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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazioni Affitto 730 2026: Come Funziona e Chi Può Richiederle

Dichiarazione dei redditi 730

Le detrazioni affitto 730 2026 sono un’importante opportunità di risparmio fiscale per chi vive in locazione. Questa guida completa ti spiega chi può beneficiarne, gli importi detraibili e come compilare correttamente il modello 730.

Indice dei contenuti

  1. Chi può detrarre l’affitto nel 730
  2. Detrazione affitto giovani under 31
  3. Detrazione affitto studenti fuori sede
  4. Detrazione affitto lavoratori dipendenti
  5. Importi detraibili 2026 per categoria
  6. Come inserire la detrazione nel 730
  7. Documenti necessari
  8. Errori comuni da evitare
  9. FAQ

Chi può detrarre l’affitto nel 730

Le detrazioni affitto 730 2026 rappresentano un’importante opportunità di risparmio fiscale per chi vive in locazione. Non tutti sanno che il Fisco italiano riconosce specifiche agevolazioni agli inquilini, differenziate in base all’età, alla situazione lavorativa e al tipo di contratto stipulato.

Possono richiedere la detrazione per l’affitto nel modello 730/2026 le seguenti categorie di contribuenti:

  • Giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per la prima abitazione autonoma
  • Studenti universitari fuori sede che frequentano un ateneo lontano dalla residenza familiare
  • Lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro in un comune diverso da quello di residenza
  • Inquilini con contratto a canone concordato che utilizzano l’immobile come abitazione principale
  • Inquilini con contratto a canone libero per l’abitazione principale

La detrazione viene calcolata direttamente nella dichiarazione dei redditi e si traduce in un risparmio sull’IRPEF dovuta. In caso di incapienza fiscale (quando l’imposta lorda è inferiore alla detrazione spettante), l’importo residuo viene riconosciuto come credito d’imposta con conseguente rimborso.

Importante: le diverse tipologie di detrazione affitto non sono cumulabili tra loro. Il contribuente deve scegliere quella più vantaggiosa per la propria situazione. Tuttavia, se nel corso dell’anno si verificano condizioni diverse (ad esempio, da studente a lavoratore trasferito), è possibile beneficiare delle rispettive detrazioni per i periodi corrispondenti.

Detrazione affitto giovani under 31

Il bonus affitto giovani 2026 è una delle agevolazioni più vantaggiose per chi inizia a vivere in autonomia. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e potenziato questa misura, offrendo un sostegno concreto ai giovani che affrontano le spese di locazione.

Requisiti per accedere alla detrazione

Per ottenere la detrazione affitto giovani è necessario soddisfare contemporaneamente tutti questi requisiti:

  • Età compresa tra 20 e 30 anni al momento della stipula del contratto (se compi 31 anni dopo la firma, continui a beneficiare dell’agevolazione)
  • Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro annui
  • Contratto di locazione regolarmente registrato ai sensi della Legge 431/1998
  • Residenza nell’immobile locato diversa dall’abitazione principale dei genitori
  • Immobile non di lusso (escluse le categorie catastali A/1, A/8 e A/9)

Come funziona il calcolo

La detrazione spetta per i primi quattro anni dalla stipula del contratto ed è pari al 20% del canone annuo, con un importo minimo garantito di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.

Esempio pratico 1: Se paghi un affitto di 900 euro al mese (10.800 euro annui), il 20% corrisponde a 2.160 euro. Poiché supera il tetto massimo, la detrazione sarà di 2.000 euro.

Esempio pratico 2: Se paghi 350 euro al mese (4.200 euro annui), il 20% corrisponde a 840 euro. In questo caso si applica l’importo minimo garantito di 991,60 euro.

Novità 2026: Bonus affitto giovani coppie

La Manovra 2026 ha introdotto un’agevolazione specifica per le coppie under 36 con ISEE inferiore a 30.000 euro: possono detrarre il 30% delle spese di affitto (invece del 19% ordinario) fino a un massimo di 4.000 euro annui. Questo bonus è cumulabile con altre agevolazioni per carichi di famiglia.

Detrazione affitto studenti fuori sede

Gli studenti universitari fuori sede che sostengono spese di affitto possono recuperare parte del canone versato attraverso la detrazione IRPEF del 19%.

Requisiti specifici

  • L’università deve trovarsi ad almeno 100 km dal comune di residenza dello studente
  • L’ateneo deve essere situato in una provincia diversa da quella di residenza
  • Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato
  • L’immobile deve trovarsi nel comune sede dell’università o in comuni limitrofi

Importo della detrazione

La detrazione è pari al 19% delle spese sostenute, calcolate su un importo massimo di 2.633 euro annui. Il risparmio fiscale massimo ottenibile è quindi di circa 500 euro.

Chi può fruirne: La detrazione spetta allo studente se ha un reddito proprio, oppure al genitore che lo ha fiscalmente a carico e che sostiene effettivamente la spesa.

Contratti ammessi: Sono validi i contratti di locazione stipulati ai sensi della Legge 431/1998, i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari, enti senza fini di lucro e cooperative.

Detrazione affitto lavoratori dipendenti

I lavoratori dipendenti trasferiti per motivi professionali possono beneficiare di una specifica detrazione sull’affitto, pensata per alleviare i costi del trasferimento.

Requisiti per i lavoratori trasferiti

  • Essere lavoratore dipendente (non autonomo o libero professionista)
  • Aver trasferito la residenza nel comune di lavoro o in uno limitrofo
  • Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedente
  • Il nuovo comune deve trovarsi in una regione diversa da quella di provenienza
  • Il contratto di locazione deve essere per l’abitazione principale
  • La detrazione spetta per i primi tre anni dal trasferimento della residenza

Importi della detrazione

La detrazione varia in base al reddito complessivo:

  • 991,60 euro se il reddito non supera 15.493,71 euro
  • 495,80 euro se il reddito è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro
  • Nessuna detrazione se il reddito supera 30.987,41 euro

Esempio: Mario, lavoratore dipendente, si trasferisce da Udine a Milano nel 2024 per un nuovo impiego. Per gli anni 2024, 2025 e 2026, con un reddito di 14.000 euro annui, potrà detrarre 991,60 euro ogni anno. Se il reddito fosse di 25.000 euro, la detrazione scenderebbe a 495,80 euro.

Importi detraibili 2026 per categoria

Ecco il riepilogo completo degli importi delle detrazioni affitto 2026 suddivisi per tipologia di beneficiario:

CategoriaDetrazioneLimite redditoDurata
Giovani 20-31 anni20% del canone (min. 991,60 – max. 2.000 euro)15.493,71 euro4 anni
Giovani coppie under 3630% del canone (max. 4.000 euro)ISEE 30.000 euroAnnuale
Studenti fuori sede19% su max 2.633 euro (max. 500 euro)NessunoDurata studi
Lavoratori trasferiti991,60 o 495,80 euro30.987,41 euro3 anni
Canone concordato495,80 o 247,90 euro30.987,41 euroAnnuale
Canone libero300 o 150 euro30.987,41 euroAnnuale

Nota: Gli importi indicati per canone concordato e canone libero si riferiscono alle fasce di reddito: l’importo maggiore spetta per redditi fino a 15.493,71 euro, quello minore per redditi fino a 30.987,41 euro.

Come inserire la detrazione nel 730

La compilazione corretta del modello 730 è fondamentale per ottenere la detrazione. Ecco dove inserire le diverse tipologie di spesa:

Quadro E – Sezione V (righi E71-E72)

Le detrazioni per canoni di locazione vanno indicate nella Sezione V del Quadro E:

  • Rigo E71, codice 1: Inquilini con contratto a canone libero (abitazione principale)
  • Rigo E71, codice 2: Inquilini con contratto a canone concordato
  • Rigo E71, codice 3: Giovani tra 20 e 31 anni per abitazione principale
  • Rigo E72: Lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro

Quadro E – Righi E8-E10 (studenti)

Per la detrazione studenti fuori sede:

  • Rigo E8/E10, codice 18: Spese per canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede

Informazioni da indicare

Per ogni rigo è necessario specificare:

  • Il numero di giorni per i quali spetta la detrazione
  • La percentuale di detrazione spettante (100% se unico intestatario, 50% se cointestatario)
  • Il codice corrispondente alla tipologia di detrazione

Documenti necessari

Per richiedere la detrazione affitto nel 730 è indispensabile conservare e presentare al CAF la seguente documentazione:

Documenti obbligatori per tutti

  • Contratto di locazione registrato presso l’Agenzia delle Entrate
  • Ricevute dei pagamenti del canone (bonifici bancari, ricevute del proprietario)
  • Autocertificazione attestante che l’immobile è adibito ad abitazione principale
  • Certificato di residenza o autocertificazione di residenza nell’immobile locato

Documenti aggiuntivi per studenti

  • Certificato di iscrizione all’università
  • Documentazione che attesti la distanza (almeno 100 km) tra il comune di residenza e la sede universitaria

Documenti aggiuntivi per lavoratori trasferiti

  • Contratto di lavoro dipendente o certificazione del datore di lavoro
  • Documentazione del cambio di residenza (certificato anagrafico o dichiarazione sostitutiva)

Consiglio: Conserva sempre le ricevute di pagamento del canone. I pagamenti tracciabili (bonifico, assegno) sono preferibili perché documentano in modo inequivocabile la spesa sostenuta.

Errori comuni da evitare

Molti contribuenti perdono il diritto alla detrazione o ne ottengono una ridotta a causa di errori evitabili. Ecco i più frequenti:

1. Contratto non registrato

Il contratto di locazione deve essere obbligatoriamente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Un contratto in nero o non registrato esclude automaticamente dalla detrazione e comporta sanzioni.

2. Mancata corrispondenza tra residenza e immobile

Per le detrazioni legate all’abitazione principale (giovani, lavoratori, canone concordato/libero), la residenza deve coincidere con l’indirizzo dell’immobile in affitto. Verifica sempre l’aggiornamento anagrafico.

3. Superamento dei limiti di reddito

Controlla attentamente che il tuo reddito complessivo rientri nei limiti previsti per la specifica detrazione. Nel calcolo va incluso anche il reddito da cedolare secca.

4. Indicazione del codice errato

Utilizzare il codice sbagliato nel Quadro E può portare all’azzeramento della detrazione o a controlli successivi. Verifica sempre quale codice corrisponde alla tua situazione.

5. Cumulo di detrazioni non ammesso

Le detrazioni affitto non sono cumulabili tra loro per lo stesso periodo. Non puoi sommare, ad esempio, la detrazione giovani con quella per canone concordato per gli stessi mesi.

6. Mancata conservazione dei documenti

L’Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione fino a 5 anni dopo la presentazione della dichiarazione. Conserva tutto: contratto, ricevute, certificati.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ

Posso detrarre l’affitto se pago in contanti?

Sì, il pagamento in contanti non esclude dalla detrazione, ma è fondamentale avere una ricevuta firmata dal proprietario che attesti l’avvenuto pagamento. Tuttavia, i pagamenti tracciabili (bonifico, assegno) sono sempre preferibili per evitare contestazioni.

La detrazione spetta anche se il contratto è intestato a un familiare?

La detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa e a chi è intestatario del contratto. Nel caso degli studenti, se il contratto è intestato al genitore e questi sostiene la spesa, può fruire della detrazione se lo studente è fiscalmente a carico.

Come si calcola la distanza dei 100 km per studenti e lavoratori?

La distanza di 100 km si calcola considerando il percorso più breve utilizzando qualsiasi mezzo di trasporto (auto, treno, autobus). Si misura tra il comune di residenza e il comune sede dell’università o del luogo di lavoro.

Posso detrarre l’affitto di una stanza in un appartamento condiviso?

Sì, se il contratto di locazione è regolarmente registrato e intestato a te (anche come cointestatario). In caso di cointestatari, ciascuno detrae la propria quota (generalmente il 50%). Anche i contratti di locazione parziale (singola stanza) sono ammessi.

La detrazione giovani si perde se cambio lavoro o aumento il reddito?

La detrazione si perde se il reddito complessivo supera 15.493,71 euro nell’anno di riferimento. Il requisito reddituale viene verificato anno per anno. Se un anno superi il limite, perdi la detrazione per quell’anno ma potresti riaverla l’anno successivo se il reddito rientra.

Cosa succede se l’imposta dovuta è inferiore alla detrazione?

In caso di incapienza fiscale (quando l’IRPEF lorda è minore della detrazione spettante), la differenza non viene persa ma viene riconosciuta come credito d’imposta, che si traduce in un rimborso diretto.


Affidati al CAF Centro Fiscale per il tuo 730

Le detrazioni affitto possono sembrare complesse, ma con l’assistenza giusta puoi ottenere il massimo risparmio senza rischiare errori. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

  • Verificare quale detrazione è più vantaggiosa per la tua situazione
  • Compilare correttamente il modello 730/2026
  • Controllare tutta la documentazione necessaria
  • Assisterti in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate

Prenota il tuo appuntamento presso una delle nostre sedi in Friuli Venezia Giulia. Il nostro team di esperti ti guiderà passo dopo passo per ottenere tutte le detrazioni a cui hai diritto.

Contatta il CAF Centro Fiscale

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Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%
  2. Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026
  3. Quali interventi sono ammessi nel 2026
  4. Limiti di spesa e tetti agevolabili
  5. Requisiti tecnici: il DM 236/1989
  6. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026
  7. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale
  8. Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti
  9. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili
  10. Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%

Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

  • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
  • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

Detrazione del 50% (prima casa)

La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

Detrazione del 36% (altri immobili)

La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

Quali interventi sono ammessi nel 2026

Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:

  • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
  • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
  • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
  • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
  • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
  • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
  • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
  • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

Limiti di spesa e tetti agevolabili

I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

Requisiti tecnici: il DM 236/1989

Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

  • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
  • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
  • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
  • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
  • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
  • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

  • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
  • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
  • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
  • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
  • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
  • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
  • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
  • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
  • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

  • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

2. Fatture “parlanti”

Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

3. Asseverazione tecnica

L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

4. Altri documenti da conservare

  • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
  • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
  • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
  • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
  • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
Aliquota75%50%36%
Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
Requisiti DM 236/1989SiSiSi

Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditi

La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

  • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
  • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


Hai bisogno di assistenza per detrarre le barriere architettoniche?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-12 06:48:342026-09-28 20:56:00Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%
    CAF, COLF E BADANTI

    Badanti e Colf: nel 2029 Saranno 2,2 Milioni in Italia, il 69% Stranieri

    colf e badanti 3 CAF Udine

    Nel 2029, l’Italia conterà oltre 2,2 milioni di lavoratori domestici regolarmente assunti tra colf, badanti e baby sitter. Di questi, il 69% sarà di origine straniera. Lo confermano le proiezioni elaborate da Domina (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico) in collaborazione con il Censis e con Assindatcolf: l’invecchiamento della popolazione italiana, unito alla crescente necessità di assistenza per gli anziani non autosufficienti, sta alimentando una domanda di lavoro domestico che non accenna a diminuire. Questo articolo offre una panoramica completa e aggiornata sul settore: dalle proiezioni demografiche al CCNL colf e badanti 2025, dai contributi INPS alle detrazioni fiscali, fino alle procedure di assunzione e ai servizi del CAF che possono supportare le famiglie datrici di lavoro.

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    Indice dei contenuti

    1. Proiezioni demografiche: 2,2 milioni nel 2029
    2. Chi sono i lavoratori domestici: composizione e nazionalità
    3. CCNL Colf e Badanti 2025: retribuzioni e livelli contrattuali
    4. Costi per il datore di lavoro: contributi, TFR e tredicesima
    5. Detrazioni fiscali: cosa può detrarre la famiglia
    6. Bonus e agevolazioni per la non autosufficienza
    7. Come assumere una colf o badante: procedura passo per passo
    8. Sfide future: invecchiamento, fabbisogno assistenziale e regolarizzazione
    9. Il CAF ti aiuta: servizi per famiglie datrici di lavoro
    10. Domande Frequenti su Colf e Badanti

    Proiezioni demografiche: 2,2 milioni nel 2029

    Le proiezioni pubblicate da Domina nel Rapporto Annuale sul Lavoro Domestico descrivono un settore in espansione continua. Nel 2023 i lavoratori domestici regolari in Italia erano circa 870.000, ma la stima di chi opera in nero porta il totale reale verso 1,6-1,8 milioni. Con l’aggiornamento più recente elaborato insieme a Censis e IDOS, la previsione per il 2029 fissa la soglia a 2,2 milioni di unità, considerando sia i lavoratori in regola sia una quota di irregolari ancora difficile da eradicare.

    Il motore di questa crescita è strutturale: l’invecchiamento demografico italiano è tra i più accentuati d’Europa. Secondo le proiezioni ISTAT, entro il 2030 gli over 65 supereranno il 25% della popolazione totale, mentre gli over 80 raggiungeranno i 4,7 milioni. Una quota crescente di questi anziani non è autosufficiente e necessita di assistenza continuativa, che le strutture residenziali pubbliche non riescono a coprire da sole. La soluzione prevalente resta quella di assumere una badante a domicilio, spesso convivente.

    In parallelo, la crescita del lavoro femminile e la riduzione delle reti familiari allargate spingono verso una maggiore domanda di collaboratori domestici per le pulizie, la cura dei figli e la gestione della casa. La traiettoria al 2029 si inserisce dunque in un contesto di domanda strutturalmente sostenuta, con un’offerta di lavoro che proviene in larga misura dall’estero.

    Chi sono i lavoratori domestici: composizione e nazionalità

    Il dato che colpisce di più nelle proiezioni al 2029 riguarda la composizione per nazionalità: il 69% dei lavoratori domestici sarà straniero. Questa percentuale, già elevata oggi, è destinata ad aumentare ulteriormente con il previsto incremento del volume occupazionale. Le nazionalità più rappresentate storicamente sono:

    • Ucraina e Moldavia: tradizionalmente la prima nazionalità straniera tra le badanti conviventi, con alta presenza femminile
    • Romania: forte presenza sia nelle funzioni di assistenza agli anziani sia come colf nelle grandi città
    • Filippine: storicamente presenti nel Nord Italia, spesso con alta continuità lavorativa nelle famiglie agiate
    • Ecuador e Perù: significativa presenza nelle aree metropolitane, specialmente a Milano e Roma
    • Sri Lanka e Bangladesh: in crescita soprattutto nella cura di bambini e anziani

    La componente italiana, pari a circa il 31%, tende a concentrarsi nelle funzioni di colf a ore e baby sitter, mentre le badanti conviventi sono quasi interamente composte da lavoratrici straniere. Secondo l’analisi di Assindatcolf, il fenomeno riflette anche una progressiva uscita dal settore delle lavoratrici italiane, che preferiscono impieghi con orari più regolari e minore impatto sulla vita familiare.

    Dal punto di vista di genere, il settore rimane fortemente femminizzato: oltre l’87% dei lavoratori domestici è donna. Il lavoro maschile nel settore, sebbene in crescita, si concentra principalmente nell’assistenza a persone con disabilita gravi e in attivita legate alla manutenzione domestica.

    CCNL Colf e Badanti 2025: retribuzioni e livelli contrattuali

    Il riferimento normativo per il rapporto di lavoro domestico è il CCNL Lavoro Domestico, sottoscritto da Fidaldo-Domina e dalle principali organizzazioni sindacali. Il contratto disciplina retribuzioni, orari, ferie, malattia, preavviso e tutti gli aspetti del rapporto tra datore di lavoro e lavoratore domestico. I livelli contrattuali sono distinti in base alle mansioni svolte e all’autonomia richiesta.

    Di seguito la tabella retributiva mensile aggiornata al 2025 per i lavoratori conviventi (orario pieno, 54 ore settimanali) e non conviventi (25 ore settimanali come riferimento), con i valori minimi stabiliti dal CCNL:

    LivelloMansioniRetribuzione mensile lorda (convivente)Retribuzione mensile lorda (non convivente, 25h/sett.)
    AMansioni elementari (pulizie semplici, commissioni)circa 924 eurocirca 572 euro
    BAssistenza generica anziani/disabili, colf qualificatacirca 981 eurocirca 607 euro
    CBadante qualificata, assistenza specifica, somministrazione farmacicirca 1.046 eurocirca 647 euro
    CSBadante specializzata (es. assistenza a non autosufficienti gravi)circa 1.100 eurocirca 680 euro
    DGovernante, maggiordomo, cuoco con alta qualificazionecirca 1.175 eurocirca 727 euro

    Nota importante: Le retribuzioni indicate sono i minimi contrattuali. I datori di lavoro possono corrispondere importi superiori, ed e prassi comune nelle grandi citta dove la concorrenza per trovare una buona badante spinge verso compensi piu elevati. A Milano e Roma, le retribuzioni effettive per una badante convivente di livello C o CS possono raggiungere i 1.200-1.400 euro mensili netti.

    Il CCNL prevede inoltre il diritto alla tredicesima mensilita (1/12 della retribuzione annua lorda, maturata mensilmente), il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) pari a circa 8,33% della retribuzione annua, e un minimo di 26 giorni lavorativi di ferie all’anno per i lavoratori conviventi (20 giorni per i non conviventi).

    Costi per il datore di lavoro: contributi, TFR e tredicesima

    Assumere una colf o una badante regolarmente comporta costi che vanno ben oltre la sola retribuzione netta. Il datore di lavoro deve versare trimestralmente i contributi INPS, accantonare il TFR e corrispondere la tredicesima a dicembre. Comprendere il costo totale e fondamentale per pianificare correttamente il bilancio familiare.

    I contributi INPS per il lavoro domestico sono calcolati in misura fissa per fascia oraria e non in percentuale sulla retribuzione. Le aliquote aggiornate al 2025 prevedono quattro fasce in base all’orario settimanale contrattuale. Per le lavoratrici non conviventi, le fasce sono le seguenti:

    Orario settimanale contrattualeContributo orario totale (datore + lavoratore)Di cui a carico del datore di lavoro
    Fino a 24 orecirca 1,49 euro/oracirca 1,12 euro/ora
    Da 25 a 30 orecirca 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora
    Oltre 30 orecirca 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora
    Conviventi (qualsiasi orario)circa 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora

    Esempio pratico – Badante convivente (livello C, 54 ore/settimana):

    • Retribuzione mensile netta: circa 1.046 euro (livello C minimo contrattuale)
    • Contributi INPS mensili a carico del datore (circa 234 ore/mese x 0,88 euro): circa 206 euro/mese
    • Quota mensile TFR (8,33% della retribuzione lorda): circa 87 euro/mese
    • Quota mensile tredicesima (1/12 della retribuzione mensile lorda): circa 87 euro/mese
    • Costo mensile totale stimato del datore di lavoro: circa 1.426 euro

    I contributi INPS devono essere versati quattro volte l’anno: entro il 10 gennaio (4° trimestre anno precedente), entro il 10 aprile (1° trimestre), entro il 10 luglio (2° trimestre) ed entro il 10 ottobre (3° trimestre). Per approfondire le scadenze, consulta il nostro articolo sulle scadenze contributi INPS per colf e badanti 2026.

    A partire dal 2026, l’INPS ha eliminato i bollettini cartacei MAV per il pagamento dei contributi del lavoro domestico. Il pagamento avviene esclusivamente tramite il portale INPS online, con modello F24 telematico o tramite delega alla propria banca. Per chi ha difficolta con i servizi digitali, il CAF offre assistenza completa nella gestione delle pratiche. Maggiori dettagli sul nostro articolo sui contributi lavoro domestico senza bollettini 2026.

    Detrazioni fiscali: cosa puo detrarre la famiglia

    Le famiglie che assumono regolarmente una colf o una badante hanno accesso a interessanti detrazioni e deduzioni fiscali, che possono alleggerire sensibilmente il costo effettivo del rapporto di lavoro. E fondamentale conoscerle per ottimizzare la propria dichiarazione dei redditi.

    1. Deduzione dei contributi previdenziali versati all’INPS

    I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati al datore di lavoro per la quota a suo carico sono deducibili dal reddito complessivo (art. 10 del TUIR). Il limite massimo deducibile e fissato a 1.549,37 euro annui. Questa deduzione si applica sia ai contributi INPS versati per la colf che per la badante, indipendentemente dall’eta o dalla condizione di salute del datore di lavoro.

    Esempio: Se in un anno hai versato 2.100 euro di contributi INPS per la tua badante, potrai dedurre 1.549,37 euro dal tuo reddito imponibile. Con un’aliquota IRPEF del 23% (primo scaglione), il risparmio fiscale effettivo sara di circa 356 euro.

    2. Detrazione del 19% per le spese degli addetti all’assistenza

    Quando la badante e assunta per assistere una persona non autosufficiente (anziano, disabile, malato cronico), le spese per gli addetti all’assistenza personale danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% (art. 15, comma 1, lett. i-septies del TUIR). La detrazione si applica su un importo massimo di 2.100 euro annui, per un risparmio fiscale massimo di 399 euro.

    Condizioni per accedere alla detrazione:

    • La persona assistita deve essere non autosufficiente (deve essere documentata la condizione di non autosufficienza, ad esempio tramite invalidita riconosciuta o certificazione medica)
    • Il reddito del nucleo familiare che ha sostenuto la spesa non deve superare i 40.000 euro annui
    • La detrazione puo essere ripartita tra piu familiari se le spese sono sostenute da piu persone
    • Le spese devono essere documentate con ricevuta o bonifico intestato all’assistente familiare

    Attenzione: Le due agevolazioni (deduzione contributi e detrazione 19% spese) si cumulano e sono indipendenti l’una dall’altra. Una famiglia puo beneficiare di entrambe contemporaneamente, massimizzando il risparmio fiscale complessivo.

    Per inserire correttamente queste detrazioni nella tua dichiarazione dei redditi 730, il CAF Centro Fiscale offre assistenza dedicata per le famiglie datrici di lavoro domestico.

    Bonus e agevolazioni per la non autosufficienza

    Oltre alle detrazioni IRPEF ordinarie, le famiglie con anziani o disabili a carico possono accedere a ulteriori misure di sostegno economico. Il panorama delle agevolazioni per la non autosufficienza e articolato e richiede una valutazione attenta della situazione specifica.

    Indennita di accompagnamento INPS

    L’indennita di accompagnamento (L. 18/1980) e la prestazione piu rilevante per i non autosufficienti. Viene erogata dall’INPS a favore dei soggetti con invalidita totale (100%) e incapacita di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita. L’importo 2025 e di 531,76 euro mensili (per 12 mesi, quindi 6.381,12 euro annui). Non ha limiti di reddito e non e tassata.

    Assegno di cura regionale (Regione FVG)

    La Regione Friuli Venezia Giulia prevede specifici contributi regionali per il sostegno alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti a domicilio. L’assegno di cura regionale e erogato dalla propria ASS di competenza e puo integrare l’indennita di accompagnamento INPS. L’importo varia in base alla valutazione del bisogno assistenziale e alla condizione ISEE del nucleo familiare. Per aggiornamenti specifici sulla situazione del Friuli Venezia Giulia, contatta il CAF Centro Fiscale o il tuo medico di medicina generale.

    Bonus Badante 1.200 euro INPS

    A partire dal 2024, l’INPS ha introdotto un bonus una tantum per le famiglie che assumono regolarmente un lavoratore domestico addetto all’assistenza di anziani non autosufficienti. Il bonus, pari a 1.200 euro, e soggetto a specifici requisiti di ISEE e al rispetto delle condizioni contrattuali. Per una guida dettagliata e aggiornata, consulta il nostro articolo dedicato: Bonus Colf e Badanti 1.200 Euro 2026.

    Come assumere una colf o badante: procedura passo per passo

    Assumere regolarmente una colf, una badante o una baby sitter protegge sia il lavoratore sia la famiglia da rischi legali e contributivi. Il lavoro in nero espone il datore di lavoro a sanzioni anche molto pesanti (fino al pagamento retroattivo di tutti i contributi non versati, maggiorati di interessi e sanzioni). Ecco la procedura corretta da seguire.

    Step 1: Accordo e redazione del contratto individuale

    Prima dell’inizio del rapporto di lavoro, datore e lavoratore devono concordare: mansioni specifiche (livello contrattuale), orario di lavoro settimanale, eventuale convivenza, retribuzione mensile (non inferiore ai minimi CCNL), modalita di pagamento e periodo di prova (non superiore a 30 giorni lavorativi per i conviventi, a 8 giorni per i non conviventi). Il contratto individuale, anche se non obbligatorio per legge in forma scritta, e fortemente consigliato.

    Step 2: Comunicazione preventiva all’INPS (obbligatoria entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio)

    La comunicazione del rapporto di lavoro domestico all’INPS e obbligatoria e deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente all’inizio del rapporto (o entro le ore 24 del venerdi se il rapporto inizia di sabato o domenica). La comunicazione avviene tramite:

    • Portale INPS (myINPS con SPID, CIE o CNS): servizio gratuito direttamente accessibile online
    • Contact center INPS: al numero 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare, a tariffazione normale)
    • CAF o patronato: puo effettuare la comunicazione per conto del datore di lavoro

    La comunicazione sostituisce, per il lavoro domestico, il modello UNILAV che gli altri datori di lavoro inviano al Centro per l’Impiego. E fondamentale non dimenticarsene: le sanzioni per mancata comunicazione possono essere severe.

    Step 3: Calcolo e versamento dei contributi INPS

    Una volta avviato il rapporto, il datore di lavoro deve versare i contributi INPS trimestralmente utilizzando il codice fiscale del lavoratore e il codice rapporto di lavoro domestico assegnato dall’INPS in fase di comunicazione. Il versamento avviene tramite modello F24, con le scadenze trimestrali indicate sopra.

    Step 4: Libretto famiglia (per prestazioni occasionali)

    Per le prestazioni di lavoro domestico di carattere occasionale (pulizie una tantum, babysitting saltuario), esiste uno strumento alternativo al contratto CCNL: il Libretto Famiglia INPS. Consente di retribuire prestatori di lavoro occasionale con un compenso minimo di 9 euro/ora (lordi), con contribuzione semplificata gestita direttamente dall’INPS tramite portale. Il limite massimo per singolo committente e di 5.000 euro annui. Il Libretto Famiglia non e adatto per rapporti continuativi: in quel caso e obbligatorio il contratto CCNL con comunicazione INPS.

    Sfide future: invecchiamento, fabbisogno assistenziale e regolarizzazione

    Le proiezioni demografiche al 2029 non riguardano solo i numeri, ma sollevano interrogativi di sistema che il Paese dovra affrontare con urgenza. Il settore del lavoro domestico e al centro di tre grandi sfide strutturali.

    Il gap tra domanda e offerta di lavoro regolare

    La crescita della domanda di assistenti familiari non e accompagnata da un equivalente aumento dell’offerta di lavoro regolare. Il lavoro irregolare nel settore domestico, pur in diminuzione rispetto al picco degli anni 2000, rimane significativo: secondo le stime piu recenti, circa il 40-50% dei rapporti di lavoro domestico e ancora privo di regolare contratto. Questo crea un doppio problema: i lavoratori non hanno tutele previdenziali e sanitarie, e i datori di lavoro si espongono a rischi legali rilevanti.

    L’invecchiamento della forza lavoro assistenziale

    Non solo gli anziani italiani invecchiano: anche le badanti invecchiano. Molte delle lavoratrici straniere arrivate in Italia negli anni 2000-2010 si avvicinano oggi all’eta pensionabile o hanno gia maturato il diritto alla pensione italiana o del Paese di origine. Questo determina un turnover crescente nel settore e la necessita di nuove politiche di ingresso regolare per lavoratrici dall’estero. Le organizzazioni di settore (Domina, Assindatcolf) chiedono da tempo una revisione delle quote di ingresso per i lavoratori domestici nei decreti flussi, attualmente ritenute insufficienti rispetto alla domanda.

    Il welfare pubblico non basta: il ruolo cruciale della famiglia

    I posti disponibili nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) pubbliche e convenzionate non sono sufficienti a coprire il fabbisogno degli anziani non autosufficienti, ne lo saranno nel 2029. Le rette delle RSA private, che si aggirano mediamente tra i 2.000 e i 3.500 euro mensili, sono inaccessibili per la maggior parte delle famiglie italiane. La badante a domicilio, pur costosa, resta spesso l’unica alternativa praticabile. Il Governo ha avviato una discussione sulla riforma del sistema di Long Term Care (assistenza a lungo termine), ma i tempi di attuazione rischiano di essere lunghi rispetto all’urgenza demografica.

    Il CAF ti aiuta: servizi per famiglie datrici di lavoro

    Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico richiede attenzione alle scadenze contributive, ai documenti necessari e alle opportunita di risparmio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e personalizzato per le famiglie che assumono colf e badanti:

    • Assistenza nella comunicazione di inizio rapporto all’INPS: ti guidiamo nella procedura online o la effettuiamo direttamente per tuo conto
    • Calcolo e verifica dei contributi trimestrali: controlliamo gli importi dovuti e ti indichiamo come e quando pagarli
    • Elaborazione dei cedolini paga mensili: preparazione della busta paga della tua colf o badante nel rispetto del CCNL
    • Dichiarazione dei redditi 730: inseriamo correttamente le detrazioni fiscali per contributi e spese di assistenza, massimizzando il risparmio IRPEF
    • Calcolo del TFR e della tredicesima: ti aiutiamo a pianificare le erogazioni di fine anno
    • Pratiche per bonus e agevolazioni: verifichiamo l’accesso al Bonus Badante 1.200 euro e ad altre misure regionali
    • Gestione dei contributi non versati: se hai posizioni debitorie INPS, ti supportiamo nella regolarizzazione (vedi il nostro articolo sui contributi colf non versati)
    • Consulenza su licenziamento e cessazione del rapporto: guidiamo le famiglie nella procedura corretta, evitando contestazioni e vertenze (guida completa: lettera di licenziamento colf e badante)

    Puoi anche approfondire i temi legati all’ISEE (necessario per alcune agevolazioni), al 730 e alla dichiarazione dei redditi, o informarti sulla NASPI nel caso in cui la tua colf o badante perda il lavoro.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti su Colf e Badanti

    Quanto costerebbe avere una badante convivente nel 2025?

    Il costo mensile totale per il datore di lavoro di una badante convivente di livello C (il piu comune per l’assistenza agli anziani non autosufficienti) e stimabile in circa 1.400-1.500 euro, comprensivi di retribuzione netta (circa 1.046 euro ai minimi contrattuali), contributi INPS mensili (circa 200 euro a carico del datore), quota mensile TFR (circa 87 euro) e quota mensile tredicesima (circa 87 euro). Le retribuzioni effettive nelle grandi citta sono spesso superiori ai minimi contrattuali.

    Quanti giorni di preavviso devo dare alla mia colf se la licenzio?

    I termini di preavviso per il licenziamento dipendono dall’anzianita di servizio e dal tipo di rapporto (convivente o non convivente). Per i lavoratori non conviventi con meno di 5 anni di servizio, il preavviso e di 8 giorni di calendario. Con anzianita superiore, il preavviso sale fino a 15 giorni. Per i lavoratori conviventi, i termini sono piu lunghi. In caso di mancato preavviso, occorre corrispondere la relativa indennita sostitutiva. Per la procedura completa consulta la nostra guida sulla lettera di licenziamento colf e badante.

    Posso detrarre il costo della badante nel 730?

    Si, in due modi distinti: 1) I contributi previdenziali INPS versati come datore di lavoro sono DEDUCIBILI dal reddito complessivo fino a un massimo di 1.549,37 euro annui (deduzione, non detrazione). 2) Se la badante assiste una persona non autosufficiente, le spese per l’assistenza personale danno diritto a una DETRAZIONE IRPEF del 19% su un massimo di 2.100 euro annui, con reddito del contribuente non superiore a 40.000 euro. Le due agevolazioni sono cumulabili.

    Come si comunicano all’INPS l’assunzione di una colf o badante?

    La comunicazione all’INPS e obbligatoria e va effettuata PRIMA dell’inizio del rapporto di lavoro (entro le ore 24 del giorno precedente). Puo avvenire tramite il portale INPS online con SPID o CIE, tramite il Contact Center INPS al numero 803.164 (gratuito da rete fissa), o tramite CAF o patronato. Questa comunicazione sostituisce il modello UNILAV previsto per gli altri datori di lavoro e attribuisce un codice univoco al rapporto di lavoro domestico.

    Cosa succede se non verso i contributi INPS della badante?

    I contributi INPS non versati generano un debito previdenziale che l’INPS puo recuperare anche dopo anni, maggiorato di interessi e sanzioni civili. Le sanzioni possono andare dal 5% al 30% dei contributi non versati, a seconda del ritardo. In caso di ispezione, il datore di lavoro rischia sanzioni amministrative anche molto pesanti. E sempre consigliabile regolarizzare al piu presto eventuali posizioni irregolari, eventualmente tramite il CAF che puo assistere nella procedura.


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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Modello 730/2026 Senza Sostituto d’Imposta: Come Ottenere il Rimborso IRPEF

      Dichiarazione dei redditi 730

      Hai presentato il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta e ti stai chiedendo quando arriva il rimborso IRPEF? La situazione è diversa da quella dei lavoratori dipendenti o pensionati con sostituto: l’Agenzia delle Entrate interviene direttamente, senza passare dalla busta paga o dal cedolino pensione. Questo articolo ti spiega come funziona il processo, quando puoi aspettarti il rimborso, quali sono le modalità di accredito e quali categorie di contribuenti si trovano tipicamente in questa situazione.

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      Indice dei contenuti

      1. Chi è “senza sostituto d’imposta”: le categorie principali
      2. Come funziona il rimborso senza sostituto d’imposta
      3. Quando arriva il rimborso: tempistiche ufficiali 2026
      4. Modalità di accredito del rimborso
      5. Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate
      6. 730/2026 per disoccupati: casi pratici e rimborso
      7. Pensionati senza sostituto: quando si applica
      8. 730/2026 con redditi solo da locazioni
      9. Contribuenti minimi e forfettari: attenzione alle eccezioni
      10. Differenze tra 730 con e senza sostituto d’imposta
      11. Cosa fare se il rimborso è in ritardo o non arriva
      12. Tabella riepilogativa: tempistiche e modalità
      13. Domande Frequenti

      Chi è “senza sostituto d’imposta”: le categorie principali

      Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto (datore di lavoro, ente pensionistico, committente) che trattiene e versa all’Erario le imposte per conto del contribuente, effettuando i relativi conguagli sulla busta paga o sul cedolino pensione. Chi è “senza sostituto d’imposta” non ha questo intermediario e deve gestire direttamente i propri rapporti fiscali con l’Agenzia delle Entrate.

      Le principali categorie che si trovano in questa situazione sono:

      • Disoccupati e percettori di NASPI – chi ha perso il lavoro e non ha un nuovo datore di lavoro nel periodo d’imposta; l’INPS non funge da sostituto d’imposta per la NASPI (almeno per la parte imponibile), salvo in casi specifici.
      • Pensionati con pensione estera o pensione senza sostituto – chi riceve una pensione estera (es. da Paesi con cui non c’è accordo di sostituzione) o chi ha cessato il rapporto con il precedente ente pensionistico nell’anno.
      • Lavoratori autonomi occasionali – chi percepisce compensi occasionali sotto soglia senza essere titolare di partita IVA, se nel corso dell’anno non ha un sostituto che effettui le ritenute.
      • Contribuenti con redditi esclusivamente da locazioni (cedolare secca o ordinaria) – chi non svolge lavoro dipendente e trae il reddito principale dagli affitti.
      • Soggetti che hanno cambiato datore di lavoro – in certi casi il nuovo datore non effettua il conguaglio per l’intero anno e il contribuente può trovarsi in posizione di “nessun sostituto” per il conguaglio finale.
      • Contribuenti che nel 2026 hanno avuto un solo datore di lavoro ma hanno cessato il rapporto entro il 31 dicembre 2025 e non ne hanno un altro al momento della presentazione del 730.

      Nota importante: la scelta di presentare il 730 “senza sostituto” non comporta rinuncia al rimborso, ma solo una modalità diversa di erogazione dello stesso. Il riferimento normativo è l’art. 51-bis del D.Lgs. 241/1997 e le disposizioni del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), che hanno progressivamente ampliato la platea dei soggetti ammessi al 730.

      Come funziona il rimborso senza sostituto d’imposta

      Quando si presenta il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta, il meccanismo di rimborso è completamente diverso rispetto al caso con sostituto. Ecco il flusso operativo passo per passo:

      1. Presentazione del 730 al CAF o direttamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)

      Il contribuente presenta il Modello 730/2026 indicando, nella casella “Situazione” del frontespizio, il codice relativo all’assenza di sostituto d’imposta. Il campo specifico da compilare è il box “Sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”: in questo caso si lascia vuoto o si indica l’assenza.

      2. L’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione

      Una volta trasmessa la dichiarazione (tramite CAF, professionista abilitato o direttamente), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e calcola il saldo IRPEF. Se emerge un credito (rimborso) a favore del contribuente, l’Agenzia procede direttamente all’erogazione senza passare da un sostituto.

      3. Il rimborso è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate

      L’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso tramite bonifico bancario/postale sul conto corrente del contribuente, oppure tramite assegno o vaglia postale in caso di indisponibilità di IBAN. Non esiste alcuna detrazione dalla busta paga perché non c’è un sostituto che effettua i conguagli.

      Riferimento normativo: La procedura è disciplinata dall’art. 38 del D.P.R. 600/1973 (rimborsi di ritenute e imposte) e dall’art. 51-bis del D.Lgs. 241/1997 che disciplina le modalità di effettuazione dei rimborsi per i soggetti privi di sostituto d’imposta. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate (in particolare la Circolare n. 7/E del 2024 sulle novità della dichiarazione dei redditi) confermano questa procedura anche per il 730/2026.

      Quando arriva il rimborso: tempistiche ufficiali 2026

      Le tempistiche per il rimborso del 730 senza sostituto d’imposta sono significativamente diverse – e più lunghe – rispetto al caso con sostituto. Chi presenta il 730 con datore di lavoro riceve il rimborso già nella busta paga di luglio (per il 730 presentato entro maggio) o in quelle successive. Chi non ha sostituto deve invece attendere l’erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Calendario indicativo 2026 per chi presenta 730 senza sostituto:

      • Scadenza presentazione 730/2026: entro il 30 settembre 2026 (per il tramite di CAF o professionista abilitato). Per il 730 precompilato accettato senza modifiche tramite il portale AdE, la scadenza è la stessa.
      • Elaborazione da parte dell’Agenzia delle Entrate: L’Agenzia elabora le dichiarazioni in ordine cronologico di presentazione. Di norma il processo inizia dopo luglio e prosegue fino a fine anno.
      • Rimborso stimato: tra ottobre e dicembre 2026 per le dichiarazioni presentate entro luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate in agosto-settembre, i tempi possono slittare fino ai primi mesi del 2027.
      • Rimborsi sotto soglia (fino a 4.000 euro): Vengono erogati con priorità e, se i dati IBAN sono correttamente comunicati, arrivano spesso entro novembre-dicembre 2026.
      • Rimborsi sopra 4.000 euro: Soggetti a controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate (ai sensi dell’art. 38-bis D.P.R. 633/1972 per analogia e delle circolari attuative). I tempi si allungano e possono superare i 6-12 mesi.

      Attenzione alla data di presentazione: prima presenti il 730, prima arriva il rimborso. Se presenti il 730 a luglio anziché a settembre, il rimborso arriva tipicamente 1-2 mesi prima. Per i rimborsi più elevati, l’Agenzia delle Entrate può richiedere documentazione aggiuntiva prima di procedere all’erogazione.

      Modalità di accredito del rimborso

      Per ricevere il rimborso IRPEF derivante dal 730/2026 senza sostituto d’imposta, è fondamentale che il contribuente comunichi correttamente le proprie coordinate bancarie (IBAN) all’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione non avviene automaticamente e richiede un’azione proattiva da parte del contribuente.

      Le modalità di accredito disponibili sono le seguenti:

      1. Bonifico su conto corrente bancario (IBAN italiano)

      È la modalità più rapida e sicura. L’IBAN deve essere italiano (inizia con IT) e intestato o co-intestato al contribuente richiedente il rimborso. Non è possibile indicare un IBAN straniero per i rimborsi fiscali italiani, salvo eccezioni documentate per residenti all’estero iscritti all’AIRE.

      2. Bonifico su conto corrente postale (BancoPosta)

      Equivalente al conto bancario, è accettato senza problemi. Il codice IBAN postale inizia con IT e ha lo stesso formato di quello bancario.

      3. Vaglia postale o assegno (modalità residuale)

      In caso di mancata comunicazione dell’IBAN o di difficoltà tecniche, l’Agenzia delle Entrate può emettere un vaglia postale o un assegno circolare. Questa modalità è sempre meno utilizzata e più lenta; i tempi possono arrivare a diversi mesi.

      4. Accredito su libretto postale

      Se il contribuente ha un libretto postale nominativo con IBAN, può utilizzare questa modalità come alternativa al conto corrente.

      Cosa succede se non hai comunicato l’IBAN: Se l’Agenzia delle Entrate non ha le tue coordinate bancarie, il rimborso viene emesso tramite vaglia postale o assegno intestato al contribuente e spedito all’indirizzo di residenza anagrafica. Per evitare questo scenario (molto più lento), è fondamentale comunicare l’IBAN prima della presentazione del 730 o, al più tardi, contestualmente ad essa.

      Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate

      Comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per ricevere i rimborsi fiscali è un’operazione che si può effettuare in diversi modi. Ecco le procedure disponibili nel 2026:

      Tramite il portale web dell’Agenzia delle Entrate

      Accedendo all’area riservata di AgenziAnteprima (il cassetto fiscale) con le credenziali SPID, CIE o CNS, è possibile comunicare l’IBAN direttamente online nella sezione dedicata ai rimborsi. Questa è la modalità più rapida e aggiornata in tempo reale.

      Tramite il CAF o il professionista che presenta il 730

      Il CAF Centro Fiscale inserisce le coordinate bancarie direttamente nel frontespizio del Modello 730/2026, nel quadro dedicato al rimborso. In questo modo l’Agenzia delle Entrate riceve le informazioni contestualmente alla presentazione della dichiarazione. Porta con te l’IBAN al momento dell’appuntamento al CAF.

      Tramite il servizio “Rimborsi” del portale online AdE

      Dal sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Servizi” → “Rimborsi”) è possibile verificare lo stato del rimborso e, in alcune sezioni specifiche, aggiornare le coordinate bancarie per i rimborsi non ancora erogati.

      Tramite sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate

      Recandosi fisicamente presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate con documento d’identità e IBAN, è possibile comunicare le coordinate bancarie. Questa modalità è consigliata in caso di difficoltà con i canali digitali.

      Verifica dello stato del rimborso: Una volta che la dichiarazione è stata elaborata, è possibile monitorare lo stato del rimborso tramite il servizio online “Controllo rimborsi” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con le credenziali SPID/CIE/CNS oppure con codice fiscale e numero di pratica. Il servizio indica se il rimborso è in lavorazione, se è stato disposto il pagamento o se sono in corso controlli supplementari.

      730/2026 per disoccupati: casi pratici e rimborso

      I lavoratori disoccupati che hanno percepito la NASPI nel 2025 e non hanno un nuovo datore di lavoro rappresentano uno dei casi più frequenti di “730 senza sostituto”. Ecco come funziona nella pratica:

      Caso 1: disoccupato tutto l’anno 2025

      Un lavoratore che ha perso il lavoro a fine 2024 e ha percepito solo NASPI per tutto il 2025 non ha sostituto d’imposta. Presenta il 730/2026 come “senza sostituto”. L’INPS eroga la NASPI al lordo dell’IRPEF (trattenendo la ritenuta d’acconto), quindi il conguaglio finale va fatto con la dichiarazione. Se la ritenuta trattenuta dall’INPS supera l’IRPEF dovuta, emerge un credito fiscale rimborsato dall’Agenzia delle Entrate.

      Caso 2: disoccupato con part-time nel 2025

      Un lavoratore che ha avuto un contratto part-time fino a luglio 2025 e poi è rimasto disoccupato ha un sostituto (il datore di lavoro) solo per la prima parte dell’anno. Al momento di presentare il 730/2026, se non ha un nuovo datore di lavoro, deve presentarlo “senza sostituto”. Il rimborso eventuale arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

      Caso 3: disoccupato con nuovo lavoro avviato nel 2026

      Se il lavoratore ha trovato un nuovo impiego prima di presentare il 730/2026 (ad esempio ha iniziato a lavorare a febbraio 2026), ha un sostituto d’imposta disponibile. Può quindi scegliere di presentare il 730 “con sostituto” (il nuovo datore) che effettuerà il conguaglio in busta paga. Questa scelta è vantaggiosa se si aspetta un rimborso, perché l’accredito avviene in tempi più rapidi (luglio-agosto 2026).

      Esempio pratico con calcolo: Maria ha percepito nel 2025 una NASPI di 1.200 euro al mese per 8 mesi (totale: 9.600 euro). L’INPS ha trattenuto ritenute d’acconto IRPEF del 23% (aliquota minima) su parte dell’importo. Maria ha anche percepito 2.000 euro di redditi da locazione con cedolare secca al 21%. Il suo reddito imponibile IRPEF è solo quello da NASPI (la cedolare secca è sostitutiva). L’IRPEF dovuta può risultare inferiore alle ritenute trattenute dall’INPS, generando un credito. Presentando il 730 senza sostituto (non ha nuovo datore di lavoro nel 2026), riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro dicembre 2026.

      Pensionati senza sostituto: quando si applica

      La maggior parte dei pensionati italiani ha l’INPS (o un altro ente pensionistico) come sostituto d’imposta e riceve il conguaglio sul cedolino pensione. Tuttavia, esistono casi specifici in cui il pensionato si trova senza sostituto:

      • Pensione estera – Chi percepisce una pensione da uno Stato estero senza accordo di doppia imposizione con l’Italia (o con modalità di pagamento che escludono il ruolo di sostituto dell’ente estero) deve gestire autonomamente le imposte italiane. Il 730 senza sostituto è la via appropriata.
      • Pensione in convenzione internazionale pagata direttamente all’estero – Es. pensioni da Germania, Svizzera, Belgio su cui l’ente estero non opera come sostituto italiano. Per questa casistica è opportuno consultare un CAF o un commercialista esperto in redditi esteri.
      • Pensionati con pensione INPS cessata nell’anno – Se il pensionato è deceduto nel corso del 2025 (e si presenta la dichiarazione degli eredi per i redditi dell’anno del decesso), la situazione varia in base al momento del decesso e alla presenza di eredi designati.
      • Nuovi pensionati con primo anno di pensione parziale – In alcuni casi il primo anno di pensione copre solo parte dell’anno e può esistere un disallineamento tra ritenute effettuate e IRPEF effettivamente dovuta per cui il conguaglio finale spetta all’Agenzia delle Entrate.

      Attenzione: i pensionati INPS normali (pensione italiana INPS erogata mensilmente) hanno sempre l’INPS come sostituto d’imposta e il conguaglio avviene sul cedolino pensione di luglio o dicembre. Non rientrano nella categoria “senza sostituto” a meno che non abbiano anche redditi di altra natura che non vengono compensati dall’INPS.

      730/2026 con redditi solo da locazioni

      I contribuenti che nel 2025 hanno percepito esclusivamente redditi da locazione (con cedolare secca o tassazione ordinaria) e non hanno avuto lavoro dipendente né pensione, si trovano senza sostituto d’imposta per definizione. Presentano il 730/2026 senza sostituto oppure, se preferiscono, il Modello Redditi Persone Fisiche (REDDITI PF).

      Ecco le caratteristiche di questa casistica:

      • Cedolare secca (21% o 26%): Se tutti i redditi da locazione sono assoggettati a cedolare secca, l’imposta è già trattenuta alla fonte e non esiste tipicamente un rimborso IRPEF ordinario. La dichiarazione è obbligatoria comunque per comunicare i dati (e verificare eventuali eccedenze di acconto).
      • Tassazione ordinaria degli affitti: Se il locatore ha optato per la tassazione ordinaria (IRPEF progressiva), il reddito da locazione confluisce nel reddito complessivo. Se nell’anno precedente ha versato acconti IRPEF superiori al dovuto, emerge un credito rimborsato dall’Agenzia delle Entrate.
      • Proprietario di immobili a uso personale o sfitti: Anche in questi casi può emergere un credito se sono stati versati acconti IRPEF l’anno precedente (calcolati su basi imponibili poi ridotte).

      Per gli redditi da affitto nel 730, le istruzioni specifiche variano a seconda della tipologia contrattuale. Il CAF Centro Fiscale può assistere nella scelta tra cedolare secca e tassazione ordinaria, effettuando un calcolo di convenienza.

      Contribuenti minimi e forfettari: attenzione alle eccezioni

      I titolari di partita IVA in regime forfettario o coloro che erano nel vecchio regime dei minimi non presentano generalmente il Modello 730 per i redditi d’impresa o di lavoro autonomo. Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up nei primi 5 anni) che non genera crediti IRPEF ordinari da recuperare tramite 730.

      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 09:00:002026-09-30 08:51:48Interessi Mutuo Prima Casa 730 2026: Detrazione Completa
      CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

      F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto

      Modello 770 e certificazione unica

      Il condominio come sostituto d’imposta e uno degli obblighi fiscali meno conosciuti ma piu importanti per chi gestisce un condominio. Ogni volta che il condominio paga un fornitore per prestazioni di servizi in appalto o subappalto — dalla pulizia delle scale alla manutenzione dell’impianto idraulico — e tenuto ad applicare una ritenuta d’acconto del 4% sull’IRPEF (o IRES per i soggetti societari) e a versarla allo Stato tramite il modello F24. Questa guida spiega passo dopo passo come funziona il meccanismo, quando scatta l’obbligo, come compilare correttamente l’F24, quali codici tributo usare e cosa rischia l’amministratore in caso di omissione.

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      Indice dei contenuti

      1. Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973
      2. Quando il condominio diventa sostituto d’imposta
      3. L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta
      4. La soglia annuale di 500 euro
      5. Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES
      6. Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese
      7. Come compilare il modello F24 passo dopo passo
      8. Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori
      9. La Certificazione Unica annuale ai prestatori
      10. Sanzioni e ravvedimento operoso
      11. Il ruolo dell’amministratore di condominio
      12. Domande frequenti (FAQ)

      Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973

      L’obbligo del condominio di operare come sostituto d’imposta e disciplinato dall’art. 25-ter del DPR n. 600 del 29 settembre 1973, introdotto dall’art. 1, comma 43, della Legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008) e reso operativo dal Decreto Ministeriale 7 marzo 2008. La norma e stata successivamente chiarita dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 febbraio 2008, che ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione pratica dell’obbligo.

      Il legislatore ha introdotto questo meccanismo per contrastare l’evasione fiscale nel settore dell’edilizia e dei servizi condominiali, garantendo che una parte dell’imposta dovuta dai prestatori di servizi venga versata direttamente dallo Stato tramite il meccanismo della ritenuta alla fonte. Il condominio, pur non essendo un soggetto dotato di personalita giuridica autonoma, assume la qualifica di sostituto d’imposta ogni volta che eroga compensi a fornitori per prestazioni di servizi rese nell’ambito di contratti di appalto o subappalto di opere o servizi.

      E importante sottolineare che l’obbligo si applica esclusivamente ai contratti di appalto e subappalto: sono esclusi i contratti di compravendita di beni (ad esempio l’acquisto di materiale edilizio), i contratti d’opera con lavoratori autonomi (per i quali si applicano le ordinarie ritenute sulle prestazioni professionali ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73), nonche le forniture pure di beni, anche se con posa in opera accessoria.

      Quando il condominio diventa sostituto d’imposta

      Il condominio e obbligato ad operare la ritenuta ogni volta che corrisponde un compenso a un’impresa (persona fisica o giuridica) per prestazioni rientranti in un contratto di appalto o subappalto di opere o servizi relativi all’edificio condominiale. La ritenuta si applica:

      • Alle imprese in regime ordinario (ditta individuale, SNC, SRL, SPA, ecc.) che operano come appaltatori o subappaltatori per lavori sul condominio
      • Ai lavoratori autonomi con partita IVA quando il rapporto contrattuale e configurabile come appalto di servizi (ad esempio, un geometra che gestisce un cantiere in appalto)
      • Sia ai soggetti IRPEF (persone fisiche, ditte individuali, societa di persone) sia ai soggetti IRES (societa di capitali, enti commerciali e non commerciali)

      La ritenuta del 4% NON si applica nei seguenti casi:

      • Acquisto di beni (materiali da costruzione, forniture elettriche, ecc.) senza prestazione di servizi
      • Prestazioni occasionali di privati (senza partita IVA) per importi inferiori alle soglie di esenzione
      • Prestazioni di professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri) che emettono parcella: in questo caso si applica la ritenuta ordinaria del 20% ex art. 25 DPR 600/73
      • Forniture di energia elettrica, gas, acqua e altri servizi di pubblica utilita
      • Compensi corrisposti a condomini singoli
      • Canoni di locazione per locali condominiali

      L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta

      L’aliquota della ritenuta e fissata dalla legge nella misura del 4% sull’imponibile lordo. Si tratta di una ritenuta a titolo di acconto (non a titolo d’imposta definitiva), il che significa che il beneficiario puo computare la ritenuta subita come credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi.

      Base imponibile: La ritenuta del 4% si calcola sul corrispettivo lordo al netto dell’IVA. Se il fornitore emette fattura per 1.000 euro + 220 euro di IVA (22%), la ritenuta si calcola solo sui 1.000 euro imponibili: 1.000 x 4% = 40 euro di ritenuta.

      Esempio pratico di calcolo:

      VoceImporto
      Imponibile fattura (servizio pulizie)1.000,00 euro
      IVA 22%220,00 euro
      Totale fattura1.220,00 euro
      Ritenuta 4% sull’imponibile (1.000 x 4%)40,00 euro
      Importo effettivamente pagato al fornitore1.180,00 euro (1.220 – 40)
      Importo da versare all’Erario tramite F2440,00 euro

      Il condominio quindi trattiene 40 euro dall’importo da pagare al fornitore e li versa allo Stato tramite F24. Il fornitore riceve 1.180 euro (importo netto) e nella propria dichiarazione dei redditi riportera la ritenuta di 40 euro subita come credito d’imposta, detraendola dall’IRPEF o dall’IRES dovuta.

      La soglia annuale di 500 euro

      Una delle regole piu importanti — e spesso trascurate — riguarda la soglia annuale di 500 euro. L’art. 25-ter DPR 600/73 prevede che l’obbligo di versamento si cumuli nel corso dell’anno solare: il versamento tramite F24 e dovuto solo quando la somma delle ritenute operate nel mese supera 25,82 euro (equivalente alla vecchia soglia in lire), ma in pratica la norma e interpretata nel senso che il versamento mensile e comunque obbligatorio se le ritenute del mese sono state effettivamente operate.

      La Circolare AdE n. 7/E/2008 ha chiarito che il condominio e esonerato dall’obbligo di effettuare le ritenute nei periodi d’imposta in cui il totale annuo dei corrispettivi corrisposti per i servizi in appalto e inferiore a 500 euro. Questa soglia:

      • Si riferisce al totale complessivo annuo di tutti i corrispettivi pagati a fornitori per servizi in appalto, non al singolo pagamento
      • Deve essere calcolata per anno solare (1 gennaio – 31 dicembre)
      • Se nel corso dell’anno si supera la soglia dei 500 euro, l’obbligo di ritenuta scatta retroattivamente per tutti i pagamenti effettuati dall’inizio dell’anno, inclusi quelli precedenti al superamento della soglia
      • In pratica, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento dell’anno per evitare il rischio di dover recuperare ritenute non operate

      Attenzione: Molti piccoli condomini — con pochi appartamenti e spese condominiali limitate — possono rientrare nell’esonero se i servizi appaltati nell’anno non raggiungono i 500 euro complessivi. Tuttavia, superare anche di un euro questa soglia comporta l’obbligo di operare le ritenute su tutti i pagamenti dell’anno, anche quelli gia effettuati.

      Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES

      Per il versamento della ritenuta tramite modello F24, il condominio deve utilizzare i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. I due codici tributo sono distinti in base alla natura del fornitore:

      Codice TributoDescrizioneQuando si usa
      1019Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRPEF)Fornitori soggetti IRPEF: ditte individuali, societa di persone (SNC, SAS), lavoratori autonomi in regime di impresa
      1020Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRES)Fornitori soggetti IRES: SRL, SPA, societa cooperative, enti commerciali

      I codici tributo 1019 e 1020 sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 94/E del 13 marzo 2008. Si inseriscono nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “Codice tributo”, con indicazione del periodo di riferimento (mese e anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore).

      Come determinare il codice corretto: La scelta tra 1019 e 1020 dipende dalla natura del fornitore come indicata nella fattura ricevuta. In caso di dubbio, e sufficiente verificare la partita IVA del fornitore: le ditte individuali hanno partita IVA uguale al codice fiscale del titolare, le societa di capitali hanno una partita IVA diversa dal codice fiscale degli amministratori.

      Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese

      Il versamento delle ritenute operate deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui e avvenuto il pagamento al fornitore. Questa e la regola generale prevista dall’art. 18 del DLgs n. 241/1997, applicabile anche alle ritenute del condominio.

      Mese del pagamento al fornitoreScadenza versamento F24
      Gennaio16 febbraio
      Febbraio16 marzo
      Marzo16 aprile
      Aprile16 maggio
      Maggio16 giugno
      Giugno16 luglio
      Luglio16 agosto (*)
      Agosto16 settembre
      Settembre16 ottobre
      Ottobre16 novembre
      Novembre16 dicembre
      Dicembre16 gennaio anno successivo

      (*) Agosto: Le ritenute operate nel mese di luglio possono essere versate entro il 20 agosto (e non il 16 agosto) in virtu della sospensione feriale dei termini prevista dall’art. 37 del DL n. 223/2006. Tuttavia, e sempre consigliabile verificare l’eventuale proroga annuale disposta da specifici decreti ministeriali, come avviene frequentemente.

      Regola sulla scadenza spostata: Se il giorno 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Ad esempio, se il 16 aprile 2026 cadesse di domenica, il termine di versamento sarebbe lunedi 17 aprile 2026.

      Cumulo mensile: Se nel mese il condominio ha effettuato pagamenti a piu fornitori applicando la ritenuta, le ritenute si cumulano e si versano in un unico F24 mensile, indicando separatamente il codice tributo 1019 e il codice 1020 se ci sono sia fornitori IRPEF che IRES.

      Come compilare il modello F24 passo dopo passo

      La compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta del condominio avviene nella sezione Erario del modello. Di seguito la procedura step by step con un esempio concreto.

      Dati del soggetto versante

      Il soggetto versante del condominio e l’amministratore di condominio (o il condominante delegato in caso di condominio senza obbligo di amministratore). Nei dati anagrafici del modello F24 va indicato:

      • Codice fiscale del condominio (non del singolo condominante o dell’amministratore) — es. “CNDMNI80A01L483M”
      • Denominazione: il nome del condominio — es. “Condominio Via Roma 12 Udine”
      • Domicilio fiscale: indirizzo del condominio

      Sezione Erario

      Nella sezione Erario (la seconda del modello F24) si compilano le righe necessarie:

      • Codice tributo: 1019 (per fornitori IRPEF) o 1020 (per fornitori IRES)
      • Anno di riferimento: l’anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore (es. 2026)
      • Mese di riferimento: il mese in cui e avvenuto il pagamento (es. “04” per aprile)
      • Importi a debito versati: l’importo totale delle ritenute operate nel mese (es. 40,00 euro)
      • Importi a credito compensati: lasciare a 0 salvo crediti specifici

      Esempio concreto di compilazione F24

      Il Condominio “Palazzina Blu” di Udine paga nel mese di aprile 2026 la ditta individuale “Mario Rossi Impianti” (soggetto IRPEF, codice tributo 1019) per la manutenzione dell’impianto idrico: fattura di 800 euro imponibile + IVA 22% (176 euro). La ritenuta applicata e 800 x 4% = 32 euro.

      Campo F24 (Sezione Erario)Valore
      Codice tributo1019
      Anno di riferimento2026
      Mese di rif. (da compilare)04
      Importi a debito versati32,00
      Scadenza versamento18 maggio 2026 (16/5 e domenica)

      Il versamento puo essere effettuato:

      • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel) — modalita obbligatoria per i condomini con sostituto d’imposta
      • Tramite homebanking della propria banca che supporta l’F24 telematico
      • Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delega

      Nota importante: Dal 1° ottobre 2014, il versamento dell’F24 a saldo zero (compensazione totale con crediti) deve essere effettuato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per i condomini sostituti d’imposta e fortemente consigliato rivolgersi a un professionista o a un CAF abilitato per la gestione degli adempimenti.

      Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori

      Vediamo in dettaglio come si applica la ritenuta del 4% nei casi piu frequenti nella vita condominiale, con indicazione se l’obbligo scatta o meno.

      Servizio pulizie scale e parti comuni

      Il contratto con una impresa di pulizie che si occupa settimanalmente di scale, androni e aree comuni e soggetto alla ritenuta del 4%. E un classico contratto di appalto di servizi. La ritenuta va operata su ogni pagamento mensile o periodico effettuato all’impresa.

      Esempio: contratto annuale di 4.800 euro (400 euro/mese). La ritenuta mensile e di 16 euro (400 x 4%), da versare entro il 16 del mese successivo. Ritenuta annuale totale: 192 euro.

      Manutenzione ordinaria e straordinaria

      Tutti i contratti di appalto per lavori di manutenzione ordinaria (ritinteggiatura scale, riparazione infiltrazioni, sostituzione piastrelle) e straordinaria (rifacimento tetto, cappotto termico, sostituzione impianti) sono soggetti alla ritenuta del 4%. Si applica su ogni SAL (Stato Avanzamento Lavori) pagato all’impresa edile.

      Giardinaggio e cura del verde

      Il contratto periodico con un’impresa di giardinaggio per la cura del giardino condominiale, sfalcio dell’erba, potatura siepi, irrigazione automatica, e soggetto alla ritenuta del 4%. Attenzione: se si tratta di un lavoratore autonomo occasionale (senza partita IVA) per piccole prestazioni occasionali, si applicano regole diverse (ritenuta del 20% ex art. 25 DPR 600/73 se il compenso supera le soglie).

      Contratto di manutenzione ascensore

      Il contratto annuale con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e soggetto alla ritenuta del 4% (codice tributo 1020 per le societa di capitali). Si applica su ogni fattura periodica emessa dalla societa di manutenzione.

      Riepilogo casi pratici

      ServizioRitenuta 4%?Codice TributoNote
      Pulizie scale (impresa)SI1019 o 1020Contratto appalto servizi
      Manutenzione idraulica (ditta)SI1019Appalto lavori
      Giardinaggio (impresa)SI1019 o 1020Appalto servizi
      Manutenzione ascensore (SRL)SI1020Soggetto IRES
      Installazione citofono (materiali + posa)Dipende1019/1020Se prevalenza servizio su fornitura
      Acquisto lampadine/materialiNO–Pura fornitura beni
      Parcella avvocato condominioNO (art. 25)Ritenuta 20%Professionista, non appalto
      Compenso amministratoreNO (art. 25)Ritenuta 20%Lavoratore autonomo/professionista
      Bollette luce/gas parti comuniNO–Fornitura servizi pubblici

      La Certificazione Unica annuale ai prestatori

      Oltre al versamento mensile tramite F24, il condominio come sostituto d’imposta ha un secondo obbligo annuale fondamentale: il rilascio della Certificazione Unica (CU) a ciascun prestatore di servizi a cui sono state operate ritenute nel corso dell’anno. La CU attesta le ritenute subite e permette al fornitore di computarle come credito nella propria dichiarazione dei redditi.

      Scadenze CU per i condomini:

      • Consegna al fornitore (CU cartacea o elettronica): entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state operate le ritenute
      • Trasmissione all’Agenzia delle Entrate (CU telematica): entro il 31 marzo dell’anno successivo (salvo proroghe annuali)

      Esempio: le ritenute operate nel 2026 devono essere certificate con CU consegnata al fornitore entro il 28 febbraio 2027 e trasmessa telematicamente all’AdE entro il 31 marzo 2027.

      La CU per il condominio come sostituto d’imposta e un documento differente dalla CU che il datore di lavoro rilascia ai dipendenti. Per i condomini, la CU riguarda esclusivamente le ritenute sulle prestazioni di servizi in appalto (art. 25-ter DPR 600/73). La gestione della CU e strettamente correlata alla compilazione del quadro ST e SV del modello 770, che riepiloga annualmente tutte le ritenute operate dal condominio sostituto d’imposta.

      Per approfondire gli obblighi di certificazione annuale e la compilazione del modello 770 per condomini, leggi la nostra guida: Modello 770/2026: guida completa per i sostituti d’imposta.

      Sanzioni e ravvedimento operoso

      L’omissione o il ritardo nel versamento delle ritenute del condominio comporta l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco il quadro sanzionatorio aggiornato al 2026 e come rimediare tramite il ravvedimento operoso.

      Sanzioni per omesso versamento

      Ai sensi dell’art. 13 del DLgs n. 471/1997, l’omesso o tardivo versamento delle ritenute comporta una sanzione base del 30% dell’importo non versato. La sanzione si riduce al 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza.

      Ravvedimento operoso: come ridurre le sanzioni

      Il ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/97) permette di regolarizzare spontaneamente l’omissione con sanzioni ridotte. Le aliquote di ravvedimento applicabili alle ritenute del condominio sono:

      Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridottaInteressi
      Sprint (ravvedimento brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)Al tasso legale
      BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 del 15%)Al tasso legale
      MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)Al tasso legale
      LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)Al tasso legale
      LunghissimoEntro 2 anni4,29% (1/7 del 30%)Al tasso legale
      Oltre 2 anniDopo 2 anni (se non notificato)5% (1/6 del 30%)Al tasso legale

      Per effettuare il ravvedimento, il condominio deve versare tramite F24:

      • L’imposta omessa (ritenuta non versata) con il codice tributo 1019 o 1020
      • La sanzione ridotta con codice tributo 8906 (sanzioni da ravvedimento su ritenute)
      • Gli interessi legali con codice tributo 1989 (interessi da ravvedimento)

      Sanzioni per omessa CU: Il mancato rilascio della Certificazione Unica al fornitore comporta una sanzione di 100 euro per ogni CU omessa, fino a un massimo di 50.000 euro per anno. La CU trasmessa telematicamente in ritardo all’AdE comporta una sanzione di 33,33 euro per ogni certificazione, ridotta a zero se la trasmissione avviene entro 60 giorni dalla scadenza (art. 4 DPR 322/1998).

      Il ruolo dell’amministratore di condominio

      L’amministratore di condominio e il soggetto che nella pratica gestisce tutti gli adempimenti fiscali del condominio come sostituto d’imposta. Il suo ruolo e centrale e la sua responsabilita e diretta in caso di inadempimento.

      Obblighi fiscali dell’amministratore

      • Verifica preventiva della natura del contratto con ogni fornitore (appalto vs. fornitura pura vs. prestazione professionale)
      • Applicazione della ritenuta al momento del pagamento delle fatture e trattenimento dell’importo dalla somma da corrispondere al fornitore
      • Versamento mensile tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo, con i codici tributo corretti
      • Tenuta della contabilita delle ritenute operate: registro ritenute per ogni fornitore, con data, importo lordo, ritenuta applicata, importo netto pagato
      • Rilascio della CU a ogni fornitore entro il 28 febbraio dell’anno successivo
      • Trasmissione telematica della CU all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo
      • Presentazione del Modello 770 (quadro ST e SV) per il riepilogo annuale di tutte le ritenute operate

      Responsabilita dell’amministratore

      L’amministratore che omette di applicare e/o versare le ritenute puo essere ritenuto personalmente responsabile nei confronti del condominio per il danno causato (sanzioni + interessi) e puo rispondere anche penalmente nei casi piu gravi di omesso versamento sistematico (art. 10-bis DLgs 74/2000, che riguarda tuttavia soglie elevate).

      Per questo motivo e fortemente consigliabile che l’amministratore si avvalga di un professionista abilitato o di un CAF specializzato nella gestione fiscale condominiale, che puo occuparsi di:

      • Classificazione corretta dei contratti con i fornitori
      • Calcolo mensile delle ritenute
      • Predisposizione e invio telematico degli F24
      • Gestione e trasmissione delle Certificazioni Uniche
      • Compilazione e presentazione del Modello 770

      Il CAF Centro Fiscale di Udine e attrezzato per supportare gli amministratori di condominio nella corretta gestione di tutti questi adempimenti, garantendo il rispetto delle scadenze e la correttezza dei versamenti.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione

      La ritenuta d’acconto del condominio e un adempimento fiscale complesso che richiede attenzione e puntualita. In sintesi, i punti chiave da ricordare sono:

      • Il condominio e sostituto d’imposta ai sensi dell’art. 25-ter DPR 600/73 per le prestazioni di appalto e subappalto
      • La ritenuta e del 4% sull’imponibile lordo (esclusa IVA)
      • L’obbligo scatta per condomini con corrispettivi annui in appalto superiori a 500 euro
      • Si versano con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento, con codice tributo 1019 (IRPEF) o 1020 (IRES)
      • E obbligatoria la CU annuale ai fornitori e la trasmissione del Modello 770
      • Le sanzioni per inadempimento possono essere ridotte con il ravvedimento operoso

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      Domande Frequenti sull’F24 del Condominio

      Tutti i condomini devono versare la ritenuta del 4%?

      No. L’obbligo di versamento scatta solo quando i corrispettivi annui pagati per contratti di appalto o subappalto di opere o servizi superano complessivamente i 500 euro nell’anno solare. I piccoli condomini con spese condominiali molto limitate possono essere esonerati. Tuttavia, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento per evitare rischi, dato che il superamento della soglia comporta l’obbligo retroattivo per tutti i pagamenti dell’anno.

      Cosa succede se il condominio non versa l’F24 entro il 16 del mese?

      Il ritardo nel versamento comporta l’applicazione di sanzioni: dal giorno 1 al 14 di ritardo si applica una sanzione dello 0,1% per ogni giorno (ravvedimento sprint), dal 15° al 30° giorno la sanzione e dell’1,5%, e oltre i 90 giorni la sanzione sale al 3,75% (entro 1 anno). In ogni caso e sempre possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso, pagando imposta omessa + sanzione ridotta + interessi legali.

      Qual e la differenza tra codice tributo 1019 e 1020?

      Il codice tributo 1019 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRPEF (ditte individuali, societa di persone come SNC e SAS, lavoratori autonomi con partita IVA in regime di impresa). Il codice 1020 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRES (societa di capitali come SRL e SPA, societa cooperative, enti commerciali). La distinzione dipende dalla natura giuridica del fornitore, verificabile dalla sua partita IVA.

      La manutenzione ordinaria dell’ascensore e soggetta alla ritenuta?

      Si. Il contratto periodico con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e un tipico contratto di appalto di servizi soggetto alla ritenuta del 4%. Essendo la societa di manutenzione generalmente una SRL o SPA (soggetto IRES), si usa il codice tributo 1020.

      Il compenso dell’amministratore di condominio e soggetto alla ritenuta del 4%?

      No. Il compenso dell’amministratore di condominio non e soggetto alla ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter DPR 600/73, che si applica solo ai contratti di appalto e subappalto. Al compenso dell’amministratore si applica invece la ritenuta del 20% prevista dall’art. 25 DPR 600/73, in quanto prestazione professionale o di lavoro autonomo. Si usa il codice tributo 1040 (ritenuta su compensi professionali).


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta gli amministratori di condominio nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali: versamento F24 ritenute, Certificazioni Uniche, Modello 770.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 07:47:162026-05-31 17:54:47F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto
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        Energia elettrica in calo: prezzo PUN oggi a 0,111 euro/kWh – 9 Maggio 2026

        Bonus Energia

        Indice dei contenuti

        1. Cos’e il PUN e come si calcola
        2. Prezzo PUN il 9 Maggio 2026: dati e analisi
        3. Andamento storico PUN: confronto 2025-2026
        4. Prezzo energia per fasce orarie: F1, F2, F3
        5. Come il prezzo PUN influenza la tua bolletta
        6. Consigli pratici per risparmiare sulla bolletta elettrica
        7. Mercato tutelato vs mercato libero: quale conviene nel 2026
        8. Previsioni andamento PUN per i prossimi mesi
        9. Bonus energia e agevolazioni disponibili nel 2026
        10. Domande frequenti sul prezzo PUN

        Il prezzo PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia elettrica registra un calo significativo il 9 maggio 2026, attestandosi a 0,111 euro/kWh. Si tratta di una buona notizia per famiglie e imprese italiane che attendevano un allentamento della pressione sui costi energetici dopo le tensioni dei mesi precedenti. Il dato e stato rilevato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) e riflette una progressiva normalizzazione del mercato all’ingrosso dell’elettricita in Italia e in Europa.

        In questo articolo analizziamo nel dettaglio l’andamento del PUN energia elettrica nella giornata del 9 maggio 2026, il confronto con i mesi precedenti, l’impatto concreto sulle bollette elettriche e i consigli pratici per ottimizzare i propri consumi e ridurre i costi.

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        Cos’e il PUN e come si calcola

        Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica in Italia, calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) sulla base delle transazioni avvenute nel Mercato del Giorno Prima (MGP). Rappresenta il prezzo medio ponderato per le quantita di energia scambiate nelle diverse zone geografiche del paese (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna).

        Il calcolo del PUN avviene attraverso un processo di media ponderata che tiene conto di:

        • Quantita di energia scambiata in ciascuna zona geografica italiana
        • Prezzi zonali determinati dall’incrocio tra domanda e offerta nel mercato
        • Congestioni di rete gestite da Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale
        • Importazioni ed esportazioni con i paesi europei interconnessi

        Il PUN e un indicatore fondamentale perche viene utilizzato da ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per aggiornare le tariffe del servizio di tutela e come riferimento per i contratti del mercato libero indicizzati al mercato all’ingrosso (le cosiddette offerte PLACET o offerte variabili indicizzate).

        Come viene pubblicato il PUN: Il GME pubblica ogni giorno i dati del Mercato del Giorno Prima per le 24 ore successive. I valori orari vengono poi aggregati in medie giornaliere, settimanali e mensili. Il sito ufficiale gestore-mercati.com pubblica le statistiche aggiornate che costituiscono la fonte primaria di riferimento per operatori di mercato, analisti e consumatori.

        Prezzo PUN il 9 Maggio 2026: dati e analisi

        Il prezzo PUN del 9 maggio 2026 si attesta a 0,111 euro/kWh, in calo rispetto ai livelli della settimana precedente. Questo dato medio giornaliero nasconde tuttavia significative variazioni nelle diverse ore della giornata, come e tipico del mercato elettrico che risponde in tempo reale ai cambiamenti della domanda e della produzione da fonti rinnovabili.

        Analisi per fasce orarie del 9 maggio 2026 (dati indicativi GME):

        Fascia orariaOrePrezzo indicativo (euro/kWh)Note
        Notte (F3)00:00 – 06:000,068 – 0,085Minimi del giorno, bassa domanda
        Mattina (F1)06:00 – 10:000,105 – 0,125Picco mattutino, ramp-up industriale
        Meridiana (F1)10:00 – 14:000,095 – 0,110Calo per produzione solare
        Pomeridiana (F1)14:00 – 18:000,100 – 0,120Stabilizzazione, buona produzione FV
        Sera picco (F1)18:00 – 22:000,130 – 0,155Picco serale, calo rinnovabili
        Notte tarda (F3)22:00 – 24:000,080 – 0,095Discesa verso minimi notturni

        La media ponderata giornaliera di 0,111 euro/kWh del 9 maggio 2026 e influenzata positivamente dalla forte produzione di energie rinnovabili. In particolare, la giornata del 9 maggio ha visto una elevata generazione fotovoltaica nelle ore centrali, con temperature miti e buona irradiazione solare su gran parte del territorio nazionale. Questo ha contribuito a mantenere i prezzi nella fascia centrale della giornata al di sotto della media.

        Rispetto al picco registrato il 19 aprile 2026 (0,102 euro/kWh nelle fasce minime, con medie giornaliere intorno a 0,118-0,125 euro/kWh), il dato odierno mostra un progressivo allineamento ai valori medi primaverili, storicamente piu contenuti rispetto ai mesi invernali.

        Andamento storico PUN: confronto 2025-2026

        Per comprendere appieno il significato del prezzo PUN di 0,111 euro/kWh registrato il 9 maggio 2026, e utile collocarlo nel contesto dell’andamento storico degli ultimi 12-18 mesi. I dati del GME mostrano una traiettoria di graduale discesa rispetto ai picchi del 2022-2023, con oscillazioni significative legate ai fattori geopolitici, climatici e strutturali del mercato energetico europeo.

        Riepilogo andamento mensile PUN (euro/kWh):

        PeriodoPUN medio mensile (euro/kWh)Variazione mese precedenteNote principali
        Maggio 20250,095-8,7%Forte produzione rinnovabili primavera
        Giugno 20250,088-7,4%Minimi estivi, idrico abbondante
        Luglio 20250,099+12,5%Picco climatizzazione estiva
        Agosto 20250,102+3,0%Caldo anomalo, domanda elevata
        Settembre 20250,097-4,9%Rientro stagionale
        Ottobre 20250,108+11,3%Riscaldamento, calo rinnovabili
        Novembre 20250,118+9,3%Invernale, gas piu caro
        Dicembre 20250,125+5,9%Picco invernale, domanda massima
        Gennaio 20260,131+4,8%Freddo intenso, massimi stagionali
        Febbraio 20260,122-6,9%Meteo piu mite, idro in ripresa
        Marzo 20260,114-6,6%Primavera, rinnovabili in crescita
        Aprile 20260,109-4,4%Forte solare, vento abbondante
        Maggio 2026 (1-9)0,111+1,8%Lieve ripresa da fine aprile

        La tabella mostra chiaramente la ciclicita stagionale del PUN: i valori piu bassi si registrano tipicamente nei mesi primaverili (aprile-giugno) grazie alla forte produzione idroelettrica da scioglimento nevi e alla crescente generazione solare, mentre i picchi si verificano in inverno (dicembre-gennaio) quando la domanda di riscaldamento e massima e le fonti rinnovabili sono meno produttive.

        Il dato del 9 maggio 2026 (0,111 euro/kWh) si colloca in linea con le medie storiche primaverili, rappresentando un calo del 15,3% rispetto al picco invernale di gennaio 2026 (0,131 euro/kWh) e un livello superiore del 16,8% rispetto ai minimi estivi del giugno 2025 (0,088 euro/kWh).

        Prezzo energia per fasce orarie: F1, F2, F3

        Il sistema delle fasce orarie e fondamentale per capire come viene tariffata l’energia elettrica e come sfruttare al meglio i momenti di minore costo. ARERA distingue tre fasce principali che vengono applicate ai contratti del mercato libero e a quelli del servizio di tutela:

        Fascia F1 (ore di punta):

        • Orario: Lunedi-venerdi dalle 8:00 alle 19:00
        • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,118-0,130 euro/kWh
        • Caratteristica: e la fascia piu costosa, corrisponde alle ore lavorative con massima domanda industriale e commerciale

        Fascia F2 (ore intermedie):

        • Orario: Lunedi-venerdi dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; sabato dalle 7:00 alle 23:00
        • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,100-0,115 euro/kWh
        • Caratteristica: costo intermedio, spesso conveniente per posticipare i consumi dalla sera

        Fascia F3 (ore fuori punta):

        • Orario: Lunedi-sabato dalle 23:00 alle 7:00; domenica e festivi 00:00-24:00
        • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,068-0,090 euro/kWh
        • Caratteristica: la fascia piu economica, ideale per lavastoviglie, lavatrice e ricarica veicoli elettrici

        Con il PUN medio del 9 maggio 2026 a 0,111 euro/kWh, chi ha un contratto biorario o multiorario puo ottenere risparmi significativi spostando i consumi piu energivori nelle fasce F2 e soprattutto F3. Per esempio, avviare la lavatrice di notte invece che di pomeriggio puo ridurre il costo di quella singola operazione del 30-40%.

        Come il prezzo PUN influenza la tua bolletta

        La bolletta elettrica e composta da diverse voci, e il PUN rappresenta solo una parte del costo complessivo. Capire la struttura della bolletta e essenziale per valutare i reali benefici delle variazioni del prezzo all’ingrosso.

        Struttura tipica della bolletta elettrica 2026 (per famiglia media con consumo 2.700 kWh/anno):

        Voce di costoQuota sul totaleImporto mensile indicativoInfluenzata dal PUN?
        Materia energia (PUN + spread)45-55%35-50 euroSI, direttamente
        Trasporto e gestione rete20-25%18-22 euroNO, tariffa fissa ARERA
        Oneri di sistema (A, UC, MCT)15-20%14-18 euroParzialmente
        Imposte (IVA + accise)15-20%12-18 euroIVA segue il costo totale
        Totale mensile stimato100%79-108 euro–

        Calcolo del risparmio con PUN a 0,111 euro/kWh:

        Prendiamo una famiglia tipo con un consumo mensile di 225 kWh (circa 2.700 kWh/anno). Con il PUN a 0,111 euro/kWh rispetto al picco invernale di 0,131 euro/kWh, il risparmio sulla sola componente energetica e:

        Risparmio mensile = 225 kWh x (0,131 – 0,111) euro/kWh = 225 x 0,020 = 4,50 euro/mese

        Su base annua, se il calo si mantenesse per 6 mesi (primavera-estate), il risparmio potrebbe raggiungere i 27 euro annui solo sulla componente energia. A questo si aggiunge l’IVA al 10% (uso domestico), portando il risparmio effettivo a circa 30 euro l’anno. Un risparmio modesto ma significativo in un contesto di pressione inflazionistica sui bilanci familiari.

        Per le piccole imprese con consumi piu elevati (es. 50.000 kWh/anno), lo stesso calo di 0,020 euro/kWh si traduce in un risparmio di 1.000 euro l’anno sulla bolletta energetica, una cifra rilevante per la competitivita aziendale.

        Consigli pratici per risparmiare sulla bolletta elettrica

        Anche con un PUN in calo a 0,111 euro/kWh, adottare comportamenti virtuosi nella gestione dei consumi domestici permette di ottimizzare ulteriormente la spesa energetica. Ecco i consigli piu efficaci basati sulle indicazioni di ARERA e GSE (Gestore dei Servizi Energetici):

        Ottimizzare i consumi nelle fasce economiche

        Con un contratto biorario o multiorario, spostare i consumi nelle fasce F2 e F3 e la strategia piu immediata. Strumenti concreti:

        • Lavatrice e lavastoviglie: programmale a partire dalle 23:00 o nelle prime ore del mattino (fascia F3). Risparmio potenziale: 35-40% rispetto alla fascia F1
        • Scaldabagno elettrico: imposta il timer per il riscaldamento dell’acqua nelle ore notturne o nel weekend
        • Ricarica veicoli elettrici: la notte e il momento ideale. Con prezzi F3 intorno a 0,068-0,090 euro/kWh, ricaricare un veicolo elettrico costa la meta rispetto alle ore di punta
        • Pompe di calore: se possibile, programma i cicli di pre-riscaldamento/raffreddamento nelle fasce piu economiche

        Ridurre i consumi in standby

        I dispositivi in standby consumano in media il 10-15% dell’energia elettrica domestica totale. Con il PUN a 0,111 euro/kWh, eliminare i consumi in standby di una famiglia media (stimati in 300-350 kWh/anno) comporta un risparmio di circa 35-40 euro l’anno. Gli interventi piu efficaci:

        • Usare ciabatte con interruttore per tv, decoder, console di gioco e sistemi home theatre
        • Spegnere completamente il router Wi-Fi di notte (se non necessario per sistemi di sicurezza)
        • Sostituire i vecchi caricabatterie con modelli a bassa dispersione certificati
        • Usare prese smart programmabili per monitorare e gestire i consumi in tempo reale

        Investire nell’efficienza energetica

        Sul lungo periodo, gli investimenti in efficienza energetica garantiscono risparmi strutturali indipendenti dall’andamento del PUN:

        • Lampade LED: consumano il 75-80% in meno rispetto alle incandescenti. Con un costo medio di 2-3 euro l’una, il payback e inferiore a 1 anno
        • Elettrodomestici classe A o superiore: il frigorifero e il maggior consumatore fisso (150-300 kWh/anno). Sostituire un vecchio modello con uno di classe A+++ puo dimezzare i consumi
        • Impianto fotovoltaico: con il Superbonus 110% ora ridotto al 65-70% e gli incentivi GSE per lo scambio sul posto, il fotovoltaico domestico rimane conveniente specialmente nelle regioni del Centro-Sud
        • Sistemi di accumulo (batterie): abbinati al fotovoltaico, permettono di sfruttare l’energia prodotta nelle ore centrali del giorno nelle fasce serali di punta

        Mercato tutelato vs mercato libero: quale conviene nel 2026

        Una delle domande piu frequenti in periodo di variazioni del PUN e: conviene stare nel mercato tutelato o passare al mercato libero? La risposta non e univoca e dipende da diversi fattori, ma con il PUN a 0,111 euro/kWh e utile fare un confronto aggiornato.

        Mercato tutelato (Servizio di Tutela della Vulnerabilita da gennaio 2024):

        Dal 1 luglio 2024 il mercato tutelato e disponibile solo per i clienti vulnerabili (over 75, disabili, soggetti in gravi condizioni di salute, residenti in zone disagiate). Per tutti gli altri, il passaggio al mercato libero e diventato obbligatorio dal 1 gennaio 2024. Le tariffe del servizio di tutela della vulnerabilita sono aggiornate trimestralmente da ARERA e riflettono i prezzi all’ingrosso con un meccanismo di media mobile.

        Mercato libero: tipologie di offerta disponibili nel 2026:

        Tipo offertaDescrizioneVantaggiSvantaggiAdatta a chi
        Prezzo fissoPrezzo bloccato per 12-24 mesiCertezza del costo, niente sorpreseNon benefici dei cali del PUNChi vuole stabilita di budget
        Prezzo variabile indicizzato PUNPrezzo mensile aggiornato sul PUNBenefici immediati dei caliRischio di rincari nelle fasi di piccoChi consuma prevalentemente di notte/weekend
        PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate)Offerta standardizzata ARERAFacile confronto, condizioni chiarePrezzo non sempre competitivoChi vuole trasparenza senza ricercare
        Offerta verdeEnergia 100% rinnovabile certificataSostenibilita ambientaleLeggero premium di prezzoChi vuole impronta ecologica minima

        Con il PUN a 0,111 euro/kWh nel maggio 2026, le offerte indicizzate al PUN risultano particolarmente competitive rispetto ai prezzi fissi stipulati nei periodi di picco (dicembre 2025-gennaio 2026). Chi ha contratti a prezzo fisso concordati intorno a 0,130-0,140 euro/kWh sta pagando il 17-26% in piu rispetto al prezzo di mercato attuale.

        Previsioni andamento PUN per i prossimi mesi

        Le previsioni per l’andamento del PUN nei prossimi mesi di maggio e giugno 2026 sono condizionate da diversi fattori che gli analisti del settore energetico stanno monitorando attentamente:

        Fattori al ribasso (tendenza calo prezzi)

        • Stagionalita favorevole: maggio e giugno sono storicamente i mesi con il miglior mix di produzione rinnovabile (solare + idro da scioglimento nevi). La primavera 2026 sta registrando precipitazioni nella norma sulle Alpi, con riserve idriche su buoni livelli
        • Crescita fotovoltaico italiano: la capacita installata ha raggiunto nuovi record nel 2026, con circa 35 GW di potenza fotovoltaica totale che nelle giornate soleggiate puo soddisfare fino al 30-35% del fabbisogno nazionale
        • Prezzi gas naturale in calo: il gas naturale, principale combustibile per la generazione termoelettrica di bilanciamento, ha registrato una progressiva discesa dai picchi del 2022-2023, anche grazie alla diversificazione delle forniture italiane (GNL, nuovi accordi con paesi africani)
        • Domanda in calo stagionale: la fine del riscaldamento invernale riduce significativamente il fabbisogno energetico nazionale nelle ore serali e notturne

        Fattori al rialzo (rischi di aumento prezzi)

        • Ondate di calore precoce: il cambiamento climatico sta anticipando l’arrivo delle prime ondate di calore. Un’estate calda e anticipata potrebbe far schizzare i prezzi dell’aria condizionata gia a giugno
        • Tensioni geopolitiche: il mercato del gas rimane influenzabile da fattori geopolitici. Nuove tensioni sui corridoi di fornitura potrebbero riflettersi sul costo della generazione termoelettrica
        • Manutenzione impianti nucleari francesi: la Francia esporta energia verso l’Italia nelle ore di eccesso. Periodi di manutenzione del parco nucleare francese (frequenti in primavera) possono ridurre le importazioni e far salire i prezzi italiani
        • Aggiornamento tariffe ARERA luglio 2026: l’aggiornamento trimestrale delle tariffe potrebbe incorporare costi piu elevati di trasporto o oneri di sistema

        Scenario piu probabile per maggio-giugno 2026: Gli analisti di settore prevedono un PUN medio di maggio 2026 tra 0,105 e 0,118 euro/kWh, con oscillazioni giornaliere legate alle condizioni meteorologiche. Giugno potrebbe registrare i minimi stagionali intorno a 0,088-0,095 euro/kWh, simili a quelli del 2025, prima del rialzo estivo legato al condizionamento.

        Bonus energia e agevolazioni disponibili nel 2026

        Indipendentemente dall’andamento del PUN, lo Stato italiano e ARERA mettono a disposizione diverse agevolazioni sul costo dell’energia elettrica per le famiglie in difficolta economica. Conoscerle e fondamentale per ridurre la spesa in bolletta.

        Bonus Sociale Elettricita 2026

        Il Bonus Sociale Elettricita e un’agevolazione automatica riconosciuta alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli a carico). Dal 2021 il bonus viene riconosciuto in modo automatico, senza bisogno di fare domanda, a chi ha gia presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’ISEE.

        Importi del Bonus Sociale Elettricita 2026:

        Componenti nucleo familiareISEE richiestoSconto annuo indicativo
        1-2 personefino a 9.530 eurocirca 125-145 euro/anno
        3-4 personefino a 9.530 eurocirca 165-185 euro/anno
        5 o piu personefino a 9.530 eurocirca 200-220 euro/anno
        Qualsiasi dimensionefino a 9.530 euro (gravi patologie)componente aggiuntiva medica
        Famiglie numerose (4+ figli)fino a 20.000 eurobenefici standard

        Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a verificare se hai diritto al Bonus Sociale e a presentare la Dichiarazione ISEE necessaria per accedere a tutte le agevolazioni correlate.

        Detrazione fiscale per risparmio energetico (Ecobonus)

        Gli interventi di efficienza energetica sugli edifici residenziali possono beneficiare dell’Ecobonus, la detrazione IRPEF/IRES per lavori di riqualificazione energetica. Nel 2026, con la riforma del sistema bonus edilizi introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, le detrazioni sono strutturate come segue:

        • Prima casa abitazione principale: detrazione al 50% per spese fino a determinati massimali (verifica con il tuo CAF le novita 2026)
        • Seconda casa e altri immobili: detrazione ridotta, con aliquote variate dalla riforma
        • Interventi trainati (solare, caldaie a condensazione, pompe di calore): aliquote specifiche a seconda del tipo di intervento

        Per approfondire le detrazioni fiscali disponibili per il risparmio energetico e verificare quali interventi sono piu convenienti nella tua situazione specifica, contatta il CAF Centro Fiscale. I nostri consulenti possono analizzare il tuo 730 e ottimizzare tutte le deduzioni e detrazioni a cui hai diritto.

        Conclusioni: il PUN a 0,111 euro/kWh del 9 maggio 2026

        Il prezzo PUN dell’energia elettrica del 9 maggio 2026 a 0,111 euro/kWh rappresenta un segnale positivo per famiglie e imprese italiane. Il calo rispetto ai massimi invernali (-15,3% rispetto a gennaio 2026) riflette la stagionalita favorevole, la crescente penetrazione delle rinnovabili e la normalizzazione dei mercati del gas europei.

        Tuttavia, e importante mantenere una prospettiva equilibrata: il costo dell’energia in Italia rimane tra i piu elevati d’Europa a causa degli oneri di sistema e dei costi di rete, che pesano per il 35-45% della bolletta indipendentemente dall’andamento del PUN. La vera sfida per ridurre le bollette nel lungo periodo passa attraverso investimenti strutturali in efficienza energetica, autoproduzione da fotovoltaico e adozione di comportamenti di consumo intelligenti.

        Per le famiglie italiane, il momento attuale e favorevole per:

        • Valutare il passaggio a offerte indicizzate al PUN se si ha un contratto a prezzo fisso alto
        • Verificare l’accesso al Bonus Sociale Elettricita tramite presentazione dell’ISEE
        • Ottimizzare i consumi spostandoli nelle fasce orarie F2 e F3 (sera tardi e notte)
        • Valutare investimenti in efficienza energetica con le detrazioni fiscali disponibili nel 2026

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        Domande Frequenti sul Prezzo PUN Energia Elettrica

        Cos’e il PUN dell’energia elettrica?

        Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica in Italia, calcolato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) come media ponderata delle transazioni nel Mercato del Giorno Prima. Viene aggiornato ogni giorno e rappresenta il costo all’ingrosso dell’elettricita prima di oneri di rete, tasse e margini del fornitore.

        Il calo del PUN si riflette subito sulla mia bolletta?

        Dipende dal tipo di contratto. Con offerte indicizzate al PUN (variabili mensili), il beneficio si riflette gia nel mese successivo. Con offerte a prezzo fisso, non si beneficia dei cali fino alla scadenza del contratto. Il servizio di tutela della vulnerabilita viene aggiornato trimestralmente da ARERA.

        Come posso accedere al Bonus Sociale sull’elettricita?

        Il Bonus Sociale Elettricita viene riconosciuto automaticamente alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con 4+ figli) che hanno presentato la DSU all’INPS. Non serve fare domanda separata: basta avere un ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a presentare la DSU per l’ISEE.

        Qual e il momento migliore per usare i grandi elettrodomestici per risparmiare?

        Le ore piu economiche sono quelle della fascia F3: lunedi-sabato dalle 23:00 alle 7:00, e tutto il giorno di domenica e festivi. In queste ore il PUN raggiunge i valori minimi giornalieri (spesso 30-40% piu bassi della fascia F1). Programmare lavatrice, lavastoviglie e ricarica auto elettrica in questi orari puo far risparmiare fino al 40% sul costo di quelle specifiche operazioni.

        Conviene passare al mercato libero con il PUN a questi livelli?

        Con il PUN a 0,111 euro/kWh nel maggio 2026, le offerte indicizzate al mercato sono competitivi rispetto ai prezzi fissi stipulati nei periodi di picco. Se hai un contratto fisso a prezzi alti (sopra 0,125-0,130 euro/kWh), potrebbe convenire verificare le offerte di switching sul Portale Offerte ARERA. Il Gestore dei Mercati Energetici pubblica dati trasparenti per confrontare le opzioni disponibili.


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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 12:24:382026-05-10 09:57:55Energia elettrica in calo: prezzo PUN oggi a 0,111 euro/kWh – 9 Maggio 2026
          CAF

          Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 concentra una serie di scadenze fiscali importanti che riguardano contribuenti, imprese, professionisti e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate prevede adempimenti per versamenti IVA, ritenute alla fonte, contributi INPS e INAIL, accise e molto altro. Conoscere in anticipo queste scadenze fiscali maggio 2026 ti permette di organizzare i pagamenti ed evitare sanzioni.

          In questa guida troverai il quadro completo e aggiornato di tutti gli adempimenti della settimana, con istruzioni pratiche su chi deve pagare, cosa versare e come compilare i modelli F24. Se hai dubbi su un adempimento specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti.

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          Indice dei contenuti

          1. Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026
          2. Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso
          3. Versamenti IVA: chi deve pagare e quanto
          4. Ritenute alla fonte e sostituti d’imposta
          5. Contributi INPS: lavoratori dipendenti e autonomi
          6. Contributi INAIL e premi assicurativi
          7. Accise e imposta sui tabacchi
          8. Adempimenti speciali della settimana
          9. Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026
          10. Sanzioni e ravvedimento operoso
          11. Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

          Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026

          La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 è una delle più impegnative del calendario fiscale di primavera. Il giorno chiave è il 16 maggio 2026, che concentra la maggior parte degli adempimenti mensili obbligatori: dai versamenti IVA mensili delle imprese con volume d’affari superiore alle soglie, ai contributi INPS per lavoratori dipendenti, alle ritenute sui redditi da lavoro operate nel mese di aprile 2026.

          È importante ricordare che la scadenza del 16 di ogni mese rappresenta il termine ordinario per la maggior parte dei versamenti periodici. Qualora il 16 cadesse di domenica o in un giorno festivo, il termine slitterebbe al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso del 16 maggio 2026, trattandosi di un sabato, i versamenti si intendono regolarmente eseguiti entro lunedì 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.

          Oltre ai versamenti standard del 16, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano anche adempimenti specifici per alcune categorie di contribuenti: dai produttori di tabacchi e degli olii minerali, ai concessionari e importatori, fino agli operatori che hanno adottato il regime speciale IVA per le vendite a distanza (OSS).

          Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso del calendario fiscale

          Il 16 maggio 2026 (con proroga al 18 maggio per la regola festivi/sabato) è il termine entro cui devono essere effettuati i principali versamenti mensili mediante modello F24. Questa data accomuna contribuenti di ogni tipo: dipendenti, autonomi, partite IVA, imprese e sostituti d’imposta.

          Tra i principali adempimenti concentrati in questa data si segnalano:

          • IVA mensile aprile 2026: versamento dell’IVA dovuta per il mese di aprile 2026 per i contribuenti mensili.
          • Ritenute IRPEF: versamento delle ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta su redditi da lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese di aprile 2026.
          • Ritenute su redditi di lavoro autonomo: versamento delle ritenute su compensi a professionisti, agenti e mediatori corrisposti nel mese precedente.
          • Contributi INPS lavoratori dipendenti: versamento della quota a carico del dipendente e del datore di lavoro (o committente) per aprile 2026.
          • Contributi INPS gestione separata: per collaboratori e co.co.co., versamento della quota relativa ai compensi di aprile.
          • INAIL premi assicurativi: versamento della terza o seconda rata del premio INAIL per i datori di lavoro che hanno optato per il pagamento rateale.

          Il modello F24 può essere utilizzato anche per la compensazione di crediti fiscali con i debiti da versare, riducendo l’esborso effettivo. Per chi ha crediti IVA, IRPEF o contributi INPS risultanti dalla dichiarazione annuale, la compensazione orizzontale consente di non versare l’intero importo dovuto, con significativi vantaggi di liquidità. Per assistenza nella compilazione del modello F24 e nella gestione delle scadenze, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Versamenti IVA: chi deve pagare e quanto

          Il versamento IVA mensile è uno degli adempimenti più rilevanti per le imprese e i professionisti con partita IVA che adottano il regime mensile. Entro il 16 maggio 2026 (spostato al 18 maggio essendo sabato), i contribuenti IVA mensili devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026.

          Chi è tenuto al versamento mensile IVA?

          Sono obbligati alla liquidazione e al versamento mensile dell’IVA i soggetti passivi che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a:

          • 400.000 euro per i soggetti che esercitano attività di prestazione di servizi;
          • 700.000 euro per i soggetti che esercitano attività diverse (commercio, industria, ecc.).

          Chi supera queste soglie non può optare per il regime trimestrale e deve obbligatoriamente versare l’IVA ogni mese. I soggetti al di sotto di queste soglie possono invece scegliere il regime trimestrale, con versamenti il 16 maggio (per il I trimestre), il 20 agosto (II trimestre), il 16 novembre (III trimestre) e il 16 marzo dell’anno successivo (saldo annuale).

          Come si calcola l’IVA da versare ad aprile 2026

          Il calcolo del versamento IVA mensile si basa sulla differenza tra:

          • IVA sulle vendite (a debito): somma dell’IVA addebitata ai clienti nelle fatture emesse durante il mese di aprile 2026.
          • IVA sugli acquisti (a credito): somma dell’IVA addebitata dai fornitori nelle fatture ricevute e registrate in aprile 2026.

          Se il risultato è positivo (debito IVA), va versato tramite modello F24 con il codice tributo 6004 (IVA mensile aprile – mensili). Se il risultato è negativo (credito IVA), non si versa nulla e il credito viene riportato al mese successivo.

          Esempio pratico: Un’impresa di servizi con IVA a debito di 8.500 euro e IVA a credito di 3.200 euro per aprile 2026 dovrà versare entro il 18 maggio 2026 la somma di 5.300 euro (8.500 – 3.200), utilizzando il codice tributo 6004 nel modello F24.

          Per i contribuenti in regime forfettario o in regime di vantaggio, non è previsto alcun versamento IVA, in quanto questi regimi prevedono l’esenzione dall’IVA. Scopri di più sul regime forfettario e le sue condizioni di accesso.

          Ritenute alla fonte e sostituti d’imposta

          Entro il 16 maggio 2026 (prorogato al 18 per la caduta di sabato), tutti i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sulle somme corrisposte a dipendenti, collaboratori e professionisti. L’obbligo riguarda datori di lavoro, enti pubblici, imprese, professionisti che impiegano collaboratori, condomini che pagano compensi agli amministratori.

          Ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati

          Il datore di lavoro deve versare le ritenute IRPEF trattenute sulle retribuzioni di aprile 2026 ai propri dipendenti. I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

          • Codice 1001: ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati (es. collaborazioni coordinate e continuative).
          • Codice 1002: ritenute su redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (ad es. indennità di trasferta, borse di studio).
          • Codice 1012: ritenute su conguaglio IRPEF effettuato in aprile 2026 (conguaglio di fine anno o in corso d’anno).

          Le aliquote IRPEF applicabili nel 2026 per la determinazione delle ritenute sono le stesse previste dalle fasce di reddito ordinarie: 23% per redditi fino a 28.000 euro annui, 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (con possibili ulteriori aggiornamenti normativi in corso d’anno).

          Ritenute su redditi da lavoro autonomo e provvigioni

          Ogni soggetto che nel mese di aprile 2026 ha corrisposto compensi a professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti) deve versare entro il 18 maggio 2026 la relativa ritenuta d’acconto. I codici tributo sono:

          • Codice 1040: ritenute su redditi da lavoro autonomo (aliquota 20%).
          • Codice 1038: ritenute su provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti di commercio (aliquota ordinaria 23% sul 50% dell’imponibile, ovvero 11,50% effettivo; ridotta al 23% sul 20% per agenti con collaboratori, cioè 4,60% effettivo).
          • Codice 1030: ritenute su premi e vincite corrisposte in aprile 2026.

          Esempio pratico: Studio professionale che ha pagato a un consulente informatico il compenso di 2.000 euro in aprile 2026. La ritenuta del 20% è pari a 400 euro, da versare con il codice tributo 1040 entro il 18 maggio 2026.

          Per approfondire il tema delle ritenute nella dichiarazione dei redditi 730 o per ricevere assistenza nella compilazione del modello F24, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.

          Contributi INPS: lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata

          Il 16 maggio 2026 (18 maggio per la regola festivi) è il termine ordinario per il versamento dei contributi previdenziali INPS relativi al mese di aprile 2026. L’adempimento riguarda tre principali categorie di soggetti: datori di lavoro per i dipendenti, lavoratori autonomi artigiani e commercianti, e committenti per i collaboratori in gestione separata.

          Contributi INPS per lavoratori dipendenti

          I datori di lavoro devono versare entro il 18 maggio 2026 i contributi previdenziali INPS per i lavoratori dipendenti relativi ad aprile 2026. I contributi comprendono:

          • Quota a carico del datore di lavoro: circa il 23,81% della retribuzione lorda (variabile in base a tipologia contrattuale e settore ATECO).
          • Quota a carico del lavoratore: 9,19% della retribuzione lorda (trattenuta in busta paga dal datore di lavoro).
          • Aliquota totale complessiva: circa il 33% della retribuzione lorda, con variazioni per settori specifici (edilizia, agricoltura, commercio).

          Il versamento avviene tramite modello F24 con codice tributo differenziato per settore (ad es. DM10/2 per i contributi dipendenti, con vari sottocodici per FPLD, IVSS, DIS, ecc.).

          Contributi INPS gestione separata (co.co.co. e liberi professionisti senza cassa)

          I committenti che hanno corrisposto compensi a collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) o a professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS nel mese di aprile 2026 devono versare entro il 18 maggio 2026 i relativi contributi. Le aliquote per il 2026 sono:

          • 33,72% per collaboratori e co.co.co. non assicurati altrove (di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore).
          • 24% per professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria.
          • 24% per i pensionati o soggetti con altra copertura previdenziale.

          Il codice tributo per il versamento gestione separata co.co.co. è CXX (con varianti per la quota a carico del committente e del collaboratore).

          Artigiani e commercianti: contributi fissi e variabili

          Per gli artigiani e i commercianti, i contributi INPS fissi vengono versati in quattro rate annuali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo). La rata di maggio 2026 corrisponde al primo acconto sui redditi stimati per l’anno. Per il 2026, l’importo del contributo fisso annuale per la gestione artigiani è di circa 4.460 euro annui (in quattro rate da circa 1.115 euro ciascuna).

          La quota variabile, calcolata sull’eccedenza rispetto al minimale di reddito, viene invece versata in sede di saldo con la dichiarazione dei redditi. Per chi è in regime forfettario, l’aliquota contributiva è ridotta al 35% del contributo ordinario.

          Contributi INAIL e premi assicurativi

          Maggio è il mese cruciale per i versamenti INAIL. I premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali vengono rateizzati in due o quattro soluzioni nel corso dell’anno. Il 16 maggio 2026 (18 maggio per il calendario effettivo) rappresenta la scadenza per alcune specifiche categorie di contribuenti.

          Autoliquidazione INAIL: chi deve versare a maggio

          I datori di lavoro che hanno effettuato l’autoliquidazione INAIL entro il 16 febbraio 2026 e hanno scelto il pagamento rateale in due rate devono versare la seconda rata del premio INAIL entro il 16 maggio 2026. L’importo è pari al 50% del premio annuale complessivo, aumentato degli interessi di rateizzazione.

          Chi invece ha optato per il pagamento in un’unica soluzione aveva già assolto l’obbligo entro il 16 febbraio 2026. Per i nuovi datori di lavoro che hanno avviato l’attività tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026, il primo versamento INAIL è dovuto entro il 16 maggio 2026.

          Come si calcola il premio INAIL

          Il premio INAIL si calcola applicando la tariffa di rischio (espressa per mille) alla massa retributiva annua dei lavoratori assicurati. La tariffa varia in base alla voce di tariffa INAIL, che dipende dall’attività svolta (codice ATECO). Per un’impresa manifatturiera con 5 dipendenti e una massa retributiva annua di 150.000 euro, con una tariffa media del 20 per mille, il premio annuo sarebbe di 3.000 euro, con una seconda rata (a maggio) di 1.500 euro più interessi di rateizzazione.

          Accise, imposta sui tabacchi e altri tributi speciali

          La settimana 11-17 maggio 2026 include anche scadenze per i tributi speciali che riguardano operatori economici di settori specifici. Questi adempimenti, pur riguardando una platea limitata di contribuenti, hanno importi e formalità precise.

          Scadenza 14 maggio: imposta sul valore aggiunto per vendite a distanza (OSS)

          Entro il 20 di ogni mese del trimestre successivo, gli operatori registrati al regime OSS (One Stop Shop) per le vendite a distanza di beni e servizi verso consumatori finali nell’Unione Europea devono presentare la dichiarazione trimestrale e versare l’IVA. Tuttavia, maggio 2026 non presenta scadenze OSS specifiche per questo trimestre (la scadenza trimestrale cade il 20 luglio per il II trimestre 2026).

          Accise sugli oli minerali: scadenza 16 maggio

          Entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo), i depositari autorizzati e gli operatori registrati che hanno immesso in consumo prodotti soggetti ad accisa nel mese di aprile 2026 devono:

          • Presentare la dichiarazione mensile delle accise sugli oli minerali (benzina, gasolio, GPL, kerosene, ecc.).
          • Versare l’importo delle accise dovute per le immissioni in consumo di aprile 2026.

          Imposta sui tabacchi lavorati: scadenza 16 maggio

          I rivenditori e i depositari di tabacchi lavorati (sigarette, tabacco da pipa, sigari, prodotti da riscaldamento) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta di consumo relativa alle vendite di aprile 2026. L’imposta sui tabacchi comprende l’accisa e l’IVA incorporata, calcolate in base alle tabelle dei prezzi di vendita al pubblico.

          Imposta sugli intrattenimenti e apparecchi da gioco: scadenza 16 maggio

          Gli operatori del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo (discoteche, sale da ballo, gestori di apparecchi da gioco leciti, impianti sportivi) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta sugli intrattenimenti relativa al mese di aprile 2026, secondo le aliquote previste dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640.

          Adempimenti speciali della settimana 11-17 maggio 2026

          Oltre ai versamenti ordinari già descritti, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano alcuni adempimenti speciali che meritano particolare attenzione.

          Modello 730/2026: apertura della stagione dichiarativa

          Sebbene la scadenza del modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) sia fissata al 30 settembre 2026, maggio è il mese in cui si apre formalmente la campagna dichiarativa. Dal 2 maggio 2026 è possibile accedere al 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I contribuenti possono verificare i dati pre-inseriti, apportare modifiche e inviare il modello sia in autonomia (tramite il sito AdE) sia tramite un CAF o intermediario abilitato.

          Per i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF, i rimborsi o i debiti vengono gestiti direttamente dal datore di lavoro in busta paga, a partire dal mese di luglio 2026 (rimborsi) o agosto 2026 (pagamenti). Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce assistenza professionale e verifiche accurate su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta. Consulta la nostra guida alla dichiarazione dei redditi da affitto nel 730 per esempi pratici.

          Rottamazione-quinquies: rate in scadenza

          Per i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-quinquies delle cartelle esattoriali, maggio 2026 potrebbe rientrare tra i mesi di scadenza delle rate del piano di rateizzazione concordato. Chi ha debiti iscritti a ruolo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e ha aderito alla rottamazione deve rispettare scrupolosamente le scadenze delle rate, poiché il mancato pagamento anche di una sola rata entro 5 giorni dalla scadenza comporta la decadenza dal beneficio della rottamazione e il ripristino dei debiti originari con sanzioni e interessi.

          Per verificare le scadenze della tua rottamazione e ricevere assistenza, consulta la nostra guida completa sulla rottamazione-quinquies: FAQ e guida 2026.

          Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (LIPE): scadenza 31 maggio

          Pur non rientrando strettamente nella settimana 11-17 maggio, è opportuno ricordare che entro il 31 maggio 2026 i contribuenti IVA mensili e trimestrali devono trasmettere la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relativa al I trimestre 2026, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è distinta dal versamento e ha carattere puramente informativo-obbligatorio.

          Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026

          Ecco il riepilogo completo di tutti gli adempimenti fiscali della settimana 11-17 maggio 2026, ordinati per data e soggetto obbligato. Si ricorda che le scadenze del 16 maggio (sabato) slittano al 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.

          Data effettivaAdempimentoSoggetti obbligatiCodice tributo / Modello
          18 mag 2026Versamento IVA mensile aprile 2026Contribuenti IVA mensiliF24 – codice 6004
          18 mag 2026Ritenute IRPEF lavoro dipendente aprile 2026Datori di lavoro (sostituti d’imposta)F24 – codice 1001
          18 mag 2026Ritenute su lavoro autonomo e provvigioni aprile 2026Committenti e aziende che usano professionistiF24 – codice 1040 / 1038
          18 mag 2026Contributi INPS dipendenti aprile 2026Datori di lavoroF24 – DM10/2
          18 mag 2026Contributi INPS gestione separata (co.co.co.) aprile 2026Committenti, aziende con collaboratoriF24 – codice CXX
          18 mag 2026Contributi INPS artigiani e commercianti (I rata 2026)Artigiani, commercianti, lavoratori autonomi INPSF24 – codice INPS
          18 mag 2026II rata premio INAIL (autoliquidazione)Datori di lavoro con pagamento ratealeF24 – codici INAIL
          18 mag 2026Accise oli minerali – immissioni aprile 2026Depositari autorizzati, operatori registratiF24 accise
          18 mag 2026Imposta sui tabacchi lavorati – vendite aprile 2026Rivenditori e depositari tabacchiVersamento tramite concessionario
          18 mag 2026Imposta sugli intrattenimenti – aprile 2026Gestori sale da ballo, apparecchi da giocoF24 – codice 6728
          18 mag 2026Versamento canone RAI mensile (aziende)Imprese con abbonamento RAI specialeF24 – codice 6099

          Fonte: Calendario Agenzia delle Entrate 2026, Circolare INPS, INAIL – Dati aggiornati a maggio 2026.

          Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

          Cosa succede se non si rispettano le scadenze fiscali di maggio 2026? L’omesso o tardivo versamento dei tributi comporta l’applicazione automatica di sanzioni amministrative e interessi di mora. Tuttavia, esiste uno strumento prezioso per regolarizzare la propria posizione in modo agevolato: il ravvedimento operoso.

          Sanzioni per omesso versamento

          La sanzione base per l’omesso versamento è pari al 30% dell’importo non versato (ridotta al 15% per versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza). A questi si aggiungono gli interessi legali, il cui tasso è fissato dalla Banca d’Italia annualmente (per il 2026 si attesta intorno al 2,5% annuo).

          In caso di versamento tardivo, la sanzione viene ridotta automaticamente se il contribuente ricorre al ravvedimento operoso prima che l’Amministrazione Finanziaria avvii un controllo o notifichi un atto impositivo.

          Ravvedimento operoso: le aliquote ridotte

          Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente un omesso o tardivo versamento, versando il tributo dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi. Le aliquote della sanzione ridotta dipendono dalla tempestività della regolarizzazione:

          • 0,1% per ogni giorno di ritardo, fino al 14° giorno (cd. ravvedimento “sprint”): applicabile entro 14 giorni dalla scadenza.
          • 1,5% dal 15° al 30° giorno di ritardo (1/10 del 15%).
          • 1,67% dal 31° al 90° giorno (1/9 del 15%).
          • 3,75% dopo 90 giorni ma entro 1 anno dalla scadenza (1/8 del 30%).
          • 4,29% tra 1 e 2 anni dalla scadenza (1/7 del 30%).
          • 5% oltre 2 anni dalla scadenza (1/6 del 30%).

          Esempio pratico: Un’impresa dimentica di versare l’IVA di aprile 2026 (5.300 euro dovuti entro il 18 maggio 2026). Si accorge dell’omissione il 25 maggio 2026 (7 giorni di ritardo). Applicando il ravvedimento sprint (0,1% per giorno): sanzione = 5.300 x 0,1% x 7 = 37,10 euro. Interessi legali: 5.300 x 2,5% / 365 x 7 = 2,54 euro. Totale da versare: 5.300 + 37,10 + 2,54 = 5.339,64 euro.

          Il ravvedimento si effettua tramite modello F24, versando con appositi codici tributo per le sanzioni (es. 8904 per sanzione IVA) e per gli interessi (es. 1991 per interessi IVA). Per assistenza nel calcolo e nella compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Come organizzarsi per non perdere le scadenze fiscali

          Gestire correttamente le scadenze fiscali di maggio 2026 richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farti cogliere impreparato:

          • Usa un calendario fiscale: annota tutte le scadenze che ti riguardano con qualche giorno di anticipo (almeno 3-5 giorni) per avere tempo di raccogliere i dati e compilare i modelli.
          • Prepara i dati a fine mese: entro il 30 aprile, calcola e annota l’IVA a debito e a credito di aprile, le retribuzioni erogate e le ritenute operate, i compensi corrisposti a professionisti.
          • Utilizza il modello F24 telematico: tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) o mediante intermediario abilitato, potendo così sfruttare la compensazione con eventuali crediti.
          • Tieni un registro compensazioni: se hai crediti d’imposta (IVA a credito, crediti IRPEF, ecc.), monitorane l’utilizzo per evitare di dimenticare compensazioni vantaggiose.
          • Affidati a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per te tutti gli adempimenti mensili, garantendo precisione ed evitando sanzioni.

          La settimana 11-17 maggio 2026 si conclude con la certezza che, rispettando le scadenze o ricorrendo tempestivamente al ravvedimento operoso, è possibile mantenere una posizione fiscale regolare ed evitare conseguenze negative. Per qualsiasi dubbio sulle scadenze che ti riguardano, contatta il CAF Centro Fiscale.

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          Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026

          Il 16 maggio 2026 cade di sabato: entro quando devo versare?

          Poiche il 16 maggio 2026 cade di sabato, il termine e prorogato automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioe lunedi 18 maggio 2026. Questa regola si applica a tutti i versamenti con scadenza il 16 di ogni mese quando questa data coincide con un giorno non lavorativo (sabato, domenica o festivita nazionale).

          Devo versare l’IVA mensile se sono in regime forfettario?

          No. I contribuenti in regime forfettario sono esenti dall’IVA e non devono effettuare alcun versamento IVA mensile. Il regime forfettario prevede l’esclusione dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, che non viene addebitata ai clienti ne versata all’Erario. Non sono quindi interessati dalla scadenza IVA del 18 maggio 2026.

          Cosa succede se dimentico di versare i contributi INPS entro il 18 maggio 2026?

          In caso di omesso versamento dei contributi INPS, si applicano sanzioni del 30% dell’importo non versato piu interessi di mora. E pero possibile regolarizzare la propria posizione tramite ravvedimento operoso, versando il dovuto piu una sanzione ridotta (che va dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni fino al 5% oltre i 2 anni). Si consiglia di provvedere il prima possibile per minimizzare l’onere.

          Posso compensare l’IVA da versare con un credito IRPEF?

          Si, e possibile utilizzare la compensazione orizzontale nel modello F24 per compensare il debito IVA con crediti di altre imposte, inclusa l’IRPEF, entro i limiti previsti dalla legge. Per crediti superiori a 5.000 euro annui, la compensazione deve essere preceduta dalla presentazione della dichiarazione IVA e puo essere effettuata solo tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel).

          Come posso verificare se devo versare la seconda rata INAIL a maggio 2026?

          Se in sede di autoliquidazione INAIL (presentata entro il 16 febbraio 2026) hai scelto il pagamento rateale in due rate, la seconda rata e dovuta entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo). Puoi verificare l’importo sul prospetto di autoliquidazione che hai conservato o tramite il portale INAIL Imprese. Se hai scelto il pagamento in unica soluzione, non hai rate in scadenza a maggio.


          Hai Bisogno di Assistenza per le Scadenze Fiscali?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutte le scadenze fiscali mensili: versamenti IVA, ritenute, contributi INPS e INAIL, compilazione modelli F24 e ravvedimento operoso.

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 11:24:382026-05-10 09:50:58Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate
            CAF

            Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Se possiedi un immobile dato in affitto, devi sapere che i redditi affitto dichiarazione dei redditi sono un passaggio obbligatorio. Il modello 730 rappresenta lo strumento principale per dichiarare i canoni di locazione percepiti, sia che tu abbia scelto la tassazione ordinaria sia la cedolare secca. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo dove indicare i redditi da locazione nel 730/2026, come funziona l’abbattimento forfettario e cosa fare in caso di inquilini morosi.

            Indice dei contenuti

            1. Quadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730
            2. Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione Ordinaria
            3. Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%
            4. Cedolare Secca nel 730: il Quadro LC
            5. Redditi da Sublocazione nel 730
            6. Affitti Non Percepiti e Morosità dell’Inquilino
            7. Domande Frequenti
            8. Assistenza del CAF Centro Fiscale

            Quadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730

            Il Quadro B del modello 730 rappresenta la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati. Qui devi indicare tutti gli immobili di cui sei proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione), compresi quelli concessi in locazione. Per ogni immobile dovrai compilare un rigo specifico inserendo:

            • Rendita catastale dell’immobile (la trovi nella visura catastale)
            • Utilizzo dell’immobile: codice 3 per immobili locati a canone libero, codice 8 per canone concordato
            • Canone di locazione annuo percepito o che avresti dovuto percepire
            • Giorni di possesso e percentuale di proprietà
            • Codice del Comune dove si trova l’immobile

            Se possiedi più immobili affittati, dovrai compilare un rigo per ciascuno di essi. Il sistema calcola automaticamente l’imponibile in base ai dati inseriti, applicando le regole della tassazione ordinaria oppure della cedolare secca, a seconda della scelta effettuata nel contratto di locazione.

            Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione Ordinaria

            Chi non opta per la cedolare secca deve dichiarare i redditi fondiari da affitto secondo le regole della tassazione ordinaria IRPEF. In questo caso, il reddito derivante dalla locazione viene sommato agli altri redditi (lavoro dipendente, pensione, ecc.) e tassato con le aliquote progressive previste dalla normativa sulle detrazioni fiscali.

            Con la tassazione ordinaria, il reddito imponibile da locazione si determina confrontando due importi: la rendita catastale rivalutata del 5% e il canone di locazione annuo ridotto dell’abbattimento forfettario. Si dichiara il maggiore dei due. Nella maggior parte dei casi il canone di locazione supera la rendita catastale rivalutata, ed è quindi quello che viene effettivamente tassato.

            Le aliquote IRPEF 2026 si applicano per scaglioni di reddito. Ad esempio, se il tuo reddito complessivo, inclusi i canoni di affitto, rientra nel primo scaglione fino a 28.000 euro, pagherai il 23%. Per redditi superiori le aliquote crescono progressivamente fino al 43% per la parte eccedente i 50.000 euro. Ricorda che i redditi da locazione si cumulano con tutti gli altri redditi ai fini della dichiarazione dei redditi.

            Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%

            Uno degli aspetti più importanti della redditi affitto dichiarazione è l’abbattimento forfettario. Si tratta di una riduzione percentuale applicata al canone annuo che tiene conto, in modo forfettario, delle spese sostenute dal proprietario per la gestione dell’immobile.

            Per i contratti a canone libero (4+4), l’abbattimento è del 5%. Questo significa che, se il canone annuo è di 10.000 euro, il reddito imponibile sarà di 9.500 euro. Per i contratti a canone concordato (3+2), l’abbattimento sale al 25%: sullo stesso canone di 10.000 euro, l’imponibile scende a 7.500 euro. Un vantaggio fiscale notevole che rende i contratti concordati molto convenienti dal punto di vista della tassazione.

            Inoltre, per gli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa, i contratti a canone concordato godono anche di una riduzione dell’IMU del 25% e di ulteriori agevolazioni sull’imposta di registro. Se non sai quale tipo di contratto ti conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare la soluzione più vantaggiosa per la tua situazione.

            Cedolare Secca nel 730: il Quadro LC

            Se hai optato per la cedolare secca, i redditi da affitto non vengono tassati con l’IRPEF ordinaria ma con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. L’aliquota standard è del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato. Dal 2024, per gli affitti brevi a partire dal secondo immobile si applica l’aliquota del 26%.

            Nel modello 730, la cedolare secca si dichiara nel Quadro LC (Cedolare secca sulle locazioni). Qui dovrai indicare il canone annuo relativo a ciascun immobile per cui hai scelto questo regime. Con la cedolare secca non si applicano abbattimenti forfettari: l’imposta si calcola sull’intero canone percepito. Tuttavia, l’aliquota fissa risulta spesso più conveniente rispetto alle aliquote IRPEF progressive, soprattutto per chi ha redditi medio-alti.

            Un vantaggio fondamentale della cedolare secca è che il reddito da locazione non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF. Questo significa che non rischi di salire di scaglione e pagare un’aliquota più alta su tutti i tuoi redditi. Inoltre, non devi pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione, con un risparmio aggiuntivo ogni anno.

            Redditi da Sublocazione nel 730

            Un caso particolare riguarda i redditi da sublocazione. Se sei un inquilino che ha subaffittato tutto o parte dell’immobile, con il consenso del proprietario, i canoni percepiti dalla sublocazione non sono redditi fondiari ma redditi diversi. Questo significa che vanno dichiarati nel Quadro D del 730 (rigo D4) e non nel Quadro B.

            Per i redditi da sublocazione non è possibile optare per la cedolare secca, che è riservata esclusivamente ai proprietari o titolari di diritti reali sull’immobile. Di conseguenza, i canoni da sublocazione vengono sempre tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Non si applica nemmeno l’abbattimento forfettario del 5% o del 25%, poiché queste agevolazioni riguardano solo i redditi fondiari del proprietario.

            Affitti Non Percepiti e Morosità dell’Inquilino

            Uno dei problemi più frequenti per i proprietari è la morosità dell’inquilino: cosa succede se non ricevi i canoni di affitto? Per la tassazione ordinaria, fino al 2019 era obbligatorio dichiarare i canoni anche se non percepiti, a meno che non si fosse ottenuto lo sfratto per morosità confermato dal giudice.

            Dal 2020, la normativa è stata modificata in senso più favorevole per il proprietario. Oggi, per i contratti di locazione ad uso abitativo, i canoni non percepiti non concorrono a formare il reddito a partire dal momento della conclusione del procedimento di convalida di sfratto o dal momento dell’intimazione di sfratto per morosità. Non devi più attendere la sentenza definitiva: basta aver avviato formalmente la procedura di sfratto.

            Per chi ha scelto la cedolare secca, la situazione è diversa: i canoni non percepiti devono comunque essere dichiarati, perché il regime della cedolare secca prevede la tassazione sul canone pattuito e non su quello effettivamente incassato. In caso di morosità prolungata, potrebbe convenire revocare l’opzione per la cedolare secca e tornare alla tassazione ordinaria, così da beneficiare dell’esclusione dei canoni non percepiti.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Dove si dichiarano gli affitti nel 730?

            I redditi da affitto si dichiarano nel Quadro B (Redditi dei fabbricati) del modello 730. Se hai scelto la cedolare secca, dovrai compilare anche il Quadro LC. I redditi da sublocazione, invece, vanno nel Quadro D come redditi diversi.

            Quanto si paga di tasse sugli affitti nel 2026?

            Dipende dal regime scelto. Con la tassazione ordinaria, i redditi da affitto si sommano agli altri redditi e vengono tassati con aliquote IRPEF dal 23% al 43%. Con la cedolare secca, l’aliquota fissa è del 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile.

            Devo dichiarare affitti non percepiti per morosità?

            Con la tassazione ordinaria, dal 2020 i canoni non percepiti non vanno dichiarati a partire dall’intimazione di sfratto per morosità. Con la cedolare secca, invece, i canoni vanno sempre dichiarati anche se non percepiti.

            Conviene la cedolare secca o la tassazione ordinaria?

            La cedolare secca conviene generalmente quando il reddito complessivo supera i 28.000 euro, perché l’aliquota fissa del 21% risulta inferiore a quella IRPEF. Per redditi bassi, la tassazione ordinaria con le detrazioni fiscali potrebbe risultare più vantaggiosa. Il CAF può fare un calcolo personalizzato.

            Come funziona l’abbattimento forfettario del 25%?

            L’abbattimento forfettario del 25% si applica solo ai contratti a canone concordato (3+2) e solo con la tassazione ordinaria. Il canone annuo viene ridotto del 25% prima di essere tassato. Su un canone di 12.000 euro, pagherai le tasse solo su 9.000 euro.

            Assistenza del CAF Centro Fiscale

            Dichiarare correttamente i redditi affitto dichiarazione dei redditi può sembrare complicato, ma con il supporto giusto diventa semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il modello 730 con tutti i redditi da locazione, verificando che tu stia sfruttando al massimo le agevolazioni fiscali disponibili.

            I nostri operatori specializzati possono consigliarti sulla scelta tra tassazione ordinaria e cedolare secca, gestire le situazioni di morosità e assicurarsi che la tua dichiarazione sia corretta e completa. Prenota il tuo appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine, chiamando lo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

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              Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 09:00:002026-05-31 16:49:16Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026
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