CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPSIl pagamento pensioni luglio 2026 è il mese più atteso dell’anno per milioni di pensionati italiani. Il motivo? Insieme alla mensilità ordinaria, a luglio arriva la quattordicesima, il bonus economico che può valere da 336 a 655 euro in più sul cedolino. Quando viene accreditata la pensione di luglio? Chi ha diritto alla quattordicesima? E come funziona il rimborso 730 sulla pensione? In questa guida completa troverai tutte le risposte: la data di accredito, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati, le trattenute fiscali e come consultare il cedolino su MyINPS. Indice dei contenutiData accredito pensione luglio 2026Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importiImporti pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTATTrattenute sulla pensione di luglio 2026Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglioCedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPSPensione minima e maggiorazione sociale 2026FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026Data accredito pensione luglio 2026La data di pagamento della pensione di luglio 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per luglio 2026, il 1° luglio cade di mercoledì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.La pensione di luglio 2026 verrà accreditata mercoledì 1° luglio 2026 per chi riceve il pagamento tramite:Conto corrente bancario – accredito il 1° luglio, disponibile dalla mattinaConto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° luglioLibretto postale – accredito il 1° luglioCarta Postepay Evolution – accredito il 1° luglioAttenzione: chi ritira la pensione in contanti allo sportello delle Poste dovrà seguire il calendario alfabetico di turnazione che parte sempre dal 1° luglio ma è distribuito su più giorni per evitare assembramenti.Luglio è un mese particolarmente importante perché, oltre alla mensilità ordinaria, sul cedolino compare anche la quattordicesima mensilità per tutti i pensionati aventi diritto. L’importo netto di luglio sarà quindi sensibilmente più alto rispetto agli altri mesi. Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione serve a distribuire gli accessi agli sportelli ed evitare code e assembramenti.Ecco il calendario previsto per luglio 2026 (il calendario ufficiale verrà confermato da Poste Italiane a ridosso del mese):GiornoDataCognomi dalla letteraMercoledì1 luglio 2026A – BGiovedì2 luglio 2026C – DVenerdì3 luglio 2026E – KSabato4 luglio 2026L – OLunedì6 luglio 2026P – RMartedì7 luglio 2026S – ZNota bene: il calendario sopra è indicativo e basato sullo schema abituale di Poste Italiane. Il calendario ufficiale per luglio 2026 verrà pubblicato da Poste Italiane nelle settimane precedenti. Il 5 luglio (domenica) gli uffici postali sono chiusi. Alcuni uffici postali con apertura ridotta potrebbero avere calendari leggermente diversi.Consiglio: se possibile, valuta l’accredito su conto corrente o carta Postepay Evolution per ricevere la pensione il 1° luglio senza fare code. Puoi richiedere il cambio modalità di pagamento direttamente all’INPS o presso il tuo ufficio postale. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importiLuglio è il mese della quattordicesima mensilità (tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva”). Si tratta di un bonus una tantum erogato dall’INPS insieme alla pensione di luglio a favore dei pensionati con redditi bassi. È la voce che rende il cedolino di luglio il più “ricco” dell’anno.Chi ha diritto alla quattordicesima 2026Per ricevere la quattordicesima pensione a luglio 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:Età minima 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026Essere titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)Avere un reddito complessivo personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.400 euro annui nel 2026)Non essere titolari di pensioni di guerra o assimilateImportante: la quattordicesima spetta esclusivamente per le pensioni erogate dall’INPS. Non è prevista per le pensioni di enti previdenziali privati (casse professionali). Per i lavoratori autonomi (ex INPS gestione commercianti/artigiani) i requisiti contributivi sono leggermente diversi.Importi quattordicesima pensione 2026L’importo della quattordicesima varia in base a due fattori: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito. Esistono due soglie di reddito e tre fasce contributive:Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (circa 10.800 euro)Reddito da 1,5x a 2x minimo (fino a circa 14.400 euro)Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euroDa 15 a 25 anni (dipendenti) / da 18 a 28 anni (autonomi)546 euro420 euroOltre 25 anni (dipendenti) / oltre 28 anni (autonomi)655 euro504 euroEsempio pratico: Maria, pensionata con 30 anni di contributi da lavoro dipendente e reddito annuo di 10.000 euro, riceverà a luglio 2026 una quattordicesima di 655 euro netti in aggiunta alla pensione ordinaria. Se il suo reddito fosse invece di 12.000 euro, riceverebbe 504 euro.La quattordicesima è tassata? No, la quattordicesima è esente da IRPEF. L’importo indicato nella tabella è netto e viene accreditato per intero sul cedolino di luglio.Quando viene pagata la quattordicesimaL’INPS eroga la quattordicesima in due finestre:Luglio 2026 – per tutti i pensionati che già possiedono i requisiti al 31 luglio (erogazione automatica d’ufficio)Dicembre 2026 – per chi matura i requisiti nel secondo semestre (ad esempio chi compie 64 anni tra agosto e dicembre)Se hai diritto alla quattordicesima ma non la ricevi a luglio, potresti doverla richiedere. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale o al patronato per verificare la tua posizione e, se necessario, presentare domanda all’INPS. Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTATGli importi delle pensioni di luglio 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT. Il meccanismo di perequazione è confermato dalla Legge di Bilancio 2026 e funziona a scaglioni progressivi.Fascia di pensioneRivalutazione applicataEffetto sull’importoFino a 4 volte il minimo (circa 2.400 euro/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione pienaDa 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 euro)90% dell’indice ISTATRivalutazione parzialeDa 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 euro)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridottaOltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 euro)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzataLa rivalutazione al 100% spetta ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Le pensioni più elevate ricevono un adeguamento percentuale inferiore. Il trattamento minimo 2026 è fissato a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di conferma INPS con circolare).Esempio pratico: Giuseppe percepisce una pensione lorda di 1.800 euro al mese. Con un indice ISTAT dell’1,6%, l’aumento è di 1.800 x 1,6% = 28,80 euro lordi mensili. A luglio, Giuseppe troverà la pensione già rivalutata nel cedolino, più la quattordicesima se ne ha diritto. Trattenute sulla pensione di luglio 2026Il cedolino di luglio 2026 è particolarmente complesso perché può contenere sia voci in aggiunta (quattordicesima, rimborso 730) sia trattenute straordinarie. Ecco le principali voci che possono comparire:Trattenute ordinarieIRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito (23%, 25%, 35% o 43%)Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A luglio sei alla settima rataAddizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comuneTrattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensioneQuota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionatiTrattenute straordinarie di luglioConguaglio IRPEF da 730/2026 – se dalla dichiarazione dei redditi risulta un debito fiscale, l’INPS inizia a trattenerlo dal cedolino di luglio (o agosto, in base alla data di elaborazione del 730)Conguaglio addizionali – eventuali differenze sulle addizionali regionali e comunaliRecupero somme indebite – se l’INPS ha erogato importi non dovuti nei mesi precedenti, può iniziare il recupero a luglioImportante: se l’importo netto di luglio ti sembra più basso del previsto nonostante la quattordicesima, controlla il cedolino su MyINPS. Potrebbero esserci trattenute da conguaglio 730 che riducono il netto percepito. In caso di dubbi, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a leggere il cedolino. Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglioLuglio 2026 è il mese in cui molti pensionati ricevono il rimborso IRPEF dal modello 730 direttamente sulla pensione. Se hai presentato il modello 730/2026 e dalla dichiarazione risulta un credito d’imposta, l’INPS lo accredita come sostituto d’imposta.Come funziona il rimborso 730 sulla pensioneSe hai presentato il 730 entro fine maggio/inizio giugno → il rimborso arriva con il cedolino di luglio o agosto 2026Se hai presentato il 730 a giugno-luglio → il rimborso arriva con il cedolino di agosto o settembre 2026Se hai presentato il 730 dopo luglio → il rimborso arriva nei mesi successivi (fino a novembre)Il rimborso viene sommato all’importo netto della pensione e compare come voce separata nel cedolino con la dicitura “Conguaglio 730 – Credito IRPEF” o simile.Rimborso superiore a 4.000 euro: se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi prima di autorizzare il rimborso. In questo caso, l’accredito potrebbe subire ritardi di alcuni mesi.730 a debito: se dalla dichiarazione risulta un debito, l’INPS trattiene l’importo dal cedolino di luglio (o dal primo cedolino utile). Se il debito è elevato, può essere rateizzato su più mensilità fino a novembre. Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPSIl cedolino pensione luglio 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute, la quattordicesima (se spettante), eventuali rimborsi 730 e il netto accreditato. A luglio, il cedolino è più ricco di voci rispetto agli altri mesi ed è fondamentale verificare che tutto sia corretto.Come accedere al cedolino pensione online:Vai sul sito www.inps.itAccedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNSCerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”Seleziona il mese di luglio 2026Visualizza o scarica il cedolino in formato PDFNel cedolino di luglio 2026 troverai queste voci specifiche:Importo lordo della pensione mensileQuattordicesima mensilità (voce separata, esente IRPEF)Trattenute IRPEF ordinarie (sulla sola pensione, non sulla quattordicesima)Addizionali regionali e comunali (settima rata)Conguaglio 730 – credito (rimborso) o debito (trattenuta)Detrazioni eventualmente spettantiImporto netto totale accreditatoQuando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026? Indicativamente a partire dal 20-25 giugno 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi chiamare il numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o il 06 164 164 (da mobile, a pagamento).Pensione minima e maggiorazione sociale 2026La pensione minima (trattamento minimo) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati con contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è rivalutato in base all’inflazione ISTAT ed è pari a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di circolare INPS).Per i pensionati al trattamento minimo, luglio è un mese particolarmente importante: la quattordicesima può significare un aumento del cedolino anche del 70-100% rispetto alla mensilità ordinaria.Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale) non supera determinati limiti:Over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitosoOver 70: incremento più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPSSe ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare la tua situazione e presentare domanda. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (mercoledì) per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste segue il calendario alfabetico dal 1° al 7 luglio.La quattordicesima viene pagata a luglio 2026?Sì, la quattordicesima viene pagata con il cedolino di luglio 2026 per tutti i pensionati che hanno maturato i requisiti (almeno 64 anni e reddito entro 2 volte il trattamento minimo). L’erogazione è automatica, senza bisogno di fare domanda.Quanto vale la quattordicesima nel 2026?L’importo va da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. La quattordicesima è esente da IRPEF, quindi l’importo è interamente netto.Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?Hai diritto alla quattordicesima se hai almeno 64 anni, sei titolare di una pensione INPS (vecchiaia, anticipata, invalidità o reversibilità) e il tuo reddito complessivo annuo non supera circa 14.400 euro (2 volte il trattamento minimo). Puoi verificare sul cedolino MyINPS o chiedere al CAF.A luglio arriva anche il rimborso del 730?Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro fine maggio e risulta un credito IRPEF, il rimborso può arrivare già con il cedolino di luglio. Se il 730 è stato presentato più tardi, il rimborso arriva ad agosto o nei mesi successivi.Perché la pensione di luglio è più alta del solito?La pensione di luglio è generalmente più alta perché include la quattordicesima mensilità (per chi ne ha diritto) e può includere il rimborso 730. Verifica il cedolino su MyINPS per vedere il dettaglio di ogni voce.La quattordicesima è tassata?No, la quattordicesima è totalmente esente da tassazione IRPEF. L’importo indicato nelle tabelle (da 336 a 655 euro) è netto e viene accreditato per intero sulla pensione di luglio.Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026?Il cedolino pensione luglio 2026 sarà consultabile su MyINPS indicativamente dal 20-25 giugno 2026. Accedi con SPID, CIE o CNS al servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”.Hai dubbi sulla tua pensione o sulla quattordicesima? Il CAF può aiutartiCapire il cedolino pensione di luglio, verificare le trattenute, controllare se hai diritto alla quattordicesima o al rimborso 730 può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Leggere e spiegare il tuo cedolino pensioneVerificare se hai diritto alla quattordicesima e il relativo importoControllare la corretta applicazione della rivalutazione ISTATVerificare lo stato del rimborso 730Assistenza per la dichiarazione dei redditi 730/2026Domanda di pensione e pratiche di patronatoScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 14:00:002026-04-18 10:38:49Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS
PATRONATOContributi Figurativi NASPI 2026: Come FunzionanoLa NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) non è solo un sostegno economico durante la disoccupazione: è anche un periodo che conta ai fini pensionistici grazie ai contributi figurativi NASPI 2026. Molti lavoratori non sanno che durante la percezione dell’indennità, l’INPS accredita automaticamente contributi previdenziali utili per maturare il diritto alla pensione e per calcolarne l’importo.In questa guida completa scoprirai come funzionano i contributi figurativi NASPI nel 2026, quanto valgono per la pensione, come vengono calcolati e come verificare il loro accredito nell’estratto conto contributivo INPS.Cosa Sono i Contributi Figurativi NASPII contributi figurativi sono contributi previdenziali che l’INPS accredita gratuitamente durante periodi di interruzione dell’attività lavorativa, senza che il lavoratore o il datore di lavoro debbano versare alcunché. Sono previsti dalla legge per tutelare i lavoratori in situazioni particolari come disoccupazione, malattia, maternità o servizio militare. Nel caso della NASPI, i contributi figurativi vengono accreditati automaticamente dall’INPS per tutta la durata dell’indennità di disoccupazione, senza bisogno di presentare domanda specifica. Questo significa che il periodo di percezione della NASPI:Conta per l’anzianità contributiva necessaria a maturare il diritto alla pensioneContribuisce al calcolo dell’importo della pensione (retributiva o contributiva)Viene automaticamente inserito nell’estratto conto previdenziale INPSCome Funzionano i Contributi Figurativi NASPI nel 2026Nel 2026, il meccanismo di accredito dei contributi figurativi NASPI segue le regole previste dal D.Lgs. 22/2015 (Jobs Act) che ha istituito la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego in sostituzione della vecchia ASpI.Accredito Automatico dall’INPSI contributi figurativi NASPI vengono accreditati automaticamente dall’INPS senza necessità di domanda da parte del lavoratore. L’accredito copre:Tutta la durata effettiva della NASPI, dal primo giorno di percezione fino all’ultimoAnche i periodi di sospensione dell’indennità per rioccupazione temporaneaContribuzione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) ai fini pensionisticiRetribuzione di Riferimento per il CalcoloI contributi figurativi NASPI vengono calcolati sulla base della retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro precedenti la disoccupazione. Nello specifico, l’INPS considera:La retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anniIl calcolo della media mensile di questa retribuzioneL’applicazione dei massimali contributivi INPS vigenti per il 2026Per il 2026, il massimale annuo per il calcolo dei contributi figurativi è pari a € 119.650 (valore indicativo soggetto ad aggiornamento ISTAT).Quanto Valgono i Contributi Figurativi NASPI per la PensioneIl valore dei contributi figurativi NASPI ai fini pensionistici dipende dal sistema di calcolo della pensione applicabile (retributivo, contributivo o misto). Nel Sistema RetributivoPer i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, i contributi figurativi NASPI vengono valorizzati con il sistema retributivo, che considera:Media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro (ultimi 5 o 10 anni a seconda dei casi)Anzianità contributiva complessiva maturataAliquota di rendimento pari al 2% annuoI contributi figurativi NASPI, in questo sistema, hanno lo stesso valore dei contributi obbligatori versati durante il rapporto di lavoro.Nel Sistema ContributivoPer chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 o per chi ha optato per il sistema contributivo, i contributi figurativi NASPI vengono calcolati applicando l’aliquota del 33% sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni.Esempio pratico 2026:Retribuzione media ultimi 4 anni: € 30.000 annuiPeriodo NASPI: 12 mesi nel 2026Contributi accreditati: € 30.000 × 33% = € 9.900Montante contributivo: € 9.900 accreditati sul conto INPSQuesto montante verrà poi rivalutato annualmente secondo il PIL e convertito in rendita pensionistica applicando il coefficiente di trasformazione all’età del pensionamento.Come si Calcolano i Contributi Figurativi NASPI 2026Il calcolo dei contributi figurativi NASPI segue una procedura precisa stabilita dall’INPS. Vediamo i passaggi in dettaglio.Step 1: Determinazione della Retribuzione di RiferimentoL’INPS calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni (48 mesi) precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro che ha dato diritto alla NASPI. Include:Stipendio baseMensilità aggiuntive (13a, 14a)Indennità fisse e continuativeStraordinari abitualiNon vengono considerati: TFR, rimborsi spese, premi occasionali, benefits non monetizzabili.Step 2: Applicazione dei MassimaliLa retribuzione così determinata viene confrontata con il massimale annuo INPS 2026. Se la retribuzione supera il massimale, i contributi vengono calcolati solo fino al limite massimo (€ 119.650 per il 2026).Step 3: Accredito SettimanaleI contributi figurativi vengono accreditati settimanalmente, in base alle settimane effettive di percezione della NASPI. Ogni settimana coperta da NASPI genera:1/52 della contribuzione annua nel sistema retributivo1/52 della retribuzione annua × 33% nel sistema contributivoI Contributi Figurativi NASPI Contano per gli Anni di AnzianitàUna domanda frequente è: i contributi figurativi NASPI contano per maturare gli anni di anzianità contributiva necessari per la pensione? La risposta è sì, ma con alcune precisazioni importanti.Per l’Anzianità Contributiva GenericaI contributi figurativi NASPI contano sempre ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità contributiva per:Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi nel 2026)Pensione anticipata contributiva (64 anni con 20 anni di contributi per chi ha iniziato dal 1996)Pensione di inabilitàPensione ai superstitiPer la Pensione Anticipata OrdinariaPer la pensione anticipata ordinaria (Quota 103, Opzione Donna, Ape Sociale nel 2026), i contributi figurativi NASPI hanno alcune limitazioni:Contano fino a un massimo di 5 anni nel calcolo complessivoSe il periodo di NASPI supera i 5 anni complessivi nella vita lavorativa, solo 5 anni vengono consideratiNon contano se cumulati con altri periodi figurativi oltre il limite dei 5 anniEsempio: Mario ha 42 anni di contributi totali, di cui 7 anni di NASPI. Ai fini della pensione anticipata ordinaria, vengono considerati solo 5 dei 7 anni di NASPI, quindi l’anzianità utile è di 40 anni (35 obbligatori + 5 figurativi).Come Verificare i Contributi Figurativi NASPI nell’Estratto Conto INPSÈ fondamentale verificare periodicamente che i contributi figurativi NASPI siano stati correttamente accreditati dall’INPS. Ecco come fare nel 2026.Accesso all’Estratto Conto ContributivoPer visualizzare l’estratto conto contributivo INPS:Accedi al sito www.inps.itEntra con SPID, CIE o CNSCerca il servizio “Estratto conto contributivo“Seleziona “Estratto conto contributivo integrato“Scarica il documento in formato PDFCome Leggere l’Estratto ContoNell’estratto conto contributivo, i contributi figurativi NASPI sono identificati con la sigla:“DS” (Disoccupazione) o “NASpI”Colonna “Figurativi” anziché “Obbligatori”Retribuzione settimanale media applicataVerifica che:Le settimane accreditate corrispondano alla durata effettiva della NASPILa retribuzione sia coerente con la tua media degli ultimi 4 anniNon ci siano buchi contributivi nel periodo di percezioneCosa Fare in Caso di Errori o OmissioniSe noti contributi mancanti o errati:Raccogli la documentazione: certificazione NASPI, comunicazioni INPSPresenta domanda di rettifica tramite il servizio online INPS “Ricostituzione della posizione assicurativa”In alternativa, rivolgiti a un CAF o patronato per assistenza gratuitaL’INPS ha 120 giorni per rispondere ed eventualmente correggereImportante: La prescrizione per richiedere il riconoscimento dei contributi figurativi è di 10 anni dalla fine del periodo di NASPI.Differenze con Altre Indennità di DisoccupazioneÈ importante non confondere i contributi figurativi NASPI con quelli di altre prestazioni di disoccupazione o sostegno al reddito. NASPI vs DIS-COLLLa DIS-COLL (indennità per collaboratori coordinati e continuativi) prevede anch’essa contributi figurativi, ma calcolati diversamente:Aliquota contributiva del 35% invece del 33%Base di calcolo sui compensi effettivi dell’ultimo annoNessun limite massimale di 5 anni per pensione anticipataNASPI vs Cassa IntegrazioneDurante la Cassa Integrazione (CIGO, CIGS, CIG in deroga):I contributi sono figurativi ridotti, calcolati su un’aliquota del 35,7%La retribuzione di riferimento è quella effettivamente persaContano sempre per anzianità senza limiti di 5 anniDomande Frequenti sui Contributi Figurativi NASPI 2026I contributi figurativi NASPI valgono quanto quelli obbligatori?Sì, ai fini del calcolo della pensione i contributi figurativi NASPI hanno lo stesso valore di quelli obbligatori versati durante il rapporto di lavoro. Tuttavia, per la pensione anticipata ordinaria c’è un limite massimo di 5 anni complessivi di contributi figurativi.Devo fare domanda per ottenere i contributi figurativi NASPI?No, l’accredito è automatico. L’INPS provvede d’ufficio ad accreditare i contributi figurativi per tutto il periodo di percezione della NASPI, senza bisogno di domanda.Quanti anni di NASPI contano per la pensione?Per la pensione di vecchiaia: tutti gli anni di NASPI contano senza limiti. Per la pensione anticipata ordinaria: massimo 5 anni complessivi di contributi figurativi (inclusi NASPI, malattia, maternità, ecc.).Come viene calcolata la retribuzione per i contributi figurativi NASPI?L’INPS calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di lavoro precedenti la disoccupazione, applicando eventuali massimali contributivi (€ 119.650 annui per il 2026).Posso recuperare contributi figurativi NASPI non accreditati?Sì, puoi richiedere la rettifica della posizione contributiva entro 10 anni dalla fine del periodo di NASPI, presentando domanda all’INPS o tramite CAF/patronato.I contributi figurativi NASPI aumentano l’importo della pensione?Sì, i contributi figurativi NASPI aumentano l’importo della pensione perché vengono considerati nel calcolo sia retributivo che contributivo, esattamente come i contributi obbligatori.ConclusioneI contributi figurativi NASPI 2026 rappresentano un diritto fondamentale per chi si trova in stato di disoccupazione: non solo forniscono un sostegno economico immediato, ma garantiscono anche la continuità della copertura previdenziale ai fini pensionistici. È essenziale:Verificare periodicamente l’estratto conto contributivo INPSSegnalare tempestivamente eventuali errori o omissioniConservare la documentazione relativa alla NASPI percepitaPianificare il percorso pensionistico tenendo conto dei periodi figurativiSe hai dubbi sulla tua posizione contributiva o desideri una consulenza personalizzata sul valore dei contributi figurativi NASPI per la tua futura pensione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti sono a disposizione per verificare il tuo estratto conto INPS e fornirti una simulazione pensionistica accurata.📞 Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale per una consulenza previdenziale gratuita e scopri come massimizzare il valore dei tuoi contributi figurativi NASPI.Leggi ancheDomanda NASPI 2026 Come Fare Online: Guida Completa INPS e C…NASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione Imp…NASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e DomandaNASPI e Dimissioni 2026: Quando Spetta e Casi AmmessiGiugno 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-19 09:00:002026-02-23 15:21:26Contributi Figurativi NASPI 2026: Come Funzionano
PATRONATONASPI Sospensione 2026: Quando e Come Sospendere l’IndennitàLa sospensione della NASPI è un diritto fondamentale per chi percepisce l’indennità di disoccupazione e trova un nuovo lavoro temporaneo. A differenza della decadenza definitiva, la sospensione consente di mettere in pausa l’indennità e riprenderla automaticamente al termine del rapporto di lavoro, senza perdere i mesi residui.Nel 2026, le regole INPS per la sospensione NASPI rimangono chiare: è possibile sospendere l’indennità in caso di nuovo lavoro subordinato (anche a tempo determinato), attività autonoma occasionale, malattia o maternità. La comunicazione tempestiva all’INPS è essenziale per evitare sanzioni e garantire la ripresa automatica del beneficio.Indice dei contenutiQuando si sospende la NASPISospensione per nuovo lavoro subordinatoSospensione per lavoro autonomo occasionaleSospensione per malattia e maternitàCome comunicare la sospensione all’INPSRipresa automatica della NASPICalcolo della durata residuaErrori comuni da evitareDomande frequenti Quando si sospende la NASPILa NASPI si sospende automaticamente in presenza di specifiche situazioni previste dalla normativa INPS. La sospensione non comporta la perdita del diritto all’indennità, ma solo una pausa temporanea durante la quale i mesi residui vengono congelati.Casi di sospensione NASPI 2026:Nuovo lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro (limite 2026)Lavoro autonomo occasionale con compensi annui entro 5.500 euroMalattia certificata dal medico curanteMaternità obbligatoria e congedi parentaliRichiamo alle armi o servizio civileLa sospensione opera d’ufficio una volta che l’INPS riceve la comunicazione obbligatoria. Durante il periodo di sospensione, il percettore non riceve l’indennità NASPI, ma conserva il diritto ai mesi residui.Sospensione per nuovo lavoro subordinatoIl caso più frequente di sospensione riguarda chi, mentre percepisce la NASPI, trova un nuovo lavoro dipendente. La normativa 2026 prevede che l’indennità si sospenda solo se il reddito annuo previsto è inferiore a 8.500 euro lordi. Esempi pratici di sospensione:Contratto 3 mesi con RAL 6.000 euro → NASPI sospesa per 3 mesi, poi ripresa automaticaContratto part-time 6 mesi con RAL 7.800 euro → NASPI sospesa per 6 mesiContratto full-time con RAL 25.000 euro → NASPI decade definitivamente (reddito oltre soglia)La sospensione copre l’intero periodo lavorativo, dal primo all’ultimo giorno di contratto. Il percettore deve comunicare all’INPS l’inizio del rapporto entro 30 giorni tramite il portale MyINPS o patronato.Attenzione: se il contratto viene rinnovato o prorogato più volte, superando complessivamente i 6 mesi di durata, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive sulla natura temporanea del rapporto.Sospensione per lavoro autonomo occasionaleChi percepisce la NASPI può svolgere attività autonoma occasionale senza aprire Partita IVA, ma deve rispettare il limite di 5.500 euro annui (dato 2026). Superata questa soglia, la NASPI decade definitivamente.Differenza tra sospensione e decadenza per lavoro autonomo:SituazioneReddito previstoEffetto NASPIPrestazione occasionale singolaFino a 5.500 euro/annoSospensione per il periodoLavoro autonomo continuativoOltre 5.500 euro/annoDecadenza definitivaApertura Partita IVAQualsiasi importoComunicazione obbligatoria entro 30 giorniLa comunicazione all’INPS è sempre obbligatoria, anche per compensi minimi. Il mancato invio può comportare la revoca dell’indennità con obbligo di restituzione delle somme percepite.Sospensione per malattia e maternitàLa NASPI si sospende automaticamente in caso di malattia certificata o maternità obbligatoria. Questa sospensione è particolarmente vantaggiosa perché consente di conservare i mesi residui senza consumare l’indennità durante periodi in cui non si è nelle condizioni di cercare attivamente lavoro. Sospensione per malattiaIn caso di malattia durante la NASPI:Il medico curante invia il certificato telematico all’INPSLa NASPI si sospende automaticamente dal giorno di inizio malattiaNon viene corrisposta indennità di malattia (la NASPI sostituisce il trattamento economico)I giorni di malattia non vengono scalati dalla durata residua NASPIAl termine della malattia, la NASPI riprende automaticamenteEsempio: Mario ha 10 mesi di NASPI residui. Si ammala per 20 giorni. Durante la malattia non riceve pagamenti, ma al termine della convalescenza riprende la NASPI con ancora 10 mesi pieni disponibili.Sospensione per maternitàLa maternità obbligatoria (congedo pre e post parto) sospende la NASPI per tutta la durata del congedo (5 mesi totali). Durante questo periodo:L’INPS eroga l’indennità di maternità (80% della retribuzione di riferimento)La NASPI rimane sospesa e i mesi residui non vengono consumatiAl termine del congedo obbligatorio, la NASPI riprende automaticamenteI congedi parentali facoltativi possono ulteriormente sospendere la NASPI (max 6 mesi entro i 12 anni del bambino)Questa regola rende la NASPI particolarmente protettiva per le lavoratrici in gravidanza che hanno perso il lavoro.Come comunicare la sospensione all’INPSLa comunicazione tempestiva all’INPS è fondamentale per evitare sanzioni, recuperi indebiti e decadenza dell’indennità. Il termine è 30 giorni dall’inizio dell’evento che causa la sospensione (nuovo lavoro, attività autonoma).Procedura online MyINPSPassaggi per comunicare la sospensione NASPI:Accedi al portale MyINPS con SPID, CIE o CNSCerca il servizio “NASPI-COM” (Comunicazioni NASPI)Seleziona “Nuova comunicazione“Indica il tipo di evento: “Nuovo lavoro subordinato” o “Lavoro autonomo occasionale”Inserisci i dati richiesti:Data inizio rapporto di lavoroDurata prevista (se determinato)Reddito annuo previstoDati datore di lavoro o committenteAllega eventuale copia del contratto (facoltativo ma consigliato)Invia la comunicazione e scarica la ricevutaLa ricevuta è la prova dell’avvenuta comunicazione e va conservata per eventuali controlli futuri.Comunicazione tramite patronatoIn alternativa, è possibile rivolgersi al CAF o patronato, che invierà la comunicazione per conto del percettore. Questo servizio è gratuito e particolarmente utile per chi ha difficoltà con le procedure telematiche.Documenti da portare al CAF:Documento d’identità validoCodice fiscaleCopia del contratto di lavoro o lettera d’assunzioneEventuale comunicazione precedente INPS (se disponibile)Ripresa automatica della NASPIAl termine del periodo di sospensione, la NASPI riprende automaticamente senza necessità di presentare nuova domanda. L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro o dall’evento sospensivo. Come avviene la ripresa:L’INPS riceve la comunicazione di cessazione dal datore di lavoro (Unilav)Il sistema verifica la durata residua della NASPIL’indennità viene riattivata con l’importo precedente alla sospensione (senza ricalcoli al ribasso)I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario NASPIAttenzione: se al termine del contratto temporaneo rimangono meno di 30 giorni di NASPI residua, l’INPS potrebbe non riattivare l’indennità per motivi amministrativi. In questi casi, è consigliabile verificare telefonicamente la propria posizione.Verifica ripresa NASPIPer controllare se la NASPI è stata riattivata:Accedi a MyINPS → “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo Previdenziale”Controlla lo stato della pratica NASPI (deve risultare “In pagamento”)Verifica il prospetto pagamenti per confermare le date di accreditoSe dopo 30 giorni dalla fine del lavoro la NASPI non risulta riattivata, contatta l’INPS o rivolgiti a un patronato.Calcolo della durata residuaDurante la sospensione, i mesi residui di NASPI vengono congelati e non consumati. Questo significa che il periodo di sospensione “prolunga” di fatto la durata complessiva dell’indennità.Esempio di calcolo durata residua:Durata NASPI originaria: 12 mesi (dal 1° gennaio 2026)Mesi fruiti prima della sospensione: 4 mesi (gennaio-aprile 2026)Sospensione per nuovo lavoro: 3 mesi (maggio-luglio 2026)Ripresa NASPI: 1° agosto 2026Mesi residui disponibili: 12 – 4 = 8 mesi (agosto 2026 – marzo 2027)La NASPI terminerà quindi il 31 marzo 2027, invece del 31 dicembre 2026 originario.Riduzione mensile del 3%La riduzione del 3% mensile dell’importo NASPI (prevista dal 4° mese in poi) si applica solo ai mesi effettivamente fruiti, non a quelli di sospensione.Esempio:Mario percepisce NASPI di 1.200 euro/meseAl 4° mese, l’importo scende a 1.164 euro (-3%)Al 5° mese inizia un lavoro di 2 mesi → sospensioneAlla ripresa (7° mese di NASPI), riprende con 1.164 euro (l’importo del 4° mese, senza ulteriori decurtazioni per i mesi sospesi)Errori comuni da evitareMolti percettori NASPI commettono errori che possono causare la decadenza dell’indennità o l’obbligo di restituire somme percepite indebitamente. Ecco i più frequenti: 1. Mancata comunicazione entro 30 giorniErrore: Iniziare un nuovo lavoro e non comunicarlo all’INPS entro il termine.Conseguenze: Revoca NASPI, recupero somme con sanzioni amministrative, possibile segnalazione per indebita percezione.Soluzione: Comunicare sempre entro 30 giorni, anche per contratti brevissimi o compensi minimi.2. Superamento soglie di redditoErrore: Accettare un lavoro con RAL superiore a 8.500 euro pensando che si sospenda comunque.Conseguenze: La NASPI decade definitivamente (non si sospende).Soluzione: Verificare sempre il reddito annuo previsto nel contratto prima di firmare.3. Confondere sospensione e decadenzaErrore: Pensare che qualsiasi nuovo lavoro comporti la perdita definitiva della NASPI.Conseguenze: Rinunciare a opportunità lavorative temporanee per paura di perdere l’indennità.Soluzione: Informarsi correttamente sulle differenze tra sospensione (temporanea, reversibile) e decadenza (definitiva).4. Non verificare la ripresa automaticaErrore: Dare per scontato che la NASPI riprenda senza controllare su MyINPS.Conseguenze: Ritardi nei pagamenti, mancata riattivazione per disguidi amministrativi.Soluzione: Controllare lo stato della pratica entro 15 giorni dalla fine del lavoro.Domande frequenti sulla sospensione NASPIPosso lavorare 2 settimane senza perdere la NASPI?Sì, se il reddito previsto è inferiore a 8.500 euro annui. Devi comunque comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. La NASPI si sospenderà per le 2 settimane e riprenderà automaticamente.Se faccio una prestazione occasionale di 500 euro, devo comunicarlo?Sì, sempre. Anche i compensi occasionali minimi vanno comunicati all’INPS, purché rientrino nel limite di 5.500 euro annui.Durante la malattia ricevo comunque la NASPI?No. Durante la malattia la NASPI si sospende e non viene corrisposta alcuna indennità. I giorni di malattia però non vengono scalati dalla durata residua.Posso richiedere volontariamente la sospensione NASPI?No. La sospensione opera solo nei casi previsti dalla legge (nuovo lavoro, malattia, maternità). Non esiste una sospensione volontaria “a piacimento”.Se il contratto viene prorogato più volte, cosa succede?La NASPI rimane sospesa per tutta la durata delle proroghe, purché il reddito complessivo annuo resti sotto 8.500 euro. Ogni proroga va comunicata all’INPS entro 30 giorni.Posso prendere NASPI e part-time insieme?No. Se il part-time ha RAL inferiore a 8.500 euro, la NASPI si sospende completamente (non si cumula). Se la RAL supera 8.500 euro, la NASPI decade.Dopo quanto tempo riprende la NASPI?L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla comunicazione di fine rapporto. I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario.Se la NASPI scade durante la sospensione?La durata residua viene comunque conservata. Se al termine della sospensione rimangono ancora mesi disponibili, la NASPI riprende. Se invece la durata teorica è esaurita, l’indennità termina definitivamente.Hai dubbi sulla sospensione della tua NASPI?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione completa della NASPI: comunicazioni INPS, verifica requisiti, calcolo durata residua e assistenza in caso di contestazioni.Contattaci per una consulenza:📞 Telefono: 0432 234567📧 Email: info@centrofiscale.com📍 Sede: Via Aquileia 12, UdinePrenota un appuntamento e affidati a professionisti esperti in diritto del lavoro e pratiche INPS.Leggi ancheTFR 2026: Calcolo, Tassazione, Anticipo e Quando SpettaRiscatto Laurea 2026: Costi, Calcolo e Quando Conviene per l…Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, C…Opzione Donna 2026: Requisiti, Novità e Alternative alla Pen…Giugno 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-17 09:00:002026-02-23 15:21:30NASPI Sospensione 2026: Quando e Come Sospendere l’Indennità
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo AttendereIl rimborso del 730/2026 per i pensionati arriva direttamente sulla pensione nel cedolino di luglio, agosto o settembre 2026, a seconda della data di trasmissione del modello. L’INPS, come sostituto d’imposta, è obbligato a effettuare il conguaglio: se il 730 è a credito, il rimborso viene accreditato sulla pensione; se è a debito, la trattenuta viene rateizzata automaticamente da 2 a 11 mensilità per importi superiori a 100 euro. Vediamo tempistiche reali, calcoli e cosa fare in caso di errori.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona Quando un pensionato presenta il modello 730 indicando l’INPS come sostituto d’imposta, l’Istituto si occupa di:Recepire l’elaborazione del 730 dal CAF o dal commercialista.Applicare il conguaglio nel primo cedolino utile dopo la ricezione.Erogare il rimborso (se a credito) o trattenere l’importo (se a debito).Gestire la rateazione automatica per importi a debito >100 €.Tempistiche reali 2026 (luglio/agosto/settembre) 730 trasmesso entroConguaglio sul cedolino di31 maggio 2026Luglio 202630 giugno 2026Agosto 202631 luglio 2026Settembre 202631 agosto 2026Ottobre 202630 settembre 2026Novembre 2026Rimborso a credito: dove appare nel cedolino Nel cedolino del mese di conguaglio, il rimborso 730 appare come voce a credito con causale “Conguaglio 730” o “730 a credito“. L’importo si somma alla pensione netta del mese: ad esempio, un pensionato con rata netta di 1.200 € e rimborso 730 di 350 € riceverà un accredito complessivo di 1.550 €.730 a debito: rateazione automatica >100 euro Se il 730 risulta a debito, la trattenuta sul cedolino segue queste regole:Importo fino a 100 €: trattenuto in un’unica soluzione sul primo cedolino utile.Importo da 100 a 1.000 €: rateizzato automaticamente da 2 a 6 mensilità.Importo oltre 1.000 €: rateazione fino a 11 mensilità (da luglio a novembre per dichiarazioni standard).Tasso d’interesse: 0,33% mensile applicato sulle rate dilazionate.3 esempi pratici (rimborso, debito, ricalcolo) Esempio 1 – Rimborso a credito: pensionato con 730 a credito di 580 € per spese mediche; il 730 viene trasmesso il 25 maggio; rimborso accreditato sul cedolino di luglio 2026 con voce “Conguaglio 730 a credito: +580 €”.Esempio 2 – Trattenuta a debito: pensionato con 730 a debito di 480 € (redditi aggiuntivi da locazione); il 730 viene trasmesso il 20 giugno; debito rateizzato su 4 mensilità da agosto a novembre 2026 (120 € al mese + interessi).Esempio 3 – Ricalcolo per errore: pensionato che ha dichiarato erroneamente una detrazione; INPS applica la trattenuta nel primo cedolino utile dopo notifica della rettifica dall’Agenzia delle Entrate.Errori comuni e correzioni Gli errori più frequenti nel 730 dei pensionati:Spese mediche non documentate: Agenzia chiede successivamente i giustificativi; senza, la detrazione viene annullata.Detrazioni familiari errate: stato di famiglia non aggiornato (figli oltre 21 anni, coniuge separato).Dimenticanza redditi da locazione: rettifica con accertamento Agenzia.Errore IBAN o codice fiscale: il rimborso viene sospeso fino a regolarizzazione.Assistenza 730 al CAFIl CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo 730 per pensionati: precompilato, integrazioni, calcolo conguaglio, gestione documentazione, assistenza in caso di rettifiche. Vedi la pagina servizio 730 per dettagli e appuntamento.FAQ Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?Dipende da quando hai trasmesso il 730. Se entro fine maggio, il conguaglio arriva a luglio; se entro fine giugno, ad agosto; e così via fino a novembre per le trasmissioni di settembre.Posso ricevere rimborso 730 a giugno?Tipicamente no: i conguagli sulla pensione partono dal cedolino di luglio. Solo casi eccezionali (es. 730 trasmessi molto presto e già elaborati ad aprile/maggio) possono avere conguaglio anticipato.Cosa succede se il 730 è a debito?La trattenuta avviene sul primo cedolino utile. Per importi sopra 100 €, INPS rateizza automaticamente in 2-11 mensilità con interessi minimi.Rateazione 730: quante rate?Da 2 a 11 mensilità in base all’importo. Importi fino 100 € in unica soluzione, oltre 1.000 € fino a 11 rate.Come correggere errori 730?Entro il 25 ottobre puoi presentare un 730 integrativo. Per errori scoperti dopo, il CAF può aiutarti a presentare un Modello Redditi PF correttivo o integrativo.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Giugno 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Rimborso-KM-e-Partita-IVA-Forfettaria.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-16 07:00:002026-06-16 07:00:00Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo Attendere
PATRONATONASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione ImportoIndice dei contenutiCompatibilità tra NASPI e Lavoro Part-TimeLimite di Reddito: 8.000 Euro AnnuiRiduzione dell’Importo NASPICome si Calcola la RiduzioneComunicazione INPS: Tempi e ModalitàNASPI e Lavoro Autonomo OccasionaleEsempi Pratici di CalcoloDomande FrequentiSe hai perso il lavoro e stai percependo l’indennità NASPI, potresti chiederti se è possibile accettare un nuovo impiego part-time senza perdere completamente il sostegno economico. La risposta è sì: la NASPI è compatibile con un lavoro subordinato a tempo parziale, a patto di rispettare alcuni requisiti fondamentali.Nel 2026, la normativa prevede che chi trova un lavoro part-time durante la percezione della NASPI possa continuare a ricevere l’indennità, seppur in forma ridotta. Il limite di reddito annuo è fissato a 8.000 euro lordi, e l’importo della NASPI viene proporzionalmente decurtato in base al reddito percepito.In questa guida completa ti spieghiamo:Come funziona la compatibilità tra NASPI e lavoro part-timeQual è il limite di reddito per mantenere l’indennitàCome si calcola la riduzione dell’importo NASPIQuali sono gli obblighi di comunicazione verso l’INPSEsempi pratici per capire quanto perdi e quanto mantieniCompatibilità tra NASPI e Lavoro Part-TimeLa NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Ma cosa succede se trovi un nuovo impiego part-time mentre stai ancora ricevendo l’indennità?La regola generaleDal 2015, con l’introduzione della NASPI, è possibile cumulare l’indennità con un reddito da lavoro subordinato, purché:Il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.000 euro lordiIl lavoratore comunichi tempestivamente all’INPS l’inizio dell’attivitàL’importo della NASPI venga ridotto in proporzione al reddito percepitoCosa significa “involontariamente”?Per avere diritto alla NASPI, devi aver perso il lavoro per cause non dipendenti dalla tua volontà (licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa). Se ti dimetti volontariamente, non hai diritto all’indennità, salvo eccezioni (dimissioni durante il periodo tutelato di maternità, per giusta causa, ecc.).Tipi di lavoro compatibiliLa NASPI può essere cumulata con:Lavoro subordinato a tempo parziale (part-time)Lavoro autonomo occasionale (con reddito previsto inferiore a 5.000 euro)Lavoro intermittente (a chiamata)Non è compatibile con:Lavoro subordinato a tempo pieno (se il reddito supera 8.000 euro)Pensione di vecchiaia o anticipataAssegno ordinario di invalidità (salvo opzione)Limite di Reddito: 8.000 Euro AnnuiIl limite di reddito per mantenere la NASPI in caso di nuovo lavoro subordinato è fissato a 8.000 euro lordi annui. Questo significa che:Se prevedi di guadagnare meno di 8.000 euro nell’anno, puoi continuare a percepire la NASPI ridottaSe prevedi di superare questa soglia, la NASPI viene sospesa o revocataCome si calcola il reddito previsto?Il reddito da considerare è quello lordo annuo, calcolato sulla base del contratto di lavoro. Ad esempio:Contratto part-time: 600 euro lordi al mese × 12 mesi = 7.200 euro annui → NASPI ridottaContratto part-time: 900 euro lordi al mese × 12 mesi = 10.800 euro annui → NASPI sospesaAttenzione al contratto determinatoSe il contratto è a tempo determinato (esempio: 3 mesi), il reddito va riproporzionato su base annua. Se lavori 3 mesi a 1.200 euro/mese (3.600 euro totali), l’INPS considera comunque il reddito annuo previsto (1.200 × 12 = 14.400 euro), quindi superiore a 8.000 euro.Consiglio pratico: se accetti un contratto di breve durata con reddito mensile elevato, rischi di perdere la NASPI anche se il guadagno effettivo è inferiore a 8.000 euro.Lavoro autonomo occasionalePer il lavoro autonomo occasionale, il limite è più basso: 5.000 euro lordi annui. Se superi questa soglia, la NASPI viene revocata.Riduzione dell’Importo NASPISe rispetti il limite di 8.000 euro, la NASPI non viene revocata, ma l’importo mensile viene ridotto in proporzione al reddito percepito. Questo meccanismo si chiama cumulabilità parziale.Formula di calcoloL’importo della NASPI ridotta si calcola così:NASPI ridotta = NASPI originaria – (80% del reddito previsto / 12 mesi)In pratica:Calcola il reddito annuo previsto dal nuovo lavoroMoltiplica per 80% (l’INPS considera solo l’80% del reddito)Dividi per 12 mesi per ottenere la riduzione mensileSottrai questa cifra dall’importo NASPI mensile originarioEsempio concretoMario percepisce una NASPI di 1.000 euro al mese. Trova un lavoro part-time che gli garantisce 600 euro lordi al mese (7.200 euro annui).Calcolo:Reddito annuo: 600 × 12 = 7.200 euro80% del reddito: 7.200 × 0,80 = 5.760 euroRiduzione mensile: 5.760 / 12 = 480 euroNASPI ridotta: 1.000 – 480 = 520 euro al meseIn totale, Mario percepirà:600 euro dal lavoro part-time520 euro di NASPI ridottaTotale: 1.120 euro al meseRispetto ai 1.000 euro di NASPI, ha un guadagno netto di 120 euro mensili grazie al part-time.Come si Calcola la RiduzioneVediamo passo per passo come calcolare la riduzione della NASPI quando inizi un lavoro part-time.Step 1: Identifica il reddito lordo mensileGuarda il contratto di lavoro e verifica lo stipendio lordo mensile previsto.Step 2: Calcola il reddito annuoMoltiplica lo stipendio mensile per 12 mesi (anche se il contratto è a tempo determinato, l’INPS ragiona su base annua).Step 3: Applica la percentuale 80%Moltiplica il reddito annuo per 0,80. Questo è il reddito “rilevante” ai fini della riduzione NASPI.Step 4: Dividi per 12Il risultato è la riduzione mensile che subirai sulla NASPI.Step 5: Sottrai dall’importo NASPISottrai la riduzione mensile dall’importo originario della NASPI. Il risultato è la NASPI ridotta che continuerai a percepire.Esempio pratico completoSituazione:NASPI originaria: 900 euro/meseNuovo lavoro part-time: 500 euro lordi/meseCalcolo:Reddito annuo: 500 × 12 = 6.000 euro80%: 6.000 × 0,80 = 4.800 euroRiduzione mensile: 4.800 / 12 = 400 euroNASPI ridotta: 900 – 400 = 500 euro/meseReddito totale mensile:Part-time: 500 euroNASPI ridotta: 500 euroTotale: 1.000 euro/meseQuando conviene?Il lavoro part-time conviene sempre, perché aumenta il reddito complessivo. Anche se la NASPI si riduce, il totale mensile è superiore a quello che percepiresti con la sola indennità.Comunicazione INPS: Tempi e ModalitàUno degli aspetti più importanti è la comunicazione tempestiva all’INPS dell’inizio del nuovo lavoro. Se non comunichi entro i termini, rischi sanzioni e la revoca dell’indennità.Obbligo di comunicazioneDevi comunicare all’INPS:L’inizio dell’attività lavorativaIl reddito annuo previstoLa durata del contratto (se a tempo determinato)TempiLa comunicazione deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio del lavoro. Se ritardi, l’INPS può:Sospendere l’erogazione della NASPIRichiedere la restituzione delle somme indebitamente percepiteApplicare sanzioni amministrativeCome comunicarePuoi comunicare tramite:Portale INPS: accedi con SPID/CIE/CNS alla sezione “NASPI-COM”Contact Center INPS: chiama il numero 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare)Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire la comunicazione per teCosa comunicareNella comunicazione devi indicare:Dati anagrafici e codice fiscaleTipo di lavoro (subordinato, autonomo, occasionale)Data di inizioReddito annuo previsto (lordo)Datore di lavoro (denominazione, partita IVA, CCNL)Modello NASPI-COMIl modulo da compilare si chiama NASPI-COM ed è disponibile sul sito INPS. Deve essere presentato:Entro 30 giorni dall’inizio del lavoroCon documentazione allegata (contratto di lavoro, busta paga se disponibile)Attenzione: la comunicazione è obbligatoria anche se il reddito previsto è inferiore a 8.000 euro. L’INPS deve comunque ricalcolare l’importo della NASPI.NASPI e Lavoro Autonomo OccasionaleOltre al lavoro subordinato part-time, la NASPI è compatibile anche con il lavoro autonomo occasionale, ma con regole leggermente diverse.Limite di redditoPer il lavoro autonomo occasionale, il limite è 5.000 euro lordi annui (anziché 8.000). Se superi questa soglia, la NASPI viene revocata.Riduzione NASPILa formula di riduzione è la stessa del lavoro subordinato:NASPI ridotta = NASPI originaria – (80% del reddito previsto / 12 mesi)EsempioGiulia percepisce 800 euro di NASPI al mese. Svolge attività occasionale come grafica freelance, con reddito previsto di 3.600 euro annui (300 euro/mese).Calcolo:Reddito annuo: 3.600 euro80%: 3.600 × 0,80 = 2.880 euroRiduzione mensile: 2.880 / 12 = 240 euroNASPI ridotta: 800 – 240 = 560 euro/meseTotale:Lavoro autonomo: 300 euro/meseNASPI ridotta: 560 euro/meseTotale: 860 euro/meseComunicazione obbligatoriaAnche per il lavoro autonomo occasionale devi comunicare l’inizio dell’attività entro 30 giorni, utilizzando il modello NASPI-COM.Partita IVASe apri partita IVA durante la NASPI, puoi richiedere la liquidazione anticipata dell’indennità residua in un’unica soluzione, per avviare l’attività autonoma. In alternativa, puoi mantenere la NASPI ridotta se il reddito previsto è inferiore a 5.000 euro.Esempi Pratici di CalcoloVediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona la riduzione della NASPI in base a diversi livelli di reddito part-time.Esempio 1: Part-time a 400 euro/meseDati:NASPI originaria: 950 euro/meseLavoro part-time: 400 euro lordi/meseCalcolo:Reddito annuo: 400 × 12 = 4.800 euro80%: 4.800 × 0,80 = 3.840 euroRiduzione mensile: 3.840 / 12 = 320 euroNASPI ridotta: 950 – 320 = 630 euro/meseReddito totale: 400 + 630 = 1.030 euro/meseEsempio 2: Part-time a 650 euro/meseDati:NASPI originaria: 1.100 euro/meseLavoro part-time: 650 euro lordi/meseCalcolo:Reddito annuo: 650 × 12 = 7.800 euro80%: 7.800 × 0,80 = 6.240 euroRiduzione mensile: 6.240 / 12 = 520 euroNASPI ridotta: 1.100 – 520 = 580 euro/meseReddito totale: 650 + 580 = 1.230 euro/meseEsempio 3: Part-time a 750 euro/mese (oltre il limite)Dati:NASPI originaria: 900 euro/meseLavoro part-time: 750 euro lordi/meseAttenzione: Reddito annuo = 750 × 12 = 9.000 euro → superiore a 8.000 euro.In questo caso la NASPI viene sospesa per tutto il periodo di durata del contratto. Al termine del contratto (se a tempo determinato), puoi richiedere la riattivazione della NASPI per i mesi residui.Esempio 4: Contratto breve ma reddito elevatoDati:NASPI originaria: 850 euro/meseContratto 2 mesi: 1.500 euro lordi/meseProblema: Reddito annuo previsto = 1.500 × 12 = 18.000 euro → molto superiore a 8.000 euro.Anche se lavori solo 2 mesi (guadagno effettivo 3.000 euro), l’INPS considera il reddito annuo previsto. Risultato: NASPI sospesa per 2 mesi.Consiglio: in questi casi, valuta se conviene rifiutare il contratto o accettare la sospensione temporanea della NASPI.Domande FrequentiPosso fare più lavori part-time contemporaneamente?Sì, ma devi sommare i redditi. Se il totale supera 8.000 euro annui, la NASPI viene sospesa.Cosa succede se non comunico il nuovo lavoro?L’INPS può richiedere la restituzione di tutte le somme percepite indebitamente, con interessi e sanzioni. In casi gravi, rischi anche la denuncia penale per truffa ai danni dello Stato.La NASPI ridotta dura meno?No, la durata non cambia. Se hai diritto a 12 mesi di NASPI, continuerai a percepirla (ridotta) per 12 mesi, anche se lavori part-time.Posso rifiutare un lavoro per non perdere la NASPI?Sì, ma attenzione: se rifiuti un’offerta di lavoro congrua, l’INPS può decurtare la NASPI. Un’offerta è “congrua” se:È coerente con le tue competenze professionaliSi svolge entro 50 km dalla residenza (o raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici)Offre una retribuzione almeno pari al 20% superiore alla NASPICosa succede alla fine del contratto part-time?Se il contratto a termine scade e hai ancora diritto a mesi di NASPI residui, l’indennità viene riattivata nell’importo originario (prima della riduzione).Posso chiedere la NASPI anticipata se trovo un lavoro stabile?Sì, se trovi un lavoro a tempo indeterminato o apri partita IVA, puoi richiedere la liquidazione anticipata del 50% della NASPI residua in un’unica soluzione, per avviare l’attività.La NASPI ridotta conta per la pensione?Sì, la NASPI è interamente coperta da contribuzione figurativa INPS, utile ai fini pensionistici. Anche se ridotta, il periodo continua a essere coperto.Devo pagare le tasse sulla NASPI ridotta?Sì, la NASPI è reddito imponibile. Devi inserirla nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF). L’INPS applica già una ritenuta IRPEF del 23%, ma potrebbe non essere sufficiente se hai altri redditi.Hai Bisogno di Aiuto con la NASPI?La compatibilità tra NASPI e lavoro part-time nel 2026 offre un’importante opportunità per chi ha perso il lavoro e vuole rientrare gradualmente nel mercato occupazionale senza rinunciare completamente al sostegno economico.Ricorda i punti chiave:Puoi lavorare part-time e mantenere la NASPI se il reddito annuo è inferiore a 8.000 euroL’importo della NASPI viene ridotto in proporzione al reddito (formula: NASPI – 80% reddito / 12)Devi comunicare all’INPS entro 30 giorni dall’inizio del lavoroIl lavoro autonomo occasionale è compatibile con limite di 5.000 euroSe hai dubbi sulla tua situazione specifica o hai bisogno di assistenza per calcolare la riduzione della NASPI o per presentare la comunicazione NASPI-COM, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.I nostri consulenti esperti possono aiutarti a:Calcolare l’importo della NASPI ridotta in base al tuo contrattoCompilare e inviare la comunicazione NASPI-COMVerificare la convenienza economica del nuovo lavoroGestire eventuali contenziosi con l’INPSContattaci per una consulenza personalizzata:📞 Telefono: 0432 1638640💬 WhatsApp: 366 6018121📧 Email: info@centrofiscale.com📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineNon lasciare nulla al caso: affidati a professionisti esperti per tutelare i tuoi diritti e massimizzare il tuo reddito.Leggi ancheDomanda NASPI 2026 Come Fare Online: Guida Completa INPS e C…Contributi Figurativi NASPI 2026: Come FunzionanoNASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e DomandaNASPI e Dimissioni 2026: Quando Spetta e Casi Ammessi Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-15 09:00:002026-03-17 16:35:52NASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione Importo
INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOPermessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)Permessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)I permessi della Legge 104 a ore sono uno degli strumenti più importanti a disposizione dei lavoratori che assistono un familiare disabile o che sono essi stessi riconosciuti come persone con handicap grave. Grazie al frazionamento orario, introdotto dalla Circolare INPS n. 45/2011, non è più necessario prendere intere giornate di permesso: è possibile fruire delle ore in modo flessibile, compatibilmente con le esigenze lavorative. Ma come si calcolano esattamente questi permessi? Quante ore spettano al mese? E quando è ammesso il frazionamento? In questa guida trovi tutte le risposte, con esempi pratici e la tabella riepilogativa per ogni tipo di orario di lavoro.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa Sono i Permessi della Legge 104 e Chi Ha DirittoLa Legge 5 febbraio 1992, n. 104, è la norma di riferimento per l’assistenza alle persone con disabilità in Italia. L’articolo 33 di questa legge riconosce specifici permessi retribuiti ai lavoratori dipendenti, sia per la persona disabile stessa sia per i familiari che la assistono. Si tratta di una tutela fondamentale che consente di conciliare il lavoro con le esigenze di cura.I permessi ex Legge 104 spettano in presenza di un riconoscimento di handicap grave (situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3 della stessa L. 104/1992). La valutazione è effettuata dalle commissioni mediche dell’INPS (integrate da un medico INPS) e sfocia nel cosiddetto verbale di accertamento che certifica la condizione di handicap grave. Senza questo riconoscimento formale, non è possibile accedere ai permessi.Chi ha diritto ai permessi legge 104 a ore o giornalieri? L’elenco è definito dalla normativa e comprende:Il lavoratore disabile stesso (art. 33, comma 6 L. 104/1992): 3 giorni al mese o, in alternativa, 2 ore al giorno (per orario superiore alle 6 ore) oppure 1 ora al giorno (orario fino a 6 ore).Il genitore di figlio disabile grave (art. 33, commi 2 e 3): il genitore di figlio con meno di 3 anni può scegliere il prolungamento del congedo parentale oppure 3 giorni/mese; per figli di età superiore ai 3 anni, spettano 3 giorni al mese.Il coniuge, il convivente, il parente o affine entro il 2° grado del disabile grave (art. 33, comma 3): 3 giorni al mese, con possibilità di estensione al 3° grado in caso di mancanza, decesso o impossibilità dei soggetti entro il 2° grado.Il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità) ha riordinato queste tutele, che trovano poi ulteriori specificazioni nelle numerose circolari INPS. Un aspetto cruciale riguarda il referente unico: in linea di principio, i 3 giorni mensili non possono essere fruiti contemporaneamente da più lavoratori per lo stesso disabile, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa e dalla giurisprudenza più recente. Calcolo dei Permessi Legge 104 a Ore: Quante Ore Spettano al MeseLa Circolare INPS n. 45 del 18 marzo 2011 ha chiarito le modalità di calcolo dei permessi orari, superando le incertezze interpretative precedenti. Il principio fondamentale è che i 3 giorni mensili devono essere convertiti in ore moltiplicando per la durata giornaliera del proprio orario contrattuale. Questo significa che il monte ore mensile cambia in base all’orario di lavoro individuale.La formula di calcolo è semplice:Monte ore mensile = Orario giornaliero contrattuale × 3 giorniVediamo degli esempi pratici per capire quante ore spettano concretamente:Tipo di orarioOre settimanaliOre giornaliereMonte ore mensile (×3)Full time standard40 ore8 ore24 orePart time 36 ore36 ore7,2 ore (7h 12min)21,6 orePart time 30 ore (5gg)30 ore6 ore18 orePart time 25 ore (5gg)25 ore5 ore15 orePart time 20 ore (5gg)20 ore4 ore12 orePart time 24 ore (4gg)24 ore6 ore18 orePart time verticale 3gg24 ore8 ore24 oreCome si vede dalla tabella, chi lavora 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana (orario full time standard da 40 ore) ha diritto a 24 ore mensili di permesso Legge 104. Un lavoratore part time con 30 ore su 5 giorni lavorativi avrà invece diritto a 18 ore mensili (6 ore × 3).Per approfondire le modalità di retribuzione durante i permessi, consulta il nostro articolo su Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano. Quando Si Possono Frazionare i Permessi Legge 104: Regole e LimitiIl frazionamento orario dei permessi Legge 104 è ammesso a seguito dell’importante chiarimento contenuto nella Circolare INPS n. 45/2011. Prima di questo intervento, l’INPS aveva posizione più restrittiva e molti contratti collettivi non prevedevano espressamente questa possibilità. Oggi, il principio è consolidato: i permessi possono essere fruiti sia come giornate intere sia come ore frazionate nell’arco della stessa giornata lavorativa.Il Messaggio INPS n. 3114 del 4 agosto 2018 ha poi ulteriormente precisato alcune modalità operative, confermando che:Il lavoratore può scegliere liberamente se fruire dei permessi in giornate intere oppure in ore frazionate, anche alternando le modalità nel corso dello stesso mese.Il numero massimo di permessi mensili rimane invariato (3 giorni o il monte ore equivalente): non è possibile sommare i due tipi di fruizione superando il limite.Il datore di lavoro non può negare il frazionamento orario, ma può richiedere un preavviso ragionevole (generalmente indicato nel contratto collettivo applicabile).La Circolare INPS n. 32/2012 ha chiarito che i permessi orari non possono essere frazionati al di sotto della mezz’ora, salvo diversa previsione contrattuale.Un aspetto pratico importante: quando si fruisce del permesso in modo frazionato nell’arco della giornata, il datore di lavoro ha diritto di richiedere che la fruizione avvenga in un’unica soluzione continuata (ad esempio, le 2 ore in entrata o in uscita dal lavoro), oppure può concordare diverse soluzioni con il lavoratore. Nella pratica quotidiana, molti accordi aziendali o CCNL regolano il preavviso minimo (spesso 24 ore) e le modalità di richiesta.Ricorda che per qualsiasi chiarimento sulle modalità di fruizione nel tuo caso specifico, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: i nostri operatori conoscono in dettaglio la normativa e le prassi contrattuali per aiutarti a gestire correttamente i tuoi permessi. Puoi anche consultare la pagina dedicata ai servizi di Invalidità, Legge 104 e Indennità di Accompagnamento del nostro patronato. Permessi Legge 104 e Part Time: Regole per i Casi ParticolariI lavoratori part time godono degli stessi diritti dei lavoratori full time in termini di permessi Legge 104, ma il monte ore mensile si riduce proporzionalmente all’orario contrattuale effettivo. Questo è il principio fondamentale sancito dalla Circolare INPS 45/2011 e ribadito nelle circolari successive.Esistono però alcune specificità da conoscere in base alla tipologia di part time:Part time orizzontale: il lavoratore lavora ogni giorno per meno ore rispetto all’orario standard. In questo caso, il calcolo è diretto: si moltiplica l’orario giornaliero contrattuale per 3. Ad esempio, chi lavora 6 ore al giorno per 5 giorni a settimana avrà diritto a 18 ore mensili di permesso (6 × 3 = 18).Part time verticale: il lavoratore lavora solo alcuni giorni a settimana con orario pieno (ad esempio, 3 giorni da 8 ore ciascuno). In questo caso la Circolare INPS 45/2011 specifica che le 3 giornate di permesso devono essere ragguagliate all’orario pieno delle giornate lavorate (8 ore × 3 = 24 ore), non all’orario medio settimanale. Questo può portare a situazioni in cui il lavoratore part time verticale ha un monte ore mensile uguale o superiore a chi lavora tutti i giorni con part time orizzontale.Part time misto: combina elementi di entrambe le tipologie. In questi casi il calcolo va effettuato sulla base del contratto individuale e del calendario di lavoro effettivo, spesso con il supporto dell’ufficio paghe o del patronato.Un caso particolare riguarda i lavoratori turnisti: chi è impiegato in turni con orario variabile (ad esempio 6 ore in alcune settimane e 8 in altre) calcola il monte ore mensile sulla base dell’orario contrattuale medio o dell’orario del giorno in cui il permesso viene fruito, a seconda di come è regolato nel contratto collettivo applicabile. Il Messaggio INPS 3114/2018 ha fornito chiarimenti anche per queste fattispecie, indicando che si usa l’orario effettivo della giornata in cui si fruisce del permesso.Per i lavoratori domestici (colf e badanti) il discorso è diverso: i permessi Legge 104 non si applicano con le stesse modalità dei lavoratori subordinati ordinari, in quanto il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Domestici e dalla Legge 339/1958. Il CCNL Lavoro Domestico prevede alcune tutele specifiche per le situazioni di disabilità e assistenza, ma il sistema dei 3 giorni mensili retribuiti INPS non si applica automaticamente nello stesso modo. Se hai dubbi sulla tua situazione di badante o colf, consulta il nostro articolo su come gestire i rapporti di lavoro domestico o contatta direttamente il Patronato. Esempio Pratico di Calcolo: Mario e la Cura del Padre DisabilePer capire meglio come funziona il calcolo dei permessi Legge 104 a ore nella pratica, seguiamo l’esempio di Mario, un lavoratore dipendente che assiste il padre riconosciuto come disabile grave.Situazione di Mario: impiegato in un’azienda metalmeccanica con contratto full time da 40 ore settimanali su 5 giorni. Orario giornaliero: 8 ore. Il padre ha ottenuto il verbale di riconoscimento di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 L. 104/1992.Monte ore mensile disponibile: 8 ore × 3 giorni = 24 ore mensiliDurante il mese di marzo, Mario ha le seguenti esigenze:Martedì 4 marzo: visita specialistica del padre. Mario prende 2 ore di permesso al mattino (8:00-10:00). Ore residue: 22.Giovedì 13 marzo: ritiro referti e terapia. Mario prende 4 ore di permesso nel pomeriggio (14:00-18:00). Ore residue: 18.Martedì 18 marzo: giornata impegnativa con visita in ospedale. Mario prende una giornata intera (8 ore). Ore residue: 10.Giovedì 27 marzo: appuntamento con il medico di base. Mario prende 1 ora di permesso. Ore residue: 9.A fine marzo, Mario ha utilizzato 15 ore su 24 disponibili. Le 9 ore non utilizzate non si trasferiscono al mese successivo: i permessi Legge 104 sono mensili e non cumulabili di mese in mese. Questa è una regola importante da ricordare per pianificare le assenze in modo efficace.Supponiamo ora che la moglie di Mario, Laura, lavori part time orizzontale (25 ore su 5 giorni, quindi 5 ore al giorno). Anche lei è moglie del padre di Mario? No, ma poniamo il caso che sia figlia dello stesso disabile — quindi sorella di Mario — e voglia anche lei fruire dei permessi. Attenzione: due lavoratori non possono fruire contemporaneamente dei permessi 104 per lo stesso disabile grave, salvo casi particolari previsti dalla normativa (es. genitore e lavoratore con disabilità diversa in famiglia, ecc.). Il principio del referente unico è stato però attenuato da alcune sentenze, ma resta la regola generale.Se invece Laura fosse l’unica caregiver del padre, il suo monte ore mensile sarebbe: 5 ore × 3 = 15 ore mensili (meno di Mario, perché lavora part time). Come Richiedere i Permessi Legge 104: Procedura e DocumentazionePer accedere ai permessi Legge 104, il percorso si articola in due fasi principali: il riconoscimento della disabilità grave e la successiva richiesta dei permessi lavorativi all’INPS.Fase 1 — Riconoscimento dell’handicap grave: occorre presentare domanda di accertamento all’INPS (tramite patronato o direttamente). La commissione medica integrata valuta la situazione del disabile e, se ricorrono i presupposti, rilascia il verbale di accertamento con l’indicazione della condizione di handicap grave ex art. 3 comma 3 L. 104/1992. Senza questo verbale non è possibile presentare la domanda di permessi.Fase 2 — Domanda di permessi (Mod. LS09, LS10 o LS11): una volta ottenuto il verbale, il lavoratore — o il patronato per conto suo — presenta la domanda di autorizzazione all’INPS. Esistono moduli diversi a seconda della situazione:Mod. LS09: per il lavoratore disabile che richiede permessi per sé stesso.Mod. LS10: per il genitore di figlio disabile minore.Mod. LS11: per il familiare caregiver (coniuge, convivente, parente entro il 2° o 3° grado).La domanda deve essere presentata prima di iniziare a fruire dei permessi. Una volta autorizzata dall’INPS, il lavoratore comunica al proprio datore di lavoro le assenze di volta in volta, rispettando le procedure aziendali (generalmente una comunicazione scritta con il preavviso previsto dal CCNL applicabile).Affidarsi al Patronato CAF Centro Fiscale per la gestione di queste pratiche garantisce che tutti i documenti siano corretti e la domanda venga presentata senza errori che potrebbero causare ritardi o rigetti. I nostri operatori seguono l’intero iter, dal riconoscimento dell’handicap alla concessione dei permessi, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Retribuzione e Copertura Previdenziale Durante i Permessi 104I permessi Legge 104 sono completamente retribuiti: il lavoratore percepisce la normale retribuzione durante le ore o i giorni di assenza, senza alcuna decurtazione. Non si tratta di un’indennità INPS diretta al lavoratore: è il datore di lavoro a erogare la retribuzione e successivamente a recuperarla tramite conguaglio con i contributi previdenziali INPS.Dal punto di vista previdenziale, i periodi di permesso ex Legge 104 sono utili ai fini pensionistici: vengono considerati come periodi lavorati a tutti gli effetti. Questo significa che i contributi versati durante i permessi sono pienamente validi per il calcolo della pensione e per i requisiti di anzianità contributiva.Quanto alle voci retributive incluse nella retribuzione durante i permessi, l’INPS con circolari successive ha chiarito che la retribuzione deve essere quella ordinaria, comprensiva degli elementi fissi della retribuzione (stipendio base, scatti di anzianità, eventuali superminimi contrattuali). Le voci variabili (straordinari, indennità per turni disagiati, ecc.) generalmente non vengono incluse se la loro natura è strettamente legata alla prestazione effettiva. Per un approfondimento su questo aspetto specifico, leggi il nostro articolo dedicato alla retribuzione dei permessi 104 e le voci contrattuali.Un’altra questione spesso dibattuta riguarda l’impatto dei permessi 104 sul calcolo delle ferie, della quattordicesima e di altri istituti retributivi. La regola generale è che i permessi ex Legge 104 sono equiparati a periodi lavorati anche per questi istituti contrattuali: non si perdono giorni di ferie né si riduce la tredicesima/quattordicesima per aver fruito dei permessi. Per sapere come si calcola la quattordicesima in busta paga e chi ne ha diritto, consulta la nostra guida. Permessi 104, Congedo Straordinario e Congedo Parentale: Le DifferenzeOltre ai 3 giorni mensili ex art. 33 L. 104/1992, esistono altri strumenti di tutela per i lavoratori che assistono familiari disabili. È importante conoscerli e non confonderli, poiché hanno regole e requisiti diversi.Il Congedo Straordinario biennale (art. 42, comma 5 del D.Lgs. 151/2001) consente al lavoratore dipendente di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 2 anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, per assistere un familiare con handicap grave. Il congedo straordinario è retribuito con un’indennità corrisposta direttamente dall’INPS, pari all’ultima retribuzione percepita (entro il massimale previsto), ed è computato nell’anzianità di servizio. Si tratta di un’alternativa più intensa ai 3 giorni mensili, da utilizzare quando le esigenze di assistenza sono particolarmente gravose e continuative.Il Congedo parentale, invece, riguarda specificamente i genitori con figli fino a 12 anni (o senza limite d’età in caso di figlio disabile). Non è alternativo ai permessi 104, ma può essere abbinato in alcune situazioni. Per saperne di più sul congedo parentale 2026 con durata e indennità aggiornate, leggi la nostra guida completa.Esiste anche il congedo per malattia del figlio, disciplinato dall’art. 47 del D.Lgs. 151/2001, che si distingue dai permessi 104 per i requisiti e le modalità. Per approfondire, consulta il nostro articolo sul congedo per malattia del figlio 2026.La scelta tra questi strumenti dipende dalla specifica situazione familiare e lavorativa. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale strumento è più conveniente nel tuo caso, verificare i requisiti e gestire tutte le pratiche burocratiche.Novità 2026 sui Permessi Legge 104: Aggiornamenti NormativiL’impianto normativo dei permessi Legge 104 nel 2026 non ha subito modifiche strutturali rispetto all’anno precedente: i 3 giorni mensili, le modalità di calcolo e il frazionamento orario rimangono disciplinati dalle stesse norme di riferimento (L. 104/1992, D.Lgs. 151/2001, Circolari INPS 45/2011 e 32/2012, Messaggio INPS 3114/2018).Tuttavia, nel 2022 il D.Lgs. 105/2022 (attuativo della Direttiva UE 2019/1158 sulla conciliazione vita-lavoro) ha introdotto alcune importanti modifiche che continuano a produrre effetti nel 2026:Ampliamento dei soggetti aventi diritto: è stata eliminata la regola del referente unico assoluto per i permessi. Il D.Lgs. 105/2022 ha stabilito che, in caso di figlio disabile, entrambi i genitori possono fruire dei 3 giorni mensili anche in alternanza tra di loro (non più uno solo). La novità più rilevante riguarda i permessi per figli disabili, dove è ora possibile per entrambi i genitori fruire dei permessi nello stesso mese (ma non nello stesso giorno, salvo eccezioni).Convivente di fatto: è stato esteso il diritto ai permessi anche al convivente more uxorio (non solo al coniuge), rendendo la normativa più aderente alle nuove forme familiari.Priorità per il familiare caregiver: è stata introdotta una tutela rafforzata contro i trasferimenti unilaterali del lavoratore che assiste un disabile grave: il lavoratore non può essere trasferito senza il suo consenso.È importante verificare con il proprio patronato se le novità del D.Lgs. 105/2022 si applicano alla propria situazione, soprattutto nei casi in cui due lavoratori della stessa famiglia vogliano entrambi fruire dei permessi per lo stesso familiare disabile. Errori Comuni da Evitare nella Gestione dei Permessi Legge 104Gestire correttamente i permessi Legge 104 richiede attenzione a molte sfumature normative e contrattuali. Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono e come evitarli.1. Iniziare a fruire i permessi senza autorizzazione INPS: questo è l’errore più grave. Senza la preventiva autorizzazione INPS (ottenuta tramite la presentazione del modulo di domanda), le assenze possono essere considerate ingiustificate dal datore di lavoro. È fondamentale presentare prima la domanda e aspettare l’autorizzazione.2. Credere che le ore non utilizzate si accumulino: come illustrato nell’esempio di Mario, i permessi mensili non sono cumulabili. Le ore non fruite nel mese corrente vanno perse. È quindi importante pianificare l’utilizzo dei permessi nell’arco del mese.3. Non comunicare il preavviso corretto al datore di lavoro: ogni contratto collettivo prevede modalità e tempistiche di comunicazione al datore di lavoro. Non rispettarle non fa perdere il diritto al permesso, ma può creare difficoltà organizzative e conflitti con il datore di lavoro.4. Fruire dei permessi per motivi diversi dall’assistenza al disabile: i permessi Legge 104 devono essere utilizzati esclusivamente per l’assistenza al familiare disabile (o per la propria disabilità). Un utilizzo improprio può configurare una violazione disciplinare grave. La Corte di Cassazione ha confermato in diverse sentenze che il datore di lavoro può disporre accertamenti sul corretto utilizzo dei permessi.5. Non rinnovare la domanda quando scade: le autorizzazioni INPS hanno una scadenza (generalmente annuale o biennale). È importante verificare i termini di validità e presentare per tempo il rinnovo per evitare interruzioni nella fruizione dei permessi.Per evitare tutti questi rischi, il consiglio è sempre quello di affidarsi al Patronato CAF Centro Fiscale, che segue il lavoratore in ogni fase: dal riconoscimento dell’handicap alla gestione dei permessi e al rinnovo delle domande nel tempo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sui Permessi Legge 104 a OreQuante ore di permesso 104 spettano al mese con orario full time?Con un orario full time di 40 ore settimanali su 5 giorni (8 ore al giorno), spettano 24 ore mensili di permesso Legge 104 (8 ore × 3 giorni = 24). Questo vale sia per il lavoratore disabile stesso che per il familiare caregiver.I permessi 104 possono essere frazionati in ore anche mezze giornate?Sì. La Circolare INPS n. 45/2011 consente il frazionamento orario dei permessi. Si possono prendere anche singole ore o frazioni minime (di norma non inferiori alla mezz’ora, salvo diversa previsione contrattuale). È possibile alternare giorni interi e ore frazionate nello stesso mese.Le ore di permesso 104 non utilizzate nel mese si accumulano?No. I permessi Legge 104 sono mensili e non cumulabili: le ore non fruite entro la fine del mese vanno perse e non si trasferiscono al mese successivo. È importante pianificare l’utilizzo dei permessi nell’arco mensile.Come si calcolano i permessi 104 con orario part time?Il monte ore mensile si calcola moltiplicando l’orario giornaliero contrattuale per 3. Per il part time orizzontale (es. 6 ore al giorno per 5 giorni) il calcolo è diretto: 6 × 3 = 18 ore mensili. Per il part time verticale si usa l’orario delle giornate effettivamente lavorate. Per il part time misto occorre fare riferimento al contratto individuale e al CCNL.Il datore di lavoro può negare il frazionamento orario dei permessi 104?No. Il datore di lavoro non può negare il frazionamento orario, che è un diritto riconosciuto dalla Circolare INPS 45/2011. Può però richiedere un preavviso (generalmente indicato nel CCNL) e, in alcuni casi, concordare le modalità di fruizione (es. unica soluzione continuata nella giornata). Un diniego ingiustificato costituisce comportamento antisindacale.Due familiari possono usare i permessi 104 per lo stesso disabile?In linea generale, per i familiari adulti (non genitori di minore disabile) il principio del referente unico prevede che un solo lavoratore possa fruire dei 3 giorni mensili per lo stesso disabile. Tuttavia, il D.Lgs. 105/2022 ha introdotto importanti eccezioni, in particolare per i genitori di figli disabili, che possono ora entrambi fruire dei permessi nello stesso mese (non nello stesso giorno). Ogni situazione va valutata caso per caso.Conclusione: Gestire i Permessi 104 con il Supporto del PatronatoI permessi Legge 104 a ore rappresentano una tutela fondamentale per milioni di lavoratori italiani che ogni giorno conciliano l’impegno professionale con la cura di un familiare disabile grave o con la propria condizione di disabilità. Il calcolo del monte ore mensile — basato sulla moltiplicazione dell’orario giornaliero contrattuale per 3 — e la possibilità di frazionamento orario introdotta dalla Circolare INPS 45/2011 rendono questi permessi uno strumento flessibile e prezioso.Conoscere le regole è il primo passo, ma la gestione pratica richiede attenzione alla documentazione, al rispetto delle procedure aziendali e al rinnovo periodico delle autorizzazioni. Affidarsi a professionisti esperti fa la differenza: evita errori che potrebbero costare l’assenza ingiustificata o, nei casi peggiori, conseguenze disciplinari.Hai bisogno di assistenza per la gestione dei permessi Legge 104 o per ottenere il riconoscimento dell’handicap grave? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori di patronato si occupano di tutto: dalla domanda di riconoscimento alla gestione dei permessi, fino al rinnovo annuale.Prenota un appuntamento con il Patronato CAF Centro Fiscale e scopri tutti i servizi disponibili anche da remoto: servizi di patronato per Invalidità e Legge 104. Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/invalidita-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-13 11:25:152026-06-13 10:52:23Permessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)
PATRONATONASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e DomandaLa NASPI anticipata è un’opportunità che l’INPS offre ai lavoratori disoccupati che vogliono avviare un’attività autonoma o d’impresa. Invece di ricevere l’indennità di disoccupazione mese per mese, è possibile richiedere la liquidazione in un’unica soluzione dell’intero importo residuo.Nel 2026, questa misura rappresenta un aiuto concreto per chi desidera mettersi in proprio, aprire una partita IVA o diventare socio di una cooperativa. La liquidazione anticipata consente di avere immediatamente la liquidità necessaria per sostenere i costi iniziali dell’attività.In questa guida vedremo come funziona la NASPI anticipata nel 2026, quali sono i requisiti richiesti, come si calcola l’importo spettante, quando e come presentare la domanda all’INPS, e quali sono i tempi di erogazione.Indice dei contenutiCos’è la NASPI AnticipataRequisiti per Richiedere la NASPI Anticipata 2026Importo e Calcolo della NASPI AnticipataCome Presentare la Domanda INPSTempi di Erogazione e PagamentoObblighi e Vincoli dopo l’ErogazioneVantaggi e Svantaggi della NASPI AnticipataDomande Frequenti (FAQ)Conclusione e Assistenza CAFCos’è la NASPI AnticipataLa NASPI anticipata è una prestazione economica dell’INPS che permette ai beneficiari dell’indennità di disoccupazione (NASPI) di ricevere in un’unica soluzione l’importo residuo spettante, anziché rateizzato mensilmente. Questa possibilità è prevista dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 22/2015 e rappresenta un incentivo all’autoimprenditorialità per chi perde il lavoro dipendente.A cosa serveLa liquidazione anticipata serve per:Aprire una partita IVA per svolgere attività di lavoro autonomoAvviare un’attività d’impresa individualeSottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha per oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socioLa somma ricevuta può essere utilizzata come capitale iniziale per investimenti, acquisto di attrezzature, scorte di magazzino, o per coprire i costi fissi dei primi mesi di attività.Differenza con NASPI ordinariaCon la NASPI ordinaria, l’indennità viene erogata mensilmente per tutta la durata prevista (massimo 24 mesi). Con la NASPI anticipata, si rinuncia alle mensilità residue in cambio di un importo forfettario calcolato sul residuo spettante, decurtato di alcune componenti accessorie.Requisiti per Richiedere la NASPI Anticipata 2026Per accedere alla NASPI anticipata nel 2026 è necessario soddisfare specifici requisiti sia rispetto alla situazione previdenziale che all’attività che si intende avviare.Requisiti obbligatoriEssere già beneficiari di NASPI: occorre aver già presentato domanda di NASPI ordinaria e risultare ammessi alla prestazioneAvviare un’attività autonoma o d’impresa: l’anticipazione è concessa solo per iniziare un lavoro autonomo, non per altre finalitàNon essere già titolari di partita IVA attiva al momento della domanda di NASPI anticipataPresentare la domanda entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o dalla sottoscrizione della quota di cooperativaAttività ammesseLa NASPI anticipata può essere richiesta per:Lavoro autonomo con partita IVA (professionisti, artigiani, commercianti)Impresa individualeSocietà cooperativa in cui il socio si impegna a prestare la propria attività lavorativaCasi di esclusioneNon è possibile richiedere la NASPI anticipata se:Si è già percepita un’anticipazione di NASPI negli ultimi 2 anni per la stessa finalitàL’attività autonoma è già stata avviata prima della presentazione della domanda di NASPISi tratta di società di capitali (SRL, SPA) in cui non è previsto rapporto mutualisticoImporto e Calcolo della NASPI AnticipataL’importo della NASPI anticipata non coincide con l’intero residuo dell’indennità mensile spettante, ma viene calcolato secondo criteri specifici stabiliti dall’INPS. Come si calcolaIl calcolo dell’anticipazione avviene in questo modo:Somma delle mensilità residue: si considerano tutte le mensilità di NASPI che rimangono da percepireEsclusione degli assegni per il nucleo familiare: eventuali ANF non rientrano nel calcoloErogazione in un’unica soluzione: l’importo viene versato tutto insieme sul conto corrente del richiedenteEsempio pratico di calcoloSupponiamo che Mario abbia diritto a:NASPI mensile: 1.000 euroMensilità residue: 15 mesiANF mensili: 150 euroCalcolo:NASPI residua teorica: 1.000 x 15 = 15.000 euroANF (esclusi dal calcolo): 150 x 15 = 2.250 euroNASPI anticipata erogata: 15.000 euroMario riceverà quindi 15.000 euro in un’unica soluzione, ma perderà il diritto agli assegni familiari per le mensilità residue.Cosa non è compreso nell’anticipazioneNon sono compresi nell’importo anticipato:Gli assegni per il nucleo familiare (ANF)Eventuali contributi figurativi per i mesi non fruitiIl TFR maturato presso l’ultimo datore di lavoro (che segue un iter separato)Come Presentare la Domanda INPSLa domanda di NASPI anticipata deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’INPS, entro termini precisi e seguendo una procedura specifica.Quando presentare la domandaLa richiesta deve essere inviata entro 30 giorni da:Data di apertura della partita IVAData di inizio dell’attività d’impresa individualeData di sottoscrizione della quota di capitale sociale della cooperativaAttenzione: il termine di 30 giorni è perentorio. Oltre questa scadenza la domanda non può più essere accolta.Canali per l’invioLa domanda può essere presentata tramite:Portale INPS con SPID/CIE/CNS: accedere all’area riservata MyINPS, cercare “NASPI anticipata” e compilare il modulo onlineContact Center INPS: chiamando il numero 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164 164 da mobile (a pagamento)Patronato o CAF: rivolgendosi a intermediari abilitati che presentano la domanda per conto del cittadinoDocumenti necessariPer la domanda occorre avere:Codice fiscale e documento d’identità validoCertificato di attribuzione partita IVA (se già rilasciato dall’Agenzia delle Entrate)Visura camerale o atto costitutivo (per imprese e cooperative)IBAN del conto corrente per l’accreditoAssistenza del CAFIl CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda di NASPI anticipata, verificando che tutti i requisiti siano soddisfatti e che la documentazione sia completa.Tempi di Erogazione e PagamentoUna volta presentata la domanda di NASPI anticipata, l’INPS deve esaminare la pratica e, in caso di esito positivo, procedere con il pagamento in un’unica soluzione. Tempistiche standardI tempi medi di erogazione nel 2026 sono:Istruttoria INPS: 30-60 giorni dalla data di presentazione della domandaPagamento: entro 15 giorni dall’accoglimento della richiestaIn totale, dalla domanda all’accredito sul conto corrente possono trascorrere da 45 a 75 giorni.Come verificare lo stato della domandaÈ possibile controllare l’avanzamento della pratica:Accedendo al portale INPS nella sezione “Consultazione domande”Chiamando il Contact Center INPS (803 164)Tramite il CAF che ha presentato la domandaModalità di pagamentoLa NASPI anticipata viene erogata tramite:Bonifico su conto corrente bancario o postale intestato al richiedenteLibretto postale intestato al richiedenteNon è previsto il pagamento in contanti o tramite altri strumenti.Obblighi e Vincoli dopo l’ErogazioneChi riceve la NASPI anticipata assume precisi obblighi nei confronti dell’INPS e deve rispettare alcune condizioni per evitare la restituzione dell’importo percepito.Obbligo di proseguire l’attivitàIl beneficiario deve:Svolgere effettivamente l’attività autonoma o d’impresa per cui ha richiesto l’anticipazioneMantenere attiva la partita IVA o la posizione di socio cooperatore per almeno 12 mesiComunicare all’INPS eventuali variazioni della propria situazione lavorativaCasi di restituzione dell’importoL’INPS può richiedere la restituzione totale o parziale della NASPI anticipata se:L’attività autonoma non viene mai effettivamente avviataLa partita IVA viene chiusa entro 12 mesi dall’apertura senza giustificato motivoSi viene assunti come lavoratore dipendente entro 30 giorni dall’erogazione (salvo comunicazione preventiva)Si forniscono dichiarazioni false o documentazione contraffattaCumulo con altri redditiLa NASPI anticipata non è cumulabile con:Trattamenti pensionistici direttiIndennità di mobilità o altre prestazioni di disoccupazioneÈ invece compatibile con:Redditi da lavoro autonomo occasionale entro i limiti previstiRedditi da attività d’impresa o lavoro autonomo in regime forfettario (previa comunicazione INPS)Vantaggi e Svantaggi della NASPI AnticipataPrima di richiedere l’anticipazione della NASPI, è importante valutare attentamente pro e contro di questa scelta. VantaggiLiquidità immediata: si dispone subito del capitale necessario per avviare l’attivitàAutonomia imprenditoriale: possibilità di investire in attrezzature, scorte, formazioneCopertura costi iniziali: utile per sostenere i primi mesi di attività in cui i ricavi potrebbero essere bassiIncentivo all’autoimpiego: spinta motivazionale per mettersi in proprioSvantaggiPerdita della copertura mensile: non si riceverà più la NASPI ogni mese, quindi in caso di difficoltà dell’attività non si ha un reddito sicuroEsclusione ANF: si perdono gli assegni familiari per le mensilità residueMancata contribuzione figurativa: i mesi di NASPI non fruiti non generano contributi previdenziali figurativiRischio imprenditoriale: se l’attività non decolla, si è già consumato tutto l’ammortizzatore socialeQuando conviene richiederlaLa NASPI anticipata conviene quando:Si ha un progetto d’impresa solido e ben pianificatoServono investimenti iniziali significativi (acquisto attrezzature, scorte, locali)Si hanno prospettive concrete di reddito a breve termineSi vuole evitare di indebitarsi con prestiti bancariQuando è meglio evitarlaÈ preferibile la NASPI mensile quando:Il progetto imprenditoriale è ancora incertoSi preferisce avere un reddito mensile garantito mentre si avvia gradualmente l’attivitàSi hanno carichi familiari e si necessita degli assegni per il nucleo familiareI costi di avvio sono contenuti e gestibili con risparmi personaliDomande Frequenti (FAQ)Posso richiedere la NASPI anticipata se ho già iniziato l’attività autonoma?Sì, ma la domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Oltre questo termine, il diritto decade.Se apro una SRL posso avere la NASPI anticipata?No, la NASPI anticipata è prevista solo per lavoro autonomo con partita IVA, impresa individuale o cooperative con rapporto mutualistico. Le società di capitali (SRL, SPA) non danno diritto all’anticipazione.Devo restituire la NASPI anticipata se l’attività va male?No, se l’attività viene svolta effettivamente per almeno 12 mesi e poi chiusa per motivi economici, non c’è obbligo di restituzione. La restituzione è prevista solo in caso di frode o mancato avvio dell’attività.Posso lavorare come dipendente dopo aver ricevuto la NASPI anticipata?Sì, ma occorre comunicarlo preventivamente all’INPS. Se l’assunzione avviene entro 30 giorni dall’erogazione senza comunicazione, può essere richiesta la restituzione parziale.La NASPI anticipata è tassata?No, la NASPI anticipata mantiene la stessa natura fiscale della NASPI ordinaria ed è quindi esente da tassazione IRPEF. Va però dichiarata nel modello 730 o Redditi.Posso richiedere nuovamente la NASPI anticipata in futuro?Sì, ma solo dopo almeno 2 anni dalla precedente erogazione e a condizione di maturare nuovamente i requisiti per la NASPI ordinaria.Conclusione e Assistenza CAFLa NASPI anticipata 2026 rappresenta un’opportunità concreta per chi vuole trasformare la perdita del lavoro dipendente in occasione di crescita professionale, avviando un’attività autonoma o d’impresa. Come abbiamo visto, la liquidazione anticipata dell’indennità di disoccupazione consente di disporre immediatamente del capitale necessario per investire nel proprio progetto, evitando di dover ricorrere a prestiti bancari o finanziamenti esterni.Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente la propria situazione: la NASPI anticipata conviene quando si ha un piano d’impresa solido e prospettive concrete di reddito, mentre potrebbe essere rischiosa se il progetto è ancora in fase embrionale o se si necessita di un reddito mensile stabile.Assistenza del CAF Centro Fiscale di UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verifica dei requisiti per la NASPI anticipataCalcolo dell’importo spettante in base alla tua situazioneCompilazione e invio della domanda INPSValutazione della convenienza tra NASPI mensile e anticipataSupporto per l’apertura della partita IVA e scelta del regime fiscale più adattoNon affrontare da solo la burocrazia INPS. Contattaci per una consulenza personalizzata e approfitta della nostra esperienza nel settore del patronato e assistenza fiscale.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comIndirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdinePrenota un appuntamento e inizia il tuo percorso verso l’autonomia lavorativa con il supporto di professionisti qualificati.Leggi ancheDomanda NASPI 2026 Come Fare Online: Guida Completa INPS e C…Contributi Figurativi NASPI 2026: Come FunzionanoNASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione Imp…NASPI e Dimissioni 2026: Quando Spetta e Casi AmmessiGiugno 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-13 09:00:002026-02-23 15:21:32NASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e Domanda
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOContributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e ImportiI contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti rappresentano uno degli adempimenti previdenziali più importanti per chi gestisce un’attività in proprio. Ogni anno, i titolari di partita IVA iscritti alle Gestioni IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) dell’INPS devono calcolare e versare i propri contributi obbligatori, rispettando scadenze precise e importi minimi fissati dall’Istituto. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: aliquote aggiornate, minimale e massimale di reddito, scadenze per il saldo e l’acconto 2026, esempi pratici di calcolo, la riduzione del 35% per il regime forfettario e le sanzioni per ritardi o omissioni.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione Artigiani e Commercianti L’obbligo contributivo riguarda tutte le persone fisiche che svolgono in forma abituale e prevalente un’attività di artigianato (ai sensi della L. 443/1985) o di commercio (ai sensi del D.Lgs. 114/1998), nonché i loro familiari collaboratori. Rientrano nell’obbligo:Artigiani: falegnami, elettricisti, idraulici, meccanici, parrucchieri, estetisti, acconciatori, sarti, panificatori, pittori edili e tutte le attività produttive manuali classificate come artigianatoCommercianti: titolari di negozi, esercizi di vicinato, grossisti, agenti e rappresentanti di commercioCoadiuvanti e coadiutori familiari: i familiari (coniuge, figli, genitori) che collaborano nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenzaSoci lavoratori di società in nome collettivo (SNC) e in accomandita semplice (SAS) che svolgono attività artigiana o commercialeL’iscrizione avviene automaticamente tramite la Camera di Commercio al momento dell’apertura dell’attività (SCIA/iscrizione albo artigiani). Non è necessario fare una domanda separata all’INPS.Aliquote contributive INPS 2026 per artigiani e commercianti Le aliquote per il 2026 sono stabilite annualmente dal Ministero del Lavoro con apposita circolare INPS. La differenza fondamentale tra artigiani e commercianti riguarda lo 0,48% aggiuntivo che i commercianti versano per il finanziamento del Fondo di garanzia trattamento di fine rapporto (INPS Commercio – ex INPDAI).CategoriaReddito fino al minimaleReddito oltre il minimaleOltre il massimaleArtigiani (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSArtigiani (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) artigianicontributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) commercianticontributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSNota: l’aliquota dello 0,48% aggiuntivo per i commercianti riguarda il contributo alla gestione separata INPS Commercio. I collaboratori familiari ultra 21enni applicano le stesse aliquote del titolare.Aliquote per i collaboratori under 21I coadiuvanti e coadiutori familiari con meno di 21 anni di età beneficiano di aliquote IVS ridotte rispetto agli over 21 (indicativamente di circa 0,9 punti percentuali in meno, in base alle circolari INPS degli anni precedenti). La riduzione cessa a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui il collaboratore compie 21 anni. Per i valori esatti 2026, consulta la circolare INPS di inizio anno o rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Minimale e massimale di reddito 2026 L’INPS fissa ogni anno due soglie fondamentali che determinano l’importo minimo e massimo dei contributi dovuti.Il reddito minimale (reddito minimo imponibile)Il reddito minimale per il 2026 è pari a 18.555 euro (dato da verificare con la circolare INPS di inizio anno). Sul minimale si calcola il contributo fisso annuo, che viene suddiviso in quattro rate trimestrali. Chiunque sia iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti deve versare almeno questo contributo, anche se nell’anno non ha prodotto reddito o ha prodotto un reddito inferiore al minimale.Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 4.200 euro per gli artigiani e di circa 4.292 euro per i commercianti (la differenza è dovuta allo 0,48% aggiuntivo). Questi importi vengono comunicati ufficialmente dall’INPS con apposita circolare, generalmente pubblicata a gennaio/febbraio di ogni anno.Il reddito massimaleIl massimale di reddito imponibile per il 2026 è pari a 119.650 euro circa (primo scaglione, per contribuenti senza anzianità contributiva al 31/12/1995) e a 84.003 euro circa (per coloro che possono applicare il massimale ridotto). Sul reddito che eccede il massimale non sono dovuti ulteriori contributi IVS. Anche questi valori vengono aggiornati annualmente con circolare INPS.Tabella riepilogativa 2026VoceArtigianiCommerciantiReddito minimale annuo~ 18.555 euro~ 18.555 euroContributo minimo annuo~ 4.200 euro~ 4.292 euroAliquota IVS su reddito eccedente24,00%24,48%Massimale reddito imponibile (senza anzianità pre-1996)~ 119.650 euro~ 119.650 euroMassimale ridotto (con anzianità pre-1996)~ 84.003 euro~ 84.003 euroAttenzione: i valori del minimale e del massimale vengono aggiornati ogni anno con la rivalutazione automatica basata sull’indice ISTAT. Verifica sempre la circolare INPS di inizio anno (generalmente la Circolare n. 15-20 di gennaio/febbraio).Come si versano i contributi: il sistema saldo e acconto Il sistema contributivo per artigiani e commercianti prevede due modalità di versamento, che si sovrappongono nello stesso anno fiscale:1. Rate fisse trimestrali sul minimaleIl contributo calcolato sul reddito minimale viene suddiviso in quattro rate trimestrali di pari importo, con scadenze fisse:RataScadenza 20261ª rata16 maggio 20262ª rata20 agosto 20263ª rata16 novembre 20264ª rata16 febbraio 2027Le rate trimestrali vengono versate tramite F24, con i codici tributo specifici comunicati dall’INPS nella circolare annuale. Il pagamento può avvenire online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite banca o ufficio postale.2. Saldo e acconto collegati alla dichiarazione dei redditiOltre alle rate fisse, artigiani e commercianti devono versare:Saldo contributi anno precedente: la differenza tra i contributi effettivamente dovuti sull’intero reddito 2025 e quanto già versato con le rate fisse. Si versa entro il 30 giugno 2026 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Primo acconto contributi 2026: pari al 40% dell’acconto totale dovuto, da versare entro il 30 giugno 2026Secondo acconto contributi 2026: pari al restante 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026Il calcolo del saldo e dell’acconto viene effettuato nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o Modello 730 per i forfettari – LM): il software di compilazione calcola automaticamente quanto dovuto in base al reddito dichiarato.Scadenze 2026 riepilogo completoAdempimentoScadenzaNote1ª rata fissa trimestrale16 maggio 2026Contributo sul minimaleSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (40%)30 giugno 2026Con dichiarazione redditiSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (con proroga)31 luglio 2026Con maggiorazione 0,40%2ª rata fissa trimestrale20 agosto 2026Contributo sul minimale2ª acconto 2026 (60%)30 novembre 2026Secondo acconto contributi3ª rata fissa trimestrale16 novembre 2026Contributo sul minimale4ª rata fissa trimestrale16 febbraio 2027Contributo sul minimale anno 2026Esempi pratici di calcolo contributi 2026 Vediamo come funziona il calcolo con casi concreti, così puoi capire esattamente cosa ti aspetta in termini di versamenti.Esempio 1: Artigiano con reddito sotto il minimaleSituazione: Mario è un artigiano (falegname) con reddito imponibile 2025 di 12.000 euro, inferiore al reddito minimale di 18.555 euro.Calcolo: Anche se il reddito è inferiore al minimale, Mario deve comunque versare il contributo minimo annuo di circa 4.200 euro (equivalente a quello calcolato sul minimale di 18.555 euro x 24%). Non viene calcolato alcun saldo aggiuntivo perché il reddito reale non supera il minimale.Rate trimestrali 2026: circa 1.050 euro x 4 rate.Esempio 2: Commerciante con reddito medioSituazione: Laura è titolare di un negozio di abbigliamento con reddito imponibile 2025 di 35.000 euro.Calcolo contributi totali dovuti:Sul reddito minimale (18.555 euro x 24,48%) = circa 4.542 euro (parte fissa)Sul reddito eccedente il minimale (35.000 – 18.555 = 16.445 euro x 24,48%) = circa 4.025 euroTotale contributi dovuti per il 2025: circa 8.567 euroVersamenti effettuati con le rate fisse 2025: circa 4.292 euro (contributo minimo annuo 2025)Saldo da versare entro il 30 giugno 2026: 8.567 – 4.292 = circa 4.275 euroAcconto 2026 (calcolato sul totale contributi 2025): circa 8.567 euro x 100% = 8.567 euro, di cui: primo acconto (40%) = 3.427 euro entro 30/06/2026; secondo acconto (60%) = 5.140 euro entro 30/11/2026.Esempio 3: Artigiano in regime forfettarioSituazione: Giuseppe è un elettricista in regime forfettario con ricavi 2025 di 40.000 euro. Il coefficiente di redditività per la sua categoria è 86% (costruzioni).Calcolo reddito imponibile ai fini previdenziali: 40.000 euro x 86% = 34.400 euroCalcolo contributi senza agevolazione: 18.555 x 24% (fisso) + (34.400 – 18.555) x 24% = circa 4.453 + 3.803 = 8.256 euroCon riduzione forfettari 35%: 8.256 euro x (1 – 35%) = 8.256 x 65% = circa 5.366 euroIl risparmio contributivo grazie alla riduzione del 35% è di circa 2.890 euro all’anno.La riduzione contributiva del 35% per il regime forfettarioI titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’importo totale dei contributi dovuti, incluso il contributo minimo fisso trimestrale. Si tratta di un’agevolazione strutturale introdotta dalla Legge n. 190/2014 (Legge Stabilità 2015) e confermata per il 2026.Come richiedere la riduzione del 35%La riduzione non è automatica: deve essere richiesta presentando apposita comunicazione all’INPS tramite:Il portale INPS online (cassetto previdenziale artigiani e commercianti)Il CAF o il professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)Il Contact Center INPS (803.164 da fisso gratuito, 06.164.164 da mobile)La comunicazione deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento per avere effetto da gennaio. Se presentata successivamente, la riduzione decorre dal mese di presentazione. Una volta attivata, la riduzione rimane valida anche negli anni successivi, finché si rimane nel regime forfettario.Attenzione: la riduzione ha un impatto sulla pensione futuraVersare meno contributi significa anche accumulare meno contribuzione pensionistica. Con la riduzione del 35%, la pensione futura risulterà proporzionalmente più bassa rispetto a un contribuente che versa l’intero importo. È una scelta conveniente nel breve periodo (liquidità immediata), ma va valutata considerando il lungo periodo previdenziale. Ti consigliamo di consultare il tuo estratto contributivo INPS per valutare la situazione personale.Rateazione dei contributi INPS 2026 Artigiani e commercianti possono rateizzare i contributi dovuti a saldo (con la dichiarazione dei redditi) in caso di difficoltà finanziarie temporanee. La rateazione è possibile nelle seguenti forme:Dilazione ordinaria: i contributi a saldo e le rate di acconto possono essere rateizzati in sede di dichiarazione dei redditi, pagando entro le scadenze ordinarie con eventuali maggiorazioni di interessiRateazione straordinaria INPS: in caso di debiti contributivi non versati (es. anni precedenti), è possibile presentare domanda di rateazione all’INPS tramite il cassetto previdenziale. La rateazione può arrivare a 60 rate mensili per importi elevatiRottamazione contributi: in presenza di procedure straordinarie di definizione agevolata (come la rottamazione quater o il saldo e stralcio), i contributi INPS possono rientrare in questi beneficiPer le rate fisse trimestrali 2026, non è prevista la rateazione ordinaria: devono essere versate entro le scadenze fisse sopra indicate.Coordinamento con la dichiarazione dei redditi 2026I contributi INPS versati nell’anno sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF (art. 10 TUIR). Questo significa che i contributi 2025 versati nell’anno 2026 (saldo e acconti) si deducono nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025), riducendo la base imponibile IRPEF.Per i forfettari, la situazione è leggermente diversa: i contributi previdenziali si deducono dal reddito determinato forfettariamente, riducendo direttamente la base imponibile prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up).Il Quadro RR nella dichiarazione dei redditiNella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF), il Quadro RR è dedicato ai contributi previdenziali e assistenziali. In questo quadro vengono riportati:Il reddito imponibile previdenziale (sezione I per artigiani e commercianti)I contributi già versati con le rate fisseIl calcolo del saldo e dell’accontoLa riduzione per regime forfettario (se applicabile)Il software di compilazione (CAF, commercialisti) compila automaticamente il Quadro RR sulla base dei dati inseriti e dei versamenti già effettuati. È importante conservare tutte le ricevute F24 dei versamenti effettuati durante l’anno per evitare discrepanze.Sanzioni per omesso o tardivo versamento dei contributi Il mancato o tardivo pagamento dei contributi INPS comporta l’applicazione automatica di sanzioni e interessi. Ecco il quadro sanzionatorio vigente per il 2026:Sanzioni civili (more)Le sanzioni civili per omissione/evasione contributiva sono disciplinate dall’art. 116 della L. 388/2000:TipologiaSanzione civileLimite massimoOmissione contributiva (obbligo non rispettato per errore, non frode)Tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (annuale)40% del contributo non versatoEvasione contributiva (occultamento doloso del rapporto di lavoro o del reddito)30% del contributo non versato per anno60% del contributo non versatoRavvedimento spontaneo (prima di notifica INPS)Sanzione ridotta (see nota)Riduzione fino al 50% in alcuni casiIl tasso di riferimento BCE (TUR) viene aggiornato dalla Banca Centrale Europea: per il 2026 è necessario verificare il tasso vigente alla data di regolarizzazione.Come regolarizzare: il ravvedimento operosoSe hai omesso o tardato un versamento contributivo, puoi regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso, versando il contributo omesso maggiorato degli interessi calcolati giorno per giorno. Tuttavia, diversamente dal ravvedimento tributario, il ravvedimento sui contributi INPS ha modalità specifiche: ti consigliamo di rivolgerti al CAF o a un consulente del lavoro per calcolare esattamente quanto dovuto e procedere correttamente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti (FAQ)Quando pago le scadenze contributi INPS 2026 come artigiano o commerciante?Le scadenze principali sono: 16 maggio (1ª rata fissa), 30 giugno (saldo 2025 e 1ª acconto 2026 – 40%), 20 agosto (2ª rata fissa), 30 novembre (2ª acconto 2026 – 60%), 16 novembre (3ª rata fissa), 16 febbraio 2027 (4ª rata fissa).Qual è l’aliquota INPS 2026 per gli artigiani?L’aliquota IVS 2026 per gli artigiani è del 24,00% sul reddito eccedente il minimale. Per i commercianti è del 24,48% (0,48% in più per il contributo al Fondo di garanzia TFR). Sul reddito minimo si paga invece un contributo fisso trimestrale.Quanto pago di contributi INPS se sono in regime forfettario?Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi dovuti. La domanda va presentata all’INPS entro il 28 febbraio. Con questa agevolazione, il contributo minimo annuo scende da circa 4.200 euro a circa 2.730 euro per gli artigiani.Come si calcola il contributo minimo 2026?Il contributo minimo si calcola applicando l’aliquota IVS (24% artigiani, 24,48% commercianti) al reddito minimale annuo. Per il 2026 il reddito minimale è di circa 18.555 euro, quindi il contributo minimo è di circa 4.200 euro (artigiani) o 4.292 euro (commercianti). Questo importo viene versato in 4 rate trimestrali uguali.Posso rateizzare i contributi INPS artigiani?Le rate fisse trimestrali non sono rateizzabili e devono essere versate entro le scadenze previste. Il saldo e l’acconto calcolati in dichiarazione dei redditi possono invece essere rateizzati tramite il modello F24 con le modalità previste. Per debiti contributivi pregressi è possibile richiedere una dilazione all’INPS.Ho guadagnato meno del minimale: devo comunque pagare?Sì. Anche se il reddito dell’anno è inferiore al reddito minimale, l’obbligo di versare il contributo minimo fisso rimane. Non è possibile ridurre il contributo in proporzione al reddito effettivo quando questo è sotto il minimale. L’unica eccezione riguarda il primo anno di iscrizione, dove il minimale può essere riproporzionato ai mesi di effettiva attività.Quali codici tributo F24 si usano per i contributi artigiani e commercianti?I codici tributo principali (aggiornabili ogni anno con circolare INPS) sono: IVS1 per gli artigiani (contributi fissi), IVS4 per i commercianti (contributi fissi), IVS2 (artigiani, eccedente minimale), IVS5 (commercianti, eccedente minimale). Verifica sempre i codici nella circolare INPS dell’anno in corso o nel cassetto previdenziale online.Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con i contributi INPS Gestire i contributi INPS da soli può essere complicato, specialmente per chi non ha familiarità con i calcoli previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per artigiani e commercianti:Calcolo preciso dei contributi dovuti per l’anno in corsoPredisposizione e invio della richiesta di riduzione 35% forfettariCompilazione e invio del Modello Redditi PF con Quadro RRVerifica della posizione contributiva e dell’estratto INPSAssistenza in caso di irregolarità o cartelle esattorialiSupporto per domande di rateazione contributiPuoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 o recandoti direttamente presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Scala B, Udine. Siamo disponibili per un appuntamento e per fornirti tutta l’assistenza necessaria.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 10:08:442026-06-12 08:29:17Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e Importi
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPSIl bonus mamme lavoratrici 2026 — tecnicamente chiamato esonero contributivo per le lavoratrici madri — è una misura di sostegno alla natalita che riduce i contributi previdenziali a carico delle donne con 2 o piu figli. La scadenza per presentare la domanda INPS è il 30 giugno 2026: chi non ha ancora aderito ha circa 20 giorni di tempo.In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi puo beneficiarne, quanto vale l’esonero, come presentare la domanda e quando arriva il beneficio in busta paga o sulle quote contributive.Cos’e il bonus mamme lavoratrici 2026 Il bonus mamme lavoratrici e un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, una quota dei contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga (o versati dall’autonoma) viene azzerata, con un risparmio diretto in tasca alla madre.La misura e stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) per le lavoratrici con 3 o piu figli e successivamente estesa anche a quelle con 2 figli dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 219-220). Per il 2026 la disciplina e confermata con le stesse condizioni.Chi ha diritto al bonus mamme: i requisiti 2026 I requisiti per il bonus mamme lavoratrici 2026 sono i seguenti:Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 10 anniLavoratrici dipendenti a tempo determinato con almeno 3 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 18 anniLavoratrici autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, lavoratrici agricole) o alle casse previdenziali private, con almeno 2 figli e figlio minore di eta inferiore ai 10 anniAttenzione alla differenza tra dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato: le prime accedono con 2 figli (figlio minore sotto i 10 anni), le seconde devono avere almeno 3 figli (figlio minore sotto i 18 anni). Questa distinzione e fondamentale per capire se si rientra nel beneficio.Sono escluse le lavoratrici in congedo di maternita nel periodo in cui godono gia dell’esonero totale sui contributi previsto dalla maternita obbligatoria.Quanto vale il bonus: importo 2026 per dipendenti e autonome L’importo del bonus mamme varia a seconda della categoria lavorativa:CategoriaImporto massimoModalitaDipendenti a tempo indeterminato3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)Dipendenti a tempo determinato (3+ figli)3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)Lavoratrici autonome INPS3.000 euro annuiRiduzione versamenti contributivi tramite F24Professioniste casse private3.000 euro annuiRiduzione quota contributiva annualeIl beneficio massimo e di 3.000 euro annui (250 euro al mese), che corrispondono all’azzeramento della quota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice fino a quel massimale. Se i contributi effettivi sono inferiori, l’esonero si applica nella misura reale senza superare il tetto.Come funziona il beneficio in busta paga Per le lavoratrici dipendenti, il bonus mamme si traduce in un aumento netto della busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’INPS il codice di autorizzazione e applica l’esonero mese per mese sul cedolino. Non c’e nessun accredito separato: la riduzione appare direttamente nella voce “esonero contributivo” del cedolino.Il meccanismo e il seguente:I contributi previdenziali a carico della lavoratrice (normalmente circa il 9,19% per i dipendenti) vengono ridotti fino a un massimo di 250 euro mensiliL’INPS comunica al datore di lavoro l’autorizzazione dopo l’accoglimento della domandaL’esonero parte dal mese di accoglimento della domanda (o retroattivamente al 1° gennaio 2026 se la domanda e stata presentata entro i termini)Per le lavoratrici autonome, l’INPS riduce direttamente la contribuzione dovuta sulle rate dei versamenti previdenziali. L’esonero viene comunicato tramite il portale INPS e si riflette sul debito contributivo dell’anno.Come presentare la domanda INPS entro il 30 giugno 2026 La domanda per il bonus mamme lavoratrici 2026 si presenta online sul portale INPS entro il 30 giugno 2026. Ecco i passaggi:Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCerca il servizio “Esonero contributivo madri lavoratrici” o naviga in “Prestazioni e servizi” > “Maternita e famiglia”Compila il modulo indicando: dati anagrafici, dati dei figli (codice fiscale e data di nascita), tipologia di rapporto di lavoroAllega eventuale documentazione se richiesta (per le autonome con cassa privata potrebbe essere necessario il certificato di iscrizione alla cassa)Invia la domanda e salva il numero di protocolloIn alternativa, la domanda si puo presentare tramite CAF o patronato. Il Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio della domanda INPS: puoi contattarci per un appuntamento.Articoli correlati che potrebbero interessarti:Maternita Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e ImportiMaternita INPS: quando scatta la decadenza per il ricorsoPagamenti INPS Giugno 2026: Calendario CompletoBonus mamme e cumulabilita con altri sgraviIl bonus mamme lavoratrici 2026 e compatibile con altre misure di sostegno alla famiglia, tra cui:Assegno Unico Universale: si percepisce senza problemi in contemporanea all’esonero contributivoDetrazioni per figli a carico (per figli oltre i 21 anni, non sostituiti dall’Assegno Unico): compatibiliBonus nido e altri bonus famiglia INPS: compatibiliNon e invece cumulabile con l’esonero totale contributi durante il congedo di maternita obbligatoria (nel periodo di assenza per maternita, l’esonero specifico del bonus mamme e sospeso).Per le lavoratrici in regime forfettario che sono anche madri, vale la pena ricordare che l’esonero contributivo del bonus mamme si applica sui contributi previdenziali effettivamente dovuti, riducendone l’importo fino al massimale annuo di 3.000 euro.Dipendenti vs autonome: le differenze principali AspettoDipendente a tempo indeterminatoDipendente a tempo determinatoAutonoma INPS/cassaNumero figli richiesto2 figli (minore < 10 anni)3 figli (minore < 18 anni)2 figli (minore < 10 anni)Importo massimo annuo3.000 euro3.000 euro3.000 euroCome si riceveIn busta paga (meno contributi trattenuti)In busta paga (meno contributi trattenuti)Riduzione versamenti contributiviChi presenta domandaLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPS/cassaDomande frequenti (FAQ)Ho presentato la domanda nel 2025: devo richiederla di nuovo per il 2026?Si, la domanda va presentata ogni anno perche il beneficio e annuale. Se hai gia aderito nel 2025, per il 2026 devi presentare una nuova domanda entro il 30 giugno 2026.Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 giugno 2026?Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 potrebbero non essere accettate per l’annualita 2026 (il beneficio e riconosciuto dall’INPS in base alle risorse disponibili e ai termini fissati dalla circolare INPS). E importante non perdere la scadenza.Il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con figlio adottato o affidato?Si, il beneficio si applica anche ai figli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il figlio piu giovane abbia eta inferiore al limite previsto (10 o 18 anni a seconda della tipologia contrattuale).Il bonus mamme e tassato IRPEF?No. L’esonero contributivo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF: e una riduzione dei contributi versati, non un’erogazione di somme. Non va dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi.Sono una lavoratrice part-time: posso beneficiarne?Si, le lavoratrici part-time a tempo indeterminato con i requisiti richiesti hanno diritto al bonus. L’importo sara proporzionato ai contributi effettivamente dovuti sul part-time (con il tetto massimo di 3.000 euro annui).Come possiamo aiutarti al CAF Centro Fiscale di UdineSe hai bisogno di assistenza per la domanda del bonus mamme lavoratrici 2026, il nostro team e a disposizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per:Verifica dei requisiti e valutazione del diritto al beneficioCompilazione e invio della domanda INPS tramite SPID/CIEAssistenza per lavoratrici autonome con casse privateCoordinamento con il datore di lavoro per l’attivazione dell’esonero in cedolinoContattaci per un appuntamento: la consulenza e personalizzata e valutiamo insieme tutte le misure a cui hai diritto. Ricorda che la scadenza e il 30 giugno 2026: non aspettare l’ultimo momento.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:50:512026-06-12 07:51:04Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATODurata NASPI 2026: Per Quanto Tempo si PercepisceDurata NASPI 2026: Per Quanto Tempo si PercepisceLa durata della NASPI non e uguale per tutti: dipende da quanti contributi hai versato negli ultimi anni. Piu hai lavorato, piu a lungo percepirai l’indennita di disoccupazione.In questa guida ti spieghiamo come si calcola la durata della NASPI nel 2026, qual e il limite massimo e come funziona in casi particolari.Indice dei contenutiCome si calcola la durataLimite massimo 24 mesiEsempi praticiSospensione e ripresaCasi di prolungamentoDomande frequenti Come si Calcola la Durata NASPILa durata della NASPI e legata direttamente ai contributi versati.Formula di calcoloLa NASPI dura un numero di settimane pari alla meta delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.Durata NASPI = Settimane contributi (ultimi 4 anni) / 2Quali contributi contanoContano tutte le settimane di contribuzione contro la disoccupazione versate nei 48 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro:Contributi da lavoro dipendenteContributi figurativi per maternitaContributi da CIG Limite Massimo: 24 MesiAnche se hai lavorato ininterrottamente per molti anni, la NASPI ha un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane).Quando si raggiunge il massimoPer avere 24 mesi di NASPI devi avere almeno 208 settimane di contributi (circa 4 anni) negli ultimi 4 anni.Non c’e un minimoNon esiste una durata minima: se hai solo 13 settimane di contributi (il minimo per accedere), la tua NASPI durera circa 6-7 settimane. Esempi Pratici di DurataEsempio 1: Contratto di 6 mesiContributi: 26 settimaneDurata NASPI: 26 / 2 = 13 settimane (circa 3 mesi)Esempio 2: 1 anno di lavoroContributi: 52 settimaneDurata NASPI: 52 / 2 = 26 settimane (6 mesi)Esempio 3: 2 anni di lavoroContributi: 104 settimaneDurata NASPI: 104 / 2 = 52 settimane (1 anno)Esempio 4: 4 anni di lavoroContributi: 208 settimaneDurata NASPI: 208 / 2 = 104 settimane (24 mesi – massimo)Esempio 5: 10 anni di lavoroContributi ultimi 4 anni: 208 settimane (anche se hai lavorato 10 anni, contano solo gli ultimi 4)Durata NASPI: 104 settimane (24 mesi – massimo) Sospensione e Ripresa della NASPIIn alcuni casi la NASPI si sospende temporaneamente e poi riprende.Casi di sospensioneNuovo lavoro a tempo determinato: la NASPI si sospende e riprende alla scadenza del contrattoMaternita: la NASPI si sospende durante il congedo obbligatorioMalattia indennizzata: sospensione durante la malattiaInfortunio: sospensione durante l’infortunioRipresaAl termine della sospensione, la NASPI riprende per il periodo residuo. I giorni di sospensione non si perdono.EsempioHai diritto a 12 mesi di NASPI. Dopo 4 mesi trovi un lavoro a termine di 6 mesi. Alla scadenza del contratto, la NASPI riprende per gli 8 mesi residui. Casi Particolari e ProlungamentoMaternita durante la NASPISe durante la NASPI entri in maternita, l’indennita di maternita sostituisce la NASPI per il periodo del congedo. La NASPI riprende dopo, per il periodo residuo.NASPI anticipataSe richiedi la liquidazione anticipata della NASPI (per avviare un’attivita autonoma), ricevi tutto l’importo residuo in un’unica soluzione. Attenzione: non puoi piu ricevere la NASPI e se trovi un lavoro dipendente entro 24 mesi devi restituire l’importo.Proroga per over 55?Non sono previste durate maggiori per gli over 55. La formula di calcolo e identica. L’unica differenza e che la riduzione del 3% parte subito, dal primo mese.Domande Frequenti sulla Durata NASPIHo lavorato 20 anni, perche la NASPI dura solo 2 anni?Perche contano solo i contributi degli ultimi 4 anni. Anche con 20 anni di lavoro, se negli ultimi 4 anni hai versato 4 anni di contributi, la NASPI dura al massimo 24 mesi.Posso prolungare la NASPI?No, la durata e fissa e calcolata all’inizio. Non sono previsti prolungamenti, salvo sospensioni che “congelano” il conteggio.Se trovo lavoro e poi lo perdo di nuovo?Se perdi di nuovo il lavoro involontariamente, puoi richiedere una nuova NASPI. La durata si calcola di nuovo sui contributi degli ultimi 4 anni (esclusi quelli gia usati per la NASPI precedente).Cosa succede quando finisce la NASPI?Quando la NASPI termina, se sei ancora disoccupato puoi valutare altre misure come l’Assegno di Inclusione (se ne hai i requisiti) o il Supporto Formazione Lavoro. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa. Verifica la Durata della Tua NASPIIl CAF Centro Fiscale di Udine puo verificare i tuoi contributi e calcolare esattamente quanto durera la tua NASPI.Contattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa alla NASPI 2026.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 09:00:002026-03-17 19:05:16Durata NASPI 2026: Per Quanto Tempo si PercepiscePagina 14 di 38«‹1213141516›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto