CAF, SUCCESSIONISuccessione a Gorizia 2026: sistema tavolare, conservatoria e pratiche per gli erediLa successione a Gorizia condivide con le altre province del Friuli Venezia Giulia il sistema tavolare, ma presenta alcune specificità legate alla sua storia di territorio di confine e alla ricchezza del tessuto agricolo e vitivinicolo locale. Gorizia è una provincia con una forte identità storica — ex capoluogo del Litorale Austriaco insieme a Trieste — e il suo libro fondiario riflette questa storia con partite tavolari spesso risalenti alla fine dell’Ottocento.In questa guida trovi la panoramica completa per gestire una pratica di successione nella provincia di Gorizia nel 2026: dalla conservatoria tavolare competente ai passaggi procedurali, fino alle specificità locali che distinguono questo territorio.Sistema tavolare a Gorizia: storia e funzionamento Il sistema tavolare della provincia di Gorizia affonda le radici nell’amministrazione austro-ungarica del Litorale (Küstenland). Regolato in Italia dalla Legge 28 marzo 1929 n. 499, si applica a tutto il territorio provinciale e funziona con il principio di efficacia costitutiva dell’intavolazione: il diritto di proprietà sugli immobili si trasferisce agli eredi solo con l’iscrizione nel libro fondiario, non con la semplice accettazione dell’eredità.Nel territorio goriziano il sistema tavolare ha una caratteristica peculiare: include una quota significativa di terreni agricoli e vitivinicoli — Collio, Isonzo, Carso goriziano — con partite tavolari spesso complesse per la presenza di frazionamenti storici, servitù rurali e diritti di superficie legati all’attività agricola.Per una panoramica dell’intero sistema regionale, consulta: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026: guida completa al sistema tavolare.Tribunale di Gorizia: sezione tavolare e certificato di eredità Il Tribunale di Gorizia è competente per il rilascio del certificato di eredità per i defunti residenti in provincia di Gorizia, e per l’emissione dei decreti di intavolazione degli immobili situati nel territorio provinciale.Il certificato di eredità, rilasciato dal giudice tavolare di Gorizia, è il documento che attesta la qualità di erede e consente di avviare la procedura di aggiornamento del libro fondiario. Va distinto dalla dichiarazione di successione (adempimento fiscale verso l’Agenzia delle Entrate): sono due atti separati che rispondono a finalità diverse.Tempi medi per il rilascio del certificato di eredità al Tribunale di Gorizia: 2-4 settimane dalla presentazione della domanda con documentazione completa. Le istanze possono essere presentate telematicamente tramite professionisti abilitati.Comuni della provincia di Gorizia: il territorio servito Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutti i comuni della provincia di Gorizia, completamente online. I principali comuni:Gorizia (capoluogo)MonfalconeGradoCormonsGradisca d’IsonzoRonchi dei LegionariRomans d’IsonzoE tutti gli altri comuni della provinciaPer le successioni con immobili situati in comuni al confine con la Slovenia (come il territorio intorno a Nova Gorica / Gorizia), è importante verificare se i beni siano registrati solo nel tavolare italiano o se esistano situazioni di beni transfrontalieri.Specificità locali: vigneti del Collio e zone di confineDue elementi distinguono le successioni nel goriziano rispetto alle altre province FVG:Vigneti del Collio e DOC Isonzo: la provincia di Gorizia include alcune delle zone vitivinicole più pregiate d’Italia (Collio DOC). Le successioni che coinvolgono terreni vitati o cantine richiedono attenzione alle autorizzazioni di impianto vigneto (Reg. UE 1308/2013) e alla titolarità delle quote produttive. Il passaggio agli eredi delle autorizzazioni vigneto è un adempimento separato dall’intavolazione tavolare.Territorio di confine con la Slovenia: Gorizia e Nova Gorica formano una conurbazione transfrontaliera unica in Europa. Per le famiglie con beni su entrambi i lati del confine, la successione richiede l’applicazione del Regolamento UE 650/2012 sulle successioni transfrontaliere. È una casistica da valutare caso per caso con consulenza specializzata.Documenti necessari per la successione a Gorizia La documentazione base per una successione nel goriziano è analoga a quella di tutta la regione FVG:Atto di morte del defunto (estratto integrale)Certificato di ultima residenza del defuntoDocumenti di identità e codici fiscali del defunto e di tutti gli erediAtti di nascita degli eredi (per provare la parentela)Testamento (se esistente, con verbale di pubblicazione notarile)Visura tavolare aggiornata di ciascun immobile ereditatoDocumentazione bancaria alla data di morte (conti, libretti, titoli)Documenti veicoli intestati al defuntoPer i terreni vitivinicoli: visura all’Autorità di Gestione del Reg. Vigneti (se pertinente)Per la procedura di trasmissione telematica, consulta: Dichiarazione successione telematica 2026: guida online Agenzia Entrate.La procedura passo per passoRaccolta documenti (2-3 settimane).Dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate – Ufficio di Gorizia, entro 12 mesi dalla morte. Trasmissione telematica dal CAF.Liquidazione imposte: imposta sulle successioni con le franchigie previste (1.000.000 euro per coniuge e figli diretti, 100.000 euro per fratelli), imposte ipotecarie e catastali.Certificato di eredità dal Tribunale di Gorizia.Domanda di intavolazione alla sezione tavolare del Tribunale di Gorizia. Decreto del giudice in 30-60 giorni.Voltura catastale separata dall’intavolazione.Tempistiche totali: 3-6 mesi per successioni con immobili; 4-8 settimane per successioni senza immobili.CAF online per Gorizia: il servizio di Centro Fiscale Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutta la provincia di Gorizia completamente online. Non è necessario recarsi fisicamente a Gorizia o a Udine: la pratica si gestisce a distanza con invio documenti digitali e comunicazione telematica con gli uffici competenti.Come funziona:Contattaci via WhatsApp al 366 6018121 o email per un primo colloquio gratuito.Ricevi la checklist documenti personalizzata per la situazione goriziana.Invia i documenti digitalmente.Il nostro team prepara la dichiarazione di successione e coordina le pratiche tavolari con il Tribunale di Gorizia.Ricevi un preventivo personalizzato gratuito prima di impegnarti.Domande frequenti sulla successione a GoriziaCosa succede se il defunto aveva vigneti nel Collio: è una successione normale?La successione dell’immobile (terreno vitato) segue le normali regole tavolari FVG. In aggiunta, va verificata la trasferibilità delle autorizzazioni di impianto vigneto: le autorizzazioni esistenti sono trasferibili agli eredi che presentano domanda all’autorità competente entro i termini previsti dal Regolamento UE 1308/2013.Il Tribunale di Gorizia è competente anche per i comuni di Monfalcone e Grado?Si. Il Tribunale di Gorizia ha competenza per tutti i comuni della provincia di Gorizia, inclusi Monfalcone e Grado. La competenza territoriale è determinata dalla posizione degli immobili (per l’intavolazione) e dalla residenza del defunto (per il certificato di eredità).Per una successione con beni sia a Gorizia che in Slovenia, come mi devo comportare?Si applica il Regolamento UE 650/2012: la legge applicabile è quella dello Stato di residenza del defunto. Se residente in Italia, la successione si gestisce principalmente secondo la legge italiana, con una procedura separata in Slovenia per i beni situati nel paese vicino. È una casistica che richiede consulenza specializzata.Devo pagare l’imposta di successione anche sui terreni vitati nel Collio?Si, i terreni agricoli e viticoli fanno parte dell’asse ereditario tassabile. Il valore da dichiarare è determinato in base al reddito dominicale rivalutato (per i terreni agricoli) o alla perizia di stima. Esistono agevolazioni per eredi che continuano l’attività agricola come IAP (imprenditore agricolo professionale) o coltivatore diretto, con esenzione dall’imposta di successione a determinate condizioni.Gestisci la successione a Gorizia con un CAF esperto La successione nel goriziano richiede conoscenza del sistema tavolare FVG e attenzione alle specificità locali: terreni vitati del Collio, situazioni transfrontaliere, partite tavolari di origine asburgica. Centro Fiscale lavora quotidianamente con queste realtà e gestisce pratiche per tutta la provincia di Gorizia completamente online.Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comTelefono: 0432 1638640Leggi anche la guida completa alle successioni in FVG per avere una visione d’insieme prima di procedere.Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/04/checklist-successione-2026-pdf.jpg 1497 1058 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 09:00:002026-06-14 18:38:48Successione a Gorizia 2026: sistema tavolare, conservatoria e pratiche per gli eredi
Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista: aprire la partita IVA nel 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i logopedisti. Il logopedista libero professionista, privo di cassa di categoria, è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026).Sei un logopedista e stai valutando di aprire la partita IVA nel 2026? Che tu voglia esercitare come libero professionista, avviare uno studio privato o affiancare il lavoro dipendente con l’attività autonoma, questa guida ti spiega tutto ciò che devi sapere: codice ATECO, regime fiscale, contributi INPS Gestione Separata e obblighi verso il sistema TS.Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attività di logopedista libero professionista è:Codice ATECODescrizioneCategoria86.90.21Attività dei logopedistiAttività sanitarie per la salute umanaIl codice 86.90.21 è specifico per i logopedisti ed è quello da indicare nella comunicazione di apertura partita IVA (modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate). Non confonderlo con il codice generico 86.90.29 (altri servizi sanitari), che è meno preciso ai fini classificatori e può creare problemi nei rapporti con il sistema sanitario.Regime fiscale: il forfettario conviene al logopedista?Il regime forfettario 2026 è la scelta naturale per la maggior parte dei logopedisti che iniziano l’attività o che hanno ricavi contenuti. I parametri chiave per i logopedisti sono:ParametroValoreSoglia ricavi per accesso 202685.000 euroCoefficiente di redditivita78%Aliquota imposta sostitutiva (start-up, primi 5 anni)5%Aliquota imposta sostitutiva (ordinaria)15%Contributi INPS Gestione Separata26,07% (riduzione del 35% su richiesta in regime forfettario)Come si calcola l’imposta: Su ricavi di esempio 40.000 euro, il reddito imponibile è 40.000 x 78% = 31.200 euro. L’imposta sostitutiva ordinaria è 31.200 x 15% = 4.680 euro. Nei primi 5 anni con agevolazione start-up: 31.200 x 5% = 1.560 euro.Quando NON conviene il forfettario: se il logopedista supera gli 85.000 euro di ricavi annui, oppure se ha spese professionali elevate (attrezzature, locazione studio, collaboratori) che nel regime ordinario sarebbero deducibili e abbatterebbero significativamente l’imponibile.Gestione Separata INPS: la previdenza del logopedista (non ENPAPI) I logopedisti che esercitano in forma autonoma non hanno una cassa di previdenza di categoria e si iscrivono alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della partita IVA (portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF).Non l’ENPAPI: l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi. Logopedisti, fisioterapisti e le altre professioni sanitarie prive di cassa non vi rientrano: la Legge 3/2018 ha riordinato solo gli albi, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024).Contributi INPS Gestione Separata 2026 per logopedisti in regime forfettario:Aliquota: 26,07% sul reddito imponibile (ricavi x 78%) per chi non ha altra tutela pensionistica obbligatoria; 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026)Riduzione forfettari: 35% su richiesta (aliquota effettiva 16,95%, contributi accreditati in proporzione)Rivalsa 4%: facoltativa, addebitabile al cliente in fatturaNessun contributo minimo: si versa in proporzione al reddito, con saldo e primo acconto entro il 30 giugno e secondo acconto entro il 30 novembre (F24)I contributi versati sono deducibili dal reddito anche in regime forfettario. Verifica la tua posizione con il CAF, in particolare se svolgi anche lavoro dipendente.Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi del logopedistaIl sistema Tessera Sanitaria (TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia gestita dalla Sogei che raccoglie le spese sanitarie ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata. I logopedisti liberi professionisti hanno l’obbligo di trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie erogate a pazienti privati.Quali dati trasmettereLe prestazioni sanitarie pagate dai pazienti che possono dare diritto alla detrazione del 19% in dichiarazione dei redditiLe prestazioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 (prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione)Le prestazioni soggette a ticket sanitarioQuando e come trasmettereTrasmissione mensile o semestrale (a seconda della tipologia di operatore)Accesso al portale Tessera Sanitaria con le credenziali del professionistaPer i logopedisti liberi professionisti: accreditamento come "esercente" nel sistema TSSanzioni per omessa trasmissione: da 100 a 50.000 euro per anno di imposta (art. 3 D.Lgs. 175/2014 e successive modifiche). L’adempimento è quindi critico e non va sottovalutato.Come aprire la partita IVA da logopedista: i passiPasso 1: Verifica i requisiti professionali (abilitazione e iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP territoriale)Passo 2: Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario) con l’aiuto di un CAF o commercialistaPasso 3: Apri la partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (anche online tramite FISCONLINE), indicando ATECO 86.90.21Passo 4: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’inizio attivitàPasso 5: Accredita il tuo studio/attività nel sistema Tessera SanitariaPasso 6: Apri un conto corrente professionale dedicato (non obbligatorio ma fortemente consigliato)IVA per i logopedisti: le prestazioni sono esenti?Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da logopedisti abilitati sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, purché rese da professionisti in possesso della relativa abilitazione professionale. Le prestazioni meramente estetiche o non sanitarie potrebbero non godere dell’esenzione. Il regime forfettario, indipendentemente dall’esenzione IVA, non applica IVA sulle fatture (regime fuori campo IVA).Domande frequentiIl logopedista deve iscriversi all’Albo?Sì. I logopedisti devono iscriversi all’Albo TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) dell’Ordine territoriale. L’iscrizione all’Albo è requisito per l’esercizio legale della professione.Posso lavorare sia come dipendente che come libero professionista?Sì, con alcune limitazioni. Se lavori come dipendente del SSN, devi verificare l’incompatibilità con l’esercizio libero-professionale (disciplinata dai contratti collettivi del comparto sanità e dal D.Lgs. 165/2001 per il settore pubblico). Per il settore privato, le incompatibilità dipendono dal contratto individuale.Devo emettere scontrino o fattura ai pazienti?In regime forfettario devi emettere fattura elettronica (dal 2024 obbligatoria anche per i forfettari) o ricevuta fiscale. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ma non esenti dall’obbligo di documentazione fiscale. La fattura deve riportare il numero di iscrizione all’Albo e la dicitura "Prestazione sanitaria esente IVA art. 10 DPR 633/72".ConclusioneAprire la partita IVA da logopedista nel 2026 è un percorso strutturato che richiede attenzione agli adempimenti fiscali (ATECO corretto, regime forfettario, fatturazione elettronica), previdenziali (Gestione Separata INPS) e sanitari (sistema TS). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura della partita IVA e la gestione degli adempimenti annuali per i professionisti sanitari. Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 08:30:002026-09-04 12:15:49Logopedista: aprire la partita IVA nel 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIORiaprire Partita IVA dopo Chiusura 2026: Regole, Tempi e ProceduraHai chiuso la tua partita IVA in passato e ora stai pensando di riaprirla nel 2026? La buona notizia è che riaprire partita IVA dopo chiusura è sempre possibile, ma ci sono regole precise da rispettare, soprattutto se vuoi accedere al regime forfettario. Esistono limiti temporali, requisiti specifici e una norma anti-elusione che molti contribuenti non conoscono. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come riaprire la partita IVA, quanto tempo aspettare, quali sono i costi e perché in alcuni casi non potrai più beneficiare dell’aliquota agevolata al 5%.Ultimo aggiornamento: luglio 2026 — fonti: Agenzia delle Entrate, INPS, Legge di Bilancio 2026.Indice dei contenutiSi può riaprire partita IVA dopo averla chiusa?Tempi di attesa per la riaperturaRegola anti-elusione del regime forfettarioProcedura: come riaprire partita IVA con modello AA9/12Costi della riaperturaScelta del regime fiscale alla riaperturaRequisiti forfettario per chi riapreAliquota 5% primi 5 anni: quando spettaCasi particolari: NASPI, fallimento, doppia iscrizioneEsempi pratici di riaperturaConseguenze fiscali della riaperturaDocumenti necessari e tempisticheDomande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Si può riaprire partita IVA dopo averla chiusa?La risposta è sì, sempre. Chi ha cessato la partita IVA in passato — per pensionamento, cambio attività, periodo di lavoro dipendente o semplicemente perché l’attività non era più sostenibile — può riaprire partita IVA dopo chiusura in qualsiasi momento. Non esiste un divieto assoluto né un numero massimo di volte in cui si può aprire e chiudere una posizione fiscale.Tuttavia, riaprire una partita IVA non è un’operazione del tutto libera. Esistono regole precise sui tempi minimi di attesa (in alcuni casi), sulla scelta del regime fiscale e — soprattutto — sull’aliquota agevolata al 5% che spetta solo a chi apre la partita IVA per la prima volta. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto controlli specifici per evitare comportamenti elusivi, ovvero pratiche fraudolente di chi chiude e riapre la partita IVA solo per ottenere benefici fiscali indebiti.In pratica, la riapertura è possibile, ma va pianificata con attenzione, soprattutto se hai intenzione di entrare nel regime forfettario. Vediamo quali sono le regole da rispettare. Tempi di attesa per la riaperturaUna delle domande più frequenti è: quanto tempo devo aspettare per riaprire partita IVA dopo chiusura? La risposta dipende da un fattore chiave: se cambi o meno l’attività.Nessun limite minimo se cambi attivitàSe la nuova partita IVA che vuoi aprire ha un codice ATECO diverso da quello precedente, puoi riaprirla anche il giorno dopo la chiusura. Ad esempio, se chiudi una partita IVA come web designer (ATECO 74.10.21) e vuoi riaprirla come fotografo (ATECO 74.20.19), non c’è alcun periodo di attesa imposto dalla normativa.6 mesi minimo se l’attività è identicaSe invece vuoi riaprire la stessa identica attività con lo stesso codice ATECO, è opportuno attendere almeno 6 mesi. Questo non è tanto un divieto formale, quanto una cautela anti-elusione: l’Agenzia delle Entrate considera sospette le riaperture immediate con stesso ATECO, soprattutto se finalizzate a “trucchi” sul regime forfettario.Immagina questo scenario: un professionista nel 2025 supera gli 85.000 euro di compensi. Per non uscire dal forfettario, chiude la partita IVA il 31 dicembre e la riapre il 2 gennaio 2026 con lo stesso codice ATECO, sperando di “azzerare” i compensi superati. Questa pratica è considerata elusiva e può essere contestata in sede di controllo, con perdita del beneficio forfettario.Regola anti-elusione del regime forfettarioQuesto è uno dei punti più delicati per chi vuole riaprire partita IVA in regime forfettario. La normativa fiscale italiana prevede una specifica disciplina anti-elusione (basata sull’art. 10-bis dello Statuto del Contribuente) che permette all’Agenzia delle Entrate di disconoscere i benefici ottenuti tramite operazioni “abusive”.Quando scatta la contestazioneLe situazioni considerate a rischio sono principalmente:Chi ha una partita IVA in regime ordinario con compensi superiori a 85.000 euro e la chiude per riaprirla immediatamente in regime forfettarioChi chiude e riapre la stessa attività entro 6 mesi senza un valido motivo economicoChi cambia formalmente il codice ATECO ma di fatto continua a svolgere la medesima prestazione per gli stessi clientiSanzioni e conseguenzeSe l’Agenzia delle Entrate accerta un comportamento elusivo, le conseguenze sono pesanti:Perdita del beneficio forfettario per il periodo contestatoRicalcolo delle imposte con tassazione ordinaria (IRPEF, addizionali, IVA)Sanzioni amministrative dal 90% al 180% dell’imposta non versataInteressi di mora sulle somme dovutePer evitare questi rischi, è fondamentale che la riapertura abbia valide ragioni economiche e sostanziali: un cambio reale di attività, una nuova clientela, una diversa modalità operativa. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a un consulente prima di procedere. Procedura: come riaprire partita IVA con modello AA9/12Per riaprire partita IVA dopo chiusura, la procedura è la stessa che si segue per una nuova apertura. Lo strumento è il modello AA9/12, da inviare all’Agenzia delle Entrate. Ti spieghiamo nel dettaglio come funziona.Modello AA9/12: cos’è e come si compilaIl modello AA9/12 è il modulo ufficiale per la dichiarazione di inizio, variazione o cessazione attività per le persone fisiche con partita IVA. Per riaprire devi indicare:Dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, residenzaCodice ATECO principale: il codice che identifica la nuova attività che vuoi svolgereCodice ATECO secondario (se applicabile): per attività multipleData di inizio attività: la data effettiva da cui partono gli adempimenti fiscaliVolume d’affari presunto: stima dei compensi annuiRegime fiscale prescelto: forfettario, semplificato o ordinarioInvio online tramite SPIDL’invio del modello AA9/12 può essere effettuato in tre modi:Online tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS (modalità più veloce e gratuita)Tramite intermediario abilitato: commercialista, CAF o consulente fiscaleIn presenza presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, con appuntamentoAggiornamento residenza e cassa previdenzialeSe nel frattempo è cambiata la tua residenza, devi aggiornarla in fase di riapertura. Inoltre, ricorda di:Iscriverti alla Camera di Commercio (CCIAA) se sei artigiano o commercianteIscriverti alla cassa previdenziale se sei un professionista con cassa propria (es. Inarcassa per architetti, Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici)Iscriverti alla Gestione Separata INPS se sei un professionista senza cassa specificaCosti della riaperturaUn aspetto che molti contribuenti sottovalutano sono i costi della riapertura partita IVA. Vediamoli nel dettaglio.Apertura partita IVA: gratuitaL’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è completamente gratuita. Non sono previsti diritti né bolli per la presentazione del modello AA9/12. Anche tramite SPID online non si paga nulla.Camera di Commercio: circa 120 euro l’annoSe l’attività richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio (artigiani, commercianti, alcune categorie di liberi professionisti), il costo medio annuo è di circa 120 euro per il diritto annuale CCIAA. A questo si aggiungono eventuali diritti di segreteria per l’iscrizione iniziale (sui 30-50 euro).Cassa previdenziale: variabileI contributi alla cassa previdenziale variano molto in base alla professione:Gestione Separata INPS: 26,07% sul reddito (2026), con minimo non previstoGestione Artigiani/Commercianti INPS: contributi fissi minimi attorno ai 4.500 euro l’anno + percentuale sul reddito eccedenteCasse private (Forense, Inarcassa, ENPAM, ecc.): contributi minimi specifici, generalmente tra 2.000 e 5.000 euro l’anno Scelta del regime fiscale alla riaperturaAl momento della riapertura puoi scegliere tra diversi regimi fiscali. La scelta è cruciale perché incide su tasse, adempimenti contabili e gestione dell’attività.Regime forfettarioIl regime forfettario è l’opzione preferita da chi riapre la partita IVA, soprattutto per professionisti e piccoli imprenditori. Vantaggi principali:Imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni se è la prima apertura)Esonero IVA sulle fatture emesseContabilità semplificata (basta conservare le fatture)No applicazione di studi di settore o ISAPer accedervi devi rispettare alcuni requisiti, che vedremo a breve.Regime ordinario semplificatoÈ il regime “standard” per chi non rientra nel forfettario. Si applica IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%), IVA al 22% e si tengono i registri contabili semplificati. Adatto a chi ha compensi superiori a 85.000 euro o non rispetta le cause ostative del forfettario.Regime ordinarioObbligatorio per chi supera i 500.000 euro di ricavi (servizi) o 800.000 euro (cessioni di beni). Comporta contabilità completa con bilancio. Raramente è la scelta di chi riapre partita IVA in piccola scala.Requisiti forfettario per chi riapreSe vuoi riaprire partita IVA in regime forfettario, devi rispettare i seguenti requisiti, che valgono al momento dell’apertura e di anno in anno per il mantenimento del regime.Compensi anno precedente sotto 85.000 euro: il limite si calcola sui ricavi/compensi totali dell’anno precedente, anche di altre attività esercitateReddito da lavoro dipendente o pensione sotto 30.000 euro: chi ha un reddito da dipendente o pensionato superiore a questa soglia non può accedere al forfettarioCause ostative non presenti: ad esempio, non si può lavorare prevalentemente per il proprio ex datore di lavoro, non si possono possedere quote di società di persone, ecc.Non aver chiuso e riaperto la stessa attività entro 6 mesi per beneficiare del forfettario in modo elusivoSpese per dipendenti sotto 20.000 euro: limite per chi ha collaboratoriÈ importante valutare con attenzione le cause ostative: sono il motivo più frequente di esclusione dal forfettario per chi riapre la partita IVA. Per approfondire, ti consigliamo di rivolgerti a un consulente fiscale o al CAF. Aliquota 5% primi 5 anni: quando spetta a chi riapreUna delle agevolazioni più note del regime forfettario è l’aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni di attività. Ma chi riapre partita IVA dopo chiusura ha diritto a questo beneficio? La risposta è: nella maggior parte dei casi no.L’aliquota 5% si applica solo alle “nuove iniziative produttive”L’aliquota agevolata del 5% è riservata a chi apre per la prima volta una partita IVA. Significa che chi ha già avuto una partita IVA in passato — anche chiusa molti anni fa — non può beneficiarne: dovrà applicare la normale aliquota del 15%.L’eccezione: attività completamente diversaC’è un’unica eccezione: se la nuova attività è completamente diversa da quella precedente — sia per codice ATECO, sia per natura della prestazione — alcuni interpelli dell’Agenzia delle Entrate hanno riconosciuto l’aliquota agevolata. Tuttavia, si tratta di un’interpretazione restrittiva e va valutata caso per caso, possibilmente con un parere preventivo (interpello).Quindi, riassumendo:Mai aperto una partita IVA prima → aliquota 5% per 5 anniGià aperta in passato, anche con attività diversa → aliquota 15% (regola generale)Già aperta in passato ma cambio settore radicale → valutazione caso per caso, eventualmente con interpelloCasi particolari: NASPI, fallimento, doppia iscrizioneEsistono situazioni specifiche in cui la riapertura della partita IVA richiede attenzioni aggiuntive.Riapertura dopo fallimento personaleChi è stato dichiarato fallito (o ha subito una procedura di sovraindebitamento) può riaprire la partita IVA solo dopo la chiusura formale della procedura e ottenuta la riabilitazione. In alcuni casi possono esistere limitazioni temporanee all’esercizio di attività commerciali.Riapertura dopo NASPI percepitaSe hai percepito la NASPI dopo la chiusura della partita IVA precedente (o di un rapporto di lavoro dipendente) e vuoi riaprire, devi comunicare all’INPS l’inizio della nuova attività entro 30 giorni. Se non lo fai, rischi di dover restituire le mensilità percepite. È possibile inoltre richiedere la NASPI anticipata in unica soluzione per finanziare l’avvio della nuova attività.Riapertura come artigiano dopo libera professioneSe prima esercitavi come libero professionista (es. consulente) e ora vuoi riaprire come artigiano, devi sapere che potresti dover gestire una doppia iscrizione: alla Gestione Artigiani INPS per la nuova attività e — se mantieni anche la professione precedente — alla Gestione Separata. La gestione contributiva può diventare complessa e va pianificata con cura. Esempi pratici di riapertura partita IVAPer rendere più concrete le regole che abbiamo visto, ecco tre casi pratici di riapertura partita IVA dopo chiusura.Caso 1: web designer che riapre come fotografoMarco aveva una partita IVA come web designer (ATECO 74.10.21), chiusa nel 2020 per dedicarsi al lavoro dipendente. Nel 2026 vuole riaprire come fotografo (ATECO 74.20.19). Risultato:Cambio attività con ATECO diverso → nessun limite di tempoPuò accedere al forfettario se rispetta i requisitiNiente aliquota 5%: ha già avuto una partita IVA in passato. Si applica il 15%Caso 2: medico in pensione che riapre come consulenteLa dottoressa Anna ha chiuso la partita IVA come medico di base nel 2024 per andare in pensione. Nel 2026 vuole riaprire come consulente sanitario. Da valutare:Pensione superiore a 30.000 euro? Se sì, esclusione dal forfettarioVerificare causa ostativa relativa al lavoro precedente (collaborazioni con ex strutture sanitarie pubbliche)Necessaria iscrizione ENPAM (cassa medici) anche per attività di consulenzaAliquota 15%: già aperta partita IVA in passatoCaso 3: artigiano che riapre con stesso ATECO dopo un annoLuca, idraulico, ha chiuso la partita IVA nel 2025 per cessazione attività. Dopo un anno (2026), decide di riaprire con lo stesso codice ATECO. Risultato:Pausa di oltre 6 mesi → nessun problema anti-elusioneStesso ATECO non è un problema dopo un anno effettivo di interruzioneRiapertura serena, può accedere al forfettario se rispetta i requisitiAliquota 15% (non è prima apertura)Conseguenze fiscali della riaperturaUna preoccupazione comune di chi riapre la partita IVA è: devo pagare qualcosa per gli anni “di vacanza”? La risposta è rassicurante: no.Per gli anni in cui non hai avuto la partita IVA non si applicano imposte retroattiveI redditi percepiti come lavoratore dipendente o pensionato in quegli anni sono già stati tassati separatamenteEventuali contributi previdenziali non versati negli anni di chiusura non sono dovuti (la partita IVA non era attiva)Solo l’esercizio in corso al momento della riapertura genera nuovi obblighi fiscaliL’unica accortezza: se hai eventuali debiti fiscali pregressi non saldati al momento della chiusura precedente (es. cartelle dell’Agenzia Entrate Riscossione), questi restano dovuti e potranno essere oggetto di compensazione o pignoramento. La riapertura non li cancella.Documenti necessari e tempistichePer riaprire partita IVA dopo chiusura, prepara questi documenti.Documenti da raccogliereDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscaleIndirizzo di residenza aggiornatoSPID, CIE o CNS per l’invio onlineEventuale certificato di chiusura precedente (raramente richiesto, ma utile per ricostruire la propria storia fiscale)Indicazione del codice ATECO della nuova attività (se non lo conosci, puoi consultarlo sul sito ISTAT o farti aiutare dal CAF)Tempistiche di attivazioneUna volta inviata la pratica, i tempi di attivazione sono in genere rapidi:Apertura partita IVA presso Agenzia Entrate: immediata, entro 1-2 giorni lavorativiIscrizione INPS (Gestione Separata o Artigiani/Commercianti): 3-5 giorniIscrizione CCIAA: 7-10 giorni (per artigiani e commercianti)Iscrizione cassa privata (Forense, ENPAM, Inarcassa, ecc.): variabile, da 1 a 4 settimaneUna volta ottenuta la nuova partita IVA, puoi iniziare a fatturare immediatamente, anche prima del completamento delle iscrizioni accessorie. Ricorda però di adempiere a tutti gli obblighi previdenziali entro i termini per evitare sanzioni.Domande frequenti sulla riapertura della partita IVAPosso riaprire la partita IVA il giorno dopo averla chiusa?Sì, se cambi codice ATECO. Se invece mantieni la stessa attività, è opportuno attendere almeno 6 mesi per evitare contestazioni anti-elusive da parte dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto se vuoi entrare in regime forfettario.Quanto costa riaprire la partita IVA?L’apertura presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Costi variabili sono legati all’iscrizione CCIAA (circa 120 euro l’anno), ai contributi previdenziali (variabili in base al regime e all’attività) ed eventualmente al supporto di un consulente o CAF per la pratica.Posso entrare in regime forfettario riaprendo la partita IVA?Sì, se rispetti i requisiti: compensi anno precedente sotto 85.000 euro, reddito da dipendente o pensione sotto 30.000 euro, assenza di cause ostative e nessuna riapertura sospetta entro 6 mesi con stessa attività. Verifica sempre prima di optare per il regime.Ho diritto all’aliquota 5% se ho già avuto una partita IVA?Generalmente no. L’aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni spetta solo a chi apre partita IVA per la prima volta. Chi ha già avuto una partita IVA in passato si applica il 15%. Esistono eccezioni se la nuova attività è radicalmente diversa, ma vanno valutate con interpello.Devo pagare arretrati per gli anni in cui non avevo la partita IVA?No. La riapertura non comporta tassazione retroattiva. I redditi degli anni in cui non avevi partita IVA sono già stati tassati separatamente (es. come dipendente o pensionato). Solo l’esercizio in corso al momento della riapertura genera nuovi obblighi fiscali.Cosa succede se chiudo e riapro per non superare gli 85.000 euro?Si tratta di una pratica considerata elusiva. L’Agenzia delle Entrate può contestare l’operazione e farti perdere il beneficio forfettario, applicando le imposte ordinarie più sanzioni dal 90% al 180% e interessi. È un comportamento da evitare assolutamente.Serve aiuto per riaprire la partita IVA?Riaprire una partita IVA dopo chiusura sembra semplice sulla carta, ma nasconde insidie: la scelta del regime fiscale, le cause ostative del forfettario, la gestione delle iscrizioni previdenziali, l’eventuale doppia iscrizione e — soprattutto — l’attenzione alle regole anti-elusione.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi: dalla scelta del regime più conveniente alla compilazione del modello AA9/12, dalle iscrizioni INPS e CCIAA all’analisi preventiva delle cause ostative. Evita errori che possono costarti caro: contattaci per una consulenza personalizzata e affronta la riapertura della tua partita IVA con la sicurezza di chi è seguito da professionisti.Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Udine o richiedi una consulenza online. Il nostro team è a tua disposizione per pianificare insieme la tua nuova partita IVA in modo sicuro, conveniente e conforme alla normativa 2026.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Luglio 6, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 08:00:002026-05-24 09:54:35Riaprire Partita IVA dopo Chiusura 2026: Regole, Tempi e Procedura
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITICome compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibiliIl quadro E 730 spese detraibili è la sezione più consultata di tutta la dichiarazione dei redditi, perché è lì che si scaricano le spese che riducono l’IRPEF da pagare o aumentano il rimborso. Nel modello 730/2026 il quadro E è composto da 6 sezioni e da decine di righi, ognuno con regole precise: sbagliare un rigo o un codice significa perdere la detrazione o ricevere una lettera di controllo dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida vediamo come compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori: quali spese detraibili 730 elenco vanno in ogni sezione, quali codici usare nei righi E8-E10, come gestire ristrutturazioni, Superbonus, Ecobonus e detrazioni per canoni di locazione. Alla fine trovi la sezione dedicata agli errori più comuni e le FAQ. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale a Udine compila il quadro E per te, garantendo la correttezza di ogni rigo. Indice dei contenutiQuadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servonoSezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principaliSezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuniSezione II: oneri deducibili (E21-E32)Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)Errori comuni da evitareDomande frequenti sul quadro EConsulenza CAF per la compilazioneQuadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servonoIl quadro E 730 spese detraibili raccoglie tutti gli oneri che riducono l’imposta o il reddito imponibile. È diviso in 6 sezioni, ciascuna con una logica precisa: alcune spese fanno abbassare l’IRPEF (detrazioni), altre riducono direttamente il reddito su cui si calcola l’imposta (deduzioni). Sapere in quale sezione va inserita ogni spesa è il primo passo per compilare correttamente il modello 730/2026.Sezione I — Spese per le quali spetta la detrazione al 19% o 26% (righi E1-E10)Sezione II — Oneri deducibili dal reddito complessivo (righi E21-E32)Sezione III A — Spese per interventi di recupero patrimonio edilizio, Sismabonus e Superbonus (righi E41-E43)Sezione III B — Dati catastali degli immobili oggetto degli interventiSezione III C — Altre detrazioni sui redditi al 50-110% (righi E56-E59)Sezione IV — Spese per interventi di risparmio energetico Ecobonus (righi E61-E62)Sezione V — Detrazioni per canoni di locazione (righi E71-E72)Sezione VI — Altri dati residuali (rigo E83 e simili)Attenzione: la differenza tra detrazione e deduzione è fondamentale. La detrazione (Sezioni I, III, IV, V) riduce l’imposta lorda di una percentuale della spesa; la deduzione (Sezione II) abbassa invece il reddito imponibile, quindi il risparmio dipende dall’aliquota IRPEF applicata. Nei prossimi paragrafi analizziamo sezione per sezione i righi quadro E 730 più utilizzati. Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principaliLa Sezione I del quadro E 730 spese detraibili è la più utilizzata dai contribuenti italiani, perché contiene le spese detraibili al 19% (in alcuni casi al 26%). I righi da E1 a E7 hanno un’etichetta specifica per ogni tipologia di spesa, mentre i righi E8-E10 sono generici e richiedono un codice numerico.Rigo E1 — Spese sanitarie proprie e per familiari a carico (visite, farmaci, ticket, cure specialistiche). Detrazione 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euroRigo E2 — Spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico affetti da patologie esentiRigo E3 — Spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi ausiliari, sussidi tecnici)Rigo E4 — Spese per acquisto di veicoli destinati a persone con disabilitàRigo E5 — Spese per l’acquisto di cani guida per non vedentiRigo E6 — Spese sanitarie rateizzate negli anni precedenti (importo superiore a 15.493,71 euro)Rigo E7 — Interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principaleUn esempio pratico: Marco ha speso 800 euro tra farmaci e visite specialistiche. Nel rigo E1 indica 800 euro. Il sistema calcola la detrazione sui 670,89 euro eccedenti la franchigia (800 – 129,11), riconoscendo un beneficio del 19%, pari a circa 127 euro di risparmio IRPEF. È essenziale conservare tutti gli scontrini parlanti e le ricevute per almeno 5 anni, in caso di controlli. Per la gestione delle spese sanitarie familiari è utile il servizio dedicato del CAF Centro Fiscale di Udine. Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuniI righi E8, E9 ed E10 del quadro E 730 spese detraibili raccolgono tutte le altre spese detraibili al 19% (o 26% per alcune erogazioni liberali) che non hanno un rigo dedicato. Per ciascuna spesa va indicato un codice numerico nella colonna di sinistra e l’importo in quella di destra. Il codice identifica il tipo di spesa: sbagliarlo significa perdere la detrazione.Codice 12 — Spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondariaCodice 13 — Spese universitarie (tasse, corsi di laurea, master statali e non statali entro limiti)Codice 14 — Spese funebri sostenute per la morte di familiari (max 1.550 euro per decesso)Codice 15 — Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) di persone non autosufficientiCodice 16 — Spese per attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anniCodice 17 — Compensi di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principaleCodice 35 — Erogazioni liberali a favore di ONLUS ed enti del terzo settoreCodice 36 — Erogazioni ad associazioni sportive dilettantisticheL’elenco completo dei codici (dal 12 al 99, con salti) è riportato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Ogni codice ha limiti di importo e requisiti specifici: ad esempio le spese universitarie non statali hanno tetti annui differenziati per area disciplinare e regione. Per non sbagliare, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.Un caso particolare che rientra tra i codici della Sezione I riguarda le famiglie con figli con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): le spese per strumenti compensativi, sussidi tecnici e informatici e doposcuola specialistico hanno un codice dedicato e regole proprie. Per un approfondimento verticale su questa voce di spesa, consulta la nostra guida Spese Detraibili DSA 2026: guida completa per le famiglie con figli con Disturbi dell’Apprendimento.Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)La Sezione II del quadro E 730 spese detraibili raccoglie gli oneri deducibili, cioè le spese che si sottraggono direttamente dal reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF. Il vantaggio è proporzionale all’aliquota marginale: chi ha un’aliquota IRPEF alta risparmia di più. I righi vanno da E21 a E32.Rigo E21 — Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS, gestione separata, casse professionali)Rigo E22 — Assegno periodico corrisposto al coniuge separato o divorziato (esclusa la quota per i figli)Rigo E23 — Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) nel limite annuoRigo E26 — Altri oneri deducibili con codici specifici (rendite, assegni alimentari, contributi consorzi)Rigo E27 — Contributi versati ai fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro annui)Un caso frequente: Lucia ha una colf regolarmente contrattualizzata e ha versato 900 euro di contributi INPS a suo carico. Indica l’importo nel rigo E23 e ottiene la deduzione entro il limite di 1.549,37 euro annui. Se ha un’aliquota IRPEF del 35%, risparmia circa 315 euro. Ricorda: gli oneri deducibili vanno documentati con ricevute, F24 o bollettini nominativi. Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)La Sezione III A del quadro E è dedicata ai lavori edilizi agevolati. I righi E41-E43 ospitano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazioni), gli interventi Sismabonus e le spese ammesse al Superbonus. Per ogni intervento vanno indicati anno, importo totale, quota annuale e dati catastali dell’immobile (che si inseriscono poi nella Sezione III B).Bonus ristrutturazioni — Detrazione del 50% per interventi su abitazione principale (nel 2026 aliquota confermata solo per prima casa; altri immobili al 36%)Sismabonus — Detrazioni variabili in base alla riduzione della classe di rischio sismicoSuperbonus — Aliquota residua per interventi ammessi nei limiti previsti dalla normativa vigenteLe detrazioni edilizie si ripartiscono in 10 rate annuali di pari importo. Ogni anno va indicato l’importo della quota di competenza, non l’intero costo dei lavori. Nella Sezione III B vanno riportati i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno, comune) sui quali sono stati eseguiti gli interventi: senza questi dati la detrazione può essere disconosciuta.Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)La Sezione III C del quadro E 730 spese detraibili ospita le altre detrazioni sui redditi derivanti da interventi edilizi speciali, con aliquote variabili dal 50% al 110%. I righi principali sono E56-E59, dedicati a specifiche misure agevolative.Rigo E57 — Bonus mobili ed elettrodomestici per l’arredo di immobili ristrutturati (aliquota e limiti annuali definiti dalla legge di bilancio vigente)Righi E56-E59 — Detrazioni per colonnine di ricarica veicoli elettrici e altre misure agevolative con aliquote 50-110%La Sezione IV è invece dedicata all’Ecobonus, cioè agli interventi di risparmio energetico qualificato. I righi E61-E62 ospitano spese per coibentazione, sostituzione infissi, caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari termici. Le aliquote sono variabili, in genere 50% o 65% a seconda dell’intervento e dell’immobile.Esempio: Anna ha sostituito la caldaia con una a condensazione ad alta efficienza spendendo 4.000 euro. Nel rigo E61 indica la spesa con il codice corrispondente, ottenendo una detrazione ripartita in 10 anni. Ogni anno riporta la quota di competenza nel 730 successivo, finché la detrazione non è completamente utilizzata. Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)La Sezione V del quadro E 730 spese detraibili è riservata agli inquilini che vivono in affitto nell’abitazione principale. I righi E71 ed E72 permettono di ottenere una detrazione IRPEF forfettaria, il cui importo varia in base al reddito complessivo e alla tipologia di contratto.Rigo E71 — Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, con codice che identifica il tipo di contratto (canone libero, canone concordato, giovani under 31)Rigo E72 — Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoroAttenzione: la detrazione è forfettaria, cioè fissa in base al reddito e al tipo di contratto, non commisurata al canone effettivamente pagato. Il beneficio si esaurisce se il reddito complessivo supera i limiti previsti (in genere 30.987,41 euro). Per contratti a canone concordato ed inquilini giovani gli importi sono più favorevoli.Errori comuni da evitare nella compilazioneCompilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori richiede attenzione, perché ogni rigo ha regole diverse e i codici non ammettono confusione. Gli errori più frequenti che ci capitano di correggere presso il CAF Centro Fiscale di Udine sono i seguenti.Confondere detrazione e deduzione: inserire un contributo previdenziale nel rigo E1 anziché in E21 fa perdere il beneficioSbagliare il codice nei righi E8-E10 (es. usare il codice 13 per spese scolastiche anziché il 12)Non applicare la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie in E1Dimenticare i dati catastali nella Sezione III B per le detrazioni edilizieIndicare l’intero costo dei lavori anziché la quota annuale in E41-E43 (le detrazioni si ripartiscono in 10 rate)Non conservare i giustificativi (scontrini parlanti, fatture, bonifici parlanti per ristrutturazioni)Il modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate contiene molti dati già inseriti, ma non è infallibile: mancano spesso spese sanitarie non trasmesse, detrazioni per familiari, oneri deducibili. Verificare e integrare il precompilato è indispensabile. Domande frequenti sul quadro EConsulenza CAF per la compilazione del quadro EIl quadro E 730 spese detraibili è la sezione dove si concentra il maggior valore economico per il contribuente, ma anche il maggior rischio di errori. Un rigo sbagliato, un codice errato o un giustificativo mancante possono trasformare un rimborso in una lettera di controllo. Per questo affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura: i nostri operatori compilano ogni rigo del quadro E verificando tutti i codici spesa e la documentazione, così ottieni il massimo del rimborso senza rischi.Offriamo il servizio 730 sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia: raccogliamo i tuoi documenti, calcoliamo la dichiarazione e ti restituiamo il modello firmato. Per iniziare puoi prenotare un appuntamento o consultare la pagina dedicata al servizio 730 del CAF Centro Fiscale a Udine.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-06 07:42:322026-07-06 07:42:32Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus condizionatori luglio 2026: procedura pratica, bonifico parlante e ENEACon l’ondata di caldo di luglio la richiesta di installazione condizionatori è alle stelle. Ma per portare a casa il bonus condizionatori luglio 2026, non basta comprare lo split e chiamare il tecnico: servono bonifico parlante compilato correttamente, fattura dettagliata e comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Un errore in uno di questi passaggi ti fa perdere la detrazione fino al 50%.In questa guida operativa vediamo come muoverti adesso, a stagione già iniziata: cosa chiedere all’installatore, come compilare il bonifico dedicato con le causali aggiornate, quando inviare la pratica ENEA sul nuovo portale attivo dal 22 gennaio 2026 e quali sono gli errori più frequenti che fanno saltare tutto. Per chi vuole invece capire prima cos’è il bonus condizionatori luglio 2026, aliquote, requisiti generali e differenza con/senza ristrutturazione, rimandiamo alla guida completa Bonus Condizionatori 2026.Indice dei contenutiBonus condizionatori luglio 2026: cosa sapere subitoRequisiti rapidi: con e senza ristrutturazioneTiming installatore in alta stagioneBonifico parlante: campi obbligatori 2026Documentazione da farsi rilasciare dall’installatoreComunicazione ENEA: quando e comeErrori comuni che fanno perdere la detrazioneDomande frequentiConsulenza CAF Centro Fiscale Bonus condizionatori luglio 2026: cosa sapere subitoIl bonus condizionatori luglio 2026 permette di recuperare in dichiarazione dei redditi fino al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore. Le regole in vigore quest’anno confermano il quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2025 e prorogato per il 2026: 50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili, tetto di spesa detraibile secondo normativa e rimborso in 10 rate annuali di pari importo tramite modello 730 o Redditi PF.Per intercettare l’agevolazione a luglio devi ricordare tre pilastri: il pagamento deve avvenire con bonifico parlante (mai carta di credito, contanti o bonifico ordinario), la fattura deve riportare tutti i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate e, se il climatizzatore è in pompa di calore, serve la comunicazione ENEA entro 90 giorni. Salta anche uno solo di questi elementi e la detrazione svanisce. Requisiti rapidi: con e senza ristrutturazioneLa differenza fondamentale del bonus condizionatori luglio 2026 è tra chi lo installa nell’ambito di una ristrutturazione più ampia e chi invece si limita al solo climatizzatore. Vediamole a colpo d’occhio.Con ristrutturazione (Bonus Casa)Senza ristrutturazione (Ecobonus)Detrazione 50% prima casa / 36% altri immobiliDetrazione 50% prima casa / 36% altri immobiliVa bene qualsiasi tipologia (anche solo raffrescamento)Solo climatizzatori in pompa di calore ad alta efficienzaBonifico parlante causale ristrutturazioneBonifico parlante causale riqualificazione energeticaComunicazione ENEA se pompa di caloreComunicazione ENEA sempre obbligatoriaSuddivisione in 10 rate annualiSuddivisione in 10 rate annualiPer un confronto più esteso, con esempi pratici su tetti di spesa e casi particolari, trovi tutti i dettagli nella guida completa Bonus Condizionatori 2026 con e senza ristrutturazione. Timing installatore in alta stagione: come organizzarti a luglioA luglio gli installatori sono in emergenza. Le attese medie a Udine e provincia in questa fase superano spesso le 3-5 settimane, con punte anche più lunghe in caso di ondate di calore prolungate. Se vuoi usare il bonus condizionatori luglio 2026, devi organizzarti con metodo per non perdere né tempo né detrazione.Chiedi subito il preventivo scritto: deve indicare marca, modello, classe energetica e potenza. Serve per verificare che il modello rientri nell’agevolazione.Non pagare acconti in contanti o carta: anche l’acconto va fatto con bonifico parlante, altrimenti quella quota di spesa non è detraibile.Concorda la data di fine lavori: da quella data partono i 90 giorni per la comunicazione ENEA. Chiedi che venga scritta nella fattura o in un verbale di installazione.Verifica che l’installatore rilasci la dichiarazione di conformità: obbligatoria per legge e utile in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.Una regola d’oro: non fissare l’installazione senza aver ricevuto il preventivo dettagliato e senza aver concordato per iscritto la modalità di pagamento tramite bonifico dedicato. Molti clienti si accorgono solo a fine anno di aver saldato con carta o bonifico ordinario, e a quel punto recuperare la detrazione diventa complicato. Il bonifico parlante: campi obbligatori 2026 (con esempio)Il bonifico parlante condizionatore è il pagamento tracciato che consente di ottenere la detrazione. La banca applica la ritenuta d’acconto dell’8% al fornitore e comunica l’operazione all’Agenzia delle Entrate. Un bonifico ordinario, anche se tracciato, non vale ai fini della detrazione: è uno degli errori più frequenti.I campi obbligatori del bonifico dedicato 2026 sono:Causale del versamento con riferimento normativo: per Ecobonus “Bonifico relativo a lavori di riqualificazione energetica art. 1 c. 344-349 L. 296/2006”; per Bonus Ristrutturazioni “Bonifico relativo a lavori edilizi art. 16-bis DPR 917/86”.Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi la porterà nel 730).Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento (installatore o negozio).Numero e data della fattura a cui si riferisce il bonifico.Esempio pratico: Marco installa un climatizzatore in pompa di calore nella prima casa. Nel bonifico all’installatore scrive: “Bonifico relativo a lavori di riqualificazione energetica art. 1 c. 344-349 L. 296/2006 – fattura n. 148 del 12/07/2026 – beneficiario detrazione: Mario Rossi CF RSSMRA80A01L483Z – beneficiario pagamento: Clima Srl P.IVA 01234567890”. Con questa causale la banca applica correttamente la ritenuta e la spesa è pienamente detraibile. Documentazione da farsi rilasciare dall’installatoreLa detrazione condizionatore installatore passa dai documenti che l’impresa ti rilascia. Prima ancora di saldare, verifica di avere tutto in mano. In caso di controllo fiscale, la mancanza anche di un solo documento può far decadere la detrazione, con obbligo di restituire quanto già scontato più sanzioni e interessi.Fattura dettagliata: deve riportare separatamente il costo del condizionatore, dell’installazione, dello smaltimento del vecchio impianto e, se previsto, l’IVA agevolata al 10%.Scheda tecnica del climatizzatore: con marca, modello, potenza, classe energetica ed efficienza (SEER e SCOP se in pompa di calore). Serve per la pratica ENEA.Dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del DM 37/2008: obbligatoria e da conservare.Certificazione di corretto smaltimento del vecchio apparecchio, se sostituito.Ricevuta del bonifico parlante: la banca la rilascia in copia cartacea o PDF.Tutti questi documenti vanno conservati per 10 anni dall’ultima rata di detrazione portata in dichiarazione. Consigliamo di creare una cartella dedicata (fisica o digitale) con tutto il fascicolo dell’intervento, così è pronto in caso di controllo.Comunicazione ENEA: quando e come (novità 2026)La comunicazione ENEA condizionatore 2026 è obbligatoria per accedere all’Ecobonus e per gli interventi Bonus Casa con valenza energetica (climatizzatori in pompa di calore). Va inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se il 90esimo giorno cade di sabato, domenica o festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.La novità 2026 più rilevante: dal 22 gennaio 2026 è attivo il nuovo portale bonusfiscali.enea.it, con accesso esclusivo tramite SPID o CIE. Il vecchio portale non è più utilizzabile per le nuove pratiche relative a lavori conclusi nel 2026.Per gli interventi in edilizia libera (come la maggior parte delle installazioni di condizionatori senza opere strutturali), la data di fine lavori coincide con la data dell’ultima fattura. Da lì scatta il conteggio dei 90 giorni.Se salti la scadenza dei 90 giorni non è tutto perduto: puoi ricorrere alla remissione in bonis, versando una sanzione di 250 euro con codice tributo F24 8114 entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile. Meglio evitare, ma è una rete di sicurezza importante. Errori comuni che fanno perdere la detrazioneDal nostro osservatorio in ufficio a Udine, ecco gli errori più frequenti che fanno perdere il bonus condizionatori luglio 2026 ai contribuenti che si affidano al fai-da-te.Bonifico ordinario invece del parlante: senza la causale corretta e i codici fiscali, la banca non applica la ritenuta e la detrazione salta.Fattura generica con dicitura tipo “lavori vari” senza descrivere il condizionatore installato. La fattura deve essere analitica.Pagamento con carta di credito, bancomat o contanti: non ammessi per Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni, salvo casi molto specifici.Mancata comunicazione ENEA entro 90 giorni: se non fai neanche la remissione in bonis, addio detrazione.Split del pagamento tra bonifico parlante e carta: solo la quota pagata con bonifico dedicato è detraibile.Beneficiario detrazione diverso da chi paga: il codice fiscale nel bonifico deve coincidere con quello che porterà la detrazione nel 730.Domande frequentiConsulenza CAF Centro FiscaleIl bonus condizionatori luglio 2026 è un’agevolazione preziosa, ma solo se ogni passaggio è fatto correttamente: preventivo, bonifico parlante, fattura, ENEA, dichiarazione. Un errore in un solo tassello ti fa perdere fino al 50% della spesa.Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera procedura: verifica del preventivo dell’installatore, controllo del bonifico parlante, invio della comunicazione ENEA sul nuovo portale bonusfiscali.enea.it, gestione della detrazione nel 730 o Redditi PF e conservazione della documentazione. Servizio disponibile in ufficio a Udine e online in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per il bonus condizionatori? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-06 07:39:392026-07-06 07:39:39Bonus condizionatori luglio 2026: procedura pratica, bonifico parlante e ENEA
CAF, COLF E BADANTIBadante e Legge 104: compatibilita e permessiBadante e Legge 104: compatibilita e permessiLa Legge 104 e la badante sono compatibili e cumulabili. Il familiare che assiste una persona con handicap grave puo sia: fruire dei 3 giorni di permesso mensili Legge 104, assumere u…Indice dei contenutiChi puo avere badante e Legge 104Permessi Legge 104 e badante conviventeBadante come caregiver familiareDetrazioni fiscali e Legge 104Assistenza CAF per pratiche 104 e badantiChi puo avere badante e Legge 104La Legge 104 e la badante sono compatibili e cumulabili. Il familiare che assiste una persona con handicap grave puo sia: fruire dei 3 giorni di permesso mensili Legge 104, assumere una badante con contratto regolare. Permessi Legge 104 e badante conviventeI permessi Legge 104 spettano al familiare lavoratore anche se ce una badante. Requisiti: assistenza continua ed esclusiva, persona con handicap grave art. 3 comma 3. La presenza della badante non preclude i permessi se il familiare garantisce assistenza integrativa. Badante come caregiver familiareLa badante assunta come lavoratrice domestica NON puo richiedere permessi Legge 104 per assistere il datore anziano. I permessi 104 spettano solo a familiari entro il 2 grado (coniuge, figli, genitori, fratelli). Detrazioni fiscali e Legge 104Chi ha Legge 104 puo detrarre nel 730: 19% delle spese per badante (su massimo 2.100 euro annui), deduzione contributi INPS badante (senza limiti), deduzione spese assistenza specifica (es. fisioterapia). Assistenza CAF per pratiche 104 e badantiIl CAF Centro Fiscale di Udine offre: domande Legge 104 INPS, calcolo detrazioni spese badante, compilazione 730 con deduzioni, gestione contratti e buste paga badanti. Consulenza gratuita. Domande frequenti (FAQ)Quanto costa il servizio?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale UdineServizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro. Prenota consulenza gratuita Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 06:00:002026-03-17 19:06:05Badante e Legge 104: compatibilita e permessiCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione Anticipata 2026: Guida Completa a Quota 103, Opzione Donna, APE SocialeLa pensione anticipata 2026 resta uno degli argomenti più delicati per chi si avvicina all’età pensionabile e vorrebbe smettere di lavorare prima del traguardo ordinario. Con questa guida completa e aggiornata alla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) facciamo chiarezza su tre misure che negli ultimi anni hanno permesso a molti lavoratori di uscire in anticipo: Quota 103, Opzione Donna e APE Sociale. Attenzione però: nel 2026 qualcosa è cambiato in modo profondo, e sapere cosa è rimasto e cosa no è fondamentale per non farsi trovare impreparati.In questa guida alla pensione anticipata 2026 ti spieghiamo, con parole semplici e qualche esempio pratico, chi può ancora accedere a queste tre vie di uscita, quali requisiti servono e come il ricalcolo dell’assegno può incidere sulla cifra che riceverai ogni mese. L’obiettivo è aiutarti a capire quale strada fa al caso tuo, ricordando che ogni situazione previdenziale è unica e merita una valutazione personalizzata da parte di un esperto. Indice dei contenutiLe 4 vie per la pensione anticipata 2026Quota 103 nel 2026: cosa è cambiatoOpzione Donna 2026: requisiti e chi vi accedeAPE Sociale 2026: l’unica misura prorogataTabella comparativa delle tre misureDomande frequenti sulla pensione anticipata 2026Consulenza previdenziale al CAF Centro Fiscale di UdineLe 4 vie per la pensione anticipata 2026Prima di entrare nel dettaglio, vediamo la mappa completa. Nel 2026 le strade per andare in pensione prima dell’età di vecchiaia (fissata a 67 anni) sono sostanzialmente quattro, ciascuna con requisiti e platee diverse. La guida alla pensione anticipata 2026 parte proprio da questa panoramica.Pensione anticipata ordinaria: la via “base”, riservata a chi ha molti anni di contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), a prescindere dall’età anagrafica.Quota 103: misura sperimentale che combinava 62 anni di età e 41 di contributi, oggi in fase di esaurimento.Opzione Donna: canale dedicato alle lavoratrici in condizioni di particolare tutela, anch’esso in fase di chiusura.APE Sociale: l’unica misura sperimentale confermata e prorogata anche per il 2026, dedicata a categorie fragili.La pensione anticipata ordinaria è la più utilizzata e coinvolge aspetti tecnici complessi come i coefficienti di trasformazione e la perdita economica legata all’uscita anticipata. Non la approfondiamo qui: le abbiamo dedicato una guida a sé, che ti invitiamo a leggere per capire nel dettaglio quanto si rischia di perdere anticipando. Trovi tutto nell’articolo su pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi: quanto si perde. In questa guida ci concentriamo invece su Quota 103, Opzione Donna e APE Sociale, che quell’articolo cita solo di sfuggita. Quota 103 nel 2026: cosa è cambiatoLa Quota 103 è stata per anni una delle misure più richieste nella guida alla pensione anticipata. Permetteva di andare in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi (da qui il nome: 62 + 41 = 103). La grande novità del 2026 è però questa: la Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato Quota 103. La misura non è stata rinnovata per chi matura i requisiti da quest’anno in poi.Questo non significa che sparisca del tutto. Vale infatti il principio della cristallizzazione dei requisiti: chi ha raggiunto 62 anni di età e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025 conserva il diritto di andare in pensione con Quota 103, anche presentando la domanda successivamente. In pratica, se hai già “in tasca” i requisiti maturati entro fine 2025, il diritto non si perde.Ricalcolo contributivo, tetto e finestreChi accede con Quota 103 deve fare i conti con tre condizioni importanti. La prima è il ricalcolo contributivo integrale: l’assegno viene calcolato interamente con il metodo contributivo, cioè in base ai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa. Rispetto al sistema misto (parte retributiva e parte contributiva), questo può ridurre l’importo mensile, soprattutto per chi ha molti anni di lavoro prima del 1996.La seconda è il tetto massimo dell’assegno: fino al momento di raggiungere l’età della pensione di vecchiaia, la pensione con Quota 103 non può superare quattro volte il trattamento minimo INPS. La terza è la finestra mobile, cioè il periodo di attesa tra la maturazione del diritto e il primo assegno: 7 mesi per i lavoratori privati e autonomi, 9 mesi per i dipendenti pubblici. È inoltre prevista l’incumulabilità con redditi da lavoro (salvo il lavoro autonomo occasionale entro limiti ridotti) fino alla decorrenza della pensione di vecchiaia.Un esempio pratico: immagina che Marco abbia compiuto 62 anni a novembre 2025 con 41 anni di contributi. Ha “cristallizzato” il diritto e potrà uscire con Quota 103 anche nel 2026 o dopo, ma dovrà accettare il ricalcolo contributivo e la finestra di attesa. Valutare questi effetti prima di decidere è essenziale, ed è qui che una consulenza previdenziale fa la differenza. Opzione Donna 2026: requisiti e chi vi accedeAnche l’Opzione Donna, come Quota 103, non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. È un elemento chiave di questa guida alla pensione anticipata 2026: la misura resta accessibile solo alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Chi era in regola entro quella data conserva il diritto e può ancora presentare domanda.I requisiti dell’Opzione Donna prevedevano 35 anni di contributi e un’età minima variabile in base al numero di figli. In concreto servivano 61 anni di età senza figli, 60 anni con un figlio e 59 anni con due o più figli. Uno sconto anagrafico pensato per riconoscere il carico di cura che spesso ricade sulle donne.Categorie ammesse e ricalcolo dell’assegnoNegli ultimi anni l’accesso all’Opzione Donna era stato ristretto a specifiche categorie di lavoratrici in condizioni di particolare fragilità. Rientravano nel canale:Caregiver: donne che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104).Invalide: lavoratrici con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.Licenziate o in mobilità: dipendenti di aziende con tavolo di crisi aperto presso il Ministero.L’aspetto più delicato riguarda l’importo. L’Opzione Donna comporta un ricalcolo contributivo integrale dell’assegno, che può ridurre la pensione anche in modo sensibile rispetto al calcolo misto. In cambio dell’uscita anticipata, quindi, si accetta un assegno più leggero per tutta la durata della pensione. Le finestre di attesa erano di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome. Per le lavoratrici in regime forfettario che gestiscono anche esigenze familiari può essere utile approfondire il tema della conciliazione lavoro-famiglia nella nostra guida sul forfettario in maternità 2026. APE Sociale 2026: l’unica misura prorogataArriviamo alla buona notizia di questa guida alla pensione anticipata 2026: l’APE Sociale è stata confermata e prorogata fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’indennità a carico dello Stato che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Non è una pensione vera e propria, ma un “ponte” economico riservato a chi si trova in situazioni di difficoltà.Il requisito anagrafico dell’APE Sociale 2026 è fissato a 63 anni e 5 mesi. Al requisito di età si aggiunge quello contributivo, che varia in base alla categoria: in generale servono 30 anni di contributi, che salgono a 36 anni per chi svolge lavori gravosi o usuranti. Le donne beneficiano di uno sconto contributivo di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.Categorie tutelate e importo dell’indennitàL’APE Sociale non è aperta a tutti, ma solo a quattro categorie considerate meritevoli di tutela. Vediamole nel dettaglio:Disoccupati: chi ha perso il lavoro (licenziamento, dimissioni per giusta causa o scadenza del contratto a termine) e ha concluso la NASpI da almeno un mese.Caregiver: chi assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave.Invalidi: lavoratori con invalidità civile pari o superiore al 74%.Lavori gravosi o usuranti: addetti a mansioni faticose (edili, infermieri, autisti, maestre d’asilo, facchini, operatori sanitari e altre categorie previste dalla legge) svolte per un certo numero di anni.L’indennità dell’APE Sociale è pari all’importo della pensione maturata al momento della domanda, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi al mese, erogati per 12 mensilità (senza tredicesima). Dal 2024 vige la piena incumulabilità con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo: l’unica eccezione ammessa è il lavoro autonomo occasionale entro un massimo di 5.000 euro lordi annui. In sostanza, chi percepisce l’APE Sociale non può continuare a lavorare, se non entro questi limiti molto ridotti.Come fare domanda per l’APE SocialeLa procedura per l’APE Sociale 2026 si svolge in due fasi. Prima si presenta all’INPS la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso, poi la vera e propria domanda di indennità. Le scadenze per la verifica dei requisiti sono scaglionate durante l’anno, ma la data ultima per presentare la domanda è il 30 novembre 2026. Superata questa scadenza, la richiesta viene valutata solo in base alle risorse residue.La domanda richiede documentazione specifica che varia da categoria a categoria (certificati di invalidità, documentazione della Legge 104, storia contributiva, prova dello stato di disoccupazione). Un errore o un documento mancante può far slittare la pratica di mesi. Per questo il CAF Centro Fiscale a Udine ti guida in ogni passaggio: dalla verifica dei requisiti alla raccolta dei documenti, fino alla presentazione della domanda. Puoi approfondire il calcolo del tuo assegno anche con il CAF Centro Fiscale di Udine, specializzato in previdenza. Tabella comparativa delle tre misurePer orientarti a colpo d’occhio, ecco una tabella riassuntiva delle tre misure di pensione anticipata 2026 trattate in questa guida. Ricorda che Quota 103 e Opzione Donna sono accessibili solo a chi ha già maturato i requisiti nelle date indicate.MisuraRequisiti minimiA chi convieneTetto importoQuota 10362 anni + 41 di contributi (entro 31/12/2025)Chi ha già cristallizzato i requisiti entro fine 20254 volte il trattamento minimoOpzione Donna35 anni contributi + 59/60/61 anni (entro 31/12/2024)Caregiver, invalide 74%+, licenziate in crisiRicalcolo contributivo integraleAPE Sociale63 anni e 5 mesi + 30/36 anni contributiDisoccupati, caregiver, invalidi, lavori gravosi1.500 euro lordi/meseCome vedi, ogni misura ha una platea ben precisa. Chi non rientra in nessuna di queste tre può valutare la pensione anticipata ordinaria oppure altre soluzioni per aumentare l’anzianità contributiva, come il riscatto della laurea 2026, che permette di recuperare gli anni di studio universitario ai fini pensionistici. Domande frequenti sulla pensione anticipata 2026Quale misura di pensione anticipata conviene di più?Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dall’età, dagli anni di contributi, dalla categoria di appartenenza e dalla data in cui hai maturato i requisiti. Nel 2026 l’unica misura ancora “aperta” a nuovi ingressi è l’APE Sociale, mentre Quota 103 e Opzione Donna valgono solo per chi ha già cristallizzato i requisiti. Una consulenza previdenziale personalizzata è il modo migliore per capire quale strada conviene.Quota 103 è stata abolita nel 2026?La Quota 103 non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. Non è accessibile a chi matura i requisiti da quest’anno, ma resta valida per chi ha raggiunto 62 anni di età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025. Chi è in questa condizione conserva il diritto anche presentando domanda in seguito.Con l’APE Sociale posso continuare a lavorare?No, o quasi. Dal 2024 l’APE Sociale è pienamente incompatibile con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo. L’unica eccezione ammessa è il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro lordi annui. È pensata come sostegno per chi si trova fuori dal mercato del lavoro o in condizioni di fragilità, quindi non consente di cumulare l’indennità con un’attività lavorativa piena.Posso ancora accedere all’Opzione Donna nel 2026?Solo se hai maturato i requisiti (35 anni di contributi e l’età minima prevista in base ai figli) entro il 31 dicembre 2024 e appartieni a una delle categorie tutelate: caregiver, invalide almeno al 74% o lavoratrici licenziate da aziende in crisi. Chi non ha maturato i requisiti entro quella data non può più accedere alla misura.Quali sono le scadenze per la domanda nel 2026?Per l’APE Sociale 2026 la domanda di riconoscimento delle condizioni può essere presentata fino al 30 novembre 2026, ma è consigliabile muoversi in anticipo per non rischiare l’esaurimento delle risorse. Per Quota 103 e Opzione Donna, chi ha cristallizzato i requisiti non ha una scadenza rigida, ma è comunque bene valutare la finestra mobile prima di scegliere la data di uscita.Il ricalcolo contributivo mi farà perdere molto?Dipende dalla tua storia lavorativa. Il ricalcolo contributivo penalizza soprattutto chi ha molti anni di lavoro prima del 1996, quando vigeva il sistema retributivo più vantaggioso. Per chi ha iniziato a lavorare dopo, l’impatto è spesso limitato. Solo un calcolo puntuale sulla base del tuo estratto conto contributivo può dirti l’esatta differenza: è uno dei servizi che offriamo nella consulenza previdenziale.Consulenza previdenziale al CAF Centro Fiscale di UdineLa pensione anticipata 2026 è un tema in continua evoluzione: come hai visto in questa guida, ogni Legge di Bilancio può modificare requisiti, prorogare o cancellare intere misure. Sbagliare la scelta della via di uscita, o presentare una domanda con documenti incompleti, può costare mesi di attesa o addirittura la perdita di un assegno più favorevole. Per questo è fondamentale affidarsi a chi conosce nel dettaglio la normativa e sa leggere la tua posizione contributiva.Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) mette a tua disposizione un servizio di consulenza previdenziale personalizzata: analizziamo il tuo estratto conto INPS, verifichiamo quale misura ti conviene tra Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale o pensione ordinaria, e ti accompagniamo nella presentazione della domanda. Ricevi un preventivo su misura, senza sorprese. Vuoi sapere quando potrai andare in pensione e con quale assegno? Prenota un appuntamento per una valutazione della tua posizione.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione anticipata? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Richiedi una Consulenza PrevidenzialeIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire quale misura di pensione anticipata conviene alla tua situazione.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13 – Tel: 0432 1638640Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 17:00:002026-07-05 13:34:01Pensione Anticipata 2026: Guida Completa a Quota 103, Opzione Donna, APE SocialeConti Business (Partita IVA), Conti Correnti e Banche Online, Finanza & Servizi, Hype BusinessRecensione Hype Business: cosa offre nel 2026Hype Business 2026: Recensione Completa con Piani, Prezzi e IBAN ItalianoHype Business è il conto corrente digitale per partite IVA e freelance di Banca Sella, uno dei maggiori istituti bancari italiani. A differenza di molti competitor digitali (N26 con IBAN tedesco, Revolut con IBAN lituano), Hype Business offre un IBAN italiano (IT), il che risolve molti dei problemi pratici che i liberi professionisti incontrano con i conti esteri. In questa recensione aggiornata al 2026 analizziamo piani, costi, funzionalità e per chi è davvero adatto.Questo articolo fa parte del nostro Hub Conti Correnti Business per Partita IVA: Conto corrente business per partita IVA: quale aprire nel 2026.Chi è Hype Business: Banca Sella e il conto digitaleHype è il servizio di pagamenti digitali lanciato da Banca Sella nel 2015, destinato ai privati. La versione Hype Business è stata introdotta successivamente per rispondere alla domanda di conti digitali dedicati ai professionisti con partita IVA.Il grande vantaggio di Hype Business rispetto ai competitor puramente digitali è la solidità della casa madre: Banca Sella è una banca italiana con oltre 150 anni di storia, sede a Biella, e una rete capillare di sportelli (anche se Hype Business è gestito interamente via app). Questo si traduce in maggiore affidabilità percepita e nell’IBAN italiano.I piani Hype Business nel 2026: tabella dei costiPianoCosto mensileCaratteristiche principaliHype Business FreeGratuitoIBAN IT, carta Mastercard, bonifici SEPA, statistiche spese, supporto chatHype Business Premium9,90 euro/meseTutto il Free + prelievi illimitati, assicurazioni viaggi, cashback, priorità supporto, carte virtuali illimitate, MAV/RAVPrezzi indicativi al 2026. Verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale hype.it prima di aprire il conto.L’IBAN italiano: il grande vantaggio di Hype BusinessIl punto di forza più importante di Hype Business rispetto a molti competitor è l’IBAN con prefisso IT (italiano), emesso da Banca Sella. Questo significa:Accettato da tutti gli operatori italiani (utenze, enti pubblici, comuni, PA) senza problemiDomiciliazione bancaria senza eccezioni: puoi domiciliare bollette, tributi e qualsiasi addebito ricorrenteCompatibile con i sistemi di pagamento MAV/RAV: pagamenti tipicamente italiani che molte banche digitali estere non supportanoPercepito come conto bancario italiano da clienti e fornitori che potrebbero avere dubbi sugli IBAN esteriMAV e RAV: cosa sono e perché contano per i professionistiIl MAV (Mediante Avviso) e il RAV (Riscossione mediante Avviso) sono due sistemi di pagamento tipicamente italiani usati per bollette, rette scolastiche, contributi previdenziali di alcune casse, e altri pagamenti verso enti. Hype Business Premium supporta il pagamento di MAV e RAV direttamente dall’app, il che è un vantaggio concreto per chi riceve spesso questi avvisi di pagamento.Hype Business e il regime forfettarioHype Business è compatibile con il regime forfettario e con qualsiasi regime fiscale per partite IVA persone fisiche. L’apertura del conto richiede il numero di partita IVA.Cosa può fare un forfettario con Hype Business:Ricevere i pagamenti dei clienti tramite bonifico (IBAN IT, nessun problema)Pagare le spese aziendali con la carta MastercardPagare MAV e RAV (con piano Premium)Emettere carte virtuali per acquisti onlineConsultare le statistiche delle spese per categoriaCosa non può fare (ancora) con Hype Business:Pagare l’F24 direttamente dall’app (il pagamento F24 non è supportato — i forfettari devono usare la delega tramite commercialista o altro conto bancario abilitato)Gestire la contabilità in modo integrato (non ha connettori diretti con i software di fatturazione)Eseguire operazioni allo sportello fisico (è un conto 100% digitale)Pro e contro di Hype Business nel 2026PRO di Hype BusinessIBAN italiano: nessun problema con enti pubblici, domiciliazioni, operatori italianiPiano gratuito disponibile con funzionalità di base completeBanca Sella dietro: solidità di un istituto bancario italiano centenarioDepositi garantiti fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) italianoMAV/RAV supportati nel piano PremiumApertura rapida online con riconoscimento videoApp semplice e intuitiva con statistiche speseCarte virtuali per gli acquisti online sicuriCONTRO di Hype BusinessNessun supporto F24 diretto dall’appSolo per persone fisiche con P.IVA (no SRL, no società di capitali)Funzionalità business limitate: non ha strumenti di gestione team, multi-utente o contabilità avanzataPiano Premium a 9,90 euro/mese è nella fascia medio-alta per un conto con funzionalità di baseSupporto clienti solo digitale (chat e email, nessuno sportello)Cashback non incluso nel piano Free (presente nel Premium con condizioni variabili)Confronto Hype Business vs N26 Business nel 2026CaratteristicaHype BusinessN26 BusinessIBANIT (italiano) – Banca SellaDE (tedesco)Piano gratuitoSì (Free)Sì (Standard)Costo piano base premium9,90 euro/mese (Premium)4,90 euro/mese (Smart)Pagamento F24NoNoMAV/RAVSì (Premium)NoCashbackVariabile (Premium)0,1% (tutti i piani)Garanzia depositiFITD italiano (100k)Fondo tedesco (100k)Banca madreBanca Sella (IT)N26 Bank (DE)Per chi è adatto Hype Business nel 2026Hype Business è la scelta giusta se:Vuoi un IBAN italiano senza complicazioni con enti pubblici e domiciliazioniPreferisci la solidità di una banca italiana (Banca Sella) rispetto a una neobanca esteraHai bisogno di pagare MAV e RAV frequentementeSei un libero professionista o freelance (non una società)Cerchi un conto gratuito per gestire incassi e spese di baseNon è adatto se sei una società (SRL o altra forma societaria), se hai bisogno di pagare l’F24 direttamente dal conto, o se cerchi funzionalità avanzate di gestione aziendale (team, contabilità integrata, multi-valuta).Domande frequenti su Hype BusinessHype Business è sicuro? I soldi sono al sicuro?Sì. Hype Business è un servizio di Banca Sella, banca italiana vigilata dalla Banca d’Italia e dalla BCE. I depositi sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) italiano fino a 100.000 euro per depositante. Questa garanzia è la stessa che offrono le banche tradizionali italiane.Posso aprire Hype Business senza essere già cliente Hype personale?Sì. Hype Business si apre indipendentemente dal conto Hype personale. Puoi averli entrambi o solo il Business. L’apertura avviene tramite l’app Hype Business (separata dall’app Hype personale) con riconoscimento del documento e del numero di partita IVA.Hype Business è adatto per una P.IVA con regime forfettario?Assolutamente sì. Hype Business è pensato per le persone fisiche con partita IVA, indipendentemente dal regime fiscale. I forfettari lo usano con successo per ricevere pagamenti e gestire le spese. Per i pagamenti F24 (contributi INPS, imposte sostitutive) sarà necessario usare un canale alternativo (commercialista, Poste, altra banca).ConclusioneHype Business nel 2026 si distingue per l’IBAN italiano e la solidità di Banca Sella. Per chi cerca un conto gratuito o a basso costo con le caratteristiche di una banca italiana — senza rinunciare alla comodità digitale — è una delle opzioni più valide sul mercato per freelance e partite IVA.Per un confronto completo con tutte le opzioni disponibili, consulta il nostro Hub Conti Business per Partita IVA: Conto corrente business per partita IVA: quale aprire nel 2026. Per la gestione fiscale della tua attività da libero professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è sempre a tua disposizione.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 17:00:002026-09-27 09:52:20Recensione Hype Business: cosa offre nel 2026QontoQonto Multi-utente 2026: Gestire un Team con Piu Carte e PermessiGestire un team aziendale con un solo conto bancario e una sola carta condivisa e una delle situazioni piu frustranti per un imprenditore italiano. Il commerciale che deve pagare un cliente in trasferta chiede continuamente i dati della carta. Il marketing manager che vuole rinnovare l’abbonamento a Meta Ads aspetta l’autorizzazione del titolare. Il commercialista che ha bisogno di scaricare gli estratti conto deve farsi mandare le credenziali via email (con tutti i rischi di sicurezza che ne derivano). E quando arriva il momento di ricostruire chi ha speso cosa, ci si ritrova davanti a centinaia di transazioni con descrizioni generiche, senza modo di capire quale dipendente ha autorizzato cosa.In questa guida vediamo come la funzione multi-utente di Qonto permette di gestire un team con piu carte fisiche e virtuali, ruoli e permessi differenziati, workflow di approvazione spese e tracking individuale per ogni dipendente. La guida e pensata per SRL, studi professionali e aziende strutturate che hanno superato la fase del titolare unico e vogliono distribuire la responsabilita finanziaria mantenendo controllo, sicurezza e tracciabilita. Vedremo i piani Qonto che includono il multi-utente, i 5 ruoli disponibili, come invitare un utente, le carte aggiuntive per dipendenti, il workflow di approvazione e tre casi d’uso reali.DISCLOSURE – Trasparenza e onesta intellettualeQuesto articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (banca digitale francese autorizzata Banque de France, operante in Italia tramite IBAN italiano IT). Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo non influenza il contenuto della guida: presentiamo Qonto come una scelta in evidenza per la gestione di team aziendali, ma indichiamo anche alternative (Revolut Business Team, Soldo, Pleo, banche tradizionali con servizi corporate) per casi specifici. CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale Qonto e non e responsabile dei rapporti contrattuali tra te e la banca. Verifica sempre condizioni, prezzi e funzionalita aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere.Scelta in evidenza – SponsorQonto: gestisci il tuo team con piu carte e permessiFino a 15 utenti con ruoli differenziati (Owner, Admin, Manager, Employee, Accountant), carte fisiche e virtuali per ogni dipendente, workflow di approvazione spese, tracking individuale e accesso dedicato per il commercialista. Piani Team da 29 EUR/mese con tutto incluso. Apri Qonto Team per la tua aziendaLink sponsorizzato – verifica condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’e la funzione multi-utente QontoPiani Qonto che includono multi-utenteRuoli e permessi: i 5 livelli di accessoCome invitare un utente nel teamCarte aggiuntive per dipendentiWorkflow di approvazione speseTracking spese per dipendenteCasi d’uso: SRL, studio professionale, e-commerceCosti del multi-utente QontoFAQ: domande frequentiCos’e la funzione multi-utente QontoLa funzione multi-utente di Qonto consente al titolare di un conto business di aggiungere altri membri del team all’account aziendale, assegnando a ciascuno un ruolo specifico con permessi differenziati. Ogni utente accede al conto con le proprie credenziali (email + password personali, autenticazione a due fattori via app Qonto), vede solo le funzioni che il suo ruolo gli consente e lascia una traccia individuale di ogni operazione effettuata.Differenza rispetto alla condivisione di credenzialiMolte piccole aziende italiane gestiscono ancora il conto business condividendo username e password tra titolare, soci e dipendenti. Questa pratica e vietata dalla maggior parte delle banche, viola il GDPR (le credenziali sono dati personali) ed espone l’azienda a rischi enormi: se un dipendente viene licenziato, dovete cambiare la password e tutti gli altri perdono l’accesso. Se qualcuno fa un’operazione sospetta, non si capisce chi sia stato. Se il dispositivo del dipendente viene compromesso, l’intero conto e a rischio.Il multi-utente Qonto risolve tutti questi problemi: ogni persona ha credenziali proprie, accede solo alle funzioni autorizzate, lascia un audit trail di ogni operazione e puo essere disattivata in pochi secondi quando lascia l’azienda – senza che gli altri utenti perdano l’accesso.Funzioni principali del multi-utente QontoRiassumiamo cosa permette di fare il multi-utente nei piani Qonto Team:Inviti via email con configurazione del ruolo prima dell’attivazione5 ruoli predefiniti (Owner, Admin, Manager, Employee, Accountant) con permessi granulariCarte fisiche e virtuali aggiuntive con limiti personalizzati per ogni utenteWorkflow di approvazione spese con doppia firma per importi sopra una sogliaAudit trail completo: chi ha fatto cosa, quando, da quale dispositivoTracking spese individuale: report per dipendente, categoria, fornitoreDisattivazione utente in un click (con blocco automatico delle carte associate)Accesso dedicato commercialista con permessi solo lettura su tutte le aree Piani Qonto che includono multi-utenteNon tutti i piani Qonto includono il multi-utente: la capienza in numero di utenti e una delle leve di pricing principali. Vediamo i piani disponibili nel 2026 e le caratteristiche di ciascuno. Verifica sempre i prezzi aggiornati sul sito ufficiale qonto.com perche possono variare in base a promozioni e a piani locali italiani.Piano Solo: 1 utente (titolare)Il piano Solo e pensato per liberi professionisti, freelance e ditte individuali che operano da soli. Include un solo utente (il titolare), una carta fisica e una virtuale, IBAN italiano, fatturazione elettronica nazionale, F24 telematico. Non include il multi-utente, quindi se prevedi di assumere collaboratori dovrai fare un upgrade. Costo indicativo da 9-12 EUR/mese per il piano base, fino a 25-30 EUR/mese per la versione premium.Piano Smart Team: fino a 4 utentiIl piano Smart Team e l’entry-level per le aziende: include fino a 4 utenti, ognuno con una carta fisica gratuita e carte virtuali illimitate. Permette di configurare ruoli base (Owner, Admin, Employee), gestire i limiti di spesa e l’accesso dedicato per il commercialista. Costo indicativo intorno a 29-39 EUR/mese. E’ adatto a piccole SRL con 2-4 soci/dipendenti, studi associati, agenzie di marketing in fase di startup.Piano Premium Team: fino a 15 utentiIl piano Premium Team e il piano top per il segmento PMI: include fino a 15 utenti, tutti i ruoli (Owner, Admin, Manager, Employee, Accountant), workflow di approvazione spese avanzato, multi-valuta EUR/USD/GBP, integrazione completa con software contabili e gestionali, supporto prioritario, account manager dedicato. Costo indicativo intorno a 99-149 EUR/mese. E’ la scelta naturale per SRL strutturate con 5-15 dipendenti, e-commerce in scaling, agenzie consolidate.Piani Essential e Business: capienza intermediaTra Smart Team e Premium Team esistono piani intermedi (denominazioni che possono variare nel tempo) come Essential e Business che offrono 5-10 utenti con prezzo crescente. La logica Qonto e progressiva: piu utenti aggiungi, piu funzioni avanzate ottieni (transfer SEPA Instant, bonifici esteri SWIFT, multi-valuta, integrazioni Premium con Sage e Cegid). Verifica il listino aggiornato perche Qonto cambia periodicamente nomi e bundle.Aggiungere utenti extra: cosa succede al limiteSe sei vicino al limite di utenti del tuo piano, Qonto offre due opzioni: upgrade al piano superiore (es. da Smart Team 4 utenti a Essential 5 utenti) oppure aggiunta di utenti extra con costo unitario (intorno a 5-9 EUR per utente aggiuntivo). La seconda opzione conviene se devi aggiungere 1-2 utenti, mentre l’upgrade conviene se prevedi crescita continua. Calcola sempre il break-even. Ruoli e permessi: i 5 livelli di accessoLa forza del multi-utente Qonto sta nei ruoli predefiniti con permessi granulari. Ogni ruolo determina cosa l’utente puo vedere, fare e autorizzare. Vediamo i 5 ruoli disponibili dal piu potente al piu limitato.1. Owner (proprietario)L’Owner e il titolare del conto, tipicamente l’amministratore della SRL o il legale rappresentante. Ha accesso completo a tutte le funzioni: gestione utenti, modifica piano, chiusura conto, approvazione di tutte le spese, accesso ai documenti contrattuali. Puo essere uno solo per conto. Se cambi il legale rappresentante della societa, devi contattare Qonto per aggiornare l’Owner attraverso una procedura formale (con visura camerale aggiornata).2. Admin (gestione completa)L’Admin ha permessi quasi pari all’Owner ma non puo chiudere il conto ne modificare il piano in autonomia. Tipicamente e il CFO o socio operativo: gestisce la liquidita aziendale, autorizza bonifici, invita nuovi utenti, configura i workflow di approvazione, accede a tutti i report finanziari. Si possono nominare piu Admin (utile in SRL con 2-3 soci che vogliono parita di accesso). Le operazioni piu sensibili (es. bonifici sopra una soglia) possono richiedere doppia firma anche tra Admin.3. Manager (gestione pagamenti)Il Manager e un ruolo intermedio: puo effettuare bonifici e pagamenti entro un budget assegnato, gestire le carte del proprio team (es. il responsabile marketing che gestisce le carte virtuali per le campagne Ads), approvare spese di livello inferiore. Non puo invitare nuovi utenti ne accedere ai documenti contrattuali. E’ il ruolo perfetto per responsabili di funzione (marketing manager, head of operations, direttore acquisti) che hanno autonomia di spesa ma non poteri amministrativi.4. Employee (solo carta)L’Employee ha l’accesso piu limitato: vede solo le proprie spese effettuate con la carta personale, puo richiedere rimborsi spese, allegare scontrini e fatture alle transazioni. Non vede il saldo del conto, non puo fare bonifici, non vede le spese degli altri. E’ il ruolo per commerciali in trasferta, tecnici di campo, agenti, dipendenti operativi che hanno una carta aziendale per spese specifiche (carburante, pranzi clienti, hotel) ma non devono accedere alla tesoreria.5. Accountant (solo lettura per commercialista)L’Accountant e il ruolo dedicato al commercialista esterno: ha accesso in sola lettura a tutti gli estratti conto, transazioni, documenti allegati, ricevute. Puo scaricare i CSV per la prima nota, esportare i dati per il software contabile, vedere le fatture allegate ai bonifici. Non puo fare operazioni dispositive ne modificare nulla. E’ particolarmente prezioso perche elimina la pratica (insicura) di condividere le credenziali del titolare con il commercialista. L’Accountant accede al conto con le sue credenziali e lascia un audit trail separato.Permessi personalizzabili oltre i ruoli baseNei piani Premium Team e superiori, Qonto consente di personalizzare i permessi all’interno di ogni ruolo: ad esempio puoi creare un Manager che puo fare bonifici fino a 5.000 EUR senza approvazione e oltre serve la doppia firma di un Admin. Oppure puoi limitare un Employee a poter usare la carta solo presso categorie specifiche (es. solo carburante e ristorazione, escluso e-commerce). Questi permessi avanzati richiedono il piano top.Come invitare un utente nel teamAggiungere un nuovo utente al conto Qonto richiede meno di 5 minuti ed e un processo completamente digitale. Vediamo i passaggi.Passo 1: accesso alla sezione TeamDall’app Qonto o dal web, l’Owner o un Admin accede al menu “Team” o “Membri” (la dicitura puo variare in base alla lingua dell’interfaccia). Qui vede l’elenco dei membri attuali con il rispettivo ruolo, lo stato (attivo, in attesa di accettazione, sospeso) e le carte associate.Passo 2: invito via emailCliccando “Invita un membro” si inserisce nome, cognome ed email personale del nuovo utente (non l’email aziendale generica, deve essere quella personale del dipendente perche le notifiche di sicurezza sono individuali). Si seleziona il ruolo da assegnare (Owner non si puo, gli altri 4 si). Qonto invia un’email di invito al destinatario con un link sicuro.Passo 3: accettazione e onboarding del nuovo utenteIl nuovo utente clicca sul link, crea la propria password personale, configura l’autenticazione a due fattori (app Qonto su smartphone o SMS), accetta i termini d’uso. In meno di 3 minuti e operativo. Per ruoli che richiedono identificazione (Admin, Manager con poteri di firma), Qonto puo richiedere un video-onboarding KYC con documento d’identita: questo aggiunge 5-10 minuti al processo ma garantisce la conformita normativa.Passo 4: configurazione carte e limitiUna volta attivo, l’utente puo (se il ruolo lo prevede) richiedere la propria carta fisica che arriva all’indirizzo aziendale o personale entro 5-7 giorni lavorativi. Nel frattempo puo usare subito una carta virtuale generata istantaneamente per pagamenti online. L’Admin configura i limiti di spesa giornalieri/mensili per quella carta, le categorie autorizzate (es. solo trasporti e ristorazione) e l’area geografica (es. solo UE).Passo 5: notifica al teamDopo l’attivazione, e buona pratica notificare al team il nuovo arrivo con una mail interna che spiega il ruolo, le policy aziendali sull’uso della carta, la procedura per richiedere rimborsi spese e i limiti operativi. Qonto offre anche template di policy aziendale scaricabili per chi vuole formalizzare le regole interne. SponsorPronto a strutturare il tuo team finanziario?Con Qonto Team configuri ruoli e permessi in pochi minuti, distribuisci carte personalizzate ai dipendenti e mantieni il controllo con workflow di approvazione e tracking individuale. Apri il conto online senza appuntamenti e attiva subito i tuoi primi inviti. Configura il tuo team su QontoLink sponsorizzato – condizioni aggiornate su qonto.comCarte aggiuntive per dipendentiUna delle funzioni piu apprezzate del multi-utente Qonto e la possibilita di emettere carte personalizzate per ogni dipendente con limiti, categorie e durata configurabili. Vediamo le tipologie disponibili.Carta fisica per ogni utenteOgni utente del piano Team puo ricevere una carta fisica Mastercard con il proprio nome stampato. Esistono diverse versioni: la One (base, spesso inclusa nel piano), la Plus (con assicurazioni viaggio, costi viaggio rimborso), la X in metallo (top, con concierge e assicurazioni premium). La carta arriva in 5-7 giorni lavorativi all’indirizzo scelto. E’ utilizzabile in tutto il mondo, ATM inclusi (con costi di prelievo variabili in base al piano).Carta virtuale temporaneaLa carta virtuale e generata istantaneamente nell’app Qonto e puo essere usata per pagamenti online (e-commerce, abbonamenti SaaS, advertising digitale). E’ particolarmente utile per:Test di nuovi servizi: crei una carta virtuale dedicata, la usi per il free trial, se non vuoi continuare la blocchi e nessuno puo addebitartiCampagne Ads: una carta virtuale per Meta Ads, una per Google Ads, una per TikTok Ads – tracking spese marketing chirurgico per canaleFornitori a rischio: per pagare un fornitore nuovo o sospetto crei una carta usa-e-getta con limite strettoSostituzione rapida: se la carta fisica viene rubata, attivi subito una virtuale in 10 secondiLimiti personalizzati per utenteOgni carta puo avere limiti differenziati configurabili dall’Admin:Limite giornaliero (es. 200 EUR/giorno per il commerciale, 5.000 EUR/giorno per il responsabile acquisti)Limite mensile (es. 3.000 EUR/mese per il marketing, 500 EUR/mese per i pranzi di rappresentanza)Limite per transazione (es. nessuna transazione singola sopra 1.000 EUR senza approvazione)Categorie escluse (es. niente prelievi ATM, niente acquisti gioco d’azzardo)Aree geografiche (es. solo UE per il commerciale interno, mondo per il sales internazionale)Orari attivi (es. carta attiva solo dalle 8 alle 20 nei giorni lavorativi)Tutti questi limiti sono modificabili in tempo reale: se il commerciale parte per una trasferta importante, l’Admin alza temporaneamente il limite mensile via app, e quando torna lo riporta al valore originale.Blocco e disattivazione carteSe un dipendente perde la carta, puo bloccarla autonomamente dall’app (anche se ha ruolo Employee) e richiederne una sostitutiva. Se un dipendente lascia l’azienda, l’Admin puo disattivare l’utente in 10 secondi e tutte le carte associate vengono bloccate immediatamente. Le transazioni gia autorizzate (es. abbonamenti ricorrenti) non vengono piu addebitate dal mese successivo, evitando code di pagamenti dopo il licenziamento.Workflow di approvazione speseNei piani Premium Team e superiori, Qonto offre un sistema di workflow di approvazione che impone regole automatiche prima che una spesa venga effettivamente eseguita. E’ la differenza tra un’azienda artigianale (chi vuole spende) e un’azienda strutturata (chi spende segue un processo).Bonifici sopra soglia con doppia firmaL’Owner puo configurare regole come: “ogni bonifico sopra 5.000 EUR richiede l’approvazione di un secondo Admin”. Quando un Admin inserisce un bonifico sopra soglia, il sistema lo mette in stato “in attesa di approvazione” e notifica l’altro Admin via email/push. Solo dopo la seconda firma il bonifico viene eseguito. E’ una pratica standard nelle SRL con 2-3 soci per prevenire frodi interne o errori da fatica (es. firmare un bonifico dopo 14 ore di lavoro).Approvazione richieste rimborso speseQuando un Employee usa la carta aziendale, deve allegare la fattura o lo scontrino alla transazione. Il workflow puo richiedere che il responsabile diretto (Manager) approvi la spesa entro X giorni, altrimenti la transazione viene segnalata come “non documentata” nel report mensile. Questo costringe il commerciale a fare la nota spese in tempo reale invece di aspettare fine mese con buste piene di scontrini stropicciati.Budget per dipartimentoSi possono configurare budget mensili o trimestrali per categoria di spesa: marketing 10.000 EUR/mese, IT 3.000 EUR/mese, viaggi 8.000 EUR/mese. Quando il budget si avvicina al limite, Qonto invia un alert. Quando viene superato, le nuove spese sulla categoria possono essere bloccate (modalita stretta) o solo segnalate (modalita soft). E’ uno strumento di controllo di gestione embedded nel conto, senza bisogno di software ERP esterni.Notifiche e alert in tempo realeOgni operazione genera notifiche push ai destinatari interessati: il dipendente riceve la notifica della transazione effettuata, il Manager riceve la richiesta di approvazione, l’Admin riceve l’alert per superamento budget. Tutto avviene sull’app Qonto, senza email aggiuntive ne sistemi terzi. La trasparenza riduce sensibilmente il rischio di frodi e errori non rilevati. Tracking spese per dipendenteIl tracking individuale delle spese e una delle funzioni piu utili per il controllo di gestione e la fiscalita. Ogni transazione effettuata da un utente viene etichettata automaticamente con il suo nome, e il sistema produce report aggregati per dipendente, categoria, periodo, fornitore.Report individuali esportabiliL’Admin puo scaricare in un click un report PDF o CSV con tutte le spese di un singolo dipendente in un periodo (es. “spese di Marco Rossi – aprile 2026”). Il report include: data, importo, categoria, fornitore, allegato (fattura/scontrino), eventuale nota del dipendente. Questo report viene consegnato al commercialista per la contabilita analitica e per documentare le spese deducibili.Categorizzazione automaticaQonto categorizza automaticamente ogni transazione in base al merchant: viaggi, ristorazione, IT, marketing, fornitori, utenze. La categorizzazione si basa su MCC (Merchant Category Code) della transazione e puo essere personalizzata. Questo permette di calcolare facilmente quanto ogni dipartimento spende e di confrontare il dato con il budget previsto.Tag personalizzati per progettiOltre alle categorie automatiche, ogni transazione puo essere taggata manualmente con etichette aziendali: nome del progetto, codice cliente, commessa. Questo e fondamentale per agenzie e studi professionali che fatturano a tempo o a progetto e devono ribaltare le spese sul cliente finale. Il commerciale che paga il pranzo con il cliente “ABC SpA” tagga la spesa con #cliente-abc, e a fine mese il commercialista vede esattamente quanto e stato speso per quel cliente.Confronti periodici e trendLa dashboard Qonto mostra grafici di trend mensili: spese del singolo dipendente nel tempo, confronto tra reparti, top fornitori, top categorie. Permette di individuare anomalie (es. il commerciale Mario ha speso il 300% in piu rispetto alla media negli ultimi 30 giorni) e di prendere decisioni informate sui budget futuri. Casi d’uso: SRL, studio professionale, e-commerceVediamo tre casi d’uso reali con scenari numerici concreti per capire come configurare il multi-utente Qonto in base al tipo di azienda. I dati sono ipotetici ma rappresentativi di situazioni tipiche del tessuto imprenditoriale italiano.Caso 1: SRL con 5 dipendenti – Smart Team + carteProfilo: societa di consulenza informatica SRL con sede a Milano, fatturato 480.000 EUR/anno, 5 persone (2 soci/amministratori, 1 project manager, 2 sviluppatori senior).Configurazione Qonto:Piano Smart Team con 4 utenti (i 2 soci come Admin, project manager come Manager, 1 sviluppatore senior come Employee). Il secondo sviluppatore senior e gestito a parte come freelance e non ha carta aziendale.Carte fisiche Plus per i 4 utenti (assicurazione viaggio inclusa, utile per le trasferte dai clienti)Carte virtuali per ogni utente per pagamenti SaaS aziendali (GitHub, Slack, JetBrains, Figma, AWS)Limite giornaliero: 2.000 EUR per gli Admin, 800 EUR per il PM, 300 EUR per lo sviluppatoreLimite mensile categoria viaggi: 4.000 EUR totaliWorkflow: bonifici sopra 3.000 EUR richiedono doppia firma tra i 2 AdminAccountant: il commercialista esterno con accesso solo letturaCosto annuo Qonto: circa 35-45 EUR/mese = 420-540 EUR/anno. Risparmio: stop a 5 carte di credito personali con rimborso spese contabilizzato a fine mese (operazione che richiedeva 4-6 ore di lavoro al mese al commercialista, equivalente a 200-300 EUR/mese di parcella). ROI immediato.Caso 2: Studio commercialisti con 3 collaboratoriProfilo: studio professionale associato a Bologna, 1 dottore commercialista titolare, 2 collaboratori con praticantato concluso, 1 segretaria amministrativa. Fatturato 380.000 EUR/anno, 250 clienti gestiti.Configurazione Qonto:Piano Smart Team con 4 utenti (commercialista come Owner, collaboratori come Manager – per gestire pagamenti dei clienti -, segretaria come Employee per spese ufficio)Carte fisiche per i 3 collaboratori per acquisti operativi (cancelleria, materiale ufficio, abbonamenti software professionali)Carta virtuale dedicata solo all’abbonamento Agenzia delle Entrate (Entratel, Fatture e Corrispettivi) per evitare interferenze con altri pagamentiCarta virtuale dedicata a F24 e versamenti per conto clienti con limite alto (50.000 EUR/giorno) ma uso autorizzato solo dal titolareTag personalizzati per ogni cliente (ribaltamento spese)Workflow: bonifici sopra 10.000 EUR richiedono firma del titolareVantaggio chiave: la separazione tra spese di studio (cancelleria, formazione, software) e F24 per clienti (operazioni di tesoreria) viene gestita con tag e categorie senza bisogno di aprire 2 conti separati. La contabilita analitica per cliente e automatica.Caso 3: E-commerce con team marketing che spende su AdsProfilo: e-commerce SRL nel settore moda, fatturato 1,2 milioni EUR/anno, 8 dipendenti (CEO + CFO, CMO + 2 marketing specialist, head of operations + 2 customer service). Spesa pubblicitaria Meta + Google + TikTok Ads pari a 25.000 EUR/mese.Configurazione Qonto:Piano Premium Team con 8-10 utentiCEO come Owner, CFO come Admin con piene capacita dispositiveCMO come Manager con budget mensile marketing di 30.000 EURI 2 marketing specialist come Employee con carte virtuali dedicate per piattaforma (uno per Meta + Google, uno per TikTok + DV360 + influencer marketing)Head of operations come Manager con budget logistica/spedizioniI 2 customer service come Employee con limiti stretti per rimborsi clienti urgentiTag obbligatorio per categoria spesa marketing (#meta, #google, #tiktok, #influencer, #email-marketing)Workflow: ogni spesa marketing sopra 5.000 EUR richiede approvazione del CMO; sopra 15.000 EUR richiede approvazione del CFOAccountant per il commercialista esterno con accesso lettura completoVantaggio chiave: la granularita del tracking permette di calcolare il ROAS (return on ad spend) per piattaforma con precisione chirurgica, integrando i dati Qonto con Shopify Analytics. Il CFO sa in tempo reale quanto sta spendendo l’azienda su ogni canale e puo bloccare le campagne meno performanti via app.Costi del multi-utente QontoVediamo nel dettaglio i costi indicativi del multi-utente Qonto, ricordando che i prezzi possono variare e che la fonte ufficiale e sempre qonto.com.Costo del piano baseIl piano Smart Team parte da circa 29-39 EUR/mese con 4 utenti inclusi, carte fisiche One gratuite, carte virtuali illimitate. Calcolando 4 utenti, il costo per utente e di circa 7-10 EUR/mese: meno di un caffe al giorno per utente, considerando tutti gli strumenti di team management inclusi.Costo carte premium aggiuntiveLe carte fisiche premium hanno costi aggiuntivi:Carta One: spesso inclusa nel piano (1 per utente)Carta Plus: circa 6-8 EUR/mese per utente (assicurazioni viaggio incluse)Carta X (metallo): circa 20 EUR/mese per utente (concierge, assicurazioni premium, plafond elevati)Costo utenti extra oltre il limite del pianoSe sfori il numero di utenti del piano, puoi aggiungere utenti extra a un costo unitario indicativo di 5-9 EUR/mese per utente. Conviene quando devi aggiungere 1-2 utenti senza fare upgrade. Se ne servono di piu, l’upgrade al piano superiore quasi sempre conviene.Costi nascosti: cosa NON aumenta con il multi-utenteIl multi-utente Qonto NON ha costi aggiuntivi su:Bonifici SEPA inclusi nel piano (es. 30 SEPA/mese inclusi nello Smart Team)Carte virtuali (illimitate)Workflow approvazione (incluso nel Premium Team)Tag e categorizzazione (sempre inclusi)Accesso commercialista come Accountant (incluso)Notifiche push e email (sempre incluse)Confronto con alternativePer dare un riferimento, Revolut Business Team ha logiche simili con prezzi paragonabili (29-99 EUR/mese), Soldo e specializzato sulle expense management con costi a partire da 19 EUR/mese ma meno funzioni di conto bancario completo, Pleo e premium (49+ EUR/mese) ma con AI per la categorizzazione spese. Le banche tradizionali italiane (Intesa, Unicredit) offrono soluzioni corporate con multi-firma ma a costi molto piu alti (100-300 EUR/mese di canone) e con UX meno moderna.Scelta in evidenza – SponsorPronto a strutturare la tesoreria del tuo team?Smetti di condividere credenziali insicure e rincorrere scontrini a fine mese. Con Qonto Team ogni dipendente ha la sua carta, ogni Admin il suo audit trail, ogni commercialista il suo accesso dedicato. Workflow di approvazione, tracking individuale, multi-valuta: tutto incluso da 29 EUR/mese. Apri Qonto Team adessoLink sponsorizzato – verifica condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com – CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale QontoFAQ: domande frequenti su Qonto multi-utenteQuanti utenti posso avere su un conto Qonto?Dipende dal piano: Solo ha 1 utente (il titolare), Smart Team fino a 4, Essential tipicamente 5, Business tipicamente 10, Premium Team fino a 15. Puoi aggiungere utenti extra al costo unitario o fare upgrade al piano superiore. Per aziende con piu di 15 utenti esistono piani Enterprise custom da concordare con il sales Qonto.Posso cambiare ruolo a un utente gia attivo?Si, l’Owner o un Admin puo modificare il ruolo di un utente esistente in qualsiasi momento dall’app. Il cambiamento e immediato: se un Employee viene promosso a Manager, dal momento successivo vede tutte le funzioni Manager. Se un Manager viene retrocesso a Employee, perde immediatamente le funzioni Manager. Non viene cancellato lo storico delle operazioni effettuate con il ruolo precedente: l’audit trail rimane completo.Il commercialista accede al conto con le mie credenziali?No, mai! Il commercialista deve essere invitato come Accountant con la sua email professionale. Avra le sue credenziali, le sue notifiche, il suo audit trail. Condividere le credenziali del titolare con il commercialista e una pratica insicura, vietata dalla banca e contraria al GDPR. Qonto risolve questa criticita storica delle aziende italiane offrendo il ruolo Accountant gratuito su tutti i piani Team.Cosa succede alle carte di un dipendente che lascia l’azienda?Quando l’Admin disattiva un utente, tutte le sue carte (fisiche e virtuali) vengono bloccate immediatamente. Le transazioni gia autorizzate (es. abbonamenti SaaS pre-autorizzati) possono ancora andare in addebito una o due volte ma poi si interrompono. Il dipendente non puo piu accedere all’app, non vede i dati aziendali, non puo recuperare credenziali. Lo storico delle sue operazioni rimane visibile all’Owner e all’Accountant per esigenze fiscali (10 anni minimo per la documentazione contabile).Posso impostare limiti diversi per ogni dipendente?Si, ogni utente puo avere limiti completamente personalizzati: limite giornaliero, mensile, per transazione, per categoria, per area geografica, per orari attivi. I limiti si configurano dall’app dell’Admin in pochi secondi e sono modificabili in tempo reale. E’ una delle funzioni piu apprezzate dagli imprenditori che vogliono dare flessibilita ai dipendenti senza perdere il controllo.Il multi-utente funziona anche per ditte individuali e forfettari?Le ditte individuali e forfettari possono usare il multi-utente solo se hanno collaboratori formalizzati (dipendenti o coadiuvanti familiari). In questo caso possono attivare il piano Smart Team o superiore. Tipicamente i forfettari soli usano il piano Solo, mentre quelli con 1-2 collaboratori familiari possono trarre vantaggio dal multi-utente per separare le spese personali del titolare dalle operazioni del collaboratore. Per maggiori dettagli, vedi la nostra guida specifica su Qonto per forfettari.Posso configurare workflow diversi per persone diverse?Si, nei piani Premium Team e superiori puoi configurare regole granulari: ad esempio “il marketing manager puo spendere fino a 5.000 EUR senza approvazione, sopra serve un Admin”, “il commerciale puo fare bonifici fino a 1.000 EUR, sopra serve il CFO”, “tutte le spese sopra 10.000 EUR richiedono doppia firma di 2 Admin”. Le regole sono combinabili e si applicano in cascata. Nei piani inferiori i workflow sono piu semplici (regole globali per tutti gli utenti dello stesso ruolo).Quanto costa aggiungere un utente al piano Smart Team se ho gia raggiunto i 4?Hai due opzioni: aggiungere un utente extra al costo unitario di circa 5-9 EUR/mese (5/6/7 utenti totali sullo Smart Team), oppure fare upgrade al piano Essential o Business che include piu utenti di base e funzioni avanzate (multi-valuta, SEPA Instant, integrazioni Premium). Calcola il break-even: se devi aggiungere solo 1 utente, l’utente extra conviene; se ne aggiungi 3 o piu, l’upgrade del piano e tipicamente piu vantaggioso e include funzioni utili.Questo articolo fa parte del nostro cluster di guide Qonto. Per approfondire altri aspetti del conto business Qonto, leggi anche le nostre guide su apertura conto Qonto 2026, conto Qonto per forfettari, Qonto per freelance e Qonto per e-commerce. Per dubbi specifici sulla gestione fiscale del tuo team, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 14:00:002026-05-24 09:36:48Qonto Multi-utente 2026: Gestire un Team con Piu Carte e PermessiPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOAvvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5Se sei un avvocato iscritto all’Albo, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (Cassa Forense) è il tuo ente previdenziale di riferimento. Non è una scelta: è un obbligo di legge. Ma quanti sono i contributi da versare nel 2026? Cosa è il Modello 5? Come funziona l’esonero per i giovani avvocati? Rispondiamo a tutte queste domande con chiarezza, anche per chi è in regime forfettario. Cassa Forense: obbligo per tutti gli iscritti all’Albo degli AvvocatiLa Cassa Forense è stata istituita con la Legge 21/1952 e il suo Regolamento Unico disciplina l’iscrizione, i contributi e le prestazioni previdenziali. L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti all’Albo che esercitano la professione in modo effettivo, anche se in regime forfettario e anche se i ricavi sono molto contenuti.L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall’iscrizione all’Albo degli Avvocati. Chi non si iscrive o non versa i contributi è soggetto a sanzioni e rischia la cancellazione dall’Albo nei casi più gravi.Per il quadro completo sulla partita IVA da avvocato, inclusa la scelta del regime fiscale, consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale. Contributo soggettivo 2026: aliquota base e minimale annuoIl contributo soggettivo è il pilastro della previdenza Cassa Forense: è quello che costruisce la tua futura pensione. Si calcola applicando un’aliquota percentuale sul reddito professionale netto dell’anno di riferimento.Il sistema prevede un minimale annuo: anche se il tuo reddito professionale fosse zero o inferiore alla soglia, devi comunque versare questo importo minimo per mantenere l’iscrizione e maturare la copertura previdenziale. Per l’anno 2026, l’importo del minimale soggettivo e le aliquote esatte sono pubblicati sul portale ufficiale della Cassa Forense (cassaforense.it). Ti consigliamo di verificare i valori aggiornati direttamente nella sezione “Contributi” del sito, in quanto vengono deliberati annualmente dal Comitato dei Delegati.In via orientativa, il minimale soggettivo si è aggirato negli ultimi anni tra i 2.700 e i 3.500 euro annui, con aliquote progressive (tipicamente 14-15% fino a un certo reddito, con aliquote di solidarietà sulle fasce più alte). Questi valori sono indicativi: per il 2026 verificare sul sito Cassa Forense o tramite il CAF.Come si calcola il contributo soggettivoIl reddito imponibile su cui si calcola il contributo soggettivo è il reddito professionale netto da avvocato. Per i forfettari, il reddito netto è quello imponibile forfettario (ricavi x 78%) dopo la deduzione dei contributi Cassa Forense stessi (che sono deducibili dal reddito forfettario). Questo crea un piccolo effetto circolare che di solito viene risolto con il metodo delle buste paga: si stima il reddito, si calcolano i contributi, si ricalcola il reddito al netto dei contributi. Contributo integrativo 4%: chi lo paga e come inserirlo in fatturaIl contributo integrativo del 4% è la voce previdenziale più visibile nelle fatture degli avvocati. Funziona così:Si calcola sul volume di affari annuo (ossia sul fatturato lordo)Viene addebitato al cliente come voce separata in fattura (“Contributo integrativo Cassa Forense 4%”)L’avvocato lo incassa e lo riversa integralmente a Cassa Forense entro i termini previstiIl cliente pagante è quindi il committente, non l’avvocato: economicamente non è un costo per l’avvocatoPer un avvocato forfettario con ricavi di 50.000 euro, il contributo integrativo sarà di 2.000 euro (50.000 x 4%), che vengono addebitati in proporzione ai vari clienti sulle rispettive fatture.Come si inserisce in fattura: la fattura dell’avvocato forfettario tipicamente ha questa struttura:Onorario: 1.000,00 € Contributo integrativo 4%: 40,00 € Marca da bollo (art. 13 DPR 642/72): 2,00 € Totale: 1.042,00 € Dicitura: Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, regime forfettario - operazione senza applicazione di IVA. Si richiede di non applicare la ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1 c. 67 L. 190/2014.Contributo di maternità Cassa Forense: importo fisso annuoIl contributo di maternità è un contributo fisso annuo che tutti gli iscritti a Cassa Forense versano, indipendentemente dal reddito e dal sesso dell’iscritto. Finanzia le indennità di maternità, paternità e congedo parentale erogate dalla Cassa ai professionisti forensi.L’importo annuo è deliberato dal Comitato dei Delegati e si aggira indicativamente tra i 50 e i 100 euro annui. Per il valore esatto del 2026, verifica sul sito Cassa Forense nella sezione contributi.Modello 5: la dichiarazione annuale entro il 30 settembreIl Modello 5 è la dichiarazione annuale che ogni avvocato iscritto a Cassa Forense deve presentare. È l’equivalente, per la Cassa, di ciò che la dichiarazione dei redditi è per il Fisco: serve a comunicare i redditi professionali dell’anno precedente e a calcolare i contributi definitivi dovuti.Scadenza fissa: entro il 30 settembre di ogni anno (riferita ai redditi dell’anno precedente)Come si presenta: tramite il portale online di Cassa Forense (credenziali personali dell’iscritto)Cosa contiene: reddito professionale netto, volume di affari (fatturato), dati sulla famiglia per eventuali detrazioni, dati sulle partecipazioni societarieConseguenza del mancato invio: sanzioni amministrative e possibile perdita di copertura previdenzialePer i forfettari, i dati da inserire nel Modello 5 si ricavano dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM). Il CAF può assisterti sia nella dichiarazione dei redditi sia nella compilazione del Modello 5. Esonero biennale e regime agevolato per i primi 8 anni di iscrizioneLa Cassa Forense prevede un regime agevolato per i primi anni di iscrizione. In base al Regolamento Unico, i giovani avvocati nei primi anni di iscrizione possono beneficiare di una riduzione del minimale soggettivo o di esoneri parziali, a condizione che il reddito professionale sia sotto determinate soglie.Le regole specifiche per l’esonero biennale e i periodi agevolati variano in base al Regolamento vigente e alle delibere del Comitato dei Delegati. In linea di massima, nei primi 8 anni di iscrizione, l’avvocato con redditi contenuti può accedere a minimali ridotti. Passato questo periodo, scattano i contributi minimi pieni.Per la situazione specifica aggiornata al 2026, consulta direttamente il sito Cassa Forense o rivolgiti al CAF per un calcolo personalizzato.Pensione minima Cassa Forense: cosa aspettarsi dalla previdenza forenseCassa Forense eroga pensioni con un sistema misto retributivo-contributivo, in base all’anzianità di iscrizione e ai contributi versati. La pensione minima garantita dalla Cassa è superiore a quella INPS, ma dipende da anni di iscrizione e contributi effettivamente versati.Per un avvocato che ha versato per 30+ anni con redditi medi, la pensione Cassa Forense può raggiungere importi significativi. Chi invece ha versato solo il minimale per molti anni riceve una pensione più contenuta. Per questo è importante, già dai primi anni di attività, monitorare la propria posizione previdenziale e, se possibile, versare volontariamente contributi aggiuntivi nelle annate più redditizie.L’equivoco frequente: Gestione Separata INPS per gli avvocati?Molti avvocati neoabilitati si chiedono se devono iscriversi alla Gestione Separata INPS (con aliquota 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale) invece che a Cassa Forense. La risposta è netta:La Gestione Separata INPS NON si applica agli avvocati iscritti all’Albo. La Cassa Forense è la cassa previdenziale di categoria, obbligatoria e sostitutiva dell’INPS. Solo chi esercita attività giuridica senza essere iscritto all’Albo (es. consulenti legali non abilitati, mediatori) è tenuto alla Gestione Separata.La Gestione Separata INPS (con aliquota 26,07% senza altra copertura, o 24% con altra copertura) è invece la cassa previdenziale di riferimento per i consulenti aziendali in forfettario: categoria diversa, senza cassa di categoria propria. Per capire le differenze, leggi: Partita IVA consulente aziendale 2026. E per un’analisi comparativa di tutti i settori forfettari, vedi: Coefficienti di redditività forfettario 2026. CAF Centro Fiscale: assistenza per il Modello 5 e la dichiarazione dei redditiIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste avvocati e professionisti nella gestione degli adempimenti fiscali e previdenziali: dichiarazione dei redditi in regime forfettario (Modello Redditi PF, quadro LM), assistenza nella compilazione del Modello 5 per Cassa Forense, calcolo dei contributi e pianificazione fiscale.Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 11:00:002026-07-05 11:00:00Avvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5Pagina 69 di 193«‹6768697071›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione Anticipata 2026: Guida Completa a Quota 103, Opzione Donna, APE SocialeLa pensione anticipata 2026 resta uno degli argomenti più delicati per chi si avvicina all’età pensionabile e vorrebbe smettere di lavorare prima del traguardo ordinario. Con questa guida completa e aggiornata alla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) facciamo chiarezza su tre misure che negli ultimi anni hanno permesso a molti lavoratori di uscire in anticipo: Quota 103, Opzione Donna e APE Sociale. Attenzione però: nel 2026 qualcosa è cambiato in modo profondo, e sapere cosa è rimasto e cosa no è fondamentale per non farsi trovare impreparati.In questa guida alla pensione anticipata 2026 ti spieghiamo, con parole semplici e qualche esempio pratico, chi può ancora accedere a queste tre vie di uscita, quali requisiti servono e come il ricalcolo dell’assegno può incidere sulla cifra che riceverai ogni mese. L’obiettivo è aiutarti a capire quale strada fa al caso tuo, ricordando che ogni situazione previdenziale è unica e merita una valutazione personalizzata da parte di un esperto. Indice dei contenutiLe 4 vie per la pensione anticipata 2026Quota 103 nel 2026: cosa è cambiatoOpzione Donna 2026: requisiti e chi vi accedeAPE Sociale 2026: l’unica misura prorogataTabella comparativa delle tre misureDomande frequenti sulla pensione anticipata 2026Consulenza previdenziale al CAF Centro Fiscale di UdineLe 4 vie per la pensione anticipata 2026Prima di entrare nel dettaglio, vediamo la mappa completa. Nel 2026 le strade per andare in pensione prima dell’età di vecchiaia (fissata a 67 anni) sono sostanzialmente quattro, ciascuna con requisiti e platee diverse. La guida alla pensione anticipata 2026 parte proprio da questa panoramica.Pensione anticipata ordinaria: la via “base”, riservata a chi ha molti anni di contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), a prescindere dall’età anagrafica.Quota 103: misura sperimentale che combinava 62 anni di età e 41 di contributi, oggi in fase di esaurimento.Opzione Donna: canale dedicato alle lavoratrici in condizioni di particolare tutela, anch’esso in fase di chiusura.APE Sociale: l’unica misura sperimentale confermata e prorogata anche per il 2026, dedicata a categorie fragili.La pensione anticipata ordinaria è la più utilizzata e coinvolge aspetti tecnici complessi come i coefficienti di trasformazione e la perdita economica legata all’uscita anticipata. Non la approfondiamo qui: le abbiamo dedicato una guida a sé, che ti invitiamo a leggere per capire nel dettaglio quanto si rischia di perdere anticipando. Trovi tutto nell’articolo su pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi: quanto si perde. In questa guida ci concentriamo invece su Quota 103, Opzione Donna e APE Sociale, che quell’articolo cita solo di sfuggita. Quota 103 nel 2026: cosa è cambiatoLa Quota 103 è stata per anni una delle misure più richieste nella guida alla pensione anticipata. Permetteva di andare in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi (da qui il nome: 62 + 41 = 103). La grande novità del 2026 è però questa: la Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato Quota 103. La misura non è stata rinnovata per chi matura i requisiti da quest’anno in poi.Questo non significa che sparisca del tutto. Vale infatti il principio della cristallizzazione dei requisiti: chi ha raggiunto 62 anni di età e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025 conserva il diritto di andare in pensione con Quota 103, anche presentando la domanda successivamente. In pratica, se hai già “in tasca” i requisiti maturati entro fine 2025, il diritto non si perde.Ricalcolo contributivo, tetto e finestreChi accede con Quota 103 deve fare i conti con tre condizioni importanti. La prima è il ricalcolo contributivo integrale: l’assegno viene calcolato interamente con il metodo contributivo, cioè in base ai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa. Rispetto al sistema misto (parte retributiva e parte contributiva), questo può ridurre l’importo mensile, soprattutto per chi ha molti anni di lavoro prima del 1996.La seconda è il tetto massimo dell’assegno: fino al momento di raggiungere l’età della pensione di vecchiaia, la pensione con Quota 103 non può superare quattro volte il trattamento minimo INPS. La terza è la finestra mobile, cioè il periodo di attesa tra la maturazione del diritto e il primo assegno: 7 mesi per i lavoratori privati e autonomi, 9 mesi per i dipendenti pubblici. È inoltre prevista l’incumulabilità con redditi da lavoro (salvo il lavoro autonomo occasionale entro limiti ridotti) fino alla decorrenza della pensione di vecchiaia.Un esempio pratico: immagina che Marco abbia compiuto 62 anni a novembre 2025 con 41 anni di contributi. Ha “cristallizzato” il diritto e potrà uscire con Quota 103 anche nel 2026 o dopo, ma dovrà accettare il ricalcolo contributivo e la finestra di attesa. Valutare questi effetti prima di decidere è essenziale, ed è qui che una consulenza previdenziale fa la differenza. Opzione Donna 2026: requisiti e chi vi accedeAnche l’Opzione Donna, come Quota 103, non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. È un elemento chiave di questa guida alla pensione anticipata 2026: la misura resta accessibile solo alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Chi era in regola entro quella data conserva il diritto e può ancora presentare domanda.I requisiti dell’Opzione Donna prevedevano 35 anni di contributi e un’età minima variabile in base al numero di figli. In concreto servivano 61 anni di età senza figli, 60 anni con un figlio e 59 anni con due o più figli. Uno sconto anagrafico pensato per riconoscere il carico di cura che spesso ricade sulle donne.Categorie ammesse e ricalcolo dell’assegnoNegli ultimi anni l’accesso all’Opzione Donna era stato ristretto a specifiche categorie di lavoratrici in condizioni di particolare fragilità. Rientravano nel canale:Caregiver: donne che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104).Invalide: lavoratrici con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.Licenziate o in mobilità: dipendenti di aziende con tavolo di crisi aperto presso il Ministero.L’aspetto più delicato riguarda l’importo. L’Opzione Donna comporta un ricalcolo contributivo integrale dell’assegno, che può ridurre la pensione anche in modo sensibile rispetto al calcolo misto. In cambio dell’uscita anticipata, quindi, si accetta un assegno più leggero per tutta la durata della pensione. Le finestre di attesa erano di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome. Per le lavoratrici in regime forfettario che gestiscono anche esigenze familiari può essere utile approfondire il tema della conciliazione lavoro-famiglia nella nostra guida sul forfettario in maternità 2026. APE Sociale 2026: l’unica misura prorogataArriviamo alla buona notizia di questa guida alla pensione anticipata 2026: l’APE Sociale è stata confermata e prorogata fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’indennità a carico dello Stato che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Non è una pensione vera e propria, ma un “ponte” economico riservato a chi si trova in situazioni di difficoltà.Il requisito anagrafico dell’APE Sociale 2026 è fissato a 63 anni e 5 mesi. Al requisito di età si aggiunge quello contributivo, che varia in base alla categoria: in generale servono 30 anni di contributi, che salgono a 36 anni per chi svolge lavori gravosi o usuranti. Le donne beneficiano di uno sconto contributivo di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.Categorie tutelate e importo dell’indennitàL’APE Sociale non è aperta a tutti, ma solo a quattro categorie considerate meritevoli di tutela. Vediamole nel dettaglio:Disoccupati: chi ha perso il lavoro (licenziamento, dimissioni per giusta causa o scadenza del contratto a termine) e ha concluso la NASpI da almeno un mese.Caregiver: chi assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave.Invalidi: lavoratori con invalidità civile pari o superiore al 74%.Lavori gravosi o usuranti: addetti a mansioni faticose (edili, infermieri, autisti, maestre d’asilo, facchini, operatori sanitari e altre categorie previste dalla legge) svolte per un certo numero di anni.L’indennità dell’APE Sociale è pari all’importo della pensione maturata al momento della domanda, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi al mese, erogati per 12 mensilità (senza tredicesima). Dal 2024 vige la piena incumulabilità con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo: l’unica eccezione ammessa è il lavoro autonomo occasionale entro un massimo di 5.000 euro lordi annui. In sostanza, chi percepisce l’APE Sociale non può continuare a lavorare, se non entro questi limiti molto ridotti.Come fare domanda per l’APE SocialeLa procedura per l’APE Sociale 2026 si svolge in due fasi. Prima si presenta all’INPS la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso, poi la vera e propria domanda di indennità. Le scadenze per la verifica dei requisiti sono scaglionate durante l’anno, ma la data ultima per presentare la domanda è il 30 novembre 2026. Superata questa scadenza, la richiesta viene valutata solo in base alle risorse residue.La domanda richiede documentazione specifica che varia da categoria a categoria (certificati di invalidità, documentazione della Legge 104, storia contributiva, prova dello stato di disoccupazione). Un errore o un documento mancante può far slittare la pratica di mesi. Per questo il CAF Centro Fiscale a Udine ti guida in ogni passaggio: dalla verifica dei requisiti alla raccolta dei documenti, fino alla presentazione della domanda. Puoi approfondire il calcolo del tuo assegno anche con il CAF Centro Fiscale di Udine, specializzato in previdenza. Tabella comparativa delle tre misurePer orientarti a colpo d’occhio, ecco una tabella riassuntiva delle tre misure di pensione anticipata 2026 trattate in questa guida. Ricorda che Quota 103 e Opzione Donna sono accessibili solo a chi ha già maturato i requisiti nelle date indicate.MisuraRequisiti minimiA chi convieneTetto importoQuota 10362 anni + 41 di contributi (entro 31/12/2025)Chi ha già cristallizzato i requisiti entro fine 20254 volte il trattamento minimoOpzione Donna35 anni contributi + 59/60/61 anni (entro 31/12/2024)Caregiver, invalide 74%+, licenziate in crisiRicalcolo contributivo integraleAPE Sociale63 anni e 5 mesi + 30/36 anni contributiDisoccupati, caregiver, invalidi, lavori gravosi1.500 euro lordi/meseCome vedi, ogni misura ha una platea ben precisa. Chi non rientra in nessuna di queste tre può valutare la pensione anticipata ordinaria oppure altre soluzioni per aumentare l’anzianità contributiva, come il riscatto della laurea 2026, che permette di recuperare gli anni di studio universitario ai fini pensionistici. Domande frequenti sulla pensione anticipata 2026Quale misura di pensione anticipata conviene di più?Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dall’età, dagli anni di contributi, dalla categoria di appartenenza e dalla data in cui hai maturato i requisiti. Nel 2026 l’unica misura ancora “aperta” a nuovi ingressi è l’APE Sociale, mentre Quota 103 e Opzione Donna valgono solo per chi ha già cristallizzato i requisiti. Una consulenza previdenziale personalizzata è il modo migliore per capire quale strada conviene.Quota 103 è stata abolita nel 2026?La Quota 103 non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. Non è accessibile a chi matura i requisiti da quest’anno, ma resta valida per chi ha raggiunto 62 anni di età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025. Chi è in questa condizione conserva il diritto anche presentando domanda in seguito.Con l’APE Sociale posso continuare a lavorare?No, o quasi. Dal 2024 l’APE Sociale è pienamente incompatibile con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo. L’unica eccezione ammessa è il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro lordi annui. È pensata come sostegno per chi si trova fuori dal mercato del lavoro o in condizioni di fragilità, quindi non consente di cumulare l’indennità con un’attività lavorativa piena.Posso ancora accedere all’Opzione Donna nel 2026?Solo se hai maturato i requisiti (35 anni di contributi e l’età minima prevista in base ai figli) entro il 31 dicembre 2024 e appartieni a una delle categorie tutelate: caregiver, invalide almeno al 74% o lavoratrici licenziate da aziende in crisi. Chi non ha maturato i requisiti entro quella data non può più accedere alla misura.Quali sono le scadenze per la domanda nel 2026?Per l’APE Sociale 2026 la domanda di riconoscimento delle condizioni può essere presentata fino al 30 novembre 2026, ma è consigliabile muoversi in anticipo per non rischiare l’esaurimento delle risorse. Per Quota 103 e Opzione Donna, chi ha cristallizzato i requisiti non ha una scadenza rigida, ma è comunque bene valutare la finestra mobile prima di scegliere la data di uscita.Il ricalcolo contributivo mi farà perdere molto?Dipende dalla tua storia lavorativa. Il ricalcolo contributivo penalizza soprattutto chi ha molti anni di lavoro prima del 1996, quando vigeva il sistema retributivo più vantaggioso. Per chi ha iniziato a lavorare dopo, l’impatto è spesso limitato. Solo un calcolo puntuale sulla base del tuo estratto conto contributivo può dirti l’esatta differenza: è uno dei servizi che offriamo nella consulenza previdenziale.Consulenza previdenziale al CAF Centro Fiscale di UdineLa pensione anticipata 2026 è un tema in continua evoluzione: come hai visto in questa guida, ogni Legge di Bilancio può modificare requisiti, prorogare o cancellare intere misure. Sbagliare la scelta della via di uscita, o presentare una domanda con documenti incompleti, può costare mesi di attesa o addirittura la perdita di un assegno più favorevole. Per questo è fondamentale affidarsi a chi conosce nel dettaglio la normativa e sa leggere la tua posizione contributiva.Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) mette a tua disposizione un servizio di consulenza previdenziale personalizzata: analizziamo il tuo estratto conto INPS, verifichiamo quale misura ti conviene tra Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale o pensione ordinaria, e ti accompagniamo nella presentazione della domanda. Ricevi un preventivo su misura, senza sorprese. Vuoi sapere quando potrai andare in pensione e con quale assegno? Prenota un appuntamento per una valutazione della tua posizione.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione anticipata? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Richiedi una Consulenza PrevidenzialeIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire quale misura di pensione anticipata conviene alla tua situazione.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13 – Tel: 0432 1638640Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-05 17:00:002026-07-05 13:34:01Pensione Anticipata 2026: Guida Completa a Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale
Conti Business (Partita IVA), Conti Correnti e Banche Online, Finanza & Servizi, Hype BusinessRecensione Hype Business: cosa offre nel 2026Hype Business 2026: Recensione Completa con Piani, Prezzi e IBAN ItalianoHype Business è il conto corrente digitale per partite IVA e freelance di Banca Sella, uno dei maggiori istituti bancari italiani. A differenza di molti competitor digitali (N26 con IBAN tedesco, Revolut con IBAN lituano), Hype Business offre un IBAN italiano (IT), il che risolve molti dei problemi pratici che i liberi professionisti incontrano con i conti esteri. In questa recensione aggiornata al 2026 analizziamo piani, costi, funzionalità e per chi è davvero adatto.Questo articolo fa parte del nostro Hub Conti Correnti Business per Partita IVA: Conto corrente business per partita IVA: quale aprire nel 2026.Chi è Hype Business: Banca Sella e il conto digitaleHype è il servizio di pagamenti digitali lanciato da Banca Sella nel 2015, destinato ai privati. La versione Hype Business è stata introdotta successivamente per rispondere alla domanda di conti digitali dedicati ai professionisti con partita IVA.Il grande vantaggio di Hype Business rispetto ai competitor puramente digitali è la solidità della casa madre: Banca Sella è una banca italiana con oltre 150 anni di storia, sede a Biella, e una rete capillare di sportelli (anche se Hype Business è gestito interamente via app). Questo si traduce in maggiore affidabilità percepita e nell’IBAN italiano.I piani Hype Business nel 2026: tabella dei costiPianoCosto mensileCaratteristiche principaliHype Business FreeGratuitoIBAN IT, carta Mastercard, bonifici SEPA, statistiche spese, supporto chatHype Business Premium9,90 euro/meseTutto il Free + prelievi illimitati, assicurazioni viaggi, cashback, priorità supporto, carte virtuali illimitate, MAV/RAVPrezzi indicativi al 2026. Verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale hype.it prima di aprire il conto.L’IBAN italiano: il grande vantaggio di Hype BusinessIl punto di forza più importante di Hype Business rispetto a molti competitor è l’IBAN con prefisso IT (italiano), emesso da Banca Sella. Questo significa:Accettato da tutti gli operatori italiani (utenze, enti pubblici, comuni, PA) senza problemiDomiciliazione bancaria senza eccezioni: puoi domiciliare bollette, tributi e qualsiasi addebito ricorrenteCompatibile con i sistemi di pagamento MAV/RAV: pagamenti tipicamente italiani che molte banche digitali estere non supportanoPercepito come conto bancario italiano da clienti e fornitori che potrebbero avere dubbi sugli IBAN esteriMAV e RAV: cosa sono e perché contano per i professionistiIl MAV (Mediante Avviso) e il RAV (Riscossione mediante Avviso) sono due sistemi di pagamento tipicamente italiani usati per bollette, rette scolastiche, contributi previdenziali di alcune casse, e altri pagamenti verso enti. Hype Business Premium supporta il pagamento di MAV e RAV direttamente dall’app, il che è un vantaggio concreto per chi riceve spesso questi avvisi di pagamento.Hype Business e il regime forfettarioHype Business è compatibile con il regime forfettario e con qualsiasi regime fiscale per partite IVA persone fisiche. L’apertura del conto richiede il numero di partita IVA.Cosa può fare un forfettario con Hype Business:Ricevere i pagamenti dei clienti tramite bonifico (IBAN IT, nessun problema)Pagare le spese aziendali con la carta MastercardPagare MAV e RAV (con piano Premium)Emettere carte virtuali per acquisti onlineConsultare le statistiche delle spese per categoriaCosa non può fare (ancora) con Hype Business:Pagare l’F24 direttamente dall’app (il pagamento F24 non è supportato — i forfettari devono usare la delega tramite commercialista o altro conto bancario abilitato)Gestire la contabilità in modo integrato (non ha connettori diretti con i software di fatturazione)Eseguire operazioni allo sportello fisico (è un conto 100% digitale)Pro e contro di Hype Business nel 2026PRO di Hype BusinessIBAN italiano: nessun problema con enti pubblici, domiciliazioni, operatori italianiPiano gratuito disponibile con funzionalità di base completeBanca Sella dietro: solidità di un istituto bancario italiano centenarioDepositi garantiti fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) italianoMAV/RAV supportati nel piano PremiumApertura rapida online con riconoscimento videoApp semplice e intuitiva con statistiche speseCarte virtuali per gli acquisti online sicuriCONTRO di Hype BusinessNessun supporto F24 diretto dall’appSolo per persone fisiche con P.IVA (no SRL, no società di capitali)Funzionalità business limitate: non ha strumenti di gestione team, multi-utente o contabilità avanzataPiano Premium a 9,90 euro/mese è nella fascia medio-alta per un conto con funzionalità di baseSupporto clienti solo digitale (chat e email, nessuno sportello)Cashback non incluso nel piano Free (presente nel Premium con condizioni variabili)Confronto Hype Business vs N26 Business nel 2026CaratteristicaHype BusinessN26 BusinessIBANIT (italiano) – Banca SellaDE (tedesco)Piano gratuitoSì (Free)Sì (Standard)Costo piano base premium9,90 euro/mese (Premium)4,90 euro/mese (Smart)Pagamento F24NoNoMAV/RAVSì (Premium)NoCashbackVariabile (Premium)0,1% (tutti i piani)Garanzia depositiFITD italiano (100k)Fondo tedesco (100k)Banca madreBanca Sella (IT)N26 Bank (DE)Per chi è adatto Hype Business nel 2026Hype Business è la scelta giusta se:Vuoi un IBAN italiano senza complicazioni con enti pubblici e domiciliazioniPreferisci la solidità di una banca italiana (Banca Sella) rispetto a una neobanca esteraHai bisogno di pagare MAV e RAV frequentementeSei un libero professionista o freelance (non una società)Cerchi un conto gratuito per gestire incassi e spese di baseNon è adatto se sei una società (SRL o altra forma societaria), se hai bisogno di pagare l’F24 direttamente dal conto, o se cerchi funzionalità avanzate di gestione aziendale (team, contabilità integrata, multi-valuta).Domande frequenti su Hype BusinessHype Business è sicuro? I soldi sono al sicuro?Sì. Hype Business è un servizio di Banca Sella, banca italiana vigilata dalla Banca d’Italia e dalla BCE. I depositi sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) italiano fino a 100.000 euro per depositante. Questa garanzia è la stessa che offrono le banche tradizionali italiane.Posso aprire Hype Business senza essere già cliente Hype personale?Sì. Hype Business si apre indipendentemente dal conto Hype personale. Puoi averli entrambi o solo il Business. L’apertura avviene tramite l’app Hype Business (separata dall’app Hype personale) con riconoscimento del documento e del numero di partita IVA.Hype Business è adatto per una P.IVA con regime forfettario?Assolutamente sì. Hype Business è pensato per le persone fisiche con partita IVA, indipendentemente dal regime fiscale. I forfettari lo usano con successo per ricevere pagamenti e gestire le spese. Per i pagamenti F24 (contributi INPS, imposte sostitutive) sarà necessario usare un canale alternativo (commercialista, Poste, altra banca).ConclusioneHype Business nel 2026 si distingue per l’IBAN italiano e la solidità di Banca Sella. Per chi cerca un conto gratuito o a basso costo con le caratteristiche di una banca italiana — senza rinunciare alla comodità digitale — è una delle opzioni più valide sul mercato per freelance e partite IVA.Per un confronto completo con tutte le opzioni disponibili, consulta il nostro Hub Conti Business per Partita IVA: Conto corrente business per partita IVA: quale aprire nel 2026. Per la gestione fiscale della tua attività da libero professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è sempre a tua disposizione.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 17:00:002026-09-27 09:52:20Recensione Hype Business: cosa offre nel 2026
QontoQonto Multi-utente 2026: Gestire un Team con Piu Carte e PermessiGestire un team aziendale con un solo conto bancario e una sola carta condivisa e una delle situazioni piu frustranti per un imprenditore italiano. Il commerciale che deve pagare un cliente in trasferta chiede continuamente i dati della carta. Il marketing manager che vuole rinnovare l’abbonamento a Meta Ads aspetta l’autorizzazione del titolare. Il commercialista che ha bisogno di scaricare gli estratti conto deve farsi mandare le credenziali via email (con tutti i rischi di sicurezza che ne derivano). E quando arriva il momento di ricostruire chi ha speso cosa, ci si ritrova davanti a centinaia di transazioni con descrizioni generiche, senza modo di capire quale dipendente ha autorizzato cosa.In questa guida vediamo come la funzione multi-utente di Qonto permette di gestire un team con piu carte fisiche e virtuali, ruoli e permessi differenziati, workflow di approvazione spese e tracking individuale per ogni dipendente. La guida e pensata per SRL, studi professionali e aziende strutturate che hanno superato la fase del titolare unico e vogliono distribuire la responsabilita finanziaria mantenendo controllo, sicurezza e tracciabilita. Vedremo i piani Qonto che includono il multi-utente, i 5 ruoli disponibili, come invitare un utente, le carte aggiuntive per dipendenti, il workflow di approvazione e tre casi d’uso reali.DISCLOSURE – Trasparenza e onesta intellettualeQuesto articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (banca digitale francese autorizzata Banque de France, operante in Italia tramite IBAN italiano IT). Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo non influenza il contenuto della guida: presentiamo Qonto come una scelta in evidenza per la gestione di team aziendali, ma indichiamo anche alternative (Revolut Business Team, Soldo, Pleo, banche tradizionali con servizi corporate) per casi specifici. CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale Qonto e non e responsabile dei rapporti contrattuali tra te e la banca. Verifica sempre condizioni, prezzi e funzionalita aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere.Scelta in evidenza – SponsorQonto: gestisci il tuo team con piu carte e permessiFino a 15 utenti con ruoli differenziati (Owner, Admin, Manager, Employee, Accountant), carte fisiche e virtuali per ogni dipendente, workflow di approvazione spese, tracking individuale e accesso dedicato per il commercialista. Piani Team da 29 EUR/mese con tutto incluso. Apri Qonto Team per la tua aziendaLink sponsorizzato – verifica condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’e la funzione multi-utente QontoPiani Qonto che includono multi-utenteRuoli e permessi: i 5 livelli di accessoCome invitare un utente nel teamCarte aggiuntive per dipendentiWorkflow di approvazione speseTracking spese per dipendenteCasi d’uso: SRL, studio professionale, e-commerceCosti del multi-utente QontoFAQ: domande frequentiCos’e la funzione multi-utente QontoLa funzione multi-utente di Qonto consente al titolare di un conto business di aggiungere altri membri del team all’account aziendale, assegnando a ciascuno un ruolo specifico con permessi differenziati. Ogni utente accede al conto con le proprie credenziali (email + password personali, autenticazione a due fattori via app Qonto), vede solo le funzioni che il suo ruolo gli consente e lascia una traccia individuale di ogni operazione effettuata.Differenza rispetto alla condivisione di credenzialiMolte piccole aziende italiane gestiscono ancora il conto business condividendo username e password tra titolare, soci e dipendenti. Questa pratica e vietata dalla maggior parte delle banche, viola il GDPR (le credenziali sono dati personali) ed espone l’azienda a rischi enormi: se un dipendente viene licenziato, dovete cambiare la password e tutti gli altri perdono l’accesso. Se qualcuno fa un’operazione sospetta, non si capisce chi sia stato. Se il dispositivo del dipendente viene compromesso, l’intero conto e a rischio.Il multi-utente Qonto risolve tutti questi problemi: ogni persona ha credenziali proprie, accede solo alle funzioni autorizzate, lascia un audit trail di ogni operazione e puo essere disattivata in pochi secondi quando lascia l’azienda – senza che gli altri utenti perdano l’accesso.Funzioni principali del multi-utente QontoRiassumiamo cosa permette di fare il multi-utente nei piani Qonto Team:Inviti via email con configurazione del ruolo prima dell’attivazione5 ruoli predefiniti (Owner, Admin, Manager, Employee, Accountant) con permessi granulariCarte fisiche e virtuali aggiuntive con limiti personalizzati per ogni utenteWorkflow di approvazione spese con doppia firma per importi sopra una sogliaAudit trail completo: chi ha fatto cosa, quando, da quale dispositivoTracking spese individuale: report per dipendente, categoria, fornitoreDisattivazione utente in un click (con blocco automatico delle carte associate)Accesso dedicato commercialista con permessi solo lettura su tutte le aree Piani Qonto che includono multi-utenteNon tutti i piani Qonto includono il multi-utente: la capienza in numero di utenti e una delle leve di pricing principali. Vediamo i piani disponibili nel 2026 e le caratteristiche di ciascuno. Verifica sempre i prezzi aggiornati sul sito ufficiale qonto.com perche possono variare in base a promozioni e a piani locali italiani.Piano Solo: 1 utente (titolare)Il piano Solo e pensato per liberi professionisti, freelance e ditte individuali che operano da soli. Include un solo utente (il titolare), una carta fisica e una virtuale, IBAN italiano, fatturazione elettronica nazionale, F24 telematico. Non include il multi-utente, quindi se prevedi di assumere collaboratori dovrai fare un upgrade. Costo indicativo da 9-12 EUR/mese per il piano base, fino a 25-30 EUR/mese per la versione premium.Piano Smart Team: fino a 4 utentiIl piano Smart Team e l’entry-level per le aziende: include fino a 4 utenti, ognuno con una carta fisica gratuita e carte virtuali illimitate. Permette di configurare ruoli base (Owner, Admin, Employee), gestire i limiti di spesa e l’accesso dedicato per il commercialista. Costo indicativo intorno a 29-39 EUR/mese. E’ adatto a piccole SRL con 2-4 soci/dipendenti, studi associati, agenzie di marketing in fase di startup.Piano Premium Team: fino a 15 utentiIl piano Premium Team e il piano top per il segmento PMI: include fino a 15 utenti, tutti i ruoli (Owner, Admin, Manager, Employee, Accountant), workflow di approvazione spese avanzato, multi-valuta EUR/USD/GBP, integrazione completa con software contabili e gestionali, supporto prioritario, account manager dedicato. Costo indicativo intorno a 99-149 EUR/mese. E’ la scelta naturale per SRL strutturate con 5-15 dipendenti, e-commerce in scaling, agenzie consolidate.Piani Essential e Business: capienza intermediaTra Smart Team e Premium Team esistono piani intermedi (denominazioni che possono variare nel tempo) come Essential e Business che offrono 5-10 utenti con prezzo crescente. La logica Qonto e progressiva: piu utenti aggiungi, piu funzioni avanzate ottieni (transfer SEPA Instant, bonifici esteri SWIFT, multi-valuta, integrazioni Premium con Sage e Cegid). Verifica il listino aggiornato perche Qonto cambia periodicamente nomi e bundle.Aggiungere utenti extra: cosa succede al limiteSe sei vicino al limite di utenti del tuo piano, Qonto offre due opzioni: upgrade al piano superiore (es. da Smart Team 4 utenti a Essential 5 utenti) oppure aggiunta di utenti extra con costo unitario (intorno a 5-9 EUR per utente aggiuntivo). La seconda opzione conviene se devi aggiungere 1-2 utenti, mentre l’upgrade conviene se prevedi crescita continua. Calcola sempre il break-even. Ruoli e permessi: i 5 livelli di accessoLa forza del multi-utente Qonto sta nei ruoli predefiniti con permessi granulari. Ogni ruolo determina cosa l’utente puo vedere, fare e autorizzare. Vediamo i 5 ruoli disponibili dal piu potente al piu limitato.1. Owner (proprietario)L’Owner e il titolare del conto, tipicamente l’amministratore della SRL o il legale rappresentante. Ha accesso completo a tutte le funzioni: gestione utenti, modifica piano, chiusura conto, approvazione di tutte le spese, accesso ai documenti contrattuali. Puo essere uno solo per conto. Se cambi il legale rappresentante della societa, devi contattare Qonto per aggiornare l’Owner attraverso una procedura formale (con visura camerale aggiornata).2. Admin (gestione completa)L’Admin ha permessi quasi pari all’Owner ma non puo chiudere il conto ne modificare il piano in autonomia. Tipicamente e il CFO o socio operativo: gestisce la liquidita aziendale, autorizza bonifici, invita nuovi utenti, configura i workflow di approvazione, accede a tutti i report finanziari. Si possono nominare piu Admin (utile in SRL con 2-3 soci che vogliono parita di accesso). Le operazioni piu sensibili (es. bonifici sopra una soglia) possono richiedere doppia firma anche tra Admin.3. Manager (gestione pagamenti)Il Manager e un ruolo intermedio: puo effettuare bonifici e pagamenti entro un budget assegnato, gestire le carte del proprio team (es. il responsabile marketing che gestisce le carte virtuali per le campagne Ads), approvare spese di livello inferiore. Non puo invitare nuovi utenti ne accedere ai documenti contrattuali. E’ il ruolo perfetto per responsabili di funzione (marketing manager, head of operations, direttore acquisti) che hanno autonomia di spesa ma non poteri amministrativi.4. Employee (solo carta)L’Employee ha l’accesso piu limitato: vede solo le proprie spese effettuate con la carta personale, puo richiedere rimborsi spese, allegare scontrini e fatture alle transazioni. Non vede il saldo del conto, non puo fare bonifici, non vede le spese degli altri. E’ il ruolo per commerciali in trasferta, tecnici di campo, agenti, dipendenti operativi che hanno una carta aziendale per spese specifiche (carburante, pranzi clienti, hotel) ma non devono accedere alla tesoreria.5. Accountant (solo lettura per commercialista)L’Accountant e il ruolo dedicato al commercialista esterno: ha accesso in sola lettura a tutti gli estratti conto, transazioni, documenti allegati, ricevute. Puo scaricare i CSV per la prima nota, esportare i dati per il software contabile, vedere le fatture allegate ai bonifici. Non puo fare operazioni dispositive ne modificare nulla. E’ particolarmente prezioso perche elimina la pratica (insicura) di condividere le credenziali del titolare con il commercialista. L’Accountant accede al conto con le sue credenziali e lascia un audit trail separato.Permessi personalizzabili oltre i ruoli baseNei piani Premium Team e superiori, Qonto consente di personalizzare i permessi all’interno di ogni ruolo: ad esempio puoi creare un Manager che puo fare bonifici fino a 5.000 EUR senza approvazione e oltre serve la doppia firma di un Admin. Oppure puoi limitare un Employee a poter usare la carta solo presso categorie specifiche (es. solo carburante e ristorazione, escluso e-commerce). Questi permessi avanzati richiedono il piano top.Come invitare un utente nel teamAggiungere un nuovo utente al conto Qonto richiede meno di 5 minuti ed e un processo completamente digitale. Vediamo i passaggi.Passo 1: accesso alla sezione TeamDall’app Qonto o dal web, l’Owner o un Admin accede al menu “Team” o “Membri” (la dicitura puo variare in base alla lingua dell’interfaccia). Qui vede l’elenco dei membri attuali con il rispettivo ruolo, lo stato (attivo, in attesa di accettazione, sospeso) e le carte associate.Passo 2: invito via emailCliccando “Invita un membro” si inserisce nome, cognome ed email personale del nuovo utente (non l’email aziendale generica, deve essere quella personale del dipendente perche le notifiche di sicurezza sono individuali). Si seleziona il ruolo da assegnare (Owner non si puo, gli altri 4 si). Qonto invia un’email di invito al destinatario con un link sicuro.Passo 3: accettazione e onboarding del nuovo utenteIl nuovo utente clicca sul link, crea la propria password personale, configura l’autenticazione a due fattori (app Qonto su smartphone o SMS), accetta i termini d’uso. In meno di 3 minuti e operativo. Per ruoli che richiedono identificazione (Admin, Manager con poteri di firma), Qonto puo richiedere un video-onboarding KYC con documento d’identita: questo aggiunge 5-10 minuti al processo ma garantisce la conformita normativa.Passo 4: configurazione carte e limitiUna volta attivo, l’utente puo (se il ruolo lo prevede) richiedere la propria carta fisica che arriva all’indirizzo aziendale o personale entro 5-7 giorni lavorativi. Nel frattempo puo usare subito una carta virtuale generata istantaneamente per pagamenti online. L’Admin configura i limiti di spesa giornalieri/mensili per quella carta, le categorie autorizzate (es. solo trasporti e ristorazione) e l’area geografica (es. solo UE).Passo 5: notifica al teamDopo l’attivazione, e buona pratica notificare al team il nuovo arrivo con una mail interna che spiega il ruolo, le policy aziendali sull’uso della carta, la procedura per richiedere rimborsi spese e i limiti operativi. Qonto offre anche template di policy aziendale scaricabili per chi vuole formalizzare le regole interne. SponsorPronto a strutturare il tuo team finanziario?Con Qonto Team configuri ruoli e permessi in pochi minuti, distribuisci carte personalizzate ai dipendenti e mantieni il controllo con workflow di approvazione e tracking individuale. Apri il conto online senza appuntamenti e attiva subito i tuoi primi inviti. Configura il tuo team su QontoLink sponsorizzato – condizioni aggiornate su qonto.comCarte aggiuntive per dipendentiUna delle funzioni piu apprezzate del multi-utente Qonto e la possibilita di emettere carte personalizzate per ogni dipendente con limiti, categorie e durata configurabili. Vediamo le tipologie disponibili.Carta fisica per ogni utenteOgni utente del piano Team puo ricevere una carta fisica Mastercard con il proprio nome stampato. Esistono diverse versioni: la One (base, spesso inclusa nel piano), la Plus (con assicurazioni viaggio, costi viaggio rimborso), la X in metallo (top, con concierge e assicurazioni premium). La carta arriva in 5-7 giorni lavorativi all’indirizzo scelto. E’ utilizzabile in tutto il mondo, ATM inclusi (con costi di prelievo variabili in base al piano).Carta virtuale temporaneaLa carta virtuale e generata istantaneamente nell’app Qonto e puo essere usata per pagamenti online (e-commerce, abbonamenti SaaS, advertising digitale). E’ particolarmente utile per:Test di nuovi servizi: crei una carta virtuale dedicata, la usi per il free trial, se non vuoi continuare la blocchi e nessuno puo addebitartiCampagne Ads: una carta virtuale per Meta Ads, una per Google Ads, una per TikTok Ads – tracking spese marketing chirurgico per canaleFornitori a rischio: per pagare un fornitore nuovo o sospetto crei una carta usa-e-getta con limite strettoSostituzione rapida: se la carta fisica viene rubata, attivi subito una virtuale in 10 secondiLimiti personalizzati per utenteOgni carta puo avere limiti differenziati configurabili dall’Admin:Limite giornaliero (es. 200 EUR/giorno per il commerciale, 5.000 EUR/giorno per il responsabile acquisti)Limite mensile (es. 3.000 EUR/mese per il marketing, 500 EUR/mese per i pranzi di rappresentanza)Limite per transazione (es. nessuna transazione singola sopra 1.000 EUR senza approvazione)Categorie escluse (es. niente prelievi ATM, niente acquisti gioco d’azzardo)Aree geografiche (es. solo UE per il commerciale interno, mondo per il sales internazionale)Orari attivi (es. carta attiva solo dalle 8 alle 20 nei giorni lavorativi)Tutti questi limiti sono modificabili in tempo reale: se il commerciale parte per una trasferta importante, l’Admin alza temporaneamente il limite mensile via app, e quando torna lo riporta al valore originale.Blocco e disattivazione carteSe un dipendente perde la carta, puo bloccarla autonomamente dall’app (anche se ha ruolo Employee) e richiederne una sostitutiva. Se un dipendente lascia l’azienda, l’Admin puo disattivare l’utente in 10 secondi e tutte le carte associate vengono bloccate immediatamente. Le transazioni gia autorizzate (es. abbonamenti ricorrenti) non vengono piu addebitate dal mese successivo, evitando code di pagamenti dopo il licenziamento.Workflow di approvazione speseNei piani Premium Team e superiori, Qonto offre un sistema di workflow di approvazione che impone regole automatiche prima che una spesa venga effettivamente eseguita. E’ la differenza tra un’azienda artigianale (chi vuole spende) e un’azienda strutturata (chi spende segue un processo).Bonifici sopra soglia con doppia firmaL’Owner puo configurare regole come: “ogni bonifico sopra 5.000 EUR richiede l’approvazione di un secondo Admin”. Quando un Admin inserisce un bonifico sopra soglia, il sistema lo mette in stato “in attesa di approvazione” e notifica l’altro Admin via email/push. Solo dopo la seconda firma il bonifico viene eseguito. E’ una pratica standard nelle SRL con 2-3 soci per prevenire frodi interne o errori da fatica (es. firmare un bonifico dopo 14 ore di lavoro).Approvazione richieste rimborso speseQuando un Employee usa la carta aziendale, deve allegare la fattura o lo scontrino alla transazione. Il workflow puo richiedere che il responsabile diretto (Manager) approvi la spesa entro X giorni, altrimenti la transazione viene segnalata come “non documentata” nel report mensile. Questo costringe il commerciale a fare la nota spese in tempo reale invece di aspettare fine mese con buste piene di scontrini stropicciati.Budget per dipartimentoSi possono configurare budget mensili o trimestrali per categoria di spesa: marketing 10.000 EUR/mese, IT 3.000 EUR/mese, viaggi 8.000 EUR/mese. Quando il budget si avvicina al limite, Qonto invia un alert. Quando viene superato, le nuove spese sulla categoria possono essere bloccate (modalita stretta) o solo segnalate (modalita soft). E’ uno strumento di controllo di gestione embedded nel conto, senza bisogno di software ERP esterni.Notifiche e alert in tempo realeOgni operazione genera notifiche push ai destinatari interessati: il dipendente riceve la notifica della transazione effettuata, il Manager riceve la richiesta di approvazione, l’Admin riceve l’alert per superamento budget. Tutto avviene sull’app Qonto, senza email aggiuntive ne sistemi terzi. La trasparenza riduce sensibilmente il rischio di frodi e errori non rilevati. Tracking spese per dipendenteIl tracking individuale delle spese e una delle funzioni piu utili per il controllo di gestione e la fiscalita. Ogni transazione effettuata da un utente viene etichettata automaticamente con il suo nome, e il sistema produce report aggregati per dipendente, categoria, periodo, fornitore.Report individuali esportabiliL’Admin puo scaricare in un click un report PDF o CSV con tutte le spese di un singolo dipendente in un periodo (es. “spese di Marco Rossi – aprile 2026”). Il report include: data, importo, categoria, fornitore, allegato (fattura/scontrino), eventuale nota del dipendente. Questo report viene consegnato al commercialista per la contabilita analitica e per documentare le spese deducibili.Categorizzazione automaticaQonto categorizza automaticamente ogni transazione in base al merchant: viaggi, ristorazione, IT, marketing, fornitori, utenze. La categorizzazione si basa su MCC (Merchant Category Code) della transazione e puo essere personalizzata. Questo permette di calcolare facilmente quanto ogni dipartimento spende e di confrontare il dato con il budget previsto.Tag personalizzati per progettiOltre alle categorie automatiche, ogni transazione puo essere taggata manualmente con etichette aziendali: nome del progetto, codice cliente, commessa. Questo e fondamentale per agenzie e studi professionali che fatturano a tempo o a progetto e devono ribaltare le spese sul cliente finale. Il commerciale che paga il pranzo con il cliente “ABC SpA” tagga la spesa con #cliente-abc, e a fine mese il commercialista vede esattamente quanto e stato speso per quel cliente.Confronti periodici e trendLa dashboard Qonto mostra grafici di trend mensili: spese del singolo dipendente nel tempo, confronto tra reparti, top fornitori, top categorie. Permette di individuare anomalie (es. il commerciale Mario ha speso il 300% in piu rispetto alla media negli ultimi 30 giorni) e di prendere decisioni informate sui budget futuri. Casi d’uso: SRL, studio professionale, e-commerceVediamo tre casi d’uso reali con scenari numerici concreti per capire come configurare il multi-utente Qonto in base al tipo di azienda. I dati sono ipotetici ma rappresentativi di situazioni tipiche del tessuto imprenditoriale italiano.Caso 1: SRL con 5 dipendenti – Smart Team + carteProfilo: societa di consulenza informatica SRL con sede a Milano, fatturato 480.000 EUR/anno, 5 persone (2 soci/amministratori, 1 project manager, 2 sviluppatori senior).Configurazione Qonto:Piano Smart Team con 4 utenti (i 2 soci come Admin, project manager come Manager, 1 sviluppatore senior come Employee). Il secondo sviluppatore senior e gestito a parte come freelance e non ha carta aziendale.Carte fisiche Plus per i 4 utenti (assicurazione viaggio inclusa, utile per le trasferte dai clienti)Carte virtuali per ogni utente per pagamenti SaaS aziendali (GitHub, Slack, JetBrains, Figma, AWS)Limite giornaliero: 2.000 EUR per gli Admin, 800 EUR per il PM, 300 EUR per lo sviluppatoreLimite mensile categoria viaggi: 4.000 EUR totaliWorkflow: bonifici sopra 3.000 EUR richiedono doppia firma tra i 2 AdminAccountant: il commercialista esterno con accesso solo letturaCosto annuo Qonto: circa 35-45 EUR/mese = 420-540 EUR/anno. Risparmio: stop a 5 carte di credito personali con rimborso spese contabilizzato a fine mese (operazione che richiedeva 4-6 ore di lavoro al mese al commercialista, equivalente a 200-300 EUR/mese di parcella). ROI immediato.Caso 2: Studio commercialisti con 3 collaboratoriProfilo: studio professionale associato a Bologna, 1 dottore commercialista titolare, 2 collaboratori con praticantato concluso, 1 segretaria amministrativa. Fatturato 380.000 EUR/anno, 250 clienti gestiti.Configurazione Qonto:Piano Smart Team con 4 utenti (commercialista come Owner, collaboratori come Manager – per gestire pagamenti dei clienti -, segretaria come Employee per spese ufficio)Carte fisiche per i 3 collaboratori per acquisti operativi (cancelleria, materiale ufficio, abbonamenti software professionali)Carta virtuale dedicata solo all’abbonamento Agenzia delle Entrate (Entratel, Fatture e Corrispettivi) per evitare interferenze con altri pagamentiCarta virtuale dedicata a F24 e versamenti per conto clienti con limite alto (50.000 EUR/giorno) ma uso autorizzato solo dal titolareTag personalizzati per ogni cliente (ribaltamento spese)Workflow: bonifici sopra 10.000 EUR richiedono firma del titolareVantaggio chiave: la separazione tra spese di studio (cancelleria, formazione, software) e F24 per clienti (operazioni di tesoreria) viene gestita con tag e categorie senza bisogno di aprire 2 conti separati. La contabilita analitica per cliente e automatica.Caso 3: E-commerce con team marketing che spende su AdsProfilo: e-commerce SRL nel settore moda, fatturato 1,2 milioni EUR/anno, 8 dipendenti (CEO + CFO, CMO + 2 marketing specialist, head of operations + 2 customer service). Spesa pubblicitaria Meta + Google + TikTok Ads pari a 25.000 EUR/mese.Configurazione Qonto:Piano Premium Team con 8-10 utentiCEO come Owner, CFO come Admin con piene capacita dispositiveCMO come Manager con budget mensile marketing di 30.000 EURI 2 marketing specialist come Employee con carte virtuali dedicate per piattaforma (uno per Meta + Google, uno per TikTok + DV360 + influencer marketing)Head of operations come Manager con budget logistica/spedizioniI 2 customer service come Employee con limiti stretti per rimborsi clienti urgentiTag obbligatorio per categoria spesa marketing (#meta, #google, #tiktok, #influencer, #email-marketing)Workflow: ogni spesa marketing sopra 5.000 EUR richiede approvazione del CMO; sopra 15.000 EUR richiede approvazione del CFOAccountant per il commercialista esterno con accesso lettura completoVantaggio chiave: la granularita del tracking permette di calcolare il ROAS (return on ad spend) per piattaforma con precisione chirurgica, integrando i dati Qonto con Shopify Analytics. Il CFO sa in tempo reale quanto sta spendendo l’azienda su ogni canale e puo bloccare le campagne meno performanti via app.Costi del multi-utente QontoVediamo nel dettaglio i costi indicativi del multi-utente Qonto, ricordando che i prezzi possono variare e che la fonte ufficiale e sempre qonto.com.Costo del piano baseIl piano Smart Team parte da circa 29-39 EUR/mese con 4 utenti inclusi, carte fisiche One gratuite, carte virtuali illimitate. Calcolando 4 utenti, il costo per utente e di circa 7-10 EUR/mese: meno di un caffe al giorno per utente, considerando tutti gli strumenti di team management inclusi.Costo carte premium aggiuntiveLe carte fisiche premium hanno costi aggiuntivi:Carta One: spesso inclusa nel piano (1 per utente)Carta Plus: circa 6-8 EUR/mese per utente (assicurazioni viaggio incluse)Carta X (metallo): circa 20 EUR/mese per utente (concierge, assicurazioni premium, plafond elevati)Costo utenti extra oltre il limite del pianoSe sfori il numero di utenti del piano, puoi aggiungere utenti extra a un costo unitario indicativo di 5-9 EUR/mese per utente. Conviene quando devi aggiungere 1-2 utenti senza fare upgrade. Se ne servono di piu, l’upgrade al piano superiore quasi sempre conviene.Costi nascosti: cosa NON aumenta con il multi-utenteIl multi-utente Qonto NON ha costi aggiuntivi su:Bonifici SEPA inclusi nel piano (es. 30 SEPA/mese inclusi nello Smart Team)Carte virtuali (illimitate)Workflow approvazione (incluso nel Premium Team)Tag e categorizzazione (sempre inclusi)Accesso commercialista come Accountant (incluso)Notifiche push e email (sempre incluse)Confronto con alternativePer dare un riferimento, Revolut Business Team ha logiche simili con prezzi paragonabili (29-99 EUR/mese), Soldo e specializzato sulle expense management con costi a partire da 19 EUR/mese ma meno funzioni di conto bancario completo, Pleo e premium (49+ EUR/mese) ma con AI per la categorizzazione spese. Le banche tradizionali italiane (Intesa, Unicredit) offrono soluzioni corporate con multi-firma ma a costi molto piu alti (100-300 EUR/mese di canone) e con UX meno moderna.Scelta in evidenza – SponsorPronto a strutturare la tesoreria del tuo team?Smetti di condividere credenziali insicure e rincorrere scontrini a fine mese. Con Qonto Team ogni dipendente ha la sua carta, ogni Admin il suo audit trail, ogni commercialista il suo accesso dedicato. Workflow di approvazione, tracking individuale, multi-valuta: tutto incluso da 29 EUR/mese. Apri Qonto Team adessoLink sponsorizzato – verifica condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com – CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale QontoFAQ: domande frequenti su Qonto multi-utenteQuanti utenti posso avere su un conto Qonto?Dipende dal piano: Solo ha 1 utente (il titolare), Smart Team fino a 4, Essential tipicamente 5, Business tipicamente 10, Premium Team fino a 15. Puoi aggiungere utenti extra al costo unitario o fare upgrade al piano superiore. Per aziende con piu di 15 utenti esistono piani Enterprise custom da concordare con il sales Qonto.Posso cambiare ruolo a un utente gia attivo?Si, l’Owner o un Admin puo modificare il ruolo di un utente esistente in qualsiasi momento dall’app. Il cambiamento e immediato: se un Employee viene promosso a Manager, dal momento successivo vede tutte le funzioni Manager. Se un Manager viene retrocesso a Employee, perde immediatamente le funzioni Manager. Non viene cancellato lo storico delle operazioni effettuate con il ruolo precedente: l’audit trail rimane completo.Il commercialista accede al conto con le mie credenziali?No, mai! Il commercialista deve essere invitato come Accountant con la sua email professionale. Avra le sue credenziali, le sue notifiche, il suo audit trail. Condividere le credenziali del titolare con il commercialista e una pratica insicura, vietata dalla banca e contraria al GDPR. Qonto risolve questa criticita storica delle aziende italiane offrendo il ruolo Accountant gratuito su tutti i piani Team.Cosa succede alle carte di un dipendente che lascia l’azienda?Quando l’Admin disattiva un utente, tutte le sue carte (fisiche e virtuali) vengono bloccate immediatamente. Le transazioni gia autorizzate (es. abbonamenti SaaS pre-autorizzati) possono ancora andare in addebito una o due volte ma poi si interrompono. Il dipendente non puo piu accedere all’app, non vede i dati aziendali, non puo recuperare credenziali. Lo storico delle sue operazioni rimane visibile all’Owner e all’Accountant per esigenze fiscali (10 anni minimo per la documentazione contabile).Posso impostare limiti diversi per ogni dipendente?Si, ogni utente puo avere limiti completamente personalizzati: limite giornaliero, mensile, per transazione, per categoria, per area geografica, per orari attivi. I limiti si configurano dall’app dell’Admin in pochi secondi e sono modificabili in tempo reale. E’ una delle funzioni piu apprezzate dagli imprenditori che vogliono dare flessibilita ai dipendenti senza perdere il controllo.Il multi-utente funziona anche per ditte individuali e forfettari?Le ditte individuali e forfettari possono usare il multi-utente solo se hanno collaboratori formalizzati (dipendenti o coadiuvanti familiari). In questo caso possono attivare il piano Smart Team o superiore. Tipicamente i forfettari soli usano il piano Solo, mentre quelli con 1-2 collaboratori familiari possono trarre vantaggio dal multi-utente per separare le spese personali del titolare dalle operazioni del collaboratore. Per maggiori dettagli, vedi la nostra guida specifica su Qonto per forfettari.Posso configurare workflow diversi per persone diverse?Si, nei piani Premium Team e superiori puoi configurare regole granulari: ad esempio “il marketing manager puo spendere fino a 5.000 EUR senza approvazione, sopra serve un Admin”, “il commerciale puo fare bonifici fino a 1.000 EUR, sopra serve il CFO”, “tutte le spese sopra 10.000 EUR richiedono doppia firma di 2 Admin”. Le regole sono combinabili e si applicano in cascata. Nei piani inferiori i workflow sono piu semplici (regole globali per tutti gli utenti dello stesso ruolo).Quanto costa aggiungere un utente al piano Smart Team se ho gia raggiunto i 4?Hai due opzioni: aggiungere un utente extra al costo unitario di circa 5-9 EUR/mese (5/6/7 utenti totali sullo Smart Team), oppure fare upgrade al piano Essential o Business che include piu utenti di base e funzioni avanzate (multi-valuta, SEPA Instant, integrazioni Premium). Calcola il break-even: se devi aggiungere solo 1 utente, l’utente extra conviene; se ne aggiungi 3 o piu, l’upgrade del piano e tipicamente piu vantaggioso e include funzioni utili.Questo articolo fa parte del nostro cluster di guide Qonto. Per approfondire altri aspetti del conto business Qonto, leggi anche le nostre guide su apertura conto Qonto 2026, conto Qonto per forfettari, Qonto per freelance e Qonto per e-commerce. Per dubbi specifici sulla gestione fiscale del tuo team, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata.Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 14:00:002026-05-24 09:36:48Qonto Multi-utente 2026: Gestire un Team con Piu Carte e Permessi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOAvvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5Se sei un avvocato iscritto all’Albo, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense (Cassa Forense) è il tuo ente previdenziale di riferimento. Non è una scelta: è un obbligo di legge. Ma quanti sono i contributi da versare nel 2026? Cosa è il Modello 5? Come funziona l’esonero per i giovani avvocati? Rispondiamo a tutte queste domande con chiarezza, anche per chi è in regime forfettario. Cassa Forense: obbligo per tutti gli iscritti all’Albo degli AvvocatiLa Cassa Forense è stata istituita con la Legge 21/1952 e il suo Regolamento Unico disciplina l’iscrizione, i contributi e le prestazioni previdenziali. L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti all’Albo che esercitano la professione in modo effettivo, anche se in regime forfettario e anche se i ricavi sono molto contenuti.L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall’iscrizione all’Albo degli Avvocati. Chi non si iscrive o non versa i contributi è soggetto a sanzioni e rischia la cancellazione dall’Albo nei casi più gravi.Per il quadro completo sulla partita IVA da avvocato, inclusa la scelta del regime fiscale, consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale. Contributo soggettivo 2026: aliquota base e minimale annuoIl contributo soggettivo è il pilastro della previdenza Cassa Forense: è quello che costruisce la tua futura pensione. Si calcola applicando un’aliquota percentuale sul reddito professionale netto dell’anno di riferimento.Il sistema prevede un minimale annuo: anche se il tuo reddito professionale fosse zero o inferiore alla soglia, devi comunque versare questo importo minimo per mantenere l’iscrizione e maturare la copertura previdenziale. Per l’anno 2026, l’importo del minimale soggettivo e le aliquote esatte sono pubblicati sul portale ufficiale della Cassa Forense (cassaforense.it). Ti consigliamo di verificare i valori aggiornati direttamente nella sezione “Contributi” del sito, in quanto vengono deliberati annualmente dal Comitato dei Delegati.In via orientativa, il minimale soggettivo si è aggirato negli ultimi anni tra i 2.700 e i 3.500 euro annui, con aliquote progressive (tipicamente 14-15% fino a un certo reddito, con aliquote di solidarietà sulle fasce più alte). Questi valori sono indicativi: per il 2026 verificare sul sito Cassa Forense o tramite il CAF.Come si calcola il contributo soggettivoIl reddito imponibile su cui si calcola il contributo soggettivo è il reddito professionale netto da avvocato. Per i forfettari, il reddito netto è quello imponibile forfettario (ricavi x 78%) dopo la deduzione dei contributi Cassa Forense stessi (che sono deducibili dal reddito forfettario). Questo crea un piccolo effetto circolare che di solito viene risolto con il metodo delle buste paga: si stima il reddito, si calcolano i contributi, si ricalcola il reddito al netto dei contributi. Contributo integrativo 4%: chi lo paga e come inserirlo in fatturaIl contributo integrativo del 4% è la voce previdenziale più visibile nelle fatture degli avvocati. Funziona così:Si calcola sul volume di affari annuo (ossia sul fatturato lordo)Viene addebitato al cliente come voce separata in fattura (“Contributo integrativo Cassa Forense 4%”)L’avvocato lo incassa e lo riversa integralmente a Cassa Forense entro i termini previstiIl cliente pagante è quindi il committente, non l’avvocato: economicamente non è un costo per l’avvocatoPer un avvocato forfettario con ricavi di 50.000 euro, il contributo integrativo sarà di 2.000 euro (50.000 x 4%), che vengono addebitati in proporzione ai vari clienti sulle rispettive fatture.Come si inserisce in fattura: la fattura dell’avvocato forfettario tipicamente ha questa struttura:Onorario: 1.000,00 € Contributo integrativo 4%: 40,00 € Marca da bollo (art. 13 DPR 642/72): 2,00 € Totale: 1.042,00 € Dicitura: Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, regime forfettario - operazione senza applicazione di IVA. Si richiede di non applicare la ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1 c. 67 L. 190/2014.Contributo di maternità Cassa Forense: importo fisso annuoIl contributo di maternità è un contributo fisso annuo che tutti gli iscritti a Cassa Forense versano, indipendentemente dal reddito e dal sesso dell’iscritto. Finanzia le indennità di maternità, paternità e congedo parentale erogate dalla Cassa ai professionisti forensi.L’importo annuo è deliberato dal Comitato dei Delegati e si aggira indicativamente tra i 50 e i 100 euro annui. Per il valore esatto del 2026, verifica sul sito Cassa Forense nella sezione contributi.Modello 5: la dichiarazione annuale entro il 30 settembreIl Modello 5 è la dichiarazione annuale che ogni avvocato iscritto a Cassa Forense deve presentare. È l’equivalente, per la Cassa, di ciò che la dichiarazione dei redditi è per il Fisco: serve a comunicare i redditi professionali dell’anno precedente e a calcolare i contributi definitivi dovuti.Scadenza fissa: entro il 30 settembre di ogni anno (riferita ai redditi dell’anno precedente)Come si presenta: tramite il portale online di Cassa Forense (credenziali personali dell’iscritto)Cosa contiene: reddito professionale netto, volume di affari (fatturato), dati sulla famiglia per eventuali detrazioni, dati sulle partecipazioni societarieConseguenza del mancato invio: sanzioni amministrative e possibile perdita di copertura previdenzialePer i forfettari, i dati da inserire nel Modello 5 si ricavano dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM). Il CAF può assisterti sia nella dichiarazione dei redditi sia nella compilazione del Modello 5. Esonero biennale e regime agevolato per i primi 8 anni di iscrizioneLa Cassa Forense prevede un regime agevolato per i primi anni di iscrizione. In base al Regolamento Unico, i giovani avvocati nei primi anni di iscrizione possono beneficiare di una riduzione del minimale soggettivo o di esoneri parziali, a condizione che il reddito professionale sia sotto determinate soglie.Le regole specifiche per l’esonero biennale e i periodi agevolati variano in base al Regolamento vigente e alle delibere del Comitato dei Delegati. In linea di massima, nei primi 8 anni di iscrizione, l’avvocato con redditi contenuti può accedere a minimali ridotti. Passato questo periodo, scattano i contributi minimi pieni.Per la situazione specifica aggiornata al 2026, consulta direttamente il sito Cassa Forense o rivolgiti al CAF per un calcolo personalizzato.Pensione minima Cassa Forense: cosa aspettarsi dalla previdenza forenseCassa Forense eroga pensioni con un sistema misto retributivo-contributivo, in base all’anzianità di iscrizione e ai contributi versati. La pensione minima garantita dalla Cassa è superiore a quella INPS, ma dipende da anni di iscrizione e contributi effettivamente versati.Per un avvocato che ha versato per 30+ anni con redditi medi, la pensione Cassa Forense può raggiungere importi significativi. Chi invece ha versato solo il minimale per molti anni riceve una pensione più contenuta. Per questo è importante, già dai primi anni di attività, monitorare la propria posizione previdenziale e, se possibile, versare volontariamente contributi aggiuntivi nelle annate più redditizie.L’equivoco frequente: Gestione Separata INPS per gli avvocati?Molti avvocati neoabilitati si chiedono se devono iscriversi alla Gestione Separata INPS (con aliquota 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale) invece che a Cassa Forense. La risposta è netta:La Gestione Separata INPS NON si applica agli avvocati iscritti all’Albo. La Cassa Forense è la cassa previdenziale di categoria, obbligatoria e sostitutiva dell’INPS. Solo chi esercita attività giuridica senza essere iscritto all’Albo (es. consulenti legali non abilitati, mediatori) è tenuto alla Gestione Separata.La Gestione Separata INPS (con aliquota 26,07% senza altra copertura, o 24% con altra copertura) è invece la cassa previdenziale di riferimento per i consulenti aziendali in forfettario: categoria diversa, senza cassa di categoria propria. Per capire le differenze, leggi: Partita IVA consulente aziendale 2026. E per un’analisi comparativa di tutti i settori forfettari, vedi: Coefficienti di redditività forfettario 2026. CAF Centro Fiscale: assistenza per il Modello 5 e la dichiarazione dei redditiIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste avvocati e professionisti nella gestione degli adempimenti fiscali e previdenziali: dichiarazione dei redditi in regime forfettario (Modello Redditi PF, quadro LM), assistenza nella compilazione del Modello 5 per Cassa Forense, calcolo dei contributi e pianificazione fiscale.Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 11:00:002026-07-05 11:00:00Avvocato e Cassa Forense 2026: contributi forfettari, minimi, modello 5