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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

Dal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
  2. Chi può fare versamenti volontari INPS
  3. La novità 2026: solo procedura online
  4. Come eseguire i versamenti online: guida pratica
  5. Importi dei versamenti volontari 2026
  6. Scadenze e termini di versamento
  7. Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari
  8. Effetti dei versamenti volontari sulla pensione
  9. Casi pratici e simulazioni
  10. Domande frequenti

Cosa sono i versamenti volontari INPS

I versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.

I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.

Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa.

Chi può fare versamenti volontari INPS

Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

  • Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
  • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda
  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulati
  • Agricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestione
  • Soggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiesti

Esistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.

Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo.

La novità 2026: solo procedura online

La novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.

Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.

In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:

  • Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPA
  • App INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale web
  • Intermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionali
  • Banche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPS
  • Poste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceo

La modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente.

Come eseguire i versamenti online: guida pratica

Eseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.

Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitale

Il primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitale
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitati

Se non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.

Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”

Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:

  1. Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNS
  2. Dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”
  3. Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”
  4. Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamento

Passaggio 3: genera l’avviso pagoPA

Il cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:

  • Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)
  • Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)
  • Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)

Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.

Passaggio 4: effettua il pagamento

Con il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:

  • Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitale
  • Portale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avviso
  • App Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPA
  • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPA
  • ATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPA

Al termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi.

Importi dei versamenti volontari 2026

L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.

Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)

Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:

Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)

Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)

La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%

Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.

Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.

Calcolo per artigiani e commercianti

Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:

  • Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)
  • Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibile

Anche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.

Calcolo per la Gestione Separata

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).

Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario.

Scadenze e termini di versamento

I versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:

TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento
1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027

Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.

Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.

Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari

Prima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.

La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:

  1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”
  3. Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributivi
  4. Allega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)
  5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnato

In alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.

L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:

  • Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamenti
  • La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi
  • L’importo trimestrale indicativo del versamento
  • La gestione previdenziale di pertinenza

Validità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività.

Effetti dei versamenti volontari sulla pensione

Capire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.

Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionistici

Il primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:

  • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)
  • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)
  • Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributi
  • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)

I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.

Effetto sull’importo della pensione

Il secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.

In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.

Deducibilità fiscale dei versamenti volontari

Un vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.

Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita.

Casi pratici e simulazioni

Per capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.

Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figli

Scenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.

Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.

Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.

Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassa

Scenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.

Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.

Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesi

Scenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.

Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.

Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitale

Al di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:

  • Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazione
  • Chi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026
  • Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediario
  • Chi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPA

Importante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online.

Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPS

Come ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.

Vantaggi

  • Flessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formali
  • Deducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo netto
  • Effetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenziale
  • Strumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gap
  • Possibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributiva

Svantaggi

  • Costo elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passato
  • Rendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimento
  • Non recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensione
  • Soggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello atteso
  • Obbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera

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Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

Dal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?

Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.

Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.

I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?

Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.

Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?

Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.

Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?

Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.


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    Settembre 18, 2026
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    Settembre 15, 2026
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 11, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:10:28Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online: Come Eseguirli

    Pensione 2026 INPS

    Dal 1° gennaio 2026 i versamenti volontari INPS possono essere effettuati esclusivamente online: addio definitivo ai bollettini postali cartacei e al modello F24 presso gli sportelli fisici. La novità, introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, rappresenta un cambiamento sostanziale per tutti i lavoratori che usano la contribuzione volontaria per colmare i buchi contributivi e raggiungere i requisiti pensionistici. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può versare volontariamente, come fare domanda di autorizzazione, gli importi e le aliquote 2026, le scadenze trimestrali e i canali digitali da utilizzare.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
    2. Novità 2026: pagamento esclusivamente online
    3. Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie
    4. Come fare la domanda di autorizzazione INPS
    5. Come eseguire i versamenti online dal 2026
    6. Importi e aliquote 2026 per gestione
    7. Scadenze trimestrali: quando pagare
    8. Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari
    9. Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione
    10. Errori da evitare
    11. Domande frequenti

    Cosa sono i versamenti volontari INPS

    I versamenti volontari INPS (denominati anche contributi volontari) sono contributi previdenziali che il lavoratore paga autonomamente, di propria iniziativa, per coprire periodi in cui non ha svolto attività lavorativa e quindi non ha maturato contribuzione obbligatoria. Si tratta di uno strumento pensionistico fondamentale per chi ha avuto interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione, lavoro part-time o attività non coperte da contribuzione INPS.

    L'obiettivo principale è raggiungere il numero di anni contributivi necessari per accedere alla pensione oppure aumentare l'importo dell'assegno pensionistico. I contributi volontari confluiscono nella gestione previdenziale di appartenenza del lavoratore (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Gestione Separata, Gestione Artigiani e Commercianti) e producono gli stessi effetti dei contributi obbligatori ai fini pensionistici.

    Non si tratta di una soluzione per tutti: per poter versare volontariamente occorre essere stati preventivamente autorizzati dall'INPS e aver maturato una minima anzianità contributiva pregressa. L'autorizzazione ha effetto retroattivo dalla data della domanda e non si prescrive: una volta ottenuta, l'assicurato può versare in qualsiasi momento.

    Novità 2026: pagamento esclusivamente online

    Il cambiamento più significativo del 2026 riguarda le modalità di pagamento. Con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, l'Istituto ha comunicato che, a partire dal 1° gennaio 2026, i versamenti dei contributi volontari devono essere effettuati esclusivamente attraverso canali telematici. Vengono definitivamente eliminati:

    • Bollettini postali cartacei (modello MAV e bollettino Freccia): non più accettati dagli uffici postali
    • Modello F24 in forma cartacea consegnato presso sportelli bancari o postali senza conto corrente
    • Pagamenti allo sportello INPS in contanti o assegno

    La digitalizzazione forzata del processo rientra nel più ampio piano di modernizzazione dei servizi INPS avviato negli ultimi anni, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione. L'INPS ha gradualmente eliminato i canali cartacei per quasi tutti i versamenti contributivi: i versamenti volontari erano uno degli ultimi a non essere stati completamente digitalizzati.

    Cosa cambia nella pratica? Gli assicurati autorizzati ai contributi volontari ricevono ogni trimestre il piano di versamento telematico attraverso il portale MyINPS o via email (se hanno attivato le notifiche). Il pagamento avviene esclusivamente tramite i canali digitali indicati nella sezione dedicata di questo articolo.

    Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie

    Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. È necessario soddisfare specifici requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ecco le categorie ammesse e i requisiti:

    Lavoratori dipendenti (FPLD)

    Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, il requisito minimo è di 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) oppure, per chi non ha raggiunto questo limite, almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Sono ammessi sia i lavoratori che hanno interrotto temporaneamente il rapporto di lavoro, sia coloro che hanno cessato definitivamente l'attività.

    Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)

    Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari dopo aver maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione di riferimento. L'autorizzazione è necessaria anche per chi ha cessato l'attività autonoma e desidera proseguire la contribuzione.

    Iscritti alla Gestione Separata

    I lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori occasionali) devono aver versato contributi per almeno 5 anni di contribuzione effettiva. La base imponibile per il calcolo dei contributi volontari viene determinata sulla media dei redditi imponibili degli ultimi 12 mesi di attività.

    Casalinghe e casalinghi

    Una categoria spesso trascurata ma importante: anche chi svolge lavoro di cura domestica non retribuito può iscriversi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavoro di cura non retribuito (il cosiddetto "fondo casalinghe"), versando contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Non è richiesta contribuzione pregressa per questa gestione specifica.

    Attenzione: i periodi coperti da versamenti volontari non sono compatibili con periodi di lavoro subordinato o autonomo per i quali vige l'obbligo assicurativo. In altre parole, non puoi versare volontariamente per un periodo in cui hai lavorato e hai già contributi obbligatori.

    Come fare la domanda di autorizzazione INPS

    Prima di poter effettuare qualsiasi versamento, è obbligatorio ottenere l'autorizzazione dall'INPS. Senza autorizzazione preventiva, i versamenti non vengono riconosciuti ai fini pensionistici. Ecco la procedura passo per passo.

    Procedura online (unica modalità dal 2026)

    1. Accedi al portale MyINPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
    2. Vai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Contributi volontari”
    3. Seleziona “Domanda di autorizzazione ai versamenti volontari”
    4. Compila il modulo indicando la gestione di appartenenza e i periodi da coprire
    5. Allega la documentazione richiesta (estratto contributivo, eventuale documentazione del periodo da coprire)
    6. Invia la domanda e attendi la comunicazione di accoglimento

    L'INPS esamina la domanda e verifica il possesso dei requisiti. Se l'autorizzazione viene concessa, viene comunicata per iscritto all'assicurato. L'autorizzazione decorre dalla data di presentazione della domanda: è importante presentarla tempestivamente, poiché retroattivamente non potrai coprire periodi antecedenti alla data di protocollo della domanda (con alcune eccezioni per contribuzione figurativa).

    Hai bisogno di assistenza per la domanda di autorizzazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta il patronato per la presentazione della domanda all'INPS, la verifica dei requisiti contributivi e la stima dei vantaggi pensionistici. Contattaci per una consulenza personalizzata.

    Come eseguire i versamenti online dal 2026

    Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni trimestre l'INPS mette a disposizione il piano di versamento telematico con gli importi dovuti. Dal 2026 i canali abilitati per il pagamento sono esclusivamente i seguenti.

    Portale MyINPS

    Il canale principale è il portale MyINPS (myinps.inps.it). Dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Contributi volontari” → “Paga contributi volontari” trovi i bollettini trimestrali precompilati con gli importi esatti. Il pagamento avviene direttamente online tramite:

    • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, Maestro)
    • Bonifico bancario online
    • PagoPA (il sistema unificato di pagamento alla PA)

    App IO

    La app IO (il wallet digitale del cittadino per i servizi pubblici) consente di ricevere notifiche di scadenza e pagare i contributi volontari INPS direttamente dallo smartphone. Nella sezione “Pagamenti” dell'app trovi i bollettini INPS e puoi saldarli con carta o con il saldo prepagato dell'app. È il metodo più comodo per chi vuole gestire tutto da mobile.

    PagoPA (canale bancario online)

    In alternativa, puoi pagare tramite PagoPA attraverso il home banking della tua banca o posta, inserendo il codice di avviso che trovi nel piano di versamento. Quasi tutte le banche italiane supportano PagoPA: cerca la voce “Pagamenti PA” o “PagoPA” nell'area pagamenti del tuo internet banking. Anche Poste Italiane supporta il pagamento PagoPA tramite app BancoPosta o sito postepay.it.

    Modello F24 online (ancora ammesso)

    Il modello F24 rimane valido, ma solo nella versione telematica: tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web su Entratel/Fiscoline) oppure attraverso il proprio istituto bancario tramite home banking. Il codice tributo da utilizzare varia in base alla gestione di appartenenza. L'F24 cartaceo consegnato allo sportello è invece definitivamente abolito per questi versamenti dal 2026.

    Cosa fare se non si è pratici di strumenti digitali? È possibile delegare un CAF, un patronato o un consulente a effettuare i pagamenti per proprio conto. Il CAF Centro Fiscale fornisce assistenza completa anche per la gestione dei pagamenti telematici dei contributi volontari.

    Importi e aliquote 2026 per gestione

    Il calcolo degli importi dei versamenti volontari 2026 dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, dalla retribuzione o reddito di riferimento e dall'aliquota contributiva applicabile. Vediamo i dettagli per ciascuna categoria.

    Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)

    Per i lavoratori dipendenti, la base di calcolo è la retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi di lavoro retribuito (o degli ultimi 24 mesi se più favorevole). L'aliquota applicata è quella in vigore per i lavoratori dipendenti, pari al 33% della retribuzione imponibile. Tale aliquota, nei contributi obbligatori suddivisa tra datore e lavoratore, viene pagata interamente dall'assicurato nei versamenti volontari.

    La retribuzione settimanale minima per il 2026, che rappresenta la base minima di calcolo, è aggiornata annualmente dall'INPS in base alla variazione del costo della vita. Per il 2026 la retribuzione convenzionale minima giornaliera è fissata in circa 51,83 euro (aggiornamento con circolare INPS inizio anno).

    Gestione Artigiani

    Per gli artigiani, i contributi volontari si calcolano applicando le stesse aliquote dei contributi obbligatori al reddito medio degli ultimi 12 mesi di attività. Le aliquote 2026 per la Gestione Artigiani sono:

    • 24% del reddito imponibile (quota IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) per i titolari
    • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per la maternità e malattia
    • Minimale 2026: circa 3.983 euro trimestrali (contributo fisso sul minimale di reddito)

    Gestione Commercianti

    Per i commercianti, le aliquote 2026 sono lievemente superiori:

    • 24,48% del reddito imponibile (quota IVS) per i titolari
    • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per malattia
    • Minimale 2026: circa 4.054 euro trimestrali

    Gestione Separata

    Per gli iscritti alla Gestione Separata, l'aliquota per i versamenti volontari è quella applicata ai collaboratori e professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per il 2026 l'aliquota è del 26,23% (comprensiva di aliquota DIS-COLL e maternità). La base imponibile è la media dei redditi da lavoro degli ultimi 12 mesi di contribuzione effettiva.

    Tabella riepilogativa delle aliquote 2026:

    Gestione INPSAliquota IVS 2026Base di calcolo
    Lavoratori dipendenti (FPLD)33%Retribuzione media settimanale ultimi 12/24 mesi
    Artigiani24%Reddito medio ultimi 12 mesi
    Commercianti24,48%Reddito medio ultimi 12 mesi
    Gestione Separata26,23%Media redditi ultimi 12 mesi di contribuzione
    Fondo casalingheFissoDa 25,82 a 51,65 euro al mese

    Scadenze trimestrali: quando pagare

    I versamenti volontari INPS hanno cadenza trimestrale. Ogni trimestre è riferito a un periodo specifico dell'anno e deve essere pagato entro una data precisa. Il rispetto delle scadenze è fondamentale: i versamenti effettuati fuori termine non vengono riconosciuti per i periodi corrispondenti.

    Trimestre di riferimentoScadenza di pagamento
    1° trimestre (gennaio-marzo)Entro il 30 giugno
    2° trimestre (aprile-giugno)Entro il 30 settembre
    3° trimestre (luglio-settembre)Entro il 31 dicembre
    4° trimestre (ottobre-dicembre)Entro il 31 marzo dell'anno successivo

    In sintesi, ogni versamento va effettuato entro il terzo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Esempio pratico: il contributo per il primo trimestre 2026 (gennaio-marzo 2026) deve essere pagato entro il 30 giugno 2026.

    Versamenti tardivi o parziali: se si salta un trimestre, non è possibile recuperarlo versando in un trimestre successivo. L'INPS valuta la continuità dei versamenti: periodi non coperti rimangono scoperti e non contribuiscono al maturare del diritto pensionistico. Tuttavia, non esiste un obbligo di versare ogni trimestre: l'autorizzazione non decade se si salta un periodo, ma ovviamente quel trimestre non sarà coperto contributivamente.

    Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari

    Prima di decidere se conviene avviare i versamenti volontari INPS, è utile fare una valutazione costi-benefici onesta. Non sempre è la scelta più conveniente: dipende da età, situazione lavorativa, reddito e obiettivi pensionistici.

    Vantaggi

    • Copertura dei buchi contributivi: permette di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata colmando anni di contribuzione mancanti
    • Aumento dell'assegno pensionistico: più contributi equivalgono a una pensione più alta nel sistema contributivo
    • Deducibilità fiscale IRPEF: i contributi volontari versati all'INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF (art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR). Ogni euro versato riduce l'imponibile fiscale, con un risparmio proporzionale alla tua aliquota marginale IRPEF
    • Nessun vincolo di versamento continuo: puoi saltare trimestri senza perdere l'autorizzazione
    • Cumulabilità con la NASPI: in molti casi compatibile con l'indennità di disoccupazione (verifica caso per caso con il CAF)

    Svantaggi

    • Costo elevato: soprattutto per i dipendenti (aliquota 33%), il costo per coprire un anno intero può superare i 10.000 euro, a seconda della retribuzione di riferimento
    • Rendimento incerto: nel sistema contributivo il valore della pensione dipende dai coefficienti di trasformazione e dall'età di pensionamento. Versare oggi non garantisce un ritorno proporzionale
    • Non recupera periodi antecedenti la domanda: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione, non può coprire periodi già passati
    • Alternativa al riscatto più costosa per alcuni periodi: per la laurea o il servizio militare, il riscatto agevolato può essere più conveniente
    • Digitalizzazione obbligatoria dal 2026: serve SPID o CIE attivo, o appoggiarsi a un intermediario abilitato

    Consiglio del CAF: prima di avviare i versamenti volontari, è fondamentale richiedere all'INPS il proprio estratto contributivo aggiornato e farsi fare una simulazione pensionistica. In questo modo potrai valutare quanti anni mancano, quanto costerebbe la contribuzione volontaria e se alternative come la pensione anticipata siano più adatte alla tua situazione.

    Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione

    I versamenti volontari non sono l'unico strumento per integrare la contribuzione previdenziale. È importante conoscere le differenze con gli altri istituti disponibili, per scegliere quello più adatto alla propria situazione.

    Riscatto dei periodi

    Il riscatto permette di far valere ai fini pensionistici periodi che non sono coperti da contribuzione obbligatoria ma che sono stati ufficialmente riconosciuti (es. anni di laurea, servizio militare, anni di aspettativa non retribuita). A differenza dei versamenti volontari:

    • Il riscatto riguarda periodi specifici e predefiniti, non periodi generici
    • Il costo del riscatto si calcola sulla retribuzione attuale moltiplicata per l'aliquota e gli anni da riscattare
    • Il riscatto della laurea ha una versione agevolata con aliquota ridotta per chi è nel sistema contributivo puro
    • È possibile rateizzare il pagamento del riscatto fino a 10 anni senza interessi

    Pace contributiva (riscatto agevolato dei periodi vuoti)

    La pace contributiva consente di riscattare, con un costo agevolato, i periodi di vuoto contributivo compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di 5 anni. A differenza dei versamenti volontari:

    • Si possono coprire periodi già passati (retroattività totale fino a 5 anni, nel limite temporale previsto)
    • Il costo è calcolato con l'aliquota della gestione moltiplicata per il reddito dell'anno precedente
    • È detraibile al 50% dall'IRPEF (non deducibile, a differenza dei versamenti volontari)
    • Non richiede la stessa anzianità contributiva minima dei versamenti volontari

    Ricongiunzione

    La ricongiunzione è uno strumento per unificare contributi versati in diverse gestioni previdenziali (es. hai lavorato come dipendente e poi come autonomo, oppure hai contributi in una cassa professionale e nell'INPS). La ricongiunzione trasferisce tutti i contributi in un'unica gestione:

    • Può essere onerosa (a pagamento) o gratuita a seconda dei casi
    • Non aggiunge contributi: sposta quelli già esistenti da una gestione all'altra
    • È alternativa al cumulo contributivo gratuito (legge Fornero) che in molti casi è più conveniente

    In estrema sintesi: i versamenti volontari coprono periodi futuri e vuoti recenti; il riscatto e la pace contributiva coprono periodi passati specifici; la ricongiunzione consolida contributi già esistenti. Spesso la strategia ottimale combina più strumenti. Affidati al CAF Centro Fiscale per una valutazione complessiva della tua posizione previdenziale, anche in vista della dichiarazione dei redditi 730 dove potrai dedurre i contributi versati.

    Errori da evitare con i versamenti volontari INPS

    Dalla nostra esperienza come CAF e patronato, ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono nella gestione dei versamenti volontari INPS:

    1. Versare senza autorizzazione: i contributi versati prima di ottenere l'autorizzazione INPS non vengono riconosciuti. Presentate sempre prima la domanda
    2. Confondere la data di decorrenza: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione della domanda, non da quando si inizia a versare. Ogni giorno di ritardo nella domanda è un periodo coperto in meno
    3. Versare per periodi già coperti da contribuzione obbligatoria: il versamento verrebbe rimborsato ma senza interessi, con perdita di tempo e burocrazia
    4. Non verificare la prescrizione dei periodi: in alcuni casi i periodi possono essere già prescritti (10 anni per le gestioni autonome)
    5. Dal 2026: tentare di pagare con bollettini cartacei: il pagamento non sarà accettato. Assicurati di avere SPID o CIE attivi prima delle scadenze trimestrali
    6. Non portare in deduzione i contributi volontari: molti dimenticano di indicarli nella dichiarazione dei redditi 730. Si perde un risparmio fiscale IRPEF importante
    7. Non fare una simulazione pensionistica prima: versare per anni scoprendo poi che non conviene è uno spreco di risorse. Richiedi prima una consulenza al CAF Centro Fiscale

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

    Dal 2026 come si pagano i versamenti volontari INPS?

    Dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si pagano esclusivamente online: tramite il portale MyINPS, l’app IO, il sistema PagoPA attraverso la propria banca online, oppure con modello F24 telematico. I bollettini postali cartacei e il modello F24 cartaceo agli sportelli non sono piu accettati. La modifica e stata introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025.

    Quanti anni di contributi servono per l’autorizzazione ai versamenti volontari?

    Per i lavoratori dipendenti (FPLD) servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane), oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per gli autonomi (artigiani e commercianti) servono 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione effettiva.

    I versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito?

    Si, i contributi volontari versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) nel quadro degli oneri deducibili. Il risparmio fiscale e proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

    Cosa succede se salto il pagamento di un trimestre?

    L’autorizzazione rimane valida a tempo indeterminato. Semplicemente quel trimestre non sara coperto da contribuzione e non contribuira alla maturazione del diritto pensionistico. Non e possibile recuperare il trimestre saltato versando importi maggiori in seguito. L’autorizzazione non decade per omissione di versamenti.

    Qual e la differenza tra versamenti volontari e riscatto della laurea?

    I versamenti volontari coprono periodi di vuoto contributivo dalla data di autorizzazione in poi. Il riscatto della laurea permette di far valere gli anni di studio universitario come contribuzione, indipendentemente da quando si e conseguita. Il riscatto agevolato della laurea ha un costo ridotto per chi e nel sistema contributivo puro ed e rateizzabile. I due strumenti sono complementari, non alternativi.


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
      2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
      3. Variazione tramite app INPS Mobile
      4. Richiesta tramite patronato o CAF
      5. Contact Center INPS: numero 803 164
      6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
      7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
      8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
      9. Limiti di importo e conto cointestato
      10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
      11. Documenti necessari per la variazione
      12. Errori comuni e come evitarli
      13. Domande frequenti

      Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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      Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

      Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

      • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
      • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
      • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
      • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
      • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
      • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
      • Perdita o furto del libretto postale nominativo

      In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

      Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

      Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

      La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

      Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

      1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
      2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
      3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
      4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
      5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

      Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

      Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

      Variazione tramite app INPS Mobile

      L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

      La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

      • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
      • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
      • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
      • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
      • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

      L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

      Richiesta tramite patronato o CAF

      Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

      Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

      • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
      • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
      • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
      • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
      • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

      Documenti da portare in sede:

      • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
      • Codice fiscale (tesserino o certificato)
      • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
      • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

      Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

      Contact Center INPS: numero 803 164

      Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

      Come funziona la procedura telefonica:

      1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
      2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
      3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
      4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
      5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

      Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

      Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

      Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

      Quando si usa il modello AP04:

      • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
      • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
      • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
      • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
      • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

      Come si compila il modello AP04:

      • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
      • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
      • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
      • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
      • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

      Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

      Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

      Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

      Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

      Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
      Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
      App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
      Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
      Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
      Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

      Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

      Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

      Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

      Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

      Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

      Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

      1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
      2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
      3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
      4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

      Pagamento su IBAN di altro soggetto

      In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

      • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
      • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
      • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

      Pagamento non arriva: altri motivi possibili

      Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

      • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
      • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
      • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
      • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

      Limiti di importo e conto cointestato

      Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

      Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

      In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

      In pratica:

      • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
      • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
      • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

      Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

      Carte prepagate con IBAN cointestato

      Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

      Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

      L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

      StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
      Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
      Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
      Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
      Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

      Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

      Documenti necessari per la variazione

      Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

      • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
      • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
      • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
      • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
      • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

      Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

      Errori comuni e come evitarli

      Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

      1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
      2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
      3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
      4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
      5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
      6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
      7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

      Come fare in modo che vada tutto liscio

      Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

      Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

      Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

      Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

      Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

      Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

      Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

      Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

      Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

      Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

      Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

      Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

      Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

      Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

      Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

      La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.


      Hai bisogno di assistenza per cambiare IBAN pensione INPS?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
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        Pensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le Trattenute

        Pensione 2026 INPS

        Hai aperto il cedolino e ti accorgi che la pensione di maggio 2026 è più bassa rispetto ai mesi precedenti? Niente panico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una riduzione temporanea e prevista dalla legge, dovuta a tre cause precise: addizionali IRPEF regionali e comunali, conguagli fiscali e recuperi di indebiti INPS. In questa guida ti spieghiamo come capire in 5 minuti perché ti hanno trattenuto qualche euro in più e come verificare che il calcolo sia corretto.

        ⚠️ La trattenuta ti sembra sbagliata?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il tuo cedolino e, se necessario, presenta riesame all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

        Indice dei contenuti

        1. Le 3 cause principali in 30 secondi
        2. Causa 1: addizionale regionale IRPEF
        3. Causa 2: addizionale comunale IRPEF
        4. Causa 3: recupero indebiti o conguaglio rivalutazione
        5. Calcolo del netto atteso: esempio Udine
        6. Cosa fare se la trattenuta è sbagliata
        7. Quando finiranno le trattenute aggiuntive
        8. Domande frequenti

        Le 3 cause principali in 30 secondi

        Se la pensione di maggio 2026 è più bassa, nove volte su dieci la causa è una di queste:

        1. Addizionale regionale IRPEF: prima rata partita a marzo 2026, prosegue fino a gennaio 2027 (11 rate).
        2. Addizionale comunale IRPEF: rate del saldo 2025 da marzo a novembre, più acconto 2026 da marzo a novembre.
        3. Recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione: rateazione di somme non dovute pagate negli anni precedenti.

        Tutte e tre sono trattenute previste dalla legge, comuni a milioni di pensionati. Per il quadro generale di importi e calendario di maggio puoi consultare la guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che riepiloga tutte le novità del mese.

        Causa 1: addizionale regionale IRPEF (marzo 2026 – gennaio 2027)

        L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta che ogni Regione applica sui redditi dei propri residenti. Si calcola sui redditi dell’anno precedente (quindi 2025) e si trattiene a rate dalla pensione, in 11 mesi che vanno tipicamente da marzo 2026 a gennaio 2027.

        Le aliquote variano da Regione a Regione: il Friuli Venezia Giulia applica un’aliquota base dell’1,23% per i redditi fino a 15.000 € e dell’1,73% per gli scaglioni superiori. Vediamo le aliquote dei principali comuni di riferimento del CAF Centro Fiscale.

        RegioneAliquota baseAliquota maxNote
        Friuli Venezia Giulia1,23%1,73%Esenzione fino a 15.000 € reddito complessivo
        Veneto1,23%1,73%Aliquote per scaglioni IRPEF
        Lombardia1,23%1,74%Detrazioni per familiari a carico
        Lazio1,73%3,33%Tra le più alte d’Italia

        Esempio pratico: un pensionato residente in FVG con reddito 2025 di 18.000 € paga il 1,23% di addizionale regionale (221,40 € annui) suddiviso in 11 rate da circa 20,13 € al mese. Questa cifra apparirà sul cedolino da marzo 2026 a gennaio 2027.

        Causa 2: addizionale comunale IRPEF (saldo 2025 + acconto 2026)

        L’addizionale comunale è un’imposta a favore del Comune di residenza. A differenza di quella regionale, può sommare due componenti che si pagano nello stesso periodo:

        • Saldo 2025: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, basate sul reddito 2024
        • Acconto 2026: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, pari al 30% dell’addizionale del 2025

        Da maggio in poi entrambe le componenti sono attive contemporaneamente, motivo per cui la trattenuta totale aumenta rispetto a marzo-aprile. Le aliquote variano da Comune a Comune. Ecco quelle dei principali comuni del Friuli Venezia Giulia.

        ComuneAliquotaSoglia esenzione
        Udine0,80%12.000 €
        Pordenone0,40%15.000 €
        Trieste0,80%15.000 €
        Gorizia0,80%10.000 €
        Codroipo (UD)0,50%10.000 €

        Importante: le aliquote sono indicative e possono essere modificate dai singoli Comuni con delibera annuale. Verifica sempre l’aliquota aggiornata sul sito del tuo Comune o richiedi una stampa al CAF.

        Causa 3: recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione

        La terza causa frequente è il recupero di somme indebitamente percepite negli anni precedenti. L’INPS può scoprire, a controllo successivo, che il pensionato ha incassato denaro non dovuto. Le situazioni tipiche sono:

        • Integrazione al minimo percepita pur avendo superato i limiti reddituali
        • Maggiorazione sociale non più spettante per aumento del reddito
        • Pensione di reversibilità ridotta per nuovi redditi del beneficiario
        • Differenze su rivalutazione 2024 o 2025 calcolata in via provvisoria e poi corretta

        La rateizzazione del recupero, per legge, non può superare 1/5 della pensione netta. L’INPS è obbligata a inviare una comunicazione preventiva al pensionato, contenente l’importo, le motivazioni e il piano di rateazione. Se non hai ricevuto questa comunicazione e ti ritrovi una trattenuta inattesa, è uno degli elementi che il patronato può contestare.

        Calcolo del netto atteso: esempio Udine + Friuli VG

        Vediamo un esempio concreto per un pensionato residente a Udine con pensione lorda annua di 17.400 € (1.450 € lordi mensili, 12 mensilità). I valori sono indicativi.

        Voce mensileAprile 2026 (€)Maggio 2026 (€)Differenza
        Pensione lorda+1.450,00+1.450,000
        IRPEF-195,00-195,000
        Addizionale regionale FVG (rata)-19,45-19,450
        Add. comunale Udine – saldo 2025-12,40-12,400
        Add. comunale Udine – acconto 20260-3,72-3,72
        Conguaglio rivalutazione0-8,00-8,00
        Netto del mese1.223,151.211,43-11,72

        In questo caso la differenza è di circa 12 € in meno, dovuta all’avvio dell’acconto comunale e a un piccolo conguaglio rivalutazione. Per pensioni più elevate la differenza può essere significativa, fino a 50-80 € in meno al mese.

        Per leggere voce per voce ogni riga del cedolino, consulta la nostra guida al cedolino pensione di maggio 2026: trovi spiegazioni dettagliate di ogni codice e sigla.

        Cosa fare se la trattenuta è sbagliata

        Se dopo aver fatto i conti pensi che la trattenuta non sia corretta, hai diversi strumenti a disposizione:

        1. Controlla la CU 2026: la Certificazione Unica riporta l’importo annuo dell’addizionale dovuta. Dividi per 11 e ottieni la rata mensile attesa.
        2. Verifica la residenza: se hai cambiato Comune nel 2025, l’addizionale potrebbe essere stata calcolata sul Comune sbagliato.
        3. Controlla i dati reddituali: l’INPS si basa sui redditi dichiarati al fisco. Se hai presentato 730 o Redditi PF, i dati devono coincidere.
        4. Richiedi un appuntamento al patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il calcolo e, se necessario, presenta richiesta di riesame all’INPS.

        Quando finiranno le trattenute aggiuntive

        Tieni presente queste scadenze chiave per il 2026, che indicano quando ogni componente cessa di gravare sulla pensione:

        • Addizionale comunale (saldo 2025 + acconto 2026): termina con la rata di novembre 2026
        • Addizionale regionale 2025: termina con la rata di gennaio 2027
        • Recupero indebiti: dipende dall’importo e dal piano di rateizzazione, può durare anche più di 12 mesi
        • Conguaglio rivalutazione: tipicamente esaurito entro 2-3 mensilità

        A partire da dicembre 2026 l’addizionale comunale non sarà più trattenuta (ma riprenderà a marzo 2027 con il nuovo saldo), quindi quel mese tipicamente la pensione sarà più alta. A febbraio 2027 termina anche l’addizionale regionale 2025 e il netto torna sui livelli iniziali.

        Verifica il tuo cedolino con il CAF Centro Fiscale

        Pochi minuti per capire perché la pensione di maggio è più bassa e individuare eventuali errori. Servizio gratuito di patronato.

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        Domande frequenti

        Perché la pensione di maggio 2026 è più bassa di aprile?

        Nella maggior parte dei casi la riduzione è dovuta all’avvio dell’acconto dell’addizionale comunale IRPEF, che si somma al saldo dell’anno precedente. Possono incidere anche conguagli fiscali e recuperi di indebiti.

        Le trattenute sono permanenti?

        No, le addizionali sono rateizzate per legge: l’addizionale comunale termina a novembre 2026, quella regionale a gennaio 2027. A dicembre 2026 vedrai un netto più alto.

        Posso chiedere di sospendere la trattenuta?

        Le addizionali IRPEF non possono essere sospese: sono dovute per legge. Per i recuperi di indebiti, invece, è possibile chiedere all’INPS una rateizzazione più lunga se la rata mensile incide significativamente sul tenore di vita.

        Esistono soglie di esenzione dalle addizionali?

        Sì. Molte Regioni e Comuni prevedono una soglia di esenzione (tipicamente tra 12.000 e 15.000 € di reddito complessivo). In FVG l’addizionale regionale non è dovuta sotto 15.000 €. Verifica la soglia del tuo Comune.

        Come faccio a sapere quanto pagherò di addizionali nel 2026?

        Trovi l’importo annuo dovuto sulla CU 2026 (rilasciata entro marzo). Diviso per 11 ottieni la rata mensile attesa. Il CAF può ricostruire il calcolo e verificare la correttezza.

        Devo presentare ricorso se la trattenuta sembra errata?

        Prima di pensare al ricorso conviene chiedere un riesame all’INPS tramite il patronato. Spesso l’errore si risolve in tempi rapidi senza dover attivare procedure formali. Solo in caso di rifiuto si valuta il ricorso amministrativo.

        Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 08:00:002026-05-30 00:54:32Pensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le Trattenute
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Flat Tax 7% Pensionati Esteri: Guida Completa al Regime Agevolato Art. 24-ter TUIR

        Pensione 2026 INPS

        Sei un pensionato italiano residente all’estero e stai valutando di tornare in Italia? O sei uno straniero con una pensione estera e sogni di trasferirti nella Penisola? Dal 2019 esiste un regime fiscale straordinariamente vantaggioso che ti permette di pagare una flat tax del 7% su tutti i redditi di fonte estera, pensioni comprese, per ben 10 anni consecutivi. Si tratta del regime agevolato per i titolari di redditi da pensione estera, introdotto dall’articolo 24-ter del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), inserito dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018). Una misura pensata per attrarre residenti nei piccoli comuni del Meridione e delle zone sismiche d’Italia, ridare vita ai borghi e stimolare i consumi locali.

        In questo articolo del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cos’è la flat tax al 7% per i pensionati esteri, chi ne ha diritto, in quali comuni puoi trasferirti, come fare domanda e quanto puoi risparmiare rispetto alla tassazione ordinaria. Troverai anche esempi pratici e calcoli che ti aiuteranno a capire se questa agevolazione fa al caso tuo.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la flat tax al 7% per i pensionati esteri
        2. Normativa di riferimento: art. 24-ter TUIR
        3. Aliquota al 7%: confermata o modificata?
        4. Requisiti soggettivi per accedere al regime
        5. Comuni ammessi: dove trasferirsi
        6. Redditi coperti dall’imposta sostitutiva
        7. Durata dell’agevolazione: i 10 anni
        8. Come esercitare l’opzione e gli adempimenti
        9. Esempi pratici e calcoli del risparmio fiscale
        10. Compatibilità con altri regimi fiscali
        11. Decadenza, revoca e cessazione
        12. Confronto con il regime degli impatriati
        13. Domande frequenti

        Cos’è la flat tax al 7% per i pensionati esteri

        La flat tax al 7% per i pensionati esteri è un regime di imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali, introdotto per incentivare i titolari di redditi da pensione erogati da soggetti esteri a trasferire la propria residenza fiscale in Italia, in particolare nei piccoli comuni del Sud e delle zone sismiche del Centro-Nord.

        In pratica, invece di applicare le aliquote progressive IRPEF ordinarie (che vanno dal 23% al 43%), il pensionato che aderisce a questo regime paga un’unica imposta sostitutiva al tasso fisso del 7% su tutti i redditi di fonte estera. Un vantaggio fiscale enorme, soprattutto per chi percepisce pensioni di importo medio-alto.

        Il regime è stato ideato anche con una finalità di sviluppo territoriale: rivitalizzare i borghi del Mezzogiorno e delle aree interne che soffrono di spopolamento demografico, portando residenti con redditi stabili (le pensioni) che possono contribuire all’economia locale attraverso i consumi quotidiani.

        Normativa di riferimento: art. 24-ter TUIR

        Il regime è disciplinato dall’articolo 24-ter del TUIR (D.P.R. n. 917/1986), inserito dalla Legge n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), in vigore dal 1° gennaio 2019. La norma è stata successivamente integrata e chiarita da una serie di documenti ufficiali:

        • Circolare n. 21/E del 2020 dell’Agenzia delle Entrate: prima circolare interpretativa organica sul regime, che ha chiarito i requisiti soggettivi, i redditi ammessi e le modalità di opzione.
        • Risposta a interpello n. 221/2019 e successive risposte dell’Agenzia delle Entrate: chiarimenti su casi specifici (pensioni di reversibilità, pensioni di enti internazionali, ecc.).
        • Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019, conv. L. n. 58/2019): ha ampliato il perimetro dei comuni ammessi includendo quelli colpiti da calamità naturali.
        • Risoluzione n. 73/E del 2023: ulteriori chiarimenti sul concetto di “redditi di fonte estera” e sulla compilazione dei modelli dichiarativi.

        Il testo dell’art. 24-ter TUIR stabilisce che le persone fisiche titolari di redditi da pensione erogati da soggetti esteri, che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia in uno dei comuni ammessi, possono optare per l’assoggettamento di tali redditi (e di tutti gli altri redditi prodotti all’estero) a un’imposta sostitutiva calcolata in via forfettaria.

        Aliquota al 7%: confermata o modificata?

        Una domanda frequente riguarda l’aliquota effettivamente applicabile: la flat tax è al 7% o è stata modificata al 4%? Facciamo chiarezza sulla base delle fonti normative aggiornate a maggio 2026.

        L’aliquota ufficiale e confermata è del 7%. Non esistono, ad oggi, disposizioni legislative che abbiano abbassato l’aliquota al 4%. Il testo dell’art. 24-ter TUIR non è stato modificato in tal senso. Eventuali notizie o proposte circolate sui media di una riduzione al 4% si riferiscono a ipotesi di riforma non ancora approvate in sede parlamentare.

        Detto ciò, è importante sottolineare che il 7% è comunque un’aliquota eccezionalmente bassa rispetto alle aliquote ordinarie IRPEF, che per i redditi medio-alti raggiungono il 43%. Un pensionato con una pensione estera di 40.000 euro annui risparmierebbe oltre 10.000 euro all’anno scegliendo questo regime.

        Regime fiscaleAliquota applicabileImposta su 40.000 euro/anno
        IRPEF ordinaria (scaglione 40.000 euro)23%-35% progressivacirca 13.200 euro
        Flat tax art. 24-ter TUIR7% forfettaria2.800 euro
        Risparmio annuo–circa 10.400 euro

        Nota importante: i redditi prodotti in Italia (ad esempio da affitti di immobili italiani, lavoro dipendente o autonomo svolto in Italia) rimangono soggetti alla tassazione IRPEF ordinaria. La flat tax al 7% si applica esclusivamente ai redditi di fonte estera.

        Requisiti soggettivi per accedere al regime

        Per poter accedere alla flat tax al 7% sui redditi esteri, il contribuente deve soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

        1. Essere titolare di redditi da pensione estera

        Il requisito fondamentale è percepire redditi da pensione erogati da soggetti esteri. La norma si applica a qualsiasi tipo di pensione di fonte straniera:

        • Pensioni di vecchiaia erogate da enti previdenziali stranieri (equivalenti all’INPS italiano)
        • Pensioni di invalidità e di inabilità di fonte estera
        • Pensioni di reversibilità (pensioni ai superstiti)
        • Pensioni erogate da enti internazionali (es. ONU, NATO, Unione Europea) — con alcune specificità fiscali legate alle convenzioni internazionali
        • Trattamenti pensionistici integrativi di fonte estera (fondi pensione aziendali stranieri)

        Il soggetto beneficiario non deve necessariamente essere un cittadino italiano: anche i pensionati stranieri (tedeschi, svizzeri, britannici, americani, ecc.) possono aderire al regime, purché rispettino tutti gli altri requisiti.

        2. Non essere stato residente in Italia negli ultimi 5 anni

        Il secondo requisito fondamentale è non aver avuto la residenza fiscale in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti al primo anno di validità dell’opzione. Questo requisito serve a evitare che soggetti che hanno semplicemente trascorso un breve periodo all’estero possano beneficiare dell’agevolazione.

        La residenza fiscale in Italia si determina in base all’art. 2 del TUIR: si considera fiscalmente residente in Italia chi per la maggior parte del periodo d’imposta è iscritto all’anagrafe della popolazione residente, oppure ha il domicilio o la dimora abituale in Italia.

        Attenzione: la semplice iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) non è di per sé sufficiente a dimostrare la non-residenza fiscale italiana, ma è un elemento importante da considerare. L’Agenzia delle Entrate valuterà la residenza fiscale effettiva nel quinquennio precedente.

        3. Trasferire la residenza in un comune ammesso

        Il contribuente deve trasferire la propria residenza anagrafica e fiscale in Italia, specificatamente in uno dei comuni ammessi al regime (vedi sezione successiva). Il trasferimento di residenza deve avvenire entro i termini previsti per esercitare l’opzione.

        Comuni ammessi: dove trasferirsi

        Non tutti i comuni italiani sono ammessi al regime agevolato. La normativa individua due categorie di comuni eleggibili, entrambe con il requisito della popolazione non superiore a 20.000 abitanti:

        Categoria A: Comuni del Sud Italia

        I comuni ubicati nel territorio delle seguenti regioni meridionali:

        • Sicilia
        • Sardegna
        • Calabria
        • Campania
        • Basilicata
        • Abruzzo
        • Molise
        • Puglia

        Questi comuni devono avere una popolazione residente inferiore a 20.000 abitanti secondo i dati ufficiali ISTAT. Il numero degli abitanti viene verificato sulla base dell’ultimo censimento o delle rilevazioni demografiche disponibili.

        Categoria B: Comuni colpiti da calamità naturali

        Con il Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019), il perimetro dei comuni ammissibili è stato esteso anche ai comuni colpiti da eventi calamitosi (terremoti, alluvioni, ecc.) per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti. Questa categoria include molti comuni del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2009 e 2016-2017 (es. comuni dell’Aquila, Amatrice, Norcia e dintorni).

        Regione / AreaRequisito popolazioneAmmessa al regime
        Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, PugliaMeno di 20.000 abitantiSi
        Comuni colpiti da calamità naturali (stato di emergenza dichiarato)Meno di 20.000 abitantiSi
        Nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte, ecc.) — comuni non calamitatiQualsiasiNo
        Grandi città (Roma, Milano, Napoli, ecc.)Superiore a 20.000 ab.No

        Esempi di comuni ammissibili: Tropea (VV), Alberobello (BA), Matera, Agrigento, Otranto, Castelmola (ME), Pizzo Calabro, Santo Stefano di Camastra, Cefalù (PA, però supera 20.000 ab.), Gerace (RC), molti borghi della Basilicata e del Molise.

        Attenzione: Il pensionato che, dopo aver esercitato l’opzione, trasferisce la residenza in un comune non ammesso (es. si sposta in una grande città o in una regione del Nord non calamitata), perde il diritto all’agevolazione a partire dal periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento.

        Redditi coperti dall’imposta sostitutiva

        La flat tax al 7% si applica a tutti i redditi di fonte estera, non solo alla pensione. Questa è una caratteristica molto rilevante del regime: con un’unica imposta sostitutiva si tassano forfettariamente tutti i redditi prodotti fuori dall’Italia.

        Rientrano nell’imposta sostitutiva al 7%:

        • Pensioni estere (il requisito fondamentale per accedere al regime)
        • Dividendi da società estere
        • Interessi su conti correnti e investimenti esteri
        • Redditi da locazione di immobili situati all’estero
        • Plusvalenze su vendita di partecipazioni in società estere
        • Redditi da lavoro autonomo o dipendente svolto all’estero
        • Redditi di capitale di fonte estera

        I redditi di fonte italiana restano invece assoggettati alla tassazione ordinaria IRPEF. Quindi, se il pensionato ha anche un affitto in Italia, un conto corrente italiano con interessi, o svolge attività lavorativa in Italia, questi redditi si aggiungono all’imponibile IRPEF ordinario.

        Importante per la dichiarazione dei redditi: anche optando per il regime agevolato, il contribuente deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi in Italia (modello 730 o Redditi PF), indicando i redditi esteri nella sezione apposita e barrando la casella relativa all’opzione per l’imposta sostitutiva.

        Durata dell’agevolazione: i 10 anni

        Il regime agevolato ha una durata massima di 10 periodi d’imposta a partire dall’anno in cui si esercita l’opzione. Questo vuol dire che, se opti per il regime nel 2024 (prima annualità agevolata), potrai beneficiare della flat tax al 7% fino al 2033 (anno fiscale 2033, dichiarazione presentata nel 2034).

        La norma non prevede una proroga o un rinnovo al termine del decennio: dopo 10 anni il regime cessa automaticamente e i redditi esteri tornano a essere tassati con le aliquote IRPEF ordinarie, salvo eventuali modifiche legislative future.

        Anno opzionePrimo anno agevolatoUltimo anno agevolatoDichiarazione finale
        2022 (dichiarazione 2023)202220312032
        2023 (dichiarazione 2024)202320322033
        2024 (dichiarazione 2025)202420332034
        2025 (dichiarazione 2026)202520342035
        2026 (dichiarazione 2027)202620352036

        Durante i 10 anni di validita, l’opzione si rinnova automaticamente di anno in anno, senza bisogno di presentare nuove istanze, purché il contribuente continui a rispettare tutti i requisiti richiesti (residenza nel comune ammissibile, percezione di pensione estera, ecc.).

        Come esercitare l’opzione e gli adempimenti

        L’opzione per il regime agevolato si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al primo anno d’imposta in cui si vuole beneficiare del regime. Ecco la procedura completa passo dopo passo:

        Passo 1: Trasferire la residenza

        Prima di tutto, devi trasferire la residenza anagrafica in uno dei comuni ammissibili entro il 31 dicembre dell’anno per il quale intendi usufruire del regime. Il trasferimento di residenza deve essere comunicato al Comune di destinazione tramite dichiarazione di residenza.

        Passo 2: Esercitare l’opzione nella dichiarazione

        L’opzione si esercita compilando il quadro CE (Credito d’imposta estero) del modello Redditi Persone Fisiche, dove va barrata la casella specifica per il regime art. 24-ter. In particolare, nella sezione dedicata vanno indicati:

        • Il comune di residenza e la sua popolazione (per dimostrare l’ammissibilità)
        • Il paese estero da cui proviene la pensione
        • L’ammontare dei redditi esteri su cui si applica l’imposta sostitutiva
        • L’imposta sostitutiva calcolata (7% dei redditi esteri)

        Passo 3: Versare l’imposta sostitutiva

        L’imposta sostitutiva del 7% si versa tramite modello F24, con il codice tributo 1895 (istituito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 41/E del 2019). Il versamento segue le stesse scadenze dell’IRPEF:

        • Acconto di novembre (seconda rata): 100% del dovuto dell’anno precedente, oppure stima del dovuto nell’anno corrente
        • Saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo (con presentazione della dichiarazione dei redditi)

        Passo 4: Obbligo di monitoraggio fiscale (RW)

        Nonostante l’opzione per il regime forfettario, il contribuente resta obbligato alla compilazione del quadro RW per il monitoraggio delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero (conti correnti, investimenti, immobili, ecc.). Questo obbligo non viene meno con l’adesione al regime art. 24-ter. Tuttavia, non sono dovute IVIE (imposta sugli immobili esteri) e IVAFE (imposta sulle attività finanziarie estere), che vengono sostituite dall’imposta sostitutiva del 7%.

        Esempi pratici e calcoli del risparmio fiscale

        Per capire concretamente il vantaggio economico del regime, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati.

        Esempio 1: Pensionato tedesco che si trasferisce in Calabria

        Profilo: Hans, 68 anni, cittadino tedesco, percepisce una pensione dalla Deutsche Rentenversicherung di 28.000 euro annui. Ha vissuto in Germania per tutta la vita e non ha mai avuto residenza in Italia. Decide di trasferirsi a Tropea (VV), comune di circa 6.000 abitanti nella regione Calabria.

        • Con tassazione ordinaria IRPEF italiana: 28.000 euro = imposta circa 6.960 euro (scaglioni 23%-25%), piu addizionale regionale e comunale. Totale stimato: circa 7.500-8.000 euro
        • Con flat tax art. 24-ter al 7%: 28.000 x 7% = 1.960 euro
        • Risparmio annuo: circa 5.500-6.000 euro
        • Risparmio in 10 anni: circa 55.000-60.000 euro

        Esempio 2: Italiano AIRE con pensione svizzera elevata

        Profilo: Mario, 70 anni, italiano iscritto AIRE da 30 anni, ha lavorato e vissuto in Svizzera per tutta la carriera. Percepisce una pensione AVS (previdenza statale svizzera) di 25.000 CHF (circa 26.000 euro) piu una rendita da previdenza professionale LPP di 18.000 CHF (circa 19.000 euro). Reddito totale estero: circa 45.000 euro. Decide di tornare in un piccolo comune della Sicilia con meno di 20.000 abitanti.

        • Con tassazione ordinaria IRPEF italiana: 45.000 euro = circa 14.500 euro IRPEF (scaglioni progressivi 23%-35%), piu addizionali. Totale: circa 15.500-16.000 euro
        • Con flat tax art. 24-ter al 7%: 45.000 x 7% = 3.150 euro
        • Risparmio annuo: circa 12.000-13.000 euro
        • Risparmio in 10 anni: 120.000-130.000 euro

        Esempio 3: Pensionato britannico post-Brexit in Puglia

        Profilo: John, 72 anni, cittadino britannico, percepisce la State Pension britannica di 9.500 GBP (circa 11.000 euro) piu una pensione privata di 15.000 GBP (circa 17.500 euro). Totale: circa 28.500 euro esteri. Vuole trasferirsi in un borgo della Valle d’Itria in Puglia.

        • Con tassazione ordinaria IRPEF: circa 7.200 euro (aliquote 23%-25%), piu addizionali. Totale: circa 7.800-8.000 euro
        • Con flat tax art. 24-ter al 7%: 28.500 x 7% = 1.995 euro
        • Risparmio annuo: circa 5.800 euro
        • In 10 anni: circa 58.000 euro

        Attenzione alle convenzioni contro le doppie imposizioni: l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali con quasi tutti i paesi OCSE per evitare la doppia imposizione fiscale. Prima di esercitare l’opzione, e fondamentale verificare come la convenzione con il paese di provenienza della pensione regoli il diritto impositivo. In alcuni casi (es. pensioni di enti pubblici stranieri), il diritto di tassazione spetta esclusivamente allo Stato che eroga la pensione, con la conseguenza che la flat tax italiana non si applica.

        Compatibilità con altri regimi fiscali

        Una domanda comune riguarda la compatibilità del regime art. 24-ter con altri regimi fiscali agevolati presenti nell’ordinamento italiano.

        Incompatibilità con il regime degli impatriati

        Il regime art. 24-ter per i pensionati esteri e il regime degli impatriati (art. 16 D.Lgs. 209/2023) sono due regimi alternativi e non cumulabili. Il contribuente che rientra nei requisiti di entrambi deve scegliere quale applicare. In generale, per i pensionati con redditi di fonte estera elevati, il regime art. 24-ter e piu conveniente perché tassa tutti i redditi esteri al 7% anziché applicare l’esenzione del 50% solo sui redditi da lavoro e assimilati.

        Compatibilità con il regime forfettario

        Se il pensionato, dopo il trasferimento in Italia, decide di avviare anche un’attività lavorativa autonoma, potrebbe valutare il regime forfettario. Questi due regimi sono teoricamente compatibili: il regime art. 24-ter si applica ai redditi di fonte estera (pensione), mentre il regime forfettario si applicherebbe ai redditi d’impresa o di lavoro autonomo prodotti in Italia. Tuttavia, l’applicabilità concreta dipende dalla tipologia di attività e richiede una valutazione caso per caso.

        Esenzione da IVIE e IVAFE

        Chi aderisce al regime art. 24-ter è esonerato dal pagamento di IVIE (imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero) e IVAFE (imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero). Questi tributi patrimoniali vengono assorbiti dall’imposta sostitutiva del 7%, con un ulteriore risparmio per chi detiene patrimoni all’estero.

        Decadenza, revoca e cessazione

        Il regime agevolato cessa prima dei 10 anni previsti nei seguenti casi:

        Cause di decadenza (perdita retroattiva)

        La decadenza comporta la perdita retroattiva del regime (con effetto anche per gli anni pregressi) nei seguenti casi:

        • Trasferimento della residenza all’estero: se il contribuente torna a risiedere fuori dall’Italia, il regime cessa e il beneficio viene recuperato per l’intero periodo
        • Violazione dei requisiti originari: se emerge che al momento dell’opzione il contribuente non aveva i requisiti (es. aveva avuto residenza in Italia negli ultimi 5 anni), il regime viene annullato con conseguente recupero dell’imposta evasa
        • Omesso o insufficiente versamento dell’imposta sostitutiva

        Cause di cessazione (perdita dal periodo successivo)

        La cessazione del regime opera dal periodo d’imposta successivo (senza recupero retroattivo) nei seguenti casi:

        • Trasferimento in un comune non ammissibile: se il pensionato si sposta in un comune con piu di 20.000 abitanti o fuori dalle regioni del Sud (salvo comuni calamitati), il regime cessa dal periodo d’imposta successivo al trasferimento
        • Cessazione della pensione estera: se la pensione estera cessa (es. per decesso del titolare originario in caso di reversibilità, o per raggiungimento di un limite d’eta), va valutato se altri redditi esteri possano sostenere il regime
        • Revoca volontaria: il contribuente puo rinunciare al regime in qualsiasi momento, con effetto dal periodo d’imposta successivo

        Confronto con il regime degli impatriati

        Per chi ha la possibilità di scegliere tra piu regimi agevolati, è utile un confronto diretto tra il regime art. 24-ter per pensionati e il regime degli impatriati:

        CaratteristicaArt. 24-ter (pensionati)Regime impatriati (art. 16)
        DestinatariTitolari pensione esteraLavoratori dipendenti/autonomi che rientrano in Italia
        Aliquota agevolata7% su tutti i redditi esteri50% dei redditi da lavoro esente da IRPEF
        Durata10 anni5 anni (prorogabili a 8 con figli o acquisto casa)
        Comuni ammessiSud + zone calamitate, max 20.000 ab.Tutto il territorio nazionale
        Redditi da lavoro in ItaliaTassazione IRPEF ordinariaAgevolati (50% esente)
        IVIE e IVAFESostituite dalla flat tax 7%Rimangono dovute
        Adempimento dichiarativoModello Redditi PF, quadro CEModello Redditi PF, agevolazione in busta paga

        Il regime art. 24-ter e generalmente piu conveniente per i pensionati puri (senza redditi da lavoro in Italia) con pensioni di importo significativo, mentre il regime degli impatriati e piu vantaggioso per chi torna in Italia per lavorare e percepisce principalmente redditi da lavoro.

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        Domande Frequenti sulla Flat Tax per Pensionati Esteri

        La flat tax per i pensionati esteri è al 7% o al 4%?

        L’aliquota ufficiale prevista dall’art. 24-ter del TUIR è del 7%. Non esistono disposizioni legislative vigenti che la abbiano ridotta al 4%. Eventuali proposte di abbassamento dell’aliquota al 4% sono rimaste allo stadio di ipotesi politiche non ancora approvate in Parlamento. La misura vigente a maggio 2026 è il 7% forfettario su tutti i redditi di fonte estera.

        Posso beneficiare della flat tax al 7% se mi trasferisco a Roma o Milano?

        No. Il regime è riservato esclusivamente ai comuni con meno di 20.000 abitanti situati nelle regioni del Sud Italia (Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia) o nei comuni colpiti da calamità naturali con stato di emergenza dichiarato. Roma, Milano e tutte le grandi città sono escluse.

        Devo pagare le tasse anche nel paese da cui provengo?

        Dipende dalla convenzione contro la doppia imposizione stipulata tra l’Italia e il tuo paese di residenza originaria. In molti casi, la pensione estera può essere tassata solo in Italia (o solo nel paese estero per le pensioni pubbliche). È fondamentale verificare la convenzione specifica con un consulente fiscale prima di trasferirsi, per evitare sorprese.

        Devo comunque presentare la dichiarazione dei redditi in Italia?

        Sì, l’opzione per il regime art. 24-ter non esime dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi annuale in Italia (modello Redditi PF). Nella dichiarazione si indica il reddito estero, si esercita o si rinnova l’opzione per la flat tax e si calcola l’imposta sostitutiva dovuta del 7%. Va anche compilato il quadro RW per il monitoraggio delle attività estere.

        Cosa succede se mi sposto in una città più grande dopo aver esercitato l’opzione?

        Se trasferisci la residenza in un comune non ammissibile (popolazione superiore a 20.000 abitanti o fuori dalle regioni del Sud e dai comuni calamitati), il regime agevolato cessa a partire dal periodo d’imposta successivo al trasferimento. Non si verifica la decadenza retroattiva per gli anni passati, ma perdi il beneficio per gli anni futuri.

        Un pensionato straniero (non italiano) può accedere al regime?

        Sì, il regime art. 24-ter non è riservato ai cittadini italiani. Qualsiasi persona fisica titolare di una pensione erogata da un soggetto estero, che non abbia avuto residenza fiscale in Italia nei 5 anni precedenti e che si trasferisca in un comune ammissibile, può accedere al regime indipendentemente dalla cittadinanza.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per valutare la convenienza del regime agevolato per pensionati esteri, preparare la documentazione necessaria e seguirti nella dichiarazione dei redditi.

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-05 09:22:322026-05-31 17:07:52Flat Tax 7% Pensionati Esteri: Guida Completa al Regime Agevolato Art. 24-ter TUIR
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Pensioni in Computo con Gestione Separata: Niente Arretrati, Vale la Data della Domanda

          Pensione 2026 INPS

          Indice dei contenuti

          1. Che cos’è il computo nella Gestione Separata
          2. Computo, ricongiunzione e totalizzazione: le differenze
          3. Il quadro normativo: D.Lgs. 184/1997 e Legge 335/1995
          4. La data della domanda vale tutto: niente arretrati
          5. La giurisprudenza della Corte di Cassazione
          6. Chi può richiedere il computo
          7. Come fare domanda di pensione in computo
          8. Esempi pratici: lavoratore con contributi misti
          9. Tabella comparativa: computo, ricongiunzione, totalizzazione
          10. Domande frequenti sul computo nella Gestione Separata

          Il computo nella Gestione Separata INPS è uno strumento previdenziale fondamentale per milioni di lavoratori italiani che nel corso della carriera hanno versato contributi in più gestioni diverse. Consulenti, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), professionisti senza cassa previdenziale autonoma: tutti coloro che hanno iscrizioni alla Gestione Separata INPS insieme ad un’altra gestione previdenziale possono ricorrere al computo per conseguire il diritto alla pensione.

          Il nodo cruciale che genera ancora oggi numerosi contenziosi riguarda un principio spesso sottovalutato: la pensione in computo non produce arretrati. La prestazione decorre dalla data di presentazione della domanda, non da un momento precedente. Questo principio, ribadito dalla Corte di Cassazione e dalle circolari INPS, ha implicazioni pratiche enormi che ogni lavoratore con contributi misti deve conoscere prima di presentare la domanda.

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          Che cos’è il computo nella Gestione Separata

          Il computo nella Gestione Separata è il procedimento con cui i periodi contributivi iscritti alla Gestione Separata vengono conteggiati insieme a quelli accreditati in un’altra gestione pensionistica obbligatoria, ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi per la pensione. A differenza della ricongiunzione, il computo è gratuito: non comporta alcun onere economico per il lavoratore.

          L’istituto è stato introdotto dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 184. La ratio della norma è quella di evitare che i lavoratori con carriere frammentate tra lavoro dipendente e lavoro autonomo/parasubordinato rimangano privi di tutela pensionistica per mancato raggiungimento dei requisiti minimi in ciascuna singola gestione.

          In concreto, il computo permette di sommare, ad esempio, i 20 anni di contributi da lavoratore dipendente con i 5 anni di contributi da collaboratore coordinato iscritto alla Gestione Separata. La pensione viene poi liquidata secondo le regole di ciascuna gestione per la quota di competenza (criterio pro rata).

          Computo, ricongiunzione e totalizzazione: le differenze

          Molti lavoratori confondono tre istituti distinti. La ricongiunzione contributiva (L. 29/1979) trasferisce fisicamente i contributi da una gestione all’altra ed è onerosa: il costo può raggiungere decine di migliaia di euro. La totalizzazione nazionale (D.Lgs. 42/2006) somma i contributi gratuitamente ma richiede almeno 6 anni di contribuzione in ciascuna gestione. Il computo nella Gestione Separata è gratuito come la totalizzazione, ma non richiede il minimo di 6 anni per gestione ed è accessibile anche con pochissimi anni di contribuzione in una delle gestioni.

          Per tutti e tre gli istituti vale il medesimo principio: nessun arretrato è dovuto e la pensione decorre dalla data di presentazione della domanda. La scelta tra computo, totalizzazione e ricongiunzione deve essere valutata caso per caso con il supporto di un esperto previdenziale o patronato.

          Il quadro normativo: D.Lgs. 184/1997 e Legge 335/1995

          Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184, emanato in attuazione della Legge 335/1995 (Riforma Dini) che ha istituito la Gestione Separata INPS. L’articolo 3 del D.Lgs. 184/1997 stabilisce le condizioni per il computo:

          • Iscrizione alla Gestione Separata ex art. 2, comma 26, L. 335/1995
          • Presenza di contribuzione in almeno un’altra forma obbligatoria (FPLD, gestioni autonomi, forme esclusive)
          • Mancato raggiungimento del diritto alla pensione in nessuna singola gestione autonomamente
          • Presentazione della domanda all’INPS indicando la Gestione Separata come gestione liquidante

          L’articolo 4 del D.Lgs. 184/1997 disciplina la decorrenza della pensione in caso di computo: la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Questa norma è la base del principio fondamentale: niente arretrati, indipendentemente da quando il diritto sia materialmente maturato.

          Alla Gestione Separata sono iscritti: collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi occasionali oltre i 5.000 euro annui, professionisti privi di cassa previdenziale, associati in partecipazione con apporto di lavoro, dottorandi di ricerca con borsa, medici in formazione specialistica. Per questi soggetti il computo rappresenta spesso l’unica via percorribile per la pensione quando la contribuzione in Gestione Separata è insufficiente da sola.

          La data della domanda vale tutto: niente arretrati

          Questo è il punto più delicato. Molti lavoratori si domandano: “Se avevo già maturato i requisiti 3 anni fa, posso richiedere gli arretrati?” La risposta è chiara: no, gli arretrati non sono dovuti.

          Il principio della decorrenza dalla domanda è strutturale nel sistema pensionistico italiano. La pensione non si “accumula” retroattivamente: nasce giuridicamente nel momento in cui viene richiesta formalmente. L’articolo 4 del D.Lgs. 184/1997 dispone esplicitamente che la pensione liquidata in computo “decorre dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda”.

          Le implicazioni pratiche sono decisive:

          • Chi aveva maturato i requisiti nel gennaio 2023 ma presenta domanda nel maggio 2026 riceverà la pensione dal 1° giugno 2026
          • Non avrà diritto alle rate relative al periodo gennaio 2023 – maggio 2026
          • I contributi versati fino alla domanda vengono comunque computati nel calcolo della prestazione
          • Ritardare la domanda non compensa mai la perdita di rate non percepite

          Questo principio vale anche quando il ritardo non è imputabile al lavoratore (ad esempio per informazioni errate ricevute). La Corte di Cassazione ha esaminato ripetutamente questa fattispecie, giungendo a conclusioni pressoché unanimi: solo condotte dolose o gravemente colpose dell’INPS (come un rifiuto illegittimo di ricevere la domanda) possono aprire a possibilità di risarcimento, non il semplice ritardo.

          Implicazione pratica fondamentale: se si sospetta di aver maturato i requisiti, è opportuno presentare subito la domanda – anche esplorativa – senza aspettare certezza assoluta. In caso di rigetto si potrà fare ricorso, ma il ritardo nella domanda non è mai recuperabile.

          La giurisprudenza della Corte di Cassazione

          La Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento uniforme sul computo nella Gestione Separata, risolvendo molte delle controversie interpretative sorte negli anni successivi all’introduzione del D.Lgs. 184/1997.

          La Suprema Corte ha chiarito che il computo è un diritto soggettivo perfetto del lavoratore, che sorge quando sussistono le condizioni di legge. Tuttavia, l’esercizio di questo diritto è strettamente condizionato alla presentazione della domanda amministrativa all’INPS. La mera maturazione dei requisiti non produce alcun effetto economico in assenza di domanda.

          In tema di arretrati, la Cassazione ha ribadito che la mancata presentazione tempestiva della domanda non è imputabile all’INPS salvo condotta dolosa o gravemente colposa dell’istituto. In assenza di tali condotte, il principio della decorrenza dalla domanda è inderogabile.

          La Cassazione ha inoltre precisato che il ricalcolo della pensione in computo a seguito di contributi emersi successivamente opera sempre pro futuro, dalla data del provvedimento di variazione, non retroattivamente. La giurisprudenza ha anche stabilito che il lavoratore può liberamente scegliere tra computo, totalizzazione e ricongiunzione, ma che una volta emesso il provvedimento definitivo la scelta non è liberamente revocabile.

          Chi può richiedere il computo nella Gestione Separata

          Il computo può essere richiesto da chi soddisfa cumulativamente questi requisiti:

          • Iscrizione alla Gestione Separata INPS con contributi accreditati (anche per un solo anno)
          • Contribuzione anche in un’altra gestione obbligatoria: FPLD, gestioni speciali autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) o forme esclusive/sostitutive
          • Insufficienza contributiva in ciascuna gestione per conseguire autonomamente il diritto alla pensione
          • Requisito anagrafico soddisfatto: 67 anni per la vecchiaia o requisiti per la pensione anticipata

          Le categorie che tipicamente ricorrono al computo sono: ex dipendenti diventati consulenti o freelance, storici collaboratori co.co.co., professionisti informatici o della comunicazione senza cassa autonoma, dottorandi con borsa poi diventati ricercatori dipendenti, lavoratori del settore digitale con P.IVA.

          Come fare domanda di pensione in computo

          La domanda di pensione in computo si presenta all’INPS attraverso:

          1. Portale MyINPS – Pensione online: tramite SPID, CIE o CNS, selezionando la modalità “computo” tra le opzioni
          2. Patronato o CAF: un operatore abilitato presenta la domanda in nome del lavoratore previo delega. Modalità consigliata per la complessità della scelta tra i diversi istituti
          3. Contact Center INPS: numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da mobile)

          La documentazione necessaria comprende: estratto contributivo aggiornato per ciascuna gestione (scaricabile da MyINPS), eventuale documentazione di periodi non ancora accreditati (buste paga, contratti di collaborazione, quietanze di versamento), codice fiscale e documenti d’identità.

          I tempi medi di istruttoria per le domande di computo sono di 90-120 giorni dalla data di presentazione. Durante l’istruttoria l’INPS può richiedere integrazioni documentali. La pensione, una volta liquidata, viene erogata con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla domanda: gli eventuali arretrati maturati durante l’istruttoria (tra decorrenza e primo pagamento) vengono corrisposti in un’unica soluzione.

          Regola d’oro: presentare la domanda il prima possibile. Poiché non sono previsti arretrati, ogni mese di ritardo è un mese di pensione perso definitivamente. Se si hanno dubbi sulla convenienza del computo, è possibile presentare domanda esplorativa o richiedere preventivamente una simulazione al proprio patronato.

          Esempi pratici: lavoratore con contributi misti

          Caso 1: ex dipendente diventato consulente

          Marco, 67 anni nel 2026, ha lavorato come impiegato per 18 anni (contribuzione FPLD) e poi come consulente informatico con P.IVA e iscrizione alla Gestione Separata per 12 anni. In nessuna gestione raggiunge i 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia autonomamente. Con il computo somma 18 + 12 = 30 anni totali: diritto acquisito. La pensione viene calcolata pro rata: il FPLD calcola la quota per i 18 anni dipendenti, la Gestione Separata calcola la quota per i 12 anni di contribuzione autonoma.

          Se Marco aveva maturato i requisiti a gennaio 2026 (compimento 67 anni) ma presenta domanda il 15 maggio 2026, la pensione decorre dal 1° giugno 2026. Le rate di gennaio-maggio 2026 sono perse.

          Caso 2: collaboratrice con contributi insufficienti in entrambe le gestioni

          Lucia, che compie 67 anni nel 2026, ha 8 anni FPLD (lavoro dipendente part-time) e 15 anni Gestione Separata (collaboratrice coordinata). Il computo permette di sommare 8 + 15 = 23 anni, ben oltre la soglia dei 20 richiesti. Lucia può presentare domanda nel giorno del suo 67° compleanno per evitare di perdere anche un solo mese di pensione.

          Caso 3: quando conviene attendere

          Paolo, 67 anni, ha 19 anni FPLD e 4 anni Gestione Separata. Con il computo avrebbe diritto alla pensione. Tuttavia, lavorando ancora un anno come dipendente raggiungerebbe i 20 anni nel FPLD autonomamente, ottenendo potenzialmente una pensione più alta (senza la frammentazione del calcolo pro rata). In questo caso la scelta dipende da un’analisi comparativa degli importi stimati. La consulenza di un patronato è indispensabile.

          Tabella comparativa: computo, ricongiunzione, totalizzazione

          CaratteristicaComputoTotalizzazioneRicongiunzione
          CostoGratuitoGratuitoOnerosa
          Minimo per gestioneNessuno6 anni ciascunaNessuno
          Spostamento contributiNoNoSi
          Calcolo pensionePro rataPro rataUnica gestione
          ArretratiNessunoNessunoNessuno
          NormativaD.Lgs. 184/1997, art. 3D.Lgs. 42/2006L. 29/1979

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          Domande frequenti sul computo nella Gestione Separata

          Se avevo gia maturato il diritto alla pensione in computo 2 anni fa, ho diritto agli arretrati?

          No. Il principio fondamentale del sistema pensionistico italiano e che la pensione decorre dalla data di presentazione della domanda, non dalla maturazione del diritto. Questo vale anche per il computo nella Gestione Separata (art. 4 D.Lgs. 184/1997). Non sono dovuti arretrati per il periodo precedente alla domanda.

          Qual e la differenza tra computo e totalizzazione?

          Entrambi sono gratuiti e permettono di sommare contributi di gestioni diverse, ma la totalizzazione richiede almeno 6 anni di contribuzione in ciascuna gestione, mentre il computo non richiede minimi per singola gestione. Il calcolo e analogo per entrambi (pro rata, ogni gestione calcola la propria quota).

          Quanto tempo impiega l’INPS a liquidare la pensione in computo?

          I tempi medi di istruttoria sono di 90-120 giorni dalla data di presentazione della domanda. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda, quindi gli arretrati maturati durante l’istruttoria vengono corrisposti in un’unica soluzione al momento dell’erogazione.

          Posso presentare domanda esplorativa di computo se non sono ancora sicuro?

          Si. E possibile presentare domanda per bloccare la decorrenza, anche mentre si valuta se il computo sia preferibile alla totalizzazione. In caso di rinuncia, la domanda puo essere ritirata prima del provvedimento definitivo. Il patronato puo effettuare una simulazione preventiva per comparare gli importi stimati con le diverse opzioni.

          Il computo e possibile anche con contributi nella gestione artigiani o commercianti?

          Si. Il computo nella Gestione Separata e possibile anche quando l’altra gestione e una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi: artigiani, commercianti o coltivatori diretti, coloni e mezzadri. La norma di riferimento (D.Lgs. 184/1997) non limita il computo al solo FPLD.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella scelta tra computo, totalizzazione e ricongiunzione, nella simulazione dell’importo pensionistico e nella presentazione della domanda all’INPS.

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 10:42:582026-05-30 00:54:39Pensioni in Computo con Gestione Separata: Niente Arretrati, Vale la Data della Domanda
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Cedolino Pensione Maggio 2026: Come Leggerlo Riga per Riga e Decifrare Trattenute

            Pensione 2026 INPS

            Il cedolino pensione di maggio 2026 è disponibile dal 22 aprile 2026 nell’area MyINPS e contiene tutte le voci che determinano l’importo netto accreditato il 2 maggio 2026. In questa guida ti spieghiamo, riga per riga, come leggere il cedolino INPS: dalla pensione lorda alle trattenute fiscali, fino alle ritenute volontarie come la cessione del quinto. Verificare ogni voce è il modo migliore per scoprire eventuali errori e capire perché l’importo del mese può essere diverso da quello atteso.

            ⚠️ Hai dubbi sul tuo cedolino di maggio?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a leggere ogni voce e a verificare se le trattenute sono corrette. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il cedolino e quando esce a maggio 2026
            2. Dove trovare il cedolino: MyINPS, app e invio email
            3. Struttura del cedolino: le 4 macro-sezioni
            4. Voce per voce: lordo, IRPEF, addizionali, netto
            5. Trattenute particolari di maggio 2026
            6. Cessione del quinto e trattenute volontarie
            7. Come segnalare un errore sul cedolino
            8. Domande frequenti

            Cos’è il cedolino pensione e quando esce a maggio 2026

            Il cedolino della pensione è il documento mensile con cui l’INPS comunica al pensionato l’importo lordo, le trattenute applicate e l’importo netto effettivamente accreditato. È l’equivalente della busta paga per chi lavora: serve a dimostrare cosa si è incassato e perché.

            Per il mese di maggio 2026 il cedolino è consultabile online dal 22 aprile 2026 nell’area riservata MyINPS. L’accredito sui conti correnti bancari e postali avviene il 2 maggio 2026: il 1° maggio cade di venerdì ma è festivo nazionale (Festa dei Lavoratori), quindi il pagamento slitta al primo giorno bancabile successivo.

            Per il calendario completo dei pagamenti, gli importi medi e le novità del mese ti rimandiamo alla nostra guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che approfondisce le date di accredito, gli scaglioni Poste e gli importi previsti per categoria.

            Il cedolino di maggio è particolarmente importante da controllare perché contiene le nuove rate delle addizionali IRPEF regionali e comunali, i ricalcoli del conguaglio fiscale e, per alcuni pensionati, l’inizio del recupero di indebiti pregressi. È quindi tipicamente uno dei mesi in cui l’importo netto può variare rispetto ad aprile.

            Dove trovare il cedolino: MyINPS, app e invio email

            Esistono quattro modi per consultare il cedolino della pensione, tutti gratuiti. Vediamoli in ordine di praticità.

            1. Area riservata MyINPS

            Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio “Cedolino della pensione”. Puoi visualizzare il cedolino del mese, scaricarlo in PDF e consultare lo storico degli ultimi 24 mesi. È il metodo più completo perché contiene anche eventuali messaggi personalizzati dell’Istituto.

            2. App INPS Mobile

            Disponibile per Android e iOS, l’app permette di consultare il cedolino direttamente dallo smartphone. È utile per chi non ha familiarità con il computer ma usa lo smartphone per WhatsApp e telefonate. L’accesso avviene sempre con SPID o CIE.

            3. Invio cedolino via email

            Dal 2024 l’INPS ha attivato il servizio di invio del cedolino via email, scelto già da oltre 3 milioni di pensionati. Il cedolino arriva ogni mese in PDF protetto da password sull’indirizzo email registrato. Per attivarlo basta accedere a MyINPS, sezione “Servizi al cittadino” → “Cedolino pensione” → “Invio cedolino tramite email”.

            4. Contact center INPS o CAF

            Chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164 164 da cellulare (a pagamento) puoi richiedere copia del cedolino. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine stampa per te il cedolino in pochi minuti e ti aiuta a interpretarlo: una soluzione comoda per chi preferisce il contatto umano.

            Struttura del cedolino: le 4 macro-sezioni

            Il cedolino INPS è organizzato in quattro macro-sezioni che si leggono dall’alto verso il basso. Conoscerne la logica aiuta a non perdersi tra sigle e numeri.

            SezioneContenutoA cosa serve
            1. Dati anagrafici e di pagamentoNome, codice fiscale, categoria pensione, IBAN o ufficio Poste, mese di riferimentoVerificare che dati e modalità di accredito siano corretti
            2. Importi lordiPensione mensile lorda, eventuali maggiorazioni, integrazione al minimo, perequazioneConoscere l’importo prima delle tasse
            3. Trattenute fiscali e contributiveIRPEF mensile, addizionale regionale, addizionale comunale, conguagliCapire quanto si paga di tasse
            4. Trattenute extrafiscali e nettoCessione del quinto, prestiti, sindacati, recuperi indebiti, importo netto finaleVedere l’importo effettivamente accreditato

            Nota importante: in fondo al cedolino trovi sempre la dicitura “Importo netto del mese” preceduta dal segno “=”. È quella la cifra che vedrai sul conto.

            Voce per voce: lordo, IRPEF, addizionali e netto

            Vediamo in dettaglio le voci più importanti che troverai nel cedolino di maggio 2026, con un esempio pratico per facilitare la comprensione.

            Pensione lorda mensile

            È l’importo “ufficiale” della tua pensione, frutto del calcolo basato su contributi versati e coefficienti di trasformazione. Su questo importo si calcolano IRPEF e addizionali. Per il 2026 è stata applicata la perequazione automatica all’inflazione con percentuali variabili in base alla fascia di importo (100% fino a 4 volte il minimo, percentuali ridotte sopra).

            IRPEF mensile

            L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è la tassa principale sulla pensione. Si calcola applicando le aliquote per scaglioni vigenti nel 2026:

            • 23% fino a 28.000 euro annui
            • 35% da 28.001 a 50.000 euro annui
            • 43% oltre 50.000 euro annui

            L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, trattiene ogni mese 1/12 dell’imposta annua stimata, applicando le detrazioni spettanti (per pensione, per familiari a carico, per oneri).

            Addizionali regionali e comunali

            Sono imposte aggiuntive a favore di Regione e Comune di residenza. La caratteristica fondamentale: si calcolano sui redditi dell’anno precedente e si pagano in 11 rate mensili da gennaio a novembre dell’anno successivo. Sui pensionati le rate iniziano tipicamente da marzo 2026 per l’addizionale regionale e da marzo 2026 per quella comunale (saldo 2025), proseguendo fino a gennaio 2027.

            Esempio anatomia cedolino – Pensionato di Udine, importo lordo 1.450 € mensili:

            VoceImporto (€)Note
            Pensione lorda mensile+ 1.450,00Già rivalutata 2026
            IRPEF mensile (lordo – detrazioni)– 195,00Aliquota 23% meno detrazione pensione
            Addizionale regionale FVG (rata)– 22,001,23% sul reddito 2025, 11 rate
            Addizionale comunale Udine (rata)– 8,500,8% sul reddito 2025
            Importo netto del mese= 1.224,50Accreditato il 2 maggio 2026

            I valori sono indicativi: il calcolo esatto dipende da redditi complessivi, detrazioni personali e familiari a carico. Per una verifica precisa il CAF Centro Fiscale può ricostruire il tuo cedolino e confrontarlo con le aspettative.

            Trattenute particolari di maggio 2026

            Maggio è il mese in cui molti pensionati notano un importo netto inferiore rispetto ai mesi precedenti. Ecco le voci di trattenuta che possono comparire o aumentare proprio a maggio.

            Conguaglio fiscale (codice 003)

            Se nel 2025 hai percepito altri redditi oltre alla pensione (lavoro autonomo, locazioni, secondi rapporti) l’INPS ricalcola l’IRPEF effettivamente dovuta e recupera l’eventuale differenza nei mesi successivi alla certificazione unica. La trattenuta a conguaglio compare spesso tra marzo e maggio 2026.

            Recupero indebiti INPS

            Se l’INPS ha pagato in passato somme non dovute (per esempio un’integrazione al minimo decaduta per superamento dei limiti reddituali) le trattiene rateizzandole. La rata mensile non può superare 1/5 della pensione netta, per legge.

            Conguaglio rivalutazione anni precedenti

            L’INPS può applicare a maggio conguagli legati alla perequazione 2025 calcolata in via provvisoria e poi rideterminata sui dati ISTAT definitivi. Può tradursi in una piccola somma in più o in meno. Per capire nel dettaglio le cause dell’importo più basso ti rimandiamo al nostro approfondimento dedicato.

            Cessione del quinto e trattenute volontarie

            Le trattenute extrafiscali sono quelle che il pensionato ha autorizzato volontariamente o che derivano da altri rapporti. Le più frequenti sono:

            • Cessione del quinto: rata di un prestito personale che non può superare 1/5 della pensione netta
            • Delegazione di pagamento: rata di un secondo prestito (in alcuni casi consentito sopra una certa soglia di pensione)
            • Quote sindacali: trattenuta a favore del sindacato di iscrizione (CGIL, CISL, UIL e altri)
            • Pignoramenti: somme trattenute per ordine del giudice fino al limite del quinto
            • Polizze assicurative: rata di polizze sanitarie o vita scelte dal pensionato

            Attenzione: verifica sempre che la rata della cessione del quinto sia in linea con il piano di ammortamento sottoscritto. Se noti importi diversi, contatta subito la finanziaria che ha erogato il prestito o un patronato per un controllo.

            Come segnalare un errore sul cedolino

            Se dopo aver letto il cedolino noti voci che non riconosci o importi che non quadrano, hai diversi modi per chiedere chiarimenti e correzioni.

            1. Riesame online tramite MyINPS: nella sezione “Cedolino” trovi il pulsante “Richiedi chiarimenti”, utile per dubbi specifici sull’importo
            2. Contact center INPS: numero verde 803 164 da fisso o 06 164 164 da cellulare
            3. Patronato: gli operatori del CAF Centro Fiscale – patronato verificano gratuitamente l’esattezza del cedolino e, se necessario, presentano riesame all’INPS
            4. Sportello INPS territoriale: solo su appuntamento, prenotabile online o telefonicamente

            Tempistiche: i tempi medi di risposta INPS sono di 30-60 giorni. Per pratiche complesse (per esempio errori di anzianità contributiva) può servire molto di più. Se l’errore comporta una riduzione significativa dell’importo conviene attivare la procedura di ricostituzione della pensione, che obbliga l’Istituto a un ricalcolo formale.

            Vuoi una verifica completa del tuo cedolino?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a leggere il cedolino, individuare errori e attivare la ricostituzione della pensione se necessario.

            📞 Telefono: 0432 1638640
            💬 WhatsApp: 366 6018121
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            Domande frequenti

            Quando esce il cedolino della pensione di maggio 2026?

            Il cedolino pensione di maggio 2026 è disponibile su MyINPS dal 22 aprile 2026. L’accredito sul conto avviene il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio.

            Perché il cedolino di maggio 2026 ha un importo diverso da aprile?

            Le cause più comuni sono l’avvio o l’aumento delle rate delle addizionali regionali e comunali IRPEF, eventuali conguagli fiscali per redditi del 2025 e recuperi di indebiti pregressi. Si tratta quasi sempre di trattenute previste dalla legge e di natura temporanea.

            Posso ricevere il cedolino direttamente per email?

            Sì. Dal 2024 l’INPS offre l’invio gratuito del cedolino tramite email, in formato PDF protetto da password. L’attivazione avviene da MyINPS nella sezione dedicata al cedolino della pensione.

            Cosa significa “Conguaglio 003” sul cedolino?

            Il codice 003 indica una trattenuta a conguaglio IRPEF: l’INPS sta recuperando imposte non trattenute nel 2025 perché il pensionato ha percepito redditi aggiuntivi da altri sostituti d’imposta. La trattenuta si esaurisce nei mesi successivi.

            La cessione del quinto può superare la rata già attiva?

            No. Per legge la rata della cessione del quinto non può superare 1/5 della pensione netta. Se hai più trattenute volontarie attive (per esempio anche una delegazione di pagamento) è importante verificare che la somma non superi la quota legale di pignorabilità.

            Dove trovo lo storico dei cedolini degli anni precedenti?

            Su MyINPS puoi consultare lo storico degli ultimi 24 mesi. Per cedolini più vecchi serve presentare richiesta scritta all’INPS o passare dal CAF, che può estrarre i dati di posizione del pensionato.

            Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 08:00:002026-05-31 17:57:49Cedolino Pensione Maggio 2026: Come Leggerlo Riga per Riga e Decifrare Trattenute
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Certificato di Pensione INPS 2026: Cosè il Modello ObisM e Come Scaricarlo

            Pensione 2026 INPS

            Il modello ObisM 2026 è il certificato di pensione INPS che ogni anno l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale invia ai pensionati italiani. Si tratta di un documento fondamentale che attesta l’importo della pensione percepita, le ritenute fiscali applicate, le detrazioni riconosciute e i contributi versati nell’anno precedente. In poche parole, è l’equivalente della Certificazione Unica (CU) per i pensionati: un documento indispensabile per presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o con il modello Redditi PF.

            Nel 2026, il modello ObisM riguarda i redditi pensionistici percepiti nel corso del 2025. L’INPS lo mette a disposizione in formato digitale sul portale MyINPS a partire da gennaio-febbraio, mentre la copia cartacea viene recapitata per posta ai pensionati che non hanno un indirizzo digitale registrato. Capire dove trovare il modello ObisM, come scaricarlo e come utilizzarlo correttamente può fare la differenza tra una dichiarazione dei redditi corretta e una con errori che potrebbero costare sanzioni.

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            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il modello ObisM: la guida completa
            2. Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati
            3. Quando viene rilasciato nel 2026
            4. Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)
            5. Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF
            6. Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)
            7. Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi
            8. Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM
            9. Errori frequenti e come correggerli
            10. Domande frequenti sul modello ObisM 2026

            Cos’è il modello ObisM: la guida completa

            Il termine ObisM è l’acronimo di Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta (Mensilità). Si tratta del documento ufficiale che l’INPS rilascia annualmente a tutti i pensionati che ricevono una prestazione previdenziale dall’Istituto. Tecnicamente, il modello ObisM è un prospetto di liquidazione della pensione che riassume in modo dettagliato tutti i dati fiscali e previdenziali relativi all’anno di riferimento.

            Va subito chiarita una distinzione importante: il modello ObisM NON è la Certificazione Unica (CU), anche se entrambi i documenti riguardano i redditi da pensione. Il modello ObisM è un documento di supporto, un riepilogo mensile e annuale degli importi erogati, mentre la CU (ex CUD) è la certificazione fiscale ufficiale rilasciata ai sensi della normativa tributaria. Tuttavia, per molti pensionati il modello ObisM è il documento principale con cui si recano al CAF per presentare la dichiarazione dei redditi, perché contiene tutte le informazioni necessarie.

            Il documento viene prodotto dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta: questo significa che l’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte IRPEF dovute, le addizionali regionali e comunali, e applica le detrazioni spettanti. Il modello ObisM certifica quindi non solo quanto il pensionato ha ricevuto, ma anche quanto ha già pagato in tasse e quali detrazioni gli sono state riconosciute nel corso dell’anno.

            Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati

            Il modello ObisM è strutturato in modo da fornire una panoramica completa della situazione fiscale e previdenziale del pensionato. Di seguito le principali sezioni che lo compongono.

            Dati anagrafici e identificativi

            La prima sezione riporta i dati anagrafici del pensionato: nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo di residenza e il numero di posizione assicurativa INPS. Questi dati sono fondamentali per verificare che il documento sia correttamente intestato e che il codice fiscale corrisponda a quello utilizzato nella dichiarazione dei redditi.

            Tipologia e importi della pensione

            Il cuore del documento è la sezione relativa agli importi pensionistici. Vengono indicati:

            • Pensione lorda mensile: l’importo lordo della pensione prima delle ritenute fiscali
            • Tredicesima mensilità: il rateo della tredicesima, anch’essa soggetta a tassazione
            • Arretrati e conguagli: eventuali somme corrisposte in ritardo o aggiustamenti di importo
            • Assegni accessori: ad esempio l’assegno per il nucleo familiare (ANF) se spettante
            • Rivalutazione ISTAT: l’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita
            • Totale pensione lorda annua: la somma di tutte le competenze lorde percepite nell’anno

            Ritenute fiscali: IRPEF e addizionali

            Questa sezione mostra il dettaglio delle imposte trattenute alla fonte dall’INPS come sostituto d’imposta:

            • IRPEF trattenuta: l’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolata sulle pensioni percepite, applicando le aliquote per scaglioni (dal 23% al 43%)
            • Addizionale regionale IRPEF: la quota destinata alla Regione di residenza (varia dall’1,23% a circa il 3,33% a seconda della Regione)
            • Addizionale comunale IRPEF: la quota destinata al Comune di residenza (generalmente dallo 0% allo 0,8%)
            • Conguaglio fiscale: l’eventuale conguaglio positivo o negativo effettuato a fine anno dall’INPS

            Detrazioni fiscali applicate

            Una delle sezioni più importanti del modello ObisM riguarda le detrazioni fiscali già riconosciute dall’INPS direttamente sulla pensione. Vengono riportate:

            • Detrazione per redditi da pensione (art. 13 TUIR): spetta a tutti i pensionati con reddito fino a 55.000 euro, con importo decrescente all’aumentare del reddito
            • Detrazioni per carichi di famiglia: coniuge a carico, figli a carico (per le situazioni non coperte dall’assegno unico universale)
            • Detrazioni per altri carichi: genitori anziani a carico, altri familiari
            • Totale detrazioni applicate: la somma complessiva delle detrazioni riconosciute nell’anno

            Quando viene rilasciato nel 2026

            Ogni anno, il modello ObisM relativo all’anno precedente viene reso disponibile dall’INPS secondo un calendario preciso. Per il 2026, il documento certifica i redditi da pensione percepiti nel corso del 2025.

            Calendario di rilascio 2026

            L’INPS segue generalmente questo calendario per la messa a disposizione del modello ObisM:

            • Gennaio 2026: prima rielaborazione dei dati e disponibilità parziale sul portale MyINPS
            • Febbraio 2026: il modello ObisM definitivo è disponibile per la maggior parte dei pensionati sul portale web
            • Febbraio-Marzo 2026: invio per posta agli aventi diritto che non hanno accesso digitale o che lo hanno richiesto
            • Aprile 2026: Certificazione Unica (CU) disponibile sul portale (documento fiscalmente più rilevante per il 730)

            Attenzione: la tempistica può variare leggermente in base alla complessità della posizione previdenziale (chi ha pensioni di diverse gestioni, arretrati o conguagli particolari potrebbe ricevere il documento in ritardo rispetto alla data standard).

            Per quanto riguarda la Certificazione Unica pensionati 2026, l’INPS è tenuto a trasmetterla all’Agenzia delle Entrate e a renderla disponibile al pensionato entro il 16 marzo 2026, come previsto dalla normativa fiscale vigente (art. 4 D.P.R. 322/1998).

            Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)

            Il modo più rapido e autonomo per ottenere il modello ObisM è scaricarlo direttamente dal portale MyINPS (myinps.inps.it), il sistema di accesso personale ai servizi INPS online. Per accedere è necessario disporre di uno dei seguenti sistemi di autenticazione digitale:

            • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, gratuito e disponibile tramite provider come Poste Italiane, TIM, Aruba, Namirial e altri. Si ottiene con un documento di identità valido e il codice fiscale
            • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità rilasciata dal 2016 dai Comuni italiani, dotata di chip NFC per l’autenticazione online tramite smartphone o lettore di carte
            • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con microchip abilitata per l’accesso ai servizi pubblici online, usata soprattutto da professionisti

            Procedura passo-passo per scaricare il modello ObisM

            1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e clicca su “Accedi” in alto a destra. Scegli il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
            2. Vai alla sezione pensione: una volta entrato nella tua area personale, clicca su “Le mie prestazioni” oppure cerca direttamente nella barra di ricerca “Cedolino della pensione”
            3. Seleziona il servizio cedolino/ObisM: nella sezione dedicata alla pensione trovi l’accesso al servizio “Cedolino della pensione e Modello ObisM”. Clicca su “Accedi al servizio”
            4. Scegli l’anno di riferimento: nel menu a tendina seleziona l’anno 2025 (per il modello ObisM 2026 relativo ai redditi 2025)
            5. Scarica il documento: il sistema ti mostrerà il documento in formato PDF. Clicca su “Scarica” o “Stampa” per salvarlo sul tuo dispositivo o stamparlo

            Nota pratica: se non riesci ad accedere a MyINPS per problemi tecnici o perché non hai ancora attivato lo SPID, puoi anche contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Gli operatori possono fornirti informazioni sulla tua posizione previdenziale.

            Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF

            Non tutti i pensionati hanno la possibilità o la dimestichezza necessaria per accedere ai servizi digitali dell’INPS. Per questo motivo esistono diverse modalità alternative per ottenere il certificato di pensione ObisM.

            Ricezione per posta ordinaria

            L’INPS invia automaticamente per posta ordinaria il modello ObisM ai pensionati che:

            • Non hanno un’utenza attiva su MyINPS
            • Hanno esplicitamente richiesto la ricezione cartacea
            • Risiedono in zone con scarsa connettività (aree rurali o montane)

            Il documento viene inviato all’indirizzo di residenza anagrafica registrato presso l’INPS. Se hai cambiato residenza e non hai aggiornato l’indirizzo presso l’INPS, il documento potrebbe non arrivare. In questo caso, è necessario aggiornare i propri dati anagrafici sul portale MyINPS o tramite il patronato.

            Richiesta tramite CAF o Patronato

            Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e il patronato sono i canali più utilizzati dai pensionati per ottenere il modello ObisM senza doversi preoccupare delle procedure digitali. I CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine offrono questo servizio con diversi vantaggi:

            • Accesso delegato al portale INPS: il CAF o il patronato, munito di delega firmata dal pensionato, può accedere direttamente al portale INPS per scaricare il modello ObisM per conto del proprio assistito
            • Verifica dei dati: il personale specializzato verifica che tutti i dati del modello siano corretti e che non ci siano errori nell’importo della pensione o nelle ritenute applicate
            • Assistenza per la dichiarazione: una volta ottenuto il modello ObisM, il CAF può immediatamente procedere con la compilazione e la trasmissione del modello 730 o del modello Redditi PF
            • Gestione di situazioni complesse: chi ha più pensioni (pensione diretta + pensione di reversibilità, o pensioni da diverse gestioni INPS) può trovare nel CAF il supporto necessario per gestire situazioni fiscali articolate

            Come richiedere il modello ObisM al CAF: porta con te il documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale e, se possibile, il PIN INPS o le credenziali SPID per velocizzare la procedura. Il personale del CAF si occuperà di tutto il resto.

            Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)

            Uno dei punti di maggiore confusione per i pensionati riguarda la differenza tra il modello ObisM e la Certificazione Unica (CU), nota anche come “CUD” con il vecchio nome. Sebbene entrambi i documenti provengano dall’INPS e riguardino la pensione, hanno funzioni e valori legali diversi.

            CaratteristicaModello ObisMCertificazione Unica (CU)
            Natura giuridicaDocumento informativo/gestionaleDocumento fiscale certificativo ufficiale
            Base normativaCircolare INPS di gestione internaArt. 4 D.P.R. 322/1998
            Trasmissione Agenzia EntrateNoSi (entro 16 marzo)
            Utilizzo per il 730Documento di supporto (dati di riferimento)Documento ufficiale da allegare/usare
            Scadenza rilascioGennaio-FebbraioEntro 16 marzo
            Disponibilità onlineMyINPS – sezione cedolino pensioneMyINPS – sezione CU / portale Agenzia Entrate

            In sintesi: la Certificazione Unica ha maggiore valore fiscale e giuridico, in quanto viene trasmessa direttamente all’Agenzia delle Entrate e costituisce la base per il 730 precompilato. Il modello ObisM è un documento di supporto molto utile per verificare i dettagli mensili degli importi e per risolvere eventuali discrepanze. In molti casi, però, il CAF utilizza entrambi i documenti in modo complementare per garantire la massima accuratezza della dichiarazione dei redditi.

            Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi

            Il modello ObisM è un alleato prezioso per i pensionati che devono presentare la dichiarazione dei redditi. Ecco come utilizzarlo correttamente.

            Per il modello 730 pensionati

            La dichiarazione dei redditi con il modello 730 è obbligatoria o conveniente per la maggior parte dei pensionati. Il modello ObisM ti serve per:

            • Verificare il reddito da pensione da dichiarare: il totale lordo della pensione percepita nell’anno deve essere inserito nel quadro C del 730 come reddito da pensione (tipologia: redditi da pensione)
            • Controllare le ritenute già versate: le ritenute IRPEF mostrate nel modello ObisM devono corrispondere a quelle che il 730 precompilato riporta. Se ci sono differenze, occorre verificare con il CAF
            • Verificare le detrazioni applicate: le detrazioni per pensionato riconosciute dall’INPS devono essere coerenti con la tua situazione familiare. Se hai avuto variazioni (un familiare a carico che non lo è più, o viceversa), il CAF può fare le opportune correzioni
            • Dichiarare eventuali arretrati: se il modello ObisM riporta arretrati di anni precedenti, questi devono essere trattati con la tassazione separata (torbetto) nel 730

            Pensionati esonerati dalla dichiarazione

            Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. Sono esonerati dalla presentazione del 730 i pensionati che:

            • Hanno un solo reddito da pensione e non hanno altre fonti di reddito
            • Il reddito da pensione non supera 8.500 euro annui (soglia di esonero aggiornata 2025)
            • Non hanno detrazioni o deduzioni aggiuntive da far valere (spese mediche, interessi sul mutuo, ecc.)
            • Non devono recuperare crediti fiscali

            Attenzione: anche se sei esonerato dall’obbligo, può essere conveniente presentare il 730 se hai sostenuto spese detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo, spese funebri, ecc.) che ti permetterebbero di recuperare parte delle imposte pagate. Il CAF può fare una valutazione gratuita della tua situazione.

            Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM

            Conoscere le scadenze fiscali 2026 è fondamentale per non incorrere in ritardi o sanzioni. Di seguito il calendario delle principali scadenze legate al modello ObisM e alla dichiarazione dei redditi pensionati.

            DataScadenzaCosa fare
            Gennaio-Febbraio 2026Disponibilità modello ObisMScaricarlo da MyINPS o richiederlo al CAF
            16 marzo 2026Certificazione Unica (CU) disponibileVerifica CU su MyINPS o sul portale Agenzia Entrate
            30 aprile 2026730 precompilato disponibileVisualizzazione della dichiarazione precompilata su sito Agenzia Entrate
            Dal 15 maggio 2026Apertura CAF per 730Prenotare appuntamento al CAF per la presentazione del 730
            30 settembre 2026Scadenza 730 tramite CAFUltimo giorno per presentare il 730 tramite CAF o sostituto d’imposta
            Novembre 2026Conguaglio fiscaleINPS effettua il conguaglio sulla pensione (rimborso o trattenuta)

            Consiglio pratico: non aspettare l’ultimo momento per presentare il 730. I CAF tendono ad avere i periodi più intensi tra maggio e luglio. Prenotare per tempo, già da aprile-maggio, consente di essere seguiti con maggiore attenzione e di ricevere il conguaglio fiscale prima.

            Errori frequenti e come correggerli

            Il modello ObisM, pur essendo prodotto automaticamente dall’INPS, non è esente da errori. Ecco i problemi piu comuni che si possono riscontrare e come gestirli.

            Importo pensione errato

            Se il totale della pensione indicato nel modello ObisM non corrisponde agli importi effettivamente percepiti (somma dei cedolini mensili), potrebbe esserci un errore di calcolo. Le cause piu frequenti sono:

            • Rivalutazione non applicata correttamente: l’adeguamento ISTAT potrebbe non essere stato calcolato sull’intero anno
            • Arretrati non inclusi o duplicati: somme pagate in ritardo potrebbero essere state contabilizzate nell’anno sbagliato
            • Sospensione temporanea della pensione: in caso di controlli INPS o variazioni della situazione assicurativa

            Cosa fare: contatta il patronato CAF portando i cedolini mensili e il modello ObisM. Il personale competente confronterà i dati e, se necessario, presenterà un ricorso amministrativo all’INPS per la correzione.

            Detrazioni non riconosciute o errate

            Un errore frequente riguarda le detrazioni per carichi di famiglia: se hai comunicato all’INPS di avere familiari a carico ma non li vedi nel modello ObisM, o se sono stati applicati importi errati, occorre intervenire. Analogamente, se il calcolo della detrazione per redditi da pensione e sbagliato (ad esempio perché il reddito totale e stato calcolato erroneamente), si rischia di pagare piu IRPEF del dovuto.

            Mancata ricezione del documento

            Se non hai ricevuto il modello ObisM ne per posta ne sul portale MyINPS, verifica:

            • Che l’indirizzo di residenza registrato presso l’INPS sia aggiornato
            • Che la tua utenza MyINPS sia attiva e il profilo sia completo
            • Che non ci siano blocchi sulla tua posizione previdenziale (procedimento di revisione, accertamento d’ufficio, ecc.)

            In caso di difficolta, il patronato CAF puo intervenire come intermediario con l’INPS per risolvere il problema e ottenere la documentazione necessaria.

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            Domande frequenti sul modello ObisM 2026

            Cos’è il modello ObisM INPS?

            Il modello ObisM (Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta Mensile) è il certificato di pensione rilasciato annualmente dall’INPS a tutti i pensionati. Riepiloga gli importi lordi percepiti, le ritenute IRPEF trattenute, le addizionali regionali e comunali e le detrazioni fiscali applicate nell’anno di riferimento.

            Dove si scarica il modello ObisM 2026?

            Il modello ObisM 2026 si scarica dal portale MyINPS (myinps.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Una volta autenticati, occorre andare alla sezione ‘Cedolino della pensione’, selezionare l’anno 2025 e scaricare il documento in PDF. In alternativa, il CAF o il patronato possono scaricarlo per conto del pensionato tramite delega.

            Qual è la differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)?

            Il modello ObisM è un documento gestionale e informativo che l’INPS produce per il pensionato. La Certificazione Unica (ex CUD) è invece il documento fiscale ufficiale che l’INPS trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo e che viene utilizzato per precompilare il modello 730. Entrambi contengono dati simili, ma la CU ha valore fiscale certificativo superiore.

            Ho bisogno del modello ObisM per fare il 730?

            Il modello ObisM non è obbligatorio per la presentazione del 730, perché i dati fiscali ufficiali vengono trasmessi direttamente dall’INPS all’Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica. Tuttavia, il modello ObisM è molto utile come documento di controllo e supporto, soprattutto per verificare la correttezza degli importi indicati nel 730 precompilato.

            Quando arriva il modello ObisM per posta nel 2026?

            L’INPS invia il modello ObisM per posta ordinaria tra gennaio e marzo 2026 ai pensionati che non hanno accesso digitale a MyINPS. I tempi esatti dipendono dal volume di invii e dalla localizzazione geografica. Se non lo ricevi entro marzo, puoi richiederlo tramite il Contact Center INPS (803 164) o attraverso il CAF/patronato.


            Hai bisogno del modello ObisM? Il CAF lo recupera per te

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati: recuperiamo il modello ObisM dal portale INPS, verifichiamo la correttezza degli importi e ti assistiamo nella presentazione del modello 730. Il nostro patronato gestisce anche eventuali errori e contestazioni con l’INPS.

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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Settembre 15, 2026
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              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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              ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE

              Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Indice dei contenuti

              1. Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026
              2. Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito
              3. Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento
              4. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
              5. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026
              6. Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica
              7. Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili
              8. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga
              9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
              10. Domande Frequenti

              I pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.

              In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.

              Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026

              Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:

              PrestazioneData Pagamento Maggio 2026Beneficiari
              PensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPS
              Assegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a carico
              Assegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedenti
              NASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attiva
              Assegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragili
              ADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADI
              Bonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nido
              Bonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendenti
              Carta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euro

              Nota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento.

              Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito

              Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:

              • Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)
              • Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026
              • Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane

              Calendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:

              CognomiGiorno di ritiro
              A – CMercoledi 30 aprile
              D – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggio
              H – MSabato 2 maggio (solo mattina)
              N – RLunedi 4 maggio
              S – ZMartedi 5 maggio

              Attenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.

              Importi pensioni maggio 2026

              L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:

              • 100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
              • 90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo
              • 75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo

              Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento

              L’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.

              Pagamenti per beneficiari gia in corso

              Per chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:

              • 15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento
              • 17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo
              • 18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo
              • 19 maggio 2026 (lunedi) – quarto ciclo

              La data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.

              Pagamenti per nuove domande e conguagli

              Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.

              Importi Assegno Unico 2026 aggiornati

              Gli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:

              ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
              Fino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/mese
              Da 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/mese
              Oltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/mese

              Ricorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo.

              NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

              La NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.

              Date indicative NASpI maggio 2026

              In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:

              • Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026
              • Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026
              • Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026

              Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.

              Come sapere quando arriva la NASpI

              Per conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:

              1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
              2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
              3. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
              4. Cerca la voce relativa alla NASpI
              5. Verifica la data di disposizione del pagamento

              Quando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.

              Importo NASpI maggio 2026

              Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro.

              Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026

              L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.

              Date pagamento ADI maggio 2026

              • Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026
              • Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026

              L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.

              Importi ADI 2026

              L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:

              • Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affitto
              • Integrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntivi
              • Scala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60)

              Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica

              La Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.

              A maggio 2026 non e prevista alcuna ricarica

              La Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:

              • Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)
              • Importo previsto: 500 euro per nucleo familiare
              • Primo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)

              Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.

              Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili

              Il Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.

              Come funziona il pagamento

              Il Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:

              1. Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPS
              2. Carica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggio
              3. Attendi la conferma di presa in carico
              4. Il rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domanda

              Importi Bonus Nido 2026

              ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimo
              Fino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euro
              Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
              Oltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euro

              Novita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE.

              Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga

              Il Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.

              Come si applica a maggio 2026

              • Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)
              • Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoro
              • Requisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)
              • Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo

              Se nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.

              Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

              Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

              Fascicolo Previdenziale del Cittadino

              Il metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:

              1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
              2. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
              3. Seleziona “Prestazioni” dal menu a sinistra
              4. Clicca su “Pagamenti”
              5. Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)

              Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.

              App INPS Mobile

              Puoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:

              • Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
              • Accedi con SPID o CIE
              • Vai nella sezione “I miei pagamenti”
              • Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento disposto

              Contact Center INPS

              Se non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:

              • 803 164 (da rete fissa, gratuito)
              • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
              • Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026

              Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?

              Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.

              Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

              L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).

              La NASpI di maggio quando viene pagata?

              La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

              Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?

              L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.

              Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?

              Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.

              Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

              Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:

              1. Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)
              2. Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
              3. Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164
              4. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecito

              Hai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.

              Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

              Pensione 2026 INPS

              Il pagamento delle pensioni di maggio 2026 segue date diverse a seconda del canale: sabato 2 maggio 2026 per chi riceve l’accredito su conto BancoPosta o Libretto Postale, lunedì 4 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario. Il 1° maggio è festivo (Festa del Lavoro) e non viene effettuato alcun anticipo automatico. In questa guida completa analizziamo tutte le date di accredito, gli importi con rivalutazione ISTAT 1,4%, le trattenute previste e come consultare il cedolino pensione su MyINPS.

              ⚠️ Aggiornamento del 30 aprile 2026 — Rettifica

              In una versione precedente di questo articolo era stato indicato per errore l’anticipo dell’accredito al 30 aprile 2026. La data corretta, secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio, è: sabato 2 maggio 2026 per i conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 per i conti correnti bancari. Ci scusiamo per l’inconveniente con i lettori che hanno fatto affidamento sull’informazione errata.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza personalizzata su pensioni, ricostruzioni contributive, domande APE Sociale, Quota 103 e tutte le prestazioni INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

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              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Indice dei contenuti

              1. Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche
              2. Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026
              3. Accredito su Conto Corrente Bancario
              4. Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT
              5. Trattenute Maggio 2026: Addizionali IRPEF
              6. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026
              7. Come Consultare il Cedolino su MyINPS
              8. Novità Cedolino Maggio 2026
              9. Assistenza CAF per Pensionati
              10. Domande Frequenti

              Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche

              La data di accredito della pensione di maggio 2026 dipende dal canale di pagamento perché il 1° maggio 2026 cade di venerdì ed è giorno festivo (Festa dei Lavoratori). Le banche non operano e Poste Italiane garantisce il primo giorno utile per i propri correntisti.

              Secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio 2026, l’accredito sui conti BancoPosta e Libretti Postali avviene sabato 2 maggio 2026, mentre per chi riceve la pensione su conto corrente bancario l’accredito è fissato per lunedì 4 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

              Ecco il riepilogo per modalità di pagamento:

              Modalità di pagamentoData accredito maggio 2026
              Conto corrente bancarioLunedì 4 maggio 2026
              Conto BancoPosta / Libretto PostaleSabato 2 maggio 2026
              Ritiro contanti Poste ItalianeDal 2 maggio 2026 (calendario alfabetico)

              Attenzione: non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile 2026. Le banche accreditano la pensione lunedì 4 maggio (primo giorno lavorativo bancabile), Poste Italiane sabato 2 maggio per i correntisti BancoPosta. Chi ritira in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane deve seguire il calendario scaglionato per cognome che parte dal 2 maggio.

              Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane, il pagamento di maggio 2026 segue il consueto calendario alfabetico. Considerando che il 1° maggio è festivo, il calendario parte da venerdì 2 maggio 2026.

              Calendario Ritiro Pensione Maggio 2026 – Poste Italiane

              Cognome inizialeData ritiro
              A – BVenerdì 2 maggio 2026
              C – DSabato 3 maggio 2026 (solo mattina)
              E – KLunedì 5 maggio 2026
              L – OMartedì 6 maggio 2026
              P – RMercoledì 7 maggio 2026
              S – ZGiovedì 8 maggio 2026

              Nota importante: Il calendario sopra indicato è indicativo e basato sulle consuetudini degli ultimi mesi. Poste Italiane comunica il calendario ufficiale di solito 7-10 giorni prima dell’inizio dei pagamenti. Eventuali variazioni verranno aggiornate in questo articolo non appena disponibili.

              Gli uffici postali potrebbero prevedere orari dedicati agli over 75 nelle prime ore del mattino, per garantire maggiore sicurezza e ridurre i tempi di attesa. Per conoscere gli orari del tuo ufficio postale, consulta il sito poste.it oppure chiama il numero verde 803.160.

              Accredito su Conto Corrente Bancario

              Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di maggio 2026 viene accreditata lunedì 4 maggio 2026, primo giorno lavorativo bancabile dopo la festività del 1° maggio (venerdì). L’operazione avviene nella notte tra il 3 e il 4 maggio, quindi i fondi saranno disponibili dalla mattina di lunedì 4 maggio.

              Non è necessario recarsi in filiale né effettuare alcuna operazione: l’accredito è completamente automatico. Il pensionato può verificare l’avvenuto pagamento tramite:

              • Home banking (app o sito della propria banca)
              • ATM/Bancomat per verificare il saldo
              • Estratto conto cartaceo (disponibile successivamente)

              Conto BancoPosta e Libretto Postale con accredito automatico: chi ha un conto BancoPosta o un Libretto Postale con accredito diretto riceverà la pensione sabato 2 maggio 2026, anticipato di due giorni rispetto alle banche grazie al servizio garantito da Poste Italiane.

              Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT

              Gli importi delle pensioni di maggio 2026 riflettono la rivalutazione automatica (perequazione) applicata da gennaio 2026 in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo registrato nel 2025. Il tasso di inflazione utilizzato per la perequazione provvisoria 2026 è stato fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (decreto del 19 novembre 2025) e dalla circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 al 1,4%.

              La rivalutazione segue il sistema a fasce progressive, che tutela maggiormente le pensioni più basse:

              Fasce di Rivalutazione Pensioni 2026

              Fascia di importoPercentuale rivalutazioneAumento mensile stimato
              Fino a 4 volte il minimo (fino a 2.447 euro/mese)100% (1,4%)Da 8 a 34 euro
              Da 4 a 5 volte il minimo (2.447-3.059 euro)90% (1,26%)Da 30 a 38 euro
              Oltre 5 volte il minimo (oltre 3.059 euro)75% (1,05%)Da 32 euro in su

              Esempio pratico: Un pensionato con un assegno lordo di 1.500 euro al mese ha ricevuto un aumento di circa 21 euro mensili (1.500 x 1,4% = 21 euro), portando la pensione lorda a 1.521 euro.

              Per approfondire il meccanismo della rivalutazione, consulta la nostra guida dedicata alla rivalutazione pensioni 2026.

              Trattenute Maggio 2026: Addizionali Regionali e Comunali IRPEF

              Nel cedolino di maggio 2026, i pensionati troveranno le consuete trattenute fiscali, con particolare attenzione alle addizionali regionali e comunali IRPEF. Queste trattenute fanno parte del conguaglio fiscale 2025 avviato dall’INPS a partire da marzo-aprile 2026.

              Trattenute previste sul cedolino di maggio

              • IRPEF mensile: Trattenuta ordinaria calcolata in base agli scaglioni di reddito 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro)
              • Addizionale regionale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo dovuto per il 2025, distribuita in 11 rate da marzo 2026 a gennaio 2027
              • Addizionale comunale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo comunale 2025, analogamente distribuita in 11 rate
              • Acconto addizionale comunale 2026: Eventuale acconto per l’anno in corso, se previsto dal Comune di residenza

              Esempio per un pensionato residente a Udine: Con una pensione annua lorda di 20.000 euro, le trattenute aggiuntive per addizionali possono ammontare a circa 20-35 euro al mese (addizionale regionale FVG + addizionale comunale Udine). L’importo esatto dipende dalle aliquote deliberate dalla Regione e dal Comune.

              Le voci delle addizionali sono riportate nella sezione “Trattenute” del cedolino pensione, con indicazione separata per regionale e comunale.

              Per capire ogni voce del cedolino e verificare se l’importo netto è corretto, leggi la guida dedicata su come leggere il cedolino di maggio 2026 riga per riga.

              Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026

              La pensione minima INPS 2026 rappresenta l’importo base garantito a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%, il trattamento minimo per il 2026 è pari a 611,85 euro al mese (7.954,05 euro annui su 13 mensilità). Per gli assegni pari o inferiori al trattamento minimo è confermata anche la rivalutazione straordinaria 1,3%, che porta la pensione minima maggiorata a circa 619,80 euro al mese.

              Importi pensione minima maggio 2026

              Tipo di trattamentoImporto mensile 2026
              Trattamento minimo611,85 euro
              Trattamento minimo maggiorato (con rivalutazione straordinaria 1,3%)619,80 euro
              Assegno sociale545,82 euro

              Maggiorazione Sociale per Over 60, 65 e 70

              I pensionati con redditi particolarmente bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento che varia in base all’età:

              • Da 60 a 64 anni: Maggiorazione di 25,83 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
              • Da 65 a 69 anni: Maggiorazione di 82,64 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
              • Da 70 anni in su: Incremento al milione (maggiorazione piena), che porta la pensione a circa 705,67 euro al mese (se reddito sotto determinati limiti)

              Per verificare se hai diritto alla maggiorazione sociale e per richiederne l’applicazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori effettueranno il calcolo personalizzato e gestiranno la pratica con l’INPS.

              Approfondimento: tutti i dettagli su importi 2026, requisiti reddituali e procedura di domanda nella nostra guida completa alla maggiorazione sociale 2026.

              Come Consultare il Cedolino su MyINPS

              Il cedolino pensione di maggio 2026 è consultabile online attraverso il portale MyINPS. Il cedolino viene solitamente pubblicato 10-15 giorni prima della data di pagamento, quindi per maggio sarà disponibile indicativamente a partire da metà aprile 2026.

              Procedura per consultare il cedolino online

              1. Accedi al sito www.inps.it
              2. Clicca su “Accedi ai Servizi” in alto a destra
              3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
              4. Cerca nella barra di ricerca “Cedolino pensione”
              5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione e servizi collegati”
              6. Scegli il mese di maggio 2026 per visualizzare il dettaglio

              Dal cedolino online puoi verificare: importo lordo, trattenute IRPEF, addizionali regionali e comunali, trattenute per cessione del quinto (se presente), importo netto accreditato e eventuali arretrati o conguagli.

              Cedolino tramite App INPS Mobile

              Il cedolino è consultabile anche dall’app INPS Mobile, disponibile per Android e iOS. Dopo l’autenticazione con SPID o CIE, cerca la sezione “Cedolino pensione” per visualizzare il dettaglio mensile direttamente dal tuo smartphone.

              Inoltre, l’INPS offre il servizio di invio cedolino via email: oltre 3 milioni di pensionati hanno già attivato questa opzione. Per attivarla, accedi a MyINPS e seleziona “Ricevi il cedolino via email” nelle impostazioni del servizio pensione.

              Novità Cedolino Maggio 2026

              Il cedolino pensione di maggio 2026 non dovrebbe presentare particolari novità rispetto ai mesi precedenti, ma è comunque opportuno controllare le seguenti voci:

              • Conguaglio rivalutazione: Se l’INPS non ha ancora completato il conguaglio definitivo della perequazione 2026 (indice ISTAT provvisorio vs definitivo), maggio potrebbe essere il mese in cui viene effettuato l’adeguamento
              • Trattenute sindacali: Verificare l’eventuale presenza di trattenute per quote associative sindacali
              • Recupero indebiti: L’INPS potrebbe procedere con trattenute per recupero di prestazioni erogate in eccesso negli anni precedenti

              Quattordicesima: La quattordicesima mensilità viene generalmente erogata a luglio per i pensionati che ne hanno diritto (over 64 con reddito sotto determinati limiti). Non è prevista nel cedolino di maggio.

              Assistenza CAF per Pensionati

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati per tutte le pratiche previdenziali e fiscali:

              • Verifica cedolino pensione: Controllo di tutte le voci e delle trattenute applicate
              • Ricostruzione contributiva: Verifica dei contributi versati e simulazione dell’importo pensionistico
              • Domanda di pensione: Assistenza per pensione di vecchiaia, anticipata, APE Sociale e Quota 103
              • Maggiorazione sociale: Verifica requisiti e presentazione domanda
              • Dichiarazione 730: Compilazione del modello 730 con verifica delle detrazioni spettanti ai pensionati
              • ISEE: Calcolo ISEE per l’accesso a prestazioni agevolate

              Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione?

              I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare il cedolino, controllare le trattenute e gestire tutte le pratiche INPS.

              Chiama 0432 1638640 WhatsApp 366 6018121

              CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              Quando viene pagata la pensione di maggio 2026?

              La pensione di maggio 2026 viene accreditata sabato 2 maggio 2026 sui conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 sui conti correnti bancari (primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio). Per chi ritira in contanti presso Poste Italiane, il pagamento parte dal 2 maggio 2026 con calendario alfabetico per cognome. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

              La pensione di maggio 2026 viene anticipata al 30 aprile?

              Perché il 1° maggio 2026 è festivo (Festa dei Lavoratori) e le banche non operano. L’INPS anticipa quindi l’accredito all’ultimo giorno lavorativo utile, che è mercoledì 30 aprile 2026.

              Come vedere il cedolino pensione maggio 2026?

              Il cedolino di maggio 2026 è consultabile su MyINPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Cerca “Cedolino della pensione” e seleziona il mese di maggio. È disponibile anche sull’app INPS Mobile.

              Quanto è la pensione minima a maggio 2026?

              La pensione minima INPS a maggio 2026 è di 611,85 euro al mese (619,80 euro con rivalutazione straordinaria per gli assegni minimi). I pensionati over 70 con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale (incremento al milione), che porta l’importo a circa 705,67 euro al mese.

              Perché la pensione di maggio è più bassa del solito?

              Se la pensione di maggio risulta inferiore ai mesi precedenti, le cause più comuni sono: trattenute per addizionali regionali e comunali IRPEF (conguaglio 2025), recupero di indebiti INPS, o conguaglio rivalutazione se l’indice ISTAT definitivo è risultato inferiore a quello provvisorio. Abbiamo dedicato a questo argomento un’analisi completa con esempi pratici.

              A maggio 2026 c’è la quattordicesima sulla pensione?

              No, la quattordicesima mensilità viene erogata generalmente a luglio. A maggio non è previsto alcun pagamento aggiuntivo oltre alla mensilità ordinaria.

              Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 14:00:002026-05-31 09:42:23Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
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