PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPassare da Forfettario a Ordinario 2026: Quando Conviene, Procedura e CostiIl regime forfettario è una scelta vantaggiosa per molte partite IVA italiane, ma non è un porto sicuro per sempre. Esistono casi obbligatori in cui devi uscirne (superamento dei limiti di ricavi o cause ostative) e casi volontari in cui ti conviene davvero passare al regime ordinario, soprattutto quando hai costi elevati o investimenti importanti da ammortizzare.In questa guida completa al passaggio da forfettario a ordinario nel 2026 trovi: i limiti di legge aggiornati (85.000 e 100.000 euro), come si comunica l’opzione all’Agenzia delle Entrate, la soglia di convenienza con esempi numerici reali, le regole su IVA, IRPEF, ammortamenti e detrazioni. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a fare i conti corretti prima di prendere una decisione che vale anni di tasse.Indice dei contenutiQuando passare da forfettario a ordinario: i casiUscita obbligatoria: limiti 85.000 e 100.000 euroCause ostative sopravvenuteUscita volontaria: quando convieneCome passare: opzione e comunicazione AdETassazione ordinaria: IRPEF, addizionali, IRAPIVA, liquidazioni periodiche e LIPEDeducibilità costi e ammortamentiCalcolo soglia di convenienza con esempiEsempio comparativo: 70.000 ricavi e 25.000 costiPratica con commercialista o CAFDomande frequentiQuando passare da forfettario a ordinario: i casiIl passaggio dal regime forfettario al regime ordinario può avvenire per due motivi principali: una causa obbligatoria prevista dalla legge (Legge 190/2014 e successive modifiche) o una scelta volontaria fatta per convenienza fiscale. Nel primo caso non hai margine di manovra: appena si verifica il presupposto, devi uscire. Nel secondo caso, invece, devi fare i conti con calma e capire se l’ordinario ti porta davvero un vantaggio.Le situazioni più frequenti che ci troviamo a gestire al CAF Centro Fiscale sono quattro: superamento del limite di 85.000 euro di ricavi, sforamento della soglia di 100.000 euro (caso più raro ma con conseguenze immediate), insorgere di una causa ostativa (es. partecipazione in una SRL controllata) e la convenienza economica per chi ha costi reali molto alti rispetto al coefficiente di redditività previsto dal forfettario. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni più complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Uscita obbligatoria: limiti 85.000 e 100.000 euroLa normativa prevede due soglie distinte di ricavi/compensi che determinano l’uscita dal forfettario, con effetti molto diversi tra loro. Capire la differenza è fondamentale perché se sbagli la valutazione rischi di emettere fatture senza IVA quando invece dovevi già applicarla, con sanzioni pesanti.Soglia 85.000 euro: uscita dall’anno successivoSe nel 2026 incassi più di 85.000 euro ma resti sotto i 100.000 euro, continui a fatturare in regime forfettario fino al 31 dicembre dell’anno corrente. L’uscita scatta dal 1 gennaio 2027. In pratica:Tutto il 2026 fatturi senza IVA con la dicitura forfettaria abitualePaghi sostitutiva 15% (o 5% nei primi 5 anni) sui redditi 2026Dal 1 gennaio 2027 inizi a fatturare in regime ordinario con IVADevi gestire numerazione fatture, IVA periodica e contabilità ordinariaSoglia 100.000 euro: uscita immediata stesso annoSe invece nel 2026 superi i 100.000 euro di ricavi, l’uscita è immediata e retroattiva: dal momento esatto in cui incassi la fattura che ti porta oltre soglia, esci dal forfettario per tutto l’anno 2026. Le conseguenze sono pesanti:La fattura che fa superare 100.000 euro deve essere emessa con IVADevi ricalcolare l’IVA su tutte le operazioni dell’anno (con scorporo) ed emettere note di variazioneIl reddito 2026 è tassato con IRPEF ordinaria a scaglioni, non con sostitutivaDevi tenere contabilità ordinaria o semplificata già per l’anno in corsoQuesta norma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, è stata pensata per evitare comportamenti elusivi: prima si poteva fatturare 200.000 euro in dicembre restando forfettari per tutto l’anno. Oggi non è più possibile. Per approfondire la disciplina del regime, leggi anche la nostra guida al regime forfettario 2026. Cause ostative sopravvenuteAnche restando ampiamente sotto le soglie di ricavi, esistono cause ostative che ti fanno perdere il diritto al forfettario. Se una di queste si verifica nel 2026, esci dal regime dal 1 gennaio 2027 (non immediatamente). Le più rilevanti sono:Reddito da lavoro dipendente o assimilato superiore a 30.000 euro nell’anno precedente: se nel 2025 hai percepito più di 30.000 euro lordi come dipendente o pensionato, dal 2026 non puoi essere forfettario (eccezione: rapporto cessato durante il 2025)Partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiariControllo, diretto o indiretto, di SRL o associazioni in partecipazione che svolgono attività riconducibili a quella del forfettario (es. medesimo codice ATECO)Attività prevalente verso datori di lavoro attuali o di anni precedenti (entro i 2 anni precedenti) o soggetti riconducibili: la cosiddetta “fattura mascherata”Soggetti che si avvalgono di regimi speciali IVA (es. agricoltura, agenzie di viaggio, vendita sali e tabacchi)Residenza fiscale all’estero (salvo Stati UE/SEE con almeno il 75% dei redditi prodotti in Italia)Attenzione alla partecipazione in SRL: è la causa ostativa più insidiosa. Se controlli (anche tramite familiari conviventi) una SRL e quella SRL fattura ad attività simili alla tua, esci dal forfettario. La verifica va fatta caso per caso analizzando codici ATECO e cessione di servizi/beni tra le due posizioni.Uscita volontaria: quando conviene davveroUscire volontariamente dal forfettario per scegliere l’ordinario può avere senso in quattro situazioni tipiche. Vediamole una per una con le condizioni in cui il calcolo gioca a tuo favore.1. Spese deducibili elevate (oltre il forfait del coefficiente)Il forfettario ti riconosce un coefficiente di redditività fisso (40%, 67%, 78%, 86% a seconda del codice ATECO). I costi reali NON contano: anche se spendi 30.000 euro in materiale, paghi le tasse sul forfait. Se invece i tuoi costi reali superano la quota forfettaria, in ordinario li deduci tutti e abbatti la base imponibile.2. Acquisto di attrezzature, auto o immobili strumentaliSe devi comprare un macchinario da 50.000 euro, un’auto strumentale o un immobile per lo studio, in forfettario non scarichi nulla: né il costo né l’IVA. In ordinario invece detrai l’IVA all’atto dell’acquisto e deduci l’ammortamento per quote annuali. Su acquisti importanti il risparmio può essere di migliaia di euro.3. Crescita prevista oltre 85.000 euroSe sai già che nel 2026 supererai abbondantemente i 100.000 euro, conviene passare in ordinario fin dall’inizio dell’anno. Eviti la trappola dell’uscita immediata con ricalcolo IVA retroattivo, gestisci la contabilità in modo lineare dal 1 gennaio e i clienti si abituano da subito a vedere l’IVA in fattura.4. Necessità di detrarre IVA e fatturare a clienti privati con IVASe lavori molto B2B, i tuoi clienti spesso preferiscono ricevere fatture con IVA detraibile per loro. Inoltre se hai acquisti importanti, l’IVA su quelle fatture in forfettario è un costo secco. In ordinario diventa un credito da compensare. Come passare: opzione e comunicazione AdEIl passaggio dal forfettario all’ordinario non avviene automaticamente: devi esercitare l’opzione con due strade alternative, comportamento concludente più comunicazione formale.Comportamento concludentePer uscire volontariamente dal forfettario basta iniziare a fatturare con IVA dal 1 gennaio dell’anno scelto. Il comportamento concludente è sufficiente per attivare il regime ordinario, ma deve essere confermato dalla compilazione del quadro VO nella dichiarazione IVA dell’anno successivo.Quadro VO del modello IVAIl quadro VO della dichiarazione IVA serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opzione (o la revoca) per regimi diversi da quello naturale. Per chi esce dal forfettario:Si compila il rigo VO33 barrando la casella 2 (revoca regime forfettario)L’opzione vincola per almeno 3 anni: non puoi rientrare in forfettario subito dopoSi presenta entro la scadenza ordinaria della dichiarazione IVA (fine aprile dell’anno successivo)Ordinario semplificato vs ordinario contabileUna volta usciti dal forfettario hai due alternative:Regime ordinario semplificato: è la scelta naturale per professionisti e imprese minori (ricavi sotto 500.000 euro per servizi e 800.000 per altre attività). Tieni solo registri IVA e libro beni ammortizzabili. Tassazione per cassaRegime ordinario contabile: obbligatorio sopra le soglie viste o per opzione. Bilancio completo con stato patrimoniale, registri obbligatori più numerosi, tassazione per competenzaPer la grande maggioranza dei professionisti che escono dal forfettario, il regime semplificato è la soluzione corretta: meno burocrazia, criterio di cassa simile al forfettario.Tassazione ordinaria: IRPEF, addizionali, IRAPIl salto più sentito riguarda la tassazione del reddito. Si passa dalla sostitutiva piatta (15% o 5%) all’IRPEF ordinaria progressiva, con effetto pesante sui redditi medio-alti.Scaglioni IRPEF 2026Gli scaglioni IRPEF in vigore nel 2026 (dopo la riforma a tre scaglioni resa strutturale) sono:Fino a 28.000 euro: aliquota 23%Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%Oltre 50.000 euro: aliquota 43%Si aggiungono addizionale regionale (in FVG circa 1,23%) e addizionale comunale (variabile, a Udine 0,8%). Quindi sui redditi più alti si arriva agevolmente al 45% complessivo.IRAP: chi la paga e chi noI professionisti senza autonoma organizzazione (dal 2022) sono esonerati IRAP: nessuna dichiarazione, nessun versamento. Le imprese individuali invece la pagano sul valore della produzione netta (aliquota base 3,9%, ma esistono deduzioni che spesso azzerano il dovuto sotto certi importi). IVA, liquidazioni periodiche e LIPEUna delle differenze gestionali più pesanti è l’IVA. Da forfettario non te ne occupavi, in ordinario diventa un adempimento mensile o trimestrale.Aliquote IVA da applicareL’aliquota IVA standard è 22%, ma per alcune attività si applicano aliquote ridotte: 4% (beni di prima necessità, libri, alcuni servizi), 5% (alcuni servizi sanitari e sociali), 10% (turismo, ristorazione, alcuni alimentari ed edilizia agevolata).Liquidazioni IVA: mensile o trimestraleLa periodicità di liquidazione IVA dipende dal volume d’affari:Trimestrale: se nell’anno precedente il volume d’affari è stato sotto 500.000 euro (servizi) o 800.000 euro (altre attività). Si versa entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con maggiorazione 1%Mensile: oltre quelle soglie. Versamento entro il 16 del mese successivoLa quasi totalità dei professionisti che escono dal forfettario rientrano nella liquidazione trimestrale.LIPE: comunicazioni trimestraliLe LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA) sono comunicazioni trimestrali da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la fine del secondo mese successivo al trimestre. Sono obbligatorie anche se non c’è IVA a debito o a credito.Deducibilità costi e ammortamentiIl vantaggio più concreto del passaggio in ordinario è la deducibilità dei costi inerenti all’attività. Nel forfettario i costi non si deducevano: nell’ordinario invece tutto ciò che è inerente, documentato e tracciato può essere portato in deduzione.Costi 100% deducibiliMaterie prime e merci per la rivenditaCancelleria, software, abbonamenti professionaliAffitto ufficio o studio dedicato esclusivamente all’attivitàUtenze dello studio (luce, gas, internet)Compensi a collaboratori e dipendentiConsulenze (commercialista, legale, marketing)Formazione professionale obbligatoriaCosti a deducibilità parzialeAuto aziendale o professionale: 20% deducibile per professionisti, 20% IVA detraibile (40% per agenti e rappresentanti). Tetto di 18.075,99 euro sul costo per l’ammortamentoTelefono cellulare: 80% deducibile e 50% IVA detraibileSpese di rappresentanza: deducibili nei limiti dell’1,5% dei ricaviPasti e alberghi professionali: 75% deducibili, IVA detraibile al 100% (se inerenti)Studio in casa: 50% delle spese se non hai altro studio (regola del “promiscuo”)Ammortamento beni strumentaliI beni strumentali con costo unitario superiore a 516,46 euro non si deducono in un colpo solo, ma si ammortizzano in più anni in base ai coefficienti ministeriali (DM 31/12/1988). Esempi tipici: macchinari (12,5%), arredi (15%), computer (20%), veicoli (25%). Sotto i 516,46 euro la deduzione è integrale nell’anno di acquisto.Calcolo soglia di convenienza con esempiPer capire se ti conviene volontariamente passare in ordinario serve il calcolo della soglia di convenienza: il livello di costi reali oltre il quale l’ordinario inizia a essere più vantaggioso del forfettario.Formula di baseNel forfettario il reddito imponibile è fisso al (1 – coefficiente di redditività) dei ricavi. Il margine “presunto” di costi è dunque:Coefficiente 78% (professionisti): margine implicito di costi 22%Coefficiente 67% (intermediari, agenti): margine 33%Coefficiente 40% (commercio): margine 60%Coefficiente 86% (costruzioni e attività varie): margine 14%Regola pratica: se i tuoi costi reali documentabili superano il margine implicito del coefficiente, l’ordinario inizia a convenire dal punto di vista del reddito imponibile. Ma attenzione: in ordinario paghi IRPEF progressiva (fino al 43%) invece della sostitutiva 15%, quindi il vantaggio si verifica solo con costi significativamente superiori al margine.Soglie indicative di convenienzaUna stima pratica (al lordo di contributi previdenziali, che sono deducibili in entrambi i regimi):Professionista coefficiente 78%: l’ordinario inizia a convenire con costi reali oltre 35-40% dei ricavi (rispetto al 22% forfait)Intermediario coefficiente 67%: convenienza con costi oltre il 45-50%Commerciante coefficiente 40%: convenienza solo con costi oltre il 70-75% (raro)Sono indicazioni di massima: il calcolo va sempre personalizzato sulla tua situazione, considerando tipologia di clientela, IVA recuperabile, presenza di familiari a carico (detrazioni), redditi aggiuntivi. Esempio comparativo: 70.000 ricavi e 25.000 costiVediamo un caso reale, semplificato per chiarezza, di un professionista con codice ATECO al coefficiente 78% (es. consulente, libero professionista). Compensi annui 70.000 euro, costi documentati 25.000 euro (quasi il 36% dei ricavi).Scenario A: regime forfettarioReddito imponibile (78% di 70.000) = 54.600 euroContributi gestione separata INPS (26,07% su imponibile) = circa 14.234 euro (deducibili dall’imponibile)Reddito netto post contributi = 54.600 – 14.234 = 40.366 euroImposta sostitutiva 15% (oltre i primi 5 anni) = 6.055 euroTotale tasse + contributi: circa 20.289 euroNetto in tasca: 70.000 – 25.000 (costi reali) – 20.289 = 24.711 euroScenario B: regime ordinario semplificatoRicavi 70.000 – costi deducibili 25.000 = reddito imponibile lordo 45.000 euroContributi INPS gestione separata (26,07% su 45.000) = 11.731 euro (deducibili)Reddito netto post contributi = 45.000 – 11.731 = 33.269 euroIRPEF progressiva: 23% su 28.000 (6.440) + 35% su 5.269 (1.844) = 8.284 euroAddizionali regionale + comunale (circa 2%) = 665 euroTotale tasse + contributi: circa 20.680 euroNetto in tasca (al netto IVA gestita): 70.000 – 25.000 – 20.680 = 24.320 euroConclusione del confrontoIn questo caso il forfettario resta leggermente più vantaggioso (circa 390 euro di differenza netta) anche con costi al 36% dei ricavi. Per il coefficiente 78%, il punto di pareggio si trova intorno al 40-42% di costi reali sui ricavi. Sopra quella soglia l’ordinario inizia a essere più conveniente, anche grazie al recupero IVA sugli acquisti che nell’esempio non è stato conteggiato.Va detto che l’ordinario diventa molto più conveniente quando: hai familiari a carico (detrazioni IRPEF importanti), acquisti grossi beni strumentali (ammortamenti), fatturi prevalentemente B2B con IVA recuperabile dai clienti, o sei nei primi 5 anni con sostitutiva al 5% nel forfettario (in quel caso il forfettario vince quasi sempre).Pratica con commercialista o CAFIl passaggio dal forfettario all’ordinario non è una decisione da prendere a cuor leggero né da gestire da soli. Comporta:Apertura di un sezionale IVA dal 1 gennaio dell’anno di passaggioGestione delle fatture in corso al 31/12: incassi sotto il forfettario, le successive con IVAMagazzino e rimanenze: vanno valorizzati al costoFatture differite e operazioni in sospensione: trattamento specificoCompilazione del quadro VO in dichiarazione IVAEventuale rettifica della detrazione IVA sui beni acquistati in forfettario (recupero parziale)Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a fare il calcolo di convenienza prima della decisione, gestire il passaggio formale, impostare contabilità semplificata e adempimenti IVA, e affianca un commercialista convenzionato per le pratiche di natura strettamente professionale (registri, libro inventari, fatturazione elettronica avanzata).Se hai una partita IVA forfettaria attiva e stai valutando il passaggio, fissa un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Faremo insieme i conti sulla tua situazione concreta. Per orientarti puoi consultare anche le nostre guide al regime forfettario 2026 e al calcolo tasse forfettario.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Per evitare problemi, conviene chiudere il più possibile gli incassi sospesi entro il 31 dicembre.Devo cambiare codice ATECO?No, il codice ATECO non cambia: sei sempre la stessa persona con la stessa attività. Cambia solo il regime fiscale di tassazione. Se invece cambi anche tipologia di attività, allora va aggiornato il codice ATECO con apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12).Quanto costa la contabilità ordinaria rispetto al forfettario?I costi di gestione contabile aumentano: si passa da circa 400-800 euro/anno di un forfettario semplice a 1.200-2.500 euro/anno per un ordinario semplificato (cifre indicative, variano per attività e volume). È un costo che va sommato alle tasse nel calcolo di convenienza.Quando è meglio passare a metà anno o dal 1 gennaio?Il passaggio volontario avviene sempre dal 1 gennaio: non è possibile cambiare regime in corso d’anno per scelta. L’unica eccezione è l’uscita immediata per superamento dei 100.000 euro, che è obbligatoria e retroattiva sull’anno in corso.Cosa succede al credito IVA accumulato in forfettario?In forfettario non si genera credito IVA perché non si emette né si detrae IVA. Si può invece recuperare parzialmente l’IVA sui beni strumentali acquistati negli ultimi 5 anni di forfettario (10 anni per immobili) tramite il meccanismo della rettifica della detrazione nel primo anno di ordinario, in proporzione agli anni residui.Conviene il passaggio se ho un mutuo per lo studio?Sì, spesso conviene. Gli interessi passivi del mutuo per immobile strumentale sono deducibili al 100% in ordinario, mentre in forfettario sono persi. Lo stesso vale per spese di manutenzione e ristrutturazione dello studio, che generano deduzioni o crediti d’imposta importanti.Articolo aggiornato a maggio 2026. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione personale ti invitiamo a fissare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilità in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-27 08:00:002026-09-27 09:13:24Passare da Forfettario a Ordinario 2026: Quando Conviene, Procedura e Costi
CAFReversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella AggiornataLa pensione di reversibilità può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre certe soglie. In questa guida analizziamo nel dettaglio i limiti di reddito 2026 per la reversibilità, con la tabella aggiornata delle decurtazioni e gli esempi pratici di calcolo. Per una panoramica completa sulla pensione ai superstiti, consulta la nostra guida alla pensione di reversibilità 2026.Indice dei contenutiCome funzionano le decurtazioniTabella limiti di reddito 2026Quali redditi contano nel calcoloQuando non si applicano le riduzioniEsempi pratici di calcoloLa clausola di salvaguardiaDomande frequenti Come funzionano le decurtazioniLe decurtazioni sulla pensione di reversibilità sono state introdotte dalla Legge n. 335/1995 (Tabella F) e si applicano esclusivamente al coniuge superstite (o all’ex coniuge divorziato titolare di assegno). Non riguardano figli, genitori o fratelli/sorelle.Il meccanismo è semplice: si confronta il reddito personale del beneficiario con multipli del trattamento minimo INPS. Più alto è il reddito, maggiore è la percentuale di riduzione applicata alla pensione di reversibilità. Il trattamento minimo INPS per il 2026 è pari a circa 7.844,20 euro annui (611,85 euro mensili). Tabella limiti di reddito 2026Ecco la tabella completa con le fasce di reddito e le corrispondenti riduzioni sulla reversibilità per il 2026:Fascia di reddito annuoMultiplo del minimoRiduzioneQuota effettivaFino a 23.532,60 euroEntro 3 volte0%60% pienoDa 23.532,61 a 31.376,80 euroDa 3 a 4 volte25%45% della pensioneDa 31.376,81 a 39.221,00 euroDa 4 a 5 volte40%36% della pensioneOltre 39.221,00 euroOltre 5 volte50%30% della pensioneCome leggere la tabella: la riduzione si applica alla quota di reversibilità (normalmente il 60% per il solo coniuge). Quindi, se la riduzione è del 25%, il coniuge riceverà il 60% meno il 25% del 60%, cioè il 45% della pensione originaria del defunto. Quali redditi contano nel calcoloNon tutti i redditi vengono considerati ai fini della verifica dei limiti. Ecco cosa conta e cosa no:Redditi che contano:Redditi da lavoro dipendente e autonomoRedditi da pensione propria (diretta)Redditi da fabbricati (affitti)Redditi da capitale e partecipazioniRedditi diversi (collaborazioni, lavoro occasionale)Redditi esclusi dal calcolo:La stessa pensione di reversibilitàReddito della casa di abitazioneTFR e competenze arretrate soggette a tassazione separataArretrati sottoposti a tassazione separataAssegni familiari e assegno unico Quando non si applicano le riduzioniEsiste un’importante eccezione: le decurtazioni non si applicano quando nel nucleo familiare del titolare della reversibilità sono presenti:Figli minori del defuntoFigli studenti (fino a 21 anni per scuole superiori, fino a 26 per università)Figli inabili al lavoroIn pratica, se il coniuge superstite convive con un figlio minorenne o studente a carico del defunto, percepirà la reversibilità piena (80% con un figlio) senza alcuna riduzione per reddito, indipendentemente dal proprio reddito personale. Questo è un punto molto importante e spesso sottovalutato. Esempi pratici di calcoloVediamo alcuni esempi concreti per capire come si calcolano le decurtazioni:Esempio 1: Coniuge senza altri redditiMaria è vedova e non ha altri redditi. La pensione del marito era di 1.800 euro al mese. Maria riceve il 60% di 1.800 = 1.080 euro al mese, senza alcuna decurtazione perché il suo reddito è zero (ben sotto i 23.532,60 euro annui).Esempio 2: Coniuge con reddito da lavoro medioGiuseppe è vedovo e ha un reddito da lavoro di 28.000 euro annui. Rientra nella fascia 3-4 volte il minimo, quindi la reversibilità subisce una riduzione del 25%. Se la pensione della moglie era di 1.200 euro, la reversibilità piena sarebbe 720 euro (60%), ridotta del 25% diventa 540 euro al mese.Esempio 3: Coniuge con figlio minoreLaura è vedova con un figlio di 10 anni e un reddito da lavoro di 45.000 euro annui. Nonostante il reddito elevato (oltre 5 volte il minimo), non subisce alcuna decurtazione perché ha un figlio minore. Riceve l’80% pieno (coniuge + 1 figlio) della pensione del marito.La clausola di salvaguardiaLa legge prevede una clausola di salvaguardia (o “clausola di cristallizzazione”): l’importo della pensione di reversibilità, sommato al reddito personale, non può essere inferiore a quello che il beneficiario avrebbe percepito se il reddito fosse pari al limite massimo della fascia precedente.In termini semplici: se il tuo reddito supera di poco una soglia, la riduzione non può penalizzarti al punto da farti guadagnare complessivamente meno di chi sta appena sotto la soglia. L’INPS effettua questo controllo in automatico e applica l’importo più favorevole. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiOgni anno devo dichiarare il reddito all’INPS?Sì, ogni anno l’INPS verifica i redditi attraverso i dati fiscali. Se ci sono variazioni significative, l’importo della reversibilità può essere ricalcolato con conguagli a debito o a credito.La pensione propria viene conteggiata come reddito?Sì, se percepisci una tua pensione diretta (ad esempio pensione di vecchiaia), questo reddito rientra nel calcolo delle fasce per le decurtazioni sulla reversibilità.Se il mio reddito cambia, cambia anche la reversibilità?Sì. Le decurtazioni vengono ricalcolate ogni anno in base al reddito effettivo. Se il tuo reddito diminuisce (ad esempio perdi il lavoro), la reversibilità può aumentare; se il reddito aumenta, può diminuire.Per un’assistenza personalizzata sul calcolo della reversibilità in base al tuo reddito, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Chiama il 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-26 09:00:002026-05-31 17:43:56Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata
DICHIARAZIONE DEI REDDITIErrori Comuni 730 2026 Come EvitarliLa dichiarazione dei redditi tramite modello 730 è uno degli adempimenti fiscali più importanti per milioni di contribuenti italiani. Ogni anno, però, errori comuni nella compilazione del 730 possono causare sanzioni, ritardi nei rimborsi o accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.In questa guida completa per il 730/2026 (anno d’imposta 2025) analizziamo gli errori più frequenti, le conseguenze e soprattutto come correggerli tempestivamente per evitare problemi con il Fisco.1. Errori nei Dati Anagrafici e nel Codice FiscaleUno degli errori più banali ma più comuni riguarda i dati anagrafici: codice fiscale errato, indirizzo di residenza non aggiornato o stato civile non corretto. ConseguenzeDichiarazione non valida se il codice fiscale non corrispondeRimborsi inviati all’indirizzo sbagliatoComunicazioni dell’Agenzia delle Entrate non ricevutePossibili controlli automaticiCome EvitarloVerificare sempre il codice fiscale sulla tessera sanitariaControllare che la residenza anagrafica sia aggiornataComunicare tempestivamente i cambi di indirizzo all’Anagrafe comunaleVerificare lo stato civile (celibe/nubile, coniugato, divorziato, vedovo)2. Familiari a Carico: Errori su Detrazioni e PercentualiLe detrazioni per familiari a carico sono tra le voci che generano più errori nel 730. Molti contribuenti non sanno che dal 2022 le detrazioni per figli sono sostituite dall’Assegno Unico Universale.Errori Più ComuniIndicare figli a carico nel 730/2026: le detrazioni per figli under 21 non vanno più indicate (c’è l’Assegno Unico)Percentuale di carico errata tra coniugi (deve essere 50%-50% salvo accordo diverso)Indicare familiari con reddito superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per figli under 24)Non comunicare variazioni (es. figlio che inizia a lavorare)Come CorreggersiVerificare il reddito complessivo di ogni familiarePer i figli, indicare solo quelli over 21 o disabiliAccordarsi con il coniuge sulla ripartizione percentuale (50-50, 100-0, ecc.)Conservare documentazione dei redditi dei familiari3. Spese Sanitarie: Documentazione e Limiti di DetrazioneLe spese mediche e sanitarie sono detraibili al 19% sulla parte eccedente 129,11 euro. Tuttavia, molti contribuenti commettono errori nella loro indicazione. Errori TipiciIncludere spese non tracciabili (pagate in contanti senza fattura elettronica)Non sottrarre la franchigia di 129,11 euroIndicare spese sanitarie di familiari non a caricoInserire ticket e prestazioni già rimborsate da assicurazione/aziendaNon conservare le ricevute/fatture per 5 anniTracciabilità Obbligatoria dal 2020Dal 2020, le spese sanitarie devono essere pagate con mezzi tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico) per essere detraibili. Fanno eccezione:Acquisto farmaci e dispositivi mediciPrestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o accreditate SSNCome Evitare ErroriVerificare che le spese siano nel 730 precompilato (Sistema Tessera Sanitaria)Pagare sempre con mezzi tracciabiliConservare fatture e ricevuteControllare eventuali rimborsi assicurativi da sottrarre4. Bonus Casa, Ristrutturazioni e Superbonus: Errori CatastaliLe detrazioni per ristrutturazioni edilizie, bonus mobili, ecobonus e superbonus richiedono dati catastali precisi e documentazione specifica.Errori FrequentiDati catastali errati (sezione, foglio, particella, subalterno)Anno di sostenimento spesa non correttoIndicare il 100% della detrazione in un solo anno invece di ripartirla in 10 anniNon indicare la quota di detrazione se l’immobile è in comproprietàConfondere bonifico ordinario con bonifico parlante (obbligatorio per le detrazioni)Superbonus 110%: Attenzione SpecialePer il Superbonus (ora al 70% nel 2024-2025) è fondamentale:Verificare se si è optato per sconto in fattura o cessione del creditoNon indicare spese nel 730 se già ceduteConservare comunicazione di opzione all’Agenzia delle EntrateCome CorreggersiRichiedere visura catastale aggiornata su CatastoOnlineVerificare bonifici parlanti con causale correttaRipartire correttamente le quote annuali (1/10 ogni anno)Conservare comunicazioni ENEA per ecobonus5. Redditi da Lavoro Dipendente e Pensione: CU ErrataLa Certificazione Unica (CU) fornita da datore di lavoro o INPS può contenere errori. Molti contribuenti la inseriscono nel 730 senza verificarla. Errori TipiciDati previdenziali erratiGiorni di lavoro non correttiDetrazioni applicate in modo errato dal sostituto d’impostaTrattamenti integrativi mancanti o duplicatiNon indicare più CU se si hanno avuto più datori di lavoroCome VerificareConfrontare la CU con le buste paga dell’annoVerificare che tutte le CU siano nel 730 precompilatoControllare giorni di lavoro e detrazioniRichiedere CU sostitutiva al datore di lavoro se errata6. Contratti di Affitto: Canone e Cedolare SeccaChi percepisce redditi da locazione deve indicarli correttamente nel 730, scegliendo tra regime ordinario o cedolare secca.Errori ComuniIndicare il canone annuo invece che quello effettivamente percepitoNon comunicare l’opzione per la cedolare seccaErrori nel calcolo della percentuale di possessoNon indicare contratti registrati tardivamenteConfondere affitto abitazione con affitto commercialeCedolare Secca: Come FunzionaLa cedolare secca è un’imposta sostitutiva del 21% (10% per contratti a canone concordato) che sostituisce IRPEF, addizionali e imposte di registro/bollo.Va comunicata al conduttore con rinuncia all’aggiornamento ISTATSi sceglie alla registrazione del contratto o in dichiarazioneVale solo per locazioni abitative a persone fisicheCome Evitare ErroriConservare copia del contratto registratoVerificare i canoni effettivamente incassatiComunicare tempestivamente l’opzione cedolare seccaIndicare correttamente percentuale di possesso7. Redditi da Lavoro Autonomo e OccasionaleI redditi di lavoro autonomo occasionale (senza partita IVA) vanno indicati nel quadro D del 730, ma molti contribuenti li omettono o li dichiarano in modo errato. Errori TipiciNon dichiarare collaborazioni occasionali sotto i 5.000 euroConfondere lavoro occasionale con lavoro autonomo abitualeNon sottrarre le ritenute d’acconto già versateIndicare compensi lordi invece che netti di contributiSoglie di AttenzioneLavoro occasionale fino a 5.000 euro/anno: no partita IVA necessariaOltre 5.000 euro: scatta obbligo di iscrizione Gestione Separata INPSRitenuta d’acconto del 20% applicata dal committenteCome Dichiarare CorrettamenteRichiedere ricevute o certificazioni ai committentiIndicare compensi al lordo delle ritenute subiteSottrarre nel quadro D le ritenute già versateConservare documentazione per 5 anni8. Oneri Deducibili e Detraibili: Confusione e LimitiMolti contribuenti confondono oneri deducibili (riducono il reddito imponibile) e oneri detraibili (riducono l’imposta al 19%).Oneri Deducibili PrincipaliContributi previdenziali obbligatoriContributi previdenziali integrativiContributi per fondo pensione (limite 5.164,57 euro)Assegno di mantenimento all’ex coniugeOneri Detraibili al 19%Spese mediche (oltre 129,11 euro)Interessi mutuo prima casa (limite 4.000 euro)Spese scolastiche e universitarieSpese funebri (limite 1.550 euro)Attività sportiva figli (limite 210 euro per figlio)Errori ComuniInserire oneri deducibili tra quelli detraibili e viceversaSuperare i limiti di spesa detraibileNon sottrarre franchigie (es. 129,11 euro per spese mediche)Indicare spese non documentate9. Come Correggere un 730 Già InviatoSe ti accorgi di aver commesso un errore dopo aver inviato il 730, puoi correggerlo con diverse modalità a seconda del tipo di errore e del momento. 730 Integrativo (entro il 25 ottobre 2026)Se l’errore comporta un maggior rimborso o minor debito, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre dell’anno di presentazione.Si presenta tramite CAF o professionista abilitatoNon comporta sanzioniPermette di recuperare maggiori detrazioni dimenticateModello Redditi Correttivo (entro il 30 novembre 2026)Se l’errore comporta un maggior debito o minor credito, devi presentare il modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre.Si paga l’imposta dovuta con ravvedimento operosoSanzione ridotta: 1/10 del minimo (dal 10% al 1%)Calcolo interessi legaliDichiarazione Integrativa (entro 5 anni)Oltre i termini del 730 integrativo, puoi presentare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del 5° anno successivo.Modello Redditi PF obbligatorioRavvedimento operoso con sanzioni e interessiUtile per recuperare detrazioni dimenticate10. Sanzioni per Errori nel 730: Cosa RischiLe sanzioni fiscali per errori nel 730 dipendono dalla natura dell’errore e dal comportamento del contribuente.Dichiarazione InfedeleSe l’errore comporta un minor versamento di imposte:Sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovutaRidotta al 10% con ravvedimento operoso entro 90 giorniRidotta a 1/9 del minimo se corretta prima dell’accertamentoDichiarazione OmessaSe non presenti il 730 pur essendo obbligato:Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovutaMinimo 250 euro anche senza imposta dovutaRavvedimento operoso: sanzione ridotta se presenti entro 90 giorniErrori Formali Senza Maggiori ImposteSe l’errore è solo formale (es. dati catastali sbagliati ma spesa corretta):Sanzione da 250 a 2.000 euroRiducibile con ravvedimento operosoEliminabile se si corregge tempestivamenteConsigli Pratici per Evitare Errori nel 730/2026Verifica il 730 precompilato: controlla ogni voce, non fidarti ciecamenteConserva tutta la documentazione: scontrini, fatture, ricevute per almeno 5 anniPaga con mezzi tracciabili: usa bancomat/carta per spese detraibiliAffidati a un CAF o commercialista: il visto di conformità ti protegge da sanzioniControlla le CU: verifica che i dati coincidano con buste pagaAggiorna dati anagrafici: residenza e stato civile devono essere correttiRivedi familiari a carico: verifica requisiti reddituali ogni annoNon dimenticare redditi occasionali: anche piccoli importi vanno dichiaratiCalcola correttamente le quote pluriennali: ristrutturazioni, mutui, ecc.Se hai dubbi, chiedi: meglio una consulenza preventiva che sanzioni successive 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.ConclusioneEvitare errori comuni nel 730/2026 è fondamentale per non incorrere in sanzioni, ritardi nei rimborsi o accertamenti fiscali. La maggior parte degli errori deriva da disattenzione, mancata documentazione o scarsa conoscenza delle regole fiscali.Se hai commesso un errore, ricorda che puoi sempre correggerlo con il 730 integrativo o il ravvedimento operoso, riducendo notevolmente le sanzioni.Hai bisogno di aiuto per il tuo 730/2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione, verifica e correzione della dichiarazione dei redditi. Contattaci per una consulenza personalizzata e evita errori costosi!📞 Prenota un appuntamento presso il nostro CAF e presenta il 730 con la certezza di averlo fatto correttamente.Leggi anche730 Precompilato 2026: Come Accedere, Modificare e Inviare O…Spese Funebri Detraibili 2026: Importo Massimo e Come Detrar…Spese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco Completo e Come Inse…Donazioni Detraibili 730 2026: Guida Completa alle Detrazion…Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-26 09:00:002026-05-31 17:44:07Errori Comuni 730 2026 Come Evitarli
QontoConto Qonto per Forfettari 2026: Vantaggi e Configurazione OttimaleIl regime forfettario è la formula fiscale più scelta da chi apre Partita IVA in Italia: aliquota agevolata al 5% o 15%, contabilità semplificata, niente IVA in fattura. Ma proprio questa semplicità si ribalta nel suo contrario quando si parla di gestione dei conti bancari: la legge non impone un conto separato, ma le complicazioni pratiche di mescolare incassi P.IVA e spese personali superano di gran lunga il presunto risparmio. In questa guida vediamo perché un conto Qonto è particolarmente adatto al forfettario, come configurarlo in modo ottimale e quanto costa davvero su 12 mesi.Il forfettario ha esigenze specifiche: pochi movimenti, fatture in cui il bollo da 2 euro va applicato sopra i 77,47 euro, contributi INPS da pagare con F24, nessuna IVA da gestire. Una banca tradizionale spesso propone offerte business pensate per imprese ordinarie, con costi fissi che non hanno senso per chi fattura 30.000 euro l’anno. Qonto, conto business 100% online, riempie esattamente questa nicchia: piano Solo Basic da 9 euro al mese, IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, F24 con addebito automatico.Trasparenza e disclosureQuesta pagina contiene link sponsorizzati: se apri un conto Qonto tramite i nostri link, CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra recensione resta indipendente: presentiamo Qonto come scelta in evidenza · sponsor, non come prodotto raccomandato dal CAF, e segnaliamo onestamente anche i casi in cui Qonto non conviene. La scelta finale del conto resta una decisione personale.Scelta in evidenza · SponsorQonto Solo Basic per Forfettari da 9€/meseIBAN italiano per F24 · Fatturazione elettronica inclusa · Bollo virtuale automatico · Categorizzazione spese · 30 giorni di prova gratuitaApri Conto Qonto Solo BasicOfferta dedicata a Partite IVA in regime forfettario · Apertura 100% online in 10 minutiIndice dei contenutiObbligo conto separato per forfettari?Vantaggi del conto separato per forfettariPerché Qonto è adatto ai forfettariQonto e fatturazione elettronica forfettarioConfigurazione ottimale di Qonto per forfettarioTracciatura per commercialista e CAFContributi INPS via QontoF24 con Qonto: addebito automaticoQuando NON serve Qonto per forfettarioCosti reali per forfettario su 1 annoFAQObbligo conto separato per forfettari?La domanda è classica e merita una risposta chiara: nessuna norma fiscale italiana obbliga il contribuente in regime forfettario ad avere un conto corrente dedicato all’attività. La Legge 190/2014 (che ha istituito il forfettario) e le successive modifiche non prevedono questo obbligo, a differenza di quanto avviene per società di capitali o liberi professionisti iscritti ad albi specifici.Tuttavia, “non obbligatorio” non significa “non consigliato”. Anzi, dal 1° gennaio 2024 sono entrati in vigore i nuovi limiti alla tracciabilità dei pagamenti: per beneficiare delle deduzioni e per non incorrere in sanzioni, il contante è limitato a 5.000 euro per singola transazione. Questo significa che la quasi totalità dei movimenti P.IVA passa per conto corrente — e poter dimostrare in modo limpido quali movimenti siano “P.IVA” e quali “personali” diventa cruciale in caso di accesso, ispezione o controllo dell’Agenzia delle Entrate.L’Agenzia delle Entrate, in caso di controllo, può infatti applicare la presunzione legale sui versamenti su conti correnti: ogni accredito non giustificato può essere considerato ricavo non dichiarato. Se sul tuo conto personale arrivano sia stipendi del coniuge, sia rimborsi familiari, sia incassi P.IVA, dovrai ricostruire tutto a posteriori. Se invece hai un conto separato, il lavoro è già fatto. Vantaggi del conto separato per forfettariAnche senza obbligo, separare i flussi P.IVA da quelli personali porta vantaggi concreti che ogni forfettario percepisce dopo pochi mesi. Vediamoli uno per uno.1. Tracciabilità immediata di ricavi e speseIl forfettario calcola l’imposta su un coefficiente di redditività applicato ai ricavi lordi (78% per professionisti, 67% per commercio al dettaglio, 86% per costruzioni e via dicendo). Sapere con precisione “quanto hai incassato” è la base di tutto. Su un conto separato basta sommare gli accrediti dell’anno; su un conto misto serve un foglio Excel.2. Identificazione delle spese deducibili (limitate ma esistenti)Il forfettario non deduce le spese in senso classico, ma alcune voci restano utili da tracciare: contributi previdenziali deducibili dal reddito imponibile, marca da bollo virtuale, costi del conto stesso (per le valutazioni del commercialista). Avere tutto categorizzato su Qonto significa avere già il report annuale pronto.3. Protezione in caso di controllo fiscaleCome anticipato, la presunzione legale dell’Agenzia delle Entrate sui conti misti può trasformarsi in un incubo. Un conto dedicato risolve il problema alla radice.4. Migliore gestione del flusso di cassaIl forfettario sa che deve accantonare tra il 25% e il 35% di ogni incasso (5-15% di imposta sostitutiva + circa 26% di INPS Gestione Separata, o contributi minimi per artigiani/commercianti). Con un conto dedicato puoi creare casseforti virtuali Qonto per separare imposte e contributi dal saldo operativo, senza spostare denaro su conti esterni.5. Professionalità verso i clientiComunicare ai clienti un IBAN intestato a “Mario Rossi P.IVA” (oppure alla ragione sociale, se hai impresa individuale) trasmette serietà rispetto a un IBAN personale. È una percezione, ma funziona — soprattutto con clienti aziendali che ti faranno transazioni importanti.Perché Qonto è adatto ai forfettariQonto nasce in Francia nel 2017 e arriva in Italia nel 2020. È un conto business 100% online, autorizzato come istituto di pagamento dalla Banque de France e operativo in Italia tramite passaporto europeo. La caratteristica che lo rende particolarmente adatto al forfettario è la sua scalabilità verso il basso: a differenza di banche tradizionali che propongono pacchetti business da 15-25 euro al mese pensati per imprese ordinarie, Qonto offre il piano Solo Basic a 9 euro al mese con tutto ciò che serve a una P.IVA forfettaria. Chi vuole valutarlo prima di decidere può aprire una prova gratuita Qonto di 30 giorni e testarlo nella vita reale.Costi contenuti: piano Solo Basic da 9€/meseIl piano Solo Basic è il livello d’ingresso pensato per il libero professionista o ditta individuale. Costa 9 euro al mese (108 euro l’anno) + IVA, dichiarata interamente al netto al netto del bollo. Include:Conto business con IBAN italiano (IT)1 carta Mastercard Business standard inclusa30 bonifici SEPA al mese inclusiFatturazione elettronica con codice destinatarioApp mobile e web bankingCategorizzazione automatica speseEsportazione movimenti per commercialistaPer un forfettario che fattura 20.000-40.000 euro l’anno, 108 euro di costo annuo del conto sono assolutamente sostenibili — peraltro, sono spesa categorizzabile come servizio bancario professionale.IBAN italiano: requisito chiave per F24Punto critico spesso ignorato: per pagare l’F24 (imposta sostitutiva, contributi INPS, bollo, marche, ecc.) serve un IBAN italiano (IT). Alcuni neobank europei offrono IBAN tedeschi o lituani che, pur essendo SEPA, possono dare problemi con servizi pubblici italiani come l’F24 telematico Entratel/Fisconline. Qonto offre IBAN italiano IT dal 2022, eliminando questo problema. È uno dei motivi principali per cui Qonto è preferibile a Revolut Business o N26 Business per chi gestisce P.IVA italiana.Categorizzazione automatica delle speseQonto applica machine learning ai movimenti: ogni transazione viene classificata automaticamente in categorie (Software & SaaS, Trasporti, Pasti & Eventi, Marketing, Bancari, Tasse e tributi, ecc.). Il forfettario non deduce le singole spese, ma questa categorizzazione serve per:Capire dove finiscono i soldi e ottimizzare le marginalitàDistinguere le spese strettamente professionali da rimborsi spesePreparare un report annuale ordinato per il commercialista in caso di passaggio a regime ordinarioFatturazione elettronica integrataDal 1° gennaio 2024, anche i forfettari sotto i 25.000 euro di ricavi devono emettere fatture elettroniche verso lo SDI. Qonto include un modulo di fatturazione elettronica conforme al tracciato XML dell’Agenzia delle Entrate, con codice destinatario integrato. Significa che dalla stessa interfaccia in cui vedi il saldo del conto, emetti la fattura, la spedisci allo SDI e quando il cliente paga il sistema riconcilia automaticamente l’incasso con la fattura emessa. Per chi parte da zero senza un gestionale dedicato è un vantaggio enorme.Niente complicazioni di banche con offerte solo per ordinariLe banche tradizionali italiane (Intesa, Unicredit, BPER, BNL) offrono pacchetti business pensati per società di capitali con cassa, dipendenti, POS, finanziamenti, fideiussioni. Un forfettario che chiede semplicemente “un conto per la mia P.IVA” finisce a pagare 15-25 euro al mese per servizi che non userà mai, con limiti di operatività online ridotti rispetto al neobank. Qonto è progettato dal primo giorno per il libero professionista digitale: il piano Solo Basic Qonto include solo ciò che serve davvero. Qonto e fatturazione elettronica forfettarioLa fatturazione elettronica è il punto in cui i forfettari sentono di più la differenza fra Qonto e altri conti business. Vediamo cosa offre nel dettaglio.Codice destinatario integratoQuando emetti una fattura elettronica, devi indicare il codice destinatario del cliente (un codice di 7 caratteri) o, in alternativa, la PEC. Qonto, come hub per fatturazione, può emettere e ricevere fatture elettroniche tramite SDI. Il sistema permette di archiviare ogni fattura emessa in PDF + XML originale (formato richiesto dalla normativa, da conservare per 10 anni). Per chi vuole esplorare la funzione, è sufficiente attivare la prova Qonto e provare ad emettere una fattura di prova.Bollo virtuale automaticoIl forfettario applica la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro (in luogo dell’IVA non addebitata). Sulla fattura elettronica il bollo è “virtuale”: il sistema indica il flag “SI” nel campo BolloVirtuale del tracciato XML, e l’imposta di bollo si versa cumulativamente all’Agenzia delle Entrate ogni trimestre con F24 (codice tributo 2521). Il modulo Qonto:Aggiunge automaticamente il flag BolloVirtuale=SI sulle fatture sopra 77,47 euroCalcola il totale bolli accumulati per trimestre e ti ricorda quando versareAiuta a pianificare il versamento col F24 trimestraleSenza un gestionale integrato, dimenticare il bollo è un errore frequente che porta sanzioni del 30% (riducibili con ravvedimento operoso).Note di creditoQuando devi annullare o correggere una fattura emessa, devi creare una nota di credito elettronica (TD04) e inviarla allo SDI. Qonto permette di generare la nota di credito direttamente dalla fattura originaria, con i riferimenti corretti, riducendo il rischio di errore di trascrizione del numero/data della fattura di riferimento.Scelta in evidenza · SponsorApri Qonto e prova gratis 30 giorniConto business con IBAN italiano · Fatturazione elettronica · F24 · Da 9€/mese · Apertura in 10 minutiInizia la Prova QontoConfigurazione ottimale di Qonto per forfettarioAprire il conto è il primo passo, ma una configurazione ben fatta in 30 minuti ti farà risparmiare ore al mese. Vediamo come impostare Qonto specificamente per il regime forfettario.Piano consigliato: Solo Basic per chi iniziaIl Solo Basic da 9 euro/mese è perfetto per il forfettario tipico nel suo primo o secondo anno di attività. Comprende:30 bonifici SEPA in uscita al mese (più che sufficienti per un forfettario)1 carta business inclusaFatturazione elettronicaF24 illimitatiSe prevedi di emettere fino a 50 fatture l’anno e ricevi/effettui meno di 30 bonifici al mese, è il piano giusto. Per attivare Qonto Solo Basic servono 10 minuti e codice fiscale + carta d’identità.Quando fare upgrade a Solo SmartIl piano Solo Smart (19 euro/mese) ha senso quando:Superi i 30 bonifici al mese (Solo Smart ne include 100)Ti serve la carta One Mastercard con assicurazione viaggi (utile se viaggi per lavoro)Vuoi attivare i SDD diretti per autorizzare addebiti automatici da clienti ricorrentiHai bisogno di più di una persona autorizzata (es. socio o commercialista con accesso)In genere, il passaggio Solo Basic → Solo Smart conviene quando i ricavi superano i 35.000 euro l’anno e l’attività ha movimenti più frequenti.Categorizzazione spese deducibiliAnche se il forfettario non deduce le singole spese, ti consiglio di:Creare la categoria personalizzata “Contributi INPS” per tracciare i versamenti previdenziali (deducibili dal reddito imponibile prima del calcolo coefficiente)Usare la categoria “Tasse e tributi” per F24 imposta sostitutiva, bolli, addizionaliAttivare la categoria “Bancari” per le commissioni QontoCreare un’etichetta “Investimenti formazione” per corsi e libri (utili in caso di passaggio a regime ordinario)Etichette personaliQonto permette di applicare etichette (#tag) ai movimenti. Per un forfettario, etichette utili sono:#Cliente-Acme: aggregare tutti gli incassi/spese di un singolo cliente strategico#2026-T1, #2026-T2: separazione trimestrale per F24#Acconto-imposte: tracciare gli accantonamenti per imposta sostitutiva#INPS-rata: separare le 4 rate trimestrali Gestione Separata Tracciatura per commercialista e CAFAnche il forfettario, prima o poi, ha bisogno del commercialista o del CAF per dichiarazione redditi (Quadro LM del modello Redditi PF), F24 elide, eventuali rettifiche o passaggio a ordinario. Qonto rende il loro lavoro semplicissimo.Export movimentiDal pannello Qonto puoi esportare in pochi click:CSV con tutti i movimenti del periodo selezionato (ideale per Excel del commercialista)PDF dell’estratto conto in formato bancario standard (richiesto in caso di controllo)QIF / OFX per importazione automatica in software contabili (Profis, TS Studio, Datev Koinos, ecc.)Reportistica automaticaQonto genera automaticamente:Riepilogo entrate/uscite mensile e annualeSpaccato per categoria di spesaSaldo medio del periodoTop 10 fornitori e top 10 clientiIl commercialista riceve un quadro chiaro senza dover ricostruire nulla, e il forfettario risparmia ore di colloquio.Riconciliazione fatture-pagamentiQuando emetti una fattura tramite Qonto e il cliente paga sul tuo IBAN, il sistema riconosce l’importo e marca la fattura come “incassata”. Vedi a colpo d’occhio quali fatture non sono ancora state pagate, in modo da inviare promemoria. È una funzione che, su una banca tradizionale, richiede un gestionale a parte da 30-50 euro al mese. Contributi INPS via QontoI forfettari versano i contributi INPS in modi diversi a seconda della categoria:Liberi professionisti senza cassa: Gestione Separata INPS, aliquota 26,07% per il 2026, calcolata sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività). Versamento con F24, 4 rate (giugno, agosto, novembre + saldo a giugno anno successivo) seguendo le scadenze unificate.Artigiani e commercianti: contributi fissi minimi su minimale di 18.555 euro 2026 (circa 4.515 euro/anno) + contributi sul reddito eccedente. 4 rate fisse (16/5, 16/8, 16/11, 16/2 anno successivo).Professionisti con cassa privata (avvocati, geometri, ingegneri, ecc.): contributi alla rispettiva cassa professionale, NON alla Gestione Separata.Su Qonto puoi:Pagare F24 INPS direttamente da homebanking, con addebito sul conto corrente QontoEtichettare ogni rata con tag #INPS-rata per ritrovarle facilmente a fine annoSalvare la ricevuta F24 in PDF nell’area documenti QontoEsportare il riepilogo annuale per il modello Redditi PFSuggerimento operativo: crea una cassaforte virtuale Qonto “INPS Acconto” e accantona ogni mese il 26% degli incassi (per Gestione Separata) o circa 376 euro fissi (per artigiani/commercianti). Quando arriva la rata, non avrai sorprese.F24 con Qonto: addebito automaticoIl modello F24 è il modulo unificato con cui in Italia si pagano praticamente tutti i tributi (imposta sostitutiva forfettario, contributi INPS, addizionali, bolli, IRAP per chi ne è soggetto, IMU, TASI, ravvedimenti). Su Qonto puoi:Modalità 1: F24 manuale dall’appInserisci il codice tributo, il periodo di riferimento, l’importo. Qonto invia il pagamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite il circuito Entratel/Fisconline. Riceverai la ricevuta telematica entro 24-48 ore.Modalità 2: F24 precompilato dal commercialistaIl commercialista predispone l’F24 sul suo gestionale e ti invia il file FE (Flusso Entratel). Lo carichi su Qonto, autorizzi il pagamento, vai. Il flusso è quello standard del CAF/commercialista italiano.Modalità 3: Addebito automaticoImposti l’F24 ricorrente (es. acconto IRPEF di novembre, contributi INPS trimestrali) e Qonto preleva l’importo alla scadenza. Riduce il rischio di dimenticare scadenze e relative sanzioni del 30% per omesso versamento.Costi F24 QontoBuona notizia: l’F24 su Qonto è gratuito. Banche tradizionali talvolta applicano commissioni di 1-3 euro per F24 (specie se telematico). Su un anno medio (10 F24 tra imposte e INPS), Qonto ti fa risparmiare 20-30 euro.Quando NON serve Qonto per forfettarioPer onestà editoriale: ci sono casi in cui aprire un conto Qonto (o qualsiasi altro conto separato) ha poco senso economico. Ecco quando ripensarci.Volume bassissimo: meno di 5 fatture l’annoSe hai aperto la P.IVA forfettaria solo per una collaborazione occasionale (es. un docente che fa 3-4 corsi in un anno per un totale di 4.000 euro) e prevedi una manciata di fatture annue, 108 euro di canone Qonto su 4.000 euro di ricavi sono il 2,7% del fatturato — sproporzionato. In questo caso conviene continuare a usare il conto personale, prendendo nota dei movimenti P.IVA con un foglio Excel ben tenuto.Cliente unico con incassi cumulativiSe hai un solo cliente che ti paga una volta al mese o ogni trimestre con un singolo bonifico, la tracciabilità è già garantita dal flusso unico. Anche qui, la complessità non giustifica l’investimento. Diventa invece consigliato Qonto se il cliente unico ti paga 50.000+ euro all’anno e vuoi sembrare professionale con un IBAN business.Profilo che chiude P.IVA entro 12 mesiSe sai già che la P.IVA è temporanea (es. sostituzione maternità di una collega o consulenza spot di breve durata), il costo di apertura/chiusura del conto e l’effort di configurazione non vale la pena. Aspetta di consolidare l’attività.Forfettario in seconda attività marginaleDipendente che fa qualche consulenza extra come forfettario per 2.000-5.000 euro l’anno: spesso non vale la pena. Se invece la “seconda attività” cresce verso i 15.000-20.000 euro, la valutazione cambia.Costi reali per forfettario su 1 annoVediamo i numeri concreti. Forfettario tipico, 30.000 euro di ricavi/anno, 50 fatture emesse, 20 movimenti in uscita al mese, 4 F24 INPS + 1 F24 imposta sostitutiva.Scenario A: Qonto Solo BasicCanone: 9 € × 12 = 108 €/annoBonifici SEPA inclusi (30/mese, ne usi 20): 0 €F24 (5 l’anno): 0 €Fatturazione elettronica: inclusa, 0 €Carta Mastercard: inclusa, 0 €Prelievi ATM (max 5/mese): 0 €TOTALE ANNO 1: 108 € + IVA = ~131 €Scenario B: Banca tradizionale conto businessCanone medio conto business: 13 € × 12 = 156 €Bonifici 20/mese a 0,50 € = 120 €/annoF24: 5 × 1,50 € = 7,50 €Fatturazione elettronica esterna (Aruba, Fattura24): 60-80 €/annoCarta business: 30 €/annoImposta di bollo conto: 100 € (se saldo medio > 5.000 €)TOTALE ANNO 1: ~470 € + IVA = ~573 €Scenario C: Conto personale con tracciatura manualeCanone conto personale: spesso 0 € (in promo)Tempo di tracciatura manuale Excel: 2-3 ore/mese × 12 mesi = 24-36 ore l’annoCosto opportunità: 30 €/ora di lavoro perso = 720-1.080 € equivalentiRischio di errori e sanzioni in caso di controllo: variabile, 0-2.000 €TOTALE ANNO 1: 0 € apparenti, ma 700-3.000 € di costo nascostoIl confronto è chiaro: Qonto Solo Basic costa il 75% in meno di un conto business tradizionale e libera 24-36 ore l’anno rispetto alla tracciatura manuale. Per chi vuole partire subito, l’apertura del conto Qonto richiede 10 minuti. Scelta in evidenza · SponsorQonto Solo Basic per il tuo forfettarioTutto incluso a 9€/mese · IBAN italiano · F24 gratuiti · Fatturazione elettronicaRisparmi il 75% rispetto a un conto business tradizionale. Provalo gratis 30 giorni.Apri il Tuo Conto QontoDisclosure: link affiliato. La nostra recensione resta indipendente.FAQ Qonto Forfettario1. Sono obbligato come forfettario ad avere un conto separato?No, la legge italiana non lo impone per i forfettari. Tuttavia è fortemente consigliato per la tracciabilità dei movimenti, la protezione in caso di controllo Agenzia Entrate, e la gestione ordinata di imposte e contributi.2. Posso pagare F24 con Qonto?Sì, Qonto permette F24 manuale dall’app, F24 da file Entratel del commercialista, e F24 ricorrenti con addebito automatico. Il servizio è incluso nel canone, senza commissioni aggiuntive.3. Qonto ha IBAN italiano?Sì, dal 2022 Qonto rilascia IBAN italiano IT ai correntisti italiani. È un requisito chiave per usare F24 telematico Entratel/Fisconline e per evitare problemi con servizi pubblici italiani.4. Quanto costa Qonto per un forfettario?Il piano Solo Basic costa 9 €/mese (108 €/anno) + IVA, ed è il più adatto al forfettario tipico. Include 30 bonifici SEPA al mese, fatturazione elettronica, F24, 1 carta business e categorizzazione spese.5. Qonto include la fatturazione elettronica per forfettari?Sì, Qonto include fatturazione elettronica conforme al tracciato XML SDI, con bollo virtuale automatico per fatture sopra 77,47 € e gestione note di credito (TD04). Il modulo è incluso nel piano Solo Basic.6. Posso aprire Qonto senza essere ancora P.IVA?No, per aprire un conto Qonto Business devi essere già titolare di P.IVA attiva (forfettaria o ordinaria). Se devi ancora aprire la P.IVA, il consiglio è: prima apri P.IVA tramite il CAF (compresa scelta del codice ATECO e del regime), poi apri Qonto.7. Qonto è sicuro? È coperto come una banca?Qonto è un istituto di pagamento autorizzato dalla Banque de France, vigilato secondo standard europei. I depositi sono segregati presso una banca depositaria (CACEIS Bank), il che significa che in caso di crisi di Qonto, i fondi sono separati e non rientrano nel patrimonio aggredibile dai creditori. Non c’è invece la garanzia FITD italiana fino a 100.000 € (riservata alle banche): per saldi molto alti potrebbe valere la pena valutare anche un conto in banca tradizionale.8. Qonto ha bancomat e carte fisiche?Sì, Qonto include una carta Mastercard Business fisica nel piano Solo Basic. Si possono richiedere carte aggiuntive (anche virtuali, monouso) a costi contenuti. La rete ATM Mastercard ti permette prelievi in tutto il mondo, con limiti previsti dal piano.9. Posso passare da Qonto a una banca tradizionale in seguito?Certo, in qualunque momento. Esporti i movimenti, comunichi il nuovo IBAN ai clienti, chiudi il conto Qonto. La portabilità è garantita dalla normativa SEPA. Lo stesso vale al contrario: chi parte da una banca può migrare a Qonto rapidamente.10. Conviene Qonto se passo dal forfettario al regime ordinario?Sì, Qonto scala bene. Quando passerai a regime ordinario (oltre 85.000 € di ricavi), potrai upgradare al piano Solo Smart o, se prendi dipendenti/soci, ai piani Team Essential / Business. La piattaforma è la stessa: storico movimenti, fatture e categorizzazioni rimangono accessibili.In sintesi: Qonto è la scelta naturale per il forfettario digitaleIl regime forfettario è progettato per minimizzare la burocrazia e massimizzare la semplicità operativa. Avere un conto in linea con questa filosofia — economico, online, integrato con fatturazione elettronica, IBAN italiano per F24 — è il completamento naturale della scelta fiscale. Qonto Solo Basic a 9 €/mese copre tutte le esigenze di una P.IVA forfettaria nei suoi primi 3-5 anni di attività, con un risparmio del 75% rispetto a un conto business tradizionale e senza i compromessi dei conti europei senza IBAN italiano.Resta la regola d’oro: il conto separato si giustifica quando hai almeno 6-8 fatture l’anno e vuoi tutelarti dalla presunzione legale dell’Agenzia delle Entrate. Sotto questa soglia, valuta un foglio Excel ben tenuto. Sopra, aprire un conto Qonto Solo Basic è la mossa più razionale che puoi fare oggi per la tua attività.Hai dubbi sul regime forfettario, sui contributi INPS o vuoi una consulenza su come aprire o gestire la tua P.IVA? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti accompagniamo passo passo dall’apertura della Partita IVA alla dichiarazione dei redditi annuale.Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-26 08:00:002026-05-24 09:37:06Conto Qonto per Forfettari 2026: Vantaggi e Configurazione Ottimale
GESTIONE PARTITA IVACarta di Credito Business per Partita IVA 2026: Confronto e Guida alla SceltaScegliere la carta di credito business giusta per la propria partita IVA nel 2026 significa ottimizzare la gestione delle spese aziendali, accedere a plafond dedicati e semplificare la contabilita. Ma con decine di opzioni disponibili tra fintech e banche tradizionali, quale conviene davvero?In questa guida analizziamo le migliori carte business per partite IVA e liberi professionisti: confrontiamo costi, plafond, cashback e funzionalita per aiutarti a scegliere quella piu adatta alle tue esigenze operative. Indice dei contenutiCarta di debito vs carta di credito businessLe migliori carte business 2026HYPE BusinessTot BusinessFinomBlank (Credit Agricole)Wallester BusinessTabella confronto carte businessCome scegliere la carta giustaVantaggi fiscali delle carte businessDomande frequentiCarta di debito vs carta di credito business: le differenzePrima di scegliere, e fondamentale capire la differenza tra le due tipologie:Carta di debito businessAddebito immediato sul conto correnteSpendi solo quello che hai disponibileNessun rischio di indebitamentoIdeale per chi preferisce il controllo totaleCarta di credito businessAddebito posticipato (solitamente a fine mese o dopo 30-60 giorni)Plafond di credito indipendente dal saldoUtile per gestire il cash flow aziendaleSpesso richiede garanzie o fatturato minimoNota importante: molte fintech offrono carte di debito con circuito Visa/Mastercard che funzionano come carte di credito per prenotazioni hotel, noleggio auto e acquisti online, pur avendo addebito immediato. Le migliori carte business per partita IVA 2026Ecco la nostra selezione delle carte piu competitive per freelance, professionisti e piccole imprese: 1. HYPE Business – La piu completa per forfettariHYPE Business e la soluzione pensata specificamente per partite IVA e liberi professionisti italiani, con un’attenzione particolare al regime forfettario.Caratteristiche principali:Canone: 2,90 euro/mese (34,80 euro/anno)Carta: World Elite Mastercard fisica + virtualeIBAN italiano: Si, completoPrelievi ATM: gratuiti in Italia e UEBonifici SEPA: illimitati e gratuitiFunzionalita esclusive:Tax Manager integrato: calcola automaticamente tasse e contributi per forfettariAccantonamento automatico: mette da parte la quota per le imposteCategorizzazione spese: per semplificare la contabilitaFatturazione elettronica: inclusa nel pianoIdeale per: forfettari che vogliono una gestione fiscale semplificata e automatizzata. 2. Tot Business – Vera carta di credito con plafondTot e una delle poche fintech che offre una vera carta di credito business con plafond dedicato e addebito posticipato.Caratteristiche principali:Canone conto: 7 euro/mese (piano Essentials)Carta di credito: Visa Business CreditPlafond: da 1.000 a 50.000 euro (in base al fatturato)Dilazione: fino a 60 giorni senza interessiIBAN italiano: SiRequisiti per il plafond:Fatturato annuo minimo: 50.000 euroAttivita operativa da almeno 12 mesiCollegamento conto corrente aziendale per analisi flussiIdeale per: PMI e professionisti con fatturato consistente che necessitano di liquidita per anticipare spese. 3. Finom – Cashback fino al 3%Finom e la fintech franco-tedesca che offre uno dei programmi di cashback piu generosi per carte business.Piani disponibili:PianoCanoneCashbackCarte incluseSoloGratuito0%1 virtualeStart14 euro/mese1%2 fisichePremium24 euro/mese2%5 fisicheCorporateSu misuraFino a 3%IllimitateCaratteristiche:Carta: Visa Business DebitIBAN: Tedesco (DE) – funziona per F24 e stipendiMulti-utente: ideale per teamIntegrazione contabile: export automatico per commercialistaIdeale per: aziende con spese elevate che vogliono recuperare una percentuale tramite cashback. 4. Blank (Credit Agricole) – Solidita bancariaBlank e la soluzione business del gruppo Credit Agricole, che combina la solidita di una banca tradizionale con l’agilita di una fintech.Caratteristiche principali:Canone: da 6 euro/meseCarta: Visa Business (debito e credito disponibili)IBAN italiano: Si (IT)Assistenza: telefonica in italianoGaranzia depositi: fino a 100.000 euro (FITD)Vantaggi:Sicurezza di una banca tradizionaleApp moderna e intuitivaPossibilita di carta di credito con plafondNessun vincolo di fatturato minimoIdeale per: chi preferisce la sicurezza di un istituto bancario tradizionale con servizi digitali.5. Wallester Business – Carte virtuali illimitateWallester e la soluzione ideale per chi gestisce molte spese ricorrenti o abbonamenti software.Caratteristiche principali:Canone: Gratuito (piano Free)Carte virtuali: fino a 300 gratuiteCarte fisiche: da 5 euro cad.Circuito: Visa BusinessCasi d’uso:Una carta per ogni abbonamento: Netflix, Adobe, hosting, pubblicitaControllo spese per progetto: limiti personalizzati per cartaSicurezza: se una carta viene compromessa, blocchi solo quellaIdeale per: agenzie, startup e professionisti con molti abbonamenti SaaS. Tabella confronto carte business 2026CartaCanoneTipoIBAN ITCashbackPlafond creditoHYPE Business2,90 euro/meseDebitoSiNoNoTot7 euro/meseCreditoSiNoSi (60 gg)Finom0-24 euro/meseDebitoNo (DE)1-3%NoBlank6 euro/meseDebito/CreditoSiNoSu richiestaWallesterGratuitoDebitoNoNoNoCome scegliere la carta business giustaLa scelta dipende dalle tue esigenze specifiche:Scegli HYPE Business se:Sei un forfettario e vuoi il Tax Manager integratoTi serve IBAN italiano per F24 e clienti PAPreferisci un canone basso e prevedibileScegli Tot se:Hai bisogno di una vera linea di creditoFatturi oltre 50.000 euro/annoVuoi dilazionare pagamenti a fornitoriScegli Finom se:Hai spese elevate e vuoi il cashbackGestisci un team con piu collaboratoriL’IBAN tedesco non e un problema per la tua attivitaScegli Blank se:Preferisci la sicurezza di una banca tradizionaleHai bisogno di assistenza telefonicaVuoi la garanzia FITD sui depositiScegli Wallester se:Gestisci molti abbonamenti software/SaaSVuoi una carta virtuale per ogni fornitoreCerchi una soluzione gratuita Vantaggi fiscali delle carte businessUtilizzare una carta dedicata all’attivita professionale offre diversi vantaggi:Per la contabilita:Separazione spese: personali e professionali sempre distinteEstratto conto dedicato: documento ufficiale per il commercialistaExport automatico: molte carte permettono l’export in formato compatibile con i software contabiliPer le deduzioni (solo ordinario):Le spese sostenute con carta business sono facilmente documentabiliIl canone della carta e deducibile come costo aziendaleEventuali commissioni sono costi deducibiliAttenzione forfettari: nel regime forfettario i costi non sono deducibili analiticamente (si applica il coefficiente di redditivita). Tuttavia, la carta business resta utile per:Separare le finanze personali da quelle professionaliDocumentare le spese in caso di controlliSemplificare la gestione con il Tax Manager (es. HYPE)Domande frequentiPosso usare la carta personale per le spese della partita IVA?Tecnicamente si, ma e sconsigliato. Mescolare spese personali e professionali complica la contabilita e puo creare problemi in caso di accertamento fiscale. Una carta business dedicata separa chiaramente i flussi e semplifica la documentazione.L’IBAN straniero crea problemi con l’Agenzia delle Entrate?No, gli IBAN europei (anche tedeschi o francesi) sono perfettamente legali e utilizzabili per l’attivita. Tuttavia, alcuni enti pubblici e clienti PA potrebbero preferire o richiedere un IBAN italiano (IT). Inoltre, per alcuni adempimenti fiscali come l’addebito diretto F24 potrebbe essere richiesto un conto italiano.Qual e la differenza tra carta di debito e prepagata?La carta di debito e collegata direttamente al conto corrente e scala dal saldo disponibile. La carta prepagata ha un “borsellino” separato che va ricaricato. Per uso business, le carte di debito sono generalmente preferibili perche hanno limiti piu alti e funzionalita complete.Quanto plafond posso ottenere con una carta di credito business?Il plafond dipende dal fatturato e dalla solidita finanziaria dell’azienda. Con Tot, ad esempio, si parte da 1.000 euro per arrivare fino a 50.000 euro. Le banche tradizionali possono offrire plafond anche superiori, ma richiedono garanzie e documentazione piu approfondita.Il canone della carta business e deducibile?Si, per chi e in regime ordinario il canone della carta business e un costo deducibile al 100% come spesa per servizi bancari. Per i forfettari, invece, i costi non sono deducibili analiticamente ma rientrano nel calcolo forfettario tramite il coefficiente di redditivita.Hai bisogno di supporto per la gestione fiscale della tua partita IVA?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per professionisti e piccole imprese. Possiamo aiutarti a:Scegliere il regime fiscale piu convenienteOttimizzare la gestione delle spese aziendaliPreparare la dichiarazione dei redditiGestire gli adempimenti IVA e contributiviContattaci per una consulenza: siamo a Udine in Via Tullio 19. Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-26 08:00:002026-05-30 00:43:13Carta di Credito Business per Partita IVA 2026: Confronto e Guida alla SceltaCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOBonus Giorgetti 2026: 9,19% in Busta per Restare al Lavoro Oltre i 67 AnniIl Bonus Giorgetti 2026 è la misura introdotta per incentivare i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione a restare al lavoro: in pratica, chi rinuncia ad andare in pensione vede aumentare la propria busta paga del 9,19% (la parte di contributi a carico del lavoratore), perché quei contributi previdenziali non vengono più versati e finiscono direttamente nello stipendio. Si applica a chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata o per la pensione di vecchiaia ordinaria. Vediamo come funziona, a chi conviene e come richiederlo.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Bonus Giorgetti in 30 secondi Il Bonus Giorgetti (dal nome del Ministro dell’Economia che lo ha proposto) prevede che il lavoratore con requisiti per andare in pensione possa scegliere di posticipare l’uscita e ricevere subito in busta paga la quota di contributi previdenziali che altrimenti il datore di lavoro verserebbe a INPS. Il vantaggio è doppio:Aumento immediato dello stipendio netto pari a circa il 9,19% (aliquota contributiva IVS a carico del lavoratore).Possibilità di posticipare il pensionamento mantenendo l’ultimo stipendio per ricalcolare in seguito una pensione potenzialmente più alta.Per il 2026 la misura è confermata e potenziata rispetto alle versioni precedenti dalla Legge di Bilancio.Chi può chiederlo: requisiti 2026 Per accedere al Bonus Giorgetti nel 2026 occorre rientrare in una di queste categorie:Lavoratore con requisiti di pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.Lavoratore con requisiti di pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi (almeno).Lavoratore dipendente del settore privato o pubblico con rapporto di lavoro attivo.Non aver presentato domanda di pensione: chi ha già attivato la prestazione non può richiedere il bonus.I lavoratori autonomi e i forfettari restano fuori dalla misura, che si applica solo al lavoro dipendente.Come funziona la decontribuzione 9,19% L’aliquota contributiva IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) a carico del lavoratore dipendente è del 9,19% sulla retribuzione lorda. Con il Bonus Giorgetti:Questa quota non viene più versata a INPS dal lavoratore.L’importo corrispondente viene aggiunto allo stipendio netto.Il datore di lavoro continua a versare la sua quota di contributi (23,81%).La rinuncia ai contributi del lavoratore comporta che quei mesi non aumentano l’anzianità contributiva per il calcolo della pensione futura.Quanto si guadagna: 3 esempi (RAL 30/45/60k) RAL lordaContributi 9,19% annuiAumento mensile netto stimato30.000 €~ 2.757 €~ 200 € lordi/mese45.000 €~ 4.135 €~ 300 € lordi/mese60.000 €~ 5.514 €~ 400 € lordi/meseGli importi netti dipendono dall’aliquota IRPEF marginale del lavoratore: il 9,19% in più di lordo è tassato normalmente, quindi il netto effettivo è leggermente inferiore. Per un calcolo personalizzato, il CAF può simulare lo scenario sulla base della tua busta paga.Come richiederlo all’INPS: domanda online La richiesta si presenta online attraverso il portale MyINPS:Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.Cerca il servizio “Incentivo al posticipo del pensionamento” o “Bonus Giorgetti”.Compila la domanda indicando i tuoi dati anagrafici e contributivi.Il datore di lavoro riceve la comunicazione e applica la decontribuzione dalla mensilità successiva.In alternativa, puoi presentare la domanda attraverso un patronato o tramite il CAF Centro Fiscale di Udine, che ti assiste anche nella valutazione di convenienza con la simulazione della pensione futura.Bonus Giorgetti vs Quota 103: confronto Le due misure rispondono a logiche opposte: Quota 103 consente l’uscita anticipata, Bonus Giorgetti incentiva a restare. Ecco il confronto:Quota 103: pensione anticipata con 62 anni di età e 41 anni di contributi, ma con tetto al primo importo (max 4 volte il minimo INPS) e calcolo contributivo.Bonus Giorgetti: prosecuzione del lavoro oltre i requisiti di pensione con +9,19% in busta paga e nessun tetto.Stato Quota 103 nel 2026: la misura è stata bloccata per il 2026 (vedi aggiornamento Legge di Bilancio 2026).Effetti sulla pensione futuraAderire al Bonus Giorgetti ha alcuni effetti sulla pensione futura:Non si accumulano contributi per i mesi in cui si beneficia del bonus: l’anzianità contributiva resta ferma.Si continua a lavorare con stipendio più alto: questo può comunque rivalutare la base di calcolo della pensione (ultime retribuzioni).Una volta cessato il rapporto, si va in pensione con i requisiti maturati al momento dell’adesione, ma con un coefficiente potenzialmente più favorevole grazie all’età maggiore.FAQ Quanto dura il Bonus Giorgetti?Il bonus si applica fino a quando il lavoratore decide di andare in pensione o cessa il rapporto. Non c’è una scadenza massima fissata dalla legge, ma in pratica il lavoratore continua a maturare il diritto fino al pensionamento.Come si calcola il 9,19%?Il 9,19% è l’aliquota contributiva IVS standard a carico del lavoratore dipendente, calcolata sulla retribuzione lorda. Su uno stipendio mensile lordo di 2.500 €, l’aumento è di circa 230 € lordi, che diventano poi 130-160 € netti a seconda dell’IRPEF marginale.Bonus Giorgetti è compatibile con Quota 103?No: sono misure alternative. Inoltre, Quota 103 è stata bloccata nel 2026, quindi resta solo il Bonus Giorgetti per chi vuole rimandare il pensionamento.La pensione futura cala?I mesi in Bonus Giorgetti non aumentano l’anzianità contributiva, ma l’età più alta porta a un coefficiente di trasformazione più favorevole, che può compensare. In molti casi la pensione finale resta simile o addirittura più alta.Posso fermarmi e riprendere?Sì. In qualsiasi momento puoi rinunciare al bonus e presentare domanda di pensione. Una volta uscito, però, non puoi rientrare nel beneficio. Il CAF può aiutarti a valutare il momento migliore.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-26 07:00:002026-05-30 00:52:12Bonus Giorgetti 2026: 9,19% in Busta per Restare al Lavoro Oltre i 67 AnniLogopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Logopedista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Tasse e ContributiAprire la partita IVA come logopedista nel 2026 significa intraprendere una libera professione sanitaria regolamentata, con regole fiscali specifiche e vantaggi importanti grazie al regime forfettario. Il logopedista è infatti un professionista sanitario riconosciuto dalla Legge 42/1999 e dal D.M. 14/09/1994 n. 742, iscritto all’Albo TSRM-PSTRP, che si occupa della prevenzione, valutazione e trattamento dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dell’apprendimento.In questa guida completa, aggiornata al 2026, spiegheremo passo dopo passo come aprire partita IVA, quale codice ATECO utilizzare, come funziona il regime forfettario al 5% o 15%, quali sono i contributi alla Gestione Separata INPS, come emettere fatture esenti IVA detraibili al 19%, e quanto si paga di tasse con esempi pratici a 25.000 €, 40.000 € e 55.000 € di fatturato.Indice dei contenutiChi è il logopedista: profilo professionale sanitarioAree di intervento del logopedistaRequisiti per esercitare: laurea e Albo TSRM-PSTRPCodice ATECO logopedista: 86.90.29Regime forfettario logopedista: limiti e aliquoteGestione Separata INPS: aliquote 26,07% e 24%Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità 19%Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972Fatturazione elettronica logopedista B2CPrestazioni tipiche e tariffe di riferimentoAprire studio professionale: SCIA, RC e materialiLogopedia pediatrica vs logopedia adultiTeleriabilitazione e online consulting 2026Compatibilità dipendente ASL e P.IVA forfettariaEsempi calcolo tasse: 25K, 40K, 55KCome trovare i primi pazientiFAQ Partita IVA Logopedista 2026★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il logopedista: profilo professionale sanitarioIl logopedista è un professionista sanitario il cui profilo è stato istituito con il D.M. 14 settembre 1994, n. 742 e successivamente inquadrato dalla Legge 26 febbraio 1999, n. 42, che ha eliminato la dicitura “ausiliaria” e riconosciuto piena autonomia professionale alle professioni sanitarie tecnico-riabilitative. La Legge 11 gennaio 2018, n. 3 ha completato il quadro normativo istituendo gli Ordini delle Professioni Sanitarie e l’Albo della Federazione Nazionale TSRM-PSTRP.In termini operativi, il logopedista svolge la propria attività in autonomia o in équipe con medici (foniatri, neurologi, neuropsichiatri infantili, otorinolaringoiatri), psicologi, fisioterapisti, neuropsicomotricisti dell’età evolutiva e insegnanti. Non si tratta di un “tecnico” subordinato al medico, ma di un professionista che, sulla base della prescrizione medica, elabora autonomamente il piano di trattamento riabilitativo. Aree di intervento del logopedistaIl D.M. 742/1994 individua quattro grandi aree di intervento del logopedista:Disturbi del linguaggio e della comunicazione: ritardi del linguaggio, disturbi specifici del linguaggio (DSL), disfasie, afasie post-ictus o post-trauma, disartrie nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, SLA, sclerosi multipla).Disturbi della voce: disfonie funzionali e organiche, noduli e polipi delle corde vocali, riabilitazione vocale post-chirurgica, voice training per professionisti della voce (insegnanti, cantanti, attori).Disturbi della deglutizione: disfagie nei pazienti neurologici, oncologici (post-radioterapia testa-collo), pediatrici e geriatrici; disturbi della suzione e dell’alimentazione nel neonato e nel bambino.Disturbi dell’apprendimento: disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, ai sensi della Legge 170/2010.A queste si aggiungono interventi su balbuzie e disfluenze, disturbi della comunicazione nello spettro autistico, sordità infantile (con riabilitazione protesica e impianto cocleare), deglutizione deviata e ortognatica in collaborazione con ortodontisti, e counseling familiare per supportare genitori e caregiver. Requisiti per esercitare: laurea e Albo TSRM-PSTRPPer esercitare la professione di logopedista in Italia nel 2026 sono richiesti due requisiti fondamentali:Laurea triennale in Logopedia (Classe L/SNT2 – Professioni sanitarie della riabilitazione), abilitante alla professione. Il corso prevede 180 CFU, di cui circa 60 di tirocinio pratico nelle strutture sanitarie convenzionate. L’esame finale ha valore di esame di Stato abilitante.Iscrizione all’Albo della professione di Logopedista presso l’Ordine TSRM-PSTRP territoriale di competenza. L’iscrizione è obbligatoria per esercitare sia come dipendente sia come libero professionista, ai sensi della Legge 3/2018.Per chi desidera proseguire gli studi sono disponibili la Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM/SNT2), utile per ruoli di coordinamento, didattica e ricerca, oltre a master universitari di I e II livello in aree specialistiche (logopedia in età evolutiva, disfagia, voce artistica, neuroriabilitazione cognitiva, DSA).L’iscrizione all’Albo comporta il pagamento di una quota annuale (mediamente 100-150 euro) e l’obbligo di formazione continua ECM (50 crediti annui, 150 nel triennio) ai sensi del D.lgs. 502/1992. Codice ATECO logopedista: 86.90.29Il codice ATECO 2025 (in vigore dal 1° gennaio 2025 e applicato anche nel 2026) corretto per il logopedista che apre partita IVA è il 86.90.29 – Altri servizi di assistenza sanitaria n.c.a. (non classificati altrove). Questo codice raggruppa le professioni sanitarie tecnico-riabilitative diverse dai medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi.In sede di apertura partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 telematico o tramite intermediario CAF), occorre indicare:Codice ATECO primario: 86.90.29Descrizione attività: “Servizi di logopedia – prestazioni sanitarie di valutazione e trattamento riabilitativo dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dell’apprendimento”Natura giuridica: persona fisica (lavoratore autonomo / libero professionista)Regime fiscale: forfettario (codice “CM”) se si rispettano i requisitiCassa previdenziale: Gestione Separata INPS (non esiste cassa autonoma per logopedisti)L’apertura della partita IVA è gratuita e immediata. Tramite il CAF Centro Fiscale di Udine è possibile ottenere assistenza completa nella compilazione del modello AA9/12 e nella pianificazione fiscale e previdenziale dell’attività. Regime forfettario logopedista: limiti e aliquoteIl regime forfettario introdotto dalla Legge 190/2014 e modificato dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è la scelta più conveniente per la maggior parte dei logopedisti, soprattutto nei primi anni di attività. Le caratteristiche per il 2026 sono:Limite di ricavi: 85.000 euro annui (sopra i 100.000 euro decadenza immediata in corso d’anno)Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29: 78% (gruppo “altre attività”)Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (regime “start-up” se rispettati i requisiti); 15% dal sesto anno o se non si rispettano i requisiti start-upEsenzione IVA: nessun obbligo di addebito IVA in fattura (a doppio titolo: regime forfettario + esenzione sanitaria art. 10)Niente IRAP e niente studi di settore / ISAContabilità semplificata: solo registro cronologico delle fatture emesse (con software gestionale o anche in Excel)Per accedere al regime start-up al 5% sono richiesti tre requisiti cumulativi:Non aver esercitato attività professionale o di impresa nei 3 anni precedenti l’apertura partita IVAL’attività non deve essere mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo (eccetto pratica obbligatoria)Se si prosegue un’attività altrui, i ricavi del cedente nel periodo d’imposta precedente non devono superare 85.000 euroIl tirocinio universitario svolto durante il corso di laurea in Logopedia non è considerato “attività professionale precedente” e quindi non preclude l’accesso al regime start-up al 5%. Gestione Separata INPS: aliquote 26,07% e 24%Il logopedista libero professionista, non avendo una cassa di previdenza autonoma, è obbligatoriamente iscritto alla Gestione Separata INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. L’iscrizione è gratuita e si effettua online sul portale INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.Le aliquote contributive 2026 della Gestione Separata si applicano al reddito imponibile previdenziale (nel forfettario: ricavi × 78%):26,07%: per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (è la situazione standard del logopedista libero professionista a tempo pieno)24%: per professionisti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria (es. lavoratori dipendenti che esercitano in P.IVA in regime di doppio lavoro) o pensionatiIl massimale contributivo 2026 è di circa 119.650 euro (rivalutato annualmente). I contributi si versano tramite modello F24 con due saldi (giugno e novembre) e si calcolano in dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF, quadro RR sezione II). I contributi versati sono integralmente deducibili dal reddito ai fini IRPEF (anche nel forfettario, dove riducono direttamente l’imponibile dell’imposta sostitutiva).Importante: il logopedista in P.IVA può addebitare in fattura al cliente la rivalsa INPS del 4% (art. 1, comma 212, L. 662/1996). Questa rivalsa concorre a formare il reddito imponibile IRPEF/sostitutiva ma non è soggetta a ritenuta. Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità 19%Il logopedista è obbligato a trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria (STS) ai sensi del D.lgs. 175/2014 e del D.M. 19 ottobre 2020 (che ha inserito gli iscritti agli Albi delle professioni sanitarie tra i soggetti tenuti all’invio).L’invio dei dati al Sistema TS produce due effetti pratici fondamentali:Detraibilità 19%: il paziente può detrarre le spese sostenute per prestazioni logopediche come spese sanitarie ex art. 15, comma 1, lett. c) TUIR, sopra la franchigia di 129,11 euro, nel modello 730 o Redditi PF. La detrazione è confermata anche per il 2026 (con il limite di reddito complessivo introdotto dalla Manovra per i redditi sopra 75.000 euro).Precompilata: i dati trasmessi confluiscono automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata del paziente, semplificandone la compilazione.Le scadenze 2026 per l’invio al Sistema TS sono semestrali (entro il 30 settembre per il primo semestre, entro il 31 gennaio dell’anno successivo per il secondo semestre), come stabilito dal D.M. 8 febbraio 2024. Per ogni prestazione il logopedista deve indicare data, importo, tipologia (TK = “altre spese sanitarie”), modalità di pagamento e codice fiscale del paziente.Il paziente ha sempre diritto al diritto di opposizione alla trasmissione dei propri dati al STS: in tal caso il logopedista non invia i dati di quella prestazione e annota l’opposizione sul registro.Per beneficiare della detrazione il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, bancomat, app di pagamento) ai sensi della Legge 160/2019, art. 1, c. 679-680. È quindi sconsigliato il pagamento in contanti. Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972Le prestazioni rese dal logopedista sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18, del DPR 633/1972, che esonera le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”.L’esenzione si applica indipendentemente dal regime fiscale (ordinario, semplificato o forfettario) e si fonda sul fatto che il logopedista è una professione sanitaria iscritta a un Albo. In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente IVA art. 10, n. 18, DPR 633/1972” e, se in regime forfettario, anche “Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”.Importante: anche in caso di esenzione IVA, sulle fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro va apposta una marca da bollo da 2 euro (art. 13 Tariffa allegata al DPR 642/1972). La marca può essere a carico del cliente (se indicata in fattura) e va versata cumulativamente entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno tramite F24 (codice tributo 2505).Per le prestazioni rese a strutture sanitarie pubbliche o private accreditate (es. ASL, cliniche), è opportuno verificare con il committente se la fattura debba riportare anche il riferimento al D.M. 17 maggio 2002 sull’esenzione delle prestazioni sanitarie rese in regime di accreditamento. Fatturazione elettronica logopedista B2CDal 1° gennaio 2024, con l’entrata a regime della fatturazione elettronica per tutti i forfettari (D.L. 36/2022, art. 18), anche il logopedista deve emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI). Tuttavia, esiste una regola specifica per le prestazioni sanitarie rese a privati:Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche (B2C) i cui dati sono inviati al Sistema TS NON devono essere trasmesse via SdI in formato elettronico, ma vanno emesse in formato cartaceo o PDF e consegnate al paziente. Lo stabilisce l’art. 10-bis del D.L. 119/2018, prorogato fino al 31 dicembre 2025 (e con tutta probabilità prorogato anche per il 2026 con la Legge di Bilancio).Le fatture verso aziende, enti, ASL, studi medici (B2B) vanno invece emesse tramite SdI in formato XML, indicando il codice destinatario o la PEC del committente. In questo caso il codice destinatario “0000000” si usa solo se il committente non lo ha comunicato.In pratica, il logopedista che lavora prevalentemente con privati (B2C) non emette fatture elettroniche via SdI, ma cartacee o PDF, e si limita a inviare i dati al Sistema TS. Questo semplifica enormemente la gestione amministrativa.Elementi obbligatori della fattura del logopedista (anche se cartacea):Numerazione progressiva e dataDati anagrafici e P.IVA del logopedistaCodice fiscale del paziente (obbligatorio per il Sistema TS)Descrizione della prestazione (es. “valutazione logopedica”, “trattamento riabilitativo”)Importo della prestazioneDicitura esenzione IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972Dicitura regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014Eventuale marca da bollo da 2 euro (sopra 77,47 euro)Modalità di pagamento (preferibilmente tracciabile) Prestazioni tipiche e tariffe di riferimentoLe tariffe del logopedista libero professionista sono liberamente determinate dal singolo professionista (non esistono più tariffari minimi obbligatori dopo la Legge Bersani 248/2006). Tuttavia, sulla base dei tariffari indicativi della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) e di rilevazioni di mercato 2025-2026, le tariffe più diffuse sono:Valutazione logopedica iniziale (60-90 minuti, anamnesi, somministrazione test standardizzati, stesura relazione): 80-120 euroSeduta di trattamento individuale (45-50 minuti): 40-70 euro in base alla città e all’esperienzaBilancio periodico / aggiornamento valutazione: 50-90 euroCounseling familiare (50 minuti): 50-80 euroRelazione clinica per pediatra, scuola o altri specialisti: 40-80 euroTrattamento di gruppo (es. gruppi DSA o di voice training): 20-35 euro a partecipanteTeleriabilitazione (videochiamata 30-45 minuti): 35-60 euroLe tariffe variano sensibilmente in base alla città (Milano, Roma e Bologna sono mediamente più alte di 15-25%), all’esperienza, alla specializzazione (es. disfagia oncologica e voce artistica hanno tariffe più alte) e al tipo di paziente (le sedute di logopedia pediatrica sono mediamente più richieste).Un logopedista libero professionista a tempo pieno con 25-30 ore settimanali di lavoro clinico (lasciando tempo per refertazione, formazione, counseling) può raggiungere un fatturato annuo di 35.000-55.000 euro, perfettamente compatibile con il regime forfettario. Aprire studio professionale: SCIA, RC e materialiAprire uno studio professionale di logopedia richiede alcuni adempimenti, semplificati rispetto alle strutture sanitarie ambulatoriali ma non assenti:SCIA sanitaria al Comune o alla ASL territoriale (a seconda della normativa regionale): è una segnalazione certificata di inizio attività che attesta il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, di sicurezza e di idoneità dei locali. Per gli studi professionali “monoprofessionali” la procedura è generalmente semplificata e non richiede autorizzazione preventiva.Requisiti dei locali: superficie minima dello studio (10-12 mq utili), bagno con antibagno, areazione e illuminazione naturale, climatizzazione, accessibilità per persone con disabilità (se nuova costruzione/ristrutturazione), insonorizzazione adeguata per le sedute di voice training e teleriabilitazione.Destinazione d’uso: lo studio professionale può essere ubicato anche in unità immobiliari residenziali (categoria A/2, A/3) come “studio professionale” senza necessità di cambio d’uso, ai sensi della Legge 392/1978 art. 27 e della giurisprudenza consolidata.RC professionale: la polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria ai sensi della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) per tutti i professionisti sanitari, con massimali tipicamente di 1-3 milioni di euro. Il costo annuo per logopedisti varia da 150 a 400 euro.Privacy e GDPR: nomina del DPO se si trattano dati di particolari categorie su larga scala, registro dei trattamenti, informativa privacy specifica per dati sanitari.Sicurezza sul lavoro: D.lgs. 81/2008 anche per studi professionali (DVR, formazione, primo soccorso e antincendio se ci sono dipendenti o collaboratori).Per i materiali professionali, l’investimento iniziale tipico include:Test standardizzati e batterie diagnostiche: PVCL, BVL 4-12, TROG-2, CMF, BVN 5-11, BVN 12-18, ABCA, MT, prove di lettura e scrittura DDE-2, ecc. (1.500-3.500 euro)Strumentazione audio: registratore digitale di alta qualità, cuffie professionali, microfoni, software di analisi spettrografica della voce (Praat è gratuito, software specifici 200-800 euro)Materiali per terapia: schede operative, libri specialistici, giochi terapeutici, software per CAA, app per riabilitazione (300-1.000 euro iniziali)Arredamento: scrivania, sedie ergonomiche, lettino o poltrona pediatrica, armadi chiusi (per privacy dei materiali clinici), specchio da parete (utile per voice training e articolazione)Strumentazione sanitaria di base: abbassalingua monouso, guanti, mascherine, gel disinfettante, cestini differenziatiInvestimento iniziale complessivo: circa 3.000-7.000 euro per uno studio piccolo, fino a 15.000 euro per uno studio attrezzato con cabina insonorizzata e strumentazione avanzata. Logopedia pediatrica vs logopedia adultiLa libera professione del logopedista si articola tipicamente in due grandi filoni, che richiedono competenze, materiali e approcci differenti:Logopedia pediatrica (0-18 anni): rappresenta il segmento più richiesto del mercato libero professionale. Comprende:Disturbi del linguaggio in età evolutiva (ritardi semplici, DSL, disturbi fonetico-fonologici)Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): dislessia, disortografia, disgrafia, discalculiaSordità infantile e riabilitazione protesica/cocleareBalbuzie evolutiva e in età scolareDisturbi della deglutizione neonatale e svezzamento difficileComunicazione nei disturbi dello spettro autisticoDeglutizione deviata e ortognatica (in collaborazione con ortodontisti)Il logopedista pediatrico lavora prevalentemente con genitori paganti privati (la richiesta di valutazioni e trattamenti DSA è in continua crescita), in collaborazione con pediatri di libera scelta, neuropsichiatri infantili e centri di neuropsichiatria. Le tariffe medie sono leggermente più alte e la frequenza delle sedute è generalmente bisettimanale.Logopedia adulti e geriatrica: comprende:Afasie post-ictus o post-trauma cranicoDisartrie nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, SLA, sclerosi multipla, Alzheimer)Disfagia neurologica, oncologica e geriatricaDisfonie funzionali e organiche, voice training per professionisti della voceRiabilitazione post-laringectomia e post-chirurgia testa-colloBalbuzie persistente nell’adultoIl logopedista per adulti collabora frequentemente con neurologi, otorinolaringoiatri, foniatri, fisiatri, oncologi, geriatri e RSA. Una parte significativa del lavoro può svolgersi a domicilio del paziente (afasie, SLA, esiti di ictus), con tariffe maggiorate per il trasferimento.Molti logopedisti scelgono di specializzarsi in una nicchia specifica (es. solo DSA, solo voce, solo disfagia oncologica) per posizionarsi come riferimento territoriale e applicare tariffe più alte. Teleriabilitazione e online consulting 2026La teleriabilitazione logopedica, esplosa durante la pandemia, è ormai una modalità consolidata e regolamentata anche per il 2026. Le linee guida di riferimento sono:Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni 17 dicembre 2020 e successivi aggiornamenti del Ministero della Salute), che includono espressamente la teleriabilitazione tra le prestazioni erogabiliD.M. 30 settembre 2022 sui requisiti delle piattaforme di telemedicina e i flussi informativi del FSE 2.0Position paper della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) sulle buone pratiche della teleriabilitazione logopedicaDal punto di vista pratico, il logopedista può erogare in modalità telematica:Teleconsulto e counseling familiare (sempre possibile)Trattamento riabilitativo: consigliato dopo una prima valutazione in presenza, per pazienti collaboranti, con setup tecnologico adeguato e supporto del caregiver per i bambiniBilanci periodici e supervisione di programmi di lavoro a casaFormazione e parent trainingAspetti fiscali della teleriabilitazione: la prestazione resta una prestazione sanitaria a tutti gli effetti, esente IVA art. 10, soggetta a invio al Sistema TS e detraibile al 19%. La fattura va emessa con la stessa modalità delle prestazioni in presenza. È buona pratica indicare in fattura la dicitura aggiuntiva “Prestazione erogata in modalità di teleriabilitazione”.Aspetti tecnologici minimi: piattaforma di videoconferenza GDPR-compliant (Doxee, GoToMeeting Health, Microsoft Teams in versione sanitaria, ecc.), connessione stabile, webcam HD, microfono di buona qualità (essenziale per i disturbi della voce e dell’articolazione), illuminazione adeguata. Compatibilità dipendente ASL e P.IVA forfettariaUna situazione molto frequente è quella del logopedista dipendente di ASL o struttura sanitaria pubblica che vuole integrare il proprio reddito con un’attività libero professionale in regime forfettario. La compatibilità è possibile ma con regole specifiche:Autorizzazione del datore di lavoro: il dipendente pubblico deve presentare istanza di autorizzazione all’esercizio della libera professione (D.lgs. 165/2001, art. 53). L’autorizzazione viene concessa salvo conflitti di interesse o incompatibilità con l’orario di servizio.Regime intramoenia o extramoenia: il logopedista dipendente del SSN può aderire al regime intramoenia (con visite a tariffe regolate dal contratto) oppure svolgere la libera professione extramoenia, ma deve sceglierne uno solo per ogni Azienda.Limite reddituale per il forfettario: chi nel 2025 ha avuto redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 30.000 euro NON può accedere al regime forfettario nel 2026, salvo che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato (art. 1 comma 57 lett. d-ter, L. 190/2014). Questo è un punto cruciale: molti logopedisti dipendenti ASL superano questa soglia e devono valutare il regime ordinario o semplificato.Aliquota Gestione Separata: il dipendente che apre P.IVA paga la Gestione Separata INPS al 24% (e non al 26,07%) perché ha già altra copertura previdenziale obbligatoriaNiente regime start-up al 5%: la prosecuzione di un’attività di logopedia già svolta come dipendente preclude di norma l’aliquota agevolata (salvo eccezioni motivate)Per il logopedista dipendente privato (es. cliniche, centri convenzionati) le regole sono più morbide: di norma è sufficiente verificare il contratto di lavoro per eventuali clausole di esclusiva e ottenere il consenso scritto del datore. Il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per il forfettario si applica comunque. Esempi calcolo tasse: 25K, 40K, 55KVediamo concretamente quanto paga di tasse e contributi un logopedista in regime forfettario, con tre scenari realistici. Le formule sono:Reddito imponibile = Ricavi × 78% (coefficiente redditività ATECO 86.90.29)Contributi INPS Gestione Separata = Reddito imponibile × 26,07% (senza altra copertura)Imposta sostitutiva = (Reddito imponibile − Contributi INPS) × 5% (start-up) o 15%Carico fiscale totale = Imposta sostitutiva + Contributi INPSNetto in tasca = Ricavi − Carico fiscale totaleScenario 1: Fatturato 25.000 euro (logopedista neolaureata, primi anni)Ricavi: 25.000 €Reddito imponibile (×78%): 19.500 €Contributi INPS (26,07% di 19.500): 5.084 €Imponibile per imposta sostitutiva (19.500 − 5.084): 14.416 €Imposta sostitutiva 5% (start-up): 721 €Imposta sostitutiva 15% (regime ordinario forfettario): 2.162 €Netto in tasca con 5%: 25.000 − 5.084 − 721 = 19.195 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 25.000 − 5.084 − 2.162 = 17.754 € (71,0%)Scenario 2: Fatturato 40.000 euro (logopedista 3-4 anni di attività)Ricavi: 40.000 €Reddito imponibile (×78%): 31.200 €Contributi INPS (26,07% di 31.200): 8.134 €Imponibile per imposta sostitutiva (31.200 − 8.134): 23.066 €Imposta sostitutiva 5%: 1.153 €Imposta sostitutiva 15%: 3.460 €Netto in tasca con 5%: 40.000 − 8.134 − 1.153 = 30.713 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 40.000 − 8.134 − 3.460 = 28.406 € (71,0%)Scenario 3: Fatturato 55.000 euro (logopedista esperto, studio strutturato)Ricavi: 55.000 €Reddito imponibile (×78%): 42.900 €Contributi INPS (26,07% di 42.900): 11.184 €Imponibile per imposta sostitutiva (42.900 − 11.184): 31.716 €Imposta sostitutiva 5%: 1.586 €Imposta sostitutiva 15%: 4.757 €Netto in tasca con 5%: 55.000 − 11.184 − 1.586 = 42.230 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 55.000 − 11.184 − 4.757 = 39.059 € (71,0%)Come si vede, il regime forfettario consente al logopedista di trattenere il 71-77% del fatturato, decisamente più del regime ordinario (dove l’IRPEF a scaglioni più contributi può portare il carico fiscale al 38-43%). Il salto da 5% a 15% al sesto anno di attività comporta una “perdita” di circa il 5,8% del fatturato, da pianificare con attenzione. Come trovare i primi pazientiUna volta aperta la partita IVA e allestito lo studio, la sfida principale del logopedista neoprofessionista è costruire la propria clientela. Le strategie più efficaci nel 2026 sono:Convenzioni con studi medici e poliambulatori: contattare otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi, neuropsichiatri infantili, dentisti/ortodontisti, geriatri della propria zona e proporre collaborazioni a tariffa concordata o invii reciproci. Questo è il canale storicamente più produttivo.Referral con pediatri di libera scelta: per chi si occupa di logopedia pediatrica, costruire un rapporto solido con 4-5 pediatri della zona può portare 30-50 valutazioni l’anno. È utile preparare brochure informative e presentazioni di 30 minuti su DSA, ritardi del linguaggio o disfagia neonatale.Convenzioni con scuole, asili e nidi: proporsi per screening del linguaggio nelle scuole materne (in collaborazione con i pediatri di comunità), per formazione agli insegnanti su DSA e per consulenze al doposcuola specializzato.Convenzioni ASL per liste d’attesa: alcune ASL stipulano convenzioni con liberi professionisti per smaltire le liste d’attesa, soprattutto per DSA e ritardi del linguaggio. Le tariffe sono regolate ma il volume è significativo.Google Business Profile: una scheda Google ottimizzata con foto dello studio, recensioni dei pazienti (richieste con tatto e privacy), orari, mappa e categorie corrette (“Logopedista”, “Speech Therapist”) porta in media il 30-40% dei nuovi pazienti privati.Sito web professionale e SEO locale: anche un sito di 5-6 pagine ottimizzato per “logopedista [città]”, “trattamento DSA [città]”, “balbuzie bambini [città]” è un investimento di 800-1.500 euro che genera contatti per anni.Social media specializzati: Instagram e TikTok funzionano bene per logopedia pediatrica e voice training (contenuti educativi per genitori), LinkedIn per il networking professionale con altri sanitari.Iscrizione a piattaforme: MioDottore, Pagine Bianche Salute, Doctolib aumentano la visibilità (ma comportano costi mensili o commissioni).Eventi formativi e divulgativi: organizzare incontri gratuiti su DSA per genitori, screening gratuiti nelle scuole o conferenze per insegnanti è un ottimo modo per farsi conoscere.Tipicamente serve circa 1 anno di attività per raggiungere un volume di lavoro stabile (15-20 pazienti settimanali) e 2-3 anni per un’agenda completa. Per accelerare, può essere utile partire affittando ore in uno studio già avviato o lavorando come collaboratore in un poliambulatorio nei primi 12-18 mesi. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Inoltre serve l’autorizzazione del datore di lavoro (D.lgs. 165/2001) e l’aliquota Gestione Separata sarà del 24% (non 26,07%) perché si ha già altra copertura previdenziale.Le mie prestazioni di logopedia sono detraibili al 19%?Sì. Le prestazioni del logopedista sono spese sanitarie detraibili al 19% (oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi), trasmesse automaticamente al Sistema Tessera Sanitaria e precaricate nella dichiarazione precompilata del paziente. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti).Devo fatturare con IVA al 22%?No. Le prestazioni sanitarie del logopedista sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972, indipendentemente dal regime fiscale (forfettario o ordinario). In fattura va indicata la dicitura di esenzione e, sopra 77,47 euro, applicata la marca da bollo da 2 euro.Devo iscrivermi a una cassa professionale specifica?No. I logopedisti non hanno una cassa di previdenza autonoma e si iscrivono obbligatoriamente alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). L’aliquota è del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, del 24% per chi è già coperto altrove.Posso fare teleriabilitazione e fatturarla come prestazione sanitaria?Sì. La teleriabilitazione è espressamente prevista dalle Linee guida nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni 2020) e dal D.M. 30 settembre 2022. È una prestazione sanitaria a tutti gli effetti: esente IVA, soggetta a invio Sistema TS, detraibile al 19%. È buona pratica indicare in fattura la modalità “teleriabilitazione”.Quanto guadagna un logopedista in regime forfettario?Con il regime forfettario start-up al 5%, un logopedista trattiene circa il 76-77% del fatturato. Esempi: 25.000 € fatturato → ~19.200 € netti; 40.000 € fatturato → ~30.700 € netti; 55.000 € fatturato → ~42.200 € netti. Con aliquota al 15% (dal sesto anno) la percentuale netta scende a circa il 71%.Devo fare fattura elettronica via SdI ai privati?No. Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche i cui dati sono inviati al Sistema TS non vanno trasmesse via SdI (art. 10-bis D.L. 119/2018). Si emettono in cartaceo o PDF e si consegnano al paziente. La fatturazione elettronica via SdI resta obbligatoria solo per le prestazioni B2B (verso aziende, ASL, studi medici).Serve la SCIA per aprire uno studio di logopedia?Sì, è generalmente richiesta una SCIA sanitaria al Comune o alla ASL territoriale, con regole che variano da Regione a Regione. Per gli studi monoprofessionali la procedura è semplificata. Vanno rispettati requisiti di idoneità dei locali, igiene, sicurezza e accessibilità. Lo studio può essere ubicato anche in immobile residenziale come “studio professionale” senza cambio d’uso.Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarmi?Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i logopedisti nella scelta del regime fiscale, nell’apertura della partita IVA, nella gestione delle dichiarazioni dei redditi (modello Redditi PF), nell’invio al Sistema Tessera Sanitaria, nel calcolo dei contributi INPS Gestione Separata e nella pianificazione fiscale per ottimizzare il carico tributario. Contattaci per una consulenza personalizzata.Conclusioni: aprire P.IVA logopedista nel 2026 convieneAprire la partita IVA come logopedista nel 2026 rappresenta una scelta professionale e fiscale conveniente per molti motivi: il regime forfettario al 5% per i primi 5 anni consente di trattenere oltre tre quarti del fatturato; l’esenzione IVA art. 10 e la detraibilità 19% rendono le prestazioni più appetibili per i pazienti; la teleriabilitazione apre nuovi mercati anche oltre la propria città; il crescente bisogno di interventi su DSA, balbuzie, disfagia geriatrica e voice training garantisce una domanda sostenuta.Le criticità da pianificare con attenzione sono il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente (cruciale per chi è già dipendente ASL), la corretta gestione del Sistema TS, la marca da bollo sulle fatture e il salto da 5% a 15% al sesto anno di attività.Per ricevere assistenza completa nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale e nella gestione fiscale e previdenziale annuale, il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione consulenti specializzati nelle professioni sanitarie. 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La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCalendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntivaLa data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiareSupporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggioNASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mesePensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesimaBonus nascita, maternità e congedo parentaleCosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempiCome verificare l’accredito su MyINPS e App IODomande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntivaLa settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamentoAssegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiarioNASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postaleAssegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedenteIndennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinarioBonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedentePensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione onlineCome vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS). Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiareGli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenzaPrimo componente maggiorenne1,00Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascunoDal terzo minore in poi+ 0,20 ciascunoPer fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale. Quota A e Quota B: come si compongonoLa Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggioInsieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego. Differenze tra ADI e SFLADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese. Requisiti per ricevere la NASPIStato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causaAlmeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazioneAlmeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazionePresentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapportoSottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio PersonalizzatoLa DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine meseL’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEEFascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minoreISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euroISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minoreGli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesimaLe pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:L’importo lordo della pensione di giugnoL’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modestiLe ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunaliEventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)L’importo netto effettivamente accreditatoLa quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale). Come leggere il cedolino pensionisticoLeggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.Bonus nascita, maternità e congedo parentaleTra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempiUna delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificateRivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPSVerifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornatoIl CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IOPer controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.MyINPS: il portale di verifica delle prestazioniNell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.App IO: notifiche in tempo realeL’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026 Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.Quando arriva la NASPI di maggio 2026?La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggioI pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di InclusioneCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOProroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e ForfettariLa proroga dei versamenti delle dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e per i contribuenti in regime forfettario rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del calendario fiscale italiano. Per l’anno d’imposta 2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato lo slittamento della scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 e dai provvedimenti attuativi.In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi sono i soggetti beneficiari della proroga, quali versamenti rientrano nello slittamento, come calcolare correttamente saldo IRPEF 2025 e acconti 2026, e come gestire la rateizzazione delle imposte. Sono inclusi esempi pratici, tabelle riassuntive dei codici tributo, e una sezione dedicata agli errori più frequenti.La proroga non è una sanatoria né una riduzione del debito d’imposta: si tratta di uno spostamento del termine di versamento senza maggiorazioni, finalizzato a consentire ai professionisti, ai commercialisti e ai CAF di gestire i carichi di lavoro derivanti dall’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB) e dagli adempimenti collegati al modello Redditi PF/SP/SC 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiProroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoChi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiIl quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Quali versamenti sono prorogati: elenco completoCalcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVersamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Rateizzazione: come pagare in rate mensiliCodici tributo F24: tabella completaCasi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiErrori più frequenti e ravvedimento operosoDomande frequenti sulla proroga 2026Proroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoLa scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 per il pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) viene posticipata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione per i contribuenti che soddisfano specifici requisiti. Si tratta di una proroga ormai strutturale, confermata anno dopo anno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per i soggetti che applicano gli ISA e per i forfettari, in considerazione dei tempi tecnici di pubblicazione dei software dichiarativi e delle istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate.Cosa significa concretamente? Significa che chi rientra nell’ambito applicativo della proroga potrà:Versare saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 entro il 20 luglio 2026 (anziché il 30 giugno) senza maggiorazione dello 0,40%;Versare entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,40% (anziché entro il 30 luglio);Avviare la rateizzazione con prima rata al 20 luglio (rate mensili successive).La proroga riguarda solo i versamenti, non incide invece sulla scadenza di invio telematico del modello Redditi, fissata al 31 ottobre 2026 (modello Redditi PF/SP/SC) né sulla dichiarazione IRAP (anch’essa al 31 ottobre 2026).Fonte: Agenzia delle Entrate, sezione “Scadenze fiscali”; art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024. Chi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tre categorie principali di contribuenti:1. Soggetti che applicano gli ISASono interessati i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), introdotti dall’art. 9-bis del D.L. 50/2017 in sostituzione degli ex studi di settore. Rientrano nel beneficio:Persone fisiche titolari di partita IVA (artigiani, commercianti, professionisti) con ricavi/compensi fino a 5.164.569 euro;Società di persone (SNC, SAS) e soggetti equiparati che applicano gli ISA;Società di capitali (SRL, SPA) che applicano gli ISA con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;Soci di società (SAS, SNC) e collaboratori familiari per redditi attribuiti per trasparenza.Sono esclusi dagli ISA (e quindi non beneficiano automaticamente della proroga in quanto soggetti ISA) i contribuenti con cause di esclusione – ad esempio inizio o cessazione attività nel periodo, periodo non coincidente con anno solare, ricavi superiori a 5.164.569 euro – salvo che rientrino in altri presupposti.2. Contribuenti in regime forfettarioI contribuenti che applicano il regime forfettario ex art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014, pur essendo esclusi dall’applicazione degli ISA, beneficiano comunque della proroga in virtù di esplicita previsione normativa. Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario nel 2025 è fissato a 85.000 euro.3. Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Anche i residui contribuenti che ancora applicano il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.L. 98/2011), in scadenza al compimento del quinto anno di attività o al compimento del 35esimo anno di età, rientrano nella proroga al 20 luglio 2026.Casi di estensione della prorogaLa proroga si estende anche ai soci di società che partecipano a soggetti ISA o forfettari, in regime di trasparenza fiscale (art. 5, 115 e 116 TUIR). In particolare:Soci di SNC, SAS e società equiparate;Soci di SRL che hanno optato per la trasparenza (art. 116 TUIR);Collaboratori familiari (art. 230-bis Codice Civile). Il quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024La proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari non è una concessione estemporanea: ha radici normative chiare e progressivamente consolidate.Il punto di partenza: art. 17 DPR 435/2001La normativa di base sulle scadenze di versamento delle imposte da dichiarazione e l’articolo 17 del DPR 7 dicembre 2001 n. 435, che stabilisce due termini ordinari:30 giugno: termine ordinario senza maggiorazione;30 luglio (i 30 giorni successivi): termine con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.Le proroghe annuali: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Negli anni precedenti la proroga era disposta annualmente con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Dal 2024 in poi, l’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 (attuativo della delega fiscale L. 111/2023) ha previsto una proroga strutturale per i soggetti ISA e forfettari, collegandola all’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB).In particolare, per il 2026 (anno d’imposta 2025), la proroga al 20 luglio è collegata anche all’esigenza di dare tempi adeguati per l’adesione al CPB 2025-2026, riservato proprio ai soggetti ISA e forfettari (limitatamente al periodo 2025 con applicazione dell’imposta sostitutiva ad aliquota agevolata 10-15% sull’eccedenza concordata).Provvedimenti applicativi 2026Per il 2026 la proroga è stata confermata dai consueti comunicati MEF e dalle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito istituzionale. Si veda inoltre la circolare AdE 18/E del 2024 in materia di CPB, che richiama i termini di versamento per i soggetti aderenti.Riferimenti normativi: D.Lgs. 13/2024 art. 37; DPR 435/2001 art. 17; L. 111/2023 (delega fiscale); circolare AdE 18/E/2024. Quali versamenti sono prorogati: elenco completoLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tutti i versamenti il cui termine ordinario cade il 30 giugno 2026 e che risultano dalla dichiarazione dei redditi. In particolare, rientrano nel beneficio:Imposte diretteSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001) e relative addizionali regionali e comunali (codici 3801, 3844);Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033), pari al 40% dell’imposta dovuta per il 2025 (per il regime forfettario il primo acconto è generalmente al 50% del totale acconto);Saldo IRES 2025 (codice tributo 2003) per società di capitali con esercizio solare;Primo acconto IRES 2026 (codice tributo 2001);Saldo e acconto IRAP 2025 (codici 3800, 3812, 3813).Imposta sostitutiva per il regime forfettarioSaldo imposta sostitutiva 2025 (aliquota 15%, oppure 5% per nuove attività nei primi 5 anni) – codice tributo 1792;Primo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1790;Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1791 (scadenza ordinaria 30 novembre 2026, non interessata dalla proroga di luglio).Imposte sostitutive e patrimonialiCedolare secca sui canoni di locazione – saldo (codice 1842) e primo acconto (codice 1840);IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) – codice 4041 saldo, 4044 primo acconto;IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) – codice 4043 saldo, 4047 primo acconto.Contributi previdenzialiLa proroga si applica anche ai contributi previdenziali INPS Gestione Separata e ai contributi della Gestione Artigiani e Commercianti dovuti a saldo e primo acconto, calcolati sul reddito eccedente il minimale.IVA annualeL’IVA annuale 2025 con scadenza al 16 marzo 2026 NON è oggetto della proroga di luglio. Tuttavia, chi ha scelto di rateizzare l’IVA annuale o di posticiparla con la maggiorazione dello 0,40% mensile alla scadenza di giugno-luglio, ricade nei termini della proroga.VersamentoCodice tributoScadenza ordinariaScadenza prorogataSaldo IRPEF 2025400130/06/202620/07/2026Primo acconto IRPEF 2026403330/06/202620/07/2026Saldo imposta sost. forfettari179230/06/202620/07/2026Primo acconto imp. sost. forfettari179030/06/202620/07/2026Saldo IRES 2025200330/06/202620/07/2026Saldo IRAP 2025380030/06/202620/07/2026Cedolare secca saldo184230/06/202620/07/2026Addizionale regionale380130/06/202620/07/2026Addizionale comunale saldo384430/06/202620/07/2026 Calcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVediamo come si calcolano concretamente saldo e acconti per le due principali categorie di contribuenti che beneficiano della proroga.Esempio 1: Artigiano con ricavi ISAMario, idraulico in regime ordinario semplificato, soggetto agli ISA per il codice ATECO 43.22.01, presenta:Reddito d’impresa 2025: 38.000 euro;IRPEF lorda calcolata: 8.450 euro;Detrazioni: 1.880 euro;IRPEF netta: 6.570 euro;Acconti già versati nel 2025 (giugno + novembre): 5.940 euro.Calcolo:Saldo IRPEF 2025 = 6.570 – 5.940 = 630 euro (codice 4001);Primo acconto IRPEF 2026 = 40% di 6.570 = 2.628 euro (codice 4033);Secondo acconto IRPEF 2026 = 60% di 6.570 = 3.942 euro (scadenza 30/11/2026, codice 4034).Totale da versare entro il 20 luglio 2026: 3.258 euro (630 + 2.628). Oppure entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione 0,40%: 3.258 + 13,03 = 3.271,03 euro.Esempio 2: Professionista in regime forfettarioLaura, consulente IT, primo anno di attività superato (non più start-up al 5%):Compensi 2025: 52.000 euro;Coefficiente di redditività (codice ATECO 62.02.00): 78%;Reddito imponibile: 52.000 x 78% = 40.560 euro;Contributi INPS Gestione Separata 2025 pagati: 5.200 euro;Reddito imponibile netto: 40.560 – 5.200 = 35.360 euro;Imposta sostitutiva 15%: 5.304 euro.Calcolo:Saldo imposta sostitutiva 2025 = 5.304 – acconti versati nel 2025 (codice 1792);Primo acconto 2026 (50% del totale) = 2.652 euro (codice 1790);Secondo acconto 2026 (50%) = 2.652 euro entro il 30/11/2026 (codice 1791).Regola importante (acconti per forfettari): non è dovuto acconto se l’imposta sostitutiva dichiarata è inferiore a 51,65 euro; è dovuto in unica soluzione entro il 30/11 se inferiore a 257,52 euro; è dovuto in due rate (40% + 60%, oppure 50%+50% a seconda del regime) se superiore a 257,52 euro.Esempio 3: Socio SRL trasparenteGiulia, socia al 50% di una SRL trasparente (art. 116 TUIR), riceve per trasparenza un reddito di partecipazione di 28.000 euro. Anche lei beneficia della proroga al 20 luglio per il versamento del saldo IRPEF e del primo acconto, in quanto socio di soggetto ISA. Versamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a versare entro il 20 luglio 2026 può avvalersi della possibilità di posticipare il pagamento entro i 30 giorni successivi, cioè fino al 20 agosto 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.La maggiorazione dello 0,40% si applica:Solo sugli importi versati tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026;Su tutti i tributi della dichiarazione (IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, addizionali, cedolare, ecc.);Sui contributi INPS calcolati a saldo e primo acconto.Esempio di calcolo maggiorazioneRiprendendo Mario dell’esempio 1, se versa il 5 agosto 2026 anziché il 20 luglio:Importo base: 3.258 euro;Maggiorazione 0,40%: 3.258 x 0,4% = 13,03 euro;Totale da versare: 3.271,03 euro.La maggiorazione va aggiunta direttamente nel modello F24 al campo “Importi a debito versati” insieme all’importo principale. Non esiste un codice tributo separato per la maggiorazione 0,40%.Attenzione: Il termine del 20 agosto 2026 cade di giovedì – non c’è quindi slittamento al primo giorno lavorativo successivo. Diversamente, quando il termine cade di sabato, domenica o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (art. 6 D.L. 330/1994).Rateizzazione: come pagare in rate mensiliI contribuenti possono decidere di rateizzare gli importi a debito in rate mensili di pari importo, beneficiando comunque della proroga al 20 luglio 2026 come data della prima rata.Numero massimo di rateLe rate possono essere distribuite fino al 16 dicembre 2026, con scadenze così articolate:1a rata: 20 luglio 2026 (oppure 20 agosto con maggiorazione 0,40%);2a rata: 20 agosto 2026;3a rata: 16 settembre 2026;4a rata: 16 ottobre 2026;5a rata: 17 novembre 2026 (il 16 cade di lunedì – confermare il calendario ufficiale);6a rata: 16 dicembre 2026 (ultima rata possibile).Le rate successive alla prima sono maggiorate degli interessi nella misura del 4% annuo (DM 21/05/2009), calcolati su base mensile dal giorno successivo al primo versamento.Tabella interessi per rate successiveRataScadenzaInteressi su rata1a20/07/20260,00%2a20/08/20260,33%3a16/09/20260,66%4a16/10/20260,99%5a16/11/20261,32%6a16/12/20261,65%Codice tributo per gli interessi da rateizzazione: 1668.Cosa NON si può rateizzareNON sono rateizzabili: il secondo acconto IRPEF, le imposte sostitutive di IRPEF (es. ceduole secche), l’IVA annuale (già con suo regime di rateazione separato fino al 16 dicembre). Codici tributo F24: tabella completaPer il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione 2026, ecco la tabella aggiornata dei principali codici tributo da utilizzare nel modello F24:CodiceDescrizioneAnno di riferimento4001IRPEF – saldo20254033IRPEF – acconto prima rata20264034IRPEF – acconto seconda rata o unica soluzione20261790Imposta sost. forfettari – acconto prima rata20261791Imposta sost. forfettari – acconto seconda rata20261792Imposta sost. forfettari – saldo20252003IRES – saldo20252001IRES – acconto prima rata20263800IRAP – saldo20253812IRAP – acconto prima rata20263801Addizionale regionale20253844Addizionale comunale – saldo20253843Addizionale comunale – acconto20261842Cedolare secca – saldo20251840Cedolare secca – acconto prima rata20261668Interessi rateizzazione20264041IVIE – saldo20254043IVAFE – saldo2025Per i contributi INPS i codici sono: AP (Artigiani Saldo), AF (Artigiani Acconto), CP (Commercianti Saldo), CF (Commercianti Acconto), PXM/P10 (Gestione Separata). Casi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiSoci di società di persone (SNC, SAS)I soci di società di persone che applicano gli ISA o sono in regime forfettario beneficiano della proroga al 20 luglio 2026 anche per le imposte dovute sui redditi attribuiti per trasparenza. Devono comunque presentare il proprio modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.Eredi del contribuente decedutoGli eredi di un contribuente soggetto ISA o forfettario deceduto nel 2025 beneficiano di un regime speciale di proroga: i termini di versamento e di presentazione della dichiarazione del de cuius sono prorogati di sei mesi (art. 65 DPR 600/1973). Anche la proroga al 20 luglio 2026 si applica ai versamenti dovuti dal de cuius per il 2025, salvo l’ulteriore proroga semestrale.Inizio o cessazione attività nel 2025Chi ha iniziato o cessato l’attività nel 2025 è generalmente escluso dagli ISA per cause oggettive. Tuttavia, ai fini della proroga al 20 luglio si guarda alla natura del contribuente (titolare di partita IVA con attività potenzialmente assoggettata a ISA o forfettaria), quindi il beneficio si applica comunque.Periodo d’imposta non solareLe società di capitali con esercizio non coincidente con l’anno solare (es. 1/7-30/6) seguono il termine di versamento ordinario al ultimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio. La proroga al 20 luglio 2026 si applica solo a chi ha esercizio solare.Contribuenti aderenti al CPB (Concordato Preventivo Biennale)I soggetti che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026 (o per il singolo periodo 2025 per i forfettari) versano l’imposta sostitutiva sull’eccedenza concordata (aliquota dal 10% al 15% per soggetti ISA, 10% per forfettari) entro il 20 luglio 2026, codici tributo dedicati (4068, 4069, 4070, 4071, 4072 per soggetti ISA in base al livello di affidabilità raggiunto).Errori più frequenti e ravvedimento operosoVediamo i più comuni errori commessi durante i versamenti di luglio e come correggerli tempestivamente con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997).Errore 1: Mancato versamento entro il 20 luglioChi non versa entro il 20 agosto 2026 (con maggiorazione) è considerato in ritardo. Il ravvedimento permette di sanare con sanzioni ridotte:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo;Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione 1,5% (1/10 del 15%);Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): sanzione 1,67% (1/9 del 15%);Ravvedimento lungo (entro un anno): sanzione 3,75% (1/8 del 30%);Ravvedimento ultra-annuale (entro 2 anni): sanzione 4,29% (1/7 del 30%);Ravvedimento oltre 2 anni: sanzione 5% (1/6 del 30%).A queste sanzioni si aggiungono gli interessi al tasso legale (per il 2025 era 2%, per il 2026 da verificare dopo decreto MEF di fine 2025 – in caso di mancato aggiornamento si applica l’ultimo tasso vigente).Errore 2: Sbagliare il codice tributoUn errore comune è versare l’IRPEF con il codice della cedolare secca o viceversa. La correzione si effettua tramite il modello F24 di Variazione (codice tributo da indicare con segno meno e indicazione del codice corretto), oppure tramite richiesta di compensazione via cassetto fiscale.Errore 3: Calcolare l’acconto sul reddito sbagliatoPer i forfettari l’acconto si calcola sull’imposta sostitutiva e non sul reddito imponibile. Per i soggetti ordinari si calcola sull’imposta IRPEF/IRES netta, al netto delle ritenute subite e dei crediti d’imposta. Errori comuni portano a sovraversamenti che si recuperano in compensazione orizzontale F24 negli anni successivi.Errore 4: Ignorare la riduzione di acconto per il primo annoI forfettari al primo anno di attività possono optare per l’aliquota agevolata 5% (anziché 15%), ma in tal caso possono scegliere di NON versare alcun acconto per il periodo d’imposta successivo qualora abbiano applicato per la prima volta il regime. Verificare sempre il quadro LM del modello Redditi PF.Errore 5: Saltare l’addizionale regionale e comunaleSaldo e acconto delle addizionali (codici 3801, 3844, 3843) seguono la proroga ma sono spesso dimenticati. Il software dichiarativo li calcola in automatico, ma in compilazione manuale è bene controllarli sempre. 💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande frequenti sulla proroga 20261. La proroga vale anche per i contribuenti non titolari di partita IVA?No. La proroga al 20 luglio 2026 è riservata ai titolari di partita IVA che applicano gli ISA o sono in regime forfettario, ai loro soci/collaboratori e agli eredi. I lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri contribuenti non titolari di reddito d’impresa o lavoro autonomo applicano la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 o quella alternativa del 30 luglio 2026 con maggiorazione 0,40%.2. Devo presentare la dichiarazione entro il 20 luglio?No. La proroga riguarda solo i versamenti. La scadenza per la presentazione telematica del modello Redditi PF, SP, SC e IRAP resta il 31 ottobre 2026.3. Posso compensare il debito con crediti d’imposta?Sì, è prassi diffusa. Tramite modello F24 si possono compensare i debiti IRPEF/IRES/IRAP con crediti d’imposta disponibili (es. crediti IVA, credito 730, credito IRAP eccedente). Attenzione: la compensazione orizzontale oltre 5.000 euro richiede visto di conformità.4. Cosa succede se verso il 19 luglio (sabato)?Il 20 luglio 2026 cade di lunedì, quindi non c’è slittamento. Tuttavia, se si versa il 19 luglio (sabato) o il 18 luglio (domenica) il versamento è accettato come anticipato e valido.5. Sono pensionato con partita IVA aperta in regime forfettario per consulenze occasionali: beneficio della proroga?Sì. La proroga si applica in base al regime fiscale (forfettario) e non alla qualifica anagrafica. Anche il pensionato in regime forfettario versa al 20 luglio 2026.6. Posso versare in compensazione tramite F24 telematico anche dopo il 20 luglio?Sì, ma con maggiorazione 0,40% se versato tra il 21 luglio e il 20 agosto, o con ravvedimento operoso se oltre. Il termine per la compensazione è quello di versamento.7. La proroga si applica al diritto camerale CCIAA?Sì. Il diritto annuale alla Camera di Commercio, codice tributo 3850, ha scadenza coincidente con il primo termine di versamento delle imposte dirette, e quindi beneficia della proroga al 20 luglio 2026 per soggetti ISA e forfettari.8. Ho dimenticato di versare il primo acconto: posso pagare solo il saldo?No. Saldo e acconto sono distinti e vanno entrambi versati. Il primo acconto va comunque pagato (può essere ravveduto se in ritardo). In alternativa, se l’acconto era inferiore alla soglia minima (51,65 euro IRPEF) o (51,65 euro imposta sostitutiva), non era dovuto.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai bisogno di assistenza per i versamenti 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e contribuenti forfettari nella compilazione della dichiarazione dei redditi, nel calcolo di saldo e acconti, e nella corretta predisposizione del modello F24 con o senza compensazione di crediti d’imposta. Contattaci per fissare un appuntamento e affidare i tuoi versamenti a chi conosce nel dettaglio la disciplina degli ISA e del regime forfettario.Fonti consultate: art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024; L. 111/2023; circolare AdE 18/E del 17 settembre 2024; comunicati MEF su scadenze fiscali; sito ufficiale Agenzia Entrate sezione “Scadenze fiscali” e “Modello F24 codici tributo”.Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 10:25:432026-09-27 09:18:45Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e ForfettariESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATODebiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributiHai un debito con l’INPS e temi di non riuscire a pagarlo in un’unica soluzione? Da gennaio 2025 le regole sono cambiate in modo significativo: grazie al Decreto Legge 132/2024 (convertito nella Legge 162/2024) e alle nuove disposizioni operative dell’INPS, è ora possibile rateizzare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili, ovvero 5 anni. Una vera boccata d’ossigeno per lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro che si trovano in difficoltà.Ma non è tutto: pagare i contributi arretrati non significa solo “mettersi in regola con l’INPS”. Significa soprattutto recuperare anni di contribuzione utili ai fini pensionistici, evitare il blocco del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), scongiurare l’iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e bloccare l’accumulo di sanzioni civili che, in alcuni casi, possono superare il 50% del debito originario.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla rateizzazione dei debiti INPS nel 2026: chi può accedere, come si calcolano gli interessi, quanti documenti servono, come si presenta la domanda e cosa succede se salti una rata. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti alle ultime circolari.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i debiti INPS e come nasconoLa novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Chi può richiedere la rateizzazioneQuante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceInteressi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneDocumenti necessari e procedura di domandaEsempi pratici di calcolo della rateizzazioneRecupero contributi ai fini pensionisticiCosa succede se salti una rata: la decadenzaDifferenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeConsigli pratici e ruolo del PatronatoDomande frequenti (FAQ) Cosa sono i debiti INPS e come nasconoPer debito con l’INPS si intende qualunque somma dovuta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati entro le scadenze previste. Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si pensi: secondo i dati pubblicati dall’INPS nei suoi rendiconti annuali, milioni di posizioni contributive presentano scoperti, totali o parziali.I debiti INPS possono nascere per molteplici ragioni:Omessi versamenti: il contribuente non ha pagato i contributi alla scadenza prevista (per artigiani, commercianti e professionisti le scadenze ordinarie sono in maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo);Versamenti insufficienti: l’importo pagato è inferiore a quello dovuto, magari per un errore di calcolo del reddito;Accertamenti d’ufficio: l’INPS, attraverso le verifiche incrociate con l’Agenzia delle Entrate, rileva contributi non dichiarati e li richiede d’ufficio;Conguagli: per i datori di lavoro, situazioni di debito possono nascere dalle differenze tra contributi versati mensilmente e quelli risultanti dal flusso UniEmens;Sanzioni e interessi: anche le maggiorazioni applicate per ritardato pagamento si trasformano, se non saldate, in debito esigibile.Le conseguenze di un debito INPS non risolto sono pesanti: dall’iscrizione a ruolo (con passaggio della pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione), al blocco del DURC per imprese e professionisti, fino al mancato accredito dei contributi sulla posizione previdenziale, con effetti diretti sulla futura pensione. La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Fino al 31 dicembre 2024 la rateizzazione ordinaria dei debiti contributivi INPS prevedeva un limite massimo di 24 rate mensili. Per ottenere un piano di dilazione più lungo (fino a 36 mesi) era necessario un decreto autorizzativo del Ministero del Lavoro, mentre per arrivare a 60 mesi serviva addirittura un’autorizzazione “straordinaria” rilasciata in casi eccezionali e con procedure complesse.Le cose sono cambiate radicalmente con l’articolo 23 del Decreto Legge 9 settembre 2024, n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2024, n. 162. La nuova norma ha riscritto le regole della dilazione amministrativa dei debiti contributivi, con un duplice obiettivo: aiutare i contribuenti in difficoltà e al tempo stesso aumentare il recupero crediti da parte dell’Istituto, riducendo le iscrizioni a ruolo.L’INPS ha disciplinato l’applicazione concreta della norma con la Circolare n. 8 del 17 gennaio 2025 e con il successivo Messaggio n. 622 del 13 febbraio 2025, che ha attivato la procedura telematica aggiornata. In sintesi, i punti chiave della riforma sono:Estensione fino a 60 rate mensili della dilazione amministrativa per i debiti contributivi non ancora iscritti a ruolo;Articolazione in tre fasce di rate (fino a 24, da 25 a 36, da 37 a 60) con requisiti progressivamente più stringenti;Gestione interamente telematica tramite il portale “Rateazione” del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS;Applicazione anche ai debiti già esistenti al momento dell’entrata in vigore della norma, purché non siano stati iscritti a ruolo;Mantenimento del calcolo delle sanzioni civili previsto dall’articolo 116, comma 8, della Legge 388/2000.La Circolare INPS n. 8/2025 ha inoltre chiarito che la nuova disciplina si applica alle domande presentate a partire dal 1° gennaio 2025 e che le rateazioni in corso, autorizzate con le vecchie regole, restano regolate dalla normativa previgente. Chi può richiedere la rateizzazioneLa dilazione amministrativa fino a 60 rate è uno strumento ampio, pensato per intercettare tutte le tipologie di contribuente che hanno maturato un debito previdenziale. Possono presentare domanda:Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali: artigiani e commercianti iscritti alle rispettive Gestioni INPS;Coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla Gestione agricoltura;Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata (lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società, dottorandi, ricercatori);Datori di lavoro privati per i debiti relativi ai contributi dei loro dipendenti (sia per lavoratori subordinati che per collaboratori);Datori di lavoro domestico (famiglie che hanno assunto colf, badanti, baby sitter) per i contributi non versati alla Gestione Domestici;Committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione occasionale;Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività non coperte da una cassa professionale autonoma.Sono esclusi dalla rateizzazione amministrativa INPS i debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi casi, occorre rivolgersi direttamente ad ADER per chiedere la rateizzazione esattoriale, che segue regole proprie (e che attualmente prevede fino a 84 rate ordinarie, elevabili a 120 con dichiarazione di temporanea difficoltà economica documentata). I requisiti di accesso alla rateizzazionePer ottenere una rateizzazione INPS è necessario:Essere identificato in modo univoco presso l’INPS (codice fiscale, matricola aziendale o numero di iscrizione);Non avere precedenti rateazioni decadute per mancato pagamento di rate (la decadenza preclude nuove richieste, salvo specifiche eccezioni);Presentare un piano coerente con la propria capacità economica, soprattutto per le fasce più alte di dilazione (37-60 rate);Versare regolarmente i contributi correnti durante il piano di rateizzazione: la regolarità contributiva ordinaria non si interrompe e va mantenuta per non incorrere in nuove sanzioni;Pagare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’accoglimento, condizione necessaria perché il piano diventi operativo.Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceLa nuova rateizzazione INPS introdotta dal 2025 funziona con un meccanismo a tre fasce progressive. Ogni fascia richiede requisiti più stringenti e una documentazione più articolata. Lo schema è il seguente:FasciaNumero rateDurata massimaDocumentazione richiestaFascia 1 – Ordinariafino a 24 rate2 anniDomanda telematica semplice, senza documentazione economica aggiuntivaFascia 2 – Estesada 25 a 36 rate3 anniDomanda telematica + dichiarazione di temporanea difficoltà economica + documentazione comprovanteFascia 3 – Straordinariada 37 a 60 rate5 anniDomanda telematica + documentazione economico-patrimoniale completa (ISEE, bilanci, indicatori di liquidità) + relazione motivataL’INPS fissa un importo minimo della singola rata per evitare piani di rateizzazione antieconomici e troppo lunghi in rapporto all’entità del debito. La soglia esatta varia in base alla tipologia di gestione (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoro Domestico) e alle istruzioni operative pubblicate dall’INPS. In sede di domanda telematica, il sistema verifica automaticamente la congruità della rata proposta rispetto al debito complessivo. Cosa significa “temporanea difficoltà economica”Per accedere alle fasce 2 e 3 occorre dimostrare una situazione di temporanea difficoltà economica o finanziaria. La Circolare INPS n. 8/2025 ha chiarito che questa condizione va valutata caso per caso, ma fornisce alcuni indicatori di riferimento:ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a determinate soglie, parametrate alla composizione del nucleo familiare;Indice di Liquidità (rapporto tra attività liquide e passività a breve) inferiore a una soglia di sostenibilità, per le imprese;Indice Alfa (rapporto tra debito INPS e valore della produzione o fatturato) superiore a determinate soglie;Documentazione di eventi straordinari (calamità naturali, crisi di settore, perdita di clienti rilevanti, problemi sanitari del titolare).In pratica, chi richiede 60 rate deve dimostrare di non poter sostenere un piano più breve senza compromettere la propria attività o sostentamento. Il CAF e il Patronato possono aiutare a costruire la documentazione e a redigere la relazione motivata richiesta dalla Fascia 3.Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneLa rateizzazione INPS non azzera i costi del debito, ma li struttura in modo prevedibile. Vediamo nel dettaglio le componenti economiche di un piano di dilazione.Sanzioni civili sul debitoLe sanzioni civili previste dall’articolo 116, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 si applicano a tutti i debiti contributivi non versati alla scadenza. La misura è la seguente:Omissione contributiva (il debito è stato denunciato regolarmente ma non versato): sanzione pari al Tasso Ufficiale di Riferimento BCE + 5,5 punti percentuali, su base annua, fino al limite massimo del 40% del debito;Evasione contributiva (il debito è stato occultato all’INPS): sanzione fissa del 30% del debito su base annua, fino al limite massimo del 60% del debito.Una volta raggiunto il limite massimo (40% o 60%), continuano a maturare gli interessi di mora al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, fino all’effettivo pagamento.Interessi di dilazioneSull’importo da rateizzare l’INPS applica anche interessi di dilazione, calcolati al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, su base annua. Questi interessi servono a remunerare l’Istituto per la dilazione temporale del pagamento e si aggiungono alle eventuali sanzioni civili già maturate.Il tasso si determina al momento della concessione del piano e resta fisso per tutta la durata della rateizzazione, salvo modifiche legislative.Tabella riassuntiva dei costiTipo costoImporto / aliquotaLimite massimoNormaSanzione omissioneTUR + 5,5 punti annuo40% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. aSanzione evasione30% annuo60% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. bInteressi di dilazioneTUR + 6 punti annuon.d.Circolare INPS n. 8/2025Interessi di mora post-limiteTUR + 5,5 punti annuon.d.L. 388/2000 art. 116 c. 8Il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) della Banca Centrale Europea va verificato al momento del piano. Per il 2026, considerata la traiettoria di politica monetaria della BCE, il tasso si colloca intorno al 2-2,5%, quindi gli interessi complessivi di dilazione si aggirano sull’8% annuo. Si tratta di un costo non trascurabile, ma molto inferiore a quello di un finanziamento bancario per importi analoghi e, soprattutto, con la certezza di sbloccare DURC e posizione previdenziale.Documenti necessari e procedura di domandaLa domanda di rateizzazione INPS si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dell’Istituto. La procedura è stata aggiornata e razionalizzata con il Messaggio INPS n. 622 del 13 febbraio 2025. Come accedere al servizio onlineCollegarsi al sito www.inps.it;Accedere all’area riservata con SPID di secondo livello, CIE 3.0 o CNS;Cercare il servizio “Rateazione contributi” oppure “Dilazione amministrativa”;Selezionare la posizione contributiva interessata e il tipo di debito da rateizzare;Compilare il piano di rateazione, scegliendo il numero di rate (da 1 a 24, da 25 a 36 o da 37 a 60);Allegare la documentazione richiesta (per fasce 2 e 3);Confermare e inviare la domanda.Documentazione per la Fascia 1 (fino a 24 rate)Per la rateizzazione ordinaria non serve documentazione economica aggiuntiva. Bastano i dati anagrafici, il codice fiscale e l’identificazione della posizione INPS. La domanda viene accolta automaticamente se non ci sono cause ostative (rateazioni precedenti decadute, debiti già iscritti a ruolo, ecc.).Documentazione per la Fascia 2 (25-36 rate)Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la temporanea difficoltà economica;ISEE in corso di validità per persone fisiche;Ultimo bilancio depositato per società di capitali;Modello Unico/Redditi degli ultimi due anni per ditte individuali e società di persone;Documentazione bancaria recente (estratti conto, situazione affidamenti).Documentazione per la Fascia 3 (37-60 rate)Tutto quanto previsto per la Fascia 2;Relazione tecnico-economica motivata sulla situazione di difficoltà e sul piano di rientro proposto;Calcolo dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa per imprese e società;Eventuale documentazione di eventi straordinari (calamità, crisi di settore, problemi sanitari);Visura camerale aggiornata per imprese iscritte al Registro delle Imprese.Tempi di rispostaL’INPS, di norma, risponde entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per le fasce 2 e 3, che richiedono valutazioni più articolate, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni. In caso di silenzio prolungato è possibile inviare un sollecito o rivolgersi alla sede territoriale competente.Esempi pratici di calcolo della rateizzazionePer capire concretamente quanto costa una rateizzazione INPS, vediamo due esempi pratici con cifre realistiche. Ipotizziamo un Tasso Ufficiale di Riferimento BCE del 2,15% (valore di riferimento 2026).Esempio 1: artigiano con debito di 8.000 euroMarco, idraulico iscritto alla Gestione Artigiani, non ha versato i contributi delle rate di maggio e agosto 2025. Il suo debito complessivo (capitale + sanzioni civili maturate per omissione) ammonta a 8.000 euro. Marco chiede una rateizzazione in 24 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 8.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 24 mesi: circa 705 euroTotale da pagare: circa 8.705 euroRata mensile media: circa 363 euroEsempio 2: commerciante con debito di 25.000 euroGiulia, titolare di un negozio iscritta alla Gestione Commercianti, ha accumulato debiti contributivi negli ultimi tre anni per 25.000 euro (capitale + sanzioni). Considerato il calo del fatturato e l’indice di liquidità sotto soglia, chiede e ottiene una rateizzazione in 60 mesi (Fascia 3).Debito da rateizzare: 25.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 60 mesi: circa 5.580 euroTotale da pagare: circa 30.580 euroRata mensile media: circa 510 euroConfrontando i due piani si nota che, all’aumentare della durata, cresce il costo complessivo per via degli interessi, ma diminuisce la rata mensile, alleggerendo l’impatto sul flusso di cassa. La scelta della fascia va quindi calibrata sulla propria capacità di pagamento sostenibile nel medio periodo.Esempio 3: famiglia con colf in debito di 3.000 euroLa famiglia Rossi non ha versato i contributi della Gestione Domestici per due trimestri della propria colf, accumulando un debito di 3.000 euro. Chiede una rateizzazione in 18 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 3.000 euroInteressi totali sul piano 18 mesi: circa 200 euroTotale da pagare: circa 3.200 euroRata mensile media: circa 178 euroPer le famiglie con lavoratori domestici, la rateizzazione INPS è uno strumento utilissimo per regolarizzare situazioni di morosità senza dover ricorrere a finanziamenti onerosi. Il pagamento delle rate si effettua con il consueto bollettino MAV o tramite addebito SEPA, sempre con codici contributo dedicati alla Gestione Domestici.Recupero contributi ai fini pensionisticiUno degli aspetti spesso sottovalutati della rateizzazione INPS riguarda gli effetti sulla posizione previdenziale. Pagare i contributi arretrati, anche a rate, significa riaccreditare anni di contribuzione sulla propria posizione assicurativa, con effetti diretti sul calcolo della futura pensione. Quando si accreditano i contributi rateizzatiL’INPS ha confermato, anche con la Circolare n. 8/2025, che i contributi inclusi in un piano di rateizzazione vengono accreditati sulla posizione assicurativa man mano che le rate vengono pagate. Questo significa che:Non bisogna attendere la fine del piano per vedere i contributi sulla propria posizione;Ogni rata pagata genera un accredito proporzionale;Solo al completo pagamento del piano l’INPS considera regolarizzata integralmente la posizione contributiva del periodo rateizzato;In caso di decadenza, i contributi accreditati fino a quel momento restano validi.Effetti sulla pensionePer chi è vicino al pensionamento, completare il piano di rateizzazione può essere determinante per maturare i requisiti contributivi minimi. I principali requisiti per le pensioni del sistema italiano sono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età;Quota 103 (sperimentale): 62 anni di età + 41 anni di contributi, con specifiche regole di accesso;Opzione Donna: requisiti specifici legati a particolari categorie (caregiver, invalide, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi).Recuperare anche solo uno o due anni di contributi tramite rateizzazione può fare la differenza tra “non avere ancora i requisiti” e “poter andare in pensione”. Il consiglio è sempre quello di richiedere preventivamente l’estratto contributivo INPS per verificare l’esatta situazione previdenziale e calcolare l’impatto della regolarizzazione.Riscatto e contribuzione volontaria: alternative complementariLa rateizzazione non è l’unico strumento per “ricostruire” la posizione previdenziale. In alcuni casi può essere combinata con:Riscatto di laurea (ordinario o agevolato per i periodi entro i 45 anni di età);Contribuzione volontaria per coprire periodi di interruzione lavorativa;Ricongiunzione contributiva tra gestioni diverse (INPS, casse professionali, gestioni speciali);Totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in gestioni differenti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una valutazione personalizzata della tua posizione previdenziale e indicarti la combinazione di strumenti più conveniente in vista del pensionamento.Cosa succede se salti una rata: la decadenzaLa regolarità nel pagamento delle rate è la condizione essenziale per mantenere attivo il piano di dilazione. Le regole sulla decadenza, ribadite dalla Circolare INPS n. 8/2025, sono chiare: il mancato pagamento di un numero predefinito di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza automatica del piano.Soglia di decadenzaLa normativa attualmente prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di:5 rate, anche non consecutive, sul totale delle rate previste dal piano;L’ultima rata del piano di rateizzazione.Una volta verificata la decadenza, l’INPS notifica al contribuente il provvedimento e procede:A iscrivere a ruolo il residuo debito non ancora coperto dai pagamenti effettuati;A trasmettere la pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso;A negare nuove rateizzazioni sullo stesso debito, salvo eccezioni;A ripristinare il calcolo delle sanzioni civili per i periodi residui non pagati.È possibile rimediare?In caso di temporanea impossibilità a pagare una rata, è possibile richiedere all’INPS una sospensione temporanea del piano, motivata da gravi e documentate ragioni. La sospensione non è automatica: serve un’istanza motivata, accompagnata da documentazione, e l’autorizzazione è discrezionale.In alternativa, sempre prima della decadenza, è possibile chiedere una ridefinizione del piano (ad esempio passando da 24 a 36 rate o da 36 a 60), per allungare la durata e ridurre l’importo della singola rata.La regola fondamentale è: non aspettare la decadenza, agire prima. Se hai difficoltà a pagare anche solo una rata, rivolgiti immediatamente al Patronato per valutare insieme la soluzione più adatta.Differenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeÈ importante distinguere tra due tipi di rateizzazione che riguardano i debiti contributivi:Rateizzazione amministrativa INPS: si applica ai debiti non ancora iscritti a ruolo. È quella di cui abbiamo parlato finora: fino a 60 rate, gestita direttamente dall’INPS, con i requisiti che abbiamo visto;Rateizzazione esattoriale ADER: si applica ai debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È gestita da ADER, segue regole proprie e prevede attualmente fino a 84 rate ordinarie, elevabili fino a 120 in casi di documentata difficoltà.La scelta della procedura non è discrezionale: dipende dallo stato di lavorazione del debito. Finché il debito è “in casa” INPS (non iscritto a ruolo) si applica la rateizzazione amministrativa; quando è stato già trasmesso all’Agente della Riscossione, si applica la rateizzazione esattoriale. Tabella comparativaCaratteristicaDilazione INPSRateazione ADERGestoreINPSAgenzia Entrate-RiscossioneStato del debitoNon iscritto a ruoloIscritto a ruoloNumero massimo rateFino a 60Fino a 120Importo minimo rataDefinito da istruzioni INPS50 euroProceduraTelematica via portale INPSTelematica via portale ADERDocumentazioneCrescente per fasceCrescente per fasceEffetto su DURCDURC regolare se piano in regolaDURC regolare se piano in regolaConviene quindi agire tempestivamente: chiedere la rateizzazione INPS prima dell’iscrizione a ruolo evita aggravi di costi (oneri di riscossione, ulteriori interessi di mora) e mantiene il rapporto direttamente con l’Istituto previdenziale.Consigli pratici e ruolo del PatronatoLa rateizzazione INPS è uno strumento potente ma va gestito con attenzione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare errori e massimizzare i benefici.Prima di chiedere la rateizzazioneRichiedi l’estratto contributivo aggiornato per avere chiarezza sulla composizione del debito;Verifica la prescrizione: i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Periodi più antichi potrebbero essere già prescritti e non più dovuti (con eccezioni);Controlla eventuali errori di accertamento d’ufficio: a volte la pretesa INPS si fonda su redditi presunti che non corrispondono alla realtà;Valuta la fascia adatta alla tua capacità di pagamento sostenibile: meglio una rata più alta in tempi brevi che un piano lungo a rischio decadenza.Durante il piano di rateizzazioneImposta promemoria per ogni scadenza mensile;Attiva l’addebito automatico SEPA per evitare dimenticanze;Continua a versare regolarmente i contributi correnti (la rateizzazione riguarda solo il pregresso);Conserva tutte le ricevute di pagamento;Monitora periodicamente la tua posizione contributiva online.Il ruolo del Patronato CAF Centro FiscaleIl Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per la gestione di tutte le pratiche relative ai debiti INPS. In particolare:Analisi della posizione contributiva: estratti contributivi, ricostruzione storica, individuazione di eventuali errori o periodi prescritti;Predisposizione della domanda di rateizzazione: compilazione, raccolta documentazione, presentazione telematica;Assistenza per la Fascia 3: redazione della relazione tecnico-economica, calcolo degli indici, presentazione documentazione completa;Consulenza previdenziale: valutazione dell’impatto della regolarizzazione sulla futura pensione, individuazione di alternative (riscatto, contribuzione volontaria);Monitoraggio del piano: verifica della corretta esecuzione, supporto in caso di difficoltà.Tutti i servizi del Patronato sono gratuiti per il cittadino, in quanto finanziati con fondi pubblici dedicati. Rivolgersi a un Patronato significa avere al proprio fianco un professionista esperto che conosce procedure, normative e prassi INPS, riducendo drasticamente il rischio di errori o rigetti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Posso rateizzare un debito INPS già iscritto a ruolo?No, la rateizzazione amministrativa INPS si applica solo ai debiti non ancora iscritti a ruolo. Se il debito è già stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, devi presentare domanda di rateizzazione direttamente ad ADER, che applica regole proprie e prevede fino a 84 rate ordinarie (elevabili a 120 in caso di difficoltà documentata).Quanto tempo ho per chiedere la rateizzazione?Non esiste un termine perentorio, ma è essenziale agire prima dell’iscrizione a ruolo del debito. Una volta che l’INPS ha trasmesso la pratica ad ADER (di solito entro 12-18 mesi dalla scadenza non rispettata), la rateizzazione amministrativa non è più possibile e occorre rivolgersi all’Agente della Riscossione.Posso ottenere una rateizzazione se ho già un debito iscritto a ruolo per altre pendenze INPS?Sì, la valutazione si fa per ogni singolo debito. Puoi avere contemporaneamente una rateizzazione amministrativa INPS per un debito non ancora iscritto a ruolo e una rateizzazione ADER per debiti già ruolizzati. Sono procedure parallele e indipendenti.Cosa succede al DURC durante la rateizzazione?Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) viene rilasciato regolarmente se sei in regola con il piano di rateizzazione (pagamento delle rate alle scadenze) e con il versamento dei contributi correnti. Una sola rata non pagata può compromettere temporaneamente il DURC.I contributi pagati a rate “valgono” per la pensione anche prima della fine del piano?Sì, l’INPS accredita i contributi proporzionalmente man mano che le rate vengono pagate. Quindi anche durante il piano la tua posizione assicurativa cresce. Solo a piano completato, però, il periodo viene considerato integralmente regolarizzato.Posso saldare anticipatamente le rate per chiudere prima il piano?Sì, è sempre possibile estinguere anticipatamente la rateizzazione pagando il debito residuo in un’unica soluzione. Gli interessi di dilazione vengono ricalcolati e ridotti proporzionalmente al periodo di anticipo.Quanto costa l’assistenza del Patronato per la rateizzazione INPS?L’assistenza del Patronato è completamente gratuita per il cittadino. I servizi sono finanziati con fondi pubblici dedicati alla tutela previdenziale e assistenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza completa per la presentazione della domanda di rateizzazione e per tutte le pratiche INPS connesse.Conclusione: agire subito è la chiaveAvere un debito con l’INPS non è una condanna: la riforma introdotta dal Decreto Legge 132/2024 e attuata con la Circolare INPS n. 8/2025 ha aperto possibilità di rientro molto più ampie rispetto al passato, con piani di rateizzazione fino a 60 mesi e una procedura interamente telematica.L’importante è agire tempestivamente: prima il debito viene affrontato, minori saranno gli aggravi di sanzioni e interessi, e maggiore sarà la possibilità di evitare l’iscrizione a ruolo. Rateizzare significa non solo “mettersi in regola” con l’INPS, ma soprattutto recuperare anni preziosi di contribuzione per la propria pensione, sbloccare il DURC e ripartire con serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco con un Patronato qualificato che ti assiste in ogni fase: dall’analisi della posizione contributiva alla scelta della fascia di rateizzazione, dalla preparazione della documentazione alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio del piano nel tempo. Tutti i servizi sono gratuiti per il cittadino.Hai un debito con l’INPS o vuoi verificare la tua situazione contributiva? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Un nostro operatore valuterà gratuitamente la tua posizione e ti indicherà la strada migliore per regolarizzare e proteggere il tuo futuro previdenziale.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:25:432026-05-31 17:44:28Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributiPagina 97 di 191«‹9596979899›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOBonus Giorgetti 2026: 9,19% in Busta per Restare al Lavoro Oltre i 67 AnniIl Bonus Giorgetti 2026 è la misura introdotta per incentivare i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione a restare al lavoro: in pratica, chi rinuncia ad andare in pensione vede aumentare la propria busta paga del 9,19% (la parte di contributi a carico del lavoratore), perché quei contributi previdenziali non vengono più versati e finiscono direttamente nello stipendio. Si applica a chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata o per la pensione di vecchiaia ordinaria. Vediamo come funziona, a chi conviene e come richiederlo.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Bonus Giorgetti in 30 secondi Il Bonus Giorgetti (dal nome del Ministro dell’Economia che lo ha proposto) prevede che il lavoratore con requisiti per andare in pensione possa scegliere di posticipare l’uscita e ricevere subito in busta paga la quota di contributi previdenziali che altrimenti il datore di lavoro verserebbe a INPS. Il vantaggio è doppio:Aumento immediato dello stipendio netto pari a circa il 9,19% (aliquota contributiva IVS a carico del lavoratore).Possibilità di posticipare il pensionamento mantenendo l’ultimo stipendio per ricalcolare in seguito una pensione potenzialmente più alta.Per il 2026 la misura è confermata e potenziata rispetto alle versioni precedenti dalla Legge di Bilancio.Chi può chiederlo: requisiti 2026 Per accedere al Bonus Giorgetti nel 2026 occorre rientrare in una di queste categorie:Lavoratore con requisiti di pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.Lavoratore con requisiti di pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi (almeno).Lavoratore dipendente del settore privato o pubblico con rapporto di lavoro attivo.Non aver presentato domanda di pensione: chi ha già attivato la prestazione non può richiedere il bonus.I lavoratori autonomi e i forfettari restano fuori dalla misura, che si applica solo al lavoro dipendente.Come funziona la decontribuzione 9,19% L’aliquota contributiva IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) a carico del lavoratore dipendente è del 9,19% sulla retribuzione lorda. Con il Bonus Giorgetti:Questa quota non viene più versata a INPS dal lavoratore.L’importo corrispondente viene aggiunto allo stipendio netto.Il datore di lavoro continua a versare la sua quota di contributi (23,81%).La rinuncia ai contributi del lavoratore comporta che quei mesi non aumentano l’anzianità contributiva per il calcolo della pensione futura.Quanto si guadagna: 3 esempi (RAL 30/45/60k) RAL lordaContributi 9,19% annuiAumento mensile netto stimato30.000 €~ 2.757 €~ 200 € lordi/mese45.000 €~ 4.135 €~ 300 € lordi/mese60.000 €~ 5.514 €~ 400 € lordi/meseGli importi netti dipendono dall’aliquota IRPEF marginale del lavoratore: il 9,19% in più di lordo è tassato normalmente, quindi il netto effettivo è leggermente inferiore. Per un calcolo personalizzato, il CAF può simulare lo scenario sulla base della tua busta paga.Come richiederlo all’INPS: domanda online La richiesta si presenta online attraverso il portale MyINPS:Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.Cerca il servizio “Incentivo al posticipo del pensionamento” o “Bonus Giorgetti”.Compila la domanda indicando i tuoi dati anagrafici e contributivi.Il datore di lavoro riceve la comunicazione e applica la decontribuzione dalla mensilità successiva.In alternativa, puoi presentare la domanda attraverso un patronato o tramite il CAF Centro Fiscale di Udine, che ti assiste anche nella valutazione di convenienza con la simulazione della pensione futura.Bonus Giorgetti vs Quota 103: confronto Le due misure rispondono a logiche opposte: Quota 103 consente l’uscita anticipata, Bonus Giorgetti incentiva a restare. Ecco il confronto:Quota 103: pensione anticipata con 62 anni di età e 41 anni di contributi, ma con tetto al primo importo (max 4 volte il minimo INPS) e calcolo contributivo.Bonus Giorgetti: prosecuzione del lavoro oltre i requisiti di pensione con +9,19% in busta paga e nessun tetto.Stato Quota 103 nel 2026: la misura è stata bloccata per il 2026 (vedi aggiornamento Legge di Bilancio 2026).Effetti sulla pensione futuraAderire al Bonus Giorgetti ha alcuni effetti sulla pensione futura:Non si accumulano contributi per i mesi in cui si beneficia del bonus: l’anzianità contributiva resta ferma.Si continua a lavorare con stipendio più alto: questo può comunque rivalutare la base di calcolo della pensione (ultime retribuzioni).Una volta cessato il rapporto, si va in pensione con i requisiti maturati al momento dell’adesione, ma con un coefficiente potenzialmente più favorevole grazie all’età maggiore.FAQ Quanto dura il Bonus Giorgetti?Il bonus si applica fino a quando il lavoratore decide di andare in pensione o cessa il rapporto. Non c’è una scadenza massima fissata dalla legge, ma in pratica il lavoratore continua a maturare il diritto fino al pensionamento.Come si calcola il 9,19%?Il 9,19% è l’aliquota contributiva IVS standard a carico del lavoratore dipendente, calcolata sulla retribuzione lorda. Su uno stipendio mensile lordo di 2.500 €, l’aumento è di circa 230 € lordi, che diventano poi 130-160 € netti a seconda dell’IRPEF marginale.Bonus Giorgetti è compatibile con Quota 103?No: sono misure alternative. Inoltre, Quota 103 è stata bloccata nel 2026, quindi resta solo il Bonus Giorgetti per chi vuole rimandare il pensionamento.La pensione futura cala?I mesi in Bonus Giorgetti non aumentano l’anzianità contributiva, ma l’età più alta porta a un coefficiente di trasformazione più favorevole, che può compensare. In molti casi la pensione finale resta simile o addirittura più alta.Posso fermarmi e riprendere?Sì. In qualsiasi momento puoi rinunciare al bonus e presentare domanda di pensione. Una volta uscito, però, non puoi rientrare nel beneficio. Il CAF può aiutarti a valutare il momento migliore.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-26 07:00:002026-05-30 00:52:12Bonus Giorgetti 2026: 9,19% in Busta per Restare al Lavoro Oltre i 67 Anni
Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Logopedista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Tasse e ContributiAprire la partita IVA come logopedista nel 2026 significa intraprendere una libera professione sanitaria regolamentata, con regole fiscali specifiche e vantaggi importanti grazie al regime forfettario. Il logopedista è infatti un professionista sanitario riconosciuto dalla Legge 42/1999 e dal D.M. 14/09/1994 n. 742, iscritto all’Albo TSRM-PSTRP, che si occupa della prevenzione, valutazione e trattamento dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dell’apprendimento.In questa guida completa, aggiornata al 2026, spiegheremo passo dopo passo come aprire partita IVA, quale codice ATECO utilizzare, come funziona il regime forfettario al 5% o 15%, quali sono i contributi alla Gestione Separata INPS, come emettere fatture esenti IVA detraibili al 19%, e quanto si paga di tasse con esempi pratici a 25.000 €, 40.000 € e 55.000 € di fatturato.Indice dei contenutiChi è il logopedista: profilo professionale sanitarioAree di intervento del logopedistaRequisiti per esercitare: laurea e Albo TSRM-PSTRPCodice ATECO logopedista: 86.90.29Regime forfettario logopedista: limiti e aliquoteGestione Separata INPS: aliquote 26,07% e 24%Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità 19%Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972Fatturazione elettronica logopedista B2CPrestazioni tipiche e tariffe di riferimentoAprire studio professionale: SCIA, RC e materialiLogopedia pediatrica vs logopedia adultiTeleriabilitazione e online consulting 2026Compatibilità dipendente ASL e P.IVA forfettariaEsempi calcolo tasse: 25K, 40K, 55KCome trovare i primi pazientiFAQ Partita IVA Logopedista 2026★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il logopedista: profilo professionale sanitarioIl logopedista è un professionista sanitario il cui profilo è stato istituito con il D.M. 14 settembre 1994, n. 742 e successivamente inquadrato dalla Legge 26 febbraio 1999, n. 42, che ha eliminato la dicitura “ausiliaria” e riconosciuto piena autonomia professionale alle professioni sanitarie tecnico-riabilitative. La Legge 11 gennaio 2018, n. 3 ha completato il quadro normativo istituendo gli Ordini delle Professioni Sanitarie e l’Albo della Federazione Nazionale TSRM-PSTRP.In termini operativi, il logopedista svolge la propria attività in autonomia o in équipe con medici (foniatri, neurologi, neuropsichiatri infantili, otorinolaringoiatri), psicologi, fisioterapisti, neuropsicomotricisti dell’età evolutiva e insegnanti. Non si tratta di un “tecnico” subordinato al medico, ma di un professionista che, sulla base della prescrizione medica, elabora autonomamente il piano di trattamento riabilitativo. Aree di intervento del logopedistaIl D.M. 742/1994 individua quattro grandi aree di intervento del logopedista:Disturbi del linguaggio e della comunicazione: ritardi del linguaggio, disturbi specifici del linguaggio (DSL), disfasie, afasie post-ictus o post-trauma, disartrie nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, SLA, sclerosi multipla).Disturbi della voce: disfonie funzionali e organiche, noduli e polipi delle corde vocali, riabilitazione vocale post-chirurgica, voice training per professionisti della voce (insegnanti, cantanti, attori).Disturbi della deglutizione: disfagie nei pazienti neurologici, oncologici (post-radioterapia testa-collo), pediatrici e geriatrici; disturbi della suzione e dell’alimentazione nel neonato e nel bambino.Disturbi dell’apprendimento: disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, ai sensi della Legge 170/2010.A queste si aggiungono interventi su balbuzie e disfluenze, disturbi della comunicazione nello spettro autistico, sordità infantile (con riabilitazione protesica e impianto cocleare), deglutizione deviata e ortognatica in collaborazione con ortodontisti, e counseling familiare per supportare genitori e caregiver. Requisiti per esercitare: laurea e Albo TSRM-PSTRPPer esercitare la professione di logopedista in Italia nel 2026 sono richiesti due requisiti fondamentali:Laurea triennale in Logopedia (Classe L/SNT2 – Professioni sanitarie della riabilitazione), abilitante alla professione. Il corso prevede 180 CFU, di cui circa 60 di tirocinio pratico nelle strutture sanitarie convenzionate. L’esame finale ha valore di esame di Stato abilitante.Iscrizione all’Albo della professione di Logopedista presso l’Ordine TSRM-PSTRP territoriale di competenza. L’iscrizione è obbligatoria per esercitare sia come dipendente sia come libero professionista, ai sensi della Legge 3/2018.Per chi desidera proseguire gli studi sono disponibili la Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM/SNT2), utile per ruoli di coordinamento, didattica e ricerca, oltre a master universitari di I e II livello in aree specialistiche (logopedia in età evolutiva, disfagia, voce artistica, neuroriabilitazione cognitiva, DSA).L’iscrizione all’Albo comporta il pagamento di una quota annuale (mediamente 100-150 euro) e l’obbligo di formazione continua ECM (50 crediti annui, 150 nel triennio) ai sensi del D.lgs. 502/1992. Codice ATECO logopedista: 86.90.29Il codice ATECO 2025 (in vigore dal 1° gennaio 2025 e applicato anche nel 2026) corretto per il logopedista che apre partita IVA è il 86.90.29 – Altri servizi di assistenza sanitaria n.c.a. (non classificati altrove). Questo codice raggruppa le professioni sanitarie tecnico-riabilitative diverse dai medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi.In sede di apertura partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 telematico o tramite intermediario CAF), occorre indicare:Codice ATECO primario: 86.90.29Descrizione attività: “Servizi di logopedia – prestazioni sanitarie di valutazione e trattamento riabilitativo dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dell’apprendimento”Natura giuridica: persona fisica (lavoratore autonomo / libero professionista)Regime fiscale: forfettario (codice “CM”) se si rispettano i requisitiCassa previdenziale: Gestione Separata INPS (non esiste cassa autonoma per logopedisti)L’apertura della partita IVA è gratuita e immediata. Tramite il CAF Centro Fiscale di Udine è possibile ottenere assistenza completa nella compilazione del modello AA9/12 e nella pianificazione fiscale e previdenziale dell’attività. Regime forfettario logopedista: limiti e aliquoteIl regime forfettario introdotto dalla Legge 190/2014 e modificato dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è la scelta più conveniente per la maggior parte dei logopedisti, soprattutto nei primi anni di attività. Le caratteristiche per il 2026 sono:Limite di ricavi: 85.000 euro annui (sopra i 100.000 euro decadenza immediata in corso d’anno)Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29: 78% (gruppo “altre attività”)Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (regime “start-up” se rispettati i requisiti); 15% dal sesto anno o se non si rispettano i requisiti start-upEsenzione IVA: nessun obbligo di addebito IVA in fattura (a doppio titolo: regime forfettario + esenzione sanitaria art. 10)Niente IRAP e niente studi di settore / ISAContabilità semplificata: solo registro cronologico delle fatture emesse (con software gestionale o anche in Excel)Per accedere al regime start-up al 5% sono richiesti tre requisiti cumulativi:Non aver esercitato attività professionale o di impresa nei 3 anni precedenti l’apertura partita IVAL’attività non deve essere mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo (eccetto pratica obbligatoria)Se si prosegue un’attività altrui, i ricavi del cedente nel periodo d’imposta precedente non devono superare 85.000 euroIl tirocinio universitario svolto durante il corso di laurea in Logopedia non è considerato “attività professionale precedente” e quindi non preclude l’accesso al regime start-up al 5%. Gestione Separata INPS: aliquote 26,07% e 24%Il logopedista libero professionista, non avendo una cassa di previdenza autonoma, è obbligatoriamente iscritto alla Gestione Separata INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. L’iscrizione è gratuita e si effettua online sul portale INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.Le aliquote contributive 2026 della Gestione Separata si applicano al reddito imponibile previdenziale (nel forfettario: ricavi × 78%):26,07%: per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (è la situazione standard del logopedista libero professionista a tempo pieno)24%: per professionisti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria (es. lavoratori dipendenti che esercitano in P.IVA in regime di doppio lavoro) o pensionatiIl massimale contributivo 2026 è di circa 119.650 euro (rivalutato annualmente). I contributi si versano tramite modello F24 con due saldi (giugno e novembre) e si calcolano in dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF, quadro RR sezione II). I contributi versati sono integralmente deducibili dal reddito ai fini IRPEF (anche nel forfettario, dove riducono direttamente l’imponibile dell’imposta sostitutiva).Importante: il logopedista in P.IVA può addebitare in fattura al cliente la rivalsa INPS del 4% (art. 1, comma 212, L. 662/1996). Questa rivalsa concorre a formare il reddito imponibile IRPEF/sostitutiva ma non è soggetta a ritenuta. Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità 19%Il logopedista è obbligato a trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria (STS) ai sensi del D.lgs. 175/2014 e del D.M. 19 ottobre 2020 (che ha inserito gli iscritti agli Albi delle professioni sanitarie tra i soggetti tenuti all’invio).L’invio dei dati al Sistema TS produce due effetti pratici fondamentali:Detraibilità 19%: il paziente può detrarre le spese sostenute per prestazioni logopediche come spese sanitarie ex art. 15, comma 1, lett. c) TUIR, sopra la franchigia di 129,11 euro, nel modello 730 o Redditi PF. La detrazione è confermata anche per il 2026 (con il limite di reddito complessivo introdotto dalla Manovra per i redditi sopra 75.000 euro).Precompilata: i dati trasmessi confluiscono automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata del paziente, semplificandone la compilazione.Le scadenze 2026 per l’invio al Sistema TS sono semestrali (entro il 30 settembre per il primo semestre, entro il 31 gennaio dell’anno successivo per il secondo semestre), come stabilito dal D.M. 8 febbraio 2024. Per ogni prestazione il logopedista deve indicare data, importo, tipologia (TK = “altre spese sanitarie”), modalità di pagamento e codice fiscale del paziente.Il paziente ha sempre diritto al diritto di opposizione alla trasmissione dei propri dati al STS: in tal caso il logopedista non invia i dati di quella prestazione e annota l’opposizione sul registro.Per beneficiare della detrazione il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, bancomat, app di pagamento) ai sensi della Legge 160/2019, art. 1, c. 679-680. È quindi sconsigliato il pagamento in contanti. Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972Le prestazioni rese dal logopedista sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18, del DPR 633/1972, che esonera le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”.L’esenzione si applica indipendentemente dal regime fiscale (ordinario, semplificato o forfettario) e si fonda sul fatto che il logopedista è una professione sanitaria iscritta a un Albo. In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente IVA art. 10, n. 18, DPR 633/1972” e, se in regime forfettario, anche “Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”.Importante: anche in caso di esenzione IVA, sulle fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro va apposta una marca da bollo da 2 euro (art. 13 Tariffa allegata al DPR 642/1972). La marca può essere a carico del cliente (se indicata in fattura) e va versata cumulativamente entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno tramite F24 (codice tributo 2505).Per le prestazioni rese a strutture sanitarie pubbliche o private accreditate (es. ASL, cliniche), è opportuno verificare con il committente se la fattura debba riportare anche il riferimento al D.M. 17 maggio 2002 sull’esenzione delle prestazioni sanitarie rese in regime di accreditamento. Fatturazione elettronica logopedista B2CDal 1° gennaio 2024, con l’entrata a regime della fatturazione elettronica per tutti i forfettari (D.L. 36/2022, art. 18), anche il logopedista deve emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI). Tuttavia, esiste una regola specifica per le prestazioni sanitarie rese a privati:Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche (B2C) i cui dati sono inviati al Sistema TS NON devono essere trasmesse via SdI in formato elettronico, ma vanno emesse in formato cartaceo o PDF e consegnate al paziente. Lo stabilisce l’art. 10-bis del D.L. 119/2018, prorogato fino al 31 dicembre 2025 (e con tutta probabilità prorogato anche per il 2026 con la Legge di Bilancio).Le fatture verso aziende, enti, ASL, studi medici (B2B) vanno invece emesse tramite SdI in formato XML, indicando il codice destinatario o la PEC del committente. In questo caso il codice destinatario “0000000” si usa solo se il committente non lo ha comunicato.In pratica, il logopedista che lavora prevalentemente con privati (B2C) non emette fatture elettroniche via SdI, ma cartacee o PDF, e si limita a inviare i dati al Sistema TS. Questo semplifica enormemente la gestione amministrativa.Elementi obbligatori della fattura del logopedista (anche se cartacea):Numerazione progressiva e dataDati anagrafici e P.IVA del logopedistaCodice fiscale del paziente (obbligatorio per il Sistema TS)Descrizione della prestazione (es. “valutazione logopedica”, “trattamento riabilitativo”)Importo della prestazioneDicitura esenzione IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972Dicitura regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014Eventuale marca da bollo da 2 euro (sopra 77,47 euro)Modalità di pagamento (preferibilmente tracciabile) Prestazioni tipiche e tariffe di riferimentoLe tariffe del logopedista libero professionista sono liberamente determinate dal singolo professionista (non esistono più tariffari minimi obbligatori dopo la Legge Bersani 248/2006). Tuttavia, sulla base dei tariffari indicativi della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) e di rilevazioni di mercato 2025-2026, le tariffe più diffuse sono:Valutazione logopedica iniziale (60-90 minuti, anamnesi, somministrazione test standardizzati, stesura relazione): 80-120 euroSeduta di trattamento individuale (45-50 minuti): 40-70 euro in base alla città e all’esperienzaBilancio periodico / aggiornamento valutazione: 50-90 euroCounseling familiare (50 minuti): 50-80 euroRelazione clinica per pediatra, scuola o altri specialisti: 40-80 euroTrattamento di gruppo (es. gruppi DSA o di voice training): 20-35 euro a partecipanteTeleriabilitazione (videochiamata 30-45 minuti): 35-60 euroLe tariffe variano sensibilmente in base alla città (Milano, Roma e Bologna sono mediamente più alte di 15-25%), all’esperienza, alla specializzazione (es. disfagia oncologica e voce artistica hanno tariffe più alte) e al tipo di paziente (le sedute di logopedia pediatrica sono mediamente più richieste).Un logopedista libero professionista a tempo pieno con 25-30 ore settimanali di lavoro clinico (lasciando tempo per refertazione, formazione, counseling) può raggiungere un fatturato annuo di 35.000-55.000 euro, perfettamente compatibile con il regime forfettario. Aprire studio professionale: SCIA, RC e materialiAprire uno studio professionale di logopedia richiede alcuni adempimenti, semplificati rispetto alle strutture sanitarie ambulatoriali ma non assenti:SCIA sanitaria al Comune o alla ASL territoriale (a seconda della normativa regionale): è una segnalazione certificata di inizio attività che attesta il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, di sicurezza e di idoneità dei locali. Per gli studi professionali “monoprofessionali” la procedura è generalmente semplificata e non richiede autorizzazione preventiva.Requisiti dei locali: superficie minima dello studio (10-12 mq utili), bagno con antibagno, areazione e illuminazione naturale, climatizzazione, accessibilità per persone con disabilità (se nuova costruzione/ristrutturazione), insonorizzazione adeguata per le sedute di voice training e teleriabilitazione.Destinazione d’uso: lo studio professionale può essere ubicato anche in unità immobiliari residenziali (categoria A/2, A/3) come “studio professionale” senza necessità di cambio d’uso, ai sensi della Legge 392/1978 art. 27 e della giurisprudenza consolidata.RC professionale: la polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria ai sensi della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) per tutti i professionisti sanitari, con massimali tipicamente di 1-3 milioni di euro. Il costo annuo per logopedisti varia da 150 a 400 euro.Privacy e GDPR: nomina del DPO se si trattano dati di particolari categorie su larga scala, registro dei trattamenti, informativa privacy specifica per dati sanitari.Sicurezza sul lavoro: D.lgs. 81/2008 anche per studi professionali (DVR, formazione, primo soccorso e antincendio se ci sono dipendenti o collaboratori).Per i materiali professionali, l’investimento iniziale tipico include:Test standardizzati e batterie diagnostiche: PVCL, BVL 4-12, TROG-2, CMF, BVN 5-11, BVN 12-18, ABCA, MT, prove di lettura e scrittura DDE-2, ecc. (1.500-3.500 euro)Strumentazione audio: registratore digitale di alta qualità, cuffie professionali, microfoni, software di analisi spettrografica della voce (Praat è gratuito, software specifici 200-800 euro)Materiali per terapia: schede operative, libri specialistici, giochi terapeutici, software per CAA, app per riabilitazione (300-1.000 euro iniziali)Arredamento: scrivania, sedie ergonomiche, lettino o poltrona pediatrica, armadi chiusi (per privacy dei materiali clinici), specchio da parete (utile per voice training e articolazione)Strumentazione sanitaria di base: abbassalingua monouso, guanti, mascherine, gel disinfettante, cestini differenziatiInvestimento iniziale complessivo: circa 3.000-7.000 euro per uno studio piccolo, fino a 15.000 euro per uno studio attrezzato con cabina insonorizzata e strumentazione avanzata. Logopedia pediatrica vs logopedia adultiLa libera professione del logopedista si articola tipicamente in due grandi filoni, che richiedono competenze, materiali e approcci differenti:Logopedia pediatrica (0-18 anni): rappresenta il segmento più richiesto del mercato libero professionale. Comprende:Disturbi del linguaggio in età evolutiva (ritardi semplici, DSL, disturbi fonetico-fonologici)Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): dislessia, disortografia, disgrafia, discalculiaSordità infantile e riabilitazione protesica/cocleareBalbuzie evolutiva e in età scolareDisturbi della deglutizione neonatale e svezzamento difficileComunicazione nei disturbi dello spettro autisticoDeglutizione deviata e ortognatica (in collaborazione con ortodontisti)Il logopedista pediatrico lavora prevalentemente con genitori paganti privati (la richiesta di valutazioni e trattamenti DSA è in continua crescita), in collaborazione con pediatri di libera scelta, neuropsichiatri infantili e centri di neuropsichiatria. Le tariffe medie sono leggermente più alte e la frequenza delle sedute è generalmente bisettimanale.Logopedia adulti e geriatrica: comprende:Afasie post-ictus o post-trauma cranicoDisartrie nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, SLA, sclerosi multipla, Alzheimer)Disfagia neurologica, oncologica e geriatricaDisfonie funzionali e organiche, voice training per professionisti della voceRiabilitazione post-laringectomia e post-chirurgia testa-colloBalbuzie persistente nell’adultoIl logopedista per adulti collabora frequentemente con neurologi, otorinolaringoiatri, foniatri, fisiatri, oncologi, geriatri e RSA. Una parte significativa del lavoro può svolgersi a domicilio del paziente (afasie, SLA, esiti di ictus), con tariffe maggiorate per il trasferimento.Molti logopedisti scelgono di specializzarsi in una nicchia specifica (es. solo DSA, solo voce, solo disfagia oncologica) per posizionarsi come riferimento territoriale e applicare tariffe più alte. Teleriabilitazione e online consulting 2026La teleriabilitazione logopedica, esplosa durante la pandemia, è ormai una modalità consolidata e regolamentata anche per il 2026. Le linee guida di riferimento sono:Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni 17 dicembre 2020 e successivi aggiornamenti del Ministero della Salute), che includono espressamente la teleriabilitazione tra le prestazioni erogabiliD.M. 30 settembre 2022 sui requisiti delle piattaforme di telemedicina e i flussi informativi del FSE 2.0Position paper della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) sulle buone pratiche della teleriabilitazione logopedicaDal punto di vista pratico, il logopedista può erogare in modalità telematica:Teleconsulto e counseling familiare (sempre possibile)Trattamento riabilitativo: consigliato dopo una prima valutazione in presenza, per pazienti collaboranti, con setup tecnologico adeguato e supporto del caregiver per i bambiniBilanci periodici e supervisione di programmi di lavoro a casaFormazione e parent trainingAspetti fiscali della teleriabilitazione: la prestazione resta una prestazione sanitaria a tutti gli effetti, esente IVA art. 10, soggetta a invio al Sistema TS e detraibile al 19%. La fattura va emessa con la stessa modalità delle prestazioni in presenza. È buona pratica indicare in fattura la dicitura aggiuntiva “Prestazione erogata in modalità di teleriabilitazione”.Aspetti tecnologici minimi: piattaforma di videoconferenza GDPR-compliant (Doxee, GoToMeeting Health, Microsoft Teams in versione sanitaria, ecc.), connessione stabile, webcam HD, microfono di buona qualità (essenziale per i disturbi della voce e dell’articolazione), illuminazione adeguata. Compatibilità dipendente ASL e P.IVA forfettariaUna situazione molto frequente è quella del logopedista dipendente di ASL o struttura sanitaria pubblica che vuole integrare il proprio reddito con un’attività libero professionale in regime forfettario. La compatibilità è possibile ma con regole specifiche:Autorizzazione del datore di lavoro: il dipendente pubblico deve presentare istanza di autorizzazione all’esercizio della libera professione (D.lgs. 165/2001, art. 53). L’autorizzazione viene concessa salvo conflitti di interesse o incompatibilità con l’orario di servizio.Regime intramoenia o extramoenia: il logopedista dipendente del SSN può aderire al regime intramoenia (con visite a tariffe regolate dal contratto) oppure svolgere la libera professione extramoenia, ma deve sceglierne uno solo per ogni Azienda.Limite reddituale per il forfettario: chi nel 2025 ha avuto redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 30.000 euro NON può accedere al regime forfettario nel 2026, salvo che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato (art. 1 comma 57 lett. d-ter, L. 190/2014). Questo è un punto cruciale: molti logopedisti dipendenti ASL superano questa soglia e devono valutare il regime ordinario o semplificato.Aliquota Gestione Separata: il dipendente che apre P.IVA paga la Gestione Separata INPS al 24% (e non al 26,07%) perché ha già altra copertura previdenziale obbligatoriaNiente regime start-up al 5%: la prosecuzione di un’attività di logopedia già svolta come dipendente preclude di norma l’aliquota agevolata (salvo eccezioni motivate)Per il logopedista dipendente privato (es. cliniche, centri convenzionati) le regole sono più morbide: di norma è sufficiente verificare il contratto di lavoro per eventuali clausole di esclusiva e ottenere il consenso scritto del datore. Il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per il forfettario si applica comunque. Esempi calcolo tasse: 25K, 40K, 55KVediamo concretamente quanto paga di tasse e contributi un logopedista in regime forfettario, con tre scenari realistici. Le formule sono:Reddito imponibile = Ricavi × 78% (coefficiente redditività ATECO 86.90.29)Contributi INPS Gestione Separata = Reddito imponibile × 26,07% (senza altra copertura)Imposta sostitutiva = (Reddito imponibile − Contributi INPS) × 5% (start-up) o 15%Carico fiscale totale = Imposta sostitutiva + Contributi INPSNetto in tasca = Ricavi − Carico fiscale totaleScenario 1: Fatturato 25.000 euro (logopedista neolaureata, primi anni)Ricavi: 25.000 €Reddito imponibile (×78%): 19.500 €Contributi INPS (26,07% di 19.500): 5.084 €Imponibile per imposta sostitutiva (19.500 − 5.084): 14.416 €Imposta sostitutiva 5% (start-up): 721 €Imposta sostitutiva 15% (regime ordinario forfettario): 2.162 €Netto in tasca con 5%: 25.000 − 5.084 − 721 = 19.195 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 25.000 − 5.084 − 2.162 = 17.754 € (71,0%)Scenario 2: Fatturato 40.000 euro (logopedista 3-4 anni di attività)Ricavi: 40.000 €Reddito imponibile (×78%): 31.200 €Contributi INPS (26,07% di 31.200): 8.134 €Imponibile per imposta sostitutiva (31.200 − 8.134): 23.066 €Imposta sostitutiva 5%: 1.153 €Imposta sostitutiva 15%: 3.460 €Netto in tasca con 5%: 40.000 − 8.134 − 1.153 = 30.713 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 40.000 − 8.134 − 3.460 = 28.406 € (71,0%)Scenario 3: Fatturato 55.000 euro (logopedista esperto, studio strutturato)Ricavi: 55.000 €Reddito imponibile (×78%): 42.900 €Contributi INPS (26,07% di 42.900): 11.184 €Imponibile per imposta sostitutiva (42.900 − 11.184): 31.716 €Imposta sostitutiva 5%: 1.586 €Imposta sostitutiva 15%: 4.757 €Netto in tasca con 5%: 55.000 − 11.184 − 1.586 = 42.230 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 55.000 − 11.184 − 4.757 = 39.059 € (71,0%)Come si vede, il regime forfettario consente al logopedista di trattenere il 71-77% del fatturato, decisamente più del regime ordinario (dove l’IRPEF a scaglioni più contributi può portare il carico fiscale al 38-43%). Il salto da 5% a 15% al sesto anno di attività comporta una “perdita” di circa il 5,8% del fatturato, da pianificare con attenzione. Come trovare i primi pazientiUna volta aperta la partita IVA e allestito lo studio, la sfida principale del logopedista neoprofessionista è costruire la propria clientela. Le strategie più efficaci nel 2026 sono:Convenzioni con studi medici e poliambulatori: contattare otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi, neuropsichiatri infantili, dentisti/ortodontisti, geriatri della propria zona e proporre collaborazioni a tariffa concordata o invii reciproci. Questo è il canale storicamente più produttivo.Referral con pediatri di libera scelta: per chi si occupa di logopedia pediatrica, costruire un rapporto solido con 4-5 pediatri della zona può portare 30-50 valutazioni l’anno. È utile preparare brochure informative e presentazioni di 30 minuti su DSA, ritardi del linguaggio o disfagia neonatale.Convenzioni con scuole, asili e nidi: proporsi per screening del linguaggio nelle scuole materne (in collaborazione con i pediatri di comunità), per formazione agli insegnanti su DSA e per consulenze al doposcuola specializzato.Convenzioni ASL per liste d’attesa: alcune ASL stipulano convenzioni con liberi professionisti per smaltire le liste d’attesa, soprattutto per DSA e ritardi del linguaggio. Le tariffe sono regolate ma il volume è significativo.Google Business Profile: una scheda Google ottimizzata con foto dello studio, recensioni dei pazienti (richieste con tatto e privacy), orari, mappa e categorie corrette (“Logopedista”, “Speech Therapist”) porta in media il 30-40% dei nuovi pazienti privati.Sito web professionale e SEO locale: anche un sito di 5-6 pagine ottimizzato per “logopedista [città]”, “trattamento DSA [città]”, “balbuzie bambini [città]” è un investimento di 800-1.500 euro che genera contatti per anni.Social media specializzati: Instagram e TikTok funzionano bene per logopedia pediatrica e voice training (contenuti educativi per genitori), LinkedIn per il networking professionale con altri sanitari.Iscrizione a piattaforme: MioDottore, Pagine Bianche Salute, Doctolib aumentano la visibilità (ma comportano costi mensili o commissioni).Eventi formativi e divulgativi: organizzare incontri gratuiti su DSA per genitori, screening gratuiti nelle scuole o conferenze per insegnanti è un ottimo modo per farsi conoscere.Tipicamente serve circa 1 anno di attività per raggiungere un volume di lavoro stabile (15-20 pazienti settimanali) e 2-3 anni per un’agenda completa. Per accelerare, può essere utile partire affittando ore in uno studio già avviato o lavorando come collaboratore in un poliambulatorio nei primi 12-18 mesi. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Inoltre serve l’autorizzazione del datore di lavoro (D.lgs. 165/2001) e l’aliquota Gestione Separata sarà del 24% (non 26,07%) perché si ha già altra copertura previdenziale.Le mie prestazioni di logopedia sono detraibili al 19%?Sì. Le prestazioni del logopedista sono spese sanitarie detraibili al 19% (oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi), trasmesse automaticamente al Sistema Tessera Sanitaria e precaricate nella dichiarazione precompilata del paziente. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti).Devo fatturare con IVA al 22%?No. Le prestazioni sanitarie del logopedista sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972, indipendentemente dal regime fiscale (forfettario o ordinario). In fattura va indicata la dicitura di esenzione e, sopra 77,47 euro, applicata la marca da bollo da 2 euro.Devo iscrivermi a una cassa professionale specifica?No. I logopedisti non hanno una cassa di previdenza autonoma e si iscrivono obbligatoriamente alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). L’aliquota è del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, del 24% per chi è già coperto altrove.Posso fare teleriabilitazione e fatturarla come prestazione sanitaria?Sì. La teleriabilitazione è espressamente prevista dalle Linee guida nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni 2020) e dal D.M. 30 settembre 2022. È una prestazione sanitaria a tutti gli effetti: esente IVA, soggetta a invio Sistema TS, detraibile al 19%. È buona pratica indicare in fattura la modalità “teleriabilitazione”.Quanto guadagna un logopedista in regime forfettario?Con il regime forfettario start-up al 5%, un logopedista trattiene circa il 76-77% del fatturato. Esempi: 25.000 € fatturato → ~19.200 € netti; 40.000 € fatturato → ~30.700 € netti; 55.000 € fatturato → ~42.200 € netti. Con aliquota al 15% (dal sesto anno) la percentuale netta scende a circa il 71%.Devo fare fattura elettronica via SdI ai privati?No. Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche i cui dati sono inviati al Sistema TS non vanno trasmesse via SdI (art. 10-bis D.L. 119/2018). Si emettono in cartaceo o PDF e si consegnano al paziente. La fatturazione elettronica via SdI resta obbligatoria solo per le prestazioni B2B (verso aziende, ASL, studi medici).Serve la SCIA per aprire uno studio di logopedia?Sì, è generalmente richiesta una SCIA sanitaria al Comune o alla ASL territoriale, con regole che variano da Regione a Regione. Per gli studi monoprofessionali la procedura è semplificata. Vanno rispettati requisiti di idoneità dei locali, igiene, sicurezza e accessibilità. Lo studio può essere ubicato anche in immobile residenziale come “studio professionale” senza cambio d’uso.Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarmi?Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i logopedisti nella scelta del regime fiscale, nell’apertura della partita IVA, nella gestione delle dichiarazioni dei redditi (modello Redditi PF), nell’invio al Sistema Tessera Sanitaria, nel calcolo dei contributi INPS Gestione Separata e nella pianificazione fiscale per ottimizzare il carico tributario. Contattaci per una consulenza personalizzata.Conclusioni: aprire P.IVA logopedista nel 2026 convieneAprire la partita IVA come logopedista nel 2026 rappresenta una scelta professionale e fiscale conveniente per molti motivi: il regime forfettario al 5% per i primi 5 anni consente di trattenere oltre tre quarti del fatturato; l’esenzione IVA art. 10 e la detraibilità 19% rendono le prestazioni più appetibili per i pazienti; la teleriabilitazione apre nuovi mercati anche oltre la propria città; il crescente bisogno di interventi su DSA, balbuzie, disfagia geriatrica e voice training garantisce una domanda sostenuta.Le criticità da pianificare con attenzione sono il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente (cruciale per chi è già dipendente ASL), la corretta gestione del Sistema TS, la marca da bollo sulle fatture e il salto da 5% a 15% al sesto anno di attività.Per ricevere assistenza completa nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale e nella gestione fiscale e previdenziale annuale, il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione consulenti specializzati nelle professioni sanitarie. Prenota una consulenza online o in sede.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 25, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 14:00:002026-09-27 00:04:49Partita IVA Logopedista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Tasse e Contributi
ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZAPagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di InclusioneI pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCalendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntivaLa data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiareSupporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggioNASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mesePensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesimaBonus nascita, maternità e congedo parentaleCosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempiCome verificare l’accredito su MyINPS e App IODomande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntivaLa settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamentoAssegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiarioNASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postaleAssegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedenteIndennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinarioBonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedentePensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione onlineCome vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS). Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiareGli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenzaPrimo componente maggiorenne1,00Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascunoDal terzo minore in poi+ 0,20 ciascunoPer fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale. Quota A e Quota B: come si compongonoLa Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggioInsieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego. Differenze tra ADI e SFLADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese. Requisiti per ricevere la NASPIStato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causaAlmeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazioneAlmeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazionePresentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapportoSottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio PersonalizzatoLa DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine meseL’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEEFascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minoreISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euroISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minoreGli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesimaLe pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:L’importo lordo della pensione di giugnoL’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modestiLe ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunaliEventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)L’importo netto effettivamente accreditatoLa quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale). Come leggere il cedolino pensionisticoLeggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.Bonus nascita, maternità e congedo parentaleTra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempiUna delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificateRivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPSVerifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornatoIl CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IOPer controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.MyINPS: il portale di verifica delle prestazioniNell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.App IO: notifiche in tempo realeL’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026 Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.Quando arriva la NASPI di maggio 2026?La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggioI pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOProroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e ForfettariLa proroga dei versamenti delle dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e per i contribuenti in regime forfettario rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del calendario fiscale italiano. Per l’anno d’imposta 2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato lo slittamento della scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 e dai provvedimenti attuativi.In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi sono i soggetti beneficiari della proroga, quali versamenti rientrano nello slittamento, come calcolare correttamente saldo IRPEF 2025 e acconti 2026, e come gestire la rateizzazione delle imposte. Sono inclusi esempi pratici, tabelle riassuntive dei codici tributo, e una sezione dedicata agli errori più frequenti.La proroga non è una sanatoria né una riduzione del debito d’imposta: si tratta di uno spostamento del termine di versamento senza maggiorazioni, finalizzato a consentire ai professionisti, ai commercialisti e ai CAF di gestire i carichi di lavoro derivanti dall’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB) e dagli adempimenti collegati al modello Redditi PF/SP/SC 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiProroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoChi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiIl quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Quali versamenti sono prorogati: elenco completoCalcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVersamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Rateizzazione: come pagare in rate mensiliCodici tributo F24: tabella completaCasi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiErrori più frequenti e ravvedimento operosoDomande frequenti sulla proroga 2026Proroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoLa scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 per il pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) viene posticipata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione per i contribuenti che soddisfano specifici requisiti. Si tratta di una proroga ormai strutturale, confermata anno dopo anno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per i soggetti che applicano gli ISA e per i forfettari, in considerazione dei tempi tecnici di pubblicazione dei software dichiarativi e delle istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate.Cosa significa concretamente? Significa che chi rientra nell’ambito applicativo della proroga potrà:Versare saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 entro il 20 luglio 2026 (anziché il 30 giugno) senza maggiorazione dello 0,40%;Versare entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,40% (anziché entro il 30 luglio);Avviare la rateizzazione con prima rata al 20 luglio (rate mensili successive).La proroga riguarda solo i versamenti, non incide invece sulla scadenza di invio telematico del modello Redditi, fissata al 31 ottobre 2026 (modello Redditi PF/SP/SC) né sulla dichiarazione IRAP (anch’essa al 31 ottobre 2026).Fonte: Agenzia delle Entrate, sezione “Scadenze fiscali”; art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024. Chi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tre categorie principali di contribuenti:1. Soggetti che applicano gli ISASono interessati i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), introdotti dall’art. 9-bis del D.L. 50/2017 in sostituzione degli ex studi di settore. Rientrano nel beneficio:Persone fisiche titolari di partita IVA (artigiani, commercianti, professionisti) con ricavi/compensi fino a 5.164.569 euro;Società di persone (SNC, SAS) e soggetti equiparati che applicano gli ISA;Società di capitali (SRL, SPA) che applicano gli ISA con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;Soci di società (SAS, SNC) e collaboratori familiari per redditi attribuiti per trasparenza.Sono esclusi dagli ISA (e quindi non beneficiano automaticamente della proroga in quanto soggetti ISA) i contribuenti con cause di esclusione – ad esempio inizio o cessazione attività nel periodo, periodo non coincidente con anno solare, ricavi superiori a 5.164.569 euro – salvo che rientrino in altri presupposti.2. Contribuenti in regime forfettarioI contribuenti che applicano il regime forfettario ex art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014, pur essendo esclusi dall’applicazione degli ISA, beneficiano comunque della proroga in virtù di esplicita previsione normativa. Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario nel 2025 è fissato a 85.000 euro.3. Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Anche i residui contribuenti che ancora applicano il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.L. 98/2011), in scadenza al compimento del quinto anno di attività o al compimento del 35esimo anno di età, rientrano nella proroga al 20 luglio 2026.Casi di estensione della prorogaLa proroga si estende anche ai soci di società che partecipano a soggetti ISA o forfettari, in regime di trasparenza fiscale (art. 5, 115 e 116 TUIR). In particolare:Soci di SNC, SAS e società equiparate;Soci di SRL che hanno optato per la trasparenza (art. 116 TUIR);Collaboratori familiari (art. 230-bis Codice Civile). Il quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024La proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari non è una concessione estemporanea: ha radici normative chiare e progressivamente consolidate.Il punto di partenza: art. 17 DPR 435/2001La normativa di base sulle scadenze di versamento delle imposte da dichiarazione e l’articolo 17 del DPR 7 dicembre 2001 n. 435, che stabilisce due termini ordinari:30 giugno: termine ordinario senza maggiorazione;30 luglio (i 30 giorni successivi): termine con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.Le proroghe annuali: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Negli anni precedenti la proroga era disposta annualmente con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Dal 2024 in poi, l’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 (attuativo della delega fiscale L. 111/2023) ha previsto una proroga strutturale per i soggetti ISA e forfettari, collegandola all’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB).In particolare, per il 2026 (anno d’imposta 2025), la proroga al 20 luglio è collegata anche all’esigenza di dare tempi adeguati per l’adesione al CPB 2025-2026, riservato proprio ai soggetti ISA e forfettari (limitatamente al periodo 2025 con applicazione dell’imposta sostitutiva ad aliquota agevolata 10-15% sull’eccedenza concordata).Provvedimenti applicativi 2026Per il 2026 la proroga è stata confermata dai consueti comunicati MEF e dalle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito istituzionale. Si veda inoltre la circolare AdE 18/E del 2024 in materia di CPB, che richiama i termini di versamento per i soggetti aderenti.Riferimenti normativi: D.Lgs. 13/2024 art. 37; DPR 435/2001 art. 17; L. 111/2023 (delega fiscale); circolare AdE 18/E/2024. Quali versamenti sono prorogati: elenco completoLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tutti i versamenti il cui termine ordinario cade il 30 giugno 2026 e che risultano dalla dichiarazione dei redditi. In particolare, rientrano nel beneficio:Imposte diretteSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001) e relative addizionali regionali e comunali (codici 3801, 3844);Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033), pari al 40% dell’imposta dovuta per il 2025 (per il regime forfettario il primo acconto è generalmente al 50% del totale acconto);Saldo IRES 2025 (codice tributo 2003) per società di capitali con esercizio solare;Primo acconto IRES 2026 (codice tributo 2001);Saldo e acconto IRAP 2025 (codici 3800, 3812, 3813).Imposta sostitutiva per il regime forfettarioSaldo imposta sostitutiva 2025 (aliquota 15%, oppure 5% per nuove attività nei primi 5 anni) – codice tributo 1792;Primo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1790;Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1791 (scadenza ordinaria 30 novembre 2026, non interessata dalla proroga di luglio).Imposte sostitutive e patrimonialiCedolare secca sui canoni di locazione – saldo (codice 1842) e primo acconto (codice 1840);IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) – codice 4041 saldo, 4044 primo acconto;IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) – codice 4043 saldo, 4047 primo acconto.Contributi previdenzialiLa proroga si applica anche ai contributi previdenziali INPS Gestione Separata e ai contributi della Gestione Artigiani e Commercianti dovuti a saldo e primo acconto, calcolati sul reddito eccedente il minimale.IVA annualeL’IVA annuale 2025 con scadenza al 16 marzo 2026 NON è oggetto della proroga di luglio. Tuttavia, chi ha scelto di rateizzare l’IVA annuale o di posticiparla con la maggiorazione dello 0,40% mensile alla scadenza di giugno-luglio, ricade nei termini della proroga.VersamentoCodice tributoScadenza ordinariaScadenza prorogataSaldo IRPEF 2025400130/06/202620/07/2026Primo acconto IRPEF 2026403330/06/202620/07/2026Saldo imposta sost. forfettari179230/06/202620/07/2026Primo acconto imp. sost. forfettari179030/06/202620/07/2026Saldo IRES 2025200330/06/202620/07/2026Saldo IRAP 2025380030/06/202620/07/2026Cedolare secca saldo184230/06/202620/07/2026Addizionale regionale380130/06/202620/07/2026Addizionale comunale saldo384430/06/202620/07/2026 Calcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVediamo come si calcolano concretamente saldo e acconti per le due principali categorie di contribuenti che beneficiano della proroga.Esempio 1: Artigiano con ricavi ISAMario, idraulico in regime ordinario semplificato, soggetto agli ISA per il codice ATECO 43.22.01, presenta:Reddito d’impresa 2025: 38.000 euro;IRPEF lorda calcolata: 8.450 euro;Detrazioni: 1.880 euro;IRPEF netta: 6.570 euro;Acconti già versati nel 2025 (giugno + novembre): 5.940 euro.Calcolo:Saldo IRPEF 2025 = 6.570 – 5.940 = 630 euro (codice 4001);Primo acconto IRPEF 2026 = 40% di 6.570 = 2.628 euro (codice 4033);Secondo acconto IRPEF 2026 = 60% di 6.570 = 3.942 euro (scadenza 30/11/2026, codice 4034).Totale da versare entro il 20 luglio 2026: 3.258 euro (630 + 2.628). Oppure entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione 0,40%: 3.258 + 13,03 = 3.271,03 euro.Esempio 2: Professionista in regime forfettarioLaura, consulente IT, primo anno di attività superato (non più start-up al 5%):Compensi 2025: 52.000 euro;Coefficiente di redditività (codice ATECO 62.02.00): 78%;Reddito imponibile: 52.000 x 78% = 40.560 euro;Contributi INPS Gestione Separata 2025 pagati: 5.200 euro;Reddito imponibile netto: 40.560 – 5.200 = 35.360 euro;Imposta sostitutiva 15%: 5.304 euro.Calcolo:Saldo imposta sostitutiva 2025 = 5.304 – acconti versati nel 2025 (codice 1792);Primo acconto 2026 (50% del totale) = 2.652 euro (codice 1790);Secondo acconto 2026 (50%) = 2.652 euro entro il 30/11/2026 (codice 1791).Regola importante (acconti per forfettari): non è dovuto acconto se l’imposta sostitutiva dichiarata è inferiore a 51,65 euro; è dovuto in unica soluzione entro il 30/11 se inferiore a 257,52 euro; è dovuto in due rate (40% + 60%, oppure 50%+50% a seconda del regime) se superiore a 257,52 euro.Esempio 3: Socio SRL trasparenteGiulia, socia al 50% di una SRL trasparente (art. 116 TUIR), riceve per trasparenza un reddito di partecipazione di 28.000 euro. Anche lei beneficia della proroga al 20 luglio per il versamento del saldo IRPEF e del primo acconto, in quanto socio di soggetto ISA. Versamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a versare entro il 20 luglio 2026 può avvalersi della possibilità di posticipare il pagamento entro i 30 giorni successivi, cioè fino al 20 agosto 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.La maggiorazione dello 0,40% si applica:Solo sugli importi versati tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026;Su tutti i tributi della dichiarazione (IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, addizionali, cedolare, ecc.);Sui contributi INPS calcolati a saldo e primo acconto.Esempio di calcolo maggiorazioneRiprendendo Mario dell’esempio 1, se versa il 5 agosto 2026 anziché il 20 luglio:Importo base: 3.258 euro;Maggiorazione 0,40%: 3.258 x 0,4% = 13,03 euro;Totale da versare: 3.271,03 euro.La maggiorazione va aggiunta direttamente nel modello F24 al campo “Importi a debito versati” insieme all’importo principale. Non esiste un codice tributo separato per la maggiorazione 0,40%.Attenzione: Il termine del 20 agosto 2026 cade di giovedì – non c’è quindi slittamento al primo giorno lavorativo successivo. Diversamente, quando il termine cade di sabato, domenica o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (art. 6 D.L. 330/1994).Rateizzazione: come pagare in rate mensiliI contribuenti possono decidere di rateizzare gli importi a debito in rate mensili di pari importo, beneficiando comunque della proroga al 20 luglio 2026 come data della prima rata.Numero massimo di rateLe rate possono essere distribuite fino al 16 dicembre 2026, con scadenze così articolate:1a rata: 20 luglio 2026 (oppure 20 agosto con maggiorazione 0,40%);2a rata: 20 agosto 2026;3a rata: 16 settembre 2026;4a rata: 16 ottobre 2026;5a rata: 17 novembre 2026 (il 16 cade di lunedì – confermare il calendario ufficiale);6a rata: 16 dicembre 2026 (ultima rata possibile).Le rate successive alla prima sono maggiorate degli interessi nella misura del 4% annuo (DM 21/05/2009), calcolati su base mensile dal giorno successivo al primo versamento.Tabella interessi per rate successiveRataScadenzaInteressi su rata1a20/07/20260,00%2a20/08/20260,33%3a16/09/20260,66%4a16/10/20260,99%5a16/11/20261,32%6a16/12/20261,65%Codice tributo per gli interessi da rateizzazione: 1668.Cosa NON si può rateizzareNON sono rateizzabili: il secondo acconto IRPEF, le imposte sostitutive di IRPEF (es. ceduole secche), l’IVA annuale (già con suo regime di rateazione separato fino al 16 dicembre). Codici tributo F24: tabella completaPer il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione 2026, ecco la tabella aggiornata dei principali codici tributo da utilizzare nel modello F24:CodiceDescrizioneAnno di riferimento4001IRPEF – saldo20254033IRPEF – acconto prima rata20264034IRPEF – acconto seconda rata o unica soluzione20261790Imposta sost. forfettari – acconto prima rata20261791Imposta sost. forfettari – acconto seconda rata20261792Imposta sost. forfettari – saldo20252003IRES – saldo20252001IRES – acconto prima rata20263800IRAP – saldo20253812IRAP – acconto prima rata20263801Addizionale regionale20253844Addizionale comunale – saldo20253843Addizionale comunale – acconto20261842Cedolare secca – saldo20251840Cedolare secca – acconto prima rata20261668Interessi rateizzazione20264041IVIE – saldo20254043IVAFE – saldo2025Per i contributi INPS i codici sono: AP (Artigiani Saldo), AF (Artigiani Acconto), CP (Commercianti Saldo), CF (Commercianti Acconto), PXM/P10 (Gestione Separata). Casi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiSoci di società di persone (SNC, SAS)I soci di società di persone che applicano gli ISA o sono in regime forfettario beneficiano della proroga al 20 luglio 2026 anche per le imposte dovute sui redditi attribuiti per trasparenza. Devono comunque presentare il proprio modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.Eredi del contribuente decedutoGli eredi di un contribuente soggetto ISA o forfettario deceduto nel 2025 beneficiano di un regime speciale di proroga: i termini di versamento e di presentazione della dichiarazione del de cuius sono prorogati di sei mesi (art. 65 DPR 600/1973). Anche la proroga al 20 luglio 2026 si applica ai versamenti dovuti dal de cuius per il 2025, salvo l’ulteriore proroga semestrale.Inizio o cessazione attività nel 2025Chi ha iniziato o cessato l’attività nel 2025 è generalmente escluso dagli ISA per cause oggettive. Tuttavia, ai fini della proroga al 20 luglio si guarda alla natura del contribuente (titolare di partita IVA con attività potenzialmente assoggettata a ISA o forfettaria), quindi il beneficio si applica comunque.Periodo d’imposta non solareLe società di capitali con esercizio non coincidente con l’anno solare (es. 1/7-30/6) seguono il termine di versamento ordinario al ultimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio. La proroga al 20 luglio 2026 si applica solo a chi ha esercizio solare.Contribuenti aderenti al CPB (Concordato Preventivo Biennale)I soggetti che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026 (o per il singolo periodo 2025 per i forfettari) versano l’imposta sostitutiva sull’eccedenza concordata (aliquota dal 10% al 15% per soggetti ISA, 10% per forfettari) entro il 20 luglio 2026, codici tributo dedicati (4068, 4069, 4070, 4071, 4072 per soggetti ISA in base al livello di affidabilità raggiunto).Errori più frequenti e ravvedimento operosoVediamo i più comuni errori commessi durante i versamenti di luglio e come correggerli tempestivamente con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997).Errore 1: Mancato versamento entro il 20 luglioChi non versa entro il 20 agosto 2026 (con maggiorazione) è considerato in ritardo. Il ravvedimento permette di sanare con sanzioni ridotte:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo;Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione 1,5% (1/10 del 15%);Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): sanzione 1,67% (1/9 del 15%);Ravvedimento lungo (entro un anno): sanzione 3,75% (1/8 del 30%);Ravvedimento ultra-annuale (entro 2 anni): sanzione 4,29% (1/7 del 30%);Ravvedimento oltre 2 anni: sanzione 5% (1/6 del 30%).A queste sanzioni si aggiungono gli interessi al tasso legale (per il 2025 era 2%, per il 2026 da verificare dopo decreto MEF di fine 2025 – in caso di mancato aggiornamento si applica l’ultimo tasso vigente).Errore 2: Sbagliare il codice tributoUn errore comune è versare l’IRPEF con il codice della cedolare secca o viceversa. La correzione si effettua tramite il modello F24 di Variazione (codice tributo da indicare con segno meno e indicazione del codice corretto), oppure tramite richiesta di compensazione via cassetto fiscale.Errore 3: Calcolare l’acconto sul reddito sbagliatoPer i forfettari l’acconto si calcola sull’imposta sostitutiva e non sul reddito imponibile. Per i soggetti ordinari si calcola sull’imposta IRPEF/IRES netta, al netto delle ritenute subite e dei crediti d’imposta. Errori comuni portano a sovraversamenti che si recuperano in compensazione orizzontale F24 negli anni successivi.Errore 4: Ignorare la riduzione di acconto per il primo annoI forfettari al primo anno di attività possono optare per l’aliquota agevolata 5% (anziché 15%), ma in tal caso possono scegliere di NON versare alcun acconto per il periodo d’imposta successivo qualora abbiano applicato per la prima volta il regime. Verificare sempre il quadro LM del modello Redditi PF.Errore 5: Saltare l’addizionale regionale e comunaleSaldo e acconto delle addizionali (codici 3801, 3844, 3843) seguono la proroga ma sono spesso dimenticati. Il software dichiarativo li calcola in automatico, ma in compilazione manuale è bene controllarli sempre. 💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande frequenti sulla proroga 20261. La proroga vale anche per i contribuenti non titolari di partita IVA?No. La proroga al 20 luglio 2026 è riservata ai titolari di partita IVA che applicano gli ISA o sono in regime forfettario, ai loro soci/collaboratori e agli eredi. I lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri contribuenti non titolari di reddito d’impresa o lavoro autonomo applicano la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 o quella alternativa del 30 luglio 2026 con maggiorazione 0,40%.2. Devo presentare la dichiarazione entro il 20 luglio?No. La proroga riguarda solo i versamenti. La scadenza per la presentazione telematica del modello Redditi PF, SP, SC e IRAP resta il 31 ottobre 2026.3. Posso compensare il debito con crediti d’imposta?Sì, è prassi diffusa. Tramite modello F24 si possono compensare i debiti IRPEF/IRES/IRAP con crediti d’imposta disponibili (es. crediti IVA, credito 730, credito IRAP eccedente). Attenzione: la compensazione orizzontale oltre 5.000 euro richiede visto di conformità.4. Cosa succede se verso il 19 luglio (sabato)?Il 20 luglio 2026 cade di lunedì, quindi non c’è slittamento. Tuttavia, se si versa il 19 luglio (sabato) o il 18 luglio (domenica) il versamento è accettato come anticipato e valido.5. Sono pensionato con partita IVA aperta in regime forfettario per consulenze occasionali: beneficio della proroga?Sì. La proroga si applica in base al regime fiscale (forfettario) e non alla qualifica anagrafica. Anche il pensionato in regime forfettario versa al 20 luglio 2026.6. Posso versare in compensazione tramite F24 telematico anche dopo il 20 luglio?Sì, ma con maggiorazione 0,40% se versato tra il 21 luglio e il 20 agosto, o con ravvedimento operoso se oltre. Il termine per la compensazione è quello di versamento.7. La proroga si applica al diritto camerale CCIAA?Sì. Il diritto annuale alla Camera di Commercio, codice tributo 3850, ha scadenza coincidente con il primo termine di versamento delle imposte dirette, e quindi beneficia della proroga al 20 luglio 2026 per soggetti ISA e forfettari.8. Ho dimenticato di versare il primo acconto: posso pagare solo il saldo?No. Saldo e acconto sono distinti e vanno entrambi versati. Il primo acconto va comunque pagato (può essere ravveduto se in ritardo). In alternativa, se l’acconto era inferiore alla soglia minima (51,65 euro IRPEF) o (51,65 euro imposta sostitutiva), non era dovuto.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai bisogno di assistenza per i versamenti 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e contribuenti forfettari nella compilazione della dichiarazione dei redditi, nel calcolo di saldo e acconti, e nella corretta predisposizione del modello F24 con o senza compensazione di crediti d’imposta. Contattaci per fissare un appuntamento e affidare i tuoi versamenti a chi conosce nel dettaglio la disciplina degli ISA e del regime forfettario.Fonti consultate: art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024; L. 111/2023; circolare AdE 18/E del 17 settembre 2024; comunicati MEF su scadenze fiscali; sito ufficiale Agenzia Entrate sezione “Scadenze fiscali” e “Modello F24 codici tributo”.Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 10:25:432026-09-27 09:18:45Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATODebiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributiHai un debito con l’INPS e temi di non riuscire a pagarlo in un’unica soluzione? Da gennaio 2025 le regole sono cambiate in modo significativo: grazie al Decreto Legge 132/2024 (convertito nella Legge 162/2024) e alle nuove disposizioni operative dell’INPS, è ora possibile rateizzare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili, ovvero 5 anni. Una vera boccata d’ossigeno per lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro che si trovano in difficoltà.Ma non è tutto: pagare i contributi arretrati non significa solo “mettersi in regola con l’INPS”. Significa soprattutto recuperare anni di contribuzione utili ai fini pensionistici, evitare il blocco del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), scongiurare l’iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e bloccare l’accumulo di sanzioni civili che, in alcuni casi, possono superare il 50% del debito originario.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla rateizzazione dei debiti INPS nel 2026: chi può accedere, come si calcolano gli interessi, quanti documenti servono, come si presenta la domanda e cosa succede se salti una rata. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti alle ultime circolari.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i debiti INPS e come nasconoLa novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Chi può richiedere la rateizzazioneQuante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceInteressi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneDocumenti necessari e procedura di domandaEsempi pratici di calcolo della rateizzazioneRecupero contributi ai fini pensionisticiCosa succede se salti una rata: la decadenzaDifferenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeConsigli pratici e ruolo del PatronatoDomande frequenti (FAQ) Cosa sono i debiti INPS e come nasconoPer debito con l’INPS si intende qualunque somma dovuta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati entro le scadenze previste. Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si pensi: secondo i dati pubblicati dall’INPS nei suoi rendiconti annuali, milioni di posizioni contributive presentano scoperti, totali o parziali.I debiti INPS possono nascere per molteplici ragioni:Omessi versamenti: il contribuente non ha pagato i contributi alla scadenza prevista (per artigiani, commercianti e professionisti le scadenze ordinarie sono in maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo);Versamenti insufficienti: l’importo pagato è inferiore a quello dovuto, magari per un errore di calcolo del reddito;Accertamenti d’ufficio: l’INPS, attraverso le verifiche incrociate con l’Agenzia delle Entrate, rileva contributi non dichiarati e li richiede d’ufficio;Conguagli: per i datori di lavoro, situazioni di debito possono nascere dalle differenze tra contributi versati mensilmente e quelli risultanti dal flusso UniEmens;Sanzioni e interessi: anche le maggiorazioni applicate per ritardato pagamento si trasformano, se non saldate, in debito esigibile.Le conseguenze di un debito INPS non risolto sono pesanti: dall’iscrizione a ruolo (con passaggio della pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione), al blocco del DURC per imprese e professionisti, fino al mancato accredito dei contributi sulla posizione previdenziale, con effetti diretti sulla futura pensione. La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Fino al 31 dicembre 2024 la rateizzazione ordinaria dei debiti contributivi INPS prevedeva un limite massimo di 24 rate mensili. Per ottenere un piano di dilazione più lungo (fino a 36 mesi) era necessario un decreto autorizzativo del Ministero del Lavoro, mentre per arrivare a 60 mesi serviva addirittura un’autorizzazione “straordinaria” rilasciata in casi eccezionali e con procedure complesse.Le cose sono cambiate radicalmente con l’articolo 23 del Decreto Legge 9 settembre 2024, n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2024, n. 162. La nuova norma ha riscritto le regole della dilazione amministrativa dei debiti contributivi, con un duplice obiettivo: aiutare i contribuenti in difficoltà e al tempo stesso aumentare il recupero crediti da parte dell’Istituto, riducendo le iscrizioni a ruolo.L’INPS ha disciplinato l’applicazione concreta della norma con la Circolare n. 8 del 17 gennaio 2025 e con il successivo Messaggio n. 622 del 13 febbraio 2025, che ha attivato la procedura telematica aggiornata. In sintesi, i punti chiave della riforma sono:Estensione fino a 60 rate mensili della dilazione amministrativa per i debiti contributivi non ancora iscritti a ruolo;Articolazione in tre fasce di rate (fino a 24, da 25 a 36, da 37 a 60) con requisiti progressivamente più stringenti;Gestione interamente telematica tramite il portale “Rateazione” del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS;Applicazione anche ai debiti già esistenti al momento dell’entrata in vigore della norma, purché non siano stati iscritti a ruolo;Mantenimento del calcolo delle sanzioni civili previsto dall’articolo 116, comma 8, della Legge 388/2000.La Circolare INPS n. 8/2025 ha inoltre chiarito che la nuova disciplina si applica alle domande presentate a partire dal 1° gennaio 2025 e che le rateazioni in corso, autorizzate con le vecchie regole, restano regolate dalla normativa previgente. Chi può richiedere la rateizzazioneLa dilazione amministrativa fino a 60 rate è uno strumento ampio, pensato per intercettare tutte le tipologie di contribuente che hanno maturato un debito previdenziale. Possono presentare domanda:Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali: artigiani e commercianti iscritti alle rispettive Gestioni INPS;Coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla Gestione agricoltura;Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata (lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società, dottorandi, ricercatori);Datori di lavoro privati per i debiti relativi ai contributi dei loro dipendenti (sia per lavoratori subordinati che per collaboratori);Datori di lavoro domestico (famiglie che hanno assunto colf, badanti, baby sitter) per i contributi non versati alla Gestione Domestici;Committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione occasionale;Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività non coperte da una cassa professionale autonoma.Sono esclusi dalla rateizzazione amministrativa INPS i debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi casi, occorre rivolgersi direttamente ad ADER per chiedere la rateizzazione esattoriale, che segue regole proprie (e che attualmente prevede fino a 84 rate ordinarie, elevabili a 120 con dichiarazione di temporanea difficoltà economica documentata). I requisiti di accesso alla rateizzazionePer ottenere una rateizzazione INPS è necessario:Essere identificato in modo univoco presso l’INPS (codice fiscale, matricola aziendale o numero di iscrizione);Non avere precedenti rateazioni decadute per mancato pagamento di rate (la decadenza preclude nuove richieste, salvo specifiche eccezioni);Presentare un piano coerente con la propria capacità economica, soprattutto per le fasce più alte di dilazione (37-60 rate);Versare regolarmente i contributi correnti durante il piano di rateizzazione: la regolarità contributiva ordinaria non si interrompe e va mantenuta per non incorrere in nuove sanzioni;Pagare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’accoglimento, condizione necessaria perché il piano diventi operativo.Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceLa nuova rateizzazione INPS introdotta dal 2025 funziona con un meccanismo a tre fasce progressive. Ogni fascia richiede requisiti più stringenti e una documentazione più articolata. Lo schema è il seguente:FasciaNumero rateDurata massimaDocumentazione richiestaFascia 1 – Ordinariafino a 24 rate2 anniDomanda telematica semplice, senza documentazione economica aggiuntivaFascia 2 – Estesada 25 a 36 rate3 anniDomanda telematica + dichiarazione di temporanea difficoltà economica + documentazione comprovanteFascia 3 – Straordinariada 37 a 60 rate5 anniDomanda telematica + documentazione economico-patrimoniale completa (ISEE, bilanci, indicatori di liquidità) + relazione motivataL’INPS fissa un importo minimo della singola rata per evitare piani di rateizzazione antieconomici e troppo lunghi in rapporto all’entità del debito. La soglia esatta varia in base alla tipologia di gestione (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoro Domestico) e alle istruzioni operative pubblicate dall’INPS. In sede di domanda telematica, il sistema verifica automaticamente la congruità della rata proposta rispetto al debito complessivo. Cosa significa “temporanea difficoltà economica”Per accedere alle fasce 2 e 3 occorre dimostrare una situazione di temporanea difficoltà economica o finanziaria. La Circolare INPS n. 8/2025 ha chiarito che questa condizione va valutata caso per caso, ma fornisce alcuni indicatori di riferimento:ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a determinate soglie, parametrate alla composizione del nucleo familiare;Indice di Liquidità (rapporto tra attività liquide e passività a breve) inferiore a una soglia di sostenibilità, per le imprese;Indice Alfa (rapporto tra debito INPS e valore della produzione o fatturato) superiore a determinate soglie;Documentazione di eventi straordinari (calamità naturali, crisi di settore, perdita di clienti rilevanti, problemi sanitari del titolare).In pratica, chi richiede 60 rate deve dimostrare di non poter sostenere un piano più breve senza compromettere la propria attività o sostentamento. Il CAF e il Patronato possono aiutare a costruire la documentazione e a redigere la relazione motivata richiesta dalla Fascia 3.Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneLa rateizzazione INPS non azzera i costi del debito, ma li struttura in modo prevedibile. Vediamo nel dettaglio le componenti economiche di un piano di dilazione.Sanzioni civili sul debitoLe sanzioni civili previste dall’articolo 116, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 si applicano a tutti i debiti contributivi non versati alla scadenza. La misura è la seguente:Omissione contributiva (il debito è stato denunciato regolarmente ma non versato): sanzione pari al Tasso Ufficiale di Riferimento BCE + 5,5 punti percentuali, su base annua, fino al limite massimo del 40% del debito;Evasione contributiva (il debito è stato occultato all’INPS): sanzione fissa del 30% del debito su base annua, fino al limite massimo del 60% del debito.Una volta raggiunto il limite massimo (40% o 60%), continuano a maturare gli interessi di mora al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, fino all’effettivo pagamento.Interessi di dilazioneSull’importo da rateizzare l’INPS applica anche interessi di dilazione, calcolati al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, su base annua. Questi interessi servono a remunerare l’Istituto per la dilazione temporale del pagamento e si aggiungono alle eventuali sanzioni civili già maturate.Il tasso si determina al momento della concessione del piano e resta fisso per tutta la durata della rateizzazione, salvo modifiche legislative.Tabella riassuntiva dei costiTipo costoImporto / aliquotaLimite massimoNormaSanzione omissioneTUR + 5,5 punti annuo40% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. aSanzione evasione30% annuo60% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. bInteressi di dilazioneTUR + 6 punti annuon.d.Circolare INPS n. 8/2025Interessi di mora post-limiteTUR + 5,5 punti annuon.d.L. 388/2000 art. 116 c. 8Il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) della Banca Centrale Europea va verificato al momento del piano. Per il 2026, considerata la traiettoria di politica monetaria della BCE, il tasso si colloca intorno al 2-2,5%, quindi gli interessi complessivi di dilazione si aggirano sull’8% annuo. Si tratta di un costo non trascurabile, ma molto inferiore a quello di un finanziamento bancario per importi analoghi e, soprattutto, con la certezza di sbloccare DURC e posizione previdenziale.Documenti necessari e procedura di domandaLa domanda di rateizzazione INPS si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dell’Istituto. La procedura è stata aggiornata e razionalizzata con il Messaggio INPS n. 622 del 13 febbraio 2025. Come accedere al servizio onlineCollegarsi al sito www.inps.it;Accedere all’area riservata con SPID di secondo livello, CIE 3.0 o CNS;Cercare il servizio “Rateazione contributi” oppure “Dilazione amministrativa”;Selezionare la posizione contributiva interessata e il tipo di debito da rateizzare;Compilare il piano di rateazione, scegliendo il numero di rate (da 1 a 24, da 25 a 36 o da 37 a 60);Allegare la documentazione richiesta (per fasce 2 e 3);Confermare e inviare la domanda.Documentazione per la Fascia 1 (fino a 24 rate)Per la rateizzazione ordinaria non serve documentazione economica aggiuntiva. Bastano i dati anagrafici, il codice fiscale e l’identificazione della posizione INPS. La domanda viene accolta automaticamente se non ci sono cause ostative (rateazioni precedenti decadute, debiti già iscritti a ruolo, ecc.).Documentazione per la Fascia 2 (25-36 rate)Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la temporanea difficoltà economica;ISEE in corso di validità per persone fisiche;Ultimo bilancio depositato per società di capitali;Modello Unico/Redditi degli ultimi due anni per ditte individuali e società di persone;Documentazione bancaria recente (estratti conto, situazione affidamenti).Documentazione per la Fascia 3 (37-60 rate)Tutto quanto previsto per la Fascia 2;Relazione tecnico-economica motivata sulla situazione di difficoltà e sul piano di rientro proposto;Calcolo dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa per imprese e società;Eventuale documentazione di eventi straordinari (calamità, crisi di settore, problemi sanitari);Visura camerale aggiornata per imprese iscritte al Registro delle Imprese.Tempi di rispostaL’INPS, di norma, risponde entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per le fasce 2 e 3, che richiedono valutazioni più articolate, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni. In caso di silenzio prolungato è possibile inviare un sollecito o rivolgersi alla sede territoriale competente.Esempi pratici di calcolo della rateizzazionePer capire concretamente quanto costa una rateizzazione INPS, vediamo due esempi pratici con cifre realistiche. Ipotizziamo un Tasso Ufficiale di Riferimento BCE del 2,15% (valore di riferimento 2026).Esempio 1: artigiano con debito di 8.000 euroMarco, idraulico iscritto alla Gestione Artigiani, non ha versato i contributi delle rate di maggio e agosto 2025. Il suo debito complessivo (capitale + sanzioni civili maturate per omissione) ammonta a 8.000 euro. Marco chiede una rateizzazione in 24 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 8.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 24 mesi: circa 705 euroTotale da pagare: circa 8.705 euroRata mensile media: circa 363 euroEsempio 2: commerciante con debito di 25.000 euroGiulia, titolare di un negozio iscritta alla Gestione Commercianti, ha accumulato debiti contributivi negli ultimi tre anni per 25.000 euro (capitale + sanzioni). Considerato il calo del fatturato e l’indice di liquidità sotto soglia, chiede e ottiene una rateizzazione in 60 mesi (Fascia 3).Debito da rateizzare: 25.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 60 mesi: circa 5.580 euroTotale da pagare: circa 30.580 euroRata mensile media: circa 510 euroConfrontando i due piani si nota che, all’aumentare della durata, cresce il costo complessivo per via degli interessi, ma diminuisce la rata mensile, alleggerendo l’impatto sul flusso di cassa. La scelta della fascia va quindi calibrata sulla propria capacità di pagamento sostenibile nel medio periodo.Esempio 3: famiglia con colf in debito di 3.000 euroLa famiglia Rossi non ha versato i contributi della Gestione Domestici per due trimestri della propria colf, accumulando un debito di 3.000 euro. Chiede una rateizzazione in 18 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 3.000 euroInteressi totali sul piano 18 mesi: circa 200 euroTotale da pagare: circa 3.200 euroRata mensile media: circa 178 euroPer le famiglie con lavoratori domestici, la rateizzazione INPS è uno strumento utilissimo per regolarizzare situazioni di morosità senza dover ricorrere a finanziamenti onerosi. Il pagamento delle rate si effettua con il consueto bollettino MAV o tramite addebito SEPA, sempre con codici contributo dedicati alla Gestione Domestici.Recupero contributi ai fini pensionisticiUno degli aspetti spesso sottovalutati della rateizzazione INPS riguarda gli effetti sulla posizione previdenziale. Pagare i contributi arretrati, anche a rate, significa riaccreditare anni di contribuzione sulla propria posizione assicurativa, con effetti diretti sul calcolo della futura pensione. Quando si accreditano i contributi rateizzatiL’INPS ha confermato, anche con la Circolare n. 8/2025, che i contributi inclusi in un piano di rateizzazione vengono accreditati sulla posizione assicurativa man mano che le rate vengono pagate. Questo significa che:Non bisogna attendere la fine del piano per vedere i contributi sulla propria posizione;Ogni rata pagata genera un accredito proporzionale;Solo al completo pagamento del piano l’INPS considera regolarizzata integralmente la posizione contributiva del periodo rateizzato;In caso di decadenza, i contributi accreditati fino a quel momento restano validi.Effetti sulla pensionePer chi è vicino al pensionamento, completare il piano di rateizzazione può essere determinante per maturare i requisiti contributivi minimi. I principali requisiti per le pensioni del sistema italiano sono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età;Quota 103 (sperimentale): 62 anni di età + 41 anni di contributi, con specifiche regole di accesso;Opzione Donna: requisiti specifici legati a particolari categorie (caregiver, invalide, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi).Recuperare anche solo uno o due anni di contributi tramite rateizzazione può fare la differenza tra “non avere ancora i requisiti” e “poter andare in pensione”. Il consiglio è sempre quello di richiedere preventivamente l’estratto contributivo INPS per verificare l’esatta situazione previdenziale e calcolare l’impatto della regolarizzazione.Riscatto e contribuzione volontaria: alternative complementariLa rateizzazione non è l’unico strumento per “ricostruire” la posizione previdenziale. In alcuni casi può essere combinata con:Riscatto di laurea (ordinario o agevolato per i periodi entro i 45 anni di età);Contribuzione volontaria per coprire periodi di interruzione lavorativa;Ricongiunzione contributiva tra gestioni diverse (INPS, casse professionali, gestioni speciali);Totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in gestioni differenti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una valutazione personalizzata della tua posizione previdenziale e indicarti la combinazione di strumenti più conveniente in vista del pensionamento.Cosa succede se salti una rata: la decadenzaLa regolarità nel pagamento delle rate è la condizione essenziale per mantenere attivo il piano di dilazione. Le regole sulla decadenza, ribadite dalla Circolare INPS n. 8/2025, sono chiare: il mancato pagamento di un numero predefinito di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza automatica del piano.Soglia di decadenzaLa normativa attualmente prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di:5 rate, anche non consecutive, sul totale delle rate previste dal piano;L’ultima rata del piano di rateizzazione.Una volta verificata la decadenza, l’INPS notifica al contribuente il provvedimento e procede:A iscrivere a ruolo il residuo debito non ancora coperto dai pagamenti effettuati;A trasmettere la pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso;A negare nuove rateizzazioni sullo stesso debito, salvo eccezioni;A ripristinare il calcolo delle sanzioni civili per i periodi residui non pagati.È possibile rimediare?In caso di temporanea impossibilità a pagare una rata, è possibile richiedere all’INPS una sospensione temporanea del piano, motivata da gravi e documentate ragioni. La sospensione non è automatica: serve un’istanza motivata, accompagnata da documentazione, e l’autorizzazione è discrezionale.In alternativa, sempre prima della decadenza, è possibile chiedere una ridefinizione del piano (ad esempio passando da 24 a 36 rate o da 36 a 60), per allungare la durata e ridurre l’importo della singola rata.La regola fondamentale è: non aspettare la decadenza, agire prima. Se hai difficoltà a pagare anche solo una rata, rivolgiti immediatamente al Patronato per valutare insieme la soluzione più adatta.Differenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeÈ importante distinguere tra due tipi di rateizzazione che riguardano i debiti contributivi:Rateizzazione amministrativa INPS: si applica ai debiti non ancora iscritti a ruolo. È quella di cui abbiamo parlato finora: fino a 60 rate, gestita direttamente dall’INPS, con i requisiti che abbiamo visto;Rateizzazione esattoriale ADER: si applica ai debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È gestita da ADER, segue regole proprie e prevede attualmente fino a 84 rate ordinarie, elevabili fino a 120 in casi di documentata difficoltà.La scelta della procedura non è discrezionale: dipende dallo stato di lavorazione del debito. Finché il debito è “in casa” INPS (non iscritto a ruolo) si applica la rateizzazione amministrativa; quando è stato già trasmesso all’Agente della Riscossione, si applica la rateizzazione esattoriale. Tabella comparativaCaratteristicaDilazione INPSRateazione ADERGestoreINPSAgenzia Entrate-RiscossioneStato del debitoNon iscritto a ruoloIscritto a ruoloNumero massimo rateFino a 60Fino a 120Importo minimo rataDefinito da istruzioni INPS50 euroProceduraTelematica via portale INPSTelematica via portale ADERDocumentazioneCrescente per fasceCrescente per fasceEffetto su DURCDURC regolare se piano in regolaDURC regolare se piano in regolaConviene quindi agire tempestivamente: chiedere la rateizzazione INPS prima dell’iscrizione a ruolo evita aggravi di costi (oneri di riscossione, ulteriori interessi di mora) e mantiene il rapporto direttamente con l’Istituto previdenziale.Consigli pratici e ruolo del PatronatoLa rateizzazione INPS è uno strumento potente ma va gestito con attenzione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare errori e massimizzare i benefici.Prima di chiedere la rateizzazioneRichiedi l’estratto contributivo aggiornato per avere chiarezza sulla composizione del debito;Verifica la prescrizione: i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Periodi più antichi potrebbero essere già prescritti e non più dovuti (con eccezioni);Controlla eventuali errori di accertamento d’ufficio: a volte la pretesa INPS si fonda su redditi presunti che non corrispondono alla realtà;Valuta la fascia adatta alla tua capacità di pagamento sostenibile: meglio una rata più alta in tempi brevi che un piano lungo a rischio decadenza.Durante il piano di rateizzazioneImposta promemoria per ogni scadenza mensile;Attiva l’addebito automatico SEPA per evitare dimenticanze;Continua a versare regolarmente i contributi correnti (la rateizzazione riguarda solo il pregresso);Conserva tutte le ricevute di pagamento;Monitora periodicamente la tua posizione contributiva online.Il ruolo del Patronato CAF Centro FiscaleIl Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per la gestione di tutte le pratiche relative ai debiti INPS. In particolare:Analisi della posizione contributiva: estratti contributivi, ricostruzione storica, individuazione di eventuali errori o periodi prescritti;Predisposizione della domanda di rateizzazione: compilazione, raccolta documentazione, presentazione telematica;Assistenza per la Fascia 3: redazione della relazione tecnico-economica, calcolo degli indici, presentazione documentazione completa;Consulenza previdenziale: valutazione dell’impatto della regolarizzazione sulla futura pensione, individuazione di alternative (riscatto, contribuzione volontaria);Monitoraggio del piano: verifica della corretta esecuzione, supporto in caso di difficoltà.Tutti i servizi del Patronato sono gratuiti per il cittadino, in quanto finanziati con fondi pubblici dedicati. Rivolgersi a un Patronato significa avere al proprio fianco un professionista esperto che conosce procedure, normative e prassi INPS, riducendo drasticamente il rischio di errori o rigetti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Posso rateizzare un debito INPS già iscritto a ruolo?No, la rateizzazione amministrativa INPS si applica solo ai debiti non ancora iscritti a ruolo. Se il debito è già stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, devi presentare domanda di rateizzazione direttamente ad ADER, che applica regole proprie e prevede fino a 84 rate ordinarie (elevabili a 120 in caso di difficoltà documentata).Quanto tempo ho per chiedere la rateizzazione?Non esiste un termine perentorio, ma è essenziale agire prima dell’iscrizione a ruolo del debito. Una volta che l’INPS ha trasmesso la pratica ad ADER (di solito entro 12-18 mesi dalla scadenza non rispettata), la rateizzazione amministrativa non è più possibile e occorre rivolgersi all’Agente della Riscossione.Posso ottenere una rateizzazione se ho già un debito iscritto a ruolo per altre pendenze INPS?Sì, la valutazione si fa per ogni singolo debito. Puoi avere contemporaneamente una rateizzazione amministrativa INPS per un debito non ancora iscritto a ruolo e una rateizzazione ADER per debiti già ruolizzati. Sono procedure parallele e indipendenti.Cosa succede al DURC durante la rateizzazione?Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) viene rilasciato regolarmente se sei in regola con il piano di rateizzazione (pagamento delle rate alle scadenze) e con il versamento dei contributi correnti. Una sola rata non pagata può compromettere temporaneamente il DURC.I contributi pagati a rate “valgono” per la pensione anche prima della fine del piano?Sì, l’INPS accredita i contributi proporzionalmente man mano che le rate vengono pagate. Quindi anche durante il piano la tua posizione assicurativa cresce. Solo a piano completato, però, il periodo viene considerato integralmente regolarizzato.Posso saldare anticipatamente le rate per chiudere prima il piano?Sì, è sempre possibile estinguere anticipatamente la rateizzazione pagando il debito residuo in un’unica soluzione. Gli interessi di dilazione vengono ricalcolati e ridotti proporzionalmente al periodo di anticipo.Quanto costa l’assistenza del Patronato per la rateizzazione INPS?L’assistenza del Patronato è completamente gratuita per il cittadino. I servizi sono finanziati con fondi pubblici dedicati alla tutela previdenziale e assistenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza completa per la presentazione della domanda di rateizzazione e per tutte le pratiche INPS connesse.Conclusione: agire subito è la chiaveAvere un debito con l’INPS non è una condanna: la riforma introdotta dal Decreto Legge 132/2024 e attuata con la Circolare INPS n. 8/2025 ha aperto possibilità di rientro molto più ampie rispetto al passato, con piani di rateizzazione fino a 60 mesi e una procedura interamente telematica.L’importante è agire tempestivamente: prima il debito viene affrontato, minori saranno gli aggravi di sanzioni e interessi, e maggiore sarà la possibilità di evitare l’iscrizione a ruolo. Rateizzare significa non solo “mettersi in regola” con l’INPS, ma soprattutto recuperare anni preziosi di contribuzione per la propria pensione, sbloccare il DURC e ripartire con serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco con un Patronato qualificato che ti assiste in ogni fase: dall’analisi della posizione contributiva alla scelta della fascia di rateizzazione, dalla preparazione della documentazione alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio del piano nel tempo. Tutti i servizi sono gratuiti per il cittadino.Hai un debito con l’INPS o vuoi verificare la tua situazione contributiva? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Un nostro operatore valuterà gratuitamente la tua posizione e ti indicherà la strada migliore per regolarizzare e proteggere il tuo futuro previdenziale.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:25:432026-05-31 17:44:28Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributi