile, minore o in situazione di fragilità certificata
    • Hanno un ISEE non superiore a 10.140 euro annui
    • Hanno un reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (9.360 euro se il nucleo comprende solo anziani over 67 o disabili gravi)
    • Hanno stipulato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) su INPS.it
    • Non hanno beneficiari con precedenti penali ostativi o veicoli di lusso intestati

    Importo ADI giugno 2026

    L’importo dell’ADI si compone di due parti:

    • Componente economica: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese) per nucleo familiare, ridotta del reddito familiare già percepito e moltiplicata per la scala di equivalenza ISEE
    • Componente affitto: ulteriori 3.360 euro annui (280 euro/mese) per chi vive in affitto con contratto di locazione registrato

    La formula di calcolo tiene conto della composizione del nucleo familiare tramite la scala di equivalenza: valore base 1 (nucleo di una persona), +0,4 per ogni ulteriore adulto, +0,15 per ogni bambino under 3, fino a un massimo di 2,2.

    Come verificare il saldo della Carta di Inclusione

    Per verificare se l’accredito ADI del mese di giugno è arrivato, puoi:

    1. Controllare il saldo all’ATM di Poste Italiane (senza commissioni)
    2. Accedere all’app BancoPosta o al sito poste.it con le credenziali Postepay
    3. Chiamare il numero verde Postepay: 800.00.33.22
    4. Verificare lo stato del pagamento tramite MyINPS → “Assegno di Inclusione” → “Situazione pagamenti”

    Se il saldo non risulta aggiornato dopo il 28-29 giugno 2026, contatta il tuo patronato di fiducia o il numero verde INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).

    Quando arriva la NASpI a giugno 2026

    La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. A differenza dell’Assegno Unico e dell’ADI, il pagamento NASpI non ha una data fissa mensile: dipende dalla data di presentazione della domanda e dal ciclo elaborativo INPS.

    Come funziona il pagamento NASpI

    Il pagamento NASpI avviene tipicamente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per la prima mensilità. Successivamente, il pagamento è mensile e viene accreditato generalmente nella seconda e terza settimana del mese successivo a quello di competenza. Per la competenza di maggio 2026, l’accredito avviene in genere tra l’8 e il 20 giugno 2026.

    Chi riceve la NASpI a giugno 2026

    • Lavoratori dipendenti con contratto cessato involontariamente (licenziamento, fine contratto a termine, risoluzione consensuale in conciliazione)
    • Lavoratori con dimissioni per giusta causa
    • Chi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
    • Chi ha almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi
    • Beneficiari con domanda accettata e in corso di erogazione

    Importo NASpI 2026 e decalage

    La NASpI 2026 viene calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni diviso il numero di settimane coperte, moltiplicato per 4,33. L’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile se questa è inferiore alla soglia INPS vigente (per il 2026: 1.480,30 euro). Per importi superiori si aggiunge il 25% sulla parte eccedente tale soglia, fino al massimale mensile di 1.575,42 euro.

    A partire dal settimo mese di percezione (cioè dopo i primi 6 mesi interi), scatta il decalage: la NASpI si riduce del 3% al mese. Chi ha iniziato a percepire la NASpI a dicembre 2025 o prima vedrà quindi a giugno 2026 una riduzione in corso o imminente.

    Mese di competenzaRiduzione (decalage)Esempio: NASpI iniziale 1.000 euro
    Mesi 1-60%1.000 euro
    Mese 7-3%970 euro
    Mese 8-6%940 euro
    Mese 9-9%910 euro
    Mese 10-12%880 euro
    Mese 11-15%850 euro
    Mese 12-18%820 euro

    Come verificare lo stato del pagamento NASpI

    Per controllare la situazione della tua NASpI e verificare il pagamento di giugno:

    1. Accedi a MyINPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Vai su “Lavoro” → “NASpI” → “Situazione pagamenti”
    3. Verifica che l’IBAN comunicato sia corretto (in caso contrario aggiornalo tempestivamente)
    4. Controlla che tu abbia rispettato gli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio, corsi di formazione)

    Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento

    Le pensioni INPS di giugno 2026 vengono accreditate a partire dal 1° giugno 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Per i pensionati che riscuotono in contanti agli uffici postali, il pagamento è scaglionato per lettera del cognome, al fine di evitare affollamento:

    Lettere cognomeData pagamento allo sportello postale
    A – BLunedì 2 giugno 2026
    C – DMartedì 3 giugno 2026
    E – KMercoledì 4 giugno 2026
    L – OGiovedì 5 giugno 2026
    P – RVenerdì 6 giugno 2026
    S – ZLunedì 9 giugno 2026

    I pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale ricevono l’accredito direttamente il 1° giugno 2026 (o entro il 2-3 giugno in base ai tempi interbancari). Per consultare il cedolino pensione e verificare importo e competenza di giugno, leggi la nostra guida su Cedolino Pensione Giugno 2026: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo.

    Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica

    Il portale MyINPS (inps.it) è lo strumento principale per monitorare tutti i pagamenti INPS. Ecco come accedervi e cosa trovare:

    Accesso a MyINPS

    1. Vai su inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”
    2. Scegli la modalità di autenticazione: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    3. Una volta autenticato, accedi all’area “I tuoi servizi”
    4. Seleziona la prestazione che vuoi verificare (Assegno Unico, ADI, NASpI, Pensione)

    Sezioni da consultare per ogni prestazione

    PrestazionePercorso MyINPS
    Assegno UnicoFamiglia → Assegno Unico e Universale → Situazione pagamenti
    ADISostegno reddito → Assegno di Inclusione → Situazione pagamenti
    NASpILavoro → NASpI → Situazione pagamenti
    PensionePensione e Previdenza → Cedolino pensione

    App INPS Mobile

    L’INPS mette a disposizione anche l’App INPS Mobile (disponibile su App Store e Google Play), che consente di consultare i pagamenti, le domande in corso e le comunicazioni dell’Istituto direttamente da smartphone. L’accesso avviene sempre tramite SPID o CIE.

    Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026

    Se il pagamento INPS atteso non arriva entro i termini previsti, ecco le azioni da intraprendere in ordine di priorità:

    1. Verifica la situazione su MyINPS

    Prima di contattare l’INPS, controlla su MyINPS se la prestazione risulta “in elaborazione” o “sospesa”. L’Istituto comunica eventuali blocchi o anomalie direttamente nella sezione dedicata alla prestazione.

    2. Controlla l’IBAN comunicato

    Un IBAN errato o non aggiornato è la causa più comune di mancato pagamento. Verifica che l’IBAN presente nella tua domanda sia corretto. Per aggiornarlo, accedi a MyINPS e modificalo nella sezione specifica della prestazione, oppure rivolgiti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica con delega.

    3. Controlla ISEE e requisiti

    Per l’Assegno Unico: un ISEE scaduto o non aggiornato può ridurre o azzerare il pagamento. Per l’ADI: un cambiamento nella composizione del nucleo familiare o nel reddito può modificare l’importo spettante. Per la NASpI: il mancato rispetto degli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio) può causare la sospensione del pagamento.

    4. Contatta l’INPS

    Se dopo le verifiche il problema persiste, contatta l’INPS attraverso i seguenti canali:

    • Numero verde INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164164 (da cellulare, a pagamento)
    • Sportello online: tramite MyINPS puoi inviare una comunicazione diretta al tuo sportello di competenza
    • Sede INPS territoriale: prenota un appuntamento allo sportello fisico tramite il portale INPS
    • CAF e patronato: per assistenza completa nella gestione delle pratiche INPS

    Per un confronto aggiornato su tutti i pagamenti INPS previsti in questo periodo, consulta anche il nostro articolo su Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI.

    Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026

    Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da due distinte misure:

    • ADI (Assegno di Inclusione): per famiglie con soggetti fragili (over 60, disabili, minori, persone in percorsi di cura). Erogato tramite Carta di Inclusione. Ricarica il 27 del mese (o giorno lavorativo precedente se festivo).
    • SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): per persone tra 18 e 59 anni occupabili, prive di soggetti fragili nel nucleo. Importo fisso di 350 euro/mese per massimo 12 mesi. Erogato tramite bonifico bancario.

    Il SFL viene erogato solo a seguito di un percorso formativo o di politica attiva del lavoro avviato presso il proprio Centro per l’Impiego. Per giugno 2026, il pagamento SFL avviene dopo la validazione delle presenze nel percorso formativo, solitamente a fine mese.

    Per capire se hai diritto all’ADI o al SFL, o per verificare lo stato della tua domanda, puoi consultare il nostro aggiornamento sui pagamenti INPS di fine maggio 2026 oppure contattare direttamente il CAF Centro Fiscale di Udine.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo

    Ecco il riepilogo in un’unica tabella di tutte le principali date di pagamento INPS per giugno 2026:

    DataPrestazione INPSDestinatari
    1-3 giugno 2026Pensioni (accredito bancario/postale e sportello)Pensionati
    Dal 15 giugno 2026NASpI (competenza maggio 2026)Disoccupati con NASpI attiva
    17-20 giugno 2026Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anni
    26 giugno 2026ADI – Assegno di Inclusione (anticipo da sabato 27)Nuclei con soggetti fragili
    Fine meseSFL – Supporto Formazione e LavoroOccupabili in percorsi formativi

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    Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

    Qual è la data precisa del pagamento dell’Assegno Unico a giugno 2026?

    L’Assegno Unico viene accreditato dall’INPS tra il 17 e il 20 giugno 2026 per i beneficiari già con domanda attiva e IBAN comunicato. I nuovi beneficiari o chi ha aggiornato il proprio IBAN di recente potrebbe ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.

    L’ADI viene pagato sempre il 27 del mese?

    Sì, l’ADI viene ricaricato sulla Carta di Inclusione tipicamente il 27 di ogni mese. Se il 27 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente. A giugno 2026, il 27 cade di sabato, quindi la ricarica è anticipata al venerdì 26 giugno 2026.

    Quando arriva la NASpI se ho fatto domanda di recente?

    Per chi ha presentato la domanda NASpI nelle ultime settimane, il primo pagamento arriva entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda, una volta completate le verifiche INPS. I pagamenti successivi vengono accreditati mensilmente, generalmente nella seconda-terza settimana del mese successivo a quello di competenza.

    Posso ricevere sia l’Assegno Unico che la NASpI nello stesso mese?

    Sì, le due prestazioni sono cumulabili. L’Assegno Unico spetta in quanto genitore con figli a carico, indipendentemente dallo stato occupazionale. La NASpI spetta in quanto lavoratore disoccupato. Non ci sono incompatibilità tra le due misure.

    Come cambio l’IBAN per il pagamento INPS?

    Per aggiornare l’IBAN associato a una prestazione INPS, accedi a MyINPS e vai nella sezione specifica della prestazione (es. Assegno Unico, NASpI). Nella scheda della domanda troverai l’opzione per modificare i dati bancari. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica per tuo conto con delega.

    Cosa succede all’Assegno Unico se non rinnovo l’ISEE?

    Se non hai rinnovato la DSU per l’anno 2026, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico alla quota minima di 57 euro per figlio, senza tener conto della situazione economica effettiva del nucleo. Per recuperare l’importo pieno o gli eventuali arretrati, devi presentare la DSU entro il 30 giugno 2026 e richiedere il ricalcolo retroattivo a partire da marzo 2026.

    Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-05-31 17:41:46Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI
    ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, MATERNITA', PATRONATO

    Tabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e Novità

    Le tabelle ANF INPS 2026 rappresentano lo strumento ufficiale per calcolare l’assegno per il nucleo familiare spettante a categorie specifiche di lavoratori e pensionati nel periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027. Anche se l’Assegno Unico Universale ha assorbito dal marzo 2022 la quota destinata ai figli minori, l’ANF continua a esistere ed essere erogato per nuclei familiari particolari, come pensionati senza figli minori, lavoratori domestici, percettori di NASpI e nuclei con persone inabili a carico.

    In questa guida completa analizziamo tutto ciò che c’è da sapere sulle tabelle ANF INPS 2026: chi ha ancora diritto all’assegno, come si calcola, quali sono le fasce di reddito aggiornate, le novità della rivalutazione ISTAT per il biennio 2026/2027, le scadenze per la presentazione della domanda e gli errori più comuni da evitare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella compilazione del modello ANF-DIP e nella richiesta diretta a INPS, sia in ufficio che online.

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    Indice dei contenuti

    1. Che cos’è l’ANF e come funziona nel 2026
    2. Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026
    3. Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027
    4. Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importi
    5. Fasce di reddito e tipologia di nucleo familiare
    6. Novità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTAT
    7. Come fare domanda di ANF nel 2026
    8. Scadenze ANF 2026 e arretrati
    9. Errori comuni e controlli INPS
    10. ANF vs Assegno Unico Universale: differenze
    11. Domande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026

    Che cos’è l’ANF e come funziona nel 2026

    L’assegno per il nucleo familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e di altre categorie specifiche, il cui importo dipende dal numero dei componenti del nucleo e dal reddito complessivo familiare. La normativa di riferimento è la Legge n. 153 del 13 maggio 1988, che ha istituito l’assegno superando i precedenti assegni familiari erogati come integrazione salariale.

    Nel 2026 le tabelle ANF INPS 2026 mantengono la struttura storica articolata su fasce di reddito crescenti, con importi mensili decrescenti man mano che il reddito del nucleo familiare aumenta. Ogni anno l’INPS pubblica le tabelle aggiornate con apposita circolare, applicando la rivalutazione ISTAT sui livelli reddituali. Le nuove tabelle valgono per dodici mesi, dal 1° luglio dell’anno di pubblicazione al 30 giugno dell’anno successivo. È quindi corretto parlare di tabelle ANF 2026/2027 per indicare il periodo che inizia il 1° luglio 2026 e termina il 30 giugno 2027.

    L’importo dell’ANF non è uguale per tutti i nuclei: dipende da una combinazione di fattori che includono il numero dei componenti del nucleo, la presenza di figli minori, la presenza di soggetti inabili, la condizione di nucleo monoparentale e, naturalmente, il reddito complessivo familiare riferito all’anno precedente. Ad esempio, le tabelle ANF in vigore dal 1° luglio 2026 utilizzeranno i redditi del 2025 per il calcolo.

    Chi ha ancora diritto alle tabelle ANF INPS 2026

    Dal 1° marzo 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli a carico previsto dal D.Lgs. 230/2021, l’ANF è stato sostituito limitatamente alla quota relativa ai figli minori di 21 anni. Tuttavia l’assegno per il nucleo familiare non è scomparso del tutto: continua a essere riconosciuto per composizioni del nucleo che non rientrano nell’Assegno Unico, e per le quali le tabelle ANF INPS 2026 restano lo strumento di riferimento per il calcolo degli importi spettanti.

    Hanno diritto all’ANF 2026 i nuclei familiari composti da:

    • Coniuge non legalmente ed effettivamente separato (anche se di sesso opposto del richiedente)
    • Fratelli, sorelle e nipoti minori del richiedente, in via di principio orfani di entrambi i genitori e non titolari di pensione ai superstiti
    • Figli maggiorenni inabili, qualora si verifichino determinate condizioni di assenza di altro nucleo di riferimento
    • Componenti inabili (coniuge, fratelli, nipoti) per i quali è prevista una maggiorazione dell’importo

    Le categorie di beneficiari che possono richiedere le tabelle ANF INPS 2026 sono in particolare i lavoratori dipendenti del settore privato (per i nuclei con componenti che non rientrano nell’Assegno Unico), i pensionati da lavoro dipendente, i lavoratori domestici (colf e badanti), i lavoratori agricoli OTI e OTD, i percettori di prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI, la DIS-COLL e la mobilità, i lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, e i lavoratori in malattia, maternità, congedo o donazione sangue/midollo.

    Per le famiglie con figli minori di 21 anni a carico, la prestazione spettante non è più l’ANF ma l’Assegno Unico Universale, che è universale, non vincolato alla categoria lavorativa del genitore e calcolato in base all’ISEE. Per gestire correttamente la propria posizione, il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la composizione del nucleo e indica con chiarezza quale prestazione spetta, evitando sovrapposizioni e contestazioni INPS.

    Periodo di validità delle tabelle ANF 2026/2027

    La caratteristica forse meno conosciuta delle tabelle ANF INPS 2026 è il loro periodo di validità “sfasato” rispetto all’anno solare. Le tabelle ANF non seguono il calendario dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) ma uno schema “annualità ANF” che corre da luglio a giugno dell’anno successivo. Le tabelle pubblicate nel 2026 valgono quindi per il periodo che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, motivo per cui si parla correttamente di “tabelle ANF 2026/2027”.

    Questa scelta normativa ha una logica precisa: ogni anno, alla scadenza del 30 giugno, il decreto interministeriale Lavoro/Economia recepisce la rivalutazione ISTAT applicata ai livelli di reddito che determinano le fasce ANF. La nuova tabella diventa così operativa dal 1° luglio successivo. Il reddito di riferimento per il calcolo dell’ANF nel periodo 2026/2027 è quello complessivo del nucleo familiare riferito all’anno solare 2025, dichiarato nel modello 730 o Redditi 2026.

    È importante non confondere il periodo di competenza ANF con altri periodi di riferimento: il 2026 nelle tabelle ANF significa “tabelle in vigore dal 1° luglio 2026”. Chi richiede l’assegno per il periodo precedente, ovvero dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, deve invece fare riferimento alle tabelle ANF 2025/2026. Capire questo meccanismo evita richieste errate e respingimenti da parte dell’INPS.

    Come si calcola l’ANF: reddito, composizione, importi

    Il calcolo dell’assegno per il nucleo familiare 2026 si basa su tre elementi fondamentali: il reddito complessivo del nucleo nell’anno precedente, la tipologia di nucleo familiare e il numero dei componenti che ne fanno parte. L’INPS pubblica annualmente le tabelle ANF articolate in 21 tipologie di nucleo, ognuna con la propria scala di fasce di reddito e relativi importi mensili dell’assegno.

    Il reddito di riferimento per le tabelle ANF INPS 2026 è dato dalla somma di:

    • Redditi assoggettati a IRPEF al netto dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori
    • Redditi esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, se superiori a 1.032,91 euro
    • Trattamenti di famiglia percepiti durante l’anno (escluso il valore dell’ANF stesso)

    Per avere diritto all’ANF, la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni previdenziali assimilate deve costituire almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare. Si tratta di una condizione importante: serve a indirizzare l’assegno verso famiglie che traggono il proprio sostentamento prevalentemente da lavoro dipendente o pensione, e non da redditi di altra natura (per esempio rendite o redditi d’impresa). Il CAF Centro Fiscale verifica preventivamente questo requisito sui documenti reddituali del nucleo, evitando spiacevoli sorprese in fase di erogazione.

    Una volta determinati reddito complessivo e tipologia di nucleo, si individua nella tabella ANF la fascia di reddito corrispondente e si legge l’importo mensile spettante. L’importo è erogato direttamente dal datore di lavoro in busta paga (per i dipendenti del settore privato), dall’INPS direttamente per pensionati, lavoratori domestici, percettori NASpI e altre categorie particolari. Le tabelle ANF INPS 2026 indicano l’importo per ciascuna combinazione possibile di nucleo e fascia di reddito.

    Fasce di reddito e tipologia di nucleo familiare

    Le tabelle ANF INPS 2026 sono organizzate in 21 tabelle distinte (numerate dalla 11 alla 21 e dalla 11A alla 20A per i nuclei con inabili), ognuna corrispondente a una specifica tipologia di nucleo familiare. Le principali tipologie sono:

    • Tabella 11: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore in cui non sussistano situazioni di inabilità (tipologia standard di riferimento)
    • Tabella 12: nuclei monoparentali con figli minori e senza componenti inabili
    • Tabella 13: nuclei senza figli con coniuge a carico (solo coniuge), tipica dei pensionati
    • Tabella 14: nuclei composti dal solo richiedente e da fratelli, sorelle o nipoti orfani minori
    • Tabelle 19-20: nuclei con presenza di soggetti inabili (importi maggiorati)
    • Tabelle 21 e 21A: nuclei orfanili (i due o più orfani diventano richiedenti tra loro)

    Ogni tabella presenta fasce di reddito che partono da circa 15.000 euro di reddito annuo complessivo e arrivano fino a oltre 80.000 euro per nuclei numerosi. Più il numero dei componenti aumenta, più la soglia massima di reddito oltre la quale non spetta l’assegno si alza. L’importo mensile dell’ANF oscilla, in linea generale, da pochi euro nelle fasce di reddito più alte ad alcune centinaia di euro mensili per nuclei numerosi con redditi bassi. Gli importi precisi per il periodo 2026/2027 sono fissati dalla circolare INPS che annualmente recepisce il decreto interministeriale Lavoro-Economia di rivalutazione.

    Per fare un esempio pratico: un nucleo familiare composto da pensionato, coniuge a carico e un figlio inabile maggiorenne, con reddito complessivo familiare di 25.000 euro annui, rientrerà in una tabella con maggiorazione per inabilità. L’importo mensile dell’ANF sarà significativamente più alto rispetto allo stesso nucleo senza inabili. Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce l’identificazione corretta della tabella applicabile e l’individuazione esatta della fascia di reddito, evitando di richiedere importi inferiori o superiori a quelli effettivamente spettanti.

    Novità ANF 2026/2027 e rivalutazione ISTAT

    La novità principale delle tabelle ANF INPS 2026 per il biennio 2026/2027 è la consueta rivalutazione ISTAT annuale dei livelli reddituali, che adegua le soglie di reddito all’andamento dell’inflazione. La rivalutazione è prevista dall’art. 2, comma 12, della Legge 153/1988, e si applica utilizzando l’indice ISTAT FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) rilevato nell’anno precedente.

    Per il periodo 2026/2027, la rivalutazione applicata risulta dal dato ISTAT relativo all’anno 2025: i livelli di reddito delle tabelle ANF salgono in proporzione, consentendo a un numero potenzialmente maggiore di nuclei di rientrare nelle fasce con importo più alto rispetto all’anno precedente. La circolare INPS annuale che ufficializza le tabelle viene pubblicata, di norma, a ridosso del 1° luglio. Tutti i datori di lavoro e gli enti previdenziali devono adeguare i pagamenti dal mese di luglio successivo, anche su istanze ANF già attive.

    Un altro elemento rilevante per il 2026 è il consolidamento del rapporto tra ANF e Assegno Unico Universale: i due strumenti coesistono ma su perimetri distinti. Le famiglie con figli minori ricevono l’Assegno Unico Universale, mentre i nuclei senza figli minori o con componenti inabili ricevono l’ANF. Il CAF Centro Fiscale aggiorna ogni anno la guida ai propri clienti e verifica nucleo per nucleo quali prestazioni richiedere e con quali tempistiche.

    Come fare domanda di ANF nel 2026

    La domanda di assegno per il nucleo familiare 2026 deve essere presentata all’INPS, attraverso un percorso che cambia a seconda della categoria di richiedente. La procedura non è banale: richiede la corretta individuazione della tipologia di nucleo, la raccolta dei documenti reddituali, l’eventuale autorizzazione preventiva (necessaria quando vi sono nel nucleo persone con redditi propri o quando il richiedente è separato/divorziato) e la presentazione nei tempi previsti.

    Le tipologie di domanda ANF principali sono:

    • ANF-DIP per lavoratori dipendenti privati: la richiesta si presenta a INPS e l’esito viene comunicato al datore di lavoro per l’erogazione in busta paga
    • ANF per lavoratori domestici: viene erogata direttamente da INPS con accredito su IBAN
    • ANF per pensionati: erogata insieme alla rata di pensione
    • ANF per percettori di NASpI, mobilità o disoccupazione agricola: erogata da INPS con la prestazione di sostegno al reddito
    • ANF lavoratori agricoli OTI/OTD: con specifico modulo SR16 o tramite la sede INPS

    La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare la pratica o causare la decadenza dell’assegno. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta documenti alla compilazione del modello ANF-DIP, alla presentazione della domanda a INPS, alla gestione dell’eventuale autorizzazione necessaria. Affidarsi ai nostri esperti significa avere la certezza che le tabelle ANF INPS 2026 vengano applicate correttamente al tuo caso specifico, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

    Scadenze ANF 2026 e arretrati

    Una caratteristica fondamentale dell’assegno per il nucleo familiare è la possibilità di richiederlo retroattivamente fino a cinque anni indietro, in base alla regola generale di prescrizione delle prestazioni previdenziali. Significa che, ad esempio, nel 2026 è ancora possibile presentare domanda di ANF arretrati per il periodo a partire dal 2021/2022, purché si dimostri il diritto all’assegno in quegli anni e si rispetti il periodo di prescrizione.

    Per il periodo 2026/2027 valgono le seguenti scadenze e regole:

    • La domanda ANF 2026/2027 può essere presentata dal 1° luglio 2026 e copre il periodo fino al 30 giugno 2027
    • Per le domande relative al periodo precedente (2025/2026), il termine ultimo per gli arretrati è la data di prescrizione quinquennale
    • L’autorizzazione INPS (mod. ANF/43), quando necessaria, va richiesta prima della presentazione della domanda
    • Per i nuclei con variazioni in corso d’anno (nascita, separazione, decesso) la comunicazione va fatta tempestivamente per evitare indebiti

    Molti contribuenti scoprono solo a distanza di tempo di aver avuto diritto all’ANF in anni passati. Il CAF Centro Fiscale esegue un’analisi storica della posizione del nucleo familiare e, dove possibile, attiva il recupero degli arretrati ANF degli ultimi cinque anni, sia per dipendenti che per pensionati o lavoratori domestici. Si tratta di importi che possono raggiungere alcune migliaia di euro per nuclei numerosi.

    Errori comuni e controlli INPS

    Gli errori più frequenti che bloccano il riconoscimento dell’ANF 2026 o portano a richieste di restituzione da parte dell’INPS riguardano principalmente la composizione del nucleo, il calcolo dei redditi e l’individuazione della tabella applicabile. È bene quindi tenere presente alcuni aspetti critici per evitare contestazioni.

    I controlli INPS si concentrano in particolare su:

    • Verifica della natura prevalente dei redditi (almeno il 70% da lavoro dipendente, pensione o prestazioni assimilate)
    • Coerenza tra reddito dichiarato e 730/Redditi PF del nucleo
    • Composizione del nucleo all’1° luglio dell’anno di riferimento
    • Esclusione corretta dei componenti che non rientrano nel diritto (es. figli minori rientranti in Assegno Unico)
    • Presenza dell’autorizzazione quando richiesta

    Quando INPS rileva difformità tra quanto erogato e quanto effettivamente dovuto, può emettere un provvedimento di indebito e richiedere la restituzione delle somme con eventuali interessi. La gestione di un indebito ANF è complessa e richiede esperienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche in caso di contenzioso con INPS, predisponendo memorie e ricorsi e gestendo il rapporto con l’ente previdenziale fino alla risoluzione.

    ANF vs Assegno Unico Universale: differenze

    Confondere ANF e Assegno Unico Universale è uno degli errori più comuni dopo la riforma del 2022. Le tabelle ANF INPS 2026 e gli importi dell’Assegno Unico Universale obbediscono a logiche di calcolo molto diverse e si applicano a perimetri di nuclei diversi. Comprendere bene la distinzione è fondamentale per richiedere correttamente entrambe le prestazioni quando spettano.

    Le principali differenze possono essere riassunte così:

    • Reddito di riferimento: ANF utilizza il reddito complessivo del nucleo, mentre l’Assegno Unico Universale si basa sull’ISEE
    • Perimetro: l’assegno unico è per figli minori di 21 anni; l’ANF è per coniuge, fratelli/sorelle/nipoti orfani minori, inabili
    • Universalità: l’Assegno Unico è universale (spetta a tutti i nuclei con figli minori); l’ANF è limitato a categorie specifiche di lavoratori e pensionati
    • Modalità di calcolo: per l’Assegno Unico la maggiorazione è graduale; per l’ANF si applicano tabelle a fasce di reddito
    • Periodicità: Assegno Unico annuo (con domanda valida tutto l’anno solare), ANF da luglio a giugno

    Per il calcolo dell’Assegno Unico Universale è necessario presentare l’ISEE aggiornato, mentre per l’ANF servono i documenti reddituali del nucleo (730, CU, Redditi PF) dell’anno precedente. Spesso le due prestazioni si sommano per uno stesso nucleo familiare, perché destinate a componenti diversi del medesimo nucleo. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce entrambe le pratiche, garantendo coerenza tra le dichiarazioni e ottimizzazione di quanto spettante.

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    Domande frequenti sulle tabelle ANF INPS 2026

    Quando vengono pubblicate le tabelle ANF 2026/2027?

    Le tabelle ANF INPS 2026 per il periodo 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027 vengono pubblicate dall’INPS con apposita circolare annuale, di norma a ridosso del 1° luglio. La circolare recepisce il decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che fissa la rivalutazione ISTAT applicabile per il nuovo periodo. Il CAF Centro Fiscale comunica sempre tempestivamente ai propri clienti l’avvenuta pubblicazione e le eventuali variazioni rispetto alle tabelle dell’anno precedente.

    Posso richiedere ANF e Assegno Unico Universale contemporaneamente?

    Sì, è possibile e in molti casi opportuno. ANF e Assegno Unico hanno perimetri di nucleo diversi: l’Assegno Unico copre i figli minori di 21 anni, mentre l’ANF copre il coniuge, i fratelli/sorelle/nipoti orfani minori e i componenti inabili. Un nucleo con figli minori e coniuge a carico può ricevere entrambe le prestazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica per attivare tutte le prestazioni dovute, in ufficio o online.

    Quali redditi vanno dichiarati per le tabelle ANF 2026?

    Vanno dichiarati tutti i redditi del nucleo familiare riferiti all’anno solare precedente: redditi da lavoro dipendente, pensione, redditi assoggettati a IRPEF, redditi esenti se superiori a 1.032,91 euro, trattamenti di famiglia. Per richiedere l’ANF 2026/2027 (validità 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027) si utilizzano i redditi dell’anno solare 2025, come risultanti dal 730 o dal modello Redditi PF.

    Posso richiedere gli arretrati ANF degli anni passati?

    Sì, è possibile richiedere gli arretrati ANF fino a cinque anni indietro, secondo la regola di prescrizione quinquennale delle prestazioni previdenziali. Significa che nel 2026 si possono ancora recuperare gli arretrati a partire dal periodo 2021/2022, se sussistevano i requisiti. Si tratta di importi che possono superare diverse migliaia di euro per nuclei numerosi. Il CAF Centro Fiscale verifica gratuitamente la posizione storica del nucleo familiare e attiva il recupero degli arretrati.

    L’ANF spetta anche ai lavoratori domestici (colf e badanti)?

    Sì, l’ANF per lavoratori domestici è una delle categorie ancora pienamente attive. Colf e badanti che hanno coniuge a carico, fratelli/sorelle/nipoti minori orfani o componenti inabili nel proprio nucleo possono richiedere l’assegno applicando le tabelle ANF INPS 2026. L’importo viene accreditato direttamente da INPS sull’IBAN del lavoratore. Il CAF Centro Fiscale gestisce annualmente decine di pratiche per colf e badanti in tutta Italia, sia in ufficio a Udine che online.

    Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale per le tabelle ANF 2026

    Le tabelle ANF INPS 2026 restano uno strumento fondamentale per il sostegno economico a nuclei familiari di pensionati, lavoratori domestici, percettori di NASpI, lavoratori agricoli e tutte le altre categorie ancora coperte dall’assegno per il nucleo familiare dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Conoscere le fasce di reddito, le tipologie di nucleo, le scadenze e le modalità di domanda è essenziale per ottenere correttamente l’assegno spettante e non lasciare sul tavolo importi che spettano di diritto.

    Hai bisogno di assistenza per le tabelle ANF INPS 2026, per la domanda di assegno per il nucleo familiare o per recuperare gli arretrati degli anni passati? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri esperti ti guidano dalla raccolta documenti fino all’invio della pratica a INPS, garantendo il corretto inquadramento del tuo nucleo e l’individuazione precisa della tabella applicabile. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

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    Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/ANF-INPS-ASSEGNI-FAMILIARI.jpg 960 1280 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 17:08:382026-05-31 17:11:26Tabelle ANF INPS 2026/2027: Importi, Fasce di Reddito e Novità
    BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

    Bonus centri estivi 2026: al via il Fondo nazionale da 60 milioni, come chiedere il contributo

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus centri estivi 2026 rappresenta una delle misure di sostegno più attese dalle famiglie italiane con figli minori. Con la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il Governo ha reso strutturale il Fondo nazionale per le attività socio-educative a favore dei minori, stanziando 60 milioni di euro annui a partire dal 2026. Si tratta di una novità importante: fino allo scorso anno, infatti, il finanziamento veniva rinnovato di anno in anno, mentre ora le famiglie e i Comuni possono contare su una risorsa certa e ricorrente.

    Ma come funziona esattamente il bonus centri estivi 2026? Chi può richiederlo? Quanto vale il contributo e quali sono le soglie ISEE da rispettare? In questa guida completa, redatta dal team del CAF Centro Fiscale di Udine, ti spieghiamo passo passo tutto quello che c’è da sapere: dalla normativa di riferimento alle modalità di domanda, dai documenti necessari ai tempi di erogazione. Troverai anche una tabella riassuntiva con le fasce ISEE e gli importi indicativi, esempi pratici di calcolo e una sezione FAQ con le risposte alle domande più frequenti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Fondo nazionale centri estivi 2026
    2. Chi sono i beneficiari del bonus centri estivi 2026
    3. Importo del contributo e fasce ISEE
    4. Come e quando fare domanda per il bonus centri estivi 2026
    5. Documenti necessari per il bonus centri estivi 2026
    6. Tempistiche di pagamento e modalità di erogazione
    7. Cumulabilità con altri bonus famiglia
    8. Cosa fare se la domanda viene respinta
    9. Esempi pratici di calcolo del bonus
    10. Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti
    11. Domande frequenti sul bonus centri estivi 2026

    Cos’è il Fondo nazionale centri estivi 2026

    Il Fondo nazionale centri estivi 2026 è uno strumento di finanziamento pubblico istituito per sostenere le famiglie italiane nelle spese legate alla frequenza dei centri estivi e dei servizi socio-educativi territoriali destinati ai minori. L’obiettivo è duplice: da un lato aiutare i genitori a conciliare lavoro e cura dei figli durante i mesi di chiusura delle scuole, dall’altro potenziare i servizi educativi e ricreativi erogati dai Comuni nel periodo estivo.

    La fonte normativa principale è la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), che ha stabilizzato il Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. È una svolta significativa: il fondo, nato durante l’emergenza Covid, era stato rifinanziato di anno in anno con cifre variabili. Adesso diventa strutturale, garantendo certezza e continuità ai Comuni e alle famiglie.

    Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026

    Con il decreto interministeriale del 7 maggio 2026, firmato dall’Autorità politica delegata per le politiche della famiglia di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sono stati definiti i criteri di riparto delle risorse e le modalità di monitoraggio e recupero in caso di mancata o inadeguata realizzazione degli interventi. Si tratta del provvedimento attuativo che ha messo concretamente in moto la macchina amministrativa del bonus centri estivi 2026.

    Come vengono distribuite le risorse

    Dei 60 milioni di euro complessivi, 59,4 milioni sono destinati direttamente ai Comuni italiani (escluse le Province autonome di Trento e Bolzano, che gestiscono autonomamente le risorse per la famiglia). La quota residua (circa 600.000 euro) è riservata al Dipartimento per le politiche della famiglia per le attività di monitoraggio e controllo. La ripartizione tra i Comuni avviene principalmente in base alla popolazione minorile residente, con eventuali correttivi territoriali.

    Le risorse del bonus centri estivi 2026 dovranno essere utilizzate per finanziare progetti da realizzare necessariamente tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026. Questo significa che il contributo non copre solo i classici centri estivi di luglio e agosto, ma anche servizi socio-educativi territoriali, centri ricreativi e attività doposcuola erogate fino a fine anno.

    Chi sono i beneficiari del bonus centri estivi 2026

    Il bonus centri estivi 2026 è destinato in via indiretta alle famiglie con figli minori: il Fondo nazionale finanzia infatti i Comuni, che a loro volta erogano contributi, voucher o riduzioni di retta alle famiglie residenti. La fascia di età tipicamente coperta va dai 3 ai 14 anni, ma può variare leggermente in base ai bandi comunali (alcuni Comuni estendono fino ai 17 anni per attività rivolte agli adolescenti).

    I requisiti generali per accedere al bonus centri estivi 2026 sono i seguenti:

    • Avere uno o più figli minorenni a carico nella fascia di età prevista dal bando comunale (in genere 3-14 anni)
    • Essere residenti nel Comune che ha aderito al Fondo nazionale e pubblicato il proprio bando
    • Disporre di un ISEE in corso di validità entro la soglia massima stabilita dal Comune
    • Iscrivere il minore presso un centro estivo accreditato dal Comune o presso una struttura riconosciuta
    • Sostenere effettivamente la spesa di iscrizione e conservare le ricevute di pagamento

    È importante sottolineare che ogni Comune definisce in autonomia i requisiti specifici, le modalità di erogazione del contributo e le scadenze. Per questo motivo è fondamentale consultare il bando del proprio Comune di residenza e, in caso di dubbi, rivolgersi a un CAF per un’assistenza personalizzata. Per il calcolo dell’ISEE aggiornato il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo, disponibile sia in ufficio che online.

    Le soglie ISEE indicative

    Le soglie ISEE variano sensibilmente da Comune a Comune e da Regione a Regione. In linea generale, i bandi regionali tendono a coprire famiglie con ISEE fino a 30.000 o 35.000 euro, mentre alcuni bandi locali fissano limiti più restrittivi. Ad esempio, in Emilia-Romagna la soglia è fissata a 26.000 euro, mentre in altre Regioni può salire fino a 35.000 euro. Per il bonus INPS centri estivi, qualora venga riproposto nel 2026, l’accesso è in genere consentito anche a fasce ISEE più alte, ma con percentuali di rimborso decrescenti.

    Importo del contributo e fasce ISEE

    L’importo del bonus centri estivi 2026 dipende da tre fattori: la fascia ISEE del nucleo familiare, il numero di settimane di iscrizione al centro estivo e il costo effettivo della retta. Il contributo può essere erogato in diverse forme: rimborso diretto alla famiglia (modello INPS), voucher spendibile presso le strutture convenzionate, oppure riduzione della retta applicata direttamente dal centro estivo o dal Comune.

    Prendendo come riferimento il modello del bonus INPS applicato nel 2025 (e che dovrebbe essere riproposto con criteri simili nel 2026), il contributo massimo è pari a 100 euro a settimana, per un periodo da 1 a 4 settimane anche non consecutive, per un valore complessivo fino a 400 euro per figlio. Il rimborso viene calcolato sul costo più basso tra la retta effettivamente pagata e il tetto massimo previsto, applicando una percentuale variabile in base all’ISEE.

    Tabella riassuntiva fasce ISEE e contributo

    Fascia ISEEPercentuale di rimborsoImporto massimo settimanaleMassimo per 4 settimane
    Fino a 8.000 euro100%100 euro400 euro
    8.001 – 16.000 euro95%95 euro380 euro
    16.001 – 24.000 euro90%90 euro360 euro
    24.001 – 32.000 euro85%85 euro340 euro
    32.001 – 56.000 euro80%80 euro320 euro
    Oltre 56.000 euro o DSU mancante50%50 euro200 euro

    Tabella indicativa basata sul bando INPS 2025. Gli importi per il 2026 saranno definiti con il bando ufficiale; i bandi comunali possono prevedere criteri differenti.

    Va precisato che le percentuali e gli importi indicati sopra sono orientativi e fanno riferimento al modello del bonus INPS 2025. I bandi comunali finanziati con il Fondo nazionale centri estivi 2026 possono prevedere meccanismi differenti: alcuni Comuni applicano una quota fissa in base alla fascia ISEE (ad esempio 200 euro per fascia bassa, 100 euro per fascia media), altri preferiscono il sistema percentuale, altri ancora erogano voucher spendibili presso strutture accreditate.

    Come e quando fare domanda per il bonus centri estivi 2026

    La procedura per ottenere il bonus centri estivi 2026 si articola in due fasi distinte. Nella prima fase, sono i Comuni a manifestare la propria adesione al Fondo nazionale presentando una dichiarazione al Dipartimento per le politiche della famiglia. Nella seconda fase, una volta ricevute le risorse, ciascun Comune pubblica il proprio bando locale aperto alle famiglie residenti.

    Fase 1: adesione dei Comuni (8-28 maggio 2026)

    I Comuni interessati hanno presentato la propria dichiarazione di adesione al Fondo nazionale centri estivi 2026 esclusivamente attraverso la piattaforma dedicata pcm.appianportals.com, nella finestra temporale compresa tra l’8 e il 28 maggio 2026. Non erano ammesse modalità alternative. Tra giugno e luglio, una volta verificate le domande e ripartite le risorse in base alla popolazione minorile, i Comuni ricevono i fondi e possono attivare i propri bandi locali.

    Fase 2: bandi comunali alle famiglie

    Una volta ricevuti i fondi, ciascun Comune pubblica il proprio bando per le famiglie, in genere tra giugno e luglio 2026. Le modalità di partecipazione variano da Comune a Comune, ma le opzioni più diffuse sono:

    • Domanda telematica tramite la piattaforma comunale (con SPID, CIE o CNS), gestita dagli operatori del CAF
    • Domanda cartacea presso gli uffici comunali, da consegnare con la consulenza del CAF
    • Domanda tramite CAF o patronato, soluzione consigliata per evitare errori nella compilazione
    • Domanda al bonus INPS centri estivi, qualora venga riaperto nel 2026 per specifiche categorie di lavoratori

    La procedura, pur essendo apparentemente lineare, presenta diverse insidie burocratiche: un ISEE non aggiornato, una documentazione incompleta o un errore nell’inserimento dei dati possono comportare il rigetto della domanda o ritardi nel pagamento del bonus centri estivi 2026. Per questo motivo, rivolgersi a un CAF è la scelta più sicura. Gli operatori del CAF Centro Fiscale di Udine si occupano di tutto: dal calcolo dell’ISEE aggiornato alla compilazione della domanda, fino al monitoraggio dell’esito.

    Documenti necessari per il bonus centri estivi 2026

    Per presentare la domanda di bonus centri estivi 2026, è indispensabile predisporre per tempo tutta la documentazione richiesta. Anche se i bandi comunali possono prevedere documenti aggiuntivi, esiste un elenco base comune a quasi tutte le procedure. Avere i documenti già pronti significa evitare di perdere la finestra di presentazione e velocizzare l’iter di pagamento.

    • ISEE in corso di validità: è il documento più importante. L’ISEE 2026 si rilascia dopo aver presentato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF. Senza ISEE valido, la domanda non viene neppure accolta o viene collocata nella fascia massima (con rimborso minimo)
    • Documento d’identità del genitore richiedente in corso di validità
    • Codice fiscale del genitore e del minore iscritto al centro estivo
    • Attestato di iscrizione al centro estivo o al servizio socio-educativo, rilasciato dalla struttura
    • Ricevute di pagamento della retta (fatture, bonifici, ricevute fiscali), conservate accuratamente
    • IBAN del conto corrente intestato o cointestato al genitore richiedente, su cui ricevere il rimborso
    • Modulo di domanda compilato e firmato, scaricabile dal sito del Comune o predisposto dal CAF
    • Autocertificazione di residenza nel Comune che eroga il contributo

    Un consiglio pratico: conserva tutte le ricevute di pagamento in originale e in copia digitale. Anche se la domanda viene gestita da remoto, in caso di controllo a campione il Comune può richiedere la presentazione dei giustificativi entro pochi giorni, pena la revoca del bonus centri estivi 2026.

    Tempistiche di pagamento e modalità di erogazione

    Le tempistiche di pagamento del bonus centri estivi 2026 dipendono dalla modalità di erogazione scelta dal Comune e dalla rapidità di istruttoria. In linea generale, le risorse del Fondo nazionale vengono trasferite ai Comuni tra giugno e luglio 2026; i Comuni a loro volta pubblicano i bandi locali e, una volta chiuse le finestre di presentazione delle domande, procedono ai pagamenti entro 30-90 giorni dall’approvazione della graduatoria.

    Le modalità di erogazione più comuni del bonus centri estivi 2026 sono tre:

    1. Rimborso diretto sul conto corrente: la famiglia paga interamente la retta e successivamente riceve il rimborso tramite bonifico sull’IBAN indicato. È la modalità tipica del bonus INPS
    2. Voucher: il Comune emette un buono spendibile presso i centri estivi accreditati, riducendo l’importo da pagare al momento dell’iscrizione
    3. Riduzione diretta della retta: il Comune trasferisce il contributo direttamente al gestore del centro estivo, che applica uno sconto in fattura alla famiglia

    Quale modalità sia preferibile dipende dalle esigenze familiari: il rimborso diretto presuppone che la famiglia possa anticipare l’intera spesa, mentre voucher e riduzione di retta sono più sostenibili per chi ha difficoltà ad anticipare la somma. Verifica sul bando del tuo Comune quale opzione è prevista per il bonus centri estivi 2026.

    Cumulabilità con altri bonus famiglia

    Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus centri estivi 2026 con altre misure di sostegno alla famiglia. La regola generale è che il bonus è cumulabile con la maggior parte degli altri sussidi, ma non sempre in modo automatico: occorre verificare caso per caso.

    • Assegno Unico Universale: pienamente cumulabile. L’AUU spetta indipendentemente da bonus specifici come quello dei centri estivi
    • Bonus asilo nido: cumulabile, ma riguarda fasce d’età differenti (0-3 anni per il nido, 3-14 anni per i centri estivi)
    • Voucher Welfare aziendale: in genere cumulabile, ma il Comune può chiedere di dichiarare l’importo per evitare doppia copertura della stessa spesa
    • Bonus INPS centri estivi (se riproposto nel 2026): potrebbe non essere cumulabile con il bonus comunale per la stessa settimana di frequenza
    • Detrazioni fiscali per attività sportive e ricreative dei minori: cumulabili nel 730, ma la parte di spesa coperta dal bonus va sottratta

    Per quanto riguarda le detrazioni fiscali, va ricordato che nel 730/2026 la quota di retta coperta da bonus o voucher non è detraibile come spesa sportiva o educativa: si può detrarre solo la parte effettivamente sostenuta dalla famiglia. Per evitare errori nella dichiarazione dei redditi, è opportuno rivolgersi al CAF al momento della compilazione del 730.

    Cosa fare se la domanda viene respinta

    Non sempre la domanda di bonus centri estivi 2026 viene accolta al primo tentativo. Le cause più frequenti di rigetto sono: ISEE non aggiornato o errato, documentazione incompleta, presentazione fuori termine, mancanza dei requisiti di residenza, esaurimento delle risorse stanziate dal Comune. In ogni caso, esistono strumenti di tutela a disposizione della famiglia.

    Se la domanda di bonus centri estivi 2026 viene respinta, ecco i passaggi consigliati:

    1. Leggere attentamente la motivazione del rigetto, che il Comune è obbligato a comunicare
    2. Verificare la possibilità di integrare la documentazione entro i termini indicati nel provvedimento
    3. Presentare ricorso amministrativo al Comune o al TAR competente entro 60 giorni
    4. Aggiornare l’ISEE se la motivazione riguarda errori o omissioni nella DSU, rivolgendoti al CAF
    5. Verificare l’eventuale rinuncia di altri beneficiari che potrebbe liberare risorse per chi è in lista d’attesa

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie anche in caso di rigetto: il nostro team valuta la fondatezza del provvedimento, predispone eventuali integrazioni documentali e segue la pratica di riesame. In molti casi il bonus centri estivi 2026 viene riconosciuto al secondo tentativo, semplicemente correggendo un dato ISEE o aggiungendo una ricevuta mancante.

    Esempi pratici di calcolo del bonus

    Per comprendere meglio come funziona il bonus centri estivi 2026, vediamo alcuni esempi pratici basati sul modello INPS 2025 (riferimento orientativo). Ipotizziamo che il costo settimanale del centro estivo sia di 120 euro, con un tetto massimo riconosciuto di 100 euro a settimana.

    Esempio 1: Famiglia ISEE 15.000 euro con 2 figli

    Marco e Lucia hanno due figli di 7 e 10 anni, iscritti entrambi al centro estivo comunale per 4 settimane. L’ISEE familiare è di 15.000 euro, quindi rientrano nella fascia 8.001-16.000 euro (rimborso 95%). Il calcolo è il seguente: 100 euro x 95% = 95 euro a settimana per figlio, per 4 settimane = 380 euro a figlio, per 2 figli = 760 euro totali di bonus centri estivi 2026.

    Esempio 2: Famiglia ISEE 7.500 euro con 1 figlio

    Sara è una madre single con un figlio di 9 anni e un ISEE di 7.500 euro. Rientra nella fascia fino a 8.000 euro (rimborso 100%). Iscrive il figlio per 3 settimane di centro estivo. Il rimborso sarà: 100 euro x 100% = 100 euro a settimana, per 3 settimane = 300 euro totali. Sara ottiene quindi il rimborso integrale del tetto massimo previsto dal bonus.

    Esempio 3: Famiglia ISEE 35.000 euro con 1 figlio

    Andrea e Chiara hanno un figlio di 8 anni e un ISEE di 35.000 euro. Rientrano nella fascia 32.001-56.000 euro (rimborso 80%). Iscrivono il figlio per 2 settimane. Il calcolo è: 100 euro x 80% = 80 euro a settimana, per 2 settimane = 160 euro totali. Pur con un ISEE relativamente elevato, riescono comunque a ottenere un contributo significativo.

    Questi esempi mostrano quanto sia importante avere un ISEE aggiornato e corretto per massimizzare il bonus centri estivi 2026. Un errore in DSU può comportare la collocazione in una fascia più alta e quindi un rimborso inferiore. Il CAF verifica accuratamente ogni dato prima di rilasciare l’attestazione ISEE.

    Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è il partner di fiducia per gestire l’intera procedura legata al bonus centri estivi 2026. Il nostro team di esperti ti segue passo dopo passo, evitando errori che potrebbero compromettere l’esito della domanda. I servizi che offriamo includono:

    • Calcolo e rilascio dell’ISEE 2026 aggiornato in tempi rapidi
    • Verifica dei requisiti per accedere al bonus centri estivi del tuo Comune
    • Compilazione della domanda e raccolta della documentazione necessaria
    • Presentazione telematica della pratica sui portali comunali e INPS
    • Monitoraggio dell’esito e gestione di eventuali integrazioni o ricorsi
    • Consulenza personalizzata per cumulare il bonus con altre agevolazioni (Assegno Unico, bonus asilo nido, detrazioni 730)

    Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. Non importa dove risiedi: i nostri operatori possono assisterti da remoto via videocall, scambio documenti sicuro e firma digitale. Per le famiglie del Friuli Venezia Giulia conosciamo nel dettaglio i bandi dei Comuni capoluogo (Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia) e dei principali Comuni della regione, garantendo un’assistenza specializzata sulla normativa locale.

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    Domande frequenti sul bonus centri estivi 2026

    Chi può richiedere il bonus centri estivi 2026?

    Il bonus centri estivi 2026 può essere richiesto dalle famiglie con figli minorenni (in genere fascia 3-14 anni) residenti in un Comune che ha aderito al Fondo nazionale, in possesso di ISEE in corso di validità entro la soglia massima stabilita dal bando comunale.

    Qual è la soglia ISEE massima per accedere?

    La soglia ISEE varia da Comune a Comune. In linea generale, i bandi più diffusi prevedono limiti tra 26.000 e 35.000 euro. Il bonus INPS, se riproposto nel 2026, dovrebbe consentire l’accesso anche a fasce ISEE più alte, con percentuali di rimborso decrescenti.

    Quanto vale il contributo massimo?

    Sulla base del modello INPS 2025, il contributo massimo è di 100 euro a settimana per un massimo di 4 settimane, ossia 400 euro per figlio. I bandi comunali possono prevedere importi differenti, anche superiori per le fasce ISEE più basse.

    Quando si possono presentare le domande?

    Le finestre di presentazione delle domande variano per ogni Comune. In genere i bandi locali aprono tra giugno e luglio 2026, dopo che il Comune ha ricevuto il trasferimento delle risorse dal Dipartimento per le politiche della famiglia.

    Il bonus centri estivi 2026 è compatibile con l’Assegno Unico?

    Si, il bonus centri estivi 2026 è pienamente cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure indipendenti, con finalità diverse: l’AUU è un sostegno strutturale al reddito familiare, il bonus centri estivi copre una spesa specifica e temporanea.

    Posso richiedere il bonus per più figli?

    Si, il bonus centri estivi 2026 può essere richiesto per ogni figlio iscritto al centro estivo. Ogni minore beneficia di un proprio plafond di rimborso, quindi una famiglia con 2 o 3 figli può ottenere un contributo complessivo molto significativo.

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    Il bonus centri estivi 2026 rappresenta un’opportunità importante per le famiglie italiane, ma richiede attenzione nella gestione delle pratiche e nel rispetto delle scadenze. Tra ISEE da aggiornare, bandi comunali da consultare e documentazione da preparare, il rischio di commettere errori è concreto. Affidarsi a un professionista significa massimizzare le possibilità di ottenere il contributo e nei tempi più rapidi.

    Hai bisogno di assistenza per il bonus centri estivi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento e ricevere assistenza personalizzata sul calcolo ISEE e sulla presentazione della domanda.


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      04/09/2026
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      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Giulia Guida
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 16:08:382026-05-27 15:55:12Bonus centri estivi 2026: al via il Fondo nazionale da 60 milioni, come chiedere il contributo
      ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

      Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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      Indice dei contenuti

      1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
      2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
      3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
      4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
      5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
      6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
      7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
      8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
      9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
      10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
      11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

      Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

      La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

      Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

      PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
      Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
      Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
      NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
      Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
      Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
      Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
      Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

      Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

      La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

      La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

      L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

      Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

      È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

      • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
      • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

      L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

      Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

      Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

      Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

      Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
      Primo componente maggiorenne1,00
      Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
      Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
      Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
      Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
      Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

      Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

      Quota A e Quota B: come si compongono

      La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

      Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

      Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

      L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

      Differenze tra ADI e SFL

      • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
      • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

      NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

      La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

      La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

      Requisiti per ricevere la NASPI

      • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
      • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
      • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
      • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
      • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

      La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

      Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

      Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

      L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

      Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

      Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
      ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
      ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
      ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

      Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

      Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

      Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

      Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

      Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

      • L’importo lordo della pensione di giugno
      • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
      • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
      • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
      • L’importo netto effettivamente accreditato

      La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

      Come leggere il cedolino pensionistico

      Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

      Bonus nascita, maternità e congedo parentale

      Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

      L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

      Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

      Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

      Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

      Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

      • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
      • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
      • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
      • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

      Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

      Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

      Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

      MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

      Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

      App IO: notifiche in tempo reale

      L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

      Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

      Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

      La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

      Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

      Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

      L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

      Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

      Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

      La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

      Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

      Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

      Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

      Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

      Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

      I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

      Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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      Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione
      ASSEGNO UNICO

      Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      L’Assegno Unico Universale rappresenta, anche nel 2026, il principale strumento di sostegno economico per le famiglie italiane con figli a carico. Per il mese di maggio 2026 l’INPS conferma il consueto calendario di pagamenti, con accrediti distribuiti su una finestra temporale precisa per i beneficiari gia in corso di erogazione e modalita differenziate per le nuove domande accolte. In questa guida analizziamo nel dettaglio le date dei pagamenti di maggio 2026, gli importi aggiornati, le maggiorazioni previste e — punto cruciale — le scadenze per richiedere gli arretrati, tema che ogni anno genera grande attenzione tra le famiglie con ISEE in aggiornamento o domande presentate in ritardo.

      Comprendere il meccanismo dei pagamenti e dei recuperi retroattivi e essenziale per non perdere somme spesso significative: l’Assegno Unico, infatti, puo arrivare a superare i 199 euro mensili per figlio nelle fasce ISEE piu basse, con maggiorazioni che cumulate possono raggiungere cifre molto rilevanti. Il termine del 30 giugno 2026 per la presentazione dell’ISEE rappresenta la scadenza piu importante dell’anno per chi intende ricevere l’integrale degli arretrati spettanti da marzo 2026.

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      Date pagamento Assegno Unico maggio 2026: il calendario INPS

      L’INPS conferma anche per maggio 2026 lo schema di pagamento ormai consolidato per l’Assegno Unico Universale, basato su due regole principali a seconda della situazione del beneficiario.

      Per i nuclei familiari gia beneficiari dell’assegno (cioe quelli che hanno ricevuto l’erogazione almeno una volta in precedenza e non hanno subito sospensioni o variazioni significative), i pagamenti di maggio 2026 sono accreditati nella finestra compresa tra il 17 e il 19 maggio 2026. In particolare:

      • Domenica 17 maggio 2026 — primo giorno utile della finestra di pagamento; tuttavia, trattandosi di domenica, gli accrediti sui conti correnti potrebbero essere visibili nei giorni feriali successivi a seconda della banca
      • Lunedi 18 maggio 2026 — giornata di accredito principale per la maggior parte dei beneficiari
      • Martedi 19 maggio 2026 — completamento della finestra di pagamento per i beneficiari in corso

      Per chi ha presentato una nuova domanda o ha subito una variazione nella situazione familiare (nascita di un figlio, modifica nucleo, primo accoglimento), il pagamento avviene nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda. Per maggio 2026, considerando il calendario, l’ultimo giorno lavorativo utile e venerdi 29 maggio 2026.

      L’INPS non comunica il dettaglio esatto del singolo accredito tramite SMS o email: per verificare la propria situazione e necessario accedere all’area riservata del portale INPS (sezione “Assegno Unico e Universale”) con SPID, CIE o CNS, oppure usare l’app INPS Mobile.

      Importi Assegno Unico 2026: valori per fascia ISEE

      Per il 2026 l’INPS ha confermato la struttura di importi basata sulla fascia ISEE del nucleo familiare, con la consueta rivalutazione annuale collegata al tasso di variazione dei prezzi al consumo (perequazione ISTAT). Gli importi base per ciascun figlio minore a carico sono i seguenti:

      Fascia ISEE 2026Importo mensile per figlio minore
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
      Tra 17.090,61 e 45.574,96 euroImporto decrescente in scala progressiva
      Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato57,00 euro (importo minimo)

      L’importo massimo di 199,40 euro al mese per ciascun figlio spetta esclusivamente alle famiglie con ISEE pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per ISEE compresi tra questa soglia e i 45.574,96 euro, l’importo decresce gradualmente seguendo una curva progressiva calcolata automaticamente dall’INPS sulla base del valore ISEE comunicato. Oltre i 45.574,96 euro (oppure in totale assenza di ISEE valido), spetta l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio.

      Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (purche studenti, tirocinanti, disoccupati registrati al Centro per l’Impiego, impegnati in servizio civile o lavoratori con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui), gli importi sono ridotti: si va da un massimo di 96,90 euro mensili nella fascia ISEE piu bassa fino a un minimo di 28,50 euro oltre i 45.574,96 euro.

      Maggiorazioni Assegno Unico 2026: tutte le integrazioni

      Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni cumulabili, che possono aumentare in modo molto significativo la somma effettivamente percepita. Vediamole in dettaglio.

      Maggiorazione per figli con disabilita

      Per ogni figlio con disabilita riconosciuta e prevista una maggiorazione che, indipendentemente dall’eta del figlio, viene calcolata in funzione del grado di disabilita. L’importo standard di riferimento e di 91,42 euro mensili ed e modulato secondo le seguenti soglie:

      • Disabilita non autosufficiente: maggiorazione massima
      • Disabilita grave: importo intermedio
      • Disabilita media: importo ridotto rispetto alle precedenti due categorie

      Per i figli maggiorenni con disabilita non c’e limite di eta per percepire l’assegno, mentre per quelli di eta inferiore a 21 anni gli importi seguono comunque la scala ISEE.

      Maggiorazione famiglie numerose (4 o piu figli)

      Per i nuclei familiari con 4 o piu figli a carico, e prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili per l’intero nucleo, riconosciuta a prescindere dal numero esatto di figli oltre il quarto.

      Maggiorazione entrambi genitori lavoratori

      Se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), e prevista una maggiorazione per ciascun figlio fino a 21 anni. L’importo massimo e di 35,68 euro mensili per figlio, riconosciuto per ISEE fino a 17.090,61 euro, e decresce progressivamente azzerandosi a 45.574,96 euro.

      Maggiorazione madri under 21

      Per le madri di eta inferiore ai 21 anni e prevista una maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio, indipendentemente dalla fascia ISEE.

      Maggiorazione transitoria

      La maggiorazione transitoria, prevista per i nuclei che percepivano l’assegno al nucleo familiare (ANF) prima della riforma del 2022, e stata progressivamente ridotta negli anni successivi. Per il 2026 risulta ulteriormente attenuata e in molte casistiche non e piu applicabile: occorre verificare il proprio caso specifico tramite il simulatore INPS.

      Arretrati Assegno Unico 2026: scadenze e termini fondamentali

      Il tema degli arretrati e probabilmente il piu delicato dell’intera disciplina dell’Assegno Unico, perche legato a una serie di scadenze inderogabili che, se non rispettate, comportano la perdita definitiva delle somme arretrate. Vediamo nel dettaglio le date da segnare in calendario.

      Scadenza ISEE: 30 giugno 2026

      La data fondamentale e il 30 giugno 2026. Chi presenta o aggiorna la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro questo termine ha diritto a ricevere gli arretrati spettanti a partire da marzo 2026, mese di inizio annualita per l’Assegno Unico. Questo significa che, in caso di ISEE presentato entro fine giugno con valori che danno diritto a un importo piu alto rispetto a quello erogato fino a quel momento, l’INPS provvede a conguagliare le mensilita gia pagate con la differenza dovuta.

      Esempio pratico: una famiglia con due figli minori che non aveva presentato ISEE all’inizio del 2026 percepisce, da marzo, l’importo minimo di 57 euro per figlio, ovvero 114 euro mensili totali. Se a giugno 2026 presenta un ISEE pari a 15.000 euro, ha diritto all’importo massimo di 199,40 euro per figlio (398,80 euro totali). L’INPS conguaglia gli arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno: la differenza mensile e di 284,80 euro, per un totale di arretrati di circa 1.139 euro erogati in un’unica soluzione.

      ISEE presentato dopo il 30 giugno 2026

      Se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno 2026, gli importi maggiorati spettano solo a partire dal mese di presentazione, senza diritto agli arretrati delle mensilita precedenti. Restando sull’esempio sopra: se la stessa famiglia presenta l’ISEE a settembre 2026, percepira l’importo pieno solo da settembre in poi, perdendo definitivamente circa 1.700 euro di arretrati per i mesi da marzo ad agosto.

      Termine di decadenza per nuove domande

      Per chi non ha mai presentato domanda di Assegno Unico per il 2026, la presentazione resta possibile in qualunque momento dell’anno, ma con effetti diversi:

      • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: arretrati spettanti da marzo 2026
      • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: spettanza solo dal mese di presentazione
      • Domanda presentata per figli nati o adottati nel 2026: spettanza dal mese di nascita/adozione, purche la domanda sia presentata entro 120 giorni dall’evento

      Per le nuove nascite, il termine di 120 giorni e particolarmente importante: presentando la domanda oltre questo termine, si perdono gli arretrati relativi ai mesi successivi alla nascita.

      Domande rinnovate automaticamente per il 2026

      Dal 2023 le domande di Assegno Unico sono rinnovate d’ufficio dall’INPS senza necessita di ripresentarle ogni anno. Tuttavia, occorre comunque aggiornare l’ISEE: senza una DSU 2026 valida l’erogazione prosegue con l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli importi pieni occorre presentare l’ISEE entro il 30 giugno.

      Come presentare l’ISEE 2026 per l’Assegno Unico

      La presentazione della DSU 2026 e il passaggio chiave per ottenere l’Assegno Unico nella misura piena. Esistono tre modalita principali:

      1. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale): modalita assistita, l’operatore raccoglie tutti i documenti, compila la DSU e la trasmette all’INPS. Servizio generalmente gratuito per il cittadino
      2. Tramite portale INPS (servizio DSU precompilata): accesso con SPID/CIE/CNS, la DSU viene precompilata con dati di Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti. Necessita di verifica e integrazione
      3. Tramite professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)

      Documenti necessari per la DSU 2026

      Per la presentazione della DSU 2026 servono:

      • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
      • Redditi anno 2024: Modello 730/2025, Modello Redditi PF 2025, CU 2025
      • Patrimonio immobiliare al 31/12/2024: visure catastali, atti di proprieta
      • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024: saldo e giacenza media di conti correnti, deposito titoli, libretti postali e bancari, conti deposito, polizze vita, fondi comuni
      • Crypto-attivita: valore al 31/12/2024 di portafogli digitali (obbligo dichiarativo introdotto dal 2024)
      • Targhe veicoli intestati ai membri del nucleo (oltre i 500 cc per motocicli o oltre i 250 cc per auto, con eccezioni)
      • Per nuclei con membri disabili: certificazione di invalidita
      • Per nuclei con immobili in locazione: contratto registrato

      ISEE corrente: alternativa in caso di variazione reddituale

      Se la situazione reddituale o lavorativa del nucleo e significativamente peggiorata rispetto al biennio di riferimento (2024), e possibile presentare un ISEE corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi. La condizione di accesso e una variazione del reddito superiore al 25% oppure la perdita del lavoro di un componente del nucleo. L’ISEE corrente ha validita di 6 mesi e va rinnovato per mantenere il diritto agli importi aggiornati.

      Modalita di pagamento e canali di accredito

      L’Assegno Unico Universale viene erogato attraverso il canale di pagamento indicato dal richiedente al momento della domanda. Le modalita disponibili sono:

      • Accredito su conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente — modalita prevalente, l’IBAN deve essere valido e accettato dal sistema INPS
      • Accredito su carta prepagata con IBAN (es. Postepay Evolution, carte di pagamento dei principali operatori)
      • Accredito su libretto postale
      • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (utilizzato per importi inferiori a 1.000 euro e in mancanza di IBAN)

      E fondamentale verificare che l’IBAN indicato sia ancora valido: in caso di chiusura del conto, gli accrediti vanno in sospeso e occorre comunicare il nuovo IBAN tramite il portale INPS (modello SR163) per sbloccare i pagamenti, inclusi gli eventuali arretrati gia maturati. La comunicazione tardiva non comporta perdita degli importi, ma puo causare significativi ritardi negli accrediti.

      Genitori separati o divorziati: ripartizione dell’assegno

      Per i genitori separati, divorziati o non conviventi, la regola generale prevede la ripartizione al 50% dell’Assegno Unico tra entrambi i genitori, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice. La modalita di erogazione si configura quindi come segue:

      • In presenza di affidamento condiviso: l’assegno e ripartito automaticamente al 50% tra i due genitori, ciascuno dei quali deve presentare domanda
      • In caso di affidamento esclusivo: l’intero importo viene erogato al genitore affidatario
      • In caso di diverso accordo: i genitori possono scegliere un diverso criterio di ripartizione, che deve essere comunicato all’INPS

      L’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo e quello del nucleo familiare di ciascun genitore: questo significa che, se i due nuclei hanno ISEE molto differenti, gli importi percepiti dai due genitori per lo stesso figlio possono essere diversi. Ogni genitore percepira il 50% dell’importo calcolato sulla base del proprio ISEE.

      Sospensioni, decadenze e ricorsi

      L’erogazione dell’Assegno Unico puo essere sospesa in diverse situazioni che e bene conoscere per evitare interruzioni inattese.

      Cause di sospensione

      • ISEE difforme: se l’INPS riscontra incongruenze tra i dati DSU e quelli risultanti dalle banche dati (Agenzia Entrate, Anagrafe Tributaria), il pagamento viene sospeso in attesa di regolarizzazione
      • Errori sui dati anagrafici: cambi di residenza non aggiornati, errori sul codice fiscale
      • IBAN non valido: chiusura conto, IBAN errato, IBAN intestato a soggetto diverso dal richiedente
      • Variazioni del nucleo familiare non comunicate (matrimonio, separazione, decesso)
      • Cessazione del diritto: figli che compiono 21 anni senza requisiti di mantenimento, perdita della residenza in Italia

      Come presentare ricorso

      In caso di diniego, sospensione o importo ridotto ritenuto non corretto, il beneficiario puo presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento, tramite il portale INPS o un Patronato. Decorsi i 90 giorni senza esito favorevole, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro entro l’ulteriore termine di 90 giorni.

      Particolarmente importante e il ricorso per riesame quando il diniego deriva da incongruenze ISEE: in molti casi, l’integrazione documentale risolve il problema senza necessita di procedure formali.

      Cumulabilita con altri bonus famiglia

      L’Assegno Unico Universale e cumulabile con la maggior parte degli altri sostegni alle famiglie, ma con alcune importanti eccezioni che e fondamentale conoscere per pianificare correttamente le richieste.

      Bonus cumulabili con l’Assegno Unico

      • Bonus asilo nido: pienamente cumulabile, prevede importi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro
      • Carta “Dedicata a te”: cumulabile per ISEE fino a 15.000 euro
      • Bonus bollette (luce, gas, acqua): cumulabile per ISEE fino a 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli)
      • Bonus nascita / bonus mamma: cumulabile
      • Maternita comunale: cumulabile
      • Assegno di inclusione (ADI): cumulabile con calcolo specifico

      Sostegni NON cumulabili (sostituiti dall’Assegno Unico)

      • Assegno al Nucleo Familiare (ANF): abolito per i nuclei con figli a carico dal 1 marzo 2022 (resta solo per nuclei senza figli)
      • Assegno per il terzo figlio (Comuni): assorbito nell’Assegno Unico
      • Premio alla nascita / bonus mamma “domani”: abrogato
      • Detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni: non spettano, sostituite dall’Assegno Unico (restano dai 21 anni in poi)

      Simulazione e calcolo: come stimare l’importo

      Per stimare l’importo spettante a maggio 2026, l’INPS mette a disposizione un simulatore online accessibile dal portale (anche senza autenticazione). Il calcolo richiede l’inserimento di:

      • Valore ISEE 2026 (o stima)
      • Numero figli a carico, distinti per fasce di eta (minori, 18-21 anni, oltre 21)
      • Eventuali figli con disabilita e relativo grado
      • Indicazione se entrambi i genitori sono lavoratori
      • Indicazione se la madre ha meno di 21 anni

      Esempio di calcolo: famiglia con due figli

      VoceImporto mensile
      Famiglia con ISEE 15.000 euro, 2 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
      Importo base (199,40 x 2)398,80 euro
      Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 2)71,36 euro
      TOTALE MENSILE470,16 euro
      TOTALE ANNUO5.641,92 euro

      Esempio di calcolo: famiglia numerosa

      VoceImporto mensile
      Famiglia con ISEE 16.000 euro, 4 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
      Importo base (199,40 x 4)797,60 euro
      Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 4)142,72 euro
      Maggiorazione famiglie 4 o piu figli (forfettaria)150,00 euro
      TOTALE MENSILE1.090,32 euro
      TOTALE ANNUO13.083,84 euro

      Errori comuni e come evitarli

      Nella nostra esperienza presso il CAF Centro Fiscale di Udine, alcuni errori si ripetono con frequenza tra i contribuenti che si rivolgono al servizio per problemi relativi all’Assegno Unico. Vediamo i piu importanti:

      1. Ritardare l’ISEE oltre il 30 giugno: e l’errore piu costoso, comporta la perdita di mesi di arretrati senza possibilita di recupero
      2. Non aggiornare l’IBAN dopo cambio banca: blocca completamente l’erogazione
      3. Dimenticare di comunicare nuove nascite: la domanda integrativa va presentata entro 120 giorni
      4. Errori sui dati anagrafici dei figli: codici fiscali errati o nomi scritti male generano sospensioni
      5. Non dichiarare correttamente le crypto-attivita: dal 2024 e obbligatorio nella DSU; l’omissione genera ISEE difforme con conseguente blocco
      6. Non comunicare la separazione: porta a sovrapposizioni di pagamenti che vanno restituiti
      7. Confondere il calendario di erogazione: gli accrediti si concentrano nella finestra 17-19, non sono “tardivi” se arrivano il 19 invece del 17

      Novita 2026 e prospettive future

      Per il 2026, l’INPS ha confermato la rivalutazione ISTAT applicata agli importi base e alle maggiorazioni, con incrementi del +0,8% rispetto al 2025 in linea con l’inflazione registrata nel periodo di riferimento. Le fasce ISEE di accesso ai diversi scaglioni sono state anch’esse adeguate per evitare di penalizzare le famiglie con redditi nominalmente cresciuti per effetto dell’inflazione.

      Tra le novita procedurali piu rilevanti:

      • Integrazione con PagoPA potenziata per la gestione di ricorsi e richieste di chiarimento
      • App INPS Mobile con nuova sezione dedicata al monitoraggio in tempo reale dello stato dei pagamenti
      • DSU precompilata con maggior copertura di dati patrimoniali e finanziari, riducendo il tempo di compilazione
      • Comunicazione preventiva via app/email del rischio di scadenza ISEE per evitare perdita di arretrati

      Sul fronte normativo, restano in discussione possibili modifiche alla struttura delle maggiorazioni, con particolare attenzione al rafforzamento del sostegno alle famiglie numerose e a quelle con figli disabili. Eventuali aggiornamenti saranno introdotti con la Legge di Bilancio 2027.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusioni: cosa fare a maggio 2026

      Maggio 2026 rappresenta un mese chiave per l’Assegno Unico Universale: l’erogazione regolare si concentra nella finestra 17-19 maggio per i beneficiari in corso, mentre per le nuove domande accolte l’accredito avviene entro il 29 maggio. Ma soprattutto, il mese di maggio e l’ultimo “promemoria” prima della scadenza fondamentale del 30 giugno 2026, oltre la quale si perdono in modo definitivo gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno per chi non ha ancora aggiornato l’ISEE.

      Per non incorrere in perdite economiche significative — che, come abbiamo visto, possono superare facilmente i 1.000-2.000 euro per nucleo familiare — e fondamentale:

      • Verificare la validita dell’ISEE 2026 nella propria area riservata INPS
      • Se l’ISEE non e stato ancora aggiornato, prenotare immediatamente un appuntamento al CAF per la compilazione della DSU
      • Controllare che l’IBAN comunicato sia attivo
      • Per nuove nascite, presentare domanda entro 120 giorni
      • Per situazioni di reddito peggiorate, valutare l’ISEE corrente

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la compilazione e trasmissione della DSU, la presentazione delle domande di Assegno Unico, la gestione di eventuali ricorsi e la consulenza sulla cumulabilita con altri bonus famiglia. Contattaci per fissare un appuntamento e mettere in sicurezza il tuo diritto all’Assegno Unico per il 2026.

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      FAQ – Domande frequenti sull’Assegno Unico maggio 2026

      Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

      Per i beneficiari gia in corso, il pagamento e accreditato tra il 17 e il 19 maggio 2026. Per chi ha presentato una nuova domanda o ha avuto variazioni, l’accredito avviene entro l’ultimo giorno lavorabile del mese, ovvero venerdi 29 maggio 2026.

      Qual e l’importo massimo dell’Assegno Unico nel 2026?

      L’importo base massimo e di 199,40 euro mensili per ciascun figlio minore, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. Con le maggiorazioni (figli disabili, famiglie numerose, entrambi genitori lavoratori), il totale per nucleo puo superare significativamente questa cifra.

      Entro quando bisogna presentare l’ISEE per gli arretrati?

      L’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026 per avere diritto agli arretrati spettanti da marzo 2026. Dopo questa data, gli importi maggiorati spettano solo dal mese di presentazione, senza recupero dei mesi precedenti.

      Bisogna rifare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

      No, dal 2023 le domande sono rinnovate d’ufficio dall’INPS. E pero indispensabile aggiornare annualmente l’ISEE per mantenere l’importo pieno: senza una DSU valida 2026, l’erogazione prosegue al minimo di 57 euro per figlio.

      Cosa succede se non presento l’ISEE?

      In assenza di ISEE valido per il 2026, si percepisce l’importo minimo di 57 euro mensili per figlio. La differenza rispetto all’importo spettante in base alla reale situazione economica e definitivamente persa se l’ISEE non viene presentato entro il 30 giugno 2026.

      Come funziona l’Assegno Unico per genitori separati?

      In caso di affidamento condiviso, l’assegno e ripartito al 50% tra i due genitori, calcolato sulla base dell’ISEE di ciascun nucleo. In caso di affidamento esclusivo, l’intero importo spetta al genitore affidatario. I genitori possono concordare diversamente comunicandolo all’INPS.

      L’Assegno Unico e cumulabile con il bonus asilo nido?

      Si, l’Assegno Unico e pienamente cumulabile con il bonus asilo nido, che prevede contributi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro. Anche carta “Dedicata a te”, bonus bollette e bonus nascita sono cumulabili con l’Assegno Unico.

      Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 13:28:382026-05-31 17:49:26Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati
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