Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i logopedisti. Il logopedista libero professionista, privo di cassa di categoria, è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026).Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026Il logopedista in regime forfettario gode di una fiscalita’ semplificata ma deve rispettare una serie di adempimenti specifici della professione sanitaria: dal sistema TS (Tessera Sanitaria) per la trasmissione dei dati al fisco, ai contributi previdenziali della Gestione Separata INPS, fino alle regole sulla fatturazione elettronica. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche per il 2026.Il regime forfettario per logopedisti: requisiti e vantaggiIl regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modificazioni) e’ accessibile ai logopedisti che rispettano le condizioni generali:Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euroNon essere soci di societa’ di persone, associazioni professionali o imprese familiariNon aver percepito redditi di lavoro dipendente/assimilato superiori a 30.000 euro nell’anno precedenteNon applicare regimi speciali IVAPer i logopedisti il regime e’ particolarmente vantaggioso perche’ l’attivita’ sanitaria e’ esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 del DPR 633/1972: anche in regime ordinario non si applica IVA sulle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione. Il forfettario aggiunge il vantaggio della tassazione sostitutiva semplificata.Coefficiente di redditivita’: il 78% per il logopedistaIl coefficiente di redditivita’ del 78% si applica ai logopedisti che operano con codice ATECO 86.90.30 (altre attivita’ paramediche indipendenti). Questo e’ il coefficiente previsto dall’allegato alla Legge 190/2014 per la categoria delle attivita’ sanitarie e sociosanitarie a libera professione.Come funziona:Reddito imponibile = Ricavi x 78%Sul reddito imponibile si applica l’aliquota sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di attivita’; 15% dal sesto anno in poiIl restante 22% si considera forfettariamente destinato alle spese (non deducibili analiticamente)Esempio pratico: un logopedista con ricavi annui di 40.000 euro paga:Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euroImposta sostitutiva (regime avviato): 31.200 x 15% = 4.680 euroRisparmio rispetto all’IRPEF ordinaria: significativo, soprattutto per redditi nella fascia 28.000-50.000 euroSistema TS obbligatorio per i logopedistiUno degli adempimenti piu’ importanti e specifici per i professionisti sanitari e’ la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.Il logopedista e’ soggetto all’obbligo di trasmissione telematica delle spese sanitarie al sistema TS se le sue prestazioni rientrano tra quelle detraibili al 19% dal paziente (spese per prestazioni di logopedia previste dall’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR). La trasmissione avviene:Semestrale: entro il 31 gennaio per il semestre luglio-dicembre dell’anno precedente; entro il 30 settembre per il semestre gennaio-giugnoTramite il portale Sistema TS (sistemats.it) con credenziali CNS/SPID/CIEIndicando per ogni documento fiscale emesso: codice fiscale del paziente, data, importo, tipo di spesaAttenzione per i forfettari: anche chi e’ in regime forfettario deve trasmettere i dati al Sistema TS se emette ricevute o fatture per prestazioni sanitarie detraibili. L’esonero dalla fatturazione elettronica (per i forfettari sotto i 25.000 euro di ricavi fino a fine 2024, poi solo sopra 25.000 con regime transitorio) non esime dall’obbligo TS.Fatturazione elettronica per logopedisti forfettariDal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari, senza soglie minime di ricavi. Tuttavia, i professionisti sanitari che trasmettono dati al Sistema TS godono di un regime particolare:Esonero dalla fattura elettronica per le prestazioni rese a persone fisiche (pazienti privati) quando i relativi dati vengono trasmessi al Sistema TS. In questo caso il documento fiscale puo’ rimanere in forma cartacea (ricevuta o fattura cartacea)Fattura elettronica obbligatoria per le prestazioni rese a soggetti IVA (aziende, enti) che non vengono trasmesse al sistema TS, e per le prestazioni rese al SSN o a strutture convenzionateQuesto esonero parziale e’ previsto dal D.Lgs. 127/2015 come modificato, e confermato per i professionisti sanitari dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.Contributi INPS Gestione Separata per il logopedista forfettarioI logopedisti liberi professionisti sono iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), il regime residuale per i lavoratori autonomi privi di cassa di categoria. Non si iscrivono all’ENPAPI, che e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024).Per i logopedisti in regime forfettario i contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x 78%):Aliquota contributiva: 26,07% per il 2026 (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026) per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria; 24% per pensionati o gia’ assicurati altrove. In regime forfettario si puo’ chiedere la riduzione del 35%Contributo minimo: non esiste un minimale contributivo fisso come per artigiani/commercianti; si versa solo sul reddito effettivoScadenza versamento: in acconto (30 giugno e 30 novembre) e a saldo (entro il termine della dichiarazione dei redditi)Nota: verifica sempre la tua posizione con il tuo CAF/commercialista, in particolare se svolgi anche lavoro dipendente (aliquota ridotta 24%).Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attivita’ di logopedia libero-professionale e’ il 86.90.30 – Attivita’ dei fisioterapisti, degli osteopati e di altri professionisti paramedici (nella classificazione ATECO 2007/2022).Alcune fonti riportano anche il 86.90.09 (altre attivita’ per la salute dell’uomo non classificate altrove) come alternativa. E’ importante indicare il codice ATECO corretto all’apertura della partita IVA, poiche’ influisce sul coefficiente di redditivita’ e sull’appartenenza alla gestione previdenziale.Adempimenti pratici per il logopedista forfettario nel 2026Riepilogo degli adempimenti principali:Apertura partita IVA con codice ATECO 86.90.30 e iscrizione alla Gestione Separata INPSEmissione ricevute/fatture con dicitura “Operazione esente IVA ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972” e “Regime forfettario – non applica ritenuta d’acconto”Trasmissione dati Sistema TS semestralmente (31 gennaio e 30 settembre)Dichiarazione redditi tramite Modello Redditi PF con quadro LM (regime forfettario)Versamento contributi INPS in acconto (30 giugno / 30 novembre) e saldoFatturazione elettronica per prestazioni a soggetti IVA non soggette a sistema TSLogopedista: dipendente SSN e libero professionistaMolti logopedisti svolgono sia attivita’ dipendente (ospedali, ASL, IRCCS) sia attivita’ libero-professionale in studio. In questo caso:Il regime forfettario e’ accessibile solo se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non supera i 30.000 euro lordiI contributi previdenziali del dipendente vanno all’INPS; quelli del libero professionista alla Gestione SeparataE’ fondamentale verificare con il proprio datore di lavoro se esistono clausole di esclusiva che vietano l’attivita’ libero-professionale esternaFAQ: domande frequenti sul logopedista forfettarioIl logopedista forfettario deve iscriversi all’albo?Si’. Per esercitare legalmente la professione di logopedista in Italia e’ obbligatoria l’iscrizione all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione e’ indipendente dal regime fiscale scelto.Posso emettere solo ricevute e non fatture?Per i pazienti privati (persone fisiche), il logopedista forfettario puo’ emettere ricevute fiscali se trasmette i dati al Sistema TS. Per le prestazioni a soggetti IVA e’ obbligatoria la fattura (elettronica se il committente e’ soggetto IVA).Come si calcola l’acconto INPS?L’acconto INPS Gestione Separata si calcola sul reddito imponibile dell’anno precedente (o stimato per il primo anno). Il 40% entro il 30 giugno, il 60% entro il 30 novembre, salvo il metodo storico o previsionale consentiti dalla normativa INPS.ConclusioneIl regime forfettario per logopedisti nel 2026 offre vantaggi fiscali significativi, ma richiede attenzione agli adempimenti specifici della professione sanitaria: sistema TS, esonero parziale dalla fatturazione elettronica, e contributi alla Gestione Separata INPS. Affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto di professioni sanitarie e’ la scelta piu’ sicura per non commettere errori.Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 08:30:002026-09-04 12:15:50Logopedista in regime forfettario: gestione fiscale 2026
QontoQonto per Startup 2026: Apertura Conto SRL e Innovativa con Vantaggi SpecificiLe startup non sono aziende come le altre. Hanno esigenze specifiche che un conto business tradizionale spesso non riesce a coprire: necessitano di un conto operativo subito dopo la costituzione dalla SRL, devono dare accesso simultaneo a piu founder e ai primi membri del team, hanno bisogno di carte virtuali per gestire decine di subscription a tool SaaS, ricevono investimenti e fatture in valute diverse, e devono produrre documentazione bancaria pulita per la due diligence di investitori e VC.In questa guida 2026 vediamo come Qonto si posiziona come conto business pensato per le esigenze delle startup italiane, con focus su SRL ordinarie e SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese: come aprire il conto subito dopo la costituzione, quali documenti servono, quali sono i vantaggi specifici per founder pre-revenue e per scale-up con investimento gia raccolto.SCELTA IN EVIDENZA – SPONSORDisclosure trasparente: questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto attraverso i nostri link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra opinione resta indipendente: parliamo di Qonto perche lo riteniamo adatto alle esigenze delle startup italiane, ma non siamo agenti ne consulenti finanziari di Qonto e ti invitiamo sempre a verificare condizioni economiche, requisiti e tariffe aggiornate direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere.CONSIGLIATO PER STARTUP E SRL INNOVATIVEQonto: il conto business per startup italianeApertura 100% online subito dopo la costituzione SRL, IBAN italiano IT, multi-utente con ruoli, carte virtuali illimitate e integrazione con i principali software contabili.Scopri Qonto per Startup →Link sponsorizzato – Verifica le condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiCos’e una startup innovativaEsigenze specifiche delle startupApertura conto Qonto per SRL e startupTempi di apertura contoQonto per startup pre-revenueQonto per scale-up con investimentoProgramma Qonto StartupSoftware contabili integratiCasi d’uso praticiFAQCos’e una startup innovativaLa startup innovativa e una particolare categoria di SRL prevista dal D.L. 179/2012 e successive modifiche, iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle imprese ad alto contenuto tecnologico. L’iscrizione comporta vantaggi fiscali, contributivi e di accesso al credito, ma richiede il rispetto di requisiti precisi.Requisiti principaliPer essere iscritta nella sezione speciale, una societa di capitali deve rispettare i requisiti dell’art. 25 D.L. 179/2012:Forma giuridica: SRL, SRLS, SPA, societa cooperativa o equivalente UE/SEECostituzione recente: non oltre i 5 anni dalla costituzioneSede principale: in Italia o in altro Stato UE/SEE con almeno una sede produttiva o filiale in ItaliaFatturato: a partire dal secondo anno, non superiore a 5 milioni di euroNon distribuzione utili: non distribuisce e non ha distribuito utiliOggetto sociale: sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologicoOrigine: non costituita per fusione, scissione o cessione di azienda preesistenteInoltre la startup deve rispettare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi:Spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzioneForza lavoro complessiva con almeno 1/3 di dottorandi/dottori di ricerca o ricercatori, oppure almeno 2/3 in possesso di laurea magistraleTitolarita o licenza di un brevetto direttamente afferente all’oggetto sociale Esigenze specifiche delle startupUna startup ha esigenze bancarie diverse rispetto a una P.IVA individuale o a una SRL tradizionale. Vediamo nel dettaglio le 5 funzionalita di un conto business che fanno la differenza nei primi 24-36 mesi di vita di una startup.1. Conto subito disponibile dopo la costituzioneSubito dopo l’atto costitutivo del notaio e l’iscrizione al Registro delle Imprese, la SRL ha bisogno di un IBAN operativo per: ricevere il versamento del capitale sociale (se non gia depositato in banca pre-costituzione), pagare il primo F24 contributivo INPS dell’amministratore, sottoscrivere SaaS aziendali, attivare la PEC e i servizi di fatturazione elettronica. Una startup non puo permettersi 3-4 settimane di attesa per l’apertura di un conto: Qonto consente l’apertura completamente online, con riconoscimento via video o documento, e l’IBAN IT viene rilasciato in pochi giorni.2. Multi-utente: founder + teamUna startup ha tipicamente 2-3 founder che gestiscono operazioni quotidiane e, dal primo o secondo anno, primi dipendenti o collaboratori che devono potersi muovere autonomamente sui pagamenti operativi. Qonto offre nativamente la gestione multi-utente con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a ciascun utente di accedere all’app con credenziali proprie, ricevere una carta dedicata, gestire un budget, ma con limiti di firma e autorizzazione differenziati. Questa funzione, su una banca tradizionale, richiede tipicamente la creazione di token, deleghe firmate dal notaio o procedure complesse.3. Carte virtuali per tool e SaaSUna startup nel 2026 utilizza in media 40-80 strumenti SaaS: hosting, repository codice (GitHub/GitLab), strumenti di design (Figma), CRM (HubSpot/Pipedrive), piattaforme cloud (AWS/GCP/Azure), strumenti di marketing (Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads), tool di team work (Slack, Notion, Linear). Qonto consente di emettere carte virtuali illimitate, ciascuna dedicata a un singolo abbonamento o a un singolo team. Cosi quando un tool va sostituito o un dipendente lascia l’azienda, basta bloccare la carta dedicata senza dover cambiare i dati di pagamento di tutti gli altri SaaS attivi.4. Cambio valuta per investitori e clienti esteriLe startup italiane spesso ricevono investimenti da VC esteri (USA, UK, Germania) in dollari o sterline, oppure fatturano clienti enterprise internazionali in valuta estera. Qonto permette di emettere e ricevere bonifici in oltre 25 valute, gestire pagamenti SEPA Instant intra-UE, e di ricevere bonifici in dollari/sterline tramite il proprio IBAN europeo a costi competitivi rispetto al cambio applicato dalle banche tradizionali italiane.5. Documentazione per due diligenceQuando una startup raccoglie un round di investimento (pre-seed, seed, Serie A), gli investitori richiedono accesso alla data room con estratti conto bancari completi, riconciliazioni, riepiloghi entrate/uscite per categoria. Qonto permette di esportare in pochi click PDF dell’estratto conto su periodi personalizzati, riepiloghi per categoria di spesa, dettagli IVA e fatture allegate alle singole transazioni. Per una banca tradizionale, ottenere lo stesso pacchetto documentale puo richiedere settimane di richieste alla filiale. Apertura conto Qonto per SRL e startupL’apertura di un conto Qonto per una SRL ordinaria o per una startup innovativa avviene interamente online, ma richiede una documentazione piu ampia rispetto a una P.IVA individuale, perche occorre dimostrare l’esistenza giuridica della societa, identificare i beneficiari effettivi e validare i poteri dell’amministratore.Documenti aggiuntivi rispetto alla P.IVA individualePer la P.IVA individuale (ditta individuale, lavoratore autonomo, forfettario) bastano: codice fiscale, P.IVA, documento d’identita del titolare. Per una SRL o startup innovativa servono in piu i seguenti documenti.Atto costitutivoL’atto costitutivo e lo statuto della SRL, redatto dal notaio al momento della costituzione. Qonto richiede il caricamento del PDF firmato per verificare la denominazione sociale, il capitale sociale, l’oggetto sociale, i poteri dell’amministratore e l’eventuale nomina del collegio sindacale. Per le startup costituite con la procedura semplificata online (CONS) e ammesso anche il documento elettronico.Visura cameraleLa visura camerale ordinaria della Camera di Commercio (rilasciata recentemente, tipicamente entro 90 giorni) attesta l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’attivita esercitata (codice ATECO), la sede legale, gli amministratori in carica. Per le startup innovative la visura riporta anche l’iscrizione alla sezione speciale, elemento utile a dimostrare i requisiti per le agevolazioni.Documento amministratore e beneficiario effettivoDocumento d’identita in corso di validita (carta d’identita o passaporto) e codice fiscale dell’amministratore che apre il conto. Inoltre, ai fini della normativa antiriciclaggio (KYC), Qonto richiede l’identificazione del titolare effettivo (beneficial owner), ovvero la persona fisica che detiene piu del 25% delle quote sociali. Per startup con piu founder e cap table complessa, occorre dichiarare tutti i soci con quota superiore al 25% e produrre i loro documenti d’identita.Documenti aggiuntivi per startup innovativePer le SRL innovative iscritte alla sezione speciale, puo essere utile fornire anche: certificato d’iscrizione alla sezione speciale, auto-dichiarazione del legale rappresentante sui requisiti di startup innovativa, eventuale business plan in caso di importi rilevanti in entrata (es. round di investimento). Questa documentazione puo accelerare i controlli AML e il rilascio della carta business fisica. Tempi di apertura del contoI tempi di apertura di un conto Qonto per SRL e startup variano in base alla completezza della documentazione caricata e alla velocita dei controlli antiriciclaggio. In condizioni standard, la timeline tipica e la seguente:Giorno 1: compilazione modulo online, caricamento documenti, video-identificazione dell’amministratoreGiorno 2-3: verifica dei documenti societari (atto costitutivo, visura, beneficiari effettivi)Giorno 3-5: attivazione del conto, rilascio dell’IBAN IT, accesso completo all’appGiorno 5-10: consegna delle carte fisiche all’indirizzo dell’amministratore o della sede legaleLe carte virtuali sono utilizzabili immediatamente all’attivazione del conto, mentre le fisiche richiedono qualche giorno per la spedizione. Per casi piu complessi (startup innovative con cap table internazionale, beneficiari effettivi residenti all’estero, importi attesi in valuta estera) i tempi possono allungarsi a 7-10 giorni lavorativi per controlli aggiuntivi. Verifica i tempi attuali aggiornati direttamente su qonto.com.PRONTO PER APRIRE IL CONTO?Apri Qonto per la tua startupProcedura online, IBAN italiano IT in pochi giorni, multi-utente nativo e carte virtuali illimitate per gestire tool e SaaS della startup.Apri il conto Qonto →Link sponsorizzato – Verifica i piani aggiornati su qonto.comConto Qonto per startup pre-revenue: vantaggiUna startup pre-revenue e una societa che non ha ancora generato fatturato significativo, tipicamente nei primi 6-18 mesi di vita: i founder lavorano al MVP, validano il prodotto, fanno qualche pilot a clienti early adopter ma il vero ricavo deve ancora arrivare. In questa fase la liquidita e limitata e ogni euro va ottimizzato.Qonto e particolarmente adatto a questa fase per i seguenti motivi.Pricing prevedibile mensile: i piani Qonto hanno costi fissi mensili, senza commissioni a sorpresa per operazione, permettendo alla startup di pianificare il burn rate con precisionePiano Solo o Basic Team: per i primi mesi, una startup con 1-2 founder operativi puo partire con un piano base e fare upgrade quando arriva il primo round o il primo dipendenteCarte virtuali illimitate gratuite o a basso costo: la startup pre-revenue puo testare decine di tool SaaS in trial gratuiti senza paura di pagamenti dimenticati o doppi addebitiReportistica per il consulente fiscale: riepiloghi per categoria di spesa che semplificano la chiusura mensile e annuale, con conseguente riduzione dei tempi del CAF o del commercialistaSetup rapido senza appuntamenti in filiale: i founder possono concentrarsi sul prodotto invece che su procedure bancarieConto Qonto per scale-up con investimentoQuando la startup raccoglie il primo round di investimento e si trasforma in scale-up, le esigenze cambiano radicalmente: arrivano centinaia di migliaia di euro sul conto, il team cresce a 5-10-20 persone, le spese si moltiplicano, il consiglio di amministrazione richiede reporting dettagliato. In questa fase i piani Smart Team e Premium Team di Qonto offrono funzionalita pensate per questa scala.Piano Smart TeamPensato per startup in fase di crescita organica con un team di 3-7 persone. Include: piu utenti inclusi nel canone con ruoli differenziati, carte fisiche e virtuali per ogni membro del team, gestione approfondita di budget e progetti, esportazioni avanzate per la contabilita. Tipicamente adatto a startup che hanno superato la fase pre-revenue ma non hanno ancora raccolto un round superiore al milione.Piano Premium TeamPensato per scale-up con team superiori a 7-10 persone, round Serie A in corso, operativita multipaese. Include: gestione team avanzata, dashboard di controllo dei flussi, integrazione profonda con software contabili (Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti), customer care prioritario, limiti di operativita giornalieri elevati, opzioni di cambio valuta dedicate.Nota importante: i nomi dei piani, le funzionalita incluse e i prezzi possono variare. Verifica sempre i piani attuali e i prezzi aggiornati direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere. Programma Qonto StartupQonto ha storicamente proposto un programma dedicato alle startup, pensato per offrire condizioni agevolate alle SRL innovative e alle societa al primo round di investimento, con possibili sconti sui piani business per i primi 6-12 mesi e onboarding accelerato. Il programma puo includere agevolazioni come canone scontato per i primi mesi, cashback su determinate operazioni, accesso a workshop o webinar dedicati a fondatori, network con incubatori e VC partner.Le condizioni del programma variano nel tempo e possono cambiare in base alle partnership di Qonto con incubatori (PoliHub, H-Farm, LVenture) e con piattaforme di equity crowdfunding (Mamacrowd, CrowdFundMe, Backtowork). Per conoscere le condizioni aggiornate del programma startup, e per verificare se la tua societa ha i requisiti per accedervi (tipicamente: SRL innovativa, costituzione recente, presentazione del business plan), consulta direttamente qonto.com alla sezione dedicata alle startup oppure contatta il customer care.Software contabili integrati per startupUna startup nei primi 24 mesi spesso opera con un consulente fiscale o un commercialista esterno, e non ha ancora un controller interno. L’integrazione tra il conto bancario e il software contabile diventa quindi cruciale per ridurre i costi della consulenza e mantenere la cassa sempre allineata.Qonto offre integrazione nativa o tramite API con i principali software contabili e gestionali italiani:Fatture in Cloud: riconciliazione automatica fatture-pagamenti, sincronizzazione clienti e fornitoriTeamSystem (Lynfa, Alyante, Polyedro): esportazione dei movimenti per i gestionali contabili professionali usati dai commercialistiZucchetti Ad Hoc / Infinity: integrazione per studi commerciali e PMI strutturateAruba Fatturazione: import dei movimenti per la riconciliazioneSage / Cegid: integrazioni internazionali utili per startup con holding o filiali estereZapier / Make (Integromat): integrazioni custom con CRM, tool di reporting (Notion, Airtable, Google Sheets) e tool BI (Looker Studio, Metabase)L’esistenza dell’integrazione e l’effettiva profondita variano nel tempo. Verifica con il tuo commercialista quale software gestionale utilizza e controlla la disponibilita aggiornata delle integrazioni nel marketplace di qonto.com.Casi d’uso praticiVediamo tre casi d’uso tipici di startup italiane che hanno scelto Qonto, per capire come le funzionalita del conto si applicano a settori diversi.Caso 1: SaaS B2B per PMI manifatturiereProfilo: SRL innovativa di Milano, 3 founder + 4 dipendenti, sviluppa una piattaforma SaaS per la manutenzione predittiva industriale. Round seed da 800K euro raccolto a inizio 2026. Esigenze: gestire 60+ subscription a tool cloud (AWS, GitHub, Linear, Figma, HubSpot), pagare gli stipendi dei dipendenti, ricevere fatture in euro dai clienti italiani e dollari da un primo cliente americano, dare carte ai 4 dipendenti per spese di trasferta e tool personali.Configurazione tipica: piano Smart Team di Qonto, 1 founder Admin con poteri pieni, 2 founder Manager con limiti di firma, 4 dipendenti Collaboratori con carte e budget mensile dedicato. Carte virtuali illimitate per gestire le 60 subscription, una carta per ciascun dipendente con budget di 500 euro/mese per tool e trasferte. Integrazione con Fatture in Cloud per la fatturazione elettronica e con TeamSystem (usato dal commercialista) per l’export contabile.Caso 2: Marketplace consumer pre-revenueProfilo: SRL innovativa di Roma, 2 founder, sta sviluppando un marketplace per artigiani locali. Pre-revenue, 0 dipendenti, capitale sociale 10K euro + 50K raccolti in pre-seed da business angel. Esigenze: massima ottimizzazione del burn rate, pagamento di freelancer (sviluppatore mobile, designer UX), pagamento di pochi tool essenziali (hosting, servizi cloud, tool di marketing).Configurazione tipica: piano base di Qonto per i primi 12 mesi, 2 founder Admin entrambi con poteri pieni, 5-6 carte virtuali per i tool principali, bonifici verso freelancer italiani ed esteri. Reportistica mensile esportata e inviata al commercialista per la chiusura. Quando arriva il round seed, upgrade a Smart Team.Caso 3: Hardware e IoT con investitori esteriProfilo: SRL innovativa di Bologna, 4 founder + 6 dipendenti, sviluppa dispositivi IoT per agricoltura di precisione. Round Serie A da 3 milioni di euro raccolto da un consorzio di VC italiani e tedeschi. Esigenze: ricevere bonifici in euro da VC italiani e in euro dai VC tedeschi via SEPA, pagare fornitori di componenti elettronici in Asia (in dollari), gestire una squadra di 6 persone con carte e budget dedicati, produrre reporting puntuale per il board.Configurazione tipica: piano Premium Team di Qonto, ruoli articolati (CEO Admin, CFO Admin con report finanziari, CTO Manager su budget tech, COO Manager su budget operations, dipendenti Collaboratori), gestione cambio valuta euro-dollaro per i pagamenti ai fornitori asiatici, integrazione con TeamSystem per il consulente fiscale e con Looker Studio (via Zapier) per le dashboard del board. FINAL CALL TO ACTIONLancia la tua startup con QontoApertura conto online subito dopo la costituzione SRL, IBAN italiano, multi-utente nativo per il team, carte virtuali illimitate per i tool SaaS, integrazione con i principali software contabili italiani.Apri Qonto per la tua startup →Link sponsorizzato – Verifica i piani aggiornati e le condizioni per startup direttamente su qonto.comDomande frequenti1. Posso aprire un conto Qonto subito dopo l’atto costitutivo della SRL?Si. Una volta firmato l’atto costitutivo dal notaio e ottenuta l’iscrizione al Registro delle Imprese (con visura camerale disponibile, anche in versione preliminare), puoi avviare l’apertura online del conto Qonto. Tipicamente l’IBAN viene rilasciato in 2-5 giorni lavorativi dalla compilazione completa del modulo. Verifica i tempi attuali su qonto.com.2. Qonto e adatto a una startup innovativa appena iscritta alla sezione speciale?Si. Qonto accetta le SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese e in alcune fasi ha proposto programmi dedicati alle startup con condizioni agevolate. Le condizioni del programma startup possono variare: verifica i benefici attualmente disponibili direttamente su qonto.com prima di aprire.3. Quali sono i documenti necessari per aprire il conto Qonto SRL?I documenti tipici sono: atto costitutivo della SRL, visura camerale recente, documento d’identita dell’amministratore che apre il conto, codice fiscale dell’amministratore, documenti dei beneficiari effettivi (soci con quota superiore al 25%). Per le startup innovative puo essere utile fornire anche il certificato di iscrizione alla sezione speciale.4. Quanto costa Qonto per una startup pre-revenue?Qonto offre piani business con canoni mensili fissi che dipendono dalle funzionalita incluse (numero utenti, numero operazioni, carte fisiche, integrazioni). Per una startup pre-revenue con 1-2 founder un piano base e tipicamente sufficiente nei primi mesi. I prezzi aggiornati e i piani disponibili sono pubblicati su qonto.com: verifica sempre direttamente prima di sottoscrivere.5. Posso ricevere un investimento in dollari o in euro da VC esteri sul conto Qonto?Si. Qonto consente bonifici in euro via SEPA da VC europei e operazioni di cambio valuta per ricevere bonifici in dollari, sterline o altre valute principali. La conversione avviene a tassi competitivi rispetto alle banche tradizionali italiane. Per round superiori al milione di euro o operazioni complesse, conviene avvisare in anticipo il customer care Qonto e produrre il term sheet o lo SHA come documentazione di supporto.6. Quanti utenti possono accedere al conto Qonto della mia startup?Il numero di utenti dipende dal piano sottoscritto. I piani per startup e team includono nativamente piu utenti con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a founder e dipendenti di accedere ciascuno con le proprie credenziali e con limiti di firma personalizzati. Per scale-up con team di 10+ persone i piani Premium Team alzano i limiti di utenti e operazioni.7. Qonto si integra con il software contabile del mio commercialista?Qonto si integra nativamente o via API con i principali software contabili italiani e internazionali: Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti, Aruba Fatturazione, Sage, Cegid, oltre a integrazioni custom via Zapier o Make. Verifica con il tuo commercialista quale gestionale utilizza e controlla nel marketplace di qonto.com se l’integrazione e disponibile e quali funzionalita include.8. Qonto e una banca? I depositi della mia SRL sono garantiti?Qonto opera in Italia come istituto di pagamento autorizzato, con normativa europea sui servizi di pagamento (PSD2) e tutela dei fondi tramite specifiche regole di segregazione (i fondi clienti sono custoditi su conti di salvaguardia presso banche regolamentate). La tutela differisce dalla classica garanzia FITD italiana fino a 100.000 euro che vale per i depositi bancari tradizionali. Per dettagli aggiornati sulla regolamentazione di Qonto e sulla tutela dei depositi, consulta la sezione legale e regolamentare di qonto.com.ConclusioneQonto si conferma nel 2026 come una delle soluzioni di conto business piu adatte alle startup italiane: apertura online subito dopo la costituzione della SRL, IBAN italiano IT, multi-utente nativo per founder e team, carte virtuali illimitate per la gestione dei tool SaaS, cambio valuta competitivo per investitori esteri e una documentazione bancaria pulita pronta per la due diligence di investitori e VC.Se hai costituito una SRL o una startup innovativa e stai valutando il conto bancario migliore per partire, il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a inquadrare correttamente la situazione fiscale e contributiva della societa, gestire la fatturazione elettronica, l’F24 e la dichiarazione dei redditi della SRL e dei soci. 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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOImposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più convenienteSe sei un lavoratore autonomo o una partita IVA in regime forfettario, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta: conviene davvero pagare l’imposta sostitutiva del 15% o, in certi casi, sarebbe meglio passare alla tassazione ordinaria IRPEF? La risposta non è sempre scontata e dipende da molti fattori: il tuo reddito, le spese che sostieni, i carichi familiari, le detrazioni a cui hai diritto.In questo articolo analizziamo nel dettaglio la differenza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria nel 2026, con esempi pratici e tabelle comparative per aiutarti a capire qual è la scelta più conveniente per la tua situazione specifica.Cos’è l’imposta sostitutiva: spiegazione sempliceL’imposta sostitutiva è una tassa unica che, come suggerisce il nome, sostituisce un insieme di imposte ordinarie. Nel caso del regime forfettario, l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi 5 anni) sostituisce tre imposte che altrimenti dovresti pagare separatamente:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFIn pratica, invece di calcolare la tua aliquota marginale IRPEF, aggiungere le addizionali regionali (che variano da regione a regione, generalmente tra lo 0,7% e il 3,33%) e quella comunale, paghi un’unica aliquota fissa applicata sul reddito imponibile forfettizzato.La base imponibile del forfettario non è il ricavo lordo, ma il reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività alla tipologia di attività svolta. Per esempio, un professionista (commercialista, avvocato, consulente) con coefficiente del 78% che incassa 50.000 euro di ricavi paga l’imposta sostitutiva su 39.000 euro (50.000 × 78%), non sull’intero importo. Come funziona la tassazione ordinaria IRPEF 2026Chi non è in regime forfettario — oppure ha superato i limiti di ricavi (85.000 euro annui, con uscita immediata a 100.000 euro) — entra nella tassazione ordinaria IRPEF. Questo sistema è basato su scaglioni progressivi: più guadagni, più alta è l’aliquota marginale che si applica sulla parte di reddito che supera la soglia.Dal 2024, con la riforma IRPEF (D.Lgs. 216/2023), gli scaglioni sono stati ridotti da quattro a tre:Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Da 0 a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%A questi scaglioni si aggiungono le addizionali regionali e comunali che, in media, portano la pressione fiscale effettiva a circa 1-3 punti percentuali in più. Tuttavia, chi è in regime ordinario può beneficiare di numerose detrazioni e deduzioni che abbassano la base imponibile o direttamente l’imposta dovuta: spese mediche, interessi sul mutuo prima casa, figli a carico, spese per istruzione, bonus edilizi e molto altro. Confronto diretto: imposta sostitutiva vs IRPEF ordinariaVediamo ora un confronto pratico tra i due sistemi, partendo da alcune premesse fondamentali.Nel regime forfettario:L’imposta è fissa al 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)Si applica sul reddito forfettizzato (ricavi × coefficiente di redditività)Non si possono dedurre le spese effettive sostenuteNon si beneficia di detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, figli, ecc.)I contributi INPS si deducono integralmente dal reddito imponibileNon si applica l’IRAP (salvo casi specifici di utilizzo di lavoro dipendente)Nel regime ordinario:L’imposta è progressiva secondo gli scaglioni IRPEF (23%, 35%, 43%)Si deducono le spese professionali effettive (cancelleria, software, affitti, trasferte, ecc.)Si beneficia di tutte le detrazioni IRPEF: spese mediche, interessi mutuo, figli a carico, ecc.Si pagano le addizionali regionale e comunalePotrebbe applicarsi l’IRAP per alcune categorie Esempio pratico 1: Consulente con ricavi 40.000 euroSupponiamo che Marco sia un consulente informatico con ricavi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Ha spese professionali effettive di circa 5.000 euro l’anno, un mutuo sulla prima casa, due figli a carico e spese mediche per 2.000 euro.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi40.000 €40.000 €Reddito imponibile (ante contributi)31.200 € (40.000 × 78%)35.000 € (40.000 – 5.000 spese)Contributi INPS (Gestione Separata 26,07%)~8.134 € (dedotti da imponibile)~8.134 € (dedotti da reddito)Reddito imponibile finale23.066 €26.866 €Imposta sul reddito3.460 € (15% su 23.066)~6.179 € (IRPEF scaglioni)Addizionali regionali/comunali0~600 €Detrazioni (mutuo, figli, spese mediche)0-2.400 € (stima)Imposta netta dovuta~3.460 €~4.379 €In questo esempio, il regime forfettario risulta più conveniente di circa 900 euro l’anno. Tuttavia, se Marco avesse detrazioni molto più elevate (ad esempio un mutuo importante, tre figli, o spese mediche significative), il vantaggio del forfettario potrebbe ridursi o addirittura invertirsi.Quando la tassazione ordinaria può essere più convenienteContrariamente a quello che si potrebbe pensare, non sempre l’imposta sostitutiva al 15% è la scelta ottimale. Esistono alcune situazioni specifiche in cui la tassazione IRPEF ordinaria può risultare più vantaggiosa. Ecco le più comuni. 1. Spese professionali elevate e realiIl regime forfettario non consente di dedurre le spese professionali effettive: vengono sostituite dal coefficiente di redditività che, nella migliore delle ipotesi, presume una quota di spese del 22% (per i professionisti con coefficiente 78%). Se le tue spese reali sono significativamente superiori alla quota forfettizzata — per esempio sei un fotografo con molte attrezzature, un medico con uno studio attrezzato, un artigiano con materiali costosi — il regime ordinario ti permette di dedurre l’eccedenza abbassando la base imponibile effettiva.Esempio: Un architetto con ricavi di 60.000 euro ha spese effettive di 20.000 euro (affitto studio, software, trasferte, assicurazione professionale). Con il forfettario, il reddito imponibile è 60.000 × 78% = 46.800 euro. Con l’ordinario è 60.000 – 20.000 = 40.000 euro. La differenza di base imponibile è 6.800 euro, che all’aliquota ordinaria del 23% vale circa 1.564 euro di risparmio.2. Detrazioni IRPEF molto elevateChi ha un mutuo consistente sulla prima casa, numerosi figli a carico, spese mediche significative, spese per istruzione o bonus edilizi importanti, nel regime ordinario può portare in detrazione queste voci direttamente dall’imposta dovuta. Nel regime forfettario, invece, nessuna di queste detrazioni è applicabile.Le principali detrazioni che si perdono nel forfettario includono:Interessi passivi sul mutuo prima casa (detrazione 19% su max 4.000 euro = fino a 760 euro/anno)Spese mediche e sanitarie (detrazione 19% sulla parte eccedente 129,11 euro)Detrazione per figli a carico oltre 21 anni (950 euro per figlio)Spese per istruzione (rette scolastiche, università)Contributi a fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro)Bonus ristrutturazioni e riqualificazione energeticaSe la somma delle detrazioni a cui hai diritto supera la differenza di imposta tra i due regimi, il regime ordinario diventa più conveniente.3. Redditi molto bassi: la no tax areaPer i lavoratori dipendenti esiste la cosiddetta “no tax area”: una fascia di reddito esente da IRPEF grazie alle detrazioni automatiche per lavoro dipendente. Analogamente, anche per i lavoratori autonomi esistono detrazioni di base che, con redditi molto bassi, possono azzerare o ridurre drasticamente l’IRPEF dovuta in regime ordinario.Se il tuo reddito annuo è molto contenuto (indicativamente sotto i 12.000-15.000 euro), la tassazione effettiva in regime ordinario potrebbe risultare inferiore al 15% dell’imposta sostitutiva forfettaria, grazie alle detrazioni per lavoro autonomo e familiari.Esempio pratico 2: quando il regime ordinario vincePrendiamo il caso di Laura, grafica freelance con ricavi di 45.000 euro, coefficiente 78%, ma con molte spese deducibili: affitto studio (6.000 euro/anno), software e abbonamenti professionali (3.000 euro), attrezzature (2.000 euro/anno), formazione (1.500 euro). Totale spese reali: 12.500 euro. Ha anche un mutuo sulla prima casa con interessi di 3.500 euro e tre figli a carico.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi45.000 €45.000 €Reddito ante contributi35.100 € (45.000 × 78%)32.500 € (45.000 – 12.500)Contributi INPS (~26,07%)~9.151 €~8.473 €Reddito imponibile netto25.949 €24.027 €Imposta lorda sul reddito3.892 € (15%)~5.526 € (23% su 24.027)Addizionali regionali/comunali0~550 €Detrazioni: mutuo (19% × 3.500)0-665 €Detrazioni: 3 figli a carico (950 × 3)0-2.850 €Altre detrazioni stimate0-400 €Imposta netta totale3.892 €2.161 €In questo scenario, la tassazione ordinaria fa risparmiare a Laura circa 1.731 euro l’anno. Il regime forfettario, apparentemente più semplice e con aliquota più bassa, in realtà comporta un onere fiscale significativamente maggiore per chi ha figli numerosi e mutuo. Il fattore contributi INPS nel confrontoUn elemento spesso trascurato nel confronto è il trattamento dei contributi INPS. In entrambi i regimi, i contributi INPS sono deducibili dal reddito imponibile ai fini dell’imposta. Tuttavia, per gli artigiani e i commercianti in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% sui contributi fissi, il che abbassa ulteriormente il carico contributivo totale nel forfettario.Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, il contributo è del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o del 24% (con altra copertura, ad esempio pensionati). Questo vale sia in regime forfettario che ordinario, quindi non cambia il confronto tra i due sistemi per questa categoria.Il caso speciale: imposta sostitutiva al 5% per le nuove attivitàPer chi avvia una nuova attività senza aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o di lavoro autonomo nella stessa forma, il regime forfettario prevede un’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni. Questo è un vantaggio enorme rispetto alla tassazione ordinaria, che difficilmente può essere compensato da detrazioni e spese deducibili.Con il 5%, l’imposta sostitutiva è così bassa che anche chi ha molte detrazioni raramente trova conveniente la tassazione ordinaria. L’unico caso in cui potrebbe valere la pena valutare l’ordinario anche durante i primi 5 anni è quello di chi ha perdite d’esercizio significative (cosa difficile da verificare nel forfettario dove si usa il coefficiente).Tabella riepilogativa: regime forfettario vs ordinario 2026CaratteristicaRegime ForfettarioRegime OrdinarioAliquota imposta5% (startup) o 15% fisso23% – 35% – 43% progressivoAddizionali regionali/comunaliNOSI (0,7% – 3,33% + comunale)IRAPNO (per la maggior parte)Dipende dall’attivitàDeduzione spese effettiveNO (solo coefficiente forfettario)SI (spese inerenti e documentate)Detrazioni IRPEF (mutuo, mediche, figli)NOSIRiduzione contributi INPS (artig./comm.)SI (-35%)NOIVANon addebitata né detrattaPieno regime IVALimite ricavi85.000 euro (100.000 uscita immediata)Nessun limiteRitenuta d’acconto ricevutaNO (esonero)SI (20%)Semplificazione contabileMassimaContabilità completaAltri fattori da considerare oltre all’impostaIl confronto tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria non riguarda solo il carico fiscale immediato. Ci sono altri aspetti importanti da valutare prima di prendere una decisione. L’IVA: un fattore spesso sottovalutatoNel regime forfettario non si applica l’IVA né sulle fatture emesse né sugli acquisti. Questo può essere un vantaggio se i tuoi clienti sono privati (consumatori finali) che non possono recuperare l’IVA: le tue tariffe appaiono più competitive. Viceversa, se lavori prevalentemente con aziende e professionisti in grado di detrarre l’IVA, la presenza o assenza di IVA in fattura non cambia il costo finale per loro.Attenzione però: se acquisti beni strumentali o servizi con IVA significativa (attrezzature, software, affitti), in regime forfettario non puoi recuperare quella IVA, che diventa un costo aggiuntivo. Questo elemento va aggiunto al calcolo complessivo di convenienza.La semplificazione contabile e i costi del commercialistaIl regime forfettario è molto più semplice da gestire: non hai l’obbligo di tenere i registri contabili tradizionali, non devi liquidare l’IVA periodicamente, e la dichiarazione dei redditi (quadro LM del Modello Redditi PF) è più snella. Questo significa costi di gestione contabile più bassi e meno tempo dedicato agli adempimenti.Chi passa al regime ordinario deve mettere in conto un aumento delle spese per il commercialista e una maggiore complessità burocratica. Questi costi — spesso tra i 1.000 e i 3.000 euro aggiuntivi l’anno rispetto al forfettario — andrebbero sottratti dal risparmio fiscale teorico per avere il vantaggio netto reale.Pensione futura e contributi previdenzialiUn aspetto strategico da non trascurare è l’impatto sulla pensione futura. I contributi INPS versati (sia in regime forfettario che ordinario) determinano il montante contributivo che concorre al calcolo della pensione con il sistema contributivo. La riduzione del 35% sui contributi fissi per artigiani e commercianti forfettari significa contributi più bassi, ma anche una pensione futura potenzialmente ridotta. Chi guarda al lungo periodo potrebbe preferire contributi pieni in regime ordinario.La questione delle perdite fiscaliIn regime forfettario non si generano perdite fiscali riportabili agli anni successivi: anche se hai spese superiori ai ricavi forfettizzati, non puoi sfruttare questo svantaggio nei periodi successivi. In regime ordinario, le perdite d’esercizio del primo triennio di attività sono riportabili integralmente negli anni successivi, e le perdite degli anni seguenti sono deducibili nei limiti dell’80% del reddito. Se stai attraversando un periodo di investimento iniziale con costi elevati, l’ordinario può offrire una migliore gestione delle perdite.Come calcolare la convenienza nel tuo caso specificoData la complessità del confronto, non esiste una risposta valida per tutti. Il calcolo di convenienza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria deve tenere conto di:Ricavi previsti e loro andamento nel tempoSpese professionali effettive confrontate con il coefficiente di redditivitàCarico familiare: figli, coniuge a carico, anziani a caricoMutuo prima casa: interessi passivi detraibiliSpese mediche e sanitarieContributi a fondi pensioneIVA non recuperabile sugli acquisti professionaliCosti aggiuntivi di gestione contabile in regime ordinarioRiduzione contributi INPS disponibile nel forfettario (solo per artigiani/commercianti)Prospettiva di lungo periodo: crescita ricavi, pensione futuraLa simulazione corretta richiede di calcolare l’imposta effettiva in entrambi i regimi, applicando tutte le detrazioni e deduzioni reali a cui hai diritto, e poi confrontare il netto finale. Questo calcolo è preciso e personalizzato: è il tipo di analisi che i professionisti del CAF Centro Fiscale eseguono quotidianamente per i propri clienti.Il check rapido: la regola del polliceSe vuoi fare una prima valutazione rapida, ecco alcuni indicatori che suggeriscono di approfondire il confronto con la tassazione ordinaria:Hai figli a carico (specialmente più di due)Hai un mutuo sulla prima casa con interessi superiori a 2.000 euro/annoLe tue spese professionali effettive superano significativamente la quota forfettizzataHai spese mediche o per disabilità rilevantiStai investendo molto nell’attività e potresti avere perdite nei primi anniI tuoi ricavi sono inferiori a 15.000-20.000 euro e hai detrazioni familiari significativeSe ti riconosci in almeno due di queste situazioni, vale la pena fare un calcolo dettagliato prima di assumere che il regime forfettario sia automaticamente più conveniente.Come si esce dal regime forfettario e si passa all’ordinarioSe hai deciso che per la tua situazione la tassazione ordinaria è più conveniente, devi sapere come funziona il passaggio. Il regime forfettario è il regime “naturale” per chi ha i requisiti: per uscirne volontariamente si applica il principio dell’opzione.Secondo le norme vigenti, chi vuole applicare la tassazione ordinaria pur avendo i requisiti per il forfettario può farlo per opzione, manifestata con il comportamento concludente (ovvero applicando l’IVA e tenendo la contabilità ordinaria) e confermata nella dichiarazione dei redditi. L’opzione ha effetto per almeno 3 anni: non puoi entrare e uscire dal forfettario ogni anno a piacimento.Al contrario, se superi il limite di ricavi di 85.000 euro (o 100.000 euro con uscita immediata), il passaggio al regime ordinario avviene automaticamente dall’anno successivo (o immediatamente per la soglia dei 100.000 euro).Prima di optare per l’uscita volontaria, è quindi essenziale essere certi che la convenienza economica del regime ordinario sia duratura e non solo relativa a un anno particolare. Domande frequenti (FAQ)L’imposta sostitutiva al 15% è sempre più conveniente dell’IRPEF?No, non sempre. Il 15% dell’imposta sostitutiva sembra basso rispetto al 23% del primo scaglione IRPEF, ma si applica su un reddito forfettizzato (coefficiente di redditività) senza poter detrarre nulla. Chi ha molte detrazioni familiari o professionali può pagare meno con la tassazione ordinaria, nonostante le aliquote apparentemente più alte.Se sono in regime forfettario posso detrarre le spese mediche?No. Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva sostituisce l’IRPEF, quindi non puoi beneficiare delle detrazioni IRPEF per spese mediche, mutuo, figli a carico o altri oneri detraibili. Questa è una delle principali limitazioni del regime agevolato.Posso uscire dal forfettario ogni anno per scegliere il regime più conveniente?No. Se esci volontariamente dal regime forfettario (pur avendo i requisiti per restare) per optare per la tassazione ordinaria, l’opzione vincola per almeno 3 anni. Non è possibile fare un confronto annuale e scegliere il regime più conveniente di volta in volta.Qual è il reddito soglia sotto il quale l’ordinario diventa conveniente?Non esiste una soglia universale: dipende dalle detrazioni disponibili e dalla categoria di attività. Indicativamente, con ricavi inferiori a 15.000-18.000 euro e detrazioni familiari significative, la tassazione ordinaria può diventare competitiva. Ma anche con ricavi più alti e spese professionali elevate, il confronto può pendere dalla parte dell’ordinario. Serve sempre una simulazione personalizzata.Se perdo i requisiti del forfettario, torno automaticamente all’IRPEF ordinaria?Sì. Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi, dall’anno successivo esci automaticamente dal regime forfettario ed entri nella tassazione ordinaria IRPEF. Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata già dall’anno in cui avviene il superamento, con obbligo di applicare l’IVA sulle operazioni successive.I contributi INPS sono deducibili anche nel regime forfettario?Sì. I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito imponibile anche nel regime forfettario, prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Per gli artigiani e i commercianti forfettari, in aggiunta, è prevista una riduzione del 35% sui contributi previdenziali fissi, che abbassa ulteriormente il carico complessivo.Conclusione: come scegliere il regime fiscale più conveniente per teLa scelta tra imposta sostitutiva al 15% del regime forfettario e tassazione ordinaria IRPEF non è mai automatica né scontata. In molti casi il forfettario è più conveniente grazie all’aliquota fissa bassa, alla semplicità contabile e all’esonero dalle addizionali. Ma esistono situazioni concrete — numerosi figli a carico, mutuo importante, spese professionali elevate, redditi bassi con detrazioni significative — in cui la tassazione ordinaria risulta più vantaggiosa anche per chi avrebbe diritto al regime agevolato.La cosa più importante da ricordare è che un confronto serio tra i due regimi richiede una simulazione personalizzata basata sulla tua situazione fiscale reale: ricavi, spese, carichi familiari, detrazioni disponibili. Non affidarti a regole generali o a calcoli approssimativi.Se vuoi capire quale regime è davvero più conveniente per la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per analizzare il tuo profilo fiscale e aiutarti a prendere la decisione migliore. I nostri esperti possono eseguire la simulazione comparativa tenendo conto di tutti i fattori rilevanti, inclusi quelli che spesso vengono trascurati nel calcolo fai-da-te.Puoi contattarci al 0432 1638640 o scriverci su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.Leggi anche: Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte e IRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioni. Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 16:07:312026-07-16 15:34:39Imposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più conveniente
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposteSe sei un contribuente in regime forfettario, luglio 2026 è un mese cruciale per la tua posizione fiscale. La scadenza del 30 luglio 2026 si avvicina rapidamente e porta con sé due adempimenti fondamentali: il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere per affrontare queste scadenze con serenità: come si calcola l’imposta, quali codici tributo usare nel modello F24, come funziona la maggiorazione dello 0,40% per chi non ha pagato a giugno, e cosa fare se hai difficoltà di liquidità.Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 per i forfettari seguono le stesse regole temporali previste per i contribuenti in regime ordinario: scadenza ordinaria il 30 giugno, con possibilità di differire al 30 luglio aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Un meccanismo pensato per dare un po’ di respiro a chi in giugno aveva meno liquidità disponibile. Prima di entrare nei dettagli numerici, però, è utile fare un passo indietro e capire di cosa stiamo parlando esattamente.Indice dei contenutiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariCos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioCome si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaCome si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaLa maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioCodici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoChi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariContributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiCosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoTabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioDomande FrequentiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariLuglio è storicamente il mese più impegnativo per chi ha una partita IVA in regime forfettario. Sul calendario fiscale di questo mese convivono diverse scadenze che, se non gestite con attenzione, possono portare a ritardi e sanzioni. Vediamo il quadro completo:La scadenza principale è quella del 30 luglio 2026, entro cui chi non ha versato le imposte entro il 30 giugno può farlo con la maggiorazione dello 0,40%. Si tratta di una finestra temporale concessa dalla legge per tutti i contribuenti, compresi i forfettari. Ma non è l’unica data da tenere a mente. Per alcuni soggetti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) o che rientrano in particolari categorie professionali, il legislatore può prevedere slittamenti straordinari su date diverse. Questi casi particolari vanno verificati anno per anno: la regola generale resta quella del 30 giugno con possibilità di proroga al 30 luglio con maggiorazione.Le imposte interessate da queste scadenze per i forfettari sono principalmente due: l’imposta sostitutiva (la tassa caratteristica del regime forfettario, che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali) e i contributi previdenziali INPS (per artigiani e commercianti). A queste si aggiungono, per chi ha collaboratori, eventuali adempimenti sul personale. In questa guida ci concentriamo sull’imposta sostitutiva e sui contributi INPS, che sono le voci che riguardano la stragrande maggioranza dei forfettari. Per approfondire il tema delle scadenze di luglio e della gestione della liquidità, ti consiglio di leggere anche il nostro articolo dedicato ai forfettari e alle scadenze fiscali di luglio 2026. Cos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioUno dei grandi vantaggi del regime forfettario è la semplicità fiscale. Chi adotta questo regime non paga l’IRPEF ordinaria (con i suoi scaglioni progressivi), né l’IRAP, né le addizionali regionale e comunale. Al loro posto esiste un’imposta sostitutiva: una tassa unica che sostituisce tutte le altre. In parole semplici, invece di dover calcolare e versare imposte separate per ogni tipo di prelievo, il forfettario calcola un’unica imposta sul proprio reddito imponibile.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata al 15% per la maggior parte dei contribuenti (art. 1 c. 64 della L. 190/2014). Esiste però un’aliquota ridotta al 5% riservata a chi avvia una nuova attività, valida per i primi 5 anni di applicazione del regime forfettario, a condizione che si tratti di una nuova attività senza aver esercitato attività d’impresa, arte o professione analoga nei 3 anni precedenti. È un incentivo significativo per chi si lancia nel mondo del lavoro autonomo o dell’imprenditoria per la prima volta.La base di calcolo dell’imposta sostitutiva non è il fatturato totale, ma il reddito imponibile, ottenuto applicando ai ricavi o compensi percepiti un coefficiente di redditività. Questo coefficiente, stabilito dalla legge in base al codice ATECO dell’attività svolta, rappresenta in modo forfettario (da qui il nome del regime) la quota di ricavi che si presume sia reddito. Il codice ATECO è il codice numerico che classifica l’attività economica: ogni attività ne ha uno specifico, e i forfettari devono indicarlo nella dichiarazione dei redditi. Per approfondire come funziona la partita IVA in regime forfettario a Udine, puoi affidarti al CAF Centro Fiscale. Come si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaIl saldo 2025 dell’imposta sostitutiva è la somma che il forfettario deve versare come conguaglio finale delle imposte relative all’anno d’imposta 2025. Si tratta dell’importo risultante dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM), al netto degli acconti già versati l’anno scorso. Vediamo passo per passo come si arriva a questo numero.Il calcolo parte dai ricavi o compensi percepiti nel 2025 (anno d’imposta di riferimento). A questi si applica il coefficiente di redditività previsto per la propria attività. Ecco i coefficienti più comuni secondo la normativa vigente (L. 190/2014, tabella allegata):Tipo di attività (macro-categoria)Coefficiente di redditivitàIndustrie alimentari e delle bevande40%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande40%Commercio ambulante di altri prodotti54%Intermediari del commercio62%Attività dei servizi di alloggio e ristorazione67%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione78%Altre attività economiche67%Costruzioni e attività immobiliari86%La formula di calcolo è la seguente: Reddito imponibile = Ricavi 2025 × Coefficiente di redditività. Da questo reddito imponibile si sottraggono i contributi previdenziali versati nell’anno (INPS o cassa professionale di appartenenza), ottenendo così la base imponibile netta. Su quest’ultima si applica l’aliquota del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi cinque anni). Il risultato è l’imposta sostitutiva lorda dovuta per il 2025.Dal totale dell’imposta lorda si detraggono gli acconti già versati nel corso del 2025 (in giugno/luglio per il primo acconto e in novembre per il secondo acconto). La differenza — positiva o negativa — è il saldo 2025. Se positiva, devi versare la differenza entro le scadenze di giugno/luglio. Se negativa, hai versato più del dovuto e potrai richiedere il rimborso oppure usare il credito in compensazione. Supponiamo che Giulia, una traduttrice freelance con ricavi 2025 pari a 40.000 euro: il suo reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Deducendo ad esempio 4.000 euro di contributi INPS gestione separata, la base netta diventa 27.200 euro. L’imposta sostitutiva al 15% sarà 4.080 euro. Se Giulia ha già versato 3.500 euro di acconti, il saldo 2025 sarà di 580 euro da versare entro il 30 luglio con la maggiorazione. Come si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaContemporaneamente al saldo 2025, i forfettari devono affrontare anche il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. Si tratta di un versamento anticipato dell’imposta che si presume dovuta per il 2026, calcolato sulla base dell’anno precedente. Questo meccanismo degli acconti esiste perché lo Stato preferisce incassare le imposte in corso d’anno, senza aspettare che il contribuente le paghi tutte in un’unica soluzione l’anno successivo.Il metodo ordinario per il calcolo degli acconti è il cosiddetto metodo storico: si prende l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 (quella indicata nella dichiarazione) e si calcola su di essa una percentuale. L’acconto totale annuo è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente. Questo acconto viene suddiviso in due rate: il primo acconto pari al 40% dell’imposta sostitutiva 2025, da versare entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione); il secondo acconto pari al restante 60%, da versare entro il 30 novembre 2026. Attenzione: se l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 è inferiore a 51,65 euro, non si è tenuti a versare gli acconti.Esiste anche il cosiddetto metodo previsionale: se prevedi che nel 2026 i tuoi ricavi saranno significativamente inferiori rispetto al 2025, puoi calcolare gli acconti sulla base dell’imposta che stimi di dover pagare per il 2026, anziché su quella del 2025. Questo metodo può far risparmiare liquidità, ma comporta un rischio: se la stima è troppo ottimistica e alla fine del 2026 l’imposta effettiva risulta maggiore di quanto hai versato come acconto, potresti dover pagare interessi e sanzioni. Per questa ragione, il metodo previsionale va adottato solo con il supporto di un esperto. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale metodo è più conveniente per la tua situazione, sia in ufficio che da remoto. Continuando con l’esempio di Giulia: la sua imposta 2025 è 4.080 euro. Il primo acconto 2026 sarà 4.080 × 40% = 1.632 euro, da versare entro il 30 luglio. La maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioSe hai saltato la scadenza del 30 giugno per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva, non è ancora troppo tardi. La legge (art. 17, comma 2, del DPR 435/2001) consente a tutti i contribuenti, compresi i forfettari, di versare entro i 30 giorni successivi alla scadenza ordinaria aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. In pratica, puoi pagare entro il 30 luglio 2026 con questo piccolo supplemento.È importante capire che questa maggiorazione dello 0,40% non è una sanzione: è semplicemente un interesse che remunera il differimento di un mese. Lo Stato ti offre tempo in più, e in cambio chiede una cifra davvero contenuta. Come puoi verificare dai seguenti esempi, l’importo aggiuntivo è spesso irrisorio rispetto all’imposta principale:Imposta sostitutiva da versareMaggiorazione 0,40%Totale da versare al 30 luglio500 euro2,00 euro502,00 euro1.000 euro4,00 euro1.004,00 euro2.000 euro8,00 euro2.008,00 euro3.500 euro14,00 euro3.514,00 euro5.000 euro20,00 euro5.020,00 euroLa maggiorazione va calcolata separatamente su ogni importo che stai differendo: se devi versare sia il saldo 2025 che il primo acconto 2026, calcoli lo 0,40% su ciascuno dei due importi (non sulla loro somma). Il risultato pratico è lo stesso, ma tecnicamente si tratta di due versamenti distinti con due codici tributo diversi. La scadenza del 30 luglio 2026 cade di giovedì: un giorno lavorativo normale, che non slitta ad alcuna data successiva. Ti consigliamo di organizzarti con qualche giorno di anticipo per non rischiare di perdere anche questa seconda finestra. Per approfondire come funziona la maggiorazione dello 0,40% IRPEF di luglio 2026 in senso generale, leggi il nostro articolo dedicato. Codici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoPer versare correttamente il saldo e l’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario, devi compilare il modello F24 con i codici tributo corretti. Usare il codice sbagliato può portare a versamenti non correttamente imputati, con successivi accertamenti o richieste di regolarizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. I codici tributo specifici per l’imposta sostitutiva dei forfettari sono:Tipo versamentoCodice tributoAnno di riferimentoSaldo imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17902025Primo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17922026Secondo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17912026Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “codice tributo”. Nell’anno di riferimento va indicato l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento: per il saldo 2025, scrivi 2025; per il primo acconto 2026, scrivi 2026. L’errore più comune è invertire i codici 1790 e 1792, oppure indicare l’anno sbagliato: si consiglia di far compilare il modello F24 dal proprio consulente fiscale o dal CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di compilare e inviare il modello F24 per te, in modo che non ci siano errori. Per un quadro completo di tutti i codici tributo che ti possono riguardare come forfettario, leggi la nostra guida ai codici tributo F24 2026.Una precisazione importante: i codici tributo 1790, 1791 e 1792 riguardano l’imposta sostitutiva, ovvero la tassa sui redditi. Non vanno confusi con i codici per i contributi INPS (che sono diversi e che vedremo nel prossimo paragrafo) né con quelli per la marca da bollo sulle fatture (2521-2524). Il modello F24 va presentato esclusivamente per via telematica: se non disponi di un PIN INPS o credenziali Fisconline, puoi rivolgerti al CAF che lo invia per tuo conto.Chi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariPer chi ha difficoltà a pagare in un’unica soluzione, esiste la possibilità di rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva. La rateizzazione è consentita dalla normativa e permette di suddividere l’importo dovuto in un massimo di rate mensili, con aggiunta di un interesse mensile dello 0,33% sulle rate successive alla prima. Questo meccanismo si applica sia al saldo 2025 che al primo acconto 2026.La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (30 giugno) o con la maggiorazione dello 0,40% entro il 30 luglio. Le rate successive scadono il giorno 16 di ciascun mese, fino a un massimo di giugno dell’anno successivo. Il numero massimo di rate dipende da quando si inizia: chi inizia a luglio può rateizzare fino a novembre 2026 (5 rate), chi inizia a giugno può avere fino a 6 rate. Immagina che Roberto, un artigiano forfettario, debba versare in totale 3.000 euro tra saldo e acconto. Optando per la rateizzazione a partire da luglio, può suddividere in 5 rate mensili da circa 600 euro ciascuna, con un piccolo interesse aggiuntivo. Questo gli consente di non svuotare il conto corrente in un unico momento.Un aspetto importante: la rateizzazione non si applica al secondo acconto di novembre, che deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Inoltre, in caso di mancato pagamento di una o più rate, decade il beneficio della dilazione e l’intero importo diventa immediatamente dovuto. Per scegliere la scelta più adatta alla tua situazione finanziaria e fiscale, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine, disponibile sia in ufficio a Viale Giuseppe Tullio 13 che online in tutta Italia. Contributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiOltre all’imposta sostitutiva, i forfettari che svolgono attività di artigiano o commerciante iscritti alla gestione artigiani/commercianti INPS devono prestare attenzione anche alle scadenze INPS che si sovrappongono al calendario di luglio. Si tratta di adempimenti distinti dall’imposta sostitutiva, ma che possono impattare la liquidità nello stesso periodo.I contributi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario godono di una riduzione del 35% sull’aliquota ordinaria (art. 1 c. 77 L. 190/2014). L’aliquota ordinaria per artigiani e commercianti nel 2026 è del 24,48%, che con la riduzione del 35% scende a circa il 15,91%. I contributi si calcolano sul reddito imponibile del regime forfettario, ossia sui ricavi al netto del coefficiente di redditività e dei contributi stessi (con un meccanismo circolare che nella pratica si risolve con un calcolo iterativo o mediante le tabelle INPS). È presente un contributo minimale annuo pari a circa 4.200 euro, da versare indipendentemente dal reddito prodotto: chi guadagna poco deve comunque coprire questo minimale. Per tutti i dettagli sui contributi INPS di artigiani e commercianti con partita IVA forfettaria, consulta il nostro articolo sul saldo e acconto contributi INPS 2026.I professionisti senza cassa di categoria (medici, avvocati, ingegneri ecc. già iscritti alle rispettive casse previdenziali NON sono tenuti alla gestione separata INPS come tali) e chi svolge attività di lavoro autonomo puro versano invece i contributi alla gestione separata INPS, con aliquota del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o 24% (con altra copertura). Questi contributi si pagano sempre tramite modello F24, ma con codici tributo diversi da quelli dell’imposta sostitutiva (codici 1840 per i contributi gestione separata). Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica della tua posizione previdenziale e nella compilazione dei modelli.Cosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoSe il 30 luglio 2026 passa senza che tu abbia versato l’imposta sostitutiva e la maggiorazione, non significa che sei perduto: esiste lo strumento del ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare i versamenti omessi con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie. Prima ci si ravvede, meno si paga. Questo principio è sancito dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, che disciplina le modalità e i termini del ravvedimento.Le sanzioni del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo è passato dalla scadenza. Il D.Lgs. 87/2024 ha aggiornato le regole applicabili alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 in poi. Per un versamento omesso, la sanzione base è pari al 25% dell’imposta non versata. Grazie al ravvedimento, questa sanzione si riduce drasticamente:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione di 0,0833% per ogni giorno di ritardo (art. 13 c. 1 lett. a-bis D.Lgs. 472/97, post D.Lgs. 87/2024)Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione fissa pari a 1,25% dell’imposta (1/10 della sanzione base 25%)Ravvedimento intermedio (dal 31° al 90° giorno): sanzione fissa pari a 1,39% dell’imposta (1/9 della sanzione base 25%)Ravvedimento lungo (oltre 90 giorni, entro 1 anno): sanzione fissa pari a 3,125% dell’imposta (1/8 della sanzione base 25%)Ravvedimento biennale (oltre 1 anno, entro 2 anni): sanzione fissa pari a 3,572% dell’imposta (1/7 della sanzione base 25%)A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali calcolati sull’importo non versato per i giorni di ritardo. Conviene sempre regolarizzare il prima possibile: più si aspetta, più la sanzione cresce. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza per il ravvedimento operoso: calcoliamo insieme l’esatto importo dovuto (imposta + sanzione + interessi) e compiliamo il modello F24 corretto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121, sia di persona a Udine che online da tutta Italia. Tabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioPer aiutarti a orientarti rapidamente, abbiamo raccolto tutte le informazioni principali in tre tabelle riepilogative. Tienile come riferimento rapido per non perdere nessuna scadenza.Tabella 1 — Scadenze luglio 2026 per i forfettariAdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo imposta sostitutiva 202530 giugno 202630 luglio 2026Primo acconto imposta sostitutiva 2026 (40%)30 giugno 202630 luglio 2026Saldo contributi INPS artigiani/commercianti 202530 giugno 202630 luglio 2026Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 (60%)—30 novembre 2026Tabella 2 — Codici tributo F24 per il regime forfettarioCodice tributoDescrizioneSezione F241790Saldo imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1792Primo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1791Secondo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1840Contributi INPS gestione separataINPS2521-2524Imposta di bollo fatture elettronicheErarioTabella 3 — Esempio di calcolo completo (professionista forfettario)VoceEsempio (ricavi 2025: 35.000 euro)Ricavi 202535.000 euroCoefficiente di redditività (professionisti: 78%)× 78% = 27.300 euroContributi INPS gestione separata (da sottrarre)– 2.800 euro (stima)Base imponibile netta= 24.500 euroImposta sostitutiva 15%= 3.675 euroAcconti già versati nel 2025– 3.200 euroSaldo 2025 (cod. 1790)= 475 euroPrimo acconto 2026 al 40% (cod. 1792)= 3.675 × 40% = 1.470 euroTotale da versare al 30 luglio1.945 euro (+ maggiorazione 0,40% se differito da giugno)Domande FrequentiEntro quando i forfettari devono versare il saldo 2025 e il primo acconto 2026?La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026. Chi non ha pagato entro quella data può farlo entro il 30 luglio 2026 aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Dopo il 30 luglio si incorre in sanzioni e si deve ricorrere al ravvedimento operoso.Qual è l’aliquota dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario?L’aliquota standard è del 15% sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività − contributi previdenziali). Per chi avvia una nuova attività, nei primi 5 anni si applica un’aliquota ridotta al 5%, a condizione di non aver esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti.Quali codici tributo si usano nel modello F24 per i forfettari?I codici tributo per l’imposta sostitutiva del regime forfettario sono: 1790 per il saldo (anno 2025), 1792 per il primo acconto (anno 2026), 1791 per il secondo acconto (anno 2026). Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, indicando l’anno di riferimento corretto.Posso rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva?Sì, è possibile rateizzare in rate mensili con un interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi inizia da luglio può avere fino a 5 rate (luglio-novembre). Il secondo acconto di novembre non può essere rateizzato e va versato in un’unica soluzione.Cosa succede se un forfettario non paga entro il 30 luglio?Scatta l’obbligo del ravvedimento operoso: oltre all’imposta dovuta, si aggiungono interessi legali e una sanzione ridotta che va da 0,0833% al giorno (ravvedimento sprint, entro 14 giorni) al 3,572% (entro 2 anni). Prima si regolarizza, meno si paga. Il CAF Centro Fiscale può calcolare l’esatto importo e compilare il modello F24 per il ravvedimento.I contributi INPS dei forfettari hanno una scadenza diversa dall’imposta sostitutiva?No, le scadenze sono generalmente allineate: anche i contributi INPS di artigiani e commercianti forfettari seguono le stesse date dell’imposta sostitutiva (30 giugno ordinario, 30 luglio con maggiorazione). I codici tributo sono però diversi: per la gestione separata si usa il codice 1840.Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario, il calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri esperti si occupano di tutto: dal calcolo dell’imposta alla compilazione del modello F24, fino all’invio telematico. Affidati a noi per evitare errori costosi e dormire sonni tranquilli. Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 16, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 15:07:312026-07-16 15:27:09Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte
Finanza & Servizi, Polizze ProfessionistiRC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026La RC professionale per avvocati e’ diventata obbligatoria con il D.L. 13 agosto 2011 n. 138, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011 n. 148, che all’articolo 3, comma 5, lettera e) ha introdotto l’obbligo per tutti gli ordini professionali di prevedere l’assicurazione obbligatoria per i propri iscritti. Per la categoria forense, il dettaglio operativo e’ disciplinato dalla Legge 247/2012 (nuovo ordinamento forense) e dal Regolamento del Consiglio Nazionale Forense (CNF).Questo articolo guida gli avvocati nelle scelte assicurative del 2026: quale polizza scegliere, quali massimali garantire, come funziona la polizza CNF collettiva e quando conviene quella individuale.Quadro normativo: D.L. 138/2011 e Legge 247/2012L’obbligo assicurativo per gli avvocati si articola su due livelli normativi:D.L. 138/2011 art. 3 c. 5 lett. e): norma quadro che impone a tutti gli ordinamenti professionali di prevedere l’obbligo di assicurazione per la responsabilita’ civile derivante dall’esercizio dell’attivita’ professionale, a tutela del clienteLegge 31 dicembre 2012 n. 247 (nuovo ordinamento forense): all’art. 12 rende esplicito l’obbligo assicurativo per gli avvocati iscritti all’albo e delega al CNF la fissazione dei requisiti minimi della polizzaRegolamento CNF: il Consiglio Nazionale Forense ha emanato specifico regolamento (aggiornato periodicamente) che fissa massimali minimi, clausole obbligatorie e le caratteristiche della polizza collettiva CNFMassimali minimi per la RC professionale avvocatoIl Regolamento CNF stabilisce i massimali minimi che ogni polizza deve garantire. I valori indicativi per il 2026, conformemente alle disposizioni vigenti del CNF, sono:VoceMassimale minimoPer sinistro500.000 euroPer anno di polizza1.000.000 euroRetroattivita’Almeno 10 anni (raccomandato: illimitata)Postuma (tail coverage)Almeno 10 anni dalla cessazioneI massimali sono quelli minimi previsti dalla normativa e dal regolamento CNF vigente. Si consiglia di verificare l’aggiornamento piu’ recente sul sito ufficiale CNF (consiglionazionaleforense.it) e di valutare massimali superiori in base al tipo di pratica svolta.Polizza CNF collettiva vs polizza individualeL’avvocato ha due strade principali per adempiere all’obbligo assicurativo:Polizza CNF collettivaIl CNF ha stipulato una polizza collettiva per tutti gli iscritti all’albo, accessibile tramite i Consigli dell’Ordine territoriali. Caratteristiche:Premio base relativamente contenuto per chi svolge attivita’ a basso rischio (consulenza standard, contrattualistica ordinaria)Massimali standard definiti dal CNFEstensioni disponibili tramite supplementi di premioGestita tramite il proprio Ordine forense di appartenenzaPolizza individualeL’avvocato puo’ stipulare in alternativa (o in aggiunta) una polizza individuale con una compagnia assicurativa a propria scelta. Questa soluzione e’ spesso preferibile quando:Si svolge attivita’ ad alto rischio (diritto penale, contenzioso tributario elevato, operazioni societarie complesse)Si ha necessita’ di massimali piu’ elevati rispetto al minimo CNFSi desidera personalizzare le clausole (franchige, tutela legale, estensioni territoriali)Si e’ soci di uno studio legale strutturato che necessita di polizza di studio con massimali aggregatiClausola claims made e tail coverage per avvocatiCome per tutte le polizze professionali, anche quella forense funziona secondo il meccanismo claims made: la polizza copre le richieste di risarcimento presentate durante la vigenza contrattuale, indipendentemente da quando e’ avvenuto il fatto generatore del danno.Il tail coverage (postuma decennale) e’ cruciale per l’avvocato che:Va in pensione o cessa l’attivita’ forenseCambia compagnia assicurativaViene cancellato dall’albo per qualsiasi motivoSenza postuma, le richieste di risarcimento relative a pratiche gestite negli anni precedenti potrebbero non essere coperte dalla nuova polizza o dall’assenza di copertura dopo la cessazione.Costi orientativi della polizza RC avvocato nel 2026I premi della RC professionale forense dipendono dalla tipologia di attivita’, dall’anzianita’ e dalla compagnia. Valori puramente indicativi di mercato per il 2026:Profilo avvocatoPremio annuo indicativoAvvocato collaboratore / giovane professionista400 – 900 euro/annoAvvocato con studio individuale (diritto civile)800 – 2.000 euro/annoAvvocato penalista / tributarista con clientela elevata2.000 – 5.000+ euro/annoStudio legale associato (polizza di studio)Da 3.000 euro/anno in suValori indicativi 2026. Il premio effettivo dipende dal massimale scelto, dalla compagnia, dalla tipologia di clientela e dall’eventuale sinistrosita’ pregressa. Confronta sempre piu’ preventivi.Deducibilita’ fiscale del premio RC professionaleIl premio della polizza RC professionale e’ deducibile fiscalmente come spesa professionale:Regime ordinario: deduzione integrale come costo inerente all’attivita’ professionale (art. 54 TUIR)Regime forfettario: la deducibilita’ e’ gia’ incorporata nel coefficiente di redditivita’ del 78% previsto per avvocati. Non e’ possibile dedurre le spese analiticamenteFAQ: domande frequenti sulla RC avvocatoPosso usare solo la polizza CNF collettiva?Si’, se i massimali e le coperture della polizza CNF collettiva sono sufficienti per la tua attivita’. Per avvocati con attivita’ a basso rischio e clientela media, la polizza collettiva e’ spesso sufficiente e conveniente.L’obbligo vale anche per i praticanti avvocati?I praticanti avvocati non iscritti all’albo non hanno l’obbligo formale. Tuttavia, chi svolge attivita’ in autonomia e’ esposto a rischi e alcune strutture richiedono comunque una copertura. Con l’abilitazione e l’iscrizione all’albo scatta l’obbligo.Quanto costa aggiungere la tutela legale alla polizza?La tutela legale (copertura delle spese di difesa in caso di procedimento penale per malpractice professionale) e’ spesso disponibile come modulo aggiuntivo, con costi variabili da 100 a 500 euro/anno in piu’ rispetto al premio base.ConclusioneLa RC professionale per avvocati e’ un obbligo di legge sin dal D.L. 138/2011, rafforzato dalla Legge 247/2012 e dal Regolamento CNF. Scegliere la copertura giusta, con massimali adeguati alla propria attivita’ e tail coverage decennale, e’ essenziale per proteggersi da richieste di risarcimento che possono arrivare anche anni dopo la conclusione di una pratica.Consulta il sito del tuo Ordine forense territoriale per accedere alla polizza CNF collettiva e confrontala con offerte individuali tramite un broker specializzato in polizze professionali.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 12:30:002026-06-02 08:13:09RC professionale avvocati: obblighi e coperture nel 2026
INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATOINAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori AgricoliChi lavora nei campi e a rischio infortuni e malattie professionali specifiche del settore agricolo. L’INAIL gestione agricoltura offre una tutela assicurativa dedicata, con regole e premi diversi rispetto all’industria o al settore dei servizi. Scopri chi e obbligato all’iscrizione, come vengono calcolati i premi 2026 e quali tutele spettano in caso di infortunio o malattia professionale agricola.Chi e Assicurato con INAIL AgricolturaL’assicurazione INAIL in agricoltura e disciplinata dal D.P.R. 1124/1965 (per la parte relativa ai lavoratori agricoli dipendenti) e dal D.Lgs. 38/2000 per le specificita della gestione. I soggetti obbligatoriamente assicurati sono:Datori di Lavoro e Lavoratori Dipendenti AgricoliOperai a Tempo Indeterminato (OTI): lavoratori agricoli con contratto stabile (braccianti fissi)Operai a Tempo Determinato (OTD): braccianti stagionali, lavoratori per campagnaCompartecipanti: chi percepisce parte del prodotto del fondo agricolo in luogo del salarioColtivatori Diretti, IAP e ColoniColtivatori diretti: che lavorano direttamente il fondo con prevalente lavoro proprio e della famigliaImprenditori Agricoli Professionali (IAP): ai sensi del D.Lgs. 99/2004Mezzadri: lavoratori con contratto di mezzadria (forma contrattuale in estinzione ma ancora presente)Coloni: simili ai mezzadri, con diverse forme di compartecipazioneSoci e associati di cooperative agricole che svolgono attivita agricola direttaFamiliari CoadiuvantiI familiari coadiuvanti del coltivatore diretto che collaborano nell’attivita agricola sono assicurati INAIL obbligatoriamente. Questo include coniuge, figli e altri familiari che lavorano in modo continuativo nel fondo, anche senza un contratto formale. Come Funzionano i Premi INAIL in AgricolturaA differenza dell’industria (dove il premio INAIL e calcolato sulle retribuzioni effettive), in agricoltura il sistema e diverso e varia in base alla categoria di lavoratore:Premi per Lavoratori Dipendenti Agricoli (OTI/OTD)Per i braccianti (OTI e OTD), i premi INAIL vengono calcolati su retribuzioni convenzionali fissate annualmente con decreto ministeriale, non sulle retribuzioni effettive. Le retribuzioni convenzionali vengono aggiornate periodicamente dal Ministero del Lavoro di concerto con l’INAIL.Il premio e quindi: retribuzione convenzionale annua x tasso INAIL per voce di rischio. Il tasso varia in base al tipo di lavorazione svolta (colture intensive, allevamento, uso macchinari, ecc.).Premi per Coltivatori Diretti, IAP e FamiliariPer coltivatori diretti, IAP, mezzadri, coloni e familiari coadiuvanti, il premio INAIL e determinato su base convenzionale differente: viene calcolato tenendo conto della superficie del fondo, della tipologia di coltura e del numero di giornate lavorative convenzionali attribuite per ettaro.In pratica, l’INAIL assegna un numero convenzionale di giornate lavorative per ettaro coltivato (diversificato per tipo di coltura) e applica su queste il premio assicurativo. Il versamento avviene solitamente in due rate annuali. Tutele in Caso di Infortunio AgricoloLe tutele INAIL in caso di infortunio per i lavoratori agricoli seguono gli stessi principi generali (indennizzo temporanea, indennizzo permanente, rendita per danni gravi) ma con alcune specificita:Infortunio sul lavoro agricolo: gli stessi requisiti dell’industria — causa violenta, in occasione del lavoro. Include infortuni con macchinari, cadute, colpi di calore estiviIndennizzo temporanea: dal 4° giorno, 60% della retribuzione convenzionale dal 4° al 90° giorno, 75% dal 91° giornoIndennizzo permanente: scala da 6% a 100% di danno biologico, con gli stessi criteri dell’industriaEsempio Pratico: Infortunio del TrattoristaMario, OTI con contratto a tempo indeterminato, si infortuna cadendo dal trattore durante le operazioni di aratura. L’infortunio avviene in occasione del lavoro e con causa violenta (la caduta). Percorso:Il datore denuncia l’infortunio all’INAIL entro 2 giorni dal certificato medico (48 ore)Primi 3 giorni: a carico del datore (carenza)Dal 4° giorno: INAIL versa l’indennita temporanea (60% retribuzione convenzionale)In caso di danni permanenti: visita medica INAIL per quantificare la percentuale di danno biologicoCon danno >= 6%: indennizzo capitale o renditaMalattie Professionali Agricole: Le SpecificitaIl D.P.R. 336/1994 elenca le malattie professionali tabellate specifiche dell’agricoltura. Le principali categorie a rischio in agricoltura includono:Malattie da pesticidi e fitofarmaci: avvelenamenti cronici da sostanze chimiche usate in agricolturaLeptospirosi: malattia batterica contratta nelle risaie o in aree umideDermatosi professionali: reazioni allergiche a piante, terra, prodotti chimiciMalattie da vibrazioni (HAV): uso prolungato di trattori e macchinari agricoli vibrantiIpoacusia da rumore: esposizione a macchinari rumorosi senza adeguata protezionePer i dettagli completi sulla procedura di riconoscimento e le tabelle malattie professionali, leggi: Malattia Professionale 2026: Tabelle INAIL, Riconoscimento e Indennizzo. Coordinamento con Prestazioni INPS AgricolaLe tutele INAIL si affiancano alle prestazioni INPS specifiche per il settore agricolo:Disoccupazione agricola (DISO-AGRI): per i braccianti che perdono il lavoro — diversa dalla NASPI ordinariaPensione per coltivatori diretti e IAP: gestione separata INPS agricolaAssegno unico universale: spetta anche ai lavoratori agricoli con figli a caricoIl Patronato conosce in profondita il sistema previdenziale agricolo e puo aiutarti a coordinare le diverse prestazioni INAIL e INPS a cui hai diritto.Bando ISI INAIL: Contributi per la Sicurezza in AgricolturaL’INAIL gestisce annualmente il bando ISI (Incentivi alle Imprese), che prevede contributi a fondo perduto per le aziende agricole che investono in sicurezza e prevenzione degli infortuni (macchinari sicuri, protezioni, formazione). Il bando ISI Agricoltura e una delle misure piu richieste dalle aziende del settore.FAQ — Domande Frequenti su INAIL e AgricolturaDevo iscrivermi io all’INAIL se sono coltivatore diretto?Si, come coltivatore diretto hai l’obbligo di iscriverti alla gestione assicurativa INAIL agricoltura. L’iscrizione avviene tramite il portale INAIL o con l’assistenza del Patronato/CAF. I premi vengono comunicati dall’INAIL in base ai dati dichiarati sul fondo coltivato.Se lavoro saltuariamente in campagna con mio padre (coltivatore diretto), sono assicurato?Se collabori in modo continuativo (non episodico) nell’azienda di tuo padre, sei considerato familiare coadiuvante e devi essere assicurato INAIL. L’assicurazione copre anche te in caso di infortunio durante il lavoro in campagna.L’infortunio durante la vendemmia e coperto INAIL anche se bracciante stagionale?Si, gli OTD (braccianti stagionali) sono assicurati INAIL per tutta la durata del contratto stagionale. Un infortunio durante la vendemmia e pienamente coperto, purche il datore abbia regolarmente comunicato la prestazione di lavoro.Hai Bisogno di Assistenza INAIL in Agricoltura?Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori agricoli in tutte le pratiche INAIL: iscrizione, denuncia infortuni, domande di indennizzo, riconoscimento malattie professionali agricole. Il servizio e gratuito. Contattaci per un appuntamento.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 10:30:002026-06-14 22:12:01INAIL Agricoltura 2026: Assicurazione Obbligatoria, Premi e Tutele per Lavoratori Agricoli
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Content Creator e Influencer 2026: YouTuber, TikToker, Brand DealFai contenuti su YouTube, TikTok, Instagram o un blog? Hai iniziato a guadagnare con sponsorizzazioni, affiliate marketing, AdSense o brand partnership e non sai come gestire il lato fiscale?Questo articolo e’ la guida completa sulla partita IVA per content creator nel 2026: quando e’ obbligatoria, quale codice ATECO usare, come si tassa il reddito da YouTube o TikTok, e come fatturare correttamente alle aziende per le sponsorizzazioni.Quando un content creator deve aprire la partita IVA La risposta dipende da quanto guadagni e dalla continuita’ dell’attivita’:Sotto i 5.000 euro netti l’anno, attivita’ occasionale: puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale, senza P.IVA. Ma questo richiede che l’attivita’ non sia continuativa e organizzata.Sopra i 5.000 euro netti l’anno, oppure attivita’ continuativa: la partita IVA diventa obbligatoria, anche se guadagni meno di 5.000 euro ma pubblichi regolarmente e in modo organizzato.Redditi da AdSense YouTube o TikTok (piattaforme estere): anche questi concorrono al calcolo. Se la somma di tutti i proventi da contenuti supera la soglia, serve P.IVA.La tendenza dell’Agenzia delle Entrate e’ quella di considerare l’attivita’ di content creation come abituale (e quindi con obbligo P.IVA) quando c’e’ una programmazione regolare, un canale con follower, e guadagni anche modesti ma costanti.Codice ATECO per content creator e influencer Non esiste (ancora) un codice ATECO ufficiale per “content creator” o “influencer”. I codici piu’ usati sono:Codice ATECODescrizionePer chi73.11.02Conduzione di campagne pubblicitarieInfluencer, content creator che fa prevalentemente collaborazioni commerciali, sponsorizzazioni, branded content90.03.09Altre creazioni artistiche e letterarieCreator con forte componente artistica/creativa (video artisitici, fotografi, musicisti, artisti digitali)59.11.00Produzione di film, video e programmi televisiviYoutuber con canale video strutturato come produzione professionaleLa scelta piu’ diffusa: la maggior parte dei content creator sceglie 73.11.02 perche’ la parte prevalente del guadagno viene da sponsorizzazioni e collaborazioni pubblicitarie. Il coefficiente di redditivita’ nel forfettario e’ 78%.Come si tassano i guadagni da YouTube, TikTok e piattaforme estere Hai una partita IVA italiana e ricevi pagamenti da YouTube (Google LLC, USA) o TikTok (ByteDance, Cina)? Ecco come funziona:Guadagni AdSense YouTubeYouTube paga tramite Google AdSense. Se hai P.IVA italiana in regime forfettario:Devi inserire la tua partita IVA nelle impostazioni AdSense (sezione “Pagamenti → Profilo pagamenti”)Google non applica la ritenuta alla fonte USA se fornisci il codice fiscale/P.IVA italiana tramite il modulo W-8BEN-E (o W-8BEN per persona fisica)I pagamenti da AdSense sono fuori campo IVA in Italia (art. 7-ter, servizi a committente UE o extra-UE) — non emetti fattura a Google, il pagamento e’ automatico da AdSenseDichiari i proventi nel Modello Redditi PF, quadro LM (forfettario) come ricavi da attivita’ professionaleGuadagni TikTok Creator Fund / TikTok LIVEI pagamenti TikTok seguono un meccanismo simile. Inserisci la P.IVA nella sezione Creator Center. I proventi vengono dichiarati come ricavi da attivita’ professionale nel forfettario.Monitoraggio fiscale conti esteriSe utilizzi conti PayPal esteri o conti bancari esteri per ricevere i pagamenti dalle piattaforme, potresti avere obblighi di monitoraggio fiscale (quadro W del Modello Redditi PF). Verifica con il tuo consulente se i saldi superano le soglie di segnalazione.Come fatturare le sponsorizzazioni e brand deal Le collaborazioni pagate con brand italiani (post sponsorizzati, reel con tag #adv, video YouTube con menzione prodotto) si fatturano come normale prestazione professionale in regime forfettario:Nessuna IVA (regime forfettario)Dicitura in fattura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”Nessuna ritenuta d’acconto (da specificare): “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”Marca da bollo 2 euro se l’importo supera 77,47 euroBrand deal con aziende estere UE o extra-UE: se l’azienda committente e’ in un altro Paese, la prestazione e’ fuori campo IVA art. 7-ter. Non applichi IVA e non applichi la dicitura forfettario sull’IVA (perche’ comunque non ci sarebbe IVA). Inserisci la dici tura “operazione fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/72”.Affiliate marketing e commissioni: come si dichiarano Le commissioni da affiliate marketing (es. Amazon Associates, Booking, Awin, ShareASale) sono proventi da attivita’ professionale e vanno dichiarati nel forfettario. Di solito le piattaforme di affiliate versano automaticamente, senza che tu emetta fattura. I proventi vengono comunque dichiarati nel quadro LM.Anche i proventi da link affiliati, codici sconto sponsorizzati e link acquisto prodotti vanno tutti sommati ai ricavi forfettari. Non dimenticate di tenere traccia di tutti i pagamenti ricevuti durante l’anno, anche quelli piccoli.Regime forfettario per content creator: i numeri Soglia ricavi per rimanere nel forfettario: 85.000 euro/annoSe sei anche dipendente: reddito dipendente anno precedente max 35.000 euroAliquota imposta sostitutiva: 5% i primi 5 anni, poi 15%Coefficiente redditivita’ (ATECO 73.11.02): 78%Contributi GS INPS (senza altra copertura): 26,07% sul reddito imponibileEsempio — Content creator con 20.000 euro di ricavi totali (AdSense + sponsor + affiliate):Reddito imponibile forfettario: 20.000 x 78% = 15.600 euroContributi GS INPS al 26,07%: ~4.067 euroImponibile imposta: 15.600 – 4.067 = 11.533 euroImposta sostitutiva 5% (se nei primi 5 anni): ~577 euroImposta sostitutiva 15% (dopo 5 anni): ~1.730 euroTotale (dopo 5 anni): circa 5.797 euro su 20.000 euro di ricaviDomande frequenti Ricevo prodotti gratis dagli sponsor: devo dichiararli?Se ricevi prodotti in cambio di una recensione o post (barter/gifting), tecnicamente hai ricevuto un compenso in natura. Se il valore dei prodotti e’ significativo e c’e’ un obbligo contrattuale a pubblicare, si tratta di reddito imponibile da valutare con il commercialista. Per prodotti di piccolo valore e senza contratti formali, la prassi e’ generalmente piu’ tollerante, ma il quadro normativo resta ambiguo.Posso usare la soglia dei 5.000 euro anche per le collaborazioni con brand?La soglia dei 5.000 euro per la prestazione occasionale si applica se l’attivita’ e’ genuinamente occasionale (non strutturata, non ripetuta). Se hai un canale attivo con sponsorizzazioni regolari, non si puo’ sostenere che sia un’attivita’ occasionale. L’obbligo di P.IVA scatta con l’abitualita’, non solo con l’importo.Differenza tra content creator e influencer marketing: cambia qualcosa fiscalmente?No, fiscalmente la distinzione tra “content creator” e “influencer” non esiste. Entrambi rientrano nella stessa categoria di lavoratori autonomi che producono contenuti e ottengono compensi da terzi (piattaforme o brand). Il trattamento fiscale e’ identico.Questo articolo si differenzia da quello sugli influencer: quali sono le differenze?Abbiamo anche una guida specifica su Influencer e Partita IVA 2026 che approfondisce gli aspetti legali e pubblicitari (obbligo hashtag #adv, codice di autodisciplina). Questa guida si focalizza invece sugli aspetti operativi: codici ATECO, calcolo tasse, piattaforme estere, affiliate marketing.ConclusioneFare il content creator con partita IVA nel 2026 e’ piu’ semplice di quanto sembri. Il regime forfettario copre la stragrande maggioranza dei creator italiani con ricavi sotto gli 85.000 euro. La tassazione e’ contenuta (5-15% su una base ridotta), e la burocrazia e’ minima.I punti fondamentali: tieni traccia di TUTTI i proventi (AdSense, sponsor, affiliate, gifting monetizzabile), apri la P.IVA non appena l’attivita’ diventa continuativa, iscriviti alla Gestione Separata INPS, e compila correttamente il Modello Redditi (quadro LM).Vuoi capire come ottimizzare la tua situazione fiscale come creator? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata senza impegno.Leggi anche: Influencer e Partita IVA: Guida Fiscale 2026 | NFT e Tasse 2026 | Esigibilita’ IVA nel Forfettario 2026Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-06-14 18:38:54Partita IVA Content Creator e Influencer 2026: YouTuber, TikToker, Brand Deal
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOFatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe AggiornateIndice dei contenutiL’ostetrica come professione sanitaria 2026Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioSistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteVisita domiciliare: gestione fattura e detrazioneBollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaSoftware di fatturazione consigliati per ostetricheCassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026FAQ sulla fatturazione ostetrica 2026La fatturazione ostetrica 2026 richiede attenzione a una serie di adempimenti specifici che ogni ostetrica libera professionista deve conoscere: dal Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) al divieto permanente di emettere fatture elettroniche via SdI verso i pazienti privati, fino alla scelta del regime fiscale più vantaggioso e all’iscrizione alla giusta cassa previdenziale. Se hai aperto o stai per aprire la partita IVA come ostetrica, devi sapere che dal 2026 sono entrate definitivamente a regime alcune regole importanti, come il DLgs 81/2025 che rende permanente il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie verso privati. In questa guida pratica sulla fatturazione ostetrica 2026 analizziamo ogni aspetto: regime forfettario o ordinario, tariffe medie del mercato, bollo, software consigliato e contributi previdenziali. Per approfondire l’apertura partita IVA, leggi anche la nostra guida su come aprire la partita IVA. L’ostetrica come professione sanitaria 2026L’ostetrica è una professione sanitaria regolamentata, iscritta a un albo professionale obbligatorio gestito dalla FNOPO (Federazione Nazionale Ordini Professione Ostetrica). Nessuno può esercitare la professione senza laurea triennale in Ostetricia e iscrizione all’Ordine provinciale. Questa iscrizione, oltre a essere obbligatoria, comporta il pagamento di una quota annuale che vedremo essere fiscalmente deducibile.Dal punto di vista fiscale, l’ostetrica libera professione svolge un’attività classificata con il codice ATECO 86.94.02 (Attività delle ostetriche indipendenti), introdotto dalla nuova classificazione ATECO 2025 entrata in vigore dal 1° aprile 2025. Si tratta di un codice specifico dedicato alle ostetriche libere professioniste, che ha sostituito il precedente codice generico 86.90.29. È un dato fondamentale, perché determina il coefficiente di redditività in caso di adesione al regime forfettario: per le attività professionali sanitarie il coefficiente è fissato al 78%. In pratica, significa che il 78% dei tuoi compensi è considerato reddito tassabile, mentre il restante 22% è considerato un costo forfettario.La fatturazione ostetrica 2026 si distingue rispetto a quella di altre partite IVA per due caratteristiche centrali: l’obbligo di trasmissione dati al Sistema TS e l’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. Molte ostetriche operano in attività mista: dipendenti pubbliche o private in ospedale e contemporaneamente libere professioniste per visite, consulenze pre e post parto, corsi preparto.Documenti e iscrizioni obbligatoriePer esercitare come ostetrica partita IVA devi avere in regola:Iscrizione all’Ordine FNOPO provinciale (con quota annuale)Apertura partita IVA con codice ATECO 86.94.02Iscrizione INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVAAssicurazione professionale RC obbligatoria (L. 24/2017, legge Gelli-Bianco)Accreditamento al Sistema TS per la trasmissione dei dati delle spese sanitariePEC e SPID per gli accessi telematici Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioLa scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti per la fatturazione ostetrica 2026. Le opzioni principali sono due: regime forfettario (con imposta sostitutiva al 5% o 15%) e regime ordinario (con IRPEF a scaglioni). L’imposta sostitutiva è una tassa unica che, in pratica, sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Per la maggioranza delle ostetriche libere professioniste, il regime forfettario 2026 è nettamente più conveniente. I requisiti principali sono compensi annui non superiori a 85.000 euro e redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non oltre 30.000 euro. Per scoprire tutti i dettagli, consulta la nostra guida sul regime forfettario 2026: requisiti e aliquote.Esempio numerico: ostetrica neoiscrittaSupponiamo che Giulia, ostetrica neolaureata, apra partita IVA nel 2026 in regime forfettario. Nel primo anno fattura 28.000 euro tra visite, consulenze allattamento e corsi preparto. I calcoli:Compensi 2026: 28.000 euroCoefficiente di redditività (ATECO 86.94.02 professioni sanitarie): 78%Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euroImposta sostitutiva al 5% (start-up, primi 5 anni): 1.092 euroContributi INPS: circa 4.600-5.100 euroTotale carico fiscale e contributivo: circa 5.700-6.200 euro su 28.000. Una pressione complessiva intorno al 20-22%, molto contenuta. In regime ordinario, sui medesimi compensi, la cifra salirebbe a circa 8.500-9.000 euro.Esempio numerico: ostetrica con attività avviataMarta, ostetrica con 7 anni di libera professione, ha superato lo start-up al 5% e fattura 55.000 euro annui. Applica l’aliquota ordinaria del 15%: reddito imponibile 55.000 x 78% = 42.900 euro, imposta sostitutiva al 15% = 6.435 euro. Anche al 15%, il forfettario resta competitivo. Per chi ha costi reali elevati (studio in affitto, attrezzature), il regime ordinario potrebbe risultare più vantaggioso. Una valutazione personalizzata è sempre necessaria. Sistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il portale telematico gestito da Sogei per conto del MEF a cui ogni ostetrica libera professionista deve trasmettere i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti. Questi dati confluiscono nella dichiarazione precompilata 730 e permettono ai cittadini di vedersi automaticamente la detrazione del 19% per le spese sanitarie.Novità 2026 fondamentale: dal 2025 la trasmissione è diventata annuale, non più semestrale, in base all’art. 5 del D.Lgs. 81/2025. Il calendario operativo per il biennio 2026/2027 è stato fissato dal DM MEF del 29 ottobre 2025. Per le spese sostenute nel 2026, la scadenza di invio è fissata al 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche.Cosa devi trasmettere al Sistema TSCodice fiscale del paziente (salvo opposizione)Importo della spesa sanitariaData del pagamento (non della fattura)Tipologia di spesa con codice TK (prestazioni sanitarie professionali)Numero e data fatturaEventuale opposizione manifestata dal paziente Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Una delle regole più importanti della fatturazione ostetrica 2026 riguarda il divieto permanente di emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI) verso pazienti privati. Questo divieto, che fino al 2024 era prorogato di anno in anno, è diventato strutturale e definitivo con il DLgs 81/2025 del 12 giugno 2025. Emettere una fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria verso un privato non è solo un errore formale, ma una violazione del GDPR sanzionabile dal Garante Privacy.Come si fatturano le prestazioni a privatiFattura cartacea oppure fattura PDF tradizionale (analogica)Da consegnare al paziente in modo diretto (di persona, via email, stampa)Con i dati del paziente per consentire la trasmissione al Sistema TSConservata digitalmente nei propri archivi per 10 anniQuando invece serve la fattura elettronica via SdIIl divieto riguarda solo le prestazioni verso privati cittadini. Restano obbligatorie le fatture elettroniche via SdI per: prestazioni verso cliniche, ospedali, RSA (B2B), consulenze a società e partite IVA (B2B), prestazioni verso la Pubblica Amministrazione come ASL, comuni, scuole (B2G). Molte ostetriche hanno un mix di entrambe le tipologie: il software di fatturazione deve gestire entrambi i canali. Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteLe tariffe ostetrica 2026 non sono regolamentate da un tariffario nazionale obbligatorio: ogni ostetrica libera professione stabilisce liberamente i propri compensi in base a competenze, esperienza, area geografica e tipologia di servizio. Vediamo le tariffe medie di mercato 2026:Visita ostetrica ambulatoriale: 50-80 euroVisita ostetrica domiciliare: 70-110 euro (con maggiorazione km)Consulenza allattamento (in studio o domicilio): 50-80 euroCorso preparto di coppia individuale: 60-100 euro a incontroCorso preparto di gruppo: 200-400 euro a coppia (ciclo 6-10 incontri)Assistenza al parto a domicilio: 1.500-3.000 euro (forfait completo)Massaggio neonatale, ginnastica post parto: 40-60 euro a sedutaMonitoraggio in gravidanza (cardiotocografia): 60-90 euroQueste tariffe sono esenti IVA in quanto prestazioni sanitarie alla persona ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. In fattura va indicato tale riferimento come dicitura di esenzione, e per i forfettari va aggiunta anche la dicitura specifica del regime forfettario. Visita domiciliare: gestione fattura e detrazioneLa visita domiciliare è una delle prestazioni più richieste alle ostetriche libere professioniste, in particolare nelle prime settimane dopo il parto per il sostegno all’allattamento, il controllo della mamma e del neonato e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il compenso per la visita domiciliare è generalmente più alto di quello ambulatoriale, perché include il tempo di spostamento. Per ostetriche in regime forfettario non esiste rimborso km separato: tutto è compenso e concorre al limite degli 85.000 euro.Detrazione 19% per il pazienteLa fattura per visita domiciliare dell’ostetrica è una spesa sanitaria detraibile al 19% nella dichiarazione 730 del paziente, oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi annui. Per ottenere la detrazione, il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta, bancomat, app di pagamento. Il contante non è più ammesso per le spese sanitarie verso liberi professionisti (L. 160/2019, art. 1 c. 679). Per approfondire, leggi la nostra guida sulle detrazioni fiscali.Esempio praticoAnna, ostetrica forfettaria, esegue una visita domiciliare a Sara il 15 marzo 2026. Compenso 90 euro pagati con bonifico istantaneo. La fattura andrà emessa in formato cartaceo o PDF (no SdI per privati), trasmessa al Sistema TS entro il 1 febbraio 2027, e apporterà la marca da bollo da 2 euro perché l’imponibile supera 77,47 euro.Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaUna particolarità della fatturazione ostetrica 2026 in regime forfettario è l’obbligo di apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture il cui imponibile supera 77,47 euro. Questa regola deriva dal DPR 642/1972. L’ostetrica libera professione è soggetta al bollo perché in regime forfettario non applica IVA (codice N2.2) e in regime ordinario le prestazioni sono esenti IVA art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72 (codice N4). La marca può essere materialmente applicata sulla fattura cartacea oppure assolta in modo virtuale.Chi paga il bollo: ostetrica o paziente?Per legge, l’imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, cioè l’ostetrica. Tuttavia, è prassi consolidata addebitarlo al paziente in fattura, indicando una riga separata: Marca da bollo art. 6 D.M. 17/06/2014 – 2 euro. Questo importo, se addebitato, non concorre alla base imponibile e non si somma ai compensi ai fini del limite forfettario. Per fatture sotto 77,47 euro non occorre il bollo.Software di fatturazione consigliati per ostetricheScegliere il software fatturazione ostetrica giusto fa la differenza tra una gestione fluida e un calvario quotidiano. Le esigenze specifiche dell’ostetrica libera professione sono: integrazione con il Sistema TS, gestione doppio canale fattura (cartacea/PDF per privati, elettronica SdI per cliniche e PA), configurazione regime forfettario pronta all’uso, calcolo automatico bollo da 2 euro, conservazione digitale a norma per 10 anni, fatturazione da smartphone dopo una visita domiciliare.Fatturazione Italia: il software per ostetriche libere professionisteTra le opzioni sul mercato, Fatturazione Italia è particolarmente apprezzata dalle ostetriche perché integra tutte le caratteristiche necessarie: Sistema TS incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture, codice destinatario unico JKKZDGR), zero-config forfettario con diciture ed esenzioni preimpostate, la voce cassa previdenziale gestita direttamente in fattura, prezzo bloccato per 3 anni dalla sottoscrizione, web app responsiva utilizzabile anche da smartphone per fatturare al domicilio del paziente senza installare nulla. Puoi visitare il sito di Fatturazione Italia per verificare le funzionalità. Il CAF Centro Fiscale può affiancarti nella configurazione iniziale. Cassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026Una delle informazioni più fraintese sulla fatturazione ostetrica 2026 riguarda la cassa previdenziale. Le ostetriche libere professioniste NON sono iscritte a ENPAM. ENPAM è la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ENPAO (Ente Nazionale Previdenza Ostetriche) è stata chiusa nel 1990 dalla Legge 249/1990, che ha assegnato le ostetriche libere professioniste alla Gestione INPS Commercianti.Contributi INPS Commercianti per ostetriche 2026Il quadro previdenziale per il 2026 è stato ufficializzato dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026:Aliquota contributiva 2026: 24,48% sul reddito d’impresaMinimale di reddito 2026: 18.808 euro (Circolare INPS n. 14 del 09/02/2026)Contributo minimo fisso annuo 2026: 4.611,64 euro (4 rate trimestrali)Massimale di reddito 2026: 93.707 euro per iscritti ante 31/12/1995, oppure 122.295 euro per iscritti dal 1° gennaio 1996Riduzione 35% forfettari: richiesta facoltativa per i contributi su minimale e fissoLa riduzione del 35% per i forfettari va richiesta espressamente entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il CAF, altrimenti decade. Il contributo minimo annuo passerebbe da 4.611,64 euro a circa 3.000 euro (4.611,64 × 0,65). Attenzione: la riduzione comporta anche una riduzione proporzionale dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici. Per approfondire l’iscrizione previdenziale di altre professioni sanitarie, leggi le nostre guide su partita IVA logopedista e partita IVA dentista 2026.Attenzione: ostetriche dipendenti che esercitano anche la libera professioneLe ostetriche che lavorano come dipendenti in ospedale e svolgono in parallelo la libera professione hanno una posizione particolare: il contributo fisso minimo INPS Commercianti non è dovuto se hanno già copertura previdenziale prevalente come dipendenti. In questo caso si paga solo il contributo percentuale sui compensi della libera professione. Una situazione frequente che richiede una valutazione personalizzata da parte del CAF. La fatturazione ostetrica 2026 richiede una gestione attenta di numerosi adempimenti: scelta del regime fiscale, iscrizione alla giusta cassa previdenziale (INPS Commercianti, non ENPAM), gestione del Sistema TS con scadenza annuale, rispetto del divieto di fatturazione elettronica SdI verso privati, applicazione del bollo da 2 euro. Sono regole complesse, ma con il giusto supporto diventano gestibili e ti permettono di concentrarti sulla professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le ostetriche libere professioniste in ogni fase: apertura partita IVA, scelta del regime forfettario più adatto, accreditamento al Sistema TS, dichiarazione dei redditi annuale, gestione contributi INPS Commercianti.Domande Frequenti sulla fatturazione ostetrica 2026L’ostetrica libera professione e iscritta a ENPAM?No, le ostetriche non sono iscritte a ENPAM, che e la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ostetriche ENPAO e stata chiusa nel 1990 dalla L. 249/1990. Da allora le ostetriche libere professioniste sono iscritte alla Gestione Commercianti INPS, con aliquota 24,48% e contributo minimo annuo di 4.611,64 euro (Circolare INPS 14/2026).Devo emettere fattura elettronica via SdI ai miei pazienti privati?No. Dal 2026 il divieto di fatturazione elettronica via SdI verso i privati per le prestazioni sanitarie e diventato permanente e definitivo con il DLgs 81/2025. Devi emettere fattura cartacea o PDF tradizionale. La fattura elettronica SdI resta obbligatoria solo per i committenti B2B (cliniche, societa) e B2G (PA).Quando devo inviare i dati al Sistema TS per il 2026?Dal 2025 la trasmissione al Sistema TS e annuale, non piu semestrale, in base all’art. 5 D.Lgs. 81/2025. Per le spese sanitarie del 2026, devi trasmettere i dati entro il 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche (calendario fissato dal DM MEF 29/10/2025).Conviene il regime forfettario per un’ostetrica?Nella maggioranza dei casi si. Il regime forfettario 2026 applica un coefficiente di redditivita del 78% per le professioni sanitarie e un’imposta sostitutiva del 5% (primi 5 anni) o 15%. Su 35.000 euro di compensi, il carico fiscale e di circa 1.400 euro (al 5%) o 4.100 euro (al 15%), molto inferiore al regime ordinario. La convenienza dipende pero dai costi reali: una valutazione personalizzata con il CAF e sempre consigliata.Richiedi Assistenza per la Fatturazione OstetricaIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con apertura partita IVA, regime forfettario, accreditamento Sistema TS, dichiarazione dei redditi e contributi INPS Commercianti per ostetriche libere professioniste.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed estero Autofattura TD17 forfettario: sono tre parole che mettono in difficoltà molti titolari di partita IVA agevolata. Succede quasi sempre allo stesso modo: paghi una campagna su Google Ads o Meta, rinnovi l'abbonamento a Canva o Adobe, ordini… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-02 15:00:002026-09-29 07:38:09Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroGeometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGGeometra dipendente con partita IVA nel 2027: autorizzazione art. 53 per il pubblico impiego, obbligo di fedeltà nel privato, contributi CIPAG (20% e minimo indicativo 4.205 euro), limite dei 35.000 euro per il forfettario, causa ostativa d-bis e codice ATECO 2025 71.12.30. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-02 13:00:002026-09-29 07:43:01Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGArchitetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Dichiarazione Annuale Inarcassa 2026: Scadenza 31 Ottobre (slitta al 2 Novembre), Come Compilarla e SanzioniLa dichiarazione annuale Inarcassa 2026 va inviata entro il 2 novembre: è obbligatoria anche a reddito zero. Scopri quali dati servono, come funziona il conguaglio contributivo e quali sanzioni rischi in caso di comunicazione omessa, tardiva o infedele. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-01 13:00:002026-09-30 08:10:54Dichiarazione Annuale Inarcassa 2026: Scadenza 31 Ottobre (slitta al 2 Novembre), Come Compilarla e SanzioniCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-09-27 09:55:45Fatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe Aggiornate
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed estero Autofattura TD17 forfettario: sono tre parole che mettono in difficoltà molti titolari di partita IVA agevolata. Succede quasi sempre allo stesso modo: paghi una campagna su Google Ads o Meta, rinnovi l'abbonamento a Canva o Adobe, ordini… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-02 15:00:002026-09-29 07:38:09Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed estero
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGGeometra dipendente con partita IVA nel 2027: autorizzazione art. 53 per il pubblico impiego, obbligo di fedeltà nel privato, contributi CIPAG (20% e minimo indicativo 4.205 euro), limite dei 35.000 euro per il forfettario, causa ostativa d-bis e codice ATECO 2025 71.12.30. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-02 13:00:002026-09-29 07:43:01Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAG
Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Dichiarazione Annuale Inarcassa 2026: Scadenza 31 Ottobre (slitta al 2 Novembre), Come Compilarla e SanzioniLa dichiarazione annuale Inarcassa 2026 va inviata entro il 2 novembre: è obbligatoria anche a reddito zero. Scopri quali dati servono, come funziona il conguaglio contributivo e quali sanzioni rischi in caso di comunicazione omessa, tardiva o infedele. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-01 13:00:002026-09-30 08:10:54Dichiarazione Annuale Inarcassa 2026: Scadenza 31 Ottobre (slitta al 2 Novembre), Come Compilarla e Sanzioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIIRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioniIndice dei contenutiCos’è la IRPEF maggiorazione 2026 dello 0,40%Chi può usare la IRPEF maggiorazione 2026Scadenza 30 luglio 2026: la data da segnareCome si calcola la maggiorazione 0,40% sull’IRPEFCodici tributo F24 per la IRPEF maggiorazione 2026Come compilare il modello F24 con la maggiorazioneRavvedimento operoso se paghi dopo il 30 luglio 2026Rateizzazione dell’IRPEF fino a novembre 2026Altre imposte a cui si applica la maggiorazione 0,40%Non hai versato il saldo IRPEF entro il 30 giugno? Niente panico: la legge ti offre una seconda possibilità. La cosiddetta IRPEF maggiorazione 2026 ti permette di pagare le imposte sui redditi entro il 30 luglio 2026, aggiungendo una piccola maggiorazione dello 0,40%. È importante chiarire subito un punto: questa maggiorazione NON è una sanzione, ma un semplice interesse che compensa il ritardo di un mese. In pratica, lo Stato ti concede 30 giorni in più per pagare, chiedendoti in cambio una cifra davvero minima. In questa guida completa ti spieghiamo, con parole semplici ed esempi pratici, come funziona la IRPEF maggiorazione 2026, chi può usarla, come si calcola, quali codici tributo indicare nel modello F24 e cosa succede se paghi ancora più tardi. L’obiettivo è aiutarti a mettere in regola i tuoi versamenti evitando errori che potrebbero costarti caro in termini di sanzioni.Cos’è la IRPEF maggiorazione 2026 dello 0,40%La IRPEF maggiorazione 2026 è prevista dall’articolo 17, comma 2, del DPR 435/2001. La norma stabilisce che chi non ha versato il saldo IRPEF entro la scadenza ordinaria del 30 giugno può comunque provvedere nei 30 giorni successivi, cioè entro il 30 luglio, aggiungendo all’importo dovuto una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.Molti contribuenti si spaventano sentendo la parola maggiorazione, ma è fondamentale capire che non si tratta di una multa. È semplicemente il prezzo, davvero contenuto, di un mese in più di tempo per pagare. Immagina che sia come un piccolo interesse su un prestito di 30 giorni: lo Stato ti anticipa la possibilità di versare più tardi e tu, in cambio, aggiungi lo 0,40%.Questa possibilità di differimento con la maggiorazione dello 0,40% riguarda il saldo IRPEF dell’anno d’imposta 2025 e il primo acconto per il 2026. Grazie a questo meccanismo, chi ha avuto difficoltà di liquidità a fine giugno non viene penalizzato pesantemente, ma può regolarizzare la propria posizione con un costo minimo. Se vuoi ripassare la scadenza ordinaria da cui parte il conteggio, trovi tutti i dettagli nel nostro approfondimento sul saldo IRPEF del 30 giugno. Chi può usare la IRPEF maggiorazione 2026La buona notizia è che la IRPEF maggiorazione 2026 è accessibile a un’ampia platea di contribuenti. Possono avvalersene praticamente tutti coloro che sono tenuti a versare imposte sui redditi tramite il modello F24. Vediamo insieme le categorie principali che possono differire il pagamento al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%:Lavoratori dipendenti e pensionati che presentano il modello Redditi e hanno un saldo IRPEF a debitoLavoratori autonomi e professionisti con partita IVA in regime ordinarioTitolari di partita IVA in regime forfettario, che versano l’imposta sostitutivaImprenditori individuali e soci di società di personeContribuenti con redditi da locazione, cedolare secca o altri redditi diversiAnche i forfettari, quindi, seguono le stesse scadenze standard: saldo entro il 30 giugno oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Attenzione però a non confondere questo meccanismo ordinario con eventuali proroghe straordinarie. In alcuni anni, per specifici soggetti tenuti agli ISA (gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale), il legislatore ha previsto slittamenti particolari, come la data del 20 luglio. Si tratta di misure eccezionali che vanno verificate caso per caso e che non sono la regola generale: puoi approfondire il tema nella nostra guida dedicata ai forfettari e alle scadenze di luglio. Per capire con certezza quale scadenza si applica alla tua situazione, la cosa migliore è affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine, che analizza la tua posizione e ti indica la data corretta. Scadenza 30 luglio 2026: la data da segnareLa scadenza per avvalersi della IRPEF maggiorazione 2026 è fissata al 30 luglio 2026. Nel calendario di quest’anno questa data cade di giovedì, quindi è un giorno lavorativo pieno e non slitta in avanti come accadrebbe se cadesse di sabato o domenica.È un dettaglio che conviene tenere a mente, perché in molti confidano nello slittamento automatico al lunedì successivo. In questo caso non c’è: giovedì 30 luglio 2026 è l’ultimo giorno utile per versare il saldo IRPEF maggiorato dello 0,40% senza incorrere in sanzioni.Ti consigliamo di non ridurti all’ultimo momento. Le banche e gli intermediari finanziari possono avere orari di taglio (cut-off) per l’esecuzione dei pagamenti telematici, e un F24 inviato tardi il 30 luglio potrebbe risultare eseguito il giorno dopo. Meglio organizzarsi con qualche giorno di anticipo, magari consultando anche il quadro completo delle scadenze fiscali di luglio. Il CAF Centro Fiscale di Udine può occuparsi della predisposizione e dell’invio del tuo modello F24 in tempo utile, così eviti ogni rischio di ritardo. Come si calcola la maggiorazione 0,40% sull’IRPEFIl calcolo della maggiorazione è semplicissimo e non deve spaventare nessuno. La formula è: importo IRPEF dovuto moltiplicato per 0,40%. In pratica, per ogni 1.000 euro di imposta da versare, la maggiorazione ammonta ad appena 4 euro. Come vedi, si tratta di cifre davvero contenute.Vediamo alcuni esempi concreti per rendere tutto chiaro:Saldo IRPEF di 500 euro: maggiorazione dello 0,40% = 2 euro, totale da versare 502 euroSaldo IRPEF di 1.000 euro: maggiorazione = 4 euro, totale 1.004 euroSaldo IRPEF di 2.500 euro: maggiorazione = 10 euro, totale 2.510 euroSaldo IRPEF di 5.000 euro: maggiorazione = 20 euro, totale 5.020 euroCome puoi notare, anche su importi importanti la maggiorazione resta modesta. Supponiamo che Marco, un professionista, debba versare 5.000 euro di saldo IRPEF: differendo il pagamento al 30 luglio pagherà solo 20 euro in più. Un costo davvero sostenibile per avere un mese di respiro in più sulla propria liquidità. La maggiorazione va calcolata solo sull’importo effettivamente differito: se paghi in parte a giugno e in parte a luglio, applichi lo 0,40% solo sulla quota versata in ritardo. Codici tributo F24 per la IRPEF maggiorazione 2026Per versare correttamente il saldo IRPEF con la maggiorazione 2026, devi compilare il modello F24 indicando i codici tributo giusti. Sbagliare codice può portare a versamenti non correttamente imputati e a richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco i principali codici tributo IRPEF da utilizzare nel 2026:4001 – Saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 20254033 – Primo acconto IRPEF4034 – Secondo acconto IRPEF3801 – Addizionale regionale all’IRPEF3844 – Addizionale comunale all’IRPEF (saldo)Ogni codice identifica una specifica imposta e va inserito nella sezione corretta del modello. Un errore frequente è confondere il codice del saldo con quello dell’acconto, oppure dimenticare le addizionali regionale e comunale, che seguono le stesse scadenze del saldo IRPEF. Se hai dubbi sui codici tributo F24 da utilizzare, puoi approfondire l’argomento nella nostra guida ai codici tributo F24 e chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale di Udine, che compila il modello per te riducendo al minimo il rischio di errori. Come compilare il modello F24 con la maggiorazioneCompilare il modello F24 con la IRPEF maggiorazione 2026 richiede attenzione, ma seguendo le regole giuste tutto diventa lineare. I codici tributo IRPEF vanno inseriti nella sezione Erario del modello, quella dedicata alle imposte statali.Ecco gli elementi fondamentali da riportare correttamente:Nella colonna del codice tributo indichi ad esempio il 4001 per il saldoNell’anno di riferimento inserisci 2025, cioè l’anno d’imposta a cui si riferisce il saldo IRPEFNella colonna degli importi a debito riporti la cifra già comprensiva della maggiorazione dello 0,40%Un aspetto importante da capire è che la maggiorazione non va indicata separatamente con un codice a parte: si somma direttamente all’imposta dovuta e si versa insieme ad essa sotto lo stesso codice tributo. Riprendendo l’esempio di prima, se devi 1.000 euro di saldo, nel modello F24 scriverai 1.004 euro sotto il codice 4001.La correttezza della compilazione è essenziale per evitare che il pagamento risulti incompleto o mal imputato. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa della predisposizione completa del tuo F24, verificando codici, importi e anni di riferimento prima dell’invio telematico.Ravvedimento operoso se paghi dopo il 30 luglio 2026E se non riesci a pagare nemmeno entro il 30 luglio? In questo caso non puoi più usare la semplice maggiorazione dello 0,40%, ma devi ricorrere al ravvedimento operoso, disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Il ravvedimento operoso è uno strumento che ti permette di regolarizzare spontaneamente un versamento tardivo, pagando una sanzione ridotta rispetto a quella piena.Dopo la riforma introdotta dal D.Lgs. 87/2024, la sanzione base per omesso o tardivo versamento è pari al 25%. Grazie al ravvedimento, però, questa percentuale si riduce sensibilmente in base a quanto rapidamente regolarizzi. Ecco le tranche principali del ravvedimento IRPEF di luglio 2026:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): 0,0833% per ogni giorno di ritardoRavvedimento breve (entro 30 giorni): 1,25%Ravvedimento medio (entro 90 giorni): 1,39%Ravvedimento lungo (entro 1 anno): 3,125%Ravvedimento oltre 1 anno: fino al 4,17%A queste sanzioni ridotte vanno aggiunti gli interessi legali, calcolati giorno per giorno a partire dal 31 luglio 2026. Come vedi, il ravvedimento operoso è comunque conveniente rispetto all’accertamento, ma resta più costoso della semplice maggiorazione dello 0,40%. Ecco perché conviene sempre rispettare la scadenza del 30 luglio. Se hai già superato i termini, il CAF Centro Fiscale di Udine calcola per te sanzioni e interessi esatti e predispone l’F24 del ravvedimento IRPEF. Rateizzazione dell’IRPEF fino a novembre 2026Un’ulteriore possibilità per chi ha difficoltà a pagare in un’unica soluzione è la rateizzazione. Anche chi si avvale della IRPEF maggiorazione 2026 può scegliere di dilazionare l’importo dovuto in più rate mensili, fino a novembre 2026.Le rate successive alla prima scadono il giorno 16 di ogni mese. Su ciascuna rata successiva alla prima si applicano gli interessi di rateazione, che remunerano il pagamento dilazionato nel tempo. È un po’ come pagare a rate un acquisto: ogni rata dopo la prima comprende una piccola quota di interessi.La rateizzazione è particolarmente utile per chi ha importi consistenti da versare e preferisce distribuire lo sforzo economico su più mesi anziché concentrarlo tutto a luglio. Va però pianificata con attenzione, perché il numero massimo di rate disponibili dipende dalla data in cui inizi a versare: più tardi parti, meno rate hai a disposizione entro novembre.Calcolare correttamente l’importo di ogni rata, comprensivo di maggiorazione e interessi di rateazione, non è banale. Il CAF Centro Fiscale di Udine costruisce per te il piano di rateizzazione più adatto alle tue esigenze, predisponendo tutti gli F24 con gli importi corretti rata per rata.Altre imposte a cui si applica la maggiorazione 0,40%La maggiorazione dello 0,40% non riguarda soltanto l’IRPEF in senso stretto. Lo stesso meccanismo di differimento al 30 luglio si applica a numerose altre imposte che seguono le medesime scadenze del saldo dei redditi. Questo significa che se differisci al 30 luglio, aggiungi lo 0,40% su tutti gli importi interessati.Ecco le principali imposte a cui si estende la maggiorazione dello 0,40%:IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), per i soggetti tenuti a versarlaImposta sostitutiva dei forfettari, con codici tributo 1792 (saldo), 1790 (primo acconto) e 1791 (secondo acconto)Addizionale regionale e comunale all’IRPEFCedolare secca sui contratti di locazioneContributi INPS eccedenti il minimale per artigiani, commercianti e gestione separataAnche in questi casi il calcolo è identico: importo dovuto moltiplicato per 0,40%. Per un forfettario che deve versare l’imposta sostitutiva, ad esempio, la maggiorazione si applica esattamente come per l’IRPEF ordinaria. È fondamentale ricordare che tutte queste voci vanno versate con la maggiorazione se si sceglie il differimento, altrimenti si rischia di regolarizzare solo una parte del dovuto. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica l’intero quadro dei tuoi versamenti, così nessuna imposta viene dimenticata. Domande frequentiLa IRPEF maggiorazione 2026 è una sanzione?No, la maggiorazione dello 0,40% non è una sanzione ma un interesse corrispettivo. Serve a compensare il mese in più di tempo che ti viene concesso per versare il saldo IRPEF, differendo il pagamento dal 30 giugno al 30 luglio 2026. È un costo minimo e del tutto legittimo, previsto dall’articolo 17 comma 2 del DPR 435/2001.Quanto pago di maggiorazione su 3.000 euro di IRPEF?Su 3.000 euro di saldo IRPEF la maggiorazione dello 0,40% ammonta a 12 euro. Quindi verserai un totale di 3.012 euro entro il 30 luglio 2026. Il calcolo è sempre lo stesso: basta moltiplicare l’importo dovuto per lo 0,40%.Quale codice tributo uso per il saldo IRPEF 2025?Per il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 si utilizza il codice tributo 4001 nella sezione Erario del modello F24, indicando come anno di riferimento 2025. L’importo va riportato già comprensivo della maggiorazione dello 0,40% se paghi entro il 30 luglio.Cosa succede se pago l’IRPEF dopo il 30 luglio 2026?Se versi dopo il 30 luglio non puoi più usare la semplice maggiorazione dello 0,40%, ma devi ricorrere al ravvedimento operoso. In base a quanto rapidamente regolarizzi, pagherai una sanzione ridotta (dall’1,25% in su) più gli interessi legali calcolati dal 31 luglio. Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola l’importo esatto per te.Anche i forfettari possono usare la maggiorazione dello 0,40%?Sì, i titolari di partita IVA in regime forfettario seguono le stesse scadenze e possono differire il versamento dell’imposta sostitutiva al 30 luglio 2026 aggiungendo la maggiorazione dello 0,40%. I codici tributo per l’imposta sostitutiva sono 1792 per il saldo, 1790 e 1791 per gli acconti.La IRPEF maggiorazione 2026 è un’opportunità concreta per chi non è riuscito a versare il saldo entro il 30 giugno: con un costo minimo dello 0,40% puoi rimandare il pagamento al 30 luglio 2026 senza incorrere in alcuna sanzione. Come abbiamo visto, il calcolo è semplice, ma è fondamentale usare i codici tributo corretti nel modello F24, indicare l’anno di riferimento giusto e ricordarsi di applicare la maggiorazione a tutte le imposte interessate, comprese addizionali, cedolare secca e imposta sostitutiva dei forfettari. Un errore nella compilazione dell’F24 o il mancato rispetto della scadenza potrebbe trasformare un piccolo interesse dello 0,40% in una più onerosa procedura di ravvedimento operoso. Per pagare in modo corretto e nei tempi giusti, ti consigliamo di affidarti a professionisti esperti che possono predisporre il tuo modello F24, calcolare eventuali rateizzazioni e assisterti anche in caso di ravvedimento. Puoi fissare un appuntamento e contattarci per un preventivo personalizzato. Hai bisogno di assistenza per la maggiorazione IRPEF e i versamenti F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 08:00:002026-07-16 12:44:04IRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioni
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Content Creator e Influencer 2026: Guida Completa ENPALS, Diritti Immagine e TasseIndice dei contenutiChi e content creator e influencer: i profili professionali nel 2026AGCOM Linee Guida 2024 e tracciabilita dei contenuti pubblicitariIVASS, ESMA e contenuti finanziari o medici: regole e sanzioniCodice ATECO content creator e influencer: 90.03.09 o 73.11.02Regime forfettario al 78%: limiti, aliquote e convenienzaCassa previdenziale: Gestione Separata INPS o ENPALS?Le forme di reddito del creator: sponsored, affiliate, AdSense, subscriptionDiritti d’immagine art. 96 LDA: tutela, cessione e liberatoriaContratti sponsored content e cessione diritti: clausole tipoFatturazione brand italiani: B2B con codice destinatarioFatturazione piattaforme estere: Google, Meta, TikTok, TwitchW-8BEN e tax compliance USA: YouTube, Twitch e altre piattaformeOnlyFans, Patreon e subscription: regole IVA e soglia 10.000 euroDonazioni Twitch, bits, super chat e tip: come si tassanoMerchandising, dropshipping e infoprodotti: gestione fiscaleTariffe sponsored content per fascia di follower ed engagementEsempi pratici di calcolo tasse: 30K, 60K e 100K di fatturatoErrori comuni e quando passare alla S.r.l.FAQ: domande frequenti su partita IVA creator e influencerIl mondo dei content creator e degli influencer e cambiato radicalmente nel 2026. Le linee guida AGCOM del 2024 hanno reso obbligatoria la tracciabilita dei contenuti pubblicitari, l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sui redditi da piattaforme estere e nuove categorie di creator (subscription platforms, streamer professionisti, podcaster monetizzati) hanno bisogno di regole fiscali chiare. Aprire una partita IVA come creator richiede oggi competenze specifiche su codici ATECO, regime forfettario, Gestione Separata INPS o eventuale ENPALS, diritti d’immagine, fatturazione internazionale e gestione delle royalty.Questa guida completa, curata dal CAF Centro Fiscale di Udine, accompagna creator, influencer, YouTuber, streamer Twitch, podcaster e creator OnlyFans/Patreon attraverso ogni passaggio: dalla scelta del codice ATECO corretto al calcolo delle tasse, dalla compilazione del modulo W-8BEN per le piattaforme americane fino alla gestione contrattuale delle collaborazioni con i brand. Affrontiamo anche i temi piu delicati: la tutela dell’immagine, la cessione dei diritti, le sanzioni AGCOM e il momento in cui conviene passare da partita IVA a S.r.l.Chi e content creator e influencer: i profili professionali nel 2026La creator economy italiana nel 2026 vale oltre 1,5 miliardi di euro e coinvolge centinaia di migliaia di professionisti. Sotto l’ombrello “creator” rientrano profili molto diversi tra loro, ognuno con specificita fiscali e contrattuali. Identificare correttamente la propria attivita prevalente e il primo passo per scegliere codice ATECO, cassa previdenziale e impostare la fatturazione.Content creator generalista: produce contenuti video, foto, articoli e li distribuisce su piu piattaforme (Instagram, TikTok, YouTube, blog).Influencer Instagram/TikTok: monetizza principalmente con sponsored post, collaborazioni brand, affiliate marketing e link in bio.YouTuber: vive di YouTube AdSense, sponsorizzazioni in-video, Super Thanks, membership e merchandising.Streamer Twitch / Kick: guadagna con subscription, bits, donazioni, Twitch Ads e sponsorizzazioni di brand gaming/tech.Podcaster: genera reddito da advertising in-podcast, sponsor recurrenti, Patreon e network distributivi (Spotify, Apple Podcasts).Creator subscription: utilizza piattaforme come Patreon, OnlyFans, Substack, Twitch Subs per monetizzare contenuti riservati ad abbonati.Educator e infoprodotto: vende corsi online, ebook, masterclass, community a pagamento (Skool, Discord, Circle).L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 7/E del 2024, ha chiarito che l’attivita di creator e abituale e professionale quando produce reddito ricorrente nel tempo, anche se i compensi non sono giornalieri. Il classico “hobby pagato” o “prestazione occasionale” (limite 5.000 euro lordi annui, ritenuta 20%) e tollerato solo per chi produce contenuti occasionalmente: un creator con un canale attivo, brand collaboration mensili e ricavi continuativi deve aprire la partita IVA. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.AGCOM Linee Guida 2024 e tracciabilita dei contenuti pubblicitariCon la delibera AGCOM n. 7/24/CONS del gennaio 2024, l’Autorita per le Garanzie nelle Comunicazioni ha emanato le linee guida sul comportamento degli influencer applicando il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi (TUSMA). Il principio cardine e la tracciabilita: ogni contenuto pubblicitario deve essere riconoscibile come tale dal pubblico in modo immediato, leale e trasparente.Hashtag e diciture obbligatorie#adv, #advertising, #pubblicita, #sponsorizzato: per contenuti retribuiti da un brand.#supplied by [brand]: per prodotti ricevuti gratuitamente in regalo (gifting).#affilink o #commissioniaffiliate: per i contenuti che includono link affiliati con commissioni.Tag “Paid partnership with” nativo di Instagram/TikTok: da abbinare sempre alla dicitura testuale.Soglie e ambito di applicazioneAGCOM applica le linee guida ai cosiddetti “influencer rilevanti”: creator con almeno 1 milione di follower cumulati sulle principali piattaforme, oppure con un engagement rate medio del 2% e contenuti pubblicati con frequenza periodica. I creator sotto soglia non sono esonerati: le regole di trasparenza pubblicitaria del Codice del Consumo (artt. 22-23) e dello IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) si applicano comunque a tutti.SanzioniLe sanzioni AGCOM per violazione possono arrivare fino a 600.000 euro per i casi piu gravi e ripetuti. Per i creator sotto soglia, lo IAP puo intervenire con ingiunzioni di rimozione e, in caso di inottemperanza, segnalazione all’Antitrust. Conservare i contratti, le mail e i brief delle collaborazioni e essenziale anche in ottica di difesa fiscale e di contestazioni AGCOM. IVASS, ESMA e contenuti finanziari o medici: regole e sanzioniQuando il content creator parla di finanza, investimenti, criptovalute, prodotti assicurativi, salute o farmaci, intervengono autorita ulteriori rispetto ad AGCOM. Le sanzioni in questi settori sono molto piu pesanti e, in alcuni casi, possono scattare anche reati penali (abusivismo finanziario, esercizio abusivo della professione medica, pubblicita ingannevole sanitaria).Contenuti finanziari: Consob, IVASS, MiCARPromuovere prodotti finanziari o servizi di investimento senza essere abilitati o senza rispettare l’art. 23 TUF e considerato sollecitazione abusiva del pubblico risparmio.IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) richiede iscrizione al RUI per chi promuove prodotti assicurativi, anche solo con link affiliati.MiCAR (regolamento UE 2023/1114) regola dal 2024 la promozione di criptoasset: ogni post deve segnalare i rischi e ricondurre a un emittente autorizzato.ESMA e Consob possono comminare sanzioni fino a 5 milioni di euro per i casi piu gravi.Contenuti medici, salute e nutrizioneIl D.Lgs. 219/2006 e le linee guida del Ministero della Salute vietano la pubblicita di farmaci con obbligo di prescrizione e impongono diciture specifiche per integratori, dispositivi medici e cosmetici. Un creator wellness o fitness deve evitare claim terapeutici (“cura”, “guarisce”, “previene”) e presentare consigli come opinioni personali, segnalando in modo chiaro che non sostituiscono il parere medico. La promozione di prodotti dimagranti, integratori e “detox” e tra le piu monitorate da AGCM.Codice ATECO content creator e influencer: 90.03.09 o 73.11.02La scelta del codice ATECO corretto e cruciale: determina il coefficiente di redditivita forfettario, la cassa previdenziale di riferimento e la riconoscibilita dell’attivita di fronte al Fisco. La tabella ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025, ha riorganizzato alcune voci ma ha mantenuto la sostanza per chi opera nei contenuti digitali.ATECO 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarieCodice piu adatto a chi crea contenuti come opera dell’ingegno: video originali, podcast autoriali, fotografia, scrittura creativa, formati narrativi. Coefficiente forfettario: 78%. Permette in alcuni casi di applicare la disciplina dei diritti d’autore (art. 53 c. 2 lett. b TUIR) per la cessione dei contenuti, con base imponibile ridotta del 25% (40% per under 35).ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketingCodice tipico per chi svolge prevalentemente attivita pubblicitaria: sponsored content, gestione campagne, ambassador di brand. Coefficiente forfettario: 78%. E il codice scelto dalla maggior parte degli influencer puri, perche descrive bene l’attivita di promozione commerciale a favore di terzi.Codici ATECO secondari utili59.11.00 – Produzione di film, video e programmi televisivi (per studio di produzione).58.19.00 – Altre attivita editoriali (newsletter, ebook, magazine digitali).85.59.20 – Corsi di formazione e di aggiornamento professionale (infoprodotti e corsi online).47.91.10 – Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via internet (e-commerce, merchandising).74.20.19 – Altre attivita di riprese fotografiche (per fotografi che operano anche come creator).Un creator con piu fonti di reddito puo aprire un codice ATECO prevalente e fino a piu codici secondari, dichiarando ogni anno la composizione percentuale del fatturato. Per il forfettario il coefficiente di redditivita applicato e quello del codice prevalente. Errori frequenti: usare 73.12.00 (concessionari di pubblicita) o 96.09.09, codici che non descrivono correttamente l’attivita e possono generare contestazioni. Regime forfettario al 78%: limiti, aliquote e convenienzaIl regime forfettario e quasi sempre la scelta migliore per il creator nei primi anni di attivita. Per i codici ATECO 90.03.09 e 73.11.02 il coefficiente di redditivita e 78%: significa che il fisco considera reddito imponibile il 78% del fatturato, mentre il 22% e considerato “costo forfettario” senza necessita di documentazione.Limiti e requisiti 2026Soglia ricavi: 85.000 euro lordi annui (su 12 mesi; ragguagliata in caso di apertura infrannuale).Spese per personale: massimo 20.000 euro annui (collaboratori, dipendenti, occasionali).Compatibilita con dipendente/pensionato: ammessa solo se il reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non supera 35.000 euro.No partecipazioni rilevanti: in S.r.l. con attivita simile o di controllo.Aliquote e tassazioneAliquota 5%: per i primi 5 anni di attivita, se non hai svolto attivita simile nei 3 anni precedenti.Aliquota 15%: dal sesto anno in poi.Imposta sostitutiva: comprende IRPEF, addizionali regionali e comunali. Niente IVA, niente ritenuta d’acconto.Niente IRAP e niente studi di settore/ISA.Quando il forfettario non convieneIl forfettario al 78% e ottimo per chi ha pochi costi. Diventa svantaggioso quando i costi reali superano il 22% del fatturato: produzione video professionale, viaggi, attrezzatura, agenzia, agente, consulenze legali ricorrenti possono spingere oltre questa soglia. In questi casi si valuta il regime ordinario semplificato o l’S.r.l. (vedi capitolo finale).Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS o ENPALS?La cassa previdenziale e uno dei punti piu controversi nella fiscalita dei creator. La regola generale prevede l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, ma alcune attivita rientrano formalmente nell’ex ENPALS (oggi Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo, confluito in INPS).Gestione Separata INPS (regola generale)Aliquota 26,07% per i creator senza altra copertura previdenziale (autonomi puri).Aliquota 24% per chi ha anche un lavoro dipendente o e pensionato.Calcolo: sul reddito imponibile (78% del fatturato in forfettario).Versamento: due acconti a giugno e novembre, saldo a giugno dell’anno successivo.Massimale 2026: contribuzione fino a circa 119.650 euro di reddito.Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (ex ENPALS)Il Fondo (ex ENPALS) si applica a precise categorie professionali elencate nel D.Lgs. 182/1997 e nelle delibere INPS aggiornate: attori, cantanti, conduttori, registi, fonici, doppiatori, musicisti, circensi e simili. I creator e gli influencer “puri” non rientrano: il loro contenuto editoriale di natura promozionale o divulgativa non e equiparato a uno spettacolo.Possono rientrare nell’ex ENPALS solo i creator che svolgono in modo prevalente attivita riconosciute come spettacolo: per esempio uno YouTuber che e anche attore o doppiatore professionale per produzioni cinematografiche, un musicista che fa anche live streaming come performance retribuita, un comico/imitatore che produce sketch propri ma viene anche scritturato per spettacoli teatrali o televisivi. In questi casi serve un’analisi puntuale, perche per la stessa persona possono coesistere posizioni diverse: ENPALS per il lavoro spettacolo e GS INPS per le sponsorizzazioni online.Le aliquote contributive del Fondo sono molto piu alte (intorno al 33%, ripartito tra produttore e lavoratore), il che spiega perche conviene sempre verificare con un consulente fiscale a quale posizione iscriversi: una scelta sbagliata puo costare migliaia di euro all’anno. Le forme di reddito del creator: sponsored, affiliate, AdSense, subscriptionUn creator professionista oggi diversifica le entrate su almeno 4-5 fonti diverse. Ogni fonte ha regole IVA, fatturazione e tassazione differenti. Mappare correttamente i ricavi e fondamentale per dichiarare in modo corretto e ottimizzare le imposte.Sponsored content (post a pagamento)E il classico post promozionale per un brand. Si fattura in B2B: la fattura va emessa al brand cliente, con codice destinatario o PEC se italiano, con causale specifica (“sponsorizzazione su canale Instagram @nome”). In forfettario senza IVA, in regime ordinario con IVA al 22%.Affiliate marketing (commissioni)Quando un follower acquista da un link tracciato, il creator riceve una commissione. Le piattaforme principali (Amazon, Awin, Tradedoubler, Rakuten, programmi diretti) versano periodicamente. Si fattura come prestazione di servizi al programma di affiliazione, oppure si riceve un report mensile e si emette autofattura/regolarizzazione a seconda del paese del committente.Piattaforme creator (AdSense, Twitch, Patreon)YouTube AdSense, Twitch Subs, Twitch Bits, Patreon, Substack pagano in valuta locale, spesso con bonifico via banca americana o irlandese. Questi compensi sono prestazioni di servizi rese a soggetto extra-UE o UE e seguono regole specifiche di non imponibilita IVA (vedi capitolo dedicato).Vendita prodotti propriMerchandising fisico (T-shirt, capsule collection), infoprodotti digitali (ebook, corsi, masterclass), community a pagamento (Skool, Discord), preset Lightroom, LUT, font: ogni vendita e una cessione di beni o servizi a B2C, quasi sempre IVA 22% in regime ordinario, esente da IVA in forfettario, con regole specifiche per le vendite UE (OSS) e USA.Eventi, ospitate, talkPartecipazioni a fiere, convegni, talk show, podcast, eventi aziendali. Si fattura al committente come prestazione di servizi, con eventuale rimborso spese a parte (viaggi, hotel) regolato contrattualmente.Diritti d’immagine e licenzeQuando un brand utilizza nome, voce o volto del creator in spot pubblicitari, packaging, billboard, e necessario un contratto di cessione/licenza dei diritti d’immagine. Spesso e una voce a parte rispetto al fee creativo (vedi capitolo successivo).Diritti d’immagine art. 96 LDA: tutela, cessione e liberatoriaPer il creator, il volto, la voce e il nome professionale sono il principale asset. La normativa di riferimento e la Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941, art. 96-97) e l’art. 10 del Codice Civile sulla tutela dell’immagine.Tutela dell’immagineL’art. 96 LDA stabilisce che il ritratto di una persona non puo essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso. Per i creator e fondamentale: vietato l’uso del proprio volto in campagne, packaging, advertising senza un’autorizzazione formale. Le eccezioni dell’art. 97 (notorieta, esigenze di giustizia, fini scientifici) non si applicano alle finalita commerciali.Cessione e licenza dei dirittiQuando un brand chiede di utilizzare il contenuto creato (o la persona del creator) oltre il singolo post, si firma una liberatoria o un contratto di licenza. Le clausole chiave sono:Durata: 6 mesi, 1 anno, 3 anni o uso perpetuo (a fee crescente).Territorio: Italia, Europa, Worldwide.Mezzi e canali: solo social, anche TV, OOH (out of home), digital ads, packaging, materiale POS.Esclusiva: nessuna esclusiva di categoria oppure esclusiva sul settore (es. abbigliamento, automotive).Diritto di modifica: il brand puo modificare il contenuto? Ricolorarlo, aggiungere voiceover, rimontare?Tassazione dei diritti d’immagineI compensi per cessione diritti d’immagine, se collegati all’attivita professionale del creator, sono redditi di lavoro autonomo (art. 53 TUIR) e si fatturano con partita IVA. Solo in casi residuali (per persone non titolari di partita IVA o per cessioni occasionali) possono qualificarsi come redditi diversi (art. 67 TUIR) con ritenuta d’acconto del 20%. Contratti sponsored content e cessione diritti: clausole tipoUna collaborazione brand strutturata richiede sempre un contratto scritto. Le contestazioni piu frequenti riguardano modifiche dell’ultimo minuto, mancato pagamento, riutilizzo non autorizzato dei contenuti e definizione delle KPI. Ecco le clausole da includere sempre:Scope of work (SOW): numero di post, formato (reel, story, post statico, YouTube long form), brief creativo, deadline.Diritti di utilizzo: durata e canali (vedi sezione precedente).Esclusiva di categoria: il creator non puo lavorare con competitor diretti per X mesi.Approvazioni e revisioni: numero massimo di round (es. 2 revisioni gratuite, oltre fee aggiuntivo).Fee e termini di pagamento: 50% all’avvio, 50% alla pubblicazione; 30/60 giorni dalla fattura; penali per ritardo.Whitelisting / dark posting: il brand puo amplificare il contenuto come ad? Con accesso al Business Manager? Per quanto tempo?Compliance AGCOM: obbligo per il creator di apporre #adv e tag “Paid partnership”.Forza maggiore e clausola morale: cosa succede se il creator e coinvolto in scandali o se il brand cambia strategia.Foro competente e legge applicabile: per evitare contenziosi internazionali complessi.Fatturazione brand italiani: B2B con codice destinatarioQuando il cliente e una societa italiana (S.p.A., S.r.l., S.a.s., S.n.c., Ditta individuale con P.IVA), si emette fattura elettronica B2B tramite Sistema di Interscambio (SDI). La fattura va indirizzata con uno dei due dati alternativi:Codice destinatario a 7 caratteri: e il codice univoco SDI assegnato al cliente (o al suo intermediario).PEC: indirizzo di posta elettronica certificata indicato dal cliente.Se entrambi mancano, si usa “0000000” (sette zeri) e si comunica al cliente la disponibilita della fattura nell’area “Fatture e Corrispettivi” sul sito Agenzia Entrate.Causali e descrizioneLa descrizione deve essere chiara e tracciabile: “Sponsored content su canale Instagram @nome – 1 reel + 3 story – campagna [nome brand] – giugno 2026”. Indicare sempre il riferimento al contratto/PO. In forfettario va inserita la dicitura “Operazione in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014” e la marca da bollo da 2 euro per fatture sopra 77,47 euro.Fatturazione piattaforme estere: Google, Meta, TikTok, TwitchUna parte rilevante del fatturato dei creator arriva da piattaforme estere con sede UE o extra-UE. La fatturazione segue regole IVA differenti a seconda del paese di stabilimento del committente.Committente UE (es. Google Ireland, Meta Ireland)Si emette fattura non imponibile IVA art. 7-ter D.P.R. 633/72 (operazione fuori campo IVA in Italia).Il committente UE applica il reverse charge integrando la fattura con la propria IVA.Va indicato il numero VIES del committente (verificabile sul portale UE).Operazioni da riportare nel modello INTRASTAT servizi trimestrale.Committente extra-UE (es. Twitch USA, OnlyFans UK post-Brexit)Fattura fuori campo IVA art. 7-ter, senza obbligo VIES.Nessun INTRASTAT.Da inserire nel esterometro (oggi confluito nelle fatture elettroniche con tipo documento TD17/TD18/TD19) per le acquisizioni, e con codice natura N2.1 per le emissioni.Self-billing delle piattaformeMolte piattaforme (Google, Amazon, Twitch) non accettano fatture dirette dal creator: producono loro il recipient created tax invoice (RCTI) o pay statement mensile/quadrimestrale. In questo caso il creator deve comunque emettere fattura italiana corrispondente all’importo accreditato (al netto delle commissioni di piattaforma) per mantenere la corretta tracciabilita IVA in Italia. W-8BEN e tax compliance USA: YouTube, Twitch e altre piattaformeSe ricevi pagamenti da piattaforme americane (YouTube AdSense, Twitch, Amazon Affiliate USA, Patreon Creator, Substack), l’IRS richiede la compilazione del modulo W-8BEN (per persone fisiche) o W-8BEN-E (per societa). E un’autocertificazione che attesta la residenza fiscale del creator e applica il trattato Italia-USA contro la doppia imposizione.Conseguenze praticheSenza W-8BEN: la piattaforma trattiene la withholding tax USA al 24% (a volte 30%) sui ricavi pubblicitari da spettatori USA.Con W-8BEN compilato: la ritenuta scende allo 0% per i compensi da servizi (per il trattato Italia-USA), e al massimo al 30% sui royalty da spettatori USA per AdSense (o 0% se applicabile).Va aggiornato ogni 3 anni o al cambio di residenza fiscale.Si compila online dal pannello YouTube Studio, Twitch Dashboard, Amazon Tax Information.Credito d’imposta in ItaliaEventuali ritenute USA gia versate possono essere recuperate come credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi italiana (quadro CE), evitando la doppia tassazione. In regime forfettario il credito non e rimborsabile, ma puo essere portato in detrazione dall’imposta sostitutiva entro il limite della quota italiana.OnlyFans, Patreon e subscription: regole IVA e soglia 10.000 euroLe piattaforme di abbonamento (OnlyFans, Patreon, Twitch Subs, Substack, Fansly) gestiscono il rapporto B2C con i fan ma fatturano al creator come piattaforma. La gestione IVA dipende dal modello contrattuale e dalla qualifica dei subscriber.Modello “piattaforma intermediaria”Patreon e Twitch agiscono come marketplace: incassano dal fan, trattengono fee e versano al creator. La fattura del creator e nei confronti della piattaforma (committente UE/extra-UE), fuori campo IVA art. 7-ter. La piattaforma applica IVA al fan finale tramite OSS o sales tax USA.Modello “servizio elettronico al consumatore finale”Se invece il creator vende direttamente abbonamenti (es. Substack con Stripe Connect, community proprie), il servizio e un “servizio elettronico” reso al consumatore finale UE. In regime ordinario:IVA italiana al 22% per fan italiani.Per fan UE: si applica l’IVA del paese del consumatore se si supera la soglia annua di 10.000 euro di vendite UE B2C cumulative; sotto questa soglia si applica IVA italiana.Sopra i 10.000 euro: iscrizione al regime OSS (One Stop Shop) con dichiarazione trimestrale unica.Per fan extra-UE: fuori campo IVA, ma attenzione alle eventuali sales tax/VAT estere (UK VAT, US sales tax stato per stato).Aliquota IVA e contenuti per adultiI servizi elettronici sono in genere ad IVA ordinaria 22%. Non si applicano aliquote ridotte. Per i creator OnlyFans/Fansly attenzione a: corretta dichiarazione del fatturato (l’Agenzia delle Entrate ha avviato verifiche specifiche dal 2024), gestione delle fee piattaforma (20%), tutela della privacy/anonimato compatibilmente con gli obblighi di tracciabilita fiscale.Donazioni Twitch, bits, super chat e tip: come si tassanoLe donazioni dei fan (Twitch Bits, Twitch Cheers, YouTube Super Chat, Super Stickers, TikTok LIVE Gifts, Streamlabs Tips) sono un capitolo di reddito specifico. Il regime fiscale dipende dalla loro natura giuridica.Donazione vera vs corrispettivoSe il fan riceve un vantaggio (badge, emote, contenuto sbloccato, mention live): e un corrispettivo, non una donazione. Soggetto a IVA (se applicabile) e a tassazione come ricavo.Se non c’e contropartita e il pagamento e libero, la qualificazione tecnica sarebbe di liberalita. Nella prassi, l’Agenzia delle Entrate considera quasi sempre questi flussi come ricavi professionali data la frequenza, la tracciabilita su piattaforma e il legame con l’attivita continuativa di streaming.Come fatturareIl consiglio operativo e includere nelle fatture mensili verso Twitch/YouTube anche la quota di bits, super chat e ad revenue: il pay statement della piattaforma riporta tutto cumulativamente. Per le piattaforme italiane di tipping (es. ko-fi, BuyMeACoffee con sede UE/USA) si applica la stessa logica: fattura cumulativa con causale “ricavi tipping piattaforma X mese Y”. Merchandising, dropshipping e infoprodotti: gestione fiscaleLa vendita diretta di prodotti e contenuti propri e una delle leve di crescita piu forti per il creator. Cambia profondamente la gestione fiscale, richiede valutazioni IVA dedicate e talvolta strutture societarie distinte.Merchandising fisico (T-shirt, capsule)Codice ATECO secondario consigliato: 47.91.10 (commercio al dettaglio via internet) o 14.13.20 (confezione di abbigliamento, se prodotto in proprio).Coefficiente forfettario: 40% (commercio).Iscrizione alla Gestione Commercianti INPS (contributi fissi base ~4.500 euro l’anno + percentuale sul reddito). E qui che molti creator trovano la sorpresa contributiva.Print on demand (Teespring, Printful, Spreadshop): la piattaforma fa da intermediaria; il creator riceve royalty e fattura come servizio (IVA 22% o art. 7-ter).Infoprodotti digitali (corsi, ebook)Codice ATECO consigliato: 85.59.20 (formazione) o 58.11.00 (edizione di libri).Servizio elettronico ai sensi dell’art. 7-octies D.P.R. 633/72.IVA 22% al consumatore finale italiano; per UE soglia 10.000 euro e regime OSS; per extra-UE fuori campo.Attenzione: se vendi con piattaforme tipo Teachable, Kajabi, Thinkific, queste possono agire come marketplace (e fanno loro l’IVA al fan); altre piattaforme come Stripe diretto, Gumroad ti lasciano l’onere fiscale.Tariffe sponsored content per fascia di follower ed engagementLe tariffe variano enormemente in base alla nicchia, alla qualita dell’audience, al formato e all’engagement rate. Indicazioni di mercato 2026, basate su benchmark di agenzie e piattaforme di creator marketing italiane:Tariffe per fascia di follower (per post/reel)Nano-influencer (1.000-10.000 follower): 50-300 euro. Spesso compensati con prodotti gratuiti.Micro-influencer (10.000-100.000): 100-2.500 euro per post statico, fino a 5.000 euro per pacchetti reel + story.Mid-tier (100.000-500.000): 1.000-7.000 euro per post, 3.000-15.000 euro per pacchetti integrati.Macro-influencer (500.000-1.000.000): 5.000-20.000 euro per post.Mega/celebrity (1M+): 10.000-50.000 euro per post, fino a 100.000+ euro per campagne integrate con cessione diritti.Engagement rate vs follower countNel 2026 i brand pagano sempre piu in base all’engagement rate (interazioni / follower), non solo al follower count. Una formula di mercato e:Fee consigliata = (follower / 100) × coefficiente engagement × coefficiente nicchiaCoefficiente engagement: 0,5 (er < 1%), 1 (er 1-3%), 1,5 (er 3-5%), 2 (er > 5%).Coefficiente nicchia: 1 (lifestyle generico), 1,3 (food/travel), 1,5 (tech/finanza/B2B), 1,8 (medical/luxury).Esempio: 50.000 follower, ER 4%, nicchia tech ⇒ (50.000/100) × 1,5 × 1,5 = 1.125 euro a post come baseline. Aggiungere fee per cessione diritti, esclusiva di categoria, formati premium.Esempi pratici di calcolo tasse: 30K, 60K e 100K di fatturatoVediamo tre esempi pratici per capire quanto resta in tasca al creator dopo tasse e contributi. Ipotesi: forfettario, codice 73.11.02, coefficiente 78%, GS INPS 26,07%, autonomo puro senza altra copertura.Esempio 1: fatturato 30.000 euro (creator emergente, primi 5 anni 5%)Fatturato: 30.000 euroReddito imponibile (78%): 23.400 euroContributi GS INPS (26,07%): 6.100 euroReddito imponibile post contributi: 17.300 euroImposta sostitutiva 5%: 865 euroNetto annuo: 30.000 – 6.100 – 865 = 23.035 euro (~76,8% del fatturato)Esempio 2: fatturato 60.000 euro (creator stabile, oltre 5 anni 15%)Fatturato: 60.000 euroReddito imponibile (78%): 46.800 euroContributi GS INPS (26,07%): 12.200 euroReddito imponibile post contributi: 34.600 euroImposta sostitutiva 15%: 5.190 euroNetto annuo: 60.000 – 12.200 – 5.190 = 42.610 euro (~71% del fatturato)Esempio 3: fatturato 100.000 euro (al limite forfettario)Sopra 85.000 euro si fuoriesce dal forfettario. Ipotizziamo regime ordinario semplificato:Fatturato: 100.000 euroCosti reali (attrezzatura, viaggi, agenzia, consulenze): 25.000 euroReddito imponibile lordo: 75.000 euroContributi GS INPS (26,07%): 19.550 euroReddito imponibile netto: 55.450 euroIRPEF (scaglioni 2026 con riforma): ~16.500 euroAddizionali regionali e comunali: ~1.600 euroNetto annuo: 100.000 – 25.000 – 19.550 – 18.100 = 37.350 euro (~37%)Da questi numeri emerge in modo netto perche tanti creator, superati i 70-80.000 euro stabili, valutano la S.r.l.: la pianificazione fiscale ottimizzata puo portare il netto sopra il 50%.Errori comuni e quando passare alla S.r.l.Errori comuni del creator alle prime armiLavorare solo con prestazione occasionale oltre il primo anno o oltre 5.000 euro: rischio multa fino al 240% del tributo.Mancata fatturazione delle royalty piattaforma: l’Agenzia Entrate riceve gli accrediti dalle piattaforme (CRS, DAC7).Confondere prodotti regalati con sponsored: se il valore supera 200-300 euro va dichiarato come reddito in natura.Mancato bollo da 2 euro sulle fatture in forfettario sopra 77,47 euro.Non considerare la Gestione Commercianti in caso di vendita merchandising.Trasferire residenza fiscale all’estero senza pianificazione: l’Italia presume residenza fino a prova contraria (art. 2 TUIR).Quando conviene la S.r.l.La S.r.l. (semplificata o ordinaria) diventa interessante quando:Il fatturato stabile supera 80-100.000 euro annui per piu anni.Hai costi alti (team, agenzia, attrezzatura, sede) e vuoi dedurli al 100%.Vuoi creare un brand vendibile o aprire piu linee di business.Hai bisogno di limitare la responsabilita patrimoniale (rischio AGCOM, contestazioni brand, copyright).Vuoi reinvestire utili a tassazione 24% IRES + 3,9% IRAP, prelevando dividendi solo quando serve.Strutture comuni: S.r.l. unipersonale con il creator come amministratore + dipendente; S.r.l. holding che possiede l’operativa e gestisce i diritti d’immagine; S.r.l. con socio agenzia per progetti congiunti. Importante valutare anche la S.r.l. PMI innovativa in caso di sviluppo software/community proprie, per accedere a benefici fiscali ulteriori. FAQ: domande frequenti su partita IVA creator e influencerQuanto devo guadagnare per dover aprire la partita IVA?Non c’e una soglia di reddito fissa. La regola e la abitualita: se l’attivita di creator e continuativa nel tempo (canali attivi, brand collaboration ricorrenti, piattaforme che pagano mensilmente), serve la partita IVA anche con poche centinaia di euro al mese. La prestazione occasionale (limite 5.000 euro lordi annui) e per chi davvero produce contenuti sporadicamente.Posso aprire partita IVA come influencer mentre studio o lavoro come dipendente?Si, perfettamente compatibile con studio e lavoro dipendente privato. Per il forfettario, il reddito da dipendente nell’anno precedente non deve aver superato 35.000 euro. Per i dipendenti pubblici verifica il regolamento aziendale (alcuni richiedono autorizzazione).Quali piattaforme inviano dati al fisco italiano?Tutte. Dal 2024 e in vigore la direttiva DAC7: Google, Meta, TikTok, Twitch, Patreon, OnlyFans, Amazon e tutte le piattaforme che intermediano servizi nell’UE inviano automaticamente i dati dei creator e dei venditori che superano i 30 corrispettivi annui o 2.000 euro di ricavi alle autorita fiscali del paese di residenza.Devo fatturare i prodotti regalati dai brand (gifting)?Se il prodotto e regalato senza obbligo di pubblicazione, e una liberalita (non rilevante fiscalmente fino a 200-300 euro). Se invece c’e accordo di pubblicare in cambio del prodotto, e una permuta: il creator deve fatturare al brand un importo pari al valore del prodotto, e il brand emette a sua volta DDT/fattura per la cessione.Rientrano gli influencer nell’ex ENPALS?Generalmente no. L’ex ENPALS (oggi Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo) si applica a categorie precise (attori, cantanti, registi, doppiatori, conduttori). I creator/influencer di norma rientrano in Gestione Separata INPS. Solo i creator che sono anche professionisti dello spettacolo (per attivita prevalente) possono trovarsi con doppia posizione previdenziale.Come gestisco i compensi in dollari da YouTube e Twitch?Va emessa fattura italiana al committente estero (Google LLC, Twitch Interactive, ecc.) fuori campo IVA art. 7-ter. Compila il W-8BEN per ridurre la withholding tax USA. Il pagamento, accreditato in dollari, va convertito in euro al cambio ufficiale del giorno di incasso (BCE) per la corretta registrazione contabile e dichiarazione.Cosa rischio se non rispetto le linee guida AGCOM?Le sanzioni AGCOM possono arrivare fino a 600.000 euro per violazioni gravi e reiterate. Per i creator sotto soglia interviene lo IAP (autodisciplina pubblicitaria) con ordini di rimozione. In caso di pubblicita ingannevole interviene l’AGCM (Antitrust) con sanzioni fino a 5 milioni di euro. Indicare sempre #adv, #pubblicita o “Paid partnership” in modo evidente all’inizio di didascalia/video.Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per la tua partita IVA da creatorLa fiscalita del content creator e dell’influencer e in continua evoluzione: AGCOM, AGCM, DAC7, MiCAR, riforma ATECO 2025, nuove regole IVA per le piattaforme digitali. Affrontarla da soli, soprattutto con flussi di reddito multipli e piattaforme estere, e rischioso e costoso. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste creator, influencer, YouTuber, streamer e creator subscription in ogni fase: apertura partita IVA con codice ATECO corretto, scelta tra forfettario e ordinario, gestione fatturazione UE/extra-UE, W-8BEN, contratti brand, dichiarazione redditi e pianificazione del passaggio a S.r.l. quando conviene davvero.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata alla tua attivita digitale: ti aiutiamo a mettere in regola il presente e a costruire il futuro fiscale del tuo brand personale, con strumenti pensati per l’eta delle piattaforme.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 08:00:002026-05-23 07:41:07Partita IVA Content Creator e Influencer 2026: Guida Completa ENPALS, Diritti Immagine e Tasse