Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca

regime forfettario partita iva

Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Guida Completa ai Compensi

Ti stai chiedendo quanto guadagna un architetto o quanto guadagna un ingegnere con partita IVA in Italia? Vuoi sapere quali sono i compensi medi per le diverse tipologie di incarico e quanto ti restera realmente in tasca dopo tasse e contributi Inarcassa?

Il guadagno di architetti e ingegneri liberi professionisti varia molto in base a specializzazione, esperienza, localizzazione geografica e tipologia di clientela. In questa guida completa analizzeremo i compensi medi, le tariffe per tipologia di incarico, il calcolo dal lordo al netto e i fattori che influenzano i guadagni nel 2026.

Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione fiscale della professione, ottimizzando tasse e contributi per massimizzare il guadagno netto.

Indice dei contenuti

  1. Guadagno Medio Architetti e Ingegneri
  2. Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud
  3. Compensi per Tipologia di Incarico
  4. Tariffe Professionali ed Equo Compenso
  5. Calcolo dal Lordo al Netto
  6. Fattori che Influenzano il Guadagno
  7. Strategie per Aumentare i Compensi
  8. Domande Frequenti

Guadagno Medio Architetti e Ingegneri 2026

I guadagni di architetti e ingegneri liberi professionisti variano significativamente in base all’esperienza e alla specializzazione.

Architetti Liberi Professionisti

EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
Junior (0-3 anni)20.000 – 35.000 euro14.000 – 25.000 euro
Medio (4-10 anni)40.000 – 65.000 euro28.000 – 48.000 euro
Senior (10+ anni)65.000 – 100.000+ euro48.000 – 75.000+ euro

Ingegneri Liberi Professionisti

EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
Junior (0-3 anni)25.000 – 40.000 euro18.000 – 28.000 euro
Medio (4-10 anni)50.000 – 80.000 euro35.000 – 58.000 euro
Senior (10+ anni)80.000 – 130.000+ euro58.000 – 95.000+ euro

Guadagni per Specializzazione (Ingegneri)

SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
Ingegnere Civile45.000 – 75.000 euroCostruzioni, infrastrutture
Ingegnere Strutturista50.000 – 85.000 euroSpecializzazione molto ricercata
Ingegnere Meccanico45.000 – 70.000 euroIndustriale, automotive
Ingegnere Elettrico48.000 – 78.000 euroImpianti, energie rinnovabili
Ingegnere Ambientale40.000 – 65.000 euroSettore in forte crescita

Guadagni per Specializzazione (Architetti)

SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
Architetto Progettista40.000 – 70.000 euroResidenziale e commerciale
Architetto Sostenibile50.000 – 85.000 euroGreen building, certificazioni LEED
Architetto Interior35.000 – 60.000 euroInterni residenziali e commerciali
Architetto Restauratore45.000 – 75.000 euroEdifici storici e monumentali
Architetto Urbanista50.000 – 80.000 euroPianificazione territoriale

Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud Italia

La localizzazione geografica incide significativamente sui compensi di architetti e ingegneri.

Confronto Guadagni per Area Geografica

AreaArchitettiIngegneriVariazione vs Media
Nord Italia
(Milano, Torino, Bologna)
50.000 – 90.000 euro60.000 – 100.000 euro+20-30%
Centro Italia
(Roma, Firenze)
40.000 – 70.000 euro50.000 – 85.000 euro+10-20%
Sud Italia
(Napoli, Palermo, Bari)
30.000 – 55.000 euro35.000 – 65.000 euro-15-25%

Citta con i Compensi piu Alti

  1. Milano e hinterland: +25-35% rispetto alla media nazionale (rigenerazione urbana, lusso)
  2. Bologna e Emilia-Romagna: +20-30% (logistica, industriale, green building)
  3. Torino: +15-25% (automotive, manifatturiero)
  4. Roma: +10-20% (ma con pagamenti piu lenti nella PA)
  5. Modena/Reggio Emilia: +15-20% (lusso, arredamento)

Perche le Differenze

  • Nord: Maggiore concentrazione di cantieri, studi grandi, clientela corporate
  • Centro: Pubblica amministrazione, restauro, grandi progetti
  • Sud: Mercato piu piccolo, minore concentrazione di cantieri, tariffe piu basse

Compensi per Tipologia di Incarico

Ecco i compensi medi per le principali tipologie di incarico di architetti e ingegneri.

Progettazione Architettonica

Tipologia ProgettoImporto LavoriCompenso Progettazione
Casa singola/Villetta250.000 – 400.000 euro12.000 – 30.000 euro
Appartamento ristrutturazione50.000 – 150.000 euro4.000 – 12.000 euro
Edificio residenziale1.000.000 – 3.000.000 euro40.000 – 120.000 euro
Edificio commerciale2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro
Capannone industriale1.500.000 – 4.000.000 euro50.000 – 150.000 euro

Progettazione Strutturale

TipologiaCompenso Medio
Calcolo statico edificio residenziale5.000 – 15.000 euro
Calcolo statico edificio commerciale15.000 – 50.000 euro
Adeguamento sismico8.000 – 30.000 euro
Consolidamento fondazioni5.000 – 20.000 euro
Restauro strutturale10.000 – 40.000 euro

Direzione Lavori

Dimensione CantiereImporto LavoriCompenso DL
Piccolo cantiere100.000 – 300.000 euro8.000 – 25.000 euro
Cantiere medio500.000 – 1.500.000 euro30.000 – 80.000 euro
Cantiere grande2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro

Altre Prestazioni Professionali

Certificazione energetica (APE)150 – 350 euro per unita
Perizia estimativa500 – 2.000 euro
Perizia tecnica strutturale800 – 3.000 euro
Consulenza oraria80 – 200 euro/ora
Pratica edilizia (SCIA, CILA)800 – 2.500 euro
Pratica catastale300 – 1.000 euro

Tariffe Professionali ed Equo Compenso

La Legge 49/2023 sull’equo compenso ha ridefinito le regole per i compensi professionali.

Parametri di Riferimento (DM 17 giugno 2016)

Sebbene i parametri minimi non siano piu obbligatori, restano un riferimento per il calcolo dell’equo compenso.

Importo Lavori% Progettazione% Direzione Lavori
Fino a 100.000 euro7-10%4-6%
100.000 – 500.000 euro5-8%3-5%
500.000 – 2.000.000 euro3-6%2-4%
Oltre 2.000.000 euro2-4%1,5-3%

Legge 49/2023: Equo Compenso

La legge stabilisce che il compenso deve essere:

  • Proporzionato alla quantita e qualita del lavoro
  • Conforme ai parametri professionali di riferimento
  • Adeguato alla complessita dell’incarico

Fattori che Determinano l’Equo Compenso

Complessita dell’incaricoBassa, media, alta (+20-50%)
Urgenza/Tempi ristretti+20-50% sul compenso base
Specializzazione richiesta+15-40% (es: antisismica, LEED)
Responsabilita professionale+10-25% per rischi elevati
Coordinamento team+15-30% per project management

Esempio di Calcolo Equo Compenso

Progettazione edificio residenziale

Importo lavori800.000 euro
Percentuale base (5%)40.000 euro
Fattore complessita alta (x1,3)52.000 euro
Specializzazione sostenibilita (x1,2)62.400 euro
Compenso equo finale62.400 euro

Calcolo dal Lordo al Netto: Quanto Resta in Tasca

Vediamo quanto resta effettivamente in tasca a un architetto o ingegnere dopo tasse e contributi.

Esempio 1: Architetto con Fatturato 50.000 euro

FATTURATO E CONTRIBUTO INTEGRATIVO
Fatturato professionale50.000 euro
Contributo integrativo 4% (incassato)+ 2.000 euro
Totale incassato52.000 euro
CALCOLO REDDITO (Regime Forfettario)
Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
CONTRIBUTI INARCASSA
Contributo soggettivo (39.000 x 14,5%)– 5.655 euro
Contributo integrativo (da versare)– 2.000 euro
Contributo maternita– 72 euro
Totale contributi– 7.727 euro
CALCOLO IMPOSTA
Reddito netto imponibile33.273 euro
Imposta sostitutiva 15%– 4.991 euro
Imposta 5% (primi 5 anni)– 1.664 euro
NETTO IN TASCA (al 15%)37.282 euro
NETTO IN TASCA (al 5%)40.609 euro

Esempio 2: Ingegnere con Fatturato 80.000 euro

CALCOLO COMPLETO
Fatturato professionale80.000 euro
Contributo integrativo 4% (incassato)+ 3.200 euro
Reddito lordo (80.000 x 78%)62.400 euro
Contributo soggettivo (62.400 x 14,5%)– 9.048 euro
Contributo integrativo (da versare)– 3.200 euro
Contributo maternita– 72 euro
Reddito netto imponibile53.280 euro
Imposta sostitutiva 15%– 7.992 euro
NETTO IN TASCA59.688 euro
Percentuale netto/lordo74,6%

Tabella Riepilogativa Netto per Fasce di Fatturato

FatturatoContributi InarcassaImposta 15%Netto Stimato% Netto
30.000 euro~5.100 euro~2.800 euro~22.100 euro73,7%
50.000 euro~7.700 euro~5.000 euro~37.300 euro74,6%
70.000 euro~10.300 euro~7.000 euro~52.700 euro75,3%
85.000 euro~12.300 euro~8.500 euro~64.200 euro75,5%

Nota: Il contributo integrativo 4% non e un costo (lo incassi dal cliente). I calcoli sono indicativi e possono variare.

Fattori che Influenzano il Guadagno

Diversi fattori determinano il guadagno effettivo di architetti e ingegneri.

1. Esperienza Professionale

0-3 anni (Junior)Tariffe basse, clientela limitata, margini 60-65%
4-10 anni (Medio)Incarichi piu grossi, tariffe competitive, margini 65-70%
10+ anni (Senior)Reputazione solida, networking, margini 70-75%
15+ anni (Expert)Specializzazione verticale, brand personale, margini 75-80%

2. Specializzazione

L’alta specializzazione garantisce tariffe superiori e margini maggiori:

  • Ingegnere strutturista antisismico: +30-40% rispetto alla media
  • Architetto sostenibilita/LEED: +25-35%
  • Specialista impianti meccanici: +20-30%
  • Esperto BIM: +15-25%
  • Perito asseveratore: +20-25%

3. Dimensione dello Studio

TipologiaProControGuadagno Tipico
Freelancer singoloMassima autonomia, 100% ricaviVisibilita limitata30.000 – 50.000 euro
Studio piccolo (2-3)Condivisione costiDivisione ricavi40.000 – 60.000 euro
Studio medio (4-8)Progetti articolatiComplessita gestionale50.000 – 80.000 euro
Studio grande (10+)Progetti grossi, brandRiduzione margini60.000 – 100.000+ euro

4. Tipologia di Clientela

Clientela corporate/DeveloperTariffe negoziabili, pagamenti puntuali, volumi alti55.000 – 85.000 euro
Clientela privataTariffe base-medie, pagamenti moderati40.000 – 65.000 euro
Pubblica AmministrazioneTariffe regolate, pagamenti lenti (90-180 gg)35.000 – 55.000 euro

5. Settori in Crescita 2026

  • Sostenibilita e Green Building: +40% domanda incarichi
  • Rigenerazione urbana: +35% commesse
  • Antisismica: +25% specializzazione ricercata
  • Efficienza energetica: +30% APE e consulenze
  • Digital twin/BIM: +20% competenza con premium +10-15%

Strategie per Aumentare i Compensi

Ecco le strategie piu efficaci per aumentare il guadagno come architetto o ingegnere.

1. Specializzati in Settori ad Alta Domanda

  • Efficienza energetica: Certificazioni APE, Superbonus, diagnosi energetiche
  • Antisismica: Sismabonus, adeguamenti, verifiche di vulnerabilita
  • Sostenibilita: Certificazioni LEED, BREEAM, green building
  • BIM: Building Information Modeling, digital twin

2. Diversifica le Fonti di Reddito

Perizie e consulenzeMargine 80-85%, basso impegno temporale
APE e certificazioniVolume alto, margine 70%, ricorrente
Formazione/Docenze150-300 euro/ora, posizionamento esperto
Collaborazioni con studiProgetti piu grandi senza costi fissi

3. Investi nel Marketing Professionale

  • Sito web professionale con portfolio e case study
  • LinkedIn attivo per networking B2B
  • Referral program: Clienti soddisfatti portano nuovi clienti
  • Presenza locale: Partecipazione a eventi e associazioni

4. Ottimizza la Gestione Fiscale

  • Regime forfettario: Fino a 85.000 euro e il piu conveniente
  • Contributi deducibili: Riduci l’imponibile con i contributi Inarcassa
  • Pianificazione fiscale: Consulenza per ottimizzare tasse e contributi

5. Aumenta le Tariffe Gradualmente

  1. Analizza il mercato: Verifica le tariffe dei competitor
  2. Valorizza la specializzazione: Giustifica il premium con competenze specifiche
  3. Comunica il valore: Mostra i risultati ottenuti per i clienti
  4. Incrementa del 5-10% annuo: Aumenti graduali sono piu accettati

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto guadagna un architetto al mese?

Un architetto libero professionista guadagna in media 2.500 – 5.000 euro netti al mese, variando da 1.500 euro per i junior a oltre 6.000 euro per i senior affermati.

Quanto guadagna un ingegnere con partita IVA?

Un ingegnere libero professionista guadagna in media 3.000 – 6.500 euro netti al mese. Gli ingegneri strutturisti e specializzati possono superare i 7.000 euro mensili.

Quanto costa la progettazione di una casa?

La progettazione architettonica di una casa singola costa dal 5% all’8% dell’importo dei lavori. Per una casa da 300.000 euro, il compenso e circa 15.000-24.000 euro.

Conviene aprire la partita IVA come architetto?

Si, soprattutto in regime forfettario. L’imposta e solo del 15% (5% i primi 5 anni) e con un buon fatturato il netto supera il 70% del lordo.

Come calcolare il compenso professionale?

Il compenso si calcola come percentuale dell’importo dei lavori (5-10% per progettazione), moltiplicata per fattori di complessita, specializzazione e urgenza.

Quanto resta in tasca su 50.000 euro di fatturato?

Con 50.000 euro di fatturato in regime forfettario, restano in tasca circa 37.000-40.000 euro netti, pari al 74-80% del fatturato.

Gli architetti guadagnano meno degli ingegneri?

In media si, gli ingegneri guadagnano circa il 15-25% in piu degli architetti, soprattutto nelle specializzazioni tecniche (strutture, impianti).

Conclusioni

Il guadagno di architetti e ingegneri dipende da molteplici fattori: esperienza, specializzazione, localizzazione e tipologia di clientela.

Punti chiave:

  • Architetti: Fatturato medio 40.000-70.000 euro, netto 28.000-52.000 euro
  • Ingegneri: Fatturato medio 50.000-85.000 euro, netto 35.000-62.000 euro
  • Nord Italia: +20-30% rispetto alla media nazionale
  • Specializzazione: Puo aumentare i guadagni del 25-40%
  • Regime forfettario: Netto circa 70-75% del fatturato
  • Settori in crescita: Sostenibilita, BIM, antisismica

Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: apertura partita IVA, gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi e ottimizzazione fiscale per massimizzare il guadagno netto.

Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. I dati sono indicativi e possono variare in base alla situazione specifica.

Articoli correlati:

  • Partita IVA Architetto e Ingegnere: Guida Completa 2026
  • Codice ATECO Architetto e Ingegnere
  • Contributi Inarcassa 2026: Aliquote e Scadenze

Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

+2000
Partite IVA aperte
100%
Assistenza garantita

Compila il modulo per una consulenza gratuita:

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

    Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-30 09:00:002026-05-30 00:07:31Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca
    NOTIZIE

    Crediti 730 ai Dipendenti: Compensazione F24 Ammessa anche con Ruoli Aperti

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti
    2. Come Funziona la Compensazione tramite F24
    3. Cosa Cambia con la Nuova Norma
    4. Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali
    5. Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

    Una importante novità fiscale semplifica la vita alle aziende: i sostituti d’imposta possono ora compensare i crediti derivanti dal modello 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali). Questa modifica normativa rimuove un vincolo che in passato creava difficoltà operative agli amministratori del personale e ai datori di lavoro.

    La possibilità di effettuare la compensazione F24 anche con debiti iscritti a ruolo rappresenta una semplificazione significativa per le imprese che gestiscono i rimborsi fiscali ai propri dipendenti. Fino a poco tempo fa, la presenza di cartelle esattoriali bloccava automaticamente le compensazioni, costringendo le aziende a procedure più lunghe e complesse.

    Vediamo nel dettaglio cosa cambia, a chi si applica e quali sono i vantaggi concreti di questa novità.

    Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti

    I crediti 730 sono somme che risultano a favore del contribuente dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi. Quando un dipendente presenta il modello 730, l’Agenzia delle Entrate calcola se ci sono imposte da versare o da recuperare.

    Se dalla dichiarazione emerge un credito fiscale (ad esempio per detrazioni eccessive rispetto alle imposte dovute), questo importo viene rimborsato al dipendente direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta (il datore di lavoro). Il datore di lavoro anticipa il rimborso e poi recupera la somma attraverso la compensazione con i versamenti fiscali che deve effettuare.

    Esempio pratico:

    • Il dipendente Mario Rossi ha un credito 730 di 1.200 euro
    • L’azienda XYZ (sostituto d’imposta) gli rimborsa 1.200 euro in busta paga
    • L’azienda XYZ compensa questo importo quando versa le ritenute fiscali tramite F24

    Questa procedura permette ai dipendenti di ricevere rapidamente il rimborso (entro il mese successivo alla trasmissione del 730) senza attendere i tempi lunghi dell’Agenzia delle Entrate.

    Come Funziona la Compensazione tramite F24

    La compensazione F24 è il meccanismo attraverso cui il sostituto d’imposta recupera i crediti anticipati ai dipendenti. Quando l’azienda deve versare le ritenute fiscali (Irpef, addizionali regionali e comunali) con il modello F24, può:

    1. Indicare a debito le somme da versare all’Erario
    2. Indicare a credito i rimborsi 730 già erogati ai dipendenti
    3. Versare solo la differenza tra debiti e crediti

    Esempio di compensazione:

    • Ritenute Irpef da versare: 10.000 euro
    • Crediti 730 rimborsati ai dipendenti: 3.500 euro
    • Importo da versare con F24: 6.500 euro (10.000 – 3.500)

    La compensazione avviene utilizzando i codici tributo specifici per i crediti da assistenza fiscale:

    • 1655 per Irpef
    • 1656 per addizionale regionale
    • 1657 per addizionale comunale

    Questo sistema garantisce che il sostituto d’imposta non anticipi definitivamente le somme, ma le recuperi entro breve tempo attraverso i versamenti fiscali ordinari.

    Cosa Cambia con la Nuova Norma

    La novità più rilevante è che ora la compensazione F24 è ammessa anche in presenza di ruoli aperti. In passato, se il sostituto d’imposta aveva cartelle esattoriali non pagate (debiti iscritti a ruolo), l’Agenzia delle Entrate bloccava automaticamente le compensazioni.

    Prima della modifica normativa:

    • Presenza di ruoli aperti = divieto di compensazione
    • L’azienda doveva prima saldare le cartelle o rateizzarle
    • Solo dopo poteva compensare i crediti 730
    • Questo causava problemi di liquidità e ritardi nei rimborsi ai dipendenti

    Dopo la modifica normativa:

    • Compensazione ammessa anche con ruoli aperti
    • Il sostituto d’imposta può recuperare subito i crediti 730
    • Nessun vincolo legato alla presenza di debiti iscritti a ruolo
    • Procedura semplificata e più veloce

    Questa modifica si inserisce in un più ampio processo di semplificazione fiscale voluto dal legislatore per ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e garantire tempi certi ai dipendenti per i rimborsi.

    È importante sottolineare che questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730), e non altri tipi di crediti fiscali che rimangono soggetti alle regole ordinarie di compensazione.

    Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali

    I ruoli sono gli elenchi di contribuenti che hanno debiti verso l’Amministrazione finanziaria. Quando un debito fiscale non viene pagato entro i termini previsti, viene iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per il recupero.

    Un ruolo diventa “aperto” quando:

    • Il contribuente ha ricevuto una cartella esattoriale
    • La cartella non è stata pagata integralmente
    • Non è stata attivata una rateizzazione in regola
    • Il debito è ancora esigibile (non prescritto né sospeso)

    Esempi di ruoli aperti:

    • Cartella per Iva non versata ancora da saldare
    • Avviso di accertamento diventato definitivo e non pagato
    • Rate di rottamazione decadute e non saldate
    • Multe stradali non pagate

    La presenza di ruoli aperti in passato comportava diverse conseguenze negative per le imprese:

    • Blocco delle compensazioni fiscali
    • Fermo amministrativo dei veicoli aziendali
    • Impossibilità di ottenere certificazioni di regolarità fiscale (DURF)
    • Rischio di ipoteche e pignoramenti

    Con la nuova norma, almeno per quanto riguarda la compensazione dei crediti 730, questo vincolo viene meno, permettendo alle aziende di operare con maggiore flessibilità anche in presenza di debiti iscritti a ruolo in fase di definizione.

    Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

    Questa novità normativa porta vantaggi concreti sia per i sostituti d’imposta (aziende) sia per i dipendenti:

    Vantaggi per le aziende:

    • Liquidità preservata: non servono anticipazioni lunghe
    • Semplificazione amministrativa: meno pratiche e adempimenti
    • Nessun vincolo legato a eventuali debiti pregressi
    • Gestione più fluida dei rimborsi ai dipendenti
    • Minori costi di consulenza per gestire le situazioni complesse

    Vantaggi per i dipendenti:

    • Rimborsi certi e veloci entro i termini previsti
    • Nessun rischio di ritardi dovuti a situazioni debitorie dell’azienda
    • Maggiore fiducia nel sistema di assistenza fiscale
    • Trasparenza nella gestione del credito 730

    Vantaggi per il sistema fiscale:

    • Riduzione del contenzioso con le imprese
    • Maggiore adesione al modello 730 precompilato
    • Semplificazione delle procedure di controllo
    • Incentivo all’utilizzo dei canali telematici

    In pratica, questa modifica rimuove un ostacolo burocratico che penalizzava soprattutto le piccole e medie imprese, permettendo una gestione più efficiente delle relazioni fiscali tra datore di lavoro, dipendente e Amministrazione finanziaria.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sui Crediti 730 e Compensazione F24

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    I sostituti d’imposta possono sempre compensare i crediti 730 anche con ruoli aperti?

    Sì, con la nuova norma i sostituti d’imposta possono compensare i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730) tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali non saldate). Questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti 730 dei dipendenti e non altri tipi di crediti fiscali.

    Cosa succede se il sostituto d’imposta non compensa i crediti 730 dei dipendenti?

    Se il sostituto d’imposta non effettua la compensazione e non rimborsa il credito 730 al dipendente, quest’ultimo può richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i tempi di erogazione saranno molto più lunghi (diversi mesi) rispetto al rimborso in busta paga. Il sostituto d’imposta è comunque tenuto per legge a rimborsare i crediti risultanti dal 730.

    Ci sono limiti alla compensazione dei crediti 730 con ruoli aperti?

    Non ci sono limiti specifici alla compensazione dei crediti 730 derivanti dall’assistenza fiscale. La norma consente espressamente questa operazione anche in presenza di debiti iscritti a ruolo. Rimangono invece i limiti ordinari per altre tipologie di compensazioni orizzontali (ad esempio il limite di 5.000 euro annui per alcune compensazioni).

    Da quando è in vigore questa possibilità di compensazione?

    La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche con ruoli aperti è entrata in vigore con le recenti modifiche normative finalizzate alla semplificazione fiscale. Si applica ai modelli 730 presentati a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazioni 2026). Le aziende possono quindi beneficiare di questa semplificazione già dalle prossime compensazioni.


    La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti rappresenta un importante passo avanti nella semplificazione fiscale per le imprese. Questa modifica normativa elimina un vincolo che in passato causava difficoltà operative e ritardi nei rimborsi.

    Per i sostituti d’imposta significa maggiore flessibilità operativa e riduzione dei costi amministrativi. Per i dipendenti significa maggiore certezza nei tempi di erogazione dei rimborsi fiscali. Per il sistema fiscale nel suo complesso significa una procedura più snella ed efficiente.

    Se la tua azienda deve gestire i rimborsi 730 dei dipendenti e hai dubbi sulle procedure di compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza e consulenza specializzata.


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

    Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
    Febbraio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
    Dichiarazione dei redditi 730
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
    Febbraio 20, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

    Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
    Febbraio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
    Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 11:40:442026-05-31 17:09:30Crediti 730 ai Dipendenti: Compensazione F24 Ammessa anche con Ruoli Aperti
    MATERNITA', PATRONATO

    Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia
    2. Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS
    3. Indennità INPS 2026: Quanto Spetta
    4. Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026
    5. Scadenze e Tempistiche 2026

    Dal 2026 entra in vigore la nuova disciplina del congedo parentale con modifiche significative che ampliano i diritti dei genitori lavoratori. La domanda INPS per il congedo parentale è ufficialmente attiva con le nuove regole che introducono l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo e l’estensione della fruizione fino ai 14 anni del bambino.

    Se sei un genitore lavoratore dipendente e vuoi usufruire del congedo parentale retribuito, questa guida ti spiega passo dopo passo come fare domanda INPS, quali sono le novità 2026, gli importi spettanti e i requisiti necessari.

    Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia

    La Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2026, ha introdotto importanti novità per il congedo parentale che rendono questo diritto più vantaggioso per le famiglie.

    Novità principali 2026

    • Indennità all’80% per un mese: invece del 30%, i genitori possono ottenere l’80% della retribuzione per un mese aggiuntivo di congedo (alternativo tra i genitori)
    • Estensione fino a 14 anni: il limite di età del bambino passa da 12 a 14 anni, ampliando il periodo durante il quale è possibile assentarsi dal lavoro
    • Domanda INPS semplificata: nuova procedura telematica più intuitiva per richiedere il congedo
    • Maggiore flessibilità: conferma della possibilità di fruire del congedo anche a ore o in modalità frazionata

    Confronto con le regole precedenti

    AspettoPrima del 2024Dal 2026
    Limite età bambino12 anni14 anni
    Indennità massima30% retribuzione80% per 1 mese + 30% per altri mesi
    Mesi indennizzati6 mesi totali6 mesi + 1 mese all’80%

    Queste modifiche rappresentano un investimento significativo nelle politiche familiari, con un impatto economico stimato di oltre 300 milioni di euro annui per sostenere la genitorialità.

    Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS

    La domanda di congedo parentale deve essere presentata obbligatoriamente in via telematica all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro. Ecco la procedura completa.

    Step 1: Preparazione documentazione

    Prima di avviare la domanda, assicurati di avere a disposizione:

    • Codice fiscale del genitore richiedente
    • Codice fiscale del bambino
    • Data di nascita o di ingresso in famiglia (per adozione/affidamento)
    • Periodo esatto di congedo richiesto (date inizio e fine)
    • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato o a ore
    • Eventuale comunicazione preventiva al datore di lavoro

    Step 2: Accesso al portale INPS

    Puoi presentare la domanda INPS attraverso tre canali ufficiali:

    1. Portale INPS online (consigliato)

    Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Naviga in: Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora Sostegni → Strumenti → Domanda di prestazione → Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti

    2. Contact Center INPS

    Chiama il numero verde:

    • 803 164 (gratuito da rete fissa)
    • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

    3. Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

    • Zero costi per il servizio
    • Verifica completa dei requisiti
    • Compilazione assistita per evitare errori
    • Supporto post-domanda in caso di integrazioni o problemi

    Step 3: Compilazione domanda

    Nel modulo online dovrai indicare:

    • Tipologia di congedo: parentale ordinario, prolungamento (per figli disabili), ecc.
    • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato, a ore
    • Periodo richiesto: inserisci le date precise o il numero di ore/giorni
    • Percentuale di indennità: se richiedi il mese all’80% o i mesi al 30%
    • Dati del bambino: età, codice fiscale, rapporto di parentela

    Step 4: Invio e protocollo

    Dopo l’invio riceverai:

    • Numero di protocollo della domanda
    • Ricevuta di presentazione via email o PEC
    • Codice domanda per seguire l’iter online

    Tempi di presentazione

    La domanda deve essere presentata:

    • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (congedo continuativo)
    • Almeno 2 giorni prima per congedi brevi o frazionati
    • Entro il giorno stesso solo in casi eccezionali documentati

    IMPORTANTE: presentare la domanda in ritardo può comportare la perdita dell’indennità per i giorni precedenti alla domanda.

    Indennità INPS 2026: Quanto Spetta

    L’indennità INPS per il congedo parentale varia in base al periodo fruito, all’età del bambino e alla modalità di richiesta.

    Indennità all’80% (NOVITÀ 2026)

    Per un mese aggiuntivo di congedo (o 30 giorni), uno dei due genitori può ottenere l’80% della retribuzione media:

    • Percentuale: 80% della retribuzione media giornaliera
    • Durata massima: 1 mese (30 giorni) per nucleo familiare
    • Limite età bambino: fino ai 6 anni
    • Alternativo: solo uno dei due genitori può fruirne
    • Non frazionabile: deve essere fruito in un unico periodo

    Indennità al 30%

    Per i restanti mesi di congedo (fino a 6 mesi complessivi tra entrambi i genitori), l’indennità è pari al 30% della retribuzione:

    • Percentuale: 30% della retribuzione media giornaliera
    • Durata massima: 6 mesi complessivi
    • Limite età bambino: fino ai 6 anni
    • Frazionabile: può essere fruito in più periodi

    Congedo non retribuito (6-14 anni)

    Per i periodi di congedo fruiti tra i 6 e i 14 anni del bambino:

    • Indennità INPS: nessuna retribuzione
    • Contribuzione figurativa: SÌ (conta per la pensione)
    • Conservazione posto di lavoro: SÌ

    Esempi pratici di calcolo

    Esempio 1 – Madre con RAL 30.000 euro

    • Retribuzione media giornaliera: circa 82 euro (30.000/365)
    • Indennità al 30%: 24,60 euro/giorno
    • Indennità all’80%: 65,60 euro/giorno

    Se prende 1 mese all’80% + 3 mesi al 30%:

    • 1 mese all’80%: 65,60 × 30 = 1.968 euro
    • 3 mesi al 30%: 24,60 × 90 = 2.214 euro
    • Totale 4 mesi: circa 4.182 euro lordi

    Esempio 2 – Padre con RAL 25.000 euro

    • Retribuzione media giornaliera: circa 68,50 euro
    • Se prende 2 mesi al 30%: 20,55 × 60 = 1.233 euro lordi

    Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026

    Il congedo parentale con le nuove regole 2026 spetta a specifiche categorie di lavoratori.

    Requisiti per i lavoratori dipendenti

    Hanno diritto al congedo parentale:

    • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato)
    • Lavoratori dipendenti (settore pubblico e privato)
    • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

    NON hanno diritto:

    • Lavoratori autonomi (hanno disciplina separata)
    • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
    • Lavoratori domestici (colf, badanti)

    Situazioni particolari

    Genitore solo

    In caso di morte dell’altro genitore, abbandono o affidamento esclusivo, il genitore solo ha diritto all’intero monte ore di 10 mesi (o 11 se ne fruisce 3 continuativi).

    Figli con disabilità

    Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92):

    • Prolungamento del congedo fino ai 12 anni (oltre i normali 10-11 mesi)
    • Indennità al 30% per tutto il periodo
    • Cumulabile con i permessi L. 104

    Adozione e affidamento

    I genitori adottivi o affidatari possono fruire del congedo:

    • Entro 14 anni dall’ingresso in famiglia
    • In ogni caso non oltre la maggiore età del minore
    • Anche prima dell’ingresso in Italia (adozioni internazionali)

    Scadenze e Tempistiche 2026

    Per usufruire correttamente del congedo parentale 2026, è fondamentale rispettare le scadenze e conoscere le tempistiche di lavorazione.

    Quando presentare la domanda

    • Preavviso minimo: almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo
    • Preavviso consigliato: 15-20 giorni prima per evitare ritardi
    • Termine ultimo: prima dell’inizio effettivo dell’astensione

    Tempi di lavorazione INPS

    L’INPS elabora le domande con le seguenti tempistiche:

    • Accettazione domanda: entro 3-5 giorni lavorativi
    • Primo pagamento: entro 30-60 giorni dall’inizio del congedo
    • Pagamenti successivi: mensilmente (se congedo prolungato)

    Comunicazione al datore di lavoro

    Oltre alla domanda INPS, devi comunicare al tuo datore di lavoro:

    • Preavviso CCNL: verifica i giorni richiesti dal tuo contratto collettivo (solitamente 5-15 giorni)
    • Modalità: raccomandata A/R, PEC o consegna a mano con ricevuta
    • Contenuto: periodo richiesto, modalità (continuativo/frazionato/ore)

    Scadenze per il congedo all’80%

    Per usufruire dell’indennità maggiorata all’80%:

    • Il bambino deve avere meno di 6 anni al momento della fruizione
    • La domanda va presentata specificando la richiesta dell’80%
    • Una volta richiesto, non può essere modificato in corso d’opera

    Le nuove regole 2026 del congedo parentale rappresentano un’importante opportunità per i genitori lavoratori dipendenti che vogliono dedicare più tempo alla cura dei figli senza rinunciare a un adeguato supporto economico. L’indennità all’80% per un mese e l’estensione fino ai 14 anni rendono questo strumento più flessibile e vantaggioso.

    Per fare domanda INPS correttamente ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, è fondamentale:

    • Presentare la domanda con il giusto anticipo (almeno 5 giorni)
    • Verificare di avere tutti i requisiti necessari
    • Scegliere correttamente tra indennità al 30% o 80%
    • Comunicare tempestivamente al datore di lavoro

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi della domanda, dalla verifica dei requisiti all’invio telematico, fino al controllo dell’erogazione dell’indennità.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Domanda Congedo Parentale 2026


    Approfondimenti sul Congedo Parentale

    Scopri tutti i dettagli sulla disciplina del congedo parentale:

    • Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti – Tutto quello che devi sapere sul congedo parentale con le nuove regole
    Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 10:40:442026-05-31 18:24:29Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole
    NOTIZIE

    Rottamazione Cartelle Locali 2026: Definizione Agevolata nei Comuni

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    La rottamazione delle cartelle esattoriali si estende anche ai tributi locali: numerosi Comuni italiani hanno aderito alla definizione agevolata 2026 per IMU, TARI, multe e altri tributi comunali. Questa opportunità consente ai contribuenti di sanare i debiti locali con significativi risparmi su sanzioni e interessi.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Cartelle Locali
    2. Differenza tra Rottamazione Nazionale e Locale
    3. Quali Comuni Hanno Aderito
    4. Scadenze e Termini per la Domanda
    5. Come Fare Domanda al Comune
    6. Cosa Si Paga e Cosa Si Risparmia
    7. Domande Frequenti

    Cosa Sono le Cartelle Locali

    Le cartelle locali sono avvisi di pagamento emessi dai Comuni (o loro concessionari) per debiti relativi a tributi comunali. Si tratta di un sistema parallelo rispetto alle cartelle esattoriali nazionali gestite dall’Agenzia Entrate-Riscossione.

    I principali debiti che rientrano nelle cartelle locali sono:

    • IMU e IMI (Imposta Municipale Unica)
    • TARI e TARSU (tassa rifiuti)
    • TOSAP e COSAP (occupazione suolo pubblico)
    • Multe stradali comunali
    • Canone acqua e fognatura
    • Altri tributi minori comunali

    La differenza sostanziale è che questi debiti non transitano per l’Agenzia Entrate-Riscossione ma sono gestiti direttamente dai Comuni o da società di riscossione locale come Soget, Maggioli, ecc.

    Differenza tra Rottamazione Nazionale e Locale

    È fondamentale distinguere le due forme di definizione agevolata:

    Rottamazione Quinquies (nazionale):

    • Riguarda debiti affidati all’Agenzia Entrate-Riscossione
    • Copre cartelle per imposte statali (IRPEF, IVA, contributi INPS)
    • Disciplinata dalla Legge di Bilancio nazionale
    • Scadenze e modalità fissate dal Governo

    Rottamazione locale (comunale):

    • Riguarda debiti per tributi comunali
    • Gestita autonomamente da ciascun Comune
    • Ogni Comune decide se aderire e con quali condizioni
    • Scadenze e modalità variano da Comune a Comune

    Un contribuente può avere cartelle di entrambi i tipi e dovrà presentare domande separate per le due rottamazioni.

    Quali Comuni Hanno Aderito

    La rottamazione delle cartelle locali è facoltativa: ogni Comune decide autonomamente se aderire alla definizione agevolata 2026. Al momento hanno aderito centinaia di Comuni, tra cui molte grandi città e capoluoghi.

    Come verificare se il tuo Comune ha aderito:

    • Consulta il sito web istituzionale del Comune
    • Cerca delibere di Giunta/Consiglio comunale con oggetto “definizione agevolata” o “rottamazione tributi locali”
    • Controlla gli avvisi sul portale tributario comunale
    • Rivolgiti all’Ufficio Tributi del tuo Comune

    Alcuni Comuni hanno pubblicato liste dettagliate dei debiti sanabili e modulistica specifica. Altri hanno delegato la gestione alle società di riscossione che invieranno comunicazioni ai contribuenti interessati.

    Scadenze e Termini per la Domanda

    Ogni Comune fissa autonomamente le proprie scadenze per la presentazione delle domande di definizione agevolata. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le tempistiche seguono questo schema:

    • Gennaio-Marzo 2026: pubblicazione delibere comunali e apertura termini
    • 30 aprile 2026: scadenza indicativa per presentare domanda (varia per Comune)
    • Maggio-Giugno 2026: verifica istanze e comunicazione importi da pagare
    • Luglio 2026: pagamento in unica soluzione o prima rata

    ATTENZIONE: le scadenze possono variare significativamente. Alcuni Comuni potrebbero avere termini più brevi (febbraio-marzo) mentre altri potrebbero estendere fino a maggio-giugno. È essenziale verificare le scadenze specifiche del proprio Comune.

    Come Fare Domanda al Comune

    La procedura per richiedere la rottamazione delle cartelle locali prevede generalmente questi passaggi:

    1. Verifica debiti: accedi al portale tributario del Comune o richiedi estratto conto all’Ufficio Tributi
    2. Scarica modulistica: sul sito del Comune trova il modulo di domanda specifico
    3. Compila domanda: indica i debiti che vuoi rottamare e la modalità di pagamento (unica soluzione o rateizzazione)
    4. Presenta istanza: tramite PEC, raccomandata A/R, sportello comunale o portale online
    5. Attendi comunicazione: il Comune calcola l’importo dovuto e invia il piano di pagamento
    6. Effettua pagamento: rispetta le scadenze della prima rata o del pagamento unico

    Documenti generalmente richiesti:

    • Modulo domanda compilato
    • Copia documento identità
    • Elenco cartelle/avvisi da rottamare
    • Eventuale delega se ti avvali di un CAF o commercialista

    Cosa Si Paga e Cosa Si Risparmia

    La rottamazione delle cartelle locali comporta generalmente questi vantaggi:

    COSA SI PAGA:

    • Importo capitale del tributo dovuto (100%)
    • Eventualmente gli interessi di mora (dipende dal Comune, alcuni li azzerano)

    COSA NON SI PAGA (risparmi):

    • Sanzioni amministrative (azzerate al 100%)
    • Interessi di mora (in alcuni Comuni)
    • Aggio di riscossione (in molti Comuni)
    • Spese di notifica e procedurali

    Il risparmio effettivo dipende dalla delibera comunale. In media, le sanzioni rappresentano il 30-50% del totale dovuto, quindi il beneficio può essere molto significativo.

    Esempio pratico:

    • Debito IMU non pagata: 1.000 euro
    • Sanzioni (30%): 300 euro
    • Interessi: 50 euro
    • Aggio e spese: 100 euro
    • Totale cartella: 1.450 euro
    • Con rottamazione paghi: 1.000 euro (risparmio 450 euro = 31%)

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Rottamazione Cartelle Locali

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Posso rottamare sia le cartelle nazionali che quelle locali?

    Si, sono due procedure separate. Puoi presentare domanda di rottamazione quinquies all’Agenzia Entrate-Riscossione per i debiti statali e contemporaneamente richiedere la definizione agevolata al tuo Comune per i tributi locali.

    Se ho debiti con piu Comuni devo fare piu domande?

    Si, ogni Comune gestisce autonomamente la propria rottamazione. Se hai debiti in Comuni diversi (es. prima e seconda casa) dovrai presentare domande separate a ciascun Comune che ha aderito alla definizione agevolata.

    Cosa succede se non pago una rata della rottamazione locale?

    La decadenza dalla rottamazione avviene generalmente dopo 2-3 rate non pagate (dipende dalla delibera comunale). In caso di decadenza, il debito viene ripristinato con tutte le sanzioni e interessi originari e riprende la riscossione forzata.

    Il CAF puo aiutarmi con la rottamazione locale?

    Si, il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica dei debiti, compilazione della domanda e presentazione al Comune. Contattaci per una consulenza personalizzata.

    La rottamazione delle cartelle locali rappresenta un’opportunità concreta per sanare debiti verso il proprio Comune con risparmi significativi. È importante verificare tempestivamente se il tuo Comune ha aderito e presentare domanda entro i termini previsti.


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

    Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
    Febbraio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
    Dichiarazione dei redditi 730
    NOTIZIE

    Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

    Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
    Febbraio 20, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    NOTIZIE

    Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

    Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
    Febbraio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
    Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 09:40:442026-05-31 09:56:55Rottamazione Cartelle Locali 2026: Definizione Agevolata nei Comuni
    Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta

    regime forfettario partita iva

    Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa alla Scelta Corretta

    Stai per aprire la partita IVA come architetto o ingegnere e non sai quale codice ATECO scegliere? Ti chiedi qual e la differenza tra 71.11.00, 71.12.10 e 71.12.20? Vuoi capire se puoi avere piu codici ATECO contemporaneamente?

    La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per la tua partita IVA: determina il coefficiente di redditivita in regime forfettario, gli obblighi professionali e la corretta classificazione fiscale della tua attivita. Un errore nella scelta puo portare a sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.

    In questa guida completa analizzeremo tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri, le differenze tra i vari codici, come scegliere quello giusto e gli errori da evitare.

    Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nell’apertura della partita IVA e nella corretta scelta del codice ATECO, garantendo la piena conformita fiscale.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e il Codice ATECO
    2. Codice ATECO per Architetti (71.11.00)
    3. Codici ATECO per Ingegneri
    4. Il Coefficiente di Redditivita 78%
    5. Come Scegliere il Codice Corretto
    6. Piu Codici ATECO: Quando e Possibile
    7. Errori Comuni da Evitare
    8. Domande Frequenti

    Cos’e il Codice ATECO

    Il codice ATECO (Attivita Economiche) e una combinazione alfanumerica che identifica univocamente l’attivita economica svolta da un’impresa o da un professionista ai fini statistici e fiscali.

    A Cosa Serve il Codice ATECO

    FunzioneDescrizione
    Classificazione fiscaleIdentifica la tua attivita per l’Agenzia delle Entrate
    Regime forfettarioDetermina il coefficiente di redditivita
    Obblighi previdenzialiIndica la cassa di appartenenza (Inarcassa)
    Statistiche ISTATClassificazione per rilevazioni statistiche nazionali
    Camera di CommercioIscrizione al Registro Imprese (se applicabile)

    Struttura del Codice ATECO

    Il codice ATECO ha una struttura gerarchica a 6 cifre:

    • Sezione (lettera): M = Attivita professionali, scientifiche e tecniche
    • Divisione (2 cifre): 71 = Attivita degli studi di architettura e ingegneria
    • Gruppo (3 cifre): 71.1 = Attivita architettura / 71.2 = Collaudi e analisi
    • Classe (4 cifre): 71.11 = Architettura / 71.12 = Ingegneria
    • Categoria (5-6 cifre): 71.11.00, 71.12.10, ecc.

    Esempio: 71.11.00 = Sezione M, Divisione 71, Gruppo 71.1, Classe 71.11, Categoria 00

    Codice ATECO per Architetti: 71.11.00

    Il codice 71.11.00 e il codice ATECO principale per gli architetti liberi professionisti.

    Descrizione Ufficiale

    CODICE ATECO 71.11.00
    DenominazioneAttivita degli studi di architettura
    Coefficiente forfettario78%
    Cassa previdenzialeInarcassa
    Albo professionaleOrdine degli Architetti PPC

    Cosa Include il Codice 71.11.00

    Il codice 71.11.00 comprende:

    • Progettazione architettonica di edifici residenziali, commerciali, industriali
    • Pianificazione urbanistica e territoriale
    • Architettura del paesaggio e progettazione di spazi esterni
    • Restauro e ristrutturazione di edifici storici e moderni
    • Progettazione di interni (interior design architettonico)
    • Studi di fattibilita per progetti architettonici
    • Supervisione lavori e direzione artistica
    • Realizzazione di plastici e modelli architettonici
    • Consulenza architettonica

    Cosa Esclude il Codice 71.11.00

    Non rientrano nel codice 71.11.00:

    Attivita EsclusaCodice ATECO Corretto
    Progettazione strutturale e calcoli statici71.12.10
    Progettazione impianti (elettrici, meccanici)71.12.20
    Attivita di costruzione41.20.00, 43.xx.xx
    Gestione immobiliare68.20.00
    Intermediazione immobiliare68.31.00
    Design industriale/grafico74.10.xx

    Architetti Sezione A e Sezione B

    Il codice 71.11.00 si applica sia agli architetti Sezione A (laureati magistrali) che Sezione B (architetti junior con laurea triennale), con le rispettive limitazioni di competenze stabilite dall’Ordine.

    Codici ATECO per Ingegneri

    Gli ingegneri possono scegliere tra diversi codici ATECO in base alla specializzazione e al tipo di attivita svolta.

    Tabella Riepilogativa Codici ATECO Ingegneri

    CodiceDenominazioneCoefficienteSpecializzazione
    71.12.10Attivita degli studi di ingegneria78%Progettazione, calcoli strutturali
    71.12.20Servizi di ingegneria integrata78%Progetti multidisciplinari, BIM
    71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%Rilievi, topografia, catasto

    71.12.10 – Attivita degli Studi di Ingegneria

    Il codice 71.12.10 e il piu utilizzato dagli ingegneri ed e dedicato alla progettazione tecnica e strutturale.

    Include:

    • Progettazione strutturale di edifici e infrastrutture
    • Calcoli statici e verifiche sismiche
    • Relazioni tecniche strutturali
    • Progettazione di fondazioni
    • Collaudi strutturali
    • Perizie e diagnosi strutturali
    • Studi di stabilita e consolidamento

    71.12.20 – Servizi di Ingegneria Integrata

    Il codice 71.12.20 e indicato per chi svolge attivita multidisciplinari che integrano diverse competenze.

    Include:

    • Progettazione integrata (strutture + impianti)
    • Progettazione impianti meccanici, elettrici, termici
    • Building Information Modeling (BIM)
    • Coordinamento tra discipline tecniche diverse
    • Efficienza energetica e certificazioni (LEED, BREEAM)
    • Valutazione di impatto ambientale
    • Project management tecnico

    71.12.30 – Attivita Tecniche da Geometri

    Il codice 71.12.30 e utilizzato principalmente dai geometri ma anche da ingegneri che svolgono attivita specifiche di rilievo.

    Include:

    • Rilievi topografici e catastali
    • Misurazione e mappatura di proprieta
    • Progettazione di piccole opere civili
    • Pratiche catastali e urbanistiche
    • Perizie estimative
    • Assistenza in fase costruttiva

    Differenze Chiave tra i Codici

    Aspetto71.12.1071.12.2071.12.30
    FocusStruttureMultidisciplinareRilievi/Catasto
    Complessita progettiAltaMolto altaMedia-bassa
    Impianti inclusiNoSiNo
    CoordinamentoNoSi (centrale)No
    Esempio tipicoCalcolo statico edificioProgetto completo BIMRilievo catastale

    Il Coefficiente di Redditivita 78%

    Tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

    Cosa Significa il Coefficiente 78%

    In regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente ai ricavi:

    Reddito Imponibile = Fatturato x 78%

    Il restante 22% e considerato forfettariamente come spese professionali (non devi documentarle).

    Calcolo Pratico

    ESEMPIO: Fatturato 60.000 euro
    Fatturato annuo60.000 euro
    Coefficiente di redditivitax 78%
    Reddito imponibile46.800 euro
    Spese forfettarie (22%)13.200 euro

    Tabella Coefficienti per Confronto

    Categoria ProfessionaleCoefficienteSpese Forfettarie
    Architetti e Ingegneri78%22%
    Psicologi, Commercialisti78%22%
    Intermediari commercio62%38%
    Commercio al dettaglio40%60%
    Ristorazione40%60%

    Perche lo Stesso Coefficiente?

    Tutti i professionisti tecnici (architetti, ingegneri, geometri) hanno il 78% perche:

    • Svolgono attivita intellettuali con basse spese materiali
    • I costi principali sono tempo e competenze, non merci
    • Le spese tipiche (software, attrezzature, formazione) sono limitate rispetto ai ricavi

    Attenzione: La scelta del codice ATECO non incide sul coefficiente forfettario per queste categorie. Scegli il codice in base all’attivita realmente svolta, non per motivi fiscali.

    Come Scegliere il Codice ATECO Corretto

    La scelta del codice ATECO deve basarsi sull’attivita effettivamente svolta, non su considerazioni fiscali.

    Matrice Decisionale

    Se svolgi prevalentemente…Codice ATECO
    Progettazione architettonica, design edifici, interni, urbanistica71.11.00
    Calcoli strutturali, progettazione strutturale, verifiche sismiche71.12.10
    Progetti integrati (strutture + impianti), BIM, coordinamento71.12.20
    Rilievi topografici, pratiche catastali, perizie estimative71.12.30

    Criterio della Prevalenza Economica

    Il codice prevalente e quello relativo all’attivita che genera il 70% o piu dei ricavi.

    Esempio pratico:

    Ricavi totali: 80.000 euro
    Progettazione architettonica58.000 euro72,5% – PREVALENTE
    Consulenza strutturale15.000 euro18,75% – Secondario
    Perizie tecniche7.000 euro8,75% – Secondario
    Codice prevalente: 71.11.00

    Domande Guida per la Scelta

    1. Qual e la tua professione principale? Architetto = 71.11.00, Ingegnere = 71.12.10/20
    2. Che tipo di progetti svolgi? Solo architettonici, solo strutturali, o integrati?
    3. Da quale attivita proviene il 70%+ dei ricavi? Quello e il tuo codice prevalente
    4. Svolgi attivita di coordinamento multidisciplinare? Se si, valuta 71.12.20

    Quando Cambiare il Codice ATECO

    Devi valutare un cambio di codice quando:

    • La composizione dei ricavi cambia significativamente (oltre il 10%)
    • Inizi una nuova specializzazione che diventa prevalente
    • Il tipo di clientela o progetti cambia strutturalmente

    Non cambiare codice solo per variazioni temporanee o stagionali dei ricavi.

    Piu Codici ATECO: Quando e Possibile

    E possibile avere piu codici ATECO contemporaneamente quando si svolgono attivita diverse e documentabili.

    Quando Avere Piu Codici

    SI – E consigliatoAttivita diverse con ricavi documentabili separatamente (es: 50% architettura, 30% ingegneria)
    NO – SconsigliatoAttivita secondaria sporadica (meno del 5% dei ricavi)
    SI – E consigliatoAttivita complementari che richiedono tracciabilita separata
    NO – SconsigliatoSolo per “flessibilita” senza attivita effettiva

    Esempio Pratico: Architetto con Attivita Multiple

    Ricavi totali: 100.000 euro
    Progettazione architettonica65.000 euro (65%)71.11.00 – PREVALENTE
    Consulenza energetica e BIM25.000 euro (25%)71.12.20 – Secondario
    Perizie immobiliari10.000 euro (10%)68.32.09 – Secondario

    Come Gestire Piu Codici

    1. Fatture separate: Emetti fatture con causale chiara per ogni tipo di attivita
    2. Tracciabilita: Mantieni documentazione che dimostri la natura delle prestazioni
    3. Dichiarazione: Indica tutti i codici nella dichiarazione dei redditi
    4. Aggiornamento: Comunica eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate

    Limite Massimo di Codici

    Non c’e un limite formale, ma nella pratica:

    • 1-2 codici: Situazione normale per la maggior parte dei professionisti
    • 3 codici: Accettabile se le attivita sono realmente diverse
    • 4+ codici: Puo attirare attenzione dell’Agenzia delle Entrate

    Errori Comuni da Evitare

    Ecco i 10 errori piu frequenti nella scelta del codice ATECO per architetti e ingegneri.

    Errore 1: Scegliere il Codice per Risparmio Fiscale

    Il problema: “Scelgo un codice diverso perche potrebbe avere un coefficiente piu basso.”

    La realta: Tutti i codici per architetti e ingegneri hanno il 78%. Non cambia nulla fiscalmente, ma rischi sanzioni per classificazione errata.

    Errore 2: Frazionare Artifiziosamente i Ricavi

    Il problema: Dichiarare ricavi divisi tra piu codici quando in realta l’attivita e una sola.

    Conseguenze: Accertamenti, sanzioni dal 100% al 200%, interessi moratori.

    Errore 3: Confondere Preferenza con Prevalenza

    Il problema: “Faccio 50% architettura e 50% ingegneria. Scelgo l’architettura perche mi piace di piu.”

    La realta: Il criterio e il ricavo effettivo, non la preferenza personale. Traccia i ricavi reali degli ultimi 2-3 anni.

    Errore 4: Non Documentare le Attivita Secondarie

    Il problema: Avere piu codici senza fatture che dimostrino la divisione.

    Soluzione: Fatture con causale chiara e documentazione di supporto per ogni attivita.

    Errore 5: Cambiare Codice Ogni Anno

    Il problema: Cambiare frequentemente codice ATECO senza motivi reali.

    Conseguenze: Attira l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate come anomalia.

    Errore 6: Non Comunicare le Variazioni

    Il problema: La composizione dei ricavi cambia ma non si aggiorna il codice ATECO.

    Soluzione: Valuta ogni anno se la composizione e cambiata significativamente (oltre il 10%).

    Errore 7: Usare Codici Troppo Generici

    Il problema: Usare codici come 71.12.90 “altre attivita di ingegneria non classificate” per avere flessibilita.

    Conseguenze: I codici generici attirano controlli. Meglio il codice specifico corretto.

    Errore 8: Ignorare gli Obblighi Professionali

    Il problema: Scegliere un codice che non corrisponde all’iscrizione all’Albo.

    Conseguenze: Problemi con Ordine professionale, Inarcassa e assicurazione RC.

    Errore 9: Confondere ATECO con Tipologia di Lavoro

    Il problema: “Sto facendo un lavoro di ingegneria, devo cambiare codice ATECO.”

    La realta: Il codice ATECO indica l’attivita prevalente, non ogni singolo incarico.

    Errore 10: Non Chiedere Consulenza

    Il problema: Scegliere il codice ATECO con il supporto di esperti senza verifiche.

    Soluzione: Consulta un commercialista o il CAF Centro Fiscale per una valutazione corretta.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Qual e il codice ATECO per un architetto?

    Il codice ATECO principale per gli architetti e 71.11.00 – “Attivita degli studi di architettura”. Ha un coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

    Qual e il codice ATECO per un ingegnere?

    Il codice piu comune per gli ingegneri e 71.12.10 – “Attivita degli studi di ingegneria”. Per attivita multidisciplinari (strutture + impianti) si usa il 71.12.20.

    Posso avere sia il codice da architetto che da ingegnere?

    Si, se svolgi entrambe le attivita e hai i requisiti professionali. Devi indicare quale e il codice prevalente (quello con il 70%+ dei ricavi).

    Il codice ATECO influisce sulle tasse?

    Per architetti e ingegneri, no. Tutti i codici (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente forfettario del 78%.

    Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

    Rischi: accertamenti fiscali, sanzioni (100-200%), richiesta di differenze di imposta. E importante scegliere il codice corretto dall’inizio.

    Come faccio a cambiare il codice ATECO?

    Devi comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12 (persone fisiche) entro 30 giorni dalla variazione.

    Devo avere lo stesso codice ATECO della mia iscrizione all’Albo?

    Il codice ATECO deve essere coerente con la tua abilitazione professionale. Un architetto iscritto all’Albo usera tipicamente il 71.11.00.

    Conclusioni

    La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per architetti e ingegneri che aprono la partita IVA.

    Punti chiave da ricordare:

    • Architetti: Codice 71.11.00 – Attivita degli studi di architettura
    • Ingegneri: Codice 71.12.10 (strutture), 71.12.20 (integrata), 71.12.30 (rilievi)
    • Coefficiente: 78% per tutti i codici – nessun vantaggio fiscale nella scelta
    • Prevalenza: Scegli in base all’attivita che genera il 70%+ dei ricavi
    • Piu codici: Possibile se le attivita sono diverse e documentabili
    • Errori: Evita scelte basate su considerazioni fiscali o preferenze personali

    Il CAF Centro Fiscale offre consulenza specializzata per architetti e ingegneri: verifica del codice ATECO corretto, apertura partita IVA, iscrizione Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

    Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sulla scelta del codice ATECO.

    Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per la classificazione ufficiale ATECO, consultare il sito ISTAT (www.istat.it).

    Articoli correlati:

    • Partita IVA Architetto e Ingegnere: Guida Completa 2026
    • Contributi Inarcassa 2026: Aliquote e Scadenze
    • Fatturazione per Architetti e Ingegneri

    Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

    Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

    +2000
    Partite IVA aperte
    100%
    Assistenza garantita

    Compila il modulo per una consulenza gratuita:


      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

      Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 09:00:002026-05-30 00:07:25Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta
      FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati

      Cessione del Quinto sulla Pensione: Come Funziona e Quanto Puoi Ottenere

      finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Come Funziona la Cessione del Quinto sulla Pensione
      2. Requisiti INPS per i Pensionati
      3. Importi Ottenibili per Fascia di Pensione
      4. Tassi di Interesse per Età
      5. Vantaggi Specifici per Pensionati
      6. Durata Massima e Età Fine Prestito
      7. Domande Frequenti

      La cessione del quinto sulla pensione è una delle soluzioni di prestito più accessibili per i pensionati, che permette di ottenere liquidità immediata senza garanzie reali e con trattenuta automatica sul cedolino pensione INPS. Si tratta di un finanziamento garantito che consente ai pensionati di età anche superiore ai 70 anni di accedere al credito con tassi competitivi e sicurezza totale per la famiglia grazie alla polizza vita inclusa.

      Per approfondire tutte le forme di prestito per pensionati, consulta la nostra guida completa sulla cessione del quinto 2026.

      Nel 2026, la cessione del quinto pensione continua a essere la scelta preferita da chi percepisce un trattamento pensionistico INPS stabile e ha bisogno di liquidità per spese impreviste, ristrutturazioni casa, acquisto auto, spese mediche o aiuto economico ai figli. Il meccanismo è semplice: l’INPS trattiene automaticamente fino a un quinto (20%) della pensione netta mensile e la versa direttamente all’istituto finanziario, garantendo il rimborso senza rischi di dimenticanze o ritardi.

      In questa guida scoprirai come funziona la cessione del quinto sulla pensione, quali sono i requisiti INPS per i pensionati, gli importi ottenibili in base alla fascia di pensione, i tassi di interesse 2026 per età, i vantaggi specifici per chi è già in pensione e la durata massima in base all’età al termine del prestito.

      Come Funziona la Cessione del Quinto sulla Pensione

      Il meccanismo della cessione del quinto sulla pensione si basa su un accordo tra pensionato richiedente, istituto finanziario (banca o società specializzata) e ente pensionistico (INPS, INPDAP, ex ENPALS). La particolarità che rende questa forma di prestito così sicura è la trattenuta diretta sul cedolino pensione, che elimina qualsiasi rischio di insolvenza.

      Il meccanismo della trattenuta INPS

      L’INPS (o altro ente pensionistico) trattiene automaticamente ogni mese fino a un quinto (20%) della pensione netta prima di accreditarla sul conto corrente del pensionato. Questo importo viene versato direttamente all’istituto finanziario che ha erogato il prestito, garantendo il rimborso puntuale senza necessità di RID bancari, bonifici mensili o altre operazioni da parte del pensionato.

      Esempio pratico:

      • Pensione netta mensile: 1.200 euro
      • Rata massima cessione (20%): 240 euro
      • Pensione accreditata sul conto: 960 euro (1.200 – 240)

      Il pensionato riceve quindi la pensione già al netto della rata, senza dover gestire pagamenti mensili. Questo sistema offre massima tranquillità e elimina il rischio di dimenticare scadenze o incorrere in penali per ritardo.

      Durata della trattenuta

      La trattenuta prosegue automaticamente ogni mese per tutta la durata del prestito (da 60 a 120 mesi, cioè da 5 a 10 anni) fino alla completa estinzione del debito. Se il pensionato sceglie di estinguere anticipatamente il prestito, può farlo in qualsiasi momento rimborsando il capitale residuo, e la trattenuta cessa dal mese successivo.

      Cosa succede in caso di decesso

      In caso di decesso del pensionato durante il periodo di rimborso, entra in funzione la polizza vita obbligatoria inclusa nel contratto. Questa polizza estingue automaticamente il debito residuo senza che gli eredi debbano pagare alcunché. Si tratta di una tutela fondamentale per la famiglia, che evita il trasferimento del debito agli eredi.

      Requisiti INPS per i Pensionati

      Per richiedere la cessione del quinto sulla pensione è necessario soddisfare alcuni requisiti minimi stabiliti dagli istituti finanziari in accordo con l’INPS. Questi requisiti garantiscono la sostenibilità del prestito e la sicurezza del rimborso.

      Pensione minima richiesta

      La pensione netta mensile minima per accedere alla cessione del quinto varia da istituto a istituto, ma generalmente è compresa tra 650 e 800 euro al mese. Questo perché la rata massima (20% del netto) deve essere sostenibile e lasciare al pensionato una liquidità residua sufficiente per le spese di vita quotidiana.

      Esempi di pensione minima:

      • Pensione 650 euro: rata max 130 euro → prestito max 8.000-10.000 euro
      • Pensione 800 euro: rata max 160 euro → prestito max 10.000-12.000 euro

      Con pensioni inferiori a 650 euro (come l’assegno sociale di circa 500 euro) è difficile ottenere la cessione del quinto, perché la rata risulterebbe troppo bassa per gli istituti finanziari.

      Età massima al termine del prestito

      Il limite di età più rilevante non è l’età al momento della richiesta, ma l’età al termine del prestito. La maggior parte degli istituti finanziari richiede che il pensionato non superi gli 85-90 anni alla fine del piano di rimborso. Alcuni istituti specializzati accettano fino a 90 anni al termine.

      Esempi pratici:

      • Pensionato 70 anni: può richiedere prestito fino a 15 anni (termine a 85 anni)
      • Pensionato 75 anni: può richiedere prestito fino a 10 anni (termine a 85 anni)
      • Pensionato 80 anni: può richiedere prestito fino a 5 anni (termine a 85 anni)

      Questo requisito è legato al costo della polizza vita, che aumenta esponenzialmente con l’età. Oltre gli 85-90 anni, il premio assicurativo diventa troppo oneroso.

      Tipologie di pensione ammesse

      Non tutte le pensioni sono ammesse alla cessione del quinto. Le tipologie accettate sono:

      • Pensione di vecchiaia INPS: la più comune, accettata da tutti gli istituti
      • Pensione anticipata: accettata se il trattamento è definitivo e stabile
      • Pensione di invalidità INPS (permanente): accettata se l’invalidità è confermata in via definitiva (non provvisoria)
      • Pensione di reversibilità: accettata con condizioni più restrittive (importi più bassi, durate ridotte)
      • Pensioni ex INPDAP, ENPALS, INPDAI: accettate come le pensioni INPS

      NON sono generalmente accettate:

      • Assegno sociale: importo troppo basso (circa 500 euro/mese)
      • Pensioni provvisorie: mancanza di stabilità del reddito
      • Pensioni estere: difficoltà di trattenuta diretta

      Assenza di pignoramenti

      Il pensionato non deve avere pignoramenti in corso sulla pensione. Se è presente un pignoramento da parte di terzi (es. Agenzia Entrate, banche, creditori), la capienza residua (quota pignorabile + 20% cessione) deve rientrare nei limiti di legge. In caso contrario, la richiesta viene respinta.

      Importi Ottenibili per Fascia di Pensione

      L’importo massimo ottenibile con la cessione del quinto sulla pensione dipende da tre fattori principali: pensione netta mensile, età del pensionato e durata scelta per il rimborso. La rata massima è sempre il 20% della pensione netta, ma l’importo totale finanziabile varia in base alla durata del prestito e al tasso applicato.

      Tabella importi per fascia di pensione

      Ecco alcuni esempi pratici di importi ottenibili con la cessione del quinto per diverse fasce di pensione (dati 2026, TAN medio 7,5%):

      Pensione nettaRata max (20%)Prestito ottenibileDurata consigliata
      800 euro160 euro10.000 euro60 mesi (5 anni)
      1.000 euro200 euro12.500 euro60 mesi (5 anni)
      1.200 euro240 euro15.000 euro72 mesi (6 anni)
      1.500 euro300 euro20.000 euro84 mesi (7 anni)
      2.000 euro400 euro25.000 euro96 mesi (8 anni)
      2.500 euro500 euro30.000 euro108 mesi (9 anni)

      IMPORTANTE: Gli importi sopra indicati sono indicativi e calcolati con TAN medio del 7,5%. L’importo effettivo dipende dal tasso applicato, dall’età del pensionato e dalla durata scelta.

      Importi massimi in base all’età

      L’età del pensionato influisce sull’importo massimo ottenibile perché determina la durata residua del prestito (fino a 85-90 anni al termine).

      Esempi:

      • Pensionato 65 anni, pensione 1.500 euro: può richiedere fino a 20 anni (termine a 85) → importo max 30.000-35.000 euro
      • Pensionato 75 anni, pensione 1.500 euro: può richiedere fino a 10 anni (termine a 85) → importo max 20.000-22.000 euro
      • Pensionato 80 anni, pensione 1.500 euro: può richiedere fino a 5 anni (termine a 85) → importo max 12.000-15.000 euro

      Più il pensionato è giovane, maggiore è la durata disponibile e quindi l’importo finanziabile.

      Calcolo personalizzato della disponibilità

      Per conoscere l’importo esatto ottenibile in base alla tua situazione specifica (età, pensione netta, durata preferita), è necessario richiedere un preventivo personalizzato all’istituto finanziario. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella raccolta della documentazione (cedolini pensione, estratto INPS) e nel confronto delle offerte di diversi istituti per trovare la soluzione più conveniente.

      Tassi di Interesse per Età

      I tassi di interesse applicati alla cessione del quinto sulla pensione variano in base a diversi fattori, ma il principale è l’età del pensionato. Più il pensionato è anziano, più alto è il costo della polizza vita obbligatoria, che si riflette sul TAEG complessivo.

      Range di tassi 2026 per fascia di età

      Ecco i tassi medi applicati nel 2026 per la cessione del quinto pensione, suddivisi per fascia di età (dati aggiornati gennaio 2026):

      Fascia etàTAN medioTAEG medioNote
      60-70 anni7,0% – 7,5%8,5% – 9,0%Tassi più bassi, polizza vita contenuta
      70-75 anni7,5% – 8,0%9,0% – 9,5%Polizza vita leggermente più cara
      75-80 anni8,0% – 8,5%9,5% – 10,0%Polizza vita in aumento
      80-85 anni8,5% – 9,0%10,0% – 10,5%Polizza vita molto costosa

      Perché i tassi aumentano con l’età

      La differenza nei tassi tra un pensionato di 65 anni e uno di 80 anni (circa 1,5-2 punti percentuali) dipende principalmente dal costo della polizza vita obbligatoria. La polizza vita copre il rischio di decesso durante il periodo di rimborso: se il pensionato muore prima di aver estinto il debito, la polizza paga il capitale residuo all’istituto finanziario, liberando gli eredi dall’obbligo di rimborso.

      Il premio della polizza vita aumenta esponenzialmente con l’età perché il rischio attuariale di decesso è più alto per i pensionati anziani. Questo premio viene incluso nel TAEG, facendo aumentare il costo totale del prestito.

      Differenza tra TAN e TAEG

      • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso puro degli interessi applicato al capitale, senza considerare le spese accessorie
      • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutti i costi del prestito (interessi + spese istruttoria + commissioni + polizze assicurative). È l’indicatore più corretto per confrontare le offerte

      La differenza tra TAEG e TAN (circa 1,5-2 punti percentuali) è quasi interamente dovuta al costo delle polizze (vita + impiego + invalidità).

      Come ottenere i tassi più bassi

      Per ottenere i tassi più convenienti, è consigliabile:

      • Richiedere il prestito prima dei 70 anni: i tassi sono più bassi e la durata disponibile è maggiore
      • Confrontare almeno 3-4 istituti: i tassi possono variare anche di 1-1,5 punti percentuali tra diversi operatori
      • Scegliere durate più brevi: prestiti a 5 anni hanno tassi più bassi rispetto a quelli a 10 anni
      • Evitare intermediari non trasparenti: alcuni agenti applicano commissioni occulte che fanno lievitare il TAEG

      Vantaggi Specifici per Pensionati

      La cessione del quinto sulla pensione offre numerosi vantaggi specifici per i pensionati rispetto ad altre forme di prestito. Questi vantaggi la rendono la soluzione ideale per chi ha superato i 65-70 anni e ha difficoltà ad accedere al credito tradizionale.

      1. Nessuna busta paga da presentare

      A differenza dei prestiti personali tradizionali, che richiedono buste paga recenti e CU per verificare il reddito, la cessione del quinto pensione richiede semplicemente i cedolini pensione INPS degli ultimi 2-3 mesi. Non serve dimostrare anzianità lavorativa, contratti a tempo indeterminato o altre garanzie occupazionali.

      2. Stabilità del reddito pensionistico

      La pensione INPS è un reddito stabile e garantito dallo Stato, che non può essere perso (a differenza dello stipendio in caso di licenziamento) e viene rivalutato annualmente in base all’inflazione. Questa stabilità rende la cessione del quinto estremamente sicura sia per il pensionato che per l’istituto finanziario.

      3. Polizza vita inclusa (tutela eredi)

      Ogni cessione del quinto sulla pensione include una polizza vita obbligatoria che, in caso di decesso del pensionato, estingue automaticamente il debito residuo. Questo significa che gli eredi non devono pagare nulla e non vedono ridotta l’eredità dal debito del genitore. Si tratta di una tutela fondamentale per la famiglia.

      Esempio: Un pensionato di 72 anni richiede un prestito di 15.000 euro con cessione del quinto a 7 anni. Se muore al terzo anno, quando il debito residuo è ancora di 9.000 euro, la polizza vita paga questi 9.000 euro all’istituto finanziario, e gli eredi non devono restituire nulla.

      4. Accesso al credito anche over 70

      I prestiti personali tradizionali sono molto difficili da ottenere per chi ha più di 70 anni, perché le banche considerano troppo alto il rischio di insolvenza. La cessione del quinto pensione, invece, è accessibile fino a 85-90 anni (al termine del prestito), proprio grazie alla trattenuta diretta INPS e alla polizza vita inclusa.

      5. Nessuna verifica anzianità lavorativa

      Per i pensionati non serve dimostrare anzianità di servizio, stabilità del rapporto di lavoro o altre condizioni richieste ai dipendenti. L’unico requisito è avere una pensione INPS di almeno 650-800 euro netti al mese.

      6. Gestione automatica senza preoccupazioni

      La trattenuta automatica sul cedolino pensione elimina qualsiasi preoccupazione legata ai pagamenti mensili. Il pensionato non deve ricordarsi scadenze, impostare RID bancari o fare bonifici: tutto avviene automaticamente tramite INPS.

      Durata Massima e Età Fine Prestito

      La durata massima della cessione del quinto sulla pensione dipende principalmente dall’età del pensionato al momento della richiesta e dall’età massima consentita al termine del prestito. La maggior parte degli istituti finanziari richiede che il pensionato non superi gli 85-90 anni alla fine del piano di rimborso.

      Età massima al termine del prestito

      Gli istituti finanziari applicano un limite di età al termine del prestito (non al momento della richiesta) per motivi attuariali legati al costo della polizza vita. I limiti più comuni sono:

      • 85 anni: applicato dalla maggior parte degli istituti tradizionali
      • 90 anni: applicato da alcuni istituti specializzati in prestiti senior

      Esempi pratici:

      • Pensionato 65 anni: può richiedere prestito fino a 20 anni (termine a 85) o 25 anni (termine a 90 se l’istituto lo consente)
      • Pensionato 75 anni: può richiedere prestito fino a 10 anni (termine a 85) o 15 anni (termine a 90)
      • Pensionato 80 anni: può richiedere prestito fino a 5 anni (termine a 85) o 10 anni (termine a 90)
      • Pensionato 85 anni: può richiedere prestito fino a 5 anni (termine a 90, solo con istituti specializzati)

      Durata massima del prestito

      La durata massima assoluta per la cessione del quinto pensione è generalmente di 96-120 mesi (8-10 anni), ma dipende dall’età del pensionato. Più il pensionato è anziano, più breve sarà la durata massima consentita.

      Tabella durate massime per età:

      Età pensionatoDurata max (termine a 85 anni)Durata max (termine a 90 anni)
      60 anni25 anni (300 mesi)30 anni (360 mesi)
      65 anni20 anni (240 mesi)25 anni (300 mesi)
      70 anni15 anni (180 mesi)20 anni (240 mesi)
      75 anni10 anni (120 mesi)15 anni (180 mesi)
      80 anni5 anni (60 mesi)10 anni (120 mesi)

      NOTA: Non tutti gli istituti accettano durate così lunghe. La maggior parte limita a 10 anni (120 mesi) la durata massima indipendentemente dall’età.

      Limitazioni per pensioni di reversibilità

      Le pensioni di reversibilità (erogate al coniuge superstite dopo il decesso del pensionato principale) sono ammesse alla cessione del quinto, ma con condizioni più restrittive:

      • Importi più bassi: generalmente il 50-60% dell’importo ottenibile con pensione diretta
      • Durate più brevi: massimo 5-7 anni (60-84 mesi)
      • Tassi leggermente più alti: il rischio è maggiore per l’istituto

      Questo perché la pensione di reversibilità è generalmente più bassa della pensione diretta (60-80% dell’importo originario) e può subire riduzioni in caso di nuove nozze del beneficiario.

      Come scegliere la durata ottimale

      La scelta della durata del prestito deve bilanciare due esigenze:

      • Durata più lunga: rata mensile più bassa, maggiore liquidità residua ogni mese, ma costo totale più alto (più interessi)
      • Durata più breve: rata mensile più alta, meno liquidità residua, ma costo totale più basso (meno interessi)

      Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare la durata ottimale in base alla tua situazione economica, valutando la sostenibilità della rata rispetto alle spese fisse mensili.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Cessione del Quinto Pensione


      Richiedi Assistenza per la Cessione del Quinto Pensione

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella verifica della documentazione (cedolini pensione, estratti INPS), nel calcolo della sostenibilità della rata e nel confronto delle offerte di diversi istituti finanziari.

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


        ARTICOLI CORRELATI

        finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
        FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

        Finanziamento Efficienza Energetica: Caldaia, Infissi, Cappotto Termico

        Indice dei contenutiCosti Medi Interventi Efficienza Energetica Opzioni Finanziamento Specifiche Ecobonus 65%: Requisiti e Come Ottenerlo Risparmio Bollette Atteso Procedura e Tempistiche Esempio Pratico: Finanziamento + Detrazione Domande…
        Febbraio 21, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 09:00:002026-01-07 11:00:35Finanziamento Efficienza Energetica: Caldaia, Infissi, Cappotto Termico
        finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
        FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

        Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle

        Indice dei contenutiBonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro Superbonus 2026: Solo Lavori…
        Febbraio 19, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:00:002026-01-07 11:00:31Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle
        finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
        FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

        Prestito Ristrutturazione Casa 2026: Guida Completa, Tassi e Come Richiederlo

        Indice dei contenutiPerché Richiedere un Prestito per la Ristrutturazione Casa Opzioni di Finanziamento Disponibili nel 2026 Budget Ristrutturazione per Tipo di Lavoro Prestito vs Mutuo Ristrutturazione: Quando Scegliere Cosa Collegamento…
        Febbraio 17, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-17 09:00:002026-01-07 11:00:28Prestito Ristrutturazione Casa 2026: Guida Completa, Tassi e Come Richiederlo
        Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 09:00:002026-05-31 16:48:33Cessione del Quinto sulla Pensione: Come Funziona e Quanto Puoi Ottenere
        CAF, CRIPTOVALUTE, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Modello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW

        Dichiarazione redditi Criptovalute

        Guida definitiva 2026: tutto ciò che devi sapere per dichiarare correttamente le tue criptovalute nel Modello Redditi. Quadro RT, Quadro RW, calcolo plusvalenze, nuova aliquota 33% e come evitare sanzioni.

        Indice dei contenuti

        1. Introduzione: perché dichiarare le crypto
        2. Normativa fiscale 2025-2026
        3. Obblighi dichiarativi
        4. Quadro RW: monitoraggio fiscale
        5. Quadro RT: plusvalenze
        6. Come calcolare le plusvalenze
        7. Il metodo LIFO spiegato
        8. Gestire le minusvalenze
        9. Affrancamento e rivalutazione
        10. Scadenze e versamenti
        11. Errori comuni da evitare
        12. Domande frequenti

        Introduzione: perché è fondamentale dichiarare le criptovalute

        Le criptovalute non sono più un Far West fiscale. L’Italia ha introdotto regole precise per la tassazione e il monitoraggio delle cripto-attività, con sanzioni severe per chi non le rispetta.

        Dal 2023, le plusvalenze da criptovalute sono equiparate ai redditi diversi di natura finanziaria e devono essere dichiarate nel Modello Redditi Persone Fisiche. Chi detiene crypto deve inoltre compilare il Quadro RW per il monitoraggio fiscale.

        Questa guida ti accompagna passo passo attraverso tutti gli adempimenti fiscali legati alle criptovalute, con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 che cambiano significativamente il panorama fiscale.

        Normativa fiscale 2025-2026: cosa è cambiato

        La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) ha introdotto modifiche importanti alla tassazione delle cripto-attività:

        Novità dal 2025

        • Eliminazione della franchigia: abolita la soglia di esenzione di 2.000 euro. Tutte le plusvalenze sono ora tassabili
        • Aliquota invariata: per il 2025 resta al 26%
        • Inclusione ISEE: le criptovalute entrano nel calcolo del patrimonio mobiliare ISEE

        Novità dal 2026

        • Aumento aliquota al 33%: le plusvalenze saranno tassate al 33% invece che al 26%
        • Eccezione stablecoin euro: i token di moneta elettronica in euro (MiCAR) mantengono il 26%

        Approfondimento: Tassazione al 33% per le Plusvalenze su Cripto-Attività: Cosa Cambia

        Obblighi dichiarativi: chi deve dichiarare

        Ogni persona fisica residente in Italia che detiene o negozia criptovalute ha due obblighi distinti:

        ObbligoQuadroQuando scatta
        Monitoraggio fiscaleRW (o W nel 730)Sempre, se detieni crypto al 31/12
        Dichiarazione plusvalenzeRT (o T nel 730)Solo se hai venduto/convertito crypto

        Importante: l’obbligo di monitoraggio nel Quadro RW sussiste anche se non hai fatto alcuna operazione durante l’anno. Se al 31 dicembre detenevi anche solo 1 euro in criptovalute, devi dichiararlo.

        Quadro RW: il monitoraggio fiscale

        Il Quadro RW serve per il monitoraggio delle attività estere, incluse le criptovalute (considerate sempre “estere” indipendentemente da dove sono custodite).

        Come compilare il Quadro RW

        Devi compilare un rigo per ogni wallet o exchange dove detieni criptovalute:

        • Colonna 1 (Codice): indicare “14” per cripto-attività
        • Colonna 3 (Valore iniziale): valore in euro al 1° gennaio dell’anno
        • Colonna 4 (Valore finale): valore in euro al 31 dicembre dell’anno
        • Colonna 7 (Giorni): numero di giorni di detenzione
        • Colonna 20: barrare se le crypto sono detenute in cold wallet

        Attenzione: se utilizzi più exchange (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) o hai wallet diversi (hardware wallet, MetaMask, ecc.), devi compilare un rigo separato per ciascuno.

        IVAFE sulle criptovalute

        Le criptovalute non sono soggette all’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Questo perché non rientrano nella definizione di “prodotti finanziari” ai fini dell’imposta patrimoniale.

        Quadro RT: dichiarare le plusvalenze

        Il Quadro RT (sezione II-B per le cripto-attività) è dove dichiari le plusvalenze realizzate dalla vendita o conversione di criptovalute.

        Quando si genera una plusvalenza tassabile

        • Vendita per euro o altra valuta fiat (es. vendi Bitcoin e incassi euro)
        • Conversione tra criptovalute (es. converti Bitcoin in Ethereum)
        • Acquisto di beni o servizi con criptovalute
        • Pagamento di prestazioni ricevuto in crypto

        Righi da compilare nel Quadro RT

        • RT41 Col. 1: totale corrispettivi delle cessioni (quanto hai incassato)
        • RT41 Col. 2: costo fiscale riconosciuto (prezzo di acquisto con metodo LIFO)
        • RT42: plusvalenze da affrancamento (se hai aderito)
        • RT43: plusvalenza netta imponibile
        • RT44: imposta sostitutiva (26% per 2025, 33% dal 2026)

        Come calcolare le plusvalenze

        Il calcolo delle plusvalenze può essere complesso, soprattutto per chi fa trading frequente. Ecco i passaggi fondamentali:

        1. Raccogli lo storico delle operazioni

        Per ogni exchange o wallet, scarica lo storico completo delle transazioni. Servono:

        • Data e ora di ogni acquisto
        • Quantità acquistata
        • Prezzo pagato in euro
        • Commissioni pagate
        • Data e ora di ogni vendita/conversione
        • Quantità venduta
        • Controvalore in euro incassato

        2. Applica il metodo LIFO

        Per ogni vendita, identifica quali unità sono state cedute usando il criterio LIFO (ultime entrate, prime uscite).

        3. Calcola la plusvalenza per ogni operazione

        Plusvalenza = Corrispettivo vendita - Costo acquisto (LIFO) - Commissioni

        4. Somma tutte le plusvalenze dell’anno

        Il totale delle plusvalenze nette va riportato nel Quadro RT.

        Il metodo LIFO spiegato con esempio

        Il metodo LIFO (Last In, First Out) prevede che si considerino cedute per prime le criptovalute acquistate più di recente.

        Esempio pratico:

        DataOperazioneQuantità BTCPrezzo unitarioTotale
        01/03/2024Acquisto0,540.000€20.000€
        15/06/2024Acquisto0,355.000€16.500€
        01/09/2024Acquisto0,250.000€10.000€
        15/11/2024Vendita0,480.000€32.000€

        Applicazione LIFO per la vendita di 0,4 BTC:

        1. Si cedono prima i 0,2 BTC del 01/09 (costo: 10.000€)
        2. Poi si cedono 0,2 BTC dei 0,3 del 15/06 (costo: 11.000€)

        Calcolo plusvalenza:

        • Corrispettivo vendita: 32.000€
        • Costo LIFO: 10.000€ + 11.000€ = 21.000€
        • Plusvalenza: 11.000€

        Gestire le minusvalenze

        Se le tue operazioni hanno generato una perdita (minusvalenza), hai comunque interesse a dichiararla. Le minusvalenze possono essere compensate con plusvalenze future nei quattro anni successivi.

        Esempio:

        • 2025: realizzi una minusvalenza di 5.000€ → la dichiari nel Quadro RT
        • 2026: realizzi una plusvalenza di 8.000€
        • Plusvalenza imponibile 2026: 8.000€ – 5.000€ = 3.000€

        Affrancamento e rivalutazione al 18%

        La Legge di Bilancio 2025 offre la possibilità di rivalutare il valore fiscale delle criptovalute al 1° gennaio 2025, pagando un’imposta sostitutiva del 18% sulla plusvalenza latente.

        Come funziona

        1. Calcoli il valore delle tue crypto al 1° gennaio 2025
        2. Sottrai il costo storico di acquisto
        3. Sulla differenza paghi il 18%
        4. Il nuovo costo fiscale diventa il valore al 1° gennaio 2025

        Quando conviene

        L’affrancamento conviene se:

        • Hai acquistato crypto a prezzi molto bassi (es. Bitcoin a 3.000€)
        • Prevedi di vendere nei prossimi anni
        • Vuoi “cristallizzare” la plusvalenza latente a un’aliquota inferiore

        Scadenza versamento: 30 novembre 2025

        Scadenze e versamenti

        AdempimentoScadenza
        Dichiarazione Redditi PF (Quadri RT/RW)30 settembre (anno successivo)
        Versamento imposta sostitutiva30 giugno (anno successivo)
        Versamento affrancamento 18%30 novembre 2025

        Errori comuni da evitare

        1. Non dichiarare il possesso: anche senza vendite, devi compilare il Quadro RW
        2. Confondere detenzione e realizzo: la detenzione non genera plusvalenze, solo la vendita/conversione
        3. Dimenticare le conversioni crypto-crypto: anche lo scambio tra criptovalute genera plusvalenza
        4. Usare il metodo sbagliato: il calcolo va fatto con LIFO, non con media ponderata
        5. Non considerare le commissioni: le fee degli exchange sono deducibili dal costo
        6. Dichiarare valori approssimativi: usa sempre lo storico ufficiale degli exchange

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti

        Devo dichiarare le crypto se le ho solo comprate e non vendute?

        Sì, devi comunque compilare il Quadro RW per il monitoraggio fiscale. Non devi invece compilare il Quadro RT perché non hai realizzato plusvalenze.

        Come dichiaro crypto su exchange diversi?

        Devi compilare un rigo separato nel Quadro RW per ogni exchange o wallet dove detieni criptovalute. Indica il valore iniziale e finale per ciascuna posizione.

        Le crypto regalate vanno dichiarate?

        Sì, le crypto ricevute in regalo vanno dichiarate nel Quadro RW. Il costo fiscale da assumere è il valore al momento del ricevimento (potrebbero applicarsi anche imposte su donazioni).

        Posso usare il 730 per dichiarare le crypto?

        Sì, dal 2024 puoi usare il Modello 730 compilando il Quadro W (analogo del RW) e il Quadro T (analogo del RT) se hai plusvalenze.

        Cosa succede se ho minusvalenze?

        Le minusvalenze vanno comunque dichiarate e possono essere compensate con plusvalenze realizzate nei quattro anni successivi.

        Devo dichiarare gli NFT?

        Sì, gli NFT sono cripto-attività a tutti gli effetti. Vanno dichiarati nel Quadro RW e le plusvalenze dalla vendita nel Quadro RT.

        Come recupero lo storico delle operazioni?

        Ogni exchange offre la possibilità di scaricare lo storico completo delle transazioni. Cerca nelle impostazioni la sezione ‘Storico’ o ‘Report fiscale’.

        Posso fare la dichiarazione da solo?

        Tecnicamente sì, ma data la complessità dei calcoli (soprattutto con molte operazioni) è consigliabile affidarsi a un CAF o professionista esperto in cripto-attività.

        Affida la dichiarazione delle tue criptovalute al CAF Centro Fiscale

        I nostri esperti ti aiutano a calcolare correttamente le plusvalenze, compilare i Quadri RT e RW, e valutare la convenienza dell’affrancamento. Dichiarazione completa a partire da 80€.

        Prenota su WhatsApp

        Oppure compila il modulo per essere ricontattato:


          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B
          Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

          Approfondimenti

          • Tassazione 33% Plusvalenze Crypto – Cosa cambia dal 2026
          • Dichiarazione Redditi Criptovalute – Il servizio del CAF
          Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 09:00:002026-05-31 16:54:46Modello Redditi Criptovalute 2026: Guida Completa Quadro RT e RW
          CAF

          Dichiarazione Tardiva Modello Redditi: Scadenza 29 Gennaio 2026 con Sanzione Ridotta

          Dichiarazione dei redditi 730

          Indice dei contenuti

          1. Dichiarazione Tardiva vs Dichiarazione Omessa
          2. Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni
          3. Come Presentare la Dichiarazione Tardiva
          4. Quanto Costa: Calcolo Sanzioni
          5. Conseguenze se Non si Regolarizza
          6. Chi Deve Presentare il Modello Redditi

          Hai dimenticato di presentare il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025) entro la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2025? Non tutto è perduto. Puoi ancora regolarizzare la tua posizione presentando una dichiarazione tardiva entro il 29 gennaio 2026, beneficiando di sanzioni ridotte grazie al ravvedimento operoso.

          La scadenza del 29 gennaio 2026 rappresenta l’ultimo giorno utile per presentare la dichiarazione entro i 90 giorni dalla scadenza ordinaria, accedendo così a una sanzione notevolmente ridotta rispetto a quella applicata per dichiarazione omessa.

          In questa guida completa vediamo come funziona la dichiarazione tardiva del Modello Redditi, quali sono le sanzioni applicabili, come calcolarle e come regolarizzare la tua posizione fiscale presso il CAF Centro Fiscale di Udine.

          Dichiarazione Tardiva vs Dichiarazione Omessa: Le Differenze

          È fondamentale comprendere la differenza tra dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa, perché le conseguenze fiscali sono molto diverse.

          Dichiarazione Tardiva

          Si considera tardiva la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria. Per il Modello Redditi 2026:

          • Scadenza ordinaria: 31 ottobre 2025
          • Scadenza dichiarazione tardiva: 29 gennaio 2026 (90° giorno)
          • Sanzione applicabile: da 250 a 1.000 euro (ridotta con ravvedimento operoso)
          • Validità: la dichiarazione è pienamente valida e produce tutti gli effetti

          Dichiarazione Omessa

          Si considera omessa la dichiarazione presentata oltre 90 giorni dalla scadenza, oppure mai presentata:

          • Termine: dopo il 29 gennaio 2026
          • Sanzione applicabile: dal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro)
          • Conseguenze: accertamento d’ufficio, impossibilità di accedere a rimborsi o agevolazioni
          • Onere della prova: spetta al contribuente dimostrare la correttezza dei dati

          La differenza economica è enorme: presentare la dichiarazione entro il 29 gennaio può farti risparmiare centinaia o migliaia di euro in sanzioni.

          Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

          Il ravvedimento operoso è l’istituto che permette di regolarizzare spontaneamente violazioni fiscali pagando sanzioni ridotte.

          Per la dichiarazione tardiva del Modello Redditi, il ravvedimento operoso funziona così:

          Sanzione Base

          La sanzione prevista per dichiarazione tardiva è compresa tra:

          • Minimo: 250 euro
          • Massimo: 1.000 euro

          La sanzione viene determinata dall’Agenzia delle Entrate in base alla gravità della violazione e al comportamento del contribuente.

          Riduzione con Ravvedimento Operoso

          Presentando la dichiarazione tardiva entro 90 giorni e versando contestualmente la sanzione ridotta, si applica la riduzione a 1/10:

          • Sanzione ridotta: da 25 a 100 euro
          • Riduzione applicata: 1/10 della sanzione ordinaria
          • Termine: entro il 29 gennaio 2026

          Quando si Applica il Ravvedimento

          Il ravvedimento operoso si applica se:

          1. La dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza
          2. La sanzione viene versata contestualmente alla presentazione
          3. Non sono stati notificati atti di accertamento o controlli in corso
          4. Il versamento viene effettuato tramite modello F24 con i codici tributo corretti

          Attenzione: Se la dichiarazione è presentata dopo il 29 gennaio 2026, non è più possibile applicare il ravvedimento operoso per dichiarazione tardiva, ma solo quello per dichiarazione omessa (con sanzioni molto più elevate).

          Come Presentare la Dichiarazione Tardiva: Procedura Passo-Passo

          Presentare la dichiarazione tardiva del Modello Redditi richiede alcuni passaggi specifici. Ecco la procedura completa.

          1. Compilare il Modello Redditi Persone Fisiche

          Il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) deve essere compilato come se fosse presentato nei termini ordinari:

          • Indicare tutti i redditi percepiti nel 2025
          • Dichiarare ritenute, acconti versati e crediti d’imposta
          • Calcolare le imposte dovute o il credito a rimborso
          • Compilare tutti i quadri pertinenti (RL, RC, RH, ecc.)

          2. Indicare la Tardività nella Dichiarazione

          Nel frontespizio del Modello Redditi, barrare la casella:

          • “Dichiarazione integrativa” → NO
          • “Dichiarazione correttiva nei termini” → NO
          • Indicare semplicemente la data di presentazione (che sarà successiva al 31/10/2025)

          Il sistema riconosce automaticamente la tardività dalla data di invio.

          3. Calcolare la Sanzione Ridotta

          Calcolare la sanzione per ravvedimento operoso:

          • Sanzione minima: 25 euro (1/10 di 250 euro)
          • Sanzione massima: 100 euro (1/10 di 1.000 euro)
          • Importo suggerito: 25 euro (se non ci sono elementi aggravanti)

          4. Versare la Sanzione con F24

          Versare la sanzione tramite modello F24 con i seguenti dati:

          • Codice tributo: 8911
          • Descrizione: Sanzione pecuniaria per ravvedimento operoso – Dichiarazione tardiva
          • Anno di riferimento: 2025
          • Importo: 25-100 euro (secondo il calcolo)

          5. Trasmettere Telematicamente

          La dichiarazione deve essere trasmessa telematicamente entro il 29 gennaio 2026:

          • Tramite CAF: portare documentazione completa al CAF Centro Fiscale
          • Tramite commercialista: affidare l’incarico al proprio professionista
          • In autonomia: utilizzare il software dell’Agenzia delle Entrate (sconsigliato se non si è esperti)

          Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la procedura: compilazione, calcolo sanzioni, invio telematico e conservazione documentale.

          Quanto Costa la Dichiarazione Tardiva: Calcolo Sanzioni

          Il costo totale della regolarizzazione comprende diversi elementi. Vediamo nel dettaglio.

          Sanzione Ridotta per Ravvedimento

          Importo minimo: 25 euro

          • Si applica nella maggior parte dei casi
          • Valida per dichiarazioni senza elementi aggravanti
          • Calcolata come 1/10 della sanzione minima (250 euro)

          Importo massimo: 100 euro

          • Si applica in caso di violazioni gravi o reiterate
          • Determinata dall’Agenzia delle Entrate
          • Calcolata come 1/10 della sanzione massima (1.000 euro)

          Imposte Dovute (se presenti)

          Se dalla dichiarazione emerge un debito d’imposta, occorre versare:

          • IRPEF dovuta (saldo 2025)
          • Addizionali regionali e comunali
          • Interessi legali calcolati dal giorno successivo alla scadenza ordinaria

          Calcolo interessi:

          • Tasso: 2,5% annuo (tasso legale 2026)
          • Periodo: dal 1° novembre 2025 alla data di versamento
          • Formula: (Imposta dovuta × 2,5% × giorni di ritardo) / 365

          Esempio Pratico di Calcolo

          Caso 1: Dichiarazione con imposte a credito

          • Dichiarazione presentata: 20 gennaio 2026
          • Imposte: credito di 500 euro
          • Costo totale: 25 euro (solo sanzione ridotta)

          Caso 2: Dichiarazione con imposte a debito

          • Dichiarazione presentata: 25 gennaio 2026
          • IRPEF dovuta: 1.200 euro
          • Giorni di ritardo: 86 giorni (dal 1/11/2025 al 25/01/2026)
          • Interessi: (1.200 × 2,5% × 86) / 365 = 7,08 euro
          • Sanzione ridotta: 25 euro
          • Costo totale: 1.200 + 7,08 + 25 = 1.232,08 euro

          Confronto con dichiarazione omessa:

          Se presentata dopo il 29 gennaio 2026 (omessa):

          • Sanzione base: 120% delle imposte = 1.440 euro
          • Con ravvedimento: 1/10 di 1.440 = 144 euro
          • Differenza rispetto a tardiva: +119 euro solo di sanzioni

          Conseguenze se Non si Regolarizza Entro il 29 Gennaio

          Se non presenti la dichiarazione entro il 29 gennaio 2026, la tua posizione fiscale diventa molto più complessa e onerosa.

          Dichiarazione Omessa

          Dopo il 29 gennaio, la dichiarazione si considera omessa. Le conseguenze:

          • Sanzione base: dal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro)
          • Impossibilità di accedere a rimborsi fino alla regolarizzazione
          • Blocco di agevolazioni fiscali (es. bonus casa, detrazioni maggiorate)
          • Impossibilità di richiedere certificazioni fiscali

          Accertamento d’Ufficio

          L’Agenzia delle Entrate può procedere con accertamento d’ufficio:

          • Ricostruzione dei redditi basata su dati disponibili (CU, F24, studi di settore)
          • Presunzioni sfavorevoli al contribuente
          • Impossibilità di dedurre costi e oneri detraibili
          • Applicazione di sanzioni piene senza riduzioni

          Interessi e Sanzioni Maggiorate

          Più passa il tempo, più aumentano gli oneri:

          • Interessi legali che continuano a maturare giorno per giorno
          • Sanzioni aggiuntive se emerge evasione
          • Impossibilità di applicare il ravvedimento operoso dopo notifica di accertamento

          Blocco ISEE e Prestazioni Sociali

          Senza dichiarazione dei redditi valida:

          • ISEE non calcolabile o non aggiornato
          • Impossibilità di richiedere bonus e agevolazioni (Assegno Unico, bonus bollette, ecc.)
          • Esclusione da bandi pubblici che richiedono regolarità fiscale

          Possibile Denuncia Penale

          Nei casi più gravi (imposta evasa superiore a 50.000 euro per periodo d’imposta):

          • Reato di dichiarazione fraudolenta (se si usano documenti falsi)
          • Reato di omessa dichiarazione (se l’evasione supera determinate soglie)
          • Procedimento penale oltre alle sanzioni amministrative

          Regolarizzare entro il 29 gennaio 2026 è fondamentale per evitare tutti questi problemi e mantenere la tua posizione fiscale in ordine.

          Chi Deve Presentare il Modello Redditi 2026

          Non tutti i contribuenti sono obbligati a presentare il Modello Redditi. Vediamo chi deve presentarlo e chi può optare per il 730.

          Obbligati al Modello Redditi

          Devono presentare il Modello Redditi PF:

          • Titolari di partita IVA (imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi)
          • Percettori di redditi di capitale non assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta
          • Percettori di plusvalenze (cessione di immobili, partecipazioni, ecc.)
          • Percettori di redditi fondiari da terreni e fabbricati situati all’estero
          • Percettori di redditi esteri non dichiarati dal sostituto d’imposta
          • Contribuenti con redditi diversi (es. affitti brevi, criptovalute)
          • Soggetti non residenti con redditi prodotti in Italia

          Possono Scegliere tra 730 e Modello Redditi

          Alcuni contribuenti possono scegliere:

          • Lavoratori dipendenti e pensionati (possono usare il 730)
          • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
          • Percettori di redditi assimilati a lavoro dipendente

          Scadenze Diverse

          • 730/2026: scadenza ordinaria 30 settembre 2026
          • Modello Redditi PF 2026: scadenza ordinaria 31 ottobre 2025 (già decorsa)
          • Dichiarazione tardiva: entro 29 gennaio 2026

          Se sei in dubbio su quale dichiarazione presentare o se sei obbligato, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla Dichiarazione Tardiva

          Posso presentare la dichiarazione tardiva se ho già ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate?

          Dipende dal tipo di comunicazione. Se e una semplice sollecitazione o comunicazione di irregolarita, puoi ancora presentare dichiarazione tardiva entro il 29 gennaio 2026. Se invece hai ricevuto un avviso di accertamento, non puoi piu applicare il ravvedimento operoso per la dichiarazione tardiva, ma solo regolarizzare le imposte evase con le sanzioni previste dall’accertamento.

          La sanzione di 25 euro va pagata sempre, anche se ho un credito d’imposta?

          Si. La sanzione per dichiarazione tardiva (minimo 25 euro con ravvedimento) va pagata sempre, indipendentemente dal fatto che tu abbia imposte a debito o a credito. E una sanzione per la violazione formale (presentazione oltre i termini), non legata all’importo delle imposte.

          Posso recuperare il credito d’imposta se presento dichiarazione tardiva?

          Si. Se dalla dichiarazione tardiva emerge un credito d’imposta, puoi recuperarlo regolarmente tramite rimborso o compensazione in F24. La tardivita non comporta la perdita del diritto al credito, ma solo il pagamento della sanzione ridotta.

          Cosa succede se presento la dichiarazione il 30 gennaio 2026, un giorno dopo la scadenza?

          Se presenti la dichiarazione anche solo un giorno dopo il 29 gennaio 2026, si considera omessa e non piu tardiva. Dovrai applicare la sanzione per dichiarazione omessa (dal 120% al 240% delle imposte, minimo 250 euro) anziché quella ridotta per tardiva (25-100 euro). La differenza economica e molto significativa.

          Il CAF può presentare la dichiarazione tardiva al posto mio?

          Si. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: compilazione del Modello Redditi, calcolo delle sanzioni, preparazione dell’F24 per il ravvedimento operoso, invio telematico entro il 29 gennaio 2026. Devi solo portare la documentazione dei redditi 2025.


          Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione Tardiva?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a regolarizzare la dichiarazione tardiva con il ravvedimento operoso. Calcoliamo le sanzioni, compiliamo il Modello Redditi e trasmettiamo tutto telematicamente entro il 29 gennaio 2026.

          Contattaci su WhatsApp

          Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

            Il tuo nome (*)

            La tua email (*)

            Il tuo telefono (*)

            Richiesta (eventuale)

            Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


            ARTICOLI CORRELATI

            regime forfettario partita iva
            CAF

            Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026

            Se sei una guida turistica abilitata o stai pensando di intraprendere questa professione, una delle domande più frequenti riguarda il regime IVA applicabile. La normativa fiscale italiana prevede infatti regole specifiche per i servizi delle…
            Febbraio 23, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:52:522026-02-23 07:52:52Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026
            regime forfettario partita iva
            CAF

            Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione

            Il regime IVA delle guide turistiche è uno degli aspetti più delicati nella gestione fiscale di questa professione. Molti operatori del settore si chiedono quando applicare l’esenzione IVA e quando invece fatturare con IVA ordinaria.La…
            Febbraio 23, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:51:212026-02-23 07:53:41Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            CAF

            Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

            Indice dei contenutiCos’è il RUNTS e perché è obbligatorio Regole per l’iscrizione al RUNTS Requisiti fiscali per gli ETS Conseguenze della mancata iscrizione Come adeguarsi: i passi da seguireL’Agenzia delle Entrate ha…
            Febbraio 22, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-22 08:22:122026-02-22 08:22:26Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 08:40:442026-05-31 17:10:47Dichiarazione Tardiva Modello Redditi: Scadenza 29 Gennaio 2026 con Sanzione Ridotta
            CAF

            Sanzioni Dichiarazione Redditi Omessa o Tardiva 2026: Importi e Ravvedimento

            Dichiarazione dei redditi 730

            Indice dei contenuti

            1. Dichiarazione Omessa vs Tardiva: Differenze Fondamentali
            2. Sanzioni per Dichiarazione Omessa: Importi e Calcolo
            3. Sanzioni per Dichiarazione Tardiva: Scaglioni Temporali
            4. Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni
            5. Come Regolarizzare la Dichiarazione Omessa o Tardiva
            6. Scadenze Dichiarazioni 2026: Quando Presentare
            7. Casi Particolari e Situazioni Speciali

            Non hai presentato la dichiarazione dei redditi nei tempi previsti? Hai dimenticato completamente di dichiararla? In questa guida completa scoprirai quali sono le sanzioni per dichiarazione dei redditi omessa o tardiva, come funziona il ravvedimento operoso e come regolarizzare la tua posizione fiscale riducendo le penalità. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase della procedura.

            Dichiarazione Omessa vs Tardiva: Differenze Fondamentali

            Prima di analizzare le sanzioni, è fondamentale comprendere la differenza tra dichiarazione omessa e tardiva:

            • Dichiarazione omessa: quando NON presenti la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria. Per il 730/2026 (scadenza 30 settembre), si considera omessa se non presentata entro il 29 dicembre 2026.
            • Dichiarazione tardiva: quando presenti la dichiarazione entro i 90 giorni successivi alla scadenza. Per il 730/2026, dal 1 ottobre al 29 dicembre 2026.

            Questa distinzione è cruciale perché determina l’importo delle sanzioni e le modalità di regolarizzazione.

            Sanzioni per Dichiarazione Omessa: Importi e Calcolo

            La sanzione per dichiarazione omessa è la più severa prevista dal sistema fiscale italiano. Ecco i dettagli aggiornati al 2026:

            Importo Minimo e Massimo

            La sanzione va da un minimo di 250 euro a un massimo del 200% dell’imposta dovuta. Nello specifico:

            • Se risulta imposta dovuta: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta non versata
            • Se NON risulta imposta dovuta (es. hai solo redditi esenti o detrazioni sufficienti): sanzione fissa da 250 a 1.000 euro

            Esempio Pratico di Calcolo

            Supponiamo che tu abbia un’imposta dovuta di 2.000 euro e non hai presentato la dichiarazione:

            ElementoImporto
            Imposta dovuta2.000 €
            Sanzione minima (120%)2.400 €
            Sanzione massima (240%)4.800 €
            Totale da pagare (minimo)4.400 €

            L’Agenzia delle Entrate applica generalmente la sanzione minima del 120% in sede di accertamento.

            Sanzioni per Dichiarazione Tardiva: Scaglioni Temporali

            Se presenti la dichiarazione in ritardo ma entro 90 giorni dalla scadenza, le sanzioni sono più contenute e dipendono da quando regolarizzi:

            Scaglioni Temporali 2026

            Periodo di presentazioneSanzione
            Entro 90 giorni dalla scadenzaDa 250 a 1.000 € (dichiarazione tardiva)
            Oltre 90 giorni dalla scadenzaDal 120% al 240% imposta (dichiarazione omessa)

            Esempio per il 730/2026:

            • Scadenza ordinaria: 30 settembre 2026
            • Dichiarazione tardiva: dal 1 ottobre al 29 dicembre 2026 → sanzione 250-1.000 €
            • Dichiarazione omessa: dal 30 dicembre 2026 in poi → sanzione 120-240% imposta

            Presentare la dichiarazione entro i 90 giorni, anche in ritardo, ti permette di risparmiare migliaia di euro di sanzioni.

            Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

            Il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare spontaneamente la tua posizione fiscale pagando sanzioni ridotte. Ecco come funziona:

            Tipologie di Ravvedimento

            Tipo ravvedimentoQuando si applicaRiduzione sanzione
            SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
            BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’imposta
            IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’imposta
            LungoDal 91° giorno al termine per l’accertamento3,75% dell’imposta (1/8 del 120%)

            Esempio Pratico di Ravvedimento

            Supponiamo che tu abbia un’imposta dovuta di 3.000 euro e presenti la dichiarazione con 120 giorni di ritardo:

            Senza ravvedimento:

            • Sanzione dichiarazione omessa: 3.000 × 120% = 3.600 euro
            • Totale: 3.000 + 3.600 = 6.600 euro

            Con ravvedimento operoso (lungo):

            • Sanzione ridotta: 3.000 × 3,75% = 112,50 euro
            • Totale: 3.000 + 112,50 = 3.112,50 euro

            Risparmio: 3.487,50 euro!

            Il ravvedimento operoso include anche il pagamento degli interessi legali, calcolati al tasso annuo stabilito dal MEF (attualmente 2,5% per il 2026).

            Come Regolarizzare la Dichiarazione Omessa o Tardiva

            Se non hai presentato la dichiarazione dei redditi, ecco la procedura passo-passo per regolarizzare:

            1. Verifica la Tua Situazione

            Prima di procedere, controlla:

            • Quanto tempo è passato dalla scadenza originaria
            • Se hai redditi da dichiarare (CU, fatture, redditi esteri)
            • Se risulta imposta dovuta o a credito

            2. Compila la Dichiarazione

            Puoi presentare:

            • Modello 730: se sei lavoratore dipendente/pensionato e hai sostituto d’imposta
            • Modello Redditi PF: in tutti gli altri casi (partite IVA, redditi diversi, immobili all’estero)

            Il CAF Centro Fiscale compila la dichiarazione per te verificando tutti i documenti.

            3. Calcola Sanzioni e Interessi

            Determina:

            • L’imposta dovuta
            • La sanzione applicabile (tardiva o omessa)
            • Gli interessi legali sui giorni di ritardo

            4. Effettua il Pagamento

            Paga con modello F24 utilizzando i codici tributo corretti:

            Codice TributoDescrizione
            4001Sanzione pecuniaria ravvedimento IRPEF
            1989Interessi sul ravvedimento
            4731Sanzione pecuniaria ravvedimento addizionale regionale
            3800Sanzione pecuniaria ravvedimento addizionale comunale

            5. Invia la Dichiarazione

            Trasmetti la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate:

            • Tramite CAF (consigliato)
            • Tramite commercialista
            • Autonomamente con le credenziali SPID/CIE

            Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: compilazione, calcolo sanzioni, invio telematico e assistenza in caso di controlli.

            Scadenze Dichiarazioni 2026: Quando Presentare

            Per evitare sanzioni, è fondamentale conoscere le scadenze ufficiali delle dichiarazioni 2026:

            Modello 730/2026

            ModalitàScadenza
            730 tramite CAF/professionista30 settembre 2026
            730 precompilato autonomo30 settembre 2026
            730 tardivo (entro 90 gg)29 dicembre 2026

            Modello Redditi PF 2026

            ModalitàScadenza
            Redditi PF telematico31 ottobre 2026
            Redditi PF tardivo (entro 90 gg)29 gennaio 2027

            Nota importante: Le scadenze possono slittare se cadono di sabato o festivo. Verifica sempre le date ufficiali sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

            Casi Particolari e Situazioni Speciali

            730 Precompilato Non Inviato

            Se hai consultato il 730 precompilato ma non l’hai inviato:

            • Se risulta imposta a debito → devi presentarlo e pagare sanzioni ridotte con ravvedimento
            • Se risulta imposta a credito → non sei obbligato, ma perdi il diritto al rimborso
            • Se hai solo redditi da pensione/lavoro dipendente esenti → potresti non essere obbligato

            Regime Forfettario e Dichiarazione Omessa

            Se sei in regime forfettario e non hai presentato il Modello Redditi:

            • Sanzione omessa: 120-240% dell’imposta sostitutiva dovuta
            • Possibile decadenza dal regime se l’omissione è reiterata
            • Ravvedimento operoso sempre possibile

            Redditi Esteri e Quadro RW

            Se hai dimenticato di dichiarare redditi esteri o compilare il Quadro RW (monitoraggio fiscale):

            • Sanzione omissione RW: dal 3% al 15% degli importi non dichiarati
            • Sanzione dichiarazione omessa: 120-240% imposta sui redditi esteri
            • Voluntary disclosure non più disponibile: solo ravvedimento ordinario

            Successione e Dichiarazione dell’Erede

            Se devi presentare la dichiarazione per un contribuente deceduto:

            • Gli eredi sono tenuti solidalmente alla presentazione
            • Scadenza: stessa del contribuente (es. 30 settembre per il 730)
            • Sanzioni ridotte se presentata entro 1 anno dal decesso

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sulle Sanzioni Dichiarazione Redditi

            Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?

            Se non presenti la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza, l’Agenzia delle Entrate considera la dichiarazione omessa e applica sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Puoi comunque regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando sanzioni ridotte al 3,75%.

            Entro quanto tempo posso regolarizzare una dichiarazione omessa?

            Puoi regolarizzare con ravvedimento operoso fino alla notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla scadenza della dichiarazione per notificare l’accertamento. Prima regolarizzi, meno paghi di sanzioni.

            Quanto costa il ravvedimento operoso per dichiarazione tardiva?

            Il costo dipende da quando regolarizzi. Se presenti la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza paghi una sanzione fissa da 250 a 1.000 euro. Se la presenti dopo 90 giorni ma prima dell’accertamento, paghi il 3,75% dell’imposta dovuta (ravvedimento lungo) piu gli interessi legali.

            Posso presentare il 730 in ritardo senza sanzioni?

            No, non esistono deroghe alle scadenze fiscali. Se presenti il 730 in ritardo dovrai sempre pagare sanzioni, ma con il ravvedimento operoso puoi ridurle drasticamente. Se presenti entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per giorno, se entro 90 giorni paghi una sanzione fissa ridotta.

            Il CAF puo aiutarmi a regolarizzare una dichiarazione omessa?

            Si, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella regolarizzazione: compila la dichiarazione omessa, calcola sanzioni e interessi, prepara il modello F24 per il pagamento e trasmette tutto telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp.


            Hai Bisogno di Assistenza per Regolarizzare la Dichiarazione?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a regolarizzare la dichiarazione dei redditi omessa o tardiva con il ravvedimento operoso. Calcoliamo le sanzioni, compiliamo il modello corretto e trasmettiamo tutto telematicamente.

            Contattaci su WhatsApp

            Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

              Il tuo nome (*)

              La tua email (*)

              Il tuo telefono (*)

              Richiesta (eventuale)

              Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


              ARTICOLI CORRELATI

              regime forfettario partita iva
              CAF

              Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026

              Se sei una guida turistica abilitata o stai pensando di intraprendere questa professione, una delle domande più frequenti riguarda il regime IVA applicabile. La normativa fiscale italiana prevede infatti regole specifiche per i servizi delle…
              Febbraio 23, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:52:522026-02-23 07:52:52Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026
              regime forfettario partita iva
              CAF

              Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione

              Il regime IVA delle guide turistiche è uno degli aspetti più delicati nella gestione fiscale di questa professione. Molti operatori del settore si chiedono quando applicare l’esenzione IVA e quando invece fatturare con IVA ordinaria.La…
              Febbraio 23, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:51:212026-02-23 07:53:41Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              CAF

              Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

              Indice dei contenutiCos’è il RUNTS e perché è obbligatorio Regole per l’iscrizione al RUNTS Requisiti fiscali per gli ETS Conseguenze della mancata iscrizione Come adeguarsi: i passi da seguireL’Agenzia delle Entrate ha…
              Febbraio 22, 2026
              /
              0 Commenti
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-22 08:22:122026-02-22 08:22:26Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Gennaio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-28 13:21:012026-05-31 10:10:14Sanzioni Dichiarazione Redditi Omessa o Tardiva 2026: Importi e Ravvedimento
              Modello 770 e Certificazione Unica

              Portiere Condominio: Busta Paga, Contributi INPS e Adempimenti Fiscali

              Modello 770 e certificazione unica

              La gestione della busta paga del portiere di condominio è uno degli aspetti più delicati per gli amministratori condominiali. Il portiere è infatti un dipendente del condominio, e come tale richiede il rispetto di precisi obblighi contrattuali e fiscali: dal CCNL Portieri alla contribuzione INPS, dalla liquidazione del TFR fino all’emissione della Certificazione Unica (CU) e alla presentazione del Modello 770.

              In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla busta paga del portiere di condominio nel 2026: inquadramento contrattuale, voci retributive, calcolo dei contributi INPS, gestione del TFR e adempimenti fiscali obbligatori per il condominio.

              Se sei un amministratore di condominio e vuoi evitare errori e sanzioni nella gestione del personale, questa è la guida che fa per te. Al termine scoprirai come il CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti con un servizio completo di elaborazione paghe e consulenza fiscale.

              Indice dei contenuti

              1. Chi è il Portiere di Condominio: Inquadramento Contrattuale
              2. CCNL Portieri 2026: Livelli e Retribuzione
              3. Busta Paga Portiere: Voci Principali
              4. Contributi INPS Portiere: Calcolo e Versamento
              5. TFR e Liquidazione del Portiere
              6. CU e 770: Obblighi del Condominio per il Portiere
              7. Gestione Paghe Portiere: Affidarsi al CAF
              8. Domande Frequenti (FAQ)

              Chi è il Portiere di Condominio: Inquadramento Contrattuale

              Guida completa: 770 e CU Condominio 2026

              Il portiere di condominio è una figura professionale disciplinata dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i dipendenti da proprietari di fabbricati. Si tratta di un lavoratore dipendente assunto direttamente dal condominio, che svolge mansioni di custodia, pulizia e manutenzione delle parti comuni dell’edificio.

              Mansioni tipiche del portiere:
              – Custodia e sorveglianza dell’edificio condominiale
              – Pulizia delle scale, androni, cortili e aree comuni
              – Piccole manutenzioni ordinarie (sostituzione lampadine, riparazioni minori)
              – Gestione della corrispondenza condominiale
              – Controllo accessi e apertura/chiusura cancelli
              – Raccolta differenziata e gestione rifiuti comuni

              Differenza tra portiere dipendente e collaboratore esterno:
              È fondamentale distinguere tra il portiere dipendente (assunto dal condominio con regolare contratto di lavoro subordinato) e il collaboratore esterno con partita IVA. Nel primo caso si applicano tutti gli obblighi del rapporto di lavoro dipendente: busta paga, contributi INPS, TFR, ferie, tredicesima. Nel secondo caso si tratta di una prestazione professionale soggetta a fatturazione e ritenuta d’acconto.

              Il condominio assume quindi il ruolo di datore di lavoro, con tutte le responsabilità che ne derivano: iscrizione INPS, versamento contributi, adempimenti fiscali (CU, 770), rispetto del CCNL.

              Tipologie di contratto per il portiere

              Il CCNL Portieri prevede diverse tipologie di contratto:

              Contratto a tempo pieno: il portiere lavora 40 ore settimanali con alloggio nel condominio.

              Contratto part-time: orario ridotto (es. 20 ore settimanali) senza obbligo di alloggio.

              Contratto con o senza alloggio: se il portiere abita nell’appartamento del condominio (portineria), parte del compenso è in natura (alloggio e utenze). Il valore dell’alloggio va indicato in busta paga come benefit soggetto a tassazione.

              Contratto a tempo determinato o indeterminato: il condominio può assumere il portiere con contratto a termine (es. per sostituzione maternità) o a tempo indeterminato (soluzione più comune).


              CCNL Portieri 2026: Livelli e Retribuzione

              Il Contratto Collettivo Nazionale dei Portieri stabilisce i livelli retributivi e le condizioni di lavoro. Nel 2026 il CCNL di riferimento è quello rinnovato con l’ultimo accordo sindacale.

              Livelli di inquadramento:

              Il CCNL prevede 4 livelli di inquadramento professionale:

              Livello A (Super): Portiere con mansioni di coordinamento, responsabile di più edifici o complessi condominiali di grandi dimensioni.

              Livello B: Portiere qualificato con mansioni ordinarie complete (pulizia, manutenzione, custodia).

              Livello C: Portiere con mansioni ridotte (solo pulizia o solo custodia part-time).

              Livello D: Portiere con mansioni elementari o apprendista.

              Retribuzione minima 2026 (valori indicativi):

              Le retribuzioni variano in base al livello e alla zona geografica. A titolo indicativo, per un portiere livello B a tempo pieno la retribuzione mensile lorda si aggira sui:

              – 1.400-1.600 euro (base mensile)
              – + Tredicesima mensilità
              – + Indennità alloggio (se previsto)
              – + Eventuale quattordicesima (in alcuni CCNL provinciali)

              Attenzione: questi importi sono indicativi. Le cifre esatte vanno verificate consultando il CCNL vigente e gli accordi integrativi territoriali.

              Scatti di anzianità

              Il CCNL prevede scatti di anzianità automatici ogni 2-3 anni di servizio continuativo. Ogni scatto comporta un aumento retributivo fisso (es. 20-30 euro lordi mensili). Il portiere matura fino a un massimo di 5-6 scatti nell’arco della carriera.


              Busta Paga Portiere: Voci Principali

              La busta paga del portiere di condominio è composta da diverse voci retributive e trattenute. Vediamo le principali.

              Voci retributive (imponibili):

              Paga base: la retribuzione minima prevista dal CCNL per il livello di inquadramento.

              Scatti di anzianità: aumenti maturati negli anni.

              Indennità alloggio: se il portiere abita nella portineria, il valore dell’alloggio viene imputato come benefit in natura (soggetto a tassazione). Il valore catastale dell’alloggio viene moltiplicato per un coefficiente e inserito in busta paga.

              Straordinari: se il portiere lavora oltre l’orario contrattuale, ha diritto alle maggiorazioni per lavoro straordinario (25% per le prime 2 ore, 50% per le successive).

              Tredicesima mensilità: pagata a dicembre, corrisponde a 1/12 della retribuzione annua.

              Premio di produzione o bonus: se previsti dal CCNL territoriale o da accordi aziendali.

              Trattenute sulla busta paga

              Dalla retribuzione lorda vengono trattenute:

              Contributi INPS a carico del dipendente: circa il 9,19% della retribuzione lorda (aliquota dipendenti).

              IRPEF (Imposta sul Reddito): calcolata in base agli scaglioni IRPEF 2026 (aliquote progressive: 23%, 35%, 43%).

              Addizionali regionali e comunali IRPEF: variano in base alla regione e al comune di residenza (es. 1,23% per il Friuli Venezia Giulia).

              Eventuali cessioni del quinto o pignoramenti: se il portiere ha debiti, parte dello stipendio può essere trattenuto direttamente in busta paga.

              Il netto in busta è quindi la retribuzione lorda meno tutte le trattenute (INPS + IRPEF + addizionali).

              Esempio pratico di busta paga portiere

              Situazione: Portiere livello B, tempo pieno, con alloggio.

              – Paga base: 1.450 euro
              – Scatti anzianità: 50 euro
              – Indennità alloggio: 300 euro
              – Retribuzione lorda totale: 1.800 euro

              Trattenute:
              – Contributi INPS (9,19%): 165 euro
              – IRPEF (23%): 376 euro
              – Addizionali (1,5%): 27 euro
              – Totale trattenute: 568 euro

              Netto in busta: 1.800 – 568 = 1.232 euro

              (Valori indicativi a scopo esemplificativo)


              Contributi INPS Portiere: Calcolo e Versamento

              Il condominio, in qualità di datore di lavoro, deve versare mensilmente i contributi INPS per il portiere dipendente. L’INPS copre pensione, malattia, maternità, disoccupazione (NASpI) e assegni familiari.

              Aliquote contributive 2026:

              Contributi a carico del dipendente (portiere): circa 9,19% della retribuzione lorda (trattenuti direttamente in busta paga).

              Contributi a carico del datore di lavoro (condominio): circa 23,81% della retribuzione lorda (a carico del condominio, NON trattenuti al dipendente).

              Aliquota complessiva: circa 33% della retribuzione lorda.

              Esempio di calcolo:

              Retribuzione lorda mensile portiere: 1.800 euro

              – Contributi dipendente (9,19%): 165 euro (trattenuti in busta paga)
              – Contributi datore di lavoro (23,81%): 429 euro (a carico condominio)
              – Totale contributi INPS: 594 euro

              Il condominio versa 594 euro all’INPS ogni mese tramite modello F24.

              Codici contributo INPS per portieri

              Nel modello F24 vanno utilizzati i codici contributo specifici per i dipendenti:

              – Causale contributo: DS00 (dipendenti)
              – Codice sede INPS: variabile in base alla provincia
              – Matricola INPS del condominio: assegnata all’atto dell’iscrizione

              Il versamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo a quello di competenza (es. contributi gennaio 2026 → versamento entro 16 febbraio 2026).

              Iscrizione INPS del condominio

              Quando il condominio assume il primo dipendente (portiere), deve obbligatoriamente:

              1. Iscriversi come datore di lavoro presso l’INPS (richiesta matricola aziendale)
              2. Comunicare l’assunzione tramite il portale INPS Comunicazioni Obbligatorie entro il giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro
              3. Aprire la posizione contributiva del dipendente (codice fiscale portiere)

              Questa procedura è complessa e richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale può occuparsi di tutte le pratiche di iscrizione e gestione contributiva.


              TFR e Liquidazione del Portiere

              Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è la liquidazione che spetta al portiere alla cessazione del rapporto di lavoro. Si tratta di una somma accantonata ogni mese dal condominio.

              Come si calcola il TFR:

              Ogni anno il portiere matura un importo pari a circa 1/13,5 (7,41%) della retribuzione lorda annua. Questo importo viene accantonato dal condominio e rivalutato annualmente in base all’indice ISTAT più un tasso fisso (1,5%).

              Esempio di calcolo TFR:

              Retribuzione lorda annua portiere: 21.600 euro (1.800 euro × 12 mesi)

              TFR maturato in un anno: 21.600 ÷ 13,5 = 1.600 euro

              Dopo 10 anni di servizio, il portiere avrà maturato circa 16.000 euro di TFR (più rivalutazione ISTAT).

              Destinazione del TFR

              Il portiere può scegliere se:

              – Lasciare il TFR in azienda (nel condominio): il TFR viene accantonato e liquidato alla fine del rapporto di lavoro
              – Destinare il TFR a un fondo pensione complementare: il condominio versa il TFR maturato a un fondo pensione scelto dal dipendente

              Nel caso di condomini con meno di 50 dipendenti (caso più frequente), il TFR resta nel condominio e viene liquidato alla cessazione del rapporto.

              Tassazione del TFR

              Il TFR è soggetto a tassazione separata al momento della liquidazione. L’aliquota media IRPEF viene calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni del portiere. In genere, l’aliquota di tassazione si aggira sul 23-27%.

              Il condominio deve operare una ritenuta d’acconto sul TFR al momento della liquidazione e indicarla nella Certificazione Unica dell’anno di cessazione del rapporto.


              CU e 770: Obblighi del Condominio per il Portiere

              Il condominio è un sostituto d’imposta e deve adempiere agli obblighi fiscali nei confronti del portiere dipendente. I principali adempimenti sono:

              1. Certificazione Unica (CU)

              Entro il 17 marzo di ogni anno, il condominio deve rilasciare al portiere la Certificazione Unica che attesta:

              – Retribuzione lorda percepita nell’anno precedente
              – Ritenute IRPEF operate
              – Contributi INPS a carico del dipendente
              – Detrazioni applicate (per lavoro dipendente, familiari a carico)
              – Eventuali rimborsi o conguagli

              La CU va trasmessa anche telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa scadenza (17 marzo).

              2. Modello 770

              Entro il 31 ottobre di ogni anno, il condominio deve presentare il Modello 770, che riepiloga:

              – Tutte le ritenute IRPEF operate sui compensi del portiere
              – I versamenti F24 effettuati (codice tributo IRPEF dipendenti)
              – Le Certificazioni Uniche rilasciate

              Il Modello 770 va trasmesso esclusivamente per via telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF).

              Per approfondire tutti gli adempimenti fiscali del condominio, consulta la nostra [guida completa 770 e CU Condominio 2026](/770-cu-condominio-2026/).

              Conguaglio fiscale di fine anno

              A dicembre, il condominio deve effettuare il conguaglio fiscale del portiere. Si tratta di ricalcolare l’IRPEF complessiva dovuta sull’anno intero, tenendo conto di:

              – Retribuzione lorda annua
              – Detrazioni spettanti (lavoro dipendente, familiari a carico)
              – Ritenute IRPEF già operate mensilmente

              Se il portiere ha versato troppo, il condominio deve rimborsare la differenza in busta paga di dicembre. Se ha versato troppo poco, il condominio trattiene la differenza.


              Gestione Paghe Portiere: Affidarsi al CAF

              La gestione delle paghe del portiere di condominio è un’attività complessa che richiede competenze specifiche in ambito del lavoro e fiscale. Gli obblighi sono molteplici:

              – Elaborazione mensile della busta paga
              – Calcolo corretto di INPS, IRPEF, addizionali
              – Versamento contributi INPS entro il 16 del mese
              – Versamento ritenute IRPEF entro il 16 del mese
              – Conguaglio fiscale di fine anno
              – Redazione e invio Certificazione Unica (CU)
              – Presentazione Modello 770
              – Gestione ferie, permessi, malattia, maternità
              – Calcolo TFR e accantonamento

              Un errore nella gestione delle paghe può comportare sanzioni amministrative per il condominio e contestazioni sindacali da parte del portiere.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di gestione paghe per condomini con dipendenti. Ci occupiamo di:

              – Elaborazione buste paga mensili del portiere
              – Calcolo e versamento contributi INPS (F24)
              – Calcolo e versamento ritenute IRPEF (F24)
              – Redazione e invio Certificazione Unica (CU) entro il 17 marzo
              – Presentazione Modello 770 entro il 31 ottobre
              – Gestione pratiche INPS (malattia, maternità, NASpI)
              – Consulenza fiscale e del lavoro continuativa

              Vantaggi del nostro servizio:

              – Zero pensieri: ci occupiamo di tutto, dall’iscrizione INPS alla liquidazione TFR
              – Nessun rischio errori: software aggiornati e professionisti esperti
              – Assistenza dedicata: rispondiamo a tutte le tue domande
              – Servizio nazionale online: lavoriamo con condomini in tutta Italia, non solo a Udine

              Non rischiare sanzioni o contenziosi. Affida la gestione del portiere a professionisti esperti.


              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti (FAQ)

              Il portiere deve avere la busta paga?

              Sì. Il portiere dipendente del condominio deve ricevere la busta paga mensile con l’indicazione di tutte le voci retributive e trattenute (INPS, IRPEF). La busta paga va consegnata entro la fine del mese di competenza.

              Chi paga i contributi INPS del portiere?

              I contributi INPS sono a carico sia del dipendente (circa 9,19%, trattenuti in busta paga) sia del datore di lavoro, cioè il condominio (circa 23,81%, a carico del condominio). Il condominio versa il totale (circa 33%) all’INPS tramite F24 entro il 16 del mese successivo.

              Il condominio deve fare la CU al portiere?

              Sì. Il condominio deve rilasciare la Certificazione Unica (CU) al portiere dipendente entro il 17 marzo di ogni anno. La CU attesta le retribuzioni percepite e le ritenute IRPEF operate nell’anno precedente. Va trasmessa anche all’Agenzia delle Entrate.

              Cosa succede se non pago i contributi INPS del portiere?

              L’omesso versamento dei contributi INPS comporta sanzioni amministrative (dal 30% al 60% dei contributi non versati) e interessi di mora. In casi gravi, il mancato versamento dei contributi può configurare anche un reato penale (art. 2, Legge 638/1983).

              Il portiere ha diritto alla tredicesima?

              Sì. Il CCNL Portieri prevede obbligatoriamente la tredicesima mensilità, da corrispondere entro dicembre. La tredicesima è pari a 1/12 della retribuzione annua lorda.

              Come si calcola il TFR del portiere?

              Il TFR si calcola dividendo la retribuzione lorda annua per 13,5 (circa 7,41%). Questo importo viene accantonato ogni anno e rivalutato con l’indice ISTAT più 1,5%. Alla cessazione del rapporto, il portiere riceve tutto il TFR maturato.


              Conclusione

              La gestione della busta paga del portiere di condominio richiede attenzione, competenza e rispetto delle scadenze fiscali e contributive. Il condominio, in qualità di datore di lavoro, deve garantire il corretto versamento dei contributi INPS, il calcolo accurato delle ritenute IRPEF, l’emissione puntuale della Certificazione Unica e la presentazione del Modello 770.

              Un errore o un ritardo può costare caro: sanzioni INPS, sanzioni fiscali, contenziosi con il dipendente. È fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscono il CCNL Portieri, la normativa del lavoro e gli adempimenti fiscali.

              Hai bisogno di assistenza per la gestione del portiere del tuo condominio? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in elaborazione paghe e consulenza fiscale per condomini. Offriamo un servizio completo, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

              Contattaci per una consulenza gratuita:

              – Telefono: 0432 1638640
              – WhatsApp: 366 6018121
              – Email: assistenza@centrofiscale.com

              Il nostro team di esperti è a tua disposizione per supportarti in tutti gli adempimenti del lavoro e fiscali, garantendoti tranquillità e conformità normativa.


              Contattaci su WhatsApp

              Articoli Correlati

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              Compensi Sportivi 2026: Tassazione e Regime Fiscale Completo



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Andrea Damiani

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Andrea Damiani2026-01-17 20:22:452026-01-17 20:22:45Compensi Sportivi 2026: Tassazione e Regime Fiscale Completo

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              CU Associazioni Sportive 2026: Guida Completa agli Obblighi



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Andrea Damiani

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Andrea Damiani2026-01-17 20:22:432026-01-17 20:22:43CU Associazioni Sportive 2026: Guida Completa agli Obblighi

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              770 CU Associazioni 2026 – Guida Completa



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:53:482026-01-17 19:53:48770 CU Associazioni 2026 – Guida Completa

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              Bonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026



              https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1
              924
              1640


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 14:44:452026-01-17 14:45:21Bonus Mamme 2025: Domanda Integrativa Entro il 31 Gennaio 2026

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              ISEE Socio-Sanitario Residenze 2026: Documenti per RSA e Case di Riposo



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 08:00:002026-01-11 09:24:31ISEE Socio-Sanitario Residenze 2026: Documenti per RSA e Case di Riposo

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              ISEE Integrativo FC3 2026: Quando e Come Presentarlo



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 08:00:002026-01-17 08:00:00ISEE Integrativo FC3 2026: Quando e Come Presentarlo

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              7 Errori Comuni nella Dichiarazione ISEE 2026 da Evitare



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-16 08:00:002026-01-16 08:00:007 Errori Comuni nella Dichiarazione ISEE 2026 da Evitare

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              DSU Precompilata 2026: Come Funziona e Quali Dati Contiene



              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png
              0
              0


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-16 08:00:002026-01-11 09:24:28DSU Precompilata 2026: Come Funziona e Quali Dati Contiene

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              standard

              Dichiarazione IVA Omessa: Dal 2026 Scatta la Liquidazione Automatica con Sanzioni



              https://i0.wp.com/centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png?fit=1640%2C924&ssl=1
              924
              1640


              Team CAF Centro Fiscale

              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png

              Team CAF Centro Fiscale2026-01-15 09:55:362026-01-15 09:55:55Dichiarazione IVA Omessa: Dal 2026 Scatta la Liquidazione Automatica con Sanzioni

              Prec Prec PrecSucc Succ Succ

              Recensioni Google

              📚 Approfondimenti Correlati

              • Quadro ST e SV del 770: Guida alla Compilazione per Condomini 2026
              • Scadenze Fiscali Amministratore Condominio 2026: Calendario Completo
              • CU Condominio 2026

              ps://cdn.trustindex.io/loader.js?wp-widget” data-template-id=”trustindex-google-widget-html” data-css-url=”https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/trustindex-google-widget.css?1762895891″>

              Gennaio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-28 10:00:002026-05-31 14:03:01Portiere Condominio: Busta Paga, Contributi INPS e Adempimenti Fiscali
              Pagina 164 di 191«‹162163164165166›»

              Ultime notizie

              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
              Search Search

              Seguici su Facebook

              Categorie Articoli

              Ultimi Articoli

              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
              • fatturazione elettronica CAF Udine
                Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
              • regime forfettario partita iva
                Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
              • Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteOttobre 2, 2026 - 11:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataOttobre 2, 2026 - 9:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-RiscossioneOttobre 2, 2026 - 7:00 am
              CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

              Contatti

              Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
              Email: info@centrofiscale.com
              Telefono: 0432 1638640
              WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
              WhatsApp Patronato: 324 7411699

              Ultimi Articoli

              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
              • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
                Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
              © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
              mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
              • Collegamento a Facebook
              • Collegamento a Instagram
              • Collegamento a Rss questo sito
              Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto