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CAF, COLF E BADANTI

Dimissioni badante 2026: procedura e diritti

colf e badanti CAF Udine

Dimissioni badante 2026: procedura e diritti

Le dimissioni della badante richiedono una procedura precisa: preavviso CCNL, comunicazione telematica INPS, calcolo TFR e ferie residue. Questa guida spiega diritti economici, tempi, documenti e quando e possibile dimettersi per giusta causa.

Indice dei contenuti

  1. Quando e come la badante puo dimettersi
  2. Preavviso CCNL: tempi per anzianita
  3. Procedura dimissioni telematiche INPS
  4. Diritti economici: TFR, ferie e ratei
  5. Dimissioni per giusta causa
  6. Mancato preavviso: conseguenze
  7. NASpI per badanti dopo dimissioni
  8. Documenti da richiedere

Quando e come la badante puo dimettersi

Le dimissioni volontarie della badante (lavoratrice domestica) sono regolate dal CCNL Colf e Badanti. La badante ha il diritto di rassegnare le dimissioni in qualsiasi momento, rispettando i termini di preavviso previsti dal contratto collettivo.

Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto al datore di lavoro e, dal 2016, e obbligatorio utilizzare la procedura telematica INPS per la convalida. Questo garantisce trasparenza e tutela sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro.

Le dimissioni possono essere:

  • Ordinarie (con preavviso)
  • Per giusta causa (senza preavviso)
  • Incentivate (accordo tra le parti)



Preavviso CCNL: tempi per anzianita di servizio

Il CCNL Colf e Badanti prevede termini di preavviso differenziati in base all’anzianita di servizio presso lo stesso datore di lavoro:

Badanti conviventi:

  • Fino a 5 anni: 15 giorni di calendario
  • Oltre 5 anni: 30 giorni di calendario

Badanti non conviventi (a ore):

  • Fino a 2 anni: 8 giorni di calendario
  • Da 2 a 5 anni: 15 giorni di calendario
  • Oltre 5 anni: 30 giorni di calendario

Il preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno di ogni mese, a seconda della data di comunicazione. Se la badante non rispetta il preavviso, il datore di lavoro puo trattenere dal TFR un importo pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non lavorato.



Procedura dimissioni telematiche INPS

Dal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie devono essere comunicate telematicamente all’INPS tramite il portale dedicato. Questa procedura e obbligatoria anche per le lavoratrici domestiche (badanti, colf).

Come fare:

  1. Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
  2. Cercare il servizio Dimissioni volontarie
  3. Compilare il modulo indicando:
    • Dati del datore di lavoro
    • Data di inizio rapporto
    • Data di cessazione desiderata
    • Tipologia di dimissioni (ordinarie o per giusta causa)
  4. Inviare telematicamente
  5. Ricevere ricevuta tramite email o PEC

Alternativa: Rivolgersi a un CAF, un patronato o un consulente del lavoro per l’invio telematico.

La comunicazione INPS genera automaticamente la Comunicazione Obbligatoria (Unilav-Cessazione) che il datore di lavoro deve trasmettere al Centro per l’Impiego entro 5 giorni.



Diritti economici: TFR, ferie e ratei

Al momento della cessazione del rapporto, la badante ha diritto a ricevere tutte le competenze maturate:

TFR (Trattamento di Fine Rapporto):

  • Pari al 6,91% della retribuzione annua lorda
  • Matura per ogni anno di servizio
  • Va liquidato entro 60 giorni dalla cessazione
  • Esempio: stipendio 1.000 euro al mese uguale TFR annuo circa 830 euro

Ferie non godute:

  • 26 giorni all’anno per le badanti conviventi
  • Maturano in proporzione ai mesi lavorati
  • Non godute = monetizzate in busta paga finale

Ratei tredicesima:

  • Maturano mensilmente (1/12 per ogni mese)
  • Vanno corrisposti anche per frazioni di mese superiori a 15 giorni

Esempio pratico:

Badante convivente con 3 anni di anzianita, stipendio 1.200 euro al mese:

  • TFR: circa 2.500 euro
  • Ferie residue 10 giorni: circa 400 euro
  • Rateo tredicesima 4 mesi: 400 euro
  • Totale competenze: circa 3.300 euro

Per il calcolo preciso, e consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine.



Dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa consentono alla badante di risolvere immediatamente il rapporto senza obbligo di preavviso, mantenendo tutti i diritti economici compreso il TFR.

Motivi di giusta causa:

  • Mancato pagamento dello stipendio (anche parziale o ritardato)
  • Mancato versamento contributi INPS
  • Maltrattamenti, molestie o comportamenti vessatori
  • Condizioni di lavoro insalubri o pericolose
  • Modifica unilaterale delle mansioni o dell’orario
  • Violazione grave degli obblighi contrattuali

Procedura:

  1. Raccogliere prove documentali (buste paga, messaggi, certificati medici)
  2. Inviare lettera raccomandata A/R al datore specificando i motivi
  3. Comunicazione telematica INPS entro 7 giorni
  4. Eventuale ricorso all’Ispettorato del Lavoro

Attenzione: La giusta causa deve essere grave e comprovata. In caso di contestazione, sara il giudice del lavoro a valutare la fondatezza. Per assistenza legale, contattare il CAF o un consulente del lavoro.



Mancato preavviso: conseguenze e penali

Se la badante si dimette senza rispettare il periodo di preavviso e senza giusta causa, il datore di lavoro ha diritto a trattenere l’indennita sostitutiva del preavviso dal TFR.

Calcolo penale:

L’importo trattenuto corrisponde alla retribuzione globale di fatto per i giorni di preavviso non rispettati.

Esempio:

  • Preavviso dovuto: 15 giorni
  • Stipendio giornaliero: 40 euro
  • Penale: 40 x 15 uguale 600 euro

Questa somma viene sottratta dal TFR finale. Se il TFR non e sufficiente a coprire la penale, il datore puo richiedere il residuo tramite decreto ingiuntivo.

Quando non si applica:

  • Dimissioni per giusta causa
  • Accordo tra le parti per riduzione o esonero preavviso
  • Periodo di prova

Consiglio: Anche in caso di urgenza, e sempre meglio comunicare le dimissioni correttamente e tentare un accordo con il datore per ridurre il preavviso. Il CAF puo assistere nella mediazione.

NASpI per badanti dopo le dimissioni

Le badanti che si dimettono volontariamente NON hanno diritto alla NASpI (disoccupazione INPS), salvo casi particolari.

Eccezioni che consentono NASpI:

  • Dimissioni per giusta causa
  • Dimissioni durante il periodo tutelato di maternita (gravidanza fino a 1 anno di vita del bambino)
  • Risoluzione consensuale nell’ambito della conciliazione presso l’Ispettorato del Lavoro

Dimissioni ordinarie:

Se le dimissioni sono volontarie senza giusta causa, la badante puo richiedere NASpI solo se:

  1. Trova un nuovo lavoro che dura almeno 13 settimane
  2. Perde involontariamente questo nuovo lavoro (licenziamento)
  3. Presenta domanda NASpI entro 68 giorni dalla cessazione

Contributi INPS:

Per avere diritto a NASpI servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Verifica la tua posizione contributiva sul portale INPS o tramite CAF.



Documenti da richiedere al datore

Alla cessazione del rapporto, la badante ha diritto a ricevere dal datore di lavoro:

Documenti obbligatori:

  • Ultima busta paga con conguaglio TFR, ferie, ratei
  • Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivo
  • Modulo Unilav-Cessazione (comunicazione fine rapporto)
  • Copia dei versamenti INPS trimestrali (mod. MAV)

Documenti utili:

  • Lettera di referenze (facoltativa, ma consigliata)
  • Attestazione anzianita di servizio
  • Quietanza liberatoria (se si accetta saldo e stralcio)

Per NASpI o disoccupazione:

  • Documento UniLav (se dimissioni per giusta causa)
  • Attestazione motivi dimissioni

Conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni. Il CAF Centro Fiscale puo verificare la correttezza dei conteggi finali.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto preavviso deve dare una badante che si dimette?

Dipende dall’anzianita: 15 giorni fino a 5 anni di servizio, 30 giorni oltre i 5 anni (per conviventi). Le badanti a ore hanno tempi diversi: 8 giorni fino a 2 anni, 15 giorni da 2 a 5 anni, 30 giorni oltre i 5 anni.

Come si fanno le dimissioni telematiche INPS?

Si accede al portale INPS con SPID e si compila il modulo Dimissioni volontarie indicando dati del datore e data cessazione. In alternativa, ci si puo rivolgere a un CAF o patronato per l’invio telematico.

Cosa succede se non do il preavviso?

Il datore puo trattenere dal TFR un importo pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Ad esempio, per 15 giorni di preavviso con stipendio giornaliero di 40 euro, la penale sara di 600 euro.

Ho diritto alla disoccupazione se mi dimetto?

No, le dimissioni volontarie non danno diritto a NASpI, salvo dimissioni per giusta causa o durante maternita tutelata. Puoi ottenere NASpI solo se trovi un nuovo lavoro (minimo 13 settimane) e poi lo perdi involontariamente.

Quando mi pagano il TFR?

Il TFR deve essere liquidato entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto. Se ci sono ferie residue e ratei di tredicesima, vengono corrisposti insieme al TFR nell’ultima busta paga.

Posso dimettermi senza preavviso per giusta causa?

Si, in caso di mancato pagamento stipendio, maltrattamenti, condizioni insalubri o gravi violazioni contrattuali. Serve pero documentazione probatoria e comunicazione scritta dei motivi al datore.



Assistenza dimissioni badante – CAF Centro Fiscale Udine

Hai bisogno di aiuto per le dimissioni o per verificare i conteggi finali? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:

  • Dimissioni telematiche INPS
  • Calcolo TFR e competenze finali
  • Consulenza su preavviso e diritti
  • Verifica buste paga e contributi
  • Domande NASpI e disoccupazione

Servizi per datori di lavoro:

  • Gestione buste paga: 25 euro al mese
  • Consulenza contrattuale: 50 euro
  • Cessazione rapporto: 50 euro

Prenota consulenza gratuita

Sede: Via Cividale 92, Udine | Tel: 0432 204811
Email: info@centrofiscale.com | Orari: Lun-Ven 9-13 e 15-18

Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 06:00:002026-03-17 19:04:09Dimissioni badante 2026: procedura e diritti
Risparmio e Investimenti

I Migliori Conti Correnti Online del 2026: Classifica Aggiornata e Guida alla Scelta

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Trasparenza affiliate: questo articolo contiene link sponsorizzati verso BBVA Italia. Se decidi di aprire un conto cliccando sui nostri link, il CAF Centro Fiscale potrebbe ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra analisi resta indipendente: BBVA è la nostra scelta editoriale per il 2026 sulla base dei dati verificati che trovi più avanti. Ti invitiamo comunque a confrontare sempre le condizioni sul sito ufficiale di ciascuna banca prima di sottoscrivere.

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Zero spese a vita, IBAN italiano, app intuitiva. Promozione 3% lordo sui primi 6 mesi fino al 30/06/2026.

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Indice dei contenuti

  1. Come abbiamo selezionato i migliori conti correnti online del 2026
  2. I criteri di valutazione: costi, tasso, app, sicurezza, customer experience
  3. Classifica generale dei migliori conti correnti online 2026
  4. 1. BBVA: il più remunerativo a breve termine (3% per 6 mesi)
  5. 2. Fineco: il più completo per chi investe
  6. 3. Illimity: una buona alternativa digitale
  7. 4. ING Conto Arancio: il classico
  8. 5. Altri conti da valutare (Hype, Revolut, N26): per quale profilo
  9. Quale conto conviene davvero in base al tuo profilo
  10. Imposta di bollo e tassazione: i costi nascosti da considerare
  11. Verdetto editoriale: il nostro consiglio per il 2026
  12. Domande frequenti sui conti correnti online

Scegliere il miglior conto corrente online nel 2026 non è semplice: tra promozioni a tempo, canoni nascosti, app più o meno usabili e tassi che cambiano di mese in mese, è facile farsi confondere. In questa guida abbiamo messo a confronto le principali soluzioni del mercato italiano per aiutarti a capire qual è il conto online più adatto al tuo profilo. Lo facciamo con dati verificati sulle fonti ufficiali e con un’analisi onesta dei pro e dei contro di ciascuna banca.

Come abbiamo selezionato i migliori conti correnti online del 2026

La classifica che leggerai non è frutto di un algoritmo automatico né di una lista sponsorizzata che premia chi paga di più. Abbiamo selezionato i conti correnti partendo da un’analisi di mercato sui prodotti più richiesti dai clienti del nostro CAF a Udine e da una verifica diretta delle condizioni 2026 sui siti ufficiali delle banche.

Ci siamo concentrati sulle banche online (o sui prodotti digitali di banche tradizionali) perché rappresentano oggi la fetta più in crescita del mercato italiano e perché offrono, in genere, costi molto più contenuti rispetto ai conti tradizionali da sportello. Abbiamo escluso i conti puramente “carta prepagata con IBAN” che non offrono una vera operatività bancaria, e abbiamo dato priorità a quelli con IBAN italiano (più comodo per accrediti stipendio, pensione INPS, addebiti SEPA).

  • Conti analizzati: oltre 15 prodotti retail disponibili sul mercato italiano
  • Conti selezionati per la classifica: 7 (4 nella top + 3 menzioni speciali)
  • Fonti di verifica: siti ufficiali delle banche, fogli informativi, Trustpilot, Banca d’Italia
  • Periodo di analisi: maggio 2026

I criteri di valutazione: costi, tasso, app, sicurezza, customer experience

Per costruire una classifica davvero utile abbiamo definito cinque criteri di valutazione, ognuno con un peso diverso a seconda dell’importanza per il consumatore medio. Trovarne un solo conto che eccelle in tutti e cinque è praticamente impossibile, per questo il “migliore in assoluto” non esiste: esiste il miglior conto per il tuo profilo.

1. Costi reali (peso 30%)

Il canone è il primo elemento, ma da solo dice poco. Conta il costo complessivo: commissioni su bonifici SEPA e istantanei, costi di prelievo in area euro e fuori, costo carta di debito, eventuali penali per servizi accessori. Un conto con canone zero ma con bonifici a 1,50 euro l’uno può costare di più di un conto a 2 euro al mese con bonifici gratuiti.

2. Tasso di interesse e remunerazione (peso 25%)

Nel 2026 il tema della remunerazione della liquidità è tornato centrale. Diverse banche offrono promozioni temporanee al 2-3% lordo per attirare nuovi clienti, ma la durata della promo e le condizioni post-promo fanno la vera differenza. Abbiamo valutato anche il tasso a regime, non solo quello promozionale.

3. App e home banking (peso 20%)

Un’app lenta o macchinosa è una tassa nascosta sul tuo tempo. Abbiamo valutato fluidità, funzionalità (notifiche push, autenticazione biometrica, gestione carte, bonifici istantanei, F24, ricariche), e gli store rating su Google Play e App Store.

4. Sicurezza e tutela dei depositi (peso 15%)

Tutti i conti correnti delle banche analizzate godono della tutela armonizzata UE fino a 100.000 euro per depositante, prevista dalla Direttiva 2014/49/UE. La protezione è la stessa, ma cambia il fondo di garanzia di riferimento: le banche italiane aderiscono al FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi italiano), mentre BBVA Italia, in quanto succursale del gruppo BBVA SA spagnolo, aderisce al FGD (Fondo de Garantía de Depósitos spagnolo). Il limite di copertura è identico perché armonizzato a livello europeo.

5. Customer experience e reputazione (peso 10%)

Tempi di risposta del supporto, recensioni Trustpilot, gestione dei reclami: aspetti che si scoprono solo quando qualcosa va storto. Abbiamo letto centinaia di recensioni reali per dare un quadro onesto.

Classifica generale dei migliori conti correnti online 2026

Ecco la nostra tabella comparativa aggiornata a maggio 2026. I dati BBVA sono verificati sulle fonti ufficiali bbva.it. Per gli altri istituti, abbiamo riportato le condizioni standard pubblicate sui rispettivi siti ufficiali al momento della redazione; verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale della banca prima di sottoscrivere, perché tassi e canoni promozionali possono variare nel corso dell’anno.

BancaTasso lordo promoDurata promoCanoneImposta di bolloTutela depositi UEPer chi
BBVA3,00%6 mesi (entro 30/06/2026)0 € a vita8,55 €/trim. se giacenza ≥ 5.000 €FGD Spagna (limite UE 100.000 €)Chi cerca remunerazione immediata e zero spese
FinecoDa verificare sul sito ufficialePromo periodicheZero canone primo anno per nuovi clienti, poi condizioni da verificare34,20 €/anno se giacenza ≥ 5.000 €FITD Italia (100.000 €)Chi investe in azioni, ETF, fondi
IllimityDa verificare sul sito ufficialeVariabileConto Smart con canone, condizioni da verificare34,20 €/anno se giacenza ≥ 5.000 €FITD Italia (100.000 €)Chi cerca un’alternativa digitale flessibile
ING Conto Arancio / Conto Corrente ArancioDa verificare sul sito ufficialePromo periodiche per nuovi clientiZero canone con accredito stipendio/pensione o saldo minimo (verifica condizioni)34,20 €/anno se giacenza ≥ 5.000 €FITD Italia (100.000 €)Famiglie che vogliono una banca generalista solida
HYPEN/DN/DHYPE Start gratuito, profili premium con canoneSolo conti con IBAN soggetti, secondo sogliaFITD Italia (100.000 €)Giovani, primo conto, gestione spese
N26N/DN/DStandard 0 €, profili premium a canoneVariabile, verifica foglio informativoFondo tutela tedesco (limite UE 100.000 €)Chi viaggia, frequenta più Paesi UE
RevolutN/D (vault separati con rendimento)N/DStandard 0 €, Premium/Metal a canoneVariabile, verifica foglio informativoFondo tutela lituano (limite UE 100.000 €)Cambio valuta, viaggi, gestione multi-currency

Tabella aggiornata a maggio 2026. Le voci “Da verificare sul sito ufficiale” indicano condizioni promozionali soggette a frequenti variazioni: ti invitiamo a controllare sempre il sito della banca prima di sottoscrivere.

1. BBVA: il più remunerativo a breve termine (3% per 6 mesi)

BBVA Italia conquista il primo posto della nostra classifica per una ragione molto concreta e verificabile: nel 2026 è l’unico grande operatore retail in Italia che combina zero spese a vita con una promozione di remunerazione al 3% lordo annuo sui primi 6 mesi dall’apertura, su saldi fino a 1 milione di euro. È la nostra scelta editoriale per il 2026, e lo diciamo in modo trasparente: questa pagina contiene link affiliate verso BBVA, ma la scelta è motivata da dati oggettivi.

I numeri verificati di BBVA

  • Tasso promo: 3% lordo annuo per i primi 6 mesi dall’apertura del conto
  • Scadenza promo: 30 giugno 2026 (data ultima utile di sottoscrizione)
  • Saldo massimo remunerato: 1.000.000 di euro
  • Calcolo interessi: su base giornaliera, accredito mensile al netto della ritenuta del 26%
  • Tasso post-promo: 25% del Deposit Facility BCE, fino al 31/12/2027
  • Canone conto e carta: 0 euro a vita
  • IBAN italiano: sì, comodo per accredito stipendio, pensione INPS, RID e addebiti SEPA
  • Imposta di bollo: 8,55 € a trimestre (34,20 € all’anno) se la giacenza media trimestrale è ≥ 5.000 euro
  • Trustpilot: 4,3 su 5 con oltre 7.200 recensioni
  • Tutela depositi: 100.000 € per depositante via FGD spagnolo (limite armonizzato Direttiva UE 2014/49/UE)

Per capire quanto puoi davvero guadagnare con la promozione 3% di BBVA abbiamo dedicato una guida apposita con simulazioni concrete su 5.000, 20.000 e 100.000 euro per 6 mesi. La procedura di apertura richiede pochi minuti con SPID, e se vuoi vedere passo passo come fare puoi consultare la nostra guida all’apertura del Conto BBVA.

Punti di forza

  • Promozione al 3% lordo concreta, applicata automaticamente sui primi 6 mesi
  • Zero canone e zero costo carta di debito, a vita (non solo il primo anno)
  • IBAN italiano: perfetto per accredito pensione INPS, stipendio, RID utenze
  • App moderna e fluida, riconoscimento biometrico
  • Trustpilot 4,3/5 su oltre 7.200 recensioni: tra i migliori del settore

Limiti e cose da sapere

  • La promozione 3% dura 6 mesi: dopo si scende al 25% del tasso BCE Deposit Facility
  • Sopra i 5.000 euro di giacenza media trimestrale scatta l’imposta di bollo (come per qualsiasi conto italiano)
  • BBVA non ha filiali fisiche in Italia: tutto si fa online o via app
  • Tutela depositi via FGD spagnolo (equivalente al FITD italiano grazie all’armonizzazione UE)

Vuoi approfondire? Puoi leggere la nostra recensione completa del Conto BBVA 2026, con analisi dettagliata di costi, sicurezza e opinioni reali, oppure aprire direttamente il conto online approfittando della promo prima della scadenza del 30 giugno 2026.

Vuoi attivare la promo 3% BBVA? Hai tempo fino al 30 giugno 2026 per aprire il conto e bloccare il tasso lordo del 3% sui primi 6 mesi. Procedura interamente online con SPID.

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2. Fineco: il più completo per chi investe

Fineco è una delle realtà più solide del panorama bancario italiano e si distingue per essere allo stesso tempo banca e broker di investimenti di livello professionale. Se hai intenzione di operare regolarmente in azioni, ETF, fondi comuni o obbligazioni, è una delle scelte migliori in Italia per la qualità della piattaforma di trading e la profondità degli strumenti disponibili.

Punti di forza

  • Piattaforma di trading professionale (PowerDesk) tra le migliori d’Italia
  • Accesso a oltre 26 mercati internazionali
  • App e home banking maturi e con tantissime funzionalità
  • Banca italiana solida (gruppo UniCredit, oggi quotata indipendentemente)
  • Tutela FITD italiano fino a 100.000 euro

Cose da verificare prima di aprire

  • Il canone del conto nel 2026 può variare: tipicamente è gratis il primo anno per i nuovi clienti, poi soggetto a condizioni (accredito stipendio o saldo minimo). Verifica sempre il foglio informativo aggiornato su fineco.it
  • Le promozioni di remunerazione sulla liquidità sono periodiche e non sempre attive: non aspettarti un tasso garantito a regime
  • Le commissioni di trading sono competitive ma non sempre le più basse del mercato per chi opera ad alta frequenza

Per il profilo “risparmiatore puro” (chi vuole solo un conto con buon tasso e zero seccature), Fineco non è la scelta ottimale rispetto a BBVA. Per il profilo “investitore evoluto”, invece, è probabilmente la migliore banca italiana disponibile oggi.

3. Illimity: una buona alternativa digitale

Illimity Bank è una banca italiana 100% digitale nata nel 2018 dalla guida di Corrado Passera. Ha costruito un’identità chiara nel segmento dei conti di risparmio e dei depositi vincolati, e nel 2026 propone il conto Illimity Smart come prodotto retail principale.

Punti di forza

  • Banca 100% italiana con licenza Banca d’Italia
  • App moderna e ben recensita
  • Storicamente competitiva sui depositi vincolati e conti di risparmio
  • Tutela FITD italiano fino a 100.000 euro

Cose da verificare

  • Il canone del Conto Smart e le condizioni di gratuità nel 2026 vanno verificate direttamente su illimity.com perché soggette ad aggiornamenti
  • I tassi di remunerazione sui depositi possono variare frequentemente in base alle condizioni di mercato
  • Per accreditare la pensione INPS o lo stipendio funziona regolarmente, ma controlla che il tuo profilo rientri nelle condizioni promozionali eventualmente in corso

Illimity è una scelta valida soprattutto per chi cerca un’alternativa digitale italiana e ha già un altro conto principale per le operazioni quotidiane: difficilmente è “il” conto unico, ma può essere un ottimo conto di parcheggio per la liquidità in eccesso.

4. ING Conto Arancio: il classico

ING è una delle banche online più storiche e riconoscibili in Italia. Il Conto Corrente Arancio e il Conto Arancio (la versione “salvadanaio” senza operatività piena) sono prodotti molto utilizzati dalle famiglie italiane per la loro semplicità d’uso e per il marchio di una banca olandese solida.

Punti di forza

  • Marchio internazionale solido, riconosciuto, con anni di presenza in Italia
  • Conto Corrente Arancio: canone zero soggetto a condizioni (verifica accredito stipendio/pensione o saldo minimo)
  • Promozioni periodiche di remunerazione per nuovi clienti
  • App moderna, customer experience curata
  • Tutela FITD italiano fino a 100.000 euro

Cose da verificare

  • Le condizioni di gratuità del canone nel 2026 vanno verificate su ing.it: tipicamente si applicano soglie di accredito o saldo minimo
  • Le promozioni “1° anno gratis” sono frequenti ma a tempo, leggi sempre le condizioni
  • I tassi promo sulla liquidità sono periodici, non strutturali

ING resta una scelta solida e “tranquillizzante” per chi non ama gli operatori troppo nuovi. Se cerchi un’esperienza bancaria classica, ben rodata, con un’app moderna e un brand internazionale, è una delle opzioni più sicure. Sul lato remunerazione pura, tuttavia, nel 2026 le promozioni BBVA sono più aggressive.

5. Altri conti da valutare (HYPE, Revolut, N26): per quale profilo

Le tre soluzioni che seguono non sono in classifica “tradizionale” perché rispondono a esigenze specifiche o servono come secondo conto, ma meritano una menzione perché molto richieste.

HYPE

HYPE (gruppo illimity-Sella) è popolarissimo come “primo conto” tra i giovani. Offre un profilo HYPE Start a costo zero (con limitazioni) e profili Premium/Plus a canone mensile. Funziona bene come strumento di gestione spese quotidiane, meno come conto principale per accrediti rilevanti o gestione liquidità. Tutela FITD italiano fino a 100.000 € (per il profilo con IBAN bancario).

N26

N26 è una banca tedesca con licenza europea. Profilo Standard a 0 €, profili Smart, You e Metal a canone crescente. App pulita e moderna, IBAN tedesco (DE…), tutela depositi tramite fondo tedesco con limite armonizzato UE 100.000 €. Attenzione: l’IBAN estero può ancora oggi creare attriti con alcuni datori di lavoro o per l’accredito della pensione INPS, sebbene per legge sia equiparato a un IBAN italiano.

Revolut

Revolut è una neobank lituana specializzata in gestione multi-valuta. Ideale come secondo conto per viaggi e cambio valuta, meno indicata come conto principale per accrediti regolari in euro. IBAN lituano (LT…), tutela tramite fondo lituano con limite UE 100.000 €. Offre “vault” e prodotti di risparmio con rendimenti variabili.

Quale conto conviene davvero in base al tuo profilo

Non esiste un “miglior conto in assoluto”: esiste il conto giusto per il tuo profilo. Ecco le combinazioni più consigliate.

Risparmiatore puro che vuole rendimento immediato

Conto BBVA. La combinazione “zero spese a vita + 3% lordo per 6 mesi su saldi fino a 1 milione” non ha pari sul mercato italiano nel 2026. Per chi parcheggia liquidità in attesa di destinazione (riserva di sicurezza, fondo emergenze, capitali in attesa di investimento) è oggettivamente la prima scelta.

Investitore attivo in Borsa

Fineco. Per chi compra azioni, ETF, fondi e vuole una piattaforma di trading professionale, è probabilmente la migliore in Italia. Si può comunque tenere un secondo conto BBVA come “salvadanaio remunerato”.

Famiglia con esigenze classiche (stipendio, utenze, prelievi)

BBVA o ING. Entrambi offrono buona operatività, app moderna, IBAN italiano. BBVA vince oggi sul lato remunerazione, ING è una scelta più “tradizionale” e collaudata.

Pensionato over 65 con accredito INPS

Vale la pena valutare il Conto BBVA per pensionati: IBAN italiano, app semplice, zero canone, possibilità di accredito automatico INPS. Se hai dubbi sull’usabilità dell’app o vuoi un consiglio personalizzato, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare se cambiare conto conviene davvero nel tuo caso specifico.

Giovane o studente

HYPE come primo conto / strumento di apprendimento (gestione spese, paghetta digitale, budget). Quando le esigenze crescono (accrediti reali, risparmio significativo) si passa a una banca con IBAN bancario completo come BBVA o ING.

Chi viaggia molto e usa più valute

Revolut o N26 come secondo conto per cambio valuta e gestione spese all’estero, BBVA o altro IBAN italiano come conto principale.

Imposta di bollo e tassazione: i costi nascosti da considerare

Quando confronti i conti correnti online ti consigliamo di non guardare solo al canone e alla promozione di benvenuto, ma anche ai costi fiscali strutturali che valgono per tutti i conti italiani (o per quelli con IBAN italiano).

Imposta di bollo: 34,20 € all’anno sopra i 5.000 euro di giacenza media

Su tutti i conti correnti italiani delle persone fisiche, se la giacenza media trimestrale supera i 5.000 euro, viene addebitata un’imposta di bollo di 34,20 € all’anno (8,55 € a trimestre). Non è un costo della banca: è una tassa dello Stato che la banca trattiene per conto del Fisco.

Per approfondire come funziona questo calcolo e le casistiche di esenzione abbiamo scritto una guida dedicata: Imposta di bollo sul conto corrente: quando si paga e come funziona.

Tassazione interessi: ritenuta del 26%

Sugli interessi maturati sul conto corrente si applica una ritenuta a titolo d’imposta del 26%. Significa che, se BBVA ti accredita un interesse lordo, la banca trattiene automaticamente il 26% e ti versa il netto. Non devi fare nulla nella dichiarazione dei redditi, perché la tassazione avviene “alla fonte”. Per i dettagli e per il calcolo del rendimento netto reale leggi la nostra guida sulla tassazione degli interessi del conto corrente.

Esempio rapido: su 10.000 € depositati al 3% lordo annuo per 6 mesi maturi 150 € lordi. La banca trattiene il 26% (39 €) e ti accredita 111 € netti. Aggiungi l’imposta di bollo (17,10 € per 2 trimestri sopra i 5.000 €) e arrivi a un guadagno netto reale di circa 93,90 €. Stesso meccanismo si applica su qualsiasi banca italiana, non è una specificità BBVA: è il regime fiscale italiano.

Verdetto editoriale: il nostro consiglio per il 2026

Ricapitoliamo con onestà la nostra posizione. Per la maggior parte dei profili retail (privati, famiglie, risparmiatori, pensionati) il Conto BBVA è la nostra scelta editoriale per il 2026, per ragioni concrete e verificabili:

  • Zero canone a vita (non solo il primo anno)
  • Promozione 3% lordo concreta sui primi 6 mesi, applicata automaticamente
  • IBAN italiano
  • Trustpilot 4,3/5 con oltre 7.200 recensioni: tra i migliori del settore
  • App moderna e intuitiva
  • Tutela depositi 100.000 € armonizzata UE

Dichiariamo per trasparenza che la nostra pagina contiene link affiliate verso BBVA: se apri il conto cliccando i nostri link riceviamo una commissione. Tuttavia il nostro verdetto si basa su dati ufficiali verificati su bbva.it (vedi la sezione iniziale della tabella) e non sull’entità della commissione. Per esempio: se sei un investitore attivo, ti suggeriamo onestamente Fineco anche se non abbiamo affiliazione attiva con loro nel 2026. Se sei un viaggiatore frequente in più valute, ti suggeriamo Revolut o N26. Il nostro lavoro è darti il consiglio giusto, non spingere a tutti i costi BBVA.

Una nota finale di buon senso: il “miglior conto” cambia anche con il tempo. Le promozioni vengono lanciate, scadono, vengono rinnovate. La tabella di questa guida si riferisce a maggio 2026 ed è destinata a evolvere. Prima di firmare, verifica sempre il foglio informativo aggiornato sul sito ufficiale della banca scelta.

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Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni economiche e contrattuali, consulta i Fogli Informativi disponibili su bbva.it.

Domande frequenti sui conti correnti online

Qual è il miglior conto corrente online del 2026?

Non esiste un “migliore in assoluto”: esiste il migliore per il tuo profilo. Per la maggior parte dei risparmiatori privati la nostra scelta editoriale del 2026 è il Conto BBVA, per la combinazione di zero spese a vita e promozione 3% lordo sui primi 6 mesi. Per chi investe in azioni è Fineco. Per chi viaggia in più valute è Revolut o N26.

I conti correnti online sono sicuri come quelli tradizionali?

Sì, purché si tratti di banche regolarmente autorizzate dalla Banca d’Italia o da altra autorità di vigilanza europea. La tutela dei depositi fino a 100.000 € per depositante è armonizzata dalla Direttiva UE 2014/49/UE e vale identica per le banche italiane (FITD), spagnole (FGD), tedesche, lituane e così via.

Quanto costa davvero un conto corrente online a canone zero?

Anche se il canone è zero, paghi comunque l’imposta di bollo statale (34,20 € l’anno se la giacenza media trimestrale supera i 5.000 €) e, in alcuni casi, commissioni su servizi specifici (bonifici istantanei, prelievi extra area euro, invio carta sostitutiva, ecc.). BBVA include nel “zero canone a vita” sia il conto sia la carta di debito, ma l’imposta di bollo statale si paga comunque, per legge, su qualsiasi conto italiano.

Posso accreditare la pensione INPS su un conto online?

Sì, purché il conto abbia un IBAN valido SEPA. Per l’accredito della pensione INPS è preferibile un IBAN italiano (come quello di BBVA, Fineco, Illimity, ING) perché evita possibili attriti con i sistemi di accredito. Con IBAN estero (N26 tedesco, Revolut lituano) è comunque consentito per legge, ma alcuni servizi possono richiedere verifiche aggiuntive.

Quanto tempo serve per aprire un conto corrente online?

Con SPID, l’apertura è tipicamente molto rapida e si completa interamente online. Con video-identificazione, i tempi sono leggermente più lunghi ma comunque nell’ordine di una sessione. Per la procedura passo passo su BBVA puoi leggere la nostra guida all’apertura del Conto BBVA.

Cosa succede al tasso BBVA dopo i primi 6 mesi promo?

Terminati i primi 6 mesi al 3% lordo, BBVA applica un tasso pari al 25% del Deposit Facility BCE fino al 31 dicembre 2027. Il valore esatto dipende dalle decisioni di politica monetaria della BCE, ma resta una remunerazione, sia pure più contenuta del 3% promo.

Posso avere più conti correnti contemporaneamente?

Sì, non c’è alcun limite legale. Anzi, è una strategia comune avere un conto principale (per stipendio/pensione/utenze) e uno o più conti secondari per esigenze specifiche (remunerazione liquidità, viaggi all’estero, trading). Ricorda però che l’imposta di bollo si paga su ciascun conto separatamente, se ognuno supera la soglia dei 5.000 € di giacenza media trimestrale.

Disclaimer regolamentare. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata né sollecitazione al pubblico risparmio. Le condizioni delle offerte citate sono aggiornate a maggio 2026 e possono variare; prima di sottoscrivere qualsiasi prodotto bancario consulta sempre i Fogli Informativi disponibili sui siti ufficiali delle banche. La pagina contiene link sponsorizzati verso BBVA Italia: la nostra opinione resta indipendente e basata su fonti pubbliche verificate.

Maggio 24, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-24 09:37:172026-05-24 09:37:27I Migliori Conti Correnti Online del 2026: Classifica Aggiornata e Guida alla Scelta
BBVA, Risparmio e Investimenti

Come Aprire un Conto Corrente BBVA: Guida Completa in 7 Passi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire un conto BBVA online richiede in media 5 minuti, grazie all’identificazione tramite SPID. In questa guida pratica vediamo passo per passo tutta la procedura: requisiti, documenti, video-identificazione, tempi di attivazione e configurazione dell’app. Una guida pensata per chi vuole approfittare della promozione al 3% lordo per 6 mesi valida fino al 30 giugno 2026, senza commettere errori durante l’apertura.

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Disclaimer affiliate: Questo articolo contiene link affiliati. Se decidi di aprire un conto BBVA tramite i nostri link, riceveremo una piccola commissione senza alcun costo aggiuntivo per te. Le condizioni del conto restano identiche.

Indice dei contenuti

  1. Aprire un conto BBVA: cosa sapere prima di iniziare
  2. Requisiti per aprire il conto BBVA
  3. Documenti necessari
  4. Procedura passo passo con SPID (la più veloce)
  5. Procedura alternativa con video-identificazione
  6. Tempi di attivazione e arrivo della carta di debito
  7. Primo accesso all’app BBVA e configurazione sicurezza
  8. Come trasferire i pagamenti automatici da un altro conto
  9. Domande frequenti sull’apertura del conto BBVA

Aprire un conto BBVA: cosa sapere prima di iniziare

Il Conto BBVA è un conto corrente 100% online, aperto in circa 5 minuti direttamente dall’app o dal sito ufficiale, senza recarsi in filiale e senza spedire documenti cartacei. È pensato per chi cerca un conto a canone zero, con carta di debito gratuita e una promozione del 3% lordo per 6 mesi sulle somme depositate (valida per le aperture entro il 30 giugno 2026).

Prima di iniziare la procedura, è utile sapere cosa renderà tutto più rapido:

  • Smartphone con fotocamera funzionante e buona connessione internet
  • SPID attivo (è la via più veloce, bastano 5 minuti) oppure documento di identità per la video-identificazione
  • Codice fiscale italiano
  • IBAN di un altro conto a te intestato (serve per il primo bonifico di verifica)
  • Un indirizzo email personale e un numero di cellulare attivi

BBVA Italia opera in Italia come succursale del gruppo bancario spagnolo Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, vigilato da BCE e Banca di Spagna come capogruppo, e da Banca d’Italia per l’operatività in Italia. La tutela dei depositi è fino a 100.000 EUR per depositante, in conformità con la Direttiva UE 2014/49/UE: BBVA aderisce al FGD spagnolo (Fondo de Garantía de Depósitos), equivalente al FITD italiano, con limite armonizzato a livello europeo.

Per una panoramica completa di costi e funzionalità, ti consigliamo prima di leggere la nostra recensione completa del Conto BBVA 2026.

Requisiti per aprire il conto BBVA

I requisiti per aprire un conto corrente BBVA sono semplici e accessibili alla maggior parte degli adulti residenti in Italia. Vediamoli nel dettaglio.

Requisiti anagrafici e di residenza

  • Maggiore età: occorre aver compiuto 18 anni
  • Residenza in Italia: il conto è riservato ai residenti sul territorio italiano
  • Codice fiscale italiano: indispensabile per l’identificazione fiscale
  • Capacità di agire: non essere sottoposti a interdizione o inabilitazione

Requisiti tecnici

  • Smartphone Android o iOS compatibile con l’app BBVA
  • Connessione internet stabile durante l’apertura
  • Email personale (non condivisa con altri intestatari)
  • Numero di cellulare italiano: serve per ricevere i codici OTP di sicurezza

Requisiti per il bonifico di verifica

Durante l’apertura, BBVA chiede di indicare un IBAN di un altro conto a te intestato. Da questo conto dovrai effettuare un piccolo bonifico di verifica (anche solo 1 euro va bene). Questo step è una misura antiriciclaggio standard che conferma la tua identità bancaria. Il conto di riferimento può essere di qualsiasi banca italiana o europea, purché intestato esclusivamente a te.

Verifica i requisiti e apri il Conto BBVA →

Documenti necessari

Per completare l’apertura del conto BBVA, tieni a portata di mano questi documenti in formato fisico o digitale. Servono sia per la procedura con SPID (in modo automatico) sia, soprattutto, per la video-identificazione.

Documento di identità

È sufficiente uno dei seguenti documenti in corso di validità:

  • Carta d’identità elettronica (CIE) o cartacea
  • Passaporto italiano
  • Patente di guida italiana

Importante: il documento deve essere integro, leggibile e non scaduto. Foto sfocate o angoli tagliati possono far rifiutare la richiesta. Durante la video-identificazione l’operatore verifica anche elementi di sicurezza come ologrammi e firme, quindi prepara una zona ben illuminata.

Codice fiscale

Serve il codice fiscale italiano, riportato sulla tessera sanitaria o sul tesserino plastificato dell’Agenzia delle Entrate. In assenza del tesserino, il codice fiscale è comunque ricavabile da SPID o dal documento di identità.

IBAN di riferimento

BBVA richiede di indicare un IBAN di un altro conto corrente a te intestato (anche conto cointestato in cui sei uno dei titolari). Tieni a portata di mano:

  • L’IBAN completo (27 caratteri per i conti italiani)
  • Il nome esatto della banca di origine

Da quel conto dovrai poi effettuare un primo bonifico di verifica, anche di importo minimo. Senza questo bonifico il conto BBVA non viene definitivamente attivato.

Procedura passo passo con SPID (la più veloce)

La via più rapida per aprire il conto corrente BBVA è quella con SPID: bastano circa 5 minuti e l’intera procedura è completamente digitale. Ecco i 7 passi da seguire.

Passo 1: scarica l’app BBVA o accedi al sito

Vai su bbva.it oppure cerca “BBVA Italia” su Google Play o App Store. Verifica che lo sviluppatore sia Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, S.A.: è l’unica app ufficiale, le altre sono cloni da evitare.

Passo 2: clicca su “Apri il conto”

Dalla schermata principale, seleziona “Apri il conto online” e accetta l’informativa sulla privacy. Inserisci email e numero di cellulare: riceverai un codice OTP via SMS per confermare il contatto.

Passo 3: scegli “Accedi con SPID”

Tra i metodi di identificazione, seleziona SPID. Si aprirà la pagina del tuo provider SPID (PosteID, Aruba, Infocert, Sielte, Lepida, TIM, Namirial, Register, Etna ID, InfoCamere). Inserisci credenziali e conferma con OTP o app mobile del provider.

Passo 4: precompilazione automatica dei dati

SPID trasmette in modo sicuro a BBVA i tuoi dati anagrafici certificati: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo. Controlla che siano corretti (in particolare residenza e codice fiscale).

Passo 5: questionari MiFID e antiriciclaggio

Per legge devi rispondere a un breve questionario antiriciclaggio (occupazione, fonte dei fondi, paese di residenza fiscale) e a un questionario MiFID di profilo finanziario. Le risposte sono obbligatorie ma rapide (5-7 domande totali).

Passo 6: indica l’IBAN di riferimento

Inserisci l’IBAN di un altro conto a te intestato. Sarà l’IBAN da cui effettuerai il primo bonifico di verifica.

Passo 7: firma elettronica e conferma

Apponi la firma elettronica sui contratti (basta confermare con codice OTP) e attendi l’email di conferma. Riceverai immediatamente le credenziali di accesso temporanee e, di norma, l’IBAN del nuovo conto. Resta solo da effettuare il bonifico di verifica per attivare il tutto.

Procedura alternativa con video-identificazione

Se non hai SPID, puoi aprire il conto BBVA con la video-identificazione: una breve videochiamata con un operatore certificato. La procedura è più lunga (circa 15-20 minuti), ma altrettanto valida ai sensi della normativa antiriciclaggio. In alternativa, BBVA accetta anche l’identificazione tramite CIE (Carta d’Identità Elettronica) con NFC sullo smartphone.

Quando scegliere la video-identificazione

Questa via è indicata se:

  • Non hai ancora attivato lo SPID e non vuoi attivarlo solo per il conto
  • Hai bisogno di parlare con un operatore per chiarire dubbi durante l’apertura
  • Hai una CIE ma non hai uno smartphone con NFC

Come si svolge la video-chiamata

Prepara prima:

  • Il tuo documento di identità in originale, integro e in corso di validità
  • Una stanza ben illuminata, senza controluce
  • Connessione internet stabile (preferibile wifi)

Durante la videochiamata l’operatore ti chiederà di:

  1. Mostrare il volto in modo chiaro
  2. Mostrare il documento fronte e retro
  3. Rispondere a 2-3 domande di sicurezza per confermare l’identità
  4. Pronunciare una frase registrata per la firma vocale (in alcuni casi)

Gli orari del servizio sono solitamente dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 21:00, e il sabato fino alle 17:00. Puoi prenotare una fascia oraria comoda direttamente dall’app o farti richiamare entro pochi minuti.

Una volta completata la video-identificazione, segue lo stesso iter del flusso con SPID: questionari, IBAN di riferimento, firma elettronica e bonifico di verifica.

Hai dubbi su quale procedura scegliere?

Se hai già SPID attivo, vai sul sicuro: è la via più rapida e protetta. Altrimenti la video-identificazione resta una soluzione comoda, gestita da operatori italiani autorizzati.

Inizia l’apertura del Conto BBVA →

Tempi di attivazione e arrivo della carta di debito

Una delle domande più frequenti su BBVA riguarda i tempi di attivazione. Vediamo cosa aspettarsi, dalla firma della richiesta all’arrivo della carta a casa.

Attivazione del conto e IBAN operativo

Dopo aver firmato e completato il bonifico di verifica, l’IBAN del conto BBVA diventa operativo in tempi rapidi:

  • Apertura: circa 5 minuti con SPID, 15-20 minuti con video-identificazione
  • Validazione del bonifico: in genere 1-2 giorni lavorativi dal momento in cui parte il bonifico dall’altro conto
  • Attivazione completa del conto: subito dopo la validazione, con possibilità di accedere all’app e operare

Arrivo della carta di debito BBVA

La carta di debito BBVA è gratuita e viene spedita all’indirizzo di residenza indicato in fase di apertura. I tempi medi di consegna sono di circa 7-10 giorni lavorativi dalla data di attivazione del conto. Riceverai notifiche via email e via app sullo stato della spedizione.

Già prima dell’arrivo della carta fisica puoi:

  • Visualizzare i numeri della carta in app per gli acquisti online (carta virtuale)
  • Aggiungere la carta a Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay per i pagamenti contactless da smartphone
  • Effettuare bonifici dall’app senza limitazioni

Cosa fare se la carta non arriva

Se dopo 15 giorni lavorativi la carta non è arrivata, contatta l’assistenza BBVA tramite chat in app o numero verde indicato sul sito. Possono bloccare la carta in viaggio e inviarne una nuova senza costi.

Primo accesso all’app BBVA e configurazione sicurezza

Una volta attivato il conto, è importante configurare correttamente l’app BBVA per garantire massima sicurezza e usabilità. Vediamo i passaggi consigliati.

Primo accesso

Al primo login inserisci le credenziali ricevute via email e crea un PIN personale a 6 cifre. Il PIN serve per:

  • Accedere all’app quando il biometrico non è disponibile
  • Confermare operazioni dispositive (bonifici, ricariche, modifica limiti)
  • Sbloccare la carta in caso di errori multipli al POS

Evita PIN ovvi (date di nascita, sequenze 123456, codici già usati su altri conti).

Attiva il riconoscimento biometrico

L’app BBVA supporta:

  • Face ID su iPhone
  • Touch ID / impronta digitale su Android e iPhone

Attivarlo significa accedere all’app in 1 secondo, senza digitare PIN, mantenendo un alto livello di sicurezza.

Configura le notifiche

Vai in Impostazioni > Notifiche e attiva almeno:

  • Movimenti in conto: ogni accredito o addebito ti arriva in tempo reale
  • Operazioni con la carta: per intercettare subito eventuali utilizzi non autorizzati
  • Login da nuovi dispositivi: una garanzia in più contro accessi sospetti

Imposta limiti su carta e bonifici

Per ridurre il rischio frode, configura i massimali giornalieri e mensili su:

  • Prelievi ATM
  • Acquisti in negozio (POS)
  • Pagamenti online
  • Bonifici dispositivi

I limiti sono modificabili in qualunque momento dall’app: puoi abbassarli in routine e alzarli temporaneamente per acquisti importanti.

Come trasferire i pagamenti automatici da un altro conto

Se vuoi rendere il conto BBVA il tuo conto principale, devi spostare stipendio, pensione e domiciliazioni dal conto attuale. La procedura è regolata dal Decreto Legislativo 37/2017, che recepisce la Direttiva UE 2014/92/UE sulla mobilità dei conti correnti e impone tempi rapidi gratuiti.

Servizio di portabilità BBVA

BBVA mette a disposizione un servizio di portabilità gratuita. Dall’app trovi una sezione dedicata in cui dichiari l’IBAN del conto di origine: la banca si occupa di spostare automaticamente stipendio, pensione, RID/SDD e bollettini ricorrenti entro 12 giorni lavorativi, come previsto dalla normativa.

Cosa puoi trasferire

  • Accredito stipendio o pensione: il datore di lavoro o INPS aggiorna l’IBAN al primo accredito successivo
  • Domiciliazioni utenze (luce, gas, acqua, internet, telefono): i fornitori aggiornano l’IBAN entro pochi giorni
  • RID/SDD ricorrenti (palestra, assicurazione auto, abbonamenti): trasferimento automatico via portabilità
  • Bonifici programmati: devono essere reimpostati dall’app BBVA

Prima di chiudere il vecchio conto

Aspetta almeno 30-60 giorni dopo aver attivato BBVA prima di chiudere il conto precedente. Così ti assicuri che:

  • Tutti gli accrediti siano arrivati correttamente sul nuovo IBAN
  • Nessun addebito ricorrente sia “in viaggio” verso il vecchio conto
  • Eventuali rimborsi (bollette in eccesso, sgravi fiscali) siano stati incassati

La chiusura del conto precedente è gratuita: la banca non può applicare costi sulla chiusura (Decreto Salva Italia 2011 e successive modifiche).

Per approfondire la promozione e capire se conviene fare il salto, leggi anche la guida alla promozione BBVA al 3% lordo con tutti i dettagli su rendimento e durata.

Domande frequenti sull’apertura del conto BBVA

Quanto tempo serve davvero per aprire un conto BBVA?

Con SPID, la procedura completa richiede circa 5 minuti. Con la video-identificazione, mettiti in conto 15-20 minuti più il tempo di attesa per il primo operatore disponibile. L’attivazione definitiva avviene una volta che il bonifico di verifica arriva su BBVA (1-2 giorni lavorativi).

Posso aprire il conto BBVA se non sono residente in Italia?

No, il Conto BBVA Italia è riservato esclusivamente a chi ha residenza in Italia e codice fiscale italiano. Per chi è residente in altri paesi europei, BBVA dispone di filiali nazionali (BBVA Spagna, BBVA Messico, BBVA Turchia) con prodotti diversi.

L’apertura ha costi?

No, l’apertura del conto BBVA è completamente gratuita. Anche il canone mensile è zero e la carta di debito è gratuita. L’unico “costo” iniziale è il bonifico di verifica dall’altro conto, che però è denaro tuo che resta sul tuo IBAN BBVA.

Posso aprire un conto BBVA cointestato?

Al momento il Conto BBVA online standard è monointestato: serve un solo titolare. Per soluzioni cointestate è necessario verificare i prodotti disponibili nelle filiali fisiche o contattare l’assistenza.

Cosa succede se il bonifico di verifica non parte?

Se entro 30 giorni dalla firma non arriva il bonifico di verifica, la pratica di apertura decade automaticamente e dovrai ripeterla. È bene effettuare il bonifico entro 24-48 ore dalla firma per non rischiare la decadenza.

Quali documenti servono per la video-identificazione?

Basta un documento di identità valido: carta d’identità (cartacea o elettronica), passaporto o patente italiana. Tienilo in originale, integro e ben leggibile. Codice fiscale e altri dati sono già stati raccolti durante la fase online precedente alla video-chiamata.

I miei depositi sono al sicuro?

Sì. BBVA Italia opera come succursale di BBVA SA (Banco Bilbao Vizcaya Argentaria), gruppo bancario spagnolo vigilato da BCE e Banca di Spagna. La tutela dei depositi è fino a 100.000 EUR per depositante in conformità alla Direttiva UE 2014/49/UE: BBVA aderisce al FGD spagnolo (Fondo de Garantía de Depósitos), equivalente al FITD italiano, con identico limite armonizzato a livello europeo.

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Trasparenza: Questo articolo contiene link affiliati a BBVA. Se decidi di aprire il conto tramite i nostri link, riceveremo una piccola commissione senza alcun costo aggiuntivo per te. Le condizioni del prodotto sono identiche a quelle ottenibili andando direttamente sul sito BBVA. La presente comunicazione ha finalita’ informativa e non costituisce consulenza finanziaria o sollecitazione all’investimento. Prima di sottoscrivere il prodotto leggi attentamente i Fogli Informativi disponibili su bbva.it. Il rendimento promozionale del 3% lordo e’ soggetto a tassazione del 26% e a imposta di bollo dello 0,2% annuo. La promozione e’ valida per le aperture di conto effettuate entro il 30/06/2026.
Maggio 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-24 09:28:142026-05-24 09:37:25Come Aprire un Conto Corrente BBVA: Guida Completa in 7 Passi
BBVA, Risparmio e Investimenti

Conto BBVA Recensione 2026: Guida Completa, Costi e Opinioni Reali

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
Trasparenza editoriale: Questo articolo contiene link affiliati contrassegnati con [Sponsored]. Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo non influenza la nostra valutazione editoriale. I dati riportati sono verificati dalle fonti ufficiali BBVA (bbva.it) e aggiornati a maggio 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Conto Corrente Online BBVA e a chi è rivolto
  2. Tasso 3% lordo: come funziona la promozione fino al 30/06/2026
  3. Costi del conto BBVA: canone, prelievi, bonifici e imposta di bollo
  4. Apertura del conto BBVA: requisiti, documenti e tempi
  5. Carta di debito BBVA: caratteristiche, plafond e sicurezza
  6. App e home banking BBVA: funzionalità e usabilità
  7. Sicurezza e tutela: IBAN italiano, tutela depositi UE e protezione frodi
  8. Tassazione interessi e adempimenti fiscali
  9. Conto BBVA vs altri conti remunerati: confronto rapido
  10. Opinioni reali dei clienti su Trustpilot
  11. Per chi conviene il Conto BBVA nel 2026
  12. Domande frequenti sul Conto BBVA

Il Conto BBVA è uno dei conti correnti online più discussi del 2026, grazie a una promozione di benvenuto al 3% lordo annuo valida per i primi sei mesi dall’apertura, con scadenza di adesione fissata al 30 giugno 2026. In questa recensione completa analizziamo ogni aspetto del conto corrente online BBVA: costi reali, sicurezza, app, opinioni dei clienti e per chi conviene davvero. Tutti i dati sono verificati sul sito ufficiale bbva.it e sui Fogli Informativi aggiornati.

Cos’è il Conto Corrente Online BBVA e a chi è rivolto

BBVA è il secondo gruppo bancario spagnolo per dimensioni, presente in oltre 30 Paesi nel mondo con una storia ultra-centenaria. In Italia opera come banca online regolamentata, con sede a Milano e autorizzata dalla Banca d’Italia. Il Conto Corrente Online BBVA è il prodotto di punta per il mercato retail italiano: un conto completamente digitale, senza filiali fisiche, pensato per chi vuole gestire le proprie finanze comodamente da smartphone o computer.

Il profilo ideale del cliente BBVA è il risparmiatore privato che vuole massimizzare la remunerazione dei propri depositi mantenendo la flessibilità piena (nessun vincolo, nessun saldo minimo obbligatorio). Si rivolge a lavoratori dipendenti, pensionati, partite IVA e famiglie che cercano un conto corrente a zero spese a vita con un rendimento significativo nel breve termine. L’assenza di filiali viene compensata da un’app evoluta e da un IBAN italiano (prefisso IT) che garantisce piena compatibilità con tutti i servizi di addebito italiani.

BBVA non è una fintech di recente costituzione ma una banca tradizionale con rating creditizio solido, il che la distingue da molti concorrenti puramente digitali. Per chi desidera approfondire le caratteristiche della promozione attiva, consigliamo la nostra guida dedicata all’offerta BBVA al 3% con simulazioni di rendimento dettagliate.

Tasso 3% lordo: come funziona la promozione fino al 30/06/2026

La promozione più interessante del Conto BBVA 2026 è il tasso di interesse del 3% lordo annuo applicato per i primi sei mesi dall’apertura del conto. È importante capire esattamente come funziona questa promozione per valutarne la convenienza reale.

Come funziona il calcolo degli interessi: il tasso del 3% lordo è calcolato su base giornaliera sull’intero saldo presente sul conto, con accredito mensile degli interessi al netto della ritenuta fiscale del 26%. Il tasso si applica a tutto il saldo fino a un massimo di 1.000.000 di euro remunerati. Questo significa che anche chi ha somme elevate (es. 200.000 o 500.000 euro) beneficia del tasso pieno.

Scadenza adesione: la promozione è disponibile per i nuovi clienti che aprono il conto entro il 30 giugno 2026. Dopo questa data, BBVA non garantisce la stessa promozione per i nuovi iscritti. Chi apre il conto entro il 30 giugno gode del 3% lordo per i sei mesi successivi all’apertura, indipendentemente da quando cade il sesto mese.

Cosa succede dopo i sei mesi: una volta terminato il periodo promozionale, il tasso si adegua automaticamente al 25% del Deposit Facility della BCE (il tasso di deposito della Banca Centrale Europea), fino al 31 dicembre 2027. Con un DF BCE attorno al 2%, il tasso post-promo si attesterebbe circa allo 0,50% lordo annuo, un livello comunque superiore a molti conti correnti ordinari che non remunerano affatto.

Tasso lordoRitenuta 26%Tasso netto effettivo
3,00% (promo 6 mesi)0,78%2,22% netto
~0,50% (post-promo, ipotesi DF BCE 2%)0,13%~0,37% netto

Su un capitale di 20.000 euro, il 3% lordo per 6 mesi genera circa 300 euro lordi, ovvero 222 euro netti dopo la ritenuta del 26%. Se la giacenza supera i 5.000 euro per due trimestri, occorre sottrarre anche 17,10 euro di imposta di bollo (8,55 x 2 trimestri), portando il netto effettivo a circa 204,90 euro. Rimane comunque un rendimento molto competitivo rispetto ai conti correnti tradizionali.

Costi del conto BBVA: canone, prelievi, bonifici e imposta di bollo

Uno dei punti di forza del Conto BBVA è la struttura dei costi, che è effettivamente tra le più competitive del mercato. Di seguito la tabella riepilogativa completa dei costi:

Voce di costoImporto
Canone conto0 EUR a vita
Carta di debito0 EUR a vita
Bonifici SEPA ordinari0 EUR
Bonifici SEPA istantanei0 EUR
Prelievo ATM zona Euro ≥ 100 EUR0 EUR
Prelievo ATM zona Euro < 100 EUR2 EUR a prelievo
Imposta di bollo (se giacenza media trim. ≥ 5.000 EUR)8,55 EUR/trimestre (34,20 EUR/anno)
Apertura conto0 EUR
Chiusura conto0 EUR

L’unica voce che può generare un costo per il cliente retail standard è l’imposta di bollo: obbligatoria per legge, addebitata dalla banca ogni trimestre se la giacenza media trimestrale supera i 5.000 euro. L’importo è fissato per legge a 8,55 euro a trimestre, pari a 34,20 euro annui. Chi ha saldi inferiori a 5.000 euro non paga nulla nemmeno il bollo. Per approfondire come funziona questo tributo, leggi la nostra guida all’imposta di bollo sul conto corrente.

Attenzione ai prelievi ATM di piccolo importo: ogni prelievo inferiore a 100 euro costa 2 euro. Per chi usa spesso il bancomat per piccole somme, è consigliabile raggruppare i prelievi sopra la soglia dei 100 euro per evitare commissioni.

Apertura del conto BBVA: requisiti, documenti e tempi

Aprire il Conto Corrente Online BBVA è una procedura completamente digitale che richiede tipicamente meno di 10 minuti. Vediamo i requisiti e i passaggi principali. Per una guida passo-passo dettagliata consulta il nostro articolo su come aprire il conto BBVA.

Requisiti di base:

  • Maggiore età (18 anni compiuti)
  • Residenza in Italia
  • Codice fiscale italiano
  • Numero di telefono cellulare italiano
  • Indirizzo email valido

Documenti necessari: documento di identità valido (carta di identità o passaporto), codice fiscale e un IBAN di un conto italiano di riferimento da cui eseguire il primo versamento.

Metodi di identificazione disponibili:

  • Con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più rapido. L’intera procedura si completa in pochi minuti senza caricare documenti manualmente
  • Con video-identificazione: alternativa per chi non ha SPID. Un operatore verifica l’identità in videochiamata con documento fisico

Tempi di attivazione: dopo il completamento della procedura e il primo accredito, il conto è tipicamente attivo in pochi giorni lavorativi. La carta di debito viene recapitata per posta entro qualche giorno lavorativo dall’attivazione. Non è necessario versare un importo minimo: si può aprire il conto anche con pochi euro.

Carta di debito BBVA: caratteristiche, plafond e sicurezza

La carta di debito BBVA è inclusa nel conto gratuitamente a vita senza canone annuale. Si tratta di una carta di tipo Mastercard utilizzabile per:

  • Acquisti online e in negozio in tutto il mondo nei circuiti Mastercard
  • Prelievi ATM gratuiti nella zona Euro per importi pari o superiori a 100 euro (2 euro per importi inferiori)
  • Pagamenti contactless e tramite wallet digitali (Apple Pay, Google Pay)
  • Pagamenti all’estero (applicano le condizioni standard Mastercard per valute non Euro)

La carta è dotata dei sistemi di sicurezza standard delle carte Mastercard, tra cui la tecnologia 3D Secure per i pagamenti online e la possibilità di bloccare e sbloccare la carta direttamente dall’app BBVA in caso di smarrimento o uso sospetto. Il plafond giornaliero è personalizzabile dall’app entro i limiti contrattualmente previsti.

Un aspetto positivo segnalato da molti clienti nelle opinioni BBVA su Trustpilot è la reattività del sistema di notifiche: ogni transazione genera un avviso push immediato sull’app, consentendo di monitorare in tempo reale ogni movimento.

App e home banking BBVA: funzionalità e usabilità

L’app BBVA è disponibile per iOS e Android e rappresenta l’unico canale di gestione del conto (non esiste uno sportello fisico). L’interfaccia è generalmente descritta dagli utenti come chiara e intuitiva, con un layout ispirato all’esperienza bancaria mobile internazionale del gruppo BBVA.

Funzionalità principali dell’app:

  • Visualizzazione saldo e movimenti in tempo reale
  • Bonifici SEPA ordinari e istantanei gratuiti
  • Gestione carta (blocco/sblocco, impostazione plafond)
  • Configurazione addebiti automatici (utenze, abbonamenti)
  • Accesso al Deposito Flessibile BBVA (prodotto accessorio)
  • Monitoraggio degli interessi maturati
  • Storico estratti conto in formato PDF
  • Supporto via chat con operatore

Il home banking web è accessibile anche da browser desktop con le stesse funzionalità principali dell’app mobile, un vantaggio per chi preferisce operare da computer. I sistemi di autenticazione includono PIN, impronta digitale e riconoscimento facciale a seconda del dispositivo.

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Promozione 3% lordo valida fino al 30/06/2026

Sicurezza e tutela: IBAN italiano, tutela depositi UE e protezione frodi

La sicurezza è uno degli aspetti che preoccupa di più chi si avvicina per la prima volta a una banca online. Il Conto BBVA offre garanzie concrete su più livelli.

IBAN italiano (IT): il conto BBVA ha un IBAN con prefisso italiano, non spagnolo né di altri Paesi europei. Questo è fondamentale per due motivi: primo, l’accredito della pensione INPS e degli stipendi è pienamente compatibile senza complicazioni; secondo, la tassazione degli interessi avviene automaticamente in Italia con la banca che funge da sostituto d’imposta, quindi non è necessario dichiarare nulla nel 730 o nel Modello Redditi (a differenza dei conti esteri che richiedono la compilazione del quadro RW e il calcolo dell’IVAFE).

Tutela depositi fino a 100.000 EUR: BBVA Italia opera come succursale di BBVA SA (Spagna) e aderisce, tramite la casa madre, al Fondo de Garantía de Depósitos de Entidades de Crédito (FGD) spagnolo. Si tratta del sistema di garanzia equivalente al FITD italiano, armonizzato a livello europeo (Direttiva 2014/49/UE), che protegge i depositi fino a 100.000 euro per depositante. In caso di insolvenza della banca (evento statisticamente raro per un istituto di dimensioni globali come BBVA), i tuoi depositi fino a 100.000 euro sono garantiti dal sistema di tutela dei depositi UE. Per capire meglio la differenza rispetto ai conti esteri, leggi il nostro approfondimento sulla tassazione degli interessi del conto corrente.

Protezione frodi: il sistema di monitoraggio BBVA rileva automaticamente le transazioni anomale e può bloccare temporaneamente la carta in caso di sospetto uso fraudolento. Il cliente viene avvisato immediatamente via notifica push e può sbloccare o confermare le operazioni dall’app.

Tassazione interessi e adempimenti fiscali

La tassazione degli interessi su un conto corrente italiano come il BBVA è semplice e completamente gestita dalla banca. Ecco cosa sapere.

Ritenuta alla fonte del 26%: BBVA Italia applica automaticamente la ritenuta fiscale del 26% sugli interessi maturati prima di accreditarli sul conto. Non devi fare nulla: gli interessi che ricevi sono già netti. Questo significa che il 3% lordo diventa effettivamente il 2,22% netto (3% – 26% = 2,22%).

Nessun obbligo dichiarativo per i residenti italiani: poiché la banca è il sostituto d’imposta, gli interessi del conto BBVA non vanno dichiarati nel modello 730 né nel Modello Redditi. La tassazione è definitiva: nessun conguaglio, nessuna ulteriore imposta dovuta. Per un confronto con i conti esteri che invece richiedono adempimenti aggiuntivi, consigliamo la nostra guida alla tassazione degli interessi bancari al 26%.

Imposta di bollo (riassunto): se la giacenza media trimestrale supera i 5.000 euro, la banca addebita automaticamente 8,55 euro ogni trimestre (34,20 euro l’anno). Anche questo tributo non richiede alcuna azione da parte tua. Per un approfondimento completo, consulta la nostra guida all’imposta di bollo sul conto corrente.

Conto BBVA vs altri conti remunerati: confronto rapido

Come si posiziona il Conto BBVA rispetto ai principali concorrenti nel segmento dei conti correnti online remunerati? Ecco un confronto sintetico sui fattori più rilevanti per il cliente retail. Per un’analisi più approfondita, leggi il nostro articolo BBVA vs Fineco vs Illimity.

CaratteristicaBBVAFinecoIllimity
Tasso promo3% lordo (6 mesi)No tasso promo standardTasso variabile (verificare su sito)
Canone0 EUR a vitaCondizioni variabili0 EUR in alcune condizioni
Bonifici istantaneiGratuitiCondizioni variabiliGratuiti
IBAN italianoSI’SI’SI’
Tutela depositi UE100.000 EUR (FGD Spagna)100.000 EUR (FITD)100.000 EUR (FITD)
Trustpilot4,3/5Buone recensioniRecensioni positive
Deposito accessorioSI’ (Deposito Flessibile)SI’ (Conto Deposito)SI’

Nota: i dati di Fineco e Illimity sono indicativi. Verificare le condizioni aggiornate sui rispettivi siti ufficiali prima di prendere decisioni.

Il vantaggio competitivo del Conto BBVA nel 2026 è principalmente il tasso promozionale del 3% lordo, il più alto disponibile tra i principali conti correnti online italiani nel periodo di validità della promozione. Per chi vuole espandere la propria strategia di risparmio, BBVA offre anche il Deposito Flessibile BBVA con rendimenti fino al 2,85% lordo. Per una panoramica del mercato, consulta anche la nostra classifica dei migliori conti correnti online del 2026.

Opinioni reali dei clienti su Trustpilot

Le opinioni BBVA Italia su Trustpilot offrono uno spaccato autentico dell’esperienza dei clienti. Il dato aggregato al momento della nostra analisi è di 4,3 stelle su 5 con oltre 7.200 recensioni, un punteggio molto alto per un istituto bancario italiano. Per l’analisi completa consulta il nostro articolo dedicato alle opinioni BBVA 2026 su Trustpilot.

Aspetti più apprezzati dai clienti:

  • Facilità di apertura: la procedura online con SPID è descritta come semplice e veloce dalla grande maggioranza degli utenti
  • Assenza di costi: zero canone, zero spese bonifici, apprezzato da chi era abituato alle banche tradizionali costose
  • Notifiche in tempo reale: la funzione di avviso immediato per ogni transazione è molto positiva
  • Interessi effettivamente accreditati: molti clienti confermano di aver ricevuto correttamente gli interessi mensili
  • App intuitiva: interfaccia valutata positivamente, anche da clienti non abituati al banking digitale

Criticità segnalate:

  • Verifiche di sicurezza: alcuni clienti segnalano blocchi temporanei del conto per verifiche anti-frode, con tempi di risoluzione variabili
  • Supporto clienti: le risposte via chat sono generalmente rapide, ma in caso di problemi complessi i tempi possono allungarsi
  • Assenza di filiali: chi preferisce il contatto fisico deve affidarsi esclusivamente ai canali digitali
  • Accrediti INPS: casi isolati di lentezza nell’accredito della pensione INPS, nella maggioranza dei casi poi risolti

Per chi conviene il Conto BBVA nel 2026

Dopo aver esaminato tutti gli aspetti del Conto Corrente Online BBVA, possiamo trarre alcune conclusioni su chi beneficia maggiormente di questo prodotto.

Il Conto BBVA conviene in modo particolare se:

  • Hai liquidità da 5.000 a 1.000.000 euro che vuoi far fruttare nel breve termine senza vincolarla
  • Sei a proprio agio con il banking digitale e non hai bisogno di sportelli fisici
  • Vuoi zero spese garantite a vita (canone, carta, bonifici)
  • Hai già SPID e vuoi aprire il conto rapidamente entro il 30 giugno 2026 per agganciare la promo
  • Sei un pensionato con buona dimestichezza con lo smartphone che vuole massimizzare gli interessi sulla pensione accumulata (approfondisci nella guida Conto BBVA per pensionati)
  • Vuoi semplicità fiscale: nessun adempimento, la banca pensa a tutto

Potrebbe non essere la scelta ideale se:

  • Hai bisogno di una filiale fisica per operazioni complesse (depositi contanti, assegni, consulenza face-to-face)
  • Fai molti prelievi ATM di piccolo importo (ogni prelievo sotto 100 euro costa 2 euro)
  • Il tuo orizzonte temporale è solo post-promo (dopo il 3%, il tasso scende significativamente)
  • Hai bisogno di assistenza personalizzata continuativa per la gestione delle finanze

Per chi cerca il massimo rendimento nel medio-lungo termine, vale la pena considerare anche il Deposito Flessibile BBVA, che combina rendimenti certi fino al 2,85% lordo con la possibilità di svincolo anticipato senza penali. Per saperne di più, consulta la nostra recensione del BBVA Deposito Flessibile.

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Domande frequenti sul Conto BBVA

Il Conto BBVA ha davvero zero spese a vita?

Si, il canone mensile del Conto BBVA e zero a vita, la carta di debito e gratuita a vita, i bonifici SEPA ordinari e istantanei sono gratuiti e l apertura/chiusura del conto non costano nulla. L unica voce di costo possibile e l imposta di bollo di 8,55 euro a trimestre, che si paga per legge se la giacenza media trimestrale supera i 5.000 euro. Questa non e una commissione BBVA ma un tributo fiscale obbligatorio applicato da tutte le banche italiane.

La promozione 3% lordo vale anche su 200.000 euro?

Si, il tasso del 3% lordo annuo si applica all intero saldo del conto fino a un massimo di 1.000.000 di euro remunerati. Non c e un tetto minimo o massimo per la cifra ottimale: sia 5.000 euro che 200.000 euro vengono remunerati al 3% lordo per i primi sei mesi dall apertura del conto, a condizione di aprire entro il 30 giugno 2026.

Dopo i 6 mesi di promozione, quanto rende il conto?

Dopo il periodo promozionale, il tasso diventa pari al 25% del Deposit Facility della BCE fino al 31 dicembre 2027. Con un tasso BCE intorno al 2%, il rendimento post-promo sara circa lo 0,50% lordo. Non e alto come il 3%, ma superiore a molti conti correnti ordinari che non remunerano affatto.

Posso accreditare la pensione INPS sul conto BBVA?

Si, il conto BBVA ha IBAN italiano (prefisso IT) ed e pienamente compatibile con l accredito della pensione INPS. La maggioranza dei clienti pensionati segnala l accredito regolare. Alcuni casi isolati di ritardi iniziali sono stati segnalati su Trustpilot, nella maggioranza risolti contattando il supporto BBVA.

Devo dichiarare gli interessi BBVA nel 730?

No. BBVA Italia e sostituto d imposta: trattiene automaticamente la ritenuta del 26% sugli interessi prima di accreditarteli. Gli interessi che ricevi sono gia netti e definitivi. Non devi inserirli nel modello 730 ne nel Modello Redditi, a differenza di quanto avviene con i conti correnti esteri che richiedono la compilazione del quadro RW.

E sicuro tenere soldi su un conto online come BBVA?

BBVA Italia opera in Italia come succursale di BBVA SA, secondo gruppo bancario spagnolo per dimensioni, ed e vigilata anche da Banca d Italia per la condotta sul territorio. I depositi sono protetti dal Fondo de Garantia de Depositos de Entidades de Credito (FGD) spagnolo, sistema armonizzato UE equivalente al FITD italiano, che garantisce fino a 100.000 euro per depositante in caso di insolvenza della banca. Il gruppo BBVA ha rating creditizio solido (A investment grade). Il livello di sicurezza e paragonabile a quello delle banche tradizionali italiane.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata su dichiarazione dei redditi, tassazione di conti e investimenti, quadro RW per redditi esteri e molto altro.

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    Approfondimenti sul Conto BBVA e conti correnti online

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    • BBVA al 3%: come funziona la promozione e simulazioni di rendimento — Calcola quanto guadagni davvero con il tuo capitale
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    • Migliori conti correnti online 2026: classifica aggiornata — La nostra selezione editoriale con tabella comparativa

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-24 09:16:082026-05-24 09:40:13Conto BBVA Recensione 2026: Guida Completa, Costi e Opinioni Reali
    BBVA, Risparmio e Investimenti

    BBVA 3% sul Conto Corrente: Come Funziona la Promozione Valida fino al 30/06/2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
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    Indice dei contenuti

    1. Promozione BBVA 3%: in sintesi
    2. Chi può accedere e quali sono i requisiti
    3. Su quale saldo si calcola il 3% (fino a 1.000.000 EUR)
    4. Quanto si guadagna davvero: simulazioni su 5.000, 20.000 e 100.000 EUR
    5. Cosa succede dopo i primi 6 mesi: 25% Deposit Facility BCE fino al 31/12/2027
    6. Tassazione del 26% e imposta di bollo: il rendimento netto reale
    7. Come attivare la promozione prima del 30 giugno 2026
    8. Domande frequenti sulla promozione BBVA 3%

    Se stai cercando un modo semplice per far fruttare i tuoi risparmi senza bloccarli, la promozione BBVA al 3% lordo è una delle opportunità più interessanti disponibili in questo momento sul mercato italiano. Si tratta di un tasso promozionale annuo del 3% lordo che BBVA riconosce sui saldi del conto corrente per i primi 6 mesi dall’apertura, valido per chi apre il conto entro il 30 giugno 2026. In questo articolo ti spieghiamo come funziona nel dettaglio, quanto si guadagna davvero al netto delle tasse, e come attivare la promozione prima della scadenza.

    Promozione BBVA 3%: in sintesi

    La promozione BBVA 3% è una campagna promozionale di BBVA Italia rivolta ai nuovi clienti che aprono un conto corrente online entro il 30 giugno 2026. Ecco i punti chiave in un colpo d’occhio:

    CaratteristicaDettaglio
    Tasso promozionale3% lordo annuo
    Durata promoPrimi 6 mesi dall’apertura
    Scadenza sottoscrizione30 giugno 2026
    Saldo massimo remunerato1.000.000 EUR
    Canone conto0 EUR a vita
    Ritenuta fiscale26% (banca come sostituto d’imposta)
    Calcolo interessiSu base giornaliera, accredito mensile
    Tutela depositiFGD Spagna 100.000 EUR per depositante (UE 2014/49/UE)

    Il Conto BBVA è un conto corrente online con IBAN italiano e zero spese a vita: nessun canone mensile, nessun saldo minimo richiesto, nessun obbligo di accreditare lo stipendio. La banca vanta un punteggio di 4,3/5 su Trustpilot con oltre 7.200 recensioni, un dato che testimonia la soddisfazione di chi lo utilizza già. Per una panoramica completa del conto, puoi leggere la nostra recensione dettagliata del Conto BBVA 2026.

    Chi può accedere e quali sono i requisiti

    La promozione BBVA al 3% è riservata ai nuovi clienti che non hanno mai avuto un conto BBVA in precedenza. I requisiti sono volutamente semplici:

    • Essere maggiorenni e residenti in Italia
    • Essere un nuovo cliente BBVA (il conto non deve essere mai stato aperto in precedenza)
    • Aprire il conto entro il 30 giugno 2026 (data limite per beneficiare del tasso promozionale)
    • Possedere un codice fiscale italiano e un documento di identità valido
    • Avere uno SPID (consigliato, per procedura rapida) o accettare la video-identificazione

    Non serve accreditare lo stipendio, non serve un saldo minimo, non c’è alcun vincolo di permanenza. Il conto è accessibile a lavoratori dipendenti, autonomi, partite IVA e pensionati. Per la guida completa all’apertura del conto BBVA passo per passo, consulta il nostro articolo dedicato.

    Il tasso del 3% lordo decorre dalla data di apertura del conto, non dalla data del primo versamento. Questo significa che conviene aprire il conto il prima possibile, anche se non si intende versare immediatamente l’intera somma.

    Su quale saldo si calcola il 3% (fino a 1.000.000 EUR)

    Un aspetto fondamentale da comprendere è su quale saldo BBVA applica il 3%. La remunerazione si calcola:

    • Sull’intero saldo presente sul conto corrente, fino a un massimo di 1.000.000 EUR
    • Con calcolo degli interessi su base giornaliera (ogni giorno BBVA matura una quota di interesse proporzionale al saldo)
    • Con accredito mensile degli interessi maturati, già al netto della ritenuta fiscale del 26%
    • Anche sui fondi nel Salvadanaio Digitale (il sottoconto di risparmio interno a BBVA)

    Il limite di 1.000.000 EUR remunerato è estremamente generoso: praticamente nessun risparmiatore privato si avvicina a quella soglia, quindi la promozione vale concretamente per la totalità dei risparmi depositati. Le somme che eventualmente superassero il milione non riceverebbero remunerazione aggiuntiva, ma si tratta di un caso limite per la maggior parte delle famiglie italiane.

    Vale anche la pena sottolineare che il calcolo giornaliero è un vantaggio concreto: anche versamenti parziali o movimentazioni frequenti non penalizzano il rendimento, perché ogni giorno viene fotografato il saldo effettivo. Non c’è alcun obbligo di mantenere un saldo fisso per tutto il mese.

    Quanto si guadagna davvero: simulazioni su 5.000, 20.000 e 100.000 EUR

    Vediamo i numeri concreti. Abbiamo calcolato il rendimento netto reale su tre scenari tipici per i primi 6 mesi di promozione, tenendo conto della ritenuta fiscale del 26% e dell’imposta di bollo (8,55 EUR a trimestre per giacenze medie trimestrali uguali o superiori a 5.000 EUR).

    CapitaleLordo 6 mesiRitenuta 26%Bollo (2 trim.)NETTO finale
    5.000 EUR5.000 × 0,03 × 6/12 = 75,00 EUR−19,50 EUR−17,10 EUR (8,55×2)38,40 EUR
    20.000 EUR20.000 × 0,03 × 6/12 = 300,00 EUR−78,00 EUR−17,10 EUR (8,55×2)204,90 EUR
    100.000 EUR100.000 × 0,03 × 6/12 = 1.500,00 EUR−390,00 EUR−17,10 EUR (8,55×2)1.092,90 EUR

    Note metodologiche: calcolo su 6 mesi interi con saldo costante, tasso 3% lordo annuo, ritenuta del 26% applicata dalla banca come sostituto d’imposta. L’imposta di bollo di 8,55 EUR viene addebitata ogni trimestre (due volte nei 6 mesi) se la giacenza media trimestrale è uguale o superiore a 5.000 EUR. I calcoli hanno carattere indicativo; l’importo esatto dipende dalla movimentazione giornaliera del saldo.

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    Come si vede dalla tabella, il rendimento netto per chi deposita 100.000 EUR supera i 1.000 euro in 6 mesi. Anche chi ha disponibilità più modeste beneficia concretamente della promozione: con 20.000 EUR si ottengono quasi 205 euro netti, una cifra significativa rispetto ai rendimenti vicini allo zero dei conti tradizionali. Per approfondire il meccanismo fiscale, leggi il nostro articolo sulla tassazione degli interessi del conto corrente al 26%.

    Cosa succede dopo i primi 6 mesi: 25% Deposit Facility BCE fino al 31/12/2027

    Una domanda che molti si pongono è: cosa succede al conto dopo la fine del periodo promozionale? BBVA ha previsto una remunerazione post-promo trasparente. Dal primo giorno successivo ai 6 mesi iniziali e fino al 31 dicembre 2027, il tasso applicato sarà pari al 25% del tasso Deposit Facility della Banca Centrale Europea, calcolato trimestralmente.

    Il Deposit Facility Rate BCE è il tasso che la BCE applica ai depositi delle banche commerciali. BBVA si impegna quindi a riconoscere il 25% di questo tasso ai propri clienti, con aggiornamento trimestrale. Si tratta di un tasso variabile, legato all’andamento della politica monetaria europea: può aumentare se la BCE alza i tassi, e diminuire in caso contrario.

    Cosa significa in pratica? Il tasso post-promo non sarà paragonabile al 3% iniziale, ma è comunque superiore allo zero assoluto dei conti correnti tradizionali. BBVA mantiene comunque il canone zero a vita, quindi anche se il tasso scendesse, il costo del conto resta invariato a zero. Chi apre il conto oggi per beneficiare della promo potrà poi valutare liberamente se mantenerlo o chiuderlo senza penali.

    Tassazione del 26% e imposta di bollo: il rendimento netto reale

    Come anticipato nelle simulazioni, il rendimento lordo del 3% subisce due tipi di prelievo fiscale che è importante conoscere in anticipo:

    1. Ritenuta fiscale del 26% sugli interessi

    La ritenuta del 26% è applicata automaticamente da BBVA Italia su tutti gli interessi maturati. BBVA funziona da sostituto d’imposta: trattiene la ritenuta alla fonte e la versa direttamente all’Erario per tuo conto. Questo significa che non devi dichiarare gli interessi nel 730 o nel Modello Redditi: la tassazione è già definitiva. Il meccanismo funziona così:

    • BBVA calcola gli interessi lordi maturati nel mese
    • Applica la ritenuta del 26% sull’importo lordo
    • Accredita sul tuo conto l’importo già al netto della ritenuta
    • Versa la ritenuta al Fisco per tuo conto

    Il tasso netto effettivo della promozione dopo la ritenuta è quindi pari a 3% × (1 − 0,26) = 2,22% netto annuo. Non male, per un conto corrente senza vincoli. Per capire meglio il meccanismo fiscale, consulta la nostra guida alla tassazione al 26% degli interessi.

    2. Imposta di bollo: 8,55 EUR a trimestre

    L’imposta di bollo sul conto corrente è un’imposta di legge, non una commissione bancaria. Viene applicata quando la giacenza media trimestrale del conto è uguale o superiore a 5.000 EUR (includendo il saldo del Salvadanaio Digitale). L’importo è di 8,55 EUR a trimestre, pari a 34,20 EUR all’anno. Nei 6 mesi di promo, l’imposta di bollo è addebitata due volte (17,10 EUR totali per il periodo promozionale). Per tutti i dettagli su questa imposta, leggi la nostra guida all’imposta di bollo sul conto corrente.

    Chi mantiene una giacenza media inferiore a 5.000 EUR non paga l’imposta di bollo: un risparmio reale, anche se chi vuole beneficiare appieno del 3% in genere deposita somme superiori a questa soglia.

    Come attivare la promozione prima del 30 giugno 2026

    Attivare la promozione BBVA 3% è semplice e completamente online. Non servono appuntamenti in filiale, perché BBVA è una banca 100% digitale. Ecco come procedere:

    1. Accedi alla pagina di apertura tramite il nostro link dedicato alla promozione BBVA
    2. Scegli il metodo di riconoscimento: SPID (il più rapido, in pochi minuti) o video-identificazione
    3. Inserisci i tuoi dati personali: nome, cognome, codice fiscale, documento di identità
    4. Verifica la tua identità tramite SPID o video-chiamata con un operatore BBVA
    5. Imposta le credenziali di accesso all’app e all’home banking
    6. Attendi la carta di debito che arriva per posta in pochi giorni lavorativi
    7. Effettua il primo versamento e il tasso del 3% inizia a maturare da subito
    Attenzione: la promozione al 3% è disponibile solo per i conti aperti entro il 30 giugno 2026. Il tasso decorre dalla data di apertura del conto, anche se non si versa immediatamente. Prima apri, più giorni di promo sfrutti.

    Per una guida dettagliata con procedura passo passo, consulta il nostro articolo come aprire il conto BBVA online. Se vuoi confrontare questa offerta con le alternative del mercato, leggi anche la nostra selezione dei migliori conti correnti online del 2026.

    URGENTE: scadenza 30 giugno 2026

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    Domande frequenti sulla promozione BBVA 3%

    La promozione BBVA 3% vale anche per i saldi gia presenti o solo per i nuovi versamenti?

    Il tasso del 3% lordo si applica all’intero saldo del conto, non solo ai nuovi versamenti. Puoi quindi trasferire risparmi gia esistenti da un altro conto e farli fruttare al 3% per i primi 6 mesi, fino al limite massimo di 1.000.000 EUR.

    Posso chiudere il conto BBVA prima della fine dei 6 mesi di promo?

    Si, il conto BBVA non prevede vincoli di permanenza ne penali di chiusura. Puoi chiuderlo in qualsiasi momento. Gli interessi maturati fino alla data di chiusura ti verranno accreditati regolarmente, gia al netto della ritenuta del 26%.

    Devo dichiarare gli interessi del conto BBVA nel 730?

    No. BBVA Italia agisce come sostituto d’imposta: trattiene direttamente la ritenuta del 26% sugli interessi e la versa al Fisco per tuo conto. Gli interessi accreditati sul conto sono gia al netto della tassazione definitiva. Non devi inserire nulla nel 730 o nel Modello Redditi.

    Cosa succede al tasso dopo i 6 mesi di promozione?

    Dal settimo mese in poi e fino al 31 dicembre 2027, il tasso applicato sara pari al 25% del tasso Deposit Facility BCE, aggiornato trimestralmente. Si tratta di un tasso variabile, inferiore al 3% promozionale ma comunque superiore allo zero. Il canone del conto resta a 0 EUR a vita.

    Il Conto BBVA e sicuro? I miei soldi sono garantiti?

    Si. BBVA Italia ha un IBAN italiano (IT) ed e iscritta al sistema di garanzia depositi spagnolo (Fondo de Garantía de Depósitos, FGD), equivalente al FITD italiano grazie all’armonizzazione UE (Direttiva 2014/49/UE), che garantisce i depositi fino a 100.000 EUR per depositante in caso di insolvenza della banca. Per capitali superiori e possibile distribuire i depositi su piu istituti.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza su dichiarazione dei redditi, ISEE, gestione conti esteri, quadro RW e molto altro. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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    Disclaimer regolamentare: Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni economiche e contrattuali fare riferimento ai Fogli Informativi disponibili su bbva.it. Le simulazioni hanno carattere puramente indicativo. Le condizioni della promozione sono soggette a variazioni: verificare sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale di BBVA prima dell’apertura del conto.
    Maggio 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-24 09:06:162026-05-27 16:36:10BBVA 3% sul Conto Corrente: Come Funziona la Promozione Valida fino al 30/06/2026
    CAF

    F24 Semplificato e Ordinario: Differenze e Quando Usarli

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Quando devi pagare imposte o tributi con il Modello F24, la prima domanda è: quale versione usare, il F24 semplificato o l’F24 ordinario? La scelta dipende dal tipo di versamento che devi effettuare. In questa guida ti spieghiamo le differenze tra i due modelli, quando usare l’uno o l’altro e come evitare errori nella scelta.

    Per una panoramica completa sul Modello F24, consulta la nostra guida alla compilazione F24 2026.

    Indice dei contenuti

    1. F24 Semplificato: Cos’è e a Chi Serve
    2. F24 Ordinario: Cos’è e a Chi Serve
    3. Differenze Principali tra Semplificato e Ordinario
    4. Quando Usare l’F24 Semplificato
    5. Quando Usare l’F24 Ordinario
    6. F24 ELIDE: Il Terzo Modello
    7. Domande Frequenti (FAQ)

    F24 Semplificato: Cos’è e a Chi Serve

    Il F24 semplificato è una versione ridotta del Modello F24, pensata per rendere più agevoli i versamenti più comuni dei privati cittadini. È stato introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 25 giugno 2012 proprio per semplificare gli adempimenti dei contribuenti che non hanno esigenze complesse.

    Il modello semplificato ha un layout più compatto: una sola pagina con un’unica sezione per tutti i tributi (erariali, regionali, locali). Non ha sezioni separate per Erario, Regioni e IMU come l’ordinario, ma raggruppa tutto in un unico blocco con campi specifici per distinguere il tipo di versamento.

    I campi del F24 semplificato sono:

    • Sezione: indica se il tributo è erariale (ER), regionale (RG) o locale (EL)
    • Codice tributo: lo stesso codice a 4 cifre dell’F24 ordinario (vedi il nostro elenco codici tributo F24)
    • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune o della Regione
    • Rateazione/mese/anno di riferimento
    • Importi a debito e importi a credito

    F24 Ordinario: Cos’è e a Chi Serve

    Il F24 ordinario è la versione completa del Modello F24, con tutte le sezioni necessarie per qualsiasi tipo di versamento. È composto da più pagine e presenta sezioni distinte:

    • Sezione Erario: per IRPEF, IRES, IVA, imposte sostitutive, ritenute d’acconto
    • Sezione Regioni: per addizionali regionali IRPEF e IRAP
    • Sezione IMU e altri tributi locali: per IMU, TASI, TARI, addizionali comunali
    • Sezione INPS: per contributi previdenziali dipendenti, gestione separata, artigiani e commercianti
    • Sezione Altri Enti previdenziali: per INAIL, casse professionali
    • Sezione Accise: per imposte su prodotti energetici

    L’F24 ordinario è indispensabile per chiunque debba versare contributi INPS, premi INAIL o effettuare compensazioni complesse tra tributi di sezioni diverse. È il modello usato da aziende, datori di lavoro, professionisti e partite IVA in regime forfettario.

    Differenze Principali tra Semplificato e Ordinario

    Ecco un confronto sintetico tra le due versioni:

    Struttura: il semplificato ha una sola sezione unificata, l’ordinario ha 6 sezioni distinte.

    Numero di pagine: il semplificato occupa una pagina, l’ordinario può richiederne più di una.

    Tributi versabili: il semplificato copre imposte erariali, regionali e locali. L’ordinario copre tutti i tributi inclusi INPS, INAIL e accise.

    Sezione INPS: assente nel semplificato, presente nell’ordinario.

    Compensazioni: il semplificato consente compensazioni tra tributi della stessa natura. L’ordinario consente compensazioni tra tributi di qualsiasi sezione (ad esempio credito IRPEF per pagare INPS).

    Destinatari principali: il semplificato è pensato per i privati cittadini. L’ordinario è necessario per aziende, partite IVA e datori di lavoro.

    Regola pratica: se devi pagare solo IMU, TARI, addizionali IRPEF o imposte da dichiarazione senza compensazioni INPS, il semplificato va benissimo. In tutti gli altri casi, usa l’ordinario.

    Quando Usare l’F24 Semplificato

    Il F24 semplificato è la scelta giusta quando devi versare:

    • IMU su immobili (seconde case, terreni, aree fabbricabili)
    • TARI (tassa sui rifiuti)
    • Addizionale regionale IRPEF e addizionale comunale IRPEF
    • IRPEF da 730 senza sostituto (quando non hai un datore di lavoro che trattiene le imposte)
    • Cedolare secca sugli affitti
    • Imposte da ravvedimento operoso per tributi locali

    In tutti questi casi il semplificato funziona perfettamente e risulta più intuitivo da compilare. Puoi pagarlo online tramite home banking, sul portale dell’Agenzia delle Entrate o allo sportello bancario/postale (nei limiti previsti).

    Quando Usare l’F24 Ordinario

    L’F24 ordinario è necessario (e talvolta obbligatorio) quando devi versare:

    • Contributi INPS: dipendenti (DM10), gestione separata (PXX, RC01), artigiani e commercianti (AF, CF)
    • Premi INAIL: assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
    • Compensazioni complesse: quando usi un credito di un tributo erariale (es. IRPEF) per pagare un tributo previdenziale (es. INPS) o viceversa
    • F24 a zero con compensazioni tra sezioni diverse
    • Ritenute d’acconto: versate dal datore di lavoro o dal committente
    • IVA: versamenti periodici e annuali
    • IRAP: versata da imprese e professionisti

    Se sei un lavoratore autonomo in regime forfettario, l’F24 ordinario è la scelta obbligata perché devi versare sia l’imposta sostitutiva (sezione Erario) sia i contributi INPS (sezione INPS), spesso compensandoli tra loro.

    F24 ELIDE: Il Terzo Modello

    Esiste anche un terzo tipo di Modello F24, meno conosciuto: il F24 ELIDE (Elementi Identificativi). Questo modello è utilizzato per versamenti che richiedono informazioni aggiuntive non previste dal modello ordinario, come:

    • Imposta di registro per contratti di locazione (registrazione, rinnovo, risoluzione)
    • Tributi per atti giudiziari
    • Sanzioni per violazioni al Codice della Strada riscosse dall’Agenzia delle Entrate
    • IVA per immatricolazione veicoli di provenienza intra-UE

    Il F24 ELIDE ha una struttura simile al semplificato, ma include campi aggiuntivi per il “tipo”, gli “elementi identificativi” e il “codice” necessari a identificare l’atto o il contratto a cui si riferisce il versamento. Non è utilizzabile per imposte ordinarie come IRPEF, IMU o contributi INPS.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Posso usare l’F24 ordinario anche quando basterebbe il semplificato?

    Sì, assolutamente. L’F24 ordinario è sempre accettato per qualsiasi tipo di versamento. Se hai dubbi su quale modello scegliere, l’ordinario è la scelta sicura. L’unico svantaggio è che ha più campi da compilare, quindi è leggermente meno intuitivo.

    L’home banking mi propone direttamente il modello giusto?

    Dipende dalla banca. Molti servizi di home banking ti chiedono di scegliere tra “F24 semplificato” e “F24 ordinario” al momento del pagamento. Alcune banche offrono solo l’ordinario, che copre comunque tutti i casi. Se non sei sicuro, scegli l’ordinario.

    Posso compensare crediti anche con il semplificato?

    Sì, ma solo tra tributi della stessa natura (ad esempio credito IRPEF per pagare addizionale regionale). Per compensazioni tra tributi di natura diversa (ad esempio credito IRPEF per pagare INPS), devi usare l’F24 ordinario.

    Non Sai Quale F24 Usare? Ti Aiutiamo Noi

    La scelta tra F24 semplificato e ordinario può creare confusione, soprattutto quando entrano in gioco compensazioni e versamenti multipli. Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a scegliere il modello giusto, compilarlo correttamente e inviarlo nei termini previsti.

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      Maggio 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-24 09:00:002026-05-31 17:45:11F24 Semplificato e Ordinario: Differenze e Quando Usarli
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730 Precompilato 2026: Come Accedere, Modificare e Inviare Online

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il 730 precompilato 2026 e disponibile online dal 15 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Puoi accedere con SPID, CIE o CNS, controllare i dati inseriti dal Fisco, modificarli se necessario e inviare la dichiarazione direttamente online entro il 30 settembre 2026.

      In questa guida ti spieghiamo passo passo come accedere al 730 precompilato 2026, come verificare le informazioni precaricate (redditi, detrazioni, spese mediche), come effettuare modifiche e come inviare la dichiarazione in autonomia o tramite CAF.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e il 730 precompilato 2026
      2. Quando e disponibile e scadenze
      3. Come accedere al 730 precompilato con SPID o CIE
      4. Cosa controllare nel 730 precompilato
      5. Come modificare i dati precompilati
      6. Come inviare la dichiarazione online
      7. Meglio inviare da soli o tramite CAF?
      8. FAQ – Domande frequenti

      1. Cos’e il 730 precompilato 2026

      Il 730 precompilato e la dichiarazione dei redditi che l’Agenzia delle Entrate prepara automaticamente per te, utilizzando le informazioni gia in suo possesso:

      • Certificazione Unica (CU) trasmessa dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico
      • Spese mediche e sanitarie inviate da farmacie, ospedali, medici e strutture sanitarie
      • Spese universitarie comunicate dagli atenei
      • Bonifici per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico
      • Premi assicurativi trasmessi dalle compagnie
      • Contributi previdenziali versati (INPS, casse professionali)

      Il sistema raccoglie automaticamente questi dati e li inserisce nei campi corretti del modello 730, permettendoti di risparmiare tempo ed evitare errori di trascrizione.

      Importante: il 730 precompilato e una proposta che puoi accettare cosi com’e, modificare o integrare con ulteriori spese detraibili/deducibili che il Fisco non conosce (es. spese per assistenza a familiari disabili, donazioni, abbonamenti trasporto pubblico).


      2. Quando e disponibile e scadenze 2026

      Ecco il calendario completo per il 730 precompilato 2026:

      DataEvento
      15 aprile 2026Disponibilita del 730 precompilato nell’area riservata Agenzia Entrate
      31 maggio 2026Ultima data per modificare il 730 precompilato senza perdere i vantaggi della dichiarazione semplificata
      30 giugno 2026Scadenza invio tramite CAF o professionista abilitato
      30 settembre 2026Scadenza invio diretto online (fai da te)

      Attenzione: se invii il 730 entro maggio, il rimborso IRPEF arrivera piu velocemente (generalmente a luglio/agosto). Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a fine anno.


      3. Come accedere al 730 precompilato con SPID o CIE

      Per accedere al 730 precompilato 2026 devi avere una delle seguenti credenziali digitali:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale) – livello 2 o superiore
      • CIE (Carta d’Identita Elettronica) con PIN
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card

      Procedura passo passo per accedere:

      STEP 1 – Collegati al sito dell’Agenzia delle Entrate

      Vai su www.agenziaentrate.gov.it e clicca su “Accedi all’area riservata” in alto a destra.

      STEP 2 – Scegli il metodo di accesso

      Seleziona:

      • SPID – scegli il tuo provider (Poste, Aruba, Infocert, ecc.) e inserisci username e password
      • CIE – avvicina la carta al lettore NFC dello smartphone o usa il lettore USB per PC
      • CNS – inserisci la smart card nel lettore e digita il PIN

      STEP 3 – Entra nell’area riservata

      Una volta autenticato, sarai reindirizzato all’area riservata personale. Cerca la sezione “Dichiarazione precompilata” e clicca su “Accedi al 730 precompilato 2026”.

      STEP 4 – Visualizza la dichiarazione

      Il sistema ti mostrera il prospetto di liquidazione con l’importo a debito o a credito calcolato automaticamente. Puoi:

      • Accettare la dichiarazione cosi com’e (se tutti i dati sono corretti)
      • Modificare i dati inserendo spese mancanti o correggendo errori
      • Visualizzare il dettaglio di ogni sezione (redditi, detrazioni, ritenute)

      4. Cosa controllare nel 730 precompilato

      Prima di inviare la dichiarazione, verifica attentamente questi elementi:

      Dati anagrafici e familiari a carico

      • Codice fiscale, residenza, stato civile
      • Coniuge e figli a carico (percentuali di detrazione corrette)
      • Altri familiari a carico (genitori, fratelli disabili)

      Redditi da lavoro dipendente o pensione

      • Verifica che la CU sia stata acquisita correttamente
      • Controlla l’importo del reddito e le ritenute IRPEF operate
      • Se hai cambiato lavoro nel 2025, controlla che ci siano tutte le CU

      Spese sanitarie

      • Farmaci, ticket, visite mediche, analisi
      • Attenzione: non tutte le farmacie trasmettono i dati. Controlla gli scontrini parlanti e integra eventuali spese mancanti
      • Spese per familiari a carico devono essere intestate a te o al familiare

      Spese per ristrutturazioni edilizie

      • Bonifici per bonus casa, ecobonus, bonus facciate
      • Verifica che le rate residue degli anni precedenti siano state riportate

      Altre spese detraibili/deducibili

      Queste spese non sempre sono precompilate e vanno integrate manualmente:

      • Abbonamenti trasporto pubblico locale
      • Spese funebri
      • Erogazioni liberali (donazioni a ONLUS, associazioni sportive dilettantistiche)
      • Assegni di mantenimento all’ex coniuge
      • Contributi previdenziali integrativi volontari
      • Spese per badanti e assistenza a disabili

      5. Come modificare i dati precompilati

      Se trovi errori o dati mancanti, puoi modificare il 730 precompilato direttamente online.

      Come aggiungere una spesa:

      1. Accedi alla sezione corrispondente (es. “Spese sanitarie”)
      2. Clicca su “Aggiungi spesa”
      3. Inserisci i dati richiesti: importo, data, tipologia di spesa
      4. Salva e verifica che il prospetto di liquidazione si aggiorni automaticamente

      Come correggere un dato errato:

      1. Individua il campo da correggere (es. importo CU errato)
      2. Clicca sull’icona “Modifica”
      3. Inserisci il valore corretto
      4. Salva le modifiche

      Importante: se modifichi dati che derivano dalla CU (es. redditi, ritenute), il sistema ti chiedera di confermare la modifica. In questo caso, il sostituto d’imposta non sara responsabile di eventuali errori.


      6. Come inviare la dichiarazione online

      Una volta completato il controllo e integrate le spese mancanti, puoi procedere all’invio.

      Invio in autonomia (fai da te):

      1. Clicca su “Invia dichiarazione”
      2. Il sistema ti mostrera il riepilogo finale con l’importo a debito o a credito
      3. Conferma l’invio inserendo il codice OTP ricevuto via SMS o email
      4. Riceverai una ricevuta di avvenuta trasmissione con protocollo telematico

      Scadenza invio diretto: 30 settembre 2026

      Invio tramite CAF o commercialista:

      Se preferisci un controllo professionale, puoi:

      1. Scaricare il PDF del 730 precompilato dall’area riservata
      2. Portarlo al CAF o al commercialista con i documenti delle spese integrate
      3. Il professionista verifichera i dati, apportera eventuali correzioni e inviera la dichiarazione per tuo conto

      Scadenza invio tramite intermediario: 30 giugno 2026

      Vantaggi dell’invio tramite CAF:

      • Verifica professionale di tutte le detrazioni applicabili
      • Controllo preventivo per evitare errori formali
      • Assistenza in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate
      • Garanzia di conformita fiscale (il CAF risponde in solido con te in caso di errori)

      7. Meglio inviare da soli o tramite CAF?

      La scelta dipende dalla complessita della tua situazione fiscale.

      Puoi inviare da solo se:

      • Hai solo redditi da lavoro dipendente o pensione
      • Poche spese detraibili (mediche, ristrutturazioni gia precompilate)
      • Nessun familiare a carico con situazioni particolari
      • Non hai cambiato residenza o lavoro nel 2025

      Meglio rivolgersi al CAF se:

      • Hai redditi da piu fonti (lavoro dipendente + autonomo, affitti)
      • Molte spese da integrare manualmente (mediche, scolastiche, universitarie)
      • Hai figli con detrazione 50% da spartire con l’ex coniuge
      • Hai fatto bonifici per ristrutturazioni non ancora tracciati
      • Vuoi massimizzare le detrazioni fiscali senza rischio di errori
      • Hai ricevuto comunicazioni di anomalia dall’Agenzia delle Entrate

      Costo servizio CAF: generalmente gratuito per 730 semplici (solo redditi da CU). Per dichiarazioni piu complesse, il CAF puo richiedere un compenso variabile tra 30 e 100 euro.


      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      8. FAQ – Domande frequenti

      Quando arriva il rimborso 730 del 2026?

      Se invii entro maggio, il rimborso arriva generalmente a luglio/agosto nella busta paga o sul cedolino pensione. Chi invia a settembre riceve il rimborso a fine anno o nei primi mesi del 2027.

      Posso modificare il 730 dopo l’invio?

      Si, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se hai dimenticato spese o commesso errori. Dopo questa data, devi inviare un modello Redditi correttivo.

      Cosa succede se non invio il 730?

      Se sei obbligato a presentare la dichiarazione (es. hai piu CU, redditi da locazione, plusvalenze), rischi sanzioni da 250 a 1.000 euro. Inoltre, perdi eventuali rimborsi IRPEF spettanti.

      Il 730 precompilato include tutte le spese mediche?

      No. Solo le spese tracciate elettronicamente (farmaci con ricetta, ticket SSN, fatture sanitarie trasmesse telematicamente) sono precompilate. Spese pagate in contanti o presso strutture che non trasmettono dati vanno integrate manualmente.

      Posso delegare qualcuno ad accedere al mio 730 precompilato?

      Si, puoi conferire una delega telematica a un CAF, commercialista o altro intermediario abilitato attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

      Serve lo SPID per forza?

      No, puoi usare anche CIE (Carta d’Identita Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Dal 2021 le vecchie credenziali Fisconline non sono piu attive.


      Conclusione

      Il 730 precompilato 2026 semplifica notevolmente la dichiarazione dei redditi, permettendoti di controllare, modificare e inviare tutto online in pochi clic. Tuttavia, e fondamentale verificare attentamente i dati precaricati e integrare le spese mancanti per ottenere il massimo rimborso possibile.

      Se hai dubbi o la tua situazione fiscale e complessa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiuteremo a controllare il 730 precompilato, integrare tutte le spese detraibili e ottimizzare il rimborso IRPEF.

      Hai bisogno di assistenza per il 730 precompilato 2026?

      Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

      • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Prenota ora il tuo appuntamento e presenta il 730 con la garanzia di un controllo professionale!

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      Maggio 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-24 09:00:002026-05-31 17:45:19730 Precompilato 2026: Come Accedere, Modificare e Inviare Online
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Quadro B 730/2026: Come Dichiarare Immobili e Affitti (Guida Completa)

      Dichiarazione dei redditi 730

      Se possiedi una casa, un box, un negozio o un altro immobile, ogni anno il fisco vuole sapere quanto rende e come lo utilizzi. Tutte queste informazioni vanno comunicate nel Quadro B del modello 730/2026 (anno d’imposta 2025), il riquadro dedicato ai redditi dei fabbricati. È una delle sezioni più consultate e, allo stesso tempo, più complesse della dichiarazione, perché coinvolge categorie catastali, rendite, percentuali di possesso, codici utilizzo e — quando c’è un contratto in essere — anche la cedolare secca e le novità sulle locazioni brevi introdotte dalla Legge di Bilancio 2024.

      In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo passo dopo passo come compilare il Quadro B del 730/2026: quali immobili dichiarare, come trattare l’abitazione principale, cosa fare con le case affittate, come funziona la cedolare secca al 21% (o al 10% per i canoni concordati) e quali sono i casi più frequenti — dal comodato d’uso ai parenti alla locazione su Airbnb. Troverai esempi pratici, una tabella riassuntiva dei codici utilizzo e le risposte alle domande più comuni che ci pongono i contribuenti allo sportello.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Quadro B del 730/2026 e a cosa serve
      2. Chi deve compilare il Quadro B e chi è esonerato
      3. Sezione I: come compilare i dati dei fabbricati (righi B1-B10)
      4. Abitazione principale: come dichiararla correttamente
      5. Case affittate: cosa indicare e quale tassazione
      6. Cedolare secca al 21% e al 10%: regole 2026
      7. Locazioni brevi e Airbnb: la nuova aliquota 26% dal secondo immobile
      8. Sezione II: contratti di locazione e codici da utilizzare
      9. Casi particolari: comodato, immobili storici, immobili inagibili
      10. IMU e Quadro B: quando paghi l’una e quando l’altro
      11. Gli errori più comuni nel Quadro B (e come evitarli)
      12. Domande frequenti

      Cos’è il Quadro B del 730/2026 e a cosa serve

      Il Quadro B del modello 730 è la sezione in cui il contribuente comunica all’Agenzia delle Entrate il reddito dei fabbricati posseduti nel corso dell’anno d’imposta. Nel 730/2026 si dichiarano gli immobili posseduti nel 2025, anche solo per pochi giorni. Per “fabbricato” si intende qualsiasi costruzione iscritta o iscrivibile al Catasto Edilizio Urbano: abitazioni, box, cantine, negozi, uffici, magazzini, capannoni non strumentali all’impresa.

      Il reddito dichiarato in questo quadro può essere di due tipi: reddito catastale (basato sulla rendita iscritta in catasto) oppure reddito effettivo (basato sul canone di locazione percepito). Nelle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate il Quadro B è chiamato anche Quadro RB nel modello Redditi PF: la sostanza è la stessa, cambia solo il modello di dichiarazione di riferimento.

      I terreni agricoli e non edificabili vanno invece dichiarati nel Quadro A, mentre i fabbricati utilizzati come bene strumentale d’impresa o detenuti da società escono dall’ambito del 730 e vanno indicati nel modello Redditi PF. Se hai dubbi su quale quadro utilizzare per un immobile specifico, è sempre opportuno chiedere consulenza al tuo CAF di fiducia: un’errata classificazione può comportare avvisi di accertamento anche a distanza di anni.

      Chi deve compilare il Quadro B e chi è esonerato

      Deve compilare il Quadro B chiunque, nel 2025, abbia posseduto un fabbricato a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o enfiteusi. Il nudo proprietario, invece, non dichiara nulla in questo quadro perché il reddito è imputato a chi detiene il diritto reale di godimento (l’usufruttuario). Lo stesso vale per il coniuge superstite che ha il diritto di abitazione sulla casa coniugale: dichiara lui il reddito, non gli eredi nudi proprietari.

      Anche chi possiede un immobile solo per una parte dell’anno (ad esempio perché lo ha ereditato a maggio o venduto a settembre) deve compilare il Quadro B indicando i giorni effettivi di possesso nella colonna apposita. Sono invece esonerati dalla compilazione del Quadro B i contribuenti che possiedono esclusivamente:

      • l’abitazione principale (non di lusso) e le sue pertinenze, se non hanno altri redditi che obbligano alla presentazione del 730;
      • fabbricati rurali destinati a uso strumentale agricolo, a determinate condizioni;
      • immobili dati in uso gratuito a un familiare che vi ha trasferito la residenza, se rientrano nei limiti previsti.

      Attenzione però: anche se l’abitazione principale non genera reddito imponibile IRPEF (è esclusa dalla base imponibile), vale comunque la pena indicarla nel Quadro B per documentare il possesso e, soprattutto, per beneficiare della deduzione “abitazione principale” che il modello calcola automaticamente.

      Sezione I: come compilare i dati dei fabbricati (righi B1-B10)

      La Sezione I del Quadro B raccoglie le informazioni anagrafiche di ciascun immobile. Sono disponibili i righi da B1 a B10, uno per ogni fabbricato. Se possiedi più di dieci immobili, dovrai utilizzare un secondo modulo e numerarlo correttamente. Vediamo, colonna per colonna, cosa va inserito:

      1. Colonna 1 — Rendita catastale: indica la rendita catastale dell’immobile come risulta dalla visura, non rivalutata. La rivalutazione del 5% prevista dall’articolo 3 comma 48 della L. 662/1996 viene applicata automaticamente dal software in fase di calcolo.
      2. Colonna 2 — Utilizzo: è il codice che identifica come usi l’immobile (vedi tabella sotto). È la colonna più importante perché determina il regime di tassazione.
      3. Colonna 3 — Giorni: i giorni di possesso nell’anno (massimo 365). Se hai posseduto l’immobile tutto l’anno, scrivi 365.
      4. Colonna 4 — Percentuale di possesso: la quota di proprietà (100, 50, 33,33 ecc.).
      5. Colonna 5 — Codice canone: indica come è calcolato il canone (es. 1 = canone libero, 2 = equo canone, 3 = canone concordato).
      6. Colonna 6 — Canone di locazione: l’importo annuo del canone (al netto della riduzione forfettaria, se prevista).
      7. Colonna 7 — Casi particolari: codici per situazioni specifiche (immobile inagibile, distrutto da calamità, riduzione canone in corso d’anno).
      8. Colonna 8 — Continuazione: barrare se l’immobile è già stato indicato in più righi (in caso di variazioni durante l’anno).
      9. Colonna 9 — Codice comune: il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile (4 caratteri alfanumerici, lo trovi sulla visura catastale o sul sito dell’Agenzia delle Entrate).
      10. Colonna 10 — Cedolare secca: barrare se hai scelto il regime della cedolare secca per quell’immobile.
      11. Colonna 11 — Casi particolari IMU: per segnalare gli immobili esenti IMU che continuano a pagare IRPEF (situazione rara).
      12. Colonna 12 — Immobili storici/artistici: barrare se l’immobile è di interesse storico-artistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

      I dati di rendita, categoria catastale, foglio, particella e subalterno si recuperano dalla visura catastale aggiornata, scaricabile gratuitamente dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Se l’immobile ha subito modifiche (frazionamenti, fusioni, cambio categoria) verifica che la rendita sia quella vigente al 31/12/2025.

      Abitazione principale: come dichiararla correttamente

      Per abitazione principale si intende l’immobile (e le relative pertinenze) in cui il contribuente e i suoi familiari hanno la dimora abituale e la residenza anagrafica. Il codice da indicare nella colonna 2 è 1. Per le pertinenze (box, cantina, soffitta) si usa il codice 5: massimo una per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7.

      La regola generale è che l’abitazione principale non produce reddito IRPEF: il legislatore riconosce una deduzione pari alla rendita catastale rivalutata, che di fatto azzera il reddito imponibile. C’è però un’eccezione importante: gli immobili classificati nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9 (abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi storici) concorrono al reddito complessivo, ma beneficiano di una deduzione (ex art. 10 c. 3-bis del TUIR) pari alla rendita catastale rivalutata dell’unità e delle pertinenze, fino a concorrenza del reddito stesso.

      Un esempio pratico: Maria possiede un appartamento in categoria A/3 a Udine in cui vive con la famiglia. Indica nel rigo B1 la rendita catastale (per esempio 580 euro), codice utilizzo 1, giorni 365, possesso 100%. Il software calcola la rendita rivalutata del 5% (609 euro) e applica una deduzione equivalente, azzerando il reddito imponibile. Se invece l’immobile fosse stato A/1, la deduzione (pari alla rendita catastale rivalutata) opererebbe comunque fino a concorrenza del reddito dell’abitazione: il reddito imponibile sarebbe normalmente azzerato, ma l’immobile resterebbe soggetto a IMU come abitazione principale di lusso.

      E se cambi residenza durante l’anno?

      In caso di trasferimento di residenza durante l’anno (ad esempio un trasloco a settembre), devi compilare due righi distinti per la stessa abitazione: il primo con codice utilizzo 1 (per il periodo in cui era abitazione principale) e il secondo con codice 2 (a disposizione) per i mesi successivi, barrando la casella “continuazione” in colonna 8. Lo stesso vale per chi acquista una nuova prima casa nel corso dell’anno.

      Case affittate: cosa indicare e quale tassazione

      Quando un immobile è locato a terzi, nel Quadro B vanno indicati sia il canone percepito sia il codice utilizzo che identifica il tipo di contratto. Il fisco italiano permette due regimi alternativi:

      • Tassazione IRPEF ordinaria: il canone (al netto della riduzione forfettaria del 5% per spese di manutenzione, o del 25% per Venezia centro e isole, o del 35% per immobili storici) si somma agli altri redditi e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43% scaglioni 2025).
      • Cedolare secca: un’imposta sostitutiva proporzionale, applicata sul canone lordo. Sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo annuali sul contratto.

      Va indicato il maggiore tra la rendita catastale rivalutata e il canone ridotto: la regola opera in caso di tassazione ordinaria. Se invece il proprietario opta per la cedolare secca, il riferimento è sempre il canone lordo, senza riduzioni forfettarie.

      I codici utilizzo principali per gli immobili locati sono: 3 (locazione a canone libero), 4 (equo canone — ormai residuale, solo contratti molto vecchi), 8 (canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa), 11 (parzialmente locato a canone concordato), 12 (parzialmente locato a canone libero), 14 (immobile in Abruzzo locato a soggetti residenti nei comuni colpiti dal sisma 2009), 16 (locazione parziale di abitazione principale a canone libero) e 17 (locazione parziale a canone concordato).

      Cedolare secca al 21% e al 10%: regole 2026

      La cedolare secca è stata introdotta dal D.Lgs. 23/2011 art. 3 per i contratti di locazione abitativa stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. È un regime opzionale: si sceglie alla registrazione del contratto o, per i contratti già in essere, con apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate (modello RLI).

      Nel 2026 si applicano due aliquote per le locazioni abitative ordinarie:

      • 21% — aliquota ordinaria: si applica ai contratti a canone libero (4+4) e a tutti i contratti che non rientrano nei casi particolari sotto indicati.
      • 10% — aliquota ridotta: si applica ai contratti a canone concordato (3+2) stipulati nei Comuni ad alta tensione abitativa individuati dalla delibera CIPE 87/2003 e nei Comuni colpiti da eventi calamitosi degli ultimi cinque anni.

      Per beneficiare dell’aliquota ridotta al 10%, il contratto deve rispettare gli accordi territoriali firmati dalle organizzazioni dei proprietari e degli inquilini e — per i contratti stipulati senza l’assistenza diretta delle associazioni — è necessaria un’attestazione rilasciata da una delle associazioni firmatarie, che ne certifichi la conformità.

      Quando conviene la cedolare? In linea di massima, conviene quando l’aliquota IRPEF marginale del contribuente è superiore al 21%. Per un lavoratore dipendente con reddito sopra i 28.000 euro (aliquota 35%), un canone di 7.200 euro annui tassato con cedolare al 21% genera un’imposta di 1.512 euro, contro circa 2.394 euro di IRPEF ordinaria (35% applicato al canone ridotto del 5%, pari a 6.840 euro). Inoltre con la cedolare si risparmiano imposta di registro (2% annuo del canone) e bollo sul contratto.

      Locazioni brevi e Airbnb: la nuova aliquota 26% dal secondo immobile

      La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha modificato profondamente la tassazione delle locazioni brevi — i contratti turistici di durata non superiore a 30 giorni stipulati senza prestazione di servizi alberghieri, tipicamente tramite piattaforme come Airbnb, Booking o Vrbo.

      Le nuove regole, applicabili anche al 730/2026 per le locazioni del 2025, prevedono:

      • Cedolare secca al 21% per la locazione breve di un solo immobile destinato a uso turistico nell’anno (su scelta del contribuente, da indicare in dichiarazione).
      • Cedolare secca al 26% per le locazioni brevi dal secondo al quarto immobile locato nell’anno.
      • Dal quinto immobile in poi, la locazione breve si considera attività d’impresa e va dichiarata con il modello Redditi PF (non più nel 730).

      Esempio: Giulio affitta su Airbnb tre appartamenti a Udine. Sceglie il primo (quello con i ricavi più alti) per applicare la cedolare al 21%, mentre sugli altri due paga il 26%. Se avesse cinque immobili locati per affitti brevi, dovrebbe aprire la partita IVA come impresa ricettiva. Le ritenute applicate dalle piattaforme (Airbnb e simili sono sostituti d’imposta) compaiono nella Certificazione Unica e vanno indicate nel rigo apposito del Quadro B.

      Sezione II: contratti di locazione e codici da utilizzare

      La Sezione II del Quadro B (righi B11 e successivi) ospita gli estremi di registrazione dei contratti di locazione: codice identificativo del contratto, anno di presentazione, serie, numero e codice ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Questi dati sono obbligatori quando in Sezione I è indicato un codice utilizzo di locazione (3, 4, 8, 11, 12, 14, 16, 17) e quando si è optato per la cedolare secca.

      Per i contratti registrati telematicamente dopo il 2011, è sufficiente indicare il codice identificativo a 17 caratteri rilasciato dal sistema, senza dover compilare gli altri campi. Per i contratti registrati in passato in modo cartaceo, occorre invece riportare manualmente serie, numero, anno e codice ufficio.

      Ti consigliamo di tenere sempre a portata di mano il modello RLI rilasciato dall’Agenzia delle Entrate al momento della registrazione: lì trovi tutti i dati che servono. Se hai perso il modello, puoi recuperarlo dall’area riservata dell’Agenzia con SPID.

      Codice utilizzoSignificatoCedolare secca ammessa?
      1Abitazione principaleNo (non locato)
      2Immobile a disposizioneNo (non locato)
      3Locato a canone libero (4+4)Sì, aliquota 21%
      4Equo canone (residuale)No
      5Pertinenza abitazione principaleNo
      8Locato a canone concordato (3+2)Sì, aliquota 10% se in comune ATA
      9Altri usi (negozi, uffici, ecc.)No (locazione non abitativa)
      10Uso gratuito a familiare con residenzaNo
      11Parzialmente locato — canone concordatoSì, 10%
      12Parzialmente locato — canone liberoSì, 21%
      14Locato a soggetti residenti in comuni colpiti dal sismaSì, condizioni specifiche
      16Locazione parziale ab. principale — canone liberoSì, 21%
      17Locazione parziale ab. principale — canone concordatoSì, 10%

      Casi particolari: comodato, immobili storici, immobili inagibili

      Il Quadro B prevede codici e regole speciali per situazioni che si discostano dal possesso “standard”. Vediamo le più frequenti.

      Comodato d’uso gratuito a parenti

      Se concedi un immobile in comodato gratuito a un familiare che vi trasferisce la residenza, devi indicare il codice utilizzo 10 in colonna 2. Il reddito IRPEF è pari alla rendita catastale rivalutata, senza canone (perché non c’è). Attenzione: ai fini IMU il comodato a parenti di primo grado (genitori-figli) può dare diritto alla riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il comodatario vi abbia la residenza e il comodante possieda al massimo un’altra abitazione principale nello stesso Comune (D.L. 208/2015 convertito in L. 28/2016).

      Immobili di interesse storico o artistico

      Per i fabbricati vincolati ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali) è prevista una riduzione del 50% della rendita catastale ai fini IRPEF. Devi barrare la casella “Immobili storici” in colonna 12. Per i canoni di locazione di immobili storici, la base imponibile è il maggiore tra il 65% del canone (in luogo del 95% ordinario) e la rendita ridotta del 50%.

      Immobili inagibili o in ristrutturazione

      Gli immobili dichiarati inagibili o inabitabili con apposita perizia comunale e non utilizzati di fatto beneficiano della riduzione del 50% della rendita ai fini IRPEF. Va indicato il codice 3 in colonna 7 (casi particolari). Per immobili distrutti o resi inagibili da eventi sismici o calamitosi, si applica il codice 1 in colonna 7 (esenzione totale).

      Variazioni in corso d’anno

      Se nel corso dell’anno è cambiato qualcosa di rilevante (es. l’immobile è stato locato, è cambiato il canone, è stato venduto), devi compilare più righi per lo stesso immobile barrando la casella “continuazione” in colonna 8 a partire dal secondo rigo. Tipico esempio: appartamento sfitto da gennaio ad aprile (codice 2 per 120 giorni) e locato da maggio a dicembre (codice 3 per 245 giorni).

      IMU e Quadro B: quando paghi l’una e quando l’altro

      Un dubbio frequente è la sovrapposizione tra IMU (imposta municipale propria) e IRPEF sui fabbricati. La regola generale, fissata dal D.Lgs. 23/2011 art. 8, è la seguente:

      • Immobili soggetti a IMU e non locati: l’IMU sostituisce l’IRPEF e le addizionali. Tuttavia, per le abitazioni a disposizione situate nello stesso Comune dell’abitazione principale, è dovuta sia l’IMU sia l’IRPEF sul 50% della rendita rivalutata.
      • Immobili soggetti a IMU e locati: l’IRPEF (o la cedolare secca) si paga comunque sul canone. L’IMU si paga in aggiunta.
      • Abitazione principale non di lusso: esente IMU (salvo categorie A/1, A/8, A/9) e non produce reddito IRPEF.
      • Fabbricati rurali strumentali: esenti IMU su tutto il territorio nazionale.

      In sintesi: quando paghi IMU non paghi IRPEF sulla rendita (salvo i casi sopra), ma l’IRPEF resta dovuta sui canoni di locazione. Per la cedolare secca, invece, il canone è interamente tassato con l’aliquota proporzionale, senza interferenze con l’IMU.

      Gli errori più comuni nel Quadro B (e come evitarli)

      Dall’esperienza quotidiana del nostro CAF, ecco gli errori che vediamo più spesso quando un contribuente si presenta con un avviso bonario o una comunicazione di irregolarità:

      1. Rendita catastale già rivalutata: molti scrivono la rendita maggiorata del 5%, ma il software la rivaluta in automatico. Risultato: tassazione doppia. Soluzione: inserire sempre il valore “secco” da visura.
      2. Codice utilizzo errato: il classico è il codice 2 (a disposizione) usato per una seconda casa che in realtà è locata o data in comodato. Cambiare il codice fa la differenza tra pagare migliaia di euro di IRPEF o nulla.
      3. Comodato a familiari senza residenza: il codice 10 vale solo se il familiare ha trasferito la residenza nell’immobile. Se non l’ha fatto, l’immobile va dichiarato come “a disposizione” (codice 2).
      4. Cedolare secca senza aver registrato l’opzione: barrare la casella in colonna 10 senza aver presentato il modello RLI è un errore frequente. La cedolare si esercita all’atto della registrazione o con comunicazione successiva.
      5. Canone lordo invece di netto: in caso di tassazione ordinaria va indicato il canone ridotto del 5% (o 25% Venezia / 35% storici); in caso di cedolare invece va indicato il canone lordo.
      6. Locazioni brevi non dichiarate: gli affitti turistici sotto i 30 giorni vanno sempre dichiarati, anche se gestiti da una piattaforma. La piattaforma trattiene la ritenuta del 21% ma il contribuente deve comunque presentare la dichiarazione.
      7. Mancata indicazione del codice catastale del Comune: provoca il rifiuto della precompilata o errori di calcolo delle addizionali. Lo trovi sulla visura o sul sito dell’Agenzia.

      Se hai dubbi su un caso specifico, prima di trasmettere la dichiarazione fissa un appuntamento con un consulente del nostro CAF: una verifica preventiva costa molto meno di un avviso bonario, e nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia — dove le visure hanno particolarità rispetto al resto d’Italia — può evitare errori difficili da correggere a posteriori.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti

      Devo dichiarare la prima casa nel Quadro B se non ho altri redditi da fabbricati?

      Sì, l’abitazione principale va comunque indicata nel Quadro B per documentare il possesso. Il modello applica automaticamente la deduzione che azzera il reddito imponibile (per le categorie non di lusso). L’unica eccezione è chi è completamente esonerato dalla presentazione del 730 perché ha solo l’abitazione principale e nessun altro reddito.

      Conviene la cedolare secca al 21% o l’IRPEF ordinaria?

      Dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente. Se sei nel primo scaglione (23% fino a 28.000 euro), la differenza è minima e l’IRPEF ordinaria con la riduzione del 5% può essere persino più conveniente. Sopra i 28.000 euro la cedolare al 21% diventa quasi sempre vantaggiosa, soprattutto considerando il risparmio su imposta di registro e bollo.

      Come si dichiarano i box e le cantine?

      Le pertinenze dell’abitazione principale (categorie C/2, C/6, C/7 — massimo una per categoria) si dichiarano con il codice utilizzo 5 e seguono lo stesso regime di esclusione dall’IRPEF dell’abitazione principale. Box e cantine non pertinenziali (es. acquistati separatamente) vanno indicati con codice 2 (a disposizione) e producono reddito IRPEF pari alla rendita rivalutata.

      Cosa devo fare se ho ereditato un immobile a metà 2025?

      Devi dichiararlo nel Quadro B indicando i giorni effettivi di possesso (dalla data di apertura della successione al 31/12/2025) e la percentuale di proprietà spettante. Se siete più eredi, ciascuno indica la propria quota. Ricorda che il 730/2026 si presenta entro il 30 settembre 2026, ma le scadenze possono variare anno per anno: verifica sempre la data ufficiale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

      Le locazioni brevi su Airbnb vanno sempre nel Quadro B?

      Sì, fino a un massimo di quattro immobili locati con questa formula nell’anno. Dal quinto immobile in poi l’attività diventa imprenditoriale e va dichiarata nel modello Redditi PF (non più 730). Le ritenute trattenute dalle piattaforme (21%) vanno riportate nella sezione apposita del Quadro B e si compensano in dichiarazione.

      Posso compilare il Quadro B da solo con la precompilata?

      I dati dei fabbricati sono in genere presenti nella dichiarazione precompilata grazie ai dati catastali, ma la verifica resta fondamentale: codici utilizzo errati, variazioni in corso d’anno, contratti non aggiornati possono portare a errori. Per situazioni con più immobili, locazioni miste o casi particolari (immobili storici, comodato, sisma), il supporto di un CAF è la scelta più sicura.

      Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

      Compilare correttamente il Quadro B del 730/2026 richiede attenzione ai codici utilizzo, alla scelta tra tassazione ordinaria e cedolare secca, e a tutte le sfumature normative che si sono accumulate negli anni — soprattutto dopo le novità della Legge di Bilancio 2024 sulle locazioni brevi. Un errore in questo quadro può tradursi in un avviso bonario, in sanzioni o, peggio, in un accertamento.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di contribuenti nella compilazione del 730, con particolare esperienza nelle particolarità del sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Se vuoi avere la certezza di dichiarare correttamente i tuoi immobili e di pagare il giusto — né più né meno — prenota un appuntamento con uno dei nostri consulenti.

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      Fonti normative: D.P.R. 917/1986 (TUIR) artt. 36-43; D.Lgs. 23/2011 art. 3 (cedolare secca) e art. 8 (IMU sostitutiva); L. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024) art. 1 c. 63 (locazioni brevi); Istruzioni Modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

      Maggio 23, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 11:34:342026-05-31 16:50:58Quadro B 730/2026: Come Dichiarare Immobili e Affitti (Guida Completa)
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

      Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il cedolino della pensione di giugno 2026 è il documento elettronico con cui l’INPS comunica ai pensionati l’importo netto erogato per il mese in corso, dettagliando trattenute fiscali, conguagli IRPEF, addizionali regionali e comunali e ogni eventuale variazione rispetto al mese precedente. Per il mese di giugno l’attenzione dei pensionati è particolarmente alta perché coincide con l’accredito della quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto e con l’eventuale liquidazione dei conguagli da modello 730/2026.

      In questa guida completa scoprirai quando viene pagata la pensione di giugno 2026, come consultare il cedolino online sul portale MyINPS, quali sono gli importi aggiornati con la rivalutazione 2026, come leggere correttamente ogni voce della busta paga del pensionato e cosa fare in caso di errori o ritardi nell’accredito. Tutti i dati sono aggiornati al DM MEF del 19 novembre 2025 che ha fissato la perequazione definitiva per il 2026.

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      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026: date ufficiali INPS

      L’INPS eroga le pensioni il primo giorno bancabile del mese, ossia il primo giorno in cui le banche e gli sportelli postali sono regolarmente operativi. Per giugno 2026, il primo giorno del mese cade di lunedì 1° giugno 2026, giornata in cui tradizionalmente Poste Italiane e gli istituti bancari sono aperti.

      Di conseguenza, il pagamento della pensione di giugno 2026 avviene il 1° giugno 2026 (lunedì), sia per i pensionati che riscuotono presso gli Uffici Postali sia per chi ha l’accredito su conto corrente bancario, postale o su libretto di risparmio. Diversamente da quanto accadeva in passato, l’INPS non prevede più la suddivisione del pagamento in due giornate distinte per ordine alfabetico del cognome: tutti i pensionati ricevono l’importo nello stesso giorno.

      Calendario sintetico pagamenti INPS giugno 2026

      PrestazioneData accreditoCanale
      Pensione INPS giugno 2026Lunedì 1° giugno 2026Banca, Posta, libretto
      Pensione INPS giugno 2026 (Poste in contanti)Lunedì 1° giugno 2026Sportello postale
      Quattordicesima (se spettante)Lunedì 1° luglio 2026Insieme alla rata di luglio
      Assegno Unico Universale17-19 giugno 2026 (indicativi)IBAN dichiarato
      NASpI giugno 2026Tra 10 e 15 giugno 2026IBAN dichiarato

      Attenzione: la quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, di norma con la rata di luglio, per i pensionati con almeno 64 anni di età e reddito complessivo entro determinati limiti. Chi matura il diritto in corso d’anno (ad esempio compiendo 64 anni a settembre) la riceverà a dicembre.

      Cos’è il cedolino della pensione e perché è importante

      Il cedolino della pensione è l’equivalente, per i pensionati, della busta paga dei lavoratori dipendenti. Si tratta di un documento mensile prodotto dall’INPS che riporta nel dettaglio tutte le voci che concorrono a formare l’importo netto della pensione: importo lordo, ritenute fiscali, addizionali, conguagli, eventuali trattenute per pignoramenti, cessioni del quinto, recuperi di indebito e così via.

      Conoscere il cedolino è importante per almeno tre motivi pratici:

      • Verifica dell’importo netto: il cedolino consente di controllare che l’accredito sia corretto e di individuare subito eventuali errori, recuperi indebiti o trattenute non autorizzate.
      • Documento ufficiale per pratiche bancarie e affitti: è richiesto come prova di reddito per ottenere prestiti, fideiussioni, mutui, locazioni e contratti di telefonia.
      • Memoria storica delle trattenute: tenere uno storico dei cedolini è utile per il modello 730 (anche se i dati confluiscono nella Certificazione Unica) e per ricostruire i conguagli IRPEF degli anni successivi.

      A differenza della busta paga, il cedolino della pensione viene prodotto solo in formato elettronico: la spedizione cartacea è stata abolita per la generalità dei pensionati. La consultazione avviene esclusivamente online tramite l’area personale MyINPS.

      Come consultare il cedolino pensione di giugno 2026 online

      La consultazione del cedolino della pensione è gratuita e disponibile 24 ore su 24 sul sito istituzionale dell’INPS. Il servizio è accessibile solo previa identificazione digitale, secondo le regole stabilite dal Codice dell’Amministrazione Digitale.

      Procedura passo-passo per accedere a MyINPS

      1. Collegati al sito www.inps.it dal computer, dal tablet o dallo smartphone.
      2. Clicca sul pulsante “Accedi a MyINPS” in alto a destra.
      3. Scegli una delle credenziali abilitate: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Le credenziali PIN INPS sono state dismesse dal 1° ottobre 2021.
      4. Una volta entrato nell’area personale, digita nella barra di ricerca interna la voce “Cedolino della pensione”.
      5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione – Consultazione”.
      6. Dal menu a tendina scegli la mensilità di giugno 2026 e visualizza il documento in formato PDF.
      7. Salva o stampa il cedolino: il file PDF è valido a tutti gli effetti come documento ufficiale.

      In alternativa, puoi consultare il cedolino tramite l’app ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente su App Store e Google Play. L’app consente anche di ricevere notifiche push quando viene pubblicato il nuovo cedolino, evitando di doverlo cercare manualmente ogni mese.

      Cosa fare se non riesci ad accedere

      Se non disponi di SPID, CIE o CNS, puoi:

      • Richiedere SPID gratuitamente presso uno degli identity provider abilitati (Poste, Aruba, InfoCert, Lepida, Namirial, Register, Sielte, Tim, Etna ID, Teamsystem).
      • Delegare un familiare o un patronato di fiducia all’accesso ai servizi INPS tramite la procedura “Delega dell’identità digitale”, attiva dal sito INPS o presso le sedi territoriali.
      • Recarti presso un CAF o patronato convenzionato: il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce assistenza gratuita ai pensionati per la consultazione del cedolino e l’analisi delle trattenute.

      Importi della pensione a giugno 2026: la rivalutazione

      Il DM del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 novembre 2025, di concerto con il Ministero del Lavoro, ha fissato in via definitiva i parametri di perequazione automatica delle pensioni per il 2026. La rivalutazione ISTAT applicata alle pensioni nel 2026 è pari all’1,4%, calcolata sulla base della variazione media dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati registrata nel 2025.

      La perequazione segue le regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e confermate per il 2026, secondo il seguente schema a fasce:

      Fascia importo pensionePercentuale di rivalutazione 2026
      Fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.394 euro lordi mensili)100% dell’1,4% = +1,4%
      Oltre 4 e fino a 5 volte (fino a circa 2.992 euro lordi)90% dell’1,4% = +1,26%
      Oltre 5 e fino a 6 volte (fino a circa 3.591 euro lordi)75% dell’1,4% = +1,05%
      Oltre 6 e fino a 8 volte50% dell’1,4% = +0,70%
      Oltre 8 e fino a 10 volte36% dell’1,4% = +0,504%
      Oltre 10 volte il trattamento minimo22% dell’1,4% = +0,308%

      La rivalutazione è applicata dal 1° gennaio 2026 e si riflette nel cedolino di giugno con l’importo definitivo, comprensivo di eventuali conguagli per il riconoscimento differito di una parte della perequazione provvisoria erogata nei mesi precedenti.

      Trattamento minimo INPS 2026

      Il trattamento minimo della pensione INPS per il 2026 è pari a 611,85 euro lordi mensili, per un totale annuo di 7.954,05 euro (su 13 mensilità). L’importo è il risultato dell’applicazione della perequazione dell’1,4% al trattamento minimo dell’anno precedente, secondo quanto stabilito dal DM MEF del 19 novembre 2025.

      Hanno diritto al trattamento minimo i pensionati con pensione calcolata esclusivamente con il sistema retributivo o misto (ossia con almeno un anno di contributi al 31/12/1995) e con redditi entro determinate soglie. Chi è interamente nel sistema contributivo (lavoratori con primo accredito dal 1° gennaio 1996) non ha diritto all’integrazione al minimo, ma riceve esclusivamente quanto matura sulla base dei contributi effettivamente versati.

      Esempio pratico di rivalutazione

      Immagina che Maria, pensionata di 70 anni, percepisse nel 2025 una pensione lorda mensile di 1.800 euro. Essendo entro la prima fascia (fino a 4 volte il trattamento minimo), la rivalutazione applicata è pari al 100% dell’1,4%, ovvero +25,20 euro lordi mensili, per un nuovo importo lordo di 1.825,20 euro. Su base annua, parliamo di un aumento lordo di circa 327,60 euro distribuiti su 13 mensilità.

      Diverso il caso di Giuseppe, che percepisce una pensione lorda di 3.500 euro al mese (fascia 5-6 volte il minimo): la rivalutazione applicata sarà del 75% dell’1,4%, ossia il +1,05% = +36,75 euro lordi mensili, raggiungendo i 3.536,75 euro lordi al mese.

      Come leggere il cedolino: tutte le voci spiegate

      Il cedolino della pensione è suddiviso in blocchi informativi standardizzati. Imparare a leggerlo permette al pensionato di controllare ogni mese la correttezza dell’importo accreditato e di intervenire tempestivamente se rileva anomalie.

      1. Dati identificativi e categoria della pensione

      Nella parte alta del documento trovi nome e cognome del titolare, codice fiscale, numero di certificato della pensione (la cosiddetta “matricola”), categoria (vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità, assegno sociale) e data di decorrenza.

      2. Importo lordo della pensione

      È l’importo “pieno” della pensione prima delle trattenute. Comprende la pensione base, eventuali maggiorazioni sociali, l’integrazione al trattamento minimo (per chi vi ha diritto), assegni accessori e quote di pensione di reversibilità.

      3. Ritenute fiscali IRPEF

      L’INPS opera come sostituto d’imposta e trattiene mensilmente l’IRPEF dovuta dal pensionato, applicando gli scaglioni in vigore. Per il 2026 gli scaglioni IRPEF sono quelli ridefiniti dal D.Lgs. 216/2023 e confermati:

      Scaglione di reddito annuoAliquota IRPEF 2026
      Fino a 28.000 euro23%
      Da 28.001 a 50.000 euro35%
      Oltre 50.000 euro43%

      Sulla pensione vengono inoltre applicate, di norma una sola volta all’anno tra novembre e marzo, le addizionali regionale e comunale calcolate sull’imposta dell’anno precedente. Per questo motivo, alcuni mesi (in particolare giugno e dicembre) possono presentare trattenute più alte rispetto agli altri.

      4. Detrazioni d’imposta

      L’INPS applica d’ufficio le detrazioni per redditi da pensione previste dall’art. 13 del TUIR, calcolandole sulla base del reddito complessivo presunto. Per il 2026 la detrazione massima per i pensionati è di 1.955 euro annui per redditi fino a 8.500 euro, importo che decresce progressivamente fino ad annullarsi a 55.000 euro. Se il pensionato ha familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli senza redditi o con redditi minimi) può beneficiare di ulteriori detrazioni, ma deve farne specifica richiesta tramite il modello “Detrazioni d’imposta” sul portale INPS.

      5. Conguagli IRPEF e bonus

      Nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno il cedolino può presentare conguagli derivanti dal modello 730/2026: rimborsi a credito a favore del pensionato o trattenute per IRPEF a debito. Il pensionato che ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta nel modello 730 vede il conguaglio applicato direttamente sul cedolino, fino a capienza dell’importo netto mensile (in caso di credito superiore, il rimborso prosegue nei mesi successivi).

      6. Trattenute extra-fiscali

      Possono apparire sul cedolino anche trattenute per:

      • Cessione del quinto della pensione in favore di banche o finanziarie convenzionate.
      • Pignoramenti in essere (per debiti, alimenti, tributi), entro i limiti di legge.
      • Recupero di prestazioni indebite: somme erogate in eccesso negli anni precedenti che l’INPS recupera a rate.
      • Quote sindacali o contributi a forme di assistenza, se richiesti dal pensionato.

      7. Importo netto in pagamento

      È l’importo effettivamente accreditato sul conto corrente o ritirato in contanti allo sportello postale, risultato delle operazioni: lordo – IRPEF – addizionali – conguagli + detrazioni – trattenute extra-fiscali.

      Quattordicesima 2026: chi ne ha diritto e quando

      La quattordicesima mensilità, prevista dall’art. 5 del D.L. 81/2007 e successivamente modificata dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016), è una somma aggiuntiva erogata d’ufficio dall’INPS ai pensionati che soddisfano determinati requisiti di età e reddito. Si tratta di una vera e propria “tredicesima estiva” che molti pensionati attendono con particolare interesse.

      Requisiti per la quattordicesima 2026

      • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026 (per chi compie 64 anni dopo, la quattordicesima viene erogata a dicembre).
      • Reddito complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo annuo (circa 15.908 euro per il 2026), per ricevere l’importo pieno.
      • Importi differenziati in base agli anni di contribuzione (dipendenti) o agli anni di contribuzione (autonomi).

      Importi della quattordicesima 2026

      Reddito complessivoAnzianità contributiva (dipendenti)Importo
      Fino a 1,5 volte trattamento minimoFino a 15 anni437 euro
      Fino a 1,5 volte trattamento minimoDa 15 a 25 anni546 euro
      Fino a 1,5 volte trattamento minimoOltre 25 anni655 euro
      Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoFino a 15 anni336 euro
      Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoDa 15 a 25 anni420 euro
      Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoOltre 25 anni504 euro

      La quattordicesima viene accreditata insieme alla rata di luglio 2026, ovvero il 1° luglio 2026. Non compare quindi sul cedolino di giugno, ma è importante saperlo perché molti pensionati confondono i due mesi e si attendono la maggiorazione già nella rata di giugno.

      Errori nel cedolino di giugno: cosa fare

      Capita talvolta che il cedolino presenti differenze rispetto ai mesi precedenti o anomalie inattese. Prima di preoccuparsi è opportuno verificare alcune cause “fisiologiche”:

      • Cambio aliquota IRPEF per superamento o discesa di uno scaglione.
      • Conguaglio 730/2026: presenza di trattenute o rimborsi straordinari.
      • Variazione delle detrazioni per cambiamenti del reddito complessivo dell’anno.
      • Avvio di addizionali regionali e comunali a rate, da gennaio a novembre.
      • Inizio o cessazione di una cessione del quinto.

      Se dopo le verifiche l’importo continua a sembrare errato, puoi:

      1. Aprire un’istanza online sul portale INPS nella sezione “Comunica con l’INPS” – “Richiesta di informazioni” indicando la matricola della pensione.
      2. Telefonare al Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratis da fisso) o 06 164164 (da cellulare, a costo del piano tariffario).
      3. Recarti presso un patronato: il patronato è autorizzato per legge a presentare in nome e per conto del pensionato istanze, ricorsi e domande di riesame, gratuitamente. Il patronato collegato al CAF Centro Fiscale di Udine assiste i pensionati di Udine e provincia per tutte le pratiche INPS.

      Termini per contestare un errore

      Il termine ordinario per presentare un ricorso amministrativo contro provvedimenti INPS è di 90 giorni dalla notifica. Per i recuperi di indebito il termine per contestare è invece di 30 giorni, durante i quali il recupero è sospeso e l’INPS deve valutare le memorie difensive del pensionato. Per evitare la prescrizione, ogni contestazione va presentata per iscritto, conservando ricevuta o protocollo.

      Conguagli 730/2026 sul cedolino di giugno

      Per i pensionati che hanno presentato il modello 730/2026 indicando l’INPS come sostituto d’imposta, il cedolino di giugno è particolarmente importante perché contiene il primo conguaglio fiscale dell’anno. L’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate i risultati delle dichiarazioni 730 e applica direttamente sul cedolino:

      • Rimborsi a credito: la somma a favore del pensionato viene erogata insieme alla rata di pensione.
      • Trattenute a debito: l’importo da pagare viene sottratto dalla rata, in unica soluzione se contenuto entro l’importo netto disponibile, oppure rateizzato fino a novembre 2026 con applicazione di interessi dello 0,33% mensile.

      Il conguaglio inizia di norma da luglio per i lavoratori dipendenti, ma per i pensionati può partire già da giugno in funzione della data di consegna del 730 al CAF o al professionista. Per questo è importante leggere con attenzione il cedolino di giugno, dove possono comparire voci come “Conguaglio IRPEF da 730/2026 – rimborso” o “Trattenuta IRPEF da 730/2026 – rata 1 di N”.

      Cosa fare se il rimborso non arriva

      Se hai presentato il modello 730/2026 con esito a credito ma sul cedolino di giugno non compare alcun rimborso, le cause possono essere:

      • Modello 730 trasmesso dal CAF dopo il 15 giugno 2026 (il rimborso slitterà a luglio o agosto).
      • Dichiarazione con visto di conformità sospeso per controlli formali (art. 5 D.Lgs. 175/2014).
      • Rimborso superiore a 4.000 euro: l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi che possono ritardare l’erogazione fino a 6 mesi.
      • Mancata indicazione dell’INPS come sostituto d’imposta (in tal caso il rimborso arriva tramite bonifico dell’Agenzia delle Entrate).

      Bonus aggiuntivi e maggiorazioni 2026

      Oltre alla rivalutazione automatica, alcuni pensionati hanno diritto a maggiorazioni speciali riconosciute d’ufficio dall’INPS sulla base dei requisiti anagrafici e reddituali. Le principali per il 2026 sono:

      Maggiorazione sociale (incremento al milione)

      Riconosciuta ai pensionati ultra 70enni (con riduzioni per chi ha almeno 5 anni di contribuzione) con redditi entro le soglie di legge. Per il 2026 l’incremento al milione permette di raggiungere una pensione lorda mensile attorno ai 654-660 euro per 13 mensilità, in base alla situazione individuale.

      Integrazione al trattamento minimo

      Per chi ha una pensione contributiva o retributiva inferiore al minimo (611,85 euro lordi mensili per il 2026), l’INPS integra l’importo fino al raggiungimento del trattamento minimo, a condizione che i redditi personali (e del coniuge, per la quota di integrazione che eccede il 50%) restino entro i limiti di legge.

      Assegno sociale 2026

      L’assegno sociale 2026, riservato a chi non ha contributi sufficienti per la pensione e ha almeno 67 anni, è rivalutato dell’1,4% e ammonta a circa 538,69 euro mensili per 13 mensilità, salvo conferma puntuale nelle circolari INPS di gennaio 2026. Non viene erogato in via automatica: occorre presentare apposita domanda telematica.

      Ritiro della pensione allo sportello postale: regole e limiti

      I pensionati che riscuotono la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane devono rispettare alcune regole stabilite dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) e dalle convenzioni INPS-Poste:

      • Le pensioni di importo superiore a 1.000 euro netti mensili non possono essere erogate in contanti: il pensionato deve indicare un IBAN su cui ricevere l’accredito (conto corrente, libretto postale, conto Poste).
      • Il pensionato deve presentarsi munito di documento d’identità valido e codice fiscale.
      • Chi è impossibilitato a recarsi allo sportello (per età, malattia, disabilità) può delegare una persona di fiducia tramite la delega permanente alla riscossione della pensione, sottoscritta presso l’ufficio postale o presso una sede INPS.

      Per i pensionati residenti all’estero esistono procedure specifiche di accertamento dell’esistenza in vita gestite da Citibank N.A. su mandato INPS: in caso di mancato riscontro alla periodica richiesta di certificato di esistenza in vita, la pensione viene sospesa.

      Prossime scadenze importanti per i pensionati nel 2026

      ScadenzaAdempimento
      30 settembre 2026Termine ultimo invio modello 730/2026 (anche per pensionati)
      1° luglio 2026Accredito quattordicesima per chi matura il diritto entro il 31/07
      Novembre 2026Inizio addizionali regionali e comunali su cedolino
      Dicembre 2026Erogazione tredicesima e conguaglio fiscale di fine anno
      Gennaio 2027Notifica nuovi importi e modello CU 2027 (redditi 2026)

      Tenere d’occhio queste scadenze permette al pensionato di non farsi cogliere impreparato dalle variazioni periodiche del cedolino e di pianificare con anticipo eventuali adempimenti, come la presentazione del 730 o il rinnovo della delega alla riscossione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine al servizio dei pensionati

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di pensionati della provincia di Udine e del Friuli Venezia Giulia per la consultazione del cedolino della pensione, l’analisi delle trattenute, la presentazione del modello 730, la verifica delle detrazioni e la gestione di tutte le pratiche INPS. Il nostro patronato accreditato presso INPS può:

      • Stampare e analizzare gratuitamente il cedolino mensile della pensione.
      • Presentare istanze di riesame per importi non corretti, recuperi di indebito, errori sulle trattenute fiscali.
      • Calcolare la convenienza tra trattenuta a rate o in unica soluzione per i conguagli 730 a debito.
      • Aggiornare le detrazioni per familiari a carico, evitando trattenute IRPEF troppo elevate.
      • Assistere nelle pratiche di cessione del quinto della pensione per i pensionati che necessitano di liquidità.
      • Verificare i requisiti per la quattordicesima mensilità e per le maggiorazioni sociali.

      L’assistenza è gratuita per la maggior parte delle pratiche di patronato (a carico del Ministero del Lavoro), mentre per le pratiche fiscali (730, ISEE, RED, IMU) sono previste tariffe trasparenti comunicate prima dell’incarico. Il CAF Centro Fiscale opera anche con appuntamenti a domicilio per pensionati con difficoltà motorie e fornisce supporto sia in italiano che in inglese e tedesco.

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      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sul cedolino di giugno 2026

      Quando esce il cedolino di giugno 2026 online?

      Il cedolino di giugno 2026 è di norma disponibile sul portale MyINPS a partire dagli ultimi giorni di maggio 2026, qualche giorno prima dell’accredito materiale. La pubblicazione anticipata consente al pensionato di verificare anticipatamente l’importo netto in arrivo.

      Posso ricevere il cedolino cartaceo a casa?

      La spedizione del cedolino cartaceo è stata abolita in via generale. La consultazione avviene solo online tramite MyINPS, app INPS Mobile o presso patronati e CAF. I pensionati che ne hanno necessità documentata possono chiedere assistenza al patronato per stampare il documento.

      Perché la pensione di giugno è diversa da quella di maggio?

      Le variazioni più frequenti tra maggio e giugno sono dovute al conguaglio del modello 730/2026 (rimborsi o trattenute), all’eventuale variazione delle detrazioni applicate dall’INPS o al cambio di scaglione IRPEF a seguito di un aumento del reddito complessivo presunto.

      La quattordicesima viene pagata a giugno o a luglio 2026?

      La quattordicesima è erogata d’ufficio insieme alla rata di luglio 2026, ossia il 1° luglio 2026, per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Non appare quindi sul cedolino di giugno, ma viene anticipata dall’INPS senza necessità di domanda.

      Come faccio se non ricordo le credenziali SPID per consultare il cedolino?

      Puoi richiedere il recupero delle credenziali presso l’identity provider che ha rilasciato il tuo SPID (Poste, Aruba, ecc.). In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato accreditato che, con apposita delega, può accedere al portale MyINPS per tuo conto e stampare il cedolino.

      Cosa significa la voce “Recupero indebito” sul cedolino?

      Indica che l’INPS sta recuperando, a rate, una somma erogata in passato in eccesso rispetto al dovuto (per esempio per redditi superiori dichiarati nel modello RED o per cessazione di un familiare a carico). La trattenuta è rateizzabile e può essere contestata se ritenuta non dovuta, presentando memorie difensive entro 30 giorni dalla comunicazione.

      Conclusioni: pianifica con il tuo cedolino

      Il cedolino della pensione di giugno 2026 è uno strumento informativo prezioso che ogni pensionato dovrebbe imparare a leggere e interpretare. Conoscere i propri importi, le trattenute, i conguagli e i bonus permette non solo di controllare la correttezza dell’accredito ma anche di pianificare con consapevolezza la gestione del budget familiare. Con la perequazione 2026 dell’1,4% e l’avvio dei conguagli 730/2026 già nel mese di giugno, è un’occasione preziosa per verificare aggiornamenti e ottimizzare la propria situazione fiscale.

      Se hai dubbi sul tuo cedolino, importi che non quadrano o vuoi semplicemente avere una consulenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Contattaci per fissare un appuntamento con i nostri operatori di patronato: ti aiuteremo a leggere il tuo cedolino, a presentare il 730 e a verificare tutti i bonus a cui hai diritto, comprese quattordicesima, maggiorazione sociale e detrazioni per familiari a carico.

      Maggio 23, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 10:34:342026-05-31 17:45:29Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Detrazioni matrimonio e cerimonie nel Modello 730/2026: la guida completa alle spese che rientrano

      Dichiarazione dei redditi 730

      Esiste davvero una detrazione matrimonio nel 730/2026? È una domanda che riceviamo decine di volte ogni primavera, soprattutto da chi si è sposato nel 2025 e si trova a fare i conti con le spese sostenute per il grande giorno. La risposta onesta è duplice: non esiste, nella nostra normativa fiscale, una detrazione matrimonio 730 2026 dedicata alle cerimonie come voce a sé stante, ma esistono diverse spese collegate al matrimonio o alla nuova vita familiare che possono effettivamente essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

      In questa guida completa ti spieghiamo, voce per voce, quali sono le spese matrimonio detraibili, quali documenti servono, dove vanno indicate nel modello 730/2026, e quali sono i limiti di importo aggiornati (riferiti ai redditi e alle spese del 2025). Ti aiutiamo anche a evitare l’errore più comune: pensare che basti la ricevuta del ristorante o della bomboniera per ottenere lo sconto IRPEF.

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      Indice dei contenuti

      1. Detrazione matrimonio 730/2026: esiste davvero?
      2. Cerimonia religiosa e offerte alla chiesa: cosa puoi scaricare
      3. Erogazioni liberali a istituzioni religiose: la deduzione fino a 1.032,91 euro
      4. Ricevimento, ristorante, bomboniere e fiori: cosa NON si scarica
      5. Viaggio di nozze e detrazione fiscale: la verità
      6. Mutuo prima casa per la nuova famiglia: detrazione interessi nel 730/2026
      7. Bonus mobili e detrazione arredo: lo strumento più utile per gli sposi
      8. Congedo matrimoniale e dichiarazione dei redditi
      9. Detrazione per coniuge a carico nel 730/2026
      10. Documenti da conservare per le detrazioni legate al matrimonio
      11. Tabella riepilogativa: spese matrimonio e relativa fiscalità
      12. Errori comuni da evitare nella dichiarazione
      13. Domande frequenti

      Detrazione matrimonio 730/2026: esiste davvero?

      Partiamo dal punto più importante: nel Modello 730/2026 non esiste una voce specifica chiamata “detrazione matrimonio”. Non troverai un rigo dedicato dove inserire il costo del wedding planner, del ristorante o dell’abito da sposa. Questo è un punto fermo del nostro sistema fiscale, ribadito ogni anno dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate al modello 730 e al modello Redditi Persone Fisiche.

      Allora perché continuiamo a sentire parlare di detrazioni matrimonio 730 2026? Perché in realtà esistono diverse spese che, pur non essendo “detrazioni del matrimonio” in senso stretto, sono collegate alla celebrazione religiosa, alla nuova vita di coppia o alla casa familiare e che possono produrre uno sconto IRPEF reale. Il legislatore italiano non agevola la festa, ma agevola alcuni passaggi della vita familiare che spesso coincidono con il matrimonio.

      Per orientarci, distinguiamo subito tre categorie:

      • Spese non detraibili: ricevimento, abiti, bomboniere, fiori, fotografo, viaggio di nozze (in regola generale)
      • Spese parzialmente agevolate: erogazioni liberali alle istituzioni religiose riconosciute, offerte alla parrocchia per scopi specifici
      • Spese pienamente detraibili o deducibili: mutuo prima casa per la coppia, bonus mobili per la casa coniugale, alcune polizze, eventuali spese sanitarie sostenute in occasione del matrimonio

      Nel resto della guida analizziamo nel dettaglio ogni categoria, con riferimenti normativi, importi e modalità di inserimento nel modello 730/2026.

      Cerimonia religiosa e offerte alla chiesa: cosa puoi scaricare

      La cerimonia religiosa è uno dei momenti più sentiti del matrimonio, e spesso comporta una serie di spese: l’offerta alla parrocchia, il contributo per l’organista, la decorazione floreale della chiesa, talvolta una donazione per i lavori dell’edificio sacro. Da un punto di vista fiscale, è bene distinguere tra offerta libera (che non rilascia un documento fiscale e quindi non genera alcuna detrazione) e erogazione liberale formalizzata con bonifico o ricevuta a istituzioni religiose riconosciute.

      Le offerte alla parrocchia consegnate in contanti, in busta, “per il rito” o per la celebrazione, non sono mai detraibili nel 730/2026, anche se importanti per sostenere l’attività della comunità. Manca infatti la tracciabilità che il fisco richiede per riconoscere lo sconto IRPEF su qualsiasi spesa detraibile. Il principio generale, in vigore dal 1° gennaio 2020 per quasi tutte le detrazioni del 19% (art. 1 c. 679-680 L. 160/2019), è chiaro: nessuna detrazione senza pagamento tracciato.

      Le erogazioni liberali a favore delle istituzioni religiose riconosciute, invece, sono uno degli strumenti più interessanti per chi vuole donare alla propria confessione in occasione del matrimonio e ottenere un beneficio fiscale. Vediamo come funzionano nella sezione successiva.

      Erogazioni liberali a istituzioni religiose: la deduzione fino a 1.032,91 euro

      Le erogazioni liberali in denaro a favore delle istituzioni religiose riconosciute dallo Stato italiano sono deducibili dal reddito complessivo fino a un massimo di 1.032,91 euro all’anno per ciascun contribuente. La norma di riferimento è l’art. 10 c. 1 lett. l) del TUIR (DPR 917/1986), che richiama le leggi di esecuzione delle intese tra Stato e confessioni religiose. Per chi si sposa con rito religioso, è uno strumento concreto per trasformare una donazione alla propria comunità in un beneficio fiscale.

      Le confessioni religiose i cui versamenti rientrano in questa deduzione sono diverse: la Chiesa Cattolica (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero), le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Valdese, l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Chiesa Evangelica Luterana, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana, l’Unione Cristiana Evangelica Apostolica, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e altre ancora. L’elenco completo aggiornato è riportato nelle istruzioni al modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

      L’erogazione liberale deve essere effettuata con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale, conto corrente postale, carta di credito o di debito, assegno bancario o circolare. Il versamento in contanti non è ammesso ai fini della deduzione, anche se inferiore al limite di legge. È inoltre necessario conservare la ricevuta del versamento e indicare la causale in modo corretto (ad esempio: “Erogazione liberale ex art. 10 TUIR a favore di [denominazione ente]”).

      Nel modello 730/2026 queste somme vanno indicate nel Quadro E – Sezione II “Oneri deducibili”, generalmente al rigo E22 con il codice 5 (o codice analogo per altre confessioni: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13). La deduzione abbatte direttamente il reddito imponibile: ad esempio, se Marco e Sara hanno donato complessivamente 2.000 euro alla propria istituzione religiosa per i lavori della chiesa dove si sono sposati nel 2025, ciascuno dei due potrà dedurre fino a 1.032,91 euro nella propria dichiarazione, ottenendo un risparmio fiscale proporzionale alla propria aliquota IRPEF marginale.

      Ricevimento, ristorante, bomboniere e fiori: cosa NON si scarica

      È la sezione che molti sposi vorrebbero leggere con una notizia diversa, ma la realtà fiscale è netta. Tutte le spese del ricevimento di matrimonio sono completamente indetraibili nel 730/2026. Questo vale per:

      • Ristorante o catering per il pranzo o la cena nuziale
      • Wedding planner e organizzazione dell’evento
      • Decorazioni floreali della location e della chiesa
      • Servizio fotografico e video
      • Animazione, intrattenimento musicale, DJ, band
      • Abito da sposa, abito da sposo, accessori, scarpe
      • Trucco, parrucco, manicure, trattamenti estetici
      • Bomboniere, partecipazioni, confetti
      • Auto degli sposi, noleggio limousine
      • Allestimento e affitto della location

      Si tratta di spese di carattere personale che il Testo Unico delle Imposte sui Redditi non considera meritevoli di agevolazione, poiché non rientrano in nessuna delle categorie di oneri detraibili (art. 15 TUIR) o oneri deducibili (art. 10 TUIR). Anche se ricevi una fattura intestata al ristorante o al fotografo, non potrai inserire l’importo nel modello 730/2026: il documento serve solo come prova di pagamento, non come titolo per uno sconto fiscale.

      L’unica eccezione riguarda i contribuenti che esercitano un’attività professionale o imprenditoriale e che possono dimostrare l’inerenza della spesa rispetto all’attività (ad esempio, un fotografo che acquista materiale per il proprio studio). In questo caso, però, non parliamo più di dichiarazione 730, ma di Modello Redditi e di costi deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo, materia ben diversa.

      Un suggerimento pratico: se in occasione del matrimonio ti sei sposato con il regime di comunione dei beni e hai sostenuto spese sanitarie importanti per visite mediche, esami pre-matrimoniali o trattamenti odontoiatrici, queste rientrano nelle detrazioni fiscali ordinarie del 19% per spese mediche (rigo E1) e nulla cambia per il fatto che siano state sostenute “in vista del matrimonio”.

      Viaggio di nozze e detrazione fiscale: la verità

      Una delle voci di spesa più consistenti per gli sposi è il viaggio di nozze: anche qui occorre fare chiarezza. Il viaggio di nozze non è detraibile nel modello 730/2026. Non rientra tra le spese agevolate dal TUIR, anche se organizzato tramite agenzia con tanto di fattura e pagamento tracciato. Si tratta di una spesa personale di vacanza, e come tutte le spese turistiche dei privati non produce sconti IRPEF.

      Negli ultimi anni si è parlato a più riprese di un possibile bonus viaggi di nozze o di una detrazione per i pacchetti vacanza, ma al momento del 730/2026 nessuna misura del genere è stata introdotta in via stabile dalla normativa fiscale italiana. Eventuali bonus turismo del passato (es. tax credit vacanze 2020-2021) erano misure straordinarie legate all’emergenza COVID e non riproducibili oggi.

      Diverso il discorso se durante il viaggio di nozze si verifica un evento sanitario che richiede assistenza medica all’estero: in questo caso, le spese mediche sostenute all’estero sono detraibili al 19% nel quadro E (rigo E1) del modello 730/2026 con le stesse modalità di quelle italiane, purché siano documentate da fattura tradotta o accompagnata da apposita traduzione (per le lingue diverse da francese, inglese, tedesco e spagnolo).

      In sintesi: il viaggio in sé non si scarica, ma se nasce un’esigenza sanitaria sì. È una distinzione importante che molti contribuenti ignorano e che vale la pena ricordare quando si organizza una luna di miele in destinazioni lontane.

      Mutuo prima casa per la nuova famiglia: detrazione interessi nel 730/2026

      Veniamo a una delle voci più rilevanti per chi si sposa: il mutuo per l’acquisto della prima casa. Gli interessi passivi e gli oneri accessori dei mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale sono detraibili al 19% nel modello 730/2026 fino a un importo massimo di 4.000 euro di interessi per anno. La norma di riferimento è l’art. 15 c. 1 lett. b) del TUIR.

      Per molte coppie di sposi è proprio questa la detrazione collegata al matrimonio più significativa: si acquista casa, si stipula il mutuo, ci si sposa, si va a vivere insieme e si comincia a portare in dichiarazione gli interessi. Il tetto di 4.000 euro si riferisce all’importo complessivo del mutuo per la coppia: se entrambi i coniugi sono cointestatari, ciascuno potrà detrarre il 19% sulla propria quota di interessi, ma il totale dei due non potrà superare i 4.000 euro annui (per un risparmio IRPEF massimo combinato di 760 euro).

      Esempio pratico: Lucia e Giovanni si sono sposati a giugno 2025 e a gennaio 2025 avevano acquistato insieme la loro abitazione principale con un mutuo cointestato 50/50. Nel 2025 hanno pagato 5.200 euro di interessi passivi totali. Ciascuno indicherà nel proprio rigo E7 del 730/2026 una quota di interessi di 2.000 euro (il tetto di 4.000 ripartito al 50%), ottenendo una detrazione individuale di 380 euro (19% di 2.000) e un risparmio fiscale di coppia di 760 euro.

      Per fruire della detrazione interessi mutuo prima casa nel 730/2026 occorre rispettare alcune condizioni: l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, il mutuo deve essere stato stipulato nei 12 mesi precedenti o successivi all’acquisto, il pagamento deve essere tracciato e occorre conservare il contratto di mutuo, l’atto di acquisto e le quietanze annuali rilasciate dalla banca. Sono detraibili anche gli oneri accessori: spese di istruttoria, perizia, notarili relative al mutuo (non quelle relative alla compravendita), commissioni bancarie.

      Bonus mobili e detrazione arredo: lo strumento più utile per gli sposi

      Se c’è una detrazione che gli sposi spesso sfruttano davvero, è il bonus mobili ed elettrodomestici. Nel 730/2026 (riferito alle spese 2025) il bonus consente di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto massimo di 5.000 euro di spesa (per un risparmio fiscale massimo di 2.500 euro), ripartito in 10 quote annuali di pari importo.

      Il vincolo essenziale è uno: l’acquisto dei mobili deve essere collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile (anche solo manutenzione straordinaria), iniziato non oltre il 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto. In altre parole, se gli sposi hanno ristrutturato l’appartamento nel 2024 o 2025 e poi hanno comprato cucina, divano, letto, lavatrice e frigorifero per arredare la casa coniugale, possono portare in detrazione il 50% nel modello 730/2026 al rigo E57.

      Gli elettrodomestici detraibili sono quelli di classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, alla F per frigoriferi e congelatori. Sono ammessi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, condizionatori, ventilatori, apparecchi di riscaldamento elettrico. I mobili agevolabili includono letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione.

      Il pagamento deve avvenire con bonifico parlante (bancario o postale, anche ordinario), carta di credito o di debito. Sono esclusi contanti, assegni bancari o circolari. Va conservata la fattura di acquisto e la ricevuta del bonifico o lo scontrino “parlante” con codice fiscale del beneficiario. Per gli sposi che hanno appena ristrutturato e arredato casa, il bonus mobili è spesso la principale forma di sostegno fiscale legato (indirettamente) al matrimonio.

      Congedo matrimoniale e dichiarazione dei redditi

      Un’altra voce spesso confusa con le detrazioni matrimonio nel 730/2026 è il congedo matrimoniale. Si tratta di un permesso retribuito di 15 giorni di calendario riconosciuto ai lavoratori dipendenti che si sposano, normato dal RDL 1334/1937 e dai vari CCNL. Non è una detrazione, ma una retribuzione sostitutiva: viene erogata dall’INPS (a determinate categorie) o dal datore di lavoro (per impiegati e dirigenti).

      Per approfondire la disciplina, regole e modalità di richiesta, abbiamo un articolo dedicato al congedo matrimoniale 2026. Ai fini fiscali, l’assegno per congedo matrimoniale erogato dall’INPS è esente da tassazione IRPEF nei casi previsti dalla legge, mentre la retribuzione versata direttamente dal datore di lavoro per i giorni di assenza è soggetta a tassazione ordinaria come ogni altra retribuzione e viene già esposta nella Certificazione Unica del lavoratore.

      Nel modello 730/2026 il contribuente non deve fare nulla di particolare: i dati sono già inclusi nella CU del datore di lavoro o nella certificazione INPS, e il sostituto d’imposta ha già operato le ritenute corrette. L’unica accortezza è verificare che, in caso di doppia certificazione (datore + INPS), il conguaglio fiscale sia stato fatto correttamente: in caso contrario, il 730/2026 servirà proprio a “ricalcolare” l’imposta dovuta sulla somma delle due erogazioni.

      Detrazione per coniuge a carico nel 730/2026

      Veniamo a una detrazione che il matrimonio “abilita” direttamente: la detrazione per coniuge a carico. Sposandosi, se uno dei due ha un reddito molto basso o nullo, può diventare fiscalmente a carico dell’altro. La soglia di reddito per essere considerati fiscalmente a carico è di 2.840,51 euro lordi annui (al netto degli oneri deducibili), non variata dalla riforma IRPEF 2024.

      La detrazione coniuge a carico nel 730/2026 ha un importo teorico massimo di 800 euro, modulato secondo formule precise in base al reddito complessivo del coniuge che la richiede. Per redditi complessivi fino a 15.000 euro la detrazione effettiva è pari a 800 euro meno il prodotto tra 110 e il rapporto tra reddito complessivo e 15.000; per redditi tra 15.001 e 40.000 euro la detrazione è fissa a 690 euro (con maggiorazioni in fasce specifiche); per redditi tra 40.001 e 80.000 euro la detrazione decresce linearmente fino ad azzerarsi.

      Esempio pratico: Davide si è sposato a settembre 2025 con Anna, che nel 2025 non ha avuto redditi. Davide ha un reddito complessivo 2025 di 30.000 euro. Nel modello 730/2026 indicherà Anna come coniuge a carico per i mesi da settembre a dicembre (4 mesi su 12) e otterrà una detrazione pari a 690 euro × 4/12 = 230 euro. È importante ricordare che la detrazione per coniuge a carico è rapportata a mese: spetta per i mesi in cui sussiste il vincolo matrimoniale (dal mese del matrimonio in poi, per l’anno delle nozze).

      La detrazione coniuge va indicata nel Quadro Familiari a carico del modello 730/2026, prima del Quadro E. Va dichiarato il codice fiscale del coniuge, il numero di mesi di carico (1-12), e la quota di spettanza (in caso di coniuge a carico dell’altro coniuge la quota è sempre 100%). Per le coppie che si sono sposate o uniti civilmente nel 2025, è fondamentale ricordare di compilare correttamente questo quadro per non perdere la detrazione spettante.

      Documenti da conservare per le detrazioni legate al matrimonio

      La regola d’oro per chiunque voglia ottenere le detrazioni nel 730/2026 è una sola: conservare tutta la documentazione fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. 43 DPR 600/1973). Per il 730/2026 questo significa conservare i documenti almeno fino al 31 dicembre 2031, perché l’Agenzia delle Entrate può richiederli in qualsiasi momento entro questo termine in caso di controllo formale (art. 36-ter DPR 600/1973).

      Ecco una checklist dei documenti che chi si è sposato nel 2025 dovrebbe conservare in vista del 730/2026:

      • Erogazioni liberali a istituzioni religiose: ricevuta bonifico bancario o postale con causale corretta e indicazione dell’ente beneficiario
      • Mutuo prima casa: contratto di mutuo, atto di acquisto, quietanze annuali della banca con dettaglio interessi pagati nel 2025, perizia, spese notarili relative al mutuo
      • Bonus mobili: fatture intestate, ricevute bonifico parlante, attestazione classe energetica per elettrodomestici, documentazione dei lavori edilizi a cui i mobili sono collegati
      • Coniuge a carico: certificato di matrimonio o copia integrale dell’atto, codice fiscale del coniuge, eventuale autodichiarazione del coniuge sul reddito complessivo 2025
      • Spese mediche: fatture, scontrini parlanti, ricevute del medico, prescrizioni
      • Polizze vita e infortuni: contratti, ricevute di pagamento dei premi

      La documentazione va organizzata in modo chiaro, idealmente per anno di imposta e per tipologia di onere. Molti contribuenti perdono il diritto alla detrazione semplicemente perché non riescono a produrre la ricevuta in caso di controllo: un errore evitabile con un minimo di archiviazione ordinata.

      Tabella riepilogativa: spese matrimonio e relativa fiscalità

      Per orientarti facilmente, ecco una tabella riassuntiva delle principali spese legate al matrimonio e del loro trattamento fiscale nel modello 730/2026:

      Tipologia di spesaDetraibile/DeducibileAliquota / TettoDove va nel 730/2026
      Ricevimento, ristorante, cateringNO——
      Abito da sposa/sposo, accessoriNO——
      Fotografo, video, wedding plannerNO——
      Bomboniere, partecipazioni, fioriNO——
      Viaggio di nozze (vacanza)NO——
      Offerta in contanti alla parrocchiaNO——
      Erogazione liberale istituzioni religioseDeducibileMax 1.032,91 € per personaQuadro E – Sezione II rigo E22 (cod. 5-13)
      Interessi mutuo prima casa abitazione principaleDetraibile 19%Max 4.000 € interessi/annoQuadro E – Sezione I rigo E7
      Bonus mobili ed elettrodomesticiDetraibile 50%Max 5.000 € spesa/annoQuadro E – Sezione III B rigo E57
      Detrazione coniuge a carico (post matrimonio)DetrazioneFino a 800 € teoriciQuadro Familiari a carico
      Spese mediche pre-matrimonialiDetraibile 19%Franchigia 129,11 €Quadro E rigo E1
      Polizze vita/infortuni stipulate dagli sposiDetraibile 19%Tetti specifici (530/750/1.291,14 €)Quadro E rigo E8-E10 (cod. 36-39)

      Come si vede, le voci più “matrimoniali” (festa, abiti, viaggi) sono fuori dal perimetro del fisco, mentre le voci collegate alla nuova vita familiare (casa, mutuo, arredamento, coniuge a carico) offrono spazi concreti di risparmio.

      Errori comuni da evitare nella dichiarazione

      Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine vediamo ricorrere sempre gli stessi sbagli quando i contribuenti tentano di gestire da soli le detrazioni matrimonio nel 730/2026. Eccone una rassegna utile per non incorrere in errori che possono costare anche centinaia di euro in caso di controllo formale.

      Il primo errore è inserire le spese del ricevimento come spese mediche o altri oneri: è una pratica purtroppo vista più volte, che porta a sanzioni in caso di rilievo dell’Agenzia delle Entrate. Le spese di matrimonio non rientrano in nessuna voce detraibile, e tentare di “camuffarle” è rischioso. Il secondo errore è pagare l’erogazione liberale in contanti: anche se importante per la confessione religiosa, la donazione non potrà mai essere dedotta senza tracciabilità del pagamento.

      Il terzo errore tipico è dimenticare di indicare il coniuge a carico dal mese del matrimonio: è il proporzionamento mensile a fare la differenza, e omettere questa indicazione significa perdere centinaia di euro di detrazione. Quarto errore: scaricare gli interessi del mutuo oltre il tetto dei 4.000 euro complessivi di coppia, o senza che l’immobile sia effettivamente abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Quinto errore: portare in detrazione il bonus mobili senza che ci sia un collegamento documentato con una ristrutturazione edilizia sull’immobile.

      La procedura della dichiarazione 730/2026 richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare o compromettere la pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla compilazione del modello, dalla verifica delle detrazioni matrimonio spettanti all’invio telematico, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sulle detrazioni matrimonio nel 730/2026

      Posso scaricare il ricevimento di matrimonio nel 730/2026?

      No. Il ricevimento (ristorante, catering, location) è una spesa di carattere personale e non rientra tra gli oneri detraibili dell’art. 15 TUIR né tra quelli deducibili dell’art. 10 TUIR. Anche con fattura intestata, non è possibile inserire l’importo nel modello 730/2026.

      L’offerta alla chiesa per il matrimonio è detraibile?

      L’offerta libera in contanti al parroco non è detraibile né deducibile. Diventa deducibile fino a 1.032,91 euro per persona solo se versata come erogazione liberale a un’istituzione religiosa riconosciuta dallo Stato (come l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero per la Chiesa Cattolica) tramite bonifico o altro strumento tracciabile, con causale corretta e ricevuta conservata.

      Posso detrarre il viaggio di nozze nel 730/2026?

      No, il viaggio di nozze non è detraibile, anche se pagato in agenzia con fattura. Si tratta di una spesa di vacanza, fuori dal perimetro delle detrazioni IRPEF. Solo eventuali spese mediche sostenute all’estero durante il viaggio sono detraibili al 19% nel rigo E1, con la stessa franchigia di 129,11 euro.

      Posso portare in detrazione i mobili comprati per la casa coniugale?

      Sì, se hai effettuato lavori di ristrutturazione edilizia sull’immobile iniziati non oltre il 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili. In questo caso puoi usare il bonus mobili al 50%, fino a 5.000 euro di spesa, ripartito in 10 quote annuali al rigo E57 del 730/2026. Senza il collegamento alla ristrutturazione, il bonus non spetta.

      Quando posso indicare il coniuge a carico nel 730/2026?

      Se ti sei sposato nel 2025 e il coniuge ha avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (al netto degli oneri deducibili), puoi indicarlo nel Quadro Familiari a carico per i mesi che vanno dal mese del matrimonio fino a dicembre 2025. La detrazione viene rapportata mensilmente.

      Esiste un bonus matrimonio 2026?

      No. Alla data di pubblicazione del modello 730/2026 non è previsto un bonus matrimonio statale in vigore. Esistono in alcune Regioni o Comuni misure locali (es. contributi per coppie under 35 o per matrimoni celebrati in determinati comuni), ma non si tratta di detrazioni fiscali nel 730. Per le agevolazioni locali occorre verificare i bandi regionali o comunali specifici.

      Conclusione: chi può aiutarti a non perdere detrazioni

      Ricapitolando, nel modello 730/2026 non esiste una specifica detrazione matrimonio, ma un insieme di voci agevolabili che spesso si attivano proprio in occasione delle nozze: erogazioni liberali alle istituzioni religiose, interessi del mutuo prima casa, bonus mobili per la nuova abitazione, detrazione coniuge a carico, eventuali spese sanitarie. Il valore complessivo del risparmio fiscale può facilmente superare i 1.500-2.000 euro per coppia, se tutte le voci vengono correttamente identificate e documentate.

      Per non lasciare nulla sul tavolo e per evitare errori che possono costare cari in caso di controllo, è fondamentale farsi assistere da chi conosce ogni rigo del modello. Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi e per individuare tutte le detrazioni legate al matrimonio? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia.

      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. I nostri operatori si occupano di tutto: raccolta documenti, compilazione del 730/2026, verifica delle detrazioni spettanti, invio telematico e gestione di eventuali richieste dell’Agenzia delle Entrate.

      Maggio 23, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 09:34:342026-05-31 17:01:49Detrazioni matrimonio e cerimonie nel Modello 730/2026: la guida completa alle spese che rientrano
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