CAFScadenze Fiscali Aprile 2026: Calendario Completo per Privati e ImpreseIndice dei contenutiMercoledì 16 Aprile 2026: La Scadenza PrincipaleLunedì 21 Aprile 2026: Scadenze IVA del Primo TrimestreAltre Scadenze Fiscali Importanti di Aprile 2026Scadenze per Regimi Speciali e Adempimenti SettorialiModalità di Versamento: Modello F24 e Codici TributoSanzioni per Ritardato o Omesso VersamentoTabella Riepilogativa: Tutte le Scadenze di Aprile 2026Come Prepararsi alle Scadenze: Consigli PraticiLe **scadenze fiscali di aprile 2026** rappresentano un appuntamento cruciale per **privati**, **professionisti** e **imprese**. Questo mese concentra numerosi adempimenti: dai **versamenti IVA** alle **ritenute fiscali**, dai **contributi INPS** alle dichiarazioni periodiche. Conoscere il **calendario fiscale aprile 2026** è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora.Il mese di aprile 2026 si caratterizza per la presenza di diverse **scadenze tributarie** che coinvolgono sia i soggetti passivi IVA sia i sostituti d’imposta. In particolare, mercoledì **16 aprile 2026** è la data chiave per la maggior parte dei versamenti, mentre lunedì **21 aprile** è dedicato agli adempimenti IVA del primo trimestre.In questa guida completa analizziamo tutte le **scadenze fiscali aprile 2026**, suddivise per categorie: dalle imposte dirette ai contributi previdenziali, dalle comunicazioni periodiche alle dichiarazioni d’intento. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a disposizione per supportarti nella gestione di tutti questi adempimenti, sia in ufficio che online.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Mercoledì 16 Aprile 2026: La Scadenza PrincipaleIl **16 aprile 2026** rappresenta la data più importante del **calendario fiscale aprile 2026**. In questo giorno convergono la maggior parte dei versamenti fiscali e contributivi relativi al mese precedente (marzo 2026). Vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti che scadono in questa data.**I versamenti da effettuare entro il 16 aprile 2026 riguardano un’ampia platea di soggetti:** dalle partite IVA ai sostituti d’imposta, dai datori di lavoro agli enti previdenziali. La complessità e la varietà degli adempimenti richiedono particolare attenzione nella compilazione del **modello F24**, lo strumento attraverso cui si effettuano la maggior parte dei versamenti tributari e contributivi.Ritenute alla Fonte sui Redditi di Lavoro Dipendente e AssimilatiI **sostituti d’imposta** (datori di lavoro, committenti, enti pensionistici) devono versare le **ritenute IRPEF** operate sulle retribuzioni, sui compensi per collaborazioni coordinate e continuative, e sui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese di marzo 2026.L’importo da versare comprende le **ritenute IRPEF**, le **addizionali regionali e comunali** eventualmente trattenute, e i **contributi previdenziali** a carico del lavoratore. Il versamento avviene tramite **modello F24** utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna tipologia di ritenuta.**Esempio pratico:** Un’azienda che ha corrisposto stipendi per complessivi 50.000 euro lordi nel mese di marzo 2026, con ritenute IRPEF medie del 23%, dovrà versare circa 11.500 euro di ritenute entro il 16 aprile 2026. A questo importo vanno aggiunte le addizionali regionali e comunali eventualmente trattenute ai dipendenti.Per i **collaboratori coordinati e continuativi**, le ritenute si applicano con le stesse aliquote IRPEF progressive previste per i lavoratori dipendenti. La particolarità è che non sono previste detrazioni da lavoro dipendente, rendendo le ritenute generalmente più elevate a parità di compenso lordo.Contributi INPS: Dipendenti, Parasubordinati e Gestione SeparataIl **16 aprile 2026** scade anche il termine per il versamento dei **contributi previdenziali INPS** relativi alle retribuzioni di marzo 2026. Questa scadenza riguarda diverse categorie di contribuenti.Per i **lavoratori dipendenti**, i datori di lavoro devono versare sia i contributi a carico del dipendente (già trattenuti dalla busta paga) sia la quota a carico azienda. L’aliquota complessiva varia in base al settore: per l’industria è mediamente del 33% (di cui circa 9,19% a carico del lavoratore e 23,81% a carico dell’azienda), mentre per il commercio è del 30,38%.I **professionisti e le partite IVA** che si avvalgono di collaboratori iscritti alla **Gestione Separata INPS** devono versare i contributi previdenziali con aliquota del 33,72% (per il 2026) per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Di questa percentuale, circa un terzo (33%) è a carico del collaboratore e viene trattenuta dal compenso lordo.**Attenzione alle sanzioni:** Il mancato o ritardato versamento dei **contributi INPS** comporta sanzioni civili calcolate in base ai tassi di interesse legale, oltre agli interessi di mora. Per un versamento effettuato con un ritardo di 30 giorni, la sanzione può raggiungere circa lo 0,4% dell’importo dovuto mensile.IVA Mensile: Chi Deve Versare Entro il 16 AprileI contribuenti **IVA mensili** devono versare l’imposta relativa al mese di marzo 2026 entro il **16 aprile 2026**. Rientrano in questa categoria i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività.L’importo da versare corrisponde alla differenza tra l’**IVA a debito** (sulle vendite/prestazioni) e l’**IVA a credito** (sugli acquisti) del mese di marzo. Se l’IVA a credito supera quella a debito, il contribuente può portare l’eccedenza in detrazione nel periodo successivo oppure chiederne il rimborso.**Calcolo pratico dell’IVA mensile:** Supponiamo che un’impresa abbia registrato nel marzo 2026 fatture attive per 100.000 euro (IVA al 22% = 22.000 euro) e fatture passive per 60.000 euro (IVA al 22% = 13.200 euro). L’IVA da versare sarà: 22.000 – 13.200 = 8.800 euro.Il versamento dell’**IVA mensile** si effettua tramite **modello F24** utilizzando il codice tributo **6001** per l’IVA dovuta sulle operazioni imponibili. È importante compilare correttamente tutti i campi del modello, indicando il mese di riferimento (marzo 2026) nel campo “anno di riferimento”. Lunedì 21 Aprile 2026: Scadenze IVA del Primo TrimestreIl **21 aprile 2026** rappresenta una data fondamentale per tutti i contribuenti **IVA trimestrali**, ovvero coloro che hanno optato per la liquidazione trimestrale dell’imposta sul valore aggiunto. Questa opzione è accessibile ai soggetti con volume d’affari non superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività.La **scadenza del 21 aprile** riguarda il versamento dell’IVA relativa al **primo trimestre 2026** (gennaio-febbraio-marzo). A differenza dei contribuenti mensili, chi liquida trimestralmente deve applicare una **maggiorazione dell’1%** a titolo di interesse per il differimento del versamento. Questa maggiorazione si calcola sull’importo dell’IVA dovuta e costituisce un costo aggiuntivo da considerare nella scelta del regime di liquidazione.Calcolo dell’IVA Trimestrale con MaggiorazioneIl calcolo dell’**IVA trimestrale** richiede di sommare tutte le operazioni attive e passive dei tre mesi (gennaio, febbraio, marzo 2026) e determinare il saldo finale. A questo saldo va applicata la **maggiorazione dell’1%** prevista per i versamenti trimestrali.**Esempio di calcolo IVA trimestrale:** Un professionista con partita IVA ha registrato nel primo trimestre 2026 le seguenti operazioni: – Gennaio: Fatture emesse 20.000 euro (IVA 4.400), acquisti 5.000 euro (IVA 1.100) – Febbraio: Fatture emesse 25.000 euro (IVA 5.500), acquisti 8.000 euro (IVA 1.760) – Marzo: Fatture emesse 22.000 euro (IVA 4.840), acquisti 6.000 euro (IVA 1.320)**IVA a debito totale:** 4.400 + 5.500 + 4.840 = 14.740 euro **IVA a credito totale:** 1.100 + 1.760 + 1.320 = 4.180 euro **Saldo IVA:** 14.740 – 4.180 = 10.560 euro **Maggiorazione 1%:** 10.560 × 1% = 105,60 euro **Totale da versare:** 10.560 + 105,60 = 10.665,60 euroLa **maggiorazione dell’1%** rappresenta quindi un costo aggiuntivo che i contribuenti trimestrali devono sostenere. È importante valutare attentamente se la liquidazione trimestrale sia effettivamente conveniente rispetto a quella mensile, considerando anche i vantaggi in termini di semplificazione amministrativa.Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVAContestualmente al versamento dell’**IVA trimestrale del primo trimestre 2026**, i contribuenti devono anche predisporre i dati per la successiva **comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA**, che dovrà essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate.Questa comunicazione, introdotta dall’art. 21-bis del DL 78/2010, richiede di indicare gli importi dell’IVA delle operazioni attive e passive, le liquidazioni periodiche effettuate, i versamenti eseguiti e gli eventuali crediti. Per il **primo trimestre 2026**, la comunicazione andrà trasmessa entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, quindi entro il 31 maggio 2026.I dati da comunicare includono: il totale dell’IVA sulle operazioni imponibili, l’IVA sugli acquisti detraibile, l’IVA dovuta o a credito per il periodo, eventuali crediti del trimestre precedente utilizzati in compensazione, e i versamenti effettuati. La corretta compilazione di questa comunicazione è fondamentale per evitare controlli e sanzioni da parte dell’**Agenzia delle Entrate**.Altre Scadenze Fiscali Importanti di Aprile 2026Oltre alle date principali del **16 e 21 aprile**, il **calendario fiscale aprile 2026** prevede altri adempimenti che interessano categorie specifiche di contribuenti. È importante non trascurare queste scadenze per evitare sanzioni e problemi con gli enti fiscali e previdenziali.Contributi INPS Artigiani e CommerciantiGli **artigiani e commercianti** iscritti alla **Gestione INPS** devono versare entro il **16 aprile 2026** la prima rata trimestrale dei contributi previdenziali per l’anno 2026. Questa rata viene calcolata sulla base del reddito dell’anno precedente (2025) ed è soggetta a conguaglio l’anno successivo.Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti è pari al **24%** del reddito d’impresa dichiarato, con un **contributo minimo annuo** dovuto anche in assenza di reddito. Il contributo minimo per il 2026 è pari a circa 4.200 euro annui (da verificare con le tabelle INPS aggiornate), da versare in quattro rate trimestrali.**Esempio di calcolo:** Un commerciante con reddito d’impresa 2025 di 30.000 euro dovrà versare per il 2026 contributi pari a: 30.000 × 24% = 7.200 euro annui, da suddividere in 4 rate trimestrali di 1.800 euro ciascuna. La prima rata di 1.800 euro andrà versata entro il 16 aprile 2026.È importante ricordare che sui redditi eccedenti il **minimale annuo** (pari a circa 17.500 euro per il 2026) si applica un’ulteriore aliquota dell’1% fino al massimale contributivo (circa 86.000 euro). Questi calcoli possono risultare complessi: il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza dedicata per la corretta determinazione dei contributi dovuti.INTRASTAT: Comunicazione Operazioni IntracomunitarieI soggetti che effettuano **operazioni intracomunitarie** (cessioni o acquisti di beni e servizi con altri Paesi UE) devono presentare i **modelli INTRASTAT** relativi al mese di marzo 2026 entro il **25 aprile 2026**.L’obbligo di presentazione degli elenchi **INTRASTAT** scatta al superamento di determinate soglie annuali: 50.000 euro per le cessioni intracomunitarie di beni, 100.000 euro per gli acquisti intracomunitari di beni, e 100.000 euro per le prestazioni di servizi (sia rese che ricevute) da/verso altri Stati membri dell’Unione Europea.I **modelli INTRASTAT** devono contenere informazioni dettagliate su ciascuna operazione: codice IVA della controparte comunitaria, valore delle operazioni, nomenclatura combinata dei beni, paese di destinazione o provenienza, natura della transazione. La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica attraverso il sistema Entratel o Fisconline dell’**Agenzia delle Entrate**.**Sanzioni per omessa presentazione:** La mancata presentazione degli elenchi INTRASTAT entro i termini comporta sanzioni da 500 a 1.000 euro per ciascun elenco non presentato. Se la violazione si protrae per più di tre mesi, la sanzione può salire da 1.000 a 2.000 euro.Dichiarazioni d’Intento: Comunicazione all’Agenzia delle EntrateGli **esportatori abituali** che intendono effettuare acquisti senza applicazione dell’IVA nel mese di aprile 2026 devono trasmettere la **dichiarazione d’intento** all’**Agenzia delle Entrate** prima di effettuare l’operazione. La comunicazione può essere inviata anche anticipatamente rispetto all’operazione.La **dichiarazione d’intento** è lo strumento che consente agli esportatori abituali (soggetti che nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti hanno realizzato esportazioni o operazioni assimilate per un importo superiore al 10% del volume d’affari) di acquistare beni e servizi senza pagamento dell’IVA, da utilizzare per effettuare operazioni con l’estero.La trasmissione telematica della dichiarazione d’intento genera un **protocollo di ricezione** che l’esportatore abituale deve consegnare al fornitore, il quale può così emettere fattura senza addebito dell’IVA. Il fornitore è tenuto a verificare la regolare presentazione della dichiarazione attraverso il servizio di consultazione online messo a disposizione dall’**Agenzia delle Entrate**.**Attenzione:** Se il fornitore emette fattura senza IVA in assenza di valida dichiarazione d’intento, diventa responsabile solidale per l’IVA non applicata, con conseguenti sanzioni e interessi. È quindi fondamentale che la procedura sia gestita correttamente e che tutta la documentazione sia conservata in modo appropriato. Scadenze per Regimi Speciali e Adempimenti SettorialiIl **calendario fiscale aprile 2026** include anche alcune scadenze specifiche per contribuenti che operano in **regimi speciali** o settori particolari. Anche se queste date interessano una platea più ristretta di soggetti, è importante conoscerle per chi rientra in queste categorie.Enti Non Commerciali e IRAPGli **enti non commerciali** che esercitano anche attività commerciali devono effettuare entro il **16 aprile 2026** i versamenti relativi all’**IRAP** (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) del primo trimestre, se soggetti a versamenti periodici.L’**IRAP** si applica sul valore della produzione netta derivante dall’attività commerciale svolta dall’ente. L’aliquota ordinaria è del **3,9%**, ma alcune regioni hanno introdotto maggiorazioni o agevolazioni. Per gli enti non commerciali, la base imponibile IRAP si determina secondo regole particolari che tengono conto della specificità di questi soggetti.Gli enti non commerciali che svolgono prevalentemente attività di **assistenza sociale, beneficenza, istruzione, formazione** possono beneficiare di agevolazioni IRAP o addirittura dell’esenzione totale dall’imposta. È fondamentale verificare la propria posizione per evitare di effettuare versamenti non dovuti o, al contrario, di omettere versamenti obbligatori.Ritenute su Dividendi e Proventi FinanziariLe **società** e gli intermediari finanziari che hanno distribuito **dividendi** o corrisposto **proventi finanziari** nel mese di marzo 2026 devono versare le relative **ritenute alla fonte** entro il **16 aprile 2026**.La ritenuta sui dividendi distribuiti a persone fisiche residenti è del **26%** a titolo di imposta. Per i dividendi qualificati (partecipazioni superiori a determinate soglie), la ritenuta è sempre del 26% ma può essere scomputata dall’IRPEF dovuta dal percipiente, che deve includere i dividendi nella propria dichiarazione dei redditi.Per i **proventi finanziari** (interessi su obbligazioni, rendimenti di fondi comuni, plusvalenze da cessione di strumenti finanziari), la ritenuta standard è del **26%**. Esistono aliquote ridotte per alcune categorie di titoli: i titoli di Stato italiani ed equiparati scontano una ritenuta del **12,50%**.**Esempio pratico:** Una SRL ha distribuito a marzo 2026 dividendi per 50.000 euro a un socio persona fisica che detiene il 15% del capitale sociale. Dovrà versare entro il 16 aprile 2026 una ritenuta di: 50.000 × 26% = 13.000 euro. Questa ritenuta va versata con modello F24 utilizzando il codice tributo **1025** (ritenute su utili distribuiti).Regime Forfettario: Nessun Versamento PeriodicoI contribuenti in **regime forfettario** sono esonerati dalla maggior parte degli adempimenti periodici previsti per aprile 2026. Non devono effettuare versamenti IVA (poiché non applicano l’imposta), né liquidazioni periodiche, né comunicazioni trimestrali.L’unico adempimento che i **forfettari** devono rispettare è il versamento dell’**acconto** dell’imposta sostitutiva, che però ha scadenza a giugno (prima rata) e novembre (seconda rata). Durante l’anno, i forfettari non hanno obblighi di versamento mensile o trimestrale.Tuttavia, se il **forfettario** ha anche collaboratori o ha assunto personale dipendente, dovrà comunque rispettare le scadenze del 16 aprile 2026 per il versamento delle ritenute fiscali e dei contributi INPS relativi ai lavoratori. Inoltre, se il forfettario opera come **sostituto d’imposta** (ad esempio, corrisponde compensi ad altri professionisti), dovrà versare le ritenute applicate su quei compensi.Per maggiori informazioni sul **regime forfettario 2026** e su come gestire correttamente gli adempimenti, puoi consultare la nostra guida completa al regime forfettario.Modalità di Versamento: Modello F24 e Codici TributoTutti i **versamenti fiscali di aprile 2026** devono essere effettuati utilizzando il **modello F24**, lo strumento unificato per il pagamento di imposte, contributi e premi. È fondamentale conoscere le modalità di compilazione e i codici tributo corretti per evitare errori che potrebbero invalidare il versamento.Come Compilare Correttamente il Modello F24Il **modello F24** si articola in diverse sezioni dedicate a tipologie specifiche di versamenti: Erario (imposte erariali), Regioni (addizionali regionali), IMU e altri tributi locali, INPS (contributi previdenziali), Altri enti previdenziali.Per ogni versamento è necessario indicare: – **Codice tributo:** identifica la tipologia di imposta o contributo – **Anno di riferimento:** l’anno d’imposta o il periodo cui si riferisce il versamento – **Importo a debito:** la somma da versare – **Importo a credito:** eventuali crediti da compensare**Esempio di compilazione per IVA mensile:** – Codice tributo: **6001** (IVA mensile) – Anno di riferimento: 2026 – Periodo di riferimento: 03 (marzo) – Importo a debito: l’IVA dovuta per marzo 2026La compilazione del **modello F24** può essere effettuata utilizzando il software gratuito fornito dall’**Agenzia delle Entrate** oppure attraverso i servizi home banking della propria banca. È possibile anche effettuare versamenti tramite gli intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro).Principali Codici Tributo per Aprile 2026Ecco una tabella riepilogativa dei **codici tributo** più utilizzati per le scadenze di aprile 2026:**IVA:** – **6001** – IVA mensile – **6032** – IVA trimestrale (con maggiorazione 1%) – **6033** – IVA mensile per contribuenti trimestrali (gennaio-febbraio)**Ritenute IRPEF:** – **1001** – Ritenute su redditi da lavoro dipendente – **1004** – Ritenute su redditi da lavoro autonomo – **1040** – Ritenute su redditi di lavoro autonomo occasionale**Contributi INPS:** – **DIPE** – Contributi dipendenti – **COAL** – Contributi co.co.co. e Gestione Separata – **CXX** – Contributi artigiani (dove XX identifica il mese) – **TXX** – Contributi commercianti (dove XX identifica il mese)**Altre imposte:** – **1040** – Ritenute su dividendi – **1025** – Ritenute su utili – **3800** – IRAP acconto prima rataÈ fondamentale utilizzare il **codice tributo corretto**: un errore nel codice può comportare che il versamento non venga attribuito correttamente, generando apparenti omissioni che potrebbero causare sanzioni. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre supporto nella compilazione del modello F24 per garantire la correttezza di tutti i dati.Compensazione dei Crediti FiscaliIl **modello F24** consente di utilizzare eventuali **crediti fiscali** in compensazione con i debiti da versare. Questa funzionalità permette di ridurre o azzerare l’importo da pagare utilizzando crediti IVA, IRPEF, IRES, IRAP o altri tributi.La **compensazione** nel modello F24 si effettua indicando l’importo del credito nella sezione “importi a credito compensati” e specificando il codice tributo del credito utilizzato. Il saldo finale (debiti meno crediti) rappresenta l’importo netto da versare o il credito residuo.**Limiti alla compensazione:** – Crediti IVA superiori a **5.000 euro annui** richiedono l’apposizione del visto di conformità della dichiarazione – Crediti superiori a **5.000 euro annui** per tributi diversi dall’IVA possono essere compensati solo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate – Alcuni crediti (es. bonus edilizi) hanno regole specifiche per la compensazione**Esempio di compensazione:** Un’impresa deve versare IVA di marzo per 10.000 euro ma ha un credito IVA dell’anno precedente di 6.000 euro. Nel modello F24 indicherà: – Sezione Erario, codice 6001 (IVA marzo), importo a debito: 10.000 euro – Sezione Erario, codice 6099 (credito IVA anno precedente), importo a credito: 6.000 euro – Saldo da versare: 4.000 euroLa gestione della **compensazione dei crediti** richiede particolare attenzione: errori nella compilazione possono generare segnalazioni da parte dell’**Agenzia delle Entrate** e richiedere la rettifica del versamento. Sanzioni per Ritardato o Omesso VersamentoIl mancato rispetto delle **scadenze fiscali di aprile 2026** comporta l’applicazione di sanzioni e interessi che possono gravare significativamente sul contribuente. Conoscere il sistema sanzionatorio è importante per valutare la convenienza di regolarizzare eventuali omissioni attraverso il **ravvedimento operoso**.Sanzioni per Versamenti TributariPer i **versamenti tributari** (IVA, ritenute, imposte dirette), la sanzione ordinaria per omesso o insufficiente versamento è pari al **30%** dell’importo non versato. A questa sanzione si aggiungono gli **interessi di mora** calcolati al tasso legale (attualmente al 2,5% annuo per il 2026) per ogni giorno di ritardo.**Esempio di calcolo sanzione:** Un contribuente omette di versare l’IVA di marzo per 5.000 euro entro il 16 aprile 2026. Se viene accertato dall’**Agenzia delle Entrate** senza ravvedimento: – Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro – Interessi (ipotizzando 180 giorni di ritardo): 5.000 × 2,5% × 180/365 = circa 62 euro – Totale da pagare: 5.000 + 1.500 + 62 = 6.562 euroLe sanzioni sono **ridotte** se il contribuente provvede spontaneamente alla regolarizzazione attraverso il **ravvedimento operoso** entro termini specifici. Più è rapida la regolarizzazione, minore è la sanzione applicabile.Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le SanzioniIl **ravvedimento operoso** è un istituto che consente di regolarizzare spontaneamente violazioni fiscali beneficiando di sanzioni ridotte. Per i **versamenti tardivi delle scadenze di aprile 2026**, il ravvedimento può essere effettuato con le seguenti riduzioni:**Riduzione delle sanzioni nel ravvedimento:** – **Ravvedimento sprint** (entro 14 giorni): sanzione ridotta allo **0,1%** per ogni giorno di ritardo (es. 7 giorni = 0,7%) – **Ravvedimento breve** (dal 15° al 30° giorno): sanzione ridotta al **1,5%** – **Ravvedimento intermedio** (dal 31° al 90° giorno): sanzione ridotta al **1,67%** – **Ravvedimento lungo** (entro il termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione): sanzione ridotta al **3,75%** – **Ravvedimento lunghissimo** (entro il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo): sanzione ridotta al **4,29%****Esempio pratico di ravvedimento:** Se il contribuente dell’esempio precedente (5.000 euro di IVA non versata) effettua il ravvedimento dopo 20 giorni: – Sanzione ridotta: 5.000 × 1,5% = 75 euro (invece di 1.500) – Interessi (20 giorni): 5.000 × 2,5% × 20/365 = circa 7 euro – Totale da pagare: 5.000 + 75 + 7 = 5.082 euroIl risparmio rispetto alla sanzione ordinaria è di 1.425 euro (1.500 – 75), pari al 95% della sanzione base. Per effettuare correttamente il **ravvedimento operoso**, è necessario compilare il modello F24 indicando specifici codici tributo per sanzioni e interessi.Sanzioni per Contributi INPSPer i **contributi previdenziali**, il sistema sanzionatorio è diverso rispetto alle imposte. Il ritardo nel versamento dei contributi INPS comporta l’applicazione di **sanzioni civili** calcolate in percentuale sull’importo dovuto.Le **sanzioni civili INPS** sono pari: – Al **5%** dell’importo dovuto se il ritardo è contenuto entro 3 mesi – Al **7,5%** se il ritardo va oltre i 3 mesi ma non supera i 12 mesi – Al **10%** se il ritardo supera i 12 mesiA queste sanzioni si aggiungono gli **interessi di mora** calcolati al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti percentuali. Per il 2026, considerando il tasso BCE, gli interessi potrebbero attestarsi intorno al 7-8% annuo.**Particolarità dei contributi:** A differenza delle imposte, per i contributi INPS non è previsto il ravvedimento operoso. Tuttavia, è possibile presentare istanza di rateizzazione del debito contributivo, che consente di diluire il pagamento nel tempo riducendo l’impatto economico immediato.Il mancato pagamento dei **contributi INPS** per periodi prolungati può comportare conseguenze gravi: impossibilità di ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), necessario per partecipare a gare pubbliche e per ottenere alcune agevolazioni; rischio di iscrizione a ruolo e pignoramento; impossibilità di accedere a prestazioni previdenziali. È quindi fondamentale mantenere la regolarità contributiva.Tabella Riepilogativa: Tutte le Scadenze di Aprile 2026Per facilitare la consultazione, riassumiamo tutte le **scadenze fiscali aprile 2026** in una tabella completa che indica data, adempimento, soggetti obbligati e riferimento normativo.Calendario Completo Aprile 2026**MERCOLEDÌ 16 APRILE 2026:**1. **IVA mensile marzo 2026** – Contribuenti IVA mensili – Versamento IVA relativa al mese di marzo2. **Ritenute fiscali marzo 2026** – Sostituti d’imposta – Versamento ritenute IRPEF su redditi da lavoro dipendente, assimilati e autonomo corrisposti a marzo3. **Contributi INPS dipendenti marzo 2026** – Datori di lavoro – Versamento contributi previdenziali su retribuzioni marzo4. **Contributi Gestione Separata INPS marzo 2026** – Committenti – Versamento contributi su compensi co.co.co. e professionisti marzo5. **Contributi INPS artigiani/commercianti** – Artigiani e commercianti – Prima rata trimestrale contributi 2026 (minimale + eccedenza su reddito 2025)6. **Ritenute su dividendi e proventi marzo 2026** – Società e intermediari finanziari – Versamento ritenute su dividendi e proventi finanziari corrisposti a marzo7. **IRAP primo trimestre 2026** – Enti non commerciali (se soggetti a versamenti periodici) – Versamento IRAP trimestrale**LUNEDÌ 21 APRILE 2026:**1. **IVA trimestrale primo trimestre 2026** – Contribuenti IVA trimestrali – Versamento IVA gennaio-marzo con maggiorazione 1%2. **Liquidazione IVA primo trimestre** – Contribuenti IVA trimestrali – Elaborazione dati per comunicazione liquidazioni periodiche**VENERDÌ 25 APRILE 2026:**1. **INTRASTAT marzo 2026** – Operatori intracomunitari sopra soglia – Presentazione elenchi riepilogo operazioni intracomunitarie marzo2. **Dichiarazioni d’intento aprile 2026** – Esportatori abituali – Trasmissione telematica dichiarazioni d’intento per acquisti senza IVA ad aprile**MERCOLEDÌ 30 APRILE 2026:**1. **Certificazione Unica 2026** – Sostituti d’imposta – Termine ordinario per la consegna della CU ai percipienti (prorogabile)2. **Comunicazione liquidazioni IVA** – Tutti i contribuenti IVA (se mensili per gennaio-marzo, se trimestrali solo nota) – Predisposizione dati per trasmissione entro 31 maggioQuesta tabella fornisce una visione d’insieme delle principali **scadenze fiscali di aprile 2026**. È importante verificare eventuali proroghe o modifiche normative che potrebbero intervenire. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** monitora costantemente gli aggiornamenti normativi per garantire ai propri clienti informazioni sempre accurate e tempestive. Come Prepararsi alle Scadenze: Consigli PraticiAffrontare le **scadenze fiscali di aprile 2026** con serenità richiede organizzazione e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati. Ecco alcuni consigli pratici per gestire al meglio gli adempimenti fiscali del mese.Organizza la Documentazione per TempoIl primo passo per rispettare le **scadenze fiscali** è avere tutta la documentazione necessaria organizzata e disponibile. Per aprile 2026, assicurati di avere:**Per le ritenute fiscali e contributi:** – Cedolini paga di marzo 2026 con dettaglio delle ritenute operate – Prospetti contributivi INPS con importi da versare – Fatture e ricevute per compensi a collaboratori e professionisti – Documentazione di eventuali crediti contributivi da utilizzare**Per i versamenti IVA:** – Registri IVA vendite e acquisti aggiornati a marzo 2026 – Liquidazione IVA del mese/trimestre precedente – Eventuali crediti IVA da utilizzare in compensazione – Fatture elettroniche ricevute e emesse tramite SDI**Per le operazioni intracomunitarie:** – Elenco delle fatture emesse/ricevute verso/da altri Paesi UE – Codici IVA delle controparti comunitarie – Classificazione merceologica dei beni (nomenclatura combinata)Mantieni un **calendario fiscale** sempre aggiornato, magari utilizzando reminder digitali che ti avvisino qualche giorno prima di ciascuna scadenza. Questo ti permetterà di non farti cogliere impreparato e di avere il tempo necessario per verificare i calcoli e preparare i versamenti.Verifica Disponibilità Economica e Pianifica i Flussi di CassaUno degli aspetti critici delle **scadenze fiscali** è garantire la disponibilità finanziaria per effettuare i versamenti. Aprile può essere un mese particolarmente oneroso, soprattutto per chi deve versare l’IVA trimestrale oltre ai contributi ordinari.**Consigli per la gestione della liquidità:** – Accantona mensilmente le somme necessarie per i versamenti fiscali su un conto dedicato – Prepara un prospetto dei versamenti previsti con almeno 10 giorni di anticipo – Valuta l’utilizzo di eventuali crediti fiscali in compensazione per ridurre l’esborso – Se prevedi difficoltà, considera la possibilità di richiedere una rateizzazione INPS – Per versamenti rilevanti, verifica che il plafond della carta o i limiti di bonifico siano sufficientiSe ti trovi in difficoltà economiche temporanee, è meglio valutare subito le opzioni disponibili (compensazioni, rateizzazioni) piuttosto che omettere i versamenti. Le sanzioni e gli interessi possono far aumentare significativamente il debito iniziale.Per le **imprese**, considera che aprile rappresenta anche un mese di pianificazione per le scadenze del secondo trimestre. Una corretta programmazione finanziaria ti permette di affrontare tutti gli adempimenti senza stress e senza compromettere l’operatività aziendale.Affidati al CAF Centro Fiscale per una Gestione SicuraLa complessità delle **scadenze fiscali aprile 2026** e la varietà degli adempimenti richiesti rendono spesso difficile per privati e piccole imprese gestire tutto in autonomia. Affidarsi a professionisti qualificati può fare la differenza.Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre un servizio completo di assistenza fiscale che include:**Gestione adempimenti mensili e trimestrali:** – Calcolo e predisposizione delle liquidazioni IVA – Elaborazione cedolini paga e versamento contributi – Compilazione e invio modelli F24 – Gestione delle ritenute fiscali per sostituti d’imposta**Consulenza specializzata:** – Verifica della corretta classificazione fiscale e contributiva – Ottimizzazione dell’uso dei crediti fiscali in compensazione – Assistenza in caso di controlli o richieste da parte degli enti – Supporto per regolarizzazioni e ravvedimenti operosi**Servizio personalizzato:** – Promemoria automatici prima di ogni scadenza – Report periodici sulla situazione fiscale e contributiva – Disponibilità sia in ufficio a Udine che online per tutta ItaliaRivolgiti al **CAF Centro Fiscale** significa avere la certezza che tutti gli adempimenti vengano gestiti correttamente e nei tempi previsti, permettendoti di concentrarti sulla tua attività senza preoccupazioni fiscali. Il nostro team di esperti monitora costantemente le novità normative e ti informa tempestivamente di eventuali cambiamenti che potrebbero riguardarti.Per maggiori informazioni sui nostri servizi di assistenza fiscale, consulta la nostra pagina dedicata al 730 e alle dichiarazioni dei redditi, oppure contattaci direttamente.Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali Aprile 2026Quali sono le scadenze fiscali più importanti di aprile 2026?Le scadenze fiscali più importanti di aprile 2026 sono il 16 aprile (versamento IVA mensile marzo, ritenute fiscali, contributi INPS dipendenti e artigiani/commercianti) e il 21 aprile (versamento IVA trimestrale primo trimestre con maggiorazione 1%). Entro il 25 aprile vanno presentati anche i modelli INTRASTAT per le operazioni intracomunitarie di marzo.Chi deve versare l’IVA entro il 16 aprile 2026?Devono versare l’IVA entro il 16 aprile 2026 tutti i contribuenti IVA mensili per il mese di marzo 2026. Si tratta principalmente di soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività. I contribuenti trimestrali versano invece il 21 aprile.Cos’è la maggiorazione dell’1% sull’IVA trimestrale?La maggiorazione dell’1% è un interesse che i contribuenti IVA trimestrali devono applicare sull’importo dell’IVA dovuta per il trimestre. Si calcola sull’IVA netta da versare e rappresenta il costo del differimento rispetto ai versamenti mensili. Per esempio, su un’IVA trimestrale di 10.000 euro, la maggiorazione è di 100 euro.Quali sanzioni si applicano per ritardato versamento delle scadenze di aprile?Per i versamenti tributari, la sanzione ordinaria è del 30% dell’importo non versato, più interessi di mora. Tuttavia, con il ravvedimento operoso le sanzioni si riducono notevolmente: 0,1% al giorno per i primi 14 giorni, 1,5% dal 15° al 30° giorno, fino a un massimo del 4,29% per ravvedimenti oltre l’anno. Per i contributi INPS le sanzioni civili vanno dal 5% al 10% in base ai mesi di ritardo.I contribuenti in regime forfettario hanno scadenze fiscali ad aprile 2026?I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla maggior parte delle scadenze di aprile 2026: non devono versare IVA né effettuare liquidazioni periodiche. Tuttavia, se hanno dipendenti o collaboratori, devono rispettare le scadenze del 16 aprile per ritenute fiscali e contributi INPS relativi ai lavoratori. I forfettari versano l’imposta sostitutiva solo a giugno e novembre.Come si utilizza un credito IVA in compensazione nel modello F24?Per utilizzare un credito IVA in compensazione, occorre indicarlo nella sezione Erario del modello F24 con il codice tributo del credito (es. 6099 per credito IVA anno precedente) nella colonna importi a credito compensati. Il sistema calcola automaticamente il saldo tra debiti e crediti. Attenzione: crediti IVA superiori a 5.000 euro richiedono il visto di conformità e possono essere compensati solo telematicamente.Le **scadenze fiscali di aprile 2026** richiedono attenzione, organizzazione e, quando necessario, il supporto di professionisti qualificati. Il **calendario fiscale aprile 2026** è denso di adempimenti che riguardano IVA, ritenute fiscali, contributi previdenziali e comunicazioni periodiche. Rispettare tutte le scadenze nei tempi previsti è fondamentale per evitare sanzioni, interessi di mora e problemi con gli enti fiscali e previdenziali.Come abbiamo visto, le date principali sono il **16 aprile** (IVA mensile, ritenute, contributi) e il **21 aprile** (IVA trimestrale), ma non vanno trascurate le scadenze specifiche per operatori intracomunitari, esportatori abituali e categorie particolari. La corretta compilazione del **modello F24**, l’utilizzo appropriato dei codici tributo e la gestione delle compensazioni richiedono competenza tecnica e conoscenza aggiornata della normativa.Hai bisogno di assistenza per gestire le **scadenze fiscali di aprile 2026**? Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a tua disposizione per supportarti in tutti gli adempimenti fiscali e contributivi, sia in ufficio che online. Il nostro team di esperti ti aiuta a calcolare gli importi corretti, compilare i modelli F24, gestire le compensazioni e rispettare tutte le scadenze senza stress. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su **WhatsApp al 366 6018121**.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per le Scadenze Fiscali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali e contributivi.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.ASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEL'assegno unico di ottobre 2026 viene pagato dall'INPS il 21 e 22 ottobre 2026 per le domande già in corso e senza variazioni. Importi 2026, conguagli, nuove domande e controlli ISEE. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 07:00:002026-10-13 17:19:08Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEENOTIZIE Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026Il DL 144/2026 ha eliminato il divieto assoluto di pagare le ferie non godute ai dipendenti pubblici a fine rapporto. Ecco quando spetta l'indennità e quando si perde. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-24 09:20:532026-03-24 07:52:39Scadenze Fiscali Aprile 2026: Calendario Completo per Privati e Imprese
NOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.
ASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEL'assegno unico di ottobre 2026 viene pagato dall'INPS il 21 e 22 ottobre 2026 per le domande già in corso e senza variazioni. Importi 2026, conguagli, nuove domande e controlli ISEE. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 07:00:002026-10-13 17:19:08Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEE
NOTIZIE Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026Il DL 144/2026 ha eliminato il divieto assoluto di pagare le ferie non godute ai dipendenti pubblici a fine rapporto. Ecco quando spetta l'indennità e quando si perde. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026
CAF, SUCCESSIONIImposte Successione 2026: Aliquote, Franchigie e CalcoloLe imposte di successione 2026 rappresentano uno dei principali costi che gli eredi devono affrontare quando ricevono un’eredità. Comprendere le aliquote, le franchigie e il meccanismo di calcolo è fondamentale per pianificare correttamente gli aspetti fiscali della successione.La normativa fiscale prevede aliquote differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede: più stretto è il vincolo familiare, più favorevole è il trattamento fiscale. Allo stesso modo, le franchigie (cioè gli importi esentasse) variano significativamente.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella gestione completa della successione, calcolando preventivamente tutte le imposte dovute e individuando le strategie più convenienti per ridurre il carico fiscale. Indice dei contenutiAliquote Imposte di Successione 2026Franchigie per Grado di ParentelaImposta Ipotecaria e Catastale sugli ImmobiliAgevolazione Prima Casa in SuccessioneCome si Calcola il Valore Catastale degli ImmobiliEsempi Pratici di Calcolo delle ImposteQuando e Come si Pagano le ImposteDomande FrequentiAliquote Imposte di Successione 2026 Le aliquote dell’imposta di successione variano in base al rapporto di parentela tra il defunto e ciascun erede. Aliquota 4% per coniuge e figliL’aliquota più favorevole è del 4% e si applica alle successioni a favore di coniuge, figli (sia naturali che adottivi), genitori e nipoti in linea retta. L’imposta del 4% si calcola solo sulla parte di eredità che supera la franchigia di 1 milione di euro.Aliquota 6% per fratelli e sorellePer i fratelli e sorelle del defunto, l’aliquota sale al 6%. La franchigia in questo caso è molto più bassa: solo 100.000 euro per ciascun fratello o sorella.Aliquota 6% per altri parenti fino al 4 gradoL’aliquota del 6% si applica anche ad ascendenti, discendenti, zii, nipoti e cugini. Per questi parenti non esiste franchigia.Aliquota 8% per soggetti non imparentatiL’aliquota massima è dell’8% e si applica a tutti i soggetti che non hanno vincoli di parentela con il defunto: amici, conviventi more uxorio, associazioni. Anche qui non esiste alcuna franchigia.BeneficiariAliquotaFranchigiaConiuge, figli, genitori4%1.000.000 euro ciascunoFratelli e sorelle6%100.000 euro ciascunoAltri parenti fino al 4 grado6%Nessuna franchigiaAltri soggetti (non parenti)8%Nessuna franchigiaHai dubbi sul calcolo delle imposte?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti fornisce un preventivo gratuito e gestisce l’intera pratica.CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121Franchigie per Grado di ParentelaLe franchigie di successione rappresentano l’importo esente da imposta che ciascun erede può ricevere senza pagare tasse. Franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figliConiuge, figli e genitori beneficiano della franchigia più alta: 1.000.000 di euro ciascuno. L’imposta del 4% si applica solo sulla parte eccedente il milione di euro. La franchigia è individuale: se gli eredi sono moglie e due figli, la franchigia totale è di 3 milioni di euro.Franchigia di 100.000 euro per fratelli e sorelleI fratelli e sorelle del defunto godono di una franchigia molto più bassa: 100.000 euro ciascuno. Superata questa soglia, si applica l’aliquota del 6% sull’eccedenza.Franchigia maggiorata per eredi con disabilita graveLa legge prevede una franchigia speciale per gli eredi con handicap grave riconosciuto ai sensi della Legge 104/92: 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.Imposta Ipotecaria e Catastale sugli Immobili Oltre all’imposta di successione, quando nell’eredità sono presenti beni immobili, si devono pagare l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%).Esempio di calcolo: Valore catastale immobile: 150.000 euroImposta ipotecaria (2%): 3.000 euroImposta catastale (1%): 1.500 euroTotale: 4.500 euro Agevolazione Prima Casa in SuccessioneL’agevolazione prima casa consente di pagare le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa invece che proporzionale:Imposta ipotecaria fissa: 200 euroImposta catastale fissa: 200 euroTotale: 400 euro (invece di 2% + 1%)Requisiti: L’erede deve non possedere altre proprietà nel Comune dell’immobile ereditato, trasferire la residenza entro 18 mesi, e l’immobile deve essere in categorie catastali abitative (escluse A/1, A/8, A/9). Vuoi verificare se hai diritto all’agevolazione prima casa?Il CAF Centro Fiscale verifica gratuitamente la tua situazione e calcola il risparmio fiscale ottenibile.CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121Come si Calcola il Valore Catastale degli Immobili Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente moltiplicatore:Categoria CatastaleTipologiaCoefficienteA (escluse A/10)Abitazioni110A/10Uffici e studi privati110C/1Negozi e botteghe42,84C/2, C/6, C/7Magazzini, rimesse140D (escluse D/5)Immobili produttivi65Esempio: Rendita catastale 800 euroValore catastale = 800 x 1,05 x 110 = 92.400 euro Esempi Pratici di Calcolo delle ImposteEsempio 1: Eredita coniuge e figli con prima casaSituazione: Moglie e 2 figli ereditano appartamento (valore catastale 180.000 euro) + conto corrente 150.000 euro + auto 15.000 euro = 345.000 euro totaliCalcolo: Ogni erede riceve meno di 1 milione, quindi imposta di successione = 0 euro. Con agevolazione prima casa: imposte ipotecarie e catastali = 400 euro.Esempio 2: Eredita tra fratelliSituazione: 2 fratelli ereditano 225.000 euro ciascuno.Calcolo per ciascun fratello: (225.000 – 100.000) x 6% = 7.500 euro. Totale imposte successione: 15.000 euro.Quando e Come si Pagano le Imposte di Successione Con il sistema di autoliquidazione, il pagamento avviene tramite addebito diretto sul conto corrente del dichiarante entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione. Per importi superiori a 1.000 euro è possibile richiedere la rateizzazione fino a 4 rate trimestrali. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulle Imposte di SuccessioneQuanto si paga di tasse su una successione?Per coniuge e figli: 0% fino a 1 milione ciascuno, poi 4%. Per fratelli: 0% fino a 100.000 euro, poi 6%. Per altri parenti: 6% senza franchigia. Per non parenti: 8% senza franchigia.Chi e esente dal pagamento delle imposte di successione?Nessuno è totalmente esente, ma grazie alle franchigie molti coniugi e figli che ereditano meno di 1 milione non pagano imposta di successione. Restano comunque dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successioneLe imposte di successione possono sembrare complesse, ma con il supporto del CAF Centro Fiscale tutto diventa semplice. Calcolo preventivo, dichiarazione telematica, gestione pagamento e volture complete.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Approfondimenti correlatiImposta Ipotecaria e Catastale 2% + 1%Marzo 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-24 09:00:002026-05-31 14:14:22Imposte Successione 2026: Aliquote, Franchigie e Calcolo
CAFEnti del Terzo Settore e RUNTS 2026: Cosa Cambia con il Nuovo Decreto del Ministero del LavoroIndice dei contenutiIl Nuovo Decreto del Ministero del Lavoro: Cosa IntroduceRUNTS 2026: Obblighi di Iscrizione e Nuove ScadenzeRequisiti Statutari Rafforzati per gli ETSBilancio e Trasparenza: Le Nuove Regole ContabiliControlli e Sanzioni: Cosa Rischiano gli Enti Non ConformiCome Adeguarsi al Nuovo Decreto: Guida PraticaDomande FrequentiIl Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato un nuovo decreto attuativo del Codice del Terzo Settore che introduce importanti novità per gli enti del terzo settore (ETS) iscritti o in procinto di iscriversi al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Le modifiche riguardano i requisiti statutari, gli obblighi contabili, i criteri di trasparenza e il sistema di controlli e sanzioni per garantire maggiore conformità normativa.Per associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato (ODV), associazioni di promozione sociale (APS) e cooperative sociali, questo decreto rappresenta un punto di svolta: chi non si adegua entro le scadenze previste rischia la cancellazione dal RUNTS e la perdita delle agevolazioni fiscali.Il decreto si inserisce nel solco tracciato dai recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul Codice del Terzo Settore, che hanno già fornito indicazioni operative sui requisiti fiscali e sulle modalità di iscrizione al RUNTS. Ora il Ministero del Lavoro aggiunge nuovi tasselli al quadro normativo, rendendo ancora più stringenti i controlli sugli enti del terzo settore.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Il Nuovo Decreto del Ministero del Lavoro: Cosa Introduce Il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2026 introduce modifiche sostanziali alla disciplina degli enti del terzo settore, aggiornando il D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) alla luce delle prime esperienze applicative del RUNTS. Il decreto nasce dall’esigenza di uniformare le prassi adottate dai diversi uffici regionali e di rafforzare i controlli sulla conformità degli enti iscritti.Le principali novità del decretoIl decreto ministeriale interviene su quattro pilastri fondamentali:Requisiti statutari più stringenti: lo statuto degli enti deve contenere clausole obbligatorie più dettagliate su governance, democraticità, trasparenza e destinazione del patrimonio in caso di scioglimento.Obblighi contabili rafforzati: vengono introdotti nuovi schemi di bilancio per fascia di ricavi, con obbligo di revisione legale dei conti per enti sopra determinate soglie.Sistema di controlli periodici: il RUNTS effettuerà verifiche a campione annuali sulla conformità degli statuti, sulla corretta tenuta della contabilità e sul rispetto dei vincoli di non distribuzione degli utili.Sanzioni amministrative graduate: da 1.000 euro a 50.000 euro per violazioni gravi, con possibilità di sospensione o cancellazione dal registro nei casi più gravi.Il decreto stabilisce inoltre tempistiche precise per l’adeguamento: gli enti già iscritti al RUNTS hanno 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per aggiornare lo statuto e la contabilità. I nuovi enti devono invece essere già conformi al momento della domanda di iscrizione.Impatto sulle agevolazioni fiscaliUn aspetto cruciale del decreto riguarda il legame tra iscrizione RUNTS e agevolazioni fiscali. Come già chiarito dall’Agenzia delle Entrate, gli enti non iscritti o non conformi al Codice del Terzo Settore perdono automaticamente i benefici fiscali previsti, tra cui:Esenzione IRES per le attività istituzionali (art. 79 D.Lgs. 117/2017)Detrazioni fiscali del 30% sulle donazioni ricevute (fino a 30.000 euro)Agevolazioni IMU e TARI per gli immobili utilizzati per attività di interesse generaleAccesso a contributi pubblici e bandi riservati agli ETSIl decreto introduce inoltre un meccanismo di sospensione temporanea delle agevolazioni in caso di irregolarità contabili o statutarie, con possibilità di ripristino solo dopo aver sanato le non conformità.RUNTS 2026: Obblighi di Iscrizione e Nuove Scadenze L’iscrizione al RUNTS diventa ancora più centrale con il nuovo decreto. Tutti gli enti del terzo settore che vogliono mantenere o acquisire lo status di ETS devono iscriversi al Registro Unico, rispettando requisiti più rigorosi rispetto al passato.Chi deve iscriversi al RUNTSIl decreto conferma l’obbligo di iscrizione per tutte le tipologie di enti previste dal Codice del Terzo Settore:Organizzazioni di volontariato (ODV)Associazioni di promozione sociale (APS)Enti filantropiciImprese sociali, incluse le cooperative socialiReti associativeSocietà di mutuo soccorsoAssociazioni riconosciute e non riconosciute che svolgono prevalentemente attività di interesse generale (art. 5 D.Lgs. 117/2017)Restano escluse dall’obbligo di iscrizione al RUNTS le associazioni sportive dilettantistiche (ASD/SSD), che seguono una disciplina separata, salvo che svolgano anche attività di interesse generale tipiche degli ETS.Nuove scadenze 2026 per l’iscrizioneIl decreto introduce scadenze stringenti per l’adeguamento degli enti già operativi:Entro il 30 giugno 2026: gli enti già iscritti devono aggiornare lo statuto secondo i nuovi requisiti ministerialiEntro il 30 settembre 2026: obbligo di deposito al RUNTS del bilancio 2025 conforme ai nuovi schemi contabiliEntro il 31 dicembre 2026: termine ultimo per la migrazione al RUNTS degli enti ancora iscritti nei vecchi registri regionali (ODV/APS)Per i nuovi enti costituiti dal 2026 in poi, l’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dalla costituzione, pena l’impossibilità di accedere alle agevolazioni fiscali e ai contributi pubblici.Documentazione richiesta per l’iscrizioneIl decreto amplia l’elenco dei documenti obbligatori per l’iscrizione al RUNTS:Atto costitutivo e statuto conformi al Codice del Terzo SettoreElenco nominativo degli amministratori con dichiarazione di assenza di cause ostative (condanne penali, conflitti di interesse)Bilancio o rendiconto economico-finanziario dell’ultimo esercizio (se l’ente è già operativo)Elenco delle attività di interesse generale effettivamente svolte (art. 5 D.Lgs. 117/2017)Dichiarazione sostitutiva sul rispetto del divieto di distribuzione degli utiliCertificazione contabile (per enti sopra 220.000 euro di entrate annue)Modello EAS (Enti Associativi) protocollato dall’Agenzia delle EntrateLa documentazione deve essere presentata telematicamente attraverso il portale ufficiale del RUNTS (www.runts.it), con firma digitale del rappresentante legale.Requisiti Statutari Rafforzati per gli ETS Uno dei punti più rilevanti del decreto riguarda i requisiti statutari che gli enti del terzo settore devono rispettare per ottenere e mantenere l’iscrizione al RUNTS. Lo statuto deve ora contenere clausole obbligatorie più dettagliate su diversi aspetti della governance e della gestione.Clausole statutarie obbligatorieIl decreto impone che lo statuto contenga tassativamente le seguenti clausole:Indicazione delle attività di interesse generale svolte dall’ente (art. 5 D.Lgs. 117/2017), con specificazione delle modalità operativeAssenza di scopo di lucro e divieto assoluto di distribuzione, anche indiretta, di utili, avanzi di gestione, fondi e riserveObbligo di reinvestimento degli utili nelle attività istituzionali dell’enteDevoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, liquidazione o estinzione, a favore di altri ETS o di finalità di interesse generaleDisciplina delle modalità di ammissione e di esclusione degli associati, con criteri non discriminatoriDiritti e obblighi degli associati, incluso il diritto di voto in assembleaNorme sulla trasparenza: obbligo di pubblicazione dello statuto, dei bilanci e degli elenchi degli amministratori sul sito web dell’ente (o, in mancanza, sul portale RUNTS)Criteri di democraticità nella gestione: un associato = un voto, indipendentemente dalla quota associativa versataGratuità delle cariche associative: amministratori e sindaci operano a titolo gratuito (salvo rimborsi spese documentati)Incompatibilità e conflitti di interesse: regole per prevenire situazioni di conflitto tra cariche sociali e attività commerciali dell’enteSe lo statuto attuale non contiene anche una sola di queste clausole, l’ente deve modificarlo tramite delibera assembleare straordinaria e depositare il nuovo testo al RUNTS entro i 180 giorni previsti.Governance e democraticità: nuovi standardIl decreto rafforza il principio di democraticità nella gestione degli enti del terzo settore. In particolare:L’assemblea degli associati deve riunirsi almeno una volta all’anno per approvare il bilancioGli amministratori devono essere eletti dall’assemblea con mandato non superiore a 4 anni (rinnovabile)È vietata la cooptazione automatica di membri del consiglio direttivo senza passare per l’assembleaPer enti con ricavi superiori a 1 milione di euro, è obbligatorio nominare un collegio sindacale o un revisore legaleQueste regole mirano a garantire che gli enti del terzo settore siano effettivamente partecipati dai loro membri e non gestiti da ristrette cerchie di persone.Come modificare lo statutoPer adeguare lo statuto ai nuovi requisiti, gli enti devono seguire questi passaggi:Convocazione assemblea straordinaria con ordine del giorno “Modifica statuto per adeguamento al D.M. Ministero del Lavoro 2026”Approvazione modifiche con maggioranza qualificata (solitamente 2/3 degli associati presenti)Redazione verbale dell’assemblea, sottoscritto dal presidente e dal segretarioDeposito telematico del nuovo statuto sul portale RUNTS, allegando il verbale assemblearePubblicazione dello statuto aggiornato sul sito web dell’ente (se presente)Per le associazioni riconosciute (dotate di personalità giuridica), la modifica statutaria deve essere autenticata da notaio e iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche presso la Prefettura.Bilancio e Trasparenza: Le Nuove Regole Contabili Un altro pilastro del decreto riguarda gli obblighi contabili e di trasparenza per gli enti del terzo settore. Il Ministero del Lavoro introduce nuovi schemi di bilancio differenziati per fasce di entrate, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza e comparabilità dei dati economici degli ETS.Tre fasce di adempimenti contabiliIl decreto suddivide gli enti in tre fasce in base alle entrate annue complessive, con obblighi crescenti:Fascia 1: Enti con entrate fino a 220.000 euroRendiconto semplificato entrate/uscite (rendiconto di cassa)Registrazione cronologica delle operazioni su libro giornale di cassaDeposito del rendiconto al RUNTS entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizioNessun obbligo di revisione contabile esternaFascia 2: Enti con entrate tra 220.000 e 1.000.000 di euroBilancio secondo schemi ministeriali (stato patrimoniale + rendiconto gestionale)Nota integrativa con dettaglio delle attività istituzionali e commercialiRelazione di missione sugli obiettivi raggiunti nell’annoRevisione contabile volontaria (consigliata ma non obbligatoria)Fascia 3: Enti con entrate superiori a 1.000.000 di euroBilancio completo con allegati obbligatoriRevisione legale dei conti obbligatoria (collegio sindacale o revisore iscritto al Registro)Relazione del collegio sindacale sul bilancioPubblicazione integrale del bilancio sul sito web e invio al RUNTSQuesti schemi di bilancio sono scaricabili dal portale RUNTS e devono essere compilati obbligatoriamente secondo i modelli ministeriali. Non sono più accettati bilanci in forma libera.Obbligo di trasparenza e pubblicazione onlineIl decreto rafforza gli obblighi di trasparenza per tutti gli enti del terzo settore, indipendentemente dalla dimensione:Gli enti devono pubblicare sul proprio sito web (se presente) o sul portale RUNTS: statuto, bilanci degli ultimi 3 anni, elenco degli amministratori con incarichiPer enti con entrate superiori a 100.000 euro, è obbligatorio avere un sito web dedicato (non solo una pagina social)Il bilancio sociale diventa obbligatorio per enti sopra i 500.000 euro di entrate, da depositare al RUNTS e pubblicare onlineLa trasparenza è considerata dal decreto un prerequisito essenziale per mantenere la fiducia dei donatori e dei finanziatori pubblici.Scadenze per il deposito del bilancio 2025Il decreto introduce scadenze uniformi per il deposito dei bilanci al RUNTS:Entro il 30 giugno 2026: deposito del bilancio/rendiconto 2025 per enti con esercizio coincidente con l’anno solareEntro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio: per enti con esercizio non coincidente con l’anno solareIl mancato deposito nei termini comporta la sospensione temporanea dell’iscrizione al RUNTS, con conseguente perdita delle agevolazioni fiscali.Controlli e Sanzioni: Cosa Rischiano gli Enti Non Conformi Il decreto introduce un sistema di controlli periodici sul rispetto dei requisiti da parte degli enti del terzo settore iscritti al RUNTS. I controlli mirano a verificare la conformità degli statuti, la correttezza della contabilità, il rispetto del divieto di distribuzione degli utili e l’effettivo svolgimento delle attività di interesse generale dichiarate.Tipologie di controlliIl decreto prevede tre modalità di controllo:Controlli a campione annuali: ogni anno, almeno il 5% degli enti iscritti al RUNTS vengono sottoposti a verifica documentale (statuto, bilanci, verbali assemblee)Controlli mirati: su segnalazione di terzi (associati, creditori, pubbliche amministrazioni) o in presenza di anomalie emerse dall’analisi dei bilanci depositatiControlli d’ufficio: per enti che ricevono contributi pubblici superiori a 100.000 euro annui, è prevista una verifica automaticaI controlli sono effettuati dagli uffici regionali del RUNTS, con possibilità di richiedere documentazione integrativa all’ente entro 30 giorni dalla richiesta.Sanzioni amministrative: la nuova scalaIl decreto introduce una scala di sanzioni proporzionata alla gravità delle violazioni riscontrate:Violazioni lievi (sanzione: 1.000 – 5.000 euro)Mancato aggiornamento tempestivo dello statutoRitardo nel deposito del bilancio (oltre 30 giorni dalla scadenza)Mancata pubblicazione online di documenti obbligatori (statuto, bilanci)Omessa comunicazione di variazioni di cariche sociali entro i terminiViolazioni gravi (sanzione: 5.000 – 20.000 euro)Statuto non conforme ai requisiti del Codice del Terzo SettoreBilancio non redatto secondo gli schemi ministerialiMancata tenuta della contabilità secondo le normeOmessa revisione legale (per enti sopra 1 milione di euro di entrate)Violazioni gravissime (sanzione: 20.000 – 50.000 euro + sospensione/cancellazione dal RUNTS)Distribuzione occulta di utili (anche indiretta) a soci, amministratori o terziSvolgimento prevalente di attività commerciali non di interesse generaleFalsa dichiarazione su requisiti statutari o contabili in fase di iscrizioneUtilizzo improprio di contributi pubblici per finalità diverse da quelle previsteNei casi più gravi, il RUNTS può disporre la cancellazione d’ufficio dell’ente dal registro, con conseguente perdita immediata di tutte le agevolazioni fiscali e obbligo di restituzione dei contributi pubblici eventualmente percepiti negli ultimi 3 anni.Procedimento sanzionatorio: diritto di difesaPrima dell’applicazione di una sanzione, l’ente ha diritto a difendersi:Il RUNTS notifica all’ente la contestazione formale delle violazioni riscontrateL’ente ha 30 giorni per presentare memorie difensive e documentazione integrativaIl RUNTS valuta le controdeduzioni e decide entro 60 giorniIn caso di sanzione, l’ente può presentare ricorso amministrativo al Ministero del Lavoro entro 30 giorniSolo dopo l’esito negativo del ricorso, la sanzione diventa definitiva e l’ente è tenuto a pagarla entro 90 giorni.Come Adeguarsi al Nuovo Decreto: Guida Pratica Per le associazioni, fondazioni e cooperative sociali che vogliono mettersi in regola con il nuovo decreto, ecco una guida operativa passo-passo per l’adeguamento completo.Step 1: Audit dello statuto attualeIl primo passo è verificare la conformità dello statuto vigente ai nuovi requisiti ministeriali. Scarica la checklist ufficiale dal portale RUNTS e confronta articolo per articolo.Clausole da verificare:Elenco attività di interesse generale (art. 5 D.Lgs. 117/2017) presente e dettagliato?Divieto di distribuzione utili esplicito e senza eccezioni?Devoluzione patrimonio in caso di scioglimento regolata?Norme su trasparenza e pubblicazione documenti online presenti?Criteri democratici (un associato = un voto) rispettati?Gratuità delle cariche associative prevista?Se anche una sola clausola manca o è formulata in modo generico, lo statuto va modificato.Step 2: Convocazione assemblea straordinariaRedigi la convocazione assembleare con ordine del giorno specifico: “Modifica statuto per adeguamento al D.M. Ministero del Lavoro 2026 sul RUNTS”.Modalità di convocazione:Preavviso di almeno 15 giorni dalla data dell’assembleaComunicazione tramite email certificata (PEC) o raccomandata a tutti gli associatiAllegare la bozza del nuovo statuto per consentire agli associati di valutarloL’assemblea deve approvare le modifiche con maggioranza qualificata (solitamente 2/3 dei presenti), secondo quanto previsto dallo statuto attuale.Step 3: Aggiornamento della contabilitàParallelamente alla modifica statutaria, è necessario adeguare il sistema contabile ai nuovi schemi ministeriali.Azioni da compiere:Individuare la fascia di appartenenza in base alle entrate annue (vedi sopra)Scaricare i modelli di bilancio dal portale RUNTSRedigere il bilancio 2025 secondo i nuovi schemi (entro 30 settembre 2026)Per enti sopra 1 milione di euro: nominare collegio sindacale o revisore legalePredisporre la relazione di missione (per enti fascia 2 e 3)Se l’ente non ha competenze contabili interne, è consigliabile affidarsi a un commercialista specializzato in enti non profit.Step 4: Deposito al RUNTSDopo l’approvazione delle modifiche statutarie, procedi con il deposito telematico sul portale RUNTS:Accedi al portale RUNTS con SPID o CIE del rappresentante legaleSeleziona “Variazione dati ente” → “Modifica statuto”Carica il nuovo statuto in PDF/A firmato digitalmenteAllega il verbale assembleare che approva le modifichePaga l’imposta di bollo (16 euro) tramite PagoPAInvia la pratica e attendi la validazione da parte dell’ufficio RUNTS (tempi: 30-60 giorni)Una volta approvato il nuovo statuto, il RUNTS aggiorna automaticamente l’iscrizione dell’ente.Step 5: Presentazione Modello EAS aggiornatoEntro 60 giorni dalla modifica statutaria, l’ente deve presentare all’Agenzia delle Entrate il Modello EAS aggiornato, comunicando le variazioni intervenute (attività svolte, codici ATECO, ecc.).Il Modello EAS si presenta telematicamente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).Step 6: Pubblicazione online dei documentiInfine, l’ente deve pubblicare sul proprio sito web (o, in mancanza, sul portale RUNTS):Statuto aggiornatoBilanci degli ultimi 3 anniElenco degli amministratori con relative caricheInformazioni su come contattare l’enteLa trasparenza è un requisito obbligatorio per mantenere l’iscrizione al RUNTS e le agevolazioni fiscali.Assistenza professionale: quando serveL’adeguamento al nuovo decreto richiede competenze giuridiche (per lo statuto) e contabili (per il bilancio). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata agli enti del terzo settore per:Analisi dello statuto e redazione delle modifiche necessariePredisposizione bilanci secondo i nuovi schemi ministerialiPresentazione domanda RUNTS e gestione pratiche telematicheCompilazione Modello EAS e dichiarazioni dei redditiConsulenza fiscale su agevolazioni ETS e controlli📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su RUNTS e Decreto Ministero LavoroEntro quando devo adeguare lo statuto al nuovo decreto?Gli enti gia iscritti al RUNTS hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per aggiornare lo statuto secondo i nuovi requisiti ministeriali. Dopo tale data, gli enti non conformi rischiano la sospensione temporanea dall’iscrizione e la perdita delle agevolazioni fiscali.Quanto costa modificare lo statuto per adeguarlo al RUNTS?La modifica statutaria in se e gratuita (nessuna tassa di deposito al RUNTS). Tuttavia, per le associazioni riconosciute serve l’autentica notarile, con costi che vanno da 200 a 500 euro. Per le associazioni non riconosciute basta un verbale assembleare firmato digitalmente dal presidente, senza costi aggiuntivi. Consigliamo di farsi assistere da un commercialista per la verifica della conformita (costo: 300-600 euro).Cosa succede se non mi iscrivo al RUNTS entro le scadenze?Gli enti che non si iscrivono al RUNTS o non rispettano le scadenze di adeguamento perdono automaticamente lo status di Ente del Terzo Settore (ETS) e tutte le relative agevolazioni: esenzione IRES, detrazioni fiscali per donazioni, agevolazioni IMU e TARI. Inoltre, non possono piu accedere a contributi pubblici riservati agli ETS e rischiano sanzioni da 1.000 a 10.000 euro.Le associazioni sportive devono iscriversi al RUNTS?No. Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD e SSD) seguono una normativa separata e non devono iscriversi al RUNTS, salvo che svolgano anche attivita di interesse generale tipiche degli Enti del Terzo Settore (es. assistenza sociale, educazione, tutela ambiente). In quel caso, possono scegliere se iscriversi al RUNTS mantenendo anche il registro CONI.Il CAF puo aiutarmi con l’iscrizione al RUNTS e l’adeguamento al decreto?Si. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste enti del terzo settore, associazioni e cooperative sociali nell’intero processo di adeguamento: verifica conformita statuto, redazione modifiche statutarie, predisposizione bilanci secondo schemi ministeriali, presentazione domanda RUNTS, compilazione Modello EAS, gestione adempimenti fiscali. Contattaci per una consulenza personalizzata.Il nuovo decreto del Ministero del Lavoro sul RUNTS segna una tappa fondamentale per la regolamentazione degli enti del terzo settore in Italia. L’adeguamento ai requisiti statutari rafforzati, alle nuove regole contabili e al sistema di controlli è obbligatorio per mantenere lo status di ETS e accedere alle agevolazioni fiscali.Le associazioni, le fondazioni e le cooperative sociali devono agire entro le scadenze previste (30 giugno 2026 per lo statuto, 30 settembre 2026 per il bilancio 2025) per evitare sanzioni e la perdita dei benefici. L’iter di adeguamento richiede competenze specifiche in ambito giuridico e contabile: affidarsi a professionisti esperti è la scelta migliore per garantire la conformità.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per l’Adeguamento al Nuovo Decreto RUNTS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dello statuto, la predisposizione del bilancio secondo i nuovi schemi ministeriali e la gestione di tutti gli adempimenti per l’iscrizione e il mantenimento al RUNTS. Assistiamo associazioni, fondazioni e cooperative sociali in tutta Italia, sia in ufficio che online.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiCAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-24 07:20:532026-05-31 17:06:49Enti del Terzo Settore e RUNTS 2026: Cosa Cambia con il Nuovo Decreto del Ministero del Lavoro
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CAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa
CAFBaby Sitter Regolare: Guida Completa all’Assunzione 2026Indice dei contenutiPerché Assumere Regolarmente una Baby SitterCCNL Lavoro Domestico: Inquadramento ContrattualeProcedura di Assunzione: Comunicazione INPS ObbligatoriaLivelli di Inquadramento e Retribuzione Minima 2026Contributi INPS: Calcolo, Scadenze e Modalità di PagamentoTFR: Accantonamento e CalcoloFerie, Permessi, Festività e TredicesimaDetrazioni Fiscali per il Datore di LavoroCessazione del Rapporto: Dimissioni e LicenziamentoCasistiche Particolari: Casalinghe e DisoccupatiDomande FrequentiAssumere una baby sitter regolare non è solo un obbligo di legge, ma una scelta che tutela sia il datore di lavoro che la lavoratrice. Molte famiglie italiane si trovano nella necessità di affidare i propri figli a una persona di fiducia, ma spesso non conoscono gli adempimenti burocratici, i contributi INPS obbligatori e i diritti contrattuali previsti dal CCNL del lavoro domestico.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine scoprirai tutto quello che devi sapere per assumere correttamente una baby sitter: dalla comunicazione preventiva all’INPS, ai livelli retributivi 2026, fino al calcolo dei contributi, del TFR e delle detrazioni fiscali a cui hai diritto come datore di lavoro.Affidarsi a un CAF specializzato ti permette di evitare errori costosi, sanzioni e contenziosi, garantendo un rapporto di lavoro trasparente e conforme alla normativa vigente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Perché Assumere Regolarmente una Baby SitterAssumere una baby sitter in nero espone il datore di lavoro a sanzioni pesanti e alla mancanza di tutele in caso di infortuni, malattie o contenziosi. La regolarizzazione del rapporto di lavoro domestico offre invece numerosi vantaggi:Tutela assicurativa INAIL: in caso di infortunio della baby sitter durante l’orario di lavoro, l’INAIL copre le spese sanitarie e l’indennità.Detrazioni fiscali IRPEF: il datore di lavoro può detrarre fino a 1.549,37 euro annui per i contributi versati (dettagli più avanti).Tutela legale: un contratto scritto e regolare evita contenziosi e vertenze sindacali.Contribuzione pensionistica: la baby sitter matura diritti previdenziali utili per la pensione e per prestazioni come NASPI, maternità e malattia.Evitare sanzioni: il lavoro nero comporta sanzioni da 1.800 a 10.800 euro per ogni lavoratore irregolare, oltre al recupero di tutti i contributi non versati con interessi e more.Secondo i dati INPS 2025, in Italia ci sono oltre 860.000 lavoratori domestici regolari, di cui circa il 25% sono baby sitter. Tuttavia, si stima che il lavoro nero nel settore coinvolga almeno altrettanti lavoratori, con un danno erariale stimato in oltre 1 miliardo di euro annui.Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine per gestire l’assunzione significa avere la certezza di rispettare tutti gli obblighi di legge, ottimizzare le detrazioni fiscali e dormire sonni tranquilli. CCNL Lavoro Domestico: Inquadramento ContrattualeIl rapporto di lavoro con una baby sitter è regolato dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per il personale domestico, rinnovato l’ultima volta nel 2020 e tuttora in vigore nel 2026. Questo contratto definisce:Livelli di inquadramento (da A Super a D Super, in base a mansioni e qualifica)Retribuzione minima oraria (aggiornata annualmente in base agli scatti di anzianità)Orario di lavoro (massimo 54 ore settimanali per conviventi, 40 ore per non conviventi)Ferie, permessi, festivitàTredicesima mensilitàTFR (Trattamento di Fine Rapporto)Periodo di prova (da 8 a 45 giorni lavorativi, a seconda dell’anzianità)Preavviso in caso di cessazioneTipologie di Rapporto di LavoroIl CCNL prevede due modalità principali:Baby sitter convivente: vive presso la famiglia, ha diritto a vitto e alloggio (valutati convenzionalmente), orario max 54 ore settimanali con riposo giornaliero e settimanale.Baby sitter non convivente: lavora a ore o part-time, rientra a casa propria, orario max 40 ore settimanali.La maggior parte delle famiglie italiane opta per la baby sitter non convivente, con contratti part-time da 10 a 30 ore settimanali.Mansioni della Baby SitterLe mansioni tipiche includono:Accudimento e sorveglianza dei bambiniPreparazione pasti per i bambiniAccompagnamento a scuola o attivitàGioco educativo e supporto compiti (per bambini in età scolare)Igiene personale dei bambiniAttenzione: se la baby sitter svolge anche mansioni di pulizia domestica generica, potrebbe essere necessario un inquadramento diverso (colf con mansioni miste).Procedura di Assunzione: Comunicazione INPS ObbligatoriaL’assunzione di una baby sitter prevede obblighi precisi e tempistiche stringenti. Ecco i passi da seguire:1. Comunicazione Preventiva all’INPSIl datore di lavoro deve effettuare la comunicazione preventiva di assunzione almeno 24 ore prima dell’inizio del rapporto di lavoro. La comunicazione si effettua tramite:Portale INPS (area riservata con SPID/CIE/CNS)Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da mobile)CAF o consulente del lavoro (modalità consigliata per evitare errori)Dati necessari per la comunicazione:Codice fiscale del datore di lavoroCodice fiscale della lavoratriceData di assunzioneTipologia di rapporto (tempo determinato/indeterminato)Orario di lavoro settimanaleLivello di inquadramento CCNLRetribuzione oraria/mensileSanzioni per mancata comunicazione: da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore non comunicato.2. Contratto ScrittoAnche se il CCNL non obbliga alla forma scritta, è fortemente consigliato redigere un contratto di lavoro scritto che specifichi:Dati delle parti (datore di lavoro e lavoratrice)Data di inizio e durata del rapporto (determinato o indeterminato)Mansioni e livello di inquadramentoOrario di lavoro (giorni e fasce orarie)Retribuzione oraria/mensileLuogo di lavoroPeriodo di prova (se previsto)Preavviso in caso di cessazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di redazione contratto di lavoro domestico conforme al CCNL, con tutte le clausole necessarie.3. Iscrizione all’INPS Gestione Lavoratori DomesticiL’INPS attribuisce automaticamente un codice rapporto di lavoro che identifica univocamente il datore di lavoro e la lavoratrice. Questo codice sarà utilizzato per:Versamento trimestrale dei contributiComunicazioni all’INPS (variazioni, cessazioni)Accesso alla posizione contributiva online4. Libro Unico del Lavoro (Facoltativo per Domestici)I datori di lavoro domestico sono esentati dall’obbligo di tenuta del Libro Unico del Lavoro, ma devono conservare:Ricevute di pagamento degli stipendi (bonifico o ricevuta firmata)Ricevute MAV/PagoPA dei contributi INPS versatiCopia del contratto di lavoroQuesta documentazione va conservata per almeno 5 anni in caso di controlli INPS o vertenze. Livelli di Inquadramento e Retribuzione Minima 2026Il CCNL lavoro domestico prevede 8 livelli di inquadramento per le baby sitter, a seconda dell’esperienza, delle competenze e delle responsabilità. Ecco la tabella retributiva aggiornata al 2026:Tabella Retribuzione Baby Sitter 2026 (Non Conviventi)LivelloDescrizione MansioniRetribuzione Oraria MinimaRetribuzione Mensile (40h/sett)ABaby sitter generica senza esperienza5,81 €1.007,33 €BBaby sitter con 1-2 anni esperienza6,11 €1.059,07 €CBaby sitter qualificata (oltre 2 anni esperienza)6,60 €1.144,00 €DBaby sitter con compiti educativi, più bambini7,35 €1.274,00 €C SuperBaby sitter con diploma/qualifica pedagogica7,14 €1.237,60 €D SuperBaby sitter con laurea in Scienze Educazione o equivalente8,15 €1.412,00 €Fonte: CCNL Lavoro Domestico 2020, aggiornamento 2026. Retribuzioni mensili calcolate su 173,33 ore medie mensili (40h/settimana × 52 settimane ÷ 12 mesi).Maggiorazioni e IndennitàOltre alla retribuzione base, il CCNL prevede maggiorazioni per:Lavoro notturno (22:00-6:00): +20% sulla retribuzione orariaLavoro festivo: +60% oppure riposo compensativoStraordinario: +25% sulle prime 10 ore mensili, +35% oltre le 10 oreIndennità sostitutiva vitto/alloggio (conviventi): se non forniti, da concordare (indicativamente 200-300 €/mese)Scatti di AnzianitàOgni 2 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, la baby sitter ha diritto a uno scatto di anzianità pari al 3% della retribuzione base. Gli scatti si sommano fino a un massimo di 6 (12 anni).Esempio: Baby sitter livello C, retribuzione base 6,60 €/ora. Dopo 2 anni: 6,60 + (6,60 × 3%) = 6,80 €/ora.Contributi INPS: Calcolo, Scadenze e Modalità di PagamentoIl datore di lavoro domestico è obbligato al versamento trimestrale dei contributi INPS per la baby sitter. I contributi coprono:Pensione di vecchiaia e anzianitàAssicurazione INAIL (infortuni e malattie professionali)Maternità e congedo parentaleNASPI (indennità di disoccupazione, se requisiti rispettati)Assegni familiari (ANF)Calcolo Contributi 2026I contributi INPS per lavoratori domestici sono calcolati su fasce orarie settimanali. Ecco le aliquote 2026:Fasce Orarie SettimanaliRetribuzione Oraria EffettivaContributo Orario 2026Contributo Trimestrale (esempio 20h/sett)Fino a 24hFino a 8,50 €/h1,64 €425,60 € (260h trimestre)Oltre 24hOltre 8,50 €/h2,03 €527,80 € (260h trimestre)Fonte: INPS, Circolare n. 12/2026 – Contributi lavoro domestico. Le aliquote possono variare annualmente.Esempio Pratico di CalcoloScenario: Baby sitter livello C, 20 ore settimanali, retribuzione oraria 7,00 €.Ore settimanali: 20h (rientra nella fascia “fino a 24h”)Retribuzione oraria: 7,00 € (inferiore a 8,50 €, quindi contributo orario 1,64 €)Ore trimestrali: 20h × 13 settimane = 260 oreContributo trimestrale: 260h × 1,64 € = 426,40 €A questo importo si aggiunge il contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) di circa 3-5 € trimestrali.Scadenze Trimestrali INPSI contributi vanno versati entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre:TrimestrePeriodoScadenza Pagamento1° Trimestre1 gennaio – 31 marzo10 aprile2° Trimestre1 aprile – 30 giugno10 luglio3° Trimestre1 luglio – 30 settembre10 ottobre4° Trimestre1 ottobre – 31 dicembre10 gennaio (anno successivo)Sanzioni per ritardo: mora dello 0,40% mensile + recupero integrale dei contributi.Come Pagare i ContributiI contributi si pagano tramite:MAV precompilato INPS: ricevuto per posta o scaricabile dal portale INPS, pagabile in banca, posta o ricevitoriaPagoPA: sul portale INPS o app IO, con carta di credito/debito o conto correnteDomiciliazione bancaria: addebito automatico sul conto (da attivare sul portale INPS)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di calcolo e pagamento contributi trimestrali, con promemoria automatico delle scadenze. TFR: Accantonamento e CalcoloIl TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una somma che spetta alla baby sitter alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa (dimissioni, licenziamento, pensionamento).Come si Calcola il TFRIl TFR si calcola accumulando ogni anno una quota pari a 1/13,5 della retribuzione annua lorda (circa il 7,41%).Formula TFR annuo:TFR annuo = (Retribuzione lorda annua) ÷ 13,5Esempio pratico:Baby sitter livello C, 20h settimanaliRetribuzione oraria: 7,00 €Ore annue: 20h × 52 settimane = 1.040 oreRetribuzione lorda annua: 1.040h × 7,00 € = 7.280 €TFR annuo: 7.280 € ÷ 13,5 = 539,26 €TFR mensile accantonato: 539,26 € ÷ 12 = 44,94 €Accantonamento Trimestrale INPSPer i rapporti di lavoro domestico, il datore di lavoro può scegliere:Accantonare il TFR privatamente: ogni mese accantona la quota TFR e la paga alla cessazione (rischio: dimenticarsi o non avere liquidità al momento)Versare il TFR trimestralmente all’INPS: insieme ai contributi, si versa anche la quota TFR trimestrale. L’INPS gestisce il TFR e lo eroga direttamente alla lavoratrice alla cessazione.La seconda opzione è fortemente consigliata perché:Evita il rischio di dimenticare l’accantonamentoL’INPS rivaluta automaticamente il TFR con l’indice ISTATNessun problema di liquidità alla cessazioneTrasparenza per la lavoratriceIl versamento trimestrale del TFR all’INPS si effettua tramite lo stesso MAV dei contributi, con un’apposita voce dedicata.Rivalutazione TFRIl TFR accantonato viene rivalutato annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, con la formula:Rivalutazione = TFR accantonato × (1,5% + 0,75 × variazione ISTAT)La rivalutazione compensa l’inflazione e fa crescere il montante TFR nel tempo.Quando si Paga il TFRIl TFR va pagato alla lavoratrice entro i termini previsti dalla cessazione:Dimissioni o licenziamento: entro l’ultimo giorno di lavoro o il mese successivoPensionamento: entro il mese successivo alla cessazioneAnticipazione TFR: il CCNL lavoro domestico NON prevede anticipazioni (a differenza del CCNL industria/commercio)Se il TFR è stato versato all’INPS, sarà l’INPS stesso a erogarlo direttamente alla lavoratrice su richiesta.Tassazione del TFRIl TFR è soggetto a tassazione separata (non si somma al reddito annuo). L’aliquota media varia dal 15% al 30% a seconda degli anni di servizio e dell’importo complessivo.Ferie, Permessi, Festività e TredicesimaIl CCNL lavoro domestico riconosce alla baby sitter una serie di diritti fondamentali per il riposo e le festività.Ferie AnnualiLa baby sitter ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie annuali (circa 4 settimane), calcolati su base annua. Le ferie:Devono essere godute entro l’anno successivo a quello di maturazioneVanno concordate tra datore di lavoro e lavoratriceSono retribuite normalmente (non riducono lo stipendio)NON sono monetizzabili se non alla cessazione del rapporto (ferie residue non godute vengono pagate)Calcolo ferie maturate:26 giorni ÷ 12 mesi = 2,17 giorni di ferie al meseSe la baby sitter lavora 3 giorni a settimana, matura 2,17 giorni × 3/5 = 1,3 giorni/meseFestività RetribuiteIl CCNL riconosce 8 festività nazionali retribuite:1° gennaio (Capodanno)6 gennaio (Epifania)Lunedì di Pasqua25 aprile (Liberazione)1° maggio (Festa del Lavoro)2 giugno (Festa della Repubblica)15 agosto (Ferragosto)1° novembre (Ognissanti)8 dicembre (Immacolata)25 dicembre (Natale)26 dicembre (Santo Stefano)Se la baby sitter lavora in una festività, ha diritto a:Retribuzione doppia (100% normale + 100% maggiorazione)Oppure riposo compensativo in altra data concordataPermessi e AssenzeIl CCNL prevede:Permessi retribuiti: 16 ore annue (circa 2 giorni) per motivi personali, previo preavvisoMalattia: i primi 3 giorni NON sono retribuiti (periodo di carenza). Dal 4° giorno in poi, l’INPS eroga un’indennità pari al 50% della retribuzione convenzionale. Il datore di lavoro può integrare volontariamente.Maternità: indennità INPS pari all’80% della retribuzione per 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo). Il datore di lavoro anticipa l’indennità e poi la recupera dall’INPS tramite conguaglio contributivo.Congedo parentale: 6 mesi entro i primi 12 anni del bambino, indennità INPS al 30% (80% per i primi 3 mesi dal 2023).Tredicesima MensilitàLa tredicesima è obbligatoria per tutte le baby sitter. Si calcola come 1/12 della retribuzione annua lorda per ogni mese lavorato.Esempio:Baby sitter assunta a marzo 2026, retribuzione mensile 800 €Mesi lavorati entro dicembre: 10 (marzo-dicembre)Tredicesima dicembre 2026: 800 € × (10/12) = 666,67 €La tredicesima va pagata entro il 24 dicembre di ogni anno. Detrazioni Fiscali per il Datore di LavoroAssumere regolarmente una baby sitter non è solo un obbligo, ma comporta anche vantaggi fiscali significativi per il datore di lavoro.Detrazione IRPEF sui Contributi INPSIl datore di lavoro domestico può detrarre dall’IRPEF il 19% dei contributi previdenziali versati all’INPS, fino a un massimo di spesa di 1.549,37 euro annui.Detrazione massima annua: 1.549,37 € × 19% = 294,38 €La detrazione si applica nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) dell’anno successivo a quello di versamento dei contributi.Esempio pratico:Contributi INPS versati nel 2026: 1.800 € (4 trimestri)Importo detraibile: min(1.800 €, 1.549,37 €) = 1.549,37 €Detrazione IRPEF nel 730/2027: 1.549,37 € × 19% = 294,38 €Documentazione necessaria:Ricevute MAV/PagoPA dei contributi pagatiCodice rapporto di lavoro INPSCodice fiscale della baby sitterIl CAF Centro Fiscale di Udine include automaticamente questa detrazione nel 730, verificando i versamenti INPS e ottimizzando il risparmio fiscale.Deduzione per Addetti all’Assistenza PersonaleSe la baby sitter assiste persone non autosufficienti (es. bambini con disabilità certificata), il datore di lavoro può beneficiare di una deduzione dal reddito complessivo fino a 2.100 euro annui per le spese sostenute (retribuzione + contributi).Requisiti:Reddito complessivo del contribuente NON superiore a 40.000 €Certificazione di non autosufficienza rilasciata da ASL/medico di baseContratto regolare e contributi versatiLa deduzione si calcola sul totale delle spese sostenute (retribuzione + contributi + TFR), fino al limite di 2.100 €.Esempio:Spese annue baby sitter per bambino disabile: 8.000 €Deduzione applicabile: min(8.000 €, 2.100 €) = 2.100 €Risparmio fiscale (aliquota IRPEF 27%): 2.100 € × 27% = 567 €Bonus Asilo Nido e Baby Sitter (INPS)Dal 2024, il bonus asilo nido INPS (fino a 3.600 €/anno per ISEE sotto 25.000 €) può essere utilizzato anche per pagare una baby sitter in forma libero-professionale (con partita IVA) in alternativa all’asilo nido.Attenzione: per la baby sitter con contratto di lavoro domestico (dipendente), il bonus asilo nido NON è applicabile. È un’alternativa, non cumulabile.Assegno Unico Universale (AUU)Le spese per la baby sitter NON danno diritto a maggiorazioni dell’Assegno Unico, ma l’Assegno Unico può essere utilizzato per coprire parte della retribuzione.Cessazione del Rapporto: Dimissioni e LicenziamentoLa cessazione del rapporto di lavoro con la baby sitter può avvenire per dimissioni, licenziamento o scadenza del contratto a tempo determinato. In ogni caso, ci sono regole precise da rispettare.Dimissioni della Baby SitterLa baby sitter che intende dimettersi deve dare un preavviso scritto al datore di lavoro, secondo i termini previsti dal CCNL:Anzianità di ServizioPreavviso DimissioniFino a 5 anni15 giorni di calendarioOltre 5 anni30 giorni di calendarioDimissioni telematiche: dal 2016, le dimissioni di tutti i lavoratori subordinati (inclusi domestici) devono essere comunicate all’INPS tramite portale dimissioni volontarie (o tramite CAF/patronato). La comunicazione cartacea al datore di lavoro NON è sufficiente.Se la baby sitter non rispetta il preavviso, il datore di lavoro può trattenere dal TFR o dall’ultima retribuzione l’importo corrispondente all’indennità sostitutiva del preavviso.Licenziamento da Parte del Datore di LavoroIl datore di lavoro può licenziare la baby sitter per:Giusta causa (licenziamento immediato, senza preavviso): furto, violenza, abbandono del posto, grave negligenza verso i bambiniGiustificato motivo oggettivo: cessazione dell’esigenza (es. bambini cresciuti, trasferimento famiglia), con preavvisoGiustificato motivo soggettivo: inadempimento grave o reiterato degli obblighi contrattuali (es. assenze ingiustificate ripetute), con preavvisoPreavviso licenziamento (stesso delle dimissioni):Fino a 5 anni di anzianità: 15 giorniOltre 5 anni: 30 giorniIl licenziamento deve essere comunicato per iscritto (raccomandata A/R o PEC, se disponibile) con l’indicazione del motivo.Indennità sostitutiva del preavviso: se il datore di lavoro vuole licenziare con decorrenza immediata (senza far lavorare la baby sitter durante il preavviso), deve pagare un’indennità pari alla retribuzione del periodo di preavviso.Cessazione per Scadenza Contratto a Tempo DeterminatoSe il rapporto è a tempo determinato, alla scadenza naturale del contratto il rapporto cessa automaticamente, senza necessità di preavviso né giustificazione.Attenzione: se il rapporto continua oltre la scadenza senza rinnovo scritto, si trasforma automaticamente in tempo indeterminato.Comunicazione di Cessazione all’INPSIl datore di lavoro deve comunicare la cessazione del rapporto all’INPS entro 5 giorni dalla data effettiva di fine lavoro, tramite:Portale INPS (area riservata)Contact Center INPSCAF o consulente del lavoroLa comunicazione di cessazione è fondamentale per:Bloccare il calcolo dei contributiPermettere alla lavoratrice di richiedere la NASPI (se spetta)Evitare sanzioni per mancata comunicazioneLiquidazione FinaleAlla cessazione, il datore di lavoro deve pagare alla baby sitter:Retribuzione residua (giorni lavorati nel mese di cessazione)Ferie non godute (se presenti)Tredicesima maturata (quota proporzionale ai mesi lavorati nell’anno)TFR (se accantonato privatamente; se versato all’INPS, sarà erogato dall’INPS su richiesta della lavoratrice)Indennità sostitutiva preavviso (se il licenziamento è senza preavviso lavorato)È consigliabile redigere una lettera di quietanza liberatoria firmata dalla lavoratrice, in cui si attesta di aver ricevuto tutte le competenze dovute e di non avere nulla a pretendere. Casistiche Particolari: Casalinghe e DisoccupatiAlcune categorie di datori di lavoro domestico godono di agevolazioni contributive specifiche.Casalinghe e CasalinghiSe il datore di lavoro è una casalinga o un casalingo (persona che si dedica alla cura della casa senza svolgere attività lavorativa retribuita), può beneficiare di una riduzione contributiva INPS del 50% per l’assunzione di colf o baby sitter.Requisiti:Essere iscritto alla Gestione separata INPS casalinghe (contributo volontario di circa 310 €/anno)Non svolgere attività lavorativa retribuitaAssumere una lavoratrice domestica (colf o baby sitter) con contratto regolareVantaggi:Contributi INPS ridotti del 50%Stessi diritti per la lavoratrice (contribuzione piena ai fini pensionistici)Esempio:Contributo INPS ordinario: 1,64 €/oraContributo con riduzione casalinga: 1,64 € × 50% = 0,82 €/oraRisparmio trimestrale (260h): (1,64 – 0,82) × 260 = 213,20 €Disoccupati e Percettori di Sostegno al RedditoI disoccupati che percepiscono NASPI o DIS-COLL possono assumere una baby sitter e continuare a percepire l’indennità, a condizione che:Il rapporto di lavoro domestico sia regolarmente comunicato all’INPSLa retribuzione della baby sitter NON sia finanziata con l’indennità di disoccupazione (uso di risparmi o redditi familiari)Non ci sono agevolazioni contributive specifiche, ma il disoccupato può comunque beneficiare della detrazione IRPEF del 19% sui contributi versati (se ha capienza fiscale).Famiglie Numerose (3 o Più Figli Minori)Le famiglie con almeno 3 figli minori di 18 anni possono beneficiare di:Carta Famiglia: sconti su servizi (trasporti, cultura, utenze), ma NON riduzione contributi baby sitterAssegno Unico maggiorato: importo mensile più alto per ogni figlio dal terzo in poiNon esistono agevolazioni contributive dirette per l’assunzione di baby sitter, ma l’Assegno Unico può essere utilizzato per coprire parte della retribuzione.Residenti all’Estero con Baby Sitter in ItaliaSe il datore di lavoro è residente all’estero per motivi di lavoro ma la famiglia (e la baby sitter) risiede in Italia, è obbligatorio:Registrare il rapporto di lavoro presso l’INPS italianoVersare i contributi in Italia secondo le aliquote ordinarieComunicare la residenza estera per evitare incongruenze fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste anche famiglie con datori di lavoro non residenti, gestendo comunicazioni INPS e versamenti contributivi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande FrequentiQuanto costa assumere una baby sitter regolarmente?Il costo totale dipende da ore lavorate e livello. Per una baby sitter part-time 20h/settimana livello C (7 euro/ora), il costo mensile è circa 560 euro di retribuzione + 140 euro di contributi INPS trimestrali (circa 47 euro/mese) + TFR accantonato (45 euro/mese). Totale circa 650 euro/mese. Puoi detrarre il 19% dei contributi INPS nel 730 (circa 25 euro/mese di risparmio fiscale).Cosa succede se non comunico l’assunzione all’INPS?La mancata comunicazione preventiva entro 24 ore dall’inizio del rapporto comporta sanzioni da 500 a 2.500 euro. Inoltre, il lavoro nero espone a sanzioni molto piu pesanti: da 1.800 a 10.800 euro per ogni lavoratore irregolare, oltre al recupero integrale dei contributi non versati con interessi e more. Conviene sempre regolarizzare.La baby sitter ha diritto alla NASPI se viene licenziata?Si, se ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. L’indennita NASPI per lavoratori domestici e pari al 75% della retribuzione media mensile, erogata per un numero di settimane pari alla meta delle settimane contributive negli ultimi 4 anni. Attenzione: in caso di dimissioni volontarie, la NASPI NON spetta (salvo dimissioni per giusta causa).Posso licenziare la baby sitter senza motivo?No. Il licenziamento richiede una giusta causa (grave inadempimento immediato) o un giustificato motivo (oggettivo, come cessazione esigenza, o soggettivo, come inadempimenti reiterati). Il licenziamento senza giusta causa espone al rischio di reintegrazione della lavoratrice o risarcimento danni. Meglio affidarsi a un CAF o consulente del lavoro per gestire correttamente la cessazione.Devo pagare i contributi anche se la baby sitter lavora solo 5 ore a settimana?Si, i contributi INPS sono obbligatori anche per rapporti di lavoro domestico a ore ridotte. Per meno di 24 ore settimanali, l’aliquota contributiva e ridotta (1,64 euro/ora nel 2026 per retribuzioni fino a 8,50 euro/ora). Anche un rapporto di poche ore richiede comunicazione preventiva INPS e versamento trimestrale.Posso assumere una baby sitter con partita IVA per evitare i contributi?No, la baby sitter che lavora regolarmente per la stessa famiglia, con orari e mansioni continuative, e considerata SEMPRE lavoratrice subordinata ai sensi del CCNL lavoro domestico. L’uso improprio della partita IVA (falsa autonomia) espone a sanzioni per lavoro nero mascherato, recupero contributi e rischio di contenzioso legale. La baby sitter occasionale con partita IVA e ammessa solo per prestazioni saltuarie e non continuative.Assumere una baby sitter regolare è una scelta di responsabilità e trasparenza che tutela sia il datore di lavoro che la lavoratrice. Con le giuste informazioni e il supporto di un CAF specializzato, gestire gli adempimenti burocratici diventa semplice e ti permette di concentrarti su ciò che conta davvero: la serenità della tua famiglia e la cura dei tuoi figli.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’assunzione e la gestione di lavoratori domestici: dalla comunicazione preventiva all’INPS, al calcolo e pagamento dei contributi trimestrali, fino alla dichiarazione dei redditi con le detrazioni fiscali ottimizzate.Non lasciare nulla al caso: affidati a professionisti esperti e dormi sonni tranquilli.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per la Baby Sitter?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’assunzione, i contributi INPS, il contratto e le detrazioni fiscali.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 15:30:002026-05-31 16:51:55Baby Sitter Regolare: Guida Completa all’Assunzione 2026
CAF, COLF E BADANTIInfortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e ProceduraIndice dei contenutiCos’è l’infortunio sul lavoro domesticoRetribuzioni convenzionali INAIL 2025Tabella retribuzioni convenzionali colf e badantiObblighi del datore di lavoro domesticoProcedura denuncia infortunio INAILCalcolo indennità di inabilità temporaneaEsempi pratici di calcoloDifferenza tra infortunio e malattiaTermini e scadenzeDomande frequentiQuando una colf o badante subisce un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro domestico deve seguire una procedura precisa per la denuncia all’INAIL. Le retribuzioni convenzionali INAIL 2025 sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2/2025 e determinano l’importo dell’indennità spettante alla lavoratrice o al lavoratore infortunato.In questa guida completa spieghiamo come funziona l’assicurazione INAIL per il lavoro domestico, quali sono gli obblighi del datore di lavoro, come si calcola l’indennità di inabilità temporanea e quali sono i termini per la denuncia. Includiamo anche tabelle aggiornate con le retribuzioni convenzionali 2025 ed esempi pratici di calcolo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è l’infortunio sul lavoro domesticoL’infortunio sul lavoro domestico è un evento traumatico che si verifica durante lo svolgimento delle mansioni lavorative da parte di colf, badanti, baby sitter e altri lavoratori domestici. Può trattarsi di una caduta, un taglio, una scottatura, un incidente durante le pulizie o qualsiasi altro evento che causi lesioni fisiche.L’assicurazione INAIL per il lavoro domestico è obbligatoria per tutti i datori di lavoro domestico, come previsto dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38. La copertura assicurativa protegge il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali.Quando si configura l’infortunio domesticoPerché un evento sia riconosciuto come infortunio sul lavoro, devono sussistere tre elementi:Causa violenta: un evento traumatico improvviso (caduta, taglio, urto)Occasione di lavoro: l’evento deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioni lavorativeLesione: deve causare un danno fisico che comporta inabilità al lavoroEsempio: Una badante che scivola mentre pulisce le scale e si frattura il polso subisce un infortunio sul lavoro. Una colf che si scotta mentre stira o che si taglia mentre prepara il pranzo è coperta dall’assicurazione INAIL.Infortunio in itinereÈ considerato infortunio sul lavoro anche l’infortunio in itinere, cioè quello che avviene durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa, purché il percorso sia quello normale e non siano presenti deviazioni significative.Riferimento normativo: Articolo 12, D.Lgs. 38/2000 – “Assicurazione contro gli infortuni domestici” Retribuzioni convenzionali INAIL 2025Le retribuzioni convenzionali INAIL sono valori forfettari utilizzati per calcolare i premi assicurativi e le prestazioni economiche (indennità) spettanti ai lavoratori domestici in caso di infortunio. Non corrispondono alla retribuzione effettiva, ma a importi stabiliti annualmente dall’INAIL.Per il 2025, le retribuzioni convenzionali sono state aggiornate con la Circolare INAIL n. 2 del 24 gennaio 2025, che ha recepito l’adeguamento ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (+0,8% rispetto al 2024).A cosa servono le retribuzioni convenzionaliLe retribuzioni convenzionali INAIL hanno due funzioni principali:Calcolo del premio assicurativo annuale: il datore di lavoro domestico paga un premio INAIL calcolato sulla retribuzione convenzionaleCalcolo delle prestazioni economiche: l’indennità di inabilità temporanea, la rendita per inabilità permanente e le altre prestazioni INAIL sono calcolate sulla base della retribuzione convenzionaleImportante: La retribuzione convenzionale INAIL è indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore di lavoro e lavoratore domestico. Anche se la colf guadagna 1.500 euro al mese, l’INAIL utilizzerà la retribuzione convenzionale per calcolare le prestazioni.Fonte: Circolare INAIL n. 2/2025 – Rivalutazione retribuzioni convenzionali lavoro domesticoTabella retribuzioni convenzionali colf e badantiDi seguito riportiamo la tabella completa delle retribuzioni convenzionali INAIL 2025 per i lavoratori domestici, suddivise per fasce orarie settimanali:Ore settimanaliRetribuzione convenzionale annua 2025Retribuzione mensile (indicativa)Fino a 6 ore4.687,44 euro390,62 euroOltre 6 fino a 12 ore7.031,16 euro585,93 euroOltre 12 fino a 18 ore9.374,88 euro781,24 euroOltre 18 fino a 24 ore11.718,60 euro976,55 euroOltre 24 ore (convivente)14.062,32 euro1.171,86 euroNote importanti:Le retribuzioni convenzionali 2025 sono state rivalutate del +0,8% rispetto al 2024La retribuzione mensile indicativa è calcolata dividendo l’importo annuo per 12Per i lavoratori conviventi (oltre 24 ore settimanali) si applica la fascia più altaLe retribuzioni convenzionali sono valide per tutto il 2025Confronto con il 2024Ecco il confronto con le retribuzioni convenzionali 2024:Ore settimanali20242025VariazioneFino a 6 ore4.650,00 euro4.687,44 euro+37,44 euroOltre 24 ore13.950,00 euro14.062,32 euro+112,32 euroFonte: Circolare INAIL n. 2/2025 Obblighi del datore di lavoro domesticoIl datore di lavoro domestico ha precisi obblighi nei confronti dell’INAIL quando assume una colf, badante o altro lavoratore domestico. Vediamoli nel dettaglio:1. Iscrizione all’INAILIl datore di lavoro deve iscrivere la colf o badante all’INAIL entro 24 ore dall’assunzione. L’iscrizione si effettua:Online tramite il portale INAIL (servizio “Gestione domestici”)Telefonicamente al Contact Center INAIL 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile)Presso una sede INAIL territorialeDocumenti necessari per l’iscrizione:Codice fiscale del datore di lavoroCodice fiscale del lavoratore domesticoData di inizio rapporto di lavoroOre settimanali previsteTipo di rapporto (convivente o non convivente)2. Pagamento del premio annualeIl datore di lavoro deve pagare il premio INAIL entro il 31 gennaio di ogni anno per l’anno precedente. Per il 2025, il premio è calcolato sulla base delle retribuzioni convenzionali indicate nella tabella sopra.Importo del premio 2025:Ore settimanaliPremio annuale 2025Fino a 6 ore29,30 euroOltre 6 fino a 12 ore43,95 euroOltre 12 fino a 18 ore58,60 euroOltre 18 fino a 24 ore73,25 euroOltre 24 ore (convivente)87,90 euroIl premio si paga tramite bollettino MAV o F24 con codice tributo DDPP.3. Denuncia di infortunioIn caso di infortunio, il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare l’infortunio all’INAIL entro termini precisi (vedi sezione dedicata).4. Certificazione medicaIl datore di lavoro deve far rilasciare al lavoratore infortunato un certificato medico di infortunio da parte di un medico o del Pronto Soccorso. Il certificato deve indicare:Tipo di lesionePrognosi (giorni di inabilità temporanea)Dinamica dell’infortunioSanzioni per mancata iscrizione o denunciaLa mancata iscrizione all’INAIL o la mancata denuncia di infortunio comportano sanzioni amministrative:Omessa iscrizione: sanzione da 1.290 a 7.745 euro (articolo 55, D.Lgs. 81/2008)Omessa denuncia infortunio: sanzione da 1.290 a 7.745 euroDenuncia tardiva: sanzione ridotta proporzionale ai giorni di ritardoImportante: In caso di infortunio grave o mortale, la mancata denuncia può configurare anche responsabilità penale. Procedura denuncia infortunio INAILLa denuncia di infortunio è un adempimento obbligatorio che il datore di lavoro domestico deve effettuare quando la colf o badante subisce un infortunio sul lavoro. Vediamo passo per passo come si procede.Step 1: Prestare soccorso immediatoIn caso di infortunio, la prima cosa da fare è prestare soccorso al lavoratore:Se l’infortunio è grave: chiamare il 118Se l’infortunio è lieve: accompagnare il lavoratore dal medico curante o al Pronto SoccorsoStep 2: Ottenere il certificato medicoIl lavoratore deve farsi rilasciare un certificato medico di infortunio che indichi:Natura della lesione (frattura, contusione, ferita, ecc.)Prognosi (numero di giorni di inabilità temporanea)Dinamica dell’infortunioIl certificato può essere rilasciato da:Pronto Soccorso (in caso di infortunio grave)Medico curante (per infortuni lievi)Medico specialistaImportante: Il certificato medico deve essere inviato telematicamente all’INAIL direttamente dal medico tramite il sistema “Certificati di Infortunio/Malattia Professionale”.Step 3: Denuncia all’INAILIl datore di lavoro deve denunciare l’infortunio all’INAIL nei seguenti termini:Tipo di infortunioTermine denunciaInfortunio con prognosi superiore a 3 giorni2 giorni dal ricevimento del certificato medicoInfortunio mortale24 ore dall’eventoInfortunio con prognosi fino a 3 giorniNon obbligatorio, ma consigliatoCome si denuncia l’infortunio:Online sul portale INAIL: accedere al servizio “Denuncia di infortunio” con SPID, CIE o CNSTelefonicamente al Contact Center INAIL 803.164Tramite intermediario: CAF, patronato, consulente del lavoroPresso una sede INAIL territorialeStep 4: Compilare il modulo di denunciaIl modulo di denuncia richiede le seguenti informazioni:Dati del datore di lavoro (codice fiscale, residenza)Dati del lavoratore (codice fiscale, data assunzione, ore settimanali)Data, ora e luogo dell’infortunioDinamica dell’evento (descrizione dettagliata di cosa è accaduto)Certificato medico (protocollo telematico)Eventuali testimoniStep 5: Conservare la documentazioneIl datore di lavoro deve conservare per almeno 5 anni:Copia della denuncia di infortunioCertificato medicoRicevuta di invio INAILEventuale corrispondenza con INAILCosa succede dopo la denunciaDopo la denuncia, l’INAIL:Istruisce la pratica verificando i requisiti per l’indennizzabilitàPuò richiedere documentazione integrativaPuò convocare il lavoratore per visita medica presso la sede INAILEmette il provvedimento di accoglimento o rigettoEroga l’indennità in caso di accoglimentoI tempi di istruttoria variano da 30 a 60 giorni per le pratiche standard.Riferimento normativo: Articolo 53, DPR 1124/1965 – Denuncia degli infortuni sul lavoroCalcolo indennità di inabilità temporaneaL’indennità di inabilità temporanea è la prestazione economica che l’INAIL eroga al lavoratore domestico infortunato durante il periodo di inabilità al lavoro. Vediamo come si calcola.Quando spetta l’indennitàL’indennità spetta quando l’infortunio comporta una inabilità assoluta al lavoro superiore a 3 giorni. I primi 3 giorni (periodo di carenza) non sono indennizzati dall’INAIL.Importante: Durante i primi 3 giorni il datore di lavoro domestico non è obbligato a corrispondere alcuna retribuzione (a differenza del lavoro subordinato tradizionale dove i primi 3 giorni sono a carico del datore).Percentuali di indennizzoL’indennità è calcolata sulla retribuzione convenzionale giornaliera con le seguenti percentuali:PeriodoPercentualeNotePrimi 3 giorni (carenza)0%Non indennizzatiDal 4° al 90° giorno60%Della retribuzione convenzionale giornalieraDal 91° giorno in poi75%Della retribuzione convenzionale giornalieraFormula di calcoloPer calcolare l’indennità giornaliera:Retribuzione convenzionale giornaliera = Retribuzione convenzionale annua / 365Indennità giornaliera = Retribuzione giornaliera × PercentualeEsempio pratico di calcoloCaso: Badante convivente (oltre 24 ore settimanali) che subisce infortunio con prognosi di 30 giorni.Dati:Retribuzione convenzionale annua 2025: 14.062,32 euroPrognosi: 30 giorniPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)Dal 4° al 30° giorno: 27 giorni indennizzabili al 60%Calcolo:1. Retribuzione giornaliera:14.062,32 euro / 365 giorni = 38,52 euro/giorno2. Indennità giornaliera (60%):38,52 euro × 60% = 23,11 euro/giorno3. Indennità totale per 27 giorni:23,11 euro × 27 giorni = 623,97 euroRisultato: La badante riceverà dall’INAIL un’indennità complessiva di 623,97 euro per i 27 giorni indennizzati (esclusi i primi 3 di carenza).Pagamento dell’indennitàL’indennità viene pagata dall’INAIL:Direttamente al lavoratore tramite bonifico bancario o postaleCon cadenza mensile posticipataEntro 30 giorni dalla fine del mese di riferimentoNota fiscale: L’indennità di inabilità temporanea è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.Riferimento normativo: Articoli 66-74, DPR 1124/1965 – Indennità per inabilità temporanea Esempi pratici di calcoloVediamo altri esempi pratici di calcolo dell’indennità per diverse tipologie di infortunio e fasce orarie.Esempio 1: Colf part-time (10 ore settimanali)Situazione:Colf assunta per 10 ore settimanali (fascia “oltre 6 fino a 12 ore”)Infortunio: taglio profondo alla mano mentre lava i piattiPrognosi: 15 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 7.031,16 euroRetribuzione giornaliera: 7.031,16 / 365 = 19,26 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 15° giorno (12 giorni): 19,26 × 60% = 11,56 euro/giornoTotale indennità: 11,56 × 12 = 138,72 euroEsempio 2: Badante non convivente (18 ore settimanali)Situazione:Badante assunta per 18 ore settimanali (fascia “oltre 12 fino a 18 ore”)Infortunio: caduta dalle scale con frattura alla cavigliaPrognosi: 60 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 9.374,88 euroRetribuzione giornaliera: 9.374,88 / 365 = 25,68 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 60° giorno (57 giorni al 60%): 25,68 × 60% × 57 = 878,93 euroEsempio 3: Badante convivente con infortunio lungoSituazione:Badante convivente (oltre 24 ore settimanali)Infortunio: ustione grave mentre cucinaPrognosi: 120 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 14.062,32 euroRetribuzione giornaliera: 14.062,32 / 365 = 38,52 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 90° giorno (87 giorni al 60%): 38,52 × 60% × 87 = 2.010,74 euroDal 91° al 120° giorno (30 giorni al 75%): 38,52 × 75% × 30 = 866,70 euroTotale indennità: 2.010,74 + 866,70 = 2.877,44 euroEsempio 4: Infortunio in itinereSituazione:Colf assunta per 20 ore settimanali (fascia “oltre 18 fino a 24 ore”)Infortunio: incidente stradale mentre va al lavoro con lo scooterPrognosi: 45 giorniDati 2025:Retribuzione convenzionale annua: 11.718,60 euroRetribuzione giornaliera: 11.718,60 / 365 = 32,10 euro/giornoCalcolo:Primi 3 giorni (carenza): 0 euroDal 4° al 45° giorno (42 giorni al 60%): 32,10 × 60% × 42 = 809,28 euroNota: L’infortunio in itinere è coperto dall’assicurazione INAIL purché il percorso sia quello normale casa-lavoro e non ci siano deviazioni significative.Tabella riepilogativa esempiEsempioOre sett.PrognosiIndennità totaleColf part-time10 ore15 giorni138,72 euroBadante non convivente18 ore60 giorni878,93 euroBadante conviventeConvivente120 giorni2.877,44 euroInfortunio in itinere20 ore45 giorni809,28 euroDifferenza tra infortunio e malattiaÈ importante distinguere tra infortunio sul lavoro e malattia, perché hanno gestioni e coperture diverse.Infortunio sul lavoroCaratteristiche:Causa violenta: evento traumatico improvvisoOccasione di lavoro: deve verificarsi durante lo svolgimento delle mansioniCopertura INAIL: il lavoratore domestico è assicurato dall’INAILIndennità: pagata dall’INAIL dal 4° giornoEsempi:Caduta dalle scale mentre pulisceTaglio con coltello mentre prepara il pranzoUstione mentre stiraDistorsione mentre sposta mobiliMalattiaCaratteristiche:Causa lenta: processo patologico progressivo (influenza, bronchite, ecc.)Non legata al lavoro: può insorgere in qualsiasi momentoNessuna copertura INAIL: i lavoratori domestici NON hanno diritto all’indennità di malattia INPSIndennità: solo se prevista dal contratto collettivo o dal contratto individualeImportante: A differenza dei lavoratori dipendenti normali, colf e badanti NON hanno diritto all’indennità di malattia dall’INPS. Durante la malattia:Il datore di lavoro può sospendere la retribuzione (salvo diverso accordo contrattuale)Il rapporto di lavoro è tutelato: il datore non può licenziare per malattia fino a un certo periodo (periodo di comporto)Tabella comparativaAspettoInfortunioMalattiaCausaViolenta (trauma)Lenta (patologia)OccasioneDurante il lavoroIndipendente dal lavoroCoperturaINAILNessuna (lavoro domestico)IndennitàSì, dal 4° giorno (INAIL)No (salvo accordo contrattuale)Denuncia obbligatoriaSì (entro 2 giorni)NoCertificato medicoCertificato di infortunioCertificato di malattiaTutela del postoSì (periodo di comporto)Sì (periodo di comporto)Malattia professionaleEsiste anche la malattia professionale, cioè una patologia causata dall’attività lavorativa svolta in modo ripetuto nel tempo. Per i lavoratori domestici, esempi di malattie professionali possono essere:Patologie muscolo-scheletriche (lombalgie da movimentazione carichi pesanti)Dermatiti da contatto con detergentiPatologie respiratorie da inalazione di sostanze chimicheLe malattie professionali sono coperte dall’INAIL, ma devono essere denunciate dal lavoratore (non dal datore di lavoro) entro 15 giorni dalla diagnosi.Riferimento normativo: Articolo 2087 Codice Civile – Tutela delle condizioni di lavoro Termini e scadenzeRiepiloghiamo i principali termini e scadenze da rispettare in caso di infortunio di una colf o badante.Termini per la denuncia di infortunioAdempimentoTermineDecorrenzaDenuncia infortunio mortale24 oreDall’eventoDenuncia infortunio con prognosi > 3 giorni2 giorniDal ricevimento del certificato medicoCertificato medico (inviato dal medico)ImmediatoAl momento della visitaConservazione documentazione5 anniDalla data dell’infortunioTermini per le prestazioni INAILPrestazioneDecorrenzaNoteIndennità di inabilità temporaneaDal 4° giornoPrimi 3 giorni: carenza (non indennizzati)Rendita per inabilità permanenteDopo consolidamentoSe inabilità permanente ≥ 6%Indennizzo in capitaleDopo consolidamentoSe inabilità permanente 6-15%Scadenze amministrativeAdempimentoScadenzaRiferimentoIscrizione INAIL24 ore dall’assunzioneArticolo 13, D.Lgs. 38/2000Pagamento premio INAIL annuale31 gennaioPer l’anno precedenteVariazione ore lavoro30 giorniDalla variazioneCessazione rapporto di lavoro30 giorniDalla cessazioneCosa succede in caso di ritardoIl ritardo nella denuncia di infortunio può comportare:Sanzione amministrativa da 1.290 a 7.745 euroDifficoltà nell’istruttoria della pratica INAIL (mancanza di prove, testimoni, ecc.)Responsabilità civile e penale in caso di infortunio grave o mortaleConsiglio: In caso di dubbio se denunciare o meno un infortunio (ad esempio per prognosi borderline di 3-4 giorni), è sempre meglio denunciare. L’INAIL valuterà l’indennizzabilità, ma il datore di lavoro avrà adempiuto al suo obbligo.Ricorsi e contestazioniSe l’INAIL rigetta la denuncia di infortunio, il lavoratore può:Richiedere riesame alla sede INAIL territoriale entro 60 giorniFare ricorso amministrativo alla Direzione Regionale INAIL entro 90 giorniFare ricorso giudiziario al Tribunale del lavoro entro 3 anni (termine di prescrizione)Riferimento normativo: Articolo 104, D.Lgs. 81/2008 – Obblighi del datore di lavoro📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiChi paga i primi 3 giorni di infortunio della colf?I primi 3 giorni (periodo di carenza) NON sono indennizzati dall’INAIL e il datore di lavoro domestico non e obbligato a pagarli. A differenza del lavoro subordinato normale, nel lavoro domestico i primi 3 giorni non sono a carico del datore, salvo diverso accordo contrattuale.La retribuzione convenzionale INAIL e uguale allo stipendio della colf?No, la retribuzione convenzionale INAIL e un valore forfettario stabilito dall’INAIL per calcolare premi e prestazioni. E indipendente dalla retribuzione effettiva concordata tra datore e lavoratore. Per il 2025, va da 4.687,44 euro annui (fino a 6 ore settimanali) a 14.062,32 euro (conviventi oltre 24 ore).Entro quanto tempo devo denunciare l’infortunio all’INAIL?Devi denunciare l’infortunio entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico se la prognosi e superiore a 3 giorni. In caso di infortunio mortale, la denuncia deve essere fatta entro 24 ore dall’evento. Il ritardo comporta sanzioni da 1.290 a 7.745 euro.La colf ha diritto alla malattia pagata?No, i lavoratori domestici (colf e badanti) NON hanno diritto all’indennita di malattia dall’INPS. Durante la malattia il datore puo sospendere la retribuzione (salvo accordo contrattuale). Il rapporto e tutelato: il datore non puo licenziare durante il periodo di comporto.Se la badante si infortuna andando al lavoro, e coperta dall’INAIL?Si, l’infortunio in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) e coperto dall’assicurazione INAIL, purche il percorso sia quello normale e abituale senza deviazioni significative. L’indennita si calcola con le stesse modalita dell’infortunio sul lavoro.Quanto riceve di indennita una badante convivente infortunata per 30 giorni?Con la retribuzione convenzionale 2025 di 14.062,32 euro annui (38,52 euro/giorno), l’indennita per 30 giorni e: primi 3 giorni carenza (0 euro) + 27 giorni al 60% (23,11 euro/giorno x 27) = 623,97 euro totali pagati dall’INAIL.La gestione dell’infortunio di una colf o badante richiede attenzione e tempestività. Il datore di lavoro domestico deve conoscere le retribuzioni convenzionali INAIL 2025, rispettare i termini di denuncia e garantire la tutela del lavoratore.L’assicurazione INAIL copre il lavoratore dal 4° giorno di inabilità, erogando un’indennità calcolata sulla retribuzione convenzionale (60% dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giorno in poi).È fondamentale distinguere tra infortunio e malattia: solo l’infortunio è coperto dall’INAIL, mentre i lavoratori domestici non hanno diritto all’indennità di malattia.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per Colf e Badanti?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione di colf e badanti: iscrizione INAIL, denuncia infortunio, pratiche INPS, buste paga e contributi.I nostri servizi includono:Iscrizione INAIL per lavoratori domesticiDenuncia infortunio e gestione praticheCalcolo contributi INPS colf e badantiBuste paga e gestione contrattiAssistenza fiscale completa per datori di lavoro domesticiContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, COLF E BADANTI Morte assistito: cosa fare con la badante(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badanteCAF, COLF E BADANTI Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono) Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)CAF, COLF E BADANTI Badante H24: costi turnazione e gestione(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestioneCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 11:30:002026-05-31 16:22:09Infortunio Colf: Retribuzioni Convenzionali INAIL 2025 e Procedura
CAF, COLF E BADANTI Morte assistito: cosa fare con la badante(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badante
CAF, COLF E BADANTI Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono) Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)
CAF, COLF E BADANTI Badante H24: costi turnazione e gestione(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestione
CAFRegime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il Regime ImpatriatiIl regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito. Lavoro da RemotoOK se datore italiano. Per datore estero serve P.IVA italiana. Figli ResidentiOK maggiorazione 90% anche se figlio già in Italia (Circolare 17/E 2017). RequisitiResidenza fiscale ItaliaResidenza estera 2-6 anniAttività prevalente Italia AgevolazioniBase 70%: risparmio 11k/anno. Maggiorata 90%: risparmio 13k/anno. Come RichiedereVerifica requisiti CAF → Trasferisci residenza → Comunica datore → Raccogli docs → Dichiarazione annuale📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQLavoro remoto azienda estera?Si con P.IVA italianaFiglio gia in Italia ok 90%?Si, basta minorenneAssistenza CAFWhatsAppIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Tullio 13/B – 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano circa il 5-6% degli studenti italiani: si tratta di condizioni neurobiologiche riconosciute dalla Legge 170/2010 che comprendono dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia. Affrontare un DSA comporta per le famiglie un impegno economico significativo: diagnosi specialistiche, sedute di logopedia, supporto psicologico, strumenti compensativi e percorsi di tutoraggio. La buona notizia è che molte di queste spese sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi 2026. Questa guida ti spiega quali spese puoi recuperare, come calcolare il beneficio e come indicarle correttamente nel Modello 730/2026.Cosa sono i DSA: definizione, Legge 170/2010 e tipi di disturbo I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi neurobiologici che interessano in modo specifico la capacità di lettura, scrittura e calcolo, in assenza di deficit cognitivi generali, problemi sensoriali o carenze educative. Sono stati riconosciuti ufficialmente in Italia con la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, che ha introdotto norme su diagnosi, interventi e diritti a scuola.Il DM 5 luglio 2011 (Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA) ha definito le procedure diagnostiche e le misure dispensative e compensative da applicare in ambito scolastico.I quattro tipi di DSADislessia — difficoltà nella decodifica del testo scritto (lettura lenta, imprecisa, con molti errori)Disgrafia — difficoltà nella scrittura manuale (grafia illeggibile, lenta, scoordinata)Disortografia — difficoltà nell’applicazione delle regole ortografiche (errori sistematici di scrittura)Discalculia — difficoltà nell’elaborazione numerica e nel calcolo (lentezza, errori ripetuti nelle operazioni)Un bambino o ragazzo può avere uno o più di questi disturbi contemporaneamente (comorbidità). La diagnosi è competenza esclusiva di professionisti sanitari abilitati: Neuropsichiatra Infantile (NPI), psicologo clinico o struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal SSN.Importante: la diagnosi DSA rilasciata da una struttura accreditata è il documento base per accedere sia ai diritti scolastici sia alle agevolazioni fiscali descritte in questa guida.Quali spese DSA sono detraibili al 19%: lista completa La detrazione fiscale del 19% sulle spese sanitarie è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Per le spese legate ai DSA, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 20/E/2011 e successive risoluzioni quali oneri rientrano in questa categoria.Ecco la lista completa delle spese DSA detraibili:Spese sanitarie specialistiche (senza franchigia)Diagnosi neuropsicologica — visita del Neuropsichiatra Infantile o dello psicologo per accertare il DSALogopedista — sedute di logopedia per dislessia, disgrafia, disortografia (si veda anche la nostra guida su Partita IVA Logopedista 2026 per capire il professionista con cui interagisci)Psicologo clinico — percorsi di supporto psicologico specifici per i DSANeuropsicomotricista — terapia psicomotoria prescritta per il disturboSedute di riabilitazione — presso strutture sanitarie accreditate SSNVisite specialistiche di controllo — follow-up annuali del disturboPer le spese sanitarie specialistiche non si applica la franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% si calcola sull’intero importo speso.Spese mediche generali (con franchigia 129,11 euro)Farmaci prescritti per comorbidità (es. ADHD associato al DSA)Esami diagnostici strumentali (neuroimaging, EEG se prescritti)Ticket SSN per prestazioni collegate al percorso DSAStrumenti compensativi e materiali didattici: il caso della detraibilitàQuesto è il punto più dibattuto. Secondo l’interpretazione prevalente dell’Agenzia delle Entrate:Software specifici per DSA (es. sintesi vocale, programmi di scrittura predittiva): detraibili se prescritti da un medico come ausilio terapeutico, con fattura intestata al genitore o al paziente e relativa prescrizioneLibri parlanti e audiolibri: in linea di principio non detraibili come spesa medica, ma possono rientrare nelle spese di istruzione in alcuni casiTablet e device tecnologici: NON detraibili come spese mediche (sono beni di consumo generale)Tutoraggio specializzato DSA: NON detraibile come spesa medica; potrebbe rientrare nelle spese di istruzione se fornito da istituto riconosciutoConsiglio pratico: prima di acquistare software o strumenti compensativi, chiedi al tuo NPI o psicologo di rilasciare una prescrizione medica esplicita. Questo documento è indispensabile per la detraibilità.Per la lista completa di tutte le spese sanitarie detraibili nel 730, consulta la nostra guida Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa.Requisiti per la detrazione spese DSA 2026 Per portare in detrazione le spese DSA nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno fiscale 2025), devono essere soddisfatti questi requisiti:1. Diagnosi clinica certificataIl soggetto con DSA deve avere una diagnosi ufficiale rilasciata da:Struttura pubblica del SSN (ASL, ospedali con UO di NPI)Struttura privata accreditata con il SSNProfessionista privato abilitato (NPI, psicologo iscritto all’Albo) con documentazione conforme alle Linee Guida DM 5/7/2011La diagnosi è necessaria non solo per la scuola, ma anche per giustificare le spese specialistiche ai fini fiscali.2. Tracciabilità del pagamento (obbligatoria dal 2020)Dal 1° gennaio 2020, in base alla Legge di Bilancio 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debito (bancomat)App di pagamento digitale (PagoPA, Satispay, ecc.)Assegno bancarioIl pagamento in contanti comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa è legittima e documentata con fattura.Eccezione: le spese pagate al SSN (ticket, prestazioni in convenzione) sono escluse dall’obbligo di tracciabilità anche se pagate in contanti.3. Documentazione da conservareFattura o ricevuta fiscale del professionista (intestata al genitore se il figlio è fiscalmente a carico)Ricevuta del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico)Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (software, dispositivi)Copia della diagnosi DSA (da conservare per eventuali controlli)I documenti vanno conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, in caso di verifica dell’Agenzia delle Entrate.4. Il figlio deve essere fiscalmente a caricoSe le spese riguardano un figlio minorenne o a carico, il genitore può portarle in detrazione nella propria dichiarazione. Il figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera 4.000 euro (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (oltre i 24 anni).Per sapere come ripartire le detrazioni tra genitori separati o divorziati, consulta il nostro articolo Detrazioni Figli Genitori Separati 2026.Come si calcola la detrazione DSA 2026: esempi pratici La detrazione del 19% si calcola sull’importo totale delle spese sanitarie che supera la franchigia di 129,11 euro (per le spese mediche generali). Per le prestazioni specialistiche (logopedista, psicologo, NPI) la franchigia non si applica: si detrae il 19% sull’intero importo.Tabella riassuntiva calcolo detrazioneTipo di spesaFranchigiaBase di calcoloDetrazione 19%Logopedista: 1.200 euro/annoNessuna1.200 euro228 euroPsicologo DSA: 800 euro/annoNessuna800 euro152 euroDiagnosi NPI: 350 euroNessuna350 euro66,50 euroFarmaci prescritti: 400 euro129,11 euro270,89 euro51,47 euroTotale esempio——497,97 euroEsempio pratico: famiglia con figlio dislessicoLa famiglia Rossi ha un figlio di 10 anni con diagnosi di dislessia. Nel 2025 ha sostenuto queste spese:Sedute di logopedia (30 sedute x 60 euro) = 1.800 euroVisita di controllo NPI = 300 euroSoftware per sintesi vocale con prescrizione medica = 200 euroFarmaci per ADHD associato = 180 euroCalcolo:Spese specialistiche (logopedia + NPI + software con prescrizione) = 1.800 + 300 + 200 = 2.300 euro → detrazione 19% = 437 euroFarmaci = 180 euro – 129,11 euro (franchigia) = 50,89 euro → detrazione 19% = 9,67 euroDetrazione totale: circa 446 euro da sottrarre direttamente all’IRPEF dovutaQuesto significa che la famiglia recupererà circa 446 euro attraverso il 730, come riduzione diretta dell’imposta da pagare (o aumento del rimborso).Limite di reddito e tetto detrazioni 2026: cosa cambia per le famiglie DSA Il D.Lgs. 216/2023 (Riforma IRPEF — primo modulo) ha introdotto un tetto alle detrazioni fiscali per i redditi più elevati. Ecco come funziona nel 2026 (dichiarazione redditi 2025):Soglie di riduzioneReddito fino a 120.000 euro: detrazioni al 100% (nessuna riduzione)Reddito tra 120.000 e 240.000 euro: riduzione proporzionale progressivaReddito oltre 240.000 euro: detrazione azzerataEsenzione per figli a carico con disabilitàAttenzione: le spese sanitarie per i figli con disabilità riconosciuta (art. 3 L. 104/1992) sono escluse dal tetto e detraibili per l’intero importo indipendentemente dal reddito. I DSA di per sé non costituiscono automaticamente una disabilità ai sensi della L. 104, ma se il disturbo è grave e accompagnato da certificazione di disabilità, si applica l’esenzione.Per la maggior parte delle famiglie con figli DSA (redditi sotto 120.000 euro), le detrazioni non subiscono riduzioni. Per approfondire il tema del tetto detrazioni, leggi il nostro articolo Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto.Come indicare le spese DSA nel Modello 730/2026: guida praticaLe spese DSA vengono dichiarate nel Modello 730/2026 (redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese sanitarie. Ecco dove trovarle:Righe del 730 da compilareTipo di spesaRigo 730CodiceSpese mediche generali (medico, farmaci con ricetta)E11Spese sanitarie per persone con disabilitàE33Spese per acquisto di sussidi tecnici e informatici (con prescrizione)E33Spese per veicoli per portatori di handicapE44Per la maggior parte delle famiglie DSA: le spese di logopedista, psicologo e NPI vanno in rigo E1 (spese sanitarie generali). Se il figlio ha anche riconoscimento di disabilità L. 104, alcune spese possono andare in E3.Il 730 precompilato e le spese DSADal 2024 l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nel 730 precompilato le spese sanitarie tracciate dal Sistema Tessera Sanitaria. Attenzione: molti professionisti privati (logopedisti, psicologi) non trasmettono i dati al STS se non sono tenuti a farlo. In questo caso devi aggiungere manualmente le spese nel 730 precompilato o nella dichiarazione tradizionale.Cosa fare:Controlla il 730 precompilato su agenziaentrate.gov.it (disponibile da aprile/maggio 2026)Verifica che le spese DSA siano presenti; se mancano, aggiungile con le ricevuteIn caso di modifiche, la responsabilità della correttezza è del contribuenteScadenze 730/202630 settembre 2026: scadenza per la presentazione del 730/2026 tramite CAF, patronato o intermediario abilitatoOttobre/Novembre 2026: rimborso IRPEF in busta paga o pensione (per dipendenti e pensionati)Per un quadro completo delle novità del modello 730 quest’anno, leggi Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili.Bonus e agevolazioni aggiuntive per le famiglie con figli DSA Oltre alla detrazione fiscale del 19%, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altri strumenti di supporto:Bonus Psicologo 2026Il Bonus Psicologo (fino a 1.500 euro di contributo INPS per le sedute di psicoterapia) è riservato a persone con ISEE sotto 50.000 euro. Se il figlio con DSA necessita di supporto psicologico clinico, il genitore può fare domanda per il proprio nucleo familiare. Le sedute non coperte dal bonus sono comunque detraibili al 19%.Detrazioni spese istruzioneLe rette scolastiche e universitarie hanno detrazioni separate (art. 15, comma 1, lett. e) del TUIR). Alcune scuole private che offrono percorsi specifici per DSA potrebbero rientrare in queste detrazioni. Verifica che l’istituto sia riconosciuto dal MIUR.Contributi regionali e comunali in FVGLa Regione Friuli Venezia Giulia e alcuni Comuni del territorio prevedono contributi specifici per famiglie con figli DSA o con disturbi dello sviluppo. Contatta il tuo CAF o il Patronato per verificare i bandi attivi nella tua area.ISEE e accesso ai serviziCon un ISEE aggiornato, le famiglie con figli DSA possono accedere a tariffe ridotte per le prestazioni del SSN e a contributi comunali per il materiale scolastico. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare il tuo ISEE e verificare le agevolazioni disponibili.Domande frequenti sulle spese DSA detraibili (FAQ) Posso detrarre il logopedista anche se il mio reddito è alto?Sì, fino a 120.000 euro di reddito la detrazione è piena. Sopra tale soglia, la detrazione si riduce proporzionalmente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Il logopedista è una spesa specialistica detraibile senza franchigia.La diagnosi DSA deve essere rinnovata ogni anno per avere la detrazione?No. La diagnosi ha validità permanente ai fini fiscali (salvo che il professionista indichi una scadenza). Non è necessario rinnovarla ogni anno. È sufficiente conservarla e esibirla in caso di controllo.Posso detrarre le spese di un logopedista privato non iscritto al SSN?Sì, purché il professionista sia abilitato (iscritto all’Albo professionale dei logopedisti), rilasci fattura con codice fiscale, e il pagamento sia tracciabile. Non è necessario che sia convenzionato SSN.Il software per la sintesi vocale è detraibile senza prescrizione?No. Per i software e strumenti compensativi tecnologici (sintesi vocale, predizione del testo, mappe mentali) è necessaria una prescrizione medica che li qualifichi come ausilio terapeutico. Senza prescrizione, la spesa non è detraibile come spesa medica.Mio figlio ha 20 anni e ha un DSA: posso ancora detrarre le sue spese?Sì, se è fiscalmente a tuo carico (reddito non superiore a 4.000 euro se ha meno di 24 anni). La detrazione non ha limiti di età per i figli a carico. Se il figlio lavora e non è più a carico, le spese le potrà detrarre lui stesso nella propria dichiarazione.Ho pagato le sedute di logopedia in contanti. Perdo la detrazione?Purtroppo sì, per le spese sostenute dopo il 1° gennaio 2020. Il pagamento in contanti non permette la detrazione fiscale. Per le spese future, utilizza sempre un metodo tracciabile (bonifico, carta, app di pagamento).Conclusione: il CAF Centro Fiscale ti aiuta con il 730 e le spese DSALe spese per i DSA rappresentano un onere reale e spesso significativo per le famiglie italiane. La detrazione fiscale del 19% è uno strumento concreto per alleviare questi costi, ma richiede attenzione: pagamenti tracciabili, documentazione corretta, diagnosi aggiornata, compilazione precisa del 730.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella compilazione del Modello 730/2026, inclusa la verifica e l’inserimento di tutte le spese detraibili per DSA. Il nostro team è a disposizione per:Verificare quali spese DSA sono detraibili nel tuo caso specificoControllare che i documenti siano in ordine per eventuali controlli dell’AdEMassimizzare il rimborso IRPEF nella tua dichiarazione dei redditiCalcolare il tuo ISEE per accedere ad ulteriori agevolazioniPrenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Aggiornato a luglio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale; per una consulenza personalizzata rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 10:26:322026-07-05 08:48:25Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoSpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoSe hai un figlio con diagnosi di DSA — dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia — molte delle spese sostenute per la sua diagnosi e il suo supporto possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi 2026. La normativa di riferimento (art. 15, comma 1, lettera e) e lettera e-bis) del TUIR, in combinato con la Legge 170/2010) riconosce alle famiglie importanti agevolazioni fiscali. In questa guida del CAF Centro Fiscale trovi tutto quello che devi sapere: quali spese sono ammesse, come calcolare la detrazione del 19%, quale documentazione conservare e come indicare tutto nel modello 730 o Redditi PF.Cosa Sono i DSA e Perche’ Rilevano ai Fini FiscaliI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono una categoria di disturbi del neurosviluppo disciplinata in Italia dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170. La legge riconosce quattro tipologie principali:Dislessia: difficolta’ nella lettura (decodifica del testo)Disgrafia: difficolta’ nella scrittura manuale (grafia)Disortografia: difficolta’ nell’applicazione delle regole ortograficheDiscalculia: difficolta’ nel calcolo e nelle abilita’ numericheAi fini fiscali, la Legge 170/2010 e il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) riconoscono che le famiglie affrontano spese specifiche — mediche, psicologiche, educative — per la diagnosi e il supporto dei ragazzi con DSA. Il legislatore ha quindi esteso l’ambito di detraibilita’ delle spese sanitarie anche a questa categoria, equiparando le spese per la diagnosi e il trattamento dei DSA alle spese mediche ordinarie. Il Riferimento Normativo: Art. 15 TUIR e Legge 170/2010Il quadro normativo che consente la detraibilita’ delle spese DSA si articola su due livelli:Art. 15, comma 1, lett. e) TUIR: detrazione del 19% delle spese di istruzione diverse da quelle universitarie (tasse scolastiche, rette, contributi). Il testo e’ stato interpretato estensivamente anche per le spese di supporto specialistico connesse a certificazione DSA.Art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (introdotto dalla L. 232/2016 e confermato nelle successive leggi di bilancio): detrazione del 19% delle spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento dei soggetti con DSA certificati, acquistati in seguito a prescrizione medica.Art. 15, comma 1, lett. a) TUIR: detrazione del 19% per le spese mediche generiche e di assistenza specifica, nella quale rientrano le valutazioni neuropsicologiche e le sedute di logopedia o psicomotricita’ effettuate da professionisti abilitati.La Legge 170/2010 all’art. 5 impone alle istituzioni scolastiche di attivare percorsi didattici personalizzati e all’art. 7 prevede misure di supporto per le famiglie, aprendo la strada all’agevolazione fiscale per le spese connesse. Aliquota di Detrazione: Quanto si RecuperaLe spese detraibili per i DSA beneficiano di un’aliquota del 19% sull’importo sostenuto, con alcune differenze a seconda della tipologia di spesa:Tipologia di spesaFranchigiaAliquota detrazioneRiferimento normativoSpese mediche (visite specialistiche, logopedia, psicomotricita’)129,11 euro (spese mediche generali aggregate)19%Art. 15 c. 1 lett. a) TUIRStrumenti compensativi e sussidi tecnici (hardware/software DSA)Nessuna franchigia specifica19%Art. 15 c. 1 lett. e-bis) TUIRSpese di istruzione (tasse, contributi scolastici)Nessuna franchigia19%Art. 15 c. 1 lett. e) TUIRNota importante sulla franchigia spese mediche: la franchigia di 129,11 euro si applica all’insieme di TUTTE le spese mediche dell’anno (non solo quelle DSA). La detrazione del 19% scatta sull’importo che supera questa soglia.Effetto del reddito sulla detrazione: per i redditi superiori a 75.000 euro (fino a 100.000 euro), la detrazione del 19% sugli oneri di cui all’art. 15 TUIR viene ridotta in proporzione (cosiddetto meccanismo di riduzione progressiva introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, confermato per il 2026). Per redditi oltre 100.000 euro la detrazione non spetta. Quali Spese DSA Sono Detraibili: Elenco Completo 2026 1. Spese di Diagnosi e Valutazione NeuropsicologicaRientrano in questa categoria le spese per:Visita neuropsichiatrica infantile per diagnosi di DSAValutazione logopedica (batterie standardizzate MT, BVSCO-2, ecc.)Valutazione psicologica clinica (test cognitivi come WISC-V, prove di abilita’)Valutazione neuropsicologica da parte di equipe multidisciplinareReferti, relazioni e certificazioni diagnostiche rilasciate da strutture pubbliche o private accreditate SSNSono detraibili sia le spese sostenute presso strutture pubbliche (ASL/IRCCS) che quelle presso centri privati convenzionati o accreditati. Per le strutture private non convenzionate, la detraibilita’ e’ comunque riconosciuta purche’ il professionista (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) sia iscritto all’albo professionale di riferimento.2. Spese per Trattamenti e Terapie RiabilitativeUna volta ottenuta la diagnosi, le famiglie spesso avviano percorsi di supporto. Sono detraibili:Sedute di logopedia effettuate da logopedista iscritto all’albo (Albo dei Logopedisti, AIOLOGO)Trattamento psicomotorio con psicomotricista abilitatoSupporto psicologico individuale (psicologo o psicoterapeuta iscritto all’Ordine)Tutoraggio specializzato DSA effettuato da professionisti con formazione specifica certificataRiabilitazione neuropsicologica effettuata da equipe sanitariaPer le sedute con professionisti sanitari (logopedista, psicologo, psicomotricista) la detraibilita’ e’ piena al 19% tra le spese mediche. Il tutoraggio specializzato DSA (non sanitario) ha invece una detraibilita’ piu’ dibattuta: il MEF e l’Agenzia delle Entrate hanno riconosciuto la detraibilita’ solo quando svolto da professionisti con qualifica riconosciuta e nell’ambito di un percorso prescritto dal medico/specialista.3. Strumenti Compensativi e Sussidi Tecnici (art. 15, lett. e-bis TUIR)Questa e’ la categoria piu’ specifica per i DSA. L’art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (come modificato dalla L. 232/2016) prevede la detrazione del 19% sull’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per i soggetti con DSA certificati. Rientrano in questa categoria:Software di sintesi vocale (es. Balabolka, ReadSpeaker, DSA tools)Software per la produzione di mappe mentali e concettuali (es. CmapTools, iMindMap)Audiolibri e testi in formato digitale accessibile (EPUB accessibili, audiolibri Bookshare/LIA)Tablet o computer acquistati specificamente come strumenti compensativi, su prescrizioneScanner per la digitalizzazione dei testi scolasticiVocabolari digitali parlantiCalcolatrice parlante o con display ingranditoSoftware di dettatura vocale (es. Dragon NaturallySpeaking)Condizione fondamentale: gli strumenti compensativi sono detraibili solo se:Acquistati in seguito a prescrizione del medico (neuropsichiatra, pediatra) o raccomandazione dello specialista che ha effettuato la diagnosi DSAIl figlio ha una certificazione DSA rilasciata da struttura pubblica o privata accreditata SSNIl bene e’ pertinente e necessario al disturbo (es. software lettura per dislessico)4. Spese di Istruzione Connesse al Percorso DSAAlcune spese scolastiche sono detraibili al 19% in base all’art. 15, comma 1, lett. e) TUIR:Tasse scolastiche e contributi obbligatori pagati alle scuole statali o paritarieRette per iscrizione a scuole paritarie o private riconosciuteSpese per corsi extrascolastici specifici per DSA tenuti da enti riconosciutiPer le spese di istruzione generali (non specifiche DSA) esistono dei limiti massimi detraibili fissati annualmente con decreto del MIUR/Ministero dell’Istruzione, diversi per ordine scolastico. Per l’anno d’imposta 2025 (modello 730/2026) consultare le istruzioni ministeriali aggiornate, in quanto i limiti vengono aggiornati anno per anno.Spese NON Detraibili: Cosa Esclude il FiscoNon tutte le spese sostenute per i figli con DSA sono ammesse in detrazione. In particolare, sono escluse:Materiale didattico ordinario (libri scolastici, quaderni, cancelleria) non qualificato come strumento compensativoRipetizioni private generali non qualificate come tutoraggio DSA specializzatoSpese di trasporto ai centri riabilitativi (salvo specifiche casistiche di disabilita’ grave certificata ai sensi della L. 104)Spese alimentari, abbigliamento, alloggio eventualmente sostenute durante terapie residenzialiFarmaci (a meno che non siano prescritti da medico per disturbi correlati)Strumenti compensativi acquistati senza prescrizione medicaValutazioni non effettuate da professionisti iscritti all’albo La Certificazione DSA: Documento Chiave per la DetrazioneLa certificazione DSA e’ il documento fondamentale per accedere alle agevolazioni fiscali. Ecco cosa sapere:Chi Puo’ Rilasciare la CertificazioneAi sensi della Legge 170/2010 e delle Linee Guida ministeriali (D.M. 12 luglio 2011), la certificazione diagnostica di DSA puo’ essere rilasciata da:Servizi del SSN: Unita’ Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle ASL e IRCCS pubbliciStrutture private accreditate o convenzionate con il SSNStrutture private non accreditate: solo in alcune regioni e in presenza di specifici accordi; la certificazione deve essere rilasciata da equipe multidisciplinare (neuropsichiatra + psicologo + logopedista)Attenzione: la certificazione prodotta da un singolo professionista privato (non equipe) potrebbe non essere riconosciuta dalla scuola ai fini del PDP (Piano Didattico Personalizzato), ma ai fini fiscali l’Agenzia delle Entrate guarda alla qualifica del professionista, non alla struttura di provenienza. E’ comunque consigliabile ottenere la diagnosi da strutture SSN o accreditate per avere certezza sia sul piano scolastico che su quello fiscale.Cosa Deve Contenere il DocumentoPer essere valida ai fini fiscali, la certificazione DSA deve riportare:Diagnosi clinica specifica (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) con riferimento ai codici ICD-10 o DSM-5Nome e cognome del soggetto, data di nascitaData della valutazioneNome e qualifica del professionista o dell’equipe (con numero di iscrizione all’albo)Raccomandazioni per gli strumenti compensativi (utile per detrarre gli strumenti ex lett. e-bis)Come Indicare le Spese DSA nel Modello 730 (2026) o Redditi PFLe spese DSA si indicano nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche nelle seguenti sezioni: Quadro E del Modello 730 (Oneri e Spese)Le spese DSA si distribuiscono tra piu’ righe del Quadro E:Tipologia spesa DSARigo 730NoteVisite specialistiche (neuropsichiatra, neurologo), esami diagnosticiE1 – Spese sanitarieCon franchigia 129,11 euro aggregataLogopedia, psicomotricita’, terapia con professionisti sanitariE1 – Spese sanitarieProfessionista deve essere iscritto all’alboStrumenti compensativi e sussidi tecnici (art. 15 lett. e-bis)E8/E20 – cod. 33Con prescrizione medica, certificazione DSATasse scolastiche e rette (art. 15 lett. e)E8/E20 – cod. 12 o 13Nei limiti dei massimali annui MIURCodice specifico per gli strumenti compensativi DSA nel 730 2026: utilizza il codice 33 nella sezione E8/E20, che corrisponde alle “spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per persone con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) certificati”.Chi Puo’ Detrarre: Genitore o Figlio?Le spese per i figli con DSA possono essere detratte:Dal genitore che ha il figlio fiscalmente a carico (eta’ inferiore a 24 anni o reddito non superiore a 4.000 euro per under 24, ovvero 2.840,51 euro per over 24)Dal figlio stesso se non e’ fiscalmente a carico dei genitoriIn caso di genitori separati o divorziati, le spese si detraggono in base agli accordi di separazione; se non c’e’ accordo specifico, si ripartiscono al 50%Il figlio e’ considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni).Documentazione da ConservareIn caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, devi essere in grado di esibire:Certificazione diagnostica DSA (rilasciata da equipe accreditata, con codici ICD/DSM e firma del professionista)Fatture o ricevute fiscali di tutte le spese sostenute (intestate al genitore che detrae o al figlio)Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis)Scontrini o ricevute di acquisto degli strumenti compensativi, con indicazione del bene acquistatoProve di pagamento tracciabile: le spese sanitarie detraibili devono essere pagate con metodi tracciabili (bonifico, carte di credito/debito, PagoBancomat) per l’anno d’imposta 2025. Il pagamento in contanti non e’ ammesso ai fini della detrazione (salvo spese per ticket SSN o farmaci).Obbligo di pagamento tracciabile (dal 2020): per le spese diverse da farmaci e ticket, il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, nemmeno per le spese di logopedia o tutoraggio DSA.Spese DSA Rimborsate da Assicurazione o Datore di Lavoro: Cosa CambiaSe parte delle spese DSA e’ stata rimborsata da una polizza assicurativa sanitaria o dal datore di lavoro:Le spese rimborsate da polizza privata i cui premi non sono stati detratti (es. polizza pagata interamente dal datore di lavoro come benefit non incluso nel 730): le spese rimborsate da questa polizza non sono detraibiliLe spese rimborsate da polizze i cui premi sono stati detratti: la spesa rimborsata non e’ detraibile solo per la quota coperta dal rimborsoLe spese rimborsate dal datore di lavoro in forma non imponibile: non sono detraibiliLe spese che rimangono a carico del contribuente dopo il rimborso: sono pienamente detraibili per la quota a carico Esempio Pratico di Calcolo della Detrazione DSAVediamo un esempio concreto per capire come funziona la detrazione nella pratica:Situazione: Il sig. Marco ha un figlio di 12 anni con diagnosi di dislessia. Nel corso del 2025 ha sostenuto le seguenti spese:Valutazione neuropsicologica: 400 euro20 sedute di logopedia (40 euro ciascuna): 800 euroSoftware di sintesi vocale (con prescrizione): 150 euroTablet come strumento compensativo (con prescrizione): 350 euroTotale spese sanitarie DSA (visite + logopedia): 1.200 euroTotale spese strumenti compensativi: 500 euroCalcolo nel 730/2026:Spese sanitarie totali anno (incluse quelle non DSA): ipotizziamo 1.700 euro in totaleFranchigia 129,11 euro: base imponibile = 1.700 – 129,11 = 1.570,89 euroDetrazione 19% su 1.570,89 = 298,47 euro (spese mediche/logopedia)Strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis): 500 euro x 19% = 95 euroTotale recuperato: circa 393 euroL’importo recuperato dipende anche dal reddito complessivo del contribuente e dall’eventuale applicazione del meccanismo di riduzione per redditi superiori a 75.000 euro.DSA e Disabilita’: Differenze Fiscali con la Legge 104E’ importante non confondere le agevolazioni per i DSA con quelle previste per le persone con disabilita’ ai sensi della Legge 104/1992:AspettoDSA (L. 170/2010)Disabilita’ (L. 104/1992)Detrazione spese mediche19% (con franchigia 129,11 euro)19% senza franchigia per spese specifiche disabilita’Agevolazioni veicoliNon previsteIVA agevolata 4%, detrazione 19%DeduzioniNon previste (solo detrazioni)Deduzioni per spese assistenza specificaPermessi lavorativiNon previsti per i genitori3 giorni/mese ex L.104 per familiariEsenzione ticket SSNNon automatica per DSASi’ se disabilita’ riconosciutaLa diagnosi di DSA non equivale automaticamente a un riconoscimento di disabilita’ ai sensi della L. 104. In alcuni casi gravi, un bambino con DSA puo’ avere anche un riconoscimento di disabilita’ in base a una valutazione separata della Commissione medica; in quel caso si applicano entrambi i regimi di agevolazione. Bonus e Agevolazioni Complementari per Famiglie con Figli DSAOltre alle detrazioni fiscali nel 730, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altre forme di supporto:Assegno Unico Universale (AUU): spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, senza distinzione per DSAISEE agevolato: le spese sostenute per il sostegno ai figli con DSA possono incidere sulla situazione economica rilevante per alcune prestazioni ISEE-dipendentiDeduzioni per erogazioni liberali a enti che sostengono la ricerca sui DSA (es. Associazione Italiana Dislessia)Agevolazioni regionali e comunali: alcune regioni hanno predisposto fondi specifici per il supporto alle famiglie con DSA (verifica sul sito della tua regione o comune)Detrazione spese universitarie: se il figlio con DSA frequenta l’universita’, alcune rette aggiuntive legate al supporto DSA possono rientrare nelle spese universitarie detraibiliCome il CAF Centro Fiscale Puo’ AiutartiLa compilazione del 730 per una famiglia con figli DSA richiede attenzione nella corretta distribuzione delle spese tra i vari righi del Quadro E. Gli esperti del CAF Centro Fiscale sono in grado di:Verificare la detraibilita’ di ogni singola spesa sostenutaAssicurarsi che la documentazione sia completa e conformeIndicare correttamente le spese nei righi E1, E8/E20 con i codici giustiMassimizzare il recupero fiscale per la tua famigliaPer qualsiasi dubbio o per la compilazione del tuo modello 730/2026, contatta il CAF per un preventivo personalizzato. FAQ: Domande Frequenti sulle Spese DSA DetraibiliLe spese per un logopedista privato sono detraibili?Si’, purche’ il logopedista sia regolarmente iscritto all’albo professionale e emetta fattura fiscale regolare. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti). La spesa rientra nel rigo E1 come spesa sanitaria.Posso detrarre l’acquisto di un tablet come strumento compensativo?Si’, ma solo se: (a) il figlio ha una certificazione DSA ufficiale; (b) il tablet e’ stato acquistato su indicazione/prescrizione del medico/specialista come strumento compensativo per il DSA; (c) hai la fattura di acquisto con descrizione del bene. La detrazione e’ del 19% ai sensi dell’art. 15, lett. e-bis TUIR, codice 33 nel 730.Serve la diagnosi SSN o va bene quella di un privato?Ai fini fiscali e’ sufficiente che la diagnosi sia effettuata da professionisti iscritti ai rispettivi albi (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista). La struttura SSN e’ obbligatoria solo per alcune regioni ai fini del riconoscimento scolastico, ma per le detrazioni fiscali non e’ richiesta necessariamente la struttura pubblica.Posso detrarre le spese di tutoraggio specializzato DSA?E’ un’area grigia. Il tutoraggio svolto da professionisti con qualifica riconosciuta (es. educatori professionali, logopedisti) nell’ambito di un percorso prescritto puo’ essere detraibile come spesa sanitaria. Il tutoraggio generico svolto da insegnanti privati senza qualifica specifica non e’ detraibile. Consulta il CAF per valutare caso per caso.Le spese pagate in contanti sono detraibili?No, salvo eccezioni (farmaci, ticket SSN). Dal 2020 tutte le spese sanitarie diverse da farmaci e ticket devono essere pagate con strumenti tracciabili per essere detraibili. Conserva sempre la ricevuta del pagamento elettronico.Mio figlio ha 20 anni e DSA: posso ancora detrarre le spese?Si’, se il figlio e’ ancora fiscalmente a carico. Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito per essere considerati a carico e’ 4.000 euro; per i figli over 24 e’ 2.840,51 euro. Se il figlio supera questi limiti, dovra’ detrarre le spese nel proprio 730.Come faccio a sapere qual e’ il limite per le spese di istruzione?I limiti massimi detraibili per le spese di istruzione (art. 15 lett. e) sono stabiliti annualmente con decreto del Ministero dell’Istruzione. Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), consulta le istruzioni ufficiali del modello 730 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate o rivolgiti al CAF per avere il dato aggiornato.Conclusione: Tieni Tutti i Documenti e Affidati a un EspertoLa detraibilita’ delle spese per i DSA e’ un’opportunita’ concreta per le famiglie italiane: il meccanismo del 19% su spese mediche, terapeutiche e su strumenti compensativi puo’ generare un recupero fiscale significativo ogni anno. La chiave e’ la corretta documentazione (certificazione DSA, fatture, prescrizioni, prove di pagamento tracciabile) e la corretta compilazione del 730.Se hai dubbi su quali spese sono detraibili nel tuo caso specifico, o vuoi essere sicuro di non perdere nessuna agevolazione, contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato. I nostri consulenti fiscali sono a disposizione per analizzare la tua documentazione e massimizzare il tuo rimborso fiscale 2026.Per approfondire le detrazioni correlate, leggi anche: Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:40:062026-07-05 09:41:21Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoCAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni più richieste da chi sta ristrutturando casa, ma genera anche molti dubbi. La domanda più frequente è sempre la stessa: bonus mobili cosa rientra 2026? In altre parole, quali mobili e quali elettrodomestici posso davvero acquistare portando in detrazione il 50% della spesa? In questa guida completa trovi l’elenco dettagliato di tutto ciò che è ammesso, di ciò che invece resta escluso, e le regole pratiche per non perdere il beneficio. Capire bene cosa rientra nel bonus mobili 2026 è fondamentale, perché un acquisto sbagliato o una fattura incompleta possono farti perdere migliaia di euro di detrazione.Prima di tutto, ricordiamo che il bonus mobili è una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sulle imposte sui redditi, pari al 50% delle spese sostenute. La detrazione viene poi restituita in 10 rate annuali di pari importo. Ma attenzione: non basta comprare un divano nuovo per averne diritto. Vediamo insieme, passo dopo passo, cosa rientra nel bonus mobili 2026 e a quali condizioni.Indice dei contenutiRequisito preliminare: serve una ristrutturazione ediliziaTetto massimo di spesa 2026: 5.000 euroQuali mobili rientrano: l’elenco completoElettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energeticaCosa NON rientra nel bonus mobili 2026Come pagare per non perdere il bonus mobiliFatture: cosa deve indicare il documento di spesaCasi limite e dubbi frequentiCome dichiarare la spesa nel 730 o nel modello RedditiDomande frequenti sul bonus mobili 2026Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di UdineRequisito preliminare: serve una ristrutturazione edilizia Il primo aspetto da chiarire, prima ancora di sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026, è il vincolo fondamentale: il bonus mobili non è un’agevolazione autonoma. È sempre collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile che andrai ad arredare. Non puoi cioè comprare mobili nuovi e detrarli se non hai in corso (o non hai da poco concluso) dei lavori edilizi in casa.La regola, prevista dall’articolo 16-bis del TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi), è precisa: per usufruire del bonus mobili 2026 i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Tradotto in parole semplici: per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Se hai avviato il cantiere prima di quella data, purtroppo non puoi accedere al bonus per gli acquisti del 2026.Cosa si intende per ristrutturazione edilizia? Non serve necessariamente rifare tutta la casa. Rientrano ad esempio la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione vera e propria, ma anche interventi su parti comuni del condominio. Immagina che Marco abbia rifatto l’impianto elettrico e i pavimenti del suo appartamento a marzo 2025: potrà tranquillamente arredare le stanze ristrutturate sfruttando il bonus. Per capire quali lavori danno diritto all’agevolazione ti consigliamo di leggere la nostra guida al bonus ristrutturazione, che spiega nel dettaglio quali interventi sono ammessi.Tetto massimo di spesa 2026: 5.000 euro Un altro punto che devi conoscere bene prima di scoprire cosa rientra nel bonus mobili 2026 è il tetto massimo di spesa. Per il 2026 il limite è fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare. Su questo importo si calcola la detrazione del 50%, quindi il risparmio fiscale massimo è di 2.500 euro, che ti verranno restituiti in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.È importante sapere che questo tetto è stato ridotto rispetto al passato: nel 2022 era di 10.000 euro, poi con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è sceso a 8.000 euro, per attestarsi infine a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha prorogato il bonus mobili 2026 confermando proprio questo importo di 5.000 euro. Il limite si applica alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare di 5.000 euro di spesa per ciascuno di essi.Un caso particolare riguarda le giovani coppie, per le quali sono previste condizioni specifiche che nel tempo sono cambiate. Se rientri in questa categoria, ti invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato al bonus mobili giovani coppie 2026, dove spieghiamo cosa è cambiato e quali agevolazioni restano disponibili.Quali mobili rientrano: l’elenco completo Eccoci al cuore della questione. Quando si parla di bonus mobili cosa rientra 2026, la prima categoria da considerare sono i mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. L’Agenzia delle Entrate considera ammissibile una gamma molto ampia di arredi. Ecco l’elenco dei mobili che rientrano nella detrazione del 50%:Letti, materassi, reti e testiereArmadi, cassettiere, comodini e guardarobaTavoli, sedie, sgabelli e pancheDivani, poltrone e poufCredenze, madie, librerie e scaffalatureMobili da bagno (mobili sottolavabo, colonne, pensili)Scrivanie e mobili per lo studioMobili componibili da cucina (pensili, basi, colonne)Appendiabiti, attaccapanni e mobili da ingressoC’è però una condizione non negoziabile: i mobili devono essere rigorosamente nuovi. Tutto ciò che è usato, di seconda mano o acquistato tramite aste online di mobili usati non rientra nel bonus mobili 2026. Quindi il divano vintage comprato al mercatino dell’usato, per quanto bello, non ti darà diritto ad alcuna detrazione. Anche gli arredi da modernariato acquistati da privati sono esclusi.Rientrano invece nel bonus anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei mobili acquistati, purché il pagamento avvenga con le modalità corrette che vedremo più avanti. Se paghi 200 euro per la consegna e il montaggio di un armadio, anche quella cifra concorre al tetto di 5.000 euro ed è quindi detraibile al 50%.Elettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energetica La seconda grande categoria da esaminare quando ci si chiede bonus mobili cosa rientra 2026 sono i grandi elettrodomestici. Qui la regola è più stringente: non basta che l’elettrodomestico sia nuovo, deve anche rispettare una classe energetica minima. La classe energetica è quella lettera (dalla A alla G) che trovi sull’etichetta energetica applicata al prodotto e indica quanto l’apparecchio consuma: più la lettera è vicina alla A, più l’elettrodomestico è efficiente.Ecco le classi energetiche minime richieste per il bonus mobili 2026, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate:Forni: classe energetica minima ALavatrici, lavasciuga (lavasciugatrici) e lavastoviglie: classe energetica minima EFrigoriferi e congelatori: classe energetica minima FRientrano nel bonus elettrodomestici anche altri apparecchi, come i piani cottura elettrici e altri apparecchi di cottura, così come gli apparecchi per il riscaldamento (radiatori, termosifoni, condizionatori e scaldacqua) rientranti nelle categorie previste dal Regolamento UE 811/2013. Per questi ultimi, quando la normativa prevede l’etichetta energetica, va sempre verificata la classe energetica minima prevista dalla normativa vigente, controllabile direttamente in etichetta al momento dell’acquisto. Se l’apparecchio non è soggetto a etichetta energetica obbligatoria, il vincolo di classe non si applica.Il consiglio pratico è sempre lo stesso: controlla l’etichetta energetica prima di acquistare e conserva la documentazione. Un frigorifero in classe G, ad esempio, non ti darà diritto ad alcuna detrazione perché sotto la soglia minima richiesta. Se il tuo obiettivo è sostituire un vecchio climatizzatore, ti segnaliamo la nostra guida dedicata al bonus condizionatori 2026, che spiega la procedura pratica per questo specifico apparecchio.Cosa NON rientra nel bonus mobili 2026 Sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026 è importante quanto sapere cosa resta escluso, per evitare acquisti che non daranno alcun beneficio fiscale. Molti contribuenti pensano erroneamente che qualsiasi spesa per la casa sia detraibile, ma non è così. Ecco l’elenco delle spese che NON rientrano nel bonus:Mobili usati o di seconda mano (comprese aste online e mercatini)Elettrodomestici sotto la classe energetica minima richiestaComplementi d’arredo tessili: tende, tappeti, tovaglie, biancheria per la casaOggetti decorativi: quadri, statue, soprammobiliAttrezzatura sportiva o per hobby (cyclette, attrezzi da palestra, ecc.)Articoli casalinghi non elettrici: pentole, stoviglie, posate, bicchieriPorte, pavimentazioni e altri elementi che fanno parte dei lavori edili, non dell’arredoIn sintesi, il bonus mobili 2026 copre gli arredi veri e propri e i grandi elettrodomestici efficienti, non i complementi decorativi o gli oggetti d’uso quotidiano. Un errore frequente è pensare che le tende motorizzate o le zanzariere rientrino: come vedremo tra poco, non è così.Come pagare per non perdere il bonus mobiliAnche il metodo di pagamento fa parte delle regole su cosa rientra nel bonus mobili 2026: un acquisto pagato nel modo sbagliato fa perdere la detrazione, anche se il mobile o l’elettrodomestico è perfettamente ammissibile. I pagamenti devono avvenire con strumenti tracciabili. Sono ammessi il bonifico bancario o postale, oppure il pagamento con carta di debito o di credito. Sono invece vietati i pagamenti in contanti, con assegno o altri mezzi non tracciabili.Quando si sceglie il bonifico, questo deve essere un bonifico “parlante”, cioè un bonifico dedicato alle detrazioni fiscali che contiene una causale specifica, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA del venditore. Non è un bonifico ordinario: la causale e i dati vanno compilati con attenzione. Poiché questo è uno dei punti in cui si commettono più errori, abbiamo dedicato una guida completa all’argomento: leggi come compilare correttamente il bonifico parlante per il bonus mobili, con la causale corretta da indicare.Fatture: cosa deve indicare il documento di spesa Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la fattura. Per il bonus mobili 2026 non basta conservare uno scontrino generico o una fattura che riporti la sola dicitura “arredamento”. Il documento di spesa deve indicare in modo chiaro la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati. In pratica deve essere ben specificato cosa hai comprato: ad esempio “n. 1 armadio a 4 ante in legno”, “n. 1 lavatrice classe E”, e così via.Questo dettaglio è fondamentale in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se la fattura è troppo generica, la detrazione può essere contestata. Il nostro consiglio è di richiedere sempre al venditore un documento dettagliato e di conservarlo insieme alle ricevute dei pagamenti tracciabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare per te la correttezza di fatture e ricevute prima della dichiarazione, così da evitare brutte sorprese.Casi limite e dubbi frequentiNella pratica quotidiana emergono spesso situazioni particolari in cui non è immediato capire cosa rientra nel bonus mobili 2026. Vediamo i casi più comuni che ci vengono sottoposti allo sportello.La cucina componibileQuando acquisti una cucina componibile completa, devi distinguere due parti. I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili. Gli elettrodomestici incassati (forno, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura) rientrano solo se rispettano la classe energetica minima prevista. Se il forno incassato è in classe A, ad esempio, è detraibile; se è di una classe inferiore, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo.Zanzariere, tende e tende motorizzateLe zanzariere NON rientrano nel bonus mobili: hanno eventualmente un’agevolazione a parte, legata al risparmio energetico o alla schermatura solare, ma non fanno parte dell’arredo. Allo stesso modo, tende e tende motorizzate NON rientrano nel bonus mobili 2026, perché sono considerate complementi tessili e non mobili. È uno degli errori più comuni: molti pensano di poterle detrarre insieme al resto dell’arredamento, ma non è possibile.Come dichiarare la spesa nel 730 o nel modello Redditi Una volta chiarito cosa rientra nel bonus mobili 2026 e sostenute le spese ammissibili, resta il passaggio finale: portare la detrazione in dichiarazione dei redditi. Le spese per il bonus mobili vanno indicate nel rigo E57 del quadro E del modello 730 (oppure nel quadro corrispondente del modello Redditi Persone Fisiche). La detrazione del 50% viene ripartita obbligatoriamente in 10 rate annuali di pari importo: non è possibile scegliere una rateizzazione diversa.La compilazione richiede attenzione, perché occorre incrociare correttamente i dati della ristrutturazione con quelli degli acquisti di mobili ed elettrodomestici. Un errore nel rigo E57 può bloccare la detrazione o generare comunicazioni di irregolarità. Per questo motivo il modo più sicuro per non sbagliare è affidarsi a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera compilazione della dichiarazione, verificando che tutte le spese siano ammissibili e correttamente documentate.Domande frequenti sul bonus mobili 2026I materassi rientrano nel bonus mobili 2026?Sì, i materassi rientrano tra i mobili detraibili, insieme a letti, reti e testiere, purché siano nuovi e acquistati per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Ricorda di pagare con strumenti tracciabili e di conservare la fattura dettagliata.Posso comprare solo elettrodomestici senza mobili?Sì. Il bonus mobili 2026 ammette l’acquisto anche solo di grandi elettrodomestici (con la classe energetica minima richiesta) senza obbligo di comprare anche mobili. Il requisito indispensabile resta la ristrutturazione edilizia collegata all’immobile.Il tetto di 5.000 euro vale per ogni casa?Il tetto di 5.000 euro si applica a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se ristrutturi due appartamenti distinti, hai diritto a 5.000 euro di spesa detraibile per ciascuno di essi, quindi il bonus mobili si raddoppia.Posso detrarre mobili usati o di seconda mano?No. Il bonus mobili 2026 ammette esclusivamente mobili nuovi. Gli acquisti di mobili usati, di modernariato o tramite aste online di beni di seconda mano sono esclusi e non danno diritto ad alcuna detrazione.Le spese di trasporto e montaggio sono detraibili?Sì, i costi di trasporto e montaggio dei mobili acquistati rientrano nel bonus e concorrono al tetto di 5.000 euro, a condizione che siano pagati con le stesse modalità tracciabili previste per i beni (bonifico parlante o carta).Come faccio a sapere se l’elettrodomestico ha la classe giusta?La classe energetica è indicata sull’etichetta energetica obbligatoria applicata al prodotto e presente nella scheda tecnica. Per il 2026 servono almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la classe F per frigoriferi e congelatori. Controlla sempre l’etichetta prima di acquistare.Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di Udine Abbiamo visto in dettaglio cosa rientra nel bonus mobili 2026: mobili nuovi di ogni tipo, grandi elettrodomestici con la giusta classe energetica, spese di trasporto e montaggio, il tutto entro il tetto di 5.000 euro e sempre collegato a una ristrutturazione edilizia. Abbiamo anche chiarito cosa resta escluso e quali errori evitare nei pagamenti, nelle fatture e nella dichiarazione. Sono molti i dettagli da tenere sotto controllo, e un singolo passo falso può costarti l’intera detrazione.Per essere certo di non perdere nemmeno un euro di detrazione, affidati agli esperti. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata: verifichiamo l’ammissibilità dei tuoi acquisti, controlliamo fatture e bonifici e compiliamo per te il 730 in modo corretto. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine (Viale Tullio 13) o richiedere assistenza comodamente online, in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per il bonus mobili 2026 e la tua dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:00:002026-07-06 07:50:30Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)Pagina 47 di 244«‹4546474849›»DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano circa il 5-6% degli studenti italiani: si tratta di condizioni neurobiologiche riconosciute dalla Legge 170/2010 che comprendono dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia. Affrontare un DSA comporta per le famiglie un impegno economico significativo: diagnosi specialistiche, sedute di logopedia, supporto psicologico, strumenti compensativi e percorsi di tutoraggio. La buona notizia è che molte di queste spese sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi 2026. Questa guida ti spiega quali spese puoi recuperare, come calcolare il beneficio e come indicarle correttamente nel Modello 730/2026.Cosa sono i DSA: definizione, Legge 170/2010 e tipi di disturbo I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi neurobiologici che interessano in modo specifico la capacità di lettura, scrittura e calcolo, in assenza di deficit cognitivi generali, problemi sensoriali o carenze educative. Sono stati riconosciuti ufficialmente in Italia con la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, che ha introdotto norme su diagnosi, interventi e diritti a scuola.Il DM 5 luglio 2011 (Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA) ha definito le procedure diagnostiche e le misure dispensative e compensative da applicare in ambito scolastico.I quattro tipi di DSADislessia — difficoltà nella decodifica del testo scritto (lettura lenta, imprecisa, con molti errori)Disgrafia — difficoltà nella scrittura manuale (grafia illeggibile, lenta, scoordinata)Disortografia — difficoltà nell’applicazione delle regole ortografiche (errori sistematici di scrittura)Discalculia — difficoltà nell’elaborazione numerica e nel calcolo (lentezza, errori ripetuti nelle operazioni)Un bambino o ragazzo può avere uno o più di questi disturbi contemporaneamente (comorbidità). La diagnosi è competenza esclusiva di professionisti sanitari abilitati: Neuropsichiatra Infantile (NPI), psicologo clinico o struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal SSN.Importante: la diagnosi DSA rilasciata da una struttura accreditata è il documento base per accedere sia ai diritti scolastici sia alle agevolazioni fiscali descritte in questa guida.Quali spese DSA sono detraibili al 19%: lista completa La detrazione fiscale del 19% sulle spese sanitarie è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera c) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Per le spese legate ai DSA, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 20/E/2011 e successive risoluzioni quali oneri rientrano in questa categoria.Ecco la lista completa delle spese DSA detraibili:Spese sanitarie specialistiche (senza franchigia)Diagnosi neuropsicologica — visita del Neuropsichiatra Infantile o dello psicologo per accertare il DSALogopedista — sedute di logopedia per dislessia, disgrafia, disortografia (si veda anche la nostra guida su Partita IVA Logopedista 2026 per capire il professionista con cui interagisci)Psicologo clinico — percorsi di supporto psicologico specifici per i DSANeuropsicomotricista — terapia psicomotoria prescritta per il disturboSedute di riabilitazione — presso strutture sanitarie accreditate SSNVisite specialistiche di controllo — follow-up annuali del disturboPer le spese sanitarie specialistiche non si applica la franchigia di 129,11 euro: la detrazione del 19% si calcola sull’intero importo speso.Spese mediche generali (con franchigia 129,11 euro)Farmaci prescritti per comorbidità (es. ADHD associato al DSA)Esami diagnostici strumentali (neuroimaging, EEG se prescritti)Ticket SSN per prestazioni collegate al percorso DSAStrumenti compensativi e materiali didattici: il caso della detraibilitàQuesto è il punto più dibattuto. Secondo l’interpretazione prevalente dell’Agenzia delle Entrate:Software specifici per DSA (es. sintesi vocale, programmi di scrittura predittiva): detraibili se prescritti da un medico come ausilio terapeutico, con fattura intestata al genitore o al paziente e relativa prescrizioneLibri parlanti e audiolibri: in linea di principio non detraibili come spesa medica, ma possono rientrare nelle spese di istruzione in alcuni casiTablet e device tecnologici: NON detraibili come spese mediche (sono beni di consumo generale)Tutoraggio specializzato DSA: NON detraibile come spesa medica; potrebbe rientrare nelle spese di istruzione se fornito da istituto riconosciutoConsiglio pratico: prima di acquistare software o strumenti compensativi, chiedi al tuo NPI o psicologo di rilasciare una prescrizione medica esplicita. Questo documento è indispensabile per la detraibilità.Per la lista completa di tutte le spese sanitarie detraibili nel 730, consulta la nostra guida Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa.Requisiti per la detrazione spese DSA 2026 Per portare in detrazione le spese DSA nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno fiscale 2025), devono essere soddisfatti questi requisiti:1. Diagnosi clinica certificataIl soggetto con DSA deve avere una diagnosi ufficiale rilasciata da:Struttura pubblica del SSN (ASL, ospedali con UO di NPI)Struttura privata accreditata con il SSNProfessionista privato abilitato (NPI, psicologo iscritto all’Albo) con documentazione conforme alle Linee Guida DM 5/7/2011La diagnosi è necessaria non solo per la scuola, ma anche per giustificare le spese specialistiche ai fini fiscali.2. Tracciabilità del pagamento (obbligatoria dal 2020)Dal 1° gennaio 2020, in base alla Legge di Bilancio 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debito (bancomat)App di pagamento digitale (PagoPA, Satispay, ecc.)Assegno bancarioIl pagamento in contanti comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa è legittima e documentata con fattura.Eccezione: le spese pagate al SSN (ticket, prestazioni in convenzione) sono escluse dall’obbligo di tracciabilità anche se pagate in contanti.3. Documentazione da conservareFattura o ricevuta fiscale del professionista (intestata al genitore se il figlio è fiscalmente a carico)Ricevuta del pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta bonifico)Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (software, dispositivi)Copia della diagnosi DSA (da conservare per eventuali controlli)I documenti vanno conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, in caso di verifica dell’Agenzia delle Entrate.4. Il figlio deve essere fiscalmente a caricoSe le spese riguardano un figlio minorenne o a carico, il genitore può portarle in detrazione nella propria dichiarazione. Il figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera 4.000 euro (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (oltre i 24 anni).Per sapere come ripartire le detrazioni tra genitori separati o divorziati, consulta il nostro articolo Detrazioni Figli Genitori Separati 2026.Come si calcola la detrazione DSA 2026: esempi pratici La detrazione del 19% si calcola sull’importo totale delle spese sanitarie che supera la franchigia di 129,11 euro (per le spese mediche generali). Per le prestazioni specialistiche (logopedista, psicologo, NPI) la franchigia non si applica: si detrae il 19% sull’intero importo.Tabella riassuntiva calcolo detrazioneTipo di spesaFranchigiaBase di calcoloDetrazione 19%Logopedista: 1.200 euro/annoNessuna1.200 euro228 euroPsicologo DSA: 800 euro/annoNessuna800 euro152 euroDiagnosi NPI: 350 euroNessuna350 euro66,50 euroFarmaci prescritti: 400 euro129,11 euro270,89 euro51,47 euroTotale esempio——497,97 euroEsempio pratico: famiglia con figlio dislessicoLa famiglia Rossi ha un figlio di 10 anni con diagnosi di dislessia. Nel 2025 ha sostenuto queste spese:Sedute di logopedia (30 sedute x 60 euro) = 1.800 euroVisita di controllo NPI = 300 euroSoftware per sintesi vocale con prescrizione medica = 200 euroFarmaci per ADHD associato = 180 euroCalcolo:Spese specialistiche (logopedia + NPI + software con prescrizione) = 1.800 + 300 + 200 = 2.300 euro → detrazione 19% = 437 euroFarmaci = 180 euro – 129,11 euro (franchigia) = 50,89 euro → detrazione 19% = 9,67 euroDetrazione totale: circa 446 euro da sottrarre direttamente all’IRPEF dovutaQuesto significa che la famiglia recupererà circa 446 euro attraverso il 730, come riduzione diretta dell’imposta da pagare (o aumento del rimborso).Limite di reddito e tetto detrazioni 2026: cosa cambia per le famiglie DSA Il D.Lgs. 216/2023 (Riforma IRPEF — primo modulo) ha introdotto un tetto alle detrazioni fiscali per i redditi più elevati. Ecco come funziona nel 2026 (dichiarazione redditi 2025):Soglie di riduzioneReddito fino a 120.000 euro: detrazioni al 100% (nessuna riduzione)Reddito tra 120.000 e 240.000 euro: riduzione proporzionale progressivaReddito oltre 240.000 euro: detrazione azzerataEsenzione per figli a carico con disabilitàAttenzione: le spese sanitarie per i figli con disabilità riconosciuta (art. 3 L. 104/1992) sono escluse dal tetto e detraibili per l’intero importo indipendentemente dal reddito. I DSA di per sé non costituiscono automaticamente una disabilità ai sensi della L. 104, ma se il disturbo è grave e accompagnato da certificazione di disabilità, si applica l’esenzione.Per la maggior parte delle famiglie con figli DSA (redditi sotto 120.000 euro), le detrazioni non subiscono riduzioni. Per approfondire il tema del tetto detrazioni, leggi il nostro articolo Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto.Come indicare le spese DSA nel Modello 730/2026: guida praticaLe spese DSA vengono dichiarate nel Modello 730/2026 (redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese sanitarie. Ecco dove trovarle:Righe del 730 da compilareTipo di spesaRigo 730CodiceSpese mediche generali (medico, farmaci con ricetta)E11Spese sanitarie per persone con disabilitàE33Spese per acquisto di sussidi tecnici e informatici (con prescrizione)E33Spese per veicoli per portatori di handicapE44Per la maggior parte delle famiglie DSA: le spese di logopedista, psicologo e NPI vanno in rigo E1 (spese sanitarie generali). Se il figlio ha anche riconoscimento di disabilità L. 104, alcune spese possono andare in E3.Il 730 precompilato e le spese DSADal 2024 l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nel 730 precompilato le spese sanitarie tracciate dal Sistema Tessera Sanitaria. Attenzione: molti professionisti privati (logopedisti, psicologi) non trasmettono i dati al STS se non sono tenuti a farlo. In questo caso devi aggiungere manualmente le spese nel 730 precompilato o nella dichiarazione tradizionale.Cosa fare:Controlla il 730 precompilato su agenziaentrate.gov.it (disponibile da aprile/maggio 2026)Verifica che le spese DSA siano presenti; se mancano, aggiungile con le ricevuteIn caso di modifiche, la responsabilità della correttezza è del contribuenteScadenze 730/202630 settembre 2026: scadenza per la presentazione del 730/2026 tramite CAF, patronato o intermediario abilitatoOttobre/Novembre 2026: rimborso IRPEF in busta paga o pensione (per dipendenti e pensionati)Per un quadro completo delle novità del modello 730 quest’anno, leggi Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili.Bonus e agevolazioni aggiuntive per le famiglie con figli DSA Oltre alla detrazione fiscale del 19%, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altri strumenti di supporto:Bonus Psicologo 2026Il Bonus Psicologo (fino a 1.500 euro di contributo INPS per le sedute di psicoterapia) è riservato a persone con ISEE sotto 50.000 euro. Se il figlio con DSA necessita di supporto psicologico clinico, il genitore può fare domanda per il proprio nucleo familiare. Le sedute non coperte dal bonus sono comunque detraibili al 19%.Detrazioni spese istruzioneLe rette scolastiche e universitarie hanno detrazioni separate (art. 15, comma 1, lett. e) del TUIR). Alcune scuole private che offrono percorsi specifici per DSA potrebbero rientrare in queste detrazioni. Verifica che l’istituto sia riconosciuto dal MIUR.Contributi regionali e comunali in FVGLa Regione Friuli Venezia Giulia e alcuni Comuni del territorio prevedono contributi specifici per famiglie con figli DSA o con disturbi dello sviluppo. Contatta il tuo CAF o il Patronato per verificare i bandi attivi nella tua area.ISEE e accesso ai serviziCon un ISEE aggiornato, le famiglie con figli DSA possono accedere a tariffe ridotte per le prestazioni del SSN e a contributi comunali per il materiale scolastico. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare il tuo ISEE e verificare le agevolazioni disponibili.Domande frequenti sulle spese DSA detraibili (FAQ) Posso detrarre il logopedista anche se il mio reddito è alto?Sì, fino a 120.000 euro di reddito la detrazione è piena. Sopra tale soglia, la detrazione si riduce proporzionalmente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Il logopedista è una spesa specialistica detraibile senza franchigia.La diagnosi DSA deve essere rinnovata ogni anno per avere la detrazione?No. La diagnosi ha validità permanente ai fini fiscali (salvo che il professionista indichi una scadenza). Non è necessario rinnovarla ogni anno. È sufficiente conservarla e esibirla in caso di controllo.Posso detrarre le spese di un logopedista privato non iscritto al SSN?Sì, purché il professionista sia abilitato (iscritto all’Albo professionale dei logopedisti), rilasci fattura con codice fiscale, e il pagamento sia tracciabile. Non è necessario che sia convenzionato SSN.Il software per la sintesi vocale è detraibile senza prescrizione?No. Per i software e strumenti compensativi tecnologici (sintesi vocale, predizione del testo, mappe mentali) è necessaria una prescrizione medica che li qualifichi come ausilio terapeutico. Senza prescrizione, la spesa non è detraibile come spesa medica.Mio figlio ha 20 anni e ha un DSA: posso ancora detrarre le sue spese?Sì, se è fiscalmente a tuo carico (reddito non superiore a 4.000 euro se ha meno di 24 anni). La detrazione non ha limiti di età per i figli a carico. Se il figlio lavora e non è più a carico, le spese le potrà detrarre lui stesso nella propria dichiarazione.Ho pagato le sedute di logopedia in contanti. Perdo la detrazione?Purtroppo sì, per le spese sostenute dopo il 1° gennaio 2020. Il pagamento in contanti non permette la detrazione fiscale. Per le spese future, utilizza sempre un metodo tracciabile (bonifico, carta, app di pagamento).Conclusione: il CAF Centro Fiscale ti aiuta con il 730 e le spese DSALe spese per i DSA rappresentano un onere reale e spesso significativo per le famiglie italiane. La detrazione fiscale del 19% è uno strumento concreto per alleviare questi costi, ma richiede attenzione: pagamenti tracciabili, documentazione corretta, diagnosi aggiornata, compilazione precisa del 730.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella compilazione del Modello 730/2026, inclusa la verifica e l’inserimento di tutte le spese detraibili per DSA. Il nostro team è a disposizione per:Verificare quali spese DSA sono detraibili nel tuo caso specificoControllare che i documenti siano in ordine per eventuali controlli dell’AdEMassimizzare il rimborso IRPEF nella tua dichiarazione dei redditiCalcolare il tuo ISEE per accedere ad ulteriori agevolazioniPrenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Aggiornato a luglio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale; per una consulenza personalizzata rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 10:26:322026-07-05 08:48:25Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per le Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoSpese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’ApprendimentoSe hai un figlio con diagnosi di DSA — dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia — molte delle spese sostenute per la sua diagnosi e il suo supporto possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi 2026. La normativa di riferimento (art. 15, comma 1, lettera e) e lettera e-bis) del TUIR, in combinato con la Legge 170/2010) riconosce alle famiglie importanti agevolazioni fiscali. In questa guida del CAF Centro Fiscale trovi tutto quello che devi sapere: quali spese sono ammesse, come calcolare la detrazione del 19%, quale documentazione conservare e come indicare tutto nel modello 730 o Redditi PF.Cosa Sono i DSA e Perche’ Rilevano ai Fini FiscaliI Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono una categoria di disturbi del neurosviluppo disciplinata in Italia dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170. La legge riconosce quattro tipologie principali:Dislessia: difficolta’ nella lettura (decodifica del testo)Disgrafia: difficolta’ nella scrittura manuale (grafia)Disortografia: difficolta’ nell’applicazione delle regole ortograficheDiscalculia: difficolta’ nel calcolo e nelle abilita’ numericheAi fini fiscali, la Legge 170/2010 e il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) riconoscono che le famiglie affrontano spese specifiche — mediche, psicologiche, educative — per la diagnosi e il supporto dei ragazzi con DSA. Il legislatore ha quindi esteso l’ambito di detraibilita’ delle spese sanitarie anche a questa categoria, equiparando le spese per la diagnosi e il trattamento dei DSA alle spese mediche ordinarie. Il Riferimento Normativo: Art. 15 TUIR e Legge 170/2010Il quadro normativo che consente la detraibilita’ delle spese DSA si articola su due livelli:Art. 15, comma 1, lett. e) TUIR: detrazione del 19% delle spese di istruzione diverse da quelle universitarie (tasse scolastiche, rette, contributi). Il testo e’ stato interpretato estensivamente anche per le spese di supporto specialistico connesse a certificazione DSA.Art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (introdotto dalla L. 232/2016 e confermato nelle successive leggi di bilancio): detrazione del 19% delle spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici necessari all’apprendimento dei soggetti con DSA certificati, acquistati in seguito a prescrizione medica.Art. 15, comma 1, lett. a) TUIR: detrazione del 19% per le spese mediche generiche e di assistenza specifica, nella quale rientrano le valutazioni neuropsicologiche e le sedute di logopedia o psicomotricita’ effettuate da professionisti abilitati.La Legge 170/2010 all’art. 5 impone alle istituzioni scolastiche di attivare percorsi didattici personalizzati e all’art. 7 prevede misure di supporto per le famiglie, aprendo la strada all’agevolazione fiscale per le spese connesse. Aliquota di Detrazione: Quanto si RecuperaLe spese detraibili per i DSA beneficiano di un’aliquota del 19% sull’importo sostenuto, con alcune differenze a seconda della tipologia di spesa:Tipologia di spesaFranchigiaAliquota detrazioneRiferimento normativoSpese mediche (visite specialistiche, logopedia, psicomotricita’)129,11 euro (spese mediche generali aggregate)19%Art. 15 c. 1 lett. a) TUIRStrumenti compensativi e sussidi tecnici (hardware/software DSA)Nessuna franchigia specifica19%Art. 15 c. 1 lett. e-bis) TUIRSpese di istruzione (tasse, contributi scolastici)Nessuna franchigia19%Art. 15 c. 1 lett. e) TUIRNota importante sulla franchigia spese mediche: la franchigia di 129,11 euro si applica all’insieme di TUTTE le spese mediche dell’anno (non solo quelle DSA). La detrazione del 19% scatta sull’importo che supera questa soglia.Effetto del reddito sulla detrazione: per i redditi superiori a 75.000 euro (fino a 100.000 euro), la detrazione del 19% sugli oneri di cui all’art. 15 TUIR viene ridotta in proporzione (cosiddetto meccanismo di riduzione progressiva introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, confermato per il 2026). Per redditi oltre 100.000 euro la detrazione non spetta. Quali Spese DSA Sono Detraibili: Elenco Completo 2026 1. Spese di Diagnosi e Valutazione NeuropsicologicaRientrano in questa categoria le spese per:Visita neuropsichiatrica infantile per diagnosi di DSAValutazione logopedica (batterie standardizzate MT, BVSCO-2, ecc.)Valutazione psicologica clinica (test cognitivi come WISC-V, prove di abilita’)Valutazione neuropsicologica da parte di equipe multidisciplinareReferti, relazioni e certificazioni diagnostiche rilasciate da strutture pubbliche o private accreditate SSNSono detraibili sia le spese sostenute presso strutture pubbliche (ASL/IRCCS) che quelle presso centri privati convenzionati o accreditati. Per le strutture private non convenzionate, la detraibilita’ e’ comunque riconosciuta purche’ il professionista (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) sia iscritto all’albo professionale di riferimento.2. Spese per Trattamenti e Terapie RiabilitativeUna volta ottenuta la diagnosi, le famiglie spesso avviano percorsi di supporto. Sono detraibili:Sedute di logopedia effettuate da logopedista iscritto all’albo (Albo dei Logopedisti, AIOLOGO)Trattamento psicomotorio con psicomotricista abilitatoSupporto psicologico individuale (psicologo o psicoterapeuta iscritto all’Ordine)Tutoraggio specializzato DSA effettuato da professionisti con formazione specifica certificataRiabilitazione neuropsicologica effettuata da equipe sanitariaPer le sedute con professionisti sanitari (logopedista, psicologo, psicomotricista) la detraibilita’ e’ piena al 19% tra le spese mediche. Il tutoraggio specializzato DSA (non sanitario) ha invece una detraibilita’ piu’ dibattuta: il MEF e l’Agenzia delle Entrate hanno riconosciuto la detraibilita’ solo quando svolto da professionisti con qualifica riconosciuta e nell’ambito di un percorso prescritto dal medico/specialista.3. Strumenti Compensativi e Sussidi Tecnici (art. 15, lett. e-bis TUIR)Questa e’ la categoria piu’ specifica per i DSA. L’art. 15, comma 1, lett. e-bis) TUIR (come modificato dalla L. 232/2016) prevede la detrazione del 19% sull’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per i soggetti con DSA certificati. Rientrano in questa categoria:Software di sintesi vocale (es. Balabolka, ReadSpeaker, DSA tools)Software per la produzione di mappe mentali e concettuali (es. CmapTools, iMindMap)Audiolibri e testi in formato digitale accessibile (EPUB accessibili, audiolibri Bookshare/LIA)Tablet o computer acquistati specificamente come strumenti compensativi, su prescrizioneScanner per la digitalizzazione dei testi scolasticiVocabolari digitali parlantiCalcolatrice parlante o con display ingranditoSoftware di dettatura vocale (es. Dragon NaturallySpeaking)Condizione fondamentale: gli strumenti compensativi sono detraibili solo se:Acquistati in seguito a prescrizione del medico (neuropsichiatra, pediatra) o raccomandazione dello specialista che ha effettuato la diagnosi DSAIl figlio ha una certificazione DSA rilasciata da struttura pubblica o privata accreditata SSNIl bene e’ pertinente e necessario al disturbo (es. software lettura per dislessico)4. Spese di Istruzione Connesse al Percorso DSAAlcune spese scolastiche sono detraibili al 19% in base all’art. 15, comma 1, lett. e) TUIR:Tasse scolastiche e contributi obbligatori pagati alle scuole statali o paritarieRette per iscrizione a scuole paritarie o private riconosciuteSpese per corsi extrascolastici specifici per DSA tenuti da enti riconosciutiPer le spese di istruzione generali (non specifiche DSA) esistono dei limiti massimi detraibili fissati annualmente con decreto del MIUR/Ministero dell’Istruzione, diversi per ordine scolastico. Per l’anno d’imposta 2025 (modello 730/2026) consultare le istruzioni ministeriali aggiornate, in quanto i limiti vengono aggiornati anno per anno.Spese NON Detraibili: Cosa Esclude il FiscoNon tutte le spese sostenute per i figli con DSA sono ammesse in detrazione. In particolare, sono escluse:Materiale didattico ordinario (libri scolastici, quaderni, cancelleria) non qualificato come strumento compensativoRipetizioni private generali non qualificate come tutoraggio DSA specializzatoSpese di trasporto ai centri riabilitativi (salvo specifiche casistiche di disabilita’ grave certificata ai sensi della L. 104)Spese alimentari, abbigliamento, alloggio eventualmente sostenute durante terapie residenzialiFarmaci (a meno che non siano prescritti da medico per disturbi correlati)Strumenti compensativi acquistati senza prescrizione medicaValutazioni non effettuate da professionisti iscritti all’albo La Certificazione DSA: Documento Chiave per la DetrazioneLa certificazione DSA e’ il documento fondamentale per accedere alle agevolazioni fiscali. Ecco cosa sapere:Chi Puo’ Rilasciare la CertificazioneAi sensi della Legge 170/2010 e delle Linee Guida ministeriali (D.M. 12 luglio 2011), la certificazione diagnostica di DSA puo’ essere rilasciata da:Servizi del SSN: Unita’ Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle ASL e IRCCS pubbliciStrutture private accreditate o convenzionate con il SSNStrutture private non accreditate: solo in alcune regioni e in presenza di specifici accordi; la certificazione deve essere rilasciata da equipe multidisciplinare (neuropsichiatra + psicologo + logopedista)Attenzione: la certificazione prodotta da un singolo professionista privato (non equipe) potrebbe non essere riconosciuta dalla scuola ai fini del PDP (Piano Didattico Personalizzato), ma ai fini fiscali l’Agenzia delle Entrate guarda alla qualifica del professionista, non alla struttura di provenienza. E’ comunque consigliabile ottenere la diagnosi da strutture SSN o accreditate per avere certezza sia sul piano scolastico che su quello fiscale.Cosa Deve Contenere il DocumentoPer essere valida ai fini fiscali, la certificazione DSA deve riportare:Diagnosi clinica specifica (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) con riferimento ai codici ICD-10 o DSM-5Nome e cognome del soggetto, data di nascitaData della valutazioneNome e qualifica del professionista o dell’equipe (con numero di iscrizione all’albo)Raccomandazioni per gli strumenti compensativi (utile per detrarre gli strumenti ex lett. e-bis)Come Indicare le Spese DSA nel Modello 730 (2026) o Redditi PFLe spese DSA si indicano nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche nelle seguenti sezioni: Quadro E del Modello 730 (Oneri e Spese)Le spese DSA si distribuiscono tra piu’ righe del Quadro E:Tipologia spesa DSARigo 730NoteVisite specialistiche (neuropsichiatra, neurologo), esami diagnosticiE1 – Spese sanitarieCon franchigia 129,11 euro aggregataLogopedia, psicomotricita’, terapia con professionisti sanitariE1 – Spese sanitarieProfessionista deve essere iscritto all’alboStrumenti compensativi e sussidi tecnici (art. 15 lett. e-bis)E8/E20 – cod. 33Con prescrizione medica, certificazione DSATasse scolastiche e rette (art. 15 lett. e)E8/E20 – cod. 12 o 13Nei limiti dei massimali annui MIURCodice specifico per gli strumenti compensativi DSA nel 730 2026: utilizza il codice 33 nella sezione E8/E20, che corrisponde alle “spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per persone con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) certificati”.Chi Puo’ Detrarre: Genitore o Figlio?Le spese per i figli con DSA possono essere detratte:Dal genitore che ha il figlio fiscalmente a carico (eta’ inferiore a 24 anni o reddito non superiore a 4.000 euro per under 24, ovvero 2.840,51 euro per over 24)Dal figlio stesso se non e’ fiscalmente a carico dei genitoriIn caso di genitori separati o divorziati, le spese si detraggono in base agli accordi di separazione; se non c’e’ accordo specifico, si ripartiscono al 50%Il figlio e’ considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni).Documentazione da ConservareIn caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, devi essere in grado di esibire:Certificazione diagnostica DSA (rilasciata da equipe accreditata, con codici ICD/DSM e firma del professionista)Fatture o ricevute fiscali di tutte le spese sostenute (intestate al genitore che detrae o al figlio)Prescrizione medica per gli strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis)Scontrini o ricevute di acquisto degli strumenti compensativi, con indicazione del bene acquistatoProve di pagamento tracciabile: le spese sanitarie detraibili devono essere pagate con metodi tracciabili (bonifico, carte di credito/debito, PagoBancomat) per l’anno d’imposta 2025. Il pagamento in contanti non e’ ammesso ai fini della detrazione (salvo spese per ticket SSN o farmaci).Obbligo di pagamento tracciabile (dal 2020): per le spese diverse da farmaci e ticket, il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, nemmeno per le spese di logopedia o tutoraggio DSA.Spese DSA Rimborsate da Assicurazione o Datore di Lavoro: Cosa CambiaSe parte delle spese DSA e’ stata rimborsata da una polizza assicurativa sanitaria o dal datore di lavoro:Le spese rimborsate da polizza privata i cui premi non sono stati detratti (es. polizza pagata interamente dal datore di lavoro come benefit non incluso nel 730): le spese rimborsate da questa polizza non sono detraibiliLe spese rimborsate da polizze i cui premi sono stati detratti: la spesa rimborsata non e’ detraibile solo per la quota coperta dal rimborsoLe spese rimborsate dal datore di lavoro in forma non imponibile: non sono detraibiliLe spese che rimangono a carico del contribuente dopo il rimborso: sono pienamente detraibili per la quota a carico Esempio Pratico di Calcolo della Detrazione DSAVediamo un esempio concreto per capire come funziona la detrazione nella pratica:Situazione: Il sig. Marco ha un figlio di 12 anni con diagnosi di dislessia. Nel corso del 2025 ha sostenuto le seguenti spese:Valutazione neuropsicologica: 400 euro20 sedute di logopedia (40 euro ciascuna): 800 euroSoftware di sintesi vocale (con prescrizione): 150 euroTablet come strumento compensativo (con prescrizione): 350 euroTotale spese sanitarie DSA (visite + logopedia): 1.200 euroTotale spese strumenti compensativi: 500 euroCalcolo nel 730/2026:Spese sanitarie totali anno (incluse quelle non DSA): ipotizziamo 1.700 euro in totaleFranchigia 129,11 euro: base imponibile = 1.700 – 129,11 = 1.570,89 euroDetrazione 19% su 1.570,89 = 298,47 euro (spese mediche/logopedia)Strumenti compensativi (art. 15 lett. e-bis): 500 euro x 19% = 95 euroTotale recuperato: circa 393 euroL’importo recuperato dipende anche dal reddito complessivo del contribuente e dall’eventuale applicazione del meccanismo di riduzione per redditi superiori a 75.000 euro.DSA e Disabilita’: Differenze Fiscali con la Legge 104E’ importante non confondere le agevolazioni per i DSA con quelle previste per le persone con disabilita’ ai sensi della Legge 104/1992:AspettoDSA (L. 170/2010)Disabilita’ (L. 104/1992)Detrazione spese mediche19% (con franchigia 129,11 euro)19% senza franchigia per spese specifiche disabilita’Agevolazioni veicoliNon previsteIVA agevolata 4%, detrazione 19%DeduzioniNon previste (solo detrazioni)Deduzioni per spese assistenza specificaPermessi lavorativiNon previsti per i genitori3 giorni/mese ex L.104 per familiariEsenzione ticket SSNNon automatica per DSASi’ se disabilita’ riconosciutaLa diagnosi di DSA non equivale automaticamente a un riconoscimento di disabilita’ ai sensi della L. 104. In alcuni casi gravi, un bambino con DSA puo’ avere anche un riconoscimento di disabilita’ in base a una valutazione separata della Commissione medica; in quel caso si applicano entrambi i regimi di agevolazione. Bonus e Agevolazioni Complementari per Famiglie con Figli DSAOltre alle detrazioni fiscali nel 730, le famiglie con figli DSA possono accedere ad altre forme di supporto:Assegno Unico Universale (AUU): spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, senza distinzione per DSAISEE agevolato: le spese sostenute per il sostegno ai figli con DSA possono incidere sulla situazione economica rilevante per alcune prestazioni ISEE-dipendentiDeduzioni per erogazioni liberali a enti che sostengono la ricerca sui DSA (es. Associazione Italiana Dislessia)Agevolazioni regionali e comunali: alcune regioni hanno predisposto fondi specifici per il supporto alle famiglie con DSA (verifica sul sito della tua regione o comune)Detrazione spese universitarie: se il figlio con DSA frequenta l’universita’, alcune rette aggiuntive legate al supporto DSA possono rientrare nelle spese universitarie detraibiliCome il CAF Centro Fiscale Puo’ AiutartiLa compilazione del 730 per una famiglia con figli DSA richiede attenzione nella corretta distribuzione delle spese tra i vari righi del Quadro E. Gli esperti del CAF Centro Fiscale sono in grado di:Verificare la detraibilita’ di ogni singola spesa sostenutaAssicurarsi che la documentazione sia completa e conformeIndicare correttamente le spese nei righi E1, E8/E20 con i codici giustiMassimizzare il recupero fiscale per la tua famigliaPer qualsiasi dubbio o per la compilazione del tuo modello 730/2026, contatta il CAF per un preventivo personalizzato. FAQ: Domande Frequenti sulle Spese DSA DetraibiliLe spese per un logopedista privato sono detraibili?Si’, purche’ il logopedista sia regolarmente iscritto all’albo professionale e emetta fattura fiscale regolare. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti). La spesa rientra nel rigo E1 come spesa sanitaria.Posso detrarre l’acquisto di un tablet come strumento compensativo?Si’, ma solo se: (a) il figlio ha una certificazione DSA ufficiale; (b) il tablet e’ stato acquistato su indicazione/prescrizione del medico/specialista come strumento compensativo per il DSA; (c) hai la fattura di acquisto con descrizione del bene. La detrazione e’ del 19% ai sensi dell’art. 15, lett. e-bis TUIR, codice 33 nel 730.Serve la diagnosi SSN o va bene quella di un privato?Ai fini fiscali e’ sufficiente che la diagnosi sia effettuata da professionisti iscritti ai rispettivi albi (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista). La struttura SSN e’ obbligatoria solo per alcune regioni ai fini del riconoscimento scolastico, ma per le detrazioni fiscali non e’ richiesta necessariamente la struttura pubblica.Posso detrarre le spese di tutoraggio specializzato DSA?E’ un’area grigia. Il tutoraggio svolto da professionisti con qualifica riconosciuta (es. educatori professionali, logopedisti) nell’ambito di un percorso prescritto puo’ essere detraibile come spesa sanitaria. Il tutoraggio generico svolto da insegnanti privati senza qualifica specifica non e’ detraibile. Consulta il CAF per valutare caso per caso.Le spese pagate in contanti sono detraibili?No, salvo eccezioni (farmaci, ticket SSN). Dal 2020 tutte le spese sanitarie diverse da farmaci e ticket devono essere pagate con strumenti tracciabili per essere detraibili. Conserva sempre la ricevuta del pagamento elettronico.Mio figlio ha 20 anni e DSA: posso ancora detrarre le spese?Si’, se il figlio e’ ancora fiscalmente a carico. Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito per essere considerati a carico e’ 4.000 euro; per i figli over 24 e’ 2.840,51 euro. Se il figlio supera questi limiti, dovra’ detrarre le spese nel proprio 730.Come faccio a sapere qual e’ il limite per le spese di istruzione?I limiti massimi detraibili per le spese di istruzione (art. 15 lett. e) sono stabiliti annualmente con decreto del Ministero dell’Istruzione. Per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), consulta le istruzioni ufficiali del modello 730 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate o rivolgiti al CAF per avere il dato aggiornato.Conclusione: Tieni Tutti i Documenti e Affidati a un EspertoLa detraibilita’ delle spese per i DSA e’ un’opportunita’ concreta per le famiglie italiane: il meccanismo del 19% su spese mediche, terapeutiche e su strumenti compensativi puo’ generare un recupero fiscale significativo ogni anno. La chiave e’ la corretta documentazione (certificazione DSA, fatture, prescrizioni, prove di pagamento tracciabile) e la corretta compilazione del 730.Se hai dubbi su quali spese sono detraibili nel tuo caso specifico, o vuoi essere sicuro di non perdere nessuna agevolazione, contatta il CAF Centro Fiscale per un preventivo personalizzato. I nostri consulenti fiscali sono a disposizione per analizzare la tua documentazione e massimizzare il tuo rimborso fiscale 2026.Per approfondire le detrazioni correlate, leggi anche: Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:40:062026-07-05 09:41:21Spese Detraibili DSA 2026: Guida Completa per Famiglie con Figli con Disturbi dell’Apprendimento
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni più richieste da chi sta ristrutturando casa, ma genera anche molti dubbi. La domanda più frequente è sempre la stessa: bonus mobili cosa rientra 2026? In altre parole, quali mobili e quali elettrodomestici posso davvero acquistare portando in detrazione il 50% della spesa? In questa guida completa trovi l’elenco dettagliato di tutto ciò che è ammesso, di ciò che invece resta escluso, e le regole pratiche per non perdere il beneficio. Capire bene cosa rientra nel bonus mobili 2026 è fondamentale, perché un acquisto sbagliato o una fattura incompleta possono farti perdere migliaia di euro di detrazione.Prima di tutto, ricordiamo che il bonus mobili è una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sulle imposte sui redditi, pari al 50% delle spese sostenute. La detrazione viene poi restituita in 10 rate annuali di pari importo. Ma attenzione: non basta comprare un divano nuovo per averne diritto. Vediamo insieme, passo dopo passo, cosa rientra nel bonus mobili 2026 e a quali condizioni.Indice dei contenutiRequisito preliminare: serve una ristrutturazione ediliziaTetto massimo di spesa 2026: 5.000 euroQuali mobili rientrano: l’elenco completoElettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energeticaCosa NON rientra nel bonus mobili 2026Come pagare per non perdere il bonus mobiliFatture: cosa deve indicare il documento di spesaCasi limite e dubbi frequentiCome dichiarare la spesa nel 730 o nel modello RedditiDomande frequenti sul bonus mobili 2026Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di UdineRequisito preliminare: serve una ristrutturazione edilizia Il primo aspetto da chiarire, prima ancora di sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026, è il vincolo fondamentale: il bonus mobili non è un’agevolazione autonoma. È sempre collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile che andrai ad arredare. Non puoi cioè comprare mobili nuovi e detrarli se non hai in corso (o non hai da poco concluso) dei lavori edilizi in casa.La regola, prevista dall’articolo 16-bis del TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi), è precisa: per usufruire del bonus mobili 2026 i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Tradotto in parole semplici: per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Se hai avviato il cantiere prima di quella data, purtroppo non puoi accedere al bonus per gli acquisti del 2026.Cosa si intende per ristrutturazione edilizia? Non serve necessariamente rifare tutta la casa. Rientrano ad esempio la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione vera e propria, ma anche interventi su parti comuni del condominio. Immagina che Marco abbia rifatto l’impianto elettrico e i pavimenti del suo appartamento a marzo 2025: potrà tranquillamente arredare le stanze ristrutturate sfruttando il bonus. Per capire quali lavori danno diritto all’agevolazione ti consigliamo di leggere la nostra guida al bonus ristrutturazione, che spiega nel dettaglio quali interventi sono ammessi.Tetto massimo di spesa 2026: 5.000 euro Un altro punto che devi conoscere bene prima di scoprire cosa rientra nel bonus mobili 2026 è il tetto massimo di spesa. Per il 2026 il limite è fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare. Su questo importo si calcola la detrazione del 50%, quindi il risparmio fiscale massimo è di 2.500 euro, che ti verranno restituiti in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.È importante sapere che questo tetto è stato ridotto rispetto al passato: nel 2022 era di 10.000 euro, poi con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è sceso a 8.000 euro, per attestarsi infine a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha prorogato il bonus mobili 2026 confermando proprio questo importo di 5.000 euro. Il limite si applica alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare di 5.000 euro di spesa per ciascuno di essi.Un caso particolare riguarda le giovani coppie, per le quali sono previste condizioni specifiche che nel tempo sono cambiate. Se rientri in questa categoria, ti invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato al bonus mobili giovani coppie 2026, dove spieghiamo cosa è cambiato e quali agevolazioni restano disponibili.Quali mobili rientrano: l’elenco completo Eccoci al cuore della questione. Quando si parla di bonus mobili cosa rientra 2026, la prima categoria da considerare sono i mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. L’Agenzia delle Entrate considera ammissibile una gamma molto ampia di arredi. Ecco l’elenco dei mobili che rientrano nella detrazione del 50%:Letti, materassi, reti e testiereArmadi, cassettiere, comodini e guardarobaTavoli, sedie, sgabelli e pancheDivani, poltrone e poufCredenze, madie, librerie e scaffalatureMobili da bagno (mobili sottolavabo, colonne, pensili)Scrivanie e mobili per lo studioMobili componibili da cucina (pensili, basi, colonne)Appendiabiti, attaccapanni e mobili da ingressoC’è però una condizione non negoziabile: i mobili devono essere rigorosamente nuovi. Tutto ciò che è usato, di seconda mano o acquistato tramite aste online di mobili usati non rientra nel bonus mobili 2026. Quindi il divano vintage comprato al mercatino dell’usato, per quanto bello, non ti darà diritto ad alcuna detrazione. Anche gli arredi da modernariato acquistati da privati sono esclusi.Rientrano invece nel bonus anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei mobili acquistati, purché il pagamento avvenga con le modalità corrette che vedremo più avanti. Se paghi 200 euro per la consegna e il montaggio di un armadio, anche quella cifra concorre al tetto di 5.000 euro ed è quindi detraibile al 50%.Elettrodomestici: quali rientrano e con quale classe energetica La seconda grande categoria da esaminare quando ci si chiede bonus mobili cosa rientra 2026 sono i grandi elettrodomestici. Qui la regola è più stringente: non basta che l’elettrodomestico sia nuovo, deve anche rispettare una classe energetica minima. La classe energetica è quella lettera (dalla A alla G) che trovi sull’etichetta energetica applicata al prodotto e indica quanto l’apparecchio consuma: più la lettera è vicina alla A, più l’elettrodomestico è efficiente.Ecco le classi energetiche minime richieste per il bonus mobili 2026, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate:Forni: classe energetica minima ALavatrici, lavasciuga (lavasciugatrici) e lavastoviglie: classe energetica minima EFrigoriferi e congelatori: classe energetica minima FRientrano nel bonus elettrodomestici anche altri apparecchi, come i piani cottura elettrici e altri apparecchi di cottura, così come gli apparecchi per il riscaldamento (radiatori, termosifoni, condizionatori e scaldacqua) rientranti nelle categorie previste dal Regolamento UE 811/2013. Per questi ultimi, quando la normativa prevede l’etichetta energetica, va sempre verificata la classe energetica minima prevista dalla normativa vigente, controllabile direttamente in etichetta al momento dell’acquisto. Se l’apparecchio non è soggetto a etichetta energetica obbligatoria, il vincolo di classe non si applica.Il consiglio pratico è sempre lo stesso: controlla l’etichetta energetica prima di acquistare e conserva la documentazione. Un frigorifero in classe G, ad esempio, non ti darà diritto ad alcuna detrazione perché sotto la soglia minima richiesta. Se il tuo obiettivo è sostituire un vecchio climatizzatore, ti segnaliamo la nostra guida dedicata al bonus condizionatori 2026, che spiega la procedura pratica per questo specifico apparecchio.Cosa NON rientra nel bonus mobili 2026 Sapere cosa rientra nel bonus mobili 2026 è importante quanto sapere cosa resta escluso, per evitare acquisti che non daranno alcun beneficio fiscale. Molti contribuenti pensano erroneamente che qualsiasi spesa per la casa sia detraibile, ma non è così. Ecco l’elenco delle spese che NON rientrano nel bonus:Mobili usati o di seconda mano (comprese aste online e mercatini)Elettrodomestici sotto la classe energetica minima richiestaComplementi d’arredo tessili: tende, tappeti, tovaglie, biancheria per la casaOggetti decorativi: quadri, statue, soprammobiliAttrezzatura sportiva o per hobby (cyclette, attrezzi da palestra, ecc.)Articoli casalinghi non elettrici: pentole, stoviglie, posate, bicchieriPorte, pavimentazioni e altri elementi che fanno parte dei lavori edili, non dell’arredoIn sintesi, il bonus mobili 2026 copre gli arredi veri e propri e i grandi elettrodomestici efficienti, non i complementi decorativi o gli oggetti d’uso quotidiano. Un errore frequente è pensare che le tende motorizzate o le zanzariere rientrino: come vedremo tra poco, non è così.Come pagare per non perdere il bonus mobiliAnche il metodo di pagamento fa parte delle regole su cosa rientra nel bonus mobili 2026: un acquisto pagato nel modo sbagliato fa perdere la detrazione, anche se il mobile o l’elettrodomestico è perfettamente ammissibile. I pagamenti devono avvenire con strumenti tracciabili. Sono ammessi il bonifico bancario o postale, oppure il pagamento con carta di debito o di credito. Sono invece vietati i pagamenti in contanti, con assegno o altri mezzi non tracciabili.Quando si sceglie il bonifico, questo deve essere un bonifico “parlante”, cioè un bonifico dedicato alle detrazioni fiscali che contiene una causale specifica, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA del venditore. Non è un bonifico ordinario: la causale e i dati vanno compilati con attenzione. Poiché questo è uno dei punti in cui si commettono più errori, abbiamo dedicato una guida completa all’argomento: leggi come compilare correttamente il bonifico parlante per il bonus mobili, con la causale corretta da indicare.Fatture: cosa deve indicare il documento di spesa Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la fattura. Per il bonus mobili 2026 non basta conservare uno scontrino generico o una fattura che riporti la sola dicitura “arredamento”. Il documento di spesa deve indicare in modo chiaro la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati. In pratica deve essere ben specificato cosa hai comprato: ad esempio “n. 1 armadio a 4 ante in legno”, “n. 1 lavatrice classe E”, e così via.Questo dettaglio è fondamentale in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se la fattura è troppo generica, la detrazione può essere contestata. Il nostro consiglio è di richiedere sempre al venditore un documento dettagliato e di conservarlo insieme alle ricevute dei pagamenti tracciabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare per te la correttezza di fatture e ricevute prima della dichiarazione, così da evitare brutte sorprese.Casi limite e dubbi frequentiNella pratica quotidiana emergono spesso situazioni particolari in cui non è immediato capire cosa rientra nel bonus mobili 2026. Vediamo i casi più comuni che ci vengono sottoposti allo sportello.La cucina componibileQuando acquisti una cucina componibile completa, devi distinguere due parti. I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili. Gli elettrodomestici incassati (forno, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura) rientrano solo se rispettano la classe energetica minima prevista. Se il forno incassato è in classe A, ad esempio, è detraibile; se è di una classe inferiore, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo.Zanzariere, tende e tende motorizzateLe zanzariere NON rientrano nel bonus mobili: hanno eventualmente un’agevolazione a parte, legata al risparmio energetico o alla schermatura solare, ma non fanno parte dell’arredo. Allo stesso modo, tende e tende motorizzate NON rientrano nel bonus mobili 2026, perché sono considerate complementi tessili e non mobili. È uno degli errori più comuni: molti pensano di poterle detrarre insieme al resto dell’arredamento, ma non è possibile.Come dichiarare la spesa nel 730 o nel modello Redditi Una volta chiarito cosa rientra nel bonus mobili 2026 e sostenute le spese ammissibili, resta il passaggio finale: portare la detrazione in dichiarazione dei redditi. Le spese per il bonus mobili vanno indicate nel rigo E57 del quadro E del modello 730 (oppure nel quadro corrispondente del modello Redditi Persone Fisiche). La detrazione del 50% viene ripartita obbligatoriamente in 10 rate annuali di pari importo: non è possibile scegliere una rateizzazione diversa.La compilazione richiede attenzione, perché occorre incrociare correttamente i dati della ristrutturazione con quelli degli acquisti di mobili ed elettrodomestici. Un errore nel rigo E57 può bloccare la detrazione o generare comunicazioni di irregolarità. Per questo motivo il modo più sicuro per non sbagliare è affidarsi a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera compilazione della dichiarazione, verificando che tutte le spese siano ammissibili e correttamente documentate.Domande frequenti sul bonus mobili 2026I materassi rientrano nel bonus mobili 2026?Sì, i materassi rientrano tra i mobili detraibili, insieme a letti, reti e testiere, purché siano nuovi e acquistati per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Ricorda di pagare con strumenti tracciabili e di conservare la fattura dettagliata.Posso comprare solo elettrodomestici senza mobili?Sì. Il bonus mobili 2026 ammette l’acquisto anche solo di grandi elettrodomestici (con la classe energetica minima richiesta) senza obbligo di comprare anche mobili. Il requisito indispensabile resta la ristrutturazione edilizia collegata all’immobile.Il tetto di 5.000 euro vale per ogni casa?Il tetto di 5.000 euro si applica a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se ristrutturi due appartamenti distinti, hai diritto a 5.000 euro di spesa detraibile per ciascuno di essi, quindi il bonus mobili si raddoppia.Posso detrarre mobili usati o di seconda mano?No. Il bonus mobili 2026 ammette esclusivamente mobili nuovi. Gli acquisti di mobili usati, di modernariato o tramite aste online di beni di seconda mano sono esclusi e non danno diritto ad alcuna detrazione.Le spese di trasporto e montaggio sono detraibili?Sì, i costi di trasporto e montaggio dei mobili acquistati rientrano nel bonus e concorrono al tetto di 5.000 euro, a condizione che siano pagati con le stesse modalità tracciabili previste per i beni (bonifico parlante o carta).Come faccio a sapere se l’elettrodomestico ha la classe giusta?La classe energetica è indicata sull’etichetta energetica obbligatoria applicata al prodotto e presente nella scheda tecnica. Per il 2026 servono almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la classe F per frigoriferi e congelatori. Controlla sempre l’etichetta prima di acquistare.Conclusione: fatti aiutare dal CAF Centro Fiscale di Udine Abbiamo visto in dettaglio cosa rientra nel bonus mobili 2026: mobili nuovi di ogni tipo, grandi elettrodomestici con la giusta classe energetica, spese di trasporto e montaggio, il tutto entro il tetto di 5.000 euro e sempre collegato a una ristrutturazione edilizia. Abbiamo anche chiarito cosa resta escluso e quali errori evitare nei pagamenti, nelle fatture e nella dichiarazione. Sono molti i dettagli da tenere sotto controllo, e un singolo passo falso può costarti l’intera detrazione.Per essere certo di non perdere nemmeno un euro di detrazione, affidati agli esperti. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata: verifichiamo l’ammissibilità dei tuoi acquisti, controlliamo fatture e bonifici e compiliamo per te il 730 in modo corretto. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine (Viale Tullio 13) o richiedere assistenza comodamente online, in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per il bonus mobili 2026 e la tua dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 09:00:002026-07-06 07:50:30Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione (elenco completo mobili ed elettrodomestici)
ISEEISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai DirittoISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai DirittoAvere un ISEE basso nel 2026 apre le porte a decine di bonus e agevolazioni che possono fare una differenza enorme nel bilancio familiare. Dall’Assegno di Inclusione ai bonus bollette automatici, dal Bonus Nido fino a 3.600 euro alle borse di studio universitarie: le opportunità sono tante, ma orientarsi tra soglie, requisiti e scadenze non è semplice.In questa guida completa trovi l’elenco aggiornato di tutti i bonus con ISEE basso 2026, organizzati per fascia di reddito. Ti spiegheremo cosa spetta con un ISEE sotto 9.530 euro, sotto 15.000 euro, sotto 25.000 euro e sotto 40.000 euro. Inoltre, scoprirai anche le agevolazioni universali che spettano a tutti, indipendentemente dal reddito, e come abbassare legalmente l’ISEE per accedere a più benefici. Se vuoi capire subito a cosa hai diritto, consulta la nostra guida completa all’ISEE 2026. Indice dei ContenutiCos’è l’ISEE e perché è importante averlo bassoBonus e agevolazioni con ISEE sotto 9.530 euroBonus con ISEE sotto 15.000 euroBonus con ISEE sotto 25.000 euroBonus con ISEE sotto 40.000 euroAgevolazioni universali senza limite ISEETabella riepilogativa: tutti i bonus per fascia ISEECome abbassare legalmente l’ISEEDove fare l’ISEE a UdineDomande frequenti Cos’è l’ISEE e Perché È Importante Averlo BassoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che misura la ricchezza complessiva del nucleo familiare. Non considera solo i redditi da lavoro o da pensione, ma anche il patrimonio mobiliare (conti correnti, investimenti, titoli) e il patrimonio immobiliare (case, terreni, fabbricati). Il valore finale viene poi rapportato al numero di componenti della famiglia attraverso una scala di equivalenza, in modo da tenere conto delle reali esigenze economiche.Avere un ISEE basso è fondamentale perché la maggior parte dei bonus e delle agevolazioni statali nel 2026 è legata proprio a questo indicatore. Più basso è il tuo ISEE, più benefici puoi ottenere: si parte dalle misure riservate a chi ha un ISEE sotto 9.530 euro (come l’Assegno di Inclusione e il bonus bollette automatico) fino ad arrivare alle agevolazioni accessibili con ISEE sotto 40.000 euro (come l’Assegno Unico a importo pieno e il Bonus Nido maggiorato). Per conoscere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026, consulta la nostra guida dedicata.È importante sapere che l’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (due anni prima). Questo significa che eventuali variazioni recenti nella situazione economica non si riflettono automaticamente nel calcolo. Tuttavia, in caso di peggioramento significativo (perdita del lavoro, riduzione del reddito), è possibile richiedere l’ISEE corrente, che fotografa la situazione economica attuale. Bonus e Agevolazioni con ISEE Sotto 9.530 EuroChi ha un ISEE sotto 9.530 euro nel 2026 ha diritto al pacchetto più ampio di bonus e agevolazioni. Questa fascia identifica le famiglie in condizione di maggiore difficoltà economica, per le quali lo Stato prevede misure di sostegno particolarmente importanti. Vediamo nel dettaglio tutte le prestazioni disponibili.Assegno di Inclusione (ADI)L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per accedervi nel 2026 servono un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza). L’importo massimo è di 500 euro al mese per persona singola, che sale a 630 euro se il nucleo è composto da persone tutte over 67 o con disabilità. A questo si aggiunge un contributo affitto fino a 280 euro al mese per chi vive in locazione.L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente che rientra in una di queste categorie: minorenne, persona con disabilità, over 60 anni o persona in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. La domanda va presentata tramite un operatore qualificato per evitare errori che potrebbero causare il rigetto della richiesta.Bonus Bollette Automatico (Luce, Gas e Acqua)Con un ISEE sotto 9.530 euro, il bonus bollette viene applicato automaticamente in fattura, senza dover presentare alcuna domanda specifica. Basta avere un ISEE in corso di validità. Il bonus copre le utenze di energia elettrica, gas naturale e servizio idrico. Nel 2026 gli importi variano in base alla composizione del nucleo familiare:Bonus luce: da 142 a 227 euro annui a seconda dei componenti familiariBonus gas: da 60 a 177 euro annui, variabile anche per zona climaticaBonus acqua: sconto su 50 litri al giorno per ogni componente della famigliaIl risparmio complessivo può superare i 400-500 euro all’anno per una famiglia di 3-4 persone. L’unica condizione è mantenere l’ISEE aggiornato: se scade e non viene rinnovato, il bonus si interrompe automaticamente.Esenzione Ticket SanitarioLe famiglie con ISEE basso possono ottenere l’esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali. I codici esenzione principali sono: E01 per i minori sotto i 6 anni con reddito familiare sotto 36.151,98 euro, e E02 per i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro (11.362,05 euro con coniuge a carico). Alcune Regioni, tra cui il Friuli Venezia Giulia, prevedono soglie aggiuntive legate all’ISEE.Carta Acquisti (Social Card)La Carta Acquisti (o Social Card) è una carta prepagata da 40 euro al mese (80 euro ogni bimestre) destinata a cittadini over 65 e famiglie con figli sotto i 3 anni. Il requisito principale è un ISEE inferiore a 8.052,75 euro. La carta può essere utilizzata per acquistare generi alimentari, farmaci e per pagare le bollette di luce e gas. La richiesta va presentata presso gli uffici postali. Bonus con ISEE Sotto 15.000 EuroLa fascia ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 apre l’accesso a una serie di agevolazioni particolarmente utili per le famiglie con redditi medio-bassi. Anche se non si rientra nella soglia più bassa (sotto 9.530 euro), restano disponibili diverse misure di sostegno significative.Bonus Bollette con ISEE fino a 15.000 EuroA partire dal 2024, la soglia per il bonus bollette è stata innalzata a 15.000 euro di ISEE per le famiglie con almeno 4 figli a carico. In questo caso, il bonus viene comunque applicato automaticamente in bolletta. Per le famiglie numerose si tratta di un aiuto concreto che può valere diverse centinaia di euro all’anno sulle utenze domestiche. Se la tua famiglia è numerosa, verifica con il CAF Centro Fiscale se rientri in questa casistica.Telefono Sociale e Internet a Tariffa AgevolataCon un ISEE sotto 8.112,23 euro è possibile accedere al cosiddetto “bonus telefono” o Telefono Sociale: una riduzione del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica fissa. Inoltre, l’AGCOM ha previsto offerte a tariffa agevolata per la connessione internet destinate a famiglie con ISEE basso. Alcune Regioni e Comuni prevedono ulteriori agevolazioni locali per le telecomunicazioni.Agevolazioni Trasporti PubbliciMolti Comuni e Regioni offrono abbonamenti ai trasporti pubblici a tariffa ridotta per chi ha un ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è possibile ottenere agevolazioni sul trasporto pubblico locale con ISEE sotto determinate soglie. A livello nazionale, il bonus trasporti (che nel 2023-2024 prevedeva un voucher da 60 euro) potrebbe essere rifinanziato nel corso del 2026. Consigliamo di verificare periodicamente le novità presso il CAF Centro Fiscale.Mensa Scolastica Gratuita o a Tariffa RidottaLa tariffa della mensa scolastica è calcolata in base all’ISEE nella maggior parte dei Comuni italiani. Con un ISEE sotto 10.000-15.000 euro (la soglia varia da Comune a Comune), è possibile ottenere la mensa gratuita o a tariffa minima. Per una famiglia con due figli che frequentano la scuola primaria, il risparmio può superare i 1.000 euro all’anno. Verifica le soglie specifiche del tuo Comune di residenza. Bonus con ISEE Sotto 25.000 EuroCon un ISEE sotto 25.000 euro, nel 2026 si accede ad alcune delle agevolazioni più importanti per le famiglie con figli. In questa fascia rientrano misure come il Bonus Nido a importo massimo e le borse di studio universitarie, che possono rappresentare un supporto economico molto significativo.Bonus Nido Fino a 3.000 EuroIl Bonus Nido 2026 è un contributo per il pagamento delle rette degli asili nido, sia pubblici che privati autorizzati. L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare:ISEE fino a 25.000 euro: bonus massimo di 3.000 euro all’anno (272,72 euro al mese per 11 mensilità)ISEE da 25.001 a 40.000 euro: bonus di 2.500 euro all’annoSenza ISEE o ISEE sopra 40.000 euro: bonus minimo di 1.500 euro all’annoInoltre, dal 2024 è stata introdotta una maggiorazione per il secondo figlio: le famiglie con un figlio nato a partire dal 2024 e un altro figlio sotto i 10 anni possono ottenere fino a 3.600 euro all’anno, anche con ISEE fino a 40.000 euro. Una novità importante che rende il Bonus Nido una delle agevolazioni più generose per le famiglie italiane.Borse di Studio UniversitarieGli studenti universitari con ISEE sotto 24.335,11 euro (soglia 2025/2026, aggiornata annualmente) e ISPE sotto 52.902,43 euro possono accedere alle borse di studio regionali. L’importo varia da 2.000 a oltre 6.000 euro all’anno a seconda che lo studente sia fuorisede, pendolare o in sede. Oltre alla borsa di studio, con un ISEE basso si può ottenere anche l’esonero totale o parziale dalle tasse universitarie: con un ISEE sotto 13.000 euro le tasse sono completamente azzerate, mentre fino a 30.000 euro si applicano riduzioni progressive (la cosiddetta “no tax area” universitaria). Bonus con ISEE Sotto 40.000 EuroAnche chi ha un ISEE sotto 40.000 euro può accedere a importanti agevolazioni nel 2026. Questa fascia, più ampia delle precedenti, include misure che interessano milioni di famiglie italiane, in particolare quelle con figli a carico.Bonus Nido Secondo Figlio: Fino a 3.600 EuroCome anticipato, la maggiorazione del Bonus Nido per il secondo figlio si applica con ISEE fino a 40.000 euro. Questa è una novità significativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata per il 2026. Per ottenere i 3.600 euro annui servono due condizioni: avere un figlio nato dal 1° gennaio 2024 in poi e avere un altro figlio con meno di 10 anni. Si tratta di un sostegno concreto che copre gran parte della retta annuale di un asilo nido.Assegno Unico a Importo PienoL’Assegno Unico Universale 2026 spetta a tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di età per figli con disabilità), ma l’importo varia enormemente in base all’ISEE. Con un ISEE sotto 17.090,61 euro si percepisce l’importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio. L’importo decresce gradualmente fino all’ISEE di 45.574,96 euro, oltre il quale si percepisce il minimo di 57 euro per figlio.Per le famiglie numerose sono previste ulteriori maggiorazioni: 96,90 euro al mese per ogni figlio oltre il secondo (con ISEE basso) e una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per le famiglie con almeno 4 figli. Una famiglia con 3 figli e ISEE basso può ricevere oltre 700 euro al mese di Assegno Unico. Presentare un ISEE aggiornato è fondamentale: senza ISEE o con ISEE scaduto, si percepisce solo il minimo.Agevolazioni Prima Casa Under 36Per i giovani sotto i 36 anni con ISEE non superiore a 40.000 euro, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato le agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Le misure includono: l’accesso prioritario al Fondo di Garanzia CONSAP con garanzia statale fino all’80% del mutuo, agevolazioni sull’imposta di registro e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui. Per chi sta valutando l’acquisto della prima casa, queste agevolazioni possono significare un risparmio di diverse migliaia di euro. Agevolazioni Universali: Bonus Senza Limite di ISEEEsistono anche agevolazioni fiscali che spettano a tutti i contribuenti, indipendentemente dal valore dell’ISEE. Si tratta principalmente di detrazioni fiscali legate alla casa e ai consumi, che vengono recuperate nella dichiarazione dei redditi. Anche chi non ha un ISEE basso può beneficiarne.Bonus Ristrutturazione 2026Il bonus ristrutturazione prevede una detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia per la prima casa, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa. Per le seconde case l’aliquota scende al 36%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Rientrano nel bonus lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.Ecobonus: Risparmio EnergeticoL’Ecobonus 2026 offre detrazioni dal 50% al 65% per interventi di riqualificazione energetica dell’abitazione principale. Tra gli interventi agevolati: sostituzione della caldaia con modelli a condensazione, installazione di pompe di calore, cappotto termico, sostituzione di infissi e serramenti, installazione di pannelli solari termici. Il risparmio in bolletta si somma alla detrazione fiscale, rendendo questi interventi particolarmente convenienti.Bonus Mobili ed ElettrodomesticiChi effettua lavori di ristrutturazione può beneficiare anche del bonus mobili: una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Rientrano nel bonus: letti, armadi, cassettiere, divani, tavoli, materassi, ma anche frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni, purché di classe energetica A (o superiore a seconda della tipologia). Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus per Fascia ISEE nel 2026Ecco il riepilogo completo di tutti i bonus e le agevolazioni 2026 organizzati per soglia ISEE. Questa tabella ti permette di individuare rapidamente a cosa hai diritto in base al tuo indicatore economico.Soglia ISEEBonus / AgevolazioneImporto IndicativoSotto 8.052 euroCarta Acquisti (Social Card)480 euro/annoSotto 9.360 euroAssegno di Inclusione (ADI)Fino a 6.000 euro/anno + affittoSotto 9.530 euroBonus Bollette automatico (luce, gas, acqua)400-500 euro/annoSotto 9.530 euroEsenzione ticket sanitarioVariabileSotto 15.000 euro (4+ figli)Bonus Bollette famiglie numerose400-500 euro/annoSotto 17.090 euroAssegno Unico importo massimo199,40 euro/mese per figlioSotto 25.000 euroBonus Nido importo massimo3.000 euro/annoSotto 24.335 euroBorse di studio universitarie2.000-6.000 euro/annoSotto 40.000 euroBonus Nido secondo figlio maggiorato3.600 euro/annoSotto 40.000 euroAgevolazioni prima casa under 36Garanzia mutuo 80%Senza limiteBonus ristrutturazione 50%Detrazione fino a 48.000 euroSenza limiteEcobonus 50-65%Detrazione variabileSenza limiteBonus mobili 50%Detrazione fino a 2.500 euroNota importante: gli importi indicati sono riferiti al 2026 e potrebbero subire aggiornamenti nel corso dell’anno. Per verificare la tua situazione specifica e non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Come Abbassare Legalmente l’ISEE nel 2026Se il tuo ISEE è di poco superiore a una soglia importante, sappi che esistono strategie legali per ridurlo. Non si tratta di trucchi o espedienti illegali, ma di scelte finanziarie e familiari che la legge consente e che possono fare la differenza tra accedere o meno a un bonus. Ecco i metodi più efficaci per abbassare legalmente l’ISEE.Cointestazione e Giacenza MediaLa giacenza media del conto corrente al 31 dicembre incide direttamente sull’ISEE. Avere un saldo elevato a fine anno aumenta il patrimonio mobiliare del nucleo familiare. Una strategia lecita è quella di utilizzare la liquidità in eccesso per spese programmate (ad esempio saldare un debito, effettuare una manutenzione necessaria) prima della fine dell’anno. Attenzione: i prelievi “sospetti” in prossimità del 31 dicembre possono essere segnalati. Meglio pianificare con anticipo e trasparenza.Variazione del Nucleo FamiliareL’ISEE si calcola sulla base del nucleo familiare anagrafico. Se un figlio maggiorenne è economicamente indipendente (ha un reddito e non è più a carico), un cambio di residenza può consentirgli di uscire dal nucleo familiare dei genitori, riducendo l’ISEE di entrambi i nuclei. Allo stesso modo, la separazione legale tra coniugi comporta la formazione di due nuclei distinti, ciascuno con il proprio ISEE. Queste scelte vanno valutate attentamente con un esperto.ISEE Corrente: la Soluzione per Chi Ha Perso il LavoroSe la tua situazione economica è peggiorata significativamente rispetto a due anni fa (l’ISEE 2026 si basa sui dati 2024), puoi richiedere l’ISEE corrente. Questo strumento aggiorna l’indicatore alla situazione attuale in caso di: perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%, interruzione di trattamenti previdenziali. L’ISEE corrente ha validità di 6 mesi (redditi) o fino al 31 dicembre (patrimoni) e può far scendere drasticamente il tuo indicatore, aprendo l’accesso a bonus e agevolazioni altrimenti preclusi. Dove Fare l’ISEE a Udine: il CAF Centro FiscalePer ottenere l’ISEE 2026 e accedere a tutti i bonus e le agevolazioni descritti in questa guida, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Il servizio è completamente gratuito per la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e il rilascio dell’attestazione ISEE. I nostri operatori ti aiuteranno a:Raccogliere tutti i documenti necessari per l’ISEE 2026Compilare la DSU in modo corretto, evitando errori che invaliderebbero l’attestazioneVerificare a quali bonus hai diritto in base al tuo ISEEPresentare le domande per ogni agevolazione a cui puoi accedereValutare se conviene richiedere l’ISEE corrente per ottenere un indicatore più bassoIl servizio è disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) che online per chi vive in altre città d’Italia. Puoi prenotare il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Bonus con ISEE Basso 2026Quali bonus posso avere con ISEE sotto 15.000 euro nel 2026?Con un ISEE sotto 15.000 euro nel 2026 hai diritto a: bonus bollette automatico (luce, gas e acqua), Assegno Unico a importo pieno (199,40 euro/mese per figlio), Bonus Nido fino a 3.000 euro, telefono sociale, mensa scolastica gratuita (in molti Comuni), borse di studio universitarie e potenzialmente anche l’Assegno di Inclusione se rientri nella soglia di 9.360 euro e nei requisiti soggettivi.I bonus con ISEE basso si ottengono automaticamente?Solo il bonus bollette è automatico: basta avere un ISEE in corso di validità sotto la soglia. Tutti gli altri bonus richiedono una domanda specifica: l’Assegno di Inclusione tramite patronato, il Bonus Nido tramite portale INPS, le borse di studio tramite ente regionale. Per non perdere nessuna agevolazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ti guiderà in tutte le pratiche necessarie.Cosa succede se non presento l’ISEE 2026?Senza un ISEE aggiornato, perdi l’accesso alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni. L’Assegno Unico, ad esempio, viene erogato all’importo minimo (57 euro/figlio anziché 199,40 euro). Il bonus bollette si interrompe automaticamente. Il Bonus Nido viene calcolato sulla fascia più bassa (1.500 euro anziché 3.000). Presentare l’ISEE il prima possibile è fondamentale per non perdere denaro.Posso abbassare legalmente il mio ISEE?Sì, esistono strategie legali per abbassare l’ISEE: ridurre la giacenza media del conto corrente con spese programmate, far uscire dal nucleo familiare figli maggiorenni indipendenti, richiedere l’ISEE corrente in caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito. Puoi approfondire nella nostra guida su come uscire dall’ISEE familiare legalmente. Ogni situazione va analizzata individualmente con l’aiuto di un esperto del CAF.L’ISEE 2026 si basa su quali redditi?L’ISEE 2026 si basa sui redditi e patrimoni del 2024 (il secondo anno solare precedente). I redditi vengono acquisiti automaticamente dall’Agenzia delle Entrate, mentre i patrimoni (saldi e giacenze medie dei conti, valore degli immobili) fanno riferimento al 31 dicembre 2024. Se la tua situazione economica è peggiorata nel 2025 o 2026, puoi richiedere l’ISEE corrente per aggiornare l’indicatore. ConclusioneCome hai visto, avere un ISEE basso nel 2026 permette di accedere a un numero molto ampio di bonus e agevolazioni: dall’Assegno di Inclusione al bonus bollette, dal Bonus Nido all’Assegno Unico a importo pieno, dalle borse di studio alle agevolazioni sulla prima casa. Il primo passo fondamentale è presentare l’ISEE il prima possibile, per non perdere mesi di benefici e per sapere esattamente a cosa hai diritto.Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026 e per accedere a tutti i bonus con ISEE basso? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri operatori ti aiuteranno a compilare la DSU, ottenere l’attestazione ISEE e presentare tutte le domande per i bonus a cui hai diritto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Articoli CorrelatiNOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.ASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 07:00:002026-10-13 17:19:08Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEENOTIZIE Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026NOTIZIE Bonus trasporti 2027: ISEE fino a 20.000 euro e contributi da 100 a 400 euro, cosa si sa e cosa mancaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 11:00:002026-10-11 17:41:35Bonus trasporti 2027: ISEE fino a 20.000 euro e contributi da 100 a 400 euro, cosa si sa e cosa mancaNOTIZIE Tassazione del TFR: l’aliquota media è più bassa dell’IRPEF ordinariaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 07:00:002026-10-07 17:34:58Tassazione del TFR: l’aliquota media è più bassa dell’IRPEF ordinariaNOTIZIE Scadenze fiscali ottobre 2026: F24, IVA, contributi e adempimentiContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-11 15:00:002026-10-11 17:24:42Scadenze fiscali ottobre 2026: F24, IVA, contributi e adempimentiNOTIZIE Toga dei magistrati tributari: l’obbligo non c’è ancora, ma serve una normaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-11 07:00:002026-10-10 07:38:51Toga dei magistrati tributari: l’obbligo non c’è ancora, ma serve una normaNOTIZIE POS e registratore telematico: sanzioni, tolleranza del 5% e ravvedimentoContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-10 11:00:002026-10-06 08:38:20POS e registratore telematico: sanzioni, tolleranza del 5% e ravvedimentoNOTIZIE Pagamento NASpI ottobre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarloContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-10 09:00:002026-10-10 07:38:56Pagamento NASpI ottobre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarloPrec Prec PrecSucc Succ SuccCosa Dicono di Noi Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:00:002026-05-31 14:03:39ISEE Basso 2026: Tutti i Bonus e le Agevolazioni a Cui Hai Diritto
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CAFCedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e VantaggiLa cedolare secca è un regime fiscale agevolato che consente ai proprietari di immobili concessi in locazione di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali sul reddito da locazione. Introdotta nel 2011 per semplificare la tassazione sugli affitti e combattere l’evasione fiscale, la cedolare secca sugli affitti rappresenta oggi una delle scelte più convenienti per chi affitta abitazioni a uso residenziale.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca 2026, quali sono le aliquote applicabili (21% ordinaria e 10% per contratti concordati), i requisiti per accedere al regime, i vantaggi fiscali rispetto alla tassazione ordinaria, le procedure per esercitare l’opzione e tutte le novità normative più recenti. Che tu sia un proprietario che sta valutando se applicare la cedolare secca o un inquilino che vuole capire le implicazioni di questo regime, troverai qui tutte le informazioni necessarie per orientarti con sicurezza.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la Cedolare Secca sugli AffittiAliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%Requisiti per Accedere alla Cedolare SeccaComuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%Vantaggi Fiscali della Cedolare SeccaSvantaggi e Limiti della Cedolare SeccaCome Esercitare l’Opzione per la Cedolare SeccaDichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RBConfronto Cedolare Secca vs Tassazione OrdinariaDomande FrequentiCos’è la Cedolare Secca sugli AffittiLa cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che può essere applicata ai redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Il termine “secca” indica che si tratta di un’imposta a tasso fisso, senza progressività, che sostituisce completamente il regime ordinario di tassazione.Quando si opta per la cedolare secca, il proprietario dell’immobile non paga sul reddito da locazione:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFImposta di registro sul contratto di locazione (annuale)Imposta di bollo sul contrattoAl posto di tutte queste imposte, si versa un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa del 21% o del 10% (per i contratti a canone concordato), calcolata sul canone di locazione annuo.La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, con successive modifiche e integrazioni. L’opzione per la cedolare secca è facoltativa e deve essere esercitata dal locatore al momento della registrazione del contratto o in sede di proroga.Esempio pratico: se affitti un appartamento a 800 euro mensili (9.600 euro annui) con cedolare secca al 21%, pagherai un’imposta di 2.016 euro annui, senza dover versare IRPEF, addizionali, imposte di registro e bollo. Con il regime ordinario, invece, i 9.600 euro si sommerebbero agli altri redditi e sarebbero tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%-43%) oltre alle addizionali. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%Le aliquote della cedolare secca previste per il 2026 sono due, in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato:Aliquota ordinaria del 21%L’aliquota del 21% si applica alla maggior parte dei contratti di locazione a canone libero di immobili ad uso abitativo. Questa è l’aliquota standard e rappresenta comunque un notevole risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti che altrimenti pagherebbero aliquote marginali del 35% o 43%.L’aliquota del 21% si applica a:Contratti a canone libero (4+4 anni)Contratti transitori per esigenze temporanee (massimo 18 mesi)Contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi)Locazioni brevi (fino a 30 giorni) dal secondo immobile in poiAliquota agevolata del 10%L’aliquota ridotta del 10% si applica ai cosiddetti contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa secondo accordi territoriali tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.Possono beneficiare dell’aliquota del 10%:Contratti a canone concordato (3+2 anni) nei comuni ad alta tensione abitativaContratti transitori concordati (fino a 18 mesi)Contratti per studenti universitari concordati (da 6 a 36 mesi)Per applicare l’aliquota del 10%, il contratto deve rispettare i parametri di canone massimo stabiliti dagli accordi territoriali locali e deve essere stipulato utilizzando i modelli standard previsti. Non è sufficiente dichiarare che il contratto è “concordato”: deve effettivamente rispettare le convenzioni locali in vigore.Attenzione: per i contratti brevi (fino a 30 giorni), come quelli per affitti turistici tramite Airbnb o Booking, la cedolare secca al 21% si applica automaticamente solo al primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un regime diverso (imposta sostitutiva al 26%) che non rientra nella cedolare secca ordinaria. Requisiti per Accedere alla Cedolare SeccaPer poter optare per il regime della cedolare secca, devono essere soddisfatti contemporaneamente alcuni requisiti oggettivi (relativi all’immobile) e soggettivi (relativi al locatore).Requisiti del locatore (soggetti)Possono applicare la cedolare secca:Persone fisiche (privati cittadini)Che agiscono al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioniChe siano proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Non possono applicare la cedolare secca:Società (di persone, di capitali, cooperative)Enti pubblici e privatiImprenditori individuali che locano immobili strumentali alla propria attivitàProfessionisti che locano immobili strumentaliEsempio: un medico che affitta un appartamento di sua proprietà come abitazione può applicare la cedolare secca. Lo stesso medico che affitta l’immobile da adibire a studio medico non può applicare la cedolare secca (perché è locazione strumentale all’attività professionale).Requisiti dell’immobile (oggettivi)L’immobile locato deve:Essere classificato nella categoria catastale A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati)Essere locato per uso abitativoEssere situato in ItaliaEventuali pertinenze (box, cantine, soffitte) classificate C/2, C/6 e C/7 possono essere incluse nella cedolare secca se locate congiuntamente all’abitazione (massimo una per categoria)Non possono rientrare nella cedolare secca:Immobili ad uso commerciale (negozi, uffici, laboratori)Immobili strumentali all’attività d’impresa o professionaleImmobili di lusso classificati A/1, A/8, A/9 (ville, castelli, palazzi storici) – possono comunque applicare la cedolare secca, ma l’aliquota del 21% resta invariataRequisiti del contrattoIl contratto di locazione deve:Essere registrato presso l’Agenzia delle EntratePrevedere un canone pattuito liberamente tra le parti o secondo gli accordi territoriali per i contratti concordatiEssere stipulato per uso abitativo dell’inquilino o dei suoi familiariLa cedolare secca si applica anche ai contratti di locazione breve (fino a 30 giorni), ma con regole particolari per i proprietari che locano più di un immobile. Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%L’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e definiti da specifiche delibere normative.L’elenco completo dei comuni è contenuto nella Delibera CIPE del 13 novembre 2003 e successive modifiche. Complessivamente, circa 1.300 comuni italiani rientrano tra quelli ad alta tensione abitativa.Principali comuni ad alta tensione abitativaTra i comuni più rilevanti troviamo:Grandi città metropolitane:Roma, Milano, Napoli, TorinoPalermo, Genova, Bologna, FirenzeBari, Catania, Venezia, VeronaComuni dell’hinterland delle grandi città:Tutti i comuni della provincia di MilanoComuni della prima cintura di Roma (es. Fiumicino, Ciampino, Guidonia)Comuni dell’area metropolitana di NapoliComuni limitrofi a Firenze, Bologna, TorinoComuni turistici:Riccione, Rimini, Bibione (località balneari)Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio (località montane)Comuni del lago di Garda, lago di ComoCome verificare se il tuo comune è ad alta tensione abitativaPer verificare se il comune in cui si trova l’immobile rientra nell’elenco:Consulta la Delibera CIPE 13/11/2003 sul sito del MEFVerifica con il CAF Centro Fiscale che dispone della lista aggiornataControlla sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle locazioniSe il comune non rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, anche stipulando un contratto a canone concordato non sarà possibile applicare l’aliquota ridotta del 10%, ma si applicherà comunque l’aliquota ordinaria del 21% (che resta vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria).Attenzione: per i contratti concordati è obbligatorio utilizzare i modelli standard definiti dagli accordi territoriali locali tra le associazioni dei proprietari (Confedilizia, Uppi, Asppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). Il contratto deve essere preventivamente “asseverato” da una delle associazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Vantaggi Fiscali della Cedolare SeccaLa cedolare secca offre numerosi vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario di tassazione dei redditi da locazione. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici per il proprietario.1. Esenzione dall’IRPEF e dalle addizionaliIl vantaggio principale è l’esenzione dall’IRPEF sul reddito da locazione. Nel regime ordinario, il canone di affitto si somma agli altri redditi del contribuente e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43%), oltre alle addizionali regionali e comunali.Con la cedolare secca, invece, si paga un’aliquota fissa del 21% o 10%, indipendentemente dal reddito complessivo del contribuente.Esempio comparativo:Supponiamo un contribuente con reddito da lavoro dipendente di 40.000 euro annui che percepisce un affitto di 10.000 euro annui.Regime ordinario (senza cedolare secca):Reddito imponibile totale: 50.000 euroAliquota marginale IRPEF: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)IRPEF sui 10.000 euro di affitto: 4.300 euroAddizionale regionale (media 1,5%): 150 euroAddizionale comunale (media 0,8%): 80 euroImposta di registro (2%): 200 euroTotale tasse sull’affitto: 4.730 euroRegime cedolare secca:Imposta sostitutiva (21%): 2.100 euroTotale tasse sull’affitto: 2.100 euroRisparmio fiscale: 2.630 euro annui (55,6%)2. Esenzione dall’imposta di registro e bolloCon la cedolare secca non si pagano:Imposta di registro annuale sul contratto (2% del canone annuo)Imposta di bollo (normalmente 16 euro ogni 100 righe del contratto)Queste imposte sono a carico del proprietario nel regime ordinario e rappresentano un costo aggiuntivo significativo.3. Semplificazione amministrativaLa cedolare secca comporta una notevole semplificazione degli adempimenti fiscali:Un’unica imposta al posto di multiple imposteCalcolo più semplice (aliquota fissa sul canone)Nessuna necessità di calcolare IRPEF con aliquote progressiveMeno righe da compilare nella dichiarazione dei redditi4. Nessun obbligo di adeguamento ISTATCon la cedolare secca, il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo potrebbe sembrare uno svantaggio, ma nei periodi di bassa inflazione o per contratti brevi risulta irrilevante, mentre il risparmio fiscale resta sempre considerevole.5. Vantaggi per l’inquilinoAnche l’inquilino beneficia indirettamente della cedolare secca:Non deve pagare la sua quota di imposta di registro (che nel regime ordinario è al 50% con il proprietario)Non paga l’imposta di bolloIl proprietario, risparmiando sulle tasse, potrebbe essere più propenso a praticare canoni più bassi Svantaggi e Limiti della Cedolare SeccaNonostante i numerosi vantaggi, la cedolare secca presenta anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di optare per questo regime fiscale.1. Rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canoneIl principale svantaggio della cedolare secca è che il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone di locazione in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.Nel regime ordinario, il contratto di locazione prevede generalmente la possibilità di adeguare annualmente il canone in base all’inflazione (fino al 75% o 100% della variazione ISTAT). Con la cedolare secca, questa possibilità viene meno.Impatto pratico:In periodi di alta inflazione (come nel 2022-2023 con inflazione oltre il 7%), la rinuncia all’adeguamento ISTAT può comportare una perdita economica significativa nel corso degli anniIn periodi di bassa inflazione (sotto l’1-2%), l’impatto è trascurabile e il risparmio fiscale della cedolare secca prevale ampiamenteEsempio numerico:Canone mensile: 1.000 euro (12.000 euro annui)Inflazione annua: 6%Con adeguamento ISTAT: canone sale a 1.060 euro/mese dal secondo anno (+720 euro annui)Con cedolare secca: canone resta 1.000 euro/mesePerdita annua: 720 euroRisparmio fiscale medio cedolare secca: 2.500-3.000 euro annuiBilancio: la cedolare secca resta comunque conveniente2. Impossibilità di dedurre speseNel regime ordinario, il proprietario può dedurre dal reddito da locazione alcune spese sostenute per l’immobile (manutenzioni straordinarie, spese condominiali straordinarie, interessi passivi su mutui ipotecari).Con la cedolare secca, l’imposta si applica sul canone lordo senza possibilità di dedurre alcuna spesa. Per gli immobili con elevate spese di gestione, questo potrebbe ridurre la convenienza della cedolare.Quando la deduzione delle spese è rilevante:Immobili con mutuo ipotecario in corso (gli interessi passivi sono deducibili nel regime ordinario)Immobili che richiedono frequenti manutenzioni straordinarieImmobili con elevate spese condominiali straordinarieValutazione caso per caso:Se le spese deducibili superano il 30-40% del canone annuo, potrebbe essere conveniente il regime ordinario. In tutti gli altri casi, la cedolare secca resta più vantaggiosa.3. Redditi da locazione esclusi dal computo per alcune agevolazioniI redditi assoggettati a cedolare secca non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF del contribuente. Questo può avere alcune conseguenze:Non aumentano la base imponibile per il calcolo di detrazioni fiscali e deduzioni (vantaggio)Non sono considerati ai fini di alcune prestazioni sociali legate all’ISEENon rilevano per alcuni bonus fiscali legati al reddito complessivoPer la maggior parte dei proprietari, questo è irrilevante o addirittura vantaggioso.4. Impossibilità di compensare perdite pregresseLe perdite fiscali derivanti da immobili locati negli anni precedenti (regime ordinario) non possono essere compensate con i redditi da cedolare secca degli anni successivi.5. Tassazione più alta per immobili di lussoPer gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), la cedolare secca al 21% potrebbe non essere conveniente rispetto al regime ordinario con coefficienti di abbattimento catastali. In questi casi è necessaria una valutazione personalizzata. Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare SeccaL’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata espressamente dal locatore in momenti specifici. Vediamo come procedere in base alle diverse situazioni.Opzione in sede di registrazione del contrattoPer i nuovi contratti di locazione, l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.Le modalità sono:1. Registrazione telematica con modello RLIIl modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo da compilare per registrare il contratto e deve essere inviato telematicamente tramite:Servizio web dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS)Software RLI desktop scaricabile dal sito dell’AgenziaIntermediario abilitato (CAF, commercialista)Nel modello RLI, nella Sezione “Locatore”, occorre barrare la casella:“Cedolare secca” per esercitare l’opzione2. Comunicazione preventiva all’inquilinoPrima della registrazione, il locatore deve comunicare all’inquilino la scelta di avvalersi della cedolare secca. La comunicazione:Deve essere effettuata tramite raccomandata A/R o PECDeve contenere il riferimento al contratto e alla rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canoneDeve essere allegata alla registrazione del contrattoLa mancata comunicazione preventiva non invalida l’opzione, ma potrebbe comportare sanzioni amministrative.Opzione in sede di proroga del contrattoSe il contratto è già stato registrato con regime ordinario, è possibile optare per la cedolare secca in occasione della proroga (rinnovo) del contratto.La procedura è analoga:Comunicare la scelta all’inquilino (raccomandata o PEC)Compilare il modello RLI per la prorogaBarrare la casella “Cedolare secca” nella sezione LocatoreInviare telematicamente entro 30 giorni dalla scadenza del contrattoEsempio: contratto 4+4 anni registrato nel 2022 con regime ordinario. Alla scadenza dei primi 4 anni (2026), in sede di rinnovo automatico è possibile optare per la cedolare secca per i successivi 4 anni.Opzione annuale (revoca e riesercizio)L’opzione per la cedolare secca ha validità per l’intera durata del contratto o della proroga, ma può essere revocata e riesercitata annualmente.La revoca deve essere comunicata:Tramite modello RLI entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime ordinarioLa comunicazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivoEsempio pratico:Contratto registrato nel 2024 con cedolare seccaNel dicembre 2025, il proprietario revoca l’opzione tramite RLIDal 1° gennaio 2026, si applica il regime ordinarioNel dicembre 2026, il proprietario può riesercitare l’opzione per il 2027Opzione in dichiarazione dei redditiSe l’opzione non è stata esercitata in sede di registrazione o proroga, è possibile farlo in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), compilando il Quadro RB (redditi da fabbricati).In questo caso:L’opzione ha effetto dall’anno d’imposta della dichiarazioneOccorre comunque aver comunicato la scelta all’inquilinoNon si ha diritto al rimborso delle imposte di registro già pagate per l’anno in corsoImportante: per evitare errori e sanzioni, è consigliabile affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del modello RLI e della dichiarazione dei redditi.Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RBI redditi assoggettati a cedolare secca vanno dichiarati nel modello 730 o nel Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro RB (Redditi dei fabbricati).La compilazione del quadro RB è obbligatoria anche per chi ha optato per la cedolare secca, perché serve a determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva.Come compilare il Quadro RB per la cedolare seccaColonna 1 – Utilizzo:Indicare il codice “3” (immobile locato)Colonna 2 – Rendita catastale:Riportare la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobileColonna 7 – Canone di locazione:Indicare l’importo del canone annuo percepito (somma dei canoni mensili effettivamente incassati nell’anno)Colonna 8 – Cedolare secca:Barrare la casella per indicare l’opzione per la cedolare seccaColonna 9 – Aliquota cedolare:Indicare:Codice “1” per l’aliquota del 21% (contratti ordinari)Codice “2” per l’aliquota del 10% (contratti a canone concordato)Colonna 10 – Imposte dovute:Il software fiscale calcola automaticamente l’imposta sostitutiva applicando l’aliquota corretta al canone annuo dichiarato.Calcolo dell’imposta sostitutivaL’imposta sostitutiva da versare è:Cedolare secca = Canone annuo lordo × AliquotaDove:Canone annuo lordo = somma di tutti i canoni mensili percepiti (anche se non tutti i mesi sono stati locati)Aliquota = 21% o 10%Esempio di calcolo:Appartamento affittato per 12 mesi a 900 euro mensiliCanone annuo: 900 × 12 = 10.800 euroCedolare secca (21%): 10.800 × 21% = 2.268 euroSe l’immobile è stato locato solo per parte dell’anno (es. da giugno a dicembre), si considerano solo i mesi effettivi:Canone annuo: 900 × 7 = 6.300 euroCedolare secca (21%): 6.300 × 21% = 1.323 euroVersamento dell’imposta: saldo e accontiCome per l’IRPEF, anche la cedolare secca prevede un sistema di versamenti con saldo e acconti:Saldo:Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) dell’anno successivoCodice tributo F24: 1840 (saldo cedolare secca abitazioni)Primo acconto (40%):Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)Calcolato sul 40% dell’imposta dovuta per l’anno in corsoCodice tributo F24: 1840Secondo acconto (60%):Versamento entro il 30 novembreCalcolato sul 60% dell’imposta dovutaCodice tributo F24: 1841 (acconto cedolare secca abitazioni)L’acconto non è dovuto se l’imposta complessiva è inferiore a 51,65 euro.RateizzazioneÈ possibile rateizzare il versamento del saldo e del primo acconto in rate mensili (da giugno/luglio fino a novembre), applicando gli interessi al tasso legale.Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta del quadro RB e nel calcolo degli importi da versare, garantendo la conformità alle normative fiscali e l’ottimizzazione del carico tributario. Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria: Quale Conviene?Per valutare se la cedolare secca è conveniente rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, è necessario considerare diversi fattori: il reddito complessivo del contribuente, l’ammontare del canone di locazione, le spese deducibili e l’inflazione attesa.Simulazione comparativa per diverse fasce di redditoVediamo un confronto dettagliato per un appartamento affittato a 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) con diversi livelli di reddito del proprietario.CASO 1: Reddito basso (15.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 15.000 + 12.000 = 27.000 euroIRPEF (aliquota media 20%): 2.400 euroAddizionali (1,5%): 180 euroImposta di registro (2%): 240 euroTotale: 2.820 euroCedolare secca (21%):Imposta: 12.000 × 21% = 2.520 euroRisparmio: 300 euro (10,6%)CASO 2: Reddito medio (35.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 35.000 + 12.000 = 47.000 euroIRPEF (aliquota marginale 35%): 4.200 euroAddizionali (2%): 240 euroImposta di registro: 240 euroTotale: 4.680 euroCedolare secca (21%):Imposta: 2.520 euroRisparmio: 2.160 euro (46,2%)CASO 3: Reddito alto (55.000 euro annui)Regime ordinario:Reddito totale: 55.000 + 12.000 = 67.000 euroIRPEF (aliquota marginale 43%): 5.160 euroAddizionali (2,5%): 300 euroImposta di registro: 240 euroTotale: 5.700 euroCedolare secca (21%):Imposta: 2.520 euroRisparmio: 3.180 euro (55,8%)Quando la cedolare secca conviene SEMPRELa cedolare secca è sempre conveniente quando:Il proprietario ha un reddito medio-alto (oltre 30.000 euro annui)Non ci sono spese deducibili significative (mutuo, ristrutturazioni)L’inflazione attesa è bassa (sotto il 3-4% annuo)Si tratta di contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione (aliquota 10%)Quando valutare attentamente il regime ordinarioIl regime ordinario potrebbe essere più conveniente quando:Il proprietario ha un reddito molto basso (sotto i 20.000 euro annui)Ci sono elevate spese deducibili: interessi passivi su mutuo superiori al 20-30% del canoneSi prevede alta inflazione (oltre il 5-6% annuo) e il contratto ha lunga durataL’immobile richiede frequenti manutenzioni straordinarie deducibiliStrumenti per la valutazionePer una valutazione precisa, è necessario considerare:Reddito complessivo del proprietario (da lavoro, pensione, altri redditi)Canone annuo dell’immobileSpese deducibili previste (mutuo, manutenzioni)Durata del contratto e inflazione attesaTipologia di contratto (libero o concordato)Comune in cui si trova l’immobile (alta tensione o no)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzata per valutare quale regime fiscale è più conveniente per la tua situazione specifica, con simulazioni dettagliate e calcoli precisi del risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Cedolare SeccaPosso applicare la cedolare secca se l’inquilino usa l’immobile come ufficio?No, la cedolare secca si applica solo alle locazioni per uso abitativo. Se l’inquilino utilizza l’immobile come ufficio o per attivita commerciale, anche se si tratta di un appartamento residenziale, non e possibile applicare la cedolare secca e si deve usare il regime ordinario IRPEF.Devo comunicare ogni anno all’inquilino che applico la cedolare secca?No, la comunicazione va fatta solo una volta, al momento della scelta iniziale per la cedolare secca. Se non revochi l’opzione, resta valida per tutta la durata del contratto senza necessita di comunicazioni annuali. Solo in caso di revoca o riesercizio dell’opzione occorre comunicarlo nuovamente.Se affitto due appartamenti, posso applicare la cedolare secca solo a uno dei due?Si, l’opzione per la cedolare secca si esercita separatamente per ciascun immobile locato. Puoi decidere di applicare la cedolare secca a uno o piu immobili e il regime ordinario ad altri, in base alla convenienza specifica di ciascun contratto.Posso aumentare il canone durante il contratto con cedolare secca?Con la cedolare secca rinunci all’aggiornamento automatico ISTAT del canone. Tuttavia, puoi comunque aumentare il canone se previsto contrattualmente per altre ragioni (es. migliorie concordate) o se tu e l’inquilino concordate un aumento volontario. In questo caso dovrai registrare l’adeguamento con modello RLI.La cedolare secca si applica anche agli affitti brevi tipo Airbnb?Si, per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica la cedolare secca al 21% sul primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un’imposta sostitutiva al 26% (non piu cedolare secca ordinaria). E importante tenere traccia di quale immobile si considera come primo per l’anno fiscale.Hai bisogno di assistenza per la cedolare secca?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Valutare la convenienza della cedolare secca per il tuo caso specificoRegistrare il contratto di locazione con opzione per la cedolareCompilare correttamente la dichiarazione dei redditi (quadro RB)Calcolare saldo e acconti da versareGestire revoche e riesercizio dell’opzioneI nostri esperti fiscali ti guideranno nella scelta del regime più vantaggioso, garantendo la piena conformità alle normative e il massimo risparmio fiscale. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.ASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEL'assegno unico di ottobre 2026 viene pagato dall'INPS il 21 e 22 ottobre 2026 per le domande già in corso e senza variazioni. 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Ecco quando spetta l'indennità e quando si perde. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 23:41:462026-05-31 16:53:27Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi
NOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.
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CAFCongedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104Il congedo per cure per lavoratori con invalidità dal 50% è un diritto poco conosciuto che garantisce 30 giorni di permesso retribuito all’anno, anche senza il riconoscimento della Legge 104. Previsto dal D.Lgs. 119/2011, questo congedo consente ai lavoratori dipendenti con invalidità riconosciuta dal 50% di assentarsi dal lavoro per sottoporsi a cure mediche, terapie e trattamenti, mantenendo la piena retribuzione INPS.A differenza dei permessi Legge 104, il congedo per cure invalidi non richiede la certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92), ma solo l’accertamento sanitario ASL che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%. Questo lo rende accessibile a una platea molto più ampia di lavoratori con patologie croniche, disabilità permanenti o condizioni invalidanti.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale scoprirai come funziona il congedo per cure invalidi 2026, quali sono i requisiti di invalidità, come richiedere i 30 giorni di permesso retribuito, la procedura INPS e le differenze con altri istituti previdenziali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il congedo per cure agli invalidiDifferenza tra congedo cure e permessi Legge 104Requisiti di invalidità: dal 50% in suRetribuzione e contributi durante il congedoCome richiedere il congedo per cure INPSCasi particolari e cumulo con altri permessiDomande FrequentiCos’è il congedo per cure agli invalidiIl congedo per cure è un permesso retribuito di 30 giorni all’anno riconosciuto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità accertata pari o superiore al 50%. Introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 119/2011, questo diritto consente di assentarsi dal lavoro per:Cure mediche ricorrenti (fisioterapia, dialisi, chemioterapia)Visite specialistiche programmateTrattamenti riabilitativi collegati all’invaliditàTerapie continuative per patologie cronicheRicoveri ospedalieri brevi per controlliIl congedo non è frazionabile in ore: si utilizza solo per giornate intere. I 30 giorni spettano complessivamente nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) e non sono cumulabili con l’anno successivo se non utilizzati.La retribuzione è garantita dall’INPS tramite indennità economica pari al 100% della retribuzione giornaliera, comprensiva di tredicesima e contributi pensionistici. Il datore di lavoro anticipa lo stipendio e recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo.Chi può richiederlo:Lavoratori subordinati (tempo indeterminato, determinato, part-time)Dipendenti pubblici (PA, scuola, sanità)Lavoratori con contratto a progetto (se configurato come lavoro subordinato)Esclusi: autonomi, liberi professionisti, partite IVA, collaboratori occasionali. Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104Molti lavoratori confondono il congedo per cure invalidi con i permessi Legge 104. Si tratta di due istituti completamente diversi, con requisiti, finalità e modalità di utilizzo differenti.AspettoCongedo per curePermessi Legge 104RequisitoInvalidità ≥ 50%Handicap grave (art. 3 comma 3)Giorni/mesi30 giorni all’anno3 giorni al meseFinalitàCure mediche per séAssistenza a familiare disabileFrazionabilitàSolo giornate intereOre o giorniRetribuzione100% INPS100% datore + INPSCumulabilitàNO con L.104 per séSÌ con congedo cureEsempio pratico:Mario ha invalidità 67% (senza L.104 art. 3 comma 3). Può utilizzare i 30 giorni di congedo per cure per le sue terapie fisioterapiche. Se in futuro ottiene anche la certificazione handicap grave, può richiedere i permessi L.104 per assistere un familiare disabile, ma NON può cumulare entrambi per sé stesso.La differenza chiave è la certificazione richiesta:Congedo cure: serve solo il verbale invalidità ASL con percentuale ≥ 50%Permessi 104: serve il verbale handicap grave (art. 3 comma 3, L.104/92)Molte persone con invalidità media (50-74%) non hanno accesso alla L.104, ma possono comunque beneficiare del congedo per cure di 30 giorni.Requisiti di invalidità: dal 50% in suPer accedere al congedo per cure, è necessario possedere un verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o dalla Commissione Medica INPS che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%.Come ottenere il riconoscimento di invalidità:Certificato medico introduttivo: il tuo medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato che attesta la tua patologia invalidanteDomanda di invalidità: entro 90 giorni dal certificato, presenti domanda all’INPS (online, tramite CAF o patronato)Visita medica: la Commissione ASL-INPS ti convoca per accertamento sanitarioVerbale definitivo: ricevi il verbale con la percentuale riconosciuta (es. 50%, 67%, 75%, 100%)Percentuali di invalidità e diritti:InvaliditàCongedo 30 giorniAltri benefici46-49%❌ NOIscrizione collocamento mirato50-66%✅ SÌCongedo cure67-73%✅ SÌCongedo + esenzione ticket (categorie)74-99%✅ SÌCongedo + assegno invalidità INPS100%✅ SÌCongedo + pensione invalidità civilePatologie che danno diritto al congedo:Patologie oncologiche (anche in remissione con invalidità ≥50%)Malattie cardiovascolari gravi (cardiopatie, post-infarto)Diabete insulino-dipendente con complicanzeInsufficienza renale cronica (dialisi)Sclerosi multipla e malattie neurodegenerativeDisabilità motorie permanentiMalattie respiratorie croniche gravi (BPCO, fibrosi cistica)Il verbale di invalidità è permanente se non indica una data di revisione. Se c’è revisione, devi ripetere la visita alla scadenza per confermare la percentuale. Retribuzione e contributi durante il congedoDurante i 30 giorni di congedo per cure, il lavoratore riceve una retribuzione piena al 100%, comprensiva di tutti gli elementi stipendiali ordinari:Stipendio baseScatti di anzianitàIndennità fisse (es. indennità vacanza contrattuale)Quota tredicesima (maturata proporzionalmente)Quota quattordicesima (se prevista dal CCNL)Esclusi dal calcolo:StraordinariPremi di produzione variabiliIndennità trasfertaBenefit occasionaliCome funziona il pagamento:Anticipo del datore: il datore di lavoro eroga lo stipendio normalmente in busta pagaConguaglio INPS: il datore recupera l’importo anticipato tramite compensazione contributiva (denuncia UniEmens)Nessun costo per l’azienda: il congedo è interamente a carico INPSContributi previdenziali:I 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi:✅ Valgono per la pensione (anzianità contributiva)✅ Utili per il calcolo dell’anzianità lavorativa✅ Coperti per TFR (trattamento di fine rapporto)✅ Considerati periodo lavorato ai fini contrattualiEsempio retribuzione:Laura, impiegata con RAL 28.000 euro, utilizza 15 giorni di congedo per cure nel mese di marzo. In busta paga riceverà:Stipendio marzo: 2.333 euro (importo pieno, nessuna decurtazione)Contributi previdenziali: versati regolarmente dall’INPSTFR: matura normalmenteIl datore di lavoro anticiperà l’intero stipendio e recupererà i 15 giorni di indennità INPS tramite conguaglio contributivo nelle denunce successive.Come richiedere il congedo per cure INPSLa procedura per richiedere i 30 giorni di congedo per cure prevede due passaggi: comunicazione al datore di lavoro e certificazione medica.Step 1: Richiesta scritta al datore di lavoroInvia una comunicazione formale (raccomandata o PEC) al tuo datore di lavoro con:Domanda di congedo per cure ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 119/2011Copia del verbale di invalidità (con percentuale ≥50%)Periodo richiesto (es. “dal 15 al 20 marzo 2026”)Motivazione generica (es. “per sottoporsi a trattamenti terapeutici”)Fac-simile lettera di richiesta:Oggetto: Richiesta congedo per cure - art. 7 D.Lgs. 119/2011 Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], dipendente con qualifica [QUALIFICA], chiede di usufruire del congedo per cure previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 119/2011 per il periodo dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE] per complessivi [N] giorni. Si allega verbale di riconoscimento invalidità civile pari al [XX]%. Cordiali saluti, [FIRMA]Step 2: Certificazione medicaDurante il congedo, devi presentare al datore di lavoro:Certificato medico che attesti la necessità delle cureDocumentazione sanitaria (es. prenotazione visita, ricetta terapia)Attestazioni di presenza alle cure (se richiesto dal CCNL)Il certificato medico non deve necessariamente essere un certificato di malattia, ma una dichiarazione del medico specialista o curante che confermi che il lavoratore deve sottoporsi a trattamenti terapeutici correlati all’invalidità.Tempi di preavviso:La legge non prevede un preavviso minimo obbligatorio. Tuttavia, per esigenze organizzative aziendali, è consigliabile:Preavviso di 3-5 giorni per periodi programmabiliComunicazione immediata per cure urgenti o ricoveri improvvisiIl datore di lavoro non può rifiutare il congedo se il lavoratore ha i requisiti di legge. L’eventuale diniego è illegittimo e può essere impugnato.Gestione del congedo:Il datore autorizza il congedo e registra l’assenza come “congedo cure art. 7 D.Lgs. 119/2011”Il lavoratore non deve inviare domanda all’INPS: è il datore a gestire il recupero tramite conguaglio contributivoIn busta paga, l’assenza risulta come permesso retribuito al 100% Casi particolari e cumulo con altri permessiIl congedo per cure presenta alcune peculiarità in caso di cumulo con altri istituti previdenziali o in situazioni lavorative particolari.Congedo per cure + Permessi Legge 104 per familiareSe hai invalidità ≥50% (congedo per te) e assisti un familiare con handicap grave (L.104), puoi cumulare entrambi:✅ 30 giorni congedo cure per le tue terapie✅ 3 giorni al mese L.104 per assistere il familiareCongedo per cure + MalattiaSe durante il congedo per cure ti ammali di altra patologia acuta, puoi:Interrompere il congedo curePassare a malattia ordinaria (con certificato medico di malattia)Riprendere il congedo cure quando guarisci dalla malattia acutaI giorni di malattia non decurtano i 30 giorni di congedo.Congedo per cure durante periodo di provaIl congedo per cure è un diritto anche durante il periodo di prova. Il datore di lavoro non può licenziare per aver richiesto il congedo, ma può recedere per altre motivazioni connesse all’idoneità lavorativa.Part-timeI lavoratori part-time hanno diritto agli stessi 30 giorni dei full-time (non proporzionali). La retribuzione è calcolata sulla base della retribuzione giornaliera effettiva del part-time.Contratto a tempo determinatoI lavoratori a tempo determinato hanno pieno diritto al congedo, anche se il contratto è di breve durata. I 30 giorni spettano per anno solare, non per contratto.Settore pubblicoNel pubblico impiego, il congedo per cure è regolamentato dagli stessi principi del settore privato, ma la gestione amministrativa può variare:Scuola: richiesta tramite SIDI con autorizzazione dirigente scolasticoSanità: comunicazione al responsabile UOC con certificato medicoPA: domanda protocollata all’ufficio personaleLicenziamento durante congedoIl licenziamento durante il congedo per cure è nullo se motivato dall’assenza per cure. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni.Maternità/Paternità + Congedo cureDurante maternità obbligatoria o congedo parentale, il congedo per cure è sospeso. Puoi richiederlo prima o dopo il periodo di maternità/paternità, ma non in contemporanea.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Congedo per Cure InvalidiIl congedo per cure spetta anche con invalidita al 50% esatta?Si, il diritto scatta con invalidita pari o superiore al 50%. Chi ha esattamente il 50% di invalidita riconosciuta ha pieno diritto ai 30 giorni di congedo retribuito, alle stesse condizioni di chi ha percentuali superiori.Posso usare il congedo per cure senza la Legge 104?Si, il congedo per cure non richiede la certificazione di handicap grave prevista dalla Legge 104. Serve solo il verbale di invalidita civile con percentuale pari o superiore al 50%, rilasciato dalla Commissione ASL-INPS.Il congedo per cure decurta ferie o permessi?No, i 30 giorni di congedo per cure sono autonomi e non decurtano ferie, permessi ROL o altri istituti contrattuali. Sono un diritto aggiuntivo e indipendente previsto per legge.Devo dimostrare di aver fatto effettivamente le cure?Si, e necessario presentare al datore di lavoro certificazione medica che attesti la necessita delle cure. Alcuni CCNL richiedono anche attestazioni di presenza (es. ricevute prenotazioni, certificati medici post-visita). Il datore puo richiedere verifiche.Il congedo per cure vale per la pensione?Si, i 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi valgono ai fini del calcolo della pensione, dell’anzianita contributiva e del TFR. Sono considerati periodo effettivamente lavorato.Hai bisogno di assistenza per il riconoscimento invalidita o il congedo cure?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:Domanda di invalidita civile INPSVerifica requisiti per congedo cureRedazione lettera di richiesta al datoreAssistenza pratiche previdenzialiRicorsi per verbali negativiContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 21:41:462026-05-31 16:21:14Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104
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