Bonus assunzione per madri di tre figli: come funziona?

Bonus mamma

Con la circolare n. 82 del 29 luglio 2026, l’INPS ha reso finalmente operativo l’esonero contributivo per chi assume madri di almeno tre figli minorenni, una misura introdotta dalla legge di Bilancio 2026 e attiva dal 1° gennaio 2026. Si tratta di un incentivo pensato per favorire il rientro nel mondo del lavoro di donne con carichi familiari pesanti, ma con requisiti molto specifici che ne limitano la platea.

Cos’e’ il bonus assunzione madri di tre figli?

Il bonus assunzione madri di tre figli e’ tecnicamente un esonero contributivo: significa che il datore di lavoro che assume una madre con almeno tre figli minorenni non deve versare i contributi previdenziali a suo carico (salvo alcune eccezioni). Non si tratta di un contributo in denaro diretto all’azienda o alla lavoratrice, ma di un risparmio sui costi del lavoro che si traduce in un incentivo concreto all’assunzione.

La misura e’ stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026 con l’obiettivo di sostenere la conciliazione tra lavoro e famiglia e di facilitare il reingresso nel mercato del lavoro delle donne con carichi familiari significativi. L’INPS ne ha stabilito le regole operative con la circolare n. 82/2026.

Come funziona lo sgravio contributivo

Lo sgravio prevede l’azzeramento totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di:

  • 8.000 euro annui per lavoratrice (pari a 666,66 euro al mese)
  • 21,50 euro giornalieri nei casi in cui il rapporto inizi o termini nel corso del mese

Sono esclusi dallo sgravio:

  • I premi e contributi INAIL (assicurazione contro gli infortuni)
  • Il Fondo di tesoreria per il TFR
  • I contributi versati ai fondi di solidarieta’ bilaterali

In parole semplici: un’azienda che assume una madre di tre figli risparmia fino a 8.000 euro l’anno di contributi, ma continua a pagare l’INAIL e altri oneri specifici.

Durata dell’incentivo

La durata dell’esonero varia in base alla tipologia contrattuale:

Tipo di contrattoDurata dello sgravio
Tempo determinato (anche tramite somministrazione)12 mesi
Trasformazione da tempo determinato (gia’ agevolato) a indeterminato18 mesi dalla prima assunzione
Tempo indeterminato diretto24 mesi

Sono completamente escluse dall’incentivo:

  • Le pubbliche amministrazioni
  • I contratti di apprendistato
  • Il lavoro domestico (colf e badanti)
  • Il lavoro intermittente (anche a tempo indeterminato)

Chi puo’ accedere: requisiti della lavoratrice

Per rientrare nel bonus, la lavoratrice deve soddisfare entrambe le seguenti condizioni al momento dell’assunzione:

  1. Avere almeno tre figli minorenni. Il requisito si cristallizza al momento dell’assunzione: se successivamente uno dei figli diventa maggiorenne, il diritto gia’ maturato dall’azienda non viene meno.
  2. Essere priva di impiego: nei sei mesi precedenti l’assunzione non deve aver avuto rapporti di lavoro subordinato, ne’ aver percepito redditi da lavoro autonomo o parasubordinato superiori alle soglie di esenzione IRPEF.

Il combinato di questi due requisiti restringe significativamente la platea potenziale: si tratta di donne con tre o piu’ figli piccoli e senza un lavoro regolare da almeno sei mesi, una condizione che spesso si sovrappone a situazioni di marginalita’ sociale. L’incentivo non e’ quindi uno strumento di pianificazione HR su larga scala, ma una leva da attivare solo in presenza di un profilo molto specifico.

Condizioni richieste al datore di lavoro

Il datore di lavoro deve rispettare i principi generali sugli incentivi all’assunzione (art. 31 D.Lgs. 150/2015) e i requisiti della legge 296/2006:

  • Nessun obbligo preesistente verso quella posizione lavorativa
  • Nessuna violazione del diritto di precedenza di altri lavoratori
  • Nessuna sospensione in corso per crisi aziendale
  • DURC regolare (il documento che certifica la regolarita’ contributiva dell’azienda)
  • Assenza di violazioni in materia di lavoro e sicurezza
  • Rispetto dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni piu’ rappresentative

L’INPS ha inoltre chiarito che questo incentivo non si configura come aiuto di Stato, un aspetto rilevante per le aziende che operano in settori soggetti alla normativa europea sugli aiuti pubblici.

E’ cumulabile con altri incentivi?

La risposta dipende dall’incentivo. Ecco il quadro completo:

Non cumulabile con:

  • Esoneri per donne svantaggiate (legge 92/2012)
  • Decontribuzione Sud
  • Incentivi per l’assunzione di persone disabili
  • Incentivi per i percettori di NASpI

Cumulabile con:

  • La maxideduzione IRES per i datori di lavoro che assumono
  • Lo sgravio per le aziende con certificazione di parita’ di genere
  • La riduzione contributiva a carico della lavoratrice madre (misura in attesa di nuova disciplina dal 2027)

In caso di lavoratrice che rientrerebbe in piu’ categorie agevolate, il datore di lavoro deve scegliere quale misura applicare: non e’ possibile sommarle.

Come fare domanda all’INPS

La domanda si presenta tramite il modulo ELM3 sul Portale delle Agevolazioni dell’INPS. Attenzione a questi dettagli operativi:

  • Per i mesi da gennaio a luglio 2026 (gia’ trascorsi prima dell’operativita’ della circolare), il recupero dello sgravio e’ possibile solo nei flussi UniEmens di agosto, settembre e ottobre 2026
  • E’ obbligatorio indicare nella denuncia i codici fiscali di almeno tre figli minorenni della lavoratrice

Quest’ultimo adempimento richiede alle aziende una raccolta documentale puntuale: bisogna reperire e comunicare i codici fiscali dei figli, un passaggio non sempre immediato specialmente nelle prime fasi di gestione del rapporto di lavoro. Per gli articoli correlati su esoneri contributivi e sgravi, consulta anche Sostituzione Maternita’ 2026: Sgravi Contributivi e Bonus INPS Annullati: Esoneri Contributivi Revocati.

Attenzione ai fondi disponibili

Come per molti incentivi pubblici, anche questo sgravio e’ subordinato alla capienza delle risorse stanziate. Se l’INPS segnala il rischio di esaurimento dei fondi, le nuove domande non vengono piu’ accolte, anche se azienda e lavoratrice rispettano tutti i requisiti.

Gli stanziamenti previsti dalla legge di Bilancio 2026:

  • 5,7 milioni di euro per il 2026
  • Risorse crescenti negli anni successivi
  • 28,9 milioni di euro annui a regime dal 2035

La dotazione iniziale e’ contenuta: nei primi anni di applicazione, la disponibilita’ effettiva di fondi potrebbe diventare un limite concreto anche per chi soddisfa tutti i requisiti. Chi intende avvalersi dell’incentivo ha interesse a presentare domanda quanto prima. Per approfondire le misure a sostegno delle famiglie, leggi anche Maggiorazioni Assegno Unico 2026 e Come Richiedere il Bonus Mamme 2026.

Domande frequenti

Cosa succede se uno dei figli compie 18 anni dopo l’assunzione?

Il requisito dei tre figli minorenni si cristallizza al momento dell’assunzione. Se successivamente uno dei figli diventa maggiorenne, il diritto all’esonero gia’ maturato non viene meno: l’azienda continua a godere dello sgravio per l’intera durata prevista.

Il bonus vale anche per le assunzioni tramite agenzia interinale?

Si’, le assunzioni a tempo determinato tramite somministrazione (agenzia interinale) rientrano nell’incentivo e danno diritto allo sgravio per 12 mesi.

Posso cumulare questo bonus con altri sgravi per donne svantaggiate?

No. Il bonus non e’ cumulabile con gli esoneri per donne svantaggiate previsti dalla legge 92/2012, ne’ con la decontribuzione Sud, ne’ con gli incentivi per disabili o percettori di NASpI. Se la lavoratrice rientra in piu’ categorie, il datore di lavoro deve scegliere un solo incentivo da applicare.

Come si recuperano gli sgravi per i mesi da gennaio a luglio 2026?

Poiche’ la circolare INPS e’ arrivata a luglio 2026, i mesi precedenti non erano ancora stati regolamentati. Il recupero degli sgravi da gennaio a luglio 2026 puo’ avvenire solo nei flussi UniEmens di agosto, settembre e ottobre 2026.

Il lavoro domestico (colf, badanti) rientra nel bonus?

No. Il lavoro domestico e’ esplicitamente escluso dall’incentivo, insieme alle pubbliche amministrazioni, ai contratti di apprendistato e al lavoro intermittente.


Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.

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