Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Come compilare i righi E71 e E72 del 730/2026: guida pratica alla detrazione affitto

Dichiarazione dei redditi 730

Sapere di avere diritto alla detrazione affitto è una cosa; sapere come compilare rigo E71 730 senza sbagliare colonne, codici e giorni è tutta un’altra questione. Ogni anno moltissimi contribuenti perdono il beneficio o ricevono lettere di controllo dall’Agenzia delle Entrate proprio per errori materiali nella compilazione dei righi E71 ed E72 del quadro E. In questa guida operativa vediamo passo passo come compilare rigo E71 730 colonna per colonna, quali sono i codici corretti da utilizzare, con esempi pratici numerici per canone libero, canone concordato, giovani under 31 e lavoratori dipendenti trasferiti. Se invece cerchi la panoramica generale su chi ha diritto all’agevolazione, importi e categorie beneficiarie, trovi tutto nel nostro approfondimento sul bonus affitto 2026, requisiti e come ottenerla nel 730.

Indice dei contenuti

  1. Rigo E71 e E72: quando servono e come sceglierli
  2. Rigo E71: struttura del rigo colonna per colonna
  3. I codici del rigo E71: 1, 2 e 4
  4. Esempio pratico 1: giovane 25 anni con contratto libero
  5. Esempio pratico 2: canone concordato con due conviventi
  6. Rigo E72: lavoratori dipendenti trasferiti
  7. Esempio pratico 3: lavoratore trasferito da Udine a Milano
  8. Errori tipici che l’Agenzia contesta
  9. FAQ sulla compilazione dei righi E71 ed E72
  10. Perché conviene l’assistenza del CAF

Rigo E71 e E72: quando servono e come sceglierli

Il rigo E71 e il rigo E72 si trovano nella sezione V del quadro E del 730/2026 e servono a indicare la detrazione per canoni di locazione dell’abitazione principale. La distinzione operativa è netta: nel rigo E71 vanno indicate le detrazioni ordinarie legate alla tipologia di contratto (canone libero, canone concordato, giovani under 31), mentre nel rigo E72 confluisce esclusivamente la detrazione per lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro in una regione diversa.

Prima di iniziare la compilazione è importante capire in quale fattispecie ricadi. Per una panoramica dettagliata su chi ne ha diritto, importi previsti per ciascuna categoria e requisiti generali, ti rimandiamo al nostro articolo dedicato al bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730. In questa guida ci concentriamo esclusivamente sulla compilazione rigo E71 730 2026 e sul rigo E72: colonne, codici, giorni ed esempi numerici. Se invece cerchi la guida generale a tutte le voci detraibili, consulta il pillar sul quadro E del 730 e le spese detraibili.

Rigo E71: struttura del rigo colonna per colonna

Prima di parlare di codici, chiariamo la struttura fisica del rigo E71. Chi compila il 730 in autonomia inciampa spesso proprio qui: sbagliare una colonna può azzerare la detrazione. Il rigo E71 è organizzato in colonne, ciascuna con una funzione precisa che va rispettata alla lettera.

  • Colonna 1 (Tipologia): qui va inserito il codice numerico che identifica la tipologia di contratto e la relativa detrazione. I codici ammessi nel rigo E71 sono 1, 2 e 4 (li vediamo nel dettaglio nel paragrafo successivo)
  • Colonna 2 (Numero di giorni): i giorni dell’anno durante i quali l’immobile è stato adibito ad abitazione principale. Se il contratto ha coperto tutto l’anno, si indica 365; se hai cambiato casa a metà anno, indica solo i giorni effettivi
  • Colonna 3 (Percentuale): la percentuale di spettanza della detrazione. Se sei l’unico intestatario del contratto la percentuale è 100; se il contratto è cointestato al 50% con un convivente, ciascuno indica 50

La colonna 4 del rigo E71, presente per alcune tipologie, accoglie il canone annuo effettivamente pagato ed è utilizzata dal sistema per calcolare in automatico l’importo della detrazione, in particolare per la fattispecie giovani (codice 4). È fondamentale usare la stessa cifra riportata sul contratto di locazione registrato, per evitare disallineamenti con la banca dati dell’Agenzia delle Entrate.

I codici del rigo E71: 1, 2 e 4

Nella colonna 1 del rigo E71 vanno indicati solo tre codici, corrispondenti alle tre fattispecie previste per l’abitazione principale. È un errore comune inserire il codice sbagliato pensando che valga anche per altre situazioni: attenzione perché la detrazione studenti fuori sede NON si compila nel rigo E71, ma nei righi E8-E10 con codice 18.

  • Codice 1: detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale con contratto a canone libero (Legge 431/1998)
  • Codice 2: detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale con contratto a canone concordato (importi maggiorati)
  • Codice 4: detrazione giovani tra 20 e 31 anni per un immobile diverso da quello dei genitori adibito ad abitazione principale

Sui codici rigo E71 730 è utile ricordare due regole non scritte ma decisive. Prima: i codici non sono cumulabili nello stesso periodo, quindi non puoi indicare per gli stessi giorni sia il codice 1 sia il codice 4. Se hai avuto un cambio di situazione durante l’anno (per esempio hai firmato un nuovo contratto da giovane a marzo dopo aver avuto un canone libero fino a febbraio) devi utilizzare due righi distinti, ciascuno con il proprio codice e i propri giorni. Seconda regola: il codice 4 giovani spetta per quattro anni consecutivi dalla stipula del contratto, mentre codice 1 e 2 non hanno limite temporale.

Esempio pratico 1: giovane 25 anni con contratto libero

Vediamo un caso concreto di esempio compilazione E71 canone concordato e libero. Immagina Luca, 25 anni, che ha firmato un contratto di locazione a canone libero per la propria abitazione principale il 1° gennaio 2025. Il canone annuo è di 6.000 euro, contratto intestato solo a lui, ha vissuto nell’immobile tutto l’anno. Rientra nella fattispecie giovani (codice 4).

  • Colonna 1 (Tipologia): 4
  • Colonna 2 (Giorni): 365
  • Colonna 3 (Percentuale): 100
  • Colonna 4 (Canone): 6.000

Il sistema calcola in automatico il 20% del canone (1.200 euro) e verifica che rientri tra il minimo garantito di 991,60 euro e il massimo di 2.000 euro. In questo caso Luca ottiene una detrazione di 1.200 euro, sempre che il reddito complessivo non superi i 15.493,71 euro (limite per il codice 4). Nota bene: se Luca avesse indicato per errore il codice 1 (canone libero senza limiti di età), avrebbe ottenuto solo 300 euro invece di 1.200. La scelta del codice giusto vale quasi 900 euro in questo caso.

Esempio pratico 2: canone concordato con due conviventi

Il secondo caso riguarda un contratto cointestato, una delle situazioni in cui gli errori sono più frequenti. Anna e Sara condividono un appartamento a canone concordato per tutto il 2025, contratto intestato a entrambe al 50%. Anna deve compilare il proprio 730 così, indicando la sua quota di spettanza:

  • Colonna 1 (Tipologia): 2 (canone concordato)
  • Colonna 2 (Giorni): 365
  • Colonna 3 (Percentuale): 50

La detrazione base per canone concordato (codice 2) sotto la soglia di reddito di 15.493,71 euro è di 495,80 euro. Applicando la percentuale del 50% di spettanza inserita in colonna 3, Anna otterrà metà della detrazione: 247,90 euro. Sara compilerà il proprio 730 con gli stessi valori (percentuale 50%) ottenendo anch’ella 247,90 euro. Errore tipico da evitare: inserire il 100% pensando "vale per l’intero contratto" – si perde la detraz primo controllo.

Rigo E72: lavoratori dipendenti trasferiti

Il rigo E72 730 lavoratori trasferiti ha una struttura simile al rigo E71 ma senza il campo tipologia in colonna 1: qui la fattispecie è una sola. Chi lo compila? Solo i lavoratori dipendenti (non gli autonomi né i pensionati) che hanno trasferito la residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo, distante almeno 100 km dal precedente e in una regione diversa, nei tre anni precedenti la richiesta della detrazione.

Le colonne del rigo E72 da compilare sono:

  • Colonna 1 (Numero di giorni): giorni durante i quali l’immobile è stato adibito ad abitazione principale nell’anno di riferimento
  • Colonna 2 (Percentuale): percentuale di spettanza (100 se unico intestatario, altrimenti la quota di competenza)

A differenza del rigo E71, nel rigo E72 non serve indicare il canone annuo perché la detrazione è forfettaria (991,60 euro o 495,80 euro a seconda della fascia di reddito) e il sistema la calcola automaticamente in base ai giorni e alla percentuale inseriti. Importante: la detrazione spetta solo per i primi tre anni dal trasferimento della residenza, quindi tieni traccia della data esatta perché oltre quel termine il beneficio decade.

Esempio pratico 3: lavoratore trasferito da Udine a Milano

Marco è un dipendente trasferito da Udine a Milano il 15 marzo 2025 per un nuovo incarico. Ha immediatamente trasferito la residenza a Milano e firmato un contratto di locazione per la sua abitazione principale. Reddito complessivo 2025: 14.000 euro. Compila il rigo E72 così:

  • Colonna 1 (Giorni): 292 (dal 15 marzo al 31 dicembre)
  • Colonna 2 (Percentuale): 100

Il sistema calcola la detrazione forfettaria proporzionata ai giorni: (991,60 / 365) x 292 = circa 793 euro di detrazione. Se Marco avesse vissuto nell’appartamento per l’intero anno (365 giorni) avrebbe ottenuto l’intera detrazione di 991,60 euro. Attenzione: se il reddito complessivo di Marco fosse stato tra 15.493,71 e 30.987,41 euro, la detrazione forfettaria base sarebbe stata 495,80 euro (non 991,60), sempre da proporzionare ai giorni effettivi.

Errori tipici che l’Agenzia contesta

Analizzando le contestazioni più frequenti nelle lettere di compliance ricevute dai contribuenti, gli errori compilazione rigo E71 più comuni riguardano cinque situazioni ben identificabili. Se li conosci in anticipo, li eviti a monte.

  • Percentuale di spettanza sbagliata: inserire 100 in colonna 3 quando il contratto è cointestato è l’errore più frequente. La percentuale deve riflettere la quota effettiva di canone versato dal singolo contribuente
  • Codice errato: usare il codice 1 (canone libero) invece del codice 4 (giovani) fa perdere fino a 900 euro di detrazione per chi ha meno di 31 anni
  • Cumulo con altre detrazioni: indicare più codici sullo stesso rigo o cumulare rigo E71 e E72 per gli stessi giorni genera segnalazione automatica
  • Giorni eccedenti: superare i 365 giorni sommando due righi (per esempio 200 + 200 = 400) è incompatibile con il sistema
  • Codice 4 oltre i 31 anni compiuti: la fattispecie giovani decade nell’anno in cui si compiono i 31 anni, salvo il periodo residuo dei quattro anni dalla stipula

Ricevere una lettera di compliance non è automaticamente una sanzione, ma richiede una risposta tempestiva con documentazione: contratto registrato, ricevute di pagamento, autocertificazione di abitazione principale. Se la risposta non è adeguata, l’Agenzia procede al recupero della detrazione con interessi e sanzioni.

FAQ sulla compilazione dei righi E71 ed E72

Posso compilare sia il rigo E71 sia il rigo E72 nello stesso 730?
Sì, ma non per gli stessi giorni. Per esempio se sei un lavoratore trasferito e hai cambiato tipo di contratto durante l’anno, puoi indicare i giorni del primo contratto in E71 e quelli del secondo in E72, ma la somma dei giorni non può superare 365.

Il codice 3 esiste nel rigo E71 del 730/2026?
No. I codici ammessi nel rigo E71 sono solo 1, 2 e 4. Il codice 3 non è previsto per la sezione V del quadro E. Attenzione a non confondere con altri righi della dichiarazione dove il codice 3 può comparire con significato completamente diverso.

Cosa metto in colonna 2 se ho cambiato casa a metà anno?
Vanno indicati solo i giorni effettivi in cui ciascuna abitazione è stata la tua principale. Ogni contratto va su un rigo separato con il proprio codice e i propri giorni.

Come si compila il rigo per uno studente universitario fuori sede?
La detrazione studenti universitari fuori sede NON va nel rigo E71 né nel rigo E72, ma nei righi E8-E10 con il codice 18. È un errore comune ma bloccante ai fini del calcolo.

Il canone in colonna 4 va indicato al lordo o al netto della cedolare secca?
Va indicato l’importo del canone pattuito nel contratto, indipendentemente dal regime fiscale scelto dal proprietario. Il sistema calcola la detrazione sulla base della cifra dichiarata.

Perché conviene l’assistenza del CAF

Come hai visto, sapere come compilare rigo E71 730 richiede attenzione a codici, colonne, giorni, percentuali e limiti di reddito, con differenze anche significative in base alla tipologia di contratto e all’età del contribuente. Un errore che sembra piccolo (una percentuale sbagliata, un codice invertito) può azzerare centinaia di euro di detrazione o innescare una lettera di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni anno centinaia di contribuenti nella compilazione del 730, verificando riga per riga la corretta indicazione dei codici e delle percentuali per canoni di locazione. Rivolgersi al CAF significa avere la certezza che il beneficio spettante sia calcolato per intero e correttamente documentato, senza rischi in caso di controlli successivi.

Hai bisogno di assistenza per la compilazione dei righi E71 e E72 del 730/2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Puoi prenotare un appuntamento dalla pagina contatti oppure chiamarci al 0432 1638640 o scriverci su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-07 13:00:002026-07-07 10:20:37Come compilare i righi E71 e E72 del 730/2026: guida pratica alla detrazione affitto
Biologi e Nutrizionisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Biologo nutrizionista: aprire la P.IVA e regime forfettario 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sei un biologo nutrizionista e vuoi aprire la partita IVA nel 2026? O stai cercando informazioni su regime forfettario, codice ATECO corretto e contributi ENPAB per i biologi? Questa guida ti fornisce tutte le risposte, con i dati aggiornati per il 2026 e le indicazioni pratiche per avviare correttamente la tua attività professionale.

Codice ATECO per il biologo nutrizionista: il codice corretto

Uno degli errori più comuni riguarda il codice ATECO. Il codice ATECO corretto per i biologi nutrizionisti è:

Codice ATECODescrizioneApplicabilita
86.90.30Attività dei biologiBiologi iscritti all’Albo, inclusi nutrizionisti
75.00.00Servizi veterinariNON corretto per biologi nutrizionisti umani

Attenzione all’errore comune: il codice 75.00.00 (servizi veterinari) viene talvolta erroneamente attribuito ai biologi per confusione classificatoria. Questo codice riguarda i veterinari e non deve essere usato da biologi nutrizionisti che operano in campo della nutrizione umana. Il codice corretto è 86.90.30.

Regime forfettario 2026 per il biologo nutrizionista

Il regime forfettario è la scelta più conveniente per la maggior parte dei biologi nutrizionisti che avviano l’attività o che hanno un volume di ricavi contenuto. Ecco i parametri specifici:

ParametroValore 2026
Soglia ricavi per accesso85.000 euro
Codice ATECO di riferimento86.90.30
Coefficiente di redditivita78%
Aliquota start-up (primi 5 anni)5%
Aliquota ordinaria15%

Esempio di calcolo 2026: un biologo nutrizionista con ricavi di 35.000 euro calcola: reddito imponibile = 35.000 x 78% = 27.300 euro. Imposta sostitutiva ordinaria = 27.300 x 15% = 4.095 euro. Con agevolazione start-up = 27.300 x 5% = 1.365 euro. A ciò si aggiungono i contributi ENPAB (vedi sotto).

ENPAB: la cassa previdenziale dei biologi

I biologi iscritti all’Albo Nazionale dei Biologi che esercitano la libera professione devono iscriversi all’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi). ENPAB è la cassa previdenziale di categoria, separata dall’INPS.

Contributi ENPAB 2026

  • Contributo soggettivo: 10% del reddito professionale netto dichiarato (percentuale soggetta ad aggiornamento da ENPAB)
  • Contributo integrativo: 4% sul volume d’affari (da addebitare al cliente in fattura)
  • Contributo minimo: dovuto anche in caso di reddito zero o molto basso (importo stabilito annualmente da ENPAB)
  • Riduzione per forfettari: i biologi in regime forfettario beneficiano della riduzione del 35% sul contributo soggettivo

I valori ENPAB vengono aggiornati annualmente. Per le aliquote e i minimi vigenti nel 2026, consulta il sito ufficiale enpab.it o contatta direttamente l’ente.

Sistema Tessera Sanitaria (TS): obblighi del biologo nutrizionista

I biologi nutrizionisti che erogano prestazioni a pazienti privati hanno l’obbligo di trasmettere i dati al sistema Tessera Sanitaria del MEF/Sogei. Le prestazioni di nutrizione e dietetica rientrano nelle spese sanitarie detraibili (art. 15, comma 1, lett. c del TUIR), quindi devono essere trasmesse al sistema TS affinché il paziente possa vederle nella dichiarazione precompilata.

Prestazioni da trasmettere al sistema TS

  • Consulenze nutrizionali e piani alimentari personalizzati (prestazioni di cura)
  • Analisi della composizione corporea (bioimpedenziometria)
  • Prestazioni rese a pazienti con patologie (malnutrizione, diabete, intolleranze certificate)

Prestazioni che NON vanno nel sistema TS

  • Consulenze meramente estetiche (dimagrimento estetico senza diagnosi medica)
  • Corsi di educazione alimentare di gruppo (non individuali)
  • Attività di docenza e formazione

IVA per le prestazioni del biologo nutrizionista

Anche per i biologi nutrizionisti si pone la questione dell’esenzione IVA. In linea generale:

  • Prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese da biologi abilitati: esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72
  • Consulenze nutrizionali su pazienti con patologia: esenti IVA
  • Attività di consulenza non sanitaria (es. consulenza per ristorazione, industria alimentare): soggette a IVA al 22%
  • In regime forfettario: tutte le fatture sono "fuori campo IVA" (non si applica né si addebita IVA)

Albo Nazionale dei Biologi: iscrizione e sezioni

Per esercitare come biologo nutrizionista in forma autonoma è obbligatoria l’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB), nella sezione A (biologi laureati magistrali) o sezione B (biologi triennali). Solo i biologi iscritti alla sezione A possono emettere piani dietetici e prescrizioni nutrizionali autonome. I biologi iscritti alla sezione B devono operare sotto supervisione o in ambiti più limitati.

Come aprire la partita IVA da biologo nutrizionista: i passi

  • Passo 1: Consegui la laurea magistrale in Biologia o equipollente e supera l’esame di stato
  • Passo 2: Iscriviti all’Ordine Nazionale dei Biologi (sezione A o B a seconda del titolo)
  • Passo 3: Apri la partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate con ATECO 86.90.30
  • Passo 4: Scegli il regime fiscale e comunicalo nell’apertura (forfettario = senza IVA)
  • Passo 5: Iscriviti a ENPAB entro 30 giorni dall’inizio attività
  • Passo 6: Accredita il tuo studio nel sistema Tessera Sanitaria
  • Passo 7: Attiva la fatturazione elettronica (obbligatoria dal 2024 anche per forfettari)

Domande frequenti

Quale codice ATECO usa il biologo nutrizionista?

Il codice corretto è 86.90.30 (Attività dei biologi). Non usare il codice 75.00.00 (veterinari) che è erroneamente associato ai biologi in alcuni elenchi non aggiornati.

ENPAB o INPS: dove pago i contributi?

I biologi iscritti all’Albo ONB che esercitano in forma autonoma pagano i contributi a ENPAB, non all’INPS. Solo i biologi senza iscrizione all’Albo (e quindi senza l’obbligo di ENPAB) potrebbero versare alla gestione separata INPS.

Il nutrizionista può aprire uno studio fisico?

Sì. Il biologo nutrizionista può operare in uno studio professionale privato, in ambulatorio condiviso, a domicilio del paziente o in telelavoro (video-consulenze). Per gli studi fisici è necessario rispettare i requisiti strutturali previsti dalla normativa regionale sanitaria per gli studi medici e paramedici.

Conclusione

Aprire la partita IVA da biologo nutrizionista nel 2026 richiede attenzione a tre aspetti fondamentali: il codice ATECO corretto (86.90.30, non 75.00.00), l’iscrizione a ENPAB entro 30 giorni dall’inizio e l’accreditamento nel sistema Tessera Sanitaria. Il regime forfettario, con coefficiente di redditivita del 78% e aliquota del 5% nei primi 5 anni, è la scelta ottimale per chi parte. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per professionisti sanitari: prenota un appuntamento per gestire correttamente tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali del 2026.

Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-07 12:30:002026-06-02 08:13:01Biologo nutrizionista: aprire la P.IVA e regime forfettario 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Assegno sociale INPS 2026: importo, requisiti reddituali e come fare domanda

Pensione 2026 INPS

L’assegno sociale INPS 2026 e una delle prestazioni assistenziali piu richieste dalle persone anziane senza redditi sufficienti per vivere in autonomia. A differenza della pensione, non richiede contributi versati durante la vita lavorativa: basta avere l’eta minima, la residenza in Italia e un reddito sotto le soglie stabilite dalla legge. In questo articolo vediamo nel dettaglio l’importo assegno sociale 2026, i requisiti reddituali per chi e single e per chi e coniugato, i requisiti anagrafici e di residenza, e come presentare la domanda assegno sociale in modo corretto, evitando ritardi o rigetti.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e l’assegno sociale
  2. Importo assegno sociale 2026
  3. Requisiti reddituali 2026: limiti per single e coniugati
  4. Requisiti anagrafici e di residenza
  5. Come fare domanda: canali e documenti
  6. Cumulabilita e incompatibilita
  7. Domande frequenti sull’assegno sociale INPS 2026

Cos’e l’assegno sociale

L’assegno sociale e una prestazione economica di natura assistenziale erogata dall’INPS a favore dei cittadini che, superata una certa eta, si trovano privi di redditi adeguati al proprio sostentamento. Si tratta di una misura diversa dalla pensione: non e legata ai contributi versati durante la carriera lavorativa, ma alla condizione economica del richiedente. Chi non ha mai lavorato, o ha lavorato solo per pochi anni senza raggiungere i requisiti per la pensione, puo comunque avere diritto all’assegno sociale INPS 2026 se rispetta le condizioni di reddito e di residenza previste dalla legge.

L’assegno sociale ha sostituito dal 1996 la vecchia pensione sociale, e viene erogato per 13 mensilita all’anno, comprensive della tredicesima. E importante sapere che questa prestazione ha carattere provvisorio: ogni anno l’INPS verifica che permangano i requisiti reddituali e di residenza, e in caso di variazioni l’importo puo essere ridotto, sospeso o revocato. Per questo motivo tenere aggiornata e corretta la propria posizione presso l’INPS e fondamentale per non perdere il diritto alla prestazione.

Importo assegno sociale 2026

Per il 2026 l’importo assegno sociale 2026 e pari a 546,24 euro al mese, corrisposto per 13 mensilita. Questo significa che l’importo annuo complessivo, utile anche per calcolare i limiti di reddito, e di circa 7.101,12 euro. Gli importi vengono rivalutati ogni anno sulla base dell’inflazione registrata dall’ISTAT, quindi possono variare leggermente rispetto agli anni precedenti.

L’assegno sociale non viene sempre erogato per intero: se il richiedente ha un reddito proprio (o, per i coniugati, un reddito del nucleo familiare) inferiore alle soglie previste ma comunque diverso da zero, l’INPS eroga un importo ridotto, calcolato in modo da integrare il reddito esistente fino al limite massimo previsto. In pratica, piu alto e il reddito gia percepito dal richiedente, minore sara l’assegno sociale corrisposto. Chi non ha alcun reddito riceve invece l’assegno sociale nella misura piena.

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda proprio il calcolo: molte persone non sanno esattamente quali redditi vengono considerati dall’INPS ai fini della verifica. Per questo motivo, prima di presentare la domanda, e importante far verificare la propria situazione reddituale da un professionista, cosi da avere una stima realistica dell’assegno sociale calcolo che spetta effettivamente. Anche per chi riceve gia altre prestazioni, come illustrato nell’articolo sui pagamenti INPS di luglio 2026, e utile sapere come si intrecciano le diverse prestazioni assistenziali.

Requisiti reddituali 2026: limiti per single e coniugati

I requisiti assegno sociale 2026 piu delicati riguardano proprio i limiti di reddito, perche cambiano a seconda che il richiedente sia una persona sola oppure coniugata. Le soglie di reddito sono aggiornate periodicamente dall’INPS sulla base della rivalutazione ISTAT, quindi possono variare leggermente di anno in anno, ed e sempre opportuno verificarle con attenzione prima di presentare la domanda.

Limite di reddito per i non coniugati

Per chi non e coniugato, il diritto all’assegno sociale spetta se il reddito personale annuo e inferiore a 7.101,12 euro. Chi non possiede alcun reddito ha diritto all’importo pieno; chi ha un reddito inferiore alla soglia ma diverso da zero riceve un assegno sociale limiti reddito ridotto, calcolato per differenza rispetto al limite massimo previsto.

Limite di reddito per i coniugati

Per i coniugati, invece, la soglia di reddito da considerare e quella cumulata della coppia, ed e piu alta rispetto a quella prevista per i single: il limite e fissato a 14.202,24 euro annui di reddito coniugale complessivo. Anche in questo caso, se il reddito familiare e inferiore alla soglia ma non nullo, l’assegno sociale viene erogato in misura ridotta e integrativa.

Tra i redditi che l’INPS considera ai fini del calcolo rientrano i redditi da lavoro dipendente e autonomo, i redditi da fabbricati e terreni, le pensioni italiane ed estere e altri redditi assimilati. Sono invece esclusi, tra gli altri, il reddito della casa di abitazione principale e alcune indennita specifiche stabilite dalla normativa. Data la complessita del calcolo, e sempre consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una verifica puntuale della propria posizione reddituale prima di presentare la domanda, cosi da evitare errori che potrebbero comportare un rigetto o, peggio, una richiesta di restituzione di somme indebitamente percepite.

Requisiti anagrafici e di residenza

Oltre ai limiti di reddito, per ottenere l’assegno sociale INPS 2026 occorre rispettare anche precisi requisiti anagrafici e di residenza. Il primo requisito riguarda l’eta: bisogna aver compiuto 67 anni. Si tratta di un’eta che viene periodicamente aggiornata in base alla speranza di vita media calcolata dall’ISTAT, quindi e sempre opportuno verificare l’eta esatta richiesta nell’anno in cui si presenta la domanda.

Il secondo requisito fondamentale riguarda la residenza: e necessario risiedere in modo stabile e continuativo sul territorio italiano. In particolare, la normativa richiede un periodo minimo di residenza effettiva in Italia negli anni immediatamente precedenti la domanda. Questo requisito serve a evitare che la prestazione venga richiesta da chi ha vissuto la maggior parte della propria vita all’estero, tornando in Italia solo per accedere al beneficio.

Per quanto riguarda la cittadinanza, possono accedere all’assegno sociale i cittadini italiani, i cittadini comunitari regolarmente iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, e i cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Chi ha un permesso di soggiorno diverso, o ha risieduto in Italia per un periodo insufficiente, non puo accedere a questa prestazione.

Come fare domanda: canali e documenti

La domanda assegno sociale online puo sembrare una procedura semplice, ma in realta richiede attenzione su piu fronti: dalla verifica dei requisiti reddituali, alla raccolta della documentazione corretta, fino alla scelta del momento giusto per presentarla. Un errore nella dichiarazione dei redditi, o una domanda presentata senza tutti i documenti necessari, puo causare ritardi di mesi nell’erogazione della prestazione, o addirittura il rigetto della richiesta.

Per questo motivo, il modo piu sicuro per presentare la domanda e rivolgersi a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa dell’intera pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti, alla raccolta dei documenti, fino alla trasmissione della domanda all’INPS con tutti gli allegati corretti. I nostri operatori conoscono nel dettaglio i criteri di calcolo del reddito e sanno individuare in anticipo eventuali criticita che potrebbero rallentare la pratica.

Per presentare la domanda servono generalmente questi documenti:

  • Documento d’identita e codice fiscale del richiedente
  • Permesso di soggiorno di lungo periodo, per i cittadini extracomunitari
  • Dati reddituali propri e, se coniugato, del coniuge
  • Coordinate bancarie o postali per l’accredito della prestazione
  • Eventuale documentazione relativa a periodi di residenza all’estero

Una volta raccolta la documentazione, la domanda viene trasmessa attraverso i canali riconosciuti dall’INPS. Affidarsi al CAF Centro Fiscale significa non doversi preoccupare di scadenze, moduli o codici da inserire: i nostri operatori seguono la pratica dall’inizio alla fine, tenendo aggiornato il richiedente su ogni fase dell’istruttoria. Per chi vuole restare informato anche sulle altre prestazioni INPS in pagamento nei prossimi mesi, puo essere utile consultare l’articolo su come l’INPS cambia le date di pagamento a luglio 2026.

Cumulabilita e incompatibilita

L’assegno sociale non e cumulabile con altre prestazioni assistenziali che hanno finalita analoghe, come l’Assegno di Inclusione. Chi percepisce gia altre forme di sostegno al reddito deve verificare attentamente la propria situazione, perche in alcuni casi le prestazioni si escludono a vicenda, mentre in altri casi possono coesistere con importi ridotti. Per chi si sta chiedendo quale misura sia piu adatta alla propria situazione, scopri le differenze con l’Assegno di Inclusione in un approfondimento dedicato al confronto tra le due misure.

E cumulabile invece, entro certi limiti, con redditi da lavoro occasionale o con altre entrate che non superano le soglie di reddito previste per il calcolo dell’assegno stesso. Anche in questo caso, la valutazione va fatta caso per caso: un cambiamento della situazione reddituale durante l’anno va sempre comunicato all’INPS, per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste anche in questa fase di monitoraggio, aiutando i beneficiari a comunicare tempestivamente le variazioni reddituali e a mantenere in regola la propria posizione con l’INPS.

Domande frequenti sull’assegno sociale INPS 2026

Qual e l’importo dell’assegno sociale INPS 2026?

Per il 2026 l’assegno sociale ammonta a circa 546,24 euro al mese, erogato per 13 mensilita. L’importo esatto viene aggiornato annualmente sulla base della rivalutazione ISTAT, quindi e sempre consigliabile far verificare l’importo aggiornato con il CAF Centro Fiscale.

A che eta si puo richiedere l’assegno sociale nel 2026?

Il requisito anagrafico principale e aver compiuto 67 anni. Questa eta viene periodicamente rivista in base alla speranza di vita calcolata dall’ISTAT, quindi puo variare nel tempo.

Quali sono i limiti di reddito per ottenere l’assegno sociale?

Per i non coniugati il reddito annuo deve essere inferiore a circa 7.101 euro. Per i coniugati il limite considera il reddito complessivo della coppia e sale a circa 14.202 euro annui. Chi supera queste soglie non ha diritto alla prestazione.

L’assegno sociale e compatibile con l’Assegno di Inclusione?

No, le due prestazioni non sono cumulabili tra loro perche hanno finalita assistenziali analoghe. Per capire quale misura conviene richiedere in base alla propria situazione, e utile confrontare i requisiti di entrambe con l’aiuto di un professionista.

Come si presenta la domanda per l’assegno sociale?

La domanda va presentata all’INPS con i documenti di identita, i dati reddituali propri e del coniuge (se presente) e le coordinate bancarie per l’accredito. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera pratica, dalla verifica dei requisiti alla trasmissione della domanda.

L’assegno sociale INPS 2026 rappresenta un sostegno importante per chi, superata una certa eta, non dispone di un reddito sufficiente per vivere in autonomia. Conoscere con precisione i requisiti reddituali, l’eta minima e i documenti necessari e fondamentale per evitare errori che possono ritardare o compromettere l’erogazione della prestazione.

Hai bisogno di assistenza per la domanda di assegno sociale? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i tuoi requisiti e seguirti in ogni fase della pratica, con un preventivo personalizzato in base alla tua situazione. Contattaci per fissare un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-07 10:00:002026-07-07 09:58:54Assegno sociale INPS 2026: importo, requisiti reddituali e come fare domanda
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

Estratto Conto Contributivo INPS 2026: Guida Completa per Scaricarlo, Leggerlo e Verificarlo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Estratto Conto Contributivo INPS 2026: Guida Completa per Scaricarlo, Leggerlo e Verificare i Contributi

L’estratto conto contributivo INPS e’ il documento che raccoglie tutta la tua storia previdenziale: ogni anno di contributi versati, ogni gestione INPS a cui sei stato iscritto, le retribuzioni imponibili, i periodi di maternita’, malattia o disoccupazione. E’ il punto di partenza indispensabile per calcolare la pensione, pianificare riscatti o ricongiungimenti e verificare che non manchino periodi importanti. In questa guida spieghiamo come scaricarlo, come leggerlo e cosa fare se trovi degli errori.

Cos’e’ l’estratto conto contributivo INPS e a cosa serve

L’estratto conto contributivo e’ il documento che l’INPS mette a disposizione di ogni lavoratore per consultare la propria posizione previdenziale. Contiene:

  • L’anzianita’ contributiva: quanti anni, mesi e settimane di contributi hai maturato in totale
  • I periodi assicurativi: ogni periodo in cui hai lavorato e versato contributi, suddiviso per anno e gestione
  • Le retribuzioni imponibili: la base su cui sono stati calcolati i contributi (rilevante per il calcolo della pensione retributiva per chi ha contributi ante 1996)
  • I contributi figurativi: i periodi coperti da contribuzione figurativa (maternita’, malattia, disoccupazione, cassa integrazione) che valgono ai fini pensionistici
  • Le gestioni di appartenenza: lavoro dipendente (FPLD), gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori, ecc.

Serve per:

  • Pianificare quando andrai in pensione e con quale importo
  • Verificare la fattibilita’ di riscatti (laurea, periodi scoperti) o ricongiungimento contributi
  • Controllare che il datore abbia regolarmente versato i contributi
  • Segnalare all’INPS eventuali errori o periodi mancanti

Come scaricare l’estratto conto INPS con SPID: passo dopo passo

Per accedere all’estratto conto contributivo INPS nel 2026 ci sono piu’ modalita’:

Via MyINPS (portale web)

  1. Vai su www.inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”
  2. Autenticati con SPID, CIE o CNS
  3. Nel menu utente, cerca “Estratto Conto Contributivo” oppure usa la barra di ricerca
  4. Seleziona la gestione che vuoi consultare (o visualizza tutte)
  5. Puoi visualizzare online oppure scaricare il PDF dell’estratto

Via App MyINPS (smartphone)

L’app MyINPS per iOS e Android consente di accedere all’estratto conto direttamente dallo smartphone. Anche qui serve l’accesso con SPID o CIE. L’app e’ comoda per una consultazione rapida, anche se per stampe o analisi dettagliate e’ preferibile il portale web.

Tramite il Patronato

Se non hai SPID o hai difficolta’ con i portali digitali, puoi rivolgerti gratuitamente al Patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ richiedere l’estratto conto per tuo conto e aiutarti a interpretarlo. Chiamaci al 0432 1638640.

Come leggere l’estratto conto INPS: sezione per sezione

L’estratto conto INPS puo’ sembrare complesso a prima vista, ma segue una struttura logica. Ecco come interpretare le sezioni principali:

Riepilogo anzianita’ contributiva

In cima all’estratto trovi il riepilogo del totale contributivo: anni, mesi e settimane di contribuzione in tutta la carriera lavorativa, compresi i contributi figurativi. E’ il dato piu’ sintetico e piu’ utile per capire a quando puoi andare in pensione.

Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)

E’ la sezione dedicata al lavoro subordinato (dipendente). Per ogni anno mostra: il datore di lavoro, le settimane di contribuzione accreditata, la retribuzione imponibile dichiarata. Questa sezione e’ fondamentale per chi ha parte di carriera ante 1996 (sistema retributivo).

Gestione Separata

Se hai lavorato come libero professionista o collaboratore iscritto alla GS INPS, trovi qui i relativi mesi e i redditi su cui sono stati versati i contributi. I contributi GS concorrono alla pensione nel sistema contributivo.

Gestione Artigiani / Commercianti

Se hai aperto o hai una partita IVA come artigiano o commerciante, qui trovi i contributi versati su quella gestione, compresi i contributi minimi (sul minimale di reddito) e quelli eccedenti il minimale.

Contributi figurativi

Sono i periodi coperti da contribuzione “virtuale” senza effettivo versamento monetario: maternita’, malattia (oltre un certo periodo), CIG (Cassa Integrazione Guadagni), NASPI/disoccupazione, servizio militare. Valgono per l’anzianita’ contributiva e in alcuni casi per l’importo della pensione.

Estratto conto INPS vs ECOCERT: quale differenza

Molti confondono l’estratto conto contributivo con l’ECOCERT (Estratto Conto Certificativo). Sono due documenti diversi:

CaratteristicaEstratto Conto ContributivoECOCERT
Cosa e’Consultazione della posizione previdenzialeDocumento certificato e ufficiale della posizione previdenziale
Valore legaleInformativo, non certificatoAtto certificativo con valore legale
Quando si usaConsultazione personale, pianificazione pensionePer pratiche formali: riscatto, ricongiunzione, pensione
Come si ottieneMyINPS autonomamenteSu richiesta tramite Patronato o Sede INPS
TempiImmediatoSettimane/mesi per l’emissione

Per la pratica di pensione o per riscatti e ricongiungimenti, l’INPS richiede l’ECOCERT (o comunque la posizione previdenziale certificata). L’estratto conto ordinario e’ utile come punto di partenza per capire la situazione, ma non sostituisce l’ECOCERT nelle procedure formali.

Errori nell’estratto conto INPS: cosa fare se mancano periodi

Gli errori nell’estratto conto sono piu’ comuni di quanto si pensi. I piu’ frequenti:

  • Settimane mancanti: periodi di lavoro non accreditati perche’ il datore non ha versato i contributi
  • Retribuzione errata: importi imponibili dichiarati inferiori all’effettivo
  • Periodi doppi: stessa settimana accreditata due volte in gestioni diverse
  • Contributi figurativi mancanti: periodi di maternita’, CIG o NASPI non risultano

Se rilevi un errore, puoi presentare una domanda di variazione dell’estratto conto tramite MyINPS o tramite Patronato. Dovrai allegare documenti giustificativi: CU (Certificazione Unica), buste paga, modelli F24 del datore, lettera di assunzione/contratto.

Attenzione: se il datore ha omesso di versare i contributi, l’INPS puo’ agire nei suoi confronti per il recupero. Per approfondire: il prossimo articolo di questo hub sara’ dedicato proprio alla correzione degli errori nell’estratto contributivo INPS.

Periodi scoperti e strumenti per colmarli

Se hai periodi non coperti da contribuzione (buchi contributivi), esistono diversi strumenti per regolarizzarli:

  • Riscatto di laurea: per coprire gli anni di universita’ (ordinario o agevolato)
  • Pace contributiva: per riscattare periodi di buco fino a 5 anni ante 1996 (strumento sperimentale prorogato)
  • Ricongiunzione contributi: per unificare contributi versati in gestioni diverse (L. 29/1979 e L. 45/1990)
  • Contributi volontari INPS: per coprire periodi di inattivita’ se si hanno i requisiti
  • Totalizzazione e cumulo gratuito: per sommare contributi di gestioni diverse senza costi

Per approfondire: Attestazioni INPS, Riscatto e Ricongiunzione 2026 | Contributi Figurativi per la Pensione 2026

Domande frequenti sull’estratto conto contributivo INPS

Con quanti anni di contributi si va in pensione nel 2026?

Dipende dalla pensione che vuoi richiedere. La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di eta’ e 20 anni di contributi. La pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). Per approfondire tutte le opzioni: Pensioni 2026: Requisiti e Opzioni di Uscita.

L’estratto conto INPS mostra anche i contributi versati dal datore?

Si’. L’estratto conto mostra i contributi totali (quota datore + quota lavoratore), sulla base delle retribuzioni imponibili dichiarate dal datore all’INPS. Se il datore non ha dichiarato o versato, quel periodo non risulta o risulta in modo incompleto.

Posso scaricare l’estratto conto INPS senza SPID?

Non piu’ in modo autonomo: dal 2021 l’accesso ai servizi INPS online richiede SPID, CIE o CNS. Se non hai SPID puoi rivolgerti al Patronato, che accede per conto tuo utilizzando le proprie credenziali abilitate. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio.

L’estratto conto include anche la Gestione Separata degli anni ’90?

Si’, se sei stato iscritto alla GS INPS (che esiste dal 1996), i contributi di quella gestione sono inclusi nell’estratto. Le gestioni degli anni ’90 erano pero’ ancora incomplete nei sistemi INPS per i primi anni: se mancano periodi ante 2000, e’ piu’ probabile che ci siano buchi reali piuttosto che errori informatici.

Come faccio a sapere se il mio datore ha versato i contributi?

Controlla l’estratto conto INPS: per ogni anno di lavoro con quel datore devono risultare settimane di contribuzione e retribuzione imponibile. Se il periodo non appare, e’ probabile omissione contributiva. Segnalalo subito al Patronato: i termini di prescrizione per l’azione di recupero sono di 5 anni in generale (salvo fattispecie aggravate).

Il Patronato ti aiuta a verificare e correggere l’estratto conto

Il nostro Patronato ti assiste gratuitamente per:

  • Scaricare e analizzare l’estratto conto contributivo INPS
  • Confrontarlo con i tuoi documenti (buste paga, CU, contratti)
  • Segnalare all’INPS errori o periodi mancanti
  • Valutare la convenienza di riscatti, ricongiunzioni o contributi volontari
  • Calcolare indicativamente la data di pensione e l’importo atteso

Per un preventivo personalizzato e per prenotare un appuntamento, chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Trovi i nostri sportelli a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B.

Hai gia’ letto: Estratto Contributivo INPS: Come Richiederlo e Come Leggerlo | Pensioni 2026: Tutte le Opzioni di Uscita

Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-07 10:00:002026-06-14 21:51:23Estratto Conto Contributivo INPS 2026: Guida Completa per Scaricarlo, Leggerlo e Verificarlo
SUCCESSIONI

Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Come Compilarla e Inviarla Online

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Dal 2019, la dichiarazione di successione telematica è diventata obbligatoria per tutti gli eredi in Italia. Questo cambiamento ha digitalizzato un processo che prima richiedeva file cartacee presso l’Agenzia delle Entrate, semplificando (almeno in teoria) le pratiche successorie. In questa guida completa scoprirai come compilare e inviare online la dichiarazione di successione nel 2026, quali documenti servono, come funziona il software dell’Agenzia delle Entrate e quali sono le specificità del sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la dichiarazione di successione telematica
  2. Quando è obbligatoria la successione telematica
  3. Come accedere al software Agenzia Entrate
  4. Compilazione step-by-step: quadri principali
  5. Documenti necessari per compilare
  6. Invio telematico e ricevuta
  7. Errori comuni e come evitarli
  8. Specificità sistema tavolare FVG
  9. Domande frequenti

Cos’è la dichiarazione di successione telematica

La dichiarazione di successione telematica è il documento digitale con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il patrimonio ereditario ricevuto dopo la morte di una persona. Sostituisce completamente la vecchia dichiarazione cartacea (modello 4) e deve essere compilata e trasmessa esclusivamente online attraverso il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Il software permette di:

  • Compilare tutti i quadri della dichiarazione (dati del defunto, eredi, attivo ereditario, passivo)
  • Allegare documenti digitali (certificati, atti notarili, visure)
  • Calcolare automaticamente le imposte dovute (imposta di successione, ipotecaria, catastale)
  • Generare gli F24 per il pagamento
  • Trasmettere tutto telematicamente all’Agenzia delle Entrate
  • Ricevere la ricevuta di presentazione e il modello volturato

L’introduzione della successione online ha reso il processo più tracciabile e ha ridotto i tempi di lavorazione, anche se la compilazione richiede una certa dimestichezza informatica.

Quando è obbligatoria la successione telematica

La dichiarazione di successione telematica è obbligatoria in tutti questi casi:

  • Eredità con valore superiore a 100.000 euro (patrimonio complessivo lordo)
  • Presenza di beni immobili o diritti reali immobiliari (anche se l’eredità è di valore inferiore a 100.000 euro)
  • Presenza di beni o diritti su cui è necessaria la voltura catastale

La dichiarazione NON è obbligatoria quando:

  • L’eredità non supera i 100.000 euro
  • Non ci sono immobili né diritti reali immobiliari
  • L’eredità è devoluta solo al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)

Termine di presentazione: la dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (che generalmente coincide con la data di morte del defunto). Oltrepassare questo termine comporta sanzioni amministrative.

Come accedere al software Agenzia Entrate

Per compilare la dichiarazione di successione telematica, devi scaricare e installare il software “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali” dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti tecnici:

  • Sistema operativo: Windows 7 o superiore, macOS 10.12 o superiore
  • Java Runtime Environment (JRE) versione 8 o superiore
  • Connessione Internet stabile
  • SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per l’autenticazione

Procedura di accesso:

  1. Vai su agenziaentrate.gov.it
  2. Cerca “software successioni” nella barra di ricerca
  3. Scarica l’ultima versione del software (disponibile per Windows, macOS e Linux)
  4. Installa il programma sul tuo computer
  5. Avvia il software e autenticati con SPID, CIE o CNS

Una volta autenticato, potrai creare una nuova dichiarazione selezionando “Nuova Dichiarazione” e inserendo i dati del defunto.

Compilazione step-by-step: quadri principali

La compilazione della dichiarazione di successione telematica richiede la compilazione di diversi quadri, a seconda della composizione del patrimonio ereditario.

Quadro EA – Dati generali

Inserisci i dati anagrafici del defunto:

  • Nome, cognome, codice fiscale
  • Data e luogo di morte
  • Ultimo domicilio/residenza
  • Ufficio territoriale competente (si determina automaticamente)

Quadro EB – Eredi, legatari e altri soggetti

Inserisci tutti gli eredi e legatari con:

  • Dati anagrafici completi e codice fiscale
  • Grado di parentela con il defunto
  • Quote ereditarie (in frazioni: 1/2, 1/3, ecc.)
  • Eventuale accettazione con beneficio di inventario

Quadro EC – Attivo ereditario

Dettaglia tutti i beni che compongono l’eredità:

  • Immobili (EC1): inserisci i dati catastali (Comune, foglio, particella, subalterno), rendita catastale, quota di proprietà del defunto
  • Terreni (EC2): dati catastali, reddito dominicale e agrario
  • Aziende (EC3): se il defunto era titolare di imprese individuali
  • Denaro, gioielli, mobili (EC4): liquidità su conti correnti, depositi, titoli, valori mobiliari
  • Rendite, pensioni, crediti (EC5): crediti vantati dal defunto, TFR, arretrati pensione

Quadro ED – Passività deducibili

Inserisci i debiti del defunto che possono essere dedotti dall’attivo:

  • Spese mediche e funerarie documentate
  • Debiti tributari (imposte, tasse non pagate)
  • Mutui ipotecari residui
  • Debiti verso terzi documentati

Quadro EE – Calcolo delle imposte

Il software calcola automaticamente:

  • Imposta di successione (varia in base al grado di parentela e alle franchigie)
  • Imposta ipotecaria (2% sul valore degli immobili, salvo esenzioni prima casa)
  • Imposta catastale (1% sul valore degli immobili, salvo esenzioni prima casa)
  • Tassa ipotecaria (35 euro per ogni formalità)

Il software genera automaticamente i modelli F24 precompilati per il pagamento.

Documenti necessari per compilare

Prima di iniziare la compilazione, raccogli tutti questi documenti:

Documenti anagrafici

  • Certificato di morte (rilasciato dal Comune)
  • Codici fiscali di defunto, eredi e legatari
  • Documento d’identità di chi presenta la dichiarazione
  • Stato di famiglia del defunto alla data di morte

Documentazione immobiliare

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili e terreni
  • Atti di provenienza (atti di acquisto, donazioni precedenti)
  • Certificati di destinazione urbanistica per i terreni
  • Planimetrie catastali degli immobili

Documentazione bancaria e finanziaria

  • Estratti conto bancari alla data di morte
  • Saldi di conti correnti, depositi, libretti
  • Certificazioni titoli, azioni, obbligazioni, fondi
  • Polizze vita (se presenti)

Altra documentazione

  • Testamento pubblico o olografo (se presente)
  • Verbale di pubblicazione del testamento (se fatto dal notaio)
  • Rinunce all’eredità (se qualche erede ha rinunciato)
  • Fatture spese mediche e funerarie (per le deduzioni)
  • Documentazione debiti (mutui residui, prestiti, cartelle esattoriali)

Invio telematico e ricevuta

Una volta completata la compilazione di tutti i quadri, puoi procedere con l’invio telematico della dichiarazione.

Procedura di invio

  1. Controllo errori: il software esegue una verifica automatica e segnala eventuali incongruenze o campi obbligatori mancanti
  2. Firma digitale: autentica con SPID, CIE o CNS per firmare la dichiarazione
  3. Allegati: carica eventuali documenti digitali richiesti (PDF, dimensione max 5 MB ciascuno)
  4. Trasmissione: clicca su “Invia” e attendi la conferma di ricezione
  5. Ricevuta: il sistema genera immediatamente una ricevuta di protocollazione con numero e data

Cosa succede dopo l’invio

Dopo l’invio telematico:

  • Ricevi la ricevuta di protocollazione (immediatamente)
  • L’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione (tempi: 10-30 giorni)
  • Ricevi il modello volturato (documento che attesta l’avvenuta registrazione)
  • Gli F24 generati vanno pagati entro 60 giorni dalla presentazione
  • La voltura catastale viene eseguita automaticamente dall’Agenzia delle Entrate (se non ci sono immobili tavolare)

Attenzione: conserva la ricevuta di protocollazione e il modello volturato, sono documenti necessari per successive pratiche (vendita immobili, riscossione crediti, ecc.).

Errori comuni e come evitarli

Nella compilazione della successione telematica, questi sono gli errori più frequenti:

1. Dati catastali errati o incompleti

Errore: inserire dati catastali non aggiornati o copiare male i numeri di foglio/particella.

Soluzione: richiedi sempre visure catastali aggiornate (non più vecchie di 6 mesi). Controlla tre volte i dati prima di inserirli.

2. Quote ereditarie sbagliate

Errore: distribuire male le quote tra gli eredi, soprattutto in presenza di testamento o rinunce.

Soluzione: se c’è un testamento, consulta un notaio o un CAF per verificare la corretta ripartizione delle quote. La somma delle quote deve sempre essere 1 (o 100%).

3. Dimenticare conti correnti o depositi

Errore: non dichiarare tutti i rapporti bancari del defunto.

Soluzione: richiedi a tutte le banche dove il defunto aveva rapporti un certificato di consistenza patrimoniale alla data di morte. L’Agenzia delle Entrate può verificare tramite l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari.

4. Non dedurre le spese deducibili

Errore: dimenticare di inserire spese mediche e funerarie, facendo pagare più imposte del dovuto.

Soluzione: raccogli tutte le fatture di spese mediche negli ultimi 6 mesi di vita e le fatture del funerale. Queste spese sono deducibili dall’attivo ereditario.

5. Errori nel calcolo delle imposte

Errore: non applicare correttamente le franchigie (1 milione di euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli).

Soluzione: il software calcola automaticamente, ma verifica sempre il riepilogo imposte. Se hai dubbi, fatti assistere da un CAF.

Specificità sistema tavolare FVG

Se gli immobili ereditati si trovano in Friuli Venezia Giulia (province di Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone) o in Trentino-Alto Adige (Trento, Bolzano), potrebbero essere soggetti al sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare diverso da quello ipotecario.

Differenze per immobili tavolari

Nel sistema tavolare:

  • La voltura tavolare non viene eseguita automaticamente dall’Agenzia delle Entrate
  • È necessario un separato procedimento di intavolazione presso il Tribunale competente
  • L’intavolazione richiede un decreto del Giudice Tavolare
  • I tempi sono più lunghi (3-6 mesi)

Procedura per immobili tavolari in FVG

  1. Presenta la dichiarazione di successione telematica come di consueto
  2. Ricevi il modello volturato dall’Agenzia delle Entrate
  3. Entro 30 giorni, presenta domanda di intavolazione al Tribunale (tramite notaio o avvocato)
  4. Allega: modello volturato, certificato di morte, certificato di legittimazione passiva (eredi)
  5. Il Giudice Tavolare emette il decreto di intavolazione
  6. Solo dopo il decreto gli eredi risultano proprietari agli effetti tavolari

Consiglio: per immobili tavolari, affidati sempre a un notaio o a un CAF specializzato che conosca il sistema tavolare FVG. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza consolidata in successioni tavolari.

Domande frequenti

1. Posso compilare la dichiarazione di successione da solo o serve un professionista?

Tecnicamente puoi compilarla da solo se hai dimestichezza informatica e la successione è semplice (pochi beni, eredi in linea retta). Tuttavia, per successioni complesse (immobili tavolari, testamenti, rinunce, debiti) è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che possono costare caro.

2. Quanto costa far fare la dichiarazione di successione a un CAF?

I costi variano a seconda della complessità (numero di eredi, beni, presenza di immobili tavolari). Mediamente:
– Successione semplice (1-2 immobili, eredi diretti): 300-500 euro
– Successione media (3-5 immobili, più eredi): 500-800 euro
– Successione complessa (molti beni, testamento, tavolare): 800-1.500 euro

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre preventivi personalizzati gratuiti.

3. Cosa succede se non presento la dichiarazione entro 12 mesi?

Scatta una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (con un minimo di 250 euro). Inoltre, non potrai vendere o ipotecare gli immobili ereditati finché non regolarizzi. È possibile presentare dichiarazione integrativa o usare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.

4. Devo pagare le imposte anche se rinuncio all’eredità?

No. Se rinunci all’eredità con atto formale (dal notaio o cancelleria del Tribunale) entro 10 anni, non devi pagare imposte. La rinuncia va fatta prima di presentare la dichiarazione di successione. Chi rinuncia non deve essere indicato come erede nel quadro EB.

5. Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?

Sì, puoi presentare una dichiarazione integrativa o sostitutiva se scopri errori od omissioni. Se l’errore comporta maggiori imposte, devi pagare la differenza più sanzioni ridotte (ravvedimento operoso). Se invece hai pagato più del dovuto, puoi chiedere il rimborso.

6. La successione telematica vale anche per immobili all’estero?

Sì, se il defunto era residente in Italia, devi dichiarare anche gli immobili e i beni detenuti all’estero. Inseriscili nel quadro EC indicando lo stato estero. Le imposte si calcolano sul valore complessivo mondiale, ma si scontano eventuali imposte di successione pagate all’estero (credito d’imposta).


Hai bisogno di aiuto con la successione telematica?

Compilare correttamente la dichiarazione di successione telematica non è semplice, soprattutto se ci sono immobili tavolari, testamenti o situazioni complesse. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:

  • ✅ Compilazione e invio telematico della dichiarazione
  • ✅ Calcolo preciso delle imposte e delle franchigie
  • ✅ Gestione volture catastali e intavolazioni tavolari (FVG)
  • ✅ Assistenza su testamenti, rinunce, accettazioni con beneficio di inventario
  • ✅ Dichiarazioni integrative e ravvedimento operoso

📞 Contattaci per un preventivo gratuito:
☎️ 0432 234567
📧 info@centrofiscale.com
📍 Via Roma 15, Udine (parcheggio convenzionato)

Il nostro team di esperti ti seguirà passo dopo passo, evitandoti errori costosi e facendoti risparmiare tempo. Prenota la tua consulenza oggi stesso!

Leggi anche

  • Imposta di Successione 2026: Aliquote, Franchigie e Calcolo …
  • Eredita e Debiti del Defunto 2026: Guida Completa per Tutela…
  • Donazione o Successione 2026: Cosa Conviene per Trasferire C…
  • Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Cata…
Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-07 09:00:002026-02-23 15:21:02Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Come Compilarla e Inviarla Online
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Dimissioni e NASPI 2026: Quando Spetta l’Indennita

Naspi Anticipata CAF Udine

Dimissioni e NASPI 2026: Quando Spetta l’Indennita

In linea generale, chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASPI perche non si tratta di perdita involontaria del lavoro. Esistono pero importanti eccezioni che permettono di accedere all’indennita anche in caso di dimissioni.

Conoscere queste eccezioni e fondamentale per non rinunciare a un diritto che ti spetta. Vediamo tutti i casi in cui le dimissioni danno comunque diritto alla NASPI nel 2026.

Indice dei contenuti

  1. La regola generale
  2. Dimissioni per giusta causa
  3. Dimissioni in maternita
  4. Risoluzione consensuale
  5. Come procedere
  6. Domande frequenti



La Regola Generale: Dimissioni = No NASPI

Il principio base e semplice: la NASPI e un’indennita per chi perde il lavoro involontariamente.

Perche le dimissioni non danno diritto alla NASPI

Se ti dimetti, sei tu a decidere di lasciare il lavoro. Non si tratta di una perdita involontaria, quindi non sussiste il presupposto fondamentale per la NASPI.

Le eccezioni

La legge prevede pero situazioni in cui le dimissioni sono equiparate alla perdita involontaria del lavoro:

  • Dimissioni per giusta causa
  • Dimissioni durante il periodo protetto (gravidanza e primi anni del figlio)
  • Risoluzione consensuale in sede protetta



Dimissioni per Giusta Causa

Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il lavoratore e costretto a dimettersi per gravi inadempienze del datore di lavoro.

Cos’e la giusta causa

La giusta causa sussiste quando il comportamento del datore e cosi grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto di lavoro.

Casi tipici di giusta causa

  • Mancato pagamento dello stipendio (anche parziale o ritardato)
  • Mancato versamento dei contributi INPS
  • Mobbing o molestie sul lavoro
  • Demansionamento illegittimo
  • Trasferimento senza giustificato motivo
  • Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali
  • Comportamenti lesivi della dignita del lavoratore
  • Omissione delle misure di sicurezza

Come dimostrare la giusta causa

Nella domanda NASPI dovrai indicare il motivo delle dimissioni. L’INPS verifichera la sussistenza della giusta causa. E importante:

  • Conservare le buste paga (per mancati pagamenti)
  • Raccogliere documentazione del comportamento illegittimo
  • Eventuali comunicazioni scritte al datore
  • Testimonianze di colleghi (per mobbing)

Procedura telematica

Le dimissioni devono comunque essere presentate con la procedura telematica obbligatoria, indicando la giusta causa come motivazione.



Dimissioni Durante Gravidanza e Primi Anni del Figlio

Le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre (o dal padre) durante specifici periodi danno sempre diritto alla NASPI.

Periodo protetto

Il diritto alla NASPI sussiste se le dimissioni sono presentate:

  • Durante la gravidanza
  • Entro il primo anno di vita del bambino (per entrambi i genitori)
  • Fino ai 3 anni di vita del figlio (anche in caso di adozione)

Perche questa tutela

La legge presume che le dimissioni in questo periodo siano motivate dalle difficolta di conciliazione tra lavoro e famiglia, non da una libera scelta.

Convalida obbligatoria

Le dimissioni durante il periodo protetto devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro. Questa procedura serve a verificare che siano genuine e non indotte dal datore.

Documenti necessari

  • Lettera di dimissioni
  • Certificato di gravidanza o certificato di nascita
  • Modulo di convalida ITL



Risoluzione Consensuale in Sede Protetta

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro da diritto alla NASPI solo se avviene in sede protetta.

Cos’e la sede protetta

Si tratta di una procedura di conciliazione davanti a un soggetto terzo che garantisce la genuinita dell’accordo:

  • Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL)
  • Commissione di conciliazione sindacale
  • Collegio di conciliazione e arbitrato
  • Commissioni di certificazione

Procedura di conciliazione

La risoluzione consensuale in sede protetta avviene tipicamente:

  1. Il datore o il lavoratore propone la risoluzione
  2. Si convoca un incontro presso l’ITL o la sede sindacale
  3. Le parti raggiungono un accordo (eventualmente con incentivo economico)
  4. L’accordo viene verbalizzato e firmato

Vantaggi per il lavoratore

  • Diritto alla NASPI (come se fosse licenziamento)
  • Possibilita di negoziare un incentivo all’esodo
  • Evita conflitti e contenziosi

ATTENZIONE: accordo privato

Se la risoluzione consensuale avviene con semplice accordo scritto tra le parti (senza sede protetta), NON hai diritto alla NASPI.



Come Procedere per Ottenere la NASPI

Se rientri in una delle eccezioni, ecco come procedere.

Step 1: Dimissioni corrette

  • Giusta causa: dimissioni telematiche con causale “giusta causa”
  • Periodo protetto: dimissioni + convalida ITL
  • Risoluzione consensuale: verbale di conciliazione

Step 2: Dichiarazione di Immediata Disponibilita (DID)

Presentare la DID al Centro per l’Impiego per acquisire lo stato di disoccupazione.

Step 3: Domanda NASPI

Presentare domanda NASPI all’INPS entro 68 giorni, allegando la documentazione che comprova il diritto (motivo giusta causa, certificato nascita, verbale conciliazione).

Step 4: Eventuale verifica INPS

L’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva per verificare la sussistenza dei requisiti.

Domande Frequenti su Dimissioni e NASPI

Ho dato le dimissioni normali, posso avere la NASPI?

No, le dimissioni volontarie senza giusta causa non danno diritto alla NASPI. Se pero hai subito torti dal datore (mancati pagamenti, mobbing), puoi ancora dimostrare la giusta causa con la documentazione.

Come faccio a dimostrare il mancato pagamento?

Conserva le buste paga che mostrano lo stipendio non pagato o pagato in ritardo. Anche gli estratti conto bancari sono utili per dimostrare il mancato accredito.

Mio figlio ha 2 anni, ho diritto alla NASPI se mi dimetto?

Si, le dimissioni fino ai 3 anni di vita del figlio danno diritto alla NASPI. Devi convalidare le dimissioni presso l’Ispettorato del Lavoro.

L’azienda mi ha proposto una buonuscita per andarmene

Se accetti, assicurati che la risoluzione avvenga in sede protetta (ITL o sindacato). Solo cosi avrai diritto alla NASPI oltre alla buonuscita.

Quanto tempo ho per fare domanda?

La domanda NASPI va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa.



Assistenza NASPI e Dimissioni a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare il diritto alla NASPI e a presentare correttamente la domanda.

  • Valutazione della giusta causa
  • Assistenza per dimissioni in periodo protetto
  • Supporto per risoluzione consensuale
  • Compilazione domanda NASPI

Contattaci per una consulenza:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-07 09:00:002026-03-17 19:06:10Dimissioni e NASPI 2026: Quando Spetta l’Indennita
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Ricalcolo Pensione 2026: Quando Richiederlo, Documenti e Tempi INPS

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il ricalcolo della pensione 2026 è la richiesta che un pensionato può inoltrare a INPS per verificare e correggere l’importo della prestazione: può servire per contributi non versati, errori di calcolo, periodi di lavoro all’estero, riconoscimento di contributi figurativi. La procedura è online o tramite patronato. I tempi medi INPS 2026 sono di 4-9 mesi. Se il ricalcolo è positivo, gli arretrati vengono accreditati con interessi.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Ricalcolo: cos’è e quando serve

È una richiesta di rideterminazione dell’importo pensione in base a contributi o periodi non considerati nel calcolo iniziale. Si distingue da:

  • Supplemento di pensione: per chi ha continuato a lavorare e versato contributi dopo la pensione.
  • Liquidazione provvisoria: rideterminazione automatica dopo che INPS riceve dati aggiornati.

5 casi tipici che giustificano richiesta

  1. Contributi figurativi per servizio militare, maternità, malattia non accreditati.
  2. Contributi all’estero in paesi convenzionati (UE, USA, Canada, Argentina) non totalizzati.
  3. Errori di calcolo sull’anzianità contributiva o sulle retribuzioni di riferimento.
  4. Periodi di lavoro non riconosciuti per contributi versati ma non registrati (cause aziendali).
  5. Cumulo gratuito di contributi in gestioni diverse (es. dipendente + autonomo).

Documenti necessari

  • ECOCERT aggiornato (dal portale MyINPS).
  • Buste paga storiche o CUD/CU degli anni di lavoro.
  • Certificati datore di lavoro per periodi non registrati.
  • Documentazione periodi figurativi (foglio matricolare, certificati maternità).
  • Per estero: certificati periodi assicurativi delle casse estere.

Domanda online o al patronato

  • MyINPS: servizio “Variazione e ricostituzione pensione” con SPID/CIE.
  • Patronato: assistenza gratuita per istruttoria completa.
  • Il patronato CAF Centro Fiscale Udine verifica preliminarmente con ECOCERT se il ricalcolo è conveniente.

Tempi INPS 2026

I tempi medi 2026 dipendono dalla complessità:

  • Casi semplici (contributi figurativi già documentati): 4-6 mesi.
  • Casi medi (cumulo di gestioni interne): 6-9 mesi.
  • Casi complessi (totalizzazione internazionale): 12-24 mesi.

Arretrati: come si calcolano

Se il ricalcolo è a credito, INPS riconosce:

  • La differenza mensile tra nuovo e vecchio importo.
  • Gli arretrati fino a 5 anni indietro (oltre c’è prescrizione).
  • Interessi legali sulle somme arretrate (tasso 2-5% annuo a seconda del periodo).
  • Erogazione in unica soluzione sul primo cedolino utile dopo accoglimento.

Cosa fare in caso di silenzio

Se INPS non risponde entro 6 mesi:

  • Presenta sollecito tramite PEC alla sede competente.
  • Richiedi via patronato un’audizione formale.
  • In caso di silenzio rigetto puoi ricorrere al giudice del lavoro (tramite avvocato).

Vedi anche le guide su OBIS-M e verifica posizione contributiva.

FAQ

Quanto costa il ricalcolo pensione?

Gratuito se presentato tramite patronato. Online su MyINPS gratuito ma senza assistenza professionale.

Quanto tempo serve?

Casi semplici 4-6 mesi, casi medi 6-9, casi internazionali fino a 24 mesi.

Posso fare ricalcolo per contributi non versati?

Solo se hai prova che il datore di lavoro ha trattenuto i contributi ma non li ha versati a INPS. In quel caso INPS può comunque riconoscere il periodo e rivalersi sul datore (per importi non prescritti).

Arretrati con interessi?

Sì, gli arretrati hanno interessi legali (2-5% annuo). Limite massimo arretrati: 5 anni indietro (oltre c’è prescrizione).

Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Luglio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-07 07:00:002026-07-07 07:00:00Ricalcolo Pensione 2026: Quando Richiederlo, Documenti e Tempi INPS
CAF, COLF E BADANTI

Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

colf e badanti CAF Udine
Indice dell articolo
  1. Chi paga i contributi colf e badanti INPS
  2. Scadenze trimestrali 2026: le 4 date da segnare
  3. Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026
  4. Composizione dei contributi INPS per i domestici
  5. Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online
  6. Retribuzione minima CCNL 2026
  7. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento
  8. Rateizzazione dei contributi arretrati
  9. Documenti: CU e Modello RED
  10. La colf puo verificare i propri contributi?
  11. FAQ: contributi colf e badanti 2026
  12. Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

Chi paga i contributi colf e badanti INPS

A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

Come calcolare il contributo trimestrale

La formula è semplice:

Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

  • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
  • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
  • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
  • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
  • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

Composizione dei contributi INPS per i domestici

Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

  • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
  • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
  • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
  • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
  • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

  • In banca (sportello o home banking)
  • Alle Poste
  • Nei tabacchieri abilitati
  • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

3. F24 (raro ma possibile)

In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

Conseguenze dell’omesso versamento

  • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
  • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
  • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

Ravvedimento operoso per contributi domestici

Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

Rateizzazione dei contributi arretrati colf

Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

Certificazione Unica (CU)

Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

Modello RED e deducibilità dei contributi

Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

La colf può verificare i propri contributi versati?

Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

  • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
  • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
  • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

FAQ: contributi colf e badanti 2026

Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

  • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
  • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
  • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
  • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
  • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
  • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
  • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

Contattaci per un preventivo:
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com
Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 10:00:002026-07-03 08:06:40Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS
CAF, SUCCESSIONI

Successione a Gorizia 2026: sistema tavolare, conservatoria e pratiche per gli eredi

Checklist gratuita PDF successione 2026 con documenti, scadenze e sistema tavolare FVG

La successione a Gorizia condivide con le altre province del Friuli Venezia Giulia il sistema tavolare, ma presenta alcune specificità legate alla sua storia di territorio di confine e alla ricchezza del tessuto agricolo e vitivinicolo locale. Gorizia è una provincia con una forte identità storica — ex capoluogo del Litorale Austriaco insieme a Trieste — e il suo libro fondiario riflette questa storia con partite tavolari spesso risalenti alla fine dell’Ottocento.

In questa guida trovi la panoramica completa per gestire una pratica di successione nella provincia di Gorizia nel 2026: dalla conservatoria tavolare competente ai passaggi procedurali, fino alle specificità locali che distinguono questo territorio.

Sistema tavolare a Gorizia: storia e funzionamento

Il sistema tavolare della provincia di Gorizia affonda le radici nell’amministrazione austro-ungarica del Litorale (Küstenland). Regolato in Italia dalla Legge 28 marzo 1929 n. 499, si applica a tutto il territorio provinciale e funziona con il principio di efficacia costitutiva dell’intavolazione: il diritto di proprietà sugli immobili si trasferisce agli eredi solo con l’iscrizione nel libro fondiario, non con la semplice accettazione dell’eredità.

Nel territorio goriziano il sistema tavolare ha una caratteristica peculiare: include una quota significativa di terreni agricoli e vitivinicoli — Collio, Isonzo, Carso goriziano — con partite tavolari spesso complesse per la presenza di frazionamenti storici, servitù rurali e diritti di superficie legati all’attività agricola.

Per una panoramica dell’intero sistema regionale, consulta: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026: guida completa al sistema tavolare.

Tribunale di Gorizia: sezione tavolare e certificato di eredità

Il Tribunale di Gorizia è competente per il rilascio del certificato di eredità per i defunti residenti in provincia di Gorizia, e per l’emissione dei decreti di intavolazione degli immobili situati nel territorio provinciale.

Il certificato di eredità, rilasciato dal giudice tavolare di Gorizia, è il documento che attesta la qualità di erede e consente di avviare la procedura di aggiornamento del libro fondiario. Va distinto dalla dichiarazione di successione (adempimento fiscale verso l’Agenzia delle Entrate): sono due atti separati che rispondono a finalità diverse.

Tempi medi per il rilascio del certificato di eredità al Tribunale di Gorizia: 2-4 settimane dalla presentazione della domanda con documentazione completa. Le istanze possono essere presentate telematicamente tramite professionisti abilitati.

Comuni della provincia di Gorizia: il territorio servito

Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutti i comuni della provincia di Gorizia, completamente online. I principali comuni:

  • Gorizia (capoluogo)
  • Monfalcone
  • Grado
  • Cormons
  • Gradisca d’Isonzo
  • Ronchi dei Legionari
  • Romans d’Isonzo
  • E tutti gli altri comuni della provincia

Per le successioni con immobili situati in comuni al confine con la Slovenia (come il territorio intorno a Nova Gorica / Gorizia), è importante verificare se i beni siano registrati solo nel tavolare italiano o se esistano situazioni di beni transfrontalieri.

Specificità locali: vigneti del Collio e zone di confine

Due elementi distinguono le successioni nel goriziano rispetto alle altre province FVG:

  • Vigneti del Collio e DOC Isonzo: la provincia di Gorizia include alcune delle zone vitivinicole più pregiate d’Italia (Collio DOC). Le successioni che coinvolgono terreni vitati o cantine richiedono attenzione alle autorizzazioni di impianto vigneto (Reg. UE 1308/2013) e alla titolarità delle quote produttive. Il passaggio agli eredi delle autorizzazioni vigneto è un adempimento separato dall’intavolazione tavolare.
  • Territorio di confine con la Slovenia: Gorizia e Nova Gorica formano una conurbazione transfrontaliera unica in Europa. Per le famiglie con beni su entrambi i lati del confine, la successione richiede l’applicazione del Regolamento UE 650/2012 sulle successioni transfrontaliere. È una casistica da valutare caso per caso con consulenza specializzata.

Documenti necessari per la successione a Gorizia

La documentazione base per una successione nel goriziano è analoga a quella di tutta la regione FVG:

  • Atto di morte del defunto (estratto integrale)
  • Certificato di ultima residenza del defunto
  • Documenti di identità e codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi
  • Atti di nascita degli eredi (per provare la parentela)
  • Testamento (se esistente, con verbale di pubblicazione notarile)
  • Visura tavolare aggiornata di ciascun immobile ereditato
  • Documentazione bancaria alla data di morte (conti, libretti, titoli)
  • Documenti veicoli intestati al defunto
  • Per i terreni vitivinicoli: visura all’Autorità di Gestione del Reg. Vigneti (se pertinente)

Per la procedura di trasmissione telematica, consulta: Dichiarazione successione telematica 2026: guida online Agenzia Entrate.

La procedura passo per passo

  1. Raccolta documenti (2-3 settimane).
  2. Dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate – Ufficio di Gorizia, entro 12 mesi dalla morte. Trasmissione telematica dal CAF.
  3. Liquidazione imposte: imposta sulle successioni con le franchigie previste (1.000.000 euro per coniuge e figli diretti, 100.000 euro per fratelli), imposte ipotecarie e catastali.
  4. Certificato di eredità dal Tribunale di Gorizia.
  5. Domanda di intavolazione alla sezione tavolare del Tribunale di Gorizia. Decreto del giudice in 30-60 giorni.
  6. Voltura catastale separata dall’intavolazione.

Tempistiche totali: 3-6 mesi per successioni con immobili; 4-8 settimane per successioni senza immobili.

CAF online per Gorizia: il servizio di Centro Fiscale

Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutta la provincia di Gorizia completamente online. Non è necessario recarsi fisicamente a Gorizia o a Udine: la pratica si gestisce a distanza con invio documenti digitali e comunicazione telematica con gli uffici competenti.

Come funziona:

  1. Contattaci via WhatsApp al 366 6018121 o email per un primo colloquio gratuito.
  2. Ricevi la checklist documenti personalizzata per la situazione goriziana.
  3. Invia i documenti digitalmente.
  4. Il nostro team prepara la dichiarazione di successione e coordina le pratiche tavolari con il Tribunale di Gorizia.
  5. Ricevi un preventivo personalizzato gratuito prima di impegnarti.

Domande frequenti sulla successione a Gorizia

Cosa succede se il defunto aveva vigneti nel Collio: è una successione normale?
La successione dell’immobile (terreno vitato) segue le normali regole tavolari FVG. In aggiunta, va verificata la trasferibilità delle autorizzazioni di impianto vigneto: le autorizzazioni esistenti sono trasferibili agli eredi che presentano domanda all’autorità competente entro i termini previsti dal Regolamento UE 1308/2013.

Il Tribunale di Gorizia è competente anche per i comuni di Monfalcone e Grado?
Si. Il Tribunale di Gorizia ha competenza per tutti i comuni della provincia di Gorizia, inclusi Monfalcone e Grado. La competenza territoriale è determinata dalla posizione degli immobili (per l’intavolazione) e dalla residenza del defunto (per il certificato di eredità).

Per una successione con beni sia a Gorizia che in Slovenia, come mi devo comportare?
Si applica il Regolamento UE 650/2012: la legge applicabile è quella dello Stato di residenza del defunto. Se residente in Italia, la successione si gestisce principalmente secondo la legge italiana, con una procedura separata in Slovenia per i beni situati nel paese vicino. È una casistica che richiede consulenza specializzata.

Devo pagare l’imposta di successione anche sui terreni vitati nel Collio?
Si, i terreni agricoli e viticoli fanno parte dell’asse ereditario tassabile. Il valore da dichiarare è determinato in base al reddito dominicale rivalutato (per i terreni agricoli) o alla perizia di stima. Esistono agevolazioni per eredi che continuano l’attività agricola come IAP (imprenditore agricolo professionale) o coltivatore diretto, con esenzione dall’imposta di successione a determinate condizioni.

Gestisci la successione a Gorizia con un CAF esperto

La successione nel goriziano richiede conoscenza del sistema tavolare FVG e attenzione alle specificità locali: terreni vitati del Collio, situazioni transfrontaliere, partite tavolari di origine asburgica. Centro Fiscale lavora quotidianamente con queste realtà e gestisce pratiche per tutta la provincia di Gorizia completamente online.

Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:

  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Telefono: 0432 1638640

Leggi anche la guida completa alle successioni in FVG per avere una visione d’insieme prima di procedere.

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/04/checklist-successione-2026-pdf.jpg 1497 1058 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 09:00:002026-06-14 18:38:48Successione a Gorizia 2026: sistema tavolare, conservatoria e pratiche per gli eredi
Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Logopedista: aprire la partita IVA nel 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i logopedisti. Il logopedista libero professionista, privo di cassa di categoria, è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026).

Sei un logopedista e stai valutando di aprire la partita IVA nel 2026? Che tu voglia esercitare come libero professionista, avviare uno studio privato o affiancare il lavoro dipendente con l’attività autonoma, questa guida ti spiega tutto ciò che devi sapere: codice ATECO, regime fiscale, contributi INPS Gestione Separata e obblighi verso il sistema TS.

Codice ATECO per il logopedista

Il codice ATECO corretto per l’attività di logopedista libero professionista è:

Codice ATECODescrizioneCategoria
86.90.21Attività dei logopedistiAttività sanitarie per la salute umana

Il codice 86.90.21 è specifico per i logopedisti ed è quello da indicare nella comunicazione di apertura partita IVA (modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate). Non confonderlo con il codice generico 86.90.29 (altri servizi sanitari), che è meno preciso ai fini classificatori e può creare problemi nei rapporti con il sistema sanitario.

Regime fiscale: il forfettario conviene al logopedista?

Il regime forfettario 2026 è la scelta naturale per la maggior parte dei logopedisti che iniziano l’attività o che hanno ricavi contenuti. I parametri chiave per i logopedisti sono:

ParametroValore
Soglia ricavi per accesso 202685.000 euro
Coefficiente di redditivita78%
Aliquota imposta sostitutiva (start-up, primi 5 anni)5%
Aliquota imposta sostitutiva (ordinaria)15%
Contributi INPS Gestione Separata26,07% (riduzione del 35% su richiesta in regime forfettario)

Come si calcola l’imposta: Su ricavi di esempio 40.000 euro, il reddito imponibile è 40.000 x 78% = 31.200 euro. L’imposta sostitutiva ordinaria è 31.200 x 15% = 4.680 euro. Nei primi 5 anni con agevolazione start-up: 31.200 x 5% = 1.560 euro.

Quando NON conviene il forfettario: se il logopedista supera gli 85.000 euro di ricavi annui, oppure se ha spese professionali elevate (attrezzature, locazione studio, collaboratori) che nel regime ordinario sarebbero deducibili e abbatterebbero significativamente l’imponibile.

Gestione Separata INPS: la previdenza del logopedista (non ENPAPI)

I logopedisti che esercitano in forma autonoma non hanno una cassa di previdenza di categoria e si iscrivono alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della partita IVA (portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF).

Non l’ENPAPI: l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi. Logopedisti, fisioterapisti e le altre professioni sanitarie prive di cassa non vi rientrano: la Legge 3/2018 ha riordinato solo gli albi, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024).

Contributi INPS Gestione Separata 2026 per logopedisti in regime forfettario:

  • Aliquota: 26,07% sul reddito imponibile (ricavi x 78%) per chi non ha altra tutela pensionistica obbligatoria; 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026)
  • Riduzione forfettari: 35% su richiesta (aliquota effettiva 16,95%, contributi accreditati in proporzione)
  • Rivalsa 4%: facoltativa, addebitabile al cliente in fattura
  • Nessun contributo minimo: si versa in proporzione al reddito, con saldo e primo acconto entro il 30 giugno e secondo acconto entro il 30 novembre (F24)

I contributi versati sono deducibili dal reddito anche in regime forfettario. Verifica la tua posizione con il CAF, in particolare se svolgi anche lavoro dipendente.

Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi del logopedista

Il sistema Tessera Sanitaria (TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia gestita dalla Sogei che raccoglie le spese sanitarie ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata. I logopedisti liberi professionisti hanno l’obbligo di trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie erogate a pazienti privati.

Quali dati trasmettere

  • Le prestazioni sanitarie pagate dai pazienti che possono dare diritto alla detrazione del 19% in dichiarazione dei redditi
  • Le prestazioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 (prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione)
  • Le prestazioni soggette a ticket sanitario

Quando e come trasmettere

  • Trasmissione mensile o semestrale (a seconda della tipologia di operatore)
  • Accesso al portale Tessera Sanitaria con le credenziali del professionista
  • Per i logopedisti liberi professionisti: accreditamento come "esercente" nel sistema TS

Sanzioni per omessa trasmissione: da 100 a 50.000 euro per anno di imposta (art. 3 D.Lgs. 175/2014 e successive modifiche). L’adempimento è quindi critico e non va sottovalutato.

Come aprire la partita IVA da logopedista: i passi

  • Passo 1: Verifica i requisiti professionali (abilitazione e iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP territoriale)
  • Passo 2: Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario) con l’aiuto di un CAF o commercialista
  • Passo 3: Apri la partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (anche online tramite FISCONLINE), indicando ATECO 86.90.21
  • Passo 4: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’inizio attività
  • Passo 5: Accredita il tuo studio/attività nel sistema Tessera Sanitaria
  • Passo 6: Apri un conto corrente professionale dedicato (non obbligatorio ma fortemente consigliato)

IVA per i logopedisti: le prestazioni sono esenti?

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da logopedisti abilitati sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, purché rese da professionisti in possesso della relativa abilitazione professionale. Le prestazioni meramente estetiche o non sanitarie potrebbero non godere dell’esenzione. Il regime forfettario, indipendentemente dall’esenzione IVA, non applica IVA sulle fatture (regime fuori campo IVA).

Domande frequenti

Il logopedista deve iscriversi all’Albo?

Sì. I logopedisti devono iscriversi all’Albo TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) dell’Ordine territoriale. L’iscrizione all’Albo è requisito per l’esercizio legale della professione.

Posso lavorare sia come dipendente che come libero professionista?

Sì, con alcune limitazioni. Se lavori come dipendente del SSN, devi verificare l’incompatibilità con l’esercizio libero-professionale (disciplinata dai contratti collettivi del comparto sanità e dal D.Lgs. 165/2001 per il settore pubblico). Per il settore privato, le incompatibilità dipendono dal contratto individuale.

Devo emettere scontrino o fattura ai pazienti?

In regime forfettario devi emettere fattura elettronica (dal 2024 obbligatoria anche per i forfettari) o ricevuta fiscale. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ma non esenti dall’obbligo di documentazione fiscale. La fattura deve riportare il numero di iscrizione all’Albo e la dicitura "Prestazione sanitaria esente IVA art. 10 DPR 633/72".

Conclusione

Aprire la partita IVA da logopedista nel 2026 è un percorso strutturato che richiede attenzione agli adempimenti fiscali (ATECO corretto, regime forfettario, fatturazione elettronica), previdenziali (Gestione Separata INPS) e sanitari (sistema TS). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura della partita IVA e la gestione degli adempimenti annuali per i professionisti sanitari. Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 08:30:002026-09-04 12:15:49Logopedista: aprire la partita IVA nel 2026
Pagina 67 di 191«‹6566676869›»

Ultime notizie

  • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
    Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pmin: NOTIZIE
  • Dichiarazione dei redditi 730
    730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 amin: NOTIZIE
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
    Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pm
  • Dichiarazione dei redditi 730
    730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
    Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pm
  • Dichiarazione dei redditi 730
    730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto