Il bonus INPS per la stabilizzazione degli under 35 è uno degli incentivi più concreti del 2026 per le imprese che vogliono investire in capitale umano giovane. Si tratta di uno sgravio contributivo del 100% riconosciuto ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato un lavoratore che non ha ancora compiuto 35 anni — incluso il caso della trasformazione da contratto a termine a contratto a tempo indeterminato, la cosiddetta stabilizzazione.
In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: quando spetta lo sgravio, quali sono i requisiti da rispettare, come si calcola il beneficio (500 euro mensili al Centro-Nord, 650 euro nelle regioni ZES del Mezzogiorno), come gestire la procedura INPS e cosa succede se il rapporto di lavoro si interrompe prima della scadenza. Tutte le informazioni sono aggiornate alla Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026.
Che cos’è il bonus INPS per la stabilizzazione degli under 35
Il bonus INPS per la stabilizzazione degli under 35 è un esonero contributivo totale, pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi in caso di assunzione o trasformazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato di lavoratori che non hanno ancora compiuto 35 anni di età.
In parole semplici: il datore di lavoro che assume stabilmente un giovane under 35 non paga i contributi INPS per quel lavoratore per 24 mesi, fino a un massimale mensile di 500 euro (o 650 euro nelle regioni ZES del Mezzogiorno). Questo alleggerisce notevolmente il costo del lavoro e incentiva le imprese ad assumere giovani in modo stabile, anziché ricorrere a contratti precari o a proroghe continue di contratti a termine.
La misura è stata introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in Legge 95/2024), art. 22, e potenziata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 22), che ha prorogato l’incentivo e lo ha esteso fino ai 35 anni compiuti. La Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026 ne disciplina il funzionamento operativo per il 2026: procedure di domanda, modalità di calcolo e flusso UniEmens.
Il bonus giovani 2026 si applica sia alle nuove assunzioni dirette a tempo indeterminato sia alle trasformazioni di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato (stabilizzazione), purché il lavoratore rispetti i requisiti anagrafici e di pregresso lavorativo.
Requisiti per ottenere lo sgravio del 100%
Per accedere allo sgravio contributivo del 100%, devono essere soddisfatti specifici requisiti che riguardano sia il datore di lavoro che il lavoratore assunto. Vediamoli nel dettaglio.
Requisiti del lavoratore
- Età inferiore a 35 anni al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. La soglia è di 34 anni e 364 giorni: il giorno del compimento del 35° anno il lavoratore non è più agevolabile.
- Mai assunto a tempo indeterminato in precedenza: il lavoratore non deve aver mai avuto, in tutta la sua vita lavorativa, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro. Questa è la condizione più restrittiva e quella che spesso esclude molti candidati.
- Assunzione con contratto a tempo indeterminato: l’esonero spetta solo per contratti a tempo indeterminato, incluso l’apprendistato professionalizzante che si conclude con la conferma del lavoratore. Non spetta per contratti a termine, stagionali, in somministrazione o part-time ciclico.
Requisiti del datore di lavoro
- Regolarità contributiva: il datore di lavoro deve essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali (DURC regolare). Se ci sono irregolarità, l’esonero non può essere riconosciuto.
- Rispetto della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).
- Assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti: il datore di lavoro non deve aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica del lavoratore assunto.
- Mantenimento dell’occupazione: il datore di lavoro deve mantenere il lavoratore in forza per tutta la durata del periodo di esonero. La cessazione del rapporto per motivi economici prima della scadenza dei 24 mesi comporta la revoca del beneficio e la restituzione dei contributi fruiti.
È importante notare che l’esonero non spetta per i rapporti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter), per il lavoro accessorio, per i lavoratori già occupati a tempo indeterminato dallo stesso datore, né per le pubbliche amministrazioni.
Stabilizzazione: la casistica più comune
La stabilizzazione è il caso in cui un lavoratore con contratto a tempo determinato viene assunto a tempo indeterminato dallo stesso o da un altro datore di lavoro. È una delle situazioni più frequenti nel mercato del lavoro italiano, dove molti giovani iniziano la carriera con contratti precari e poi vengono stabilizzati.
Per quanto riguarda il bonus INPS, la stabilizzazione è equiparata a una nuova assunzione a tempo indeterminato. Quindi, se un’azienda ha assunto un giovane di 28 anni con contratto a termine per 12 mesi e poi decide di trasformare il contratto in indeterminato, può beneficiare dello sgravio del 100% sui contributi INPS per i successivi 24 mesi, a condizione che quel lavoratore non abbia mai avuto prima un contratto a tempo indeterminato.
Attenzione: la condizione storica di mai-contratto-indeterminato si verifica alla data dell’assunzione/trasformazione. Se il lavoratore ha avuto un contratto a tempo indeterminato con un altro datore di lavoro negli anni precedenti, anche se poi risolto, l’esonero non spetta. Questa verifica va condotta con cura, anche consultando l’estratto contributivo del lavoratore presso l’INPS.
Un esempio pratico: Marco ha 27 anni e lavora come impiegato in una PMI con contratto a termine dal gennaio 2025. A luglio 2026 l’azienda decide di stabilizzarlo. Prima di procedere, l’azienda verifica che Marco non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato. L’estratto contributivo INPS di Marco mostra solo contratti a termine e stage. L’azienda può quindi beneficiare dello sgravio del 100% per 24 mesi a partire dal mese di stabilizzazione, risparmiando fino a 500 euro al mese di contributi.
Importo dello sgravio: quanto si risparmia concretamente
Lo sgravio è del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi e contributi dovuti all’INAIL (che rimangono a carico del datore). Il beneficio è però soggetto a un massimale mensile:
- 500 euro al mese per le assunzioni nelle regioni del Centro-Nord
- 650 euro al mese per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)
Questi limiti (500 e 650 euro mensili) non sono particolarmente penalizzanti per i contratti di fascia medio-bassa, dove i contributi datoriali raramente superano queste soglie. Per retribuzioni più elevate, il beneficio rimane comunque significativo.
Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che un’azienda con sede a Milano stabilizzi a luglio 2026 un lavoratore di 30 anni con retribuzione lorda mensile di 1.800 euro. La quota contributiva a carico del datore (INPS) è circa il 23% della retribuzione, ovvero circa 414 euro al mese. Con lo sgravio del 100%, l’azienda risparmia 414 euro al mese (entro il massimale di 500 euro). Su 24 mesi, il risparmio totale è di circa 9.936 euro.
| Retribuzione lorda mensile | Contributi datore mensili (~23%) | Sgravio mensile Centro-Nord (max 500) | Risparmio su 24 mesi |
|---|---|---|---|
| 1.200 euro | 276 euro | 276 euro (100%) | circa 6.624 euro |
| 1.800 euro | 414 euro | 414 euro (100%) | circa 9.936 euro |
| 2.200 euro | 506 euro | 500 euro (massimale) | circa 12.000 euro |
| 3.000 euro | 690 euro | 500 euro (massimale) | circa 12.000 euro |
Per le aziende del Mezzogiorno, il massimale più alto (650 euro/mese) consente di coprire per intero i contributi datoriali fino a retribuzioni di circa 2.800 euro lordi mensili, con un risparmio massimo di 15.600 euro su 24 mesi.
Durata del beneficio: 24 mesi per tutti
La durata dell’esonero è di 24 mesi dalla data di assunzione o trasformazione del contratto, sia per le imprese del Centro-Nord sia per quelle del Mezzogiorno. La differenza tra le due zone riguarda solo il massimale mensile (500 vs 650 euro), non la durata.
La durata standard dell’esonero contributivo giovani è di 24 mesi dalla data di assunzione, indipendentemente dal fatto che il rapporto sia full-time o part-time. Se il contratto viene interrotto prima dei 24 mesi per volontà del lavoratore (dimissioni), l’azienda perde l’agevolazione per il periodo residuo, ma non deve restituire quanto già fruito legittimamente.
È importante ricordare che il periodo di esonero decorre dal mese dell’assunzione o della trasformazione. Se l’assunzione avviene il 15 luglio 2026, il primo mese di esonero è luglio 2026 (per intero). Il beneficio si esaurisce quindi a giugno 2028.
Come richiedere il bonus: la procedura INPS
La procedura per accedere allo sgravio contributivo è gestita interamente attraverso i sistemi INPS. Non esiste una domanda preventiva da presentare: il datore di lavoro (o il suo consulente del lavoro) espone direttamente l’esonero nel flusso UniEmens, la denuncia contributiva mensile che ogni datore di lavoro deve presentare all’INPS entro il giorno 16 del mese successivo a quello di competenza.
In sintesi, la procedura si articola così:
- Verifica dei requisiti: prima di procedere, verificare che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato (consultare l’estratto contributivo INPS) e che il datore rispetti tutti i requisiti elencati sopra.
- Comunicazione di assunzione o trasformazione: effettuare la comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego tramite il modello UNILAV entro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto di lavoro.
- Esposizione dell’esonero nel flusso UniEmens: nel mese successivo all’assunzione, il datore di lavoro (tramite il proprio consulente del lavoro o il CAF) espone nel flusso UniEmens il codice specifico dell’esonero, secondo le indicazioni della Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026. L’INPS verifica d’ufficio la sussistenza dei requisiti.
- Verifica da parte dell’INPS: l’ente previdenziale può effettuare verifiche a campione o mirate. Se emergono irregolarità (es. il lavoratore aveva già avuto un contratto a tempo indeterminato), l’INPS revoca il beneficio e il datore deve restituire i contributi non versati, con sanzioni e interessi.
Cumulabilità con altri incentivi: cosa si può combinare
Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità dello sgravio under 35 con altri incentivi. La risposta è articolata e dipende dalla natura degli altri benefici.
In linea generale, il bonus INPS under 35 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente, riferiti al medesimo periodo. Questo significa che se un lavoratore è contemporaneamente agevolabile sia come under 35 che come lavoratrice donna o come assunto in ZES Unica, il datore di lavoro deve scegliere quale esonero applicare.
Fa eccezione la maxi deduzione del 120% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato prevista dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, commi 399-400). Questa deduzione fiscale è cumulabile con gli esoneri contributivi INPS, incluso il bonus under 35, perché opera su un piano diverso (tassazione del reddito d’impresa, non contributi previdenziali). In pratica, il datore che stabilizza un under 35 può godere sia dello sgravio contributivo INPS sia della maxi deduzione IRPEF/IRES sul costo del lavoro.
| Incentivo | Tipo | Cumulabile con bonus under 35? |
|---|---|---|
| Maxi deduzione 120% (IRPEF/IRES) | Fiscale | Sì (piano diverso) |
| Bonus Donne (esonero contributivo) | Contributivo | No (stesso piano) |
| Bonus ZES Unica (esonero contributivo) | Contributivo | No (stesso piano) |
| Incentivi all’apprendistato | Contributivo | No (regime alternativo) |
Prima di procedere con l’assunzione o la stabilizzazione, è sempre consigliabile confrontarsi con un professionista — consulente del lavoro o CAF — per valutare quale combinazione di incentivi sia più conveniente nel caso specifico.
Cosa succede se il rapporto si interrompe prima dei 24 mesi
Se il rapporto di lavoro cessa prima del termine previsto per l’esonero, le conseguenze dipendono dalla causa della cessazione.
Dimissioni volontarie del lavoratore
Se il lavoratore si dimette spontaneamente, il datore di lavoro non è tenuto a restituire l’esonero già fruito. La cessazione del rapporto per volontà del lavoratore non comporta sanzioni per il datore. Tuttavia, l’esonero non spetta più per i mesi successivi alla data delle dimissioni.
Licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo
Anche in caso di licenziamento disciplinare (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo), il datore di lavoro non è obbligato alla restituzione dell’esonero fruito. L’incentivo cessa dalla data del licenziamento.
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Questa è la situazione più delicata. Se il datore di lavoro licenzia il lavoratore per motivi economici (riduzione del personale, ristrutturazione aziendale) durante il periodo di esonero, deve restituire l’esonero contributivo fruito, maggiorato degli interessi legali. La ratio è quella di evitare che le imprese assumano giovani solo per godere dell’incentivo e poi li licenzino prima della scadenza dei 24 mesi.
Domande frequenti sul bonus INPS under 35
Un lavoratore che ha avuto un apprendistato conta come “già assunto a tempo indeterminato”?
Dipende dall’esito dell’apprendistato. Se il contratto di apprendistato professionalizzante si è concluso con la conferma del lavoratore a tempo indeterminato, quella conferma conta come contratto a tempo indeterminato e preclude il bonus. Se invece l’apprendistato è terminato senza conferma (recesso durante o alla scadenza), non costituisce un precedente contratto a tempo indeterminato ai fini del bonus.
Il lavoratore ha compiuto 35 anni durante il periodo di esonero: cosa succede?
L’età del lavoratore viene verificata solo al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto. Se il lavoratore era under 35 quando è stato assunto a tempo indeterminato, il beneficio continua per tutta la durata prevista (24 mesi), anche se nel frattempo compie 35 anni.
L’esonero si applica anche al part-time?
Sì, l’esonero si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. In questo caso, il massimale mensile (500 o 650 euro) viene riproporzionato in base alle ore lavorate rispetto al full-time previsto dal CCNL applicato. Un dipendente al 50% avrà un massimale dimezzato (250 o 325 euro/mese), riflettendo la minore retribuzione e i minori contributi.
Cosa devo verificare prima di procedere con la stabilizzazione?
Prima di procedere, verificare almeno: (1) l’estratto contributivo INPS del lavoratore per escludere precedenti contratti a tempo indeterminato; (2) il DURC aziendale, che deve essere regolare; (3) l’assenza di licenziamenti nelle stesse mansioni nei 6 mesi precedenti; (4) che l’unità produttiva rispetti le norme di sicurezza sul lavoro. Per questa verifica, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione.
Il bonus vale per le assunzioni tramite agenzia interinale?
No. Il lavoro in somministrazione (interinale) è escluso dall’incentivo. L’esonero spetta solo per i contratti diretti tra datore di lavoro e lavoratore, a tempo indeterminato. Questo vale sia per le assunzioni dirette sia per le trasformazioni da contratto a termine a contratto a tempo indeterminato.
Norme di riferimento e fonti ufficiali
- DL 60/2024 (Decreto Coesione), art. 22, convertito in Legge 95/2024: introduce l’esonero contributivo per le assunzioni di giovani under 35.
- Legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 22: proroga l’incentivo ed estende la platea dei beneficiari fino ai 35 anni compiuti.
- Circolare INPS n. 23 del 14 febbraio 2026: istruzioni operative per l’applicazione dell’esonero nel 2026 (procedure UniEmens, modalità di calcolo, massimali).
- Sito INPS — Incentivi all’assunzione: nella sezione “Aziende” del sito inps.it è disponibile la pagina dedicata agli incentivi, con documenti e circolari aggiornate.
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Conclusioni: conviene stabilizzare un under 35 nel 2026?
Il bonus INPS per la stabilizzazione degli under 35 è uno strumento realmente conveniente per le imprese che vogliono investire nel capitale umano giovane. Uno sgravio del 100% dei contributi per 24 mesi può valere, a seconda della retribuzione, tra 6.000 e 12.000 euro di risparmio complessivo al Centro-Nord, e fino a 15.600 euro nelle regioni ZES del Mezzogiorno.
Naturalmente, prima di procedere è fondamentale verificare tutti i requisiti, in particolare la condizione storica di mai-contratto-indeterminato del lavoratore. Un errore in questa verifica può portare alla revoca dell’esonero e alla restituzione dei contributi, con pesanti conseguenze economiche per l’azienda.
Il nostro consiglio è di rivolgersi sempre a un professionista — consulente del lavoro o CAF — prima di procedere con la stabilizzazione. Il CAF Centro Fiscale offre servizi di consulenza per datori di lavoro e lavoratori su questo e molti altri temi previdenziali e fiscali. Prenota un appuntamento presso uno dei nostri sportelli per verificare la tua situazione specifica.





