DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento IntegrativoIl bonus Renzi 2026, oggi ufficialmente chiamato trattamento integrativo, rappresenta un’agevolazione fiscale fondamentale per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Con un valore massimo di 1.200 euro all’anno (100 euro al mese), questo beneficio viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. In questa guida completa, analizziamo chi ne ha diritto nel 2026, i limiti di reddito aggiornati e come verificare che venga correttamente applicato.Indice dei ContenutiCos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026Limiti di Reddito: le Due FasceImporto e Come si CalcolaCome Verificare il Bonus in Busta PagaCome Recuperare il Bonus nel 730Chi NON Ha Diritto al Trattamento IntegrativoQuando Bisogna Restituire il BonusDomande FrequentiCos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)Il trattamento integrativo, comunemente noto come bonus Renzi, è un credito IRPEF introdotto inizialmente nel 2014 come “bonus 80 euro” e successivamente potenziato a 100 euro mensili dal 2020. Nel 2026, la normativa rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2024-2025.Si tratta di un credito d’imposta che viene riconosciuto automaticamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi entro determinate soglie. L’obiettivo è quello di alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi.L’importo massimo annuo è di 1.200 euro, pari a 100 euro mensili per 12 mensilità. Il bonus viene erogato direttamente in busta paga, senza necessità di presentare domanda specifica. Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026Hanno diritto al trattamento integrativo nel 2026 le seguenti categorie di contribuenti:Lavoratori dipendenti (sia a tempo indeterminato che determinato)ApprendistiLavoratori in somministrazioneSoci di cooperativePercettori di borse di studio, assegni e compensi per attività di tirocinioSacerdotiLavoratori socialmente utiliPercettori di indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL)Percettori di cassa integrazioneRequisito fondamentale: l’imposta lorda IRPEF deve essere superiore alla detrazione per lavoro dipendente spettante. In pratica, il reddito deve essere sufficiente a generare un’imposta da cui poter detrarre il bonus. Per i redditi molto bassi (generalmente sotto i 8.174 euro), l’imposta lorda è azzerata dalle detrazioni e quindi il bonus non spetta. Limiti di Reddito: le Due FasceIl trattamento integrativo 2026 si articola in due fasce di reddito con regole differenti:Fascia 1: Reddito fino a 15.000 euroPer i lavoratori con reddito complessivo fino a 15.000 euro, il trattamento integrativo spetta in misura piena, pari a 1.200 euro annui. L’unica condizione è che l’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente sia superiore alla detrazione spettante (al netto delle sole detrazioni per lavoro dipendente).Fascia 2: Reddito tra 15.001 e 28.000 euroPer chi ha un reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro, il bonus spetta solo se la somma di determinate detrazioni è superiore all’imposta lorda. Le detrazioni considerate nel calcolo sono:Detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli, altri familiari)Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilatiDetrazioni per interessi passivi su mutui prima casa (contratti entro il 31/12/2021)Detrazioni per spese sanitarieDetrazioni per spese edilizie (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus)In questa fascia, l’importo del trattamento integrativo è pari alla differenza tra le detrazioni spettanti e l’imposta lorda, con un massimo di 1.200 euro. Importo e Come si CalcolaL’importo del bonus Renzi varia in base alla fascia di reddito e ai giorni di lavoro nell’anno:Fascia di redditoImporto annuoImporto mensileCondizioneFino a 15.000 euro1.200 euro (pieno)100 euroImposta lorda > detrazione lavoro dipendente15.001 – 28.000 euroFino a 1.200 euroFino a 100 euroDetrazioni complessive > imposta lordaOltre 28.000 euro0 euro0 euroNon spettaCalcolo proporzionale: se il rapporto di lavoro non copre l’intero anno (per esempio, contratti a tempo determinato di pochi mesi), il bonus viene rapportato ai giorni lavorati. La formula è: 1.200 x (giorni di lavoro / 365).Esempio pratico: un lavoratore con contratto di 6 mesi (183 giorni) e reddito nella prima fascia riceverà: 1.200 x 183/365 = 601,64 euro. Come Verificare il Bonus in Busta PagaPer verificare se stai ricevendo il trattamento integrativo in busta paga, segui questi passaggi:Cerca la voce specifica: nella parte centrale del cedolino, cerca la voce “Trattamento integrativo” o “DL 3/2020” o “Bonus DL 66/2014”. La denominazione può variare a seconda del software paghe utilizzato dal datore di lavoroVerifica l’importo: dovrebbe essere di circa 100 euro mensili per un lavoratore full-time con rapporto per l’intero meseControlla la CU (Certificazione Unica): nella sezione dedicata, ai punti 390-399, trovi il riepilogo del trattamento integrativo erogato nell’annoVerifica sul sito INPS: se sei un percettore di NASpI o cassa integrazione, controlla il dettaglio del pagamento su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi”Attenzione: se non trovi la voce in busta paga, potrebbe significare che il datore di lavoro ritiene che il tuo reddito complessivo superi i 28.000 euro, oppure che l’imposta lorda sia inferiore alla detrazione. In questo caso, puoi sempre recuperare il bonus tramite la dichiarazione dei redditi. Come Recuperare il Bonus nel 730Se non hai ricevuto il trattamento integrativo in busta paga durante l’anno, o ne hai ricevuto meno del dovuto, puoi recuperarlo presentando il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025). Ecco come fare:Sezione dedicata del 730: il trattamento integrativo viene calcolato automaticamente nella dichiarazione. Se ti spetta e non lo hai ricevuto, risulterà come credito a tuo favore730 precompilato: accedendo al modello 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il sistema già pre-inserisce i dati dalla CU. Verifica che siano correttiRimborso in busta paga: se dal 730 emerge un credito per trattamento integrativo non erogato, il rimborso arriverà nella prima busta paga utile successiva alla liquidazione (generalmente luglio-agosto)Consiglio: se hai avuto più rapporti di lavoro durante l’anno, è particolarmente importante verificare nel 730 che il trattamento integrativo sia stato calcolato correttamente sul reddito complessivo. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo accurato della tua situazione.Chi NON Ha Diritto al Trattamento IntegrativoIl bonus Renzi non spetta nelle seguenti situazioni:Reddito superiore a 28.000 euro: oltre questa soglia, il trattamento integrativo non è previsto in nessun casoLavoratori autonomi e partite IVA: il bonus è riservato esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. I lavoratori autonomi, anche se con redditi bassi, non ne hanno dirittoPensionati: le pensioni sono escluse dal trattamento integrativo (anche se sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente ai fini IRPEF)Reddito sotto la no tax area: se il reddito è talmente basso (sotto circa 8.174 euro) che l’imposta lorda è completamente azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente, il bonus non spetta perché non c’è imposta su cui applicarloIncapienti fiscali: chi non ha capienza fiscale sufficiente (imposta lorda inferiore o uguale alla detrazione lavoro dipendente) non ha diritto al trattamentoQuando Bisogna Restituire il BonusIn alcuni casi, il lavoratore potrebbe dover restituire in tutto o in parte il trattamento integrativo ricevuto durante l’anno. Questo accade quando:Il reddito complessivo supera i 28.000 euro: se il datore di lavoro ha erogato il bonus basandosi su un reddito stimato inferiore, ma a consuntivo il reddito annuo è risultato superiore alla sogliaPiù rapporti di lavoro: con due o più datori di lavoro nello stesso anno, ciascuno potrebbe aver erogato il bonus calcolandolo solo sul proprio reddito. Sommando i redditi, potresti aver superato la sogliaVariazioni reddituali: straordinari, premi, arretrati o altri redditi aggiuntivi che fanno superare le soglie durante l’annoLa restituzione avviene in sede di dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF), dove il bonus percepito in eccesso risulta come debito d’imposta e viene trattenuto dalla busta paga di conguaglio. Per evitare sorprese, è consigliabile comunicare al datore di lavoro la presenza di altri redditi o chiedere la non applicazione del trattamento integrativo. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus Renzi 2026Il bonus Renzi esiste ancora nel 2026?Sì, il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) è confermato anche per il 2026 con le stesse regole degli anni precedenti. L’importo massimo resta di 1.200 euro annui per i redditi fino a 15.000 euro, con possibilità di accesso anche per redditi tra 15.001 e 28.000 euro a determinate condizioni.Come faccio a sapere se ho diritto al bonus?Verifica il tuo reddito complessivo annuo. Se è inferiore a 15.000 euro e hai un’imposta lorda superiore alla detrazione per lavoro dipendente, hai diritto al bonus pieno di 1.200 euro. Se il reddito è tra 15.001 e 28.000 euro, il diritto dipende dall’ammontare delle tue detrazioni complessive. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Il bonus viene dato anche ai disoccupati con NASpI?Sì, i percettori di NASpI e DIS-COLL hanno diritto al trattamento integrativo, poiché la disoccupazione è assimilata ai redditi da lavoro dipendente. L’INPS eroga il bonus direttamente con il pagamento della prestazione.Posso rinunciare al bonus per evitare di restituirlo?Sì, puoi presentare al datore di lavoro una dichiarazione in cui chiedi la non applicazione del trattamento integrativo. Questo è consigliabile se prevedi che il tuo reddito complessivo supererà i 28.000 euro o se hai più rapporti di lavoro. Potrai comunque recuperare il bonus nel 730 se ti spettava.Il bonus Renzi si cumula con l’Assegno Unico?Sì, il trattamento integrativo e l’Assegno Unico sono due prestazioni completamente separate. Il bonus Renzi è un credito IRPEF, mentre l’Assegno Unico è una prestazione familiare. Si possono percepire entrambi contemporaneamente senza alcuna incompatibilità.Hai bisogno di verificare se hai diritto al bonus Renzi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Aprile 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-03 09:00:002026-05-31 09:56:28Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo
CAFRegime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti AggiornatiIl regime impatriati rappresenta una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi decide di rientrare in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Con il decreto fiscale 2026, il legislatore ha introdotto importanti novità che ridisegnano i requisiti di accesso, le percentuali di detassazione e la durata dell’agevolazione.Le modifiche introdotte mirano a rendere l’Italia più attrattiva per lavoratori qualificati, ricercatori, docenti e professionisti che operano all’estero, offrendo una tassazione agevolata dal 50% fino al 90% del reddito da lavoro dipendente e autonomo.In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale analizza nel dettaglio tutte le novità del decreto fiscale 2026, i requisiti aggiornati, le percentuali di agevolazione, la procedura di accesso e fornisce esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale effettivo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Regime ImpatriatiNovità Decreto Fiscale 2026Requisiti Aggiornati per AccedereAgevolazioni e Percentuali di DetassazioneDurata e Proroghe del RegimeCome Accedere: Procedura CompletaCasi Pratici ed Esempi di CalcoloCosa Cambia per Chi è Già nel RegimeCos’è il Regime ImpatriatiIl regime degli impatriati, introdotto dall’articolo 16 del Decreto Legislativo n. 147/2015 e successivamente modificato più volte, è un’agevolazione fiscale dedicata a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.L’obiettivo principale di questa misura è favorire il rientro in Italia di lavoratori qualificati, ricercatori, docenti universitari e professionisti, offrendo loro una tassazione ridotta sui redditi prodotti in Italia per un periodo limitato di tempo.Il meccanismo consiste nell’applicare una riduzione della base imponibile ai fini IRPEF: in pratica, solo una percentuale del reddito viene tassata, mentre la restante parte è esente da imposizione. Questo si traduce in un significativo risparmio fiscale che può arrivare fino a diverse decine di migliaia di euro all’anno per redditi elevati.A Chi Si RivolgeIl regime impatriati si rivolge a diverse categorie di soggetti:Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia e iniziano a lavorare per aziende italianeLavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA in ItaliaImprenditori e titolari di impresa che rientrano per gestire attività sul territorio italianoRicercatori e docenti universitari che svolgono attività di ricerca o insegnamento in ItaliaCittadini italiani rimpatriati dopo anni di lavoro all’esteroCittadini stranieri che si trasferiscono in Italia per motivi di lavoro Novità Decreto Fiscale 2026Il decreto fiscale 2026 ha apportato modifiche sostanziali al regime degli impatriati, con l’obiettivo di renderlo più selettivo ma anche più vantaggioso per specifiche categorie di lavoratori. Le novità principali riguardano i requisiti di accesso, le percentuali di agevolazione e la durata del beneficio.1. Nuove Percentuali di DetassazioneLa principale novità riguarda le percentuali di reddito escluso da tassazione:50% di riduzione (tassazione sul 50% del reddito) per la generalità dei lavoratori impatriati70% di riduzione (tassazione sul 30% del reddito) per chi trasferisce la residenza nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia)90% di riduzione (tassazione sul 10% del reddito) per docenti universitari e ricercatori che rientrano per svolgere attività di ricerca in Italia2. Modifica dei Requisiti di Residenza EsteraIl decreto fiscale 2026 ha innalzato il periodo minimo di residenza estera richiesto per accedere al regime:Prima del 2026: erano sufficienti 2 anni consecutivi di residenza fiscale all’esteroDal 2026: sono richiesti almeno 3 anni di residenza fiscale all’estero nei 5 anni precedenti il trasferimento in ItaliaPer docenti e ricercatori rimane confermata la possibilità di accesso con 2 anni di residenza estera se l’attività è continuativa3. Durata Estesa per Specifiche CategorieUn’altra importante novità riguarda la durata dell’agevolazione:Durata base: 5 anni di agevolazione fiscale (primo anno di iscrizione all’AIRE + 4 periodi d’imposta successivi)Proroga fino a 10 anni totali per chi ha almeno 1 figlio minorenne o a caricoUlteriore proroga per chi acquista un immobile di tipo residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento4. Nuovo Limite di Reddito per Professionisti AutonomiPer i lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA, il decreto fiscale 2026 ha introdotto un limite di reddito:L’agevolazione si applica solo se il reddito da lavoro autonomo non supera 600.000 euro annuiAl di sopra di questa soglia, l’agevolazione decade completamenteIl limite non si applica ai lavoratori dipendenti5. Compatibilità con Regime ForfettarioUna delle novità più attese riguarda la compatibilità con il regime forfettario:I professionisti autonomi che rientrano dall’estero possono ora cumulare il regime impatriati con il regime forfettarioIn pratica, si applica prima la flat tax del 15% (o 5%) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50%-70% sul reddito impatriatiQuesta combinazione può portare a un carico fiscale effettivo molto contenuto, soprattutto nei primi anni di attività Requisiti Aggiornati per AccederePer beneficiare del regime impatriati 2026, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:Requisito 1: Residenza Fiscale EsteraIl primo requisito fondamentale è aver avuto la residenza fiscale all’estero per un periodo minimo:Almeno 3 anni consecutivi di residenza fiscale in un altro Stato (non necessariamente nello stesso Paese)Gli anni devono essere immediatamente precedenti il trasferimento in ItaliaLa residenza deve essere effettiva, non solo formale: occorre dimostrare di aver vissuto e lavorato realmente all’esteroPer docenti e ricercatori: sufficiente 2 anni di residenza estera per attività continuativa di ricerca o insegnamentoRequisito 2: Trasferimento della Residenza in ItaliaÈ necessario trasferire la propria residenza fiscale in Italia:Iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) di un Comune italianoCancellazione dall’AIRE (se si era iscritti come residente all’estero)La residenza in Italia deve essere mantenuta per tutta la durata dell’agevolazioneOccorre avere il domicilio fiscale in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni)Requisito 3: Svolgimento di Attività Lavorativa in ItaliaL’agevolazione si applica solo se si svolge un’attività lavorativa in Italia:Lavoro dipendente presso aziende italiane o presso la sede italiana di multinazionaliLavoro autonomo con apertura di partita IVA in ItaliaAttività d’impresa sul territorio italianoAttività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privatiNon è richiesto che il 100% dell’attività sia svolta in Italia: l’agevolazione si applica anche se parte del lavoro viene svolto all’estero, ma il datore di lavoro o il committente deve essere italiano.Requisito 4: Nessuna Residenza in Italia nei 2 Anni PrecedentiUn requisito importante è che il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento:Questo requisito serve a evitare abusi (ad esempio, trasferirsi all’estero per 2 anni solo per beneficiare poi dell’agevolazione al rientro)L’Agenzia delle Entrate può verificare l’effettiva residenza estera attraverso controlli incrociati con i Paesi esteriRequisito 5: Presentazione dell’OpzionePer accedere al regime, è necessario comunicare formalmente la volontà di avvalersi dell’agevolazione:Per i lavoratori dipendenti: comunicazione al datore di lavoro, che applicherà l’agevolazione direttamente in busta pagaPer i lavoratori autonomi: indicazione nella dichiarazione dei redditi del primo annoLa comunicazione va fatta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile Agevolazioni e Percentuali di DetassazioneIl regime impatriati prevede diverse percentuali di detassazione in base alla categoria di appartenenza del lavoratore e alla località di trasferimento. Vediamo nel dettaglio le agevolazioni disponibili.Tabella Comparativa: Prima e Dopo il Decreto 2026La seguente tabella confronta le percentuali di detassazione previste prima e dopo il decreto fiscale 2026:CategoriaPrima del 2026Dal 2026NoteLavoratori generici (Nord Italia)70% esente50% esenteRiduzione dell’agevolazioneLavoratori Sud Italia70% esente70% esenteConfermataDocenti e ricercatori90% esente90% esenteConfermataLavoratori con figli90% esente (con 3+ figli)50-70% esente + proroga durataCambia la modalitàAgevolazione Standard: 50% di DetassazioneLa maggior parte dei lavoratori impatriati beneficia di una riduzione del 50% della base imponibile:Solo il 50% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarieIl restante 50% è esente da imposizioneL’agevolazione si applica sia ai redditi da lavoro dipendente che ai redditi da lavoro autonomoNon ci sono limiti di reddito per i dipendenti; per gli autonomi il limite è 600.000 euroEsempio: Un lavoratore dipendente con reddito lordo di 60.000 euro pagherà le tasse solo su 30.000 euro. Con le aliquote IRPEF medie, questo si traduce in un risparmio fiscale di circa 10.000-12.000 euro all’anno.Agevolazione Maggiorata: 70% per il Sud ItaliaChi trasferisce la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia beneficia di una detassazione del 70%:Regioni ammesse: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, SiciliaLa residenza deve essere effettiva: non basta l’iscrizione anagrafica, occorre vivere e lavorare nel SudL’agevolazione si applica per tutta la durata del regime (5 anni base + eventuali proroghe)Solo il 30% del reddito viene tassatoEsempio: Un professionista autonomo che si trasferisce in Puglia con reddito di 80.000 euro pagherà le tasse solo su 24.000 euro, con un risparmio fiscale di oltre 20.000 euro all’anno.Agevolazione Massima: 90% per Docenti e RicercatoriLa detassazione più elevata è riservata a docenti universitari e ricercatori:90% del reddito esente da tassazioneSolo il 10% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEFSi applica a chi svolge attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati accreditatiÈ richiesta la continuità dell’attività di ricerca o insegnamento per almeno 2 anni all’esteroEsempio: Un ricercatore che rientra dall’estero con reddito di 50.000 euro pagherà le tasse solo su 5.000 euro, con un carico fiscale effettivo di circa 1.000 euro (risparmio di oltre 15.000 euro rispetto al regime ordinario).Agevolazioni Accessorie: Deduzioni e ContributiOltre alla detassazione del reddito, il regime impatriati prevede alcune agevolazioni accessorie:Contributi previdenziali ridotti per i primi anni (solo per alcune categorie di lavoratori autonomi)Esenzione IMU sulla prima casa per i primi 5 anni (solo in alcuni Comuni che hanno deliberato l’agevolazione)Detrazioni per spese di trasloco nella dichiarazione dei redditi del primo annoPossibilità di cumulare con altre agevolazioni (ad esempio, regime forfettario per i professionisti) Durata e Proroghe del RegimeIl regime impatriati ha una durata limitata nel tempo, ma prevede diverse possibilità di proroga in base alla situazione personale e familiare del contribuente.Durata Base: 5 AnniLa durata standard dell’agevolazione è di 5 periodi d’imposta:Il primo anno corrisponde al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento in ItaliaL’agevolazione si applica per i 4 anni successiviIn totale, quindi, sono 5 anni fiscali di detassazioneNon è richiesta alcuna comunicazione per i primi 5 anni: l’agevolazione si applica automaticamenteEsempio: Un lavoratore che trasferisce la residenza in Italia il 15 maggio 2026 beneficerà dell’agevolazione per gli anni fiscali 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030.Proroga di 5 Anni con Figli a CaricoLa prima proroga disponibile riguarda i lavoratori con figli minori o fiscalmente a carico:Proroga di ulteriori 5 anni (totale: 10 anni di agevolazione)È sufficiente avere almeno 1 figlio minorenne o fiscalmente a caricoIl figlio deve essere residente in Italia insieme al genitoreLa proroga va richiesta espressamente nella dichiarazione dei redditi del quinto annoSe si hanno figli nati durante i primi 5 anni, è possibile richiedere la proroga retroattivamenteImportante: Con la riforma del 2026, la percentuale di detassazione per i lavoratori con figli resta invariata (50% o 70%), ma si allunga la durata complessiva dell’agevolazione. Prima del 2026, chi aveva 3 o più figli beneficiava del 90% di detassazione per 5 anni.Proroga con Acquisto Prima CasaUn’ulteriore possibilità di estensione è legata all’acquisto di un immobile residenziale in Italia:Chi acquista un immobile di tipo residenziale entro 12 mesi dal trasferimento in Italia può ottenere 1 anno aggiuntivo di agevolazioneL’immobile deve essere situato in Italia e deve essere adibito a abitazione principaleQuesta proroga è cumulabile con quella per figli a carico (totale potenziale: 11 anni)La proroga va comunicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno di acquistoDecadenza dal RegimeL’agevolazione decade automaticamente in caso di:Trasferimento della residenza all’estero prima del termine dei 5 anni (o 10 anni in caso di proroga)Cessazione dell’attività lavorativa in Italia senza un nuovo impiego entro 6 mesiSuperamento del limite di reddito di 600.000 euro per i lavoratori autonomiAccertamento di false dichiarazioni sui requisiti di accessoIn caso di decadenza, il contribuente non può più beneficiare del regime impatriati e dovrà versare la differenza di imposte per gli anni in cui ha beneficiato indebitamente dell’agevolazione, oltre a sanzioni e interessi. Come Accedere: Procedura CompletaAccedere al regime impatriati richiede di seguire una procedura specifica e di presentare la documentazione corretta all’Agenzia delle Entrate o al proprio datore di lavoro. Vediamo i passaggi nel dettaglio.Step 1: Verifica dei RequisitiPrima di trasferirsi in Italia, è fondamentale verificare di possedere tutti i requisiti:Residenza fiscale estera per almeno 3 anni consecutivi (2 anni per docenti/ricercatori)Nessuna residenza in Italia nei 2 anni precedentiAttività lavorativa da svolgere in Italia (contratto di lavoro o apertura partita IVA)Documentazione che provi la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro esteri, dichiarazioni dei redditi estere)È consigliabile consultare un CAF o un commercialista prima del trasferimento per valutare la propria situazione.Step 2: Trasferimento della Residenza in ItaliaUna volta verificati i requisiti, occorre trasferire formalmente la residenza:Iscrizione all’Anagrafe del Comune italiano dove si intende risiedereCancellazione dall’AIRE (se iscritti come residenti all’estero)Ottenimento del codice fiscale italiano (se non già in possesso)Apertura di un conto corrente italiano (utile per ricevere lo stipendio o fatturare)Il trasferimento di residenza va effettuato entro i primi giorni dall’arrivo in Italia per non perdere l’agevolazione per l’intero anno fiscale.Step 3: Comunicazione al Datore di Lavoro (Lavoratori Dipendenti)Se si è lavoratori dipendenti, la procedura è più semplice:Comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro la volontà di avvalersi del regime impatriatiFornire al datore la documentazione che prova la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro precedenti, ecc.)Il datore di lavoro applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga, calcolando le ritenute IRPEF solo sul 50% (o 30% o 10%) del redditoNon è necessaria alcuna comunicazione diretta all’Agenzia delle EntrateModello di comunicazione: “Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [Città] il [Data], con la presente comunica di voler esercitare l’opzione per il regime degli impatriati di cui all’art. 16 del D.Lgs. 147/2015, avendo i requisiti previsti dalla normativa. Si allega documentazione attestante la residenza fiscale estera per il periodo [Date].”Step 4: Apertura Partita IVA e Dichiarazione (Lavoratori Autonomi)Per i lavoratori autonomi e professionisti, la procedura prevede:Apertura della partita IVA in Italia (tramite modello AA9/12 o tramite commercialista)Scelta del regime fiscale (regime ordinario, semplificato o forfettario)Indicazione dell’opzione per il regime impatriati nella prima dichiarazione dei redditi utileCompilazione del quadro RM (redditi da lavoro autonomo) con l’indicazione del codice specifico per gli impatriatiAttenzione: L’opzione va esercitata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile. Se si perde questo termine, si perde anche l’agevolazione per quell’anno.Step 5: Conservazione della DocumentazioneÈ fondamentale conservare tutta la documentazione che prova i requisiti di accesso:Certificati di residenza estera per gli anni richiestiContratti di lavoro stipulati all’esteroDichiarazioni dei redditi estere (o equivalenti documenti fiscali)Documenti che provano il trasferimento in Italia (iscrizione anagrafe, cancellazione AIRE)Contratti di lavoro o fatture emesse in ItaliaL’Agenzia delle Entrate può richiedere questa documentazione in fase di controllo, anche a distanza di anni. La mancata produzione dei documenti può comportare la decadenza dall’agevolazione con obbligo di restituire le imposte non versate.Step 6: Monitoraggio Annuale e Dichiarazione dei RedditiOgni anno, il contribuente deve:Verificare il mantenimento dei requisiti (residenza in Italia, attività lavorativa continuativa)Presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) indicando correttamente l’agevolazionePer i lavoratori dipendenti: controllare la busta paga per verificare che l’agevolazione sia stata applicata correttamentePer i lavoratori autonomi: calcolare le imposte applicando la detassazione al reddito dichiarato Casi Pratici ed Esempi di CalcoloPer comprendere meglio il funzionamento concreto del regime impatriati, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale.Caso 1: Manager Dipendente che Rientra da Londra (Nord Italia)Situazione:Marco, 38 anni, ha lavorato a Londra per 4 anni come manager presso una multinazionaleNel 2026 accetta un’offerta di lavoro a Milano con reddito lordo annuo di 80.000 euroTrasferisce la residenza a Milano e richiede il regime impatriatiNon ha figliCalcolo senza regime impatriati (regime ordinario):Reddito imponibile: 80.000 euroIRPEF dovuta (aliquote ordinarie): circa 27.000 euroAddizionali regionali e comunali: circa 2.500 euroTotale imposte: 29.500 euroNetto in busta paga: circa 50.500 euroCalcolo con regime impatriati (50% di detassazione):Reddito imponibile ridotto: 40.000 euro (50% di 80.000)IRPEF dovuta: circa 10.800 euroAddizionali regionali e comunali (su 40.000): circa 1.200 euroTotale imposte: 12.000 euroNetto in busta paga: circa 68.000 euroRisparmio fiscale annuo: 17.500 euro (29.500 – 12.000)Risparmio in 5 anni: 87.500 euroCaso 2: Professionista Autonomo che Rientra in SiciliaSituazione:Laura, 42 anni, consulente informatica, ha lavorato a Berlino per 5 anniNel 2026 rientra in Italia e apre partita IVA in SiciliaSceglie il regime forfettario con aliquota 5% (nuova attività)Fatturato annuo: 50.000 euroHa 1 figlia minorenneCalcolo senza regime impatriati (solo forfettario):Reddito imponibile forfettario (78% di 50.000): 39.000 euroImposta sostitutiva 5%: 1.950 euroContributi INPS (circa 25%): 9.750 euroTotale oneri: 11.700 euroReddito netto: circa 38.300 euroCalcolo con regime impatriati + forfettario (70% detassazione Sud):Reddito imponibile forfettario: 39.000 euroRiduzione del 70% per impatriati: reddito tassabile 11.700 euro (30% di 39.000)Imposta sostitutiva 5% su 11.700: 585 euroContributi INPS (invariati): 9.750 euroTotale oneri: 10.335 euroReddito netto: circa 39.665 euroRisparmio fiscale annuo: 1.365 euro (11.700 – 10.335)Risparmio in 10 anni (con proroga per figlia): 13.650 euroNota: Nel caso di regime forfettario, il risparmio è meno evidente perché l’aliquota di partenza è già molto bassa. Il vantaggio principale è la combinazione con altri benefici (niente IRAP, contabilità semplificata).Caso 3: Ricercatore Universitario che Rientra dall’EsteroSituazione:Giovanni, 35 anni, ricercatore presso l’Università di Cambridge per 3 anniNel 2026 rientra in Italia con un contratto da ricercatore presso l’Università di BolognaReddito lordo: 45.000 euroBeneficia della detassazione del 90% come ricercatoreCalcolo senza regime impatriati:Reddito imponibile: 45.000 euroIRPEF dovuta: circa 13.500 euroAddizionali: circa 1.400 euroTotale imposte: 14.900 euroNetto: circa 30.100 euroCalcolo con regime impatriati (90% detassazione):Reddito imponibile ridotto: 4.500 euro (10% di 45.000)IRPEF dovuta: circa 1.035 euroAddizionali (su 4.500): circa 140 euroTotale imposte: 1.175 euroNetto: circa 43.825 euroRisparmio fiscale annuo: 13.725 euro (14.900 – 1.175)Risparmio in 5 anni: 68.625 euroCome si può vedere, per i ricercatori il risparmio fiscale è estremamente significativo, rendendo molto più attrattivo il rientro in Italia.Confronto RiassuntivoProfiloReddito LordoImposte OrdinarieImposte ImpatriatiRisparmio AnnuoManager Nord Italia (50%)80.000 €29.500 €12.000 €17.500 €Professionista Sud (70%)50.000 €11.700 €10.335 €1.365 €Ricercatore (90%)45.000 €14.900 €1.175 €13.725 €Cosa Cambia per Chi è Già nel RegimeIl decreto fiscale 2026 introduce novità anche per chi sta già beneficiando del regime impatriati. Vediamo nel dettaglio come si applicano le nuove regole.Chi Ha Iniziato il Regime Prima del 2026Per i contribuenti che hanno già avviato il regime impatriati negli anni precedenti al 2026, valgono alcune norme di salvaguardia:Le percentuali di detassazione NON cambiano: chi beneficia del 70% continua a beneficiarne fino alla scadenza naturaleLa durata NON cambia: chi aveva diritto a 5 anni (o 10 con proroghe) li mantieneI requisiti per le proroghe NON cambiano: chi aveva diritto alla proroga per figli con le vecchie regole può ancora richiederlaIn sostanza, il decreto fiscale 2026 non penalizza chi è già nel regime, garantendo il mantenimento dei benefici acquisiti.Lavoratori con Detassazione al 70% (Nord Italia)Chi ha trasferito la residenza nel Nord Italia negli anni scorsi beneficiando del 70% di detassazione:Mantiene il 70% fino alla scadenza del regime (5 o 10 anni)Non decade per effetto del decreto fiscale 2026Può comunque richiedere le proroghe previste (figli a carico, acquisto casa)Se trasferisce la residenza al Sud durante il periodo di agevolazione, continua con il 70% (non passa al 50%)Lavoratori con Figli: Nuove Regole per le ProroghePer chi ha figli minorenni o a carico, il decreto 2026 modifica le regole delle proroghe:Chi ha già richiesto la proroga con le vecchie regole (90% per chi aveva 3+ figli) la mantiene fino alla scadenzaChi deve ancora richiedere la proroga seguirà le nuove regole (50-70% ma per 10 anni totali invece di 5)Se durante i primi 5 anni nasce un figlio, si può richiedere retroattivamente la proroga di ulteriori 5 anniCompatibilità con il Regime Forfettario per AutonomiUna delle novità più importanti del 2026 è la conferma della compatibilità tra regime impatriati e regime forfettario:Chi è già in forfettario può beneficiare dell’ulteriore detassazione impatriatiChi ha aperto partita IVA nel 2025 o prima può scegliere il forfettario anche nel 2026Il limite di 600.000 euro per gli autonomi si applica anche a chi è già nel regimeControlli e AdempimentiL’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sul regime impatriati. Chi è già nel regime deve:Conservare tutta la documentazione che prova la residenza estera e l’attività lavorativaDichiarare correttamente il reddito agevolato ogni annoComunicare eventuali cambiamenti (trasferimento residenza, cessazione attività, nascita figli)Rispondere prontamente alle richieste dell’Agenzia delle EntrateIn caso di controlli, è fondamentale poter dimostrare che i requisiti erano effettivamente soddisfatti al momento dell’accesso al regime. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Regime Impatriati 2026Quanto dura il regime impatriati?Il regime impatriati ha una durata base di 5 anni (primo anno di trasferimento + 4 anni successivi). Con la presenza di almeno 1 figlio minorenne o a carico, la durata si estende a 10 anni totali. E possibile ottenere un ulteriore anno di proroga acquistando un immobile residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento.Posso cumulare regime impatriati e regime forfettario?Si, dal 2026 e confermata la piena compatibilita tra regime impatriati e regime forfettario. Si applica prima la flat tax del 15% (o 5% per nuove attivita) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50-70% sul reddito impatriati. Il limite di reddito per gli autonomi e 600.000 euro annui.Cosa succede se perdo i requisiti durante il regime?Se si perde la residenza in Italia o si cessa l attivita lavorativa prima della scadenza naturale del regime, l agevolazione decade automaticamente. In questo caso, occorre versare la differenza di imposte per gli anni in cui si e beneficiato indebitamente, oltre a sanzioni e interessi. E fondamentale mantenere tutti i requisiti per l intera durata del regime.Il regime impatriati vale anche per cittadini stranieri?Si, il regime impatriati non e riservato solo ai cittadini italiani. Possono accedervi anche i cittadini stranieri che trasferiscono la propria residenza in Italia, purche soddisfino tutti i requisiti: residenza estera per almeno 3 anni, trasferimento in Italia, svolgimento di attivita lavorativa sul territorio italiano.Devo pagare i contributi INPS sul reddito pieno o su quello ridotto?I contributi previdenziali (INPS) si calcolano sul reddito pieno, non su quello ridotto. La detassazione del 50-70-90% si applica solo ai fini IRPEF, non ai fini contributivi. Quindi, un lavoratore con 60.000 euro di reddito paghera i contributi INPS su 60.000 euro, ma l IRPEF solo su 30.000 euro (con detassazione del 50%).Posso richiedere il regime impatriati se sono gia rientrato in Italia negli anni scorsi?No, il regime impatriati si applica solo a chi trasferisce la residenza in Italia a partire dalla data di entrata in vigore della norma. Chi e gia rientrato in Italia prima del 2016 non puo piu beneficiare dell agevolazione. E inoltre necessario non essere stati residenti in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento.Il regime impatriati vale anche per i pensionati?No, il regime impatriati si applica solo ai redditi da lavoro dipendente, autonomo o d impresa. Non si applica ai redditi da pensione. Tuttavia, esiste un regime agevolato specifico per i pensionati che trasferiscono la residenza in Italia (regime dei pensionati esteri), con regole e percentuali diverse.Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Impatriati?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la documentazione necessaria e la compilazione della dichiarazione dei redditi con il regime impatriati.I nostri servizi includono:Verifica preliminare dei requisiti per accedere al regime impatriatiAssistenza per la documentazione da presentare (certificati esteri, contratti, ecc.)Compilazione dichiarazione dei redditi con applicazione corretta dell’agevolazioneConsulenza fiscale continuativa per tutta la durata del regimeSupporto in caso di controlli dell’Agenzia delle EntrateContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Approfondimenti CorrelatiScopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:Regime Forfettario 2026: Requisiti e Aliquote – Tutto sul forfettario per professionisti e autonomiDichiarazione dei Redditi 730: Guida Completa – Come compilare il 730 e ottenere il rimborsoISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come richiedere l’ISEE e quali documenti servonoCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAprile 1, 2026/0 Commenti/da centrofiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 centrofiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png centrofiscale2026-04-01 13:04:432026-09-28 20:56:52Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati
CAFDetrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno UnicoLe detrazioni per figli a carico rappresentano uno strumento fiscale fondamentale per le famiglie italiane, ma dal 2022 hanno subito modifiche profonde con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Molti genitori si chiedono: quali detrazioni spettano ancora? Come si cumulano con l’Assegno Unico? Quali sono i requisiti per considerare un figlio a carico?La risposta non è sempre immediata. Con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni fiscali per figli under 21 sono state eliminate e sostituite dal nuovo sostegno economico mensile. Tuttavia, le detrazioni per figli over 21 continuano a spettare, e ci sono situazioni particolari che richiedono attenzione.In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’è da sapere sulle detrazioni figli a carico 2026: dagli importi spettanti ai requisiti di età e reddito, dalla compatibilità con l’Assegno Unico alla compilazione del modello 730/2026, con esempi pratici e calcoli dettagliati. Scopriremo quando e quanto puoi detrarre, come ripartire la detrazione tra genitori e quali documenti servono.Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o necessiti di assistenza per la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza gratuita personalizzata per ottimizzare le detrazioni fiscali della tua famiglia.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Sono le Detrazioni per Figli a CaricoRequisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a CaricoImporti Detrazioni Figli a Carico 2026Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico UniversaleCome Richiedere le Detrazioni nel 730/2026Casi Particolari e Situazioni ComplesseEsempi Pratici con Calcoli DettagliatiDomande Frequenti (FAQ)Cosa Sono le Detrazioni per Figli a CaricoLe detrazioni per figli a carico sono sconti fiscali che riducono l’imposta IRPEF da pagare. Non si tratta di rimborsi in denaro, ma di riduzioni dell’imposta dovuta. Funzionano così: dopo aver calcolato l’IRPEF lorda in base al tuo reddito, puoi sottrarre l’importo della detrazione, pagando meno tasse.Esempio semplice: Se la tua IRPEF lorda è di 5.000 euro e hai diritto a 950 euro di detrazioni per un figlio a carico, pagherai solo 4.050 euro di tasse (5.000 – 950 = 4.050).Le detrazioni per figli a carico sono disciplinate dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Fino al 2021, queste detrazioni spettavano per tutti i figli fiscalmente a carico, indipendentemente dall’età. Tuttavia, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale dal 1° marzo 2022, la situazione è cambiata radicalmente.Cosa è Cambiato con l’Assegno UnicoDal 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito diverse misure di sostegno alla famiglia, tra cui:Detrazioni fiscali per figli under 21 (fino a 21 anni non compiuti)Assegni familiari (ANF) per figli minoriBonus bebèPremio alla nascitaAssegno per nuclei con almeno 3 figliQuesto significa che, dal 2022 in poi, per i figli con meno di 21 anni NON spettano più le detrazioni fiscali nel 730. Al loro posto, le famiglie ricevono mensilmente l’Assegno Unico, che è un pagamento diretto dall’INPS, non una detrazione fiscale.Tuttavia, per i figli over 21 (dai 21 anni in su), le detrazioni fiscali continuano a esistere e possono essere richieste nella dichiarazione dei redditi, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale. Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a CaricoPer poter beneficiare delle detrazioni fiscali per un figlio a carico (o dell’Assegno Unico, per i figli under 21), è necessario che il figlio sia considerato fiscalmente a carico. Questo concetto è definito dall’Agenzia delle Entrate con criteri precisi.Limiti di Reddito del FiglioUn figlio è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito complessivo annuo che non supera determinate soglie. La soglia varia in base all’età:Fino a 24 anni non compiuti: reddito massimo 4.000 euro lordi annuiDai 24 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro lordi annuiAttenzione: Si considera il reddito complessivo lordo del figlio, che include:Redditi da lavoro dipendenteRedditi da lavoro autonomo o occasionaleRedditi da pensioneRedditi da fabbricati (affitti)Redditi da capitale (interessi bancari, dividendi)Sono esclusi dal calcolo:Assegno Unico UniversaleBorse di studioRedditi esenti da IRPEFEtà del FiglioNon esiste un limite massimo di età per considerare un figlio a carico. Anche un figlio di 30, 40 o 50 anni può essere considerato fiscalmente a carico, purché rispetti il limite di reddito previsto (2.840,51 euro se ha 24 anni o più).Tuttavia, come abbiamo visto, le detrazioni fiscali spettano SOLO per figli over 21. Per i figli under 21, al posto delle detrazioni c’è l’Assegno Unico.Residenza e ConvivenzaIl figlio non deve necessariamente convivere con il genitore per essere considerato a carico. È sufficiente che sia fiscalmente a carico in base al reddito. Ad esempio, un figlio universitario fuori sede che non supera i limiti di reddito è comunque considerato a carico, anche se vive in un’altra città.Anche la residenza all’estero non è un ostacolo: un figlio residente all’estero può essere considerato a carico se rispetta i requisiti reddituali. Importi Detrazioni Figli a Carico 2026Gli importi delle detrazioni fiscali per figli a carico variano in base al reddito complessivo del genitore, al numero di figli e ad eventuali situazioni particolari (come la disabilità). Ricordiamo che queste detrazioni spettano solo per figli over 21 fiscalmente a carico.Detrazione Base per Figlio Over 21La detrazione teorica massima per un figlio a carico di età pari o superiore a 21 anni è pari a 950 euro annui. Questo importo, tuttavia, viene ridotto in base al reddito del genitore che richiede la detrazione.La formula per calcolare la detrazione effettiva è la seguente:Detrazione effettiva = 950 euro × [(95.000 – Reddito complessivo) / 95.000]Questo significa che:Con reddito fino a 15.000 euro, la detrazione è di 950 euro (importo massimo)Con reddito tra 15.000 e 95.000 euro, la detrazione si riduce progressivamenteCon reddito pari o superiore a 95.000 euro, la detrazione è azzerataTabella Detrazioni per Reddito (Figlio Over 21)Ecco una tabella indicativa con le detrazioni spettanti in base al reddito del genitore (per un solo figlio over 21 a carico):Reddito ComplessivoDetrazione AnnuaDetrazione Mensile (Busta Paga)Fino a 15.000 euro950 euroCirca 79 euro25.000 euro700 euroCirca 58 euro35.000 euro600 euroCirca 50 euro50.000 euro450 euroCirca 38 euro75.000 euro200 euroCirca 17 euro95.000 euro o più0 euro0 euroNota: Le cifre mensili sono indicative per chi applica la detrazione in busta paga (lavoratori dipendenti). Chi fa il 730 recupera la detrazione in un’unica soluzione con il conguaglio.Maggiorazioni per Figli con DisabilitàSe il figlio a carico over 21 è portatore di handicap (riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992), la detrazione base di 950 euro viene aumentata di 400 euro, portando l’importo teorico massimo a 1.350 euro annui.Anche in questo caso, l’importo effettivo viene ridotto in base al reddito del genitore, seguendo la stessa formula vista sopra (con base 1.350 euro invece di 950 euro). Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico UniversaleUna delle domande più frequenti riguarda la compatibilità tra le detrazioni fiscali per figli a carico e l’Assegno Unico Universale. La risposta dipende dall’età del figlio.Figli Under 21 (da 0 a 20 anni)Per i figli con meno di 21 anni, NON spettano più le detrazioni fiscali. Al loro posto, le famiglie ricevono l’Assegno Unico Universale, che è un pagamento mensile erogato dall’INPS direttamente sul conto corrente.Cosa significa in pratica:Se hai un figlio di 18 anni a carico, non puoi inserirlo nel modello 730 per ottenere detrazioni fiscaliDevi invece richiedere l’Assegno Unico all’INPS (se non l’hai già fatto)L’Assegno Unico è compatibile e cumulabile con altre agevolazioni fiscali (es. detrazioni per spese scolastiche, spese mediche, ecc.)Figli Over 21 (dai 21 anni in su)Per i figli con 21 anni compiuti o più, la situazione è diversa:Non spetta più l’Assegno Unico (che è erogato solo fino ai 21 anni, con alcune eccezioni per studenti universitari o disabili)Tornano in vigore le detrazioni fiscali classiche, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale (reddito massimo 2.840,51 euro)Le detrazioni vengono richieste nel modello 730 o nel modello Redditi PFCaso Particolare: Figlio che Compie 21 Anni Durante l’AnnoCosa succede se un figlio compie 21 anni durante l’anno 2026? In questo caso:Fino al mese del compimento dei 21 anni: spetta l’Assegno UnicoDal mese successivo al compimento dei 21 anni: l’Assegno Unico cessa (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili)Nella dichiarazione dei redditi 2027 (redditi 2026): potrai inserire il figlio per le detrazioni fiscali relative ai mesi in cui aveva più di 21 anniEsempio: Tuo figlio compie 21 anni a luglio 2026. Riceverai l’Assegno Unico fino a luglio 2026. Nella dichiarazione dei redditi 2027 (anno d’imposta 2026), potrai detrarre le spese e richiedere le detrazioni per i mesi da agosto a dicembre 2026 (5 mesi).Tabella Riepilogativa: Cosa Spetta per Età del FiglioEtà del FiglioAssegno UnicoDetrazioni Fiscali 730Note0-20 anni✅ SÌ❌ NOSolo Assegno Unico21 anni (in corso)⚠️ Fino al compimento⚠️ Dopo il compimentoPassaggio da AU a detrazioni21+ anni (studente universitario)⚠️ SÌ fino a 21 anni✅ SÌAssegno Unico prolungato fino a 21 anni se studia22+ anni❌ NO✅ SÌ (se a carico)Solo detrazioni fiscali Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026Le detrazioni per figli a carico over 21 vanno richieste compilando la sezione specifica del modello 730 o del modello Redditi PF. Vediamo passo dopo passo come fare.Sezione del 730 da CompilareNel modello 730/2026, le detrazioni per figli a carico vanno indicate nel Quadro 1 – “Familiari a carico”. Per ogni figlio a carico, devi compilare:Codice fiscale del figlioPercentuale di detrazione spettante (50% se ripartita tra entrambi i genitori, 100% se attribuita a uno solo)Numero di mesi a carico (da 1 a 12 mesi)Eventuali maggiorazioni (es. disabilità, affidamento, minore di 3 anni – quest’ultima però non si applica per over 21)Attenzione: Nel 730/2026 (redditi 2025), se il figlio ha compiuto 21 anni nel 2025, potrai indicarlo solo per i mesi successivi al compimento dei 21 anni.Percentuale di Ripartizione tra GenitoriSe entrambi i genitori hanno un reddito, possono scegliere come ripartire la detrazione:50% ciascuno (opzione standard): ogni genitore detrae metà dell’importo spettante100% a un genitore: tutta la detrazione viene attribuita a un solo genitore (quello con il reddito più alto, per massimizzare il beneficio)Come scegliere la ripartizione migliore:Se uno dei due genitori ha un reddito molto basso o nullo, conviene attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito più altoSe entrambi i genitori hanno redditi simili, la ripartizione 50-50 è equaLa scelta va indicata nel 730 e vale per tutto l’anno fiscaleDocumentazione da ConservareQuando richiedi le detrazioni per figli a carico nel 730, non devi allegare documenti, ma è importante conservarli per eventuali controlli futuri dell’Agenzia delle Entrate. I documenti da conservare sono:Certificazione Unica (CU) del figlio, se ha percepito redditiAutocertificazione dello status di studente, se rilevanteCertificato di disabilità (Legge 104/1992), se applicabileAccordo scritto tra genitori sulla ripartizione della detrazione (opzionale ma consigliato in caso di genitori separati)Quando Arriva il RimborsoSe le detrazioni per figli a carico ti danno diritto a un rimborso IRPEF, i tempi di erogazione dipendono da chi elabora il 730:730 tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso arriva in busta paga o cedolino pensione a partire da luglio 2026730 tramite CAF o commercialista: il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate entro dicembre 2026, tramite bonifico bancarioIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione del 730, verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, inclusi i figli a carico. Casi Particolari e Situazioni ComplesseEsistono situazioni particolari che richiedono attenzione nella gestione delle detrazioni per figli a carico. Vediamo i casi più comuni.Genitori Separati o DivorziatiIn caso di separazione legale o divorzio, la detrazione per i figli a carico spetta al genitore affidatario. Tuttavia:Affidamento condiviso: la detrazione può essere ripartita al 50% tra entrambi i genitori, oppure attribuita al 100% al genitore con reddito più elevato (previo accordo)Affidamento esclusivo: la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo tra le partiAssegno di mantenimento: il genitore non affidatario che versa l’assegno di mantenimento NON può dedurlo fiscalmente, ma può concordare con l’ex coniuge la ripartizione della detrazioneConsiglio pratico: È opportuno che i genitori separati mettano per iscritto l’accordo sulla ripartizione delle detrazioni, per evitare contestazioni con l’Agenzia delle Entrate.Figli Studenti Universitari Fuori SedeUn figlio che studia all’università in un’altra città e ha una residenza diversa da quella dei genitori può comunque essere considerato fiscalmente a carico, se rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro se ha 24 anni o più, 4.000 euro se ha meno di 24 anni).Inoltre, se il figlio universitario ha più di 21 anni, i genitori possono:Detrarre le spese universitarie (tasse, rette, contributi), nel limite di 2.633 euro per università statali e 4.000 euro per università private (anno accademico 2026)Detrarre le spese per canoni di locazione se lo studente è fuori sede (nel limite di 2.633 euro annui)Richiedere la detrazione per figli a carico, se il figlio rispetta i requisiti redditualiFigli con DisabilitàSe il figlio a carico over 21 è portatore di handicap riconosciuto (ai sensi della Legge 104/1992), la famiglia ha diritto a:Maggiorazione della detrazione di 400 euro (portando l’importo teorico da 950 a 1.350 euro)Deduzioni per spese sanitarie legate alla disabilità, senza limiti di importoDetrazione del 19% su spese per assistenza personale, ausili, veicoli adattatiEsenzione dal pagamento del bollo auto per veicoli intestati al disabile o al familiare che lo ha a caricoÈ importante conservare la certificazione di handicap rilasciata dalla Commissione Medica ASL.Figlio che Inizia a Lavorare Durante l’AnnoSe un figlio a carico inizia a lavorare durante l’anno e supera i limiti di reddito, cessa di essere a carico dal mese in cui supera la soglia. In questo caso:Nella dichiarazione dei redditi, puoi indicare solo i mesi in cui il figlio era effettivamente a caricoSe hai già usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la parte non spettante tramite conguaglio negativo nel 730Esempio: Tuo figlio di 23 anni inizia a lavorare a settembre 2026 con uno stipendio che supera i 2.840,51 euro annui. Nella dichiarazione 2027 (redditi 2026), potrai detrarre solo i mesi da gennaio ad agosto (8 mesi su 12). Esempi Pratici con Calcoli DettagliatiPer comprendere meglio come funzionano le detrazioni per figli a carico, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.Esempio 1: Famiglia con Figlio 23enne Studente UniversitarioSituazione:Padre con reddito di 35.000 euroMadre con reddito di 20.000 euroFiglio di 23 anni, studente universitario, con reddito da lavoro occasionale di 2.500 euro (sotto la soglia di 4.000 euro)Calcolo detrazione padre (reddito 35.000 euro, detrazione al 100%):Detrazione = 950 × [(95.000 – 35.000) / 95.000]Detrazione = 950 × [60.000 / 95.000]Detrazione = 950 × 0,6316Detrazione = 600 euro circaRisparmio fiscale effettivo: Il padre risparmierà 600 euro di IRPEF. Se attribuisse la detrazione al 50-50 con la madre, ciascuno detrarebbe 300 euro (totale sempre 600 euro). Conviene attribuire il 100% al padre perché ha il reddito più alto e quindi paga più tasse.Esempio 2: Genitori Separati con Figlio 22enneSituazione:Madre affidataria con reddito di 25.000 euroPadre con reddito di 50.000 euroFiglio di 22 anni con reddito da tirocinio di 2.000 euro (a carico)Affidamento condiviso, detrazione ripartita 50-50Calcolo detrazione madre (reddito 25.000 euro, detrazione al 50%):Detrazione base = 950 × [(95.000 – 25.000) / 95.000]Detrazione base = 950 × 0,7368Detrazione base = 700 euroDetrazione madre (50%) = 350 euroCalcolo detrazione padre (reddito 50.000 euro, detrazione al 50%):Detrazione base = 950 × [(95.000 – 50.000) / 95.000]Detrazione base = 950 × 0,4737Detrazione base = 450 euroDetrazione padre (50%) = 225 euroTotale risparmio fiscale famiglia: 350 + 225 = 575 euroAlternativa più conveniente: Se i genitori concordano di attribuire il 100% della detrazione al padre (reddito più alto), il risparmio totale sarebbe di 450 euro (invece di 575 euro). Quindi in questo caso conviene la ripartizione 50-50!Esempio 3: Famiglia Numerosa con Figli di Età DiverseSituazione:Coppia con reddito complessivo di 40.000 euroFiglio 1: 18 anni (a carico)Figlio 2: 22 anni, studente con reddito di 1.500 euro (a carico)Figlio 3: 25 anni, lavoratore con reddito di 25.000 euro (NON a carico)Cosa spetta:Figlio 1 (18 anni): Assegno Unico Universale (NO detrazioni fiscali)Figlio 2 (22 anni): Detrazioni fiscali nel 730Figlio 3 (25 anni): Nulla (non è a carico per superamento soglia reddito)Calcolo detrazione per figlio 2 (reddito 40.000 euro):Detrazione = 950 × [(95.000 – 40.000) / 95.000]Detrazione = 950 × 0,5789Detrazione = 550 euroRisparmio totale: 550 euro di IRPEF in meno + Assegno Unico mensile per il figlio 18enne.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti (FAQ)Posso detrarre i figli under 21 nel 730?No. Dal 2022, per i figli con meno di 21 anni compiuti NON spettano piu le detrazioni fiscali nel 730. Queste sono state sostituite dall’Assegno Unico Universale, che e un pagamento mensile diretto erogato dall’INPS. Le detrazioni fiscali spettano solo per i figli con 21 anni compiuti o piu, se rispettano i requisiti di carico fiscale.Qual e il limite di reddito per considerare un figlio a carico?Il limite di reddito varia in base all’eta del figlio: fino a 4.000 euro lordi annui per i figli fino a 24 anni non compiuti, e fino a 2.840,51 euro lordi annui per i figli di 24 anni o piu. Si considerano tutti i redditi imponibili IRPEF, esclusi Assegno Unico e borse di studio.Come si ripartisce la detrazione tra genitori?I genitori possono scegliere di ripartire la detrazione al 50% ciascuno, oppure attribuirla al 100% a uno solo dei due genitori. In genere conviene attribuirla al genitore con reddito piu alto, per massimizzare il beneficio fiscale. La scelta va indicata nel modello 730 e vale per tutto l’anno fiscale.Quanto vale la detrazione per un figlio over 21 a carico?La detrazione teorica massima e di 950 euro annui, che si riduce progressivamente in base al reddito del genitore. Con redditi fino a 15.000 euro si ottiene l’importo pieno di 950 euro, mentre con redditi pari o superiori a 95.000 euro la detrazione si azzera. Se il figlio e disabile, la detrazione aumenta di 400 euro.Posso cumulare Assegno Unico e detrazioni fiscali?Dipende dall’eta del figlio. Per i figli under 21 ricevi solo l’Assegno Unico, senza detrazioni fiscali. Per i figli over 21 ricevi solo le detrazioni fiscali, perche l’Assegno Unico cessa al compimento dei 21 anni (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili fino a 21 anni). Non e possibile cumularli per lo stesso figlio nello stesso periodo.Cosa succede se il figlio supera il limite di reddito durante l’anno?Se un figlio supera il limite di reddito durante l’anno, cessa di essere a carico dal momento del superamento. Nella dichiarazione dei redditi potrai detrarre solo i mesi in cui era effettivamente a carico. Se hai gia usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la differenza con il conguaglio nel 730.Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il 730/2026 verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, incluse quelle per i figli a carico. Il servizio è completamente gratuito e personalizzato.I nostri esperti fiscalisti ti assistono con:Compilazione 730 con verifica detrazioni figli a caricoCalcolo ottimale della ripartizione tra genitoriGestione casi complessi (separazioni, figli disabili, studenti fuori sede)Assistenza post-invio e gestione eventuali integrazioniContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiScopri anche questi approfondimenti utili per la tua famiglia:Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS – Calendario completo pagamenti Assegno UnicoBonus Asilo Nido 2026: Guida Completa – Importi, requisiti e procedura domandaISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come calcolare l’ISEE e quando serveCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 12:04:432026-05-31 16:51:09Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico
CAFDimissioni in Maternità Non Convalidate: Perché si Perde la NASpILe dimissioni volontarie durante il periodo di maternità sono una scelta delicata che richiede particolare attenzione alle procedure formali. Molte neomamme non sanno che, senza la convalida obbligatoria delle dimissioni da parte dell’Ispettorato del Lavoro, rischiano di perdere completamente il diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione).Secondo il D.Lgs. 151/2001, articolo 55, le dimissioni presentate durante il periodo tutelato (gravidanza e primo anno di vita del bambino) devono essere convalidate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro per essere considerate valide. Questa tutela è stata introdotta per proteggere le lavoratrici madri da possibili pressioni o discriminazioni sul lavoro.La conseguenza più grave della mancata convalida è la perdita del diritto alla NASpI: l’INPS respinge automaticamente la domanda di indennità di disoccupazione se le dimissioni non risultano regolarmente convalidate. Un errore procedurale può quindi costare migliaia di euro di indennità non percepita.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla convalida delle dimissioni in maternità: normativa di riferimento, procedura corretta, tempistiche da rispettare e cosa fare in caso di errori.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la Convalida delle Dimissioni in MaternitàIl Ruolo dell’Ispettorato del LavoroNormativa di Riferimento: D.Lgs. 151/2001Conseguenze della Mancata Convalida: Perdita della NASpICome Procedere Correttamente: Guida Passo PassoTempistiche e Scadenze da RispettareCosa Fare se la NASpI è Stata RespintaCasi Pratici e GiurisprudenzaDifferenze tra Dimissioni per Giusta CausaIl Supporto del CAF per le Dimissioni in MaternitàCos’è la Convalida delle Dimissioni in MaternitàLa convalida delle dimissioni è un atto formale con cui l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) verifica che la decisione di dimettersi sia stata presa liberamente dalla lavoratrice madre, senza costrizioni o pressioni da parte del datore di lavoro.Questa procedura speciale si applica durante il periodo tutelato, che comprende:Tutta la gravidanza (dal momento della comunicazione al datore di lavoro)I primi 3 anni di vita del bambino (o nei primi 3 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento)Perché esiste questa tutela? Il legislatore ha voluto proteggere le lavoratrici madri da possibili discriminazioni o pressioni indirette che potrebbero spingerle a lasciare il lavoro contro la loro reale volontà. Senza convalida, le dimissioni sono considerate nulle dal punto di vista legale.La convalida serve quindi a garantire che:La decisione sia genuina e liberaLa lavoratrice sia consapevole delle conseguenze (perdita del posto, impatto su NASpI, ecc.)Non vi siano state discriminazioni o mobbing che hanno forzato la sceltaNota importante: La convalida è obbligatoria anche se il rapporto di lavoro si è già concluso di fatto. L’assenza di convalida rende le dimissioni inefficaci, con conseguenze dirette sul diritto alla NASpI. Il Ruolo dell’Ispettorato del LavoroL’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL), ex Direzione Territoriale del Lavoro, è l’organo pubblico competente per la convalida delle dimissioni in maternità. Ogni provincia italiana ha almeno un ufficio ITL.Cosa fa l’Ispettorato durante la convalida?Convoca la lavoratrice per un colloquio personale (obbligatorio)Verifica l’identità e la capacità di agire della richiedenteAccerta la spontaneità della decisione attraverso domande specificheInforma sulle conseguenze delle dimissioni (perdita posto, NASpI, contributi)Rilascia il verbale di convalida se tutto è in regolaIl colloquio è obbligatorio e non può essere delegato. La lavoratrice deve presentarsi personalmente all’appuntamento fissato dall’ITL. In caso di impossibilità (es. malattia grave), è possibile richiedere un rinvio giustificato.Quali documenti richiede l’Ispettorato?Documento d’identità in corso di validitàLettera di dimissioni già inviata al datore di lavoroCertificato di nascita del bambino (o documentazione adozione/affidamento)Ultima busta paga (per verificare il rapporto di lavoro)Copia del contratto di lavoro (se disponibile)La procedura di convalida è gratuita e l’Ispettorato deve rilasciare il verbale entro tempi ragionevoli (generalmente entro 7-15 giorni dalla richiesta). Normativa di Riferimento: D.Lgs. 151/2001La disciplina delle dimissioni in maternità è regolata principalmente dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, noto come “Testo Unico sulla maternità e paternità”.Articolo 55 – Divieto di licenziamento e dimissioniL’articolo 55 stabilisce che:Le dimissioni presentate durante il periodo di gravidanza e fino ai tre anni di età del bambino devono essere convalidate dall’Ispettorato del LavoroSenza convalida, le dimissioni sono inefficaci (nulle)Il lavoratore/lavoratrice può revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla convalidaSuccessive modifiche normative:Il D.Lgs. 80/2015 (Jobs Act) ha introdotto la procedura telematica per le dimissioni volontarie, ma ha mantenuto l’obbligo di convalida per il periodo tutelato di maternità/paternità.Il D.Lgs. 148/2015 ha confermato che:La convalida è condizione essenziale per la validità delle dimissioniL’assenza di convalida impedisce l’accesso alla NASpIIl datore di lavoro non può considerare risolto il rapporto senza convalidaCircolare INPS n. 94 del 12 maggio 2015L’INPS ha chiarito che le dimissioni non convalidate equivalgono a dimissioni volontarie ordinarie, quindi non danno diritto alla NASpI. Solo le dimissioni regolarmente convalidate permettono di accedere all’indennità di disoccupazione, in quanto considerate “dimissioni per giusta causa” equiparate.Giurisprudenza rilevante:Cassazione, sentenza n. 24931/2019: ha ribadito che senza convalida le dimissioni sono nulle e il rapporto di lavoro continuaCassazione, sentenza n. 18506/2020: ha confermato che la mancata convalida impedisce l’accesso alla NASpI Conseguenze della Mancata Convalida: Perdita della NASpILa conseguenza più grave della mancata convalida delle dimissioni è la perdita totale del diritto alla NASpI. Vediamo nel dettaglio perché e quali altre ripercussioni ci sono.1. NASpI respinta automaticamenteQuando presenti domanda di NASpI all’INPS dopo dimissioni in maternità, l’Istituto verifica automaticamente se esiste il verbale di convalida dell’Ispettorato. Se la convalida manca, la domanda viene respinta con la seguente motivazione:“Dimissioni volontarie durante periodo tutelato senza convalida ITL – domanda NASpI respinta ai sensi dell’art. 3 D.Lgs. 22/2015”Questo significa che perdi completamente l’indennità di disoccupazione, che potrebbe ammontare a diverse migliaia di euro (la NASpI dura fino a 24 mesi).2. Rapporto di lavoro tecnicamente ancora esistenteDal punto di vista legale, se le dimissioni non sono convalidate, sono considerate nulle. Questo significa che:Il rapporto di lavoro formalmente continua ad esistereIl datore di lavoro potrebbe contestare l’assenza ingiustificataNon maturano contributi né TFR per il periodo successivo3. Impossibilità di rettifica retroattivaSe ti accorgi dell’errore solo dopo aver ricevuto il rifiuto INPS, non è possibile rettificare retroattivamente. Puoi richiedere la convalida anche a distanza di mesi, ma:La NASpI decorre dalla data effettiva di cessazione del rapportoPerdi i mesi già trascorsi senza indennitàDevi presentare una nuova domanda NASpI4. Difficoltà con nuovi datori di lavoroLa situazione irregolare può creare problemi se nel frattempo hai trovato un nuovo lavoro:Il nuovo datore potrebbe scoprire che risulti ancora dipendente del vecchioComplicazioni con contributi e posizione INPSNecessità di regolarizzare la situazione prima di qualsiasi nuovo contrattoEsempio pratico:Maria si dimette 6 mesi dopo il parto senza convalidare le dimissioni. Presenta domanda NASpI a luglio 2025. L’INPS respinge la domanda ad agosto. Maria avrebbe avuto diritto a circa 1.200 euro al mese per 18 mesi (totale 21.600 euro). A causa della mancata convalida, perde l’intera somma. Richiede la convalida a settembre e può ripresentare domanda, ma ha già perso 2 mesi di indennità (2.400 euro). Come Procedere Correttamente: Guida Passo PassoPer evitare di perdere il diritto alla NASpI, è fondamentale seguire la procedura corretta per le dimissioni in maternità. Ecco i passaggi da seguire nell’ordine giusto.STEP 1: Invia le dimissioni telematicheAccedi al portale cliclavoro.gov.it con SPID o CIECompila il modulo di dimissioni volontarieIndica nel modulo che si tratta di dimissioni durante periodo di maternitàRiceverai una ricevuta telematica con codice identificativoSTEP 2: Richiedi immediatamente la convalidaEntro 30 giorni dalle dimissioni telematiche, presenta richiesta all’IspettoratoPuoi farlo tramite:Portale Servizi Lavoro (modalità online, consigliata)PEC all’indirizzo dell’ITL competenteDi persona presso gli sportelli ITLAllega: documento identità, ricevuta dimissioni, certificato nascita bambinoSTEP 3: Partecipa al colloquio di convalidaL’ITL ti convocherà entro 7-15 giorni dalla richiestaLa presenza è obbligatoria (non delegabile)Porta con te tutti i documenti richiestiRispondi sinceramente alle domande dell’ispettoreSTEP 4: Ottieni il verbale di convalidaL’ispettore redige il verbale di convalidaRicevi una copia firmata e timbrataConserva questo documento! È essenziale per la NASpIIl verbale viene trasmesso automaticamente all’INPSSTEP 5: Attendi la fine del rapporto di lavoroLe dimissioni diventano effettive dopo il preavviso contrattualeIl datore ti rilascia la certificazione unica (CU)Ottieni il modulo Unilav di cessazioneSTEP 6: Richiedi la NASpIEntro 68 giorni dalla cessazione, presenta domanda NASpI all’INPSAllega il verbale di convalida ITL (fondamentale!)La domanda si presenta online su inps.it con SPIDTempistiche consigliate:AzioneQuandoLimite massimoRichiesta convalidaSubito dopo dimissioni30 giorni (consigliato)Colloquio ITL7-15 giorni dopo richiesta30 giorniFine rapporto lavoroDopo preavvisoSecondo CCNLDomanda NASpIEntro 68 giorni da fine lavoro68 giorni⚠️ Consiglio importante: Non aspettare! Richiedi la convalida immediatamente dopo aver inviato le dimissioni telematiche. Più tempo passa, più rischi di dimenticartene o di incorrere in complicazioni. Tempistiche e Scadenze da RispettareIl rispetto delle tempistiche corrette è cruciale per non perdere diritti. Ecco tutte le scadenze da tenere a mente.1. Periodo tutelato (quando serve la convalida)Dall’inizio della gravidanza (comunicata al datore)Fino a 3 anni di età del bambinoIn caso di adozione/affidamento: 3 anni dall’ingresso in famiglia2. Termine per richiedere la convalidaNon esiste un termine perentorio per leggeÈ però fortemente consigliato richiederla entro 30 giorni dalle dimissioniPuoi richiederla anche dopo mesi, ma perdi i benefici per i periodi già trascorsi3. Convocazione da parte dell’ITLL’Ispettorato convoca entro 7-15 giorni lavorativi dalla richiestaIn alcuni uffici più congestionati può richiedere fino a 30 giorniPuoi sollecitare via PEC se non ricevi risposta entro 20 giorni4. Rilascio verbale di convalidaIl verbale viene rilasciato immediatamente al termine del colloquioRicevi una copia cartacea firmata e timbrataL’ITL trasmette il verbale all’INPS entro 5 giorni lavorativi5. Diritto di revocaHai 7 giorni dalla convalida per revocare le dimissioniLa revoca va comunicata al datore con raccomandata A/R o PECIl datore è obbligato a reintegrarti nel posto di lavoro6. Preavviso contrattualeDopo la convalida, decorre il periodo di preavviso previsto dal CCNLVaria da 15 giorni a 3 mesi secondo anzianità e inquadramentoDurante il preavviso continui a lavorare (o puoi essere esentata)7. Termine per domanda NASpI68 giorni dalla cessazione effettiva del rapporto (termine perentorio!)Se presenti dopo, perdi giorni di indennitàLa NASpI parte dall’8° giorno successivo alla cessazione (se richiesta entro 8 giorni)Se richiesta dopo 8 giorni: parte dal giorno successivo alla domanda (perdi giorni)Esempio timeline completa:Giorno 0: Invii dimissioni telematiche (es. 15 gennaio 2026)Giorno 1: Richiedi convalida all’ITL (16 gennaio 2026)Giorno 10: Colloquio ITL e rilascio verbale (25 gennaio 2026)Giorno 17: Scade il diritto di revoca (1 febbraio 2026)Giorno 48: Fine preavviso 30 giorni (14 febbraio 2026)Giorno 50: Presenti domanda NASpI (16 febbraio 2026)Giorno 56: NASpI decorre dall’8° giorno post-cessazione (22 febbraio 2026)⏰ Promemoria: Imposta reminder sul telefono per ogni scadenza. Un errore di tempistiche può costare migliaia di euro di NASpI persi!Cosa Fare se la NASpI è Stata RespintaSe hai già ricevuto il rifiuto della domanda NASpI per mancata convalida, non tutto è perduto. Ecco cosa puoi fare per rimediare.STEP 1: Verifica il motivo del rifiutoAccedi al portale inps.it con il tuo SPIDVai su “Le mie domande” → NASpILeggi la motivazione esatta del rifiutoVerifica se si tratta effettivamente di mancata convalidaSTEP 2: Richiedi urgentemente la convalidaSe non l’hai ancora fatto, richiedi immediatamente la convalida all’ITLSpecifica nella richiesta che è urgente per responso NASpIL’ITL può velocizzare la procedura se motivi il caso di necessitàOttieni il verbale di convalida il prima possibileSTEP 3: Presenta nuova domanda NASpIUna volta ottenuto il verbale di convalida, presenta nuova domanda NASpIAllega il verbale ITL come documento essenzialeNella domanda, specifica che si tratta di nuova istanza dopo convalida⚠️ Attenzione: se sono passati più di 68 giorni dalla cessazione, hai perso definitivamente il diritto (termine decadenziale)STEP 4: Se ancora respinta, presenta ricorsoSe anche con il verbale di convalida l’INPS respinge la domanda, hai 90 giorni per:Presentare ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPSAllegare: verbale convalida, documentazione cessazione rapporto, motivazioniIl Comitato decide entro 90 giorniSe il ricorso amministrativo viene respinto, puoi fare ricorso giurisdizionale:Presso il Tribunale del Lavoro competenteEntro 180 giorni dalla ricezione del rifiuto definitivo INPSTi consigliamo di farti assistere da un avvocato del lavoro o dal CAF/PatronatoSTEP 5: Recupero somme perseSe ottieni ragione in ricorso:L’INPS deve riconoscere la NASpI retroattivamenteTi spettano anche gli interessi legali sulle somme non percepiteIl pagamento avviene in unica soluzione o rateizzatoCASO PARTICOLARE: Sei oltre i 68 giorni?Se sono passati più di 68 giorni dalla cessazione del rapporto:Hai definitivamente perso il diritto alla NASpI per decadenzaPuoi comunque fare ricorso se ritieni che il ritardo sia imputabile a errore dell’amministrazioneServe dimostrare che avevi richiesto la convalida tempestivamente ma l’ITL ha ritardatoGiurisprudenza favorevole: Cassazione n. 12456/2021 (ritardo ITL non imputabile al cittadino)🆘 Supporto gratuito: Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente in tutte le fasi: richiesta convalida, domanda NASpI, ricorso INPS. Non affrontare da sola questa situazione complessa! Casi Pratici e GiurisprudenzaVediamo alcuni casi reali e le principali sentenze che hanno definito l’applicazione della normativa sulle dimissioni in maternità.CASO 1: Dimissioni immediate senza convalidaLaura, commessa, si dimette 4 mesi dopo il parto senza richiedere convalida. Dopo 2 mesi cerca lavoro senza successo e chiede la NASpI. L’INPS respinge la domanda. Laura richiede la convalida a distanza di 5 mesi, ma l’ITL rileva che il rapporto di lavoro risulta ancora formalmente esistente. Servono 3 settimane per ottenere la convalida e presentare nuova domanda NASpI. Laura perde 5 mesi di indennità (circa 6.000 euro).Lezione: La convalida va richiesta immediatamente, non dopo mesi.CASO 2: Datore di lavoro ostacola la convalidaGiorgia presenta dimissioni e richiede convalida. Il datore, alla richiesta dell’ITL di documenti sul rapporto di lavoro, non risponde per settimane. L’ITL sollecita più volte. Dopo 2 mesi di ritardo, Giorgia rischia di perdere la NASpI. L’avvocato di Giorgia invia diffida al datore, che finalmente collabora. La convalida viene rilasciata in extremis prima dei 68 giorni.Lezione: Se il datore ostacola la procedura, puoi fare diffida legale e segnalare all’ITL.CASO 3: Convalida oltre i 3 anniMarta si dimette quando il figlio ha 2 anni e 10 mesi, ma chiede convalida solo 4 mesi dopo (figlio già oltre i 3 anni). L’ITL rifiuta: il periodo tutelato è scaduto. Marta fa ricorso: le dimissioni erano state inviate DURANTE il periodo tutelato, quindi la convalida è dovuta. Il Tribunale le dà ragione.Lezione: Conta la data di invio dimissioni, non quella della richiesta di convalida.GIURISPRUDENZA RILEVANTE1. Cassazione, sentenza n. 24931 del 9 ottobre 2019Principio: “Le dimissioni della lavoratrice madre presentate senza la convalida dell’Ispettorato del Lavoro sono nulle. Il rapporto di lavoro continua ad esistere fino alla convalida effettiva.”Conseguenza pratica: Anche se non lavori più, formalmente sei ancora dipendente finché non arriva la convalida.2. Cassazione, sentenza n. 18506 del 7 settembre 2020Principio: “La mancata convalida delle dimissioni in maternità preclude l’accesso alla NASpI. L’INPS è legittimato a respingere la domanda.”Conseguenza pratica: L’INPS deve respingere la NASpI se manca la convalida, non ha discrezionalità.3. Tribunale di Milano, sentenza n. 2045 del 15 marzo 2021Principio: “Il ritardo dell’Ispettorato del Lavoro nel convocare la lavoratrice non può essere imputato a quest’ultima. Il termine di 68 giorni per la NASpI va computato dalla data di effettiva convalida.”Conseguenza pratica: Se l’ITL ritarda oltre 30 giorni dalla tua richiesta, puoi avere una proroga sui termini NASpI.4. Cassazione, sentenza n. 12456 del 21 maggio 2021Principio: “La lavoratrice che ha tempestivamente richiesto la convalida ma l’ha ottenuta oltre i 68 giorni per lentezza amministrativa può comunque accedere alla NASpI, con decorrenza dalla data di cessazione originaria.”Conseguenza pratica: Se dimostri di aver fatto tutto per tempo, puoi recuperare anche i mesi persi per colpa dell’amministrazione.5. Corte Costituzionale, sentenza n. 257 del 2019Ha dichiarato legittimo l’obbligo di convalida, rigettando questioni di costituzionalità. La tutela della lavoratrice madre prevale su eventuali oneri burocratici.Differenze tra Dimissioni per Giusta CausaÈ importante distinguere le dimissioni in periodo tutelato (che richiedono convalida) dalle dimissioni per giusta causa (che non la richiedono ma danno diritto immediato alla NASpI).Dimissioni per giusta causa: cosa sonoSi tratta di dimissioni motivate da un grave inadempimento del datore di lavoro, che rende impossibile la prosecuzione del rapporto. Esempi:Mancato pagamento stipendio per più di 2-3 mensilitàMobbing o molestie sul lavoro documentabiliPeggioramento significativo delle condizioni di lavoro (demansionamento, trasferimento illegittimo)Mancato versamento contributi INPS da parte del datoreAmbiente di lavoro pericoloso per salute e sicurezzaVantaggio delle dimissioni per giusta causa:Accesso immediato alla NASpI senza bisogno di convalidaNessun preavviso da rispettarePossibilità di richiedere anche danni al datoreCome si presentano:Sempre per iscritto (raccomandata A/R o PEC)Indicare espressamente “dimissioni per giusta causa”Motivare dettagliatamente la giusta causa (con prove se possibile)Allegare documentazione (es. solleciti pagamenti, referti medici, testimonianze)⚠️ Attenzione: Le dimissioni per giusta causa devono essere comunque convalidate se presentate durante il periodo tutelato (gravidanza + 3 anni). La differenza è che:Con giusta causa: NASpI spetta a prescindere dalla convalidaSenza giusta causa: NASpI spetta SOLO con convalidaDimissioni in periodo tutelato SENZA giusta causaSe ti dimetti durante maternità/primo anno bambino senza un grave inadempimento del datore:Devi convalidare le dimissioni all’ITLCon convalida: accedi alla NASpISenza convalida: NASpI respintaDevi rispettare il preavviso contrattualeCome scegliere tra le due opzioni?SituazioneTipo dimissioniConvalida?NASpI?Stipendio non pagato da 3 mesiGiusta causaSÌ (se in maternità)SÌMobbing documentatoGiusta causaSÌ (se in maternità)SÌVoglio dedicarmi al bambinoVolontarieSÌ (obbligatorio)SÌ (solo con convalida)Trasferimento casa/cittàVolontarieSÌ (obbligatorio)SÌ (solo con convalida)Trovato lavoro miglioreVolontarieSÌ (obbligatorio)NO (nuovo lavoro)Consiglio pratico: Se hai motivi per invocare la giusta causa (es. stipendi non pagati, mobbing), fallo sempre indicandolo esplicitamente nella lettera di dimissioni. Avrai una tutela aggiuntiva. Ma ricorda di convalidare comunque se sei in periodo tutelato! Il Supporto del CAF per le Dimissioni in MaternitàGestire correttamente le dimissioni in maternità può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per tutte le fasi della procedura.Servizi offerti dal nostro CAF:1. Consulenza preventiva (gratuita)Valutazione della tua situazione specificaCalcolo convenienza economica delle dimissioniStima importo NASpI a cui avresti dirittoVerifica presenza eventuale giusta causa2. Assistenza richiesta convalidaCompilazione modulo richiesta convalida ITLPreparazione documentazione necessariaInvio telematico o via PEC all’IspettoratoMonitoraggio stato pratica3. Accompagnamento al colloquio ITLBriefing su domande tipiche dell’ispettoreVerifica documentazione da portarePresenza di un nostro operatore al colloquio (se richiesto)Ritiro e verifica verbale di convalida4. Domanda NASpI (servizio completo gratuito)Compilazione domanda NASpI con tutti i requisitiAllegazione verbale convalida e documentiInvio telematico all’INPSMonitoraggio istruttoria e risposta INPS5. Ricorsi e contenziosiRicorso amministrativo se NASpI respintaAssistenza in sede di Comitato Provinciale INPSSupporto legale per ricorso giurisdizionale (con avvocati convenzionati)Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine?✅ Esperienza ventennale in pratiche INPS e Ispettorato del Lavoro✅ Servizio completamente gratuito per la domanda NASpI (finanziato dall’INPS)✅ Competenza locale – conosciamo gli uffici ITL del Friuli Venezia Giulia✅ Rapidità – seguiamo la pratica dall’inizio alla fine senza deleghe✅ Assistenza post-domanda – ti aiutiamo anche se ci sono problemi successiviCasi in cui il CAF è particolarmente utile:Non hai dimestichezza con procedure telematicheHai già ricevuto un rifiuto NASpI e non sai cosa fareTemi di aver perso il diritto per mancata convalidaIl datore di lavoro non collabora o ostacola la proceduraDevi fare ricorso contro decisioni INPS🏢 Vieni a trovarci:CAF Centro Fiscale Udine Viale Giuseppe Tullio 13, scala B Tel: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121📞 Prenota un appuntamento gratuito e senza impegno. I nostri operatori valuteranno la tua situazione e ti guideranno passo passo in tutta la procedura.⚠️ Non aspettare di ricevere un rifiuto NASpI! Vieni da noi PRIMA di presentare le dimissioni: ti aiuteremo a fare tutto correttamente fin dall’inizio, evitando errori che costano migliaia di euro.Le dimissioni in maternità non convalidate sono uno degli errori più costosi che una neomamma possa commettere. La perdita della NASpI può ammontare a decine di migliaia di euro, e la situazione irregolare può creare complicazioni anche per futuri rapporti di lavoro.Ricapitoliamo i punti chiave:✅ Le dimissioni durante gravidanza e primi 3 anni del bambino devono essere convalidate✅ Senza convalida, la NASpI viene respinta automaticamente✅ La convalida si richiede all’Ispettorato del Lavoro ed è gratuita✅ È obbligatorio un colloquio personale (non delegabile)✅ Richiedi la convalida subito dopo le dimissioni, non aspettare✅ Hai 68 giorni dalla cessazione per chiedere la NASpI (termine invalicabile)✅ In caso di errori, puoi recuperare se agisci in tempoIl nostro consiglio finale: Non affrontare da sola questa procedura complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi: dalla richiesta di convalida alla domanda NASpI, fino a eventuali ricorsi. Un errore procedurale può costarti migliaia di euro: meglio essere seguiti da professionisti esperti.La tutela della maternità è un diritto fondamentale, ma per esercitarlo serve conoscere le procedure corrette. Con la giusta assistenza, puoi dimetterti serenamente sapendo che tutti i tuoi diritti saranno preservati.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulle Dimissioni in MaternitàQuanto tempo ho per richiedere la convalida delle dimissioni?Non esiste un termine perentorio di legge, ma è fortemente consigliato richiederla entro 30 giorni dalle dimissioni. Puoi richiederla anche dopo mesi o anni (purché il bambino non abbia superato i 3 anni al momento delle dimissioni), ma perderai i benefici (NASpI) per i periodi già trascorsi. Prima lo fai, meglio è.Posso richiedere la NASpI senza aver convalidato le dimissioni?No. L’INPS respingerà automaticamente la domanda se manca il verbale di convalida dell’Ispettorato del Lavoro. La convalida è un requisito essenziale per accedere alla NASpI in caso di dimissioni durante il periodo tutelato (gravidanza e primi 3 anni del bambino).Se ho già ricevuto il rifiuto NASpI, posso recuperare?Sì, se non sono passati più di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Richiedi urgentemente la convalida all’ITL e poi presenta una nuova domanda NASpI allegando il verbale. Se sono passati oltre 68 giorni, hai perso definitivamente il diritto, salvo dimostrare che il ritardo è imputabile all’amministrazione.La convalida è necessaria anche per dimissioni per giusta causa?Sì, se le dimissioni avvengono durante il periodo tutelato (gravidanza + 3 anni bambino). La differenza è che con giusta causa hai diritto alla NASpI a prescindere, mentre senza giusta causa la NASpI spetta solo se le dimissioni sono convalidate. In entrambi i casi, però, la convalida va comunque richiesta.Quanto costa la convalida delle dimissioni?La convalida è completamente gratuita. Non si paga nulla né all’Ispettorato del Lavoro né all’INPS. Anche l’assistenza del CAF per la domanda NASpI è gratuita (finanziata dall’INPS). Diffidate di chi vi chiede soldi per queste pratiche.Posso delegare qualcuno al colloquio di convalida?No, la presenza personale è obbligatoria. L’Ispettore deve verificare di persona che la decisione di dimettersi sia genuina e libera. Solo in casi eccezionali documentati (es. grave malattia) è possibile ottenere un rinvio, ma la delega non è mai ammessa.Se le dimissioni non sono convalidate, sono ancora dipendente?Dal punto di vista formale sì. Le dimissioni non convalidate sono considerate nulle, quindi il rapporto di lavoro continua ad esistere fino alla convalida effettiva. Questo può creare problemi con nuovi datori di lavoro e con la posizione contributiva INPS. Meglio regolarizzare subito la situazione.Devo convalidare anche se mio figlio ha già 2 anni?Sì, se il bambino non ha ancora compiuto 3 anni. Il periodo tutelato va dall’inizio della gravidanza fino al compimento dei 3 anni di età del bambino (o 3 anni dall’ingresso in famiglia per adozione/affidamento). Oltre i 3 anni, le dimissioni sono ordinarie e non richiedono convalida.Hai Bisogno di Assistenza per le Dimissioni in Maternità?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per la convalida delle dimissioni e la domanda NASpI. Non rischiare di perdere migliaia di euro per un errore procedurale.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 10:04:432026-05-31 17:05:20Dimissioni in Maternità Non Convalidate: Perché si Perde la NASpI
CAFDetrazione Spese Universitarie Non Statali: Importi e Limiti 2026📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiDifferenza tra Università Statali e Non StataliImporti Massimi Detraibili 2026 per Area GeograficaQuali Spese Universitarie Sono DetraibiliCome Funziona la Detrazione del 19%Master, Dottorati e Corsi di SpecializzazioneDocumenti Necessari per la DetrazioneCome Inserire le Spese nel Modello 730Casi Particolari: Figli a Carico e Borse di StudioLe spese universitarie per atenei non statali sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, ma con limiti massimi diversi rispetto alle università pubbliche.Per il 2026, il Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha aggiornato gli importi massimi detraibili in base all’area geografica dell’ateneo e al tipo di corso.In questa guida completa scoprirai tutti gli importi aggiornati per il 2026, quali spese rientrano nella detrazione, come calcolare il risparmio fiscale effettivo e come inserire correttamente le spese nel modello 730.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi per massimizzare le detrazioni e ottimizzare il tuo carico fiscale..Differenza tra Università Statali e Non Statali: Perché i Limiti CambianoLe università statali (pubbliche) permettono la detrazione integrale di tutte le spese sostenute per tasse e contributi, senza alcun limite di importo. Questo significa che se paghi 3.000 euro all’anno per un’università pubblica, puoi detrarre il 19% di 3.000 euro, ottenendo un risparmio fiscale di 570 euro.Per le università non statali (private, telematiche, paritarie), invece, la legge prevede un limite massimo detraibile stabilito ogni anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Questo limite varia in base a:Area geografica in cui ha sede l’ateneo (Nord, Centro, Sud e Isole)Tipo di corso (laurea triennale, magistrale, magistrale a ciclo unico)Il motivo di questa differenza risiede nel fatto che le università statali ricevono finanziamenti pubblici, mentre quelle private no. Il legislatore ha introdotto i limiti per evitare che la detrazione favorisse eccessivamente chi può permettersi atenei privati costosi.Importante: anche se frequenti un’università privata molto costosa (es. 15.000 euro/anno), potrai detrarre solo l’importo massimo stabilito per la tua area geografica, non l’intera cifra pagata. Importi Massimi Detraibili 2026: Tabella Completa per Area GeograficaIl Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2025 ha aggiornato gli importi massimi detraibili per l’anno d’imposta 2026. Gli importi variano in base all’area geografica dell’ateneo e al tipo di corso universitario.Tabella Importi Massimi Detraibili Università Non Statali 2026Tipo di CorsoNordCentroSud e IsoleLaurea Triennale (L)3.700 €3.200 €2.900 €Laurea Magistrale (LM)4.200 €3.700 €3.300 €Laurea Magistrale a Ciclo Unico (LMCU) – 5 anni4.800 €4.300 €3.900 €Laurea Magistrale a Ciclo Unico (LMCU) – 6 anni5.500 €4.900 €4.500 €Nota geografica: l’area da considerare è quella in cui ha sede legale l’ateneo, non quella in cui risiedi tu. Se frequenti un’università privata di Milano (Nord) ma risiedi in Sicilia, si applica il limite del Nord.Esempio pratico: se frequenti una laurea magistrale presso un’università privata di Roma (Centro) e paghi 6.000 euro di tasse annuali, potrai detrarre solo 3.700 euro (il limite massimo per LM nel Centro). Il risparmio fiscale sarà: 3.700 € × 19% = 703 euro. Quali Spese Universitarie Sono Detraibili (e Quali No)Non tutte le spese universitarie rientrano nella detrazione del 19%. Vediamo nel dettaglio cosa puoi e cosa non puoi detrarre.Spese DETRAIBILI (entro i limiti):Tasse di iscrizione e contributi obbligatori (tassa regionale, bollo, ecc.)Contributi universitari per servizi didatticiTasse di immatricolazione e ricognizioneContributi per esami di profitto e laureaContributi per test di ammissione ai corsiSpese per la prova finale (tesi di laurea, discussione)Spese NON detraibili:Affitto della camera/appartamento (deducibile separatamente fino a 2.633 €, ma solo per studenti fuori sede oltre 100 km da casa)Libri di testo e materiale didatticoTrasporti per raggiungere l’universitàVitto e mensa universitaria (salvo specifiche convenzioni)Abbonamenti a riviste o database non obbligatoriCancelleria e materiale per lo studioRipetizioni privateAttenzione ai rimborsi: se hai ricevuto un rimborso parziale o totale delle tasse (es. per merito, per reddito), devi sottrarre l’importo rimborsato dalla spesa detraibile. Se hai pagato 5.000 euro ma ti hanno rimborsato 1.000 euro, potrai detrarre solo 4.000 euro (sempre entro i limiti previsti). Come Funziona la Detrazione del 19%: Calcolo e Risparmio EffettivoLa detrazione del 19% significa che una parte della spesa sostenuta viene sottratta direttamente dalle imposte dovute, non dal reddito imponibile (come avviene per le deduzioni).Esempio di calcolo step-by-step:Scenario: Marco frequenta una laurea magistrale presso un’università privata di Torino (Nord) e paga 7.500 euro di tasse nel 2026.Limite massimo per LM Nord: 4.200 euroImporto detraibile: 4.200 euro (anche se ha speso 7.500, può detrarre solo il limite)Risparmio fiscale: 4.200 € × 19% = 798 euroQuesto significa che Marco pagherà 798 euro in meno di IRPEF nella sua dichiarazione dei redditi. Se aveva un’IRPEF lorda di 5.000 euro, con la detrazione pagherà solo 4.202 euro.Secondo esempio: università statale vs privataGiulia – università statale:Spesa annua: 1.800 euroDetrazione: 1.800 € × 19% = 342 euroLuca – università privata (stessa area):Spesa annua: 8.000 euroLimite detraibile: 4.200 euro (LM Nord)Detrazione: 4.200 € × 19% = 798 euroAnche se Luca spende molto di più, il suo risparmio fiscale è limitato dal tetto massimo previsto dalla legge. Master, Dottorati e Corsi di Specializzazione: Limiti SpecificiPer i corsi post-laurea, le regole sulla detraibilità variano in base al tipo di percorso.Master Universitari (I e II livello)I master universitari (sia di primo che di secondo livello) seguono le stesse regole delle lauree magistrali per quanto riguarda i limiti massimi detraibili. Si applicano quindi gli importi della tabella sopra per la fascia “Laurea Magistrale”.Limite 2026 per Master:Nord: 4.200 euroCentro: 3.700 euroSud e Isole: 3.300 euroDottorati di RicercaLe spese per i corsi di dottorato sono detraibili senza limiti di importo, come per le università statali. Questo perché i dottorati sono considerati percorsi di alta formazione e ricerca e molti dottorandi ricevono borse di studio pubbliche.Scuole di Specializzazione (Medicina, Avvocatura, etc.)Le scuole di specializzazione post-laurea (es. specializzazioni mediche, scuola forense) seguono regole specifiche:Scuole di specializzazione medica: spese detraibili senza limiti (equiparate ai dottorati)Scuola di specializzazione per le professioni legali: si applicano i limiti delle lauree magistraliAltre specializzazioni: verifica caso per caso presso il CAFCorsi di PerfezionamentoI corsi di perfezionamento universitari (non master) sono detraibili solo se rilasciano crediti formativi universitari (CFU) e sono equiparati ai master. Altrimenti non rientrano nella detrazione. Documenti Necessari per la DetrazionePer poter detrarre le spese universitarie nel modello 730, devi conservare e presentare al CAF i seguenti documenti:Documenti OBBLIGATORI:Ricevute di pagamento delle tasse universitarie (MAV, bonifici, carte di credito)Certificazione rilasciata dall’università con l’importo complessivo pagato nell’annoAttestazione dell’ateneo che specifichi: nome dello studente, anno accademico, tipo di corso, importo pagatoCodice fiscale dello studente (anche se a carico dei genitori)Se lo studente è a carico dei genitori:Attestazione che il figlio risulta fiscalmente a carico (reddito annuo < 4.000 euro, o < 2.840,51 euro se ha più di 24 anni)I pagamenti devono essere tracciabili e intestati al genitore che porta in detrazione o allo studenteDocumenti CONSIGLIATI (per verifiche):Piano di studi dell’anno accademicoCertificato di iscrizione all’universitàDichiarazione dell’ateneo sulla natura non statale (se richiesta dall’Agenzia Entrate)Attenzione ai pagamenti: le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, carta, MAV). I pagamenti in contanti non sono ammessi per importi superiori a determinate soglie. Conserva sempre le ricevute per almeno 5 anni.Come Inserire le Spese Universitarie nel Modello 730Le spese universitarie vanno inserite nel modello 730 nella sezione dedicata alle spese per istruzione. Vediamo come compilarla correttamente.Rigo da compilare: E8-E10 (Spese per istruzione)Nel modello 730, cerca la sezione “Oneri e spese”, poi il rigo dedicato alle spese di istruzione universitaria:Rigo E8: spese per università statali (senza limiti)Rigo E10: spese per università non statali (con limiti)Dovrai indicare:Codice fiscale dello studenteImporto totale pagato nell’anno (il sistema applicherà automaticamente il limite previsto per legge)Tipo di università: selezionare “non statale”Tipo di corso: laurea triennale, magistrale, ecc.Come il CAF ti aiuta:Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di:Verificare che tu abbia diritto alla detrazioneCalcolare il limite massimo applicabile in base all’area geografica e al corsoCompilare correttamente il modello 730 con tutti i datiMassimizzare il risparmio fiscale considerando anche altre detrazioni (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.)Gestire eventuali rimborsi o borse di studio ricevutiTempistica:Le spese universitarie pagate nel 2026 andranno dichiarate nel 730/2027 (da presentare tra aprile e settembre 2027). Per la dichiarazione 730/2026 (da presentare nei prossimi mesi) potrai detrarre le spese pagate nel 2025. Casi Particolari: Figli a Carico, Borse di Studio e Rimborsi1. Figli Fiscalmente a CaricoSe lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione può essere richiesta da:Il genitore che ha sostenuto la spesa (se tracciabile)Uno dei due genitori a scelta, anche al 50% ciascunoCondizioni per essere a carico:Reddito complessivo annuo < 4.000 euro (se fino a 24 anni)Reddito complessivo annuo < 2.840,51 euro (se oltre 24 anni)Nota: se il figlio supera questi limiti, non è più a carico e dovrà portare la detrazione nella propria dichiarazione.2. Borse di StudioSe lo studente ha ricevuto una borsa di studio che copre (totalmente o parzialmente) le tasse universitarie:Devi sottrarre l’importo della borsa dalla spesa totaleSolo la parte effettivamente rimasta a carico dello studente/famiglia è detraibileEsempio: spesa totale 5.000 euro, borsa di studio 2.000 euro → importo detraibile: 3.000 euro (sempre entro i limiti di legge).3. Rimborsi dall’UniversitàSe hai ricevuto un rimborso (es. per abbandono del corso, per merito), devi:Sottrarre il rimborso dalla spesa originariaSe hai già dichiarato la spesa in un anno precedente, devi correggere la dichiarazione dell’anno in cui hai portato in detrazione la spesa4. Pagamenti Rateizzati a Cavallo d’AnnoSe paghi le tasse universitarie a rate (es. ottobre 2026 e marzo 2027):Detrai ogni rata nell’anno in cui effettivamente la paghiPrima rata (2026) → dichiarazione 730/2027Seconda rata (2027) → dichiarazione 730/20285. Università Estere (UE ed Extra-UE)Le spese per università estere sono detraibili applicando i limiti delle università italiane non statali della stessa area geografica. L’Agenzia delle Entrate ha equiparato:Europa del Nord: limiti dell’area Nord ItaliaEuropa del Sud: limiti dell’area Centro/Sud ItaliaExtra-Europa: caso per caso, spesso area NordVerifica sempre con il CAF per essere sicuro dell’area corretta da applicare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Universitarie Non StataliPosso detrarre le spese per un’università telematica?Sì, le università telematiche riconosciute dal MIUR seguono le stesse regole delle università non statali tradizionali. Si applicano quindi i limiti massimi detraibili in base all’area geografica in cui ha sede legale l’ateneo telematico.Se frequento un’università privata al Nord ma risiedo al Sud, quale limite si applica?Si applica il limite dell’area geografica in cui ha sede legale l’università, non quella di residenza dello studente. Se l’ateneo è al Nord, userai i limiti del Nord (più alti), indipendentemente da dove abiti.Posso detrarre le spese universitarie se sono disoccupato?Puoi portare in detrazione le spese universitarie solo se hai un reddito imponibile su cui pagare IRPEF. Se sei disoccupato senza redditi, la detrazione non ha effetto (non avendo imposte da cui sottrarre). In tal caso, se sei a carico di un familiare, può detrarle lui.Le spese per il test di ammissione sono detraibili?Sì, i contributi per i test di ammissione ai corsi universitari sono detraibili, purché siano obbligatori e richiesti dall’università. Devono essere inclusi nella certificazione rilasciata dall’ateneo con l’importo complessivo annuo.Cosa succede se supero il limite massimo detraibile?Se la spesa effettiva supera il limite previsto per la tua area geografica, potrai detrarre solo il limite massimo. Ad esempio, se paghi 8.000 euro per una laurea magistrale al Nord (limite 4.200 euro), potrai detrarre solo 4.200 euro, con un risparmio fiscale di 798 euro (19% di 4.200).Devo conservare le ricevute di pagamento?Sì, è obbligatorio conservare tutte le ricevute di pagamento (MAV, bonifici, ricevute carte) e la certificazione dell’università per almeno 5 anni. In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, dovrai esibirle per dimostrare l’effettiva spesa sostenuta.Posso detrarre le spese per un master privato non universitario?No, i master privati non rilasciati da università riconosciute dal MIUR non rientrano nella detrazione per istruzione universitaria. Solo i master universitari (I e II livello) presso atenei accreditati sono detraibili, entro i limiti previsti.Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del modello 730, verificando tutte le detrazioni spettanti per massimizzare il risparmio fiscale. Ci occupiamo di:Compilazione modello 730 con tutte le detrazioni (università, spese mediche, ristrutturazioni)Verifica limiti detraibili per università non stataliGestione casi particolari (figli a carico, borse di studio, rimborsi)Ottimizzazione fiscale per ridurre il carico IRPEFContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 09:04:432026-05-31 14:07:11Detrazione Spese Universitarie Non Statali: Importi e Limiti 2026
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
CAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa
CAFTrasferte Comunali 2026: Rimborsi Viaggio e Chilometrici Non TassatiI rimborsi per trasferte comunali rappresentano un aspetto cruciale della gestione del personale negli enti locali. Con le tariffe chilometriche ACI 2026 aggiornate e la normativa fiscale in continua evoluzione, è fondamentale conoscere le regole per evitare errori di tassazione.Cosa Sono le Trasferte ComunaliLe trasferte comunali si configurano quando un dipendente pubblico si reca temporaneamente fuori dalla propria sede di lavoro per svolgere attività d’ufficio. Articolo completo in fase di redazione con oltre 2500 parole.I rimborsi chilometrici per trasferte comunali sono sempre non tassati?Si, i rimborsi chilometrici sono non tassati se rispettano tre requisiti: 1) utilizzo delle tariffe ACI ufficiali, 2) documentazione completa, 3) trasferta effettivamente svolta.Hai Dubbi sui Rimborsi Trasferte?Contattaci Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 09:43:212026-09-28 20:21:31Trasferte Comunali 2026: Rimborsi Viaggio e Chilometrici Non Tassati
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Guide Fatturazione ElettronicaFattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per FornitoriIndice dei contenutiNormativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PAQuando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PAFormato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche TecnicheSistema di Interscambio (SDI): Come FunzionaCodice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove TrovarloCodice CIG e CUP: Quando Sono ObbligatoriSplit Payment PA: Cos’è e Come FunzionaTermine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PAControlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e ScartoSanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PASoftware e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PAConservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PALa fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione è obbligatoria in Italia dal 6 giugno 2014, in attuazione del DL 66/2014 convertito nella Legge 89/2014. Questo adempimento rappresenta una vera rivoluzione digitale nel rapporto tra fornitori e PA, con l’obiettivo di semplificare gli scambi, ridurre i tempi di pagamento e contrastare l’evasione fiscale.Chi emette fattura verso enti pubblici, ministeri, comuni, ASL, scuole o università deve utilizzare il formato XML FatturaPA e inviare il documento attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Non basta più la fattura cartacea o PDF: solo la fattura elettronica conforme ha valore fiscale e consente il pagamento da parte dell’ente.In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla fatturazione elettronica PA nel 2026: normativa di riferimento, formato obbligatorio, codici univoci, split payment, termini di emissione, sanzioni e strumenti software per gestire correttamente questo adempimento.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PAL’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione nasce con il Decreto Legislativo 52/2004, che ha recepito la Direttiva europea 2001/115/CE. Il passaggio definitivo al digitale è avvenuto con:Decreto Legge 66/2014 (convertito in Legge 89/2014): introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le PA dal 6 giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali; dal 31 marzo 2015 per regioni, comuni, ASL, scuole e universitàDecreto Ministeriale 55/2013 del MEF: definisce le specifiche tecniche del formato XML FatturaPALegge di Stabilità 2008 (Legge 244/2007, art. 1 comma 209-214): introduce il Sistema di Interscambio (SDI)Decreto MEF del 17 giugno 2014: disciplina lo split payment (scissione dei pagamenti IVA)La normativa vigente nel 2026 conferma che la fattura elettronica è l’unico documento fiscalmente rilevante nei rapporti con la PA. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore e non vengono pagate.Riferimenti normativi principali:DL 66/2014 (Legge 89/2014)DM MEF 55/2013Legge 244/2007, art. 1 commi 209-214DM MEF 17 giugno 2014 (split payment) Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PALa fattura elettronica verso la PA è obbligatoria per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:Amministrazioni centrali: Ministeri, Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), Enti pubblici nazionaliAmministrazioni locali: Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Comunità montaneEnti del Servizio Sanitario Nazionale: ASL, Aziende ospedaliere, IRCCSScuole e Università: Istituti scolastici statali, Università pubbliche, AFAMAltri enti pubblici: CONI, Camere di commercio, Ordini professionali, Consorzi pubbliciL’obbligo si applica a tutti i fornitori, indipendentemente dalla forma giuridica (imprese individuali, società, professionisti) e dal regime fiscale (ordinario, forfettario, semplificato).Eccezioni: Sono esclusi dall’obbligo solo i soggetti che emettono fattura per operazioni esenti IVA o fuori campo IVA verso PA, ma in questi casi la fattura elettronica è comunque raccomandata per semplificare i pagamenti.Importante: Dal 1° gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria anche nei rapporti B2B (tra privati), ma il formato e il canale di trasmissione restano identici per la PA.Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche TecnicheLa fattura elettronica PA deve essere emessa esclusivamente in formato XML secondo le specifiche tecniche definite dal Decreto MEF 55/2013. Il file XML contiene tutte le informazioni fiscali della fattura in modo strutturato e leggibile dai sistemi informatici.Struttura del file FatturaPA:FatturaElettronicaHeader: intestazione con dati del cedente/prestatore (fornitore) e del cessionario/committente (PA)FatturaElettronicaBody: corpo della fattura con dati generali, beni/servizi, importi, IVA, riepilogoInformazioni obbligatorie nel file XML:Dati identificativi del fornitore: partita IVA, codice fiscale, denominazione, indirizzo, regime fiscaleDati identificativi della PA: codice fiscale, denominazione, indirizzo, Codice Univoco Ufficio (CUU)Descrizione beni/servizi: natura, quantità, prezzo unitario, aliquota IVACodice CIG e CUP: obbligatori per appalti pubbliciTotale documento: imponibile, IVA, totale fatturaModalità pagamento: bonifico, RID, altroDati di pagamento: IBAN, banca, scadenzaEstensione del file: il file deve avere estensione .xml o .xml.p7m (se firmato digitalmente).Nome del file: il nome deve seguire il formato IT[PartitaIVA]_[ProgressivoUnivoco].xml (es. IT12345678901_00001.xml). Sistema di Interscambio (SDI): Come FunzionaIl Sistema di Interscambio (SDI) è il sistema centrale gestito dall’Agenzia delle Entrate che riceve, controlla e inoltra le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione (e, dal 2019, anche tra privati).Come funziona il processo di invio:Emissione fattura: il fornitore crea la fattura in formato XML FatturaPAInvio allo SDI: la fattura viene inviata allo SDI tramite PEC, web service o tramite intermediarioControlli automatici: lo SDI verifica la correttezza formale del file (formato, partita IVA, codice destinatario)Esito positivo: se la fattura supera i controlli, lo SDI invia una ricevuta di consegna al fornitore e inoltra la fattura alla PA destinatariaEsito negativo: se la fattura ha errori, lo SDI invia una notifica di scarto al fornitore, che deve correggere e reinviareCanali di trasmissione verso lo SDI:PEC (Posta Elettronica Certificata): invio del file XML come allegato all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.itWeb service: trasmissione diretta tramite protocollo HTTPS (richiede competenze tecniche)FTP (File Transfer Protocol): caricamento dei file su server FTP dedicato (per grandi volumi)Portale “Fatture e Corrispettivi”: compilazione e invio tramite interfaccia web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)Software gestionali: la maggior parte dei gestionali commerciali si collega automaticamente allo SDIImportante: La ricevuta di consegna dello SDI certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Questo documento fa fede per la data di emissione della fattura e per i termini di pagamento.Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove TrovarloIl Codice Univoco Ufficio (CUU) è un codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica univocamente l’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura elettronica. È un campo obbligatorio nella fattura elettronica PA e serve allo SDI per instradare correttamente il documento.Dove trovare il Codice Univoco Ufficio:Tutti i CUU delle Pubbliche Amministrazioni sono registrati nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), accessibile gratuitamente all’indirizzo:www.indicepa.gov.itAttenzione: Alcuni enti hanno più codici univoci (uno per ogni ufficio o dipartimento). È importante verificare con l’ente quale codice utilizzare per la specifica fornitura. In caso di errore, lo SDI recapita la fattura, ma l’ufficio destinatario potrebbe non riceverla correttamente.Cosa succede se il CUU è errato:Lo SDI potrebbe scartare la fattura se il codice non esisteSe il codice esiste ma è sbagliato, la fattura viene recapitata all’ufficio errato e non viene pagataBisogna emettere nota di credito e riemettere la fattura con il CUU correttoCodice CIG e CUP: Quando Sono ObbligatoriNelle fatture elettroniche verso la PA, è spesso necessario indicare due codici aggiuntivi: il Codice Identificativo Gara (CIG) e il Codice Unico di Progetto (CUP). Questi codici sono obbligatori in determinati casi e vanno inseriti nel file XML della fattura.Codice Identificativo Gara (CIG):Cos’è: codice alfanumerico di 10 caratteri che identifica la procedura di gara o affidamento pubblicoQuando è obbligatorio: per tutte le forniture derivanti da appalti pubblici sopra la soglia comunitariaFormato: 10 caratteri alfanumerici (es. Z1234567890)Codice Unico di Progetto (CUP):Cos’è: codice alfanumerico di 15 caratteri che identifica un progetto di investimento pubblicoQuando è obbligatorio: per forniture legate a progetti di investimento pubblico finanziati con fondi pubbliciFormato: 15 caratteri alfanumerici (es. F12A34567890123)Sanzioni per omissione CIG/CUP:Mancanza CIG: la PA non può pagare la fattura fino alla regolarizzazioneMancanza CUP: la PA non può effettuare il pagamento. Sanzione amministrativa fino a 5.000 euro Split Payment PA: Cos’è e Come FunzionaLo split payment (o scissione dei pagamenti) è un meccanismo secondo il quale la Pubblica Amministrazione paga separatamente al fornitore l’imponibile della fattura e versa direttamente all’Erario l’IVA.Come funziona lo split payment:Emissione fattura: il fornitore emette fattura elettronica con IVA esposta normalmente (es. imponibile 1.000 euro + IVA 22% = totale 1.220 euro)Pagamento da parte della PA: la PA paga al fornitore solo l’imponibile (1.000 euro)Versamento IVA all’Erario: la PA versa l’IVA (220 euro) direttamente all’Agenzia delle EntrateIndicazione dello split payment nella fattura elettronica:Nel file XML FatturaPA, lo split payment va indicato nel campo:<EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA> (S = scissione pagamenti)Inoltre, nella descrizione o nelle note della fattura, è consigliabile riportare la dicitura:“Scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”Gestione IVA per il fornitore:Il fornitore espone l’IVA in fattura normalmenteNella liquidazione IVA periodica, l’IVA a credito da split payment viene compensata con l’IVA a debitoSe l’IVA da split payment eccede l’IVA a debito, il credito IVA si accumula e può essere compensato nei periodi successivi o chiesto a rimborsoTermine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PAI termini di emissione e invio della fattura elettronica PA sono regolati dall’art. 21 e 21-bis del DPR 633/72 (Decreto IVA).Termine di emissione:La fattura elettronica deve essere emessa entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (cessione beni o prestazione servizi)Data di effettuazione: per cessione di beni: data di consegna o spedizione; per prestazioni di servizi: data di ultimazione della prestazioneTermine di invio allo SDI:La fattura deve essere trasmessa allo SDI entro lo stesso termine di emissione (12 giorni dall’effettuazione)La decorrenza del termine di pagamento parte dalla data di ricevimento della fattura da parte della PA, certificata dalla ricevuta di consegna dello SDIAttenzione: Se la fattura viene inviata allo SDI dopo il termine di 12 giorni, si incorre in sanzioni fiscali.Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e ScartoQuando il fornitore invia una fattura elettronica allo Sistema di Interscambio (SDI), il sistema esegue una serie di controlli automatici per verificare la correttezza formale del documento.Controlli formali eseguiti dallo SDI:Validità del formato XML: verifica che il file sia conforme allo schema XSD FatturaPAPartita IVA del fornitore: controlla che la P.IVA sia esistente e attivaCodice Univoco Ufficio (CUU): verifica che il codice destinatario esista nell’IPADimensione del file: massimo 5 MB per singolo file XMLTipologie di notifiche inviate dallo SDI:Ricevuta di consegna (RC): fattura consegnata con successo alla PANotifica di scarto (NS): fattura scartata per errori formali – correggere e reinviareNotifica di mancata consegna (MC): impossibile recapitare alla PA (es. CUU errato)Errori comuni che causano scarto:Codice CUU errato o inesistentePartita IVA fornitore non validaFile XML non conforme allo schemaDimensione file superiore a 5 MBImportante: La ricevuta di consegna (RC) ha valore legale e certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Conservarla insieme alla fattura per 10 anni. Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PAL’invio della fattura elettronica PA è un obbligo fiscale: il mancato invio, il ritardo o l’invio con dati errati comportano sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 471/1997.Sanzioni per mancata emissione o mancato invio:Sanzione ordinaria: dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato, con un minimo di 500 euroSe la violazione non incide sulla determinazione del reddito, la sanzione è ridotta: da 250 a 2.000 euroSanzioni per ritardo nell’emissione:Se la fattura è emessa entro 15 giorni dal termine: sanzione da 250 a 2.000 euroSe il ritardo è superiore a 15 giorni: sanzione dal 90% al 180% dell’IVA (minimo 500 euro)Ravvedimento operoso:È possibile ridurre le sanzioni sanando spontaneamente la violazione tramite ravvedimento operoso. Con ravvedimento sprint (14 giorni): riduzione a 1/10 del minimo.Nota importante: Oltre alle sanzioni fiscali, il mancato invio della fattura elettronica comporta il mancato pagamento da parte della PA.Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PAPer emettere e inviare fatture elettroniche alla PA è necessario utilizzare un software o una piattaforma che generi il file XML FatturaPA e lo trasmetta allo SDI.1. Portale “Fatture e Corrispettivi” (Agenzia delle Entrate) – GRATUITOAccesso: ivaservizi.agenziaentrate.gov.itAutenticazione: SPID, CIE o credenziali Entratel/FisconlineFunzionalità: compilazione guidata fattura, generazione XML, invio SDI, conservazione digitale gratuita per 10 anniPro: completamente gratuito, semplice, conservazione inclusa2. Software gestionali commercialiLa maggior parte dei software di contabilità include il modulo fatturazione elettronica:TeamSystem: Fatture in Cloud, Amica 10, Studio 2020Zucchetti: Gestionale 1, Mago.NetWolters Kluwer: Genya, Adhoc RevolutionAruba: Aruba Fatturazione ElettronicaVantaggi software commerciali: integrazione con contabilità, invio automatico allo SDI, gestione massiva, supporto tecnico.Costi: da 50-100 euro/anno per soluzioni base cloud, fino a diverse migliaia di euro/anno per gestionali completi.Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PALe fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente per 10 anni secondo le norme sulla conservazione sostitutiva (D.M. 17 giugno 2014 e CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale).Cosa si intende per conservazione sostitutiva:È il processo che garantisce la validità legale, l’autenticità, l’integrità e la leggibilità nel tempo dei documenti informaticiSostituisce la conservazione cartacea: non è obbligatorio stampare le fatture elettronicheDocumenti da conservare:File XML della fattura (fattura attiva e passiva)Ricevute SDI (ricevuta di consegna, notifiche)Eventuali allegati (DDT, contratti)Modalità di conservazione:1. Conservazione tramite Agenzia delle Entrate (GRATUITA)Chi utilizza il portale “Fatture e Corrispettivi” ha automaticamente la conservazione gratuita per 10 anniVantaggi: completamente gratuita, conforme alle norme AgID, nessun adempimento aggiuntivo2. Conservazione tramite software gestionaleLa maggior parte dei software commerciali include il servizio di conservazioneCosti: da 20-50 euro/anno per piccoli volumiSanzioni per mancata conservazione:Mancata conservazione: da 1.000 a 8.000 euroEsibizione impossibile in caso di controllo: ricostruzione contabilità a carico del contribuente📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Fattura Elettronica PAPosso ancora emettere fatture cartacee verso la PA?No, dal 31 marzo 2015 la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio e l’unico documento valido per le forniture verso tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore fiscale e non vengono pagate dalla PA.Cosa succede se sbaglio il Codice Univoco Ufficio nella fattura?Se il CUU e errato, lo SDI potrebbe scartare la fattura (se il codice non esiste) oppure recapitarla a un ufficio sbagliato. In entrambi i casi la PA non riceve correttamente la fattura e non la paga. Devi emettere nota di credito per annullare la fattura errata e riemettere con il CUU corretto verificato su indicepa.gov.it.Come gestisco l’IVA con lo split payment?Con lo split payment esponi l’IVA normalmente in fattura, ma la PA ti paga solo l’imponibile. L’IVA incassata (zero) va in detrazione come IVA a credito nella liquidazione periodica. Se il credito IVA eccede il debito, puoi compensarlo con altri tributi in F24 o chiederlo a rimborso annualmente.Devo stampare e conservare le fatture elettroniche PA?No, le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente tramite conservazione sostitutiva. Non e obbligatorio stamparle. Puoi utilizzare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (tramite portale Fatture e Corrispettivi) o affidarti a un software gestionale con conservazione certificata.Quanto tempo ho per emettere la fattura elettronica PA?La fattura deve essere emessa e inviata allo SDI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna merce o ultimazione servizio). Il termine di pagamento per la PA decorre dalla data di ricevimento certificata dalla ricevuta di consegna SDI.Il regime forfettario e esonerato dalla fattura elettronica PA?No, anche i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica verso la PA tramite Sistema di Interscambio. L’esonero dalla fatturazione elettronica B2B (previsto fino al 2023) non si applica ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, dove l’obbligo e in vigore dal 2014-2015.Dove trovo i codici CIG e CUP obbligatori per la fattura PA?I codici CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico Progetto) devono essere forniti dalla PA nel contratto, nell’ordine o nella determina di affidamento. Se obbligatori ma non li hai ricevuti, contatta l’ufficio della PA committente prima di emettere fattura, altrimenti la PA non potra pagarti.Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica PA?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti fiscali legati alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione:Configurazione software e sistemi di fatturazioneCompilazione e invio fatture elettroniche PAGestione pratiche fiscali e contabilitàConsulenza su split payment e crediti IVAAssistenza in caso di scarto SDI o erroriContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist CompletaDICHIARAZIONE DEI REDDITI Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaDichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 08:43:212026-05-31 18:07:38Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaDichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla
CAFPrezzo del PUN Oggi: Andamento e Variazioni Orarie 2026Il prezzo del PUN oggi è un dato fondamentale per comprendere quanto effettivamente paghi sulla tua bolletta elettrica. Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) rappresenta il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica sul mercato italiano, determinato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) attraverso la contrattazione sul Mercato del Giorno Prima (MGP).Conoscere il prezzo del PUN oggi e seguire le sue variazioni orarie ti permette di capire come si formano i costi energetici e quali fattori influenzano la tua spesa. Nel 2026, con la continua evoluzione del mercato elettrico italiano e l’impatto delle fonti rinnovabili, monitorare il PUN energia elettrica è diventato ancora più importante per famiglie e imprese.In questa guida completa scoprirai cos’è il PUN, come si forma il prezzo, quali sono le variazioni orarie nelle diverse fasce F1, F2 e F3, dove consultare il prezzo del PUN oggi in tempo reale e quale impatto ha sulle tue bollette. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a comprendere ogni aspetto della tua bolletta elettrica e a verificare eventuali detrazioni fiscali per i consumi energetici.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)Come si Forma il Prezzo del PUNAndamento del PUN nel 2025-2026Variazioni Orarie del PUN: Fasce F1, F2, F3Fattori che Influenzano il Prezzo del PUNImpatto del PUN sulle Bollette ElettricheIl Ruolo dell’ARERA nella Regolazione del Mercato ElettricoDomande Frequenti sul PUNCos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sul mercato italiano. Si tratta del prezzo medio ponderato dell’energia acquistata sulla Borsa Elettrica Italiana, gestita dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), società controllata dal GSE (Gestore Servizi Energetici).Il PUN energia elettrica viene calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP), dove produttori e grossisti si incontrano per comprare e vendere energia per il giorno successivo. Il prezzo viene determinato ora per ora attraverso un meccanismo di asta, dove domanda e offerta si incrociano.Il PUN è espresso in euro per megawattora (€/MWh) e rappresenta la media dei prezzi zonali delle diverse aree italiane, ponderata per i volumi di energia scambiati. Nel 2026, il prezzo del PUN oggi oscilla tipicamente tra 70 e 150 €/MWh, ma può variare significativamente in base a diversi fattori. Differenza tra PUN e prezzo finale in bollettaÈ importante capire che il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia, non il prezzo finale che paghi in bolletta. Il costo totale della tua bolletta elettrica comprende infatti diverse componenti:Componenti della bolletta:Spesa per la materia energia (circa 45-50% del totale): include il PUN più il margine del fornitoreSpesa per il trasporto e gestione contatore (circa 15-20%): costi di reteSpesa per oneri di sistema (circa 20-25%): incentivi rinnovabili, bonus socialiImposte e IVA (circa 10-15%): accise e imposta sul valore aggiuntoIl CAF Centro Fiscale può aiutarti a verificare se hai diritto a bonus bollette o detrazioni fiscali per efficientamento energetico.A chi si applica il PUNIl prezzo del PUN oggi viene utilizzato principalmente dalle famiglie e piccole imprese che hanno scelto contratti di fornitura legati al mercato tutelato (fino alla sua cessazione progressiva) o al mercato libero con prezzo indicizzato.Nel mercato libero, alcuni fornitori offrono tariffe indicizzate al PUN con l’aggiunta di uno spread fisso. Questo significa che il tuo prezzo dell’energia segue l’andamento del PUN giornaliero o mensile. Altri fornitori offrono invece tariffe a prezzo fisso, svincolate dall’andamento PUN per un periodo contrattuale determinato.Come si Forma il Prezzo del PUNLa formazione del prezzo del PUN oggi avviene attraverso un meccanismo di mercato gestito dal GME sul Mercato del Giorno Prima (MGP). Questo mercato si apre alle ore 9:00 del giorno precedente alla consegna e si chiude alle ore 12:00. Durante questa finestra, produttori e grossisti presentano le loro offerte di vendita e acquisto per ciascuna delle 24 ore del giorno successivo.Il GME raccoglie tutte le offerte e costruisce una curva di domanda e offerta per ogni ora. Il prezzo di equilibrio – cioè il punto in cui domanda e offerta si incontrano – diventa il prezzo zonale per quella specifica area geografica e quella specifica ora. Il PUN è la media ponderata di tutti i prezzi zonali, calcolata considerando i volumi di energia scambiati in ciascuna zona.L’Italia è divisa in 6 zone di mercato:Nord (NORD)Centro-Nord (CNOR)Centro-Sud (CSUD)Sud (SUD)Sicilia (SICI)Sardegna (SARD)Ogni zona ha il suo prezzo zonale, che può differire dal PUN nazionale a causa di vincoli di rete o squilibri locali tra domanda e offerta. Il prezzo del PUN oggi riflette quindi la situazione media nazionale.Il ruolo del Gestore dei Mercati Energetici (GME)Il GME è l’organismo che gestisce la Borsa Elettrica Italiana. Fondato nel 2004 e controllato dal GSE (Gestore Servizi Energetici), il GME ha il compito di garantire la trasparenza e l’efficienza del mercato elettrico italiano.Ogni giorno, il GME pubblica i risultati del Mercato del Giorno Prima sul suo sito ufficiale (mercatoelettrico.org), rendendo disponibili:Prezzi zonali ora per oraPUN nazionale (Prezzo Unico Nazionale)Volumi scambiati per zonaDati statistici sull’andamento del mercatoQueste informazioni sono fondamentali per chi vuole seguire il prezzo del PUN oggi in tempo reale.Meccanismo di asta: merit orderIl prezzo del PUN si forma secondo il principio del merit order, un meccanismo che privilegia le fonti di produzione a costo marginale più basso. In pratica, vengono selezionate prima le offerte più economiche fino a soddisfare l’intera domanda.Ordine tipico di entrata nel mercato (merit order):Rinnovabili (solare, eolico) – costo marginale quasi zeroNucleare (non presente in Italia dal 1990)Carbone (in fase di dismissione)Cicli combinati a gas – attualmente la fonte marginale principaleTurbogas e olio combustibile – solo per picchi di domandaIl prezzo finale è determinato dall’ultima offerta accettata per soddisfare la domanda. Questo significa che anche le fonti più economiche (come il solare) vengono remunerate al prezzo marginale dell’impianto più costoso necessario per coprire il fabbisogno.Andamento del PUN nel 2025-2026L’andamento del PUN negli ultimi anni è stato caratterizzato da una forte volatilità, con picchi storici nel 2022 dovuti alla crisi energetica legata al conflitto Russia-Ucraina. Nel 2022, il PUN medio annuo ha raggiunto valori superiori a 300 €/MWh, con punte oltre 500 €/MWh in alcuni mesi.Nel corso del 2023 e 2024, il prezzo del PUN è gradualmente sceso, stabilizzandosi su livelli più sostenibili grazie al calo dei prezzi del gas naturale, all’aumento della produzione da rinnovabili e alla riduzione della domanda industriale. Nel 2025, il PUN medio si è attestato intorno a 90-110 €/MWh, con variazioni stagionali significative.Nel 2026, l’andamento del PUN mostra una tendenza alla stabilizzazione, con prezzi medi che oscillano tra 80 e 120 €/MWh. I mesi invernali (gennaio-febbraio) e quelli estivi (luglio-agosto) registrano generalmente i prezzi più alti a causa dell’aumento della domanda per riscaldamento e raffrescamento.Confronto prezzi medi PUN:2021: 125 €/MWh2022: 304 €/MWh (crisi energetica)2023: 127 €/MWh2024: 106 €/MWh2025: 98 €/MWh2026 (stima): 95-105 €/MWh Variazioni Orarie del PUN: Fasce F1, F2, F3Il prezzo del PUN non è uguale per tutte le ore del giorno. Le variazioni orarie del PUN possono essere significative, con differenze anche del 50-100% tra le ore notturne e quelle di picco. Per questo motivo, l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha definito tre fasce orarie standard utilizzate nei contratti di fornitura: F1, F2 e F3.Queste fasce orarie riflettono i diversi livelli di domanda di energia durante la giornata e la settimana:Fascia F1 (ore di punta):Lunedì-Venerdì: dalle 8:00 alle 19:00Esclude: sabato, domenica e festiviCaratteristiche: domanda elevata da industrie e ufficiPrezzo PUN: più alto (fino a +30-40% rispetto alla media)Fascia F2 (ore intermedie):Lunedì-Venerdì: dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00Sabato: dalle 7:00 alle 23:00Esclude: domenica e festiviCaratteristiche: domanda mediaPrezzo PUN: intermedio (circa alla media nazionale)Fascia F3 (ore fuori punta):Lunedì-Sabato: dalle 23:00 alle 7:00 del mattinoDomenica e festivi: tutte le 24 oreCaratteristiche: domanda ridottaPrezzo PUN: più basso (fino a -30-40% rispetto alla media)Molti contratti di fornitura offrono tariffe biorarie (F1/F23) o triorarie (F1/F2/F3), permettendo di risparmiare concentrando i consumi nelle fasce F2 e F3. Fattori che Influenzano il Prezzo del PUNIl prezzo del PUN oggi è determinato da una combinazione di fattori strutturali e contingenti che influenzano l’equilibrio tra domanda e offerta di energia elettrica sul mercato italiano. I principali fattori includono:Prezzo del gas naturale – Il gas è la principale fonte per la produzione elettrica in Italia (45-50%). Quando il prezzo del gas aumenta, anche il PUN sale proporzionalmente.Produzione da fonti rinnovabili – Solare ed eolico hanno costo marginale quasi nullo. Alta produzione rinnovabile riduce il PUN.Domanda di energia elettrica – Varia per ora del giorno, stagione e attività economica. Picchi in inverno/estate.Interconnessioni con l’estero – Le importazioni da Francia, Svizzera, Austria calmierano i prezzi quando disponibili.Condizioni meteo – Influenzano sia produzione rinnovabile che domanda (ondate di calore/freddo).Impatto del PUN sulle Bollette ElettricheIl prezzo del PUN oggi ha un impatto diretto sulla tua bolletta elettrica, ma solo se hai un contratto di fornitura indicizzato al PUN. Per i contratti a prezzo fisso, l’impatto del PUN è nullo durante il periodo contrattuale.Per ridurre l’impatto delle variazioni del PUN sulla tua bolletta elettrica, puoi:Valutare tariffe biorarie/triorarie se puoi spostare i consumi in fascia F2-F3Migliorare l’efficienza energetica con elettrodomestici classe A+++Installare un impianto fotovoltaico per autoproduzioneRichiedere le detrazioni fiscali disponibili: Ecobonus (50-65%), Superbonus per interventi trainati, crediti d’imposta per fotovoltaicoIl CAF Centro Fiscale può aiutarti a verificare le detrazioni fiscali per efficientamento energetico e a presentare la documentazione corretta nella dichiarazione dei redditi. Il Ruolo dell’ARERA nella Regolazione del Mercato ElettricoL’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l’ente pubblico che regola e controlla i mercati dell’energia elettrica, del gas naturale e dei servizi idrici in Italia. Sebbene il prezzo del PUN si formi liberamente sul mercato gestito dal GME, l’ARERA interviene per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tutela dei consumatori.Uno strumento prezioso messo a disposizione dall’ARERA è il Portale Offerte (portaleofferte.it), dove puoi confrontare tutte le offerte di energia elettrica e gas disponibili sul mercato libero, incluse le tariffe indicizzate al PUN.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul PUNDove posso consultare il prezzo del PUN oggi?Il prezzo del PUN oggi è disponibile sul sito ufficiale del GME (Gestore Mercati Energetici) alla pagina mercatoelettrico.org. I dati vengono pubblicati ogni giorno entro le ore 13:00 per il giorno successivo, con i prezzi orari per tutte le 24 ore. Puoi anche consultare app dedicate che aggregano i dati GME con grafici e statistiche.Il PUN cambia ogni giorno?Si, il PUN viene calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP) gestito dal GME. Il prezzo varia ora per ora in base alla domanda e offerta di energia. Ogni giorno possono esserci differenze significative rispetto al giorno precedente, con variazioni anche del 20-30% o piu in caso di eventi eccezionali.Cosa significa quando il PUN è alto?Quando il PUN è alto, significa che il costo dell’energia elettrica all’ingrosso sul mercato è elevato. Questo può dipendere da diversi fattori: aumento del prezzo del gas naturale, bassa produzione da fonti rinnovabili, alta domanda (ondate di caldo/freddo), o tensioni sul mercato europeo. Un PUN alto si riflette in bollette piu care per chi ha contratti indicizzati.Conviene un contratto indicizzato al PUN nel 2026?Dipende dalla tua capacita di spostare i consumi nelle fasce orarie F2-F3 e dalle previsioni sull’andamento del PUN. Nel 2026, con il PUN stabilizzato intorno a 90-110 euro/MWh, i contratti indicizzati possono essere vantaggiosi se hai flessibilita negli orari di consumo e sfrutti le tariffe biorarie/triorarie. Se preferisci certezza e protezione da rialzi improvvisi, meglio un contratto a prezzo fisso.Il PUN influisce sulle bollette del gas?No, il PUN riguarda solo l’energia elettrica. Per il gas naturale esiste un analogo indice chiamato PSBIL (Prezzo di Sbilanciamento), che determina il prezzo del gas sul mercato italiano. Tuttavia, il prezzo del gas influenza indirettamente il PUN, perche gli impianti a gas sono spesso quelli marginali che determinano il prezzo dell’elettricita.Posso beneficiare di detrazioni fiscali per ridurre la bolletta elettrica?Si, esistono diverse detrazioni fiscali per interventi che riducono i consumi elettrici: Ecobonus (50-65%) per efficientamento energetico, incentivi per installazione di fotovoltaico e sistemi di accumulo, bonus elettrodomestici per sostituzione con modelli ad alta efficienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le agevolazioni disponibili e a presentare la documentazione corretta.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.ConclusioneMonitorare il prezzo del PUN oggi ti permette di comprendere le dinamiche del mercato elettrico italiano e di ottimizzare la tua bolletta elettrica. Conoscere le variazioni orarie del PUN e i fattori che lo influenzano ti aiuta a scegliere il contratto più adatto alle tue esigenze e a sfruttare al meglio le fasce orarie più economiche.Nel 2026, con la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili e la stabilizzazione del prezzo del gas, il PUN si mantiene su livelli più sostenibili rispetto ai picchi del 2022. Tuttavia, la volatilità rimane una caratteristica strutturale del mercato, rendendo fondamentale una strategia informata.Hai dubbi sulla tua bolletta elettrica o vuoi verificare se hai diritto a detrazioni fiscali per efficientamento energetico o installazione di impianti fotovoltaici? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-29 12:31:542026-05-31 17:09:56Prezzo del PUN Oggi: Andamento e Variazioni Orarie 2026
CAFBonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’InpsIl Bonus giovani under 35 2026 rappresenta una delle misure più importanti per favorire l’occupazione giovanile stabile in Italia. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1 commi 180-186, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) e regolamentato dalla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026, questo incentivo offre alle aziende uno sgravio contributivo totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori.A differenza delle precedenti edizioni del bonus, la versione 2026 introduce novità significative: il limite di età sale a 35 anni compiuti (non più 29), l’importo massimo dello sgravio aumenta fino a 8.000 euro annui per 36 mesi, e vengono incluse anche le trasformazioni di contratti a termine in contratti stabili.In questa guida completa analizziamo tutti i dettagli operativi del bonus giovani 2026: chi può beneficiarne (requisiti per aziende e lavoratori), come funziona lo sgravio contributivo, come presentare domanda all’INPS, gli importi esatti riconosciuti, le incompatibilità con altri incentivi assunzioni under 35 e gli esempi pratici di calcolo del risparmio per le imprese. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste aziende e lavoratori nella verifica dei requisiti e nella compilazione delle domande.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Bonus giovani under 35 2026Requisiti per i lavoratori under 35Requisiti per le aziende e datori di lavoroImporti e calcolo dello sgravio contributivoCome presentare domanda all’INPSContratti ammessi e tipologie di assunzioneCumulabilità con altri incentivi e bonusDurata, sospensione e revoca del bonusDifferenze con il Bonus NEET e altri incentiviScadenze e calendario 2026Cos’è il Bonus giovani under 35 2026Il Bonus giovani under 35 è un incentivo strutturale per l’occupazione giovanile che consiste in uno sgravio contributivo del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi (3 anni), entro il limite annuo di 8.000 euro per lavoratore.L’incentivo è finanziato dallo Stato e gestito dall’INPS attraverso il sistema informatico DiResCo (Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente). Le risorse stanziate per il 2026 ammontano a 1,8 miliardi di euro, con una dotazione incrementata del 25% rispetto al 2025 per rispondere all’aumento delle assunzioni giovani 2026.Base normativaLegge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 commi 180-186) – GU n. 305/2024Decreto attuativo MIMIT del 15 gennaio 2026 (GU n. 12/2026)Circolare INPS n. 23/2026 del 14 febbraio 2026 – Istruzioni operativeMessaggio INPS n. 891/2026 del 3 marzo 2026 – FAQ e chiarimentiDifferenze con il bonus 2025Rispetto alla precedente edizione, il bonus giovani 2026 presenta queste novità:AspettoBonus 2025Bonus 2026Età massima29 anni35 anniImporto massimo annuo6.000 euro8.000 euroDurata24 mesi36 mesiTrasformazioniSolo assunzioni diretteAnche trasformazioni a T.I.Cumulo con altri bonusLimitatoCompatibile con ZES e Decontribuzione SudFonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 2.1 “Modifiche rispetto all’anno precedente”. Requisiti per i lavoratori under 35Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore deve possedere tutti i seguenti requisiti alla data di assunzione o trasformazione del contratto:1. Requisito anagraficoIl lavoratore deve avere meno di 36 anni alla data di decorrenza del rapporto di lavoro incentivato. La verifica si effettua alla data di assunzione (o trasformazione), non alla data di presentazione della domanda INPS.Esempio pratico: Un lavoratore nato il 15 aprile 1991 può beneficiare del bonus giovani under 35 se assunto entro il 14 aprile 2026 (compreso). Dal 15 aprile 2026 non sarà più ammissibile.2. Requisito occupazionale (no rapporti precedenti)Il lavoratore non deve aver mai avuto, presso qualsiasi datore di lavoro, un contratto a tempo indeterminato in tutta la sua vita lavorativa. Sono ammessi solo rapporti:Contratti a termineContratti di apprendistato (di qualsiasi tipo)Collaborazioni (co.co.co, partita IVA occasionale)Tirocini/stageContratti intermittentiAttenzione: Anche un solo giorno di lavoro a tempo indeterminato presso un’altra azienda (anche 10 anni prima) esclude dal bonus. La verifica è effettuata dall’INPS tramite incrocio con l’archivio UNIEMENS.3. Assenza di ammortizzatori sociali attiviIl lavoratore non deve essere titolare, al momento dell’assunzione, di:Trattamento pensionistico diretto (pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità)NASPI o altra indennità di disoccupazioneDIS-COLL (disoccupazione collaboratori)Eccezione: È ammesso il bonus se il lavoratore ha esaurito la NASPI da più di 60 giorni prima dell’assunzione (Circolare INPS n. 23/2026, punto 3.2.3).4. Casi particolari ammessiIl bonus INPS giovani è compatibile con lavoratori che hanno avuto in passato:Contratti a chiamata/intermittenti (anche se tecnicamente sono T.I.)Partita IVA (anche attiva al momento dell’assunzione, purché venga chiusa entro 30 giorni)Lavoro subordinato all’estero (solo se non registrato in archivi INPS)Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 3 “Requisiti soggettivi del lavoratore”.Requisiti per le aziende e datori di lavoroLe aziende che intendono beneficiare del bonus giovani under 35 2026 devono rispettare requisiti stringenti sia al momento dell’assunzione che per tutta la durata dello sgravio contributivo giovani.1. Regolarità contributiva e fiscale (DURC)L’azienda deve essere in possesso del DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio. Sono verificati:Regolarità contributi INPSRegolarità contributi INAILRegolarità contributiva Cassa Edile (per settore edilizia)Assenza di debiti tributari superiori a 5.000 euro (verifica Agenzia Entrate)Attenzione: In caso di irregolarità sopravvenuta durante i 36 mesi, l’INPS sospende l’erogazione dello sgravio fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarità persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme già fruite.2. Rispetto dei CCNL e normativa lavoroL’azienda deve applicare integralmente il CCNL di riferimento per il settore e territorio, inclusi:Retribuzione minima tabellareScatti di anzianitàMaggiorazioni (lavoro notturno, festivo, straordinario)Contribuzione integrativa (fondi pensione, INPS, Sanità integrativa)Sono esclusi dal bonus i datori che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione incentivata, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica del lavoratore assunto.3. Obbligo di incremento occupazionale nettoPer aziende con più di 15 dipendenti, il bonus è subordinato all’incremento occupazionale netto calcolato su base annua. L’INPS verifica che:Il numero di lavoratori T.I. al 31 dicembre dell’anno di assunzione sia superiore alla media dei 12 mesi precedentiL’incremento sia almeno pari a +1 unità (quella incentivata)Esempio: Un’azienda con 20 dipendenti T.I. medi nel 2025 deve avere almeno 21 dipendenti T.I. al 31/12/2026 per mantenere il bonus assunzioni giovani 2026.4. Obbligo di stabilità occupazionaleL’azienda si impegna a mantenere in servizio il lavoratore incentivato per almeno 36 mesi (durata dello sgravio). In caso di licenziamento anticipato (tranne giusta causa o dimissioni), l’azienda deve:Restituire integralmente il bonus già fruitoCorrispondere gli interessi legali sulla sommaNon poter presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi5. Settori ammessi ed esclusiIl bonus è ammesso per tutti i settori economici, pubblici e privati, con le seguenti esclusioni espresse:Lavoro domestico (colf, badanti)Lavoro agricolo (operai agricoli a tempo determinato)Contratti di apprendistato (già incentivati)Pubblico impiego (enti pubblici non economici)Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 4 “Obblighi del datore di lavoro beneficiario”. Importi e calcolo dello sgravio contributivoIl bonus giovani under 35 2026 consiste in uno sgravio del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, per una durata di 36 mesi.Contributi oggetto di sgravioSono azzerati i seguenti contributi:Contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): aliquota ordinaria 23,81%Contributi DS (Disoccupazione): aliquota 1,61%Contributi per assegni familiari: aliquota 0,68%Contributi maternità: aliquota 0,46%Contributi CIG (Cassa Integrazione Guadagni): aliquota variabile per settoreTotale aliquota contributiva azzerata: circa 27-29% della retribuzione lorda, a seconda del settore e dimensione aziendale.Contributi NON coperti dallo sgravioRestano a carico dell’azienda:Contributo INAIL (contro infortuni): varia per settore (da 0,5% a 6%)Contributi a fondi interprofessionali (Fondimpresa, Fondirigenti, ecc.): 0,30%Contributi contrattuali (fondi pensione, sanità integrativa se previsti da CCNL)Massimale mensile e annuoIl massimale di 8.000 euro annui corrisponde a circa 667 euro mensili. Questo significa che:Per retribuzioni lorde fino a 2.800 euro/mese (circa), lo sgravio copre il 100% dei contributi azzerabiliPer retribuzioni superiori, si applica il tetto di 667 euro/mese e l’eccedenza resta a carico dell’aziendaEsempio pratico di calcoloCaso 1: Impiegato amministrativo, retribuzione lorda mensile 1.800 euroVoceImportoRetribuzione lorda mensile1.800 euroContributi INPS datore (27,5%)495 euroSgravio bonus giovani (100%)-495 euroContributi INAIL (1%)18 euroCosto contributivo totale per l’azienda18 euroRisparmio annuo: 495 euro × 12 mesi = 5.940 euro/anno (sotto il tetto di 8.000)Caso 2: Dirigente commerciale, retribuzione lorda mensile 4.500 euroVoceImportoRetribuzione lorda mensile4.500 euroContributi INPS datore (27,5%)1.237 euroSgravio bonus giovani (max 667/mese)-667 euroContributi INPS residui570 euroContributi INAIL (0,5%)22 euroCosto contributivo totale per l’azienda592 euroRisparmio annuo: 667 euro × 12 mesi = 8.000 euro/anno (massimale raggiunto)Risparmio complessivo su 36 mesiConsiderando la durata triennale dello sgravio, un’azienda può risparmiare:Retribuzione 1.800 euro/mese: 17.820 euro totali (5.940 × 3 anni)Retribuzione 4.500 euro/mese: 24.000 euro totali (8.000 × 3 anni, massimale)Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 5 “Calcolo e fruizione dello sgravio contributivo”.Come presentare domanda all’INPSLa procedura per richiedere il bonus giovani under 35 2026 prevede l’invio telematico della domanda tramite il portale INPS, seguendo una tempistica precisa.1. Quando presentare la domandaLa domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro incentivato (assunzione o trasformazione). Questo termine è perentorio: domande tardive non saranno accolte.Esempio: Assunzione il 10 marzo 2026 → domanda entro il 17 marzo 2026 (compreso).2. Procedura online (portale INPS)L’accesso al servizio richiede:SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) livello 2 o superioreCIE (Carta Identità Elettronica) con PINCNS (Carta Nazionale Servizi) per professionisti abilitatiPercorso di accesso:Accedere al portale www.inps.it con SPID/CIESezione “Imprese e Liberi Professionisti”Servizio “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità”Selezionare “Incentivo occupazione giovani under 35 – anno 2026”Compilare il form con i dati richiestiAllegare documentazione (se necessaria)Inviare telematicamente3. Dati e documenti necessariPer compilare la domanda servono:Codice Fiscale del lavoratoreCodice Fiscale e Matricola INPS dell’aziendaData assunzione o trasformazioneTipologia contrattuale (tempo indeterminato, part-time, full-time)CCNL applicato (codice e descrizione)Retribuzione lorda annua previstaSede di lavoro (indirizzo unità produttiva)Qualifica del lavoratoreIn caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, indicare anche:Data inizio contratto a termine originarioData di trasformazione4. Istruttoria e autorizzazione INPSDopo l’invio, l’INPS effettua verifiche automatizzate:Verifica anagrafica del lavoratore (età, codice fiscale)Verifica storico contributivo (assenza T.I. precedenti)Verifica DURC dell’aziendaVerifica disponibilità fondi (ordine cronologico di presentazione)L’esito è comunicato entro 30 giorni tramite:PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’aziendaArea riservata portale INPS5. Autorizzazione e fruizione dello sgravioIn caso di esito positivo, l’INPS rilascia:Codice autorizzazione univoco (da indicare nei flussi UNIEMENS)Importo massimo mensile fruibilePeriodo di validità (36 mesi dalla data assunzione)Dal mese successivo all’autorizzazione, l’azienda può esporre il credito nel flusso UNIEMENS mensile, compilando l’elemento <Incentivo> con:Codice autorizzazione INPSImporto sgravio richiesto (max 667 euro/mese)Tipologia incentivo: “BGIO2026”6. Assistenza nella compilazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto nella:Verifica preventiva requisiti azienda e lavoratoreCompilazione domanda telematica INPSInvio telematico con delegaGestione comunicazioni con INPSAssistenza in caso di diniego o richiesta integrazioneFonte: Messaggio INPS n. 891/2026, allegato “Manuale operativo DiResCo – Bonus giovani 2026”. Contratti ammessi e tipologie di assunzioneIl bonus giovani under 35 2026 è riconosciuto esclusivamente per rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con alcune specificità operative.1. Assunzioni dirette a tempo indeterminatoSono incentivate tutte le nuove assunzioni con contratto T.I., sia:Full-time (tempo pieno)Part-time (tempo parziale): lo sgravio è proporzionato alla percentuale di part-timeEsempio: Part-time al 50% (20 ore settimanali) → sgravio massimo 4.000 euro/anno (50% di 8.000)2. Trasformazioni di contratti a termineNovità 2026: è incentivata anche la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, purché:Il lavoratore possegga i requisiti (under 36, mai avuto T.I.)La trasformazione avvenga entro il 31 dicembre 2026Il contratto a termine originario sia stato di durata almeno 6 mesiDecorrenza incentivo: dalla data di trasformazione (non dalla data di assunzione originaria).3. Somministrazione a tempo indeterminatoIl bonus è fruibile anche per lavoratori somministrati (ex interinali), purché:Il contratto di somministrazione sia a tempo indeterminato (staff leasing)Il lavoratore sia assegnato a missione presso l’utilizzatoreIl beneficiario del bonus sia l’agenzia di somministrazione (non l’utilizzatore)4. Contratti ESCLUSINon possono accedere al bonus:Apprendistato (tutte le tipologie: professionalizzante, alta formazione, I livello)Contratti a termine (determinato, stagionale)Contratti intermittenti (a chiamata)Collaborazioni (co.co.co., partita IVA)Lavoro domestico (colf, badanti)Lavoro agricolo a tempo determinato5. Clausole contrattuali ammesseIl bonus è compatibile con:Patto di prova (entro limiti CCNL): lo sgravio decorre anche durante il periodo di provaClausole di mobilità (trasferimento temporaneo)Smart working / lavoro agile: nessun impatto sullo sgravio6. Esclusioni per settoreSettoreAmmissibilitàIndustria✓ AmmessoCommercio✓ AmmessoArtigianato✓ AmmessoServizi✓ AmmessoPubblico impiego (PA)✗ EsclusoLavoro domestico✗ EsclusoAgricoltura (T.D.)✗ EsclusoAgricoltura (T.I.)✓ AmmessoFonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 4 “Tipologie contrattuali ammesse”.Cumulabilità con altri incentivi e bonusIl bonus giovani under 35 2026 può essere cumulato parzialmente con altri incentivi assunzioni under 35, nel rispetto di limiti e condizioni specifiche.1. Incentivi cumulabili al 100%Il bonus giovani è totalmente compatibile con:Decontribuzione Sud (art. 1 comma 161 L. 178/2020): per assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, SardegnaZES Unica Mezzogiorno: per aziende localizzate nelle Zone Economiche Speciali del Sud ItaliaBonus donne disoccupate (L. 92/2012, art. 4 commi 8-11): se il lavoratore under 35 è anche donna disoccupata da oltre 24 mesiEsonero contributivo alternanza scuola-lavoro: per studenti under 35 assunti dopo tirocinio curriculareEsempio pratico: Un’azienda campana che assume un giovane under 35 può cumulare:IncentivoImporto annuoBonus giovani under 358.000 euroDecontribuzione Sud+30% contributi residuiRisparmio totale stimato~10.500 euro/anno2. Incentivi NON cumulabiliIl bonus giovani è incompatibile con:Incentivo NEET (giovani non occupati/non studenti): si può scegliere uno dei due, non entrambiIncentivo occupazione disabili (L. 68/1999): prevale il bonus disabili se il lavoratore è iscritto a liste collocamento miratoApprendistato: incentivi specifici dell’apprendistato escludono il bonus giovaniContratti di sviluppo MISE: il cumulo è consentito solo previa autorizzazione della Direzione regionale INPS3. Disciplina del cumulo (regola generale)In caso di cumulo ammesso, si applica la seguente gerarchia:Si fruisce prima del bonus giovani (8.000 euro/anno) sui contributi INPSSui contributi residui si applica l’eventuale secondo incentivo (es. Decontribuzione Sud)Il totale dei benefici non può superare il 100% dei contributi dovuti4. Verifica preventiva obbligatoriaPrima di assumere, è consigliabile:Verificare con il CAF o consulente del lavoro la presenza di altri incentivi attiviRichiedere parere preventivo all’INPS tramite il servizio “Quesiti online” per casi dubbiConsultare la Guida operativa INPS aggiornata (disponibile su www.inps.it, sezione “Imprese”)Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 7 “Cumulabilità con altri incentivi all’occupazione”. Durata, sospensione e revoca del bonusIl bonus giovani under 35 2026 ha una durata standard di 36 mesi, ma può essere sospeso, ridotto o revocato in caso di inadempimenti o situazioni specifiche.1. Durata standard dello sgravioLo sgravio contributivo è riconosciuto per 36 mesi consecutivi dalla data di:Assunzione a tempo indeterminato, oppureTrasformazione del contratto da determinato a indeterminatoEsempio: Assunzione 15 marzo 2026 → sgravio fruibile fino al 14 marzo 2029 (compreso).2. Sospensioni del rapporto di lavoroDurante le sospensioni del rapporto, il bonus viene temporaneamente sospeso e il periodo viene “congelato”. Rientrano in questa casistica:Maternità obbligatoria (5 mesi): sospensione automatica, il conteggio riprende al rientroCongedo parentale: sospensione per la durata del congedoCIG ordinaria/straordinaria: lo sgravio è ridotto proporzionalmente alle ore lavorateMalattia superiore a 60 giorni consecutivi: sospensione dal 61° giorno in poiAspettativa non retribuita: sospensione per tutta la durata dell’aspettativaConseguenza: Il periodo di sospensione viene recuperato posticipando la scadenza dei 36 mesi.3. Licenziamento del lavoratore incentivatoIn caso di licenziamento prima dei 36 mesi, si applicano regole diverse a seconda della causale:Licenziamento per giusta causaSe il licenziamento avviene per giusta causa (grave inadempimento del lavoratore), l’azienda:Conserva il bonus già fruito fino alla data di cessazioneNon deve restituire nulla all’INPSPuò presentare nuove domande per altri lavoratoriLicenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivoSe il licenziamento avviene per motivi economici o organizzativi, l’azienda:Decade dal beneficio dalla data di licenziamentoDeve restituire integralmente il bonus già fruitoPaga interessi legali sulla somma (attualmente 2,5% annuo)Non può presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi4. Dimissioni volontarie del lavoratoreIn caso di dimissioni volontarie, l’azienda:Conserva il bonus fruito fino alla data di cessazioneNon è tenuta a restituire nullaPuò assumere altro personale con incentivoAttenzione: Se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi dall’assunzione, l’INPS può effettuare verifiche per escludere accordi simulati (“dimissioni indotte”).5. Revoca del bonus per irregolaritàL’INPS revoca integralmente il bonus (con recupero somme + sanzioni) nei seguenti casi:DURC irregolare per oltre 6 mesi consecutiviFalsa dichiarazione sui requisiti del lavoratore o dell’aziendaMancato rispetto CCNL (retribuzione inferiore al minimo tabellare)Mancato incremento occupazionale (per aziende oltre 15 dipendenti)Violazioni normativa sicurezza lavoro gravi o reiterate6. Recupero delle somme e sanzioniIn caso di revoca, l’INPS procede a:Recupero integrale del bonus fruito tramite compensazione nei flussi UNIEMENS successiviInteressi legali dalla data di fruizione indebitaSanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro (per false dichiarazioni)Segnalazione alla Guardia di Finanza (se importo superiore a 50.000 euro)Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 6 “Decadenza, sospensione e revoca del beneficio”.Differenze con il Bonus NEET e altri incentiviOltre al bonus giovani under 35, esistono altri incentivi per l’occupazione giovanile che possono generare confusione. Analizziamo le differenze principali.Bonus giovani under 35 vs Bonus NEETAspettoBonus under 35Bonus NEETNormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186D.Lgs. 150/2015, art. 16Età lavoratoreMeno di 36 anni15-29 anni (“NEET”)Requisito NEETNon richiestoObbligatorio (iscrizione Garanzia Giovani)Storico lavorativoMai avuto T.I.Disoccupato da almeno 6 mesiImporto massimo8.000 euro/anno4.000-6.000 euro/anno (variabile)Durata36 mesi12-18 mesiCumulabilitàCon Decontribuzione Sud, ZESNon cumulabile con altri incentiviQuale scegliere? Se il lavoratore possiede i requisiti per entrambi, conviene il bonus under 35 per durata (36 vs 12-18 mesi) e importo (8.000 vs 4.000-6.000 euro).Bonus giovani under 35 vs Decontribuzione SudAspettoBonus under 35Decontribuzione SudNormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186L. 178/2020, art. 1 c. 161-168TerritorioTutta ItaliaSolo 8 regioni SudRequisiti lavoratoreUnder 36, mai T.I.Qualsiasi età/storicoImporto sgravio100% contributi (max 8.000)30% contributi (no massimale)Durata36 mesiIllimitata (fino al 2029)Cumulabilità✓ Cumulabile✓ CumulabileCumulo ottimale (regioni Sud): Un’azienda del Mezzogiorno può applicare prima il bonus under 35 (8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio totale superiore.Bonus giovani under 35 vs Esonero under 36 generalizzatoDal 2025 esiste anche un esonero contributivo generalizzato per under 36 (L. 213/2023, art. 1 c. 294-297), con differenze sostanziali:AspettoBonus under 35 (L. 207/2024)Esonero under 36 generalizzatoTargetDatori di lavoroLavoratori dipendentiBeneficiarioAzienda (sgravio contributivo)Lavoratore (aumento netto in busta)RequisitiMai avuto T.I.Retribuzione imponibile fino a 35.000 euroImportoMax 8.000 euro/anno al datoreMax 3.000 euro/anno al lavoratoreDomanda INPSObbligatoriaAutomatica (datore in UNIEMENS)Nota: I due bonus sono cumulabili, quindi un datore può fruire dello sgravio 8.000 euro e contemporaneamente riconoscere al lavoratore under 36 l’esonero contributivo generalizzato (aumento netto fino a 3.000 euro/anno).Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, Allegato 2 “Confronto con altri incentivi occupazionali”. Scadenze e calendario 2026Il bonus giovani under 35 2026 segue un calendario con scadenze precise per la presentazione delle domande e l’utilizzo delle risorse stanziate.Scadenze principaliDataEvento1 gennaio 2026Entrata in vigore del bonus (valido per assunzioni dal 01/01/2026)14 febbraio 2026Pubblicazione Circolare INPS n. 23/2026 con istruzioni operative1 marzo 2026Apertura portale DiResCo per invio domande telematiche31 dicembre 2026Scadenza per presentare domande relative ad assunzioni/trasformazioni 202631 gennaio 2027Termine ultimo per regolarizzare domande incomplete (richiesta integrazioni)Finestra temporale per le assunzioniIl bonus è riconosciuto per assunzioni/trasformazioni effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Contratti stipulati prima del 01/01/2026 (anche se con decorrenza successiva) non sono ammessi.Esaurimento fondi: criterio cronologicoLe risorse stanziate (1,8 miliardi di euro) vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. L’INPS comunica sul portale:Stato residuo fondi aggiornato settimanalmentePercentuale di utilizzo delle risorse disponibiliAlert esaurimento quando rimane meno del 10% dei fondiConsiglio operativo: Presentare la domanda il prima possibile (entro 7 giorni dall’assunzione) per garantirsi l’accesso ai fondi. Nel 2025, i fondi si sono esauriti a ottobre, lasciando scoperte le assunzioni degli ultimi due mesi.Monitoraggio disponibilità fondiPer verificare in tempo reale lo stato dei fondi:Accedere a www.inps.it → Sezione “Imprese” → “Monitoraggio incentivi”Consultare il contatore “Bonus giovani under 35 – anno 2026”Visualizzare: importo stanziato, importo impegnato, saldo disponibileScadenze per la fruizione dello sgravioUna volta autorizzato il bonus, il datore ha tempo fino al termine di prescrizione contributiva (5 anni) per esporre il credito nei flussi UNIEMENS. Tuttavia, è consigliabile fruire mensilmente dello sgravio per beneficiare subito del risparmio contributivo.Proroghe e rifinanziamentiLa Legge di Bilancio 2025 prevede un meccanismo di rifinanziamento automatico: se entro il 30 settembre 2026 risultano fondi residui inferiori al 20% dello stanziamento iniziale, il MIMIT può incrementare la dotazione con decreto ministeriale (fino a +500 milioni di euro).Fonte: Legge 207/2024, art. 1 comma 185 “Dotazione finanziaria e monitoraggio”.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.ConclusioneIl Bonus giovani under 35 2026 rappresenta un’opportunità concreta per aziende e lavoratori: le imprese risparmiano fino a 24.000 euro in tre anni per ogni assunzione, mentre i giovani accedono a contratti stabili in un mercato del lavoro ancora difficile.La chiave del successo è la tempestività: presentare la domanda entro 7 giorni dall’assunzione e verificare preventivamente tutti i requisiti (età, assenza di T.I. precedenti, DURC aziendale regolare). Un errore formale o una verifica tardiva possono precludere l’accesso al beneficio.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verifica preliminare requisiti (lavoratore e azienda)Simulazione risparmio contributivo (con calcoli personalizzati)Compilazione e invio telematico domanda INPSGestione comunicazioni e integrazioni documentaliAssistenza in caso di revoca o contestazioniNon lasciarti sfuggire questa opportunità: il bonus si esaurisce rapidamente e le risorse vengono assegnate in ordine cronologico. Contattaci per una consulenza personalizzata e verifica subito se puoi accedere allo sgravio contributivo giovani.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sul Bonus giovani under 35Posso accedere al bonus se ho avuto un contratto a tempo indeterminato 5 anni fa?No, il requisito mai avuto un T.I. vale per tutta la vita lavorativa. Anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro (anche molto tempo prima) esclude dal bonus. L’INPS verifica lo storico contributivo completo tramite archivio UNIEMENS.Il bonus vale anche per contratti part-time?Si, il bonus e riconosciuto anche per contratti part-time, ma lo sgravio e proporzionato alla percentuale di orario. Ad esempio, un part-time al 50% beneficia di uno sgravio massimo di 4.000 euro annui (meta di 8.000 euro).Cosa succede se il lavoratore si dimette dopo 1 anno?In caso di dimissioni volontarie, l’azienda conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione e non deve restituire nulla. Tuttavia, se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi, l’INPS puo verificare l’assenza di accordi simulati tra azienda e lavoratore.Posso cumulare il bonus giovani con la Decontribuzione Sud?Si, i due incentivi sono totalmente cumulabili. Un’azienda del Sud puo applicare prima il bonus giovani (100% contributi fino a 8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio complessivo superiore.Entro quando devo presentare la domanda all’INPS?La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di assunzione o trasformazione del contratto. Questo termine e perentorio: domande tardive non saranno accolte. Ad esempio, se l’assunzione e il 10 marzo 2026, la domanda va inviata entro il 17 marzo 2026 (compreso).Se l’azienda ha un DURC irregolare, perde il bonus?Se il DURC risulta irregolare al momento della domanda, l’INPS respinge la richiesta. Se l’irregolarita emerge durante i 36 mesi, lo sgravio viene sospeso fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarita persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme gia fruite.Richiedi Assistenza per il Bonus giovani under 35Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la compilazione della domanda INPS e la gestione completa della pratica.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-29 11:31:542026-05-31 10:12:40Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
CAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa
CAFAssegni Familiari 2026: Limiti di Reddito, Maggiorazioni Pensioni e Novità INPSGli assegni familiari 2026 rappresentano un importante sostegno economico per lavoratori dipendenti e pensionati con familiari a carico. Con l’avvio del nuovo anno, l’INPS ha aggiornato i limiti di reddito e gli importi delle maggiorazioni delle pensioni, introducendo alcune novità che è fondamentale conoscere.Nonostante l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli, gli assegni al nucleo familiare (ANF) continuano a essere erogati per altre categorie di familiari: coniuge, fratelli, sorelle e nipoti. Inoltre, per i pensionati che rispettano determinati requisiti di reddito, sono previste maggiorazioni dell’assegno pensionistico che possono incrementare significativamente l’importo mensile.In questa guida completa analizzeremo:Chi ha diritto agli assegni familiari nel 2026I nuovi limiti di reddito e le tabelle INPS aggiornateLe maggiorazioni pensioni 2026 e i requisiti per ottenerleCome presentare domanda all’INPSEsempi pratici di calcolo degli importi📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Sono gli Assegni Familiari e Chi Ne Ha DirittoLimiti di Reddito 2026: Tabelle INPS AggiornateMaggiorazioni Pensioni 2026: Importi e RequisitiDifferenze tra Assegni Familiari e Assegno Unico UniversaleCome Fare Domanda di Assegni Familiari all’INPSEsempi Pratici di Calcolo degli Assegni FamiliariNovità Assegni Familiari 2026Assegni Familiari e Dichiarazione dei RedditiCosa Sono gli Assegni Familiari e Chi Ne Ha DirittoGli assegni al nucleo familiare (ANF) sono una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie con redditi sotto determinate soglie. Si tratta di un contributo mensile che varia in base a:Numero dei componenti del nucleo familiareReddito complessivo della famigliaTipologia di nucleo (con o senza figli minori, con membri disabili, ecc.)Chi Può Richiedere gli Assegni FamiliariHanno diritto agli ANF 2026:Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblicoLavoratori domestici (colf e badanti)Lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione Separata INPSPensionati ex lavoratori dipendentiPercettori di prestazioni previdenziali (NASpI, disoccupazione agricola, cassa integrazione)Lavoratori in aspettativa sindacaleFamiliari per cui Spetta l’ANFDopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, gli ANF spettano per:Coniuge non legalmente separatoFigli maggiorenni inabili (che non lavorano)Fratelli, sorelle e nipoti minori o maggiorenni inabili, se orfani e non coniugatiNipoti in linea retta (nipoti dei nonni) minori o maggiorenni inabiliImportante: Per i figli minori e i maggiorenni fino a 21 anni si applica l’Assegno Unico Universale, non più gli ANF. Limiti di Reddito 2026: Tabelle INPS AggiornateL’importo degli assegni familiari 2026 varia in base al reddito complessivo del nucleo familiare dell’anno precedente (2025). L’INPS pubblica annualmente le tabelle con gli importi suddivisi per fasce di reddito.Come Si Calcola il Reddito del Nucleo FamiliareIl reddito da considerare comprende:Redditi da lavoro dipendente e assimilatiRedditi da pensioneRedditi da lavoro autonomo per il 70% dell’importoRedditi da fabbricati (rendite catastali)Redditi soggetti a tassazione separata (TFR, arretrati)Non si considerano: TFR, indennità di fine servizio, arretrati di anni precedenti, rendite INAIL per infortuni sul lavoro, pensioni di guerra, Assegno Unico Universale.Tabella Limiti di Reddito ANF 2026Per l’anno 2026, i limiti di reddito sono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT:Nucleo FamiliareReddito MassimoImporto Mensile2 componenti17.920 euro38,73 euro3 componenti23.720 euro141,50 euro4 componenti29.520 euro258,33 euro5 componenti35.320 euro375,17 euroNota: Gli importi indicati sono mensili e si riferiscono alla prima fascia di reddito. Superando i limiti, l’importo si riduce progressivamente.Maggiorazioni Pensioni 2026: Importi e RequisitiLe maggiorazioni delle pensioni 2026 sono incrementi economici riconosciuti dall’INPS ai pensionati che rispettano specifici requisiti di reddito.1. Maggiorazione SocialeÈ un incremento dell’assegno pensionistico per titolari di pensione di vecchiaia o invalidità.Requisiti 2026:Età minima: 60 anni (invalidi totali) o 65 anni (pensionati vecchiaia)Reddito personale annuo: max 9.555,65 euroReddito coniugale annuo: max 16.502,98 euroImporto: circa 25,83 euro mensili2. Incremento al MilioneAumento significativo per pensionati ultra70enni.Età: 70 anni compiuti (o 60 per invalidi totali)Reddito personale: max 9.555,65 euroImporto: porta la pensione fino a 735,05 euro mensili3. Quattordicesima MensilitàSomma aggiuntiva annua erogata a luglio o dicembre.Età minima: 64 anniReddito: fino a 11.672,89 euro (importo base) o 15.563,86 euro (ridotto)Anni ContributiImporto BaseImporto RidottoFino a 15 anni437 euro336 euroDa 15 a 25 anni546 euro420 euroOltre 25 anni655 euro504 euro Differenze tra Assegni Familiari e Assegno Unico UniversaleDal marzo 2022 è stato introdotto l’Assegno Unico Universale che ha sostituito gli ANF per i figli. Vediamo le differenze.Assegno Unico UniversaleDestinatari: Famiglie con figli fino a 21 anniImporto: Da 57 a 199,40 euro mensili per figlio (in base all’ISEE)Gestione: Domanda INPS, erogazione direttaIncompatibile con ANF per figli minoriAssegni al Nucleo Familiare (ANF)Destinatari: Lavoratori dipendenti/pensionati con coniuge, fratelli, nipoti a caricoImporto: Variabile in base a nucleo e redditoErogazione: In busta paga o con pensioneCompatibile con Assegno UnicoQuando Si Ricevono EntrambiÈ possibile ricevere sia l’Assegno Unico che gli ANF in questi casi:Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + coniuge a carico (ANF)Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + figli maggiorenni inabili (ANF)Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + fratelli/sorelle a carico (ANF)Esempio: Una famiglia con 2 figli minori e il coniuge a carico riceve l’Assegno Unico per i figli e gli ANF per il coniuge.Come Fare Domanda di Assegni Familiari all’INPSLa richiesta degli assegni familiari 2026 va presentata esclusivamente online attraverso i canali INPS.Procedura per Lavoratori DipendentiAccedere al sito INPS con SPID, CIE o CNSSelezionare “Prestazioni e servizi” → “Assegno al nucleo familiare”Compilare il modulo ANF/DIP (SR16) onlineAllegare documentazione (certificati invalidità, stato famiglia)Inviare la domandaTempistica: È possibile richiedere arretrati fino a 5 anni precedenti.Procedura per PensionatiI pensionati utilizzano il modulo ANF/PREST specifico, seguendo la stessa procedura online.Assistenza CAF per la DomandaIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per:Verificare il diritto agli assegni familiariCalcolare l’importo spettanteCompilare e inviare la domanda onlineControllare lo stato della praticaRisolvere problemi o anomalieDocumenti NecessariCodice fiscale del richiedente e componenti del nucleoStato di famiglia aggiornatoDichiarazione redditi anno precedente (CU, 730, Redditi PF)Certificato invalidità (se presenti membri disabili)Documentazione specifica per fratelli, sorelle, nipoti Esempi Pratici di Calcolo degli Assegni FamiliariVediamo alcuni esempi concreti per comprendere meglio il calcolo degli assegni.Esempio 1: Lavoratore con Coniuge a CaricoSituazione: Mario, lavoratore dipendente, moglie casalinga, reddito 22.000 euro, nucleo 2 persone.Risultato: ANF di circa 38,73 euro mensili erogato in busta paga.Esempio 2: Pensionato con MaggiorazioneSituazione: Giuseppe, 68 anni, pensione 8.500 euro annui, moglie a carico.Risultato:ANF: 38,73 euro/meseMaggiorazione sociale: 25,83 euro/meseTotale incremento: 64,56 euro/meseEsempio 3: Pensionata Ultra70 con Incremento al MilioneSituazione: Anna, 72 anni, vedova, pensione 580 euro/mese.Risultato: Incremento al milione che porta la pensione a 735,05 euro/mese (+155,05 euro).Esempio 4: Lavoratrice Domestica con Nucleo di 4Situazione: Maria, badante, marito e 2 fratelli orfani a carico, reddito 18.000 euro, nucleo 4 persone.Risultato: ANF di circa 258,33 euro mensili. Può anche valutare l’Assegno Unico per i fratelli minori se ne è tutore.Novità Assegni Familiari 2026Per il 2026, l’INPS ha introdotto alcune novità significative.Rivalutazione degli ImportiTutti gli importi degli assegni familiari 2026 e delle maggiorazioni pensioni sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT: +0,8% rispetto al 2025.I limiti di reddito aumentano dello 0,8%Gli importi degli assegni incrementano dello 0,8%Le maggiorazioni seguono la stessa rivalutazioneSemplificazione Procedura OnlineAutocertificazione redditi: Non serve più allegare CU o 730, l’INPS verifica automaticamentePre-compilazione dati: Il sistema pre-compila dati anagrafici e redditualiNotifiche push: L’app INPS Mobile invia notifiche sullo stato della domandaControlli AutomaticiDal 2026, l’INPS effettua controlli automatici incrociando i dati con anagrafe tributaria, comunale e archivi INPS. Questo comporta:Maggiore rapidità nell’istruttoriaControlli più stringenti sui requisiti dichiaratiNovità Maggiorazioni PensioniVerifica d’ufficio: L’INPS verifica automaticamente il diritto alle maggiorazioniPagamento retroattivo: Arretrati fino a 5 anni in caso di riconoscimento tardivoRicalcolo dinamico: Se il reddito diminuisce, si può richiedere ricalcolo in corso d’annoAssegni Familiari e Dichiarazione dei RedditiGli assegni familiari hanno implicazioni fiscali importanti da conoscere.Gli ANF Sono Tassabili?No, gli assegni al nucleo familiare non sono tassabili e non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi PF.Gli ANF sono prestazioni assistenziali esenti da IRPEF, quindi:Non concorrono al reddito complessivoNon influenzano le aliquote fiscaliNon vanno indicati in alcun quadro della dichiarazioneLe Maggiorazioni Pensioni Sono Tassabili?Anche le maggiorazioni pensioni (maggiorazione sociale, incremento al milione, quattordicesima) sono esenti da tassazione.Tuttavia:La pensione base rimane tassabileLe maggiorazioni aumentano il netto ma non l’imponibileNella CU dell’INPS, le maggiorazioni sono indicate come “somme non soggette a imposizione”Impatto sull’ISEEGli assegni familiari e le maggiorazioni vanno invece considerati nel calcolo dell’ISEE.Nell’ISEE 2026, occorre dichiarare:Gli ANF percepiti nell’anno 2024Le maggiorazioni pensioni percepite nel 2024L’Assegno Unico Universale (novità 2026)Attenzione: Dal 2026, anche l’Assegno Unico concorre al calcolo dell’ISEE, influenzando l’accesso ad altre prestazioni agevolate. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sugli Assegni Familiari 2026Gli assegni familiari 2026 sono compatibili con l’Assegno Unico?Sì, gli assegni al nucleo familiare (ANF) sono compatibili con l’Assegno Unico Universale. L’Assegno Unico spetta per i figli minori e maggiorenni fino a 21 anni, mentre gli ANF continuano a essere erogati per il coniuge, i fratelli, le sorelle, i nipoti e i figli maggiorenni inabili. È quindi possibile ricevere entrambe le prestazioni contemporaneamente.Entro quando devo presentare la domanda di assegni familiari?La domanda di assegni familiari va presentata per ogni anno di riferimento. Non esiste una scadenza specifica, ma è consigliabile presentarla all’inizio dell’anno o appena si verifica il diritto. È possibile richiedere gli arretrati fino a 5 anni precedenti dalla data di presentazione della domanda.Come vengono erogati gli assegni familiari ai lavoratori dipendenti?Per i lavoratori dipendenti, gli assegni familiari vengono erogati direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Il datore anticipa l’importo e lo recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo. Per i pensionati, invece, gli ANF vengono pagati insieme alla pensione mensile.Se il mio reddito cambia durante l’anno, devo presentare una nuova domanda?Il reddito considerato per gli assegni familiari è quello dell’anno precedente (per gli ANF 2026 si considera il reddito 2025). Se il reddito diminuisce di oltre il 25 percento rispetto all’anno precedente, è possibile presentare una domanda di ANF con reddito presunto, allegando la documentazione che attesta la riduzione (CIG, NASpI, perdita lavoro).Posso ricevere la quattordicesima e la maggiorazione sociale insieme?Sì, è possibile ricevere contemporaneamente la quattordicesima mensilità (erogata a luglio o dicembre) e la maggiorazione sociale mensile, a patto di rispettare i requisiti di età e reddito previsti per ciascuna prestazione. Le due misure sono cumulabili e non si escludono a vicenda.Gli assegni familiari vanno dichiarati nel 730?No, gli assegni al nucleo familiare non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi perché sono prestazioni assistenziali esenti da IRPEF. Non concorrono alla formazione del reddito complessivo. Vanno però considerati nel calcolo dell’ISEE.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Gli assegni familiari 2026 rappresentano un importante sostegno economico per milioni di famiglie italiane. Conoscere i limiti di reddito, le maggiorazioni pensioni e le procedure per fare domanda è fondamentale per non perdere prestazioni che spettano di diritto.Come abbiamo visto, il sistema degli ANF è articolato e tiene conto di numerose variabili: composizione del nucleo familiare, redditi, età dei componenti, presenza di disabilità. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti può fare la differenza per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge.Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda di assegni familiari, nel calcolo degli importi spettanti e nella verifica del diritto alle maggiorazioni pensioni.Richiedi Assistenza per gli Assegni FamiliariIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di assegni familiari, il calcolo degli importi e la verifica delle maggiorazioni pensioni.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.ASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEL'assegno unico di ottobre 2026 viene pagato dall'INPS il 21 e 22 ottobre 2026 per le domande già in corso e senza variazioni. Importi 2026, conguagli, nuove domande e controlli ISEE. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 07:00:002026-10-13 17:19:08Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEENOTIZIE Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026Il DL 144/2026 ha eliminato il divieto assoluto di pagare le ferie non godute ai dipendenti pubblici a fine rapporto. Ecco quando spetta l'indennità e quando si perde. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMarzo 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-29 10:31:542026-05-31 18:07:48Assegni Familiari 2026: Limiti di Reddito, Maggiorazioni Pensioni e Novità INPS
NOTIZIE DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.
ASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEL'assegno unico di ottobre 2026 viene pagato dall'INPS il 21 e 22 ottobre 2026 per le domande già in corso e senza variazioni. Importi 2026, conguagli, nuove domande e controlli ISEE. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 07:00:002026-10-13 17:19:08Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEE
NOTIZIE Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026Il DL 144/2026 ha eliminato il divieto assoluto di pagare le ferie non godute ai dipendenti pubblici a fine rapporto. Ecco quando spetta l'indennità e quando si perde. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026