Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus Renzi 2026, oggi ufficialmente chiamato trattamento integrativo, rappresenta un’agevolazione fiscale fondamentale per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Con un valore massimo di 1.200 euro all’anno (100 euro al mese), questo beneficio viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. In questa guida completa, analizziamo chi ne ha diritto nel 2026, i limiti di reddito aggiornati e come verificare che venga correttamente applicato.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)
  2. Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026
  3. Limiti di Reddito: le Due Fasce
  4. Importo e Come si Calcola
  5. Come Verificare il Bonus in Busta Paga
  6. Come Recuperare il Bonus nel 730
  7. Chi NON Ha Diritto al Trattamento Integrativo
  8. Quando Bisogna Restituire il Bonus
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)

Il trattamento integrativo, comunemente noto come bonus Renzi, è un credito IRPEF introdotto inizialmente nel 2014 come “bonus 80 euro” e successivamente potenziato a 100 euro mensili dal 2020. Nel 2026, la normativa rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2024-2025.

Si tratta di un credito d’imposta che viene riconosciuto automaticamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi entro determinate soglie. L’obiettivo è quello di alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi.

L’importo massimo annuo è di 1.200 euro, pari a 100 euro mensili per 12 mensilità. Il bonus viene erogato direttamente in busta paga, senza necessità di presentare domanda specifica.

Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026

Hanno diritto al trattamento integrativo nel 2026 le seguenti categorie di contribuenti:

  • Lavoratori dipendenti (sia a tempo indeterminato che determinato)
  • Apprendisti
  • Lavoratori in somministrazione
  • Soci di cooperative
  • Percettori di borse di studio, assegni e compensi per attività di tirocinio
  • Sacerdoti
  • Lavoratori socialmente utili
  • Percettori di indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL)
  • Percettori di cassa integrazione

Requisito fondamentale: l’imposta lorda IRPEF deve essere superiore alla detrazione per lavoro dipendente spettante. In pratica, il reddito deve essere sufficiente a generare un’imposta da cui poter detrarre il bonus. Per i redditi molto bassi (generalmente sotto i 8.174 euro), l’imposta lorda è azzerata dalle detrazioni e quindi il bonus non spetta.

Limiti di Reddito: le Due Fasce

Il trattamento integrativo 2026 si articola in due fasce di reddito con regole differenti:

Fascia 1: Reddito fino a 15.000 euro

Per i lavoratori con reddito complessivo fino a 15.000 euro, il trattamento integrativo spetta in misura piena, pari a 1.200 euro annui. L’unica condizione è che l’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente sia superiore alla detrazione spettante (al netto delle sole detrazioni per lavoro dipendente).

Fascia 2: Reddito tra 15.001 e 28.000 euro

Per chi ha un reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro, il bonus spetta solo se la somma di determinate detrazioni è superiore all’imposta lorda. Le detrazioni considerate nel calcolo sono:

  • Detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli, altri familiari)
  • Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati
  • Detrazioni per interessi passivi su mutui prima casa (contratti entro il 31/12/2021)
  • Detrazioni per spese sanitarie
  • Detrazioni per spese edilizie (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus)

In questa fascia, l’importo del trattamento integrativo è pari alla differenza tra le detrazioni spettanti e l’imposta lorda, con un massimo di 1.200 euro.

Importo e Come si Calcola

L’importo del bonus Renzi varia in base alla fascia di reddito e ai giorni di lavoro nell’anno:

Fascia di redditoImporto annuoImporto mensileCondizione
Fino a 15.000 euro1.200 euro (pieno)100 euroImposta lorda > detrazione lavoro dipendente
15.001 – 28.000 euroFino a 1.200 euroFino a 100 euroDetrazioni complessive > imposta lorda
Oltre 28.000 euro0 euro0 euroNon spetta

Calcolo proporzionale: se il rapporto di lavoro non copre l’intero anno (per esempio, contratti a tempo determinato di pochi mesi), il bonus viene rapportato ai giorni lavorati. La formula è: 1.200 x (giorni di lavoro / 365).

Esempio pratico: un lavoratore con contratto di 6 mesi (183 giorni) e reddito nella prima fascia riceverà: 1.200 x 183/365 = 601,64 euro.

Come Verificare il Bonus in Busta Paga

Per verificare se stai ricevendo il trattamento integrativo in busta paga, segui questi passaggi:

  1. Cerca la voce specifica: nella parte centrale del cedolino, cerca la voce “Trattamento integrativo” o “DL 3/2020” o “Bonus DL 66/2014”. La denominazione può variare a seconda del software paghe utilizzato dal datore di lavoro
  2. Verifica l’importo: dovrebbe essere di circa 100 euro mensili per un lavoratore full-time con rapporto per l’intero mese
  3. Controlla la CU (Certificazione Unica): nella sezione dedicata, ai punti 390-399, trovi il riepilogo del trattamento integrativo erogato nell’anno
  4. Verifica sul sito INPS: se sei un percettore di NASpI o cassa integrazione, controlla il dettaglio del pagamento su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi”

Attenzione: se non trovi la voce in busta paga, potrebbe significare che il datore di lavoro ritiene che il tuo reddito complessivo superi i 28.000 euro, oppure che l’imposta lorda sia inferiore alla detrazione. In questo caso, puoi sempre recuperare il bonus tramite la dichiarazione dei redditi.

Come Recuperare il Bonus nel 730

Se non hai ricevuto il trattamento integrativo in busta paga durante l’anno, o ne hai ricevuto meno del dovuto, puoi recuperarlo presentando il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025). Ecco come fare:

  • Sezione dedicata del 730: il trattamento integrativo viene calcolato automaticamente nella dichiarazione. Se ti spetta e non lo hai ricevuto, risulterà come credito a tuo favore
  • 730 precompilato: accedendo al modello 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il sistema già pre-inserisce i dati dalla CU. Verifica che siano corretti
  • Rimborso in busta paga: se dal 730 emerge un credito per trattamento integrativo non erogato, il rimborso arriverà nella prima busta paga utile successiva alla liquidazione (generalmente luglio-agosto)

Consiglio: se hai avuto più rapporti di lavoro durante l’anno, è particolarmente importante verificare nel 730 che il trattamento integrativo sia stato calcolato correttamente sul reddito complessivo. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo accurato della tua situazione.

Chi NON Ha Diritto al Trattamento Integrativo

Il bonus Renzi non spetta nelle seguenti situazioni:

  • Reddito superiore a 28.000 euro: oltre questa soglia, il trattamento integrativo non è previsto in nessun caso
  • Lavoratori autonomi e partite IVA: il bonus è riservato esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. I lavoratori autonomi, anche se con redditi bassi, non ne hanno diritto
  • Pensionati: le pensioni sono escluse dal trattamento integrativo (anche se sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente ai fini IRPEF)
  • Reddito sotto la no tax area: se il reddito è talmente basso (sotto circa 8.174 euro) che l’imposta lorda è completamente azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente, il bonus non spetta perché non c’è imposta su cui applicarlo
  • Incapienti fiscali: chi non ha capienza fiscale sufficiente (imposta lorda inferiore o uguale alla detrazione lavoro dipendente) non ha diritto al trattamento

Quando Bisogna Restituire il Bonus

In alcuni casi, il lavoratore potrebbe dover restituire in tutto o in parte il trattamento integrativo ricevuto durante l’anno. Questo accade quando:

  • Il reddito complessivo supera i 28.000 euro: se il datore di lavoro ha erogato il bonus basandosi su un reddito stimato inferiore, ma a consuntivo il reddito annuo è risultato superiore alla soglia
  • Più rapporti di lavoro: con due o più datori di lavoro nello stesso anno, ciascuno potrebbe aver erogato il bonus calcolandolo solo sul proprio reddito. Sommando i redditi, potresti aver superato la soglia
  • Variazioni reddituali: straordinari, premi, arretrati o altri redditi aggiuntivi che fanno superare le soglie durante l’anno

La restituzione avviene in sede di dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF), dove il bonus percepito in eccesso risulta come debito d’imposta e viene trattenuto dalla busta paga di conguaglio. Per evitare sorprese, è consigliabile comunicare al datore di lavoro la presenza di altri redditi o chiedere la non applicazione del trattamento integrativo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Bonus Renzi 2026

Il bonus Renzi esiste ancora nel 2026?

Sì, il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) è confermato anche per il 2026 con le stesse regole degli anni precedenti. L’importo massimo resta di 1.200 euro annui per i redditi fino a 15.000 euro, con possibilità di accesso anche per redditi tra 15.001 e 28.000 euro a determinate condizioni.

Come faccio a sapere se ho diritto al bonus?

Verifica il tuo reddito complessivo annuo. Se è inferiore a 15.000 euro e hai un’imposta lorda superiore alla detrazione per lavoro dipendente, hai diritto al bonus pieno di 1.200 euro. Se il reddito è tra 15.001 e 28.000 euro, il diritto dipende dall’ammontare delle tue detrazioni complessive. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

Il bonus viene dato anche ai disoccupati con NASpI?

Sì, i percettori di NASpI e DIS-COLL hanno diritto al trattamento integrativo, poiché la disoccupazione è assimilata ai redditi da lavoro dipendente. L’INPS eroga il bonus direttamente con il pagamento della prestazione.

Posso rinunciare al bonus per evitare di restituirlo?

Sì, puoi presentare al datore di lavoro una dichiarazione in cui chiedi la non applicazione del trattamento integrativo. Questo è consigliabile se prevedi che il tuo reddito complessivo supererà i 28.000 euro o se hai più rapporti di lavoro. Potrai comunque recuperare il bonus nel 730 se ti spettava.

Il bonus Renzi si cumula con l’Assegno Unico?

Sì, il trattamento integrativo e l’Assegno Unico sono due prestazioni completamente separate. Il bonus Renzi è un credito IRPEF, mentre l’Assegno Unico è una prestazione familiare. Si possono percepire entrambi contemporaneamente senza alcuna incompatibilità.

Hai bisogno di verificare se hai diritto al bonus Renzi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Aprile 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-03 09:00:002026-05-31 09:56:28Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo
CAF

Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il regime impatriati rappresenta una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi decide di rientrare in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Con il decreto fiscale 2026, il legislatore ha introdotto importanti novità che ridisegnano i requisiti di accesso, le percentuali di detassazione e la durata dell’agevolazione.

Le modifiche introdotte mirano a rendere l’Italia più attrattiva per lavoratori qualificati, ricercatori, docenti e professionisti che operano all’estero, offrendo una tassazione agevolata dal 50% fino al 90% del reddito da lavoro dipendente e autonomo.

In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale analizza nel dettaglio tutte le novità del decreto fiscale 2026, i requisiti aggiornati, le percentuali di agevolazione, la procedura di accesso e fornisce esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale effettivo.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Regime Impatriati
  2. Novità Decreto Fiscale 2026
  3. Requisiti Aggiornati per Accedere
  4. Agevolazioni e Percentuali di Detassazione
  5. Durata e Proroghe del Regime
  6. Come Accedere: Procedura Completa
  7. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo
  8. Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

Cos’è il Regime Impatriati

Il regime degli impatriati, introdotto dall’articolo 16 del Decreto Legislativo n. 147/2015 e successivamente modificato più volte, è un’agevolazione fiscale dedicata a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.

L’obiettivo principale di questa misura è favorire il rientro in Italia di lavoratori qualificati, ricercatori, docenti universitari e professionisti, offrendo loro una tassazione ridotta sui redditi prodotti in Italia per un periodo limitato di tempo.

Il meccanismo consiste nell’applicare una riduzione della base imponibile ai fini IRPEF: in pratica, solo una percentuale del reddito viene tassata, mentre la restante parte è esente da imposizione. Questo si traduce in un significativo risparmio fiscale che può arrivare fino a diverse decine di migliaia di euro all’anno per redditi elevati.

A Chi Si Rivolge

Il regime impatriati si rivolge a diverse categorie di soggetti:

  • Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia e iniziano a lavorare per aziende italiane
  • Lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA in Italia
  • Imprenditori e titolari di impresa che rientrano per gestire attività sul territorio italiano
  • Ricercatori e docenti universitari che svolgono attività di ricerca o insegnamento in Italia
  • Cittadini italiani rimpatriati dopo anni di lavoro all’estero
  • Cittadini stranieri che si trasferiscono in Italia per motivi di lavoro

Novità Decreto Fiscale 2026

Il decreto fiscale 2026 ha apportato modifiche sostanziali al regime degli impatriati, con l’obiettivo di renderlo più selettivo ma anche più vantaggioso per specifiche categorie di lavoratori. Le novità principali riguardano i requisiti di accesso, le percentuali di agevolazione e la durata del beneficio.

1. Nuove Percentuali di Detassazione

La principale novità riguarda le percentuali di reddito escluso da tassazione:

  • 50% di riduzione (tassazione sul 50% del reddito) per la generalità dei lavoratori impatriati
  • 70% di riduzione (tassazione sul 30% del reddito) per chi trasferisce la residenza nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia)
  • 90% di riduzione (tassazione sul 10% del reddito) per docenti universitari e ricercatori che rientrano per svolgere attività di ricerca in Italia

2. Modifica dei Requisiti di Residenza Estera

Il decreto fiscale 2026 ha innalzato il periodo minimo di residenza estera richiesto per accedere al regime:

  • Prima del 2026: erano sufficienti 2 anni consecutivi di residenza fiscale all’estero
  • Dal 2026: sono richiesti almeno 3 anni di residenza fiscale all’estero nei 5 anni precedenti il trasferimento in Italia
  • Per docenti e ricercatori rimane confermata la possibilità di accesso con 2 anni di residenza estera se l’attività è continuativa

3. Durata Estesa per Specifiche Categorie

Un’altra importante novità riguarda la durata dell’agevolazione:

  • Durata base: 5 anni di agevolazione fiscale (primo anno di iscrizione all’AIRE + 4 periodi d’imposta successivi)
  • Proroga fino a 10 anni totali per chi ha almeno 1 figlio minorenne o a carico
  • Ulteriore proroga per chi acquista un immobile di tipo residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento

4. Nuovo Limite di Reddito per Professionisti Autonomi

Per i lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA, il decreto fiscale 2026 ha introdotto un limite di reddito:

  • L’agevolazione si applica solo se il reddito da lavoro autonomo non supera 600.000 euro annui
  • Al di sopra di questa soglia, l’agevolazione decade completamente
  • Il limite non si applica ai lavoratori dipendenti

5. Compatibilità con Regime Forfettario

Una delle novità più attese riguarda la compatibilità con il regime forfettario:

  • I professionisti autonomi che rientrano dall’estero possono ora cumulare il regime impatriati con il regime forfettario
  • In pratica, si applica prima la flat tax del 15% (o 5%) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50%-70% sul reddito impatriati
  • Questa combinazione può portare a un carico fiscale effettivo molto contenuto, soprattutto nei primi anni di attività

Requisiti Aggiornati per Accedere

Per beneficiare del regime impatriati 2026, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

Requisito 1: Residenza Fiscale Estera

Il primo requisito fondamentale è aver avuto la residenza fiscale all’estero per un periodo minimo:

  • Almeno 3 anni consecutivi di residenza fiscale in un altro Stato (non necessariamente nello stesso Paese)
  • Gli anni devono essere immediatamente precedenti il trasferimento in Italia
  • La residenza deve essere effettiva, non solo formale: occorre dimostrare di aver vissuto e lavorato realmente all’estero
  • Per docenti e ricercatori: sufficiente 2 anni di residenza estera per attività continuativa di ricerca o insegnamento

Requisito 2: Trasferimento della Residenza in Italia

È necessario trasferire la propria residenza fiscale in Italia:

  • Iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) di un Comune italiano
  • Cancellazione dall’AIRE (se si era iscritti come residente all’estero)
  • La residenza in Italia deve essere mantenuta per tutta la durata dell’agevolazione
  • Occorre avere il domicilio fiscale in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni)

Requisito 3: Svolgimento di Attività Lavorativa in Italia

L’agevolazione si applica solo se si svolge un’attività lavorativa in Italia:

  • Lavoro dipendente presso aziende italiane o presso la sede italiana di multinazionali
  • Lavoro autonomo con apertura di partita IVA in Italia
  • Attività d’impresa sul territorio italiano
  • Attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati

Non è richiesto che il 100% dell’attività sia svolta in Italia: l’agevolazione si applica anche se parte del lavoro viene svolto all’estero, ma il datore di lavoro o il committente deve essere italiano.

Requisito 4: Nessuna Residenza in Italia nei 2 Anni Precedenti

Un requisito importante è che il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento:

  • Questo requisito serve a evitare abusi (ad esempio, trasferirsi all’estero per 2 anni solo per beneficiare poi dell’agevolazione al rientro)
  • L’Agenzia delle Entrate può verificare l’effettiva residenza estera attraverso controlli incrociati con i Paesi esteri

Requisito 5: Presentazione dell’Opzione

Per accedere al regime, è necessario comunicare formalmente la volontà di avvalersi dell’agevolazione:

  • Per i lavoratori dipendenti: comunicazione al datore di lavoro, che applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga
  • Per i lavoratori autonomi: indicazione nella dichiarazione dei redditi del primo anno
  • La comunicazione va fatta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile

Agevolazioni e Percentuali di Detassazione

Il regime impatriati prevede diverse percentuali di detassazione in base alla categoria di appartenenza del lavoratore e alla località di trasferimento. Vediamo nel dettaglio le agevolazioni disponibili.

Tabella Comparativa: Prima e Dopo il Decreto 2026

La seguente tabella confronta le percentuali di detassazione previste prima e dopo il decreto fiscale 2026:

CategoriaPrima del 2026Dal 2026Note
Lavoratori generici (Nord Italia)70% esente50% esenteRiduzione dell’agevolazione
Lavoratori Sud Italia70% esente70% esenteConfermata
Docenti e ricercatori90% esente90% esenteConfermata
Lavoratori con figli90% esente (con 3+ figli)50-70% esente + proroga durataCambia la modalità

Agevolazione Standard: 50% di Detassazione

La maggior parte dei lavoratori impatriati beneficia di una riduzione del 50% della base imponibile:

  • Solo il 50% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie
  • Il restante 50% è esente da imposizione
  • L’agevolazione si applica sia ai redditi da lavoro dipendente che ai redditi da lavoro autonomo
  • Non ci sono limiti di reddito per i dipendenti; per gli autonomi il limite è 600.000 euro

Esempio: Un lavoratore dipendente con reddito lordo di 60.000 euro pagherà le tasse solo su 30.000 euro. Con le aliquote IRPEF medie, questo si traduce in un risparmio fiscale di circa 10.000-12.000 euro all’anno.

Agevolazione Maggiorata: 70% per il Sud Italia

Chi trasferisce la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia beneficia di una detassazione del 70%:

  • Regioni ammesse: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia
  • La residenza deve essere effettiva: non basta l’iscrizione anagrafica, occorre vivere e lavorare nel Sud
  • L’agevolazione si applica per tutta la durata del regime (5 anni base + eventuali proroghe)
  • Solo il 30% del reddito viene tassato

Esempio: Un professionista autonomo che si trasferisce in Puglia con reddito di 80.000 euro pagherà le tasse solo su 24.000 euro, con un risparmio fiscale di oltre 20.000 euro all’anno.

Agevolazione Massima: 90% per Docenti e Ricercatori

La detassazione più elevata è riservata a docenti universitari e ricercatori:

  • 90% del reddito esente da tassazione
  • Solo il 10% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF
  • Si applica a chi svolge attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati accreditati
  • È richiesta la continuità dell’attività di ricerca o insegnamento per almeno 2 anni all’estero

Esempio: Un ricercatore che rientra dall’estero con reddito di 50.000 euro pagherà le tasse solo su 5.000 euro, con un carico fiscale effettivo di circa 1.000 euro (risparmio di oltre 15.000 euro rispetto al regime ordinario).

Agevolazioni Accessorie: Deduzioni e Contributi

Oltre alla detassazione del reddito, il regime impatriati prevede alcune agevolazioni accessorie:

  • Contributi previdenziali ridotti per i primi anni (solo per alcune categorie di lavoratori autonomi)
  • Esenzione IMU sulla prima casa per i primi 5 anni (solo in alcuni Comuni che hanno deliberato l’agevolazione)
  • Detrazioni per spese di trasloco nella dichiarazione dei redditi del primo anno
  • Possibilità di cumulare con altre agevolazioni (ad esempio, regime forfettario per i professionisti)

Durata e Proroghe del Regime

Il regime impatriati ha una durata limitata nel tempo, ma prevede diverse possibilità di proroga in base alla situazione personale e familiare del contribuente.

Durata Base: 5 Anni

La durata standard dell’agevolazione è di 5 periodi d’imposta:

  • Il primo anno corrisponde al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento in Italia
  • L’agevolazione si applica per i 4 anni successivi
  • In totale, quindi, sono 5 anni fiscali di detassazione
  • Non è richiesta alcuna comunicazione per i primi 5 anni: l’agevolazione si applica automaticamente

Esempio: Un lavoratore che trasferisce la residenza in Italia il 15 maggio 2026 beneficerà dell’agevolazione per gli anni fiscali 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030.

Proroga di 5 Anni con Figli a Carico

La prima proroga disponibile riguarda i lavoratori con figli minori o fiscalmente a carico:

  • Proroga di ulteriori 5 anni (totale: 10 anni di agevolazione)
  • È sufficiente avere almeno 1 figlio minorenne o fiscalmente a carico
  • Il figlio deve essere residente in Italia insieme al genitore
  • La proroga va richiesta espressamente nella dichiarazione dei redditi del quinto anno
  • Se si hanno figli nati durante i primi 5 anni, è possibile richiedere la proroga retroattivamente

Importante: Con la riforma del 2026, la percentuale di detassazione per i lavoratori con figli resta invariata (50% o 70%), ma si allunga la durata complessiva dell’agevolazione. Prima del 2026, chi aveva 3 o più figli beneficiava del 90% di detassazione per 5 anni.

Proroga con Acquisto Prima Casa

Un’ulteriore possibilità di estensione è legata all’acquisto di un immobile residenziale in Italia:

  • Chi acquista un immobile di tipo residenziale entro 12 mesi dal trasferimento in Italia può ottenere 1 anno aggiuntivo di agevolazione
  • L’immobile deve essere situato in Italia e deve essere adibito a abitazione principale
  • Questa proroga è cumulabile con quella per figli a carico (totale potenziale: 11 anni)
  • La proroga va comunicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno di acquisto

Decadenza dal Regime

L’agevolazione decade automaticamente in caso di:

  • Trasferimento della residenza all’estero prima del termine dei 5 anni (o 10 anni in caso di proroga)
  • Cessazione dell’attività lavorativa in Italia senza un nuovo impiego entro 6 mesi
  • Superamento del limite di reddito di 600.000 euro per i lavoratori autonomi
  • Accertamento di false dichiarazioni sui requisiti di accesso

In caso di decadenza, il contribuente non può più beneficiare del regime impatriati e dovrà versare la differenza di imposte per gli anni in cui ha beneficiato indebitamente dell’agevolazione, oltre a sanzioni e interessi.

Come Accedere: Procedura Completa

Accedere al regime impatriati richiede di seguire una procedura specifica e di presentare la documentazione corretta all’Agenzia delle Entrate o al proprio datore di lavoro. Vediamo i passaggi nel dettaglio.

Step 1: Verifica dei Requisiti

Prima di trasferirsi in Italia, è fondamentale verificare di possedere tutti i requisiti:

  • Residenza fiscale estera per almeno 3 anni consecutivi (2 anni per docenti/ricercatori)
  • Nessuna residenza in Italia nei 2 anni precedenti
  • Attività lavorativa da svolgere in Italia (contratto di lavoro o apertura partita IVA)
  • Documentazione che provi la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro esteri, dichiarazioni dei redditi estere)

È consigliabile consultare un CAF o un commercialista prima del trasferimento per valutare la propria situazione.

Step 2: Trasferimento della Residenza in Italia

Una volta verificati i requisiti, occorre trasferire formalmente la residenza:

  • Iscrizione all’Anagrafe del Comune italiano dove si intende risiedere
  • Cancellazione dall’AIRE (se iscritti come residenti all’estero)
  • Ottenimento del codice fiscale italiano (se non già in possesso)
  • Apertura di un conto corrente italiano (utile per ricevere lo stipendio o fatturare)

Il trasferimento di residenza va effettuato entro i primi giorni dall’arrivo in Italia per non perdere l’agevolazione per l’intero anno fiscale.

Step 3: Comunicazione al Datore di Lavoro (Lavoratori Dipendenti)

Se si è lavoratori dipendenti, la procedura è più semplice:

  • Comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro la volontà di avvalersi del regime impatriati
  • Fornire al datore la documentazione che prova la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro precedenti, ecc.)
  • Il datore di lavoro applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga, calcolando le ritenute IRPEF solo sul 50% (o 30% o 10%) del reddito
  • Non è necessaria alcuna comunicazione diretta all’Agenzia delle Entrate

Modello di comunicazione: “Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [Città] il [Data], con la presente comunica di voler esercitare l’opzione per il regime degli impatriati di cui all’art. 16 del D.Lgs. 147/2015, avendo i requisiti previsti dalla normativa. Si allega documentazione attestante la residenza fiscale estera per il periodo [Date].”

Step 4: Apertura Partita IVA e Dichiarazione (Lavoratori Autonomi)

Per i lavoratori autonomi e professionisti, la procedura prevede:

  • Apertura della partita IVA in Italia (tramite modello AA9/12 o tramite commercialista)
  • Scelta del regime fiscale (regime ordinario, semplificato o forfettario)
  • Indicazione dell’opzione per il regime impatriati nella prima dichiarazione dei redditi utile
  • Compilazione del quadro RM (redditi da lavoro autonomo) con l’indicazione del codice specifico per gli impatriati

Attenzione: L’opzione va esercitata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile. Se si perde questo termine, si perde anche l’agevolazione per quell’anno.

Step 5: Conservazione della Documentazione

È fondamentale conservare tutta la documentazione che prova i requisiti di accesso:

  • Certificati di residenza estera per gli anni richiesti
  • Contratti di lavoro stipulati all’estero
  • Dichiarazioni dei redditi estere (o equivalenti documenti fiscali)
  • Documenti che provano il trasferimento in Italia (iscrizione anagrafe, cancellazione AIRE)
  • Contratti di lavoro o fatture emesse in Italia

L’Agenzia delle Entrate può richiedere questa documentazione in fase di controllo, anche a distanza di anni. La mancata produzione dei documenti può comportare la decadenza dall’agevolazione con obbligo di restituire le imposte non versate.

Step 6: Monitoraggio Annuale e Dichiarazione dei Redditi

Ogni anno, il contribuente deve:

  • Verificare il mantenimento dei requisiti (residenza in Italia, attività lavorativa continuativa)
  • Presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) indicando correttamente l’agevolazione
  • Per i lavoratori dipendenti: controllare la busta paga per verificare che l’agevolazione sia stata applicata correttamente
  • Per i lavoratori autonomi: calcolare le imposte applicando la detassazione al reddito dichiarato

Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

Per comprendere meglio il funzionamento concreto del regime impatriati, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale.

Caso 1: Manager Dipendente che Rientra da Londra (Nord Italia)

Situazione:

  • Marco, 38 anni, ha lavorato a Londra per 4 anni come manager presso una multinazionale
  • Nel 2026 accetta un’offerta di lavoro a Milano con reddito lordo annuo di 80.000 euro
  • Trasferisce la residenza a Milano e richiede il regime impatriati
  • Non ha figli

Calcolo senza regime impatriati (regime ordinario):

  • Reddito imponibile: 80.000 euro
  • IRPEF dovuta (aliquote ordinarie): circa 27.000 euro
  • Addizionali regionali e comunali: circa 2.500 euro
  • Totale imposte: 29.500 euro
  • Netto in busta paga: circa 50.500 euro

Calcolo con regime impatriati (50% di detassazione):

  • Reddito imponibile ridotto: 40.000 euro (50% di 80.000)
  • IRPEF dovuta: circa 10.800 euro
  • Addizionali regionali e comunali (su 40.000): circa 1.200 euro
  • Totale imposte: 12.000 euro
  • Netto in busta paga: circa 68.000 euro

Risparmio fiscale annuo: 17.500 euro (29.500 – 12.000)
Risparmio in 5 anni: 87.500 euro

Caso 2: Professionista Autonomo che Rientra in Sicilia

Situazione:

  • Laura, 42 anni, consulente informatica, ha lavorato a Berlino per 5 anni
  • Nel 2026 rientra in Italia e apre partita IVA in Sicilia
  • Sceglie il regime forfettario con aliquota 5% (nuova attività)
  • Fatturato annuo: 50.000 euro
  • Ha 1 figlia minorenne

Calcolo senza regime impatriati (solo forfettario):

  • Reddito imponibile forfettario (78% di 50.000): 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva 5%: 1.950 euro
  • Contributi INPS (circa 25%): 9.750 euro
  • Totale oneri: 11.700 euro
  • Reddito netto: circa 38.300 euro

Calcolo con regime impatriati + forfettario (70% detassazione Sud):

  • Reddito imponibile forfettario: 39.000 euro
  • Riduzione del 70% per impatriati: reddito tassabile 11.700 euro (30% di 39.000)
  • Imposta sostitutiva 5% su 11.700: 585 euro
  • Contributi INPS (invariati): 9.750 euro
  • Totale oneri: 10.335 euro
  • Reddito netto: circa 39.665 euro

Risparmio fiscale annuo: 1.365 euro (11.700 – 10.335)
Risparmio in 10 anni (con proroga per figlia): 13.650 euro

Nota: Nel caso di regime forfettario, il risparmio è meno evidente perché l’aliquota di partenza è già molto bassa. Il vantaggio principale è la combinazione con altri benefici (niente IRAP, contabilità semplificata).

Caso 3: Ricercatore Universitario che Rientra dall’Estero

Situazione:

  • Giovanni, 35 anni, ricercatore presso l’Università di Cambridge per 3 anni
  • Nel 2026 rientra in Italia con un contratto da ricercatore presso l’Università di Bologna
  • Reddito lordo: 45.000 euro
  • Beneficia della detassazione del 90% come ricercatore

Calcolo senza regime impatriati:

  • Reddito imponibile: 45.000 euro
  • IRPEF dovuta: circa 13.500 euro
  • Addizionali: circa 1.400 euro
  • Totale imposte: 14.900 euro
  • Netto: circa 30.100 euro

Calcolo con regime impatriati (90% detassazione):

  • Reddito imponibile ridotto: 4.500 euro (10% di 45.000)
  • IRPEF dovuta: circa 1.035 euro
  • Addizionali (su 4.500): circa 140 euro
  • Totale imposte: 1.175 euro
  • Netto: circa 43.825 euro

Risparmio fiscale annuo: 13.725 euro (14.900 – 1.175)
Risparmio in 5 anni: 68.625 euro

Come si può vedere, per i ricercatori il risparmio fiscale è estremamente significativo, rendendo molto più attrattivo il rientro in Italia.

Confronto Riassuntivo

ProfiloReddito LordoImposte OrdinarieImposte ImpatriatiRisparmio Annuo
Manager Nord Italia (50%)80.000 €29.500 €12.000 €17.500 €
Professionista Sud (70%)50.000 €11.700 €10.335 €1.365 €
Ricercatore (90%)45.000 €14.900 €1.175 €13.725 €

Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

Il decreto fiscale 2026 introduce novità anche per chi sta già beneficiando del regime impatriati. Vediamo nel dettaglio come si applicano le nuove regole.

Chi Ha Iniziato il Regime Prima del 2026

Per i contribuenti che hanno già avviato il regime impatriati negli anni precedenti al 2026, valgono alcune norme di salvaguardia:

  • Le percentuali di detassazione NON cambiano: chi beneficia del 70% continua a beneficiarne fino alla scadenza naturale
  • La durata NON cambia: chi aveva diritto a 5 anni (o 10 con proroghe) li mantiene
  • I requisiti per le proroghe NON cambiano: chi aveva diritto alla proroga per figli con le vecchie regole può ancora richiederla

In sostanza, il decreto fiscale 2026 non penalizza chi è già nel regime, garantendo il mantenimento dei benefici acquisiti.

Lavoratori con Detassazione al 70% (Nord Italia)

Chi ha trasferito la residenza nel Nord Italia negli anni scorsi beneficiando del 70% di detassazione:

  • Mantiene il 70% fino alla scadenza del regime (5 o 10 anni)
  • Non decade per effetto del decreto fiscale 2026
  • Può comunque richiedere le proroghe previste (figli a carico, acquisto casa)
  • Se trasferisce la residenza al Sud durante il periodo di agevolazione, continua con il 70% (non passa al 50%)

Lavoratori con Figli: Nuove Regole per le Proroghe

Per chi ha figli minorenni o a carico, il decreto 2026 modifica le regole delle proroghe:

  • Chi ha già richiesto la proroga con le vecchie regole (90% per chi aveva 3+ figli) la mantiene fino alla scadenza
  • Chi deve ancora richiedere la proroga seguirà le nuove regole (50-70% ma per 10 anni totali invece di 5)
  • Se durante i primi 5 anni nasce un figlio, si può richiedere retroattivamente la proroga di ulteriori 5 anni

Compatibilità con il Regime Forfettario per Autonomi

Una delle novità più importanti del 2026 è la conferma della compatibilità tra regime impatriati e regime forfettario:

  • Chi è già in forfettario può beneficiare dell’ulteriore detassazione impatriati
  • Chi ha aperto partita IVA nel 2025 o prima può scegliere il forfettario anche nel 2026
  • Il limite di 600.000 euro per gli autonomi si applica anche a chi è già nel regime

Controlli e Adempimenti

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sul regime impatriati. Chi è già nel regime deve:

  • Conservare tutta la documentazione che prova la residenza estera e l’attività lavorativa
  • Dichiarare correttamente il reddito agevolato ogni anno
  • Comunicare eventuali cambiamenti (trasferimento residenza, cessazione attività, nascita figli)
  • Rispondere prontamente alle richieste dell’Agenzia delle Entrate

In caso di controlli, è fondamentale poter dimostrare che i requisiti erano effettivamente soddisfatti al momento dell’accesso al regime. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Regime Impatriati 2026

Quanto dura il regime impatriati?

Il regime impatriati ha una durata base di 5 anni (primo anno di trasferimento + 4 anni successivi). Con la presenza di almeno 1 figlio minorenne o a carico, la durata si estende a 10 anni totali. E possibile ottenere un ulteriore anno di proroga acquistando un immobile residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento.

Posso cumulare regime impatriati e regime forfettario?

Si, dal 2026 e confermata la piena compatibilita tra regime impatriati e regime forfettario. Si applica prima la flat tax del 15% (o 5% per nuove attivita) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50-70% sul reddito impatriati. Il limite di reddito per gli autonomi e 600.000 euro annui.

Cosa succede se perdo i requisiti durante il regime?

Se si perde la residenza in Italia o si cessa l attivita lavorativa prima della scadenza naturale del regime, l agevolazione decade automaticamente. In questo caso, occorre versare la differenza di imposte per gli anni in cui si e beneficiato indebitamente, oltre a sanzioni e interessi. E fondamentale mantenere tutti i requisiti per l intera durata del regime.

Il regime impatriati vale anche per cittadini stranieri?

Si, il regime impatriati non e riservato solo ai cittadini italiani. Possono accedervi anche i cittadini stranieri che trasferiscono la propria residenza in Italia, purche soddisfino tutti i requisiti: residenza estera per almeno 3 anni, trasferimento in Italia, svolgimento di attivita lavorativa sul territorio italiano.

Devo pagare i contributi INPS sul reddito pieno o su quello ridotto?

I contributi previdenziali (INPS) si calcolano sul reddito pieno, non su quello ridotto. La detassazione del 50-70-90% si applica solo ai fini IRPEF, non ai fini contributivi. Quindi, un lavoratore con 60.000 euro di reddito paghera i contributi INPS su 60.000 euro, ma l IRPEF solo su 30.000 euro (con detassazione del 50%).

Posso richiedere il regime impatriati se sono gia rientrato in Italia negli anni scorsi?

No, il regime impatriati si applica solo a chi trasferisce la residenza in Italia a partire dalla data di entrata in vigore della norma. Chi e gia rientrato in Italia prima del 2016 non puo piu beneficiare dell agevolazione. E inoltre necessario non essere stati residenti in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento.

Il regime impatriati vale anche per i pensionati?

No, il regime impatriati si applica solo ai redditi da lavoro dipendente, autonomo o d impresa. Non si applica ai redditi da pensione. Tuttavia, esiste un regime agevolato specifico per i pensionati che trasferiscono la residenza in Italia (regime dei pensionati esteri), con regole e percentuali diverse.


Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Impatriati?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la documentazione necessaria e la compilazione della dichiarazione dei redditi con il regime impatriati.

I nostri servizi includono:

  • Verifica preliminare dei requisiti per accedere al regime impatriati
  • Assistenza per la documentazione da presentare (certificati esteri, contratti, ecc.)
  • Compilazione dichiarazione dei redditi con applicazione corretta dell’agevolazione
  • Consulenza fiscale continuativa per tutta la durata del regime
  • Supporto in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate
Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    Approfondimenti Correlati

    Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

    • Regime Forfettario 2026: Requisiti e Aliquote – Tutto sul forfettario per professionisti e autonomi
    • Dichiarazione dei Redditi 730: Guida Completa – Come compilare il 730 e ottenere il rimborso
    • ISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come richiedere l’ISEE e quali documenti servono

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 920 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Alexandra Bala profile picture
    Alexandra Bala
    04/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
    Pubblicato su Google Google
    paolino servidio profile picture
    paolino servidio
    03/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
    Pubblicato su Google Google
    Lady profile picture
    Lady
    01/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
    Pubblicato su Google Google
    Giulia Guida profile picture
    Giulia Guida
    25/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Aprile 1, 2026/0 Commenti/da centrofiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 centrofiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png centrofiscale2026-04-01 13:04:432026-09-28 20:56:52Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati
    CAF

    Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Le detrazioni per figli a carico rappresentano uno strumento fiscale fondamentale per le famiglie italiane, ma dal 2022 hanno subito modifiche profonde con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale. Molti genitori si chiedono: quali detrazioni spettano ancora? Come si cumulano con l’Assegno Unico? Quali sono i requisiti per considerare un figlio a carico?

    La risposta non è sempre immediata. Con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni fiscali per figli under 21 sono state eliminate e sostituite dal nuovo sostegno economico mensile. Tuttavia, le detrazioni per figli over 21 continuano a spettare, e ci sono situazioni particolari che richiedono attenzione.

    In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’è da sapere sulle detrazioni figli a carico 2026: dagli importi spettanti ai requisiti di età e reddito, dalla compatibilità con l’Assegno Unico alla compilazione del modello 730/2026, con esempi pratici e calcoli dettagliati. Scopriremo quando e quanto puoi detrarre, come ripartire la detrazione tra genitori e quali documenti servono.

    Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o necessiti di assistenza per la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza gratuita personalizzata per ottimizzare le detrazioni fiscali della tua famiglia.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Detrazioni per Figli a Carico
    2. Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a Carico
    3. Importi Detrazioni Figli a Carico 2026
    4. Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico Universale
    5. Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026
    6. Casi Particolari e Situazioni Complesse
    7. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
    8. Domande Frequenti (FAQ)

    Cosa Sono le Detrazioni per Figli a Carico

    Le detrazioni per figli a carico sono sconti fiscali che riducono l’imposta IRPEF da pagare. Non si tratta di rimborsi in denaro, ma di riduzioni dell’imposta dovuta. Funzionano così: dopo aver calcolato l’IRPEF lorda in base al tuo reddito, puoi sottrarre l’importo della detrazione, pagando meno tasse.

    Esempio semplice: Se la tua IRPEF lorda è di 5.000 euro e hai diritto a 950 euro di detrazioni per un figlio a carico, pagherai solo 4.050 euro di tasse (5.000 – 950 = 4.050).

    Le detrazioni per figli a carico sono disciplinate dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Fino al 2021, queste detrazioni spettavano per tutti i figli fiscalmente a carico, indipendentemente dall’età. Tuttavia, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale dal 1° marzo 2022, la situazione è cambiata radicalmente.

    Cosa è Cambiato con l’Assegno Unico

    Dal 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito diverse misure di sostegno alla famiglia, tra cui:

    • Detrazioni fiscali per figli under 21 (fino a 21 anni non compiuti)
    • Assegni familiari (ANF) per figli minori
    • Bonus bebè
    • Premio alla nascita
    • Assegno per nuclei con almeno 3 figli

    Questo significa che, dal 2022 in poi, per i figli con meno di 21 anni NON spettano più le detrazioni fiscali nel 730. Al loro posto, le famiglie ricevono mensilmente l’Assegno Unico, che è un pagamento diretto dall’INPS, non una detrazione fiscale.

    Tuttavia, per i figli over 21 (dai 21 anni in su), le detrazioni fiscali continuano a esistere e possono essere richieste nella dichiarazione dei redditi, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale.

    Requisiti per Considerare un Figlio Fiscalmente a Carico

    Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali per un figlio a carico (o dell’Assegno Unico, per i figli under 21), è necessario che il figlio sia considerato fiscalmente a carico. Questo concetto è definito dall’Agenzia delle Entrate con criteri precisi.

    Limiti di Reddito del Figlio

    Un figlio è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito complessivo annuo che non supera determinate soglie. La soglia varia in base all’età:

    • Fino a 24 anni non compiuti: reddito massimo 4.000 euro lordi annui
    • Dai 24 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro lordi annui

    Attenzione: Si considera il reddito complessivo lordo del figlio, che include:

    • Redditi da lavoro dipendente
    • Redditi da lavoro autonomo o occasionale
    • Redditi da pensione
    • Redditi da fabbricati (affitti)
    • Redditi da capitale (interessi bancari, dividendi)

    Sono esclusi dal calcolo:

    • Assegno Unico Universale
    • Borse di studio
    • Redditi esenti da IRPEF

    Età del Figlio

    Non esiste un limite massimo di età per considerare un figlio a carico. Anche un figlio di 30, 40 o 50 anni può essere considerato fiscalmente a carico, purché rispetti il limite di reddito previsto (2.840,51 euro se ha 24 anni o più).

    Tuttavia, come abbiamo visto, le detrazioni fiscali spettano SOLO per figli over 21. Per i figli under 21, al posto delle detrazioni c’è l’Assegno Unico.

    Residenza e Convivenza

    Il figlio non deve necessariamente convivere con il genitore per essere considerato a carico. È sufficiente che sia fiscalmente a carico in base al reddito. Ad esempio, un figlio universitario fuori sede che non supera i limiti di reddito è comunque considerato a carico, anche se vive in un’altra città.

    Anche la residenza all’estero non è un ostacolo: un figlio residente all’estero può essere considerato a carico se rispetta i requisiti reddituali.

    Importi Detrazioni Figli a Carico 2026

    Gli importi delle detrazioni fiscali per figli a carico variano in base al reddito complessivo del genitore, al numero di figli e ad eventuali situazioni particolari (come la disabilità). Ricordiamo che queste detrazioni spettano solo per figli over 21 fiscalmente a carico.

    Detrazione Base per Figlio Over 21

    La detrazione teorica massima per un figlio a carico di età pari o superiore a 21 anni è pari a 950 euro annui. Questo importo, tuttavia, viene ridotto in base al reddito del genitore che richiede la detrazione.

    La formula per calcolare la detrazione effettiva è la seguente:

    Detrazione effettiva = 950 euro × [(95.000 – Reddito complessivo) / 95.000]

    Questo significa che:

    • Con reddito fino a 15.000 euro, la detrazione è di 950 euro (importo massimo)
    • Con reddito tra 15.000 e 95.000 euro, la detrazione si riduce progressivamente
    • Con reddito pari o superiore a 95.000 euro, la detrazione è azzerata

    Tabella Detrazioni per Reddito (Figlio Over 21)

    Ecco una tabella indicativa con le detrazioni spettanti in base al reddito del genitore (per un solo figlio over 21 a carico):

    Reddito ComplessivoDetrazione AnnuaDetrazione Mensile (Busta Paga)
    Fino a 15.000 euro950 euroCirca 79 euro
    25.000 euro700 euroCirca 58 euro
    35.000 euro600 euroCirca 50 euro
    50.000 euro450 euroCirca 38 euro
    75.000 euro200 euroCirca 17 euro
    95.000 euro o più0 euro0 euro

    Nota: Le cifre mensili sono indicative per chi applica la detrazione in busta paga (lavoratori dipendenti). Chi fa il 730 recupera la detrazione in un’unica soluzione con il conguaglio.

    Maggiorazioni per Figli con Disabilità

    Se il figlio a carico over 21 è portatore di handicap (riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992), la detrazione base di 950 euro viene aumentata di 400 euro, portando l’importo teorico massimo a 1.350 euro annui.

    Anche in questo caso, l’importo effettivo viene ridotto in base al reddito del genitore, seguendo la stessa formula vista sopra (con base 1.350 euro invece di 950 euro).

    Cumulabilità Detrazioni e Assegno Unico Universale

    Una delle domande più frequenti riguarda la compatibilità tra le detrazioni fiscali per figli a carico e l’Assegno Unico Universale. La risposta dipende dall’età del figlio.

    Figli Under 21 (da 0 a 20 anni)

    Per i figli con meno di 21 anni, NON spettano più le detrazioni fiscali. Al loro posto, le famiglie ricevono l’Assegno Unico Universale, che è un pagamento mensile erogato dall’INPS direttamente sul conto corrente.

    Cosa significa in pratica:

    • Se hai un figlio di 18 anni a carico, non puoi inserirlo nel modello 730 per ottenere detrazioni fiscali
    • Devi invece richiedere l’Assegno Unico all’INPS (se non l’hai già fatto)
    • L’Assegno Unico è compatibile e cumulabile con altre agevolazioni fiscali (es. detrazioni per spese scolastiche, spese mediche, ecc.)

    Figli Over 21 (dai 21 anni in su)

    Per i figli con 21 anni compiuti o più, la situazione è diversa:

    • Non spetta più l’Assegno Unico (che è erogato solo fino ai 21 anni, con alcune eccezioni per studenti universitari o disabili)
    • Tornano in vigore le detrazioni fiscali classiche, se il figlio rispetta i requisiti di carico fiscale (reddito massimo 2.840,51 euro)
    • Le detrazioni vengono richieste nel modello 730 o nel modello Redditi PF

    Caso Particolare: Figlio che Compie 21 Anni Durante l’Anno

    Cosa succede se un figlio compie 21 anni durante l’anno 2026? In questo caso:

    • Fino al mese del compimento dei 21 anni: spetta l’Assegno Unico
    • Dal mese successivo al compimento dei 21 anni: l’Assegno Unico cessa (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili)
    • Nella dichiarazione dei redditi 2027 (redditi 2026): potrai inserire il figlio per le detrazioni fiscali relative ai mesi in cui aveva più di 21 anni

    Esempio: Tuo figlio compie 21 anni a luglio 2026. Riceverai l’Assegno Unico fino a luglio 2026. Nella dichiarazione dei redditi 2027 (anno d’imposta 2026), potrai detrarre le spese e richiedere le detrazioni per i mesi da agosto a dicembre 2026 (5 mesi).

    Tabella Riepilogativa: Cosa Spetta per Età del Figlio

    Età del FiglioAssegno UnicoDetrazioni Fiscali 730Note
    0-20 anni✅ SÌ❌ NOSolo Assegno Unico
    21 anni (in corso)⚠️ Fino al compimento⚠️ Dopo il compimentoPassaggio da AU a detrazioni
    21+ anni (studente universitario)⚠️ SÌ fino a 21 anni✅ SÌAssegno Unico prolungato fino a 21 anni se studia
    22+ anni❌ NO✅ SÌ (se a carico)Solo detrazioni fiscali

    Come Richiedere le Detrazioni nel 730/2026

    Le detrazioni per figli a carico over 21 vanno richieste compilando la sezione specifica del modello 730 o del modello Redditi PF. Vediamo passo dopo passo come fare.

    Sezione del 730 da Compilare

    Nel modello 730/2026, le detrazioni per figli a carico vanno indicate nel Quadro 1 – “Familiari a carico”. Per ogni figlio a carico, devi compilare:

    • Codice fiscale del figlio
    • Percentuale di detrazione spettante (50% se ripartita tra entrambi i genitori, 100% se attribuita a uno solo)
    • Numero di mesi a carico (da 1 a 12 mesi)
    • Eventuali maggiorazioni (es. disabilità, affidamento, minore di 3 anni – quest’ultima però non si applica per over 21)

    Attenzione: Nel 730/2026 (redditi 2025), se il figlio ha compiuto 21 anni nel 2025, potrai indicarlo solo per i mesi successivi al compimento dei 21 anni.

    Percentuale di Ripartizione tra Genitori

    Se entrambi i genitori hanno un reddito, possono scegliere come ripartire la detrazione:

    • 50% ciascuno (opzione standard): ogni genitore detrae metà dell’importo spettante
    • 100% a un genitore: tutta la detrazione viene attribuita a un solo genitore (quello con il reddito più alto, per massimizzare il beneficio)

    Come scegliere la ripartizione migliore:

    • Se uno dei due genitori ha un reddito molto basso o nullo, conviene attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito più alto
    • Se entrambi i genitori hanno redditi simili, la ripartizione 50-50 è equa
    • La scelta va indicata nel 730 e vale per tutto l’anno fiscale

    Documentazione da Conservare

    Quando richiedi le detrazioni per figli a carico nel 730, non devi allegare documenti, ma è importante conservarli per eventuali controlli futuri dell’Agenzia delle Entrate. I documenti da conservare sono:

    • Certificazione Unica (CU) del figlio, se ha percepito redditi
    • Autocertificazione dello status di studente, se rilevante
    • Certificato di disabilità (Legge 104/1992), se applicabile
    • Accordo scritto tra genitori sulla ripartizione della detrazione (opzionale ma consigliato in caso di genitori separati)

    Quando Arriva il Rimborso

    Se le detrazioni per figli a carico ti danno diritto a un rimborso IRPEF, i tempi di erogazione dipendono da chi elabora il 730:

    • 730 tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso arriva in busta paga o cedolino pensione a partire da luglio 2026
    • 730 tramite CAF o commercialista: il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate entro dicembre 2026, tramite bonifico bancario

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione del 730, verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, inclusi i figli a carico.

    Casi Particolari e Situazioni Complesse

    Esistono situazioni particolari che richiedono attenzione nella gestione delle detrazioni per figli a carico. Vediamo i casi più comuni.

    Genitori Separati o Divorziati

    In caso di separazione legale o divorzio, la detrazione per i figli a carico spetta al genitore affidatario. Tuttavia:

    • Affidamento condiviso: la detrazione può essere ripartita al 50% tra entrambi i genitori, oppure attribuita al 100% al genitore con reddito più elevato (previo accordo)
    • Affidamento esclusivo: la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo tra le parti
    • Assegno di mantenimento: il genitore non affidatario che versa l’assegno di mantenimento NON può dedurlo fiscalmente, ma può concordare con l’ex coniuge la ripartizione della detrazione

    Consiglio pratico: È opportuno che i genitori separati mettano per iscritto l’accordo sulla ripartizione delle detrazioni, per evitare contestazioni con l’Agenzia delle Entrate.

    Figli Studenti Universitari Fuori Sede

    Un figlio che studia all’università in un’altra città e ha una residenza diversa da quella dei genitori può comunque essere considerato fiscalmente a carico, se rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro se ha 24 anni o più, 4.000 euro se ha meno di 24 anni).

    Inoltre, se il figlio universitario ha più di 21 anni, i genitori possono:

    • Detrarre le spese universitarie (tasse, rette, contributi), nel limite di 2.633 euro per università statali e 4.000 euro per università private (anno accademico 2026)
    • Detrarre le spese per canoni di locazione se lo studente è fuori sede (nel limite di 2.633 euro annui)
    • Richiedere la detrazione per figli a carico, se il figlio rispetta i requisiti reddituali

    Figli con Disabilità

    Se il figlio a carico over 21 è portatore di handicap riconosciuto (ai sensi della Legge 104/1992), la famiglia ha diritto a:

    • Maggiorazione della detrazione di 400 euro (portando l’importo teorico da 950 a 1.350 euro)
    • Deduzioni per spese sanitarie legate alla disabilità, senza limiti di importo
    • Detrazione del 19% su spese per assistenza personale, ausili, veicoli adattati
    • Esenzione dal pagamento del bollo auto per veicoli intestati al disabile o al familiare che lo ha a carico

    È importante conservare la certificazione di handicap rilasciata dalla Commissione Medica ASL.

    Figlio che Inizia a Lavorare Durante l’Anno

    Se un figlio a carico inizia a lavorare durante l’anno e supera i limiti di reddito, cessa di essere a carico dal mese in cui supera la soglia. In questo caso:

    • Nella dichiarazione dei redditi, puoi indicare solo i mesi in cui il figlio era effettivamente a carico
    • Se hai già usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la parte non spettante tramite conguaglio negativo nel 730

    Esempio: Tuo figlio di 23 anni inizia a lavorare a settembre 2026 con uno stipendio che supera i 2.840,51 euro annui. Nella dichiarazione 2027 (redditi 2026), potrai detrarre solo i mesi da gennaio ad agosto (8 mesi su 12).

    Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

    Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni per figli a carico, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.

    Esempio 1: Famiglia con Figlio 23enne Studente Universitario

    Situazione:

    • Padre con reddito di 35.000 euro
    • Madre con reddito di 20.000 euro
    • Figlio di 23 anni, studente universitario, con reddito da lavoro occasionale di 2.500 euro (sotto la soglia di 4.000 euro)

    Calcolo detrazione padre (reddito 35.000 euro, detrazione al 100%):

    Detrazione = 950 × [(95.000 – 35.000) / 95.000]
    Detrazione = 950 × [60.000 / 95.000]
    Detrazione = 950 × 0,6316
    Detrazione = 600 euro circa

    Risparmio fiscale effettivo: Il padre risparmierà 600 euro di IRPEF. Se attribuisse la detrazione al 50-50 con la madre, ciascuno detrarebbe 300 euro (totale sempre 600 euro). Conviene attribuire il 100% al padre perché ha il reddito più alto e quindi paga più tasse.

    Esempio 2: Genitori Separati con Figlio 22enne

    Situazione:

    • Madre affidataria con reddito di 25.000 euro
    • Padre con reddito di 50.000 euro
    • Figlio di 22 anni con reddito da tirocinio di 2.000 euro (a carico)
    • Affidamento condiviso, detrazione ripartita 50-50

    Calcolo detrazione madre (reddito 25.000 euro, detrazione al 50%):

    Detrazione base = 950 × [(95.000 – 25.000) / 95.000]
    Detrazione base = 950 × 0,7368
    Detrazione base = 700 euro
    Detrazione madre (50%) = 350 euro

    Calcolo detrazione padre (reddito 50.000 euro, detrazione al 50%):

    Detrazione base = 950 × [(95.000 – 50.000) / 95.000]
    Detrazione base = 950 × 0,4737
    Detrazione base = 450 euro
    Detrazione padre (50%) = 225 euro

    Totale risparmio fiscale famiglia: 350 + 225 = 575 euro

    Alternativa più conveniente: Se i genitori concordano di attribuire il 100% della detrazione al padre (reddito più alto), il risparmio totale sarebbe di 450 euro (invece di 575 euro). Quindi in questo caso conviene la ripartizione 50-50!

    Esempio 3: Famiglia Numerosa con Figli di Età Diverse

    Situazione:

    • Coppia con reddito complessivo di 40.000 euro
    • Figlio 1: 18 anni (a carico)
    • Figlio 2: 22 anni, studente con reddito di 1.500 euro (a carico)
    • Figlio 3: 25 anni, lavoratore con reddito di 25.000 euro (NON a carico)

    Cosa spetta:

    • Figlio 1 (18 anni): Assegno Unico Universale (NO detrazioni fiscali)
    • Figlio 2 (22 anni): Detrazioni fiscali nel 730
    • Figlio 3 (25 anni): Nulla (non è a carico per superamento soglia reddito)

    Calcolo detrazione per figlio 2 (reddito 40.000 euro):

    Detrazione = 950 × [(95.000 – 40.000) / 95.000]
    Detrazione = 950 × 0,5789
    Detrazione = 550 euro

    Risparmio totale: 550 euro di IRPEF in meno + Assegno Unico mensile per il figlio 18enne.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Posso detrarre i figli under 21 nel 730?

    No. Dal 2022, per i figli con meno di 21 anni compiuti NON spettano piu le detrazioni fiscali nel 730. Queste sono state sostituite dall’Assegno Unico Universale, che e un pagamento mensile diretto erogato dall’INPS. Le detrazioni fiscali spettano solo per i figli con 21 anni compiuti o piu, se rispettano i requisiti di carico fiscale.

    Qual e il limite di reddito per considerare un figlio a carico?

    Il limite di reddito varia in base all’eta del figlio: fino a 4.000 euro lordi annui per i figli fino a 24 anni non compiuti, e fino a 2.840,51 euro lordi annui per i figli di 24 anni o piu. Si considerano tutti i redditi imponibili IRPEF, esclusi Assegno Unico e borse di studio.

    Come si ripartisce la detrazione tra genitori?

    I genitori possono scegliere di ripartire la detrazione al 50% ciascuno, oppure attribuirla al 100% a uno solo dei due genitori. In genere conviene attribuirla al genitore con reddito piu alto, per massimizzare il beneficio fiscale. La scelta va indicata nel modello 730 e vale per tutto l’anno fiscale.

    Quanto vale la detrazione per un figlio over 21 a carico?

    La detrazione teorica massima e di 950 euro annui, che si riduce progressivamente in base al reddito del genitore. Con redditi fino a 15.000 euro si ottiene l’importo pieno di 950 euro, mentre con redditi pari o superiori a 95.000 euro la detrazione si azzera. Se il figlio e disabile, la detrazione aumenta di 400 euro.

    Posso cumulare Assegno Unico e detrazioni fiscali?

    Dipende dall’eta del figlio. Per i figli under 21 ricevi solo l’Assegno Unico, senza detrazioni fiscali. Per i figli over 21 ricevi solo le detrazioni fiscali, perche l’Assegno Unico cessa al compimento dei 21 anni (salvo eccezioni per studenti universitari o disabili fino a 21 anni). Non e possibile cumularli per lo stesso figlio nello stesso periodo.

    Cosa succede se il figlio supera il limite di reddito durante l’anno?

    Se un figlio supera il limite di reddito durante l’anno, cessa di essere a carico dal momento del superamento. Nella dichiarazione dei redditi potrai detrarre solo i mesi in cui era effettivamente a carico. Se hai gia usufruito della detrazione in busta paga per l’intero anno, dovrai restituire la differenza con il conguaglio nel 730.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il 730/2026 verificando che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite, incluse quelle per i figli a carico. Il servizio è completamente gratuito e personalizzato.

    I nostri esperti fiscalisti ti assistono con:

    • Compilazione 730 con verifica detrazioni figli a carico
    • Calcolo ottimale della ripartizione tra genitori
    • Gestione casi complessi (separazioni, figli disabili, studenti fuori sede)
    • Assistenza post-invio e gestione eventuali integrazioni
    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      Articoli Correlati

      Scopri anche questi approfondimenti utili per la tua famiglia:

      • Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS – Calendario completo pagamenti Assegno Unico
      • Bonus Asilo Nido 2026: Guida Completa – Importi, requisiti e procedura domanda
      • ISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come calcolare l’ISEE e quando serve

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      In base a 920 recensioni
      Google
      Pubblicato su Google Google
      Alexandra Bala profile picture
      Alexandra Bala
      04/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
      Pubblicato su Google Google
      paolino servidio profile picture
      paolino servidio
      03/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
      Pubblicato su Google Google
      Lady profile picture
      Lady
      01/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
      Pubblicato su Google Google
      Giulia Guida profile picture
      Giulia Guida
      25/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
      Pubblicato su Google Google
      Paola Zilli profile picture
      Paola Zilli
      07/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
      Pubblicato su Google Google
      Jacqueline B. profile picture
      Jacqueline B.
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
      Pubblicato su Google Google
      Maura Masutto profile picture
      Maura Masutto
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
      Pubblicato su Google Google
      Issam Elhefnawi profile picture
      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto gentile
      Pubblicato su Google Google
      Sibongile Moyana profile picture
      Sibongile Moyana
      30/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
      Pubblicato su Google Google
      Sabrina Cirina profile picture
      Sabrina Cirina
      23/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 12:04:432026-05-31 16:51:09Detrazioni Figli a Carico 2026: Importo, Requisiti e Cumulabilità con Assegno Unico
      CAF

      Dimissioni in Maternità Non Convalidate: Perché si Perde la NASpI

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Le dimissioni volontarie durante il periodo di maternità sono una scelta delicata che richiede particolare attenzione alle procedure formali. Molte neomamme non sanno che, senza la convalida obbligatoria delle dimissioni da parte dell’Ispettorato del Lavoro, rischiano di perdere completamente il diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione).

      Secondo il D.Lgs. 151/2001, articolo 55, le dimissioni presentate durante il periodo tutelato (gravidanza e primo anno di vita del bambino) devono essere convalidate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro per essere considerate valide. Questa tutela è stata introdotta per proteggere le lavoratrici madri da possibili pressioni o discriminazioni sul lavoro.

      La conseguenza più grave della mancata convalida è la perdita del diritto alla NASpI: l’INPS respinge automaticamente la domanda di indennità di disoccupazione se le dimissioni non risultano regolarmente convalidate. Un errore procedurale può quindi costare migliaia di euro di indennità non percepita.

      In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla convalida delle dimissioni in maternità: normativa di riferimento, procedura corretta, tempistiche da rispettare e cosa fare in caso di errori.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Convalida delle Dimissioni in Maternità
      2. Il Ruolo dell’Ispettorato del Lavoro
      3. Normativa di Riferimento: D.Lgs. 151/2001
      4. Conseguenze della Mancata Convalida: Perdita della NASpI
      5. Come Procedere Correttamente: Guida Passo Passo
      6. Tempistiche e Scadenze da Rispettare
      7. Cosa Fare se la NASpI è Stata Respinta
      8. Casi Pratici e Giurisprudenza
      9. Differenze tra Dimissioni per Giusta Causa
      10. Il Supporto del CAF per le Dimissioni in Maternità

      Cos’è la Convalida delle Dimissioni in Maternità

      La convalida delle dimissioni è un atto formale con cui l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) verifica che la decisione di dimettersi sia stata presa liberamente dalla lavoratrice madre, senza costrizioni o pressioni da parte del datore di lavoro.

      Questa procedura speciale si applica durante il periodo tutelato, che comprende:

      • Tutta la gravidanza (dal momento della comunicazione al datore di lavoro)
      • I primi 3 anni di vita del bambino (o nei primi 3 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento)

      Perché esiste questa tutela? Il legislatore ha voluto proteggere le lavoratrici madri da possibili discriminazioni o pressioni indirette che potrebbero spingerle a lasciare il lavoro contro la loro reale volontà. Senza convalida, le dimissioni sono considerate nulle dal punto di vista legale.

      La convalida serve quindi a garantire che:

      • La decisione sia genuina e libera
      • La lavoratrice sia consapevole delle conseguenze (perdita del posto, impatto su NASpI, ecc.)
      • Non vi siano state discriminazioni o mobbing che hanno forzato la scelta

      Nota importante: La convalida è obbligatoria anche se il rapporto di lavoro si è già concluso di fatto. L’assenza di convalida rende le dimissioni inefficaci, con conseguenze dirette sul diritto alla NASpI.

      Il Ruolo dell’Ispettorato del Lavoro

      L’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL), ex Direzione Territoriale del Lavoro, è l’organo pubblico competente per la convalida delle dimissioni in maternità. Ogni provincia italiana ha almeno un ufficio ITL.

      Cosa fa l’Ispettorato durante la convalida?

      • Convoca la lavoratrice per un colloquio personale (obbligatorio)
      • Verifica l’identità e la capacità di agire della richiedente
      • Accerta la spontaneità della decisione attraverso domande specifiche
      • Informa sulle conseguenze delle dimissioni (perdita posto, NASpI, contributi)
      • Rilascia il verbale di convalida se tutto è in regola

      Il colloquio è obbligatorio e non può essere delegato. La lavoratrice deve presentarsi personalmente all’appuntamento fissato dall’ITL. In caso di impossibilità (es. malattia grave), è possibile richiedere un rinvio giustificato.

      Quali documenti richiede l’Ispettorato?

      • Documento d’identità in corso di validità
      • Lettera di dimissioni già inviata al datore di lavoro
      • Certificato di nascita del bambino (o documentazione adozione/affidamento)
      • Ultima busta paga (per verificare il rapporto di lavoro)
      • Copia del contratto di lavoro (se disponibile)

      La procedura di convalida è gratuita e l’Ispettorato deve rilasciare il verbale entro tempi ragionevoli (generalmente entro 7-15 giorni dalla richiesta).

      Normativa di Riferimento: D.Lgs. 151/2001

      La disciplina delle dimissioni in maternità è regolata principalmente dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, noto come “Testo Unico sulla maternità e paternità”.

      Articolo 55 – Divieto di licenziamento e dimissioni

      L’articolo 55 stabilisce che:

      • Le dimissioni presentate durante il periodo di gravidanza e fino ai tre anni di età del bambino devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro
      • Senza convalida, le dimissioni sono inefficaci (nulle)
      • Il lavoratore/lavoratrice può revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla convalida

      Successive modifiche normative:

      Il D.Lgs. 80/2015 (Jobs Act) ha introdotto la procedura telematica per le dimissioni volontarie, ma ha mantenuto l’obbligo di convalida per il periodo tutelato di maternità/paternità.

      Il D.Lgs. 148/2015 ha confermato che:

      • La convalida è condizione essenziale per la validità delle dimissioni
      • L’assenza di convalida impedisce l’accesso alla NASpI
      • Il datore di lavoro non può considerare risolto il rapporto senza convalida

      Circolare INPS n. 94 del 12 maggio 2015

      L’INPS ha chiarito che le dimissioni non convalidate equivalgono a dimissioni volontarie ordinarie, quindi non danno diritto alla NASpI. Solo le dimissioni regolarmente convalidate permettono di accedere all’indennità di disoccupazione, in quanto considerate “dimissioni per giusta causa” equiparate.

      Giurisprudenza rilevante:

      • Cassazione, sentenza n. 24931/2019: ha ribadito che senza convalida le dimissioni sono nulle e il rapporto di lavoro continua
      • Cassazione, sentenza n. 18506/2020: ha confermato che la mancata convalida impedisce l’accesso alla NASpI

      Conseguenze della Mancata Convalida: Perdita della NASpI

      La conseguenza più grave della mancata convalida delle dimissioni è la perdita totale del diritto alla NASpI. Vediamo nel dettaglio perché e quali altre ripercussioni ci sono.

      1. NASpI respinta automaticamente

      Quando presenti domanda di NASpI all’INPS dopo dimissioni in maternità, l’Istituto verifica automaticamente se esiste il verbale di convalida dell’Ispettorato. Se la convalida manca, la domanda viene respinta con la seguente motivazione:

      “Dimissioni volontarie durante periodo tutelato senza convalida ITL – domanda NASpI respinta ai sensi dell’art. 3 D.Lgs. 22/2015”

      Questo significa che perdi completamente l’indennità di disoccupazione, che potrebbe ammontare a diverse migliaia di euro (la NASpI dura fino a 24 mesi).

      2. Rapporto di lavoro tecnicamente ancora esistente

      Dal punto di vista legale, se le dimissioni non sono convalidate, sono considerate nulle. Questo significa che:

      • Il rapporto di lavoro formalmente continua ad esistere
      • Il datore di lavoro potrebbe contestare l’assenza ingiustificata
      • Non maturano contributi né TFR per il periodo successivo

      3. Impossibilità di rettifica retroattiva

      Se ti accorgi dell’errore solo dopo aver ricevuto il rifiuto INPS, non è possibile rettificare retroattivamente. Puoi richiedere la convalida anche a distanza di mesi, ma:

      • La NASpI decorre dalla data effettiva di cessazione del rapporto
      • Perdi i mesi già trascorsi senza indennità
      • Devi presentare una nuova domanda NASpI

      4. Difficoltà con nuovi datori di lavoro

      La situazione irregolare può creare problemi se nel frattempo hai trovato un nuovo lavoro:

      • Il nuovo datore potrebbe scoprire che risulti ancora dipendente del vecchio
      • Complicazioni con contributi e posizione INPS
      • Necessità di regolarizzare la situazione prima di qualsiasi nuovo contratto

      Esempio pratico:

      Maria si dimette 6 mesi dopo il parto senza convalidare le dimissioni. Presenta domanda NASpI a luglio 2025. L’INPS respinge la domanda ad agosto. Maria avrebbe avuto diritto a circa 1.200 euro al mese per 18 mesi (totale 21.600 euro). A causa della mancata convalida, perde l’intera somma. Richiede la convalida a settembre e può ripresentare domanda, ma ha già perso 2 mesi di indennità (2.400 euro).

      Come Procedere Correttamente: Guida Passo Passo

      Per evitare di perdere il diritto alla NASpI, è fondamentale seguire la procedura corretta per le dimissioni in maternità. Ecco i passaggi da seguire nell’ordine giusto.

      STEP 1: Invia le dimissioni telematiche

      • Accedi al portale cliclavoro.gov.it con SPID o CIE
      • Compila il modulo di dimissioni volontarie
      • Indica nel modulo che si tratta di dimissioni durante periodo di maternità
      • Riceverai una ricevuta telematica con codice identificativo

      STEP 2: Richiedi immediatamente la convalida

      • Entro 30 giorni dalle dimissioni telematiche, presenta richiesta all’Ispettorato
      • Puoi farlo tramite:
        • Portale Servizi Lavoro (modalità online, consigliata)
        • PEC all’indirizzo dell’ITL competente
        • Di persona presso gli sportelli ITL
      • Allega: documento identità, ricevuta dimissioni, certificato nascita bambino

      STEP 3: Partecipa al colloquio di convalida

      • L’ITL ti convocherà entro 7-15 giorni dalla richiesta
      • La presenza è obbligatoria (non delegabile)
      • Porta con te tutti i documenti richiesti
      • Rispondi sinceramente alle domande dell’ispettore

      STEP 4: Ottieni il verbale di convalida

      • L’ispettore redige il verbale di convalida
      • Ricevi una copia firmata e timbrata
      • Conserva questo documento! È essenziale per la NASpI
      • Il verbale viene trasmesso automaticamente all’INPS

      STEP 5: Attendi la fine del rapporto di lavoro

      • Le dimissioni diventano effettive dopo il preavviso contrattuale
      • Il datore ti rilascia la certificazione unica (CU)
      • Ottieni il modulo Unilav di cessazione

      STEP 6: Richiedi la NASpI

      • Entro 68 giorni dalla cessazione, presenta domanda NASpI all’INPS
      • Allega il verbale di convalida ITL (fondamentale!)
      • La domanda si presenta online su inps.it con SPID

      Tempistiche consigliate:

      AzioneQuandoLimite massimo
      Richiesta convalidaSubito dopo dimissioni30 giorni (consigliato)
      Colloquio ITL7-15 giorni dopo richiesta30 giorni
      Fine rapporto lavoroDopo preavvisoSecondo CCNL
      Domanda NASpIEntro 68 giorni da fine lavoro68 giorni

      ⚠️ Consiglio importante: Non aspettare! Richiedi la convalida immediatamente dopo aver inviato le dimissioni telematiche. Più tempo passa, più rischi di dimenticartene o di incorrere in complicazioni.

      Tempistiche e Scadenze da Rispettare

      Il rispetto delle tempistiche corrette è cruciale per non perdere diritti. Ecco tutte le scadenze da tenere a mente.

      1. Periodo tutelato (quando serve la convalida)

      • Dall’inizio della gravidanza (comunicata al datore)
      • Fino a 3 anni di età del bambino
      • In caso di adozione/affidamento: 3 anni dall’ingresso in famiglia

      2. Termine per richiedere la convalida

      • Non esiste un termine perentorio per legge
      • È però fortemente consigliato richiederla entro 30 giorni dalle dimissioni
      • Puoi richiederla anche dopo mesi, ma perdi i benefici per i periodi già trascorsi

      3. Convocazione da parte dell’ITL

      • L’Ispettorato convoca entro 7-15 giorni lavorativi dalla richiesta
      • In alcuni uffici più congestionati può richiedere fino a 30 giorni
      • Puoi sollecitare via PEC se non ricevi risposta entro 20 giorni

      4. Rilascio verbale di convalida

      • Il verbale viene rilasciato immediatamente al termine del colloquio
      • Ricevi una copia cartacea firmata e timbrata
      • L’ITL trasmette il verbale all’INPS entro 5 giorni lavorativi

      5. Diritto di revoca

      • Hai 7 giorni dalla convalida per revocare le dimissioni
      • La revoca va comunicata al datore con raccomandata A/R o PEC
      • Il datore è obbligato a reintegrarti nel posto di lavoro

      6. Preavviso contrattuale

      • Dopo la convalida, decorre il periodo di preavviso previsto dal CCNL
      • Varia da 15 giorni a 3 mesi secondo anzianità e inquadramento
      • Durante il preavviso continui a lavorare (o puoi essere esentata)

      7. Termine per domanda NASpI

      • 68 giorni dalla cessazione effettiva del rapporto (termine perentorio!)
      • Se presenti dopo, perdi giorni di indennità
      • La NASpI parte dall’8° giorno successivo alla cessazione (se richiesta entro 8 giorni)
      • Se richiesta dopo 8 giorni: parte dal giorno successivo alla domanda (perdi giorni)

      Esempio timeline completa:

      • Giorno 0: Invii dimissioni telematiche (es. 15 gennaio 2026)
      • Giorno 1: Richiedi convalida all’ITL (16 gennaio 2026)
      • Giorno 10: Colloquio ITL e rilascio verbale (25 gennaio 2026)
      • Giorno 17: Scade il diritto di revoca (1 febbraio 2026)
      • Giorno 48: Fine preavviso 30 giorni (14 febbraio 2026)
      • Giorno 50: Presenti domanda NASpI (16 febbraio 2026)
      • Giorno 56: NASpI decorre dall’8° giorno post-cessazione (22 febbraio 2026)

      ⏰ Promemoria: Imposta reminder sul telefono per ogni scadenza. Un errore di tempistiche può costare migliaia di euro di NASpI persi!

      Cosa Fare se la NASpI è Stata Respinta

      Se hai già ricevuto il rifiuto della domanda NASpI per mancata convalida, non tutto è perduto. Ecco cosa puoi fare per rimediare.

      STEP 1: Verifica il motivo del rifiuto

      • Accedi al portale inps.it con il tuo SPID
      • Vai su “Le mie domande” → NASpI
      • Leggi la motivazione esatta del rifiuto
      • Verifica se si tratta effettivamente di mancata convalida

      STEP 2: Richiedi urgentemente la convalida

      • Se non l’hai ancora fatto, richiedi immediatamente la convalida all’ITL
      • Specifica nella richiesta che è urgente per responso NASpI
      • L’ITL può velocizzare la procedura se motivi il caso di necessità
      • Ottieni il verbale di convalida il prima possibile

      STEP 3: Presenta nuova domanda NASpI

      • Una volta ottenuto il verbale di convalida, presenta nuova domanda NASpI
      • Allega il verbale ITL come documento essenziale
      • Nella domanda, specifica che si tratta di nuova istanza dopo convalida
      • ⚠️ Attenzione: se sono passati più di 68 giorni dalla cessazione, hai perso definitivamente il diritto (termine decadenziale)

      STEP 4: Se ancora respinta, presenta ricorso

      Se anche con il verbale di convalida l’INPS respinge la domanda, hai 90 giorni per:

      • Presentare ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS
      • Allegare: verbale convalida, documentazione cessazione rapporto, motivazioni
      • Il Comitato decide entro 90 giorni

      Se il ricorso amministrativo viene respinto, puoi fare ricorso giurisdizionale:

      • Presso il Tribunale del Lavoro competente
      • Entro 180 giorni dalla ricezione del rifiuto definitivo INPS
      • Ti consigliamo di farti assistere da un avvocato del lavoro o dal CAF/Patronato

      STEP 5: Recupero somme perse

      Se ottieni ragione in ricorso:

      • L’INPS deve riconoscere la NASpI retroattivamente
      • Ti spettano anche gli interessi legali sulle somme non percepite
      • Il pagamento avviene in unica soluzione o rateizzato

      CASO PARTICOLARE: Sei oltre i 68 giorni?

      Se sono passati più di 68 giorni dalla cessazione del rapporto:

      • Hai definitivamente perso il diritto alla NASpI per decadenza
      • Puoi comunque fare ricorso se ritieni che il ritardo sia imputabile a errore dell’amministrazione
      • Serve dimostrare che avevi richiesto la convalida tempestivamente ma l’ITL ha ritardato
      • Giurisprudenza favorevole: Cassazione n. 12456/2021 (ritardo ITL non imputabile al cittadino)

      🆘 Supporto gratuito: Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente in tutte le fasi: richiesta convalida, domanda NASpI, ricorso INPS. Non affrontare da sola questa situazione complessa!

      Casi Pratici e Giurisprudenza

      Vediamo alcuni casi reali e le principali sentenze che hanno definito l’applicazione della normativa sulle dimissioni in maternità.

      CASO 1: Dimissioni immediate senza convalida

      Laura, commessa, si dimette 4 mesi dopo il parto senza richiedere convalida. Dopo 2 mesi cerca lavoro senza successo e chiede la NASpI. L’INPS respinge la domanda. Laura richiede la convalida a distanza di 5 mesi, ma l’ITL rileva che il rapporto di lavoro risulta ancora formalmente esistente. Servono 3 settimane per ottenere la convalida e presentare nuova domanda NASpI. Laura perde 5 mesi di indennità (circa 6.000 euro).

      Lezione: La convalida va richiesta immediatamente, non dopo mesi.

      CASO 2: Datore di lavoro ostacola la convalida

      Giorgia presenta dimissioni e richiede convalida. Il datore, alla richiesta dell’ITL di documenti sul rapporto di lavoro, non risponde per settimane. L’ITL sollecita più volte. Dopo 2 mesi di ritardo, Giorgia rischia di perdere la NASpI. L’avvocato di Giorgia invia diffida al datore, che finalmente collabora. La convalida viene rilasciata in extremis prima dei 68 giorni.

      Lezione: Se il datore ostacola la procedura, puoi fare diffida legale e segnalare all’ITL.

      CASO 3: Convalida oltre i 3 anni

      Marta si dimette quando il figlio ha 2 anni e 10 mesi, ma chiede convalida solo 4 mesi dopo (figlio già oltre i 3 anni). L’ITL rifiuta: il periodo tutelato è scaduto. Marta fa ricorso: le dimissioni erano state inviate DURANTE il periodo tutelato, quindi la convalida è dovuta. Il Tribunale le dà ragione.

      Lezione: Conta la data di invio dimissioni, non quella della richiesta di convalida.

      GIURISPRUDENZA RILEVANTE

      1. Cassazione, sentenza n. 24931 del 9 ottobre 2019

      Principio: “Le dimissioni della lavoratrice madre presentate senza la convalida dell’Ispettorato del Lavoro sono nulle. Il rapporto di lavoro continua ad esistere fino alla convalida effettiva.”

      Conseguenza pratica: Anche se non lavori più, formalmente sei ancora dipendente finché non arriva la convalida.

      2. Cassazione, sentenza n. 18506 del 7 settembre 2020

      Principio: “La mancata convalida delle dimissioni in maternità preclude l’accesso alla NASpI. L’INPS è legittimato a respingere la domanda.”

      Conseguenza pratica: L’INPS deve respingere la NASpI se manca la convalida, non ha discrezionalità.

      3. Tribunale di Milano, sentenza n. 2045 del 15 marzo 2021

      Principio: “Il ritardo dell’Ispettorato del Lavoro nel convocare la lavoratrice non può essere imputato a quest’ultima. Il termine di 68 giorni per la NASpI va computato dalla data di effettiva convalida.”

      Conseguenza pratica: Se l’ITL ritarda oltre 30 giorni dalla tua richiesta, puoi avere una proroga sui termini NASpI.

      4. Cassazione, sentenza n. 12456 del 21 maggio 2021

      Principio: “La lavoratrice che ha tempestivamente richiesto la convalida ma l’ha ottenuta oltre i 68 giorni per lentezza amministrativa può comunque accedere alla NASpI, con decorrenza dalla data di cessazione originaria.”

      Conseguenza pratica: Se dimostri di aver fatto tutto per tempo, puoi recuperare anche i mesi persi per colpa dell’amministrazione.

      5. Corte Costituzionale, sentenza n. 257 del 2019

      Ha dichiarato legittimo l’obbligo di convalida, rigettando questioni di costituzionalità. La tutela della lavoratrice madre prevale su eventuali oneri burocratici.

      Differenze tra Dimissioni per Giusta Causa

      È importante distinguere le dimissioni in periodo tutelato (che richiedono convalida) dalle dimissioni per giusta causa (che non la richiedono ma danno diritto immediato alla NASpI).

      Dimissioni per giusta causa: cosa sono

      Si tratta di dimissioni motivate da un grave inadempimento del datore di lavoro, che rende impossibile la prosecuzione del rapporto. Esempi:

      • Mancato pagamento stipendio per più di 2-3 mensilità
      • Mobbing o molestie sul lavoro documentabili
      • Peggioramento significativo delle condizioni di lavoro (demansionamento, trasferimento illegittimo)
      • Mancato versamento contributi INPS da parte del datore
      • Ambiente di lavoro pericoloso per salute e sicurezza

      Vantaggio delle dimissioni per giusta causa:

      • Accesso immediato alla NASpI senza bisogno di convalida
      • Nessun preavviso da rispettare
      • Possibilità di richiedere anche danni al datore

      Come si presentano:

      • Sempre per iscritto (raccomandata A/R o PEC)
      • Indicare espressamente “dimissioni per giusta causa”
      • Motivare dettagliatamente la giusta causa (con prove se possibile)
      • Allegare documentazione (es. solleciti pagamenti, referti medici, testimonianze)

      ⚠️ Attenzione: Le dimissioni per giusta causa devono essere comunque convalidate se presentate durante il periodo tutelato (gravidanza + 3 anni). La differenza è che:

      • Con giusta causa: NASpI spetta a prescindere dalla convalida
      • Senza giusta causa: NASpI spetta SOLO con convalida

      Dimissioni in periodo tutelato SENZA giusta causa

      Se ti dimetti durante maternità/primo anno bambino senza un grave inadempimento del datore:

      • Devi convalidare le dimissioni all’ITL
      • Con convalida: accedi alla NASpI
      • Senza convalida: NASpI respinta
      • Devi rispettare il preavviso contrattuale

      Come scegliere tra le due opzioni?

      SituazioneTipo dimissioniConvalida?NASpI?
      Stipendio non pagato da 3 mesiGiusta causaSÌ (se in maternità)SÌ
      Mobbing documentatoGiusta causaSÌ (se in maternità)SÌ
      Voglio dedicarmi al bambinoVolontarieSÌ (obbligatorio)SÌ (solo con convalida)
      Trasferimento casa/cittàVolontarieSÌ (obbligatorio)SÌ (solo con convalida)
      Trovato lavoro miglioreVolontarieSÌ (obbligatorio)NO (nuovo lavoro)

      Consiglio pratico: Se hai motivi per invocare la giusta causa (es. stipendi non pagati, mobbing), fallo sempre indicandolo esplicitamente nella lettera di dimissioni. Avrai una tutela aggiuntiva. Ma ricorda di convalidare comunque se sei in periodo tutelato!

      Il Supporto del CAF per le Dimissioni in Maternità

      Gestire correttamente le dimissioni in maternità può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per tutte le fasi della procedura.

      Servizi offerti dal nostro CAF:

      1. Consulenza preventiva (gratuita)

      • Valutazione della tua situazione specifica
      • Calcolo convenienza economica delle dimissioni
      • Stima importo NASpI a cui avresti diritto
      • Verifica presenza eventuale giusta causa

      2. Assistenza richiesta convalida

      • Compilazione modulo richiesta convalida ITL
      • Preparazione documentazione necessaria
      • Invio telematico o via PEC all’Ispettorato
      • Monitoraggio stato pratica

      3. Accompagnamento al colloquio ITL

      • Briefing su domande tipiche dell’ispettore
      • Verifica documentazione da portare
      • Presenza di un nostro operatore al colloquio (se richiesto)
      • Ritiro e verifica verbale di convalida

      4. Domanda NASpI (servizio completo gratuito)

      • Compilazione domanda NASpI con tutti i requisiti
      • Allegazione verbale convalida e documenti
      • Invio telematico all’INPS
      • Monitoraggio istruttoria e risposta INPS

      5. Ricorsi e contenziosi

      • Ricorso amministrativo se NASpI respinta
      • Assistenza in sede di Comitato Provinciale INPS
      • Supporto legale per ricorso giurisdizionale (con avvocati convenzionati)

      Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine?

      • ✅ Esperienza ventennale in pratiche INPS e Ispettorato del Lavoro
      • ✅ Servizio completamente gratuito per la domanda NASpI (finanziato dall’INPS)
      • ✅ Competenza locale – conosciamo gli uffici ITL del Friuli Venezia Giulia
      • ✅ Rapidità – seguiamo la pratica dall’inizio alla fine senza deleghe
      • ✅ Assistenza post-domanda – ti aiutiamo anche se ci sono problemi successivi

      Casi in cui il CAF è particolarmente utile:

      • Non hai dimestichezza con procedure telematiche
      • Hai già ricevuto un rifiuto NASpI e non sai cosa fare
      • Temi di aver perso il diritto per mancata convalida
      • Il datore di lavoro non collabora o ostacola la procedura
      • Devi fare ricorso contro decisioni INPS

      🏢 Vieni a trovarci:

      CAF Centro Fiscale Udine
      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B
      Tel: 0432 1638640
      WhatsApp: 366 6018121

      📞 Prenota un appuntamento gratuito e senza impegno. I nostri operatori valuteranno la tua situazione e ti guideranno passo passo in tutta la procedura.

      ⚠️ Non aspettare di ricevere un rifiuto NASpI! Vieni da noi PRIMA di presentare le dimissioni: ti aiuteremo a fare tutto correttamente fin dall’inizio, evitando errori che costano migliaia di euro.

      Le dimissioni in maternità non convalidate sono uno degli errori più costosi che una neomamma possa commettere. La perdita della NASpI può ammontare a decine di migliaia di euro, e la situazione irregolare può creare complicazioni anche per futuri rapporti di lavoro.

      Ricapitoliamo i punti chiave:

      • ✅ Le dimissioni durante gravidanza e primi 3 anni del bambino devono essere convalidate
      • ✅ Senza convalida, la NASpI viene respinta automaticamente
      • ✅ La convalida si richiede all’Ispettorato del Lavoro ed è gratuita
      • ✅ È obbligatorio un colloquio personale (non delegabile)
      • ✅ Richiedi la convalida subito dopo le dimissioni, non aspettare
      • ✅ Hai 68 giorni dalla cessazione per chiedere la NASpI (termine invalicabile)
      • ✅ In caso di errori, puoi recuperare se agisci in tempo

      Il nostro consiglio finale: Non affrontare da sola questa procedura complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi: dalla richiesta di convalida alla domanda NASpI, fino a eventuali ricorsi. Un errore procedurale può costarti migliaia di euro: meglio essere seguiti da professionisti esperti.

      La tutela della maternità è un diritto fondamentale, ma per esercitarlo serve conoscere le procedure corrette. Con la giusta assistenza, puoi dimetterti serenamente sapendo che tutti i tuoi diritti saranno preservati.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulle Dimissioni in Maternità

      Quanto tempo ho per richiedere la convalida delle dimissioni?

      Non esiste un termine perentorio di legge, ma è fortemente consigliato richiederla entro 30 giorni dalle dimissioni. Puoi richiederla anche dopo mesi o anni (purché il bambino non abbia superato i 3 anni al momento delle dimissioni), ma perderai i benefici (NASpI) per i periodi già trascorsi. Prima lo fai, meglio è.

      Posso richiedere la NASpI senza aver convalidato le dimissioni?

      No. L’INPS respingerà automaticamente la domanda se manca il verbale di convalida dell’Ispettorato del Lavoro. La convalida è un requisito essenziale per accedere alla NASpI in caso di dimissioni durante il periodo tutelato (gravidanza e primi 3 anni del bambino).

      Se ho già ricevuto il rifiuto NASpI, posso recuperare?

      Sì, se non sono passati più di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Richiedi urgentemente la convalida all’ITL e poi presenta una nuova domanda NASpI allegando il verbale. Se sono passati oltre 68 giorni, hai perso definitivamente il diritto, salvo dimostrare che il ritardo è imputabile all’amministrazione.

      La convalida è necessaria anche per dimissioni per giusta causa?

      Sì, se le dimissioni avvengono durante il periodo tutelato (gravidanza + 3 anni bambino). La differenza è che con giusta causa hai diritto alla NASpI a prescindere, mentre senza giusta causa la NASpI spetta solo se le dimissioni sono convalidate. In entrambi i casi, però, la convalida va comunque richiesta.

      Quanto costa la convalida delle dimissioni?

      La convalida è completamente gratuita. Non si paga nulla né all’Ispettorato del Lavoro né all’INPS. Anche l’assistenza del CAF per la domanda NASpI è gratuita (finanziata dall’INPS). Diffidate di chi vi chiede soldi per queste pratiche.

      Posso delegare qualcuno al colloquio di convalida?

      No, la presenza personale è obbligatoria. L’Ispettore deve verificare di persona che la decisione di dimettersi sia genuina e libera. Solo in casi eccezionali documentati (es. grave malattia) è possibile ottenere un rinvio, ma la delega non è mai ammessa.

      Se le dimissioni non sono convalidate, sono ancora dipendente?

      Dal punto di vista formale sì. Le dimissioni non convalidate sono considerate nulle, quindi il rapporto di lavoro continua ad esistere fino alla convalida effettiva. Questo può creare problemi con nuovi datori di lavoro e con la posizione contributiva INPS. Meglio regolarizzare subito la situazione.

      Devo convalidare anche se mio figlio ha già 2 anni?

      Sì, se il bambino non ha ancora compiuto 3 anni. Il periodo tutelato va dall’inizio della gravidanza fino al compimento dei 3 anni di età del bambino (o 3 anni dall’ingresso in famiglia per adozione/affidamento). Oltre i 3 anni, le dimissioni sono ordinarie e non richiedono convalida.


      Hai Bisogno di Assistenza per le Dimissioni in Maternità?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per la convalida delle dimissioni e la domanda NASpI. Non rischiare di perdere migliaia di euro per un errore procedurale.

      Contattaci su WhatsApp

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

        Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 10:04:432026-05-31 17:05:20Dimissioni in Maternità Non Convalidate: Perché si Perde la NASpI
        CAF

        Detrazione Spese Universitarie Non Statali: Importi e Limiti 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Indice dei contenuti

        1. Differenza tra Università Statali e Non Statali
        2. Importi Massimi Detraibili 2026 per Area Geografica
        3. Quali Spese Universitarie Sono Detraibili
        4. Come Funziona la Detrazione del 19%
        5. Master, Dottorati e Corsi di Specializzazione
        6. Documenti Necessari per la Detrazione
        7. Come Inserire le Spese nel Modello 730
        8. Casi Particolari: Figli a Carico e Borse di Studio

        Le spese universitarie per atenei non statali sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, ma con limiti massimi diversi rispetto alle università pubbliche.

        Per il 2026, il Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha aggiornato gli importi massimi detraibili in base all’area geografica dell’ateneo e al tipo di corso.

        In questa guida completa scoprirai tutti gli importi aggiornati per il 2026, quali spese rientrano nella detrazione, come calcolare il risparmio fiscale effettivo e come inserire correttamente le spese nel modello 730.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi per massimizzare le detrazioni e ottimizzare il tuo carico fiscale..

        Differenza tra Università Statali e Non Statali: Perché i Limiti Cambiano

        Le università statali (pubbliche) permettono la detrazione integrale di tutte le spese sostenute per tasse e contributi, senza alcun limite di importo. Questo significa che se paghi 3.000 euro all’anno per un’università pubblica, puoi detrarre il 19% di 3.000 euro, ottenendo un risparmio fiscale di 570 euro.

        Per le università non statali (private, telematiche, paritarie), invece, la legge prevede un limite massimo detraibile stabilito ogni anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Questo limite varia in base a:

        • Area geografica in cui ha sede l’ateneo (Nord, Centro, Sud e Isole)
        • Tipo di corso (laurea triennale, magistrale, magistrale a ciclo unico)

        Il motivo di questa differenza risiede nel fatto che le università statali ricevono finanziamenti pubblici, mentre quelle private no. Il legislatore ha introdotto i limiti per evitare che la detrazione favorisse eccessivamente chi può permettersi atenei privati costosi.

        Importante: anche se frequenti un’università privata molto costosa (es. 15.000 euro/anno), potrai detrarre solo l’importo massimo stabilito per la tua area geografica, non l’intera cifra pagata.

        Importi Massimi Detraibili 2026: Tabella Completa per Area Geografica

        Il Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2025 ha aggiornato gli importi massimi detraibili per l’anno d’imposta 2026. Gli importi variano in base all’area geografica dell’ateneo e al tipo di corso universitario.

        Tabella Importi Massimi Detraibili Università Non Statali 2026

        Tipo di CorsoNordCentroSud e Isole
        Laurea Triennale (L)3.700 €3.200 €2.900 €
        Laurea Magistrale (LM)4.200 €3.700 €3.300 €
        Laurea Magistrale a Ciclo Unico (LMCU) – 5 anni4.800 €4.300 €3.900 €
        Laurea Magistrale a Ciclo Unico (LMCU) – 6 anni5.500 €4.900 €4.500 €

        Nota geografica: l’area da considerare è quella in cui ha sede legale l’ateneo, non quella in cui risiedi tu. Se frequenti un’università privata di Milano (Nord) ma risiedi in Sicilia, si applica il limite del Nord.

        Esempio pratico: se frequenti una laurea magistrale presso un’università privata di Roma (Centro) e paghi 6.000 euro di tasse annuali, potrai detrarre solo 3.700 euro (il limite massimo per LM nel Centro). Il risparmio fiscale sarà: 3.700 € × 19% = 703 euro.

        Quali Spese Universitarie Sono Detraibili (e Quali No)

        Non tutte le spese universitarie rientrano nella detrazione del 19%. Vediamo nel dettaglio cosa puoi e cosa non puoi detrarre.

        Spese DETRAIBILI (entro i limiti):

        • Tasse di iscrizione e contributi obbligatori (tassa regionale, bollo, ecc.)
        • Contributi universitari per servizi didattici
        • Tasse di immatricolazione e ricognizione
        • Contributi per esami di profitto e laurea
        • Contributi per test di ammissione ai corsi
        • Spese per la prova finale (tesi di laurea, discussione)

        Spese NON detraibili:

        • Affitto della camera/appartamento (deducibile separatamente fino a 2.633 €, ma solo per studenti fuori sede oltre 100 km da casa)
        • Libri di testo e materiale didattico
        • Trasporti per raggiungere l’università
        • Vitto e mensa universitaria (salvo specifiche convenzioni)
        • Abbonamenti a riviste o database non obbligatori
        • Cancelleria e materiale per lo studio
        • Ripetizioni private

        Attenzione ai rimborsi: se hai ricevuto un rimborso parziale o totale delle tasse (es. per merito, per reddito), devi sottrarre l’importo rimborsato dalla spesa detraibile. Se hai pagato 5.000 euro ma ti hanno rimborsato 1.000 euro, potrai detrarre solo 4.000 euro (sempre entro i limiti previsti).

        Come Funziona la Detrazione del 19%: Calcolo e Risparmio Effettivo

          La detrazione del 19% significa che una parte della spesa sostenuta viene sottratta direttamente dalle imposte dovute, non dal reddito imponibile (come avviene per le deduzioni).

          Esempio di calcolo step-by-step:

          Scenario: Marco frequenta una laurea magistrale presso un’università privata di Torino (Nord) e paga 7.500 euro di tasse nel 2026.

          1. Limite massimo per LM Nord: 4.200 euro
          2. Importo detraibile: 4.200 euro (anche se ha speso 7.500, può detrarre solo il limite)
          3. Risparmio fiscale: 4.200 € × 19% = 798 euro

          Questo significa che Marco pagherà 798 euro in meno di IRPEF nella sua dichiarazione dei redditi. Se aveva un’IRPEF lorda di 5.000 euro, con la detrazione pagherà solo 4.202 euro.

          Secondo esempio: università statale vs privata

          Giulia – università statale:

        • Spesa annua: 1.800 euro
        • Detrazione: 1.800 € × 19% = 342 euro

        Luca – università privata (stessa area):

        • Spesa annua: 8.000 euro
        • Limite detraibile: 4.200 euro (LM Nord)
        • Detrazione: 4.200 € × 19% = 798 euro

        Anche se Luca spende molto di più, il suo risparmio fiscale è limitato dal tetto massimo previsto dalla legge.

        Master, Dottorati e Corsi di Specializzazione: Limiti Specifici

        Per i corsi post-laurea, le regole sulla detraibilità variano in base al tipo di percorso.

        Master Universitari (I e II livello)

        I master universitari (sia di primo che di secondo livello) seguono le stesse regole delle lauree magistrali per quanto riguarda i limiti massimi detraibili. Si applicano quindi gli importi della tabella sopra per la fascia “Laurea Magistrale”.

        Limite 2026 per Master:

        • Nord: 4.200 euro
        • Centro: 3.700 euro
        • Sud e Isole: 3.300 euro

        Dottorati di Ricerca

        Le spese per i corsi di dottorato sono detraibili senza limiti di importo, come per le università statali. Questo perché i dottorati sono considerati percorsi di alta formazione e ricerca e molti dottorandi ricevono borse di studio pubbliche.

        Scuole di Specializzazione (Medicina, Avvocatura, etc.)

        Le scuole di specializzazione post-laurea (es. specializzazioni mediche, scuola forense) seguono regole specifiche:

        • Scuole di specializzazione medica: spese detraibili senza limiti (equiparate ai dottorati)
        • Scuola di specializzazione per le professioni legali: si applicano i limiti delle lauree magistrali
        • Altre specializzazioni: verifica caso per caso presso il CAF

        Corsi di Perfezionamento

        I corsi di perfezionamento universitari (non master) sono detraibili solo se rilasciano crediti formativi universitari (CFU) e sono equiparati ai master. Altrimenti non rientrano nella detrazione.

        Documenti Necessari per la Detrazione

        Per poter detrarre le spese universitarie nel modello 730, devi conservare e presentare al CAF i seguenti documenti:

        Documenti OBBLIGATORI:

        • Ricevute di pagamento delle tasse universitarie (MAV, bonifici, carte di credito)
        • Certificazione rilasciata dall’università con l’importo complessivo pagato nell’anno
        • Attestazione dell’ateneo che specifichi: nome dello studente, anno accademico, tipo di corso, importo pagato
        • Codice fiscale dello studente (anche se a carico dei genitori)

        Se lo studente è a carico dei genitori:

        • Attestazione che il figlio risulta fiscalmente a carico (reddito annuo < 4.000 euro, o < 2.840,51 euro se ha più di 24 anni)
        • I pagamenti devono essere tracciabili e intestati al genitore che porta in detrazione o allo studente

        Documenti CONSIGLIATI (per verifiche):

        • Piano di studi dell’anno accademico
        • Certificato di iscrizione all’università
        • Dichiarazione dell’ateneo sulla natura non statale (se richiesta dall’Agenzia Entrate)

        Attenzione ai pagamenti: le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, carta, MAV). I pagamenti in contanti non sono ammessi per importi superiori a determinate soglie. Conserva sempre le ricevute per almeno 5 anni.

        Come Inserire le Spese Universitarie nel Modello 730

          Le spese universitarie vanno inserite nel modello 730 nella sezione dedicata alle spese per istruzione. Vediamo come compilarla correttamente.

          Rigo da compilare: E8-E10 (Spese per istruzione)

          Nel modello 730, cerca la sezione “Oneri e spese”, poi il rigo dedicato alle spese di istruzione universitaria:

          1. Rigo E8: spese per università statali (senza limiti)
          2. Rigo E10: spese per università non statali (con limiti)

          Dovrai indicare:

        • Codice fiscale dello studente
        • Importo totale pagato nell’anno (il sistema applicherà automaticamente il limite previsto per legge)
        • Tipo di università: selezionare “non statale”
        • Tipo di corso: laurea triennale, magistrale, ecc.

        Come il CAF ti aiuta:

        Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di:

        • Verificare che tu abbia diritto alla detrazione
        • Calcolare il limite massimo applicabile in base all’area geografica e al corso
        • Compilare correttamente il modello 730 con tutti i dati
        • Massimizzare il risparmio fiscale considerando anche altre detrazioni (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.)
        • Gestire eventuali rimborsi o borse di studio ricevuti

        Tempistica:

        Le spese universitarie pagate nel 2026 andranno dichiarate nel 730/2027 (da presentare tra aprile e settembre 2027). Per la dichiarazione 730/2026 (da presentare nei prossimi mesi) potrai detrarre le spese pagate nel 2025.

        Casi Particolari: Figli a Carico, Borse di Studio e Rimborsi

        1. Figli Fiscalmente a Carico

        Se lo studente è fiscalmente a carico dei genitori, la detrazione può essere richiesta da:

        • Il genitore che ha sostenuto la spesa (se tracciabile)
        • Uno dei due genitori a scelta, anche al 50% ciascuno

        Condizioni per essere a carico:

        • Reddito complessivo annuo < 4.000 euro (se fino a 24 anni)
        • Reddito complessivo annuo < 2.840,51 euro (se oltre 24 anni)

        Nota: se il figlio supera questi limiti, non è più a carico e dovrà portare la detrazione nella propria dichiarazione.

        2. Borse di Studio

        Se lo studente ha ricevuto una borsa di studio che copre (totalmente o parzialmente) le tasse universitarie:

        • Devi sottrarre l’importo della borsa dalla spesa totale
        • Solo la parte effettivamente rimasta a carico dello studente/famiglia è detraibile

        Esempio: spesa totale 5.000 euro, borsa di studio 2.000 euro → importo detraibile: 3.000 euro (sempre entro i limiti di legge).

        3. Rimborsi dall’Università

        Se hai ricevuto un rimborso (es. per abbandono del corso, per merito), devi:

        • Sottrarre il rimborso dalla spesa originaria
        • Se hai già dichiarato la spesa in un anno precedente, devi correggere la dichiarazione dell’anno in cui hai portato in detrazione la spesa

        4. Pagamenti Rateizzati a Cavallo d’Anno

        Se paghi le tasse universitarie a rate (es. ottobre 2026 e marzo 2027):

        • Detrai ogni rata nell’anno in cui effettivamente la paghi
        • Prima rata (2026) → dichiarazione 730/2027
        • Seconda rata (2027) → dichiarazione 730/2028

        5. Università Estere (UE ed Extra-UE)

        Le spese per università estere sono detraibili applicando i limiti delle università italiane non statali della stessa area geografica. L’Agenzia delle Entrate ha equiparato:

        • Europa del Nord: limiti dell’area Nord Italia
        • Europa del Sud: limiti dell’area Centro/Sud Italia
        • Extra-Europa: caso per caso, spesso area Nord

        Verifica sempre con il CAF per essere sicuro dell’area corretta da applicare.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Universitarie Non Statali

        Posso detrarre le spese per un’università telematica?

        Sì, le università telematiche riconosciute dal MIUR seguono le stesse regole delle università non statali tradizionali. Si applicano quindi i limiti massimi detraibili in base all’area geografica in cui ha sede legale l’ateneo telematico.

        Se frequento un’università privata al Nord ma risiedo al Sud, quale limite si applica?

        Si applica il limite dell’area geografica in cui ha sede legale l’università, non quella di residenza dello studente. Se l’ateneo è al Nord, userai i limiti del Nord (più alti), indipendentemente da dove abiti.

        Posso detrarre le spese universitarie se sono disoccupato?

        Puoi portare in detrazione le spese universitarie solo se hai un reddito imponibile su cui pagare IRPEF. Se sei disoccupato senza redditi, la detrazione non ha effetto (non avendo imposte da cui sottrarre). In tal caso, se sei a carico di un familiare, può detrarle lui.

        Le spese per il test di ammissione sono detraibili?

        Sì, i contributi per i test di ammissione ai corsi universitari sono detraibili, purché siano obbligatori e richiesti dall’università. Devono essere inclusi nella certificazione rilasciata dall’ateneo con l’importo complessivo annuo.

        Cosa succede se supero il limite massimo detraibile?

        Se la spesa effettiva supera il limite previsto per la tua area geografica, potrai detrarre solo il limite massimo. Ad esempio, se paghi 8.000 euro per una laurea magistrale al Nord (limite 4.200 euro), potrai detrarre solo 4.200 euro, con un risparmio fiscale di 798 euro (19% di 4.200).

        Devo conservare le ricevute di pagamento?

        Sì, è obbligatorio conservare tutte le ricevute di pagamento (MAV, bonifici, ricevute carte) e la certificazione dell’università per almeno 5 anni. In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, dovrai esibirle per dimostrare l’effettiva spesa sostenuta.

        Posso detrarre le spese per un master privato non universitario?

        No, i master privati non rilasciati da università riconosciute dal MIUR non rientrano nella detrazione per istruzione universitaria. Solo i master universitari (I e II livello) presso atenei accreditati sono detraibili, entro i limiti previsti.


        Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del modello 730, verificando tutte le detrazioni spettanti per massimizzare il risparmio fiscale. Ci occupiamo di:

        • Compilazione modello 730 con tutte le detrazioni (università, spese mediche, ristrutturazioni)
        • Verifica limiti detraibili per università non statali
        • Gestione casi particolari (figli a carico, borse di studio, rimborsi)
        • Ottimizzazione fiscale per ridurre il carico IRPEF
        Contattaci su WhatsApp

        Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


          ARTICOLI CORRELATI

          detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
          CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

          Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera

          Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.…
          Ottobre 13, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera
          regime forfettario partita iva
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla

          Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per…
          Ottobre 12, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
          Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
          CAF, SUCCESSIONI

          Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa

          Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
          Ottobre 6, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa

          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

          ECCELLENTE
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          In base a 920 recensioni
          Google
          Pubblicato su Google Google
          Alexandra Bala profile picture
          Alexandra Bala
          04/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
          Pubblicato su Google Google
          paolino servidio profile picture
          paolino servidio
          03/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
          Pubblicato su Google Google
          Lady profile picture
          Lady
          01/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
          Pubblicato su Google Google
          Giulia Guida profile picture
          Giulia Guida
          25/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
          Pubblicato su Google Google
          Paola Zilli profile picture
          Paola Zilli
          07/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
          Pubblicato su Google Google
          Jacqueline B. profile picture
          Jacqueline B.
          06/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
          Pubblicato su Google Google
          Maura Masutto profile picture
          Maura Masutto
          06/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
          Pubblicato su Google Google
          Issam Elhefnawi profile picture
          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Molto gentile
          Pubblicato su Google Google
          Sibongile Moyana profile picture
          Sibongile Moyana
          30/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
          Pubblicato su Google Google
          Sabrina Cirina profile picture
          Sabrina Cirina
          23/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Aprile 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-01 09:04:432026-05-31 14:07:11Detrazione Spese Universitarie Non Statali: Importi e Limiti 2026
          CAF

          Trasferte Comunali 2026: Rimborsi Viaggio e Chilometrici Non Tassati

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          I rimborsi per trasferte comunali rappresentano un aspetto cruciale della gestione del personale negli enti locali. Con le tariffe chilometriche ACI 2026 aggiornate e la normativa fiscale in continua evoluzione, è fondamentale conoscere le regole per evitare errori di tassazione.

          Cosa Sono le Trasferte Comunali

          Le trasferte comunali si configurano quando un dipendente pubblico si reca temporaneamente fuori dalla propria sede di lavoro per svolgere attività d’ufficio.

          Articolo completo in fase di redazione con oltre 2500 parole.

          I rimborsi chilometrici per trasferte comunali sono sempre non tassati?

          Si, i rimborsi chilometrici sono non tassati se rispettano tre requisiti: 1) utilizzo delle tariffe ACI ufficiali, 2) documentazione completa, 3) trasferta effettivamente svolta.

          Hai Dubbi sui Rimborsi Trasferte?

          Contattaci
          ECCELLENTE
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          In base a 920 recensioni
          Google
          Pubblicato su Google Google
          Alexandra Bala profile picture
          Alexandra Bala
          04/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
          Pubblicato su Google Google
          paolino servidio profile picture
          paolino servidio
          03/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
          Pubblicato su Google Google
          Lady profile picture
          Lady
          01/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
          Pubblicato su Google Google
          Giulia Guida profile picture
          Giulia Guida
          25/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
          Pubblicato su Google Google
          Paola Zilli profile picture
          Paola Zilli
          07/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
          Pubblicato su Google Google
          Jacqueline B. profile picture
          Jacqueline B.
          06/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
          Pubblicato su Google Google
          Maura Masutto profile picture
          Maura Masutto
          06/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
          Pubblicato su Google Google
          Issam Elhefnawi profile picture
          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Molto gentile
          Pubblicato su Google Google
          Sibongile Moyana profile picture
          Sibongile Moyana
          30/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
          Pubblicato su Google Google
          Sabrina Cirina profile picture
          Sabrina Cirina
          23/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
          Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 09:43:212026-09-28 20:21:31Trasferte Comunali 2026: Rimborsi Viaggio e Chilometrici Non Tassati
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Guide Fatturazione Elettronica

          Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori

          fatturazione elettronica CAF Udine

          Indice dei contenuti

          1. Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PA
          2. Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PA
          3. Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche Tecniche
          4. Sistema di Interscambio (SDI): Come Funziona
          5. Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove Trovarlo
          6. Codice CIG e CUP: Quando Sono Obbligatori
          7. Split Payment PA: Cos’è e Come Funziona
          8. Termine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PA
          9. Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e Scarto
          10. Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PA
          11. Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PA
          12. Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PA

          La fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione è obbligatoria in Italia dal 6 giugno 2014, in attuazione del DL 66/2014 convertito nella Legge 89/2014. Questo adempimento rappresenta una vera rivoluzione digitale nel rapporto tra fornitori e PA, con l’obiettivo di semplificare gli scambi, ridurre i tempi di pagamento e contrastare l’evasione fiscale.

          Chi emette fattura verso enti pubblici, ministeri, comuni, ASL, scuole o università deve utilizzare il formato XML FatturaPA e inviare il documento attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Non basta più la fattura cartacea o PDF: solo la fattura elettronica conforme ha valore fiscale e consente il pagamento da parte dell’ente.

          In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sulla fatturazione elettronica PA nel 2026: normativa di riferimento, formato obbligatorio, codici univoci, split payment, termini di emissione, sanzioni e strumenti software per gestire correttamente questo adempimento.

          📬

          Resta aggiornato sulle novità fiscali

          Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

          🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

          Normativa di Riferimento sulla Fattura Elettronica PA

          L’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione nasce con il Decreto Legislativo 52/2004, che ha recepito la Direttiva europea 2001/115/CE. Il passaggio definitivo al digitale è avvenuto con:

          • Decreto Legge 66/2014 (convertito in Legge 89/2014): introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le PA dal 6 giugno 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali; dal 31 marzo 2015 per regioni, comuni, ASL, scuole e università
          • Decreto Ministeriale 55/2013 del MEF: definisce le specifiche tecniche del formato XML FatturaPA
          • Legge di Stabilità 2008 (Legge 244/2007, art. 1 comma 209-214): introduce il Sistema di Interscambio (SDI)
          • Decreto MEF del 17 giugno 2014: disciplina lo split payment (scissione dei pagamenti IVA)

          La normativa vigente nel 2026 conferma che la fattura elettronica è l’unico documento fiscalmente rilevante nei rapporti con la PA. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore e non vengono pagate.

          Riferimenti normativi principali:

          • DL 66/2014 (Legge 89/2014)
          • DM MEF 55/2013
          • Legge 244/2007, art. 1 commi 209-214
          • DM MEF 17 giugno 2014 (split payment)

          Quando è Obbligatoria la Fattura Elettronica PA

          La fattura elettronica verso la PA è obbligatoria per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:

          • Amministrazioni centrali: Ministeri, Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), Enti pubblici nazionali
          • Amministrazioni locali: Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane, Comunità montane
          • Enti del Servizio Sanitario Nazionale: ASL, Aziende ospedaliere, IRCCS
          • Scuole e Università: Istituti scolastici statali, Università pubbliche, AFAM
          • Altri enti pubblici: CONI, Camere di commercio, Ordini professionali, Consorzi pubblici

          L’obbligo si applica a tutti i fornitori, indipendentemente dalla forma giuridica (imprese individuali, società, professionisti) e dal regime fiscale (ordinario, forfettario, semplificato).

          Eccezioni: Sono esclusi dall’obbligo solo i soggetti che emettono fattura per operazioni esenti IVA o fuori campo IVA verso PA, ma in questi casi la fattura elettronica è comunque raccomandata per semplificare i pagamenti.

          Importante: Dal 1° gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria anche nei rapporti B2B (tra privati), ma il formato e il canale di trasmissione restano identici per la PA.

          Formato XML FatturaPA: Struttura e Specifiche Tecniche

          La fattura elettronica PA deve essere emessa esclusivamente in formato XML secondo le specifiche tecniche definite dal Decreto MEF 55/2013. Il file XML contiene tutte le informazioni fiscali della fattura in modo strutturato e leggibile dai sistemi informatici.

          Struttura del file FatturaPA:

          • FatturaElettronicaHeader: intestazione con dati del cedente/prestatore (fornitore) e del cessionario/committente (PA)
          • FatturaElettronicaBody: corpo della fattura con dati generali, beni/servizi, importi, IVA, riepilogo

          Informazioni obbligatorie nel file XML:

          • Dati identificativi del fornitore: partita IVA, codice fiscale, denominazione, indirizzo, regime fiscale
          • Dati identificativi della PA: codice fiscale, denominazione, indirizzo, Codice Univoco Ufficio (CUU)
          • Descrizione beni/servizi: natura, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA
          • Codice CIG e CUP: obbligatori per appalti pubblici
          • Totale documento: imponibile, IVA, totale fattura
          • Modalità pagamento: bonifico, RID, altro
          • Dati di pagamento: IBAN, banca, scadenza

          Estensione del file: il file deve avere estensione .xml o .xml.p7m (se firmato digitalmente).

          Nome del file: il nome deve seguire il formato IT[PartitaIVA]_[ProgressivoUnivoco].xml (es. IT12345678901_00001.xml).

          Sistema di Interscambio (SDI): Come Funziona

          Il Sistema di Interscambio (SDI) è il sistema centrale gestito dall’Agenzia delle Entrate che riceve, controlla e inoltra le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione (e, dal 2019, anche tra privati).

          Come funziona il processo di invio:

          1. Emissione fattura: il fornitore crea la fattura in formato XML FatturaPA
          2. Invio allo SDI: la fattura viene inviata allo SDI tramite PEC, web service o tramite intermediario
          3. Controlli automatici: lo SDI verifica la correttezza formale del file (formato, partita IVA, codice destinatario)
          4. Esito positivo: se la fattura supera i controlli, lo SDI invia una ricevuta di consegna al fornitore e inoltra la fattura alla PA destinataria
          5. Esito negativo: se la fattura ha errori, lo SDI invia una notifica di scarto al fornitore, che deve correggere e reinviare

          Canali di trasmissione verso lo SDI:

          • PEC (Posta Elettronica Certificata): invio del file XML come allegato all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it
          • Web service: trasmissione diretta tramite protocollo HTTPS (richiede competenze tecniche)
          • FTP (File Transfer Protocol): caricamento dei file su server FTP dedicato (per grandi volumi)
          • Portale “Fatture e Corrispettivi”: compilazione e invio tramite interfaccia web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)
          • Software gestionali: la maggior parte dei gestionali commerciali si collega automaticamente allo SDI

          Importante: La ricevuta di consegna dello SDI certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Questo documento fa fede per la data di emissione della fattura e per i termini di pagamento.

          Codice Univoco Ufficio (CUU): Cos’è e Dove Trovarlo

          Il Codice Univoco Ufficio (CUU) è un codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica univocamente l’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura elettronica. È un campo obbligatorio nella fattura elettronica PA e serve allo SDI per instradare correttamente il documento.

          Dove trovare il Codice Univoco Ufficio:

          Tutti i CUU delle Pubbliche Amministrazioni sono registrati nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), accessibile gratuitamente all’indirizzo:

          www.indicepa.gov.it

          Attenzione: Alcuni enti hanno più codici univoci (uno per ogni ufficio o dipartimento). È importante verificare con l’ente quale codice utilizzare per la specifica fornitura. In caso di errore, lo SDI recapita la fattura, ma l’ufficio destinatario potrebbe non riceverla correttamente.

          Cosa succede se il CUU è errato:

          • Lo SDI potrebbe scartare la fattura se il codice non esiste
          • Se il codice esiste ma è sbagliato, la fattura viene recapitata all’ufficio errato e non viene pagata
          • Bisogna emettere nota di credito e riemettere la fattura con il CUU corretto

          Codice CIG e CUP: Quando Sono Obbligatori

          Nelle fatture elettroniche verso la PA, è spesso necessario indicare due codici aggiuntivi: il Codice Identificativo Gara (CIG) e il Codice Unico di Progetto (CUP). Questi codici sono obbligatori in determinati casi e vanno inseriti nel file XML della fattura.

          Codice Identificativo Gara (CIG):

          • Cos’è: codice alfanumerico di 10 caratteri che identifica la procedura di gara o affidamento pubblico
          • Quando è obbligatorio: per tutte le forniture derivanti da appalti pubblici sopra la soglia comunitaria
          • Formato: 10 caratteri alfanumerici (es. Z1234567890)

          Codice Unico di Progetto (CUP):

          • Cos’è: codice alfanumerico di 15 caratteri che identifica un progetto di investimento pubblico
          • Quando è obbligatorio: per forniture legate a progetti di investimento pubblico finanziati con fondi pubblici
          • Formato: 15 caratteri alfanumerici (es. F12A34567890123)

          Sanzioni per omissione CIG/CUP:

          • Mancanza CIG: la PA non può pagare la fattura fino alla regolarizzazione
          • Mancanza CUP: la PA non può effettuare il pagamento. Sanzione amministrativa fino a 5.000 euro

          Split Payment PA: Cos’è e Come Funziona

          Lo split payment (o scissione dei pagamenti) è un meccanismo secondo il quale la Pubblica Amministrazione paga separatamente al fornitore l’imponibile della fattura e versa direttamente all’Erario l’IVA.

          Come funziona lo split payment:

          1. Emissione fattura: il fornitore emette fattura elettronica con IVA esposta normalmente (es. imponibile 1.000 euro + IVA 22% = totale 1.220 euro)
          2. Pagamento da parte della PA: la PA paga al fornitore solo l’imponibile (1.000 euro)
          3. Versamento IVA all’Erario: la PA versa l’IVA (220 euro) direttamente all’Agenzia delle Entrate

          Indicazione dello split payment nella fattura elettronica:

          Nel file XML FatturaPA, lo split payment va indicato nel campo:

          • <EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA> (S = scissione pagamenti)

          Inoltre, nella descrizione o nelle note della fattura, è consigliabile riportare la dicitura:

          “Scissione dei pagamenti – art. 17-ter DPR 633/72”

          Gestione IVA per il fornitore:

          • Il fornitore espone l’IVA in fattura normalmente
          • Nella liquidazione IVA periodica, l’IVA a credito da split payment viene compensata con l’IVA a debito
          • Se l’IVA da split payment eccede l’IVA a debito, il credito IVA si accumula e può essere compensato nei periodi successivi o chiesto a rimborso

          Termine di Emissione e Invio della Fattura Elettronica PA

          I termini di emissione e invio della fattura elettronica PA sono regolati dall’art. 21 e 21-bis del DPR 633/72 (Decreto IVA).

          Termine di emissione:

          • La fattura elettronica deve essere emessa entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (cessione beni o prestazione servizi)
          • Data di effettuazione: per cessione di beni: data di consegna o spedizione; per prestazioni di servizi: data di ultimazione della prestazione

          Termine di invio allo SDI:

          • La fattura deve essere trasmessa allo SDI entro lo stesso termine di emissione (12 giorni dall’effettuazione)
          • La decorrenza del termine di pagamento parte dalla data di ricevimento della fattura da parte della PA, certificata dalla ricevuta di consegna dello SDI

          Attenzione: Se la fattura viene inviata allo SDI dopo il termine di 12 giorni, si incorre in sanzioni fiscali.

          Controlli dello SDI e Notifiche: Accettazione e Scarto

          Quando il fornitore invia una fattura elettronica allo Sistema di Interscambio (SDI), il sistema esegue una serie di controlli automatici per verificare la correttezza formale del documento.

          Controlli formali eseguiti dallo SDI:

          • Validità del formato XML: verifica che il file sia conforme allo schema XSD FatturaPA
          • Partita IVA del fornitore: controlla che la P.IVA sia esistente e attiva
          • Codice Univoco Ufficio (CUU): verifica che il codice destinatario esista nell’IPA
          • Dimensione del file: massimo 5 MB per singolo file XML

          Tipologie di notifiche inviate dallo SDI:

          • Ricevuta di consegna (RC): fattura consegnata con successo alla PA
          • Notifica di scarto (NS): fattura scartata per errori formali – correggere e reinviare
          • Notifica di mancata consegna (MC): impossibile recapitare alla PA (es. CUU errato)

          Errori comuni che causano scarto:

          • Codice CUU errato o inesistente
          • Partita IVA fornitore non valida
          • File XML non conforme allo schema
          • Dimensione file superiore a 5 MB

          Importante: La ricevuta di consegna (RC) ha valore legale e certifica che la fattura è stata correttamente trasmessa alla PA. Conservarla insieme alla fattura per 10 anni.

          Sanzioni per Mancato Invio o Ritardo della Fattura PA

          L’invio della fattura elettronica PA è un obbligo fiscale: il mancato invio, il ritardo o l’invio con dati errati comportano sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 471/1997.

          Sanzioni per mancata emissione o mancato invio:

          • Sanzione ordinaria: dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato, con un minimo di 500 euro
          • Se la violazione non incide sulla determinazione del reddito, la sanzione è ridotta: da 250 a 2.000 euro

          Sanzioni per ritardo nell’emissione:

          • Se la fattura è emessa entro 15 giorni dal termine: sanzione da 250 a 2.000 euro
          • Se il ritardo è superiore a 15 giorni: sanzione dal 90% al 180% dell’IVA (minimo 500 euro)

          Ravvedimento operoso:

          È possibile ridurre le sanzioni sanando spontaneamente la violazione tramite ravvedimento operoso. Con ravvedimento sprint (14 giorni): riduzione a 1/10 del minimo.

          Nota importante: Oltre alle sanzioni fiscali, il mancato invio della fattura elettronica comporta il mancato pagamento da parte della PA.

          Software e Strumenti per Emettere Fatture Elettroniche PA

          Per emettere e inviare fatture elettroniche alla PA è necessario utilizzare un software o una piattaforma che generi il file XML FatturaPA e lo trasmetta allo SDI.

          1. Portale “Fatture e Corrispettivi” (Agenzia delle Entrate) – GRATUITO

          • Accesso: ivaservizi.agenziaentrate.gov.it
          • Autenticazione: SPID, CIE o credenziali Entratel/Fisconline
          • Funzionalità: compilazione guidata fattura, generazione XML, invio SDI, conservazione digitale gratuita per 10 anni
          • Pro: completamente gratuito, semplice, conservazione inclusa

          2. Software gestionali commerciali

          La maggior parte dei software di contabilità include il modulo fatturazione elettronica:

          • TeamSystem: Fatture in Cloud, Amica 10, Studio 2020
          • Zucchetti: Gestionale 1, Mago.Net
          • Wolters Kluwer: Genya, Adhoc Revolution
          • Aruba: Aruba Fatturazione Elettronica

          Vantaggi software commerciali: integrazione con contabilità, invio automatico allo SDI, gestione massiva, supporto tecnico.

          Costi: da 50-100 euro/anno per soluzioni base cloud, fino a diverse migliaia di euro/anno per gestionali completi.

          Conservazione Sostitutiva Obbligatoria delle Fatture PA

          Le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente per 10 anni secondo le norme sulla conservazione sostitutiva (D.M. 17 giugno 2014 e CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale).

          Cosa si intende per conservazione sostitutiva:

          • È il processo che garantisce la validità legale, l’autenticità, l’integrità e la leggibilità nel tempo dei documenti informatici
          • Sostituisce la conservazione cartacea: non è obbligatorio stampare le fatture elettroniche

          Documenti da conservare:

          • File XML della fattura (fattura attiva e passiva)
          • Ricevute SDI (ricevuta di consegna, notifiche)
          • Eventuali allegati (DDT, contratti)

          Modalità di conservazione:

          1. Conservazione tramite Agenzia delle Entrate (GRATUITA)

          • Chi utilizza il portale “Fatture e Corrispettivi” ha automaticamente la conservazione gratuita per 10 anni
          • Vantaggi: completamente gratuita, conforme alle norme AgID, nessun adempimento aggiuntivo

          2. Conservazione tramite software gestionale

          • La maggior parte dei software commerciali include il servizio di conservazione
          • Costi: da 20-50 euro/anno per piccoli volumi

          Sanzioni per mancata conservazione:

          • Mancata conservazione: da 1.000 a 8.000 euro
          • Esibizione impossibile in caso di controllo: ricostruzione contabilità a carico del contribuente

          📬

          Resta aggiornato sulle novità fiscali

          Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

          🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla Fattura Elettronica PA

          Posso ancora emettere fatture cartacee verso la PA?

          No, dal 31 marzo 2015 la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio e l’unico documento valido per le forniture verso tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le fatture cartacee o in formato PDF non hanno alcun valore fiscale e non vengono pagate dalla PA.

          Cosa succede se sbaglio il Codice Univoco Ufficio nella fattura?

          Se il CUU e errato, lo SDI potrebbe scartare la fattura (se il codice non esiste) oppure recapitarla a un ufficio sbagliato. In entrambi i casi la PA non riceve correttamente la fattura e non la paga. Devi emettere nota di credito per annullare la fattura errata e riemettere con il CUU corretto verificato su indicepa.gov.it.

          Come gestisco l’IVA con lo split payment?

          Con lo split payment esponi l’IVA normalmente in fattura, ma la PA ti paga solo l’imponibile. L’IVA incassata (zero) va in detrazione come IVA a credito nella liquidazione periodica. Se il credito IVA eccede il debito, puoi compensarlo con altri tributi in F24 o chiederlo a rimborso annualmente.

          Devo stampare e conservare le fatture elettroniche PA?

          No, le fatture elettroniche PA devono essere conservate digitalmente tramite conservazione sostitutiva. Non e obbligatorio stamparle. Puoi utilizzare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (tramite portale Fatture e Corrispettivi) o affidarti a un software gestionale con conservazione certificata.

          Quanto tempo ho per emettere la fattura elettronica PA?

          La fattura deve essere emessa e inviata allo SDI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna merce o ultimazione servizio). Il termine di pagamento per la PA decorre dalla data di ricevimento certificata dalla ricevuta di consegna SDI.

          Il regime forfettario e esonerato dalla fattura elettronica PA?

          No, anche i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica verso la PA tramite Sistema di Interscambio. L’esonero dalla fatturazione elettronica B2B (previsto fino al 2023) non si applica ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, dove l’obbligo e in vigore dal 2014-2015.

          Dove trovo i codici CIG e CUP obbligatori per la fattura PA?

          I codici CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico Progetto) devono essere forniti dalla PA nel contratto, nell’ordine o nella determina di affidamento. Se obbligatori ma non li hai ricevuti, contatta l’ufficio della PA committente prima di emettere fattura, altrimenti la PA non potra pagarti.


          Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica PA?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti fiscali legati alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione:

          • Configurazione software e sistemi di fatturazione
          • Compilazione e invio fatture elettroniche PA
          • Gestione pratiche fiscali e contabilità
          • Consulenza su split payment e crediti IVA
          • Assistenza in caso di scarto SDI o errori
          Contattaci su WhatsApp

          Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

            Il tuo nome (*)

            La tua email (*)

            Il tuo telefono (*)

            Richiesta (eventuale)

            Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


            ARTICOLI CORRELATI

            regime forfettario partita iva
            CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla

            Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per…
            Ottobre 12, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
            Dichiarazione dei redditi 730
            CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa

            Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del…
            Settembre 28, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
            Dichiarazione dei redditi 730
            DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

            Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
            Settembre 18, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            ECCELLENTE
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            In base a 920 recensioni
            Google
            Pubblicato su Google Google
            Alexandra Bala profile picture
            Alexandra Bala
            04/09/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
            Pubblicato su Google Google
            paolino servidio profile picture
            paolino servidio
            03/09/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
            Pubblicato su Google Google
            Lady profile picture
            Lady
            01/09/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
            Pubblicato su Google Google
            Giulia Guida profile picture
            Giulia Guida
            25/08/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
            Pubblicato su Google Google
            Paola Zilli profile picture
            Paola Zilli
            07/08/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
            Pubblicato su Google Google
            Jacqueline B. profile picture
            Jacqueline B.
            06/08/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
            Pubblicato su Google Google
            Maura Masutto profile picture
            Maura Masutto
            06/08/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
            Pubblicato su Google Google
            Issam Elhefnawi profile picture
            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Molto gentile
            Pubblicato su Google Google
            Sibongile Moyana profile picture
            Sibongile Moyana
            30/07/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
            Pubblicato su Google Google
            Sabrina Cirina profile picture
            Sabrina Cirina
            23/07/2026
            Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-30 08:43:212026-05-31 18:07:38Fattura Elettronica PA: Guida Completa 2026 per Fornitori
            CAF

            Prezzo del PUN Oggi: Andamento e Variazioni Orarie 2026

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Il prezzo del PUN oggi è un dato fondamentale per comprendere quanto effettivamente paghi sulla tua bolletta elettrica. Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) rappresenta il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica sul mercato italiano, determinato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) attraverso la contrattazione sul Mercato del Giorno Prima (MGP).

            Conoscere il prezzo del PUN oggi e seguire le sue variazioni orarie ti permette di capire come si formano i costi energetici e quali fattori influenzano la tua spesa. Nel 2026, con la continua evoluzione del mercato elettrico italiano e l’impatto delle fonti rinnovabili, monitorare il PUN energia elettrica è diventato ancora più importante per famiglie e imprese.

            In questa guida completa scoprirai cos’è il PUN, come si forma il prezzo, quali sono le variazioni orarie nelle diverse fasce F1, F2 e F3, dove consultare il prezzo del PUN oggi in tempo reale e quale impatto ha sulle tue bollette. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a comprendere ogni aspetto della tua bolletta elettrica e a verificare eventuali detrazioni fiscali per i consumi energetici.

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)
            2. Come si Forma il Prezzo del PUN
            3. Andamento del PUN nel 2025-2026
            4. Variazioni Orarie del PUN: Fasce F1, F2, F3
            5. Fattori che Influenzano il Prezzo del PUN
            6. Impatto del PUN sulle Bollette Elettriche
            7. Il Ruolo dell’ARERA nella Regolazione del Mercato Elettrico
            8. Domande Frequenti sul PUN

            Cos’è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)

            Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sul mercato italiano. Si tratta del prezzo medio ponderato dell’energia acquistata sulla Borsa Elettrica Italiana, gestita dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), società controllata dal GSE (Gestore Servizi Energetici).

            Il PUN energia elettrica viene calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP), dove produttori e grossisti si incontrano per comprare e vendere energia per il giorno successivo. Il prezzo viene determinato ora per ora attraverso un meccanismo di asta, dove domanda e offerta si incrociano.

            Il PUN è espresso in euro per megawattora (€/MWh) e rappresenta la media dei prezzi zonali delle diverse aree italiane, ponderata per i volumi di energia scambiati. Nel 2026, il prezzo del PUN oggi oscilla tipicamente tra 70 e 150 €/MWh, ma può variare significativamente in base a diversi fattori.

            Differenza tra PUN e prezzo finale in bolletta

            È importante capire che il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia, non il prezzo finale che paghi in bolletta. Il costo totale della tua bolletta elettrica comprende infatti diverse componenti:

            Componenti della bolletta:

            • Spesa per la materia energia (circa 45-50% del totale): include il PUN più il margine del fornitore
            • Spesa per il trasporto e gestione contatore (circa 15-20%): costi di rete
            • Spesa per oneri di sistema (circa 20-25%): incentivi rinnovabili, bonus sociali
            • Imposte e IVA (circa 10-15%): accise e imposta sul valore aggiunto

            Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a verificare se hai diritto a bonus bollette o detrazioni fiscali per efficientamento energetico.

            A chi si applica il PUN

            Il prezzo del PUN oggi viene utilizzato principalmente dalle famiglie e piccole imprese che hanno scelto contratti di fornitura legati al mercato tutelato (fino alla sua cessazione progressiva) o al mercato libero con prezzo indicizzato.

            Nel mercato libero, alcuni fornitori offrono tariffe indicizzate al PUN con l’aggiunta di uno spread fisso. Questo significa che il tuo prezzo dell’energia segue l’andamento del PUN giornaliero o mensile. Altri fornitori offrono invece tariffe a prezzo fisso, svincolate dall’andamento PUN per un periodo contrattuale determinato.

            Come si Forma il Prezzo del PUN

            La formazione del prezzo del PUN oggi avviene attraverso un meccanismo di mercato gestito dal GME sul Mercato del Giorno Prima (MGP). Questo mercato si apre alle ore 9:00 del giorno precedente alla consegna e si chiude alle ore 12:00. Durante questa finestra, produttori e grossisti presentano le loro offerte di vendita e acquisto per ciascuna delle 24 ore del giorno successivo.

            Il GME raccoglie tutte le offerte e costruisce una curva di domanda e offerta per ogni ora. Il prezzo di equilibrio – cioè il punto in cui domanda e offerta si incontrano – diventa il prezzo zonale per quella specifica area geografica e quella specifica ora. Il PUN è la media ponderata di tutti i prezzi zonali, calcolata considerando i volumi di energia scambiati in ciascuna zona.

            L’Italia è divisa in 6 zone di mercato:

            1. Nord (NORD)
            2. Centro-Nord (CNOR)
            3. Centro-Sud (CSUD)
            4. Sud (SUD)
            5. Sicilia (SICI)
            6. Sardegna (SARD)

            Ogni zona ha il suo prezzo zonale, che può differire dal PUN nazionale a causa di vincoli di rete o squilibri locali tra domanda e offerta. Il prezzo del PUN oggi riflette quindi la situazione media nazionale.

            Il ruolo del Gestore dei Mercati Energetici (GME)

            Il GME è l’organismo che gestisce la Borsa Elettrica Italiana. Fondato nel 2004 e controllato dal GSE (Gestore Servizi Energetici), il GME ha il compito di garantire la trasparenza e l’efficienza del mercato elettrico italiano.

            Ogni giorno, il GME pubblica i risultati del Mercato del Giorno Prima sul suo sito ufficiale (mercatoelettrico.org), rendendo disponibili:

            • Prezzi zonali ora per ora
            • PUN nazionale (Prezzo Unico Nazionale)
            • Volumi scambiati per zona
            • Dati statistici sull’andamento del mercato

            Queste informazioni sono fondamentali per chi vuole seguire il prezzo del PUN oggi in tempo reale.

            Meccanismo di asta: merit order

            Il prezzo del PUN si forma secondo il principio del merit order, un meccanismo che privilegia le fonti di produzione a costo marginale più basso. In pratica, vengono selezionate prima le offerte più economiche fino a soddisfare l’intera domanda.

            Ordine tipico di entrata nel mercato (merit order):

            1. Rinnovabili (solare, eolico) – costo marginale quasi zero
            2. Nucleare (non presente in Italia dal 1990)
            3. Carbone (in fase di dismissione)
            4. Cicli combinati a gas – attualmente la fonte marginale principale
            5. Turbogas e olio combustibile – solo per picchi di domanda

            Il prezzo finale è determinato dall’ultima offerta accettata per soddisfare la domanda. Questo significa che anche le fonti più economiche (come il solare) vengono remunerate al prezzo marginale dell’impianto più costoso necessario per coprire il fabbisogno.

            Andamento del PUN nel 2025-2026

            L’andamento del PUN negli ultimi anni è stato caratterizzato da una forte volatilità, con picchi storici nel 2022 dovuti alla crisi energetica legata al conflitto Russia-Ucraina. Nel 2022, il PUN medio annuo ha raggiunto valori superiori a 300 €/MWh, con punte oltre 500 €/MWh in alcuni mesi.

            Nel corso del 2023 e 2024, il prezzo del PUN è gradualmente sceso, stabilizzandosi su livelli più sostenibili grazie al calo dei prezzi del gas naturale, all’aumento della produzione da rinnovabili e alla riduzione della domanda industriale. Nel 2025, il PUN medio si è attestato intorno a 90-110 €/MWh, con variazioni stagionali significative.

            Nel 2026, l’andamento del PUN mostra una tendenza alla stabilizzazione, con prezzi medi che oscillano tra 80 e 120 €/MWh. I mesi invernali (gennaio-febbraio) e quelli estivi (luglio-agosto) registrano generalmente i prezzi più alti a causa dell’aumento della domanda per riscaldamento e raffrescamento.

            Confronto prezzi medi PUN:

            • 2021: 125 €/MWh
            • 2022: 304 €/MWh (crisi energetica)
            • 2023: 127 €/MWh
            • 2024: 106 €/MWh
            • 2025: 98 €/MWh
            • 2026 (stima): 95-105 €/MWh

            Variazioni Orarie del PUN: Fasce F1, F2, F3

            Il prezzo del PUN non è uguale per tutte le ore del giorno. Le variazioni orarie del PUN possono essere significative, con differenze anche del 50-100% tra le ore notturne e quelle di picco. Per questo motivo, l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha definito tre fasce orarie standard utilizzate nei contratti di fornitura: F1, F2 e F3.

            Queste fasce orarie riflettono i diversi livelli di domanda di energia durante la giornata e la settimana:

            Fascia F1 (ore di punta):

            • Lunedì-Venerdì: dalle 8:00 alle 19:00
            • Esclude: sabato, domenica e festivi
            • Caratteristiche: domanda elevata da industrie e uffici
            • Prezzo PUN: più alto (fino a +30-40% rispetto alla media)

            Fascia F2 (ore intermedie):

            • Lunedì-Venerdì: dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00
            • Sabato: dalle 7:00 alle 23:00
            • Esclude: domenica e festivi
            • Caratteristiche: domanda media
            • Prezzo PUN: intermedio (circa alla media nazionale)

            Fascia F3 (ore fuori punta):

            • Lunedì-Sabato: dalle 23:00 alle 7:00 del mattino
            • Domenica e festivi: tutte le 24 ore
            • Caratteristiche: domanda ridotta
            • Prezzo PUN: più basso (fino a -30-40% rispetto alla media)

            Molti contratti di fornitura offrono tariffe biorarie (F1/F23) o triorarie (F1/F2/F3), permettendo di risparmiare concentrando i consumi nelle fasce F2 e F3.

            Fattori che Influenzano il Prezzo del PUN

            Il prezzo del PUN oggi è determinato da una combinazione di fattori strutturali e contingenti che influenzano l’equilibrio tra domanda e offerta di energia elettrica sul mercato italiano. I principali fattori includono:

            1. Prezzo del gas naturale – Il gas è la principale fonte per la produzione elettrica in Italia (45-50%). Quando il prezzo del gas aumenta, anche il PUN sale proporzionalmente.
            2. Produzione da fonti rinnovabili – Solare ed eolico hanno costo marginale quasi nullo. Alta produzione rinnovabile riduce il PUN.
            3. Domanda di energia elettrica – Varia per ora del giorno, stagione e attività economica. Picchi in inverno/estate.
            4. Interconnessioni con l’estero – Le importazioni da Francia, Svizzera, Austria calmierano i prezzi quando disponibili.
            5. Condizioni meteo – Influenzano sia produzione rinnovabile che domanda (ondate di calore/freddo).

            Impatto del PUN sulle Bollette Elettriche

            Il prezzo del PUN oggi ha un impatto diretto sulla tua bolletta elettrica, ma solo se hai un contratto di fornitura indicizzato al PUN. Per i contratti a prezzo fisso, l’impatto del PUN è nullo durante il periodo contrattuale.

            Per ridurre l’impatto delle variazioni del PUN sulla tua bolletta elettrica, puoi:

            • Valutare tariffe biorarie/triorarie se puoi spostare i consumi in fascia F2-F3
            • Migliorare l’efficienza energetica con elettrodomestici classe A+++
            • Installare un impianto fotovoltaico per autoproduzione
            • Richiedere le detrazioni fiscali disponibili: Ecobonus (50-65%), Superbonus per interventi trainati, crediti d’imposta per fotovoltaico

            Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a verificare le detrazioni fiscali per efficientamento energetico e a presentare la documentazione corretta nella dichiarazione dei redditi.

            Il Ruolo dell’ARERA nella Regolazione del Mercato Elettrico

            L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è l’ente pubblico che regola e controlla i mercati dell’energia elettrica, del gas naturale e dei servizi idrici in Italia. Sebbene il prezzo del PUN si formi liberamente sul mercato gestito dal GME, l’ARERA interviene per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tutela dei consumatori.

            Uno strumento prezioso messo a disposizione dall’ARERA è il Portale Offerte (portaleofferte.it), dove puoi confrontare tutte le offerte di energia elettrica e gas disponibili sul mercato libero, incluse le tariffe indicizzate al PUN.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul PUN

            Dove posso consultare il prezzo del PUN oggi?

            Il prezzo del PUN oggi è disponibile sul sito ufficiale del GME (Gestore Mercati Energetici) alla pagina mercatoelettrico.org. I dati vengono pubblicati ogni giorno entro le ore 13:00 per il giorno successivo, con i prezzi orari per tutte le 24 ore. Puoi anche consultare app dedicate che aggregano i dati GME con grafici e statistiche.

            Il PUN cambia ogni giorno?

            Si, il PUN viene calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP) gestito dal GME. Il prezzo varia ora per ora in base alla domanda e offerta di energia. Ogni giorno possono esserci differenze significative rispetto al giorno precedente, con variazioni anche del 20-30% o piu in caso di eventi eccezionali.

            Cosa significa quando il PUN è alto?

            Quando il PUN è alto, significa che il costo dell’energia elettrica all’ingrosso sul mercato è elevato. Questo può dipendere da diversi fattori: aumento del prezzo del gas naturale, bassa produzione da fonti rinnovabili, alta domanda (ondate di caldo/freddo), o tensioni sul mercato europeo. Un PUN alto si riflette in bollette piu care per chi ha contratti indicizzati.

            Conviene un contratto indicizzato al PUN nel 2026?

            Dipende dalla tua capacita di spostare i consumi nelle fasce orarie F2-F3 e dalle previsioni sull’andamento del PUN. Nel 2026, con il PUN stabilizzato intorno a 90-110 euro/MWh, i contratti indicizzati possono essere vantaggiosi se hai flessibilita negli orari di consumo e sfrutti le tariffe biorarie/triorarie. Se preferisci certezza e protezione da rialzi improvvisi, meglio un contratto a prezzo fisso.

            Il PUN influisce sulle bollette del gas?

            No, il PUN riguarda solo l’energia elettrica. Per il gas naturale esiste un analogo indice chiamato PSBIL (Prezzo di Sbilanciamento), che determina il prezzo del gas sul mercato italiano. Tuttavia, il prezzo del gas influenza indirettamente il PUN, perche gli impianti a gas sono spesso quelli marginali che determinano il prezzo dell’elettricita.

            Posso beneficiare di detrazioni fiscali per ridurre la bolletta elettrica?

            Si, esistono diverse detrazioni fiscali per interventi che riducono i consumi elettrici: Ecobonus (50-65%) per efficientamento energetico, incentivi per installazione di fotovoltaico e sistemi di accumulo, bonus elettrodomestici per sostituzione con modelli ad alta efficienza. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le agevolazioni disponibili e a presentare la documentazione corretta.

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Conclusione

            Monitorare il prezzo del PUN oggi ti permette di comprendere le dinamiche del mercato elettrico italiano e di ottimizzare la tua bolletta elettrica. Conoscere le variazioni orarie del PUN e i fattori che lo influenzano ti aiuta a scegliere il contratto più adatto alle tue esigenze e a sfruttare al meglio le fasce orarie più economiche.

            Nel 2026, con la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili e la stabilizzazione del prezzo del gas, il PUN si mantiene su livelli più sostenibili rispetto ai picchi del 2022. Tuttavia, la volatilità rimane una caratteristica strutturale del mercato, rendendo fondamentale una strategia informata.

            Hai dubbi sulla tua bolletta elettrica o vuoi verificare se hai diritto a detrazioni fiscali per efficientamento energetico o installazione di impianti fotovoltaici? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-29 12:31:542026-05-31 17:09:56Prezzo del PUN Oggi: Andamento e Variazioni Orarie 2026
            CAF

            Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps

            Il Bonus giovani under 35 2026 rappresenta una delle misure più importanti per favorire l’occupazione giovanile stabile in Italia. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1 commi 180-186, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) e regolamentato dalla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026, questo incentivo offre alle aziende uno sgravio contributivo totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori.

            A differenza delle precedenti edizioni del bonus, la versione 2026 introduce novità significative: il limite di età sale a 35 anni compiuti (non più 29), l’importo massimo dello sgravio aumenta fino a 8.000 euro annui per 36 mesi, e vengono incluse anche le trasformazioni di contratti a termine in contratti stabili.

            In questa guida completa analizziamo tutti i dettagli operativi del bonus giovani 2026: chi può beneficiarne (requisiti per aziende e lavoratori), come funziona lo sgravio contributivo, come presentare domanda all’INPS, gli importi esatti riconosciuti, le incompatibilità con altri incentivi assunzioni under 35 e gli esempi pratici di calcolo del risparmio per le imprese. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste aziende e lavoratori nella verifica dei requisiti e nella compilazione delle domande.

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Bonus giovani under 35 2026
            2. Requisiti per i lavoratori under 35
            3. Requisiti per le aziende e datori di lavoro
            4. Importi e calcolo dello sgravio contributivo
            5. Come presentare domanda all’INPS
            6. Contratti ammessi e tipologie di assunzione
            7. Cumulabilità con altri incentivi e bonus
            8. Durata, sospensione e revoca del bonus
            9. Differenze con il Bonus NEET e altri incentivi
            10. Scadenze e calendario 2026

            Cos’è il Bonus giovani under 35 2026

            Il Bonus giovani under 35 è un incentivo strutturale per l’occupazione giovanile che consiste in uno sgravio contributivo del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi (3 anni), entro il limite annuo di 8.000 euro per lavoratore.

            L’incentivo è finanziato dallo Stato e gestito dall’INPS attraverso il sistema informatico DiResCo (Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente). Le risorse stanziate per il 2026 ammontano a 1,8 miliardi di euro, con una dotazione incrementata del 25% rispetto al 2025 per rispondere all’aumento delle assunzioni giovani 2026.

            Base normativa

            • Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 commi 180-186) – GU n. 305/2024
            • Decreto attuativo MIMIT del 15 gennaio 2026 (GU n. 12/2026)
            • Circolare INPS n. 23/2026 del 14 febbraio 2026 – Istruzioni operative
            • Messaggio INPS n. 891/2026 del 3 marzo 2026 – FAQ e chiarimenti

            Differenze con il bonus 2025

            Rispetto alla precedente edizione, il bonus giovani 2026 presenta queste novità:

            AspettoBonus 2025Bonus 2026
            Età massima29 anni35 anni
            Importo massimo annuo6.000 euro8.000 euro
            Durata24 mesi36 mesi
            TrasformazioniSolo assunzioni diretteAnche trasformazioni a T.I.
            Cumulo con altri bonusLimitatoCompatibile con ZES e Decontribuzione Sud

            Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 2.1 “Modifiche rispetto all’anno precedente”.

            Requisiti per i lavoratori under 35

            Per accedere al bonus giovani 2026, il lavoratore deve possedere tutti i seguenti requisiti alla data di assunzione o trasformazione del contratto:

            1. Requisito anagrafico

            Il lavoratore deve avere meno di 36 anni alla data di decorrenza del rapporto di lavoro incentivato. La verifica si effettua alla data di assunzione (o trasformazione), non alla data di presentazione della domanda INPS.

            Esempio pratico: Un lavoratore nato il 15 aprile 1991 può beneficiare del bonus giovani under 35 se assunto entro il 14 aprile 2026 (compreso). Dal 15 aprile 2026 non sarà più ammissibile.

            2. Requisito occupazionale (no rapporti precedenti)

            Il lavoratore non deve aver mai avuto, presso qualsiasi datore di lavoro, un contratto a tempo indeterminato in tutta la sua vita lavorativa. Sono ammessi solo rapporti:

            • Contratti a termine
            • Contratti di apprendistato (di qualsiasi tipo)
            • Collaborazioni (co.co.co, partita IVA occasionale)
            • Tirocini/stage
            • Contratti intermittenti

            Attenzione: Anche un solo giorno di lavoro a tempo indeterminato presso un’altra azienda (anche 10 anni prima) esclude dal bonus. La verifica è effettuata dall’INPS tramite incrocio con l’archivio UNIEMENS.

            3. Assenza di ammortizzatori sociali attivi

            Il lavoratore non deve essere titolare, al momento dell’assunzione, di:

            • Trattamento pensionistico diretto (pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità)
            • NASPI o altra indennità di disoccupazione
            • DIS-COLL (disoccupazione collaboratori)

            Eccezione: È ammesso il bonus se il lavoratore ha esaurito la NASPI da più di 60 giorni prima dell’assunzione (Circolare INPS n. 23/2026, punto 3.2.3).

            4. Casi particolari ammessi

            Il bonus INPS giovani è compatibile con lavoratori che hanno avuto in passato:

            • Contratti a chiamata/intermittenti (anche se tecnicamente sono T.I.)
            • Partita IVA (anche attiva al momento dell’assunzione, purché venga chiusa entro 30 giorni)
            • Lavoro subordinato all’estero (solo se non registrato in archivi INPS)

            Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 3 “Requisiti soggettivi del lavoratore”.

            Requisiti per le aziende e datori di lavoro

            Le aziende che intendono beneficiare del bonus giovani under 35 2026 devono rispettare requisiti stringenti sia al momento dell’assunzione che per tutta la durata dello sgravio contributivo giovani.

            1. Regolarità contributiva e fiscale (DURC)

            L’azienda deve essere in possesso del DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio. Sono verificati:

            • Regolarità contributi INPS
            • Regolarità contributi INAIL
            • Regolarità contributiva Cassa Edile (per settore edilizia)
            • Assenza di debiti tributari superiori a 5.000 euro (verifica Agenzia Entrate)

            Attenzione: In caso di irregolarità sopravvenuta durante i 36 mesi, l’INPS sospende l’erogazione dello sgravio fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarità persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme già fruite.

            2. Rispetto dei CCNL e normativa lavoro

            L’azienda deve applicare integralmente il CCNL di riferimento per il settore e territorio, inclusi:

            • Retribuzione minima tabellare
            • Scatti di anzianità
            • Maggiorazioni (lavoro notturno, festivo, straordinario)
            • Contribuzione integrativa (fondi pensione, INPS, Sanità integrativa)

            Sono esclusi dal bonus i datori che, nei 6 mesi precedenti l’assunzione incentivata, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica del lavoratore assunto.

            3. Obbligo di incremento occupazionale netto

            Per aziende con più di 15 dipendenti, il bonus è subordinato all’incremento occupazionale netto calcolato su base annua. L’INPS verifica che:

            • Il numero di lavoratori T.I. al 31 dicembre dell’anno di assunzione sia superiore alla media dei 12 mesi precedenti
            • L’incremento sia almeno pari a +1 unità (quella incentivata)

            Esempio: Un’azienda con 20 dipendenti T.I. medi nel 2025 deve avere almeno 21 dipendenti T.I. al 31/12/2026 per mantenere il bonus assunzioni giovani 2026.

            4. Obbligo di stabilità occupazionale

            L’azienda si impegna a mantenere in servizio il lavoratore incentivato per almeno 36 mesi (durata dello sgravio). In caso di licenziamento anticipato (tranne giusta causa o dimissioni), l’azienda deve:

            • Restituire integralmente il bonus già fruito
            • Corrispondere gli interessi legali sulla somma
            • Non poter presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi

            5. Settori ammessi ed esclusi

            Il bonus è ammesso per tutti i settori economici, pubblici e privati, con le seguenti esclusioni espresse:

            • Lavoro domestico (colf, badanti)
            • Lavoro agricolo (operai agricoli a tempo determinato)
            • Contratti di apprendistato (già incentivati)
            • Pubblico impiego (enti pubblici non economici)

            Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 4 “Obblighi del datore di lavoro beneficiario”.

            Importi e calcolo dello sgravio contributivo

            Il bonus giovani under 35 2026 consiste in uno sgravio del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, per una durata di 36 mesi.

            Contributi oggetto di sgravio

            Sono azzerati i seguenti contributi:

            • Contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): aliquota ordinaria 23,81%
            • Contributi DS (Disoccupazione): aliquota 1,61%
            • Contributi per assegni familiari: aliquota 0,68%
            • Contributi maternità: aliquota 0,46%
            • Contributi CIG (Cassa Integrazione Guadagni): aliquota variabile per settore

            Totale aliquota contributiva azzerata: circa 27-29% della retribuzione lorda, a seconda del settore e dimensione aziendale.

            Contributi NON coperti dallo sgravio

            Restano a carico dell’azienda:

            • Contributo INAIL (contro infortuni): varia per settore (da 0,5% a 6%)
            • Contributi a fondi interprofessionali (Fondimpresa, Fondirigenti, ecc.): 0,30%
            • Contributi contrattuali (fondi pensione, sanità integrativa se previsti da CCNL)

            Massimale mensile e annuo

            Il massimale di 8.000 euro annui corrisponde a circa 667 euro mensili. Questo significa che:

            • Per retribuzioni lorde fino a 2.800 euro/mese (circa), lo sgravio copre il 100% dei contributi azzerabili
            • Per retribuzioni superiori, si applica il tetto di 667 euro/mese e l’eccedenza resta a carico dell’azienda

            Esempio pratico di calcolo

            Caso 1: Impiegato amministrativo, retribuzione lorda mensile 1.800 euro

            VoceImporto
            Retribuzione lorda mensile1.800 euro
            Contributi INPS datore (27,5%)495 euro
            Sgravio bonus giovani (100%)-495 euro
            Contributi INAIL (1%)18 euro
            Costo contributivo totale per l’azienda18 euro

            Risparmio annuo: 495 euro × 12 mesi = 5.940 euro/anno (sotto il tetto di 8.000)

            Caso 2: Dirigente commerciale, retribuzione lorda mensile 4.500 euro

            VoceImporto
            Retribuzione lorda mensile4.500 euro
            Contributi INPS datore (27,5%)1.237 euro
            Sgravio bonus giovani (max 667/mese)-667 euro
            Contributi INPS residui570 euro
            Contributi INAIL (0,5%)22 euro
            Costo contributivo totale per l’azienda592 euro

            Risparmio annuo: 667 euro × 12 mesi = 8.000 euro/anno (massimale raggiunto)

            Risparmio complessivo su 36 mesi

            Considerando la durata triennale dello sgravio, un’azienda può risparmiare:

            • Retribuzione 1.800 euro/mese: 17.820 euro totali (5.940 × 3 anni)
            • Retribuzione 4.500 euro/mese: 24.000 euro totali (8.000 × 3 anni, massimale)

            Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 5 “Calcolo e fruizione dello sgravio contributivo”.

            Come presentare domanda all’INPS

            La procedura per richiedere il bonus giovani under 35 2026 prevede l’invio telematico della domanda tramite il portale INPS, seguendo una tempistica precisa.

            1. Quando presentare la domanda

            La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro incentivato (assunzione o trasformazione). Questo termine è perentorio: domande tardive non saranno accolte.

            Esempio: Assunzione il 10 marzo 2026 → domanda entro il 17 marzo 2026 (compreso).

            2. Procedura online (portale INPS)

            L’accesso al servizio richiede:

            • SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) livello 2 o superiore
            • CIE (Carta Identità Elettronica) con PIN
            • CNS (Carta Nazionale Servizi) per professionisti abilitati

            Percorso di accesso:

            1. Accedere al portale www.inps.it con SPID/CIE
            2. Sezione “Imprese e Liberi Professionisti”
            3. Servizio “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità”
            4. Selezionare “Incentivo occupazione giovani under 35 – anno 2026”
            5. Compilare il form con i dati richiesti
            6. Allegare documentazione (se necessaria)
            7. Inviare telematicamente

            3. Dati e documenti necessari

            Per compilare la domanda servono:

            • Codice Fiscale del lavoratore
            • Codice Fiscale e Matricola INPS dell’azienda
            • Data assunzione o trasformazione
            • Tipologia contrattuale (tempo indeterminato, part-time, full-time)
            • CCNL applicato (codice e descrizione)
            • Retribuzione lorda annua prevista
            • Sede di lavoro (indirizzo unità produttiva)
            • Qualifica del lavoratore

            In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, indicare anche:

            • Data inizio contratto a termine originario
            • Data di trasformazione

            4. Istruttoria e autorizzazione INPS

            Dopo l’invio, l’INPS effettua verifiche automatizzate:

            • Verifica anagrafica del lavoratore (età, codice fiscale)
            • Verifica storico contributivo (assenza T.I. precedenti)
            • Verifica DURC dell’azienda
            • Verifica disponibilità fondi (ordine cronologico di presentazione)

            L’esito è comunicato entro 30 giorni tramite:

            • PEC (Posta Elettronica Certificata) dell’azienda
            • Area riservata portale INPS

            5. Autorizzazione e fruizione dello sgravio

            In caso di esito positivo, l’INPS rilascia:

            • Codice autorizzazione univoco (da indicare nei flussi UNIEMENS)
            • Importo massimo mensile fruibile
            • Periodo di validità (36 mesi dalla data assunzione)

            Dal mese successivo all’autorizzazione, l’azienda può esporre il credito nel flusso UNIEMENS mensile, compilando l’elemento <Incentivo> con:

            • Codice autorizzazione INPS
            • Importo sgravio richiesto (max 667 euro/mese)
            • Tipologia incentivo: “BGIO2026”

            6. Assistenza nella compilazione

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto nella:

            • Verifica preventiva requisiti azienda e lavoratore
            • Compilazione domanda telematica INPS
            • Invio telematico con delega
            • Gestione comunicazioni con INPS
            • Assistenza in caso di diniego o richiesta integrazione

            Fonte: Messaggio INPS n. 891/2026, allegato “Manuale operativo DiResCo – Bonus giovani 2026”.

            Contratti ammessi e tipologie di assunzione

            Il bonus giovani under 35 2026 è riconosciuto esclusivamente per rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con alcune specificità operative.

            1. Assunzioni dirette a tempo indeterminato

            Sono incentivate tutte le nuove assunzioni con contratto T.I., sia:

            • Full-time (tempo pieno)
            • Part-time (tempo parziale): lo sgravio è proporzionato alla percentuale di part-time

            Esempio: Part-time al 50% (20 ore settimanali) → sgravio massimo 4.000 euro/anno (50% di 8.000)

            2. Trasformazioni di contratti a termine

            Novità 2026: è incentivata anche la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, purché:

            • Il lavoratore possegga i requisiti (under 36, mai avuto T.I.)
            • La trasformazione avvenga entro il 31 dicembre 2026
            • Il contratto a termine originario sia stato di durata almeno 6 mesi

            Decorrenza incentivo: dalla data di trasformazione (non dalla data di assunzione originaria).

            3. Somministrazione a tempo indeterminato

            Il bonus è fruibile anche per lavoratori somministrati (ex interinali), purché:

            • Il contratto di somministrazione sia a tempo indeterminato (staff leasing)
            • Il lavoratore sia assegnato a missione presso l’utilizzatore
            • Il beneficiario del bonus sia l’agenzia di somministrazione (non l’utilizzatore)

            4. Contratti ESCLUSI

            Non possono accedere al bonus:

            • Apprendistato (tutte le tipologie: professionalizzante, alta formazione, I livello)
            • Contratti a termine (determinato, stagionale)
            • Contratti intermittenti (a chiamata)
            • Collaborazioni (co.co.co., partita IVA)
            • Lavoro domestico (colf, badanti)
            • Lavoro agricolo a tempo determinato

            5. Clausole contrattuali ammesse

            Il bonus è compatibile con:

            • Patto di prova (entro limiti CCNL): lo sgravio decorre anche durante il periodo di prova
            • Clausole di mobilità (trasferimento temporaneo)
            • Smart working / lavoro agile: nessun impatto sullo sgravio

            6. Esclusioni per settore

            SettoreAmmissibilità
            Industria✓ Ammesso
            Commercio✓ Ammesso
            Artigianato✓ Ammesso
            Servizi✓ Ammesso
            Pubblico impiego (PA)✗ Escluso
            Lavoro domestico✗ Escluso
            Agricoltura (T.D.)✗ Escluso
            Agricoltura (T.I.)✓ Ammesso

            Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 4 “Tipologie contrattuali ammesse”.

            Cumulabilità con altri incentivi e bonus

            Il bonus giovani under 35 2026 può essere cumulato parzialmente con altri incentivi assunzioni under 35, nel rispetto di limiti e condizioni specifiche.

            1. Incentivi cumulabili al 100%

            Il bonus giovani è totalmente compatibile con:

            • Decontribuzione Sud (art. 1 comma 161 L. 178/2020): per assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna
            • ZES Unica Mezzogiorno: per aziende localizzate nelle Zone Economiche Speciali del Sud Italia
            • Bonus donne disoccupate (L. 92/2012, art. 4 commi 8-11): se il lavoratore under 35 è anche donna disoccupata da oltre 24 mesi
            • Esonero contributivo alternanza scuola-lavoro: per studenti under 35 assunti dopo tirocinio curriculare

            Esempio pratico: Un’azienda campana che assume un giovane under 35 può cumulare:

            IncentivoImporto annuo
            Bonus giovani under 358.000 euro
            Decontribuzione Sud+30% contributi residui
            Risparmio totale stimato~10.500 euro/anno

            2. Incentivi NON cumulabili

            Il bonus giovani è incompatibile con:

            • Incentivo NEET (giovani non occupati/non studenti): si può scegliere uno dei due, non entrambi
            • Incentivo occupazione disabili (L. 68/1999): prevale il bonus disabili se il lavoratore è iscritto a liste collocamento mirato
            • Apprendistato: incentivi specifici dell’apprendistato escludono il bonus giovani
            • Contratti di sviluppo MISE: il cumulo è consentito solo previa autorizzazione della Direzione regionale INPS

            3. Disciplina del cumulo (regola generale)

            In caso di cumulo ammesso, si applica la seguente gerarchia:

            1. Si fruisce prima del bonus giovani (8.000 euro/anno) sui contributi INPS
            2. Sui contributi residui si applica l’eventuale secondo incentivo (es. Decontribuzione Sud)
            3. Il totale dei benefici non può superare il 100% dei contributi dovuti

            4. Verifica preventiva obbligatoria

            Prima di assumere, è consigliabile:

            • Verificare con il CAF o consulente del lavoro la presenza di altri incentivi attivi
            • Richiedere parere preventivo all’INPS tramite il servizio “Quesiti online” per casi dubbi
            • Consultare la Guida operativa INPS aggiornata (disponibile su www.inps.it, sezione “Imprese”)

            Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, paragrafo 7 “Cumulabilità con altri incentivi all’occupazione”.

            Durata, sospensione e revoca del bonus

            Il bonus giovani under 35 2026 ha una durata standard di 36 mesi, ma può essere sospeso, ridotto o revocato in caso di inadempimenti o situazioni specifiche.

            1. Durata standard dello sgravio

            Lo sgravio contributivo è riconosciuto per 36 mesi consecutivi dalla data di:

            • Assunzione a tempo indeterminato, oppure
            • Trasformazione del contratto da determinato a indeterminato

            Esempio: Assunzione 15 marzo 2026 → sgravio fruibile fino al 14 marzo 2029 (compreso).

            2. Sospensioni del rapporto di lavoro

            Durante le sospensioni del rapporto, il bonus viene temporaneamente sospeso e il periodo viene “congelato”. Rientrano in questa casistica:

            • Maternità obbligatoria (5 mesi): sospensione automatica, il conteggio riprende al rientro
            • Congedo parentale: sospensione per la durata del congedo
            • CIG ordinaria/straordinaria: lo sgravio è ridotto proporzionalmente alle ore lavorate
            • Malattia superiore a 60 giorni consecutivi: sospensione dal 61° giorno in poi
            • Aspettativa non retribuita: sospensione per tutta la durata dell’aspettativa

            Conseguenza: Il periodo di sospensione viene recuperato posticipando la scadenza dei 36 mesi.

            3. Licenziamento del lavoratore incentivato

            In caso di licenziamento prima dei 36 mesi, si applicano regole diverse a seconda della causale:

            Licenziamento per giusta causa

            Se il licenziamento avviene per giusta causa (grave inadempimento del lavoratore), l’azienda:

            • Conserva il bonus già fruito fino alla data di cessazione
            • Non deve restituire nulla all’INPS
            • Può presentare nuove domande per altri lavoratori

            Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo

            Se il licenziamento avviene per motivi economici o organizzativi, l’azienda:

            • Decade dal beneficio dalla data di licenziamento
            • Deve restituire integralmente il bonus già fruito
            • Paga interessi legali sulla somma (attualmente 2,5% annuo)
            • Non può presentare nuove domande di incentivo per 12 mesi

            4. Dimissioni volontarie del lavoratore

            In caso di dimissioni volontarie, l’azienda:

            • Conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione
            • Non è tenuta a restituire nulla
            • Può assumere altro personale con incentivo

            Attenzione: Se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi dall’assunzione, l’INPS può effettuare verifiche per escludere accordi simulati (“dimissioni indotte”).

            5. Revoca del bonus per irregolarità

            L’INPS revoca integralmente il bonus (con recupero somme + sanzioni) nei seguenti casi:

            • DURC irregolare per oltre 6 mesi consecutivi
            • Falsa dichiarazione sui requisiti del lavoratore o dell’azienda
            • Mancato rispetto CCNL (retribuzione inferiore al minimo tabellare)
            • Mancato incremento occupazionale (per aziende oltre 15 dipendenti)
            • Violazioni normativa sicurezza lavoro gravi o reiterate

            6. Recupero delle somme e sanzioni

            In caso di revoca, l’INPS procede a:

            • Recupero integrale del bonus fruito tramite compensazione nei flussi UNIEMENS successivi
            • Interessi legali dalla data di fruizione indebita
            • Sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro (per false dichiarazioni)
            • Segnalazione alla Guardia di Finanza (se importo superiore a 50.000 euro)

            Fonte: Decreto MIMIT 15 gennaio 2026, art. 6 “Decadenza, sospensione e revoca del beneficio”.

            Differenze con il Bonus NEET e altri incentivi

            Oltre al bonus giovani under 35, esistono altri incentivi per l’occupazione giovanile che possono generare confusione. Analizziamo le differenze principali.

            Bonus giovani under 35 vs Bonus NEET

            AspettoBonus under 35Bonus NEET
            NormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186D.Lgs. 150/2015, art. 16
            Età lavoratoreMeno di 36 anni15-29 anni (“NEET”)
            Requisito NEETNon richiestoObbligatorio (iscrizione Garanzia Giovani)
            Storico lavorativoMai avuto T.I.Disoccupato da almeno 6 mesi
            Importo massimo8.000 euro/anno4.000-6.000 euro/anno (variabile)
            Durata36 mesi12-18 mesi
            CumulabilitàCon Decontribuzione Sud, ZESNon cumulabile con altri incentivi

            Quale scegliere? Se il lavoratore possiede i requisiti per entrambi, conviene il bonus under 35 per durata (36 vs 12-18 mesi) e importo (8.000 vs 4.000-6.000 euro).

            Bonus giovani under 35 vs Decontribuzione Sud

            AspettoBonus under 35Decontribuzione Sud
            NormativaL. 207/2024, art. 1 c. 180-186L. 178/2020, art. 1 c. 161-168
            TerritorioTutta ItaliaSolo 8 regioni Sud
            Requisiti lavoratoreUnder 36, mai T.I.Qualsiasi età/storico
            Importo sgravio100% contributi (max 8.000)30% contributi (no massimale)
            Durata36 mesiIllimitata (fino al 2029)
            Cumulabilità✓ Cumulabile✓ Cumulabile

            Cumulo ottimale (regioni Sud): Un’azienda del Mezzogiorno può applicare prima il bonus under 35 (8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio totale superiore.

            Bonus giovani under 35 vs Esonero under 36 generalizzato

            Dal 2025 esiste anche un esonero contributivo generalizzato per under 36 (L. 213/2023, art. 1 c. 294-297), con differenze sostanziali:

            AspettoBonus under 35 (L. 207/2024)Esonero under 36 generalizzato
            TargetDatori di lavoroLavoratori dipendenti
            BeneficiarioAzienda (sgravio contributivo)Lavoratore (aumento netto in busta)
            RequisitiMai avuto T.I.Retribuzione imponibile fino a 35.000 euro
            ImportoMax 8.000 euro/anno al datoreMax 3.000 euro/anno al lavoratore
            Domanda INPSObbligatoriaAutomatica (datore in UNIEMENS)

            Nota: I due bonus sono cumulabili, quindi un datore può fruire dello sgravio 8.000 euro e contemporaneamente riconoscere al lavoratore under 36 l’esonero contributivo generalizzato (aumento netto fino a 3.000 euro/anno).

            Fonte: Circolare INPS n. 23/2026, Allegato 2 “Confronto con altri incentivi occupazionali”.

            Scadenze e calendario 2026

            Il bonus giovani under 35 2026 segue un calendario con scadenze precise per la presentazione delle domande e l’utilizzo delle risorse stanziate.

            Scadenze principali

            DataEvento
            1 gennaio 2026Entrata in vigore del bonus (valido per assunzioni dal 01/01/2026)
            14 febbraio 2026Pubblicazione Circolare INPS n. 23/2026 con istruzioni operative
            1 marzo 2026Apertura portale DiResCo per invio domande telematiche
            31 dicembre 2026Scadenza per presentare domande relative ad assunzioni/trasformazioni 2026
            31 gennaio 2027Termine ultimo per regolarizzare domande incomplete (richiesta integrazioni)

            Finestra temporale per le assunzioni

            Il bonus è riconosciuto per assunzioni/trasformazioni effettuate dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Contratti stipulati prima del 01/01/2026 (anche se con decorrenza successiva) non sono ammessi.

            Esaurimento fondi: criterio cronologico

            Le risorse stanziate (1,8 miliardi di euro) vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. L’INPS comunica sul portale:

            • Stato residuo fondi aggiornato settimanalmente
            • Percentuale di utilizzo delle risorse disponibili
            • Alert esaurimento quando rimane meno del 10% dei fondi

            Consiglio operativo: Presentare la domanda il prima possibile (entro 7 giorni dall’assunzione) per garantirsi l’accesso ai fondi. Nel 2025, i fondi si sono esauriti a ottobre, lasciando scoperte le assunzioni degli ultimi due mesi.

            Monitoraggio disponibilità fondi

            Per verificare in tempo reale lo stato dei fondi:

            • Accedere a www.inps.it → Sezione “Imprese” → “Monitoraggio incentivi”
            • Consultare il contatore “Bonus giovani under 35 – anno 2026”
            • Visualizzare: importo stanziato, importo impegnato, saldo disponibile

            Scadenze per la fruizione dello sgravio

            Una volta autorizzato il bonus, il datore ha tempo fino al termine di prescrizione contributiva (5 anni) per esporre il credito nei flussi UNIEMENS. Tuttavia, è consigliabile fruire mensilmente dello sgravio per beneficiare subito del risparmio contributivo.

            Proroghe e rifinanziamenti

            La Legge di Bilancio 2025 prevede un meccanismo di rifinanziamento automatico: se entro il 30 settembre 2026 risultano fondi residui inferiori al 20% dello stanziamento iniziale, il MIMIT può incrementare la dotazione con decreto ministeriale (fino a +500 milioni di euro).

            Fonte: Legge 207/2024, art. 1 comma 185 “Dotazione finanziaria e monitoraggio”.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Conclusione

            Il Bonus giovani under 35 2026 rappresenta un’opportunità concreta per aziende e lavoratori: le imprese risparmiano fino a 24.000 euro in tre anni per ogni assunzione, mentre i giovani accedono a contratti stabili in un mercato del lavoro ancora difficile.

            La chiave del successo è la tempestività: presentare la domanda entro 7 giorni dall’assunzione e verificare preventivamente tutti i requisiti (età, assenza di T.I. precedenti, DURC aziendale regolare). Un errore formale o una verifica tardiva possono precludere l’accesso al beneficio.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

            • Verifica preliminare requisiti (lavoratore e azienda)
            • Simulazione risparmio contributivo (con calcoli personalizzati)
            • Compilazione e invio telematico domanda INPS
            • Gestione comunicazioni e integrazioni documentali
            • Assistenza in caso di revoca o contestazioni

            Non lasciarti sfuggire questa opportunità: il bonus si esaurisce rapidamente e le risorse vengono assegnate in ordine cronologico. Contattaci per una consulenza personalizzata e verifica subito se puoi accedere allo sgravio contributivo giovani.

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Domande Frequenti sul Bonus giovani under 35

            Posso accedere al bonus se ho avuto un contratto a tempo indeterminato 5 anni fa?

            No, il requisito mai avuto un T.I. vale per tutta la vita lavorativa. Anche un solo giorno di contratto a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro (anche molto tempo prima) esclude dal bonus. L’INPS verifica lo storico contributivo completo tramite archivio UNIEMENS.

            Il bonus vale anche per contratti part-time?

            Si, il bonus e riconosciuto anche per contratti part-time, ma lo sgravio e proporzionato alla percentuale di orario. Ad esempio, un part-time al 50% beneficia di uno sgravio massimo di 4.000 euro annui (meta di 8.000 euro).

            Cosa succede se il lavoratore si dimette dopo 1 anno?

            In caso di dimissioni volontarie, l’azienda conserva il bonus fruito fino alla data di cessazione e non deve restituire nulla. Tuttavia, se le dimissioni avvengono entro i primi 12 mesi, l’INPS puo verificare l’assenza di accordi simulati tra azienda e lavoratore.

            Posso cumulare il bonus giovani con la Decontribuzione Sud?

            Si, i due incentivi sono totalmente cumulabili. Un’azienda del Sud puo applicare prima il bonus giovani (100% contributi fino a 8.000 euro) e poi la Decontribuzione Sud (30% sui contributi residui), ottenendo un risparmio complessivo superiore.

            Entro quando devo presentare la domanda all’INPS?

            La domanda va presentata entro 7 giorni dalla data di assunzione o trasformazione del contratto. Questo termine e perentorio: domande tardive non saranno accolte. Ad esempio, se l’assunzione e il 10 marzo 2026, la domanda va inviata entro il 17 marzo 2026 (compreso).

            Se l’azienda ha un DURC irregolare, perde il bonus?

            Se il DURC risulta irregolare al momento della domanda, l’INPS respinge la richiesta. Se l’irregolarita emerge durante i 36 mesi, lo sgravio viene sospeso fino alla regolarizzazione. Se l’irregolarita persiste oltre 6 mesi, il bonus viene revocato con recupero delle somme gia fruite.


            Richiedi Assistenza per il Bonus giovani under 35

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la compilazione della domanda INPS e la gestione completa della pratica.

            Contattaci su WhatsApp

            Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

              Il tuo nome (*)

              La tua email (*)

              Il tuo telefono (*)

              Richiesta (eventuale)

              Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


              ARTICOLI CORRELATI

              detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
              CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

              Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera

              Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.…
              Ottobre 13, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera
              regime forfettario partita iva
              CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

              Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla

              Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per…
              Ottobre 12, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
              Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
              CAF, SUCCESSIONI

              Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa

              Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
              Ottobre 6, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              In base a 920 recensioni
              Google
              Pubblicato su Google Google
              Alexandra Bala profile picture
              Alexandra Bala
              04/09/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
              Pubblicato su Google Google
              paolino servidio profile picture
              paolino servidio
              03/09/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
              Pubblicato su Google Google
              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
              Pubblicato su Google Google
              Giulia Guida profile picture
              Giulia Guida
              25/08/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
              Pubblicato su Google Google
              Paola Zilli profile picture
              Paola Zilli
              07/08/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
              Pubblicato su Google Google
              Jacqueline B. profile picture
              Jacqueline B.
              06/08/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
              Pubblicato su Google Google
              Maura Masutto profile picture
              Maura Masutto
              06/08/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
              Pubblicato su Google Google
              Issam Elhefnawi profile picture
              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Molto gentile
              Pubblicato su Google Google
              Sibongile Moyana profile picture
              Sibongile Moyana
              30/07/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
              Pubblicato su Google Google
              Sabrina Cirina profile picture
              Sabrina Cirina
              23/07/2026
              Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-29 11:31:542026-05-31 10:12:40Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps
              CAF

              Assegni Familiari 2026: Limiti di Reddito, Maggiorazioni Pensioni e Novità INPS

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Gli assegni familiari 2026 rappresentano un importante sostegno economico per lavoratori dipendenti e pensionati con familiari a carico. Con l’avvio del nuovo anno, l’INPS ha aggiornato i limiti di reddito e gli importi delle maggiorazioni delle pensioni, introducendo alcune novità che è fondamentale conoscere.

              Nonostante l’introduzione dell’Assegno Unico Universale per i figli, gli assegni al nucleo familiare (ANF) continuano a essere erogati per altre categorie di familiari: coniuge, fratelli, sorelle e nipoti. Inoltre, per i pensionati che rispettano determinati requisiti di reddito, sono previste maggiorazioni dell’assegno pensionistico che possono incrementare significativamente l’importo mensile.

              In questa guida completa analizzeremo:

              • Chi ha diritto agli assegni familiari nel 2026
              • I nuovi limiti di reddito e le tabelle INPS aggiornate
              • Le maggiorazioni pensioni 2026 e i requisiti per ottenerle
              • Come presentare domanda all’INPS
              • Esempi pratici di calcolo degli importi

              📬

              Resta aggiornato sulle novità fiscali

              Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Indice dei contenuti

              1. Cosa Sono gli Assegni Familiari e Chi Ne Ha Diritto
              2. Limiti di Reddito 2026: Tabelle INPS Aggiornate
              3. Maggiorazioni Pensioni 2026: Importi e Requisiti
              4. Differenze tra Assegni Familiari e Assegno Unico Universale
              5. Come Fare Domanda di Assegni Familiari all’INPS
              6. Esempi Pratici di Calcolo degli Assegni Familiari
              7. Novità Assegni Familiari 2026
              8. Assegni Familiari e Dichiarazione dei Redditi

              Cosa Sono gli Assegni Familiari e Chi Ne Ha Diritto

              Gli assegni al nucleo familiare (ANF) sono una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie con redditi sotto determinate soglie. Si tratta di un contributo mensile che varia in base a:

              • Numero dei componenti del nucleo familiare
              • Reddito complessivo della famiglia
              • Tipologia di nucleo (con o senza figli minori, con membri disabili, ecc.)

              Chi Può Richiedere gli Assegni Familiari

              Hanno diritto agli ANF 2026:

              • Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
              • Lavoratori domestici (colf e badanti)
              • Lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione Separata INPS
              • Pensionati ex lavoratori dipendenti
              • Percettori di prestazioni previdenziali (NASpI, disoccupazione agricola, cassa integrazione)
              • Lavoratori in aspettativa sindacale

              Familiari per cui Spetta l’ANF

              Dopo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, gli ANF spettano per:

              • Coniuge non legalmente separato
              • Figli maggiorenni inabili (che non lavorano)
              • Fratelli, sorelle e nipoti minori o maggiorenni inabili, se orfani e non coniugati
              • Nipoti in linea retta (nipoti dei nonni) minori o maggiorenni inabili

              Importante: Per i figli minori e i maggiorenni fino a 21 anni si applica l’Assegno Unico Universale, non più gli ANF.

              Limiti di Reddito 2026: Tabelle INPS Aggiornate

              L’importo degli assegni familiari 2026 varia in base al reddito complessivo del nucleo familiare dell’anno precedente (2025). L’INPS pubblica annualmente le tabelle con gli importi suddivisi per fasce di reddito.

              Come Si Calcola il Reddito del Nucleo Familiare

              Il reddito da considerare comprende:

              • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
              • Redditi da pensione
              • Redditi da lavoro autonomo per il 70% dell’importo
              • Redditi da fabbricati (rendite catastali)
              • Redditi soggetti a tassazione separata (TFR, arretrati)

              Non si considerano: TFR, indennità di fine servizio, arretrati di anni precedenti, rendite INAIL per infortuni sul lavoro, pensioni di guerra, Assegno Unico Universale.

              Tabella Limiti di Reddito ANF 2026

              Per l’anno 2026, i limiti di reddito sono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT:

              Nucleo FamiliareReddito MassimoImporto Mensile
              2 componenti17.920 euro38,73 euro
              3 componenti23.720 euro141,50 euro
              4 componenti29.520 euro258,33 euro
              5 componenti35.320 euro375,17 euro

              Nota: Gli importi indicati sono mensili e si riferiscono alla prima fascia di reddito. Superando i limiti, l’importo si riduce progressivamente.

              Maggiorazioni Pensioni 2026: Importi e Requisiti

              Le maggiorazioni delle pensioni 2026 sono incrementi economici riconosciuti dall’INPS ai pensionati che rispettano specifici requisiti di reddito.

              1. Maggiorazione Sociale

              È un incremento dell’assegno pensionistico per titolari di pensione di vecchiaia o invalidità.

              Requisiti 2026:

              • Età minima: 60 anni (invalidi totali) o 65 anni (pensionati vecchiaia)
              • Reddito personale annuo: max 9.555,65 euro
              • Reddito coniugale annuo: max 16.502,98 euro
              • Importo: circa 25,83 euro mensili

              2. Incremento al Milione

              Aumento significativo per pensionati ultra70enni.

              • Età: 70 anni compiuti (o 60 per invalidi totali)
              • Reddito personale: max 9.555,65 euro
              • Importo: porta la pensione fino a 735,05 euro mensili

              3. Quattordicesima Mensilità

              Somma aggiuntiva annua erogata a luglio o dicembre.

              • Età minima: 64 anni
              • Reddito: fino a 11.672,89 euro (importo base) o 15.563,86 euro (ridotto)
              Anni ContributiImporto BaseImporto Ridotto
              Fino a 15 anni437 euro336 euro
              Da 15 a 25 anni546 euro420 euro
              Oltre 25 anni655 euro504 euro

              Differenze tra Assegni Familiari e Assegno Unico Universale

              Dal marzo 2022 è stato introdotto l’Assegno Unico Universale che ha sostituito gli ANF per i figli. Vediamo le differenze.

              Assegno Unico Universale

              • Destinatari: Famiglie con figli fino a 21 anni
              • Importo: Da 57 a 199,40 euro mensili per figlio (in base all’ISEE)
              • Gestione: Domanda INPS, erogazione diretta
              • Incompatibile con ANF per figli minori

              Assegni al Nucleo Familiare (ANF)

              • Destinatari: Lavoratori dipendenti/pensionati con coniuge, fratelli, nipoti a carico
              • Importo: Variabile in base a nucleo e reddito
              • Erogazione: In busta paga o con pensione
              • Compatibile con Assegno Unico

              Quando Si Ricevono Entrambi

              È possibile ricevere sia l’Assegno Unico che gli ANF in questi casi:

              • Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + coniuge a carico (ANF)
              • Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + figli maggiorenni inabili (ANF)
              • Nucleo con figli minori (Assegno Unico) + fratelli/sorelle a carico (ANF)

              Esempio: Una famiglia con 2 figli minori e il coniuge a carico riceve l’Assegno Unico per i figli e gli ANF per il coniuge.

              Come Fare Domanda di Assegni Familiari all’INPS

              La richiesta degli assegni familiari 2026 va presentata esclusivamente online attraverso i canali INPS.

              Procedura per Lavoratori Dipendenti

              1. Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
              2. Selezionare “Prestazioni e servizi” → “Assegno al nucleo familiare”
              3. Compilare il modulo ANF/DIP (SR16) online
              4. Allegare documentazione (certificati invalidità, stato famiglia)
              5. Inviare la domanda

              Tempistica: È possibile richiedere arretrati fino a 5 anni precedenti.

              Procedura per Pensionati

              I pensionati utilizzano il modulo ANF/PREST specifico, seguendo la stessa procedura online.

              Assistenza CAF per la Domanda

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per:

              • Verificare il diritto agli assegni familiari
              • Calcolare l’importo spettante
              • Compilare e inviare la domanda online
              • Controllare lo stato della pratica
              • Risolvere problemi o anomalie

              Documenti Necessari

              • Codice fiscale del richiedente e componenti del nucleo
              • Stato di famiglia aggiornato
              • Dichiarazione redditi anno precedente (CU, 730, Redditi PF)
              • Certificato invalidità (se presenti membri disabili)
              • Documentazione specifica per fratelli, sorelle, nipoti

              Esempi Pratici di Calcolo degli Assegni Familiari

              Vediamo alcuni esempi concreti per comprendere meglio il calcolo degli assegni.

              Esempio 1: Lavoratore con Coniuge a Carico

              Situazione: Mario, lavoratore dipendente, moglie casalinga, reddito 22.000 euro, nucleo 2 persone.

              Risultato: ANF di circa 38,73 euro mensili erogato in busta paga.

              Esempio 2: Pensionato con Maggiorazione

              Situazione: Giuseppe, 68 anni, pensione 8.500 euro annui, moglie a carico.

              Risultato:

              • ANF: 38,73 euro/mese
              • Maggiorazione sociale: 25,83 euro/mese
              • Totale incremento: 64,56 euro/mese

              Esempio 3: Pensionata Ultra70 con Incremento al Milione

              Situazione: Anna, 72 anni, vedova, pensione 580 euro/mese.

              Risultato: Incremento al milione che porta la pensione a 735,05 euro/mese (+155,05 euro).

              Esempio 4: Lavoratrice Domestica con Nucleo di 4

              Situazione: Maria, badante, marito e 2 fratelli orfani a carico, reddito 18.000 euro, nucleo 4 persone.

              Risultato: ANF di circa 258,33 euro mensili. Può anche valutare l’Assegno Unico per i fratelli minori se ne è tutore.

              Novità Assegni Familiari 2026

              Per il 2026, l’INPS ha introdotto alcune novità significative.

              Rivalutazione degli Importi

              Tutti gli importi degli assegni familiari 2026 e delle maggiorazioni pensioni sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT: +0,8% rispetto al 2025.

              • I limiti di reddito aumentano dello 0,8%
              • Gli importi degli assegni incrementano dello 0,8%
              • Le maggiorazioni seguono la stessa rivalutazione

              Semplificazione Procedura Online

              • Autocertificazione redditi: Non serve più allegare CU o 730, l’INPS verifica automaticamente
              • Pre-compilazione dati: Il sistema pre-compila dati anagrafici e reddituali
              • Notifiche push: L’app INPS Mobile invia notifiche sullo stato della domanda

              Controlli Automatici

              Dal 2026, l’INPS effettua controlli automatici incrociando i dati con anagrafe tributaria, comunale e archivi INPS. Questo comporta:

              • Maggiore rapidità nell’istruttoria
              • Controlli più stringenti sui requisiti dichiarati

              Novità Maggiorazioni Pensioni

              • Verifica d’ufficio: L’INPS verifica automaticamente il diritto alle maggiorazioni
              • Pagamento retroattivo: Arretrati fino a 5 anni in caso di riconoscimento tardivo
              • Ricalcolo dinamico: Se il reddito diminuisce, si può richiedere ricalcolo in corso d’anno

              Assegni Familiari e Dichiarazione dei Redditi

              Gli assegni familiari hanno implicazioni fiscali importanti da conoscere.

              Gli ANF Sono Tassabili?

              No, gli assegni al nucleo familiare non sono tassabili e non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi PF.

              Gli ANF sono prestazioni assistenziali esenti da IRPEF, quindi:

              • Non concorrono al reddito complessivo
              • Non influenzano le aliquote fiscali
              • Non vanno indicati in alcun quadro della dichiarazione

              Le Maggiorazioni Pensioni Sono Tassabili?

              Anche le maggiorazioni pensioni (maggiorazione sociale, incremento al milione, quattordicesima) sono esenti da tassazione.

              Tuttavia:

              • La pensione base rimane tassabile
              • Le maggiorazioni aumentano il netto ma non l’imponibile
              • Nella CU dell’INPS, le maggiorazioni sono indicate come “somme non soggette a imposizione”

              Impatto sull’ISEE

              Gli assegni familiari e le maggiorazioni vanno invece considerati nel calcolo dell’ISEE.

              Nell’ISEE 2026, occorre dichiarare:

              • Gli ANF percepiti nell’anno 2024
              • Le maggiorazioni pensioni percepite nel 2024
              • L’Assegno Unico Universale (novità 2026)

              Attenzione: Dal 2026, anche l’Assegno Unico concorre al calcolo dell’ISEE, influenzando l’accesso ad altre prestazioni agevolate.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sugli Assegni Familiari 2026

              Gli assegni familiari 2026 sono compatibili con l’Assegno Unico?

              Sì, gli assegni al nucleo familiare (ANF) sono compatibili con l’Assegno Unico Universale. L’Assegno Unico spetta per i figli minori e maggiorenni fino a 21 anni, mentre gli ANF continuano a essere erogati per il coniuge, i fratelli, le sorelle, i nipoti e i figli maggiorenni inabili. È quindi possibile ricevere entrambe le prestazioni contemporaneamente.

              Entro quando devo presentare la domanda di assegni familiari?

              La domanda di assegni familiari va presentata per ogni anno di riferimento. Non esiste una scadenza specifica, ma è consigliabile presentarla all’inizio dell’anno o appena si verifica il diritto. È possibile richiedere gli arretrati fino a 5 anni precedenti dalla data di presentazione della domanda.

              Come vengono erogati gli assegni familiari ai lavoratori dipendenti?

              Per i lavoratori dipendenti, gli assegni familiari vengono erogati direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Il datore anticipa l’importo e lo recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo. Per i pensionati, invece, gli ANF vengono pagati insieme alla pensione mensile.

              Se il mio reddito cambia durante l’anno, devo presentare una nuova domanda?

              Il reddito considerato per gli assegni familiari è quello dell’anno precedente (per gli ANF 2026 si considera il reddito 2025). Se il reddito diminuisce di oltre il 25 percento rispetto all’anno precedente, è possibile presentare una domanda di ANF con reddito presunto, allegando la documentazione che attesta la riduzione (CIG, NASpI, perdita lavoro).

              Posso ricevere la quattordicesima e la maggiorazione sociale insieme?

              Sì, è possibile ricevere contemporaneamente la quattordicesima mensilità (erogata a luglio o dicembre) e la maggiorazione sociale mensile, a patto di rispettare i requisiti di età e reddito previsti per ciascuna prestazione. Le due misure sono cumulabili e non si escludono a vicenda.

              Gli assegni familiari vanno dichiarati nel 730?

              No, gli assegni al nucleo familiare non vanno dichiarati nel 730 o nel modello Redditi perché sono prestazioni assistenziali esenti da IRPEF. Non concorrono alla formazione del reddito complessivo. Vanno però considerati nel calcolo dell’ISEE.

              📬

              Resta aggiornato sulle novità fiscali

              Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Gli assegni familiari 2026 rappresentano un importante sostegno economico per milioni di famiglie italiane. Conoscere i limiti di reddito, le maggiorazioni pensioni e le procedure per fare domanda è fondamentale per non perdere prestazioni che spettano di diritto.

              Come abbiamo visto, il sistema degli ANF è articolato e tiene conto di numerose variabili: composizione del nucleo familiare, redditi, età dei componenti, presenza di disabilità. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti può fare la differenza per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda di assegni familiari, nel calcolo degli importi spettanti e nella verifica del diritto alle maggiorazioni pensioni.


              Richiedi Assistenza per gli Assegni Familiari

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di assegni familiari, il calcolo degli importi e la verifica delle maggiorazioni pensioni.

              Contattaci su WhatsApp

              Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

                Il tuo nome (*)

                La tua email (*)

                Il tuo telefono (*)

                Richiesta (eventuale)

                Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


                ARTICOLI CORRELATI

                Pensione 2026 INPS
                NOTIZIE

                DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.

                Con il servizio Ve.R.A. e la Simulazione DURC l'impresa può controllare in anticipo le irregolarità contributive e sanarle prima della richiesta del DURC.
                Ottobre 14, 2026
                /
                0 Commenti
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 11:00:002026-10-13 16:56:44DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.
                ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
                NOTIZIE

                Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEE

                L'assegno unico di ottobre 2026 viene pagato dall'INPS il 21 e 22 ottobre 2026 per le domande già in corso e senza variazioni. Importi 2026, conguagli, nuove domande e controlli ISEE.
                Ottobre 14, 2026
                /
                0 Commenti
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-14 07:00:002026-10-13 17:19:08Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEE
                Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                NOTIZIE

                Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026

                Il DL 144/2026 ha eliminato il divieto assoluto di pagare le ferie non godute ai dipendenti pubblici a fine rapporto. Ecco quando spetta l'indennità e quando si perde.
                Ottobre 12, 2026
                /
                0 Commenti
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-12 13:00:002026-10-11 22:03:22Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026

                CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                ECCELLENTE
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                In base a 920 recensioni
                Google
                Pubblicato su Google Google
                Alexandra Bala profile picture
                Alexandra Bala
                04/09/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
                Pubblicato su Google Google
                paolino servidio profile picture
                paolino servidio
                03/09/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
                Pubblicato su Google Google
                Lady profile picture
                Lady
                01/09/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
                Pubblicato su Google Google
                Giulia Guida profile picture
                Giulia Guida
                25/08/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
                Pubblicato su Google Google
                Paola Zilli profile picture
                Paola Zilli
                07/08/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
                Pubblicato su Google Google
                Jacqueline B. profile picture
                Jacqueline B.
                06/08/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
                Pubblicato su Google Google
                Maura Masutto profile picture
                Maura Masutto
                06/08/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
                Pubblicato su Google Google
                Issam Elhefnawi profile picture
                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Molto gentile
                Pubblicato su Google Google
                Sibongile Moyana profile picture
                Sibongile Moyana
                30/07/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
                Pubblicato su Google Google
                Sabrina Cirina profile picture
                Sabrina Cirina
                23/07/2026
                Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

                Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

                Marzo 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-29 10:31:542026-05-31 18:07:48Assegni Familiari 2026: Limiti di Reddito, Maggiorazioni Pensioni e Novità INPS
                Pagina 45 di 73«‹4344454647›»

                Ultime notizie

                • Pensione 2026 INPS
                  DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Ottobre 14, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
                • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
                  Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEOttobre 14, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
                • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
                  Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaOttobre 13, 2026 - 4:00 pmin: CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
                Search Search

                Seguici su Facebook

                Categorie Articoli

                Ultimi Articoli

                • Pensione 2026 INPS
                  DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Ottobre 14, 2026 - 11:00 am
                • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
                  Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEOttobre 14, 2026 - 7:00 am
                • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
                  Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaOttobre 13, 2026 - 4:00 pm
                • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                  Commercialista Psicologi o CAF? Guida 2026 alla Partita IVA ForfettariaOttobre 13, 2026 - 2:00 pm
                • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                  Ferie non godute dei dipendenti pubblici: quando la PA deve pagarle dal 2026Ottobre 12, 2026 - 1:00 pm
                • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                  Bonus trasporti 2027: ISEE fino a 20.000 euro e contributi da 100 a 400 euro, cosa si sa e cosa mancaOttobre 12, 2026 - 11:00 am
                • regime forfettario partita iva
                  Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaOttobre 12, 2026 - 9:00 am
                • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                  Tassazione del TFR: l’aliquota media è più bassa dell’IRPEF ordinariaOttobre 12, 2026 - 7:00 am
                CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

                Contatti

                Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
                Email: info@centrofiscale.com
                Telefono: 0432 1638640
                WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
                WhatsApp Patronato: 324 7411699

                Ultimi Articoli

                • Pensione 2026 INPS
                  DURC INPS: come verificare in anticipo le irregolarità con Ve.R.A.Ottobre 14, 2026 - 11:00 am
                • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
                  Assegno Unico ottobre 2026: pagamento il 21 e 22 ottobre, importi, conguagli e controlli ISEEOttobre 14, 2026 - 7:00 am
                • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
                  Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaOttobre 13, 2026 - 4:00 pm
                © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
                mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
                • Collegamento a Facebook
                • Collegamento a Instagram
                • Collegamento a Rss questo sito
                Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto