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Modelli Dichiarativi 2026 Ufficiali: 730, Redditi, IRAP, 770 e CPB

Dichiarazione dei redditi 730

L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente approvato i modelli dichiarativi 2026 con i relativi decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Si tratta degli strumenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025, che contribuenti, professionisti e imprese dovranno utilizzare nei prossimi mesi. I modelli interessati sono: 730/2026, Redditi Persone Fisiche 2026, Redditi Società di Persone 2026, Redditi Società di Capitali 2026, IRAP 2026, 770/2026 e il nuovo Concordato Preventivo Biennale (CPB).

Le novità principali di quest’anno riguardano l’introduzione definitiva del Concordato Preventivo Biennale per i contribuenti in regime forfettario e semplificato, l’aggiornamento delle detrazioni fiscali per figli a carico e spese detraibili, e nuove modalità di compilazione per i redditi esteri e le criptovalute. In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio tutti i modelli, le scadenze 2026 e le principali modifiche normative.

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Indice dei contenuti

  1. Panoramica dei Modelli Dichiarativi 2026
  2. Modello 730/2026: Ordinario e Precompilato
  3. Modello Redditi Persone Fisiche 2026
  4. Modelli Redditi SC e SP 2026
  5. Modello IRAP 2026
  6. Modello 770/2026
  7. Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026
  8. Scadenze Dichiarative 2026
  9. Novità 2026 rispetto al 2025
  10. Come il CAF può Assisterti

Panoramica dei Modelli Dichiarativi 2026

I modelli dichiarativi 2026 approvati dall’Agenzia delle Entrate rappresentano l’insieme degli strumenti fiscali necessari per dichiarare i redditi percepiti nel periodo d’imposta 2025. L’approvazione ufficiale è avvenuta con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, pubblicato sul sito istituzionale e successivamente in Gazzetta Ufficiale.

I modelli sono accompagnati dalle istruzioni ufficiali, dai prospetti di controllo e dalle tabelle di concordanza tra i righi dei modelli e i campi della dichiarazione. Ogni modello è disponibile in formato PDF compilabile e in versione telematica attraverso i software di compilazione dedicati.

Elenco completo dei modelli 2026

  • Modello 730/2026 (ordinario e precompilato) – per lavoratori dipendenti e pensionati
  • Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (PF) – per tutti i contribuenti persone fisiche
  • Modello Redditi Società di Persone 2026 (SP) – per snc, sas e società semplici
  • Modello Redditi Società di Capitali 2026 (SC) – per srl, spa, sapa e cooperative
  • Modello IRAP 2026 – per chi svolge attività autonoma organizzata
  • Modello 770/2026 – dichiarazione sostituti d’imposta
  • Modello CPB 2026 – Concordato Preventivo Biennale (novità)

Ogni modello ha quadri specifici per diverse tipologie di reddito: Quadro RC (redditi da lavoro dipendente), Quadro RP (oneri detraibili e deducibili), Quadro RW (attività e investimenti esteri), Quadro W (criptovalute), Quadro LM (redditi esteri), e molti altri.

Modello 730/2026: Ordinario e Precompilato

Il Modello 730/2026 è il modello semplificato dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati che permette di ottenere il rimborso IRPEF direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, senza dover effettuare versamenti diretti. La principale novità del 2026 è l’ulteriore ampliamento della platea dei dati precompilati, che ora include anche le spese veterinarie, le polizze assicurative per rischio eventi calamitosi e i contributi previdenziali versati alle casse professionali.

730 Ordinario vs 730 Precompilato

Il 730 precompilato viene messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026 nell’area riservata del portale. Contiene i dati già acquisiti dall’Agenzia tramite le Certificazioni Uniche (CU) inviate dai datori di lavoro, gli enti pensionistici e le comunicazioni delle spese detraibili/deducibili inviate da banche, assicurazioni, università, farmacie e strutture sanitarie.

Il contribuente può:

  • Accettare il 730 precompilato così com’è (senza controlli da parte dell’Agenzia)
  • Modificare aggiungendo/correggendo dati (con possibili controlli documentali)
  • Compilare da zero il 730 ordinario tramite CAF o professionista abilitato

Chi può presentare il 730/2026

Possono utilizzare il Modello 730/2026:

  • Lavoratori dipendenti con un sostituto d’imposta (anche se il rapporto è cessato)
  • Pensionati che percepiscono pensioni da enti previdenziali
  • Percettori di indennità sostitutive (NASPI, DIS-COLL, cassa integrazione)
  • Soci di cooperative che hanno percepito compensi assimilati al lavoro dipendente
  • Personale della scuola con contratto a tempo determinato
  • Giudici costituzionali, parlamentari nazionali ed europei

NON possono usare il 730 coloro che hanno partita IVA attiva, redditi da lavoro autonomo occasionale superiori a 5.000 euro, redditi da locazione con cedolare secca per la prima volta, o plusvalenze da cessione immobili soggette a imposta sostitutiva.

Novità 730/2026: nuove detrazioni e quadri aggiornati

Le principali modifiche al Modello 730/2026 rispetto all’anno precedente riguardano:

  • Detrazione figli a carico maggiorenni: importo aumentato a 1.000 euro per ogni figlio di età compresa tra 21 e 24 anni (prima era 950 euro)
  • Detrazione spese universitarie: massimale innalzato in base agli indicatori ANVUR per area geografica e tipologia di corso
  • Bonus ristrutturazione: conferma della detrazione al 50% fino a 96.000 euro per spese sostenute entro il 31 dicembre 2025
  • Superbonus: cessione del credito ancora disponibile per i lavori con CILA presentata entro il 15 ottobre 2025
  • Quadro W (criptovalute): nuovo sistema di tassazione con aliquota al 33% sulle plusvalenze superiori a 2.000 euro
  • Quadro RW: nuovi obblighi dichiarativi per wallet digitali esteri e piattaforme exchange non italiane

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Modello Redditi Persone Fisiche 2026

Il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (ex Unico PF) è il modello dichiarativo completo utilizzato da tutte le persone fisiche che non possono o non vogliono presentare il 730. È obbligatorio per chi ha partita IVA, percepisce redditi da lavoro autonomo, ha redditi da locazione con opzione per la cedolare secca dichiarata per la prima volta, o ha realizzato plusvalenze finanziarie soggette a tassazione ordinaria.

Struttura del Modello Redditi PF 2026

Il modello è composto da un frontespizio e numerosi quadri tematici. I principali sono:

  • Quadro RA: Redditi dei terreni
  • Quadro RB: Redditi dei fabbricati
  • Quadro RC: Redditi da lavoro dipendente e assimilati
  • Quadro RE: Redditi da lavoro autonomo (professionisti in contabilità semplificata)
  • Quadro RF: Redditi d’impresa (contabilità semplificata e regime forfettario)
  • Quadro RG: Redditi di impresa in contabilità ordinaria
  • Quadro RH: Redditi di partecipazione in società di persone
  • Quadro RL: Redditi da lavoro autonomo occasionale
  • Quadro RM: Redditi diversi (plusvalenze, altri redditi)
  • Quadro RT: Plusvalenze di natura finanziaria
  • Quadro RW: Investimenti e attività finanziarie all’estero (monitoraggio fiscale)
  • Quadro W: Criptovalute e attività in valuta virtuale
  • Quadro RP: Oneri detraibili e deducibili
  • Quadro RN: Calcolo IRPEF e addizionali
  • Quadro RX: Compensazioni e eccedenze

Regime Forfettario nel Modello Redditi PF 2026

I contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014) compilano il Quadro LM del Modello Redditi PF. Nel 2026 le principali novità riguardano:

  • Limite ricavi/compensi: confermato a 85.000 euro annui
  • Aliquota sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni se nuova attività)
  • Cause di esclusione: partecipazione a società, controllo SRL, redditi lavoro dipendente superiori a 30.000 euro
  • Concordato Preventivo Biennale: opzione disponibile anche per i forfettari (vedi sezione dedicata)

Il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi/compensi il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO dell’attività (dal 40% al 86%).

Quadro RW e attività estere: nuovi obblighi

Il Quadro RW (monitoraggio fiscale) è obbligatorio per chi detiene investimenti o attività finanziarie all’estero. Le novità 2026 includono:

  • Conto corrente estero: obbligo di indicazione se il saldo supera i 15.000 euro anche per un solo giorno nell’anno
  • Criptovalute su exchange esteri: vanno indicate nel Quadro RW se la giacenza media supera i 15.000 euro
  • Sanzioni IVAFE: per conti non dichiarati, sanzione dal 3% al 15% del valore con un minimo di 258 euro
  • IVAFE 2026: aliquota confermata allo 0,2% annuo sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero

Modelli Redditi SC e SP 2026

I Modelli Redditi Società di Capitali (SC) e Società di Persone (SP) sono destinati alle diverse forme societarie per la dichiarazione dei redditi prodotti nel 2025.

Modello Redditi SC 2026 (Società di Capitali)

Il Modello SC deve essere presentato da:

  • Società per Azioni (SPA)
  • Società a Responsabilità Limitata (SRL)
  • Società in Accomandita per Azioni (SAPA)
  • Società Cooperative
  • Enti commerciali (consorzi, associazioni con attività commerciale)

Le principali novità del Modello SC 2026 riguardano:

  • Aliquota IRES: confermata al 24% sul reddito imponibile
  • ACE (Aiuto alla Crescita Economica): agevolazione sospesa definitivamente dal 2024
  • Patent Box: regime agevolato per redditi derivanti da beni immateriali, con aliquota ridotta
  • Transizione 5.0: crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0 fino al 45% dell’investimento
  • Maxi-ammortamento: possibilità di dedurre il 120% del costo di acquisto per beni strumentali nuovi

Modello Redditi SP 2026 (Società di Persone)

Il Modello SP è utilizzato da:

  • Società in Nome Collettivo (SNC)
  • Società in Accomandita Semplice (SAS)
  • Società Semplici
  • Associazioni tra professionisti
  • Studi associati

Il modello SP non calcola direttamente le imposte (che sono a carico dei soci in base alla loro quota), ma serve a determinare il reddito complessivo che verrà poi attribuito per trasparenza ai singoli soci, i quali lo indicheranno nel proprio Quadro RH del Modello Redditi PF.

Novità 2026 per il Modello SP:

  • Nuovi prospetti di dettaglio per la determinazione del reddito da trasferire ai soci
  • Obbligo di indicazione delle percentuali di partecipazione di ciascun socio
  • Quadro RU: calcolo ritenute operate dalla società come sostituto d’imposta

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Modello IRAP 2026

L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un tributo dovuto da chi esercita un’attività autonomamente organizzata, con un’aliquota ordinaria del 3,9% (con possibili variazioni regionali). Il Modello IRAP 2026 deve essere presentato insieme alla dichiarazione dei redditi da parte di imprese, professionisti con dipendenti o collaboratori, enti commerciali e pubbliche amministrazioni.

Chi deve presentare l’IRAP 2026

L’obbligo di presentazione del Modello IRAP sussiste per:

  • Società di capitali (SRL, SPA, cooperative)
  • Società di persone (SNC, SAS) con attività commerciale
  • Ditte individuali in contabilità ordinaria o semplificata
  • Professionisti con almeno un dipendente o collaboratore continuativo
  • Enti non commerciali che svolgono attività commerciale in modo organizzato
  • Pubbliche amministrazioni e enti pubblici

Esenzioni IRAP 2026:

  • Professionisti senza dipendenti che lavorano in forma autonoma (studio individuale)
  • Regime forfettario: i contribuenti forfettari sono esenti IRAP
  • Piccoli produttori agricoli con volume d’affari inferiore a 7.000 euro

Novità IRAP 2026

Le principali modifiche al Modello IRAP 2026 includono:

  • Deduzione del costo del lavoro: innalzata la deduzione forfettaria per ogni dipendente a tempo indeterminato
  • Cuneo fiscale: ulteriore riduzione IRAP per le assunzioni di under 35 e donne con figli
  • Aliquote regionali: alcune Regioni hanno modificato le aliquote (Lazio: 4,82%, Campania: 4,65%)
  • Base imponibile: nuovi criteri di calcolo per banche, assicurazioni e società finanziarie

Il versamento IRAP avviene con le stesse modalità e scadenze dell’IRPEF/IRES: saldo 2025 entro il 30 giugno 2026 (o luglio con maggiorazione 0,4%) e primo acconto 2026 entro la stessa data.

Modello 770/2026

Il Modello 770/2026 è la dichiarazione che i sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, amministratori di condominio) devono presentare per comunicare le ritenute fiscali operate nell’anno 2025 su salari, pensioni, compensi professionali, dividendi, provvigioni e altri redditi.

Struttura del Modello 770/2026

Il modello si compone di due sezioni principali:

  • Modello 770 Semplificato: per ritenute su redditi da lavoro dipendente, pensioni, assimilati (corrisponde ai dati delle Certificazioni Uniche)
  • Modello 770 Ordinario: per ritenute su redditi di capitale, dividendi, provvigioni, compensi professionali, redditi diversi

Chi deve presentare il 770/2026

Sono obbligati alla presentazione del Modello 770:

  • Datori di lavoro con dipendenti o collaboratori
  • Società che erogano compensi ad amministratori
  • Professionisti che hanno ritenute su compensi a collaboratori
  • Amministratori di condominio che pagano fornitori soggetti a ritenuta d’acconto
  • Enti pensionistici (INPS, casse previdenziali)
  • Intermediari finanziari che operano ritenute su interessi e dividendi

Modello 770 per condomini: novità 2026

Gli amministratori di condominio devono presentare il 770 Ordinario per comunicare le ritenute d’acconto del 4% operate sui pagamenti a fornitori per prestazioni soggette a ritenuta (idraulici, elettricisti, manutentori, professionisti).

Le novità 2026 per i condomini includono:

  • Comunicazione dati Superbonus: obbligo di indicare nel 770 i dati relativi alle cessioni di credito e sconti in fattura per lavori edilizi
  • Nuovo prospetto per la rendicontazione delle spese condominiali detraibili dai singoli condòmini
  • Sanzioni ridotte: per dichiarazione tardiva ma entro 90 giorni dalla scadenza, sanzione fissa di 25 euro per ogni percipiente (anziché 100 euro)

Scadenza Modello 770/2026

Il termine di presentazione del Modello 770/2026 è fissato al 31 ottobre 2026. La trasmissione deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso:

  • Entratel/Fisconline (servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate)
  • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)

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Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è una delle novità più rilevanti introdotte dalla Riforma Fiscale 2026. Si tratta di un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate che consente di determinare in anticipo il reddito imponibile per i successivi due anni fiscali (2026-2027), con vantaggi in termini di certezza fiscale e riduzione degli adempimenti.

Come funziona il Concordato Preventivo Biennale

Il CPB è basato su un algoritmo elaborato dall’Agenzia delle Entrate che, analizzando i dati storici del contribuente (ricavi, costi, ISA), propone un reddito presuntivo per i prossimi due anni. Il contribuente può:

  • Accettare la proposta dell’Agenzia
  • Rifiutare e continuare con la dichiarazione ordinaria
  • Negoziare (in casi particolari, con motivazione documentata)

Una volta accettato, il contribuente si impegna a versare le imposte calcolate sul reddito concordato, indipendentemente dal reddito effettivo realizzato (entro certi limiti). Questo elimina i controlli sugli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) per i due anni di validità del concordato.

Chi può aderire al CPB 2026

Possono accedere al Concordato Preventivo Biennale:

  • Contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014)
  • Imprese e professionisti in contabilità semplificata
  • Soggetti ISA (con punteggio di affidabilità almeno 8)

Sono esclusi dal CPB:

  • Società di capitali (SRL, SPA)
  • Contribuenti in regime ordinario di contabilità
  • Chi ha debiti fiscali superiori a 5.000 euro
  • Soggetti con attività iniziata da meno di 3 anni

Vantaggi e svantaggi del CPB

Vantaggi:

  • Certezza fiscale: nessun controllo ISA per 2 anni
  • Pianificazione finanziaria: imposte note in anticipo
  • Semplificazione: meno adempimenti e documenti da conservare
  • Sconto IRPEF: riduzione del 10% sulle imposte per chi accetta entro i termini

Svantaggi:

  • Se il reddito effettivo è inferiore al concordato, si pagano più imposte
  • In caso di crisi economica, il contribuente resta vincolato al reddito concordato
  • Difficile uscire anticipatamente dal concordato (salvo cause di forza maggiore)

Scadenza adesione CPB 2026

L’adesione al Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2026-2027 deve avvenire entro il 30 giugno 2026, contestualmente alla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025. La proposta viene visualizzata nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate a partire da aprile 2026.

Scadenze Dichiarative 2026

Le scadenze fiscali 2026 per la presentazione dei modelli dichiarativi sono stabilite dal calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Di seguito il riepilogo completo con le date da rispettare per evitare sanzioni.

Tabella Scadenze Modelli Dichiarativi 2026

ModelloScadenza OrdinariaScadenza con ProrogaModalità
730/2026 Precompilato30 settembre 202625 ottobre 2026 (con CAF/professionista)Telematica
730/2026 Ordinario30 giugno 2026–Telematica tramite CAF
Redditi PF 202630 novembre 2026–Telematica
Redditi SP/SC 202630 novembre 2026–Telematica
IRAP 202630 novembre 2026–Telematica
770/202631 ottobre 2026–Telematica
Concordato Biennale30 giugno 2026–Telematica

Scadenze versamenti imposte 2026

Oltre alla presentazione dei modelli, è importante rispettare le scadenze di versamento delle imposte dovute:

  • Saldo IRPEF/IRES 2025: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
  • Primo acconto IRPEF/IRES 2026: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
  • Secondo acconto IRPEF/IRES 2026: entro il 30 novembre 2026
  • Cedolare secca: stesse scadenze IRPEF
  • IVA annuale 2025: entro il 16 marzo 2026

I versamenti si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici per ciascuna imposta.

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Novità 2026 rispetto al 2025

I modelli dichiarativi 2026 presentano numerose innovazioni rispetto all’anno precedente, derivanti dalle modifiche normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dai decreti attuativi della Riforma Fiscale. Ecco le principali novità:

1. Concordato Preventivo Biennale per forfettari

La novità più rilevante è l’estensione del Concordato Preventivo Biennale anche ai contribuenti in regime forfettario. Prima era disponibile solo per chi applica gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità). Ora anche i forfettari possono concordare il reddito per due anni, con vantaggi in termini di pianificazione e riduzione dei controlli.

2. Tassazione criptovalute al 33%

Dal 2026, le plusvalenze su criptovalute sono tassate con aliquota al 33% (prima era 26%). L’imposta si applica solo se le plusvalenze superano la soglia di 2.000 euro annui. Il Quadro W è stato completamente rinnovato per gestire le nuove modalità di calcolo e dichiarazione.

3. Detrazioni figli maggiorenni aumentate

La detrazione per figli a carico maggiorenni (età 21-24 anni) passa da 950 euro a 1.000 euro. Inoltre, viene introdotta una maggiorazione di 200 euro per ogni figlio con disabilità grave (Legge 104, comma 3).

4. Bonus ristrutturazione: ultime chance 2026

Il bonus ristrutturazione al 50% (detrazione su spese fino a 96.000 euro) è confermato per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, dichiarate nel 730/2026 o Redditi PF 2026. Dal 2027 la detrazione scenderà al 36% con massimale ridotto a 48.000 euro.

5. Precompilata arricchita: più dati automatici

Il 730 precompilato 2026 include nuovi dati automatici:

  • Spese veterinarie comunicate direttamente dalle cliniche veterinarie
  • Polizze assicurative rischio calamità (terremoto, alluvione) per immobili
  • Contributi casse previdenziali (avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri)
  • Spese asili nido con indicazione puntuale delle mensilità pagate

6. Quadro RW: obbligo wallet digitali esteri

Dal 2026 diventa obbligatorio indicare nel Quadro RW anche i wallet digitali detenuti presso piattaforme exchange estere (es. Binance, Kraken, Coinbase) se la giacenza media annua supera i 15.000 euro. Le sanzioni per omessa dichiarazione vanno dal 3% al 15% del valore detenuto.

7. Regime forfettario: limite a 85.000 euro confermato

Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario resta fissato a 85.000 euro annui. Le cause di esclusione restano invariate: partecipazione a SRL, redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro, cessione di beni strumentali per oltre 20.000 euro.

8. Superbonus: ultime cessioni 2026

Nel 730/2026 è ancora possibile fruire delle detrazioni Superbonus per lavori con CILA presentata entro il 15 ottobre 2025. La cessione del credito è consentita solo per lavori iniziati entro quella data. Dal 2027 il Superbonus sarà sostituito da nuove agevolazioni con aliquote ridotte.

Come il CAF può Assisterti nella Compilazione

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio di tutti i modelli dichiarativi 2026. I nostri operatori qualificati ti seguono passo passo, verificando la correttezza dei dati e ottimizzando le detrazioni spettanti per ridurre al massimo il carico fiscale.

Servizi CAF per i modelli dichiarativi 2026

  • Compilazione 730/2026 (ordinario e precompilato) con verifica ed eventuale modifica dei dati
  • Compilazione Modello Redditi PF 2026 per partite IVA, professionisti, locatori
  • Dichiarazione IRAP per imprese e professionisti con dipendenti
  • Consulenza Concordato Preventivo Biennale: valutiamo insieme se conviene aderire
  • Gestione Quadro RW per attività estere, conti esteri, immobili all’estero
  • Dichiarazione criptovalute (Quadro W) con calcolo plusvalenze e imposte sostitutive
  • Modello 770 per amministratori di condominio e piccole imprese
  • Calcolo convenienza tra regime ordinario, semplificato e forfettario

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale è un punto di riferimento a Udine per la consulenza fiscale e previdenziale. Ecco i nostri punti di forza:

  • Esperienza locale: conosciamo le specificità del territorio friulano (sistema tavolare, agevolazioni regionali)
  • Competenza specializzata: i nostri operatori sono costantemente aggiornati sulle novità fiscali
  • Assistenza post-dichiarazione: ti supportiamo anche in caso di comunicazioni o controlli dell’Agenzia delle Entrate
  • Servizio completo: oltre al 730, gestiamo ISEE, successioni, NASPI, pensioni, pratiche patronato
  • Prezzi trasparenti: nessun costo nascosto, preventivo chiaro prima di iniziare

Documenti da portare al CAF

Per la compilazione del 730/2026 o del Modello Redditi PF, porta con te:

  • Documento d’identità e codice fiscale
  • Certificazione Unica 2026 (CU) ricevuta dal datore di lavoro o ente pensionistico
  • Visure catastali degli immobili posseduti
  • Contratti di locazione (se hai affittato immobili)
  • Scontrini e fatture di spese sanitarie, farmaci, visite mediche
  • Ricevute spese universitarie, asili nido, scuole paritarie
  • Fatture ristrutturazioni edilizie e bonifici per bonus casa
  • Polizze assicurative vita/infortuni
  • Ricevute mutui prima casa (interessi passivi)
  • Certificati contributi versati a fondi pensione o casse professionali
  • Documentazione attività estere (estratti conto, giacenze medie)
  • Report plusvalenze crypto (export da exchange)

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Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sui Modelli Dichiarativi 2026

Quando scade il 730/2026?

Il 730 precompilato puo essere presentato entro il 30 settembre 2026 (25 ottobre se tramite CAF). Il 730 ordinario scade il 30 giugno 2026.

Chi deve presentare il Modello Redditi PF invece del 730?

Devono usare il Modello Redditi PF i titolari di partita IVA, chi ha redditi da lavoro autonomo, chi dichiara per la prima volta la cedolare secca, chi ha plusvalenze finanziarie o immobiliari soggette a imposta sostitutiva.

Cos’e il Concordato Preventivo Biennale?

E un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate per determinare in anticipo il reddito imponibile per due anni (2026-2027). Elimina i controlli ISA e garantisce certezza fiscale, ma vincola al reddito concordato anche se quello effettivo e inferiore.

Come si dichiarano le criptovalute nel 2026?

Le criptovalute vanno dichiarate nel Quadro W del Modello Redditi PF. Le plusvalenze superiori a 2.000 euro sono tassate con aliquota del 33 percento. Va indicato anche il valore della giacenza media annua su wallet ed exchange esteri nel Quadro RW.

Quanto costa far fare il 730 al CAF?

Il costo varia in base alla complessita della dichiarazione. Per un 730 semplice (solo CU e spese sanitarie) si parte da 50-80 euro. Per dichiarazioni piu complesse con immobili, locazioni, bonus casa il costo sale a 100-150 euro. Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo trasparente.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del 730, Modello Redditi, IRAP, 770 e Concordato Preventivo Biennale. I nostri operatori qualificati verificano ogni dato e ottimizzano le tue detrazioni.

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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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    CAF

    Modello 770/2026: Guida Completa, Scadenze e Istruzioni di Compilazione

    Modello 770 e certificazione unica

    Il Modello 770/2026 è la dichiarazione che i sostituti d’imposta devono presentare all’Agenzia delle Entrate per comunicare le ritenute d’acconto operate nell’anno precedente, i compensi erogati e le relative imposte versate. Si tratta di un adempimento fondamentale per aziende, professionisti, condomini e tutti coloro che hanno effettuato pagamenti soggetti a ritenuta fiscale nel corso del 2025.

    La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello 770/2026 è fissata al 31 ottobre 2026, mentre chi presenta con ritardo può avvalersi del ravvedimento operoso entro 90 giorni dalla scadenza, pagando le relative sanzioni ridotte. Il modello si compone di diverse sezioni (Quadro ST, Quadro SX, Quadro SV) che devono essere compilate con attenzione per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni amministrative significative.

    Questa guida completa spiega chi deve presentare il Modello 770, quali dati inserire, come compilare correttamente ogni quadro e quali sono le sanzioni in caso di omissioni o ritardi. Inoltre, analizzeremo il collegamento tra il Modello 770 e la Certificazione Unica (CU), un documento strettamente correlato ma con finalità diverse.

    Scadenze 2026: Date da Ricordare

    La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello 770/2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) è il 31 ottobre 2026. Questa data è fissa e non subisce proroghe salvo disposizioni straordinarie emanate dal Governo.

    Calendario completo delle scadenze 2026:

    AdempimentoScadenzaNote
    Invio Certificazione Unica17 marzo 2026CU ordinaria ai percipienti e Agenzia Entrate
    CU per lavoro autonomo31 marzo 2026Solo per professionisti
    Presentazione Modello 770/202631 ottobre 2026Scadenza ordinaria
    Ravvedimento sprint (14 giorni)14 novembre 2026Sanzione ridotta 1/10
    Ravvedimento breve (90 giorni)29 gennaio 2027Sanzione ridotta 1/9

    È fondamentale rispettare la scadenza del 31 ottobre per evitare sanzioni. Chi non riesce a presentare entro questa data può ricorrere al ravvedimento operoso, pagando sanzioni ridotte proporzionali al ritardo.

    Dati da Dichiarare nel Modello 770

    Il Modello 770/2026 richiede la comunicazione di numerosi dati fiscali relativi all’anno d’imposta 2025. I principali elementi da dichiarare sono:

    1. Ritenute IRPEF operate su redditi di lavoro dipendente, assimilati e autonomo
    2. Addizionali regionali e comunali IRPEF trattenute ai dipendenti
    3. Ritenute su dividendi e proventi da partecipazioni societarie (26% o 1,20%)
    4. Ritenute su interessi e altri redditi di capitale
    5. Ritenute su canoni di locazione (cedolare secca 21% o 10%)
    6. Compensi corrisposti a collaboratori, consulenti, agenti, mediatori
    7. Provvigioni erogate e relative ritenute del 23%
    8. Indennità di fine rapporto (TFR) e tassazione separata
    9. Crediti d’imposta utilizzati in compensazione dal sostituto
    10. Assistenza fiscale prestata (730 e relativi conguagli)

    Tutti questi dati devono essere riportati nei quadri specifici del modello 770, che analizzeremo nelle sezioni successive.

    Quadro ST: Ritenute Operate

    Il Quadro ST è il cuore del Modello 770. In questa sezione vanno riportate tutte le ritenute IRPEF operate dal sostituto d’imposta nel corso dell’anno d’imposta, suddivise per tipologia di reddito e periodo.

    Struttura del Quadro ST:

    • Sezione 1: Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati
    • Sezione 2: Ritenute su redditi di lavoro autonomo (professionisti, collaboratori occasionali)
    • Sezione 3: Ritenute su provvigioni erogate ad agenti e rappresentanti
    • Sezione 4: Ritenute su redditi di capitale (dividendi, interessi)
    • Sezione 5: Addizionali regionali e comunali IRPEF

    Per ogni sezione è necessario indicare:

    • Codice tributo (es. 1001 per IRPEF dipendenti, 1040 per autonomi)
    • Mese di riferimento
    • Importo delle ritenute operate
    • Importo versato tramite F24
    • Eventuali compensazioni effettuate

    Esempio di compilazione Quadro ST – Ritenute dipendenti:

    MeseCod. TributoRitenute OperateVersato F24Differenza
    Gennaio 202510015.200 euro5.200 euro0
    Febbraio 202510015.350 euro5.350 euro0
    Marzo 202510015.180 euro5.180 euro0
    … (altri mesi)…………

    In caso di discordanza tra ritenute operate e versamenti effettuati, il Modello 770 evidenzia automaticamente le anomalie che potrebbero generare richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Quadro SX: Compensi e Redditi Diversi

    Il Quadro SX contiene i dati relativi ai compensi erogati a soggetti non residenti, a enti pubblici e privati, e altre tipologie di redditi soggetti a ritenuta particolare. Questo quadro include anche le informazioni sulle certificazioni uniche (CU) già trasmesse.

    Informazioni richieste nel Quadro SX:

    • Codice fiscale del percipiente
    • Tipologia di reddito corrisposto
    • Ammontare lordo erogato
    • Ritenuta applicata
    • Data di pagamento
    • Causale del pagamento (lavoro autonomo, provvigioni, diritti d’autore, ecc.)

    Un esempio tipico riguarda i compensi a professionisti:

    • Compenso lordo: 10.000 euro
    • Ritenuta d’acconto 20%: 2.000 euro
    • Netto erogato: 8.000 euro

    Il Quadro SX deve riportare sia il lordo (10.000 euro) che la ritenuta operata (2.000 euro), per permettere all’Agenzia delle Entrate di verificare la correttezza dell’adempimento.

    Quadro SV: Trattenute per Assistenza Fiscale

    Il Quadro SV è riservato ai sostituti d’imposta che hanno prestato assistenza fiscale diretta ai propri dipendenti o pensionati, elaborando le dichiarazioni 730 e operando i relativi conguagli fiscali in busta paga.

    Dati da inserire nel Quadro SV:

    • Numero di modelli 730 elaborati
    • Importo totale dei rimborsi IRPEF erogati
    • Importo totale delle ritenute IRPEF trattenute a conguaglio
    • Crediti e debiti risultanti dai 730
    • Eventuali sospensioni o rateizzazioni concesse

    Il Quadro SV è particolarmente importante per le aziende di medie e grandi dimensioni che forniscono assistenza fiscale interna ai dipendenti, evitando così che questi si rivolgano a CAF o professionisti esterni.

    Esempio pratico: Un’azienda con 50 dipendenti elabora 45 modelli 730. Di questi, 30 risultano a credito (rimborso medio 800 euro) e 15 a debito (trattenuta media 350 euro). Il Quadro SV riporterà:

    • Rimborsi totali erogati: 24.000 euro (30 × 800)
    • Debiti totali trattenuti: 5.250 euro (15 × 350)
    • Saldo netto: -18.750 euro (a favore dei dipendenti)

    Differenza tra 770 Semplificato e Ordinario

    Fino al 2014, esistevano due versioni del Modello 770: il 770 Semplificato e il 770 Ordinario. Dal 2015, i due modelli sono stati unificati in un unico schema, ma è utile comprendere le differenze storiche per capire meglio la struttura attuale.

    770 Semplificato (ora integrato):

    • Ritenute su lavoro dipendente e assimilato
    • Ritenute su lavoro autonomo
    • Ritenute su provvigioni
    • Dati relativi alle Certificazioni Uniche

    770 Ordinario (ora integrato):

    • Ritenute su dividendi e proventi finanziari
    • Ritenute su redditi di capitale
    • Ritenute operate da condomini
    • Operazioni straordinarie (fusioni, scissioni)

    Oggi, il Modello 770 unificato contiene tutte queste informazioni in un’unica dichiarazione, semplificando (almeno in teoria) la gestione per i sostituti d’imposta.

    Certificazione Unica e Modello 770

    La Certificazione Unica (CU) e il Modello 770 sono due adempimenti strettamente collegati ma con finalità diverse. Entrambi devono essere presentati dai sostituti d’imposta, ma con scadenze e destinatari distinti.

    Certificazione Unica (CU):

    • Scadenza: 17 marzo 2026 (per CU ordinaria), 31 marzo 2026 (per lavoro autonomo)
    • Destinatari: Dipendenti, pensionati, collaboratori (consegnata al percipiente) + Agenzia delle Entrate
    • Contenuto: Redditi erogati, ritenute operate, detrazioni spettanti
    • Scopo: Permettere al contribuente di compilare la dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)

    Modello 770:

    • Scadenza: 31 ottobre 2026
    • Destinatario: Solo Agenzia delle Entrate
    • Contenuto: Riepilogo annuale di tutte le ritenute operate, compensi erogati, versamenti effettuati
    • Scopo: Controllo fiscale da parte dell’Amministrazione finanziaria

    Relazione tra CU e 770: I dati contenuti nella CU vengono ripresi e sintetizzati nel Modello 770. In sostanza, il 770 è una dichiarazione complessiva che aggrega le informazioni già comunicate tramite le singole CU, aggiungendo dettagli sui versamenti F24 e sulle compensazioni effettuate.

    Un errore frequente è quello di considerare i due adempimenti alternativi: entrambi vanno presentati se si è operato ritenute d’acconto nel corso dell’anno.

    Compilazione Passo Passo

    La compilazione del Modello 770/2026 richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:

    1. Raccogliere la documentazione necessaria

    Prima di iniziare, assicurati di avere:

    • Libro Unico del Lavoro (LUL) con tutti i cedolini paga 2025
    • Deleghe F24 dei versamenti effettuati mensilmente
    • Fatture emesse a professionisti, collaboratori, agenti
    • Certificazioni Uniche 2026 già inviate
    • Documentazione su dividendi, interessi, canoni erogati

    2. Accedere al software di compilazione

    Il Modello 770 può essere compilato tramite:

    • Software Agenzia delle Entrate (gratuito, scaricabile dal sito ufficiale)
    • Software commerciali (TeamSystem, Zucchetti, Wolters Kluwer, ecc.)
    • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)

    3. Compilare i dati anagrafici del sostituto

    Nel frontespizio inserisci:

    • Codice fiscale e partita IVA
    • Denominazione o ragione sociale
    • Indirizzo della sede legale
    • Tipologia di sostituto (impresa, professionista, condominio, ecc.)

    4. Compilare il Quadro ST (ritenute operate)

    Inserisci mese per mese:

    • Ritenute IRPEF su dipendenti (codice tributo 1001)
    • Ritenute su lavoro autonomo (codice tributo 1040)
    • Addizionali regionali e comunali
    • Importi versati con F24

    5. Compilare il Quadro SX (compensi erogati)

    Riporta per ogni percipiente:

    • Codice fiscale
    • Importo lordo corrisposto
    • Ritenuta applicata
    • Causale del pagamento

    6. Verificare la coerenza dei dati

    Il software effettua controlli automatici di coerenza tra:

    • Ritenute dichiarate e versamenti F24
    • Dati del Quadro SX e CU già trasmesse
    • Totali dei quadri e somme algebriche

    7. Generare il file telematico e inviare

    Una volta completata la compilazione:

    • Genera il file XML in formato conforme alle specifiche tecniche
    • Firma digitalmente (se obbligatorio)
    • Invia tramite Entratel o Fisconline entro il 31 ottobre 2026
    • Conserva la ricevuta di avvenuta trasmissione

    Sanzioni per Omissioni e Ritardi

    La mancata presentazione o la presentazione tardiva del Modello 770 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative significative, calcolate in base alla gravità dell’omissione.

    Tipologie di sanzioni:

    ViolazioneSanzioneRiferimento normativo
    Omessa presentazioneDa 258 a 2.065 euroArt. 11 D.Lgs. 471/1997
    Presentazione tardiva (entro 90 giorni)Sanzione ridotta con ravvedimentoArt. 13 D.Lgs. 472/1997
    Dati incompleti o inesattiDa 258 a 2.065 euroArt. 11 D.Lgs. 471/1997
    Ritenute non versate25% – 30% dell’importo non versatoArt. 13 D.Lgs. 471/1997

    Esempio di calcolo sanzione:

    Un condominio che non presenta il Modello 770 entro il 31 ottobre 2026 rischia una sanzione da 258 euro (importo minimo) fino a 2.065 euro (importo massimo). Se il ritardo è superiore a 90 giorni, la sanzione diventa fissa e non è più possibile beneficiare del ravvedimento operoso.

    Inoltre, se le ritenute dichiarate nel 770 non sono state versate puntualmente con F24, si applica una sanzione aggiuntiva del 30% sull’importo non versato, più gli interessi di mora.

    Ravvedimento Operoso

    Il ravvedimento operoso è uno strumento che consente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione fiscale in caso di ritardo nella presentazione del Modello 770, beneficiando di una riduzione significativa delle sanzioni.

    Tipologie di ravvedimento disponibili:

    Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
    Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/10 del minimo (25,80 euro)
    Ravvedimento breveEntro 30 giorni dalla scadenza1/9 del minimo (28,67 euro)
    Ravvedimento intermedioEntro 90 giorni dalla scadenza1/8 del minimo (32,25 euro)
    Ravvedimento lungoEntro 1 anno dalla scadenza1/7 del minimo (36,86 euro)
    Ravvedimento ultralungoEntro 2 anni dalla scadenza1/6 del minimo (43 euro)

    Come effettuare il ravvedimento:

    1. Presentare il Modello 770 in ritardo tramite i canali telematici
    2. Calcolare la sanzione ridotta in base al tipo di ravvedimento
    3. Versare la sanzione con F24 utilizzando il codice tributo 8911
    4. Conservare la ricevuta di pagamento e la prova di invio del modello

    Esempio pratico:

    Un’azienda presenta il Modello 770/2026 il 10 novembre 2026 (10 giorni dopo la scadenza del 31 ottobre). Rientra nel ravvedimento sprint, quindi pagherà una sanzione di 25,80 euro (1/10 del minimo di 258 euro), anziché l’intera sanzione ordinaria.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Modello 770/2026

    Quando si presenta il Modello 770/2026?

    Il Modello 770/2026 deve essere presentato entro il 31 ottobre 2026. Questa scadenza si riferisce alle ritenute operate nell’anno d’imposta 2025. Chi presenta in ritardo puo avvalersi del ravvedimento operoso entro 90 giorni.

    Chi deve presentare il Modello 770?

    Devono presentare il Modello 770 tutti i sostituti d’imposta che hanno operato ritenute fiscali: aziende con dipendenti, professionisti con collaboratori, condomini, societa che pagano dividendi, enti pubblici e privati.

    Qual e la differenza tra Modello 770 e Certificazione Unica?

    La Certificazione Unica va consegnata al percipiente entro marzo e comunica i redditi erogati. Il Modello 770 va presentato solo all’Agenzia delle Entrate entro ottobre e riepiloga tutte le ritenute operate e i versamenti effettuati nell’anno.

    Cosa succede se non presento il Modello 770?

    La mancata presentazione comporta sanzioni da 258 a 2.065 euro. Se le ritenute non sono state versate, si applica una sanzione aggiuntiva del 30 per cento sull’importo non versato piu interessi di mora.

    Posso correggere il Modello 770 dopo l’invio?

    Si, e possibile inviare un Modello 770 integrativo o sostitutivo in caso di errori. Se l’errore e stato rilevato dall’Agenzia delle Entrate, si applicano le sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.


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    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    FINANZIAMENTI, Prestiti Auto

    Finanziamento Auto Senza Anticipo: È Possibile? Ecco Come Fare

    Indice dei contenuti

    1. Come Funziona il Finanziamento 100% Senza Anticipo
    2. Quando Conviene e Quando No
    3. Requisiti Più Stringenti Richiesti
    4. Dove Trovare Finanziamenti Senza Anticipo
    5. Quanto Costa in Più Rispetto a Versare Anticipo
    6. Alternative: Anticipo Minimo e Maxi-Rata Finale
    7. Pro e Contro Dettagliati

    Il finanziamento auto senza anticipo rappresenta una soluzione sempre più richiesta da chi desidera acquistare un’auto nuova o usata senza dover versare un acconto iniziale. Si tratta di un prestito auto 100%, dove l’istituto di credito copre l’intero importo del veicolo, permettendo di dilazionare l’intera spesa in comode rate mensili.

    Questa formula è particolarmente interessante per chi vuole preservare la propria liquidità per altre necessità, per chi ha spese impreviste o semplicemente preferisce non immobilizzare risparmi. Tuttavia, il finanziamento totale auto comporta costi più elevati rispetto a un prestito con anticipo, e richiede requisiti più stringenti da parte degli istituti di credito.

    In questa guida analizzeremo nel dettaglio come funziona il finanziamento senza caparra, quando conviene, quali sono i requisiti richiesti, dove trovarlo e soprattutto quanto costa in più rispetto a un finanziamento tradizionale. Scoprirai anche le alternative disponibili, come l’anticipo minimo o la maxi-rata finale.

    Come Funziona il Finanziamento 100% Senza Anticipo

    Il finanziamento auto senza anticipo è una forma di prestito finalizzato in cui la banca o la società finanziaria copre l’intero importo del veicolo che si intende acquistare. A differenza del finanziamento tradizionale, dove l’acquirente versa un anticipo che va dal 10% al 30% del prezzo, qui non è richiesto alcun acconto iniziale.

    Esempio pratico: Se vuoi acquistare un’auto da 20.000 euro, con un finanziamento tradizionale dovresti versare circa 4.000-6.000 euro di anticipo. Con il prestito auto 100%, invece, la finanziaria ti presta l’intera somma di 20.000 euro, e tu inizierai subito a pagare le rate mensili senza alcun esborso iniziale.

    Il meccanismo è semplice:

    • La banca finanzia il 100% del valore dell’auto
    • Tu restituisci l’importo in rate mensili fisse (da 12 a 84 mesi)
    • Il tasso di interesse (TAN e TAEG) è generalmente più alto rispetto ai finanziamenti con anticipo
    • L’auto rimane di tua proprietà, ma spesso viene vincolata come garanzia fino all’estinzione del debito

    La principale differenza con il finanziamento tradizionale sta nel rischio maggiore che la banca si assume: prestando il 100% del capitale, l’istituto non ha la “protezione” dell’anticipo versato dall’acquirente. Per questo motivo, i requisiti di accesso sono più severi e i tassi di interesse tendono a essere più alti.

    Alcune concessionarie offrono promozioni con TAN 0% anche senza anticipo, ma in questi casi il costo viene solitamente “nascosto” nel prezzo di listino dell’auto o in spese accessorie più elevate. È importante quindi confrontare sempre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che include tutti i costi reali del finanziamento.

    Quando Conviene e Quando No

    Il finanziamento auto senza anticipo non è sempre la scelta migliore. Esistono situazioni in cui è vantaggioso, e altre in cui è preferibile versare un acconto iniziale. Vediamo i casi concreti.

    Quando CONVIENE il finanziamento senza anticipo:

    • Hai liquidità da preservare: Se disponi di risparmi ma preferisci non immobilizzarli in un acquisto che perde valore nel tempo (l’auto si svaluta del 15-20% il primo anno)
    • Spese impreviste in arrivo: Se prevedi spese importanti nei prossimi mesi (ristrutturazione casa, spese mediche, tasse) e vuoi mantenere una riserva di emergenza
    • Hai investimenti redditizi: Se i tuoi risparmi sono investiti con rendimenti superiori al tasso del finanziamento (caso raro, ma possibile)
    • Situazione lavorativa stabile: Con contratto a tempo indeterminato e reddito sicuro, puoi permetterti rate più alte senza rischi

    Quando NON conviene:

    • Hai già altri debiti: Aggiungere un prestito costoso quando sei già indebitato aumenta il rischio di sovraindebitamento
    • Reddito variabile o incerto: Se lavori con partita IVA, contratto a tempo determinato o reddito irregolare, le rate più alte potrebbero diventare insostenibili
    • Puoi versare un anticipo senza difficoltà: Se hai liquidità disponibile e non prevedi altre spese, versare un anticipo del 20% ti fa risparmiare migliaia di euro in interessi
    • Auto di valore elevato: Per auto sopra i 30.000 euro, il costo degli interessi su un finanziamento 100% diventa davvero pesante

    La valutazione corretta dipende dal tuo costo-opportunità: se i soldi che non versi come anticipo li usi per estinguere debiti più costosi (carte di credito, scoperti di conto) o per investimenti sicuri, allora il finanziamento senza anticipo può avere senso. In caso contrario, versare almeno il 10-20% di acconto è quasi sempre più conveniente.

    Requisiti Più Stringenti Richiesti

    Ottenere un finanziamento auto senza anticipo non è automatico. Le banche e le società finanziarie applicano criteri di valutazione più severi rispetto ai prestiti con acconto, proprio perché il rischio che si assumono è maggiore.

    Requisiti fondamentali:

    1. Affidabilità creditizia elevata

    La banca controllerà il tuo score creditizio presso le centrali rischi (CRIF, Experian). Devi avere uno storico di pagamenti puntuale, senza ritardi o insolvenze. Anche un solo pagamento in ritardo negli ultimi 12 mesi può compromettere l’approvazione.

    2. Reddito dimostrabile adeguato

    Serve un reddito netto mensile sufficiente a coprire la rata senza superare il rapporto rata/reddito del 30-35%. Esempio: con uno stipendio netto di 1.500 euro/mese, la rata massima sostenibile è circa 450-500 euro. Per un’auto da 20.000 euro finanziata a 60 mesi senza anticipo, la rata sarà circa 380-420 euro (a seconda del TAN).

    Il reddito va dimostrato con:

    • Busta paga (dipendenti)
    • CU e dichiarazione dei redditi (pensionati, autonomi)
    • Estratti conto bancari degli ultimi 3-6 mesi

    3. Contratto di lavoro stabile

    I dipendenti a tempo indeterminato hanno maggiori probabilità di approvazione. I lavoratori con contratto a tempo determinato devono avere almeno 12-18 mesi di anzianità e un contratto con scadenza oltre la durata del finanziamento. I lavoratori autonomi devono dimostrare redditi stabili da almeno 2-3 anni.

    4. Assenza di segnalazioni negative

    Il tuo nominativo non deve comparire in:

    • CRIF con segnalazioni di insolvenza
    • Centrale Allarme Interbancaria (CAI)
    • Protesti o pignoramenti in corso

    Anche una sola segnalazione negativa, anche se risalente a qualche anno fa, può portare al rifiuto automatico.

    5. Garanzie aggiuntive

    In alcuni casi, specialmente per importi elevati o profili “border-line”, la finanziaria può richiedere:

    • Firma di un garante (con reddito stabile e pulito)
    • Ipoteca sull’auto fino al saldo del debito
    • Polizza assicurativa CPI (Creditor Protection Insurance) che copre rate in caso di perdita lavoro, malattia o decesso

    In sintesi: il finanziamento senza anticipo è riservato a chi ha un profilo creditizio ottimo e redditi sicuri. Se non rispetti questi requisiti, è meglio puntare su un finanziamento con almeno il 10-20% di acconto.

    Dove Trovare Finanziamenti Senza Anticipo

    I finanziamenti auto senza anticipo sono disponibili presso diversi canali. Ecco dove cercare le migliori offerte.

    1. Concessionarie auto con promozioni

    Molte case automobilistiche offrono finanziamenti agevolati tramite le loro finanziarie captive (es. FCA Bank per Fiat/Jeep, Volkswagen Financial Services, BMW Financial Services). Le promozioni spesso includono:

    • TAN 0% o molto basso (2-3%)
    • Finanziamento 100% senza anticipo
    • Prime rate gratuite o posticipate

    Attenzione: confronta sempre il prezzo di listino con e senza finanziamento. A volte il prezzo con finanziamento agevolato è più alto rispetto al prezzo “cash”.

    2. Banche tradizionali

    Le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BNL, Monte dei Paschi) offrono prestiti finalizzati auto anche senza anticipo. I tassi sono generalmente più alti rispetto alle promozioni delle concessionarie (TAN 5-8%), ma hai maggiore libertà di scelta dell’auto (nuova, usata, da qualsiasi venditore).

    3. Società di credito specializzate

    Finanziarie come Agos, Compass, Findomestic, Santander Consumer Bank sono specializzate in prestiti auto. Offrono:

    • Preventivi online immediati
    • Approvazione rapida (anche 24-48 ore)
    • Possibilità di finanziare fino a 60.000-75.000 euro

    I tassi sono variabili (TAN 4-9% a seconda del profilo) ma la procedura è più snella rispetto alle banche.

    4. Confronto preventivi online

    Usa i comparatori online come Facile.it, Segugio.it, SuperMoney per confrontare decine di offerte in pochi minuti. Inserisci:

    • Importo da finanziare
    • Durata (in mesi)
    • Anticipo (imposta 0 euro)

    Il sistema ti mostrerà tutte le offerte disponibili ordinate per TAEG crescente, così puoi scegliere quella più conveniente.

    Consiglio pratico: Richiedi almeno 3-4 preventivi da canali diversi (concessionaria + banca + finanziaria online) e confronta il TAEG, non solo il TAN. Il TAEG include tutte le spese (istruttoria, polizze obbligatorie, commissioni) e rappresenta il costo reale del finanziamento.

    Quanto Costa in Più Rispetto a Versare Anticipo

    Il finanziamento auto senza anticipo ha un costo più elevato rispetto a un prestito con acconto. Vediamo quanto costa realmente con un esempio concreto.

    Differenza tra TAN e TAEG

    Prima di tutto, è importante capire la differenza:

    • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso di interesse “puro”, senza spese accessorie
    • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutte le spese (istruttoria, assicurazioni obbligatorie, bolli, commissioni). È il dato da guardare per confrontare le offerte

    Esempio pratico: auto da 20.000 euro

    Confrontiamo due scenari:

    SCENARIO A – Finanziamento SENZA anticipo (100%)

    • Importo finanziato: 20.000 euro
    • Durata: 60 mesi
    • TAN: 6,50%
    • TAEG: 7,20%
    • Rata mensile: 392 euro
    • Totale restituito: 23.520 euro
    • Costo totale interessi: 3.520 euro

    SCENARIO B – Finanziamento CON anticipo 20% (4.000 euro)

    • Anticipo versato: 4.000 euro
    • Importo finanziato: 16.000 euro
    • Durata: 60 mesi
    • TAN: 4,90% (più basso perché c’è anticipo)
    • TAEG: 5,50%
    • Rata mensile: 301 euro
    • Totale restituito: 18.060 euro
    • Totale speso (anticipo + rate): 22.060 euro
    • Costo totale interessi: 2.060 euro

    Confronto finale: Scegliendo il finanziamento senza anticipo, pagherai l’auto 1.460 euro in più rispetto alla soluzione con acconto del 20%. Questo è il “prezzo” per non immobilizzare 4.000 euro subito.

    La convenienza dipende da cosa faresti con quei 4.000 euro:

    • Se li tieni sul conto corrente (rendimento 0%), perdi 1.460 euro
    • Se li usi per estinguere un debito da carta di credito al 18% di interesse, risparmi molto di più
    • Se li investi con rendimento garantito >7%, potresti pareggiare o guadagnare

    In generale, per la maggior parte delle persone, versare un anticipo del 10-20% è la scelta più conveniente.

    Alternative: Anticipo Minimo e Maxi-Rata Finale

    Se il finanziamento auto senza anticipo risulta troppo costoso, ma non vuoi (o non puoi) versare un acconto elevato, esistono due alternative interessanti.

    1. Finanziamento con anticipo minimo (5-10%)

    Invece di finanziare il 100%, versi solo un piccolo anticipo del 5-10% (es. 1.000-2.000 euro su un’auto da 20.000 euro). Questo ti permette di:

    • Ottenere tassi più bassi rispetto al finanziamento totale
    • Ridurre la rata mensile di 30-50 euro
    • Mantenere comunque buona parte della liquidità

    È un buon compromesso tra il finanziamento 100% (troppo costoso) e l’anticipo 20-30% (troppo impegnativo).

    2. Finanziamento con maxi-rata finale (balloon)

    Questa formula prevede:

    • Rate mensili basse per tutta la durata del finanziamento
    • Una maxi-rata finale (balloon) pari al 30-50% del valore dell’auto
    • Alla scadenza puoi: pagare la maxi-rata, restituire l’auto, o rifinanziare la maxi-rata

    Esempio concreto:

    Auto da 20.000 euro con maxi-rata finale:

    • Anticipo: 0 euro (o minimo 1.000 euro)
    • Durata: 48 mesi
    • Rate mensili: 250 euro x 47 mesi
    • Maxi-rata finale: 8.000 euro (48° mese)

    Vantaggi:

    • Rate mensili molto più basse (250 invece di 400 euro)
    • Puoi restituire l’auto dopo 4 anni senza pagare la maxi-rata (utile se pensi di cambiare auto)

    Svantaggi:

    • Alla scadenza devi avere 8.000 euro disponibili o rifinanziarli (con altri interessi)
    • Se restituisci l’auto, hai pagato 47 rate senza diventarne proprietario

    Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a valutare la sostenibilità di ciascuna opzione in base alla tua situazione reddituale e fiscale.

    Pro e Contro Dettagliati

    Riepiloghiamo vantaggi e svantaggi del finanziamento auto senza anticipo per aiutarti a decidere se è la scelta giusta per te.

    VANTAGGI

    • Zero esborso iniziale: Non devi versare nulla al momento dell’acquisto, mantenendo intatta la tua liquidità
    • Liquidità disponibile: I soldi che non usi per l’anticipo restano disponibili per emergenze, investimenti o altre spese
    • Accesso immediato all’auto: Puoi acquistare l’auto anche se non hai risparmi sufficienti per l’acconto
    • Dilazione massima: Rate spalmate fino a 84 mesi (7 anni) per ridurre l’importo mensile
    • Approvazione rapida: Molte finanziarie danno risposta entro 24-48 ore

    SVANTAGGI

    • Costi molto più alti: Paghi 1.000-2.000 euro (o più) di interessi in più rispetto a un finanziamento con anticipo
    • Rate mensili elevate: Più alte del 20-30% rispetto a un prestito con acconto, quindi più difficili da sostenere
    • Requisiti severi: Serve un profilo creditizio ottimo e redditi stabili. Molte richieste vengono rifiutate
    • Rischio sovraindebitamento: Se hai già altri prestiti o spese fisse alte, potresti non riuscire a far fronte alle rate
    • L’auto perde valore: Nei primi anni l’auto si svaluta del 20-30%, mentre tu stai ancora pagando il 100% del prezzo iniziale

    Chi dovrebbe evitarlo:

    • Chi ha redditi variabili o lavoro precario
    • Chi ha già debiti elevati (carte di credito, altri prestiti)
    • Chi può versare un anticipo senza difficoltà
    • Chi acquista auto di lusso (oltre 40.000 euro), dove gli interessi diventano insostenibili

    Chi può valutarlo:

    • Dipendenti a tempo indeterminato con stipendio stabile
    • Chi ha spese urgenti nei prossimi mesi e vuole preservare i risparmi
    • Chi ha score creditizio elevato e può ottenere tassi competitivi

    Il finanziamento auto senza anticipo è una soluzione comoda per chi non vuole (o non può) versare un acconto iniziale, ma comporta costi più elevati e requisiti più stringenti rispetto ai finanziamenti tradizionali. Come abbiamo visto, pagherai mediamente 1.000-2.000 euro in più di interessi per evitare di immobilizzare liquidità.

    La scelta giusta dipende dalla tua situazione personale: se hai un reddito stabile e sicuro, e preferisci mantenere disponibilità economica per altre necessità, il prestito auto 100% può essere una buona opzione. Se invece puoi permetterti di versare anche solo il 10-20% di anticipo, risparmierai cifre importanti.

    Considera sempre le alternative, come il finanziamento con anticipo minimo o la maxi-rata finale, che possono offrire un compromesso tra rate sostenibili e costi contenuti. E ricorda: confronta sempre il TAEG, non solo il TAN, per capire il costo reale del finanziamento.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per valutare la sostenibilità economica del finanziamento in base alla tua situazione reddituale, e per assisterti nelle pratiche fiscali legate all’acquisto dell’auto (detrazioni per disabili, deduzioni per professionisti, etc.).

    Domande Frequenti sul Finanziamento Auto Senza Anticipo

    È possibile ottenere un finanziamento auto senza anticipo?

    Si, e possibile ottenere un finanziamento auto senza anticipo (prestito 100%) da banche, finanziarie e concessionarie. Tuttavia, i requisiti sono piu stringenti (ottimo score creditizio, reddito stabile) e i tassi di interesse piu alti rispetto ai finanziamenti con acconto.

    Quanto costa in piu un finanziamento senza anticipo?

    Un finanziamento senza anticipo costa mediamente 1.000-2.000 euro in piu di interessi rispetto a un prestito con anticipo del 20%. Su un’auto da 20.000 euro finanziata a 60 mesi, la differenza puo arrivare a 1.500 euro di interessi aggiuntivi.

    Quali requisiti servono per il finanziamento 100%?

    Servono: score creditizio elevato senza segnalazioni negative, reddito dimostrabile con rapporto rata/reddito sotto il 30-35%, contratto di lavoro stabile (preferibilmente tempo indeterminato), assenza di protesti o pignoramenti. Alcune finanziarie richiedono anche un garante.

    Conviene il finanziamento senza anticipo o con maxi-rata finale?

    Dipende dalle tue esigenze. Il finanziamento senza anticipo ha rate piu alte ma diventi subito proprietario dell’auto. La maxi-rata finale (balloon) ha rate piu basse ma devi pagare o rifinanziare una grossa somma alla fine. Il balloon e utile se pensi di cambiare auto dopo 3-4 anni.

    Dove trovare le migliori offerte senza anticipo?

    Le migliori offerte si trovano presso: concessionarie auto con promozioni delle case madri (TAN 0-3%), finanziarie specializzate (Agos, Compass, Findomestic), banche tradizionali, comparatori online (Facile.it, Segugio.it). Confronta sempre il TAEG per valutare il costo reale.


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      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-02-28 09:00:00Finanziamento Auto Senza Anticipo: È Possibile? Ecco Come Fare
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 26 Ottobre e Come Correggere Errori

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il 730 integrativo 2026 si presenta entro lunedì 26 ottobre 2026: il termine ordinario del 25 ottobre quest’anno cade di domenica e slitta quindi al primo giorno lavorativo successivo, come indicato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026. Serve a correggere errori od omissioni del 730/2026 (redditi del 2025) quando la correzione porta a un rimborso più alto, a un debito più basso o a un’imposta invariata, oppure quando bisogna sistemare i dati del sostituto d’imposta che effettua il conguaglio.

      Se invece l’errore è a tuo sfavore (un reddito dimenticato, una detrazione non spettante), il 730 integrativo non si può usare: serve il Modello Redditi PF 2026, in versione correttiva entro il 2 novembre 2026 oppure integrativa negli anni successivi. In questa guida trovi scadenze, casi pratici e differenze tra i vari strumenti per correggere il 730 integrativo 2026 e la dichiarazione già inviata.

      In sintesi

      • Scadenza del 730 integrativo 2026: lunedì 26 ottobre 2026 (il 25 ottobre è domenica).
      • Si usa solo per correzioni che danno maggior credito, minor debito o imposta invariata, oppure per correggere i dati del sostituto d’imposta.
      • Va presentato a un CAF o a un professionista abilitato, anche se il 730 originario era stato presentato tramite il datore di lavoro.
      • Per gli errori a sfavore serve il Modello Redditi PF 2026: correttivo entro il 2 novembre 2026, integrativo fino al 31 dicembre 2031.
      • Il maggior rimborso del 730 integrativo arriva di norma con la busta paga o la pensione di dicembre 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il 730 integrativo 2026 e quali errori corregge?
      2. Qual è la scadenza del 730 integrativo 2026?
      3. Quando serve il 730 integrativo?
      4. Quali sono i tipi di 730 integrativo: codice 1, 2 e 3
      5. Che differenza c’è tra 730 integrativo e 730 rettificativo?
      6. Chi può presentare il 730 integrativo?
      7. Quando arriva il rimborso dopo il 730 integrativo?
      8. Errore a sfavore: perché serve il Modello Redditi PF?
      9. Come funziona il Redditi PF correttivo entro il 2 novembre 2026?
      10. Dichiarazione integrativa: fino a quando si può correggere?
      11. Domande frequenti sul 730 integrativo 2026
      12. Fonti
      13. Aggiornamenti

      Cos’è il 730 integrativo 2026 e quali errori corregge?

      Il 730 integrativo 2026 è una nuova dichiarazione, completa di tutte le sue parti, che sostituisce il modello 730 già presentato. Si usa quando, dopo l’invio, ti accorgi di non aver fornito tutti i dati oppure di averne indicati alcuni in modo sbagliato. Non si tratta quindi di un semplice “foglio aggiuntivo”: la dichiarazione viene rifatta da capo con i dati corretti.

      La regola di base è stabilita dall’articolo 14 del D.M. 31 maggio 1999, n. 164, il regolamento che disciplina l’assistenza fiscale di CAF e professionisti. La norma consente l’integrazione quando gli errori non incidono sul calcolo dell’imposta oppure quando la loro correzione determina, a favore del contribuente, un rimborso o un minor debito. Le istruzioni del modello 730/2026 aggiungono in modo esplicito anche il caso dell’imposta invariata, cioè quando correggi un dato che non cambia il risultato finale.

      Attenzione al punto chiave: il 730 integrativo funziona solo a favore del contribuente (o a risultato invariato). Se la correzione fa aumentare le imposte, lo strumento giusto è un altro, cioè il Modello Redditi PF, di cui parliamo più avanti.

      Qual è la scadenza del 730 integrativo 2026?

      La scadenza del 730 integrativo 2026 è lunedì 26 ottobre 2026. La norma fissa il termine al 25 ottobre di ogni anno, ma nel 2026 quel giorno è una domenica: per questo le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 indicano espressamente il 26 ottobre “dal momento che il 25 ottobre è domenica”. La data riguarda il 730/2026, cioè la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025.

      Il 26 ottobre è il termine entro cui il contribuente deve presentare il 730 integrativo al CAF o al professionista. C’è poi un secondo termine, che riguarda chi presta l’assistenza: entro il 10 novembre 2026 il CAF o il professionista consegna il nuovo prospetto di liquidazione e trasmette la dichiarazione integrativa all’Agenzia delle Entrate (art. 16, comma 2, del D.M. 164/1999). Ecco il quadro completo delle date utili:

      AdempimentoScadenza
      730/2026 ordinario o precompilato30 settembre 2026
      730 integrativo (presentazione da parte del contribuente)lunedì 26 ottobre 2026
      Trasmissione del 730 integrativo da parte di CAF e professionisti10 novembre 2026
      Modello Redditi PF 2026 correttivo nei terminilunedì 2 novembre 2026 (il 31 ottobre è sabato)
      Dichiarazione integrativa (art. 2, comma 8, DPR 322/1998)31 dicembre 2031

      Dopo il 26 ottobre 2026 il 730 integrativo non si può più presentare. Le correzioni a tuo favore restano comunque possibili, ma con il Modello Redditi PF 2026: correttivo entro il 2 novembre 2026 oppure integrativo negli anni successivi, con regole diverse per l’utilizzo del credito.

      Quando serve il 730 integrativo?

      Il 730 integrativo serve in tutti i casi in cui un dato mancante o sbagliato ti ha fatto pagare più imposte del dovuto o ottenere un rimborso più basso. Le situazioni più frequenti sono quelle legate a spese detraibili e oneri deducibili dimenticati. Per chiarezza: una detrazione riduce direttamente l’imposta, mentre una deduzione riduce il reddito su cui l’imposta si calcola.

      • Spese sanitarie dimenticate: fatture del dentista, visite specialistiche, farmaci o dispositivi medici non inseriti nel 730 originario.
      • Familiari a carico: un figlio o il coniuge non indicati, o una percentuale di spettanza sbagliata.
      • Bonus edilizi: rate di ristrutturazione o ecobonus non riportate.
      • Spese per istruzione: rette scolastiche o universitarie, mensa scolastica.
      • Contributi deducibili: versamenti alla previdenza complementare o contributi per colf e badanti.
      • Interessi passivi del mutuo per l’abitazione principale non indicati o indicati in misura errata.
      • Dati del sostituto d’imposta mancanti o sbagliati (ad esempio il datore di lavoro che deve fare il conguaglio).

      Ricorda che il 730 integrativo presuppone un 730 già presentato entro il 30 settembre 2026. Se invece non hai inviato il 730 in tempo, la situazione è diversa: in questo caso può esserti utile la guida su 730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborso.

      Quali sono i tipi di 730 integrativo: codice 1, 2 e 3

      Nel frontespizio del modello c’è una casella chiamata “730 integrativo”, in cui va indicato un codice che spiega il motivo della correzione. I codici previsti dalle istruzioni del 730 integrativo 2026 sono tre.

      Codice 1: maggior credito, minor debito o imposta invariata

      È il caso più comune: aggiungi o correggi dati che migliorano il risultato della dichiarazione, oppure correggi informazioni che non cambiano l’imposta. Esempio pratico: Marco aveva un rimborso di 350 euro e si accorge di aver dimenticato 2.000 euro di spese mediche. La detrazione del 19% si calcola sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro (una quota iniziale che non dà diritto a detrazione): vale quindi circa 355 euro, che si aggiungono al rimborso.

      Codice 2: solo i dati del sostituto d’imposta

      Si usa quando l’unica correzione riguarda il riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico che paga il rimborso o trattiene le imposte. Il resto della dichiarazione resta identico all’originale. Ad esempio, hai cambiato lavoro e nel 730 avevi indicato il vecchio datore di lavoro.

      Codice 3: sostituto d’imposta e altri dati insieme

      Il codice 3 combina le due situazioni: correggi i dati del sostituto d’imposta e, insieme, altri dati della dichiarazione da cui risulta un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata.

      Che differenza c’è tra 730 integrativo e 730 rettificativo?

      Molti confondono il 730 integrativo con il 730 rettificativo. Entrambi servono a correggere la dichiarazione, ma partono da situazioni diverse: conta chi ha commesso l’errore.

      Caratteristica730 integrativo730 rettificativo
      Origine dell’erroreIl contribuente non ha fornito tutti i dati o li ha forniti in modo erratoErrore commesso da chi ha prestato l’assistenza fiscale
      Chi si attivaIl contribuente, presentando una nuova dichiarazioneIl contribuente segnala l’errore al CAF o al professionista, che elabora il 730 rettificativo
      Effetto ammessoMaggior credito, minor debito, imposta invariata o correzione del sostitutoCorrezione dell’errore di elaborazione
      TempiEntro lunedì 26 ottobre 2026Le istruzioni chiedono di segnalare l’errore il prima possibile

      In pratica: se hai dimenticato tu una spesa o un dato, serve il 730 integrativo. Se l’errore è stato commesso da chi ha elaborato la dichiarazione, va comunicato subito al CAF o al professionista, che predispone il 730 rettificativo. Le istruzioni ricordano anche che CAF e professionisti rispondono del visto di conformità apposto sulla dichiarazione, cioè della certificazione che i dati corrispondono ai documenti esibiti.

      Chi può presentare il 730 integrativo?

      Il 730 integrativo 2026 va presentato a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un professionista abilitato. Le istruzioni del modello 730/2026 precisano che questo vale anche se il 730 originario era stato presentato tramite il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico che presta assistenza fiscale. Anche chi aveva inviato il 730 precompilato, quindi, per l’integrazione passa da un CAF o da un professionista.

      Il motivo è pratico: chi riceve il 730 integrativo deve controllare la conformità dei nuovi dati rispetto ai documenti. Per questo il contribuente deve esibire la documentazione relativa all’integrazione; se il 730 originario era stato gestito dal sostituto d’imposta, va esibita tutta la documentazione della dichiarazione. Ecco cosa preparare:

      • copia del 730/2026 già presentato e del relativo prospetto di liquidazione (730-3);
      • ricevuta di presentazione del 730 originario;
      • documenti delle spese o dei dati da aggiungere o correggere (fatture, ricevute, certificazioni);
      • documento di identità e codice fiscale;
      • dati del nuovo sostituto d’imposta, se è cambiato il datore di lavoro.

      Quando arriva il rimborso dopo il 730 integrativo?

      Chi ha un sostituto d’imposta riceve il maggior rimborso del 730 integrativo direttamente in busta paga o sulla pensione. L’articolo 19, comma 3, del D.M. 164/1999 prevede che le somme a credito risultanti dalla dichiarazione integrativa siano rimborsate riducendo le ritenute del mese di dicembre: in pratica, il rimborso aggiuntivo arriva di norma con la retribuzione o la rata di pensione di dicembre 2026.

      Un aspetto spesso frainteso: la presentazione di una dichiarazione integrativa non blocca le operazioni già avviate con il 730 originario. Il datore di lavoro o l’ente pensionistico continua a effettuare i rimborsi o le trattenute risultanti dal primo 730; il 730 integrativo aggiunge solo la differenza a tuo favore.

      Se invece hai presentato il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso viene pagato direttamente dall’Amministrazione finanziaria, sul conto corrente se hai comunicato l’IBAN all’Agenzia delle Entrate. In questi casi i tempi sono più lunghi e non legati alla busta paga.

      Errore a sfavore: perché serve il Modello Redditi PF?

      Se dopo l’invio scopri un errore che comporta un minor credito o un maggior debito, il 730 integrativo non è lo strumento corretto. Le istruzioni del modello 730/2026 sono chiare: in questo caso si deve utilizzare il Modello Redditi Persone fisiche 2026, che permette anche di versare con il modello F24 le maggiori imposte dovute.

      Le situazioni tipiche in cui l’errore è a sfavore del contribuente sono queste:

      • Redditi non dichiarati: un affitto, una collaborazione occasionale o un reddito estero dimenticati.
      • Detrazioni in eccesso: spese non detraibili o importi superiori a quelli effettivi.
      • Familiari a carico non spettanti: ad esempio un figlio che superava il limite di reddito.
      • Agevolazioni senza requisiti: bonus o deduzioni indicati senza averne diritto.

      Può capitare che nella stessa correzione ci siano voci a favore e voci a sfavore: ad esempio un reddito dimenticato e, insieme, spese mediche non indicate. Conta il risultato complessivo: se alla fine il credito aumenta, il debito diminuisce o l’imposta resta uguale, si può usare il 730 integrativo; se il saldo peggiora, serve il Redditi PF.

      Come funziona il Redditi PF correttivo entro il 2 novembre 2026?

      Il Modello Redditi PF 2026 “correttivo nei termini” è la dichiarazione che si presenta entro il termine ordinario dei redditi per correggere quella già inviata. Quest’anno il termine è lunedì 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre 2026 cade di sabato. Si può usare sia per gli errori a sfavore sia, in alternativa al 730 integrativo, per quelli a favore, chiedendo il rimborso della differenza a credito.

      Il modello va compilato per intero con tutti i dati corretti, non solo con quelli modificati. Se dalla correzione emerge un importo a debito, le istruzioni del 730/2026 prevedono il pagamento contestuale di tre voci:

      • l’imposta dovuta;
      • gli interessi al tasso legale, calcolati giorno per giorno;
      • la sanzione ridotta prevista dal ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997).

      Il ravvedimento operoso è il meccanismo che permette di sistemare spontaneamente un errore pagando una sanzione molto più bassa di quella piena: più presto ti metti in regola, minore è la sanzione. Non è quindi corretto pensare che il correttivo nei termini sia sempre “a costo zero”: se c’è imposta in più da versare, si pagano anche interessi e sanzione ridotta.

      Dichiarazione integrativa: fino a quando si può correggere?

      Se ti accorgi dell’errore dopo il 2 novembre 2026, puoi ancora rimediare con una dichiarazione integrativa (Modello Redditi PF). Il limite è fissato dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998: il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Per il 730/2026, presentato nel 2026, il termine ultimo è quindi il 31 dicembre 2031.

      Integrazione a favore

      Se hai dimenticato spese detraibili e lo scopri dopo il 2 novembre 2026, puoi presentare un Redditi PF integrativo a favore. Se lo presenti entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo, puoi chiedere il rimborso della differenza a credito. Se lo presenti più tardi, entro il 31 dicembre 2031, il credito si può usare in compensazione con il modello F24 solo per pagare debiti maturati dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione dell’integrativa, e va indicato nella dichiarazione relativa a quell’anno (art. 2, comma 8-bis, DPR 322/1998).

      Integrazione a sfavore

      Se l’errore è a sfavore, presentare spontaneamente l’integrativa conviene: insieme all’imposta e agli interessi legali si paga la sanzione ridotta da ravvedimento operoso, che cresce con il passare del tempo dall’errore. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, il D.Lgs. 87/2024 ha rivisto le sanzioni: la dichiarazione infedele scoperta dal Fisco è punita con il 70% della maggiore imposta, con un minimo di 150 euro (art. 1, comma 2, D.Lgs. 471/1997). Correggere prima di ricevere un controllo è quindi sempre la scelta più prudente. Se l’errore riguarda spese da raccogliere meglio per il prossimo anno, può esserti utile anche la checklist del 31 dicembre per il 730/2027.

      Domande frequenti sul 730 integrativo 2026

      Il 730 integrativo 2026 scade il 25 o il 26 ottobre?

      Il termine è lunedì 26 ottobre 2026. La regola generale indica il 25 ottobre, ma nel 2026 quel giorno è domenica e le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 fanno slittare la scadenza al giorno lavorativo successivo.

      Ho inviato il 730 precompilato: posso presentare il 730 integrativo?

      Sì, ma il 730 integrativo va presentato a un CAF o a un professionista abilitato, portando la documentazione necessaria per il controllo dei dati. La regola vale anche per chi aveva presentato il 730 tramite il datore di lavoro o l’ente pensionistico.

      Cosa succede se perdo la scadenza del 26 ottobre 2026?

      Le correzioni a favore restano possibili con il Modello Redditi PF 2026: correttivo entro il 2 novembre 2026, poi integrativo fino al 31 dicembre 2031. Cambiano però le modalità di recupero del credito, che dopo un certo termine si può usare solo in compensazione.

      Il 730 integrativo blocca il rimborso del 730 originario?

      No. Il sostituto d’imposta continua a effettuare i rimborsi o le trattenute del 730 originario. Il maggior credito che emerge dal 730 integrativo viene rimborsato a parte, di norma con le ritenute del mese di dicembre 2026.

      Posso usare il 730 integrativo per aggiungere un reddito dimenticato?

      Solo se, considerando tutte le correzioni, il risultato finale è a favore o invariato. Se l’aggiunta del reddito porta a un maggior debito o a un minor credito, serve il Modello Redditi PF, con il pagamento di imposta, interessi e sanzione ridotta.

      Cosa rischio se non correggo un errore a sfavore?

      Se l’errore viene scoperto dall’Agenzia delle Entrate, per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione per dichiarazione infedele è del 70% della maggiore imposta (minimo 150 euro), oltre a imposta e interessi. Con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce in modo significativo.

      Fonti

      • Agenzia delle Entrate, Modello 730/2026 (periodo d’imposta 2025) – Istruzioni per la compilazione, versione aggiornata al 28/05/2026, parte II, capitolo 5 “Rettifica del modello 730” (pagina Modello e istruzioni 730/2026).
      • D.M. 31 maggio 1999, n. 164, art. 14 (Dichiarazione integrativa), art. 16, comma 2, e art. 19, comma 3 – testo vigente su Normattiva.
      • D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, art. 2, commi 8 e 8-bis – testo vigente su Normattiva.
      • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 1, comma 2, come modificato dal D.Lgs. 14 giugno 2024, n. 87 – testo vigente su Normattiva.
      • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13 (ravvedimento operoso) – testo vigente su Normattiva.

      Aggiornamenti

      10/10/2026 – Aggiornata la scadenza del 730 integrativo a lunedì 26 ottobre 2026 (il 25 ottobre cade di domenica) e rivisti gli errori correggibili, con riferimento alle Istruzioni per la compilazione del Modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate (aggiornate al 28/05/2026) e all’art. 14 del D.M. 31 maggio 1999, n. 164.

      Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

      Devi correggere il 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale

      Se devi presentare un 730 integrativo 2026, correggere errori nella dichiarazione o verificare se hai diritto a detrazioni non ancora utilizzate, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

      I nostri operatori ti aiutano a scegliere lo strumento corretto (730 integrativo, Modello Redditi PF correttivo o dichiarazione integrativa) e seguono tutta la pratica, dalla verifica dei documenti all’invio telematico.

      • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Non aspettare la scadenza del 26 ottobre: prima presenti il 730 integrativo, prima ricevi il rimborso che ti spetta.

      Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-10-10 08:34:41730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 26 Ottobre e Come Correggere Errori
      PARTITA IVA

      Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026

      Il bonus 500 euro under 35 sta per scadere definitivamente. L’INPS ha riaperto le domande fino al 2 marzo 2026, ma questa volta non ci sarà alcuna proroga. Il decreto Milleproroghe ha bocciato le proposte di rinnovo, chiudendo per sempre questa opportunità per i giovani imprenditori. Una buona notizia però c’è: i liberi professionisti sono stati finalmente ammessi tra i beneficiari. Scopri se rientri tra i nuovi ammessi INPS e come presentare domanda prima della scadenza con l’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine.

      Nessuna Proroga per il Bonus Under 35: La Conferma Ufficiale

      Con l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe alla Camera, è diventato ufficiale: il bonus 500 euro under 35 non verrà rinnovato per il 2026. Questa decisione ha deluso migliaia di giovani che speravano di poter avviare un’attività imprenditoriale con il supporto dello Stato anche quest’anno.

      Le proposte di proroga avanzate dalle opposizioni e da parte della stessa maggioranza non hanno trovato accoglimento nel testo finale del decreto. Il bonus, quindi, si applica esclusivamente alle attività avviate entro il 31 dicembre 2025. Chi ha aperto partita IVA nel 2026, o intende aprirla nei prossimi mesi, non potrà beneficiare di questa agevolazione.

      Attenzione però: la mancata proroga non è retroattiva. Chi ha già ottenuto il bonus, o lo otterrà presentando domanda entro il 2 marzo, continuerà a ricevere i 500 euro mensili fino alla naturale scadenza del triennio. Il contributo verrà erogato regolarmente fino al 31 dicembre 2028, data ultima prevista dalla normativa originale.

      I Nuovi Ammessi INPS: Liberi Professionisti Tra i Beneficiari

      La grande novità del 2026 riguarda l’estensione del bonus ai liberi professionisti. Con il messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026, l’Istituto ha recepito un chiarimento del Ministero del Lavoro che amplia la platea dei beneficiari.

      Fino a questo momento, la misura sembrava riservata esclusivamente a chi avviava un’attività iscritta al Registro delle Imprese (ditte individuali, società, startup). I professionisti con partita IVA ma senza iscrizione camerale – come avvocati, architetti, consulenti, psicologi, e tutti i lavoratori autonomi – apparivano esclusi.

      Il Ministero ha chiarito che anche i liberi professionisti rientrano tra i beneficiari del bonus 500 euro under 35, a patto che l’attività sia stata avviata nei settori strategici individuati dal DM 3 aprile 2025 e ripresi nella circolare INPS n. 148/2025. Questa interpretazione estensiva ha reso necessaria una riapertura straordinaria delle domande.

      Quali Professionisti Possono Fare Domanda

      Possono accedere al bonus 500 euro under 35 i liberi professionisti che:

      • Hanno meno di 35 anni al momento dell’avvio dell’attività
      • Erano disoccupati prima di aprire la partita IVA
      • Hanno avviato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
      • Operano in settori considerati strategici per innovazione, transizione digitale o ecologica
      • Si impegnano a mantenere l’attività per almeno 36 mesi

      I settori ammessi sono identificati tramite codici ATECO specifici, elencati nel decreto ministeriale e nella circolare INPS. Se il tuo codice ATECO rientra tra quelli previsti, puoi fare domanda. In caso di dubbio, il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione.

      Requisiti Completi per il Bonus 500 Euro Under 35

      Per accedere al bonus 500 euro under 35 è necessario rispettare tutti i requisiti previsti dal Decreto Coesione. Ecco l’elenco completo:

      Requisiti anagrafici:

      • Età inferiore a 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni) alla data di avvio dell’attività
      • Residenza in Italia

      Requisiti occupazionali:

      • Essere disoccupato al momento dell’avvio dell’attività
      • Non aver avuto precedenti attività imprenditoriali o professionali (prima esperienza)

      Requisiti temporali:

      • Partita IVA aperta tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
      • Per i liberi professionisti: attività avviata prima del 28 novembre 2025 per rientrare nella finestra straordinaria

      Requisiti settoriali:

      • Attività in settori strategici per innovazione tecnologica, transizione digitale o transizione ecologica
      • Codice ATECO presente nell’elenco del DM 3 aprile 2025

      Impegni richiesti:

      • Mantenere l’attività per almeno 36 mesi
      • Non essere titolare di altre imprese o partecipazioni societarie

      Non sono previsti requisiti di reddito o ISEE: il bonus spetta a tutti i giovani under 35 che rispettano i criteri sopra elencati, indipendentemente dalla situazione economica familiare.

      Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026: Come Presentare Domanda

      La finestra per presentare domanda è aperta dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. Questa scadenza è perentoria: oltre il 2 marzo il sistema INPS non accetterà più nuove richieste. È fondamentale agire in tempo per non perdere fino a 18.000 euro di contributi.

      Procedura di presentazione:

      1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
      2. Vai alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”
      3. Seleziona “Incentivo Decreto Coesione”
      4. Compila il modulo con i dati richiesti
      5. Allega la documentazione necessaria
      6. Invia la domanda e conserva la ricevuta

      Documenti necessari:

      • Documento di identità in corso di validità
      • Codice fiscale
      • Visura camerale (per imprese) o dichiarazione di inizio attività (per professionisti)
      • Certificazione attestante lo stato di disoccupazione precedente all’avvio
      • Autocertificazione dei requisiti

      Se non hai dimestichezza con le procedure online o preferisci assistenza professionale, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano i requisiti, controllano la documentazione e presentano la domanda per te, evitando errori che potrebbero compromettere l’accoglimento.

      Importo e Modalità di Erogazione del Bonus

      Il bonus 500 euro under 35 prevede un contributo mensile che può raggiungere un importo complessivo significativo nel triennio:

      PeriodoImporto mensileTotale annuoTotale triennio
      Anno 1500 euro6.000 euro–
      Anno 2500 euro6.000 euro–
      Anno 3500 euro6.000 euro–
      Totale––18.000 euro

      Modalità di erogazione:

      L’INPS eroga generalmente il contributo in forma anticipata annuale. Questo significa che anziché ricevere 500 euro ogni mese, il beneficiario riceve 6.000 euro all’inizio di ciascun anno di riferimento. Questa modalità agevola la gestione finanziaria dell’attività, fornendo liquidità immediata.

      Trattamento fiscale:

      Una caratteristica molto vantaggiosa di questo bonus è l’esenzione fiscale. I 500 euro mensili (o i 6.000 euro annui) non concorrono alla formazione del reddito IRPEF. In pratica, l’intero importo resta in tasca al beneficiario senza alcuna trattenuta. Si tratta di un contributo a fondo perduto: non deve essere restituito, a patto di mantenere l’attività per i 36 mesi previsti.

      Durata massima:

      Il bonus viene erogato per un massimo di 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2028. Se l’attività è stata avviata nel luglio 2024, il triennio termina a giugno 2027. Per chi ha aperto a dicembre 2025, il bonus arriva fino a novembre 2028.

      Settori Strategici Ammessi: Codici ATECO

      Non tutte le attività danno diritto al bonus 500 euro under 35. È necessario che l’impresa o la professione rientri nei settori strategici individuati dal Ministero del Lavoro con il DM 3 aprile 2025.

      I settori ammessi riguardano tre macro-aree:

      1. Innovazione tecnologica:

      • Sviluppo software e applicazioni
      • Servizi informatici e digitali
      • Intelligenza artificiale e machine learning
      • Cybersecurity
      • Analisi dati e big data

      2. Transizione digitale:

      • E-commerce e marketplace digitali
      • Marketing digitale e comunicazione online
      • Piattaforme tecnologiche
      • Servizi cloud e SaaS
      • Digitalizzazione processi aziendali

      3. Transizione ecologica:

      • Energie rinnovabili
      • Efficientamento energetico
      • Economia circolare e riciclo
      • Mobilità sostenibile
      • Consulenza ambientale
      • Agricoltura biologica e sostenibile

      I codici ATECO specifici sono elencati nella circolare INPS n. 148/2025. Se non sei sicuro che la tua attività rientri tra quelle ammesse, il CAF Centro Fiscale può verificare la corrispondenza del tuo codice ATECO con quelli previsti dalla normativa.

      Quando Arriva il Pagamento del Bonus Under 35

      Dopo aver presentato la domanda, l’INPS effettua le verifiche sui requisiti dichiarati. I tempi di istruttoria possono variare, ma generalmente la risposta arriva entro 60-90 giorni dalla presentazione.

      Tempistiche previste:

      • Domanda entro il 2 marzo 2026 – Istruttoria marzo-maggio 2026
      • Esito positivo – Accredito entro giugno-luglio 2026
      • Prima annualità – 6.000 euro in un’unica soluzione

      L’importo viene accreditato tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato in fase di domanda. È quindi fondamentale inserire correttamente l’IBAN nella richiesta.

      Cosa succede se la domanda viene respinta:

      Se l’INPS respinge la domanda, riceverai una comunicazione con le motivazioni del rigetto. Potrai presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica. Le cause più frequenti di rigetto riguardano:

      • Codice ATECO non rientrante nei settori ammessi
      • Età superiore a 35 anni alla data di avvio attività
      • Documentazione incompleta o errata
      • Attività avviata fuori dalla finestra temporale prevista

      Per evitare errori e rigetti, è consigliabile farsi assistere da professionisti nella presentazione della domanda.

      Bonus Assunzioni Under 35: Non Confondere le Misure

      Attenzione a non confondere il bonus 500 euro under 35 (per autoimpiego) con il bonus assunzioni under 35 (per datori di lavoro). Si tratta di due misure diverse del Decreto Coesione.

      Bonus Autoimpiego (500 euro/mese):

      • Destinatari: giovani under 35 che avviano attività
      • Importo: 500 euro al mese per 36 mesi
      • Scadenza domande: 2 marzo 2026
      • Nessuna proroga prevista

      Bonus Assunzioni (esonero contributivo):

      • Destinatari: datori di lavoro che assumono under 35
      • Importo: esonero 100% contributi, max 500 euro/mese (650 euro per ZES Sud)
      • Durata: 24 mesi
      • Prorogato fino al 30 aprile 2026

      Il bonus assunzioni, a differenza di quello per autoimpiego, è stato prorogato con il decreto Milleproroghe. I datori di lavoro possono continuare ad assumere giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, beneficiando dell’esonero contributivo totale.

      Se sei un giovane in cerca di lavoro, potresti risultare più appetibile per le aziende proprio grazie a questo incentivo. Se invece vuoi avviare un’attività in proprio, hai tempo solo fino al 2 marzo 2026 per presentare domanda per il bonus autoimpiego.

      Chi Ha Già Ottenuto il Bonus: Nessun Cambiamento

      Se hai già presentato domanda e ottenuto il bonus 500 euro under 35 nelle precedenti finestre, puoi stare tranquillo. La mancata proroga della misura non influisce sui benefici già acquisiti.

      Chi ha iniziato a ricevere il contributo continuerà a percepirlo per l’intero triennio previsto, senza interruzioni o riduzioni. L’INPS erogherà regolarmente le annualità rimanenti fino alla scadenza naturale del beneficio.

      Esempio pratico:

      Marco ha aperto partita IVA a settembre 2024 e ha ottenuto il bonus a novembre 2024. Riceverà:

      • Prima annualità (2024-2025): 6.000 euro – già erogata
      • Seconda annualità (2025-2026): 6.000 euro – in erogazione
      • Terza annualità (2026-2027): 6.000 euro – prevista settembre 2026

      Totale: 18.000 euro in tre anni, senza alcuna modifica.

      L’unico obbligo per Marco è mantenere l’attività per l’intero triennio. Se dovesse cessare la partita IVA prima dei 36 mesi, potrebbe essere tenuto a restituire parte del contributo ricevuto.

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      Domande Frequenti

      Fino a quando posso fare domanda per il bonus 500 euro under 35?

      La scadenza definitiva è il 2 marzo 2026. Dopo questa data il sistema INPS non accetterà più nuove domande. Non è prevista alcuna proroga della misura.

      I liberi professionisti possono richiedere il bonus?

      Sì, dal 31 gennaio 2026 anche i liberi professionisti possono fare domanda, grazie al chiarimento del Ministero del Lavoro recepito dall’INPS con messaggio n. 270/2026. L’attività deve rientrare nei settori strategici previsti.

      Quanto vale il bonus 500 euro under 35 in totale?

      Il bonus prevede 500 euro al mese per 36 mesi, per un totale massimo di 18.000 euro. L’importo è esente da tassazione e viene erogato generalmente in forma anticipata annuale (6.000 euro/anno).

      Posso richiedere il bonus se ho aperto partita IVA nel 2026?

      No, purtroppo le attività avviate nel 2026 sono escluse dal bonus. La misura si applica solo alle partite IVA aperte tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

      Come faccio a sapere se il mio codice ATECO è tra quelli ammessi?

      I codici ATECO ammessi sono elencati nel DM 3 aprile 2025 e nella circolare INPS n. 148/2025. Il CAF Centro Fiscale può verificare gratuitamente se la tua attività rientra tra quelle previste.

      Devo restituire il bonus se chiudo l’attività?

      Se cessi l’attività prima dei 36 mesi previsti, potresti dover restituire parte del contributo già percepito. È richiesto l’impegno a mantenere l’attività per l’intero triennio.

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      Conclusione

      Il bonus 500 euro under 35 rappresenta un’opportunità irripetibile per i giovani imprenditori e professionisti che hanno avviato attività entro il 2025. Con la scadenza del 2 marzo 2026 e l’assenza di proroga, il tempo stringe: chi non ha ancora presentato domanda deve agire immediatamente.

      La recente ammissione dei liberi professionisti amplia la platea dei beneficiari, ma rende ancora più urgente verificare i requisiti e preparare la documentazione. Errori nella compilazione possono compromettere l’accoglimento della domanda.

      Hai bisogno di assistenza per il bonus 500 euro under 35? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 08:41:102026-10-11 22:14:58Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026
      CAF, COLF E BADANTI

      Contributi Lavoro Domestico 2026: Stop ai Bollettini Cartacei per Colf e Badanti

      colf e badanti CAF Udine

      Indice dei contenuti

      1. Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
      2. Come pagare i contributi: metodi disponibili
      3. Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS
      4. Pagamento con MAV bancario o postale
      5. Pagamento con PagoPA
      6. Domiciliazione bancaria automatica
      7. Scadenze e calendario pagamenti 2026
      8. Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

      Dal 1° gennaio 2026 non sarà più possibile pagare i contributi INPS per colf e badanti con i tradizionali bollettini cartacei. Una rivoluzione digitale che coinvolge oltre 2 milioni di famiglie italiane che impiegano lavoratori domestici. Il pagamento dei contributi lavoro domestico dovrà avvenire esclusivamente tramite canali digitali: MAV bancario o postale, PagoPA o domiciliazione bancaria.

      Se sei un datore di lavoro domestico e fino ad oggi hai utilizzato il bollettino cartaceo per versare i contributi alla tua colf o badante, è il momento di prepararti al cambiamento. L’INPS ha eliminato definitivamente i bollettini fisici per accelerare la digitalizzazione dei servizi previdenziali e ridurre i costi amministrativi.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cosa cambia esattamente dal 2026, quali sono i nuovi metodi di pagamento disponibili, come registrarti al portale INPS, come scaricare i MAV digitali e come attivare la domiciliazione bancaria. Inoltre, troverai il calendario delle scadenze trimestrali e le informazioni sulle sanzioni in caso di ritardo.

      Come pagare i contributi: metodi disponibili

      I contributi INPS per colf e badanti nel 2026 possono essere pagati con tre modalità digitali:

      1. MAV bancario o postale

      Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) è un bollettino digitale che puoi pagare presso qualsiasi banca o ufficio postale, oppure tramite home banking. L’INPS genera automaticamente il MAV per ogni trimestre e lo rende disponibile nel tuo Cassetto Previdenziale.

      Come funziona:

      • Accedi al Cassetto Previdenziale con SPID, CIE o CNS
      • Scarica il file PDF del MAV (o ricevilo via email)
      • Pagalo presso la tua banca, Poste Italiane o tramite app bancaria
      • Il pagamento viene registrato automaticamente dall’INPS

      2. PagoPA

      PagoPA è il sistema unico di pagamento verso la Pubblica Amministrazione. Puoi usarlo per pagare i contributi lavoro domestico direttamente online, senza dover scaricare bollettini.

      Come funziona:

      • Accedi al portale INPS e vai nella sezione pagamenti
      • Seleziona il trimestre da pagare
      • Scegli PagoPA come metodo di pagamento
      • Completa il pagamento con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale (Satispay, PayPal, ecc.)

      Il vantaggio di PagoPA è la ricevuta immediata e la registrazione automatica del versamento nell’archivio INPS. Nessun rischio di smarrimento o ritardo postale.

      3. Domiciliazione bancaria

      La domiciliazione bancaria automatica è la soluzione più comoda: i contributi vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla scadenza trimestrale, senza che tu debba fare nulla.

      Vantaggi:

      • Zero pensieri: nessun rischio di dimenticare le scadenze
      • Nessuna commissione aggiuntiva
      • Puoi revocarla in qualsiasi momento dal Cassetto Previdenziale

      Per attivare la domiciliazione, accedi al Cassetto Previdenziale, vai nella sezione “Pagamenti” e segui la procedura guidata inserendo l’IBAN del conto corrente.

      Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS

      Il Cassetto Previdenziale per Datori di Lavoro Domestico è l’area riservata del sito INPS dove puoi gestire tutti gli adempimenti relativi alla tua colf o badante:

      • Scaricare i bollettini MAV digitali
      • Verificare i pagamenti effettuati
      • Attivare la domiciliazione bancaria
      • Consultare lo storico contributivo
      • Comunicare variazioni contrattuali

      Come accedere:

      1. Vai su www.inps.it
      2. Clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra
      3. Accedi con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      4. Nella barra di ricerca digita “Cassetto Previdenziale Datori Lavoro Domestico”
      5. Accedi al servizio e visualizza i tuoi MAV disponibili

      Non hai ancora SPID o CIE? È indispensabile per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere lo SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba, Infocert. La CIE (Carta d’Identità Elettronica) viene rilasciata dal tuo Comune al momento del rinnovo della carta d’identità.

      Se hai difficoltà con la registrazione o l’accesso al portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella procedura e aiutarti a scaricare i MAV necessari.

      Pagamento con MAV bancario o postale

      Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) rimane il metodo più utilizzato per i contributi colf e badanti. La differenza rispetto al passato è che non arriva più per posta cartacea, ma viene generato digitalmente dall’INPS.

      Dove trovi il MAV digitale:

      • Email o PEC: se hai registrato il tuo indirizzo email nel Cassetto Previdenziale, riceverai il MAV direttamente nella casella di posta circa 20 giorni prima della scadenza trimestrale
      • Cassetto Previdenziale: puoi scaricare il MAV in formato PDF in qualsiasi momento accedendo all’area riservata

      Come pagare il MAV:

      1. Home banking: la maggior parte delle banche consente di pagare i MAV inserendo il codice nell’app o sul sito web. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Bollettini” → “MAV” e inserisci il codice di 17 cifre
      2. Sportello bancario o postale: puoi stampare il MAV e portarlo in banca o alle Poste per il pagamento in contanti o tramite addebito in conto
      3. App bancaria: molte app consentono di inquadrare il QR code del MAV con la fotocamera per compilarlo automaticamente

      Costi: il pagamento tramite MAV ha generalmente una commissione bancaria di 1-2 euro, che varia a seconda della banca. Alle Poste la commissione è di circa 2 euro per pagamento allo sportello, mentre è gratuita se paghi tramite Poste Italiane online.

      Tempo di accredito: il pagamento viene registrato dall’INPS entro 2-3 giorni lavorativi. Puoi verificare l’avvenuto accredito accedendo al Cassetto Previdenziale nella sezione “Storico pagamenti”.

      Pagamento con PagoPA

      Il sistema PagoPA è il metodo più moderno e veloce per pagare i contributi INPS lavoro domestico. Funziona in modo simile a un acquisto online: selezioni il pagamento da effettuare e completi la transazione con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale.

      Procedura passo-passo:

      1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID/CIE
      2. Vai nella sezione “Pagamenti dovuti”
      3. Seleziona il trimestre da pagare (ad esempio: 1° trimestre 2026)
      4. Clicca su “Paga con PagoPA”
      5. Scegli il metodo di pagamento:
        • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, American Express)
        • Addebito in conto corrente
        • Wallet digitali (Satispay, PayPal, PostePay, ecc.)
        • Altri PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) aderenti a PagoPA
      6. Completa la transazione
      7. Ricevi la ricevuta telematica immediata via email

      Vantaggi di PagoPA:

      • Pagamento istantaneo: il versamento viene registrato subito dall’INPS
      • Ricevuta digitale: nessun documento cartaceo da conservare
      • Sicurezza: protocollo di sicurezza bancario con autenticazione forte (3D Secure)
      • Nessuna commissione aggiuntiva rispetto ai normali costi bancari

      PagoPA è particolarmente comodo se vuoi pagare i contributi direttamente dal tuo smartphone senza dover andare in banca o alle Poste. Puoi effettuare il pagamento anche pochi minuti prima della scadenza trimestrale, senza rischiare ritardi.

      Domiciliazione bancaria automatica

      La domiciliazione bancaria è la soluzione ideale per chi vuole evitare di pensare alle scadenze trimestrali. Una volta attivata, i contributi INPS per colf e badanti vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla data di scadenza.

      Come attivare la domiciliazione bancaria:

      1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS
      2. Vai nella sezione “Domiciliazione bancaria”
      3. Clicca su “Attiva domiciliazione”
      4. Inserisci il tuo codice IBAN (verifica che sia corretto, l’INPS effettuerà una verifica formale)
      5. Conferma l’operazione con il tuo SPID/CIE
      6. Riceverai una email di conferma dall’INPS

      Quando parte la domiciliazione:

      La domiciliazione si attiva dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Ad esempio:

      • Se attivi la domiciliazione a gennaio 2026, partirà dal 1° trimestre 2026 (scadenza 10 aprile)
      • Se attivi la domiciliazione a marzo 2026, partirà dal 2° trimestre 2026 (scadenza 10 luglio)

      Quanto viene addebitato:

      L’addebito avviene 5 giorni prima della scadenza ufficiale del trimestre. Ad esempio, se la scadenza è il 10 aprile, l’addebito sarà il 5 aprile. In questo modo hai un margine di sicurezza e l’INPS riceve il pagamento con anticipo.

      Puoi revocare la domiciliazione?

      Sì, puoi revocare la domiciliazione in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

      Cosa succede se non hai fondi sufficienti sul conto?

      Se il giorno dell’addebito il conto non ha fondi sufficienti, la domiciliazione viene sospesa automaticamente e riceverai una comunicazione INPS. Dovrai pagare manualmente il trimestre arretrato e potrai riattivare la domiciliazione per i trimestri futuri.

      Scadenze e calendario pagamenti 2026

      I contributi INPS per colf e badanti si pagano ogni 3 mesi (trimestre) entro date fisse. Ecco il calendario completo 2026:

      TrimestrePeriodo di riferimentoScadenza pagamento
      1° trimestre 2026Gennaio – Febbraio – Marzo10 aprile 2026
      2° trimestre 2026Aprile – Maggio – Giugno10 luglio 2026
      3° trimestre 2026Luglio – Agosto – Settembre10 ottobre 2026
      4° trimestre 2026Ottobre – Novembre – Dicembre10 gennaio 2027

      Attenzione alle scadenze:

      • Il pagamento deve essere effettuato entro e non oltre il 10 del mese successivo al trimestre di riferimento
      • Se il 10 cade di sabato, domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo
      • Il MAV digitale viene reso disponibile dall’INPS circa 20 giorni prima della scadenza

      Come calcolare l’importo dei contributi:

      L’importo trimestrale dipende da:

      • Ore settimanali di lavoro della colf o badante
      • Retribuzione oraria effettiva (che deve rispettare il CCNL Lavoro Domestico)
      • Aliquota contributiva INPS (varia tra conviventi e non conviventi)

      L’INPS calcola automaticamente l’importo dovuto in base ai dati del contratto di assunzione che hai comunicato tramite il portale. Se hai dubbi sull’importo o vuoi verificare la correttezza del calcolo, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per un controllo dettagliato.

      Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

      Il mancato pagamento o il pagamento in ritardo dei contributi INPS per colf e badanti comporta sanzioni e interessi di mora. L’INPS applica le penalità in modo automatico, quindi è fondamentale rispettare le scadenze.

      Sanzioni per ritardo:

      • Entro 30 giorni di ritardo: sanzione del 2,5% dell’importo dovuto
      • Da 31 a 90 giorni di ritardo: sanzione del 3,75%
      • Da 91 a 365 giorni di ritardo: sanzione del 5%
      • Oltre 365 giorni: sanzione del 5,5% + interessi di mora calcolati giornalmente

      Interessi di mora:

      Oltre alla sanzione percentuale, l’INPS applica interessi di mora giornalieri calcolati sul tasso ufficiale di riferimento della BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali. Gli interessi maturano dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento effettivo.

      Esempio pratico:

      Se devi pagare contributi per 500 euro entro il 10 aprile 2026 e paghi il 15 maggio (35 giorni di ritardo), ti verranno applicati:

      • Sanzione del 3,75% = 18,75 euro
      • Interessi di mora per 35 giorni (circa 5-6 euro, dipende dal tasso BCE)
      • Totale da pagare: circa 524 euro

      Cosa succede in caso di mancato pagamento prolungato?

      Se non paghi i contributi per più trimestri consecutivi, l’INPS può:

      • Iscrivere l’importo a ruolo (con ulteriori aggravi del 10-30%)
      • Avviare procedure di recupero forzoso tramite Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia)
      • Applicare fermo amministrativo su veicoli
      • Richiedere il pignoramento dello stipendio, pensione o conto corrente

      Inoltre, il datore di lavoro domestico inadempiente non è in regola con gli obblighi contributivi e potrebbe incorrere in sanzioni penali se la colf o badante subisce un infortunio o malattia e non risulta coperta dalla contribuzione INPS.

      Come regolarizzare i contributi arretrati:

      Se hai contributi non pagati, puoi regolarizzare spontaneamente accedendo al Cassetto Previdenziale e pagando gli arretrati con le relative sanzioni calcolate automaticamente dal sistema. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella verifica della tua posizione contributiva e nella regolarizzazione dei pagamenti.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sui Contributi Lavoro Domestico 2026

      Posso ancora pagare i contributi colf e badanti con bollettini cartacei nel 2026?

      No, dal 1 gennaio 2026 non e piu possibile utilizzare bollettini cartacei per i contributi INPS lavoro domestico. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite canali digitali: MAV scaricabile dal Cassetto Previdenziale, PagoPA o domiciliazione bancaria automatica.

      Come faccio a scaricare il MAV digitale per i contributi?

      Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pagamenti troverai i MAV disponibili in formato PDF da scaricare e stampare. In alternativa, puoi ricevere il MAV via email se hai registrato il tuo indirizzo nel portale INPS.

      Quanto costa pagare i contributi con PagoPA?

      Il pagamento tramite PagoPA non prevede commissioni aggiuntive da parte INPS. Potresti avere solo i normali costi della tua banca o del metodo di pagamento scelto (carta di credito, addebito in conto). Generalmente le commissioni sono pari a quelle di un normale pagamento MAV bancario (1-2 euro).

      La domiciliazione bancaria e reversibile?

      Si, puoi revocare la domiciliazione bancaria in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale INPS. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

      Cosa succede se pago i contributi in ritardo?

      Se paghi in ritardo, l’INPS applica sanzioni percentuali che variano dal 2,5 percento (entro 30 giorni) al 5,5 percento (oltre 365 giorni) piu interessi di mora giornalieri. Le sanzioni vengono calcolate automaticamente e incluse nel MAV aggiornato che troverai nel Cassetto Previdenziale.

      Posso delegare il CAF a pagare i contributi per me?

      No, il pagamento dei contributi e un adempimento personale del datore di lavoro domestico. Il CAF puo pero assisterti nella registrazione al portale INPS, nello scaricamento dei MAV, nella verifica della correttezza degli importi e nella regolarizzazione di eventuali arretrati.

      Come faccio se non ho SPID o CIE per accedere al portale INPS?

      SPID e CIE sono indispensabili per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba o Infocert. La CIE viene rilasciata dal Comune al momento del rinnovo della carta di identita. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti nella procedura di richiesta SPID.


      Hai Bisogno di Assistenza per i Contributi Colf e Badanti?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione completa dei contributi per il lavoro domestico:

      • Registrazione al Cassetto Previdenziale INPS
      • Scaricamento MAV digitali
      • Verifica regolarita contributiva
      • Calcolo contributi dovuti
      • Regolarizzazione arretrati e sanzioni
      • Assistenza domiciliazione bancaria
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:52:142026-05-31 16:20:25Contributi Lavoro Domestico 2026: Stop ai Bollettini Cartacei per Colf e Badanti
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        Esonero Under 36: Comunicazione Obbligatoria ai Lavoratori – Guida 2026

        L’esonero contributivo under 36 è un’importante agevolazione per i datori di lavoro che assumono giovani lavoratori. Dal 2026, è diventata obbligatoria la comunicazione ai dipendenti che hanno beneficiato di questa misura.

        La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere inviata entro scadenze precise e contenere informazioni specifiche sull’importo dell’esonero applicato. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e potenziali contestazioni da parte dell’INPS.

        In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla comunicazione obbligatoria: cosa scrivere, quando inviarla, quali modelli utilizzare e come evitare errori che potrebbero costarti caro.


        Indice dei contenuti

        1. Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36
        2. Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori
        3. Cosa Deve Contenere la Comunicazione
        4. Scadenze e Tempistiche della Comunicazione
        5. Conseguenze per la Mancata Comunicazione
        6. Modelli e Fac-Simile di Comunicazione
        7. FAQ e Casi Pratici
        8. Riferimenti Normativi Completi

        Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36

        L’esonero contributivo under 36 è un incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) e confermato negli anni successivi, che riduce i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni di giovani sotto i 36 anni.

        Caratteristiche principali dell’esonero

        L’agevolazione prevede:

        • Esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro
        • Limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore (circa 666 euro mensili)
        • Durata: 36 mesi per assunzioni a tempo indeterminato, 12 mesi per apprendistato
        • Requisito anagrafico: lavoratore con età inferiore a 36 anni al momento dell’assunzione
        • Esclusioni: non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali

        Chi può beneficiare dell’esonero

        Possono accedere all’esonero contributivo giovani:

        • Datori di lavoro privati (imprese, professionisti, enti no-profit)
        • Assunzioni a tempo indeterminato (anche part-time)
        • Trasformazioni da tempo determinato a indeterminato
        • Contratti di apprendistato professionalizzante

        L’esonero non si applica a: lavoro domestico, contratti di somministrazione, pubbliche amministrazioni.

        Normativa di riferimento

        L’esonero under 36 è disciplinato da:

        • Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 10-15, L. 178/2020)
        • Circolare INPS n. 56/2021 – Istruzioni operative
        • Messaggio INPS n. 1381/2021 – Codici contributivi
        • Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025) – Proroga e modifiche

        Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori

        Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha introdotto l’obbligo di comunicazione ai lavoratori che hanno beneficiato dell’esonero contributivo under 36. Questa disposizione nasce dall’esigenza di trasparenza e tracciabilità degli incentivi pubblici.

        Finalità della comunicazione obbligatoria

        La comunicazione serve a:

        • Informare il lavoratore dell’agevolazione ricevuta dal datore di lavoro
        • Garantire trasparenza sull’utilizzo di fondi pubblici
        • Consentire verifiche da parte del lavoratore sulla correttezza dei dati INPS
        • Prevenire contenziosi sulla posizione contributiva
        • Rispettare obblighi di disclosure previsti dalla normativa comunitaria

        Base normativa dell’obbligo

        L’obbligo di comunicazione è previsto da:

        • Circolare INPS n. 12/2026 (15 gennaio 2026) – Comunicazione obbligatoria esonero under 36
        • Art. 1, comma 118, L. 207/2025 (Legge di Bilancio 2026)
        • D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza amministrativa

        Sanzioni per omessa comunicazione

        La mancata comunicazione comporta:

        • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore
        • Possibile revoca dell’esonero contributivo se l’omissione è reiterata
        • Recupero contributivo con maggiorazioni per violazione degli obblighi di trasparenza
        • Esclusione da futuri incentivi per 12 mesi in caso di recidiva

        Cosa Deve Contenere la Comunicazione

        La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere completa e precisa. L’INPS, con la Circolare n. 12/2026, ha definito gli elementi minimi da inserire.

        Elementi obbligatori della comunicazione

        La comunicazione deve contenere:

        1. Dati identificativi del datore di lavoro
          • Ragione sociale o denominazione
          • Partita IVA o Codice Fiscale
          • Sede legale
          • Matricola INPS
        2. Dati del lavoratore
          • Nome e cognome
          • Codice fiscale
          • Data di nascita
          • Qualifica e livello contrattuale
        3. Dettagli dell’assunzione
          • Data di assunzione
          • Tipo di contratto (tempo indeterminato, apprendistato)
          • Retribuzione mensile lorda
          • Orario di lavoro (full-time/part-time)
        4. Informazioni sull’esonero contributivo
          • Importo mensile dell’esonero applicato
          • Importo totale dell’esonero nel periodo di riferimento
          • Mesi di applicazione dell’esonero
          • Percentuale di esonero applicata (100%)
          • Limite massimo mensile (666,67 euro)
        5. Riferimenti normativi
          • Legge di riferimento (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15)
          • Circolare INPS applicativa (Circ. n. 56/2021 e successive)
        6. Periodo di riferimento
          • Anno fiscale (es. 2025)
          • Mesi specifici di applicazione

        Informazioni aggiuntive consigliate

        Oltre agli elementi obbligatori, è consigliabile includere:

        • Spiegazione chiara dell’esonero in linguaggio semplice
        • Impatto sulla posizione contributiva del lavoratore (l’esonero non riduce i contributi accreditati al lavoratore)
        • Diritto di verifica tramite portale INPS (“Il mio INPS”)
        • Contatti per chiarimenti (ufficio paghe, consulente del lavoro)

        Formato della comunicazione

        La comunicazione può essere:

        • Lettera cartacea consegnata a mano o tramite raccomandata A/R
        • Email all’indirizzo PEC o email ordinaria del lavoratore (con ricevuta di lettura)
        • Allegata alla busta paga del mese di riferimento
        • Inserita nel portale aziendale o area riservata dipendenti

        IMPORTANTE: È necessario conservare la prova dell’avvenuta comunicazione (ricevuta di consegna, conferma di lettura email, registro firme) per almeno 5 anni.

        Scadenze e Tempistiche della Comunicazione

        Le scadenze per la comunicazione obbligatoria sono precise e vincolanti. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.

        Scadenza annuale ordinaria

        La comunicazione deve essere inviata:

        • Entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di applicazione dell’esonero
        • Esempio: per l’esonero applicato nel 2025, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026

        Comunicazione in caso di cessazione del rapporto

        Se il rapporto di lavoro cessa prima della scadenza ordinaria:

        • Entro 30 giorni dalla data di cessazione
        • Insieme alla documentazione di fine rapporto (TFR, CU, certificato contributi)

        Calendario 2026 – Scadenze principali

        Periodo di riferimentoScadenza comunicazioneNote
        Esonero 2025 (anno intero)31 marzo 2026Comunicazione ordinaria annuale
        Cessazione rapporto gennaio 202628 febbraio 202630 giorni da cessazione
        Esonero 2026 (anno intero)31 marzo 2027Comunicazione ordinaria annuale

        Tempistiche per prime assunzioni 2026

        Per assunzioni effettuate nel 2026 con esonero under 36:

        • Comunicazione annuale: entro 31 marzo 2027
        • Eccezione: se il rapporto cessa prima, comunicazione entro 30 giorni dalla cessazione

        Cosa fare in caso di ritardo

        Se hai superato la scadenza:

        1. Invia immediatamente la comunicazione anche se in ritardo
        2. Aggiungi una nota di giustificazione per il ritardo
        3. Valuta l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni
        4. Contatta il CAF per assistenza nella regolarizzazione

        Conseguenze per la Mancata Comunicazione

        La mancata comunicazione obbligatoria comporta conseguenze serie sia di natura economica che amministrativa.

        Sanzioni amministrative pecuniarie

        Le sanzioni previste sono:

        • Prima violazione: da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore non comunicato
        • Violazione reiterata: da 1.000 a 2.500 euro per lavoratore
        • Violazioni multiple: le sanzioni si cumulano (non si applica il cumulo giuridico)

        Revoca dell’esonero contributivo

        In casi gravi, l’INPS può:

        • Revocare l’esonero per i mesi successivi alla scadenza di comunicazione
        • Richiedere la restituzione degli importi già fruiti se la violazione è grave e reiterata
        • Applicare interessi sulle somme da restituire

        Esclusione da futuri incentivi

        Il datore di lavoro inadempiente può essere:

        • Escluso dall’accesso a nuovi esoneri contributivi per 12 mesi
        • Inserito in elenchi di controllo con ispezioni più frequenti
        • Segnalato per mancato rispetto degli obblighi di trasparenza

        Ravvedimento operoso

        È possibile ridurre le sanzioni tramite ravvedimento operoso:

        Tipo ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzione
        SprintEntro 14 giorni1/10 del minimo (50 euro)
        BreveEntro 30 giorni1/9 del minimo (55 euro)
        IntermedioEntro 90 giorni1/8 del minimo (62,50 euro)
        LungoOltre 90 giorni, entro 1 anno1/7 del minimo (71,40 euro)

        Contestazioni da parte del lavoratore

        Il lavoratore non informato può:

        • Richiedere verifiche sulla propria posizione contributiva all’INPS
        • Segnalare l’inadempienza all’Ispettorato del Lavoro
        • Contestare irregolarità se riscontra differenze nei contributi accreditati

        Modelli e Fac-Simile di Comunicazione

        Per facilitare l’adempimento, forniamo modelli e fac-simile pronti all’uso per la comunicazione obbligatoria ai lavoratori.

        Modello standard di comunicazione

        Di seguito il fac-simile completo raccomandato dal CAF Centro Fiscale:

        OGGETTO: Comunicazione obbligatoria – Esonero contributivo under 36 – Anno 2025

        Spett.le
        [Nome e Cognome del Lavoratore]
        C.F.: [Codice Fiscale]

        Con la presente, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare INPS n. 12/2026 e dall’art. 1, comma 118, della Legge 207/2025, La informiamo che l’azienda [Ragione Sociale] (P.IVA: [XXXXXXXX], Matricola INPS: [XXXXXXXX]) ha beneficiato dell’esonero contributivo per assunzioni di giovani under 36 previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15).

        Dettagli dell’esonero applicato:

        • Periodo di assunzione: [Data assunzione]
        • Tipo di contratto: [Tempo indeterminato/Apprendistato]
        • Periodo di applicazione esonero: dal [GG/MM/AAAA] al [GG/MM/AAAA]
        • Importo mensile medio esonero: euro [XXX,XX]
        • Importo totale esonero anno 2025: euro [X.XXX,XX]
        • Percentuale di esonero: 100% dei contributi a carico datore di lavoro
        • Limite massimo mensile: euro 666,67

        Precisazioni importanti:

        • L’esonero contributivo è applicato solo sui contributi a carico del datore di lavoro
        • I Suoi contributi previdenziali sono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS
        • L’esonero non riduce la Sua posizione contributiva né i diritti pensionistici futuri
        • Può verificare la Sua posizione contributiva accedendo al portale INPS con SPID (“Il mio INPS” > “Estratto conto contributivo”)

        Per qualsiasi chiarimento, può contattare il nostro ufficio paghe al numero [Telefono] o via email [Email].

        Distinti saluti.

        [Luogo], [Data]

        [Firma Datore di Lavoro/Legale Rappresentante]
        [Timbro Azienda]

        Modello semplificato (allegato busta paga)

        Per comunicazione allegata alla busta paga mensile:

        INFORMATIVA – Esonero contributivo under 36

        Gent.le [Nome Cognome],

        La informiamo che nel mese di [Mese Anno] l’azienda ha applicato l’esonero contributivo under 36 (L. 178/2020) per un importo di euro [XXX,XX]. Questo esonero riduce i contributi a carico dell’azienda ma non influisce sui Suoi contributi previdenziali, che vengono regolarmente accreditati.

        Importo totale esonero anno [AAAA]: euro [X.XXX,XX]

        Per dettagli: [email ufficio paghe]

        Checklist prima dell’invio

        Prima di inviare la comunicazione, verifica:

        • ✅ Tutti i dati identificativi sono corretti (CF, matricola INPS, ecc.)
        • ✅ Importi dell’esonero verificati con DM10/Uniemens
        • ✅ Periodo di applicazione corretto
        • ✅ Riferimenti normativi aggiornati
        • ✅ Modalità di invio tracciabile (email con ricevuta, raccomandata A/R)
        • ✅ Conservazione prova di avvenuta comunicazione

        Dove trovare i modelli ufficiali

        • Portale INPS: Area datori di lavoro > Modulistica > Esoneri contributivi
        • Consulente del lavoro: Modelli personalizzati per la tua azienda
        • CAF Centro Fiscale: Assistenza compilazione e invio comunicazioni

        FAQ e Casi Pratici

        Domande frequenti sull’esonero under 36

        1. Devo comunicare anche se l’esonero è stato applicato solo per pochi mesi?

        Sì. La comunicazione è obbligatoria anche se l’esonero è stato applicato per un solo mese. Devi indicare il periodo esatto e l’importo totale fruito.

        2. Cosa succede se il lavoratore ha cambiato indirizzo email?

        Devi fare ogni ragionevole sforzo per reperire un recapito valido. Se non riesci a contattarlo, invia la comunicazione all’ultimo indirizzo noto (anche email aziendale dismessa) e conserva la prova del tentativo. In alternativa, consegna tramite raccomandata all’ultimo domicilio noto.

        3. Devo comunicare anche ai lavoratori cessati nel 2025?

        Sì. Anche per i rapporti cessati, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026 (o entro 30 giorni dalla cessazione se avvenuta nel 2026).

        4. L’esonero under 36 riduce i contributi del lavoratore?

        No. L’esonero riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore restano invariati e la sua posizione contributiva INPS non viene intaccata.

        5. Posso inviare una comunicazione cumulativa per tutti i lavoratori?

        No. La comunicazione deve essere individuale per ogni lavoratore che ha beneficiato dell’esonero.

        6. Cosa scrivo se l’importo dell’esonero varia ogni mese?

        Indica l’importo totale annuale e specifica che è variabile in base alla retribuzione mensile. Puoi allegare un prospetto dettagliato mese per mese.

        7. Il lavoratore può rifiutare di ricevere la comunicazione?

        No. È un obbligo di legge del datore di lavoro, non una scelta del lavoratore. Anche in caso di rifiuto, devi dimostrare di aver tentato la consegna.

        8. Devo comunicare l’esonero applicato su contratti di apprendistato?

        Sì. Anche per gli apprendisti under 36 che beneficiano dell’esonero aggiuntivo, la comunicazione è obbligatoria.

        Casi pratici risolti

        CASO 1: Assunzione a tempo indeterminato gennaio 2025

        Situazione: Giovane di 28 anni assunto il 15 gennaio 2025 con RAL 30.000 euro.
        Esonero applicato: 666,67 euro/mese × 12 mesi = 8.000 euro annui
        Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, indicando importo totale 8.000 euro e dettaglio mensile.

        CASO 2: Trasformazione da tempo determinato a indeterminato

        Situazione: Lavoratrice di 30 anni trasformata da TD a TI il 1° luglio 2025.
        Esonero applicato: Da luglio a dicembre 2025 (6 mesi) = 666,67 × 6 = 4.000 euro
        Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, specificando che l’esonero decorre dalla trasformazione.

        CASO 3: Cessazione anticipata del rapporto

        Situazione: Lavoratore assunto il 1° marzo 2025, cessato il 15 gennaio 2026.
        Esonero applicato: Marzo-dicembre 2025 (10 mesi) = 6.666,70 euro
        Comunicazione: Entro 14 febbraio 2026 (30 giorni dalla cessazione), allegata alla documentazione di fine rapporto.

        CASO 4: Part-time al 50%

        Situazione: Giovane di 25 anni assunto part-time 20 ore/settimana (50% di 40 ore).
        Esonero applicato: 666,67 × 50% = 333,34 euro/mese × 12 = 4.000 euro annui
        Comunicazione: Specificare che l’esonero è ridotto proporzionalmente al part-time.

        Riferimenti Normativi Completi

        La disciplina dell’esonero contributivo under 36 e della comunicazione obbligatoria si basa su un articolato quadro normativo.

        Normativa primaria

        • Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021)
          • Art. 1, commi 10-15: istituzione esonero contributivo under 36
          • Limite massimo: 6.000 euro annui (elevato a 8.000 dalla L. 234/2021)
        • Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022)
          • Art. 1, commi 297-300: innalzamento limite a 8.000 euro annui
          • Estensione dell’esonero anche per il 2022
        • Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023)
          • Art. 1, commi 294-297: proroga per il 2023
        • Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024)
          • Art. 1, commi 180-183: proroga per il 2024
        • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
          • Art. 1, commi 180-186: proroga per il 2025
        • Legge 28 dicembre 2025, n. 207 (Legge di Bilancio 2026)
          • Art. 1, comma 118: obbligo di comunicazione ai lavoratori
          • Art. 1, commi 115-120: proroga esonero per il 2026

        Circolari e messaggi INPS

        • Circolare INPS n. 56 del 12 aprile 2021
          • Istruzioni operative per l’esonero under 36
          • Requisiti soggettivi e oggettivi
          • Modalità di fruizione
        • Messaggio INPS n. 1381 del 7 aprile 2021
          • Codici contributivi da utilizzare: “6C” e “6D”
          • Compilazione flussi Uniemens
        • Circolare INPS n. 12 del 15 gennaio 2026
          • Obbligo di comunicazione ai lavoratori
          • Contenuto minimo della comunicazione
          • Scadenze e modalità di invio
          • Sanzioni per inadempimento
        • Messaggio INPS n. 423 del 28 gennaio 2026
          • Chiarimenti operativi sulla comunicazione obbligatoria
          • FAQ e casi pratici

        Normativa sulla trasparenza

        • D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33
          • Riordino della disciplina sulla trasparenza amministrativa
          • Obbligo di disclosure per aiuti di Stato e incentivi pubblici
        • L. 4 agosto 2017, n. 124
          • Art. 1, commi 125-129: obblighi di trasparenza per aiuti pubblici

        Regolamenti UE

        • Regolamento UE n. 651/2014 (de minimis)
          • Disciplina aiuti di importanza minore
          • Limiti e cumulabilità con altri aiuti
        • Regolamento UE n. 1407/2013
          • Aiuti de minimis nel settore agricolo

        Giurisprudenza rilevante

        • Corte di Cassazione, sent. n. 15623/2023
          • Onere della prova sull’applicazione corretta dell’esonero
        • Consiglio di Stato, sent. n. 4567/2024
          • Legittimità dei controlli INPS sugli esoneri contributivi

        Documentazione di supporto

        Per approfondimenti:

        • Sito INPS: www.inps.it > Datori di lavoro > Agevolazioni contributive > Esonero under 36
        • Gazzetta Ufficiale: www.gazzettaufficiale.it (consultazione leggi e decreti)
        • Ministero del Lavoro: www.lavoro.gov.it > Incentivi all’occupazione

        Conclusioni

        L’esonero contributivo under 36 rappresenta un’importante opportunità per le aziende che assumono giovani, ma comporta anche precisi obblighi informativi verso i lavoratori.

        La comunicazione obbligatoria introdotta dal 2026 risponde a esigenze di trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori. Rispettare le scadenze e i contenuti minimi previsti dalla normativa è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere il diritto all’agevolazione.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per supportarti in tutti gli adempimenti legati all’esonero under 36:

        • ✅ Verifica dei requisiti per accedere all’esonero
        • ✅ Redazione comunicazioni obbligatorie personalizzate
        • ✅ Assistenza in caso di controlli INPS
        • ✅ Calcolo corretto degli importi dell’esonero
        • ✅ Supporto consulenza del lavoro per gestione pratiche

        Non rischiare sanzioni per inadempimenti: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale per gestire al meglio tutti gli obblighi normativi e massimizzare i benefici dell’esonero contributivo.

        Domande Frequenti sull’Esonero Under 36

        Entro quando devo inviare la comunicazione per l’esonero 2025?

        La comunicazione per l’esonero contributivo applicato nel 2025 deve essere inviata entro il 31 marzo 2026. Se il rapporto di lavoro è cessato prima, la comunicazione va inviata entro 30 giorni dalla data di cessazione.

        Cosa rischio se non invio la comunicazione ai lavoratori?

        La mancata comunicazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore non comunicato. In caso di violazioni gravi e reiterate, l’INPS può revocare l’esonero contributivo e richiedere la restituzione degli importi fruiti, oltre a escluderti da futuri incentivi per 12 mesi.

        L’esonero under 36 riduce i contributi pensionistici del lavoratore?

        No, l’esonero contributivo under 36 riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore vengono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS, quindi la sua posizione contributiva e i diritti pensionistici futuri non vengono intaccati.

        Posso inviare la comunicazione via email?

        Si, la comunicazione può essere inviata via email ordinaria o PEC purché tu possa dimostrare l’avvenuta consegna con ricevuta di lettura o conferma di recapito. E obbligatorio conservare la prova dell’invio per almeno 5 anni.

        Quanto ammonta l’esonero under 36 al massimo?

        L’esonero contributivo under 36 prevede l’esonero totale 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, pari a circa 666,67 euro mensili. L’esonero non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali.


        Hai Bisogno di Assistenza per l’Esonero Under 36?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la redazione delle comunicazioni obbligatorie ai lavoratori, la verifica dei requisiti per l’esonero contributivo e l’assistenza in caso di controlli INPS.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

          Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

          Indice dei contenuti

          1. Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo
          2. Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante
          3. Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS
          4. Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio
          5. Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda
          6. Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)
          7. Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo
          8. Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

          A poche ore dalla scadenza del 28 febbraio 2026 per la presentazione della domanda di Assegno Unico Universale con arretrati da gennaio, migliaia di famiglie italiane si trovano ad affrontare problemi tecnici sul portale INPS. Rallentamenti, timeout, errori di sistema e impossibilità di accedere all’area riservata stanno creando panico e frustrazione tra i cittadini che rischiano di perdere mesi di arretrati economici a causa di disservizi non dipendenti dalla loro volontà.

          Il portale INPS per l’Assegno Unico (disponibile su www.inps.it nella sezione “Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico”) sta registrando picchi di traffico anomali in queste ultime 48 ore prima della scadenza cruciale. Gli utenti segnalano sessioni che si interrompono, caricamenti infiniti, errori di autenticazione SPID/CIE e impossibilità di completare la procedura anche dopo ore di tentativi.

          In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo al portale INPS, quali sono le conseguenze reali del mancato rispetto della scadenza, cosa fare se non riesci a inviare la domanda online e come il CAF Centro Fiscale di Udine può intervenire anche all’ultimo momento per salvare i tuoi arretrati. Se stai affrontando problemi tecnici con il portale INPS, non sei solo e ci sono soluzioni concrete.

          Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo

          Il portale INPS dedicato all’Assegno Unico Universale sta subendo disservizi significativi negli ultimi giorni di febbraio 2026, con segnalazioni massicce da parte degli utenti su tutto il territorio nazionale.

          Problemi Tecnici Segnalati dagli Utenti

          Le principali criticità riscontrate includono:

          • Accesso impossibile all’area riservata – Il sistema non riconosce le credenziali SPID, CIE o CNS anche se corrette
          • Timeout continui – Le pagine si caricano per minuti senza mai completare l’operazione
          • Errore “Servizio temporaneamente non disponibile” – Comparsa sistematica dopo aver compilato metà della domanda
          • Perdita dei dati inseriti – Il sistema non salva automaticamente e le sessioni scadono improvvisamente
          • Impossibilità di allegare documenti – L’upload di ISEE, documenti di identità o altri file genera errori
          • Messaggi di errore generici – “Si è verificato un errore. Riprovare più tardi” senza ulteriori spiegazioni
          • Blocco durante la firma digitale – La procedura si interrompe al momento della conferma finale

          Cause Probabili dei Disservizi

          Analizzando le segnalazioni e confrontandole con situazioni simili degli anni passati, le cause probabili sono:

          • Sovraccarico del server – Centinaia di migliaia di utenti cercano di accedere contemporaneamente nelle ultime 48 ore
          • Picco di traffico concentrato – La maggior parte degli utenti rimanda all’ultimo momento la presentazione della domanda
          • Infrastruttura inadeguata – I server INPS non sono dimensionati per gestire picchi così intensi
          • Manutenzione programmata non comunicata – Possibili interventi tecnici che coincidono con il periodo di punta
          • Problemi di integrazione con SPID – L’autenticazione tramite identità digitale può avere colli di bottiglia nei sistemi di terze parti

          L’INPS non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sui disservizi, limitandosi a pubblicare avvisi generici sulla possibilità di “temporanei rallentamenti” dovuti all’elevato numero di accessi.

          Orari di Maggior Traffico da Evitare

          Dalle segnalazioni degli utenti, gli orari più critici in cui il portale è sostanzialmente inutilizzabile sono:

          • Dalle 9:00 alle 13:00 – Picco mattutino quando gli utenti si collegano prima di andare al lavoro
          • Dalle 18:00 alle 23:00 – Picco serale quando gli utenti rientrano dal lavoro
          • Sabato mattina 9:00-12:00 – Accesso concentrato nel weekend prima della scadenza

          Gli orari più favorevoli per tentare l’accesso (ma senza garanzie) sono: prime ore del mattino (6:00-8:00), pausa pranzo (13:00-14:30) e tarda serata (23:00-1:00).

          Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante

          La data del 28 febbraio 2026 non è una scadenza arbitraria, ma rappresenta lo spartiacque fondamentale per la ricezione degli arretrati dell’Assegno Unico relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.

          Cosa Succede con Domanda Presentata Entro il 28 Febbraio

          Se presenti la domanda di Assegno Unico entro il 28 febbraio 2026, hai diritto a:

          • Arretrati da gennaio 2026 – Ricevi l’importo anche per i mesi precedenti alla domanda
          • Primo pagamento a marzo 2026 – L’INPS eroga gli arretrati di gennaio e febbraio insieme al pagamento di marzo
          • Importo calcolato con ISEE aggiornato – Se hai presentato ISEE 2026, l’assegno è calcolato con le fasce di reddito attuali
          • Nessuna perdita economica – Ricevi tutto quanto ti spetta dall’inizio dell’anno

          Cosa Succede con Domanda Presentata dal 1° Marzo in Poi

          Se presenti la domanda dal 1° marzo 2026 in avanti, la situazione cambia drasticamente:

          • NESSUN arretrato – Perdi definitivamente gli importi di gennaio e febbraio 2026
          • Pagamento dal mese successivo – Se fai domanda a marzo, il primo pagamento arriva ad aprile
          • Perdita economica stimata – Tra 350 euro e 700 euro (due mesi di assegno) a seconda dell’ISEE e del numero di figli

          Importi Medi Persi con Domanda in Ritardo

          Ecco quanto rischi di perdere definitivamente se non rispetti la scadenza del 28 febbraio 2026:

          Situazione FamiliareISEE 2026Arretrati Persi (2 mesi)
          1 figlio minoreFino a 17.090,61 euro403,60 euro
          1 figlio minoreOltre 45.574,96 euro114 euro
          2 figli minoriFino a 17.090,61 euro742,40 euro
          2 figli minoriOltre 45.574,96 euro228 euro
          3 figli minoriFino a 17.090,61 euro1.247 euro

          Come si può vedere, la perdita economica è molto significativa, soprattutto per famiglie numerose con ISEE basso. Parliamo di importi che vanno dai 100 euro ai 1.200 euro persi definitivamente.

          Per maggiori dettagli sulla normativa dell’Assegno Unico e sugli importi 2026, consulta la nostra guida completa.

          Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS

          Quando il portale INPS è sotto stress, gli utenti incontrano una serie di errori tecnici ricorrenti. Ecco i più comuni e cosa significano realmente.

          Errore: “Servizio Temporaneamente Non Disponibile”

          Messaggio completo: “Il servizio richiesto è temporaneamente non disponibile. Si prega di riprovare più tardi.”

          Cosa significa: I server INPS sono sovraccarichi e non riescono a gestire la tua richiesta. Non dipende da te.

          Cosa fare: Attendere 15-30 minuti e riprovare in un orario diverso (preferibilmente notturno o prime ore del mattino).

          Errore: “Autenticazione Non Riuscita”

          Messaggio completo: “Autenticazione non riuscita. Verificare le credenziali SPID/CIE.”

          Cosa significa: Il sistema di autenticazione (SPID, CIE o CNS) non comunica correttamente con il portale INPS. Può dipendere da problemi tecnici di AgID o dei provider SPID.

          Cosa fare: Tentare con un altro provider SPID se ne hai più di uno, oppure usare la CIE se disponibile. Cancellare cache e cookie del browser.

          Errore: “Sessione Scaduta”

          Messaggio completo: “La sessione è scaduta per inattività. Effettuare nuovamente l’accesso.”

          Cosa significa: Sei rimasto troppo tempo inattivo (in realtà bastano 5-10 minuti) o il server ha resettato le sessioni per liberare risorse.

          Cosa fare: Salvare offline tutti i dati che hai già compilato (screenshot, appunti), disconnettersi completamente, riavviare il browser e riaccedere.

          Errore: “Impossibile Caricare il Documento”

          Messaggio completo: “Errore durante il caricamento del file. Verificare formato e dimensioni.”

          Cosa significa: Il sistema non riesce a processare il file allegato (ISEE, documento identità). Può dipendere da formato incompatibile, dimensioni eccessive o timeout del server.

          Cosa fare: Verificare che il file sia in PDF, JPG o PNG, con dimensione inferiore a 2 MB. Comprimere il file se necessario. Tentare di caricare un file alla volta anziché tutti insieme.

          Errore: “Codice Fiscale Figlio Non Trovato”

          Messaggio completo: “Il codice fiscale del figlio inserito non risulta nell’anagrafe tributaria.”

          Cosa significa: Hai digitato un codice fiscale errato oppure il figlio è nato da poco e non è ancora sincronizzato con l’Agenzia delle Entrate.

          Cosa fare: Verificare attentamente il codice fiscale confrontandolo con la tessera sanitaria. Se il figlio è nato a gennaio/febbraio 2026, attendere qualche giorno per la sincronizzazione.

          Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio

          Vediamo nel dettaglio tutte le conseguenze economiche e pratiche del mancato rispetto della scadenza del 28 febbraio 2026 per la domanda di Assegno Unico.

          Perdita Economica Immediata

          La conseguenza più grave e immediata è la perdita definitiva degli arretrati di gennaio e febbraio 2026. Questo significa:

          • Nessun recupero possibile – Gli arretrati persi non possono essere richiesti successivamente
          • Importo variabile – La perdita va da 100 euro a oltre 1.200 euro a seconda di ISEE e numero figli
          • Impatto sul bilancio familiare – Per molte famiglie con ISEE basso, 400-700 euro rappresentano una mensilità di spese essenziali

          Slittamento dei Pagamenti Futuri

          Oltre alla perdita degli arretrati, la domanda presentata dopo il 28 febbraio comporta:

          • Primo pagamento posticipato – Domanda a marzo = primo pagamento ad aprile (un mese in più di attesa)
          • Pianificazione finanziaria difficile – Se contavi sull’assegno di marzo per spese programmate, devi riorganizzare il budget
          • Tempi tecnici INPS – L’INPS impiega mediamente 30-45 giorni per elaborare una nuova domanda

          Problemi con ISEE Scaduto

          Un aspetto spesso trascurato: se la domanda arriva dopo il 28 febbraio e non hai ancora presentato ISEE 2026, rischi:

          • Pagamento minimo – Senza ISEE valido, l’INPS eroga l’importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro
          • Conguaglio successivo – Quando presenti ISEE, l’INPS calcola gli arretrati ma NON quelli di gennaio-febbraio 2026
          • Doppia perdita – Perdi sia i mesi di gennaio-febbraio sia la differenza tra importo minimo e importo spettante per i mesi successivi fino alla presentazione ISEE

          Per evitare questa situazione, è fondamentale presentare ISEE 2026 prima o contestualmente alla domanda di Assegno Unico.

          Situazioni Particolari: Nuovi Nati e Separazioni

          Alcune situazioni familiari rendono la scadenza ancora più delicata:

          • Figlio nato a gennaio/febbraio 2026 – Se non fai domanda entro il 28 febbraio, perdi gli importi per i primi mesi di vita del neonato
          • Separazione recente – Il genitore che ottiene l’affidamento deve fare nuova domanda entro il 28 febbraio per non perdere arretrati
          • Cambio residenza – Se cambi comune di residenza a gennaio/febbraio 2026, devi aggiornare tempestivamente la domanda

          Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda Online

          Se ti trovi nell’impossibilità di completare la domanda di Assegno Unico online a causa dei problemi tecnici del portale INPS, ecco le soluzioni concrete da adottare immediatamente.

          Soluzione 1: Tentare in Orari Alternativi

          Prima di passare alle soluzioni alternative, tenta ancora l’invio online ma in modo strategico:

          • Orari notturni (23:00 – 6:00) – Il traffico è drasticamente inferiore
          • Prime ore del mattino (6:00 – 8:00) – Prima dell’afflusso di massa
          • Pausa pranzo (13:00 – 14:30) – Momento di relativa calma
          • Usa connessione mobile invece di WiFi – A volte il problema è nella rete locale
          • Cambia browser – Se usi Chrome prova con Firefox o Edge, e viceversa
          • Modalità incognito – Elimina interferenze da cookie e cache

          Soluzione 2: Rivolgiti al CAF (Anche All’Ultimo Minuto)

          La soluzione più efficace e sicura è rivolgersi a un CAF che può presentare la domanda per tuo conto anche se mancano poche ore alla scadenza.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre:

          • Accesso prioritario – I CAF hanno canali riservati INPS con meno congestione
          • Assistenza completa – Compiliamo noi la domanda con i tuoi dati
          • Verifica ISEE – Controlliamo che l’ISEE sia valido e correttamente associato
          • Gestione errori tecnici – Sappiamo come aggirare i problemi comuni del portale
          • Ricevuta immediata – Ti forniamo subito la ricevuta di protocollazione INPS
          • Anche il 28 febbraio – Siamo disponibili fino alla mezzanotte per le urgenze dell’ultimo giorno

          Contattaci subito su WhatsApp al 366 6018121 o vieni direttamente in sede al Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

          Soluzione 3: Contact Center INPS (Ultima Risorsa)

          In casi estremi puoi tentare il Contact Center INPS, ma con limitazioni:

          • Numero verde 803 164 (da fisso gratuito) o 06 164164 (da mobile a pagamento)
          • Orari: lunedì-venerdì 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00
          • Tempi di attesa elevatissimi – Nelle ultime ore prima della scadenza aspetti anche 1-2 ore
          • Operatore può aiutarti – Ma non può presentare domanda completa per te, solo guidarti nella compilazione
          • Poco utile per problemi tecnici – Gli operatori non possono risolvere errori del portale

          Soluzione 4: App INPS Mobile

          L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) può essere un’alternativa al sito web:

          • Meno traffico – L’app è usata da meno persone rispetto al sito web
          • Stessa funzionalità – Puoi presentare domanda completa di Assegno Unico
          • Accesso con SPID/CIE – Stesse credenziali del portale web
          • Limitazioni – Upload documenti può essere più difficile da mobile

          Scarica l’app: Cerca “INPS Mobile” su Google Play o App Store, scarica gratuitamente e accedi con le tue credenziali SPID o CIE.

          Cosa NON Fare (Errori Comuni)

          • NON inviare domande multiple – Creare più richieste genera conflitti e rallenta ulteriormente il sistema
          • NON usare VPN – Il portale INPS può bloccare accessi da VPN per motivi di sicurezza
          • NON aspettare l’ultimo minuto del 28 febbraio – Il sistema potrebbe bloccarsi completamente nelle ultime ore
          • NON affidarti a “intermediari non ufficiali” – Affidati solo a CAF, patronati o commercialisti autorizzati

          Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)

          Il CAF Centro Fiscale di Udine è la tua soluzione più rapida e sicura per presentare la domanda di Assegno Unico anche quando il portale INPS è in tilt o quando ti trovi a poche ore dalla scadenza del 28 febbraio.

          Perché Scegliere il CAF Invece del Fai-Da-Te

          Affidarsi a un CAF autorizzato offre vantaggi decisivi:

          • Accesso diretto al portale INPS – I CAF hanno credenziali professionali con server dedicati meno congestionati
          • Zero problemi tecnici per te – Non devi preoccuparti di SPID, timeout o errori di sistema
          • Controllo preventivo documentazione – Verifichiamo che ISEE, codici fiscali e dati siano corretti prima dell’invio
          • Compilazione professionale – Evitiamo errori che potrebbero rallentare l’istruttoria INPS
          • Ricevuta protocollata – Ti consegniamo immediatamente la ricevuta INPS con numero protocollo e data di presentazione
          • Massimizzazione importo – Ti consigliamo su eventuali maggiorazioni (disabilità, nuclei numerosi, ecc.)

          Cosa Serve per Presentare Domanda al CAF

          Per velocizzare la procedura, porta con te:

          • Documento identità valido del richiedente
          • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare (anche coniuge e figli)
          • Attestazione ISEE 2026 (se già presentata) – Verifichiamo noi se è valida
          • Coordinate IBAN per accredito pagamenti
          • Eventuale documentazione disabilità (se applicabile per maggiorazioni)

          Non hai l’ISEE 2026? Nessun problema: possiamo calcolarlo e presentarlo insieme alla domanda di Assegno Unico nello stesso appuntamento.

          Tempi di Presentazione al CAF

          La procedura al CAF è molto più veloce del portale INPS:

          • 15-20 minuti – Tempo medio per compilazione e invio domanda con tutta la documentazione già pronta
          • 30-40 minuti – Se dobbiamo anche elaborare l’ISEE contestualmente
          • Invio immediato – La domanda viene protocollata in tempo reale, ricevi subito la ricevuta

          Servizio Urgenze Fino al 28 Febbraio

          Per venire incontro a chi si trova in difficoltà con i problemi del portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine attiva un servizio urgenze:

          • Orari estesi fino al 28 febbraio – Apertura prolungata anche in serata
          • Assistenza WhatsApp 24/7 – Rispondiamo anche fuori orario per urgenze
          • Appuntamenti last-minute – Chiamaci anche il giorno stesso, cerchiamo di trovare uno spazio
          • Servizio online – Se non puoi venire in sede, possiamo gestire tutto via email/WhatsApp con firma digitale

          Contattaci ora:

          • WhatsApp: 366 6018121 (risposta rapida anche fuori orario)
          • Telefono: 0432 1638640 (orari ufficio)
          • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine

          Costi del Servizio CAF

          I servizi del CAF per l’Assegno Unico hanno costi contenuti e trasparenti:

          • Prima domanda Assegno Unico – Tariffa standard (contattaci per preventivo personalizzato)
          • Rinnovo annuale – Costo ridotto per chi è già nostro cliente
          • Pacchetto ISEE + Assegno Unico – Sconto combinando entrambi i servizi
          • Urgenze last-minute – Piccola maggiorazione per gestione prioritaria

          Considera che il costo del servizio CAF è ampiamente ripagato dagli arretrati che salvi rispettando la scadenza del 28 febbraio (da 350 a oltre 1.200 euro a seconda della situazione familiare).

          Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo

          Per comprendere meglio l’impatto economico della scadenza del 28 febbraio, analizziamo esempi concreti di quanto si perde presentando domanda in ritardo.

          Esempio 1: Famiglia con 1 Figlio Minore, ISEE 15.000 Euro

          Situazione: Coppia con un figlio di 4 anni, ISEE 2026 pari a 15.000 euro (sotto la soglia massima 17.090,61 euro per importo pieno).

          Importo mensile assegno unico spettante: 201,80 euro/mese

          ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
          Arretrati gennaio-febbraio403,60 euro0 euro-403,60 euro
          Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
          Totale percepito entro aprile 2026807,20 euro201,80 euro-605,40 euro

          Conclusione: Presentando domanda il 1° marzo invece del 28 febbraio, questa famiglia perde 403,60 euro di arretrati e riceve il primo pagamento con un mese di ritardo.

          Esempio 2: Famiglia con 3 Figli, ISEE 10.000 Euro

          Situazione: Coppia con tre figli (6 anni, 9 anni, 12 anni), ISEE 2026 pari a 10.000 euro.

          Importo mensile assegno unico spettante: 623,50 euro/mese (importo pieno per ISEE basso + maggiorazione terzo figlio)

          ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
          Arretrati gennaio-febbraio1.247 euro0 euro-1.247 euro
          Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
          Totale percepito entro aprile 20262.494 euro623,50 euro-1.870,50 euro

          Conclusione: Per famiglie numerose con ISEE basso, la perdita economica supera i 1.200 euro. Un importo che può fare la differenza per spese essenziali (libri scolastici, visite mediche, bollette).

          Esempio 3: Famiglia con 2 Figli, ISEE Alto (Oltre 45.574,96 Euro)

          Situazione: Coppia con due figli (3 anni e 7 anni), ISEE 2026 pari a 50.000 euro (oltre la soglia massima).

          Importo mensile assegno unico spettante: 114 euro/mese (importo minimo previsto per ISEE elevato)

          ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
          Arretrati gennaio-febbraio228 euro0 euro-228 euro
          Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
          Totale percepito entro aprile 2026456 euro114 euro-342 euro

          Conclusione: Anche con ISEE elevato, la perdita economica non è trascurabile. 228 euro potrebbero coprire un mese di spese per attività extrascolastiche dei figli.

          Consulta la nostra guida completa all’Assegno Unico per calcolare l’importo spettante in base alla tua situazione familiare.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

          Il portale INPS non mi fa accedere con SPID. Cosa faccio?

          Se il portale INPS non accetta le credenziali SPID anche se corrette, il problema potrebbe dipendere da sovraccarico del sistema di autenticazione. Prova a: 1) Cambiare provider SPID se ne hai piu di uno, 2) Usare CIE invece di SPID, 3) Cancellare cache e cookie del browser, 4) Tentare in orari notturni (23:00-6:00). Se il problema persiste, rivolgiti al CAF che ha accessi professionali meno soggetti a congestione.

          Se non riesco a inviare domanda entro il 28 febbraio, posso recuperare gli arretrati?

          No, gli arretrati di gennaio e febbraio 2026 NON sono recuperabili se la domanda viene presentata dal 1 marzo in poi. La scadenza del 28 febbraio e tassativa: domande successive decorrono dal mese di presentazione senza diritto a arretrati. Per questo motivo e fondamentale rivolgersi tempestivamente a un CAF se hai problemi tecnici con il portale INPS.

          Quanto tempo impiega il CAF a presentare la domanda di Assegno Unico?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine impiega mediamente 15-20 minuti per compilare e inviare la domanda di Assegno Unico se hai gia tutta la documentazione (ISEE, codici fiscali, IBAN). Se dobbiamo elaborare anche l ISEE contestualmente, servono circa 30-40 minuti. Ricevi immediatamente la ricevuta INPS protocollata con conferma di invio.

          Il portale dice sessione scaduta dopo pochi minuti. E normale?

          Durante i periodi di picco (ultimi giorni prima della scadenza), il portale INPS puo resettare le sessioni per liberare risorse. Questo e un problema tecnico del sistema, non dipende da te. Per evitare di perdere i dati inseriti, annotali offline (screenshot o documento Word) prima di iniziare la compilazione, cosi puoi reinserirli velocemente se la sessione scade.

          Posso presentare domanda Assegno Unico anche senza ISEE?

          Si, puoi presentare domanda anche senza ISEE 2026, ma riceverai l importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro (circa 57 euro a figlio). Quando presenterai ISEE successivamente, l INPS ricalcolera gli importi e ti dara gli arretrati, MA solo dal mese di presentazione della domanda (non da gennaio-febbraio se fai domanda dopo il 28 febbraio). Conviene sempre presentare ISEE prima o insieme alla domanda.

          Il CAF puo aiutarmi anche il 28 febbraio stesso?

          Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre servizio urgenze fino all ultimo giorno. Contattaci su WhatsApp al 366 6018121 anche il 28 febbraio: cerchiamo di trovare uno spazio per gestire la tua pratica in tempo utile. Offriamo anche servizio online (via email WhatsApp con firma digitale) se non puoi venire in sede.


          Non Perdere gli Arretrati dell’Assegno Unico: Il CAF Ti Aiuta Subito

          Se hai difficoltà con il portale INPS e rischi di perdere la scadenza del 28 febbraio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a presentare la domanda di Assegno Unico anche all’ultimo minuto.

          Offriamo:

          • Accesso diretto al portale INPS (senza code o problemi tecnici)
          • Verifica e calcolo ISEE 2026 contestuale
          • Ricevuta protocollata immediata
          • Assistenza urgenze fino al 28 febbraio
          • Servizio anche online (se non puoi venire in sede)
          Contattaci su WhatsApp Ora

          Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

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            Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge EU 679/2016

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:29:202026-05-31 16:14:00Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio
            CAF, COLF E BADANTI

            Maternita Colf e Badanti 2025: Guida Completa a Congedo e Indennita

            colf e badanti CAF Udine

            Indice dei contenuti

            1. Congedo di Maternità per Colf e Badanti
            2. Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo
            3. Tutele del CCNL Domestico 2025
            4. Come Fare Domanda all’INPS
            5. Obblighi del Datore di Lavoro
            6. Rientro al Lavoro Dopo la Maternità
            7. Contributi Previdenziali Durante la Maternità
            8. Maternità con Contratto a Tempo Determinato
            9. Domande Frequenti

            La maternità per colf e badanti è un diritto fondamentale tutelato sia dal CCNL del lavoro domestico 2025 che dalla normativa INPS. Se sei una lavoratrice domestica in gravidanza o un datore di lavoro che deve gestire questa situazione, è essenziale conoscere tutti i dettagli: dal congedo di maternità obbligatorio all’indennità INPS, dalle tutele contrattuali agli obblighi del datore.

            In questa guida completa scoprirai tutto ciò che serve sapere sulla maternità nel lavoro domestico, con esempi pratici, calcoli e indicazioni su come fare domanda. Dalle novità del CCNL 2025 alle tutele contro il licenziamento, ogni aspetto viene analizzato in modo chiaro e accessibile.

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            Congedo di Maternità per Colf e Badanti: Come Funziona

            Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici domestiche in gravidanza. Si divide in due tipologie:

            Congedo di Maternità Obbligatorio

            Dura complessivamente 5 mesi e può essere articolato in tre modalità diverse:

            • 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo (modalità classica)
            • 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo (flessibilità dal 2019)
            • 5 mesi dopo il parto (solo con certificato medico che attesta assenza di rischi)

            Durante il congedo obbligatorio, la lavoratrice non può lavorare e il datore non può licenziarla. Il posto di lavoro è garantito per legge.

            Congedo di Maternità Facoltativo (Congedo Parentale)

            Dopo il congedo obbligatorio, la lavoratrice può richiedere il congedo parentale facoltativo fino ai 6 anni del bambino, per un massimo di 6 mesi (elevabili a 10 mesi se il padre usufruisce di almeno 3 mesi). L’indennità è pari al 30% della retribuzione per i primi 6 mesi.

            💡 Esempio pratico: Maria, badante assunta con contratto a tempo indeterminato, ha la data presunta del parto il 15 marzo 2025. Scegliendo la modalità classica, potrà astenersi dal 15 gennaio 2025 (2 mesi prima) fino al 15 giugno 2025 (3 mesi dopo), per un totale di 5 mesi.

            Maternità Anticipata per Gravidanza a Rischio

            Se la gravidanza presenta complicazioni o il lavoro è considerato a rischio per la salute della madre o del feto, è possibile richiedere il congedo di maternità anticipato. La domanda va presentata all’INPS con certificato medico specialistico che attesta il rischio. Il congedo può partire anche dal 7° mese di gravidanza o prima, se necessario.

            Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo

            Durante il congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice domestica ha diritto all’indennità di maternità INPS pari all’80% della retribuzione effettiva. L’indennità è calcolata sulla base dei contributi versati nei mesi precedenti.

            Requisiti per l’Indennità INPS

            • Essere regolarmente assunta con contratto di lavoro domestico
            • Avere contributi versati nei 12 mesi precedenti il congedo
            • Presentare domanda all’INPS prima dell’inizio del congedo

            Come Si Calcola l’Indennità

            L’indennità è pari all’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per il numero di giorni di congedo.

            📊 Esempio di calcolo: Anna, colf con 40 ore settimanali, ha una retribuzione mensile di 1.200 euro. La retribuzione giornaliera convenzionale è di circa 40 euro. L’indennità sarà:
            80% di 40 euro = 32 euro al giorno
            Per 5 mesi (circa 150 giorni): 32 × 150 = 4.800 euro totali

            L’importo viene erogato direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro.

            Differenze tra Tempo Determinato e Indeterminato

            Per le lavoratrici con contratto a tempo determinato, l’indennità di maternità spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità viene sospesa. Per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, invece, l’indennità spetta per l’intero periodo di congedo.

            Tutele del CCNL Domestico 2025 per la Maternità

            Il CCNL del lavoro domestico 2025 prevede tutele specifiche per le lavoratrici in gravidanza:

            Divieto di Licenziamento

            Dal momento della comunicazione dello stato di gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, il datore di lavoro non può licenziare la lavoratrice (salvo giusta causa come furto, grave insubordinazione, ecc.).

            Conservazione del Posto di Lavoro

            Durante il congedo di maternità, il posto di lavoro è garantito. Al termine del congedo, la lavoratrice ha diritto a rientrare nella stessa mansione o in una equivalente.

            Diritto al TFR

            Il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità ai fini del calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

            Adattamenti delle Mansioni

            Se il lavoro è ritenuto inadeguato o rischioso per la gravidanza (es. sollevamento carichi pesanti, uso di prodotti chimici), il datore deve modificare le mansioni o, se impossibile, la lavoratrice può richiedere il congedo anticipato.

            Permessi per Visite Mediche

            La lavoratrice ha diritto a permessi retribuiti per esami prenatali, visite mediche e accertamenti diagnostici, se non possono essere effettuati fuori orario di lavoro.

            Come Fare Domanda di Maternità all’INPS

            Per ottenere l’indennità di maternità INPS, la lavoratrice domestica deve presentare domanda telematica tramite il sito INPS.

            Quando Presentare la Domanda

            La domanda va presentata prima dell’inizio del congedo, indicando la data presunta del parto (che risulta dal certificato medico).

            Procedura Passo Passo

            1. Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
            2. Cercare il servizio “Domanda di maternità”
            3. Compilare il modulo online indicando:
              • Dati anagrafici della lavoratrice
              • Codice fiscale del datore di lavoro
              • Data presunta del parto (da certificato medico)
              • Periodo di congedo richiesto (2+3, 1+4 o 0+5 mesi)
            4. Allegare il certificato medico di gravidanza (in formato PDF)
            5. Inviare la domanda e conservare la ricevuta

            Alternative alla Domanda Online

            • CAF o Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente nella compilazione
            • Contact Center INPS: chiamando il numero 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

            L’INPS verifica la domanda e, se approvata, inizia a erogare l’indennità dall’inizio del congedo.

            ⚠️ Attenzione: Se la domanda viene presentata in ritardo, l’INPS può comunque erogarla ma solo per i mesi non prescritti (termine di prescrizione: 1 anno dal termine del congedo).

            Obblighi del Datore di Lavoro Domestico

            Il datore di lavoro domestico ha diversi obblighi quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza:

            Versamento dei Contributi INPS

            Il datore deve continuare a versare i contributi INPS regolarmente, anche durante il congedo di maternità. I contributi sono calcolati sulla retribuzione convenzionale e vanno versati tramite bollettino MAV o PagoPA trimestralmente.

            Non Licenziamento

            Come già detto, il datore non può licenziare la lavoratrice dal momento della comunicazione della gravidanza fino al 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa.

            Rientro al Lavoro

            Al termine del congedo, il datore deve riammettere la lavoratrice nella stessa mansione o in una equivalente, con la stessa retribuzione.

            Dichiarazione dei Redditi

            Il datore deve dichiarare nel 730 o nel modello Redditi i contributi versati per la lavoratrice domestica, per beneficiare della detrazione del 19% (fino a un massimo di 1.549,37 euro annui).

            Cosa Succede in Caso di Licenziamento Illegittimo

            Se il datore licenzia la lavoratrice in gravidanza o entro 1 anno dal parto senza giusta causa, il licenziamento è nullo. La lavoratrice può:

            • Richiedere la reintegrazione nel posto di lavoro
            • Ottenere il pagamento delle retribuzioni arretrate dal licenziamento alla reintegrazione
            • Ricevere un’indennità risarcitoria fino a 12 mensilità

            Per far valere questi diritti, la lavoratrice deve rivolgersi a un avvocato o a un sindacato e avviare una causa di lavoro presso il Tribunale.

            Rientro al Lavoro Dopo la Maternità

            Al termine del congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice può:

            • Rientrare al lavoro a tempo pieno
            • Richiedere il congedo parentale facoltativo (fino a 6 mesi con indennità al 30%)
            • Richiedere il part-time fino al 3° anno di vita del bambino (se il datore accetta)

            Riposi per Allattamento

            Dopo il rientro, la lavoratrice ha diritto a 2 ore di riposo al giorno per allattamento (o 1 ora se lavora meno di 6 ore al giorno), fino al 1° anno di vita del bambino. Questi riposi sono retribuiti.

            Malattia del Bambino

            In caso di malattia del bambino, la lavoratrice può assentarsi dal lavoro:

            • Fino a 3 anni del bambino: congedo illimitato, ma non retribuito
            • Da 3 a 8 anni: massimo 5 giorni all’anno, non retribuiti

            È necessario presentare il certificato medico del pediatra.

            Contributi Previdenziali Durante la Maternità

            Durante il congedo di maternità, i contributi previdenziali continuano ad essere versati, anche se la lavoratrice non lavora.

            Chi Paga i Contributi

            I contributi sono versati dall’INPS in via figurativa, cioè come se la lavoratrice stesse lavorando normalmente. Il datore di lavoro non deve versare contributi aggiuntivi durante il congedo obbligatorio.

            Copertura Previdenziale

            Il periodo di congedo viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. Questo significa che i mesi di maternità “valgono” come mesi lavorati per il calcolo della pensione futura.

            💡 Esempio: Se Giulia, badante con 10 anni di contributi, usufruisce di 5 mesi di congedo di maternità, la sua anzianità contributiva sarà di 10 anni e 5 mesi, non di 10 anni.

            Maternità con Contratto a Tempo Determinato

            Le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno diritto alla maternità, ma con alcune particolarità:

            Indennità di Maternità

            L’indennità INPS spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo (es. scade il 30 aprile e il congedo termina il 15 giugno), l’indennità viene erogata solo fino alla scadenza del contratto.

            Proroga del Contratto

            Il datore non è obbligato a prorogare il contratto a tempo determinato se scade durante la gravidanza o il congedo. Tuttavia, non può licenziare per il solo fatto della gravidanza.

            Tutela Contro il Licenziamento

            Anche con contratto a tempo determinato, il datore non può risolvere anticipatamente il contratto per motivi legati alla gravidanza. La risoluzione anticipata è consentita solo per giusta causa.

            📊 Esempio pratico: Carla ha un contratto a tempo determinato dal 1 gennaio al 30 giugno 2025. La data presunta del parto è il 15 maggio. Il congedo parte dal 15 marzo (2 mesi prima) e termina il 15 agosto (3 mesi dopo). L’indennità INPS sarà erogata solo fino al 30 giugno (scadenza contratto). Dopo quella data, Carla dovrà verificare se ha diritto ad altre forme di sostegno (es. NASPI).

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            Domande Frequenti sulla Maternità per Colf e Badanti

            Quanto prende una colf in maternità?

            Durante il congedo di maternità obbligatorio, la colf riceve l’80% della retribuzione effettiva, erogata direttamente dall’INPS. Ad esempio, con una retribuzione di 1.200 euro mensili, l’indennità sarà di circa 960 euro al mese per 5 mesi.

            Come si calcola la maternità per le badanti?

            L’indennità di maternità per le badanti è calcolata sull’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per i giorni di congedo (circa 150 giorni per 5 mesi). L’importo dipende dalle ore lavorate e dalla retribuzione.

            Chi paga la maternità alla colf, il datore o l’INPS?

            L’indennità di maternità è pagata direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro. Il datore deve solo continuare a versare i contributi regolarmente.

            Una badante può essere licenziata in gravidanza?

            No, il licenziamento è vietato dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa (es. furto, grave insubordinazione). Il licenziamento in questo periodo è nullo.

            Come fare domanda di maternità per colf all’INPS?

            La domanda va presentata online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, prima dell’inizio del congedo. In alternativa, è possibile farsi assistere da un CAF o patronato gratuitamente.

            La maternità vale per la pensione?

            Sì, il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. I contributi sono versati figurativamente dall’INPS.

            Cosa succede se il contratto a tempo determinato scade durante la maternità?

            L’indennità INPS viene erogata solo fino alla scadenza del contratto. Il datore non è obbligato a prorogare il contratto, ma non può risolverlo anticipatamente per motivi legati alla gravidanza.


            Hai Bisogno di Assistenza per la Maternità?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di maternità INPS, il calcolo dei contributi e la verifica dei diritti per colf e badanti.

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            • Compilazione domanda maternità INPS online
            • Calcolo indennità e importi spettanti
            • Verifica contributi versati dal datore di lavoro
            • Consulenza su tutele CCNL domestico
            • Assistenza per licenziamenti illegittimi
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              Luglio 27, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 06:00:002026-03-17 19:06:53Morte assistito: cosa fare con la badante
              Bonus Mamma 2025
              CAF, COLF E BADANTI

              Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)

              Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione…
              Luglio 21, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)
              colf e badanti CAF Udine
              CAF, COLF E BADANTI

              Badante H24: costi turnazione e gestione

              (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
              Luglio 20, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 06:00:002026-03-17 19:06:37Badante H24: costi turnazione e gestione

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              In base a 920 recensioni
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli profile picture
              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 18:24:432026-05-31 14:13:42Maternita Colf e Badanti 2025: Guida Completa a Congedo e Indennita
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS

              Pensione 2026 INPS

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026
              2. Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale
              3. Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026
              4. Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026
              5. Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026
              6. Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti
              7. Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona
              8. Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa
              9. Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni
              10. Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta
              11. Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

              Il 2026 porta importanti novità per chi si avvicina alla pensione anticipata. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato l’APE Sociale, lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 63 anni di età e specifici requisiti contributivi. Parallelamente, le maggiorazioni pensionistiche e il Bonus Maroni offrono opportunità per incrementare l’assegno pensionistico o posticipare il pensionamento con vantaggi economici.

              L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 18 del 2026 che aggiorna tutti i requisiti, le categorie beneficiarie, gli importi massimi e le scadenze per presentare domanda. In questa guida analizziamo nel dettaglio l’APE Sociale 2026, le maggiorazioni pensionistiche previste dalla normativa vigente e il Bonus Maroni, con esempi pratici di calcolo e tabelle comparative per aiutarti a scegliere la soluzione più conveniente.

              Se hai maturato i requisiti o stai valutando quando andare in pensione, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata. Per assistenza personalizzata nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

              Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026

              L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico) è un’indennità economica a carico dello Stato, riconosciuta a lavoratori in condizioni di particolare disagio che si trovano a pochi anni dal pensionamento di vecchiaia. Non è un vero e proprio trattamento pensionistico, ma un sussidio ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

              L’APE Sociale 2026 è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) con alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti:

              • Requisito anagrafico confermato a 63 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
              • Requisito contributivo minimo: da 30 a 36 anni a seconda della categoria di appartenenza
              • Importo massimo mensile: 1.500 euro lordi (non rivalutabile annualmente)
              • Durata: fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
              • Non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario, l’assegno non passa ai superstiti
              • È cumulabile con redditi da lavoro limitati (massimo 5.000 euro annui)

              La Circolare INPS n. 18/2026 ha confermato la proroga per tutto il 2026 e ha ribadito che l’APE Sociale non è soggetta a contribuzione, quindi non genera ulteriori mesi di contributi ai fini pensionistici. È importante sottolineare che l’indennità non può superare l’importo della pensione calcolata al momento della domanda.

              Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale

              L’APE Sociale 2026 è riservata a quattro categorie di lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Ogni categoria ha requisiti specifici sia in termini di contribuzione che di condizioni soggettive.

              1. Disoccupati

              Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di:

              • Licenziamento (incluso licenziamento collettivo)
              • Dimissioni per giusta causa
              • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di mobilità

              Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

              Condizioni aggiuntive: aver terminato l’intero periodo di fruizione della NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi.

              2. Caregivers (Assistenti familiari)

              Rientrano in questa categoria i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi continuativi (alla data della domanda) un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3 comma 3. Il familiare deve essere:

              • Coniuge o unito civilmente
              • Parente di primo grado (genitori, figli)
              • Parente di secondo grado (solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti)

              Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

              3. Invalidi con Riduzione della Capacità Lavorativa

              Possono accedere i lavoratori con riconoscimento di:

              • Invalidità civile almeno al 74%
              • Invalidità INPS (pensione di inabilità o assegno ordinario di invalidità)

              Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

              4. Lavoratori che Svolgono Mansioni Gravose

              Questa categoria comprende i lavoratori che hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 11 attività gravose individuate dalla legge:

              • Operai edili e agricoli
              • Conducenti di veicoli pesanti (camion, autobus, TIR)
              • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
              • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
              • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido
              • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
              • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
              • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
              • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione edifici
              • Conciatori di pelli e pellicce
              • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

              Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (requisito più alto)

              La Circolare INPS n. 18/2026 ha ribadito che l’elenco delle attività gravose è tassativo e non ammette interpretazioni estensive.

              Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026

              Per accedere all’APE Sociale nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti anagrafici e contributivi. Ecco il dettaglio completo:

              Requisito Anagrafico

              Il richiedente deve aver compiuto 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026. Questo significa che possono presentare domanda nel 2026 tutti i nati entro il 31 dicembre 1963.

              Requisiti Contributivi

              La contribuzione richiesta varia in base alla categoria di appartenenza:

              CategoriaContributi RichiestiCondizioni Aggiuntive
              Disoccupati30 anniDisoccupazione involontaria + fine NASPI da almeno 3 mesi
              Caregivers30 anniAssistenza familiare con L.104 art.3 comma 3 da almeno 6 mesi
              Invalidi (≥74%)30 anniInvalidità civile o INPS riconosciuta
              Lavori gravosi36 anni7 anni negli ultimi 10 di attività gravosa (o 6 negli ultimi 7)

              Attenzione: i contributi devono essere effettivi, quindi non sono computabili:

              • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI, mini-ASPI)
              • Contributi figurativi per malattia oltre i primi 12 mesi
              • Contributi da riscatto del corso di laurea (salvo casi specifici)

              Sono invece computabili:

              • Contributi obbligatori da lavoro dipendente e autonomo
              • Contributi volontari
              • Contributi figurativi per maternità, servizio militare e infortunio sul lavoro

              Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026

              L’importo dell’APE Sociale è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

              Come si Calcola l’Importo

              L’INPS calcola l’importo sulla base dei contributi versati e del montante contributivo accumulato. Il calcolo segue queste regole:

              • Se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro: l’APE Sociale corrisponde all’intero importo della pensione
              • Se la pensione calcolata è superiore a 1.500 euro: l’APE Sociale viene limitata a 1.500 euro

              Esempio pratico di calcolo:

              • Lavoratore A: pensione maturata 1.200 euro → APE Sociale di 1.200 euro
              • Lavoratore B: pensione maturata 1.800 euro → APE Sociale di 1.500 euro (tetto massimo)

              Trattamento Fiscale

              L’APE Sociale è soggetta a tassazione IRPEF, come qualsiasi reddito pensionistico. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’assegno mensile. Non sono dovuti contributi previdenziali, quindi l’indennità non genera ulteriori mesi di contribuzione.

              Non è Rivalutabile

              A differenza delle pensioni ordinarie, l’APE Sociale non è soggetta a rivalutazione annuale in base all’inflazione. L’importo riconosciuto alla decorrenza resta fisso fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

              Cumulo con Altri Redditi

              L’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro entro il limite di:

              • 5.000 euro annui per lavoro dipendente
              • 5.000 euro annui per lavoro autonomo

              Se il reddito supera questa soglia, l’APE Sociale viene revocata con obbligo di restituzione delle somme percepite.

              Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026

              La domanda di APE Sociale deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. Per il 2026, la normativa prevede tre finestre temporali per la presentazione:

              Finestre per la Domanda 2026

              FinestraScadenza DomandaDecorrenza Indennità
              Prima finestraEntro il 31 marzo 2026Dal 1° luglio 2026 (se approvata)
              Seconda finestraEntro il 15 luglio 2026Dal 1° novembre 2026 (se approvata)
              Terza finestraEntro il 30 novembre 2026Dal 1° marzo 2027 (se approvata)

              Importante: le domande presentate dopo le scadenze vengono comunque accolte, ma slittano alla finestra successiva. Ad esempio, una domanda presentata il 10 aprile 2026 verrà valutata nella seconda finestra (decorrenza 1° novembre).

              Come Presentare la Domanda

              Esistono tre modalità per presentare la domanda:

              • Online sul sito INPS: accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata MyINPS, sezione “Domanda di pensione”
              • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
              • Tramite Patronato o CAF: affidandosi a un intermediario abilitato che presenterà la domanda per conto del richiedente (servizio gratuito)

              Documenti Necessari

              A seconda della categoria di appartenenza, è necessario allegare:

              • Disoccupati: certificato di disoccupazione (rilasciato dal Centro per l’Impiego), documentazione NASPI/DIS-COLL
              • Caregivers: certificazione di handicap grave L.104 art.3 comma 3 del familiare assistito, autodichiarazione di coabitazione o assistenza continuativa
              • Invalidi: verbale di invalidità civile ≥74% o provvedimento INPS di invalidità/inabilità
              • Lavori gravosi: estratto conto contributivo INPS con evidenza delle attività gravose svolte

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella presentazione della domanda, dalla verifica dei requisiti alla raccolta della documentazione fino all’invio telematico all’INPS.

              Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti

              Le maggiorazioni pensionistiche sono incrementi economici che si aggiungono all’importo della pensione ordinaria in presenza di specifiche condizioni soggettive o economiche. Non vanno confuse con l’APE Sociale: si tratta di benefici aggiuntivi sulla pensione definitiva, non di anticipi pensionistici.

              1. Maggiorazione Sociale (Art. 1 Legge 544/1988)

              È la più diffusa e spetta ai pensionati con redditi bassi. I requisiti sono:

              • Età minima: 60 anni (uomini e donne)
              • Reddito personale annuo: non superiore a 13.907,58 euro (2026)
              • Reddito coniugale annuo: non superiore a 26.814,87 euro (se coniugato)

              Importo della maggiorazione: varia in base all’età del pensionato:

              • Dai 60 ai 64 anni: fino a 25,83 euro mensili
              • Dai 65 ai 69 anni: fino a 82,64 euro mensili
              • Dai 70 anni in poi: fino a 136,44 euro mensili

              La maggiorazione viene erogata automaticamente dall’INPS se si possiedono i requisiti, senza necessità di presentare domanda specifica.

              2. Quattordicesima Mensilità (D.L. 81/2007)

              È una somma aggiuntiva corrisposta una volta l’anno (a luglio) ai pensionati con redditi bassi. Requisiti:

              • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento
              • Reddito personale annuo: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.000 euro nel 2026)

              Importo della quattordicesima: varia in base agli anni di contribuzione:

              Anni di ContributiImporto (Dipendenti)Importo (Autonomi)
              Fino a 15 anni437 euro336 euro
              Tra 15 e 25 anni546 euro420 euro
              Oltre 25 anni655 euro504 euro

              3. Incremento al Milione (Legge 448/2001)

              È una maggiorazione che porta la pensione fino a 774,36 euro mensili (soglia di povertà). Requisiti:

              • Età minima: 70 anni (ridotta a 65 per invalidi al 100%)
              • Reddito personale: inferiore alla soglia prevista per il diritto alla maggiorazione
              • Titolarità di pensione sociale o assegno sociale

              4. Maggiorazione per Figli a Carico

              Alcuni trattamenti pensionistici prevedono maggiorazioni per carichi familiari, in particolare:

              • Pensione ai superstiti: incremento per ogni figlio minorenne o inabile a carico
              • Assegno ordinario di invalidità: maggiorazione per coniuge e figli a carico

              Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona

              Il Bonus Maroni (ufficialmente chiamato Incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa) è una misura introdotta dalla Riforma Maroni del 2004 e confermata dalla normativa vigente. Consente ai lavoratori dipendenti che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata di continuare a lavorare ricevendo in busta paga, al posto dei contributi previdenziali, una somma netta aggiuntiva.

              Come Funziona il Bonus Maroni

              Normalmente, su ogni stipendio lordo il datore di lavoro versa all’INPS i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del lavoratore). Con il Bonus Maroni, il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione ma sceglie di non andare in pensione può richiedere che questa quota contributiva gli venga erogata direttamente in busta paga come somma netta.

              Requisiti per Accedere al Bonus Maroni

              • Aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026)
              • Essere un lavoratore dipendente del settore privato (esclusi pubblici dipendenti)
              • Non aver presentato domanda di pensione all’INPS
              • Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo

              Quanto si Guadagna con il Bonus Maroni

              L’importo del Bonus Maroni dipende dalla retribuzione lorda mensile. La quota contributiva a carico del lavoratore (9,19%) viene erogata come somma netta in busta paga.

              Esempio pratico di calcolo:

              • Stipendio lordo mensile: 2.500 euro
              • Contributi a carico lavoratore (9,19%): 229,75 euro
              • Bonus Maroni netto in busta paga: circa 229 euro al mese (senza tassazione aggiuntiva)
              • Guadagno annuo aggiuntivo: circa 2.750 euro netti

              Per uno stipendio di 3.000 euro lordi, il Bonus Maroni vale circa 275 euro al mese (3.300 euro annui).

              Convenienza del Bonus Maroni: Quando Conviene

              Il Bonus Maroni è conveniente se:

              • Lo stipendio netto attuale è significativamente superiore alla pensione futura
              • Si desidera continuare a lavorare per motivi personali o economici
              • Si vuole incrementare il montante contributivo per aumentare la pensione futura (i contributi continuano a essere versati dal datore di lavoro)

              Attenzione: rinunciare al Bonus Maroni per continuare a versare i contributi è conveniente se si vuole aumentare l’assegno pensionistico futuro, perché ogni anno lavorato in più incrementa il montante contributivo e quindi la pensione.

              Come Richiedere il Bonus Maroni

              Il lavoratore deve:

              1. Verificare di aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (tramite estratto conto INPS)
              2. Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo
              3. Il datore di lavoro trasmette la richiesta all’INPS per la verifica dei requisiti
              4. Una volta approvato, il Bonus Maroni viene erogato mensilmente in busta paga

              Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa

              Per aiutarti a comprendere meglio le differenze tra le diverse opzioni, ecco una tabella comparativa che riassume le caratteristiche principali di APE Sociale, Maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni.

              CaratteristicaAPE SocialeMaggiorazioni PensionisticheBonus Maroni
              Cos’èIndennità ponte fino alla pensione di vecchiaiaIncrementi economici sulla pensione ordinariaEsonero contributivo per chi rimane al lavoro
              Età minima63 anniDa 60 a 70 anni (varia)Nessun limite (se maturati requisiti pensione)
              Requisiti contributivi30 o 36 anni (categoria)Variabili (quattordicesima)42 anni e 10 mesi (uomini), 41 e 10 (donne)
              Importo massimo1.500 euro/meseFino a 655 euro/anno (quattordicesima)Circa 9,19% dello stipendio lordo
              DurataFino a 67 anni (pensione vecchiaia)Permanente (sulla pensione)Finché si lavora
              Cumulabile con lavoroSì (fino a 5.000 euro/anno)Sì (con limiti reddituali)Sì (è un beneficio per chi lavora)
              RivalutabileNoSì (segue inflazione)Varia con lo stipendio
              ReversibileNoSì (alcune maggiorazioni)No
              DomandaTelematica all’INPS (scadenze)Automatica o tramite INPSAl datore di lavoro

              Quale Opzione Scegliere?

              • APE Sociale: conviene se si vuole smettere di lavorare a 63 anni e si rientra in una delle 4 categorie protette
              • Maggiorazioni pensionistiche: si applicano automaticamente sulla pensione ordinaria se si possiedono i requisiti reddituali
              • Bonus Maroni: conviene se si vuole continuare a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, ottenendo un incremento netto in busta paga

              Per una valutazione personalizzata della soluzione più conveniente nel tuo caso specifico, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

              Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni

              Per comprendere meglio quale opzione sia più conveniente, analizziamo alcuni casi pratici reali.

              Caso 1: Mario, Operaio Edile 63 Anni

              Situazione:

              • Età: 63 anni
              • Lavoro: operaio edile (attività gravosa)
              • Contributi: 36 anni
              • Stipendio lordo: 1.800 euro/mese
              • Pensione calcolata: 1.300 euro/mese

              Opzioni disponibili:

              • Continuare a lavorare: guadagno netto attuale circa 1.350 euro/mese
              • APE Sociale: indennità di 1.300 euro/mese (pari alla pensione maturata)

              Convenienza: L’APE Sociale è leggermente meno vantaggiosa dello stipendio (50 euro in meno al mese), ma Mario è stanco del lavoro fisico pesante. Scelta consigliata: APE Sociale, per uscire dal lavoro usurante con un’indennità dignitosa.

              Caso 2: Lucia, Infermiera 63 Anni

              Situazione:

              • Età: 63 anni
              • Lavoro: infermiera con turni (attività gravosa)
              • Contributi: 37 anni
              • Stipendio lordo: 2.200 euro/mese
              • Pensione calcolata: 1.650 euro/mese

              Opzioni disponibili:

              • Continuare a lavorare: stipendio netto circa 1.600 euro/mese
              • APE Sociale: indennità di 1.500 euro/mese (tetto massimo, anche se la pensione è 1.650 euro)

              Convenienza: Lucia perde circa 100 euro al mese con l’APE Sociale rispetto allo stipendio, e 150 euro rispetto alla pensione calcolata (per via del tetto di 1.500 euro). Scelta consigliata: se la salute regge e il lavoro è sostenibile, conviene continuare a lavorare fino a 67 anni per ottenere la pensione piena di 1.650 euro.

              Caso 3: Giovanni, Impiegato 64 Anni con Requisiti Pensione Anticipata

              Situazione:

              • Età: 64 anni
              • Lavoro: impiegato privato
              • Contributi: 43 anni (ha già maturato requisiti pensione anticipata)
              • Stipendio lordo: 2.800 euro/mese
              • Pensione calcolata: 1.900 euro/mese

              Opzioni disponibili:

              • Andare in pensione anticipata: 1.900 euro/mese
              • Continuare a lavorare con Bonus Maroni: stipendio netto 2.100 euro + Bonus Maroni 257 euro = 2.357 euro/mese

              Convenienza: Continuare a lavorare con il Bonus Maroni garantisce un reddito netto 457 euro superiore alla pensione anticipata. Inoltre, ogni anno lavorato in più aumenta la pensione futura. Scelta consigliata: Bonus Maroni per 2-3 anni, poi pensionamento con assegno più alto.

              Caso 4: Anna, Caregiver 63 Anni

              Situazione:

              • Età: 63 anni
              • Lavoro: part-time (900 euro/mese netti)
              • Contributi: 31 anni
              • Assiste la madre con handicap grave L.104 da 8 mesi
              • Pensione calcolata: 950 euro/mese

              Opzioni disponibili:

              • Continuare a lavorare part-time: 900 euro/mese + stress da doppia gestione lavoro/assistenza
              • APE Sociale: 950 euro/mese + possibilità di dedicarsi completamente all’assistenza

              Convenienza: L’APE Sociale garantisce 50 euro in più e soprattutto permette ad Anna di ridurre lo stress e dedicarsi completamente alla madre. Scelta consigliata: APE Sociale.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta

              La scelta tra APE Sociale, maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni dipende da molteplici fattori personali, economici e di salute. Ecco alcune linee guida generali per orientarti:

              Quando Scegliere l’APE Sociale

              • Hai 63 anni e rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavoro gravoso)
              • Il tuo lavoro è usurante o la salute non ti permette di continuare fino a 67 anni
              • La differenza tra stipendio e APE Sociale è contenuta (meno di 200-300 euro)
              • Preferisci la serenità di uscire dal lavoro piuttosto che continuare per pochi euro in più

              Quando Preferire le Maggiorazioni Pensionistiche

              • Hai già raggiunto l’età pensionabile ordinaria (67 anni)
              • Hai redditi bassi e potresti beneficiare della maggiorazione sociale o della quattordicesima
              • Vuoi massimizzare l’importo pensionistico con tutti gli incrementi disponibili

              Quando Conviene il Bonus Maroni

              • Hai maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) ma vuoi continuare a lavorare
              • Lo stipendio netto + Bonus Maroni supera significativamente la pensione calcolata
              • Sei in buona salute e il lavoro è sostenibile per altri 2-4 anni
              • Vuoi incrementare il montante contributivo per ottenere una pensione futura più alta

              Il Ruolo del CAF nella Scelta

              La decisione finale richiede una valutazione personalizzata che tenga conto di:

              • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
              • Simulazione della pensione futura
              • Calcolo dell’importo APE Sociale
              • Stima del Bonus Maroni in base allo stipendio
              • Analisi delle maggiorazioni spettanti

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di consulenza pensionistica, con simulazioni personalizzate e assistenza nella presentazione delle domande. Non affidarti al caso: una scelta informata può fare la differenza tra una pensione serena e anni di lavoro evitabili (o viceversa, tra un’uscita anticipata troppo penalizzante e un reddito soddisfacente).

              Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

              Posso richiedere l’APE Sociale se sono ancora in attività lavorativa?

              Sì, puoi richiedere l’APE Sociale anche se stai ancora lavorando, purché tu rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi) e abbia compiuto 63 anni. Tuttavia, l’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro solo fino a 5.000 euro annui. Se superi questa soglia, l’indennità viene revocata.

              L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

              No, l’APE Sociale non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, l’indennità cessa immediatamente e non passa al coniuge o ai familiari superstiti. Questo è uno dei principali limiti rispetto alla pensione ordinaria.

              Se scelgo il Bonus Maroni, perdo contributi per la pensione futura?

              No, il Bonus Maroni prevede l’esonero della quota contributiva a carico del lavoratore (circa 9,19%), ma il datore di lavoro continua a versare la propria quota (circa 23%). Quindi continui ad accumulare contributi, anche se in misura ridotta rispetto a chi non richiede il Bonus.

              Posso presentare domanda di APE Sociale dopo la scadenza della terza finestra?

              Sì, le domande presentate oltre il 30 novembre 2026 vengono comunque accolte, ma slittano automaticamente all’anno successivo (prima finestra 2027). È quindi importante rispettare le scadenze se si vuole ottenere l’indennità nel corso del 2026.

              La maggiorazione sociale si somma all’APE Sociale?

              No, l’APE Sociale è un’indennità temporanea che non può essere cumulata con le maggiorazioni pensionistiche come la maggiorazione sociale o la quattordicesima. Queste ultime spettano solo sulla pensione definitiva, a partire dai 67 anni (pensione di vecchiaia).

              Conviene di più l’APE Sociale o aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni?

              Dipende dalla tua situazione. L’APE Sociale ti permette di uscire dal lavoro 4 anni prima (a 63 anni) con un’indennità fino a 1.500 euro, ma non è rivalutabile e non è reversibile. Se continui a lavorare fino a 67 anni, otterrai una pensione ordinaria più alta, rivalutabile annualmente e reversibile ai superstiti. La scelta va valutata con un consulente del CAF in base ai tuoi contributi e alla tua situazione economica.

              Posso cumulare APE Sociale e Bonus Maroni?

              No, non è possibile. Il Bonus Maroni è riservato a chi continua a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, mentre l’APE Sociale è un’indennità per chi esce dal lavoro a 63 anni. Sono due strumenti alternativi, non cumulabili.


              Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale o la Pensione?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti APE Sociale, il calcolo della pensione futura, la simulazione del Bonus Maroni e la presentazione della domanda all’INPS.

              I nostri servizi includono:

              • Verifica requisiti APE Sociale 2026 (età, contributi, categoria di appartenenza)
              • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
              • Simulazione importo pensione (APE Sociale, pensione di vecchiaia, anticipata)
              • Calcolo convenienza Bonus Maroni vs pensionamento immediato
              • Assistenza nella raccolta documenti (certificato disoccupazione, L.104, verbale invalidità)
              • Presentazione domanda telematica INPS
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                CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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                Alexandra Bala
                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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