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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

TFS e TFR Dipendenti Pubblici 2026: Calcolo, Tempi e Novità Pagamenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici
  2. Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa
  3. Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR
  4. Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici
  5. Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici
  6. Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo
  7. Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

Con l’arrivo del pensionamento, i dipendenti pubblici si trovano ad affrontare una questione fondamentale: il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Nel 2026 sono entrate in vigore importanti novità sui tempi di pagamento, sulle modalità di anticipo e sul calcolo delle somme spettanti.

Comprendere la differenza tra TFS e TFR è essenziale per pianificare il proprio futuro economico. Il TFS riguarda principalmente i dipendenti pubblici assunti prima del 2001, mentre il TFR pubblico si applica a chi è stato assunto dopo quella data. Entrambe le prestazioni rappresentano una liquidazione maturata durante gli anni di servizio, ma con modalità di calcolo e tempi di erogazione differenti.

Le novità 2026 hanno modificato soprattutto i tempi di attesa per ricevere questi pagamenti. La normativa prevede oggi la rateizzazione in 12 o 24 mesi a seconda dell’importo maturato, con tempi diversi tra chi va in pensione per anzianità e chi si dimette volontariamente. Inoltre, è stata confermata la possibilità di richiedere un anticipo bancario attraverso la convenzione ABI-MEF, che permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

Questo articolo fornisce una guida completa su TFS e TFR dipendenti pubblici 2026, spiegando nel dettaglio come si calcolano, quali sono i tempi di pagamento, come richiedere l’anticipo e quale tassazione si applica. Vedremo anche esempi pratici di calcolo per comprendere meglio quanto spetta a ciascun lavoratore.

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Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici

Il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) rappresentano le indennità di liquidazione che i dipendenti pubblici ricevono al termine della loro carriera lavorativa. Si tratta di somme accantonate durante gli anni di servizio, che vengono erogate al momento del pensionamento o della cessazione del rapporto di lavoro.

Il TFS è destinato ai dipendenti pubblici assunti prima del 1° gennaio 2001, mentre il TFR pubblico si applica a coloro che sono stati assunti successivamente a quella data. Questa distinzione è fondamentale perché le due prestazioni hanno modalità di calcolo diverse e tempi di erogazione differenti.

A chi spetta il TFS

Il TFS spetta alle seguenti categorie di dipendenti pubblici:

  • Dipendenti statali assunti prima del 2001 (ministeri, agenzie fiscali, scuole)
  • Personale degli enti locali (comuni, province, regioni) assunto ante 2001
  • Personale sanitario del Servizio Sanitario Nazionale con contratto precedente al 2001
  • Forze dell’ordine e militari in servizio prima del 2001
  • Magistrati e personale della giustizia assunti ante 2001

A chi spetta il TFR pubblico

Il TFR pubblico riguarda invece:

  • Dipendenti pubblici assunti dopo il 1° gennaio 2001
  • Lavoratori del pubblico impiego che hanno optato per il TFR invece del TFS
  • Personale delle aziende pubbliche privatizzate dopo il 2001

Entrambe le prestazioni rappresentano un diritto del lavoratore e vengono calcolate in base agli anni di servizio prestati e alla retribuzione percepita. La principale differenza sta nel fatto che il TFS viene erogato in base all’ultimo stipendio e agli anni di anzianità, mentre il TFR si accumula anno per anno come una quota accantonata pari al 6,91% della retribuzione annua.

Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa

Le differenze tra TFS e TFR non riguardano solo le modalità di calcolo, ma anche i tempi di erogazione, la rivalutazione annua e le categorie di lavoratori interessate. Di seguito una tabella comparativa che evidenzia le principali distinzioni:

CaratteristicaTFSTFR Pubblico
Data di assunzionePrima del 1° gennaio 2001Dopo il 1° gennaio 2001
Formula di calcolo(80% ultimo stipendio × anni servizio) / 12Retribuzione annua × 6,91%
RivalutazioneNon prevista (calcolato al momento del pensionamento)Annuale (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)
Tempi di erogazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazione
Anticipo possibileSì, tramite convenzione ABI-MEFSì, tramite convenzione ABI-MEF
TassazioneTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)

Categorie interessate al TFS

Il TFS riguarda principalmente:

  • Dipendenti statali: ministeri, agenzie fiscali, enti previdenziali
  • Personale scolastico: docenti e ATA assunti ante 2001
  • Forze armate e di polizia: militari, carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza
  • Magistrati e personale giudiziario

Categorie interessate al TFR pubblico

Il TFR pubblico si applica a:

  • Dipendenti pubblici post-2001: assunti con contratto a tempo indeterminato dopo il 1° gennaio 2001
  • Lavoratori delle partecipate pubbliche: società a controllo pubblico privatizzate
  • Personale sanitario assunto dopo il 2001 nel SSN

Un aspetto importante da sottolineare è che la differenza principale tra le due prestazioni risiede nel sistema di accantonamento: mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula gradualmente ogni anno, venendo rivalutato annualmente in base all’inflazione.

Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR

Le novità 2026 riguardano principalmente i tempi di attesa per l’erogazione del TFS e del TFR pubblico. La normativa attuale prevede una rateizzazione obbligatoria che dipende dall’importo maturato e dalla modalità di cessazione del servizio.

Tempi di pagamento in base all’importo

Nel 2026, i tempi di erogazione del TFS e TFR sono regolati come segue:

  • Importi fino a 50.000 euro: pagamento in un’unica soluzione dopo 12 mesi dalla cessazione del servizio
  • Importi tra 50.000 e 100.000 euro: pagamento rateizzato in due rate annuali (prima rata dopo 12 mesi, seconda dopo 24 mesi)
  • Importi superiori a 100.000 euro: pagamento rateizzato in tre rate annuali (una ogni 12 mesi)

Differenza tra pensione per anzianità e dimissioni volontarie

Un elemento cruciale introdotto dalle novità 2026 è la distinzione tra:

  • Pensione per anzianità o vecchiaia: i tempi di attesa partono dalla data di cessazione del servizio. Il primo pagamento avviene dopo 12 mesi dalla data di pensionamento.
  • Dimissioni volontarie: i tempi di attesa sono più lunghi. Il primo pagamento può avvenire fino a 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Questa distinzione penalizza chi lascia il pubblico impiego prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici, incentivando quindi la permanenza in servizio fino alla maturazione della pensione.

Normativa di riferimento

Le novità 2026 sui tempi di pagamento derivano da una serie di interventi normativi, tra cui:

  • Decreto Legge n. 4/2019: ha introdotto la rateizzazione obbligatoria per gli importi superiori a 50.000 euro
  • Legge di Bilancio 2023: ha confermato i tempi di attesa di 12-24 mesi
  • Convenzione ABI-MEF 2024-2026: ha rinnovato la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS/TFR

Nonostante le proteste dei sindacati, che chiedono da anni l’abolizione dei tempi di attesa, il governo ha mantenuto la rateizzazione per motivi di sostenibilità finanziaria. Di conseguenza, l’anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF rimane la soluzione più utilizzata dai dipendenti pubblici per ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici

Il calcolo del TFS si basa su una formula specifica che tiene conto dell’ultimo stipendio percepito e degli anni di servizio prestati. A differenza del TFR, il TFS non si accumula annualmente, ma viene calcolato in un’unica soluzione al momento della cessazione del servizio.

Formula di calcolo del TFS

La formula generale per calcolare il TFS è la seguente:

TFS = (Ultimo stipendio mensile × 80% × Anni di servizio) / 12

Dove:

  • Ultimo stipendio mensile: l’ultima retribuzione mensile lorda percepita (comprensiva di indennità e competenze accessorie)
  • 80%: la percentuale applicabile per legge
  • Anni di servizio: gli anni effettivi di servizio presso il pubblico impiego (arrotondati per eccesso dopo 6 mesi)
  • 12: i mesi dell’anno

Esempio pratico di calcolo TFS

Supponiamo che un dipendente pubblico vada in pensione con le seguenti caratteristiche:

  • Ultimo stipendio mensile lordo: 2.800 euro
  • Anni di servizio: 35 anni

Applicando la formula:

TFS = (2.800 euro × 80% × 35 anni) / 12

TFS = (2.800 × 0,80 × 35) / 12

TFS = 78.400 / 12

TFS = 6.533,33 euro

Questo importo rappresenta la mensilità di TFS. Moltiplicando per i 35 anni di servizio, si ottiene il TFS totale di circa 78.400 euro.

Elementi che influenzano il calcolo

Nel calcolo del TFS vanno considerati alcuni elementi aggiuntivi:

  • Indennità accessorie: vanno incluse nell’ultimo stipendio tutte le competenze fisse (es. indennità di posizione, indennità di vacanza contrattuale)
  • Massimale TFS: il TFS è soggetto a un limite massimo pari a € 2.500.000 (applicabile solo in casi eccezionali di carriere molto lunghe con stipendi elevati)
  • Servizio pre-ruolo: gli anni di servizio precario (supplenze, contratti a termine) possono essere riscattati e quindi inclusi nel calcolo

Un ulteriore aspetto da considerare è che il TFS non viene rivalutato annualmente, a differenza del TFR. Questo significa che il calcolo viene effettuato esclusivamente al momento del pensionamento, senza tenere conto dell’inflazione accumulata durante gli anni di servizio.

Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici

Il calcolo del TFR pubblico segue un meccanismo diverso rispetto al TFS. Mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula anno per anno e viene rivalutato annualmente in base all’inflazione ISTAT.

Formula di calcolo del TFR pubblico

La formula per calcolare il TFR pubblico è la seguente:

TFR annuo = Retribuzione annua lorda × 6,91%

Ogni anno, la quota di TFR maturata viene accantonata e rivalutata secondo la seguente formula:

Rivalutazione annua = TFR maturato × (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)

Questo significa che il TFR pubblico si rivaluta ogni anno in base al tasso di inflazione, garantendo al lavoratore un potere d’acquisto che tiene conto dell’aumento dei prezzi.

Esempio pratico di calcolo TFR pubblico

Supponiamo che un dipendente pubblico assunto nel 2010 abbia una retribuzione annua lorda di 35.000 euro. Vediamo come si calcola il TFR per un anno:

TFR maturato nell’anno = 35.000 euro × 6,91%

TFR maturato nell’anno = 2.418,50 euro

Questo importo viene aggiunto al TFR totale accumulato negli anni precedenti e poi rivalutato annualmente.

Se il dipendente ha lavorato per 15 anni con uno stipendio costante di 35.000 euro annui, il TFR lordo (senza considerare la rivalutazione) sarebbe:

TFR totale (senza rivalutazione) = 2.418,50 euro × 15 anni

TFR totale = 36.277,50 euro

Aggiungendo la rivalutazione annuale in base all’inflazione, il TFR effettivo sarà superiore, arrivando a circa 40.000-42.000 euro (a seconda del tasso di inflazione medio degli ultimi 15 anni).

Rivalutazione ISTAT e inflazione

La rivalutazione del TFR pubblico avviene ogni anno secondo il seguente meccanismo:

  • 75% dell’inflazione ISTAT: se l’inflazione annua è del 2%, la rivalutazione sarà del 1,5%
  • 1,5% fisso: questo è un tasso aggiuntivo garantito per legge

Ad esempio, se l’inflazione ISTAT nell’anno è stata del 3%:

Rivalutazione annua = (3% × 75%) + 1,5%

Rivalutazione annua = 2,25% + 1,5%

Rivalutazione annua = 3,75%

Questa rivalutazione si applica sul montante TFR maturato fino al 31 dicembre dell’anno precedente, proteggendo così il lavoratore dalla perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo

Una delle novità più apprezzate dai dipendenti pubblici è la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS e TFR tramite la convenzione ABI-MEF. Questo strumento permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento, evitando i lunghi tempi di attesa previsti dalla normativa (12-24 mesi).

Convenzione ABI-MEF: come funziona

La convenzione ABI-MEF (Associazione Bancaria Italiana – Ministero dell’Economia e delle Finanze) è un accordo tra banche e Stato che consente ai dipendenti pubblici neo-pensionati di ottenere un prestito bancario pari all’importo del TFS/TFR maturato, con rimborso garantito direttamente dall’INPS.

In pratica:

  1. Il pensionato richiede l’anticipo alla banca
  2. La banca eroga l’importo del TFS/TFR (al netto degli interessi)
  3. Quando l’INPS paga il TFS/TFR (dopo 12-24 mesi), il pagamento va direttamente alla banca come rimborso del prestito

Requisiti per richiedere l’anticipo

Per accedere all’anticipo TFS/TFR è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • Essere andato in pensione (pensione di vecchiaia, anzianità, anticipata)
  • Aver maturato il diritto al TFS o TFR
  • Avere almeno 62 anni di età (per alcune categorie il requisito è ridotto a 60 anni)
  • Non avere protesti o segnalazioni negative nella Centrale Rischi della Banca d’Italia

Procedura di richiesta

La procedura per richiedere l’anticipo è la seguente:

  1. Calcolare l’importo del TFS/TFR tramite il simulatore INPS o rivolgendosi al CAF
  2. Contattare una banca convenzionata (la lista è disponibile sul sito del MEF e dell’INPS)
  3. Presentare la domanda con i seguenti documenti:
    • Documento di identità e codice fiscale
    • Certificato di pensione INPS
    • Autocertificazione dell’importo del TFS/TFR
  4. Attendere l’approvazione (solitamente 30-60 giorni)
  5. Ricevere l’accredito sul conto corrente

Tassi di interesse massimi

La convenzione ABI-MEF prevede dei tassi di interesse massimi applicabili dalle banche, stabiliti annualmente dal MEF. Per il 2026, i tassi massimi sono:

  • TAN (Tasso Annuo Nominale): max 4,25%
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): max 4,50%

Questi tassi sono molto vantaggiosi rispetto ai normali prestiti personali, poiché il rischio per la banca è azzerato (il rimborso è garantito dall’INPS). Tuttavia, l’importo degli interessi dipende dalla durata del periodo di attesa previsto per il pagamento del TFS/TFR da parte dell’INPS.

Ad esempio, se il TFS previsto è di 80.000 euro e il tempo di attesa è di 24 mesi, gli interessi bancari saranno calcolati su questo periodo, risultando in un costo complessivo di circa 6.000-7.000 euro.

Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

Il TFS e il TFR pubblico sono soggetti a un regime di tassazione separata, che è generalmente più vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria. Questo significa che l’importo della liquidazione non viene sommato agli altri redditi del pensionato, evitando così un aumento eccessivo dello scaglione IRPEF.

Come funziona la tassazione separata

La tassazione separata si applica calcolando l’aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito. In pratica:

  1. Si prendono i redditi complessivi degli ultimi 5 anni
  2. Si calcola l’aliquota media IRPEF pagata in quegli anni
  3. Questa aliquota viene applicata all’importo del TFS/TFR

Esempio pratico:

Reddito medio ultimi 5 anni: 30.000 euro annui

Aliquota media IRPEF: 26%

TFS maturato: 80.000 euro

Imposta dovuta = 80.000 euro × 26% = 20.800 euro

TFS netto: 80.000 – 20.800 = 59.200 euro

Detrazioni per anzianità di servizio

Un vantaggio importante della tassazione separata del TFS/TFR è la possibilità di beneficiare di detrazioni specifiche legate all’anzianità di servizio. In particolare:

  • Per anzianità fino a 15 anni: nessuna detrazione aggiuntiva
  • Per anzianità superiore a 15 anni: si applica una detrazione progressiva che riduce l’imponibile fiscale
  • Per anzianità superiore a 35 anni: la detrazione può arrivare fino al 30% dell’imponibile

Questo meccanismo è pensato per premiare chi ha dedicato una lunga carriera al pubblico impiego, riducendo il carico fiscale sulla liquidazione.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF, sul TFS/TFR si applicano anche le addizionali regionali e comunali, che variano in base al luogo di residenza del pensionato. Queste addizionali rappresentano solitamente un ulteriore 1-3% dell’imponibile.

Ad esempio, per un TFS di 80.000 euro:

  • IRPEF (26%): 20.800 euro
  • Addizionale regionale (1,5%): 1.200 euro
  • Addizionale comunale (0,8%): 640 euro
  • Totale imposte: 22.640 euro
  • TFS netto: 57.360 euro

È importante sottolineare che la tassazione separata è comunque più conveniente rispetto alla tassazione ordinaria, poiché evita di sommare il TFS/TFR agli altri redditi del pensionato (come la pensione stessa), che porterebbe a un scaglione IRPEF superiore.

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Domande Frequenti su TFS e TFR Dipendenti Pubblici

Quanto tempo devo aspettare per ricevere il TFS dopo il pensionamento?

Nel 2026, i tempi di attesa per il pagamento del TFS sono di 12 mesi per importi fino a 50.000 euro, 24 mesi per importi superiori. Chi va in pensione per anzianita riceve il primo pagamento dopo 12 mesi, mentre chi si dimette volontariamente deve attendere fino a 24 mesi. E possibile richiedere un anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF per ottenere la liquidazione subito.

Qual e la differenza principale tra TFS e TFR pubblico?

Il TFS si applica ai dipendenti pubblici assunti prima del 1 gennaio 2001 e si calcola con la formula (80 percento ultimo stipendio per anni servizio) diviso 12. Il TFR pubblico riguarda gli assunti dopo il 2001 e si accumula annualmente con il 6,91 percento della retribuzione, rivalutato ogni anno in base all inflazione ISTAT. Il TFS non viene rivalutato, mentre il TFR si rivaluta annualmente.

Come posso richiedere l’anticipo del TFS o TFR?

Per richiedere l anticipo TFS o TFR devi avere almeno 62 anni di eta, essere andato in pensione e non avere protesti bancari. La procedura prevede di contattare una banca convenzionata con la convenzione ABI-MEF, presentare domanda con certificato di pensione INPS e documenti di identita. I tassi di interesse massimi per il 2026 sono TAN 4,25 percento e TAEG 4,50 percento.

Che tassazione si applica al TFS e TFR?

TFS e TFR sono soggetti a tassazione separata. Si calcola l aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito e la si applica all importo della liquidazione. Questa tassazione e piu conveniente rispetto alla ordinaria perche non somma il TFS TFR agli altri redditi. Si applicano anche detrazioni per anzianita di servizio superiore ai 15 anni, che possono ridurre fino al 30 percento l imponibile.

Posso ricevere sia TFS che TFR?

No, un dipendente pubblico riceve o il TFS o il TFR in base alla data di assunzione. Chi e stato assunto prima del 1 gennaio 2001 riceve il TFS, chi e stato assunto dopo riceve il TFR pubblico. Non e possibile cumulare entrambe le prestazioni. Tuttavia, chi ha avuto carriere miste (privato piu pubblico) puo ricevere il TFR del settore privato e il TFS o TFR pubblico separatamente.

Il TFS viene pagato in un’unica soluzione?

Dipende dall importo maturato. Per importi fino a 50.000 euro il pagamento avviene in unica soluzione dopo 12 mesi. Per importi tra 50.000 e 100.000 euro viene rateizzato in due rate annuali. Per importi superiori a 100.000 euro viene rateizzato in tre rate annuali. Per evitare la rateizzazione, molti dipendenti richiedono l anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Giulia Guida
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    Jacqueline B.
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Cedolino Pensione Aprile 2026: Data Pagamento e Novità

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Data di pagamento pensioni aprile 2026
    2. Come consultare il cedolino su MyINPS
    3. Novità importi aprile 2026
    4. Differenze rispetto a marzo 2026
    5. Calendario pagamenti primo semestre 2026
    6. Domande frequenti

    Il cedolino pensione aprile 2026 porta con sé alcune novità importanti per i pensionati italiani. Dopo le variazioni di marzo legate al conguaglio fiscale, aprile 2026 segna la ripresa di un importo mensile più stabile, con i consueti aggiustamenti di inizio anno ormai assorbiti. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: data di pagamento pensione aprile 2026, come leggere il cedolino su MyINPS e quali voci potrebbero cambiare rispetto al mese precedente.

    Data di Pagamento Pensioni Aprile 2026

    L’INPS ha comunicato le date ufficiali di accredito per il mese di aprile 2026. Come di consueto, esistono due modalità principali di pagamento con date differenti:

    • Accredito su conto corrente bancario o postale (o libretto di risparmio): mercoledì 1 aprile 2026. L’importo sarà disponibile fin dalla mattina del giorno stesso, in base agli orari di valuta del proprio istituto di credito.
    • Ritiro in contanti presso gli sportelli Poste Italiane: giovedì 2 aprile 2026, con distribuzione scaglionata in ordine alfabetico per evitare assembramenti.

    Calendario ritiro allo sportello Poste Italiane (aprile 2026)

    Per chi ritira la pensione in contanti alle Poste, il calendario di aprile 2026 prevede la distribuzione alfabetica nelle seguenti date:

    Cognomi (iniziale)Data ritiro
    A – BGiovedì 2 aprile 2026
    C – DVenerdì 3 aprile 2026
    E – KMartedì 7 aprile 2026
    L – PMercoledì 8 aprile 2026
    Q – ZGiovedì 9 aprile 2026

    Nota: I titolari di conto BancoPosta ricevono l’accredito il 1 aprile, come per qualsiasi altro conto corrente bancario, senza dover attendere il proprio turno alfabetico.

    Come Consultare il Cedolino su MyINPS

    Il cedolino pensione aprile 2026 è disponibile online sulla piattaforma MyINPS già nei giorni precedenti l’accredito. Consultarlo ti permette di verificare l’importo netto che riceverai, le trattenute fiscali applicate e le eventuali variazioni rispetto al mese precedente.

    Procedura passo dopo passo per accedere al cedolino

    1. Vai sul sito ufficiale myinps.inps.it
    2. Clicca su “Accedi” in alto a destra
    3. Scegli il metodo di autenticazione: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
    4. Una volta dentro, vai nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
    5. Seleziona il mese di interesse (aprile 2026) e scarica o visualizza il cedolino in formato PDF

    In alternativa, puoi richiedere il cedolino cartaceo tramite il Patronato o direttamente agli sportelli INPS della tua provincia, presentando documento d’identità e tessera sanitaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’accesso ai servizi MyINPS.

    Novità Importi Aprile 2026: Rivalutazione e Trattenute IRPEF

    Il cedolino pensione aprile 2026 importo riflette le variazioni entrate in vigore con la Legge di Bilancio 2026 e i conguagli applicati dall’INPS nei mesi precedenti. Ecco le principali voci che incidono sull’importo:

    Rivalutazione automatica 2026

    Le pensioni sono state rivalutate dal 1° gennaio 2026 sulla base del tasso di inflazione consuntivo 2025. La rivalutazione viene applicata in modo differenziato per fasce di importo:

    • Pensioni fino a 4 volte il minimo INPS: rivalutazione piena al 100%
    • Pensioni tra 4 e 5 volte il minimo: rivalutazione all’85%
    • Pensioni oltre 5 volte il minimo: rivalutazione progressivamente ridotta

    Trattenute IRPEF e addizionali

    L’INPS agisce come sostituto d’imposta per i pensionati e applica mensilmente le trattenute IRPEF sull’importo lordo della pensione. Ad aprile 2026, le ritenute tengono conto delle nuove aliquote IRPEF introdotte dalla riforma fiscale:

    • 23% per redditi fino a 28.000 euro annui
    • 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro annui
    • 43% per redditi oltre 50.000 euro annui

    Le addizionali regionali e comunali IRPEF vengono invece trattenute in rate mensili nel corso dell’anno, in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (o alla dichiarazione precompilata 730). Se nel 2025 hai presentato il 730 tramite il CAF, le addizionali dovute vengono già ripartite automaticamente.

    Differenze rispetto a Marzo 2026: Conguaglio e Addizionali

    Rispetto al cedolino pensione marzo 2026, il mese di aprile presenta alcune differenze che è utile conoscere per non sorprendersi dell’importo accreditato.

    Conguaglio fiscale di fine anno precedente

    A marzo 2026, molti pensionati hanno visto applicare il conguaglio fiscale relativo all’anno d’imposta 2025. Questo conguaglio può aver generato:

    • Trattenuta aggiuntiva (se le ritenute 2025 sono risultate insufficienti rispetto all’imposta dovuta)
    • Rimborso a credito (se le ritenute versate erano eccessive)

    Ad aprile, questo conguaglio è generalmente già stato applicato, quindi l’importo tende a stabilizzarsi. Per verificare i dettagli relativi alle pensioni e taglio IRPEF con arretrati applicati nei mesi precedenti, puoi consultare il nostro articolo dedicato.

    Addizionali regionali e comunali 2025 a rate

    Le addizionali regionali e comunali 2025 dovute in base al 730 o al Modello Redditi PF presentato l’anno scorso vengono trattenute mensilmente, di norma da marzo a novembre. Ad aprile vedrai quindi la seconda rata di queste addizionali nel tuo cedolino. L’importo varia in base alla regione e al comune di residenza.

    Arretrati pensione: eventuali conguagli INPS

    Se l’INPS ha effettuato revisioni di posizione o ha riconosciuto benefici pensionistici con decorrenza retroattiva, potrebbero comparire nel cedolino di aprile arretrati pensione. Questi importi vengono tassati separatamente con il regime della tassazione separata, che in genere risulta più conveniente della tassazione ordinaria. Per capire meglio i pagamenti INPS di aprile 2026 e tutte le prestazioni in pagamento questo mese, consulta il calendario completo INPS.

    Calendario Completo Pagamenti Pensioni Primo Semestre 2026

    Per pianificare al meglio le tue finanze, ecco il calendario completo dei pagamenti pensioni INPS per il primo semestre 2026, con le date di accredito su conto corrente e quelle per il ritiro allo sportello Poste Italiane:

    MeseAccredito su contoRitiro allo sportello Poste (primo giorno)
    Gennaio 20262 gennaio 20262 gennaio 2026 (A-B)
    Febbraio 20262 febbraio 20262 febbraio 2026 (A-B)
    Marzo 20261 marzo 2026 (domenica: 2 marzo)2 marzo 2026 (A-B)
    Aprile 20261 aprile 20262 aprile 2026 (A-B)
    Maggio 20264 maggio 2026 (1 maggio festivo)4 maggio 2026 (A-B)
    Giugno 20261 giugno 20262 giugno 2026 (A-B)

    Nota bene: quando il primo del mese cade di domenica o in un giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente oppure posticipato al primo giorno lavorativo utile successivo, in base alle disposizioni INPS.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Cedolino Pensione Aprile 2026

    Quando viene accreditata la pensione di aprile 2026?

    La pensione di aprile 2026 viene accreditata il 1 aprile 2026 su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste puo farlo a partire dal 2 aprile 2026, seguendo il calendario alfabetico per cognome.

    Dove posso scaricare il cedolino pensione aprile 2026?

    Il cedolino pensione aprile 2026 e disponibile sul portale MyINPS (myinps.inps.it), accessibile con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pensione trovi il cedolino mensile scaricabile in PDF. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF o al Patronato per assistenza.

    Perche l’importo della pensione di aprile e diverso da marzo?

    Le differenze tra marzo e aprile possono dipendere da: completamento del conguaglio fiscale 2025 applicato a marzo, variazione delle rate delle addizionali regionali e comunali, eventuali arretrati o conguagli INPS relativi alla posizione individuale.

    Come vengono calcolate le trattenute IRPEF sulla pensione?

    L’INPS applica mensilmente le ritenute IRPEF sull’importo lordo della pensione, agendo come sostituto d’imposta. Le aliquote sono: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro annui. Le addizionali regionali e comunali si aggiungono in rate mensili.

    Cosa fare se il cedolino pensione di aprile non e corretto?

    Se riscontri un errore nel cedolino pensione aprile 2026, puoi presentare un reclamo all’INPS tramite il portale MyINPS oppure recarti a uno sportello INPS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti gratuitamente nella verifica e nella presentazione del reclamo.


    Hai Dubbi sul tuo Cedolino Pensione? Contatta il CAF

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza qualificata per leggere il cedolino pensione, verificare le trattenute IRPEF, presentare il 730 come pensionato e gestire le pratiche di pensionamento. Il nostro Patronato ti supporta gratuitamente nei rapporti con l’INPS.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 16:54:38Cedolino Pensione Aprile 2026: Data Pagamento e Novità
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      Pensione 2026: Tutte le Strade per Andare in Pensione Prima degli Aumenti del 2027

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Gli Aumenti dell’Età Pensionabile dal 2027
      2. Pensione Anticipata Ordinaria 2026
      3. Quota 103: Requisiti e Novità 2026
      4. Opzione Donna 2026: Chi Può Accedere
      5. APE Sociale 2026: Categorie e Requisiti Aggiornati
      6. Pensione di Vecchiaia Anticipata per Invalidità
      7. Isopensione e Contratto di Espansione
      8. Tabelle Riepilogative: Tutti i Requisiti 2026
      9. Esempi Pratici e Simulazioni di Calcolo
      10. Scadenze e Procedure per Presentare Domanda
      11. Domande Frequenti

      Il 2026 rappresenta un anno cruciale per chi vuole andare in pensione prima che entrino in vigore gli aumenti dell’età pensionabile previsti per il 2027. A partire dal 1° gennaio 2027, infatti, scatterà il nuovo adeguamento alla speranza di vita che modificherà i requisiti di età per accedere alla pensione di vecchiaia e ad alcune forme di pensione anticipata.

      Secondo le proiezioni ISTAT e i dati del Ministero dell’Economia, l’età pensionabile potrebbe aumentare di 3-4 mesi rispetto agli attuali 67 anni, rendendo ancora più difficile l’accesso alla pensione per chi non ha maturato i requisiti contributivi per le forme di uscita anticipata.

      In questo contesto, il 2026 offre diverse opportunità per anticipare il pensionamento sfruttando le misure previste dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) e le disposizioni INPS ancora in vigore. Dalle tradizionali pensioni anticipate ordinarie alle misure sperimentali come Quota 103, dall’APE Sociale all’Opzione Donna, esistono diverse strade percorribili a seconda della propria situazione contributiva, anagrafica e lavorativa.

      In questa guida approfondita analizzeremo tutte le opzioni disponibili nel 2026, con requisiti aggiornati, esempi pratici di calcolo, scadenze da rispettare e indicazioni operative per presentare la domanda. Che tu sia un lavoratore dipendente, un autonomo, un caregiver o un lavoratore con mansioni gravose, troverai la soluzione più adatta alla tua situazione.

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      Gli Aumenti dell’Età Pensionabile dal 2027

      Prima di analizzare le singole opzioni per andare in pensione nel 2026, è fondamentale comprendere quali cambiamenti ci aspettano dal 2027 e perché conviene accelerare il pensionamento.

      L’Adeguamento alla Speranza di Vita

      Il meccanismo dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita è stato introdotto dalla Riforma Fornero (Legge 214/2011) e prevede una revisione biennale dei requisiti anagrafici sulla base delle rilevazioni ISTAT.

      Secondo il Decreto MEF del 16 dicembre 2024, a partire dal 1° gennaio 2027 scatterà un nuovo adeguamento che comporterà:

      • Aumento dell’età per la pensione di vecchiaia: dagli attuali 67 anni a 67 anni e 3 mesi
      • Aumento dei requisiti contributivi minimi per alcune forme di pensione anticipata
      • Modifica delle finestre di decorrenza per le pensioni già maturate

      Impatto sulle Diverse Forme Pensionistiche

      L’adeguamento 2027 non colpirà tutte le forme pensionistiche allo stesso modo. Ecco una tabella comparativa dei requisiti 2026 vs 2027:

      Forma PensionisticaRequisiti 2026Requisiti dal 2027Variazione
      Pensione di vecchiaia67 anni + 20 anni contributi67 anni e 3 mesi + 20 anni contributi+3 mesi
      Pensione anticipata ordinaria42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)43 anni e 1 mese (uomini) / 42 anni e 1 mese (donne)+3 mesi
      Quota 10362 anni + 41 anni contributiMisura in scadenza (salvo proroghe)–
      APE Sociale63 anni e 5 mesi + contributi variabiliMisura in scadenza (salvo proroghe)–

      Perché Conviene Andare in Pensione nel 2026

      I motivi per cui anticipare il pensionamento al 2026 sono molteplici:

      • Evitare l’innalzamento dell’età: Maturare i requisiti nel 2026 significa bloccare i parametri attuali
      • Sfruttare le misure sperimentali: Quota 103, APE Sociale e Opzione Donna potrebbero non essere prorogate oltre il 31 dicembre 2026
      • Accedere alle finestre mobili più brevi: Maturando i requisiti nel 2026, si ottiene la decorrenza prima degli aumenti
      • Cristallizzare il diritto acquisito: Una volta maturati i requisiti, il diritto alla pensione è acquisito

      Pensione Anticipata Ordinaria 2026

      La pensione anticipata ordinaria è la forma pensionistica più “classica” e stabile, non soggetta a scadenze o proroghe annuali. È disciplinata dall’art. 24, comma 10, D.L. 201/2011 (Riforma Fornero) e consente di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, purché si abbiano sufficienti anni di contributi.

      Requisiti 2026

      Per accedere alla pensione anticipata nel 2026 sono necessari:

      • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (2.227 settimane)
      • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi (2.175 settimane)

      I requisiti sono indipendenti dall’età anagrafica: si può andare in pensione anticipata anche a 60 anni, se si hanno i contributi necessari.

      Contributi validi: obbligatori, volontari, figurativi (disoccupazione, malattia, maternità), da riscatto (laurea, periodi non coperti).

      Finestra Mobile e Penalizzazioni

      La pensione anticipata ordinaria prevede una finestra mobile di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti per i lavoratori dipendenti, e di 6 mesi per gli autonomi.

      Chi matura la pensione anticipata prima dei 62 anni di età subisce una penalizzazione dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni, fino a un massimo del 2%.

      Esempio pratico: Lucia, 58 anni, ha 42 anni di contributi. Matura la pensione anticipata a 58 anni (4 anni prima dei 62). Penalizzazione: 2% (massimo consentito). Se l’importo teorico è 1.500 euro/mese → pensione effettiva: 1.470 euro/mese (-30 euro).

      Quota 103: Requisiti e Novità 2026

      La Quota 103 è una misura sperimentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e prorogata per il 2024, 2025 e 2026. Permette di andare in pensione con un’età inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia, a condizione di avere almeno 41 anni di contributi.

      Requisiti Quota 103 nel 2026

      Per accedere a Quota 103 nel 2026 sono necessari contemporaneamente:

      • Età minima: 62 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
      • Contributi minimi: 41 anni (2.132 settimane)

      Entrambi i requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2026 per rientrare nella proroga attuale.

      Finestra Mobile e Limitazioni

      Una delle caratteristiche più penalizzanti di Quota 103 è la finestra mobile lunga:

      • Lavoratori dipendenti: 7 mesi dalla maturazione dei requisiti
      • Lavoratori autonomi: 9 mesi dalla maturazione dei requisiti

      Divieto di cumulo con redditi da lavoro: Chi accede a Quota 103 non può cumulare la pensione con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026). È consentito solo il cumulo con redditi da lavoro occasionale entro 5.000 euro/anno.

      Calcolo contributivo puro: La quota di pensione relativa ai contributi versati dopo il 31 dicembre 2011 viene calcolata esclusivamente con il sistema contributivo, comportando una riduzione dell’importo del 10-15% rispetto alla pensione anticipata ordinaria.

      Opzione Donna 2026: Chi Può Accedere

      L’Opzione Donna è una misura pensionistica riservata alle lavoratrici donne che permette di andare in pensione con requisiti anagrafici e contributivi ridotti, in cambio di un ricalcolo integrale della pensione con il sistema contributivo.

      La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato Opzione Donna per il 2026, ma con requisiti ancora più stringenti.

      Requisiti Opzione Donna 2026

      Per accedere a Opzione Donna nel 2026 sono necessari:

      1. Requisiti anagrafici (ridotti in base ai figli)

      • 61 anni (se senza figli o con 1 figlio)
      • 60 anni (se con 2 figli)
      • 59 anni (se con 3 o più figli)

      2. Requisiti contributivi: Almeno 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2026

      3. Appartenenza a categorie specifiche: Dal 2024 Opzione Donna è riservata solo a tre categorie di lavoratrici:

      CategoriaRequisiti Specifici
      CaregiverAssistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104/1992)
      Invalide ≥74%Riconoscimento di invalidità civile almeno al 74%
      Licenziate o dipendenti di aziende in crisiDipendenti di imprese con tavolo di crisi presso il MIMIT o licenziate da almeno 3 mesi

      Penalizzazione: Ricalcolo Contributivo Integrale

      Il principale “costo” di Opzione Donna è il ricalcolo integrale della pensione con il sistema contributivo, comportando una riduzione dell’importo del 25-35%.

      Esempio pratico: Giulia, 60 anni, 2 figli, caregiver. Ha 36 anni di contributi. Pensione stimata con sistema retributivo/misto: 1.400 euro/mese. Pensione con Opzione Donna (ricalcolo contributivo): 950-1.000 euro/mese. Perdita: 400-450 euro/mese (-30% circa).

      APE Sociale 2026: Categorie e Requisiti Aggiornati

      L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità a carico dello Stato che permette di anticipare l’uscita dal lavoro a determinate categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà. La misura è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 con validità fino al 31 dicembre 2026.

      Requisiti Generali APE Sociale 2026

      Per accedere all’APE Sociale nel 2026 sono necessari:

      • Età minima: 63 anni e 5 mesi
      • Cessazione dell’attività lavorativa
      • Appartenenza a una delle 4 categorie previste
      • Contributi variabili: minimo 30 anni, massimo 36 anni per mansioni gravose

      Le 4 Categorie di Beneficiari

      1. Disoccupati (dopo NASPI o altro ammortizzatore): 30 anni di contributi, aver terminato la NASPI da almeno 3 mesi.

      2. Caregiver: 30 anni di contributi, assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104/1992).

      3. Invalidi civili ≥74%: 30 anni di contributi, riconoscimento invalidità civile almeno al 74%.

      4. Lavoratori con mansioni gravose: 36 anni di contributi, aver svolto almeno 7 anni negli ultimi 10 una delle 15 professioni gravose (operai edilizia, infermieri, insegnanti scuola infanzia, addetti pulizia, ecc.).

      Importo e Scadenze

      L’APE Sociale ha un importo massimo di 1.500 euro lordi al mese per 12 mensilità. Viene erogata fino al raggiungimento dei 67 anni, momento in cui scatta la pensione definitiva.

      Scadenze domanda APE Sociale 2026:

      • Prima finestra: entro il 31 marzo 2026
      • Seconda finestra: entro il 15 luglio 2026
      • Terza finestra: entro il 30 novembre 2026

      Pensione di Vecchiaia Anticipata per Invalidità

      La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità è riservata ai lavoratori con invalidità riconosciuta almeno all’80%.

      Requisiti 2026

      • Età minima: 61 anni (uomini), 56 anni (donne dipendenti), 61 anni (donne autonome)
      • Contributi minimi: 20 anni
      • Invalidità ≥80% riconosciuta dalla commissione ASL

      Riservata a lavoratori dipendenti privato, autonomi e Gestione Separata INPS. NON per dipendenti pubblici.

      Finestra mobile: 12 mesi (dipendenti), 18 mesi (autonomi).

      Isopensione e Contratto di Espansione

      L’Isopensione e il Contratto di Espansione sono strumenti di accompagnamento alla pensione riservati ai dipendenti di grandi aziende.

      Isopensione (Legge 92/2012)

      Indennità pagata dall’azienda ai lavoratori prossimi alla pensione che accettano di uscire anticipatamente. Requisiti: aziende ≥15 dipendenti, mancare massimo 7 anni alla pensione, accordo sindacale.

      L’azienda eroga un’indennità mensile pari all’ultima retribuzione e versa i contributi figurativi all’INPS.

      Contratto di Espansione (D.L. 34/2020)

      Per aziende ≥50 dipendenti. Mancare massimo 5 anni alla pensione. L’azienda eroga un’indennità mensile commisurata al trattamento pensionistico (minimo 1.000 euro/mese) e versa i contributi figurativi.

      Tabelle Riepilogative: Tutti i Requisiti 2026

      Ecco una tabella comparativa completa con tutti i requisiti per andare in pensione nel 2026.

      Forma PensionisticaEtàContributiFinestraPenalizzazioni
      Pensione di vecchiaia67 anni20 anniNessunaNessuna
      Pensione anticipata ordinariaQualsiasi42a 10m (uomini)
      41a 10m (donne)
      3 mesi (dip.)
      6 mesi (aut.)
      -1% annuo se <62 anni (max -2%)
      Quota 10362 anni41 anni7 mesi (dip.)
      9 mesi (aut.)
      Calcolo contributivo post-2011
      No cumulo redditi
      Opzione Donna59-61 anni (in base a figli)35 anni12 mesi (dip.)
      18 mesi (aut.)
      Ricalcolo contributivo (-25-35%)
      APE Sociale63 anni e 5 mesi30 anni (36 se gravosi)NessunaMax 1.500€/mese
      No cumulo redditi
      Pensione invalidità ≥80%56-61 anni20 anni12 mesi (dip.)
      18 mesi (aut.)
      Nessuna

      Esempi Pratici e Simulazioni di Calcolo

      Vediamo alcuni esempi pratici per comprendere meglio le diverse opzioni pensionistiche.

      Esempio 1: Marco, 58 anni, 43 anni di contributi

      Situazione: Lavoratore dipendente, 58 anni, 43 anni contributi.

      Opzione migliore: Pensione anticipata ordinaria (requisiti: 42a 10m uomini → Marco ha 43 anni ✓). Finestra: 3 mesi. Penalizzazione: 2% (4 anni prima dei 62). Importo stimato: 2.000€/mese → 1.960€/mese.

      Conviene anticipare? Se Marco ha bisogno di smettere per salute → SÌ. Se può lavorare → meglio attendere 62 anni.

      Esempio 2: Giulia, 60 anni, 36 anni contributi, caregiver

      Opzione 1: Opzione Donna (60 anni + 2 figli + caregiver ✓). Importo: 980€/mese (-30%). Decorrenza: gennaio 2027.

      Opzione 2: APE Sociale (deve attendere 3,5 anni fino a 63a 5m). Indennità: 1.400€/mese.

      Conviene Opzione Donna perché incassa subito e per più tempo, nonostante la penalizzazione.

      Scadenze e Procedure per Presentare Domanda

      Conoscere le scadenze e le procedure è fondamentale per non perdere opportunità.

      Forma PensionisticaScadenze 2026
      APE Sociale31 marzo / 15 luglio / 30 novembre
      Quota 10331 dicembre 2026
      Opzione Donna31 dicembre 2026
      Pensione anticipata ordinariaNessuna scadenza

      Come presentare domanda: La domanda va presentata all’INPS in modalità telematica. Tre modalità:

      1. INPS Online: Accesso con SPID/CIE, sezione “Domanda di pensione”
      2. Contact Center INPS: 803 164 (fisso) o 06 164 164 (cellulare)
      3. CAF o Patronato (consigliato): Assistenza completa, servizio gratuito

      Documenti necessari: Carta d’identità, codice fiscale, estratto contributivo INPS, CUD, dichiarazioni redditi. Per categorie specifiche: verbale handicap/invalidità, certificati figli, attestazioni mansioni gravose, IBAN.

      Tempi di risposta INPS: 60-90 giorni (vecchiaia/anticipata), 90-120 giorni (Quota 103), 120-180 giorni (APE Sociale). Presentare domanda con almeno 3-4 mesi di anticipo.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti su Pensione 2026

      Quali sono gli aumenti dell’età pensionabile dal 2027?

      Dal 1 gennaio 2027 scatterà un adeguamento che aumenterà l’età per la pensione di vecchiaia da 67 anni a 67 anni e 3 mesi. Anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria aumenteranno di 3 mesi (da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 1 mese per gli uomini, da 41 anni e 10 mesi a 42 anni e 1 mese per le donne).

      Conviene andare in pensione con Quota 103 o aspettare la pensione anticipata ordinaria?

      Dipende dalla situazione. Quota 103 permette di uscire prima (a 62 anni con 41 anni di contributi), ma prevede penalizzazioni (calcolo contributivo post-2011 e divieto di cumulo con redditi da lavoro fino a 67 anni). La pensione anticipata ordinaria richiede più contributi ma non ha limitazioni sui redditi e calcolo più favorevole. Se si è vicini ai requisiti ordinari, conviene attendere.

      Opzione Donna: quanto si perde con il ricalcolo contributivo?

      Il ricalcolo integrale con il sistema contributivo comporta generalmente una riduzione dell’importo pensionistico del 25-35% rispetto a quanto si percepirebbe con la pensione di vecchiaia calcolata con sistema misto o retributivo. La perdita varia in base all’anzianità contributiva e agli importi retributivi.

      APE Sociale: posso lavorare mentre percepisco l’indennità?

      No, l’APE Sociale è incompatibile con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo. È consentito solo svolgere lavoro occasionale entro il limite di 5.000 euro annui. Se si lavora oltre tale soglia, si perde il diritto all’indennità.

      Se maturo i requisiti nel 2026 ma la pensione decorre nel 2027, subisco gli aumenti?

      No, se maturi i requisiti entro il 31 dicembre 2026, hai acquisito il diritto alla pensione con i parametri 2026, anche se la decorrenza effettiva slitta al 2027 a causa della finestra mobile. Il diritto acquisito è cristallizzato e non viene intaccato dagli aumenti successivi.

      Quanto tempo prima devo presentare la domanda di pensione?

      È consigliabile presentare la domanda con almeno 3-4 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di decorrenza della pensione. I tempi di lavorazione INPS variano da 60 giorni (pensione di vecchiaia) fino a 180 giorni (APE Sociale). Presentare in anticipo evita ritardi nei pagamenti.

      Posso cumulare la pensione anticipata con redditi da lavoro?

      Dipende dalla forma pensionistica. La pensione anticipata ordinaria è cumulabile senza limiti. Quota 103 NON è cumulabile fino a 67 anni (consentito solo lavoro occasionale fino a 5.000 euro). APE Sociale NON è cumulabile (limite 5.000 euro). Opzione Donna è cumulabile dopo la finestra mobile.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-25 14:00:272026-05-31 17:12:09Pensione 2026: Tutte le Strade per Andare in Pensione Prima degli Aumenti del 2027
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        Pensione Aprile 2026: Calendario Pagamenti, Cedolino e Novità INPS

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Il pagamento delle pensioni di aprile 2026 è alle porte e come ogni mese milioni di pensionati italiani attendono di conoscere le date esatte, le novità sul cedolino INPS e gli eventuali conguagli previsti per questo mese. In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’è da sapere: dal calendario pagamenti presso Poste Italiane e banche, alle modalità per consultare il cedolino online, fino alle ultime novità sulla rivalutazione delle pensioni 2026.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza personalizzata su pensioni, ricostruzioni contributive, domande APE Sociale, Quota 103 e tutte le prestazioni INPS.

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        Indice dei contenuti

        1. Calendario Pagamenti Pensioni Aprile 2026
        2. Date Pagamento presso Poste Italiane
        3. Date Pagamento presso Banche
        4. Novità Cedolino Aprile 2026
        5. Rivalutazione Pensioni 2026
        6. Conguaglio Fiscale Aprile 2026
        7. Pensione Minima 2026: Importi Aggiornati
        8. Quattordicesima Mensilità
        9. Come Consultare il Cedolino Online
        10. Trattenute e Detrazioni sul Cedolino
        11. Assistenza CAF per Pensioni
        12. Domande Frequenti

        Calendario Pagamenti Pensioni Aprile 2026

        Il pagamento delle pensioni di aprile 2026 seguirà il consueto calendario INPS, con alcune differenze tra chi ritira presso Poste Italiane e chi riceve l’accredito su conto corrente bancario.

        Come avviene ormai da anni, l’INPS anticipa i pagamenti per i pensionati che ritirano in contanti o su Libretto Postale presso gli uffici postali, scaglionando le date in ordine alfabetico per evitare assembramenti. Chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale, invece, vede accreditato l’importo il primo giorno bancabile del mese.

        Per aprile 2026, il primo giorno bancabile è mercoledì 1° aprile, data in cui le banche effettueranno gli accrediti automatici.

        Date Pagamento presso Poste Italiane

        Per chi ritira la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane, il calendario di aprile 2026 prevede il ritiro scaglionato dal 26 marzo al 1° aprile 2026, secondo l’ordine alfabetico del cognome.

        Calendario Ritiro Poste Aprile 2026

        Cognome inizialeData ritiro
        A – BMercoledì 26 marzo 2026
        C – DGiovedì 27 marzo 2026
        E – KVenerdì 28 marzo 2026
        L – OSabato 29 marzo 2026 (solo mattina)
        P – RLunedì 31 marzo 2026
        S – ZMartedì 1° aprile 2026

        Importante: Chi ha un Libretto Postale o un conto BancoPosta con accredito automatico riceverà la pensione il 1° aprile 2026, senza necessità di recarsi allo sportello.

        Gli uffici postali potrebbero prevedere orari dedicati agli over 75 nelle prime ore del mattino, per garantire maggiore sicurezza e ridurre i tempi di attesa.

        Date Pagamento presso Banche

        Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di aprile 2026 sarà disponibile a partire da mercoledì 1° aprile 2026.

        L’accredito è automatico e avviene nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, quindi il denaro sarà visibile sul conto già dalla mattina del primo giorno del mese. Non è necessario recarsi in filiale né effettuare alcuna operazione.

        Bonifico bancario: Se la pensione viene erogata tramite bonifico domiciliato (modalità oggi meno comune), l’INPS comunica al pensionato dove e quando ritirare l’importo presso uno sportello bancario convenzionato.

        Novità Cedolino Aprile 2026

        Il cedolino pensione di aprile 2026 presenta alcune novità rispetto ai mesi precedenti, principalmente legate a:

        • Rivalutazione pensioni 2026 definitiva (dopo il conguaglio provvisorio di gennaio)
        • Conguaglio fiscale su addizionali regionali e comunali 2025
        • Trattenute IRPEF aggiornate in base al nuovo scaglione applicato
        • Eventuale recupero crediti da parte dell’INPS per prestazioni erogate in eccesso

        Conguaglio Rivalutazione Pensioni

        Nel cedolino di aprile 2026, l’INPS effettua il conguaglio definitivo della rivalutazione pensioni applicata a gennaio 2026. Se l’indice ISTAT definitivo differisce da quello provvisorio, il pensionato riceverà:

        • Un rimborso (se l’aumento spettante era maggiore)
        • Una trattenuta (se l’aumento applicato era eccessivo)

        Questa operazione viene indicata nella sezione “Variazioni” del cedolino, con la voce “Conguaglio perequazione 2026”.

        Rivalutazione Pensioni 2026

        La rivalutazione delle pensioni 2026 è stata applicata a partire da gennaio 2026, sulla base dell’inflazione registrata nel 2025. L’ISTAT ha comunicato un tasso di inflazione provvisorio che l’INPS ha utilizzato per il calcolo degli aumenti.

        La perequazione automatica (rivalutazione) funziona con un sistema a fasce, che privilegia le pensioni più basse:

        Fasce Rivalutazione 2026

        Importo pensione (rispetto al minimo)Percentuale rivalutazione applicata
        Fino a 4 volte il minimo100% dell’inflazione
        Da 4 a 5 volte il minimo85% dell’inflazione
        Oltre 5 volte il minimo53% dell’inflazione

        Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a circa 598,61 euro al mese (valore da confermare con decreto ufficiale), quindi:

        • Pensioni fino a 2.394 euro/mese → rivalutazione al 100%
        • Pensioni tra 2.394 e 2.993 euro/mese → rivalutazione al 85%
        • Pensioni oltre 2.993 euro/mese → rivalutazione al 53%

        Nell’articolo dedicato alla rivalutazione pensioni 2026 trovi tutti i dettagli e gli esempi di calcolo per ogni fascia.

        Conguaglio Fiscale Aprile 2026

        Nel cedolino di aprile 2026, l’INPS effettua il conguaglio fiscale relativo alle addizionali regionali e comunali IRPEF dovute per l’anno 2025. Questo significa che il pensionato vedrà una trattenuta aggiuntiva sul cedolino di aprile (e eventualmente maggio) per il saldo di queste imposte.

        Come Funziona il Conguaglio

        Durante l’anno 2025, l’INPS ha applicato le trattenute IRPEF mensili in base agli scaglioni di reddito, ma le addizionali comunali e regionali vengono calcolate a consuntivo, una volta noto il reddito complessivo annuo.

        Nel cedolino di aprile 2026, quindi, l’INPS:

        • Calcola l’addizionale regionale dovuta per il 2025 (varia da regione a regione)
        • Calcola l’addizionale comunale dovuta per il 2025 (varia da comune a comune)
        • Sottrae quanto già trattenuto nell’anno
        • Richiede il saldo in 11 rate mensili (da aprile 2026 a febbraio 2027)

        Esempio pratico: Un pensionato residente a Udine con pensione annua di 18.000 euro potrebbe vedere una trattenuta mensile aggiuntiva di circa 15-30 euro per il conguaglio delle addizionali 2025.

        Nel cedolino, questa voce compare come “Addizionale regionale” e “Addizionale comunale” nella sezione trattenute.

        Pensione Minima 2026: Importi Aggiornati

        La pensione minima INPS 2026 è l’importo base garantito ai pensionati con carriere contributive basse o incomplete. Dopo la rivalutazione di gennaio 2026, l’importo è stato aggiornato a circa 598,61 euro al mese (dato da confermare con decreto MEF).

        Maggiorazione Sociale per Over 70

        I pensionati con più di 70 anni e redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento che porta la pensione minima a circa 650-680 euro al mese, a seconda della fascia di età e del reddito complessivo.

        Per verificare se hai diritto alla maggiorazione sociale, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine, che effettua la verifica reddituale e presenta la domanda all’INPS.

        Incremento al Milione (Legge 544/1988)

        Gli over 60 con invalidità civile o gli over 70 con redditi molto bassi possono ottenere l’incremento al milione, che porta la pensione fino a circa 735,80 euro al mese (importo 2026 stimato).

        Questa prestazione è subordinata a limiti reddituali molto rigidi: il reddito personale non deve superare circa 8.430 euro/anno, e il reddito coniugale circa 14.310 euro/anno.

        Quattordicesima Mensilità

        La quattordicesima mensilità è un bonus pensioni erogato dall’INPS una volta all’anno, nel mese di luglio (per chi è già pensionato a giugno) oppure nel mese di dicembre (per chi compie 64 anni nel corso dell’anno).

        Nel cedolino di aprile 2026 non è prevista l’erogazione della quattordicesima, ma è importante ricordare i requisiti per riceverla a luglio:

        • Età minima: 64 anni compiuti
        • Reddito complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.580 euro/anno)
        • Tipo di pensione: vecchiaia, anzianità, invalidità, inabilità, superstiti

        L’importo della quattordicesima 2026 varia da 336 euro a 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla tipologia di lavoro (dipendente, autonomo, artigiano).

        Se non hai mai ricevuto la quattordicesima e pensi di averne diritto, il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione e presentare richiesta di ricostituzione della pensione all’INPS.

        Come Consultare il Cedolino Online

        Per consultare il cedolino pensione di aprile 2026, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti online, accessibili dal sito ufficiale www.inps.it o dall’app mobile INPS Mobile.

        Accesso al Cedolino tramite SPID

        Il metodo più semplice per accedere al cedolino è utilizzare lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), la CIE (Carta d’Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

        Procedura passo passo:

        1. Accedi al sito www.inps.it
        2. Clicca su “Entra con SPID” o “Entra con CIE”
        3. Seleziona il tuo provider SPID (Poste, Infocert, Aruba, ecc.)
        4. Inserisci credenziali SPID e autorizza l’accesso
        5. Nella homepage personale, clicca su “Prestazioni e servizi”
        6. Cerca “Cedolino pensione e servizi collegati”
        7. Seleziona il mese di aprile 2026 per visualizzare o scaricare il cedolino in PDF

        Cedolino tramite App INPS Mobile

        L’app INPS Mobile permette di consultare il cedolino direttamente da smartphone o tablet. Dopo aver effettuato l’accesso con SPID o CIE, seleziona la sezione “Pensioni” e poi “Cedolino”.

        L’app consente anche di attivare le notifiche push, così ricevi un avviso ogni volta che un nuovo cedolino è disponibile.

        Assistenza CAF per Consultazione Cedolino

        Se hai difficoltà con SPID o con l’accesso al sito INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:

        • Consultare il cedolino pensione
        • Scaricare e stampare il PDF
        • Spiegare le voci del cedolino (trattenute, variazioni, conguagli)
        • Verificare eventuali anomalie o errori

        Puoi prenotare un appuntamento chiamando il 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp.

        Trattenute e Detrazioni sul Cedolino

        Il cedolino pensione contiene diverse voci di trattenute fiscali e contributive. Vediamo le principali:

        IRPEF (Imposta sul Reddito)

        L’IRPEF viene trattenuta mensilmente dall’INPS in base agli scaglioni di reddito previsti per il 2026:

        • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
        • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
        • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

        Sulla pensione vengono applicate anche le detrazioni fiscali per reddito da pensione, che riducono l’IRPEF dovuta. La detrazione base è di circa 1.880 euro/anno per redditi fino a 8.500 euro, e decresce progressivamente fino ad azzerarsi oltre i 50.000 euro.

        Addizionali Regionali e Comunali

        Come già detto, le addizionali IRPEF regionali e comunali vengono trattenute a conguaglio nel cedolino di aprile. Le aliquote variano da regione a regione e da comune a comune.

        Esempio Friuli Venezia Giulia (FVG):

        • Addizionale regionale: circa 1,23% sul reddito imponibile
        • Addizionale comunale Udine: circa 0,8% sul reddito imponibile

        Trattenute Sindacali

        Se hai sottoscritto l’iscrizione a un sindacato pensionati (SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL), l’INPS effettua la trattenuta della quota associativa direttamente sul cedolino. L’importo varia da 8 a 15 euro al mese, a seconda del sindacato.

        Recupero Crediti INPS

        Se l’INPS rileva un pagamento in eccesso (ad esempio per errore di calcolo o perché è venuto meno un requisito), procede al recupero del credito tramite trattenuta mensile sul cedolino.

        In questo caso, nel cedolino compare la voce “Recupero indebito” con l’importo trattenuto. Il recupero avviene in più rate mensili, fino a estinzione del debito.

        Se ritieni che il recupero sia ingiusto, puoi presentare ricorso amministrativo all’INPS entro 90 giorni dalla comunicazione. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella presentazione del ricorso.

        Assistenza CAF per Pensioni

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa su tutte le prestazioni pensionistiche INPS:

        • Verifica requisiti per pensione di vecchiaia, anticipata, Quota 103, APE Sociale
        • Ricostruzione carriera contributiva e calcolo dell’importo pensione
        • Presentazione domande di pensione tramite patronato convenzionato
        • Ricorsi amministrativi contro rigetti o errori INPS
        • Ricostituzione pensione per recupero contributi o maggiorazioni non riconosciute
        • Verifiche cedolino e spiegazione delle trattenute
        • Domande quattordicesima, maggiorazione sociale, incremento al milione

        Per fissare un appuntamento:

        • Telefono: 0432 1638640
        • WhatsApp: 366 6018121
        • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

        Trovi maggiori informazioni sulle pensioni anticipate e sull’APE Sociale 2026 nelle guide dedicate.

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        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Pensione Aprile 2026

        Quando viene pagata la pensione di aprile 2026?

        La pensione di aprile 2026 viene pagata a partire dal 26 marzo 2026 per chi ritira in contanti presso Poste Italiane (calendario scaglionato fino al 1° aprile), mentre per chi ha accredito su conto corrente bancario il pagamento avviene il 1° aprile 2026.

        Come posso consultare il cedolino di aprile 2026?

        Il cedolino pensione di aprile 2026 è consultabile sul sito INPS accedendo con SPID, CIE o CNS, nella sezione Prestazioni e servizi > Cedolino pensione. Puoi anche utilizzare l’app INPS Mobile oppure rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza gratuita.

        Nel cedolino di aprile ci sono trattenute particolari?

        Si, nel cedolino di aprile 2026 l’INPS effettua il conguaglio delle addizionali regionali e comunali IRPEF relative al 2025. Inoltre potrebbe esserci il conguaglio definitivo della rivalutazione pensioni se l’indice ISTAT definitivo differisce da quello provvisorio applicato a gennaio.

        Quanto è la pensione minima 2026?

        La pensione minima INPS 2026, dopo la rivalutazione di gennaio, è pari a circa 598,61 euro al mese per 13 mensilità. Gli over 70 con bassi redditi possono richiedere la maggiorazione sociale che porta l’importo a circa 650-680 euro.

        Nel cedolino di aprile viene pagata la quattordicesima?

        No, la quattordicesima mensilita viene erogata dall’INPS nel mese di luglio (per chi è gia pensionato a giugno) oppure a dicembre (per chi compie 64 anni nel corso dell’anno). Nel cedolino di aprile non è prevista.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con ricostruzioni contributive, domande di pensione, ricorsi INPS, verifiche cedolino e tutte le pratiche pensionistiche.

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          Approfondimenti sulle Pensioni

          Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

          • Pensione Anticipata 2026 – Requisiti, età e contributi necessari
          • APE Sociale 2026 – Guida completa per andare in pensione a 63 anni
          • Quota 103 nel 2026 – Chi può accedere e come fare domanda
          • Rivalutazione Pensioni 2026 – Calcolo aumenti e fasce di perequazione
          • Pensione di Vecchiaia – Requisiti anagrafici e contributivi aggiornati

          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

          ECCELLENTE
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          In base a 920 recensioni
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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Marzo 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-23 08:16:032026-05-31 16:18:50Pensione Aprile 2026: Calendario Pagamenti, Cedolino e Novità INPS
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa

          Pensione 2026 INPS

          Le attestazioni INPS sono documenti ufficiali che certificano la presenza di contributi previdenziali versati o da versare per specifiche operazioni come il riscatto della laurea, la ricongiunzione contributiva o la costituzione di rendite vitalizie. Dal 2026, l’INPS ha potenziato i servizi online per richiedere e scaricare queste attestazioni direttamente dal portale MyINPS, semplificando notevolmente le procedure per i cittadini.

          Che tu debba riscattare periodi non coperti da contribuzione, riunificare posizioni contributive sparse tra diverse gestioni o certificare rendite previdenziali, conoscere le modalità corrette per ottenere l’attestazione INPS è fondamentale per non incorrere in ritardi o problemi burocratici. Questa guida ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle attestazioni INPS 2026, spiegando quando servono, come richiederle online e quali documenti preparare.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella richiesta di tutte le attestazioni INPS, verificando la tua posizione contributiva e assistendoti nell’invio delle domande telematiche. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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          Indice dei contenuti

          1. Cosa Sono le Attestazioni INPS
          2. Tipi di Attestazioni INPS Disponibili
          3. Come Richiedere le Attestazioni INPS Online
          4. Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare
          5. Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere
          6. Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione
          7. Scadenze e Tempistiche 2026
          8. Documenti Necessari per la Richiesta
          9. Costi e Modalità di Pagamento

          Cosa Sono le Attestazioni INPS

          Le attestazioni INPS sono certificazioni ufficiali rilasciate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che documentano la situazione contributiva del lavoratore in relazione a specifiche operazioni previdenziali. Si tratta di documenti indispensabili per formalizzare domande di riscatto, ricongiunzione o per dimostrare l’esistenza di rendite vitalizie costituite presso l’INPS.

          A differenza di un semplice estratto contributivo (che elenca i contributi versati), l’attestazione certifica l’ammissibilità e il costo di operazioni specifiche come:

          • Riscatto di periodi non coperti: laurea, diploma universitario, periodi di aspettativa non retribuita, lavoro all’estero in paesi non convenzionati
          • Ricongiunzione contributiva: riunificazione di contributi versati in gestioni previdenziali diverse (INPS, casse professionali, ex INPDAP)
          • Totalizzazione contributiva: cumulo gratuito di contributi per maturare il diritto a pensione
          • Rendite vitalizie INPS: certificazione dell’esistenza di rendite costituite a favore del richiedente

          Le attestazioni hanno validità temporale limitata (generalmente 6-12 mesi) e devono essere aggiornate se nel frattempo intervengono modifiche alla situazione contributiva.

          Novità 2026: Procedura Completamente Telematica

          Dal 2026, l’INPS ha reso completamente digitale la richiesta di attestazioni, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli. Attraverso il portale MyINPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), è possibile richiedere l’attestazione online compilando un form guidato, allegare documenti in formato PDF, monitorare lo stato di lavorazione della pratica in tempo reale e scaricare l’attestazione firmata digitalmente dall’INPS direttamente dal portale.

          I tempi di rilascio si sono ridotti mediamente a 30-45 giorni dalla presentazione della domanda completa, contro i 60-90 giorni necessari con la procedura cartacea.

          Tipi di Attestazioni INPS Disponibili

          L’INPS rilascia diverse tipologie di attestazioni in base all’operazione previdenziale richiesta. Vediamo nel dettaglio le principali.

          Attestazione Riscatto Contributi

          L’attestazione per riscatto contributi certifica la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Le casistiche più comuni sono il riscatto laurea (periodo del corso di studi universitario), il riscatto lavoro all’estero (periodi lavorati in paesi extra-UE senza convenzioni bilaterali) e il riscatto periodi non coperti (aspettative non retribuite, interruzioni lavorative documentate).

          L’attestazione indica la durata riscattabile (in anni, mesi, giorni), l’onere economico totale da versare all’INPS, la possibilità di rateizzazione (massimo 120 rate mensili senza interessi) e il risparmio fiscale ottenibile. Il costo del riscatto varia in base al sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) e alla retribuzione percepita negli ultimi anni.

          Attestazione Ricongiunzione Contributiva

          L’attestazione per ricongiunzione contributiva (regolata dalla Legge 29/1979) certifica la possibilità di riunificare in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse. È particolarmente utile per chi ha cambiato lavoro passando da dipendente pubblico a privato, o da lavoro subordinato ad autonomo.

          L’attestazione specifica le gestioni coinvolte, il totale dei contributi da ricongiungere (in anni e mesi), l’onere della ricongiunzione (calcolato secondo la riserva matematica) e la gestione di destinazione dove confluiranno tutti i contributi. La ricongiunzione è onerosa (costa mediamente il 50-70% dell’importo complessivo dei contributi da ricongiungere) ma permette di unificare tutta la carriera contributiva, evitando penalizzazioni nel calcolo della pensione.

          Attestazione Totalizzazione Contributi

          L’attestazione per totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) certifica la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere i requisiti minimi di pensione. A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita (nessun onere da versare), non unifica fisicamente i contributi (restano nelle gestioni originarie), richiede almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare e comporta il ricalcolo contributivo dell’intera pensione (penalizzazione del 20-30% rispetto al sistema retributivo).

          L’attestazione indica il montante contributivo complessivo e la data di maturazione del diritto a pensione con totalizzazione.

          Come Richiedere le Attestazioni INPS Online

          La richiesta delle attestazioni INPS avviene esclusivamente online attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.

          Step 1: Accesso al Portale MyINPS

          Per accedere al portale MyINPS è necessario uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore, CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card.

          Collegati a www.inps.it e clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra. Seleziona il metodo di autenticazione preferito e inserisci le credenziali.

          Step 2: Ricerca del Servizio

          Una volta autenticato, utilizza la barra di ricerca del portale e digita “Attestazione riscatto contributi” per il riscatto laurea/periodi, “Attestazione ricongiunzione contributiva” per la ricongiunzione, “Attestazione totalizzazione” per la totalizzazione gratuita o “Attestazione rendita” per le rendite vitalizie. Alternativamente, naviga nel menu: Pensione e Previdenza → Domande Previdenziali → Attestazioni.

          Step 3: Compilazione del Modulo

          Il sistema ti presenterà un modulo guidato da compilare con dati anagrafici (verificati automaticamente dal sistema INPS), periodo da attestare (date inizio e fine del periodo da riscattare/ricongiungere), gestione previdenziale di interesse (dove vuoi far confluire i contributi), documenti da allegare (certificato di laurea, contratti di lavoro estero, dichiarazioni sostitutive) e modalità di pagamento preferita (unica soluzione o rateizzazione).

          Presta particolare attenzione alla sezione allegati: i documenti devono essere in formato PDF, con dimensione massima di 5 MB ciascuno. Per il riscatto laurea è obbligatorio allegare il certificato di laurea con votazione e data di conseguimento.

          Step 4: Invio della Domanda

          Dopo aver compilato tutti i campi obbligatori e verificato i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genererà una ricevuta di protocollazione con numero di protocollo univoco della domanda, data e ora di presentazione e riepilogo dei dati inseriti. Salva o stampa la ricevuta: ti servirà per monitorare lo stato della pratica e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

          Step 5: Monitoraggio della Pratica

          Puoi verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta accedendo a MyINPS → Le mie domande → Attestazioni. Gli stati possibili sono: In lavorazione (la domanda è stata acquisita), Documentazione integrativa richiesta (l’INPS ha bisogno di documenti aggiuntivi), Attestazione emessa (il documento è pronto per il download) o Domanda respinta (con motivazione dettagliata).

          I tempi medi di lavorazione sono 30-45 giorni per le attestazioni standard, fino a 60-90 giorni per quelle complesse (es. ricongiunzioni con più gestioni coinvolte).

          Step 6: Download dell’Attestazione

          Quando lo stato della pratica cambia in “Attestazione emessa”, puoi scaricare il documento cliccando su “Scarica PDF”. L’attestazione è firmata digitalmente dall’INPS, ha validità di 6-12 mesi dalla data di emissione, riporta un codice QR per la verifica online dell’autenticità e può essere utilizzata per presentare la domanda definitiva di riscatto/ricongiunzione o per pratiche con enti terzi.

          Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare

          Il riscatto contributivo è l’istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Vediamo nel dettaglio le casistiche riscattabili.

          Riscatto Laurea Ordinario

          Il riscatto ordinario del corso di studi (Legge 1338/1962 e D.Lgs. 184/1997) permette di riscattare il periodo del corso universitario che ha portato al conseguimento del titolo. Sono riscattabili la laurea triennale (massimo 3 anni), la laurea magistrale (2 anni aggiuntivi), la laurea a ciclo unico (5-6 anni: medicina, giurisprudenza, architettura), il dottorato di ricerca (3-4 anni) e il diploma universitario ante-riforma (2-3 anni).

          Non sono riscattabili i periodi di fuori corso (oltre la durata legale del corso), gli anni di studio già coperti da contribuzione (es. lavoro contemporaneo agli studi) e i corsi di laurea non portati a termine (senza conseguimento del titolo).

          Il costo del riscatto ordinario si calcola con il metodo della riserva matematica per chi ha contributi prima del 1996, ed è generalmente elevato (da 25.000 a 80.000 euro per 5 anni di laurea, in base all’età e alla retribuzione). L’onere è deducibile integralmente dal reddito IRPEF.

          Riscatto Laurea Agevolato (Pace Contributiva)

          Il riscatto agevolato (introdotto dal Decreto Legge 4/2019) è riservato ai lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro). Il costo fisso è di 5.775,73 euro per ogni anno riscattato (dato 2026, rivalutato annualmente), con un risparmio sostanziale del 70-80% rispetto al riscatto ordinario. La deducibilità fiscale è però limitata al 50% dell’onere (contro il 100% del riscatto ordinario) e il riscatto agevolato aumenta l’anzianità contributiva ma non il montante (nessun incremento dell’assegno pensionistico).

          Conviene il riscatto agevolato quando l’obiettivo è anticipare la pensione (es. Quota 103, pensione anticipata) raggiungendo prima i requisiti contributivi, anche a costo di non incrementare l’importo dell’assegno.

          Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere

          Quando hai contributi in gestioni previdenziali diverse (es. INPS dipendenti + INPS artigiani, o INPS + ex INPDAP + Cassa Avvocati), devi scegliere tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita. Vediamo le differenze.

          Ricongiunzione Contributiva (Legge 29/1979)

          La ricongiunzione onerosa riunifica fisicamente tutti i contributi in un’unica gestione. I vantaggi sono il calcolo retributivo/misto preservato (se hai contributi ante-1995, il sistema di calcolo favorevole viene mantenuto), il maggior importo pensione (eliminando le penalizzazioni da pro-rata, l’assegno risulta più alto del 20-30%) e la flessibilità nella scelta della gestione (puoi decidere dove far confluire tutti i contributi).

          Gli svantaggi sono il costo elevato (l’onere può raggiungere il 50-70% del valore complessivo dei contributi da ricongiungere, da 20.000 a 100.000+ euro), la rateizzazione massima 120 mesi (rate mensili elevate per chi ha oneri superiori a 50.000 euro) e i tempi lunghi (la pratica può richiedere 6-12 mesi per il completamento).

          Conviene la ricongiunzione quando hai contributi ante-1995 e vuoi preservare il calcolo retributivo, l’incremento dell’assegno pensionistico compensa l’onere entro 10-15 anni di pensione o puoi permetterti la spesa o l’importo delle rate.

          Totalizzazione Contributiva (D.Lgs. 42/2006)

          La totalizzazione gratuita somma virtualmente i contributi senza unificarli. I vantaggi sono il nessun costo (completamente gratuita), l’accesso alla pensione (permette di raggiungere i requisiti minimi sommando contributi altrimenti insufficienti) e la procedura semplificata (basta una domanda di pensione con totalizzazione).

          Gli svantaggi sono il calcolo interamente contributivo (anche i contributi ante-1995 vengono ricalcolati col metodo contributivo, con penalizzazione 20-30%), il requisito minimo (serve almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare) e le finestre di attesa (18 mesi dalla maturazione dei requisiti per pensione di vecchiaia, 21 mesi per anticipata).

          Conviene la totalizzazione quando hai solo contributi post-1995 (nessuna perdita dal ricalcolo contributivo), non puoi permetterti l’onere della ricongiunzione o l’obiettivo è andare in pensione prima possibile, anche con assegno ridotto.

          Simulazione Personalizzata: Affidati al CAF

          La scelta tra ricongiunzione e totalizzazione dipende dalla tua situazione contributiva specifica: anni di contributi, gestioni coinvolte, età, redditi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative gratuite per aiutarti a scegliere l’opzione più vantaggiosa. Contattaci per un appuntamento.

          Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione

          L’attestazione di rendita INPS certifica l’esistenza e l’importo di rendite vitalizie costituite presso l’INPS. È richiesta in diverse situazioni.

          Rendite da Riscatto INAIL

          Le rendite INAIL per inabilità permanente conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale possono essere trasferite all’INPS per gestione unitaria. L’attestazione certifica l’importo mensile della rendita INAIL in gestione INPS, la percentuale di invalidità riconosciuta, la rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT e la reversibilità ai superstiti in caso di decesso. Serve per pratiche bancarie (mutui, finanziamenti) come prova di reddito, o per dichiarazioni ISEE.

          Come Richiedere l’Attestazione di Rendita

          La richiesta segue la procedura standard online: accedi a MyINPS con SPID/CIE/CNS, cerca “Attestazione rendita vitalizia”, compila il modulo indicando il tipo di rendita e il periodo di riferimento, allega eventuale documentazione pregressa (verbali INAIL, contratti aziendali), invia la domanda e attendi 15-30 giorni per l’emissione. L’attestazione ha validità annuale e deve essere rinnovata se l’importo della rendita viene rivalutato.

          Scadenze e Tempistiche 2026

          Le attestazioni INPS non hanno scadenze specifiche di presentazione (puoi richiederle in qualsiasi momento), ma è importante rispettare alcune tempistiche per evitare ritardi.

          Tempi di Rilascio

          I tempi medi di emissione delle attestazioni nel 2026 sono: 30-40 giorni per attestazione riscatto laurea (se documentazione completa), 45-60 giorni per attestazione ricongiunzione (fino a 90 giorni se coinvolte 3+ gestioni), 30-45 giorni per attestazione totalizzazione e 15-30 giorni per attestazione rendita.

          Le tempistiche si allungano se l’INPS richiede documentazione integrativa: in questo caso ricevi una notifica nell’area riservata e hai 30 giorni per fornire i documenti mancanti, altrimenti la domanda decade.

          Validità dell’Attestazione

          Le attestazioni INPS hanno validità temporale limitata: 6-12 mesi dalla data di emissione per riscatto/ricongiunzione e 12 mesi (rinnovabile annualmente) per rendite. Se l’attestazione scade prima di presentare la domanda definitiva di riscatto o ricongiunzione, devi richiederne una nuova. L’onere economico viene ricalcolato in base alla nuova età e retribuzione.

          Quando Richiederla

          Per ottimizzare i tempi, richiedi l’attestazione almeno 3-4 mesi prima della scadenza per riscatto agevolato laurea (se hai pianificato di riscattare entro una certa data), 6-12 mesi prima del pensionamento se devi decidere tra ricongiunzione e totalizzazione o subito se hai bisogno dell’attestazione per pratiche bancarie o ISEE.

          Documenti Necessari per la Richiesta

          Per richiedere correttamente un’attestazione INPS, prepara in anticipo i seguenti documenti in formato digitale (PDF).

          Per Attestazione Riscatto Laurea

          Per l’attestazione riscatto laurea servono il certificato di laurea con indicazione della data di conseguimento, votazione e durata legale del corso, l’autocertificazione periodi lavorativi durante gli studi (se hai lavorato contemporaneamente), il documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. Se richiedi il riscatto agevolato (pace contributiva), l’INPS verifica automaticamente che il tuo primo contributo sia successivo al 31/12/1995.

          Per Attestazione Ricongiunzione

          Per l’attestazione ricongiunzione servono gli estratti contributivi di tutte le gestioni coinvolte (scaricabili da MyINPS o richiedibili alle casse professionali), i documenti identificativi delle posizioni assicurative (numeri di matricola, codici ente) e la dichiarazione sostitutiva di non aver già presentato domande di ricongiunzione precedenti.

          Per Attestazione Rendita

          Per l’attestazione rendita servono il verbale INAIL (se rendita da infortunio/malattia professionale), il contratto aziendale o documentazione TFR (se rendita da cessione quote) e l’ultima certificazione di rendita (se rinnovo attestazione).

          Costi e Modalità di Pagamento

          I costi delle operazioni attestate dall’INPS variano significativamente. Vediamo nel dettaglio.

          Quanto Costa Riscattare la Laurea

          Il costo del riscatto laurea dipende dal sistema di calcolo pensione (retributivo ante-1995 costa molto di più del contributivo post-1995), dalla retribuzione (per chi ha contributi ante-1995, l’onere è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi) e dall’età al momento del riscatto (chi riscatta in giovane età paga meno).

          Esempi di costo riscatto 5 anni laurea (dati 2026): riscatto ordinario sistema retributivo, età 50 anni, RAL 35.000 euro: 65.000-75.000 euro; riscatto ordinario sistema contributivo, età 30 anni, RAL 25.000 euro: 28.000-32.000 euro; riscatto agevolato (pace contributiva): 28.878 euro (5.775,73 × 5 anni, dato fisso 2026). L’attestazione INPS riporta l’onere esatto calcolato sulla tua posizione specifica.

          Quanto Costa la Ricongiunzione

          Il costo della ricongiunzione si calcola con il metodo della riserva matematica, che stima il valore attuale dei contributi da trasferire. Dipende dal montante contributivo da ricongiungere, dall’età del richiedente e dalla differenza tra le aliquote delle gestioni coinvolte. Esempio: ricongiunzione di 10 anni di contributi da Cassa Avvocati (aliquota 14%) a INPS dipendenti (aliquota 33%) con montante 80.000 euro → onere stimato 45.000-55.000 euro. La totalizzazione, alternativa gratuita, non comporta costi ma penalizza l’importo della pensione del 20-30%.

          Modalità di Pagamento

          Una volta ricevuta l’attestazione con l’onere economico, puoi pagare in unica soluzione (bonifico bancario o F24 con codice tributo specifico indicato nell’attestazione) oppure con rateizzazione (fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro). Il vantaggio fiscale del pagamento rateale è che puoi dedurre l’onere gradualmente negli anni, distribuendo il risparmio IRPEF. Con aliquota marginale 38%, un riscatto da 30.000 euro comporta risparmio fiscale di circa 11.400 euro in 10 anni.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Conclusione

          Le attestazioni INPS 2026 rappresentano il primo passo fondamentale per valorizzare la tua posizione contributiva attraverso riscatto, ricongiunzione o totalizzazione. Grazie alla procedura completamente online introdotta quest’anno, richiedere e ottenere un’attestazione è diventato più semplice e veloce, con tempi medi ridotti a 30-45 giorni.

          Che tu debba riscattare la laurea per anticipare la pensione, ricongiungere contributi sparsi tra più gestioni o certificare una rendita INPS, conoscere le procedure corrette e avere un’attestazione aggiornata è indispensabile per pianificare il tuo futuro previdenziale senza sorprese.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in ogni fase: dalla verifica della tua posizione contributiva alla richiesta dell’attestazione online, fino alla simulazione comparativa tra ricongiunzione e totalizzazione per individuare la soluzione più vantaggiosa. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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          Domande Frequenti sulle Attestazioni INPS

          Quanto tempo ci vuole per ottenere un’attestazione INPS nel 2026?

          I tempi medi sono 30-45 giorni per attestazioni standard (riscatto laurea, totalizzazione), fino a 60-90 giorni per ricongiunzioni complesse con più gestioni coinvolte. Le attestazioni di rendita sono più rapide: 15-30 giorni.

          L’attestazione INPS ha una scadenza?

          Sì, le attestazioni per riscatto e ricongiunzione hanno validità di 6-12 mesi dalla data di emissione. Se scade prima di presentare la domanda definitiva, devi richiederne una nuova con ricalcolo dell’onere.

          Posso richiedere l’attestazione senza SPID?

          No, dal 2026 l’accesso ai servizi INPS online richiede obbligatoriamente SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che presenta la domanda per tuo conto.

          Conviene di più il riscatto ordinario o agevolato della laurea?

          Il riscatto agevolato costa molto meno (5.775 euro/anno contro 6.000-15.000 euro/anno del riscatto ordinario) ma non aumenta l’importo della pensione, solo l’anzianità contributiva. Conviene per anticipare il pensionamento, mentre il riscatto ordinario conviene per aumentare l’assegno pensionistico.

          Posso rateizzare il costo del riscatto o della ricongiunzione?

          Sì, puoi rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro. Il pagamento rateale ti permette di spalmare la deduzione fiscale su più anni.

          La ricongiunzione è sempre conveniente rispetto alla totalizzazione?

          No, dipende dalla tua situazione. La ricongiunzione costa 50-70% del montante contributivo ma preserva il calcolo retributivo (+20-30% di pensione). La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto col metodo contributivo. Conviene la ricongiunzione se hai contributi ante-1995 e l’incremento pensionistico ripaga l’onere entro 10-15 anni.

          Posso richiedere più attestazioni contemporaneamente?

          Sì, puoi presentare più domande di attestazione per operazioni diverse (es. riscatto laurea + ricongiunzione). Ogni domanda ha un proprio numero di protocollo e iter di lavorazione indipendente.


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            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 18:41:462026-05-31 18:09:54Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

            Part-time Incentivato 2026: Come Funziona, Requisiti e Vantaggi per la Pensione

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Il part-time incentivato 2026 rappresenta una soluzione strategica per i lavoratori dipendenti che si avvicinano alla pensione di vecchiaia e desiderano ridurre gradualmente l’impegno lavorativo senza penalizzare il proprio futuro previdenziale. Questa misura, introdotta dalla Legge di Stabilita 2016 (L. 208/2015, commi 284-289) e successivamente prorogata, consente di trasformare il contratto da tempo pieno a tempo parziale, beneficiando di un meccanismo di copertura contributiva che protegge l’importo della pensione finale.

            Nel 2026, questa opportunita continua a essere disponibile per i lavoratori del settore privato che soddisfano determinati requisiti anagrafici e contributivi. Ma come funziona esattamente il part-time incentivato? Chi puo richiederlo? E soprattutto, quali sono i reali vantaggi per chi sceglie questa formula di accompagnamento verso la pensione? In questa guida completa analizzeremo ogni aspetto della misura, dai requisiti ai vantaggi economici, fino alla procedura per accedervi.

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            Indice dei contenuti

            1. Cos’e il Part-time Incentivato
            2. Normativa di Riferimento 2026
            3. Requisiti per Accedere nel 2026
            4. Come Funziona il Meccanismo
            5. Vantaggi per la Pensione
            6. Calcolo del Beneficio Contributivo
            7. Procedura e Domanda
            8. Part-time Incentivato nel Settore Pubblico
            9. Differenze con il Part-time Ordinario
            10. Esempi Pratici di Calcolo
            11. Domande Frequenti

            Cos’e il Part-time Incentivato 2026

            Il part-time incentivato (noto anche come part-time agevolato) e un istituto previdenziale che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato, prossimi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, di ridurre il proprio orario di lavoro mantenendo pero una copertura contributiva piena ai fini pensionistici. In pratica, il lavoratore passa da un contratto full-time a uno part-time, ma l’INPS riconosce una contribuzione figurativa che compensa la riduzione delle ore lavorate.

            Questo meccanismo e stato pensato per favorire un passaggio graduale dalla vita lavorativa alla pensione, permettendo ai lavoratori anziani di alleggerire il carico di lavoro senza subire penalizzazioni sull’importo della futura pensione. Il part-time incentivato 2026 si conferma quindi uno strumento di welfare aziendale particolarmente utile per chi desidera conciliare le esigenze personali con la tutela del proprio futuro previdenziale.

            Normativa di Riferimento 2026

            La disciplina del part-time incentivato trova il suo fondamento normativo nella Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilita 2016), in particolare nei commi 284-289 dell’articolo 1. Questa normativa ha introdotto per la prima volta la possibilita di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con copertura contributiva agevolata per i lavoratori prossimi alla pensione.

            Successivamente, il Decreto del Ministero del Lavoro del 7 aprile 2016 ha definito le modalita attuative della misura, specificando i criteri di accesso, le procedure di domanda e le modalita di calcolo del beneficio contributivo. Nel corso degli anni, la misura e stata oggetto di proroghe e aggiornamenti attraverso le successive Leggi di Bilancio, confermandone la validita anche per il 2026.

            E importante sottolineare che il part-time incentivato si inserisce nel piu ampio quadro delle politiche di invecchiamento attivo promosse a livello europeo, che mirano a facilitare la permanenza nel mercato del lavoro dei lavoratori anziani attraverso forme di lavoro flessibili e sostenibili.

            Requisiti per Accedere al Part-time Incentivato 2026

            Per poter accedere al part-time incentivato nel 2026, il lavoratore deve soddisfare una serie di requisiti specifici stabiliti dalla normativa. Vediamo nel dettaglio quali sono le condizioni necessarie per beneficiare di questa misura.

            Requisiti del lavoratore

            • Contratto a tempo indeterminato full-time: il lavoratore deve essere assunto con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e a tempo pieno
            • Settore privato: la misura e riservata ai dipendenti del settore privato (esclusi i dipendenti pubblici, per i quali esistono regole diverse)
            • Requisito anagrafico: mancanza di non piu di 3 anni al raggiungimento dell’eta per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
            • Requisito contributivo: possesso del requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia (almeno 20 anni di contributi)
            • Iscrizione all’AGO o forme sostitutive: il lavoratore deve essere iscritto all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) gestita dall’INPS o a forme sostitutive o esclusive della stessa

            Requisiti del datore di lavoro

            Anche il datore di lavoro deve soddisfare alcune condizioni per poter attivare il part-time incentivato:

            • Accordo scritto: deve essere stipulato un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore per la trasformazione del contratto
            • Comunicazione all’INPS: il datore di lavoro deve comunicare la trasformazione del contratto alla Direzione Territoriale del Lavoro e all’INPS
            • Regolarita contributiva: l’azienda deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali (DURC regolare)

            Come Funziona il Meccanismo del Part-time Incentivato

            Il funzionamento del part-time incentivato 2026 si basa su un meccanismo di compensazione contributiva che tutela il lavoratore dalla perdita di contributi derivante dalla riduzione dell’orario di lavoro. Ecco come opera concretamente questa misura.

            Trasformazione del contratto

            Il lavoratore che soddisfa i requisiti puo concordare con il proprio datore di lavoro la trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale. La riduzione dell’orario di lavoro puo variare dal 40% al 60% dell’orario normale. Ad esempio, un lavoratore con orario settimanale di 40 ore puo passare a un orario compreso tra 16 e 24 ore settimanali.

            Il beneficio contributivo

            La vera innovazione del part-time incentivato risiede nel beneficio contributivo. Normalmente, passando al part-time, il lavoratore vedrebbe ridursi proporzionalmente i contributi versati, con conseguente impatto negativo sulla pensione futura. Con il part-time incentivato, invece, l’INPS riconosce una contribuzione figurativa che compensa la differenza tra i contributi effettivamente versati (sul part-time) e quelli che sarebbero stati versati con il tempo pieno.

            In aggiunta, il lavoratore riceve mensilmente in busta paga una somma corrispondente ai contributi che il datore di lavoro avrebbe versato sulla parte di retribuzione persa a causa del part-time. Questa somma e esente da contributi e imposte, rappresentando quindi un vantaggio economico netto per il lavoratore.

            Durata del part-time incentivato

            Il part-time incentivato puo avere una durata massima corrispondente al periodo mancante al raggiungimento della pensione di vecchiaia, comunque non superiore a 3 anni. Al termine di questo periodo, il lavoratore maturera i requisiti per la pensione e potra accedere al trattamento pensionistico senza alcuna penalizzazione.

            Vantaggi del Part-time Incentivato per la Pensione

            I vantaggi del part-time incentivato 2026 per la pensione sono molteplici e riguardano sia l’aspetto contributivo che quello economico immediato. Analizziamoli nel dettaglio.

            Tutela dell’importo pensionistico

            Il principale vantaggio e la tutela dell’importo della pensione. Grazie alla contribuzione figurativa riconosciuta dall’INPS, il montante contributivo continua a crescere come se il lavoratore fosse ancora impiegato a tempo pieno. Questo significa che la pensione finale non subira alcuna decurtazione rispetto a quella che il lavoratore avrebbe percepito continuando a lavorare full-time fino alla pensione.

            Beneficio economico immediato

            Il lavoratore riceve in busta paga una somma aggiuntiva corrispondente ai contributi che il datore di lavoro avrebbe versato sulla retribuzione non percepita. Questa somma, essendo esente da contributi e imposte, rappresenta un incremento netto del reddito disponibile rispetto alla sola retribuzione part-time.

            Miglioramento della qualita della vita

            La riduzione dell’orario di lavoro consente al lavoratore di godere di piu tempo libero negli anni precedenti la pensione, facilitando un passaggio graduale alla vita da pensionato. Questo aspetto e particolarmente importante per chi svolge lavori usuranti o per chi desidera dedicare piu tempo alla famiglia o ad attivita personali.

            Tabella riepilogativa dei vantaggi

            AspettoPart-time ordinarioPart-time incentivato
            Contributi versatiProporzionali all’orario ridottoIntegrati con contribuzione figurativa
            Impatto sulla pensioneRiduzione proporzionaleNessuna riduzione
            Somma aggiuntiva in busta pagaNon previstaSi, esente da contributi e imposte
            Anzianita contributivaRidotta proporzionalmentePiena (come tempo pieno)

            Calcolo del Beneficio Contributivo nel Part-time Incentivato

            Il calcolo del beneficio contributivo nel part-time incentivato segue regole precise stabilite dalla normativa. Comprendere questo meccanismo e fondamentale per valutare correttamente la convenienza della misura.

            Formula di calcolo

            Il beneficio si compone di due elementi principali:

            1. Contribuzione figurativa INPS: l’INPS accredita gratuitamente i contributi corrispondenti alla quota di retribuzione persa a causa del part-time. Questi contributi vengono calcolati sulla differenza tra la retribuzione full-time e quella part-time
            2. Somma aggiuntiva in busta paga: il datore di lavoro versa al lavoratore, in busta paga, una somma pari ai contributi a suo carico (circa il 23,81% della retribuzione) che avrebbe versato sulla parte di retribuzione non corrisposta

            Esempio numerico

            Supponiamo un lavoratore con le seguenti caratteristiche:

            • Retribuzione lorda mensile full-time: 2.500 euro
            • Riduzione orario: 50% (da 40 a 20 ore settimanali)
            • Retribuzione lorda mensile part-time: 1.250 euro

            In questo caso:

            • Differenza retributiva: 2.500 – 1.250 = 1.250 euro
            • Contributi datore di lavoro risparmiati: 1.250 x 23,81% = circa 298 euro
            • Somma aggiuntiva netta in busta paga: circa 298 euro al mese

            Il lavoratore percepira quindi una retribuzione part-time di 1.250 euro + 298 euro di beneficio = 1.548 euro mensili, con contribuzione pensionistica calcolata su 2.500 euro (come se fosse ancora full-time).

            Procedura e Domanda per il Part-time Incentivato 2026

            La procedura per richiedere il part-time incentivato richiede il coinvolgimento sia del lavoratore che del datore di lavoro e prevede diversi passaggi amministrativi.

            Fasi della procedura

            1. Verifica dei requisiti: il lavoratore deve accertarsi di possedere tutti i requisiti richiesti (eta, contributi, tipo di contratto)
            2. Accordo con il datore di lavoro: lavoratore e datore di lavoro devono raggiungere un accordo scritto sulla trasformazione del contratto, specificando la nuova percentuale di orario
            3. Certificazione INPS: il lavoratore deve richiedere all’INPS la certificazione del diritto al beneficio
            4. Comunicazione alla DTL: l’accordo deve essere trasmesso alla Direzione Territoriale del Lavoro competente
            5. Attivazione del beneficio: una volta ottenuta l’autorizzazione, il datore di lavoro attiva la trasformazione del contratto e inizia a erogare il beneficio in busta paga

            Documenti necessari

            Per avviare la procedura sono necessari i seguenti documenti:

            • Copia del contratto di lavoro attuale
            • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
            • Accordo scritto tra lavoratore e datore di lavoro
            • Documento di identita valido
            • Codice fiscale

            La procedura puo risultare complessa per chi non ha dimestichezza con gli adempimenti burocratici. Per questo motivo, e consigliabile affidarsi a professionisti esperti che possano assistere sia il lavoratore che l’azienda in tutte le fasi del processo. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la verifica dei requisiti, la predisposizione della documentazione e l’invio delle pratiche all’INPS.

            Part-time Incentivato nel Settore Pubblico

            Una domanda frequente riguarda la possibilita di accedere al part-time incentivato nel settore pubblico. E importante chiarire che la normativa originaria (L. 208/2015) si applica esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato.

            Per i dipendenti pubblici, la situazione e diversa. Nel settore pubblico esistono comunque forme di part-time accessibili ai lavoratori prossimi alla pensione, ma con regole e benefici differenti. In particolare:

            • E possibile richiedere la trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time ordinario, senza pero il beneficio della contribuzione figurativa integrativa
            • Alcune amministrazioni hanno introdotto forme di flessibilita oraria per i dipendenti anziani, ma non equiparabili al part-time incentivato privato
            • Nel pubblico impiego esistono altre misure di accompagnamento alla pensione, come il congedo straordinario o l’esonero dal servizio in determinati casi

            E auspicabile che in futuro il legislatore estenda anche al settore pubblico una misura analoga al part-time incentivato, per garantire parita di trattamento tra lavoratori pubblici e privati.

            Differenze tra Part-time Incentivato e Part-time Ordinario

            E fondamentale comprendere le differenze tra part-time incentivato e part-time ordinario, per valutare quale soluzione sia piu conveniente in base alla propria situazione.

            Part-time ordinario

            Nel part-time ordinario, quando un lavoratore riduce il proprio orario di lavoro:

            • La retribuzione diminuisce proporzionalmente
            • I contributi previdenziali versati diminuiscono proporzionalmente
            • L’anzianita contributiva viene ridotta in proporzione (es. un anno di part-time al 50% vale 0,5 anni di contributi)
            • La pensione futura sara piu bassa rispetto a quella che si sarebbe maturata con il tempo pieno
            • Non e previsto alcun beneficio aggiuntivo in busta paga

            Part-time incentivato

            Nel part-time incentivato, invece:

            • La retribuzione diminuisce, ma e integrata dal beneficio contributivo erogato dal datore di lavoro
            • I contributi previdenziali sono integrati dalla contribuzione figurativa INPS
            • L’anzianita contributiva resta piena (come se si lavorasse a tempo pieno)
            • La pensione futura non subisce alcuna riduzione
            • Si riceve una somma aggiuntiva netta in busta paga

            E evidente che il part-time incentivato offre vantaggi significativamente maggiori rispetto al part-time ordinario, motivo per cui e consigliabile valutare attentamente questa opzione quando si possiedono i requisiti per accedervi.

            Esempi Pratici di Calcolo del Part-time Incentivato 2026

            Per comprendere meglio i vantaggi concreti del part-time incentivato 2026, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo che illustrano come funziona la misura in situazioni reali.

            Esempio 1: Impiegato con riduzione al 50%

            Mario, 64 anni, impiegato amministrativo:

            • Retribuzione lorda full-time: 2.800 euro/mese
            • Anni alla pensione di vecchiaia: 3
            • Riduzione orario richiesta: 50%

            Calcolo:

            • Retribuzione part-time: 2.800 x 50% = 1.400 euro
            • Differenza retributiva: 2.800 – 1.400 = 1.400 euro
            • Contributi datore di lavoro sulla differenza: 1.400 x 23,81% = 333 euro
            • Retribuzione totale con beneficio: 1.400 + 333 = 1.733 euro/mese
            • Contributi accreditati: calcolati su 2.800 euro (come full-time)

            Mario lavora meta giornata ma percepisce il 62% della retribuzione originaria, con contributi pieni.

            Esempio 2: Operaio con riduzione al 60%

            Giuseppe, 65 anni, operaio specializzato:

            • Retribuzione lorda full-time: 2.200 euro/mese
            • Anni alla pensione di vecchiaia: 2
            • Riduzione orario richiesta: 40% (passa a lavorare il 60% dell’orario)

            Calcolo:

            • Retribuzione part-time: 2.200 x 60% = 1.320 euro
            • Differenza retributiva: 2.200 – 1.320 = 880 euro
            • Contributi datore di lavoro sulla differenza: 880 x 23,81% = 210 euro
            • Retribuzione totale con beneficio: 1.320 + 210 = 1.530 euro/mese
            • Contributi accreditati: calcolati su 2.200 euro (come full-time)

            Giuseppe lavora 3 giorni su 5 ma percepisce quasi il 70% della retribuzione originaria, senza alcuna perdita sulla pensione.

            Tabella comparativa

            ScenarioRetribuzione full-time% riduzione orarioRetribuzione part-timeBeneficioTotale percepito
            Mario2.800 euro50%1.400 euro333 euro1.733 euro
            Giuseppe2.200 euro40%1.320 euro210 euro1.530 euro

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Part-time Incentivato 2026

            Chi puo richiedere il part-time incentivato nel 2026?

            Possono richiedere il part-time incentivato nel 2026 i lavoratori dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato full-time, che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi e che manchino non piu di 3 anni al raggiungimento dell’eta per la pensione di vecchiaia (67 anni). La misura richiede l’accordo del datore di lavoro.

            Quanto si perde di stipendio con il part-time incentivato?

            Con il part-time incentivato, la riduzione dello stipendio e parzialmente compensata dal beneficio contributivo erogato dal datore di lavoro. Se ad esempio si riduce l’orario del 50%, la retribuzione cala del 50% ma si riceve in aggiunta una somma pari a circa il 24% della retribuzione persa (esente da tasse), riducendo la perdita effettiva a circa il 38% della retribuzione originaria.

            Il part-time incentivato incide sulla pensione finale?

            No, il part-time incentivato non incide negativamente sulla pensione finale. Grazie alla contribuzione figurativa riconosciuta dall’INPS, i contributi vengono accreditati come se il lavoratore continuasse a lavorare a tempo pieno. L’importo della pensione sara quindi identico a quello che si sarebbe maturato senza la riduzione dell’orario.

            Il datore di lavoro puo rifiutare il part-time incentivato?

            Si, il part-time incentivato richiede l’accordo del datore di lavoro. Non si tratta di un diritto soggettivo del lavoratore, ma di una trasformazione contrattuale consensuale. Tuttavia, per il datore di lavoro puo rappresentare un’opportunita di risparmio sui costi del personale, pertanto spesso c’e interesse reciproco nella sua attivazione.

            Il part-time incentivato vale anche per i dipendenti pubblici?

            No, il part-time incentivato non e disponibile per i dipendenti pubblici. La normativa (L. 208/2015) si applica esclusivamente ai lavoratori del settore privato. I dipendenti pubblici possono comunque accedere al part-time ordinario, ma senza i benefici contributivi previsti per il settore privato.

            Conclusione: Conviene il Part-time Incentivato nel 2026?

            Il part-time incentivato 2026 rappresenta un’opportunita concreta per i lavoratori prossimi alla pensione che desiderano ridurre gradualmente l’impegno lavorativo senza compromettere il proprio futuro previdenziale. I vantaggi sono significativi: tutela completa dell’importo pensionistico, beneficio economico immediato in busta paga e miglioramento della qualita della vita negli anni che precedono la pensione.

            Se ti trovi a pochi anni dalla pensione di vecchiaia e stai valutando la possibilita di ridurre il tuo orario di lavoro, il part-time incentivato potrebbe essere la soluzione ideale. E fondamentale pero verificare attentamente di possedere tutti i requisiti richiesti e valutare la disponibilita del proprio datore di lavoro ad attivare questa misura.

            Hai bisogno di assistenza per valutare se il part-time incentivato fa al caso tuo? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per analizzare la tua situazione contributiva, verificare i requisiti e assisterti in tutte le fasi della procedura. Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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            Fonti e riferimenti normativi

            • Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilita 2016), art. 1, commi 284-289
            • Decreto del Ministero del Lavoro 7 aprile 2016 – Modalita attuative del part-time agevolato
            • Circolare INPS n. 90/2016 – Istruzioni operative per l’applicazione del part-time incentivato
            • INPS – Scheda informativa sul part-time agevolato per lavoratori prossimi alla pensione

            Articolo aggiornato a marzo 2026. Le informazioni fornite hanno carattere generale. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, si consiglia di rivolgersi a un professionista o al CAF Centro Fiscale.

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            ECCELLENTE
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            In base a 920 recensioni
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            Alexandra Bala profile picture
            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio profile picture
            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady profile picture
            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli profile picture
            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B. profile picture
            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto profile picture
            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
            Marzo 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-20 06:47:162026-05-31 14:07:37Part-time Incentivato 2026: Come Funziona, Requisiti e Vantaggi per la Pensione
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Pensione di Vecchiaia dopo APe Sociale: Il Mese Scoperto con la Riforma 2027 e Come Risolverlo

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Il APe Sociale mese scoperto 2027 rappresenta una problematica concreta che coinvolgerà migliaia di lavoratori italiani nel passaggio dall’indennità di anticipo pensionistico alla pensione di vecchiaia. Con l’entrata in vigore della riforma pensioni 2027, che innalza l’età pensionabile a 67 anni e 1 mese, si viene a creare un “buco” temporale di un mese in cui il lavoratore non percepisce né l’APe Sociale né la pensione ordinaria.

            Questo problema riguarda principalmente chi è entrato nell’APe Sociale nel 2023 con il requisito anagrafico di 63 anni e completerà i quattro anni di indennità proprio nel 2027. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha analizzato nel dettaglio questa criticità per offrire soluzioni concrete a chi si trova in questa situazione delicata. In questa guida completa esamineremo le cause del problema, i soggetti coinvolti e soprattutto le strategie pratiche per coprire il mese vuoto, con esempi numerici e calcoli dettagliati.

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            Indice dei contenuti

            1. Cos’è l’APe Sociale e Come Funziona nel 2026
            2. La Riforma Pensioni 2027: Cosa Cambia
            3. Il Problema del Mese Scoperto
            4. Requisiti per la Pensione di Vecchiaia 2027
            5. Come Funziona la Transizione
            6. Soluzioni Pratiche per Coprire il Mese Scoperto
            7. Esempi Pratici con Date e Calcoli
            8. Chi Ha Iniziato l’APe Sociale dal 2024
            9. Consigli Operativi
            10. Il Ruolo del CAF
            11. Domande Frequenti

            Cos’è l’APe Sociale e Come Funziona nel 2026

            L’APe Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità economica erogata dall’INPS che consente a determinate categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro rispetto ai requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia. Non si tratta di una vera e propria pensione, ma di un sostegno economico a carico dello Stato che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

            La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la proroga dell’APe Sociale per tutto l’anno, permettendo l’accesso a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026. Il messaggio INPS n. 128 del 14 gennaio 2026 ha ufficializzato la riapertura delle domande per la verifica dei requisiti.

            Requisiti Anagrafici APe Sociale 2026

            Per accedere all’APe Sociale nel 2026 è necessario aver compiuto 63 anni e 5 mesi di età. Questo requisito anagrafico è stato innalzato rispetto ai 63 anni richiesti fino al 2023, modifica che influisce direttamente sul problema del mese scoperto per chi ha iniziato a percepire l’indennità negli anni precedenti.

            L’indennità viene corrisposta per un periodo massimo di 4 anni (48 mesi), fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria.

            Categorie di Lavoratori Ammesse

            L’APe Sociale è riservata a quattro categorie specifiche di lavoratori in condizioni di particolare fragilità:

            • Disoccupati involontari: lavoratori che hanno perso il lavoro per licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa o scadenza di contratto a tempo determinato, e che hanno concluso integralmente la NASpI spettante. Requisito contributivo: 30 anni.
            • Caregiver: persone che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3, comma 3. Requisito contributivo: 30 anni.
            • Invalidi civili: lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni mediche. Requisito contributivo: 30 anni.
            • Addetti a lavori gravosi: lavoratori che hanno svolto attività particolarmente faticose o rischiose per un determinato numero di anni. Requisito contributivo: 36 anni (ridotti a 32 per alcune categorie specifiche come edili e ceramisti).

            Per le donne è prevista una riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni.

            Importo dell’Indennità APe Sociale

            L’importo mensile dell’APe Sociale è pari alla rata di pensione calcolata al momento dell’accesso, con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili. Se la pensione teorica risulta inferiore a questa soglia, l’indennità corrisponde all’importo calcolato; se superiore, si applica il limite dei 1.500 euro.

            L’indennità viene erogata per 12 mensilità (senza tredicesima) e non è reversibile ai superstiti. Durante la percezione dell’APe Sociale non maturano contributi figurativi, aspetto rilevante per il calcolo della pensione finale.

            La Riforma Pensioni 2027: Cosa Cambia con l’Adeguamento alla Speranza di Vita

            La riforma pensioni 2027 introduce modifiche significative ai requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata, attraverso il meccanismo di adeguamento automatico alla speranza di vita. Questo meccanismo, previsto dalla Legge Fornero, era stato congelato negli anni della pandemia ma torna operativo dal 2027.

            Durante il periodo pandemico la vita media degli italiani si era ridotta di circa 4 mesi. Tuttavia, negli anni successivi si è registrato un recupero complessivo di 7 mesi, con un saldo positivo di 3 mesi da recuperare. Il Governo ha deciso di distribuire questo incremento nel biennio 2027-2028.

            Nuovi Requisiti Pensione di Vecchiaia 2027-2028

            I requisiti per la pensione di vecchiaia subiscono le seguenti modifiche:

            AnnoEtà PensionabileVariazione
            202667 anniInvariato
            202767 anni e 1 mese+1 mese
            202867 anni e 3 mesi+2 mesi

            Questo incremento apparentemente modesto ha conseguenze importanti per chi transita dall’APe Sociale alla pensione ordinaria, creando il cosiddetto mese scoperto.

            Requisiti Pensione Anticipata 2027-2028

            Anche la pensione anticipata subisce incrementi:

            AnnoUominiDonne
            202642 anni e 10 mesi41 anni e 10 mesi
            202742 anni e 11 mesi41 anni e 11 mesi
            202843 anni e 1 mese42 anni e 1 mese

            Per entrambe le tipologie pensionistiche rimane in vigore la finestra mobile di 3 mesi tra la maturazione del requisito e la decorrenza effettiva del trattamento.

            Stop a Opzione Donna e Quota 103

            La Legge di Bilancio 2026 ha sancito lo stop definitivo a Opzione Donna e alla Pensione Anticipata Flessibile (Quota 103) per i nuovi requisiti. Questo rende ancora più rilevante la corretta pianificazione del passaggio dall’APe Sociale alla pensione di vecchiaia per le categorie interessate.

            Il Problema del Mese Scoperto tra APe Sociale e Pensione di Vecchiaia

            Il mese scoperto APe Sociale 2027 è una criticità emersa con chiarezza dopo la pubblicazione della Circolare INPS 28/2026, che ha confermato l’applicazione degli incrementi per adeguamento alla speranza di vita. Questo problema colpisce specificamente i lavoratori che hanno iniziato a percepire l’indennità nel 2023 con il requisito anagrafico di 63 anni.

            La dinamica è la seguente: chi è entrato nell’APe Sociale nel 2023 a 63 anni compirà 67 anni nel 2027, dopo esattamente 4 anni di percezione dell’indennità. Tuttavia, dal 1° gennaio 2027 la pensione di vecchiaia non è più accessibile a 67 anni ma a 67 anni e 1 mese. Si crea così un intervallo temporale di un mese durante il quale il lavoratore non percepisce alcuna prestazione.

            Perché si Crea Questo Buco Temporale

            Il meccanismo che genera il mese scoperto è legato alla struttura stessa dell’APe Sociale:

            1. L’APe Sociale termina automaticamente al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia al momento dell’accesso all’indennità
            2. Chi è entrato nel 2023 aveva come riferimento i 67 anni (requisito vigente all’epoca)
            3. L’indennità viene erogata per massimo 4 anni, quindi termina al raggiungimento dei 67 anni
            4. Ma nel 2027 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese
            5. Risultato: un mese senza copertura previdenziale né assistenziale

            Questo disallineamento normativo non era stato previsto al momento della concessione dell’APe Sociale e crea una situazione paradossale per categorie già fragili.

            Chi È Coinvolto dal Mese Scoperto

            Il mese scoperto riguarda esclusivamente i lavoratori che:

            • Hanno iniziato a percepire l’APe Sociale nel 2023
            • Avevano 63 anni al momento dell’accesso (requisito anagrafico dell’epoca)
            • Compiranno 67 anni nel corso del 2027
            • Non hanno maturato nel frattempo i requisiti per altre forme pensionistiche

            Si tratta principalmente di disoccupati involontari che avevano concluso la NASpI, caregiver familiari, persone con invalidità civile almeno al 74% e addetti a lavori gravosi.

            Secondo le stime, potrebbero essere coinvolte diverse migliaia di persone in Italia, tutte appartenenti a categorie già in condizioni di difficoltà economica e sociale.

            Cosa Succede Durante il Mese Vuoto

            Durante il mese di intervallo tra la fine dell’APe Sociale e la decorrenza della pensione:

            • Non si percepisce alcun reddito da parte dell’INPS
            • Non maturano contributi figurativi
            • Non è prevista alcuna integrazione automatica
            • La pensione di vecchiaia non decorre automaticamente: occorre presentare domanda

            Il lavoratore deve quindi gestire autonomamente questo periodo, facendo affidamento su risorse proprie, supporto familiare o attivando soluzioni alternative che vedremo nel dettaglio.

            Requisiti per la Pensione di Vecchiaia Ordinaria nel 2027

            Per comprendere appieno il problema del mese scoperto è essenziale conoscere nel dettaglio i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria nel 2027. Questi requisiti sono stati aggiornati con l’adeguamento alla speranza di vita e si applicano alla generalità dei lavoratori dipendenti e autonomi iscritti alle gestioni INPS.

            Requisito Anagrafico 2027

            Dal 1° gennaio 2027 il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese. Questo significa che chi compie 67 anni nel corso del 2027 dovrà attendere un mese aggiuntivo prima di poter accedere al trattamento pensionistico.

            Esempio pratico:

            • Mario compie 67 anni il 15 marzo 2027
            • Matura il requisito anagrafico il 15 aprile 2027 (67 anni e 1 mese)
            • La pensione decorre dal 1° maggio 2027 (primo giorno del mese successivo)

            Requisito Contributivo Minimo

            Per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2027 occorre aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva. Questo requisito rimane invariato rispetto agli anni precedenti.

            I contributi possono derivare da:

            • Lavoro dipendente
            • Lavoro autonomo (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
            • Gestione separata INPS
            • Riscatto di periodi (laurea, servizio militare)
            • Contribuzione volontaria
            • Ricongiunzione da altre casse

            La Finestra Mobile di 3 Mesi

            Dopo la maturazione dei requisiti (67 anni e 1 mese + 20 anni di contributi), la pensione non decorre immediatamente. È prevista una finestra mobile di 3 mesi per i lavoratori del settore privato.

            Questo significa che:

            • La domanda può essere presentata al raggiungimento dei requisiti
            • La pensione decorre dopo 3 mesi dalla maturazione
            • Il primo pagamento arriva il mese successivo alla decorrenza

            Per i dipendenti pubblici la finestra può essere diversa (fino a 6 mesi per alcuni comparti).

            Come Funziona la Transizione tra APe Sociale e Pensione

            Il passaggio dall’APe Sociale alla pensione di vecchiaia non è automatico e richiede attenzione da parte del lavoratore. L’INPS non procede d’ufficio alla liquidazione della pensione: è necessario presentare una nuova domanda specifica.

            Quando Presentare Domanda di Pensione

            La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata quando si maturano i requisiti previsti dalla normativa vigente al momento della domanda, non quelli in vigore all’epoca dell’accesso all’APe Sociale.

            Per chi compie 67 anni nel 2027:

            • Requisito da maturare: 67 anni e 1 mese + 20 anni di contributi
            • Momento della domanda: appena maturato il requisito anagrafico
            • Decorrenza: dopo la finestra mobile di 3 mesi

            È consigliabile presentare la domanda con un certo anticipo, allegando tutta la documentazione necessaria, per evitare ritardi nella lavorazione.

            Documenti Necessari per la Domanda

            Per presentare domanda di pensione di vecchiaia occorrono:

            • Documento d’identità in corso di validità
            • Codice fiscale o tessera sanitaria
            • Estratto conto contributivo aggiornato (verificabile sul portale INPS)
            • Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito
            • Stato di famiglia (se si richiedono maggiorazioni)
            • Eventuale documentazione sanitaria per invalidità

            Il CAF Centro Fiscale può assistere nella raccolta e verifica di tutta la documentazione.

            Calcolo della Pensione dopo APe Sociale

            L’importo della pensione di vecchiaia viene calcolato sulla base dei contributi effettivamente versati durante la carriera lavorativa. È importante sapere che:

            • I 4 anni di APe Sociale non generano contributi figurativi
            • L’importo della pensione potrebbe essere leggermente inferiore rispetto a chi ha continuato a lavorare
            • Il calcolo segue il sistema misto (retributivo + contributivo) o interamente contributivo a seconda dell’anzianità al 31/12/1995

            Per una stima precisa è possibile utilizzare il simulatore INPS “La mia pensione futura” o rivolgersi al CAF.

            Soluzioni Pratiche per Coprire il Mese Scoperto APe Sociale

            Esistono diverse soluzioni per coprire il mese scoperto tra la fine dell’APe Sociale e l’inizio della pensione di vecchiaia. Ciascuna opzione ha vantaggi e svantaggi specifici, e la scelta dipende dalla situazione individuale del lavoratore.

            NASpI o Altra Indennità di Disoccupazione

            La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Tuttavia, per chi proviene dall’APe Sociale questa soluzione presenta delle criticità:

            • Chi ha già percepito l’APe Sociale come disoccupato ha già esaurito la NASpI precedente (requisito per accedere all’APe)
            • Non è possibile richiedere una nuova NASpI senza un nuovo rapporto di lavoro e una nuova perdita involontaria
            • Per le altre categorie (caregiver, invalidi, lavori gravosi) la NASpI non era comunque disponibile

            Conclusione: la NASpI non è una soluzione praticabile per la maggior parte dei soggetti coinvolti dal mese scoperto.

            Contributi Volontari INPS

            I contributi volontari permettono di proseguire la copertura contributiva anche in assenza di un rapporto di lavoro. Questa opzione può essere utile per:

            • Coprire il mese vuoto dal punto di vista contributivo
            • Migliorare leggermente l’importo della pensione futura
            • Mantenere una continuità assicurativa

            Come funzionano:

            • Si presenta domanda all’INPS per l’autorizzazione
            • L’importo dipende dalla retribuzione di riferimento (media degli ultimi 12 mesi lavorati)
            • Il versamento può essere fatto per periodi anche brevi (singole settimane o mesi)

            Costo indicativo: per un mese di contributi volontari si può stimare un importo tra 300 e 800 euro, a seconda della retribuzione di riferimento.

            Attenzione: i contributi volontari coprono la posizione contributiva ma non forniscono un reddito durante il mese scoperto.

            Utilizzo di Risorse Proprie o Familiari

            La soluzione più immediata, seppur non ideale, è gestire il mese vuoto con risorse proprie:

            • Risparmi personali accantonati
            • Supporto economico da parte di familiari
            • Eventuale liquidazione TFR se non ancora percepita
            • Piccoli prestiti a breve termine

            Per chi percepiva l’APe Sociale da tempo, è consigliabile iniziare ad accantonare una piccola somma mensile nei mesi precedenti la scadenza, per costituire un “cuscinetto” di sicurezza.

            Lavoro Occasionale

            Durante l’APe Sociale è possibile svolgere lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui senza perdere il beneficio. Al termine dell’indennità, questo limite non esiste più.

            Durante il mese scoperto si potrebbe quindi:

            • Svolgere piccole attività occasionali
            • Prestazioni di lavoro accessorio
            • Collaborazioni saltuarie

            Attenzione: qualsiasi reddito da lavoro durante il mese precedente la pensione deve essere valutato attentamente per non creare problemi con la futura liquidazione.

            Richiesta di Anticipo TFR

            Se il lavoratore ha ancora TFR accantonato presso l’ultimo datore di lavoro o presso fondi pensione, potrebbe essere possibile richiedere un anticipo o la liquidazione per coprire il periodo vuoto.

            Per il TFR accantonato in azienda:

            • La liquidazione avviene normalmente alla cessazione del rapporto
            • Chi ha cessato anni fa per accedere all’APe Sociale dovrebbe averlo già percepito

            Per il TFR nei fondi pensione:

            • Possono esistere opzioni di anticipazione per esigenze diverse
            • Verificare le condizioni specifiche del proprio fondo

            Esempi Pratici con Date e Calcoli Numerici

            Per comprendere meglio il problema del mese scoperto APe Sociale e le possibili soluzioni, vediamo alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati.

            Esempio 1: Marco, Disoccupato dal 2023

            Situazione:

            • Marco, nato il 20 aprile 1960
            • Ha perso il lavoro nel 2022 e ha percepito la NASpI
            • Nel 2023 ha fatto domanda di APe Sociale a 63 anni (aprile 2023)
            • Requisito contributivo: 32 anni (ex addetto edilizia)

            Calcolo delle date:

            • Compimento 67 anni: 20 aprile 2027
            • Fine APe Sociale: 30 aprile 2027 (mese di compimento dei 67 anni)
            • Requisito pensione vecchiaia 2027: 67 anni e 1 mese = 20 maggio 2027
            • Maturazione requisito: 20 maggio 2027
            • Decorrenza pensione (con finestra 3 mesi): 1° settembre 2027

            Periodo scoperto: Dal 1° maggio al 31 agosto 2027 = 4 mesi (1 mese senza APe + 3 mesi di finestra)

            Impatto economico:
            Se l’APe Sociale era di 1.200 euro/mese: Mancato reddito totale: 1.200 x 4 = 4.800 euro

            Esempio 2: Lucia, Caregiver dal 2023

            Situazione:

            • Lucia, nata il 10 luglio 1960
            • Caregiver per la madre invalida dal 2020
            • APe Sociale dal luglio 2023 a 63 anni
            • Requisito contributivo: 28 anni (30 – 2 per figli)

            Calcolo delle date:

            • Compimento 67 anni: 10 luglio 2027
            • Fine APe Sociale: 31 luglio 2027
            • Requisito pensione vecchiaia: 67 anni e 1 mese = 10 agosto 2027
            • Decorrenza pensione: 1° dicembre 2027 (dopo finestra 3 mesi)

            Periodo scoperto: Dal 1° agosto al 30 novembre 2027 = 4 mesi

            Soluzione adottata:
            Lucia decide di versare contributi volontari per il mese di agosto (costo circa 450 euro) e fa affidamento sui risparmi familiari per i 3 mesi di finestra.

            Esempio 3: Giuseppe, Invalido Civile

            Situazione:

            • Giuseppe, nato il 1° gennaio 1960
            • Invalidità civile 80% dal 2018
            • APe Sociale dal gennaio 2023 a 63 anni
            • Contributi versati: 30 anni

            Calcolo delle date:

            • Compimento 67 anni: 1° gennaio 2027
            • Fine APe Sociale: 31 gennaio 2027
            • Requisito pensione vecchiaia 2027: 67 anni e 1 mese = 1° febbraio 2027
            • Decorrenza pensione: 1° maggio 2027

            Periodo scoperto: Dal 1° febbraio al 30 aprile 2027 = 3 mesi

            Nota importante:
            Giuseppe, avendo un’invalidità dell’80%, potrebbe verificare se ha diritto alla pensione anticipata per invalidi (requisito: 56 anni donne, 61 anni uomini + 20 anni contributi), che prevede condizioni diverse.

            Tabella Riepilogativa Date Critiche 2027

            Mese nascita (1960)Compimento 67 anniFine APe SocialeRequisito pensioneGap
            Gennaio01/01/202731/01/202701/02/20271 mese
            Febbraio01/02/202728/02/202701/03/20271 mese
            Marzo01/03/202731/03/202701/04/20271 mese
            Aprile01/04/202730/04/202701/05/20271 mese
            Maggio01/05/202731/05/202701/06/20271 mese
            Giugno01/06/202730/06/202701/07/20271 mese
            Luglio01/07/202731/07/202701/08/20271 mese
            Agosto01/08/202731/08/202701/09/20271 mese
            Settembre01/09/202730/09/202701/10/20271 mese
            Ottobre01/10/202731/10/202701/11/20271 mese
            Novembre01/11/202730/11/202701/12/20271 mese
            Dicembre01/12/202731/12/202701/01/20281 mese

            Nota: Al gap di 1 mese si aggiunge sempre la finestra mobile di 3 mesi per la decorrenza effettiva della pensione.

            Chi Ha Iniziato l’APe Sociale dal 2024: Situazione Diversa

            I lavoratori che hanno iniziato a percepire l’APe Sociale dal 2024 in poi si trovano in una situazione diversa rispetto a chi è entrato nel 2023. La modifica del requisito anagrafico (da 63 a 63 anni e 5 mesi) crea un allineamento più favorevole con i requisiti pensionistici futuri.

            Calcolo per chi è entrato nel 2024:

            • Requisito anagrafico APe Sociale 2024: 63 anni e 5 mesi
            • Completamento 4 anni di indennità: nel 2028
            • Età al termine: 67 anni e 5 mesi
            • Requisito pensione vecchiaia 2028: 67 anni e 3 mesi

            Conclusione: Chi è entrato nell’APe Sociale dal 2024 maturerà i requisiti per la pensione di vecchiaia prima del termine dell’indennità. Non si creerà quindi il mese scoperto, anzi ci sarà una sovrapposizione che permetterà una transizione senza interruzioni.

            Questo dimostra come il problema del mese scoperto sia specifico per la coorte 2023, quella del “cambio di regole” tra vecchi e nuovi requisiti.

            Consigli Operativi per Chi Si Trova in Questa Situazione

            Se ti trovi tra i lavoratori interessati dal mese scoperto APe Sociale 2027, ecco una serie di consigli pratici per gestire al meglio la situazione.

            Verifica la Tua Situazione Contributiva

            Il primo passo è verificare con precisione la propria posizione:

            1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
            2. Consulta l’estratto conto contributivo aggiornato
            3. Verifica la data esatta di inizio dell’APe Sociale
            4. Controlla se hai altri requisiti pensionistici maturabili
            5. Simula la pensione con “La mia pensione futura”

            Se non riesci a fare queste verifiche autonomamente, il CAF Centro Fiscale può assisterti in tutte le operazioni.

            Pianifica con Anticipo

            Non aspettare l’ultimo momento per affrontare il problema:

            • 12 mesi prima: verifica la situazione e calcola le date esatte
            • 6 mesi prima: valuta le opzioni disponibili (contributi volontari, risparmi)
            • 3 mesi prima: presenta domanda di pensione di vecchiaia
            • 1 mese prima: accantona le risorse necessarie per il periodo scoperto

            Una pianificazione accurata evita ansie e problemi dell’ultimo minuto.

            Considera Tutte le Alternative Pensionistiche

            Prima di rassegnarti al mese scoperto, verifica se esistono alternative pensionistiche che potrebbero applicarsi al tuo caso:

            • Pensione anticipata ordinaria: se hai 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) nel 2026
            • Pensione anticipata contributiva: a 64 anni con almeno 20 anni di contributi, se interamente calcolata con sistema contributivo
            • Pensione di invalidità: se hai requisiti sanitari specifici
            • Pensione ai superstiti: se sei vedovo/a e il coniuge aveva maturato requisiti

            Ogni situazione è diversa: un’analisi personalizzata può rivelare opportunità non considerate.

            Non Interrompere i Rapporti con l’INPS

            Anche se l’APe Sociale termina, mantieni i contatti con l’INPS:

            • Controlla regolarmente la tua casella MyINPS
            • Leggi tutte le comunicazioni relative alla tua posizione
            • Rispondi tempestivamente a eventuali richieste di documentazione
            • Verifica lo stato della tua domanda di pensione

            Un ritardo nelle comunicazioni può allungare i tempi di liquidazione della pensione.

            Il Ruolo del CAF nella Gestione della Transizione APe Sociale

            Affrontare il passaggio dall’APe Sociale alla pensione di vecchiaia con il problema del mese scoperto richiede competenze tecniche e conoscenza approfondita della normativa previdenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per questa delicata transizione.

            Servizi offerti:

            • Verifica requisiti: analisi della posizione contributiva e calcolo delle date esatte
            • Simulazione pensione: stima dell’importo pensionistico atteso
            • Presentazione domande: compilazione e invio della domanda di pensione
            • Valutazione alternative: analisi di eventuali opzioni pensionistiche anticipate
            • Consulenza contributi volontari: calcolo costi e convenienza del versamento
            • Assistenza documentale: raccolta e verifica di tutta la documentazione necessaria

            I nostri operatori hanno esperienza specifica con le problematiche legate all’APe Sociale e possono guidarti passo dopo passo nella gestione del mese scoperto.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Cos’è esattamente il mese scoperto APe Sociale 2027?

            Il mese scoperto è un periodo di circa 30 giorni in cui i lavoratori che hanno iniziato l’APe Sociale nel 2023 a 63 anni non percepiscono né l’indennità (che termina al compimento dei 67 anni) né la pensione di vecchiaia (che dal 2027 richiede 67 anni e 1 mese). È una conseguenza dell’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

            Chi è coinvolto dal problema del mese scoperto?

            Sono coinvolti esclusivamente i lavoratori che hanno iniziato a percepire l’APe Sociale nel 2023 con il requisito di 63 anni e che compiranno 67 anni nel corso del 2027. Si tratta di disoccupati involontari, caregiver, invalidi civili e addetti a lavori gravosi che rientravano nei requisiti di allora.

            Posso richiedere la NASpI durante il mese scoperto?

            Nella maggior parte dei casi no. Chi ha avuto accesso all’APe Sociale come disoccupato aveva già esaurito la NASpI (requisito per l’accesso). Per richiedere una nuova NASpI sarebbe necessario un nuovo rapporto di lavoro e una nuova cessazione involontaria. Le altre categorie (caregiver, invalidi) non hanno diritto alla NASpI.

            Quanto costa versare contributi volontari per un mese?

            Il costo dei contributi volontari dipende dalla retribuzione media degli ultimi 12 mesi lavorati prima della cessazione. Indicativamente, per un mese di contributi volontari si può stimare un importo compreso tra 300 e 800 euro. Tuttavia, i contributi volontari coprono solo la posizione assicurativa, non forniscono un reddito durante il mese scoperto.

            Chi entra nell’APe Sociale nel 2024 avrà lo stesso problema?

            No. Chi è entrato nell’APe Sociale dal 2024 con il requisito di 63 anni e 5 mesi completerà i 4 anni di indennità nel 2028, quando avrà 67 anni e 5 mesi. Poiché il requisito per la pensione di vecchiaia nel 2028 sarà di 67 anni e 3 mesi, non ci sarà alcun mese scoperto ma anzi una leggera sovrapposizione favorevole.

            La pensione di vecchiaia parte automaticamente alla fine dell’APe Sociale?

            No, assolutamente. È necessario presentare una domanda specifica di pensione di vecchiaia all’INPS. La liquidazione non è automatica. È consigliabile presentare la domanda con un certo anticipo rispetto alla maturazione dei requisiti per evitare ritardi nell’erogazione.

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            Conclusione

            Il mese scoperto APe Sociale 2027 rappresenta una problematica reale per migliaia di lavoratori italiani che si troveranno senza copertura previdenziale nel passaggio dall’indennità alla pensione di vecchiaia. La combinazione tra la fine dell’APe Sociale al compimento dei 67 anni e l’innalzamento del requisito pensionistico a 67 anni e 1 mese crea un vuoto che richiede pianificazione e interventi mirati.

            Le soluzioni esistono ma vanno valutate caso per caso: dai contributi volontari all’utilizzo di risorse proprie, dalla verifica di alternative pensionistiche alla corretta pianificazione temporale della domanda.

            Hai bisogno di assistenza per gestire la transizione tra APe Sociale e pensione di vecchiaia? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
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            Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-19 09:31:252026-05-31 10:12:13Pensione di Vecchiaia dopo APe Sociale: Il Mese Scoperto con la Riforma 2027 e Come Risolverlo
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Contributi Volontari o Riscatto: Quale Scegliere per Andare Prima in Pensione

            Pensione 2026 INPS

            Sei vicino alla pensione ma ti mancano ancora alcuni anni di contributi per raggiungerla? Vorresti anticipare il pensionamento ma non sai se conviene versare contributi volontari oppure procedere con il riscatto di periodi non coperti? È una scelta che molti lavoratori si trovano ad affrontare, e la decisione sbagliata può costare migliaia di euro in più o ritardare ulteriormente l’uscita dal lavoro.

            In questa guida completa ti spieghiamo tutte le differenze tra contributi volontari e riscatto, con un confronto diretto su costi, requisiti, vantaggi e svantaggi di ciascuna opzione. Analizziamo quando conviene l’uno o l’altro, con esempi pratici e calcoli reali basati sulle normative 2026. Troverai anche la procedura dettagliata per presentare domanda all’INPS e una tabella comparativa per decidere rapidamente quale strada intraprendere.

            Che tu sia un lavoratore dipendente, un autonomo, un professionista o semplicemente una persona che vuole pianificare al meglio il proprio futuro previdenziale, questa guida ti fornisce tutti gli strumenti per fare la scelta giusta. Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per supportarti in ogni fase della valutazione e della domanda.

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            Indice dei contenuti

            1. Cosa Sono i Contributi Volontari
            2. Cosa È il Riscatto dei Contributi
            3. Confronto Diretto: Contributi Volontari vs Riscatto
            4. Esempi Pratici con Calcoli
            5. Costi Dettagliati 2026
            6. Procedura per Presentare Domanda all’INPS
            7. Vantaggi e Svantaggi
            8. Domande Frequenti

            Cosa Sono i Contributi Volontari

            I contributi volontari sono versamenti che un lavoratore può effettuare volontariamente all’INPS per coprire periodi in cui non è obbligato a versare contributi, ad esempio durante periodi di disoccupazione, aspettativa non retribuita, cessazione dell’attività lavorativa prima della pensione, o interruzione del lavoro autonomo. Si tratta di una forma di prosecuzione volontaria della contribuzione che permette di continuare a maturare anzianità contributiva anche quando non si lavora.

            La prosecuzione volontaria non è un diritto automatico: per accedere è necessario ottenere l’autorizzazione dall’INPS, che verifica il possesso di determinati requisiti contributivi minimi. Una volta autorizzato, il lavoratore può versare contributi volontari INPS per tutto il tempo necessario fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, con la libertà di sospendere e riprendere i versamenti secondo le proprie possibilità economiche.

            Come Funzionano i Contributi Volontari

            Il funzionamento dei contributi volontari si basa su un meccanismo semplice: il lavoratore versa periodicamente (mensilmente, trimestralmente o annualmente) una somma all’INPS calcolata sulla base della retribuzione media degli ultimi 12 mesi di lavoro precedenti la cessazione dell’attività. Questa retribuzione viene moltiplicata per l’aliquota contributiva prevista per la gestione di appartenenza (33% per i lavoratori dipendenti, percentuali diverse per artigiani e commercianti).

            Ad esempio, se un lavoratore dipendente aveva una retribuzione media mensile di 2.000 euro prima di cessare il rapporto di lavoro, il costo mensile dei contributi volontari sarà circa 660 euro (2.000 × 33%). Questo importo può essere versato mensilmente oppure cumulativamente ogni trimestre o anno. Ogni contributo versato viene accreditato regolarmente sull’estratto conto INPS e concorre al calcolo della futura pensione esattamente come i contributi obbligatori.

            Requisiti per Accedere ai Contributi Volontari

            Per ottenere l’autorizzazione ai contributi volontari è necessario soddisfare almeno uno di questi requisiti contributivi:

            • Almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) nell’intera vita lavorativa, di cui almeno 1 anno nei 5 anni precedenti la domanda
            • Oppure almeno 5 anni di contribuzione (260 settimane) nell’intera vita lavorativa, anche non recente

            Questi requisiti sono meno stringenti rispetto al passato e permettono l’accesso anche a lavoratori con carriere discontinue. È importante presentare la domanda di autorizzazione all’INPS entro 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine, la domanda può comunque essere presentata ma l’accredito dei contributi parte dalla data della domanda e non retroattivamente.

            Cosa È il Riscatto dei Contributi

            Il riscatto dei contributi è un istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi della vita lavorativa per i quali non sono stati versati contributi, pagando all’INPS un onere calcolato secondo specifiche regole. A differenza dei contributi volontari (che coprono periodi futuri), il riscatto permette di “recuperare” periodi passati per i quali non si è mai contribuito, trasformandoli in anni utili per la pensione.

            Il riscatto non è possibile per qualsiasi periodo: la legge prevede tassativamente quali periodi possono essere riscattati. Tra i più comuni ci sono il riscatto della laurea, il riscatto dei periodi di aspettativa non retribuita, il riscatto dei periodi di lavoro all’estero in Paesi non convenzionati, e il riscatto dei periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro.

            Riscatto della Laurea 2026

            Il riscatto della laurea è la tipologia più diffusa e permette di valorizzare gli anni del corso di studi universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato di ricerca, diplomi di specializzazione). Possono essere riscattati solo i periodi corrispondenti alla durata legale del corso, non gli anni fuori corso. Ad esempio, per una laurea magistrale di 5 anni si possono riscattare al massimo 5 anni, anche se la laurea è stata conseguita in 7 anni.

            Il costo del riscatto laurea varia significativamente in base all’età, al reddito e al sistema di calcolo pensionistico applicabile. Nel 2026 esistono tre modalità di calcolo:

            • Riscatto ordinario: costo elevato, calcolato con il metodo della riserva matematica. Costo tipico: 25.000-50.000 euro per 5 anni
            • Riscatto agevolato (solo per periodi dal 1996): costo ridotto, calcolato sul minimale contributivo. Costo tipico: 5.200 euro per anno 2026 (circa 26.000 euro per 5 anni)
            • Riscatto light per under 45: calcolo semplificato, costi intermedi

            Pace Contributiva 2026

            La cosiddetta pace contributiva, introdotta con il Decreto Legge 4/2019 e prorogata fino al 2026, permette di riscattare fino a 5 anni di periodi non coperti da contribuzione (i cosiddetti “buchi contributivi”) compresi tra il primo e l’ultimo contributo versato. È riservata ai lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

            Il costo si calcola applicando l’aliquota contributiva sul reddito minimale dell’anno di presentazione della domanda. Per il 2026, il costo annuo indicativo è di circa 5.700 euro per anno.

            Confronto Diretto: Contributi Volontari vs Riscatto

            La scelta tra contributi volontari e riscatto dipende dalla situazione personale, dall’età, dal reddito e dagli obiettivi previdenziali. Analizziamo i parametri principali per aiutarti a decidere quale opzione è più vantaggiosa nel tuo caso.

            Tabella Comparativa

            ParametroContributi VolontariRiscatto
            Periodo copertoFuturo (da oggi in avanti)Passato (periodi già trascorsi)
            Costo annuo medio7.000-10.000 euro (su reddito 25.000 €)5.200-30.000 euro (varia per tipologia)
            FlessibilitàAlta: sospendibile e riprendibileBassa: si paga tutto in unica o poche rate
            Detraibilità fiscaleSì, 100% deducibile dal redditoSì, deducibile fino a 5.164 €/anno oppure rateizzabile
            Autorizzazione INPSNecessaria (domanda entro 12 mesi)Non necessaria (domanda quando si vuole)
            Adatto a chi…Ha smesso di lavorare, giovane, carriera interrottaHa periodi scoperti nel passato, ha liquidità, vicino a pensione

            Quando Convengono i Contributi Volontari

            I contributi volontari sono la scelta ideale in queste situazioni:

            • Hai cessato il lavoro prima della pensione e vuoi continuare a maturare contributi
            • Sei giovane (sotto i 50 anni) e hai interrotto temporaneamente la carriera
            • Non hai liquidità immediata per pagare un riscatto oneroso
            • Vuoi flessibilità: i contributi volontari possono essere sospesi e ripresi
            • Hai una carriera discontinua e prevedi altri periodi futuri senza lavoro

            Quando Conviene il Riscatto

            Il riscatto è preferibile in queste situazioni:

            • Hai periodi scoperti nel passato (buchi contributivi, anni di università, aspettativa)
            • Sei vicino alla pensione (5-10 anni) e ti servono quegli anni mancanti
            • Hai liquidità disponibile (liquidazione, vendita immobile, eredità)
            • Il riscatto agevolato è applicabile: se hai periodi dal 1996 in poi, il costo è competitivo

            Esempi Pratici con Calcoli

            Per rendere più chiara la scelta, vediamo alcuni esempi pratici di lavoratori reali con situazioni diverse e calcoliamo quale opzione è più conveniente.

            Esempio 1: Lavoratore Dipendente 58 Anni

            Situazione: Mario ha 58 anni, ha lavorato come dipendente per 39 anni e gli mancano 3 anni di contributi per raggiungere i 42 anni e 10 mesi necessari per la pensione anticipata 2026. Ha smesso di lavorare a maggio 2025 per motivi di salute.

            Retribuzione media: 2.500 euro mensili (30.000 euro annui)

            Opzione A – Contributi volontari per 3 anni:

            • Costo annuo: 30.000 € × 33% = 9.900 euro/anno
            • Costo totale 3 anni: 29.700 euro
            • Risparmio fiscale (aliquota IRPEF 35%): 29.700 × 35% = 10.395 euro
            • Costo netto: 19.305 euro

            Opzione B – Riscatto pace contributiva per 3 anni:

            • Costo: 5.700 euro/anno × 3 = 17.100 euro
            • Risparmio fiscale (deduzione in 10 anni): circa 5.985 euro totali
            • Costo netto: 11.115 euro
            • Tempo: immediato (ottiene subito i 3 anni)

            Conclusione: Il riscatto pace contributiva costa meno (11.115 vs 19.305 euro netti) e permette di ottenere subito i 3 anni mancanti, anticipando l’uscita. È la scelta migliore per Mario.

            Esempio 2: Professionista 45 Anni con Laurea

            Situazione: Laura, 45 anni, libera professionista. Ha conseguito la laurea magistrale in 5 anni (2000-2005) ma non l’ha mai riscattata. Ha lavorato regolarmente dal 2006. Vuole andare in pensione a 67 anni (tra 22 anni) ma le mancano 5 anni di contributi per raggiungere i 20 anni minimi.

            Reddito professionale medio: 35.000 euro annui

            Opzione A – Contributi volontari: Non applicabile (Laura lavora regolarmente)

            Opzione B – Riscatto laurea agevolato (5 anni):

            • Costo: 5.200 euro/anno × 5 = 26.000 euro
            • Risparmio fiscale (deduzione rateizzata 10 anni, aliquota 38%): circa 9.880 euro
            • Costo netto: 16.120 euro

            Conclusione: Il riscatto laurea agevolato è l’unica opzione praticabile e costa 16.120 euro netti. Conviene farlo ora per evitare di trovarsi senza requisiti a 67 anni.

            Costi Dettagliati 2026: Quanto Si Paga Realmente

            Comprendere i costi reali di contributi volontari e riscatto è fondamentale per pianificare la spesa. Vediamo nel dettaglio le cifre aggiornate al 2026.

            Costo Contributi Volontari 2026

            Il costo dei contributi volontari dipende dalla retribuzione media degli ultimi 12 mesi di lavoro e dall’aliquota contributiva:

            • Lavoratori dipendenti: aliquota 33%
            • Artigiani: aliquota 24% fino a 51.074 euro
            • Commercianti: aliquota 24,48% fino a 51.074 euro
            • Gestione Separata: aliquota 33%
            Retribuzione mensileRetribuzione annuaCosto annuo contributiCosto mensile
            1.500 €18.000 €5.940 €495 €
            2.000 €24.000 €7.920 €660 €
            2.500 €30.000 €9.900 €825 €
            3.000 €36.000 €11.880 €990 €

            Costo Riscatto Laurea 2026

            Riscatto agevolato (periodi dal 1996):

            • Base di calcolo: minimale annuo contributivo 2026 = circa 17.504 euro
            • Aliquota: 33%
            • Costo per anno: 5.776 euro
            • Costo laurea magistrale 5 anni: 28.880 euro

            Riscatto ordinario (periodi ante-1996):

            • Calcolo con riserva matematica (molto variabile)
            • Costo indicativo: 25.000-55.000 euro per 5 anni

            Risparmio Fiscale: Quanto Recuperi

            Sia i contributi volontari che il riscatto sono completamente deducibili dal reddito imponibile, generando un risparmio fiscale che riduce il costo effettivo. Con la deduzione fiscale, il vantaggio è proporzionale alla tua aliquota IRPEF:

            Scaglione IRPEFAliquotaRisparmio su 10.000 € versatiCosto effettivo netto
            Fino a 28.000 €23%2.300 €7.700 €
            28.001-50.000 €35%3.500 €6.500 €
            Oltre 50.000 €43%4.300 €5.700 €

            Il risparmio fiscale è immediato per i contributi volontari (si deduce con la dichiarazione dei redditi dell’anno stesso), mentre per il riscatto può essere immediato (se pagato in unica soluzione) oppure dilazionato (se rateizzato in 10 anni).

            Procedura per Presentare Domanda all’INPS

            La procedura per accedere a contributi volontari o riscatto è diversa per ciascuna opzione. Vediamo passo per passo come presentare la domanda all’INPS.

            Come Richiedere l’Autorizzazione ai Contributi Volontari

            Per versare contributi volontari è necessario ottenere prima l’autorizzazione dall’INPS. La domanda va presentata online tramite il portale INPS o tramite CAF/patronato.

            Step 1: Verifica requisiti

            • Controlla di avere almeno 3 anni di contributi con 1 anno negli ultimi 5, oppure 5 anni totali
            • Verifica di essere entro 12 mesi dalla cessazione del lavoro

            Step 2: Accedi al portale INPS

            • Entra su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
            • Cerca il servizio “Domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria”
            • Compila la domanda online

            Step 3: Attendi la risposta INPS

            • L’INPS verifica i requisiti ed emette il provvedimento entro 60-90 giorni
            • Ricevi via PEC la comunicazione con l’importo del contributo

            Step 4: Inizia i versamenti

            • Ricevi i bollettini MAV dall’INPS oppure genera i pagamenti PagoPA
            • Versa i contributi con la cadenza scelta (mensile, trimestrale, annuale)

            Come Presentare Domanda di Riscatto

            La domanda di riscatto non richiede autorizzazione preventiva e può essere presentata in qualsiasi momento.

            Step 1: Raccogli la documentazione

            • Per riscatto laurea: certificato di laurea con durata legale del corso, date inizio/fine
            • Per riscatto pace contributiva: estratto conto contributivo INPS

            Step 2: Presenta la domanda online

            • Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
            • Cerca “Domanda di riscatto periodi” o “Riscatto laurea”
            • Compila il modulo e allega la documentazione

            Step 3: Ricevi il calcolo dell’onere

            • L’INPS calcola l’onere entro 60-120 giorni e ti comunica l’importo totale
            • Puoi scegliere se pagare in unica soluzione oppure rateizzare fino a 120 rate (10 anni)

            Step 4: Effettua il pagamento

            • Versa la prima rata (o l’intero importo) tramite bollettino INPS o PagoPA
            • I contributi riscattati vengono accreditati dopo il pagamento della prima rata

            Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della domanda, nel calcolo della convenienza, nella raccolta della documentazione e nel monitoraggio dell’iter. Contattaci per una consulenza personalizzata.

            Vantaggi e Svantaggi di Ciascuna Opzione

            Per aiutarti a decidere, riassumiamo i principali vantaggi e svantaggi di contributi volontari e riscatto.

            Contributi Volontari: Pro e Contro

            ✅ Vantaggi:

            • Massima flessibilità: puoi sospendere, riprendere, modificare l’importo
            • Nessuna spesa iniziale elevata: paghi gradualmente
            • Deducibilità fiscale immediata: recuperi le tasse l’anno stesso
            • Adatto a carriere discontinue

            ❌ Svantaggi:

            • Non copre il passato: serve solo per periodi futuri
            • Richiede autorizzazione INPS: domanda entro 12 mesi dalla cessazione lavoro
            • Costo legato al reddito precedente: se avevi reddito alto, l’importo è oneroso

            Riscatto Contributi: Pro e Contro

            ✅ Vantaggi:

            • Copre il passato: recuperi anni già trascorsi, chiudendo i buchi contributivi
            • Nessuna autorizzazione preventiva: puoi presentare domanda quando vuoi
            • Effetto immediato: una volta pagato, quei contributi sono accreditati subito
            • Costo competitivo con riscatto agevolato: circa 5.776 euro/anno per periodi dal 1996
            • Rateizzabile fino a 10 anni: non serve liquidità immediata

            ❌ Svantaggi:

            • Costo elevato per riscatto ordinario: se i periodi sono ante-1996, può superare 50.000 euro per 5 anni
            • Nessuna flessibilità: una volta avviata la rateizzazione, sei vincolato
            • Non applicabile a tutti i periodi: solo periodi riscattabili per legge
            • Non copre il futuro: serve solo per il passato

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            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Posso versare contributi volontari mentre lavoro?

            No, i contributi volontari sono riservati a chi ha cessato l attivita lavorativa e non versa piu contributi obbligatori. Se stai lavorando regolarmente, non puoi accedere alla prosecuzione volontaria. L unica eccezione riguarda i periodi di aspettativa non retribuita.

            Quanto costa riscattare la laurea nel 2026?

            Il costo del riscatto laurea 2026 varia in base al tipo di calcolo. Con il riscatto agevolato (periodi dal 1996) il costo e di circa 5.776 euro per anno, quindi 28.880 euro per 5 anni. Con il riscatto ordinario (periodi ante-1996) il costo puo arrivare a 25.000-55.000 euro per 5 anni.

            I contributi volontari valgono come quelli obbligatori?

            Si, i contributi volontari hanno lo stesso valore dei contributi obbligatori sia ai fini del diritto alla pensione sia ai fini del calcolo dell importo. L unica differenza e che li versi volontariamente tu, mentre quelli obbligatori sono versati dal datore di lavoro o da te come autonomo durante l attivita lavorativa.

            Posso rateizzare il riscatto dei contributi?

            Si, l onere di riscatto puo essere rateizzato fino a 120 rate mensili (10 anni). Le rate sono senza interessi e vengono addebitate tramite bollettino MAV o domiciliazione bancaria. Puoi anche estinguere anticipatamente il debito residuo senza penali. La deduzione fiscale segue il pagamento delle rate.

            Conviene di piu il riscatto o i contributi volontari?

            Dipende dalla tua situazione. Il riscatto conviene se hai periodi scoperti nel passato, sei vicino alla pensione e hai liquidita disponibile. I contributi volontari convengono se hai cessato il lavoro, sei giovane, non hai liquidita immediata e vuoi flessibilita nei versamenti. In molti casi la soluzione migliore e combinare entrambi.


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            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere la soluzione migliore tra contributi volontari e riscatto, con calcoli personalizzati e assistenza completa nella presentazione della domanda INPS.

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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Marzo 18, 2026/0 Commenti/da pio.galasso
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 pio.galasso https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png pio.galasso2026-03-18 10:27:192026-05-31 10:10:50Contributi Volontari o Riscatto: Quale Scegliere per Andare Prima in Pensione
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              Contributi che Abbassano la Pensione: Come Neutralizzarli per un Assegno Più Alto

              Pensione 2026 INPS

              Quando si calcola la pensione, non tutti i contributi versati o accreditati hanno lo stesso peso. Alcuni contributi figurativi, infatti, possono abbassare l’importo della pensione invece di aumentarlo. Questo fenomeno, poco conosciuto ma molto rilevante, riguarda soprattutto chi ha periodi di disoccupazione, malattia, maternità o cassa integrazione nel proprio estratto contributivo. La buona notizia? Esiste un rimedio: la neutralizzazione dei contributi.

              In questa guida completa scoprirai quali contributi rischiano di penalizzarti, come funziona il meccanismo di neutralizzazione e come richiederlo all’INPS per ottenere un assegno pensionistico più alto. Ti accompagneremo passo dopo passo, con esempi pratici, tabelle comparative e riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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              Indice dei contenuti

              1. Cosa sono i contributi “dannosi” per la pensione
              2. Calcolo contributivo vs retributivo: le differenze
              3. Contributi figurativi e il loro impatto sul montante
              4. La neutralizzazione dei contributi: cos’è e come funziona
              5. Casi specifici: NASPI, malattia, maternità e CIG
              6. Quando conviene neutralizzare e quando no
              7. Come richiedere la neutralizzazione all’INPS
              8. Documentazione necessaria e tempistiche
              9. Esempi pratici di calcolo con cifre reali
              10. Domande frequenti (FAQ)

              Cosa Sono i Contributi “Dannosi” per la Pensione

              I cosiddetti contributi “dannosi” sono quegli accrediti contributivi che, pur allungando l’anzianità contributiva, abbassano la retribuzione pensionabile media o il montante contributivo utilizzato per calcolare l’assegno pensionistico.

              Si tratta principalmente di contributi figurativi accreditati dall’INPS per periodi in cui il lavoratore non ha svolto attività lavorativa retribuita, come:

              • Disoccupazione (NASPI, ex ASpI, Mobilità)
              • Malattia prolungata
              • Maternità/Paternità obbligatoria e facoltativa
              • Cassa Integrazione Guadagni (CIG ordinaria, straordinaria, in deroga)
              • Servizio militare/civile
              • Assegno ordinario di invalidità

              Questi periodi vengono “coperti” con contributi figurativi che, però, sono calcolati su retribuzioni convenzionali spesso inferiori a quelle effettivamente percepite durante i periodi di lavoro attivo. Il risultato? Abbassano la media retributiva (nel sistema retributivo/misto) o contribuiscono con importi ridotti al montante (nel sistema contributivo puro).

              Esempio concreto: Un lavoratore che negli ultimi 10 anni ha guadagnato mediamente 30.000 euro lordi annui, ma ha avuto 2 anni di NASPI con retribuzione convenzionale di 15.000 euro, vede la sua media retributiva scendere sensibilmente, con una pensione finale più bassa del 10-15%.

              Calcolo Contributivo vs Retributivo: Le Differenze

              Per comprendere appieno l’impatto dei contributi figurativi, è fondamentale conoscere i due sistemi di calcolo della pensione in Italia:

              Sistema Retributivo (pre-1996)

              Applicato ai periodi contributivi maturati fino al 31 dicembre 1995. La pensione si calcola in base alla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro (generalmente gli ultimi 5-10 anni).

              Formula semplificata:

              Pensione annua = Retribuzione media pensionabile × Aliquota di rendimento (circa 2% per ogni anno di contributi) × Anni di contributi

              In questo sistema, i contributi figurativi con retribuzione convenzionale bassa abbassano la media pensionabile, riducendo l’assegno finale.

              Sistema Contributivo (post-1996)

              Applicato ai periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 1996 in poi (e interamente per chi ha iniziato a lavorare dopo tale data). La pensione si calcola sul montante contributivo, cioè la somma di tutti i contributi versati rivalutati annualmente.

              Formula semplificata:

              Pensione annua = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione (dipende dall’età di pensionamento)

              Anche qui, i contributi figurativi accreditati su importi ridotti contribuiscono poco al montante, penalizzando l’assegno finale.

              Sistema Misto

              La maggior parte dei lavoratori italiani rientra nel sistema misto: parte della pensione calcolata con il sistema retributivo (contributi pre-1996) e parte con il contributivo (contributi post-1996). Per questi lavoratori, la neutralizzazione può essere particolarmente vantaggiosa nella quota retributiva.

              Contributi Figurativi e il Loro Impatto sul Montante

              I contributi figurativi sono accrediti contributivi che l’INPS riconosce per periodi in cui il lavoratore non ha versato contributi a causa di eventi tutelati dalla legge (maternità, malattia, disoccupazione involontaria, ecc.).

              Come vengono calcolati?

              • Base di calcolo: La retribuzione/reddito utilizzata come base per l’accredito figurativo è spesso inferiore alla retribuzione effettiva del lavoratore. Ad esempio, per la NASPI si usa il 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni (con massimali INPS).
              • Aliquota contributiva: Non sempre viene applicata l’aliquota piena (33% per dipendenti), ma spesso aliquote ridotte.
              • Rivalutazione: I contributi figurativi vengono rivalutati annualmente come quelli ordinari, ma partendo da una base più bassa.

              Tabella comparativa: Contributo effettivo vs Figurativo

              SituazioneRetribuzione annuaContributi accreditatiImpatto sul montante
              Lavoro attivo30.000 euro~9.900 euro (33%)ALTO
              NASPI (figurativo)18.000 euro (convenzionale)~5.940 euroMEDIO-BASSO
              Malattia (figurativo)15.000 euro (convenzionale)~4.950 euroBASSO

              Come si vede, a parità di anno contributivo, un periodo di NASPI contribuisce al montante con circa il 40% in meno rispetto a un anno di lavoro effettivo a tempo pieno.

              La Neutralizzazione dei Contributi: Cos’è e Come Funziona

              La neutralizzazione dei contributi è un istituto giuridico previsto dalla Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che consente di escludere dal calcolo della pensione i periodi di contribuzione figurativa che risultano penalizzanti per il lavoratore.

              Normativa di riferimento

              • Art. 3, comma 7, Legge 335/1995: Prevede la facoltà di neutralizzare i periodi di minor reddito nel calcolo della quota contributiva.
              • Circolare INPS n. 180/2015: Chiarisce le modalità operative per la neutralizzazione dei contributi figurativi.
              • Messaggio INPS n. 1278/2022: Aggiornamento sulle procedure di calcolo e neutralizzazione.
              • Decreto Legislativo 30 dicembre 2023 n. 216: Ulteriori precisazioni sulla neutralizzazione nei casi di CIG e NASPI.

              Come funziona la neutralizzazione

              Il meccanismo è concettualmente semplice:

              1. L’INPS calcola la pensione in due modalità: con i contributi figurativi e senza (neutralizzandoli).
              2. Confronta i due importi.
              3. Assegna al pensionato l’importo più favorevole.

              ATTENZIONE: La neutralizzazione NON elimina i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione (anzianità contributiva minima), ma solo ai fini del calcolo dell’importo. Quindi, se hai 20 anni di contributi di cui 2 di NASPI, mantieni sempre i 20 anni per il diritto alla pensione, ma l’importo viene calcolato come se avessi lavorato solo 18 anni con retribuzioni più alte.

              Quali contributi si possono neutralizzare

              Possono essere neutralizzati i contributi figurativi relativi a:

              • Disoccupazione indennizzata (NASPI, ASpI, Mobilità, ex DS)
              • Cassa Integrazione Guadagni (ordinaria, straordinaria, in deroga)
              • Malattia prolungata (oltre i 6 mesi continuativi)
              • Maternità/Paternità obbligatoria e facoltativa (in alcuni casi specifici)
              • Assegno ordinario di invalidità

              NON possono essere neutralizzati:

              • I contributi volontari (sono già una scelta del lavoratore).
              • I contributi da riscatto (laurea, altri periodi).
              • I contributi figurativi per servizio militare (non penalizzano la retribuzione media).

              Casi Specifici: NASPI, Malattia, Maternità e CIG

              NASPI e Disoccupazione

              La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Durante la fruizione della NASPI, l’INPS accredita contributi figurativi calcolati su una retribuzione convenzionale pari al 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni, con un massimale di circa 1.550 euro mensili lordi (dati 2026).

              Impatto sulla pensione: Se la tua retribuzione effettiva era di 2.500 euro/mese, ma la NASPI accredita contributi su 1.550 euro, stai perdendo circa il 38% di contribuzione potenziale per quei mesi.

              Convenienza neutralizzazione: Quasi sempre conveniente se hai avuto periodi lunghi di NASPI (oltre 12 mesi) con retribuzioni precedenti medio-alte.

              Malattia prolungata

              Per periodi di malattia superiori a 6 mesi continuativi, l’INPS accredita contributi figurativi su una retribuzione convenzionale spesso ridotta rispetto a quella effettiva.

              Convenienza neutralizzazione: Valutare caso per caso. Se la malattia è avvenuta in anni di alta retribuzione, neutralizzare può essere vantaggioso.

              Maternità e Paternità

              I contributi figurativi per maternità obbligatoria sono generalmente accreditati sull’ultima retribuzione effettiva, quindi raramente penalizzano. Tuttavia, per la maternità facoltativa (congedo parentale), l’accredito può essere ridotto.

              Convenienza neutralizzazione: Di solito non conveniente per la maternità obbligatoria; da valutare per il congedo parentale prolungato.

              Cassa Integrazione Guadagni (CIG)

              Durante la CIG, l’INPS accredita contributi figurativi calcolati sull’80% della retribuzione persa a causa della riduzione/sospensione dell’attività. Anche qui, la base è ridotta.

              Convenienza neutralizzazione: Molto conveniente se hai avuto periodi lunghi di CIG (es. 12-24 mesi) con CIGO/CIGS a zero ore.

              Quando Conviene Neutralizzare e Quando No

              La neutralizzazione non è sempre conveniente. Ci sono situazioni in cui mantenere i contributi figurativi nel calcolo è più vantaggioso.

              Quando CONVIENE neutralizzare

              • Periodi lunghi di NASPI/CIG (oltre 12 mesi) con retribuzioni precedenti medio-alte.
              • Contributi figurativi negli ultimi 10 anni di carriera (influenzano pesantemente il calcolo retributivo).
              • Differenza significativa tra retribuzione effettiva e convenzionale (oltre il 30%).
              • Sistema misto con quota retributiva elevata (lavoratori con contributi pre-1996).

              Quando NON conviene neutralizzare

              • Periodi brevi di contribuzione figurativa (1-3 mesi).
              • Retribuzione effettiva bassa o simile a quella convenzionale.
              • Rischio di non raggiungere l’anzianità minima per la pensione (es. se hai esattamente 20 anni di contributi e neutralizzi 2 anni, potresti perdere il diritto).
              • Sistema contributivo puro con carriera discontinua: neutralizzare potrebbe ridurre troppo il montante.

              Consiglio pratico: Prima di richiedere la neutralizzazione, chiedi al CAF o al patronato una simulazione comparativa con e senza neutralizzazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio gratuitamente.

              Come Richiedere la Neutralizzazione all’INPS

              La neutralizzazione NON è automatica. Devi richiederla esplicitamente all’INPS al momento della domanda di pensione.

              Procedura passo-passo

              1. Verifica l’estratto contributivo: Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID/CIE/CNS e scarica l’estratto contributivo. Identifica i periodi di contribuzione figurativa (NASPI, CIG, malattia).
              2. Richiedi una simulazione pensione: Utilizza il servizio “La mia pensione futura” sul sito INPS o rivolgiti a un CAF/patronato per una simulazione più accurata.
              3. Compila la domanda di pensione: Nella domanda di pensione online (modulo AP01 o AP03), c’è una sezione specifica dove puoi richiedere la valutazione della neutralizzazione. Spunta la casella “Richiedo la valutazione dei periodi contributivi figurativi ai fini della neutralizzazione”.
              4. Allega documentazione: Se richiesta, fornisci i certificati di malattia, prospetti NASPI/CIG dell’INPS, buste paga dei periodi precedenti.
              5. Attendi il calcolo dell’INPS: L’INPS calcolerà la pensione con e senza neutralizzazione e ti assegnerà automaticamente l’importo più favorevole.

              Canali di presentazione

              • Online: Portale INPS (www.inps.it) → Servizi → Domanda pensione.
              • Tramite CAF/Patronato: Il CAF Centro Fiscale di Udine può compilare e inviare la domanda per tuo conto, verificando tutti i requisiti.
              • Contact Center INPS: Tel. 803 164 (da fisso) o 06 164164 (da mobile, a pagamento).

              Documentazione Necessaria e Tempistiche

              Documenti da preparare

              • Documento d’identità e codice fiscale.
              • Estratto contributivo INPS aggiornato (scaricabile online).
              • Certificati di disoccupazione NASPI con importi percepiti (già in possesso dell’INPS, ma utile averli).
              • Prospetti CIG rilasciati dall’azienda o dall’INPS.
              • Certificati di malattia per periodi superiori a 6 mesi (se richiesti).
              • Buste paga degli anni precedenti ai periodi figurativi (per dimostrare la retribuzione effettiva più alta).
              • Modello CU (Certificazione Unica) degli anni interessati.

              Tempistiche

              • Presentazione domanda pensione: Da presentare almeno 3 mesi prima della data prevista di pensionamento.
              • Valutazione neutralizzazione: L’INPS impiega circa 60-90 giorni per calcolare la pensione e comunicare l’esito.
              • Ricorso in caso di diniego: Se l’INPS nega la neutralizzazione o calcola male, puoi presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione.

              Consiglio: Non aspettare l’ultimo momento. Rivolgiti al CAF con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di pensionamento per avere tempo di verificare tutto con calma.

              Esempi Pratici di Calcolo con Cifre Reali

              Vediamo due casi concreti per capire l’impatto della neutralizzazione.

              Esempio 1: Mario, sistema misto, 2 anni di NASPI

              Profilo:

              • Età: 67 anni (pensione di vecchiaia 2026)
              • Anzianità contributiva: 38 anni (di cui 18 anni pre-1996, 20 anni post-1996)
              • Retribuzione media ultimi 10 anni: 32.000 euro/anno
              • Periodo NASPI: 2 anni (2023-2024) con retribuzione convenzionale di 18.000 euro/anno

              Calcolo SENZA neutralizzazione:

              • Quota retributiva (18 anni pre-1996): Circa 1.100 euro/mese
              • Quota contributiva (20 anni post-1996, inclusi 2 di NASPI): Circa 650 euro/mese
              • Totale pensione lorda mensile: 1.750 euro

              Calcolo CON neutralizzazione (esclusi 2 anni NASPI):

              • Quota retributiva (18 anni pre-1996): Circa 1.100 euro/mese (invariata)
              • Quota contributiva (18 anni effettivi post-1996, esclusi 2 NASPI): Circa 720 euro/mese
              • Totale pensione lorda mensile: 1.820 euro

              Guadagno con neutralizzazione: +70 euro/mese (circa +910 euro/anno lordi). Su 20 anni di pensione stimata, sono circa 18.200 euro lordi in più!

              Esempio 2: Giulia, sistema contributivo puro, 18 mesi di CIG

              Profilo:

              • Età: 67 anni
              • Anzianità contributiva: 22 anni (tutti post-1996, sistema contributivo puro)
              • Retribuzione media: 28.000 euro/anno
              • Periodo CIG: 18 mesi (2020-2021) con retribuzione convenzionale di 14.000 euro/anno

              Calcolo SENZA neutralizzazione:

              • Montante contributivo totale: Circa 145.000 euro
              • Coefficiente di trasformazione a 67 anni (2026): 5,723%
              • Pensione annua lorda: 145.000 × 5,723% = 8.298 euro (691 euro/mese)

              Calcolo CON neutralizzazione (esclusi 18 mesi CIG):

            • Montante contributivo totale: Circa 150.500 euro (contributi CIG esclusi, ma anni utili ridotti a 20,5)
            • Coefficiente di trasformazione: 5,723%
            • Pensione annua lorda: 150.500 × 5,723% = 8.613 euro (718 euro/mese)
            • Guadagno con neutralizzazione: +27 euro/mese (circa +350 euro/anno lordi).

              Nota: Nel sistema contributivo puro, la neutralizzazione è meno vantaggiosa che nel misto/retributivo, ma comunque utile.

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                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                Lady
                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 13:08:352026-05-31 14:05:25Contributi che Abbassano la Pensione: Come Neutralizzarli per un Assegno Più Alto
                CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

                Pensione Anticipata con Part-Time: Come Funziona la Staffetta Generazionale nelle PMI

                Pensione 2026 INPS

                Indice dei contenuti

                1. Cos’è la Staffetta Generazionale
                2. Come Funziona la Pensione Anticipata con Part-Time
                3. Requisiti per il Lavoratore Senior
                4. Requisiti per le PMI
                5. Vantaggi Fiscali e Contributivi
                6. Come Attivare la Staffetta Generazionale
                7. Calcolo della Pensione Ridotta
                8. Esempi Pratici di Calcolo
                9. Staffetta vs Altre Forme di Prepensionamento
                10. Domande Frequenti

                La pensione anticipata con part-time, nota anche come staffetta generazionale, è uno strumento innovativo che consente ai lavoratori senior di avvicinarsi gradualmente alla pensione definitiva riducendo l’orario di lavoro, mentre l’azienda assume contemporaneamente giovani lavoratori per favorire il ricambio generazionale. Questa misura, particolarmente vantaggiosa per le piccole e medie imprese (PMI), combina benefici previdenziali per i dipendenti senior con incentivi fiscali e contributivi per le aziende che promuovono l’occupazione giovanile.

                In questa guida completa scoprirai come funziona la staffetta generazionale nel 2026, quali sono i requisiti per accedere alla pensione anticipata con riduzione dell’orario, quali vantaggi fiscali offre alle PMI e come si calcola l’assegno pensionistico ridotto durante il periodo di part-time. Analizzeremo anche esempi pratici di calcolo per comprendere l’impatto economico reale di questa scelta previdenziale.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste lavoratori e aziende nella valutazione della convenienza della staffetta generazionale, nel calcolo preventivo della pensione e nella gestione delle pratiche INPS necessarie per attivare il meccanismo.

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                Cos’è la Staffetta Generazionale

                La staffetta generazionale è un meccanismo previdenziale che permette ai lavoratori dipendenti prossimi alla pensione di ridurre il proprio orario di lavoro (trasformazione in part-time) mantenendo la contribuzione pensionistica piena, mentre l’azienda si impegna ad assumere lavoratori più giovani (generalmente sotto i 35 anni) per compensare le ore lavorative ridotte dal senior.

                Questo strumento nasce dall’esigenza di conciliare tre obiettivi fondamentali:

                • Facilitare il pensionamento graduale dei lavoratori senior che desiderano ridurre progressivamente il carico lavorativo prima del pensionamento definitivo
                • Favorire l’occupazione giovanile attraverso l’inserimento di nuove risorse qualificate nelle imprese
                • Garantire il trasferimento di competenze tra generazioni diverse all’interno dell’azienda (mentoring e affiancamento)

                La normativa prevede che il lavoratore senior possa ridurre l’orario dal 40% al 60% (quindi lavorare dal 40% al 60% dell’orario precedente), mentre l’INPS versa i contributi pensionistici come se continuasse a lavorare a tempo pieno. Questo significa che il lavoratore matura anzianità contributiva piena nonostante lavori meno ore.

                Il meccanismo è particolarmente interessante per le PMI perché permette di gestire il turnover generazionale in modo programmato, evitando la perdita improvvisa di competenze critiche e beneficiando di sgravi contributivi per le nuove assunzioni.

                Come Funziona la Pensione Anticipata con Part-Time

                Il funzionamento della staffetta generazionale si articola in quattro fasi principali:

                1. Trasformazione del Contratto a Part-Time

                Il lavoratore senior e l’azienda concordano la riduzione dell’orario di lavoro che può variare dal 40% al 60% dell’orario originario. Ad esempio, un dipendente che lavora 40 ore settimanali può ridurre a 16-24 ore settimanali.

                La trasformazione richiede un accordo individuale scritto tra lavoratore e datore di lavoro, in cui vengono specificati:

                • La percentuale di riduzione dell’orario
                • La durata del periodo di staffetta (massimo 3 anni)
                • La nuova articolazione dell’orario settimanale/mensile
                • La retribuzione ridotta proporzionalmente

                2. Assunzione del Giovane Lavoratore

                L’azienda si impegna ad assumere, entro 6 mesi dalla trasformazione part-time del senior, un lavoratore giovane (generalmente under 35) con contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno 12 mesi.

                Il giovane lavoratore deve coprire almeno le ore lasciate libere dal senior. Ad esempio, se il senior riduce da 40 a 24 ore (-16 ore), il giovane deve essere assunto per almeno 16 ore settimanali.

                3. Contribuzione Figurativa INPS

                Qui sta il vantaggio previdenziale chiave: l’INPS versa contributi figurativi per le ore non lavorate dal senior, come se continuasse a lavorare a tempo pieno. Questo significa che:

                • Il lavoratore matura anzianità contributiva piena ai fini pensionistici
                • La base pensionabile non viene ridotta proporzionalmente alle ore lavorate
                • Il calcolo della futura pensione tiene conto della retribuzione figurativa a tempo pieno

                I contributi figurativi sono a carico della gestione pensionistica INPS, non dell’azienda né del lavoratore.

                4. Pensionamento Definitivo

                Al termine del periodo di staffetta (massimo 3 anni), il lavoratore senior accede alla pensione definitiva avendo maturato:

                • Tutti i requisiti contributivi necessari (grazie alla contribuzione figurativa)
                • Un importo pensionistico calcolato sulla base della retribuzione piena pre-riduzione
                • Un periodo di transizione graduale che ha permesso di prepararsi psicologicamente e finanziariamente al pensionamento

                Requisiti per il Lavoratore Senior

                Per accedere alla staffetta generazionale, il lavoratore senior deve soddisfare requisiti specifici sia di età che contributivi.

                Requisiti Anagrafici e Contributivi

                Il lavoratore deve trovarsi entro 3 anni dal pensionamento per:

                • Pensione di vecchiaia: essere a massimo 3 anni dai 67 anni (età pensionabile 2026), quindi avere almeno 64 anni
                • Pensione anticipata: essere a massimo 3 anni dai requisiti contributivi (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne nel 2026)
                • Quota 103: essere a massimo 3 anni dal conseguimento della quota (62 anni + 41 anni contributi)

                In pratica, possono accedere alla staffetta:

                • Lavoratori con almeno 64 anni di età che matureranno la pensione di vecchiaia entro 3 anni
                • Lavoratori con almeno 39 anni di contributi (uomini) o 38 anni (donne) che matureranno la pensione anticipata contributiva entro 3 anni
                • Lavoratori che rientrano nei requisiti delle pensioni anticipate flessibili (Quota 103, APE Sociale, ecc.)

                Tipo di Contratto

                La staffetta generazionale è riservata ai lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Sono esclusi:

                • Lavoratori autonomi e liberi professionisti
                • Dipendenti pubblici (salvo specifiche deroghe contrattuali)
                • Lavoratori a tempo determinato
                • Collaboratori e co.co.co.

                Consenso Volontario

                La trasformazione a part-time nell’ambito della staffetta deve essere sempre volontaria e concordata tra lavoratore e azienda. Il datore di lavoro non può imporre unilateralmente la riduzione dell’orario.

                Il lavoratore ha diritto di revocare il consenso entro limiti temporali definiti dall’accordo (generalmente con preavviso di 30-60 giorni), ma in tal caso decade il beneficio della contribuzione figurativa per il periodo residuo.

                Requisiti per le PMI

                Anche le aziende devono rispettare requisiti specifici per attivare il meccanismo di staffetta generazionale e beneficiare degli incentivi contributivi.

                Dimensione Aziendale

                La staffetta generazionale è dedicata principalmente alle piccole e medie imprese (PMI), definite come:

                • Imprese con meno di 250 dipendenti
                • Fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro

                Anche le grandi imprese possono applicare la staffetta generazionale, ma con minori benefici fiscali (gli sgravi contributivi sono ridotti o assenti).

                Obbligo di Assunzione

                L’azienda deve assumere, entro 6 mesi dalla trasformazione part-time del lavoratore senior:

                • Un lavoratore under 35 (in alcuni casi fino a 40 anni se disoccupati da oltre 6 mesi)
                • Con contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno 12 mesi
                • Per un orario almeno pari alle ore ridotte dal senior

                L’assunzione deve essere aggiuntiva rispetto alla forza lavoro esistente (incremento netto dell’occupazione), non può sostituire lavoratori licenziati nei 12 mesi precedenti.

                Regolarità Contributiva

                L’azienda deve essere in regola con:

                • Il versamento dei contributi previdenziali INPS
                • Il versamento dei premi assicurativi INAIL
                • Gli obblighi retributivi e contrattuali previsti dai CCNL applicati

                Il possesso del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è prerequisito obbligatorio per accedere agli incentivi.

                Vantaggi Fiscali e Contributivi

                La staffetta generazionale offre vantaggi significativi sia per il lavoratore senior che per l’azienda.

                Vantaggi per il Lavoratore Senior

                • Riduzione graduale del carico lavorativo: possibilità di avvicinarsi al pensionamento senza lo stress di un lavoro a tempo pieno
                • Contribuzione piena: accredito di contributi figurativi come se si continuasse a lavorare full-time
                • Pensione non ridotta: calcolo dell’assegno pensionistico sulla base della retribuzione pre-riduzione
                • Maggiore tempo libero: possibilità di dedicarsi a interessi personali, famiglia, salute
                • Ruolo di mentoring: opportunità di trasmettere competenze ai giovani colleghi

                Vantaggi per l’Azienda

                • Sgravi contributivi: riduzione fino al 50% dei contributi INPS per le nuove assunzioni under 35, per un periodo di 18-36 mesi (a seconda delle normative regionali/nazionali attive)
                • Incentivi assunzione giovani: bonus fino a 6.000 euro annui per ogni giovane assunto (varia secondo le leggi di bilancio)
                • Gestione programmata del turnover: evitare la perdita improvvisa di competenze critiche
                • Trasferimento di know-how: affiancamento senior-junior garantisce continuità operativa
                • Risparmio su costi retributivi: la riduzione dell’orario del senior riduce proporzionalmente il costo del lavoro, parzialmente compensato dall’assunzione junior (generalmente meno costosa)

                Esempio Numerico di Risparmio Aziendale

                Supponiamo un’azienda con un senior che guadagna 3.000 euro lordi/mese (40 ore/settimana):

                • Riduzione orario senior al 50%: retribuzione ridotta a 1.500 euro/mese
                • Assunzione junior per 20 ore (retribuzione media 1.200 euro/mese)
                • Sgravio contributivo 50% per 18 mesi sul junior: risparmio di circa 180 euro/mese (30% di 1.200 × 50%)
                • Bonus assunzione: 6.000 euro una tantum

                Risparmio totale primo anno: (3.000 – 1.500 – 1.200) + (180 × 12) + 6.000 = 300 + 2.160 + 6.000 = 8.460 euro

                Oltre al risparmio economico, l’azienda beneficia dell’incremento di produttività derivante dall’inserimento di risorse fresche e motivate.

                Come Attivare la Staffetta Generazionale

                L’attivazione della staffetta generazionale richiede una procedura amministrativa articolata che coinvolge lavoratore, azienda e INPS.

                Step 1: Accordo Individuale

                Lavoratore e datore di lavoro devono sottoscrivere un accordo scritto che specifichi:

                • La percentuale di riduzione dell’orario (40%-60%)
                • La durata del periodo di staffetta (massimo 3 anni)
                • La nuova articolazione oraria settimanale
                • La retribuzione ridotta proporzionalmente
                • Le modalità di affiancamento con il giovane lavoratore

                L’accordo può prevedere anche clausole di recesso anticipato con preavviso, ma in tal caso il lavoratore perde il beneficio della contribuzione figurativa per il periodo residuo.

                Step 2: Comunicazione INPS

                L’azienda deve comunicare all’INPS la trasformazione del contratto da full-time a part-time, indicando:

                • I dati del lavoratore senior (codice fiscale, matricola INPS)
                • La percentuale di riduzione oraria
                • La data di inizio della staffetta
                • La data prevista di pensionamento

                La comunicazione si effettua tramite il portale INPS con credenziali SPID/CIE/CNS dell’azienda o tramite intermediario abilitato (consulente del lavoro, CAF).

                Step 3: Assunzione del Giovane

                Entro 6 mesi dalla trasformazione part-time, l’azienda deve assumere il giovane lavoratore e comunicare l’assunzione con:

                • Comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego (CO Uniemens)
                • Richiesta di incentivi all’INPS per l’assunzione under 35
                • Documentazione che attesti il collegamento tra la riduzione oraria del senior e la nuova assunzione

                Step 4: Accredito Contributi Figurativi

                L’INPS, verificata la regolarità della procedura e l’effettiva assunzione del giovane, procede all’accredito automatico dei contributi figurativi sul conto assicurativo del lavoratore senior, calcolati sulla retribuzione piena pre-riduzione.

                Il lavoratore può verificare l’accredito tramite il servizio “Estratto Conto Contributivo” sul portale INPS.

                Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per l’intera procedura di attivazione della staffetta generazionale, dalla redazione dell’accordo alla verifica dell’accredito contributivo.

                Calcolo della Pensione Ridotta

                Durante il periodo di staffetta generazionale, il lavoratore senior continua a maturare pensione come se lavorasse a tempo pieno, grazie alla contribuzione figurativa INPS.

                Base di Calcolo

                Il calcolo della pensione si basa sulla retribuzione pensionabile che, nel caso della staffetta generazionale, è pari alla retribuzione piena pre-riduzione, non quella effettivamente percepita durante il part-time.

                Esempio:

                • Retribuzione piena prima della riduzione: 3.000 euro/mese
                • Riduzione oraria al 50%: retribuzione effettiva 1.500 euro/mese
                • Retribuzione pensionabile considerata dall’INPS: 3.000 euro/mese (grazie alla contribuzione figurativa)

                Anzianità Contributiva

                Il lavoratore continua a maturare 12 mesi di contributi all’anno, anche se lavora a orario ridotto. Ad esempio, 3 anni di staffetta al 50% equivalgono a 3 anni pieni di contributi ai fini del raggiungimento dei requisiti pensionistici.

                Montante Contributivo (Sistema Contributivo)

                Per i lavoratori con sistema di calcolo contributivo (chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996), il montante individuale viene incrementato annualmente sulla base della retribuzione figurativa piena, applicando l’aliquota contributiva standard (33% per i dipendenti).

                Formula:

                Incremento annuo montante = Retribuzione annua × 33%

                Con retribuzione di 36.000 euro/anno (3.000 × 12):

                Incremento annuo = 36.000 × 33% = 11.880 euro

                Retribuzione Pensionabile (Sistema Retributivo/Misto)

                Per chi ha anzianità contributiva precedente al 1996 (sistema retributivo o misto), la quota di pensione calcolata con il sistema retributivo considera le ultime retribuzioni medie, che includono le retribuzioni figurative accreditate durante la staffetta.

                Questo significa che il periodo di staffetta non penalizza la media retributiva degli ultimi anni, che è determinante per il calcolo della quota retributiva.

                Esempi Pratici di Calcolo

                Vediamo alcuni casi concreti per comprendere meglio l’impatto economico della staffetta generazionale.

                Caso 1: Mario, 64 anni, dipendente settore metalmeccanico

                • Situazione iniziale: 40 anni di contributi, retribuzione 3.200 euro/mese lordi (40 ore/settimana)
                • Accordo staffetta: riduzione oraria al 50% (20 ore/settimana) per 2 anni
                • Retribuzione durante staffetta: 1.600 euro/mese effettivi
                • Contribuzione figurativa: INPS accredita contributi su 3.200 euro/mese

                Risultato:

                • Al termine dei 2 anni, Mario raggiunge 42 anni di contributi (requisito pensione anticipata)
                • La pensione viene calcolata su retribuzione media di 3.200 euro/mese (non 1.600)
                • Pensione stimata (sistema misto): circa 2.400 euro/mese
                • Durante la staffetta, Mario ha percepito: 1.600 × 24 mesi = 38.400 euro
                • Tempo libero guadagnato: 20 ore/settimana × 104 settimane = 2.080 ore

                Caso 2: Laura, 65 anni, impiegata amministrativa

                • Situazione iniziale: 38 anni di contributi, retribuzione 2.500 euro/mese (38 ore/settimana)
                • Accordo staffetta: riduzione oraria al 60% (23 ore/settimana) per 1 anno
                • Retribuzione durante staffetta: 1.500 euro/mese effettivi
                • Contribuzione figurativa: INPS accredita contributi su 2.500 euro/mese

                Risultato:

                • Al termine dell’anno, Laura raggiunge 39 anni di contributi e 66 anni di età
                • Accede alla pensione di vecchiaia anticipata di 1 anno
                • Pensione calcolata su 2.500 euro/mese (retribuzione figurativa)
                • Pensione stimata: circa 1.850 euro/mese
                • Durante la staffetta ha percepito: 1.500 × 12 = 18.000 euro
                • Differenza rispetto al full-time: 12.000 euro in meno, ma 1 anno prima in pensione

                Caso 3: Giuseppe, 62 anni, dirigente PMI

                • Situazione iniziale: 41 anni di contributi, retribuzione 4.500 euro/mese
                • Accordo staffetta: riduzione al 40% per 3 anni (prepara il pensionamento graduale)
                • Retribuzione durante staffetta: 1.800 euro/mese
                • Contribuzione figurativa: su 4.500 euro/mese

                Risultato:

                • Al termine dei 3 anni, Giuseppe raggiunge 44 anni di contributi (ben oltre i requisiti)
                • Pensione calcolata su 4.500 euro/mese
                • Pensione stimata: circa 3.200 euro/mese
                • Durante staffetta: 1.800 × 36 = 64.800 euro (vs 162.000 a tempo pieno)
                • Differenza: -97.200 euro, ma con 60% di tempo libero in più per prepararsi al pensionamento

                Questi esempi mostrano come la staffetta sia particolarmente vantaggiosa per chi è vicino ai requisiti pensionistici e vuole gradualmente ridurre il carico lavorativo senza penalizzazioni sulla futura pensione.

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                Staffetta vs Altre Forme di Prepensionamento

                La staffetta generazionale non è l’unica opzione per chi vuole anticipare il pensionamento. Confrontiamo le principali alternative disponibili nel 2026.

                Staffetta Generazionale vs APE Sociale

                L’APE Sociale consente di anticipare il pensionamento fino a 3 anni e 7 mesi (per alcune categorie) percependo un assegno fino a 1.500 euro/mese fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

                Differenze chiave:

                • Staffetta: si continua a lavorare part-time, si percepisce uno stipendio ridotto + contributi figurativi
                • APE Sociale: si smette completamente di lavorare, si percepisce un assegno ponte (non una pensione)
                • Requisiti: APE richiede condizioni specifiche (disoccupati, caregivers, invalidi ≥74%, lavori gravosi), staffetta solo età/contributi
                • Impatto pensione: entrambe preservano l’importo pensionistico futuro

                Staffetta vs Quota 103

                Quota 103 (62 anni + 41 anni contributi) permette il pensionamento anticipato con alcune penalizzazioni.

                • Staffetta: gradualità (lavoro part-time), nessuna penalizzazione sulla pensione
                • Quota 103: uscita immediata, ma con penalizzazioni (calcolo contributivo per quote successive al 2011, limiti agli importi)
                • Vincoli: Quota 103 ha il “divieto cumulo” (non si può lavorare fino alla pensione di vecchiaia), staffetta non ha limiti

                Staffetta vs Part-Time Agevolato

                Il part-time agevolato è una riduzione volontaria dell’orario senza il meccanismo di staffetta generazionale.

                • Staffetta: contributi figurativi INPS sulle ore non lavorate, azienda assume giovani con incentivi
                • Part-time normale: contributi solo sulle ore effettivamente lavorate, nessun obbligo di assunzione
                • Pensione: staffetta preserva l’importo, part-time normale la riduce proporzionalmente

                La staffetta generazionale è particolarmente vantaggiosa per chi:

                • Desidera un prepensionamento graduale senza uscita netta dal mercato del lavoro
                • Vuole preservare l’importo pensionistico senza penalizzazioni
                • Lavora in una PMI disponibile ad attivare il meccanismo
                • Ha competenze da trasferire a giovani colleghi (ruolo di mentoring)

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande Frequenti sulla Staffetta Generazionale

                Quanto dura il periodo di staffetta generazionale?

                Il periodo di staffetta generazionale puo durare da un minimo di 1 anno fino a un massimo di 3 anni. La durata viene concordata tra lavoratore e azienda nell’accordo individuale, tenendo conto del momento in cui il lavoratore maturera i requisiti per la pensione definitiva.

                Posso recedere dalla staffetta generazionale prima della scadenza?

                Si, e possibile recedere anticipatamente dalla staffetta generazionale rispettando il preavviso previsto nell’accordo individuale (generalmente 30-60 giorni). Tuttavia, in caso di recesso, il lavoratore perde il beneficio della contribuzione figurativa per il periodo residuo e deve tornare a tempo pieno o interrompere il rapporto di lavoro.

                La staffetta generazionale riduce l’importo della pensione futura?

                No, la staffetta generazionale non riduce l’importo della pensione. Grazie alla contribuzione figurativa versata dall’INPS, la pensione viene calcolata sulla base della retribuzione piena pre-riduzione, non sullo stipendio part-time effettivamente percepito durante il periodo di staffetta.

                Quali aziende possono attivare la staffetta generazionale?

                La staffetta generazionale e dedicata principalmente alle piccole e medie imprese (PMI) con meno di 250 dipendenti. Anche le grandi imprese possono attivarla, ma con minori benefici fiscali. L’azienda deve essere in regola con i versamenti contributivi e possedere il DURC.

                Il giovane assunto deve sostituire esattamente il senior?

                No, il giovane lavoratore non deve necessariamente svolgere le stesse mansioni del senior. Deve essere assunto per un numero di ore almeno pari a quelle ridotte dal senior, ma puo ricoprire ruoli diversi secondo le esigenze aziendali. E consigliabile pero prevedere un periodo di affiancamento per il trasferimento di competenze.


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                  Alexandra Bala
                  04/09/2026
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                  ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                  paolino servidio
                  03/09/2026
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                  Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                  01/09/2026
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                  Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                  Giulia Guida
                  25/08/2026
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                  Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                  Paola Zilli
                  07/08/2026
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                  Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                  Jacqueline B.
                  06/08/2026
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                  Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                  Maura Masutto
                  06/08/2026
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                  Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                  Issam Elhefnawi
                  31/07/2026
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                  Molto gentile
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                  Sibongile Moyana
                  30/07/2026
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                  Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                  Sabrina Cirina
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                  Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                  Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 12:08:352026-05-31 16:55:17Pensione Anticipata con Part-Time: Come Funziona la Staffetta Generazionale nelle PMI
                  Pagina 13 di 16«‹1112131415›»

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