INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOPermessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)Permessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)I permessi della Legge 104 a ore sono uno degli strumenti più importanti a disposizione dei lavoratori che assistono un familiare disabile o che sono essi stessi riconosciuti come persone con handicap grave. Grazie al frazionamento orario, introdotto dalla Circolare INPS n. 45/2011, non è più necessario prendere intere giornate di permesso: è possibile fruire delle ore in modo flessibile, compatibilmente con le esigenze lavorative. Ma come si calcolano esattamente questi permessi? Quante ore spettano al mese? E quando è ammesso il frazionamento? In questa guida trovi tutte le risposte, con esempi pratici e la tabella riepilogativa per ogni tipo di orario di lavoro.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa Sono i Permessi della Legge 104 e Chi Ha DirittoLa Legge 5 febbraio 1992, n. 104, è la norma di riferimento per l’assistenza alle persone con disabilità in Italia. L’articolo 33 di questa legge riconosce specifici permessi retribuiti ai lavoratori dipendenti, sia per la persona disabile stessa sia per i familiari che la assistono. Si tratta di una tutela fondamentale che consente di conciliare il lavoro con le esigenze di cura.I permessi ex Legge 104 spettano in presenza di un riconoscimento di handicap grave (situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 3, comma 3 della stessa L. 104/1992). La valutazione è effettuata dalle commissioni mediche dell’INPS (integrate da un medico INPS) e sfocia nel cosiddetto verbale di accertamento che certifica la condizione di handicap grave. Senza questo riconoscimento formale, non è possibile accedere ai permessi.Chi ha diritto ai permessi legge 104 a ore o giornalieri? L’elenco è definito dalla normativa e comprende:Il lavoratore disabile stesso (art. 33, comma 6 L. 104/1992): 3 giorni al mese o, in alternativa, 2 ore al giorno (per orario superiore alle 6 ore) oppure 1 ora al giorno (orario fino a 6 ore).Il genitore di figlio disabile grave (art. 33, commi 2 e 3): il genitore di figlio con meno di 3 anni può scegliere il prolungamento del congedo parentale oppure 3 giorni/mese; per figli di età superiore ai 3 anni, spettano 3 giorni al mese.Il coniuge, il convivente, il parente o affine entro il 2° grado del disabile grave (art. 33, comma 3): 3 giorni al mese, con possibilità di estensione al 3° grado in caso di mancanza, decesso o impossibilità dei soggetti entro il 2° grado.Il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità) ha riordinato queste tutele, che trovano poi ulteriori specificazioni nelle numerose circolari INPS. Un aspetto cruciale riguarda il referente unico: in linea di principio, i 3 giorni mensili non possono essere fruiti contemporaneamente da più lavoratori per lo stesso disabile, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa e dalla giurisprudenza più recente. Calcolo dei Permessi Legge 104 a Ore: Quante Ore Spettano al MeseLa Circolare INPS n. 45 del 18 marzo 2011 ha chiarito le modalità di calcolo dei permessi orari, superando le incertezze interpretative precedenti. Il principio fondamentale è che i 3 giorni mensili devono essere convertiti in ore moltiplicando per la durata giornaliera del proprio orario contrattuale. Questo significa che il monte ore mensile cambia in base all’orario di lavoro individuale.La formula di calcolo è semplice:Monte ore mensile = Orario giornaliero contrattuale × 3 giorniVediamo degli esempi pratici per capire quante ore spettano concretamente:Tipo di orarioOre settimanaliOre giornaliereMonte ore mensile (×3)Full time standard40 ore8 ore24 orePart time 36 ore36 ore7,2 ore (7h 12min)21,6 orePart time 30 ore (5gg)30 ore6 ore18 orePart time 25 ore (5gg)25 ore5 ore15 orePart time 20 ore (5gg)20 ore4 ore12 orePart time 24 ore (4gg)24 ore6 ore18 orePart time verticale 3gg24 ore8 ore24 oreCome si vede dalla tabella, chi lavora 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana (orario full time standard da 40 ore) ha diritto a 24 ore mensili di permesso Legge 104. Un lavoratore part time con 30 ore su 5 giorni lavorativi avrà invece diritto a 18 ore mensili (6 ore × 3).Per approfondire le modalità di retribuzione durante i permessi, consulta il nostro articolo su Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano. Quando Si Possono Frazionare i Permessi Legge 104: Regole e LimitiIl frazionamento orario dei permessi Legge 104 è ammesso a seguito dell’importante chiarimento contenuto nella Circolare INPS n. 45/2011. Prima di questo intervento, l’INPS aveva posizione più restrittiva e molti contratti collettivi non prevedevano espressamente questa possibilità. Oggi, il principio è consolidato: i permessi possono essere fruiti sia come giornate intere sia come ore frazionate nell’arco della stessa giornata lavorativa.Il Messaggio INPS n. 3114 del 4 agosto 2018 ha poi ulteriormente precisato alcune modalità operative, confermando che:Il lavoratore può scegliere liberamente se fruire dei permessi in giornate intere oppure in ore frazionate, anche alternando le modalità nel corso dello stesso mese.Il numero massimo di permessi mensili rimane invariato (3 giorni o il monte ore equivalente): non è possibile sommare i due tipi di fruizione superando il limite.Il datore di lavoro non può negare il frazionamento orario, ma può richiedere un preavviso ragionevole (generalmente indicato nel contratto collettivo applicabile).La Circolare INPS n. 32/2012 ha chiarito che i permessi orari non possono essere frazionati al di sotto della mezz’ora, salvo diversa previsione contrattuale.Un aspetto pratico importante: quando si fruisce del permesso in modo frazionato nell’arco della giornata, il datore di lavoro ha diritto di richiedere che la fruizione avvenga in un’unica soluzione continuata (ad esempio, le 2 ore in entrata o in uscita dal lavoro), oppure può concordare diverse soluzioni con il lavoratore. Nella pratica quotidiana, molti accordi aziendali o CCNL regolano il preavviso minimo (spesso 24 ore) e le modalità di richiesta.Ricorda che per qualsiasi chiarimento sulle modalità di fruizione nel tuo caso specifico, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: i nostri operatori conoscono in dettaglio la normativa e le prassi contrattuali per aiutarti a gestire correttamente i tuoi permessi. Puoi anche consultare la pagina dedicata ai servizi di Invalidità, Legge 104 e Indennità di Accompagnamento del nostro patronato. Permessi Legge 104 e Part Time: Regole per i Casi ParticolariI lavoratori part time godono degli stessi diritti dei lavoratori full time in termini di permessi Legge 104, ma il monte ore mensile si riduce proporzionalmente all’orario contrattuale effettivo. Questo è il principio fondamentale sancito dalla Circolare INPS 45/2011 e ribadito nelle circolari successive.Esistono però alcune specificità da conoscere in base alla tipologia di part time:Part time orizzontale: il lavoratore lavora ogni giorno per meno ore rispetto all’orario standard. In questo caso, il calcolo è diretto: si moltiplica l’orario giornaliero contrattuale per 3. Ad esempio, chi lavora 6 ore al giorno per 5 giorni a settimana avrà diritto a 18 ore mensili di permesso (6 × 3 = 18).Part time verticale: il lavoratore lavora solo alcuni giorni a settimana con orario pieno (ad esempio, 3 giorni da 8 ore ciascuno). In questo caso la Circolare INPS 45/2011 specifica che le 3 giornate di permesso devono essere ragguagliate all’orario pieno delle giornate lavorate (8 ore × 3 = 24 ore), non all’orario medio settimanale. Questo può portare a situazioni in cui il lavoratore part time verticale ha un monte ore mensile uguale o superiore a chi lavora tutti i giorni con part time orizzontale.Part time misto: combina elementi di entrambe le tipologie. In questi casi il calcolo va effettuato sulla base del contratto individuale e del calendario di lavoro effettivo, spesso con il supporto dell’ufficio paghe o del patronato.Un caso particolare riguarda i lavoratori turnisti: chi è impiegato in turni con orario variabile (ad esempio 6 ore in alcune settimane e 8 in altre) calcola il monte ore mensile sulla base dell’orario contrattuale medio o dell’orario del giorno in cui il permesso viene fruito, a seconda di come è regolato nel contratto collettivo applicabile. Il Messaggio INPS 3114/2018 ha fornito chiarimenti anche per queste fattispecie, indicando che si usa l’orario effettivo della giornata in cui si fruisce del permesso.Per i lavoratori domestici (colf e badanti) il discorso è diverso: i permessi Legge 104 non si applicano con le stesse modalità dei lavoratori subordinati ordinari, in quanto il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Domestici e dalla Legge 339/1958. Il CCNL Lavoro Domestico prevede alcune tutele specifiche per le situazioni di disabilità e assistenza, ma il sistema dei 3 giorni mensili retribuiti INPS non si applica automaticamente nello stesso modo. Se hai dubbi sulla tua situazione di badante o colf, consulta il nostro articolo su come gestire i rapporti di lavoro domestico o contatta direttamente il Patronato. Esempio Pratico di Calcolo: Mario e la Cura del Padre DisabilePer capire meglio come funziona il calcolo dei permessi Legge 104 a ore nella pratica, seguiamo l’esempio di Mario, un lavoratore dipendente che assiste il padre riconosciuto come disabile grave.Situazione di Mario: impiegato in un’azienda metalmeccanica con contratto full time da 40 ore settimanali su 5 giorni. Orario giornaliero: 8 ore. Il padre ha ottenuto il verbale di riconoscimento di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 L. 104/1992.Monte ore mensile disponibile: 8 ore × 3 giorni = 24 ore mensiliDurante il mese di marzo, Mario ha le seguenti esigenze:Martedì 4 marzo: visita specialistica del padre. Mario prende 2 ore di permesso al mattino (8:00-10:00). Ore residue: 22.Giovedì 13 marzo: ritiro referti e terapia. Mario prende 4 ore di permesso nel pomeriggio (14:00-18:00). Ore residue: 18.Martedì 18 marzo: giornata impegnativa con visita in ospedale. Mario prende una giornata intera (8 ore). Ore residue: 10.Giovedì 27 marzo: appuntamento con il medico di base. Mario prende 1 ora di permesso. Ore residue: 9.A fine marzo, Mario ha utilizzato 15 ore su 24 disponibili. Le 9 ore non utilizzate non si trasferiscono al mese successivo: i permessi Legge 104 sono mensili e non cumulabili di mese in mese. Questa è una regola importante da ricordare per pianificare le assenze in modo efficace.Supponiamo ora che la moglie di Mario, Laura, lavori part time orizzontale (25 ore su 5 giorni, quindi 5 ore al giorno). Anche lei è moglie del padre di Mario? No, ma poniamo il caso che sia figlia dello stesso disabile — quindi sorella di Mario — e voglia anche lei fruire dei permessi. Attenzione: due lavoratori non possono fruire contemporaneamente dei permessi 104 per lo stesso disabile grave, salvo casi particolari previsti dalla normativa (es. genitore e lavoratore con disabilità diversa in famiglia, ecc.). Il principio del referente unico è stato però attenuato da alcune sentenze, ma resta la regola generale.Se invece Laura fosse l’unica caregiver del padre, il suo monte ore mensile sarebbe: 5 ore × 3 = 15 ore mensili (meno di Mario, perché lavora part time). Come Richiedere i Permessi Legge 104: Procedura e DocumentazionePer accedere ai permessi Legge 104, il percorso si articola in due fasi principali: il riconoscimento della disabilità grave e la successiva richiesta dei permessi lavorativi all’INPS.Fase 1 — Riconoscimento dell’handicap grave: occorre presentare domanda di accertamento all’INPS (tramite patronato o direttamente). La commissione medica integrata valuta la situazione del disabile e, se ricorrono i presupposti, rilascia il verbale di accertamento con l’indicazione della condizione di handicap grave ex art. 3 comma 3 L. 104/1992. Senza questo verbale non è possibile presentare la domanda di permessi.Fase 2 — Domanda di permessi (Mod. LS09, LS10 o LS11): una volta ottenuto il verbale, il lavoratore — o il patronato per conto suo — presenta la domanda di autorizzazione all’INPS. Esistono moduli diversi a seconda della situazione:Mod. LS09: per il lavoratore disabile che richiede permessi per sé stesso.Mod. LS10: per il genitore di figlio disabile minore.Mod. LS11: per il familiare caregiver (coniuge, convivente, parente entro il 2° o 3° grado).La domanda deve essere presentata prima di iniziare a fruire dei permessi. Una volta autorizzata dall’INPS, il lavoratore comunica al proprio datore di lavoro le assenze di volta in volta, rispettando le procedure aziendali (generalmente una comunicazione scritta con il preavviso previsto dal CCNL applicabile).Affidarsi al Patronato CAF Centro Fiscale per la gestione di queste pratiche garantisce che tutti i documenti siano corretti e la domanda venga presentata senza errori che potrebbero causare ritardi o rigetti. I nostri operatori seguono l’intero iter, dal riconoscimento dell’handicap alla concessione dei permessi, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.Retribuzione e Copertura Previdenziale Durante i Permessi 104I permessi Legge 104 sono completamente retribuiti: il lavoratore percepisce la normale retribuzione durante le ore o i giorni di assenza, senza alcuna decurtazione. Non si tratta di un’indennità INPS diretta al lavoratore: è il datore di lavoro a erogare la retribuzione e successivamente a recuperarla tramite conguaglio con i contributi previdenziali INPS.Dal punto di vista previdenziale, i periodi di permesso ex Legge 104 sono utili ai fini pensionistici: vengono considerati come periodi lavorati a tutti gli effetti. Questo significa che i contributi versati durante i permessi sono pienamente validi per il calcolo della pensione e per i requisiti di anzianità contributiva.Quanto alle voci retributive incluse nella retribuzione durante i permessi, l’INPS con circolari successive ha chiarito che la retribuzione deve essere quella ordinaria, comprensiva degli elementi fissi della retribuzione (stipendio base, scatti di anzianità, eventuali superminimi contrattuali). Le voci variabili (straordinari, indennità per turni disagiati, ecc.) generalmente non vengono incluse se la loro natura è strettamente legata alla prestazione effettiva. Per un approfondimento su questo aspetto specifico, leggi il nostro articolo dedicato alla retribuzione dei permessi 104 e le voci contrattuali.Un’altra questione spesso dibattuta riguarda l’impatto dei permessi 104 sul calcolo delle ferie, della quattordicesima e di altri istituti retributivi. La regola generale è che i permessi ex Legge 104 sono equiparati a periodi lavorati anche per questi istituti contrattuali: non si perdono giorni di ferie né si riduce la tredicesima/quattordicesima per aver fruito dei permessi. Per sapere come si calcola la quattordicesima in busta paga e chi ne ha diritto, consulta la nostra guida. Permessi 104, Congedo Straordinario e Congedo Parentale: Le DifferenzeOltre ai 3 giorni mensili ex art. 33 L. 104/1992, esistono altri strumenti di tutela per i lavoratori che assistono familiari disabili. È importante conoscerli e non confonderli, poiché hanno regole e requisiti diversi.Il Congedo Straordinario biennale (art. 42, comma 5 del D.Lgs. 151/2001) consente al lavoratore dipendente di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 2 anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, per assistere un familiare con handicap grave. Il congedo straordinario è retribuito con un’indennità corrisposta direttamente dall’INPS, pari all’ultima retribuzione percepita (entro il massimale previsto), ed è computato nell’anzianità di servizio. Si tratta di un’alternativa più intensa ai 3 giorni mensili, da utilizzare quando le esigenze di assistenza sono particolarmente gravose e continuative.Il Congedo parentale, invece, riguarda specificamente i genitori con figli fino a 12 anni (o senza limite d’età in caso di figlio disabile). Non è alternativo ai permessi 104, ma può essere abbinato in alcune situazioni. Per saperne di più sul congedo parentale 2026 con durata e indennità aggiornate, leggi la nostra guida completa.Esiste anche il congedo per malattia del figlio, disciplinato dall’art. 47 del D.Lgs. 151/2001, che si distingue dai permessi 104 per i requisiti e le modalità. Per approfondire, consulta il nostro articolo sul congedo per malattia del figlio 2026.La scelta tra questi strumenti dipende dalla specifica situazione familiare e lavorativa. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale strumento è più conveniente nel tuo caso, verificare i requisiti e gestire tutte le pratiche burocratiche.Novità 2026 sui Permessi Legge 104: Aggiornamenti NormativiL’impianto normativo dei permessi Legge 104 nel 2026 non ha subito modifiche strutturali rispetto all’anno precedente: i 3 giorni mensili, le modalità di calcolo e il frazionamento orario rimangono disciplinati dalle stesse norme di riferimento (L. 104/1992, D.Lgs. 151/2001, Circolari INPS 45/2011 e 32/2012, Messaggio INPS 3114/2018).Tuttavia, nel 2022 il D.Lgs. 105/2022 (attuativo della Direttiva UE 2019/1158 sulla conciliazione vita-lavoro) ha introdotto alcune importanti modifiche che continuano a produrre effetti nel 2026:Ampliamento dei soggetti aventi diritto: è stata eliminata la regola del referente unico assoluto per i permessi. Il D.Lgs. 105/2022 ha stabilito che, in caso di figlio disabile, entrambi i genitori possono fruire dei 3 giorni mensili anche in alternanza tra di loro (non più uno solo). La novità più rilevante riguarda i permessi per figli disabili, dove è ora possibile per entrambi i genitori fruire dei permessi nello stesso mese (ma non nello stesso giorno, salvo eccezioni).Convivente di fatto: è stato esteso il diritto ai permessi anche al convivente more uxorio (non solo al coniuge), rendendo la normativa più aderente alle nuove forme familiari.Priorità per il familiare caregiver: è stata introdotta una tutela rafforzata contro i trasferimenti unilaterali del lavoratore che assiste un disabile grave: il lavoratore non può essere trasferito senza il suo consenso.È importante verificare con il proprio patronato se le novità del D.Lgs. 105/2022 si applicano alla propria situazione, soprattutto nei casi in cui due lavoratori della stessa famiglia vogliano entrambi fruire dei permessi per lo stesso familiare disabile. Errori Comuni da Evitare nella Gestione dei Permessi Legge 104Gestire correttamente i permessi Legge 104 richiede attenzione a molte sfumature normative e contrattuali. Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono e come evitarli.1. Iniziare a fruire i permessi senza autorizzazione INPS: questo è l’errore più grave. Senza la preventiva autorizzazione INPS (ottenuta tramite la presentazione del modulo di domanda), le assenze possono essere considerate ingiustificate dal datore di lavoro. È fondamentale presentare prima la domanda e aspettare l’autorizzazione.2. Credere che le ore non utilizzate si accumulino: come illustrato nell’esempio di Mario, i permessi mensili non sono cumulabili. Le ore non fruite nel mese corrente vanno perse. È quindi importante pianificare l’utilizzo dei permessi nell’arco del mese.3. Non comunicare il preavviso corretto al datore di lavoro: ogni contratto collettivo prevede modalità e tempistiche di comunicazione al datore di lavoro. Non rispettarle non fa perdere il diritto al permesso, ma può creare difficoltà organizzative e conflitti con il datore di lavoro.4. Fruire dei permessi per motivi diversi dall’assistenza al disabile: i permessi Legge 104 devono essere utilizzati esclusivamente per l’assistenza al familiare disabile (o per la propria disabilità). Un utilizzo improprio può configurare una violazione disciplinare grave. La Corte di Cassazione ha confermato in diverse sentenze che il datore di lavoro può disporre accertamenti sul corretto utilizzo dei permessi.5. Non rinnovare la domanda quando scade: le autorizzazioni INPS hanno una scadenza (generalmente annuale o biennale). È importante verificare i termini di validità e presentare per tempo il rinnovo per evitare interruzioni nella fruizione dei permessi.Per evitare tutti questi rischi, il consiglio è sempre quello di affidarsi al Patronato CAF Centro Fiscale, che segue il lavoratore in ogni fase: dal riconoscimento dell’handicap alla gestione dei permessi e al rinnovo delle domande nel tempo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sui Permessi Legge 104 a OreQuante ore di permesso 104 spettano al mese con orario full time?Con un orario full time di 40 ore settimanali su 5 giorni (8 ore al giorno), spettano 24 ore mensili di permesso Legge 104 (8 ore × 3 giorni = 24). Questo vale sia per il lavoratore disabile stesso che per il familiare caregiver.I permessi 104 possono essere frazionati in ore anche mezze giornate?Sì. La Circolare INPS n. 45/2011 consente il frazionamento orario dei permessi. Si possono prendere anche singole ore o frazioni minime (di norma non inferiori alla mezz’ora, salvo diversa previsione contrattuale). È possibile alternare giorni interi e ore frazionate nello stesso mese.Le ore di permesso 104 non utilizzate nel mese si accumulano?No. I permessi Legge 104 sono mensili e non cumulabili: le ore non fruite entro la fine del mese vanno perse e non si trasferiscono al mese successivo. È importante pianificare l’utilizzo dei permessi nell’arco mensile.Come si calcolano i permessi 104 con orario part time?Il monte ore mensile si calcola moltiplicando l’orario giornaliero contrattuale per 3. Per il part time orizzontale (es. 6 ore al giorno per 5 giorni) il calcolo è diretto: 6 × 3 = 18 ore mensili. Per il part time verticale si usa l’orario delle giornate effettivamente lavorate. Per il part time misto occorre fare riferimento al contratto individuale e al CCNL.Il datore di lavoro può negare il frazionamento orario dei permessi 104?No. Il datore di lavoro non può negare il frazionamento orario, che è un diritto riconosciuto dalla Circolare INPS 45/2011. Può però richiedere un preavviso (generalmente indicato nel CCNL) e, in alcuni casi, concordare le modalità di fruizione (es. unica soluzione continuata nella giornata). Un diniego ingiustificato costituisce comportamento antisindacale.Due familiari possono usare i permessi 104 per lo stesso disabile?In linea generale, per i familiari adulti (non genitori di minore disabile) il principio del referente unico prevede che un solo lavoratore possa fruire dei 3 giorni mensili per lo stesso disabile. Tuttavia, il D.Lgs. 105/2022 ha introdotto importanti eccezioni, in particolare per i genitori di figli disabili, che possono ora entrambi fruire dei permessi nello stesso mese (non nello stesso giorno). Ogni situazione va valutata caso per caso.Conclusione: Gestire i Permessi 104 con il Supporto del PatronatoI permessi Legge 104 a ore rappresentano una tutela fondamentale per milioni di lavoratori italiani che ogni giorno conciliano l’impegno professionale con la cura di un familiare disabile grave o con la propria condizione di disabilità. Il calcolo del monte ore mensile — basato sulla moltiplicazione dell’orario giornaliero contrattuale per 3 — e la possibilità di frazionamento orario introdotta dalla Circolare INPS 45/2011 rendono questi permessi uno strumento flessibile e prezioso.Conoscere le regole è il primo passo, ma la gestione pratica richiede attenzione alla documentazione, al rispetto delle procedure aziendali e al rinnovo periodico delle autorizzazioni. Affidarsi a professionisti esperti fa la differenza: evita errori che potrebbero costare l’assenza ingiustificata o, nei casi peggiori, conseguenze disciplinari.Hai bisogno di assistenza per la gestione dei permessi Legge 104 o per ottenere il riconoscimento dell’handicap grave? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori di patronato si occupano di tutto: dalla domanda di riconoscimento alla gestione dei permessi, fino al rinnovo annuale.Prenota un appuntamento con il Patronato CAF Centro Fiscale e scopri tutti i servizi disponibili anche da remoto: servizi di patronato per Invalidità e Legge 104. Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/invalidita-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-13 11:25:152026-06-13 10:52:23Permessi Legge 104 a Ore: Come Si Calcolano e Quando Si Frazionano (Guida 2026)
INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATORetribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano?Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano?I permessi della Legge 104/1992 sono uno degli strumenti più importanti a disposizione dei lavoratori dipendenti con familiari disabili o con disabilità propria. Ogni anno milioni di dipendenti usufruiscono di questi giorni di assenza retribuita, ma una domanda sorge spesso spontanea: quali voci della busta paga vengono conteggiate nel calcolo della retribuzione?La risposta non è scontata. La legge parla di retribuzione globale di fatto, un concetto tecnico che comprende alcune voci e ne esclude altre. Sbagliare il calcolo — o non sapere quali elementi spettano — può significare ricevere meno di quanto dovuto. In questa guida ti spieghiamo tutto in modo chiaro, con esempi pratici e i riferimenti normativi aggiornati al 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa Prevede l’Art. 33 della Legge 104/1992La norma di riferimento è l’articolo 33 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (la cosiddetta “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”). Questo articolo disciplina i permessi lavorativi per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave o che hanno loro stessi una disabilità riconosciuta.In base all’art. 33, comma 3, il lavoratore ha diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito (o, in alternativa, a due ore di permesso giornaliero, se lavora almeno sei ore al giorno). Questi giorni di assenza sono coperti da un’indennità a carico dell’INPS, anticipata dal datore di lavoro in busta paga e poi rimborsata all’azienda.La legge specifica che i permessi sono retribuiti, ma non dettaglia quali voci retributive debbano essere incluse nel calcolo. Questa lacuna ha generato anni di contenzioso giudiziario, risolto poi dalla Corte di Cassazione attraverso una giurisprudenza consolidata che analizzeremo nel dettaglio. Il Concetto di Retribuzione Globale di FattoLa retribuzione globale di fatto è il parametro di riferimento per il calcolo di numerose prestazioni previdenziali e lavoristiche in Italia: ferie, malattia, maternità, cassa integrazione e — appunto — i permessi della Legge 104.Con questa espressione si intende la retribuzione effettiva e normale percepita dal lavoratore, comprensiva di tutti gli elementi fissi e continuativi che compongono la busta paga. Non si tratta solo della paga base, ma di un insieme più ampio di voci che devono essere sommate per ottenere il corrispettivo giornaliero da moltiplicare per i giorni di permesso fruiti.Il principio di fondo è semplice: il lavoratore che usa i permessi 104 non deve subire una riduzione della propria busta paga rispetto a un giorno lavorativo normale. Deve percepire, in sostanza, lo stesso importo che avrebbe guadagnato lavorando.Voci Contrattuali Incluse nella Retribuzione dei Permessi 104Sulla base della giurisprudenza consolidata della Cassazione e delle istruzioni operative dell’INPS (in particolare la Circolare INPS n. 53/2008 e le successive circolari di aggiornamento), le voci contrattuali che devono essere incluse nel calcolo della retribuzione giornaliera per i permessi 104 sono le seguenti: 1. Paga Base (o Minimo Contrattuale)La paga base è la voce principale della retribuzione, stabilita dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicabile al rapporto di lavoro. Essa varia in base alla categoria professionale e al livello di inquadramento del lavoratore. È sempre inclusa nel calcolo della retribuzione globale di fatto e costituisce il nucleo fondamentale della busta paga.Esempio: un impiegato di IV livello del settore commercio percepisce un minimo contrattuale mensile di circa 1.750 euro. Questa voce concorre integralmente al calcolo della retribuzione giornaliera per i permessi 104.2. Indennità di ContingenzaL’indennità di contingenza è una voce storica della retribuzione italiana, introdotta per adeguare i salari al costo della vita. Sebbene la scala mobile sia stata abolita con il Protocollo del 23 luglio 1993, gli importi di contingenza maturati fino a quella data sono rimasti “cristallizzati” nelle buste paga dei lavoratori in forza a quella data.Questa voce, dove presente, è inclusa nella retribuzione globale di fatto. I nuovi assunti dopo il 1993, nei contratti che l’hanno incorporata nella paga base, non la vedranno come voce separata, ma il suo valore è comunque conteggiato.3. Scatti di AnzianitàGli scatti di anzianità sono incrementi retributivi automatici che scattano ogni tot anni di servizio nell’azienda (la cadenza varia da CCNL a CCNL: tipicamente ogni 2 o 3 anni). Rappresentano un compenso fisso e continuativo legato all’anzianità aziendale del lavoratore.Poiché si tratta di elementi fissi e ricorrenti della retribuzione, gli scatti di anzianità sono inclusi nel calcolo della retribuzione globale di fatto. Su questo punto la giurisprudenza è unanime.4. Superminimi Individuali e CollettiviIl superminimo è una maggiorazione della retribuzione rispetto al minimo contrattuale, concordata individualmente tra datore di lavoro e lavoratore (superminimo individuale) oppure prevista dalla contrattazione collettiva aziendale (superminimo collettivo).I superminimi di natura fissa e continuativa — ossia quelli che vengono erogati ogni mese in misura costante, indipendentemente dalle prestazioni — rientrano nella retribuzione globale di fatto. Al contrario, i superminimi di natura variabile o collegati a obiettivi produttivi seguono le regole dei premi di risultato (esclusi, come vedremo).5. EDR (Elemento Distinto della Retribuzione)L’EDR è un elemento retributivo previsto da molti CCNL come voce aggiuntiva alla paga base. Storicamente legato agli accordi interconfederali degli anni ’90, è spesso un importo fisso mensile di modesta entità (es. 10,33 euro). Dove previsto dal contratto collettivo, è incluso nella retribuzione globale di fatto in quanto elemento fisso e continuativo.6. Indennità Fisse e ContinuativeRientrano nella retribuzione globale di fatto tutte le indennità di natura fissa e continuativa, ovvero quelle che vengono erogate ogni mese con carattere di stabilità e non sono collegate a specifiche prestazioni o condizioni lavorative variabili. Esempi tipici:Indennità di funzione o di posizione (es. per i quadri o i responsabili)Indennità di sede (quando prevista come voce fissa)Assegni ad personam di natura fissaTerzo elemento (voce prevista da alcuni CCNL dell’artigianato e delle PMI)Il criterio discriminante è sempre la fissità e la continuità: se la voce viene erogata stabilmente ogni mese, indipendentemente dalla prestazione effettiva, è inclusa nel calcolo.Tabella Riepilogativa: Voci Incluse ed EsclusePer chiarire immediatamente il quadro, ecco una tabella che distingue le voci incluse da quelle escluse:Voce RetributivaInclusa?NotePaga base / minimo contrattuale✅ SÌSempre inclusaIndennità di contingenza✅ SÌSe presente come voce distintaScatti di anzianità✅ SÌVoce fissa e continuativaSuperminimo fisso (individuale o collettivo)✅ SÌSolo se fisso e continuativoEDR (Elemento Distinto della Retribuzione)✅ SÌSe previsto dal CCNLIndennità fisse e continuative✅ SÌCriterio: fissità + continuitàStraordinario❌ NOVoce variabile per eccellenzaPremio di produzione / risultato variabile❌ NOCorrispettivo condizionato a risultatiIndennità di turno (se variabile)⚠️ DIPENDEInclusa se sempre percepita, esclusa se variabileIndennità di trasferta❌ NORimborso spese, non retribuzioneRimborsi spese❌ NONon sono retribuzioneMance e compensi occasionali❌ NONon hanno carattere fissoTredicesima / quattordicesima⚠️ DIPENDEIncluse pro-quota secondo alcuni CCNL Voci Escluse: Cosa Non Rientra nel CalcoloAltrettanto importante sapere cosa non rientra nella retribuzione globale di fatto. Queste voci, seppur presenti in busta paga, non vengono conteggiate ai fini del calcolo dell’indennità per i permessi 104: Lavoro StraordinarioLe ore di straordinario — con la relativa maggiorazione — sono escluse per definizione. Lo straordinario è una prestazione aggiuntiva rispetto all’orario contrattuale, ha natura variabile e non è garantita. Non può quindi essere inclusa in un calcolo che deve riflettere la retribuzione “normale” del lavoratore.Questo principio è stato ribadito più volte dalla Corte di Cassazione, che ha escluso lo straordinario dalla base di calcolo anche quando il lavoratore lo svolge abitualmente. La rilevanza dell’abitualità è limitata: se lo straordinario è così sistematico da diventare parte integrante del normale orario di lavoro (caso raro e da dimostrare), alcuni giudici di merito hanno ammesso l’inclusione, ma la Cassazione nella sua giurisprudenza più recente resta orientata all’esclusione.Premi di Produzione e Risultato VariabiliI premi di risultato — compresi i premi di produttività aziendali, i bonus legati al raggiungimento di obiettivi e le componenti variabili della retribuzione — sono esclusi dal calcolo. La ragione è strutturale: si tratta di compensi condizionati, che vengono erogati solo al verificarsi di determinate condizioni (fatturato raggiunto, obiettivi produttivi, KPI aziendali). Non hanno carattere di certezza e continuità.Attenzione però ai premi che nel tempo sono diventati de facto fissi: se un’azienda eroga ogni anno un “premio di produzione” identico a tutti i lavoratori, indipendentemente da qualsiasi obiettivo, la giurisprudenza tende a riqualificarlo come elemento retributivo fisso, includendolo nella retribuzione globale di fatto.Indennità di Trasferta e Rimborsi SpeseLe indennità di trasferta e i rimborsi spese (trasporto, vitto, alloggio, uso del mezzo proprio) non sono retribuzione: sono compensi per spese sostenute dal lavoratore nell’interesse dell’azienda. Non avendo natura retributiva, non rientrano nella retribuzione globale di fatto.Indennità di Turno: Caso ParticolareL’indennità di turno merita un discorso a parte. Nei contratti che prevedono lavoro su turni, l’indennità aggiuntiva può essere:Fissa: erogata ogni mese a prescindere dai turni effettivamente svolti → inclusaVariabile: erogata solo nei mesi in cui il lavoratore ha effettuato turni → esclusaLa distinzione pratica: se nella busta paga del lavoratore l’indennità di turno compare sempre per lo stesso importo, indipendentemente dall’organizzazione dei turni del mese, viene considerata fissa. Se invece l’importo cambia a seconda dei turni effettuati, è variabile e viene esclusa.Come Si Calcola la Retribuzione Giornaliera per i Permessi 104Una volta identificate le voci da includere, il calcolo della retribuzione giornaliera segue la formula standard prevista dall’INPS e dai principali CCNL:Retribuzione giornaliera = Retribuzione mensile globale di fatto ÷ 26Il divisore 26 è il valore fisso stabilito per la maggior parte dei CCNL (escluse alcune eccezioni)Il divisore 26 è il parametro standard adottato dall’INPS e dalla maggior parte dei contratti collettivi per trasformare la retribuzione mensile in giornaliera. Alcuni CCNL specifici possono prevedere divisori diversi (es. 30 per alcuni contratti del terziario): in quel caso si applica il divisore contrattuale. Esempio Pratico di CalcoloSupponiamo che Marco, impiegato nel settore commercio con 10 anni di anzianità, abbia i seguenti elementi in busta paga:Paga base (minimo CCNL IV livello): 1.750,00 euroIndennità di contingenza: 498,58 euroScatti di anzianità (5 scatti × 12,91 euro): 64,55 euroEDR: 10,33 euroSuperminimo individuale fisso: 100,00 euroRetribuzione mensile globale di fatto = 1.750,00 + 498,58 + 64,55 + 10,33 + 100,00 = 2.423,46 euroRetribuzione giornaliera = 2.423,46 ÷ 26 = 93,21 euroSe Marco ha usufruito di 3 giorni di permesso 104 nel mese, l’importo dell’indennità INPS anticipata in busta paga sarà: 93,21 × 3 = 279,63 euro.Questo importo comparirà in busta paga come voce positiva a reintegro della retribuzione, a compensazione dell’assenza. Il risultato netto per Marco è che quella settimana di permesso non gli costa alcuna riduzione dello stipendio, a parte le voci variabili (straordinario, eventuali premi) che effettivamente non ha maturato durante i giorni di assenza.Trattamento Contributivo e PrevidenzialeUn aspetto spesso trascurato ma di grande importanza: i giorni di permesso 104 sono coperti da contribuzione figurativa. Questo significa che:I giorni di permesso non abbassano il montante contributivo ai fini pensionisticiL’INPS accredita i contributi come se il lavoratore avesse effettivamente lavoratoI periodi di permesso 104 non riducono l’anzianità contributivaLe prestazioni pensionistiche future (pensione di vecchiaia, anticipata) non sono penalizzateSul piano pratico, i contributi previdenziali e assistenziali vengono calcolati sull’intera retribuzione globale di fatto (incluse le voci che abbiamo elencato), non solo sulla paga base. Questo garantisce una protezione previdenziale piena al lavoratore che fruisce dei permessi.Il datore di lavoro anticipa l’indennità in busta paga e la recupera poi dall’INPS attraverso il meccanismo del conguaglio contributivo o tramite la presentazione della domanda di rimborso.Differenze tra Settore Pubblico e PrivatoIl meccanismo di base è identico in entrambi i settori, ma esistono alcune differenze operative importanti: Settore PrivatoNel settore privato, la disciplina è quella descritta sopra. L’indennità viene anticipata dal datore di lavoro ed è posta a carico dell’INPS. Il lavoratore deve presentare la domanda di permesso 104 all’INPS (telematicamente, tramite il sito INPS o il CAF di riferimento) prima di fruire dei permessi.Le voci incluse variano in base al CCNL applicato, ma il principio della retribuzione globale di fatto vale per tutti i contratti del settore privato.Settore PubblicoPer i dipendenti della Pubblica Amministrazione, la disciplina dei permessi 104 è integrata dal D.Lgs. 165/2001 (Testo Unico del Pubblico Impiego) e dai contratti collettivi nazionali di comparto (CCNL PA, es. Comparto Funzioni Centrali, Comparto Istruzione, ecc.).Le differenze principali rispetto al privato:Il costo dei permessi è direttamente a carico dell’amministrazione (non c’è rimborso INPS per la PA)Alcune indennità specifiche del pubblico impiego (es. indennità di comparto, indennità di amministrazione) hanno regole proprie di inclusione/esclusione definite dai CCNL di compartoPer i docenti e il personale scolastico, le istruzioni specifiche del MIUR/MEF possono derogare parzialmente alla disciplina generaleIl criterio della fissità e continuità resta comunque il parametro di riferimento anche nel pubblicoRecenti Orientamenti della CassazioneLa Corte di Cassazione ha affinato nel tempo la propria giurisprudenza sulla retribuzione globale di fatto per i permessi 104. Gli orientamenti più rilevanti degli ultimi anni riguardano:Habitual Overtime Doctrine (Straordinario Abituale)Alcune sezioni della Cassazione hanno esaminato la questione dello straordinario “strutturale” — quel lavoro straordinario che un dipendente effettua sistematicamente ogni mese, di fatto diventando parte della sua prestazione normale. La tendenza prevalente della Cassazione, ribadita in diverse sentenze degli anni 2020-2024, è di escludere lo straordinario anche se abituale, in quanto intrinsecamente variabile e condizionato alla prestazione effettiva. Tuttavia, qualche sentenza di merito (Tribunali del lavoro) ha aperto alla possibilità di inclusione in casi di straordinario obbligatorio contrattualizzato.Premi “Di Fatto” FissiLa Cassazione ha consolidato il principio per cui un premio formalmente variabile ma de facto erogato in misura costante a tutti i lavoratori, senza correlazione a obiettivi reali, deve essere requalificato come elemento retributivo fisso e quindi incluso nella retribuzione globale di fatto. Questo è particolarmente rilevante per le aziende che erogano premi annuali “automatici” senza vera valutazione delle performance.Indennità Notturna e FestivaNumerose sentenze hanno confermato che l’indennità per lavoro notturno e festivo, quando il lavoratore è strutturalmente assegnato a turni notturni o festivi (es. infermieri, operatori della grande distribuzione con orari fissi notturni/festivi), deve essere inclusa nella retribuzione globale di fatto. Il principio è che, se il lavoratore avesse lavorato in quel giorno, avrebbe maturato quell’indennità — e quindi la retribuzione del permesso deve rifletterla.Cosa Fare se la Busta Paga è SbagliataSe ritieni che il tuo datore di lavoro stia calcolando in modo errato la retribuzione dei tuoi permessi 104 — escludendo voci che dovrebbero essere incluse — hai diversi strumenti a disposizione: 1. Richiedi un Prospetto DettagliatoIl primo passo è chiedere al responsabile HR o all’ufficio paghe un prospetto che dettaglia quali voci sono state incluse nel calcolo della retribuzione per i giorni di permesso 104. Hai diritto a questa informazione e spesso l’errore è involontario (impostazione del gestionale paghe non aggiornata, interpretazione errata del CCNL).2. Consulta il Tuo Rappresentante SindacaleIl rappresentante sindacale aziendale (RSA/RSU) o il sindacato di categoria di riferimento possono analizzare la tua busta paga e confrontarla con le previsioni del CCNL applicato. Spesso riescono a risolvere la questione in modo informale, senza ricorrere a vie legali.3. Presenta un Reclamo all’Ispettorato del LavoroSe il datore di lavoro non risponde o conferma un calcolo che ritieni sbagliato, puoi presentare un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) competente per territorio. L’ITL ha poteri di ispezione e può accertare la correttezza del calcolo retributivo.4. Rivolgersi al CAF o a un PatronatoPer una prima analisi della busta paga e una verifica della correttezza del calcolo, puoi rivolgerti gratuitamente a un CAF o a un patronato. I consulenti del CAF Centro Fiscale possono esaminare la tua situazione specifica, confrontare le voci retributive con le previsioni del CCNL e aiutarti a capire se hai diritto a un conguaglio.Puoi anche consultare la nostra guida completa sulla Legge 104: permessi, agevolazioni e domanda 2026 per un quadro d’insieme di tutti i benefici a disposizione.5. Azione Legale (Causa di Lavoro)In ultima istanza, se il danno economico è significativo e le vie stragiudiziali non hanno prodotto risultati, è possibile agire in giudizio presso il Tribunale del Lavoro competente. I crediti derivanti da errata retribuzione dei permessi 104 si prescrivono in 5 anni (per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato tutelati dall’art. 18 Stat. Lav.) o in 5 anni dalla cessazione del rapporto (per gli altri casi). Considera che il recupero di eventuali differenze retributive include anche gli interessi legali.Il Ruolo del CCNL: Ogni Contratto fa Storia a SéUn elemento fondamentale da tenere sempre presente: la retribuzione globale di fatto dipende anche dal CCNL applicato al rapporto di lavoro. I contratti collettivi nazionali, pur dovendo rispettare i principi generali della legge e della giurisprudenza, possono avere previsioni specifiche su:Il divisore mensile/giornaliero da usare nel calcoloLa qualificazione di specifiche voci retributive (fisse o variabili)L’inclusione o l’esclusione di determinati elementi (es. tredicesima pro-quota)Le modalità di fruizione dei permessi (ore o giorni)I principali CCNL per numero di lavoratori coperti sono: Commercio e Terziario (Confcommercio), Metalmeccanico (CCNL Federmeccanica-FIOM), Edilizia, Sanità privata, Turismo, Agricoltura, Telecomunicazioni. Ciascuno ha le proprie specificità che possono influenzare il calcolo finale.Per conoscere le regole specifiche del tuo contratto, fai sempre riferimento al testo del CCNL applicato (disponibile sul sito del CNEL o del sindacato di categoria) oppure rivolgiti a un esperto.Link Utili e ApprofondimentiPer approfondire gli argomenti correlati ai permessi della Legge 104 e ai diritti dei lavoratori, ti segnaliamo queste risorse utili presenti su centrofiscale.com:Legge 104: Permessi, Agevolazioni e Domanda 2026 — guida completa su come richiedere i permessi all’INPSCongedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità — altra tutela per i genitori lavoratoriMalattia Professionale e Pensione Anticipata 2026 — agevolazioni pensionistiche per chi ha lavorato in condizioni disagiateNASPI 2026: Guida Completa — indennità di disoccupazione per chi perde il lavoro📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande Frequenti (FAQ)I permessi 104 vengono pagati al 100% dello stipendio?Sì, i permessi della Legge 104 sono interamente retribuiti. Il lavoratore percepisce la propria retribuzione globale di fatto per ogni giorno di permesso fruito, comprensiva di tutte le voci fisse e continuative della busta paga. L’indennità è a carico dell’INPS, anticipata dal datore di lavoro.I permessi 104 influenzano la tredicesima?No. Poiché i permessi 104 sono coperti da retribuzione piena e da contribuzione figurativa, non influenzano il calcolo della tredicesima (né della quattordicesima, dove prevista). I giorni di permesso sono equiparati ai giorni lavorativi ai fini delle mensilità aggiuntive.I permessi 104 influenzano il calcolo del TFR?No. Il TFR si calcola sulla retribuzione utile ai fini del trattamento di fine rapporto, e i periodi di permesso 104 non la riducono. I giorni di permesso, essendo equiparati a giornate lavorative retribuite, concorrono normalmente all’accantonamento del TFR.Ho diritto ai permessi 104 se sono a part-time?Sì, il lavoratore part-time ha diritto ai permessi 104, ma il calcolo delle ore giornaliere di permesso viene riproporzionato. In base alla circolare INPS n. 53/2008 e alle successive istruzioni, il numero di ore di permesso mensile è pari a 3 giorni × ore medie giornaliere del contratto part-time. Anche in questo caso, la retribuzione è commisurata alla retribuzione globale di fatto del lavoratore part-time.Cosa succede se uso più di 3 giorni di permesso al mese?I 3 giorni mensili di permesso retribuito sono il massimo previsto dall’art. 33 L. 104/1992. I giorni eccedenti, se concordati con il datore di lavoro, possono essere coperti da ferie o permessi residui (in quel caso retribuiti normalmente) oppure dalla contrattazione collettiva che in alcuni settori prevede permessi aggiuntivi. Non esiste una “quarta giornata” a carico INPS nell’ambito della Legge 104.Il datore di lavoro può negare i permessi 104?Il datore di lavoro non può rifiutare la fruizione dei permessi 104 una volta che il lavoratore ha ottenuto il riconoscimento INPS. Può però organizzare la turnazione in modo da garantire la continuità del servizio, compatibilmente con le esigenze dell’impresa. In alcuni settori (ospedali, forze dell’ordine, ecc.) sono previste modalità specifiche di coordinamento, ma il diritto al permesso è comunque garantito.ConclusioniLa retribuzione dei permessi Legge 104 deve includere tutte le voci fisse e continuative della busta paga: paga base, indennità di contingenza, scatti di anzianità, superminimi fissi, EDR e indennità fisse di natura continuativa. Sono invece escluse le voci variabili come straordinari, premi di risultato e rimborsi spese.Il calcolo corretto è fondamentale non solo per la busta paga mensile, ma anche per la giusta contribuzione previdenziale e per le mensilità aggiuntive. Se hai dubbi sulla correttezza del calcolo effettuato dal tuo datore di lavoro, ti consigliamo di rivolgerti a un esperto del lavoro o a un CAF patronato.Il CAF Centro Fiscale offre assistenza per la verifica della corretta applicazione dei permessi 104 e per la presentazione della domanda all’INPS. Contattaci per un appuntamento: il nostro team è a disposizione per analizzare la tua situazione specifica e garantirti che i tuoi diritti vengano rispettati appieno. Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/ferie-e-malattia-badanti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-02 12:49:372026-06-02 10:27:35Retribuzione Permessi 104: Quali Voci Contrattuali Rientrano?