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Tag Archivio per: assegno unico 2026

ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 sta per arrivare: l’INPS ha comunicato le date di pagamento e, grazie alla rivalutazione ISTAT, gli importi hanno subito un aggiornamento che riguarda milioni di famiglie italiane. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: quando arrivano i soldi sul conto corrente, quanto puoi ricevere in base al tuo ISEE, e una guida dettagliata per i lavoratori autonomi e le partite IVA, che spesso hanno dubbi su come funziona questo sostegno mensile.

Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida
  2. Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026
  3. Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT
  4. Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno
  5. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa
  6. Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto
  7. Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato
  8. Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano
  9. Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026
  10. Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026
  11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida

L’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.

In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.

Chi ha diritto all’Assegno Unico:

  • Cittadini italiani e UE residenti in Italia
  • Cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
  • Con figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)
  • Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciuta
  • Con residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio)

Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:

Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026
Beneficiari con domanda già in corso (rinnovo automatico)17-19 luglio 2026
Nuove domande accolte nel mese di giugno 2026Fine mese (ultimo giorno lavorabile)
Domande con variazioni ISEE presentate entro giugno17-19 luglio 2026 (con conguaglio arretrati)

Secondo la KB normativa INPS, i pagamenti ordinari avvengono tra il 17 e il 19 di ogni mese. Luglio 2026 non fa eccezione: se hai già una domanda attiva e accolta, vedrai l’accredito in questo arco di date.

Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece nell’ultimo giorno lavorabile di luglio, che nel 2026 cade il 31 luglio.

Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.

Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT

Gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.

Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT) sono i seguenti:

Importo base per ciascun figlio

Fascia ISEEImporto mensile per figlio
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
ISEE tra 17.090 e 45.574 euroImporto progressivo (tra 57 e 199,40 euro)
ISEE oltre 45.574 euro oppure senza ISEE57,00 euro

In pratica: se il tuo ISEE è molto basso (sotto i 17.090 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia quasi 200 euro al mese per ogni figlio. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un reddito familiare elevato, il beneficio scende al minimo garantito di 57 euro per figlio.

Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.

Maggiorazioni previste dalla legge

Oltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:

Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizione
Figlio con disabilitàfino a 91,42 euroDisabilità riconosciuta (importo varia per gravità)
Famiglie con 4 o più figli18,00 euro per ciascun figlioDal quarto figlio in poi
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioFigli fino a 21 anni, entrambi i genitori con reddito da lavoro
Madri under 2123,68 euro per figlioMadre con età inferiore a 21 anni al momento della richiesta

Esempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. L’importo base per ciascun figlio sarà progressivo (ipotizziamo circa 160 euro per figlio). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto alla maggiorazione di 35,68 euro per figlio. Totale mensile stimato: circa (160 + 35,68) × 2 = circa 391 euro al mese.

Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno

Il termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.

In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.

Per il 2026, le soglie ISEE di accesso e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati secondo le nuove tabelle ISTAT pubblicate dal Ministero del Lavoro. Le soglie chiave sono:

  • Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.090 euro (per l’importo massimo di 199,40 euro)
  • Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 45.574 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 57 euro)

Queste soglie vengono aggiornate con decreto ministeriale ogni anno sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso.

Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa

Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.

Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori.

Chi ha diritto tra gli autonomi

Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:

  • Risiedono in Italia da almeno 2 anni consecutivi
  • Hanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)
  • Sono in regola con i contributi previdenziali
  • Hanno un domicilio fiscale in Italia

Non esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.

Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomi

Qui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.

Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.

Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:

Categoria attivitàCoefficiente di redditività
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%
Alloggio e ristorazione67%
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Altre attività economiche67%

Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPS

La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomi

La maggiorazione di 35,68 euro per figlio (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.

Attenzione: la maggiorazione spetta per i figli fino a 21 anni, ma solo se il figlio soddisfa almeno una delle condizioni di frequenza scolastica/lavorativa previste dalla legge (frequenza universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile).

Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomo

La domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.

Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.

Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, potenzialmente, gli arretrati dall’inizio dell’anno.

Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.

Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.

Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026

  • Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • CU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)
  • Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)
  • Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024
  • Visura catastale degli immobili posseduti
  • Dati sulle auto di proprietà
  • Eventuali documentazione su disabilità o non autosufficienza

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.

Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato

Può capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni.

L’assegno non è arrivato entro il 19 luglio

Se sei un beneficiario consolidato e il 19 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 21 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 21 luglio il pagamento non è ancora arrivato:

  • Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domanda
  • Controlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e corretto
  • Verifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”
  • Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronato

L’importo ricevuto è inferiore alle aspettative

L’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:

  • ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 57 euro per figlio
  • Dati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitori
  • Conguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importo
  • Figlio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)

In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.

Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano

L’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:

PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?
Assegno Unico Universale17-19 luglio—
Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)
NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSì
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)
Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegrato

Leggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF

Per le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730

Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026

Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:

ScadenzaCosa fare
Entro il 30 settembre 2026Presentare nuova DSU/ISEE per avere l’assegno aggiornato da gennaio 2026 (con arretrati)
Dicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027
Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)

Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026 con ISEE valido, hai diritto agli arretrati dall’1 gennaio 2026. Se la presenti tra luglio e settembre 2026, la maggiorazione parte dal mese successivo alla presentazione. Dopo il 30 settembre, non è più possibile recuperare gli arretrati dei mesi precedenti.

Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA

Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026

Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

Per chi ha già la domanda attiva e confermata, il pagamento avviene tra il 17 e il 19 luglio 2026. Per le nuove domande accolte a giugno, il primo pagamento arriva nell’ultimo giorno lavorabile di luglio (31 luglio 2026).

Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?

Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 57 euro al mese per ciascun figlio. Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.

Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?

Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.

Devo rinnovare la domanda ogni anno?

No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.

L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?

Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.

Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?

L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.

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Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:

  • Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPS
  • Prima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passo
  • Variazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo corretto
  • Istanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo conto
  • Consulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegno

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.

Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-07-03 07:53:38Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi
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Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1 marzo 2026 l’INPS ha applicato la rivalutazione ISTAT sull’importo base del beneficio, portando il massimale mensile per figlio a 199,40 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.090 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.

In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT
  2. Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE
  3. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente
  4. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026
  5. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere
  6. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno
  7. Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS
  8. Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE
  9. Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero
  10. Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026
  11. Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT

L’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Per il 2026 la rivalutazione e stata applicata con effetto dal 1 gennaio 2026 (con conguaglio da febbraio-marzo per chi aveva gia l’ISEE valido). L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2024, ridefinendo la tabella ufficiale INPS.

La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno il Ministero del Lavoro pubblica la circolare con i nuovi importi aggiornati, che l’INPS recepisce e applica automaticamente sui pagamenti.

Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE

Gli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:

ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio
Fino a 17.090 euro (importo pieno)199,40 euro
Da 17.090 a 45.574 euro (graduale)Tra 57 e 199,40 euro (scala progressiva)
Oltre 45.574 euro o senza ISEE57,00 euro

La scala progressiva tra le due soglie prevede una riduzione graduale dell’importo all’aumentare dell’ISEE, calcolata con formula lineare. Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.

Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 57 euro per figlio. Presentare l’ISEE e quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio.

Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente

Oltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:

  • Figli con disabilita: maggiorazione di 91,42 euro/mese (varia per gravita della disabilita). Per disabilita grave o non autosufficienza l’importo e superiore
  • Famiglie con 4 o piu figli: maggiorazione di 18 euro per figlio al mese
  • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro/mese per figlio fino a 21 anni
  • Madri under 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro/mese per figlio
  • Figli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% per i primissimi mesi di vita
  • Terzo figlio e successivi: maggiorazione sull’importo base per i figli dal terzo in poi, fino ai 3 anni di eta

Le maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli e entrambi i genitori lavoratori puo arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 199,40 euro per figlio.

Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026

L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalita:

  • Beneficiari gia in pagamento (rinnovo domanda): tra il 17 e il 19 di ogni mese
  • Nuove domande accolte: ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda
  • Domande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso anno

I pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni.

Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere

Una situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:

  • Presentazione DSU entro il 30 giugno: diritto agli arretrati dall’inizio dell’anno (da marzo) in un’unica soluzione
  • Presentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedenti
  • Rinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (57 euro), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEE
  • Ricalcolo retroattivo: il conguaglio puo coprire fino agli ultimi 18 mesi in caso di ricalcolo a favore del beneficiario

Consulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026.

Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno

L’ISEE ha validita dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.

Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da gennaio. Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.

Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS

  • Portale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domanda
  • App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditati
  • Fascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensile
  • Patronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilita di riesame

Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE

Caso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euro

ISEE sotto la soglia di 17.090 euro: importo pieno 199,40 euro x 2 figli = 398,80 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 35,68 x 2 = 71,36 euro. Totale mensile stimato: circa 470 euro.

Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euro

ISEE nella fascia intermedia (17.090-45.574 euro): importo per figlio circa 130-140 euro (scala progressiva). Totale per 2 figli: circa 260-280 euro/mese.

Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEE

Importo minimo: 57 euro x 2 figli = 114 euro/mese. Presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti puo aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.

Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero

  • Rivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiario
  • Modifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesse soglie ISEE, stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiari

Per chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.

Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026

Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?

No. Se hai gia una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.

Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?

L’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Una volta accettata la nuova DSU, l’importo viene ricalcolato e vengono corrisposti gli arretrati fino a un massimo di 18 mesi.

L’AUU e compatibile con altri bonus?

Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).

Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?

Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.

Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 199,40 euro mensili per figlio per i nuclei con ISEE fino a 17.090 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.

Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-07-03 07:55:03Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Aumenti assegno unico luglio 2026: nuovi importi, chi riceve di più e ISEE da aggiornare entro il 30 giugno

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Da luglio 2026 l’Assegno Unico cambia: importi più alti per molte famiglie, ma solo se l’ISEE è aggiornato. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, rischi di perdere gli aumenti e di ricevere l’importo minimo di 57 euro al mese.

In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito.

Indice dei contenuti

  1. Perché da luglio 2026 cambiano gli importi
  2. Nuovi importi assegno unico luglio 2026
  3. Chi riceve di più da luglio 2026
  4. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi
  5. Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno
  6. Quando viene pagato l’Assegno Unico
  7. Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

Perché da luglio 2026 cambiano gli importi

L’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per luglio 2026 l’INPS ha applicato l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021, che fa scattare nuove soglie ISEE e nuovi importi base.

In pratica, se la tua famiglia ha un ISEE basso, l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta.

Nuovi importi assegno unico luglio 2026

Ecco gli importi mensili per figlio a partire da luglio 2026:

Situazione ISEEImporto mensile per figlio
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
ISEE da 17.090 a 45.574 euroImporto progressivo (scala decrescente)
ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE57 euro

Maggiorazioni previste

Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:

  • Figli con disabilità: +91,42 euro al mese (importo standard, varia per gravità)
  • Famiglie con 4 o più figli: +18 euro al mese per ogni figlio
  • Entrambi i genitori lavoratori: +35,68 euro al mese per figlio (fino a 21 anni)
  • Madri under 21: +23,68 euro al mese per figlio

Queste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE basso, due figli e entrambi i genitori che lavorano può arrivare a 235 euro al mese per figlio.

Chi riceve di più da luglio 2026

  1. Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugno
  2. Le famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e adeguata
  3. Le famiglie numerose (4+ figli) — la maggiorazione aumenta
  4. I nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata

Chi NON presenta la DSU aggiornata entro il 30 giugno riceve automaticamente l’importo minimo (57 euro), anche se potrebbe avere diritto a molto di più.

Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi

L’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.

La scadenza per non perdere gli arretrati di luglio è il 30 giugno 2026.

  • DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo aggiornato vale da luglio 2026, inclusi eventuali arretrati
  • DSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato vale dal mese successivo, senza arretrati di luglio
  • Nessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 57 euro, indipendentemente dalla situazione reale

Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno

  1. Raccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)
  2. Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPS
  3. Verificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenza

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.

Quando viene pagato l’Assegno Unico

  • Per i beneficiari già in corso: tra il 17 e il 19 di ogni mese
  • Per le nuove domande: nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento

Se aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’importo aumentato comparirà già nella rata di luglio (pagata tra il 17 e il 19 luglio).

Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

Se non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli aumenti di luglio.

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    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-07-03 07:55:05Aumenti assegno unico luglio 2026: nuovi importi, chi riceve di più e ISEE da aggiornare entro il 30 giugno
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Forfettario e Familiari a Carico 2026: Detrazioni e Vantaggi Fiscali

    Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

    “Sono in regime forfettario, posso portare a carico mia moglie e i miei figli?” È una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine. La risposta richiede una distinzione importante: avere familiari a carico è una cosa, poter usufruire delle detrazioni IRPEF è un’altra. Il forfettario con familiari a carico si trova in una posizione particolare, perché paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF, e questo cambia tutto.

    In questa guida 2026 spieghiamo in modo chiaro quando ha senso dichiarare i familiari a carico anche se sei forfettario, quali vantaggi ottieni davvero (e quali no), e come ottimizzare la situazione fiscale di una famiglia in cui uno dei coniugi è in regime forfettario.

    Indice dei contenuti

    1. La domanda tipica: forfettario e familiari a carico
    2. Perché il forfettario non detrae: l’imposta sostitutiva
    3. A cosa serve dichiarare familiari a carico se sei forfettario
    4. Esempio pratico: la coppia Marco e Anna
    5. Coniuge a carico: limiti di reddito e regole 2026
    6. Figli a carico: assegno unico e detrazioni
    7. Strategia ottimale per coppia con un forfettario
    8. Casi particolari: doppio forfettario e P.IVA secondaria
    9. Assegno unico e ISEE per i forfettari
    10. Errori comuni da evitare
    11. Domande frequenti

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    La domanda tipica: forfettario e familiari a carico

    “Sono in forfettario, posso portare a carico moglie e figli?” La risposta breve è sì, ma con una distinzione importante. Il forfettario familiari a carico li può dichiarare, ma il significato di “averli a carico” cambia rispetto a un lavoratore dipendente o a una partita IVA in regime ordinario.

    Avere un familiare a carico significa due cose ben distinte:

    • Ai fini fiscali (IRPEF): ti permette di detrarre un importo dalla tua imposta sui redditi. Funziona solo se paghi IRPEF.
    • Ai fini extra-fiscali: rileva per ISEE, assegno unico, agevolazioni regionali, bonus famiglia. Funziona indipendentemente dal regime fiscale.

    Il forfettario non paga IRPEF, ma un’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni se in possesso dei requisiti) o del 15%. Di conseguenza, dichiarare il coniuge o i figli a carico non gli porta alcun risparmio fiscale diretto, ma resta importante per molti altri benefici.

    Perché il forfettario non detrae: l’imposta sostitutiva

    Per capire perché il forfettario familiari a carico non beneficia delle detrazioni, bisogna partire dalla natura dell’imposta sostitutiva. Si tratta di una tassa unica che, come dice il nome, sostituisce IRPEF, addizionali regionali, addizionali comunali e IRAP. Si calcola sul reddito imponibile (ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività dell’attività) ed è un’imposta “piatta”: non ha scaglioni e, soprattutto, non prevede detrazioni.

    Le detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli sopra i 21 anni, altri familiari conviventi) sono previste dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e si applicano esclusivamente all’IRPEF. Lo stesso vale per:

    • Detrazioni da lavoro dipendente o da pensione
    • Detrazioni per oneri (spese sanitarie, mutui, scolastiche, ristrutturazioni)
    • Detrazioni per affitti, premi assicurativi, erogazioni liberali

    Tutte queste agevolazioni operano riducendo l’IRPEF dovuta. Se non si paga IRPEF, non c’è nulla da abbattere. Per il forfettario, quindi, dichiarare il coniuge a carico in dichiarazione dei redditi non genera alcun risparmio: l’imposta sostitutiva del 5% o 15% resta esattamente la stessa.

    È un tema che genera spesso confusione perché chi proviene da un lavoro dipendente è abituato a “scaricare” il coniuge a carico in busta paga o in 730. Passando al forfettario, questo automatismo viene meno. Non è una penalizzazione, ma una conseguenza diretta del regime semplificato che il forfettario ha scelto.

    A cosa serve dichiarare familiari a carico se sei forfettario

    Se le detrazioni IRPEF non spettano, ha senso comunque dichiarare moglie, marito o figli a carico? Sì, in moltissimi casi. La dichiarazione di familiare a carico è infatti il presupposto per accedere a numerose prestazioni e agevolazioni che nulla hanno a che vedere con l’IRPEF. Vediamo quali sono le più importanti.

    Assegno unico e benefici INPS

    L’assegno unico universale per i figli spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dal regime fiscale del genitore. I forfettari ne hanno diritto come tutti gli altri. L’importo dipende dall’ISEE familiare: senza ISEE si riceve la quota minima, con ISEE basso si arriva agli importi massimi. Per ottenere l’assegno corretto è essenziale presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e che i figli siano nello stato di famiglia.

    ISEE e prestazioni agevolate

    Il calcolo ISEE considera il reddito di tutti i componenti del nucleo familiare. Per il forfettario, il reddito rilevante ai fini ISEE è il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente di redditività), non i ricavi lordi. Avere familiari a carico nel nucleo abbassa l’ISEE pro capite e dà accesso a:

    • Bonus asilo nido
    • Bonus bollette (sociale e idrico)
    • Mensa e trasporto scolastico agevolati
    • Riduzioni rette universitarie
    • Carta acquisti e altre misure di sostegno

    Detrazioni dell’altro coniuge non forfettario

    Se il forfettario è sposato con un dipendente, un pensionato o un’altra partita IVA in regime ordinario, l’altro coniuge può portare in detrazione il coniuge forfettario a carico (se ne ha i requisiti reddituali). Inoltre, le spese sanitarie, scolastiche, di mutuo o ristrutturazione sostenute per il forfettario possono essere detratte da chi paga IRPEF, riducendo le tasse della famiglia.

    Agevolazioni regionali e comunali

    Molte regioni e Comuni offrono bonus famiglia, contributi affitto, riduzioni TARI e altre agevolazioni che richiedono la dichiarazione dei familiari a carico. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, la Carta famiglia regionale prevede sconti su servizi pubblici e privati per i nuclei con figli.

    Esempio pratico: la coppia Marco e Anna

    Per chiarire il funzionamento del forfettario familiari a carico, prendiamo il caso reale di una coppia che si rivolge al nostro CAF di Udine.

    Marco, 38 anni, è consulente informatico in regime forfettario con compensi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 67%. Il suo reddito imponibile forfettario è 26.800 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva pari a circa 4.020 euro. Anna, 35 anni, sua moglie, è disoccupata e non percepisce alcun reddito.

    Marco si chiede: “Posso portare Anna a carico per pagare meno tasse?”. La risposta è no, non può ottenere alcun risparmio fiscale diretto. Marco paga un’imposta sostitutiva fissa del 15% del suo reddito forfettario, che non si riduce con le detrazioni per coniuge a carico. Sarebbe la stessa cifra anche se fosse single.

    Tuttavia, la coppia ha tutto l’interesse a dichiarare Anna nel nucleo familiare e nello stato di famiglia di Marco. Perché?

    • ISEE familiare: il nucleo conta due persone, anziché una. Anche se Marco ha un reddito medio, l’ISEE pro capite si riduce. Questo apre la porta a bonus bollette, eventuale carta acquisti se l’ISEE scende sotto certe soglie.
    • Eventuale assegno unico: se la coppia ha o avrà figli, Anna deve essere nello stato di famiglia per percepire correttamente l’assegno unico.
    • Spese sanitarie di Anna: le visite mediche e i farmaci pagati per Anna potrebbero essere portati in detrazione… ma solo se qualcuno della famiglia paga IRPEF. Nel caso di Marco e Anna, purtroppo, queste spese sono perse fiscalmente, perché lui non ha IRPEF da abbattere.
    • Bonus regionali FVG: per la Carta famiglia o altre agevolazioni regionali, la composizione del nucleo conta.

    Ora cambiamo lo scenario: Anna trova lavoro come dipendente con uno stipendio di 22.000 euro lordi annui. La situazione cambia radicalmente. Anna paga IRPEF in busta paga e ha quindi imposta da abbattere. La coppia farà bene a:

    • Intestare ad Anna tutte le spese sanitarie, scolastiche, di mutuo, di ristrutturazione
    • Far detrarre tutto sul 730 di Anna, recuperando IRPEF
    • Marco non perde nulla, perché comunque non potrebbe scaricare quelle spese

    Coniuge a carico: limiti di reddito e regole 2026

    Per essere considerato fiscalmente a carico, il coniuge non deve superare un determinato limite di reddito. Per il 2026 la soglia resta confermata a 2.840,51 euro lordi annui. Si tratta del reddito complessivo del coniuge: stipendi, pensioni, redditi da fabbricati, redditi diversi.

    Per il forfettario familiari a carico, questo limite è un’informazione che rileva soprattutto in due casi:

    • Marco è forfettario, Anna sotto soglia: Anna è fiscalmente a carico. Marco la dichiara, ma non ottiene detrazioni. Conta per ISEE e altre prestazioni.
    • Anna è dipendente, Marco è forfettario: Marco non è “a carico” di Anna fiscalmente, perché il reddito forfettario si conta per intero (e supera 2.840,51 euro). Anna non potrà avere Marco a carico nel proprio 730.

    Attenzione: ai fini del calcolo della soglia di 2.840,51 euro, il reddito forfettario rileva integralmente. Anche se Marco paga imposta sostitutiva, il suo reddito imponibile forfettario (es. 26.800 euro) si somma al reddito complessivo della famiglia ai fini del limite. Quindi Marco non può mai essere fiscalmente a carico di Anna se i suoi compensi superano la soglia.

    Per il calcolo della Reddito di Riferimento ai fini ISEE (RFC) e per altre prestazioni, valgono regole specifiche che il CAF Centro Fiscale può aiutarti a interpretare correttamente.

    Figli a carico: assegno unico e detrazioni

    La gestione dei figli a carico per il forfettario familiari a carico dipende dall’età del figlio. Dal 2022 con l’introduzione dell’assegno unico universale, le regole sono state semplificate ma occorre fare attenzione a due fasce di età.

    Figli sotto i 21 anni: assegno unico

    Per i figli sotto i 21 anni, le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico sono state sostituite dall’assegno unico universale. L’assegno spetta a tutte le famiglie, comprese quelle in cui il genitore è in regime forfettario. L’importo dipende dall’ISEE e dall’età del figlio.

    In questa fascia di età, il fatto che Marco sia forfettario non comporta alcuna penalizzazione: l’assegno è uguale a quello che riceverebbe se fosse dipendente con lo stesso reddito imponibile.

    Figli sopra i 21 anni: detrazioni

    Per i figli con almeno 21 anni di età, l’assegno unico non spetta più (salvo casi specifici di disabilità). Tornano in vigore le detrazioni IRPEF per figli a carico, pari a 950 euro all’anno base, con maggiorazioni se ci sono più figli o condizioni particolari.

    Anche queste detrazioni, però, sono utilizzabili solo da chi paga IRPEF. Il forfettario non potrà beneficiarne. Se uno dei due genitori è dipendente o pensionato, conviene attribuire la detrazione al 100% al genitore non forfettario, in modo da massimizzare il risparmio familiare.

    Limite di reddito del figlio per essere a carico

    Il limite di reddito per considerare un figlio fiscalmente a carico è di 4.000 euro per i figli fino a 24 anni e di 2.840,51 euro per i figli con più di 24 anni. Questi limiti valgono per la dichiarazione di familiare a carico in generale, indipendentemente dal regime fiscale del genitore.

    Strategia ottimale per coppia con un forfettario

    Quando in una coppia c’è un forfettario e un coniuge che paga IRPEF (dipendente, pensionato, partita IVA in regime ordinario), la strategia fiscale ottimale è chiara: tutte le detrazioni vanno concentrate sul coniuge che ha IRPEF da abbattere. È il principio di base per ottimizzare le tasse della famiglia.

    Ecco le regole pratiche da seguire:

    Spese sanitarie

    Visite specialistiche, farmaci, dentista, occhiali da vista, ticket: tutto andrebbe pagato e fatturato al coniuge non forfettario, che potrà portare in detrazione il 19% della spesa eccedente la franchigia di 129,11 euro. Per i farmaci, conservare gli scontrini parlanti.

    Mutuo prima casa

    Gli interessi del mutuo prima casa danno diritto a una detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessi. Se il mutuo è cointestato, ciascun coniuge detrae la sua quota. Se il forfettario è cointestatario, perde la sua quota di detrazione, perché non può abbattere imposta sostitutiva. Quando possibile, intestare il mutuo solo al coniuge non forfettario massimizza il risparmio. È una scelta da valutare in fase di acquisto della casa, considerando anche aspetti civilistici e patrimoniali.

    Spese scolastiche e universitarie

    Mensa, gite, libri, tasse universitarie: pagare con strumenti tracciabili intestati al coniuge non forfettario per detrarre il 19% (con tetti specifici per ordine e grado).

    Ristrutturazioni e bonus casa

    Bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus: la fattura va intestata al coniuge che paga IRPEF, e i bonifici devono partire dal suo conto corrente. Se è il forfettario a sostenere la spesa, la detrazione è di fatto persa, salvo cessione del credito o sconto in fattura quando ancora possibili.

    Premi assicurativi e previdenza

    Premi vita, polizze infortuni, contributi a fondi pensione: vanno intestati e pagati dal coniuge non forfettario per beneficiare delle relative detrazioni e deduzioni.

    Casi particolari: doppio forfettario e P.IVA secondaria

    Vediamo ora alcune situazioni particolari che meritano un approfondimento, perché spesso fonte di errori e di domande al CAF.

    Coppia con entrambi i coniugi forfettari

    Se sia il marito che la moglie sono in regime forfettario, nessuno dei due paga IRPEF. Questo significa che tutte le detrazioni a cui la famiglia avrebbe normalmente diritto (sanitarie, mutuo, scolastiche, mobili, ecc.) sono di fatto perse: non c’è IRPEF da abbattere. È una situazione fiscalmente penalizzante per le famiglie con spese detraibili importanti, e va valutata attentamente prima di decidere il regime fiscale di entrambi i coniugi.

    Il vantaggio dell’imposta sostitutiva al 5% o 15% deve essere confrontato con la perdita delle detrazioni: in alcune situazioni, mantenere uno dei due in regime ordinario per “salvare” le detrazioni familiari può convenire. Si tratta di calcoli che richiedono una simulazione personalizzata.

    Forfettario con sostituto d’imposta (P.IVA secondaria)

    Un caso particolare è quello del lavoratore dipendente che apre una partita IVA forfettaria come attività secondaria (compatibilmente con i limiti previsti dal regime). In questo caso, il contribuente:

    • Sul reddito da lavoro dipendente paga IRPEF normale, con tutte le detrazioni del caso (familiari, lavoro dipendente, oneri)
    • Sul reddito forfettario paga l’imposta sostitutiva, senza detrazioni

    In questa situazione, le detrazioni per familiari a carico continuano ad applicarsi sull’IRPEF del lavoro dipendente. La presenza della partita IVA forfettaria non le elimina: continueranno a essere riconosciute in busta paga (o a conguaglio nella CU) e in dichiarazione dei redditi unica.

    Forfettario con redditi da locazione o altri redditi

    Un altro caso è quello del forfettario che possiede anche un immobile dato in affitto con cedolare secca (anch’essa imposta sostitutiva) o con tassazione ordinaria IRPEF. Solo i redditi soggetti a IRPEF danno diritto a usare le detrazioni. Se l’unico reddito IRPEF è quello da locazione ordinaria, le detrazioni si applicano solo su quella, fino a capienza dell’imposta dovuta.

    Assegno unico e ISEE per i forfettari

    Uno degli aspetti che più interessa il forfettario familiari a carico con figli è l’assegno unico universale. La regola di base è semplice: i forfettari hanno diritto all’assegno unico esattamente come tutti gli altri lavoratori. Non esistono esclusioni.

    L’importo dell’assegno dipende dall’ISEE familiare. Per il 2026, la regola base prevede:

    • Importo massimo: per ISEE fino a circa 17.227 euro
    • Importo decrescente: tra 17.227 euro e circa 45.939 euro
    • Importo minimo: per ISEE oltre la soglia o senza ISEE presentato

    Per ottenere l’importo corretto è essenziale presentare la DSU. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gratuitamente i contribuenti nella presentazione della DSU e nel calcolo ISEE.

    Come si calcola il reddito del forfettario nell’ISEE

    Ai fini ISEE, il reddito del forfettario è calcolato come ricavi annui per coefficiente di redditività della propria attività ATECO. Non si considerano i ricavi lordi, ma il reddito imponibile forfettario, lo stesso su cui si calcola l’imposta sostitutiva. Esempio: se Marco fattura 40.000 euro e ha coefficiente 67%, il suo reddito ISEE è 26.800 euro.

    A questo si applicano i normali criteri di calcolo ISEE: somma dei redditi del nucleo, sottrazione di franchigie e detrazioni ISEE, divisione per la scala di equivalenza che tiene conto della numerosità del nucleo. Avere il coniuge nello stato di famiglia aumenta la scala di equivalenza e abbassa l’ISEE finale.

    Quando conviene presentare l’ISEE

    Per i forfettari con figli, presentare l’ISEE conviene praticamente sempre, anche se il reddito sembra alto. Le soglie per beneficiare di assegno unico maggiorato, bonus nido, mensa e altre prestazioni sono spesso più alte di quanto si pensi, e perdere queste agevolazioni per non aver presentato la DSU è un peccato che capita spesso.

    Errori comuni da evitare

    Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, ricorrono alcuni errori tipici sul tema forfettario familiari a carico. Vediamo i più frequenti per aiutarti a evitarli.

    Errore 1: pensare di “recuperare” le detrazioni perse

    Alcuni forfettari pensano che, accumulando detrazioni non utilizzate, le possano “recuperare” su anni successivi o scontare sull’imposta sostitutiva. Non è possibile: le detrazioni IRPEF non utilizzate sono semplicemente perse, non si trasformano in credito spendibile sul forfettario.

    Errore 2: intestare al forfettario le spese detraibili

    Spesso, per abitudine, il forfettario continua a intestarsi visite mediche, mutuo, polizze. Se il coniuge paga IRPEF, è un errore: intestare al coniuge sbagliato significa perdere la detrazione. Va sempre verificato chi sostiene la spesa e quale documento di pagamento (intestazione bonifico, ricevuta) viene rilasciato.

    Errore 3: non presentare ISEE perché “tanto non serve”

    Molti forfettari trascurano la DSU pensando che il loro reddito sia troppo alto. In realtà, l’ISEE serve per molte prestazioni con soglie variabili e in alcuni casi anche per assegno unico maggiorato. Non costa nulla presentarla e i benefici possono essere significativi.

    Errore 4: confondere “a carico” fiscale e ISEE

    “A carico fiscale” (sotto i 2.840,51 euro) e “componente del nucleo familiare ISEE” sono concetti diversi. Una persona può non essere a carico fiscalmente, ma rientrare ugualmente nel nucleo ISEE. Sono due piani normativi distinti che vanno gestiti separatamente.

    Errore 5: dimenticare la comunicazione del nucleo a INPS

    Per l’assegno unico è fondamentale comunicare correttamente la composizione familiare nella domanda INPS e tenerla aggiornata in caso di nascite, matrimoni, separazioni, morti. Variazioni non comunicate possono comportare riduzioni dell’assegno o richieste di restituzione.

    Domande frequenti

    Sono in regime forfettario, posso portare a carico mia moglie?

    Sì, puoi dichiararla nello stato di famiglia e ai fini ISEE, ma non ottieni alcuna detrazione IRPEF perché paghi imposta sostitutiva. Avere la moglie a carico, però, ti serve per ISEE, assegno unico, bonus famiglia regionali e altre prestazioni.

    Il forfettario paga IRPEF?

    No. Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni con i requisiti) o del 15% del reddito imponibile forfettario. Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Le detrazioni IRPEF non si applicano.

    Il forfettario può detrarre le spese sanitarie del coniuge?

    No, perché non paga IRPEF. Se l’altro coniuge è dipendente o pensionato, è quest’ultimo che dovrebbe sostenere e detrarre quelle spese. Conviene quindi pagare le visite, i farmaci e i ticket con strumenti tracciabili intestati al coniuge che ha IRPEF da abbattere.

    I forfettari hanno diritto all’assegno unico?

    Sì, esattamente come tutti gli altri lavoratori. L’importo dipende dall’ISEE familiare. Per il calcolo, il reddito del forfettario è quello imponibile forfettario (ricavi × coefficiente), non i ricavi lordi.

    Qual è il limite di reddito per essere coniuge a carico nel 2026?

    Il limite è confermato a 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo. Per il forfettario rileva il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente), non i ricavi lordi. Quindi un forfettario con compensi anche solo di poche migliaia di euro non può essere a carico del coniuge.

    Se sia io che mio marito siamo forfettari, perdiamo tutte le detrazioni?

    Sì, se nessuno dei due paga IRPEF, tutte le detrazioni a cui avreste diritto sono di fatto perse. È una situazione che va valutata attentamente: in alcuni casi può convenire che uno dei due resti in regime ordinario per non perdere le detrazioni familiari di valore. Una simulazione personalizzata al CAF può chiarire qual è l’opzione fiscalmente più vantaggiosa.

    I figli sotto i 21 anni si possono detrarre dal forfettario?

    Per i figli sotto i 21 anni, le vecchie detrazioni IRPEF sono state sostituite dall’assegno unico, che spetta a tutti, compresi i forfettari. Per i figli sopra i 21 anni la detrazione IRPEF di 950 euro torna in vigore, ma solo per chi paga IRPEF. Il forfettario non può utilizzarla.

    Il forfettario paga IRAP e addizionali regionali?

    No. L’imposta sostitutiva del regime forfettario sostituisce anche IRAP, addizionale regionale IRPEF e addizionale comunale IRPEF. È uno dei vantaggi più rilevanti del regime, che compensa in parte la perdita delle detrazioni.

    Conviene davvero il forfettario se ho molte spese detraibili in famiglia?

    Dipende. Se sei l’unico percettore di reddito della famiglia e hai spese detraibili importanti (mutuo, sanitarie, scolastiche), il regime ordinario potrebbe essere più conveniente complessivamente. Se invece hai un coniuge che paga IRPEF e può “assorbire” le detrazioni, il forfettario resta vantaggioso. È un calcolo da fare caso per caso, idealmente con una simulazione fatta dal commercialista o dal CAF.

    Conclusione: il forfettario non perde tutto, ma serve strategia

    Il forfettario familiari a carico non beneficia delle detrazioni IRPEF, perché paga un’imposta sostitutiva. Tuttavia, avere familiari a carico continua a essere fondamentale per ISEE, assegno unico, bonus famiglia, agevolazioni regionali e per consentire all’altro coniuge (se non forfettario) di portare in detrazione le spese sostenute.

    La vera differenza la fa la strategia di coppia: se uno dei due paga IRPEF, conviene concentrare su di lui tutte le detrazioni. Se entrambi sono forfettari, occorre valutare con attenzione se i risparmi del 5% o 15% di imposta sostitutiva compensino davvero la perdita delle detrazioni familiari.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per valutare la situazione fiscale di tutta la famiglia, calcolare l’ISEE, gestire la domanda di assegno unico e ottimizzare la dichiarazione dei redditi del coniuge non forfettario. Contattaci per fissare un appuntamento e fare il punto sulla tua situazione.

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    Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 08:00:002026-05-24 09:54:41Forfettario e Familiari a Carico 2026: Detrazioni e Vantaggi Fiscali
    CAF, ISEE

    Aggiornamento ISEE per Assegno Unico 2026: quando rifarlo per evitare riduzioni

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    L’aggiornamento dell’ISEE per l’Assegno Unico è una delle operazioni più importanti che le famiglie con figli devono fare ogni anno. Se non presenti la DSU aggiornata, l’Assegno Unico Universale (AUU) viene erogato all’importo minimo, indipendentemente dal tuo reddito effettivo. Questo può significare ricevere molto meno del dovuto per mesi.

    In questa guida spieghiamo quando aggiornare l’ISEE, cosa succede se non lo rinnovi entro il 28 febbraio, quando conviene fare l’ISEE corrente e come recuperare gli arretrati. Se vuoi evitare riduzioni sull’Assegno Unico 2026, leggi fino in fondo.

    Indice dei contenuti

    1. Perché l’ISEE è fondamentale per l’Assegno Unico
    2. Quando si aggiorna l’ISEE: validità e scadenza DSU
    3. Cosa succede se non aggiorni l’ISEE entro il 28 febbraio 2026
    4. ISEE corrente: quando conviene rifare l’ISEE durante l’anno
    5. Documenti necessari per la DSU 2026
    6. Tempistiche INPS: quando parte il nuovo importo dopo la DSU
    7. Come recuperare gli arretrati Assegno Unico
    8. Domande frequenti (FAQ)
    9. Conclusione: non perdere mesi di Assegno Unico

    Perché l’ISEE è fondamentale per l’Assegno Unico

    L’importo dell’Assegno Unico Universale non è fisso: varia in base all’ISEE del nucleo familiare. La scala è progressiva: più basso è l’ISEE, più alto è il contributo ricevuto per ogni figlio.

    Per il 2026, gli importi base previsti dall’INPS variano tra un importo minimo (erogato senza ISEE o con ISEE molto alto) e un importo massimo (per ISEE molto bassi). Le fasce sono determinate ogni anno dall’INPS e dipendono anche dall’età dei figli e dalla presenza di figli con disabilità.

    Senza un ISEE aggiornato valido, l’INPS eroga automaticamente l’importo minimo garantito. Per il 2026 questo corrisponde a circa 57 euro al mese per figlio (importo invariato rispetto all’anno precedente per chi non presenta ISEE). Se la tua famiglia ha un ISEE che darebbe diritto a importi superiori, stai lasciando soldi sul tavolo.

    Quando si aggiorna l’ISEE: validità e scadenza DSU

    L’ISEE ha una validità annuale: vale dal momento in cui la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) viene presentata fino al 31 dicembre dello stesso anno. Non è un rinnovo automatico: ogni anno devi ripresentare la DSU.

    Per l’Assegno Unico in particolare:

    • L’ISEE 2026 si basa sui redditi 2024 e sul patrimonio (mobiliare e immobiliare) al 31/12/2024
    • L’ISEE 2026 va presentato entro il 28 febbraio 2026 per ricevere l’Assegno Unico con l’importo pieno già da marzo
    • Se presenti l’ISEE dopo il 28 febbraio, l’importo corretto viene applicato dal mese successivo alla presentazione, ma non ci sono arretrati automatici per i mesi precedenti (salvo domanda specifica)

    Attenzione: la scadenza del 28 febbraio è una data chiave ma non preclude la presentazione dell’ISEE in seguito. Conviene comunque farlo appena possibile.

    Cosa succede se non aggiorni l’ISEE entro il 28 febbraio 2026

    Se non presenti la DSU entro il 28 febbraio, dall’1 marzo l’INPS scala automaticamente l’Assegno Unico all’importo minimo (circa 57 euro/figlio/mese). Questo vale indipendentemente da quanto fosse basso il tuo ISEE nell’anno precedente.

    Esempio: una famiglia con ISEE 15.000 euro che riceveva 150 euro/mese per figlio, dal 1° marzo 2026 riceverà solo 57 euro/mese se non ha rinnovato la DSU. La perdita è di quasi 100 euro/mese per figlio.

    Presentando la DSU in ritardo (es. ad aprile), l’importo corretto riparte dal mese successivo alla presentazione. Gli arretrati marzo-aprile vengono recuperati solo parzialmente e su domanda specifica all’INPS, con esiti non sempre garantiti.

    ISEE corrente: quando conviene rifare l’ISEE durante l’anno

    L’ISEE corrente è uno strumento previsto per chi ha subito una variazione significativa della situazione reddituale rispetto all’anno di riferimento (2024 per l’ISEE 2026). Si può presentare se:

    • Il reddito complessivo dell’anno corrente è inferiore di almeno il 25% rispetto a quello dell’anno di riferimento della DSU
    • C’è stata una perdita del lavoro o del reddito da lavoro di almeno un componente del nucleo
    • Il reddito da lavoro dipendente o autonomo si è interrotto o ridotto significativamente

    L’ISEE corrente calcola il reddito degli ultimi 12 mesi (non il 2024) e può abbassare sensibilmente l’ISEE, aumentando l’importo dell’Assegno Unico. È particolarmente utile in caso di perdita di lavoro, riduzione ore, maternità non indennizzata o interruzione di contratti autonomi.

    Per il Friuli Venezia Giulia, il nostro articolo sull’ISEE corrente FVG 2026 spiega quando conviene richiederlo anche per i bonus regionali.

    Documenti necessari per la DSU 2026

    Per presentare la DSU e ottenere l’ISEE 2026 hai bisogno di:

    • Documenti di identità di tutti i componenti del nucleo familiare
    • Codici fiscali di tutti i componenti
    • Dichiarazione dei redditi 2024 (o CU 2025 per redditi da lavoro dipendente/pensione 2024)
    • Saldo e giacenza media del conto corrente al 31/12/2024 (attestazione bancaria)
    • Valore titoli e polizze al 31/12/2024 (estratto conto titoli)
    • Per immobili: rendita catastale degli immobili posseduti
    • Per mutui: debito residuo al 31/12/2024
    • Per figli disabili: verbale di invalidità o legge 104

    Il CAF Centro Fiscale raccoglie tutti i documenti e presenta la DSU per conto tuo. Il servizio è disponibile in sede a Udine e online per tutto il territorio italiano.

    Tempistiche INPS: quando parte il nuovo importo dopo la DSU

    Una volta presentata la DSU e calcolato il nuovo ISEE, l’INPS impiega in media 3-4 settimane per aggiornare l’importo dell’Assegno Unico. Il nuovo importo decorre dal mese successivo alla presentazione della DSU.

    Esempio:

    Data presentazione DSUPrimo importo aggiornato
    Gennaio 2026 (entro 28/02)Marzo 2026
    Febbraio 2026 (entro 28/02)Marzo 2026
    Marzo 2026 (dopo scadenza)Aprile 2026
    Aprile 2026Maggio 2026
    Maggio 2026Giugno 2026

    I mesi in cui hai ricevuto l’importo minimo anziché quello pieno sono recuperabili solo tramite apposita domanda all’INPS, specificando la data di presentazione della DSU e richiedendo il conguaglio. La prescrizione degli arretrati AUU è di 18 mesi dalla maturazione.

    Come recuperare gli arretrati Assegno Unico

    Se hai presentato la DSU in ritardo e hai ricevuto per alcuni mesi l’importo minimo anziché quello corretto, puoi richiedere gli arretrati. La procedura prevede:

    1. Accedi a MyINPS con SPID o CIE
    2. Vai alla sezione Assegno Unico e Universale
    3. Seleziona “Integrazione importi” o contatta il numero verde INPS (803 164)
    4. Indica il periodo di competenza e allega la DSU presentata
    5. L’INPS verifica e, se riconosce il diritto, eroga gli arretrati nel pagamento successivo

    Ricorda: gli arretrati non sono automatici e la prescrizione è di 18 mesi. Agisci prima che il termine scada.

    Per il Bonus Mamme 2026, un’altra misura collegata all’Assegno Unico per le lavoratrici madri, consulta il nostro articolo dedicato: Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno.

    Domande frequenti (FAQ)

    Se ho già presentato la DSU a gennaio, devo rifarlo ogni anno?

    Si. La DSU ha validità annuale (fino al 31 dicembre). Ogni anno è necessario presentarne una nuova con i dati reddituali e patrimoniali aggiornati dell’anno precedente. Non è un rinnovo automatico.

    Il mio ISEE è scaduto a dicembre. Devo rifarlo subito?

    Si, prima possibile. Se aspetti oltre il 28 febbraio rischi di ricevere l’importo minimo da marzo. La riapertura del portale per il nuovo anno avviene generalmente a gennaio. Rivolgiti al CAF non appena hai i documenti pronti (CU, saldi bancari al 31/12).

    Posso presentare la DSU da solo senza CAF?

    Si. La DSU può essere presentata tramite il portale INPS (precompilata o in forma standard) con SPID o CIE. Tuttavia, la DSU precompilata richiede una verifica attenta dei dati caricati automaticamente dall’INPS, che a volte contengono errori. Il CAF garantisce la correttezza dei dati e ti solleva dalla responsabilità di compilazione.

    Con l’ISEE corrente posso aumentare l’Assegno Unico?

    Si, se la tua situazione reddituale attuale è peggiorata rispetto al 2024. L’ISEE corrente sostituisce quello ordinario per il calcolo dell’Assegno Unico e può aumentare significativamente l’importo ricevuto. Conviene calcolarlo prima di presentare la domanda.

    Ho un figlio disabile: cambia qualcosa?

    Si. Per i figli con disabilità riconosciuta (invalidità, Legge 104) le maggiorazioni sull’Assegno Unico sono significative (fino a +85 euro/mese per figlio con disabilità grave). È fondamentale indicare correttamente la situazione nella DSU e allegare il verbale aggiornato.

    Conclusione: non perdere mesi di Assegno Unico

    Aggiornare l’ISEE per l’Assegno Unico è un adempimento che vale centinaia di euro all’anno per le famiglie con figli. Il consiglio è semplice: presenta la DSU entro gennaio-febbraio 2026 per essere sicuro di ricevere l’importo pieno già da marzo senza interruzioni.

    Se hai già superato la scadenza, presenta la DSU il prima possibile e richiedi il conguaglio degli arretrati. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la tua DSU con rapidità e correttezza, sia in sede che online. Contattaci per fissare un appuntamento.

    Giugno 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-19 16:00:002026-07-03 07:55:21Aggiornamento ISEE per Assegno Unico 2026: quando rifarlo per evitare riduzioni
    ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

    Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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    Indice dei contenuti

    1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
    2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
    3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
    4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
    5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
    6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
    7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
    8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
    9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
    10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
    11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

    Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

    La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

    Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

    PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
    Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
    Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
    NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
    Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
    Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
    Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
    Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

    Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

    La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

    La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

    L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

    Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

    È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

    • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
    • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

    L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

    Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

    Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

    Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

    Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
    Primo componente maggiorenne1,00
    Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
    Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
    Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
    Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
    Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

    Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

    Quota A e Quota B: come si compongono

    La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

    Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

    Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

    L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

    Differenze tra ADI e SFL

    • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
    • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

    NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

    La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

    La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

    Requisiti per ricevere la NASPI

    • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
    • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
    • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
    • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
    • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

    La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

    Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

    Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

    L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

    L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

    Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

    Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
    ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
    ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
    ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

    Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

    Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

    Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

    Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

    Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

    • L’importo lordo della pensione di giugno
    • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
    • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
    • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
    • L’importo netto effettivamente accreditato

    La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

    Come leggere il cedolino pensionistico

    Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

    Bonus nascita, maternità e congedo parentale

    Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

    L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

    Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

    Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

    Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

    Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

    • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
    • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
    • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
    • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

    Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

    Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

    Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

    Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

    App IO: notifiche in tempo reale

    L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

    Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

    Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

    La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

    Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

    Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

    L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

    Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

    Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

    La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

    Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

    Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

    Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

    Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

    Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

    I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

    Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione
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    Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 e atteso nella seconda meta del mese per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. L’Assegno Unico Universale (AUU), la prestazione erogata dall’INPS a supporto delle famiglie con figli a carico, segue ogni mese un calendario preciso che dipende dalla situazione ISEE del nucleo familiare e dall’eventuale presenza di domande gia consolidate o da aggiornare. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che ti serve sapere: le date di accredito di maggio 2026, gli importi aggiornati, le cause piu comuni che bloccano il pagamento e come risolverle, le fasce ISEE di riferimento e i contatti per richiedere assistenza immediata.

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    Indice dei contenuti

    1. Quando arriva il pagamento di maggio 2026
    2. Calendario date accredito INPS maggio 2026
    3. Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle
    4. Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali
    5. Come sbloccare l’erogazione: guida pratica
    6. Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare
    7. Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie
    8. ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento
    9. Arretrati e conguagli: quando spettano
    10. Simulazione importo: calcola il tuo assegno
    11. Domande frequenti

    Quando arriva il pagamento di maggio 2026

    Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 non ha una data unica valida per tutti: l’INPS accredita la prestazione in un arco temporale che va indicativamente dal 17 al 30 maggio 2026, con variazioni in base alla tipologia di domanda e alle caratteristiche del nucleo familiare. Esistono due macro-categorie di beneficiari con tempistiche diverse:

    • Famiglie con domanda consolidata e ISEE valido: il pagamento avviene nella terza settimana del mese, di norma tra il 17 e il 22 maggio 2026. Questi nuclei hanno gia completato ogni adempimento burocratico e l’INPS eroga automaticamente l’importo sulla base dei dati in archivio.
    • Famiglie in attesa di rinnovo ISEE o con pratiche in corso: il pagamento puo slittare fino alla fine del mese (26-30 maggio), oppure essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione ISEE.
    • Nuovi richiedenti o domande presentate nel mese corrente: per chi ha inoltrato la domanda dopo il 30 aprile 2026, il primo accredito avviene nel mese successivo alla lavorazione della pratica da parte dell’INPS.

    E importante ricordare che l’Assegno Unico Universale non prevede un giorno fisso di pagamento pubblicato ufficialmente dall’INPS nel senso di un calendario preventivo assoluto: l’istituto comunica le date attraverso i suoi canali istituzionali (sito INPS, Patronato e CAF autorizzati) a ridosso dell’erogazione. Tuttavia, sulla base dei pagamenti degli anni precedenti e delle circolari INPS di riferimento, e possibile stimare con buona precisione le finestre di accredito.

    Calendario date accredito INPS maggio 2026

    Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 si articola come segue, sulla base delle finestre di accredito storicamente consolidate e dei comunicati dell’istituto previdenziale:

    Tipologia beneficiarioFinestra di accreditoNote
    Domanda attiva, ISEE 2026 valido, nessuna variazione17 – 22 maggio 2026Accredito automatico, nessuna azione richiesta
    Domanda attiva, ISEE in aggiornamento23 – 27 maggio 2026Il pagamento avviene dopo la validazione dell’ISEE
    Domanda rinnovata a maggio 202626 – 30 maggio 2026Il primo pagamento e in questo range
    Domanda con variazioni familiari (nascita figlio, separazione)28 – 31 maggio 2026Necessaria verifica da parte dell’operatore INPS
    Prima domanda presentata dopo il 30 aprile 2026Giugno 2026L’accredito scatta dal mese successivo alla lavorazione

    L’accredito avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale (oppure sulla carta prepagata con IBAN) indicato nella domanda originaria. Non e previsto il pagamento in contanti o tramite sportello fisico INPS. Se hai cambiato coordinate bancarie, e obbligatorio aggiornare l’IBAN prima del pagamento.

    Per verificare lo stato in tempo reale del proprio pagamento, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure contattare il tuo CAF di fiducia o il Patronato.

    Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle

    Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati aggiornati con la rivalutazione ISTAT e tengono conto delle soglie ISEE vigenti. La prestazione e differenziata in base a: numero di figli, eta dei figli, presenza di disabilita, situazione economica del nucleo (ISEE). Di seguito la tabella degli importi mensili per figlio:

    Importi per figlio minorenne (fino a 21 anni)

    ISEE 2026Importo mensile per figlioMaggiorazione per figlio disabile
    Fino a 17.090 euro199,40 euro+ fino a 120 euro
    Da 17.090 a 40.000 euroImporto decrescente progressivo+ fino a 120 euro
    Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)57,00 euro (minimo garantito)+ 30 euro

    Nota importante: gli importi indicati sono basati sulla struttura tariffaria dell’Assegno Unico 2025-2026, rivalutata in base all’indice ISTAT di inflazione. Le cifre esatte per il 2026 possono subire lievi variazioni in seguito alla rivalutazione ufficiale comunicata dall’INPS con circolari specifiche all’inizio dell’anno.

    Maggiorazioni previste nel 2026

    Oltre all’importo base, esistono diverse maggiorazioni mensili che si aggiungono all’assegno base:

    • Maggiorazione per nuclei numerosi (3 o piu figli): da 15 a 85 euro mensili per figlio aggiuntivo dal terzo in poi, decrescente in base all’ISEE
    • Maggiorazione per figlio con disabilita: da 30 a 120 euro mensili, in base al grado di disabilita riconosciuta
    • Maggiorazione per madre con meno di 21 anni: 20 euro mensili aggiuntivi
    • Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori (doppio reddito): da 30 euro mensili (ISEE fino a 15.000 euro), decrescente fino a zero per ISEE superiore a 40.000 euro
    • Maggiorazione temporanea per neonati (primo anno di vita): nei nuclei con ISEE fino a 40.000 euro, la maggiorazione per i figli nati nel 2022 e successivamente puo raggiungere i 120 euro al mese per il primo anno

    Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali

    Se il pagamento di maggio 2026 non e arrivato entro la fine del mese, le cause possono essere molteplici. Di seguito le situazioni piu frequenti riscontrate dai nostri operatori CAF:

    1. ISEE scaduto o non presentato

    La causa piu frequente di mancato pagamento e l’ISEE scaduto. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validita dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se non hai rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS continua a erogare l’assegno ma all’importo minimo garantito (57 euro per figlio). Se non l’hai presentato affatto, il pagamento puo essere bloccato. Presentare l’ISEE e fortemente consigliato entro i primi mesi dell’anno per ricevere gli arretrati con conguaglio da gennaio.

    2. IBAN errato o non aggiornato

    Se hai cambiato banca, aperto un nuovo conto corrente o la carta prepagata e scaduta, l’IBAN registrato nell’INPS potrebbe non essere piu valido. In questo caso il pagamento viene rifiutato e sospeso. E necessario aggiornare le coordinate bancarie tramite MyINPS o tramite un CAF.

    3. Domanda non rinnovata o decaduta

    L’Assegno Unico si rinnova automaticamente se la domanda precedente era valida e attiva. Tuttavia, in alcuni casi l’INPS richiede un rinnovo esplicito della domanda, ad esempio quando cambiano significativamente i dati del nucleo familiare (separazione, nuovo figlio, cambio residenza). Se la domanda risulta “in scadenza” o “decaduta” nel portale MyINPS, e necessario inoltrarla nuovamente.

    4. Variazioni del nucleo familiare non comunicate

    La nascita di un figlio, il compimento del 21° anno di eta da parte di un figlio gia beneficiario, una separazione o divorzio, o il cambio di residenza sono tutti eventi che devono essere comunicati tempestivamente all’INPS. Il mancato aggiornamento puo generare pagamenti errati (eccedenti o carenti) e successivi recuperi di indebito.

    5. Domanda in lavorazione o con richiesta di documentazione

    In alcuni casi l’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva (certificato di disabilita, atto di nascita, documentazione stranieri UE/extra-UE). Se la pratica e “in istruttoria” o segnata come “richiesta documentazione”, il pagamento e sospeso fino alla verifica. E fondamentale rispondere tempestivamente alle richieste dell’INPS.

    Come sbloccare l’erogazione: guida pratica

    Se il pagamento di maggio e bloccato o non arrivato, segui questa procedura passo per passo per sbloccare l’erogazione nel minor tempo possibile:

    Step 1: Verifica lo stato della domanda su MyINPS

    Accedi al portale MyINPS (myinps.inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Assegno Unico e Universale” trovi il dettaglio della tua domanda: stato, importo, IBAN registrato e eventuali segnalazioni. Verifica che lo stato sia “Accolto” o “In pagamento”. Se trovi segnalazioni come “Sospeso”, “In istruttoria” o “Richiesta documentazione”, leggi attentamente il messaggio e prendi nota di cosa viene richiesto.

    Step 2: Controlla la validita dell’ISEE

    Verifica che il tuo ISEE 2026 sia ancora valido. Ricorda che l’ISEE ha validita fino al 31 dicembre 2026, ma se lo hai presentato a fine 2025 e nel frattempo ci sono state variazioni patrimoniali significative, potresti dover aggiornarlo. Se l’ISEE non e presente, presentalo subito: l’INPS calcolera gli arretrati da gennaio 2026 con conguaglio nel primo pagamento utile.

    Step 3: Aggiorna l’IBAN se necessario

    Se l’IBAN e cambiato, accedi a MyINPS e aggiorna le coordinate bancarie nella sezione “Dati di pagamento”. In alternativa, rivolgiti a un CAF o Patronato autorizzato: i nostri operatori possono aggiornare l’IBAN direttamente nel sistema INPS in tempi rapidi.

    Step 4: Invia documentazione mancante

    Se l’INPS ha richiesto documentazione aggiuntiva, puoi caricarla direttamente su MyINPS oppure consegnarla fisicamente presso uno sportello INPS o tramite il tuo CAF. I documenti piu frequentemente richiesti includono: certificato di disabilita (verbale INPS o commissione medica locale), documentazione per figli stranieri (permesso di soggiorno, stato di famiglia consolare), atto di nascita per figli nati di recente.

    Step 5: Contatta il CAF o il Patronato

    Se dopo aver verificato tutti i punti precedenti il problema persiste, il modo piu rapido per risolverlo e contattare il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS e possono: verificare lo stato della pratica in tempo reale, aggiornare domande e dati, inviare documentazione e seguire il caso fino alla risoluzione. Puoi contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o telefonare allo 0432 1638640.

    Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare

    Se la domanda e scaduta o non rinnovata, non devi preoccuparti: puoi presentarla nuovamente in qualsiasi momento dell’anno. Tieni pero presente queste regole fondamentali:

    • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: hai diritto agli arretrati da gennaio 2026. L’INPS effettuera un conguaglio e accreditera le mensilita non pagate nel primo pagamento utile.
    • Domanda presentata dal 1 luglio 2026 in poi: il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda, senza arretrati. Non e possibile recuperare le mensilita precedenti.
    • Scadenza critica: per non perdere gli arretrati da gennaio 2026, e indispensabile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2026.

    La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF o Patronato autorizzato. Non e possibile presentarla allo sportello fisico INPS senza appuntamento. Puoi anche consultare i nostri articoli sulla maternita obbligatoria e facoltativa 2026 per approfondire i diritti delle mamme lavoratrici correlati all’Assegno Unico.

    Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie

    L’aggiornamento dell’IBAN per l’Assegno Unico e una delle operazioni piu comuni che gestiamo al CAF. Ecco come procedere:

    Tramite MyINPS (autonomamente)

    • Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
    • Vai alla sezione “I miei servizi” > “Assegno Unico e Universale”
    • Seleziona la domanda attiva
    • Clicca su “Modifica dati di pagamento”
    • Inserisci il nuovo IBAN e conferma
    • L’aggiornamento diventa operativo nel giro di 24-48 ore lavorative

    Tramite CAF o Patronato

    Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine portando con te: documento di identita, codice fiscale, e il nuovo IBAN (puoi trovarlo sull’estratto conto o nell’app della banca). I nostri operatori aggiorneranno le coordinate nel sistema INPS in tempo reale.

    Attenzione: se il pagamento viene rifiutato dalla banca per IBAN errato, l’INPS non lo riaccredita automaticamente. E necessario aggiornare l’IBAN e poi attendere il successivo ciclo di pagamento mensile, oppure inviare una specifica richiesta di riaccredito tramite il Patronato.

    ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento

    L’ISEE e il pilastro dell’Assegno Unico: senza un ISEE valido, l’importo percepito e quello minimo garantito (57 euro per figlio al mese), indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia. Ecco le regole fondamentali:

    ISEE non presentato

    Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS eroga comunque l’assegno, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Non appena presenti l’ISEE e viene validato (in genere entro 10 giorni lavorativi), l’INPS calcola gli arretrati dalla data di inizio del beneficio (o da gennaio 2026 se la domanda era attiva) e li eroga con conguaglio nel primo pagamento utile. E quindi conveniente presentare l’ISEE il prima possibile per recuperare le mensilita alla quota piena.

    ISEE scaduto (presentato nel 2025)

    L’ISEE presentato nel 2025 e valido fino al 31 dicembre 2025. Dal 1 gennaio 2026 non e piu valido. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE 2026, l’INPS sta erogando l’assegno all’importo minimo. Rinnova subito l’ISEE recandoti al CAF: il rinnovo consente di recuperare gli importi corretti da gennaio 2026 con arretrati.

    Come presentare o rinnovare l’ISEE al CAF

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di presentazione e rinnovo dell’ISEE durante tutto l’anno. I documenti necessari includono: Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo, ultimi CU o dichiarazioni dei redditi, dati patrimonio immobiliare e mobiliare, saldo e giacenza media conti correnti. Puoi prenotare un appuntamento telefonando allo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

    Arretrati e conguagli: quando spettano

    Gli arretrati dell’Assegno Unico sono le mensilita non percepite o percepite in misura ridotta che l’INPS deve recuperare. Ecco i casi principali in cui scatta il conguaglio:

    • Presentazione tardiva dell’ISEE: se hai presentato l’ISEE 2026 dopo gennaio 2026, gli arretrati vengono calcolati da marzo 2026 (il mese successivo a quello di presentazione della DSU) fino al mese corrente e accreditati in un’unica soluzione.
    • Aggiornamento ISEE con importo piu basso: se il nuovo ISEE e inferiore a quello precedente (o all’assenza di ISEE), l’importo aumenta retroattivamente. L’INPS verifica e accredita la differenza.
    • Domanda presentata con ritardo entro il 30 giugno: gli arretrati da gennaio vengono pagati in un’unica soluzione.
    • Riconoscimento di una maggiorazione non applicata: ad esempio, se un figlio ha ricevuto un verbale di disabilita con effetto retroattivo, la maggiorazione viene applicata dalla data del riconoscimento e gli arretrati vengono liquidati.

    Tempi di accredito degli arretrati: in genere l’INPS liquida gli arretrati nel ciclo di pagamento mensile successivo alla regolarizzazione della posizione. Il conguaglio appare come voce separata nell’estratto conto (es. “Conguaglio AUU gen-apr 2026”).

    Simulazione importo: calcola il tuo assegno

    Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno Unico spettante al tuo nucleo familiare, puoi utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS (inps.it > sezione “Assegno Unico e Universale” > Simulatore). Oppure, puoi usare la formula semplificata qui sotto come stima orientativa:

    Esempio pratico di calcolo

    Caso 1: Nucleo con 2 figli minorenni, ISEE 2026 di 20.000 euro, nessuna disabilita, entrambi i genitori lavoratori.

    • Importo base per figlio con ISEE 20.000: circa 150 euro/mese (valore interpolato tra il minimo e il massimo)
    • Maggiorazione entrambi i genitori lavoratori (ISEE 20.000): circa 20 euro/mese per figlio
    • Importo totale stimato: (150 + 20) x 2 = 340 euro/mese

    Caso 2: Nucleo con 3 figli (1 minorenne con disabilita media), ISEE 2026 di 12.000 euro, un genitore lavoratore.

    • Importo base per i 2 figli non disabili con ISEE 12.000: circa 180 euro/mese ciascuno
    • Importo base per il figlio disabile: circa 180 euro + 85 euro maggiorazione disabilita = 265 euro/mese
    • Maggiorazione dal 3 figlio: circa 50 euro aggiuntivi
    • Importo totale stimato: (180 x 2) + 265 + 50 = 675 euro/mese

    Queste sono stime orientative. Per un calcolo preciso e personalizzato, rivolgiti ai nostri operatori CAF: calcoliamo gratuitamente l’importo spettante e verifichiamo che tu stia ricevendo tutto a cui hai diritto. Potrebbero esserci maggiorazioni non applicate che stai perdendo. Ricorda che puoi cumulare l’Assegno Unico con il congedo straordinario Legge 104 se sei caregiver di un figlio con disabilita grave, oppure con la guida al pagamento di giugno 2026 per capire cosa aspettarti nel prossimo mese.

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    Domande Frequenti sull’Assegno Unico di Maggio 2026

    Quando arriva l’Assegno Unico di maggio 2026?

    Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 viene accreditato indicativamente tra il 17 e il 30 maggio 2026. Le famiglie con domanda consolidata e ISEE valido ricevono il pagamento nella terza settimana (17-22 maggio), mentre chi ha pratiche in corso o ha rinnovato la domanda nel mese corrente puo riceverlo nella quarta settimana o entro il 30 maggio.

    Perche l’Assegno Unico non mi e ancora arrivato?

    Le cause piu comuni sono: ISEE scaduto o non presentato (in tal caso si riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio), IBAN non aggiornato, domanda scaduta o non rinnovata, variazioni del nucleo familiare non comunicate, o documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS. Verifica lo stato della domanda su MyINPS o contatta il tuo CAF per assistenza immediata.

    Come faccio a controllare se ho ricevuto il pagamento?

    Puoi verificare il pagamento accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Assegno Unico e Universale. Oppure puoi controllare il tuo estratto conto bancario: l’accredito appare con causale INPS AUU o Assegno Unico Universale. In alternativa, il tuo CAF o Patronato puo verificare lo stato del pagamento per tuo conto.

    Se non ho l’ISEE posso ricevere l’Assegno Unico?

    Si, anche senza ISEE hai diritto all’Assegno Unico, ma riceverai solo l’importo minimo garantito di 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE valido, l’importo viene adeguato alla tua situazione economica e ricevi gli arretrati dalla data di presentazione. Se hai presentato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati da gennaio 2026.

    Posso ricevere l’Assegno Unico se sono straniero?

    Si, i cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto all’Assegno Unico se sono in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio, ricerca o familiari, e i figli risiedono in Italia. I cittadini UE hanno le stesse condizioni dei cittadini italiani. Per i dettagli del tuo caso specifico, rivolgiti al CAF.


    Hai bisogno di assistenza per l’Assegno Unico?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’Assegno Unico Universale: presentazione e rinnovo della domanda, aggiornamento ISEE, sblocco pagamenti, aggiornamento IBAN, verifica arretrati e molto altro. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS.

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      Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida
      2. Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026
      3. Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT
      4. Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno
      5. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa
      6. Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto
      7. Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato
      8. Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano
      9. Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026
      10. Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026
      11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

      Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.

      In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.

      Chi ha diritto all’Assegno Unico:

      • Cittadini italiani e UE residenti in Italia
      • Cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
      • Con figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)
      • Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciuta
      • Con residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio)

      Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026

      L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:

      Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026
      Beneficiari con domanda già in corso (rinnovo automatico)17-19 luglio 2026
      Nuove domande accolte nel mese di giugno 2026Fine mese (ultimo giorno lavorabile)
      Domande con variazioni ISEE presentate entro giugno17-19 luglio 2026 (con conguaglio arretrati)

      Secondo la KB normativa INPS, i pagamenti ordinari avvengono tra il 17 e il 19 di ogni mese. Luglio 2026 non fa eccezione: se hai già una domanda attiva e accolta, vedrai l’accredito in questo arco di date.

      Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece nell’ultimo giorno lavorabile di luglio, che nel 2026 cade il 31 luglio.

      Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.

      Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

      Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT

      Gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.

      Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT) sono i seguenti:

      Importo base per ciascun figlio

      Fascia ISEEImporto mensile per figlio
      ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
      ISEE tra 17.090 e 45.574 euroImporto progressivo (tra 57 e 199,40 euro)
      ISEE oltre 45.574 euro oppure senza ISEE57,00 euro

      In pratica: se il tuo ISEE è molto basso (sotto i 17.090 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia quasi 200 euro al mese per ogni figlio. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un reddito familiare elevato, il beneficio scende al minimo garantito di 57 euro per figlio.

      Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.

      Maggiorazioni previste dalla legge

      Oltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:

      Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizione
      Figlio con disabilitàfino a 91,42 euroDisabilità riconosciuta (importo varia per gravità)
      Famiglie con 4 o più figli18,00 euro per ciascun figlioDal quarto figlio in poi
      Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioFigli fino a 21 anni, entrambi i genitori con reddito da lavoro
      Madri under 2123,68 euro per figlioMadre con età inferiore a 21 anni al momento della richiesta

      Esempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. L’importo base per ciascun figlio sarà progressivo (ipotizziamo circa 160 euro per figlio). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto alla maggiorazione di 35,68 euro per figlio. Totale mensile stimato: circa (160 + 35,68) × 2 = circa 391 euro al mese.

      Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno

      Il termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.

      In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.

      Per il 2026, le soglie ISEE di accesso e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati secondo le nuove tabelle ISTAT pubblicate dal Ministero del Lavoro. Le soglie chiave sono:

      • Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.090 euro (per l’importo massimo di 199,40 euro)
      • Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 45.574 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 57 euro)

      Queste soglie vengono aggiornate con decreto ministeriale ogni anno sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso.

      Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa

      Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.

      Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori.

      Chi ha diritto tra gli autonomi

      Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:

      • Risiedono in Italia da almeno 2 anni consecutivi
      • Hanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)
      • Sono in regola con i contributi previdenziali
      • Hanno un domicilio fiscale in Italia

      Non esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.

      Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomi

      Qui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.

      Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.

      Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:

      Categoria attivitàCoefficiente di redditività
      Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%
      Alloggio e ristorazione67%
      Commercio all’ingrosso e dettaglio40%
      Costruzioni e attività immobiliari86%
      Altre attività economiche67%

      Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPS

      La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomi

      La maggiorazione di 35,68 euro per figlio (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.

      Attenzione: la maggiorazione spetta per i figli fino a 21 anni, ma solo se il figlio soddisfa almeno una delle condizioni di frequenza scolastica/lavorativa previste dalla legge (frequenza universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile).

      Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomo

      La domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.

      Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.

      Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, potenzialmente, gli arretrati dall’inizio dell’anno.

      Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto

      L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.

      Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.

      Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026

      • Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
      • CU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)
      • Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)
      • Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024
      • Visura catastale degli immobili posseduti
      • Dati sulle auto di proprietà
      • Eventuali documentazione su disabilità o non autosufficienza

      Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.

      Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

      Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato

      Può capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni.

      L’assegno non è arrivato entro il 19 luglio

      Se sei un beneficiario consolidato e il 19 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 21 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 21 luglio il pagamento non è ancora arrivato:

      • Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domanda
      • Controlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e corretto
      • Verifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”
      • Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronato

      L’importo ricevuto è inferiore alle aspettative

      L’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:

      • ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 57 euro per figlio
      • Dati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitori
      • Conguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importo
      • Figlio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)

      In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.

      Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano

      L’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:

      PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?
      Assegno Unico Universale17-19 luglio—
      Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)
      NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSì
      Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)
      Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegrato

      Leggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF

      Per le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730

      Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026

      Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:

      ScadenzaCosa fare
      Entro il 30 settembre 2026Presentare nuova DSU/ISEE per avere l’assegno aggiornato da gennaio 2026 (con arretrati)
      Dicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027
      Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)

      Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026 con ISEE valido, hai diritto agli arretrati dall’1 gennaio 2026. Se la presenti tra luglio e settembre 2026, la maggiorazione parte dal mese successivo alla presentazione. Dopo il 30 settembre, non è più possibile recuperare gli arretrati dei mesi precedenti.

      Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA

      Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026

      Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

      Per chi ha già la domanda attiva e confermata, il pagamento avviene tra il 17 e il 19 luglio 2026. Per le nuove domande accolte a giugno, il primo pagamento arriva nell’ultimo giorno lavorabile di luglio (31 luglio 2026).

      Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?

      Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 57 euro al mese per ciascun figlio. Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.

      Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?

      Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.

      Devo rinnovare la domanda ogni anno?

      No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.

      L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?

      Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.

      Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?

      L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.

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      Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:

      • Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPS
      • Prima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passo
      • Variazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo corretto
      • Istanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo conto
      • Consulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegno

      Per un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.

      Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-07-03 07:53:38Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

      Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1 marzo 2026 l’INPS ha applicato la rivalutazione ISTAT sull’importo base del beneficio, portando il massimale mensile per figlio a 199,40 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.090 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.

      In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.

      Indice dei contenuti

      1. Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT
      2. Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE
      3. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente
      4. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026
      5. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere
      6. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno
      7. Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS
      8. Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE
      9. Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero
      10. Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026
      11. Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

      Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT

      L’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

      Per il 2026 la rivalutazione e stata applicata con effetto dal 1 gennaio 2026 (con conguaglio da febbraio-marzo per chi aveva gia l’ISEE valido). L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2024, ridefinendo la tabella ufficiale INPS.

      La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno il Ministero del Lavoro pubblica la circolare con i nuovi importi aggiornati, che l’INPS recepisce e applica automaticamente sui pagamenti.

      Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE

      Gli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:

      ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio
      Fino a 17.090 euro (importo pieno)199,40 euro
      Da 17.090 a 45.574 euro (graduale)Tra 57 e 199,40 euro (scala progressiva)
      Oltre 45.574 euro o senza ISEE57,00 euro

      La scala progressiva tra le due soglie prevede una riduzione graduale dell’importo all’aumentare dell’ISEE, calcolata con formula lineare. Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.

      Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 57 euro per figlio. Presentare l’ISEE e quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio.

      Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente

      Oltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:

      • Figli con disabilita: maggiorazione di 91,42 euro/mese (varia per gravita della disabilita). Per disabilita grave o non autosufficienza l’importo e superiore
      • Famiglie con 4 o piu figli: maggiorazione di 18 euro per figlio al mese
      • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro/mese per figlio fino a 21 anni
      • Madri under 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro/mese per figlio
      • Figli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% per i primissimi mesi di vita
      • Terzo figlio e successivi: maggiorazione sull’importo base per i figli dal terzo in poi, fino ai 3 anni di eta

      Le maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli e entrambi i genitori lavoratori puo arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 199,40 euro per figlio.

      Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026

      L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalita:

      • Beneficiari gia in pagamento (rinnovo domanda): tra il 17 e il 19 di ogni mese
      • Nuove domande accolte: ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda
      • Domande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso anno

      I pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni.

      Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere

      Una situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:

      • Presentazione DSU entro il 30 giugno: diritto agli arretrati dall’inizio dell’anno (da marzo) in un’unica soluzione
      • Presentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedenti
      • Rinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (57 euro), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEE
      • Ricalcolo retroattivo: il conguaglio puo coprire fino agli ultimi 18 mesi in caso di ricalcolo a favore del beneficiario

      Consulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026.

      Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno

      L’ISEE ha validita dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.

      Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da gennaio. Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.

      Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS

      • Portale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domanda
      • App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditati
      • Fascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensile
      • Patronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilita di riesame

      Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE

      Caso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euro

      ISEE sotto la soglia di 17.090 euro: importo pieno 199,40 euro x 2 figli = 398,80 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 35,68 x 2 = 71,36 euro. Totale mensile stimato: circa 470 euro.

      Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euro

      ISEE nella fascia intermedia (17.090-45.574 euro): importo per figlio circa 130-140 euro (scala progressiva). Totale per 2 figli: circa 260-280 euro/mese.

      Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEE

      Importo minimo: 57 euro x 2 figli = 114 euro/mese. Presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti puo aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.

      Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero

      • Rivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiario
      • Modifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesse soglie ISEE, stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiari

      Per chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.

      Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026

      Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?

      No. Se hai gia una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.

      Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?

      L’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Una volta accettata la nuova DSU, l’importo viene ricalcolato e vengono corrisposti gli arretrati fino a un massimo di 18 mesi.

      L’AUU e compatibile con altri bonus?

      Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).

      Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?

      Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.

      Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

      Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 199,40 euro mensili per figlio per i nuclei con ISEE fino a 17.090 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.

      Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-07-03 07:55:03Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

      Aumenti assegno unico luglio 2026: nuovi importi, chi riceve di più e ISEE da aggiornare entro il 30 giugno

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      Da luglio 2026 l’Assegno Unico cambia: importi più alti per molte famiglie, ma solo se l’ISEE è aggiornato. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, rischi di perdere gli aumenti e di ricevere l’importo minimo di 57 euro al mese.

      In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito.

      Indice dei contenuti

      1. Perché da luglio 2026 cambiano gli importi
      2. Nuovi importi assegno unico luglio 2026
      3. Chi riceve di più da luglio 2026
      4. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi
      5. Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno
      6. Quando viene pagato l’Assegno Unico
      7. Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

      Perché da luglio 2026 cambiano gli importi

      L’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per luglio 2026 l’INPS ha applicato l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021, che fa scattare nuove soglie ISEE e nuovi importi base.

      In pratica, se la tua famiglia ha un ISEE basso, l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta.

      Nuovi importi assegno unico luglio 2026

      Ecco gli importi mensili per figlio a partire da luglio 2026:

      Situazione ISEEImporto mensile per figlio
      ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
      ISEE da 17.090 a 45.574 euroImporto progressivo (scala decrescente)
      ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE57 euro

      Maggiorazioni previste

      Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:

      • Figli con disabilità: +91,42 euro al mese (importo standard, varia per gravità)
      • Famiglie con 4 o più figli: +18 euro al mese per ogni figlio
      • Entrambi i genitori lavoratori: +35,68 euro al mese per figlio (fino a 21 anni)
      • Madri under 21: +23,68 euro al mese per figlio

      Queste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE basso, due figli e entrambi i genitori che lavorano può arrivare a 235 euro al mese per figlio.

      Chi riceve di più da luglio 2026

      1. Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugno
      2. Le famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e adeguata
      3. Le famiglie numerose (4+ figli) — la maggiorazione aumenta
      4. I nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata

      Chi NON presenta la DSU aggiornata entro il 30 giugno riceve automaticamente l’importo minimo (57 euro), anche se potrebbe avere diritto a molto di più.

      Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi

      L’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.

      La scadenza per non perdere gli arretrati di luglio è il 30 giugno 2026.

      • DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo aggiornato vale da luglio 2026, inclusi eventuali arretrati
      • DSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato vale dal mese successivo, senza arretrati di luglio
      • Nessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 57 euro, indipendentemente dalla situazione reale

      Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno

      1. Raccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)
      2. Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPS
      3. Verificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenza

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.

      Quando viene pagato l’Assegno Unico

      • Per i beneficiari già in corso: tra il 17 e il 19 di ogni mese
      • Per le nuove domande: nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento

      Se aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’importo aumentato comparirà già nella rata di luglio (pagata tra il 17 e il 19 luglio).

      Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

      Se non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli aumenti di luglio.

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        CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640

        Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-07-03 07:55:05Aumenti assegno unico luglio 2026: nuovi importi, chi riceve di più e ISEE da aggiornare entro il 30 giugno
        PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

        Forfettario e Familiari a Carico 2026: Detrazioni e Vantaggi Fiscali

        Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

        “Sono in regime forfettario, posso portare a carico mia moglie e i miei figli?” È una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine. La risposta richiede una distinzione importante: avere familiari a carico è una cosa, poter usufruire delle detrazioni IRPEF è un’altra. Il forfettario con familiari a carico si trova in una posizione particolare, perché paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF, e questo cambia tutto.

        In questa guida 2026 spieghiamo in modo chiaro quando ha senso dichiarare i familiari a carico anche se sei forfettario, quali vantaggi ottieni davvero (e quali no), e come ottimizzare la situazione fiscale di una famiglia in cui uno dei coniugi è in regime forfettario.

        Indice dei contenuti

        1. La domanda tipica: forfettario e familiari a carico
        2. Perché il forfettario non detrae: l’imposta sostitutiva
        3. A cosa serve dichiarare familiari a carico se sei forfettario
        4. Esempio pratico: la coppia Marco e Anna
        5. Coniuge a carico: limiti di reddito e regole 2026
        6. Figli a carico: assegno unico e detrazioni
        7. Strategia ottimale per coppia con un forfettario
        8. Casi particolari: doppio forfettario e P.IVA secondaria
        9. Assegno unico e ISEE per i forfettari
        10. Errori comuni da evitare
        11. Domande frequenti

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        La domanda tipica: forfettario e familiari a carico

        “Sono in forfettario, posso portare a carico moglie e figli?” La risposta breve è sì, ma con una distinzione importante. Il forfettario familiari a carico li può dichiarare, ma il significato di “averli a carico” cambia rispetto a un lavoratore dipendente o a una partita IVA in regime ordinario.

        Avere un familiare a carico significa due cose ben distinte:

        • Ai fini fiscali (IRPEF): ti permette di detrarre un importo dalla tua imposta sui redditi. Funziona solo se paghi IRPEF.
        • Ai fini extra-fiscali: rileva per ISEE, assegno unico, agevolazioni regionali, bonus famiglia. Funziona indipendentemente dal regime fiscale.

        Il forfettario non paga IRPEF, ma un’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni se in possesso dei requisiti) o del 15%. Di conseguenza, dichiarare il coniuge o i figli a carico non gli porta alcun risparmio fiscale diretto, ma resta importante per molti altri benefici.

        Perché il forfettario non detrae: l’imposta sostitutiva

        Per capire perché il forfettario familiari a carico non beneficia delle detrazioni, bisogna partire dalla natura dell’imposta sostitutiva. Si tratta di una tassa unica che, come dice il nome, sostituisce IRPEF, addizionali regionali, addizionali comunali e IRAP. Si calcola sul reddito imponibile (ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività dell’attività) ed è un’imposta “piatta”: non ha scaglioni e, soprattutto, non prevede detrazioni.

        Le detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli sopra i 21 anni, altri familiari conviventi) sono previste dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e si applicano esclusivamente all’IRPEF. Lo stesso vale per:

        • Detrazioni da lavoro dipendente o da pensione
        • Detrazioni per oneri (spese sanitarie, mutui, scolastiche, ristrutturazioni)
        • Detrazioni per affitti, premi assicurativi, erogazioni liberali

        Tutte queste agevolazioni operano riducendo l’IRPEF dovuta. Se non si paga IRPEF, non c’è nulla da abbattere. Per il forfettario, quindi, dichiarare il coniuge a carico in dichiarazione dei redditi non genera alcun risparmio: l’imposta sostitutiva del 5% o 15% resta esattamente la stessa.

        È un tema che genera spesso confusione perché chi proviene da un lavoro dipendente è abituato a “scaricare” il coniuge a carico in busta paga o in 730. Passando al forfettario, questo automatismo viene meno. Non è una penalizzazione, ma una conseguenza diretta del regime semplificato che il forfettario ha scelto.

        A cosa serve dichiarare familiari a carico se sei forfettario

        Se le detrazioni IRPEF non spettano, ha senso comunque dichiarare moglie, marito o figli a carico? Sì, in moltissimi casi. La dichiarazione di familiare a carico è infatti il presupposto per accedere a numerose prestazioni e agevolazioni che nulla hanno a che vedere con l’IRPEF. Vediamo quali sono le più importanti.

        Assegno unico e benefici INPS

        L’assegno unico universale per i figli spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dal regime fiscale del genitore. I forfettari ne hanno diritto come tutti gli altri. L’importo dipende dall’ISEE familiare: senza ISEE si riceve la quota minima, con ISEE basso si arriva agli importi massimi. Per ottenere l’assegno corretto è essenziale presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e che i figli siano nello stato di famiglia.

        ISEE e prestazioni agevolate

        Il calcolo ISEE considera il reddito di tutti i componenti del nucleo familiare. Per il forfettario, il reddito rilevante ai fini ISEE è il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente di redditività), non i ricavi lordi. Avere familiari a carico nel nucleo abbassa l’ISEE pro capite e dà accesso a:

        • Bonus asilo nido
        • Bonus bollette (sociale e idrico)
        • Mensa e trasporto scolastico agevolati
        • Riduzioni rette universitarie
        • Carta acquisti e altre misure di sostegno

        Detrazioni dell’altro coniuge non forfettario

        Se il forfettario è sposato con un dipendente, un pensionato o un’altra partita IVA in regime ordinario, l’altro coniuge può portare in detrazione il coniuge forfettario a carico (se ne ha i requisiti reddituali). Inoltre, le spese sanitarie, scolastiche, di mutuo o ristrutturazione sostenute per il forfettario possono essere detratte da chi paga IRPEF, riducendo le tasse della famiglia.

        Agevolazioni regionali e comunali

        Molte regioni e Comuni offrono bonus famiglia, contributi affitto, riduzioni TARI e altre agevolazioni che richiedono la dichiarazione dei familiari a carico. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, la Carta famiglia regionale prevede sconti su servizi pubblici e privati per i nuclei con figli.

        Esempio pratico: la coppia Marco e Anna

        Per chiarire il funzionamento del forfettario familiari a carico, prendiamo il caso reale di una coppia che si rivolge al nostro CAF di Udine.

        Marco, 38 anni, è consulente informatico in regime forfettario con compensi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 67%. Il suo reddito imponibile forfettario è 26.800 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva pari a circa 4.020 euro. Anna, 35 anni, sua moglie, è disoccupata e non percepisce alcun reddito.

        Marco si chiede: “Posso portare Anna a carico per pagare meno tasse?”. La risposta è no, non può ottenere alcun risparmio fiscale diretto. Marco paga un’imposta sostitutiva fissa del 15% del suo reddito forfettario, che non si riduce con le detrazioni per coniuge a carico. Sarebbe la stessa cifra anche se fosse single.

        Tuttavia, la coppia ha tutto l’interesse a dichiarare Anna nel nucleo familiare e nello stato di famiglia di Marco. Perché?

        • ISEE familiare: il nucleo conta due persone, anziché una. Anche se Marco ha un reddito medio, l’ISEE pro capite si riduce. Questo apre la porta a bonus bollette, eventuale carta acquisti se l’ISEE scende sotto certe soglie.
        • Eventuale assegno unico: se la coppia ha o avrà figli, Anna deve essere nello stato di famiglia per percepire correttamente l’assegno unico.
        • Spese sanitarie di Anna: le visite mediche e i farmaci pagati per Anna potrebbero essere portati in detrazione… ma solo se qualcuno della famiglia paga IRPEF. Nel caso di Marco e Anna, purtroppo, queste spese sono perse fiscalmente, perché lui non ha IRPEF da abbattere.
        • Bonus regionali FVG: per la Carta famiglia o altre agevolazioni regionali, la composizione del nucleo conta.

        Ora cambiamo lo scenario: Anna trova lavoro come dipendente con uno stipendio di 22.000 euro lordi annui. La situazione cambia radicalmente. Anna paga IRPEF in busta paga e ha quindi imposta da abbattere. La coppia farà bene a:

        • Intestare ad Anna tutte le spese sanitarie, scolastiche, di mutuo, di ristrutturazione
        • Far detrarre tutto sul 730 di Anna, recuperando IRPEF
        • Marco non perde nulla, perché comunque non potrebbe scaricare quelle spese

        Coniuge a carico: limiti di reddito e regole 2026

        Per essere considerato fiscalmente a carico, il coniuge non deve superare un determinato limite di reddito. Per il 2026 la soglia resta confermata a 2.840,51 euro lordi annui. Si tratta del reddito complessivo del coniuge: stipendi, pensioni, redditi da fabbricati, redditi diversi.

        Per il forfettario familiari a carico, questo limite è un’informazione che rileva soprattutto in due casi:

        • Marco è forfettario, Anna sotto soglia: Anna è fiscalmente a carico. Marco la dichiara, ma non ottiene detrazioni. Conta per ISEE e altre prestazioni.
        • Anna è dipendente, Marco è forfettario: Marco non è “a carico” di Anna fiscalmente, perché il reddito forfettario si conta per intero (e supera 2.840,51 euro). Anna non potrà avere Marco a carico nel proprio 730.

        Attenzione: ai fini del calcolo della soglia di 2.840,51 euro, il reddito forfettario rileva integralmente. Anche se Marco paga imposta sostitutiva, il suo reddito imponibile forfettario (es. 26.800 euro) si somma al reddito complessivo della famiglia ai fini del limite. Quindi Marco non può mai essere fiscalmente a carico di Anna se i suoi compensi superano la soglia.

        Per il calcolo della Reddito di Riferimento ai fini ISEE (RFC) e per altre prestazioni, valgono regole specifiche che il CAF Centro Fiscale può aiutarti a interpretare correttamente.

        Figli a carico: assegno unico e detrazioni

        La gestione dei figli a carico per il forfettario familiari a carico dipende dall’età del figlio. Dal 2022 con l’introduzione dell’assegno unico universale, le regole sono state semplificate ma occorre fare attenzione a due fasce di età.

        Figli sotto i 21 anni: assegno unico

        Per i figli sotto i 21 anni, le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico sono state sostituite dall’assegno unico universale. L’assegno spetta a tutte le famiglie, comprese quelle in cui il genitore è in regime forfettario. L’importo dipende dall’ISEE e dall’età del figlio.

        In questa fascia di età, il fatto che Marco sia forfettario non comporta alcuna penalizzazione: l’assegno è uguale a quello che riceverebbe se fosse dipendente con lo stesso reddito imponibile.

        Figli sopra i 21 anni: detrazioni

        Per i figli con almeno 21 anni di età, l’assegno unico non spetta più (salvo casi specifici di disabilità). Tornano in vigore le detrazioni IRPEF per figli a carico, pari a 950 euro all’anno base, con maggiorazioni se ci sono più figli o condizioni particolari.

        Anche queste detrazioni, però, sono utilizzabili solo da chi paga IRPEF. Il forfettario non potrà beneficiarne. Se uno dei due genitori è dipendente o pensionato, conviene attribuire la detrazione al 100% al genitore non forfettario, in modo da massimizzare il risparmio familiare.

        Limite di reddito del figlio per essere a carico

        Il limite di reddito per considerare un figlio fiscalmente a carico è di 4.000 euro per i figli fino a 24 anni e di 2.840,51 euro per i figli con più di 24 anni. Questi limiti valgono per la dichiarazione di familiare a carico in generale, indipendentemente dal regime fiscale del genitore.

        Strategia ottimale per coppia con un forfettario

        Quando in una coppia c’è un forfettario e un coniuge che paga IRPEF (dipendente, pensionato, partita IVA in regime ordinario), la strategia fiscale ottimale è chiara: tutte le detrazioni vanno concentrate sul coniuge che ha IRPEF da abbattere. È il principio di base per ottimizzare le tasse della famiglia.

        Ecco le regole pratiche da seguire:

        Spese sanitarie

        Visite specialistiche, farmaci, dentista, occhiali da vista, ticket: tutto andrebbe pagato e fatturato al coniuge non forfettario, che potrà portare in detrazione il 19% della spesa eccedente la franchigia di 129,11 euro. Per i farmaci, conservare gli scontrini parlanti.

        Mutuo prima casa

        Gli interessi del mutuo prima casa danno diritto a una detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessi. Se il mutuo è cointestato, ciascun coniuge detrae la sua quota. Se il forfettario è cointestatario, perde la sua quota di detrazione, perché non può abbattere imposta sostitutiva. Quando possibile, intestare il mutuo solo al coniuge non forfettario massimizza il risparmio. È una scelta da valutare in fase di acquisto della casa, considerando anche aspetti civilistici e patrimoniali.

        Spese scolastiche e universitarie

        Mensa, gite, libri, tasse universitarie: pagare con strumenti tracciabili intestati al coniuge non forfettario per detrarre il 19% (con tetti specifici per ordine e grado).

        Ristrutturazioni e bonus casa

        Bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus: la fattura va intestata al coniuge che paga IRPEF, e i bonifici devono partire dal suo conto corrente. Se è il forfettario a sostenere la spesa, la detrazione è di fatto persa, salvo cessione del credito o sconto in fattura quando ancora possibili.

        Premi assicurativi e previdenza

        Premi vita, polizze infortuni, contributi a fondi pensione: vanno intestati e pagati dal coniuge non forfettario per beneficiare delle relative detrazioni e deduzioni.

        Casi particolari: doppio forfettario e P.IVA secondaria

        Vediamo ora alcune situazioni particolari che meritano un approfondimento, perché spesso fonte di errori e di domande al CAF.

        Coppia con entrambi i coniugi forfettari

        Se sia il marito che la moglie sono in regime forfettario, nessuno dei due paga IRPEF. Questo significa che tutte le detrazioni a cui la famiglia avrebbe normalmente diritto (sanitarie, mutuo, scolastiche, mobili, ecc.) sono di fatto perse: non c’è IRPEF da abbattere. È una situazione fiscalmente penalizzante per le famiglie con spese detraibili importanti, e va valutata attentamente prima di decidere il regime fiscale di entrambi i coniugi.

        Il vantaggio dell’imposta sostitutiva al 5% o 15% deve essere confrontato con la perdita delle detrazioni: in alcune situazioni, mantenere uno dei due in regime ordinario per “salvare” le detrazioni familiari può convenire. Si tratta di calcoli che richiedono una simulazione personalizzata.

        Forfettario con sostituto d’imposta (P.IVA secondaria)

        Un caso particolare è quello del lavoratore dipendente che apre una partita IVA forfettaria come attività secondaria (compatibilmente con i limiti previsti dal regime). In questo caso, il contribuente:

        • Sul reddito da lavoro dipendente paga IRPEF normale, con tutte le detrazioni del caso (familiari, lavoro dipendente, oneri)
        • Sul reddito forfettario paga l’imposta sostitutiva, senza detrazioni

        In questa situazione, le detrazioni per familiari a carico continuano ad applicarsi sull’IRPEF del lavoro dipendente. La presenza della partita IVA forfettaria non le elimina: continueranno a essere riconosciute in busta paga (o a conguaglio nella CU) e in dichiarazione dei redditi unica.

        Forfettario con redditi da locazione o altri redditi

        Un altro caso è quello del forfettario che possiede anche un immobile dato in affitto con cedolare secca (anch’essa imposta sostitutiva) o con tassazione ordinaria IRPEF. Solo i redditi soggetti a IRPEF danno diritto a usare le detrazioni. Se l’unico reddito IRPEF è quello da locazione ordinaria, le detrazioni si applicano solo su quella, fino a capienza dell’imposta dovuta.

        Assegno unico e ISEE per i forfettari

        Uno degli aspetti che più interessa il forfettario familiari a carico con figli è l’assegno unico universale. La regola di base è semplice: i forfettari hanno diritto all’assegno unico esattamente come tutti gli altri lavoratori. Non esistono esclusioni.

        L’importo dell’assegno dipende dall’ISEE familiare. Per il 2026, la regola base prevede:

        • Importo massimo: per ISEE fino a circa 17.227 euro
        • Importo decrescente: tra 17.227 euro e circa 45.939 euro
        • Importo minimo: per ISEE oltre la soglia o senza ISEE presentato

        Per ottenere l’importo corretto è essenziale presentare la DSU. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gratuitamente i contribuenti nella presentazione della DSU e nel calcolo ISEE.

        Come si calcola il reddito del forfettario nell’ISEE

        Ai fini ISEE, il reddito del forfettario è calcolato come ricavi annui per coefficiente di redditività della propria attività ATECO. Non si considerano i ricavi lordi, ma il reddito imponibile forfettario, lo stesso su cui si calcola l’imposta sostitutiva. Esempio: se Marco fattura 40.000 euro e ha coefficiente 67%, il suo reddito ISEE è 26.800 euro.

        A questo si applicano i normali criteri di calcolo ISEE: somma dei redditi del nucleo, sottrazione di franchigie e detrazioni ISEE, divisione per la scala di equivalenza che tiene conto della numerosità del nucleo. Avere il coniuge nello stato di famiglia aumenta la scala di equivalenza e abbassa l’ISEE finale.

        Quando conviene presentare l’ISEE

        Per i forfettari con figli, presentare l’ISEE conviene praticamente sempre, anche se il reddito sembra alto. Le soglie per beneficiare di assegno unico maggiorato, bonus nido, mensa e altre prestazioni sono spesso più alte di quanto si pensi, e perdere queste agevolazioni per non aver presentato la DSU è un peccato che capita spesso.

        Errori comuni da evitare

        Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, ricorrono alcuni errori tipici sul tema forfettario familiari a carico. Vediamo i più frequenti per aiutarti a evitarli.

        Errore 1: pensare di “recuperare” le detrazioni perse

        Alcuni forfettari pensano che, accumulando detrazioni non utilizzate, le possano “recuperare” su anni successivi o scontare sull’imposta sostitutiva. Non è possibile: le detrazioni IRPEF non utilizzate sono semplicemente perse, non si trasformano in credito spendibile sul forfettario.

        Errore 2: intestare al forfettario le spese detraibili

        Spesso, per abitudine, il forfettario continua a intestarsi visite mediche, mutuo, polizze. Se il coniuge paga IRPEF, è un errore: intestare al coniuge sbagliato significa perdere la detrazione. Va sempre verificato chi sostiene la spesa e quale documento di pagamento (intestazione bonifico, ricevuta) viene rilasciato.

        Errore 3: non presentare ISEE perché “tanto non serve”

        Molti forfettari trascurano la DSU pensando che il loro reddito sia troppo alto. In realtà, l’ISEE serve per molte prestazioni con soglie variabili e in alcuni casi anche per assegno unico maggiorato. Non costa nulla presentarla e i benefici possono essere significativi.

        Errore 4: confondere “a carico” fiscale e ISEE

        “A carico fiscale” (sotto i 2.840,51 euro) e “componente del nucleo familiare ISEE” sono concetti diversi. Una persona può non essere a carico fiscalmente, ma rientrare ugualmente nel nucleo ISEE. Sono due piani normativi distinti che vanno gestiti separatamente.

        Errore 5: dimenticare la comunicazione del nucleo a INPS

        Per l’assegno unico è fondamentale comunicare correttamente la composizione familiare nella domanda INPS e tenerla aggiornata in caso di nascite, matrimoni, separazioni, morti. Variazioni non comunicate possono comportare riduzioni dell’assegno o richieste di restituzione.

        Domande frequenti

        Sono in regime forfettario, posso portare a carico mia moglie?

        Sì, puoi dichiararla nello stato di famiglia e ai fini ISEE, ma non ottieni alcuna detrazione IRPEF perché paghi imposta sostitutiva. Avere la moglie a carico, però, ti serve per ISEE, assegno unico, bonus famiglia regionali e altre prestazioni.

        Il forfettario paga IRPEF?

        No. Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni con i requisiti) o del 15% del reddito imponibile forfettario. Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Le detrazioni IRPEF non si applicano.

        Il forfettario può detrarre le spese sanitarie del coniuge?

        No, perché non paga IRPEF. Se l’altro coniuge è dipendente o pensionato, è quest’ultimo che dovrebbe sostenere e detrarre quelle spese. Conviene quindi pagare le visite, i farmaci e i ticket con strumenti tracciabili intestati al coniuge che ha IRPEF da abbattere.

        I forfettari hanno diritto all’assegno unico?

        Sì, esattamente come tutti gli altri lavoratori. L’importo dipende dall’ISEE familiare. Per il calcolo, il reddito del forfettario è quello imponibile forfettario (ricavi × coefficiente), non i ricavi lordi.

        Qual è il limite di reddito per essere coniuge a carico nel 2026?

        Il limite è confermato a 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo. Per il forfettario rileva il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente), non i ricavi lordi. Quindi un forfettario con compensi anche solo di poche migliaia di euro non può essere a carico del coniuge.

        Se sia io che mio marito siamo forfettari, perdiamo tutte le detrazioni?

        Sì, se nessuno dei due paga IRPEF, tutte le detrazioni a cui avreste diritto sono di fatto perse. È una situazione che va valutata attentamente: in alcuni casi può convenire che uno dei due resti in regime ordinario per non perdere le detrazioni familiari di valore. Una simulazione personalizzata al CAF può chiarire qual è l’opzione fiscalmente più vantaggiosa.

        I figli sotto i 21 anni si possono detrarre dal forfettario?

        Per i figli sotto i 21 anni, le vecchie detrazioni IRPEF sono state sostituite dall’assegno unico, che spetta a tutti, compresi i forfettari. Per i figli sopra i 21 anni la detrazione IRPEF di 950 euro torna in vigore, ma solo per chi paga IRPEF. Il forfettario non può utilizzarla.

        Il forfettario paga IRAP e addizionali regionali?

        No. L’imposta sostitutiva del regime forfettario sostituisce anche IRAP, addizionale regionale IRPEF e addizionale comunale IRPEF. È uno dei vantaggi più rilevanti del regime, che compensa in parte la perdita delle detrazioni.

        Conviene davvero il forfettario se ho molte spese detraibili in famiglia?

        Dipende. Se sei l’unico percettore di reddito della famiglia e hai spese detraibili importanti (mutuo, sanitarie, scolastiche), il regime ordinario potrebbe essere più conveniente complessivamente. Se invece hai un coniuge che paga IRPEF e può “assorbire” le detrazioni, il forfettario resta vantaggioso. È un calcolo da fare caso per caso, idealmente con una simulazione fatta dal commercialista o dal CAF.

        Conclusione: il forfettario non perde tutto, ma serve strategia

        Il forfettario familiari a carico non beneficia delle detrazioni IRPEF, perché paga un’imposta sostitutiva. Tuttavia, avere familiari a carico continua a essere fondamentale per ISEE, assegno unico, bonus famiglia, agevolazioni regionali e per consentire all’altro coniuge (se non forfettario) di portare in detrazione le spese sostenute.

        La vera differenza la fa la strategia di coppia: se uno dei due paga IRPEF, conviene concentrare su di lui tutte le detrazioni. Se entrambi sono forfettari, occorre valutare con attenzione se i risparmi del 5% o 15% di imposta sostitutiva compensino davvero la perdita delle detrazioni familiari.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per valutare la situazione fiscale di tutta la famiglia, calcolare l’ISEE, gestire la domanda di assegno unico e ottimizzare la dichiarazione dei redditi del coniuge non forfettario. Contattaci per fissare un appuntamento e fare il punto sulla tua situazione.

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        Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 08:00:002026-05-24 09:54:41Forfettario e Familiari a Carico 2026: Detrazioni e Vantaggi Fiscali
        CAF, ISEE

        Aggiornamento ISEE per Assegno Unico 2026: quando rifarlo per evitare riduzioni

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        L’aggiornamento dell’ISEE per l’Assegno Unico è una delle operazioni più importanti che le famiglie con figli devono fare ogni anno. Se non presenti la DSU aggiornata, l’Assegno Unico Universale (AUU) viene erogato all’importo minimo, indipendentemente dal tuo reddito effettivo. Questo può significare ricevere molto meno del dovuto per mesi.

        In questa guida spieghiamo quando aggiornare l’ISEE, cosa succede se non lo rinnovi entro il 28 febbraio, quando conviene fare l’ISEE corrente e come recuperare gli arretrati. Se vuoi evitare riduzioni sull’Assegno Unico 2026, leggi fino in fondo.

        Indice dei contenuti

        1. Perché l’ISEE è fondamentale per l’Assegno Unico
        2. Quando si aggiorna l’ISEE: validità e scadenza DSU
        3. Cosa succede se non aggiorni l’ISEE entro il 28 febbraio 2026
        4. ISEE corrente: quando conviene rifare l’ISEE durante l’anno
        5. Documenti necessari per la DSU 2026
        6. Tempistiche INPS: quando parte il nuovo importo dopo la DSU
        7. Come recuperare gli arretrati Assegno Unico
        8. Domande frequenti (FAQ)
        9. Conclusione: non perdere mesi di Assegno Unico

        Perché l’ISEE è fondamentale per l’Assegno Unico

        L’importo dell’Assegno Unico Universale non è fisso: varia in base all’ISEE del nucleo familiare. La scala è progressiva: più basso è l’ISEE, più alto è il contributo ricevuto per ogni figlio.

        Per il 2026, gli importi base previsti dall’INPS variano tra un importo minimo (erogato senza ISEE o con ISEE molto alto) e un importo massimo (per ISEE molto bassi). Le fasce sono determinate ogni anno dall’INPS e dipendono anche dall’età dei figli e dalla presenza di figli con disabilità.

        Senza un ISEE aggiornato valido, l’INPS eroga automaticamente l’importo minimo garantito. Per il 2026 questo corrisponde a circa 57 euro al mese per figlio (importo invariato rispetto all’anno precedente per chi non presenta ISEE). Se la tua famiglia ha un ISEE che darebbe diritto a importi superiori, stai lasciando soldi sul tavolo.

        Quando si aggiorna l’ISEE: validità e scadenza DSU

        L’ISEE ha una validità annuale: vale dal momento in cui la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) viene presentata fino al 31 dicembre dello stesso anno. Non è un rinnovo automatico: ogni anno devi ripresentare la DSU.

        Per l’Assegno Unico in particolare:

        • L’ISEE 2026 si basa sui redditi 2024 e sul patrimonio (mobiliare e immobiliare) al 31/12/2024
        • L’ISEE 2026 va presentato entro il 28 febbraio 2026 per ricevere l’Assegno Unico con l’importo pieno già da marzo
        • Se presenti l’ISEE dopo il 28 febbraio, l’importo corretto viene applicato dal mese successivo alla presentazione, ma non ci sono arretrati automatici per i mesi precedenti (salvo domanda specifica)

        Attenzione: la scadenza del 28 febbraio è una data chiave ma non preclude la presentazione dell’ISEE in seguito. Conviene comunque farlo appena possibile.

        Cosa succede se non aggiorni l’ISEE entro il 28 febbraio 2026

        Se non presenti la DSU entro il 28 febbraio, dall’1 marzo l’INPS scala automaticamente l’Assegno Unico all’importo minimo (circa 57 euro/figlio/mese). Questo vale indipendentemente da quanto fosse basso il tuo ISEE nell’anno precedente.

        Esempio: una famiglia con ISEE 15.000 euro che riceveva 150 euro/mese per figlio, dal 1° marzo 2026 riceverà solo 57 euro/mese se non ha rinnovato la DSU. La perdita è di quasi 100 euro/mese per figlio.

        Presentando la DSU in ritardo (es. ad aprile), l’importo corretto riparte dal mese successivo alla presentazione. Gli arretrati marzo-aprile vengono recuperati solo parzialmente e su domanda specifica all’INPS, con esiti non sempre garantiti.

        ISEE corrente: quando conviene rifare l’ISEE durante l’anno

        L’ISEE corrente è uno strumento previsto per chi ha subito una variazione significativa della situazione reddituale rispetto all’anno di riferimento (2024 per l’ISEE 2026). Si può presentare se:

        • Il reddito complessivo dell’anno corrente è inferiore di almeno il 25% rispetto a quello dell’anno di riferimento della DSU
        • C’è stata una perdita del lavoro o del reddito da lavoro di almeno un componente del nucleo
        • Il reddito da lavoro dipendente o autonomo si è interrotto o ridotto significativamente

        L’ISEE corrente calcola il reddito degli ultimi 12 mesi (non il 2024) e può abbassare sensibilmente l’ISEE, aumentando l’importo dell’Assegno Unico. È particolarmente utile in caso di perdita di lavoro, riduzione ore, maternità non indennizzata o interruzione di contratti autonomi.

        Per il Friuli Venezia Giulia, il nostro articolo sull’ISEE corrente FVG 2026 spiega quando conviene richiederlo anche per i bonus regionali.

        Documenti necessari per la DSU 2026

        Per presentare la DSU e ottenere l’ISEE 2026 hai bisogno di:

        • Documenti di identità di tutti i componenti del nucleo familiare
        • Codici fiscali di tutti i componenti
        • Dichiarazione dei redditi 2024 (o CU 2025 per redditi da lavoro dipendente/pensione 2024)
        • Saldo e giacenza media del conto corrente al 31/12/2024 (attestazione bancaria)
        • Valore titoli e polizze al 31/12/2024 (estratto conto titoli)
        • Per immobili: rendita catastale degli immobili posseduti
        • Per mutui: debito residuo al 31/12/2024
        • Per figli disabili: verbale di invalidità o legge 104

        Il CAF Centro Fiscale raccoglie tutti i documenti e presenta la DSU per conto tuo. Il servizio è disponibile in sede a Udine e online per tutto il territorio italiano.

        Tempistiche INPS: quando parte il nuovo importo dopo la DSU

        Una volta presentata la DSU e calcolato il nuovo ISEE, l’INPS impiega in media 3-4 settimane per aggiornare l’importo dell’Assegno Unico. Il nuovo importo decorre dal mese successivo alla presentazione della DSU.

        Esempio:

        Data presentazione DSUPrimo importo aggiornato
        Gennaio 2026 (entro 28/02)Marzo 2026
        Febbraio 2026 (entro 28/02)Marzo 2026
        Marzo 2026 (dopo scadenza)Aprile 2026
        Aprile 2026Maggio 2026
        Maggio 2026Giugno 2026

        I mesi in cui hai ricevuto l’importo minimo anziché quello pieno sono recuperabili solo tramite apposita domanda all’INPS, specificando la data di presentazione della DSU e richiedendo il conguaglio. La prescrizione degli arretrati AUU è di 18 mesi dalla maturazione.

        Come recuperare gli arretrati Assegno Unico

        Se hai presentato la DSU in ritardo e hai ricevuto per alcuni mesi l’importo minimo anziché quello corretto, puoi richiedere gli arretrati. La procedura prevede:

        1. Accedi a MyINPS con SPID o CIE
        2. Vai alla sezione Assegno Unico e Universale
        3. Seleziona “Integrazione importi” o contatta il numero verde INPS (803 164)
        4. Indica il periodo di competenza e allega la DSU presentata
        5. L’INPS verifica e, se riconosce il diritto, eroga gli arretrati nel pagamento successivo

        Ricorda: gli arretrati non sono automatici e la prescrizione è di 18 mesi. Agisci prima che il termine scada.

        Per il Bonus Mamme 2026, un’altra misura collegata all’Assegno Unico per le lavoratrici madri, consulta il nostro articolo dedicato: Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno.

        Domande frequenti (FAQ)

        Se ho già presentato la DSU a gennaio, devo rifarlo ogni anno?

        Si. La DSU ha validità annuale (fino al 31 dicembre). Ogni anno è necessario presentarne una nuova con i dati reddituali e patrimoniali aggiornati dell’anno precedente. Non è un rinnovo automatico.

        Il mio ISEE è scaduto a dicembre. Devo rifarlo subito?

        Si, prima possibile. Se aspetti oltre il 28 febbraio rischi di ricevere l’importo minimo da marzo. La riapertura del portale per il nuovo anno avviene generalmente a gennaio. Rivolgiti al CAF non appena hai i documenti pronti (CU, saldi bancari al 31/12).

        Posso presentare la DSU da solo senza CAF?

        Si. La DSU può essere presentata tramite il portale INPS (precompilata o in forma standard) con SPID o CIE. Tuttavia, la DSU precompilata richiede una verifica attenta dei dati caricati automaticamente dall’INPS, che a volte contengono errori. Il CAF garantisce la correttezza dei dati e ti solleva dalla responsabilità di compilazione.

        Con l’ISEE corrente posso aumentare l’Assegno Unico?

        Si, se la tua situazione reddituale attuale è peggiorata rispetto al 2024. L’ISEE corrente sostituisce quello ordinario per il calcolo dell’Assegno Unico e può aumentare significativamente l’importo ricevuto. Conviene calcolarlo prima di presentare la domanda.

        Ho un figlio disabile: cambia qualcosa?

        Si. Per i figli con disabilità riconosciuta (invalidità, Legge 104) le maggiorazioni sull’Assegno Unico sono significative (fino a +85 euro/mese per figlio con disabilità grave). È fondamentale indicare correttamente la situazione nella DSU e allegare il verbale aggiornato.

        Conclusione: non perdere mesi di Assegno Unico

        Aggiornare l’ISEE per l’Assegno Unico è un adempimento che vale centinaia di euro all’anno per le famiglie con figli. Il consiglio è semplice: presenta la DSU entro gennaio-febbraio 2026 per essere sicuro di ricevere l’importo pieno già da marzo senza interruzioni.

        Se hai già superato la scadenza, presenta la DSU il prima possibile e richiedi il conguaglio degli arretrati. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la tua DSU con rapidità e correttezza, sia in sede che online. Contattaci per fissare un appuntamento.

        Giugno 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-19 16:00:002026-07-03 07:55:21Aggiornamento ISEE per Assegno Unico 2026: quando rifarlo per evitare riduzioni
        ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

        Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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        Indice dei contenuti

        1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
        2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
        3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
        4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
        5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
        6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
        7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
        8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
        9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
        10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
        11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

        Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

        La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

        Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

        PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
        Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
        Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
        NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
        Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
        Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
        Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
        Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

        Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

        La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

        La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

        L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

        Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

        È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

        • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
        • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

        L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

        Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

        Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

        Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

        Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
        Primo componente maggiorenne1,00
        Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
        Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
        Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
        Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
        Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

        Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

        Quota A e Quota B: come si compongono

        La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

        Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

        Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

        L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

        Differenze tra ADI e SFL

        • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
        • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

        NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

        La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

        La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

        Requisiti per ricevere la NASPI

        • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
        • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
        • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
        • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
        • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

        La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

        Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

        Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

        L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

        L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

        Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

        Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
        ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
        ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
        ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

        Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

        Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

        Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

        Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

        Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

        • L’importo lordo della pensione di giugno
        • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
        • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
        • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
        • L’importo netto effettivamente accreditato

        La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

        Come leggere il cedolino pensionistico

        Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

        Bonus nascita, maternità e congedo parentale

        Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

        L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

        Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

        Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

        Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

        Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

        • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
        • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
        • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
        • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

        Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

        Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

        Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

        MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

        Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

        App IO: notifiche in tempo reale

        L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

        Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

        Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

        La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

        Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

        Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

        L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

        Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

        Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

        La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

        Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

        Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

        Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

        Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

        Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

        I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

        Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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        Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione
        ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

        Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 e atteso nella seconda meta del mese per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. L’Assegno Unico Universale (AUU), la prestazione erogata dall’INPS a supporto delle famiglie con figli a carico, segue ogni mese un calendario preciso che dipende dalla situazione ISEE del nucleo familiare e dall’eventuale presenza di domande gia consolidate o da aggiornare. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che ti serve sapere: le date di accredito di maggio 2026, gli importi aggiornati, le cause piu comuni che bloccano il pagamento e come risolverle, le fasce ISEE di riferimento e i contatti per richiedere assistenza immediata.

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        Indice dei contenuti

        1. Quando arriva il pagamento di maggio 2026
        2. Calendario date accredito INPS maggio 2026
        3. Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle
        4. Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali
        5. Come sbloccare l’erogazione: guida pratica
        6. Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare
        7. Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie
        8. ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento
        9. Arretrati e conguagli: quando spettano
        10. Simulazione importo: calcola il tuo assegno
        11. Domande frequenti

        Quando arriva il pagamento di maggio 2026

        Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 non ha una data unica valida per tutti: l’INPS accredita la prestazione in un arco temporale che va indicativamente dal 17 al 30 maggio 2026, con variazioni in base alla tipologia di domanda e alle caratteristiche del nucleo familiare. Esistono due macro-categorie di beneficiari con tempistiche diverse:

        • Famiglie con domanda consolidata e ISEE valido: il pagamento avviene nella terza settimana del mese, di norma tra il 17 e il 22 maggio 2026. Questi nuclei hanno gia completato ogni adempimento burocratico e l’INPS eroga automaticamente l’importo sulla base dei dati in archivio.
        • Famiglie in attesa di rinnovo ISEE o con pratiche in corso: il pagamento puo slittare fino alla fine del mese (26-30 maggio), oppure essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione ISEE.
        • Nuovi richiedenti o domande presentate nel mese corrente: per chi ha inoltrato la domanda dopo il 30 aprile 2026, il primo accredito avviene nel mese successivo alla lavorazione della pratica da parte dell’INPS.

        E importante ricordare che l’Assegno Unico Universale non prevede un giorno fisso di pagamento pubblicato ufficialmente dall’INPS nel senso di un calendario preventivo assoluto: l’istituto comunica le date attraverso i suoi canali istituzionali (sito INPS, Patronato e CAF autorizzati) a ridosso dell’erogazione. Tuttavia, sulla base dei pagamenti degli anni precedenti e delle circolari INPS di riferimento, e possibile stimare con buona precisione le finestre di accredito.

        Calendario date accredito INPS maggio 2026

        Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 si articola come segue, sulla base delle finestre di accredito storicamente consolidate e dei comunicati dell’istituto previdenziale:

        Tipologia beneficiarioFinestra di accreditoNote
        Domanda attiva, ISEE 2026 valido, nessuna variazione17 – 22 maggio 2026Accredito automatico, nessuna azione richiesta
        Domanda attiva, ISEE in aggiornamento23 – 27 maggio 2026Il pagamento avviene dopo la validazione dell’ISEE
        Domanda rinnovata a maggio 202626 – 30 maggio 2026Il primo pagamento e in questo range
        Domanda con variazioni familiari (nascita figlio, separazione)28 – 31 maggio 2026Necessaria verifica da parte dell’operatore INPS
        Prima domanda presentata dopo il 30 aprile 2026Giugno 2026L’accredito scatta dal mese successivo alla lavorazione

        L’accredito avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale (oppure sulla carta prepagata con IBAN) indicato nella domanda originaria. Non e previsto il pagamento in contanti o tramite sportello fisico INPS. Se hai cambiato coordinate bancarie, e obbligatorio aggiornare l’IBAN prima del pagamento.

        Per verificare lo stato in tempo reale del proprio pagamento, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure contattare il tuo CAF di fiducia o il Patronato.

        Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle

        Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati aggiornati con la rivalutazione ISTAT e tengono conto delle soglie ISEE vigenti. La prestazione e differenziata in base a: numero di figli, eta dei figli, presenza di disabilita, situazione economica del nucleo (ISEE). Di seguito la tabella degli importi mensili per figlio:

        Importi per figlio minorenne (fino a 21 anni)

        ISEE 2026Importo mensile per figlioMaggiorazione per figlio disabile
        Fino a 17.090 euro199,40 euro+ fino a 120 euro
        Da 17.090 a 40.000 euroImporto decrescente progressivo+ fino a 120 euro
        Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)57,00 euro (minimo garantito)+ 30 euro

        Nota importante: gli importi indicati sono basati sulla struttura tariffaria dell’Assegno Unico 2025-2026, rivalutata in base all’indice ISTAT di inflazione. Le cifre esatte per il 2026 possono subire lievi variazioni in seguito alla rivalutazione ufficiale comunicata dall’INPS con circolari specifiche all’inizio dell’anno.

        Maggiorazioni previste nel 2026

        Oltre all’importo base, esistono diverse maggiorazioni mensili che si aggiungono all’assegno base:

        • Maggiorazione per nuclei numerosi (3 o piu figli): da 15 a 85 euro mensili per figlio aggiuntivo dal terzo in poi, decrescente in base all’ISEE
        • Maggiorazione per figlio con disabilita: da 30 a 120 euro mensili, in base al grado di disabilita riconosciuta
        • Maggiorazione per madre con meno di 21 anni: 20 euro mensili aggiuntivi
        • Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori (doppio reddito): da 30 euro mensili (ISEE fino a 15.000 euro), decrescente fino a zero per ISEE superiore a 40.000 euro
        • Maggiorazione temporanea per neonati (primo anno di vita): nei nuclei con ISEE fino a 40.000 euro, la maggiorazione per i figli nati nel 2022 e successivamente puo raggiungere i 120 euro al mese per il primo anno

        Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali

        Se il pagamento di maggio 2026 non e arrivato entro la fine del mese, le cause possono essere molteplici. Di seguito le situazioni piu frequenti riscontrate dai nostri operatori CAF:

        1. ISEE scaduto o non presentato

        La causa piu frequente di mancato pagamento e l’ISEE scaduto. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validita dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se non hai rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS continua a erogare l’assegno ma all’importo minimo garantito (57 euro per figlio). Se non l’hai presentato affatto, il pagamento puo essere bloccato. Presentare l’ISEE e fortemente consigliato entro i primi mesi dell’anno per ricevere gli arretrati con conguaglio da gennaio.

        2. IBAN errato o non aggiornato

        Se hai cambiato banca, aperto un nuovo conto corrente o la carta prepagata e scaduta, l’IBAN registrato nell’INPS potrebbe non essere piu valido. In questo caso il pagamento viene rifiutato e sospeso. E necessario aggiornare le coordinate bancarie tramite MyINPS o tramite un CAF.

        3. Domanda non rinnovata o decaduta

        L’Assegno Unico si rinnova automaticamente se la domanda precedente era valida e attiva. Tuttavia, in alcuni casi l’INPS richiede un rinnovo esplicito della domanda, ad esempio quando cambiano significativamente i dati del nucleo familiare (separazione, nuovo figlio, cambio residenza). Se la domanda risulta “in scadenza” o “decaduta” nel portale MyINPS, e necessario inoltrarla nuovamente.

        4. Variazioni del nucleo familiare non comunicate

        La nascita di un figlio, il compimento del 21° anno di eta da parte di un figlio gia beneficiario, una separazione o divorzio, o il cambio di residenza sono tutti eventi che devono essere comunicati tempestivamente all’INPS. Il mancato aggiornamento puo generare pagamenti errati (eccedenti o carenti) e successivi recuperi di indebito.

        5. Domanda in lavorazione o con richiesta di documentazione

        In alcuni casi l’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva (certificato di disabilita, atto di nascita, documentazione stranieri UE/extra-UE). Se la pratica e “in istruttoria” o segnata come “richiesta documentazione”, il pagamento e sospeso fino alla verifica. E fondamentale rispondere tempestivamente alle richieste dell’INPS.

        Come sbloccare l’erogazione: guida pratica

        Se il pagamento di maggio e bloccato o non arrivato, segui questa procedura passo per passo per sbloccare l’erogazione nel minor tempo possibile:

        Step 1: Verifica lo stato della domanda su MyINPS

        Accedi al portale MyINPS (myinps.inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Assegno Unico e Universale” trovi il dettaglio della tua domanda: stato, importo, IBAN registrato e eventuali segnalazioni. Verifica che lo stato sia “Accolto” o “In pagamento”. Se trovi segnalazioni come “Sospeso”, “In istruttoria” o “Richiesta documentazione”, leggi attentamente il messaggio e prendi nota di cosa viene richiesto.

        Step 2: Controlla la validita dell’ISEE

        Verifica che il tuo ISEE 2026 sia ancora valido. Ricorda che l’ISEE ha validita fino al 31 dicembre 2026, ma se lo hai presentato a fine 2025 e nel frattempo ci sono state variazioni patrimoniali significative, potresti dover aggiornarlo. Se l’ISEE non e presente, presentalo subito: l’INPS calcolera gli arretrati da gennaio 2026 con conguaglio nel primo pagamento utile.

        Step 3: Aggiorna l’IBAN se necessario

        Se l’IBAN e cambiato, accedi a MyINPS e aggiorna le coordinate bancarie nella sezione “Dati di pagamento”. In alternativa, rivolgiti a un CAF o Patronato autorizzato: i nostri operatori possono aggiornare l’IBAN direttamente nel sistema INPS in tempi rapidi.

        Step 4: Invia documentazione mancante

        Se l’INPS ha richiesto documentazione aggiuntiva, puoi caricarla direttamente su MyINPS oppure consegnarla fisicamente presso uno sportello INPS o tramite il tuo CAF. I documenti piu frequentemente richiesti includono: certificato di disabilita (verbale INPS o commissione medica locale), documentazione per figli stranieri (permesso di soggiorno, stato di famiglia consolare), atto di nascita per figli nati di recente.

        Step 5: Contatta il CAF o il Patronato

        Se dopo aver verificato tutti i punti precedenti il problema persiste, il modo piu rapido per risolverlo e contattare il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS e possono: verificare lo stato della pratica in tempo reale, aggiornare domande e dati, inviare documentazione e seguire il caso fino alla risoluzione. Puoi contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o telefonare allo 0432 1638640.

        Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare

        Se la domanda e scaduta o non rinnovata, non devi preoccuparti: puoi presentarla nuovamente in qualsiasi momento dell’anno. Tieni pero presente queste regole fondamentali:

        • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: hai diritto agli arretrati da gennaio 2026. L’INPS effettuera un conguaglio e accreditera le mensilita non pagate nel primo pagamento utile.
        • Domanda presentata dal 1 luglio 2026 in poi: il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda, senza arretrati. Non e possibile recuperare le mensilita precedenti.
        • Scadenza critica: per non perdere gli arretrati da gennaio 2026, e indispensabile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2026.

        La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF o Patronato autorizzato. Non e possibile presentarla allo sportello fisico INPS senza appuntamento. Puoi anche consultare i nostri articoli sulla maternita obbligatoria e facoltativa 2026 per approfondire i diritti delle mamme lavoratrici correlati all’Assegno Unico.

        Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie

        L’aggiornamento dell’IBAN per l’Assegno Unico e una delle operazioni piu comuni che gestiamo al CAF. Ecco come procedere:

        Tramite MyINPS (autonomamente)

        • Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
        • Vai alla sezione “I miei servizi” > “Assegno Unico e Universale”
        • Seleziona la domanda attiva
        • Clicca su “Modifica dati di pagamento”
        • Inserisci il nuovo IBAN e conferma
        • L’aggiornamento diventa operativo nel giro di 24-48 ore lavorative

        Tramite CAF o Patronato

        Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine portando con te: documento di identita, codice fiscale, e il nuovo IBAN (puoi trovarlo sull’estratto conto o nell’app della banca). I nostri operatori aggiorneranno le coordinate nel sistema INPS in tempo reale.

        Attenzione: se il pagamento viene rifiutato dalla banca per IBAN errato, l’INPS non lo riaccredita automaticamente. E necessario aggiornare l’IBAN e poi attendere il successivo ciclo di pagamento mensile, oppure inviare una specifica richiesta di riaccredito tramite il Patronato.

        ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento

        L’ISEE e il pilastro dell’Assegno Unico: senza un ISEE valido, l’importo percepito e quello minimo garantito (57 euro per figlio al mese), indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia. Ecco le regole fondamentali:

        ISEE non presentato

        Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS eroga comunque l’assegno, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Non appena presenti l’ISEE e viene validato (in genere entro 10 giorni lavorativi), l’INPS calcola gli arretrati dalla data di inizio del beneficio (o da gennaio 2026 se la domanda era attiva) e li eroga con conguaglio nel primo pagamento utile. E quindi conveniente presentare l’ISEE il prima possibile per recuperare le mensilita alla quota piena.

        ISEE scaduto (presentato nel 2025)

        L’ISEE presentato nel 2025 e valido fino al 31 dicembre 2025. Dal 1 gennaio 2026 non e piu valido. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE 2026, l’INPS sta erogando l’assegno all’importo minimo. Rinnova subito l’ISEE recandoti al CAF: il rinnovo consente di recuperare gli importi corretti da gennaio 2026 con arretrati.

        Come presentare o rinnovare l’ISEE al CAF

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di presentazione e rinnovo dell’ISEE durante tutto l’anno. I documenti necessari includono: Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo, ultimi CU o dichiarazioni dei redditi, dati patrimonio immobiliare e mobiliare, saldo e giacenza media conti correnti. Puoi prenotare un appuntamento telefonando allo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

        Arretrati e conguagli: quando spettano

        Gli arretrati dell’Assegno Unico sono le mensilita non percepite o percepite in misura ridotta che l’INPS deve recuperare. Ecco i casi principali in cui scatta il conguaglio:

        • Presentazione tardiva dell’ISEE: se hai presentato l’ISEE 2026 dopo gennaio 2026, gli arretrati vengono calcolati da marzo 2026 (il mese successivo a quello di presentazione della DSU) fino al mese corrente e accreditati in un’unica soluzione.
        • Aggiornamento ISEE con importo piu basso: se il nuovo ISEE e inferiore a quello precedente (o all’assenza di ISEE), l’importo aumenta retroattivamente. L’INPS verifica e accredita la differenza.
        • Domanda presentata con ritardo entro il 30 giugno: gli arretrati da gennaio vengono pagati in un’unica soluzione.
        • Riconoscimento di una maggiorazione non applicata: ad esempio, se un figlio ha ricevuto un verbale di disabilita con effetto retroattivo, la maggiorazione viene applicata dalla data del riconoscimento e gli arretrati vengono liquidati.

        Tempi di accredito degli arretrati: in genere l’INPS liquida gli arretrati nel ciclo di pagamento mensile successivo alla regolarizzazione della posizione. Il conguaglio appare come voce separata nell’estratto conto (es. “Conguaglio AUU gen-apr 2026”).

        Simulazione importo: calcola il tuo assegno

        Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno Unico spettante al tuo nucleo familiare, puoi utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS (inps.it > sezione “Assegno Unico e Universale” > Simulatore). Oppure, puoi usare la formula semplificata qui sotto come stima orientativa:

        Esempio pratico di calcolo

        Caso 1: Nucleo con 2 figli minorenni, ISEE 2026 di 20.000 euro, nessuna disabilita, entrambi i genitori lavoratori.

        • Importo base per figlio con ISEE 20.000: circa 150 euro/mese (valore interpolato tra il minimo e il massimo)
        • Maggiorazione entrambi i genitori lavoratori (ISEE 20.000): circa 20 euro/mese per figlio
        • Importo totale stimato: (150 + 20) x 2 = 340 euro/mese

        Caso 2: Nucleo con 3 figli (1 minorenne con disabilita media), ISEE 2026 di 12.000 euro, un genitore lavoratore.

        • Importo base per i 2 figli non disabili con ISEE 12.000: circa 180 euro/mese ciascuno
        • Importo base per il figlio disabile: circa 180 euro + 85 euro maggiorazione disabilita = 265 euro/mese
        • Maggiorazione dal 3 figlio: circa 50 euro aggiuntivi
        • Importo totale stimato: (180 x 2) + 265 + 50 = 675 euro/mese

        Queste sono stime orientative. Per un calcolo preciso e personalizzato, rivolgiti ai nostri operatori CAF: calcoliamo gratuitamente l’importo spettante e verifichiamo che tu stia ricevendo tutto a cui hai diritto. Potrebbero esserci maggiorazioni non applicate che stai perdendo. Ricorda che puoi cumulare l’Assegno Unico con il congedo straordinario Legge 104 se sei caregiver di un figlio con disabilita grave, oppure con la guida al pagamento di giugno 2026 per capire cosa aspettarti nel prossimo mese.

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        Domande Frequenti sull’Assegno Unico di Maggio 2026

        Quando arriva l’Assegno Unico di maggio 2026?

        Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 viene accreditato indicativamente tra il 17 e il 30 maggio 2026. Le famiglie con domanda consolidata e ISEE valido ricevono il pagamento nella terza settimana (17-22 maggio), mentre chi ha pratiche in corso o ha rinnovato la domanda nel mese corrente puo riceverlo nella quarta settimana o entro il 30 maggio.

        Perche l’Assegno Unico non mi e ancora arrivato?

        Le cause piu comuni sono: ISEE scaduto o non presentato (in tal caso si riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio), IBAN non aggiornato, domanda scaduta o non rinnovata, variazioni del nucleo familiare non comunicate, o documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS. Verifica lo stato della domanda su MyINPS o contatta il tuo CAF per assistenza immediata.

        Come faccio a controllare se ho ricevuto il pagamento?

        Puoi verificare il pagamento accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Assegno Unico e Universale. Oppure puoi controllare il tuo estratto conto bancario: l’accredito appare con causale INPS AUU o Assegno Unico Universale. In alternativa, il tuo CAF o Patronato puo verificare lo stato del pagamento per tuo conto.

        Se non ho l’ISEE posso ricevere l’Assegno Unico?

        Si, anche senza ISEE hai diritto all’Assegno Unico, ma riceverai solo l’importo minimo garantito di 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE valido, l’importo viene adeguato alla tua situazione economica e ricevi gli arretrati dalla data di presentazione. Se hai presentato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati da gennaio 2026.

        Posso ricevere l’Assegno Unico se sono straniero?

        Si, i cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto all’Assegno Unico se sono in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio, ricerca o familiari, e i figli risiedono in Italia. I cittadini UE hanno le stesse condizioni dei cittadini italiani. Per i dettagli del tuo caso specifico, rivolgiti al CAF.


        Hai bisogno di assistenza per l’Assegno Unico?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’Assegno Unico Universale: presentazione e rinnovo della domanda, aggiornamento ISEE, sblocco pagamenti, aggiornamento IBAN, verifica arretrati e molto altro. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS.

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          Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026? Se stai aspettando il pagamento mensile per i tuoi figli a carico, in questa guida trovi tutte le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni per verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) viene erogato ogni mese dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, ed è il principale strumento di sostegno alla genitorialità in Italia.

          Indice dei contenuti

          1. Date di Pagamento Giugno 2026
          2. Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando
          3. Importi per Fascia ISEE 2026
          4. Maggiorazioni: Disabilità, Famiglie Numerose e Genitori Lavoratori
          5. Conguagli di Giugno: Cosa Aspettarsi
          6. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
          7. Cosa Fare Se il Pagamento Non Arriva
          8. Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno
          9. Domande Frequenti

          Date di Pagamento Assegno Unico Giugno 2026

          L’INPS segue un calendario ormai consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per giugno 2026, le date previste sono:

          • 17-18-19 giugno 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico con domanda in essere e ISEE regolarmente rinnovato. Questa è la finestra principale che riguarda la stragrande maggioranza delle famiglie
          • Fine giugno 2026 (26-30 giugno): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
          • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli legati al nuovo ISEE 2026, arretrati e ricalcoli possono essere accreditati in qualsiasi momento del mese

          Nota importante: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Se hai un conto presso una banca online, i tempi di accredito potrebbero essere ancora più rapidi.

          Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando

          Non tutte le famiglie ricevono il pagamento nella stessa data. Ecco come funziona il calendario dei pagamenti INPS per giugno 2026:

          Tipologia beneficiarioData previstaNote
          Beneficiari in corso (ISEE aggiornato)17-18-19 giugnoPagamento regolare mensile
          Nuove domande (presentate entro maggio)26-30 giugnoUltimo giorno lavorativo del mese
          Domande con ISEE presentato dopo marzo17-19 giugnoCon eventuale conguaglio arretrati
          Beneficiari senza ISEE 202617-19 giugnoImporto minimo (57 euro/figlio)
          Conguagli e arretratiVariabilePossibili in qualsiasi momento del mese

          Se hai presentato una nuova domanda tra aprile e maggio 2026, il primo pagamento arriverà verso fine giugno. L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni per elaborare le nuove richieste.

          Importi Assegno Unico Giugno 2026 per Fascia ISEE

          Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento annuale ISTAT al costo della vita. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio a carico:

          Fascia ISEEImporto mensile per figlio
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
          Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
          Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
          Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
          Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
          Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
          Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
          Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro (importo minimo)

          Esempio pratico: una famiglia con ISEE di 22.000 euro e 2 figli minorenni riceve circa 160 euro per figlio, per un totale di circa 320 euro al mese. Se la stessa famiglia non avesse presentato l’ISEE, riceverebbe soltanto 114 euro totali (57 euro per figlio). La differenza è enorme: ecco perché rinnovare l’ISEE è fondamentale.

          Maggiorazioni Assegno Unico Giugno 2026: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

          Oltre all’importo base calcolato sulla fascia ISEE, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’importo mensile. Ecco tutte quelle in vigore a giugno 2026:

          Maggiorazione per figli con disabilità

          • Figli minorenni con disabilità: da 91,20 a 113,50 euro in più per figlio, in base al grado di disabilità (non autosufficienza, disabilità grave o media)
          • Figli maggiorenni 18-20 anni con disabilità: maggiorazione fissa di 96,90 euro
          • Figli disabili oltre i 21 anni: importo base di 91,20 euro mensili (senza limiti di età)

          Per approfondire, leggi la nostra guida completa sull’Assegno Unico Figli Disabili 2026.

          Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

          • Dal terzo figlio in poi: maggiorazione da 17,10 a 91,20 euro per figlio (in base all’ISEE)
          • Nuclei con 4 o più figli: ulteriore forfait aggiuntivo di 150 euro al mese per l’intero nucleo familiare, indipendentemente dall’ISEE

          Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

          • Entrambi i genitori con reddito da lavoro: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. L’importo decresce fino ad azzerarsi per ISEE superiori a 45.810,71 euro
          • Madri con meno di 21 anni: maggiorazione fissa di 22,80 euro per figlio

          Conguagli di Giugno 2026: Cosa Aspettarsi

          Giugno è un mese particolarmente importante per i conguagli dell’Assegno Unico. Ecco perché:

          • Nuovo ISEE presentato tra marzo e maggio: se hai rinnovato l’ISEE nei mesi scorsi, l’INPS potrebbe aver già ricalcolato l’importo. A giugno potresti ricevere, insieme alla rata mensile, anche gli arretrati relativi ai mesi in cui hai percepito l’importo minimo in attesa del nuovo ISEE
          • Variazioni del nucleo familiare: nascita di un nuovo figlio, separazione, cambio di residenza o altre variazioni comunicate all’INPS possono generare conguagli positivi o negativi
          • Correzioni ISEE: se hai presentato un ISEE corrente (in caso di variazione significativa del reddito rispetto al 2024), l’INPS ricalcola l’importo e versa la differenza

          Come riconoscere un conguaglio: nel fascicolo previdenziale di MyINPS, il pagamento avrà una voce specifica come “conguaglio AUU” o “arretrati AUU”. L’importo sarà superiore alla rata mensile standard. Per saperne di più, consulta la nostra guida sugli Arretrati Assegno Unico 2026.

          Come Verificare il Pagamento su MyINPS

          Se vuoi controllare lo stato del pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2026, puoi farlo facilmente attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura passo per passo:

          1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca digita “Assegno Unico” oppure vai su “Prestazioni e servizi” e poi “Assegno Unico e Universale”
          3. Controlla lo stato della domanda: verifica che la tua domanda risulti in stato “Accolta” e che l’ISEE sia aggiornato al 2026
          4. Consulta i pagamenti: nella sezione “Pagamenti” troverai lo storico di tutti gli accrediti effettuati, con date e importi
          5. Verifica il fascicolo previdenziale: per un dettaglio ancora più completo, accedi al “Fascicolo previdenziale del cittadino” dove troverai le disposizioni di pagamento con la data esatta dell’accredito

          Consiglio pratico: attiva le notifiche push sull’app INPS Mobile per ricevere un avviso automatico quando il pagamento viene disposto. In questo modo non dovrai controllare manualmente ogni giorno.

          Cosa Fare Se il Pagamento di Giugno Non Arriva

          Se entro il 22-23 giugno non hai ancora ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico (e sei un beneficiario in corso), non farti prendere dal panico. Ecco cosa verificare e come agire:

          • Controlla l’IBAN: accedi a MyINPS e verifica che l’IBAN registrato sia corretto e ancora attivo. Se hai cambiato conto corrente, aggiorna immediatamente i dati
          • Verifica lo stato della domanda: assicurati che la domanda risulti “Accolta” e non “Sospesa” o “In evidenza”. Se è sospesa, potrebbe mancare un documento
          • Controlla l’ISEE: se l’ISEE risulta scaduto o con anomalie (ad esempio, omissioni o difformità), l’INPS potrebbe aver sospeso il pagamento
          • Verifica eventuali comunicazioni INPS: controlla la casella postale di MyINPS per eventuali richieste di integrazione documentale
          • Attendi fino a fine mese: in alcuni casi, specialmente dopo variazioni della domanda, il pagamento può slittare alla seconda finestra (26-30 giugno)

          Se dopo il 30 giugno non hai ricevuto nulla: contatta l’INPS tramite il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento), oppure recati al patronato più vicino. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della pratica e nell’eventuale reclamo: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

          Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno 2026

          Giugno è un mese cruciale per chi non ha ancora rinnovato l’ISEE 2026. Ecco cosa devi sapere:

          • Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio, indipendentemente dalla tua situazione economica reale
          • Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati dalla data di decorrenza della domanda (o dal 1° marzo se la domanda era già attiva). L’INPS ricalcola automaticamente gli importi e versa la differenza
          • Attenzione alla scadenza: più tardi presenti l’ISEE, più tardi riceverai gli arretrati. Inoltre, se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno, potresti perdere una parte degli arretrati relativi al primo semestre

          Dove presentare l’ISEE: puoi farlo autonomamente tramite il portale INPS (DSU precompilata) oppure rivolgendoti a un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente: scopri di più sulla scadenza ISEE e l’Assegno Unico.

          Esempio pratico: se hai 2 figli e un ISEE di 15.000 euro, con l’ISEE aggiornato ricevi 398,80 euro al mese (199,40 euro per figlio). Senza ISEE, ricevi solo 114 euro. La differenza è di 284,80 euro al mese. In 6 mesi di ritardo, perdi potenzialmente oltre 1.700 euro.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’Assegno Unico Giugno 2026

          Quando viene pagato l’Assegno Unico di giugno 2026?

          Per i beneficiari con domanda già attiva e ISEE aggiornato, il pagamento è previsto tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande, il pagamento avviene nell’ultima settimana del mese (26-30 giugno).

          Quanto prendo di Assegno Unico a giugno 2026?

          L’importo dipende dalla fascia ISEE: si va da un massimo di 199,40 euro per figlio (ISEE fino a 17.090,61 euro) a un minimo di 57 euro per figlio (ISEE oltre 45.810,71 euro o senza ISEE presentato). A questo importo base si sommano eventuali maggiorazioni per disabilità, famiglie numerose e genitori lavoratori.

          Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

          No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata: una volta presentata, resta valida fino a quando sussistono i requisiti. Quello che devi rinnovare ogni anno è l’ISEE (entro il 28 febbraio per non perdere arretrati, ma puoi presentarlo anche dopo). Senza ISEE aggiornato ricevi l’importo minimo.

          Cosa succede se presento l’ISEE a giugno?

          Se presenti l’ISEE 2026 a giugno, l’INPS ricalcola l’importo dell’Assegno Unico in base alla nuova attestazione. Riceverai gli arretrati dalla data di decorrenza: se la domanda era già attiva, gli arretrati partono dal mese di marzo 2026 (con l’importo pieno anziché il minimo). Il conguaglio viene generalmente erogato entro 1-2 mesi dalla presentazione dell’ISEE.

          L’Assegno Unico di giugno arriva prima con Poste Italiane?

          Sì, storicamente Poste Italiane accredita il pagamento con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Quindi se la data di pagamento INPS è il 17 giugno, chi ha il conto alle Poste potrebbe vedere l’accredito già il 15-16 giugno.

          Posso ricevere l’Assegno Unico su una carta prepagata?

          Sì, l’Assegno Unico può essere accreditato su qualsiasi IBAN italiano, incluse carte prepagate dotate di IBAN (come PostePay Evolution, Hype, N26 e simili). L’importante è che l’IBAN sia intestato o cointestato al richiedente.


          Hai bisogno di assistenza per la domanda di Assegno Unico, il rinnovo dell’ISEE o la verifica dei pagamenti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza gratuita. Contattaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o invia una email a info@centrofiscale.com. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

          Leggi anche: Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS | Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva | Calcolo Assegno Unico 2026: Simulatore e Esempi

          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 13:06:45Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario
          ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

          Pagamento Assegno Unico Maggio 2026: Date INPS, Importi Aggiornati e Come Verificare

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

          Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a maggio 2026? È la domanda che milioni di famiglie italiane si pongono ogni mese. L’Assegno Unico Universale rappresenta il principale sostegno economico per i nuclei familiari con figli a carico, e conoscere le date esatte di accredito INPS è fondamentale per gestire il bilancio familiare.

          In questa guida completa trovi tutte le informazioni aggiornate: le date di pagamento maggio 2026, gli importi per fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni passo passo per verificare lo stato del tuo pagamento su MyINPS. Se hai ricevuto l’Assegno Unico ad aprile 2026 senza problemi, molto probabilmente anche a maggio l’accredito avverrà in automatico.

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          Indice dei contenuti

          1. Date pagamento Assegno Unico maggio 2026
          2. Differenza tra primo pagamento e pagamenti successivi
          3. Importi Assegno Unico 2026 per fascia ISEE
          4. Maggiorazioni Assegno Unico 2026
          5. Come verificare il pagamento su MyINPS
          6. Cosa fare se il pagamento non arriva
          7. ISEE scaduto e riduzione dell’importo
          8. Arretrati e conguagli Assegno Unico
          9. Domande frequenti (FAQ)

          Date pagamento Assegno Unico maggio 2026

          L’INPS eroga l’Assegno Unico Universale in tre finestre di pagamento nel corso del mese. Per maggio 2026, in base al calendario consolidato degli ultimi mesi e alle disposizioni INPS, le date previste sono:

          Finestra di pagamentoDate previsteChi riceve
          Prima finestra15-16 maggio 2026Beneficiari con disposizione già attiva (pagamenti regolari)
          Seconda finestra (principale)17-18-19 maggio 2026Maggior parte dei beneficiari
          Terza finestra20-21 maggio 2026Nuove domande, conguagli, arretrati

          La finestra principale del 17-18-19 maggio riguarda la maggior parte delle famiglie che ricevono l’assegno con regolarità. L’accredito effettivo sul conto corrente potrebbe richiedere 1-2 giorni lavorativi aggiuntivi a seconda della banca.

          Attenzione: le date indicate sono previsionali e basate sul calendario INPS dei mesi precedenti. L’Istituto non pubblica un calendario ufficiale annuale, ma comunica eventuali variazioni tramite il portale MyINPS e i canali ufficiali. Ti consigliamo di controllare anche il calendario pagamenti INPS per un quadro completo delle prestazioni.

          Differenza tra primo pagamento e pagamenti successivi

          Non tutti i beneficiari ricevono l’Assegno Unico nello stesso momento. L’INPS distingue tra primo pagamento (per chi ha appena presentato domanda) e pagamenti successivi (per chi lo riceve già da mesi). Ecco le differenze principali:

          CaratteristicaPrimo pagamentoPagamenti successivi
          TempisticaEntro 60 giorni dalla domandaTra il 15 e il 21 del mese
          FinestraUltima finestra del mese (20-21)Prima o seconda finestra (15-19)
          ArretratiPossibili arretrati da marzo (se domanda entro 30/06)Solo mensilità corrente
          Stato su MyINPS“In lavorazione” poi “Pagamento disposto”“Pagamento disposto”

          Se hai presentato la domanda ad aprile 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare già a maggio, nella terza finestra (20-21 maggio). Insieme alla mensilità di maggio, potresti ricevere anche gli arretrati da marzo 2026, purché la domanda sia stata inoltrata entro il 30 giugno 2026.

          Per chi già percepisce l’assegno, il passaggio da un anno all’altro è automatico: non serve rinnovare la domanda. L’unica cosa da fare è aggiornare l’ISEE per non ricevere l’importo minimo.

          Importi Assegno Unico 2026 per fascia ISEE

          L’importo dell’Assegno Unico varia in base al valore dell’ISEE del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi sono stati rivalutati secondo l’indice ISTAT. Ecco la tabella aggiornata con i principali scaglioni:

          Fascia ISEEImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
          Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a ~180 euroDa 96,90 a ~85 euro
          Da 20.001 a 25.000 euro~165 euro~78 euro
          Da 25.001 a 30.000 euro~140 euro~70 euro
          Da 30.001 a 35.000 euro~115 euro~60 euro
          Da 35.001 a 40.000 euro~90 euro~50 euro
          Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro28,50 euro

          Importante: gli importi intermedi vengono calcolati con una formula di decrescita graduale tra il minimo (57 euro) e il massimo (199,40 euro). Non esistono scaglioni fissi: più basso è l’ISEE, più alto è l’assegno. Per i figli maggiorenni tra 18 e 20 anni, l’importo è circa la metà rispetto ai minorenni.

          Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (se studenti, tirocinanti o disoccupati con reddito inferiore a 8.000 euro), l’importo parte da 96,90 euro (ISEE minimo) fino a 28,50 euro (senza ISEE). Dopo i 21 anni il diritto decade, salvo figli con disabilità per i quali non c’è limite di età.

          Maggiorazioni Assegno Unico 2026

          Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare sensibilmente la somma ricevuta ogni mese. Ecco tutte quelle in vigore nel 2026:

          Maggiorazione per figli con disabilità

          Per ogni figlio con disabilità è prevista una maggiorazione fissa aggiuntiva, indipendente dall’ISEE:

          • Disabilità non autosufficiente: +119,60 euro al mese
          • Disabilità grave: +108,20 euro al mese
          • Disabilità media: +96,90 euro al mese

          Queste maggiorazioni si applicano senza limite di età per i figli disabili maggiorenni ancora a carico.

          Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

          Le famiglie con 3 o più figli a carico hanno diritto a maggiorazioni aggiuntive:

          • Per ogni figlio dal terzo in poi: da 17,10 euro (ISEE alto) a 96,90 euro (ISEE fino a 17.090 euro)
          • Bonus forfettario per 4+ figli: 150 euro al mese aggiuntivi (importo fisso, indipendente dall’ISEE)

          Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

          Quando entrambi i genitori percepiscono reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), spetta una maggiorazione che va da 34,10 euro (ISEE fino a 17.090 euro) fino a 0 euro per ISEE superiori a 45.574 euro. Questa misura intende incentivare la partecipazione di entrambi i genitori al mercato del lavoro.

          Maggiorazione per figli sotto 1 anno e under 3

          • Figli sotto 1 anno: maggiorazione del 50% sull’importo base (fino a 99,70 euro aggiuntivi al mese per ISEE minimi)
          • Figli da 1 a 3 anni con ISEE fino a 45.574 euro e 3+ figli: maggiorazione di 96,90 euro al mese

          Se nella tua famiglia ci sono figli piccoli, verifica su MyINPS che tutte le maggiorazioni siano correttamente applicate. In caso di dubbi, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare gratuitamente la tua situazione.

          Come verificare il pagamento su MyINPS

          Il modo più rapido per sapere se il pagamento di maggio 2026 è stato disposto è consultare il portale MyINPS o l’app INPS Mobile. Ecco la procedura passo passo:

          Procedura da computer (portale INPS)

          1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
          2. Nella sezione “I tuoi servizi e strumenti” cerca “Assegno Unico”
          3. Clicca su “Consulta e gestisci le domande già presentate”
          4. Seleziona la domanda attiva per il 2026
          5. Vai nella scheda “Pagamenti”
          6. Controlla lo stato: se vedi “Pagamento disposto” con data di maggio, l’accredito è in arrivo

          Procedura da smartphone (app INPS Mobile)

          1. Scarica l’app INPS Mobile da App Store o Google Play
          2. Accedi con SPID o CIE
          3. Tap su “Fascicolo previdenziale del cittadino”
          4. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
          5. Filtra per “Assegno Unico” e verifica la mensilità di maggio 2026

          Consiglio pratico: lo stato “Pagamento disposto” significa che l’INPS ha inviato la disposizione alla banca. L’accredito effettivo dipende dai tempi di lavorazione del tuo istituto bancario, generalmente 1-2 giorni lavorativi. Se usi un conto Poste Italiane, il pagamento potrebbe arrivare il giorno stesso della disposizione.

          Cosa fare se il pagamento non arriva

          Se dopo il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito, non andare nel panico. Ecco le cause più comuni e le relative soluzioni:

          Cause frequenti di ritardo

          • IBAN errato o non aggiornato: verifica che l’IBAN indicato nella domanda sia corretto e intestato a uno dei genitori richiedenti
          • ISEE con anomalie: se l’ISEE presenta incongruenze o è in fase di rettifica, il pagamento viene sospeso fino alla risoluzione
          • Domanda in stato “Sospesa” o “In evidenza”: l’INPS potrebbe aver richiesto documentazione integrativa
          • Cambio conto corrente: se hai modificato l’IBAN di recente, serve tempo per l’aggiornamento nei sistemi INPS
          • Figlio che ha compiuto 21 anni: la prestazione decade automaticamente (salvo disabilità)

          Come risolvere

          1. Controlla lo stato della domanda su MyINPS (segui la procedura descritta sopra)
          2. Verifica l’IBAN: accedi alla domanda e controlla che sia corretto
          3. Contatta l’INPS: chiama il numero verde 803.164 (da rete fissa, gratuito) oppure 06 164.164 (da cellulare)
          4. Prenota un appuntamento presso la sede INPS più vicina tramite il portale
          5. Rivolgiti al CAF: il patronato può verificare la tua pratica e sollecitare l’INPS in caso di anomalie

          Tempistica di risoluzione: in genere, le anomalie vengono risolte entro 30 giorni dalla segnalazione. Se il pagamento salta un mese, l’importo verrà recuperato come arretrato nel mese successivo.

          ISEE scaduto e riduzione dell’importo

          Uno degli errori più comuni è non rinnovare l’ISEE entro i termini, con conseguente riduzione automatica dell’importo dell’Assegno Unico all’importo minimo (57 euro per figlio minorenne).

          Scadenza ISEE e impatto sull’Assegno Unico

          L’ISEE ha validità annuale e scade il 31 dicembre di ogni anno. Per il 2026:

          • ISEE 2025: scaduto il 31 dicembre 2025
          • ISEE 2026: valido dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026
          • Se non hai rinnovato l’ISEE 2026: da gennaio 2026 ricevi l’importo minimo (57 euro per figlio)

          La buona notizia: se presenti l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola automaticamente l’importo spettante e ti paga gli arretrati per la differenza dei mesi da gennaio a giugno. Se invece lo presenti dopo il 30 giugno, il nuovo importo parte dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati.

          Se a maggio 2026 stai ancora ricevendo 57 euro per figlio e il tuo ISEE è basso, agisci subito: presenta l’ISEE 2026 al più presto per recuperare le differenze arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine può preparare il tuo ISEE in pochi giorni.

          Arretrati e conguagli Assegno Unico

          Il sistema dell’Assegno Unico prevede meccanismi di conguaglio automatico che possono generare pagamenti aggiuntivi o riduzioni. Ecco le situazioni più comuni:

          Quando si ricevono arretrati

          • Nuova domanda entro il 30 giugno: arretrati da marzo 2026 in poi
          • ISEE presentato in ritardo (entro 30/06): differenza tra importo minimo e importo spettante per i mesi precedenti
          • Nascita di un figlio: arretrati dal settimo mese di gravidanza se la domanda è tempestiva
          • Riconoscimento disabilità: maggiorazione con effetto retroattivo dalla data del verbale

          Quando l’INPS effettua conguagli a debito

          In alcuni casi, l’INPS può richiedere la restituzione di somme già erogate:

          • ISEE 2026 più alto del previsto: se l’importo percepito con il vecchio ISEE era superiore a quello spettante
          • Figlio che esce dal nucleo familiare: conguaglio per le mensilità non spettanti
          • Perdita dei requisiti: ad esempio, residenza non più in Italia

          I conguagli a debito vengono generalmente compensati con le mensilità successive dell’Assegno Unico, senza dover effettuare pagamenti separati. Se l’importo da restituire è elevato, l’INPS invia una comunicazione specifica.

          Per verificare eventuali conguagli pendenti, controlla la sezione “Pagamenti” della tua domanda su MyINPS: gli importi negativi indicano un conguaglio a debito già compensato.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande frequenti (FAQ)

          Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

          L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 21 maggio, con la finestra principale prevista per il 17-18-19 maggio. I primi pagamenti partono il 15 maggio per chi ha disposizioni già attive, mentre le nuove domande e i conguagli vengono erogati nella finestra del 20-21 maggio.

          Quanto prendo di Assegno Unico senza ISEE?

          Senza ISEE o con ISEE superiore a 45.574,96 euro, l’importo è di 57 euro al mese per figlio minorenne e 28,50 euro per figlio tra 18 e 20 anni. Ti consigliamo vivamente di presentare l’ISEE per ottenere l’importo pieno: con un ISEE fino a 17.090 euro puoi ricevere fino a 199,40 euro per figlio.

          Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

          No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata annualmente. Una volta presentata, resta attiva fino a quando sussistono i requisiti. Quello che va rinnovato è l’ISEE, che scade il 31 dicembre di ogni anno. Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo.

          Come faccio a sapere se il mio pagamento è stato disposto?

          Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS. Cerca “Assegno Unico” nei servizi, seleziona la tua domanda e vai nella sezione “Pagamenti”. Se lo stato indica “Pagamento disposto” con una data di maggio 2026, l’importo arriverà sul tuo conto entro 1-2 giorni lavorativi.

          Posso ricevere l’Assegno Unico e il Bonus Nido insieme?

          Sì, dal 2024 l’Assegno Unico e il Bonus Nido sono cumulabili al 100%. Non viene più sottratta la quota di Assegno Unico dall’importo del Bonus Nido. Le due prestazioni si sommano interamente.

          Cosa succede se presento l’ISEE dopo il 30 giugno?

          Se presenti l’ISEE dopo il 30 giugno 2026, il nuovo importo decorre dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati per i mesi precedenti. Per questo motivo è fondamentale presentare l’ISEE il prima possibile: entro il 30 giugno recuperi tutti gli arretrati da gennaio.

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          Aprile 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-25 08:00:002026-05-31 13:05:46Pagamento Assegno Unico Maggio 2026: Date INPS, Importi Aggiornati e Come Verificare
          ASSEGNO UNICO

          Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS e Importi Aggiornati

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Quando arriva l’Assegno Unico di aprile 2026? In questa guida trovi le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le scadenze per il rinnovo e come verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) è il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico e viene erogato mensilmente dall’INPS.

          Indice dei Contenuti

          1. Date di Pagamento Aprile 2026
          2. Importi per Fascia ISEE 2026
          3. Maggiorazioni: Chi Ha Diritto
          4. Rinnovo ISEE: Scadenza e Conseguenze
          5. Come Verificare lo Stato della Domanda
          6. Arretrati e Conguagli
          7. Domande Frequenti

          Date di Pagamento Assegno Unico Aprile 2026

          L’INPS segue un calendario consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per aprile 2026, le date previste sono:

          • 15-17 aprile 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico (domande in essere con ISEE rinnovato). Questa è la finestra principale per la maggior parte delle famiglie
          • Fine aprile 2026 (28-30 aprile): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
          • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli e arretrati possono essere erogati in qualsiasi momento del mese

          Nota: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche.

          Importi Assegno Unico 2026 per Fascia ISEE

          Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dell’0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento ISTAT. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio:

          Fascia ISEEImporto mensile per figlio
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
          Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
          Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
          Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
          Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
          Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
          Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
          Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro

          Importante: chi non presenta l’ISEE o lo presenta in ritardo riceve l’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato l’ISEE, l’INPS ricalcola l’importo e eroga gli arretrati dalla data di decorrenza.

          Maggiorazioni: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

          Oltre all’importo base, sono previste diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’Assegno Unico:

          • Figli con disabilità: maggiorazione da 91,20 a 113,50 euro per figlio minorenne disabile (in base al grado); importo fisso di 96,90 euro per figli maggiorenni 18-20 anni disabili
          • Madri under 21: maggiorazione di 22,80 euro per figlio per le madri con meno di 21 anni
          • Nuclei numerosi (3+ figli): maggiorazione da 17,10 a 96,90 euro per figlio (in base all’ISEE) per famiglie con 3 o più figli
          • Nuclei con 4+ figli: forfait aggiuntivo di 159,60 euro mensili (indipendente dall’ISEE)
          • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio minorenne se entrambi i genitori hanno reddito da lavoro (ISEE fino a 17.090,61 euro)

          Rinnovo ISEE: Scadenza e Conseguenze

          Per ricevere l’Assegno Unico nell’importo corretto, è fondamentale avere un ISEE 2026 in corso di validità. Ecco le regole:

          • Scadenza ISEE 2025: l’ISEE dell’anno precedente scade il 31 dicembre 2025. Da gennaio 2026 è necessario rinnovarlo
          • Rinnovo entro il 28 febbraio: chi rinnova l’ISEE entro fine febbraio 2026 riceve gli arretrati di gennaio e febbraio con l’importo aggiornato
          • Rinnovo dopo il 28 febbraio: gli arretrati vengono calcolati solo dalla data di presentazione della nuova DSU. I mesi precedenti restano con l’importo minimo (57 euro)
          • Senza ISEE: l’Assegno Unico viene comunque erogato, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio

          Consiglio: se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, fallo il prima possibile per non perdere gli arretrati. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente.

          Come Verificare lo Stato della Domanda

          Per controllare lo stato della tua domanda di Assegno Unico e i pagamenti in arrivo:

          1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
          2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca, digita “Assegno Unico e Universale”
          3. Sezione “Consulta e gestisci”: qui trovi il riepilogo della tua domanda con stato, importo calcolato e storico pagamenti
          4. Dettaglio per figlio: per ogni figlio a carico puoi vedere l’importo base e le eventuali maggiorazioni riconosciute
          5. Storico pagamenti: elenco completo dei pagamenti effettuati con data, importo lordo e netto

          Stato della domanda: verifica che risulti “Accolta” e “In pagamento”. Se risulta “In istruttoria” o “Sospesa”, potrebbe essere necessario integrare la documentazione.

          Arretrati e Conguagli di Aprile 2026

          Con il pagamento di aprile 2026, molte famiglie potrebbero ricevere importi diversi dal solito per via di conguagli e arretrati:

          • Arretrati ISEE: chi ha rinnovato l’ISEE a marzo 2026 potrebbe ricevere ad aprile gli arretrati dei mesi precedenti calcolati con il nuovo importo
          • Conguagli per variazioni nucleo familiare: nascita di un figlio, variazione della composizione del nucleo, cambio di residenza
          • Rivalutazione ISTAT: il primo conguaglio dell’anno con la rivalutazione dello 0,8% potrebbe generare piccoli arretrati

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’Assegno Unico Aprile 2026

          L’Assegno Unico di aprile arriva prima di Pasqua?

          Dipende dal calendario. Le festività pasquali nel 2026 cadono il 5 aprile (Pasqua) e 6 aprile (Pasquetta). I pagamenti dell’Assegno Unico avvengono generalmente tra il 15 e il 17 aprile, quindi dopo le festività pasquali.

          Perché l’importo di aprile è diverso da marzo?

          Le variazioni di importo possono dipendere da: rinnovo ISEE con fascia diversa, variazioni del nucleo familiare, conguagli o arretrati. Verifica il dettaglio del calcolo nella sezione “Consulta e gestisci” su MyINPS.

          Se non ho ancora rinnovato l’ISEE, perdo l’Assegno?

          No, l’Assegno Unico viene comunque erogato anche senza ISEE valido, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato il nuovo ISEE, l’INPS ricalcolerà l’importo. Se il rinnovo avviene dopo il 28 febbraio, gli arretrati decorrono dalla data di presentazione della DSU.

          Come modifico l’IBAN per l’accredito?

          Puoi modificare l’IBAN accedendo alla tua domanda di Assegno Unico su MyINPS, sezione “Modifica domanda” > “Modalità di pagamento”. La modifica ha effetto dalla mensilità successiva all’elaborazione.

          L’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni?

          Sì, l’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni fino a 21 anni, a condizione che: frequentino un percorso di formazione, svolgano un tirocinio o servizio civile, siano disoccupati e in cerca di lavoro, o abbiano un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro. L’importo è ridotto rispetto ai figli minorenni.

          Hai bisogno di assistenza con l’Assegno Unico o il rinnovo ISEE? Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente e ti assiste nella domanda di Assegno Unico. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

          Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 13:08:08Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS e Importi Aggiornati
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