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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Contributi Volontari INPS 2026: Tabelle Rivalutate, Importi e Aliquote

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

Hai interrotto la tua attività lavorativa e vuoi continuare a maturare contributi per la pensione? Nel 2026, i contributi volontari INPS rappresentano una soluzione fondamentale per non perdere anni di anzianità contributiva. Con la rivalutazione annuale degli importi, è cruciale conoscere le nuove tabelle 2026, le aliquote aggiornate e i redditi minimali richiesti per ogni categoria di lavoratori.

L’INPS ha pubblicato le tabelle rivalutate per il 2026 con importi più elevati rispetto all’anno precedente, a causa dell’adeguamento all’inflazione e all’andamento delle retribuzioni medie. Che tu sia artigiano, commerciante, iscritto alla gestione separata o ex lavoratore dipendente, questa guida ti fornirà tutti i dettagli necessari per calcolare quanto versare e come presentare la domanda.

Scopriamo insieme le novità 2026, le tabelle complete e la procedura passo-passo per non perdere nemmeno un anno di contributi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 10:55:082026-05-31 17:05:59Contributi Volontari INPS 2026: Tabelle Rivalutate, Importi e Aliquote
CAF, SUCCESSIONI

Documenti per la Successione a Udine: Checklist Completa 2026

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Stai raccogliendo i documenti per la successione a Udine e vuoi essere sicuro di non dimenticare nulla? In questa guida trovi la checklist completa e aggiornata al 2026 di tutto cio che devi portare al CAF per avviare la pratica. Al CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, verifichiamo i documenti insieme a te e risolviamo tutto in un unico appuntamento.

Grazie alla nostra esperienza – centinaia di successioni ogni anno – sappiamo esattamente cosa serve e cosa no, evitandoti viaggi inutili per recuperare documenti mancanti.

Indice dei Contenuti

  • Checklist Rapida
  • Documenti del Defunto
  • Documenti degli Eredi
  • Documenti Immobili
  • Documenti Bancari e Finanziari
  • Altri Documenti
  • Documenti Sistema Tavolare FVG
  • Dove Reperire i Documenti
  • Porta i Documenti al CAF Centro Fiscale
  • Domande Frequenti

Checklist Rapida: Tutti i Documenti per la Successione

Ecco un riepilogo veloce di tutti i documenti necessari. Piu avanti trovi i dettagli per ogni categoria.

CategoriaDocumentiObbligatorio
DefuntoCertificato morte, codice fiscale, documento identita, stato famigliaSi
ErediCodici fiscali, documenti identita, delegheSi
TestamentoOriginale o copia pubblicataSe presente
ImmobiliVisure catastali, atti proprieta, planimetrieSe presenti
Conti correntiEstratti conto con saldo e giacenza mediaSe presenti
Titoli/InvestimentiDocumenti bancari con valori alla data decessoSe presenti
VeicoliLibretti circolazioneSe presenti
Aziende/QuoteVisura camerale, bilancioSe presenti

Non sai quali documenti ti servono esattamente?

Chiamaci e ti diciamo esattamente cosa portare in base alla tua situazione. Ogni successione e diversa: noi ti guidiamo passo-passo.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Documenti del Defunto

Questi documenti riguardano la persona deceduta e sono sempre obbligatori:

Certificato di morte

Documento ufficiale rilasciato dal Comune dove e avvenuto il decesso. Si richiede all’Ufficio Anagrafe. Alcune pompe funebri lo forniscono automaticamente.

Codice fiscale

Tessera sanitaria o tesserino del codice fiscale del defunto. Se non lo trovi, basta comunicarci il codice e lo verifichiamo noi.

Documento d’identita

Carta d’identita o passaporto del defunto (va bene anche scaduto).

Stato di famiglia storico

Certificato che attesta la composizione del nucleo familiare del defunto alla data del decesso. Si richiede al Comune di residenza. E fondamentale per determinare gli eredi.

Testamento (se presente)

Se il defunto ha lasciato un testamento:

  • Testamento olografo (scritto a mano): deve essere pubblicato dal notaio. Porta la copia pubblicata.
  • Testamento pubblico (fatto dal notaio): richiedi copia al notaio depositario.

Documenti degli Eredi

Per ogni erede (o chiamato all’eredita) servono:

Codici fiscali

Tessera sanitaria o codice fiscale di tutti gli eredi. Anche dei minori se presenti.

Documenti d’identita

Carta d’identita o passaporto in corso di validita di tutti gli eredi.

Deleghe

Se non vengono tutti gli eredi all’appuntamento, chi viene deve avere la delega degli altri con copia dei loro documenti. Al CAF ti forniamo il modulo di delega da far firmare.

IBAN (opzionale)

Il conto corrente su cui addebitare le imposte (imposta ipotecaria, catastale, tributi). Se non hai IBAN, si puo pagare con F24.

Documenti degli Immobili

Se nell’eredita ci sono immobili (case, terreni, garage, ecc.), servono:

Visure catastali

Per ogni immobile, la visura catastale aggiornata con i dati catastali (foglio, particella, subalterno, rendita catastale). Si richiedono online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli uffici catastali.

Attenzione Sistema Tavolare: Per immobili a Trieste, Gorizia e alcuni comuni della provincia di Udine (Cervignano, Aquileia, Tarvisio, ecc.), servono gli estratti tavolari invece delle visure catastali. Vedi sezione dedicata.

Atti di provenienza

Come il defunto e diventato proprietario: atto di compravendita, donazione, successione precedente, sentenza. Serve per verificare la corretta intestazione.

Planimetrie catastali

Non sempre obbligatorie, ma utili per verificare la corrispondenza tra stato di fatto e catasto.

Non hai le visure catastali? Le recuperiamo noi!

Al CAF Centro Fiscale possiamo recuperare le visure catastali per te. Basta che ci dai l’indirizzo dell’immobile e i dati del defunto.

Viale Giuseppe Tullio 13, Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Documenti Bancari e Finanziari

Per i beni finanziari del defunto servono documenti specifici:

Conti correnti

Per ogni conto corrente intestato (o cointestato) al defunto:

  • Saldo alla data del decesso: l’importo esatto presente sul conto quel giorno
  • Giacenza media annua: la media dei saldi dell’ultimo anno

Questi dati si richiedono alla banca presentando il certificato di morte. Le banche sono obbligate a fornirli agli eredi.

Libretti di risparmio

Stesso discorso dei conti correnti: saldo alla data del decesso.

Titoli, obbligazioni, fondi

Per investimenti in titoli di Stato, obbligazioni, fondi comuni, ETF: serve il valore alla data del decesso, fornito dalla banca o dall’intermediario.

Polizze vita

Le polizze vita con beneficiario designato non rientrano nell’asse ereditario, ma vanno comunque dichiarate. Serve copia della polizza.

Cassette di sicurezza

Se il defunto aveva una cassetta di sicurezza, va inventariata in presenza di un funzionario bancario e di tutti gli eredi (o loro delegati).

Altri Documenti

Veicoli

Per auto, moto, barche: libretto di circolazione con i dati del veicolo. Va indicato il valore commerciale alla data del decesso.

Aziende e quote societarie

Se il defunto era titolare di azienda o socio di societa:

  • Visura camerale aggiornata
  • Ultimo bilancio depositato
  • Atto costitutivo/Statuto della societa

Debiti e passivita

I debiti del defunto sono deducibili dalla base imponibile. Porta documentazione di:

  • Mutui residui (piano ammortamento)
  • Prestiti e finanziamenti
  • Spese mediche non rimborsate
  • Spese funebri (fatture)

Documenti per il Sistema Tavolare FVG

In Friuli Venezia Giulia, alcune zone utilizzano il sistema tavolare (libro fondiario) invece del catasto ordinario. Questo riguarda:

  • Tutta la provincia di Trieste
  • Tutta la provincia di Gorizia
  • Alcuni comuni della provincia di Udine: Aiello del Friuli, Aquileia, Campolongo al Torre, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Fiumicello Villa Vicentina, Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Ruda, San Vito al Torre, Tapogliano, Tarvisio, Terzo di Aquileia, Visco

Se gli immobili sono in queste zone, servono:

  • Estratto tavolare invece della visura catastale
  • Eventuali mappe tavolari

Al CAF Centro Fiscale conosciamo bene queste differenze e ti guidiamo nella raccolta dei documenti corretti. Per gli immobili a Udine citta e nei comuni non tavolari, gestiamo tutto noi compresa la voltura.

Dove Reperire i Documenti

DocumentoDove richiederloModalita
Certificato di morteComune dove e avvenuto il decessoDi persona o online
Stato di famigliaComune di residenza del defuntoDi persona o online
Visure catastaliAgenzia delle Entrate – SisterOnline (gratuito per eredi)
Estratti tavolariUfficio Tavolare competenteDi persona o online
Saldi conti correntiBanca/PostaDi persona con certificato morte
Valori titoliBanca/IntermediarioDi persona o via email
Visura cameraleCamera di CommercioOnline o di persona

Porta i Documenti al CAF Centro Fiscale di Udine

Una volta raccolti i documenti, portali al CAF Centro Fiscale. Ecco cosa succede:

  1. Verifichiamo insieme che non manchi nulla
  2. Se manca qualcosa, ti diciamo esattamente cosa e dove recuperarlo
  3. Se tutto e completo, procediamo subito con la pratica
  4. In un unico appuntamento compiliamo, calcoliamo le imposte e trasmettiamo
  5. Ti consegniamo tutta la documentazione a pratica conclusa

Leggi anche: Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026

Prenota il tuo appuntamento!

Hai raccolto i documenti? Contattaci per fissare un appuntamento. In poche ore risolvi tutto!

CAF Centro Fiscale Udine
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sui Documenti per la Successione

Posso presentare la successione anche se mi manca qualche documento?

Dipende da quale documento manca. Alcuni sono indispensabili (certificato morte, codici fiscali). Altri possiamo recuperarli noi (visure catastali). Contattaci per una valutazione.

Come ottengo il saldo del conto corrente alla data del decesso?

Vai in banca con il certificato di morte e un tuo documento. La banca e obbligata a fornirti il saldo alla data del decesso e la giacenza media annua. Spesso c’e un piccolo costo per il rilascio.

Le visure catastali costano?

Per gli eredi, le visure catastali degli immobili del defunto sono gratuite se richieste online tramite il servizio Sister dell’Agenzia delle Entrate. Servono SPID e codice fiscale del defunto.

Cosa succede se non trovo l’atto di acquisto dell’immobile?

Non e sempre indispensabile. Con le visure catastali riusciamo comunque a procedere. L’atto serve principalmente per verificare la corretta intestazione e eventuali vincoli.

Devo portare i documenti originali o vanno bene le copie?

Per la maggior parte dei documenti vanno bene le copie (anche scansioni o foto leggibili). Per il testamento olografo serve l’originale pubblicato dal notaio.

Come faccio a sapere se l’immobile e nel sistema tavolare?

Guarda il comune dove si trova l’immobile. Se e a Trieste, Gorizia o nei comuni della provincia di Udine elencati sopra, e nel sistema tavolare. In caso di dubbio, chiamaci e verifichiamo insieme.

I documenti bancari li devo chiedere a tutte le banche?

Si, devi richiedere i dati a ogni banca dove il defunto aveva conti, depositi o investimenti. Se non sai dove aveva conti, puoi fare una ricerca tramite l’Anagrafe dei Rapporti Finanziari (te lo spieghiamo noi).

Quanto tempo serve per raccogliere tutti i documenti?

Dipende dalla complessita del patrimonio. Per una successione semplice, 1-2 settimane. Per patrimoni complessi con piu immobili e conti in diverse banche, puo servire 1 mese o piu. Inizia subito dopo il decesso.


Hai dubbi sui documenti da portare? Contatta il CAF Centro Fiscale: ti guidiamo nella raccolta.

CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 601 8121

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    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti

    Pensione 2026 INPS

    I contributi volontari INPS rappresentano uno strumento fondamentale per chi ha interrotto l’attività lavorativa ma vuole continuare a versare contributi previdenziali per raggiungere il diritto alla pensione. Nel 2026, con le nuove disposizioni normative e gli aggiornamenti dei massimali contributivi, è essenziale conoscere requisiti, costi e procedure per non perdere anni di contribuzione utile.

    La prosecuzione volontaria consente a lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti sospesi, collaboratori coordinati e continuativi di mantenere la continuità contributiva anche durante periodi di inattività lavorativa. Secondo le circolari INPS n. 18/2026 e la normativa vigente (Legge 1338/1962 e successive modifiche), versare contributi volontari può fare la differenza tra raggiungere i requisiti pensionistici o dover attendere ulteriori anni.

    In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti dei contributi volontari INPS 2026: dai requisiti di accesso al calcolo dei costi contributivi, dalla procedura di domanda online alle scadenze di versamento, fino alla deducibilità fiscale e alle differenze con il riscatto dei periodi non coperti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Contributi Volontari INPS
    2. Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026
    3. Come Presentare Domanda di Autorizzazione
    4. Quanto Costano i Contributi Volontari 2026
    5. Contributi Volontari Gestione Separata INPS
    6. Quando Conviene Versare Contributi Volontari
    7. Scadenze 2026: Domanda e Versamenti
    8. Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari
    9. Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto
    10. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

    Cosa Sono i Contributi Volontari INPS

    I contributi volontari INPS sono versamenti previdenziali facoltativi che consentono a chi ha cessato o interrotto l’attività lavorativa di continuare a maturare anzianità contributiva utile per il diritto e il calcolo della pensione.

    A differenza dei contributi obbligatori (che vengono versati automaticamente durante il rapporto di lavoro), i contributi volontari richiedono una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS e il versamento diretto da parte dell’interessato.

    Base Normativa

    L’istituto della prosecuzione volontaria è disciplinato da:

    • Legge 1338/1962 – Istituzione dei contributi volontari per i lavoratori dipendenti
    • Legge 233/1990 – Estensione ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti)
    • Decreto Legislativo 184/1997 – Armonizzazione gestioni previdenziali
    • Circolare INPS n. 18 del 14 febbraio 2026 – Aggiornamento massimali e minimali contributivi 2026

    Scopo della Contribuzione Volontaria

    Versare contributi volontari serve a:

    • Raggiungere i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia (20 anni) o anticipata (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)
    • Coprire periodi di inattività lavorativa dovuti a disoccupazione, maternità, aspettativa, cessazione attività
    • Incrementare l’importo della pensione futura (ogni anno di contributi aumenta il montante pensionistico)
    • Evitare la perdita del diritto alla prosecuzione volontaria (che decade se non esercitato entro termini precisi)

    Differenza con Contributi Obbligatori

    Ecco le principali differenze:

    AspettoContributi ObbligatoriContributi Volontari
    VersamentoAutomatico (datore/INPS)Manuale (interessato)
    AutorizzazioneNon necessariaDomanda preventiva INPS
    Copertura assicurativaCompleta (malattia, infortuni, disoccupazione)Solo pensionistica
    CostoRipartito datore/lavoratoreTotalmente a carico dell’interessato
    Aliquota33% (dipendenti)33% (dipendenti), 24% (autonomi)

    IMPORTANTE: I contributi volontari NON danno diritto alle prestazioni temporanee come indennità di malattia, maternità, disoccupazione NASpI, assegni familiari. Servono esclusivamente per maturare il diritto alla pensione.

    Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026

    Non tutti possono accedere alla prosecuzione volontaria. L’INPS richiede il possesso di requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza.

    Requisiti Generali

    Per ottenere l’autorizzazione ai contributi volontari è necessario soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

    1. Almeno 3 anni di contributi (156 settimane) negli ultimi 5 anni prima della domanda
    2. Almeno 5 anni di contributi (260 settimane) in tutta la vita lavorativa, anche non consecutivi

    ATTENZIONE: I contributi figurativi (es. servizio militare, maternità, disoccupazione NASpI) NON contano ai fini del requisito minimo. Sono validi solo i contributi effettivi (obbligatori o già volontari).

    Chi Può Presentare Domanda

    Possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

    • Lavoratori dipendenti cessati (licenziamento, dimissioni, fine contratto a termine)
    • Artigiani e commercianti che hanno cessato o sospeso l’attività
    • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri che non esercitano più l’attività agricola
    • Lavoratori parasubordinati (co.co.co, contratti a progetto) cessati iscritti alla Gestione Separata
    • Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata che hanno interrotto l’attività
    • Ex iscritti alla Gestione ex ENPALS (lavoratori dello spettacolo)

    Chi NON Può Versare Contributi Volontari

    Sono esclusi dalla prosecuzione volontaria:

    • Lavoratori attivi con rapporto di lavoro dipendente o autonomo in corso
    • Pensionati che hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata
    • Titolari di pensione di invalidità (incompatibile con contribuzione volontaria)
    • Professionisti con cassa privata (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) che devono rivolgersi alla propria cassa
    • Chi non raggiunge il requisito contributivo minimo (meno di 3 anni negli ultimi 5 o meno di 5 anni in carriera)

    Gestioni Previdenziali Ammesse

    I contributi volontari possono essere versati nelle seguenti gestioni INPS:

    GestioneRequisito MinimoAliquota 2026
    AGO Dipendenti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
    Artigiani3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
    Commercianti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
    Gestione Separata3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
    Coltivatori Diretti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
    Ex ENPALS3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%

    Caso particolare – Lavoratori con più gestioni: Se hai lavorato in diverse gestioni (es. prima dipendente, poi autonomo), puoi sommare i contributi per raggiungere il requisito minimo, ma i contributi volontari vanno versati nella gestione dell’ultima attività lavorativa.

    Come Presentare Domanda di Autorizzazione

    La domanda di autorizzazione ai contributi volontari deve essere presentata prima di iniziare a versare. Versamenti effettuati senza autorizzazione preventiva NON sono validi e non verranno rimborsati.

    Procedura Online INPS

    Dal 1° ottobre 2021, la domanda va presentata esclusivamente online tramite il sito INPS. Ecco i passaggi:

    1. Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Tutti i servizi”
    3. Cerca “Contribuzione volontaria” o “Domanda di autorizzazione contributi volontari”
    4. Compila il modulo online inserendo:
      • Dati anagrafici e codice fiscale
      • Gestione previdenziale di riferimento (dipendenti/autonomi/separata)
      • Data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro
      • Dichiarazione di possesso dei requisiti contributivi
    5. Allega documenti (se richiesti):
      • Estratto conto contributivo (visura INPS)
      • Lettera di licenziamento o dimissioni
      • Certificazione cessazione attività (per autonomi)
    6. Invia la domanda e salva il protocollo

    Tempi di Risposta INPS

    L’INPS ha 60 giorni dalla presentazione della domanda per comunicare l’esito. La risposta può essere:

    • Autorizzazione accolta – Ricevi una PEC o notifica nell’area riservata con l’autorizzazione e i bollettini F24 precompilati
    • Richiesta integrazioni – L’INPS chiede documenti o chiarimenti aggiuntivi (hai 30 giorni per rispondere)
    • Rigetto – La domanda viene respinta per mancanza dei requisiti (puoi presentare ricorso entro 90 giorni)

    IMPORTANTE: Se l’INPS non risponde entro 60 giorni, si applica il silenzio-assenso: la domanda si considera automaticamente accolta. Tuttavia, è consigliabile sollecitare l’INPS per ottenere l’autorizzazione formale.

    Rinnovo Annuale

    L’autorizzazione ai contributi volontari ha validità annuale e deve essere rinnovata ogni anno se si intende continuare a versare. Il rinnovo va richiesto:

    • Entro il 31 marzo dell’anno successivo all’autorizzazione
    • Con la stessa procedura online (modulo semplificato)
    • L’INPS aggiorna automaticamente i massimali contributivi e invia i nuovi bollettini F24

    Decadenza dell’autorizzazione: Se non rinnovi entro i termini o non versi contributi per 2 anni consecutivi, l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo (con verifica nuova dei requisiti).

    Cosa Fare in Caso di Rigetto

    Se l’INPS respinge la domanda:

    1. Verifica i motivi del rigetto (solitamente: requisito contributivo insufficiente, documentazione mancante, incompatibilità)
    2. Presenta ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica
    3. In alternativa, ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro entro 3 anni
    4. Valuta soluzioni alternative: riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributi, totalizzazione

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e nell’eventuale ricorso amministrativo.

    Quanto Costano i Contributi Volontari 2026

    Il costo dei contributi volontari dipende da tre fattori: la retribuzione di riferimento, l’aliquota contributiva della gestione di appartenenza e il periodo di copertura (settimanale, mensile, trimestrale o annuale).

    Calcolo della Base Imponibile

    La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi è:

    • Per dipendenti: Media delle ultime 52 settimane di retribuzione percepita prima della cessazione (comprensiva di 13a, 14a, straordinari)
    • Per artigiani/commercianti: Reddito d’impresa dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi prima della cessazione
    • Per Gestione Separata: Reddito da collaborazione coordinata continuativa o da attività autonoma occasionale dell’ultimo anno

    Massimali e Minimali 2026

    Secondo la Circolare INPS n. 18/2026, i massimali contributivi per il 2026 sono:

    GestioneMinimale AnnuoMassimale AnnuoAliquota
    Dipendenti18.415 euro119.650 euro33%
    Artigiani17.504 euroNessun massimale24%
    Commercianti17.504 euroNessun massimale24%
    Gestione Separata18.415 euro119.650 euro33%
    Coltivatori Diretti17.504 euroNessun massimale24%

    NOTA: Se la tua retribuzione media era inferiore al minimale, devi comunque versare i contributi sul minimale. Se era superiore al massimale, puoi versare solo fino al massimale.

    Aliquote Contributive 2026

    Le aliquote variano per gestione:

    • 33% per dipendenti, Gestione Separata, ex ENPALS
    • 24% per artigiani, commercianti, coltivatori diretti

    IMPORTANTE: L’aliquota del 33% per i dipendenti è la stessa dei contributi obbligatori (che in quel caso venivano ripartiti tra datore di lavoro 23,81% e lavoratore 9,19%). Con i contributi volontari, il 100% è a carico dell’interessato.

    Esempi di Calcolo

    Esempio 1 – Ex dipendente

    • Retribuzione media ultime 52 settimane: 30.000 euro annui
    • Aliquota: 33%
    • Contributo annuo: 30.000 × 33% = 9.900 euro
    • Contributo trimestrale: 9.900 / 4 = 2.475 euro
    • Contributo mensile: 9.900 / 12 = 825 euro

    Esempio 2 – Ex artigiano

    • Reddito d’impresa dichiarato: 25.000 euro annui
    • Aliquota: 24%
    • Contributo annuo: 25.000 × 24% = 6.000 euro
    • Contributo trimestrale: 6.000 / 4 = 1.500 euro

    Esempio 3 – Gestione Separata (minimale)

    • Reddito ultimo anno: 12.000 euro (inferiore al minimale)
    • Base imponibile: 18.415 euro (minimale obbligatorio)
    • Aliquota: 33%
    • Contributo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
    • Contributo trimestrale: 6.077 / 4 = 1.519 euro

    Modalità di Versamento

    Puoi scegliere di versare i contributi volontari:

    • Trimestralmente (opzione più comune) – 4 rate annuali
    • Mensilmente – 12 rate annuali (maggiore flessibilità)
    • Annualmente – Unica soluzione (sconto non previsto)

    L’INPS invierà i bollettini F24 precompilati con gli importi e le scadenze. È possibile modificare la periodicità di versamento comunicandolo all’INPS.

    Contributi Volontari Gestione Separata INPS

    La Gestione Separata INPS (istituita con Legge 335/1995) raccoglie i contributi di lavoratori parasubordinati e professionisti senza cassa privata. Anche per questa gestione è possibile versare contributi volontari.

    Chi Rientra nella Gestione Separata

    Sono iscritti alla Gestione Separata:

    • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
    • Collaboratori a progetto (co.co.pro, ora abrogati ma ancora con posizioni attive)
    • Professionisti senza cassa (es. consulenti marketing, web designer, traduttori, formatori)
    • Amministratori, sindaci e revisori di società
    • Venditori porta a porta e altre figure autonome occasionali

    Aliquota e Calcolo

    Per la Gestione Separata:

    • Aliquota contributiva: 33% (come i dipendenti)
    • Base imponibile: Reddito da collaborazione o attività autonoma dell’ultimo anno
    • Minimale 2026: 18.415 euro
    • Massimale 2026: 119.650 euro

    Esempio Pratico

    Caso: Ex collaboratore a progetto cessato

    • Compensi percepiti nell’ultimo anno: 22.000 euro
    • Aliquota: 33%
    • Contributo volontario annuo: 22.000 × 33% = 7.260 euro
    • Versamento trimestrale: 7.260 / 4 = 1.815 euro a trimestre

    Differenze con Altre Gestioni

    Rispetto ai lavoratori dipendenti, la Gestione Separata presenta alcune peculiarità:

    AspettoDipendenti AGOGestione Separata
    Aliquota33%33%
    Minimale18.415 euro18.415 euro
    Massimale119.650 euro119.650 euro
    Settimane utiliMinimo 1 settimanaAccredito annuale (non a settimane)
    Copertura malattiaNo (volontari)No (volontari)

    IMPORTANTE: Nella Gestione Separata, i contributi non vengono accreditati a settimane come per i dipendenti, ma in mesi/anni di contribuzione. Questo influisce sul calcolo finale della pensione (sistema contributivo puro).

    Quando Conviene per Gestione Separata

    Versare contributi volontari nella Gestione Separata conviene se:

    • Sei vicino al requisito contributivo minimo (es. ti mancano 2-3 anni per i 20 anni necessari)
    • Prevedi di riprendere un’attività autonoma a breve (i contributi volontari coprono il periodo di sospensione)
    • Hai redditi bassi e vuoi evitare di perdere anni di contribuzione (costo contenuto sul minimale)

    Non conviene se hai prospettive di lavoro dipendente futuro: meglio attendere e versare contributi obbligatori (che hanno copertura assicurativa completa).

    Quando Conviene Versare Contributi Volontari

    La decisione di versare contributi volontari deve essere valutata attentamente considerando costi, benefici pensionistici e alternative disponibili.

    Analisi Costi-Benefici

    I contributi volontari convengono quando:

    1. Sei vicino alla pensione – Ti mancano pochi anni (1-5) per raggiungere i requisiti minimi di contribuzione
    2. Hai un’anzianità elevata – Hai già 15-18 anni di contributi e vuoi arrivare ai 20 necessari per la pensione di vecchiaia
    3. Il costo è sostenibile – L’importo annuale (calcolato sul minimale o sulla tua retribuzione media) è compatibile con le tue disponibilità economiche
    4. L’incremento pensionistico giustifica la spesa – Ogni anno di contributi aumenta la pensione futura (sistema contributivo: circa 2-3% del montante per ogni anno)
    5. Vuoi dedurre fiscalmente – I contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito (risparmio IRPEF del 23-43%)

    I contributi volontari NON convengono quando:

    • Sei molto lontano dalla pensione – Ti mancano 10-15 anni o più (meglio valutare riscatto o totalizzazione)
    • Hai contributi in più gestioni – Potresti utilizzare la totalizzazione gratuita invece di versare volontari
    • Hai un reddito molto basso – Il costo annuale (anche sul minimale) è eccessivo rispetto alle tue disponibilità
    • Prevedi di riprendere presto l’attività lavorativa – Meglio attendere e versare contributi obbligatori

    Simulazione Pensionistica

    Esempio comparativo:

    Scenario A – Senza contributi volontari

    • Anzianità contributiva: 18 anni
    • Età: 65 anni
    • Pensione mensile stimata: NON SPETTANTE (mancano 2 anni al requisito minimo di 20)
    • Devi attendere fino a maturare altri 2 anni tramite riscatto o totalizzazione

    Scenario B – Con 2 anni di contributi volontari

    • Anzianità contributiva: 20 anni (18 + 2 volontari)
    • Età: 67 anni (età pensionabile 2026)
    • Costo contributi volontari: 6.000 euro/anno × 2 = 12.000 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota IRPEF 38%): 12.000 × 38% = 4.560 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 7.440 euro
    • Pensione mensile stimata: 850 euro (esempio con montante contributivo medio)
    • Recupero investimento: 7.440 / 850 = 9 mesi di pensione

    Conclusione: In questo caso, versare 2 anni di contributi volontari conviene ampiamente perché consente di ottenere la pensione e recuperare l’investimento in meno di 1 anno.

    Alternative ai Contributi Volontari

    Prima di scegliere i contributi volontari, valuta queste alternative:

    StrumentoCostoVantaggiSvantaggi
    Riscatto laureaCirca 25.000-50.000 euro (4-6 anni)Copre periodi universitari non lavoratiCosto elevato, non sempre conveniente
    TotalizzazioneGratuitaSomma contributi versati in gestioni diversePenalizzazione del 25% sull’importo pensione
    RicongiunzioneA pagamento (onerosa)Unifica tutti i contributi in un’unica gestioneCosto molto elevato (decine di migliaia di euro)
    Cumulo gratuitoGratuito (Legge 228/2012)Somma contributi senza penalizzazioniDisponibile solo per alcune gestioni

    Consiglio pratico: Prima di versare contributi volontari, richiedi all’INPS (o tramite CAF) una simulazione pensionistica completa confrontando tutte le opzioni disponibili. Così potrai scegliere la soluzione più conveniente.

    Scadenze 2026: Domanda e Versamenti

    Rispettare le scadenze dei versamenti è fondamentale: contributi versati in ritardo potrebbero non essere accreditati o richiedere una nuova autorizzazione.

    Scadenza Domanda di Autorizzazione

    La domanda di autorizzazione ai contributi volontari può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo:

    • Entro 90 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (per non perdere la continuità contributiva)
    • Entro il 31 marzo se si vuole versare per l’anno in corso a partire da gennaio

    IMPORTANTE: I contributi volontari possono essere versati retroattivamente per massimo 24 mesi dalla data di autorizzazione, ma solo se si era già cessata l’attività lavorativa in quel periodo.

    Scadenze Versamenti Trimestrali 2026

    Se scegli la modalità di versamento trimestrale, le scadenze 2026 sono:

    TrimestrePeriodo CopertoScadenza Versamento
    I trimestreGennaio – Marzo 202631 maggio 2026
    II trimestreAprile – Giugno 202631 agosto 2026
    III trimestreLuglio – Settembre 202630 novembre 2026
    IV trimestreOttobre – Dicembre 202628 febbraio 2027

    ATTENZIONE: Le scadenze sono fisse e perentorie. Versamenti effettuati oltre i termini potrebbero non essere accreditati. In caso di ritardo, contatta immediatamente l’INPS per regolarizzare.

    Scadenze Versamenti Mensili 2026

    Se opti per il versamento mensile, i contributi vanno versati entro il giorno 16 del secondo mese successivo al mese di riferimento. Esempi:

    • Contributi gennaio 2026 → scadenza 16 marzo 2026
    • Contributi febbraio 2026 → scadenza 16 aprile 2026
    • Contributi marzo 2026 → scadenza 16 maggio 2026

    Modalità di Pagamento F24

    I contributi volontari si versano tramite modello F24 con i seguenti codici tributo:

    GestioneCodice TributoDescrizione
    Dipendenti (AGO)CVSMContributi volontari
    ArtigianiCVARContributi volontari artigiani
    CommerciantiCVCOContributi volontari commercianti
    Gestione SeparataCVGSContributi volontari parasubordinati

    Il versamento può essere effettuato:

    • Online tramite home banking (F24 web)
    • Allo sportello bancario o postale (F24 cartaceo)
    • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

    L’INPS invia i bollettini F24 precompilati con tutti i dati già inseriti. È sufficiente pagare entro la scadenza indicata.

    Cosa Succede in Caso di Ritardo

    Se non versi i contributi entro le scadenze:

    • Versamenti fino a 90 giorni di ritardo: puoi regolarizzare tramite ravvedimento operoso con sanzione ridotta (1,5-3,75%)
    • Oltre 90 giorni: l’INPS potrebbe non accreditare quei contributi o richiedere una nuova autorizzazione
    • Mancato versamento per 2 anni consecutivi: l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo

    Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari

    Uno dei principali vantaggi dei contributi volontari INPS è la loro piena deducibilità fiscale dal reddito complessivo, che si traduce in un significativo risparmio IRPEF.

    Normativa Fiscale

    L’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986) prevede che i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge sono integralmente deducibili dal reddito complessivo.

    I contributi volontari rientrano in questa categoria e possono essere dedotti:

    • Senza limiti di importo (a differenza della previdenza complementare che ha limite di 5.164,57 euro)
    • Nell’anno di effettivo versamento (principio di cassa)
    • Anche se versati in unica soluzione per più anni arretrati

    Calcolo del Risparmio Fiscale

    Il risparmio IRPEF dipende dalla tua aliquota marginale (scaglione di reddito più alto).

    Scaglioni IRPEF 2026:

    Reddito ImponibileAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Esempio 1 – Reddito 35.000 euro (aliquota marginale 35%)

    • Contributi volontari versati: 6.000 euro
    • Deduzione fiscale: 6.000 euro
    • Risparmio IRPEF: 6.000 × 35% = 2.100 euro
    • Costo netto effettivo: 6.000 – 2.100 = 3.900 euro

    Esempio 2 – Reddito 60.000 euro (aliquota marginale 43%)

    • Contributi volontari versati: 9.900 euro
    • Deduzione fiscale: 9.900 euro
    • Risparmio IRPEF: 9.900 × 43% = 4.257 euro
    • Costo netto effettivo: 9.900 – 4.257 = 5.643 euro

    Compilazione 730 e Modello Redditi

    Per beneficiare della deduzione, devi indicare i contributi volontari nella tua dichiarazione dei redditi:

    Nel Modello 730:

    • Sezione I del Quadro E (Oneri e spese)
    • Rigo E27 – Contributi previdenziali e assistenziali
    • Codice 1 – Contributi obbligatori e volontari
    • Importo: somma di tutti i contributi volontari versati nell’anno

    Nel Modello Redditi PF (ex Unico):

    • Quadro RP (Oneri e spese)
    • Sezione I – Rigo RP21 (Contributi previdenziali)
    • Colonna 1: importo contributi volontari versati

    Documentazione necessaria:

    • Ricevute F24 dei versamenti effettuati
    • Bollettini INPS precompilati (conservare per eventuali controlli)
    • Autorizzazione INPS alla prosecuzione volontaria

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo derivante dai contributi volontari.

    Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto

    Spesso si confondono contributi volontari e riscatto di periodi non coperti. Si tratta di due istituti previdenziali diversi, con costi e finalità differenti.

    Contribuzione Volontaria

    Cos’è: Proseguire volontariamente il versamento di contributi dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

    Quando si usa:

    • Hai smesso di lavorare ma vuoi continuare a maturare contributi
    • Vuoi coprire periodi futuri di inattività (es. disoccupazione prolungata, aspettativa non retribuita)

    Costo: Calcolato su retribuzione/reddito di riferimento con aliquota 33% (dipendenti) o 24% (autonomi). Circa 6.000-10.000 euro/anno per redditi medi.

    Vantaggi:

    • Costo relativamente contenuto
    • Deducibilità fiscale integrale
    • Versamento rateizzabile (trimestrale/mensile)

    Svantaggi:

    • Richiede autorizzazione preventiva INPS
    • Copre solo periodi successivi all’autorizzazione (max 24 mesi retroattivi)
    • Non copre prestazioni temporanee (malattia, maternità)

    Riscatto Periodi Non Coperti

    Cos’è: Acquistare retroattivamente la copertura contributiva di periodi passati non lavorati (es. laurea, aspettative, interruzioni).

    Quando si usa:

    • Vuoi coprire anni di università (riscatto laurea)
    • Hai avuto interruzioni lavorative nel passato non coperte da contributi
    • Vuoi anticipare la pensione recuperando anni mancanti

    Costo: Molto più elevato dei contributi volontari. Il riscatto laurea può costare:

    • Sistema retributivo: fino a 60.000-80.000 euro per 5 anni (calcolato sulla retribuzione attuale)
    • Sistema contributivo: circa 25.000-35.000 euro per 5 anni (calcolato sul minimale)
    • Riscatto agevolato under 45: circa 5.000 euro/anno (massimo 5 anni)

    Vantaggi:

    • Copre periodi passati anche lontani nel tempo
    • Non richiede requisiti contributivi minimi
    • Può essere rateizzato fino a 120 rate mensili

    Svantaggi:

    • Costo molto elevato
    • Convenienza economica dubbia (si recupera l’investimento dopo molti anni di pensione)
    • Deducibilità fiscale solo in caso di rateizzazione

    Confronto Diretto

    AspettoContributi VolontariRiscatto Laurea
    Periodi copertiFuturo (da autorizzazione in poi)Passato (anni universitari)
    Costo 1 anno6.000-10.000 euro5.000-15.000 euro
    Requisiti3 anni ultimi 5 o 5 in carrieraNessuno
    AutorizzazioneNecessariaNon necessaria
    DeducibilitàIntegraleSolo se rateizzato
    PagamentoTrimestrale/mensileUnica soluzione o 120 rate
    ConvenienzaAlta (se vicino a pensione)Media-bassa (lungo recupero)

    Quale Scegliere

    Scegli i contributi volontari se:

    • Hai cessato l’attività lavorativa e vuoi coprire i prossimi anni
    • Hai già una buona anzianità contributiva (15+ anni)
    • Il costo annuale è sostenibile per te

    Scegli il riscatto se:

    • Hai una laurea e vuoi coprire quegli anni
    • Ti mancano pochi anni al requisito pensionistico e preferisci un’unica operazione
    • Hai disponibilità economica elevata (o accesso a prestito agevolato)

    Combina entrambi se: Hai una laurea da riscattare E periodi futuri da coprire. In questo caso puoi riscattare la laurea (passato) e versare contributi volontari (futuro).

    Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

    Vediamo alcuni esempi concreti di situazioni reali e come calcolare il costo dei contributi volontari.

    Caso 1 – Ex Dipendente 50enne Vicino alla Pensione

    Profilo:

    • Età: 50 anni
    • Anzianità contributiva: 27 anni
    • Retribuzione media ultime 52 settimane: 35.000 euro/anno
    • Situazione: Licenziato per ristrutturazione aziendale, in cerca di nuova occupazione
    • Obiettivo: Raggiungere 42 anni e 10 mesi per pensione anticipata a 62 anni

    Calcolo contributi volontari:

    • Anni mancanti: 15 anni e 10 mesi (da 27 a 42,10)
    • Costo annuo: 35.000 × 33% = 11.550 euro
    • Costo totale 15 anni: 11.550 × 15 = 173.250 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota 35%): 173.250 × 35% = 60.638 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 112.612 euro

    Convenienza: Dipende dalla prospettiva di trovare nuovo lavoro. Se non riesce a ricollocarsi, versare contributi volontari per 5-7 anni può avere senso per avvicinarsi ai requisiti. Oltre, meglio valutare totalizzazione o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.

    Caso 2 – Ex Artigiano con Attività Sospesa

    Profilo:

    • Età: 58 anni
    • Anzianità contributiva: 19 anni
    • Reddito medio d’impresa: 22.000 euro/anno
    • Situazione: Ha chiuso l’attività artigianale, vive con pensione coniuge
    • Obiettivo: Raggiungere 20 anni per pensione di vecchiaia a 67 anni

    Calcolo contributi volontari:

    • Anni mancanti: 1 anno (da 19 a 20)
    • Aliquota artigiani: 24%
    • Costo annuo: 22.000 × 24% = 5.280 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 5.280 × 23% = 1.214 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 4.066 euro

    Convenienza: Altissima. Con soli 4.066 euro netti riesce a maturare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Senza contributi volontari, perderebbe completamente i 19 anni già versati.

    Caso 3 – Ex Collaboratrice Gestione Separata

    Profilo:

    • Età: 45 anni
    • Anzianità contributiva Gestione Separata: 6 anni
    • Ultimo compenso co.co.co: 15.000 euro/anno (sotto minimale)
    • Situazione: Contratto a progetto cessato, attualmente disoccupata
    • Obiettivo: Mantenere la continuità contributiva in attesa di nuovo lavoro

    Calcolo contributi volontari:

    • Base imponibile: 18.415 euro (minimale 2026, perché 15.000 è sotto soglia)
    • Aliquota Gestione Separata: 33%
    • Costo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 6.077 × 23% = 1.398 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 4.679 euro

    Convenienza: Bassa. A 45 anni, con solo 6 anni di contributi e prospettive lavorative incerte, è meglio attendere una nuova occupazione. Versare contributi volontari per 14 anni (fino ai 20 necessari) costerebbe circa 65.000 euro netti. Meglio valutare totalizzazione futura o ricerca attiva lavoro.

    Tabella Riassuntiva Costi Annui per Reddito

    Ecco quanto costano i contributi volontari a seconda del reddito di riferimento:

    Reddito AnnuoDipendenti (33%)Artigiani/Commercianti (24%)
    Minimale (18.415 euro)6.077 euro4.420 euro
    20.000 euro6.600 euro4.800 euro
    25.000 euro8.250 euro6.000 euro
    30.000 euro9.900 euro7.200 euro
    40.000 euro13.200 euro9.600 euro
    50.000 euro16.500 euro12.000 euro
    Massimale (119.650 euro)39.485 euroNessun massimale

    IMPORTANTE: Questi sono i costi lordi. Sottraendo il risparmio fiscale (23-43% a seconda dell’aliquota IRPEF), il costo netto effettivo si riduce significativamente.

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    Domande Frequenti sui Contributi Volontari INPS

    Chi può versare i contributi volontari INPS?

    Possono versare contributi volontari i lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti che hanno sospeso l’attivita, collaboratori della Gestione Separata, coltivatori diretti. E necessario avere almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni oppure 5 anni di contributi in tutta la carriera lavorativa. Serve una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS.

    Quanto costano i contributi volontari nel 2026?

    Il costo dipende dalla retribuzione media e dalla gestione. Per i dipendenti l’aliquota e del 33 percento, per artigiani e commercianti del 24 percento. Su una retribuzione di 30.000 euro annui, un ex dipendente paga circa 9.900 euro all’anno. Il minimale 2026 e di 18.415 euro per dipendenti e Gestione Separata.

    I contributi volontari sono deducibili dalle tasse?

    Si, i contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito complessivo senza limiti di importo. Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota IRPEF marginale: 23 percento, 35 percento o 43 percento. Ad esempio, con 6.000 euro di contributi e aliquota 35 percento si risparmiano 2.100 euro di IRPEF.

    Qual e la differenza tra contributi volontari e riscatto laurea?

    I contributi volontari coprono periodi futuri dall’autorizzazione in poi, mentre il riscatto laurea copre gli anni universitari passati. I contributi volontari costano meno, circa 6.000-10.000 euro all’anno, e sono sempre deducibili. Il riscatto laurea costa molto di piu, fino a 60.000 euro per 5 anni nel sistema retributivo, ed e deducibile solo se rateizzato.

    Posso versare contributi volontari se sto lavorando?

    No, i contributi volontari possono essere versati solo se si e cessata l’attivita lavorativa. Se sei ancora dipendente o autonomo attivo non puoi accedere alla prosecuzione volontaria. I contributi volontari servono a coprire periodi di inattivita lavorativa, non a integrare contributi obbligatori gia versati.


    Hai Bisogno di Assistenza per i Contributi Volontari?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la compilazione della domanda INPS, il calcolo dei costi contributivi e la gestione della deducibilità fiscale nella dichiarazione dei redditi.

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      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

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      Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 09:55:082026-05-31 14:02:47Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti
      PARTITA IVA

      Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.

      Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
      2. Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare
      3. Come Calcolare il Saldo IVA 2025
      4. Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA
      5. Codici Tributo F24 per il Saldo IVA
      6. Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri
      7. Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento
      8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
      9. Esempi Pratici di Calcolo
      10. Domande Frequenti

      Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

      Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.

      Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:

      • Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)
      • Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazione
      • Non rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)
      • Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)

      Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?

      • Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVA
      • Regime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVA
      • Contribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successivi
      • Operazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esenti

      La normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento.

      Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare

      La scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.

      Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:

      ScadenzaAdempimentoChi riguarda
      16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari
      16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga
      16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali
      27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensili

      Perché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.

      Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare.

      Differenze tra Contribuenti Mensili e Trimestrali

      I contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:

      • Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.
      • Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.

      Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.

      Come Calcolare il Saldo IVA 2025

      Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.

      Formula del calcolo:

      Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)

      Vediamo nel dettaglio ogni componente:

      1. IVA a Debito

      L’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.

      Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.

      2. IVA a Credito

      L’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.

      Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.

      3. Acconti IVA Versati

      Durante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:

      • Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)
      • Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)

      Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.

      Calcolo Finale

      Riprendiamo l’esempio completo:

      • IVA a debito: 11.000 euro
      • IVA a credito: 4.400 euro
      • Acconti versati: 3.000 euro
      Saldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euro

      Il professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.

      Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).

      Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA

      Il pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:

      • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)
      • Tramite home banking del proprio istituto di credito
      • Presso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

      Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24

      Sezione da compilare: “Erario” del modello F24

      Campi obbligatori:

      1. Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codici
      2. Anno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)
      3. Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)
      4. Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)
      5. Codice atto: Lasciare vuoto

      Esempio di Compilazione F24

      CampoValore
      Codice tributo6099
      Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)
      Anno di riferimento2025
      Importi a debito versati3.600,00
      Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)
      TOTALE A3.600,00

      Modalità di pagamento:

      • Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026
      • Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24
      • Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)

      Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.

      Codici Tributo F24 per il Saldo IVA

      L’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.

      Tabella completa dei codici tributo IVA:

      CodiceDescrizioneQuando si usa
      6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale
      6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese
      6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio
      6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre
      6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo
      6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno
      6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre
      6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre
      6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA
      6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale
      6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali
      6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)

      Codice 6099: il più utilizzato

      Il codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:

      • Si presenta la dichiarazione IVA annuale
      • Il risultato è un debito IVA da versare
      • Non si tratta di liquidazioni periodiche o acconti

      Attenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099.

      Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)

      Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:

      • Si calcola sull’importo del saldo da versare
      • Va indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099
      • Si somma all’importo del saldo

      Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:

      Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro
      Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euro

      Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri

      Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.

      Regime Forfettario

      I contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:

      • Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clienti
      • Non detraggono IVA sugli acquisti
      • Non presentano la dichiarazione IVA
      • Non versano acconti né saldo IVA

      Limiti del regime forfettario 2025:

      • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
      • Applicazione di coefficienti di redditività diversi per settore
      • Imposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)

      Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.

      Regime di Vantaggio (ex Minimi)

      Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.

      Regime Speciale Agricolo

      Gli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.

      Operazioni Esenti IVA

      Alcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):

      • Sanità e servizi socio-sanitari
      • Istruzione (scuole, università)
      • Attività finanziarie e assicurative
      • Locazioni immobiliari ad uso abitativo

      Chi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.

      Esonero per Volume d’Affari Ridotto

      Non esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).

      Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento

      Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997.

      Sanzioni per Omesso Versamento

      Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).

      Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:

      Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euro

      Questa sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.

      Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento Operoso

      È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.

      Interessi Moratori

      Gli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.

      Formula interessi:

      Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500

      Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):

      Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euro

      Conseguenze in Caso di Inadempienza Prolungata

      Se il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:

      • Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)
      • Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione
      • Fermo amministrativo di veicoli intestati
      • Ipoteca su beni immobili
      • Pignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendi

      Importante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.

      Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

      Il ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.

      L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:

      Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni Ridotte

      Tipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
      SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
      BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovuto
      IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovuto
      LungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovuto
      LunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovuto
      Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovuto

      Come Calcolare il Ravvedimento

      Per regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:

      1. Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)
      2. Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)
      3. Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)

      Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).

      Si applica il ravvedimento breve (1,5%):

      Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro
      Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro
      Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euro

      Codici Tributo per il Ravvedimento

      Nel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:

      • 6099: Importo del saldo IVA
      • 8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA
      • 1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA

      Quando NON è Possibile Ravvedersi

      Il ravvedimento operoso non è ammesso se:

      • Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)
      • È stata notificata una cartella di pagamento
      • Sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate
      • Sono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)

      Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).

      Esempi Pratici di Calcolo

      Vediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese.

      Esempio 1: Professionista con Liquidazione Mensile

      Situazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.

      • IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)
      • IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)
      • Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euro

      Calcolo saldo IVA:

      Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euro

      Scadenza: 16 marzo 2026
      Codice tributo F24: 6099
      Importo da versare: 7.500 euro

      Esempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione Trimestrale

      Situazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.

      • IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)
      • IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)
      • Acconti IVA versati: 10.000 euro

      Calcolo saldo IVA:

      Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euro

      Opzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:

      Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro
      Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euro

      Esempio 3: Contribuente in Regime Forfettario

      Situazione: Grafico freelance in regime forfettario.

      • Ricavi 2025: 45.000 euro
      • Regime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)

      Saldo IVA:

      NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA.
      Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.

      Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.

      Esempio 4: Professionista con Credito IVA

      Situazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.

      • IVA a debito 2025: 18.000 euro
      • IVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)
      • Acconti IVA versati: 3.500 euro

      Calcolo:

      Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)

      Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:

      • Riportarlo in compensazione negli anni successivi
      • Chiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)
      • Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24

      In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.

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      Domande Frequenti sul Saldo IVA 2025

      Entro quando devo pagare il saldo IVA 2025?

      Il saldo IVA 2025 deve essere versato entro il 16 marzo 2026. È possibile posticipare il pagamento al 16 aprile 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

      Quale codice tributo devo usare per il saldo IVA?

      Il codice tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099. Nel campo anno di riferimento va indicato 2025.

      Chi è esonerato dal pagamento del saldo IVA?

      Sono esonerati dal saldo IVA i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, poiché non applicano l’IVA. Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.

      Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?

      Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.

      Posso rateizzare il saldo IVA?

      No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.

      Come si calcola il saldo IVA?

      Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

      Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

      Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito e veloce per il rinnovo ISEE. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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        Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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        PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

        Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

        società sportiva SSD

        Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
        2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
        3. Requisiti Regime Forfettario 2026
        4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
        5. Contributi INPS: Come Funzionano
        6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
        7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
        8. Quando Conviene Aprire P.IVA
        9. Domande Frequenti

        Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

        Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

        Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

        • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
        • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
        • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
        • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

        Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

        Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

        Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

        Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
        0 – 5.000 euroEsenteEsenti
        5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
        Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

        Soglia 5.000 euro: esenzione totale

        I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

        Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

        I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

        Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

        Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

        Requisiti Regime Forfettario 2026

        Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

        Limite di ricavi: 85.000 euro

        Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

        Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

        Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

        Altre cause di esclusione

        • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
        • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
        • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
        • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

        Aliquote del regime forfettario

        TipologiaAliquotaRequisiti
        Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
        Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

        Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

        Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

        Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

        Perché sono compatibili

        I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

        • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
        • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
        • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

        Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

        Come si cumulano i redditi

        I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

        • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
        • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
        • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

        Contributi INPS: Come Funzionano

        La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

        Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

        I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

        SituazioneAliquota IVSAliquota totale
        Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
        Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

        Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

        Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

        Contributi sulla P.IVA forfettaria

        Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

        • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
        • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

        In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

        Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

        Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

        Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

        Situazione:

        • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
        • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

        Calcolo imposte e contributi:

        Compensi sportivi (12.000 euro):

        • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
        • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
        • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

        Reddito forfettario (28.000 euro):

        • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
        • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
        • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

        Totale imposte e contributi annui:

        • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
        • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
        • Totale: 8.798 euro

        Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

        Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

        Situazione:

        • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
        • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

        Calcolo imposte e contributi:

        Compensi sportivi (8.000 euro):

        • IRPEF: 0 euro (esente)
        • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
        • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

        Reddito forfettario (45.000 euro):

        • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
        • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
        • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

        Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

        Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

        Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

        Situazione:

        • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
        • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

        Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

        Calcolo imposte e contributi:

        Compensi sportivi (20.000 euro):

        • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
        • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
        • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

        Reddito forfettario (60.000 euro):

        • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
        • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
        • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

        Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

        Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

        Obblighi Fiscali e Dichiarativi

        Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

        Quadri del Modello Redditi PF

        • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
        • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
        • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

        Certificazione Unica (CU)

        L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

        Scadenze 2026

        AdempimentoScadenza
        Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
        Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
        Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
        2° acconto imposte30 novembre 2026

        Quando Conviene Aprire Partita IVA

        Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

        Conviene aprire P.IVA se:

        • Hai clienti privati che vogliono fattura
        • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
        • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
        • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
        • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

        Non conviene aprire P.IVA se:

        • I compensi sportivi sono già sufficienti
        • Non hai clienti esterni all’ASD
        • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
        • Rischi di superare i limiti del forfettario

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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        Domande Frequenti

        Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

        Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

        I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

        No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

        Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

        I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

        Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

        No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

        Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

        Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

        Quali contributi pago in totale?

        Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

        Come dichiaro i redditi delle due attività?

        Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

        Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

        Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

        Hai bisogno di assistenza?

        La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

        Contattaci:

        • Telefono: 0432 1638640
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        Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/guida-SSD.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 12:51:312026-09-27 00:07:39Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita
        PAC per la Famiglia

        Investire per l’Universita dei Figli: Quanto Serve e Come Fare

        Risparmio e Investimenti

        L’università rappresenta uno degli investimenti più importanti per il futuro dei figli. Ma quanto costa davvero? E soprattutto: come pianificare in anticipo per non trovarsi impreparati? In questa guida analizziamo i costi reali dell’istruzione universitaria in Italia nel 2026 e ti mostriamo come, con una strategia di risparmio intelligente, puoi garantire ai tuoi figli le migliori opportunità senza sacrifici impossibili.

        Indice dei contenuti

        1. Quanto Costa Davvero l’Università in Italia
        2. Costo Totale Stimato per Percorso
        3. Quando Iniziare a Risparmiare
        4. Il PAC come Strumento Ideale
        5. Alternative a Confronto
        6. Cosa Succede se il Figlio Non Va all’Università
        7. Le Borse di Studio: Un Aiuto, Non Una Strategia
        8. Domande Frequenti

        Quanto Costa Davvero l’Università in Italia (Dati 2026)

        Prima di pianificare il risparmio, è fondamentale avere un quadro chiaro dei costi. L’università in Italia presenta un ventaglio di spese che va ben oltre la semplice retta annuale.

        Rette universitarie 2026

        Università pubbliche: le tasse variano in base all’ISEE familiare e all’ateneo. La forbice va da circa 1.500 euro a 3.000 euro all’anno per chi non rientra nelle fasce di esenzione. Le università del Nord tendono ad avere costi leggermente superiori rispetto a quelle del Sud.

        Università private: qui i costi lievitano sensibilmente. Si parte da 8.000 euro annui per arrivare a 15.000 euro e oltre per atenei prestigiosi come Bocconi, LUISS o Cattolica. Alcune facoltà di medicina private superano i 20.000 euro annui.

        I costi nascosti che molti dimenticano

        La retta è solo la punta dell’iceberg. Ecco le altre voci di spesa da considerare:

        • Libri e materiale didattico: 300-600 euro all’anno, variabile per facoltà
        • Trasporti: abbonamento mensile da 30 a 50 euro per i pendolari
        • Affitto fuori sede: da 350 a 700 euro al mese, a seconda della città
        • Vitto: 200-400 euro mensili per chi vive fuori casa
        • Utenze e spese varie: 50-100 euro mensili
        Voce di spesaStudente in sedeStudente fuori sede
        Retta annua (pubblica)1.500-3.000 euro1.500-3.000 euro
        Libri e materiali400 euro400 euro
        Trasporti400 euroincluso nell’affitto
        Affitto (10 mesi)–4.000-7.000 euro
        Vitto (10 mesi)–2.500-4.000 euro
        Totale annuo2.300-3.800 euro8.400-14.400 euro

        Costo Totale Stimato per Percorso Universitario

        Considerando un percorso completo di 5 anni (3 anni di triennale + 2 di magistrale), ecco le stime realistiche per il 2026:

        Studente in sede (vive con i genitori)

        Costo totale stimato: 15.000 – 25.000 euro

        Questa è la situazione più economica. Lo studente frequenta un ateneo nella propria città, vive a casa e sostiene solo i costi di retta, libri e trasporto locale.

        Studente fuori sede in Italia

        Costo totale stimato: 35.000 – 50.000 euro

        Qui l’affitto incide pesantemente. In città come Milano, Roma o Bologna i costi sono più alti; in centri universitari più piccoli come Padova, Pisa o Torino si può risparmiare qualcosa.

        Università all’estero

        Costo totale stimato: 50.000 – 100.000 euro

        Studiare all’estero moltiplica i costi. Nel Regno Unito post-Brexit le rette per studenti internazionali superano i 20.000 sterline annue. Negli USA si arriva facilmente a 50.000-60.000 dollari all’anno tra tuition e living expenses.

        Consiglio pratico: anche se oggi il tuo obiettivo sembra essere l’università pubblica in sede, pianifica per lo scenario “fuori sede”. Se alla fine tuo figlio resterà in città, avrai accumulato un bel gruzzolo per altri obiettivi. Meglio trovarsi con più soldi del previsto che con meno.


        Quando Iniziare a Risparmiare: Le Simulazioni

        Il tempo è il tuo migliore alleato quando si tratta di risparmiare per l’università dei figli. Prima inizi, meno dovrai versare ogni mese grazie all’effetto dell’interesse composto.

        Vediamo quanto dovresti mettere da parte mensilmente per raggiungere un obiettivo di 30.000 euro (sufficiente per un percorso fuori sede in Italia), ipotizzando un rendimento medio del 5% annuo:

        Quando iniziAnni disponibiliVersamento mensileTotale versatoGuadagno da interessi
        Alla nascita18 anni86 euro18.576 euro11.424 euro
        A 5 anni13 anni137 euro21.372 euro8.628 euro
        A 10 anni8 anni255 euro24.480 euro5.520 euro
        A 13 anni5 anni442 euro26.520 euro3.480 euro

        La differenza è impressionante: iniziando dalla nascita, verserai meno della metà rispetto a chi inizia quando il figlio ha 13 anni. E guadagnerai oltre 11.000 euro solo dagli interessi.

        Per approfondire i calcoli e simulare il tuo scenario specifico, consulta la nostra simulazione PAC.


        Il PAC come Strumento Ideale per l’Università

        Tra tutti gli strumenti di risparmio disponibili, il Piano di Accumulo del Capitale (PAC) si distingue come la soluzione più adatta per costruire il capitale universitario dei figli. Ecco perché:

        Versamenti automatici: non dimentichi mai

        Con il PAC imposti un addebito automatico mensile. Non devi ricordarti di fare bonifici, non rischi di “saltare un mese perché ci sono altre spese”. Il risparmio diventa automatico e indolore.

        L’interesse composto lavora per te

        I rendimenti generati vengono reinvestiti automaticamente. Anno dopo anno, guadagni interessi sugli interessi. Su un orizzonte di 15-18 anni, l’effetto è potentissimo: come abbiamo visto, puoi accumulare oltre 10.000 euro solo dagli interessi.

        Flessibilità totale

        Puoi modificare l’importo del versamento in qualsiasi momento. Hai avuto un aumento di stipendio? Aumenta la rata. Periodo difficile? Riducila temporaneamente. Il PAC si adatta alla tua vita, non viceversa.

        Diversificazione automatica

        Investendo in fondi comuni o ETF, il tuo capitale viene distribuito su centinaia di titoli diversi, riducendo il rischio. Non devi essere un esperto di finanza: il gestore del fondo fa tutto per te.

        Per una guida completa sulle caratteristiche e i vantaggi del PAC, leggi il nostro articolo dedicato al PAC per figli minori.


        Alternative a Confronto: Perché il PAC Vince

        Esistono altre opzioni per risparmiare per l’università dei figli. Vediamole nel dettaglio:

        Conto deposito

        Pro: capitale garantito, nessun rischio.
        Contro: rendimenti bassissimi (1-2% nel 2026), inflazione erode il potere d’acquisto.
        Verdetto: su 18 anni, perdi potenzialmente decine di migliaia di euro rispetto a un PAC.

        Buoni fruttiferi postali

        Pro: garanzia dello Stato, nessun costo.
        Contro: rendimenti modesti, non proteggono dall’inflazione sul lungo periodo.
        Verdetto: meglio di tenere i soldi sul conto corrente, ma inferiori al PAC per obiettivi a lungo termine.

        Investimento in un fondo lump sum

        Pro: potenzialmente i rendimenti migliori.
        Contro: richiede un capitale iniziale importante; rischio di entrare nel momento sbagliato.
        Verdetto: ottimo se hai già 20-30.000 euro da investire subito, ma la maggior parte delle famiglie non ce l’ha.

        StrumentoRendimento attesoRischioAccessibilitàFlessibilità
        Conto deposito1-2%NulloAltaAlta
        Buoni fruttiferi2-3%NulloAltaMedia
        Fondo lump sum5-7%Medio-altoBassaAlta
        PAC5-7%MedioAltaAlta

        Il PAC combina i vantaggi del fondo comune (rendimenti potenzialmente elevati) con l’accessibilità del conto deposito (puoi iniziare con 50-100 euro al mese).


        Cosa Succede se il Figlio Non Va all’Università?

        Una preoccupazione comune: “E se poi mio figlio decide di non studiare?”. Tranquillo, il PAC non è un vincolo rigido.

        Riscatto anticipato

        Puoi riscattare il capitale in qualsiasi momento. Alcuni fondi prevedono penalità decrescenti nei primi anni (tipicamente 1-2%), ma dopo 5-7 anni di solito non ci sono più costi di uscita.

        Cambio beneficiario

        Se hai più figli, puoi semplicemente destinare il capitale accumulato a un altro figlio. Oppure a un nipote, o a te stesso per altri progetti.

        Altri obiettivi di vita

        I soldi risparmiati non vanno persi. Tuo figlio potrebbe usarli per:

        • Avviare un’attività imprenditoriale
        • Acquistare la prima casa
        • Frequentare corsi di formazione professionale
        • Viaggiare e fare esperienze formative

        Il capitale accumulato è sempre un vantaggio, qualunque strada scelga.


        Le Borse di Studio: Un Aiuto, Non Una Strategia

        Molti genitori pensano: “Se mio figlio è bravo, prenderà una borsa di studio”. Attenzione: non è una strategia affidabile.

        I numeri parlano chiaro

        In Italia, solo il 10-15% degli studenti riceve una borsa di studio che copre integralmente i costi. Le borse parziali sono più comuni, ma raramente coprono più del 50% delle spese totali.

        I requisiti sono stringenti

        Le borse di studio richiedono combinazioni di:

        • ISEE basso (sotto 20.000-25.000 euro per le borse regionali)
        • Merito accademico eccellente
        • Progressione regolare negli esami

        Se la tua famiglia ha un ISEE medio-alto, probabilmente non avrai accesso alle borse per reddito. E contare solo sul merito significa scommettere su variabili non controllabili.

        La strategia corretta

        Pianifica come se le borse non esistessero. Se poi tuo figlio ne otterrà una, sarà un bonus gradito che potrai destinare ad altro (master, Erasmus, libri). Ma non costruire il tuo piano finanziario su un’incertezza.


        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sull’Investimento per l’Università

        Da che età posso aprire un PAC intestato a mio figlio?

        Puoi aprire un PAC intestato a un minore fin dalla nascita. Servono i documenti di entrambi i genitori (o del tutore legale). In alternativa, puoi aprire il PAC a tuo nome con l’obiettivo di destinare il capitale al figlio una volta maggiorenne.

        Quanto devo versare al minimo ogni mese?

        Dipende dal fondo scelto. Molti PAC partono da 50 euro al mese, alcuni anche meno. L’importante è iniziare: potrai sempre aumentare l’importo in seguito.

        Il PAC è rischioso? Posso perdere i soldi?

        Il PAC in fondi azionari comporta oscillazioni di valore nel breve termine. Tuttavia, su orizzonti di 10-18 anni, storicamente i mercati hanno sempre generato rendimenti positivi. La chiave è non farsi prendere dal panico durante le fasi negative e mantenere l’investimento.

        Posso interrompere i versamenti se ho difficoltà economiche?

        Assolutamente sì. Puoi sospendere, ridurre o interrompere i versamenti in qualsiasi momento senza penalità (a differenza delle polizze assicurative). Il capitale già versato resta investito.

        Meglio un PAC in banca o tramite consulente finanziario?

        Entrambe le opzioni sono valide. I PAC bancari sono comodi ma spesso hanno costi più alti. Un consulente finanziario indipendente può aiutarti a scegliere fondi con commissioni più basse e rendimenti storici migliori. Per importi rilevanti (oltre 200 euro/mese), vale la pena consultare un esperto.


        Inizia Oggi a Costruire il Futuro dei Tuoi Figli

        L’università costa, ma non deve essere un peso impossibile. Con una pianificazione intelligente iniziata per tempo, puoi garantire ai tuoi figli le migliori opportunità educative senza compromettere il bilancio familiare.

        Ricorda: il momento migliore per iniziare era ieri. Il secondo momento migliore è oggi.

        Leggi anche la nostra guida completa al PAC per approfondire tutti gli aspetti tecnici e fiscali.

        Vuoi Pianificare il Risparmio per l’Università dei Tuoi Figli?

        I nostri consulenti possono aiutarti a costruire un piano personalizzato in base alla tua situazione familiare, ai tuoi obiettivi e al tempo che hai a disposizione.

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          Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-12 10:30:002026-05-31 18:13:23Investire per l’Universita dei Figli: Quanto Serve e Come Fare
          Geometri

          Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

          regime forfettario partita iva

          Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), è fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novità che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

          In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi
          2. Aliquote Contributive 2026
          3. Contributo Minimo 4.205 euro
          4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
          5. Contributo Integrativo in Fattura
          6. Scadenze Versamenti 2026
          7. Agevolazioni per Geometri Under 30
          8. Sanzioni per Mancato Pagamento
          9. Novità: Aumento al 22% dal 2027
          10. Domande Frequenti

          Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi

          La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione è automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attività professionale.

          La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidità, superstiti) e l’assistenza (indennità di maternità, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG è una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

          Chi deve iscriversi:

          • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
          • Geometri che esercitano in forma di società tra professionisti (STP)
          • Anche chi opera in regime forfettario è obbligato al versamento

          Chi NON deve iscriversi:

          • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
          • Geometri pensionati che non esercitano più attività professionale
          • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non è automatica, va richiesta formalmente)

          L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


          Aliquote Contributive 2026

          I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. È importante capire la differenza tra queste voci perché si calcolano in modo diverso e hanno finalità distinte.

          1. Contributo Soggettivo (20%)

          Il contributo soggettivo è la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidità, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

          Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale è quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

          Attenzione: Se il tuo reddito è basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 è pari a 4.205 euro.

          2. Contributo Integrativo (5%)

          Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioè sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

          Questo contributo ha una particolarità importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti pagherà insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

          Esempio di fattura:

          • Compenso professionale: 1.000 euro
          • Contributo integrativo 5%: 50 euro
          • Imponibile totale: 1.050 euro
          • IVA 22% su 1.050: 231 euro
          • Totale fattura: 1.281 euro

          I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

          3. Contributo di Maternità (0,50%)

          Il contributo di maternità è un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennità di maternità e l’indennità di paternità. L’aliquota per il 2026 è dello 0,50% del reddito professionale netto.

          Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternità è di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

          Riepilogo aliquote 2026:

          • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
          • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
          • Contributo maternità: 0,50% del reddito netto

          Contributo Minimo 4.205 euro

          Anche se il tuo reddito professionale è basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo è pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

          Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

          A chi si applica il contributo minimo

          Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo è inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

          Esempio pratico:

          • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
          • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
          • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attività) – Si versa comunque 4.205 euro

          Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attività o attraversa un periodo di fatturato basso.


          Come si Calcolano i Contributi CIPAG

          Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

          Esempio 1: Reddito 20.000 euro

          Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

          • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
          • Contributo maternità: 20.000 x 0,50% = 100 euro
          • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

          Totale: 4.305 euro (più 1.400 euro integrativo già incassati dai clienti)

          Esempio 2: Reddito 40.000 euro

          Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

          • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
          • Contributo maternità: 40.000 x 0,50% = 200 euro
          • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

          Totale: 8.200 euro (più 2.750 euro integrativo)

          Esempio 3: Reddito 60.000 euro

          Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

          • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
          • Contributo maternità: 60.000 x 0,50% = 300 euro
          • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

          Totale: 12.300 euro (più 4.000 euro integrativo)


          Contributo Integrativo in Fattura

          Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

          Struttura di una fattura corretta:

          1. Compenso professionale: 1.500 euro
          2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
          3. Imponibile IVA: 1.575 euro
          4. IVA 22%: 346,50 euro
          5. Totale fattura: 1.921,50 euro

          Regime forfettario

          Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

          Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


          Scadenze Versamenti 2026

          I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

          RataScadenzaNote
          Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
          Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
          Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
          Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

          È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


          Agevolazioni per Geometri Under 30

          Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

          Riduzione nei primi 2 anni

          Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

          • Contributo ordinario: 4.205 euro
          • Contributo agevolato: 1.051 euro
          • Risparmio: 3.154 euro/anno

          Risparmio totale 5 anni

          Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


          Sanzioni per Mancato Pagamento

          Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

          Ravvedimento operoso

          Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

          • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
          • Entro 30 giorni: 1,5%
          • Entro 90 giorni: 1,67%

          Novità: Aumento al 22% dal 2027

          Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumenterà dal 20% al 22%. Questo incremento è necessario per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

          Quanto pagherai in più

          • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
          • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
          • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
          • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

          È consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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          Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

          Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

          Sì, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

          Se chiudo la partita IVA a metà anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

          No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attività professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

          I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

          Sì, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

          Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

          Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita è a tuo carico.

          Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

          Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non è automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

          Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

          Sì, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valuterà la tua situazione economica.


          Hai bisogno di assistenza per i contributi CIPAG?

          Gestire correttamente i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare la tua posizione previdenziale e pianificare con serenità la tua attività professionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

          • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
          • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
          • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
          • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
          • Ottimizzare la tua posizione fiscale e previdenziale

          Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

          Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

          Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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          Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-09-27 09:51:56Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri
          FINANZIAMENTI, Guide Prestiti

          Primo Prestito Senza Storia Creditizia: Come Ottenerlo nel 2026

          finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

          Indice dei contenuti

          1. Cosa Significa Non Avere Storia Creditizia
          2. Perché le Banche Sono Diffidenti
          3. Come Costruire una Storia Creditizia da Zero
          4. Soluzioni per Ottenere il Primo Prestito
          5. Garante e Coobbligato: Quando Servono
          6. Prestiti per Giovani e Neoassunti
          7. Errori da Evitare nella Prima Richiesta

          Ottenere il primo prestito senza storia creditizia è una delle sfide più comuni per giovani, neoassunti e chiunque non abbia mai richiesto un finanziamento. Le banche valutano il rischio attraverso lo storico dei rapporti bancari precedenti, e l’assenza di dati rappresenta un ostacolo significativo. La mancanza di una storia creditizia non significa necessariamente inaffidabilità, ma le istituzioni finanziarie hanno bisogno di garanzie per concedere credito. In questa guida vedremo come superare questo ostacolo, quali soluzioni concrete esistono per ottenere il primo prestito, e come costruire gradualmente un profilo creditizio positivo che faciliterà le richieste future.

          Cosa Significa Non Avere Storia Creditizia

          La storia creditizia è l’insieme dei dati relativi ai rapporti finanziari che una persona ha intrattenuto con banche, finanziarie e altri istituti di credito. Questo storico viene raccolto da sistemi di informazioni creditizie come il CRIF (Centrale Rischi Finanziari), il SIC (Sistema di Informazioni Creditizie) e la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

          Quando non si ha mai richiesto un prestito, una carta di credito o un finanziamento, il proprio profilo risulta “bianco” o “vuoto” in questi database. È importante distinguere tra:

          • Storia creditizia assente: nessun dato disponibile, né positivo né negativo
          • Storia creditizia negativa: presenza di protesti, segnalazioni di insolvenza, ritardi nei pagamenti

          La storia assente rappresenta un’incognita per le banche, mentre quella negativa è un vero e proprio ostacolo. Nel primo caso esistono soluzioni concrete, nel secondo la situazione è più complessa e richiede spesso interventi di risanamento creditizio.

          Il sistema CRIF conserva le informazioni per 24-36 mesi dopo la chiusura di un rapporto finanziario, mentre la Centrale Rischi mantiene i dati fino a 12 mesi dopo l’estinzione del debito. Questo significa che anche piccoli finanziamenti regolarmente saldati contribuiscono a costruire uno storico positivo nel tempo.

          Perché le Banche Sono Diffidenti

          Le banche utilizzano modelli di scoring creditizio per valutare il rischio di insolvenza di un richiedente. Questi algoritmi assegnano un punteggio basato su diversi fattori:

          • Storico dei pagamenti precedenti (peso: 35-40%)
          • Livello di indebitamento attuale (peso: 30%)
          • Anzianità dei rapporti bancari (peso: 15%)
          • Tipologia di credito utilizzato (peso: 10%)
          • Nuove richieste di credito (peso: 10%)

          Chi non ha storia creditizia non riceve alcun punteggio, o riceve un punteggio minimo di default. Questo si traduce in:

          • Tassi di interesse più elevati (anche +2-4% rispetto ai clienti con storico positivo)
          • Importi finanziabili ridotti (spesso massimo 5.000-10.000 euro)
          • Richiesta di garanzie aggiuntive (garante, pegno, ipoteca)
          • Tempistiche di istruttoria più lunghe (fino a 30-45 giorni)

          Dal punto di vista della banca, l’assenza di dati equivale a un rischio non quantificabile, quindi la prudenza porta a condizioni meno favorevoli. Il tasso di insolvenza sui prestiti a soggetti senza storico è statisticamente 2-3 volte superiore rispetto ai clienti con almeno 24 mesi di storico positivo, secondo dati Banca d’Italia 2025.

          Come Costruire una Storia Creditizia da Zero

          Costruire una storia creditizia positiva richiede tempo e strategia, ma è fondamentale per accedere a condizioni di credito migliori in futuro. Ecco i passi consigliati:

          1. Aprire un Conto Corrente Attivo

          Un conto corrente intestato con movimenti regolari (accredito stipendio, pagamenti utenze, addebiti SDD) dimostra stabilità finanziaria. Le banche verificano l’anzianità del rapporto bancario e la presenza di uno stipendio ricorrente.

          2. Richiedere una Carta di Credito con Plafond Ridotto

          Una carta di credito con limite di 500-1.000 euro, utilizzata regolarmente e saldata ogni mese, genera uno storico positivo presso il CRIF. Le banche vedono la capacità di gestire il credito revolving in modo responsabile. Evitare assolutamente il saldo minimo: pagare sempre l’intero importo entro la scadenza.

          3. Finanziamenti Minimi (Telefonia, Elettronica)

          Molti negozi offrono finanziamenti a tasso zero per smartphone, computer o elettrodomestici. Importi di 300-800 euro, rateizzati su 12-24 mesi, vengono segnalati ai SIC e contribuiscono a costruire storico. L’importante è non saltare mai una rata.

          4. Tempistiche per Costruire Storico Positivo

          Secondo CRIF, servono almeno:

          • 6 mesi: per iniziare a comparire nei database
          • 12 mesi: per avere uno storico minimo valutabile
          • 24 mesi: per uno storico solido che migliora significativamente lo scoring

          Ogni operazione di credito chiusa positivamente incrementa il punteggio e facilita l’accesso a prestiti maggiori. La pazienza e la coerenza nei pagamenti sono fondamentali.

          Soluzioni per Ottenere il Primo Prestito

          Anche senza storia creditizia esistono diverse soluzioni concrete per ottenere il primo prestito personale. Vediamo le opzioni più efficaci:

          1. Prestiti con Garante

          Il garante è una persona (generalmente un familiare o conoscente) che si impegna a ripagare il debito in caso di insolvenza del richiedente. La presenza di un garante con reddito stabile e storia creditizia positiva compensa l’assenza di storico. Le banche concedono prestiti fino a 30.000 euro con questa formula.

          2. Coobbligato Solidale

          Il coobbligato è diverso dal garante: si assume la responsabilità del debito in solido con il richiedente, cioè la banca può rivolgersi indifferentemente a uno o all’altro. Questa figura è più vincolante del semplice garante ma offre maggiori garanzie agli istituti, aumentando le probabilità di approvazione.

          3. Prestiti Agevolati per Giovani

          Esistono strumenti pubblici dedicati:

          • Fondo di Garanzia PMI (sezione giovani imprenditori): copre fino all’80% del prestito per under 35
          • Prestiti d’onore erogati da Comuni, Regioni o enti no-profit
          • Microcredito sociale: importi fino a 10.000 euro senza garanzie reali, con valutazione basata su progetto

          4. Microcredito

          Il microcredito è una forma di prestito fino a 25.000 euro (limite normativo italiano) destinato a soggetti con difficoltà di accesso al credito tradizionale. Non richiede storia creditizia ma un progetto concreto (avvio attività, formazione, spese urgenti). Tassi agevolati (TAEG intorno al 5-8%).

          5. Cessione del Quinto per Neoassunti

          La cessione del quinto è teoricamente accessibile anche a neoassunti, ma richiede:

          • Superamento del periodo di prova (generalmente 3-6 mesi)
          • Contratto a tempo indeterminato (preferibile) o determinato con residuo di almeno 36 mesi
          • Assicurazione sulla vita inclusa nel finanziamento

          Questa forma di prestito non richiede garanzie esterne perché la rata viene trattenuta direttamente dalla busta paga, ma l’importo massimo è limitato a 1/5 dello stipendio netto mensile.

          Garante e Coobbligato: Quando Servono

          Capire la differenza tra garante e coobbligato è fondamentale per scegliere la soluzione giusta e tutelare entrambe le parti.

          Differenza tra Garante e Coobbligato

          AspettoGaranteCoobbligato
          Tipo di obbligazioneSussidiariaSolidale
          Quando intervieneSolo se il debitore non pagaSubito, la banca può rivolgersi a lui direttamente
          Beneficio di escussionePuò pretendere che la banca aggredisca prima il patrimonio del debitoreNon ha questa possibilità
          ResponsabilitàLimitata all’importo garantitoTotale e solidale

          Requisiti del Garante

          Per essere accettato come garante serve:

          • Reddito stabile e dimostrabile (stipendio, pensione, redditi da lavoro autonomo)
          • Assenza di segnalazioni negative presso SIC e Centrale Rischi
          • Rapporto reddito/rata sostenibile: il garante deve avere un reddito tale da coprire sia le sue rate in corso che quelle del prestito garantito
          • Età compatibile: generalmente non oltre i 75 anni alla scadenza del prestito

          Come Scegliere il Garante Giusto

          Scegliere un garante è una decisione delicata che implica responsabilità reciproca. Criteri consigliati:

          • Rapporto di fiducia solido: generalmente genitori, coniuge, fratelli
          • Stabilità economica comprovata: preferibile un garante con contratto a tempo indeterminato o pensione
          • Disponibilità documentale: il garante dovrà fornire CU, buste paga, estratti conto
          • Consapevolezza del ruolo: il garante deve comprendere che in caso di insolvenza la banca si rivarrà su di lui

          È sempre consigliabile stipulare un accordo privato tra debitore e garante, specificando tempi e modalità di rimborso in caso di intervento della garanzia.

          Prestiti per Giovani e Neoassunti

          Diverse banche e istituzioni offrono prodotti dedicati a giovani e neoassunti, con condizioni agevolate per compensare l’assenza di storia creditizia.

          Prodotti Specifici delle Banche

          Molti istituti hanno linee dedicate:

          • Prestiti Under 30: tassi ridotti (TAN 4-6%), importi fino a 15.000 euro, durata massima 60 mesi
          • Prestiti Neoassunti: dopo 3 mesi di lavoro, con garante o polizza assicurativa
          • Prestiti Studenti/Laureati: destinati a spese di formazione, master, specializzazioni

          Attenzione: anche con condizioni agevolate, le banche richiedono sempre documentazione completa (contratto di lavoro, ultime 3 buste paga, CU anno precedente).

          Fondo Garanzia Giovani

          Il Fondo di Garanzia per le PMI (gestito da Mediocredito Centrale) include una sezione per under 35 che vogliono avviare un’attività imprenditoriale o diventare liberi professionisti. Caratteristiche:

          • Garanzia pubblica fino all’80% del prestito
          • Importo massimo garantito: 2,5 milioni di euro
          • Non richiede controgaranzie personali
          • Accesso tramite banche convenzionate

          Prima Casa Giovani Under 36

          Per l’acquisto della prima abitazione, i giovani under 36 con ISEE inferiore a 40.000 euro possono accedere a:

          • Esenzione imposte di registro, ipotecaria e catastale
          • Garanzia statale fino all’80% del mutuo tramite Fondo Garanzia Prima Casa
          • Nessuna storia creditizia richiesta se l’importo finanziato non supera l’80% del valore immobile

          Contratti a Tempo Determinato: È Possibile?

          Ottenere un prestito con contratto a tempo determinato è più difficile ma non impossibile:

          • Servono almeno 12 mesi residui dalla data di richiesta
          • Importi massimi ridotti (generalmente 5.000-10.000 euro)
          • Durata del prestito non superiore alla durata residua del contratto
          • Spesso richiesto un garante

          Alcune finanziarie specializzate (es. Agos, Compass, Findomestic) hanno prodotti specifici per questa categoria, con TAEG più elevato (12-15%).

          Errori da Evitare nella Prima Richiesta

          Quando si richiede il primo prestito è facile commettere errori che compromettono l’esito positivo della pratica. Ecco gli errori più comuni e come evitarli:

          1. Chiedere Importi Troppo Alti

          Richiedere 10.000-15.000 euro senza storico creditizio porta quasi sempre a un rifiuto. Meglio iniziare con importi modesti (3.000-5.000 euro), ottenere l’approvazione e costruire storico positivo. Dopo 12-24 mesi si potranno richiedere importi maggiori.

          2. Presentare Documentazione Incompleta

          La mancanza di documenti rallenta l’istruttoria e può portare al rigetto. Verificare sempre di avere:

          • Documento d’identità e codice fiscale
          • Ultime 3 buste paga o CU anno precedente
          • Estratto conto ultimi 3 mesi
          • Contratto di lavoro
          • Autocertificazione residenza e stato di famiglia
          • Se richiesto: documentazione del garante

          3. Non Comparare le Offerte

          Accettare la prima proposta senza confrontare può significare pagare centinaia di euro in più di interessi. Utilizzare comparatori online (es. Facile.it, Segugio.it, MutuiOnline) e richiedere preventivi a almeno 3-4 istituti. Attenzione al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), non solo al TAN.

          4. Affidarsi a Finanziarie Sospette

          Evitare assolutamente:

          • Società che richiedono pagamenti anticipati (“commissioni di istruttoria” prima dell’approvazione)
          • Offerte “troppo belle per essere vere” (tassi allo 0% senza condizioni)
          • Finanziarie non iscritte all’Albo degli Intermediari Finanziari (verificabile sul sito Banca d’Italia)
          • Contatti tramite SMS o email non richiesti

          5. Generare Segnalazioni Negative

          Comportamenti da evitare:

          • Richiedere contemporaneamente prestiti a più banche (ogni richiesta viene registrata e troppe richieste ravvicinate abbassano lo scoring)
          • Dichiarare dati falsi o non veritieri (es. reddito gonfiato)
          • Saltare rate di pagamento di finanziamenti minori già in corso (es. telefono)

          Una volta ottenuto il primo prestito, la puntualità nei pagamenti è fondamentale: anche un solo ritardo di 30 giorni viene segnalato e peggiora lo storico.

          Ottenere il primo prestito senza storia creditizia richiede strategia, pazienza e scelte informate. Iniziare con importi modesti, utilizzare un garante se necessario, e costruire gradualmente uno storico positivo attraverso piccoli finanziamenti regolarmente saldati sono le chiavi del successo. È fondamentale comparare le offerte, evitare finanziarie poco trasparenti e presentare documentazione completa. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza per valutare la tua situazione finanziaria, verificare i requisiti per prestiti agevolati e assistere nella presentazione delle richieste con la documentazione corretta. Non lasciare al caso una decisione così importante: un’analisi preliminare può fare la differenza tra un prestito approvato e un rifiuto.

          Domande Frequenti sul Primo Prestito Senza Storia Creditizia


          Hai Bisogno di Consulenza Finanziaria?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella valutazione della tua situazione finanziaria e nella presentazione delle richieste di prestito con documentazione corretta.

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady profile picture
            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-03-18 09:21:49Primo Prestito Senza Storia Creditizia: Come Ottenerlo nel 2026
            Fatture in Cloud, GESTIONE PARTITA IVA

            TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo

            regime forfettario partita iva

            Indice dei contenuti

            1. L’Ecosistema TeamSystem
            2. Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalità 2026
            3. Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalità 2026
            4. Confronto Dettagliato
            5. Quando Scegliere Quale
            6. Alternative a TeamSystem
            7. Domande Frequenti

            Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono entrambi prodotti TeamSystem, il più grande gruppo italiano di software gestionali. Sebbene facciano parte dello stesso ecosistema, si rivolgono a target diversi e hanno filosofie opposte: cloud vs desktop.

            In questo confronto analizzeremo prezzi, funzionalità e limiti di entrambi nel 2026, per aiutarti a scegliere la soluzione giusta per la tua partita IVA o PMI.

            L’Ecosistema TeamSystem: Una Panoramica

            TeamSystem è il leader italiano dei software gestionali, con oltre 2 milioni di clienti. L’azienda offre soluzioni per ogni dimensione aziendale:

            • Fatture in Cloud: software cloud per micro-imprese, forfettari e liberi professionisti
            • Danea Easyfatt: software desktop per PMI, negozianti e artigiani
            • TeamSystem ERP: piattaforme enterprise per aziende strutturate
            • Contabilità in Cloud: gestione contabile avanzata

            Il vantaggio dell’ecosistema TeamSystem è l’integrazione verticale: puoi partire con Fatture in Cloud e, man mano che cresci, passare a soluzioni più avanzate mantenendo i dati.

            Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalità 2026

            Fatture in Cloud è la soluzione cloud di TeamSystem pensata per forfettari, micro-imprese e liberi professionisti. Oggi è usato da oltre 580.000 partite IVA in Italia.

            Prezzi Fatture in Cloud 2026

            PianoPrezzo/MesePrezzo/AnnoTarget
            Standard Forfettari4 euro48 euro + IVAForfettari
            Standard12 euro144 euro + IVAP.IVA ordinarie
            Premium21 euro252 euro + IVAPMI con magazzino
            Premium Plus29 euro348 euro + IVAPMI con dipendenti
            Complete51 euro612 euro + IVAAziende strutturate

            Cosa include Fatture in Cloud

            Tutti i piani includono:

            • Fatturazione elettronica (emissione, invio, ricezione)
            • Conservazione sostitutiva a norma
            • App mobile iOS, Android, AppGallery
            • Preventivi e note di credito
            • Prima nota e scadenzario
            • Accesso cloud da qualsiasi dispositivo
            • POS digitale TS Pay (incasso con QR code)

            Piani Premium e superiori aggiungono:

            • Gestione magazzino e giacenze
            • Corrispettivi e vendite al banco
            • Gestione dipendenti (Premium Plus)
            • Listini prezzi avanzati
            • Report IVA dettagliati
            • Multiutente (Complete)

            Punti di forza Fatture in Cloud

            • Semplicità: interfaccia moderna e intuitiva
            • Accessibilità: lavori da PC, tablet o smartphone
            • Prezzo entry-level: 4 euro/mese per forfettari
            • Aggiornamenti automatici: sempre l’ultima versione
            • Nessuna installazione: basta un browser

            Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalità 2026

            Danea Easyfatt è il gestionale desktop di TeamSystem, nato nei primi anni 2000 e acquisito dal gruppo nel 2014. È la scelta classica di artigiani, negozianti e PMI che preferiscono un software installato in locale.

            Prezzi Danea Easyfatt 2026

            VersionePrezzo/AnnoFatture ElettronichePostazioni
            Professional180 euro + IVA400 incluse2 PC (no rete)
            Enterprise One288 euro + IVA800 incluse2 PC (no rete)
            Enterprise420 euro + IVAIllimitate5 PC in rete LAN

            Nota: Esistono anche versioni Cloud di Easyfatt con prezzi simili.

            Cosa include Danea Easyfatt

            Professional include:

            • Fatturazione elettronica (400 documenti/anno)
            • Gestione clienti e fornitori
            • Magazzino e giacenze
            • Stampa etichette con codice a barre
            • Registri IVA e liquidazione
            • Import/export Excel, OpenOffice, XML
            • Installazione su 2 PC (non in rete)

            Enterprise One aggiunge:

            • Vendita al banco con registratore di cassa
            • Modalità touch-screen
            • 800 fatture elettroniche incluse

            Enterprise aggiunge:

            • Multiutenza (5 postazioni in rete LAN)
            • Gestione diritti di accesso utenti
            • Gestione agenti e provvigioni
            • Carte fedeltà clienti
            • Integrazione e-commerce
            • Fatture elettroniche illimitate

            Punti di forza Danea Easyfatt

            • Potenza: funzionalità avanzate per PMI
            • Lavoro offline: non serve connessione internet
            • Multiutenza: più operatori in rete locale
            • Gestione negozio: touch-screen e registratore di cassa
            • Storicità: software collaudato da 20+ anni

            Confronto Dettagliato: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

            CaratteristicaFatture in CloudDanea Easyfatt
            TipologiaCloud (browser)Desktop (Windows)
            Prezzo minimo48 euro/anno180 euro/anno
            Target principaleForfettari, freelancerPMI, negozianti
            Accesso mobileSì (app)No
            Lavoro offlineNoSì
            MultiutenzaSolo Complete (51 euro/mese)Enterprise (420 euro/anno)
            Vendita al bancoSì (Premium+)Sì (touch-screen)
            Gestione agentiNoSì (Enterprise)
            Integrazione e-commerceLimitataSì (Enterprise)
            InterfacciaModernaClassica Windows
            AggiornamentiAutomaticiManuali

            Costo annuale a confronto

            Per capire meglio il risparmio, confrontiamo scenari tipici:

            • Forfettario base: Fatture in Cloud (48 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = risparmio 132 euro/anno
            • PMI con magazzino: Fatture in Cloud Premium (252 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = Easyfatt più conveniente
            • PMI multiutente: Fatture in Cloud Complete (612 euro) vs Easyfatt Enterprise (420 euro) = risparmio 192 euro/anno con Easyfatt

            Quando Scegliere Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

            Scegli Fatture in Cloud se:

            • Sei un forfettario o libero professionista
            • Vuoi lavorare da smartphone e tablet
            • Emetti poche fatture al mese (meno di 30)
            • Non hai bisogno di multiutenza
            • Preferisci un’interfaccia moderna e semplice
            • Cerchi il prezzo più basso possibile
            • Lavori sempre connesso a internet

            Scegli Danea Easyfatt se:

            • Sei un negoziante con vendita al banco
            • Hai bisogno di multiutenza in rete locale
            • Gestisci agenti e provvigioni
            • Vuoi lavorare anche offline
            • Hai un e-commerce da integrare
            • Emetti centinaia di fatture al mese
            • Preferisci un software installato in locale
            • Hai già familiarità con gestionali Windows

            Alternative a TeamSystem

            Se l’ecosistema TeamSystem non fa per te, ecco le principali alternative:

            Alternative cloud a Fatture in Cloud

            • Fatturazione Italia: piano Start 49 euro/anno IVA inclusa (150 fatture) o Pro 89 euro/anno IVA inclusa (500 fatture, Sistema Tessera Sanitaria incluso) – prezzo bloccato 3 anni, 30 giorni di prova senza carta
            • Aruba Fatturazione: da 29,90 euro/anno – più economico ma meno funzionalità
            • Finom: conto business + fatturazione integrata
            • Fattura24: alternativa cloud con prezzi simili

            Alternative desktop a Danea Easyfatt

            • Zucchetti: competitor storico per PMI
            • Buffetti: gestionali per commercialisti
            • Passepartout: soluzioni per studi professionali

            Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

            Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta.

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            Domande Frequenti su TeamSystem

            Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono della stessa azienda?

            Sì, entrambi sono prodotti TeamSystem, il più grande gruppo italiano di software gestionali. Danea è stata acquisita da TeamSystem nel 2014. Pur appartenendo allo stesso ecosistema, i due software hanno filosofie diverse: Fatture in Cloud è cloud-based, Danea Easyfatt è un software desktop.

            Posso passare da Fatture in Cloud a Danea Easyfatt?

            Sì, è possibile migrare i dati tra i due software. Entrambi offrono funzioni di import/export in formati standard (Excel, XML). Tuttavia, non esiste una migrazione automatica diretta. Dovrai esportare i dati da un software e importarli nell’altro, oppure contattare l’assistenza TeamSystem per supporto.

            Quanto costa Fatture in Cloud per forfettari?

            Il piano Standard Forfettari costa 4 euro al mese (48 euro il primo anno + IVA, poi 96 euro + IVA dal rinnovo). È il piano più economico ed è riservato esclusivamente ai titolari di partita IVA in regime forfettario. Include fatturazione elettronica illimitata, conservazione sostitutiva e app mobile.

            Danea Easyfatt funziona su Mac?

            No, Danea Easyfatt è un software solo Windows. Per usarlo su Mac dovresti installare Windows tramite Boot Camp o una macchina virtuale (Parallels, VMware). In alternativa, puoi usare la versione Easyfatt Cloud che funziona via browser su qualsiasi sistema operativo, oppure scegliere Fatture in Cloud.

            Quale software TeamSystem scegliere per un negozio?

            Per un negozio con vendita al banco, la scelta migliore è Danea Easyfatt Enterprise One (288 euro/anno). Include la gestione del registratore di cassa, modalità touch-screen per vendita rapida e corrispettivi. Fatture in Cloud ha funzionalità simili solo nei piani Premium (252 euro/anno) ma con meno opzioni per il retail.

            La conservazione sostitutiva è inclusa?

            Sì, sia Fatture in Cloud che Danea Easyfatt includono la conservazione sostitutiva a norma in tutti i piani a pagamento. È un obbligo di legge e viene gestito automaticamente per 10 anni. L’unica eccezione è il periodo di prova gratuita di Fatture in Cloud, che non include la conservazione.

            Conclusioni: Quale Scegliere?

            Fatture in Cloud è la scelta ideale per forfettari e micro-imprese che cercano semplicità, mobilità e costi contenuti. A 48 euro/anno è imbattibile per chi emette poche fatture.

            Danea Easyfatt è perfetto per PMI, negozianti e artigiani che hanno bisogno di funzionalità avanzate: multiutenza, gestione agenti, vendita al banco touch-screen. Costa di più ma offre strumenti professionali.

            Il bello dell’ecosistema TeamSystem è che puoi iniziare in piccolo e crescere: parti con Fatture in Cloud e, quando la tua attività si espande, passi a Easyfatt o alle soluzioni ERP enterprise.

            Per approfondire le alternative, leggi anche: Gestionale Partita IVA 2026: Quale Scegliere.

            Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

            Se hai dubbi sulla scelta del gestionale o sulla fatturazione elettronica, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

            Contattaci:

            • Telefono: 0432 1638640
            • WhatsApp: 366 6018121
            • Email: info@centrofiscale.com

            Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su fattureincloud.it e danea.it.

            Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-12 08:00:002026-09-27 09:15:08TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo
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