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CAF, SUCCESSIONI

Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa con Novità e Procedura

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

La dichiarazione di successione 2026 introduce importanti novità che semplificano la gestione delle successioni ereditarie grazie al nuovo sistema di autoliquidazione telematica. Se hai ereditato beni da un familiare, è fondamentale conoscere obblighi, scadenze, documenti necessari e imposte da pagare per evitare sanzioni e gestire correttamente la successione ereditaria 2026.

Quando una persona viene a mancare, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione telematica entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (generalmente coincidente con il decesso). La procedura telematica si è evoluta: dal 2024 è attivo il sistema di autoliquidazione successione, che calcola automaticamente le imposte di successione, ipotecarie e catastali dovute, semplificando il pagamento e riducendo i tempi di attesa per l’attestazione finale (il cosiddetto Glifo).

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni di successione, con particolare competenza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che presenta caratteristiche uniche rispetto al sistema ordinario. I nostri esperti ti assistono in ogni fase: dalla raccolta dei documenti per la successione al calcolo delle imposte, dalla presentazione telematica all’ottenimento del Glifo, fino alla voltura catastale e trascrizione tavolare.

In questa guida completa alla dichiarazione di successione 2026, scoprirai tutte le novità normative, i requisiti, le aliquote e franchigie aggiornate, le agevolazioni fiscali per eredi under 26 e la procedura operativa passo dopo passo. Che tu debba gestire una successione con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, conti correnti bancari, azioni o altri beni, troverai tutte le informazioni necessarie per affrontare con serenità questo momento delicato.

Indice dei contenuti

  1. Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione
  2. Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione
  3. Termini e Modalità di Presentazione Telematica
  4. Documenti Necessari per la Successione
  5. Sistema Tavolare in Friuli Venezia Giulia
  6. Voltura e Trascrizione Catastale
  7. Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa
  8. Domande Frequenti sulla Successione 2026

Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione

La principale novità della dichiarazione di successione 2026 è la piena operatività del sistema di autoliquidazione telematica, che ha rivoluzionato il modo di gestire le successioni ereditarie in Italia. A partire dal 1° gennaio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha reso obbligatorio il nuovo sistema che calcola automaticamente tutte le imposte dovute: imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale e tributi speciali.

Come funziona il sistema di autoliquidazione successione

Con la dichiarazione successione telematica 2026, non è più necessario attendere la liquidazione manuale delle imposte da parte dell’Ufficio Territoriale. Il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e:

  • Calcola automaticamente tutte le imposte di successione dovute applicando le aliquote vigenti
  • Verifica le franchigie spettanti a ciascun erede in base al grado di parentela
  • Applica le agevolazioni fiscali per prima casa e eredi under 26
  • Determina l’importo esatto delle imposte ipotecarie e catastali (2% + 1% sui beni immobili)
  • Genera l’F24 con i tributi da versare entro 90 giorni dalla presentazione

Il pagamento delle imposte avviene tramite addebito diretto sull’IBAN del dichiarante indicato nella pratica. Questa modalità garantisce certezza dei tempi e tracciabilità completa dei versamenti, eliminando il rischio di errori o dimenticanze.

Vantaggi del nuovo sistema per gli eredi

L’autoliquidazione della dichiarazione di successione 2026 offre numerosi vantaggi pratici rispetto al vecchio sistema:

  • Tempi ridotti: l’attestazione di avvenuta presentazione (Glifo) viene rilasciata in 10-14 giorni lavorativi invece dei precedenti 2-3 mesi
  • Certezza dell’importo: gli eredi conoscono immediatamente le imposte esatte da pagare, senza sorprese successive
  • Trasparenza: il sistema mostra il dettaglio completo del calcolo delle imposte, voce per voce
  • Minor margine di errore: l’elaborazione automatica riduce drasticamente gli errori di calcolo che potevano causare sanzioni
  • Sblocco rapido dei beni: con il Glifo ottenuto in tempi brevi, è possibile sbloccare conti correnti, azioni e obbligazioni del defunto

Per le successioni con immobili, dopo l’ottenimento del Glifo, il CAF Centro Fiscale procede con la voltura catastale (o trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia), che viene completata in ulteriori 3-4 settimane, portando gli immobili definitivamente a nome degli eredi.

Obblighi telematici e ruolo del CAF

La dichiarazione di successione 2026 deve essere obbligatoriamente presentata in modalità telematica attraverso il software SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. I cittadini privati non possono presentarla autonomamente: è necessario rivolgersi a un intermediario abilitato come un CAF, un commercialista o un notaio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la dichiarazione successione telematica, che include:

  • Analisi della situazione ereditaria e identificazione di tutti i beni da dichiarare
  • Raccolta e verifica di tutta la documentazione necessaria
  • Calcolo preventivo delle imposte prima dell’invio telematico
  • Compilazione e trasmissione della dichiarazione tramite piattaforma SuccessioniOnLine
  • Gestione del pagamento tramite addebito IBAN
  • Ottenimento del Glifo e consegna all’erede
  • Voltura catastale o trascrizione tavolare per gli immobili

Grazie alla nostra esperienza ventennale in materia di successioni, garantiamo tempi certi, massima precisione fiscale e assistenza personalizzata in ogni fase della procedura.

Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione

L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione 2026 ricade su specifici soggetti individuati dalla normativa fiscale. È fondamentale sapere chi è tenuto a presentarla per evitare sanzioni che vanno dal 120% al 240% delle imposte dovute, oltre agli interessi di mora.

I soggetti obbligati alla presentazione

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione i seguenti soggetti, in ordine di priorità:

  1. Gli eredi chiamati all’eredità, sia legittimi (cioè previsti dalla legge) che testamentari (nominati nel testamento)
  2. I legatari, ovvero coloro che ricevono beni specifici indicati nel testamento
  3. I rappresentanti legali degli eredi o legatari (tutori, curatori, amministratori di sostegno)
  4. Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente
  5. Gli amministratori dell’eredità
  6. I curatori dell’eredità giacente
  7. Gli esecutori testamentari

Nella pratica quotidiana, la dichiarazione viene generalmente presentata dal coniuge superstite o dal figlio maggiorenne del defunto, che agisce anche per conto degli altri eredi. Tuttavia, ciascun erede o legatario è autonomamente responsabile della presentazione: se nessuno provvede, tutti gli obbligati rischiano le sanzioni.

Casi in cui NON è obbligatoria la dichiarazione

La dichiarazione di successione non deve essere presentata quando ricorrono contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

  • L’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)
  • L’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro
  • L’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi)

Esempio pratico: se il defunto lascia solo 50.000 euro in conti correnti e nessun immobile, e gli eredi sono il coniuge e due figli, non è necessario presentare la dichiarazione di successione. Tuttavia, se l’asse ereditario comprende anche solo una quota di un immobile o un terreno, la dichiarazione diventa obbligatoria, indipendentemente dal valore complessivo.

Chi può presentare per conto di tutti gli eredi

Nella dichiarazione di successione telematica 2026, è sufficiente che un solo soggetto obbligato presenti la dichiarazione per conto di tutti gli eredi e legatari. Il dichiarante principale (chiamato “soggetto dichiarante”) indica nella pratica tutti gli altri coeredi e le rispettive quote ereditarie.

Questa modalità semplifica notevolmente la procedura: non è necessario che tutti gli eredi si rechino fisicamente al CAF o dal professionista. Il dichiarante principale deve però disporre di:

  • Documenti di identità di tutti gli eredi
  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Coordinate bancarie (IBAN) per l’addebito delle imposte
  • Delega firmata dagli altri eredi (se richiesta dal professionista)

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce quotidianamente dichiarazioni di successione presentate da un unico erede per conto di famiglie anche numerose, occupandosi di tutti gli adempimenti burocratici e fiscali.

Successioni con eredi minorenni o incapaci

Quando tra gli eredi vi sono minori, interdetti o persone con amministratore di sostegno, la dichiarazione deve essere presentata dai rispettivi rappresentanti legali: genitori esercenti la responsabilità genitoriale, tutore o amministratore di sostegno.

In questi casi, il rappresentante legale deve:

  • Accettare l’eredità con beneficio di inventario (obbligatorio per legge per minori e incapaci)
  • Presentare la dichiarazione di successione entro i termini
  • Gestire i beni ereditati nell’interesse del minore o incapace
  • Ottenere, se necessario, l’autorizzazione del Giudice Tutelare per atti di straordinaria amministrazione

Il CAF Centro Fiscale assiste anche in queste situazioni più complesse, coordinandosi con i legali della famiglia per garantire la piena tutela degli eredi minori e il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

Termini e Modalità di Presentazione Telematica

La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso del dante causa. Il rispetto di questo termine è fondamentale per evitare sanzioni amministrative che possono essere molto gravose.

Scadenza dei 12 mesi: come si calcola

Il termine di 12 mesi decorre dal giorno successivo alla data di apertura della successione:

  • In caso di morte naturale: dal giorno successivo al decesso (es. decesso 15 marzo 2025 → scadenza 15 marzo 2026)
  • In caso di morte presunta dichiarata dal tribunale: dalla data del passaggio in giudicato della sentenza dichiarativa di morte presunta
  • In caso di testamento: dalla data di pubblicazione del testamento se successiva al decesso

Se la scadenza dei 12 mesi cade in un giorno festivo o di sabato, la presentazione può avvenire il primo giorno lavorativo successivo senza applicazione di sanzioni.

Attenzione: il termine di 12 mesi è perentorio. La presentazione oltre tale termine comporta l’applicazione di sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale consiglia sempre di avviare la pratica con largo anticipo, considerando i tempi necessari per reperire tutta la documentazione necessaria.

Modalità di presentazione obbligatoria: solo telematica

Dal 2018, la dichiarazione di successione può essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Non è più possibile la presentazione cartacea presso gli uffici territoriali.

La trasmissione telematica deve avvenire tramite:

  • Software SuccessioniOnLine Desktop: installabile su PC Windows, utilizzabile da intermediari abilitati (CAF, commercialisti, notai)
  • Portale web SuccessioniOnLine: accessibile con SPID, CIE o CNS, ma utilizzabile solo tramite intermediari (i cittadini comuni non hanno accesso autonomo)

Il CAF Centro Fiscale di Udine utilizza il software ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione e trasmissione di tutte le dichiarazioni di successione, garantendo:

  • Piena conformità normativa con i requisiti tecnici dell’Agenzia
  • Controllo automatico degli errori formali prima della trasmissione
  • Ricevuta di presentazione rilasciata istantaneamente dal sistema
  • Protocollo telematico che attesta data e ora esatta di invio

Procedura operativa di trasmissione

La presentazione della dichiarazione successione telematica segue questi passaggi operativi:

  1. Compilazione della dichiarazione: il CAF inserisce nel software tutti i dati del defunto, degli eredi, dei beni ereditati (immobili, conti correnti, titoli, ecc.) e degli eventuali debiti
  2. Allegazione documenti digitali: vengono caricati i documenti in PDF (certificato di morte, atti di proprietà, estratti conto, testamento, ecc.)
  3. Verifica automatica: il software controlla la correttezza formale e l’assenza di incongruenze
  4. Calcolo automatico imposte: il sistema di autoliquidazione calcola tutte le imposte dovute
  5. Firma digitale: il CAF appone la firma digitale del dichiarante sulla dichiarazione
  6. Trasmissione telematica: invio all’Agenzia delle Entrate con ricevuta protocollata
  7. Addebito imposte: entro 90 giorni, addebito automatico sull’IBAN indicato
  8. Rilascio del Glifo: in 10-14 giorni, l’Agenzia rilascia l’attestazione di presentazione (Glifo)

Integrazione e rettifica della dichiarazione

Se dopo la presentazione della dichiarazione di successione 2026 emergono nuovi beni o errori, è possibile presentare:

  • Dichiarazione integrativa: quando si scoprono beni precedentemente non dichiarati (es. un conto corrente dimenticato, un immobile all’estero). Va presentata entro i termini dell’accertamento (generalmente 5 anni) pagando le maggiori imposte con sanzioni ridotte (ravvedimento operoso)
  • Dichiarazione sostitutiva: quando si devono correggere errori nella dichiarazione già presentata (es. quote ereditarie errate, dati catastali sbagliati). Va presentata il prima possibile per evitare complicazioni nelle volture catastali

Il CAF Centro Fiscale assiste gli eredi anche in caso di necessità di integrazione o rettifica, valutando la strategia migliore per minimizzare sanzioni e interessi.

Documenti Necessari per la Successione

Per presentare correttamente la dichiarazione di successione 2026, è necessario raccogliere una documentazione completa e aggiornata relativa al defunto, agli eredi e a tutti i beni che compongono l’asse ereditario. La completezza della documentazione è fondamentale per evitare integrazioni, ritardi e possibili sanzioni.

Documenti anagrafici e di stato civile

Questi documenti servono a identificare il defunto, gli eredi e il tipo di successione (legittima o testamentaria):

  • Certificato di morte del defunto in carta semplice (rilasciato dal Comune di residenza o di decesso)
  • Certificato di ultima residenza del defunto
  • Certificato di stato di famiglia storico del defunto alla data del decesso
  • Documenti di identità di tutti gli eredi (carta d’identità o patente in corso di validità)
  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Certificato di matrimonio del defunto (se coniugato)
  • Sentenza di divorzio o separazione (se il defunto era divorziato/separato)
  • Testamento pubblico, olografo o segreto con relativo verbale di pubblicazione (se esiste testamento)
  • Certificato di rinuncia all’eredità (se qualche erede ha rinunciato, con relativo verbale notarile o del Tribunale)

Il CAF Centro Fiscale di Udine può richiedere per conto degli eredi i certificati necessari presso i Comuni e gli uffici competenti, semplificando la fase di raccolta documentale.

Documentazione immobiliare

Se nell’eredità sono presenti immobili (case, appartamenti, terreni, box, cantine), è necessario fornire:

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili (con dati catastali: Foglio, Particella/Mappale, Subalterno, Categoria, Classe, Rendita)
  • Atti di provenienza (atti di acquisto, donazioni, successioni precedenti) che dimostrano come il defunto è diventato proprietario
  • Certificati di destinazione urbanistica (per terreni agricoli o edificabili)
  • Estratti tavolari (per immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, alcune zone del Veneto)
  • Rogito di acquisto con relativa nota di trascrizione
  • Planimetrie catastali (se disponibili)

Per gli immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il CAF Centro Fiscale effettua direttamente le visure tavolari telematiche presso le Conservatorie dei Registri Immobiliari di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone, fornendo agli eredi la documentazione completa necessaria.

Documentazione finanziaria e patrimoniale

Per i beni mobili e finanziari presenti nell’asse ereditario:

  • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso (saldi di conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito)
  • Certificati di giacenza titoli (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) con valorizzazione alla data del decesso
  • Polizze vita con beneficiari designati (indicare numero polizza, compagnia, capitale assicurato)
  • Quote di società (SRL, SPA, SNC, SAS) con relativa valorizzazione contabile
  • Libretti al portatore e buoni fruttiferi postali
  • Cassette di sicurezza (indicazione banca e numero cassetta, con inventario del contenuto se aperta)
  • Crediti vantati dal defunto verso terzi (con documentazione probatoria)
  • Autovetture, moto, imbarcazioni (con certificato di proprietà del PRA)

Le banche e Poste Italiane rilasciano gratuitamente agli eredi legittimi i certificati di giacenza e i prospetti patrimoniali alla data del decesso, necessari per la compilazione della dichiarazione.

Documentazione relativa a debiti e passività

Nella dichiarazione di successione vanno indicati anche i debiti del defunto deducibili dall’attivo ereditario:

  • Mutui ipotecari residui (con certificato della banca sul debito residuo alla data del decesso)
  • Debiti tributari (cartelle esattoriali, avvisi bonari, tasse non pagate)
  • Spese mediche e ospedaliere non pagate
  • Spese funerarie (detraibili fino a 1.032,91 euro per ciascun erede)
  • Debiti verso fornitori e creditori

I debiti riducono la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione, per cui è importante documentarli correttamente.

Informazioni necessarie per la presentazione telematica

Per la trasmissione della dichiarazione successione telematica, il dichiarante deve fornire al CAF:

  • Coordinate bancarie (IBAN) su cui addebitare le imposte
  • Indirizzo email per ricevere comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate
  • Numero di cellulare per eventuali comunicazioni urgenti
  • Codice fiscale e delega per la trasmissione telematica

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha predisposto una checklist completa dei documenti che viene consegnata a ogni cliente all’avvio della pratica di successione, guidandolo passo dopo passo nella raccolta di tutta la documentazione necessaria. Per approfondire ulteriormente l’argomento, è disponibile la nostra guida dedicata ai documenti per la successione.

Il calcolo delle imposte di successione 2026 viene effettuato automaticamente dal sistema di autoliquidazione telematica, ma è fondamentale comprendere il meccanismo di calcolo per stimare preventivamente l’importo dovuto e pianificare il pagamento. Le imposte di successione si articolano in tre tributi principali: l’imposta di successione (proporzionale al valore dei beni ereditati e al grado di parentela), l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale (applicate sugli immobili).

Imposta di successione: aliquote per grado di parentela

L’imposta di successione si applica al valore complessivo netto dell’asse ereditario (attivo meno passivo) con aliquote differenziate in base al grado di parentela tra defunto ed erede:

La franchigia è la quota di eredità esente da imposta: si applica separatamente per ciascun erede, non sull’intero asse ereditario. Questo significa che se il coniuge e due figli ereditano 2.500.000 euro, ciascuno ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro sulla propria quota.

Esempio pratico di calcolo – Coniuge e due figli:

  • Asse ereditario netto: 2.400.000 euro
  • Quote: coniuge 50% (1.200.000 euro), ciascun figlio 25% (600.000 euro)
  • Imposta coniuge: (1.200.000 – 1.000.000) × 4% = 200.000 × 4% = 8.000 euro
  • Imposta ciascun figlio: (600.000 – 1.000.000) = 0 (quota sotto franchigia) = 0 euro
  • Imposta totale di successione: 8.000 euro

Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Se nell’asse ereditario sono presenti immobili (terreni, fabbricati), si applicano anche le imposte ipotecaria e catastale:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobili
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale degli immobili
  • Tributo speciale: 35 euro per ciascuna formalità di trascrizione, iscrizione, annotazione
  • Imposta di bollo: 230 euro (importo forfettario per dichiarazione)

Il valore catastale si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per specifici coefficienti:

  • Prima casa (abitazione principale): rendita × 1,05 × 110
  • Altri fabbricati: rendita × 1,05 × 120
  • Fabbricati categoria A/10, C/1: rendita × 1,05 × 60
  • Terreni agricoli: reddito dominicale × 1,25 × 135
  • Terreni edificabili: valore venale commerciale (da perizia)

Agevolazione prima casa: se l’erede beneficia dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 euro ciascuna (totale 400 euro) invece che in percentuale. I requisiti sono gli stessi previsti per gli acquisti: immobile situato nel Comune di residenza (o trasferimento entro 18 mesi), categoria catastale non di lusso (A/2-A/7), non possesso di altra abitazione nello stesso Comune.

Agevolazione per eredi under 26

Dal 2024, è stata introdotta un’importante agevolazione fiscale per gli eredi con età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione. Per questi giovani eredi:

  • Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro (invece di 1.000.000 per coniuge e figli)
  • Imposta ridotta al 3% (invece del 4%) sulla parte eccedente la franchigia

Questa agevolazione può generare risparmi significativi nelle successioni di patrimoni rilevanti con eredi giovani.

Esempio con erede under 26:

  • Figlio erede unico, 24 anni, eredità 1.800.000 euro
  • Con agevolazione under 26: (1.800.000 – 1.500.000) × 3% = 9.000 euro
  • Senza agevolazione: (1.800.000 – 1.000.000) × 4% = 32.000 euro
  • Risparmio: 23.000 euro

Modalità e termini di pagamento

Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, le imposte vengono automaticamente addebitate sull’IBAN indicato dal dichiarante entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione telematica. L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva con l’importo esatto da addebitare e la data prevista del prelievo.

Se l’importo delle imposte supera 1.000 euro, è possibile richiedere la rateizzazione in rate trimestrali (fino a 8 rate per importi fino a 20.000 euro). La richiesta di rateizzazione deve essere presentata contestualmente alla dichiarazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce sempre agli eredi un preventivo dettagliato delle imposte prima della presentazione telematica, consentendo di pianificare con serenità il pagamento e valutare eventuali strategie di ottimizzazione fiscale.

Sistema Tavolare in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia (insieme a Trentino-Alto Adige e alcune zone del Veneto e della Lombardia) è caratterizzato dalla presenza del sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare completamente diverso dal sistema ordinario (detto anche “dei registri immobiliari” o “transcriztionale”) vigente nel resto d’Italia. Questa differenza ha implicazioni rilevanti nella gestione delle dichiarazioni di successione 2026 con immobili tavolari.

Che cos’è il sistema tavolare

Il sistema tavolare (o “del libro fondiario”) è un sistema di pubblicità immobiliare di origine asburgica, introdotto in Friuli Venezia Giulia durante il periodo austro-ungarico e mai abolito dopo l’annessione all’Italia. Si basa su principi fondamentali che lo distinguono nettamente dal sistema ordinario:

  • Principio della pubblica fede: il Libro Fondiario (Tavolare) fa piena prova della titolarità dei diritti reali sugli immobili. Chi risulta iscritto come proprietario nel Libro Fondiario è il proprietario a tutti gli effetti legali
  • Principio dell’iscrizione costitutiva: il trasferimento della proprietà (o di altri diritti reali) si perfeziona solo con l’iscrizione nel Libro Fondiario, non con la semplice stipula del contratto
  • Principio di specialità: ogni corpo tavolare (partita tavolare) identifica univocamente un singolo immobile con i relativi diritti e oneri
  • Principio di legalità: ogni iscrizione deve essere autorizzata da decreto del Conservatore dei Registri Immobiliari dopo verifica della legittimità

In pratica, mentre nel sistema ordinario la proprietà si trasferisce al momento della stipula del rogito (e la trascrizione ha funzione solo di opponibilità ai terzi), nel sistema tavolare la proprietà si trasferisce solo quando viene iscritta nel Libro Fondiario dal Conservatore.

Conseguenze per le successioni di immobili tavolari

Nelle successioni con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il passaggio di proprietà agli eredi richiede l’intavolazione (iscrizione nel Libro Fondiario) del diritto di proprietà a loro favore. Senza intavolazione, gli eredi non possono:

  • Vendere l’immobile ereditato
  • Donarlo o trasferirlo in altro modo
  • Ipotecarlo per ottenere finanziamenti
  • Locare con contratto opponibile ai terzi

La procedura di intavolazione successoria si svolge presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente (Udine, Trieste, Gorizia, Pordenone) e richiede:

  1. Dichiarazione di successione presentata e Glifo (attestazione) rilasciato dall’Agenzia delle Entrate
  2. Domanda di intavolazione firmata da un professionista abilitato (avvocato, notaio, geometra, ingegnere)
  3. Documenti tavolari (estratto tavolare, mappa particellare)
  4. Certificato di morte e documentazione degli eredi
  5. Pagamento dei tributi tavolari (imposta di registro, bollo, diritti di Conservatoria)

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato una competenza specialistica ventennale nella gestione delle successioni con immobili tavolari, collaborando con professionisti tecnici (geometri e ingegneri) per l’intavolazione presso le Conservatorie friulane. Offriamo un servizio completo che include sia la dichiarazione di successione telematica che la successiva intavolazione tavolare, consegnando agli eredi gli immobili definitivamente intestati.

Per approfondire le caratteristiche del sistema tavolare e le specificità operative, puoi consultare la nostra guida completa al Sistema Tavolare di Udine.

Differenze rispetto al sistema ordinario (voltura catastale)

Nel resto d’Italia, dove vige il sistema ordinario, il passaggio di proprietà degli immobili agli eredi avviene con la voltura catastale, una procedura molto più semplice:

  • La proprietà passa automaticamente agli eredi al momento del decesso (per successione legittima o testamentaria)
  • La voltura catastale ha solo funzione di aggiornamento dei registri catastali, non costitutiva
  • Viene presentata telematicamente dal CAF contestualmente alla dichiarazione di successione
  • Si perfeziona automaticamente in pochi giorni senza decreto del Conservatore

Al contrario, nel sistema tavolare, la proprietà non passa automaticamente: serve sempre l’intavolazione con decreto del Conservatore.

Verifica preliminare: tavolare o ordinario?

Non tutti gli immobili in Friuli Venezia Giulia sono tavolari. Alcune zone della regione (specialmente quelle annesse all’Italia prima del 1918) seguono il sistema ordinario. Per verificare se un immobile è tavolare o ordinario, è necessario:

  • Controllare gli atti di provenienza (rogiti precedenti): se parlano di “intavolazione”, l’immobile è tavolare
  • Richiedere una visura tavolare presso la Conservatoria: se esiste, l’immobile è tavolare
  • Verificare con la visura catastale: gli immobili tavolari sono identificati anche nel catasto ma la trascrizione avviene solo al tavolare

Il CAF Centro Fiscale effettua sempre questa verifica preliminare per ogni successione con immobili in Friuli Venezia Giulia, informando gli eredi sulla procedura corretta da seguire (intavolazione tavolare o voltura ordinaria).

La procedura telematica della dichiarazione di successione 2026 si svolge interamente online attraverso il sistema SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Comprendere il flusso operativo completo dalla trasmissione al rilascio del Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) permette agli eredi di pianificare i tempi e prepararsi agli adempimenti successivi.

Step 1: Preparazione e trasmissione telematica

Il CAF Centro Fiscale raccoglie tutta la documentazione necessaria (vedi sezione dedicata) e compila la dichiarazione di successione telematica nel software SuccessioniOnLine Desktop. Durante la compilazione:

  • Vengono inseriti i dati anagrafici del defunto e di tutti gli eredi/legatari
  • Vengono censiti tutti i beni (immobili con dati catastali, conti correnti, titoli, auto, ecc.) e le relative valorizzazioni alla data del decesso
  • Vengono indicati i debiti deducibili (mutui, spese funerarie, ecc.)
  • Vengono allegati in formato PDF tutti i documenti probatori (certificati, atti, estratti conto, ecc.)
  • Il sistema calcola automaticamente le quote ereditarie di ciascun erede secondo legge o testamento

Una volta completata la compilazione, il software effettua un controllo automatico di coerenza verificando l’assenza di errori formali. Se il controllo ha esito positivo, la dichiarazione viene firmata digitalmente e trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Il sistema rilascia immediatamente una ricevuta di presentazione protocollata con data e ora esatta di invio.

Step 2: Autoliquidazione imposte e generazione F24

Entro pochi minuti dalla trasmissione, il sistema di autoliquidazione dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e calcola automaticamente:

  • Imposta di successione per ciascun erede, applicando aliquote e franchigie corrette
  • Imposte ipotecaria e catastale sui beni immobili (2% + 1% del valore catastale)
  • Agevolazioni fiscali (prima casa, under 26)
  • Tributi speciali e bollo

Il sistema genera automaticamente il modello F24 precompilato con tutti i tributi dovuti e i relativi codici tributo. L’F24 viene reso disponibile nell’area riservata del software SuccessioniOnLine e può essere scaricato in formato PDF.

L’Agenzia delle Entrate invia anche una comunicazione via PEC (al CAF che ha trasmesso la dichiarazione) con:

  • Riepilogo dettagliato del calcolo delle imposte
  • Importo totale da versare
  • Data prevista di addebito sull’IBAN indicato (entro 90 giorni dalla presentazione)

Step 3: Addebito diretto delle imposte su IBAN

Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il pagamento delle imposte avviene esclusivamente tramite addebito automatico sull’IBAN del dichiarante indicato nella dichiarazione telematica. Non è più possibile pagare tramite F24 cartaceo o presso banche/poste.

La procedura operativa è la seguente:

  • L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva (circa 15-20 giorni prima) con l’importo esatto e la data di addebito
  • Il dichiarante deve assicurarsi di avere capienza sul conto corrente alla data prevista
  • Alla data stabilita, l’Agenzia dispone il prelievo automatico tramite SDD (SEPA Direct Debit)
  • Il versamento risulta immediatamente tracciato e certificato dal sistema

Importante: se il conto corrente non ha capienza sufficiente e l’addebito viene respinto, l’Agenzia considera il pagamento non effettuato e applica sanzioni del 30% sull’importo non versato più gli interessi di mora. È quindi fondamentale garantire la disponibilità sul conto.

Se gli eredi preferiscono ripartire l’importo delle imposte tra loro (invece di far pagare tutto al dichiarante), possono:

  • Concordare privatamente la suddivisione
  • Ciascuno versa la propria quota al dichiarante prima della data di addebito
  • Il dichiarante garantisce la capienza totale sul proprio IBAN

Step 4: Rilascio del Glifo (attestazione di presentazione)

Dopo la trasmissione telematica e l’accettazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate elabora la pratica e rilascia il Glifo, cioè l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione. Il Glifo è un documento ufficiale che certifica:

  • La corretta presentazione della dichiarazione
  • I dati del defunto e degli eredi
  • L’elenco dei beni dichiarati
  • Le imposte liquidate e pagate (o in corso di pagamento)

Con il nuovo sistema di autoliquidazione, i tempi di rilascio del Glifo si sono drasticamente ridotti: 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica (contro i precedenti 2-3 mesi). Il Glifo viene reso disponibile nell’area riservata di SuccessioniOnLine in formato PDF e può essere scaricato e stampato.

Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi, insieme a una copia della dichiarazione e della ricevuta di presentazione.

Step 5: Utilizzo del Glifo per sbloccare beni del defunto

Il Glifo è il documento fondamentale che consente agli eredi di sbloccare i beni del defunto presso banche, poste, società finanziarie e altre istituzioni. In particolare, con il Glifo gli eredi possono:

  • Sbloccare conti correnti e libretti di risparmio: le banche autorizzano il prelievo/trasferimento delle somme agli eredi
  • Liquidare titoli, azioni, obbligazioni: le società di intermediazione trasferiscono i titoli ai depositi titoli degli eredi
  • Riscuotere polizze vita: le compagnie assicurative erogano il capitale ai beneficiari
  • Intestare autovetture: il PRA autorizza la voltura al nome degli eredi
  • Procedere con voltura/intavolazione immobili: Catasto e Conservatorie accettano le domande di aggiornamento

Ogni istituzione richiede copia del Glifo insieme ad altri documenti (certificato di morte, documenti degli eredi, eventuale testamento). Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre agli eredi un ”pacchetto documentale completo” pronto per essere presentato a banche e altri enti, comprensivo di Glifo, dichiarazione di successione e certificazioni necessarie.

Step 6: Voltura catastale e Trascrizione tavolare (per immobili)

Se nell’asse ereditario sono presenti immobili, dopo il rilascio del Glifo il CAF procede con:

  • Voltura catastale (per immobili in sistema ordinario): trasmissione telematica della domanda di voltura al Catasto, che aggiorna gli intestatari in 3-4 settimane
  • Intavolazione tavolare (per immobili tavolari in FVG): presentazione della domanda alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, che emette decreto di intavolazione in 4-6 settimane

Al termine di questa fase, gli immobili risultano definitivamente intestati agli eredi nei pubblici registri, consentendo loro di esercitare pienamente i diritti di proprietà (vendita, donazione, locazione, ipoteca).

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intero ciclo della procedura successoria, dall’apertura pratica al rilascio degli immobili intestati, garantendo agli eredi assistenza continua, tempi certi e massima professionalità in ogni fase.

Voltura e Trascrizione Catastale

La voltura catastale (o trascrizione tavolare per gli immobili in sistema tavolare) è l’adempimento finale della dichiarazione di successione, che consente di aggiornare i pubblici registri immobiliari con l’intestazione degli immobili agli eredi. Senza voltura/trascrizione, gli immobili continuano a risultare formalmente intestati al defunto, impedendo agli eredi di esercitare pienamente i diritti di proprietà.

Che cos’è la voltura catastale

La voltura catastale è la procedura amministrativa con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto a seguito di un evento che modifica la titolarità (compravendita, donazione, successione, ecc.). Nel caso di successione ereditaria, la voltura serve a registrare il passaggio di proprietà dal defunto agli eredi.

La voltura catastale ha carattere dichiarativo, non costitutivo: la proprietà passa agli eredi automaticamente al momento del decesso per effetto della successione legittima o testamentaria. La voltura serve solo ad aggiornare i registri pubblici per renderli conformi alla reale titolarità.

Quando va presentata la voltura catastale

La domanda di voltura catastale deve essere presentata entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione telematica. Con il sistema attuale, la voltura viene generalmente trasmessa dal CAF contestualmente alla dichiarazione, nel medesimo invio telematico tramite il software SuccessioniOnLine.

Il sistema calcola automaticamente le imposte ipotecarie e catastali dovute (2% + 1% del valore catastale degli immobili) e le include nell’F24 complessivo della successione, addebitato sull’IBAN del dichiarante.

Procedura operativa della voltura

La voltura catastale successoria segue questi passaggi:

  1. Compilazione domanda di voltura: il CAF inserisce nel software SuccessioniOnLine i dati catastali di tutti gli immobili ereditati (Foglio, Particella, Subalterno per ciascun immobile)
  2. Indicazione quote ereditarie: vengono specificate le quote di proprietà spettanti a ciascun erede (es. coniuge 50%, figlio 1 25%, figlio 2 25%)
  3. Allegazione documenti: vengono caricati certificato di morte, Glifo, visure catastali
  4. Trasmissione telematica: invio contestuale alla dichiarazione di successione
  5. Elaborazione da parte del Catasto: in 3-4 settimane, il Catasto elabora la domanda e aggiorna gli intestatari
  6. Verifica visure aggiornate: il CAF richiede le nuove visure catastali per confermare l’avvenuto aggiornamento

Al termine del processo, le visure catastali mostrano gli eredi come nuovi proprietari con le rispettive quote di comproprietà.

Trascrizione tavolare per immobili in Friuli Venezia Giulia

Per gli immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, la procedura è diversa e più complessa. Come spiegato nella sezione dedicata al sistema tavolare FVG, la proprietà degli immobili tavolari passa agli eredi solo con l’intavolazione (iscrizione) nel Libro Fondiario presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

La procedura di intavolazione successoria richiede:

  1. Domanda di intavolazione sottoscritta da un professionista tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto, avvocato, notaio)
  2. Allegazione del Glifo e della dichiarazione di successione
  3. Estratto tavolare aggiornato dell’immobile
  4. Documentazione degli eredi (certificato di morte, stato di famiglia, testamento se presente)
  5. Presentazione telematica alla Conservatoria competente
  6. Istruttoria del Conservatore: verifica della legittimità e conformità della domanda
  7. Emissione del decreto di intavolazione: il Conservatore autorizza l’iscrizione
  8. Iscrizione nel Libro Fondiario: gli eredi risultano proprietari a tutti gli effetti legali

I tempi di intavolazione tavolare sono generalmente di 4-6 settimane dalla presentazione della domanda, più lunghi rispetto alla voltura ordinaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine collabora con geometri e ingegneri specializzati in pratiche tavolari per gestire l’intero processo, garantendo agli eredi il perfezionamento della proprietà.

Costi della voltura e trascrizione

I costi della voltura catastale sono già inclusi nelle imposte ipotecarie e catastali calcolate in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione (2% + 1% del valore catastale). Non ci sono ulteriori tributi da versare al Catasto.

Per la trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia, si aggiungono:

  • Diritti di Conservatoria: circa 100-150 euro per ciascuna partita tavolare
  • Bollo e imposta di registro: calcolati dal sistema in fase di autoliquidazione
  • Onorari del professionista tecnico: variabili in base alla complessità (generalmente 300-600 euro per pratica)

Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo dettagliato che include sia le imposte che gli onorari professionali per voltura/intavolazione, consentendo agli eredi di conoscere con esattezza l’importo complessivo della pratica successoria.

Cosa succede se non si fa la voltura

La mancata voltura catastale comporta conseguenze negative per gli eredi:

  • Impossibilità di vendere: nessun notaio roga un atto di vendita se le visure catastali non sono aggiornate
  • Problemi con i mutui: le banche non concedono mutui su immobili con intestazioni catastali difformi
  • Sanzioni amministrative: il ritardo oltre i 30 giorni comporta sanzioni da 60 a 300 euro
  • Confusione nei pubblici registri: gli immobili continuano a risultare intestati a un soggetto deceduto, creando problemi legali

Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale gestisce sempre la voltura/intavolazione come parte integrante del servizio di dichiarazione di successione, garantendo che gli immobili vengano definitivamente intestati agli eredi entro i termini di legge.

Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa

La normativa fiscale prevede importanti agevolazioni per determinate categorie di eredi, con l’obiettivo di ridurre il carico tributario delle successioni ereditarie 2026. Le due agevolazioni più rilevanti riguardano gli eredi giovani (under 26) e l’acquisto della prima casa, che possono generare risparmi fiscali significativi.

Agevolazione under 26: franchigia maggiorata e aliquota ridotta

Dal 1° gennaio 2024, è stata introdotta un’agevolazione fiscale specifica per gli eredi che non hanno ancora compiuto 26 anni alla data di apertura della successione. Questa misura mira a sostenere i giovani che ereditano patrimoni, riducendo il loro carico fiscale.

L’agevolazione consiste in:

  • Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro per ciascun erede under 26 (invece di 1.000.000 euro previsti per coniuge e figli)
  • Aliquota ridotta al 3% sulla quota eccedente la franchigia (invece del 4% ordinario)

L’agevolazione si applica automaticamente in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione, senza necessità di richieste specifiche. Il sistema verifica l’età dell’erede alla data del decesso e calcola le imposte con franchigia e aliquota agevolate.

Requisiti per accedere all’agevolazione under 26:

  • Erede figlio, nipote in linea retta (non fratello/sorella o altri parenti)
  • Età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione
  • Nessun altro requisito: l’agevolazione spetta indipendentemente dal reddito, dal patrimonio personale, dalla residenza

Esempi pratici di risparmio fiscale:

Caso 1 – Erede 24 anni, eredità 2.000.000 euro:

  • Con agevolazione under 26: (2.000.000 – 1.500.000) × 3% = 500.000 × 3% = 15.000 euro
  • Senza agevolazione: (2.000.000 – 1.000.000) × 4% = 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
  • Risparmio: 25.000 euro

Caso 2 – Due figli eredi, uno 23 anni e uno 28 anni, eredità 3.000.000 euro (1.500.000 ciascuno):

  • Figlio 23 anni: (1.500.000 – 1.500.000) × 3% = 0 × 3% = 0 euro (quota interamente coperta da franchigia maggiorata)
  • Figlio 28 anni: (1.500.000 – 1.000.000) × 4% = 500.000 × 4% = 20.000 euro
  • Risparmio complessivo: 20.000 euro (figlio under 26 non paga nulla, figlio over 26 paga 20.000 invece di 20.000 ciascuno)

L’agevolazione under 26 può quindi generare risparmi molto rilevanti, soprattutto in successioni di patrimoni consistenti con eredi giovani.

Agevolazione prima casa: imposte ipotecarie e catastali ridotte

Quando un erede eredita un immobile abitativo e può beneficiare delle agevolazioni prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa agevolata invece che in percentuale:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro (invece del 2% del valore catastale)
  • Imposta catastale: 200 euro (invece dell’1% del valore catastale)
  • Totale imposte fisse: 400 euro

Questa agevolazione genera risparmi notevoli su immobili di valore elevato.

Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione:

  1. L’immobile deve essere situato nel Comune di residenza dell’erede (o l’erede si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’eredità)
  2. L’immobile deve appartenere a una categoria catastale non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 – escluse A/1 signorile, A/8 ville, A/9 castelli)
  3. L’erede non deve possedere un’altra abitazione nello stesso Comune con agevolazioni prima casa già godute
  4. L’erede non deve possedere un’altra abitazione su tutto il territorio nazionale acquistata con agevolazioni prima casa (se la possiede, deve venderla entro 1 anno)

L’agevolazione va richiesta espressamente in dichiarazione di successione, indicando i dati dell’immobile e autocertificando il possesso dei requisiti.

Esempio pratico di risparmio:

Immobile ereditato: appartamento con rendita catastale 1.000 euro:

  • Valore catastale: 1.000 × 1,05 × 120 = 126.000 euro
  • Senza agevolazione prima casa: Imposta ipotecaria (126.000 × 2%) + Imposta catastale (126.000 × 1%) = 2.520 + 1.260 = 3.780 euro
  • Con agevolazione prima casa: 200 + 200 = 400 euro
  • Risparmio: 3.380 euro

Su immobili di maggior valore, il risparmio può essere ancora più significativo.

Cumulo delle agevolazioni under 26 e prima casa

Le due agevolazioni sono cumulabili: un erede under 26 che eredita un immobile con requisiti prima casa può beneficiare contemporaneamente di:

  • Franchigia maggiorata 1.500.000 euro e aliquota ridotta 3% sull’imposta di successione
  • Imposte ipotecaria e catastale fisse 200+200 euro sull’immobile ereditato

Questa combinazione massimizza il risparmio fiscale complessivo.

Come richiedere le agevolazioni

Le agevolazioni vengono applicate in fase di compilazione della dichiarazione di successione telematica:

  • Agevolazione under 26: si applica automaticamente in base all’età dell’erede risultante dai dati anagrafici inseriti. Non serve alcuna richiesta esplicita
  • Agevolazione prima casa: va richiesta espressamente barrando l’apposito campo nel software SuccessioniOnLine per ciascun immobile e autocertificando il possesso dei requisiti

Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica sempre la sussistenza dei requisiti per accedere alle agevolazioni fiscali, consigliando agli eredi le strategie più convenienti per minimizzare le imposte di successione nel pieno rispetto della normativa vigente.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Successione 2026

1. Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso. Il termine è perentorio: la presentazione oltre i 12 mesi comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. È consigliabile avviare la pratica con anticipo per reperire tutta la documentazione necessaria.

2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione?

Il costo totale della dichiarazione di successione dipende da due componenti:

  • Imposte fiscali: calcolate automaticamente dal sistema di autoliquidazione in base al valore dell’asse ereditario, al grado di parentela e alla presenza di immobili. Vanno dall’esenzione totale (per successioni sotto franchigia) a migliaia di euro per patrimoni rilevanti
  • Onorari professionali: variano in base alla complessità della pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre preventivi personalizzati, generalmente tra 300 e 800 euro per pratiche standard

Per una stima precisa, è necessario analizzare la composizione dell’asse ereditario. Contattaci per un preventivo gratuito.

3. Cosa succede se non presento la dichiarazione di successione?

La mancata presentazione della dichiarazione di successione comporta:

  • Sanzioni amministrative dal 120% al 240% delle imposte dovute, con minimo 250 euro
  • Impossibilità di sbloccare conti correnti, titoli, azioni del defunto
  • Impossibilità di vendere o ipotecare gli immobili ereditati
  • Blocco della voltura catastale: gli immobili rimangono intestati al defunto
  • Possibile accertamento d’ufficio dell’Agenzia delle Entrate con sanzioni aggravate

La presentazione è obbligatoria per legge e va effettuata tempestivamente per evitare conseguenze negative.

4. Devo pagare le imposte di successione anche se eredito solo debiti?

Se l’asse ereditario passivo (debiti) supera l’attivo (beni), non si pagano imposte di successione. Il sistema di autoliquidazione calcola il valore netto ereditario (attivo meno passivo) e applica le imposte solo sull’eventuale valore positivo. Se il risultato è negativo o pari a zero, non sono dovute imposte di successione.

Tuttavia, restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili (2% + 1%) anche se l’asse è in passivo, a meno di rinunciare all’eredità.

5. Posso rinunciare all’eredità? Come si fa?

Sì, ogni erede può rinunciare all’eredità se non desidera accettarla (ad esempio per evitare di ereditare debiti). La rinuncia all’eredità deve essere fatta:

  • Con dichiarazione ricevuta da notaio e iscritta nel registro delle successioni
  • Oppure con dichiarazione resa al Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione
  • Entro i termini di prescrizione del diritto di accettare: 10 anni dalla data di apertura della successione (o 3 mesi se si è nel possesso dei beni)

La rinuncia è irrevocabile e fa sì che l’erede rinunciatario sia considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità. La sua quota viene ripartita tra gli altri eredi (o, se non ce ne sono, ai gradi successivi di parentela).

6. Chi paga le spese funerarie?

Le spese funerarie vengono generalmente pagate dagli eredi e sono deducibili dalla dichiarazione di successione fino a un massimo di 1.032,91 euro per ciascun erede. Questo importo riduce la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione.

Le spese funerarie devono essere documentate con fattura o ricevuta fiscale intestata al soggetto che le ha sostenute.

7. Cosa succede se nell’eredità c’è un immobile in comproprietà?

Se il defunto possedeva una quota di comproprietà di un immobile (ad esempio 50% di un appartamento), nella dichiarazione di successione va indicata solo la quota di proprietà del defunto. Gli eredi ereditano quella quota e diventano comproprietari insieme agli altri soggetti che già possedevano le restanti quote.

Le imposte ipotecarie e catastali si calcolano solo sul valore della quota ereditata, non sull’intero immobile.

8. Quanto tempo ci vuole per ottenere il Glifo?

Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate in 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica della dichiarazione. Questo è un grande miglioramento rispetto ai precedenti 2-3 mesi necessari con il vecchio sistema.

Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi.

9. Posso vendere un immobile ereditato prima di fare la successione?

No, non è possibile vendere un immobile prima di aver presentato la dichiarazione di successione e completato la voltura catastale (o intavolazione tavolare in Friuli Venezia Giulia). Il notaio non può rogare l’atto di vendita se le visure catastali/tavolari non mostrano gli eredi come intestatari.

La sequenza corretta è:

  1. Presentare la dichiarazione di successione
  2. Ottenere il Glifo
  3. Completare la voltura/intavolazione
  4. Verificare le visure aggiornate con gli eredi come proprietari
  5. Procedere con l’atto di vendita

10. Il CAF può gestire successioni con beni all’estero?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce anche successioni con patrimoni esteri: immobili, conti correnti, titoli, partecipazioni societarie situati fuori dall’Italia. Questi beni vanno dichiarati nella dichiarazione di successione italiana se il defunto era residente in Italia alla data del decesso.

Per i beni immobili esteri, generalmente non si applica l’imposta di successione italiana se l’immobile è situato in Paesi con cui l’Italia ha convenzioni contro le doppie imposizioni (Francia, Germania, Svizzera, ecc.), ma vanno comunque dichiarati per trasparenza fiscale.

Il CAF fornisce assistenza per la corretta valorizzazione dei beni esteri e il coordinamento con eventuali obblighi fiscali nel Paese estero di ubicazione del bene.

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    NOTIZIE

    NASPI 2026: Nuove Regole dalla Riforma del Lavoro

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026
    2. Modifiche alla Durata dell’Indennità
    3. Importi e Calcolo NASPI 2026
    4. Quando Entrano in Vigore le Novità

    La riforma del lavoro 2026 introduce importanti modifiche alla NASPI, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Le novità NASPI 2026 riguardano principalmente i requisiti contributivi, la durata dell’indennità e le modalità di calcolo dell’importo spettante.

    I cambiamenti, approvati con la Legge di Bilancio 2026 e il successivo decreto attuativo del Ministero del Lavoro, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a tutte le domande NASPI presentate dal 2026 in poi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto al 2025.

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    Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026

    La riforma della NASPI 2026 modifica i requisiti contributivi minimi per accedere all’indennità di disoccupazione.

    Requisiti NASPI prima della riforma (fino al 2025)

    • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
    • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

    Nuovi requisiti NASPI dal 2026

    • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
    • 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (erano 30)

    Questa modifica mira a ridurre le domande di breve durata e a garantire un’indennità solo a chi ha un legame più stabile con il mercato del lavoro.

    ATTENZIONE: Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma presenta domanda nel 2026 deve rispettare i nuovi requisiti più stringenti. È consigliabile verificare con il CAF se si matura il diritto alla NASPI prima di presentare domanda.

    Modifiche alla Durata dell’Indennità

    Anche la durata massima della NASPI subisce modifiche con la riforma 2026.

    Durata NASPI fino al 2025

    La NASPI spettava per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

    Nuova durata NASPI dal 2026

    La riforma introduce una riduzione progressiva della durata massima:

    • Lavoratori under 35: durata massima 18 mesi (78 settimane)
    • Lavoratori 35-54 anni: durata massima 21 mesi (91 settimane)
    • Lavoratori over 55: durata massima resta 24 mesi (104 settimane)

    Il criterio di calcolo resta invariato: metà delle settimane contributive versate, ma con i nuovi tetti massimi per età.

    Importi e Calcolo NASPI 2026

    Sul fronte degli importi NASPI, la riforma 2026 introduce modifiche al calcolo e ai tetti massimi.

    Calcolo importo base

    Il calcolo della NASPI resta basato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:

    • 75% della retribuzione media se questa è inferiore a 1.425 euro (rivalutato annualmente)
    • 75% fino a 1.425 euro + 25% della parte eccedente se superiore

    Nuovi tetti massimi 2026

    La riforma introduce tetti massimi differenziati:

    • Importo massimo NASPI 2026: 1.550 euro/mese (era 1.470 nel 2025)
    • Riduzione mensile accelerata: dal sesto mese la NASPI si riduce del 3% mensile (era dal settimo mese)

    IMPORTANTE: Per chi ha figli a carico, è previsto un bonus famiglia del 5% sull’importo spettante, cumulabile con l’Assegno Unico.

    Quando Entrano in Vigore le Novità

    Le nuove regole NASPI 2026 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a:

    • Tutte le domande NASPI presentate dal 2026, anche se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta nel 2025
    • NASPI già in corso al 31/12/2025: continuano con le vecchie regole fino alla scadenza naturale
    • Nuove cessazioni dal 1° gennaio 2026: si applicano i nuovi requisiti più stringenti

    ATTENZIONE ALLE DOMANDE IN SOSPESO: Chi ha perso il lavoro a fine 2025 ma non ha ancora presentato domanda NASPI deve considerare che si applicheranno i nuovi requisiti 2026 (13 settimane).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI con le nuove regole.


    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla NASPI 2026

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    Chi può richiedere la NASPI con le nuove regole 2026?

    Possono richiedere la NASPI 2026 i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente e che hanno maturato almeno 18 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisiti più stringenti rispetto al 2025).

    La durata della NASPI è cambiata nel 2026?

    Sì, la riforma introduce tetti massimi differenziati per età: 18 mesi per under 35, 21 mesi per 35-54 anni, 24 mesi per over 55. La durata effettiva resta pari alla metà delle settimane contributive versate, ma entro questi nuovi limiti.

    Quanto si riduce la NASPI ogni mese nel 2026?

    La NASPI si riduce del 3% mensile a partire dal sesto mese (anticipato rispetto al settimo mese previsto fino al 2025). L’importo massimo mensile è di 1.550 euro nel 2026.

    Posso richiedere la NASPI al CAF?

    Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella verifica dei requisiti NASPI 2026, nel calcolo dell’importo spettante e nella compilazione e trasmissione della domanda telematica all’INPS.


    Le novità NASPI 2026 introducono requisiti più stringenti e durate differenziate per età, ma mantengono la funzione di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente.

    Se hai perso il lavoro e vuoi verificare se hai diritto alla NASPI con le nuove regole 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella verifica dei requisiti, nel calcolo dell’importo spettante e nella presentazione della domanda telematica all’INPS.


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    Bonus Casa 2026: 50% per la Prima Casa e 36% per le Altre

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa con aliquote differenziate: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni. Si tratta dell’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale, prima che le percentuali scendano ulteriormente nel 2027. L’ISEE non e richiesto: il beneficio spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile.

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    Bonus Casa 2026: Cosa Prevede la Legge di Bilancio

    La Manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, conferma per un altro anno il sistema delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

    Le aliquote previste per il 2026 sono:

    • 50% per spese relative a interventi sull’abitazione principale
    • 36% per spese su altri immobili (seconde case, immobili locati o in uso gratuito)

    Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unita immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro sulla prima casa potra detrarre 4.800 euro all’anno per 10 anni (50% di 96.000 diviso 10).

    Aliquota 50%: Requisiti per la Prima Casa

    Per beneficiare della detrazione al 50%, non basta essere proprietari dell’immobile. La normativa specifica che l’agevolazione spetta ai proprietari o titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che utilizzano l’unita immobiliare come abitazione principale.

    In altre parole, e necessaria la coincidenza tra:

    • L’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione
    • La residenza anagrafica del contribuente

    Un aspetto importante riguarda la tempistica: se l’immobile non e abitazione principale all’avvio dei lavori ma lo diventa al termine degli interventi, e comunque possibile accedere all’aliquota del 50%. Per le seconde case, case vacanza o immobili dati in locazione si applica invece l’aliquota ridotta del 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

    Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione 2026

    Il Bonus Casa 2026 copre un’ampia gamma di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Tra i lavori ammessi rientrano:

    • Rifacimento bagni e cucina
    • Sostituzione infissi e serramenti
    • Realizzazione o rifacimento impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento)
    • Consolidamento statico e antisismico
    • Installazione ascensori e scale di sicurezza
    • Realizzazione di autorimesse o posti auto
    • Efficientamento energetico (cappotto termico, caldaie a condensazione, pompe di calore)
    • Cablatura edifici e installazione impianti fotovoltaici

    Per gli interventi su parti comuni condominiali valgono le stesse aliquote: 50% se il condominio e composto prevalentemente da abitazioni principali dei condomini, 36% negli altri casi.

    Come Funziona la Detrazione in 10 Rate Annuali

    La detrazione fiscale del Bonus Casa 2026 viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

    Esempio pratico: supponiamo di spendere 60.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale nel 2026.

    • Spesa totale: 60.000 euro
    • Detrazione spettante (50%): 30.000 euro
    • Importo annuale detraibile: 3.000 euro (30.000 / 10)

    Nel modello 730 o Redditi PF degli anni dal 2027 al 2036, si potra indicare una detrazione di 3.000 euro annui, che ridurra l’IRPEF dovuta o aumentera il rimborso spettante.

    Importante: a differenza degli anni scorsi, non e piu possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura. Il beneficio e utilizzabile esclusivamente come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

    Bonus Mobili 2026: Confermato al 50% con Tetto 5.000 Euro

    Insieme al Bonus Casa, la Legge di Bilancio 2026 conferma anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

    L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi A+, lavatrici A, lavastoviglie A).

    Il limite di spesa e fissato a 5.000 euro per unita immobiliare. Requisito fondamentale: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1 gennaio 2025.

    Cosa Cambia dal 2027: Aliquote in Calo

    Il 2026 rappresenta l’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale. Dal 2027 in poi, infatti, le aliquote subiranno un progressivo ridimensionamento.

    Calendario delle riduzioni:

    • 2027: 36% per la prima casa, 30% per le altre abitazioni
    • Dal 2028: 30% per tutte le abitazioni (senza distinzione)

    Per questo motivo, chi ha in programma lavori di ristrutturazione importanti potrebbe valutare di anticiparli al 2026 per beneficiare dell’aliquota piu vantaggiosa.

    Superbonus e Bonus Barriere: Fine Corsa nel 2025

    La Legge di Bilancio 2026 segna la definitiva chiusura di due agevolazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

    Superbonus: non e prevista alcuna proroga oltre il 2025. Gli ultimi interventi condominiali ancora in corso si concludono entro il 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%. Dal 1 gennaio 2026 il Superbonus non sara piu disponibile.

    Bonus Barriere Architettoniche (75%): anche questa detrazione scade il 31 dicembre 2025 senza proroghe. Gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche potranno comunque rientrare nel Bonus Ristrutturazione ordinario al 50% o 36%, ma senza l’aliquota maggiorata del 75%.

    Bonifico Parlante e Documentazione Obbligatoria

    Per accedere al Bonus Casa 2026 e fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali.

    Bonifico parlante: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che riporta:

    • Causale del versamento con riferimento normativo (articolo 16-bis DPR 917/86)
    • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
    • Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento

    Documentazione da conservare: fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, comunicazione preventiva ASL (se prevista), titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), asseverazioni tecniche per interventi di efficientamento energetico.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Serve l’ISEE per il Bonus Casa 2026?

    No, il Bonus Casa 2026 (detrazione 50% o 36% per ristrutturazioni) non richiede alcun requisito ISEE. L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

    Posso usare il Bonus Casa sulla seconda casa?

    Si, il Bonus Casa 2026 e valido anche per le seconde case, ma con aliquota ridotta al 36% anziche 50%. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unita immobiliare, con detrazione in 10 quote annuali.

    Quali sono le scadenze per i lavori nel 2026?

    I lavori possono essere eseguiti in qualsiasi momento del 2026. Per fruire della detrazione e necessario che le spese siano sostenute (pagate) entro il 31 dicembre 2026. La detrazione si recuperera dal 2027 in poi in 10 rate annuali.

    Il Bonus Casa 2026 e cumulabile con altri bonus?

    Il Bonus Casa (ristrutturazione) non e cumulabile con l’Ecobonus sugli stessi lavori. E invece cumulabile con il Bonus Mobili se collegato a interventi di ristrutturazione. Non e possibile cumulo con Superbonus o Bonus Barriere (scaduti nel 2025).

    Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

    In caso di vendita dell’immobile, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti formalizzato nell’atto di compravendita.


    Fonti: Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Casa

    Approfondimenti

    • ISEE 2026
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    Gennaio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    Cessione del Quinto 2026: Tassi, Requisiti e Come Funziona

    La cessione del quinto è una delle forme di prestito personale più richieste in Italia, particolarmente apprezzata da dipendenti e pensionati per la sua accessibilità e sicurezza. Si tratta di un finanziamento garantito dalla trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino della pensione, che permette di ottenere liquidità senza necessità di garanzie reali come ipoteche o fideiussioni.

    Nel 2026, la cessione del quinto continua a essere una soluzione finanziaria vantaggiosa per chi ha bisogno di liquidità immediata per spese impreviste, ristrutturazioni, acquisto di beni durevoli o consolidamento debiti. I tassi di interesse rimangono competitivi rispetto ad altri prestiti personali, con TAN tra il 6,5% e il 9% e TAEG tra l’8% e l’11%, a seconda del profilo del richiedente e della durata del finanziamento.

    In questa guida completa analizziamo come funziona la cessione del quinto, quali sono i requisiti per dipendenti e pensionati, i tassi applicati nel 2026, gli importi massimi richiedibili e i vantaggi e svantaggi di questa forma di prestito. Scoprirai anche come richiedere la cessione del quinto e quali documenti servono per l’istruttoria.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Cessione del Quinto
    2. Come Funziona la Cessione del Quinto
    3. Cessione del Quinto dello Stipendio
    4. Cessione del Quinto della Pensione
    5. Tassi di Interesse 2026
    6. Importi Massimi e Durata
    7. Vantaggi della Cessione del Quinto
    8. Svantaggi e Costi Nascosti
    9. Differenza con la Delegazione di Pagamento
    10. Come Richiedere la Cessione del Quinto
    11. Domande Frequenti

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    Cos’è la Cessione del Quinto

    La cessione del quinto è un prestito personale riservato a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati, caratterizzato da una forma di rimborso particolare: la rata mensile viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico (INPS, INPDAP, etc.) e versata all’istituto finanziario erogante.

    Il nome deriva dal fatto che l’importo massimo della rata non può superare un quinto (20%) dello stipendio o della pensione netta mensile. Questa caratteristica rende la cessione del quinto particolarmente sicura per l’istituto di credito, che ha la certezza del rimborso direttamente dalla fonte di reddito del debitore.

    Caratteristiche principali

    • Trattenuta automatica: la rata viene prelevata prima che lo stipendio o la pensione arrivi sul conto corrente
    • Nessuna garanzia reale richiesta: non servono ipoteche, pegni o fideiussioni
    • Assicurazione obbligatoria inclusa: polizza vita e perdita impiego (per dipendenti) o impiego e decesso (per pensionati)
    • Importo fino a 75.000 euro per dipendenti e pensionati con redditi elevati
    • Durata da 24 a 120 mesi (2-10 anni)
    • Rata fissa per tutta la durata del prestito

    La cessione del quinto si differenzia dal prestito personale tradizionale proprio per questa modalità di rimborso automatico, che elimina il rischio di dimenticanze o ritardi nei pagamenti e garantisce tassi più bassi rispetto ad altre forme di credito al consumo.

    Come Funziona la Cessione del Quinto

    Il meccanismo della cessione del quinto si basa su un accordo trilaterale tra richiedente (dipendente o pensionato), istituto finanziario (banca o società specializzata) e datore di lavoro o ente pensionistico.

    Fasi del processo

    1. Richiesta del prestito

    Il richiedente presenta domanda all’istituto finanziario compilando un modulo con i dati anagrafici, reddituali e occupazionali. L’istituto verifica la capienza della rata (che la trattenuta del 20% sia sostenibile) e la durata residua del rapporto di lavoro o della pensione.

    2. Delibera e stipula del contratto

    Se la pratica viene approvata, si firma il contratto di cessione del quinto che include:

    • Importo del prestito (capitale erogato)
    • TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
    • Numero e importo delle rate
    • Costo totale del credito (interessi + spese + polizze)
    • Condizioni delle polizze assicurative obbligatorie

    3. Notifica al datore di lavoro o ente pensionistico

    L’istituto finanziario comunica formalmente al datore di lavoro (per dipendenti) o all’INPS/INPDAP (per pensionati) l’avvenuta stipula del contratto e richiede l’attivazione della trattenuta mensile in busta paga o cedolino pensione.

    4. Erogazione del prestito

    Dopo la conferma della trattenuta da parte del datore di lavoro/ente pensionistico, l’istituto eroga il capitale netto sul conto corrente del richiedente, solitamente entro 7-15 giorni lavorativi.

    5. Rimborso automatico

    Ogni mese, il datore di lavoro o l’ente pensionistico trattiene la rata dalla busta paga o dalla pensione e la versa direttamente all’istituto finanziario. Il lavoratore o pensionato riceve lo stipendio o la pensione già al netto della rata.

    Cosa succede in caso di cambio lavoro o cessazione del rapporto

    • Cambio datore di lavoro: la cessione del quinto viene trasferita al nuovo datore di lavoro (se il rapporto è a tempo indeterminato)
    • Perdita del lavoro: entra in funzione la polizza perdita impiego, che copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi)
    • Pensionamento: la trattenuta viene trasferita automaticamente sulla pensione
    • Decesso: la polizza vita estingue il debito residuo senza gravare sugli eredi

    Cessione del Quinto dello Stipendio

    La cessione del quinto dello stipendio è riservata ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato. È la forma più diffusa di questo tipo di prestito.

    Requisiti per i dipendenti

    • Contratto a tempo indeterminato (in alcuni casi anche determinato con durata residua superiore a 36 mesi)
    • Anzianità di servizio minima: solitamente 6-12 mesi presso lo stesso datore di lavoro
    • Età: tra 18 e 75 anni (al termine del prestito)
    • Reddito minimo: stipendio netto mensile di almeno 800-1.000 euro
    • Assenza di pignoramenti o procedure concorsuali in corso
    • Non essere già titolare di altre cessioni del quinto che superino il limite del 20% (è possibile cumulare più cessioni fino al 20% totale)

    Categorie di dipendenti ammessi

    • Dipendenti pubblici: statali, dipendenti di ministeri, scuola, sanità, enti locali, forze armate, forze dell’ordine
    • Dipendenti privati: assunti da aziende con almeno 15 dipendenti (requisito non sempre richiesto da tutti gli istituti)
    • Dipendenti di aziende partecipate pubbliche: Poste, Ferrovie, utilities

    Vantaggi specifici per dipendenti

    • Importi elevati: fino a 75.000 euro per dipendenti pubblici con stipendi elevati
    • Tassi agevolati: i dipendenti pubblici ottengono TAN più bassi (6,5%-7,5%) rispetto ai privati (7,5%-9%)
    • Durata lunga: fino a 10 anni (120 mesi)
    • Polizza perdita impiego: copre le rate in caso di licenziamento involontario

    Cessione del Quinto della Pensione

    La cessione del quinto della pensione è riservata ai pensionati che percepiscono un trattamento pensionistico INPS, INPDAP o altri enti. È una soluzione ideale per gli over 65 che hanno difficoltà a ottenere prestiti tradizionali.

    Requisiti per i pensionati

    • Titolarità di pensione: vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità
    • Pensione netta minima: almeno 650-800 euro al mese (varia per istituto)
    • Età massima: fino a 90 anni al termine del prestito (alcuni istituti accettano fino a 85)
    • Tipologia di pensione: INPS, INPDAP, ex ENPALS, ex INPDAI, pensioni di guerra
    • Assenza di pignoramenti sulla pensione

    Tipologie di pensione ammesse

    • Pensione di vecchiaia: la più comune, accettata da tutti gli istituti
    • Pensione anticipata: accettata se con trattamento stabile
    • Pensione di invalidità: accettata se permanente (non provvisoria)
    • Pensione di reversibilità: accettata con condizioni più restrittive (importi più bassi, durate più brevi)
    • Assegno sociale: generalmente NON accettato (troppo basso)

    Vantaggi specifici per pensionati

    • Accesso facile al credito: anche per over 70 senza garanzie
    • Nessun limite di età massimo per la richiesta (conta l’età al termine del prestito)
    • Tassi competitivi: TAN 7%-8,5% (leggermente più alti dei dipendenti pubblici)
    • Importi adeguati: fino a 50.000 euro per pensioni elevate
    • Polizza vita inclusa: estinzione automatica del debito in caso di decesso

    Limiti per pensionati

    • Importi più contenuti rispetto ai dipendenti (le pensioni sono generalmente più basse degli stipendi)
    • Durate più brevi: massimo 7-8 anni (84-96 mesi) per questioni attuariali legate all’età
    • Costi polizza più elevati: il premio assicurativo vita aumenta con l’età del richiedente

    Tassi di Interesse 2026

    I tassi di interesse applicati alla cessione del quinto nel 2026 dipendono da diversi fattori: profilo del richiedente (dipendente pubblico, privato, pensionato), durata del prestito, importo richiesto e politiche commerciali dell’istituto.

    Range di tassi 2026

    TAN (Tasso Annuo Nominale)

    • Dipendenti pubblici: dal 6,50% al 7,80%
    • Dipendenti privati: dal 7,50% al 9,00%
    • Pensionati: dal 7,00% al 8,50%

    TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

    • Dipendenti pubblici: dall’8,00% al 9,50%
    • Dipendenti privati: dal 9,00% al 11,00%
    • Pensionati: dall’8,50% al 10,50%

    Differenza tra TAN e TAEG

    • TAN (Tasso Annuo Nominale): è il tasso puro degli interessi, senza considerare le spese accessorie
    • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): include tutti i costi del prestito (interessi + spese istruttoria + commissioni + polizze assicurative). È l’indicatore più corretto per confrontare le offerte

    IMPORTANTE: il TAEG è sempre più alto del TAN perché include tutte le voci di costo. La differenza tra TAEG e TAN è di circa 1,5-2 punti percentuali e dipende principalmente dal costo delle polizze assicurative.

    Importi Massimi e Durata

    L’importo massimo richiedibile con la cessione del quinto dipende da stipendio/pensione netta mensile, durata del prestito e politiche dell’istituto. La durata può variare da 24 a 120 mesi.

    Calcolo dell’importo massimo

    La rata mensile massima non può superare il 20% dello stipendio o pensione netta. L’importo totale finanziabile dipende quindi da reddito netto mensile, durata scelta e tasso applicato.

    Formula semplificata: Rata massima = Stipendio/Pensione netta × 20%

    Vantaggi della Cessione del Quinto

    La cessione del quinto offre numerosi vantaggi rispetto ai prestiti personali tradizionali, che la rendono particolarmente attraente per dipendenti e pensionati.

    1. Nessuna garanzia reale richiesta

    A differenza dei mutui ipotecari o dei prestiti con pegno, la cessione del quinto non richiede ipoteche, pegni o fideiussioni. La garanzia è rappresentata dalla trattenuta diretta sullo stipendio o pensione, che elimina il rischio di insolvenza per l’istituto.

    2. Assicurazione inclusa obbligatoria

    Ogni cessione del quinto include automaticamente polizza vita, polizza perdita impiego (per dipendenti) e polizza invalidità permanente. Queste polizze, pur aumentando il costo totale, offrono una protezione completa per il debitore e i suoi familiari.

    3. Rata fissa e gestione automatica

    La rata è fissa per tutta la durata del prestito e viene trattenuta automaticamente dalla busta paga o pensione. Questo elimina il rischio di dimenticare i pagamenti, le penali per ritardo e la necessità di gestire RID bancari o bonifici mensili.

    Svantaggi e Costi Nascosti

    Nonostante i numerosi vantaggi, la cessione del quinto presenta anche alcuni svantaggi e costi nascosti che è importante conoscere prima di sottoscrivere il contratto.

    1. Costo totale elevato

    Il TAEG della cessione del quinto (8,5%-10,5%) include interessi, polizze assicurative obbligatorie (rappresentano il 30-40% del costo totale), spese di istruttoria e commissioni intermediari.

    2. Trattenuta rigida in busta paga

    Il 20% dello stipendio o pensione viene trattenuto automaticamente ogni mese per tutta la durata del prestito (fino a 10 anni). Questo riduce significativamente la liquidità disponibile mensile e può creare difficoltà in caso di spese impreviste.

    Differenza con la Delegazione di Pagamento

    Spesso confusa con la cessione del quinto, la delegazione di pagamento è un altro tipo di prestito con trattenuta in busta paga, ma presenta differenze sostanziali che è importante conoscere.

    La delegazione di pagamento è un prestito personale in cui il lavoratore autorizza il datore di lavoro a trattenere la rata mensile dalla busta paga e versarla direttamente all’istituto finanziario. A differenza della cessione del quinto, la trattenuta non ha un limite fisso del 20% e può arrivare fino al 50%.

    Come Richiedere la Cessione del Quinto

    Richiedere la cessione del quinto è relativamente semplice, ma richiede la documentazione corretta e il rispetto di alcune procedure. Ecco la guida passo-passo.

    Step 1: Verifica dei requisiti

    Prima di presentare domanda, verifica di possedere i requisiti minimi: contratto a tempo indeterminato per dipendenti, pensione INPS/INPDAP di almeno 650-800 euro netti/mese per pensionati, età massimo 70-75 anni al termine del prestito e assenza di pignoramenti.

    Come può aiutarti il CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, CU e cedolini), nel calcolo della sostenibilità della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte tra diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Cessione del Quinto

    Posso avere due cessioni del quinto contemporaneamente?

    Si, e possibile cumulare piu cessioni del quinto, a patto che la somma totale delle trattenute non superi il 20% dello stipendio o pensione netta. Ad esempio, se hai gia una cessione con rata del 12%, puoi richiederne un’altra con rata massima dell’8%. Gli istituti verificano sempre la capienza totale prima di concedere un secondo prestito.

    Cosa succede se perdo il lavoro durante la cessione del quinto?

    Se sei un dipendente e perdi il lavoro involontariamente, entra in funzione la polizza perdita impiego inclusa nel contratto. Questa polizza copre le rate per un periodo limitato (solitamente 6-12 mesi) durante la ricerca di una nuova occupazione. Se trovi un nuovo lavoro a tempo indeterminato, la cessione viene trasferita al nuovo datore di lavoro.

    La cessione del quinto influisce sul mio credit score?

    Si, la cessione del quinto viene segnalata alle centrali rischi (CRIF, Experian) e influisce sul credit score. Tuttavia, se paghi regolarmente le rate (che sono automatiche), migliora il tuo punteggio. Il problema e che riduce la tua capacita di indebitamento per altri prestiti, perche il 20% del reddito e gia impegnato.

    Posso estinguere la cessione del quinto prima della scadenza?

    Si, puoi estinguere anticipatamente in qualsiasi momento rimborsando il capitale residuo. Per prestiti fino a 40.000 euro, non sono previste penali. Per importi superiori, gli istituti possono applicare una penale dell’1% del capitale residuo (se mancano piu di 12 mesi) o dello 0,5% (se mancano meno di 12 mesi).

    Quanto tempo ci vuole per ottenere la cessione del quinto?

    I tempi totali variano da 15 a 30 giorni. L’istruttoria richiede 3-7 giorni lavorativi, la firma del contratto 1-2 giorni, la notifica e conferma del datore di lavoro o INPS 5-10 giorni, e l’erogazione finale 2-5 giorni. In casi urgenti, alcuni istituti offrono procedure accelerate con erogazione in 7-10 giorni.

    I pensionati possono richiedere la cessione del quinto?

    Si, la cessione del quinto della pensione e disponibile per tutti i pensionati INPS, INPDAP o altri enti con pensione netta di almeno 650-800 euro al mese. L’eta massima al termine del prestito e generalmente 85-90 anni. I tassi sono leggermente piu alti per i pensionati anziani a causa del maggior costo della polizza vita.

    Quali sono le differenze tra cessione del quinto e prestito personale?

    La cessione del quinto prevede trattenuta automatica in busta paga o pensione (limite 20% del netto), polizze assicurative obbligatorie, nessuna garanzia reale richiesta e tassi TAEG 8,5-10,5%. Il prestito personale tradizionale si rimborsa tramite RID bancario, non ha limiti di rata fissi, non include polizze obbligatorie, spesso richiede garanzie o garanti e ha tassi TAEG 10-15%.

    Il CAF puo aiutarmi a richiedere la cessione del quinto?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica della documentazione (buste paga, cedolini, CU), nel calcolo della sostenibilita della rata rispetto alle tue spese mensili, nel confronto delle offerte di diversi istituti e nella richiesta di documentazione INPS per i pensionati. Il CAF non eroga prestiti ma ti aiuta a fare scelte consapevoli.


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    Carta Acquisti 2026: Moduli di Domanda e Requisiti INPS

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Novità settembre 2026
    2. Requisiti Carta Acquisti 2026
    3. Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti
    4. Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026
    5. Rinnovo Automatico della Carta Acquisti
    6. Fonti
    7. Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

    La Carta Acquisti 2026 (conosciuta anche come social card) è una misura di sostegno economico erogata dall’INPS per aiutare le famiglie e i cittadini in difficoltà economica ad acquistare beni di prima necessità e pagare le bollette di luce e gas. Si tratta di una carta di pagamento elettronica sulla quale vengono caricati 40 euro al mese, accreditati con ricariche da 80 euro ogni due mesi (480 euro annui), utilizzabile presso negozi convenzionati e uffici postali.

    Nel 2026 la Carta Acquisti resta attiva con requisiti confermati e con il limite ISEE aggiornato a 8.230,81 euro dal 1° gennaio 2026 (adeguamento ISTAT). In questo articolo vediamo requisiti, moduli di domanda e modalità di utilizzo aggiornati.

    Novità settembre 2026

    Le novità di fine settembre 2026 riguardano soprattutto le famiglie con un figlio piccolo che ricevono la Carta Acquisti, e che si chiedono cosa succede quando il bambino compie 3 anni:

    • Stop a 3 anni: la carta per i minori spetta alle famiglie con almeno un figlio sotto i 3 anni. I contributi sono versati ogni due mesi solo se e fino a quando il beneficiario possiede i requisiti: al compimento dei 3 anni del bambino le ricariche successive non spettano più e si perdono gli 80 euro bimestrali, cioè 480 euro l’anno.
    • Carta Dedicata a Te 2026-2027: anche per il nuovo biennio chi percepisce la Carta Acquisti è escluso dalla Carta Dedicata a Te (messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026). Una famiglia che perde la Carta Acquisti può quindi, se rispetta gli altri requisiti (a partire dall’ISEE non superiore a 15.000 euro), rientrare tra i potenziali beneficiari dei 500 euro annui; l’assegnazione però non è garantita, perché segue criteri di priorità e il numero di carte disponibili.
    • Assegno Unico: è compatibile con la Carta Acquisti e continua a essere pagato anche dopo i 3 anni del bambino. Gli importi 2026 (circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) vanno da un massimo di 203,80 euro al mese per figlio con ISEE fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,30 euro con ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE. Per i figli minori con disabilità spetta una maggiorazione di 99,10 euro al mese (disabilità media), 110,60 euro (grave) o 122,30 euro (non autosufficienza).
    • Assegno di Inclusione: la soglia ISEE è di 10.140 euro, quindi chi aveva la Carta Acquisti (ISEE inferiore a 8.230,81 euro) rientra in questo limite. L’assegno integra il reddito familiare fino a 6.500 euro annui, moltiplicati per la scala di equivalenza, con un beneficio minimo di 480 euro l’anno pagato ogni mese; servono però anche gli altri requisiti su composizione del nucleo e situazione lavorativa.

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    Requisiti Carta Acquisti 2026

    Chi può richiedere la Carta Acquisti

    La Carta Acquisti può essere richiesta da:

    • Cittadini di età pari o superiore a 65 anni
    • Genitori di figli minori di 3 anni (anche affidatari o tutori): la carta spetta fino al compimento dei 3 anni del bambino

    I beneficiari devono essere in possesso della cittadinanza italiana o cittadini UE iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, oppure cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

    Requisiti economici (ISEE 2026)

    Per ottenere la Carta Acquisti 2026 è necessario rispettare precisi limiti di reddito ISEE:

    • ISEE ordinario inferiore a 8.230,81 euro (soglia 2026)
    • Per i richiedenti over 65, i trattamenti pensionistici e assistenziali sommati ai redditi propri devono essere inferiori a 8.230,81 euro all’anno tra 65 e 69 anni e a 10.974,42 euro dai 70 anni
    • Non possedere più di un’utenza elettrica domestica
    • Non possedere più di un’utenza del gas (due per la carta dei minori di 3 anni)
    • Non possedere più di un autoveicolo immatricolato (due per la carta dei minori di 3 anni; esclusi veicoli per disabili)
    • Non possedere immobili oltre alla prima casa (con alcune eccezioni per quote catastali minime)
    • Non avere un patrimonio mobiliare superiore a 15.000 euro, come risulta dalla dichiarazione ISEE

    IMPORTANTE: Il requisito ISEE va verificato annualmente tramite Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata al CAF o direttamente all’INPS.

    Importo e Come Utilizzare la Carta Acquisti

    Quanto vale la Carta Acquisti

    La Carta Acquisti 2026 ha un valore di:

    • 40 euro mensili (erogati in rate bimestrali di 80 euro)
    • 480 euro annui complessivi

    Per la carta dei minori di 3 anni, le ricariche si interrompono al compimento dei 3 anni del bambino, quando viene meno il requisito dell’età.

    L’accredito avviene ogni due mesi sui mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.

    Dove e come utilizzarla

    La Carta Acquisti può essere utilizzata per:

    • Acquisto di generi alimentari presso supermercati e negozi convenzionati (espositori “Carta Acquisti” in vetrina)
    • Pagamento di bollette di luce e gas presso gli uffici postali
    • Ticket farmaceutici e visite mediche
    • Sconti esclusivi presso i negozi convenzionati (riduzione prezzi dal 5% al 20%)

    La carta NON può essere utilizzata per prelievi di contante, ma solo per pagamenti elettronici presso POS abilitati.

    Come Presentare Domanda: Moduli INPS 2026

    Dove scaricare i moduli

    Per richiedere la Carta Acquisti è necessario compilare il modulo di domanda cartaceo disponibile:

    • Sul sito ufficiale INPS nella sezione “Carta Acquisti”
    • Presso gli uffici postali di Poste Italiane
    • Presso i Comuni (uffici servizi sociali)
    • Presso i CAF convenzionati

    Il modulo 2026 è denominato “Richiesta Carta Acquisti – Mod. CA” ed è scaricabile gratuitamente.

    Come compilare e dove consegnare

    Una volta compilato il modulo con i dati anagrafici e reddituali, la domanda va presentata:

    • Presso qualsiasi ufficio postale di Poste Italiane
    • Allegando documento di identità valido e codice fiscale
    • Con eventuale ISEE in corso di validità (se già disponibile)

    L’INPS verifica i requisiti entro 30-60 giorni e, in caso di esito positivo, invia la Carta Acquisti direttamente all’indirizzo di residenza del richiedente tramite Poste Italiane.

    Rinnovo Automatico della Carta Acquisti

    La Carta Acquisti ha durata biennale e si rinnova automaticamente se il beneficiario continua a possedere i requisiti. Non è necessario presentare una nuova domanda, ma è obbligatorio aggiornare l’ISEE ogni anno per mantenere il diritto.

    L’INPS effettua controlli periodici sui requisiti reddituali e patrimoniali. Se viene accertata la perdita dei requisiti, la Carta Acquisti viene disattivata e le somme erogate indebitamente devono essere restituite.

    Per la carta dei minori, ogni ricarica bimestrale è subordinata alla verifica dei requisiti: al compimento dei 3 anni del bambino le ricariche successive non spettano più. Nella sezione sulle novità di settembre 2026 trovi le misure INPS che possono sostituirla.

    Verifica requisiti annuale: Entro il 31 dicembre di ogni anno, il beneficiario deve rinnovare l’ISEE per confermare il diritto alla Carta Acquisti per l’anno successivo.

    Fonti

    • MEF, Carta Acquisti: requisiti per i minori di 3 anni (soglia ISEE 2026 di 8.230,81 euro)
    • MEF, Carta Acquisti: requisiti per i maggiori di 65 anni
    • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, Assegno Unico: importi, maggiorazioni e soglie ISEE 2026
    • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, Allegato n. 1: tabella valori mensili AUU 2026 (PDF)
    • Messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026, Carta Dedicata a te 2026-2027
    • Decreto legge 4 maggio 2023, n. 48 (Assegno di Inclusione), Normattiva

    Domande Frequenti sulla Carta Acquisti

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    La Carta Acquisti è compatibile con l’Assegno Unico e con la Carta Dedicata a Te?

    Con l’Assegno Unico sì: le due misure convivono e l’Assegno Unico continua anche dopo i 3 anni del bambino. Con la Carta Dedicata a Te no: anche per il biennio 2026-2027 chi percepisce la Carta Acquisti è escluso dalla Carta Dedicata a Te (messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026).

    Se supero il limite ISEE durante l’anno, perdo subito la Carta?

    La Carta Acquisti resta attiva fino alla scadenza naturale (biennale), ma NON verrà rinnovata se al momento del controllo annuale ISEE i requisiti risultano superati.

    Posso usare la Carta Acquisti online?

    No, la Carta Acquisti può essere utilizzata SOLO presso negozi fisici convenzionati e uffici postali per il pagamento di bollette. Non è abilitata per acquisti online.

    Quanto tempo ci vuole per ricevere la Carta dopo la domanda?

    Generalmente l’INPS impiega tra 30 e 60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda per verificare i requisiti e inviare la Carta Acquisti tramite raccomandata Poste Italiane.


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    Assegno Unico 2026: Come Funziona, Importi e Requisiti

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    Indice dei contenuti

    1. Importi Assegno Unico 2026
    2. Tabella Importi per Fascia ISEE
    3. Maggiorazioni Previste
    4. Requisiti per Richiedere l’Assegno Unico
    5. Novità 2026 dalla Legge di Bilancio
    6. Come Richiedere l’Assegno Unico
    7. Quando Arriva il Pagamento
    8. Domande Frequenti

    L’Assegno Unico e Universale 2026 rappresenta il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico in Italia. Con la Legge di Bilancio 2026, sono stati confermati gli importi rivalutati e introdotte nuove maggiorazioni per sostenere le famiglie numerose e con figli piccoli.

    Se hai figli a carico o stai per diventare genitore, è fondamentale conoscere gli importi 2026, i requisiti ISEE e le maggiorazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di famiglie nella richiesta dell’Assegno Unico Universale, garantendo la corretta compilazione della domanda e il calcolo preciso degli importi spettanti.

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    Importi Assegno Unico 2026

    Gli importi dell’Assegno Unico 2026 variano in base all’ISEE del nucleo familiare, all’età dei figli e ad eventuali maggiorazioni. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la rivalutazione annuale degli importi in base all’inflazione.

    Importi Base per Figlio (2026)

    • Importo massimo: 199,40 euro al mese per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro)
    • Importo minimo: 57 euro al mese per figlio (con ISEE superiore a 45.574,96 euro o senza ISEE)
    • Importo per figli maggiorenni (18-21 anni): da 96,90 euro (ISEE basso) a 27,60 euro (ISEE alto o assente)

    Importante: Gli importi sono mensili e vengono erogati per 12 mesi all’anno, da gennaio a dicembre. Se presenti la domanda con ISEE aggiornato entro febbraio 2026, riceverai gli arretrati da marzo (se avevi già la domanda attiva).

    Tabella Importi per Fascia ISEE

    Ecco una tabella riepilogativa degli importi Assegno Unico 2026 per le diverse fasce ISEE:

    Fascia ISEEImporto Mensile per Figlio MinorenneImporto Mensile Figlio 18-21 Anni
    Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
    Da 17.090,61 a 25.000 euroDa 199,40 a 153 euroDa 96,90 a 74 euro
    Da 25.001 a 45.574,96 euroDa 153 a 57 euroDa 74 a 27,60 euro
    Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57 euro27,60 euro

    Nota: Gli importi sono progressivi all’interno di ogni fascia ISEE. Per conoscere l’importo esatto spettante per il tuo ISEE, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale che calcolerà con precisione l’ammontare mensile dell’Assegno Unico 2026.

    Maggiorazioni Previste

    Oltre all’importo base, l’Assegno Unico 2026 prevede diverse maggiorazioni che aumentano significativamente l’importo mensile spettante. Queste maggiorazioni si sommano all’importo base e variano in base alla situazione familiare.

    1. Maggiorazione per Figli Minorenni

    • Figli sotto i 3 anni: +88,80 euro al mese (con ISEE fino a 45.574,96 euro)
    • Figli sotto 1 anno: maggiorazione aggiuntiva variabile

    2. Maggiorazione per Figli Disabili

    • Disabilità media: +96,90 euro al mese
    • Disabilità grave: +120,90 euro al mese
    • Non autosufficienza: +120,90 euro al mese

    Importante: Le maggiorazioni per disabilità sono compatibili con tutte le altre maggiorazioni e si applicano senza limiti di età del figlio.

    3. Maggiorazione per Nuclei Numerosi

    • 4 o più figli a carico: +153 euro al mese per nucleo familiare (non per figlio)
    • 3 figli a carico: +96,90 euro al mese per nucleo (dal terzo figlio in poi)

    4. Maggiorazione per Madri Giovani

    • Madri con meno di 21 anni: +20 euro al mese per ogni figlio

    5. Maggiorazione per Entrambi i Genitori Lavoratori

    • +30 euro al mese per ogni figlio se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro
    • Requisito: ISEE non superiore a 45.574,96 euro

    Esempio pratico: Una famiglia con ISEE 15.000 euro, 3 figli di cui uno di 2 anni, riceve:

    • Figlio 1 (10 anni): 199,40 euro
    • Figlio 2 (6 anni): 199,40 euro
    • Figlio 3 (2 anni): 199,40 euro + 88,80 euro (under 3) = 288,20 euro
    • Maggiorazione 3 figli: +96,90 euro
    • Maggiorazione entrambi lavoratori: +30 euro x 3 = +90 euro

    Totale mensile: 873,90 euro (circa 10.486 euro annui)

    Requisiti per Richiedere l’Assegno Unico

    Per avere diritto all’Assegno Unico 2026, devi rispettare i seguenti requisiti:

    Requisiti del Richiedente

    • Cittadinanza: cittadino italiano, UE, o cittadino extra-UE con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o permesso unico lavoro di almeno 6 mesi
    • Residenza: residente e domiciliato in Italia
    • Soggiorno: soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia
    • Residenza continuativa: residente in Italia da almeno 2 anni (anche non continuativi) oppure titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno 6 mesi

    Requisiti per i Figli

    L’Assegno Unico spetta per:

    • Figli minorenni a carico (fino a 18 anni)
    • Figli maggiorenni (da 18 a 21 anni) a carico se:
    • Frequentano un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea
    • Svolgono un tirocinio o attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui
    • Sono registrati come disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego
    • Svolgono il servizio civile universale
    • Figli con disabilità a carico senza limiti di età

    Nota: L’Assegno Unico spetta anche dal settimo mese di gravidanza per i nascituri, previa presentazione del certificato medico che attesta la gravidanza.

    Novità 2026 dalla Legge di Bilancio

    La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune importanti novità per l’Assegno Unico:

    1. Rivalutazione Importi al Tasso di Inflazione

    Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Rispetto al 2025, gli importi sono aumentati di circa il 2,3%, garantendo il potere d’acquisto delle famiglie.

    2. Maggiorazione Potenziata per Famiglie Numerose

    È stata confermata la maggiorazione per nuclei con 4 o più figli, che rappresenta un aiuto concreto per le famiglie numerose.

    3. Compatibilità con il Bonus Mamme 2026

    L’Assegno Unico è pienamente compatibile con il Bonus Mamme 2026 (esonero contributivo per lavoratrici madri). Le madri lavoratrici possono beneficiare di entrambe le misure contemporaneamente.

    4. Integrazione con Bonus Asilo Nido

    Rimane confermata la compatibilità con il Bonus Asilo Nido, che può arrivare fino a 3.000 euro annui con ISEE basso. Le famiglie possono quindi cumulare Assegno Unico e Bonus Nido per un sostegno complessivo molto significativo.

    5. Semplificazioni nella Domanda

    L’INPS ha introdotto la precompilazione automatica di alcuni dati della domanda per chi aveva già l’Assegno Unico attivo nel 2025. Sarà comunque necessario aggiornare l’ISEE per mantenere gli importi maggiorati.

    Come Richiedere l’Assegno Unico

    Per richiedere l’Assegno Unico 2026, puoi seguire tre modalità:

    1. Online sul Sito INPS

    • Accedi al sito inps.it con SPID, CIE o CNS
    • Cerca il servizio “Assegno Unico e Universale”
    • Compila la domanda seguendo le istruzioni
    • Allega la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per ISEE se non l’hai già presentata

    2. Tramite Contact Center INPS

    • Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
    • L’operatore ti guiderà nella compilazione della domanda

    3. Tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)

    Il modo più sicuro e veloce è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori:

    • Compilano gratuitamente la tua DSU/ISEE
    • Presentano la domanda di Assegno Unico per tuo conto
    • Calcolano con precisione gli importi spettanti e le maggiorazioni
    • Verificano eventuali incompatibilità o errori
    • Gestiscono gli aggiornamenti per variazioni del nucleo familiare (nuovi nati, figli che compiono 18 anni, ecc.)

    Importante: Se avevi già l’Assegno Unico nel 2025, la domanda rimane valida anche per il 2026. Tuttavia, per mantenere gli importi maggiorati, devi aggiornare l’ISEE entro febbraio 2026. Senza ISEE aggiornato, dal 1° marzo riceverai solo l’importo minimo (57 euro per figlio).

    Quando Arriva il Pagamento

    L’Assegno Unico 2026 viene erogato mensilmente dall’INPS, solitamente tra il 15 e il 21 di ogni mese. Il pagamento avviene tramite:

    • Accredito su conto corrente (bancario o postale)
    • Bonifico presso Poste Italiane (per chi non ha conto corrente)
    • Carta prepagata con IBAN

    Date Pagamenti Assegno Unico 2026 (Indicative)

    • Gennaio 2026: intorno al 17-18 gennaio
    • Febbraio 2026: intorno al 19-20 febbraio
    • Marzo 2026: intorno al 18-19 marzo
    • E così via per tutti i mesi successivi

    Nota: Le date possono variare leggermente. L’INPS pubblica sul proprio sito il calendario dei pagamenti aggiornato ogni mese.

    Arretrati

    Se presenti la domanda dopo gennaio 2026 ma avevi già la domanda attiva nel 2025, riceverai gli arretrati a partire da marzo 2026. Se invece è la tua prima domanda, l’Assegno decorre dal mese successivo alla presentazione (quindi niente arretrati).

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Quanto prendo di Assegno Unico con 2 figli e ISEE 20.000 euro?

    Con ISEE 20.000 euro e 2 figli minorenni, ricevi circa 170 euro al mese per ogni figlio, per un totale di circa 340 euro mensili (4.080 euro annui). Se uno dei figli ha meno di 3 anni, si aggiunge la maggiorazione di 88,80 euro, portando il totale a circa 428 euro mensili. Se entrambi i genitori lavorano, si aggiunge un’ulteriore maggiorazione di 30 euro per figlio (totale 488 euro mensili).

    Devo rifare la domanda ogni anno?

    No, la domanda di Assegno Unico presentata una volta rimane valida anche per gli anni successivi. Tuttavia, devi aggiornare l’ISEE ogni anno entro febbraio per mantenere gli importi maggiorati. Senza ISEE aggiornato, dal 1 marzo riceverai solo l’importo minimo di 57 euro per figlio.

    L’Assegno Unico e compatibile con il reddito da lavoro?

    Si, l’Assegno Unico e universale e compatibile con qualsiasi reddito da lavoro (dipendente, autonomo, pensione). L’importo varia in base all’ISEE, non al reddito diretto. Anche chi ha un reddito elevato ha diritto almeno all’importo minimo di 57 euro per figlio. Inoltre, se entrambi i genitori lavorano, si ottiene una maggiorazione aggiuntiva di 30 euro per figlio.

    Cosa succede se mio figlio compie 18 anni?

    Quando il figlio compie 18 anni, l’importo dell’Assegno Unico si riduce automaticamente. Passa dall’importo per minorenni (fino a 199,40 euro) all’importo per maggiorenni (fino a 96,90 euro con ISEE basso). Il figlio deve inoltre rispettare i requisiti per maggiorenni: studiare, lavorare con reddito sotto 8.000 euro, fare tirocinio o essere disoccupato in cerca di lavoro. A 22 anni, l’Assegno cessa (salvo disabilita).

    Posso ricevere l’Assegno Unico senza ISEE?

    Si, puoi richiedere l’Assegno Unico anche senza presentare l’ISEE. In questo caso, riceverai l’importo minimo di 57 euro al mese per ogni figlio minorenne e 27,60 euro per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni). Ti consigliamo di presentare sempre l’ISEE al CAF, anche se il tuo reddito e alto, perche potresti comunque avere diritto a importi maggiori e alle maggiorazioni.


    Hai Bisogno di Assistenza per l’Assegno Unico 2026?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con:

    • Compilazione ISEE 2026 per ottenere gli importi massimi
    • Presentazione domanda Assegno Unico con calcolo preciso delle maggiorazioni
    • Aggiornamento domanda per variazioni del nucleo (nuovi nati, figli maggiorenni)
    • Verifica compatibilità con Bonus Asilo Nido e Bonus Mamme
    • Assistenza su arretrati e pagamenti mancanti
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      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      Approfondimenti sull’Assegno Unico

      Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

      • Assegno Unico Universale: Guida Completa – Tutto quello che devi sapere sull’Assegno Unico: requisiti, importi, maggiorazioni e procedura di richiesta completa
      • ISEE 2026: Come Richiederlo e Documenti Necessari – Guida completa per compilare l’ISEE 2026 e ottenere gli importi massimi di Assegno Unico
      • Bonus Asilo Nido 2026 – Fino a 3.000 euro annui, cumulabile con l’Assegno Unico
      • Bonus Mamme 2026 – Esonero contributivo per lavoratrici madri, compatibile con Assegno Unico

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      Gennaio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      NOTIZIE

      Rimborsi 730/2025: a Gennaio 2026 Pagamenti in Corso dall’Agenzia delle Entrate

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Rimborsi 730/2025: Pagamenti in Corso a Gennaio 2026
      2. Tempistiche dei Rimborsi: Quando Arrivano i Pagamenti
      3. Chi Riceve i Rimborsi e Quando
      4. Come Verificare lo Stato del Rimborso Online
      5. Cosa Fare se il Rimborso Non Arriva
      6. Domande Frequenti

      I rimborsi 730/2025 sono in pagamento da gennaio 2026. L’Agenzia delle Entrate ha avviato l’erogazione dei rimborsi IRPEF spettanti ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 per l’anno d’imposta 2024.

      Milioni di contribuenti italiani – lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi – attendono il rimborso 730 gennaio 2026. Le tempistiche dei pagamenti variano in base alla tipologia di contribuente e alla data di presentazione della dichiarazione.

      In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quando arrivano i rimborsi 730, chi riceve i pagamenti e come verificare lo stato del rimborso sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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      Rimborsi 730/2025: Pagamenti in Corso a Gennaio 2026

      L’Agenzia delle Entrate ha comunicato ufficialmente l’avvio dei pagamenti dei rimborsi 730/2025 a partire da gennaio 2026. I rimborsi riguardano i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 e risultano a credito IRPEF.

      Quando Iniziano i Pagamenti

      I primi rimborsi 730 vengono erogati a partire da:

      • Gennaio 2026 – per dipendenti e pensionati con 730 precompilato presentato entro maggio 2025
      • Febbraio-marzo 2026 – per 730 presentati entro giugno 2025
      • Aprile-giugno 2026 – per 730 presentati entro luglio-settembre 2025
      • Luglio-dicembre 2026 – per 730 presentati entro settembre 2025 (senza sostituto d’imposta)

      Chi Ha Diritto al Rimborso 730

      Hanno diritto al rimborso 730/2025 i contribuenti che risultano a credito IRPEF dopo il calcolo delle imposte. Il credito può derivare da:

      • Eccesso di ritenute subite durante l’anno 2024
      • Detrazioni fiscali (spese mediche, ristrutturazioni, interessi mutuo)
      • Bonus e crediti d’imposta (bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus mobili)
      • Oneri detraibili/deducibili (contributi previdenziali, spese funebri, donazioni)

      Tempistiche dei Rimborsi: Quando Arrivano i Pagamenti

      Le tempistiche dei rimborsi 730 dipendono da due fattori principali:

      1. Data di presentazione del 730
      2. Presenza o meno del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico)

      Rimborsi per Dipendenti e Pensionati (con Sostituto d’Imposta)

      I lavoratori dipendenti e i pensionati ricevono il rimborso 730 direttamente in busta paga o cedolino pensione, secondo queste scadenze:

      Nota importante: I rimborsi vengono erogati dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS per i pensionati), non direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

      Rimborsi Senza Sostituto d’Imposta (Autonomi, Disoccupati, Lavoro Occasionale)

      Chi non ha un sostituto d’imposta (lavoratori autonomi, disoccupati, collaboratori occasionali) riceve il rimborso 730 direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico bancario.

      Le tempistiche di pagamento sono più lunghe:

      • 6-8 mesi dalla presentazione del 730
      • 730 presentato a maggio 2025 → rimborso a novembre-dicembre 2026
      • 730 presentato a settembre 2025 → rimborso a marzo-aprile 2027

      IMPORTANTE: Per ricevere il rimborso, è necessario aver indicato nel 730 il codice IBAN del conto corrente intestato al contribuente.

      Chi Riceve i Rimborsi e Quando

      Lavoratori Dipendenti

      I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 precompilato o ordinario entro maggio 2025 ricevono il rimborso a gennaio 2026 direttamente in busta paga.

      Esempio pratico: Mario ha presentato il 730/2025 il 20 maggio 2025. A gennaio 2026, nella busta paga, trova un importo aggiuntivo di 850 euro (rimborso IRPEF).

      Pensionati INPS

      I pensionati ricevono il rimborso 730 nel cedolino pensione secondo le stesse tempistiche dei dipendenti. L’INPS eroga il rimborso insieme alla pensione mensile.

      Verifica: Il rimborso è visibile nel cedolino pensione scaricabile dall’area riservata INPS.

      Lavoratori Autonomi e Disoccupati

      Chi non ha un sostituto d’imposta riceve il rimborso tramite bonifico bancario dall’Agenzia delle Entrate. I tempi di attesa sono più lunghi (6-8 mesi).

      Requisito fondamentale: Aver indicato nel 730 il codice IBAN del conto corrente.

      Come Verificare lo Stato del Rimborso Online

      L’Agenzia delle Entrate permette di verificare lo stato del rimborso 730 online, tramite l’area riservata del sito.

      Procedura di Verifica

      1. Accedi al sito agenziaentrate.gov.it
      2. Entra nell’area riservata con SPID, CIE o CNS
      3. Vai su “I tuoi rimborsi” nella sezione Dichiarazioni
      4. Seleziona “730/2025” (anno d’imposta 2024)
      5. Verifica lo stato del rimborso:
        • “In lavorazione” – il 730 è stato acquisito, il rimborso è in fase di calcolo
        • “In pagamento” – il rimborso è stato disposto
        • “Pagato” – il rimborso è stato erogato

      Informazioni Disponibili Online

      Nell’area riservata puoi visualizzare:

      • Importo del rimborso (euro)
      • Data di erogazione prevista
      • Modalità di pagamento (tramite sostituto o bonifico)
      • Eventuali sospensioni o controlli in corso

      App IO e Notifiche

      Se hai attivato l’app IO (servizi pubblici), ricevi una notifica push quando il rimborso viene erogato.

      Cosa Fare se il Rimborso Non Arriva

      Se il rimborso 730 non arriva entro i tempi previsti, verifica le seguenti situazioni:

      1. Controlla lo Stato Online

      Accedi all’area riservata Agenzia delle Entrate e verifica se il rimborso è “in lavorazione” o “sospeso”.

      2. Verifica i Dati del Sostituto d’Imposta

      Se sei dipendente o pensionato, contatta il tuo datore di lavoro o l’INPS per verificare se hanno ricevuto comunicazione del rimborso.

      3. Controlla l’IBAN Indicato

      Se hai richiesto il rimborso diretto (senza sostituto), verifica di aver inserito correttamente il codice IBAN nel 730. Un IBAN errato blocca l’erogazione.

      4. Rimborso Sospeso per Controlli

      L’Agenzia delle Entrate può sospendere il rimborso per controlli automatici, ad esempio:

      • Incongruenze tra dati dichiarati e CU (Certificazione Unica)
      • Detrazioni anomale (importi elevati, documenti mancanti)
      • Controlli formali su oneri detraibili

      In questi casi, ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti o documenti.

      5. Rivolgiti al CAF

      Se il rimborso non arriva e non ricevi comunicazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e contattare l’Agenzia delle Entrate per conto tuo.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti

      Quando arrivano i rimborsi 730/2025?

      I rimborsi 730/2025 arrivano a partire da gennaio 2026 per dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 entro maggio 2025. Per chi ha presentato dopo giugno, i tempi si allungano fino a giugno 2026. Chi non ha sostituto d’imposta riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate entro 6-8 mesi.

      Come posso verificare se il rimborso è stato pagato?

      Puoi verificare lo stato del rimborso 730 accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS. Vai su “I tuoi rimborsi” e controlla lo stato: “in lavorazione”, “in pagamento” o “pagato”.

      Il rimborso 730 è tassato?

      No, il rimborso 730 NON è tassato. Si tratta di un credito d’imposta spettante al contribuente, derivante da eccesso di ritenute o detrazioni fiscali. L’importo del rimborso non concorre alla formazione del reddito imponibile.

      Cosa fare se l’IBAN indicato nel 730 è sbagliato?

      Se hai indicato un IBAN errato nel 730, il rimborso non può essere erogato. Devi presentare una dichiarazione integrativa (730 integrativo) o un Modello Redditi correttivo con l’IBAN corretto. Rivolgiti a un CAF per la procedura.

      Conclusione

      I rimborsi 730/2025 sono in pagamento da gennaio 2026. Le tempistiche variano in base alla data di presentazione del 730 e alla presenza o meno del sostituto d’imposta.

      Se sei dipendente o pensionato, troverai il rimborso in busta paga o cedolino pensione a partire da gennaio 2026. Se non hai un sostituto d’imposta, riceverai il rimborso tramite bonifico bancario entro 6-8 mesi dalla presentazione.

      Per verificare lo stato del rimborso, accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza.

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      Gennaio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      NOTIZIE

      Legge di Bilancio 2026: Testo Integrale e Novità della Manovra

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e Testo Integrale
      2. Novità Fiscali per Famiglie e Cittadini
      3. Novità per Partite IVA e Regime Forfettario
      4. Detrazioni e Bonus: Cosa Cambia
      5. ISEE e Agevolazioni Sociali
      6. Scadenze Importanti da Ricordare

      La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. XX del 30 dicembre 2025) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il testo integrale della Manovra 2026 è ora disponibile e introduce importanti novità fiscali per famiglie, cittadini e partite IVA.

      In questo articolo, il CAF Centro Fiscale di Udine riassume le principali novità contenute nella Legge di Bilancio 2026, con particolare attenzione agli aspetti pratici per famiglie, lavoratori dipendenti, pensionati e partite IVA.

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      Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e Testo Integrale

      La Legge di Bilancio 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025 (Supplemento Ordinario n. XXX) ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

      Il testo integrale della Manovra 2026 è consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it) e sul sito del MEF (mef.gov.it). La legge conta oltre 200 articoli e contiene misure per circa 30 miliardi di euro.

      Le principali aree di intervento riguardano:

      • Fisco e detrazioni – riforma IRPEF, aliquote, bonus
      • Famiglia e welfare – assegno unico, bonus mamme, ISEE
      • Lavoro e pensioni – sgravi contributivi, pensione anticipata
      • Imprese e partite IVA – regime forfettario, crediti d’imposta
      • Sanità e istruzione – fondi aggiuntivi

      Novità Fiscali per Famiglie e Cittadini

      IRPEF e Aliquote

      La Legge di Bilancio 2026 conferma la struttura a 3 scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

      • 23% fino a 28.000 euro
      • 35% da 28.001 a 50.000 euro
      • 43% oltre 50.000 euro

      Bonus Mamme 2026

      Confermato il Bonus Mamme (esonero contributivo al 100% per mamme lavoratrici con almeno 2 figli). La novità 2026 è l’estensione anche alle lavoratrici autonome con partita IVA.

      Assegno Unico

      L’Assegno Unico Universale viene confermato con gli importi 2025, senza aumenti. Le maggiorazioni per figli disabili e nuclei numerosi rimangono invariate.

      Bonus Asilo Nido

      Il Bonus Nido viene confermato fino a 3.600 euro annui per famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Per ISEE superiori, l’importo scende a 1.500 euro.

      Novità per Partite IVA e Regime Forfettario

      Regime Forfettario 2026

      La Manovra 2026 conferma il regime forfettario con limite di ricavi a 85.000 euro. Le aliquote rimangono:

      • 5% per i primi 5 anni (nuove attività)
      • 15% a regime

      Flat Tax Incrementale

      Viene confermata la flat tax incrementale al 15% per titolari di partita IVA ordinaria che aumentano i ricavi rispetto al triennio precedente. L’agevolazione riguarda solo l’incremento di reddito.

      Crediti d’Imposta per Investimenti

      Confermati i crediti d’imposta per investimenti in:

      • Beni strumentali 4.0 (transizione digitale)
      • Ricerca e sviluppo
      • Formazione 4.0

      Detrazioni e Bonus: Cosa Cambia

      Tetto alle Detrazioni (Quoziente Familiare)

      La novità più rilevante è l’introduzione di un tetto alle detrazioni fiscali in base al quoziente familiare:

      • Per redditi sopra 75.000 euro, le detrazioni sono limitate
      • Il limite varia in base al numero di figli a carico
      • Più figli = tetto più alto

      Bonus Ristrutturazione e Casa

      I bonus casa subiscono modifiche significative:

      • Ristrutturazione edilizia – detrazione al 50% fino al 2025, scende al 36% dal 2026 (solo prima casa)
      • Ecobonus – ridotto al 36% (prima era 50-65%)
      • Bonus mobili – confermato con tetto di 5.000 euro
      • Superbonus – scende al 65% nel 2026 (solo per condomini e lavori già avviati)

      Bonus Elettrodomestici

      Introdotto un nuovo bonus per acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe A o superiore), con contributo fino a 200 euro per ISEE sotto 25.000 euro.

      ISEE e Agevolazioni Sociali

      L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) rimane il parametro fondamentale per accedere a bonus e agevolazioni nel 2026.

      Soglie ISEE Principali

      • ISEE 15.000 euro – Bonus sociale (luce, gas, acqua)
      • ISEE 25.000 euro – Bonus elettrodomestici
      • ISEE 40.000 euro – Bonus nido (importo massimo), Assegno Unico (maggiorazioni)

      ISEE 2026: Quando Rinnovarlo

      L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere bonus e agevolazioni nel 2026, è necessario presentare la nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro:

      • 28 febbraio 2026 – per Assegno Unico (scadenza preferenziale)
      • 31 dicembre 2026 – per altre agevolazioni

      Consiglio del CAF: Rinnovare l’ISEE a gennaio/febbraio 2026 per evitare interruzioni nei pagamenti di Assegno Unico e bonus.

      Scadenze Importanti da Ricordare

      Ecco le principali scadenze fiscali 2026 introdotte o confermate dalla Manovra:

      Gennaio-Febbraio 2026

      • 31 gennaio 2026 – Certificazione Unica (CU) ai dipendenti
      • 28 febbraio 2026 – Rinnovo ISEE (scadenza preferenziale Assegno Unico)
      • 16 febbraio 2026 – Prima rata rottamazione quater

      Aprile-Settembre 2026

      • 30 aprile 2026 – Invio Modello Redditi PF 2025
      • 30 settembre 2026 – Scadenza 730/2026 (precompilato)
      • 30 novembre 2026 – Scadenza Modello Redditi 2025 (tardivo)

      Dicembre 2026

      • 16 dicembre 2026 – Saldo IMU 2026
      • 31 dicembre 2026 – Scadenza ISEE 2026

      Conclusione

      La Legge di Bilancio 2026 introduce novità significative per famiglie, lavoratori e partite IVA. Il testo integrale è disponibile in Gazzetta Ufficiale e sul sito del MEF.

      Le principali novità riguardano il tetto alle detrazioni, la riduzione dei bonus casa, la conferma del regime forfettario e l’estensione del Bonus Mamme alle autonome.

      Per approfondire le misure e verificare come impattano sulla tua situazione personale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per consulenze personalizzate.

      Domande Frequenti

      Dove trovo il testo integrale della Legge di Bilancio 2026?

      Il testo integrale della Legge di Bilancio 2026 è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it) e sul sito del Ministero dell’Economia (mef.gov.it). È stata pubblicata il 31 dicembre 2025 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

      Il regime forfettario cambia nel 2026?

      No, il regime forfettario 2026 rimane invariato: limite di ricavi a 85.000 euro, aliquota al 5% per i primi 5 anni (nuove attività) e 15% a regime. Non ci sono modifiche rispetto al 2025.

      Cosa cambia per i bonus casa nel 2026?

      I bonus casa vengono ridotti: la detrazione per ristrutturazione scende dal 50% al 36% (solo prima casa), l’ecobonus passa al 36%, il Superbonus scende al 65% (solo condomini con lavori già avviati). Il bonus mobili rimane con tetto di 5.000 euro.

      Quando devo rinnovare l’ISEE per il 2026?

      L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere Assegno Unico e bonus, è consigliato rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio 2026. Per altre agevolazioni, la scadenza è il 31 dicembre 2026.

      Il Bonus Mamme è confermato nel 2026?

      Sì, il Bonus Mamme (esonero contributivo 100% per mamme con almeno 2 figli) è confermato. La novità 2026 è l’estensione anche alle lavoratrici autonome con partita IVA, non solo dipendenti.

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      Bonus Mamme 2026: Guida Completa da 720 Euro per Lavoratrici con Figli

      Maternità INPS CAF Udine

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Bonus Mamme 2026
      2. Novità 2026: da 480 a 720 Euro
      3. Chi Ha Diritto al Bonus Mamme
      4. Limite Reddito 40.000 Euro
      5. Come Richiedere il Bonus
      6. Scadenze e Tempistiche
      7. Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome
      8. Differenza con Esonero Contributivo
      9. Compatibilità con Altri Bonus
      10. FAQ sul Bonus Mamme 2026

      Il Bonus Mamme 2026 rappresenta una delle misure più importanti a sostegno delle lavoratrici con figli introdotte dalla Legge di Bilancio. Quest’anno l’importo aumenta del 50%, passando da 480 a 720 euro annui, e viene esteso anche alle lavoratrici autonome. In questa guida completa scoprirai tutti i requisiti, come fare domanda e le scadenze da rispettare.

      Se sei una mamma lavoratrice con almeno due figli e il tuo reddito non supera i 40.000 euro annui, potresti avere diritto a questo importante contributo economico. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella richiesta, assicurandoti di non perdere questa opportunità.

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      Cos’è il Bonus Mamme 2026

      Il Bonus Mamme 2026 è un contributo economico mensile destinato alle lavoratrici madri con almeno due figli a carico. Introdotto inizialmente con la Legge di Bilancio 2024 e successivamente potenziato, questo bonus mira a sostenere le donne nel conciliare lavoro e famiglia.

      A differenza di altri bonus legati all’ISEE, il Bonus Mamme si basa esclusivamente sul reddito da lavoro della madre, semplificando notevolmente i requisiti di accesso. Il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile e non viene considerato ai fini ISEE, rendendolo particolarmente vantaggioso.

      Caratteristiche principali del Bonus Mamme 2026:

      • Importo: 60 euro al mese, fino a 720 euro annui
      • Beneficiarie: lavoratrici dipendenti e autonome con 2+ figli
      • Limite reddito: massimo 40.000 euro annui da lavoro
      • Durata: fino al 10° compleanno del figlio più piccolo (18° con 3+ figli)
      • Erogazione: in un’unica soluzione a dicembre 2026
      • Tassazione: esente IRPEF e non rilevante ISEE

      Novità 2026: da 480 a 720 Euro

      La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il Bonus Mamme, potenziando significativamente la misura rispetto al 2025:

      Aumento dell’Importo del 50%

      L’importo mensile passa da 40 euro a 60 euro, con un incremento del 50%. Su base annua, questo significa passare da 480 euro a 720 euro per le lavoratrici che lavorano tutti i 12 mesi.

      Confronto importi 2025 vs 2026:

      • 2025: 40 euro/mese = 480 euro/anno
      • 2026: 60 euro/mese = 720 euro/anno
      • Differenza: +240 euro annui (+50%)

      Estensione alle Lavoratrici Autonome

      Una delle novità più rilevanti del 2026 è l’estensione del bonus alle lavoratrici autonome. Possono ora accedere alla misura:

      • Libere professioniste iscritte alle casse previdenziali
      • Artigiane e commercianti iscritte alla Gestione INPS
      • Lavoratrici agricole autonome
      • Collaboratrici coordinate e continuative

      Attenzione: Sono escluse le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS, e le lavoratrici domestiche (colf, badanti).

      Chi Ha Diritto al Bonus Mamme

      Per accedere al Bonus Mamme 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

      1. Requisito Figli

      La lavoratrice deve avere almeno 2 figli a carico. Sono considerati:

      • Figli naturali
      • Figli adottivi
      • Figli in affidamento preadottivo

      Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (o meno di 18 anni se i figli sono 3 o più).

      2. Requisito Lavorativo

      La madre deve essere lavoratrice in una delle seguenti categorie:

      • Dipendente privata (a tempo determinato o indeterminato)
      • Dipendente pubblica
      • Lavoratrice autonoma iscritta a gestione INPS o cassa professionale

      Escluse dal Bonus Mamme:

      • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter)
      • Lavoratrici con 3+ figli e contratto a tempo indeterminato (hanno diritto all’esonero contributivo, misura alternativa più vantaggiosa)
      • Disoccupate o inoccupate

      3. Requisito Reddito

      Il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40.000 euro. Questo limite si riferisce esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente o autonomo, non al reddito familiare complessivo.

      Limite Reddito 40.000 Euro: Come si Calcola

      Il limite di 40.000 euro è uno dei requisiti fondamentali per accedere al Bonus Mamme 2026. Ecco come verificare se rientri nella soglia:

      Per Lavoratrici Dipendenti

      Il reddito da considerare è il reddito lordo annuo da lavoro dipendente, che trovi:

      • Nella Certificazione Unica (CU) al punto 1 “Redditi di lavoro dipendente”
      • Nelle buste paga: somma delle retribuzioni lorde mensili

      Esempio pratico: Se guadagni 2.800 euro lordi al mese per 13 mensilità, il tuo reddito annuo è 36.400 euro. Rientri nel limite e puoi richiedere il bonus.

      Per Lavoratrici Autonome

      Il reddito da considerare è il reddito netto da lavoro autonomo:

      • Per le professioniste con cassa: reddito professionale dichiarato alla cassa
      • Per le iscritte alla Gestione Separata INPS: reddito da collaborazione/autonomo
      • Per artigiane e commercianti: reddito d’impresa

      Cosa NON rientra nel calcolo:

      • Redditi del coniuge o partner
      • Redditi da locazione (affitti)
      • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
      • Assegno Unico e altri bonus familiari
      • TFR e altre indennità una tantum

      Come Richiedere il Bonus Mamme 2026

      La domanda per il Bonus Mamme 2026 deve essere presentata telematicamente all’INPS. Il modo più semplice e sicuro è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine:

      • Verifica preventiva di tutti i requisiti
      • Assistenza nella compilazione della domanda
      • Controllo documentazione per evitare errori
      • Monitoraggio dello stato della pratica
      • Servizio gratuito per il cittadino

      Documenti Necessari

      Per presentare la domanda, prepara:

      • Documento d’identità in corso di validità
      • Codice fiscale tuo e dei figli
      • Certificazione Unica (CU) o dichiarazione dei redditi
      • Dati del datore di lavoro (per dipendenti)
      • IBAN per l’accredito del bonus

      Scadenze e Tempistiche

      Ecco le date importanti da segnare per il Bonus Mamme 2026:

      Quando Presentare Domanda

      • Dal 1° gennaio 2026: apertura domande per il bonus 2026
      • Entro il 31 gennaio 2026: termine per richiedere il bonus 2025 residuo
      • Entro dicembre 2026: termine consigliato per ricevere il pagamento a fine anno

      Quando Arriva il Pagamento

      Il Bonus Mamme viene erogato in un’unica soluzione:

      • Dicembre 2026: pagamento del bonus annuale (fino a 720 euro)
      • L’importo dipende dai mesi effettivamente lavorati nell’anno
      • Esempio: se hai lavorato 10 mesi, riceverai 60 x 10 = 600 euro

      Per chi ha fatto domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025: il pagamento arriverà a febbraio 2026 con l’importo 2025 (40 euro/mese, max 480 euro).

      Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome

      Una delle grandi novità del 2026 è l’estensione del Bonus Mamme alle lavoratrici autonome. Ecco chi può accedere:

      Chi Può Richiedere il Bonus

      • Libere professioniste iscritte a casse previdenziali (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.)
      • Artigiane iscritte alla Gestione Artigiani INPS
      • Commercianti iscritte alla Gestione Commercianti INPS
      • Lavoratrici agricole autonome (coltivatori diretti, IAP)
      • Iscritte alla Gestione Separata INPS

      Requisiti Specifici per Autonome

      • Reddito netto da lavoro autonomo inferiore a 40.000 euro
      • Regolarità contributiva presso la propria gestione previdenziale
      • Almeno 2 figli a carico (stesso requisito delle dipendenti)

      Escluse tra le Autonome

      Non possono accedere al Bonus Mamme:

      • Lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi (contributo minimo o flat)
      • Coadiuvanti familiari non iscritte autonomamente
      • Chi ha irregolarità contributive non sanate

      Se hai una partita IVA e vuoi verificare se puoi accedere al bonus, consulta la nostra guida sul Regime Forfettario 2026 o contatta il CAF Centro Fiscale.

      Differenza con Esonero Contributivo

      Spesso si fa confusione tra Bonus Mamme ed Esonero Contributivo. Sono due misure diverse, non cumulabili tra loro:

      Tabella Comparativa

      Bonus Mamme 2026:

      • Beneficiarie: mamme con 2+ figli
      • Contratto: qualsiasi (determinato, indeterminato, autonomo)
      • Importo: 720 euro/anno massimo
      • Limite reddito: 40.000 euro
      • Erogazione: bonifico diretto a dicembre

      Esonero Contributivo IVS:

      • Beneficiarie: mamme con 3+ figli
      • Contratto: solo tempo indeterminato
      • Importo: esonero 100% contributi IVS (risparmio maggiore, circa 2.000-3.000 euro/anno)
      • Limite reddito: nessun limite
      • Erogazione: direttamente in busta paga ogni mese

      Quale Scegliere?

      Se hai 3 o più figli e un contratto a tempo indeterminato, l’esonero contributivo è più vantaggioso del Bonus Mamme. In questo caso, non puoi cumulare le due misure: devi scegliere l’esonero.

      Se hai 2 figli, oppure hai 3+ figli ma un contratto a termine o sei autonoma, puoi accedere solo al Bonus Mamme.

      Compatibilità con Altri Bonus

      Il Bonus Mamme 2026 è compatibile e cumulabile con la maggior parte delle altre prestazioni familiari:

      Si Cumula Con:

      • Assegno Unico Universale (AUU) per i figli a carico
      • Bonus Asilo Nido (fino a 3.600 euro/anno)
      • Carta Dedicata a Te (500 euro per acquisti alimentari)
      • Detrazioni fiscali per figli a carico
      • Bonus bollette (se si rispettano i requisiti ISEE)
      • NASPI in caso di perdita del lavoro

      Non Si Cumula Con:

      • Esonero contributivo IVS per mamme con 3+ figli (misura alternativa)

      Non Influisce su ISEE

      Il Bonus Mamme non viene considerato nel calcolo dell’ISEE. Questo significa che riceverlo non compromette l’accesso ad altre prestazioni legate all’ISEE 2026.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2026

      Quanto vale il Bonus Mamme 2026?

      Il Bonus Mamme 2026 vale 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui se la madre lavora tutti i 12 mesi dell’anno. L’importo è aumentato rispetto al 2025, quando era di 40 euro mensili (480 euro annui).

      Chi ha diritto al Bonus Mamme 2026?

      Hanno diritto al bonus le lavoratrici dipendenti o autonome con almeno 2 figli a carico, il cui reddito da lavoro non supera i 40.000 euro annui. Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (18 anni con 3+ figli).

      Le lavoratrici autonome possono richiedere il Bonus Mamme?

      Sì, dal 2026 il Bonus Mamme è esteso anche alle lavoratrici autonome: libere professioniste, artigiane, commercianti e iscritte alla Gestione Separata INPS. Sono escluse solo le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS.

      Come si richiede il Bonus Mamme?

      Il modo più semplice e sicuro è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda INPS, evitando errori e garantendo il monitoraggio della pratica.

      Quando viene pagato il Bonus Mamme 2026?

      Il Bonus Mamme viene erogato in un’unica soluzione a dicembre 2026. L’importo dipende dai mesi effettivamente lavorati nell’anno. Chi presenta domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025 riceverà il pagamento a febbraio 2026.

      Il Bonus Mamme si cumula con l’Assegno Unico?

      Sì, il Bonus Mamme è perfettamente compatibile con l’Assegno Unico Universale. Le due prestazioni si cumulano senza problemi. Il bonus inoltre non incide sul calcolo ISEE.

      Qual è il limite di reddito per il Bonus Mamme 2026?

      Il limite è di 40.000 euro di reddito annuo da lavoro (dipendente o autonomo). Non si considera il reddito del coniuge o altri redditi familiari. Si guarda solo il reddito da lavoro della madre.

      Le lavoratrici domestiche possono richiedere il Bonus Mamme?

      No, le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter) sono escluse dal Bonus Mamme 2026. Questa categoria non rientra tra i beneficiari previsti dalla normativa.

      Richiedi Assistenza per il Bonus Mamme 2026

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda per il Bonus Mamme 2026. Offriamo assistenza completa per:

      • Verifica preventiva dei requisiti (reddito, figli a carico, tipologia contrattuale)
      • Compilazione e invio domanda INPS in via telematica
      • Controllo documentazione per evitare errori e rigetti
      • Monitoraggio stato della pratica fino all’erogazione

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      Approfondimenti sul Bonus Mamme 2026

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      • Domanda INPS Bonus Mamme – Guida completa alla richiesta
      • Bonus Mamme per Autonome e P.IVA – Requisiti specifici per lavoratrici autonome
      • Esonero Contributivo Mamme – Come funziona e quanto si risparmia
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