CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivoLa pensione sospesa senza RED è un problema che ogni anno colpisce decine di migliaia di pensionati italiani. Quando l’INPS non riceve la dichiarazione RED (Redditi e Esistenza in vita) entro le scadenze previste, la prestazione previdenziale viene prima sospesa e poi, nei casi più gravi, revocata. In questa guida spieghiamo con precisione quando scatta la sospensione della pensione per mancato RED, quando l’INPS procede alla revoca definitiva, quali sono i tempi per il recupero delle somme indebitamente percepite e come regolarizzarsi prima che la situazione degeneri.Il modello RED (acronimo di Redditi e Esistenza in vita) è la dichiarazione che ogni anno i pensionati titolari di prestazioni reddito-dipendenti devono presentare all’INPS. Attraverso questa comunicazione l’ente verifica che i redditi del pensionato siano compatibili con la prestazione erogata. La mancata presentazione del RED non è una dimenticanza da poco: le conseguenze economiche possono essere molto serie e protrarsi nel tempo, come spiegheremo in dettaglio. Indice dei contenutiCos’è il RED INPS e a chi si applicaScadenze RED 2026: quando presentare la dichiarazionePensione sospesa senza RED: quando scatta la sospensioneDalla sospensione alla revoca: iter INPS e tempisticheRecupero indebito pensione: tempi e prescrizioneCome regolarizzarsi dopo la sospensione: passi operativiTutela del pensionato: ricorsi e difese possibiliEsempio pratico: il caso di Mario che salta il REDTabella riassuntiva: scadenze, sospensione e recuperoDomande frequenti sulla pensione sospesa senza REDCos’è il RED INPS e a chi si applicaIl modello RED è una dichiarazione annuale che l’INPS chiede ai pensionati titolari di prestazioni il cui importo varia in base al reddito. Non tutti i pensionati sono obbligati a presentarlo: solo chi percepisce prestazioni cosiddette reddito-dipendenti, cioè la cui erogazione è condizionata al reddito del titolare (e, in alcuni casi, del coniuge o del nucleo familiare).Le principali prestazioni che richiedono il RED INPS sono le seguenti:Pensione sociale e assegno sociale (ex art. 3 c. 6 L. 335/1995): prestazione non contributiva per chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti. L’assegno si riduce o si azzera al superamento di determinate soglie di reddito.Assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti: le indennità di accompagnamento sono esenti, ma pensioni di inabilità e assegni mensili sono reddito-dipendenti.Pensioni e assegni di invalidità liquidati con il sistema retributivo o misto, soggetti a riduzione in base al reddito da lavoro.Pensione di reversibilità e indiretta: può essere soggetta a riduzione (dal 25% al 50%) se il superstite ha redditi propri superiori a certe soglie stabilite annualmente dall’INPS.Pensioni integrate al trattamento minimo: l’integrazione al minimo (attualmente la pensione minima è pari a 611,85 euro mensili per il 2026, rivalutata dell’1,4% con DM MEF 19/11/2025) spetta solo se il pensionato non supera determinati redditi.Prestazioni di accompagnamento e indennità di frequenza per minori: legate all’ISEE o al reddito familiare.In pratica, tutte le volte che la tua pensione comprende una quota che dipende dal reddito, l’INPS deve periodicamente verificare che le condizioni per l’erogazione siano ancora soddisfatte. Il modello RED è lo strumento attraverso cui questa verifica avviene. Senza di esso, l’INPS non può confermare la spettanza della prestazione e procede alla sospensione cautelativa. Scadenze RED 2026: quando presentare la dichiarazioneL’INPS fissa ogni anno le scadenze per la presentazione del RED. La campagna RED si svolge tipicamente tra giugno e ottobre di ogni anno, riferita ai redditi percepiti nell’anno precedente. Per l’anno 2026, la campagna RED riguarda i redditi 2025.La scadenza ordinaria per la presentazione del modello RED è generalmente fissata al 31 ottobre dell’anno di campagna, salvo proroghe disposte dall’INPS con apposita circolare. È fondamentale monitorare le comunicazioni ufficiali INPS perché le date possono subire variazioni annuali.L’INPS informa i pensionati interessati attraverso:Lettera raccomandata all’indirizzo del pensionato: è la comunicazione ufficiale che indica l’obbligo di presentare il RED e la scadenza. La ricezione di questa lettera è fondamentale: non ignorarla mai.Messaggio sul fascicolo previdenziale (portale INPS): area riservata del pensionato.Comunicazione al patronato o al CAF delegato, se il pensionato ha già conferito delega.Attenzione: non tutti i pensionati ricevono ogni anno la lettera. L’INPS la invia solo a chi è titolare di prestazioni reddito-dipendenti e per il quale non dispone già dei dati reddituali tramite altre fonti (per esempio, l’Agenzia delle Entrate). Se non ricevi la lettera ma percepisci una delle prestazioni elencate sopra, contatta il tuo patronato per verificare se sei obbligato alla presentazione del RED.Per i pensionati residenti all’estero, la procedura è diversa: l’INPS invia annualmente le lettere attraverso gli istituti di pagamento esteri (Western Union e simili), e per i pensionati esteri vige l’obbligo di presentare il RedEst (dichiarazione di esistenza in vita), coordinato con il RED per le prestazioni reddito-dipendenti. L’articolo su Pensione INPS all’estero e RedEst approfondisce questo specifico scenario. Pensione sospesa senza RED: quando scatta la sospensioneLa pensione sospesa senza RED scatta automaticamente quando il pensionato non risponde alla richiesta di dichiarazione entro i termini stabiliti. Il meccanismo è il seguente: l’INPS, non avendo i dati reddituali necessari per confermare la spettanza della prestazione, adotta un provvedimento di sospensione cautelativa del pagamento.In pratica, la sospensione della pensione per mancato RED avviene generalmente dopo un breve periodo successivo alla scadenza della campagna RED (tipicamente 1-2 mesi dalla scadenza), a meno che il pensionato non abbia nel frattempo presentato la dichiarazione o richiesto una proroga. L’INPS non sospende immediatamente al giorno dopo la scadenza: di norma vengono inviati solleciti e concessi brevi termini aggiuntivi.La sospensione è comunicata al pensionato tramite provvedimento formale (lettera o raccomandata) che indica:La data dalla quale la pensione è sospesa.La motivazione (mancata presentazione del RED).I termini e le modalità per regolarizzare la propria posizione.Le conseguenze in caso di ulteriore inerzia (revoca definitiva).È importante distinguere tra sospensione e revoca: la sospensione è una misura temporanea e reversibile. Se il pensionato presenta il RED nei termini indicati dall’INPS, la pensione viene riattivata e vengono corrisposti gli arretrati relativi al periodo di sospensione. La revoca, invece, è definitiva e comporta conseguenze ben più gravi.Va sottolineato che la sospensione riguarda solo la quota reddito-dipendente della pensione, oppure l’intera prestazione se questa è interamente subordinata al reddito (come l’assegno sociale). Se il pensionato percepisce una pensione di vecchiaia ordinaria con una quota di integrazione al trattamento minimo, la sospensione riguarderà tipicamente la sola integrazione, non l’intera pensione. Dalla sospensione alla revoca: iter INPS e tempisticheSe dopo la sospensione il pensionato non si attiva per presentare il RED, l’INPS avvia il procedimento di revoca definitiva della prestazione. Questo è lo scenario peggiore, e comprenderne le tempistiche è fondamentale per evitarlo.L’iter tipico si sviluppa così:1° fase — Richiesta RED: l’INPS invia la lettera di richiesta al pensionato (da giugno dell’anno di campagna). Scadenza ordinaria: 31 ottobre.2° fase — Sollecito: se il pensionato non risponde, l’INPS invia uno o più solleciti con concessione di un breve termine suppletivo (normalmente 30-60 giorni).3° fase — Sospensione cautelativa: decorso il termine suppletivo senza risposta, la pensione viene sospesa. Il provvedimento viene comunicato formalmente e indica un ulteriore termine per regolarizzarsi (di solito 30-60 giorni).4° fase — Revoca definitiva: se il pensionato non risponde neppure alla comunicazione di sospensione, l’INPS emette il provvedimento di revoca. La data di decorrenza della revoca viene fissata retroattivamente, spesso a partire dal mese in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.La revoca definitiva comporta che il pensionato non ha più diritto alla prestazione e che le somme già erogate nel periodo per il quale non ha prodotto il RED vengono considerate indebite, ovvero pagate senza titolo. L’INPS avvia quindi il procedimento di recupero dell’indebito.È importante sapere che la revoca può essere impugnata. Il pensionato ha il diritto di presentare ricorso (prima in via amministrativa, poi eventualmente in sede giudiziaria) dimostrando che le condizioni per la spettanza della prestazione esistevano anche nel periodo contestato. In questo caso, però, il pensionato deve essere in grado di produrre la documentazione reddituale relativa agli anni contestati, il che può diventare complesso dopo alcuni anni. Recupero indebito pensione: tempi e prescrizioneIl recupero dell’indebito pensionistico è uno dei temi più delicati e controversi di questa materia. Quando l’INPS accerta che ha erogato somme non dovute (perché il pensionato aveva redditi incompatibili o non aveva presentato il RED), chiede la restituzione di quanto pagato.Vediamo le regole principali che governano questo recupero. Modalità di recupero dell’indebito INPSIl recupero dell’indebito pensionistico avviene tipicamente mediante trattenuta mensile sulla pensione, non tramite richiesta di pagamento in un’unica soluzione. La trattenuta è proporzionata all’importo della pensione in godimento e non può superare determinate soglie stabilite dalla normativa, per garantire al pensionato un importo minimo vitale.Secondo la disciplina consolidata (art. 52 L. 88/1989 e successive modificazioni), il recupero avviene con le seguenti modalità:Se l’indebito è dovuto a errore dell’INPS (senza responsabilità del pensionato), la trattenuta mensile non può superare il 20% della pensione lorda e il recupero non può essere retroattivo oltre il limite di prescrizione.Se l’indebito è dovuto a comportamento del pensionato (omessa dichiarazione RED, false dichiarazioni), l’INPS può applicare trattenute più elevate, fino al 50% della pensione, e può procedere con maggiore severità nei tempi.In ogni caso, la pensione netta residua non può scendere sotto il trattamento minimo INPS (611,85 euro mensili nel 2026).Prescrizione del recupero indebitoUn aspetto cruciale per chi si trova in questa situazione è comprendere entro quando l’INPS può recuperare le somme indebite. La questione è regolata dalle norme sulla prescrizione.Il diritto dell’INPS a recuperare le prestazioni indebitamente erogate è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale (art. 2946 c.c.), che decorre dal momento in cui l’ente ha conoscenza dell’indebito e si interrompe con ogni atto formale di recupero. Per le prestazioni collegate al reddito — come integrazione al minimo, maggiorazioni e quattordicesima — opera inoltre il più favorevole termine di decadenza dell’art. 13 della Legge 412/1991, che limita il recupero e tutela il pensionato quando l’indebito è imputabile a un errore dell’ente.In presenza di un indebito risalente nel tempo, quindi, occorre verificare sia il decorso della prescrizione decennale sia l’eventuale operatività della decadenza prevista per le prestazioni legate al reddito. La prescrizione si interrompe con la notifica del provvedimento di recupero: da quel momento il termine ricomincia a decorrere.Attenzione: la prescrizione non opera automaticamente. Il pensionato o i suoi eredi devono eccepirla espressamente in sede di ricorso o di opposizione al recupero. Chi non la eccepisce per tempo perde questo strumento di difesa.Il recupero tardivo: quando l’INPS agisce dopo anniIl cosiddetto recupero tardivo è la situazione in cui l’INPS notifica il provvedimento di recupero molti anni dopo l’erogazione indebita. Questo accade frequentemente quando la mancata presentazione del RED è rimasta nell’archivio INPS per anni senza che venissero avviati i controlli sistematici.Con l’intensificazione dei controlli automatizzati (incrocio banche dati INPS-Agenzia Entrate-Comune), molti pensionati stanno ricevendo oggi richieste di restituzione di somme erogate anni fa, talvolta anche per periodi risalenti a oltre un decennio. In questi casi, è essenziale verificare:Se la prescrizione decennale (o la decadenza dell’art. 13 L. 412/1991) è maturata per alcune delle annualità contestate.Se il provvedimento di recupero è stato notificato correttamente (eventuale vizio di notifica può influire sui termini).Se l’INPS ha rispettato il contraddittorio prima di emettere il provvedimento (il pensionato deve avere la possibilità di far valere le proprie ragioni).Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specializzata nelle pratiche di pensione e patronato, inclusa la gestione delle controversie con l’INPS per recupero indebito.Come regolarizzarsi dopo la sospensione: passi operativiSe la tua pensione è stata sospesa per mancato RED, la prima cosa da fare è agire immediatamente, senza aspettare. Ogni giorno di ritardo aumenta il rischio di passare dalla sospensione alla revoca definitiva. Ecco i passi operativi da seguire.Passo 1: Verifica la situazione sulla lettera INPSRecupera tutte le comunicazioni ricevute dall’INPS: lettera di richiesta RED, eventuali solleciti, provvedimento di sospensione. Questi documenti contengono le date limite entro cui agire e il numero di protocollo del tuo fascicolo, necessario per la presentazione tardiva del RED.Passo 2: Raccogli la documentazione redditualePer presentare il RED (anche tardivo), devi avere a disposizione la documentazione sui tuoi redditi per l’anno di riferimento richiesto dall’INPS. I documenti tipicamente necessari sono:CU (Certificazione Unica) dell’anno di riferimento, rilasciata dal sostituto d’imposta.Modello Redditi PF o 730 dell’anno di riferimento (se presentato).Estratti conto bancari e documentazione su eventuali altri redditi (affitti, investimenti, redditi esteri).Atti notarili relativi a compravendite immobiliari o altri atti rilevanti ai fini reddituali.Per pensionati con redditi all’estero: documentazione attestante i redditi percepiti nel Paese estero di residenza o di lavoro.Se non hai tutta la documentazione, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a recuperarla: in molti casi è possibile richiedere copia delle CU e delle dichiarazioni direttamente all’Agenzia delle Entrate o all’INPS tramite accesso agli atti.Passo 3: Presenta il RED (anche tardivo)La presentazione del RED tardivo è possibile anche dopo la scadenza ordinaria e, di norma, anche dopo il provvedimento di sospensione. L’INPS accetta la dichiarazione tardiva e, una volta processata, riattiva la pensione con corresponsione degli arretrati del periodo di sospensione.La presentazione del RED richiede attenzione nella compilazione, poiché gli errori nella dichiarazione dei redditi possono portare a rettifiche successive con ulteriori richieste di recupero. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per questa procedura: il nostro team verifica la correttezza di tutti i dati prima della presentazione, riducendo al minimo il rischio di errori.Passo 4: Monitora la riattivazione della pensioneDopo la presentazione del RED, l’INPS elabora la dichiarazione e procede alla riattivazione della pensione. I tempi variano: in media da 30 a 90 giorni. Durante questo periodo è opportuno monitorare i pagamenti sul proprio estratto conto previdenziale, verificabile tramite il fascicolo previdenziale INPS (accessibile con SPID, CIE o CNS). Se dopo 90 giorni la pensione non è stata riattivata, è necessario presentare apposita istanza di sollecito, che il tuo patronato può predisporre.Tutela del pensionato: ricorsi e difese possibiliIl pensionato che riceve un provvedimento di revoca o di recupero indebito non è privo di strumenti di difesa. La normativa prevede un articolato sistema di tutele, sia in via amministrativa che giudiziaria. Ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPSIl primo strumento è il ricorso amministrativo, da presentare al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento di revoca o di recupero. Il ricorso deve contenere:I dati identificativi del pensionato.Il riferimento al provvedimento impugnato (numero e data).Le motivazioni del ricorso (ad es. redditi effettivi entro i limiti, vizi procedurali, prescrizione).La documentazione a supporto (dichiarazioni reddituali, certificazioni, estratti).Il Comitato Provinciale decide entro 90 giorni. Se il ricorso viene accolto, il provvedimento di revoca è annullato e la pensione viene ripristinata. Se viene rigettato, il pensionato può ricorrere in via giudiziaria.Ricorso giudiziario al Tribunale del LavoroIn caso di esito negativo del ricorso amministrativo (o di inerzia dell’INPS dopo 90 giorni), il pensionato può ricorrere al Tribunale del Lavoro in funzione di giudice delle controversie previdenziali. Il ricorso giudiziario deve essere proposto entro i termini di prescrizione del diritto (generalmente tre anni dalla data del provvedimento definitivo, salvo interruzioni).In sede giudiziaria il giudice esamina sia i profili procedurali (corretta notifica, rispetto del contraddittorio) sia quelli sostanziali (effettiva spettanza della prestazione, correttezza del calcolo dell’indebito). La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha in più occasioni limitato il potere dell’INPS di recuperare somme quando vi sia stata colpa esclusiva dell’ente nel calcolare o erogare la prestazione.Tutela costituzionale: il principio di irripetibilitàLa Corte Costituzionale ha in diverse pronunce elaborato il principio secondo cui le prestazioni previdenziali e assistenziali percepite in buona fede non possono essere recuperate quando la loro indebita erogazione sia imputabile esclusivamente all’ente erogatore. Questo principio, spesso detto di irripetibilità dell’indebito previdenziale in buona fede, si applica però solo quando il pensionato non abbia commesso alcun atto omissivo o falso dichiarativo. Chi non ha presentato il RED non può invocare facilmente questo principio, poiché la mancata risposta alla richiesta configura comunque un comportamento omissivo.Esempio pratico: il caso di Mario che salta il REDPer rendere più concreta tutta la materia, seguiamo il caso di Mario, 74 anni, pensionato titolare di una pensione di vecchiaia con integrazione al trattamento minimo pari a circa 80 euro mensili.A giugno 2025 l’INPS invia a Mario una lettera raccomandata in cui gli chiede di presentare il RED entro il 31 ottobre 2025 (relativo ai redditi 2024). Mario, che vive solo e ha difficoltà a muoversi, non riesce a recarsi al patronato e dimentica la scadenza. A novembre 2025 l’INPS invia un sollecito, ma Mario non apre la posta con regolarità. A gennaio 2026 l’INPS sospende l’integrazione al trattamento minimo (80 euro mensili). La lettera di sospensione, inviata a febbraio 2026, viene notata dalla figlia di Mario solo a maggio 2026.A quel punto la figlia si rivolge al CAF Centro Fiscale di Udine. Gli esperti verificano la situazione: Mario ha un reddito complessivo 2024 di circa 12.000 euro (pensione principale + piccolo affitto), compatibile con l’integrazione al minimo. Il CAF raccoglie tutta la documentazione e presenta il RED tardivo a giugno 2026. L’INPS elabora la pratica e a settembre 2026 riattiva l’integrazione con il pagamento di tutti gli arretrati da gennaio a settembre 2026 (9 mesi × 80 euro = 720 euro).Mario ha perso solo il tempo dell’iter burocratico, ma nessuna somma. Il caso si è risolto perché è stato agito entro i termini del provvedimento di sospensione, prima che l’INPS procedesse alla revoca. Se la figlia avesse aspettato altri 2-3 mesi, avrebbe trovato un provvedimento di revoca definitiva, con necessità di ricorso e tempi molto più lunghi.Tabella riassuntiva: scadenze, sospensione e recuperoDi seguito una tabella riassuntiva con i punti chiave della materia, utile come riferimento rapido.EventoTempistica tipicaAzione consigliataLettera INPS richiesta REDDa giugno dell’anno di campagnaPresentare subito al CAF o patronatoScadenza ordinaria RED31 ottobre (verificare circolari INPS)Non superare la scadenzaSollecito INPSNovembre-dicembre post-scadenzaPresentare RED immediatamenteSospensione pensione1-2 mesi dopo la scadenza del termine suppletivoPresentare RED tardivo entro il termine del provvedimentoRevoca definitiva60-90 giorni dopo la sospensione senza rispostaRicorso amministrativo entro 90 giorni dalla notificaRecupero indebitoContestuale o successivo alla revocaVerificare prescrizione decennale/decadenza L. 412/1991, eccepirla se maturataPrescrizione credito INPS5 anni da ciascuna rata indebitaEccepire espressamente in sede di ricorsoRicorso amministrativoEntro 90 giorni dal provvedimentoAffidarsi a patronato o legale specializzato Domande frequenti sulla pensione sospesa senza REDCosa fare subito se la tua pensione è stata sospesa per mancato REDLa pensione sospesa senza RED è una situazione seria ma risolvibile, a patto di agire con tempestività. I punti fondamentali da ricordare sono: la sospensione è reversibile finché non diventa revoca; il RED può essere presentato anche tardivamente; il recupero dell’indebito è soggetto alla prescrizione decennale e alla decadenza dell’art. 13 L. 412/1991 (da eccepire espressamente); e chi ha redditi compatibili con la prestazione ha buone probabilità di ottenere la riattivazione piena con tutti gli arretrati.Il fattore critico è il tempo: ogni mese di inattività dopo la sospensione aumenta il rischio di revoca definitiva e rende più complessa la regolarizzazione. Non aspettare. Contatta subito il tuo patronato o il CAF di fiducia per avviare la procedura di presentazione del RED tardivo.Hai bisogno di assistenza per la pensione sospesa o per la presentazione del RED? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Hai bisogno di assistenza per la pensione sospesa o il RED?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase: dalla verifica della posizione INPS alla presentazione del RED tardivo, fino alla gestione dei ricorsi. Operiamo sia in sede a Udine (Viale Tullio 13) che online per tutta Italia.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale di Udine | Viale Tullio 13, Udine | Tel. 0432 1638640 Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 11:08:542026-08-02 08:27:50Pensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivo
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSIl pagamento delle pensioni di agosto 2026 segue un calendario particolare perché il 1° agosto cade di sabato. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario vedrà l’accredito in anticipo, il venerdì 31 luglio 2026, mentre chi ritira allo sportello di Poste Italiane dovrà attendere il lunedì 3 agosto, seguendo il consueto calendario alfabetico. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS. Indice dei contenutiData Accredito Pensione Agosto 2026Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazionePensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad AgostoQuattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Domande FrequentiData Accredito Pensione Agosto 2026: Quando ArrivaLa data ufficiale di pagamento delle pensioni di agosto 2026 è il 1° agosto, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, poiché il 1° agosto 2026 cade di sabato, le banche anticipano l’operazione al giorno lavorativo precedente.Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:Conto corrente bancario: accredito il venerdì 31 luglio 2026 (anticipo perché il 1° agosto è sabato)Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il venerdì 31 luglio 2026Libretto postale: accredito il venerdì 31 luglio 2026Carta Postepay Evolution: accredito il venerdì 31 luglio 2026Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal lunedì 3 agosto 2026 secondo calendario alfabeticoChi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 31 luglio. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe essere posticipato di qualche ora a causa dei tempi tecnici interbancari. Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni agosto 2026 inizia lunedì 3 agosto, poiché il 1° e il 2 agosto cadono nel weekend.Ecco il calendario alfabetico di agosto 2026 per il ritiro allo sportello:GiornoDataCognomi dalla letteraLunedì3 agosto 2026A – BMartedì4 agosto 2026C – DMercoledì5 agosto 2026E – KGiovedì6 agosto 2026L – OVenerdì7 agosto 2026P – RSabato8 agosto 2026S – ZRicorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code e garantire un servizio più ordinato. Se non riesci a ritirare nel giorno previsto, puoi presentarti in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese. Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazioneGli importi delle pensioni di agosto 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTATDa 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTATDa 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTATDa 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTATDa 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTATOltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTATIn pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di agosto 2026 riflette già questi importi aggiornati, come confermato dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per approfondire tutte le opzioni di uscita dal lavoro e i requisiti pensionistici, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annuiEtà tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annuiEtà dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annuiLa maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di agosto 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito. Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 potrebbe presentare trattenute aggiuntive rispetto ai mesi precedenti. Questo accade perché l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026 a partire dai ratei di pensione di agosto e settembre.Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di agosto sono:Conguaglio IRPEF a debito: se dal 730 precompilato 2026 risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensioneAddizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili e trattenuta dal cedolinoAddizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenzaRecupero di somme erogate in eccesso: l’INPS potrebbe recuperare importi pagati per errore nei mesi precedentiTrattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensioneSe il conguaglio IRPEF a debito supera un certo importo, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi successivi per evitare che la pensione netta si riduca troppo in un solo mese. In ogni caso, è fondamentale controllare attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgersi a un professionista fiscale per verificare la correttezza dei calcoli. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto 2026La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di agosto 2026 potrebbe contenere anche il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.Il rimborso arriva nel mese di agosto a condizione che tu abbia presentato il modello 730/2026 entro giugno. Ecco il calendario indicativo dei rimborsi:730 presentato entro maggio 2026: rimborso nel cedolino di agosto 2026730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026730 presentato a luglio-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (settembre-novembre)Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.Se non hai ancora presentato il 730, c’è ancora tempo: la scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Un aspetto importante da considerare riguarda la quattordicesima mensilità, la somma aggiuntiva erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. La quattordicesima viene generalmente pagata nel mese di luglio insieme al rateo ordinario, ma in alcuni casi il pagamento o il conguaglio può slittare ad agosto 2026.Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano questi requisiti:Età: almeno 64 anni compiutiReddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.488 euro annui nel 2026)Tipo di pensione: pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o fondi sostitutiviL’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Per chi ha fino a 15 anni di contributi, l’importo è di 437 euro; con 15-25 anni sale a 546 euro; oltre 25 anni si arriva a 655 euro. Se i tuoi redditi sono ancora più bassi (entro 1,5 volte il minimo), gli importi aumentano rispettivamente a 655, 546 e 655 euro.Se non hai ricevuto la quattordicesima a luglio e ritieni di averne diritto, controlla il cedolino di agosto oppure rivolgiti al Patronato per verificare la tua situazione. Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:Accedi al sito www.inps.itClicca su “Accedi ai servizi” in alto a destraAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricercaSeleziona il mese di agosto 2026 dal menu a tendinaVisualizza e scarica il cedolino in formato PDFSul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà nell’accesso al portale, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, dove un operatore qualificato potrà accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio di consultazione cedolino è completamente gratuito. Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Agosto 2026Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 (venerdì) per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario parte dal 3 agosto 2026 (lunedì) seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi.Perché la pensione di agosto arriva a luglio?La pensione di agosto viene accreditata il 31 luglio perché il 1° agosto 2026 cade di sabato, giorno non bancabile. Le banche anticipano quindi il pagamento all’ultimo giorno lavorativo utile, che è il venerdì 31 luglio. L’importo si riferisce comunque alla mensilità di agosto.Il rimborso del 730 arriva con la pensione di agosto?Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro maggio-giugno, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di agosto come voce aggiuntiva. Se il 730 è stato presentato successivamente, il rimborso arriverà nei mesi seguenti.Cosa sono le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto?Le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto possono essere relative ai conguagli IRPEF dal 730 (se risulta un debito), alle addizionali regionali e comunali, oppure a recuperi di somme erogate in eccesso dall’INPS nei mesi precedenti.Come posso controllare il cedolino della pensione di agosto?Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione.La pensione minima di agosto 2026 a quanto ammonta?La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70. Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti AiutaSe hai domande sul pagamento della pensione di agosto 2026, sulle trattenute nel cedolino o sul rimborso del 730, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voceControllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamenteAssistere nella compilazione del modello 730 per ottenere il rimborsoVerificare il diritto alla quattordicesima e alla maggiorazione socialeGestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE SocialeScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 14:00:002026-04-18 11:13:24Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOTFR in Azienda o nel Fondo Pensione: Cosa Cambia Davvero e Dove Conviene nel 2026Ogni lavoratore dipendente, prima o poi, si trova davanti a una scelta che incide in modo significativo sul proprio futuro economico: lasciare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare? Una decisione che, troppo spesso, viene presa senza le informazioni giuste — o, peggio ancora, senza scegliere affatto (e quindi lasciando tutto in azienda per inerzia).In questa guida analizziamo in dettaglio le due opzioni, confrontando tassazione, rendimento storico, liquidita’ in caso di necessita’ e vantaggi fiscali. Con esempi numerici reali e riferimenti alle normative vigenti nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il TFR e come funzionaLe due scelte: lasciare il TFR o versarlo al fondo pensioneConfronto fiscale: tassazione TFR in azienda vs fondo pensioneVantaggi fiscali aggiuntivi del fondo pensione: la deducibilita’ dei contributiRendimento a confronto: TFR in azienda vs fondo pensioneAnticipazione e liquidabilita’: quando puoi accedere ai soldiIl contributo del datore di lavoro: il vantaggio nascosto dei fondi negozialiTabella riassuntiva: TFR in azienda vs fondo pensioneEsempio pratico con calcolo fiscale comparativoQuando conviene tenere il TFR in aziendaIl fondo pensione dopo la cessazione del rapporto di lavoroTFR e fondo pensione: le scadenze e i moduliDomande frequenti su TFR e fondo pensioneConclusioni: dove conviene davvero?Cos’è il TFR e come funzionaIl Trattamento di Fine Rapporto (TFR) — comunemente chiamato «liquidazione» — è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per ogni lavoratore dipendente. La base normativa è l’articolo 2120 del Codice Civile, integrato dal D.Lgs. 252/2005 per quanto riguarda la destinazione ai fondi pensione.Ogni anno, il datore di lavoro accantona una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Sulla somma accantonata ogni anno viene applicata una rivalutazione pari all’1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT (FOI – famiglie di operai e impiegati) (art. 2120 c.c.), con tassazione sostitutiva del 17% applicata annualmente sulla rivalutazione stessa.Questo meccanismo garantisce al lavoratore una somma certa, rivalutata nel tempo, che gli verrà corrisposta alla cessazione del rapporto di lavoro — per qualsiasi causa: licenziamento, dimissioni o pensionamento. TFR in azienda vs TFR al INPSPer le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR rimane fisicamente in azienda (fondo interno). Per le aziende con 50 o più dipendenti, invece, dal 2007 il TFR non destinato ai fondi pensione viene obbligatoriamente versato al Fondo di Tesoreria INPS (art. 1, c. 755-757, Legge 296/2006). In questo caso il lavoratore non vede differenze pratiche: il TFR viene ugualmente liquidato dall’azienda al momento della cessazione, ma la provvista è presso l’INPS.Le due scelte: lasciare il TFR o versarlo al fondo pensioneDal 1° gennaio 2007 (D.Lgs. 252/2005, pienamente operativo dal 2007), ogni lavoratore dipendente del settore privato che inizia un nuovo rapporto di lavoro ha 6 mesi per scegliere dove destinare il TFR futuro:Silenzio-assenso: se non si esprime entro 6 mesi, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione negoziale di categoria (o, in assenza, al FondInps — il fondo residuale dell’INPS).Scelta esplicita di mantenere il TFR in azienda: il lavoratore compila il modulo TFR2 e il TFR resta in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le grandi imprese).Scelta esplicita di versare al fondo pensione: il TFR fluisce verso il fondo prescelto.Attenzione: la scelta è irreversibile per il TFR futuro. Una volta deciso di destinare il TFR al fondo, non si può tornare indietro (salvo cambio di datore di lavoro, che apre una nuova finestra di scelta). Chi ha già scelto di mantenere il TFR in azienda può invece decidere di destinarlo al fondo in qualsiasi momento. Confronto fiscale: tassazione TFR in azienda vs fondo pensioneQuesto e’ il punto piu’ critico — e spesso il piu’ frainteso. Vediamolo con precisione. Tassazione del TFR rimasto in aziendaIl TFR lasciato in azienda è tassato con il meccanismo della tassazione separata (artt. 17-21 TUIR, D.P.R. 917/1986). La logica è questa:Si calcola un’aliquota media riferita al reddito del quinquennio precedente alla maturazioneSu tale aliquota media si applica una riduzione di un terzo per ogni anno oltre il primo (incentivo alla lunga carriera)Il risultato e’ un’aliquota generalmente inferiore all’IRPEF ordinaria, con una soglia minima del 23% (primo scaglione IRPEF)In pratica: per un lavoratore con reddito medio di 28.000€ annui, l’aliquota media IRPEF sara’ intorno al 25-27%. Per chi ha redditi piu’ bassi (sotto i 15.000€), l’aliquota TFR si avvicina al minimo del 23%. Per redditi elevati (oltre 50.000€), puo’ salire fino al 35-40%.C’e’ pero’ una caratteristica importante: il datore di lavoro opera una ritenuta a titolo d’acconto al momento della liquidazione, e l’Agenzia delle Entrate ricalcola poi l’imposta definitiva entro i 4 anni successivi, eventualmente richiedendo un conguaglio o rimborsando la differenza.Tassazione del TFR versato al fondo pensioneLe prestazioni erogate dal fondo pensione (rendita o capitale) derivanti dai versamenti di TFR sono tassate con un’aliquota agevolata massima del 15%, che si riduce ulteriormente con gli anni di iscrizione:Anni di iscrizione al fondoAliquota fiscale sulla prestazioneFino a 15 anni15%Oltre 15 anni (riduzione 0,30%/anno dal 16° anno)dal 14,70% in giu’Con 35+ anni di iscrizione9% (minimo assoluto)Fonte: art. 11, c. 6, D.Lgs. 252/2005. La riduzione e’ di 0,30 punti percentuali per ogni anno oltre il 15°, fino al minimo del 9% raggiunto dopo 35 anni di partecipazione (15 + 20 anni aggiuntivi x 0,30% = 6% di riduzione, da 15% a 9%).Questo significa che un lavoratore che inizia a 25 anni e va in pensione a 67 anni, con 42 anni di contribuzione al fondo, beneficera’ dell’aliquota minima del 9% — contro il 23-40% del TFR lasciato in azienda. Un risparmio fiscale enorme.Vantaggi fiscali aggiuntivi del fondo pensione: la deducibilita’ dei contributiIl fondo pensione offre un ulteriore vantaggio fiscale che il TFR in azienda non ha: la deducibilita’ dei contributi volontari dal reddito imponibile.Ai sensi dell’art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005, i contributi versati a forme pensionistiche complementari (sia dal lavoratore che dal datore di lavoro, escluso il TFR) sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF fino a un massimo di 5.164,57 euro annui.Esempio pratico: se un lavoratore con reddito di 30.000€ versa 2.000€ aggiuntivi al fondo pensione, il reddito imponibile scende a 28.000€. Con aliquota marginale IRPEF del 35% (scaglione 28.001-50.000€ nel 2026), il risparmio fiscale immediato e’ di 700€ (2.000 x 35%). E’ come se lo Stato co-finanziasse il proprio risparmio previdenziale.Chi e’ under 35 e inizia a versare al fondo nei primi 5 anni dalla prima occupazione ha un ulteriore beneficio: nei 20 anni successivi ai primi 5, puo’ dedurre fino a 7.746,86€ annui (5.164,57€ base + quota non dedotta nei primi 5 anni, max 2.582,29€ aggiuntivi — art. 8, c. 6, D.Lgs. 252/2005). Rendimento a confronto: TFR in azienda vs fondo pensione Rivalutazione TFR in aziendaIl TFR in azienda si rivaluta ogni anno del 1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT (FOI – famiglie di operai e impiegati) (indice FOI — famiglie di operai e impiegati). In anni di inflazione zero o bassa (come 2014-2019), la rivalutazione era minima (circa 1,5-1,7%). In anni di alta inflazione (2022: +8,1%; 2023: +5,9%), la rivalutazione del TFR e’ stata piu’ sostenuta, ma non ha comunque tenuto il passo con l’inflazione reale.Nel 2024 l’inflazione si e’ attestata intorno al 1,0-1,1% (dati ISTAT provvisori), portando la rivalutazione TFR a circa 1,575% lordo prima della tassazione del 17% sulla rivalutazione stessa, per un rendimento netto di circa 1,3%.Rendimento storico dei fondi pensioneI fondi pensione complementari italiani hanno registrato rendimenti molto variabili in base alla linea di investimento scelta. Secondo i dati COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), i rendimenti medi annui composti a lungo termine (15-20 anni) sono stati:Tipo di lineaRendimento medio annuo 10 anni (lordo)Rendimento medio annuo 20 anni (lordo)Garantita / Obbligazionaria1,5 – 2,5%2,0 – 3,0%Bilanciata3,0 – 5,0%4,0 – 5,5%Azionaria5,0 – 8,0%5,5 – 8,0%Fonte: Relazione annuale COVIP 2024. I dati storici mostrano che le linee bilanciate e azionarie, su orizzonti temporali lunghi (15-20 anni), hanno mediamente sovraperformato la rivalutazione del TFR in azienda — pur con volatilita’ negli anni di crisi (2008, 2020, 2022).Importante: i rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Per lavoratori con orizzonte temporale breve (meno di 10 anni alla pensione), la linea garantita — che tutela il capitale versato — puo’ essere preferibile a una azionaria.Anticipazione e liquidabilita’: quando puoi accedere ai soldiUno dei timori piu’ comuni e’: «ma se ho bisogno di soldi, posso prenderli?». La risposta e’ si’ per entrambe le opzioni, con regole diverse.Anticipazione TFR in azienda (art. 2120 c.c.)Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianita’ nello stesso rapporto di lavoro puo’ richiedere un’anticipazione del TFR maturato, nei seguenti casi:Spese sanitarie straordinarie per se’ o familiari: fino al 70% del TFR maturato, senza limiti di frequenzaAcquisto o ristrutturazione prima casa: fino al 70% del TFR maturato, una volta sola nella vitaCongedo parentale / formazione (D.Lgs. 151/2001 e L. 53/2000): fino al 70% del TFR maturatoL’anticipazione per prima casa e’ concessa nel limite del 4% degli aventi diritto in azienda (limite di contingentamento), il che in pratica puo’ comportare attese.Anticipazione dal fondo pensione (art. 11, D.Lgs. 252/2005)I fondi pensione consentono anticipazioni secondo regole proprie, ma la legge prevede minima:Spese sanitarie straordinarie: in qualsiasi momento, fino al 75% della posizione individuale, tassate al 15% (riducibile al 9%) — nessun limite di anni di iscrizioneAcquisto o ristrutturazione prima casa: dopo 8 anni di iscrizione, fino al 75% della posizione, tassate al 23%Altre esigenze personali: dopo 8 anni di iscrizione, fino al 30% della posizione, tassate al 23%Le anticipazioni «per altre esigenze» sono particolarmente flessibili — non richiedono giustificazione specifica — ma sono tassate al 23%, piu’ del minimo del 15% sulle prestazioni previdenziali vere e proprie.Il contributo del datore di lavoro: il vantaggio nascosto dei fondi negozialiMolti lavoratori dipendenti non sanno che iscrivendosi al fondo pensione negoziale di categoria (es. Cometa per i metalmeccanici, Fonte per il commercio, Previmoda per il tessile, ecc.) ottengono un vantaggio ulteriore: il contributo del datore di lavoro.Se il lavoratore versa la quota minima prevista dal CCNL (generalmente tra lo 0,5% e l’1,5% della retribuzione), il datore di lavoro e’ obbligato a versare a sua volta una quota — tipicamente tra lo 0,55% e il 2% della retribuzione. Questo contributo datoriale e’ aggiuntivo rispetto al normale TFR e rappresenta di fatto una remunerazione extra esentasse (non concorre al reddito imponibile del lavoratore).Esempio: un lavoratore metalmeccanico con RAL di 28.000€ che aderisce a Cometa versando l’1% (280€/anno) riceve dal datore di lavoro il 2% (560€/anno). Questi 560€ aggiuntivi non avrebbe ricevuto in nessun altro modo — sono disponibili solo aderendo al fondo. Chi non aderisce li lascia semplicemente sul tavolo. Tabella riassuntiva: TFR in azienda vs fondo pensioneCaratteristicaTFR in aziendaFondo pensione complementareTassazione finaleTassazione separata, min. 23% (aliquota media IRPEF ridotta)15% (fino al 9% con 35+ anni)Rivalutazione annua1,5% + 75% inflazione ISTAT (lordo)Variabile: 1,5% – 8% per anno in base alla lineaDeducibilita’ contributiNoSi’, fino a 5.164,57€/annoContributo datorialeNoSi’ (solo fondi negoziali, se si versa la quota min.)Anticipazione prima casaDopo 8 anni, 70%, contingentata al 4%Dopo 8 anni, 75%, tassata al 23%Anticipazione spese sanitarieDopo 8 anni, 70%Subito, 75%, tassata al 15%Rischio perdita capitaleZero (garantito dall’azienda/INPS)Variabile: zero per linee garantite, presente per bilanciate/azionarieProtezione in caso di fallimento aziendaGarantita da INPS/Fondo di Garanzia INPSPatrimonio separato del fondo, non aggredibileEsempio pratico con calcolo fiscale comparativoFacciamo un esempio concreto per capire la differenza reale alla fine della carriera.Scenario: Marco, 30 anni, RAL 28.000€, lavora come dipendente privato per 35 anni fino a 65 anni. Il TFR annuale accantonato e’ circa 28.000 / 13,5 = 2.074€/anno. Ipotesi A — TFR rimane in aziendaTFR accantonato lordo in 35 anni (rivalutazione ipotetica 1,7% annuo): circa 88.000€Aliquota media IRPEF stimata (basata su reddito quinquennio): circa 25%TFR netto incassato: circa 66.000€Ipotesi B — TFR versato al fondo pensione (linea bilanciata)TFR versato al fondo: 2.074€/anno per 35 anniRendimento ipotetico 4% annuo composto (linea bilanciata storica): il montante lordo arriva a circa 155.000€Aliquota fiscale con 35 anni di iscrizione: 9%Montante netto incassato: circa 141.000€Differenza: circa 75.000€ in favore del fondo pensione, a parita’ di contribuzione. La differenza e’ dovuta sia al miglior rendimento della linea bilanciata rispetto alla rivalutazione TFR, sia alla tassazione finale nettamente inferiore (9% vs 25%).Questo calcolo e’ semplificativo e non tiene conto di inflazione, variazioni retributive e fluttuazioni di mercato. Tuttavia mostra chiaramente l’ordine di grandezza della differenza potenziale.Quando conviene tenere il TFR in aziendaNonostante il fondo pensione appaia vantaggioso nella maggior parte dei casi, ci sono situazioni in cui potrebbe essere preferibile mantenere il TFR in azienda:Orizzonte temporale breve: se si prevede di lasciare il lavoro o andare in pensione entro 5-8 anni, la flessibilita’ del TFR in azienda (incassabile subito alla cessazione senza vincoli pensionistici) puo’ essere piu’ utileNecessita’ di liquidita’ imminente: chi sa gia’ di dover accedere ai fondi per un’acquisto casa a breve preferira’ il TFR in azienda (nessun vincolo temporale dopo 8 anni) vs il fondo (serve iscriversi 8 anni prima)Redditi molto bassi: con redditi sotto 15.000€, l’aliquota TFR si avvicina al 23% e il risparmio fiscale della deducibilita’ e’ limitatoAvversione assoluta al rischio: chi non sopporta alcuna variabilita’ del proprio patrimonio potrebbe preferire la certezza della rivalutazione TFR rispetto ai fondi (anche se esistono linee garantite)Il fondo pensione dopo la cessazione del rapporto di lavoroUna domanda frequente: «Se cambio lavoro, cosa succede al fondo pensione?». La risposta e’ rassicurante: la posizione individuale rimane nel fondo e continua a rivalutarsi. Si hanno queste opzioni (art. 14, D.Lgs. 252/2005):Trasferimento ad altro fondo: si porta tutta la posizione al nuovo fondo senza costi e senza perdere l’anzianita’ di iscrizione (ai fini del conteggio degli anni per l’aliquota decrescente)Mantenimento della posizione nel fondo originario anche senza versare nuovi contributiRiscatto totale (in casi particolari: invalidita’, disoccupazione superiore a 12 mesi, ecc.) — tassato al 23%Riscatto parziale (50% della posizione) in caso di disoccupazione tra 12 e 48 mesi — tassato al 23%Per approfondire la comparazione tra fondo pensione e altre forme di investimento complementare, leggi anche: Fondo Pensione o Assicurazione Vita: quale conviene nel 2026? TFR e fondo pensione: le scadenze e i moduliSul piano operativo, ecco le cose pratiche da sapere:Modulo TFR1: per destinare il TFR a un fondo pensione specificoModulo TFR2: per mantenere il TFR in azienda (scelta esplicita)Finestra di scelta: 6 mesi dall’assunzione per i nuovi assuntiSilenzio-assenso: se non si compila nessun modulo entro 6 mesi → TFR destinato al fondo negoziale di categoria (o FondInps se non esiste fondo di categoria)Cambio di scelta: chi ha scelto di tenere il TFR in azienda puo’ successivamente scegliere di versarlo al fondo con una comunicazione scritta al datore di lavoroPer informazioni sulle pensioni e sul calcolo delle prestazioni previdenziali, puoi consultare anche: Tassazione del TFR: l’aliquota media e’ piu’ bassa dell’IRPEF ordinaria📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti su TFR e fondo pensione Posso versare solo il TFR al fondo pensione senza contributi aggiuntivi?Si’. Il TFR puo’ essere destinato al fondo senza che il lavoratore versi contributi aggiuntivi propri. In questo caso, pero’, il datore di lavoro non e’ obbligato a versare il proprio contributo (salvo diversa previsione del CCNL). Per ottenere il contributo datoriale, di norma serve versare almeno la quota minima prevista dal contratto.Il fondo pensione e’ sicuro se fallisce il gestore?Si’. I fondi pensione hanno un patrimonio separato e autonomo rispetto alla societa’ di gestione. In caso di insolvenza della SGR o dell’ente gestore, il patrimonio degli iscritti non e’ aggredibile dai creditori — a differenza del TFR in azienda che, per le piccole imprese, e’ esposto al rischio di insolvenza aziendale (anche se protetto dal Fondo di Garanzia INPS).Se prendo un’anticipazione dal fondo pensione, perdo gli anni ai fini dell’aliquota agevolata?No. L’anticipazione non interrompe il conteggio degli anni di iscrizione ai fini del calcolo dell’aliquota decrescente (15% → 9%). Gli anni continuano a maturare indipendentemente dall’avvenuta anticipazione.Qual e’ il limite di deducibilita’ dei contributi al fondo pensione nel 2026?Il limite rimane 5.164,57 euro annui (art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005). Questo importo comprende sia i contributi volontari del lavoratore che quelli del datore di lavoro (escluso il TFR). Il TFR versato al fondo non rientra in questo limite e non e’ deducibile (perche’ non e’ mai stato tassato come reddito).Posso cambiare linea di investimento all’interno del fondo pensione?Si’. La maggior parte dei fondi pensione consente di cambiare linea (da garantita a bilanciata, da bilanciata ad azionaria) almeno una volta all’anno, senza costi o perdita di posizione. E’ consigliabile orientarsi verso linee piu’ aggressive nelle fasi iniziali (lontano dalla pensione) e progressivamente spostarsi su linee piu’ conservative avvicinandosi all’eta’ pensionabile.Cosa succede al fondo pensione in caso di morte dell’iscritto?In caso di morte dell’iscritto, la posizione individuale e’ trasferita agli eredi o ai beneficiari designati. Gli eredi ricevono il capitale senza dover pagare imposta di successione (la posizione del fondo pensione non rientra nell’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione — Cass. n. 11421/2022 per i fondi pensione complementari).Conclusioni: dove conviene davvero?La risposta, nella quasi totalita’ dei casi, e’: il fondo pensione complementare conviene di piu’. I motivi sono tre:Tassazione inferiore: si parte dal 15% e si arriva al 9% dopo 35 anni, contro il 23-40% del TFR in aziendaContributo datoriale gratuito: nei fondi negoziali, il datore versa una quota aggiuntiva che non si ottiene in nessun altro modoDeducibilita’ dei contributi: risparmio fiscale immediato sull’IRPEF, fino a 5.164,57€/annoL’unica vera eccezione e’ chi ha un orizzonte temporale brevissimo (meno di 5 anni al pensionamento) o chi necessita con certezza di liquidita’ a breve — ma anche in questi casi si possono scegliere linee garantite che tutelano il capitale.Se non hai ancora scelto dove destinare il tuo TFR, o vuoi valutare se cambiare scelta, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata. Prenota un appuntamento presso i nostri uffici in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine — oppure chiamaci al 0432 1638640.Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 05:31:352026-07-03 07:54:04TFR in Azienda o nel Fondo Pensione: Cosa Cambia Davvero e Dove Conviene nel 2026
PATRONATOQuattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoIndice dei contenutiCos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaQuando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoChi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiImporto Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataQuattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaCome Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaLa quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoLa domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.Calendario pagamento quattordicesima 2026Ecco il riepilogo delle date di pagamento:Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro FiscaleSe nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiNon tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:Pensione di vecchiaia o pensione anticipataPensione di anzianitàPensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.Soglie di reddito per la quattordicesima 2026Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euroFascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euroChi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataL’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euroQuesti importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euroGli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.Come si calcola l’importo esattoIl calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettiviSe il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaAl contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientriVerificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioniPresentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamenteSpesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attualeContributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommatiCambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di redditoErrori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o erratiIn tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026NOTIZIE INPS Mobile cambia volto: contributi, F24 e posizione previdenziale si controllano dallo smartphoneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 19:00:002026-09-10 10:48:28INPS Mobile cambia volto: contributi, F24 e posizione previdenziale si controllano dallo smartphoneASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico, il pro-rata per chi non risiede in Italia: come funzionaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 18:00:002026-09-10 11:12:30Assegno Unico, il pro-rata per chi non risiede in Italia: come funzionaNOTIZIE Permessi Legge 104, puoi davvero andare in spiaggia? 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivoLa pensione sospesa senza RED è un problema che ogni anno colpisce decine di migliaia di pensionati italiani. Quando l’INPS non riceve la dichiarazione RED (Redditi e Esistenza in vita) entro le scadenze previste, la prestazione previdenziale viene prima sospesa e poi, nei casi più gravi, revocata. In questa guida spieghiamo con precisione quando scatta la sospensione della pensione per mancato RED, quando l’INPS procede alla revoca definitiva, quali sono i tempi per il recupero delle somme indebitamente percepite e come regolarizzarsi prima che la situazione degeneri.Il modello RED (acronimo di Redditi e Esistenza in vita) è la dichiarazione che ogni anno i pensionati titolari di prestazioni reddito-dipendenti devono presentare all’INPS. Attraverso questa comunicazione l’ente verifica che i redditi del pensionato siano compatibili con la prestazione erogata. La mancata presentazione del RED non è una dimenticanza da poco: le conseguenze economiche possono essere molto serie e protrarsi nel tempo, come spiegheremo in dettaglio. Indice dei contenutiCos’è il RED INPS e a chi si applicaScadenze RED 2026: quando presentare la dichiarazionePensione sospesa senza RED: quando scatta la sospensioneDalla sospensione alla revoca: iter INPS e tempisticheRecupero indebito pensione: tempi e prescrizioneCome regolarizzarsi dopo la sospensione: passi operativiTutela del pensionato: ricorsi e difese possibiliEsempio pratico: il caso di Mario che salta il REDTabella riassuntiva: scadenze, sospensione e recuperoDomande frequenti sulla pensione sospesa senza REDCos’è il RED INPS e a chi si applicaIl modello RED è una dichiarazione annuale che l’INPS chiede ai pensionati titolari di prestazioni il cui importo varia in base al reddito. Non tutti i pensionati sono obbligati a presentarlo: solo chi percepisce prestazioni cosiddette reddito-dipendenti, cioè la cui erogazione è condizionata al reddito del titolare (e, in alcuni casi, del coniuge o del nucleo familiare).Le principali prestazioni che richiedono il RED INPS sono le seguenti:Pensione sociale e assegno sociale (ex art. 3 c. 6 L. 335/1995): prestazione non contributiva per chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti. L’assegno si riduce o si azzera al superamento di determinate soglie di reddito.Assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti: le indennità di accompagnamento sono esenti, ma pensioni di inabilità e assegni mensili sono reddito-dipendenti.Pensioni e assegni di invalidità liquidati con il sistema retributivo o misto, soggetti a riduzione in base al reddito da lavoro.Pensione di reversibilità e indiretta: può essere soggetta a riduzione (dal 25% al 50%) se il superstite ha redditi propri superiori a certe soglie stabilite annualmente dall’INPS.Pensioni integrate al trattamento minimo: l’integrazione al minimo (attualmente la pensione minima è pari a 611,85 euro mensili per il 2026, rivalutata dell’1,4% con DM MEF 19/11/2025) spetta solo se il pensionato non supera determinati redditi.Prestazioni di accompagnamento e indennità di frequenza per minori: legate all’ISEE o al reddito familiare.In pratica, tutte le volte che la tua pensione comprende una quota che dipende dal reddito, l’INPS deve periodicamente verificare che le condizioni per l’erogazione siano ancora soddisfatte. Il modello RED è lo strumento attraverso cui questa verifica avviene. Senza di esso, l’INPS non può confermare la spettanza della prestazione e procede alla sospensione cautelativa. Scadenze RED 2026: quando presentare la dichiarazioneL’INPS fissa ogni anno le scadenze per la presentazione del RED. La campagna RED si svolge tipicamente tra giugno e ottobre di ogni anno, riferita ai redditi percepiti nell’anno precedente. Per l’anno 2026, la campagna RED riguarda i redditi 2025.La scadenza ordinaria per la presentazione del modello RED è generalmente fissata al 31 ottobre dell’anno di campagna, salvo proroghe disposte dall’INPS con apposita circolare. È fondamentale monitorare le comunicazioni ufficiali INPS perché le date possono subire variazioni annuali.L’INPS informa i pensionati interessati attraverso:Lettera raccomandata all’indirizzo del pensionato: è la comunicazione ufficiale che indica l’obbligo di presentare il RED e la scadenza. La ricezione di questa lettera è fondamentale: non ignorarla mai.Messaggio sul fascicolo previdenziale (portale INPS): area riservata del pensionato.Comunicazione al patronato o al CAF delegato, se il pensionato ha già conferito delega.Attenzione: non tutti i pensionati ricevono ogni anno la lettera. L’INPS la invia solo a chi è titolare di prestazioni reddito-dipendenti e per il quale non dispone già dei dati reddituali tramite altre fonti (per esempio, l’Agenzia delle Entrate). Se non ricevi la lettera ma percepisci una delle prestazioni elencate sopra, contatta il tuo patronato per verificare se sei obbligato alla presentazione del RED.Per i pensionati residenti all’estero, la procedura è diversa: l’INPS invia annualmente le lettere attraverso gli istituti di pagamento esteri (Western Union e simili), e per i pensionati esteri vige l’obbligo di presentare il RedEst (dichiarazione di esistenza in vita), coordinato con il RED per le prestazioni reddito-dipendenti. L’articolo su Pensione INPS all’estero e RedEst approfondisce questo specifico scenario. Pensione sospesa senza RED: quando scatta la sospensioneLa pensione sospesa senza RED scatta automaticamente quando il pensionato non risponde alla richiesta di dichiarazione entro i termini stabiliti. Il meccanismo è il seguente: l’INPS, non avendo i dati reddituali necessari per confermare la spettanza della prestazione, adotta un provvedimento di sospensione cautelativa del pagamento.In pratica, la sospensione della pensione per mancato RED avviene generalmente dopo un breve periodo successivo alla scadenza della campagna RED (tipicamente 1-2 mesi dalla scadenza), a meno che il pensionato non abbia nel frattempo presentato la dichiarazione o richiesto una proroga. L’INPS non sospende immediatamente al giorno dopo la scadenza: di norma vengono inviati solleciti e concessi brevi termini aggiuntivi.La sospensione è comunicata al pensionato tramite provvedimento formale (lettera o raccomandata) che indica:La data dalla quale la pensione è sospesa.La motivazione (mancata presentazione del RED).I termini e le modalità per regolarizzare la propria posizione.Le conseguenze in caso di ulteriore inerzia (revoca definitiva).È importante distinguere tra sospensione e revoca: la sospensione è una misura temporanea e reversibile. Se il pensionato presenta il RED nei termini indicati dall’INPS, la pensione viene riattivata e vengono corrisposti gli arretrati relativi al periodo di sospensione. La revoca, invece, è definitiva e comporta conseguenze ben più gravi.Va sottolineato che la sospensione riguarda solo la quota reddito-dipendente della pensione, oppure l’intera prestazione se questa è interamente subordinata al reddito (come l’assegno sociale). Se il pensionato percepisce una pensione di vecchiaia ordinaria con una quota di integrazione al trattamento minimo, la sospensione riguarderà tipicamente la sola integrazione, non l’intera pensione. Dalla sospensione alla revoca: iter INPS e tempisticheSe dopo la sospensione il pensionato non si attiva per presentare il RED, l’INPS avvia il procedimento di revoca definitiva della prestazione. Questo è lo scenario peggiore, e comprenderne le tempistiche è fondamentale per evitarlo.L’iter tipico si sviluppa così:1° fase — Richiesta RED: l’INPS invia la lettera di richiesta al pensionato (da giugno dell’anno di campagna). Scadenza ordinaria: 31 ottobre.2° fase — Sollecito: se il pensionato non risponde, l’INPS invia uno o più solleciti con concessione di un breve termine suppletivo (normalmente 30-60 giorni).3° fase — Sospensione cautelativa: decorso il termine suppletivo senza risposta, la pensione viene sospesa. Il provvedimento viene comunicato formalmente e indica un ulteriore termine per regolarizzarsi (di solito 30-60 giorni).4° fase — Revoca definitiva: se il pensionato non risponde neppure alla comunicazione di sospensione, l’INPS emette il provvedimento di revoca. La data di decorrenza della revoca viene fissata retroattivamente, spesso a partire dal mese in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.La revoca definitiva comporta che il pensionato non ha più diritto alla prestazione e che le somme già erogate nel periodo per il quale non ha prodotto il RED vengono considerate indebite, ovvero pagate senza titolo. L’INPS avvia quindi il procedimento di recupero dell’indebito.È importante sapere che la revoca può essere impugnata. Il pensionato ha il diritto di presentare ricorso (prima in via amministrativa, poi eventualmente in sede giudiziaria) dimostrando che le condizioni per la spettanza della prestazione esistevano anche nel periodo contestato. In questo caso, però, il pensionato deve essere in grado di produrre la documentazione reddituale relativa agli anni contestati, il che può diventare complesso dopo alcuni anni. Recupero indebito pensione: tempi e prescrizioneIl recupero dell’indebito pensionistico è uno dei temi più delicati e controversi di questa materia. Quando l’INPS accerta che ha erogato somme non dovute (perché il pensionato aveva redditi incompatibili o non aveva presentato il RED), chiede la restituzione di quanto pagato.Vediamo le regole principali che governano questo recupero. Modalità di recupero dell’indebito INPSIl recupero dell’indebito pensionistico avviene tipicamente mediante trattenuta mensile sulla pensione, non tramite richiesta di pagamento in un’unica soluzione. La trattenuta è proporzionata all’importo della pensione in godimento e non può superare determinate soglie stabilite dalla normativa, per garantire al pensionato un importo minimo vitale.Secondo la disciplina consolidata (art. 52 L. 88/1989 e successive modificazioni), il recupero avviene con le seguenti modalità:Se l’indebito è dovuto a errore dell’INPS (senza responsabilità del pensionato), la trattenuta mensile non può superare il 20% della pensione lorda e il recupero non può essere retroattivo oltre il limite di prescrizione.Se l’indebito è dovuto a comportamento del pensionato (omessa dichiarazione RED, false dichiarazioni), l’INPS può applicare trattenute più elevate, fino al 50% della pensione, e può procedere con maggiore severità nei tempi.In ogni caso, la pensione netta residua non può scendere sotto il trattamento minimo INPS (611,85 euro mensili nel 2026).Prescrizione del recupero indebitoUn aspetto cruciale per chi si trova in questa situazione è comprendere entro quando l’INPS può recuperare le somme indebite. La questione è regolata dalle norme sulla prescrizione.Il diritto dell’INPS a recuperare le prestazioni indebitamente erogate è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale (art. 2946 c.c.), che decorre dal momento in cui l’ente ha conoscenza dell’indebito e si interrompe con ogni atto formale di recupero. Per le prestazioni collegate al reddito — come integrazione al minimo, maggiorazioni e quattordicesima — opera inoltre il più favorevole termine di decadenza dell’art. 13 della Legge 412/1991, che limita il recupero e tutela il pensionato quando l’indebito è imputabile a un errore dell’ente.In presenza di un indebito risalente nel tempo, quindi, occorre verificare sia il decorso della prescrizione decennale sia l’eventuale operatività della decadenza prevista per le prestazioni legate al reddito. La prescrizione si interrompe con la notifica del provvedimento di recupero: da quel momento il termine ricomincia a decorrere.Attenzione: la prescrizione non opera automaticamente. Il pensionato o i suoi eredi devono eccepirla espressamente in sede di ricorso o di opposizione al recupero. Chi non la eccepisce per tempo perde questo strumento di difesa.Il recupero tardivo: quando l’INPS agisce dopo anniIl cosiddetto recupero tardivo è la situazione in cui l’INPS notifica il provvedimento di recupero molti anni dopo l’erogazione indebita. Questo accade frequentemente quando la mancata presentazione del RED è rimasta nell’archivio INPS per anni senza che venissero avviati i controlli sistematici.Con l’intensificazione dei controlli automatizzati (incrocio banche dati INPS-Agenzia Entrate-Comune), molti pensionati stanno ricevendo oggi richieste di restituzione di somme erogate anni fa, talvolta anche per periodi risalenti a oltre un decennio. In questi casi, è essenziale verificare:Se la prescrizione decennale (o la decadenza dell’art. 13 L. 412/1991) è maturata per alcune delle annualità contestate.Se il provvedimento di recupero è stato notificato correttamente (eventuale vizio di notifica può influire sui termini).Se l’INPS ha rispettato il contraddittorio prima di emettere il provvedimento (il pensionato deve avere la possibilità di far valere le proprie ragioni).Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specializzata nelle pratiche di pensione e patronato, inclusa la gestione delle controversie con l’INPS per recupero indebito.Come regolarizzarsi dopo la sospensione: passi operativiSe la tua pensione è stata sospesa per mancato RED, la prima cosa da fare è agire immediatamente, senza aspettare. Ogni giorno di ritardo aumenta il rischio di passare dalla sospensione alla revoca definitiva. Ecco i passi operativi da seguire.Passo 1: Verifica la situazione sulla lettera INPSRecupera tutte le comunicazioni ricevute dall’INPS: lettera di richiesta RED, eventuali solleciti, provvedimento di sospensione. Questi documenti contengono le date limite entro cui agire e il numero di protocollo del tuo fascicolo, necessario per la presentazione tardiva del RED.Passo 2: Raccogli la documentazione redditualePer presentare il RED (anche tardivo), devi avere a disposizione la documentazione sui tuoi redditi per l’anno di riferimento richiesto dall’INPS. I documenti tipicamente necessari sono:CU (Certificazione Unica) dell’anno di riferimento, rilasciata dal sostituto d’imposta.Modello Redditi PF o 730 dell’anno di riferimento (se presentato).Estratti conto bancari e documentazione su eventuali altri redditi (affitti, investimenti, redditi esteri).Atti notarili relativi a compravendite immobiliari o altri atti rilevanti ai fini reddituali.Per pensionati con redditi all’estero: documentazione attestante i redditi percepiti nel Paese estero di residenza o di lavoro.Se non hai tutta la documentazione, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a recuperarla: in molti casi è possibile richiedere copia delle CU e delle dichiarazioni direttamente all’Agenzia delle Entrate o all’INPS tramite accesso agli atti.Passo 3: Presenta il RED (anche tardivo)La presentazione del RED tardivo è possibile anche dopo la scadenza ordinaria e, di norma, anche dopo il provvedimento di sospensione. L’INPS accetta la dichiarazione tardiva e, una volta processata, riattiva la pensione con corresponsione degli arretrati del periodo di sospensione.La presentazione del RED richiede attenzione nella compilazione, poiché gli errori nella dichiarazione dei redditi possono portare a rettifiche successive con ulteriori richieste di recupero. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per questa procedura: il nostro team verifica la correttezza di tutti i dati prima della presentazione, riducendo al minimo il rischio di errori.Passo 4: Monitora la riattivazione della pensioneDopo la presentazione del RED, l’INPS elabora la dichiarazione e procede alla riattivazione della pensione. I tempi variano: in media da 30 a 90 giorni. Durante questo periodo è opportuno monitorare i pagamenti sul proprio estratto conto previdenziale, verificabile tramite il fascicolo previdenziale INPS (accessibile con SPID, CIE o CNS). Se dopo 90 giorni la pensione non è stata riattivata, è necessario presentare apposita istanza di sollecito, che il tuo patronato può predisporre.Tutela del pensionato: ricorsi e difese possibiliIl pensionato che riceve un provvedimento di revoca o di recupero indebito non è privo di strumenti di difesa. La normativa prevede un articolato sistema di tutele, sia in via amministrativa che giudiziaria. Ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPSIl primo strumento è il ricorso amministrativo, da presentare al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento di revoca o di recupero. Il ricorso deve contenere:I dati identificativi del pensionato.Il riferimento al provvedimento impugnato (numero e data).Le motivazioni del ricorso (ad es. redditi effettivi entro i limiti, vizi procedurali, prescrizione).La documentazione a supporto (dichiarazioni reddituali, certificazioni, estratti).Il Comitato Provinciale decide entro 90 giorni. Se il ricorso viene accolto, il provvedimento di revoca è annullato e la pensione viene ripristinata. Se viene rigettato, il pensionato può ricorrere in via giudiziaria.Ricorso giudiziario al Tribunale del LavoroIn caso di esito negativo del ricorso amministrativo (o di inerzia dell’INPS dopo 90 giorni), il pensionato può ricorrere al Tribunale del Lavoro in funzione di giudice delle controversie previdenziali. Il ricorso giudiziario deve essere proposto entro i termini di prescrizione del diritto (generalmente tre anni dalla data del provvedimento definitivo, salvo interruzioni).In sede giudiziaria il giudice esamina sia i profili procedurali (corretta notifica, rispetto del contraddittorio) sia quelli sostanziali (effettiva spettanza della prestazione, correttezza del calcolo dell’indebito). La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha in più occasioni limitato il potere dell’INPS di recuperare somme quando vi sia stata colpa esclusiva dell’ente nel calcolare o erogare la prestazione.Tutela costituzionale: il principio di irripetibilitàLa Corte Costituzionale ha in diverse pronunce elaborato il principio secondo cui le prestazioni previdenziali e assistenziali percepite in buona fede non possono essere recuperate quando la loro indebita erogazione sia imputabile esclusivamente all’ente erogatore. Questo principio, spesso detto di irripetibilità dell’indebito previdenziale in buona fede, si applica però solo quando il pensionato non abbia commesso alcun atto omissivo o falso dichiarativo. Chi non ha presentato il RED non può invocare facilmente questo principio, poiché la mancata risposta alla richiesta configura comunque un comportamento omissivo.Esempio pratico: il caso di Mario che salta il REDPer rendere più concreta tutta la materia, seguiamo il caso di Mario, 74 anni, pensionato titolare di una pensione di vecchiaia con integrazione al trattamento minimo pari a circa 80 euro mensili.A giugno 2025 l’INPS invia a Mario una lettera raccomandata in cui gli chiede di presentare il RED entro il 31 ottobre 2025 (relativo ai redditi 2024). Mario, che vive solo e ha difficoltà a muoversi, non riesce a recarsi al patronato e dimentica la scadenza. A novembre 2025 l’INPS invia un sollecito, ma Mario non apre la posta con regolarità. A gennaio 2026 l’INPS sospende l’integrazione al trattamento minimo (80 euro mensili). La lettera di sospensione, inviata a febbraio 2026, viene notata dalla figlia di Mario solo a maggio 2026.A quel punto la figlia si rivolge al CAF Centro Fiscale di Udine. Gli esperti verificano la situazione: Mario ha un reddito complessivo 2024 di circa 12.000 euro (pensione principale + piccolo affitto), compatibile con l’integrazione al minimo. Il CAF raccoglie tutta la documentazione e presenta il RED tardivo a giugno 2026. L’INPS elabora la pratica e a settembre 2026 riattiva l’integrazione con il pagamento di tutti gli arretrati da gennaio a settembre 2026 (9 mesi × 80 euro = 720 euro).Mario ha perso solo il tempo dell’iter burocratico, ma nessuna somma. Il caso si è risolto perché è stato agito entro i termini del provvedimento di sospensione, prima che l’INPS procedesse alla revoca. Se la figlia avesse aspettato altri 2-3 mesi, avrebbe trovato un provvedimento di revoca definitiva, con necessità di ricorso e tempi molto più lunghi.Tabella riassuntiva: scadenze, sospensione e recuperoDi seguito una tabella riassuntiva con i punti chiave della materia, utile come riferimento rapido.EventoTempistica tipicaAzione consigliataLettera INPS richiesta REDDa giugno dell’anno di campagnaPresentare subito al CAF o patronatoScadenza ordinaria RED31 ottobre (verificare circolari INPS)Non superare la scadenzaSollecito INPSNovembre-dicembre post-scadenzaPresentare RED immediatamenteSospensione pensione1-2 mesi dopo la scadenza del termine suppletivoPresentare RED tardivo entro il termine del provvedimentoRevoca definitiva60-90 giorni dopo la sospensione senza rispostaRicorso amministrativo entro 90 giorni dalla notificaRecupero indebitoContestuale o successivo alla revocaVerificare prescrizione decennale/decadenza L. 412/1991, eccepirla se maturataPrescrizione credito INPS5 anni da ciascuna rata indebitaEccepire espressamente in sede di ricorsoRicorso amministrativoEntro 90 giorni dal provvedimentoAffidarsi a patronato o legale specializzato Domande frequenti sulla pensione sospesa senza REDCosa fare subito se la tua pensione è stata sospesa per mancato REDLa pensione sospesa senza RED è una situazione seria ma risolvibile, a patto di agire con tempestività. I punti fondamentali da ricordare sono: la sospensione è reversibile finché non diventa revoca; il RED può essere presentato anche tardivamente; il recupero dell’indebito è soggetto alla prescrizione decennale e alla decadenza dell’art. 13 L. 412/1991 (da eccepire espressamente); e chi ha redditi compatibili con la prestazione ha buone probabilità di ottenere la riattivazione piena con tutti gli arretrati.Il fattore critico è il tempo: ogni mese di inattività dopo la sospensione aumenta il rischio di revoca definitiva e rende più complessa la regolarizzazione. Non aspettare. Contatta subito il tuo patronato o il CAF di fiducia per avviare la procedura di presentazione del RED tardivo.Hai bisogno di assistenza per la pensione sospesa o per la presentazione del RED? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Hai bisogno di assistenza per la pensione sospesa o il RED?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase: dalla verifica della posizione INPS alla presentazione del RED tardivo, fino alla gestione dei ricorsi. Operiamo sia in sede a Udine (Viale Tullio 13) che online per tutta Italia.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale di Udine | Viale Tullio 13, Udine | Tel. 0432 1638640 Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 11:08:542026-08-02 08:27:50Pensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivo
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSIl pagamento delle pensioni di agosto 2026 segue un calendario particolare perché il 1° agosto cade di sabato. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario vedrà l’accredito in anticipo, il venerdì 31 luglio 2026, mentre chi ritira allo sportello di Poste Italiane dovrà attendere il lunedì 3 agosto, seguendo il consueto calendario alfabetico. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS. Indice dei contenutiData Accredito Pensione Agosto 2026Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazionePensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad AgostoQuattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Domande FrequentiData Accredito Pensione Agosto 2026: Quando ArrivaLa data ufficiale di pagamento delle pensioni di agosto 2026 è il 1° agosto, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, poiché il 1° agosto 2026 cade di sabato, le banche anticipano l’operazione al giorno lavorativo precedente.Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:Conto corrente bancario: accredito il venerdì 31 luglio 2026 (anticipo perché il 1° agosto è sabato)Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il venerdì 31 luglio 2026Libretto postale: accredito il venerdì 31 luglio 2026Carta Postepay Evolution: accredito il venerdì 31 luglio 2026Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal lunedì 3 agosto 2026 secondo calendario alfabeticoChi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 31 luglio. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe essere posticipato di qualche ora a causa dei tempi tecnici interbancari. Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni agosto 2026 inizia lunedì 3 agosto, poiché il 1° e il 2 agosto cadono nel weekend.Ecco il calendario alfabetico di agosto 2026 per il ritiro allo sportello:GiornoDataCognomi dalla letteraLunedì3 agosto 2026A – BMartedì4 agosto 2026C – DMercoledì5 agosto 2026E – KGiovedì6 agosto 2026L – OVenerdì7 agosto 2026P – RSabato8 agosto 2026S – ZRicorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code e garantire un servizio più ordinato. Se non riesci a ritirare nel giorno previsto, puoi presentarti in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese. Importi Pensioni Agosto 2026 con RivalutazioneGli importi delle pensioni di agosto 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTATDa 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTATDa 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTATDa 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTATDa 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTATOltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTATIn pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di agosto 2026 riflette già questi importi aggiornati, come confermato dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per approfondire tutte le opzioni di uscita dal lavoro e i requisiti pensionistici, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annuiEtà tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annuiEtà dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annuiLa maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di agosto 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito. Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 potrebbe presentare trattenute aggiuntive rispetto ai mesi precedenti. Questo accade perché l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026 a partire dai ratei di pensione di agosto e settembre.Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di agosto sono:Conguaglio IRPEF a debito: se dal 730 precompilato 2026 risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensioneAddizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili e trattenuta dal cedolinoAddizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenzaRecupero di somme erogate in eccesso: l’INPS potrebbe recuperare importi pagati per errore nei mesi precedentiTrattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensioneSe il conguaglio IRPEF a debito supera un certo importo, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi successivi per evitare che la pensione netta si riduca troppo in un solo mese. In ogni caso, è fondamentale controllare attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgersi a un professionista fiscale per verificare la correttezza dei calcoli. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto 2026La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di agosto 2026 potrebbe contenere anche il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.Il rimborso arriva nel mese di agosto a condizione che tu abbia presentato il modello 730/2026 entro giugno. Ecco il calendario indicativo dei rimborsi:730 presentato entro maggio 2026: rimborso nel cedolino di agosto 2026730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026730 presentato a luglio-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (settembre-novembre)Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.Se non hai ancora presentato il 730, c’è ancora tempo: la scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026Un aspetto importante da considerare riguarda la quattordicesima mensilità, la somma aggiuntiva erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. La quattordicesima viene generalmente pagata nel mese di luglio insieme al rateo ordinario, ma in alcuni casi il pagamento o il conguaglio può slittare ad agosto 2026.Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano questi requisiti:Età: almeno 64 anni compiutiReddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.488 euro annui nel 2026)Tipo di pensione: pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o fondi sostitutiviL’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Per chi ha fino a 15 anni di contributi, l’importo è di 437 euro; con 15-25 anni sale a 546 euro; oltre 25 anni si arriva a 655 euro. Se i tuoi redditi sono ancora più bassi (entro 1,5 volte il minimo), gli importi aumentano rispettivamente a 655, 546 e 655 euro.Se non hai ricevuto la quattordicesima a luglio e ritieni di averne diritto, controlla il cedolino di agosto oppure rivolgiti al Patronato per verificare la tua situazione. Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026Il cedolino della pensione di agosto 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:Accedi al sito www.inps.itClicca su “Accedi ai servizi” in alto a destraAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricercaSeleziona il mese di agosto 2026 dal menu a tendinaVisualizza e scarica il cedolino in formato PDFSul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà nell’accesso al portale, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, dove un operatore qualificato potrà accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio di consultazione cedolino è completamente gratuito. Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Agosto 2026Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 (venerdì) per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario parte dal 3 agosto 2026 (lunedì) seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi.Perché la pensione di agosto arriva a luglio?La pensione di agosto viene accreditata il 31 luglio perché il 1° agosto 2026 cade di sabato, giorno non bancabile. Le banche anticipano quindi il pagamento all’ultimo giorno lavorativo utile, che è il venerdì 31 luglio. L’importo si riferisce comunque alla mensilità di agosto.Il rimborso del 730 arriva con la pensione di agosto?Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro maggio-giugno, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di agosto come voce aggiuntiva. Se il 730 è stato presentato successivamente, il rimborso arriverà nei mesi seguenti.Cosa sono le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto?Le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto possono essere relative ai conguagli IRPEF dal 730 (se risulta un debito), alle addizionali regionali e comunali, oppure a recuperi di somme erogate in eccesso dall’INPS nei mesi precedenti.Come posso controllare il cedolino della pensione di agosto?Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione.La pensione minima di agosto 2026 a quanto ammonta?La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70. Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti AiutaSe hai domande sul pagamento della pensione di agosto 2026, sulle trattenute nel cedolino o sul rimborso del 730, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voceControllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamenteAssistere nella compilazione del modello 730 per ottenere il rimborsoVerificare il diritto alla quattordicesima e alla maggiorazione socialeGestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE SocialeScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti GratisNiente spam. Cancellati quando vuoi.Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 14:00:002026-04-18 11:13:24Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOTFR in Azienda o nel Fondo Pensione: Cosa Cambia Davvero e Dove Conviene nel 2026Ogni lavoratore dipendente, prima o poi, si trova davanti a una scelta che incide in modo significativo sul proprio futuro economico: lasciare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare? Una decisione che, troppo spesso, viene presa senza le informazioni giuste — o, peggio ancora, senza scegliere affatto (e quindi lasciando tutto in azienda per inerzia).In questa guida analizziamo in dettaglio le due opzioni, confrontando tassazione, rendimento storico, liquidita’ in caso di necessita’ e vantaggi fiscali. Con esempi numerici reali e riferimenti alle normative vigenti nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il TFR e come funzionaLe due scelte: lasciare il TFR o versarlo al fondo pensioneConfronto fiscale: tassazione TFR in azienda vs fondo pensioneVantaggi fiscali aggiuntivi del fondo pensione: la deducibilita’ dei contributiRendimento a confronto: TFR in azienda vs fondo pensioneAnticipazione e liquidabilita’: quando puoi accedere ai soldiIl contributo del datore di lavoro: il vantaggio nascosto dei fondi negozialiTabella riassuntiva: TFR in azienda vs fondo pensioneEsempio pratico con calcolo fiscale comparativoQuando conviene tenere il TFR in aziendaIl fondo pensione dopo la cessazione del rapporto di lavoroTFR e fondo pensione: le scadenze e i moduliDomande frequenti su TFR e fondo pensioneConclusioni: dove conviene davvero?Cos’è il TFR e come funzionaIl Trattamento di Fine Rapporto (TFR) — comunemente chiamato «liquidazione» — è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per ogni lavoratore dipendente. La base normativa è l’articolo 2120 del Codice Civile, integrato dal D.Lgs. 252/2005 per quanto riguarda la destinazione ai fondi pensione.Ogni anno, il datore di lavoro accantona una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Sulla somma accantonata ogni anno viene applicata una rivalutazione pari all’1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT (FOI – famiglie di operai e impiegati) (art. 2120 c.c.), con tassazione sostitutiva del 17% applicata annualmente sulla rivalutazione stessa.Questo meccanismo garantisce al lavoratore una somma certa, rivalutata nel tempo, che gli verrà corrisposta alla cessazione del rapporto di lavoro — per qualsiasi causa: licenziamento, dimissioni o pensionamento. TFR in azienda vs TFR al INPSPer le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR rimane fisicamente in azienda (fondo interno). Per le aziende con 50 o più dipendenti, invece, dal 2007 il TFR non destinato ai fondi pensione viene obbligatoriamente versato al Fondo di Tesoreria INPS (art. 1, c. 755-757, Legge 296/2006). In questo caso il lavoratore non vede differenze pratiche: il TFR viene ugualmente liquidato dall’azienda al momento della cessazione, ma la provvista è presso l’INPS.Le due scelte: lasciare il TFR o versarlo al fondo pensioneDal 1° gennaio 2007 (D.Lgs. 252/2005, pienamente operativo dal 2007), ogni lavoratore dipendente del settore privato che inizia un nuovo rapporto di lavoro ha 6 mesi per scegliere dove destinare il TFR futuro:Silenzio-assenso: se non si esprime entro 6 mesi, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione negoziale di categoria (o, in assenza, al FondInps — il fondo residuale dell’INPS).Scelta esplicita di mantenere il TFR in azienda: il lavoratore compila il modulo TFR2 e il TFR resta in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le grandi imprese).Scelta esplicita di versare al fondo pensione: il TFR fluisce verso il fondo prescelto.Attenzione: la scelta è irreversibile per il TFR futuro. Una volta deciso di destinare il TFR al fondo, non si può tornare indietro (salvo cambio di datore di lavoro, che apre una nuova finestra di scelta). Chi ha già scelto di mantenere il TFR in azienda può invece decidere di destinarlo al fondo in qualsiasi momento. Confronto fiscale: tassazione TFR in azienda vs fondo pensioneQuesto e’ il punto piu’ critico — e spesso il piu’ frainteso. Vediamolo con precisione. Tassazione del TFR rimasto in aziendaIl TFR lasciato in azienda è tassato con il meccanismo della tassazione separata (artt. 17-21 TUIR, D.P.R. 917/1986). La logica è questa:Si calcola un’aliquota media riferita al reddito del quinquennio precedente alla maturazioneSu tale aliquota media si applica una riduzione di un terzo per ogni anno oltre il primo (incentivo alla lunga carriera)Il risultato e’ un’aliquota generalmente inferiore all’IRPEF ordinaria, con una soglia minima del 23% (primo scaglione IRPEF)In pratica: per un lavoratore con reddito medio di 28.000€ annui, l’aliquota media IRPEF sara’ intorno al 25-27%. Per chi ha redditi piu’ bassi (sotto i 15.000€), l’aliquota TFR si avvicina al minimo del 23%. Per redditi elevati (oltre 50.000€), puo’ salire fino al 35-40%.C’e’ pero’ una caratteristica importante: il datore di lavoro opera una ritenuta a titolo d’acconto al momento della liquidazione, e l’Agenzia delle Entrate ricalcola poi l’imposta definitiva entro i 4 anni successivi, eventualmente richiedendo un conguaglio o rimborsando la differenza.Tassazione del TFR versato al fondo pensioneLe prestazioni erogate dal fondo pensione (rendita o capitale) derivanti dai versamenti di TFR sono tassate con un’aliquota agevolata massima del 15%, che si riduce ulteriormente con gli anni di iscrizione:Anni di iscrizione al fondoAliquota fiscale sulla prestazioneFino a 15 anni15%Oltre 15 anni (riduzione 0,30%/anno dal 16° anno)dal 14,70% in giu’Con 35+ anni di iscrizione9% (minimo assoluto)Fonte: art. 11, c. 6, D.Lgs. 252/2005. La riduzione e’ di 0,30 punti percentuali per ogni anno oltre il 15°, fino al minimo del 9% raggiunto dopo 35 anni di partecipazione (15 + 20 anni aggiuntivi x 0,30% = 6% di riduzione, da 15% a 9%).Questo significa che un lavoratore che inizia a 25 anni e va in pensione a 67 anni, con 42 anni di contribuzione al fondo, beneficera’ dell’aliquota minima del 9% — contro il 23-40% del TFR lasciato in azienda. Un risparmio fiscale enorme.Vantaggi fiscali aggiuntivi del fondo pensione: la deducibilita’ dei contributiIl fondo pensione offre un ulteriore vantaggio fiscale che il TFR in azienda non ha: la deducibilita’ dei contributi volontari dal reddito imponibile.Ai sensi dell’art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005, i contributi versati a forme pensionistiche complementari (sia dal lavoratore che dal datore di lavoro, escluso il TFR) sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF fino a un massimo di 5.164,57 euro annui.Esempio pratico: se un lavoratore con reddito di 30.000€ versa 2.000€ aggiuntivi al fondo pensione, il reddito imponibile scende a 28.000€. Con aliquota marginale IRPEF del 35% (scaglione 28.001-50.000€ nel 2026), il risparmio fiscale immediato e’ di 700€ (2.000 x 35%). E’ come se lo Stato co-finanziasse il proprio risparmio previdenziale.Chi e’ under 35 e inizia a versare al fondo nei primi 5 anni dalla prima occupazione ha un ulteriore beneficio: nei 20 anni successivi ai primi 5, puo’ dedurre fino a 7.746,86€ annui (5.164,57€ base + quota non dedotta nei primi 5 anni, max 2.582,29€ aggiuntivi — art. 8, c. 6, D.Lgs. 252/2005). Rendimento a confronto: TFR in azienda vs fondo pensione Rivalutazione TFR in aziendaIl TFR in azienda si rivaluta ogni anno del 1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT (FOI – famiglie di operai e impiegati) (indice FOI — famiglie di operai e impiegati). In anni di inflazione zero o bassa (come 2014-2019), la rivalutazione era minima (circa 1,5-1,7%). In anni di alta inflazione (2022: +8,1%; 2023: +5,9%), la rivalutazione del TFR e’ stata piu’ sostenuta, ma non ha comunque tenuto il passo con l’inflazione reale.Nel 2024 l’inflazione si e’ attestata intorno al 1,0-1,1% (dati ISTAT provvisori), portando la rivalutazione TFR a circa 1,575% lordo prima della tassazione del 17% sulla rivalutazione stessa, per un rendimento netto di circa 1,3%.Rendimento storico dei fondi pensioneI fondi pensione complementari italiani hanno registrato rendimenti molto variabili in base alla linea di investimento scelta. Secondo i dati COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), i rendimenti medi annui composti a lungo termine (15-20 anni) sono stati:Tipo di lineaRendimento medio annuo 10 anni (lordo)Rendimento medio annuo 20 anni (lordo)Garantita / Obbligazionaria1,5 – 2,5%2,0 – 3,0%Bilanciata3,0 – 5,0%4,0 – 5,5%Azionaria5,0 – 8,0%5,5 – 8,0%Fonte: Relazione annuale COVIP 2024. I dati storici mostrano che le linee bilanciate e azionarie, su orizzonti temporali lunghi (15-20 anni), hanno mediamente sovraperformato la rivalutazione del TFR in azienda — pur con volatilita’ negli anni di crisi (2008, 2020, 2022).Importante: i rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Per lavoratori con orizzonte temporale breve (meno di 10 anni alla pensione), la linea garantita — che tutela il capitale versato — puo’ essere preferibile a una azionaria.Anticipazione e liquidabilita’: quando puoi accedere ai soldiUno dei timori piu’ comuni e’: «ma se ho bisogno di soldi, posso prenderli?». La risposta e’ si’ per entrambe le opzioni, con regole diverse.Anticipazione TFR in azienda (art. 2120 c.c.)Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianita’ nello stesso rapporto di lavoro puo’ richiedere un’anticipazione del TFR maturato, nei seguenti casi:Spese sanitarie straordinarie per se’ o familiari: fino al 70% del TFR maturato, senza limiti di frequenzaAcquisto o ristrutturazione prima casa: fino al 70% del TFR maturato, una volta sola nella vitaCongedo parentale / formazione (D.Lgs. 151/2001 e L. 53/2000): fino al 70% del TFR maturatoL’anticipazione per prima casa e’ concessa nel limite del 4% degli aventi diritto in azienda (limite di contingentamento), il che in pratica puo’ comportare attese.Anticipazione dal fondo pensione (art. 11, D.Lgs. 252/2005)I fondi pensione consentono anticipazioni secondo regole proprie, ma la legge prevede minima:Spese sanitarie straordinarie: in qualsiasi momento, fino al 75% della posizione individuale, tassate al 15% (riducibile al 9%) — nessun limite di anni di iscrizioneAcquisto o ristrutturazione prima casa: dopo 8 anni di iscrizione, fino al 75% della posizione, tassate al 23%Altre esigenze personali: dopo 8 anni di iscrizione, fino al 30% della posizione, tassate al 23%Le anticipazioni «per altre esigenze» sono particolarmente flessibili — non richiedono giustificazione specifica — ma sono tassate al 23%, piu’ del minimo del 15% sulle prestazioni previdenziali vere e proprie.Il contributo del datore di lavoro: il vantaggio nascosto dei fondi negozialiMolti lavoratori dipendenti non sanno che iscrivendosi al fondo pensione negoziale di categoria (es. Cometa per i metalmeccanici, Fonte per il commercio, Previmoda per il tessile, ecc.) ottengono un vantaggio ulteriore: il contributo del datore di lavoro.Se il lavoratore versa la quota minima prevista dal CCNL (generalmente tra lo 0,5% e l’1,5% della retribuzione), il datore di lavoro e’ obbligato a versare a sua volta una quota — tipicamente tra lo 0,55% e il 2% della retribuzione. Questo contributo datoriale e’ aggiuntivo rispetto al normale TFR e rappresenta di fatto una remunerazione extra esentasse (non concorre al reddito imponibile del lavoratore).Esempio: un lavoratore metalmeccanico con RAL di 28.000€ che aderisce a Cometa versando l’1% (280€/anno) riceve dal datore di lavoro il 2% (560€/anno). Questi 560€ aggiuntivi non avrebbe ricevuto in nessun altro modo — sono disponibili solo aderendo al fondo. Chi non aderisce li lascia semplicemente sul tavolo. Tabella riassuntiva: TFR in azienda vs fondo pensioneCaratteristicaTFR in aziendaFondo pensione complementareTassazione finaleTassazione separata, min. 23% (aliquota media IRPEF ridotta)15% (fino al 9% con 35+ anni)Rivalutazione annua1,5% + 75% inflazione ISTAT (lordo)Variabile: 1,5% – 8% per anno in base alla lineaDeducibilita’ contributiNoSi’, fino a 5.164,57€/annoContributo datorialeNoSi’ (solo fondi negoziali, se si versa la quota min.)Anticipazione prima casaDopo 8 anni, 70%, contingentata al 4%Dopo 8 anni, 75%, tassata al 23%Anticipazione spese sanitarieDopo 8 anni, 70%Subito, 75%, tassata al 15%Rischio perdita capitaleZero (garantito dall’azienda/INPS)Variabile: zero per linee garantite, presente per bilanciate/azionarieProtezione in caso di fallimento aziendaGarantita da INPS/Fondo di Garanzia INPSPatrimonio separato del fondo, non aggredibileEsempio pratico con calcolo fiscale comparativoFacciamo un esempio concreto per capire la differenza reale alla fine della carriera.Scenario: Marco, 30 anni, RAL 28.000€, lavora come dipendente privato per 35 anni fino a 65 anni. Il TFR annuale accantonato e’ circa 28.000 / 13,5 = 2.074€/anno. Ipotesi A — TFR rimane in aziendaTFR accantonato lordo in 35 anni (rivalutazione ipotetica 1,7% annuo): circa 88.000€Aliquota media IRPEF stimata (basata su reddito quinquennio): circa 25%TFR netto incassato: circa 66.000€Ipotesi B — TFR versato al fondo pensione (linea bilanciata)TFR versato al fondo: 2.074€/anno per 35 anniRendimento ipotetico 4% annuo composto (linea bilanciata storica): il montante lordo arriva a circa 155.000€Aliquota fiscale con 35 anni di iscrizione: 9%Montante netto incassato: circa 141.000€Differenza: circa 75.000€ in favore del fondo pensione, a parita’ di contribuzione. La differenza e’ dovuta sia al miglior rendimento della linea bilanciata rispetto alla rivalutazione TFR, sia alla tassazione finale nettamente inferiore (9% vs 25%).Questo calcolo e’ semplificativo e non tiene conto di inflazione, variazioni retributive e fluttuazioni di mercato. Tuttavia mostra chiaramente l’ordine di grandezza della differenza potenziale.Quando conviene tenere il TFR in aziendaNonostante il fondo pensione appaia vantaggioso nella maggior parte dei casi, ci sono situazioni in cui potrebbe essere preferibile mantenere il TFR in azienda:Orizzonte temporale breve: se si prevede di lasciare il lavoro o andare in pensione entro 5-8 anni, la flessibilita’ del TFR in azienda (incassabile subito alla cessazione senza vincoli pensionistici) puo’ essere piu’ utileNecessita’ di liquidita’ imminente: chi sa gia’ di dover accedere ai fondi per un’acquisto casa a breve preferira’ il TFR in azienda (nessun vincolo temporale dopo 8 anni) vs il fondo (serve iscriversi 8 anni prima)Redditi molto bassi: con redditi sotto 15.000€, l’aliquota TFR si avvicina al 23% e il risparmio fiscale della deducibilita’ e’ limitatoAvversione assoluta al rischio: chi non sopporta alcuna variabilita’ del proprio patrimonio potrebbe preferire la certezza della rivalutazione TFR rispetto ai fondi (anche se esistono linee garantite)Il fondo pensione dopo la cessazione del rapporto di lavoroUna domanda frequente: «Se cambio lavoro, cosa succede al fondo pensione?». La risposta e’ rassicurante: la posizione individuale rimane nel fondo e continua a rivalutarsi. Si hanno queste opzioni (art. 14, D.Lgs. 252/2005):Trasferimento ad altro fondo: si porta tutta la posizione al nuovo fondo senza costi e senza perdere l’anzianita’ di iscrizione (ai fini del conteggio degli anni per l’aliquota decrescente)Mantenimento della posizione nel fondo originario anche senza versare nuovi contributiRiscatto totale (in casi particolari: invalidita’, disoccupazione superiore a 12 mesi, ecc.) — tassato al 23%Riscatto parziale (50% della posizione) in caso di disoccupazione tra 12 e 48 mesi — tassato al 23%Per approfondire la comparazione tra fondo pensione e altre forme di investimento complementare, leggi anche: Fondo Pensione o Assicurazione Vita: quale conviene nel 2026? TFR e fondo pensione: le scadenze e i moduliSul piano operativo, ecco le cose pratiche da sapere:Modulo TFR1: per destinare il TFR a un fondo pensione specificoModulo TFR2: per mantenere il TFR in azienda (scelta esplicita)Finestra di scelta: 6 mesi dall’assunzione per i nuovi assuntiSilenzio-assenso: se non si compila nessun modulo entro 6 mesi → TFR destinato al fondo negoziale di categoria (o FondInps se non esiste fondo di categoria)Cambio di scelta: chi ha scelto di tenere il TFR in azienda puo’ successivamente scegliere di versarlo al fondo con una comunicazione scritta al datore di lavoroPer informazioni sulle pensioni e sul calcolo delle prestazioni previdenziali, puoi consultare anche: Tassazione del TFR: l’aliquota media e’ piu’ bassa dell’IRPEF ordinaria📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti su TFR e fondo pensione Posso versare solo il TFR al fondo pensione senza contributi aggiuntivi?Si’. Il TFR puo’ essere destinato al fondo senza che il lavoratore versi contributi aggiuntivi propri. In questo caso, pero’, il datore di lavoro non e’ obbligato a versare il proprio contributo (salvo diversa previsione del CCNL). Per ottenere il contributo datoriale, di norma serve versare almeno la quota minima prevista dal contratto.Il fondo pensione e’ sicuro se fallisce il gestore?Si’. I fondi pensione hanno un patrimonio separato e autonomo rispetto alla societa’ di gestione. In caso di insolvenza della SGR o dell’ente gestore, il patrimonio degli iscritti non e’ aggredibile dai creditori — a differenza del TFR in azienda che, per le piccole imprese, e’ esposto al rischio di insolvenza aziendale (anche se protetto dal Fondo di Garanzia INPS).Se prendo un’anticipazione dal fondo pensione, perdo gli anni ai fini dell’aliquota agevolata?No. L’anticipazione non interrompe il conteggio degli anni di iscrizione ai fini del calcolo dell’aliquota decrescente (15% → 9%). Gli anni continuano a maturare indipendentemente dall’avvenuta anticipazione.Qual e’ il limite di deducibilita’ dei contributi al fondo pensione nel 2026?Il limite rimane 5.164,57 euro annui (art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005). Questo importo comprende sia i contributi volontari del lavoratore che quelli del datore di lavoro (escluso il TFR). Il TFR versato al fondo non rientra in questo limite e non e’ deducibile (perche’ non e’ mai stato tassato come reddito).Posso cambiare linea di investimento all’interno del fondo pensione?Si’. La maggior parte dei fondi pensione consente di cambiare linea (da garantita a bilanciata, da bilanciata ad azionaria) almeno una volta all’anno, senza costi o perdita di posizione. E’ consigliabile orientarsi verso linee piu’ aggressive nelle fasi iniziali (lontano dalla pensione) e progressivamente spostarsi su linee piu’ conservative avvicinandosi all’eta’ pensionabile.Cosa succede al fondo pensione in caso di morte dell’iscritto?In caso di morte dell’iscritto, la posizione individuale e’ trasferita agli eredi o ai beneficiari designati. Gli eredi ricevono il capitale senza dover pagare imposta di successione (la posizione del fondo pensione non rientra nell’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione — Cass. n. 11421/2022 per i fondi pensione complementari).Conclusioni: dove conviene davvero?La risposta, nella quasi totalita’ dei casi, e’: il fondo pensione complementare conviene di piu’. I motivi sono tre:Tassazione inferiore: si parte dal 15% e si arriva al 9% dopo 35 anni, contro il 23-40% del TFR in aziendaContributo datoriale gratuito: nei fondi negoziali, il datore versa una quota aggiuntiva che non si ottiene in nessun altro modoDeducibilita’ dei contributi: risparmio fiscale immediato sull’IRPEF, fino a 5.164,57€/annoL’unica vera eccezione e’ chi ha un orizzonte temporale brevissimo (meno di 5 anni al pensionamento) o chi necessita con certezza di liquidita’ a breve — ma anche in questi casi si possono scegliere linee garantite che tutelano il capitale.Se non hai ancora scelto dove destinare il tuo TFR, o vuoi valutare se cambiare scelta, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata. Prenota un appuntamento presso i nostri uffici in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine — oppure chiamaci al 0432 1638640.Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 05:31:352026-07-03 07:54:04TFR in Azienda o nel Fondo Pensione: Cosa Cambia Davvero e Dove Conviene nel 2026
PATRONATOQuattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoIndice dei contenutiCos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaQuando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoChi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiImporto Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataQuattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaCome Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaLa quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoLa domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.Calendario pagamento quattordicesima 2026Ecco il riepilogo delle date di pagamento:Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro FiscaleSe nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiNon tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:Pensione di vecchiaia o pensione anticipataPensione di anzianitàPensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.Soglie di reddito per la quattordicesima 2026Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euroFascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euroChi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataL’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euroQuesti importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euroGli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.Come si calcola l’importo esattoIl calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettiviSe il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaAl contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientriVerificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioniPresentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamenteSpesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attualeContributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommatiCambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di redditoErrori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o erratiIn tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026NOTIZIE INPS Mobile cambia volto: contributi, F24 e posizione previdenziale si controllano dallo smartphoneContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 19:00:002026-09-10 10:48:28INPS Mobile cambia volto: contributi, F24 e posizione previdenziale si controllano dallo smartphoneASSEGNO UNICO UNIVERSALENOTIZIE Assegno Unico, il pro-rata per chi non risiede in Italia: come funzionaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 18:00:002026-09-10 11:12:30Assegno Unico, il pro-rata per chi non risiede in Italia: come funzionaNOTIZIE Permessi Legge 104, puoi davvero andare in spiaggia? 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
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ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIEPagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADIIndice dei contenutiCalendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026Pensioni Maggio 2026: Data di AccreditoAssegno Unico Maggio 2026: Date di PagamentoNASpI Maggio 2026: Quando Arriva la DisoccupazioneAssegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026Carta Dedicata a Te 2026: Prossima RicaricaBonus Nido Maggio 2026: Rimborsi MensiliBonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta PagaCome Verificare i Pagamenti su MyINPSDomande FrequentiI pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:PrestazioneData Pagamento Maggio 2026BeneficiariPensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPSAssegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a caricoAssegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedentiNASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attivaAssegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragiliADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADIBonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nidoBonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendentiCarta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euroNota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento. Pensioni Maggio 2026: Data di AccreditoLe pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste ItalianeCalendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:CognomiGiorno di ritiroA – CMercoledi 30 aprileD – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggioH – MSabato 2 maggio (solo mattina)N – RLunedi 4 maggioS – ZMartedi 5 maggioAttenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.Importi pensioni maggio 2026L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo Assegno Unico Maggio 2026: Date di PagamentoL’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.Pagamenti per beneficiari gia in corsoPer chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo19 maggio 2026 (lunedi) – quarto cicloLa data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.Pagamenti per nuove domande e conguagliChi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.Importi Assegno Unico 2026 aggiornatiGli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anniFino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/meseDa 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/meseOltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/meseRicorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la DisoccupazioneLa NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.Date indicative NASpI maggio 2026In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.Come sapere quando arriva la NASpIPer conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNSVai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”Cerca la voce relativa alla NASpIVerifica la data di disposizione del pagamentoQuando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.Importo NASpI maggio 2026Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.Date pagamento ADI maggio 2026Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.Importi ADI 2026L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affittoIntegrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntiviScala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60) Carta Dedicata a Te 2026: Prossima RicaricaLa Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.A maggio 2026 non e prevista alcuna ricaricaLa Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)Importo previsto: 500 euro per nucleo familiarePrimo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi MensiliIl Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.Come funziona il pagamentoIl Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPSCarica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggioAttendi la conferma di presa in caricoIl rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domandaImporti Bonus Nido 2026ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimoFino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euroDa 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euroOltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euroNovita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta PagaIl Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.Come si applica a maggio 2026Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoroRequisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccoloSe nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.Come Verificare i Pagamenti su MyINPSPer controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.Fascicolo Previdenziale del CittadinoIl metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNSCerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricercaSeleziona “Prestazioni” dal menu a sinistraClicca su “Pagamenti”Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.App INPS MobilePuoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google PlayAccedi con SPID o CIEVai nella sezione “I miei pagamenti”Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento dispostoContact Center INPSSe non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:803 164 (da rete fissa, gratuito)06 164 164 (da cellulare, a pagamento)Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).La NASpI di maggio quando viene pagata?La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia correttoContattare il Contact Center INPS al numero 803 164Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecitoHai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOModello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS Indice dei contenutiCos’è il Modello RED e Chi Deve PresentarloScadenza Modello RED 2026 e Possibile ProrogaChi è Obbligato a Presentare il Modello REDQuali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello REDCome Compilare il Modello RED: Guida PraticaDocumenti Necessari per il Modello REDCome Inviare il Modello RED all’INPSSanzioni e Conseguenze per Ritardi o OmissioniEsoneri ed Esclusioni dal Modello REDDomande Frequenti sul Modello REDSei un pensionato INPS e hai ricevuto una comunicazione che ti chiede di presentare il Modello RED 2026? Oppure vuoi sapere se rientri tra i soggetti obbligati e quali sono le scadenze da rispettare per evitare sanzioni o la sospensione della pensione?Il Modello RED (Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione annuale obbligatoria che molti pensionati devono inviare all’INPS per comunicare i propri redditi percepiti nell’anno precedente. Questa dichiarazione serve all’Istituto per verificare che continui a sussistere il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale goduta.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul Modello RED 2026: dalla scadenza del 31 marzo (con eventuale proroga) a chi deve presentarlo, da quali redditi dichiarare a come compilarlo correttamente, fino alle modalità di invio e alle sanzioni previste per chi non lo presenta.Scoprirai se sei obbligato a presentare il Modello RED, quali documenti servono, come evitare errori che potrebbero portare alla sospensione della pensione e quando puoi essere esonerato dalla presentazione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo Il Modello RED (acronimo di Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione reddituale annuale che l’INPS richiede ad alcuni pensionati per verificare il mantenimento dei requisiti reddituali necessari per continuare a percepire determinate prestazioni economiche.A differenza del modello 730 o del modello Redditi, il Modello RED si concentra su redditi che non sempre confluiscono nella dichiarazione fiscale ordinaria o che l’INPS non può acquisire automaticamente tramite l’Agenzia delle Entrate.A Cosa Serve il Modello REDL’INPS utilizza il Modello RED per verificare annualmente che il beneficiario di una prestazione economica continui a rispettare i limiti di reddito previsti dalla legge. Questo controllo è fondamentale per:Prestazioni assistenziali (come l’assegno sociale, le maggiorazioni sociali, le pensioni di invalidità civile)Prestazioni previdenziali collegate al reddito (pensioni ai superstiti, integrazioni al minimo, pensioni di reversibilità)Assegni familiari e altre prestazioni economiche condizionate dal reddito del nucleo familiareSe il pensionato non presenta il Modello RED entro i termini, l’INPS può sospendere cautelativamente la prestazione fino alla regolarizzazione della posizione.Differenza tra Modello RED e Dichiarazione dei RedditiÈ importante comprendere che il Modello RED NON sostituisce la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Sono due adempimenti distinti e complementari:CaratteristicaModello RED730/Modello RedditiDestinatarioINPSAgenzia delle EntrateScopoVerificare diritto a prestazioni INPSDeterminare imposte da pagare/rimborsareObbligatorietàSolo se richiesto da INPSObbligatorio se reddito oltre soglieScadenza31 marzo 2026 (possibile proroga)30 settembre 2026 (per 730) o 30 novembre (Redditi)Redditi inclusiRedditi che incidono su prestazioni INPSTutti i redditi imponibiliATTENZIONE: Anche se presenti il 730 o il Modello Redditi, se l’INPS ti richiede il Modello RED sei comunque obbligato a presentarlo. I due adempimenti non si escludono a vicenda.Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello RED 2026 è fissata al 31 marzo 2026. Entro questa data, i pensionati obbligati devono comunicare all’INPS i redditi percepiti nell’anno 2025.Scadenza 31 Marzo 2026: Date ImportantiEcco il calendario completo delle scadenze relative al Modello RED 2026:DataEventoFebbraio 2026L’INPS invia le comunicazioni ai pensionati obbligati a presentare il RED31 marzo 2026Scadenza ordinaria per l’invio del Modello REDAprile 2026Possibile comunicazione di proroga da parte dell’INPSDa aprile 2026Inizio delle sospensioni cautelative per chi non ha presentato il REDProroga del Modello RED: Quando Viene ConcessaNegli ultimi anni, l’INPS ha spesso concesso una proroga della scadenza del Modello RED, spostando il termine dal 31 marzo a fine aprile o inizio maggio. Questa proroga viene comunicata tramite:Messaggio INPS ufficiale pubblicato sul sito istituzionaleComunicazioni dirette ai pensionati interessatiNotizie sui canali CAF e patronatiMotivi della proroga:Elevato numero di pratiche da gestireProblemi tecnici sulla piattaforma INPSRichieste di CAF e patronati per dare più tempo agli assistitiSovrapposizione con altre scadenze fiscali (es. dichiarazione dei redditi precompilata)IMPORTANTE: Anche se negli anni passati ci sono state proroghe, non è garantito che la proroga venga concessa ogni anno. Per questo motivo, il consiglio è di non aspettare l’ultimo momento e presentare il Modello RED entro febbraio o inizio marzo 2026.Come Verificare la Scadenza AggiornataPer verificare se è stata concessa una proroga e quale sia la scadenza effettiva del Modello RED 2026, puoi:Consultare il sito INPS alla sezione “Messaggi” o “Comunicati stampa”Accedere al tuo cassetto previdenziale sul portale INPS con SPID, CIE o CNSContattare il CAF Centro Fiscale di Udine al numero 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121Verificare la lettera ricevuta dall’INPS con la richiesta del Modello RED (contiene la scadenza)Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. L’obbligo sussiste solo per chi percepisce determinate prestazioni economiche collegate al reddito e che l’INPS non può verificare autonomamente tramite l’Agenzia delle Entrate.Prestazioni INPS che Richiedono il Modello REDDevi presentare il Modello RED 2026 se percepisci una delle seguenti prestazioni economiche:Assegno sociale (ex pensione sociale)Maggiorazioni sociali sulle pensioniPensioni e assegni di invalidità civile (per inabili civili, ciechi, sordi)Pensioni ai superstiti (reversibilità e indirette)Integrazioni al trattamento minimo delle pensioniPensioni di guerra indirette ai superstitiAssegni familiari ai pensionatiMaggiorazione della pensione per figli a caricoIndennità di accompagnamento (in alcuni casi)Come Sapere Se Devi Presentare il Modello REDL’INPS invia una comunicazione diretta ai pensionati obbligati a presentare il Modello RED. Questa comunicazione arriva:Per posta cartacea (raccomandata) all’indirizzo di residenzaSul cassetto previdenziale online accessibile con SPID/CIE/CNSTramite SMS o email (se hai attivato le notifiche INPS)La lettera contiene:L’elenco dei redditi che devi dichiarareLa scadenza per presentare il Modello REDIl codice fiscale e i dati identificativi della prestazioneLe modalità di invio (online, tramite CAF, ecc.)Se NON ricevi la comunicazione INPS, NON sei obbligato a presentare il Modello RED per quell’anno.Casi Particolari: Nucleo Familiare e Redditi ConiugePer alcune prestazioni (come l’assegno sociale o le maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge o del nucleo familiare. In questi casi:Dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniugeSe il coniuge ha presentato la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), l’INPS potrebbe acquisire i dati automaticamenteSe il coniuge non ha presentato la dichiarazione, dovrai dichiarare i suoi redditi nel tuo Modello REDQuali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED Il Modello RED richiede la dichiarazione di redditi specifici che potrebbero non essere stati comunicati all’Agenzia delle Entrate o che l’INPS non può acquisire automaticamente. Vediamo nel dettaglio quali redditi vanno dichiarati e quali invece sono esenti.Redditi da Dichiarare ObbligatoriamenteNel Modello RED 2026 devi dichiarare i seguenti redditi percepiti nel 2025:Redditi da lavoro dipendente (stipendi, salari, emolumenti)Redditi da lavoro autonomo occasionaleRedditi da pensione (pensioni italiane e estere, comprese quelle erogate da enti diversi dall’INPS)Redditi da lavoro autonomo professionale (anche in regime forfettario)Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)Redditi da terreni (agricoli e non coltivati)Redditi di capitale (interessi bancari, dividendi azionari)Redditi diversi (plusvalenze immobiliari, affitti brevi, ecc.)Redditi prodotti all’estero (lavoro, pensioni, immobili esteri)Redditi del coniuge (se richiesto dall’INPS nella comunicazione)Redditi Esenti (NON da Dichiarare)Non vanno dichiarati nel Modello RED i seguenti redditi, in quanto esenti ai fini delle prestazioni INPS:Reddito della prima casa (abitazione principale e relative pertinenze)TFR e indennità di fine rapportoRendite INAIL per infortunio sul lavoro o malattia professionalePensioni di guerraPensioni privilegiate ordinarie (comprese quelle per ciechi civili assoluti)Assegno per il nucleo familiare (ANF)Assegno Unico Universale per i figliIndennità di accompagnamentoPensioni erogate da Stati esteri in regime di convenzione bilaterale (solo in alcuni casi)Arretrati di lavoro dipendente relativi ad anni precedentiTabella Riepilogativa: Cosa DichiarareTipo di RedditoDa Dichiarare nel RED?Stipendio da lavoro dipendenteSÌPensione INPSSÌPensione esteraSÍAffitti percepitiSÌLavoro autonomo occasionaleSÌInteressi bancariSÌPrima casa (rendita catastale)NOTFR percepitoNOAssegno Unico figliNORendita INAILNOIndennità di accompagnamentoNOCome Calcolare i Redditi da DichiararePer compilare correttamente il Modello RED, devi sommare tutti i redditi imponibili percepiti nel 2025, escludendo quelli esenti. Per farlo:Raccogli la documentazione (CU 2026, estratti conto bancari, contratti di affitto, ecc.)Verifica ogni singolo reddito se rientra tra quelli da dichiarareCalcola il totale dei redditi imponibiliCompila il Modello RED indicando ogni categoria di reddito nell’apposita sezioneEsempio pratico:Mario è pensionato e nel 2025 ha percepito:Pensione INPS: 12.000 euro (SÌ, da dichiarare)Affitto appartamento: 6.000 euro (SÌ, da dichiarare)Indennità di accompagnamento: 6.000 euro (NO, esente)Rendita prima casa: 800 euro (NO, esente)TFR ricevuto: 15.000 euro (NO, esente)Reddito totale da dichiarare nel Modello RED: 12.000 + 6.000 = 18.000 euroCome Compilare il Modello RED: Guida Pratica La compilazione del Modello RED può sembrare complessa, ma seguendo questa guida passo-passo riuscirai a completarlo correttamente. Il modello si compone di diverse sezioni, ognuna dedicata a una categoria di redditi.Struttura del Modello REDIl Modello RED 2026 è suddiviso in queste sezioni principali:Quadro A – Dati identificativi: codice fiscale, dati anagrafici, tipo di prestazioneQuadro B – Redditi soggetto dichiarante: tutti i redditi del pensionatoQuadro C – Redditi del coniuge (se richiesto)Quadro D – Redditi di altri componenti del nucleo (per prestazioni assistenziali)Quadro E – Dichiarazioni integrative: situazioni particolari (residenza, separazione, ecc.)Guida Step-by-Step alla CompilazioneEcco come compilare correttamente ogni sezione del Modello RED:STEP 1: Quadro A – Dati IdentificativiInserisci il tuo codice fiscaleVerifica che nome, cognome e data di nascita siano correttiIndica il tipo di prestazione per cui stai presentando il RED (la comunicazione INPS ti indica quale)Inserisci l’anno di riferimento dei redditi: 2025STEP 2: Quadro B – Redditi del DichiaranteIn questa sezione devi indicare tutti i tuoi redditi percepiti nel 2025, suddivisi per categoria:Sezione B1 – Redditi da lavoro dipendente: riporta l’importo indicato nella Certificazione Unica (CU) 2026 al rigo 1 (reddito complessivo)Sezione B2 – Redditi da pensione: somma di tutte le pensioni percepite (INPS, INPDAP, enti privati, estere)Sezione B3 – Redditi da lavoro autonomo: reddito netto da partita IVA o collaborazioni occasionaliSezione B4 – Redditi fondiari: affitti percepiti, rendite da terreni (esclusa prima casa)Sezione B5 – Redditi di capitale: interessi bancari, dividendiSezione B6 – Redditi diversi: plusvalenze, affitti breviATTENZIONE: Riporta gli importi al lordo (prima delle trattenute fiscali), tranne dove espressamente richiesto il netto.STEP 3: Quadro C – Redditi del ConiugeSe la comunicazione INPS ti richiede di dichiarare anche i redditi del coniuge (es. per assegno sociale, maggiorazione sociale), compila questa sezione con le stesse modalità del Quadro B, indicando:Codice fiscale del coniugeTutti i redditi del coniuge suddivisi per categoriaSe il coniuge ha presentato il 730 o Modello Redditi, puoi barrare la casella apposita (l’INPS acquisirà i dati automaticamente)STEP 4: Quadro E – Dichiarazioni IntegrativeIn questa sezione devi indicare eventuali situazioni particolari:Cambio di residenza nel 2025Separazione o divorzio avvenuti durante l’annoRicovero in strutture sanitarie o assistenzialiDecesso del coniugeAltre situazioni che potrebbero influire sul diritto alla prestazioneErrori Comuni da EvitareEcco gli errori più frequenti nella compilazione del Modello RED:Dimenticare redditi minori (es. interessi bancari, piccoli affitti)Dichiarare redditi esenti (es. indennità di accompagnamento, TFR)Indicare importi netti invece che lordiNon dichiarare redditi del coniuge quando richiestoSbagliare l’anno di riferimento (nel 2026 si dichiarano i redditi del 2025)Omettere pensioni estere o redditi prodotti all’esteroDocumenti Necessari per il Modello REDPer compilare correttamente il Modello RED, devi avere a disposizione tutta la documentazione relativa ai redditi percepiti nel 2025. Ecco l’elenco completo dei documenti necessari.Documenti Obbligatori per TuttiComunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello REDDocumento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente, passaporto)Codice fiscale del dichiarante e del coniuge (se richiesto)Tessera sanitaria o codice fiscale plastificatoDocumenti per Redditi da LavoroSe hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione nel 2025:Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico entro il 16 marzo 2026Ultimi cedolini stipendio/pensione del 2025 (dicembre + tredicesima)Contratto di lavoro se assunto nel corso del 2025Documenti per Redditi da ImmobiliSe possiedi immobili locati o terreni:Contratti di affitto registrati con indicazione dei canoni percepiti nel 2025Quietanze di pagamento degli affitti ricevutiVisura catastale aggiornata degli immobili possedutiRendita catastale di fabbricati e terreniDichiarazione IMU 2025 (se proprietario di immobili diversi dalla prima casa)Documenti per Altri RedditiA seconda dei redditi percepiti:Estratto conto bancario/postale (per interessi, dividendi, capital gain)Fatture emesse per prestazioni occasionali o professionaliDichiarazione dei redditi esteri se hai percepito redditi all’esteroCU estere tradotte se hai percepito pensioni estereModello 730/2025 o Redditi 2025 (dichiarazione anno precedente, se presentata)Documenti per il Coniuge (se richiesto)Se devi dichiarare anche i redditi del coniuge:Certificazione Unica (CU) del coniugeCodice fiscale del coniugeEventuale modello 730/Redditi del coniugeDocumenti reddituali del coniuge (come per il dichiarante)Checklist Documentale CompletaPrima di presentare il Modello RED, verifica di avere tutti i documenti necessari con questa checklist:DocumentoObbligatorio?NoteComunicazione INPS✅ SÌIndica quali redditi dichiarareDocumento identità✅ SÌIn corso di validitàCodice fiscale✅ SÌDel dichiarante e coniugeCU 2026✅ SÌ (se lavoratore/pensionato)Rilasciata entro 16/3/2026Contratti affitto✅ SÌ (se proprietario)Solo immobili locatiEstratto conto bancario⚠️ Se hai interessi rilevantiAnno 2025Dichiarazione redditi esteri✅ SÌ (se redditi esteri)Tradotta in italiano730/Redditi anno precedente❌ FacoltativoUtile come riferimentoSUGGERIMENTO: Se ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione assistita, porta con te tutti i documenti elencati. In questo modo eviterai di dover tornare più volte e velocizzerai la pratica.Come Inviare il Modello RED all’INPS Una volta compilato il Modello RED, devi trasmetterlo all’INPS entro la scadenza del 31 marzo 2026 (salvo proroga). Esistono diverse modalità di invio: vediamole nel dettaglio.Modalità 1: Invio Online tramite Portale INPSPuoi inviare il Modello RED autonomamente accedendo al sito INPS con le tue credenziali digitali:Vai su www.inps.itAccedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Cerca il servizio “Dichiarazione Reddituale – RED”Compila il modello online seguendo le istruzioniVerifica i dati inseritiInvia la dichiarazioneScarica e conserva la ricevuta di avvenuta presentazionePRO: Gratuito, veloce, disponibile 24/7CONTRO: Richiede dimestichezza con l’informatica e possesso di SPID/CIE/CNSModalità 2: Tramite CAF o PatronatoLa modalità più semplice e sicura è rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un patronato. Il servizio è completamente gratuito per i pensionati.Come fare con il CAF Centro Fiscale di Udine:Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121Porta tutti i documenti elencati nella sezione precedenteIl nostro operatore compilerà il Modello RED per te, verificando la correttezza dei datiFirmerai la dichiarazioneIl CAF trasmetterà telematicamente il Modello RED all’INPSRiceverai la ricevuta di avvenuta presentazionePRO: Assistenza qualificata, zero errori, servizio gratuito, nessuna competenza informatica richiestaCONTRO: Necessità di recarsi fisicamente presso il CAF (ma possiamo aiutarti anche a distanza in alcuni casi)Modalità 3: Tramite Contact Center INPSPuoi chiedere assistenza telefonica al Contact Center INPS:Numero verde INPS: 803 164 (gratuito da rete fissa)Da cellulare: 06 164 164 (a pagamento secondo il piano tariffario)L’operatore ti guiderà nella compilazione telefonica del Modello RED.PRO: Non serve recarsi fisicamente da nessuna parteCONTRO: Tempi di attesa lunghi, possibili errori di comunicazione telefonicaQuale Modalità Scegliere?La scelta dipende dalle tue esigenze:Se sei…Modalità consigliataPratico con computer e SPIDInvio online autonomoHai situazione reddituale sempliceInvio online o Contact CenterHai redditi complessi o dubbiCAF (CONSIGLIATO)Non hai SPID/CIE/CNSCAF (OBBLIGATORIO)Vuoi assistenza personalizzataCAF Centro Fiscale UdineRicevuta e Verifica dell’InvioDopo aver inviato il Modello RED, conserva sempre la ricevuta. Puoi verificare l’avvenuta ricezione:Accedendo al tuo cassetto previdenziale sul sito INPSControllando che la sospensione della pensione non venga applicataChiamando il Contact Center INPS per confermaSanzioni e Conseguenze per Ritardi o OmissioniLa mancata presentazione del Modello RED entro i termini previsti comporta gravi conseguenze sia economiche che previdenziali. Vediamo nel dettaglio quali sono le sanzioni e come evitarle.Sospensione della PrestazioneSe non presenti il Modello RED entro la scadenza, l’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica. Questo significa:Stop al pagamento della pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.La sospensione parte generalmente dal mese successivo alla scadenzaLa pensione rimane sospesa fino a quando non presenti il Modello REDNessun arretrato automatico: dovrai richiedere espressamente il pagamento dei mesi arretratiEsempio:Se la scadenza è il 31 marzo 2026 e tu presenti il Modello RED il 15 maggio 2026, la tua pensione potrebbe essere sospesa da aprile a maggio. Dovrai poi chiedere il recupero dei ratei non pagati.Revoca della PrestazioneIn casi più gravi, se ometti ripetutamente la presentazione del Modello RED o se viene accertato che non avevi diritto alla prestazione, l’INPS può:Revocare definitivamente la prestazione economicaRichiedere la restituzione di quanto percepito indebitamenteApplicare sanzioni amministrativeRecupero Somme Indebitamente PercepiteSe dall’esame del Modello RED risulta che non avevi diritto (o avevi diritto parziale) alla prestazione percepita, l’INPS:Calcola l’importo indebitamente percepitoInvia una comunicazione di debitoProcede al recupero tramite trattenute sulla pensione futura (di solito 1/5 dell’importo mensile)In alternativa, puoi restituire l’importo in un’unica soluzioneImportante: Il recupero può riguardare anche più anni arretrati, con un debito potenzialmente molto elevato.Sanzioni AmministrativeOltre al recupero delle somme, l’INPS può applicare sanzioni amministrative in caso di:Dichiarazioni false o incomplete: sanzione da 5.000 a 50.000 euroOmessa presentazione ripetuta: sanzione variabileOccultamento doloso di redditi: possibile denuncia penale per truffa aggravata ai danni dello StatoCome Evitare Sanzioni e SospensioniPer evitare problemi:Presenta il Modello RED entro la scadenza (non aspettare l’ultimo giorno)Dichiara TUTTI i redditi richiesti, anche quelli minimiConserva tutta la documentazione per almeno 10 anniIn caso di dubbi, rivolgiti al CAF per una compilazione assistitaVerifica la ricevuta di avvenuta presentazioneCosa Fare Se Hai Dimenticato la ScadenzaSe hai superato la scadenza senza presentare il Modello RED:Presentalo SUBITO, anche se in ritardo (meglio tardi che mai)Contatta l’INPS per verificare se la pensione è stata sospesaChiedi il pagamento degli arretrati se la sospensione è già avvenutaRivolgiti al CAF per assistenza nella regolarizzazioneNella maggior parte dei casi, se presenti il Modello RED in ritardo ma prima che l’INPS concluda i controlli, puoi ottenere il ripristino della prestazione senza ulteriori sanzioni.Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. Esistono infatti alcuni casi di esonero previsti dalla normativa INPS. Vediamo quando NON devi presentare il Modello RED.Esonero Automatico dall’INPSL’INPS può esonerare automaticamente dalla presentazione del Modello RED i pensionati che si trovano in queste situazioni:Redditi già noti all’INPS: se l’Istituto ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle EntratePensionati con solo reddito da pensione INPS (nessun altro reddito)Dichiarazione dei redditi già presentata: se hai fatto il 730 o il Modello Redditi, l’INPS può acquisire automaticamente i datiPrestazioni non collegate al reddito: se percepisci prestazioni che non dipendono dal reddito (es. pensione di vecchiaia senza integrazioni)Come sapere se sei esonerato?Se sei esonerato, NON riceverai la comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED. L’assenza di comunicazione = esonero automatico.Esonero per Tipologia di PrestazioneAlcune prestazioni non richiedono mai il Modello RED:Pensione di vecchiaia ordinaria senza integrazioni al minimoPensione di anzianità/anticipata senza integrazioniIndennità di accompagnamento (non collegata al reddito)Pensioni di guerra diretteTFR e liquidazioniEsonero per Età AvanzataIn alcuni casi, l’INPS può esonerare pensionati molto anziani (es. oltre 90 anni) dalla presentazione del Modello RED, soprattutto se la situazione reddituale è stabile da anni e nota all’Istituto.Comunicazione di EsoneroSe sei esonerato, potresti ricevere una comunicazione esplicita di esonero dall’INPS, oppure semplicemente non riceverai alcuna comunicazione di richiesta del Modello RED.ATTENZIONE: Se negli anni precedenti eri esonerato ma quest’anno ricevi la comunicazione INPS, significa che la tua situazione è cambiata e sei obbligato a presentare il RED.Tabella Riepilogativa EsoneriSituazioneObbligato a presentare RED?Ricevo solo pensione INPS, nessun altro redditoNO (esonero automatico)Ricevo pensione + affittiSÌ (se INPS lo richiede)Ricevo assegno socialeSÌRicevo pensione con integrazione al minimoSÌRicevo pensione di reversibilitàSÌ (se INPS lo richiede)Ricevo solo indennità di accompagnamentoNOHo fatto il 730 e l’INPS ha acquisito i datiFORSE NO (verifica comunicazione INPS)Non ho ricevuto comunicazione INPSNO (sei esonerato)Come Verificare Se Sei ObbligatoPer avere la certezza se devi presentare il Modello RED:Controlla la posta (cartacea e sul cassetto previdenziale INPS)Se ricevi comunicazione INPS → SEI OBBLIGATOSe NON ricevi comunicazione → SEI ESONERATOIn caso di dubbi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Modello REDEcco le risposte alle domande più frequenti sul Modello RED pensioni 2026.Quando scade il Modello RED 2026?La scadenza ordinaria è il 31 marzo 2026. Tuttavia, l’INPS può concedere una proroga (comunicata tramite messaggio ufficiale). Negli anni passati le proroghe hanno spostato la scadenza a fine aprile o inizio maggio.Cosa succede se non presento il Modello RED?L’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica (pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.) fino a quando non regolarizzi la situazione. La sospensione comporta stop ai pagamenti.Devo presentare il Modello RED anche se ho fatto il 730?Sì, se l’INPS te lo richiede. Il Modello RED e la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) sono adempimenti distinti che possono coesistere. Tuttavia, se hai fatto il 730 e l’INPS ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate, potresti essere esonerato automaticamente (verificherai dall’assenza di comunicazione INPS).Il servizio del CAF per il Modello RED è a pagamento?No, il servizio di assistenza per la compilazione e l’invio del Modello RED presso il CAF Centro Fiscale di Udine è completamente gratuito per i pensionati.Quali redditi NON devo dichiarare nel Modello RED?Non vanno dichiarati: reddito prima casa, TFR, rendite INAIL, pensioni di guerra, assegno unico figli, indennità di accompagnamento, ANF.Posso presentare il Modello RED in ritardo?Sì, è sempre meglio presentarlo in ritardo che non presentarlo affatto. Presentandolo anche dopo la scadenza puoi ottenere il ripristino della prestazione e il pagamento degli arretrati (anche se dovrai richiederli esplicitamente).Come faccio a sapere se devo presentare il Modello RED?L’INPS invia una comunicazione diretta (per posta o sul cassetto previdenziale) ai pensionati obbligati. Se non ricevi comunicazione, sei esonerato.Posso inviare il Modello RED online da solo?Sì, se hai SPID, CIE o CNS puoi accedere al portale INPS e compilare autonomamente il Modello RED online. Tuttavia, se hai dubbi o situazioni complesse, è consigliabile rivolgersi al CAF.Devo dichiarare anche i redditi del coniuge?Solo se richiesto dall’INPS nella comunicazione. Per alcune prestazioni (come assegno sociale, maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge. In quel caso dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge.Quanto tempo ci vuole per presentare il Modello RED al CAF?Con tutti i documenti in ordine, la compilazione e l’invio richiedono circa 30 minuti presso il CAF Centro Fiscale di Udine. Prenota il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Aiuto con il Modello RED? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del Modello RED 2026.Cosa facciamo per te:✅ Compilazione assistita del Modello RED✅ Verifica documentale completa✅ Invio telematico all’INPS✅ Consegna ricevuta di avvenuta presentazione✅ Assistenza su pratiche pensionistiche✅ Servizio completamente gratuitoContattaci su WhatsAppOppure chiamaci allo 0432 1638640CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 07:20:352026-05-31 10:13:24Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS