Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOArchitetto Forfettario e INARCASSA 2026: Doppia Contribuzione, Minimi Soggettivo/Integrativo e ConvenienzaSei un architetto con partita IVA e stai valutando il regime forfettario? O sei gia’ in forfettario e ti stai chiedendo come funziona la contribuzione a INARCASSA? Sei nel posto giusto. In questa guida spieghiamo in modo chiaro come si calcolano i contributi INARCASSA per gli architetti forfettari nel 2026, cosa cambia rispetto al regime ordinario e come capire se il forfettario conviene davvero nel tuo caso specifico.La situazione piu’ frequente che ci viene posta: “Ho aperto partita IVA come architetto in forfettario, ma mi hanno detto che devo pagare sia le tasse che i contributi INARCASSA. Come funziona questa doppia contribuzione?”. La risposta richiede un po’ di attenzione, ma dopo questa guida avrai le idee chiare.Indice dei contenutiRegime forfettario per architetti nel 2026INARCASSA: la doppia contribuzione spiegataContributo soggettivo: aliquota e minimoContributo integrativo: aliquota e rivalsa 4%Contributo di maternita’INARCASSA e forfettario: cosa si deduce davveroCalcolo convenienza: forfettario vs ordinario per architettiQuando il forfettario NON conviene all’architettoErrori comuni al primo annoDomande frequenti In questa guida trovi:Come funziona il regime forfettario per gli architetti nel 2026INARCASSA: soggettivo, integrativo e contributo di maternita’Minimi 2026 e calcolo pratico con esempi numerici (40k, 60k, 80k)Deducibilita’ INARCASSA nel forfettario (cosa si puo’ e cosa no)Rivalsa 4% sul cliente: obbligo e modalita’Quando il forfettario conviene e quando no per un architettoErrori piu’ comuni al primo anno di attivita’Regime forfettario per architetti nel 2026Il regime forfettario e’ il regime agevolato per le partite IVA con ricavi o compensi annui fino a 85.000 euro. E’ particolarmente diffuso tra i liberi professionisti, inclusi gli architetti. Ecco le caratteristiche principali per il 2026.Coefficiente di redditivita’ per gli architetti: 78%Il coefficiente di redditivita’ e’ una percentuale che si applica al fatturato per calcolare il reddito imponibile forfettario. In parole semplici: non si tengono in conto le spese reali, ma si usa una percentuale fissa stabilita dalla legge.Per gli architetti (e piu’ in generale per le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche) il coefficiente e’ del 78%. Significa che se fatturi 50.000 euro, il tuo reddito imponibile calcolato con il forfettario e’ 50.000 x 78% = 39.000 euro.Fatturato annuoCoefficienteReddito imponibile forfettario40.000 euro78%31.200 euro60.000 euro78%46.800 euro80.000 euro78%62.400 euroAliquota sostitutiva: 15% (o 5% per le nuove attivita’)Sull’imponibile cosi’ calcolato si applica una imposta sostitutiva, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. L’aliquota e’:15% per chi e’ gia’ in attivita’ o ha aperto partita IVA in precedenza5% per i primi 5 anni di nuova attivita’, a patto di non aver esercitato attivita’ professionale o d’impresa analoga nei 3 anni precedentiPer un architetto che parte da zero e apre la partita IVA per la prima volta (o dopo 3 anni di inattivita’), l’aliquota ridotta al 5% rappresenta un grande vantaggio fiscale nei primi anni di carriera.Soglia di fatturato e cause di esclusionePuoi accedere al forfettario se il tuo fatturato annuo non supera 85.000 euro. Se superi questa soglia, esci dal regime dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, l’uscita avviene nell’anno stesso, con obbligo di versare l’IVA per le fatture emesse dopo il superamento della soglia.Altre cause di esclusione rilevanti per gli architetti: avere un reddito da lavoro dipendente o pensione superiore a 35.000 euro nell’anno precedente, o avere quote in societa’ di persone/SRL a ristretta base societaria con attivita’ analoga. Nota bene: Nel forfettario non si applica l’IVA sulle fatture (esonero IVA), non si applica la ritenuta d’acconto e non si tiene nota delle spese. Questo semplifica molto la gestione contabile, ma richiede attenzione su alcuni adempimenti specifici, come vedremo per INARCASSA.Per approfondire la scelta del regime, leggi anche la nostra guida: Calcolo Tasse Forfettario 2026: Simulatore Online con Esempi Pratici.INARCASSA: la doppia contribuzione spiegataINARCASSA (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti) e’ la cassa previdenziale obbligatoria per gli architetti con partita IVA iscritti all’Ordine degli Architetti. L’iscrizione e’ obbligatoria per chi esercita la libera professione, indipendentemente dal regime fiscale adottato.Si parla di doppia contribuzione perche’ INARCASSA prevede due distinti contributi obbligatori: il contributo soggettivo (calcolato sul reddito professionale) e il contributo integrativo (calcolato sul volume d’affari). A questi si aggiunge il contributo di maternita’. Vediamoli nel dettaglio. Box: Articolo correlato Per una panoramica completa su tutti i contributi INARCASSA (massimali, rateizzazione, riduzioni), leggi: Inarcassa 2026: Contributi Architetti, Minimi, Massimali e Come Ridurre la Base Imponibile.Contributo soggettivo: aliquota e minimoIl contributo soggettivo e’ il contributo pensionistico principale: va al tuo montante previdenziale e determina in futuro la tua pensione INARCASSA. Per il 2026 l’aliquota e’ del 14,5% sul reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF (o, nel forfettario, sul reddito imponibile forfettario).Come si calcola nel forfettarioNel regime forfettario, il reddito professionale su cui calcolare il soggettivo e’ il reddito imponibile forfettario, cioe’ il fatturato moltiplicato per il coefficiente 78%. Attenzione: i contributi INARCASSA NON si deducono dal reddito forfettario per calcolare l’imponibile (a differenza del regime ordinario), come vedremo nel capitolo sulla deducibilita’.Esempio pratico con fatturato 50.000 euro:Reddito imponibile forfettario: 50.000 x 78% = 39.000 euroContributo soggettivo INARCASSA: 39.000 x 14,5% = 5.655 euroMinimo soggettivo 2026INARCASSA prevede un contributo minimo soggettivo che va versato indipendentemente dal reddito effettivo. Anche se nell’anno hai guadagnato poco o niente, il minimo va pagato. Per il 2026 il minimo complessivo INARCASSA (soggettivo + integrativo + maternita’) e’ di circa 2.500 euro (dato aggiornato in KB, verificare sul sito inarcassa.it per il valore esatto suddiviso per voce).Il vantaggio del contributo minimo e’ che contribuisce comunque alla formazione della pensione futura: anche negli anni magri, stai costruendo il tuo montante previdenziale.FatturatoReddito imponibile (x78%)Soggettivo 14,5%Note10.000 euro7.800 euro1.131 euroSi paga il minimo INARCASSA40.000 euro31.200 euro4.524 euroSopra il minimo60.000 euro46.800 euro6.786 euroSopra il minimo80.000 euro62.400 euro9.048 euroSopra il minimoContributo integrativo: aliquota e rivalsa 4%Il contributo integrativo e’ diverso dal soggettivo: non va al tuo montante pensionistico personale, ma finanzia la gestione generale di INARCASSA (prestazioni sociali, fondo solidarieta’, ecc.). Per il 2026 l’aliquota e’ del 4% sul volume d’affari, cioe’ sul totale delle fatture emesse nell’anno (il fatturato lordo, non il reddito).La rivalsa del 4%: un meccanismo fondamentaleLa legge prevede che l’architetto abbia il diritto di rivalsa del contributo integrativo sul cliente. In termini pratici: puoi (e dovresti) aggiungere il 4% in fattura come voce separata, addebitandolo al committente. Questo meccanismo e’ previsto per evitare che l’intero peso del contributo integrativo cada sul professionista.Esempio di fattura da 10.000 euro per un architetto forfettario:Onorario professionale: 10.000,00 euroContributo integrativo INARCASSA 4%: 400,00 euroTotale fattura: 10.400,00 euroIVA: non applicata (regime forfettario)Ritenuta d’acconto: non applicata (regime forfettario)Attenzione: la rivalsa non e’ obbligatoria per legge nel senso assoluto (il professionista puo’ scegliere di non applicarla e assorbirla nel proprio onorario), ma e’ fortemente consigliata soprattutto quando il committente e’ un soggetto IVA (impresa o societa’) che puo’ detrarre o dedurre il costo.Volume d’affari nel forfettarioNel regime forfettario, il volume d’affari per il contributo integrativo e’ il totale delle fatture emesse nell’anno, inclusa la quota di rivalsa 4% eventualmente addebitata al cliente. Questo e’ un aspetto spesso frainteso: il 4% si calcola sul fatturato totale (comprensivo della rivalsa stessa), con la rivalsa che diventa parte del volume d’affari INARCASSA.FatturatoIntegrativo 4%Note40.000 euro1.600 euroRecuperabile con rivalsa cliente60.000 euro2.400 euroRecuperabile con rivalsa cliente80.000 euro3.200 euroRecuperabile con rivalsa clienteContributo di maternita’Oltre al soggettivo e all’integrativo, INARCASSA prevede un contributo di maternita’, che e’ un contributo fisso annuo dovuto da tutti gli iscritti (sia uomini che donne). Il contributo finanzia le prestazioni di maternita’/paternita’ erogate dalla cassa. L’importo e’ fisso e modesto (verificare l’importo esatto aggiornato sul sito inarcassa.it), e viene richiesto insieme alla dichiarazione annuale INARCASSA.INARCASSA e forfettario: cosa si deduce davveroQuesto e’ uno degli aspetti piu’ critici e fraintesi: nel regime forfettario i contributi INARCASSA NON si deducono dal reddito forfettario per il calcolo dell’imposta sostitutiva.Spieghiamo perche’: nel forfettario il reddito imponibile si calcola in modo standardizzato (fatturato x coefficiente 78%), senza tenere conto delle spese effettive ne’ dei contributi versati. Non puoi sottrarre i contributi INARCASSA per abbassare l’imponibile sul quale calcoli il 15% (o 5%). E’ una differenza fondamentale rispetto al regime ordinario.Invece, nel regime ordinario, i contributi INARCASSA (soggettivo) si deducono integralmente dal reddito complessivo IRPEF, abbassando l’imponibile e quindi le tasse. Questo vantaggio del regime ordinario e’ uno dei fattori da considerare nel calcolo convenienza. Attenzione errore comune: Molti architetti forfettari pensano di poter dedurre i contributi INARCASSA dall’imposta sostitutiva del 15%. Non e’ cosi’. I contributi INARCASSA nel forfettario vanno pagati per intero e non abbassano la base imponibile. Questo e’ uno dei motivi per cui il forfettario non sempre conviene all’aumentare del fatturato.C’e’ pero’ una parziale compensazione: nel regime forfettario i contributi INARCASSA soggettivi si possono dedurre dal reddito complessivo IRPEF per la parte eccedente (ad esempio, se hai anche altri redditi da lavoro dipendente). Ma se il forfettario e’ l’unico reddito, questa deduzione non ha effetto pratico ai fini del 15%.Approfondisci l’argomento nella nostra guida ai coefficienti: Coefficienti di redditivita’ forfettario 2026: analisi per settore e quanto si paga davvero.Calcolo convenienza: forfettario vs ordinario per architettiIl cuore della questione per ogni architetto con partita IVA: conviene di piu’ il regime forfettario o il regime ordinario? Non esiste una risposta universale: dipende dal fatturato, dalle spese effettive, dalla situazione familiare e dalla deducibilita’ dei contributi INARCASSA. Facciamo tre esempi pratici.Esempio 1: Fatturato 40.000 euroSupponiamo un architetto con 40.000 euro di fatturato, spese professionali reali stimate al 30% del fatturato (12.000 euro: software, polizza RC, corsi, trasferte) e contributi INARCASSA effettivi di circa 7.000 euro.VoceForfettarioOrdinario (IRPEF)Fatturato40.000 euro40.000 euroReddito imponibile31.200 (x78%)21.000 (40k-12k spese-7k INARCASSA)Imposta4.680 (15%)~5.100 (IRPEF ~23-25%)INARCASSA sogg.4.524 (14,5% su 31.200)~4.500 (14,5% su 28.000*)Totale carico~10.800 euro~11.200 euroA 40.000 euro il forfettario e’ leggermente vantaggioso, soprattutto per la semplicita’ gestionale e l’assenza di IVA.Esempio 2: Fatturato 60.000 euroVoceForfettarioOrdinario (IRPEF)Fatturato60.000 euro60.000 euroReddito imponibile46.800 (x78%)~30.000 (60k-15k spese-15k contributi)Imposta7.020 (15%)~8.000 (IRPEF progressiva 25-35%)INARCASSA sogg.6.786 (14,5%)~5.800Totale carico~16.200 euro~16.000 euroA 60.000 euro la differenza si assottiglia molto. Il forfettario rimane conveniente solo se le spese reali sono basse (sotto il 22% forfettizzato implicito).Esempio 3: Fatturato 80.000 euroVoceForfettarioOrdinario (IRPEF)Fatturato80.000 euro80.000 euroReddito imponibile62.400 (x78%)~38.000 (80k-22k spese-20k contributi)Imposta9.360 (15%)~11.500 (IRPEF progressiva)INARCASSA sogg.9.048~7.500Totale carico~21.800 euro~21.700 euroA 80.000 euro i due regimi sono praticamente equivalenti. Con spese reali alte (studio associato, collaboratori, ammortamenti importanti), l’ordinario diventa piu’ conveniente. Con spese basse (professionista singolo senza dipendenti), il forfettario tiene ancora.Quando il forfettario NON conviene all’architettoCi sono situazioni in cui il regime forfettario non e’ la scelta ottimale per un architetto:Spese professionali alte: se hai uno studio con affitto, personale di segreteria, strumentazione costosa (plotter, software BIM professionali), le spese reali superano di molto il 22% implicito del forfettario. In questo caso, dedurle nel regime ordinario abbassa significativamente l’IRPEF.Clienti privati con IVA recuperabile: se lavori prevalentemente con committenti privati che non possono recuperare l’IVA, l’esonero IVA del forfettario e’ un vantaggio competitivo. Al contrario, se lavori con imprese e PA, la rivalsa IVA e’ neutra per loro e non fa differenza.Redditi alti con scaglioni IRPEF bassi: a fatturati vicino alla soglia 85.000 euro, l’imponibile forfettario (66.300 euro) ricade negli scaglioni IRPEF piu’ alti (38-43%). In questo caso, dedurre le spese e i contributi INARCASSA puo’ abbassare molto l’imponibile ordinario.Investimenti in beni strumentali: nel forfettario non puoi ammortizzare i costi di acquisto di veicoli, attrezzature, computer. Nel regime ordinario questi sono deducibili (pro quota).Carichi familiari e detrazioni: nel forfettario non si applicano le detrazioni IRPEF (figli, interessi mutuo, spese mediche). Se hai figli a carico o un mutuo importante, queste detrazioni valgono solo nel regime ordinario.Errori comuni al primo annoChi apre partita IVA come architetto forfettario spesso commette alcuni errori ricorrenti. Eccoli, per evitarli:Non iscriversi a INARCASSA subito: l’iscrizione va fatta entro 30 giorni dall’iscrizione all’Ordine degli Architetti. Ritardi comportano sanzioni.Non inserire la rivalsa 4% in fattura: molti dimenticano di aggiungere il contributo integrativo INARCASSA in fattura, soprattutto ai clienti privati. Il risultato e’ che si paga il 4% di tasca propria.Non accantonare per i contributi: nel forfettario non c’e’ sostituto d’imposta che trattiene tasse e contributi. Devi accantonare ogni mese una quota del fatturato (circa 25-30%) per far fronte all’imposta sostitutiva e ai contributi INARCASSA.Calcolare male l’imponibile INARCASSA: il soggettivo si calcola sul reddito forfettario (fatturato x 78%), non sul fatturato lordo. L’integrativo invece si calcola sul fatturato totale (inclusa eventuale rivalsa).Pensare di non dover fare la dichiarazione: anche nel forfettario si compila il Modello Redditi (Quadro LM) e si trasmette la comunicazione annuale a INARCASSA.Non verificare la soglia 85.000 euro in corso d’anno: se stai avvicinandoti alla soglia, devi pianificare per tempo le conseguenze: potrebbe convenire anticipare l’uscita oppure rinviare alcune fatture all’anno successivo (entro i limiti di legge).Per gestire al meglio la fatturazione, puoi affidarti a software dedicati: leggi la nostra guida Software Fatturazione per Architetti 2026: Requisiti Studio Tecnico e Integrazione con Gestionale BIM.Domande frequenti (FAQ)Un architetto forfettario e’ obbligato a iscriversi a INARCASSA?Si’, l’iscrizione a INARCASSA e’ obbligatoria per tutti gli architetti liberi professionisti iscritti all’Ordine degli Architetti, indipendentemente dal regime fiscale adottato. Il regime forfettario non esime dall’obbligo contributivo verso la cassa previdenziale di categoria. Come si calcola la rivalsa INARCASSA del 4% per un forfettario?La rivalsa si calcola sul compenso netto dell’onorario e si aggiunge come voce separata in fattura. Esempio: onorario 5.000 euro + rivalsa INARCASSA 4% (200 euro) = totale fattura 5.200 euro. Non essendo in regime IVA, non si aggiunge l’IVA. Non si applica neppure la ritenuta d’acconto. I contributi INARCASSA si deducono nel regime forfettario?No, nel regime forfettario i contributi INARCASSA (soggettivo e integrativo) NON si deducono dall’imponibile forfettario per il calcolo dell’imposta sostitutiva. Il reddito imponibile si calcola solo come fatturato x 78%, senza sottrarre i contributi. Questa e’ una differenza importante rispetto al regime ordinario, dove i contributi soggettivi si deducono integralmente. Quanto paga di INARCASSA un architetto forfettario con 50.000 euro di fatturato?Con 50.000 euro di fatturato: reddito imponibile forfettario = 39.000 euro (50.000 x 78%). Contributo soggettivo = 5.655 euro (39.000 x 14,5%). Contributo integrativo = 2.000 euro (50.000 x 4%, recuperabile con rivalsa sul cliente). Il totale contributi INARCASSA e’ circa 7.655-8.000 euro (piu’ il contributo di maternita’ fisso). Bisogna poi aggiungere l’imposta sostitutiva del 15%: 39.000 x 15% = 5.850 euro. Carico totale: circa 13.500 euro su 50.000 di fatturato. Conviene passare al regime ordinario dopo i primi anni?Dipende. Il regime ordinario diventa conveniente quando: le spese reali superano il 22% del fatturato (soglia implicita del forfettario con coefficiente 78%), i carichi familiari e le detrazioni IRPEF sono significativi, si hanno collaboratori o ammortamenti importanti, e il fatturato e’ vicino agli 85.000 euro. E’ consigliabile fare ogni anno un calcolo comparativo con un CAF o commercialista prima di scegliere. Quando scade la comunicazione annuale a INARCASSA?La comunicazione annuale (dichiarazione redditi e volume d’affari) a INARCASSA va presentata entro il 31 ottobre di ogni anno, riferita all’anno precedente. I versamenti dei contributi calcolati sulla dichiarazione seguono le scadenze stabilite da INARCASSA, in genere in due o piu’ rate entro ottobre-novembre. Verificare sempre il calendario aggiornato sul sito ufficiale inarcassa.it. Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.Hai dubbi su INARCASSA e regime forfettario?I nostri consulenti CAF specializzati in professionisti con partita IVA possono aiutarti a calcolare la convenienza tra i regimi, verificare i contributi INARCASSA e gestire la tua dichiarazione. Richiedi un preventivo personalizzato. Contatta il CAF Centro FiscaleAgosto 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-25 07:51:082026-08-25 09:52:29Architetto Forfettario e INARCASSA 2026: Doppia Contribuzione, Minimi Soggettivo/Integrativo e Convenienza