DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist CompletaOgni anno, con la dichiarazione dei redditi tramite modello 730, i contribuenti italiani possono recuperare una parte significativa delle spese sanitarie sostenute. La detrazione del 19% sulle spese mediche rappresenta uno dei benefici fiscali più importanti per le famiglie italiane, permettendo di alleggerire il carico delle spese sanitarie che, spesso, pesano in modo considerevole sul bilancio familiare.In questa guida completa per il 730 del 2026, troverai una checklist dettagliata di tutte le spese mediche e sanitarie che puoi portare in detrazione, le regole da rispettare, i documenti necessari e le novità introdotte dalla normativa fiscale più recente.Indice dei contenutiIntroduzione: Detrazioni Sanitarie al 19%Regole Generali per la DetrazioneFranchigia di 129,11 EuroTracciabilità dei PagamentiChecklist Completa Spese DetraibiliVisite Mediche SpecialisticheEsami Diagnostici e AnalisiFarmaci e MedicinaliCure OdontoiatricheProtesi e Dispositivi MediciSpese Ospedaliere e RicoveriCure TermaliAssistenza Sanitaria (Badanti, Infermieri)Altre Spese Sanitarie DetraibiliDocumenti da ConservareNovità 2026 per le Detrazioni SanitarieCome Inserire le Spese nel 730 PrecompilatoDomande FrequentiIntroduzione: Detrazioni Sanitarie al 19%Le spese mediche e sanitarie sostenute nel corso dell’anno d’imposta 2025 (da dichiarare nel 730/2026) possono essere portate in detrazione nella misura del 19% dell’importo complessivo. Questo significa che per ogni 1.000 euro di spese mediche detraibili, potrai recuperare 190 euro di IRPEF. La detrazione si applica sulla parte di spesa che eccede la franchigia di 129,11 euro. Solo le spese superiori a questa soglia danno diritto al beneficio fiscale.Regole Generali per la DetrazionePer poter beneficiare della detrazione del 19% sulle spese sanitarie, è necessario rispettare alcune regole fondamentali:Documentazione: Ogni spesa deve essere documentata con scontrino parlante, fattura o ricevuta fiscaleCodice fiscale: Il documento deve riportare il codice fiscale del beneficiario della prestazioneTracciabilità: I pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili (carte, bonifici, assegni)Periodo di competenza: Le spese devono essere state sostenute nell’anno d’imposta di riferimento (2025 per il 730/2026)Franchigia di 129,11 EuroLa franchigia di 129,11 euro rappresenta la soglia minima di spesa sanitaria. Solo l’importo eccedente questa cifra è detraibile al 19%. Esempio pratico:Spese mediche totali: 2.000 euroFranchigia da sottrarre: 129,11 euroBase imponibile detrazione: 1.870,89 euroDetrazione 19%: 355,47 euroTracciabilità dei PagamentiDal 2020, le spese sanitarie devono essere pagate con strumenti tracciabili per poter essere portate in detrazione. Sono ammessi:Carte di credito o debitoBancomatBonifici bancari o postaliAssegni bancari o circolariApp di pagamento digitale (Satispay, PayPal, etc.)Eccezioni: Il pagamento in contanti è ancora ammesso per:Acquisto di farmaci e medicinaliDispositivi mediciPrestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSNChecklist Completa Spese DetraibiliDi seguito trovi la checklist completa di tutte le spese mediche e sanitarie che puoi portare in detrazione nel 730/2026, organizzate per categorie. ✓ Visite Mediche Specialistiche☑ Visite mediche generiche e specialistiche (cardiologo, ortopedico, dermatologo, etc.)☑ Consulti medici anche telefonici (telemedicina)☑ Certificati medici sportivi☑ Prestazioni chirurgiche☑ Visite psicologiche e psicoterapeutiche☑ Visite fisiatriche e fisioterapiche☑ Visite ginecologiche e ostetriche☑ Prestazioni rese da osteopati e chiropratici (se in possesso di laurea)✓ Esami Diagnostici e Analisi☑ Esami del sangue e analisi cliniche☑ Radiografie, TAC, risonanze magnetiche☑ Ecografie☑ Elettrocardiogrammi☑ Mammografie e screening oncologici☑ Esami endoscopici (gastroscopia, colonscopia)☑ Test diagnostici genetici☑ Esami di laboratorio specialistici✓ Farmaci e Medicinali☑ Farmaci da banco (OTC)☑ Farmaci con ricetta medica☑ Farmaci omeopatici☑ Farmaci veterinari per animali da compagnia (detraibili solo se con prescrizione veterinaria e per terapie specifiche)☑ Integratori alimentari prescritti dal medicoNota importante: Per i farmaci è sufficiente lo scontrino parlante della farmacia che riporti il codice fiscale e la natura del prodotto (farmaco).✓ Cure Odontoiatriche☑ Visite odontoiatriche☑ Otturazioni e devitalizzazioni☑ Estrazioni dentarie☑ Pulizia dentale (ablazione tartaro)☑ Cure ortodontiche (apparecchi dentali)☑ Implantologia dentale☑ Protesi dentarie fisse e mobili☑ Sbiancamento dentale se prescritto per motivi terapeutici☑ Radiografie panoramiche dentali✓ Protesi e Dispositivi Medici☑ Occhiali da vista e lenti a contatto☑ Lenti oftalmiche progressive☑ Apparecchi acustici☑ Protesi ortopediche☑ Tutori e bendaggi☑ Stampelle e deambulatori☑ Sedie a rotelle e ausili per la mobilità☑ Materassi ortopedici e antidecubito (con prescrizione medica)☑ Parrucche per pazienti oncologici☑ Apparecchi per aerosol e per misurazione pressione✓ Spese Ospedaliere e Ricoveri☑ Ricoveri ospedalieri☑ Day hospital☑ Interventi chirurgici☑ Degenze in strutture sanitarie☑ Ticket sanitari☑ Prestazioni di pronto soccorso☑ Trasporto in ambulanza✓ Cure Termali☑ Cicli di cure termali prescritte dal medico di base o specialista☑ Fanghi, bagni e inalazioni termali☑ Prestazioni fisioterapiche presso centri termaliAttenzione: Non sono detraibili le spese per vitto e alloggio durante le cure termali.✓ Assistenza Sanitaria (Badanti, Infermieri)☑ Assistenza infermieristica domiciliare☑ Prestazioni di fisioterapia a domicilio☑ Assistenza specifica per disabili☑ Prestazioni rese da operatori socio-sanitari (OSS)☑ Servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI)✓ Altre Spese Sanitarie Detraibili☑ Esami e test diagnostici pre-intervento☑ Prestazioni di logopedia☑ Terapie riabilitative☑ Spese per diagnosi e cura di DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento)☑ Prestazioni di podologia☑ Visite dietologiche☑ Prestazioni rese da biologi nutrizionisti☑ Interventi di chirurgia estetica ricostruttiva post-traumatica o oncologica☑ Circolazione extracorporea☑ EmodiálisiDocumenti da ConservarePer poter portare in detrazione le spese mediche è fondamentale conservare tutta la documentazione comprovante le spese sostenute. Ecco cosa ti serve:Scontrini ParlantiGli scontrini parlanti della farmacia devono riportare:Codice fiscale del pazienteDescrizione del prodotto (farmaco, dispositivo medico)Importo pagatoData di acquistoFatture e Ricevute FiscaliLe fatture e ricevute per visite mediche, esami e prestazioni sanitarie devono contenere:Dati anagrafici del paziente e codice fiscaleDescrizione dettagliata della prestazioneImporto e modalità di pagamentoDati del professionista o della struttura sanitariaPartita IVA o codice fiscale del professionistaRicevute di Pagamento TracciatoConserva anche:Estratti conto bancari o delle carte che attestano il pagamentoRicevute di bonificoRicevute di pagamento POSNovità 2026 per le Detrazioni SanitariePer il 730/2026 (anno d’imposta 2025), ci sono alcune novità importanti da tenere presente: Sistema TS (Tessera Sanitaria)Il Sistema Tessera Sanitaria trasmette automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sanitarie sostenute presso strutture pubbliche e private accreditate. Questo significa che molte spese saranno già precompilate nel tuo 730.Spese VeterinarieAnche le spese veterinarie per animali da compagnia sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 550 euro annui e una franchigia di 129,11 euro.Obbligo di Tracciabilità EstesoL’obbligo di pagamento tracciabile si conferma anche per il 2025, con le eccezioni già indicate (farmaci, dispositivi medici e prestazioni SSN).Come Inserire le Spese nel 730 PrecompilatoLe spese sanitarie vanno inserite nel quadro E del modello 730, nella sezione dedicata alle “Spese sanitarie”.Procedura passo-passo:Accedi al tuo 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle EntrateVerifica le spese già precompilate dal Sistema TSIntegra manualmente le spese non presenti (es. spese pagate in contanti per farmaci)Inserisci l’importo totale delle spese mediche nel rigo E1Il sistema calcolerà automaticamente la detrazione sottraendo la franchigia di 129,11 euroControlla che tutte le spese siano correttamente documentateConsiglio del CAF: Prima di inviare il 730, fai verificare tutte le spese sanitarie da un professionista del CAF Centro Fiscale di Udine. Potremmo individuare spese detraibili che hai dimenticato o correggere eventuali errori che potrebbero causare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti (FAQ)1. Posso detrarre le spese mediche sostenute per i miei familiari? Sì, puoi portare in detrazione le spese mediche sostenute per i familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli, genitori, etc.). Le spese devono essere documentate con fatture o ricevute intestate al familiare, ma possono essere pagate da te.2. Gli occhiali da vista sono sempre detraibili?Sì, le spese per occhiali da vista e lenti a contatto sono detraibili al 19%, purché documentate con fattura o scontrino parlante che riporti il codice fiscale. Non è necessaria la prescrizione medica.3. Posso pagare in contanti le visite mediche private?No, dal 2020 le visite mediche private devono essere pagate con strumenti tracciabili (carta, bonifico, assegno). Il pagamento in contanti non consente la detrazione, tranne per le prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate SSN.4. Le prestazioni del fisioterapista sono detraibili?Sì, le prestazioni fisioterapiche sono detraibili se rese da professionisti abilitati (iscritti all’albo). È necessaria la fattura con descrizione della prestazione e pagamento tracciabile.5. Posso detrarre le spese per la palestra o piscina?No, le spese per attività sportive generiche (abbonamento palestra, piscina) non sono detraibili come spese sanitarie, salvo che si tratti di prestazioni riabilitative prescritte dal medico e rese da strutture sanitarie autorizzate.6. Cosa succede se dimentico di inserire una spesa nel 730?Puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre dell’anno successivo, oppure un modello Redditi integrativo entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno seguente. In alternativa, puoi riportare la spesa negli anni successivi se si tratta di oneri pluriennali.Hai Bisogno di Aiuto con il tuo 730?Compilare correttamente il modello 730 e massimizzare le detrazioni fiscali può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Verificare tutte le spese sanitarie detraibiliCompilare e inviare il tuo 730 in modo correttoIndividuare tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai dirittoEvitare errori che potrebbero causare accertamenti fiscaliPrenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine:📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine📞 Telefono: 0432 1638640📱 WhatsApp: 366 6018121✉️ Email: info@centrofiscale.comIl nostro team di esperti fiscalisti ti aiuterà a ottenere il massimo rimborso fiscale e a compilare il 730 in totale sicurezza e tranquillità.Leggi anche730 Precompilato 2026: Come Accedere, Modificare e Inviare O…Spese Funebri Detraibili 2026: Importo Massimo e Come Detrar…Spese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco Completo e Come Inse…Errori Comuni 730 2026 Come EvitarliMaggio 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-08 09:00:002026-05-31 17:56:07Spese Mediche Detraibili 730 2026: Checklist Completa
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOCome Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026Indice dei contenutiQuando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPSProcedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)Variazione tramite app INPS MobileRichiesta tramite patronato o CAFContact Center INPS: numero 803 164Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarloTempistiche di attivazione del nuovo IBANCosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e erratoLimiti di importo e conto cointestatoConto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenzeDocumenti necessari per la variazioneErrori comuni e come evitarliDomande frequentiCambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPSEsistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditatoCambio di banca per spese di gestione più basse o servizi miglioriPassaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestatoTrasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeoDecesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionatoPerdita o furto del libretto postale nominativoIn tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso. Variazione tramite app INPS MobileL’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibileAccedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBANConferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocolloL’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento. Richiesta tramite patronato o CAFPer chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazioneMonitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalieAssistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiestoComunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalieDocumenti da portare in sede:Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)Codice fiscale (tesserino o certificato)Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi. Contact Center INPS: numero 803 164Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).Come funziona la procedura telefonica:Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulareScegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocaleL’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensioneComunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattereRichiedi il numero di protocollo della richiesta come confermaLimitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarloIl modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.Quando si usa il modello AP04:Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartaceaQuando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematicaIn caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPSPer pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato esteroIn presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntivaCome si compila il modello AP04:Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenzaSezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionisticoSezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del contoFirma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazioneIn caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del deleganteIl modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato. Tempistiche di attivazione del nuovo IBANUna delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:Canale di richiestaTempi di attivazioneNotePortale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiestaApp INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura webPatronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale onlineContact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manualeModulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territorialeCosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e erratoSe dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:Pagamento su IBAN sbagliato o inesistenteSe l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenzaL’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzioneConserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuatePagamento su IBAN di altro soggettoIn rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPSContattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle sommeIn caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivoPagamento non arriva: altri motivi possibiliSe la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrataVariazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedenteSospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS Limiti di importo e conto cointestatoUna questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.Soglia dei 1.000 euro e conto intestatoIn base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.In pratica:Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestatoPensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionatoPer pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinarioAttenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.Carte prepagate con IBAN cointestatoAlcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenzeL’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazioneConto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/meseLibretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionatoConto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/meseCarta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionatoNota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.Documenti necessari per la variazioneIndipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaportoCodice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscaleCodice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportelloProva di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenzialePer la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano. Errori comuni e come evitarliEcco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS. Come fare in modo che vada tutto liscioCambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPSQuanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.Hai bisogno di assistenza per cambiare IBAN pensione INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-04 06:00:002026-09-30 08:02:33Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineSe percepisci una pensione bassa in Friuli Venezia Giulia, potresti avere diritto a una serie di integrazioni che vanno ben oltre il trattamento minimo INPS. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-04 06:00:002026-09-30 08:02:33Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione Anticipata
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineSe percepisci una pensione bassa in Friuli Venezia Giulia, potresti avere diritto a una serie di integrazioni che vanno ben oltre il trattamento minimo INPS. Molti… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-02 09:00:002026-08-17 11:02:44Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione Anticipata Lavori Gravosi 2026: Requisiti e AttivitàQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 06:00:002026-09-30 08:02:46Pensione Anticipata Lavori Gravosi 2026: Requisiti e Attività
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per casoIndice dei contenutiQuando arriva il rimborso IRPEF dal 730?Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’impostaCalendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle EntrateRimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e comeSoglie e importi minimi per il rimborso in busta pagaIl rimborso non arriva: cosa fareCome verificare lo stato del rimborsoDomande frequenti sui rimborsi IRPEFHai presentato il Modello 730/2026 e stai aspettando il rimborso IRPEF? Le tempistiche variano sensibilmente in base alla tua situazione: se sei un lavoratore dipendente, un pensionato o un contribuente senza sostituto d’imposta. Questo articolo ti fornisce il calendario completo dei pagamenti caso per caso, con le date ufficiali, le soglie di rimborso diretto e le procedure da seguire se l’accredito non dovesse arrivare nei tempi previsti. Tutte le informazioni sono aggiornate alle normative vigenti per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 2026).📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?Il rimborso IRPEF derivante dal Modello 730 non segue un’unica data fissa: il momento dell’accredito dipende da chi funge da sostituto d’imposta e dalla data in cui il contribuente ha trasmesso la dichiarazione. Il meccanismo e disciplinato dal D.P.R. 600/1973 e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) riceve i dati del 730 elaborato dal CAF o dal professionista abilitato, effettua i calcoli e riversa nel cedolino stipendio o nel rateo di pensione le somme a credito o a debito del contribuente. Quando invece il contribuente non ha un sostituto d’imposta attivo, entra in gioco l’Agenzia delle Entrate, che eroga il rimborso direttamente sul conto corrente bancario o postale.I tre scenari principali da conoscere:Lavoratore dipendente con sostituto attivo: il rimborso arriva in busta paga, tipicamente da luglio a dicembre, in base alla data di trasmissione del 730.Pensionato (sostituto INPS o altro ente): il rimborso arriva nel rateo di pensione, con un calendario che parte da agosto.Contribuente senza sostituto o con sostituto non attivo: il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con accredito bancario o postale entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione. Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’impostaPer i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF o professionista abilitato, il calendario dei rimborsi segue le scadenze di trasmissione telematica delle dichiarazioni. Il sostituto d’imposta riceve le risultanze entro determinate date e provvede al conguaglio nel cedolino successivo.Secondo le istruzioni ministeriali e il D.M. 31 maggio 1999 (e successive modifiche), il calendario standard prevede:Data trasmissione 730 dal CAFMese rimborso in busta pagaNoteEntro il 15 giugno 2026Luglio 2026Cedolino di luglioDal 16 al 23 luglio 2026Agosto 2026Cedolino di agosto o settembreDal 24 luglio al 15 settembre 2026Settembre 2026Cedolino di settembreDal 16 settembre al 15 ottobre 2026Ottobre 2026Cedolino di ottobreDal 16 ottobre al 15 novembre 2026Novembre 2026Cedolino di novembreDal 16 novembre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Cedolino di dicembreImportante: il sostituto d’imposta che riceve le risultanze del 730 entro il 30 novembre e tenuto ad effettuare il rimborso (o la trattenuta, in caso di saldo a debito) nella prima retribuzione utile successiva alla ricezione dei dati. Se il credito supera i 4.000 euro, il sostituto puo effettuare i controlli necessari prima di procedere all’erogazione, con possibile slittamento dei tempi.Nel caso di dichiarazione congiunta, il rimborso viene liquidato al dichiarante principale attraverso il suo sostituto d’imposta, mentre le ritenute aggiuntive eventualmente dovute dal coniuge dichiarante vengono trattenute dal sostituto del coniuge stesso. Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)I pensionati che presentano il 730 con l’INPS (o altro ente previdenziale) come sostituto d’imposta seguono un calendario leggermente differente rispetto ai lavoratori dipendenti. L’INPS elabora i dati e riversa il rimborso nel rateo mensile di pensione.Le date indicative per i pensionati sono:Data trasmissione 730Mese rimborso nella pensioneNoteEntro il 15 giugno 2026Agosto 2026Rateo agosto (slittamento di 1 mese rispetto ai dipendenti)Dal 16 al 23 luglio 2026Settembre 2026Rateo settembreDal 24 luglio al 15 settembre 2026Ottobre 2026Rateo ottobreDal 16 settembre al 15 ottobre 2026Novembre 2026Rateo novembreDal 16 ottobre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Rateo dicembreLo slittamento di un mese rispetto ai dipendenti e dovuto ai tempi tecnici necessari all’INPS per elaborare le risultanze e aggiungerle al trattamento pensionistico. In caso di credito superiore a 4.000 euro, anche l’INPS puo effettuare verifiche supplementari prima di procedere all’accredito.Esempio pratico: un pensionato che consegna la documentazione al CAF entro il 10 giugno 2026 ricevera il rimborso IRPEF nel rateo di pensione di agosto 2026. Se invece consegna i documenti il 20 luglio, dovra attendere settembre 2026. Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succedeUna categoria che spesso si trova in difficolta con i rimborsi e quella dei contribuenti che presentano il 730 senza sostituto d’imposta oppure con un sostituto d’imposta che al momento del conguaglio non e piu attivo (ad esempio perche si e cessato il rapporto di lavoro). In questi casi, il meccanismo ordinario non e applicabile e il rimborso segue una procedura alternativa.Le situazioni piu frequenti che portano a questa condizione sono:Lavoratori che hanno perso il lavoro tra la presentazione del 730 e il periodo del conguaglio (luglio-agosto).Lavoratori con contratti a termine scaduti prima del conguaglio.Contribuenti con redditi da lavoro autonomo occasionale che non hanno un sostituto che trattiene le ritenute d’acconto.Eredi che dichiarano i redditi del de cuius tramite 730.Lavoratori trasferiti all’estero senza un sostituto italiano attivo.In tutti questi casi, il contribuente deve indicare nel 730 il codice fiscale del sostituto d’imposta che non effettuera il conguaglio (campo apposito nel frontespizio) oppure indicare che non ha un sostituto d’imposta. Il rimborso sara allora erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. 730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle EntrateQuando il sostituto d’imposta non puo effettuare il conguaglio, l’Agenzia delle Entrate riceve le risultanze del 730 direttamente dal CAF o dal professionista e provvede a erogare il rimborso in autonomia. Questa procedura e disciplinata dall’articolo 37, comma 2-bis del D.Lgs. 241/1997.Il contribuente in questa situazione deve assicurarsi di:Avere un conto corrente bancario o postale intestato (o cointestato) e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi telematici (IBAN).Verificare che l’IBAN sia correttamente registrato nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Rimborsi fiscali”).In mancanza di IBAN comunicato, l’Agenzia delle Entrate invia un vaglia postale all’indirizzo di residenza del contribuente.Tempistiche: i rimborsi diretti dell’Agenzia delle Entrate vengono elaborati generalmente entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, per crediti di importo significativo o in presenza di anomalie, i tempi possono estendersi fino al primo semestre dell’anno successivo.Se hai spese mediche detraibili o altre detrazioni rilevanti che generano un credito IRPEF consistente, e particolarmente importante comunicare tempestivamente l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per velocizzare l’accredito. Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e comeAnche per i contribuenti che hanno un sostituto d’imposta regolarmente attivo, esistono casi in cui il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate anziche attraverso il cedolino. Questo accade quando:Il credito IRPEF e superiore a 4.000 euro e il sostituto ha effettuato i controlli richiesti per legge, decidendo di non anticipare il rimborso.La dichiarazione e stata presentata con 730 precompilato modificato che presenta elementi che richiedono verifica da parte dell’Agenzia.Il sostituto ha comunicato all’Agenzia delle Entrate di non poter effettuare il rimborso entro i termini previsti.In questi casi, l’Agenzia delle Entrate emette il rimborso entro 6 mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione o, se la dichiarazione e presentata entro tale termine, entro 6 mesi dalla data di presentazione stessa. Il rimborso e accreditato direttamente sul conto corrente del contribuente (se l’IBAN e registrato) o inviato tramite vaglia postale.Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate:Accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.Tramite il servizio “Rimborsi fiscali” disponibile nell’area riservata.Recandosi presso uno sportello CAF abilitato che puo effettuare la comunicazione in delega.Il Quadro F del Modello 730 contiene le informazioni sugli acconti gia versati e sui crediti residui: una lettura attenta di questo quadro ti permette di capire anticipatamente se il tuo credito supera le soglie che determinano l’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate. Soglie e importi minimi per il rimborso in busta pagaNon tutti i crediti IRPEF vengono rimborsati secondo le stesse modalita. La normativa fiscale prevede alcune soglie minime e massime che determinano le modalita e le tempistiche di rimborso.Crediti fino a 4.000 euroPer i crediti IRPEF fino a 4.000 euro, il sostituto d’imposta e tenuto a rimborsare l’intera somma direttamente in busta paga (o nel rateo di pensione) secondo il calendario standard. Non sono previsti controlli aggiuntivi e il rimborso avviene automaticamente nel mese di conguaglio.Crediti superiori a 4.000 euroPer i crediti superiori a 4.000 euro, l’articolo 1, comma 586 della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilita 2014) e la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 14 maggio 2013 prevedono che il sostituto d’imposta possa sospendere l’erogazione del rimborso per effettuare le verifiche del caso. In questo scenario:Il sostituto comunica la sospensione all’Agenzia delle Entrate entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio.L’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto.In caso di verifiche piu approfondite, i tempi possono estendersi ulteriormente.Crediti di importo minimo (sotto i 12 euro)L’articolo 1, comma 1 del D.P.R. n. 542/1999 stabilisce che non si da luogo al rimborso di crediti d’imposta di importo inferiore a 12 euro. Questo importo costituisce la soglia minima sotto la quale il rimborso non viene effettuato ne dal sostituto ne dall’Agenzia delle Entrate. Il credito si azzera senza rimborso. Il rimborso non arriva: cosa fareSe il rimborso IRPEF non arriva entro i termini previsti, e necessario seguire una procedura precisa per sbloccare la situazione. Ecco le azioni consigliate in ordine cronologico:1. Verifica il cedolino paga o il rateo di pensioneIl primo passo e controllare attentamente il proprio cedolino stipendio o il prospetto pensione del mese in cui il rimborso avrebbe dovuto essere accreditato. Il rimborso compare come voce specifica “Conguaglio fiscale a credito” o similare. In alcuni casi e gia stato erogato ma non immediatamente riconoscibile.2. Contatta il sostituto d’impostaSe il cedolino non riporta alcun conguaglio positivo, contatta l’ufficio paghe del tuo datore di lavoro o il patronato INPS (se sei pensionato). Chiedi conferma di aver ricevuto il risultato contabile del tuo 730 e di aver effettuato (o pianificato) il conguaglio.3. Contatta il CAF o il professionista che ha elaborato il 730Il CAF o il professionista abilitato che ha presentato il tuo 730 puo verificare la data di trasmissione telematica della dichiarazione e confermare che sia avvenuta correttamente. Puo anche verificare se il risultato contabile e stato correttamente trasmesso al sostituto d’imposta.4. Verifica il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle EntrateAccedendo al Cassetto Fiscale sul portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, puoi visualizzare lo stato del tuo rimborso nella sezione “Rimborsi”. Il sistema mostra se il rimborso e stato emesso, la data prevista di accredito e l’eventuale stato di lavorazione.5. Presenta istanza di rimborsoSe sono trascorsi tutti i termini previsti e il rimborso non e ancora arrivato, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate tramite:Il modello telematico disponibile nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.Presentazione cartacea presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (quello della provincia di domicilio fiscale).Tramite il proprio CAF con delega all’assistenza post-dichiarativa. Come verificare lo stato del rimborsoL’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti diversi strumenti per monitorare lo stato dei rimborsi fiscali in tempo reale. Ecco come utilizzarli:Area riservata portale Agenzia delle EntrateAccedendo con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Rimborsi” trovi:L’elenco di tutti i rimborsi richiesti o in elaborazione.Lo stato attuale (in elaborazione, da pagare, pagato).La data prevista o effettiva di accredito.L’eventuale richiesta di integrazione documentale da parte dell’Agenzia.App IO e Fatture e CorrispettiviTramite l’App IO (quella del Governo) e l’app Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, e possibile ricevere notifiche in tempo reale sullo stato del rimborso e sull’accredito bancario, previa registrazione e abbinamento del proprio IBAN.Numero verde Agenzia delle EntrateIl numero verde 800.909.696 dell’Agenzia delle Entrate (gratuito da rete fissa) e il 06 96668907 (da cellulare, a pagamento) permettono di parlare con un operatore che puo fornire informazioni sullo stato del proprio rimborso, previa identificazione con codice fiscale.Il servizio telefonico e attivo dal lunedi al venerdi, dalle 9:00 alle 17:00.Sportello CAFIl tuo CAF di riferimento puo effettuare verifiche nell’area riservata in tua delega e comunicarti lo stato del rimborso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio di assistenza post-dichiarativa a tutti i propri assistiti che hanno presentato il 730 tramite il nostro sportello. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Riepilogo: il calendario completo caso per casoRiepiloghiamo in una tabella unica il calendario completo dei rimborsi IRPEF da 730/2026 per tutti i casi possibili, cosi da avere un riferimento chiaro e immediato:Tipologia contribuenteSostituto d’impostaData consegna 730Mese rimborsoLavoratore dipendenteDatore di lavoroEntro 15 giugno 2026Luglio 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 giugno – 23 luglio 2026Agosto/Settembre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro24 luglio – 15 settembre 2026Settembre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 settembre – 15 ottobre 2026Ottobre 2026Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 ottobre – 30 novembre 2026Novembre/Dicembre 2026PensionatoINPS/Ente prev.Entro 15 giugno 2026Agosto 2026PensionatoINPS/Ente prev.16 giugno – 23 luglio 2026Settembre 2026PensionatoINPS/Ente prev.24 luglio – 30 novembre 2026Ottobre/Dicembre 2026Senza sostituto / sostituto non attivoAgenzia delle EntrateQualsiasi dataEntro dicembre 2026Credito > 4.000 euro (qualsiasi)AE (dopo verifica)Qualsiasi dataEntro 6 mesi dalla sospensionePresentare il Modello 730/2026 il prima possibile, possibilmente entro il 15 giugno, garantisce di ricevere il rimborso nel mese di luglio (per i dipendenti) o agosto (per i pensionati), evitando attese prolungate. Un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a ottimizzare la dichiarazione e a raccogliere tutta la documentazione necessaria per massimizzare le detrazioni e velocizzare i tempi di rimborso.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sui Rimborsi IRPEF dal 730/2026Quando arriva il rimborso IRPEF per un lavoratore dipendente che consegna il 730 entro giugno?Un lavoratore dipendente che consegna la documentazione al CAF entro il 15 giugno 2026 riceve il rimborso IRPEF gia nel cedolino paga di luglio 2026. E il caso piu veloce e si ottiene presentando la dichiarazione il prima possibile.I pensionati ricevono il rimborso 730 nello stesso mese dei lavoratori?No, i pensionati ricevono il rimborso con uno slittamento di un mese rispetto ai dipendenti. Se un dipendente riceve il conguaglio a luglio, il pensionato lo riceve ad agosto. Questo e dovuto ai tempi tecnici di elaborazione dell’INPS o dell’ente previdenziale sostituto.Cosa succede se il rimborso supera 4.000 euro?Se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, il sostituto d’imposta puo sospendere il rimborso e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima effettua le verifiche necessarie e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto. Il rimborso arriva quindi sul conto corrente comunicato all’Agenzia.Ho perso il lavoro dopo aver presentato il 730: come ricevo il rimborso?Se al momento del conguaglio non hai piu un sostituto d’imposta attivo, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente. Devi assicurarti di aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia tramite il portale agenziaentrate.gov.it oppure tramite il CAF. Il rimborso arriva generalmente entro dicembre dell’anno di presentazione.Come posso verificare se l’Agenzia delle Entrate ha gia emesso il mio rimborso?Puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione Rimborsi. In alternativa, puoi chiamare il numero verde 800.909.696 (gratuito da rete fissa) oppure rivolgerti al CAF che ha elaborato il tuo 730, che puo effettuare la verifica in tua delega.Hai bisogno di aiuto con il Modello 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le fasi della dichiarazione dei redditi: dalla raccolta documenti alla trasmissione telematica, fino alla verifica dei rimborsi IRPEF.I nostri servizi per il Modello 730/2026:Elaborazione dichiarazione dei redditi con verifica di tutte le detrazioni spettantiAssistenza per contribuenti senza sostituto e comunicazione IBAN ad Agenzia delle EntrateVerifica stato rimborsi e assistenza post-dichiarativaDichiarazione congiunta per coppie e conviventiGestione spese detraibili: mediche, universitarie, ristrutturazioni, mutuiContattaci subito per un appuntamento:Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist CompletaDICHIARAZIONE DEI REDDITI Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaDichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 13:00:442026-05-31 14:12:41Rimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per caso
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. Il 730/2027, infatti, riguarda i redditi e le spese del 2026: una volta passata la mezzanotte del… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaDichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla
CAF, CRIPTOVALUTEISEE 2026 e Criptovalute: Le Novita della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza MediaLa Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2024) ha introdotto cambiamenti significativi nel modo in cui le criptovalute devono essere dichiarate nell’ISEE. Per la prima volta in modo organico, la normativa impone ai possessori di asset digitali — Bitcoin, Ethereum, stablecoin e qualsiasi altra criptovaluta — di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sia il saldo al 31 dicembre dell’anno precedente sia la giacenza media annua del portafoglio crypto. Questa novita non e banale: cambia le soglie ISEE di milioni di famiglie italiane che detengono asset digitali, con riflessi diretti su bonus, agevolazioni fiscali, rette universitarie, assegni di cura e prestazioni sociali legate all’indicatore economico. In questa guida il CAF Centro Fiscale di Udine analizza punto per punto le novita, spiega come calcolare correttamente i valori da indicare nella DSU e illustra le sanzioni previste per chi omette la dichiarazione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2026 alla DSUCosa sono le criptovalute nel contesto ISEE: definizione e perimetroIl saldo al 31 dicembre: come si calcola e cosa dichiarareLa giacenza media annua: metodo di calcolo e fonte dei datiL’impatto sulle soglie ISEE: bonus e prestazioni a rischioDove dichiarare le criptovalute nella DSU: quadro FC3 e FC7ISEE precompilato 2026 e crypto: cosa cambia con il DAC8Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione nella DSUEsempi pratici: come calcolare saldo e giacenza mediaIl ruolo del CAF nella compilazione della DSU con criptovaluteDomande frequenti su ISEE 2026 e criptovaluteIl quadro normativo: dalla Legge di Bilancio 2026 alla DSUIl percorso normativo che ha portato all’obbligo di dichiarare le criptovalute nell’ISEE parte da lontano, ma si consolida con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2024, pubblicata in GU Serie Generale n. 305 del 31 dicembre 2024). Prima di questa legge, la disciplina degli asset digitali nel quadro ISEE era frammentaria e di difficile applicazione pratica: mancavano indicazioni operative su come valorizzare un portafoglio crypto ai fini della DSU.Il DPCM 159/2013, che costituisce il regolamento ISEE di riferimento, definisce l’indicatore economico sulla base di tre componenti: reddito complessivo, patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare. Le criptovalute rientrano nel patrimonio mobiliare — analogamente a titoli, obbligazioni, fondi e conti correnti — ma fino al 2025 la loro valorizzazione nella DSU non era normata in modo preciso. Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore ha colmato questa lacuna, introducendo due grandezze specifiche per le cripto-attivita:Il valore del portafoglio al 31 dicembre dell’anno di riferimento (c.d. saldo di fine anno)La giacenza media annua, calcolata come media aritmetica dei saldi giornalieri o di fine mese nel corso dell’annoQueste due grandezze entrano nel calcolo del patrimonio mobiliare netto che concorre alla determinazione dell’ISEE. Il criterio della giacenza media era gia in uso per i conti correnti bancari e postali (introdotto dal Decreto Legge n. 78/2010, art. 11-bis) e ora viene esteso anche agli asset digitali, creando una simmetria tra prodotti finanziari tradizionali e nuovi strumenti digitali. Cosa sono le criptovalute nel contesto ISEE: definizione e perimetroAi fini della dichiarazione ISEE 2026, per cripto-attivita si intende qualsiasi rappresentazione digitale di valore o di diritti che puo essere trasferita e memorizzata elettronicamente utilizzando la tecnologia a registro distribuito (DLT, Distributed Ledger Technology), inclusa la blockchain. La definizione, coerente con quella adottata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) all’art. 67, comma 1, lettera c-sexies, include:Criptovalute: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Litecoin (LTC), Solana (SOL) e qualsiasi altra valuta digitale decentralizzataStablecoin: come USDT (Tether), USDC, DAI — asset digitali ancorati al valore di valute fiat o materie primeToken di governance e utility token scambiabili su exchangeNFT (Non-Fungible Token) con valore di mercato determinabileCriptovalute derivanti da mining, staking o yield farmingNon rientrano nella definizione gli asset digitali che non hanno un mercato liquido e il cui valore non e determinabile in modo affidabile alla data del 31 dicembre. Tuttavia, la prudenza suggerisce di segnalare anche questi asset al CAF per una valutazione caso per caso.Il perimetro dell’obbligo dichiarativo comprende tutti i wallet — sia custodial (exchange centralizzati come Coinbase, Binance, Kraken) sia non-custodial (Metamask, Ledger, Trezor) — e anche i portafogli su piattaforme DeFi (Uniswap, Aave, Compound). La distinzione tra wallet custodial e non-custodial e rilevante ai fini del quadro RW e del Quadro W del modello dichiarativo, ma ai fini ISEE entrambe le tipologie concorrono al calcolo del patrimonio mobiliare. Il saldo al 31 dicembre: come si calcola e cosa dichiarareIl saldo al 31 dicembre dell’anno di riferimento rappresenta il valore di mercato in euro dell’intero portafoglio crypto alla data di chiusura dell’anno. Per la DSU 2026 (che prende a riferimento l’anno d’imposta 2024), il saldo da dichiarare e quello al 31 dicembre 2024. Per la DSU 2027 sara il 31 dicembre 2025, e cosi via.Come si calcola il saldo al 31 dicembre:Recupera l’elenco di tutti gli asset digitali detenuti nei tuoi wallet al 31 dicembre dell’anno di riferimentoDetermina il prezzo di mercato di ciascun asset in euro al 31 dicembre. Fonti attendibili: CoinMarketCap, CoinGecko, prezzi di chiusura degli exchange regolamentatiMoltiplica la quantita di ogni asset per il suo prezzo in euro al 31 dicembreSomma tutti i valori per ottenere il valore totale del portafoglio in euroDocumenti utili per il calcolo:Estratto conto dell’exchange al 31 dicembre (scaricabile dal pannello “Reports” o “Tax Documents” degli exchange come Coinbase, Binance, Kraken)Screenshot del wallet con data e valore in euro visibile al 31 dicembreReport fiscale generato da software come Koinly, CryptoTax, Blockpit che attestano il valore del portafoglio a una data specificaPrezzi ufficiali da fonti attendibili come il tasso di cambio pubblicato dalla Banca d’Italia (per le principali criptovalute) o i prezzi di chiusura di exchange regolamentatiUn punto critico: la valorizzazione degli NFT. Per questi asset, il valore di mercato al 31 dicembre puo essere difficile da determinare in assenza di transazioni recenti comparabili. In questi casi, si applica il principio della prudenza: se il valore e incerto, si puo indicare il valore di acquisto o il valore di listino su piattaforme come OpenSea alla data di riferimento. Raccomandiamo di conservare tutta la documentazione a supporto della valorizzazione adottata. La giacenza media annua: metodo di calcolo e fonte dei datiLa giacenza media annua delle criptovalute e una delle novita piu rilevanti della Legge di Bilancio 2026 per il calcolo dell’ISEE. Questo indicatore, gia familiare per i conti correnti bancari, viene applicato per la prima volta in modo sistematico anche agli asset digitali.Cos’e la giacenza media annua: e la media matematica dei saldi giornalieri (o mensili, in assenza di dati giornalieri) del portafoglio crypto durante l’intero anno di riferimento. In formula:Giacenza media = Somma dei saldi giornalieri in euro / Numero di giorni dell’anno (365 o 366)Metodo di calcolo passo per passo:Esporta lo storico completo delle transazioni dall’exchange o wallet per l’intero anno (1° gennaio – 31 dicembre 2024)Ricostruisci il saldo giornaliero del portafoglio in euro per ogni giorno dell’anno, applicando i prezzi di mercato di ciascun giornoSomma tutti i 365 (o 366) saldi giornalieriDividi per il numero di giorni dell’anno per ottenere la giacenza mediaStrumenti per il calcolo della giacenza media:Software di crypto tax: Koinly, CryptoTax Calculator, Blockpit — questi tool calcolano automaticamente la giacenza media annua esportando un report specifico per la dichiarazione fiscale italianaReport fiscale degli exchange: Binance, Coinbase e Kraken offrono report fiscali annuali che includono il calcolo della giacenza media in euroCalcolo manuale con foglio di calcolo (Excel/Google Sheets): importando lo storico prezzi da CoinGecko e lo storico transazioni dall’exchangeAttenzione al fenomeno della volatilita: la giacenza media puo differire significativamente dal saldo al 31 dicembre a causa della volatilita tipica delle criptovalute. Per esempio, se hai detenuto 1 BTC per tutto il 2024, il tuo saldo al 31 dicembre 2024 era di circa 86.000 euro (al prezzo di chiusura), ma la tua giacenza media annua potrebbe essere stata piu bassa (intorno a 55.000-60.000 euro) a causa dei prezzi piu bassi nella prima parte dell’anno. La DSU richiede la dichiarazione di entrambe le grandezze. L’impatto sulle soglie ISEE: bonus e prestazioni a rischioL’inclusione della giacenza media delle criptovalute nel calcolo dell’ISEE puo avere conseguenze rilevanti per le famiglie che detengono asset digitali significativi. L’ISEE e lo strumento utilizzato per accedere a decine di misure di sostegno: un suo aumento — dovuto alla corretta dichiarazione delle crypto — puo far perdere l’accesso a numerosi benefici.Principali prestazioni con soglie ISEE (anno 2026):PrestazioneSoglia ISEE massimaImporto/BeneficioAssegno Unico Universale (importo massimo)15.000 euro199,40 euro/mese per figlioBonus Asilo Nido (massima agevolazione)25.000 euro3.000 euro annuiReddito di Inclusione (MIA)10.140 euroVariabile per nucleoAgevolazioni universitarie (esonero tasse)24.335 euroEsonero totaleBonus bollette luce e gas9.530 euro (fino a 3 figli)Sconto in bollettaNASPI agevolata (senza decurtazione)Regole specifiche INPSIndennita pienaPrestazioni INPS per disabiliVaria per prestazioneVariaAgevolazioni rette asili nido comunaliDefinita dal comuneRiduzione rettaEsempio pratico di impatto: Una famiglia con ISEE di 22.000 euro (al netto delle crypto) che detiene un portafoglio crypto con giacenza media di 8.000 euro vedra il proprio ISEE salire a circa 23.800 euro (la componente mobiliare e moltiplicata per il coefficiente ISEE di 0,20 e poi divisa per il numero di componenti corretto dalla scala di equivalenza — ma la giacenza media si aggiunge al patrimonio mobiliare lordo che a sua volta impatta il denominatore). Questo puo portare alla perdita dell’accesso a determinati scaglioni di agevolazione per il Bonus Nido o per le tasse universitarie ridotte.Per approfondire come si calcola l’ISEE 2026 con le criptovalute e come compilare correttamente la DSU, puoi leggere la nostra guida completa dedicata. Ricorda che anche le prestazioni legate alla NASPI e ai bonus mamme possono essere influenzate da un ISEE piu elevato. Dove dichiarare le criptovalute nella DSU: quadro FC3 e FC7La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e il documento attraverso cui i nuclei familiari comunicano la propria situazione economica per ottenere l’ISEE. Con le novita della Legge di Bilancio 2026, le criptovalute vanno dichiarate in specifici quadri della DSU.Quadro FC3: Il patrimonio mobiliareIl Quadro FC3 della DSU raccoglie le informazioni sul patrimonio mobiliare di ogni componente del nucleo familiare. E qui che vanno dichiarate le criptovalute. In particolare, bisogna indicare:Valore del portafoglio crypto al 31 dicembre dell’anno di riferimento (in euro, arrotondato all’unita)Giacenza media annua delle cripto-attivita (in euro, calcolata come descritto nel paragrafo precedente)Questi dati si affiancano agli altri elementi del patrimonio mobiliare gia presenti nel Quadro FC3: conti correnti (saldo e giacenza media), titoli di Stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni e polizze vita.Quadro FC7: I redditi esenti e le componenti aggiuntiveIl Quadro FC7 puo essere rilevante per chi ha realizzato plusvalenze da criptovalute durante l’anno. Le plusvalenze da cripto-attivita che non sono gia incluse nel reddito complessivo IRPEF — per esempio perche assoggettate a imposta sostitutiva — possono dover essere indicate separatamente in questo quadro, a seconda delle istruzioni INPS in vigore per la specifica annualita.Differenza fondamentale tra DSU e dichiarazione dei redditi: mentre nel 730 o nel Modello Redditi, le criptovalute vanno dichiarate nel Quadro W (per le cripto-attivita) e nel quadro RW (per i wallet presso operatori esteri), nella DSU l’attenzione si sposta sul patrimonio detenuto e sulla sua media nel tempo, non sulle sole operazioni imponibili realizzate durante l’anno.ISEE precompilato e il ruolo dell’Agenzia delle EntrateCon l’introduzione dell’ISEE precompilato (disponibile dal 2020 e progressivamente esteso), l’INPS precarica nella DSU i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, incluse le informazioni sulle criptovalute dichiarate nel Quadro W della dichiarazione dei redditi. Questo significa che, se hai correttamente dichiarato le tue criptovalute nel modello 730 o nel Modello Redditi dell’anno precedente, questi dati potrebbero essere gia presenti nella tua DSU precompilata. Tuttavia, il contribuente deve sempre verificare e integrare i dati precompilati, che potrebbero essere incompleti o non aggiornati. ISEE precompilato 2026 e crypto: cosa cambia con il DAC8La Direttiva DAC8 dell’Unione Europea — recepita in Italia con il D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 221 — introduce l’obbligo per gli exchange di criptovalute operanti nell’UE di comunicare alle autorita fiscali nazionali i dati delle operazioni effettuate dai propri clienti residenti. Questa direttiva e il vero fattore di cambiamento che rende inevitabile la corretta dichiarazione delle criptovalute anche ai fini ISEE.Cosa prevede la DAC8 in pratica:Gli exchange autorizzati nell’UE (tra cui Coinbase Europe, Crypto.com, Binance EU) devono comunicare all’Agenzia delle Entrate italiana i dati di ogni utente residente in Italia: numero di transazioni, valore totale acquisti e vendite, saldo del portafoglio, proventi da staking e interessiLe comunicazioni coprono i dati a partire dal 1° gennaio 2026 (per il primo reporting riferito all’anno 2025)L’Agenzia delle Entrate userebbe questi dati per alimentare sia la dichiarazione precompilata che l’ISEE precompilatoGli exchange extra-UE non sono soggetti alla DAC8, ma possono essere soggetti ad accordi bilaterali di scambio informazioni (FATCA, CRS)Implicazioni pratiche per il 2026: chi ha sempre omesso la dichiarazione delle criptovalute — sia nella dichiarazione dei redditi che nella DSU per l’ISEE — deve aspettarsi che l’Agenzia delle Entrate e l’INPS dispongano di informazioni sempre piu complete sui portafogli crypto. Il rischio di discrepanze tra la DSU presentata e i dati in possesso dell’amministrazione finanziaria diventa concreto e le conseguenze — tra sanzioni e decadenza dai benefici — possono essere significative.Per approfondire gli impatti del DAC8 sulle criptovalute 2026 e come questo cambia i controlli dell’Agenzia delle Entrate, leggi la nostra guida dedicata. Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione nella DSUOmettere o dichiarare in modo infedele le criptovalute nella DSU non e senza conseguenze. La normativa prevede un doppio sistema sanzionatorio: quello civilistico-amministrativo legato alla DSU e quello penale tributario per le violazioni piu gravi.Sanzioni amministrative per DSU infedeleIl D.Lgs. 109/1998 e il DPCM 159/2013 prevedono le seguenti conseguenze per la presentazione di una DSU con dati falsi o omessi:Decadenza immediata dal beneficio percepito in base all’ISEE falsamente calcolato, con obbligo di restituzione di tutte le somme indebitamente percepiteSanzione da 500 a 5.164 euro per dichiarazione mendace (art. 76 del DPR 445/2000, applicato tramite il DPCM 159/2013)Esclusione per 10 anni dalla possibilita di presentare una nuova DSU, in casi gravi di dichiarazione fraudolentaSegnalazione all’autorita giudiziaria per i reati di falso in atto pubblico (art. 483 c.p.) nei casi piu graviSanzioni per omessa dichiarazione delle criptovalute nella dichiarazione dei redditiSeparatamente dalla DSU, l’omessa dichiarazione delle criptovalute nel modello 730 o nel Modello Redditi comporta sanzioni specifiche previste dall’art. 5 del D.Lgs. 167/1990 (per il Quadro RW/W):Sanzione dal 3% al 15% del valore non dichiarato per omessa indicazione nel Quadro W/RW (importi detenuti presso intermediari esteri)Sanzione dal 6% al 30% se gli asset sono detenuti in paesi Black ListImposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze da criptovalute non dichiarate, oltre alle sanzioni per infedele dichiarazione (dal 90% al 180% dell’imposta dovuta)Per i dettagli sulla tassazione delle criptovalute 2026 e su come regolarizzare posizioni pregresse, consulta la nostra guida sulla tassazione crypto 2026. Esempi pratici: come calcolare saldo e giacenza mediaVediamo tre esempi concreti che illustrano come calcolare le grandezze da dichiarare nella DSU e quale impatto possono avere sull’ISEE.Esempio 1: Detentore di Bitcoin con portafoglio stabileSituazione: Mario detiene 0,5 BTC per tutto il 2024, senza effettuare acquisti o vendite.Prezzo BTC al 1° gennaio 2024: circa 42.000 USD = circa 38.500 euro (cambio 1,09)Prezzo BTC al 31 dicembre 2024: circa 94.000 USD = circa 86.200 euro (cambio 1,09)Prezzo medio BTC 2024: circa 62.000 USD = circa 56.880 euroCalcolo per la DSU:Saldo al 31 dicembre 2024: 0,5 x 86.200 = 43.100 euroGiacenza media annua 2024: 0,5 x 56.880 = 28.440 euroImpatto sull’ISEE: Supponendo un nucleo di 3 persone con patrimonio mobiliare precedente di 10.000 euro (conti correnti), l’aggiunta della giacenza media crypto porta il patrimonio mobiliare a 38.440 euro. La componente patrimoniale dell’ISEE calcolata su questo importo e di circa 3.844 euro aggiuntivi all’ISEE (applicando il coefficiente di 1/5 e la scala di equivalenza per 3 persone). Un aumento che puo spostare la famiglia sopra la soglia per alcune agevolazioni.Esempio 2: Portfolio diversificato con stablecoinSituazione: Laura detiene un portafoglio misto: 0,2 ETH + 1.000 USDT + 500 USDCETH al 31 dicembre 2024: circa 3.350 USD = circa 3.073 euro → 0,2 ETH = 614,60 euroUSDT al 31 dicembre 2024: 1.000 USD = circa 917 euro (al cambio 1,09)USDC al 31 dicembre 2024: 500 USD = circa 459 euroSaldo totale al 31/12: 614,60 + 917 + 459 = 1.990,60 euroData la stabilita delle stablecoin e la relativa bassa volatilita di ETH nel 2024, la giacenza media sara vicina al saldo di fine anno. In questo caso, l’impatto sull’ISEE e modesto: circa 398 euro aggiuntivi alla componente patrimoniale ISEE (1.990 x 0,20 = 398 euro, prima della scala di equivalenza).Esempio 3: Trading attivo durante l’annoSituazione: Francesco e un trader attivo: a inizio 2024 aveva 5.000 euro in crypto, a luglio 2024 il portafoglio era cresciuto a 18.000 euro, poi e sceso a 9.000 euro al 31 dicembre 2024.Saldo al 31 dicembre 2024: 9.000 euroGiacenza media stimata (approssimazione semestrale): (5.000 x 6 mesi + 18.000 x 3 mesi + 9.000 x 3 mesi) / 12 = (30.000 + 54.000 + 27.000) / 12 = 9.250 euroIn questo caso, la giacenza media (9.250 euro) e leggermente superiore al saldo di fine anno (9.000 euro). Entrambi i valori devono essere dichiarati. Francesco dovra anche dichiarare le plusvalenze realizzate durante le operazioni di trading nel Quadro W della dichiarazione dei redditi, con imposta sostitutiva al 26% (per operazioni ante Legge di Bilancio 2026) o al 33% (per operazioni post-entrata in vigore della nuova aliquota, a seconda delle disposizioni transitorie). Il ruolo del CAF nella compilazione della DSU con criptovaluteCompilare una DSU che include le criptovalute richiede competenze sia fiscali che tecniche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza professionale completa per guidare i propri clienti attraverso questo processo, minimizzando il rischio di errori e sanzioni.Cosa fa il CAF per teAnalisi della situazione crypto: il CAF raccoglie e verifica la documentazione relativa ai tuoi wallet (estratti conto exchange, report fiscali crypto)Calcolo del saldo al 31 dicembre: utilizziamo fonti ufficiali per la valorizzazione in euro di ogni assetCalcolo della giacenza media annua: elaboriamo i report degli exchange o dei software di crypto tax per determinare la giacenza media correttaCompilazione della DSU: inseriamo correttamente i dati nei quadri FC3 e FC7 della DSUCoordinamento con la dichiarazione dei redditi: assicuriamo coerenza tra DSU e dichiarazione fiscale (730/Modello Redditi), riducendo il rischio di discrepanze che potrebbero attirare controlliConsulenza personalizzata: spieghiamo l’impatto sull’ISEE e sulle prestazioni a cui hai diritto, consentendoti di pianificare in modo informatoDocumenti da portare al CAF per la DSU con criptovalute:Estratto conto o report fiscale di ogni exchange utilizzato (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.) per l’anno di riferimentoStorico delle transazioni in formato CSV o PDF scaricabile dal pannello utente dell’exchangeScreenshot del wallet non-custodial (Metamask, Ledger) con il saldo al 31 dicembre, in euroReport da software di crypto tax (Koinly, Blockpit, ecc.) se disponibileProva dell’identita degli asset (seed phrase NON necessaria: basta l’indirizzo pubblico del wallet)Il CAF Centro Fiscale e abilitato alla trasmissione telematica della DSU all’INPS. Puoi prenotare un appuntamento presso la nostra sede di Udine o contattarci per una consulenza preliminare via WhatsApp.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione: perche agire subitoLe novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’ISEE e le criptovalute segnano un punto di svolta: la regolarizzazione delle posizioni crypto non e piu una scelta ma un obbligo, e i controlli sono destinati ad aumentare grazie alla direttiva DAC8. Chi possiede criptovalute e ha diritto a prestazioni legate all’ISEE deve agire in modo proattivo:Raccogliere la documentazione relativa al proprio portafoglio crypto (estratti conto exchange, report fiscali)Calcolare correttamente sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annuaDichiarare entrambi i valori nella prossima DSU, evitando omissioni che potrebbero portare a sanzioni e revoca delle prestazioniVerificare l’impatto sull’ISEE e pianificare in anticipo eventuali aggiustamenti (per esempio, non accettare prestazioni a cui non si ha piu diritto con il nuovo ISEE corretto)Allineare la DSU con la dichiarazione dei redditi per evitare discrepanze che possono attirare controlliIl CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco in questo processo. Contattaci per prenotare un appuntamento o per una prima consulenza gratuita sulla tua situazione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti su ISEE 2026 e criptovaluteLe criptovalute vanno sempre dichiarate nella DSU per l’ISEE?Si, con la Legge di Bilancio 2026 tutte le cripto-attivita con valore di mercato determinabile devono essere dichiarate nella DSU. L’obbligo riguarda sia i wallet custodial (su exchange) sia i wallet non-custodial (hardware wallet, software wallet). Non ci sono soglie minime di esenzione: anche importi modesti devono essere indicati, sia come saldo al 31 dicembre che come giacenza media annua.Come si calcola la giacenza media annua delle criptovalute per l’ISEE?La giacenza media annua si calcola come media dei saldi giornalieri del portafoglio crypto, convertiti in euro al cambio del giorno. In pratica: si sommano tutti i saldi giornalieri in euro e si divide per 365 (o 366 per gli anni bisestili). Gli exchange e i software di crypto tax come Koinly o Blockpit possono generare automaticamente questo dato nel loro report fiscale annuale.Cosa succede se non dichiaro le criptovalute nella DSU?Omettere le criptovalute nella DSU e un’infedelta dichiarativa che comporta: decadenza dal beneficio percepito con obbligo di restituzione, sanzione da 500 a 5.164 euro, possibile segnalazione all’autorita giudiziaria. Inoltre, con la direttiva DAC8, gli exchange europei comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate, rendendo sempre piu probabile l’individuazione delle omissioni.Le stablecoin (USDT, USDC) vanno dichiarate nell’ISEE?Si, le stablecoin sono cripto-attivita a tutti gli effetti e devono essere dichiarate nella DSU. Il loro valore in euro e facilmente determinabile (essendo ancorate al dollaro o all’euro) e sia il saldo al 31 dicembre che la giacenza media annua devono essere indicati nel Quadro FC3 della DSU.Il CAF puo aiutarmi a compilare la DSU con le criptovalute?Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione della DSU con criptovalute. Il nostro team raccoglie la documentazione (estratti conto exchange, report fiscali crypto), calcola saldo al 31 dicembre e giacenza media annua, e compila correttamente tutti i quadri della DSU. Puoi prenotare un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattandoci via WhatsApp al 366 6018121.Richiedi Assistenza per la DSU con CriptovaluteIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a dichiarare correttamente le criptovalute nella DSU per l’ISEE 2026, calcolando saldo e giacenza media nel rispetto della Legge di Bilancio 2026.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, CRIPTOVALUTE Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 Dicembre La criptovalute chiusura anno 2026 non è un adempimento da fare a primavera: è una fase di pianificazione fiscale che si gioca tutta entro il 31 dicembre. Il motivo è semplice: il Fisco italiano scatta una vera e propria fotografia fiscale… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 18:00:002026-09-21 13:24:43Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 DicembreCAF, CRIPTOVALUTE Imposta sul Valore delle Cripto-Attività 2026: il 2 per Mille, Chi lo Paga, Calcolo su Wallet ed Exchange e Codici F24 L'imposta sul valore delle cripto-attività è la tassa patrimoniale annuale che colpisce chi detiene Bitcoin, Ethereum, stablecoin, token e NFT fuori dal circuito degli intermediari finanziari italiani. Non è la tassa sui guadagni: si paga… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-25 17:00:002026-09-18 19:24:35Imposta sul Valore delle Cripto-Attività 2026: il 2 per Mille, Chi lo Paga, Calcolo su Wallet ed Exchange e Codici F24CAF, CRIPTOVALUTE Regime Amministrato Crypto 2027: Guida ai 2 Regimi e al Quadro WRegime amministrato crypto o regime dichiarativo: come cambia la tassazione delle plusvalenze, quando l'exchange fa da sostituto d'imposta e quando il Quadro W resta obbligatorio. Guida pratica 2027. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 09:31:372026-09-23 09:01:10Regime Amministrato Crypto 2027: Guida ai 2 Regimi e al Quadro WCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/10/rivalutazione-criptovalute-18.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 12:00:442026-05-31 17:56:16ISEE 2026 e Criptovalute: Le Novita della Legge di Bilancio su Saldo e Giacenza Media
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CAFRegistrazione Contratto di Affitto 2026: Procedura e CostiLa registrazione contratto affitto è un adempimento obbligatorio per legge ogni volta che si stipula un contratto di locazione. Il locatore deve registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma, indipendentemente dall’importo del canone. In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo la procedura completa per registrare online tramite il modello RLI web, i documenti necessari, i costi da sostenere (imposta di registro, bollo e le esenzioni previste con la cedolare secca) e cosa succede in caso di mancata registrazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste proprietari e inquilini in tutte le fasi della registrazione. Indice dei contenutiObbligo di registrazione: chi deve farla e quandoProcedura online: registrazione con RLI webDocumenti necessari per la registrazioneCosti della registrazione: imposta di registro e bolloEsenzione con cedolare seccaRinnovi, proroghe e risoluzione anticipataSanzioni per mancata registrazioneDomande frequentiObbligo di registrazione: chi deve farla e quandoLa registrazione contratto affitto è obbligatoria per tutti i contratti di locazione con durata superiore a 30 giorni. L’obbligo ricade sul locatore (proprietario dell’immobile), che deve provvedere alla registrazione entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla data di decorrenza del contratto, se anteriore.L’obbligo sussiste sia per i contratti ad uso abitativo (4+4, 3+2, transitori, studenti) sia per quelli ad uso commerciale. L’unica eccezione riguarda i contratti di durata inferiore a 30 giorni nell’arco di un anno, per i quali la registrazione è facoltativa. Anche l’inquilino è solidalmente responsabile dell’obbligo di registrazione: questo significa che, se il proprietario non provvede, l’inquilino stesso può procedere alla registrazione per tutelare i propri diritti.Una volta registrato il contratto, il locatore deve comunicarne gli estremi all’inquilino e all’eventuale amministratore di condominio entro 60 giorni dalla registrazione. Procedura online: registrazione con RLI webIl modo più semplice e rapido per effettuare la registrazione contratto affitto è utilizzare il servizio RLI web dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS dal portale agenziaentrate.gov.it. La procedura si articola nei seguenti passaggi:Accedi al portale dell’Agenzia delle Entrate con le tue credenziali SPID, CIE o CNSSeleziona il servizio “RLI web” nella sezione “Servizi per” > “Registrazioni”Compila i dati del contratto: tipologia (libero 4+4, concordato 3+2, transitorio, ecc.), data stipula, data decorrenza, durata, canone annuoInserisci i dati catastali dell’immobile (Comune, foglio, particella, subalterno, categoria catastale)Inserisci i dati delle parti: locatore e conduttore con codici fiscaliIndica il regime fiscale scelto: IRPEF ordinaria oppure cedolare seccaAllega il contratto in formato PDF/A o TIF (massimo 5 MB)Calcola e paga le imposte: il sistema calcola automaticamente imposta di registro e bollo, pagabili con addebito su conto corrente (modello F24)Invia e conserva la ricevuta con il numero di registrazione assegnatoIn alternativa alla procedura online, è possibile registrare il contratto presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, portando due copie originali del contratto, il modello RLI cartaceo compilato e le ricevute di pagamento delle imposte (modello F24 Elide). Puoi anche delegare un intermediario abilitato o il CAF Centro Fiscale per la registrazione. Documenti necessari per la registrazionePer procedere alla registrazione contratto affitto occorre preparare i seguenti documenti:Contratto di locazione firmato da entrambe le parti (almeno 2 copie originali per la registrazione in ufficio, 1 PDF per la procedura online)Modello RLI compilato (generato automaticamente se si usa la procedura web)Documento di identità del richiedente la registrazioneCodice fiscale di locatore e conduttoreDati catastali dell’immobile: visura catastale con foglio, particella, subalterno, categoria e rendita catastalePlanimetria catastale (facoltativa, ma utile per verificare la corrispondenza)Attestazione di pagamento delle imposte (modello F24 Elide) se si registra in ufficioMarche da bollo da 16 euro ogni 4 pagine e ogni 100 righe di contratto (non necessarie con cedolare secca)Se il contratto prevede la cedolare secca, non servono né le marche da bollo né il pagamento dell’imposta di registro. Tuttavia, il contratto deve contenere la clausola di rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone comunicata all’inquilino con lettera raccomandata o PEC prima della registrazione. Costi della registrazione: imposta di registro e bolloI costi della registrazione contratto affitto variano in base al tipo di immobile e al regime fiscale scelto. Ecco nel dettaglio le voci di spesa principali con la tassazione IRPEF ordinaria:Voce di costoImportoNoteImposta di registro2% del canone annuo (minimo 67 euro)Per immobili ad uso abitativo. Per uso commerciale: 1%Imposta di bollo16 euro ogni 4 pagine e ogni 100 righeSi applica a ciascuna copia del contratto registrataTributi specialiVariabiliSolo per servizi aggiuntivi (copie conformi, certificati)L’imposta di registro è dovuta al momento della registrazione e poi ogni anno alla scadenza dell’annualità contrattuale, sempre nella misura del 2% del canone annuo con un minimo di 67 euro (che si applica solo alla prima registrazione). Il costo è ripartito in parti uguali tra locatore e inquilino, salvo diverso accordo nel contratto. È possibile pagare l’intera imposta di registro per tutta la durata del contratto in un’unica soluzione, ottenendo uno sconto calcolato in base al tasso legale di interesse.Per esempio, su un contratto 4+4 con canone annuo di 7.200 euro (600 euro al mese), l’imposta di registro annua è di 144 euro (2% di 7.200), cioè 72 euro a testa tra proprietario e inquilino. A questo vanno aggiunte circa 32 euro di bollo per un contratto di 8 pagine. Per chi presenta il modello 730, questi costi non sono deducibili né detraibili. Esenzione con cedolare seccaUno dei vantaggi principali della cedolare secca riguarda proprio i costi di registrazione. Chi opta per il regime sostitutivo è completamente esente dal pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, sia alla prima registrazione che nelle annualità successive, nonché in caso di proroga o risoluzione.Questo rappresenta un risparmio significativo nel corso della durata del contratto. Riprendendo l’esempio precedente (canone 7.200 euro annui), con un contratto 4+4 il risparmio sull’imposta di registro è di circa 1.152 euro in 8 anni (144 euro x 8 annualità), a cui vanno aggiunti i bolli. È un fattore importante da considerare nel calcolo complessivo di convenienza tra cedolare secca e IRPEF: leggi il nostro confronto dettagliato cedolare secca vs IRPEF per tutti i dettagli.Per accedere all’esenzione, è sufficiente barrare la casella “cedolare secca” nel modello RLI al momento della registrazione e inviare all’inquilino la comunicazione di rinuncia all’aggiornamento ISTAT con raccomandata o PEC.Rinnovi, proroghe e risoluzione anticipataOltre alla prima registrazione, anche le vicende successive del contratto di locazione richiedono comunicazioni all’Agenzia delle Entrate tramite il modello RLI:Proroga del contratto. Alla scadenza del primo periodo (ad esempio dopo i primi 4 anni di un contratto 4+4), se il contratto si rinnova automaticamente, occorre comunicare la proroga entro 30 giorni dalla scadenza. Se si è in regime IRPEF, va pagata nuovamente l’imposta di registro del 2% annuo. Con la cedolare secca, basta comunicare la conferma dell’opzione senza pagare nulla.Risoluzione anticipata. Se una delle parti recede dal contratto prima della scadenza naturale, la risoluzione va comunicata tramite modello RLI entro 30 giorni dall’evento. Con tassazione IRPEF è dovuta un’imposta fissa di 67 euro per la risoluzione. Con cedolare secca, la risoluzione è esente da costi.Cessione del contratto. Se il contratto viene ceduto a un nuovo inquilino o a un nuovo proprietario, la cessione va registrata con il modello RLI e comporta un’imposta di registro di 67 euro.Annualità successive. Ogni anno, entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente, chi è in regime IRPEF deve versare l’imposta di registro annuale tramite modello F24 Elide (codice tributo 1501). Anche questa comunicazione non è necessaria con la cedolare secca, purché l’opzione sia già stata esercitata. Sanzioni per mancata registrazioneLa mancata registrazione del contratto di affitto comporta sanzioni amministrative significative. Le principali conseguenze sono:Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta di registro dovuta, in caso di omessa registrazioneSanzione dal 60% al 120% dell’imposta dovuta per registrazione tardiva (entro 1 anno)Con il ravvedimento operoso, le sanzioni si riducono notevolmente: 1/10 della sanzione minima se si regolarizza entro 30 giorni, fino a 1/5 entro 2 anniIl contratto non registrato è considerato nullo ai fini civilistici: l’inquilino potrebbe chiedere la restituzione di quanto versato in eccesso rispetto al canone concordatoIn pratica, se il contratto prevede un canone annuo di 7.200 euro, l’imposta di registro dovuta è di 144 euro. In caso di omessa registrazione, la sanzione va da 172,80 euro a 345,60 euro, oltre al pagamento dell’imposta e degli interessi di mora. Con il ravvedimento operoso entro 30 giorni, la sanzione scende a soli 17,28 euro più interessi. È quindi fondamentale non ritardare la registrazione. Se hai bisogno di assistenza per regolarizzare un contratto non registrato, il CAF Centro Fiscale può aiutarti con il ravvedimento operoso e la procedura di registrazione tardiva.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiQuanto tempo ho per registrare un contratto di affitto?Hai 30 giorni dalla data di stipula del contratto (o dalla data di decorrenza, se anteriore) per effettuare la registrazione contratto affitto presso l’Agenzia delle Entrate. Il termine vale sia per la registrazione online tramite RLI web sia per quella presso l’ufficio territoriale.Quanto costa registrare un contratto di affitto?Con tassazione IRPEF ordinaria, il costo comprende l’imposta di registro del 2% del canone annuo (minimo 67 euro) e l’imposta di bollo di 16 euro ogni 4 pagine. Con la cedolare secca, la registrazione è completamente gratuita: non si paga né imposta di registro né bollo.Chi paga le spese di registrazione del contratto?L’imposta di registro è ripartita in parti uguali tra locatore e conduttore (50% ciascuno), salvo diversa pattuizione nel contratto. Le parti sono solidalmente responsabili del pagamento: questo significa che l’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a uno dei due.Posso registrare il contratto anche dopo i 30 giorni?Sì, puoi registrare il contratto anche in ritardo, ma dovrai pagare una sanzione ridotta con il ravvedimento operoso. Entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione è pari al 1,5% dell’imposta. Entro 90 giorni sale al 1,67%. Entro 1 anno al 3,75%. Più aspetti, più alta sarà la sanzione. Conviene sempre regolarizzare il prima possibile.Serve registrare anche gli affitti brevi?No, i contratti di locazione con durata complessiva inferiore a 30 giorni nell’arco dell’anno solare non richiedono registrazione. Tuttavia, se la durata complessiva supera i 30 giorni (anche sommando più periodi con lo stesso inquilino), la registrazione diventa obbligatoria.Hai bisogno di assistenza per la registrazione?La registrazione contratto affitto può sembrare complessa, ma con il giusto supporto diventa un’operazione semplice e veloce. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del modello RLI, nella scelta tra cedolare secca e IRPEF, nel calcolo delle imposte e nella registrazione completa del contratto.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.comMaggio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-07 09:00:002026-09-28 20:57:55Registrazione Contratto di Affitto 2026: Procedura e Costi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Scolastiche e Universitarie 730 2026: Guida Completa alle DetrazioniLa dichiarazione dei redditi 730 del 2026 offre importanti opportunità di risparmio fiscale per le famiglie con figli che studiano. Le spese scolastiche e universitarie sostenute nel 2025 possono essere portate in detrazione al 19%, permettendo di recuperare una parte significativa dei costi affrontati per l’istruzione.Comprendere quali spese scolastiche e universitarie sono detraibili nel 730 2026, quali sono i limiti di spesa per ciascuna tipologia, cosa si può detrarre per asilo nido, scuola dell’infanzia, primaria, secondaria e università, e come funziona la detrazione per l’affitto degli studenti fuori sede è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale.In questa guida completa alle spese scolastiche e universitarie detraibili nel 730 2026, analizziamo in dettaglio tutte le tipologie di spese per l’istruzione che danno diritto alla detrazione, i limiti di importo previsti, le modalità di pagamento tracciabile richieste, i documenti necessari da conservare e presentare al CAF. Include inoltre esempi pratici di calcolo e risposte alle domande più frequenti sui bonus e le agevolazioni per le famiglie.Indice dei contenutiDetrazione Spese Scolastiche 2026: Come FunzionaSpese Asilo Nido Detraibili 730 2026Spese Scuola Materna, Elementare, Media e Superiore: Limiti 2026Mensa Scolastica: Detraibile nel 730 2026?Spese Universitarie Detraibili: Limiti 2026 per Statali e PrivateAffitto Studenti Fuori Sede: Detrazione 730 2026Gite Scolastiche, Libri e Trasporto: Cosa è DetraibileCorsi Post-Laurea, Master e Dottorati: Detrazione 730Documenti Necessari per Detrarre le Spese ScolasticheEsempi di Calcolo Detrazione Spese Scolastiche e UniversitarieDomande Frequenti (FAQ) su Spese Scolastiche e UniversitarieDetrazione Spese Scolastiche 2026: Come FunzionaLa detrazione per le spese scolastiche nel 730 2026 consente di recuperare il 19% delle spese sostenute nel 2025 per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, sia pubbliche che private paritarie.La normativa fiscale prevede un limite massimo di spesa detraibile che varia in base al tipo di istituto. Per il 730 del 2026, riferito alle spese sostenute nel 2025, il limite di detrazione per le spese di istruzione è fissato a 800 euro per studente. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 152 euro per figlio (19% di 800 euro).La detrazione del 19% si applica alle seguenti tipologie di spese scolastiche:Tasse di iscrizione e frequenza – rette per la frequenza scolastica presso istituti pubblici e privati paritariContributi volontari – erogazioni liberali richieste dall’istituto per l’ampliamento dell’offerta formativaMensa scolastica – servizio di refezione fornito dalla scuola o da soggetti terzi convenzionatiServizi scolastici integrativi – pre-scuola, post-scuola, assistenza al pastoGite scolastiche – viaggi di istruzione organizzati dalla scuola nell’ambito dell’offerta formativaAssicurazione scolastica – polizze obbligatorie richieste dall’istitutoÈ importante sottolineare che la detrazione spetta per ogni figlio: se una famiglia ha tre figli che frequentano la scuola, potrà detrarre fino a 800 euro per ciascun figlio, per un massimo totale di 2.400 euro di spesa, ottenendo una detrazione complessiva di 456 euro.Per approfondire tutte le agevolazioni fiscali previste nella dichiarazione dei redditi, consulta la nostra guida completa alla [dichiarazione 730 2026](https://centrofiscale.com/dichiarazione-730-2026-guida-completa/). Spese Asilo Nido Detraibili 730 2026Le spese per l’asilo nido hanno una disciplina specifica e separata rispetto alle altre spese scolastiche. La detrazione per l’asilo nido nel 730 2026 consente di recuperare il 19% delle rette pagate nel 2025, con un limite massimo di 632 euro per bambino.Questo significa che per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido, pubblico o privato, è possibile detrarre fino a 120,08 euro (19% di 632 euro). Il limite di 632 euro è annuale per bambino e vale indipendentemente dal fatto che il nido sia pubblico, privato o convenzionato.Rientrano nella detrazione per l’asilo nido le seguenti spese sostenute per bambini di età compresa tra 3 mesi e 3 anni:Rette mensili di frequenza all’asilo nido pubblico o privato autorizzatoIscrizione annuale presso la strutturaServizi di refezione inclusi nella retta o fatturati separatamenteServizi aggiuntivi come prolungamento orario, se compresi nella convenzioneNon sono invece detraibili le spese per:Materiale didattico o di consumo (pannolini, salviette, creme)Pasti extra non inclusi nella retta ordinariaServizi di trasporto privato verso l’asiloLa detrazione per l’asilo nido è alternativa al bonus asilo nido INPS erogato direttamente alle famiglie con ISEE basso. Chi ha già ricevuto il contributo INPS per l’anno 2025 non potrà detrarre le stesse spese nel 730 del 2026, per evitare doppio beneficio. Tuttavia, se l’importo delle rette sostenute supera il bonus INPS ricevuto, la parte eccedente può essere portata in detrazione nel limite dei 632 euro.Esempio pratico: una famiglia ha pagato 2.500 euro di rette per l’asilo nido nel 2025 e ha ricevuto 1.500 euro di bonus INPS. Può detrarre la differenza (1.000 euro) fino al limite di 632 euro, ottenendo una detrazione di 120 euro. Spese Scuola Materna, Elementare, Media e Superiore: Limiti 2026Per le spese scolastiche relative a scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, il 730 del 2026 prevede un limite massimo di detrazione di 800 euro per studente, applicabile alle spese sostenute nel 2025 per la frequenza di:Scuola dell’infanzia (ex scuola materna) – dai 3 ai 6 anniScuola primaria (scuola elementare) – dai 6 agli 11 anniScuola secondaria di primo grado (scuola media) – dagli 11 ai 14 anniScuola secondaria di secondo grado (scuola superiore) – dai 14 ai 19 anniIl limite di 800 euro per studente si applica cumulativamente a tutte le spese sostenute per ciascun figlio nell’anno 2025. Ad esempio, se una famiglia ha speso 600 euro per la retta scolastica e 300 euro per la mensa, potrà detrarre solo 800 euro, non l’intero importo di 900 euro.Le scuole ammesse alla detrazione sono:Scuole statali – istituti pubblici del sistema nazionale di istruzioneScuole paritarie private – istituti riconosciuti dal MIUR e inseriti nell’elenco delle scuole paritarieScuole paritarie comunali – istituti gestiti da enti locali ma con riconoscimento paritarioNon sono ammesse alla detrazione le spese per:Scuole private non paritarie – istituti senza riconoscimento ministerialeCorsi di formazione privati – corsi extrascolastici di lingue, musica, sport non organizzati dalla scuolaRipetizioni private – lezioni individuali con insegnanti esterniLe spese ammesse in detrazione all’interno del limite di 800 euro per studente includono:Tasse di iscrizione e frequenza – contributo obbligatorio richiesto dall’istituto per l’anno scolasticoContributi volontari finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa – solo se deliberati dagli organi scolastici e tracciabiliMensa scolastica – servizio di refezione obbligatorio o facoltativo organizzato dalla scuolaServizi di pre-scuola e post-scuola – assistenza prima e dopo l’orario curriculareGite scolastiche e viaggi di istruzione – purché organizzati dalla scuola nell’ambito del POF (Piano Offerta Formativa)Assicurazione scolastica – polizza obbligatoria richiesta per la frequenzaÈ fondamentale che le modalità di pagamento siano tracciabili: bonifico bancario, carta di credito o debito, assegno bancario intestato alla scuola. I pagamenti in contante non sono detraibili se superano i limiti di legge per la tracciabilità. Mensa Scolastica: Detraibile nel 730 2026?La mensa scolastica è detraibile nel 730 2026, ma con alcune precisazioni importanti. Il servizio di refezione scolastica rientra tra le spese scolastiche detraibili al 19% all’interno del limite complessivo di 800 euro per studente.La detrazione per la mensa scolastica spetta per:Mensa fornita direttamente dalla scuola – servizio gestito internamente dall’istituto scolasticoMensa fornita da soggetti terzi convenzionati – servizi di catering esterni appaltati dalla scuola o dal ComuneBuoni pasto – ticket mensa acquistati dalle famiglie per il servizio di refezione scolasticaLa detrazione spetta anche quando il servizio di mensa è pagato al Comune o a società esterne, purché il servizio sia organizzato nell’ambito dell’attività scolastica e sia documentato con fattura, ricevuta fiscale o attestazione dell’ente erogatore.È importante conservare la documentazione che attesti:Numero pasti fruiti dal figlio nell’anno 2025Importo pagato per ciascun pasto o per il servizio nel periodoAttestazione della scuola o del Comune che certifichi l’avvenuto pagamento del servizio mensaIn molti casi, le famiglie pagano la mensa tramite:Bollettino postale intestato al Comune o alla scuolaBonifico bancario sul conto corrente dell’istituto o dell’ente fornitoreAddebito su conto corrente (SDD) – domiciliazione bancaria automaticaCarta prepagata mensa – ricariche tracciabili su carta dedicata al servizioTutte queste modalità sono valide, purché tracciabili. Il pagamento in contanti non è ammesso per importi superiori ai limiti di legge.Esempio pratico: una famiglia ha pagato 50 euro al mese per 10 mesi di mensa scolastica nel 2025, per un totale di 500 euro. Ha inoltre speso 300 euro di retta scolastica. Il totale di 800 euro rientra nel limite detraibile, quindi la detrazione sarà di 152 euro (19% di 800 euro). Spese Universitarie Detraibili: Limiti 2026 per Statali e PrivateLe spese universitarie sostenute nel 2025 per la frequenza di corsi di laurea, laurea magistrale, master universitari e dottorati di ricerca sono detraibili nel 730 del 2026 con un meccanismo specifico che differenzia tra università statali e università private.Per le università statali, non esiste un limite massimo di detrazione: è possibile detrarre il 19% dell’intero importo delle tasse universitarie pagate, comprensive di:Tassa di iscrizione annualeContributi universitari obbligatori (contributo onnicomprensivo annuale)Tasse per esami di profittoTassa di laurea o di esame finaleSoprattasse per ritardato pagamento (se dovute)Per le università private, telematiche e non statali, invece, il limite di detrazione è stabilito annualmente con un Decreto del MIUR che fissa importi massimi detraibili per area geografica e per area disciplinare (facoltà).I limiti per il 2025 (detraibili nel 730 del 2026) sono i seguenti:Area Medica • Nord Italia: 3.900 euro • Centro Italia: 3.100 euro • Sud e Isole: 2.900 euroArea Scientifico-Tecnologica (Ingegneria, Architettura, Scienze) • Nord Italia: 3.700 euro • Centro Italia: 2.900 euro • Sud e Isole: 2.400 euroArea Umanistico-Sociale (Giurisprudenza, Economia, Lettere, Scienze Politiche) • Nord Italia: 3.500 euro • Centro Italia: 2.800 euro • Sud e Isole: 2.300 euroArea Sanitaria (Professioni sanitarie, Fisioterapia, Infermieristica) • Nord Italia: 3.200 euro • Centro Italia: 2.600 euro • Sud e Isole: 2.100 euroL’area geografica è determinata dalla sede dell’università, non dalla residenza dello studente. Se uno studente del Sud frequenta un’università privata a Milano, dovrà applicare i limiti del Nord Italia.Le spese universitarie detraibili includono:Tasse di iscrizione e frequenza ai corsi di laurea triennale, magistrale, a ciclo unicoContributi per esami e prove di accertamentoTasse per master universitari di I e II livello organizzati dall’ateneoTasse per corsi di dottorato di ricercaTasse per corsi di specializzazione post-laurea abilitanti (medicina, psicoterapia)Test di ammissione ai corsi a numero chiusoNon sono invece detraibili:Contributi per alloggio in residenze universitarie (trattati separatamente come affitto studenti fuori sede)Mensa universitaria e servizi ristorazioneTrasporti e abbonamenti mezzi pubbliciMateriale didattico (libri, dispense, attrezzature)Corsi di formazione post-laurea privati non organizzati dall’universitàEsempio pratico: uno studente di Ingegneria (area scientifico-tecnologica) frequenta un’università privata a Roma (Centro Italia) e ha pagato 4.500 euro di tasse nel 2025. Potrà detrarre solo 2.900 euro (limite Centro per area scientifica), ottenendo una detrazione di 551 euro (19% di 2.900). Affitto Studenti Fuori Sede: Detrazione 730 2026Gli studenti universitari fuori sede che risiedono in un Comune diverso da quello di residenza della famiglia per motivi di studio possono beneficiare della detrazione del 19% sui canoni di affitto pagati nel 2025, da indicare nel 730 del 2026.La detrazione per l’affitto degli studenti universitari fuori sede prevede un limite massimo di 2.633 euro di spesa detraibile, che corrisponde a una detrazione massima di 500,27 euro all’anno.Requisiti per la detrazione affitto studenti fuori sede:Lo studente deve essere iscritto a un corso di laurea presso un’università statale o non stataleL’università deve essere situata in un Comune diverso da quello di residenza dello studenteLa distanza tra il Comune di residenza e quello dell’università deve essere almeno 100 km, oppure il Comune universitario deve essere in una Provincia diversa (anche se distante meno di 100 km)Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle EntrateLo studente deve essere fiscalmente a carico del genitore che dichiara la spesa (reddito dello studente inferiore a 4.000 euro, o 2.840,51 euro se maggiorenne)Le tipologie di contratto ammesse alla detrazione sono:Contratto di locazione – affitto di un appartamento intero o di una stanza presso privatiContratto di ospitalità – alloggio presso residenze universitarie, collegi, pensionati gestiti da enti pubblici o privatiContratto di assegnazione in godimento – alloggi in housing studentesco convenzionatoAtti di assegnazione in godimento stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitariLa detrazione del 19% si applica sui seguenti importi:Canone mensile di affitto pagato per i mesi di effettiva locazione nel 2025Spese di registrazione del contratto (imposta di registro, marca da bollo)Caparra confirmatoria versata al momento della stipula (solo se trattenuta dal locatore a copertura dei canoni)Non sono invece detraibili:Spese condominiali – riscaldamento, acqua, amministrazione stabileUtenze – luce, gas, internet, telefonoSpese di intermediazione – commissioni agenzia immobiliare per la ricerca dell’alloggioDeposito cauzionale – se restituito al termine del contrattoÈ importante che il contratto di affitto sia intestato allo studente o al genitore che dichiara la spesa. Se intestato al genitore, la detrazione spetta comunque se lo studente è a carico. Se lo studente è fiscalmente autonomo, la detrazione spetterà a lui nella propria dichiarazione dei redditi.Esempio pratico: uno studente di Udine si iscrive all’Università di Bologna (oltre 100 km di distanza) e affitta una stanza per 400 euro al mese. Nel 2025 paga 10 mesi di affitto, per un totale di 4.000 euro. Potrà detrarre solo il limite di 2.633 euro, ottenendo una detrazione di 500 euro. Lo studente deve essere fiscalmente a carico dei genitori.Documenti necessari per la detrazione:Contratto di locazione registrato – copia con timbro dell’Agenzia delle EntrateRicevute di pagamento – bonifico bancario con causale specifica o ricevute di affittoCertificato di iscrizione universitaria – attestato rilasciato dall’ateneo per l’anno accademico 2024/2025Attestazione di residenza – per dimostrare la distanza tra Comune di residenza e Comune universitarioGite Scolastiche, Libri e Trasporto: Cosa è DetraibileQuando si parla di spese scolastiche detraibili, molte famiglie si chiedono se sia possibile portare in detrazione anche gite scolastiche, libri di testo e trasporto. La normativa fiscale prevede regole specifiche per ciascuna di queste voci.Gite scolastiche e viaggi di istruzione: detraibiliLe spese per gite scolastiche e viaggi di istruzione organizzati dalla scuola sono detraibili al 19% nel limite complessivo di 800 euro per studente. Rientrano in questa categoria:Viaggi di istruzione – visite didattiche plurigiornaliere organizzate dalla scuolaUscite didattiche – visite giornaliere a musei, mostre, siti culturaliSettimane bianche o verdi – soggiorni organizzati dall’istituto con finalità formativaScambi culturali – programmi di studio all’estero nell’ambito del POF (Piano Offerta Formativa)È fondamentale che l’organizzazione sia a cura della scuola e che il viaggio sia inserito nel programma formativo. Le gite private organizzate autonomamente dalla famiglia, anche se legate a motivi didattici, non sono detraibili.Il pagamento deve essere effettuato direttamente alla scuola o all’agenzia di viaggi convenzionata dall’istituto, con modalità tracciabili (bonifico, carta, assegno). La ricevuta deve indicare chiaramente che si tratta di “viaggio di istruzione” e il nome dello studente partecipante.Libri scolastici: non detraibiliPurtroppo, le spese per l’acquisto di libri di testo non sono detraibili nel 730. Questo vale sia per i libri obbligatori previsti dal programma ministeriale, sia per i testi consigliati dagli insegnanti. Non importa se i libri sono acquistati nuovi, usati o in formato digitale: nessuna di queste spese può essere portata in detrazione fiscale.Esistono tuttavia agevolazioni alternative per i libri scolastici:Contributi comunali – alcuni Comuni erogano buoni libro o rimborsi parziali per famiglie con ISEE bassoComodato d’uso gratuito – molte scuole offrono libri in prestito agli studenti meno abbientiBorse di studio regionali – alcune Regioni prevedono contributi che includono anche i libri di testoQueste agevolazioni non sono automatiche e vanno richieste presentando domanda agli enti competenti entro le scadenze stabilite. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica dei requisiti e nella presentazione delle domande per i contributi comunali o regionali.Trasporto scolastico: non detraibileAnche le spese per il trasporto scolastico (scuolabus, abbonamenti autobus urbani o extraurbani per recarsi a scuola) non sono detraibili nel 730. Questo vale sia per il trasporto pubblico che per eventuali servizi di scuolabus privati organizzati dalla scuola o dal Comune.L’unica eccezione riguarda i servizi di trasporto organizzati direttamente dalla scuola e fatturati come parte integrante dell’offerta formativa: in questo caso, se il servizio è incluso nella retta scolastica o nei contributi volontari deliberati dagli organi scolastici, potrebbe rientrare nel limite degli 800 euro detraibili. Tuttavia, questa situazione è piuttosto rara e va verificata caso per caso con la documentazione fornita dall’istituto.In sintesi:✅ Detraibili: gite scolastiche e viaggi di istruzione organizzati dalla scuola (nel limite 800 euro)❌ Non detraibili: libri di testo, materiale didattico, zaini, cancelleria❌ Non detraibili: trasporto pubblico, abbonamenti bus, scuolabus (salvo casi eccezionali) Corsi Post-Laurea, Master e Dottorati: Detrazione 730Le spese per corsi di formazione post-laurea hanno una disciplina specifica all’interno del 730 del 2026. È importante distinguere tra i corsi organizzati direttamente dalle università (master universitari, dottorati, scuole di specializzazione) e i corsi di formazione professionale privati.Master universitari: detraibili al 19%I master universitari di I e II livello organizzati dalle università, sia statali che private, sono detraibili al 19% con gli stessi limiti previsti per le spese universitarie ordinarie:Master presso università statali: detrazione del 19% sull’intero importo delle tasse pagate, senza limite massimoMaster presso università private: detrazione del 19% fino ai limiti stabiliti per area geografica e area disciplinare (gli stessi delle lauree)Ad esempio, un master in Management presso un’università privata del Nord Italia rientra nell’area umanistico-sociale con limite di 3.500 euro detraibili.Le spese detraibili includono:Tassa di iscrizione al master universitarioRetta annuale o contributo unico per la frequenzaEsami di profitto e prova finaleTassa di conseguimento del titoloNon sono invece detraibili:Spese di vitto e alloggio durante il corso (salvo detrazione affitto studenti fuori sede se applicabile)Materiale didattico e dispense fornite a pagamentoViaggi e trasferte per seguire le lezioniDottorati di ricerca: detraibili al 19%I corsi di dottorato di ricerca presso università italiane o estere sono detraibili al 19% senza limiti di importo, anche se organizzati da università private. Questo vale per:Dottorati senza borsa di studio – tasse interamente a carico dello studenteDottorati con borsa parziale – se le tasse superano l’importo della borsaDottorati presso università estere – purché il titolo sia riconosciuto in ItaliaSe il dottorando riceve una borsa di studio completa che copre tutte le tasse, non ci saranno spese da detrarre (ma la borsa stessa potrebbe essere esente da tassazione entro certi limiti).Scuole di specializzazione post-laurea: detraibiliLe scuole di specializzazione necessarie per l’abilitazione professionale sono detraibili al 19%. Rientrano in questa categoria:Scuole di specializzazione in medicina – scuole di specializzazione medica e chirurgicaScuole di psicoterapia – corsi quadriennali di specializzazione post-laurea per psicologiScuole di specializzazione forense – per l’abilitazione alla professione di avvocato (dove previste)Corsi di specializzazione per l’insegnamento – TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per docentiAnche in questo caso, si applicano i limiti per università statali (senza tetto) o private (con limiti per area disciplinare).Corsi di formazione professionale privati: non detraibiliPurtroppo, i corsi di formazione professionale organizzati da enti privati (non universitari) non sono detraibili nel 730, anche se rilasciano certificazioni riconosciute. Non sono quindi detraibili:Corsi di alta formazione – business school, corsi executive privatiCorsi di lingua – scuole di lingue private, anche se certificatiCorsi di informatica – certificazioni IT, coding bootcampCorsi professionali – corsi per parrucchieri, estetisti, cuochi, etc.Corsi di aggiornamento professionale – anche se obbligatori per l’esercizio della professioneL’unica eccezione riguarda i corsi di formazione obbligatoria per legge: se un professionista è obbligato per legge a frequentare corsi di aggiornamento per mantenere l’abilitazione, tali spese potrebbero essere deducibili come spese professionali (non detraibili, ma deducibili dal reddito d’impresa o professionale). Questa opzione vale solo per i titolari di partita IVA, non per i lavoratori dipendenti.Esempio pratico: un medico specializzando paga 3.000 euro all’anno per la scuola di specializzazione presso l’Università di Padova (statale). Può detrarre il 19% di 3.000 euro, ottenendo 570 euro di detrazione. Se invece frequentasse un master executive privato in Healthcare Management da 8.000 euro, questa spesa non sarebbe detraibile.Documenti Necessari per Detrarre le Spese ScolastichePer detrarre le spese scolastiche e universitarie nel 730 2026, è fondamentale conservare tutta la documentazione fiscale relativa alle spese sostenute nel 2025. L’Agenzia delle Entrate può richiedere i documenti giustificativi in sede di controllo, anche a distanza di anni.Documenti obbligatori per le spese scolastiche:Ricevuta di pagamento – quietanza rilasciata dalla scuola o dall’ente erogatore del servizio, con timbro e firmaFattura – documento fiscale emesso dalla scuola o dal fornitore del servizio (mensa, gite)Attestazione della scuola – certificato che specifica l’importo pagato, il servizio fornito, il nome dello studenteBonifico bancario – estratto conto che attesta il pagamento con causale specifica (es. “retta scolastica a.s. 2024/2025 – nome studente”)Ricevuta carta di credito/debito – scontrino POS o estratto conto carta con evidenza del pagamentoBollettino postale – copia del bollettino pagato per tasse, mensa, contributiOgni documento deve riportare:Nome e cognome dello studente per cui la spesa è sostenutaAnno scolastico di riferimento (a.s. 2024/2025 per le spese 2025)Tipologia di spesa – specificare se si tratta di retta, mensa, gita, assicurazioneImporto pagatoData del pagamentoCodice fiscale della scuola o dell’ente che ha emesso la ricevutaSe la scuola non emette ricevute dettagliate, è possibile richiedere una certificazione annuale che riepiloghi tutte le spese sostenute nell’anno. Molti istituti forniscono questo documento automaticamente a fine anno scolastico, da utilizzare per la dichiarazione dei redditi.Documenti obbligatori per le spese universitarie:Ricevuta di pagamento MAV – bollettino MAV pagato per le tasse universitarieQuietanza università – certificato rilasciato dalla segreteria studenti con riepilogo tasse pagateAttestazione ISEE universitario – se richiesto dall’ateneo per determinare l’importo delle tasseCertificato di iscrizione – documento che attesta l’iscrizione all’anno accademico 2024/2025Documenti obbligatori per l’affitto studenti fuori sede:Contratto di locazione registrato – copia con timbro dell’Agenzia delle Entrate o codice di registrazione telematicaRicevuta di registrazione del contratto – attestazione del pagamento dell’imposta di registroRicevute canoni di affitto – bonifici mensili con causale “canone locazione mese X/2025” e estremi del contrattoCertificato di iscrizione universitaria – con indicazione della sede dell’ateneoCertificato di residenza – per dimostrare la distanza tra residenza e universitàDocumenti per l’asilo nido:Ricevute rette asilo nido – documenti mensili o trimestrali rilasciati dall’asiloFatture – se l’asilo nido è privato e emette fatturaAttestazione pagamento – certificato annuale rilasciato dall’asilo con riepilogo rette pagateDichiarazione mancata percezione bonus INPS – se si dichiara di non aver ricevuto il bonus asilo nidoModalità di pagamento tracciabili obbligatorie:Dal 1° gennaio 2020, per poter detrarre le spese è obbligatorio utilizzare modalità di pagamento tracciabili. Sono ammesse:Bonifico bancario o postale – con causale che specifica la natura della spesaCarta di credito, debito o prepagata – qualsiasi circuito (Visa, Mastercard, ecc.)Assegno bancario o circolare – intestato alla scuola o all’enteBollettino postale – pagamento tramite conto corrente postalePagoPA – sistema di pagamento elettronico per PA e scuole pubblicheAddebito diretto (SDD) – domiciliazione bancariaNon sono ammessi:Pagamenti in contanti – neanche se accompagnati da ricevutaVaglia postaleAssegni non bancariL’unica eccezione per il contante riguarda le spese di importo unitario inferiore a determinate soglie, ma è consigliabile sempre pagare con modalità tracciabili per evitare contestazioni.Conservazione dei documenti:Tutti i documenti giustificativi devono essere conservati per almeno 5 anni dalla data di presentazione del 730. L’Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione in sede di controllo anche diversi anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine non trattiene i documenti originali: ti vengono restituiti dopo la verifica, con l’obbligo di conservarli da parte tua. Ti consigliamo di fare anche copie digitali (scansioni o foto) da archiviare come backup. Esempi di Calcolo Detrazione Spese Scolastiche e UniversitariePer comprendere meglio come funziona la detrazione delle spese scolastiche e universitarie nel 730 2026, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo con situazioni familiari comuni.Esempio 1: Famiglia con un figlio alla scuola elementareLa famiglia Rossi ha un figlio di 8 anni che frequenta la scuola primaria. Nel 2025 hanno sostenuto:Retta scolastica: 600 euroMensa scolastica: 450 euro (50 euro/mese per 9 mesi)Gita scolastica: 80 euroAssicurazione: 20 euroTotale spese: 1.150 euroSpese detraibili: 800 euro (limite massimo per studente)Detrazione ottenuta: 800 euro × 19% = 152 euroLa famiglia Rossi recupera 152 euro nella dichiarazione dei redditi del 2026.Esempio 2: Famiglia con due figli (materna e superiori)La famiglia Bianchi ha due figli:Figlia di 4 anni (scuola materna): retta 700 euro, mensa 300 euro = totale 1.000 euro → detraibili 800 euroFiglio di 16 anni (liceo): retta 500 euro, gita 150 euro, mensa 200 euro = totale 850 euro → detraibili 800 euroSpese detraibili totali: 800 + 800 = 1.600 euroDetrazione totale: 1.600 euro × 19% = 304 euroOgni figlio ha un limite separato di 800 euro, quindi la famiglia può detrarre fino a 304 euro complessivi.Esempio 3: Famiglia con figlio all’asilo nidoLa famiglia Verdi ha un bambino di 2 anni all’asilo nido. Nel 2025 hanno pagato:Rette asilo nido: 2.400 euro (200 euro/mese per 12 mesi)Bonus INPS asilo nido ricevuto: 1.500 euroSpese nette sostenute: 2.400 – 1.500 = 900 euroSpese detraibili: 632 euro (limite massimo asilo nido)Detrazione ottenuta: 632 euro × 19% = 120 euroLa famiglia può detrarre solo la parte eccedente il bonus INPS, fino al limite di 632 euro.Esempio 4: Studente universitario fuori sede (università statale)Marco, studente di Ingegneria a Bologna (università statale), è fiscalmente a carico dei genitori residenti a Udine (oltre 100 km). Nel 2025:Tasse universitarie: 1.800 euroAffitto stanza: 400 euro/mese × 10 mesi = 4.000 euroDetrazione tasse universitarie: 1.800 euro × 19% = 342 euro (università statale, no limiti)Detrazione affitto: 2.633 euro (limite max) × 19% = 500 euroDetrazione totale: 342 + 500 = 842 euroI genitori di Marco ottengono un rimborso fiscale complessivo di 842 euro.Esempio 5: Studente università privata (area medica, Nord Italia)Giulia frequenta Medicina presso un’università privata a Milano. Nel 2025:Tasse università privata: 12.000 euroLimite detraibile area medica Nord: 3.900 euroDetrazione ottenuta: 3.900 euro × 19% = 741 euroAnche se Giulia ha pagato 12.000 euro, può detrarre solo il limite di 3.900 euro previsto per la sua area disciplinare e geografica.Esempio 6: Famiglia con tre figli (asilo, elementare, università)La famiglia Neri ha tre figli:Figlio 1 (asilo nido): rette 1.800 euro → detraibili 632 euro → detrazione 120 euroFiglia 2 (scuola primaria): retta 600 euro, mensa 400 euro = 1.000 euro → detraibili 800 euro → detrazione 152 euroFiglio 3 (università statale): tasse 1.500 euro → detraibili 1.500 euro → detrazione 285 euroDetrazione totale famiglia: 120 + 152 + 285 = 557 euroLa famiglia Neri recupera complessivamente 557 euro grazie alle detrazioni per spese di istruzione dei tre figli.Nota importante: le detrazioni riducono l’imposta IRPEF dovuta o aumentano il rimborso. Se l’imposta dovuta è inferiore alle detrazioni spettanti, il contribuente riceve la differenza come rimborso (nei limiti delle ritenute già pagate). Per approfondire il meccanismo di calcolo delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi, consulta la guida completa alla [dichiarazione 730 2026](https://centrofiscale.com/dichiarazione-730-2026-guida-completa/).📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti (FAQ) su Spese Scolastiche e Universitarie Domande Frequenti (FAQ) su Spese Scolastiche e UniversitariePosso detrarre le spese scolastiche se mio figlio frequenta una scuola privata non paritaria?No, le spese per scuole private non paritarie (prive di riconoscimento ministeriale) non sono detraibili. Solo le scuole paritarie riconosciute dal MIUR, inserite nell’elenco ufficiale, danno diritto alla detrazione del 19% nel limite di 800 euro per studente.Se ho pagato le rette scolastiche in contanti, posso detrarle nel 730?No, dal 1° gennaio 2020 è obbligatorio utilizzare modalità di pagamento tracciabili (bonifico, carta, assegno bancario, bollettino). I pagamenti in contanti non sono ammessi per le detrazioni fiscali, anche se accompagnati da ricevuta.Il limite di 800 euro è per figlio o per famiglia?Il limite di 800 euro di spesa detraibile è per figlio. Se hai tre figli che frequentano la scuola, puoi detrarre fino a 800 euro per ciascuno, quindi 2.400 euro totali, ottenendo una detrazione complessiva di 456 euro (19% di 2.400).Posso detrarre le spese per libri scolastici e materiale didattico?No, le spese per l’acquisto di libri di testo, zaini, quaderni, penne e altro materiale didattico non sono detraibili nel 730. Sono detraibili solo le rette, la mensa, i servizi scolastici integrativi e le gite organizzate dalla scuola.Se ho ricevuto il bonus asilo nido dall’INPS, posso comunque detrarre le rette nel 730?Puoi detrarre solo la parte di spesa eccedente il bonus INPS ricevuto, fino al limite di 632 euro. Ad esempio, se hai pagato 2.000 euro e ricevuto 1.200 euro di bonus, puoi detrarre 632 euro (il limite massimo), ottenendo 120 euro di detrazione.Quali spese universitarie sono detraibili per le università private?Per le università private sono detraibili le tasse di iscrizione, i contributi universitari, le tasse per esami e per il conseguimento del titolo. Tuttavia, la detrazione è limitata a importi massimi stabiliti per area geografica (Nord, Centro, Sud) e area disciplinare (medica, scientifica, umanistica, sanitaria). Gli importi variano da 2.100 a 3.900 euro a seconda della combinazione.ConclusioneLe spese scolastiche e universitarie rappresentano un investimento importante per il futuro dei figli, ma possono beneficiare di significative agevolazioni fiscali nel 730 del 2026. Detrarre correttamente le spese sostenute nel 2025 per rette scolastiche, asilo nido, università e affitto studenti fuori sede consente di recuperare una parte consistente dei costi affrontati.È fondamentale conservare tutta la documentazione fiscale, utilizzare modalità di pagamento tracciabili e rispettare i limiti di detrazione previsti per ciascuna tipologia di spesa. Ogni errore o omissione può comportare la perdita del diritto alla detrazione o contestazioni in sede di controllo.Hai bisogno di assistenza per la compilazione del 730 2026 e la verifica delle detrazioni per spese scolastiche e universitarie? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per garantire la massimizzazione del tuo risparmio fiscale.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 09:00:002026-05-31 16:51:45Spese Scolastiche e Universitarie 730 2026: Guida Completa alle Detrazioni
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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le TrattenuteHai aperto il cedolino e ti accorgi che la pensione di maggio 2026 è più bassa rispetto ai mesi precedenti? Niente panico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una riduzione temporanea e prevista dalla legge, dovuta a tre cause precise: addizionali IRPEF regionali e comunali, conguagli fiscali e recuperi di indebiti INPS. In questa guida ti spieghiamo come capire in 5 minuti perché ti hanno trattenuto qualche euro in più e come verificare che il calcolo sia corretto.⚠️ La trattenuta ti sembra sbagliata?Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il tuo cedolino e, se necessario, presenta riesame all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Indice dei contenutiLe 3 cause principali in 30 secondiCausa 1: addizionale regionale IRPEFCausa 2: addizionale comunale IRPEFCausa 3: recupero indebiti o conguaglio rivalutazioneCalcolo del netto atteso: esempio UdineCosa fare se la trattenuta è sbagliataQuando finiranno le trattenute aggiuntiveDomande frequentiLe 3 cause principali in 30 secondiSe la pensione di maggio 2026 è più bassa, nove volte su dieci la causa è una di queste:Addizionale regionale IRPEF: prima rata partita a marzo 2026, prosegue fino a gennaio 2027 (11 rate).Addizionale comunale IRPEF: rate del saldo 2025 da marzo a novembre, più acconto 2026 da marzo a novembre.Recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione: rateazione di somme non dovute pagate negli anni precedenti.Tutte e tre sono trattenute previste dalla legge, comuni a milioni di pensionati. Per il quadro generale di importi e calendario di maggio puoi consultare la guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che riepiloga tutte le novità del mese. Causa 1: addizionale regionale IRPEF (marzo 2026 – gennaio 2027)L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta che ogni Regione applica sui redditi dei propri residenti. Si calcola sui redditi dell’anno precedente (quindi 2025) e si trattiene a rate dalla pensione, in 11 mesi che vanno tipicamente da marzo 2026 a gennaio 2027.Le aliquote variano da Regione a Regione: il Friuli Venezia Giulia applica un’aliquota base dell’1,23% per i redditi fino a 15.000 € e dell’1,73% per gli scaglioni superiori. Vediamo le aliquote dei principali comuni di riferimento del CAF Centro Fiscale.RegioneAliquota baseAliquota maxNoteFriuli Venezia Giulia1,23%1,73%Esenzione fino a 15.000 € reddito complessivoVeneto1,23%1,73%Aliquote per scaglioni IRPEFLombardia1,23%1,74%Detrazioni per familiari a caricoLazio1,73%3,33%Tra le più alte d’ItaliaEsempio pratico: un pensionato residente in FVG con reddito 2025 di 18.000 € paga il 1,23% di addizionale regionale (221,40 € annui) suddiviso in 11 rate da circa 20,13 € al mese. Questa cifra apparirà sul cedolino da marzo 2026 a gennaio 2027.Causa 2: addizionale comunale IRPEF (saldo 2025 + acconto 2026)L’addizionale comunale è un’imposta a favore del Comune di residenza. A differenza di quella regionale, può sommare due componenti che si pagano nello stesso periodo:Saldo 2025: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, basate sul reddito 2024Acconto 2026: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, pari al 30% dell’addizionale del 2025Da maggio in poi entrambe le componenti sono attive contemporaneamente, motivo per cui la trattenuta totale aumenta rispetto a marzo-aprile. Le aliquote variano da Comune a Comune. Ecco quelle dei principali comuni del Friuli Venezia Giulia.ComuneAliquotaSoglia esenzioneUdine0,80%12.000 €Pordenone0,40%15.000 €Trieste0,80%15.000 €Gorizia0,80%10.000 €Codroipo (UD)0,50%10.000 €Importante: le aliquote sono indicative e possono essere modificate dai singoli Comuni con delibera annuale. Verifica sempre l’aliquota aggiornata sul sito del tuo Comune o richiedi una stampa al CAF. Causa 3: recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazioneLa terza causa frequente è il recupero di somme indebitamente percepite negli anni precedenti. L’INPS può scoprire, a controllo successivo, che il pensionato ha incassato denaro non dovuto. Le situazioni tipiche sono:Integrazione al minimo percepita pur avendo superato i limiti redditualiMaggiorazione sociale non più spettante per aumento del redditoPensione di reversibilità ridotta per nuovi redditi del beneficiarioDifferenze su rivalutazione 2024 o 2025 calcolata in via provvisoria e poi correttaLa rateizzazione del recupero, per legge, non può superare 1/5 della pensione netta. L’INPS è obbligata a inviare una comunicazione preventiva al pensionato, contenente l’importo, le motivazioni e il piano di rateazione. Se non hai ricevuto questa comunicazione e ti ritrovi una trattenuta inattesa, è uno degli elementi che il patronato può contestare.Calcolo del netto atteso: esempio Udine + Friuli VGVediamo un esempio concreto per un pensionato residente a Udine con pensione lorda annua di 17.400 € (1.450 € lordi mensili, 12 mensilità). I valori sono indicativi.Voce mensileAprile 2026 (€)Maggio 2026 (€)DifferenzaPensione lorda+1.450,00+1.450,000IRPEF-195,00-195,000Addizionale regionale FVG (rata)-19,45-19,450Add. comunale Udine – saldo 2025-12,40-12,400Add. comunale Udine – acconto 20260-3,72-3,72Conguaglio rivalutazione0-8,00-8,00Netto del mese1.223,151.211,43-11,72In questo caso la differenza è di circa 12 € in meno, dovuta all’avvio dell’acconto comunale e a un piccolo conguaglio rivalutazione. Per pensioni più elevate la differenza può essere significativa, fino a 50-80 € in meno al mese.Per leggere voce per voce ogni riga del cedolino, consulta la nostra guida al cedolino pensione di maggio 2026: trovi spiegazioni dettagliate di ogni codice e sigla.Cosa fare se la trattenuta è sbagliataSe dopo aver fatto i conti pensi che la trattenuta non sia corretta, hai diversi strumenti a disposizione:Controlla la CU 2026: la Certificazione Unica riporta l’importo annuo dell’addizionale dovuta. Dividi per 11 e ottieni la rata mensile attesa.Verifica la residenza: se hai cambiato Comune nel 2025, l’addizionale potrebbe essere stata calcolata sul Comune sbagliato.Controlla i dati reddituali: l’INPS si basa sui redditi dichiarati al fisco. Se hai presentato 730 o Redditi PF, i dati devono coincidere.Richiedi un appuntamento al patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il calcolo e, se necessario, presenta richiesta di riesame all’INPS. Quando finiranno le trattenute aggiuntiveTieni presente queste scadenze chiave per il 2026, che indicano quando ogni componente cessa di gravare sulla pensione:Addizionale comunale (saldo 2025 + acconto 2026): termina con la rata di novembre 2026Addizionale regionale 2025: termina con la rata di gennaio 2027Recupero indebiti: dipende dall’importo e dal piano di rateizzazione, può durare anche più di 12 mesiConguaglio rivalutazione: tipicamente esaurito entro 2-3 mensilitàA partire da dicembre 2026 l’addizionale comunale non sarà più trattenuta (ma riprenderà a marzo 2027 con il nuovo saldo), quindi quel mese tipicamente la pensione sarà più alta. A febbraio 2027 termina anche l’addizionale regionale 2025 e il netto torna sui livelli iniziali.Verifica il tuo cedolino con il CAF Centro FiscalePochi minuti per capire perché la pensione di maggio è più bassa e individuare eventuali errori. Servizio gratuito di patronato.📞 Telefono: 0432 1638640 💬 WhatsApp: 366 6018121 📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineServizio Calcolo Pensione📬 Resta aggiornato sulle novità fiscaliIscriviti alla newsletter del CAF Centro Fiscale per non perdere le novità su pensioni, dichiarazione dei redditi e bonus. 🔒 Dati al sicuro, niente spam.Domande frequentiPerché la pensione di maggio 2026 è più bassa di aprile?Nella maggior parte dei casi la riduzione è dovuta all’avvio dell’acconto dell’addizionale comunale IRPEF, che si somma al saldo dell’anno precedente. Possono incidere anche conguagli fiscali e recuperi di indebiti.Le trattenute sono permanenti?No, le addizionali sono rateizzate per legge: l’addizionale comunale termina a novembre 2026, quella regionale a gennaio 2027. A dicembre 2026 vedrai un netto più alto.Posso chiedere di sospendere la trattenuta?Le addizionali IRPEF non possono essere sospese: sono dovute per legge. Per i recuperi di indebiti, invece, è possibile chiedere all’INPS una rateizzazione più lunga se la rata mensile incide significativamente sul tenore di vita.Esistono soglie di esenzione dalle addizionali?Sì. Molte Regioni e Comuni prevedono una soglia di esenzione (tipicamente tra 12.000 e 15.000 € di reddito complessivo). In FVG l’addizionale regionale non è dovuta sotto 15.000 €. Verifica la soglia del tuo Comune.Come faccio a sapere quanto pagherò di addizionali nel 2026?Trovi l’importo annuo dovuto sulla CU 2026 (rilasciata entro marzo). Diviso per 11 ottieni la rata mensile attesa. Il CAF può ricostruire il calcolo e verificare la correttezza.Devo presentare ricorso se la trattenuta sembra errata?Prima di pensare al ricorso conviene chiedere un riesame all’INPS tramite il patronato. Spesso l’errore si risolve in tempi rapidi senza dover attivare procedure formali. Solo in caso di rifiuto si valuta il ricorso amministrativo. Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 08:00:002026-05-30 00:54:32Pensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le Trattenute
GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOEsigibilita IVA nel Regime Forfettario 2026: Come Funziona e Casi ParticolariL’esigibilità IVA nel regime forfettario 2026 è uno dei temi più cercati e meno chiari da chi gestisce una partita IVA agevolata, soprattutto nei momenti delicati di passaggio da o verso il regime ordinario. La domanda è ricorrente: il forfettario, che non addebita IVA in fattura, deve preoccuparsi dell’esigibilità? E cosa succede in casi particolari come reverse charge, acquisti intracomunitari, importazioni o superamento delle soglie di 85.000 e 100.000 euro?In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine analizziamo il concetto di esigibilità immediata e differita, la regola generale per il forfettario (esonero da addebito IVA ex art. 1 comma 58 della Legge 190/2014), tutti i casi particolari in cui anche il forfettario “incontra” l’IVA, e cosa accade quando si esce dal regime agevolato. Con esempi pratici, calcoli e una sezione FAQ finale.Indice dei contenutiCos’è l’esigibilità IVA: la definizione tecnicaEmissione fattura vs esigibilità: la differenzaEsigibilità immediata: la regola generaleEsigibilità differita e IVA per cassaForfettario: nessuna IVA in fattura, nessuna esigibilità tradizionaleCasi particolari di IVA per i forfettariReverse charge interno: come si comporta il forfettarioAcquisti intracomunitari e prestazioni UEImportazioni extra-UE: IVA in doganaVendite a privati UE: regime OSSUscita dal forfettario: 85.000 e 100.000 euroCalcolo IVA pro-rata in caso di uscitaComunicazioni LIPE per i forfettari uscentiEsempi pratici con calcoliFAQ – Domande frequentiCos’è l’esigibilità IVA: la definizione tecnicaL’esigibilità IVA è il momento in cui l’imposta sul valore aggiunto diventa “dovuta” all’erario. È il punto temporale preciso in cui sorge il debito IVA del cedente/prestatore verso lo Stato e, contemporaneamente, il diritto alla detrazione per il cessionario/committente. La disciplina è contenuta nell’art. 6 del DPR 633/1972 (Decreto IVA), modificato più volte negli ultimi quindici anni.Capire l’esigibilità è fondamentale perché determina:Quando l’IVA va versata all’Agenzia delle Entrate (con F24)In quale liquidazione periodica (mensile o trimestrale) far confluire l’operazioneQuando il cliente può detrarre l’IVA pagata sugli acquistiQuale anno fiscale “vede” l’operazione ai fini della dichiarazione IVAEsistono due grandi famiglie di esigibilità: esigibilità immediata (la regola generale) ed esigibilità differita (l’eccezione, legata all’incasso). Una terza categoria, l’esigibilità “split payment” verso la PA, è rilevante solo per chi fattura alla Pubblica Amministrazione e i forfettari ne sono esclusi. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Emissione fattura vs esigibilità: la differenzaMolti contribuenti, anche esperti, confondono il momento di emissione della fattura con il momento di esigibilità dell’IVA. Sono due concetti distinti, anche se nella maggior parte dei casi coincidono.Il momento di effettuazione dell’operazione (art. 6 DPR 633/72) è:Beni mobili: consegna o spedizioneBeni immobili: stipula del contratto/attoPrestazioni di servizi: pagamento del corrispettivoLa fattura deve essere emessa (in formato elettronico via SDI dal 2024 per quasi tutti, forfettari inclusi) entro 12 giorni dall’effettuazione per le fatture immediate, oppure entro il giorno 15 del mese successivo per le fatture differite. L’esigibilità IVA coincide, di regola, con il momento di effettuazione dell’operazione, non con la data di emissione della fattura.Esempio: se consegno una merce il 28 maggio 2026 e fatturo l’8 giugno 2026, l’IVA è esigibile a maggio 2026, non a giugno. Per i forfettari, come vedremo, questa distinzione è in gran parte irrilevante perché non addebitano IVA, ma diventa cruciale in caso di reverse charge o uscita dal regime.Esigibilità immediata: la regola generaleL’esigibilità immediata è il regime ordinario applicato alla stragrande maggioranza delle operazioni IVA in Italia. Significa che l’IVA è dovuta all’erario nel momento stesso in cui l’operazione è effettuata, indipendentemente dal fatto che il cliente abbia pagato o meno.In pratica, il fornitore in regime ordinario:Emette fattura con IVA (per esempio 22%)Inserisce l’IVA nella liquidazione periodica del mese/trimestre di emissioneVersa l’IVA con F24 entro il 16 del mese successivo (mensili) o entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (trimestrali)Lo deve fare anche se il cliente non ha ancora pagatoQuesto crea il classico problema di finanza d’impresa: anticipare al fisco un’IVA che non è ancora stata incassata dal cliente. Per mitigare il problema, il legislatore ha introdotto due eccezioni: l’esigibilità differita per le fatture verso enti pubblici e il regime di IVA per cassa (cash accounting). Esigibilità differita e IVA per cassaL’esigibilità differita sposta il momento di versamento dell’IVA al momento dell’incasso del corrispettivo. È il principio di “cassa” applicato all’IVA. In Italia, esistono due forme principali:Esigibilità differita “automatica” (art. 6 c. 5 DPR 633/72)Si applica obbligatoriamente alle cessioni e prestazioni effettuate verso enti pubblici (Stato, Regioni, Comuni, ASL, Università, ecc.). L’IVA diventa esigibile al pagamento, non all’emissione della fattura. Tuttavia, dal 2015 lo “split payment” ha sostituito in larga parte questa disciplina per la PA. I forfettari, comunque, non addebitano IVA neanche verso la PA, quindi la questione li riguarda marginalmente.IVA per cassa – Cash accounting (art. 32-bis DL 83/2012)Introdotto dal Decreto Crescita 2012, il regime di IVA per cassa consente di posticipare:Il versamento dell’IVA a debito al momento dell’incasso della fatturaLa detrazione dell’IVA a credito al momento del pagamento al fornitoreL’opzione è disponibile per i contribuenti con volume d’affari fino a 2 milioni di euro annui e va esercitata in dichiarazione IVA. Esiste un limite temporale: trascorso un anno dall’effettuazione dell’operazione, l’IVA diventa comunque esigibile, anche se la fattura non è stata pagata (salvo procedure concorsuali).I forfettari non possono optare per l’IVA per cassa, semplicemente perché non applicano IVA in fattura. Il regime per cassa è pensato per i contribuenti ordinari semplificati o i piccoli professionisti che vogliono allineare obblighi fiscali e flussi di cassa.Forfettario: nessuna IVA in fattura, nessuna esigibilità tradizionaleVeniamo al cuore della questione. Il regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, modificato dalla Legge di Bilancio 2023 e successive) prevede un esonero generalizzato dall’addebito dell’IVA. Lo stabilisce in modo cristallino il comma 58:“I contribuenti che applicano il regime forfettario non addebitano l’imposta sul valore aggiunto a titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti.”Questo significa, per il forfettario:Niente IVA in fattura verso il cliente (no rivalsa)Niente detrazione IVA sugli acquisti effettuatiNessun obbligo di liquidazione periodica IVA (mensile o trimestrale)Nessun obbligo di versamento IVA con F24Nessuna dichiarazione annuale IVA (modello IVA)Nessuna comunicazione LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA)In sostanza, per il forfettario “puro” il concetto di esigibilità IVA non esiste. Le fatture devono però riportare la dicitura obbligatoria:Dicitura obbligatoria in fattura forfettaria: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – regime forfettario. Non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 1 comma 58 L. 190/2014.”Nel formato XML della fattura elettronica, il forfettario indica come natura IVA il codice “N2.2” (operazioni non soggette – altri casi). La marca da bollo da 2 euro va apposta sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Casi particolari di IVA per i forfettariDetto questo, esistono almeno cinque situazioni in cui anche il forfettario “incontra” l’IVA e deve gestirne il versamento. È fondamentale conoscerle, perché in questi casi il debito IVA esiste eccome, e va versato.Reverse charge interno (cessione di rottami, edilizia in subappalto, fabbricati strumentali)Reverse charge UE (acquisti intracomunitari di beni e servizi)Importazioni extra-UE (IVA dovuta in dogana)Operazioni con autofattura (prestazioni da soggetti extra-UE)Vendite a privati UE oltre soglia 10.000 euro (regime OSS)In tutti questi casi il forfettario, pur restando nel regime agevolato per i ricavi nazionali, deve versare l’IVA con F24 e in alcuni casi presentare comunicazioni specifiche. Vediamoli uno per uno.Reverse charge interno: come si comporta il forfettarioIl reverse charge interno (inversione contabile) è disciplinato dall’art. 17 commi 5 e 6 del DPR 633/72. Si applica a operazioni come:Cessione di rottami, cascami ferrosi e non ferrosiCessione di fabbricati strumentali in opzione IVASubappalti in edilizia (settore costruzioni)Cessione di console, tablet, PC, microprocessori (cessione B2B)Cessione di oro industrialeServizi di pulizia, demolizione, installazione impianti in edificiLa regola del reverse charge è semplice: l’IVA è assolta dal cessionario/committente, non dal cedente/prestatore. Per il forfettario, le situazioni si dividono in due:Forfettario come cedente/prestatoreSe il forfettario emette una fattura per un’operazione in reverse charge (per esempio, un piccolo edile forfettario in subappalto), non addebita IVA (come sempre) e indica nella fattura la natura “N2.2” (forfettario). Non scatta l’inversione contabile, perché il forfettario non è soggetto IVA. Il cliente quindi non deve integrare la fattura.Forfettario come cessionario/committenteCaso completamente diverso: se il forfettario riceve una fattura senza IVA in reverse charge (ad esempio, acquista rottami o riceve un servizio in edilizia subappalto), deve:Integrare la fattura con l’IVA (di regola 22%, salvo aliquote specifiche)Versare l’IVA all’erario con F24, codice tributo specificoNon detrarla (perché il forfettario non ha diritto a detrazione)L’IVA versata diventa costo deducibile ai fini del coefficiente di redditivitàIl versamento avviene entro il 16 del mese successivo all’operazione. Va indicato nel quadro VJ del modello IVA (che il forfettario deve presentare se ha avuto reverse charge). Il codice tributo F24 dipende dalla tipologia (es. 6099 per IVA mensile reverse charge).Attenzione: in caso di reverse charge ricevuto, il forfettario è tenuto a presentare la dichiarazione IVA annuale (modello IVA) limitatamente alle operazioni con reverse charge. Va compilato il quadro VJ e versato l’IVA in F24.Acquisti intracomunitari e prestazioni UEIl forfettario che acquista beni o servizi da soggetti UE deve gestire il reverse charge intracomunitario. La disciplina è contenuta nell’art. 7-bis e seguenti del DPR 633/72, integrati dal DL 331/1993.Acquisti di beni intracomunitariSe il forfettario acquista beni da un fornitore UE, esistono due regimi a seconda della soglia annua di 10.000 euro:Sotto i 10.000 euro/anno: il fornitore UE addebita la propria IVA (es. IVA tedesca al 19%). Il forfettario paga e basta. Non integra né versa IVA italiana.Oltre i 10.000 euro/anno: il forfettario deve iscriversi al VIES, comunicare al fornitore di voler acquistare in regime intracomunitario, e integrare la fattura con IVA italiana, da versare con F24 entro il 16 del mese successivo.Servizi ricevuti da soggetti UEPer i servizi B2B (es. abbonamento software cloud da Irlanda, Google Ads, hosting estero), si applica sempre il reverse charge ex art. 7-ter, indipendentemente dalla soglia. Il forfettario deve:Iscriversi al VIES (Modello AA9/12 o online)Comunicare la propria partita IVA italiana al fornitoreRicevere fattura senza IVAIntegrare con IVA italiana (22% standard)Versare l’IVA con F24 entro il 16 del mese successivoPresentare modello INTRA mensile o trimestrale (acquisti)L’IVA versata in reverse charge UE è un costo per il forfettario, non recuperabile, ma “assorbito” dal coefficiente di redditività che riconosce un costo forfettizzato. Importazioni extra-UE: IVA in doganaQuando un forfettario importa beni da Paesi extra-UE (Cina, USA, UK post-Brexit, Svizzera, ecc.), l’IVA è dovuta in dogana, calcolata sul valore del bene + dazi + spese di trasporto. Si tratta di un’IVA esigibile immediatamente al momento dell’introduzione del bene nel territorio italiano.Il forfettario:Paga l’IVA in dogana (di solito tramite spedizioniere)Non può detrarlaL’IVA versata è un costo incluso nel valore del bene importatoNon deve presentare alcuna dichiarazione IVA per la sola importazionePer i piccoli importatori (es. acquisti su Alibaba, AliExpress) che superano la soglia di 150 euro per spedizione, l’IVA è calcolata e riscossa in dogana. Sotto la soglia, dal 2021 vige il regime IOSS (Import One Stop Shop) gestito direttamente dal venditore.Vendite a privati UE: regime OSS oltre 10.000 euroCaso meno noto ma sempre più rilevante per e-commerce e creator: il forfettario che vende beni o servizi digitali a privati consumatori UE. La disciplina è il regime OSS (One Stop Shop), attivo dal 1° luglio 2021.Sotto i 10.000 euro/anno di vendite UE B2C: si applica l’IVA italiana (per il forfettario, niente IVA – dicitura N2.2)Oltre i 10.000 euro/anno: si applica l’IVA del Paese di destinazione del consumatore. Il forfettario deve:Iscriversi al regime OSS tramite portale Agenzia EntrateApplicare l’IVA del Paese del cliente (es. 19% Germania, 20% Francia)Versare l’IVA trimestralmente tramite OSSPresentare dichiarazione OSS trimestraleIn questo caso, il forfettario perde di fatto l’agevolazione IVA italiana ma resta nel regime forfettario per i ricavi (purché entro 85.000 euro). L’IVA OSS versata è un costo, non un’imposta sostitutiva.Uscita dal forfettario: 85.000 e 100.000 euroVeniamo al tema più delicato: quando il forfettario diventa contribuente IVA “vero”, cioè inizia ad addebitare IVA in fattura e a gestirne l’esigibilità in modo ordinario. Le due soglie chiave sono 85.000 e 100.000 euro.Soglia 85.000 euro: uscita dall’anno successivoSe il forfettario, in un anno, supera 85.000 euro di ricavi/compensi ma resta sotto i 100.000 euro, esce dal regime dall’anno successivo. Esempio:Anno 2026: ricavi 90.000 euro (forfettario)Anno 2027: passa al regime ordinario dal 1° gennaioLe fatture 2026 restano senza IVADal 1° gennaio 2027 le fatture si emettono con IVA al 22% (o aliquota applicabile)Soglia 100.000 euro: uscita immediata stesso annoSe invece i ricavi superano 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata e retroattiva al momento del superamento. È la novità più impattante introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e confermata negli anni successivi.Tutte le operazioni effettuate fino alla fattura che fa superare la soglia (esclusa) restano forfettarieLa fattura che determina lo “sforo” e tutte quelle successive devono essere emesse con IVASe il superamento avviene a metà anno, il contribuente deve attivarsi immediatamente: aprire i registri IVA, iscriversi a INPS Gestione Separata o gestione artigiani/commercianti come “ordinario”, presentare LIPEEsempio pratico: Mario, forfettario, a settembre 2026 emette fattura di 8.000 euro che fa superare i 100.000 euro complessivi. Quella fattura va emessa con IVA al 22% (1.760 euro). Tutte le fatture successive devono avere IVA. Le fatture pregresse del 2026 restano senza IVA. Da settembre 2026 Mario diventa contribuente IVA ordinario “trimestrale” di norma.Calcolo IVA pro-rata in caso di uscitaQuando si esce dal forfettario, scatta una norma poco conosciuta ma importante: il diritto alla detrazione “retroattiva” dell’IVA sui beni strumentali e sulle rimanenze, prevista dall’art. 1 c. 61 L. 190/2014.In pratica, il contribuente che passa al regime ordinario può detrarre l’IVA assolta in regime forfettario su:Rimanenze finali di beni acquistati e non vendutiBeni strumentali ammortizzabili acquistati negli ultimi 5 anni (10 anni per immobili)Servizi non ancora utilizzati alla data di uscita (es. canoni anticipati)Il calcolo è pro-rata temporis per i beni ammortizzabili: si recupera la quota di IVA proporzionale al periodo residuo di ammortamento. Esempio:PC acquistato nel 2024 a 1.220 euro (1.000 + IVA 220)Periodo ammortamento PC: 5 anni (quote del 20%)Uscita dal forfettario: 1° gennaio 2027Quote residue: 2027, 2028 (2 anni su 5)IVA detraibile: 220 × (2/5) = 88 euroLa detrazione si effettua nella prima dichiarazione IVA del nuovo regime, presentando una rettifica ai sensi dell’art. 19-bis2 DPR 633/72. È un’operazione delicata che richiede di conservare le fatture di acquisto degli anni precedenti. Comunicazioni LIPE per i forfettari uscentiUna volta usciti dal regime forfettario, il contribuente è tenuto a tutti gli adempimenti IVA ordinari, tra cui le LIPE – Liquidazioni Periodiche IVA. Si tratta di comunicazioni trimestrali (telematiche) che riepilogano le operazioni IVA del trimestre.Scadenze LIPE 2026-2027:I trimestre (gen-mar): entro 31 maggioII trimestre (apr-giu): entro 30 settembreIII trimestre (lug-set): entro 30 novembreIV trimestre (ott-dic): entro fine febbraio dell’anno successivo (oppure dichiarazione IVA annuale presentata entro fine febbraio)Per chi esce dal forfettario per superamento dei 100.000 euro a metà anno, la prima LIPE deve essere presentata per il trimestre di superamento. Esempio: superamento il 15 settembre 2026, prima LIPE per il III trimestre 2026 entro il 30 novembre 2026.Esempi pratici con calcoliEsempio 1: Forfettario “puro” senza casi particolariAnna, copywriter forfettaria, fattura nel 2026 a clienti italiani per 35.000 euro. Tutte le fatture sono senza IVA con dicitura N2.2.IVA da versare: 0 euroLIPE: non dovuteModello IVA: non dovutoEsigibilità IVA: concetto non applicabileEsempio 2: Forfettario con servizio UE (Google Ads)Marco, web designer forfettario, nel 2026 spende 2.000 euro in Google Ads (Irlanda). Riceve fattura senza IVA con reverse charge UE.Integrazione fattura: 2.000 × 22% = 440 euro IVAF24 codice 6099 entro il 16 del mese successivo: 440 euroModello INTRA acquisti servizi: dovutoModello IVA annuale (quadro VJ): dovutoI 440 euro versati sono un costo “assorbito” dal coefficiente forfettarioEsempio 3: Forfettario edile con reverse charge internoGiuseppe, idraulico forfettario in Friuli, lavora in subappalto per 8.000 euro per un’impresa edile. Emette fattura senza IVA (forfettario) ma non scatta il reverse charge: la fattura riporta solo la dicitura forfettaria N2.2.Diversamente: se Giuseppe acquista materiale di rottame da 1.500 euro per 1.000 euro di valore reale, la fattura del rivenditore è in reverse charge. Giuseppe deve integrare con IVA al 22% (220 euro) e versarla.Esempio 4: Uscita per superamento 100.000 euroLaura, consulente forfettaria, nel 2026 ha già fatturato 95.000 euro al 30 giugno. A luglio emette una fattura da 8.000 euro: ricavi totali 103.000 euro = uscita immediata.Fattura di luglio: 8.000 + IVA 22% (1.760) = 9.760 euroTutte le fatture successive con IVAApertura registri IVA con effetto dal 1° luglio (o dalla data della fattura “sforo”)Prima LIPE: III trimestre 2026, entro 30 novembre 2026Modello IVA 2027 con quadro VJ e VLPossibile rettifica IVA su beni strumentali e rimanenze (art. 19-bis2)Esempio 5: Vendita digitale a privati UE oltre sogliaSara, content creator forfettaria, vende corsi online a privati UE per 15.000 euro nel 2026. Supera la soglia di 10.000 euro: deve iscriversi a OSS.Vendite a francesi: IVA francese 20%Vendite a tedeschi: IVA tedesca 19%Versamento OSS trimestrale tramite portale Agenzia EntrateI ricavi (al netto IVA OSS) restano nel forfettario, purché totali sotto 85.000 euroHai dubbi sull’esigibilità IVA o sul tuo regime forfettario?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste partite IVA forfettarie per fatturazione, gestione casi particolari (reverse charge, OSS, importazioni), passaggio al regime ordinario e calcolo IVA pro-rata in uscita.Prenota un appuntamento: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121 Email: info@centrofiscale.com 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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È la regola standard per i contribuenti ordinari. Il forfettario, non addebitando IVA, riporta in fattura “esigibilità immediata” come campo formale ma senza imposta dovuta.Posso scegliere l’IVA per cassa se sono forfettario?No. L’IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012) è disponibile solo per chi addebita IVA in fattura. Il forfettario, esonerato dall’addebito IVA, non può optare per il regime cash accounting. Se vuoi la “logica per cassa” anche sui ricavi, il forfettario è già di per sé un regime di cassa per le imposte sui redditi.Cosa succede se ricevo una fattura in reverse charge come forfettario?Devi integrare la fattura con l’IVA italiana (di solito 22%), versarla con F24 entro il 16 del mese successivo (codice tributo specifico) e presentare la dichiarazione IVA annuale con il quadro VJ compilato. Non puoi detrarre l’IVA versata, che diventa un costo. Esempi tipici: acquisto rottami, lavori in subappalto edile ricevuti, console/PC B2B.Devo iscrivermi al VIES se sono forfettario e compro su Amazon Business?Se acquisti da Amazon Business sotto i 10.000 euro/anno da fornitori UE, no: paghi l’IVA del Paese di origine. Se superi i 10.000 euro/anno o ricevi servizi B2B da fornitori UE (es. AWS, Microsoft Ireland, Google Ads Ireland), sì: devi iscriverti al VIES e gestire il reverse charge intracomunitario, con integrazione e versamento IVA italiana.Se supero 100.000 euro a metà anno, devo riemettere le fatture precedenti con IVA?No. Le fatture emesse prima di quella che determina il superamento restano senza IVA (forfettarie). Solo la fattura che fa “sforare” e tutte quelle successive devono essere emesse con IVA. È una novità della Legge di Bilancio 2023 che ha eliminato la “retroattività” piena dell’uscita immediata.Posso recuperare l’IVA pagata in regime forfettario quando passo all’ordinario?Sì, parzialmente. L’art. 19-bis2 DPR 633/72 consente la rettifica della detrazione per beni strumentali ammortizzabili (entro 5 anni dall’acquisto, 10 anni per immobili) e per le rimanenze finali. Si calcola pro-rata temporis e si fa valere nella prima dichiarazione IVA del nuovo regime. È un’operazione tecnica, conviene farsi assistere da un commercialista o CAF.Devo presentare LIPE se sono forfettario?No, il forfettario “puro” non presenta LIPE perché non liquida IVA. Eccezione: se hai operazioni in reverse charge (interno o UE) o vendite OSS, devi presentare il modello IVA annuale con i quadri specifici (VJ, ecc.), ma non le LIPE trimestrali. Le LIPE diventano obbligatorie solo se esci dal forfettario e passi al regime ordinario.L’IVA in dogana sulle importazioni è recuperabile?No, il forfettario non può recuperare l’IVA versata in dogana sulle importazioni extra-UE. È un costo definitivo, che entra nel valore d’acquisto del bene. Solo passando al regime ordinario potresti detrarre l’IVA su acquisti futuri, ma non su quelli pregressi (salvo la rettifica per beni strumentali ex art. 19-bis2).Cosa devo fare se ho dubbi sul mio regime IVA come forfettario?Il consiglio è di rivolgersi a un CAF o commercialista esperto in regime forfettario. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste partite IVA forfettarie su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia per fatturazione elettronica, gestione casi particolari, passaggio al regime ordinario e adempimenti IVA. Prima visita gratuita su appuntamento al 0432 1638640.Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineGestione completa partita IVA forfettaria: apertura, fatturazione, casi particolari (reverse charge, OSS, importazioni), passaggio al regime ordinario, dichiarazione redditi e IVA. Chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp 366 6018121 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-07 08:00:002026-10-11 22:17:22Esigibilita IVA nel Regime Forfettario 2026: Come Funziona e Casi Particolari
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATOModello C2 Storico online: come scaricarlo con SPID in ogni Regione per i Bonus Assunzioni 2026Se il tuo datore di lavoro ti ha detto che ha bisogno del Modello C2 Storico per richiedere uno sgravio contributivo INPS, probabilmente ti sei chiesto: cos’è esattamente, dove lo trovo, e come faccio a scaricarlo? In questa guida trovi la risposta completa, con le istruzioni specifiche per ogni Regione italiana, i portali online dove accedere con SPID o CIE, e tutto ciò che serve sapere per i principali Bonus Assunzioni 2026.Il Modello C2 Storico (o Scheda Anagrafico-Professionale storica) è il documento che certifica ufficialmente lo stato di disoccupazione di un lavoratore e la sua storia di disponibilità immediata al lavoro (DID). Per il datore di lavoro che intende assumere beneficiando degli esoneri contributivi previsti dal Decreto Lavoro 2023 (art. 21, DL 60/2024) o dai precedenti incentivi INPS, questo documento è spesso richiesto come prova che il lavoratore possedeva i requisiti al momento dell’assunzione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Modello C2 Storico e la Scheda Anagrafico-ProfessionaleDifferenza tra C2 attuale e C2 StoricoI Bonus Assunzioni 2026 che richiedono il C2 StoricoCome scaricare il C2 Storico con SPID o CIE: guida passo-passoPortali regionali: procedura per ogni Regione italianaDocumenti per il datore di lavoro per richiedere lo sgravio INPSErrori comuni e come evitarliDomande frequenti sul Modello C2 StoricoCos’è il Modello C2 Storico e la Scheda Anagrafico-ProfessionaleIl Modello C2 Storico, ufficialmente denominato Scheda Anagrafico-Professionale (SAP) storica, è un documento rilasciato dai Centri per l’Impiego (CPI) regionali che attesta lo storico delle posizioni lavorative, delle dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro (DID) e dello stato occupazionale di un lavoratore nel corso del tempo.A differenza del semplice stato occupazionale attuale, il C2 Storico riepiloga l’intera storia del rapporto del lavoratore con il Centro per l’Impiego: quando ha reso la prima DID, quanti periodi di disoccupazione ha avuto, se ha mai perso lo stato di disoccupazione e per quale motivo, quali patti di servizio ha sottoscritto. Questo storico è fondamentale per dimostrare che il lavoratore era regolarmente disoccupato da almeno X mesi al momento dell’assunzione, requisito chiave per molti bonus.Dal punto di vista normativo, la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) è disciplinata dal D.Lgs. 150/2015 (Jobs Act – riforma dei servizi per il lavoro) e successive modifiche. L’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), ora riassorbita nel Ministero del Lavoro, ha definito gli standard per la gestione delle SAP nei sistemi informativi regionali. Il documento è generato dai sistemi regionali (SIL – Sistemi Informativi del Lavoro) che alimentano il SIAP (Sistema Informativo per l’Accreditamento dei Professionisti) e il registro nazionale. Differenza tra C2 attuale e C2 StoricoMolti lavoratori confondono il C2 attuale (che certifica il solo stato di disoccupazione in corso) con il C2 Storico. Ecco le differenze principali:CaratteristicaC2 AttualeC2 StoricoCosa certificaStato di disoccupazione attualeIntera storia DID e occupazionalePeriodo copertoSolo il momento presenteDa prima DID a oggi (storico completo)Uso principaleAccesso a servizi INPS (NASPI, ecc.)Bonus assunzioni, sgravi contributivi datoreChi lo richiedeLavoratoreLavoratore (per darlo al datore di lavoro)Dove si ottieneCPI, portali regionali, MyANPALCPI, portali regionali, MyANPALFormatoPDF semplicePDF con storico cronologico completoAttenzione: non tutti i portali regionali distinguono esplicitamente le due versioni con le stesse denominazioni. In alcune regioni il C2 Storico viene chiamato “Scheda SAP storica”, in altre “Estratto scheda anagrafico-professionale” o semplicemente “C2 con storico”. Nella richiesta al CPI specifica sempre: “Ho bisogno del documento completo con lo storico delle DID per richiedere un bonus assunzioni”. I Bonus Assunzioni 2026 che richiedono il C2 StoricoIl Modello C2 Storico è richiesto o fortemente consigliato per i seguenti incentivi all’assunzione attivi nel 2026. Il datore di lavoro deve conservarlo come prova documentale in caso di verifica INPS.1. Esonero Contributivo per Giovani Under 35 (ex art. 21, DL 60/2024)Prorogato e potenziato con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), questo bonus riconosce al datore di lavoro un esonero contributivo del 100% (fino a un massimo di 500 euro mensili per 24 mesi) per ogni lavoratore under 35 mai assunto a tempo indeterminato in precedenza. Per i datori del Sud Italia (ZES Unica) l’esonero sale al 120% per 36 mesi. Il C2 Storico serve a dimostrare che il lavoratore non aveva mai avuto un contratto a tempo indeterminato in vigore.Riferimento normativo: Circolare INPS n. 24/2025 e messaggio INPS n. 1020/2025. La domanda si presenta tramite portale INPS – Portale delle Agevolazioni (ex-DiResCo).2. Bonus Giovani NEET Under 35 (Garanzia Occupabilità Lavoratori)Riservato ai giovani under 35 che sono NEET (Not in Education, Employment or Training) registrati nel programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori). L’esonero contributivo per i giovani under 35 prevede benefici fino al 100% dei contributi per 12 mesi (elevabile a 24 in alcune circostanze). Il requisito NEET viene dimostrato attraverso la SAP storica che attesta l’assenza di occupazione stabile e la mancata frequenza di percorsi formativi nel periodo precedente.3. Bonus Donne 2026 (Donne svantaggiate)Previsto dall’art. 4 della L. 92/2012 (Legge Fornero) e prorogato annualmente, il Bonus Donne riconosce un esonero contributivo del 50% per 12 mesi (18 mesi in caso di contratto a tempo indeterminato) per l’assunzione di donne che versano in determinate condizioni di svantaggio:Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai fondi strutturali UE (Sud Italia e isole)Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi ovunque residentiDonne prive di impiego da almeno 6 mesi operanti in settori con forte disparità occupazionale di genereIl C2 Storico è il documento che certifica l’assenza di impiego regolarmente retribuito per il periodo richiesto, che viene verificato da INPS in sede di istruttoria. Per le bonus mamme lavoratrici, vedi anche la nostra guida sul Bonus Mamme Lavoratrici 2026.4. Esonero Contributivo ZES Unica Sud 2026Previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna), il bonus è pari al 100% dei contributi previdenziali per 24 mesi, con massimale di 650 euro mensili per lavoratore. Anche in questo caso il C2 Storico attesta lo stato di disoccupazione del lavoratore al momento dell’assunzione.5. Incentivo per lavoratori in NASPI (agevolazione sgravio)I datori di lavoro che assumono lavoratori percettori di NASPI (indennità di disoccupazione) possono beneficiare di un incentivo pari ai residui mensili di NASPI non ancora fruiti dal lavoratore. Il C2 Storico dimostra che il soggetto era beneficiario NASPI e in stato di disoccupazione. Per approfondire la NASPI, la nostra guida completa sulla NASPI e disoccupazione chiarisce tutti i dettagli. Come scaricare il C2 Storico con SPID o CIE: guida passo-passoLa procedura generale per ottenere il C2 Storico online con autenticazione digitale (SPID, CIE o CNS) prevede questi passaggi standard, validi nella maggior parte delle regioni:Passo 1: Accedi al portale regionale o a MyANPALHai due strade principali:MyANPAL (ora MLPS): il portale nazionale raggiungibile all’indirizzo myanpal.anpal.gov.it (verificare l’attuale URL sul sito del Ministero del Lavoro). Consente l’accesso con SPID, CIE o CNS e permette di visualizzare la propria SAP attuale. Tuttavia, per il documento storico certificato con validità legale per i bonus, molte regioni richiedono di passare dal portale regionale.Portale regionale: ogni regione ha il proprio sistema informativo del lavoro (SIL). Vedi la tabella nella sezione successiva per trovare quello della tua regione.Passo 2: Autenticazione con SPID o CIEPer accedere ai portali del lavoro regionali è necessario disporre di:SPID (livello 2): il sistema più diffuso, fornito da provider accreditati come Poste Italiane (PosteID), Aruba, InfoCert, Namirial, TIM, Intesa, ecc. Se non hai lo SPID, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nell’attivazione.CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN: alternativa valida in tutti i portali che supportano l’autenticazione CIE.CNS (Carta Nazionale dei Servizi): usata principalmente in ambito professionale.Passo 3: Naviga alla sezione “La mia scheda” o “Scheda anagrafico-professionale”Una volta autenticato nel portale, cerca la sezione dedicata alla tua scheda personale. I nomi variano per regione:“Scheda anagrafico-professionale” o “La mia SAP”“Il mio profilo lavorativo”“Documenti / Certificati”Passo 4: Seleziona “Storico” o “Scheda storica”Nella sezione della SAP troverai (in molti portali) la possibilità di visualizzare lo storico. Seleziona “Scheda storica”, “Visualizza storico” o equivalente. Se questa opzione non è disponibile online, dovrai recarti di persona al Centro per l’Impiego.Passo 5: Scarica il PDF e conservaloIl documento viene generato in formato PDF, spesso con firma digitale del CPI. Scaricalo, stampalo e consegnalo al datore di lavoro che lo conserverà nel fascicolo del dipendente per eventuali verifiche INPS. Non ha una scadenza fissa, ma in caso di variazioni del tuo stato occupazionale dovrai generarne uno aggiornato. Portali regionali: procedura per ogni Regione italianaOgni regione gestisce autonomamente il proprio sistema informativo del lavoro. Di seguito la tabella completa con i portali ufficiali e le indicazioni specifiche per scaricare il C2 Storico in ogni area d’Italia.RegionePortale / SistemaAccessoSezione C2 StoricoPiemonteIOLAVORO (iolavoro.regione.piemonte.it)SPID, CIEArea personale → Scheda professionale → StoricoValle d’AostaPortale Lavoro VDA (lavoro.vda.it)SPID, CIEArea riservata → Documenti CPILombardiaIDO – Informagiovani Dote Occupazione (ido.lavoro.regione.lombardia.it)SPID, CIE, CNSArea personale → Scheda anagrafico-professionale → Storico SAPTrentino-Alto AdigeAFOL / Agenzia del lavoro provinciale (agenzialavoro.provincia.tn.it – Trento; Agenzia per l’Impiego BZ per Bolzano)SPID, CIEAccesso sportello o richiesta online → SAP storicaVenetoCLICLAVORO VENETO / Mio Centro per l’Impiego (cliclavoroveneto.it)SPID, CIEArea riservata → La mia scheda → Storico DIDFriuli Venezia GiuliaEFFE-Lavoro FVG (lavoro.regione.fvg.it)SPID, CIE, CNSArea personale → Scheda SAP → Richiedi storicoLiguriaPortale Lavoro Liguria (lavoroliguria.regione.liguria.it)SPID, CIEProfilo → Scheda professionale → StoricoEmilia-RomagnaLAVORO PER TE (lavoroperme.regione.emilia-romagna.it)SPID, CIEArea personale → Il mio fascicolo → Scheda storicaToscanaIDOL – Toscana (idol.regione.toscana.it)SPID, CIE, CNSArea personale → Scheda anagrafico-professionale → StoricoUmbriaSINTESI Umbria (sintesi.regione.umbria.it)SPID, CIEProfilo lavoratore → SAP → Estrai storicoMarcheSIL Marche (silmarche.regione.marche.it)SPID, CIEArea riservata → Scheda professionale → Versione storicaLazioCPI Lazio Online (lavoro.regione.lazio.it)SPID, CIEArea personale → Documenti → C2 storicoAbruzzoPortale Lavoro Abruzzo (lavoroabruzzo.regione.abruzzo.it)SPID, CIEArea riservata → Scheda SAP → StoricoMoliseSIL Molise / CPI territoriale (lavoro.regione.molise.it)SPID, CIE o sportello fisicoRichiesta diretta al CPI (sistema non sempre online)CampaniaARLAS Campania (arlas.regione.campania.it)SPID, CIEArea personale → Scheda lavoratore → Storico SAPPugliaSIL Puglia / Centri per l’Impiego Puglia (cpi.regione.puglia.it)SPID, CIEArea riservata → Scheda professionale → Storico DIDBasilicataPortale Lavoro Basilicata (lavoro.regione.basilicata.it)SPID, CIEArea personale → Documenti SAP → Scheda storicaCalabriaSIL Calabria (sil.regione.calabria.it)SPID, CIEProfilo → Scheda anagrafica → StoricoSiciliaLAVOROPERTE Sicilia (lavoroperte.regione.sicilia.it)SPID, CIEArea riservata → Il mio profilo → SAP storicaSardegnaSARDEGNA LAVORA (sardegnalavora.regione.sardegna.it)SPID, CIEArea personale → Scheda professionale → StoricoNota importante: Gli URL dei portali regionali possono subire aggiornamenti. In caso di difficoltà, cerca sul sito della tua Regione la sezione “Lavoro” o “Centri per l’Impiego” oppure rivolgiti direttamente allo sportello fisico del CPI competente per il tuo Comune di residenza. In alternativa, puoi richiedere l’estrazione del C2 Storico direttamente al CPI tramite PEC o email istituzionale.Cosa fare se il portale regionale non offre il C2 Storico onlineAlcune regioni, in particolare quelle con sistemi informativi meno sviluppati (es. Molise, alcune province della Calabria), non dispongono ancora di un accesso online completo allo storico SAP. In questi casi:Prenota un appuntamento al tuo Centro per l’Impiego territorialmente competentePorta con te un documento d’identità valido e il codice fiscaleChiedi esplicitamente: “Vorrei una copia della mia Scheda Anagrafico-Professionale storica (C2 Storico) con timbro e firma, necessaria per il Bonus Assunzioni”Il documento viene rilasciato gratuitamente entro pochi minuti o al massimo in giornata Documenti per il datore di lavoro per richiedere lo sgravio INPSIl C2 Storico è solo uno dei documenti che il datore di lavoro deve raccogliere e conservare per beneficiare degli sgravi contributivi. Ecco la documentazione completa necessaria per presentare la domanda di esonero all’INPS:Documenti obbligatori raccolti dal datoreC2 Storico del lavoratore (Scheda SAP storica): per dimostrare lo stato di disoccupazione pregressoUniLAV (comunicazione obbligatoria di assunzione): trasmessa al CPI tramite portale del Ministero del Lavoro entro il giorno precedente l’inizio del rapporto. E’ la comunicazione che registra ufficialmente l’assunzione.Copia del contratto di assunzione: con indicazione del tipo (indeterminato, determinato, apprendistato) e della data di decorrenzaDocumento d’identità del lavoratore e codice fiscaleAutocertificazione del lavoratore sulla condizione di svantaggio (per Bonus Donne: assenza di impiego per il periodo richiesto; per NEET: assenza da lavoro e formazione)Come presentare la domanda all’INPSLa domanda di esonero contributivo si presenta tramite il Portale delle Agevolazioni INPS (ex-DiResCo), accessibile dall’area riservata del sito INPS. La procedura prevede:Accedere al portale INPS come datore di lavoro (SPID/CIE con delega)Selezionare “Portale delle Agevolazioni” dal menuScegliere il tipo di incentivo (es. “Esonero giovani under 35”, “Incentivo donne”, ecc.)Compilare il modulo con i dati del lavoratore e del contrattoCaricare la documentazione richiesta (o conservarla agli atti per eventuali ispezioni)Attendere la conferma e il codice autorizzativo INPSIl Quadro RU nel modello 770I datori di lavoro che fruiscono di agevolazioni contributive devono indicarle nel Quadro RU del Modello 770 (dichiarazione dei sostituti d’imposta). Ogni incentivo ha un codice specifico da riportare nel quadro. Il C2 Storico è parte della documentazione da conservare per giustificare quanto dichiarato nel 770 in caso di controllo. Se hai bisogno di assistenza per la compilazione del 770, il CAF Centro Fiscale offre questo servizio alle imprese. Errori comuni e come evitarliDall’esperienza dei nostri consulenti del CAF Centro Fiscale che assistono sia lavoratori sia datori di lavoro nella gestione dei bonus assunzioni, questi sono gli errori più frequenti e come prevenirli:Errore 1: Consegnare il C2 attuale invece dello storicoIl problema: Il datore di lavoro chiede il “C2” e il lavoratore porta il documento che certifica solo lo stato di disoccupazione attuale, senza lo storico delle DID. INPS, in fase di verifica, rigetta la pratica perché non riesce a ricostruire il periodo di disoccupazione pregresso.La soluzione: Specifica sempre al CPI che hai bisogno del documento con lo storico completo. Online, cerca la versione “storica” o “scheda SAP storica”, non solo il profilo attuale.Errore 2: Non aver mai fatto la DIDIl problema: Alcuni lavoratori, pur essendo senza lavoro da mesi, non hanno mai formalmente reso la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro presso il Centro per l’Impiego. Di conseguenza, il loro C2 Storico è vuoto o non registra il periodo di disoccupazione nel modo corretto, e il datore di lavoro non può beneficiare del bonus.La soluzione: Se sei disoccupato, registrati subito al CPI della tua città e rendi la DID. L’iscrizione è gratuita e puoi farlo online (MyANPAL) o allo sportello. La DID è anche obbligatoria per accedere alla NASPI e ad altri ammortizzatori sociali.Errore 3: Il lavoratore non aveva perso lo stato di disoccupazioneIl problema: Lo stato di disoccupazione può perdersi se il lavoratore ha svolto attività lavorativa con reddito superiore alle soglie previste (8.174 euro annui per lavoro dipendente o 4.800 euro per lavoro autonomo, salvo aggiornamenti INPS). Se il C2 Storico mostra una “interruzione” dello stato di disoccupazione, i periodi precedenti potrebbero non essere computabili per certi bonus.La soluzione: Prima di procedere all’assunzione, il datore di lavoro deve verificare attentamente il C2 Storico con un consulente del lavoro o con il CAF per accertarsi che la storia del lavoratore soddisfi esattamente i requisiti del bonus specifico.Errore 4: Inviare l’UniLAV in ritardoIl problema: La comunicazione di assunzione (UniLAV) deve essere inviata entro il giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro. Se inviata in ritardo, il bonus potrebbe essere revocato poiché INPS considera la comunicazione tardiva come indizio di irregolarità.La soluzione: Il datore di lavoro deve inviare l’UniLAV sempre entro le 24:00 del giorno precedente l’inizio del rapporto. Non esistono deroghe per i bonus assunzioni.Errore 5: Bonus non cumulabili utilizzati insiemeIl problema: Alcune agevolazioni non sono cumulabili tra loro. Ad esempio, l’esonero under 35 e il bonus donne non sono generalmente cumulabili per la stessa assunzione (si sceglie quello più conveniente). Usarli entrambi porta a sanzioni INPS.La soluzione: Prima di richiedere il bonus, verifica sempre le istruzioni operative INPS (circolari) o affidati a un consulente del CAF per la corretta scelta dell’incentivo. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione: C2 Storico, un documento che vale migliaia di euroIl Modello C2 Storico è un documento semplice da ottenere, gratuito, e che può valere al tuo datore di lavoro decine di migliaia di euro di risparmi contributivi nell’arco del rapporto di lavoro. Che tu sia un lavoratore che vuole facilitare la propria assunzione o un’azienda che intende ottimizzare i costi del personale, avere questo documento pronto e corretto è il primo passo.Ricorda i punti chiave:Il C2 Storico si scarica gratuitamente online con SPID o CIE dal portale regionale del lavoro della tua regioneSe il portale non lo offre online, rivolgiti di persona al Centro per l’Impiego (rilascio gratuito)Per il Bonus Giovani Under 35 2026, l’esonero arriva fino a 500 euro mensili per 24 mesiPer la ZES Unica Sud, l’esonero sale fino a 650 euro mensili per 24 mesiIl datore di lavoro deve presentare la domanda tramite il Portale delle Agevolazioni INPSL’UniLAV va inviato prima dell’inizio del rapporto, pena la perdita del bonus📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sul Modello C2 StoricoCos’è il Modello C2 Storico e a cosa serve?Il Modello C2 Storico (Scheda Anagrafico-Professionale storica) è un documento rilasciato dai Centri per l’Impiego che certifica l’intera storia delle Dichiarazioni di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) e dello stato occupazionale di un lavoratore. Viene richiesto dal datore di lavoro come prova per accedere ai Bonus Assunzioni 2026, dimostrando che il dipendente era regolarmente disoccupato da un certo periodo prima dell’assunzione.Come posso scaricare il C2 Storico con SPID?Accedi al portale regionale del lavoro della tua regione (es. IDO per la Lombardia, IDOL per la Toscana, ClicLavoro Veneto per il Veneto) con le tue credenziali SPID di livello 2 o con la CIE. Una volta autenticato, vai nella sezione ‘Scheda anagrafico-professionale’ e seleziona ‘Storico’ o ‘SAP storica’. Scarica il PDF e consegnalo al tuo datore di lavoro.Il C2 Storico è gratuito?Si, il Modello C2 Storico è completamente gratuito. Che lo scarichi online dal portale regionale o lo richieda di persona allo sportello del Centro per l’Impiego, non prevede nessun costo per il lavoratore.Cosa succede se non ho mai fatto la DID al Centro per l’Impiego?Se non hai mai reso la Dichiarazione di Immediata Disponibilita al lavoro, il tuo C2 Storico sarà vuoto o non registrera correttamente i periodi di disoccupazione. Questo significa che il datore di lavoro non potra dimostrare il requisito e non potra beneficiare del bonus assunzioni. Registrati subito al Centro per l’Impiego e rendi la DID: è gratuita e si puo fare anche online tramite MyANPAL o il portale regionale.Il Bonus Assunzioni 2026 per i giovani under 35 è ancora attivo?Si, l’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato è stato prorogato e potenziato dalla Legge di Bilancio 2025. Prevede un esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro mensili per 24 mesi (36 mesi e 120% per la ZES Unica Sud). La domanda va presentata tramite il Portale delle Agevolazioni INPS.Il datore di lavoro deve caricare il C2 Storico sul portale INPS?Non necessariamente in fase di domanda: spesso il datore di lavoro deve solo conservarlo agli atti e presentarlo in caso di verifica ispettiva da parte dell’INPS o dell’Ispettorato del Lavoro. Tuttavia, per alcuni incentivi specifici il portale INPS potrebbe richiedere il caricamento di documentazione allegata. Verificare sempre le istruzioni della circolare INPS specifica per il bonus richiesto.Hai bisogno di assistenza per i Bonus Assunzioni 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste lavoratori e aziende nella gestione documentale per i Bonus Assunzioni 2026: verifica dei requisiti, recupero del C2 Storico, predisposizione della pratica INPS e compilazione del Quadro RU nel Modello 770.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIPATRONATO Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato) Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi — Quando Conviene Andare al PatronatoSe devi sbrigare una pratica INPS a Udine — dalla pensione alla NASPI, dall'assegno unico all'invalidità — hai due strade: recarti direttamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-18 09:00:002026-08-17 11:03:35Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)PATRONATO Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-09-30 08:01:44Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di LavoroNASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-09-30 08:01:54DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori CoordinatiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/attivazione-SPID-Caf.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-06 12:19:342026-05-31 16:48:22Modello C2 Storico online: come scaricarlo con SPID in ogni Regione per i Bonus Assunzioni 2026
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PATRONATO Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-09-30 08:01:44Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-09-30 08:01:54DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDichiarazione Congiunta 730/2026: Guida Completa per Coniugi e ConviventiIndice dei contenutiCos’è la dichiarazione congiunta 730/2026Chi può presentare il 730 congiuntoVantaggi della dichiarazione congiuntaSvantaggi e rischi: quando NON convieneCome si compila il 730 congiunto: istruzioni praticheScadenze 730/2026 per la dichiarazione congiuntaCasi particolari: separazione, divorzio, convivenzaFigli a carico e detrazione IRPEF nella dichiarazione congiuntaResponsabilità solidale: cosa significa per i coniugiEsempi pratici con calcoli IRPEFDomande frequenti sulla dichiarazione congiuntaLa dichiarazione congiunta 730/2026 è una delle opzioni disponibili per le coppie sposate (e in alcuni casi per le coppie di fatto) che devono presentare la propria dichiarazione dei redditi. In questa guida completa ti spieghiamo in dettaglio come funziona, chi può presentarla, quando conviene farlo e quando invece è preferibile optare per dichiarazioni separate, con esempi pratici e riferimenti alle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il 730/2026.Capire se presentare il modello 730 congiunto o separato è una scelta che può influire notevolmente sull’importo delle detrazioni recuperabili, sulla gestione dei figli a carico e sull’entità del rimborso (o del debito) IRPEF finale. La scelta non è automatica: richiede una valutazione attenta della situazione reddituale di entrambi i coniugi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la dichiarazione congiunta 730/2026La dichiarazione congiunta è la possibilità, prevista dall’articolo 17 del D.P.R. 600/1973, di presentare un unico modello 730 per entrambi i coniugi. Uno dei due coniugi assume il ruolo di dichiarante (intestatario del modello) e l’altro quello di coniuge dichiarante. Entrambi i redditi, le detrazioni e le deduzioni dei due coniugi vengono riportati nello stesso documento fiscale.Il 730 congiunto 2026 non è una novità: questa modalità esiste da molti anni e le regole per il 2026 restano sostanzialmente invariate rispetto agli anni precedenti. Ciò che cambia ogni anno sono le aliquote IRPEF, i limiti di reddito per alcune detrazioni, e le istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate che vengono aggiornate con la pubblicazione del nuovo modello.Secondo le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione congiunta può essere presentata dai coniugi che non siano legalmente ed effettivamente separati, anche se uno dei due non possiede redditi propri. La normativa di riferimento principale è il D.P.R. 917/1986 (TUIR) e il D.P.R. 600/1973. Chi può presentare il 730 congiuntoNon tutte le coppie possono scegliere la dichiarazione congiunta. Esistono precisi requisiti soggettivi che devono essere rispettati. Vediamo chi può e chi non può optare per questa modalità.Requisiti per presentare il 730 congiuntoPossono presentare la dichiarazione congiunta 730/2026 i coniugi che, al momento della presentazione, soddisfano tutti questi requisiti:Sono legalmente sposati (matrimonio civile o religioso con effetti civili)Non sono legalmente separati né di fatto separati alla data di presentazione del modelloAlmeno uno dei due ha un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che può effettuare il conguaglioEntrambi hanno redditi che rientrano nelle categorie compatibili con il modello 730 (lavoro dipendente, pensione, redditi assimilati, redditi fondiari, ecc.)Chi NON può presentare il 730 congiuntoCi sono situazioni in cui la dichiarazione congiunta non è ammessa. In particolare, non possono presentare il 730 congiunto:I coniugi legalmente separati (con sentenza del tribunale o con omologazione della separazione consensuale)I conviventi more uxorio (coppie di fatto non sposate, anche se registrate come coppia di fatto o unione civile ai sensi della Legge 76/2016 – per le unioni civili vedi nota sotto)I coniugi in divorzio o con procedura di divorzio in corso (anche se non ancora definitiva)Le coppie in cui nessuno dei due ha un sostituto d’imposta (in questo caso entrambi devono presentare il Modello Redditi PF)Chi ha redditi derivanti da attività d’impresa o da lavoro autonomo con partita IVA (incompatibili con il 730)Nota sulle unioni civili: Secondo la Legge 76/2016 (“Legge Cirinnà”), le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono equiparate al matrimonio ai fini fiscali. Pertanto, anche le parti di un’unione civile possono presentare la dichiarazione congiunta alle stesse condizioni dei coniugi sposati. Vantaggi della dichiarazione congiuntaLa scelta del 730 congiunto comporta diversi vantaggi pratici e, in certi casi, anche vantaggi economici. Ecco i principali benefici:1. Semplificazione burocraticaIl vantaggio più immediato è la praticità: si presenta un unico documento per entrambi i coniugi, con una sola procedura, un solo appuntamento al CAF e un solo iter di conguaglio. Questo riduce i tempi e i costi di assistenza, soprattutto quando la situazione fiscale di uno dei due coniugi è molto semplice (ad esempio, un coniuge con solo reddito da pensione e poche detrazioni).2. Trasferimento del bonus fiscale tra coniugiUno dei vantaggi economici più rilevanti riguarda la possibilità di trasferire le eccedenze di detrazioni non capiente dal coniuge con reddito inferiore a quello con reddito più elevato. Questo meccanismo si applica in particolare alle detrazioni per carichi di famiglia.Ad esempio: se un coniuge non lavora o ha un reddito molto basso, non può usufruire pienamente delle detrazioni per i figli a carico perché la sua imposta è già zero. Con la dichiarazione congiunta, le detrazioni non utilizzate da un coniuge possono essere trasferite all’altro coniuge nella misura prevista dalla legge.3. Gestione unitaria delle spese detraibili condiviseLe spese sostenute per i figli (spese mediche, scolastiche, sportive) e quelle per l’abitazione comune (interessi sul mutuo, spese condominiali, interventi edilizi) vengono gestite in modo unitario. In caso di dichiarazione separata, è necessario documentare e ripartire le spese tra i due coniugi, con un rischio maggiore di errori o di perdita di detrazioni.4. Rimborso unico e più rapidoCon la dichiarazione congiunta, il rimborso IRPEF (o la trattenuta) viene calcolato su un unico importo e gestito dal sostituto d’imposta del coniuge dichiarante. Questo può semplificare la gestione del conguaglio, evitando che i due coniugi abbiano situazioni di rimborso e di debito che si compenserebbero se gestite separatamente. Per approfondire come funzionano i rimborsi, leggi la nostra guida su 730 congiunto: rimborsi e detrazioni 2026. Svantaggi e rischi: quando NON convieneNonostante i vantaggi, la dichiarazione congiunta può presentare rischi significativi che è importante conoscere prima di scegliere questa opzione. In alcuni casi, dichiarare separatamente è la scelta più prudente.1. Responsabilità solidale per le imposte dovuteIl rischio principale della dichiarazione congiunta è la responsabilità solidale: se dalla dichiarazione risultano imposte a debito (perché uno dei due coniugi ha avuto troppo poca ritenuta), entrambi i coniugi rispondono solidalmente per l’intera somma dovuta. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento anche integralmente a uno solo dei due coniugi.Questo aspetto è particolarmente rilevante in caso di redditi non dichiarati o di situazioni fiscali irregolari di uno dei due coniugi: scegliendo la dichiarazione congiunta, l’altro coniuge si espone a conseguenze che non dipendono dalle proprie scelte fiscali.2. Impossibilità di separare le posizioni in caso di crisi coniugaleSe la coppia sta attraversando un periodo difficile o ha già avviato una procedura di separazione, scegliere la dichiarazione congiunta può complicare la gestione dei rapporti fiscali futuri. In caso di separazione legale avvenuta dopo la presentazione del 730 congiunto, le eventuali conseguenze (rimborsi, cartelle esattoriali) restano condivise.3. Redditi molto diversi tra i coniugiIn alcune situazioni specifiche, in particolare quando i redditi dei due coniugi sono molto diversi e uno dei due ha numerose detrazioni non capibili, la dichiarazione congiunta può risultare meno vantaggiosa di quanto sembri. È sempre consigliabile effettuare una simulazione comparativa prima di scegliere. Come si compila il 730 congiunto: istruzioni praticheLa compilazione del modello 730/2026 congiunto segue regole precise stabilite dalle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo come si struttura il documento e cosa deve fare ciascun coniuge.Il frontespizio del 730 congiuntoNel frontespizio del modello 730, il coniuge che assume il ruolo di dichiarante principale (o “dichiarante”) inserisce i propri dati anagrafici nella sezione “Dati del contribuente”. Il secondo coniuge (il “coniuge dichiarante”) inserisce i propri dati nell’apposita sezione “Coniuge dichiarante” che si trova sempre nel frontespizio.Per indicare che si tratta di una dichiarazione congiunta, occorre barrare la casella “Dichiarazione congiunta” presente nel frontespizio. Questa semplice spunta attiva la modalità congiunta e abilita i campi per il secondo contribuente.Chi assume il ruolo di dichiarante principaleLa scelta di quale coniuge assume il ruolo di dichiarante principale non è irrilevante, perché il conguaglio fiscale viene effettuato dal sostituto d’imposta del dichiarante principale. Pertanto, conviene in genere che assuma questo ruolo il coniuge:Con il sostituto d’imposta che eroga lo stipendio o la pensione più capienteCon il reddito più elevato (per poter assorbire meglio eventuali debiti IRPEF)La cui busta paga o pensione consenta di recuperare eventuali rimborsi in modo più agevoleI quadri del modello 730 congiuntoNel 730 congiunto, i quadri si duplicano: ci sono i quadri relativi al dichiarante principale (indicati con la lettera corrispondente, es. Quadro A, B, C, D, E, G, ecc.) e i quadri del coniuge (indicati con gli stessi quadri ma con il prefisso “C” o con una sezione dedicata al coniuge). Le istruzioni del 730/2026 specificano in dettaglio come devono essere riportati i dati.In particolare:Quadro C (redditi da lavoro dipendente): compilato sia dal dichiarante che dal coniuge, ciascuno per i propri redditiQuadro E (oneri detraibili e deducibili): le spese possono essere ripartite tra i due coniugi secondo le quote effettivamente sostenute da ciascuno, oppure attribuite interamente a uno dei due se l’altro non ha capienza fiscaleQuadro F (acconti, crediti e altri dati): per approfondire la gestione degli acconti e dei crediti d’imposta nel 730/2026, consulta la nostra guida al Quadro F del 730/2026 Scadenze 730/2026 per la dichiarazione congiuntaLe scadenze del modello 730/2026 sono le stesse sia per la dichiarazione singola che per quella congiunta. Non esistono scadenze diverse o agevolate per le coppie che scelgono la modalità congiunta. Ecco il calendario ufficiale per il 2026:Modalità di presentazioneScadenza 2026NoteTramite sostituto d’imposta30 giugno 2026Consegna al datore di lavoro entro il 30 giugnoTramite CAF o professionista30 settembre 2026Termine per la presentazione tramite intermediario abilitatoOnline (730 precompilato)30 settembre 2026Accesso con SPID, CIE o CNSDichiarazione tardivaentro 90 giorniPresenta entro i 90 giorni successivi con sanzione ridottaImportante: per la dichiarazione congiunta presentata tramite CAF, il termine è il 30 settembre 2026. Entrambi i coniugi devono conferire delega al CAF, fornendo la documentazione di entrambi (CU, spese, ecc.). Il CAF elabora il modello unico e lo trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il termine di legge.Conguaglio e rimborsi per la dichiarazione congiuntaIl conguaglio fiscale avviene sulla busta paga o sulla pensione del coniuge dichiarante principale. Se risulta un rimborso, questo viene erogato nella busta paga di luglio o agosto (per le dichiarazioni presentate entro il 30 giugno) oppure nelle mensilità successive (per quelle presentate entro il 30 settembre). Se risulta un debito, viene trattenuto nelle stesse mensilità, eventualmente con rateizzazione. Casi particolari: separazione, divorzio, convivenzaEsistono situazioni particolari che influenzano la possibilità di presentare (o meno) la dichiarazione congiunta 730/2026. Esaminiamo i casi più frequenti.Separazione in corso durante l’anno d’impostaSe la separazione legale è avvenuta nel corso del 2025 (anno d’imposta per il 730/2026), la dichiarazione congiunta non è più possibile dall’anno in cui la separazione è divenuta efficace. In caso di separazione consensuale omologata dal tribunale, il momento rilevante è la data dell’omologazione. In caso di separazione giudiziale, è la data della sentenza (o del provvedimento presidenziale) che accerta la separazione.Se invece la separazione è avvenuta dopo il 31 dicembre 2025 (e quindi dopo la fine dell’anno d’imposta), i coniugi possono ancora presentare la dichiarazione congiunta per il 2025, anche se al momento della presentazione sono già separati di fatto (ma non ancora legalmente).Coniuge deceduto durante l’annoSe uno dei coniugi è deceduto durante il 2025, il coniuge superstite non può presentare il 730 congiunto per l’anno in cui è avvenuto il decesso. Per il coniuge deceduto, gli eredi (generalmente il coniuge superstite) devono presentare una dichiarazione separata (Modello Redditi o 730, a seconda della situazione) nei termini previsti per le dichiarazioni degli eredi.Conviventi di fatto (coppie non sposate)Le coppie di fatto non sposate (conviventi more uxorio) non possono presentare la dichiarazione congiunta, anche se convivono da anni e hanno figli in comune. La dichiarazione congiunta è riservata esclusivamente ai coniugi (o alle parti di un’unione civile). Tuttavia, le coppie di fatto possono comunque ottimizzare la ripartizione delle spese detraibili per i figli a carico, concordando chi dichiara cosa.Coniuge residente all’esteroSe uno dei coniugi è fiscalmente residente all’estero, la dichiarazione congiunta non è in genere praticabile, perché i redditi prodotti all’estero da un non residente non rientrano nella tassazione italiana. In questi casi, il coniuge residente in Italia presenta il proprio 730 individualmente, riportando i dati del coniuge a carico (se applicabile) nella sezione “Familiari a carico”. Figli a carico e detrazione IRPEF nella dichiarazione congiuntaLa gestione dei figli a carico è uno dei temi più rilevanti quando si deve scegliere tra dichiarazione congiunta e separata. Con la riforma IRPEF 2024-2026, la maggior parte delle detrazioni per i figli è stata assorbita dall’Assegno Unico Universale, ma alcune detrazioni restano applicabili nel 730.Detrazione per figli a carico nel 730/2026A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (D.Lgs. 230/2021), le detrazioni per figli a carico under 21 sono state quasi completamente sostituite dall’Assegno Unico erogato direttamente dall’INPS. Nel 730/2026, le detrazioni per figli a carico nel Quadro C riguardano principalmente:Figli di età pari o superiore a 21 anni ancora a carico (con reddito inferiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli under 24 a carico)Altri familiari a carico (genitori, suoceri, fratelli) che soddisfano i requisiti di redditoRipartizione delle detrazioni tra i coniugiLe detrazioni per familiari a carico possono essere ripartite al 50% tra i due coniugi oppure attribuite al 100% al coniuge con il reddito più elevato (o al solo coniuge con capienza fiscale). Questa scelta deve essere indicata esplicitamente nella dichiarazione. La dichiarazione congiunta semplifica notevolmente questa gestione, perché il calcolo avviene in modo unitario all’interno dello stesso modello.Attenzione: in caso di genitori separati, la detrazione per i figli a carico segue regole specifiche stabilite dall’accordo di separazione o dal provvedimento del tribunale. Se non diversamente stabilito, la detrazione si ripartisce al 50% tra i due genitori.Spese per i figli detraibili al 19% nel 730/2026Oltre alle detrazioni per carico familiare, nel Quadro E del 730 si inseriscono le spese mediche detraibili e altre spese sostenute per i figli che danno diritto a detrazione al 19%, tra cui:Spese scolastiche e universitarie (rette, tasse universitarie, mense scolastiche)Spese sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni (fino a 210 euro per figlio)Spese mediche e di assistenza per figli con disabilitàInteressi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale (detrazione al 19% sul Quadro E, riga E7) – per approfondire, leggi la guida sulla detrazione mutuo nel 730/2026 Responsabilità solidale: cosa significa per i coniugiLa responsabilità solidale è l’aspetto più delicato della dichiarazione congiunta e quello che più spesso viene sottovalutato. Capire esattamente cosa comporta è fondamentale per fare una scelta consapevole.Come funziona la responsabilità solidale nel 730 congiuntoSecondo l’articolo 17, comma 4, del D.P.R. 600/1973, nella dichiarazione congiunta dei coniugi, ciascun coniuge risponde solidalmente delle imposte, delle sanzioni e degli interessi derivanti dall’intera dichiarazione. Questo significa che:Se il coniuge A ha dichiarato redditi inferiori al reale e dall’accertamento emergono ulteriori imposte, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento anche al coniuge BLe sanzioni per infedele dichiarazione si applicano a entrambi i coniugi, non solo a quello che ha commesso l’irregolaritàIn caso di procedura esecutiva (pignoramenti, iscrizioni a ruolo), il coniuge “innocente” può essere coinvolto se il coniuge inadempiente non ha beni sufficientiQuando è più rischioso scegliere il 730 congiuntoIl rischio della responsabilità solidale è maggiore nelle seguenti situazioni:Uno dei coniugi ha redditi da lavoro autonomo o da attività commerciali con maggiori margini di irregolarità (in questi casi, però, spesso non è nemmeno possibile usare il 730)Uno dei coniugi ha redditi da locazione non dichiarati o dichiarati in modo erratoUno dei coniugi ha redditi esteri complessi (conti esteri, immobili all’estero) che richiedono la compilazione del Quadro W/RWLa coppia è in una situazione di crisi coniugale e non vi è piena fiducia reciproca sulla correttezza delle rispettive posizioni fiscaliIn tutte queste situazioni, il CAF Centro Fiscale consiglia di valutare attentamente la dichiarazione separata, anche se comporta un costo leggermente maggiore in termini di assistenza.Esempi pratici con calcoli IRPEFPer comprendere meglio quando conviene la dichiarazione congiunta e quando no, vediamo alcuni esempi pratici con calcoli semplificati.Esempio 1: coniuge con reddito zero e figli a caricoSituazione: Mario (reddito da lavoro dipendente: 35.000 euro) e Laura (nessun reddito), con 2 figli di 8 e 12 anni.Senza dichiarazione congiunta: Laura non può presentare il 730 (non ha redditi). Mario presenta il 730 individuale e inserisce i figli a carico al 100% nel proprio modello. La detrazione per figli a carico (per i figli over 21 o per altri familiari) spetta a Mario per intero, ma solo se i figli hanno più di 21 anni (per i minorenni l’Assegno Unico sostituisce le detrazioni).Con dichiarazione congiunta: Laura viene inclusa nel modello come coniuge dichiarante. Le spese sostenute per i figli (mediche, scolastiche) sono gestite unitariamente. Il risparmio burocratico è evidente, ma il vantaggio fiscale dipende dalla natura delle spese.Conclusione: In questo caso specifico, la dichiarazione congiunta offre principalmente vantaggi pratici (un solo modello) ma non cambia significativamente il carico fiscale di Mario, che dovrebbe dichiarare i redditi e le detrazioni allo stesso modo anche senza il congiunto.Esempio 2: entrambi con redditi e spese rilevantiSituazione: Anna (reddito da lavoro dipendente: 28.000 euro, spese mediche: 2.000 euro) e Paolo (reddito da pensione: 18.000 euro, interessi sul mutuo: 3.000 euro), senza figli a carico.Calcolo semplificato con dichiarazione separata:Anna: IRPEF lorda 28.000 euro ≈ 7.520 euro. Detrazioni lavoro dipendente ≈ 1.665 euro. Detrazione spese mediche (2.000 – 129,11 = 1.870,89 euro × 19%) ≈ 355 euro. IRPEF netta ≈ 5.500 euroPaolo: IRPEF lorda 18.000 euro ≈ 4.040 euro. Detrazione pensione ≈ 1.265 euro. Detrazione interessi mutuo (3.000 × 19%) ≈ 570 euro. IRPEF netta ≈ 2.205 euroTotale coppia: circa 7.705 euroCalcolo con dichiarazione congiunta: I redditi e le spese vengono gestiti unitariamente. Il risultato fiscale complessivo è sostanzialmente lo stesso, ma la gestione del conguaglio è unica. In questo caso, la scelta tra congiunta e separata dipende principalmente da considerazioni pratiche, non economiche.Esempio 3: uno dei coniugi ha un debito IRPEF e l’altro un rimborsoSituazione: Lucia (dipendente con troppe ritenute, rimborso atteso: 800 euro) e Marco (pensionato con ritenute insufficienti, debito previsto: 600 euro).Con dichiarazioni separate: Lucia riceve 800 euro di rimborso in busta paga, Marco deve pagare 600 euro. La coppia guadagna 200 euro netti.Con dichiarazione congiunta: Il saldo globale è + 800 – 600 = +200 euro. La coppia riceve 200 euro di rimborso netto tramite la busta paga di Lucia (che è il coniuge dichiarante principale). Il risultato economico finale è identico.Conclusione: In questo caso, la dichiarazione congiunta semplifica la gestione (un solo conguaglio invece di due) senza alterare il risultato economico finale. 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla dichiarazione congiunta 730/2026I conviventi di fatto possono fare la dichiarazione congiunta?No. La dichiarazione congiunta 730 e riservata esclusivamente ai coniugi (uniti in matrimonio civile o religioso con effetti civili) e alle parti di un’unione civile ai sensi della Legge 76/2016. Le coppie di fatto non sposate, anche se convivono da anni o hanno figli in comune, non possono presentare il 730 congiunto e devono presentare dichiarazioni separate.Se ci separiamo dopo aver presentato il 730 congiunto, cosa succede?Se la separazione avviene dopo la presentazione del 730 congiunto, il modello rimane valido e il conguaglio viene completato normalmente. Le conseguenze fiscali (rimborsi, debiti, eventuali accertamenti futuri) restano tuttavia condivise, in base alla responsabilita solidale prevista dalla legge. E consigliabile, in caso di crisi coniugale imminente, valutare con un professionista se sia opportuno optare per dichiarazioni separate.Quale coniuge deve essere il dichiarante principale nel 730 congiunto?La legge non impone un criterio fisso, ma conviene in genere che assuma il ruolo di dichiarante principale il coniuge con il sostituto d’imposta piu capiente (datore di lavoro o ente pensionistico che eroga la retribuzione o la pensione piu alta), perche e il sostituto del dichiarante principale che effettua il conguaglio fiscale. Se dalla dichiarazione risulta un debito IRPEF, il coniuge con la busta paga piu alta puo assorbire la trattenuta in modo piu agevole.Posso passare dalla dichiarazione congiunta a quella separata l’anno successivo?Si, la scelta tra dichiarazione congiunta e separata viene fatta anno per anno. Non c’e nessun vincolo che obblighi a mantenere la stessa modalita degli anni precedenti. Ogni anno, al momento della dichiarazione, i coniugi possono scegliere liberamente se presentare il 730 congiunto o in modo separato, in base alla situazione fiscale di quell’anno.Il 730 congiunto costa di piu al CAF rispetto al 730 individuale?Dipende dal CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe specifiche che puoi verificare contattandoci direttamente. In genere, la dichiarazione congiunta comporta un costo leggermente inferiore rispetto a due dichiarazioni separate, perche si tratta di un unico documento. Tuttavia, la complessita della situazione fiscale di ciascun coniuge influisce sul costo finale dell’assistenza.Presenta il tuo 730/2026 con il CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e presentazione del 730/2026, sia in forma congiunta che individuale. I nostri esperti valuteranno con te la scelta piu vantaggiosa per la tua situazione familiare e fiscale.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-06 11:19:342026-05-31 16:29:18Dichiarazione Congiunta 730/2026: Guida Completa per Coniugi e Conviventi
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