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Permessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)

invalidità 104 CAF Udine

Permessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)

I permessi della Legge 104 a ore sono uno degli strumenti più importanti a disposizione dei lavoratori che assistono un familiare disabile o che sono essi stessi riconosciuti come persone con handicap grave. Grazie al frazionamento orario, introdotto dalla Circolare INPS n. 45/2011, non è più necessario prendere intere giornate di permesso: è possibile fruire delle ore in modo flessibile, compatibilmente con le esigenze lavorative. Ma come si calcolano esattamente questi permessi? Quante ore spettano al mese? E quando è ammesso il frazionamento? In questa guida trovi tutte le risposte, con esempi pratici e la tabella riepilogativa per ogni tipo di orario di lavoro.

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Cosa Sono i Permessi della Legge 104 e Chi Ha Diritto

La Legge 5 febbraio 1992, n. 104, è la norma di riferimento per l’assistenza alle persone con disabilità in Italia. L’articolo 33 di questa legge riconosce specifici permessi retribuiti ai lavoratori dipendenti, sia per la persona disabile stessa sia per i familiari che la assistono. Si tratta di una tutela fondamentale che consente di conciliare il lavoro con le esigenze di cura.

I permessi ex Legge 104 spettano in presenza di un riconoscimento di handicap grave (situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3 della stessa L. 104/1992). La valutazione è effettuata dalle commissioni mediche dell’INPS (integrate da un medico INPS) e sfocia nel cosiddetto verbale di accertamento che certifica la condizione di handicap grave. Senza questo riconoscimento formale, non è possibile accedere ai permessi.

Chi ha diritto ai permessi legge 104 a ore o giornalieri? L’elenco è definito dalla normativa e comprende:

  • Il lavoratore disabile stesso (art. 33, comma 6 L. 104/1992): 3 giorni al mese o, in alternativa, 2 ore al giorno (per orario superiore alle 6 ore) oppure 1 ora al giorno (orario fino a 6 ore).
  • Il genitore di figlio disabile grave (art. 33, commi 2 e 3): il genitore di figlio con meno di 3 anni può scegliere il prolungamento del congedo parentale oppure 3 giorni/mese; per figli di età superiore ai 3 anni, spettano 3 giorni al mese.
  • Il coniuge, il convivente, il parente o affine entro il 2° grado del disabile grave (art. 33, comma 3): 3 giorni al mese, con possibilità di estensione al 3° grado in caso di mancanza, decesso o impossibilità dei soggetti entro il 2° grado.

Il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità) ha riordinato queste tutele, che trovano poi ulteriori specificazioni nelle numerose circolari INPS. Un aspetto cruciale riguarda il referente unico: in linea di principio, i 3 giorni mensili non possono essere fruiti contemporaneamente da più lavoratori per lo stesso disabile, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa e dalla giurisprudenza più recente.

Calcolo dei Permessi Legge 104 a Ore: Quante Ore Spettano al Mese

La Circolare INPS n. 45 del 18 marzo 2011 ha chiarito le modalità di calcolo dei permessi orari, superando le incertezze interpretative precedenti. Il principio fondamentale è che i 3 giorni mensili devono essere convertiti in ore moltiplicando per la durata giornaliera del proprio orario contrattuale. Questo significa che il monte ore mensile cambia in base all’orario di lavoro individuale.

La formula di calcolo è semplice:

Monte ore mensile = Orario giornaliero contrattuale × 3 giorni

Vediamo degli esempi pratici per capire quante ore spettano concretamente:

Tipo di orarioOre settimanaliOre giornaliereMonte ore mensile (×3)
Full time standard40 ore8 ore24 ore
Part time 36 ore36 ore7,2 ore (7h 12min)21,6 ore
Part time 30 ore (5gg)30 ore6 ore18 ore
Part time 25 ore (5gg)25 ore5 ore15 ore
Part time 20 ore (5gg)20 ore4 ore12 ore
Part time 24 ore (4gg)24 ore6 ore18 ore
Part time verticale 3gg24 ore8 ore24 ore

Come si vede dalla tabella, chi lavora 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana (orario full time standard da 40 ore) ha diritto a 24 ore mensili di permesso Legge 104. Un lavoratore part time con 30 ore su 5 giorni lavorativi avrà invece diritto a 18 ore mensili (6 ore × 3).

Per approfondire le modalità di retribuzione durante i permessi, consulta il nostro articolo su Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano.

Quando Si Possono Frazionare i Permessi Legge 104: Regole e Limiti

Il frazionamento orario dei permessi Legge 104 è ammesso a seguito dell’importante chiarimento contenuto nella Circolare INPS n. 45/2011. Prima di questo intervento, l’INPS aveva posizione più restrittiva e molti contratti collettivi non prevedevano espressamente questa possibilità. Oggi, il principio è consolidato: i permessi possono essere fruiti sia come giornate intere sia come ore frazionate nell’arco della stessa giornata lavorativa.

Il Messaggio INPS n. 3114 del 4 agosto 2018 ha poi ulteriormente precisato alcune modalità operative, confermando che:

  • Il lavoratore può scegliere liberamente se fruire dei permessi in giornate intere oppure in ore frazionate, anche alternando le modalità nel corso dello stesso mese.
  • Il numero massimo di permessi mensili rimane invariato (3 giorni o il monte ore equivalente): non è possibile sommare i due tipi di fruizione superando il limite.
  • Il datore di lavoro non può negare il frazionamento orario, ma può richiedere un preavviso ragionevole (generalmente indicato nel contratto collettivo applicabile).
  • La Circolare INPS n. 32/2012 ha chiarito che i permessi orari non possono essere frazionati al di sotto della mezz’ora, salvo diversa previsione contrattuale.

Un aspetto pratico importante: quando si fruisce del permesso in modo frazionato nell’arco della giornata, il datore di lavoro ha diritto di richiedere che la fruizione avvenga in un’unica soluzione continuata (ad esempio, le 2 ore in entrata o in uscita dal lavoro), oppure può concordare diverse soluzioni con il lavoratore. Nella pratica quotidiana, molti accordi aziendali o CCNL regolano il preavviso minimo (spesso 24 ore) e le modalità di richiesta.

Ricorda che per qualsiasi chiarimento sulle modalità di fruizione nel tuo caso specifico, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: i nostri operatori conoscono in dettaglio la normativa e le prassi contrattuali per aiutarti a gestire correttamente i tuoi permessi. Puoi anche consultare la pagina dedicata ai servizi di Invalidità, Legge 104 e Indennità di Accompagnamento del nostro patronato.

Permessi Legge 104 e Part Time: Regole per i Casi Particolari

I lavoratori part time godono degli stessi diritti dei lavoratori full time in termini di permessi Legge 104, ma il monte ore mensile si riduce proporzionalmente all’orario contrattuale effettivo. Questo è il principio fondamentale sancito dalla Circolare INPS 45/2011 e ribadito nelle circolari successive.

Esistono però alcune specificità da conoscere in base alla tipologia di part time:

Part time orizzontale: il lavoratore lavora ogni giorno per meno ore rispetto all’orario standard. In questo caso, il calcolo è diretto: si moltiplica l’orario giornaliero contrattuale per 3. Ad esempio, chi lavora 6 ore al giorno per 5 giorni a settimana avrà diritto a 18 ore mensili di permesso (6 × 3 = 18).

Part time verticale: il lavoratore lavora solo alcuni giorni a settimana con orario pieno (ad esempio, 3 giorni da 8 ore ciascuno). In questo caso la Circolare INPS 45/2011 specifica che le 3 giornate di permesso devono essere ragguagliate all’orario pieno delle giornate lavorate (8 ore × 3 = 24 ore), non all’orario medio settimanale. Questo può portare a situazioni in cui il lavoratore part time verticale ha un monte ore mensile uguale o superiore a chi lavora tutti i giorni con part time orizzontale.

Part time misto: combina elementi di entrambe le tipologie. In questi casi il calcolo va effettuato sulla base del contratto individuale e del calendario di lavoro effettivo, spesso con il supporto dell’ufficio paghe o del patronato.

Un caso particolare riguarda i lavoratori turnisti: chi è impiegato in turni con orario variabile (ad esempio 6 ore in alcune settimane e 8 in altre) calcola il monte ore mensile sulla base dell’orario contrattuale medio o dell’orario del giorno in cui il permesso viene fruito, a seconda di come è regolato nel contratto collettivo applicabile. Il Messaggio INPS 3114/2018 ha fornito chiarimenti anche per queste fattispecie, indicando che si usa l’orario effettivo della giornata in cui si fruisce del permesso.

Per i lavoratori domestici (colf e badanti) il discorso è diverso: i permessi Legge 104 non si applicano con le stesse modalità dei lavoratori subordinati ordinari, in quanto il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Domestici e dalla Legge 339/1958. Il CCNL Lavoro Domestico prevede alcune tutele specifiche per le situazioni di disabilità e assistenza, ma il sistema dei 3 giorni mensili retribuiti INPS non si applica automaticamente nello stesso modo. Se hai dubbi sulla tua situazione di badante o colf, consulta il nostro articolo su come gestire i rapporti di lavoro domestico o contatta direttamente il Patronato.

Esempio Pratico di Calcolo: Mario e la Cura del Padre Disabile

Per capire meglio come funziona il calcolo dei permessi Legge 104 a ore nella pratica, seguiamo l’esempio di Mario, un lavoratore dipendente che assiste il padre riconosciuto come disabile grave.

Situazione di Mario: impiegato in un’azienda metalmeccanica con contratto full time da 40 ore settimanali su 5 giorni. Orario giornaliero: 8 ore. Il padre ha ottenuto il verbale di riconoscimento di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 L. 104/1992.

Monte ore mensile disponibile: 8 ore × 3 giorni = 24 ore mensili

Durante il mese di marzo, Mario ha le seguenti esigenze:

  • Martedì 4 marzo: visita specialistica del padre. Mario prende 2 ore di permesso al mattino (8:00-10:00). Ore residue: 22.
  • Giovedì 13 marzo: ritiro referti e terapia. Mario prende 4 ore di permesso nel pomeriggio (14:00-18:00). Ore residue: 18.
  • Martedì 18 marzo: giornata impegnativa con visita in ospedale. Mario prende una giornata intera (8 ore). Ore residue: 10.
  • Giovedì 27 marzo: appuntamento con il medico di base. Mario prende 1 ora di permesso. Ore residue: 9.

A fine marzo, Mario ha utilizzato 15 ore su 24 disponibili. Le 9 ore non utilizzate non si trasferiscono al mese successivo: i permessi Legge 104 sono mensili e non cumulabili di mese in mese. Questa è una regola importante da ricordare per pianificare le assenze in modo efficace.

Supponiamo ora che la moglie di Mario, Laura, lavori part time orizzontale (25 ore su 5 giorni, quindi 5 ore al giorno). Anche lei è moglie del padre di Mario? No, ma poniamo il caso che sia figlia dello stesso disabile — quindi sorella di Mario — e voglia anche lei fruire dei permessi. Attenzione: due lavoratori non possono fruire contemporaneamente dei permessi 104 per lo stesso disabile grave, salvo casi particolari previsti dalla normativa (es. genitore e lavoratore con disabilità diversa in famiglia, ecc.). Il principio del referente unico è stato però attenuato da alcune sentenze, ma resta la regola generale.

Se invece Laura fosse l’unica caregiver del padre, il suo monte ore mensile sarebbe: 5 ore × 3 = 15 ore mensili (meno di Mario, perché lavora part time).

Come Richiedere i Permessi Legge 104: Procedura e Documentazione

Per accedere ai permessi Legge 104, il percorso si articola in due fasi principali: il riconoscimento della disabilità grave e la successiva richiesta dei permessi lavorativi all’INPS.

Fase 1 — Riconoscimento dell’handicap grave: occorre presentare domanda di accertamento all’INPS (tramite patronato o direttamente). La commissione medica integrata valuta la situazione del disabile e, se ricorrono i presupposti, rilascia il verbale di accertamento con l’indicazione della condizione di handicap grave ex art. 3 comma 3 L. 104/1992. Senza questo verbale non è possibile presentare la domanda di permessi.

Fase 2 — Domanda di permessi (Mod. LS09, LS10 o LS11): una volta ottenuto il verbale, il lavoratore — o il patronato per conto suo — presenta la domanda di autorizzazione all’INPS. Esistono moduli diversi a seconda della situazione:

  • Mod. LS09: per il lavoratore disabile che richiede permessi per sé stesso.
  • Mod. LS10: per il genitore di figlio disabile minore.
  • Mod. LS11: per il familiare caregiver (coniuge, convivente, parente entro il 2° o 3° grado).

La domanda deve essere presentata prima di iniziare a fruire dei permessi. Una volta autorizzata dall’INPS, il lavoratore comunica al proprio datore di lavoro le assenze di volta in volta, rispettando le procedure aziendali (generalmente una comunicazione scritta con il preavviso previsto dal CCNL applicabile).

Affidarsi al Patronato CAF Centro Fiscale per la gestione di queste pratiche garantisce che tutti i documenti siano corretti e la domanda venga presentata senza errori che potrebbero causare ritardi o rigetti. I nostri operatori seguono l’intero iter, dal riconoscimento dell’handicap alla concessione dei permessi, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Retribuzione e Copertura Previdenziale Durante i Permessi 104

I permessi Legge 104 sono completamente retribuiti: il lavoratore percepisce la normale retribuzione durante le ore o i giorni di assenza, senza alcuna decurtazione. Non si tratta di un’indennità INPS diretta al lavoratore: è il datore di lavoro a erogare la retribuzione e successivamente a recuperarla tramite conguaglio con i contributi previdenziali INPS.

Dal punto di vista previdenziale, i periodi di permesso ex Legge 104 sono utili ai fini pensionistici: vengono considerati come periodi lavorati a tutti gli effetti. Questo significa che i contributi versati durante i permessi sono pienamente validi per il calcolo della pensione e per i requisiti di anzianità contributiva.

Quanto alle voci retributive incluse nella retribuzione durante i permessi, l’INPS con circolari successive ha chiarito che la retribuzione deve essere quella ordinaria, comprensiva degli elementi fissi della retribuzione (stipendio base, scatti di anzianità, eventuali superminimi contrattuali). Le voci variabili (straordinari, indennità per turni disagiati, ecc.) generalmente non vengono incluse se la loro natura è strettamente legata alla prestazione effettiva. Per un approfondimento su questo aspetto specifico, leggi il nostro articolo dedicato alla retribuzione dei permessi 104 e le voci contrattuali.

Un’altra questione spesso dibattuta riguarda l’impatto dei permessi 104 sul calcolo delle ferie, della quattordicesima e di altri istituti retributivi. La regola generale è che i permessi ex Legge 104 sono equiparati a periodi lavorati anche per questi istituti contrattuali: non si perdono giorni di ferie né si riduce la tredicesima/quattordicesima per aver fruito dei permessi. Per sapere come si calcola la quattordicesima in busta paga e chi ne ha diritto, consulta la nostra guida.

Permessi 104, Congedo Straordinario e Congedo Parentale: Le Differenze

Oltre ai 3 giorni mensili ex art. 33 L. 104/1992, esistono altri strumenti di tutela per i lavoratori che assistono familiari disabili. È importante conoscerli e non confonderli, poiché hanno regole e requisiti diversi.

Il Congedo Straordinario biennale (art. 42, comma 5 del D.Lgs. 151/2001) consente al lavoratore dipendente di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 2 anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, per assistere un familiare con handicap grave. Il congedo straordinario è retribuito con un’indennità corrisposta direttamente dall’INPS, pari all’ultima retribuzione percepita (entro il massimale previsto), ed è computato nell’anzianità di servizio. Si tratta di un’alternativa più intensa ai 3 giorni mensili, da utilizzare quando le esigenze di assistenza sono particolarmente gravose e continuative.

Il Congedo parentale, invece, riguarda specificamente i genitori con figli fino a 12 anni (o senza limite d’età in caso di figlio disabile). Non è alternativo ai permessi 104, ma può essere abbinato in alcune situazioni. Per saperne di più sul congedo parentale 2026 con durata e indennità aggiornate, leggi la nostra guida completa.

Esiste anche il congedo per malattia del figlio, disciplinato dall’art. 47 del D.Lgs. 151/2001, che si distingue dai permessi 104 per i requisiti e le modalità. Per approfondire, consulta il nostro articolo sul congedo per malattia del figlio 2026.

La scelta tra questi strumenti dipende dalla specifica situazione familiare e lavorativa. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale strumento è più conveniente nel tuo caso, verificare i requisiti e gestire tutte le pratiche burocratiche.

Novità 2026 sui Permessi Legge 104: Aggiornamenti Normativi

L’impianto normativo dei permessi Legge 104 nel 2026 non ha subito modifiche strutturali rispetto all’anno precedente: i 3 giorni mensili, le modalità di calcolo e il frazionamento orario rimangono disciplinati dalle stesse norme di riferimento (L. 104/1992, D.Lgs. 151/2001, Circolari INPS 45/2011 e 32/2012, Messaggio INPS 3114/2018).

Tuttavia, nel 2022 il D.Lgs. 105/2022 (attuativo della Direttiva UE 2019/1158 sulla conciliazione vita-lavoro) ha introdotto alcune importanti modifiche che continuano a produrre effetti nel 2026:

  • Ampliamento dei soggetti aventi diritto: è stata eliminata la regola del referente unico assoluto per i permessi. Il D.Lgs. 105/2022 ha stabilito che, in caso di figlio disabile, entrambi i genitori possono fruire dei 3 giorni mensili anche in alternanza tra di loro (non più uno solo). La novità più rilevante riguarda i permessi per figli disabili, dove è ora possibile per entrambi i genitori fruire dei permessi nello stesso mese (ma non nello stesso giorno, salvo eccezioni).
  • Convivente di fatto: è stato esteso il diritto ai permessi anche al convivente more uxorio (non solo al coniuge), rendendo la normativa più aderente alle nuove forme familiari.
  • Priorità per il familiare caregiver: è stata introdotta una tutela rafforzata contro i trasferimenti unilaterali del lavoratore che assiste un disabile grave: il lavoratore non può essere trasferito senza il suo consenso.

È importante verificare con il proprio patronato se le novità del D.Lgs. 105/2022 si applicano alla propria situazione, soprattutto nei casi in cui due lavoratori della stessa famiglia vogliano entrambi fruire dei permessi per lo stesso familiare disabile.

Errori Comuni da Evitare nella Gestione dei Permessi Legge 104

Gestire correttamente i permessi Legge 104 richiede attenzione a molte sfumature normative e contrattuali. Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono e come evitarli.

1. Iniziare a fruire i permessi senza autorizzazione INPS: questo è l’errore più grave. Senza la preventiva autorizzazione INPS (ottenuta tramite la presentazione del modulo di domanda), le assenze possono essere considerate ingiustificate dal datore di lavoro. È fondamentale presentare prima la domanda e aspettare l’autorizzazione.

2. Credere che le ore non utilizzate si accumulino: come illustrato nell’esempio di Mario, i permessi mensili non sono cumulabili. Le ore non fruite nel mese corrente vanno perse. È quindi importante pianificare l’utilizzo dei permessi nell’arco del mese.

3. Non comunicare il preavviso corretto al datore di lavoro: ogni contratto collettivo prevede modalità e tempistiche di comunicazione al datore di lavoro. Non rispettarle non fa perdere il diritto al permesso, ma può creare difficoltà organizzative e conflitti con il datore di lavoro.

4. Fruire dei permessi per motivi diversi dall’assistenza al disabile: i permessi Legge 104 devono essere utilizzati esclusivamente per l’assistenza al familiare disabile (o per la propria disabilità). Un utilizzo improprio può configurare una violazione disciplinare grave. La Corte di Cassazione ha confermato in diverse sentenze che il datore di lavoro può disporre accertamenti sul corretto utilizzo dei permessi.

5. Non rinnovare la domanda quando scade: le autorizzazioni INPS hanno una scadenza (generalmente annuale o biennale). È importante verificare i termini di validità e presentare per tempo il rinnovo per evitare interruzioni nella fruizione dei permessi.

Per evitare tutti questi rischi, il consiglio è sempre quello di affidarsi al Patronato CAF Centro Fiscale, che segue il lavoratore in ogni fase: dal riconoscimento dell’handicap alla gestione dei permessi e al rinnovo delle domande nel tempo.

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Domande Frequenti sui Permessi Legge 104 a Ore

Quante ore di permesso 104 spettano al mese con orario full time?

Con un orario full time di 40 ore settimanali su 5 giorni (8 ore al giorno), spettano 24 ore mensili di permesso Legge 104 (8 ore × 3 giorni = 24). Questo vale sia per il lavoratore disabile stesso che per il familiare caregiver.

I permessi 104 possono essere frazionati in ore anche mezze giornate?

Sì. La Circolare INPS n. 45/2011 consente il frazionamento orario dei permessi. Si possono prendere anche singole ore o frazioni minime (di norma non inferiori alla mezz’ora, salvo diversa previsione contrattuale). È possibile alternare giorni interi e ore frazionate nello stesso mese.

Le ore di permesso 104 non utilizzate nel mese si accumulano?

No. I permessi Legge 104 sono mensili e non cumulabili: le ore non fruite entro la fine del mese vanno perse e non si trasferiscono al mese successivo. È importante pianificare l’utilizzo dei permessi nell’arco mensile.

Come si calcolano i permessi 104 con orario part time?

Il monte ore mensile si calcola moltiplicando l’orario giornaliero contrattuale per 3. Per il part time orizzontale (es. 6 ore al giorno per 5 giorni) il calcolo è diretto: 6 × 3 = 18 ore mensili. Per il part time verticale si usa l’orario delle giornate effettivamente lavorate. Per il part time misto occorre fare riferimento al contratto individuale e al CCNL.

Il datore di lavoro può negare il frazionamento orario dei permessi 104?

No. Il datore di lavoro non può negare il frazionamento orario, che è un diritto riconosciuto dalla Circolare INPS 45/2011. Può però richiedere un preavviso (generalmente indicato nel CCNL) e, in alcuni casi, concordare le modalità di fruizione (es. unica soluzione continuata nella giornata). Un diniego ingiustificato costituisce comportamento antisindacale.

Due familiari possono usare i permessi 104 per lo stesso disabile?

In linea generale, per i familiari adulti (non genitori di minore disabile) il principio del referente unico prevede che un solo lavoratore possa fruire dei 3 giorni mensili per lo stesso disabile. Tuttavia, il D.Lgs. 105/2022 ha introdotto importanti eccezioni, in particolare per i genitori di figli disabili, che possono ora entrambi fruire dei permessi nello stesso mese (non nello stesso giorno). Ogni situazione va valutata caso per caso.

Conclusione: Gestire i Permessi 104 con il Supporto del Patronato

I permessi Legge 104 a ore rappresentano una tutela fondamentale per milioni di lavoratori italiani che ogni giorno conciliano l’impegno professionale con la cura di un familiare disabile grave o con la propria condizione di disabilità. Il calcolo del monte ore mensile — basato sulla moltiplicazione dell’orario giornaliero contrattuale per 3 — e la possibilità di frazionamento orario introdotta dalla Circolare INPS 45/2011 rendono questi permessi uno strumento flessibile e prezioso.

Conoscere le regole è il primo passo, ma la gestione pratica richiede attenzione alla documentazione, al rispetto delle procedure aziendali e al rinnovo periodico delle autorizzazioni. Affidarsi a professionisti esperti fa la differenza: evita errori che potrebbero costare l’assenza ingiustificata o, nei casi peggiori, conseguenze disciplinari.

Hai bisogno di assistenza per la gestione dei permessi Legge 104 o per ottenere il riconoscimento dell’handicap grave? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori di patronato si occupano di tutto: dalla domanda di riconoscimento alla gestione dei permessi, fino al rinnovo annuale.

Prenota un appuntamento con il Patronato CAF Centro Fiscale e scopri tutti i servizi disponibili anche da remoto: servizi di patronato per Invalidità e Legge 104.

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