CAFEnti del Terzo Settore e RUNTS 2026: Cosa Cambia con il Nuovo Decreto del Ministero del LavoroIndice dei contenutiIl Nuovo Decreto del Ministero del Lavoro: Cosa IntroduceRUNTS 2026: Obblighi di Iscrizione e Nuove ScadenzeRequisiti Statutari Rafforzati per gli ETSBilancio e Trasparenza: Le Nuove Regole ContabiliControlli e Sanzioni: Cosa Rischiano gli Enti Non ConformiCome Adeguarsi al Nuovo Decreto: Guida PraticaDomande FrequentiIl Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un nuovo decreto attuativo del Codice del Terzo Settore che introduce importanti novità per gli enti del terzo settore (ETS) iscritti o in procinto di iscriversi al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Le modifiche riguardano i requisiti statutari, gli obblighi contabili, i criteri di trasparenza e il sistema di controlli e sanzioni per garantire maggiore conformità normativa.Per associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato (ODV), associazioni di promozione sociale (APS) e cooperative sociali, questo decreto rappresenta un punto di svolta: chi non si adegua entro le scadenze previste rischia la cancellazione dal RUNTS e la perdita delle agevolazioni fiscali.Il decreto si inserisce nel solco tracciato dai recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul Codice del Terzo Settore, che hanno già fornito indicazioni operative sui requisiti fiscali e sulle modalità di iscrizione al RUNTS. Ora il Ministero del Lavoro aggiunge nuovi tasselli al quadro normativo, rendendo ancora più stringenti i controlli sugli enti del terzo settore.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Il Nuovo Decreto del Ministero del Lavoro: Cosa Introduce Il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2026 introduce modifiche sostanziali alla disciplina degli enti del terzo settore, aggiornando il D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) alla luce delle prime esperienze applicative del RUNTS. Il decreto nasce dall’esigenza di uniformare le prassi adottate dai diversi uffici regionali e di rafforzare i controlli sulla conformità degli enti iscritti.Le principali novità del decretoIl decreto ministeriale interviene su quattro pilastri fondamentali:Requisiti statutari più stringenti: lo statuto degli enti deve contenere clausole obbligatorie più dettagliate su governance, democraticità, trasparenza e destinazione del patrimonio in caso di scioglimento.Obblighi contabili rafforzati: vengono introdotti nuovi schemi di bilancio per fascia di ricavi, con obbligo di revisione legale dei conti per enti sopra determinate soglie.Sistema di controlli periodici: il RUNTS effettuerà verifiche a campione annuali sulla conformità degli statuti, sulla corretta tenuta della contabilità e sul rispetto dei vincoli di non distribuzione degli utili.Sanzioni amministrative graduate: da 1.000 euro a 50.000 euro per violazioni gravi, con possibilità di sospensione o cancellazione dal registro nei casi più gravi.Il decreto stabilisce inoltre tempistiche precise per l’adeguamento: gli enti già iscritti al RUNTS hanno 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per aggiornare lo statuto e la contabilità. I nuovi enti devono invece essere già conformi al momento della domanda di iscrizione.Impatto sulle agevolazioni fiscaliUn aspetto cruciale del decreto riguarda il legame tra iscrizione RUNTS e agevolazioni fiscali. Come già chiarito dall’Agenzia delle Entrate, gli enti non iscritti o non conformi al Codice del Terzo Settore perdono automaticamente i benefici fiscali previsti, tra cui:Esenzione IRES per le attività istituzionali (art. 79 D.Lgs. 117/2017)Detrazioni fiscali del 30% sulle donazioni ricevute (fino a 30.000 euro)Agevolazioni IMU e TARI per gli immobili utilizzati per attività di interesse generaleAccesso a contributi pubblici e bandi riservati agli ETSIl decreto introduce inoltre un meccanismo di sospensione temporanea delle agevolazioni in caso di irregolarità contabili o statutarie, con possibilità di ripristino solo dopo aver sanato le non conformità.RUNTS 2026: Obblighi di Iscrizione e Nuove Scadenze L’iscrizione al RUNTS diventa ancora più centrale con il nuovo decreto. Tutti gli enti del terzo settore che vogliono mantenere o acquisire lo status di ETS devono iscriversi al Registro Unico, rispettando requisiti più rigorosi rispetto al passato.Chi deve iscriversi al RUNTSIl decreto conferma l’obbligo di iscrizione per tutte le tipologie di enti previste dal Codice del Terzo Settore:Organizzazioni di volontariato (ODV)Associazioni di promozione sociale (APS)Enti filantropiciImprese sociali, incluse le cooperative socialiReti associativeSocietà di mutuo soccorsoAssociazioni riconosciute e non riconosciute che svolgono prevalentemente attività di interesse generale (art. 5 D.Lgs. 117/2017)Restano escluse dall’obbligo di iscrizione al RUNTS le associazioni sportive dilettantistiche (ASD/SSD), che seguono una disciplina separata, salvo che svolgano anche attività di interesse generale tipiche degli ETS.Nuove scadenze 2026 per l’iscrizioneIl decreto introduce scadenze stringenti per l’adeguamento degli enti già operativi:Entro il 30 giugno 2026: gli enti già iscritti devono aggiornare lo statuto secondo i nuovi requisiti ministerialiEntro il 30 settembre 2026: obbligo di deposito al RUNTS del bilancio 2025 conforme ai nuovi schemi contabiliEntro il 31 dicembre 2026: termine ultimo per la migrazione al RUNTS degli enti ancora iscritti nei vecchi registri regionali (ODV/APS)Per i nuovi enti costituiti dal 2026 in poi, l’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dalla costituzione, pena l’impossibilità di accedere alle agevolazioni fiscali e ai contributi pubblici.Documentazione richiesta per l’iscrizioneIl decreto amplia l’elenco dei documenti obbligatori per l’iscrizione al RUNTS:Atto costitutivo e statuto conformi al Codice del Terzo SettoreElenco nominativo degli amministratori con dichiarazione di assenza di cause ostative (condanne penali, conflitti di interesse)Bilancio o rendiconto economico-finanziario dell’ultimo esercizio (se l’ente è già operativo)Elenco delle attività di interesse generale effettivamente svolte (art. 5 D.Lgs. 117/2017)Dichiarazione sostitutiva sul rispetto del divieto di distribuzione degli utiliCertificazione contabile (per enti sopra 220.000 euro di entrate annue)Modello EAS (Enti Associativi) protocollato dall’Agenzia delle EntrateLa documentazione deve essere presentata telematicamente attraverso il portale ufficiale del RUNTS (www.runts.it), con firma digitale del rappresentante legale.Requisiti Statutari Rafforzati per gli ETS Uno dei punti più rilevanti del decreto riguarda i requisiti statutari che gli enti del terzo settore devono rispettare per ottenere e mantenere l’iscrizione al RUNTS. Lo statuto deve ora contenere clausole obbligatorie più dettagliate su diversi aspetti della governance e della gestione.Clausole statutarie obbligatorieIl decreto impone che lo statuto contenga tassativamente le seguenti clausole:Indicazione delle attività di interesse generale svolte dall’ente (art. 5 D.Lgs. 117/2017), con specificazione delle modalità operativeAssenza di scopo di lucro e divieto assoluto di distribuzione, anche indiretta, di utili, avanzi di gestione, fondi e riserveObbligo di reinvestimento degli utili nelle attività istituzionali dell’enteDevoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, liquidazione o estinzione, a favore di altri ETS o di finalità di interesse generaleDisciplina delle modalità di ammissione e di esclusione degli associati, con criteri non discriminatoriDiritti e obblighi degli associati, incluso il diritto di voto in assembleaNorme sulla trasparenza: obbligo di pubblicazione dello statuto, dei bilanci e degli elenchi degli amministratori sul sito web dell’ente (o, in mancanza, sul portale RUNTS)Criteri di democraticità nella gestione: un associato = un voto, indipendentemente dalla quota associativa versataGratuità delle cariche associative: amministratori e sindaci operano a titolo gratuito (salvo rimborsi spese documentati)Incompatibilità e conflitti di interesse: regole per prevenire situazioni di conflitto tra cariche sociali e attività commerciali dell’enteSe lo statuto attuale non contiene anche una sola di queste clausole, l’ente deve modificarlo tramite delibera assembleare straordinaria e depositare il nuovo testo al RUNTS entro i 180 giorni previsti.Governance e democraticità: nuovi standardIl decreto rafforza il principio di democraticità nella gestione degli enti del terzo settore. In particolare:L’assemblea degli associati deve riunirsi almeno una volta all’anno per approvare il bilancioGli amministratori devono essere eletti dall’assemblea con mandato non superiore a 4 anni (rinnovabile)È vietata la cooptazione automatica di membri del consiglio direttivo senza passare per l’assembleaPer enti con ricavi superiori a 1 milione di euro, è obbligatorio nominare un collegio sindacale o un revisore legaleQueste regole mirano a garantire che gli enti del terzo settore siano effettivamente partecipati dai loro membri e non gestiti da ristrette cerchie di persone.Come modificare lo statutoPer adeguare lo statuto ai nuovi requisiti, gli enti devono seguire questi passaggi:Convocazione assemblea straordinaria con ordine del giorno “Modifica statuto per adeguamento al D.M. Ministero del Lavoro 2026”Approvazione modifiche con maggioranza qualificata (solitamente 2/3 degli associati presenti)Redazione verbale dell’assemblea, sottoscritto dal presidente e dal segretarioDeposito telematico del nuovo statuto sul portale RUNTS, allegando il verbale assemblearePubblicazione dello statuto aggiornato sul sito web dell’ente (se presente)Per le associazioni riconosciute (dotate di personalità giuridica), la modifica statutaria deve essere autenticata da notaio e iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche presso la Prefettura.Bilancio e Trasparenza: Le Nuove Regole Contabili Un altro pilastro del decreto riguarda gli obblighi contabili e di trasparenza per gli enti del terzo settore. Il Ministero del Lavoro introduce nuovi schemi di bilancio differenziati per fasce di entrate, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza e comparabilità dei dati economici degli ETS.Tre fasce di adempimenti contabiliIl decreto suddivide gli enti in tre fasce in base alle entrate annue complessive, con obblighi crescenti:Fascia 1: Enti con entrate fino a 220.000 euroRendiconto semplificato entrate/uscite (rendiconto di cassa)Registrazione cronologica delle operazioni su libro giornale di cassaDeposito del rendiconto al RUNTS entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizioNessun obbligo di revisione contabile esternaFascia 2: Enti con entrate tra 220.000 e 1.000.000 di euroBilancio secondo schemi ministeriali (stato patrimoniale + rendiconto gestionale)Nota integrativa con dettaglio delle attività istituzionali e commercialiRelazione di missione sugli obiettivi raggiunti nell’annoRevisione contabile volontaria (consigliata ma non obbligatoria)Fascia 3: Enti con entrate superiori a 1.000.000 di euroBilancio completo con allegati obbligatoriRevisione legale dei conti obbligatoria (collegio sindacale o revisore iscritto al Registro)Relazione del collegio sindacale sul bilancioPubblicazione integrale del bilancio sul sito web e invio al RUNTSQuesti schemi di bilancio sono scaricabili dal portale RUNTS e devono essere compilati obbligatoriamente secondo i modelli ministeriali. Non sono più accettati bilanci in forma libera.Obbligo di trasparenza e pubblicazione onlineIl decreto rafforza gli obblighi di trasparenza per tutti gli enti del terzo settore, indipendentemente dalla dimensione:Gli enti devono pubblicare sul proprio sito web (se presente) o sul portale RUNTS: statuto, bilanci degli ultimi 3 anni, elenco degli amministratori con incarichiPer enti con entrate superiori a 100.000 euro, è obbligatorio avere un sito web dedicato (non solo una pagina social)Il bilancio sociale diventa obbligatorio per enti sopra i 500.000 euro di entrate, da depositare al RUNTS e pubblicare onlineLa trasparenza è considerata dal decreto un prerequisito essenziale per mantenere la fiducia dei donatori e dei finanziatori pubblici.Scadenze per il deposito del bilancio 2025Il decreto introduce scadenze uniformi per il deposito dei bilanci al RUNTS:Entro il 30 giugno 2026: deposito del bilancio/rendiconto 2025 per enti con esercizio coincidente con l’anno solareEntro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio: per enti con esercizio non coincidente con l’anno solareIl mancato deposito nei termini comporta la sospensione temporanea dell’iscrizione al RUNTS, con conseguente perdita delle agevolazioni fiscali.Controlli e Sanzioni: Cosa Rischiano gli Enti Non Conformi Il decreto introduce un sistema di controlli periodici sul rispetto dei requisiti da parte degli enti del terzo settore iscritti al RUNTS. I controlli mirano a verificare la conformità degli statuti, la correttezza della contabilità, il rispetto del divieto di distribuzione degli utili e l’effettivo svolgimento delle attività di interesse generale dichiarate.Tipologie di controlliIl decreto prevede tre modalità di controllo:Controlli a campione annuali: ogni anno, almeno il 5% degli enti iscritti al RUNTS vengono sottoposti a verifica documentale (statuto, bilanci, verbali assemblee)Controlli mirati: su segnalazione di terzi (associati, creditori, pubbliche amministrazioni) o in presenza di anomalie emerse dall’analisi dei bilanci depositatiControlli d’ufficio: per enti che ricevono contributi pubblici superiori a 100.000 euro annui, è prevista una verifica automaticaI controlli sono effettuati dagli uffici regionali del RUNTS, con possibilità di richiedere documentazione integrativa all’ente entro 30 giorni dalla richiesta.Sanzioni amministrative: la nuova scalaIl decreto introduce una scala di sanzioni proporzionata alla gravità delle violazioni riscontrate:Violazioni lievi (sanzione: 1.000 – 5.000 euro)Mancato aggiornamento tempestivo dello statutoRitardo nel deposito del bilancio (oltre 30 giorni dalla scadenza)Mancata pubblicazione online di documenti obbligatori (statuto, bilanci)Omessa comunicazione di variazioni di cariche sociali entro i terminiViolazioni gravi (sanzione: 5.000 – 20.000 euro)Statuto non conforme ai requisiti del Codice del Terzo SettoreBilancio non redatto secondo gli schemi ministerialiMancata tenuta della contabilità secondo le normeOmessa revisione legale (per enti sopra 1 milione di euro di entrate)Violazioni gravissime (sanzione: 20.000 – 50.000 euro + sospensione/cancellazione dal RUNTS)Distribuzione occulta di utili (anche indiretta) a soci, amministratori o terziSvolgimento prevalente di attività commerciali non di interesse generaleFalsa dichiarazione su requisiti statutari o contabili in fase di iscrizioneUtilizzo improprio di contributi pubblici per finalità diverse da quelle previsteNei casi più gravi, il RUNTS può disporre la cancellazione d’ufficio dell’ente dal registro, con conseguente perdita immediata di tutte le agevolazioni fiscali e obbligo di restituzione dei contributi pubblici eventualmente percepiti negli ultimi 3 anni.Procedimento sanzionatorio: diritto di difesaPrima dell’applicazione di una sanzione, l’ente ha diritto a difendersi:Il RUNTS notifica all’ente la contestazione formale delle violazioni riscontrateL’ente ha 30 giorni per presentare memorie difensive e documentazione integrativaIl RUNTS valuta le controdeduzioni e decide entro 60 giorniIn caso di sanzione, l’ente può presentare ricorso amministrativo al Ministero del Lavoro entro 30 giorniSolo dopo l’esito negativo del ricorso, la sanzione diventa definitiva e l’ente è tenuto a pagarla entro 90 giorni.Come Adeguarsi al Nuovo Decreto: Guida Pratica Per le associazioni, fondazioni e cooperative sociali che vogliono mettersi in regola con il nuovo decreto, ecco una guida operativa passo-passo per l’adeguamento completo.Step 1: Audit dello statuto attualeIl primo passo è verificare la conformità dello statuto vigente ai nuovi requisiti ministeriali. Scarica la checklist ufficiale dal portale RUNTS e confronta articolo per articolo.Clausole da verificare:Elenco attività di interesse generale (art. 5 D.Lgs. 117/2017) presente e dettagliato?Divieto di distribuzione utili esplicito e senza eccezioni?Devoluzione patrimonio in caso di scioglimento regolata?Norme su trasparenza e pubblicazione documenti online presenti?Criteri democratici (un associato = un voto) rispettati?Gratuità delle cariche associative prevista?Se anche una sola clausola manca o è formulata in modo generico, lo statuto va modificato.Step 2: Convocazione assemblea straordinariaRedigi la convocazione assembleare con ordine del giorno specifico: “Modifica statuto per adeguamento al D.M. Ministero del Lavoro 2026 sul RUNTS”.Modalità di convocazione:Preavviso di almeno 15 giorni dalla data dell’assembleaComunicazione tramite email certificata (PEC) o raccomandata a tutti gli associatiAllegare la bozza del nuovo statuto per consentire agli associati di valutarloL’assemblea deve approvare le modifiche con maggioranza qualificata (solitamente 2/3 dei presenti), secondo quanto previsto dallo statuto attuale.Step 3: Aggiornamento della contabilitàParallelamente alla modifica statutaria, è necessario adeguare il sistema contabile ai nuovi schemi ministeriali.Azioni da compiere:Individuare la fascia di appartenenza in base alle entrate annue (vedi sopra)Scaricare i modelli di bilancio dal portale RUNTSRedigere il bilancio 2025 secondo i nuovi schemi (entro 30 settembre 2026)Per enti sopra 1 milione di euro: nominare collegio sindacale o revisore legalePredisporre la relazione di missione (per enti fascia 2 e 3)Se l’ente non ha competenze contabili interne, è consigliabile affidarsi a un commercialista specializzato in enti non profit.Step 4: Deposito al RUNTSDopo l’approvazione delle modifiche statutarie, procedi con il deposito telematico sul portale RUNTS:Accedi al portale RUNTS con SPID o CIE del rappresentante legaleSeleziona “Variazione dati ente” → “Modifica statuto”Carica il nuovo statuto in PDF/A firmato digitalmenteAllega il verbale assembleare che approva le modifichePaga l’imposta di bollo (16 euro) tramite PagoPAInvia la pratica e attendi la validazione da parte dell’ufficio RUNTS (tempi: 30-60 giorni)Una volta approvato il nuovo statuto, il RUNTS aggiorna automaticamente l’iscrizione dell’ente.Step 5: Presentazione Modello EAS aggiornatoEntro 60 giorni dalla modifica statutaria, l’ente deve presentare all’Agenzia delle Entrate il Modello EAS aggiornato, comunicando le variazioni intervenute (attività svolte, codici ATECO, ecc.).Il Modello EAS si presenta telematicamente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).Step 6: Pubblicazione online dei documentiInfine, l’ente deve pubblicare sul proprio sito web (o, in mancanza, sul portale RUNTS):Statuto aggiornatoBilanci degli ultimi 3 anniElenco degli amministratori con relative caricheInformazioni su come contattare l’enteLa trasparenza è un requisito obbligatorio per mantenere l’iscrizione al RUNTS e le agevolazioni fiscali.Assistenza professionale: quando serveL’adeguamento al nuovo decreto richiede competenze giuridiche (per lo statuto) e contabili (per il bilancio). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata agli enti del terzo settore per:Analisi dello statuto e redazione delle modifiche necessariePredisposizione bilanci secondo i nuovi schemi ministerialiPresentazione domanda RUNTS e gestione pratiche telematicheCompilazione Modello EAS e dichiarazioni dei redditiConsulenza fiscale su agevolazioni ETS e controlli📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su RUNTS e Decreto Ministero LavoroEntro quando devo adeguare lo statuto al nuovo decreto?Gli enti gia iscritti al RUNTS hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per aggiornare lo statuto secondo i nuovi requisiti ministeriali. Dopo tale data, gli enti non conformi rischiano la sospensione temporanea dall’iscrizione e la perdita delle agevolazioni fiscali.Quanto costa modificare lo statuto per adeguarlo al RUNTS?La modifica statutaria in se e gratuita (nessuna tassa di deposito al RUNTS). Tuttavia, per le associazioni riconosciute serve l’autentica notarile, con costi che vanno da 200 a 500 euro. Per le associazioni non riconosciute basta un verbale assembleare firmato digitalmente dal presidente, senza costi aggiuntivi. Consigliamo di farsi assistere da un commercialista per la verifica della conformita (costo: 300-600 euro).Cosa succede se non mi iscrivo al RUNTS entro le scadenze?Gli enti che non si iscrivono al RUNTS o non rispettano le scadenze di adeguamento perdono automaticamente lo status di Ente del Terzo Settore (ETS) e tutte le relative agevolazioni: esenzione IRES, detrazioni fiscali per donazioni, agevolazioni IMU e TARI. Inoltre, non possono piu accedere a contributi pubblici riservati agli ETS e rischiano sanzioni da 1.000 a 10.000 euro.Le associazioni sportive devono iscriversi al RUNTS?No. Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD e SSD) seguono una normativa separata e non devono iscriversi al RUNTS, salvo che svolgano anche attivita di interesse generale tipiche degli Enti del Terzo Settore (es. assistenza sociale, educazione, tutela ambiente). In quel caso, possono scegliere se iscriversi al RUNTS mantenendo anche il registro CONI.Il CAF puo aiutarmi con l’iscrizione al RUNTS e l’adeguamento al decreto?Si. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste enti del terzo settore, associazioni e cooperative sociali nell’intero processo di adeguamento: verifica conformita statuto, redazione modifiche statutarie, predisposizione bilanci secondo schemi ministeriali, presentazione domanda RUNTS, compilazione Modello EAS, gestione adempimenti fiscali. Contattaci per una consulenza personalizzata.Il nuovo decreto del Ministero del Lavoro sul RUNTS segna una tappa fondamentale per la regolamentazione degli enti del terzo settore in Italia. L’adeguamento ai requisiti statutari rafforzati, alle nuove regole contabili e al sistema di controlli è obbligatorio per mantenere lo status di ETS e accedere alle agevolazioni fiscali.Le associazioni, le fondazioni e le cooperative sociali devono agire entro le scadenze previste (30 giugno 2026 per lo statuto, 30 settembre 2026 per il bilancio 2025) per evitare sanzioni e la perdita dei benefici. L’iter di adeguamento richiede competenze specifiche in ambito giuridico e contabile: affidarsi a professionisti esperti è la scelta migliore per garantire la conformità.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per l’Adeguamento al Nuovo Decreto RUNTS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dello statuto, la predisposizione del bilancio secondo i nuovi schemi ministeriali e la gestione di tutti gli adempimenti per l’iscrizione e il mantenimento al RUNTS. Assistiamo associazioni, fondazioni e cooperative sociali in tutta Italia, sia in ufficio che online.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiCAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. 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CAFBaby Sitter Regolare: Guida Completa all’Assunzione 2026Indice dei contenutiPerché Assumere Regolarmente una Baby SitterCCNL Lavoro Domestico: Inquadramento ContrattualeProcedura di Assunzione: Comunicazione INPS ObbligatoriaLivelli di Inquadramento e Retribuzione Minima 2026Contributi INPS: Calcolo, Scadenze e Modalità di PagamentoTFR: Accantonamento e CalcoloFerie, Permessi, Festività e TredicesimaDetrazioni Fiscali per il Datore di LavoroCessazione del Rapporto: Dimissioni e LicenziamentoCasistiche Particolari: Casalinghe e DisoccupatiDomande FrequentiAssumere una baby sitter regolare non è solo un obbligo di legge, ma una scelta che tutela sia il datore di lavoro che la lavoratrice. Molte famiglie italiane si trovano nella necessità di affidare i propri figli a una persona di fiducia, ma spesso non conoscono gli adempimenti burocratici, i contributi INPS obbligatori e i diritti contrattuali previsti dal CCNL del lavoro domestico.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine scoprirai tutto quello che devi sapere per assumere correttamente una baby sitter: dalla comunicazione preventiva all’INPS, ai livelli retributivi 2026, fino al calcolo dei contributi, del TFR e delle detrazioni fiscali a cui hai diritto come datore di lavoro.Affidarsi a un CAF specializzato ti permette di evitare errori costosi, sanzioni e contenziosi, garantendo un rapporto di lavoro trasparente e conforme alla normativa vigente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Perché Assumere Regolarmente una Baby SitterAssumere una baby sitter in nero espone il datore di lavoro a sanzioni pesanti e alla mancanza di tutele in caso di infortuni, malattie o contenziosi. La regolarizzazione del rapporto di lavoro domestico offre invece numerosi vantaggi:Tutela assicurativa INAIL: in caso di infortunio della baby sitter durante l’orario di lavoro, l’INAIL copre le spese sanitarie e l’indennità.Detrazioni fiscali IRPEF: il datore di lavoro può detrarre fino a 1.549,37 euro annui per i contributi versati (dettagli più avanti).Tutela legale: un contratto scritto e regolare evita contenziosi e vertenze sindacali.Contribuzione pensionistica: la baby sitter matura diritti previdenziali utili per la pensione e per prestazioni come NASPI, maternità e malattia.Evitare sanzioni: il lavoro nero comporta sanzioni da 1.800 a 10.800 euro per ogni lavoratore irregolare, oltre al recupero di tutti i contributi non versati con interessi e more.Secondo i dati INPS 2025, in Italia ci sono oltre 860.000 lavoratori domestici regolari, di cui circa il 25% sono baby sitter. Tuttavia, si stima che il lavoro nero nel settore coinvolga almeno altrettanti lavoratori, con un danno erariale stimato in oltre 1 miliardo di euro annui.Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per gestire l’assunzione significa avere la certezza di rispettare tutti gli obblighi di legge, ottimizzare le detrazioni fiscali e dormire sonni tranquilli. CCNL Lavoro Domestico: Inquadramento ContrattualeIl rapporto di lavoro con una baby sitter è regolato dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per il personale domestico, rinnovato l’ultima volta nel 2020 e tuttora in vigore nel 2026. Questo contratto definisce:Livelli di inquadramento (da A Super a D Super, in base a mansioni e qualifica)Retribuzione minima oraria (aggiornata annualmente in base agli scatti di anzianità)Orario di lavoro (massimo 54 ore settimanali per conviventi, 40 ore per non conviventi)Ferie, permessi, festivitàTredicesima mensilitàTFR (Trattamento di Fine Rapporto)Periodo di prova (da 8 a 45 giorni lavorativi, a seconda dell’anzianità)Preavviso in caso di cessazioneTipologie di Rapporto di LavoroIl CCNL prevede due modalità principali:Baby sitter convivente: vive presso la famiglia, ha diritto a vitto e alloggio (valutati convenzionalmente), orario max 54 ore settimanali con riposo giornaliero e settimanale.Baby sitter non convivente: lavora a ore o part-time, rientra a casa propria, orario max 40 ore settimanali.La maggior parte delle famiglie italiane opta per la baby sitter non convivente, con contratti part-time da 10 a 30 ore settimanali.Mansioni della Baby SitterLe mansioni tipiche includono:Accudimento e sorveglianza dei bambiniPreparazione pasti per i bambiniAccompagnamento a scuola o attivitàGioco educativo e supporto compiti (per bambini in età scolare)Igiene personale dei bambiniAttenzione: se la baby sitter svolge anche mansioni di pulizia domestica generica, potrebbe essere necessario un inquadramento diverso (colf con mansioni miste).Procedura di Assunzione: Comunicazione INPS ObbligatoriaL’assunzione di una baby sitter prevede obblighi precisi e tempistiche stringenti. Ecco i passi da seguire:1. Comunicazione Preventiva all’INPSIl datore di lavoro deve effettuare la comunicazione preventiva di assunzione almeno 24 ore prima dell’inizio del rapporto di lavoro. La comunicazione si effettua tramite:Portale INPS (area riservata con SPID/CIE/CNS)Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da mobile)CAF o consulente del lavoro (modalità consigliata per evitare errori)Dati necessari per la comunicazione:Codice fiscale del datore di lavoroCodice fiscale della lavoratriceData di assunzioneTipologia di rapporto (tempo determinato/indeterminato)Orario di lavoro settimanaleLivello di inquadramento CCNLRetribuzione oraria/mensileSanzioni per mancata comunicazione: da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore non comunicato.2. Contratto ScrittoAnche se il CCNL non obbliga alla forma scritta, è fortemente consigliato redigere un contratto di lavoro scritto che specifichi:Dati delle parti (datore di lavoro e lavoratrice)Data di inizio e durata del rapporto (determinato o indeterminato)Mansioni e livello di inquadramentoOrario di lavoro (giorni e fasce orarie)Retribuzione oraria/mensileLuogo di lavoroPeriodo di prova (se previsto)Preavviso in caso di cessazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di redazione contratto di lavoro domestico conforme al CCNL, con tutte le clausole necessarie.3. Iscrizione all’INPS Gestione Lavoratori DomesticiL’INPS attribuisce automaticamente un codice rapporto di lavoro che identifica univocamente il datore di lavoro e la lavoratrice. Questo codice sarà utilizzato per:Versamento trimestrale dei contributiComunicazioni all’INPS (variazioni, cessazioni)Accesso alla posizione contributiva online4. Libro Unico del Lavoro (Facoltativo per Domestici)I datori di lavoro domestico sono esentati dall’obbligo di tenuta del Libro Unico del Lavoro, ma devono conservare:Ricevute di pagamento degli stipendi (bonifico o ricevuta firmata)Ricevute MAV/PagoPA dei contributi INPS versatiCopia del contratto di lavoroQuesta documentazione va conservata per almeno 5 anni in caso di controlli INPS o vertenze. Livelli di Inquadramento e Retribuzione Minima 2026Il CCNL lavoro domestico prevede 8 livelli di inquadramento per le baby sitter, a seconda dell’esperienza, delle competenze e delle responsabilità. Ecco la tabella retributiva aggiornata al 2026:Tabella Retribuzione Baby Sitter 2026 (Non Conviventi)LivelloDescrizione MansioniRetribuzione Oraria MinimaRetribuzione Mensile (40h/sett)ABaby sitter generica senza esperienza5,81 €1.007,33 €BBaby sitter con 1-2 anni esperienza6,11 €1.059,07 €CBaby sitter qualificata (oltre 2 anni esperienza)6,60 €1.144,00 €DBaby sitter con compiti educativi, più bambini7,35 €1.274,00 €C SuperBaby sitter con diploma/qualifica pedagogica7,14 €1.237,60 €D SuperBaby sitter con laurea in Scienze Educazione o equivalente8,15 €1.412,00 €Fonte: CCNL Lavoro Domestico 2020, aggiornamento 2026. Retribuzioni mensili calcolate su 173,33 ore medie mensili (40h/settimana × 52 settimane ÷ 12 mesi).Maggiorazioni e IndennitàOltre alla retribuzione base, il CCNL prevede maggiorazioni per:Lavoro notturno (22:00-6:00): +20% sulla retribuzione orariaLavoro festivo: +60% oppure riposo compensativoStraordinario: +25% sulle prime 10 ore mensili, +35% oltre le 10 oreIndennità sostitutiva vitto/alloggio (conviventi): se non forniti, da concordare (indicativamente 200-300 €/mese)Scatti di AnzianitàOgni 2 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, la baby sitter ha diritto a uno scatto di anzianità pari al 3% della retribuzione base. Gli scatti si sommano fino a un massimo di 6 (12 anni).Esempio: Baby sitter livello C, retribuzione base 6,60 €/ora. Dopo 2 anni: 6,60 + (6,60 × 3%) = 6,80 €/ora.Contributi INPS: Calcolo, Scadenze e Modalità di PagamentoIl datore di lavoro domestico è obbligato al versamento trimestrale dei contributi INPS per la baby sitter. I contributi coprono:Pensione di vecchiaia e anzianitàAssicurazione INAIL (infortuni e malattie professionali)Maternità e congedo parentaleNASPI (indennità di disoccupazione, se requisiti rispettati)Assegni familiari (ANF)Calcolo Contributi 2026I contributi INPS per lavoratori domestici sono calcolati su fasce orarie settimanali. Ecco le aliquote 2026:Fasce Orarie SettimanaliRetribuzione Oraria EffettivaContributo Orario 2026Contributo Trimestrale (esempio 20h/sett)Fino a 24hFino a 8,50 €/h1,64 €425,60 € (260h trimestre)Oltre 24hOltre 8,50 €/h2,03 €527,80 € (260h trimestre)Fonte: INPS, Circolare n. 12/2026 – Contributi lavoro domestico. Le aliquote possono variare annualmente.Esempio Pratico di CalcoloScenario: Baby sitter livello C, 20 ore settimanali, retribuzione oraria 7,00 €.Ore settimanali: 20h (rientra nella fascia “fino a 24h”)Retribuzione oraria: 7,00 € (inferiore a 8,50 €, quindi contributo orario 1,64 €)Ore trimestrali: 20h × 13 settimane = 260 oreContributo trimestrale: 260h × 1,64 € = 426,40 €A questo importo si aggiunge il contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) di circa 3-5 € trimestrali.Scadenze Trimestrali INPSI contributi vanno versati entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre:TrimestrePeriodoScadenza Pagamento1° Trimestre1 gennaio – 31 marzo10 aprile2° Trimestre1 aprile – 30 giugno10 luglio3° Trimestre1 luglio – 30 settembre10 ottobre4° Trimestre1 ottobre – 31 dicembre10 gennaio (anno successivo)Sanzioni per ritardo: mora dello 0,40% mensile + recupero integrale dei contributi.Come Pagare i ContributiI contributi si pagano tramite:MAV precompilato INPS: ricevuto per posta o scaricabile dal portale INPS, pagabile in banca, posta o ricevitoriaPagoPA: sul portale INPS o app IO, con carta di credito/debito o conto correnteDomiciliazione bancaria: addebito automatico sul conto (da attivare sul portale INPS)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di calcolo e pagamento contributi trimestrali, con promemoria automatico delle scadenze. TFR: Accantonamento e CalcoloIl TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una somma che spetta alla baby sitter alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa (dimissioni, licenziamento, pensionamento).Come si Calcola il TFRIl TFR si calcola accumulando ogni anno una quota pari a 1/13,5 della retribuzione annua lorda (circa il 7,41%).Formula TFR annuo:TFR annuo = (Retribuzione lorda annua) ÷ 13,5Esempio pratico:Baby sitter livello C, 20h settimanaliRetribuzione oraria: 7,00 €Ore annue: 20h × 52 settimane = 1.040 oreRetribuzione lorda annua: 1.040h × 7,00 € = 7.280 €TFR annuo: 7.280 € ÷ 13,5 = 539,26 €TFR mensile accantonato: 539,26 € ÷ 12 = 44,94 €Accantonamento Trimestrale INPSPer i rapporti di lavoro domestico, il datore di lavoro può scegliere:Accantonare il TFR privatamente: ogni mese accantona la quota TFR e la paga alla cessazione (rischio: dimenticarsi o non avere liquidità al momento)Versare il TFR trimestralmente all’INPS: insieme ai contributi, si versa anche la quota TFR trimestrale. L’INPS gestisce il TFR e lo eroga direttamente alla lavoratrice alla cessazione.La seconda opzione è fortemente consigliata perché:Evita il rischio di dimenticare l’accantonamentoL’INPS rivaluta automaticamente il TFR con l’indice ISTATNessun problema di liquidità alla cessazioneTrasparenza per la lavoratriceIl versamento trimestrale del TFR all’INPS si effettua tramite lo stesso MAV dei contributi, con un’apposita voce dedicata.Rivalutazione TFRIl TFR accantonato viene rivalutato annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, con la formula:Rivalutazione = TFR accantonato × (1,5% + 0,75 × variazione ISTAT)La rivalutazione compensa l’inflazione e fa crescere il montante TFR nel tempo.Quando si Paga il TFRIl TFR va pagato alla lavoratrice entro i termini previsti dalla cessazione:Dimissioni o licenziamento: entro l’ultimo giorno di lavoro o il mese successivoPensionamento: entro il mese successivo alla cessazioneAnticipazione TFR: il CCNL lavoro domestico NON prevede anticipazioni (a differenza del CCNL industria/commercio)Se il TFR è stato versato all’INPS, sarà l’INPS stesso a erogarlo direttamente alla lavoratrice su richiesta.Tassazione del TFRIl TFR è soggetto a tassazione separata (non si somma al reddito annuo). L’aliquota media varia dal 15% al 30% a seconda degli anni di servizio e dell’importo complessivo.Ferie, Permessi, Festività e TredicesimaIl CCNL lavoro domestico riconosce alla baby sitter una serie di diritti fondamentali per il riposo e le festività.Ferie AnnualiLa baby sitter ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie annuali (circa 4 settimane), calcolati su base annua. Le ferie:Devono essere godute entro l’anno successivo a quello di maturazioneVanno concordate tra datore di lavoro e lavoratriceSono retribuite normalmente (non riducono lo stipendio)NON sono monetizzabili se non alla cessazione del rapporto (ferie residue non godute vengono pagate)Calcolo ferie maturate:26 giorni ÷ 12 mesi = 2,17 giorni di ferie al meseSe la baby sitter lavora 3 giorni a settimana, matura 2,17 giorni × 3/5 = 1,3 giorni/meseFestività RetribuiteIl CCNL riconosce 8 festività nazionali retribuite:1° gennaio (Capodanno)6 gennaio (Epifania)Lunedì di Pasqua25 aprile (Liberazione)1° maggio (Festa del Lavoro)2 giugno (Festa della Repubblica)15 agosto (Ferragosto)1° novembre (Ognissanti)8 dicembre (Immacolata)25 dicembre (Natale)26 dicembre (Santo Stefano)Se la baby sitter lavora in una festività, ha diritto a:Retribuzione doppia (100% normale + 100% maggiorazione)Oppure riposo compensativo in altra data concordataPermessi e AssenzeIl CCNL prevede:Permessi retribuiti: 16 ore annue (circa 2 giorni) per motivi personali, previo preavvisoMalattia: i primi 3 giorni NON sono retribuiti (periodo di carenza). Dal 4° giorno in poi, l’INPS eroga un’indennità pari al 50% della retribuzione convenzionale. Il datore di lavoro può integrare volontariamente.Maternità: indennità INPS pari all’80% della retribuzione per 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo). Il datore di lavoro anticipa l’indennità e poi la recupera dall’INPS tramite conguaglio contributivo.Congedo parentale: 6 mesi entro i primi 12 anni del bambino, indennità INPS al 30% (80% per i primi 3 mesi dal 2023).Tredicesima MensilitàLa tredicesima è obbligatoria per tutte le baby sitter. Si calcola come 1/12 della retribuzione annua lorda per ogni mese lavorato.Esempio:Baby sitter assunta a marzo 2026, retribuzione mensile 800 €Mesi lavorati entro dicembre: 10 (marzo-dicembre)Tredicesima dicembre 2026: 800 € × (10/12) = 666,67 €La tredicesima va pagata entro il 24 dicembre di ogni anno. Detrazioni Fiscali per il Datore di LavoroAssumere regolarmente una baby sitter non è solo un obbligo, ma comporta anche vantaggi fiscali significativi per il datore di lavoro.Detrazione IRPEF sui Contributi INPSIl datore di lavoro domestico può detrarre dall’IRPEF il 19% dei contributi previdenziali versati all’INPS, fino a un massimo di spesa di 1.549,37 euro annui.Detrazione massima annua: 1.549,37 € × 19% = 294,38 €La detrazione si applica nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) dell’anno successivo a quello di versamento dei contributi.Esempio pratico:Contributi INPS versati nel 2026: 1.800 € (4 trimestri)Importo detraibile: min(1.800 €, 1.549,37 €) = 1.549,37 €Detrazione IRPEF nel 730/2027: 1.549,37 € × 19% = 294,38 €Documentazione necessaria:Ricevute MAV/PagoPA dei contributi pagatiCodice rapporto di lavoro INPSCodice fiscale della baby sitterIl CAF Centro Fiscale di Udine include automaticamente questa detrazione nel 730, verificando i versamenti INPS e ottimizzando il risparmio fiscale.Deduzione per Addetti all’Assistenza PersonaleSe la baby sitter assiste persone non autosufficienti (es. bambini con disabilità certificata), il datore di lavoro può beneficiare di una deduzione dal reddito complessivo fino a 2.100 euro annui per le spese sostenute (retribuzione + contributi).Requisiti:Reddito complessivo del contribuente NON superiore a 40.000 €Certificazione di non autosufficienza rilasciata da ASL/medico di baseContratto regolare e contributi versatiLa deduzione si calcola sul totale delle spese sostenute (retribuzione + contributi + TFR), fino al limite di 2.100 €.Esempio:Spese annue baby sitter per bambino disabile: 8.000 €Deduzione applicabile: min(8.000 €, 2.100 €) = 2.100 €Risparmio fiscale (aliquota IRPEF 27%): 2.100 € × 27% = 567 €Bonus Asilo Nido e Baby Sitter (INPS)Dal 2024, il bonus asilo nido INPS (fino a 3.600 €/anno per ISEE sotto 25.000 €) può essere utilizzato anche per pagare una baby sitter in forma libero-professionale (con partita IVA) in alternativa all’asilo nido.Attenzione: per la baby sitter con contratto di lavoro domestico (dipendente), il bonus asilo nido NON è applicabile. È un’alternativa, non cumulabile.Assegno Unico Universale (AUU)Le spese per la baby sitter NON danno diritto a maggiorazioni dell’Assegno Unico, ma l’Assegno Unico può essere utilizzato per coprire parte della retribuzione.Cessazione del Rapporto: Dimissioni e LicenziamentoLa cessazione del rapporto di lavoro con la baby sitter può avvenire per dimissioni, licenziamento o scadenza del contratto a tempo determinato. In ogni caso, ci sono regole precise da rispettare.Dimissioni della Baby SitterLa baby sitter che intende dimettersi deve dare un preavviso scritto al datore di lavoro, secondo i termini previsti dal CCNL:Anzianità di ServizioPreavviso DimissioniFino a 5 anni15 giorni di calendarioOltre 5 anni30 giorni di calendarioDimissioni telematiche: dal 2016, le dimissioni di tutti i lavoratori subordinati (inclusi domestici) devono essere comunicate all’INPS tramite portale dimissioni volontarie (o tramite CAF/patronato). La comunicazione cartacea al datore di lavoro NON è sufficiente.Se la baby sitter non rispetta il preavviso, il datore di lavoro può trattenere dal TFR o dall’ultima retribuzione l’importo corrispondente all’indennità sostitutiva del preavviso.Licenziamento da Parte del Datore di LavoroIl datore di lavoro può licenziare la baby sitter per:Giusta causa (licenziamento immediato, senza preavviso): furto, violenza, abbandono del posto, grave negligenza verso i bambiniGiustificato motivo oggettivo: cessazione dell’esigenza (es. bambini cresciuti, trasferimento famiglia), con preavvisoGiustificato motivo soggettivo: inadempimento grave o reiterato degli obblighi contrattuali (es. assenze ingiustificate ripetute), con preavvisoPreavviso licenziamento (stesso delle dimissioni):Fino a 5 anni di anzianità: 15 giorniOltre 5 anni: 30 giorniIl licenziamento deve essere comunicato per iscritto (raccomandata A/R o PEC, se disponibile) con l’indicazione del motivo.Indennità sostitutiva del preavviso: se il datore di lavoro vuole licenziare con decorrenza immediata (senza far lavorare la baby sitter durante il preavviso), deve pagare un’indennità pari alla retribuzione del periodo di preavviso.Cessazione per Scadenza Contratto a Tempo DeterminatoSe il rapporto è a tempo determinato, alla scadenza naturale del contratto il rapporto cessa automaticamente, senza necessità di preavviso né giustificazione.Attenzione: se il rapporto continua oltre la scadenza senza rinnovo scritto, si trasforma automaticamente in tempo indeterminato.Comunicazione di Cessazione all’INPSIl datore di lavoro deve comunicare la cessazione del rapporto all’INPS entro 5 giorni dalla data effettiva di fine lavoro, tramite:Portale INPS (area riservata)Contact Center INPSCAF o consulente del lavoroLa comunicazione di cessazione è fondamentale per:Bloccare il calcolo dei contributiPermettere alla lavoratrice di richiedere la NASPI (se spetta)Evitare sanzioni per mancata comunicazioneLiquidazione FinaleAlla cessazione, il datore di lavoro deve pagare alla baby sitter:Retribuzione residua (giorni lavorati nel mese di cessazione)Ferie non godute (se presenti)Tredicesima maturata (quota proporzionale ai mesi lavorati nell’anno)TFR (se accantonato privatamente; se versato all’INPS, sarà erogato dall’INPS su richiesta della lavoratrice)Indennità sostitutiva preavviso (se il licenziamento è senza preavviso lavorato)È consigliabile redigere una lettera di quietanza liberatoria firmata dalla lavoratrice, in cui si attesta di aver ricevuto tutte le competenze dovute e di non avere nulla a pretendere. Casistiche Particolari: Casalinghe e DisoccupatiAlcune categorie di datori di lavoro domestico godono di agevolazioni contributive specifiche.Casalinghe e CasalinghiSe il datore di lavoro è una casalinga o un casalingo (persona che si dedica alla cura della casa senza svolgere attività lavorativa retribuita), può beneficiare di una riduzione contributiva INPS del 50% per l’assunzione di colf o baby sitter.Requisiti:Essere iscritto alla Gestione separata INPS casalinghe (contributo volontario di circa 310 €/anno)Non svolgere attività lavorativa retribuitaAssumere una lavoratrice domestica (colf o baby sitter) con contratto regolareVantaggi:Contributi INPS ridotti del 50%Stessi diritti per la lavoratrice (contribuzione piena ai fini pensionistici)Esempio:Contributo INPS ordinario: 1,64 €/oraContributo con riduzione casalinga: 1,64 € × 50% = 0,82 €/oraRisparmio trimestrale (260h): (1,64 – 0,82) × 260 = 213,20 €Disoccupati e Percettori di Sostegno al RedditoI disoccupati che percepiscono NASPI o DIS-COLL possono assumere una baby sitter e continuare a percepire l’indennità, a condizione che:Il rapporto di lavoro domestico sia regolarmente comunicato all’INPSLa retribuzione della baby sitter NON sia finanziata con l’indennità di disoccupazione (uso di risparmi o redditi familiari)Non ci sono agevolazioni contributive specifiche, ma il disoccupato può comunque beneficiare della detrazione IRPEF del 19% sui contributi versati (se ha capienza fiscale).Famiglie Numerose (3 o Più Figli Minori)Le famiglie con almeno 3 figli minori di 18 anni possono beneficiare di:Carta Famiglia: sconti su servizi (trasporti, cultura, utenze), ma NON riduzione contributi baby sitterAssegno Unico maggiorato: importo mensile più alto per ogni figlio dal terzo in poiNon esistono agevolazioni contributive dirette per l’assunzione di baby sitter, ma l’Assegno Unico può essere utilizzato per coprire parte della retribuzione.Residenti all’Estero con Baby Sitter in ItaliaSe il datore di lavoro è residente all’estero per motivi di lavoro ma la famiglia (e la baby sitter) risiede in Italia, è obbligatorio:Registrare il rapporto di lavoro presso l’INPS italianoVersare i contributi in Italia secondo le aliquote ordinarieComunicare la residenza estera per evitare incongruenze fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste anche famiglie con datori di lavoro non residenti, gestendo comunicazioni INPS e versamenti contributivi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande FrequentiQuanto costa assumere una baby sitter regolarmente?Il costo totale dipende da ore lavorate e livello. Per una baby sitter part-time 20h/settimana livello C (7 euro/ora), il costo mensile è circa 560 euro di retribuzione + 140 euro di contributi INPS trimestrali (circa 47 euro/mese) + TFR accantonato (45 euro/mese). Totale circa 650 euro/mese. Puoi detrarre il 19% dei contributi INPS nel 730 (circa 25 euro/mese di risparmio fiscale).Cosa succede se non comunico l’assunzione all’INPS?La mancata comunicazione preventiva entro 24 ore dall’inizio del rapporto comporta sanzioni da 500 a 2.500 euro. Inoltre, il lavoro nero espone a sanzioni molto piu pesanti: da 1.800 a 10.800 euro per ogni lavoratore irregolare, oltre al recupero integrale dei contributi non versati con interessi e more. Conviene sempre regolarizzare.La baby sitter ha diritto alla NASPI se viene licenziata?Si, se ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. L’indennita NASPI per lavoratori domestici e pari al 75% della retribuzione media mensile, erogata per un numero di settimane pari alla meta delle settimane contributive negli ultimi 4 anni. Attenzione: in caso di dimissioni volontarie, la NASPI NON spetta (salvo dimissioni per giusta causa).Posso licenziare la baby sitter senza motivo?No. Il licenziamento richiede una giusta causa (grave inadempimento immediato) o un giustificato motivo (oggettivo, come cessazione esigenza, o soggettivo, come inadempimenti reiterati). Il licenziamento senza giusta causa espone al rischio di reintegrazione della lavoratrice o risarcimento danni. Meglio affidarsi a un CAF o consulente del lavoro per gestire correttamente la cessazione.Devo pagare i contributi anche se la baby sitter lavora solo 5 ore a settimana?Si, i contributi INPS sono obbligatori anche per rapporti di lavoro domestico a ore ridotte. Per meno di 24 ore settimanali, l’aliquota contributiva e ridotta (1,64 euro/ora nel 2026 per retribuzioni fino a 8,50 euro/ora). Anche un rapporto di poche ore richiede comunicazione preventiva INPS e versamento trimestrale.Posso assumere una baby sitter con partita IVA per evitare i contributi?No, la baby sitter che lavora regolarmente per la stessa famiglia, con orari e mansioni continuative, e considerata SEMPRE lavoratrice subordinata ai sensi del CCNL lavoro domestico. L’uso improprio della partita IVA (falsa autonomia) espone a sanzioni per lavoro nero mascherato, recupero contributi e rischio di contenzioso legale. La baby sitter occasionale con partita IVA e ammessa solo per prestazioni saltuarie e non continuative.Assumere una baby sitter regolare è una scelta di responsabilità e trasparenza che tutela sia il datore di lavoro che la lavoratrice. Con le giuste informazioni e il supporto di un CAF specializzato, gestire gli adempimenti burocratici diventa semplice e ti permette di concentrarti su ciò che conta davvero: la serenità della tua famiglia e la cura dei tuoi figli.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’assunzione e la gestione di lavoratori domestici: dalla comunicazione preventiva all’INPS, al calcolo e pagamento dei contributi trimestrali, fino alla dichiarazione dei redditi con le detrazioni fiscali ottimizzate.Non lasciare nulla al caso: affidati a professionisti esperti e dormi sonni tranquilli.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per la Baby Sitter?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’assunzione, i contributi INPS, il contratto e le detrazioni fiscali.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 15:30:002026-05-31 16:51:55Baby Sitter Regolare: Guida Completa all’Assunzione 2026
CAF, COLF E BADANTIInfortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e ProceduraIndice dei contenutiCos’è l’infortunio sul lavoro domesticoRetribuzioni convenzionali INAIL 2025Tabella retribuzioni convenzionali colf e badantiObblighi del datore di lavoro domesticoProcedura denuncia infortunio INAILCalcolo indennità di inabilità temporaneaEsempi pratici di calcoloDifferenza tra infortunio e malattiaTermini e scadenzeDomande frequentiQuando una colf o badante subisce un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro domestico deve seguire una procedura precisa per la denuncia all’INAIL. Le retribuzioni convenzionali INAIL 2025 sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2/2025 e determinano l’importo dell’indennità spettante alla lavoratrice o al lavoratore infortunato.In questa guida completa spieghiamo come funziona l’assicurazione INAIL per il lavoro domestico, quali sono gli obblighi del datore di lavoro, come si calcola l’indennità di inabilità temporanea e quali sono i termini per la denuncia. Includiamo anche tabelle aggiornate con le retribuzioni convenzionali 2025 ed esempi pratici di calcolo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è l’infortunio sul lavoro domesticoL’infortunio sul lavoro domestico è un evento traumatico che si verifica durante lo svolgimento delle mansioni lavorative da parte di colf, badanti, baby sitter e altri lavoratori domestici. Può trattarsi di una caduta, un taglio, una scottatura, un incidente durante le pulizie o qualsiasi altro evento che causi lesioni fisiche.L’assicurazione INAIL per il lavoro domestico è obbligatoria per tutti i datori di lavoro domestico, come previsto dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38. La copertura assicurativa protegge il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali.Quando si configura l’infortunio domesticoPerché un evento sia riconosciuto come infortunio sul lavoro, devono sussistere tre elementi:Causa violenta: un evento traumatico improvviso (caduta, taglio, urto)Occasione di lavoro: l’evento deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni lavorativeLesione: deve causare un danno fisico che comporta inabilità al lavoroEsempio: Una badante che scivola mentre pulisce le scale e si frattura il polso subisce un infortunio sul lavoro. Una colf che si scotta mentre stira o che si taglia mentre prepara il pranzo è coperta dall’assicurazione INAIL.Infortunio in itinereÈ considerato infortunio sul lavoro anche l’infortunio in itinere, cioè quello che avviene durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa, purché il percorso sia quello normale e non siano presenti deviazioni significative.Riferimento normativo: Articolo 12, D.Lgs. 38/2000 – “Assicurazione contro gli infortuni domestici” Retribuzioni convenzionali INAIL 2025Le retribuzioni convenzionali INAIL sono valori forfettari utilizzati per calcolare i premi assicurativi e le prestazioni economiche (indennità) spettanti ai lavoratori domestici in caso di infortunio. Non corrispondono alla retribuzione effettiva, ma a importi stabiliti annualmente dall’INAIL.Per il 2025, le retribuzioni convenzionali sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2 del 24 gennaio 2025, che ha recepito l’adeguamento ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (+0,8% rispetto al 2024).A cosa servono le retribuzioni convenzionaliLe retribuzioni convenzionali INAIL hanno due funzioni principali:Calcolo del premio assicurativo annuale: il datore di lavoro domestico paga un premio INAIL calcolato sulla retribuzione convenzionaleCalcolo delle prestazioni economiche: l’indennità di inabilità temporanea, la rendita per inabilità permanente e le altre prestazioni INAIL sono calcolate sulla base della retribuzione convenzionaleImportante: La retribuzione convenzionale INAIL è indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore di lavoro e lavoratore domestico. Anche se la colf guadagna 1.500 euro al mese, l’INAIL utilizzerà la retribuzione convenzionale per calcolare le prestazioni.Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025 – Rivalutazione retribuzioni convenzionali lavoro domesticoTabella retribuzioni convenzionali colf e badantiDi seguito riportiamo la tabella completa delle retribuzioni convenzionali INAIL 2025 per i lavoratori domestici, suddivise per fasce orarie settimanali:Ore settimanaliRetribuzione convenzionale annua 2025Retribuzione mensile (indicativa)Fino a 6 ore4.687,44 euro390,62 euroOltre 6 fino a 12 ore7.031,16 euro585,93 euroOltre 12 fino a 18 ore9.374,88 euro781,24 euroOltre 18 fino a 24 ore11.718,60 euro976,55 euroOltre 24 ore (convivente)14.062,32 euro1.171,86 euroNote importanti:Le retribuzioni convenzionali 2025 sono state rivalutate del +0,8% rispetto al 2024La retribuzione mensile indicativa è calcolata dividendo l’importo annuo per 12Per i lavoratori conviventi (oltre 24 ore settimanali) si applica la fascia più altaLe retribuzioni convenzionali sono valide per tutto il 2025Confronto con il 2024Ecco il confronto con le retribuzioni convenzionali 2024:Ore settimanali20242025VariazioneFino a 6 ore4.650,00 euro4.687,44 euro+37,44 euroOltre 24 ore13.950,00 euro14.062,32 euro+112,32 euroFonte: Circolare INAIL n. 2/2025 Obblighi del datore di lavoro domesticoIl datore di lavoro domestico ha precisi obblighi nei confronti dell’INAIL quando assume una colf, badante o altro lavoratore domestico. Vediamoli nel dettaglio:1. Iscrizione all’INAILIl datore di lavoro deve iscrivere la colf o badante all’INAIL entro 24 ore dall’assunzione. L’iscrizione si effettua:Online tramite il portale INAIL (servizio “Gestione domestici”)Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)Presso una sede INAIL territorialeDocumenti necessari per l’iscrizione:Codice fiscale del datore di lavoroCodice fiscale del lavoratore domesticoData di inizio rapporto di lavoroOre settimanali previsteTipo di rapporto (convivente o non convivente)2. Pagamento del premio annualeIl datore di lavoro deve pagare il premio INAIL entro il 31 gennaio di ogni anno per l’anno precedente. Per il 2025, il premio è calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali indicate nella tabella sopra.Importo del premio 2025:Ore settimanaliPremio annuale 2025Fino a 6 ore29,30 euroOltre 6 fino a 12 ore43,95 euroOltre 12 fino a 18 ore58,60 euroOltre 18 fino a 24 ore73,25 euroOltre 24 ore (convivente)87,90 euroIl premio si paga tramite bollettino MAV o F24 con codice tributo DDPP.3. Denuncia di infortunioIn caso di infortunio, il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare l’infortunio all’INAIL entro termini precisi (vedi sezione dedicata).4. Certificazione medicaIl datore di lavoro deve far rilasciare al lavoratore infortunato un certificato medico di infortunio da parte di un medico o del Pronto Soccorso. Il certificato deve indicare:Tipo di lesionePrognosi (giorni di inabilità temporanea)Dinamica dell’infortunioSanzioni per mancata iscrizione o denunciaLa mancata iscrizione all’INAIL o la mancata denuncia di infortunio comportano sanzioni amministrative:Omessa iscrizione: sanzione da 1.290 a 7.745 euro (articolo 55, D.Lgs. 81/2008)Omessa denuncia infortunio: sanzione da 1.290 a 7.745 euroDenuncia tardiva: sanzione ridotta proporzionale ai giorni di ritardoImportante: In caso di infortunio grave o mortale, la mancata denuncia può configurare anche responsabilità penale. Procedura denuncia infortunio INAILLa denuncia di infortunio è un adempimento obbligatorio che il datore di lavoro domestico deve effettuare quando la colf o badante subisce un infortunio sul lavoro. Vediamo passo per passo come si procede.Step 1: Prestare soccorso immediatoIn caso di infortunio, la prima cosa da fare è prestare soccorso al lavoratore:Se l’infortunio è grave: chiamare il 118Se l’infortunio è lieve: accompagnare il lavoratore dal medico curante o al Pronto SoccorsoStep 2: Ottenere il certificato medicoIl lavoratore deve farsi rilasciare un certificato medico di infortunio che indichi:Natura della lesione (frattura, contusione, ferita, ecc.)Prognosi (numero di giorni di inabilità temporanea)Dinamica dell’infortunioIl certificato può essere rilasciato da:Pronto Soccorso (in caso di infortunio grave)Medico curante (per infortuni lievi)Medico specialistaImportante: Il certificato medico deve essere inviato telematicamente all’INAIL direttamente dal medico tramite il sistema “Certificati di Infortunio/Malattia Professionale”.Step 3: Denuncia all’INAILIl datore di lavoro deve denunciare l’infortunio all’INAIL nei seguenti termini:Tipo di infortunioTermine denunciaInfortunio con prognosi superiore a 3 giorni2 giorni dal ricevimento del certificato medicoInfortunio mortale24 ore dall’eventoInfortunio con prognosi fino a 3 giorniNon obbligatorio, ma consigliatoCome si denuncia l’infortunio:Online sul portale INAIL: accedere al servizio “Denuncia di infortunio” con SPID, CIE o CNSTelefonicamente al Contact Center INAIL 803.164Tramite intermediario: CAF, patronato, consulente del lavoroPresso una sede INAIL territorialeStep 4: Compilare il modulo di denunciaIl modulo di denuncia richiede le seguenti informazioni:Dati del datore di lavoro (codice fiscale, residenza)Dati del lavoratore (codice fiscale, data assunzione, ore settimanali)Data, ora e luogo dell’infortunioDinamica dell’evento (descrizione dettagliata di cosa è accaduto)Certificato medico (protocollo telematico)Eventuali testimoniStep 5: Conservare la documentazioneIl datore di lavoro deve conservare per almeno 5 anni:Copia della denuncia di infortunioCertificato medicoRicevuta di invio INAILEventuale corrispondenza con INAILCosa succede dopo la denunciaDopo la denuncia, l’INAIL:Istruisce la pratica verificando i requisiti per l’indennizzabilitàPuò richiedere documentazione integrativaPuò convocare il lavoratore per visita medica presso la sede INAILEmette il provvedimento di accoglimento o rigettoEroga l’indennità in caso di accoglimentoI tempi di istruttoria variano da 30 a 60 giorni per le pratiche standard.Riferimento normativo: Articolo 53, DPR 1124/1965 – Denuncia degli infortuni sul lavoroCalcolo indennità di inabilità temporaneaL’indennità di inabilità temporanea è la prestazione economica che l’INAIL eroga al lavoratore domestico infortunato durante il periodo di inabilità al lavoro. Vediamo come si calcola.Quando spetta l’indennitàL’indennità spetta quando l’infortunio comporta una inabilità assoluta al lavoro superiore a 3 giorni. I primi 3 giorni (periodo di carenza) non sono indennizzati dall’INAIL.Importante: Durante i primi 3 giorni il datore di lavoro domestico non è obbligato a corrispondere alcuna retribuzione (a differenza del lavoro subordinato tradizionale dove i primi 3 giorni sono a carico del datore).Percentuali di indennizzoL’indennità è calcolata sulla retribuzione convenzionale giornaliera con le seguenti percentuali:PeriodoPercentualeNotePrimi 3 giorni (carenza)0%Non indennizzatiDal 4° al 90° giorno60%Della retribuzione convenzionale giornalieraDal 91° giorno in poi75%Della retribuzione convenzionale giornalieraFormula di calcoloPer calcolare l’indennità giornaliera:Retribuzione convenzionale giornaliera = Retribuzione convenzionale annua / 365Indennità giornaliera = Retribuzione giornaliera × PercentualeEsempio pratico di calcoloCaso: Badante convivente (oltre 24 ore settimanali) che subisce infortunio con prognosi di 30 giorni.Dati:Retribuzione convenzionale annua 2025: 14.062,32 euroPrognosi: 30 giorniPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)Dal 4° al 30° giorno: 27 giorni indennizzabili al 60%Calcolo:1. Retribuzione giornaliera:14.062,32 euro / 365 giorni = 38,52 euro/giorno2. Indennità giornaliera (60%):38,52 euro × 60% = 23,11 euro/giorno3. Indennità totale per 27 giorni:23,11 euro × 27 giorni = 623,97 euroRisultato: La badante riceverà dall’INAIL un’indennità complessiva di 623,97 euro per i 27 giorni indennizzati (esclusi i primi 3 di carenza).Pagamento dell’indennitàL’indennità viene pagata dall’INAIL:Direttamente al lavoratore tramite bonifico bancario o postaleCon cadenza mensile posticipataEntro 30 giorni dalla fine del mese di riferimentoNota fiscale: L’indennità di inabilità temporanea è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.Riferimento normativo: Articoli 66-74, DPR 1124/1965 – Indennità per inabilità temporanea Esempi pratici di calcoloVediamo altri esempi pratici di calcolo dell’indennità per diverse tipologie di infortunio e fasce orarie.Esempio 1: Colf part-time (10 ore settimanali)Situazione:Colf assunta per 10 ore settimanali (fascia “oltre 6 fino a 12 ore”)Infortunio: taglio profondo alla mano mentre lava i piattiPrognosi: 15 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 7.031,16 euroRetribuzione giornaliera: 7.031,16 / 365 = 19,26 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 15° giorno (12 giorni): 19,26 × 60% = 11,56 euro/giornoTotale indennità: 11,56 × 12 = 138,72 euroEsempio 2: Badante non convivente (18 ore settimanali)Situazione:Badante assunta per 18 ore settimanali (fascia “oltre 12 fino a 18 ore”)Infortunio: caduta dalle scale con frattura alla cavigliaPrognosi: 60 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 9.374,88 euroRetribuzione giornaliera: 9.374,88 / 365 = 25,68 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 60° giorno (57 giorni al 60%): 25,68 × 60% × 57 = 878,93 euroEsempio 3: Badante convivente con infortunio lungoSituazione:Badante convivente (oltre 24 ore settimanali)Infortunio: ustione grave mentre cucinaPrognosi: 120 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 14.062,32 euroRetribuzione giornaliera: 14.062,32 / 365 = 38,52 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 90° giorno (87 giorni al 60%): 38,52 × 60% × 87 = 2.010,74 euroDal 91° al 120° giorno (30 giorni al 75%): 38,52 × 75% × 30 = 866,70 euroTotale indennità: 2.010,74 + 866,70 = 2.877,44 euroEsempio 4: Infortunio in itinereSituazione:Colf assunta per 20 ore settimanali (fascia “oltre 18 fino a 24 ore”)Infortunio: incidente stradale mentre va al lavoro con lo scooterPrognosi: 45 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 11.718,60 euroRetribuzione giornaliera: 11.718,60 / 365 = 32,10 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 45° giorno (42 giorni al 60%): 32,10 × 60% × 42 = 809,28 euroNota: L’infortunio in itinere è coperto dall’assicurazione INAIL purché il percorso sia quello normale casa-lavoro e non ci siano deviazioni significative.Tabella riepilogativa esempiEsempioOre sett.PrognosiIndennità totaleColf part-time10 ore15 giorni138,72 euroBadante non convivente18 ore60 giorni878,93 euroBadante conviventeConvivente120 giorni2.877,44 euroInfortunio in itinere20 ore45 giorni809,28 euroDifferenza tra infortunio e malattiaÈ importante distinguere tra infortunio sul lavoro e malattia, perché hanno gestioni e coperture diverse.Infortunio sul lavoroCaratteristiche:Causa violenta: evento traumatico improvvisoOccasione di lavoro: deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioniCopertura INAIL: il lavoratore domestico è assicurato dall’INAILIndennità: pagata dall’INAIL dal 4° giornoEsempi:Caduta dalle scale mentre pulisceTaglio con coltello mentre prepara il pranzoUstione mentre stiraDistorsione mentre sposta mobiliMalattiaCaratteristiche:Causa lenta: processo patologico progressivo (influenza, bronchite, ecc.)Non legata al lavoro: può insorgere in qualsiasi momentoNessuna copertura INAIL: i lavoratori domestici NON hanno diritto all’indennità di malattia INPSIndennità: solo se prevista dal contratto collettivo o dal contratto individualeImportante: A differenza dei lavoratori dipendenti normali, colf e badanti NON hanno diritto all’indennità di malattia dall’INPS. Durante la malattia:Il datore di lavoro può sospendere la retribuzione (salvo diverso accordo contrattuale)Il rapporto di lavoro è tutelato: il datore non può licenziare per malattia fino a un certo periodo (periodo di comporto)Tabella comparativaAspettoInfortunioMalattiaCausaViolenta (trauma)Lenta (patologia)OccasioneDurante il lavoroIndipendente dal lavoroCoperturaINAILNessuna (lavoro domestico)IndennitàSì, dal 4° giorno (INAIL)No (salvo accordo contrattuale)Denuncia obbligatoriaSì (entro 2 giorni)NoCertificato medicoCertificato di infortunioCertificato di malattiaTutela del postoSì (periodo di comporto)Sì (periodo di comporto)Malattia professionaleEsiste anche la malattia professionale, cioè una patologia causata dall’attività lavorativa svolta in modo ripetuto nel tempo. Per i lavoratori domestici, esempi di malattie professionali possono essere:Patologie muscolo-scheletriche (lombalgie da movimentazione carichi pesanti)Dermatiti da contatto con detergentiPatologie respiratorie da inalazione di sostanze chimicheLe malattie professionali sono coperte dall’INAIL, ma devono essere denunciate dal lavoratore (non dal datore di lavoro) entro 15 giorni dalla diagnosi.Riferimento normativo: Articolo 2087 Codice Civile – Tutela delle condizioni di lavoro Termini e scadenzeRiepiloghiamo i principali termini e scadenze da rispettare in caso di infortunio di una colf o badante.Termini per la denuncia di infortunioAdempimentoTermineDecorrenzaDenuncia infortunio mortale24 oreDall’eventoDenuncia infortunio con prognosi > 3 giorni2 giorniDal ricevimento del certificato medicoCertificato medico (inviato dal medico)ImmediatoAl momento della visitaConservazione documentazione5 anniDalla data dell’infortunioTermini per le prestazioni INAILPrestazioneDecorrenzaNoteIndennità di inabilità temporaneaDal 4° giornoPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)Rendita per inabilità permanenteDopo consolidamentoSe inabilità permanente ≥ 6%Indennizzo in capitaleDopo consolidamentoSe inabilità permanente 6-15%Scadenze amministrativeAdempimentoScadenzaRiferimentoIscrizione INAIL24 ore dall’assunzioneArticolo 13, D.Lgs. 38/2000Pagamento premio INAIL annuale31 gennaioPer l’anno precedenteVariazione ore lavoro30 giorniDalla variazioneCessazione rapporto di lavoro30 giorniDalla cessazioneCosa succede in caso di ritardoIl ritardo nella denuncia di infortunio può comportare:Sanzione amministrativa da 1.290 a 7.745 euroDifficoltà nell’istruttoria della pratica INAIL (mancanza di prove, testimoni, ecc.)Responsabilità civile e penale in caso di infortunio grave o mortaleConsiglio: In caso di dubbio se denunciare o meno un infortunio (ad esempio per prognosi borderline di 3-4 giorni), è sempre meglio denunciare. L’INAIL valuterà l’indennizzabilità, ma il datore di lavoro avrà adempiuto al suo obbligo.Ricorsi e contestazioniSe l’INAIL rigetta la denuncia di infortunio, il lavoratore può:Richiedere riesame alla sede INAIL territoriale entro 60 giorniFare ricorso amministrativo alla Direzione Regionale INAIL entro 90 giorniFare ricorso giudiziario al Tribunale del lavoro entro 3 anni (termine di prescrizione)Riferimento normativo: Articolo 104, D.Lgs. 81/2008 – Obblighi del datore di lavoro📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiChi paga i primi 3 giorni di infortunio della colf?I primi 3 giorni (periodo di carenza) NON sono indennizzati dall’INAIL e il datore di lavoro domestico non e obbligato a pagarli. A differenza del lavoro subordinato normale, nel lavoro domestico i primi 3 giorni non sono a carico del datore, salvo diverso accordo contrattuale.La retribuzione convenzionale INAIL e uguale allo stipendio della colf?No, la retribuzione convenzionale INAIL e un valore forfettario stabilito dall’INAIL per calcolare premi e prestazioni. E indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore e lavoratore. Per il 2025, va da 4.687,44 euro annui (fino a 6 ore settimanali) a 14.062,32 euro (conviventi oltre 24 ore).Entro quanto tempo devo denunciare l’infortunio all’INAIL?Devi denunciare l’infortunio entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico se la prognosi e superiore a 3 giorni. In caso di infortunio mortale, la denuncia deve essere fatta entro 24 ore dall’evento. Il ritardo comporta sanzioni da 1.290 a 7.745 euro.La colf ha diritto alla malattia pagata?No, i lavoratori domestici (colf e badanti) NON hanno diritto all’indennita di malattia dall’INPS. Durante la malattia il datore puo sospendere la retribuzione (salvo accordo contrattuale). Il rapporto e tutelato: il datore non puo licenziare durante il periodo di comporto.Se la badante si infortuna andando al lavoro, e coperta dall’INAIL?Si, l’infortunio in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) e coperto dall’assicurazione INAIL, purche il percorso sia quello normale e abituale senza deviazioni significative. L’indennita si calcola con le stesse modalita dell’infortunio sul lavoro.Quanto riceve di indennita una badante convivente infortunata per 30 giorni?Con la retribuzione convenzionale 2025 di 14.062,32 euro annui (38,52 euro/giorno), l’indennita per 30 giorni e: primi 3 giorni carenza (0 euro) + 27 giorni al 60% (23,11 euro/giorno x 27) = 623,97 euro totali pagati dall’INAIL.La gestione dell’infortunio di una colf o badante richiede attenzione e tempestività. Il datore di lavoro domestico deve conoscere le retribuzioni convenzionali INAIL 2025, rispettare i termini di denuncia e garantire la tutela del lavoratore.L’assicurazione INAIL copre il lavoratore dal 4° giorno di inabilità, erogando un’indennità calcolata sulla retribuzione convenzionale (60% dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giorno in poi).È fondamentale distinguere tra infortunio e malattia: solo l’infortunio è coperto dall’INAIL, mentre i lavoratori domestici non hanno diritto all’indennità di malattia.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per Colf e Badanti?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione di colf e badanti: iscrizione INAIL, denuncia infortunio, pratiche INPS, buste paga e contributi.I nostri servizi includono:Iscrizione INAIL per lavoratori domesticiDenuncia infortunio e gestione praticheCalcolo contributi INPS colf e badantiBuste paga e gestione contrattiAssistenza fiscale completa per datori di lavoro domesticiContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, COLF E BADANTI Morte assistito: cosa fare con la badante(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badanteCAF, COLF E BADANTI Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono) Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)CAF, COLF E BADANTI Badante H24: costi turnazione e gestione(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestioneCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 11:30:002026-05-31 16:22:09Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura
CAF, COLF E BADANTI Morte assistito: cosa fare con la badante(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badante
CAF, COLF E BADANTI Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono) Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)
CAF, COLF E BADANTI Badante H24: costi turnazione e gestione(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestione
CAFRegime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il Regime ImpatriatiIl regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito. Lavoro da RemotoOK se datore italiano. Per datore estero serve P.IVA italiana. Figli ResidentiOK maggiorazione 90% anche se figlio già in Italia (Circolare 17/E 2017). RequisitiResidenza fiscale ItaliaResidenza estera 2-6 anniAttività prevalente Italia AgevolazioniBase 70%: risparmio 11k/anno. Maggiorata 90%: risparmio 13k/anno. Come RichiedereVerifica requisiti CAF → Trasferisci residenza → Comunica datore → Raccogli docs → Dichiarazione annuale📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQLavoro remoto azienda estera?Si con P.IVA italianaFiglio gia in Italia ok 90%?Si, basta minorenneAssistenza CAFWhatsAppIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Tullio 13/B – 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commerciantiOgni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all’anno d’imposta 2025 porta con sé l’obbligo di calcolare correttamente il saldo dei contributi 2025 e il primo acconto dei contributi 2026. Si tratta di adempimenti spesso sottovalutati che, se gestiti con errori, possono generare sanzioni o interessi non dovuti.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio le aliquote vigenti, i minimali e i massimali contributivi, la logica del Quadro RR del Modello Redditi PF, le scadenze di versamento tramite F24 e i codici tributo da utilizzare. I valori esatti di minimale e massimale 2025 sono fissati dalla Circolare INPS annuale (di solito pubblicata a gennaio/febbraio) e devono essere sempre verificati sul portale INPS.it prima di procedere al calcolo.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione IVSLa Gestione IVS (o Gestione degli artigiani e dei commercianti) è la cassa previdenziale INPS dedicata a:Artigiani: titolari e collaboratori di imprese artigiane (falegname, idraulico, elettricista, meccanico, parrucchiere, estetista, ecc.)Commercianti: titolari e collaboratori di imprese commerciali (negozianti, agenti, rappresentanti di commercio, ecc.)Coadiuvanti e coadiutori familiari: familiari che collaborano nell’impresaL’iscrizione alla Gestione IVS è obbligatoria e comporta il versamento di contributi fissi (sul reddito minimale) e di contributi proporzionali al reddito effettivo. Anche chi aderisce al regime forfettario è iscritto alla Gestione IVS, con la possibilità di ridurre i contributi del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Aliquote contributive IVS 2025: artigiani e commerciantiLe aliquote contributive per il 2025 (anno di imposta del Modello Redditi PF 2026) sono le seguenti, fissate dalla Circolare INPS annuale:CategoriaAliquota IVS 2025NoteArtigiani (titolari)24,00%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCommercianti (titolari)24,48%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCoadiuvanti/coadiutori familiariPari al titolareStessa aliquota, eventuale riduzione per under 21Forfettari con riduzione 35% (artigiani)~15,60%24% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Forfettari con riduzione 35% (commercianti)~15,91%24,48% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Nota: le aliquote IVS artigiani (24%) e commercianti (24,48%) sono confermate dalla Circolare INPS n. 17 del 2025. La riduzione del 35% per i forfettari e’ prevista dalla L. 190/2014 art. 1 c. 77 ed e’ stata confermata anche per il 2025. Minimale e massimale contributivo 2025Il sistema contributivo della Gestione IVS prevede un reddito minimale al di sotto del quale si versano comunque contributi fissi, e un massimale oltre il quale non si versano contributi aggiuntivi. Entrambi i valori vengono aggiornati ogni anno con rivalutazione ISTAT e sono pubblicati dalla Circolare INPS all’inizio dell’anno. Reddito minimale 2025 e contributo fissoIl reddito minimale annuo per il 2025 e il corrispondente contributo fisso minimo sono indicati nella Circolare INPS n. 17 del 2025 (o circolare equivalente). A titolo indicativo, negli anni recenti il reddito minimale si attestava intorno a 17.500-18.000 euro. Il contributo fisso annuo (somma delle quattro rate trimestrali) per un artigiano e’ pari al minimale moltiplicato per l’aliquota 24%; per un commerciante per il 24,48%.Importante: i contributi fissi sul minimale vengono versati in quattro rate durante l’anno (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo), indipendentemente dal reddito effettivo. Il Modello Redditi PF 2026 riporta nel Quadro RR Sezione I queste rate gia’ versate.Reddito massimale 2025Il reddito massimale distingue tra due categorie di iscritti:Senza anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ basso (indicativamente intorno a 86.000-87.000 euro per il 2025)Con anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ elevato (indicativamente intorno a 113.000 euro per il 2025)Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi IVS. I valori precisi vanno verificati sulla Circolare INPS dell’anno corrente disponibile su INPS.it, sezione “Gestione degli artigiani e dei commercianti”.Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026: come funzionaIl Quadro RR del Modello Redditi PF e’ la sezione dedicata alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti. E’ composto da due sezioni principali:Sezione I – Contributi dovuti sul reddito minimale: contiene le rate fisse gia’ versate nel corso dell’anno. Si tratta di un riepilogo dei versamenti gia’ effettuati trimestralmente, da confrontare con quanto effettivamente pagato.Sezione II – Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale: qui si calcola il contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale. Comprende il saldo 2025 e il primo acconto 2026.I dati del Quadro RR vengono poi riportati nel prospetto di liquidazione del Modello Redditi PF, e i versamenti a saldo e in acconto si effettuano tramite modello F24 nelle scadenze previste. Sezione I: contributi sul minimaleNel Quadro RR Sezione I vengono indicate le quattro rate fisse versate nel 2025. Queste rate vanno indicate anche se si e’ in regime forfettario con riduzione, con i valori ridotti del 35%. Se tutte le rate sono state regolarmente versate, non vi e’ alcun saldo da versare in questa sezione.Sezione II: contributi sull’eccedenza del minimaleQuesta e’ la sezione piu’ importante per chi ha prodotto un reddito superiore al minimale. Il contributo viene calcolato sulla differenza tra il reddito d’impresa effettivo (dichiarato nel Quadro RF/RD/LM) e il reddito minimale:Formula: (Reddito effettivo – Reddito minimale) x Aliquota = Contributo sull’eccedenzaCome si calcola il saldo 2025: esempi praticiI seguenti esempi sono a scopo illustrativo e utilizzano valori ipotetici di minimale. Sostituisci i valori esatti con quelli della Circolare INPS 2025. Esempio 1: artigiano con reddito 35.000 euroDati: artigiano (es. elettricista), reddito d’impresa 2025 = 35.000 euro, aliquota IVS 24%, minimale ipotetico = M euro, contributo fisso gia’ versato = CF euro.Contributo sul minimale (gia’ versato): CF euroReddito eccedente il minimale: 35.000 – M euroContributo sull’eccedenza: (35.000 – M) x 24%Gia’ versato in acconto sull’eccedenza (anno precedente): acconto versatoSaldo 2025 da versare: contributo eccedenza – acconto versatoA titolo di esempio concreto con minimale 2024 (circa 17.504 euro): reddito eccedente = 35.000 – 17.504 = 17.496 euro; contributo eccedenza = 17.496 x 24% = 4.199 euro. Se l’acconto versato era 3.500 euro, il saldo sarebbe 699 euro.Esempio 2: commerciante con reddito 55.000 euroDati: commerciante (es. negoziante), reddito d’impresa 2025 = 55.000 euro, aliquota IVS 24,48%.Reddito eccedente il minimale (es. 55.000 – 17.504 = 37.496 euro con valore 2024 a titolo illustrativo)Contributo sull’eccedenza: 37.496 x 24,48% = 9.181 euro (indicativo)Gia’ versato in acconto: es. 7.000 euroSaldo 2025 indicativo: 9.181 – 7.000 = 2.181 euroEsempio 3: artigiano forfettario con riduzione 35%Dati: artigiano in regime forfettario, reddito imponibile 2025 (dopo coefficiente di redditivita’) = 28.000 euro, aliquota IVS ridotta 15,60% (24% x 65%).Minimale ridotto per il forfettario: M x 65%Reddito eccedente il minimale ridotto: 28.000 – (M x 65%)Contributo sull’eccedenza ridotto: (28.000 – minimale ridotto) x 15,60%Contributo fisso ridotto (gia’ versato): CF x 65%Il risparmio rispetto al regime ordinario e’ significativo. Per questo motivo la riduzione del 35% e’ una delle agevolazioni piu’ vantaggiose del regime forfettario.Il calcolo del primo acconto 2026 dei contributi INPSInsieme al saldo 2025, nel Modello Redditi PF 2026 si calcola anche il primo acconto dei contributi INPS 2026. L’acconto viene calcolato con il metodo storico, prendendo come base il contributo sull’eccedenza del minimale dell’anno precedente (2025).Metodo di calcolo dell’accontoIl primo acconto e’ pari al 40% del contributo complessivo dovuto per il 2025 sulla parte eccedente il minimale. Il secondo acconto (da versare in autunno) sara’ pari al restante 60%.Primo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 40%Secondo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 60%Riprendendo l’Esempio 1 (artigiano con reddito 35.000 euro, contributo eccedenza indicativo 4.199 euro):Primo acconto 2026 (40%): 4.199 x 40% = circa 1.680 euroSecondo acconto 2026 (60%): 4.199 x 60% = circa 2.519 euroMetodo previsionale per il calcolo dell’accontoIn alternativa al metodo storico, e’ possibile utilizzare il metodo previsionale: si stima il reddito che si prevede di conseguire nel 2026 e si calcola l’acconto su quella base. Questo metodo e’ conveniente se si prevede un reddito 2026 significativamente inferiore al 2025. Tuttavia, attenzione: se la previsione risulta inferiore al reddito effettivo, si potranno applicare sanzioni e interessi sulla differenza.Scadenze di versamento: F24 e codici tributoIl versamento del saldo contributi 2025 e del primo acconto 2026 avviene tramite modello F24. Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono particolarmente rilevanti per artigiani e commercianti. Scadenze 2026AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo contributi INPS 202530 giugno 202630 luglio 20261° acconto contributi INPS 202630 giugno 202630 luglio 20262° acconto contributi INPS 202630 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (1a)16 maggio 2026–Rate fisse minimale 2026 (2a)20 agosto 2026–Rate fisse minimale 2026 (3a)16 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (4a)16 febbraio 2027–Importante: il pagamento con scadenza 30 luglio invece del 30 giugno comporta una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare (non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legale previsto dalla normativa).Codici tributo F24 per artigiani e commerciantiPer il versamento tramite F24, nella sezione “INPS” devono essere utilizzati i seguenti codici tributo. Per l’approfondimento completo, consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026.CodiceDescrizioneChi lo usa0101Contributi IVS artigiani – quota fissa sul minimaleArtigiani0102Contributi IVS commercianti – quota fissa sul minimaleCommercianti0103Contributi IVS artigiani – quota proporzionale eccedenzaArtigiani0104Contributi IVS commercianti – quota proporzionale eccedenzaCommerciantiIl codice sede INPS da indicare e’ quello della sede INPS competente per il domicilio fiscale del contribuente. La causale contributi e’ “CONTRIBUTI GESTIONE ARTIGIANI” o “CONTRIBUTI GESTIONE COMMERCIANTI” a seconda della categoria.Rateizzazione dei contributi: e’ possibile?Il saldo e il primo acconto dei contributi INPS versati tramite Modello Redditi PF 2026 possono essere rateizzati fino a un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade con il versamento ordinario (30 giugno o 30 luglio 2026 con maggiorazione), le successive scadono il 16 di ogni mese successivo.La rateizzazione e’ particolarmente utile per chi ha un saldo elevato e preferisce distribuire il pagamento nel corso dell’estate. Tuttavia, occorre fare attenzione a non confondere la rateizzazione dei contributi INPS con quella delle imposte IRPEF: sono due versamenti distinti, con codici tributo e logiche diverse.Casi particolari: pensionati, inizio attivita’ e cessazione Artigiani/commercianti pensionatiI soggetti che, oltre all’attivita’ di artigiano o commerciante, percepiscono anche una pensione INPS, versano in linea generale i contributi IVS alle aliquote ordinarie. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche per specifiche categorie, ma si tratta di situazioni particolari che richiedono una valutazione caso per caso con un professionista abilitato.Inizio attivita’ nel 2025Chi ha avviato l’attivita’ di artigiano o commerciante nel corso del 2025 (es. a luglio 2025) dovra’ versare i contributi minimali in misura proporzionale ai mesi di iscrizione. I contributi sul minimale si conteggiano per mesi interi di iscrizione all’INPS.Cessazione attivita’ nel 2025Chi ha cessato l’attivita’ nel corso del 2025 e’ tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 per i redditi prodotti fino alla data di cessazione. I contributi INPS saranno dovuti in misura proporzionale al periodo di attivita’, anche per la quota eccedente il minimale, in base al reddito prodotto.Modello Redditi PF 2026 vs Modello 730: quale usareUna domanda frequente riguarda se artigiani e commercianti possono utilizzare il Modello 730 invece del Modello Redditi PF. La risposta e’ no: il Modello 730 e’ destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Chi esercita attivita’ d’impresa (artigiani, commercianti) deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, compilando:Quadro RF: redditi d’impresa in regime ordinarioQuadro RD: redditi d’impresa in regime semplificatoQuadro LM: redditi d’impresa in regime forfettarioQuadro RR: contributi previdenziali INPS (artigiani/commercianti)Per approfondire le differenze tra i modelli dichiarativi, consulta la nostra guida al Modello 730 2026.La deducibilita’ dei contributi INPS dal redditoI contributi versati alla Gestione IVS INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Questo vale sia per il regime ordinario che per il regime forfettario:Regime ordinario: i contributi INPS si deducono dal reddito complessivo (Quadro RP, rigo RP21). Questo riduce la base imponibile IRPEF e quindi l’imposta dovuta.Regime forfettario: i contributi INPS si deducono dal reddito forfettario (riduzione diretta del reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM). Non concorrono alla formazione del reddito complessivo, ma abbattono direttamente l’imponibile sostitutivo del 15%.Esempio pratico – Regime ordinario: un artigiano con reddito d’impresa 35.000 euro e contributi INPS totali versati (fissi + eccedenza) di circa 8.400 euro avra’ un reddito complessivo imponibile ridotto a circa 26.600 euro, con un risparmio IRPEF di circa 2.100 euro (aliquota marginale 35%). Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito totale del contribuente. Errori frequenti da evitareDimenticare il primo acconto 2026: il Modello Redditi PF 2026 non richiede solo il saldo 2025, ma anche il primo acconto 2026. Molti contribuenti si concentrano solo sul saldo e si dimenticano l’acconto, generando poi problemi al momento del secondo acconto di novembre.Usare i codici tributo sbagliati: confondere i codici artigiani con quelli commercianti, o usare i codici del minimale per il versamento dell’eccedenza.Non applicare la riduzione forfettaria: chi e’ in regime forfettario e ha presentato la comunicazione INPS per la riduzione del 35% deve applicarla anche nel calcolo del saldo e dell’acconto. Se dimenticata, si versano contributi in eccesso.Non verificare il massimale: superato il massimale reddituale, non si versano ulteriori contributi IVS. Ignorare questo limite porta a versamenti eccessivi.Confondere i contributi INPS con l’IRPEF: sono due pagamenti distinti, con scadenze, codici tributo e modalita’ di calcolo diverse.Usare valori di minimale/massimale dell’anno precedente: questi valori cambiano ogni anno. Verificare sempre la Circolare INPS aggiornata prima di procedere al calcolo.Come il CAF puo’ aiutartiIl calcolo corretto del saldo e dell’acconto dei contributi INPS richiede la conoscenza dei dati reddituali 2025, delle aliquote aggiornate, dei minimali e massimali specifici e della situazione previdenziale individuale. Un errore in questa fase puo’ portare a versamenti insufficienti (con sanzioni e interessi) o eccessivi (con necessita’ di rimborso).Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del Modello Redditi PF 2026, incluso il Quadro RR per artigiani e commercianti. Il nostro team di consulenti fiscali verifica i dati INPS, calcola il saldo e l’acconto esatti e predispone il modello F24 con i codici tributo corretti.Hai un’attivita’ artigiana o commerciale e devi presentare il Modello Redditi PF 2026? Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) oppure contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121. FAQ: domande frequenti su contributi INPS artigiani e commercianti 2026Qual e’ l’aliquota IVS per gli artigiani nel 2025?Per il 2025, l’aliquota IVS per gli artigiani e’ del 24% sul reddito d’impresa. Per i commercianti l’aliquota e’ del 24,48%. I forfettari che hanno presentato la comunicazione INPS possono applicare una riduzione del 35%, portando le aliquote rispettivamente a circa 15,60% e 15,91%.Quando scade il versamento del saldo contributi INPS 2025?Il saldo dei contributi INPS 2025 (eccedenza del minimale) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile versare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il versamento avviene tramite modello F24.Cos’e’ il reddito minimale INPS per artigiani e commercianti?Il reddito minimale e’ una soglia annua fissata dall’INPS: al di sotto di questa soglia si versano comunque i contributi fissi calcolati su di essa. Sopra il minimale si versano contributi aggiuntivi proporzionali al reddito effettivo. Il valore viene aggiornato ogni anno con rivalutazione ISTAT e pubblicato nella Circolare INPS annuale (disponibile su INPS.it).Un artigiano forfettario deve versare i contributi INPS?Si’, l’artigiano in regime forfettario e’ iscritto alla Gestione IVS INPS e deve versare i contributi come tutti gli altri artigiani. Tuttavia, puo’ beneficiare di una riduzione del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale che a quelli proporzionali sull’eccedenza.Posso rateizzare il pagamento dei contributi INPS 2025?Si’, e’ possibile rateizzare il saldo e il primo acconto dei contributi INPS in un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade alla data ordinaria del versamento (30 giugno o 30 luglio con maggiorazione).Come trovo i valori aggiornati di minimale e massimale INPS?I valori aggiornati vengono comunicati ogni anno dall’INPS con apposita Circolare (di solito a gennaio/febbraio). Puoi consultare il sito INPS.it nella sezione dedicata alla Gestione degli Artigiani e Commercianti, oppure rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia.ConclusioneIl calcolo dei contributi INPS nel Modello Redditi PF 2026 e’ un adempimento fondamentale per tutti gli artigiani e commercianti. Comprendere la logica del Quadro RR, applicare correttamente le aliquote IVS (24% per artigiani, 24,48% per commercianti), rispettare i valori di minimale e massimale aggiornati e versare nei termini previsti sono passaggi essenziali per evitare sanzioni e ottimizzare il carico contributivo.Ricorda che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 si versano entrambi entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%), mentre il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre. Se sei in regime forfettario, verifica di aver applicato la riduzione del 35% e di aver presentato la comunicazione INPS. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata.Per ulteriori informazioni sulle scadenze fiscali di luglio 2026 e su come gestire al meglio le tasse se sei un lavoratore autonomo, consulta le nostre guide aggiornate. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commerciantiCAF, SUCCESSIONIChiamato all’Eredita vs Erede 2026: Differenze, Diritti, Obblighi e Come Si Diventa ErediAccettazione e rinuncia all'ereditàHai ricevuto una comunicazione dal notaio o dall’Agenzia delle Entrate che ti definisce “chiamato all’eredita” e ti chiedi se questo significa che sei gia erede e devi pagare i debiti del defunto? La distinzione tra chiamato all’eredita ed erede e una delle piu importanti e meno conosciute del diritto successorio italiano, eppure puo fare la differenza tra dover rispondere di debiti enormi con il proprio patrimonio o poter tranquillamente rinunciare senza alcuna conseguenza.In questa guida completa aggiornata al 2026 vedremo cosa significa essere chiamati all’eredita, quando si diventa effettivamente eredi, quali sono i diritti e gli obblighi in ciascuno status, come si accetta l’eredita (espressamente o tacitamente), i termini di legge, gli strumenti di tutela come il beneficio di inventario e soprattutto cosa fare se hai ricevuto una notifica e non sai come muoverti. Una guida pensata per chi ha bisogno di chiarezza in un momento delicato.Indice dei contenutiChiamato all’eredita vs erede: la distinzione fondamentaleIl chiamato all’eredita: chi e e cosa puo fareQuando si diventa chiamati all’ereditaDiritti e poteri del chiamato all’ereditaL’erede vero e proprio: diritti, obblighi e responsabilitaAccettazione espressa: come funziona (art. 475 C.C.)Accettazione tacita: il rischio silenzioso (art. 476 C.C.)La dichiarazione di successione comporta accettazione tacita?Accettazione con beneficio di inventario (art. 484 C.C.)Termine per accettare l’eredita: 10 anni (art. 480 C.C.)Actio interrogatoria: quando il creditore forza la decisioneRinuncia all’eredita: come e quandoEsempio pratico: il caso di MarcoCosa rischia il chiamato che non accettaCosa rischia l’erede puro e semplice: debiti illimitatiTabella riassuntiva: chiamato vs erede a confrontoCome tutelarsi: le strategie miglioriSistema tavolare in Friuli Venezia Giulia: una specificitaEredita giacente: quando nessuno accetta📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailChiamato all’eredita vs erede: la distinzione fondamentaleLa prima cosa da comprendere, e che molti confondono, e che chiamato all’eredita ed erede NON sono sinonimi. Si tratta di due status giuridici profondamente diversi, con conseguenze patrimoniali e responsabilita radicalmente differenti.Il chiamato all’eredita (detto anche “chiamato alla delazione”) e colui che, alla morte del de cuius (la persona deceduta), viene individuato dalla legge o dal testamento come potenziale beneficiario dell’eredita. E una qualifica automatica: si diventa chiamati al momento esatto dell’apertura della successione, cioe al decesso, senza bisogno di alcuna formalita. Ma essere chiamati non significa aver accettato nulla.L’erede, invece, e il chiamato che ha compiuto il passo successivo: l’accettazione dell’eredita. Solo con l’accettazione si diventa titolari dei beni ereditari e, contestualmente, responsabili dei debiti del defunto. La differenza, in sintesi estrema, e questa: il chiamato puo ancora scegliere, l’erede ha gia scelto. Il chiamato all’eredita: chi e e cosa puo fareIl chiamato all’eredita e individuato sulla base della delazione ereditaria, ossia dell’offerta che la legge o il testamento fa di assumere la qualita di erede. La delazione puo essere:Testamentaria: quando il de cuius ha lasciato un testamento valido che individua gli eredi;Legittima: quando manca il testamento e opera la successione legittima prevista dal Codice Civile (coniuge, figli, parenti in linea retta e collaterale entro il sesto grado);Necessaria: quando intervengono i diritti dei legittimari (coniuge, figli, ascendenti) che non possono essere esclusi neppure per volonta del testatore.Il chiamato, dal momento dell’apertura della successione, si trova in una posizione di “attesa giuridica“: puo decidere se accettare, rinunciare o restare inerte. La sua caratteristica principale, e questo e un punto cruciale, e che NON risponde dei debiti del defunto finche non accetta. Questo significa che i creditori del de cuius non possono aggredire il patrimonio personale del chiamato puro e semplice.Quando si diventa chiamati all’ereditaSi diventa chiamati all’eredita automaticamente al momento della morte del de cuius. Non serve alcuna dichiarazione, notifica o atto formale per assumere questo status. E sufficiente rientrare in una delle categorie previste dal Codice Civile o dal testamento.Ad esempio, se Mario muore il 15 aprile 2026 lasciando moglie e due figli, dal quel momento esatto la moglie e i due figli sono chiamati all’eredita in base all’articolo 581 del Codice Civile (successione del coniuge in concorso con i figli). Non importa se ne sono a conoscenza, se abitano all’estero o se non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione: la qualifica di chiamato opera ipso iure.Questa automaticita ha conseguenze pratiche importanti. Puoi essere chiamato all’eredita di un parente lontano senza saperlo, e scoprirlo mesi o anni dopo tramite una notifica di un creditore o dell’Agenzia delle Entrate. In questi casi, e fondamentale sapere che il semplice status di chiamato NON comporta obblighi economici automatici. Diritti e poteri del chiamato all’ereditaIl chiamato all’eredita, pur non essendo ancora erede, non e privo di diritti. Anzi, il Codice Civile gli riconosce una serie di poteri conservativi disciplinati dall’articolo 460 C.C., pensati proprio per permettergli di tutelare il patrimonio ereditario in attesa della decisione finale.In particolare, il chiamato puo:Esercitare azioni possessorie per difendere i beni ereditari da terzi;Compiere atti conservativi (ad esempio assicurare beni, riscuotere crediti urgenti, pagare imposte in scadenza);Chiedere l’apposizione dei sigilli e la redazione dell’inventario;Farsi autorizzare dal tribunale a vendere beni deperibili;Ispezionare i beni per valutare attivo e passivo prima di decidere se accettare.Attenzione: questi atti conservativi NON costituiscono accettazione tacita dell’eredita, purche restino entro i limiti della mera amministrazione. Il chiamato puo quindi “gestire” il patrimonio ereditario senza automaticamente diventare erede. La linea di confine, pero, e sottile e va valutata caso per caso.L’erede vero e proprio: diritti, obblighi e responsabilitaUna volta che il chiamato accetta l’eredita, diventa erede a tutti gli effetti. Questo comporta una serie di conseguenze giuridiche di enorme portata:Subentra in tutti i rapporti giuridici trasmissibili del defunto (proprieta, crediti, contratti in corso salvo quelli personalissimi);Diviene titolare dei beni ereditari con efficacia retroattiva al momento dell’apertura della successione;Risponde illimitatamente dei debiti del de cuius, anche con il proprio patrimonio personale, se non ha accettato con beneficio di inventario;Deve presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi;Deve volturare gli immobili presso il catasto e, nelle zone a sistema tavolare come il Friuli Venezia Giulia, effettuare le annotazioni nel libro fondiario.Il rovescio della medaglia, e qui sta il rischio principale, e la responsabilita illimitata per i debiti ereditari. L’erede puro e semplice (cioe senza beneficio di inventario) risponde con tutto il suo patrimonio, presente e futuro, anche se i debiti del defunto superano il valore dei beni ricevuti. E qui entrano in gioco gli strumenti di tutela che vedremo piu avanti. Accettazione espressa: come funziona (art. 475 C.C.)L’accettazione espressa e il modo piu chiaro e consapevole di diventare eredi. E disciplinata dall’articolo 475 del Codice Civile e consiste in una dichiarazione formale con cui il chiamato manifesta la volonta di accettare l’eredita.L’accettazione espressa richiede la forma scritta a pena di nullita e puo avvenire con:Atto pubblico redatto da un notaio;Scrittura privata, anche non autenticata (ma consigliabile l’autentica per certezza della data).Non sono ammesse accettazioni sottoposte a condizione o a termine, ne accettazioni parziali: l’accettazione e un atto puro, semplice e totale. Significa che non si puo dire “accetto solo la casa ma non i debiti” oppure “accetto se il patrimonio netto sara positivo”. Chi vuole tutelarsi deve ricorrere al beneficio di inventario.L’atto di accettazione espressa viene poi trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (o presso il Libro Fondiario in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e alcune zone di Gorizia, Trieste e Udine), producendo effetti verso i terzi.Accettazione tacita: il rischio silenzioso (art. 476 C.C.)L’accettazione tacita e disciplinata dall’articolo 476 del Codice Civile ed e probabilmente l’aspetto piu insidioso del diritto successorio. Si verifica quando il chiamato compie un atto che presuppone necessariamente la volonta di accettare l’eredita e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualita di erede.In pratica, anche senza alcuna dichiarazione formale, puoi diventare erede semplicemente comportandoti come tale. Gli esempi piu comuni di atti che configurano accettazione tacita sono:Vendere un bene ereditato (anche solo una quota);Incassare crediti del defunto a titolo definitivo;Pagare debiti ereditari con il proprio denaro con l’intento di estinguerli definitivamente;Promuovere azioni giudiziali in qualita di erede;Locare immobili ereditari stipulando nuovi contratti di affitto;Disporre dei beni ereditari come se fossero propri (ad esempio trasferirli, donarli, ipotecarli);Effettuare la voltura catastale a proprio nome (secondo orientamento consolidato della Cassazione);Rinunciare all’eredita a favore di altri dietro corrispettivo (articolo 477 C.C., e una vera e propria accettazione+cessione).Il problema dell’accettazione tacita e che spesso avviene inconsapevolmente. Un chiamato che, credendo di fare una cosa innocua, effettua la voltura o incassa un credito, si ritrova all’improvviso erede puro e semplice, con tutti i debiti a carico. Per questo motivo, prima di compiere qualsiasi atto sui beni ereditari, e fortemente consigliato consultare un professionista. La dichiarazione di successione comporta accettazione tacita?Questo e uno dei temi piu controversi e merita un approfondimento specifico, perche molti chiamati si trovano “costretti” a presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dall’apertura e si chiedono se questo atto li trasformera automaticamente in eredi.La posizione dominante della Corte di Cassazione e oggi la seguente: la sola presentazione della dichiarazione di successione non costituisce, di per se, accettazione tacita dell’eredita. Si tratta infatti di un adempimento di natura fiscale, imposto dalla legge a scopi tributari e non di un atto dispositivo del patrimonio ereditario (Cass. n. 10796/2009, Cass. n. 24755/2015 e giurisprudenza successiva).Tuttavia, attenzione: la dichiarazione di successione accompagnata da altri atti (come la voltura catastale, il pagamento delle imposte con fondi propri a titolo definitivo, la trascrizione di accettazione, il godimento effettivo dei beni) puo configurare accettazione tacita nel suo complesso. Il giudice valuta caso per caso il comportamento del chiamato.Il consiglio operativo per chi vuole rinunciare ma deve comunque presentare la dichiarazione di successione (per evitare sanzioni fiscali) e: presentarla come “chiamato” e non come “erede”, senza effettuare volture ne pagamenti definitivi di debiti, e rinunciare formalmente il prima possibile.Accettazione con beneficio di inventario (art. 484 C.C.)L’accettazione con beneficio di inventario, disciplinata dagli articoli 484 e seguenti del Codice Civile, e lo strumento principe di tutela dell’erede contro i debiti ereditari. Permette di separare il patrimonio del defunto da quello dell’erede, facendo si che quest’ultimo risponda dei debiti solo entro il valore dei beni ereditati.Come funziona operativamente:Si rende una dichiarazione al cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione, oppure a un notaio;Entro 3 mesi (se si e nel possesso dei beni) o senza limite di tempo (se non si e nel possesso, purche non sia ancora maturata la prescrizione decennale per accettare), si deve redigere l’inventario dei beni ereditari;L’inventario fotografa attivo e passivo del patrimonio del defunto;L’erede risponde dei debiti intra vires hereditatis, cioe solo fino alla concorrenza del valore dei beni ricevuti;Se i debiti superano l’attivo, il patrimonio personale dell’erede resta intatto.Il beneficio di inventario e obbligatorio per alcuni soggetti: minori, interdetti, inabilitati, persone giuridiche, enti non riconosciuti, associazioni, fondazioni. Per loro l’accettazione pura e semplice non e possibile: qualsiasi accettazione e automaticamente con beneficio. Termine per accettare l’eredita: 10 anni (art. 480 C.C.)L’articolo 480 del Codice Civile stabilisce che il diritto di accettare l’eredita si prescrive in 10 anni decorrenti dall’apertura della successione (cioe dalla morte del de cuius). Durante questo periodo, il chiamato mantiene la facolta di decidere: accettare, rinunciare o restare inerte.Se il chiamato non accetta entro 10 anni, il suo diritto si estingue per prescrizione e non potra piu diventare erede. In questo caso, la sua quota passa agli altri chiamati secondo le regole dell’accrescimento o della rappresentazione, oppure allo Stato in mancanza di altri chiamati.Il termine di 10 anni e lungo, ma non significa che si possa stare tranquilli a oltranza. Come vedremo nel prossimo paragrafo, i creditori del defunto hanno uno strumento per forzare il chiamato a decidere molto prima.Actio interrogatoria: quando il creditore forza la decisioneL’actio interrogatoria, prevista dall’articolo 481 del Codice Civile, e lo strumento con cui i soggetti interessati (tipicamente i creditori del de cuius, ma anche gli altri chiamati o potenziali eredi) possono obbligare il chiamato a decidere entro un termine breve fissato dal giudice.Come funziona: chi ha interesse puo chiedere al tribunale di fissare un termine entro il quale il chiamato deve dichiarare se accetta o rinuncia. Il termine viene stabilito discrezionalmente dal giudice (di solito da pochi mesi a un anno) e notificato al chiamato. Le conseguenze sono drastiche:Se il chiamato non si pronuncia entro il termine assegnato, perde il diritto di accettare (si considera come se avesse rinunciato);Non vale quindi il silenzio come accettazione: il silenzio vale, al contrario, come rinuncia forzata.L’actio interrogatoria e un’arma utilizzata soprattutto dai creditori quando il de cuius aveva molti debiti e i chiamati stanno “congelando” la situazione per evitare di dover pagare. Forzandoli a decidere, i creditori possono rapidamente individuare l’erede responsabile oppure, se tutti rinunciano, procedere all’eredita giacente. Rinuncia all’eredita: come e quandoLa rinuncia e l’atto con cui il chiamato dichiara di non voler diventare erede. E disciplinata dall’articolo 519 del Codice Civile e richiede una forma solenne: deve essere fatta mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione, e poi inserita nel registro delle successioni.Caratteristiche principali della rinuncia:E retroattiva: chi rinuncia e considerato come se non fosse mai stato chiamato;E gratuita: non si puo rinunciare “a favore di qualcuno dietro corrispettivo” (sarebbe accettazione + cessione);E totale: non si puo rinunciare solo a una parte dell’eredita;E revocabile fino a quando non sia maturata la prescrizione o non abbiano accettato altri chiamati (art. 525 C.C.);Chi rinuncia non paga imposta di successione ne altri tributi ereditari.Attenzione: la rinuncia deve essere espressa e formale. Non basta dire “non voglio nulla” o “rinuncio”: serve l’atto pubblico presso notaio o cancelleria. In caso contrario, se il chiamato compie atti di accettazione tacita prima di rinunciare formalmente, sara considerato erede a tutti gli effetti.Esempio pratico: il caso di MarcoPer chiarire meglio la differenza tra chiamato ed erede, analizziamo un caso concreto.Situazione iniziale: Marco, 45 anni, riceve una lettera dall’Agenzia delle Entrate che gli comunica il decesso del padre avvenuto tre mesi prima. Padre e figlio non si parlavano da anni. Marco scopre che il padre aveva una piccola casa di proprieta (valore circa 80.000 euro) ma anche numerosi debiti con banche e finanziarie (circa 150.000 euro).Status attuale: Marco e chiamato all’eredita (automaticamente, dalla morte del padre), ma NON ancora erede. Non risponde quindi di quei 150.000 euro di debiti.Cosa puo fare Marco:Opzione 1 – Rinunciare: va dal notaio o in cancelleria, firma la rinuncia formale, non paga nulla e perde sia la casa che i debiti. Soluzione consigliata perche il passivo supera l’attivo;Opzione 2 – Accettare con beneficio di inventario: redige l’inventario dei beni del padre, accetta con beneficio. In questo modo risponde dei 150.000 euro di debiti solo fino a 80.000 euro (valore della casa), mentre il suo patrimonio personale resta intoccabile. Utile se crede che dall’inventario possano emergere altri beni nascosti;Opzione 3 – Ispezionare prima di decidere: usa il diritto riconosciuto al chiamato di ispezionare i beni ereditari, valuta con calma attivo e passivo, poi sceglie;Opzione 4 – Accettare puramente e semplicemente: sconsigliatissima. Marco riceverebbe la casa da 80.000 euro ma dovrebbe pagare 150.000 euro di debiti con il proprio patrimonio. Perderebbe quindi 70.000 euro di tasca propria.Cosa NON deve fare Marco: non deve in alcun modo compiere atti che configurino accettazione tacita. Niente voltura catastale, niente vendite anche parziali, niente pagamento di debiti con soldi propri a titolo definitivo, niente contratti di locazione sull’immobile. Se commette uno di questi errori, diventa erede puro e semplice e risponde dei 150.000 euro con tutto il suo patrimonio. Cosa rischia il chiamato che non accettaDomanda frequentissima: se resto solo chiamato senza mai accettare, rischio qualcosa? La risposta, semplificando, e no. Il chiamato che non accetta:NON risponde dei debiti del defunto con il proprio patrimonio;NON e obbligato a pagare l’imposta di successione (salvo che dopo accetti);NON puo essere aggredito dai creditori del de cuius;Puo sempre rinunciare formalmente per maggiore sicurezza;Se resta inerte per 10 anni, il diritto si prescrive e non diventa mai erede.L’unico “rischio” e di lasciare una situazione giuridicamente incerta che i creditori possono sbloccare con l’actio interrogatoria. Ma anche in quel caso, il chiamato puo semplicemente rispondere con una rinuncia formale, senza alcuna conseguenza economica.Il vero rischio arriva se il chiamato, senza rendersene conto, compie atti di accettazione tacita. Per questo motivo chi riceve una notifica di successione e non e sicuro della situazione economica del defunto dovrebbe evitare qualsiasi atto sui beni e rivolgersi immediatamente a un professionista.Cosa rischia l’erede puro e semplice: debiti illimitatiAll’opposto del chiamato inerte, l’erede puro e semplice (quello che ha accettato senza beneficio di inventario) assume la responsabilita illimitata per i debiti ereditari. Significa che:I creditori del defunto possono aggredire tutto il patrimonio dell’erede, sia quello ereditato sia quello personale;La responsabilita si estende a redditi futuri dell’erede;Anche il coniuge in regime di comunione legale puo subire conseguenze indirette, poiche i debiti dell’erede possono incidere su beni comuni;Non e possibile “tornare indietro” dopo l’accettazione: l’art. 525 C.C. ammette la revoca solo della rinuncia, non dell’accettazione.L’esempio tipico di disastro successorio: un figlio accetta tacitamente l’eredita del padre pensando che ci sia solo una casa, e anni dopo scopre un debito fiscale dimenticato di 200.000 euro con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. A quel punto non c’e piu nulla da fare: il figlio risponde con tutto il suo patrimonio presente e futuro. Tabella riassuntiva: chiamato vs erede a confrontoCaratteristicaChiamato all’ereditaEredeCome si diventaAutomaticamente alla morte del de cuiusCon accettazione espressa o tacitaTitolarita beniNo (solo potenziale)Si, con efficacia retroattivaDebiti ereditariNon rispondeRisponde (illimitato o limitato con beneficio)Poteri di gestioneSolo conservativi (art. 460 C.C.)Tutti (disposizione, vendita, ecc.)Imposta successioneNon dovuta se rinunciaDovutaDichiarazione successionePuo presentarla come chiamatoObbligato a presentarlaPossibilita di rinunciaSi, con atto formaleNo, l’accettazione e irrevocabileTermine decisione10 anni (o termine breve per actio interrogatoria)Gia decisoCome tutelarsi: le strategie miglioriQuando si e chiamati all’eredita e la situazione e incerta (o si teme la presenza di debiti), ci sono alcune strategie consolidate per non commettere errori irreversibili:Non compiere alcun atto sui beni finche non si ha chiarezza sulla situazione patrimoniale;Esercitare il diritto di ispezione (art. 460 C.C.) per conoscere attivo e passivo;Richiedere al notaio o alla banca copia delle posizioni debitorie del defunto;Chiedere una visura camerale in caso di attivita imprenditoriali del defunto;Interrogare l’Agenzia delle Entrate Riscossione per cartelle pendenti;Se il passivo e certo e supera l’attivo, rinunciare formalmente il prima possibile;Se c’e incertezza, accettare con beneficio di inventario per limitare la responsabilita;Rivolgersi a un CAF o a un professionista prima di presentare la dichiarazione di successione.Ricorda: in materia successoria, gli errori sono quasi sempre irreversibili. Meglio perdere qualche settimana a valutare con calma piuttosto che ritrovarsi eredi di debiti milionari. Sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia: una specificitaPer chi riceve un’eredita in Friuli Venezia Giulia (o nelle zone a sistema tavolare: Trento, Bolzano, parte di Gorizia, Trieste e alcuni comuni dell’udinese), c’e una specificita aggiuntiva: il sistema tavolare (libro fondiario) in luogo della tradizionale Conservatoria dei Registri Immobiliari.Le differenze principali rispetto al resto d’Italia:L’iscrizione tavolare ha efficacia costitutiva, non solo dichiarativa;L’accettazione dell’eredita, per produrre effetti sugli immobili, deve essere annotata nel libro fondiario;I tempi e le procedure sono regolati dal Regio Decreto 499/1929 e normative successive;Le volture tavolari vanno presentate al tribunale tavolare competente;E fondamentale rivolgersi a un CAF o a un notaio con esperienza specifica sul sistema tavolare.Il CAF Centro Fiscale di Udine ha una lunga tradizione nella gestione delle successioni in sistema tavolare ed e tra gli studi piu competenti del territorio friulano su questa materia specifica, con procedure ottimizzate per le peculiarita del libro fondiario.Eredita giacente: quando nessuno accettaUn caso particolare si verifica quando nessuno dei chiamati accetta (ne rinuncia formalmente) e il patrimonio ereditario resta “senza padrone”. In questa situazione si apre l’istituto dell’eredita giacente, disciplinato dagli articoli 528 e seguenti del Codice Civile.Come funziona:Il tribunale del luogo di apertura della successione nomina un curatore dell’eredita giacente;Il curatore amministra il patrimonio, redige inventario, paga i debiti certi, riscuote i crediti;I chiamati mantengono il diritto di accettare entro i 10 anni di prescrizione;Se nessuno accetta, l’eredita viene devoluta allo Stato (art. 586 C.C.), che risponde dei debiti nei limiti dell’attivo ricevuto.L’eredita giacente e una soluzione tecnica per quelle situazioni in cui il patrimonio e fortemente indebitato e nessun chiamato vuole accettare. Lo Stato subentra sempre con beneficio di inventario, quindi non rischia mai di “perderci” di tasca propria.Domande frequenti (FAQ)Se ricevo una notifica di successione sono gia erede?No. La notifica serve solo a informarti che sei stato individuato come chiamato. Sarai erede solo se accetterai formalmente (espressamente) o compirai atti di accettazione tacita. Fino ad allora sei solo chiamato e non rispondi dei debiti.Presentare la dichiarazione di successione mi rende automaticamente erede?Secondo l’orientamento prevalente della Cassazione, no: la sola dichiarazione di successione e un adempimento fiscale e non configura accettazione tacita. Tuttavia, se accompagnata da altri atti (volture, pagamenti di debiti con fondi propri), puo essere interpretata come accettazione. Meglio consultare un professionista.Quanto tempo ho per decidere se accettare o rinunciare?10 anni dall’apertura della successione (cioe dal decesso), salvo che un soggetto interessato (creditore, altro chiamato) non chieda al tribunale di fissarti un termine piu breve con l’actio interrogatoria.Cosa succede se non rinuncio ne accetto?Se resti inerte per 10 anni, il tuo diritto di accettare si prescrive e non diventi mai erede. Non rispondi di debiti e non ricevi beni. Nel frattempo, i creditori possono promuovere l’actio interrogatoria per costringerti a decidere prima.Il beneficio di inventario e sempre conveniente?E conveniente ogni volta che c’e incertezza sulla situazione patrimoniale del defunto. Costa un po’ di piu (notaio, inventario, pubblicazioni) ma ti protegge completamente dal rischio di debiti superiori all’attivo. Per patrimoni certi e positivi puo essere superfluo.Se rinuncio, i miei figli diventano automaticamente eredi?Non automaticamente, ma per rappresentazione (art. 467 C.C.) i tuoi discendenti possono subentrare al tuo posto. Anche loro, pero, potranno a loro volta accettare o rinunciare. Se hai figli minorenni, valutare attentamente con un notaio: se sono minori, l’accettazione e obbligatoriamente con beneficio di inventario.Posso revocare l’accettazione se scopro nuovi debiti?No. L’accettazione e irrevocabile (art. 475 C.C.). Per questo motivo, se c’e il minimo dubbio sulla presenza di debiti, e sempre consigliabile accettare con beneficio di inventario, che ti protegge retroattivamente.Quanto costa rinunciare all’eredita?La rinuncia in cancelleria costa circa 200-300 euro (imposta di registro + diritti di cancelleria). Davanti al notaio il costo aumenta per l’onorario professionale, ma resta un importo contenuto (tipicamente 400-700 euro). Cifre molto inferiori al rischio di dover pagare debiti ereditari.Il CAF puo aiutarmi a decidere se accettare o rinunciare?Si. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella ricostruzione del patrimonio ereditario (attivo e passivo), nella presentazione della dichiarazione di successione come “chiamato” o come “erede”, nelle volture tavolari in Friuli Venezia Giulia e ti orienta verso la scelta piu tutelante, coordinandosi con notai e professionisti in caso di situazioni complesse.Conclusioni: la scelta consapevole e sempre la miglioreLa distinzione tra chiamato all’eredita ed erede non e una sottigliezza accademica: e la differenza tra poter scegliere liberamente e rispondere di debiti potenzialmente devastanti. Capire in quale posizione ti trovi, quali diritti hai e quali rischi corri e il primo passo fondamentale per affrontare una successione con serenita.Ricorda i punti chiave:Sei chiamato automaticamente alla morte del de cuius, ma NON sei ancora erede;Hai 10 anni per decidere se accettare o rinunciare (salvo actio interrogatoria);L’accettazione puo essere espressa (atto formale) o tacita (comportamenti impegnativi);Se accetti puramente e semplicemente, rispondi dei debiti con tutto il tuo patrimonio;Il beneficio di inventario e lo strumento chiave per proteggerti;La rinuncia formale e sempre possibile e non ha conseguenze economiche;In caso di dubbi, non compiere atti sui beni ereditari e consulta un professionista.Se hai ricevuto una notifica di successione e vuoi capire la tua posizione, o se hai dubbi sulla situazione patrimoniale di un parente deceduto, il CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco. Grazie all’esperienza pluriennale sulle successioni in sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia e a una rete di notai di fiducia, ti accompagniamo passo passo nella scelta piu sicura per te e la tua famiglia.Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: chiamaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 oppure invia una mail a info@centrofiscale.com. Ti aiuteremo a capire se sei chiamato o erede, a valutare attivo e passivo del patrimonio ereditario e a scegliere la strada migliore per tutelarti. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Accettazione-e-rinuncia-alleredita-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:00:002026-04-24 23:48:32Chiamato all’Eredita vs Erede 2026: Differenze, Diritti, Obblighi e Come Si Diventa ErediCAF, ISEEBonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono AvvantaggiateUn bonus spesa da 1.000 euro per le famiglie italiane con ISEE inferiore a 15.000 euro: non si tratta di un singolo pagamento in un’unica soluzione, ma del valore complessivo delle agevolazioni previste dal governo per supportare i nuclei familiari a basso reddito nella spesa quotidiana. In cima alla lista ci sono le famiglie con un indicatore ISEE più basso, che possono accedere a importi maggiorati e a misure cumulative.In questo articolo vediamo nel dettaglio quali misure rientrano in questo bonus spesa, chi ha diritto all’importo massimo, come si calcola il proprio ISEE e in che modo rivolgersi al CAF per ottenere tutti i benefici spettanti.Indice dei contenutiCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaRequisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateChi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiCome Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloImporti del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieCome Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareDifferenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaIl Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoDomande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 EuroConclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaQuando si parla di “bonus spesa 1.000 euro” si fa riferimento, nella maggior parte dei casi, all’insieme delle misure di sostegno agli acquisti alimentari e di prima necessità messe a disposizione dal governo italiano. La principale è la Carta Dedicata a Te (ex Carta Risparmio Spesa), una carta prepagata erogata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Comune di residenza.La Carta Dedicata a Te viene caricata con un importo periodico e può essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, prodotti per l’igiene personale e carburante. Il valore cumulativo annuo per le famiglie più numerose e con reddito più basso può avvicinarsi o superare i 1.000 euro, motivo per cui viene spesso indicata con questa cifra nella comunicazione istituzionale e nei media.Attenzione: i 1.000 euro non vengono erogati tutti in una volta, ma attraverso ricariche periodiche sulla carta prepagata. L’importo effettivo dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla fascia ISEE. Requisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateIl bonus spesa è strutturato con una logica progressiva inversa: più è basso l’ISEE del nucleo familiare, maggiore è il beneficio ottenuto. In pratica, le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro godono di una corsia preferenziale rispetto alle famiglie con redditi più alti.Questo meccanismo funziona in questo modo: le famiglie vengono collocate in una graduatoria stilata dal Comune in base all’ISEE. Le prime ad essere selezionate sono quelle con ISEE più basso. A parità di numero di componenti del nucleo familiare, chi ha un indicatore ISEE inferiore viene servito prima, e in molti casi ottiene importi maggiorati.La soglia di 15.000 euro di ISEE è il limite massimo per accedere alla misura principale. Famiglie con ISEE superiore a questa soglia vengono escluse dalla Carta Dedicata a Te, indipendentemente dalla composizione del nucleo. Esempio pratico: come funziona la graduatoriaImmagina tre famiglie con 4 componenti ciascuna, residenti nello stesso Comune:Famiglia A: ISEE di 4.200 euro → prima in graduatoria, ottiene l’importo più altoFamiglia B: ISEE di 9.500 euro → seconda in graduatoria, accede alla carta ma con importo standardFamiglia C: ISEE di 16.000 euro → esclusa dalla misura (sopra la soglia massima)Questo meccanismo garantisce che le risorse disponibili vengano distribuite prima a chi ne ha più bisogno.Chi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiPer accedere al bonus spesa collegato alla Carta Dedicata a Te, il nucleo familiare deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:Cittadinanza italiana o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodoResidenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativiISEE inferiore a 15.000 euro (soglia aggiornata al 2026)Non essere già beneficiari di Assegno di Inclusione (ADI) o Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)Non avere nel nucleo familiare persone intestatarie di veicoli immatricolati nei 24 mesi precedenti (con alcune eccezioni per disabilità)Nota importante: la misura non richiede presentazione di domanda da parte del cittadino. È il Comune che, in base alle graduatorie INPS, individua i beneficiari e consegna la carta. Tuttavia è fondamentale avere un ISEE aggiornato e valido. Come Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro che lo Stato utilizza per valutare la situazione economica di una famiglia. Tiene conto non solo dei redditi, ma anche del patrimonio mobiliare (risparmi, conti correnti, titoli) e immobiliare (case di proprietà), rapportato al numero di componenti del nucleo familiare.Per il bonus spesa è necessario avere un ISEE in corso di validità. L’ISEE ha validità annuale (dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno) e va rinnovato tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Cosa serve per calcolare l’ISEECodice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiareRedditi 2024 (dichiarazione 730 o Modello Redditi)Saldo e giacenza media del conto corrente al 31 dicembre 2024Dati catastali degli immobili di proprietàValore di titoli, azioni, fondi e altri strumenti finanziariIl CAF Centro Fiscale offre il servizio di calcolo e presentazione della DSU per l’ISEE. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, è importante farlo il prima possibile per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni.Importi del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieGli importi del bonus spesa variano in base al numero di componenti del nucleo familiare. La Carta Dedicata a Te prevede importi differenziati per fasce di numerosità:Componenti nucleo familiareImporto indicativo annuoFamiglie con minori o anziani (nucleo 2 persone)Importo baseNuclei con 3 o più componentiImporto maggioratoNuclei numerosi (4+ componenti con minori)Importo più elevatoNota: Gli importi precisi vengono definiti con decreto ministeriale. Il valore complessivo delle ricariche può avvicinarsi ai 1.000 euro per i nuclei più numerosi con ISEE molto basso. Contatta il CAF Centro Fiscale per conoscere l’importo esatto applicabile alla tua situazione familiare. Come Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareLa Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile presso i supermercati e i negozi convenzionati. Ecco cosa si può acquistare:Alimenti di prima necessità: frutta, verdura, pane, latte, carne, pesce, legumi, cerealiProdotti per l’igiene personale e per la cura della casaCarburante per l’autovettura (benzina, diesel, GPL, metano)La carta non può essere utilizzata per acquistare alcolici, tabacchi, giochi e scommesse, articoli di lusso o prodotti non alimentari non essenziali.Le eventuali somme non spese entro la scadenza indicata non vengono trasferite al periodo successivo: è quindi importante utilizzare l’importo ricaricato entro i termini previsti.Differenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaSpesso si fa confusione tra diverse misure di sostegno alla spesa. Ecco le principali differenze:MisuraISEE richiestoBeneficiariImportoCarta Dedicata a TeSotto 15.000 euroFamiglie con minoriRicarica periodicaCarta Acquisti OrdinariaISEE non superiore a soglia specificaAnziani 65+ e bambini 0-3 anniImporto definito per decreto (consulta INPS.it)Assegno di Inclusione (ADI)Soglia ISEE ridotta (vedi INPS.it per requisiti aggiornati)Nuclei con disabili o minoriVariabile + integrazione affittoLa Carta Acquisti Ordinaria è invece destinata agli anziani (over 65) e alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, con un importo definito annualmente per decreto. Molte famiglie possono beneficiare di entrambe le misure, se soddisfano i requisiti di entrambe. Il Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoAvere un ISEE calcolato correttamente è fondamentale per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni. Un ISEE errato o incompleto può portare a un indicatore più alto del reale, escludendo la famiglia da misure a cui ha diritto.Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo per:Compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) correttamenteCalcolare l’ISEE tenendo conto di tutte le deduzioni e le eccezioni previste dalla leggeVerificare se la famiglia ha diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni cumulativePresentare ricorso in caso di ISEE precompilato errato da parte dell’INPSRicorda: il servizio di calcolo ISEE presso il CAF è gratuito per molte categorie di assistiti. Contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato e per scoprire a quali agevolazioni hai diritto.Domande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 Euro Devo fare domanda per ricevere il bonus spesa?In linea generale, no. Per la Carta Dedicata a Te i beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS tramite le graduatorie ISEE e comunicati ai Comuni. È però fondamentale avere l’ISEE aggiornato: senza un ISEE valido non comparirai nelle graduatorie.Il bonus spesa è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o l’ADI?No. Chi percepisce già l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è escluso dalla Carta Dedicata a Te. Questo perché si tratta di misure diverse che non possono essere cumulate.Cosa succede se il mio ISEE supera i 15.000 euro di poco?Se l’ISEE supera la soglia, non si ha diritto alla Carta Dedicata a Te. Tuttavia, potrebbero essere disponibili misure locali di sostegno (comuni, regioni, enti di assistenza) per famiglie in difficoltà. Il CAF può indicarti le agevolazioni disponibili nel tuo territorio.La carta si può usare online?No, la Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile solo presso i punti vendita fisici convenzionati. Non è possibile usarla per acquisti online.L’ISEE va rinnovato ogni anno?Sì. L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Per continuare a ricevere i benefici è necessario rinnovare la DSU ogni anno. Il CAF Centro Fiscale ti supporta in questa operazione, spesso con appuntamenti dedicati a partire da gennaio.Conclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaIl bonus spesa da 1.000 euro è una misura concreta per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, con un sistema di accesso che premia i redditi più bassi. Per non perdere questo beneficio, la priorità è una sola: avere un ISEE aggiornato e corretto.Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, o se vuoi verificare che il tuo indicatore sia calcolato nel modo più vantaggioso possibile, contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. I nostri operatori sono a disposizione per aiutarti a non perdere nessuna delle agevolazioni a cui hai diritto.Puoi anche consultare i nostri approfondimenti su argomenti correlati: Pensioni luglio 2026: date dei pagamenti e Modello 730 2026: novità e spese detraibili.Luglio 3, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 04:04:252026-07-03 07:53:40Bonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono AvvantaggiatePagina 48 di 247«‹4647484950›»DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commerciantiOgni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all’anno d’imposta 2025 porta con sé l’obbligo di calcolare correttamente il saldo dei contributi 2025 e il primo acconto dei contributi 2026. Si tratta di adempimenti spesso sottovalutati che, se gestiti con errori, possono generare sanzioni o interessi non dovuti.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio le aliquote vigenti, i minimali e i massimali contributivi, la logica del Quadro RR del Modello Redditi PF, le scadenze di versamento tramite F24 e i codici tributo da utilizzare. I valori esatti di minimale e massimale 2025 sono fissati dalla Circolare INPS annuale (di solito pubblicata a gennaio/febbraio) e devono essere sempre verificati sul portale INPS.it prima di procedere al calcolo.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione IVSLa Gestione IVS (o Gestione degli artigiani e dei commercianti) è la cassa previdenziale INPS dedicata a:Artigiani: titolari e collaboratori di imprese artigiane (falegname, idraulico, elettricista, meccanico, parrucchiere, estetista, ecc.)Commercianti: titolari e collaboratori di imprese commerciali (negozianti, agenti, rappresentanti di commercio, ecc.)Coadiuvanti e coadiutori familiari: familiari che collaborano nell’impresaL’iscrizione alla Gestione IVS è obbligatoria e comporta il versamento di contributi fissi (sul reddito minimale) e di contributi proporzionali al reddito effettivo. Anche chi aderisce al regime forfettario è iscritto alla Gestione IVS, con la possibilità di ridurre i contributi del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Aliquote contributive IVS 2025: artigiani e commerciantiLe aliquote contributive per il 2025 (anno di imposta del Modello Redditi PF 2026) sono le seguenti, fissate dalla Circolare INPS annuale:CategoriaAliquota IVS 2025NoteArtigiani (titolari)24,00%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCommercianti (titolari)24,48%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCoadiuvanti/coadiutori familiariPari al titolareStessa aliquota, eventuale riduzione per under 21Forfettari con riduzione 35% (artigiani)~15,60%24% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Forfettari con riduzione 35% (commercianti)~15,91%24,48% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Nota: le aliquote IVS artigiani (24%) e commercianti (24,48%) sono confermate dalla Circolare INPS n. 17 del 2025. La riduzione del 35% per i forfettari e’ prevista dalla L. 190/2014 art. 1 c. 77 ed e’ stata confermata anche per il 2025. Minimale e massimale contributivo 2025Il sistema contributivo della Gestione IVS prevede un reddito minimale al di sotto del quale si versano comunque contributi fissi, e un massimale oltre il quale non si versano contributi aggiuntivi. Entrambi i valori vengono aggiornati ogni anno con rivalutazione ISTAT e sono pubblicati dalla Circolare INPS all’inizio dell’anno. Reddito minimale 2025 e contributo fissoIl reddito minimale annuo per il 2025 e il corrispondente contributo fisso minimo sono indicati nella Circolare INPS n. 17 del 2025 (o circolare equivalente). A titolo indicativo, negli anni recenti il reddito minimale si attestava intorno a 17.500-18.000 euro. Il contributo fisso annuo (somma delle quattro rate trimestrali) per un artigiano e’ pari al minimale moltiplicato per l’aliquota 24%; per un commerciante per il 24,48%.Importante: i contributi fissi sul minimale vengono versati in quattro rate durante l’anno (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo), indipendentemente dal reddito effettivo. Il Modello Redditi PF 2026 riporta nel Quadro RR Sezione I queste rate gia’ versate.Reddito massimale 2025Il reddito massimale distingue tra due categorie di iscritti:Senza anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ basso (indicativamente intorno a 86.000-87.000 euro per il 2025)Con anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ elevato (indicativamente intorno a 113.000 euro per il 2025)Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi IVS. I valori precisi vanno verificati sulla Circolare INPS dell’anno corrente disponibile su INPS.it, sezione “Gestione degli artigiani e dei commercianti”.Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026: come funzionaIl Quadro RR del Modello Redditi PF e’ la sezione dedicata alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti. E’ composto da due sezioni principali:Sezione I – Contributi dovuti sul reddito minimale: contiene le rate fisse gia’ versate nel corso dell’anno. Si tratta di un riepilogo dei versamenti gia’ effettuati trimestralmente, da confrontare con quanto effettivamente pagato.Sezione II – Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale: qui si calcola il contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale. Comprende il saldo 2025 e il primo acconto 2026.I dati del Quadro RR vengono poi riportati nel prospetto di liquidazione del Modello Redditi PF, e i versamenti a saldo e in acconto si effettuano tramite modello F24 nelle scadenze previste. Sezione I: contributi sul minimaleNel Quadro RR Sezione I vengono indicate le quattro rate fisse versate nel 2025. Queste rate vanno indicate anche se si e’ in regime forfettario con riduzione, con i valori ridotti del 35%. Se tutte le rate sono state regolarmente versate, non vi e’ alcun saldo da versare in questa sezione.Sezione II: contributi sull’eccedenza del minimaleQuesta e’ la sezione piu’ importante per chi ha prodotto un reddito superiore al minimale. Il contributo viene calcolato sulla differenza tra il reddito d’impresa effettivo (dichiarato nel Quadro RF/RD/LM) e il reddito minimale:Formula: (Reddito effettivo – Reddito minimale) x Aliquota = Contributo sull’eccedenzaCome si calcola il saldo 2025: esempi praticiI seguenti esempi sono a scopo illustrativo e utilizzano valori ipotetici di minimale. Sostituisci i valori esatti con quelli della Circolare INPS 2025. Esempio 1: artigiano con reddito 35.000 euroDati: artigiano (es. elettricista), reddito d’impresa 2025 = 35.000 euro, aliquota IVS 24%, minimale ipotetico = M euro, contributo fisso gia’ versato = CF euro.Contributo sul minimale (gia’ versato): CF euroReddito eccedente il minimale: 35.000 – M euroContributo sull’eccedenza: (35.000 – M) x 24%Gia’ versato in acconto sull’eccedenza (anno precedente): acconto versatoSaldo 2025 da versare: contributo eccedenza – acconto versatoA titolo di esempio concreto con minimale 2024 (circa 17.504 euro): reddito eccedente = 35.000 – 17.504 = 17.496 euro; contributo eccedenza = 17.496 x 24% = 4.199 euro. Se l’acconto versato era 3.500 euro, il saldo sarebbe 699 euro.Esempio 2: commerciante con reddito 55.000 euroDati: commerciante (es. negoziante), reddito d’impresa 2025 = 55.000 euro, aliquota IVS 24,48%.Reddito eccedente il minimale (es. 55.000 – 17.504 = 37.496 euro con valore 2024 a titolo illustrativo)Contributo sull’eccedenza: 37.496 x 24,48% = 9.181 euro (indicativo)Gia’ versato in acconto: es. 7.000 euroSaldo 2025 indicativo: 9.181 – 7.000 = 2.181 euroEsempio 3: artigiano forfettario con riduzione 35%Dati: artigiano in regime forfettario, reddito imponibile 2025 (dopo coefficiente di redditivita’) = 28.000 euro, aliquota IVS ridotta 15,60% (24% x 65%).Minimale ridotto per il forfettario: M x 65%Reddito eccedente il minimale ridotto: 28.000 – (M x 65%)Contributo sull’eccedenza ridotto: (28.000 – minimale ridotto) x 15,60%Contributo fisso ridotto (gia’ versato): CF x 65%Il risparmio rispetto al regime ordinario e’ significativo. Per questo motivo la riduzione del 35% e’ una delle agevolazioni piu’ vantaggiose del regime forfettario.Il calcolo del primo acconto 2026 dei contributi INPSInsieme al saldo 2025, nel Modello Redditi PF 2026 si calcola anche il primo acconto dei contributi INPS 2026. L’acconto viene calcolato con il metodo storico, prendendo come base il contributo sull’eccedenza del minimale dell’anno precedente (2025).Metodo di calcolo dell’accontoIl primo acconto e’ pari al 40% del contributo complessivo dovuto per il 2025 sulla parte eccedente il minimale. Il secondo acconto (da versare in autunno) sara’ pari al restante 60%.Primo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 40%Secondo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 60%Riprendendo l’Esempio 1 (artigiano con reddito 35.000 euro, contributo eccedenza indicativo 4.199 euro):Primo acconto 2026 (40%): 4.199 x 40% = circa 1.680 euroSecondo acconto 2026 (60%): 4.199 x 60% = circa 2.519 euroMetodo previsionale per il calcolo dell’accontoIn alternativa al metodo storico, e’ possibile utilizzare il metodo previsionale: si stima il reddito che si prevede di conseguire nel 2026 e si calcola l’acconto su quella base. Questo metodo e’ conveniente se si prevede un reddito 2026 significativamente inferiore al 2025. Tuttavia, attenzione: se la previsione risulta inferiore al reddito effettivo, si potranno applicare sanzioni e interessi sulla differenza.Scadenze di versamento: F24 e codici tributoIl versamento del saldo contributi 2025 e del primo acconto 2026 avviene tramite modello F24. Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono particolarmente rilevanti per artigiani e commercianti. Scadenze 2026AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo contributi INPS 202530 giugno 202630 luglio 20261° acconto contributi INPS 202630 giugno 202630 luglio 20262° acconto contributi INPS 202630 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (1a)16 maggio 2026–Rate fisse minimale 2026 (2a)20 agosto 2026–Rate fisse minimale 2026 (3a)16 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (4a)16 febbraio 2027–Importante: il pagamento con scadenza 30 luglio invece del 30 giugno comporta una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare (non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legale previsto dalla normativa).Codici tributo F24 per artigiani e commerciantiPer il versamento tramite F24, nella sezione “INPS” devono essere utilizzati i seguenti codici tributo. Per l’approfondimento completo, consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026.CodiceDescrizioneChi lo usa0101Contributi IVS artigiani – quota fissa sul minimaleArtigiani0102Contributi IVS commercianti – quota fissa sul minimaleCommercianti0103Contributi IVS artigiani – quota proporzionale eccedenzaArtigiani0104Contributi IVS commercianti – quota proporzionale eccedenzaCommerciantiIl codice sede INPS da indicare e’ quello della sede INPS competente per il domicilio fiscale del contribuente. La causale contributi e’ “CONTRIBUTI GESTIONE ARTIGIANI” o “CONTRIBUTI GESTIONE COMMERCIANTI” a seconda della categoria.Rateizzazione dei contributi: e’ possibile?Il saldo e il primo acconto dei contributi INPS versati tramite Modello Redditi PF 2026 possono essere rateizzati fino a un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade con il versamento ordinario (30 giugno o 30 luglio 2026 con maggiorazione), le successive scadono il 16 di ogni mese successivo.La rateizzazione e’ particolarmente utile per chi ha un saldo elevato e preferisce distribuire il pagamento nel corso dell’estate. Tuttavia, occorre fare attenzione a non confondere la rateizzazione dei contributi INPS con quella delle imposte IRPEF: sono due versamenti distinti, con codici tributo e logiche diverse.Casi particolari: pensionati, inizio attivita’ e cessazione Artigiani/commercianti pensionatiI soggetti che, oltre all’attivita’ di artigiano o commerciante, percepiscono anche una pensione INPS, versano in linea generale i contributi IVS alle aliquote ordinarie. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche per specifiche categorie, ma si tratta di situazioni particolari che richiedono una valutazione caso per caso con un professionista abilitato.Inizio attivita’ nel 2025Chi ha avviato l’attivita’ di artigiano o commerciante nel corso del 2025 (es. a luglio 2025) dovra’ versare i contributi minimali in misura proporzionale ai mesi di iscrizione. I contributi sul minimale si conteggiano per mesi interi di iscrizione all’INPS.Cessazione attivita’ nel 2025Chi ha cessato l’attivita’ nel corso del 2025 e’ tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 per i redditi prodotti fino alla data di cessazione. I contributi INPS saranno dovuti in misura proporzionale al periodo di attivita’, anche per la quota eccedente il minimale, in base al reddito prodotto.Modello Redditi PF 2026 vs Modello 730: quale usareUna domanda frequente riguarda se artigiani e commercianti possono utilizzare il Modello 730 invece del Modello Redditi PF. La risposta e’ no: il Modello 730 e’ destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Chi esercita attivita’ d’impresa (artigiani, commercianti) deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, compilando:Quadro RF: redditi d’impresa in regime ordinarioQuadro RD: redditi d’impresa in regime semplificatoQuadro LM: redditi d’impresa in regime forfettarioQuadro RR: contributi previdenziali INPS (artigiani/commercianti)Per approfondire le differenze tra i modelli dichiarativi, consulta la nostra guida al Modello 730 2026.La deducibilita’ dei contributi INPS dal redditoI contributi versati alla Gestione IVS INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Questo vale sia per il regime ordinario che per il regime forfettario:Regime ordinario: i contributi INPS si deducono dal reddito complessivo (Quadro RP, rigo RP21). Questo riduce la base imponibile IRPEF e quindi l’imposta dovuta.Regime forfettario: i contributi INPS si deducono dal reddito forfettario (riduzione diretta del reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM). Non concorrono alla formazione del reddito complessivo, ma abbattono direttamente l’imponibile sostitutivo del 15%.Esempio pratico – Regime ordinario: un artigiano con reddito d’impresa 35.000 euro e contributi INPS totali versati (fissi + eccedenza) di circa 8.400 euro avra’ un reddito complessivo imponibile ridotto a circa 26.600 euro, con un risparmio IRPEF di circa 2.100 euro (aliquota marginale 35%). Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito totale del contribuente. Errori frequenti da evitareDimenticare il primo acconto 2026: il Modello Redditi PF 2026 non richiede solo il saldo 2025, ma anche il primo acconto 2026. Molti contribuenti si concentrano solo sul saldo e si dimenticano l’acconto, generando poi problemi al momento del secondo acconto di novembre.Usare i codici tributo sbagliati: confondere i codici artigiani con quelli commercianti, o usare i codici del minimale per il versamento dell’eccedenza.Non applicare la riduzione forfettaria: chi e’ in regime forfettario e ha presentato la comunicazione INPS per la riduzione del 35% deve applicarla anche nel calcolo del saldo e dell’acconto. Se dimenticata, si versano contributi in eccesso.Non verificare il massimale: superato il massimale reddituale, non si versano ulteriori contributi IVS. Ignorare questo limite porta a versamenti eccessivi.Confondere i contributi INPS con l’IRPEF: sono due pagamenti distinti, con scadenze, codici tributo e modalita’ di calcolo diverse.Usare valori di minimale/massimale dell’anno precedente: questi valori cambiano ogni anno. Verificare sempre la Circolare INPS aggiornata prima di procedere al calcolo.Come il CAF puo’ aiutartiIl calcolo corretto del saldo e dell’acconto dei contributi INPS richiede la conoscenza dei dati reddituali 2025, delle aliquote aggiornate, dei minimali e massimali specifici e della situazione previdenziale individuale. Un errore in questa fase puo’ portare a versamenti insufficienti (con sanzioni e interessi) o eccessivi (con necessita’ di rimborso).Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del Modello Redditi PF 2026, incluso il Quadro RR per artigiani e commercianti. Il nostro team di consulenti fiscali verifica i dati INPS, calcola il saldo e l’acconto esatti e predispone il modello F24 con i codici tributo corretti.Hai un’attivita’ artigiana o commerciale e devi presentare il Modello Redditi PF 2026? Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) oppure contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121. FAQ: domande frequenti su contributi INPS artigiani e commercianti 2026Qual e’ l’aliquota IVS per gli artigiani nel 2025?Per il 2025, l’aliquota IVS per gli artigiani e’ del 24% sul reddito d’impresa. Per i commercianti l’aliquota e’ del 24,48%. I forfettari che hanno presentato la comunicazione INPS possono applicare una riduzione del 35%, portando le aliquote rispettivamente a circa 15,60% e 15,91%.Quando scade il versamento del saldo contributi INPS 2025?Il saldo dei contributi INPS 2025 (eccedenza del minimale) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile versare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il versamento avviene tramite modello F24.Cos’e’ il reddito minimale INPS per artigiani e commercianti?Il reddito minimale e’ una soglia annua fissata dall’INPS: al di sotto di questa soglia si versano comunque i contributi fissi calcolati su di essa. Sopra il minimale si versano contributi aggiuntivi proporzionali al reddito effettivo. Il valore viene aggiornato ogni anno con rivalutazione ISTAT e pubblicato nella Circolare INPS annuale (disponibile su INPS.it).Un artigiano forfettario deve versare i contributi INPS?Si’, l’artigiano in regime forfettario e’ iscritto alla Gestione IVS INPS e deve versare i contributi come tutti gli altri artigiani. Tuttavia, puo’ beneficiare di una riduzione del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale che a quelli proporzionali sull’eccedenza.Posso rateizzare il pagamento dei contributi INPS 2025?Si’, e’ possibile rateizzare il saldo e il primo acconto dei contributi INPS in un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade alla data ordinaria del versamento (30 giugno o 30 luglio con maggiorazione).Come trovo i valori aggiornati di minimale e massimale INPS?I valori aggiornati vengono comunicati ogni anno dall’INPS con apposita Circolare (di solito a gennaio/febbraio). Puoi consultare il sito INPS.it nella sezione dedicata alla Gestione degli Artigiani e Commercianti, oppure rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia.ConclusioneIl calcolo dei contributi INPS nel Modello Redditi PF 2026 e’ un adempimento fondamentale per tutti gli artigiani e commercianti. Comprendere la logica del Quadro RR, applicare correttamente le aliquote IVS (24% per artigiani, 24,48% per commercianti), rispettare i valori di minimale e massimale aggiornati e versare nei termini previsti sono passaggi essenziali per evitare sanzioni e ottimizzare il carico contributivo.Ricorda che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 si versano entrambi entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%), mentre il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre. Se sei in regime forfettario, verifica di aver applicato la riduzione del 35% e di aver presentato la comunicazione INPS. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata.Per ulteriori informazioni sulle scadenze fiscali di luglio 2026 e su come gestire al meglio le tasse se sei un lavoratore autonomo, consulta le nostre guide aggiornate. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti
CAF, SUCCESSIONIChiamato all’Eredita vs Erede 2026: Differenze, Diritti, Obblighi e Come Si Diventa ErediAccettazione e rinuncia all'ereditàHai ricevuto una comunicazione dal notaio o dall’Agenzia delle Entrate che ti definisce “chiamato all’eredita” e ti chiedi se questo significa che sei gia erede e devi pagare i debiti del defunto? La distinzione tra chiamato all’eredita ed erede e una delle piu importanti e meno conosciute del diritto successorio italiano, eppure puo fare la differenza tra dover rispondere di debiti enormi con il proprio patrimonio o poter tranquillamente rinunciare senza alcuna conseguenza.In questa guida completa aggiornata al 2026 vedremo cosa significa essere chiamati all’eredita, quando si diventa effettivamente eredi, quali sono i diritti e gli obblighi in ciascuno status, come si accetta l’eredita (espressamente o tacitamente), i termini di legge, gli strumenti di tutela come il beneficio di inventario e soprattutto cosa fare se hai ricevuto una notifica e non sai come muoverti. Una guida pensata per chi ha bisogno di chiarezza in un momento delicato.Indice dei contenutiChiamato all’eredita vs erede: la distinzione fondamentaleIl chiamato all’eredita: chi e e cosa puo fareQuando si diventa chiamati all’ereditaDiritti e poteri del chiamato all’ereditaL’erede vero e proprio: diritti, obblighi e responsabilitaAccettazione espressa: come funziona (art. 475 C.C.)Accettazione tacita: il rischio silenzioso (art. 476 C.C.)La dichiarazione di successione comporta accettazione tacita?Accettazione con beneficio di inventario (art. 484 C.C.)Termine per accettare l’eredita: 10 anni (art. 480 C.C.)Actio interrogatoria: quando il creditore forza la decisioneRinuncia all’eredita: come e quandoEsempio pratico: il caso di MarcoCosa rischia il chiamato che non accettaCosa rischia l’erede puro e semplice: debiti illimitatiTabella riassuntiva: chiamato vs erede a confrontoCome tutelarsi: le strategie miglioriSistema tavolare in Friuli Venezia Giulia: una specificitaEredita giacente: quando nessuno accetta📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailChiamato all’eredita vs erede: la distinzione fondamentaleLa prima cosa da comprendere, e che molti confondono, e che chiamato all’eredita ed erede NON sono sinonimi. Si tratta di due status giuridici profondamente diversi, con conseguenze patrimoniali e responsabilita radicalmente differenti.Il chiamato all’eredita (detto anche “chiamato alla delazione”) e colui che, alla morte del de cuius (la persona deceduta), viene individuato dalla legge o dal testamento come potenziale beneficiario dell’eredita. E una qualifica automatica: si diventa chiamati al momento esatto dell’apertura della successione, cioe al decesso, senza bisogno di alcuna formalita. Ma essere chiamati non significa aver accettato nulla.L’erede, invece, e il chiamato che ha compiuto il passo successivo: l’accettazione dell’eredita. Solo con l’accettazione si diventa titolari dei beni ereditari e, contestualmente, responsabili dei debiti del defunto. La differenza, in sintesi estrema, e questa: il chiamato puo ancora scegliere, l’erede ha gia scelto. Il chiamato all’eredita: chi e e cosa puo fareIl chiamato all’eredita e individuato sulla base della delazione ereditaria, ossia dell’offerta che la legge o il testamento fa di assumere la qualita di erede. La delazione puo essere:Testamentaria: quando il de cuius ha lasciato un testamento valido che individua gli eredi;Legittima: quando manca il testamento e opera la successione legittima prevista dal Codice Civile (coniuge, figli, parenti in linea retta e collaterale entro il sesto grado);Necessaria: quando intervengono i diritti dei legittimari (coniuge, figli, ascendenti) che non possono essere esclusi neppure per volonta del testatore.Il chiamato, dal momento dell’apertura della successione, si trova in una posizione di “attesa giuridica“: puo decidere se accettare, rinunciare o restare inerte. La sua caratteristica principale, e questo e un punto cruciale, e che NON risponde dei debiti del defunto finche non accetta. Questo significa che i creditori del de cuius non possono aggredire il patrimonio personale del chiamato puro e semplice.Quando si diventa chiamati all’ereditaSi diventa chiamati all’eredita automaticamente al momento della morte del de cuius. Non serve alcuna dichiarazione, notifica o atto formale per assumere questo status. E sufficiente rientrare in una delle categorie previste dal Codice Civile o dal testamento.Ad esempio, se Mario muore il 15 aprile 2026 lasciando moglie e due figli, dal quel momento esatto la moglie e i due figli sono chiamati all’eredita in base all’articolo 581 del Codice Civile (successione del coniuge in concorso con i figli). Non importa se ne sono a conoscenza, se abitano all’estero o se non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione: la qualifica di chiamato opera ipso iure.Questa automaticita ha conseguenze pratiche importanti. Puoi essere chiamato all’eredita di un parente lontano senza saperlo, e scoprirlo mesi o anni dopo tramite una notifica di un creditore o dell’Agenzia delle Entrate. In questi casi, e fondamentale sapere che il semplice status di chiamato NON comporta obblighi economici automatici. Diritti e poteri del chiamato all’ereditaIl chiamato all’eredita, pur non essendo ancora erede, non e privo di diritti. Anzi, il Codice Civile gli riconosce una serie di poteri conservativi disciplinati dall’articolo 460 C.C., pensati proprio per permettergli di tutelare il patrimonio ereditario in attesa della decisione finale.In particolare, il chiamato puo:Esercitare azioni possessorie per difendere i beni ereditari da terzi;Compiere atti conservativi (ad esempio assicurare beni, riscuotere crediti urgenti, pagare imposte in scadenza);Chiedere l’apposizione dei sigilli e la redazione dell’inventario;Farsi autorizzare dal tribunale a vendere beni deperibili;Ispezionare i beni per valutare attivo e passivo prima di decidere se accettare.Attenzione: questi atti conservativi NON costituiscono accettazione tacita dell’eredita, purche restino entro i limiti della mera amministrazione. Il chiamato puo quindi “gestire” il patrimonio ereditario senza automaticamente diventare erede. La linea di confine, pero, e sottile e va valutata caso per caso.L’erede vero e proprio: diritti, obblighi e responsabilitaUna volta che il chiamato accetta l’eredita, diventa erede a tutti gli effetti. Questo comporta una serie di conseguenze giuridiche di enorme portata:Subentra in tutti i rapporti giuridici trasmissibili del defunto (proprieta, crediti, contratti in corso salvo quelli personalissimi);Diviene titolare dei beni ereditari con efficacia retroattiva al momento dell’apertura della successione;Risponde illimitatamente dei debiti del de cuius, anche con il proprio patrimonio personale, se non ha accettato con beneficio di inventario;Deve presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi;Deve volturare gli immobili presso il catasto e, nelle zone a sistema tavolare come il Friuli Venezia Giulia, effettuare le annotazioni nel libro fondiario.Il rovescio della medaglia, e qui sta il rischio principale, e la responsabilita illimitata per i debiti ereditari. L’erede puro e semplice (cioe senza beneficio di inventario) risponde con tutto il suo patrimonio, presente e futuro, anche se i debiti del defunto superano il valore dei beni ricevuti. E qui entrano in gioco gli strumenti di tutela che vedremo piu avanti. Accettazione espressa: come funziona (art. 475 C.C.)L’accettazione espressa e il modo piu chiaro e consapevole di diventare eredi. E disciplinata dall’articolo 475 del Codice Civile e consiste in una dichiarazione formale con cui il chiamato manifesta la volonta di accettare l’eredita.L’accettazione espressa richiede la forma scritta a pena di nullita e puo avvenire con:Atto pubblico redatto da un notaio;Scrittura privata, anche non autenticata (ma consigliabile l’autentica per certezza della data).Non sono ammesse accettazioni sottoposte a condizione o a termine, ne accettazioni parziali: l’accettazione e un atto puro, semplice e totale. Significa che non si puo dire “accetto solo la casa ma non i debiti” oppure “accetto se il patrimonio netto sara positivo”. Chi vuole tutelarsi deve ricorrere al beneficio di inventario.L’atto di accettazione espressa viene poi trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (o presso il Libro Fondiario in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e alcune zone di Gorizia, Trieste e Udine), producendo effetti verso i terzi.Accettazione tacita: il rischio silenzioso (art. 476 C.C.)L’accettazione tacita e disciplinata dall’articolo 476 del Codice Civile ed e probabilmente l’aspetto piu insidioso del diritto successorio. Si verifica quando il chiamato compie un atto che presuppone necessariamente la volonta di accettare l’eredita e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualita di erede.In pratica, anche senza alcuna dichiarazione formale, puoi diventare erede semplicemente comportandoti come tale. Gli esempi piu comuni di atti che configurano accettazione tacita sono:Vendere un bene ereditato (anche solo una quota);Incassare crediti del defunto a titolo definitivo;Pagare debiti ereditari con il proprio denaro con l’intento di estinguerli definitivamente;Promuovere azioni giudiziali in qualita di erede;Locare immobili ereditari stipulando nuovi contratti di affitto;Disporre dei beni ereditari come se fossero propri (ad esempio trasferirli, donarli, ipotecarli);Effettuare la voltura catastale a proprio nome (secondo orientamento consolidato della Cassazione);Rinunciare all’eredita a favore di altri dietro corrispettivo (articolo 477 C.C., e una vera e propria accettazione+cessione).Il problema dell’accettazione tacita e che spesso avviene inconsapevolmente. Un chiamato che, credendo di fare una cosa innocua, effettua la voltura o incassa un credito, si ritrova all’improvviso erede puro e semplice, con tutti i debiti a carico. Per questo motivo, prima di compiere qualsiasi atto sui beni ereditari, e fortemente consigliato consultare un professionista. La dichiarazione di successione comporta accettazione tacita?Questo e uno dei temi piu controversi e merita un approfondimento specifico, perche molti chiamati si trovano “costretti” a presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dall’apertura e si chiedono se questo atto li trasformera automaticamente in eredi.La posizione dominante della Corte di Cassazione e oggi la seguente: la sola presentazione della dichiarazione di successione non costituisce, di per se, accettazione tacita dell’eredita. Si tratta infatti di un adempimento di natura fiscale, imposto dalla legge a scopi tributari e non di un atto dispositivo del patrimonio ereditario (Cass. n. 10796/2009, Cass. n. 24755/2015 e giurisprudenza successiva).Tuttavia, attenzione: la dichiarazione di successione accompagnata da altri atti (come la voltura catastale, il pagamento delle imposte con fondi propri a titolo definitivo, la trascrizione di accettazione, il godimento effettivo dei beni) puo configurare accettazione tacita nel suo complesso. Il giudice valuta caso per caso il comportamento del chiamato.Il consiglio operativo per chi vuole rinunciare ma deve comunque presentare la dichiarazione di successione (per evitare sanzioni fiscali) e: presentarla come “chiamato” e non come “erede”, senza effettuare volture ne pagamenti definitivi di debiti, e rinunciare formalmente il prima possibile.Accettazione con beneficio di inventario (art. 484 C.C.)L’accettazione con beneficio di inventario, disciplinata dagli articoli 484 e seguenti del Codice Civile, e lo strumento principe di tutela dell’erede contro i debiti ereditari. Permette di separare il patrimonio del defunto da quello dell’erede, facendo si che quest’ultimo risponda dei debiti solo entro il valore dei beni ereditati.Come funziona operativamente:Si rende una dichiarazione al cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione, oppure a un notaio;Entro 3 mesi (se si e nel possesso dei beni) o senza limite di tempo (se non si e nel possesso, purche non sia ancora maturata la prescrizione decennale per accettare), si deve redigere l’inventario dei beni ereditari;L’inventario fotografa attivo e passivo del patrimonio del defunto;L’erede risponde dei debiti intra vires hereditatis, cioe solo fino alla concorrenza del valore dei beni ricevuti;Se i debiti superano l’attivo, il patrimonio personale dell’erede resta intatto.Il beneficio di inventario e obbligatorio per alcuni soggetti: minori, interdetti, inabilitati, persone giuridiche, enti non riconosciuti, associazioni, fondazioni. Per loro l’accettazione pura e semplice non e possibile: qualsiasi accettazione e automaticamente con beneficio. Termine per accettare l’eredita: 10 anni (art. 480 C.C.)L’articolo 480 del Codice Civile stabilisce che il diritto di accettare l’eredita si prescrive in 10 anni decorrenti dall’apertura della successione (cioe dalla morte del de cuius). Durante questo periodo, il chiamato mantiene la facolta di decidere: accettare, rinunciare o restare inerte.Se il chiamato non accetta entro 10 anni, il suo diritto si estingue per prescrizione e non potra piu diventare erede. In questo caso, la sua quota passa agli altri chiamati secondo le regole dell’accrescimento o della rappresentazione, oppure allo Stato in mancanza di altri chiamati.Il termine di 10 anni e lungo, ma non significa che si possa stare tranquilli a oltranza. Come vedremo nel prossimo paragrafo, i creditori del defunto hanno uno strumento per forzare il chiamato a decidere molto prima.Actio interrogatoria: quando il creditore forza la decisioneL’actio interrogatoria, prevista dall’articolo 481 del Codice Civile, e lo strumento con cui i soggetti interessati (tipicamente i creditori del de cuius, ma anche gli altri chiamati o potenziali eredi) possono obbligare il chiamato a decidere entro un termine breve fissato dal giudice.Come funziona: chi ha interesse puo chiedere al tribunale di fissare un termine entro il quale il chiamato deve dichiarare se accetta o rinuncia. Il termine viene stabilito discrezionalmente dal giudice (di solito da pochi mesi a un anno) e notificato al chiamato. Le conseguenze sono drastiche:Se il chiamato non si pronuncia entro il termine assegnato, perde il diritto di accettare (si considera come se avesse rinunciato);Non vale quindi il silenzio come accettazione: il silenzio vale, al contrario, come rinuncia forzata.L’actio interrogatoria e un’arma utilizzata soprattutto dai creditori quando il de cuius aveva molti debiti e i chiamati stanno “congelando” la situazione per evitare di dover pagare. Forzandoli a decidere, i creditori possono rapidamente individuare l’erede responsabile oppure, se tutti rinunciano, procedere all’eredita giacente. Rinuncia all’eredita: come e quandoLa rinuncia e l’atto con cui il chiamato dichiara di non voler diventare erede. E disciplinata dall’articolo 519 del Codice Civile e richiede una forma solenne: deve essere fatta mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo di apertura della successione, e poi inserita nel registro delle successioni.Caratteristiche principali della rinuncia:E retroattiva: chi rinuncia e considerato come se non fosse mai stato chiamato;E gratuita: non si puo rinunciare “a favore di qualcuno dietro corrispettivo” (sarebbe accettazione + cessione);E totale: non si puo rinunciare solo a una parte dell’eredita;E revocabile fino a quando non sia maturata la prescrizione o non abbiano accettato altri chiamati (art. 525 C.C.);Chi rinuncia non paga imposta di successione ne altri tributi ereditari.Attenzione: la rinuncia deve essere espressa e formale. Non basta dire “non voglio nulla” o “rinuncio”: serve l’atto pubblico presso notaio o cancelleria. In caso contrario, se il chiamato compie atti di accettazione tacita prima di rinunciare formalmente, sara considerato erede a tutti gli effetti.Esempio pratico: il caso di MarcoPer chiarire meglio la differenza tra chiamato ed erede, analizziamo un caso concreto.Situazione iniziale: Marco, 45 anni, riceve una lettera dall’Agenzia delle Entrate che gli comunica il decesso del padre avvenuto tre mesi prima. Padre e figlio non si parlavano da anni. Marco scopre che il padre aveva una piccola casa di proprieta (valore circa 80.000 euro) ma anche numerosi debiti con banche e finanziarie (circa 150.000 euro).Status attuale: Marco e chiamato all’eredita (automaticamente, dalla morte del padre), ma NON ancora erede. Non risponde quindi di quei 150.000 euro di debiti.Cosa puo fare Marco:Opzione 1 – Rinunciare: va dal notaio o in cancelleria, firma la rinuncia formale, non paga nulla e perde sia la casa che i debiti. Soluzione consigliata perche il passivo supera l’attivo;Opzione 2 – Accettare con beneficio di inventario: redige l’inventario dei beni del padre, accetta con beneficio. In questo modo risponde dei 150.000 euro di debiti solo fino a 80.000 euro (valore della casa), mentre il suo patrimonio personale resta intoccabile. Utile se crede che dall’inventario possano emergere altri beni nascosti;Opzione 3 – Ispezionare prima di decidere: usa il diritto riconosciuto al chiamato di ispezionare i beni ereditari, valuta con calma attivo e passivo, poi sceglie;Opzione 4 – Accettare puramente e semplicemente: sconsigliatissima. Marco riceverebbe la casa da 80.000 euro ma dovrebbe pagare 150.000 euro di debiti con il proprio patrimonio. Perderebbe quindi 70.000 euro di tasca propria.Cosa NON deve fare Marco: non deve in alcun modo compiere atti che configurino accettazione tacita. Niente voltura catastale, niente vendite anche parziali, niente pagamento di debiti con soldi propri a titolo definitivo, niente contratti di locazione sull’immobile. Se commette uno di questi errori, diventa erede puro e semplice e risponde dei 150.000 euro con tutto il suo patrimonio. Cosa rischia il chiamato che non accettaDomanda frequentissima: se resto solo chiamato senza mai accettare, rischio qualcosa? La risposta, semplificando, e no. Il chiamato che non accetta:NON risponde dei debiti del defunto con il proprio patrimonio;NON e obbligato a pagare l’imposta di successione (salvo che dopo accetti);NON puo essere aggredito dai creditori del de cuius;Puo sempre rinunciare formalmente per maggiore sicurezza;Se resta inerte per 10 anni, il diritto si prescrive e non diventa mai erede.L’unico “rischio” e di lasciare una situazione giuridicamente incerta che i creditori possono sbloccare con l’actio interrogatoria. Ma anche in quel caso, il chiamato puo semplicemente rispondere con una rinuncia formale, senza alcuna conseguenza economica.Il vero rischio arriva se il chiamato, senza rendersene conto, compie atti di accettazione tacita. Per questo motivo chi riceve una notifica di successione e non e sicuro della situazione economica del defunto dovrebbe evitare qualsiasi atto sui beni e rivolgersi immediatamente a un professionista.Cosa rischia l’erede puro e semplice: debiti illimitatiAll’opposto del chiamato inerte, l’erede puro e semplice (quello che ha accettato senza beneficio di inventario) assume la responsabilita illimitata per i debiti ereditari. Significa che:I creditori del defunto possono aggredire tutto il patrimonio dell’erede, sia quello ereditato sia quello personale;La responsabilita si estende a redditi futuri dell’erede;Anche il coniuge in regime di comunione legale puo subire conseguenze indirette, poiche i debiti dell’erede possono incidere su beni comuni;Non e possibile “tornare indietro” dopo l’accettazione: l’art. 525 C.C. ammette la revoca solo della rinuncia, non dell’accettazione.L’esempio tipico di disastro successorio: un figlio accetta tacitamente l’eredita del padre pensando che ci sia solo una casa, e anni dopo scopre un debito fiscale dimenticato di 200.000 euro con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. A quel punto non c’e piu nulla da fare: il figlio risponde con tutto il suo patrimonio presente e futuro. Tabella riassuntiva: chiamato vs erede a confrontoCaratteristicaChiamato all’ereditaEredeCome si diventaAutomaticamente alla morte del de cuiusCon accettazione espressa o tacitaTitolarita beniNo (solo potenziale)Si, con efficacia retroattivaDebiti ereditariNon rispondeRisponde (illimitato o limitato con beneficio)Poteri di gestioneSolo conservativi (art. 460 C.C.)Tutti (disposizione, vendita, ecc.)Imposta successioneNon dovuta se rinunciaDovutaDichiarazione successionePuo presentarla come chiamatoObbligato a presentarlaPossibilita di rinunciaSi, con atto formaleNo, l’accettazione e irrevocabileTermine decisione10 anni (o termine breve per actio interrogatoria)Gia decisoCome tutelarsi: le strategie miglioriQuando si e chiamati all’eredita e la situazione e incerta (o si teme la presenza di debiti), ci sono alcune strategie consolidate per non commettere errori irreversibili:Non compiere alcun atto sui beni finche non si ha chiarezza sulla situazione patrimoniale;Esercitare il diritto di ispezione (art. 460 C.C.) per conoscere attivo e passivo;Richiedere al notaio o alla banca copia delle posizioni debitorie del defunto;Chiedere una visura camerale in caso di attivita imprenditoriali del defunto;Interrogare l’Agenzia delle Entrate Riscossione per cartelle pendenti;Se il passivo e certo e supera l’attivo, rinunciare formalmente il prima possibile;Se c’e incertezza, accettare con beneficio di inventario per limitare la responsabilita;Rivolgersi a un CAF o a un professionista prima di presentare la dichiarazione di successione.Ricorda: in materia successoria, gli errori sono quasi sempre irreversibili. Meglio perdere qualche settimana a valutare con calma piuttosto che ritrovarsi eredi di debiti milionari. Sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia: una specificitaPer chi riceve un’eredita in Friuli Venezia Giulia (o nelle zone a sistema tavolare: Trento, Bolzano, parte di Gorizia, Trieste e alcuni comuni dell’udinese), c’e una specificita aggiuntiva: il sistema tavolare (libro fondiario) in luogo della tradizionale Conservatoria dei Registri Immobiliari.Le differenze principali rispetto al resto d’Italia:L’iscrizione tavolare ha efficacia costitutiva, non solo dichiarativa;L’accettazione dell’eredita, per produrre effetti sugli immobili, deve essere annotata nel libro fondiario;I tempi e le procedure sono regolati dal Regio Decreto 499/1929 e normative successive;Le volture tavolari vanno presentate al tribunale tavolare competente;E fondamentale rivolgersi a un CAF o a un notaio con esperienza specifica sul sistema tavolare.Il CAF Centro Fiscale di Udine ha una lunga tradizione nella gestione delle successioni in sistema tavolare ed e tra gli studi piu competenti del territorio friulano su questa materia specifica, con procedure ottimizzate per le peculiarita del libro fondiario.Eredita giacente: quando nessuno accettaUn caso particolare si verifica quando nessuno dei chiamati accetta (ne rinuncia formalmente) e il patrimonio ereditario resta “senza padrone”. In questa situazione si apre l’istituto dell’eredita giacente, disciplinato dagli articoli 528 e seguenti del Codice Civile.Come funziona:Il tribunale del luogo di apertura della successione nomina un curatore dell’eredita giacente;Il curatore amministra il patrimonio, redige inventario, paga i debiti certi, riscuote i crediti;I chiamati mantengono il diritto di accettare entro i 10 anni di prescrizione;Se nessuno accetta, l’eredita viene devoluta allo Stato (art. 586 C.C.), che risponde dei debiti nei limiti dell’attivo ricevuto.L’eredita giacente e una soluzione tecnica per quelle situazioni in cui il patrimonio e fortemente indebitato e nessun chiamato vuole accettare. Lo Stato subentra sempre con beneficio di inventario, quindi non rischia mai di “perderci” di tasca propria.Domande frequenti (FAQ)Se ricevo una notifica di successione sono gia erede?No. La notifica serve solo a informarti che sei stato individuato come chiamato. Sarai erede solo se accetterai formalmente (espressamente) o compirai atti di accettazione tacita. Fino ad allora sei solo chiamato e non rispondi dei debiti.Presentare la dichiarazione di successione mi rende automaticamente erede?Secondo l’orientamento prevalente della Cassazione, no: la sola dichiarazione di successione e un adempimento fiscale e non configura accettazione tacita. Tuttavia, se accompagnata da altri atti (volture, pagamenti di debiti con fondi propri), puo essere interpretata come accettazione. Meglio consultare un professionista.Quanto tempo ho per decidere se accettare o rinunciare?10 anni dall’apertura della successione (cioe dal decesso), salvo che un soggetto interessato (creditore, altro chiamato) non chieda al tribunale di fissarti un termine piu breve con l’actio interrogatoria.Cosa succede se non rinuncio ne accetto?Se resti inerte per 10 anni, il tuo diritto di accettare si prescrive e non diventi mai erede. Non rispondi di debiti e non ricevi beni. Nel frattempo, i creditori possono promuovere l’actio interrogatoria per costringerti a decidere prima.Il beneficio di inventario e sempre conveniente?E conveniente ogni volta che c’e incertezza sulla situazione patrimoniale del defunto. Costa un po’ di piu (notaio, inventario, pubblicazioni) ma ti protegge completamente dal rischio di debiti superiori all’attivo. Per patrimoni certi e positivi puo essere superfluo.Se rinuncio, i miei figli diventano automaticamente eredi?Non automaticamente, ma per rappresentazione (art. 467 C.C.) i tuoi discendenti possono subentrare al tuo posto. Anche loro, pero, potranno a loro volta accettare o rinunciare. Se hai figli minorenni, valutare attentamente con un notaio: se sono minori, l’accettazione e obbligatoriamente con beneficio di inventario.Posso revocare l’accettazione se scopro nuovi debiti?No. L’accettazione e irrevocabile (art. 475 C.C.). Per questo motivo, se c’e il minimo dubbio sulla presenza di debiti, e sempre consigliabile accettare con beneficio di inventario, che ti protegge retroattivamente.Quanto costa rinunciare all’eredita?La rinuncia in cancelleria costa circa 200-300 euro (imposta di registro + diritti di cancelleria). Davanti al notaio il costo aumenta per l’onorario professionale, ma resta un importo contenuto (tipicamente 400-700 euro). Cifre molto inferiori al rischio di dover pagare debiti ereditari.Il CAF puo aiutarmi a decidere se accettare o rinunciare?Si. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella ricostruzione del patrimonio ereditario (attivo e passivo), nella presentazione della dichiarazione di successione come “chiamato” o come “erede”, nelle volture tavolari in Friuli Venezia Giulia e ti orienta verso la scelta piu tutelante, coordinandosi con notai e professionisti in caso di situazioni complesse.Conclusioni: la scelta consapevole e sempre la miglioreLa distinzione tra chiamato all’eredita ed erede non e una sottigliezza accademica: e la differenza tra poter scegliere liberamente e rispondere di debiti potenzialmente devastanti. Capire in quale posizione ti trovi, quali diritti hai e quali rischi corri e il primo passo fondamentale per affrontare una successione con serenita.Ricorda i punti chiave:Sei chiamato automaticamente alla morte del de cuius, ma NON sei ancora erede;Hai 10 anni per decidere se accettare o rinunciare (salvo actio interrogatoria);L’accettazione puo essere espressa (atto formale) o tacita (comportamenti impegnativi);Se accetti puramente e semplicemente, rispondi dei debiti con tutto il tuo patrimonio;Il beneficio di inventario e lo strumento chiave per proteggerti;La rinuncia formale e sempre possibile e non ha conseguenze economiche;In caso di dubbi, non compiere atti sui beni ereditari e consulta un professionista.Se hai ricevuto una notifica di successione e vuoi capire la tua posizione, o se hai dubbi sulla situazione patrimoniale di un parente deceduto, il CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco. Grazie all’esperienza pluriennale sulle successioni in sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia e a una rete di notai di fiducia, ti accompagniamo passo passo nella scelta piu sicura per te e la tua famiglia.Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: chiamaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 oppure invia una mail a info@centrofiscale.com. Ti aiuteremo a capire se sei chiamato o erede, a valutare attivo e passivo del patrimonio ereditario e a scegliere la strada migliore per tutelarti. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Accettazione-e-rinuncia-alleredita-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:00:002026-04-24 23:48:32Chiamato all’Eredita vs Erede 2026: Differenze, Diritti, Obblighi e Come Si Diventa Eredi
CAF, ISEEBonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono AvvantaggiateUn bonus spesa da 1.000 euro per le famiglie italiane con ISEE inferiore a 15.000 euro: non si tratta di un singolo pagamento in un’unica soluzione, ma del valore complessivo delle agevolazioni previste dal governo per supportare i nuclei familiari a basso reddito nella spesa quotidiana. In cima alla lista ci sono le famiglie con un indicatore ISEE più basso, che possono accedere a importi maggiorati e a misure cumulative.In questo articolo vediamo nel dettaglio quali misure rientrano in questo bonus spesa, chi ha diritto all’importo massimo, come si calcola il proprio ISEE e in che modo rivolgersi al CAF per ottenere tutti i benefici spettanti.Indice dei contenutiCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaRequisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateChi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiCome Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloImporti del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieCome Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareDifferenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaIl Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoDomande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 EuroConclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaCos’è il Bonus Spesa 1.000 Euro e da Dove DerivaQuando si parla di “bonus spesa 1.000 euro” si fa riferimento, nella maggior parte dei casi, all’insieme delle misure di sostegno agli acquisti alimentari e di prima necessità messe a disposizione dal governo italiano. La principale è la Carta Dedicata a Te (ex Carta Risparmio Spesa), una carta prepagata erogata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in collaborazione con il Comune di residenza.La Carta Dedicata a Te viene caricata con un importo periodico e può essere usata per acquistare beni alimentari di prima necessità, prodotti per l’igiene personale e carburante. Il valore cumulativo annuo per le famiglie più numerose e con reddito più basso può avvicinarsi o superare i 1.000 euro, motivo per cui viene spesso indicata con questa cifra nella comunicazione istituzionale e nei media.Attenzione: i 1.000 euro non vengono erogati tutti in una volta, ma attraverso ricariche periodiche sulla carta prepagata. L’importo effettivo dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla fascia ISEE. Requisiti ISEE: Perché le Famiglie Sotto i 15.000 Euro Sono AvvantaggiateIl bonus spesa è strutturato con una logica progressiva inversa: più è basso l’ISEE del nucleo familiare, maggiore è il beneficio ottenuto. In pratica, le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro godono di una corsia preferenziale rispetto alle famiglie con redditi più alti.Questo meccanismo funziona in questo modo: le famiglie vengono collocate in una graduatoria stilata dal Comune in base all’ISEE. Le prime ad essere selezionate sono quelle con ISEE più basso. A parità di numero di componenti del nucleo familiare, chi ha un indicatore ISEE inferiore viene servito prima, e in molti casi ottiene importi maggiorati.La soglia di 15.000 euro di ISEE è il limite massimo per accedere alla misura principale. Famiglie con ISEE superiore a questa soglia vengono escluse dalla Carta Dedicata a Te, indipendentemente dalla composizione del nucleo. Esempio pratico: come funziona la graduatoriaImmagina tre famiglie con 4 componenti ciascuna, residenti nello stesso Comune:Famiglia A: ISEE di 4.200 euro → prima in graduatoria, ottiene l’importo più altoFamiglia B: ISEE di 9.500 euro → seconda in graduatoria, accede alla carta ma con importo standardFamiglia C: ISEE di 16.000 euro → esclusa dalla misura (sopra la soglia massima)Questo meccanismo garantisce che le risorse disponibili vengano distribuite prima a chi ne ha più bisogno.Chi Può Richiedere il Bonus Spesa: Requisiti CompletiPer accedere al bonus spesa collegato alla Carta Dedicata a Te, il nucleo familiare deve soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:Cittadinanza italiana o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodoResidenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativiISEE inferiore a 15.000 euro (soglia aggiornata al 2026)Non essere già beneficiari di Assegno di Inclusione (ADI) o Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)Non avere nel nucleo familiare persone intestatarie di veicoli immatricolati nei 24 mesi precedenti (con alcune eccezioni per disabilità)Nota importante: la misura non richiede presentazione di domanda da parte del cittadino. È il Comune che, in base alle graduatorie INPS, individua i beneficiari e consegna la carta. Tuttavia è fondamentale avere un ISEE aggiornato e valido. Come Si Calcola l’ISEE e Perché È Fondamentale AggiornarloL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro che lo Stato utilizza per valutare la situazione economica di una famiglia. Tiene conto non solo dei redditi, ma anche del patrimonio mobiliare (risparmi, conti correnti, titoli) e immobiliare (case di proprietà), rapportato al numero di componenti del nucleo familiare.Per il bonus spesa è necessario avere un ISEE in corso di validità. L’ISEE ha validità annuale (dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno) e va rinnovato tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Cosa serve per calcolare l’ISEECodice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiareRedditi 2024 (dichiarazione 730 o Modello Redditi)Saldo e giacenza media del conto corrente al 31 dicembre 2024Dati catastali degli immobili di proprietàValore di titoli, azioni, fondi e altri strumenti finanziariIl CAF Centro Fiscale offre il servizio di calcolo e presentazione della DSU per l’ISEE. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, è importante farlo il prima possibile per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni.Importi del Bonus Spesa 2026: Quanto Spetta alle FamiglieGli importi del bonus spesa variano in base al numero di componenti del nucleo familiare. La Carta Dedicata a Te prevede importi differenziati per fasce di numerosità:Componenti nucleo familiareImporto indicativo annuoFamiglie con minori o anziani (nucleo 2 persone)Importo baseNuclei con 3 o più componentiImporto maggioratoNuclei numerosi (4+ componenti con minori)Importo più elevatoNota: Gli importi precisi vengono definiti con decreto ministeriale. Il valore complessivo delle ricariche può avvicinarsi ai 1.000 euro per i nuclei più numerosi con ISEE molto basso. Contatta il CAF Centro Fiscale per conoscere l’importo esatto applicabile alla tua situazione familiare. Come Usare la Carta Dedicata a Te: Cosa Si Può AcquistareLa Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile presso i supermercati e i negozi convenzionati. Ecco cosa si può acquistare:Alimenti di prima necessità: frutta, verdura, pane, latte, carne, pesce, legumi, cerealiProdotti per l’igiene personale e per la cura della casaCarburante per l’autovettura (benzina, diesel, GPL, metano)La carta non può essere utilizzata per acquistare alcolici, tabacchi, giochi e scommesse, articoli di lusso o prodotti non alimentari non essenziali.Le eventuali somme non spese entro la scadenza indicata non vengono trasferite al periodo successivo: è quindi importante utilizzare l’importo ricaricato entro i termini previsti.Differenza tra Carta Dedicata a Te e Carta Acquisti OrdinariaSpesso si fa confusione tra diverse misure di sostegno alla spesa. Ecco le principali differenze:MisuraISEE richiestoBeneficiariImportoCarta Dedicata a TeSotto 15.000 euroFamiglie con minoriRicarica periodicaCarta Acquisti OrdinariaISEE non superiore a soglia specificaAnziani 65+ e bambini 0-3 anniImporto definito per decreto (consulta INPS.it)Assegno di Inclusione (ADI)Soglia ISEE ridotta (vedi INPS.it per requisiti aggiornati)Nuclei con disabili o minoriVariabile + integrazione affittoLa Carta Acquisti Ordinaria è invece destinata agli anziani (over 65) e alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, con un importo definito annualmente per decreto. Molte famiglie possono beneficiare di entrambe le misure, se soddisfano i requisiti di entrambe. Il Ruolo del CAF: Come Ottimizzare i Benefici con un ISEE CorrettoAvere un ISEE calcolato correttamente è fondamentale per non perdere il diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni. Un ISEE errato o incompleto può portare a un indicatore più alto del reale, escludendo la famiglia da misure a cui ha diritto.Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo per:Compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) correttamenteCalcolare l’ISEE tenendo conto di tutte le deduzioni e le eccezioni previste dalla leggeVerificare se la famiglia ha diritto al bonus spesa e ad altre agevolazioni cumulativePresentare ricorso in caso di ISEE precompilato errato da parte dell’INPSRicorda: il servizio di calcolo ISEE presso il CAF è gratuito per molte categorie di assistiti. Contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato e per scoprire a quali agevolazioni hai diritto.Domande Frequenti sul Bonus Spesa 1.000 Euro Devo fare domanda per ricevere il bonus spesa?In linea generale, no. Per la Carta Dedicata a Te i beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS tramite le graduatorie ISEE e comunicati ai Comuni. È però fondamentale avere l’ISEE aggiornato: senza un ISEE valido non comparirai nelle graduatorie.Il bonus spesa è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o l’ADI?No. Chi percepisce già l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è escluso dalla Carta Dedicata a Te. Questo perché si tratta di misure diverse che non possono essere cumulate.Cosa succede se il mio ISEE supera i 15.000 euro di poco?Se l’ISEE supera la soglia, non si ha diritto alla Carta Dedicata a Te. Tuttavia, potrebbero essere disponibili misure locali di sostegno (comuni, regioni, enti di assistenza) per famiglie in difficoltà. Il CAF può indicarti le agevolazioni disponibili nel tuo territorio.La carta si può usare online?No, la Carta Dedicata a Te è una carta prepagata utilizzabile solo presso i punti vendita fisici convenzionati. Non è possibile usarla per acquisti online.L’ISEE va rinnovato ogni anno?Sì. L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Per continuare a ricevere i benefici è necessario rinnovare la DSU ogni anno. Il CAF Centro Fiscale ti supporta in questa operazione, spesso con appuntamenti dedicati a partire da gennaio.Conclusione: Come Non Perdere il Bonus SpesaIl bonus spesa da 1.000 euro è una misura concreta per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, con un sistema di accesso che premia i redditi più bassi. Per non perdere questo beneficio, la priorità è una sola: avere un ISEE aggiornato e corretto.Se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, o se vuoi verificare che il tuo indicatore sia calcolato nel modo più vantaggioso possibile, contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. I nostri operatori sono a disposizione per aiutarti a non perdere nessuna delle agevolazioni a cui hai diritto.Puoi anche consultare i nostri approfondimenti su argomenti correlati: Pensioni luglio 2026: date dei pagamenti e Modello 730 2026: novità e spese detraibili.Luglio 3, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 04:04:252026-07-03 07:53:40Bonus Spesa 1.000 Euro 2026: le Famiglie con ISEE Inferiore a 15.000 Euro Sono Avvantaggiate
ISEEISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai DirittoISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai DirittoAvere un ISEE basso nel 2026 apre le porte a decine di bonus e agevolazioni che possono fare una differenza enorme nel bilancio familiare. Dall’Assegno di Inclusione ai bonus bollette automatici, dal Bonus Nido fino a 3.600 euro alle borse di studio universitarie: le opportunità sono tante, ma orientarsi tra soglie, requisiti e scadenze non è semplice.In questa guida completa trovi l’elenco aggiornato di tutti i bonus con ISEE basso 2026, organizzati per fascia di reddito. Ti spiegheremo cosa spetta con un ISEE sotto 9.530 euro, sotto 15.000 euro, sotto 25.000 euro e sotto 40.000 euro. Inoltre, scoprirai anche le agevolazioni universali che spettano a tutti, indipendentemente dal reddito, e come abbassare legalmente l’ISEE per accedere a più benefici. Se vuoi capire subito a cosa hai diritto, consulta la nostra guida completa all’ISEE 2026. Indice dei ContenutiCos’è l’ISEE e perché è importante averlo bassoBonus e agevolazioni con ISEE sotto 9.530 euroBonus con ISEE sotto 15.000 euroBonus con ISEE sotto 25.000 euroBonus con ISEE sotto 40.000 euroAgevolazioni universali senza limite ISEETabella riepilogativa: tutti i bonus per fascia ISEECome abbassare legalmente l’ISEEDove fare l’ISEE a UdineDomande frequenti Cos’è l’ISEE e Perché È Importante Averlo BassoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che misura la ricchezza complessiva del nucleo familiare. Non considera solo i redditi da lavoro o da pensione, ma anche il patrimonio mobiliare (conti correnti, investimenti, titoli) e il patrimonio immobiliare (case, terreni, fabbricati). Il valore finale viene poi rapportato al numero di componenti della famiglia attraverso una scala di equivalenza, in modo da tenere conto delle reali esigenze economiche.Avere un ISEE basso è fondamentale perché la maggior parte dei bonus e delle agevolazioni statali nel 2026 è legata proprio a questo indicatore. Più basso è il tuo ISEE, più benefici puoi ottenere: si parte dalle misure riservate a chi ha un ISEE sotto 9.530 euro (come l’Assegno di Inclusione e il bonus bollette automatico) fino ad arrivare alle agevolazioni accessibili con ISEE sotto 40.000 euro (come l’Assegno Unico a importo pieno e il Bonus Nido maggiorato). Per conoscere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026, consulta la nostra guida dedicata.È importante sapere che l’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (due anni prima). Questo significa che eventuali variazioni recenti nella situazione economica non si riflettono automaticamente nel calcolo. Tuttavia, in caso di peggioramento significativo (perdita del lavoro, riduzione del reddito), è possibile richiedere l’ISEE corrente, che fotografa la situazione economica attuale. Bonus e Agevolazioni con ISEE Sotto 9.530 EuroChi ha un ISEE sotto 9.530 euro nel 2026 ha diritto al pacchetto più ampio di bonus e agevolazioni. Questa fascia identifica le famiglie in condizione di maggiore difficoltà economica, per le quali lo Stato prevede misure di sostegno particolarmente importanti. Vediamo nel dettaglio tutte le prestazioni disponibili.Assegno di Inclusione (ADI)L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per accedervi nel 2026 servono un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza). L’importo massimo è di 500 euro al mese per persona singola, che sale a 630 euro se il nucleo è composto da persone tutte over 67 o con disabilità. A questo si aggiunge un contributo affitto fino a 280 euro al mese per chi vive in locazione.L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente che rientra in una di queste categorie: minorenne, persona con disabilità, over 60 anni o persona in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. La domanda va presentata tramite un operatore qualificato per evitare errori che potrebbero causare il rigetto della richiesta.Bonus Bollette Automatico (Luce, Gas e Acqua)Con un ISEE sotto 9.530 euro, il bonus bollette viene applicato automaticamente in fattura, senza dover presentare alcuna domanda specifica. Basta avere un ISEE in corso di validità. Il bonus copre le utenze di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico. Nel 2026 gli importi variano in base alla composizione del nucleo familiare:Bonus luce: da 142 a 227 euro annui a seconda dei componenti familiariBonus gas: da 60 a 177 euro annui, variabile anche per zona climaticaBonus acqua: sconto su 50 litri al giorno per ogni componente della famigliaIl risparmio complessivo può superare i 400-500 euro all’anno per una famiglia di 3-4 persone. L’unica condizione è mantenere l’ISEE aggiornato: se scade e non viene rinnovato, il bonus si interrompe automaticamente.Esenzione Ticket SanitarioLe famiglie con ISEE basso possono ottenere l’esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali. I codici esenzione principali sono: E01 per i minori sotto i 6 anni con reddito familiare sotto 36.151,98 euro, e E02 per i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro con coniuge a carico). Alcune Regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, prevedono soglie aggiuntive legate all’ISEE.Carta Acquisti (Social Card)La Carta Acquisti (o Social Card) è una carta prepagata da 40 euro al mese (80 euro ogni bimestre) destinata a cittadini over 65 e famiglie con figli sotto i 3 anni. Il requisito principale è un ISEE inferiore a 8.052,75 euro. La carta può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, farmaci e per pagare le bollette di luce e gas. La richiesta va presentata presso gli uffici postali. Bonus con ISEE Sotto 15.000 EuroLa fascia ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 apre l’accesso a una serie di agevolazioni particolarmente utili per le famiglie con redditi medio-bassi. Anche se non si rientra nella soglia più bassa (sotto 9.530 euro), restano disponibili diverse misure di sostegno significative.Bonus Bollette con ISEE fino a 15.000 EuroA partire dal 2024, la soglia per il bonus bollette è stata innalzata a 15.000 euro di ISEE per le famiglie con almeno 4 figli a carico. In questo caso, il bonus viene comunque applicato automaticamente in bolletta. Per le famiglie numerose si tratta di un aiuto concreto che può valere diverse centinaia di euro all’anno sulle utenze domestiche. Se la tua famiglia è numerosa, verifica con il CAF Centro Fiscale se rientri in questa casistica.Telefono Sociale e Internet a Tariffa AgevolataCon un ISEE sotto 8.112,23 euro è possibile accedere al cosiddetto “bonus telefono” o Telefono Sociale: una riduzione del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica fissa. Inoltre, l’AGCOM ha previsto offerte a tariffa agevolata per la connessione internet destinate a famiglie con ISEE basso. Alcune Regioni e Comuni prevedono ulteriori agevolazioni locali per le telecomunicazioni.Agevolazioni Trasporti PubbliciMolti Comuni e Regioni offrono abbonamenti ai trasporti pubblici a tariffa ridotta per chi ha un ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è possibile ottenere agevolazioni sul trasporto pubblico locale con ISEE sotto determinate soglie. A livello nazionale, il bonus trasporti (che nel 2023-2024 prevedeva un voucher da 60 euro) potrebbe essere rifinanziato nel corso del 2026. Consigliamo di verificare periodicamente le novità presso il CAF Centro Fiscale.Mensa Scolastica Gratuita o a Tariffa RidottaLa tariffa della mensa scolastica è calcolata in base all’ISEE nella maggior parte dei Comuni italiani. Con un ISEE sotto 10.000-15.000 euro (la soglia varia da Comune a Comune), è possibile ottenere la mensa gratuita o a tariffa minima. Per una famiglia con due figli che frequentano la scuola primaria, il risparmio può superare i 1.000 euro all’anno. Verifica le soglie specifiche del tuo Comune di residenza. Bonus con ISEE Sotto 25.000 EuroCon un ISEE sotto 25.000 euro, nel 2026 si accede ad alcune delle agevolazioni più importanti per le famiglie con figli. In questa fascia rientrano misure come il Bonus Nido a importo massimo e le borse di studio universitarie, che possono rappresentare un supporto economico molto significativo.Bonus Nido Fino a 3.000 EuroIl Bonus Nido 2026 è un contributo per il pagamento delle rette degli asili nido, sia pubblici che privati autorizzati. L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare:ISEE fino a 25.000 euro: bonus massimo di 3.000 euro all’anno (272,72 euro al mese per 11 mensilità)ISEE da 25.001 a 40.000 euro: bonus di 2.500 euro all’annoSenza ISEE o ISEE sopra 40.000 euro: bonus minimo di 1.500 euro all’annoInoltre, dal 2024 è stata introdotta una maggiorazione per il secondo figlio: le famiglie con un figlio nato a partire dal 2024 e un altro figlio sotto i 10 anni possono ottenere fino a 3.600 euro all’anno, anche con ISEE fino a 40.000 euro. Una novità importante che rende il Bonus Nido una delle agevolazioni più generose per le famiglie italiane.Borse di Studio UniversitarieGli studenti universitari con ISEE sotto 24.335,11 euro (soglia 2025/2026, aggiornata annualmente) e ISPE sotto 52.902,43 euro possono accedere alle borse di studio regionali. L’importo varia da 2.000 a oltre 6.000 euro all’anno a seconda che lo studente sia fuorisede, pendolare o in sede. Oltre alla borsa di studio, con un ISEE basso si può ottenere anche l’esonero totale o parziale dalle tasse universitarie: con un ISEE sotto 13.000 euro le tasse sono completamente azzerate, mentre fino a 30.000 euro si applicano riduzioni progressive (la cosiddetta “no tax area” universitaria). Bonus con ISEE Sotto 40.000 EuroAnche chi ha un ISEE sotto 40.000 euro può accedere a importanti agevolazioni nel 2026. Questa fascia, più ampia delle precedenti, include misure che interessano milioni di famiglie italiane, in particolare quelle con figli a carico.Bonus Nido Secondo Figlio: Fino a 3.600 EuroCome anticipato, la maggiorazione del Bonus Nido per il secondo figlio si applica con ISEE fino a 40.000 euro. Questa è una novità significativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026. Per ottenere i 3.600 euro annui servono due condizioni: avere un figlio nato dal 1° gennaio 2024 in poi e avere un altro figlio con meno di 10 anni. Si tratta di un sostegno concreto che copre gran parte della retta annuale di un asilo nido.Assegno Unico a Importo PienoL’Assegno Unico Universale 2026 spetta a tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di età per figli con disabilità), ma l’importo varia enormemente in base all’ISEE. Con un ISEE sotto 17.090,61 euro si percepisce l’importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio. L’importo decresce gradualmente fino all’ISEE di 45.574,96 euro, oltre il quale si percepisce il minimo di 57 euro per figlio.Per le famiglie numerose sono previste ulteriori maggiorazioni: 96,90 euro al mese per ogni figlio oltre il secondo (con ISEE basso) e una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per le famiglie con almeno 4 figli. Una famiglia con 3 figli e ISEE basso può ricevere oltre 700 euro al mese di Assegno Unico. Presentare un ISEE aggiornato è fondamentale: senza ISEE o con ISEE scaduto, si percepisce solo il minimo.Agevolazioni Prima Casa Under 36Per i giovani sotto i 36 anni con ISEE non superiore a 40.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato le agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Le misure includono: l’accesso prioritario al Fondo di Garanzia CONSAP con garanzia statale fino all’80% del mutuo, agevolazioni sull’imposta di registro e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui. Per chi sta valutando l’acquisto della prima casa, queste agevolazioni possono significare un risparmio di diverse migliaia di euro. Agevolazioni Universali: Bonus Senza Limite di ISEEEsistono anche agevolazioni fiscali che spettano a tutti i contribuenti, indipendentemente dal valore dell’ISEE. Si tratta principalmente di detrazioni fiscali legate alla casa e ai consumi, che vengono recuperate nella dichiarazione dei redditi. Anche chi non ha un ISEE basso può beneficiarne.Bonus Ristrutturazione 2026Il bonus ristrutturazione prevede una detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia per la prima casa, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. Per le seconde case l’aliquota scende al 36%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Rientrano nel bonus lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.Ecobonus: Risparmio EnergeticoL’Ecobonus 2026 offre detrazioni dal 50% al 65% per interventi di riqualificazione energetica dell’abitazione principale. Tra gli interventi agevolati: sostituzione della caldaia con modelli a condensazione, installazione di pompe di calore, cappotto termico, sostituzione di infissi e serramenti, installazione di pannelli solari termici. Il risparmio in bolletta si somma alla detrazione fiscale, rendendo questi interventi particolarmente convenienti.Bonus Mobili ed ElettrodomesticiChi effettua lavori di ristrutturazione può beneficiare anche del bonus mobili: una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Rientrano nel bonus: letti, armadi, cassettiere, divani, tavoli, materassi, ma anche frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni, purché di classe energetica A (o superiore a seconda della tipologia). Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus per Fascia ISEE nel 2026Ecco il riepilogo completo di tutti i bonus e le agevolazioni 2026 organizzati per soglia ISEE. Questa tabella ti permette di individuare rapidamente a cosa hai diritto in base al tuo indicatore economico.Soglia ISEEBonus / AgevolazioneImporto IndicativoSotto 8.052 euroCarta Acquisti (Social Card)480 euro/annoSotto 9.360 euroAssegno di Inclusione (ADI)Fino a 6.000 euro/anno + affittoSotto 9.530 euroBonus Bollette automatico (luce, gas, acqua)400-500 euro/annoSotto 9.530 euroEsenzione ticket sanitarioVariabileSotto 15.000 euro (4+ figli)Bonus Bollette famiglie numerose400-500 euro/annoSotto 17.090 euroAssegno Unico importo massimo199,40 euro/mese per figlioSotto 25.000 euroBonus Nido importo massimo3.000 euro/annoSotto 24.335 euroBorse di studio universitarie2.000-6.000 euro/annoSotto 40.000 euroBonus Nido secondo figlio maggiorato3.600 euro/annoSotto 40.000 euroAgevolazioni prima casa under 36Garanzia mutuo 80%Senza limiteBonus ristrutturazione 50%Detrazione fino a 48.000 euroSenza limiteEcobonus 50-65%Detrazione variabileSenza limiteBonus mobili 50%Detrazione fino a 2.500 euroNota importante: gli importi indicati sono riferiti al 2026 e potrebbero subire aggiornamenti nel corso dell’anno. Per verificare la tua situazione specifica e non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Come Abbassare Legalmente l’ISEE nel 2026Se il tuo ISEE è di poco superiore a una soglia importante, sappi che esistono strategie legali per ridurlo. Non si tratta di trucchi o espedienti illegali, ma di scelte finanziarie e familiari che la legge consente e che possono fare la differenza tra accedere o meno a un bonus. Ecco i metodi più efficaci per abbassare legalmente l’ISEE.Cointestazione e Giacenza MediaLa giacenza media del conto corrente al 31 dicembre incide direttamente sull’ISEE. Avere un saldo elevato a fine anno aumenta il patrimonio mobiliare del nucleo familiare. Una strategia lecita è quella di utilizzare la liquidità in eccesso per spese programmate (ad esempio saldare un debito, effettuare una manutenzione necessaria) prima della fine dell’anno. Attenzione: i prelievi “sospetti” in prossimità del 31 dicembre possono essere segnalati. Meglio pianificare con anticipo e trasparenza.Variazione del Nucleo FamiliareL’ISEE si calcola sulla base del nucleo familiare anagrafico. Se un figlio maggiorenne è economicamente indipendente (ha un reddito e non è più a carico), un cambio di residenza può consentirgli di uscire dal nucleo familiare dei genitori, riducendo l’ISEE di entrambi i nuclei. Allo stesso modo, la separazione legale tra coniugi comporta la formazione di due nuclei distinti, ciascuno con il proprio ISEE. Queste scelte vanno valutate attentamente con un esperto.ISEE Corrente: la Soluzione per Chi Ha Perso il LavoroSe la tua situazione economica è peggiorata significativamente rispetto a due anni fa (l’ISEE 2026 si basa sui dati 2024), puoi richiedere l’ISEE corrente. Questo strumento aggiorna l’indicatore alla situazione attuale in caso di: perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%, interruzione di trattamenti previdenziali. L’ISEE corrente ha validità di 6 mesi (redditi) o fino al 31 dicembre (patrimoni) e può far scendere drasticamente il tuo indicatore, aprendo l’accesso a bonus e agevolazioni altrimenti preclusi. Dove Fare l’ISEE a Udine: il CAF Centro FiscalePer ottenere l’ISEE 2026 e accedere a tutti i bonus e le agevolazioni descritti in questa guida, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Il servizio è completamente gratuito per la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e il rilascio dell’attestazione ISEE. I nostri operatori ti aiuteranno a:Raccogliere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026Compilare la DSU in modo corretto, evitando errori che invaliderebbero l’attestazioneVerificare a quali bonus hai diritto in base al tuo ISEEPresentare le domande per ogni agevolazione a cui puoi accedereValutare se conviene richiedere l’ISEE corrente per ottenere un indicatore più bassoIl servizio è disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) che online per chi vive in altre città d’Italia. Puoi prenotare il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Bonus con ISEE Basso 2026Quali bonus posso avere con ISEE sotto 15.000 euro nel 2026?Con un ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 hai diritto a: bonus bollette automatico (luce, gas e acqua), Assegno Unico a importo pieno (199,40 euro/mese per figlio), Bonus Nido fino a 3.000 euro, telefono sociale, mensa scolastica gratuita (in molti Comuni), borse di studio universitarie e potenzialmente anche l’Assegno di Inclusione se rientri nella soglia di 9.360 euro e nei requisiti soggettivi.I bonus con ISEE basso si ottengono automaticamente?Solo il bonus bollette è automatico: basta avere un ISEE in corso di validità sotto la soglia. Tutti gli altri bonus richiedono una domanda specifica: l’Assegno di Inclusione tramite patronato, il Bonus Nido tramite portale INPS, le borse di studio tramite ente regionale. Per non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ti guiderà in tutte le pratiche necessarie.Cosa succede se non presento l’ISEE 2026?Senza un ISEE aggiornato, perdi l’accesso alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni. L’Assegno Unico, ad esempio, viene erogato all’importo minimo (57 euro/figlio anziché 199,40 euro). Il bonus bollette si interrompe automaticamente. Il Bonus Nido viene calcolato sulla fascia più bassa (1.500 euro anziché 3.000). Presentare l’ISEE il prima possibile è fondamentale per non perdere denaro.Posso abbassare legalmente il mio ISEE?Sì, esistono strategie legali per abbassare l’ISEE: ridurre la giacenza media del conto corrente con spese programmate, far uscire dal nucleo familiare figli maggiorenni indipendenti, richiedere l’ISEE corrente in caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito. Puoi approfondire nella nostra guida su come uscire dall’ISEE familiare legalmente. Ogni situazione va analizzata individualmente con l’aiuto di un esperto del CAF.L’ISEE 2026 si basa su quali redditi?L’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (il secondo anno solare precedente). I redditi vengono acquisiti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, mentre i patrimoni (saldi e giacenze medie dei conti, valore degli immobili) fanno riferimento al 31 dicembre 2024. Se la tua situazione economica è peggiorata nel 2025 o 2026, puoi richiedere l’ISEE corrente per aggiornare l’indicatore. ConclusioneCome hai visto, avere un ISEE basso nel 2026 permette di accedere a un numero molto ampio di bonus e agevolazioni: dall’Assegno di Inclusione al bonus bollette, dal Bonus Nido all’Assegno Unico a importo pieno, dalle borse di studio alle agevolazioni sulla prima casa. Il primo passo fondamentale è presentare l’ISEE il prima possibile, per non perdere mesi di benefici e per sapere esattamente a cosa hai diritto.Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026 e per accedere a tutti i bonus con ISEE basso? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri operatori ti aiuteranno a compilare la DSU, ottenere l’attestazione ISEE e presentare tutte le domande per i bonus a cui hai diritto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Articoli CorrelatiNOTIZIE Spese alberghiere professionisti: cosa verificare in dichiarazioneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-01 07:00:002026-09-29 07:27:07Spese alberghiere professionisti: cosa verificare in dichiarazioneNOTIZIE Codice Tributo 5518 F24 Accise: la Sanzione per i Concorsi a Premio VietatiContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 11:00:002026-09-29 07:24:21Codice Tributo 5518 F24 Accise: la Sanzione per i Concorsi a Premio VietatiNOTIZIE IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 09:00:002026-09-29 10:03:59IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneRateizzazioni agenzia entrateNOTIZIE Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Rateizzazioni-agenzia-entrate.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 07:00:002026-09-29 07:23:25Agenzia delle Entrate, uffici aperti più a lungo: due pomeriggi in più per l’assistenzaNOTIZIE Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-29 12:00:002026-09-29 07:23:39Assegno di invalidità e stipendio: perché scatta il conguaglio IRPEF in busta pagaNOTIZIE Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-29 10:00:002026-09-29 07:22:51Opposizione decreto ingiuntivo: cosa cambia davvero con la riforma del processo civileNOTIZIE Pensione nuovo lavoro: l’INPS può recuperare i rateiContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-29 08:00:002026-09-29 07:21:49Pensione nuovo lavoro: l’INPS può recuperare i rateiNOTIZIE Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si cancellano sanzioni e interessiContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 19:22:492026-09-28 18:40:20Rottamazione quinquies, Comuni e Regioni aderenti: dove si cancellano sanzioni e interessiNOTIZIE Istanza di Rateizzazione: il Contribuente Può Ancora Contestare il DebitoContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 18:54:142026-09-28 17:54:11Istanza di Rateizzazione: il Contribuente Può Ancora Contestare il DebitoPrec Prec PrecSucc Succ SuccCosa Dicono di Noi Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:00:002026-05-31 14:03:39ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto
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CAFCedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e VantaggiLa cedolare secca è un regime fiscale agevolato che consente ai proprietari di immobili concessi in locazione di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali sul reddito da locazione. Introdotta nel 2011 per semplificare la tassazione sugli affitti e combattere l’evasione fiscale, la cedolare secca sugli affitti rappresenta oggi una delle scelte più convenienti per chi affitta abitazioni a uso residenziale.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca 2026, quali sono le aliquote applicabili (21% ordinaria e 10% per contratti concordati), i requisiti per accedere al regime, i vantaggi fiscali rispetto alla tassazione ordinaria, le procedure per esercitare l’opzione e tutte le novità normative più recenti. Che tu sia un proprietario che sta valutando se applicare la cedolare secca o un inquilino che vuole capire le implicazioni di questo regime, troverai qui tutte le informazioni necessarie per orientarti con sicurezza.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la Cedolare Secca sugli AffittiAliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%Requisiti per Accedere alla Cedolare SeccaComuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%Vantaggi Fiscali della Cedolare SeccaSvantaggi e Limiti della Cedolare SeccaCome Esercitare l’Opzione per la Cedolare SeccaDichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RBConfronto Cedolare Secca vs Tassazione OrdinariaDomande FrequentiCos’è la Cedolare Secca sugli AffittiLa cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che può essere applicata ai redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Il termine “secca” indica che si tratta di un’imposta a tasso fisso, senza progressività, che sostituisce completamente il regime ordinario di tassazione.Quando si opta per la cedolare secca, il proprietario dell’immobile non paga sul reddito da locazione:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFImposta di registro sul contratto di locazione (annuale)Imposta di bollo sul contrattoAl posto di tutte queste imposte, si versa un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa del 21% o del 10% (per i contratti a canone concordato), calcolata sul canone di locazione annuo.La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, con successive modifiche e integrazioni. L’opzione per la cedolare secca è facoltativa e deve essere esercitata dal locatore al momento della registrazione del contratto o in sede di proroga.Esempio pratico: se affitti un appartamento a 800 euro mensili (9.600 euro annui) con cedolare secca al 21%, pagherai un’imposta di 2.016 euro annui, senza dover versare IRPEF, addizionali, imposte di registro e bollo. Con il regime ordinario, invece, i 9.600 euro si sommerebbero agli altri redditi e sarebbero tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%-43%) oltre alle addizionali. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%Le aliquote della cedolare secca previste per il 2026 sono due, in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato:Aliquota ordinaria del 21%L’aliquota del 21% si applica alla maggior parte dei contratti di locazione a canone libero di immobili ad uso abitativo. Questa è l’aliquota standard e rappresenta comunque un notevole risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti che altrimenti pagherebbero aliquote marginali del 35% o 43%.L’aliquota del 21% si applica a:Contratti a canone libero (4+4 anni)Contratti transitori per esigenze temporanee (massimo 18 mesi)Contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi)Locazioni brevi (fino a 30 giorni) dal secondo immobile in poiAliquota agevolata del 10%L’aliquota ridotta del 10% si applica ai cosiddetti contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa secondo accordi territoriali tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.Possono beneficiare dell’aliquota del 10%:Contratti a canone concordato (3+2 anni) nei comuni ad alta tensione abitativaContratti transitori concordati (fino a 18 mesi)Contratti per studenti universitari concordati (da 6 a 36 mesi)Per applicare l’aliquota del 10%, il contratto deve rispettare i parametri di canone massimo stabiliti dagli accordi territoriali locali e deve essere stipulato utilizzando i modelli standard previsti. Non è sufficiente dichiarare che il contratto è “concordato”: deve effettivamente rispettare le convenzioni locali in vigore.Attenzione: per i contratti brevi (fino a 30 giorni), come quelli per affitti turistici tramite Airbnb o Booking, la cedolare secca al 21% si applica automaticamente solo al primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un regime diverso (imposta sostitutiva al 26%) che non rientra nella cedolare secca ordinaria. Requisiti per Accedere alla Cedolare SeccaPer poter optare per il regime della cedolare secca, devono essere soddisfatti contemporaneamente alcuni requisiti oggettivi (relativi all’immobile) e soggettivi (relativi al locatore).Requisiti del locatore (soggetti)Possono applicare la cedolare secca:Persone fisiche (privati cittadini)Che agiscono al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioniChe siano proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Non possono applicare la cedolare secca:Società (di persone, di capitali, cooperative)Enti pubblici e privatiImprenditori individuali che locano immobili strumentali alla propria attivitàProfessionisti che locano immobili strumentaliEsempio: un medico che affitta un appartamento di sua proprietà come abitazione può applicare la cedolare secca. Lo stesso medico che affitta l’immobile da adibire a studio medico non può applicare la cedolare secca (perché è locazione strumentale all’attività professionale).Requisiti dell’immobile (oggettivi)L’immobile locato deve:Essere classificato nella categoria catastale A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati)Essere locato per uso abitativoEssere situato in ItaliaEventuali pertinenze (box, cantine, soffitte) classificate C/2, C/6 e C/7 possono essere incluse nella cedolare secca se locate congiuntamente all’abitazione (massimo una per categoria)Non possono rientrare nella cedolare secca:Immobili ad uso commerciale (negozi, uffici, laboratori)Immobili strumentali all’attività d’impresa o professionaleImmobili di lusso classificati A/1, A/8, A/9 (ville, castelli, palazzi storici) – possono comunque applicare la cedolare secca, ma l’aliquota del 21% resta invariataRequisiti del contrattoIl contratto di locazione deve:Essere registrato presso l’Agenzia delle EntratePrevedere un canone pattuito liberamente tra le parti o secondo gli accordi territoriali per i contratti concordatiEssere stipulato per uso abitativo dell’inquilino o dei suoi familiariLa cedolare secca si applica anche ai contratti di locazione breve (fino a 30 giorni), ma con regole particolari per i proprietari che locano più di un immobile. Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%L’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e definiti da specifiche delibere normative.L’elenco completo dei comuni è contenuto nella Delibera CIPE del 13 novembre 2003 e successive modifiche. Complessivamente, circa 1.300 comuni italiani rientrano tra quelli ad alta tensione abitativa.Principali comuni ad alta tensione abitativaTra i comuni più rilevanti troviamo:Grandi città metropolitane:Roma, Milano, Napoli, TorinoPalermo, Genova, Bologna, FirenzeBari, Catania, Venezia, VeronaComuni dell’hinterland delle grandi città:Tutti i comuni della provincia di MilanoComuni della prima cintura di Roma (es. Fiumicino, Ciampino, Guidonia)Comuni dell’area metropolitana di NapoliComuni limitrofi a Firenze, Bologna, TorinoComuni turistici:Riccione, Rimini, Bibione (località balneari)Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio (località montane)Comuni del lago di Garda, lago di ComoCome verificare se il tuo comune è ad alta tensione abitativaPer verificare se il comune in cui si trova l’immobile rientra nell’elenco:Consulta la Delibera CIPE 13/11/2003 sul sito del MEFVerifica con il CAF Centro Fiscale che dispone della lista aggiornataControlla sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle locazioniSe il comune non rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, anche stipulando un contratto a canone concordato non sarà possibile applicare l’aliquota ridotta del 10%, ma si applicherà comunque l’aliquota ordinaria del 21% (che resta vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria).Attenzione: per i contratti concordati è obbligatorio utilizzare i modelli standard definiti dagli accordi territoriali locali tra le associazioni dei proprietari (Confedilizia, Uppi, Asppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). Il contratto deve essere preventivamente “asseverato” da una delle associazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Vantaggi Fiscali della Cedolare SeccaLa cedolare secca offre numerosi vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario di tassazione dei redditi da locazione. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici per il proprietario.1. Esenzione dall’IRPEF e dalle addizionaliIl vantaggio principale è l’esenzione dall’IRPEF sul reddito da locazione. Nel regime ordinario, il canone di affitto si somma agli altri redditi del contribuente e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43%), oltre alle addizionali regionali e comunali.Con la cedolare secca, invece, si paga un’aliquota fissa del 21% o 10%, indipendentemente dal reddito complessivo del contribuente.Esempio comparativo:Supponiamo un contribuente con reddito da lavoro dipendente di 40.000 euro annui che percepisce un affitto di 10.000 euro annui.Regime ordinario (senza cedolare secca):Reddito imponibile totale: 50.000 euroAliquota marginale IRPEF: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)IRPEF sui 10.000 euro di affitto: 4.300 euroAddizionale regionale (media 1,5%): 150 euroAddizionale comunale (media 0,8%): 80 euroImposta di registro (2%): 200 euroTotale tasse sull’affitto: 4.730 euroRegime cedolare secca:Imposta sostitutiva (21%): 2.100 euroTotale tasse sull’affitto: 2.100 euroRisparmio fiscale: 2.630 euro annui (55,6%)2. Esenzione dall’imposta di registro e bolloCon la cedolare secca non si pagano:Imposta di registro annuale sul contratto (2% del canone annuo)Imposta di bollo (normalmente 16 euro ogni 100 righe del contratto)Queste imposte sono a carico del proprietario nel regime ordinario e rappresentano un costo aggiuntivo significativo.3. Semplificazione amministrativaLa cedolare secca comporta una notevole semplificazione degli adempimenti fiscali:Un’unica imposta al posto di multiple imposteCalcolo più semplice (aliquota fissa sul canone)Nessuna necessità di calcolare IRPEF con aliquote progressiveMeno righe da compilare nella dichiarazione dei redditi4. Nessun obbligo di adeguamento ISTATCon la cedolare secca, il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo potrebbe sembrare uno svantaggio, ma nei periodi di bassa inflazione o per contratti brevi risulta irrilevante, mentre il risparmio fiscale resta sempre considerevole.5. Vantaggi per l’inquilinoAnche l’inquilino beneficia indirettamente della cedolare secca:Non deve pagare la sua quota di imposta di registro (che nel regime ordinario è al 50% con il proprietario)Non paga l’imposta di bolloIl proprietario, risparmiando sulle tasse, potrebbe essere più propenso a praticare canoni più bassi Svantaggi e Limiti della Cedolare SeccaNonostante i numerosi vantaggi, la cedolare secca presenta anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di optare per questo regime fiscale.1. Rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canoneIl principale svantaggio della cedolare secca è che il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone di locazione in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.Nel regime ordinario, il contratto di locazione prevede generalmente la possibilità di adeguare annualmente il canone in base all’inflazione (fino al 75% o 100% della variazione ISTAT). Con la cedolare secca, questa possibilità viene meno.Impatto pratico:In periodi di alta inflazione (come nel 2022-2023 con inflazione oltre il 7%), la rinuncia all’adeguamento ISTAT può comportare una perdita economica significativa nel corso degli anniIn periodi di bassa inflazione (sotto l’1-2%), l’impatto è trascurabile e il risparmio fiscale della cedolare secca prevale ampiamenteEsempio numerico:Canone mensile: 1.000 euro (12.000 euro annui)Inflazione annua: 6%Con adeguamento ISTAT: canone sale a 1.060 euro/mese dal secondo anno (+720 euro annui)Con cedolare secca: canone resta 1.000 euro/mesePerdita annua: 720 euroRisparmio fiscale medio cedolare secca: 2.500-3.000 euro annuiBilancio: la cedolare secca resta comunque conveniente2. Impossibilità di dedurre speseNel regime ordinario, il proprietario può dedurre dal reddito da locazione alcune spese sostenute per l’immobile (manutenzioni straordinarie, spese condominiali straordinarie, interessi passivi su mutui ipotecari).Con la cedolare secca, l’imposta si applica sul canone lordo senza possibilità di dedurre alcuna spesa. Per gli immobili con elevate spese di gestione, questo potrebbe ridurre la convenienza della cedolare.Quando la deduzione delle spese è rilevante:Immobili con mutuo ipotecario in corso (gli interessi passivi sono deducibili nel regime ordinario)Immobili che richiedono frequenti manutenzioni straordinarieImmobili con elevate spese condominiali straordinarieValutazione caso per caso:Se le spese deducibili superano il 30-40% del canone annuo, potrebbe essere conveniente il regime ordinario. In tutti gli altri casi, la cedolare secca resta più vantaggiosa.3. Redditi da locazione esclusi dal computo per alcune agevolazioniI redditi assoggettati a cedolare secca non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF del contribuente. Questo può avere alcune conseguenze:Non aumentano la base imponibile per il calcolo di detrazioni fiscali e deduzioni (vantaggio)Non sono considerati ai fini di alcune prestazioni sociali legate all’ISEENon rilevano per alcuni bonus fiscali legati al reddito complessivoPer la maggior parte dei proprietari, questo è irrilevante o addirittura vantaggioso.4. Impossibilità di compensare perdite pregresseLe perdite fiscali derivanti da immobili locati negli anni precedenti (regime ordinario) non possono essere compensate con i redditi da cedolare secca degli anni successivi.5. Tassazione più alta per immobili di lussoPer gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), la cedolare secca al 21% potrebbe non essere conveniente rispetto al regime ordinario con coefficienti di abbattimento catastali. In questi casi è necessaria una valutazione personalizzata. Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare SeccaL’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata espressamente dal locatore in momenti specifici. Vediamo come procedere in base alle diverse situazioni.Opzione in sede di registrazione del contrattoPer i nuovi contratti di locazione, l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.Le modalità sono:1. Registrazione telematica con modello RLIIl modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo da compilare per registrare il contratto e deve essere inviato telematicamente tramite:Servizio web dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS)Software RLI desktop scaricabile dal sito dell’AgenziaIntermediario abilitato (CAF, commercialista)Nel modello RLI, nella Sezione “Locatore”, occorre barrare la casella:“Cedolare secca” per esercitare l’opzione2. Comunicazione preventiva all’inquilinoPrima della registrazione, il locatore deve comunicare all’inquilino la scelta di avvalersi della cedolare secca. La comunicazione:Deve essere effettuata tramite raccomandata A/R o PECDeve contenere il riferimento al contratto e alla rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canoneDeve essere allegata alla registrazione del contrattoLa mancata comunicazione preventiva non invalida l’opzione, ma potrebbe comportare sanzioni amministrative.Opzione in sede di proroga del contrattoSe il contratto è già stato registrato con regime ordinario, è possibile optare per la cedolare secca in occasione della proroga (rinnovo) del contratto.La procedura è analoga:Comunicare la scelta all’inquilino (raccomandata o PEC)Compilare il modello RLI per la prorogaBarrare la casella “Cedolare secca” nella sezione LocatoreInviare telematicamente entro 30 giorni dalla scadenza del contrattoEsempio: contratto 4+4 anni registrato nel 2022 con regime ordinario. Alla scadenza dei primi 4 anni (2026), in sede di rinnovo automatico è possibile optare per la cedolare secca per i successivi 4 anni.Opzione annuale (revoca e riesercizio)L’opzione per la cedolare secca ha validità per l’intera durata del contratto o della proroga, ma può essere revocata e riesercitata annualmente.La revoca deve essere comunicata:Tramite modello RLI entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime ordinarioLa comunicazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivoEsempio pratico:Contratto registrato nel 2024 con cedolare seccaNel dicembre 2025, il proprietario revoca l’opzione tramite RLIDal 1° gennaio 2026, si applica il regime ordinarioNel dicembre 2026, il proprietario può riesercitare l’opzione per il 2027Opzione in dichiarazione dei redditiSe l’opzione non è stata esercitata in sede di registrazione o proroga, è possibile farlo in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), compilando il Quadro RB (redditi da fabbricati).In questo caso:L’opzione ha effetto dall’anno d’imposta della dichiarazioneOccorre comunque aver comunicato la scelta all’inquilinoNon si ha diritto al rimborso delle imposte di registro già pagate per l’anno in corsoImportante: per evitare errori e sanzioni, è consigliabile affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del modello RLI e della dichiarazione dei redditi.Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RBI redditi assoggettati a cedolare secca vanno dichiarati nel modello 730 o nel Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro RB (Redditi dei fabbricati).La compilazione del quadro RB è obbligatoria anche per chi ha optato per la cedolare secca, perché serve a determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva.Come compilare il Quadro RB per la cedolare seccaColonna 1 – Utilizzo:Indicare il codice “3” (immobile locato)Colonna 2 – Rendita catastale:Riportare la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobileColonna 7 – Canone di locazione:Indicare l’importo del canone annuo percepito (somma dei canoni mensili effettivamente incassati nell’anno)Colonna 8 – Cedolare secca:Barrare la casella per indicare l’opzione per la cedolare seccaColonna 9 – Aliquota cedolare:Indicare:Codice “1” per l’aliquota del 21% (contratti ordinari)Codice “2” per l’aliquota del 10% (contratti a canone concordato)Colonna 10 – Imposte dovute:Il software fiscale calcola automaticamente l’imposta sostitutiva applicando l’aliquota corretta al canone annuo dichiarato.Calcolo dell’imposta sostitutivaL’imposta sostitutiva da versare è:Cedolare secca = Canone annuo lordo × AliquotaDove:Canone annuo lordo = somma di tutti i canoni mensili percepiti (anche se non tutti i mesi sono stati locati)Aliquota = 21% o 10%Esempio di calcolo:Appartamento affittato per 12 mesi a 900 euro mensiliCanone annuo: 900 × 12 = 10.800 euroCedolare secca (21%): 10.800 × 21% = 2.268 euroSe l’immobile è stato locato solo per parte dell’anno (es. da giugno a dicembre), si considerano solo i mesi effettivi:Canone annuo: 900 × 7 = 6.300 euroCedolare secca (21%): 6.300 × 21% = 1.323 euroVersamento dell’imposta: saldo e accontiCome per l’IRPEF, anche la cedolare secca prevede un sistema di versamenti con saldo e acconti:Saldo:Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) dell’anno successivoCodice tributo F24: 1840 (saldo cedolare secca abitazioni)Primo acconto (40%):Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)Calcolato sul 40% dell’imposta dovuta per l’anno in corsoCodice tributo F24: 1840Secondo acconto (60%):Versamento entro il 30 novembreCalcolato sul 60% dell’imposta dovutaCodice tributo F24: 1841 (acconto cedolare secca abitazioni)L’acconto non è dovuto se l’imposta complessiva è inferiore a 51,65 euro.RateizzazioneÈ possibile rateizzare il versamento del saldo e del primo acconto in rate mensili (da giugno/luglio fino a novembre), applicando gli interessi al tasso legale.Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta del quadro RB e nel calcolo degli importi da versare, garantendo la conformità alle normative fiscali e l’ottimizzazione del carico tributario. Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria: Quale Conviene?Per valutare se la cedolare secca è conveniente rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, è necessario considerare diversi fattori: il reddito complessivo del contribuente, l’ammontare del canone di locazione, le spese deducibili e l’inflazione attesa.Simulazione comparativa per diverse fasce di redditoVediamo un confronto dettagliato per un appartamento affittato a 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) con diversi livelli di reddito del proprietario.CASO 1: Reddito basso (15.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 15.000 + 12.000 = 27.000 euroIRPEF (aliquota media 20%): 2.400 euroAddizionali (1,5%): 180 euroImposta di registro (2%): 240 euroTotale: 2.820 euroCedolare secca (21%):Imposta: 12.000 × 21% = 2.520 euroRisparmio: 300 euro (10,6%)CASO 2: Reddito medio (35.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 35.000 + 12.000 = 47.000 euroIRPEF (aliquota marginale 35%): 4.200 euroAddizionali (2%): 240 euroImposta di registro: 240 euroTotale: 4.680 euroCedolare secca (21%):Imposta: 2.520 euroRisparmio: 2.160 euro (46,2%)CASO 3: Reddito alto (55.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 55.000 + 12.000 = 67.000 euroIRPEF (aliquota marginale 43%): 5.160 euroAddizionali (2,5%): 300 euroImposta di registro: 240 euroTotale: 5.700 euroCedolare secca (21%):Imposta: 2.520 euroRisparmio: 3.180 euro (55,8%)Quando la cedolare secca conviene SEMPRELa cedolare secca è sempre conveniente quando:Il proprietario ha un reddito medio-alto (oltre 30.000 euro annui)Non ci sono spese deducibili significative (mutuo, ristrutturazioni)L’inflazione attesa è bassa (sotto il 3-4% annuo)Si tratta di contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione (aliquota 10%)Quando valutare attentamente il regime ordinarioIl regime ordinario potrebbe essere più conveniente quando:Il proprietario ha un reddito molto basso (sotto i 20.000 euro annui)Ci sono elevate spese deducibili: interessi passivi su mutuo superiori al 20-30% del canoneSi prevede alta inflazione (oltre il 5-6% annuo) e il contratto ha lunga durataL’immobile richiede frequenti manutenzioni straordinarie deducibiliStrumenti per la valutazionePer una valutazione precisa, è necessario considerare:Reddito complessivo del proprietario (da lavoro, pensione, altri redditi)Canone annuo dell’immobileSpese deducibili previste (mutuo, manutenzioni)Durata del contratto e inflazione attesaTipologia di contratto (libero o concordato)Comune in cui si trova l’immobile (alta tensione o no)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzata per valutare quale regime fiscale è più conveniente per la tua situazione specifica, con simulazioni dettagliate e calcoli precisi del risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Cedolare SeccaPosso applicare la cedolare secca se l’inquilino usa l’immobile come ufficio?No, la cedolare secca si applica solo alle locazioni per uso abitativo. Se l’inquilino utilizza l’immobile come ufficio o per attivita commerciale, anche se si tratta di un appartamento residenziale, non e possibile applicare la cedolare secca e si deve usare il regime ordinario IRPEF.Devo comunicare ogni anno all’inquilino che applico la cedolare secca?No, la comunicazione va fatta solo una volta, al momento della scelta iniziale per la cedolare secca. Se non revochi l’opzione, resta valida per tutta la durata del contratto senza necessita di comunicazioni annuali. Solo in caso di revoca o riesercizio dell’opzione occorre comunicarlo nuovamente.Se affitto due appartamenti, posso applicare la cedolare secca solo a uno dei due?Si, l’opzione per la cedolare secca si esercita separatamente per ciascun immobile locato. Puoi decidere di applicare la cedolare secca a uno o piu immobili e il regime ordinario ad altri, in base alla convenienza specifica di ciascun contratto.Posso aumentare il canone durante il contratto con cedolare secca?Con la cedolare secca rinunci all’aggiornamento automatico ISTAT del canone. Tuttavia, puoi comunque aumentare il canone se previsto contrattualmente per altre ragioni (es. migliorie concordate) o se tu e l’inquilino concordate un aumento volontario. In questo caso dovrai registrare l’adeguamento con modello RLI.La cedolare secca si applica anche agli affitti brevi tipo Airbnb?Si, per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica la cedolare secca al 21% sul primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un’imposta sostitutiva al 26% (non piu cedolare secca ordinaria). E importante tenere traccia di quale immobile si considera come primo per l’anno fiscale.Hai bisogno di assistenza per la cedolare secca?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Valutare la convenienza della cedolare secca per il tuo caso specificoRegistrare il contratto di locazione con opzione per la cedolareCompilare correttamente la dichiarazione dei redditi (quadro RB)Calcolare saldo e acconti da versareGestire revoche e riesercizio dell’opzioneI nostri esperti fiscali ti guideranno nella scelta del regime più vantaggioso, garantendo la piena conformità alle normative e il massimo risparmio fiscale. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINOTIZIE Spese alberghiere professionisti: cosa verificare in dichiarazioneLe spese alberghiere e di somministrazione sostenute dai professionisti hanno regole precise su deducibilità e tracciabilità dei pagamenti. 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I Comuni, però, possono comunque verificare. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 09:00:002026-09-29 10:03:59IMU, Locazione Parziale e Abitazione Principale: Cosa Dice la CassazioneCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 23:41:462026-05-31 16:53:27Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi
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CAFCongedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104Il congedo per cure per lavoratori con invalidità dal 50% è un diritto poco conosciuto che garantisce 30 giorni di permesso retribuito all’anno, anche senza il riconoscimento della Legge 104. Previsto dal D.Lgs. 119/2011, questo congedo consente ai lavoratori dipendenti con invalidità riconosciuta dal 50% di assentarsi dal lavoro per sottoporsi a cure mediche, terapie e trattamenti, mantenendo la piena retribuzione INPS.A differenza dei permessi Legge 104, il congedo per cure invalidi non richiede la certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92), ma solo l’accertamento sanitario ASL che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%. Questo lo rende accessibile a una platea molto più ampia di lavoratori con patologie croniche, disabilità permanenti o condizioni invalidanti.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale scoprirai come funziona il congedo per cure invalidi 2026, quali sono i requisiti di invalidità, come richiedere i 30 giorni di permesso retribuito, la procedura INPS e le differenze con altri istituti previdenziali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il congedo per cure agli invalidiDifferenza tra congedo cure e permessi Legge 104Requisiti di invalidità: dal 50% in suRetribuzione e contributi durante il congedoCome richiedere il congedo per cure INPSCasi particolari e cumulo con altri permessiDomande FrequentiCos’è il congedo per cure agli invalidiIl congedo per cure è un permesso retribuito di 30 giorni all’anno riconosciuto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità accertata pari o superiore al 50%. Introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 119/2011, questo diritto consente di assentarsi dal lavoro per:Cure mediche ricorrenti (fisioterapia, dialisi, chemioterapia)Visite specialistiche programmateTrattamenti riabilitativi collegati all’invaliditàTerapie continuative per patologie cronicheRicoveri ospedalieri brevi per controlliIl congedo non è frazionabile in ore: si utilizza solo per giornate intere. I 30 giorni spettano complessivamente nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) e non sono cumulabili con l’anno successivo se non utilizzati.La retribuzione è garantita dall’INPS tramite indennità economica pari al 100% della retribuzione giornaliera, comprensiva di tredicesima e contributi pensionistici. Il datore di lavoro anticipa lo stipendio e recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo.Chi può richiederlo:Lavoratori subordinati (tempo indeterminato, determinato, part-time)Dipendenti pubblici (PA, scuola, sanità)Lavoratori con contratto a progetto (se configurato come lavoro subordinato)Esclusi: autonomi, liberi professionisti, partite IVA, collaboratori occasionali. Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104Molti lavoratori confondono il congedo per cure invalidi con i permessi Legge 104. Si tratta di due istituti completamente diversi, con requisiti, finalità e modalità di utilizzo differenti.AspettoCongedo per curePermessi Legge 104RequisitoInvalidità ≥ 50%Handicap grave (art. 3 comma 3)Giorni/mesi30 giorni all’anno3 giorni al meseFinalitàCure mediche per séAssistenza a familiare disabileFrazionabilitàSolo giornate intereOre o giorniRetribuzione100% INPS100% datore + INPSCumulabilitàNO con L.104 per séSÌ con congedo cureEsempio pratico:Mario ha invalidità 67% (senza L.104 art. 3 comma 3). Può utilizzare i 30 giorni di congedo per cure per le sue terapie fisioterapiche. Se in futuro ottiene anche la certificazione handicap grave, può richiedere i permessi L.104 per assistere un familiare disabile, ma NON può cumulare entrambi per sé stesso.La differenza chiave è la certificazione richiesta:Congedo cure: serve solo il verbale invalidità ASL con percentuale ≥ 50%Permessi 104: serve il verbale handicap grave (art. 3 comma 3, L.104/92)Molte persone con invalidità media (50-74%) non hanno accesso alla L.104, ma possono comunque beneficiare del congedo per cure di 30 giorni.Requisiti di invalidità: dal 50% in suPer accedere al congedo per cure, è necessario possedere un verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o dalla Commissione Medica INPS che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%.Come ottenere il riconoscimento di invalidità:Certificato medico introduttivo: il tuo medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato che attesta la tua patologia invalidanteDomanda di invalidità: entro 90 giorni dal certificato, presenti domanda all’INPS (online, tramite CAF o patronato)Visita medica: la Commissione ASL-INPS ti convoca per accertamento sanitarioVerbale definitivo: ricevi il verbale con la percentuale riconosciuta (es. 50%, 67%, 75%, 100%)Percentuali di invalidità e diritti:InvaliditàCongedo 30 giorniAltri benefici46-49%❌ NOIscrizione collocamento mirato50-66%✅ SÌCongedo cure67-73%✅ SÌCongedo + esenzione ticket (categorie)74-99%✅ SÌCongedo + assegno invalidità INPS100%✅ SÌCongedo + pensione invalidità civilePatologie che danno diritto al congedo:Patologie oncologiche (anche in remissione con invalidità ≥50%)Malattie cardiovascolari gravi (cardiopatie, post-infarto)Diabete insulino-dipendente con complicanzeInsufficienza renale cronica (dialisi)Sclerosi multipla e malattie neurodegenerativeDisabilità motorie permanentiMalattie respiratorie croniche gravi (BPCO, fibrosi cistica)Il verbale di invalidità è permanente se non indica una data di revisione. Se c’è revisione, devi ripetere la visita alla scadenza per confermare la percentuale. Retribuzione e contributi durante il congedoDurante i 30 giorni di congedo per cure, il lavoratore riceve una retribuzione piena al 100%, comprensiva di tutti gli elementi stipendiali ordinari:Stipendio baseScatti di anzianitàIndennità fisse (es. indennità vacanza contrattuale)Quota tredicesima (maturata proporzionalmente)Quota quattordicesima (se prevista dal CCNL)Esclusi dal calcolo:StraordinariPremi di produzione variabiliIndennità trasfertaBenefit occasionaliCome funziona il pagamento:Anticipo del datore: il datore di lavoro eroga lo stipendio normalmente in busta pagaConguaglio INPS: il datore recupera l’importo anticipato tramite compensazione contributiva (denuncia UniEmens)Nessun costo per l’azienda: il congedo è interamente a carico INPSContributi previdenziali:I 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi:✅ Valgono per la pensione (anzianità contributiva)✅ Utili per il calcolo dell’anzianità lavorativa✅ Coperti per TFR (trattamento di fine rapporto)✅ Considerati periodo lavorato ai fini contrattualiEsempio retribuzione:Laura, impiegata con RAL 28.000 euro, utilizza 15 giorni di congedo per cure nel mese di marzo. In busta paga riceverà:Stipendio marzo: 2.333 euro (importo pieno, nessuna decurtazione)Contributi previdenziali: versati regolarmente dall’INPSTFR: matura normalmenteIl datore di lavoro anticiperà l’intero stipendio e recupererà i 15 giorni di indennità INPS tramite conguaglio contributivo nelle denunce successive.Come richiedere il congedo per cure INPSLa procedura per richiedere i 30 giorni di congedo per cure prevede due passaggi: comunicazione al datore di lavoro e certificazione medica.Step 1: Richiesta scritta al datore di lavoroInvia una comunicazione formale (raccomandata o PEC) al tuo datore di lavoro con:Domanda di congedo per cure ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 119/2011Copia del verbale di invalidità (con percentuale ≥50%)Periodo richiesto (es. “dal 15 al 20 marzo 2026”)Motivazione generica (es. “per sottoporsi a trattamenti terapeutici”)Fac-simile lettera di richiesta:Oggetto: Richiesta congedo per cure - art. 7 D.Lgs. 119/2011 Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], dipendente con qualifica [QUALIFICA], chiede di usufruire del congedo per cure previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 119/2011 per il periodo dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE] per complessivi [N] giorni. Si allega verbale di riconoscimento invalidità civile pari al [XX]%. Cordiali saluti, [FIRMA]Step 2: Certificazione medicaDurante il congedo, devi presentare al datore di lavoro:Certificato medico che attesti la necessità delle cureDocumentazione sanitaria (es. prenotazione visita, ricetta terapia)Attestazioni di presenza alle cure (se richiesto dal CCNL)Il certificato medico non deve necessariamente essere un certificato di malattia, ma una dichiarazione del medico specialista o curante che confermi che il lavoratore deve sottoporsi a trattamenti terapeutici correlati all’invalidità.Tempi di preavviso:La legge non prevede un preavviso minimo obbligatorio. Tuttavia, per esigenze organizzative aziendali, è consigliabile:Preavviso di 3-5 giorni per periodi programmabiliComunicazione immediata per cure urgenti o ricoveri improvvisiIl datore di lavoro non può rifiutare il congedo se il lavoratore ha i requisiti di legge. L’eventuale diniego è illegittimo e può essere impugnato.Gestione del congedo:Il datore autorizza il congedo e registra l’assenza come “congedo cure art. 7 D.Lgs. 119/2011”Il lavoratore non deve inviare domanda all’INPS: è il datore a gestire il recupero tramite conguaglio contributivoIn busta paga, l’assenza risulta come permesso retribuito al 100% Casi particolari e cumulo con altri permessiIl congedo per cure presenta alcune peculiarità in caso di cumulo con altri istituti previdenziali o in situazioni lavorative particolari.Congedo per cure + Permessi Legge 104 per familiareSe hai invalidità ≥50% (congedo per te) e assisti un familiare con handicap grave (L.104), puoi cumulare entrambi:✅ 30 giorni congedo cure per le tue terapie✅ 3 giorni al mese L.104 per assistere il familiareCongedo per cure + MalattiaSe durante il congedo per cure ti ammali di altra patologia acuta, puoi:Interrompere il congedo curePassare a malattia ordinaria (con certificato medico di malattia)Riprendere il congedo cure quando guarisci dalla malattia acutaI giorni di malattia non decurtano i 30 giorni di congedo.Congedo per cure durante periodo di provaIl congedo per cure è un diritto anche durante il periodo di prova. Il datore di lavoro non può licenziare per aver richiesto il congedo, ma può recedere per altre motivazioni connesse all’idoneità lavorativa.Part-timeI lavoratori part-time hanno diritto agli stessi 30 giorni dei full-time (non proporzionali). La retribuzione è calcolata sulla base della retribuzione giornaliera effettiva del part-time.Contratto a tempo determinatoI lavoratori a tempo determinato hanno pieno diritto al congedo, anche se il contratto è di breve durata. I 30 giorni spettano per anno solare, non per contratto.Settore pubblicoNel pubblico impiego, il congedo per cure è regolamentato dagli stessi principi del settore privato, ma la gestione amministrativa può variare:Scuola: richiesta tramite SIDI con autorizzazione dirigente scolasticoSanità: comunicazione al responsabile UOC con certificato medicoPA: domanda protocollata all’ufficio personaleLicenziamento durante congedoIl licenziamento durante il congedo per cure è nullo se motivato dall’assenza per cure. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni.Maternità/Paternità + Congedo cureDurante maternità obbligatoria o congedo parentale, il congedo per cure è sospeso. Puoi richiederlo prima o dopo il periodo di maternità/paternità, ma non in contemporanea.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Congedo per Cure InvalidiIl congedo per cure spetta anche con invalidita al 50% esatta?Si, il diritto scatta con invalidita pari o superiore al 50%. Chi ha esattamente il 50% di invalidita riconosciuta ha pieno diritto ai 30 giorni di congedo retribuito, alle stesse condizioni di chi ha percentuali superiori.Posso usare il congedo per cure senza la Legge 104?Si, il congedo per cure non richiede la certificazione di handicap grave prevista dalla Legge 104. Serve solo il verbale di invalidita civile con percentuale pari o superiore al 50%, rilasciato dalla Commissione ASL-INPS.Il congedo per cure decurta ferie o permessi?No, i 30 giorni di congedo per cure sono autonomi e non decurtano ferie, permessi ROL o altri istituti contrattuali. Sono un diritto aggiuntivo e indipendente previsto per legge.Devo dimostrare di aver fatto effettivamente le cure?Si, e necessario presentare al datore di lavoro certificazione medica che attesti la necessita delle cure. Alcuni CCNL richiedono anche attestazioni di presenza (es. ricevute prenotazioni, certificati medici post-visita). Il datore puo richiedere verifiche.Il congedo per cure vale per la pensione?Si, i 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi valgono ai fini del calcolo della pensione, dell’anzianita contributiva e del TFR. Sono considerati periodo effettivamente lavorato.Hai bisogno di assistenza per il riconoscimento invalidita o il congedo cure?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:Domanda di invalidita civile INPSVerifica requisiti per congedo cureRedazione lettera di richiesta al datoreAssistenza pratiche previdenzialiRicorsi per verbali negativiContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? 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CAFRimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo PassoHai diritto a un rimborso fiscale ma non sai come ottenerlo? Questa guida completa passo dopo passo ti accompagnera in tutte le fasi della richiesta di rimborso fiscale 2026.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni nella tua email. Iscriviti GratisTipologie di Rimborsi FiscaliI rimborsi fiscali si suddividono in diverse categorie: IRPEF, IVA, ritenute d’acconto e crediti fiscali non compensati. Hai Bisogno di Assistenza per i Rimborsi Fiscali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la dichiarazione dei redditi 730 e i rimborsi fiscali.Contattaci su WhatsAppIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, NOTIZIE Come fare la Dichiarazione dei redditi 2015?La dichiarazione dei redditi è ormai alle porte con una grande novità: il modello 730 precompilato. Se ti rivolgi al nostro Centro Fiscale di Passons a Udine, per l’assistenza alla compilazione dei redditi sarai tutelato al 100%: in caso… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2015/03/modello730.15-1024x512.jpg 416 1024 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2015-03-06 21:38:132026-02-25 06:10:50Come fare la Dichiarazione dei redditi 2015?CAF Detrazione fiscale – Bonus ArrediI contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili, nonché per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/11/arredi1.jpg 362 600 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-11-13 10:03:152026-05-31 18:34:02Detrazione fiscale – Bonus ArrediCAF Ristrutturazioni edilizie: detrazione Irpef aumenta al 50%Scriviamo questo articolo per ricordare ai nostri clienti che dal 1° gennaio 2012 la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza.L’agevolazione, introdotta fin dal 1998 e prorogata più volte, è stata resa… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/10/article_20120718162809000000-620x350.jpg 350 620 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-03-04 23:49:332026-05-31 18:34:13Ristrutturazioni edilizie: detrazione Irpef aumenta al 50%Pagina 246 di 247«‹244245246247› Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 20:41:462026-03-21 17:52:10Rimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo Passo
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, NOTIZIE Come fare la Dichiarazione dei redditi 2015?La dichiarazione dei redditi è ormai alle porte con una grande novità: il modello 730 precompilato. Se ti rivolgi al nostro Centro Fiscale di Passons a Udine, per l’assistenza alla compilazione dei redditi sarai tutelato al 100%: in caso… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2015/03/modello730.15-1024x512.jpg 416 1024 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2015-03-06 21:38:132026-02-25 06:10:50Come fare la Dichiarazione dei redditi 2015?
CAF Detrazione fiscale – Bonus ArrediI contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili, nonché per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/11/arredi1.jpg 362 600 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-11-13 10:03:152026-05-31 18:34:02Detrazione fiscale – Bonus Arredi
CAF Ristrutturazioni edilizie: detrazione Irpef aumenta al 50%Scriviamo questo articolo per ricordare ai nostri clienti che dal 1° gennaio 2012 la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza.L’agevolazione, introdotta fin dal 1998 e prorogata più volte, è stata resa… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/10/article_20120718162809000000-620x350.jpg 350 620 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-03-04 23:49:332026-05-31 18:34:13Ristrutturazioni edilizie: detrazione Irpef aumenta al 50%
CAFBonus Sociale Elettrico 115 Euro 2026: Come Riceverlo e Requisiti ISEEIl bonus sociale elettrico è un’agevolazione economica fondamentale per le famiglie italiane in condizione di disagio economico o fisico. Con l’aggiornamento normativo del 2026, l’ARERA ha definito le nuove modalità di erogazione del bonus, che può arrivare fino a 115 euro per nucleo familiare. In questa guida completa analizzeremo tutti i requisiti di accesso, le modalità di richiesta e le novità introdotte dalla delibera ARERA per garantire che chi ne ha diritto possa beneficiare di questo importante sostegno economico sulle bollette della luce.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Bonus Sociale Elettrico e a Chi SpettaRequisiti di Accesso al Bonus Sociale Elettrico 2026Come Funziona l’Erogazione Automatica del BonusImporti e Calcolo del Bonus Sociale ElettricoCome Verificare se Hai Diritto al BonusCasi Particolari: Disagio Fisico e Famiglie NumeroseCome Fare Domanda ISEE Aggiornato per il BonusDomande Frequenti sul Bonus Sociale ElettricoCos’è il Bonus Sociale Elettrico e a Chi SpettaIl bonus sociale elettrico è uno sconto applicato direttamente sulle bollette della luce destinato alle famiglie in condizione di disagio economico. Questa misura, istituita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e finanziata dallo Stato, ha l’obiettivo di ridurre la spesa energetica delle famiglie più vulnerabili.Il bonus viene riconosciuto automaticamente a tutti i cittadini che presentano un’attestazione ISEE in corso di validità e che rispettano i requisiti di reddito stabiliti dalla normativa. Non è necessaria alcuna domanda specifica presso il fornitore di energia elettrica.Dal 2021, infatti, il meccanismo di riconoscimento è stato completamente automatizzato: è sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE presso un CAF o attraverso il portale INPS. Il Sistema Informativo Integrato (SII) dell’ARERA verifica automaticamente i requisiti e comunica ai fornitori di energia l’elenco dei beneficiari.Il bonus sociale per disagio economico spetta alle famiglie con ISEE non superiore a 9.530 euro annui, o fino a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico. Esiste anche un bonus per disagio fisico, riservato a chi utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita, con requisiti e importi differenti.Chi può richiedere il bonus sociale elettrico:Famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (disagio economico ordinario)Famiglie numerose con almeno 4 figli a carico e ISEE fino a 20.000 euroBeneficiari di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza (automatico)Persone affette da gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali (disagio fisico) Requisiti di Accesso al Bonus Sociale Elettrico 2026Per accedere al bonus sociale elettrico nel 2026 è necessario soddisfare specifici requisiti di reddito e composizione del nucleo familiare. I requisiti economici sono stabiliti dalla delibera ARERA e aggiornati annualmente.Per l’anno 2026, possono beneficiare del bonus sociale le famiglie con ISEE ordinario non superiore a 9.530 euro. Per i nuclei familiari numerosi con almeno 4 figli a carico, la soglia ISEE è innalzata fino a 20.000 euro annui.Questi limiti di reddito vengono verificati automaticamente dal Sistema Informativo Integrato attraverso la banca dati ISEE dell’INPS. È fondamentale che l’attestazione ISEE sia in corso di validità: l’ISEE ha validità dal momento della presentazione della DSU fino al 31 dicembre dello stesso anno.Chi presenta l’ISEE a gennaio 2026 avrà diritto al bonus per tutto l’anno, mentre chi lo presenta a dicembre 2026 lo riceverà solo per quel mese, salvo rinnovo.Tabella Riepilogativa Requisiti ISEE 2026Tipologia Nucleo FamiliareSoglia ISEE MassimaImporto Bonus Annuo (indicativo)Nucleo 1-2 componenti9.530 euro115 euroNucleo 3-4 componenti9.530 euro148 euroNucleo oltre 4 componenti9.530 euro173 euroNucleo con almeno 4 figli a carico20.000 euroVariabile (maggiorato)Beneficiari RdC/PdCNessun limiteCome disagio economicoDisagio fisico (apparecchiature salvavita)Nessun limite ISEEFino a 185 euroOltre ai requisiti economici, è necessario che l’utenza elettrica sia intestata a uno dei componenti del nucleo familiare ISEE e che il contratto di fornitura sia per uso domestico (residenti). Non hanno diritto al bonus le utenze non residenti, i contratti condominiali e le utenze intestate a società o enti.Il bonus spetta anche a chi è beneficiario del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza, senza necessità di presentare un ISEE specifico.Come Funziona l’Erogazione Automatica del BonusDal 2021 l’erogazione del bonus sociale elettrico avviene in modo completamente automatico, senza necessità di presentare domanda al proprio fornitore di energia. Il meccanismo si basa su un sistema di interscambio dati tra INPS e ARERA.Quando un cittadino presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presso un CAF o tramite il portale INPS per ottenere l’attestazione ISEE, i dati vengono trasmessi automaticamente al Sistema Informativo Integrato (SII) gestito da Acquirente Unico per conto di ARERA.Il SII verifica mensilmente la presenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa:Valore ISEE entro le soglie previste dalla leggePresenza di un contratto di fornitura elettrica attivo intestato a un componente del nucleo familiareTipologia di contratto domestico residenteSe tutti i requisiti sono soddisfatti, il SII comunica al fornitore di energia l’elenco degli aventi diritto. Il fornitore applica quindi lo sconto direttamente in bolletta, con una voce dedicata che riporta l’importo del bonus riconosciuto per il periodo di riferimento.Lo sconto viene applicato con cadenza mensile o bimestrale, a seconda della periodicità di fatturazione scelta dal cliente. Il bonus ha validità di 12 mesi dalla data di presentazione dell’ISEE e viene rinnovato automaticamente ogni anno, purché venga presentata una nuova DSU entro il 31 dicembre.In caso di mancato rinnovo dell’ISEE, il bonus cessa automaticamente e non viene più applicato sulle bollette successive. Importi e Calcolo del Bonus Sociale ElettricoGli importi del bonus sociale elettrico per il 2026 sono stabiliti dall’ARERA con cadenza trimestrale e variano in base alla composizione del nucleo familiare e alla zona climatica di residenza.Per il disagio economico, il bonus standard per un nucleo familiare da 1-2 componenti è di circa 115 euro annui, suddiviso nelle bollette dell’anno. Per le famiglie più numerose gli importi aumentano:Nuclei di 3-4 componenti: circa 148 euro annuiFamiglie con oltre 4 componenti: fino a 173 euro annuiQuesti valori sono indicativi e vengono aggiornati trimestralmente da ARERA in base all’andamento dei prezzi dell’energia elettrica e del mercato tutelato.Il calcolo del bonus tiene conto anche della zona climatica di residenza (da A/B a F), poiché nelle zone più fredde i consumi energetici sono mediamente più elevati. L’importo viene ripartito proporzionalmente nelle bollette emesse durante l’anno di validità del bonus.Esempio Pratico di Ripartizione del BonusAd esempio, se un cliente riceve bollette bimestrali, l’importo annuo di 115 euro sarà suddiviso in 6 rate da circa 19 euro ciascuna. In bolletta il bonus appare come voce negativa denominata “Bonus sociale” o “Compensazione per disagio economico“, che riduce l’importo totale da pagare.Per il disagio fisico (utilizzo di apparecchiature elettromedicali), gli importi sono differenti e più elevati, calcolati in base al consumo delle apparecchiature salvavita utilizzate. Chi beneficia sia del bonus per disagio economico che fisico ha diritto a ricevere entrambi i contributi cumulativamente.Tabella Importi Bonus per Disagio FisicoTipo ApparecchiaturaOre Utilizzo GiornalieroImporto Bonus AnnuoApparecchiature salvavita baseFino a 4 ore/giornoCirca 85 euroApparecchiature salvavita medie4-8 ore/giornoCirca 130 euroApparecchiature salvavita intensiveOltre 8 ore/giornoFino a 185 euroCome Verificare se Hai Diritto al BonusVerificare se si ha diritto al bonus sociale elettrico è semplice e può essere fatto attraverso diversi canali ufficiali.Il primo controllo da effettuare riguarda il proprio ISEE: se il valore dell’attestazione ISEE ordinaria è inferiore a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli), si rientra automaticamente nei requisiti economici.Per verificare l’effettiva attivazione del bonus sulla propria utenza, il metodo più immediato è controllare le bollette della luce: nella sezione dedicata ai dettagli della spesa dovrebbe comparire una voce denominata “Bonus sociale” o “Compensazione per disagio economico” con l’importo dello sconto applicato.Se questa voce non compare nonostante si abbiano i requisiti, è possibile che il sistema non abbia ancora elaborato i dati ISEE oppure che ci siano problemi di abbinamento tra il codice fiscale presente nell’ISEE e quello intestatario del contratto di fornitura. In questi casi, è utile rivolgersi a un CAF per verificare la correttezza dei dati inseriti nella DSU.Canali di Verifica UfficialiPortale SGAte di ARERA: accessibile dal sito www.arera.it, dove è possibile verificare lo stato della propria richiesta inserendo codice fiscale e dati della fornituraNumero verde 800.166.654: sportello per il consumatore Energia e Ambiente gestito da ARERA (attivo lunedì-venerdì)Bollette della luce: controllo diretto della voce “Bonus sociale” nella sezione dettagli spesaCAF Centro Fiscale di Udine: assistenza gratuita per verificare requisiti ISEE e controllo attivazione bonusIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per verificare i requisiti ISEE e controllare l’effettiva attivazione del bonus sulle utenze dei propri assistiti. Casi Particolari: Disagio Fisico e Famiglie NumeroseOltre al bonus per disagio economico esistono situazioni particolari che danno diritto a ulteriori agevolazioni o modalità di erogazione specifiche.Bonus per Disagio FisicoIl bonus sociale per disagio fisico è riconosciuto indipendentemente dal reddito ISEE ai cittadini affetti da gravi condizioni di salute che richiedono l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita.In questo caso è necessaria una certificazione ASL che attesti la necessità di utilizzare tali apparecchiature e la loro tipologia. Gli importi del bonus per disagio fisico sono più elevati rispetto al bonus economico e variano in base al tipo di apparecchiatura utilizzata e alle ore di utilizzo giornaliero, con importi che possono arrivare fino a 185 euro annui per i casi più gravi.Bonus per Famiglie NumerosePer le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico, oltre alla soglia ISEE più elevata (20.000 euro invece di 9.530 euro), spetta un importo maggiorato del bonus sociale, calcolato sulla base del numero di componenti del nucleo familiare. È importante che tutti i figli siano presenti nell’attestazione ISEE e risultino effettivamente a carico.Pompe di CaloreUn altro caso particolare riguarda i clienti domestici che utilizzano pompe di calore come unico sistema di riscaldamento: in alcune zone climatiche questi clienti possono avere diritto a un bonus maggiorato, poiché i consumi elettrici per il riscaldamento sono significativamente più elevati rispetto alla media.Reddito di CittadinanzaChi beneficia del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza ha diritto automaticamente al bonus sociale, anche se non presenta un ISEE specifico, poiché i dati vengono trasmessi automaticamente dall’INPS al Sistema Informativo Integrato di ARERA.In tutti questi casi particolari, è consigliabile rivolgersi a un CAF esperto per verificare la corretta applicazione delle agevolazioni.Come Fare Domanda ISEE Aggiornato per il BonusPer accedere al bonus sociale elettrico è fondamentale presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per ottenere l’attestazione ISEE. La DSU può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo entro i primi mesi per beneficiare del bonus per l’intero anno solare.La procedura può essere effettuata in autonomia tramite il portale INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS) oppure rivolgendosi a un CAF o a un patronato, che offre assistenza gratuita nella compilazione.Documenti Necessari per l’ISEEPer compilare la DSU è necessario raccogliere una serie di documenti relativi a tutti i componenti del nucleo familiare:Documenti di identità e codici fiscali di tutti i componentiContratti di affitto o atto di proprietà dell’abitazioneSaldo e giacenza media di conti correnti e depositi bancari/postali al 31 dicembre dell’anno precedenteCertificazioni reddituali (CU, modello 730 o Redditi PF)Documenti relativi a eventuali immobili o autoveicoli possedutiIl CAF Centro Fiscale di Udine verifica la completezza della documentazione e compila telematicamente la DSU, trasmettendola all’INPS. Entro pochi giorni lavorativi, l’INPS elabora i dati e rilascia l’attestazione ISEE con l’indicazione del valore ISEE del nucleo familiare.Una volta ottenuta l’attestazione ISEE in corso di validità, il sistema automatico di ARERA verifica mensilmente la presenza dei requisiti per il bonus e, se spettante, lo applica automaticamente sulle bollette entro 2-3 mesi dalla presentazione della DSU. Non è necessario comunicare nulla al proprio fornitore di energia elettrica.L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, pertanto è importante rinnovarlo ogni anno entro quella data per non perdere il diritto al bonus nell’anno successivo. 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus Sociale ElettricoQuanto vale il bonus sociale elettrico nel 2026?Il bonus sociale elettrico per disagio economico nel 2026 vale circa 115 euro annui per nuclei familiari da 1-2 componenti, 148 euro per nuclei da 3-4 componenti e fino a 173 euro per famiglie con oltre 4 componenti. Gli importi vengono aggiornati trimestralmente da ARERA in base all’andamento dei prezzi dell’energia.Devo fare domanda al fornitore di energia per ricevere il bonus?No, dal 2021 il bonus sociale è completamente automatico. È sufficiente presentare la DSU per ottenere l’attestazione ISEE presso un CAF o tramite il portale INPS. Se i requisiti sono soddisfatti, il sistema ARERA comunica automaticamente al fornitore di applicare lo sconto in bolletta.Qual è la soglia ISEE per accedere al bonus sociale elettrico?Per il 2026, possono accedere al bonus le famiglie con ISEE ordinario non superiore a 9.530 euro annui. Per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico, la soglia è innalzata a 20.000 euro annui.Come faccio a sapere se mi è stato applicato il bonus?Il modo più semplice è controllare le bollette della luce: nella sezione dedicata ai dettagli della spesa deve comparire una voce denominata Bonus sociale o Compensazione per disagio economico con l’importo dello sconto. In alternativa, si può verificare sul portale SGAte di ARERA o contattando il numero verde 800.166.654.Quanto tempo ci vuole per ricevere il bonus dopo aver fatto l’ISEE?Dopo la presentazione della DSU e il rilascio dell’attestazione ISEE, il sistema automatico di ARERA impiega generalmente 2-3 mesi per verificare i requisiti e comunicare al fornitore di energia l’attivazione del bonus. Lo sconto comparirà nelle bollette successive.Il bonus sociale è cumulabile con altre agevolazioni?Sì, il bonus sociale per disagio economico è cumulabile con il bonus per disagio fisico. Chi ha sia i requisiti ISEE che la certificazione ASL per apparecchiature elettromedicali salvavita può ricevere entrambi i bonus contemporaneamente.Cosa succede se dimentico di rinnovare l’ISEE?Se non si rinnova l’attestazione ISEE entro il 31 dicembre, il bonus cessa automaticamente dall’anno successivo e non verrà più applicato sulle bollette. È quindi importante presentare una nuova DSU ogni anno per mantenere il diritto al bonus.Richiedi Assistenza per l’ISEE e il Bonus SocialeIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione della DSU, il calcolo dell’ISEE e la verifica del bonus sociale sulle tue utenze.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? Hai una disabilità e spostarti… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-01 15:00:002026-09-29 07:39:18CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVGCAF, ISEE ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da PreparareGuida completa all'ISEE 2027: quando si rinnova, come pesa la prima casa dopo l'innalzamento della franchigia, quali redditi e patrimoni entrano nel calcolo, la checklist dei documenti da preparare e gli errori più frequenti da evitare. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da PreparareCAF, ISEE ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle AgevolazioniL'ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e AgevolazioniCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 17:34:172026-05-31 16:26:27Bonus Sociale Elettrico 115 Euro 2026: Come Riceverlo e Requisiti ISEE
CAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? Hai una disabilità e spostarti… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-01 15:00:002026-09-29 07:39:18CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG
CAF, ISEE ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da PreparareGuida completa all'ISEE 2027: quando si rinnova, come pesa la prima casa dopo l'innalzamento della franchigia, quali redditi e patrimoni entrano nel calcolo, la checklist dei documenti da preparare e gli errori più frequenti da evitare. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare
CAF, ISEE ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle AgevolazioniL'ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni
CAFTaglio Accise Carburanti 2026: -25 Centesimi su Benzina e DieselIl taglio delle accise sui carburanti torna al centro del dibattito politico ed economico italiano nel 2026. Con i prezzi di benzina e diesel che continuano a pesare sul bilancio delle famiglie e delle imprese, il Governo ha annunciato un decreto carburanti che prevede una riduzione di 25 centesimi al litro sulle accise. Ma quanto si risparmia realmente? Chi può beneficiarne? E soprattutto, per quanto tempo sarà in vigore questa misura? In questa guida completa analizziamo nel dettaglio il decreto sul taglio accise 2026, con dati ufficiali, calcoli pratici e tutte le informazioni necessarie per cittadini, automobilisti e partite IVA.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa prevede il decreto carburanti 2026Quanto si risparmia realmente con il taglio acciseChi beneficia del taglio delle acciseDurata della misura: fino a quandoCome funziona il meccanismo delle acciseConfronto con altri paesi europeiImpatto del taglio accise sull’inflazioneCome beneficiare del taglio acciseProspettive future e scenariCosa prevede il decreto carburanti 2026Il decreto carburanti 2026, attualmente in fase di approvazione definitiva dal Consiglio dei Ministri, prevede una riduzione di 25 centesimi al litro sulle accise sia per la benzina che per il diesel. La misura è stata annunciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) come intervento straordinario per calmierare i prezzi alla pompa e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane.Secondo le anticipazioni del decreto, la riduzione delle accise si applicherà in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza differenziazioni regionali. Il provvedimento include anche una clausola di salvaguardia: qualora il prezzo del petrolio Brent dovesse scendere sotto i 70 dollari al barile per più di 30 giorni consecutivi, il taglio potrebbe essere ridotto proporzionalmente.Riferimenti normativi: Il decreto attua quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 47, comma 3) che ha stanziato 3,2 miliardi di euro per il 2026 e 1,8 miliardi per il 2027 destinati specificatamente alla riduzione delle accise sui carburanti. La copertura finanziaria proviene dal Fondo per la riduzione della pressione fiscale istituito con DL 124/2025.Il decreto dovrebbe entrare in vigore entro fine marzo 2026, con effetti immediati sui prezzi alla pompa. I distributori avranno 48 ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per adeguare i prezzi esposti. Quanto si risparmia realmente con il taglio acciseMa quanto si traduce in risparmio concreto il taglio di 25 centesimi sulle accise? Facciamo un calcolo pratico considerando un rifornimento standard di 50 litri:ScenarioPrezzo/litro PRIMAPrezzo/litro DOPORisparmio 50LBenzina1,85 euro1,60 euro12,50 euroDiesel1,75 euro1,50 euro12,50 euroSu base annuale, considerando una percorrenza media di 15.000 km/anno e un consumo di 6 litri per 100 km, il risparmio complessivo per un automobilista medio è:Consumo annuale: 900 litri (15.000 km ÷ 100 × 6 litri)Risparmio totale: 225 euro all’anno (900 litri × 0,25 euro)Risparmio mensile: circa 18,75 euroPer le partite IVA con veicoli aziendali o i trasportatori professionali che percorrono oltre 30.000 km annui, il risparmio può arrivare fino a 450-500 euro all’anno. Un importo significativo che alleggerisce i costi operativi, soprattutto per chi usa il veicolo quotidianamente per lavoro.Nota importante: Il risparmio effettivo dipende anche dall’andamento dei prezzi del petrolio grezzo sui mercati internazionali. Se il prezzo del Brent dovesse aumentare, parte del beneficio del taglio accise potrebbe essere assorbita dall’incremento del prezzo base del carburante. Chi beneficia del taglio delle acciseIl taglio delle accise sui carburanti è una misura universale: beneficia chiunque faccia rifornimento presso una stazione di servizio italiana, senza distinzioni di reddito, categoria professionale o tipologia di veicolo.Tuttavia, alcune categorie traggono un vantaggio maggiore in termini assoluti:Famiglie e pendolariI lavoratori pendolari che percorrono quotidianamente 50-80 km per recarsi al lavoro sono tra i principali beneficiari. Con una percorrenza annua che può superare i 20.000 km, il risparmio si attesta intorno ai 300 euro all’anno.Partite IVA e professionistiChi utilizza il veicolo per lavoro (agenti di commercio, tecnici, artigiani) può detrarre fiscalmente il costo del carburante. Il taglio accise riduce la base di spesa, ma mantiene inalterata la percentuale di detrazione (generalmente 20% per autovetture, 100% per veicoli commerciali).Trasportatori e autotrasportatoriIl settore del trasporto merci è quello che beneficia di più in valore assoluto. Un autotreno che percorre 100.000 km/anno con un consumo di 30 litri/100km consuma circa 30.000 litri di diesel annui. Il risparmio da taglio accise supera i 7.500 euro per veicolo.AgricoltoriGli agricoltori già beneficiano di agevolazioni fiscali sul gasolio agricolo (accisa ridotta a 0,403 euro/litro rispetto a 0,617 euro/litro ordinari). Il decreto prevede che anche il gasolio agricolo benefici del taglio, portando l’accisa a circa 0,153 euro/litro. Durata della misura: fino a quandoIl decreto carburanti 2026 prevede una durata temporanea della riduzione delle accise. Secondo le bozze circolate, la misura sarà in vigore per 12 mesi, dal 1° aprile 2026 al 31 marzo 2027.Questa scelta risponde a due esigenze:Sostenibilità dei conti pubblici: un taglio permanente costerebbe oltre 3 miliardi annui, difficilmente compatibile con i vincoli del Patto di Stabilità europeoFlessibilità: la misura temporanea consente di valutare l’efficacia e decidere se prorogarla, modificarla o lasciarla scadere in base all’andamento dei prezzi internazionaliIl Governo ha però lasciato aperta la possibilità di una proroga qualora:Il prezzo del petrolio Brent si mantenga sopra i 85 dollari al barileIl differenziale di prezzo con gli altri paesi UE rimanga superiore ai 10 centesimi/litroSiano disponibili risorse aggiuntive da maggiori entrate fiscaliLa Legge di Bilancio 2026 ha comunque stanziato 1,8 miliardi per il 2027, indicando una volontà di proseguire con misure di contenimento dei prezzi anche oltre il 2026, seppur con modalità da definire. Come funziona il meccanismo delle accisePer capire l’impatto del taglio, è fondamentale comprendere come funziona la tassazione sui carburanti in Italia. Il prezzo finale alla pompa si compone di tre elementi:1. Prezzo industriale (componente base)È il costo del prodotto raffinato, che dipende dal prezzo del petrolio grezzo Brent, dai costi di raffinazione e dai margini della distribuzione. Attualmente si aggira intorno a 0,65-0,75 euro/litro per la benzina.2. Accisa (tassa fissa)L’accisa è una tassa fissa applicata su ogni litro venduto, indipendentemente dal prezzo del prodotto. Prima del taglio, l’accisa era:Benzina: 0,728 euro/litroDiesel: 0,617 euro/litroCon il taglio di 0,25 euro, le nuove accise diventano:Benzina: 0,478 euro/litro (-34%)Diesel: 0,367 euro/litro (-40%)3. IVA (22%)L’IVA al 22% si applica sul totale di (prezzo industriale + accisa). Questo significa che riducendo l’accisa si riduce anche la base imponibile IVA, generando un ulteriore piccolo risparmio.Esempio calcolo prezzo finale benzina:Prezzo industriale: 0,70 euroAccisa (con taglio): 0,478 euroSubtotale: 1,178 euroIVA 22%: 0,259 euroPrezzo finale: 1,437 euro/litro (arrotondato a 1,44 euro)Senza il taglio accise, lo stesso litro costerebbe 1,69 euro, confermando un risparmio netto di circa 25 centesimi (includendo l’effetto IVA). Confronto con altri paesi europeiCome si posiziona l’Italia rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea in termini di tassazione sui carburanti? Anche dopo il taglio accise, l’Italia rimane tra i paesi con fiscalità medio-alta.PaeseAccisa benzina (euro/litro)Prezzo medio benzinaItalia (con taglio)0,4781,44 euroFrancia0,6071,52 euroGermania0,6551,58 euroSpagna0,4241,38 euroAustria0,4821,46 euroSlovenia0,5311,42 euroDati aggiornati a marzo 2026, fonte: Commissione Europea – Weekly Oil Bulletin.Il taglio italiano porta le nostre accise sotto la media UE (0,531 euro/litro) e in linea con paesi come Spagna e Austria. Tuttavia, il prezzo finale dipende anche da:Margini di distribuzione: più alti in Italia rispetto a Germania e FranciaCosti logistici: l’Italia importa il 95% del petrolio grezzo, con costi di trasporto superioriStruttura mercato: minor concorrenza nella rete distributiva italianaAlcuni paesi hanno adottato strategie alternative al taglio accise:Francia: buoni carburante da 100 euro per lavoratori a basso redditoGermania: ticket trasporti pubblici a 9 euro/mese per ridurre uso autoSpagna: sconto di 20 centesimi condizionato a prezzi sopra 1,60 euro/litro Impatto del taglio accise sull’inflazioneUno degli obiettivi dichiarati del decreto carburanti è contribuire al contenimento dell’inflazione. Ma quale sarà l’impatto reale sui prezzi al consumo?Secondo le stime dell’ISTAT e della Banca d’Italia, il taglio di 25 centesimi sulle accise dovrebbe produrre:Riduzione immediata dell’inflazione: circa 0,3-0,4 punti percentuali sull’indice NIC (Nazionale Intera Collettività)Effetto diretto: riduzione del 13-15% sui prezzi di benzina e dieselEffetti indiretti: riduzione dei costi di trasporto merci, con ricadute positive sui prezzi di beni alimentari e prodotti di largo consumoTuttavia, gli economisti avvertono che l’effetto sarà temporaneo. Una volta terminata la misura, si verificherà un rimbalzo dell’inflazione pari e contrario, a meno che nel frattempo non si siano stabilizzati i prezzi internazionali del petrolio.Il costo opportunità della misura è significativo: i 3,2 miliardi stanziati avrebbero potuto finanziare:Un taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35.000 euroPotenziamento del trasporto pubblico localeIncentivi alla mobilità sostenibile (bonus auto elettriche, infrastrutture ricarica)La scelta del Governo privilegia un beneficio immediato e visibile per tutti gli automobilisti, a scapito di interventi strutturali di lungo periodo.Come beneficiare del taglio acciseLa buona notizia è che non serve fare nulla per beneficiare del taglio delle accise sui carburanti. La riduzione è automatica e si applica a tutti i rifornimenti effettuati presso stazioni di servizio italiane.Ecco alcuni consigli pratici per massimizzare il risparmio:Verifica i prezzi espostiEntro 48 ore dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, tutti i distributori devono aggiornare i prezzi esposti sui cartelli stradali e sulle colonnine. Verifica che i nuovi prezzi siano almeno 25 centesimi inferiori a quelli precedenti.Confronta i prezzi con app dedicateUtilizza app come Prezzi Benzina (del Ministero dello Sviluppo Economico) o Fuelio per trovare i distributori più convenienti nella tua zona. Con il taglio accise, le differenze tra marchi (Es. self-service vs servito) diventano ancora più rilevanti.Conserva gli scontrini (partite IVA)Se sei titolare di partita IVA, conserva tutti gli scontrini carburante o utilizza carte prepagate aziendali (Es. DKV, UTA) che generano fatture elettroniche automatiche. Anche con il taglio accise, puoi continuare a:Detrarre l’IVA (se sei in regime ordinario)Dedurre il costo dal reddito imponibile (secondo le percentuali previste)Segnala anomalieSe un distributore non applica correttamente il taglio accise o ritarda l’aggiornamento oltre i termini previsti, puoi segnalarlo alla Guardia di Finanza o all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Prospettive future e scenariCosa succederà al termine dei 12 mesi previsti per il taglio accise? Le prospettive dipendono da diversi fattori:Scenario 1: Proroga del taglioSe i prezzi internazionali rimangono elevati e le casse dello Stato lo consentono, il Governo potrebbe prorogare la misura per altri 12 mesi. Questo richiederebbe ulteriori stanziamenti in Legge di Bilancio 2027.Scenario 2: Ritorno alle accise ordinarieSe la situazione internazionale si stabilizza, il taglio potrebbe scadere naturalmente al 31 marzo 2027, con un rialzo immediato di 25 centesimi al litro. Questo scenario potrebbe generare proteste e tensioni sociali.Scenario 3: Taglio ridotto o modulatoUna via intermedia potrebbe prevedere un taglio inferiore (es. 10-15 centesimi) o modulato per categoria (maggiore per diesel professionale, minore per benzina privati).Scenario 4: Shift verso mobilità sostenibileA lungo termine, l’Unione Europea spinge per una transizione energetica nel settore trasporti. Le accise sui carburanti fossili potrebbero essere progressivamente aumentate per finanziare incentivi a veicoli elettrici e idrogeno. Il taglio del 2026 potrebbe essere l’ultima misura di questo tipo prima di un cambio di paradigma.Secondo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) aggiornato al 2025, l’Italia punta ad avere almeno il 40% di veicoli elettrici o ibridi entro il 2030. Questo renderebbe meno efficace (e meno equo) un taglio generalizzato sulle accise dei carburanti tradizionali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Taglio Accise CarburantiQuando entra in vigore il taglio delle accise sui carburanti?Il decreto carburanti 2026 dovrebbe entrare in vigore entro fine marzo 2026, probabilmente dal 1 aprile 2026. I distributori avranno 48 ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per adeguare i prezzi esposti.Quanto dura il taglio delle accise?La misura e prevista per 12 mesi, dal 1 aprile 2026 al 31 marzo 2027. Il Governo potra eventualmente prorogarla in base all andamento dei prezzi internazionali e alla disponibilita di risorse.Il taglio accise si applica anche al GPL e metano?No, il decreto riguarda esclusivamente benzina e diesel. GPL e metano non sono interessati dalla riduzione, mantenendo le loro accise ordinarie (0,267 euro kg per GPL, 0,00 euro Smc per metano auto).Posso ancora detrarre il carburante con partita IVA?Si, le regole di detrazione fiscale rimangono invariate. Puoi detrarre IVA e dedurre il costo secondo le percentuali previste per la tua categoria (20% autovetture, 100% veicoli commerciali N1), calcolate sul nuovo prezzo ridotto.Cosa succede se il distributore non applica il taglio?Se un distributore non applica correttamente il taglio entro 48 ore dalla pubblicazione del decreto, puoi segnalarlo alla Guardia di Finanza o all AGCM. Sono previste sanzioni da 3.000 a 18.000 euro per i gestori inadempienti.Il taglio accise influisce sul calcolo dei fringe benefit aziendali?Si, il valore del fringe benefit per auto aziendale si calcola sul costo reale del carburante. Con il taglio accise, il costo si riduce e quindi anche il valore del fringe benefit tassabile, con un lieve risparmio fiscale per il dipendente.Hai dubbi su agevolazioni fiscali o detrazioni?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con dichiarazioni dei redditi, detrazioni carburante per partite IVA e consulenza fiscale personalizzata.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVGVivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. 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Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-20 10:47:162026-05-31 16:14:47Taglio Accise Carburanti 2026: -25 Centesimi su Benzina e Diesel
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