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ASSEGNO UNICO

Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

L’Assegno Unico Universale per i figli a carico continua a rappresentare nel 2026 il principale sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie italiane. Anche per il mese di maggio 2026, milioni di nuclei familiari attendono l’accredito dell’importo, che varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo. In questo articolo trovi tutte le date dei pagamenti di maggio 2026, le indicazioni per le nuove domande, le scadenze per gli arretrati e le maggiorazioni previste dal D.Lgs. 230/2021.

Indice dei contenuti

  1. Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026
  2. Nuove domande: quando arriva il pagamento
  3. Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero
  4. Importi 2026: dalla soglia minima al massimo
  5. Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21
  6. ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati
  7. Come verificare il pagamento sul portale INPS
  8. Cosa fare in caso di mancato pagamento
  9. FAQ – Domande frequenti

Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026

L’INPS ha confermato il consueto calendario dei pagamenti per l’Assegno Unico Universale anche per il mese di maggio 2026. Per i nuclei familiari che percepiscono già la prestazione e che hanno un’ISEE valido, l’accredito avviene tra il 17 e il 19 di ogni mese. Tuttavia, nel mese di maggio 2026 il 17 cade di domenica: per questo motivo, i pagamenti saranno effettuati nei giorni lavorativi immediatamente successivi.

Le date di pagamento previste per maggio 2026 sono dunque:

  • Lunedì 18 maggio 2026 – primo giorno utile di pagamento per i beneficiari in corso
  • Martedì 19 maggio 2026 – secondo giorno di accrediti
  • Mercoledì 20 maggio 2026 – completamento dei pagamenti per i beneficiari “storici”

Il pagamento avviene tramite bonifico sull’IBAN comunicato all’INPS dal genitore o tutore richiedente. È bene ricordare che, in caso di IBAN cointestato, è necessario che sia indicato anche il genitore richiedente come intestatario, altrimenti l’importo viene sospeso.

Nuove domande: quando arriva il pagamento

Discorso diverso per chi ha presentato la domanda di Assegno Unico nel mese di maggio 2026 o nei mesi immediatamente precedenti senza essere ancora entrato a regime. In questi casi il pagamento non segue il calendario 17-19, ma viene effettuato nell’ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento della domanda.

Per maggio 2026 l’ultimo giorno lavorativo è venerdì 29 maggio 2026: chi vede la propria domanda accolta entro questa data riceverà l’accredito proprio in quella giornata. Dal mese successivo, una volta diventato “beneficiario in corso”, il pagamento rientrerà nel calendario ordinario 17-19.

È importante sottolineare un aspetto pratico: tra la data di protocollazione della domanda e la data di accoglimento da parte dell’INPS possono passare alcune settimane. Per questo motivo, se la domanda è stata presentata negli ultimi giorni di aprile o nei primi giorni di maggio, è possibile che il primo accredito arrivi solo a fine maggio o, in alcuni casi, a giugno 2026, con gli arretrati delle mensilità maturate.

Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero

Uno dei dubbi più frequenti riguarda gli arretrati dell’Assegno Unico. La regola generale stabilita dal D.Lgs. 230/2021 è chiara: le famiglie possono richiedere l’AUC anche dopo l’inizio del periodo di competenza, ma esistono scadenze precise da rispettare per non perdere parte degli importi.

  • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: la famiglia ha diritto a tutti gli arretrati a partire da marzo 2026 (mese di inizio del periodo di competenza che va da marzo 2026 a febbraio 2027).
  • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: l’assegno spetta solo a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda. Si perdono quindi le mensilità precedenti.

Questa regola si applica sia alle nuove domande, sia ai nuclei che non hanno presentato l’ISEE entro il 30 giugno: come vedremo nella sezione dedicata, anche il rinnovo della DSU rispetta lo stesso termine per garantire gli arretrati.

Importi 2026: dalla soglia minima al massimo

Gli importi dell’Assegno Unico 2026 dipendono direttamente dall’ISEE in corso di validità. Si va da un minimo per le famiglie con ISEE alto (o senza ISEE) a un massimo per le famiglie a basso reddito.

  • ISEE fino a 17.090 euro: 199,40 euro mensili per ogni figlio minore (importo massimo)
  • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente secondo scala progressiva
  • ISEE oltre 45.574 euro o ISEE assente: 57 euro mensili per ogni figlio minore (importo minimo)

Per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni che studiano, fanno tirocinio, sono disoccupati registrati o svolgono servizio civile universale, gli importi sono ridotti rispetto a quelli dei figli minori, sempre secondo la stessa logica ISEE. Per il dato esatto è consigliabile consultare la circolare INPS in vigore o rivolgersi al CAF.

È utile ricordare che, se la famiglia non presenta l’ISEE, riceverà comunque l’importo minimo di 57 euro per figlio: nessuna famiglia con domanda accolta resta a “zero”, ma per ottenere l’importo pieno è indispensabile avere una DSU/ISEE valida e aggiornata.

Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21

Sull’importo base dell’Assegno Unico si possono cumulare diverse maggiorazioni, espressamente previste dal D.Lgs. 230/2021 e dai successivi aggiornamenti dell’INPS:

  • Figli con disabilità: maggiorazione di 91,42 euro mensili (importo standard, modulato in base alla gravità della disabilità – non autosufficienza, grave o media)
  • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 18 euro al mese per ciascun figlio
  • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro al mese per ogni figlio fino a 21 anni
  • Madri di età inferiore ai 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio

Le maggiorazioni vengono riconosciute automaticamente dall’INPS sulla base dei dati presenti nella domanda e nella DSU/ISEE. Per la disabilità è necessario che il verbale di invalidità sia stato trasmesso correttamente all’INPS; se il riconoscimento arriva successivamente, si possono richiedere gli arretrati a decorrere dalla data di efficacia del verbale.

ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati

L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non perdere gli importi pieni dell’Assegno Unico, ogni famiglia deve rinnovare la DSU entro il 30 giugno 2026.

Cosa succede se l’ISEE viene rinnovato in ritardo?

  • DSU presentata entro il 30 giugno 2026: l’importo viene ricalcolato retroattivamente da marzo 2026 e i nuclei ricevono eventuali arretrati sulle mensilità precedenti.
  • DSU presentata dopo il 30 giugno 2026: l’importo aggiornato decorre solo dal mese successivo alla presentazione. Le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno restano calcolate con l’importo minimo (57 euro), perdendo eventuali maggiorazioni.

Per le famiglie che hanno percepito l’importo minimo nei primi mesi del 2026 in attesa del rinnovo, il conguaglio arriva tipicamente nel mese successivo alla presentazione della DSU, in un’unica soluzione insieme alla mensilità ordinaria.

Come verificare il pagamento sul portale INPS

Per verificare l’effettivo accredito dell’Assegno Unico di maggio 2026, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” sul portale ufficiale. Per accedere è necessario disporre di credenziali SPID, CIE o CNS.

I passaggi per consultare il dettaglio dei pagamenti sono i seguenti:

  1. Accedere a inps.it con SPID/CIE/CNS
  2. Aprire la sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
  3. Cliccare su “Consultazione domanda”
  4. Selezionare la domanda attiva e aprire il dettaglio dei pagamenti mensili

In questa sezione è possibile verificare l’importo erogato per ogni mese, lo stato del pagamento, l’IBAN su cui è avvenuto l’accredito ed eventuali sospensioni o rigetti di mensilità, con la relativa motivazione. È buona norma controllare il dettaglio anche per individuare eventuali conguagli a debito generati da ISEE rettificati.

Cosa fare in caso di mancato pagamento

Se entro il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito (per i beneficiari in corso) o se la domanda accolta non risulta liquidata entro fine mese, è opportuno seguire questi passaggi:

  • Verifica IBAN: assicurati che l’IBAN comunicato all’INPS sia attivo e che il richiedente sia intestatario o cointestatario.
  • Stato ISEE: controlla che la DSU sia in corso di validità e che non sia uscita “omissioni/difformità”.
  • Posizione anagrafica: verifica che i dati del nucleo familiare siano allineati tra Anagrafe Comunale e INPS.
  • Variazioni nucleo: comunica eventuali nuove nascite, separazioni o cambi di residenza tramite il modulo “Variazione nucleo” sul portale INPS.

In caso di problemi persistenti, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella verifica della domanda, nel rinnovo della DSU/ISEE e nella presentazione di eventuali ricorsi amministrativi in caso di rigetto o sospensione ingiustificata della prestazione.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ – Domande frequenti su Assegno Unico maggio 2026

Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

Per i beneficiari in corso, i pagamenti di maggio 2026 sono previsti dal 18 al 20 maggio 2026, dato che il 17 cade di domenica. Per le nuove domande accolte nel mese, il pagamento avviene il 29 maggio 2026, ultimo giorno lavorativo del mese.

Entro quando devo presentare la domanda per avere gli arretrati?

Per avere diritto agli arretrati a partire da marzo 2026, la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2026. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla presentazione.

Se non ho ISEE, ricevo comunque l’Assegno Unico?

Sì, ma riceverai l’importo minimo di 57 euro mensili per ogni figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare una DSU/ISEE valida.

Devo rifare la domanda ogni anno?

No. La domanda di Assegno Unico, una volta presentata, è valida fino a revoca o cessazione dei requisiti. Va però aggiornata la DSU/ISEE ogni anno entro il 30 giugno per non perdere maggiorazioni e arretrati.

Il pagamento è cumulabile con altri sostegni?

Sì, l’Assegno Unico è compatibile con altre prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, bonus asilo nido, indennità di accompagnamento per figli disabili), salvo eccezioni specifiche. Non è invece più cumulabile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico minori di 21 anni.

Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

Il calendario di maggio 2026 dell’Assegno Unico conferma il consueto schema: pagamenti dal 18 al 20 maggio per chi è già beneficiario, accredito il 29 maggio per le nuove domande, e termine ultimo del 30 giugno 2026 per garantire gli arretrati e l’importo pieno tramite ISEE aggiornata.

Se non hai ancora presentato la DSU 2026, se devi aggiornare il nucleo familiare o se vuoi verificare con un professionista la correttezza dell’importo che ricevi mensilmente, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti aiutano a presentare la domanda, calcolare l’ISEE, gestire eventuali maggiorazioni per disabilità e seguire l’iter completo, incluso il recupero degli arretrati.

Riferimenti normativi: D.Lgs. 230/2021; circolari INPS in materia di Assegno Unico e Universale.

Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:53:422026-05-31 17:50:02Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati
MATERNITA', PATRONATO

Maternità INPS: quando scatta la decadenza per il ricorso

Maternità INPS CAF Udine

Hai presentato domanda di indennità di maternità all’INPS e ti è stata negata? Oppure l’importo riconosciuto è inferiore a quello che ti spetta? In questi casi hai il diritto di contestare la decisione dell’ente, ma devi farlo entro termini precisi: superarli significa incorrere nella decadenza del ricorso, con la conseguente perdita definitiva del diritto a quella prestazione.

La materia è disciplinata principalmente dall’art. 47 del DPR 30 aprile 1970, n. 639, che fissa le regole fondamentali in tema di decadenza delle prestazioni previdenziali. Nel corso degli anni la Corte di Cassazione ha affinato l’interpretazione di questa norma, fornendo chiarimenti essenziali per chi si trova a dover contestare un provvedimento INPS in materia di maternità. Comprendere quando e come agire è fondamentale per non perdere tutele economiche che possono valere diverse migliaia di euro.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la decadenza nel diritto previdenziale
  2. La norma di riferimento: art. 47 DPR 639/1970
  3. Il ricorso amministrativo: termini e procedura
  4. L’azione giudiziaria: quando e come presentarla
  5. Tipologie di provvedimenti contestabili
  6. Decadenza sui ratei e arretrati di maternità
  7. Cosa dice la Cassazione: sentenze chiave
  8. Sospensione e interruzione della decadenza
  9. Errori comuni che causano la decadenza
  10. Tabella riepilogativa dei termini
  11. Cosa fare concretamente: la guida passo per passo
  12. Domande frequenti sulla decadenza del ricorso

Cos’è la decadenza nel diritto previdenziale

Nel diritto previdenziale, la decadenza è l’estinzione di un diritto conseguente al mancato esercizio dello stesso entro un termine perentorio stabilito dalla legge. A differenza della prescrizione, la decadenza non è sospendibile né interrompibile (salvo eccezioni tassativamente previste dalla legge) e opera in modo automatico: superato il termine, il diritto si estingue definitivamente, senza possibilità di recupero.

In materia di prestazioni previdenziali INPS, compresa l’indennità di maternità, il tema della decadenza è di fondamentale importanza pratica. Una lavoratrice che riceve un provvedimento di diniego o di riconoscimento parziale dell’indennità di maternità deve sapere esattamente entro quando deve agire per non perdere il diritto a contestare quella decisione. Il legislatore ha fissato termini diversi a seconda del tipo di azione intrapresa: il ricorso amministrativo all’INPS ha tempi diversi rispetto all’azione giudiziaria davanti al giudice del lavoro.

È importante non confondere la decadenza dal diritto al ricorso con la prescrizione del diritto alla prestazione. Mentre la prima riguarda la possibilità di contestare un provvedimento già emesso, la seconda riguarda il termine entro cui fare valere il diritto alla prestazione non ancora riconosciuta. Entrambe le questioni sono cruciali per chi si trova in una situazione di contenzioso con l’INPS sulla maternità obbligatoria o facoltativa.

La norma di riferimento: art. 47 DPR 639/1970

Il cardine normativo in materia di decadenza delle prestazioni previdenziali è l’art. 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, rubricato “Ricorsi”. Questa norma, che nel corso dei decenni è stata più volte interpretata dalla giurisprudenza di legittimità, stabilisce le regole fondamentali per l’esercizio del diritto di contestare i provvedimenti degli enti previdenziali.

Il testo dell’art. 47, comma 1, DPR 639/1970 prevede che chi intende impugnare provvedimenti delle istituzioni previdenziali deve farlo entro termini precisi. Il comma 6 della stessa disposizione sancisce poi la decadenza: “Le controversie in materia di trattamenti pensionistici degli ex combattenti, delle vittime civili di guerra e dei profughi sono devolute alla competenza esclusiva del tribunale nella cui circoscrizione è compreso il comune dove ha sede l’ufficio dell’ente che ha emesso il provvedimento impugnato.” Tuttavia, la norma che più interessa in tema di decadenza è il comma relativo all’impugnazione dei provvedimenti INPS sulle prestazioni temporanee, tra cui l’indennità di maternità.

La Corte di Cassazione, con orientamento ormai consolidato, ha chiarito che l’art. 47 DPR 639/1970 si applica a tutte le prestazioni previdenziali erogate dall’INPS, incluse quelle di natura temporanea come la maternità obbligatoria e il congedo parentale. In particolare, la Cassazione ha ribadito (cfr. Cass. Sez. Lav., sent. n. 27997/2019; Cass. n. 5574/2018) che il termine decadenziale per il ricorso amministrativo è di 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento, mentre per l’azione giudiziaria il termine è di 1 anno dalla stessa comunicazione.

Il ricorso amministrativo: termini e procedura

Il ricorso amministrativo all’INPS è il primo strumento che la lavoratrice deve considerare quando riceve un provvedimento sfavorevole sull’indennità di maternità. Si tratta di una fase pre-giudiziaria, in alcuni casi obbligatoria (cosiddetto “previo ricorso”), che consente all’ente di riesaminare la propria decisione prima che la questione appaia davanti a un giudice.

Il termine di 90 giorni: da quando decorre

Il termine perentorio per presentare ricorso amministrativo all’INPS è di 90 giorni. Questo termine decorre:

  • Dalla data di comunicazione del provvedimento di rigetto o di liquidazione parziale della prestazione, quando l’ente invia all’assicurata una comunicazione formale della propria decisione
  • Dalla data in cui l’assicurata ha avuto conoscenza del provvedimento, nei casi in cui la comunicazione non sia avvenuta in forma scritta o non sia pervenuta nella sfera di conoscibilità dell’interessata
  • Dalla scadenza del termine previsto per provvedere sulla domanda, quando l’INPS non risponde (silenzio-inadempimento): in questo caso, trascorsi 120 giorni dalla presentazione della domanda senza risposta dell’ente, si forma il silenzio-rigetto e decorrono i 90 giorni

È fondamentale notare che il termine di 90 giorni è perentorio: il suo mancato rispetto comporta la decadenza dal ricorso amministrativo. Tuttavia, la giurisprudenza ha precisato che la decadenza dall’impugnativa amministrativa non comporta automaticamente la decadenza dall’azione giudiziaria, che ha un termine autonomo.

Come presentare il ricorso amministrativo

Il ricorso amministrativo all’INPS per le prestazioni di maternità deve essere presentato attraverso uno dei seguenti canali:

  • Portale INPS online (MyINPS): accedendo con SPID, CIE o CNS, attraverso la sezione “Ricorsi” nell’area riservata
  • Patronato: tramite un CAF o patronato abilitato, che può presentare il ricorso per conto dell’assicurata e monitorarne l’esito
  • PEC o raccomandata A/R: inviando il ricorso scritto alla sede INPS competente per territorio (non è il metodo preferito, ma è ancora valido)

Il ricorso deve contenere: le generalità dell’assicurata, i riferimenti del provvedimento impugnato, le motivazioni del ricorso (sia in fatto che in diritto), e la richiesta specifica (annullamento del diniego, ricalcolo dell’importo, ecc.). È fortemente consigliato allegare tutta la documentazione utile a supporto delle proprie ragioni.

Il Comitato Provinciale INPS deve pronunciarsi sul ricorso entro 90 giorni dalla sua presentazione. Se non lo fa, si forma il silenzio-rigetto, e da quel momento decorrono i termini per l’eventuale ricorso giudiziario.

L’azione giudiziaria: quando e come presentarla

Quando il ricorso amministrativo viene rigettato, o quando l’INPS non risponde entro i termini (silenzio-rigetto), la lavoratrice può adire il Tribunale del Lavoro per ottenere il riconoscimento del proprio diritto all’indennità di maternità. Anche in questo caso, tuttavia, esistono termini perentori da rispettare per non incorrere nella decadenza.

Il termine di 1 anno per l’azione giudiziaria

L’art. 47 del DPR 639/1970, al comma 6, prevede un termine di decadenza di 1 anno (365 giorni) per proporre l’azione giudiziaria in materia di prestazioni previdenziali. Questo termine decorre:

  • Dalla comunicazione del provvedimento di rigetto del ricorso amministrativo da parte del Comitato Provinciale INPS
  • Dalla formazione del silenzio-rigetto sul ricorso amministrativo (ovvero dal 91° giorno dalla presentazione del ricorso senza risposta dell’ente)
  • Dalla comunicazione diretta del provvedimento di diniego della prestazione, nei casi in cui non sia previsto (o non venga esercitato) il previo ricorso amministrativo

La decadenza dall’azione giudiziaria entro l’anno comporta la perdita definitiva e irreversibile del diritto a quella specifica prestazione. Non è possibile far rivivere il diritto con una nuova domanda, salvo che si tratti di un diritto periodicamente rinnovabile e per il quale la nuova domanda abbia una propria autonoma decorrenza.

La competenza territoriale

Il ricorso giudiziario per le prestazioni previdenziali INPS si propone davanti al Tribunale del Lavoro (sezione lavoro del Tribunale ordinario) competente per territorio. La competenza territoriale è determinata dalla residenza del lavoratore o dal luogo in cui è avvenuto il fatto che ha dato origine alla controversia (art. 413 c.p.c.). Non è quindi necessariamente la sede dell’ufficio INPS che ha emesso il provvedimento impugnato.

Tipologie di provvedimenti contestabili

Non tutti i provvedimenti INPS in materia di maternità hanno la stessa natura giuridica. Comprendere di fronte a quale tipo di atto ci si trova è essenziale per individuare il corretto strumento di impugnazione e i relativi termini. Vediamo le principali tipologie di provvedimenti che possono essere oggetto di contestazione.

Rigetto della domanda di indennità di maternità

Il rigetto della domanda è il caso più frequente: la lavoratrice presenta domanda di indennità di maternità obbligatoria o facoltativa e l’INPS la nega, motivando il diniego con la mancanza dei requisiti contributivi o assicurativi. In questi casi, la comunicazione del rigetto fa scattare il termine di 90 giorni per il ricorso amministrativo e, successivamente, quello di 1 anno per l’azione giudiziaria.

Liquidazione parziale o errata dell’indennità

In questo caso l’INPS riconosce l’indennità ma la calcola in modo errato, ad esempio applicando una base di calcolo sbagliata, non tenendo conto di alcuni periodi contributivi, o commettendo errori nell’identificazione del periodo indennizzabile. Anche qui scattano i termini dell’art. 47 DPR 639/1970, ma solo dalla data in cui la lavoratrice viene messa in condizione di conoscere l’errore.

Provvedimento di recupero di indennità indebitamente percepite

Si tratta del caso opposto: l’INPS ritiene che la lavoratrice abbia percepito indennità di maternità non spettanti e procede al recupero delle somme. Anche questo provvedimento può essere impugnato, ma con la peculiarità che l’assicurata può contestare sia il merito (il diritto alla prestazione) sia la modalità di recupero (ad esempio, l’applicazione errata degli interessi o la mancata considerazione dell’affidamento incolpevole della percipiente). Per questo tipo di provvedimento, i termini decorrono dalla notifica dell’atto di recupero.

Mancato riconoscimento del congedo parentale

Il congedo parentale (ex astensione facoltativa) è distinto dalla maternità obbligatoria, ma rientra nello stesso ambito normativo di tutela della genitorialità. Il diniego o il riconoscimento parziale del diritto all’indennità di congedo parentale segue gli stessi termini dell’art. 47 DPR 639/1970. Anche le controversie sul congedo parentale esteso (fino a 12 anni del bambino, con indennità fino ai 6 anni) sono soggette agli stessi meccanismi di decadenza.

Decadenza sui ratei e arretrati di maternità

Un capitolo a sé riguarda la prescrizione dei ratei arretrati dell’indennità di maternità, che va tenuta distinta dalla decadenza dal ricorso. L’art. 2948, n. 4, del Codice Civile stabilisce che i crediti periodici si prescrivono in 5 anni. Questo significa che, anche se si vince il ricorso e si ottiene il riconoscimento dell’indennità di maternità, si possono recuperare al massimo gli arretrati degli ultimi 5 anni.

Tuttavia, la questione si complica quando si considera l’interazione tra la decadenza dall’azione di accertamento del diritto (termine di 1 anno dall’art. 47 DPR 639/1970) e la prescrizione quinquennale dei ratei. La Cassazione ha chiarito che:

  • La decadenza ex art. 47 DPR 639/1970 riguarda il diritto ad agire in giudizio per far riconoscere la prestazione
  • La prescrizione quinquennale riguarda i singoli ratei già maturati di una prestazione il cui diritto è già stato accertato
  • Le due discipline operano su piani distinti e non si escludono reciprocamente

In pratica: se una lavoratrice ottiene dopo ricorso il riconoscimento del diritto all’indennità di maternità relativa a un parto avvenuto 6 anni prima, potrà recuperare solo gli arretrati degli ultimi 5 anni (quelli non ancora prescritti), ma non quelli più vecchi. Questa situazione rende ancora più urgente agire tempestivamente sia sul fronte del ricorso che su quello giudiziario.

Cosa dice la Cassazione: sentenze chiave

La Corte di Cassazione ha emesso nel corso degli anni numerose sentenze che hanno definito con precisione i contorni della decadenza in materia previdenziale. Conoscere questi orientamenti giurisprudenziali è utile non solo per gli avvocati, ma anche per le lavoratrici e i patronati che si trovano a gestire queste controversie.

La decadenza decorre dalla conoscenza effettiva del provvedimento

Con orientamento ormai consolidato, la Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza dell’art. 47 DPR 639/1970 decorre dal momento in cui l’assicurata ha avuto effettiva conoscenza del provvedimento, non dal momento in cui l’ente lo ha emesso o spedito. Questo è un principio fondamentale: se la comunicazione del diniego non è mai pervenuta alla lavoratrice (ad esempio perché inviata a un indirizzo errato), il termine di decadenza non inizia a decorrere.

La sentenza Cass. Sez. Lav. n. 10869/2018 ha affermato che: “In tema di ricorso amministrativo avverso i provvedimenti degli enti previdenziali, il termine di decadenza di novanta giorni previsto dall’art. 47 del DPR n. 639 del 1970 decorre dalla comunicazione del provvedimento all’assicurato, non dalla sua emanazione da parte dell’ente.”

L’omessa comunicazione del provvedimento sospende la decadenza

Sempre la Cassazione ha chiarito che l’INPS ha l’obbligo di comunicare formalmente i propri provvedimenti all’assicurata. Se questo obbligo non viene rispettato, il termine di decadenza non può iniziare a decorrere, poiché l’assicurata non può essere penalizzata per l’inerzia dell’ente. Questo principio è stato ribadito in Cass. n. 5574/2018 e n. 11038/2017.

La decadenza non si applica ai diritti non ancora esercitati

Un aspetto importante riguarda le lavoratrici che non hanno mai presentato domanda di indennità di maternità. In questi casi, non c’è alcun provvedimento da impugnare, e quindi non decorre alcun termine di decadenza ex art. 47 DPR 639/1970. Si applica invece la prescrizione del diritto alla prestazione, che è di 5 anni per le prestazioni previdenziali a carattere periodico (art. 2948 c.c.) o di 10 anni per quelle aventi carattere risarcitorio. La Cassazione ha ribadito questo punto con la sentenza n. 17985/2016.

Il silenzio-inadempimento INPS e la decadenza

Quando l’INPS non risponde alla domanda di prestazione entro i termini di legge (di norma 120 giorni dalla presentazione della domanda), si forma il cosiddetto silenzio-inadempimento. La giurisprudenza prevalente (cfr. Cass. n. 27997/2019) ha chiarito che in caso di silenzio-inadempimento:

  • La lavoratrice può presentare direttamente ricorso giudiziario, senza la necessità di attendere o presentare un previo ricorso amministrativo
  • Il termine di decadenza per l’azione giudiziaria non decorre finché l’INPS non comunica formalmente la propria decisione (anche nel senso del silenzio-rigetto)
  • L’opzione del ricorso amministrativo resta comunque disponibile e può essere utile per ottenere una pronuncia senza ricorrere al giudice

Sospensione e interruzione della decadenza

Come già anticipato, la decadenza — a differenza della prescrizione — non è in linea di principio sospendibile né interrompibile, salvo specifiche previsioni normative. Tuttavia, la legge e la giurisprudenza hanno riconosciuto alcune ipotesi in cui il termine decadenziale può essere sospeso o differito.

Sospensione durante la negoziazione assistita

Il D.L. n. 132/2014, convertito in L. n. 162/2014, ha introdotto la negoziazione assistita anche in materia di lavoro. Quando le parti avviano una procedura di negoziazione assistita, i termini di decadenza sono sospesi per tutta la durata del procedimento. Tuttavia, questa procedura è facoltativa e poco utilizzata in materia previdenziale.

Sospensione per forza maggiore

La giurisprudenza ha riconosciuto la possibilità di sospendere il termine di decadenza in casi di forza maggiore che abbiano impedito alla lavoratrice di esercitare il proprio diritto. Si tratta di un’ipotesi residuale, da dimostrare rigorosamente, che comprende ad esempio situazioni di grave malattia o incapacità temporanea dell’assicurata.

Sospensione durante la procedura conciliativa

In alcuni procedimenti previdenziali è previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione prima dell’azione giudiziaria. Durante questa fase, i termini di decadenza possono essere sospesi. È tuttavia necessario verificare caso per caso se la procedura conciliativa è obbligatoria per la specifica controversia in materia di maternità.

Errori comuni che causano la decadenza

L’esperienza pratica dei patronati e dei legali che si occupano di contenzioso previdenziale evidenzia alcuni errori ricorrenti che portano le lavoratrici a perdere il proprio diritto per decadenza. Conoscerli può aiutare a evitarli.

Aspettare troppo prima di agire

L’errore più frequente è quello di ricevere un provvedimento di diniego e non agire immediatamente, confidando nella possibilità di farlo “quando si trova il tempo”. I 90 giorni decorrono inesorabilmente dalla data di comunicazione del provvedimento, indipendentemente dall’impegno o dalla distrazione dell’assicurata. Si consiglia di segnare immediatamente sul calendario la data di scadenza del termine e di consultare un patronato entro le prime due settimane dalla ricezione del provvedimento.

Confondere il ricorso amministrativo con quello giudiziario

Molte lavoratrici credono che presentando il ricorso amministrativo all’INPS abbiano fatto tutto il necessario. In realtà, se il Comitato Provinciale respinge il ricorso (o non risponde entro 90 giorni), il termine di 1 anno per l’azione giudiziaria inizia a decorrere. Chi aspetta l’esito del ricorso amministrativo per decidere se andare davanti al giudice deve tenere questo termine sotto stretto controllo.

Non conservare la prova della presentazione del ricorso

In caso di contestazione sull’avvenuta presentazione del ricorso o sulla sua tempestività, è essenziale poter dimostrare quando e come il ricorso è stato presentato. Presentare ricorso tramite PEC o raccomandata A/R garantisce una prova certa della data di invio. Se si usa il portale INPS online, salvare o stampare la ricevuta di presentazione.

Non identificare correttamente il provvedimento impugnato

Il ricorso deve indicare con precisione il provvedimento che si intende impugnare: numero di protocollo, data di comunicazione, tipo di prestazione negata. Un ricorso generico o che non individua correttamente l’atto impugnato rischia di essere dichiarato inammissibile, con conseguente perdita del termine.

Ignorare la comunicazione INPS perché ritenuta errata

Alcuni assicurati, convinti che l’INPS abbia torto, ignorano la comunicazione di diniego ritenendo che l’errore si risolverà da solo o che presenteranno una nuova domanda. Questo atteggiamento è pericoloso: i termini di decadenza decorrono dalla comunicazione, a prescindere dalla correttezza o meno del provvedimento. Chi ritiene di avere ragione deve agire entro i termini previsti, non aspettare.

Tabella riepilogativa dei termini

Per una visione d’insieme chiara e immediata, ecco la tabella riepilogativa dei termini di decadenza applicabili alle controversie in materia di indennità di maternità INPS:

Tipo di azioneTermineDecorrenzaNorma di riferimento
Ricorso amministrativo INPS90 giorniData comunicazione del provvedimentoArt. 47 DPR 639/1970
Pronuncia Comitato Prov. INPS sul ricorso90 giorniData presentazione ricorsoArt. 47 DPR 639/1970
Azione giudiziaria (Tribunale del Lavoro)1 annoRigetto ricorso amm. o silenzio-rigetto (91° giorno)Art. 47, c. 6, DPR 639/1970
Prescrizione ratei arretrati5 anniData di maturazione di ogni singolo rateoArt. 2948, n. 4, c.c.
Silenzio-inadempimento INPS su domanda120 giorniData presentazione domanda di prestazioneCirc. INPS n. 169/2003

Nota importante: I termini indicati sono di natura perentoria. Il loro superamento determina la decadenza definitiva dal diritto di impugnazione, che non può essere recuperata se non nei limitati casi di forza maggiore o omessa comunicazione del provvedimento da parte dell’INPS.

Cosa fare concretamente: la guida passo per passo

Se hai ricevuto un provvedimento sfavorevole dall’INPS sulla tua indennità di maternità, ecco i passi concreti da seguire per non perdere il tuo diritto per decadenza.

Step 1: Identifica il provvedimento e la data di comunicazione

Il primo passo è identificare con precisione quale provvedimento hai ricevuto e quando ti è stato comunicato. Cerca nella comunicazione INPS: la data di emissione, il numero di protocollo, la tipologia di prestazione negata (maternità obbligatoria, facoltativa, congedo parentale) e la motivazione del diniego. La data di comunicazione — ovvero il giorno in cui hai ricevuto la lettera o il messaggio INPS — è il punto di partenza per il calcolo dei termini.

Step 2: Calcola i termini di scadenza

Dalla data di comunicazione, calcola:

  • Scadenza ricorso amministrativo: data comunicazione + 90 giorni
  • Scadenza azione giudiziaria: data esito (o silenzio-rigetto) ricorso amministrativo + 1 anno

Segnati queste date sul calendario e imposta promemoria. Se il 90° giorno o il 365° giorno cadono in un giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Step 3: Contatta un patronato o un avvocato specializzato

Non affrontare da solo il ricorso INPS. Rivolgiti a un patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine) o a un avvocato specializzato in diritto del lavoro e previdenziale. Il patronato può:

  • Esaminare il provvedimento e valutare se ci sono i presupposti per il ricorso
  • Raccogliere la documentazione necessaria (buste paga, certificati di maternità, estratti contributivi)
  • Redigere e presentare il ricorso all’INPS nei termini previsti
  • Monitorare l’esito del ricorso amministrativo e avvisarti dei prossimi passi

Se il ricorso amministrativo non va a buon fine, il patronato può anche indirizzarti verso un avvocato per l’eventuale azione giudiziaria, fornendoti tutta la documentazione già raccolta.

Step 4: Raccogli tutta la documentazione

Per sostenere il ricorso, hai bisogno di documentazione completa. In materia di indennità di maternità, i documenti fondamentali sono:

  • Certificato di nascita del figlio (o certificato medico di gravidanza/nascita)
  • Estratto contributivo INPS aggiornato (scaricabile dal portale MyINPS)
  • Buste paga degli ultimi 12-24 mesi (per il calcolo della base imponibile)
  • Certificato di gravidanza del medico o dell’ostetrica (per maternità obbligatoria)
  • Contratto di lavoro o documentazione attestante il rapporto di lavoro
  • Ricevuta della domanda di maternità presentata all’INPS
  • Il provvedimento di diniego o di liquidazione parziale ricevuto dall’INPS

Step 5: Valuta il Bonus Mamme come tutela complementare

Mentre attendi l’esito del ricorso, verifica se hai diritto ad altre misure di sostegno alla maternità, come il Bonus Mamme (decontribuzione per le lavoratrici madri) o l’Assegno Unico Universale. Queste prestazioni hanno procedure e termini autonomi rispetto all’indennità di maternità tradizionale.

La decadenza per il ricorso INPS sull’indennità di maternità è una questione tecnica ma di enorme importanza pratica. I termini previsti dall’art. 47 DPR 639/1970 — 90 giorni per il ricorso amministrativo e 1 anno per l’azione giudiziaria — devono essere rispettati scrupolosamente, pena la perdita definitiva del diritto a contestare il provvedimento sfavorevole dell’INPS.

L’orientamento della Corte di Cassazione è chiaro e consolidato: i termini decorrono dalla conoscenza effettiva del provvedimento, l’INPS ha l’obbligo di comunicarlo formalmente, e il silenzio-inadempimento dell’ente non può tornare a danno dell’assicurata. Tuttavia, la tutela di questi principi richiede di agire in modo tempestivo e consapevole, preferibilmente con l’assistenza di un patronato o di un legale specializzato.

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Domande Frequenti sulla decadenza del ricorso per maternità INPS

Entro quando devo presentare il ricorso se l’INPS mi nega l’indennita di maternita?

Hai 90 giorni dalla data in cui hai ricevuto la comunicazione del diniego per presentare ricorso amministrativo all’INPS. Se il Comitato Provinciale non si pronuncia entro altri 90 giorni (o nega il ricorso), hai poi 1 anno per agire in giudizio davanti al Tribunale del Lavoro. Questi termini sono perentori: superarli significa perdere definitivamente il diritto a contestare.

Se non ho mai ricevuto comunicazione dall’INPS, i termini di decadenza decorrono lo stesso?

No. Secondo la Cassazione (sent. n. 10869/2018), il termine di decadenza decorre dalla data in cui hai avuto effettiva conoscenza del provvedimento. Se l’INPS non ti ha comunicato il diniego, i termini non possono decorrere a tuo danno. E’ pero importante che tu possa dimostrare di non aver ricevuto la comunicazione. Contatta il patronato per verificare lo stato della tua domanda sul portale INPS.

Cosa succede se presento il ricorso amministrativo ma poi non vado davanti al giudice entro 1 anno?

Se il Comitato Provinciale INPS rigetta il tuo ricorso (o non risponde entro 90 giorni), hai 1 anno di tempo per proporre ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro. Se lasci trascorrere questo termine senza agire, decadi definitivamente dal diritto di contestare il provvedimento e perdi ogni possibilita di ottenere quella prestazione tramite vie legali.

Posso recuperare gli arretrati dell’indennita di maternita degli anni precedenti?

Si, ma con limiti. Se vinci il ricorso e ottieni il riconoscimento del diritto all’indennita di maternita, puoi recuperare al massimo gli arretrati degli ultimi 5 anni (prescrizione quinquennale ex art. 2948, n. 4, c.c.). Le somme piu vecchie di 5 anni sono prescritte e non piu recuperabili, anche se hai vinto il ricorso.

Un CAF puo presentare il ricorso INPS per la maternita al posto mio?

Si. I CAF e i patronati abilitati possono presentare ricorso amministrativo all’INPS per conto dell’assicurata, con delega. Il CAF raccoglie la documentazione, redige il ricorso e lo invia all’INPS, monitorando l’esito. Per il successivo ricorso giudiziario e invece necessario rivolgersi a un avvocato abilitato al patrocinio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i ricorsi in materia di maternita e patronato.


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    Alexandra Bala
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    01/09/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Maggio 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 e atteso nella seconda meta del mese per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. L’Assegno Unico Universale (AUU), la prestazione erogata dall’INPS a supporto delle famiglie con figli a carico, segue ogni mese un calendario preciso che dipende dalla situazione ISEE del nucleo familiare e dall’eventuale presenza di domande gia consolidate o da aggiornare. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che ti serve sapere: le date di accredito di maggio 2026, gli importi aggiornati, le cause piu comuni che bloccano il pagamento e come risolverle, le fasce ISEE di riferimento e i contatti per richiedere assistenza immediata.

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    Indice dei contenuti

    1. Quando arriva il pagamento di maggio 2026
    2. Calendario date accredito INPS maggio 2026
    3. Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle
    4. Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali
    5. Come sbloccare l’erogazione: guida pratica
    6. Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare
    7. Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie
    8. ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento
    9. Arretrati e conguagli: quando spettano
    10. Simulazione importo: calcola il tuo assegno
    11. Domande frequenti

    Quando arriva il pagamento di maggio 2026

    Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 non ha una data unica valida per tutti: l’INPS accredita la prestazione in un arco temporale che va indicativamente dal 17 al 30 maggio 2026, con variazioni in base alla tipologia di domanda e alle caratteristiche del nucleo familiare. Esistono due macro-categorie di beneficiari con tempistiche diverse:

    • Famiglie con domanda consolidata e ISEE valido: il pagamento avviene nella terza settimana del mese, di norma tra il 17 e il 22 maggio 2026. Questi nuclei hanno gia completato ogni adempimento burocratico e l’INPS eroga automaticamente l’importo sulla base dei dati in archivio.
    • Famiglie in attesa di rinnovo ISEE o con pratiche in corso: il pagamento puo slittare fino alla fine del mese (26-30 maggio), oppure essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione ISEE.
    • Nuovi richiedenti o domande presentate nel mese corrente: per chi ha inoltrato la domanda dopo il 30 aprile 2026, il primo accredito avviene nel mese successivo alla lavorazione della pratica da parte dell’INPS.

    E importante ricordare che l’Assegno Unico Universale non prevede un giorno fisso di pagamento pubblicato ufficialmente dall’INPS nel senso di un calendario preventivo assoluto: l’istituto comunica le date attraverso i suoi canali istituzionali (sito INPS, Patronato e CAF autorizzati) a ridosso dell’erogazione. Tuttavia, sulla base dei pagamenti degli anni precedenti e delle circolari INPS di riferimento, e possibile stimare con buona precisione le finestre di accredito.

    Calendario date accredito INPS maggio 2026

    Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 si articola come segue, sulla base delle finestre di accredito storicamente consolidate e dei comunicati dell’istituto previdenziale:

    Tipologia beneficiarioFinestra di accreditoNote
    Domanda attiva, ISEE 2026 valido, nessuna variazione17 – 22 maggio 2026Accredito automatico, nessuna azione richiesta
    Domanda attiva, ISEE in aggiornamento23 – 27 maggio 2026Il pagamento avviene dopo la validazione dell’ISEE
    Domanda rinnovata a maggio 202626 – 30 maggio 2026Il primo pagamento e in questo range
    Domanda con variazioni familiari (nascita figlio, separazione)28 – 31 maggio 2026Necessaria verifica da parte dell’operatore INPS
    Prima domanda presentata dopo il 30 aprile 2026Giugno 2026L’accredito scatta dal mese successivo alla lavorazione

    L’accredito avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale (oppure sulla carta prepagata con IBAN) indicato nella domanda originaria. Non e previsto il pagamento in contanti o tramite sportello fisico INPS. Se hai cambiato coordinate bancarie, e obbligatorio aggiornare l’IBAN prima del pagamento.

    Per verificare lo stato in tempo reale del proprio pagamento, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure contattare il tuo CAF di fiducia o il Patronato.

    Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle

    Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati aggiornati con la rivalutazione ISTAT e tengono conto delle soglie ISEE vigenti. La prestazione e differenziata in base a: numero di figli, eta dei figli, presenza di disabilita, situazione economica del nucleo (ISEE). Di seguito la tabella degli importi mensili per figlio:

    Importi per figlio minorenne (fino a 21 anni)

    ISEE 2026Importo mensile per figlioMaggiorazione per figlio disabile
    Fino a 17.090 euro199,40 euro+ fino a 120 euro
    Da 17.090 a 40.000 euroImporto decrescente progressivo+ fino a 120 euro
    Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)57,00 euro (minimo garantito)+ 30 euro

    Nota importante: gli importi indicati sono basati sulla struttura tariffaria dell’Assegno Unico 2025-2026, rivalutata in base all’indice ISTAT di inflazione. Le cifre esatte per il 2026 possono subire lievi variazioni in seguito alla rivalutazione ufficiale comunicata dall’INPS con circolari specifiche all’inizio dell’anno.

    Maggiorazioni previste nel 2026

    Oltre all’importo base, esistono diverse maggiorazioni mensili che si aggiungono all’assegno base:

    • Maggiorazione per nuclei numerosi (3 o piu figli): da 15 a 85 euro mensili per figlio aggiuntivo dal terzo in poi, decrescente in base all’ISEE
    • Maggiorazione per figlio con disabilita: da 30 a 120 euro mensili, in base al grado di disabilita riconosciuta
    • Maggiorazione per madre con meno di 21 anni: 20 euro mensili aggiuntivi
    • Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori (doppio reddito): da 30 euro mensili (ISEE fino a 15.000 euro), decrescente fino a zero per ISEE superiore a 40.000 euro
    • Maggiorazione temporanea per neonati (primo anno di vita): nei nuclei con ISEE fino a 40.000 euro, la maggiorazione per i figli nati nel 2022 e successivamente puo raggiungere i 120 euro al mese per il primo anno

    Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali

    Se il pagamento di maggio 2026 non e arrivato entro la fine del mese, le cause possono essere molteplici. Di seguito le situazioni piu frequenti riscontrate dai nostri operatori CAF:

    1. ISEE scaduto o non presentato

    La causa piu frequente di mancato pagamento e l’ISEE scaduto. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validita dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se non hai rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS continua a erogare l’assegno ma all’importo minimo garantito (57 euro per figlio). Se non l’hai presentato affatto, il pagamento puo essere bloccato. Presentare l’ISEE e fortemente consigliato entro i primi mesi dell’anno per ricevere gli arretrati con conguaglio da gennaio.

    2. IBAN errato o non aggiornato

    Se hai cambiato banca, aperto un nuovo conto corrente o la carta prepagata e scaduta, l’IBAN registrato nell’INPS potrebbe non essere piu valido. In questo caso il pagamento viene rifiutato e sospeso. E necessario aggiornare le coordinate bancarie tramite MyINPS o tramite un CAF.

    3. Domanda non rinnovata o decaduta

    L’Assegno Unico si rinnova automaticamente se la domanda precedente era valida e attiva. Tuttavia, in alcuni casi l’INPS richiede un rinnovo esplicito della domanda, ad esempio quando cambiano significativamente i dati del nucleo familiare (separazione, nuovo figlio, cambio residenza). Se la domanda risulta “in scadenza” o “decaduta” nel portale MyINPS, e necessario inoltrarla nuovamente.

    4. Variazioni del nucleo familiare non comunicate

    La nascita di un figlio, il compimento del 21° anno di eta da parte di un figlio gia beneficiario, una separazione o divorzio, o il cambio di residenza sono tutti eventi che devono essere comunicati tempestivamente all’INPS. Il mancato aggiornamento puo generare pagamenti errati (eccedenti o carenti) e successivi recuperi di indebito.

    5. Domanda in lavorazione o con richiesta di documentazione

    In alcuni casi l’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva (certificato di disabilita, atto di nascita, documentazione stranieri UE/extra-UE). Se la pratica e “in istruttoria” o segnata come “richiesta documentazione”, il pagamento e sospeso fino alla verifica. E fondamentale rispondere tempestivamente alle richieste dell’INPS.

    Come sbloccare l’erogazione: guida pratica

    Se il pagamento di maggio e bloccato o non arrivato, segui questa procedura passo per passo per sbloccare l’erogazione nel minor tempo possibile:

    Step 1: Verifica lo stato della domanda su MyINPS

    Accedi al portale MyINPS (myinps.inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Assegno Unico e Universale” trovi il dettaglio della tua domanda: stato, importo, IBAN registrato e eventuali segnalazioni. Verifica che lo stato sia “Accolto” o “In pagamento”. Se trovi segnalazioni come “Sospeso”, “In istruttoria” o “Richiesta documentazione”, leggi attentamente il messaggio e prendi nota di cosa viene richiesto.

    Step 2: Controlla la validita dell’ISEE

    Verifica che il tuo ISEE 2026 sia ancora valido. Ricorda che l’ISEE ha validita fino al 31 dicembre 2026, ma se lo hai presentato a fine 2025 e nel frattempo ci sono state variazioni patrimoniali significative, potresti dover aggiornarlo. Se l’ISEE non e presente, presentalo subito: l’INPS calcolera gli arretrati da gennaio 2026 con conguaglio nel primo pagamento utile.

    Step 3: Aggiorna l’IBAN se necessario

    Se l’IBAN e cambiato, accedi a MyINPS e aggiorna le coordinate bancarie nella sezione “Dati di pagamento”. In alternativa, rivolgiti a un CAF o Patronato autorizzato: i nostri operatori possono aggiornare l’IBAN direttamente nel sistema INPS in tempi rapidi.

    Step 4: Invia documentazione mancante

    Se l’INPS ha richiesto documentazione aggiuntiva, puoi caricarla direttamente su MyINPS oppure consegnarla fisicamente presso uno sportello INPS o tramite il tuo CAF. I documenti piu frequentemente richiesti includono: certificato di disabilita (verbale INPS o commissione medica locale), documentazione per figli stranieri (permesso di soggiorno, stato di famiglia consolare), atto di nascita per figli nati di recente.

    Step 5: Contatta il CAF o il Patronato

    Se dopo aver verificato tutti i punti precedenti il problema persiste, il modo piu rapido per risolverlo e contattare il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS e possono: verificare lo stato della pratica in tempo reale, aggiornare domande e dati, inviare documentazione e seguire il caso fino alla risoluzione. Puoi contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o telefonare allo 0432 1638640.

    Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare

    Se la domanda e scaduta o non rinnovata, non devi preoccuparti: puoi presentarla nuovamente in qualsiasi momento dell’anno. Tieni pero presente queste regole fondamentali:

    • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: hai diritto agli arretrati da gennaio 2026. L’INPS effettuera un conguaglio e accreditera le mensilita non pagate nel primo pagamento utile.
    • Domanda presentata dal 1 luglio 2026 in poi: il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda, senza arretrati. Non e possibile recuperare le mensilita precedenti.
    • Scadenza critica: per non perdere gli arretrati da gennaio 2026, e indispensabile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2026.

    La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF o Patronato autorizzato. Non e possibile presentarla allo sportello fisico INPS senza appuntamento. Puoi anche consultare i nostri articoli sulla maternita obbligatoria e facoltativa 2026 per approfondire i diritti delle mamme lavoratrici correlati all’Assegno Unico.

    Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie

    L’aggiornamento dell’IBAN per l’Assegno Unico e una delle operazioni piu comuni che gestiamo al CAF. Ecco come procedere:

    Tramite MyINPS (autonomamente)

    • Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
    • Vai alla sezione “I miei servizi” > “Assegno Unico e Universale”
    • Seleziona la domanda attiva
    • Clicca su “Modifica dati di pagamento”
    • Inserisci il nuovo IBAN e conferma
    • L’aggiornamento diventa operativo nel giro di 24-48 ore lavorative

    Tramite CAF o Patronato

    Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine portando con te: documento di identita, codice fiscale, e il nuovo IBAN (puoi trovarlo sull’estratto conto o nell’app della banca). I nostri operatori aggiorneranno le coordinate nel sistema INPS in tempo reale.

    Attenzione: se il pagamento viene rifiutato dalla banca per IBAN errato, l’INPS non lo riaccredita automaticamente. E necessario aggiornare l’IBAN e poi attendere il successivo ciclo di pagamento mensile, oppure inviare una specifica richiesta di riaccredito tramite il Patronato.

    ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento

    L’ISEE e il pilastro dell’Assegno Unico: senza un ISEE valido, l’importo percepito e quello minimo garantito (57 euro per figlio al mese), indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia. Ecco le regole fondamentali:

    ISEE non presentato

    Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS eroga comunque l’assegno, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Non appena presenti l’ISEE e viene validato (in genere entro 10 giorni lavorativi), l’INPS calcola gli arretrati dalla data di inizio del beneficio (o da gennaio 2026 se la domanda era attiva) e li eroga con conguaglio nel primo pagamento utile. E quindi conveniente presentare l’ISEE il prima possibile per recuperare le mensilita alla quota piena.

    ISEE scaduto (presentato nel 2025)

    L’ISEE presentato nel 2025 e valido fino al 31 dicembre 2025. Dal 1 gennaio 2026 non e piu valido. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE 2026, l’INPS sta erogando l’assegno all’importo minimo. Rinnova subito l’ISEE recandoti al CAF: il rinnovo consente di recuperare gli importi corretti da gennaio 2026 con arretrati.

    Come presentare o rinnovare l’ISEE al CAF

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di presentazione e rinnovo dell’ISEE durante tutto l’anno. I documenti necessari includono: Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo, ultimi CU o dichiarazioni dei redditi, dati patrimonio immobiliare e mobiliare, saldo e giacenza media conti correnti. Puoi prenotare un appuntamento telefonando allo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

    Arretrati e conguagli: quando spettano

    Gli arretrati dell’Assegno Unico sono le mensilita non percepite o percepite in misura ridotta che l’INPS deve recuperare. Ecco i casi principali in cui scatta il conguaglio:

    • Presentazione tardiva dell’ISEE: se hai presentato l’ISEE 2026 dopo gennaio 2026, gli arretrati vengono calcolati da marzo 2026 (il mese successivo a quello di presentazione della DSU) fino al mese corrente e accreditati in un’unica soluzione.
    • Aggiornamento ISEE con importo piu basso: se il nuovo ISEE e inferiore a quello precedente (o all’assenza di ISEE), l’importo aumenta retroattivamente. L’INPS verifica e accredita la differenza.
    • Domanda presentata con ritardo entro il 30 giugno: gli arretrati da gennaio vengono pagati in un’unica soluzione.
    • Riconoscimento di una maggiorazione non applicata: ad esempio, se un figlio ha ricevuto un verbale di disabilita con effetto retroattivo, la maggiorazione viene applicata dalla data del riconoscimento e gli arretrati vengono liquidati.

    Tempi di accredito degli arretrati: in genere l’INPS liquida gli arretrati nel ciclo di pagamento mensile successivo alla regolarizzazione della posizione. Il conguaglio appare come voce separata nell’estratto conto (es. “Conguaglio AUU gen-apr 2026”).

    Simulazione importo: calcola il tuo assegno

    Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno Unico spettante al tuo nucleo familiare, puoi utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS (inps.it > sezione “Assegno Unico e Universale” > Simulatore). Oppure, puoi usare la formula semplificata qui sotto come stima orientativa:

    Esempio pratico di calcolo

    Caso 1: Nucleo con 2 figli minorenni, ISEE 2026 di 20.000 euro, nessuna disabilita, entrambi i genitori lavoratori.

    • Importo base per figlio con ISEE 20.000: circa 150 euro/mese (valore interpolato tra il minimo e il massimo)
    • Maggiorazione entrambi i genitori lavoratori (ISEE 20.000): circa 20 euro/mese per figlio
    • Importo totale stimato: (150 + 20) x 2 = 340 euro/mese

    Caso 2: Nucleo con 3 figli (1 minorenne con disabilita media), ISEE 2026 di 12.000 euro, un genitore lavoratore.

    • Importo base per i 2 figli non disabili con ISEE 12.000: circa 180 euro/mese ciascuno
    • Importo base per il figlio disabile: circa 180 euro + 85 euro maggiorazione disabilita = 265 euro/mese
    • Maggiorazione dal 3 figlio: circa 50 euro aggiuntivi
    • Importo totale stimato: (180 x 2) + 265 + 50 = 675 euro/mese

    Queste sono stime orientative. Per un calcolo preciso e personalizzato, rivolgiti ai nostri operatori CAF: calcoliamo gratuitamente l’importo spettante e verifichiamo che tu stia ricevendo tutto a cui hai diritto. Potrebbero esserci maggiorazioni non applicate che stai perdendo. Ricorda che puoi cumulare l’Assegno Unico con il congedo straordinario Legge 104 se sei caregiver di un figlio con disabilita grave, oppure con la guida al pagamento di giugno 2026 per capire cosa aspettarti nel prossimo mese.

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    Domande Frequenti sull’Assegno Unico di Maggio 2026

    Quando arriva l’Assegno Unico di maggio 2026?

    Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 viene accreditato indicativamente tra il 17 e il 30 maggio 2026. Le famiglie con domanda consolidata e ISEE valido ricevono il pagamento nella terza settimana (17-22 maggio), mentre chi ha pratiche in corso o ha rinnovato la domanda nel mese corrente puo riceverlo nella quarta settimana o entro il 30 maggio.

    Perche l’Assegno Unico non mi e ancora arrivato?

    Le cause piu comuni sono: ISEE scaduto o non presentato (in tal caso si riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio), IBAN non aggiornato, domanda scaduta o non rinnovata, variazioni del nucleo familiare non comunicate, o documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS. Verifica lo stato della domanda su MyINPS o contatta il tuo CAF per assistenza immediata.

    Come faccio a controllare se ho ricevuto il pagamento?

    Puoi verificare il pagamento accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Assegno Unico e Universale. Oppure puoi controllare il tuo estratto conto bancario: l’accredito appare con causale INPS AUU o Assegno Unico Universale. In alternativa, il tuo CAF o Patronato puo verificare lo stato del pagamento per tuo conto.

    Se non ho l’ISEE posso ricevere l’Assegno Unico?

    Si, anche senza ISEE hai diritto all’Assegno Unico, ma riceverai solo l’importo minimo garantito di 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE valido, l’importo viene adeguato alla tua situazione economica e ricevi gli arretrati dalla data di presentazione. Se hai presentato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati da gennaio 2026.

    Posso ricevere l’Assegno Unico se sono straniero?

    Si, i cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto all’Assegno Unico se sono in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio, ricerca o familiari, e i figli risiedono in Italia. I cittadini UE hanno le stesse condizioni dei cittadini italiani. Per i dettagli del tuo caso specifico, rivolgiti al CAF.


    Hai bisogno di assistenza per l’Assegno Unico?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’Assegno Unico Universale: presentazione e rinnovo della domanda, aggiornamento ISEE, sblocco pagamenti, aggiornamento IBAN, verifica arretrati e molto altro. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 09:24:382026-05-31 14:08:53Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione
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      Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario

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      Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026? Se stai aspettando il pagamento mensile per i tuoi figli a carico, in questa guida trovi tutte le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni per verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) viene erogato ogni mese dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, ed è il principale strumento di sostegno alla genitorialità in Italia.

      Indice dei contenuti

      1. Date di Pagamento Giugno 2026
      2. Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando
      3. Importi per Fascia ISEE 2026
      4. Maggiorazioni: Disabilità, Famiglie Numerose e Genitori Lavoratori
      5. Conguagli di Giugno: Cosa Aspettarsi
      6. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
      7. Cosa Fare Se il Pagamento Non Arriva
      8. Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno
      9. Domande Frequenti

      Date di Pagamento Assegno Unico Giugno 2026

      L’INPS segue un calendario ormai consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per giugno 2026, le date previste sono:

      • 17-18-19 giugno 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico con domanda in essere e ISEE regolarmente rinnovato. Questa è la finestra principale che riguarda la stragrande maggioranza delle famiglie
      • Fine giugno 2026 (26-30 giugno): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
      • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli legati al nuovo ISEE 2026, arretrati e ricalcoli possono essere accreditati in qualsiasi momento del mese

      Nota importante: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Se hai un conto presso una banca online, i tempi di accredito potrebbero essere ancora più rapidi.

      Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando

      Non tutte le famiglie ricevono il pagamento nella stessa data. Ecco come funziona il calendario dei pagamenti INPS per giugno 2026:

      Tipologia beneficiarioData previstaNote
      Beneficiari in corso (ISEE aggiornato)17-18-19 giugnoPagamento regolare mensile
      Nuove domande (presentate entro maggio)26-30 giugnoUltimo giorno lavorativo del mese
      Domande con ISEE presentato dopo marzo17-19 giugnoCon eventuale conguaglio arretrati
      Beneficiari senza ISEE 202617-19 giugnoImporto minimo (57 euro/figlio)
      Conguagli e arretratiVariabilePossibili in qualsiasi momento del mese

      Se hai presentato una nuova domanda tra aprile e maggio 2026, il primo pagamento arriverà verso fine giugno. L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni per elaborare le nuove richieste.

      Importi Assegno Unico Giugno 2026 per Fascia ISEE

      Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento annuale ISTAT al costo della vita. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio a carico:

      Fascia ISEEImporto mensile per figlio
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
      Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
      Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
      Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
      Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
      Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
      Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
      Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro (importo minimo)

      Esempio pratico: una famiglia con ISEE di 22.000 euro e 2 figli minorenni riceve circa 160 euro per figlio, per un totale di circa 320 euro al mese. Se la stessa famiglia non avesse presentato l’ISEE, riceverebbe soltanto 114 euro totali (57 euro per figlio). La differenza è enorme: ecco perché rinnovare l’ISEE è fondamentale.

      Maggiorazioni Assegno Unico Giugno 2026: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

      Oltre all’importo base calcolato sulla fascia ISEE, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’importo mensile. Ecco tutte quelle in vigore a giugno 2026:

      Maggiorazione per figli con disabilità

      • Figli minorenni con disabilità: da 91,20 a 113,50 euro in più per figlio, in base al grado di disabilità (non autosufficienza, disabilità grave o media)
      • Figli maggiorenni 18-20 anni con disabilità: maggiorazione fissa di 96,90 euro
      • Figli disabili oltre i 21 anni: importo base di 91,20 euro mensili (senza limiti di età)

      Per approfondire, leggi la nostra guida completa sull’Assegno Unico Figli Disabili 2026.

      Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

      • Dal terzo figlio in poi: maggiorazione da 17,10 a 91,20 euro per figlio (in base all’ISEE)
      • Nuclei con 4 o più figli: ulteriore forfait aggiuntivo di 150 euro al mese per l’intero nucleo familiare, indipendentemente dall’ISEE

      Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

      • Entrambi i genitori con reddito da lavoro: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. L’importo decresce fino ad azzerarsi per ISEE superiori a 45.810,71 euro
      • Madri con meno di 21 anni: maggiorazione fissa di 22,80 euro per figlio

      Conguagli di Giugno 2026: Cosa Aspettarsi

      Giugno è un mese particolarmente importante per i conguagli dell’Assegno Unico. Ecco perché:

      • Nuovo ISEE presentato tra marzo e maggio: se hai rinnovato l’ISEE nei mesi scorsi, l’INPS potrebbe aver già ricalcolato l’importo. A giugno potresti ricevere, insieme alla rata mensile, anche gli arretrati relativi ai mesi in cui hai percepito l’importo minimo in attesa del nuovo ISEE
      • Variazioni del nucleo familiare: nascita di un nuovo figlio, separazione, cambio di residenza o altre variazioni comunicate all’INPS possono generare conguagli positivi o negativi
      • Correzioni ISEE: se hai presentato un ISEE corrente (in caso di variazione significativa del reddito rispetto al 2024), l’INPS ricalcola l’importo e versa la differenza

      Come riconoscere un conguaglio: nel fascicolo previdenziale di MyINPS, il pagamento avrà una voce specifica come “conguaglio AUU” o “arretrati AUU”. L’importo sarà superiore alla rata mensile standard. Per saperne di più, consulta la nostra guida sugli Arretrati Assegno Unico 2026.

      Come Verificare il Pagamento su MyINPS

      Se vuoi controllare lo stato del pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2026, puoi farlo facilmente attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura passo per passo:

      1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca digita “Assegno Unico” oppure vai su “Prestazioni e servizi” e poi “Assegno Unico e Universale”
      3. Controlla lo stato della domanda: verifica che la tua domanda risulti in stato “Accolta” e che l’ISEE sia aggiornato al 2026
      4. Consulta i pagamenti: nella sezione “Pagamenti” troverai lo storico di tutti gli accrediti effettuati, con date e importi
      5. Verifica il fascicolo previdenziale: per un dettaglio ancora più completo, accedi al “Fascicolo previdenziale del cittadino” dove troverai le disposizioni di pagamento con la data esatta dell’accredito

      Consiglio pratico: attiva le notifiche push sull’app INPS Mobile per ricevere un avviso automatico quando il pagamento viene disposto. In questo modo non dovrai controllare manualmente ogni giorno.

      Cosa Fare Se il Pagamento di Giugno Non Arriva

      Se entro il 22-23 giugno non hai ancora ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico (e sei un beneficiario in corso), non farti prendere dal panico. Ecco cosa verificare e come agire:

      • Controlla l’IBAN: accedi a MyINPS e verifica che l’IBAN registrato sia corretto e ancora attivo. Se hai cambiato conto corrente, aggiorna immediatamente i dati
      • Verifica lo stato della domanda: assicurati che la domanda risulti “Accolta” e non “Sospesa” o “In evidenza”. Se è sospesa, potrebbe mancare un documento
      • Controlla l’ISEE: se l’ISEE risulta scaduto o con anomalie (ad esempio, omissioni o difformità), l’INPS potrebbe aver sospeso il pagamento
      • Verifica eventuali comunicazioni INPS: controlla la casella postale di MyINPS per eventuali richieste di integrazione documentale
      • Attendi fino a fine mese: in alcuni casi, specialmente dopo variazioni della domanda, il pagamento può slittare alla seconda finestra (26-30 giugno)

      Se dopo il 30 giugno non hai ricevuto nulla: contatta l’INPS tramite il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento), oppure recati al patronato più vicino. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della pratica e nell’eventuale reclamo: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno 2026

      Giugno è un mese cruciale per chi non ha ancora rinnovato l’ISEE 2026. Ecco cosa devi sapere:

      • Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio, indipendentemente dalla tua situazione economica reale
      • Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati dalla data di decorrenza della domanda (o dal 1° marzo se la domanda era già attiva). L’INPS ricalcola automaticamente gli importi e versa la differenza
      • Attenzione alla scadenza: più tardi presenti l’ISEE, più tardi riceverai gli arretrati. Inoltre, se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno, potresti perdere una parte degli arretrati relativi al primo semestre

      Dove presentare l’ISEE: puoi farlo autonomamente tramite il portale INPS (DSU precompilata) oppure rivolgendoti a un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente: scopri di più sulla scadenza ISEE e l’Assegno Unico.

      Esempio pratico: se hai 2 figli e un ISEE di 15.000 euro, con l’ISEE aggiornato ricevi 398,80 euro al mese (199,40 euro per figlio). Senza ISEE, ricevi solo 114 euro. La differenza è di 284,80 euro al mese. In 6 mesi di ritardo, perdi potenzialmente oltre 1.700 euro.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sull’Assegno Unico Giugno 2026

      Quando viene pagato l’Assegno Unico di giugno 2026?

      Per i beneficiari con domanda già attiva e ISEE aggiornato, il pagamento è previsto tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande, il pagamento avviene nell’ultima settimana del mese (26-30 giugno).

      Quanto prendo di Assegno Unico a giugno 2026?

      L’importo dipende dalla fascia ISEE: si va da un massimo di 199,40 euro per figlio (ISEE fino a 17.090,61 euro) a un minimo di 57 euro per figlio (ISEE oltre 45.810,71 euro o senza ISEE presentato). A questo importo base si sommano eventuali maggiorazioni per disabilità, famiglie numerose e genitori lavoratori.

      Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

      No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata: una volta presentata, resta valida fino a quando sussistono i requisiti. Quello che devi rinnovare ogni anno è l’ISEE (entro il 28 febbraio per non perdere arretrati, ma puoi presentarlo anche dopo). Senza ISEE aggiornato ricevi l’importo minimo.

      Cosa succede se presento l’ISEE a giugno?

      Se presenti l’ISEE 2026 a giugno, l’INPS ricalcola l’importo dell’Assegno Unico in base alla nuova attestazione. Riceverai gli arretrati dalla data di decorrenza: se la domanda era già attiva, gli arretrati partono dal mese di marzo 2026 (con l’importo pieno anziché il minimo). Il conguaglio viene generalmente erogato entro 1-2 mesi dalla presentazione dell’ISEE.

      L’Assegno Unico di giugno arriva prima con Poste Italiane?

      Sì, storicamente Poste Italiane accredita il pagamento con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Quindi se la data di pagamento INPS è il 17 giugno, chi ha il conto alle Poste potrebbe vedere l’accredito già il 15-16 giugno.

      Posso ricevere l’Assegno Unico su una carta prepagata?

      Sì, l’Assegno Unico può essere accreditato su qualsiasi IBAN italiano, incluse carte prepagate dotate di IBAN (come PostePay Evolution, Hype, N26 e simili). L’importante è che l’IBAN sia intestato o cointestato al richiedente.


      Hai bisogno di assistenza per la domanda di Assegno Unico, il rinnovo dell’ISEE o la verifica dei pagamenti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza gratuita. Contattaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o invia una email a info@centrofiscale.com. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

      Leggi anche: Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS | Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva | Calcolo Assegno Unico 2026: Simulatore e Esempi

      Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 13:06:45Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario
      BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

      Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa

      Richiesta Bonus Nascita - Bonus Bebè - Asilo nido Udine CAF

      Indice dei contenuti

      1. Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?
      2. Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?
      3. Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti
      4. Come fare domanda INPS: procedura passo passo
      5. Documenti necessari per la domanda
      6. Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione
      7. Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli
      8. Compatibilità con altri bonus e agevolazioni
      9. Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi
      10. Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026

      Il Bonus Nuovi Nati 2026 è un contributo una tantum di 1.000 euro erogato dall’INPS per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 206, Legge n. 207/2024), il bonus è stato confermato anche per il 2026 e rappresenta uno degli strumenti di sostegno alla natalità più attesi dalle famiglie italiane. La misura è rivolta ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 40.000 euro e può essere richiesta entro precisi termini dalla nascita o adozione del bambino.

      In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al bonus, come calcolare il requisito ISEE, la procedura completa per fare domanda sul portale INPS, i documenti da preparare e i tempi di erogazione. Se hai dubbi o hai bisogno di assistenza per la domanda, il nostro CAF è a tua disposizione.

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      Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?

      Il Bonus Nuovi Nati è una misura di sostegno alla natalità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, articolo 1, commi 206-214). Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro corrisposto in un’unica soluzione dall’INPS direttamente al genitore richiedente, senza necessità di presentare fatture o ricevute di spesa: il denaro è libero, senza vincoli di destinazione.

      La misura è stata istituita con l’obiettivo dichiarato di incentivare la natalità in Italia, che ha raggiunto nel 2023 il minimo storico di circa 379.000 nati. Il bonus si affianca ad altre misure già esistenti come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido e il Bonus Mamme Lavoratrici, costruendo un quadro complessivo di sostegno alle famiglie con figli.

      Base normativa: La misura è stata originariamente disciplinata dall’art. 1, commi 206-214 della Legge n. 207/2024. L’INPS ha successivamente emanato la circolare n. 51 del 25 marzo 2025 con le istruzioni operative per la presentazione delle domande, e il messaggio INPS n. 1335 del 24 aprile 2025 con cui ha comunicato l’avvio effettivo del servizio di acquisizione delle domande sul portale.

      Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?

      Per avere diritto al Bonus Nuovi Nati 2026 da 1.000 euro è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti, come stabilito dalla Legge n. 207/2024 e specificato nella circolare INPS n. 51/2025:

      1. Nascita o adozione del figlio dal 1° gennaio 2025

      Il bonus spetta per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo a partire dal 1° gennaio 2025. Non è previsto un limite di età del bambino al momento della domanda (tranne la scadenza di 90 giorni dalla nascita/adozione per presentare la richiesta), ma occorre che l’evento sia avvenuto entro il 31 dicembre del relativo anno di bilancio. Il bonus si applica a ciascun figlio: se nascono gemelli, spettano 1.000 euro per ogni bambino, quindi 2.000 euro in totale.

      2. Cittadinanza o residenza in Italia

      Il richiedente deve essere:

      • Cittadino italiano o cittadino UE residente in Italia
      • Cittadino straniero extra-UE in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno per asilo o protezione internazionale
      • Con residenza anagrafica in Italia al momento della presentazione della domanda

      3. Requisito ISEE non superiore a 40.000 euro

      Il nucleo familiare del richiedente deve avere un ISEE corrente non superiore a 40.000 euro al momento della domanda. Si tratta di una soglia relativamente alta che include la grande maggioranza delle famiglie italiane. L’ISEE da presentare è quello relativo al nucleo familiare aggiornato che include il neonato o il bambino adottato. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE dopo la nascita, dovrai farlo prima di presentare la domanda (vedi oltre).

      4. Convivenza con il figlio

      Il richiedente deve convivere con il figlio nel nucleo familiare al momento della domanda. Il genitore che presenta la domanda deve risultare nello stesso stato di famiglia del bambino. In caso di genitori separati o non conviventi, ha diritto al bonus il genitore con cui il bambino convive.

      Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti

      L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro centrale per l’accesso al bonus. Capire come funziona è fondamentale per sapere se hai diritto alla prestazione e come procedere prima di presentare la domanda INPS.

      Quale ISEE serve?

      Per il Bonus Nuovi Nati occorre presentare l’ISEE corrente che includa il neonato o il bambino adottato nel nucleo familiare. Dopo la nascita di un figlio, l’ISEE cambia perché cambia la composizione del nucleo e si applicano le relative scale di equivalenza. Pertanto, se prima della nascita avevi un ISEE superiore a 40.000 euro, dopo la nascita del figlio potrebbe scendere sotto la soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza.

      Attenzione: L’ISEE viene calcolato considerando i redditi e il patrimonio dell’anno precedente (DSU precompilata). Per il 2026 l’ISEE è basato sui dati 2024. Se la situazione reddituale è cambiata significativamente, puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale.

      La scala di equivalenza con il neonato

      La scala di equivalenza ISEE tiene conto della composizione del nucleo familiare:

      Componenti del nucleoCoefficiente ISEE
      1 persona1,00
      2 persone1,57
      3 persone2,04
      4 persone2,46
      5 persone2,85
      Maggiorazione per ogni figlio minore (dal 3° in poi)+0,35

      Questo significa che una famiglia con reddito di 60.000 euro composta da 3 persone avrà un ISEE di circa 29.400 euro (60.000 / 2,04), ben al di sotto della soglia di 40.000 euro.

      Come aggiornare l’ISEE dopo la nascita

      Se non hai ancora l’ISEE aggiornato con il neonato, devi:

      1. Attendere la registrazione della nascita all’anagrafe (solitamente entro 10 giorni)
      2. Raccogliere i documenti necessari per la DSU (dichiarazione sostitutiva unica)
      3. Recarti al CAF o compilare online la DSU precompilata sul portale INPS
      4. Ottenere l’attestazione ISEE aggiornata

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione ISEE con appuntamento. Contattaci per prenotare e avere l’attestazione ISEE pronta in tempi rapidi.

      Come fare domanda INPS: procedura passo passo

      La domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, con le proprie credenziali digitali. Non è possibile presentare la domanda allo sportello o tramite raccomandata. Di seguito la procedura completa.

      Credenziali necessarie

      Per accedere ai servizi INPS online hai bisogno di uno dei seguenti sistemi di autenticazione:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – livello 2 o superiore
      • CIE (Carta di Identità Elettronica) con PIN e lettore
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

      Se non hai ancora lo SPID, puoi attivarlo presso il CAF Centro Fiscale che offre il servizio di attivazione SPID con assistenza.

      Passaggi per la domanda sul portale INPS

      1. Accedi al portale INPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
      2. Nella barra di ricerca, cerca “Bonus nuovi nati” oppure naviga in: Prestazioni e servizi → Servizi → Bonus nuovi nati
      3. Clicca su “Accedi al servizio”
      4. Seleziona il figlio per cui si richiede il bonus (il sistema mostra i dati anagrafici disponibili)
      5. Verifica o inserisci l’attestazione ISEE: il sistema si collega automaticamente alla banca dati INPS. Se hai già presentato la DSU, l’ISEE compare automaticamente
      6. Inserisci l’IBAN del conto corrente su cui ricevere il bonifico (deve essere intestato o cointestato al richiedente)
      7. Conferma i dati e invia la domanda
      8. Conserva il numero di protocollo ricevuto via email o SMS

      Entro quando fare domanda? La scadenza dei 90 giorni

      La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’adozione del bambino. Questa è una scadenza perentoria: se non si presenta entro tale termine, il diritto al bonus decade e non è possibile recuperarlo. Calcola la scadenza con attenzione:

      Data nascita/adozioneScadenza domanda (90 giorni)
      1 gennaio 20251 aprile 2025
      1 marzo 202530 maggio 2025
      1 giugno 202530 agosto 2025
      1 settembre 202530 novembre 2025
      1 gennaio 20261 aprile 2026
      1 marzo 202630 maggio 2026

      Consiglio pratico: Non aspettare l’ultimo momento. Presenta la domanda non appena hai l’ISEE aggiornato con il neonato, idealmente entro le prime 4-6 settimane dalla nascita.

      Documenti necessari per la domanda

      Prima di accedere al portale INPS per fare la domanda, assicurati di avere pronti questi documenti e informazioni:

      DocumentoNote
      Documento di identità del richiedenteCarta di identità o passaporto in corso di validità
      Codice fiscale del richiedenteNecessario per l’accesso SPID/CIE
      Codice fiscale del neonato/figlio adottatoOttenuto all’ufficio anagrafe dopo la nascita
      Attestazione ISEE aggiornataDeve includere il neonato nel nucleo familiare, valore massimo 40.000 euro
      IBAN conto correnteIntestato o cointestato al richiedente; accettati conti correnti, libretti postali con IBAN
      Credenziali SPID o CIE con PINPer accedere al portale INPS

      Per adozioni e affidi preadottivi: Occorre allegare copia del provvedimento di adozione o affido preadottivo emesso dall’autorità giudiziaria competente.

      Per cittadini stranieri extra-UE: Oltre ai documenti sopra, occorre allegare copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per asilo/protezione internazionale.

      Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione

      Dopo la presentazione della domanda, l’INPS procede alla verifica dei requisiti e all’erogazione del bonus. Ecco cosa aspettarsi:

      Tempi di elaborazione

      L’INPS verifica automaticamente i dati forniti (ISEE, residenza, codice fiscale del figlio) e, salvo richieste di documentazione integrativa, l’esito viene comunicato entro 30-60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda. In caso di accoglimento, il pagamento avviene tramite bonifico bancario sull’IBAN indicato nella domanda.

      Modalità di pagamento

      Il bonus viene erogato:

      • Accredito su conto corrente bancario tramite IBAN (soluzione più rapida)
      • Accredito su libretto postale con IBAN BancoPosta
      • Non è possibile ricevere il pagamento in contanti o tramite assegno

      Comunicazione dell’esito

      L’INPS comunica l’esito della domanda tramite:

      • Notifica nell’area personale del portale INPS (sezione “Le mie comunicazioni”)
      • Email all’indirizzo registrato nel profilo INPS
      • Possibile SMS se il numero di cellulare è stato associato al profilo

      Puoi monitorare lo stato della tua domanda accedendo all’area personale INPS, sezione “Domande di prestazione / Archivio domande”.

      Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli

      Esistono alcune situazioni specifiche che meritano un approfondimento, perché presentano caratteristiche diverse rispetto alla nascita “standard”.

      Adozioni nazionali e internazionali

      Il Bonus Nuovi Nati spetta anche in caso di adozione. I 90 giorni per la presentazione della domanda decorrono:

      • Per le adozioni nazionali: dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare (decreto del Tribunale per i Minorenni)
      • Per le adozioni internazionali: dalla data di ingresso del minore in Italia o dalla data del provvedimento di adozione straniero riconosciuto in Italia

      Non esistono limiti di età del bambino adottato per l’accesso al bonus, purché l’adozione sia stata formalizzata dal 1° gennaio 2025 in poi.

      Affido preadottivo

      Il bonus spetta anche in caso di affido preadottivo, cioè quando il bambino viene collocato nella famiglia prima che l’adozione sia definitivamente pronunciata. In questo caso i 90 giorni decorrono dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in base al provvedimento dell’autorità giudiziaria.

      Gemelli e parti plurigemellari

      In caso di parto gemellare o plurigemellare, il bonus spetta per ciascun neonato: se nascono gemelli, i 1.000 euro spettano per ognuno, per un totale di 2.000 euro. Occorre presentare una domanda separata per ogni bambino, specificando il codice fiscale di ciascuno. Il requisito ISEE si calcola una sola volta sul nucleo familiare allargato con tutti i gemelli.

      Genitore single

      Il bonus spetta anche al genitore single (madre o padre non convivente con un partner) purché conviva con il figlio e rispetti il requisito ISEE. In questo caso il nucleo familiare è composto dal genitore e dal figlio, e la scala di equivalenza si applica di conseguenza.

      Genitori separati o divorziati

      In caso di genitori non conviventi o separati, il bonus spetta al genitore con cui il bambino convive. Se l’affidamento è condiviso con residenza alternata, si raccomanda di verificare con cura chi risulta come convivente nel nucleo familiare all’atto della domanda.

      Compatibilità con altri bonus e agevolazioni

      Uno degli aspetti più importanti del Bonus Nuovi Nati 2026 è la sua compatibilità con le altre misure di sostegno alle famiglie. La Legge di Bilancio 2025 non ha previsto clausole di incompatibilità con le principali prestazioni INPS: il bonus è cumulabile con:

      Assegno Unico Universale (AUU)

      Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure distinte: l’AUU è un assegno mensile che spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limite di età per figli disabili), mentre il Bonus Nuovi Nati è un’erogazione una tantum per la nascita o adozione. Puoi percepire entrambi contemporaneamente.

      Bonus Asilo Nido

      Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Asilo Nido (contributo INPS per le rette degli asili nido). Si tratta di due prestazioni con finalità diverse: il Bonus Nuovi Nati è una tantum libera, il Bonus Nido è vincolato al pagamento delle rette. Non esistono clausole di incompatibilità.

      Bonus Mamme Lavoratrici

      Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Mamme Lavoratrici (esonero contributivo per madri lavoratrici con almeno 2 figli). Le due misure hanno presupposti diversi e non sono in concorrenza.

      Congedo parentale e indennità di maternità

      Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’indennità di maternità/paternità INPS e con il congedo parentale. Si tratta di prestazioni di natura diversa (una è un’indennità sostitutiva del reddito, l’altra un contributo una tantum per la nascita) e non esistono interferenze tra le due.

      Detrazioni fiscali per figli a carico

      Il bonus non è tassabile (non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF) e non interferisce con le eventuali detrazioni per figli a carico nella dichiarazione dei redditi. I 1.000 euro vengono erogati in esenzione fiscale.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi

      CaratteristicaDettaglio
      Importo1.000 euro una tantum per ogni figlio nato/adottato
      A chi spettaGenitore (madre o padre) convivente con il figlio
      Requisito natalitàFiglio nato, adottato o in affido preadottivo dal 1° gennaio 2025
      Requisito ISEEISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
      CittadinanzaCittadino italiano, UE o extra-UE con permesso di lungo soggiorno/asilo
      Come fare domandaEsclusivamente online sul portale INPS (www.inps.it)
      Scadenza domandaEntro 90 giorni dalla nascita o adozione
      ErogazioneBonifico bancario su IBAN indicato nella domanda
      TassazioneEsente da IRPEF (non concorre al reddito imponibile)
      CumulabilitàCumulabile con AUU, Bonus Nido, Bonus Mamme e congedo parentale
      Base normativaArt. 1, commi 206-214, Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)
      Circolare INPSCircolare n. 51 del 25 marzo 2025

      Errori comuni da evitare nella domanda

      Dall’esperienza del CAF Centro Fiscale nell’assistere le famiglie, ecco gli errori più frequenti che portano al rigetto della domanda o a ritardi nell’erogazione:

      1. Presentare la domanda senza ISEE aggiornato: L’ISEE deve essere aggiornato dopo la nascita del figlio, includendo il neonato nel nucleo familiare. Se si usa un ISEE precedente che non include il bambino, la domanda viene rigettata.
      2. Superare i 90 giorni: La scadenza è perentoria. Non esistono eccezioni o proroghe. Presenta la domanda il prima possibile, anche se non hai ancora ricevuto tutti i documenti.
      3. IBAN non intestato al richiedente: L’IBAN indicato deve essere di un conto intestato o cointestato al richiedente. Non puoi indicare il conto di un familiare o convivente.
      4. Dati anagrafici del figlio errati: Verifica che il codice fiscale del neonato sia corretto (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate tramite l’ospedale o l’anagrafe).
      5. Mancata corrispondenza tra residenza e stato di famiglia: Il richiedente e il figlio devono risultare nella stessa residenza anagrafica. Se non è ancora avvenuta la registrazione, attendi prima di fare la domanda.

      Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

      Presentare la domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 può sembrare semplice, ma spesso le famiglie incontrano difficoltà legate all’ISEE da aggiornare, all’accesso ai servizi INPS online o alla corretta identificazione della documentazione necessaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza che include:

      • Compilazione e aggiornamento ISEE post-nascita con il nuovo nucleo familiare
      • Verifica dei requisiti per il bonus (ISEE, residenza, documentazione)
      • Assistenza alla presentazione della domanda INPS online
      • Supporto in caso di richiesta di documentazione integrativa da parte dell’INPS
      • Consulenza su tutti i bonus cumulabili (Assegno Unico, Bonus Nido, Bonus Mamme)

      Prenota un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattaci tramite WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B.

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      Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026

      Il Bonus Nuovi Nati 2026 da 1000 euro spetta anche al secondo figlio?

      Si, il bonus spetta per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025, indipendentemente dal numero d’ordine. Il secondo, il terzo e ogni successivo figlio danno diritto ciascuno a 1.000 euro, purche il requisito ISEE del nucleo familiare sia rispettato (sotto 40.000 euro) e la domanda venga presentata entro 90 giorni dalla nascita.

      Posso fare domanda anche se non ho lo SPID?

      No, la domanda per il Bonus Nuovi Nati si presenta esclusivamente online sul portale INPS, che richiede l’accesso tramite SPID (livello 2), CIE con PIN oppure CNS. Non e possibile presentare la domanda allo sportello INPS o tramite CAF per conto del richiedente (il genitore deve accedere personalmente con le proprie credenziali digitali). Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti ad attivare lo SPID e ad assistere nella compilazione.

      Cosa succede se supero i 90 giorni dalla nascita?

      La scadenza di 90 giorni dalla nascita o adozione e perentoria: se non presenti la domanda entro questo termine, perdi definitivamente il diritto al bonus. Non sono previste proroghe o eccezioni. E quindi fondamentale presentare la domanda tempestivamente, appena si ha l’ISEE aggiornato.

      Il bonus e tassabile? Lo devo dichiarare nel 730?

      No, il Bonus Nuovi Nati 2026 e esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Non devi dichiararlo nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). I 1.000 euro sono erogati in esenzione fiscale completa.

      ISEE superiore a 40.000 euro: posso fare qualcosa per accedere al bonus?

      Se il tuo ISEE supera di poco la soglia di 40.000 euro, puoi valutare alcune situazioni: (1) Se l’ISEE non include ancora il neonato, aggiornalo – potrebbe scendere sotto soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza. (2) Se la situazione reddituale e cambiata (es. perdita di lavoro), puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale. (3) Se hai oneri documentali deducibili (spese mediche, contributi previdenziali), verificare che siano correttamente inseriti nella DSU. Il CAF puo analizzare la tua situazione e verificare se esistono margini per rientrare nella soglia.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’ISEE aggiornato, la verifica dei requisiti e la presentazione della domanda INPS per il Bonus Nuovi Nati da 1.000 euro.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/01/bonusbebe.jpg 516 1024 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 10:47:082026-05-31 16:28:50Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa
        MATERNITA', PATRONATO

        Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento

        Maternità INPS CAF Udine

        Quando una lavoratrice dipendente va in congedo di maternità, il datore di lavoro ha spesso necessità di assumere un sostituto per garantire la continuità operativa. La legge italiana non solo consente questa possibilità, ma la incentiva con un significativo sgravio contributivo del 50% disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a tutela della maternità e della paternità). La novità rilevante del 2026 riguarda l’estensione di questo beneficio al periodo di affiancamento, ovvero quella fase in cui il sostituto viene formato e lavora contemporaneamente alla lavoratrice assente o in procinto di assentarsi. Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento dello sgravio, i requisiti da rispettare, la procedura INPS per richiederlo e i vantaggi concreti per le aziende.

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        Indice dei contenuti

        1. Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001
        2. Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento
        3. Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio
        4. Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe
        5. Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle
        6. Procedura INPS per richiedere lo sgravio
        7. Cumulabilità con altri incentivi assuntivi
        8. Differenze rispetto alla normativa precedente
        9. Consigli pratici per datori di lavoro

        Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001

        Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità — costituisce la fonte normativa principale dello sgravio contributivo per assunzione di sostituti di maternità. L’articolo 4 di tale decreto prevede espressamente che i datori di lavoro con meno di 20 dipendenti possano beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico quando assumono lavoratori a tempo determinato in sostituzione di dipendenti in congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia del figlio o in altri casi di astensione obbligatoria e facoltativa previsti dalla legge.

        La norma si inserisce in un quadro legislativo più ampio orientato a tutelare sia le lavoratrici madri sia la continuità operativa delle piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse per coprire un’assenza prolungata senza supporto economico. Lo sgravio del 50% riguarda esclusivamente la quota contributiva a carico del datore di lavoro, mentre la quota a carico del lavoratore rimane invariata. Si tratta quindi di un beneficio rilevante soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni dove il costo del lavoro incide in modo significativo sui bilanci.

        Il decreto è stato oggetto di numerosi interventi interpretativi da parte dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), che ha emanato circolari e messaggi per chiarire l’ambito applicativo della norma. In particolare, la circolare INPS n. 109/2000 e successivi messaggi amministrativi hanno precisato modalità di calcolo e procedure operative per la fruizione del beneficio.

        Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento

        La principale novità del 2026 riguarda l’estensione dello sgravio contributivo al periodo di affiancamento, ovvero quella fase temporanea in cui il sostituto lavora contemporaneamente alla lavoratrice che si appresta ad assentarsi o che sta per rientrare. Questa possibilità, che in passato aveva generato incertezze interpretative, è ora espressamente riconosciuta e disciplinata.

        L’affiancamento è una prassi aziendale fondamentale: consente al nuovo assunto di apprendere le mansioni specifiche dall’esperienza diretta della lavoratrice uscente, riducendo i tempi di inserimento e garantendo una maggiore qualità del servizio. Dal punto di vista operativo, questo periodo si caratterizza per la compresenza in azienda sia della lavoratrice originaria sia del sostituto. La questione controversa era se, in questa fase, il datore di lavoro potesse già applicare lo sgravio contributivo sul contratto del sostituto.

        L’orientamento prevalente confermato per il 2026 è che lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene mentre la lavoratrice da sostituire è ancora in servizio per garantire il passaggio di consegne. Il presupposto fondamentale è che il contratto del sostituto sia esplicitamente stipulato “in sostituzione” della dipendente in procinto di assentarsi per congedo di maternità o congedo parentale, con indicazione del nome della lavoratrice sostituita e del periodo di astensione previsto.

        Questo chiarimento riveste una particolare importanza per le piccole imprese che, per garantire la produttività, devono formare il sostituto con congruo anticipo rispetto all’inizio effettivo dell’assenza. Prima di questa interpretazione estensiva, alcuni datori di lavoro rinunciavano all’affiancamento pur di non incorrere in contestazioni sulla legittimità dello sgravio.

        Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio

        Per accedere allo sgravio contributivo per sostituzione maternità, il datore di lavoro deve soddisfare una serie di requisiti previsti dalla normativa. È fondamentale verificarli prima di procedere con l’assunzione del sostituto per evitare il rischio di dover restituire le agevolazioni fruite indebitamente.

        Dimensione aziendale: il limite dei 20 dipendenti

        Il requisito principale è la dimensione aziendale: meno di 20 dipendenti. Questo limite va calcolato al momento dell’assunzione del sostituto e si riferisce al numero medio di dipendenti occupati nell’unità produttiva o nell’azienda nel semestre precedente all’assunzione. È importante notare che:

        • Si contano tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’orario (full time e part time, con ponderazione proporzionale)
        • Sono esclusi dal computo apprendisti, lavoratori in congedo parentale, lavoratori assunti con contratti di inserimento e disabili
        • La lavoratrice sostituita è comunque conteggiata ai fini del calcolo della soglia dei 20 dipendenti
        • Superare la soglia dopo l’assunzione del sostituto non fa perdere il diritto allo sgravio già acquisito per il periodo corrente

        Tipo di contratto del sostituto

        Il sostituto deve essere assunto con contratto a tempo determinato stipulato “in sostituzione” della lavoratrice assente. Il contratto deve contenere obbligatoriamente:

        • La causale esplicita di sostituzione (“sostituisce la sig.ra X in congedo di maternità”)
        • Il nome della lavoratrice sostituita
        • Il periodo di riferimento dell’astensione prevista
        • La data di inizio del rapporto di lavoro e la durata prevista

        In alternativa al contratto a tempo determinato, è possibile stipulare un contratto a tempo indeterminato con il sostituto: in questo caso lo sgravio si applica comunque per il periodo effettivo di sostituzione, ma la sua gestione amministrativa è più complessa e richiede particolare attenzione nella comunicazione con l’INPS.

        Posizione contributiva e DURC regolare

        Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare:

        • DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento dell’assunzione e durante tutto il periodo di fruizione dello sgravio
        • Assenza di sanzioni amministrative definitive per violazioni in materia di lavoro e previdenza
        • Rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)

        Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe

        Lo sgravio contributivo del 50% ha una durata massima ben definita dalla normativa. Comprendere i limiti temporali è essenziale per pianificare correttamente la gestione del personale sostitutivo.

        Durata ordinaria: fino a 12 mesi

        Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione con un limite massimo di 12 mesi. Il computo della durata tiene conto del periodo effettivo in cui il sostituto è in servizio in sostituzione della lavoratrice assente. Se la lavoratrice rientra anticipatamente, lo sgravio cessa con il suo rientro. Se invece l’assenza si prolunga (ad esempio perché la lavoratrice usufruisce prima del congedo obbligatorio e poi del congedo parentale facoltativo), lo sgravio può continuare fino al termine dei 12 mesi complessivi.

        Inclusione del periodo di affiancamento nel computo dei 12 mesi

        Con la chiarificazione per il 2026, il periodo di affiancamento è incluso nel computo dei 12 mesi massimi di sgravio. Questo significa che se il sostituto inizia a lavorare in affiancamento 30 giorni prima dell’inizio effettivo del congedo di maternità, quei 30 giorni vengono conteggiati nel periodo massimo di 12 mesi durante i quali si applica lo sgravio.

        Pertanto, il datore di lavoro deve calibrare attentamente il periodo di affiancamento in relazione alla durata prevista dell’assenza: un affiancamento troppo lungo potrebbe “ridurre” il periodo residuo durante il quale beneficiare dello sgravio durante l’assenza effettiva.

        Proroga in caso di congedo parentale consecutivo

        Una specificazione importante riguarda il caso in cui, al termine del congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), la lavoratrice usufruisca anche del congedo parentale (fino a 6 mesi per la madre entro i primi 6 anni di vita del figlio). In questo scenario:

        • Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione complessivo, fino al limite di 12 mesi
        • Non è necessaria una nuova assunzione o una nuova richiesta all’INPS per il periodo di congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio
        • È sufficiente comunicare all’INPS la proroga dell’assenza tramite gli strumenti telematici disponibili

        Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle

        Per comprendere il vantaggio economico concreto dello sgravio contributivo del 50%, è utile analizzare alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati. Il risparmio effettivo dipende dalla retribuzione del sostituto e dal livello contrattuale applicato.

        Base di calcolo: i contributi previdenziali a carico del datore

        I principali contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel settore privato, applicabili alla generalità dei lavoratori dipendenti (CCNL commercio, terziario, servizi), includono indicativamente:

        Voce contributivaAliquota datoreNote
        IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)~23,81%Principale voce previdenziale
        Disoccupazione NASpI1,61%Include contributo addizionale T.D.
        INAIL (infortuni)VariabileNon soggetto a sgravio
        Fondo Garanzia TFR0,20%Piccole imprese
        Maternità e sostegno al reddito~0,46%Incluse varie voci minori
        TOTALE contributi datore (approssimativo)~28-30%Senza INAIL

        Esempio 1: Impiegata amministrativa (livello C1 commercio)

        Supponiamo di assumere un sostituto per una impiegata amministrativa con questi parametri:

        VoceImporto mensile
        Retribuzione lorda mensile sostituto1.700 euro
        Contributi datore ordinari (~29%)493 euro
        Contributi datore con sgravio 50%246,50 euro
        Risparmio mensile246,50 euro
        Risparmio su 12 mesi2.958 euro

        Esempio 2: Addetta alle vendite (livello D commercio)

        VoceImporto mensile
        Retribuzione lorda mensile sostituto1.450 euro
        Contributi datore ordinari (~29%)420,50 euro
        Contributi datore con sgravio 50%210,25 euro
        Risparmio mensile210,25 euro
        Risparmio su 12 mesi2.523 euro

        Nota importante: I valori sopra indicati sono approssimativi e a titolo esemplificativo. Le aliquote contributive effettive variano in base al contratto collettivo applicato, alla qualifica del lavoratore, al settore produttivo e ad eventuali altre agevolazioni applicabili. Per un calcolo preciso, rivolgiti al CAF Centro Fiscale o a un consulente del lavoro.

        Procedura INPS per richiedere lo sgravio

        La fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione maternità non richiede una domanda preventiva all’INPS: il datore di lavoro può applicare direttamente la riduzione contributiva del 50% a partire dal primo periodo di paga successivo all’assunzione del sostituto. Tuttavia, esistono adempimenti precisi che devono essere rispettati scrupolosamente.

        Step 1: comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (COB)

        Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione obbligatoria di assunzione (COB) tramite il portale regionale del lavoro o il sistema UNILAV, specificando la causale “sostituzione”. La comunicazione deve essere inviata entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (o lo stesso giorno per urgenze documentate).

        Step 2: indicazione nel flusso UniEmens

        Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens (ex DM10). Il datore di lavoro, o il consulente del lavoro che lo assiste, deve indicare nel flusso telematico il corretto codice di agevolazione per la sostituzione di maternità. I codici da utilizzare nel flusso UniEmens sono gestiti dall’INPS e possono variare: è indispensabile verificare il codice corretto con il patronato CAF o con un consulente del lavoro aggiornato sulle disposizioni vigenti al momento dell’assunzione.

        Step 3: documentazione da conservare

        Il datore di lavoro deve conservare tutta la documentazione a supporto dello sgravio per eventuali verifiche ispettive:

        • Contratto di assunzione del sostituto con causale esplicita di sostituzione
        • Certificato medico attestante la gravidanza o il periodo di congedo della lavoratrice sostituita
        • Domanda di congedo presentata dalla lavoratrice all’INPS
        • Provvedimento INPS di riconoscimento del congedo (se disponibile)
        • Comunicazioni COB di assunzione e cessazione del sostituto
        • Buste paga del sostituto con evidenza dello sgravio applicato
        • Flussi UniEmens relativi al periodo di fruizione dello sgravio

        Step 4: gestione della cessazione dello sgravio

        Al termine del periodo di sostituzione (rientro della lavoratrice, scadenza del contratto del sostituto o decorso dei 12 mesi), il datore di lavoro deve cessare di applicare il codice di sgravio nel flusso UniEmens. In caso di rientro anticipato della lavoratrice, è necessario:

        • Comunicare la variazione all’INPS tramite i canali telematici disponibili
        • Regolarizzare eventuali periodi già denunciati con lo sgravio in eccesso
        • Gestire il contratto del sostituto (proroga, trasformazione o risoluzione) secondo le disposizioni contrattuali

        Cumulabilità con altri incentivi assuntivi

        Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cumulare lo sgravio per sostituzione maternità con altri incentivi previsti dalla normativa vigente. La risposta varia a seconda dell’incentivo specifico e richiede una valutazione caso per caso.

        Principio generale di non cumulabilità

        In linea generale, la normativa prevede il divieto di cumulo di incentivi che abbiano la medesima natura (riduzione contributiva) sullo stesso lavoratore per lo stesso periodo. Pertanto, lo sgravio per sostituzione maternità non può essere cumulato con altri sgravi contributivi che operino sulla stessa base imponibile.

        Eccezioni e casi particolari

        IncentivoCumulabile con sgravio maternità?Note
        Esonero contributivo giovani under 35NOStesso tipo di agevolazione
        Incentivo assunzione disoccupati di lunga durataNOSgravio contributivo sovrapposto
        Incentivo assunzione lavoratori in mobilitàNODa verificare con INPS
        Deduzioni IRAP per lavoratrici madri/lavoratori giovaniSÌDiversa natura (deduzione fiscale)
        Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrice)SÌRiguarda la lavoratrice, non il sostituto
        Crediti d’imposta formazione 4.0SÌDiversa natura

        Nota: il Bonus Mamme lavoratrici 2026 (decontribuzione per madri con 2 o più figli) riguarda la quota contributiva a carico della lavoratrice madre, non del sostituto. I due benefici operano su soggetti diversi e sono quindi pienamente cumulabili nel senso che possono coesistere nella stessa azienda.

        Differenze rispetto alla normativa precedente

        La chiarificazione 2026 in merito allo sgravio durante il periodo di affiancamento rappresenta un’evoluzione interpretativa rispetto alla prassi amministrativa precedente. È utile riepilogare le principali differenze per comprendere come questa novità cambi concretamente la gestione dei sostituti di maternità.

        AspettoPrima del 2026Dal 2026
        Sgravio durante affiancamentoIncerto / negato in alcuni casiRiconosciuto
        Decorrenza sgravioDalla data di inizio congedoDalla data di assunzione sostituto
        Compresenza lavoratrice e sostitutoProblematicaConsentita
        Durata massima sgravio12 mesi (solo congedo)12 mesi (affiancamento + congedo)
        Rischio contestazioni INPSAltoRidotto

        Questa evoluzione normativa è particolarmente apprezzata dalle piccole imprese artigiane, commerciali e di servizi che, in precedenza, si trovavano di fronte a un dilemma: o rinunciare all’affiancamento (con rischio di perdita di know-how) o rischiare contestazioni sullo sgravio. Il chiarimento del 2026 elimina questa incertezza e consente una pianificazione più serena della sostituzione.

        Consigli pratici per datori di lavoro

        Ecco una serie di raccomandazioni operative per i datori di lavoro che devono gestire una sostituzione di maternità nel 2026, sfruttando al massimo lo sgravio contributivo disponibile.

        1. Pianifica con anticipo il periodo di affiancamento

        Non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio del congedo per cercare il sostituto. Una buona prassi è iniziare la ricerca del sostituto almeno 2 mesi prima del congedo previsto. Questo consente di:

        • Selezionare il profilo più adatto con più calma
        • Garantire un affiancamento efficace di 4-6 settimane
        • Trasferire tutte le competenze e i contatti necessari
        • Iniziare a beneficiare dello sgravio durante l’affiancamento stesso

        2. Redigi il contratto con la causale corretta

        Il contratto di assunzione del sostituto deve essere redatto con cura: la causale di sostituzione deve essere chiara e indicare espressamente il nome della lavoratrice sostituita e il periodo previsto di assenza. Un contratto mal redatto può portare alla revoca dello sgravio in caso di ispezione. Affidati a un consulente del lavoro o al patronato per la stesura del contratto.

        3. Verifica la tua posizione rispetto alla soglia dei 20 dipendenti

        Prima di procedere, conta attentamente i dipendenti e verifica di essere sotto la soglia dei 20 lavoratori. Ricorda che il calcolo va effettuato sul semestre precedente all’assunzione del sostituto, considerando la media mensile dei dipendenti occupati.

        4. Tieni aggiornato il DURC

        Un DURC irregolare comporta la perdita del diritto allo sgravio per tutto il periodo di irregolarità. Verifica regolarmente la tua posizione contributiva e intervieni tempestivamente in caso di scoperture o irregolarità.

        5. Coordina con il consulente del lavoro il flusso UniEmens

        L’applicazione dello sgravio nel flusso UniEmens richiede la conoscenza dei codici specifici e delle modalità di calcolo previste dall’INPS. È fondamentale che il consulente del lavoro che gestisce le paghe sia aggiornato sulle disposizioni in vigore per il 2026 ed inserisca correttamente i dati nel sistema.

        Se hai dubbi su questi adempimenti o hai bisogno di assistenza nella gestione della sostituzione maternità, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza. Per le pratiche INPS legate alla maternità, come la domanda di NASPI (se pertinente), l’ISEE per accedere ad altri benefici, o la gestione del 730, il nostro patronato offre assistenza completa.

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        Domande Frequenti sulla Sostituzione di Maternità

        Quanti dipendenti deve avere l’azienda per accedere allo sgravio sostituzione maternità?

        L’azienda deve avere meno di 20 dipendenti. Il calcolo viene effettuato sulla media mensile dei dipendenti occupati nel semestre precedente all’assunzione del sostituto. Sono esclusi dal computo apprendisti, disabili e lavoratori in congedo.

        Lo sgravio del 50% si applica anche durante il periodo di affiancamento?

        Si, dal 2026 lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene durante un periodo di affiancamento in cui la lavoratrice e ancora in servizio. E fondamentale che il contratto riporti esplicitamente la causale di sostituzione con il nome della lavoratrice da sostituire.

        Qual e la durata massima dello sgravio per sostituzione maternita?

        La durata massima e di 12 mesi. Questo periodo include sia il tempo di affiancamento che il periodo effettivo di assenza della lavoratrice. Se l’assenza si prolunga con il congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio, lo sgravio continua fino al raggiungimento dei 12 mesi complessivi.

        Come si richiede lo sgravio all’INPS?

        Non e richiesta una domanda preventiva all’INPS. Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens inserendo il codice di agevolazione corretto. E fondamentale conservare tutta la documentazione (contratto del sostituto, certificato medico, domanda di congedo) per eventuali verifiche ispettive.

        Lo sgravio per sostituzione maternita e cumulabile con il Bonus Mamme 2026?

        Si, i due benefici sono compatibili perche operano su soggetti diversi. Lo sgravio maternita riguarda i contributi a carico del datore di lavoro sul sostituto; il Bonus Mamme riguarda i contributi a carico della lavoratrice madre. Possono quindi coesistere nella stessa azienda senza vincoli di cumulabilita.


        Hai bisogno di assistenza per la Sostituzione Maternità?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con le pratiche INPS legate alla maternità, compresi sgravi contributivi, domande di congedo e indennità. Il nostro patronato offre supporto completo per datori di lavoro e lavoratrici.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 07:47:082026-05-01 07:54:12Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento
          ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE

          Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Indice dei contenuti

          1. Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026
          2. Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito
          3. Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento
          4. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
          5. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026
          6. Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica
          7. Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili
          8. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga
          9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
          10. Domande Frequenti

          I pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.

          In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.

          Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026

          Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:

          PrestazioneData Pagamento Maggio 2026Beneficiari
          PensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPS
          Assegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a carico
          Assegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedenti
          NASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attiva
          Assegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragili
          ADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADI
          Bonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nido
          Bonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendenti
          Carta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euro

          Nota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento.

          Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito

          Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:

          • Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)
          • Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026
          • Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane

          Calendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026

          Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:

          CognomiGiorno di ritiro
          A – CMercoledi 30 aprile
          D – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggio
          H – MSabato 2 maggio (solo mattina)
          N – RLunedi 4 maggio
          S – ZMartedi 5 maggio

          Attenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.

          Importi pensioni maggio 2026

          L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:

          • 100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
          • 90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo
          • 75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo

          Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento

          L’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.

          Pagamenti per beneficiari gia in corso

          Per chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:

          • 15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento
          • 17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo
          • 18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo
          • 19 maggio 2026 (lunedi) – quarto ciclo

          La data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.

          Pagamenti per nuove domande e conguagli

          Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.

          Importi Assegno Unico 2026 aggiornati

          Gli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:

          ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/mese
          Da 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/mese
          Oltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/mese

          Ricorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo.

          NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

          La NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.

          Date indicative NASpI maggio 2026

          In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:

          • Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026
          • Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026
          • Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026

          Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.

          Come sapere quando arriva la NASpI

          Per conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:

          1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
          2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
          3. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
          4. Cerca la voce relativa alla NASpI
          5. Verifica la data di disposizione del pagamento

          Quando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.

          Importo NASpI maggio 2026

          Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro.

          Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026

          L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.

          Date pagamento ADI maggio 2026

          • Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026
          • Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026

          L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.

          Importi ADI 2026

          L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:

          • Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affitto
          • Integrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntivi
          • Scala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60)

          Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica

          La Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.

          A maggio 2026 non e prevista alcuna ricarica

          La Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:

          • Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)
          • Importo previsto: 500 euro per nucleo familiare
          • Primo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)

          Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.

          Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili

          Il Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.

          Come funziona il pagamento

          Il Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:

          1. Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPS
          2. Carica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggio
          3. Attendi la conferma di presa in carico
          4. Il rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domanda

          Importi Bonus Nido 2026

          ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimo
          Fino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euro
          Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
          Oltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euro

          Novita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE.

          Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga

          Il Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.

          Come si applica a maggio 2026

          • Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)
          • Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoro
          • Requisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)
          • Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo

          Se nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.

          Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

          Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

          Fascicolo Previdenziale del Cittadino

          Il metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:

          1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
          3. Seleziona “Prestazioni” dal menu a sinistra
          4. Clicca su “Pagamenti”
          5. Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)

          Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.

          App INPS Mobile

          Puoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:

          • Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
          • Accedi con SPID o CIE
          • Vai nella sezione “I miei pagamenti”
          • Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento disposto

          Contact Center INPS

          Se non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:

          • 803 164 (da rete fissa, gratuito)
          • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
          • Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026

          Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?

          Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.

          Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

          L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).

          La NASpI di maggio quando viene pagata?

          La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

          Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?

          L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.

          Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?

          Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.

          Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

          Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:

          1. Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)
          2. Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
          3. Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164
          4. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecito

          Hai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.

          Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
          BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

          Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili

          Bonus mamma

          Bonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda.

          Indice dei contenuti

          1. Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?
          2. Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse
          3. Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026
          4. Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro
          5. Bonus Asilo Nido 2026
          6. Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi
          7. Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum
          8. Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza
          9. Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)
          10. Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum
          11. Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita
          12. Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto
          13. Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici
          14. Domande Frequenti (FAQ)

          Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?

          Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.

          Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.

          La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe.

          Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse

          L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

          Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:

          • Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo sconto
          • Nessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)
          • Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivo
          • Logica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuori

          Questa esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere.

          Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026

          Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una.

          Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro

          L’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.

          Quanto vale nel 2026:

          • Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)
          • Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlio
          • Con ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlio
          • Maggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anni

          Come fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni.

          Bonus Asilo Nido 2026

          Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.

          Importi nel 2026:

          • ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)
          • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annui
          • ISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annui

          Requisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.

          Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi

          La Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.

          Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:

          • ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euro
          • Avere un figlio di età inferiore a 3 anni
          • Essere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)
          • Essere residenti in Italia

          Come si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali.

          Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum

          La Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.

          Requisiti:

          • ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro
          • Nucleo composto da almeno 3 persone
          • Nessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione
          • Residenza in Italia

          Importante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.

          Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza

          Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.

          Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.

          Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna.

          Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

          L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.

          Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:

          • ISEE non superiore a 9.360 euro
          • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
          • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euro
          • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)
          • Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti

          Importo: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.

          Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum

          Il Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.

          Requisiti:

          • Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poi
          • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
          • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodo
          • Residenza in Italia

          Come fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito.

          Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita

          Poche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.

          Come funziona:

          • Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronato
          • Versamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al mese
          • I contributi versati sono deducibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi del coniuge
          • Diritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno sociale
          • Diritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro

          Consiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.

          Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto

          Ecco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:

          AgevolazioneImportoRequisito ISEECome fare domanda
          Assegno Unico Universale57-199,40 euro/mese per figlioUniversale (importo variabile con ISEE)INPS online, patronato
          Bonus Asilo NidoFino a 3.600 euro/annoFino a 25.000 euro per importo massimoINPS online con ricevute
          Carta Acquisti80 euro ogni 2 mesiFino a 8.052,75 euroUfficio postale
          Carta Dedicata a Te460 euro una tantumFino a 15.000 euroAutomatica (serve ISEE)
          Reddito di LibertàFino a 500 euro/mese x 12 mesiVittime di violenza certificateServizi sociali del Comune
          Assegno di InclusioneFino a 500 euro/mese + 280 affittoFino a 9.360 euroINPS online, patronato, CAF
          Bonus Nuovi Nati1.000 euro una tantumFino a 40.000 euroINPS entro 60 giorni dalla nascita
          Fondo Pensione CasalingheRendita pensionistica futuraNessun requisito ISEEINPS online, patronato

          Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici

          Per una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:

          1. Presenta l’ISEE il prima possibile

          L’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.

          2. Cumula più agevolazioni

          Molte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:

          • Assegno Unico per ogni figlio
          • Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)
          • Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)
          • Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)

          Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.

          3. Non trascurare il Fondo Pensione

          Anche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.

          4. Rivolgiti a un CAF o patronato

          Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti (FAQ)

          Il bonus mamme spetta alle casalinghe?

          No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.

          Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?

          Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).

          Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?

          Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.

          Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?

          L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.

          La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?

          La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.

          Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?

          Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.


          Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.

          Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

          Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattata:

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            CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
            Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

            Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 08:00:002026-05-31 16:15:06Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili
            ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

            Pagamento Assegno Unico Maggio 2026: Date INPS, Importi Aggiornati e Come Verificare

            ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

            Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a maggio 2026? È la domanda che milioni di famiglie italiane si pongono ogni mese. L’Assegno Unico Universale rappresenta il principale sostegno economico per i nuclei familiari con figli a carico, e conoscere le date esatte di accredito INPS è fondamentale per gestire il bilancio familiare.

            In questa guida completa trovi tutte le informazioni aggiornate: le date di pagamento maggio 2026, gli importi per fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni passo passo per verificare lo stato del tuo pagamento su MyINPS. Se hai ricevuto l’Assegno Unico ad aprile 2026 senza problemi, molto probabilmente anche a maggio l’accredito avverrà in automatico.

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            Indice dei contenuti

            1. Date pagamento Assegno Unico maggio 2026
            2. Differenza tra primo pagamento e pagamenti successivi
            3. Importi Assegno Unico 2026 per fascia ISEE
            4. Maggiorazioni Assegno Unico 2026
            5. Come verificare il pagamento su MyINPS
            6. Cosa fare se il pagamento non arriva
            7. ISEE scaduto e riduzione dell’importo
            8. Arretrati e conguagli Assegno Unico
            9. Domande frequenti (FAQ)

            Date pagamento Assegno Unico maggio 2026

            L’INPS eroga l’Assegno Unico Universale in tre finestre di pagamento nel corso del mese. Per maggio 2026, in base al calendario consolidato degli ultimi mesi e alle disposizioni INPS, le date previste sono:

            Finestra di pagamentoDate previsteChi riceve
            Prima finestra15-16 maggio 2026Beneficiari con disposizione già attiva (pagamenti regolari)
            Seconda finestra (principale)17-18-19 maggio 2026Maggior parte dei beneficiari
            Terza finestra20-21 maggio 2026Nuove domande, conguagli, arretrati

            La finestra principale del 17-18-19 maggio riguarda la maggior parte delle famiglie che ricevono l’assegno con regolarità. L’accredito effettivo sul conto corrente potrebbe richiedere 1-2 giorni lavorativi aggiuntivi a seconda della banca.

            Attenzione: le date indicate sono previsionali e basate sul calendario INPS dei mesi precedenti. L’Istituto non pubblica un calendario ufficiale annuale, ma comunica eventuali variazioni tramite il portale MyINPS e i canali ufficiali. Ti consigliamo di controllare anche il calendario pagamenti INPS per un quadro completo delle prestazioni.

            Differenza tra primo pagamento e pagamenti successivi

            Non tutti i beneficiari ricevono l’Assegno Unico nello stesso momento. L’INPS distingue tra primo pagamento (per chi ha appena presentato domanda) e pagamenti successivi (per chi lo riceve già da mesi). Ecco le differenze principali:

            CaratteristicaPrimo pagamentoPagamenti successivi
            TempisticaEntro 60 giorni dalla domandaTra il 15 e il 21 del mese
            FinestraUltima finestra del mese (20-21)Prima o seconda finestra (15-19)
            ArretratiPossibili arretrati da marzo (se domanda entro 30/06)Solo mensilità corrente
            Stato su MyINPS“In lavorazione” poi “Pagamento disposto”“Pagamento disposto”

            Se hai presentato la domanda ad aprile 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare già a maggio, nella terza finestra (20-21 maggio). Insieme alla mensilità di maggio, potresti ricevere anche gli arretrati da marzo 2026, purché la domanda sia stata inoltrata entro il 30 giugno 2026.

            Per chi già percepisce l’assegno, il passaggio da un anno all’altro è automatico: non serve rinnovare la domanda. L’unica cosa da fare è aggiornare l’ISEE per non ricevere l’importo minimo.

            Importi Assegno Unico 2026 per fascia ISEE

            L’importo dell’Assegno Unico varia in base al valore dell’ISEE del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi sono stati rivalutati secondo l’indice ISTAT. Ecco la tabella aggiornata con i principali scaglioni:

            Fascia ISEEImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
            Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
            Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a ~180 euroDa 96,90 a ~85 euro
            Da 20.001 a 25.000 euro~165 euro~78 euro
            Da 25.001 a 30.000 euro~140 euro~70 euro
            Da 30.001 a 35.000 euro~115 euro~60 euro
            Da 35.001 a 40.000 euro~90 euro~50 euro
            Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro28,50 euro

            Importante: gli importi intermedi vengono calcolati con una formula di decrescita graduale tra il minimo (57 euro) e il massimo (199,40 euro). Non esistono scaglioni fissi: più basso è l’ISEE, più alto è l’assegno. Per i figli maggiorenni tra 18 e 20 anni, l’importo è circa la metà rispetto ai minorenni.

            Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (se studenti, tirocinanti o disoccupati con reddito inferiore a 8.000 euro), l’importo parte da 96,90 euro (ISEE minimo) fino a 28,50 euro (senza ISEE). Dopo i 21 anni il diritto decade, salvo figli con disabilità per i quali non c’è limite di età.

            Maggiorazioni Assegno Unico 2026

            Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare sensibilmente la somma ricevuta ogni mese. Ecco tutte quelle in vigore nel 2026:

            Maggiorazione per figli con disabilità

            Per ogni figlio con disabilità è prevista una maggiorazione fissa aggiuntiva, indipendente dall’ISEE:

            • Disabilità non autosufficiente: +119,60 euro al mese
            • Disabilità grave: +108,20 euro al mese
            • Disabilità media: +96,90 euro al mese

            Queste maggiorazioni si applicano senza limite di età per i figli disabili maggiorenni ancora a carico.

            Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

            Le famiglie con 3 o più figli a carico hanno diritto a maggiorazioni aggiuntive:

            • Per ogni figlio dal terzo in poi: da 17,10 euro (ISEE alto) a 96,90 euro (ISEE fino a 17.090 euro)
            • Bonus forfettario per 4+ figli: 150 euro al mese aggiuntivi (importo fisso, indipendente dall’ISEE)

            Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

            Quando entrambi i genitori percepiscono reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), spetta una maggiorazione che va da 34,10 euro (ISEE fino a 17.090 euro) fino a 0 euro per ISEE superiori a 45.574 euro. Questa misura intende incentivare la partecipazione di entrambi i genitori al mercato del lavoro.

            Maggiorazione per figli sotto 1 anno e under 3

            • Figli sotto 1 anno: maggiorazione del 50% sull’importo base (fino a 99,70 euro aggiuntivi al mese per ISEE minimi)
            • Figli da 1 a 3 anni con ISEE fino a 45.574 euro e 3+ figli: maggiorazione di 96,90 euro al mese

            Se nella tua famiglia ci sono figli piccoli, verifica su MyINPS che tutte le maggiorazioni siano correttamente applicate. In caso di dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare gratuitamente la tua situazione.

            Come verificare il pagamento su MyINPS

            Il modo più rapido per sapere se il pagamento di maggio 2026 è stato disposto è consultare il portale MyINPS o l’app INPS Mobile. Ecco la procedura passo passo:

            Procedura da computer (portale INPS)

            1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
            2. Nella sezione “I tuoi servizi e strumenti” cerca “Assegno Unico”
            3. Clicca su “Consulta e gestisci le domande già presentate”
            4. Seleziona la domanda attiva per il 2026
            5. Vai nella scheda “Pagamenti”
            6. Controlla lo stato: se vedi “Pagamento disposto” con data di maggio, l’accredito è in arrivo

            Procedura da smartphone (app INPS Mobile)

            1. Scarica l’app INPS Mobile da App Store o Google Play
            2. Accedi con SPID o CIE
            3. Tap su “Fascicolo previdenziale del cittadino”
            4. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
            5. Filtra per “Assegno Unico” e verifica la mensilità di maggio 2026

            Consiglio pratico: lo stato “Pagamento disposto” significa che l’INPS ha inviato la disposizione alla banca. L’accredito effettivo dipende dai tempi di lavorazione del tuo istituto bancario, generalmente 1-2 giorni lavorativi. Se usi un conto Poste Italiane, il pagamento potrebbe arrivare il giorno stesso della disposizione.

            Cosa fare se il pagamento non arriva

            Se dopo il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito, non andare nel panico. Ecco le cause più comuni e le relative soluzioni:

            Cause frequenti di ritardo

            • IBAN errato o non aggiornato: verifica che l’IBAN indicato nella domanda sia corretto e intestato a uno dei genitori richiedenti
            • ISEE con anomalie: se l’ISEE presenta incongruenze o è in fase di rettifica, il pagamento viene sospeso fino alla risoluzione
            • Domanda in stato “Sospesa” o “In evidenza”: l’INPS potrebbe aver richiesto documentazione integrativa
            • Cambio conto corrente: se hai modificato l’IBAN di recente, serve tempo per l’aggiornamento nei sistemi INPS
            • Figlio che ha compiuto 21 anni: la prestazione decade automaticamente (salvo disabilità)

            Come risolvere

            1. Controlla lo stato della domanda su MyINPS (segui la procedura descritta sopra)
            2. Verifica l’IBAN: accedi alla domanda e controlla che sia corretto
            3. Contatta l’INPS: chiama il numero verde 803.164 (da rete fissa, gratuito) oppure 06 164.164 (da cellulare)
            4. Prenota un appuntamento presso la sede INPS più vicina tramite il portale
            5. Rivolgiti al CAF: il patronato può verificare la tua pratica e sollecitare l’INPS in caso di anomalie

            Tempistica di risoluzione: in genere, le anomalie vengono risolte entro 30 giorni dalla segnalazione. Se il pagamento salta un mese, l’importo verrà recuperato come arretrato nel mese successivo.

            ISEE scaduto e riduzione dell’importo

            Uno degli errori più comuni è non rinnovare l’ISEE entro i termini, con conseguente riduzione automatica dell’importo dell’Assegno Unico all’importo minimo (57 euro per figlio minorenne).

            Scadenza ISEE e impatto sull’Assegno Unico

            L’ISEE ha validità annuale e scade il 31 dicembre di ogni anno. Per il 2026:

            • ISEE 2025: scaduto il 31 dicembre 2025
            • ISEE 2026: valido dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026
            • Se non hai rinnovato l’ISEE 2026: da gennaio 2026 ricevi l’importo minimo (57 euro per figlio)

            La buona notizia: se presenti l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola automaticamente l’importo spettante e ti paga gli arretrati per la differenza dei mesi da gennaio a giugno. Se invece lo presenti dopo il 30 giugno, il nuovo importo parte dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati.

            Se a maggio 2026 stai ancora ricevendo 57 euro per figlio e il tuo ISEE è basso, agisci subito: presenta l’ISEE 2026 al più presto per recuperare le differenze arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine può preparare il tuo ISEE in pochi giorni.

            Arretrati e conguagli Assegno Unico

            Il sistema dell’Assegno Unico prevede meccanismi di conguaglio automatico che possono generare pagamenti aggiuntivi o riduzioni. Ecco le situazioni più comuni:

            Quando si ricevono arretrati

            • Nuova domanda entro il 30 giugno: arretrati da marzo 2026 in poi
            • ISEE presentato in ritardo (entro 30/06): differenza tra importo minimo e importo spettante per i mesi precedenti
            • Nascita di un figlio: arretrati dal settimo mese di gravidanza se la domanda è tempestiva
            • Riconoscimento disabilità: maggiorazione con effetto retroattivo dalla data del verbale

            Quando l’INPS effettua conguagli a debito

            In alcuni casi, l’INPS può richiedere la restituzione di somme già erogate:

            • ISEE 2026 più alto del previsto: se l’importo percepito con il vecchio ISEE era superiore a quello spettante
            • Figlio che esce dal nucleo familiare: conguaglio per le mensilità non spettanti
            • Perdita dei requisiti: ad esempio, residenza non più in Italia

            I conguagli a debito vengono generalmente compensati con le mensilità successive dell’Assegno Unico, senza dover effettuare pagamenti separati. Se l’importo da restituire è elevato, l’INPS invia una comunicazione specifica.

            Per verificare eventuali conguagli pendenti, controlla la sezione “Pagamenti” della tua domanda su MyINPS: gli importi negativi indicano un conguaglio a debito già compensato.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande frequenti (FAQ)

            Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

            L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 21 maggio, con la finestra principale prevista per il 17-18-19 maggio. I primi pagamenti partono il 15 maggio per chi ha disposizioni già attive, mentre le nuove domande e i conguagli vengono erogati nella finestra del 20-21 maggio.

            Quanto prendo di Assegno Unico senza ISEE?

            Senza ISEE o con ISEE superiore a 45.574,96 euro, l’importo è di 57 euro al mese per figlio minorenne e 28,50 euro per figlio tra 18 e 20 anni. Ti consigliamo vivamente di presentare l’ISEE per ottenere l’importo pieno: con un ISEE fino a 17.090 euro puoi ricevere fino a 199,40 euro per figlio.

            Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

            No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata annualmente. Una volta presentata, resta attiva fino a quando sussistono i requisiti. Quello che va rinnovato è l’ISEE, che scade il 31 dicembre di ogni anno. Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo.

            Come faccio a sapere se il mio pagamento è stato disposto?

            Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS. Cerca “Assegno Unico” nei servizi, seleziona la tua domanda e vai nella sezione “Pagamenti”. Se lo stato indica “Pagamento disposto” con una data di maggio 2026, l’importo arriverà sul tuo conto entro 1-2 giorni lavorativi.

            Posso ricevere l’Assegno Unico e il Bonus Nido insieme?

            Sì, dal 2024 l’Assegno Unico e il Bonus Nido sono cumulabili al 100%. Non viene più sottratta la quota di Assegno Unico dall’importo del Bonus Nido. Le due prestazioni si sommano interamente.

            Cosa succede se presento l’ISEE dopo il 30 giugno?

            Se presenti l’ISEE dopo il 30 giugno 2026, il nuovo importo decorre dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati per i mesi precedenti. Per questo motivo è fondamentale presentare l’ISEE il prima possibile: entro il 30 giugno recuperi tutti gli arretrati da gennaio.

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            Aprile 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-25 08:00:002026-05-31 13:05:46Pagamento Assegno Unico Maggio 2026: Date INPS, Importi Aggiornati e Come Verificare
            ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

            Bonus Sport Lazio 2026: 500 Euro per le Famiglie, Requisiti ISEE e Come Fare Domanda

            associazioni sportive dilettantistiche

            La Regione Lazio ha confermato anche per il 2026 il Bonus Sport, un contributo economico fino a 500 euro destinato alle famiglie con figli per sostenere la pratica di attività sportive. Questa misura rappresenta un importante aiuto per alleggerire i costi delle iscrizioni a palestre, società sportive e corsi, rendendo lo sport più accessibile a tutti i ragazzi residenti nel Lazio.

            Il bonus sport Lazio 2026 si inserisce nel quadro delle politiche regionali a favore dello sport giovanile, della salute e del benessere psico-fisico dei minori. L’obiettivo è garantire che anche le famiglie con redditi medio-bassi possano permettere ai propri figli di praticare sport, favorendo l’inclusione sociale e prevenendo fenomeni di sedentarietà e disagio giovanile.

            In questa guida completa scoprirai tutti i dettagli sul Bonus Sport Lazio 2026: chi può richiederlo, quali sono i requisiti ISEE, come funziona il contributo di 500 euro, quali spese sono ammesse e come presentare la domanda online. Se hai dubbi sulla documentazione o sulla procedura, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione per assisterti gratuitamente.

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            Cos’è il Bonus Sport Lazio 2026

            Il Bonus Sport Lazio 2026 è un contributo economico regionale che la Regione Lazio eroga alle famiglie per sostenere i costi legati alla pratica sportiva dei figli minorenni. Il contributo può arrivare fino a 500 euro per figlio e copre le spese sostenute per l’iscrizione e la frequenza di attività sportive presso associazioni, società sportive dilettantistiche, palestre e centri autorizzati.

            La misura è stata istituita per promuovere lo sport giovanile e garantire pari opportunità di accesso alle attività sportive, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia. In un contesto dove i costi di iscrizione ai corsi sportivi possono essere significativi, il bonus sport da 500 euro rappresenta un aiuto concreto per migliaia di famiglie laziali.

            Il contributo è compatibile con altri bonus e agevolazioni, come l’Assegno Unico Universale e il Bonus Asilo Nido, e non concorre alla formazione del reddito familiare ai fini ISEE. La Regione Lazio ha stanziato fondi dedicati per garantire la copertura delle domande ammissibili, con particolare attenzione alle famiglie numerose e a quelle in condizioni di maggiore fragilità economica.

            Elementi chiave del Bonus Sport Lazio 2026:

            • Importo massimo: 500 euro per figlio
            • Destinatari: Famiglie con figli minorenni residenti nel Lazio
            • Requisito ISEE: Soglia massima da rispettare (vedi sezione dedicata)
            • Tipologia: Contributo a rimborso spese già sostenute
            • Modalità: Domanda online tramite portale regionale

            A Chi Spetta il Bonus Sport 2026

            Il bonus sport Lazio 2026 spetta alle famiglie che soddisfano tutti i seguenti requisiti:

            Requisiti anagrafici e di residenza

            • Residenza nel Lazio: Il richiedente (genitore o tutore legale) deve essere residente in uno dei comuni della Regione Lazio al momento della domanda
            • Figli minorenni: Il contributo è destinato a figli di età compresa tra 6 e 17 anni (fino al compimento del 18° anno)
            • Cittadinanza: Cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno
            • Responsabilità genitoriale: Il richiedente deve avere la responsabilità genitoriale del minore

            Requisito ISEE

            Il requisito fondamentale per accedere al bonus sport è il possesso di un ISEE ordinario o ISEE minorenni in corso di validità. La soglia massima di ISEE per il 2026 è fissata a:

            • ISEE fino a 15.000 euro: Contributo massimo di 500 euro per figlio
            • ISEE tra 15.001 e 20.000 euro: Contributo di 350 euro per figlio
            • ISEE tra 20.001 e 25.000 euro: Contributo di 200 euro per figlio
            • ISEE superiore a 25.000 euro: Nessun contributo

            L’attestazione ISEE deve essere in corso di validità al momento della presentazione della domanda. Se non hai ancora l’ISEE 2026, puoi richiederlo gratuitamente presso il CAF Centro Fiscale, che ti assisterà nella compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e nell’ottenimento dell’attestazione entro pochi giorni.

            Casi particolari

            Famiglie con più figli: È possibile richiedere il bonus per ogni figlio che rispetta i requisiti. Una famiglia con 3 figli tra 6 e 17 anni può quindi ottenere fino a 1.500 euro complessivi (500€ × 3).

            Genitori separati o divorziati: Il contributo spetta al genitore che ha il figlio a carico ai fini ISEE. In caso di affido congiunto, può presentare domanda il genitore con cui il minore ha la residenza prevalente.

            Tutori legali: Anche i tutori legali di minori possono presentare domanda, purché abbiano la responsabilità genitoriale e il minore sia inserito nel loro nucleo familiare ISEE.

            Come Funziona il Contributo di 500 Euro

            Il Bonus Sport Lazio 2026 funziona come un rimborso a rendicontazione: questo significa che devi prima sostenere le spese per le attività sportive del figlio e successivamente richiedere il contributo allegando i giustificativi di spesa.

            Spese ammissibili

            Il contributo copre le seguenti spese sportive sostenute nell’anno 2026:

            • Iscrizione annuale a società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI
            • Abbonamenti a palestre e centri sportivi
            • Corsi sportivi (calcio, basket, nuoto, danza, arti marziali, ginnastica, tennis, ecc.)
            • Attività motorie organizzate da associazioni sportive
            • Attrezzatura sportiva obbligatoria richiesta dall’associazione (divise, protezioni, ecc.) se inclusa nella quota di iscrizione

            Non sono ammissibili:

            • Acquisto autonomo di attrezzature sportive non incluse nella quota
            • Attività ricreative non sportive
            • Lezioni private non erogate da associazioni riconosciute
            • Spese di trasporto o trasferte

            Periodo di riferimento delle spese

            Sono rimborsabili le spese sostenute dal 1° gennaio 2026 al 31 ottobre 2026. È fondamentale conservare tutte le ricevute, fatture o quietanze di pagamento intestate al genitore richiedente o al figlio beneficiario.

            Importo del contributo

            Il contributo viene erogato secondo la seguente scala progressiva in base all’ISEE:

            Fascia ISEEContributo massimo
            Fino a 15.000 euro500 euro
            Da 15.001 a 20.000 euro350 euro
            Da 20.001 a 25.000 euro200 euro
            Oltre 25.000 euroNon ammesso

            Il rimborso copre fino al 100% delle spese documentate, entro il massimale previsto per la propria fascia ISEE. Se hai speso 300 euro e hai diritto a 500 euro di contributo, riceverai 300 euro. Se hai speso 600 euro e hai diritto a 500 euro, riceverai il massimo di 500 euro.

            Modalità di erogazione

            Il contributo viene erogato tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato nella domanda. I tempi di accredito sono generalmente di 60-90 giorni dalla data di approvazione della domanda, subordinati alla disponibilità dei fondi regionali.

            Requisiti ISEE: Documentazione Necessaria

            Come abbiamo visto, il requisito ISEE è fondamentale per accedere al bonus sport Lazio 2026. Vediamo nel dettaglio come ottenerlo e quale documentazione serve.

            Cos’è l’ISEE

            L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è un documento che fotografa la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Per il bonus sport serve l’ISEE ordinario o l’ISEE minorenni, entrambi validi.

            L’attestazione ISEE ha validità annuale (dal 1° gennaio al 31 dicembre) e va rinnovata ogni anno. Per le domande presentate nel 2026, serve l’ISEE 2026, che si basa sui redditi e patrimoni del 2024.

            Documenti per richiedere l’ISEE

            Per ottenere l’ISEE presso il CAF Centro Fiscale, dovrai portare la seguente documentazione:

            Dati anagrafici:

            • Documenti d’identità e codici fiscali di tutti i componenti del nucleo familiare
            • Stato di famiglia o autocertificazione

            Redditi 2024:

            • Certificazione Unica (CU) 2025 (redditi 2024) di tutti i componenti
            • Modello 730/2025 o Redditi PF 2025 se già presentati
            • Certificazioni redditi esteri se percepiti
            • Assegni di mantenimento percepiti o corrisposti

            Patrimonio mobiliare al 31/12/2024:

            • Saldi e giacenze medie dei conti correnti, libretti, carte prepagate
            • Estratti conto di depositi, titoli, azioni, obbligazioni, fondi di investimento
            • Valore di polizze vita e assicurazioni

            Patrimonio immobiliare al 31/12/2024:

            • Visure catastali di immobili e terreni posseduti
            • Atto di acquisto o successione
            • Mutui residui in corso (certificazione della banca)

            Altri documenti:

            • Targa o estremi di immatricolazione autoveicoli/motoveicoli
            • Contratto di affitto registrato (se in locazione)
            • Certificati di invalidità o disabilità se presenti nel nucleo

            Come ottenere l’ISEE gratuitamente

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione ISEE gratuito per tutti i cittadini. Puoi:

            1. Prenotare un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121
            2. Portare la documentazione elencata sopra presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
            3. Compilare la DSU con l’assistenza dei nostri operatori
            4. Ricevere l’attestazione ISEE direttamente dall’INPS entro 5-10 giorni lavorativi

            Una volta ottenuto l’ISEE, potrai utilizzarlo non solo per il bonus sport, ma anche per accedere a molte altre agevolazioni: Assegno Unico, Bonus Asilo Nido, riduzioni di tasse universitarie, agevolazioni sulle bollette e molto altro.

            Come Fare Domanda per il Bonus Sport Lazio 2026

            La domanda per il bonus sport Lazio 2026 deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale dedicato della Regione Lazio. Vediamo passo dopo passo la procedura completa.

            Quando presentare la domanda

            Il bando per il Bonus Sport 2026 viene generalmente pubblicato tra marzo e aprile di ogni anno. Le domande possono essere presentate indicativamente dal 1° maggio al 30 giugno 2026, salvo proroghe comunicate dalla Regione Lazio.

            Attenzione: Le date esatte di apertura e chiusura del bando vengono pubblicate sul sito ufficiale della Regione Lazio. Ti consigliamo di consultare regolarmente la pagina dedicata o di contattare il CAF Centro Fiscale per essere informato sull’apertura delle domande.

            Procedura di presentazione online

            Passo 1: Accesso al portale

            Accedi al portale della Regione Lazio dedicato al bonus sport tramite il sito ufficiale www.regione.lazio.it. Nella sezione “Sport e Tempo Libero” o “Famiglia e Sociale” troverai il link diretto al bando.

            Passo 2: Identificazione digitale

            Per accedere al sistema di presentazione domande serve una delle seguenti identità digitali:

            • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – livello 2 o superiore
            • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
            • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

            Se non hai ancora SPID o CIE, puoi richiederli gratuitamente. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’attivazione dello SPID.

            Passo 3: Compilazione della domanda

            Una volta autenticato, dovrai compilare il modulo di domanda online inserendo:

            • Dati anagrafici del richiedente
            • Dati del/dei figlio/i beneficiario/i
            • Numero di protocollo dell’attestazione ISEE
            • Coordinate bancarie (IBAN) per il bonifico
            • Dichiarazioni sostitutive di atto notorio

            Passo 4: Caricamento documenti

            Dovrai allegare in formato digitale (PDF o immagine):

            • Attestazione ISEE 2026 in corso di validità
            • Documento d’identità del richiedente
            • Ricevute/fatture delle spese sportive sostenute nel 2026
            • Certificato di iscrizione rilasciato dall’associazione sportiva
            • Autocertificazione di residenza nel Lazio (se non già presente in domanda)

            Passo 5: Invio e protocollo

            Dopo aver verificato tutti i dati, invia la domanda. Riceverai via email una ricevuta con numero di protocollo che certifica l’avvenuta presentazione. Conserva questo numero per eventuali comunicazioni con la Regione.

            Istruttoria e pagamento

            Dopo la chiusura del bando, la Regione Lazio procede con l’istruttoria delle domande:

            1. Verifica requisiti: Controllo di ISEE, residenza, spese ammissibili
            2. Formazione graduatoria: Le domande ammissibili vengono inserite in graduatoria in base all’ISEE (priorità ai redditi più bassi)
            3. Approvazione: Pubblicazione della graduatoria definitiva con gli ammessi al contributo
            4. Erogazione: Bonifico bancario entro 60-90 giorni dall’approvazione

            Puoi monitorare lo stato della tua domanda accedendo nuovamente al portale con le tue credenziali SPID/CIE.

            Assistenza CAF Centro Fiscale

            Se hai difficoltà con la procedura online o vuoi essere sicuro di compilare correttamente la domanda, il CAF Centro Fiscale offre assistenza gratuita per:

            • Verifica dei requisiti di accesso
            • Compilazione e invio della domanda online
            • Controllo della documentazione richiesta
            • Gestione di eventuali integrazioni o chiarimenti

            Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

            Differenza con Altri Bonus e Agevolazioni Sportive

            Il Bonus Sport Lazio 2026 è una misura regionale specifica, ma esistono anche altre agevolazioni per le attività sportive dei figli. Vediamo le principali differenze e compatibilità.

            Detrazione spese sportive nel 730

            A livello nazionale esiste la detrazione IRPEF del 19% per le spese sportive dei figli tra 5 e 18 anni, con un limite massimo di 210 euro per figlio (detrazione massima 39,90 euro). Questa detrazione si inserisce nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF).

            Compatibilità: Il Bonus Sport Lazio e la detrazione IRPEF sono compatibili, ma non si possono portare in detrazione le stesse spese già rimborsate dal bonus regionale. Se hai ricevuto 500 euro di rimborso dalla Regione per spese da 600 euro, puoi detrarre solo i 100 euro residui (se rientrano nei requisiti).

            Carta dello Studente “IoStudio”

            Gli studenti delle scuole superiori possono ottenere sconti su attività sportive tramite la Carta IoStudio, ma si tratta di agevolazioni private (convenzioni con palestre e associazioni) e non di contributi economici diretti.

            Bonus comunali e provinciali

            Alcuni Comuni della Regione Lazio (Roma Capitale, Fiumicino, Latina, ecc.) hanno istituito bonus sport comunali con requisiti e importi propri. Questi bonus possono essere cumulabili con il bonus regionale, ma è necessario verificare caso per caso i regolamenti comunali.

            In generale, il Bonus Sport Lazio 2026 rappresenta l’agevolazione più consistente (fino a 500 euro) ed è accessibile a tutte le famiglie laziali indipendentemente dal Comune di residenza.

            Errori Comuni da Evitare nella Domanda

            Nella presentazione della domanda per il bonus sport Lazio 2026, molte famiglie commettono errori che possono portare al rigetto della pratica. Ecco i più frequenti e come evitarli.

            1. ISEE scaduto o errato

            Errore: Presentare la domanda con un ISEE dell’anno precedente (es. ISEE 2025 invece di ISEE 2026).

            Soluzione: Verifica sempre la data di validità dell’attestazione ISEE. Deve riportare l’anno corrente (2026). Se hai dubbi, contatta il CAF per rinnovarlo gratuitamente.

            2. Ricevute incomplete o non intestate

            Errore: Allegare ricevute generiche, senza intestazione nominativa o senza dettaglio della spesa.

            Soluzione: Le ricevute devono riportare:

            • Nome e cognome del genitore o del figlio
            • Denominazione dell’associazione sportiva
            • Dettaglio della spesa (iscrizione, abbonamento, corso)
            • Importo e data di pagamento
            • Timbro e firma dell’associazione

            3. Spese fuori dal periodo ammesso

            Errore: Includere spese sostenute nel 2025 o dopo la scadenza del bando.

            Soluzione: Sono rimborsabili solo le spese con data compresa tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2026. Verifica le date su tutte le ricevute.

            4. IBAN errato o non corrispondente

            Errore: Inserire un IBAN con errori di digitazione o intestato a persona diversa dal richiedente.

            Soluzione: L’IBAN deve essere intestato (anche in cointestazione) al genitore richiedente. Controlla sempre il codice con un estratto conto recente.

            5. Mancata dichiarazione di altre agevolazioni

            Errore: Non dichiarare di aver ricevuto altri contributi per le stesse spese (es. bonus comunale).

            Soluzione: Nel modulo di domanda è presente una sezione apposita per dichiarare eventuali altri contributi percepiti. Compilala sempre con precisione per evitare revoche successive.

            6. Presentazione oltre i termini

            Errore: Inviare la domanda dopo la scadenza del bando.

            Soluzione: Prepara tutta la documentazione in anticipo e invia la domanda appena si apre il portale. Non aspettare gli ultimi giorni, potrebbero esserci problemi tecnici o ritardi nel reperimento documenti.

            Per evitare questi errori, il CAF Centro Fiscale offre un servizio di verifica preventiva della documentazione: porta tutti i documenti in sede e i nostri operatori controlleranno che sia tutto in regola prima dell’invio.

            Novità del Bonus Sport Lazio 2026 Rispetto agli Anni Precedenti

            La Regione Lazio ha apportato alcune modifiche significative al bonus sport per l’edizione 2026, con l’obiettivo di semplificare l’accesso e ampliare la platea dei beneficiari.

            Aumento delle fasce ISEE

            Rispetto al 2025, la soglia massima ISEE è stata innalzata da 20.000 a 25.000 euro, permettendo a più famiglie di accedere almeno al contributo minimo di 200 euro. Questo ampliamento riconosce l’aumento del costo della vita e delle spese sportive.

            Semplificazione documentale

            Non è più obbligatorio allegare il certificato di residenza se il richiedente autocertifica la residenza nel Lazio direttamente nel modulo di domanda. Questo riduce i tempi di preparazione della pratica.

            Ampliamento attività ammissibili

            Dal 2026 sono state incluse tra le attività ammissibili anche le discipline sportive paralimpiche e i corsi di nuoto per disabili, con particolare attenzione all’inclusione sociale attraverso lo sport.

            Priorità per famiglie numerose

            A parità di ISEE, vengono date priorità in graduatoria alle famiglie con 3 o più figli minorenni, riconoscendo il maggiore carico economico delle famiglie numerose.

            Maggiori fondi stanziati

            La Regione Lazio ha incrementato lo stanziamento di bilancio per il bonus sport 2026, garantendo la copertura di un numero maggiore di domande rispetto agli anni precedenti e riducendo il rischio di esclusione per insufficienza di fondi.

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            Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Bonus Sport Lazio 2026

            Posso richiedere il Bonus Sport Lazio 2026 se mio figlio pratica sport in un’altra regione?

            No, il contributo spetta solo se l’attivita sportiva viene svolta presso associazioni o societa sportive con sede operativa nella Regione Lazio. Il requisito di residenza del figlio nel Lazio e obbligatorio.

            Il Bonus Sport e compatibile con l’Assegno Unico Universale?

            Si, il Bonus Sport Lazio 2026 e pienamente compatibile con l’Assegno Unico Universale e con tutte le altre prestazioni INPS. Non concorre inoltre alla formazione del reddito familiare ai fini ISEE.

            Posso richiedere il bonus per piu figli?

            Si, e possibile presentare una domanda per ogni figlio che rispetta i requisiti di eta (6-17 anni) e che pratica attivita sportive. Una famiglia con 3 figli puo ottenere fino a 1.500 euro complessivi.

            Cosa succede se la mia domanda viene respinta?

            In caso di rigetto riceverai una comunicazione con le motivazioni. Potrai presentare ricorso entro i termini indicati o, se l’esclusione e dovuta a documentazione incompleta, integrare e ripresentare la domanda nelle eventuali riaperture del bando.

            Devo avere la residenza nel Lazio da un certo numero di anni?

            No, non e richiesto un periodo minimo di residenza. Basta essere residenti in un comune del Lazio al momento di presentazione della domanda, indipendentemente da quando si e trasferito.


            Conclusioni: Non Perdere il Bonus Sport Lazio 2026

            Il Bonus Sport Lazio 2026 rappresenta un’opportunità concreta per tutte le famiglie laziali di garantire ai propri figli l’accesso a attività sportive di qualità senza gravare eccessivamente sul bilancio familiare. Con un contributo fino a 500 euro per figlio, puoi coprire gran parte delle spese di iscrizione, abbonamenti e corsi sportivi per tutto l’anno.

            Per accedere al bonus è fondamentale:

            • Avere un ISEE 2026 valido entro la soglia massima di 25.000 euro
            • Conservare tutte le ricevute delle spese sportive sostenute nel 2026
            • Presentare la domanda online nei termini previsti dal bando
            • Verificare di avere tutta la documentazione completa prima dell’invio

            Non aspettare l’ultimo momento: inizia già ora a preparare i documenti necessari e, se non hai ancora l’ISEE 2026, contatta subito il CAF Centro Fiscale per ottenerlo gratuitamente.

            Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Sport Lazio?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con:

            • Compilazione ISEE 2026 per verificare i requisiti
            • Verifica documentazione e ricevute spese sportive
            • Assistenza nella presentazione della domanda online
            • Gestione integrazioni e comunicazioni con la Regione Lazio
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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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