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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Quattordicesima 2026: importi, requisiti e calendario pagamenti per lavoratori e pensionati

Pensione 2026 INPS

La quattordicesima 2026 rappresenta un appuntamento importante sia per i pensionati INPS che per i lavoratori dipendenti di alcuni settori specifici. Si tratta di una mensilita aggiuntiva che, nel caso dei pensionati, viene erogata automaticamente dall’INPS ogni anno a luglio, mentre per i lavoratori dipendenti dipende dal contratto collettivo nazionale di categoria. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere: importi, requisiti reddituali, calendario pagamenti 2026 e cosa fare se non la ricevi.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la quattordicesima?
  2. Quattordicesima pensionati INPS 2026: requisiti e importi
  3. Requisiti reddituali: i limiti da non superare
  4. Tabella importi 2026 per pensionati
  5. Calendario pagamenti quattordicesima 2026
  6. Quattordicesima per lavoratori dipendenti 2026
  7. Settori e CCNL che prevedono la quattordicesima
  8. Come si calcola la quattordicesima per i lavoratori
  9. Tassazione della quattordicesima
  10. Differenze tra quattordicesima e tredicesima
  11. Cosa fare se non si riceve la quattordicesima
  12. Esempi pratici di calcolo
  13. Domande frequenti

Cos’e la quattordicesima?

La quattordicesima mensilita e una prestazione economica aggiuntiva rispetto ai normali dodici mesi di stipendio o pensione. Il suo riconoscimento dipende da due ambiti distinti:

  • Per i pensionati INPS: e un diritto soggettivo stabilito dalla legge (Legge n. 127/2007, art. 5), riconosciuto automaticamente ogni anno ai pensionati con redditi bassi che abbiano compiuto almeno 64 anni di eta
  • Per i lavoratori dipendenti: e un istituto contrattuale, previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di specifiche categorie, non universale come la tredicesima

La principale differenza rispetto alla tredicesima (o “gratifica natalizia”) e che quest’ultima e garantita per quasi tutti i lavoratori dipendenti e pensionati, mentre la quattordicesima spetta solo a determinate categorie e solo al rispetto di precisi criteri. Per i pensionati, in particolare, il requisito reddituale e determinante: superare le soglie previste comporta l’esclusione totale dal beneficio.

Quattordicesima pensionati INPS 2026: requisiti e importi

La quattordicesima per i pensionati e disciplinata dall’art. 5 della Legge 127/2007 e successive modificazioni. Viene erogata dall’INPS in modo automatico, senza bisogno di presentare domanda, a tutti i pensionati che rispettano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • Eta anagrafica: aver compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026 (per il pagamento di luglio) oppure entro il 31 dicembre 2026 (per il conguaglio di dicembre)
  • Titolarita di pensione: essere titolari di una o piu pensioni a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), delle forme esclusive o sostitutive della stessa, dei fondi pensione complementari gestiti dall’INPS, o della Gestione Separata
  • Requisito reddituale: il reddito complessivo individuale non deve superare determinate soglie calcolate in multipli del trattamento minimo INPS

E importante precisare che l’INPS calcola e verifica automaticamente la spettanza della quattordicesima confrontando il reddito del pensionato con le soglie previste. Tuttavia, se il pensionato percepisce redditi aggiuntivi (da lavoro autonomo, affitti, ecc.) che non sono ancora noti all’INPS al momento del pagamento, potrebbe verificarsi un conguaglio negativo successivo.

Requisiti reddituali: i limiti da non superare

I limiti di reddito per la quattordicesima 2026 sono determinati in relazione al trattamento minimo INPS, che per il 2026 e pari a circa 598,61 euro mensili (importo rivalutato). Le soglie di riferimento sono le seguenti:

  • Fascia 1 – Reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo: limite pari a circa 11.372,08 euro annui (598,61 x 13 x 1,5). Spetta l’importo pieno della quattordicesima
  • Fascia 2 – Reddito tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo: limite pari a circa 15.163,46 euro annui (598,61 x 13 x 2). Spetta un importo ridotto della quattordicesima
  • Oltre 2 volte il trattamento minimo: nessuna quattordicesima spettante

Nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi percepiti nell’anno solare, inclusi quelli da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da fabbricati (rendite catastali), da capitale, da impresa e da pensione. Sono invece esclusi alcuni redditi specifici come i trattamenti di famiglia (assegni familiari), le indennita di accompagnamento e altri sussidi assistenziali. Il reddito del coniuge non rileva ai fini del calcolo, che e strettamente individuale.

Attenzione ai redditi da lavoro: se il pensionato svolge ancora attivita lavorativa (anche part-time o come libero professionista), quei redditi si sommano alla pensione. E fondamentale verificare la propria posizione per evitare recuperi successivi da parte dell’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a calcolare con precisione se rientri nelle soglie e a gestire eventuali comunicazioni con l’INPS.

Tabella importi 2026 per pensionati

L’importo della quattordicesima 2026 per i pensionati varia in funzione di due fattori: la fascia reddituale di appartenenza e il numero di anni di contribuzione versati nel corso della vita lavorativa. Ecco la tabella completa degli importi previsti per il 2026:

Fascia redditualeFino a 15 anni di contributi (lavoratori dipendenti)Da 15 a 25 anni di contributiOltre 25 anni di contributi
Fino a 1,5x trattamento minimo
Reddito fino a ~11.372 euro
336 euro420 euro504 euro
Da 1,5x a 2x trattamento minimo
Reddito tra ~11.372 e ~15.163 euro
196 euro246 euro296 euro
Oltre 2x trattamento minimo
Reddito superiore a ~15.163 euro
Nessun importoNessun importoNessun importo

Come leggere la tabella: un pensionato con reddito di 9.000 euro annui (fascia 1) e 28 anni di contribuzione (oltre 25 anni) ricevera la quattordicesima massima di 504 euro. Un pensionato con reddito di 13.000 euro (fascia 2) e 18 anni di contribuzione (da 15 a 25 anni) ricevera invece 246 euro.

Per i pensionati autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) gli importi sono lievemente differenti rispetto ai lavoratori dipendenti, in quanto le soglie di anzianita contributiva sono adeguate alle specificita di queste categorie. In generale, pero, i tre scaglioni di importo (basso, medio, alto) restano invariati.

Calendario pagamenti quattordicesima 2026

Il calendario dei pagamenti della quattordicesima 2026 da parte dell’INPS segue due finestre principali nell’anno. Conoscere le date esatte e fondamentale per pianificare la propria situazione finanziaria.

Pagamento di luglio 2026

Il pagamento principale della quattordicesima per i pensionati avviene nel mese di luglio 2026, insieme alla rata normale della pensione. Nello specifico:

  • Beneficiari: pensionati che hanno gia compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Modalita di pagamento: accreditata direttamente sul conto corrente o libretto postale indicato all’INPS, oppure ritirabile in contanti agli sportelli Poste Italiane
  • Data prevista: generalmente nella prima settimana di luglio, contestualmente al cedolino pensione di luglio 2026
  • Nessuna domanda richiesta: l’erogazione e automatica per chi rispetta i requisiti

Conguaglio di dicembre 2026

Il pagamento di dicembre riguarda due tipologie di pensionati:

  • Pensionati che compiono 64 anni tra agosto e dicembre 2026: questi pensionati non ricevono il pagamento a luglio, ma riceveranno la quattordicesima direttamente con la pensione di dicembre 2026, in un’unica soluzione che comprende anche gli importi relativi ai mesi precedenti (da luglio)
  • Conguagli positivi: se l’INPS, dopo aver acquisito i dati fiscali definitivi dell’anno, constata che il pensionato ha diritto a un importo maggiore rispetto a quanto gia pagato, eroga la differenza a dicembre
  • Conguagli negativi: al contrario, se il pensionato ha superato le soglie di reddito, l’INPS recupera le somme gia erogate, scalandole dalla pensione nei mesi successivi

Consulta sempre il cedolino pensione disponibile tramite il servizio online MyINPS per verificare l’importo accreditato e la denominazione della voce “quattordicesima”. Se hai dubbi sul cedolino o sulle date di pagamento, il nostro CAF a Udine e a disposizione per assisterti.

Quattordicesima per lavoratori dipendenti 2026

Per i lavoratori dipendenti, la quattordicesima mensilita non e un diritto universale come la tredicesima. La sua erogazione e prevista esclusivamente nei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) che la includono espressamente. Non esiste una legge che la imponga a tutti i datori di lavoro: e un istituto contrattuale che si consolida attraverso la contrattazione collettiva di categoria.

Per sapere se hai diritto alla quattordicesima, devi verificare il CCNL applicato dal tuo datore di lavoro. Questa informazione e riportata nella busta paga (cedolino) e nel contratto individuale di lavoro. In caso di dubbi, puoi rivolgerti al sindacato di categoria, al CAF o a un consulente del lavoro.

Settori e CCNL che prevedono la quattordicesima

I principali settori e contratti collettivi che prevedono la quattordicesima per i lavoratori dipendenti nel 2026 sono i seguenti:

Commercio e grande distribuzione

Il CCNL Commercio Terziario Distribuzione e Servizi (firmato da Confcommercio) e uno dei contratti piu diffusi che prevede la quattordicesima. Riguarda i lavoratori di negozi, supermercati, grandi magazzini, agenzie di viaggio, centri commerciali. La quattordicesima viene in genere pagata nel mese di luglio.

Turismo e ristorazione

Il CCNL Turismo (settore alberghi, ristoranti, bar, strutture ricettive) prevede la quattordicesima per i lavoratori con rapporto di lavoro continuativo. Anche qui il pagamento avviene tipicamente a luglio, in coincidenza con l’inizio della stagione estiva. Per i lavoratori stagionali, il calcolo avviene in proporzione ai mesi effettivamente lavorati.

Terziario, servizi e cooperative

Anche il CCNL Cooperative e alcuni CCNL del terziario avanzato (servizi informatici, consulenza, logistica) prevedono la quattordicesima. Le date di erogazione e le modalita di calcolo variano sensibilmente da contratto a contratto: e essenziale leggere attentamente la propria busta paga o consultare il CCNL applicato.

Settori che NON prevedono la quattordicesima

I contratti del settore metalmeccanico (CCNL Metalmeccanici Industria), del settore chimico, della pubblica amministrazione e molti altri settori industriali non prevedono la quattordicesima. In questi casi, lavoratori e imprenditori possono negoziare premi aziendali o altri istituti contrattuali, ma non si tratta di quattordicesima in senso tecnico.

Come si calcola la quattordicesima per i lavoratori

Il calcolo della quattordicesima per i lavoratori dipendenti segue criteri analoghi a quelli della tredicesima. In linea generale, l’importo e pari a una mensilita di retribuzione lorda, calcolata come la somma delle retribuzioni ordinarie percepite nei 12 mesi di competenza divisa per 12 (o per il numero di mesi effettivi del contratto).

Formula di calcolo base

La formula generale e la seguente:

Quattordicesima = (Retribuzione mensile lorda x Mesi lavorati) / 12

Se il lavoratore ha prestato servizio per l’intero anno (12 mesi), la quattordicesima sara pari a una mensilita intera. Se invece ha lavorato solo una parte dell’anno (ad esempio ha iniziato il lavoro a maggio), la quattordicesima sara calcolata in proporzione ai mesi lavorati.

Elementi inclusi nella base di calcolo

La base di calcolo include generalmente:

  • Stipendio base (minimo contrattuale)
  • Eventuali scatti di anzianita
  • Superminimi individuali e collettivi
  • Indennita di contingenza (ove ancora in vigore)

Sono invece generalmente esclusi: le ore straordinarie, i rimborsi spese, i premi di risultato variabili, le indennita occasionali. La base esatta da considerare puo variare a seconda del CCNL: per questo e consigliabile verificare sempre il contratto specifico.

Quattordicesima per part-time e contratti a termine

Anche i lavoratori part-time hanno diritto alla quattordicesima, ma calcolata sulla retribuzione proporzionale all’orario ridotto. Allo stesso modo, i lavoratori con contratto a tempo determinato maturano la quattordicesima in proporzione ai mesi di contratto, anche se questi ultimi non arrivano a 12 mesi nell’anno di competenza.

Tassazione della quattordicesima

La tassazione della quattordicesima varia a seconda del soggetto che la percepisce:

Tassazione per i lavoratori dipendenti

Per i lavoratori dipendenti, la quattordicesima viene tassata con le stesse regole della normale retribuzione mensile: si applica la ritenuta IRPEF per competenza (tassazione ordinaria progressiva) da parte del datore di lavoro, che agisce in qualita di sostituto d’imposta. La quattordicesima concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e va indicata nel Modello 730 o nel Modello Redditi PF se il lavoratore presenta la dichiarazione.

In sede di dichiarazione dei redditi, il conguaglio fiscale operato dal sostituto d’imposta (datore di lavoro) a fine anno potrebbe generare un debito o un credito IRPEF, a seconda della situazione complessiva del contribuente. La compilazione del Modello 730 permette di recuperare eventuali imposte pagate in eccesso o di regolarizzare quelle insufficienti.

Tassazione per i pensionati

Per i pensionati INPS, la quattordicesima e esente da IRPEF. La norma istitutiva (art. 5 Legge 127/2007) prevede espressamente che la quattordicesima non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF del pensionato. Questo significa che la somma viene erogata in modo netto, senza trattenute fiscali, e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, la quattordicesima rileva ai fini del calcolo del reddito per il diritto alla sua stessa erogazione: ossia, l’importo gia ricevuto negli anni precedenti non si somma al reddito per verificare il diritto futuro, ma il reddito da pensione e dagli altri eventuali redditi si. Questo aspetto e spesso fonte di confusione: se hai dubbi sulla tua situazione fiscale, il CAF di Udine puo verificare la tua posizione con il fisco.

Differenze tra quattordicesima e tredicesima

Molti contribuenti confondono tredicesima e quattordicesima. Ecco un confronto chiaro tra i due istituti:

CaratteristicaTredicesimaQuattordicesima
Base normativaLegge + contratti collettivi (quasi universale)Legge (pensionati) / CCNL di settore (lavoratori)
DestinatariQuasi tutti i lavoratori e pensionatiSolo alcune categorie e pensionati con reddito basso
Mese di pagamentoDicembre (Natale)Luglio (estate) o dicembre (conguaglio)
ImportoUna mensilita intera (pari allo stipendio mensile)Importo fisso (336-504 euro pensionati) o 1 mensilita (lavoratori CCNL)
Tassazione pensionatiTassata come reddito normaleEsente IRPEF
Requisito redditoNessuno (spetta a tutti)Solo per pensionati con reddito fino a 2x trattamento minimo

Cosa fare se non si riceve la quattordicesima

Se ritieni di avere diritto alla quattordicesima 2026 ma non l’hai ricevuta, le cause possono essere diverse. Ecco come procedere in base alla tua situazione:

Pensionati: come verificare e reclamare

Per i pensionati INPS, il primo passo e verificare il cedolino della pensione di luglio (disponibile su MyINPS o al CUP – Centro Unico di Prenotazione dell’INPS). Se la voce “quattordicesima” non compare, le possibili cause sono:

  • Eta non ancora raggiunta: non hai ancora compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Reddito superiore alle soglie: il tuo reddito complessivo supera 2 volte il trattamento minimo INPS
  • Tipologia di pensione non inclusa: la tua pensione non appartiene ai regimi coperti dalla norma (es. alcune pensioni estere o di guerra)
  • Errore INPS: dato anagrafico o reddituale errato nei sistemi INPS

In caso di errore o di mancato pagamento non giustificato, il pensionato puo:

  • Contattare il Contact Center INPS al numero gratuito 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare)
  • Presentare un modello di reclamo/istanza alla sede INPS territoriale di competenza
  • Rivolgersi a un CAF o patronato abilitato per assistenza nella pratica

Lavoratori: come rivalersi sul datore di lavoro

Per i lavoratori dipendenti, se la quattordicesima e prevista dal CCNL applicato ma non viene corrisposta:

  • Verificare innanzitutto che il proprio CCNL la preveda effettivamente
  • Contestare formalmente al datore di lavoro con lettera raccomandata o PEC
  • Rivolgersi alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) per una segnalazione ispettiva
  • Rivolgersi al giudice del lavoro tramite avvocato o sindacato per il recupero delle somme non pagate

I crediti da lavoro come la quattordicesima si prescrivono in 5 anni dalla data in cui avrebbero dovuto essere erogati (termine ordinario) oppure in 2 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro in certi casi. E quindi importante agire tempestivamente.

Esempi pratici di calcolo

Per rendere piu concreto il discorso, ecco alcuni esempi pratici di calcolo della quattordicesima 2026:

Esempio 1 – Pensionato con reddito basso e lunga carriera

Profilo: Mario, 68 anni, pensionato ex lavoratore dipendente, 30 anni di contributi INPS

Reddito annuo: 9.800 euro (pensione netta piu piccoli rendite)

Fascia reddituale: Fascia 1 (inferiore a 1,5x trattamento minimo ~11.372 euro)

Anzianita contributiva: oltre 25 anni

Quattordicesima spettante: 504 euro (importo massimo), esente IRPEF, pagata a luglio 2026

Esempio 2 – Pensionato con reddito medio

Profilo: Anna, 70 anni, ex commerciante, 18 anni di contributi come artigiana

Reddito annuo: 13.500 euro (pensione piu un piccolo affitto)

Fascia reddituale: Fascia 2 (tra 1,5x e 2x trattamento minimo: tra ~11.372 e ~15.163 euro)

Anzianita contributiva: da 15 a 25 anni

Quattordicesima spettante: 246 euro, esente IRPEF, pagata a luglio 2026

Esempio 3 – Pensionato che compie 64 anni a settembre 2026

Profilo: Giovanni, 63 anni compiuti a settembre 2026, reddito basso, 32 anni di contributi

Pagamento a luglio 2026: Non spettante (compie 64 anni dopo il 31 luglio)

Pagamento a dicembre 2026: Spettante! Ricevera un importo proporzionale (da settembre a dicembre = 4 mesi x importo mensile) oppure l’intero importo annuo, a seconda delle regole INPS vigenti

Esempio 4 – Lavoratore del commercio

Profilo: Laura, 35 anni, impiegata in un supermercato con CCNL Commercio, stipendio mensile lordo 1.800 euro, lavora da 8 anni in questa azienda

Ha lavorato tutto l’anno 2026? Si (12 mesi su 12)

Calcolo: 1.800 euro / 12 x 12 mesi = 1.800 euro lordi di quattordicesima

Data di pagamento: luglio 2026, tassata con IRPEF ordinaria (sostituto imposta = il datore di lavoro)

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Domande Frequenti sulla Quattordicesima 2026

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026?

Hanno diritto alla quattordicesima pensione 2026 i pensionati INPS che: 1) hanno compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026 (pagamento a luglio) o entro il 31 dicembre 2026 (pagamento a dicembre); 2) sono titolari di pensione AGO o forme sostitutive; 3) hanno un reddito complessivo annuo inferiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.163 euro nel 2026). Non e necessario presentare domanda: l’INPS eroga automaticamente la quattordicesima.

Quanto vale la quattordicesima per i pensionati nel 2026?

Gli importi della quattordicesima 2026 per i pensionati variano da 196 a 504 euro netti (esenti IRPEF), in base a due fattori: la fascia reddituale e gli anni di contribuzione. L’importo massimo e di 504 euro (fascia 1, oltre 25 anni di contributi). L’importo minimo e di 196 euro (fascia 2, fino a 15 anni di contributi). Per i pensionati con reddito superiore a due volte il trattamento minimo non e previsto alcun importo.

Quando viene pagata la quattordicesima 2026?

La quattordicesima 2026 viene pagata in due momenti: a luglio 2026 (contestualmente alla pensione mensile) per i pensionati che hanno gia compiuto 64 anni entro il 31 luglio; a dicembre 2026 per i pensionati che compiono 64 anni tra agosto e dicembre 2026 e per eventuali conguagli. La data esatta di accredito coincide con quella del normale pagamento della pensione mensile.

La quattordicesima si paga anche ai lavoratori dipendenti?

Si, ma non a tutti. La quattordicesima per i lavoratori dipendenti e prevista solo se il proprio CCNL la include espressamente. I principali settori che la prevedono sono: commercio e grande distribuzione (CCNL Confcommercio), turismo e ristorazione, alcune cooperative e settori del terziario. Il pagamento avviene tipicamente a luglio. Chi non e sicuro del proprio diritto deve verificare il CCNL applicato dal proprio datore di lavoro.

La quattordicesima e tassata?

Dipende dal soggetto. Per i pensionati INPS: la quattordicesima e completamente esente da IRPEF, viene erogata netta e non va dichiarata. Per i lavoratori dipendenti: e tassata come normale reddito da lavoro dipendente, con ritenuta IRPEF operata dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) e concorre al reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi (Modello 730).


Hai dubbi sulla quattordicesima o sulla tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, calcolare l’importo spettante e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS per la quattordicesima e per tutte le pratiche pensionistiche.

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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-12 07:48:342026-05-31 16:20:53Quattordicesima 2026: importi, requisiti e calendario pagamenti per lavoratori e pensionati
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura

    contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

    Dal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
    2. Chi può fare versamenti volontari INPS
    3. La novità 2026: solo procedura online
    4. Come eseguire i versamenti online: guida pratica
    5. Importi dei versamenti volontari 2026
    6. Scadenze e termini di versamento
    7. Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari
    8. Effetti dei versamenti volontari sulla pensione
    9. Casi pratici e simulazioni
    10. Domande frequenti

    Cosa sono i versamenti volontari INPS

    I versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.

    I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.

    Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa.

    Chi può fare versamenti volontari INPS

    Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

    • Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
    • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda
    • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulati
    • Agricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestione
    • Soggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiesti

    Esistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.

    Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo.

    La novità 2026: solo procedura online

    La novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.

    Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.

    In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:

    • Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPA
    • App INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale web
    • Intermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionali
    • Banche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPS
    • Poste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceo

    La modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente.

    Come eseguire i versamenti online: guida pratica

    Eseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.

    Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitale

    Il primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitale
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitati

    Se non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.

    Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”

    Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:

    1. Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNS
    2. Dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”
    3. Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”
    4. Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamento

    Passaggio 3: genera l’avviso pagoPA

    Il cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:

    • Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)
    • Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)
    • Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)

    Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.

    Passaggio 4: effettua il pagamento

    Con il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:

    • Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitale
    • Portale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avviso
    • App Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPA
    • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPA
    • ATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPA

    Al termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi.

    Importi dei versamenti volontari 2026

    L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.

    Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)

    Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:

    Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)

    Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)

    La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%

    Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.

    Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.

    Calcolo per artigiani e commercianti

    Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:

    • Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)
    • Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibile

    Anche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.

    Calcolo per la Gestione Separata

    Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).

    Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario.

    Scadenze e termini di versamento

    I versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:

    TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento
    1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 2026
    2° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 2026
    3° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 2026
    4° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027

    Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.

    Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.

    Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari

    Prima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.

    La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:

    1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”
    3. Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributivi
    4. Allega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)
    5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnato

    In alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.

    L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:

    • Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamenti
    • La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi
    • L’importo trimestrale indicativo del versamento
    • La gestione previdenziale di pertinenza

    Validità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività.

    Effetti dei versamenti volontari sulla pensione

    Capire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.

    Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionistici

    Il primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:

    • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)
    • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)
    • Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributi
    • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)

    I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.

    Effetto sull’importo della pensione

    Il secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.

    In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.

    Deducibilità fiscale dei versamenti volontari

    Un vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.

    Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita.

    Casi pratici e simulazioni

    Per capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.

    Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figli

    Scenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.

    Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.

    Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.

    Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassa

    Scenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.

    Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.

    Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesi

    Scenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.

    Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.

    Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitale

    Al di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:

    • Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazione
    • Chi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026
    • Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediario
    • Chi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPA

    Importante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online.

    Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPS

    Come ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.

    Vantaggi

    • Flessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formali
    • Deducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo netto
    • Effetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenziale
    • Strumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gap
    • Possibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributiva

    Svantaggi

    • Costo elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passato
    • Rendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimento
    • Non recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensione
    • Soggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello atteso
    • Obbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera

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    Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

    Dal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?

    Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.

    Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

    Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.

    I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?

    Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.

    Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?

    Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.

    Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?

    Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 11, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
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      Dal 1° gennaio 2026 i versamenti volontari INPS possono essere effettuati esclusivamente online: addio definitivo ai bollettini postali cartacei e al modello F24 presso gli sportelli fisici. La novità, introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, rappresenta un cambiamento sostanziale per tutti i lavoratori che usano la contribuzione volontaria per colmare i buchi contributivi e raggiungere i requisiti pensionistici. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può versare volontariamente, come fare domanda di autorizzazione, gli importi e le aliquote 2026, le scadenze trimestrali e i canali digitali da utilizzare.

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      Indice dei contenuti

      1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
      2. Novità 2026: pagamento esclusivamente online
      3. Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie
      4. Come fare la domanda di autorizzazione INPS
      5. Come eseguire i versamenti online dal 2026
      6. Importi e aliquote 2026 per gestione
      7. Scadenze trimestrali: quando pagare
      8. Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari
      9. Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione
      10. Errori da evitare
      11. Domande frequenti

      Cosa sono i versamenti volontari INPS

      I versamenti volontari INPS (denominati anche contributi volontari) sono contributi previdenziali che il lavoratore paga autonomamente, di propria iniziativa, per coprire periodi in cui non ha svolto attività lavorativa e quindi non ha maturato contribuzione obbligatoria. Si tratta di uno strumento pensionistico fondamentale per chi ha avuto interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione, lavoro part-time o attività non coperte da contribuzione INPS.

      L'obiettivo principale è raggiungere il numero di anni contributivi necessari per accedere alla pensione oppure aumentare l'importo dell'assegno pensionistico. I contributi volontari confluiscono nella gestione previdenziale di appartenenza del lavoratore (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Gestione Separata, Gestione Artigiani e Commercianti) e producono gli stessi effetti dei contributi obbligatori ai fini pensionistici.

      Non si tratta di una soluzione per tutti: per poter versare volontariamente occorre essere stati preventivamente autorizzati dall'INPS e aver maturato una minima anzianità contributiva pregressa. L'autorizzazione ha effetto retroattivo dalla data della domanda e non si prescrive: una volta ottenuta, l'assicurato può versare in qualsiasi momento.

      Novità 2026: pagamento esclusivamente online

      Il cambiamento più significativo del 2026 riguarda le modalità di pagamento. Con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, l'Istituto ha comunicato che, a partire dal 1° gennaio 2026, i versamenti dei contributi volontari devono essere effettuati esclusivamente attraverso canali telematici. Vengono definitivamente eliminati:

      • Bollettini postali cartacei (modello MAV e bollettino Freccia): non più accettati dagli uffici postali
      • Modello F24 in forma cartacea consegnato presso sportelli bancari o postali senza conto corrente
      • Pagamenti allo sportello INPS in contanti o assegno

      La digitalizzazione forzata del processo rientra nel più ampio piano di modernizzazione dei servizi INPS avviato negli ultimi anni, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione. L'INPS ha gradualmente eliminato i canali cartacei per quasi tutti i versamenti contributivi: i versamenti volontari erano uno degli ultimi a non essere stati completamente digitalizzati.

      Cosa cambia nella pratica? Gli assicurati autorizzati ai contributi volontari ricevono ogni trimestre il piano di versamento telematico attraverso il portale MyINPS o via email (se hanno attivato le notifiche). Il pagamento avviene esclusivamente tramite i canali digitali indicati nella sezione dedicata di questo articolo.

      Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie

      Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. È necessario soddisfare specifici requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ecco le categorie ammesse e i requisiti:

      Lavoratori dipendenti (FPLD)

      Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, il requisito minimo è di 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) oppure, per chi non ha raggiunto questo limite, almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Sono ammessi sia i lavoratori che hanno interrotto temporaneamente il rapporto di lavoro, sia coloro che hanno cessato definitivamente l'attività.

      Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)

      Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari dopo aver maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione di riferimento. L'autorizzazione è necessaria anche per chi ha cessato l'attività autonoma e desidera proseguire la contribuzione.

      Iscritti alla Gestione Separata

      I lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori occasionali) devono aver versato contributi per almeno 5 anni di contribuzione effettiva. La base imponibile per il calcolo dei contributi volontari viene determinata sulla media dei redditi imponibili degli ultimi 12 mesi di attività.

      Casalinghe e casalinghi

      Una categoria spesso trascurata ma importante: anche chi svolge lavoro di cura domestica non retribuito può iscriversi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavoro di cura non retribuito (il cosiddetto "fondo casalinghe"), versando contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Non è richiesta contribuzione pregressa per questa gestione specifica.

      Attenzione: i periodi coperti da versamenti volontari non sono compatibili con periodi di lavoro subordinato o autonomo per i quali vige l'obbligo assicurativo. In altre parole, non puoi versare volontariamente per un periodo in cui hai lavorato e hai già contributi obbligatori.

      Come fare la domanda di autorizzazione INPS

      Prima di poter effettuare qualsiasi versamento, è obbligatorio ottenere l'autorizzazione dall'INPS. Senza autorizzazione preventiva, i versamenti non vengono riconosciuti ai fini pensionistici. Ecco la procedura passo per passo.

      Procedura online (unica modalità dal 2026)

      1. Accedi al portale MyINPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
      2. Vai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Contributi volontari”
      3. Seleziona “Domanda di autorizzazione ai versamenti volontari”
      4. Compila il modulo indicando la gestione di appartenenza e i periodi da coprire
      5. Allega la documentazione richiesta (estratto contributivo, eventuale documentazione del periodo da coprire)
      6. Invia la domanda e attendi la comunicazione di accoglimento

      L'INPS esamina la domanda e verifica il possesso dei requisiti. Se l'autorizzazione viene concessa, viene comunicata per iscritto all'assicurato. L'autorizzazione decorre dalla data di presentazione della domanda: è importante presentarla tempestivamente, poiché retroattivamente non potrai coprire periodi antecedenti alla data di protocollo della domanda (con alcune eccezioni per contribuzione figurativa).

      Hai bisogno di assistenza per la domanda di autorizzazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta il patronato per la presentazione della domanda all'INPS, la verifica dei requisiti contributivi e la stima dei vantaggi pensionistici. Contattaci per una consulenza personalizzata.

      Come eseguire i versamenti online dal 2026

      Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni trimestre l'INPS mette a disposizione il piano di versamento telematico con gli importi dovuti. Dal 2026 i canali abilitati per il pagamento sono esclusivamente i seguenti.

      Portale MyINPS

      Il canale principale è il portale MyINPS (myinps.inps.it). Dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Contributi volontari” → “Paga contributi volontari” trovi i bollettini trimestrali precompilati con gli importi esatti. Il pagamento avviene direttamente online tramite:

      • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, Maestro)
      • Bonifico bancario online
      • PagoPA (il sistema unificato di pagamento alla PA)

      App IO

      La app IO (il wallet digitale del cittadino per i servizi pubblici) consente di ricevere notifiche di scadenza e pagare i contributi volontari INPS direttamente dallo smartphone. Nella sezione “Pagamenti” dell'app trovi i bollettini INPS e puoi saldarli con carta o con il saldo prepagato dell'app. È il metodo più comodo per chi vuole gestire tutto da mobile.

      PagoPA (canale bancario online)

      In alternativa, puoi pagare tramite PagoPA attraverso il home banking della tua banca o posta, inserendo il codice di avviso che trovi nel piano di versamento. Quasi tutte le banche italiane supportano PagoPA: cerca la voce “Pagamenti PA” o “PagoPA” nell'area pagamenti del tuo internet banking. Anche Poste Italiane supporta il pagamento PagoPA tramite app BancoPosta o sito postepay.it.

      Modello F24 online (ancora ammesso)

      Il modello F24 rimane valido, ma solo nella versione telematica: tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web su Entratel/Fiscoline) oppure attraverso il proprio istituto bancario tramite home banking. Il codice tributo da utilizzare varia in base alla gestione di appartenenza. L'F24 cartaceo consegnato allo sportello è invece definitivamente abolito per questi versamenti dal 2026.

      Cosa fare se non si è pratici di strumenti digitali? È possibile delegare un CAF, un patronato o un consulente a effettuare i pagamenti per proprio conto. Il CAF Centro Fiscale fornisce assistenza completa anche per la gestione dei pagamenti telematici dei contributi volontari.

      Importi e aliquote 2026 per gestione

      Il calcolo degli importi dei versamenti volontari 2026 dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, dalla retribuzione o reddito di riferimento e dall'aliquota contributiva applicabile. Vediamo i dettagli per ciascuna categoria.

      Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)

      Per i lavoratori dipendenti, la base di calcolo è la retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi di lavoro retribuito (o degli ultimi 24 mesi se più favorevole). L'aliquota applicata è quella in vigore per i lavoratori dipendenti, pari al 33% della retribuzione imponibile. Tale aliquota, nei contributi obbligatori suddivisa tra datore e lavoratore, viene pagata interamente dall'assicurato nei versamenti volontari.

      La retribuzione settimanale minima per il 2026, che rappresenta la base minima di calcolo, è aggiornata annualmente dall'INPS in base alla variazione del costo della vita. Per il 2026 la retribuzione convenzionale minima giornaliera è fissata in circa 51,83 euro (aggiornamento con circolare INPS inizio anno).

      Gestione Artigiani

      Per gli artigiani, i contributi volontari si calcolano applicando le stesse aliquote dei contributi obbligatori al reddito medio degli ultimi 12 mesi di attività. Le aliquote 2026 per la Gestione Artigiani sono:

      • 24% del reddito imponibile (quota IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) per i titolari
      • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per la maternità e malattia
      • Minimale 2026: circa 3.983 euro trimestrali (contributo fisso sul minimale di reddito)

      Gestione Commercianti

      Per i commercianti, le aliquote 2026 sono lievemente superiori:

      • 24,48% del reddito imponibile (quota IVS) per i titolari
      • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per malattia
      • Minimale 2026: circa 4.054 euro trimestrali

      Gestione Separata

      Per gli iscritti alla Gestione Separata, l'aliquota per i versamenti volontari è quella applicata ai collaboratori e professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per il 2026 l'aliquota è del 26,23% (comprensiva di aliquota DIS-COLL e maternità). La base imponibile è la media dei redditi da lavoro degli ultimi 12 mesi di contribuzione effettiva.

      Tabella riepilogativa delle aliquote 2026:

      Gestione INPSAliquota IVS 2026Base di calcolo
      Lavoratori dipendenti (FPLD)33%Retribuzione media settimanale ultimi 12/24 mesi
      Artigiani24%Reddito medio ultimi 12 mesi
      Commercianti24,48%Reddito medio ultimi 12 mesi
      Gestione Separata26,23%Media redditi ultimi 12 mesi di contribuzione
      Fondo casalingheFissoDa 25,82 a 51,65 euro al mese

      Scadenze trimestrali: quando pagare

      I versamenti volontari INPS hanno cadenza trimestrale. Ogni trimestre è riferito a un periodo specifico dell'anno e deve essere pagato entro una data precisa. Il rispetto delle scadenze è fondamentale: i versamenti effettuati fuori termine non vengono riconosciuti per i periodi corrispondenti.

      Trimestre di riferimentoScadenza di pagamento
      1° trimestre (gennaio-marzo)Entro il 30 giugno
      2° trimestre (aprile-giugno)Entro il 30 settembre
      3° trimestre (luglio-settembre)Entro il 31 dicembre
      4° trimestre (ottobre-dicembre)Entro il 31 marzo dell'anno successivo

      In sintesi, ogni versamento va effettuato entro il terzo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Esempio pratico: il contributo per il primo trimestre 2026 (gennaio-marzo 2026) deve essere pagato entro il 30 giugno 2026.

      Versamenti tardivi o parziali: se si salta un trimestre, non è possibile recuperarlo versando in un trimestre successivo. L'INPS valuta la continuità dei versamenti: periodi non coperti rimangono scoperti e non contribuiscono al maturare del diritto pensionistico. Tuttavia, non esiste un obbligo di versare ogni trimestre: l'autorizzazione non decade se si salta un periodo, ma ovviamente quel trimestre non sarà coperto contributivamente.

      Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari

      Prima di decidere se conviene avviare i versamenti volontari INPS, è utile fare una valutazione costi-benefici onesta. Non sempre è la scelta più conveniente: dipende da età, situazione lavorativa, reddito e obiettivi pensionistici.

      Vantaggi

      • Copertura dei buchi contributivi: permette di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata colmando anni di contribuzione mancanti
      • Aumento dell'assegno pensionistico: più contributi equivalgono a una pensione più alta nel sistema contributivo
      • Deducibilità fiscale IRPEF: i contributi volontari versati all'INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF (art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR). Ogni euro versato riduce l'imponibile fiscale, con un risparmio proporzionale alla tua aliquota marginale IRPEF
      • Nessun vincolo di versamento continuo: puoi saltare trimestri senza perdere l'autorizzazione
      • Cumulabilità con la NASPI: in molti casi compatibile con l'indennità di disoccupazione (verifica caso per caso con il CAF)

      Svantaggi

      • Costo elevato: soprattutto per i dipendenti (aliquota 33%), il costo per coprire un anno intero può superare i 10.000 euro, a seconda della retribuzione di riferimento
      • Rendimento incerto: nel sistema contributivo il valore della pensione dipende dai coefficienti di trasformazione e dall'età di pensionamento. Versare oggi non garantisce un ritorno proporzionale
      • Non recupera periodi antecedenti la domanda: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione, non può coprire periodi già passati
      • Alternativa al riscatto più costosa per alcuni periodi: per la laurea o il servizio militare, il riscatto agevolato può essere più conveniente
      • Digitalizzazione obbligatoria dal 2026: serve SPID o CIE attivo, o appoggiarsi a un intermediario abilitato

      Consiglio del CAF: prima di avviare i versamenti volontari, è fondamentale richiedere all'INPS il proprio estratto contributivo aggiornato e farsi fare una simulazione pensionistica. In questo modo potrai valutare quanti anni mancano, quanto costerebbe la contribuzione volontaria e se alternative come la pensione anticipata siano più adatte alla tua situazione.

      Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione

      I versamenti volontari non sono l'unico strumento per integrare la contribuzione previdenziale. È importante conoscere le differenze con gli altri istituti disponibili, per scegliere quello più adatto alla propria situazione.

      Riscatto dei periodi

      Il riscatto permette di far valere ai fini pensionistici periodi che non sono coperti da contribuzione obbligatoria ma che sono stati ufficialmente riconosciuti (es. anni di laurea, servizio militare, anni di aspettativa non retribuita). A differenza dei versamenti volontari:

      • Il riscatto riguarda periodi specifici e predefiniti, non periodi generici
      • Il costo del riscatto si calcola sulla retribuzione attuale moltiplicata per l'aliquota e gli anni da riscattare
      • Il riscatto della laurea ha una versione agevolata con aliquota ridotta per chi è nel sistema contributivo puro
      • È possibile rateizzare il pagamento del riscatto fino a 10 anni senza interessi

      Pace contributiva (riscatto agevolato dei periodi vuoti)

      La pace contributiva consente di riscattare, con un costo agevolato, i periodi di vuoto contributivo compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di 5 anni. A differenza dei versamenti volontari:

      • Si possono coprire periodi già passati (retroattività totale fino a 5 anni, nel limite temporale previsto)
      • Il costo è calcolato con l'aliquota della gestione moltiplicata per il reddito dell'anno precedente
      • È detraibile al 50% dall'IRPEF (non deducibile, a differenza dei versamenti volontari)
      • Non richiede la stessa anzianità contributiva minima dei versamenti volontari

      Ricongiunzione

      La ricongiunzione è uno strumento per unificare contributi versati in diverse gestioni previdenziali (es. hai lavorato come dipendente e poi come autonomo, oppure hai contributi in una cassa professionale e nell'INPS). La ricongiunzione trasferisce tutti i contributi in un'unica gestione:

      • Può essere onerosa (a pagamento) o gratuita a seconda dei casi
      • Non aggiunge contributi: sposta quelli già esistenti da una gestione all'altra
      • È alternativa al cumulo contributivo gratuito (legge Fornero) che in molti casi è più conveniente

      In estrema sintesi: i versamenti volontari coprono periodi futuri e vuoti recenti; il riscatto e la pace contributiva coprono periodi passati specifici; la ricongiunzione consolida contributi già esistenti. Spesso la strategia ottimale combina più strumenti. Affidati al CAF Centro Fiscale per una valutazione complessiva della tua posizione previdenziale, anche in vista della dichiarazione dei redditi 730 dove potrai dedurre i contributi versati.

      Errori da evitare con i versamenti volontari INPS

      Dalla nostra esperienza come CAF e patronato, ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono nella gestione dei versamenti volontari INPS:

      1. Versare senza autorizzazione: i contributi versati prima di ottenere l'autorizzazione INPS non vengono riconosciuti. Presentate sempre prima la domanda
      2. Confondere la data di decorrenza: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione della domanda, non da quando si inizia a versare. Ogni giorno di ritardo nella domanda è un periodo coperto in meno
      3. Versare per periodi già coperti da contribuzione obbligatoria: il versamento verrebbe rimborsato ma senza interessi, con perdita di tempo e burocrazia
      4. Non verificare la prescrizione dei periodi: in alcuni casi i periodi possono essere già prescritti (10 anni per le gestioni autonome)
      5. Dal 2026: tentare di pagare con bollettini cartacei: il pagamento non sarà accettato. Assicurati di avere SPID o CIE attivi prima delle scadenze trimestrali
      6. Non portare in deduzione i contributi volontari: molti dimenticano di indicarli nella dichiarazione dei redditi 730. Si perde un risparmio fiscale IRPEF importante
      7. Non fare una simulazione pensionistica prima: versare per anni scoprendo poi che non conviene è uno spreco di risorse. Richiedi prima una consulenza al CAF Centro Fiscale

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      Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

      Dal 2026 come si pagano i versamenti volontari INPS?

      Dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si pagano esclusivamente online: tramite il portale MyINPS, l’app IO, il sistema PagoPA attraverso la propria banca online, oppure con modello F24 telematico. I bollettini postali cartacei e il modello F24 cartaceo agli sportelli non sono piu accettati. La modifica e stata introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025.

      Quanti anni di contributi servono per l’autorizzazione ai versamenti volontari?

      Per i lavoratori dipendenti (FPLD) servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane), oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per gli autonomi (artigiani e commercianti) servono 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione effettiva.

      I versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito?

      Si, i contributi volontari versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) nel quadro degli oneri deducibili. Il risparmio fiscale e proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

      Cosa succede se salto il pagamento di un trimestre?

      L’autorizzazione rimane valida a tempo indeterminato. Semplicemente quel trimestre non sara coperto da contribuzione e non contribuira alla maturazione del diritto pensionistico. Non e possibile recuperare il trimestre saltato versando importi maggiori in seguito. L’autorizzazione non decade per omissione di versamenti.

      Qual e la differenza tra versamenti volontari e riscatto della laurea?

      I versamenti volontari coprono periodi di vuoto contributivo dalla data di autorizzazione in poi. Il riscatto della laurea permette di far valere gli anni di studio universitario come contribuzione, indipendentemente da quando si e conseguita. Il riscatto agevolato della laurea ha un costo ridotto per chi e nel sistema contributivo puro ed e rateizzabile. I due strumenti sono complementari, non alternativi.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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        NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

        NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione

        NASPI 2025

        Maggio 2026 porta con sé una domanda fondamentale per migliaia di lavoratori italiani in cerca di occupazione: quando arriva il pagamento della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della Dis-Coll (indennità di disoccupazione per collaboratori) questo mese? Sapere con precisione la data di accredito della disoccupazione INPS è essenziale per pianificare le spese mensili, gestire mutui, affitti e bollette. In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine, trovi il calendario completo dei pagamenti NASPI e Dis-Coll di maggio 2026, gli importi aggiornati, come verificare il tuo accredito e cosa fare in caso di ritardi o problemi.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015
        2. Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori
        3. Calendario pagamenti NASPI maggio 2026
        4. Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026
        5. Come verificare la data esatta del tuo pagamento
        6. Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage
        7. Durata massima NASPI 2026
        8. Cosa fare se il pagamento è in ritardo
        9. Rinnovo e proroga della NASPI
        10. Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale
        11. FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

        Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015

        La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione italiana, istituita dal Decreto Legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 in sostituzione delle precedenti ASpI e mini-ASpI. È gestita dall’INPS ed è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

        Chi può richiedere la NASPI 2026? I lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato) che:

        • Hanno perso involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito di procedura conciliativa, dimissioni per giusta causa)
        • Hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione
        • Hanno almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
        • Sono in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 181/2000

        IMPORTANTE: La domanda NASPI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto di questo termine non comporta la perdita del diritto, ma riduce il periodo di spettanza: la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro (se la domanda è presentata entro 8 giorni), oppure dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se presentata tra il 9° e il 68° giorno). Se presentata oltre i 68 giorni, si perdono le prestazioni relative al periodo precedente alla domanda.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda NASPI, la verifica dei requisiti e il calcolo dell’importo spettante. Contattaci per un appuntamento.

        Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori

        La Dis-Coll (Indennità di Disoccupazione per Collaboratori) è la prestazione di disoccupazione dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e agli assegnisti di ricerca. Anch’essa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla Legge n. 81/2017, è erogata dall’INPS.

        Requisiti Dis-Coll 2026:

        • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
        • Non essere pensionati
        • Non avere partita IVA attiva al momento della presentazione della domanda
        • Cessazione involontaria del rapporto di collaborazione
        • Almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto al momento della cessazione stessa
        • Avere almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del rapporto di collaborazione

        La domanda Dis-Coll va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di collaborazione. Gli importi e le modalità di calcolo sono simili alla NASPI, ma con alcune differenze legate alla base di calcolo contributiva.

        Calendario pagamenti NASPI maggio 2026

        Il pagamento NASPI di maggio 2026 segue il consueto calendario INPS. L’INPS non pubblica date fisse univoche per tutti i beneficiari: la data esatta di accredito dipende dalla banca/Ufficio Postale di riferimento e dal numero di pratiche in elaborazione. Tuttavia, storicamente i pagamenti NASPI avvengono indicativamente tra il 10 e il 15 di ogni mese, con variazioni in base a:

        • Data di presentazione della domanda (i nuovi beneficiari ricevono il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla domanda)
        • Istituto di credito o Poste Italiane utilizzato (i bonifici su conto corrente bancario arrivano prima rispetto ai pagamenti su libretto postale)
        • Correttezza della documentazione fornita all’INPS
        • Presenza di comunicazioni obbligatorie (SAP, attività lavorativa occasionale) che possono ritardare il ricalcolo

        In base al calendario INPS 2026 e alle comunicazioni ufficiali, per maggio 2026 i pagamenti NASPI sono attesi prevalentemente:

        Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
        NASPI – bonifico bancario (conto corrente)tra il 12 e il 15 maggio 2026Accredito diretto sul c/c bancario indicato nella domanda
        NASPI – pagamento Poste (conto BancoPosta / libretto)tra il 13 e il 16 maggio 2026Disponibile allo sportello PostePay o BancoPosta
        NASPI – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha presentato domanda ad aprile 2026
        NASPI – pagamento con arretratientro fine maggio 2026Per pratiche con conguagli o ricalcoli

        ATTENZIONE: Le date indicate sono stime basate sui calendari storici INPS. L’INPS non pubblica un calendario ufficiale mensile per i pagamenti NASPI. Per la data esatta del tuo pagamento, è necessario verificare direttamente sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS o tramite l’app INPS Mobile (vedi sezione dedicata). Per aggiornamenti sui pagamenti INPS di maggio 2026, puoi anche consultare la nostra guida completa.

        Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026

        Anche per la Dis-Coll maggio 2026 valgono le stesse regole generali dell’INPS per i pagamenti mensili. La Dis-Coll segue lo stesso ciclo di pagamento della NASPI, con accrediti che avvengono tipicamente nella seconda settimana del mese.

        Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
        Dis-Coll – bonifico bancariotra il 12 e il 15 maggio 2026Stesso ciclo della NASPI per pagamenti ordinari
        Dis-Coll – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha cessato il rapporto di collaborazione a marzo-aprile 2026
        Dis-Coll – riemissione per comunicazione redditivariabile, entro fine meseSe sono presenti variazioni reddituali da comunicare all’INPS

        Differenza importante: La Dis-Coll è incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo (compresa la partita IVA). Se durante il periodo di percezione della Dis-Coll si avvia un’attività con regime forfettario o altra forma di lavoro autonomo, la prestazione viene sospesa o revocata. Tuttavia, a differenza della NASPI, la Dis-Coll non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato neanche in forma ridotta.

        Come verificare la data esatta del tuo pagamento

        Per sapere quando arriva esattamente il pagamento della tua NASPI o Dis-Coll, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali. Ecco come utilizzarli:

        1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino (INPS online)

        Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il servizio INPS che raccoglie tutte le informazioni sulla tua posizione previdenziale, inclusi i pagamenti effettuati e quelli programmati. Per accedere:

        1. Accedi a www.inps.it
        2. Clicca su “Accedi ai servizi” e scegli SPID, CIE o CNS
        3. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
        4. Nella sezione “Pagamenti” trovi l’elenco di tutti gli accrediti con data e importo

        2. App INPS Mobile

        L’app ufficiale INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare i pagamenti in mobilità. Dopo l’accesso con SPID o CIE:

        • Seleziona “I miei servizi”
        • Cerca “NASPI” o “Dis-Coll”
        • Visualizza lo stato della pratica e i pagamenti effettuati

        3. Verifica tramite PIN o contatto telefonico INPS

        Se non hai SPID o CIE, puoi contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (a pagamento da cellulare). Gli operatori possono fornire informazioni sullo stato della pratica e sui pagamenti programmati.

        4. Verifica tramite estratto conto INPS

        L’estratto conto previdenziale INPS (accessibile con SPID) riporta i periodi contributivi e le prestazioni ricevute. È uno strumento utile per verificare che tutti i contributi siano stati correttamente accreditati, condizione necessaria per la spettanza della NASPI.

        Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage

        L’importo della NASPI 2026 è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi 4 anni (52 settimane precedenti la disoccupazione, divisa per il numero di settimane di contribuzione). L’INPS aggiorna annualmente i massimali con circolare specifica (generalmente a febbraio di ogni anno).

        Calcolo importo NASPI 2026

        La formula di calcolo NASPI prevede:

        1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione (retribuzione imponibile / numero settimane contribuite × 4,33)
        2. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,18 euro (soglia 2026), l’importo NASPI è pari al 75% della retribuzione media
        3. Se la retribuzione media mensile supera i 1.425,18 euro, l’importo NASPI è pari al 75% di 1.425,18 euro + 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,18 euro
        4. In ogni caso, l’importo non può superare il massimale mensile NASPI 2026

        Massimale NASPI 2026

        Il massimale mensile NASPI per il 2026 è stato aggiornato dall’INPS con Circolare n. 29 del 2026. Per l’anno 2026, il massimale è pari a 1.550,42 euro mensili (lordi). Questo importo massimo viene ulteriormente ridotto dal décalage mensile (vedi sotto). L’importo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF: l’INPS applica una ritenuta d’acconto del 23% sull’imponibile fiscale. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), l’importo percepito confluisce nel reddito complessivo e può dar luogo a conguaglio a debito o a credito.

        Décalage NASPI: la riduzione mensile

        Il décalage NASPI è la riduzione progressiva mensile dell’importo dell’indennità. A partire dal sesto mese di percezione (181° giorno), l’importo NASPI si riduce del 3% al mese. Per i lavoratori con più di 55 anni, la riduzione del 3% mensile scatta dal nono mese (271° giorno).

        PeriodoRiduzione importoDecorrenza
        1° – 5° mese (1-150 giorni)Importo pieno (nessuna riduzione)Dal 1° giorno di disoccupazione
        Dal 6° mese (dal 151° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori under 55
        Dal 9° mese (dal 271° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori over 55
        Massima riduzione cumulativaFino al 56-57% dell’importo inizialeNegli ultimi mesi di percezione (periodo massimo 24 mesi)

        Esempio pratico: Un lavoratore che percepisce 1.200 euro mensili di NASPI (importo lordo netto da décalage): – Dal 1° al 5° mese: 1.200 euro/mese – 6° mese: 1.200 – 3% = 1.164 euro – 7° mese: 1.164 – 3% = 1.129 euro – 8° mese: 1.129 – 3% = 1.095 euro – E così via, con una riduzione progressiva del 3% sull’importo del mese precedente

        Durata massima NASPI 2026

        La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni (48 mesi). Il D.Lgs. 22/2015 prevede un limite assoluto di 24 mesi (104 settimane): anche se si ha maturato un numero di settimane contributive superiore, non si può percepire la NASPI per più di 2 anni consecutivi.

        Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anniDurata NASPI spettante
        13 settimane (minimo)6,5 settimane (circa 1,5 mesi)
        26 settimane13 settimane (circa 3 mesi)
        52 settimane (1 anno)26 settimane (6 mesi)
        78 settimane (1,5 anni)39 settimane (9 mesi)
        104 settimane (2 anni)52 settimane (12 mesi)
        208 settimane (4 anni)104 settimane (massimo 24 mesi)

        Per chi lavora part-time o ha periodi di lavoro discontinuo, le settimane di contribuzione si accumulano in proporzione. I contributi figurativi (congedo parentale, malattia, ecc.) non vengono conteggiati ai fini della durata NASPI, ma possono incidere sull’importo.

        Cosa fare se il pagamento è in ritardo

        Se il pagamento NASPI non arriva entro la metà del mese, oppure se noti discrepanze nell’importo accreditato, segui questa procedura:

        1. Verifica sul Fascicolo Previdenziale (www.inps.it con SPID/CIE) se il pagamento risulta “in elaborazione” o “sospeso”
        2. Controlla le comunicazioni INPS: a volte il pagamento viene sospeso perché manca una comunicazione obbligatoria (es. avvio attività lavorativa, variazione stato familiare)
        3. Contatta il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito) per informazioni sullo stato della pratica
        4. Recati allo sportello INPS di competenza (prenotando un appuntamento tramite il sito INPS) se la situazione non si risolve online
        5. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono assisterti nel monitorare la pratica e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS

        Cause comuni di ritardo o sospensione NASPI:

        • Omessa comunicazione di attività lavorativa occasionale (obbligo di comunicare entro il giorno precedente l’inizio dell’attività)
        • Superamento del limite di reddito per la compatibilità con lavoro dipendente o autonomo
        • Dati bancari errati o IBAN non aggiornato
        • Domicilio cambiato e non comunicato all’INPS
        • Mancata DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro o mancata partecipazione ai programmi di politica attiva
        • Pratiche in fase di riesame (es. ricorso, verifica requisiti)

        Rinnovo e proroga della NASPI

        La NASPI non può essere rinnovata automaticamente alla scadenza. Al termine del periodo di spettanza, l’indennità cessa definitivamente. Tuttavia, se nel frattempo si è lavorato e si sono maturati nuovi contributi, è possibile presentare una nuova domanda NASPI in caso di ulteriore disoccupazione.

        Quando si può fare una nuova domanda NASPI?

        • Dopo aver lavorato come dipendente per almeno 13 settimane dalla precedente cessazione
        • Solo in caso di nuova cessazione involontaria del rapporto di lavoro
        • Entro 68 giorni dalla nuova cessazione

        Sospensione temporanea NASPI: È possibile sospendere temporaneamente la NASPI (senza perdere il diritto al periodo residuo) in caso di:

        • Lavoro subordinato a tempo determinato con reddito superiore a 8.174 euro annui: la NASPI è sospesa per tutta la durata del contratto e riprende alla sua scadenza
        • Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito superiore al limite di compatibilità: sospensione per tutto il periodo di attività

        Per approfondire le possibilità legate alla NASPI 2026 e verificare il tuo diritto alla prestazione, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata.

        Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale per pratiche NASPI

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è uno dei principali punti di riferimento in Friuli Venezia Giulia per l’assistenza nelle pratiche previdenziali e fiscali. I nostri operatori sono abilitati ad assistere i cittadini in tutte le fasi della pratica NASPI e Dis-Coll:

        • Verifica preventiva dei requisiti per accedere alla NASPI o alla Dis-Coll
        • Calcolo dell’importo spettante e simulazione del décalage
        • Presentazione telematica della domanda all’INPS tramite delega
        • Monitoraggio dello stato della pratica dopo la presentazione
        • Assistenza in caso di sospensione o revoca della prestazione
        • Gestione delle comunicazioni obbligatorie (attività lavorativa, variazioni reddituali)
        • Dichiarazione dei redditi NASPI nel modello 730 o Redditi PF
        • Richiesta di NASPI anticipata per apertura partita IVA o regime forfettario

        Puoi contattarci presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche utilizzare il modulo di contatto qui sotto.

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        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

        Quando viene pagata la NASPI a maggio 2026?

        La NASPI viene generalmente accreditata tra il 12 e il 15 di ogni mese. Per maggio 2026, i pagamenti ordinari sono attesi indicativamente tra il 12 e il 15 maggio 2026 per bonifici bancari, con qualche giorno di variazione per i pagamenti su conto BancoPosta. La data esatta dipende dalla propria banca e dallo stato della pratica. Per verificare la data precisa del proprio accredito, accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su www.inps.it con SPID o CIE.

        Quante settimane di contribuzione servono per avere la NASPI?

        Per avere diritto alla NASPI occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nel periodo di 4 anni precedenti la disoccupazione. Inoltre, sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. La durata della NASPI e pari alla meta delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

        Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

        Il massimale mensile NASPI per il 2026 è aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2026, il massimale indicativo è circa 1.550 euro lordi mensili (il valore esatto viene comunicato con circolare INPS a inizio anno). L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Dal sesto mese di percezione, l’importo si riduce del 3% mensile (decalage).

        La Dis-Coll viene pagata lo stesso giorno della NASPI?

        Sì, la Dis-Coll segue sostanzialmente lo stesso calendario di pagamento della NASPI. Anche per la Dis-Coll i pagamenti avvengono indicativamente tra il 12 e il 15 del mese. La data esatta dipende dall’istituto di credito e dallo stato della singola pratica. E possibile verificare il proprio pagamento tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS (www.inps.it con SPID/CIE) o tramite l’app INPS Mobile.

        Cosa devo fare se non ricevo il pagamento NASPI entro il 15 del mese?

        Se il pagamento NASPI non arriva entro il 15-16 del mese, verificare prima sul Fascicolo Previdenziale INPS se il pagamento risulta in elaborazione o sospeso. Controllare anche che l’IBAN sia aggiornato. Se il pagamento risulta sospeso, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione obbligatoria all’INPS (es. attività lavorativa, variazione stato familiare). In caso di dubbi, contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (0432 1638640) per assistenza nella gestione della pratica.

        La NASPI si può dichiarare nel 730?

        Sì, la NASPI e un reddito tassabile IRPEF che deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi PF. L’INPS invia la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo di ogni anno. I dati NASPI vengono pre-compilati dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi anche in presenza di NASPI.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella presentazione della domanda NASPI, nel calcolo dell’importo spettante e nella gestione di tutte le comunicazioni INPS. Compila il modulo o contattaci su WhatsApp.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 08:47:162026-05-31 16:12:39NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione
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          Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 e atteso nella seconda meta del mese per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. L’Assegno Unico Universale (AUU), la prestazione erogata dall’INPS a supporto delle famiglie con figli a carico, segue ogni mese un calendario preciso che dipende dalla situazione ISEE del nucleo familiare e dall’eventuale presenza di domande gia consolidate o da aggiornare. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che ti serve sapere: le date di accredito di maggio 2026, gli importi aggiornati, le cause piu comuni che bloccano il pagamento e come risolverle, le fasce ISEE di riferimento e i contatti per richiedere assistenza immediata.

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          Indice dei contenuti

          1. Quando arriva il pagamento di maggio 2026
          2. Calendario date accredito INPS maggio 2026
          3. Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle
          4. Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali
          5. Come sbloccare l’erogazione: guida pratica
          6. Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare
          7. Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie
          8. ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento
          9. Arretrati e conguagli: quando spettano
          10. Simulazione importo: calcola il tuo assegno
          11. Domande frequenti

          Quando arriva il pagamento di maggio 2026

          Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 non ha una data unica valida per tutti: l’INPS accredita la prestazione in un arco temporale che va indicativamente dal 17 al 30 maggio 2026, con variazioni in base alla tipologia di domanda e alle caratteristiche del nucleo familiare. Esistono due macro-categorie di beneficiari con tempistiche diverse:

          • Famiglie con domanda consolidata e ISEE valido: il pagamento avviene nella terza settimana del mese, di norma tra il 17 e il 22 maggio 2026. Questi nuclei hanno gia completato ogni adempimento burocratico e l’INPS eroga automaticamente l’importo sulla base dei dati in archivio.
          • Famiglie in attesa di rinnovo ISEE o con pratiche in corso: il pagamento puo slittare fino alla fine del mese (26-30 maggio), oppure essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione ISEE.
          • Nuovi richiedenti o domande presentate nel mese corrente: per chi ha inoltrato la domanda dopo il 30 aprile 2026, il primo accredito avviene nel mese successivo alla lavorazione della pratica da parte dell’INPS.

          E importante ricordare che l’Assegno Unico Universale non prevede un giorno fisso di pagamento pubblicato ufficialmente dall’INPS nel senso di un calendario preventivo assoluto: l’istituto comunica le date attraverso i suoi canali istituzionali (sito INPS, Patronato e CAF autorizzati) a ridosso dell’erogazione. Tuttavia, sulla base dei pagamenti degli anni precedenti e delle circolari INPS di riferimento, e possibile stimare con buona precisione le finestre di accredito.

          Calendario date accredito INPS maggio 2026

          Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 si articola come segue, sulla base delle finestre di accredito storicamente consolidate e dei comunicati dell’istituto previdenziale:

          Tipologia beneficiarioFinestra di accreditoNote
          Domanda attiva, ISEE 2026 valido, nessuna variazione17 – 22 maggio 2026Accredito automatico, nessuna azione richiesta
          Domanda attiva, ISEE in aggiornamento23 – 27 maggio 2026Il pagamento avviene dopo la validazione dell’ISEE
          Domanda rinnovata a maggio 202626 – 30 maggio 2026Il primo pagamento e in questo range
          Domanda con variazioni familiari (nascita figlio, separazione)28 – 31 maggio 2026Necessaria verifica da parte dell’operatore INPS
          Prima domanda presentata dopo il 30 aprile 2026Giugno 2026L’accredito scatta dal mese successivo alla lavorazione

          L’accredito avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale (oppure sulla carta prepagata con IBAN) indicato nella domanda originaria. Non e previsto il pagamento in contanti o tramite sportello fisico INPS. Se hai cambiato coordinate bancarie, e obbligatorio aggiornare l’IBAN prima del pagamento.

          Per verificare lo stato in tempo reale del proprio pagamento, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure contattare il tuo CAF di fiducia o il Patronato.

          Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle

          Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati aggiornati con la rivalutazione ISTAT e tengono conto delle soglie ISEE vigenti. La prestazione e differenziata in base a: numero di figli, eta dei figli, presenza di disabilita, situazione economica del nucleo (ISEE). Di seguito la tabella degli importi mensili per figlio:

          Importi per figlio minorenne (fino a 21 anni)

          ISEE 2026Importo mensile per figlioMaggiorazione per figlio disabile
          Fino a 17.090 euro199,40 euro+ fino a 120 euro
          Da 17.090 a 40.000 euroImporto decrescente progressivo+ fino a 120 euro
          Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)57,00 euro (minimo garantito)+ 30 euro

          Nota importante: gli importi indicati sono basati sulla struttura tariffaria dell’Assegno Unico 2025-2026, rivalutata in base all’indice ISTAT di inflazione. Le cifre esatte per il 2026 possono subire lievi variazioni in seguito alla rivalutazione ufficiale comunicata dall’INPS con circolari specifiche all’inizio dell’anno.

          Maggiorazioni previste nel 2026

          Oltre all’importo base, esistono diverse maggiorazioni mensili che si aggiungono all’assegno base:

          • Maggiorazione per nuclei numerosi (3 o piu figli): da 15 a 85 euro mensili per figlio aggiuntivo dal terzo in poi, decrescente in base all’ISEE
          • Maggiorazione per figlio con disabilita: da 30 a 120 euro mensili, in base al grado di disabilita riconosciuta
          • Maggiorazione per madre con meno di 21 anni: 20 euro mensili aggiuntivi
          • Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori (doppio reddito): da 30 euro mensili (ISEE fino a 15.000 euro), decrescente fino a zero per ISEE superiore a 40.000 euro
          • Maggiorazione temporanea per neonati (primo anno di vita): nei nuclei con ISEE fino a 40.000 euro, la maggiorazione per i figli nati nel 2022 e successivamente puo raggiungere i 120 euro al mese per il primo anno

          Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali

          Se il pagamento di maggio 2026 non e arrivato entro la fine del mese, le cause possono essere molteplici. Di seguito le situazioni piu frequenti riscontrate dai nostri operatori CAF:

          1. ISEE scaduto o non presentato

          La causa piu frequente di mancato pagamento e l’ISEE scaduto. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validita dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se non hai rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS continua a erogare l’assegno ma all’importo minimo garantito (57 euro per figlio). Se non l’hai presentato affatto, il pagamento puo essere bloccato. Presentare l’ISEE e fortemente consigliato entro i primi mesi dell’anno per ricevere gli arretrati con conguaglio da gennaio.

          2. IBAN errato o non aggiornato

          Se hai cambiato banca, aperto un nuovo conto corrente o la carta prepagata e scaduta, l’IBAN registrato nell’INPS potrebbe non essere piu valido. In questo caso il pagamento viene rifiutato e sospeso. E necessario aggiornare le coordinate bancarie tramite MyINPS o tramite un CAF.

          3. Domanda non rinnovata o decaduta

          L’Assegno Unico si rinnova automaticamente se la domanda precedente era valida e attiva. Tuttavia, in alcuni casi l’INPS richiede un rinnovo esplicito della domanda, ad esempio quando cambiano significativamente i dati del nucleo familiare (separazione, nuovo figlio, cambio residenza). Se la domanda risulta “in scadenza” o “decaduta” nel portale MyINPS, e necessario inoltrarla nuovamente.

          4. Variazioni del nucleo familiare non comunicate

          La nascita di un figlio, il compimento del 21° anno di eta da parte di un figlio gia beneficiario, una separazione o divorzio, o il cambio di residenza sono tutti eventi che devono essere comunicati tempestivamente all’INPS. Il mancato aggiornamento puo generare pagamenti errati (eccedenti o carenti) e successivi recuperi di indebito.

          5. Domanda in lavorazione o con richiesta di documentazione

          In alcuni casi l’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva (certificato di disabilita, atto di nascita, documentazione stranieri UE/extra-UE). Se la pratica e “in istruttoria” o segnata come “richiesta documentazione”, il pagamento e sospeso fino alla verifica. E fondamentale rispondere tempestivamente alle richieste dell’INPS.

          Come sbloccare l’erogazione: guida pratica

          Se il pagamento di maggio e bloccato o non arrivato, segui questa procedura passo per passo per sbloccare l’erogazione nel minor tempo possibile:

          Step 1: Verifica lo stato della domanda su MyINPS

          Accedi al portale MyINPS (myinps.inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Assegno Unico e Universale” trovi il dettaglio della tua domanda: stato, importo, IBAN registrato e eventuali segnalazioni. Verifica che lo stato sia “Accolto” o “In pagamento”. Se trovi segnalazioni come “Sospeso”, “In istruttoria” o “Richiesta documentazione”, leggi attentamente il messaggio e prendi nota di cosa viene richiesto.

          Step 2: Controlla la validita dell’ISEE

          Verifica che il tuo ISEE 2026 sia ancora valido. Ricorda che l’ISEE ha validita fino al 31 dicembre 2026, ma se lo hai presentato a fine 2025 e nel frattempo ci sono state variazioni patrimoniali significative, potresti dover aggiornarlo. Se l’ISEE non e presente, presentalo subito: l’INPS calcolera gli arretrati da gennaio 2026 con conguaglio nel primo pagamento utile.

          Step 3: Aggiorna l’IBAN se necessario

          Se l’IBAN e cambiato, accedi a MyINPS e aggiorna le coordinate bancarie nella sezione “Dati di pagamento”. In alternativa, rivolgiti a un CAF o Patronato autorizzato: i nostri operatori possono aggiornare l’IBAN direttamente nel sistema INPS in tempi rapidi.

          Step 4: Invia documentazione mancante

          Se l’INPS ha richiesto documentazione aggiuntiva, puoi caricarla direttamente su MyINPS oppure consegnarla fisicamente presso uno sportello INPS o tramite il tuo CAF. I documenti piu frequentemente richiesti includono: certificato di disabilita (verbale INPS o commissione medica locale), documentazione per figli stranieri (permesso di soggiorno, stato di famiglia consolare), atto di nascita per figli nati di recente.

          Step 5: Contatta il CAF o il Patronato

          Se dopo aver verificato tutti i punti precedenti il problema persiste, il modo piu rapido per risolverlo e contattare il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS e possono: verificare lo stato della pratica in tempo reale, aggiornare domande e dati, inviare documentazione e seguire il caso fino alla risoluzione. Puoi contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o telefonare allo 0432 1638640.

          Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare

          Se la domanda e scaduta o non rinnovata, non devi preoccuparti: puoi presentarla nuovamente in qualsiasi momento dell’anno. Tieni pero presente queste regole fondamentali:

          • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: hai diritto agli arretrati da gennaio 2026. L’INPS effettuera un conguaglio e accreditera le mensilita non pagate nel primo pagamento utile.
          • Domanda presentata dal 1 luglio 2026 in poi: il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda, senza arretrati. Non e possibile recuperare le mensilita precedenti.
          • Scadenza critica: per non perdere gli arretrati da gennaio 2026, e indispensabile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2026.

          La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF o Patronato autorizzato. Non e possibile presentarla allo sportello fisico INPS senza appuntamento. Puoi anche consultare i nostri articoli sulla maternita obbligatoria e facoltativa 2026 per approfondire i diritti delle mamme lavoratrici correlati all’Assegno Unico.

          Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie

          L’aggiornamento dell’IBAN per l’Assegno Unico e una delle operazioni piu comuni che gestiamo al CAF. Ecco come procedere:

          Tramite MyINPS (autonomamente)

          • Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
          • Vai alla sezione “I miei servizi” > “Assegno Unico e Universale”
          • Seleziona la domanda attiva
          • Clicca su “Modifica dati di pagamento”
          • Inserisci il nuovo IBAN e conferma
          • L’aggiornamento diventa operativo nel giro di 24-48 ore lavorative

          Tramite CAF o Patronato

          Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine portando con te: documento di identita, codice fiscale, e il nuovo IBAN (puoi trovarlo sull’estratto conto o nell’app della banca). I nostri operatori aggiorneranno le coordinate nel sistema INPS in tempo reale.

          Attenzione: se il pagamento viene rifiutato dalla banca per IBAN errato, l’INPS non lo riaccredita automaticamente. E necessario aggiornare l’IBAN e poi attendere il successivo ciclo di pagamento mensile, oppure inviare una specifica richiesta di riaccredito tramite il Patronato.

          ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento

          L’ISEE e il pilastro dell’Assegno Unico: senza un ISEE valido, l’importo percepito e quello minimo garantito (57 euro per figlio al mese), indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia. Ecco le regole fondamentali:

          ISEE non presentato

          Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS eroga comunque l’assegno, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Non appena presenti l’ISEE e viene validato (in genere entro 10 giorni lavorativi), l’INPS calcola gli arretrati dalla data di inizio del beneficio (o da gennaio 2026 se la domanda era attiva) e li eroga con conguaglio nel primo pagamento utile. E quindi conveniente presentare l’ISEE il prima possibile per recuperare le mensilita alla quota piena.

          ISEE scaduto (presentato nel 2025)

          L’ISEE presentato nel 2025 e valido fino al 31 dicembre 2025. Dal 1 gennaio 2026 non e piu valido. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE 2026, l’INPS sta erogando l’assegno all’importo minimo. Rinnova subito l’ISEE recandoti al CAF: il rinnovo consente di recuperare gli importi corretti da gennaio 2026 con arretrati.

          Come presentare o rinnovare l’ISEE al CAF

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di presentazione e rinnovo dell’ISEE durante tutto l’anno. I documenti necessari includono: Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo, ultimi CU o dichiarazioni dei redditi, dati patrimonio immobiliare e mobiliare, saldo e giacenza media conti correnti. Puoi prenotare un appuntamento telefonando allo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

          Arretrati e conguagli: quando spettano

          Gli arretrati dell’Assegno Unico sono le mensilita non percepite o percepite in misura ridotta che l’INPS deve recuperare. Ecco i casi principali in cui scatta il conguaglio:

          • Presentazione tardiva dell’ISEE: se hai presentato l’ISEE 2026 dopo gennaio 2026, gli arretrati vengono calcolati da marzo 2026 (il mese successivo a quello di presentazione della DSU) fino al mese corrente e accreditati in un’unica soluzione.
          • Aggiornamento ISEE con importo piu basso: se il nuovo ISEE e inferiore a quello precedente (o all’assenza di ISEE), l’importo aumenta retroattivamente. L’INPS verifica e accredita la differenza.
          • Domanda presentata con ritardo entro il 30 giugno: gli arretrati da gennaio vengono pagati in un’unica soluzione.
          • Riconoscimento di una maggiorazione non applicata: ad esempio, se un figlio ha ricevuto un verbale di disabilita con effetto retroattivo, la maggiorazione viene applicata dalla data del riconoscimento e gli arretrati vengono liquidati.

          Tempi di accredito degli arretrati: in genere l’INPS liquida gli arretrati nel ciclo di pagamento mensile successivo alla regolarizzazione della posizione. Il conguaglio appare come voce separata nell’estratto conto (es. “Conguaglio AUU gen-apr 2026”).

          Simulazione importo: calcola il tuo assegno

          Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno Unico spettante al tuo nucleo familiare, puoi utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS (inps.it > sezione “Assegno Unico e Universale” > Simulatore). Oppure, puoi usare la formula semplificata qui sotto come stima orientativa:

          Esempio pratico di calcolo

          Caso 1: Nucleo con 2 figli minorenni, ISEE 2026 di 20.000 euro, nessuna disabilita, entrambi i genitori lavoratori.

          • Importo base per figlio con ISEE 20.000: circa 150 euro/mese (valore interpolato tra il minimo e il massimo)
          • Maggiorazione entrambi i genitori lavoratori (ISEE 20.000): circa 20 euro/mese per figlio
          • Importo totale stimato: (150 + 20) x 2 = 340 euro/mese

          Caso 2: Nucleo con 3 figli (1 minorenne con disabilita media), ISEE 2026 di 12.000 euro, un genitore lavoratore.

          • Importo base per i 2 figli non disabili con ISEE 12.000: circa 180 euro/mese ciascuno
          • Importo base per il figlio disabile: circa 180 euro + 85 euro maggiorazione disabilita = 265 euro/mese
          • Maggiorazione dal 3 figlio: circa 50 euro aggiuntivi
          • Importo totale stimato: (180 x 2) + 265 + 50 = 675 euro/mese

          Queste sono stime orientative. Per un calcolo preciso e personalizzato, rivolgiti ai nostri operatori CAF: calcoliamo gratuitamente l’importo spettante e verifichiamo che tu stia ricevendo tutto a cui hai diritto. Potrebbero esserci maggiorazioni non applicate che stai perdendo. Ricorda che puoi cumulare l’Assegno Unico con il congedo straordinario Legge 104 se sei caregiver di un figlio con disabilita grave, oppure con la guida al pagamento di giugno 2026 per capire cosa aspettarti nel prossimo mese.

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          Domande Frequenti sull’Assegno Unico di Maggio 2026

          Quando arriva l’Assegno Unico di maggio 2026?

          Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 viene accreditato indicativamente tra il 17 e il 30 maggio 2026. Le famiglie con domanda consolidata e ISEE valido ricevono il pagamento nella terza settimana (17-22 maggio), mentre chi ha pratiche in corso o ha rinnovato la domanda nel mese corrente puo riceverlo nella quarta settimana o entro il 30 maggio.

          Perche l’Assegno Unico non mi e ancora arrivato?

          Le cause piu comuni sono: ISEE scaduto o non presentato (in tal caso si riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio), IBAN non aggiornato, domanda scaduta o non rinnovata, variazioni del nucleo familiare non comunicate, o documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS. Verifica lo stato della domanda su MyINPS o contatta il tuo CAF per assistenza immediata.

          Come faccio a controllare se ho ricevuto il pagamento?

          Puoi verificare il pagamento accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Assegno Unico e Universale. Oppure puoi controllare il tuo estratto conto bancario: l’accredito appare con causale INPS AUU o Assegno Unico Universale. In alternativa, il tuo CAF o Patronato puo verificare lo stato del pagamento per tuo conto.

          Se non ho l’ISEE posso ricevere l’Assegno Unico?

          Si, anche senza ISEE hai diritto all’Assegno Unico, ma riceverai solo l’importo minimo garantito di 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE valido, l’importo viene adeguato alla tua situazione economica e ricevi gli arretrati dalla data di presentazione. Se hai presentato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati da gennaio 2026.

          Posso ricevere l’Assegno Unico se sono straniero?

          Si, i cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto all’Assegno Unico se sono in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio, ricerca o familiari, e i figli risiedono in Italia. I cittadini UE hanno le stesse condizioni dei cittadini italiani. Per i dettagli del tuo caso specifico, rivolgiti al CAF.


          Hai bisogno di assistenza per l’Assegno Unico?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’Assegno Unico Universale: presentazione e rinnovo della domanda, aggiornamento ISEE, sblocco pagamenti, aggiornamento IBAN, verifica arretrati e molto altro. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS.

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            04/09/2026
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 09:24:382026-05-31 14:08:53Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione
            ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

            Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario

            ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

            Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026? Se stai aspettando il pagamento mensile per i tuoi figli a carico, in questa guida trovi tutte le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni per verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) viene erogato ogni mese dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, ed è il principale strumento di sostegno alla genitorialità in Italia.

            Indice dei contenuti

            1. Date di Pagamento Giugno 2026
            2. Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando
            3. Importi per Fascia ISEE 2026
            4. Maggiorazioni: Disabilità, Famiglie Numerose e Genitori Lavoratori
            5. Conguagli di Giugno: Cosa Aspettarsi
            6. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
            7. Cosa Fare Se il Pagamento Non Arriva
            8. Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno
            9. Domande Frequenti

            Date di Pagamento Assegno Unico Giugno 2026

            L’INPS segue un calendario ormai consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per giugno 2026, le date previste sono:

            • 17-18-19 giugno 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico con domanda in essere e ISEE regolarmente rinnovato. Questa è la finestra principale che riguarda la stragrande maggioranza delle famiglie
            • Fine giugno 2026 (26-30 giugno): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
            • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli legati al nuovo ISEE 2026, arretrati e ricalcoli possono essere accreditati in qualsiasi momento del mese

            Nota importante: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Se hai un conto presso una banca online, i tempi di accredito potrebbero essere ancora più rapidi.

            Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando

            Non tutte le famiglie ricevono il pagamento nella stessa data. Ecco come funziona il calendario dei pagamenti INPS per giugno 2026:

            Tipologia beneficiarioData previstaNote
            Beneficiari in corso (ISEE aggiornato)17-18-19 giugnoPagamento regolare mensile
            Nuove domande (presentate entro maggio)26-30 giugnoUltimo giorno lavorativo del mese
            Domande con ISEE presentato dopo marzo17-19 giugnoCon eventuale conguaglio arretrati
            Beneficiari senza ISEE 202617-19 giugnoImporto minimo (57 euro/figlio)
            Conguagli e arretratiVariabilePossibili in qualsiasi momento del mese

            Se hai presentato una nuova domanda tra aprile e maggio 2026, il primo pagamento arriverà verso fine giugno. L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni per elaborare le nuove richieste.

            Importi Assegno Unico Giugno 2026 per Fascia ISEE

            Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento annuale ISTAT al costo della vita. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio a carico:

            Fascia ISEEImporto mensile per figlio
            Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
            Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
            Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
            Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
            Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
            Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
            Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
            Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro (importo minimo)

            Esempio pratico: una famiglia con ISEE di 22.000 euro e 2 figli minorenni riceve circa 160 euro per figlio, per un totale di circa 320 euro al mese. Se la stessa famiglia non avesse presentato l’ISEE, riceverebbe soltanto 114 euro totali (57 euro per figlio). La differenza è enorme: ecco perché rinnovare l’ISEE è fondamentale.

            Maggiorazioni Assegno Unico Giugno 2026: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

            Oltre all’importo base calcolato sulla fascia ISEE, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’importo mensile. Ecco tutte quelle in vigore a giugno 2026:

            Maggiorazione per figli con disabilità

            • Figli minorenni con disabilità: da 91,20 a 113,50 euro in più per figlio, in base al grado di disabilità (non autosufficienza, disabilità grave o media)
            • Figli maggiorenni 18-20 anni con disabilità: maggiorazione fissa di 96,90 euro
            • Figli disabili oltre i 21 anni: importo base di 91,20 euro mensili (senza limiti di età)

            Per approfondire, leggi la nostra guida completa sull’Assegno Unico Figli Disabili 2026.

            Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

            • Dal terzo figlio in poi: maggiorazione da 17,10 a 91,20 euro per figlio (in base all’ISEE)
            • Nuclei con 4 o più figli: ulteriore forfait aggiuntivo di 150 euro al mese per l’intero nucleo familiare, indipendentemente dall’ISEE

            Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

            • Entrambi i genitori con reddito da lavoro: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. L’importo decresce fino ad azzerarsi per ISEE superiori a 45.810,71 euro
            • Madri con meno di 21 anni: maggiorazione fissa di 22,80 euro per figlio

            Conguagli di Giugno 2026: Cosa Aspettarsi

            Giugno è un mese particolarmente importante per i conguagli dell’Assegno Unico. Ecco perché:

            • Nuovo ISEE presentato tra marzo e maggio: se hai rinnovato l’ISEE nei mesi scorsi, l’INPS potrebbe aver già ricalcolato l’importo. A giugno potresti ricevere, insieme alla rata mensile, anche gli arretrati relativi ai mesi in cui hai percepito l’importo minimo in attesa del nuovo ISEE
            • Variazioni del nucleo familiare: nascita di un nuovo figlio, separazione, cambio di residenza o altre variazioni comunicate all’INPS possono generare conguagli positivi o negativi
            • Correzioni ISEE: se hai presentato un ISEE corrente (in caso di variazione significativa del reddito rispetto al 2024), l’INPS ricalcola l’importo e versa la differenza

            Come riconoscere un conguaglio: nel fascicolo previdenziale di MyINPS, il pagamento avrà una voce specifica come “conguaglio AUU” o “arretrati AUU”. L’importo sarà superiore alla rata mensile standard. Per saperne di più, consulta la nostra guida sugli Arretrati Assegno Unico 2026.

            Come Verificare il Pagamento su MyINPS

            Se vuoi controllare lo stato del pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2026, puoi farlo facilmente attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura passo per passo:

            1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
            2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca digita “Assegno Unico” oppure vai su “Prestazioni e servizi” e poi “Assegno Unico e Universale”
            3. Controlla lo stato della domanda: verifica che la tua domanda risulti in stato “Accolta” e che l’ISEE sia aggiornato al 2026
            4. Consulta i pagamenti: nella sezione “Pagamenti” troverai lo storico di tutti gli accrediti effettuati, con date e importi
            5. Verifica il fascicolo previdenziale: per un dettaglio ancora più completo, accedi al “Fascicolo previdenziale del cittadino” dove troverai le disposizioni di pagamento con la data esatta dell’accredito

            Consiglio pratico: attiva le notifiche push sull’app INPS Mobile per ricevere un avviso automatico quando il pagamento viene disposto. In questo modo non dovrai controllare manualmente ogni giorno.

            Cosa Fare Se il Pagamento di Giugno Non Arriva

            Se entro il 22-23 giugno non hai ancora ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico (e sei un beneficiario in corso), non farti prendere dal panico. Ecco cosa verificare e come agire:

            • Controlla l’IBAN: accedi a MyINPS e verifica che l’IBAN registrato sia corretto e ancora attivo. Se hai cambiato conto corrente, aggiorna immediatamente i dati
            • Verifica lo stato della domanda: assicurati che la domanda risulti “Accolta” e non “Sospesa” o “In evidenza”. Se è sospesa, potrebbe mancare un documento
            • Controlla l’ISEE: se l’ISEE risulta scaduto o con anomalie (ad esempio, omissioni o difformità), l’INPS potrebbe aver sospeso il pagamento
            • Verifica eventuali comunicazioni INPS: controlla la casella postale di MyINPS per eventuali richieste di integrazione documentale
            • Attendi fino a fine mese: in alcuni casi, specialmente dopo variazioni della domanda, il pagamento può slittare alla seconda finestra (26-30 giugno)

            Se dopo il 30 giugno non hai ricevuto nulla: contatta l’INPS tramite il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento), oppure recati al patronato più vicino. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della pratica e nell’eventuale reclamo: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno 2026

            Giugno è un mese cruciale per chi non ha ancora rinnovato l’ISEE 2026. Ecco cosa devi sapere:

            • Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio, indipendentemente dalla tua situazione economica reale
            • Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati dalla data di decorrenza della domanda (o dal 1° marzo se la domanda era già attiva). L’INPS ricalcola automaticamente gli importi e versa la differenza
            • Attenzione alla scadenza: più tardi presenti l’ISEE, più tardi riceverai gli arretrati. Inoltre, se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno, potresti perdere una parte degli arretrati relativi al primo semestre

            Dove presentare l’ISEE: puoi farlo autonomamente tramite il portale INPS (DSU precompilata) oppure rivolgendoti a un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente: scopri di più sulla scadenza ISEE e l’Assegno Unico.

            Esempio pratico: se hai 2 figli e un ISEE di 15.000 euro, con l’ISEE aggiornato ricevi 398,80 euro al mese (199,40 euro per figlio). Senza ISEE, ricevi solo 114 euro. La differenza è di 284,80 euro al mese. In 6 mesi di ritardo, perdi potenzialmente oltre 1.700 euro.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sull’Assegno Unico Giugno 2026

            Quando viene pagato l’Assegno Unico di giugno 2026?

            Per i beneficiari con domanda già attiva e ISEE aggiornato, il pagamento è previsto tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande, il pagamento avviene nell’ultima settimana del mese (26-30 giugno).

            Quanto prendo di Assegno Unico a giugno 2026?

            L’importo dipende dalla fascia ISEE: si va da un massimo di 199,40 euro per figlio (ISEE fino a 17.090,61 euro) a un minimo di 57 euro per figlio (ISEE oltre 45.810,71 euro o senza ISEE presentato). A questo importo base si sommano eventuali maggiorazioni per disabilità, famiglie numerose e genitori lavoratori.

            Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

            No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata: una volta presentata, resta valida fino a quando sussistono i requisiti. Quello che devi rinnovare ogni anno è l’ISEE (entro il 28 febbraio per non perdere arretrati, ma puoi presentarlo anche dopo). Senza ISEE aggiornato ricevi l’importo minimo.

            Cosa succede se presento l’ISEE a giugno?

            Se presenti l’ISEE 2026 a giugno, l’INPS ricalcola l’importo dell’Assegno Unico in base alla nuova attestazione. Riceverai gli arretrati dalla data di decorrenza: se la domanda era già attiva, gli arretrati partono dal mese di marzo 2026 (con l’importo pieno anziché il minimo). Il conguaglio viene generalmente erogato entro 1-2 mesi dalla presentazione dell’ISEE.

            L’Assegno Unico di giugno arriva prima con Poste Italiane?

            Sì, storicamente Poste Italiane accredita il pagamento con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Quindi se la data di pagamento INPS è il 17 giugno, chi ha il conto alle Poste potrebbe vedere l’accredito già il 15-16 giugno.

            Posso ricevere l’Assegno Unico su una carta prepagata?

            Sì, l’Assegno Unico può essere accreditato su qualsiasi IBAN italiano, incluse carte prepagate dotate di IBAN (come PostePay Evolution, Hype, N26 e simili). L’importante è che l’IBAN sia intestato o cointestato al richiedente.


            Hai bisogno di assistenza per la domanda di Assegno Unico, il rinnovo dell’ISEE o la verifica dei pagamenti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza gratuita. Contattaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o invia una email a info@centrofiscale.com. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

            Leggi anche: Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS | Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva | Calcolo Assegno Unico 2026: Simulatore e Esempi

            Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 13:06:45Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

            Pensione 2026 INPS

            Indice dei contenuti

            1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
            2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
            3. Variazione tramite app INPS Mobile
            4. Richiesta tramite patronato o CAF
            5. Contact Center INPS: numero 803 164
            6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
            7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
            8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
            9. Limiti di importo e conto cointestato
            10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
            11. Documenti necessari per la variazione
            12. Errori comuni e come evitarli
            13. Domande frequenti

            Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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            Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

            Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

            • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
            • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
            • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
            • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
            • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
            • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
            • Perdita o furto del libretto postale nominativo

            In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

            Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

            Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

            La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

            Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

            1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
            2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
            3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
            4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
            5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

            Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

            Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

            Variazione tramite app INPS Mobile

            L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

            La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

            • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
            • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
            • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
            • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
            • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

            L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

            Richiesta tramite patronato o CAF

            Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

            Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

            • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
            • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
            • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
            • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
            • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

            Documenti da portare in sede:

            • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
            • Codice fiscale (tesserino o certificato)
            • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
            • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

            Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

            Contact Center INPS: numero 803 164

            Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

            Come funziona la procedura telefonica:

            1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
            2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
            3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
            4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
            5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

            Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

            Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

            Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

            Quando si usa il modello AP04:

            • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
            • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
            • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
            • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
            • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

            Come si compila il modello AP04:

            • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
            • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
            • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
            • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
            • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

            Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

            Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

            Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

            Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

            Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
            Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
            App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
            Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
            Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
            Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

            Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

            Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

            Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

            Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

            Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

            Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

            1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
            2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
            3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
            4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

            Pagamento su IBAN di altro soggetto

            In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

            • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
            • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
            • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

            Pagamento non arriva: altri motivi possibili

            Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

            • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
            • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
            • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
            • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

            Limiti di importo e conto cointestato

            Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

            Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

            In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

            In pratica:

            • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
            • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
            • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

            Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

            Carte prepagate con IBAN cointestato

            Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

            Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

            L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

            StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
            Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
            Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
            Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
            Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

            Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

            Documenti necessari per la variazione

            Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

            • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
            • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
            • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
            • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
            • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

            Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

            Errori comuni e come evitarli

            Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

            1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
            2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
            3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
            4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
            5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
            6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
            7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

            Come fare in modo che vada tutto liscio

            Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

            Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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            Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

            Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

            Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

            Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

            Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

            Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

            Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

            Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

            Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

            Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

            Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

            Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

            Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

            Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

            La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.


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            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.

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              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              Pensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le Trattenute

              Pensione 2026 INPS

              Hai aperto il cedolino e ti accorgi che la pensione di maggio 2026 è più bassa rispetto ai mesi precedenti? Niente panico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una riduzione temporanea e prevista dalla legge, dovuta a tre cause precise: addizionali IRPEF regionali e comunali, conguagli fiscali e recuperi di indebiti INPS. In questa guida ti spieghiamo come capire in 5 minuti perché ti hanno trattenuto qualche euro in più e come verificare che il calcolo sia corretto.

              ⚠️ La trattenuta ti sembra sbagliata?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il tuo cedolino e, se necessario, presenta riesame all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

              Indice dei contenuti

              1. Le 3 cause principali in 30 secondi
              2. Causa 1: addizionale regionale IRPEF
              3. Causa 2: addizionale comunale IRPEF
              4. Causa 3: recupero indebiti o conguaglio rivalutazione
              5. Calcolo del netto atteso: esempio Udine
              6. Cosa fare se la trattenuta è sbagliata
              7. Quando finiranno le trattenute aggiuntive
              8. Domande frequenti

              Le 3 cause principali in 30 secondi

              Se la pensione di maggio 2026 è più bassa, nove volte su dieci la causa è una di queste:

              1. Addizionale regionale IRPEF: prima rata partita a marzo 2026, prosegue fino a gennaio 2027 (11 rate).
              2. Addizionale comunale IRPEF: rate del saldo 2025 da marzo a novembre, più acconto 2026 da marzo a novembre.
              3. Recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione: rateazione di somme non dovute pagate negli anni precedenti.

              Tutte e tre sono trattenute previste dalla legge, comuni a milioni di pensionati. Per il quadro generale di importi e calendario di maggio puoi consultare la guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che riepiloga tutte le novità del mese.

              Causa 1: addizionale regionale IRPEF (marzo 2026 – gennaio 2027)

              L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta che ogni Regione applica sui redditi dei propri residenti. Si calcola sui redditi dell’anno precedente (quindi 2025) e si trattiene a rate dalla pensione, in 11 mesi che vanno tipicamente da marzo 2026 a gennaio 2027.

              Le aliquote variano da Regione a Regione: il Friuli Venezia Giulia applica un’aliquota base dell’1,23% per i redditi fino a 15.000 € e dell’1,73% per gli scaglioni superiori. Vediamo le aliquote dei principali comuni di riferimento del CAF Centro Fiscale.

              RegioneAliquota baseAliquota maxNote
              Friuli Venezia Giulia1,23%1,73%Esenzione fino a 15.000 € reddito complessivo
              Veneto1,23%1,73%Aliquote per scaglioni IRPEF
              Lombardia1,23%1,74%Detrazioni per familiari a carico
              Lazio1,73%3,33%Tra le più alte d’Italia

              Esempio pratico: un pensionato residente in FVG con reddito 2025 di 18.000 € paga il 1,23% di addizionale regionale (221,40 € annui) suddiviso in 11 rate da circa 20,13 € al mese. Questa cifra apparirà sul cedolino da marzo 2026 a gennaio 2027.

              Causa 2: addizionale comunale IRPEF (saldo 2025 + acconto 2026)

              L’addizionale comunale è un’imposta a favore del Comune di residenza. A differenza di quella regionale, può sommare due componenti che si pagano nello stesso periodo:

              • Saldo 2025: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, basate sul reddito 2024
              • Acconto 2026: 9 rate mensili da marzo a novembre 2026, pari al 30% dell’addizionale del 2025

              Da maggio in poi entrambe le componenti sono attive contemporaneamente, motivo per cui la trattenuta totale aumenta rispetto a marzo-aprile. Le aliquote variano da Comune a Comune. Ecco quelle dei principali comuni del Friuli Venezia Giulia.

              ComuneAliquotaSoglia esenzione
              Udine0,80%12.000 €
              Pordenone0,40%15.000 €
              Trieste0,80%15.000 €
              Gorizia0,80%10.000 €
              Codroipo (UD)0,50%10.000 €

              Importante: le aliquote sono indicative e possono essere modificate dai singoli Comuni con delibera annuale. Verifica sempre l’aliquota aggiornata sul sito del tuo Comune o richiedi una stampa al CAF.

              Causa 3: recupero indebiti INPS o conguaglio rivalutazione

              La terza causa frequente è il recupero di somme indebitamente percepite negli anni precedenti. L’INPS può scoprire, a controllo successivo, che il pensionato ha incassato denaro non dovuto. Le situazioni tipiche sono:

              • Integrazione al minimo percepita pur avendo superato i limiti reddituali
              • Maggiorazione sociale non più spettante per aumento del reddito
              • Pensione di reversibilità ridotta per nuovi redditi del beneficiario
              • Differenze su rivalutazione 2024 o 2025 calcolata in via provvisoria e poi corretta

              La rateizzazione del recupero, per legge, non può superare 1/5 della pensione netta. L’INPS è obbligata a inviare una comunicazione preventiva al pensionato, contenente l’importo, le motivazioni e il piano di rateazione. Se non hai ricevuto questa comunicazione e ti ritrovi una trattenuta inattesa, è uno degli elementi che il patronato può contestare.

              Calcolo del netto atteso: esempio Udine + Friuli VG

              Vediamo un esempio concreto per un pensionato residente a Udine con pensione lorda annua di 17.400 € (1.450 € lordi mensili, 12 mensilità). I valori sono indicativi.

              Voce mensileAprile 2026 (€)Maggio 2026 (€)Differenza
              Pensione lorda+1.450,00+1.450,000
              IRPEF-195,00-195,000
              Addizionale regionale FVG (rata)-19,45-19,450
              Add. comunale Udine – saldo 2025-12,40-12,400
              Add. comunale Udine – acconto 20260-3,72-3,72
              Conguaglio rivalutazione0-8,00-8,00
              Netto del mese1.223,151.211,43-11,72

              In questo caso la differenza è di circa 12 € in meno, dovuta all’avvio dell’acconto comunale e a un piccolo conguaglio rivalutazione. Per pensioni più elevate la differenza può essere significativa, fino a 50-80 € in meno al mese.

              Per leggere voce per voce ogni riga del cedolino, consulta la nostra guida al cedolino pensione di maggio 2026: trovi spiegazioni dettagliate di ogni codice e sigla.

              Cosa fare se la trattenuta è sbagliata

              Se dopo aver fatto i conti pensi che la trattenuta non sia corretta, hai diversi strumenti a disposizione:

              1. Controlla la CU 2026: la Certificazione Unica riporta l’importo annuo dell’addizionale dovuta. Dividi per 11 e ottieni la rata mensile attesa.
              2. Verifica la residenza: se hai cambiato Comune nel 2025, l’addizionale potrebbe essere stata calcolata sul Comune sbagliato.
              3. Controlla i dati reddituali: l’INPS si basa sui redditi dichiarati al fisco. Se hai presentato 730 o Redditi PF, i dati devono coincidere.
              4. Richiedi un appuntamento al patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente il calcolo e, se necessario, presenta richiesta di riesame all’INPS.

              Quando finiranno le trattenute aggiuntive

              Tieni presente queste scadenze chiave per il 2026, che indicano quando ogni componente cessa di gravare sulla pensione:

              • Addizionale comunale (saldo 2025 + acconto 2026): termina con la rata di novembre 2026
              • Addizionale regionale 2025: termina con la rata di gennaio 2027
              • Recupero indebiti: dipende dall’importo e dal piano di rateizzazione, può durare anche più di 12 mesi
              • Conguaglio rivalutazione: tipicamente esaurito entro 2-3 mensilità

              A partire da dicembre 2026 l’addizionale comunale non sarà più trattenuta (ma riprenderà a marzo 2027 con il nuovo saldo), quindi quel mese tipicamente la pensione sarà più alta. A febbraio 2027 termina anche l’addizionale regionale 2025 e il netto torna sui livelli iniziali.

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              Domande frequenti

              Perché la pensione di maggio 2026 è più bassa di aprile?

              Nella maggior parte dei casi la riduzione è dovuta all’avvio dell’acconto dell’addizionale comunale IRPEF, che si somma al saldo dell’anno precedente. Possono incidere anche conguagli fiscali e recuperi di indebiti.

              Le trattenute sono permanenti?

              No, le addizionali sono rateizzate per legge: l’addizionale comunale termina a novembre 2026, quella regionale a gennaio 2027. A dicembre 2026 vedrai un netto più alto.

              Posso chiedere di sospendere la trattenuta?

              Le addizionali IRPEF non possono essere sospese: sono dovute per legge. Per i recuperi di indebiti, invece, è possibile chiedere all’INPS una rateizzazione più lunga se la rata mensile incide significativamente sul tenore di vita.

              Esistono soglie di esenzione dalle addizionali?

              Sì. Molte Regioni e Comuni prevedono una soglia di esenzione (tipicamente tra 12.000 e 15.000 € di reddito complessivo). In FVG l’addizionale regionale non è dovuta sotto 15.000 €. Verifica la soglia del tuo Comune.

              Come faccio a sapere quanto pagherò di addizionali nel 2026?

              Trovi l’importo annuo dovuto sulla CU 2026 (rilasciata entro marzo). Diviso per 11 ottieni la rata mensile attesa. Il CAF può ricostruire il calcolo e verificare la correttezza.

              Devo presentare ricorso se la trattenuta sembra errata?

              Prima di pensare al ricorso conviene chiedere un riesame all’INPS tramite il patronato. Spesso l’errore si risolve in tempi rapidi senza dover attivare procedure formali. Solo in caso di rifiuto si valuta il ricorso amministrativo.

              Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 08:00:002026-05-30 00:54:32Pensione Più Bassa a Maggio 2026? Ecco Perché e Come Verificare le Trattenute
              NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

              Modello C2 Storico online: come scaricarlo con SPID in ogni Regione per i Bonus Assunzioni 2026

              attivazione SPID, pec o firma digitale tramite caf

              Se il tuo datore di lavoro ti ha detto che ha bisogno del Modello C2 Storico per richiedere uno sgravio contributivo INPS, probabilmente ti sei chiesto: cos’è esattamente, dove lo trovo, e come faccio a scaricarlo? In questa guida trovi la risposta completa, con le istruzioni specifiche per ogni Regione italiana, i portali online dove accedere con SPID o CIE, e tutto ciò che serve sapere per i principali Bonus Assunzioni 2026.

              Il Modello C2 Storico (o Scheda Anagrafico-Professionale storica) è il documento che certifica ufficialmente lo stato di disoccupazione di un lavoratore e la sua storia di disponibilità immediata al lavoro (DID). Per il datore di lavoro che intende assumere beneficiando degli esoneri contributivi previsti dal Decreto Lavoro 2023 (art. 21, DL 60/2024) o dai precedenti incentivi INPS, questo documento è spesso richiesto come prova che il lavoratore possedeva i requisiti al momento dell’assunzione.

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              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il Modello C2 Storico e la Scheda Anagrafico-Professionale
              2. Differenza tra C2 attuale e C2 Storico
              3. I Bonus Assunzioni 2026 che richiedono il C2 Storico
              4. Come scaricare il C2 Storico con SPID o CIE: guida passo-passo
              5. Portali regionali: procedura per ogni Regione italiana
              6. Documenti per il datore di lavoro per richiedere lo sgravio INPS
              7. Errori comuni e come evitarli
              8. Domande frequenti sul Modello C2 Storico

              Cos’è il Modello C2 Storico e la Scheda Anagrafico-Professionale

              Il Modello C2 Storico, ufficialmente denominato Scheda Anagrafico-Professionale (SAP) storica, è un documento rilasciato dai Centri per l’Impiego (CPI) regionali che attesta lo storico delle posizioni lavorative, delle dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro (DID) e dello stato occupazionale di un lavoratore nel corso del tempo.

              A differenza del semplice stato occupazionale attuale, il C2 Storico riepiloga l’intera storia del rapporto del lavoratore con il Centro per l’Impiego: quando ha reso la prima DID, quanti periodi di disoccupazione ha avuto, se ha mai perso lo stato di disoccupazione e per quale motivo, quali patti di servizio ha sottoscritto. Questo storico è fondamentale per dimostrare che il lavoratore era regolarmente disoccupato da almeno X mesi al momento dell’assunzione, requisito chiave per molti bonus.

              Dal punto di vista normativo, la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) è disciplinata dal D.Lgs. 150/2015 (Jobs Act – riforma dei servizi per il lavoro) e successive modifiche. L’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), ora riassorbita nel Ministero del Lavoro, ha definito gli standard per la gestione delle SAP nei sistemi informativi regionali. Il documento è generato dai sistemi regionali (SIL – Sistemi Informativi del Lavoro) che alimentano il SIAP (Sistema Informativo per l’Accreditamento dei Professionisti) e il registro nazionale.

              Differenza tra C2 attuale e C2 Storico

              Molti lavoratori confondono il C2 attuale (che certifica il solo stato di disoccupazione in corso) con il C2 Storico. Ecco le differenze principali:

              CaratteristicaC2 AttualeC2 Storico
              Cosa certificaStato di disoccupazione attualeIntera storia DID e occupazionale
              Periodo copertoSolo il momento presenteDa prima DID a oggi (storico completo)
              Uso principaleAccesso a servizi INPS (NASPI, ecc.)Bonus assunzioni, sgravi contributivi datore
              Chi lo richiedeLavoratoreLavoratore (per darlo al datore di lavoro)
              Dove si ottieneCPI, portali regionali, MyANPALCPI, portali regionali, MyANPAL
              FormatoPDF semplicePDF con storico cronologico completo

              Attenzione: non tutti i portali regionali distinguono esplicitamente le due versioni con le stesse denominazioni. In alcune regioni il C2 Storico viene chiamato “Scheda SAP storica”, in altre “Estratto scheda anagrafico-professionale” o semplicemente “C2 con storico”. Nella richiesta al CPI specifica sempre: “Ho bisogno del documento completo con lo storico delle DID per richiedere un bonus assunzioni”.

              I Bonus Assunzioni 2026 che richiedono il C2 Storico

              Il Modello C2 Storico è richiesto o fortemente consigliato per i seguenti incentivi all’assunzione attivi nel 2026. Il datore di lavoro deve conservarlo come prova documentale in caso di verifica INPS.

              1. Esonero Contributivo per Giovani Under 35 (ex art. 21, DL 60/2024)

              Prorogato e potenziato con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), questo bonus riconosce al datore di lavoro un esonero contributivo del 100% (fino a un massimo di 500 euro mensili per 24 mesi) per ogni lavoratore under 35 mai assunto a tempo indeterminato in precedenza. Per i datori del Sud Italia (ZES Unica) l’esonero sale al 120% per 36 mesi. Il C2 Storico serve a dimostrare che il lavoratore non aveva mai avuto un contratto a tempo indeterminato in vigore.

              Riferimento normativo: Circolare INPS n. 24/2025 e messaggio INPS n. 1020/2025. La domanda si presenta tramite portale INPS – Portale delle Agevolazioni (ex-DiResCo).

              2. Bonus Giovani NEET Under 35 (Garanzia Occupabilità Lavoratori)

              Riservato ai giovani under 35 che sono NEET (Not in Education, Employment or Training) registrati nel programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori). L’esonero contributivo per i giovani under 35 prevede benefici fino al 100% dei contributi per 12 mesi (elevabile a 24 in alcune circostanze). Il requisito NEET viene dimostrato attraverso la SAP storica che attesta l’assenza di occupazione stabile e la mancata frequenza di percorsi formativi nel periodo precedente.

              3. Bonus Donne 2026 (Donne svantaggiate)

              Previsto dall’art. 4 della L. 92/2012 (Legge Fornero) e prorogato annualmente, il Bonus Donne riconosce un esonero contributivo del 50% per 12 mesi (18 mesi in caso di contratto a tempo indeterminato) per l’assunzione di donne che versano in determinate condizioni di svantaggio:

              • Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai fondi strutturali UE (Sud Italia e isole)
              • Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi ovunque residenti
              • Donne prive di impiego da almeno 6 mesi operanti in settori con forte disparità occupazionale di genere

              Il C2 Storico è il documento che certifica l’assenza di impiego regolarmente retribuito per il periodo richiesto, che viene verificato da INPS in sede di istruttoria. Per le bonus mamme lavoratrici, vedi anche la nostra guida sul Bonus Mamme Lavoratrici 2026.

              4. Esonero Contributivo ZES Unica Sud 2026

              Previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna), il bonus è pari al 100% dei contributi previdenziali per 24 mesi, con massimale di 650 euro mensili per lavoratore. Anche in questo caso il C2 Storico attesta lo stato di disoccupazione del lavoratore al momento dell’assunzione.

              5. Incentivo per lavoratori in NASPI (agevolazione sgravio)

              I datori di lavoro che assumono lavoratori percettori di NASPI (indennità di disoccupazione) possono beneficiare di un incentivo pari ai residui mensili di NASPI non ancora fruiti dal lavoratore. Il C2 Storico dimostra che il soggetto era beneficiario NASPI e in stato di disoccupazione. Per approfondire la NASPI, la nostra guida completa sulla NASPI e disoccupazione chiarisce tutti i dettagli.

              Come scaricare il C2 Storico con SPID o CIE: guida passo-passo

              La procedura generale per ottenere il C2 Storico online con autenticazione digitale (SPID, CIE o CNS) prevede questi passaggi standard, validi nella maggior parte delle regioni:

              Passo 1: Accedi al portale regionale o a MyANPAL

              Hai due strade principali:

              • MyANPAL (ora MLPS): il portale nazionale raggiungibile all’indirizzo myanpal.anpal.gov.it (verificare l’attuale URL sul sito del Ministero del Lavoro). Consente l’accesso con SPID, CIE o CNS e permette di visualizzare la propria SAP attuale. Tuttavia, per il documento storico certificato con validità legale per i bonus, molte regioni richiedono di passare dal portale regionale.
              • Portale regionale: ogni regione ha il proprio sistema informativo del lavoro (SIL). Vedi la tabella nella sezione successiva per trovare quello della tua regione.

              Passo 2: Autenticazione con SPID o CIE

              Per accedere ai portali del lavoro regionali è necessario disporre di:

              • SPID (livello 2): il sistema più diffuso, fornito da provider accreditati come Poste Italiane (PosteID), Aruba, InfoCert, Namirial, TIM, Intesa, ecc. Se non hai lo SPID, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nell’attivazione.
              • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN: alternativa valida in tutti i portali che supportano l’autenticazione CIE.
              • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): usata principalmente in ambito professionale.

              Passo 3: Naviga alla sezione “La mia scheda” o “Scheda anagrafico-professionale”

              Una volta autenticato nel portale, cerca la sezione dedicata alla tua scheda personale. I nomi variano per regione:

              • “Scheda anagrafico-professionale” o “La mia SAP”
              • “Il mio profilo lavorativo”
              • “Documenti / Certificati”

              Passo 4: Seleziona “Storico” o “Scheda storica”

              Nella sezione della SAP troverai (in molti portali) la possibilità di visualizzare lo storico. Seleziona “Scheda storica”, “Visualizza storico” o equivalente. Se questa opzione non è disponibile online, dovrai recarti di persona al Centro per l’Impiego.

              Passo 5: Scarica il PDF e conservalo

              Il documento viene generato in formato PDF, spesso con firma digitale del CPI. Scaricalo, stampalo e consegnalo al datore di lavoro che lo conserverà nel fascicolo del dipendente per eventuali verifiche INPS. Non ha una scadenza fissa, ma in caso di variazioni del tuo stato occupazionale dovrai generarne uno aggiornato.

              Portali regionali: procedura per ogni Regione italiana

              Ogni regione gestisce autonomamente il proprio sistema informativo del lavoro. Di seguito la tabella completa con i portali ufficiali e le indicazioni specifiche per scaricare il C2 Storico in ogni area d’Italia.

              RegionePortale / SistemaAccessoSezione C2 Storico
              PiemonteIOLAVORO (iolavoro.regione.piemonte.it)SPID, CIEArea personale → Scheda professionale → Storico
              Valle d’AostaPortale Lavoro VDA (lavoro.vda.it)SPID, CIEArea riservata → Documenti CPI
              LombardiaIDO – Informagiovani Dote Occupazione (ido.lavoro.regione.lombardia.it)SPID, CIE, CNSArea personale → Scheda anagrafico-professionale → Storico SAP
              Trentino-Alto AdigeAFOL / Agenzia del lavoro provinciale (agenzialavoro.provincia.tn.it – Trento; Agenzia per l’Impiego BZ per Bolzano)SPID, CIEAccesso sportello o richiesta online → SAP storica
              VenetoCLICLAVORO VENETO / Mio Centro per l’Impiego (cliclavoroveneto.it)SPID, CIEArea riservata → La mia scheda → Storico DID
              Friuli Venezia GiuliaEFFE-Lavoro FVG (lavoro.regione.fvg.it)SPID, CIE, CNSArea personale → Scheda SAP → Richiedi storico
              LiguriaPortale Lavoro Liguria (lavoroliguria.regione.liguria.it)SPID, CIEProfilo → Scheda professionale → Storico
              Emilia-RomagnaLAVORO PER TE (lavoroperme.regione.emilia-romagna.it)SPID, CIEArea personale → Il mio fascicolo → Scheda storica
              ToscanaIDOL – Toscana (idol.regione.toscana.it)SPID, CIE, CNSArea personale → Scheda anagrafico-professionale → Storico
              UmbriaSINTESI Umbria (sintesi.regione.umbria.it)SPID, CIEProfilo lavoratore → SAP → Estrai storico
              MarcheSIL Marche (silmarche.regione.marche.it)SPID, CIEArea riservata → Scheda professionale → Versione storica
              LazioCPI Lazio Online (lavoro.regione.lazio.it)SPID, CIEArea personale → Documenti → C2 storico
              AbruzzoPortale Lavoro Abruzzo (lavoroabruzzo.regione.abruzzo.it)SPID, CIEArea riservata → Scheda SAP → Storico
              MoliseSIL Molise / CPI territoriale (lavoro.regione.molise.it)SPID, CIE o sportello fisicoRichiesta diretta al CPI (sistema non sempre online)
              CampaniaARLAS Campania (arlas.regione.campania.it)SPID, CIEArea personale → Scheda lavoratore → Storico SAP
              PugliaSIL Puglia / Centri per l’Impiego Puglia (cpi.regione.puglia.it)SPID, CIEArea riservata → Scheda professionale → Storico DID
              BasilicataPortale Lavoro Basilicata (lavoro.regione.basilicata.it)SPID, CIEArea personale → Documenti SAP → Scheda storica
              CalabriaSIL Calabria (sil.regione.calabria.it)SPID, CIEProfilo → Scheda anagrafica → Storico
              SiciliaLAVOROPERTE Sicilia (lavoroperte.regione.sicilia.it)SPID, CIEArea riservata → Il mio profilo → SAP storica
              SardegnaSARDEGNA LAVORA (sardegnalavora.regione.sardegna.it)SPID, CIEArea personale → Scheda professionale → Storico

              Nota importante: Gli URL dei portali regionali possono subire aggiornamenti. In caso di difficoltà, cerca sul sito della tua Regione la sezione “Lavoro” o “Centri per l’Impiego” oppure rivolgiti direttamente allo sportello fisico del CPI competente per il tuo Comune di residenza. In alternativa, puoi richiedere l’estrazione del C2 Storico direttamente al CPI tramite PEC o email istituzionale.

              Cosa fare se il portale regionale non offre il C2 Storico online

              Alcune regioni, in particolare quelle con sistemi informativi meno sviluppati (es. Molise, alcune province della Calabria), non dispongono ancora di un accesso online completo allo storico SAP. In questi casi:

              1. Prenota un appuntamento al tuo Centro per l’Impiego territorialmente competente
              2. Porta con te un documento d’identità valido e il codice fiscale
              3. Chiedi esplicitamente: “Vorrei una copia della mia Scheda Anagrafico-Professionale storica (C2 Storico) con timbro e firma, necessaria per il Bonus Assunzioni”
              4. Il documento viene rilasciato gratuitamente entro pochi minuti o al massimo in giornata

              Documenti per il datore di lavoro per richiedere lo sgravio INPS

              Il C2 Storico è solo uno dei documenti che il datore di lavoro deve raccogliere e conservare per beneficiare degli sgravi contributivi. Ecco la documentazione completa necessaria per presentare la domanda di esonero all’INPS:

              Documenti obbligatori raccolti dal datore

              • C2 Storico del lavoratore (Scheda SAP storica): per dimostrare lo stato di disoccupazione pregresso
              • UniLAV (comunicazione obbligatoria di assunzione): trasmessa al CPI tramite portale del Ministero del Lavoro entro il giorno precedente l’inizio del rapporto. E’ la comunicazione che registra ufficialmente l’assunzione.
              • Copia del contratto di assunzione: con indicazione del tipo (indeterminato, determinato, apprendistato) e della data di decorrenza
              • Documento d’identità del lavoratore e codice fiscale
              • Autocertificazione del lavoratore sulla condizione di svantaggio (per Bonus Donne: assenza di impiego per il periodo richiesto; per NEET: assenza da lavoro e formazione)

              Come presentare la domanda all’INPS

              La domanda di esonero contributivo si presenta tramite il Portale delle Agevolazioni INPS (ex-DiResCo), accessibile dall’area riservata del sito INPS. La procedura prevede:

              1. Accedere al portale INPS come datore di lavoro (SPID/CIE con delega)
              2. Selezionare “Portale delle Agevolazioni” dal menu
              3. Scegliere il tipo di incentivo (es. “Esonero giovani under 35”, “Incentivo donne”, ecc.)
              4. Compilare il modulo con i dati del lavoratore e del contratto
              5. Caricare la documentazione richiesta (o conservarla agli atti per eventuali ispezioni)
              6. Attendere la conferma e il codice autorizzativo INPS

              Il Quadro RU nel modello 770

              I datori di lavoro che fruiscono di agevolazioni contributive devono indicarle nel Quadro RU del Modello 770 (dichiarazione dei sostituti d’imposta). Ogni incentivo ha un codice specifico da riportare nel quadro. Il C2 Storico è parte della documentazione da conservare per giustificare quanto dichiarato nel 770 in caso di controllo. Se hai bisogno di assistenza per la compilazione del 770, il CAF Centro Fiscale offre questo servizio alle imprese.

              Errori comuni e come evitarli

              Dall’esperienza dei nostri consulenti del CAF Centro Fiscale che assistono sia lavoratori sia datori di lavoro nella gestione dei bonus assunzioni, questi sono gli errori più frequenti e come prevenirli:

              Errore 1: Consegnare il C2 attuale invece dello storico

              Il problema: Il datore di lavoro chiede il “C2” e il lavoratore porta il documento che certifica solo lo stato di disoccupazione attuale, senza lo storico delle DID. INPS, in fase di verifica, rigetta la pratica perché non riesce a ricostruire il periodo di disoccupazione pregresso.

              La soluzione: Specifica sempre al CPI che hai bisogno del documento con lo storico completo. Online, cerca la versione “storica” o “scheda SAP storica”, non solo il profilo attuale.

              Errore 2: Non aver mai fatto la DID

              Il problema: Alcuni lavoratori, pur essendo senza lavoro da mesi, non hanno mai formalmente reso la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro presso il Centro per l’Impiego. Di conseguenza, il loro C2 Storico è vuoto o non registra il periodo di disoccupazione nel modo corretto, e il datore di lavoro non può beneficiare del bonus.

              La soluzione: Se sei disoccupato, registrati subito al CPI della tua città e rendi la DID. L’iscrizione è gratuita e puoi farlo online (MyANPAL) o allo sportello. La DID è anche obbligatoria per accedere alla NASPI e ad altri ammortizzatori sociali.

              Errore 3: Il lavoratore non aveva perso lo stato di disoccupazione

              Il problema: Lo stato di disoccupazione può perdersi se il lavoratore ha svolto attività lavorativa con reddito superiore alle soglie previste (8.174 euro annui per lavoro dipendente o 4.800 euro per lavoro autonomo, salvo aggiornamenti INPS). Se il C2 Storico mostra una “interruzione” dello stato di disoccupazione, i periodi precedenti potrebbero non essere computabili per certi bonus.

              La soluzione: Prima di procedere all’assunzione, il datore di lavoro deve verificare attentamente il C2 Storico con un consulente del lavoro o con il CAF per accertarsi che la storia del lavoratore soddisfi esattamente i requisiti del bonus specifico.

              Errore 4: Inviare l’UniLAV in ritardo

              Il problema: La comunicazione di assunzione (UniLAV) deve essere inviata entro il giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro. Se inviata in ritardo, il bonus potrebbe essere revocato poiché INPS considera la comunicazione tardiva come indizio di irregolarità.

              La soluzione: Il datore di lavoro deve inviare l’UniLAV sempre entro le 24:00 del giorno precedente l’inizio del rapporto. Non esistono deroghe per i bonus assunzioni.

              Errore 5: Bonus non cumulabili utilizzati insieme

              Il problema: Alcune agevolazioni non sono cumulabili tra loro. Ad esempio, l’esonero under 35 e il bonus donne non sono generalmente cumulabili per la stessa assunzione (si sceglie quello più conveniente). Usarli entrambi porta a sanzioni INPS.

              La soluzione: Prima di richiedere il bonus, verifica sempre le istruzioni operative INPS (circolari) o affidati a un consulente del CAF per la corretta scelta dell’incentivo.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Conclusione: C2 Storico, un documento che vale migliaia di euro

              Il Modello C2 Storico è un documento semplice da ottenere, gratuito, e che può valere al tuo datore di lavoro decine di migliaia di euro di risparmi contributivi nell’arco del rapporto di lavoro. Che tu sia un lavoratore che vuole facilitare la propria assunzione o un’azienda che intende ottimizzare i costi del personale, avere questo documento pronto e corretto è il primo passo.

              Ricorda i punti chiave:

              • Il C2 Storico si scarica gratuitamente online con SPID o CIE dal portale regionale del lavoro della tua regione
              • Se il portale non lo offre online, rivolgiti di persona al Centro per l’Impiego (rilascio gratuito)
              • Per il Bonus Giovani Under 35 2026, l’esonero arriva fino a 500 euro mensili per 24 mesi
              • Per la ZES Unica Sud, l’esonero sale fino a 650 euro mensili per 24 mesi
              • Il datore di lavoro deve presentare la domanda tramite il Portale delle Agevolazioni INPS
              • L’UniLAV va inviato prima dell’inizio del rapporto, pena la perdita del bonus

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              Domande Frequenti sul Modello C2 Storico

              Cos’è il Modello C2 Storico e a cosa serve?

              Il Modello C2 Storico (Scheda Anagrafico-Professionale storica) è un documento rilasciato dai Centri per l’Impiego che certifica l’intera storia delle Dichiarazioni di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) e dello stato occupazionale di un lavoratore. Viene richiesto dal datore di lavoro come prova per accedere ai Bonus Assunzioni 2026, dimostrando che il dipendente era regolarmente disoccupato da un certo periodo prima dell’assunzione.

              Come posso scaricare il C2 Storico con SPID?

              Accedi al portale regionale del lavoro della tua regione (es. IDO per la Lombardia, IDOL per la Toscana, ClicLavoro Veneto per il Veneto) con le tue credenziali SPID di livello 2 o con la CIE. Una volta autenticato, vai nella sezione ‘Scheda anagrafico-professionale’ e seleziona ‘Storico’ o ‘SAP storica’. Scarica il PDF e consegnalo al tuo datore di lavoro.

              Il C2 Storico è gratuito?

              Si, il Modello C2 Storico è completamente gratuito. Che lo scarichi online dal portale regionale o lo richieda di persona allo sportello del Centro per l’Impiego, non prevede nessun costo per il lavoratore.

              Cosa succede se non ho mai fatto la DID al Centro per l’Impiego?

              Se non hai mai reso la Dichiarazione di Immediata Disponibilita al lavoro, il tuo C2 Storico sarà vuoto o non registrera correttamente i periodi di disoccupazione. Questo significa che il datore di lavoro non potra dimostrare il requisito e non potra beneficiare del bonus assunzioni. Registrati subito al Centro per l’Impiego e rendi la DID: è gratuita e si puo fare anche online tramite MyANPAL o il portale regionale.

              Il Bonus Assunzioni 2026 per i giovani under 35 è ancora attivo?

              Si, l’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato è stato prorogato e potenziato dalla Legge di Bilancio 2025. Prevede un esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro mensili per 24 mesi (36 mesi e 120% per la ZES Unica Sud). La domanda va presentata tramite il Portale delle Agevolazioni INPS.

              Il datore di lavoro deve caricare il C2 Storico sul portale INPS?

              Non necessariamente in fase di domanda: spesso il datore di lavoro deve solo conservarlo agli atti e presentarlo in caso di verifica ispettiva da parte dell’INPS o dell’Ispettorato del Lavoro. Tuttavia, per alcuni incentivi specifici il portale INPS potrebbe richiedere il caricamento di documentazione allegata. Verificare sempre le istruzioni della circolare INPS specifica per il bonus richiesto.


              Hai bisogno di assistenza per i Bonus Assunzioni 2026?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste lavoratori e aziende nella gestione documentale per i Bonus Assunzioni 2026: verifica dei requisiti, recupero del C2 Storico, predisposizione della pratica INPS e compilazione del Quadro RU nel Modello 770.

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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                Lady profile picture
                Lady
                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Maggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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                CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

                Flat Tax 7% Pensionati Esteri: Guida Completa al Regime Agevolato Art. 24-ter TUIR

                Pensione 2026 INPS

                Sei un pensionato italiano residente all’estero e stai valutando di tornare in Italia? O sei uno straniero con una pensione estera e sogni di trasferirti nella Penisola? Dal 2019 esiste un regime fiscale straordinariamente vantaggioso che ti permette di pagare una flat tax del 7% su tutti i redditi di fonte estera, pensioni comprese, per ben 10 anni consecutivi. Si tratta del regime agevolato per i titolari di redditi da pensione estera, introdotto dall’articolo 24-ter del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), inserito dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018). Una misura pensata per attrarre residenti nei piccoli comuni del Meridione e delle zone sismiche d’Italia, ridare vita ai borghi e stimolare i consumi locali.

                In questo articolo del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cos’è la flat tax al 7% per i pensionati esteri, chi ne ha diritto, in quali comuni puoi trasferirti, come fare domanda e quanto puoi risparmiare rispetto alla tassazione ordinaria. Troverai anche esempi pratici e calcoli che ti aiuteranno a capire se questa agevolazione fa al caso tuo.

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                Indice dei contenuti

                1. Cos’è la flat tax al 7% per i pensionati esteri
                2. Normativa di riferimento: art. 24-ter TUIR
                3. Aliquota al 7%: confermata o modificata?
                4. Requisiti soggettivi per accedere al regime
                5. Comuni ammessi: dove trasferirsi
                6. Redditi coperti dall’imposta sostitutiva
                7. Durata dell’agevolazione: i 10 anni
                8. Come esercitare l’opzione e gli adempimenti
                9. Esempi pratici e calcoli del risparmio fiscale
                10. Compatibilità con altri regimi fiscali
                11. Decadenza, revoca e cessazione
                12. Confronto con il regime degli impatriati
                13. Domande frequenti

                Cos’è la flat tax al 7% per i pensionati esteri

                La flat tax al 7% per i pensionati esteri è un regime di imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali, introdotto per incentivare i titolari di redditi da pensione erogati da soggetti esteri a trasferire la propria residenza fiscale in Italia, in particolare nei piccoli comuni del Sud e delle zone sismiche del Centro-Nord.

                In pratica, invece di applicare le aliquote progressive IRPEF ordinarie (che vanno dal 23% al 43%), il pensionato che aderisce a questo regime paga un’unica imposta sostitutiva al tasso fisso del 7% su tutti i redditi di fonte estera. Un vantaggio fiscale enorme, soprattutto per chi percepisce pensioni di importo medio-alto.

                Il regime è stato ideato anche con una finalità di sviluppo territoriale: rivitalizzare i borghi del Mezzogiorno e delle aree interne che soffrono di spopolamento demografico, portando residenti con redditi stabili (le pensioni) che possono contribuire all’economia locale attraverso i consumi quotidiani.

                Normativa di riferimento: art. 24-ter TUIR

                Il regime è disciplinato dall’articolo 24-ter del TUIR (D.P.R. n. 917/1986), inserito dalla Legge n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), in vigore dal 1° gennaio 2019. La norma è stata successivamente integrata e chiarita da una serie di documenti ufficiali:

                • Circolare n. 21/E del 2020 dell’Agenzia delle Entrate: prima circolare interpretativa organica sul regime, che ha chiarito i requisiti soggettivi, i redditi ammessi e le modalità di opzione.
                • Risposta a interpello n. 221/2019 e successive risposte dell’Agenzia delle Entrate: chiarimenti su casi specifici (pensioni di reversibilità, pensioni di enti internazionali, ecc.).
                • Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019, conv. L. n. 58/2019): ha ampliato il perimetro dei comuni ammessi includendo quelli colpiti da calamità naturali.
                • Risoluzione n. 73/E del 2023: ulteriori chiarimenti sul concetto di “redditi di fonte estera” e sulla compilazione dei modelli dichiarativi.

                Il testo dell’art. 24-ter TUIR stabilisce che le persone fisiche titolari di redditi da pensione erogati da soggetti esteri, che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia in uno dei comuni ammessi, possono optare per l’assoggettamento di tali redditi (e di tutti gli altri redditi prodotti all’estero) a un’imposta sostitutiva calcolata in via forfettaria.

                Aliquota al 7%: confermata o modificata?

                Una domanda frequente riguarda l’aliquota effettivamente applicabile: la flat tax è al 7% o è stata modificata al 4%? Facciamo chiarezza sulla base delle fonti normative aggiornate a maggio 2026.

                L’aliquota ufficiale e confermata è del 7%. Non esistono, ad oggi, disposizioni legislative che abbiano abbassato l’aliquota al 4%. Il testo dell’art. 24-ter TUIR non è stato modificato in tal senso. Eventuali notizie o proposte circolate sui media di una riduzione al 4% si riferiscono a ipotesi di riforma non ancora approvate in sede parlamentare.

                Detto ciò, è importante sottolineare che il 7% è comunque un’aliquota eccezionalmente bassa rispetto alle aliquote ordinarie IRPEF, che per i redditi medio-alti raggiungono il 43%. Un pensionato con una pensione estera di 40.000 euro annui risparmierebbe oltre 10.000 euro all’anno scegliendo questo regime.

                Regime fiscaleAliquota applicabileImposta su 40.000 euro/anno
                IRPEF ordinaria (scaglione 40.000 euro)23%-35% progressivacirca 13.200 euro
                Flat tax art. 24-ter TUIR7% forfettaria2.800 euro
                Risparmio annuo–circa 10.400 euro

                Nota importante: i redditi prodotti in Italia (ad esempio da affitti di immobili italiani, lavoro dipendente o autonomo svolto in Italia) rimangono soggetti alla tassazione IRPEF ordinaria. La flat tax al 7% si applica esclusivamente ai redditi di fonte estera.

                Requisiti soggettivi per accedere al regime

                Per poter accedere alla flat tax al 7% sui redditi esteri, il contribuente deve soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

                1. Essere titolare di redditi da pensione estera

                Il requisito fondamentale è percepire redditi da pensione erogati da soggetti esteri. La norma si applica a qualsiasi tipo di pensione di fonte straniera:

                • Pensioni di vecchiaia erogate da enti previdenziali stranieri (equivalenti all’INPS italiano)
                • Pensioni di invalidità e di inabilità di fonte estera
                • Pensioni di reversibilità (pensioni ai superstiti)
                • Pensioni erogate da enti internazionali (es. ONU, NATO, Unione Europea) — con alcune specificità fiscali legate alle convenzioni internazionali
                • Trattamenti pensionistici integrativi di fonte estera (fondi pensione aziendali stranieri)

                Il soggetto beneficiario non deve necessariamente essere un cittadino italiano: anche i pensionati stranieri (tedeschi, svizzeri, britannici, americani, ecc.) possono aderire al regime, purché rispettino tutti gli altri requisiti.

                2. Non essere stato residente in Italia negli ultimi 5 anni

                Il secondo requisito fondamentale è non aver avuto la residenza fiscale in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti al primo anno di validità dell’opzione. Questo requisito serve a evitare che soggetti che hanno semplicemente trascorso un breve periodo all’estero possano beneficiare dell’agevolazione.

                La residenza fiscale in Italia si determina in base all’art. 2 del TUIR: si considera fiscalmente residente in Italia chi per la maggior parte del periodo d’imposta è iscritto all’anagrafe della popolazione residente, oppure ha il domicilio o la dimora abituale in Italia.

                Attenzione: la semplice iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) non è di per sé sufficiente a dimostrare la non-residenza fiscale italiana, ma è un elemento importante da considerare. L’Agenzia delle Entrate valuterà la residenza fiscale effettiva nel quinquennio precedente.

                3. Trasferire la residenza in un comune ammesso

                Il contribuente deve trasferire la propria residenza anagrafica e fiscale in Italia, specificatamente in uno dei comuni ammessi al regime (vedi sezione successiva). Il trasferimento di residenza deve avvenire entro i termini previsti per esercitare l’opzione.

                Comuni ammessi: dove trasferirsi

                Non tutti i comuni italiani sono ammessi al regime agevolato. La normativa individua due categorie di comuni eleggibili, entrambe con il requisito della popolazione non superiore a 20.000 abitanti:

                Categoria A: Comuni del Sud Italia

                I comuni ubicati nel territorio delle seguenti regioni meridionali:

                • Sicilia
                • Sardegna
                • Calabria
                • Campania
                • Basilicata
                • Abruzzo
                • Molise
                • Puglia

                Questi comuni devono avere una popolazione residente inferiore a 20.000 abitanti secondo i dati ufficiali ISTAT. Il numero degli abitanti viene verificato sulla base dell’ultimo censimento o delle rilevazioni demografiche disponibili.

                Categoria B: Comuni colpiti da calamità naturali

                Con il Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019), il perimetro dei comuni ammissibili è stato esteso anche ai comuni colpiti da eventi calamitosi (terremoti, alluvioni, ecc.) per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti. Questa categoria include molti comuni del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2009 e 2016-2017 (es. comuni dell’Aquila, Amatrice, Norcia e dintorni).

                Regione / AreaRequisito popolazioneAmmessa al regime
                Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, PugliaMeno di 20.000 abitantiSi
                Comuni colpiti da calamità naturali (stato di emergenza dichiarato)Meno di 20.000 abitantiSi
                Nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte, ecc.) — comuni non calamitatiQualsiasiNo
                Grandi città (Roma, Milano, Napoli, ecc.)Superiore a 20.000 ab.No

                Esempi di comuni ammissibili: Tropea (VV), Alberobello (BA), Matera, Agrigento, Otranto, Castelmola (ME), Pizzo Calabro, Santo Stefano di Camastra, Cefalù (PA, però supera 20.000 ab.), Gerace (RC), molti borghi della Basilicata e del Molise.

                Attenzione: Il pensionato che, dopo aver esercitato l’opzione, trasferisce la residenza in un comune non ammesso (es. si sposta in una grande città o in una regione del Nord non calamitata), perde il diritto all’agevolazione a partire dal periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento.

                Redditi coperti dall’imposta sostitutiva

                La flat tax al 7% si applica a tutti i redditi di fonte estera, non solo alla pensione. Questa è una caratteristica molto rilevante del regime: con un’unica imposta sostitutiva si tassano forfettariamente tutti i redditi prodotti fuori dall’Italia.

                Rientrano nell’imposta sostitutiva al 7%:

                • Pensioni estere (il requisito fondamentale per accedere al regime)
                • Dividendi da società estere
                • Interessi su conti correnti e investimenti esteri
                • Redditi da locazione di immobili situati all’estero
                • Plusvalenze su vendita di partecipazioni in società estere
                • Redditi da lavoro autonomo o dipendente svolto all’estero
                • Redditi di capitale di fonte estera

                I redditi di fonte italiana restano invece assoggettati alla tassazione ordinaria IRPEF. Quindi, se il pensionato ha anche un affitto in Italia, un conto corrente italiano con interessi, o svolge attività lavorativa in Italia, questi redditi si aggiungono all’imponibile IRPEF ordinario.

                Importante per la dichiarazione dei redditi: anche optando per il regime agevolato, il contribuente deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi in Italia (modello 730 o Redditi PF), indicando i redditi esteri nella sezione apposita e barrando la casella relativa all’opzione per l’imposta sostitutiva.

                Durata dell’agevolazione: i 10 anni

                Il regime agevolato ha una durata massima di 10 periodi d’imposta a partire dall’anno in cui si esercita l’opzione. Questo vuol dire che, se opti per il regime nel 2024 (prima annualità agevolata), potrai beneficiare della flat tax al 7% fino al 2033 (anno fiscale 2033, dichiarazione presentata nel 2034).

                La norma non prevede una proroga o un rinnovo al termine del decennio: dopo 10 anni il regime cessa automaticamente e i redditi esteri tornano a essere tassati con le aliquote IRPEF ordinarie, salvo eventuali modifiche legislative future.

                Anno opzionePrimo anno agevolatoUltimo anno agevolatoDichiarazione finale
                2022 (dichiarazione 2023)202220312032
                2023 (dichiarazione 2024)202320322033
                2024 (dichiarazione 2025)202420332034
                2025 (dichiarazione 2026)202520342035
                2026 (dichiarazione 2027)202620352036

                Durante i 10 anni di validita, l’opzione si rinnova automaticamente di anno in anno, senza bisogno di presentare nuove istanze, purché il contribuente continui a rispettare tutti i requisiti richiesti (residenza nel comune ammissibile, percezione di pensione estera, ecc.).

                Come esercitare l’opzione e gli adempimenti

                L’opzione per il regime agevolato si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al primo anno d’imposta in cui si vuole beneficiare del regime. Ecco la procedura completa passo dopo passo:

                Passo 1: Trasferire la residenza

                Prima di tutto, devi trasferire la residenza anagrafica in uno dei comuni ammissibili entro il 31 dicembre dell’anno per il quale intendi usufruire del regime. Il trasferimento di residenza deve essere comunicato al Comune di destinazione tramite dichiarazione di residenza.

                Passo 2: Esercitare l’opzione nella dichiarazione

                L’opzione si esercita compilando il quadro CE (Credito d’imposta estero) del modello Redditi Persone Fisiche, dove va barrata la casella specifica per il regime art. 24-ter. In particolare, nella sezione dedicata vanno indicati:

                • Il comune di residenza e la sua popolazione (per dimostrare l’ammissibilità)
                • Il paese estero da cui proviene la pensione
                • L’ammontare dei redditi esteri su cui si applica l’imposta sostitutiva
                • L’imposta sostitutiva calcolata (7% dei redditi esteri)

                Passo 3: Versare l’imposta sostitutiva

                L’imposta sostitutiva del 7% si versa tramite modello F24, con il codice tributo 1895 (istituito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 41/E del 2019). Il versamento segue le stesse scadenze dell’IRPEF:

                • Acconto di novembre (seconda rata): 100% del dovuto dell’anno precedente, oppure stima del dovuto nell’anno corrente
                • Saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo (con presentazione della dichiarazione dei redditi)

                Passo 4: Obbligo di monitoraggio fiscale (RW)

                Nonostante l’opzione per il regime forfettario, il contribuente resta obbligato alla compilazione del quadro RW per il monitoraggio delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero (conti correnti, investimenti, immobili, ecc.). Questo obbligo non viene meno con l’adesione al regime art. 24-ter. Tuttavia, non sono dovute IVIE (imposta sugli immobili esteri) e IVAFE (imposta sulle attività finanziarie estere), che vengono sostituite dall’imposta sostitutiva del 7%.

                Esempi pratici e calcoli del risparmio fiscale

                Per capire concretamente il vantaggio economico del regime, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati.

                Esempio 1: Pensionato tedesco che si trasferisce in Calabria

                Profilo: Hans, 68 anni, cittadino tedesco, percepisce una pensione dalla Deutsche Rentenversicherung di 28.000 euro annui. Ha vissuto in Germania per tutta la vita e non ha mai avuto residenza in Italia. Decide di trasferirsi a Tropea (VV), comune di circa 6.000 abitanti nella regione Calabria.

                • Con tassazione ordinaria IRPEF italiana: 28.000 euro = imposta circa 6.960 euro (scaglioni 23%-25%), piu addizionale regionale e comunale. Totale stimato: circa 7.500-8.000 euro
                • Con flat tax art. 24-ter al 7%: 28.000 x 7% = 1.960 euro
                • Risparmio annuo: circa 5.500-6.000 euro
                • Risparmio in 10 anni: circa 55.000-60.000 euro

                Esempio 2: Italiano AIRE con pensione svizzera elevata

                Profilo: Mario, 70 anni, italiano iscritto AIRE da 30 anni, ha lavorato e vissuto in Svizzera per tutta la carriera. Percepisce una pensione AVS (previdenza statale svizzera) di 25.000 CHF (circa 26.000 euro) piu una rendita da previdenza professionale LPP di 18.000 CHF (circa 19.000 euro). Reddito totale estero: circa 45.000 euro. Decide di tornare in un piccolo comune della Sicilia con meno di 20.000 abitanti.

                • Con tassazione ordinaria IRPEF italiana: 45.000 euro = circa 14.500 euro IRPEF (scaglioni progressivi 23%-35%), piu addizionali. Totale: circa 15.500-16.000 euro
                • Con flat tax art. 24-ter al 7%: 45.000 x 7% = 3.150 euro
                • Risparmio annuo: circa 12.000-13.000 euro
                • Risparmio in 10 anni: 120.000-130.000 euro

                Esempio 3: Pensionato britannico post-Brexit in Puglia

                Profilo: John, 72 anni, cittadino britannico, percepisce la State Pension britannica di 9.500 GBP (circa 11.000 euro) piu una pensione privata di 15.000 GBP (circa 17.500 euro). Totale: circa 28.500 euro esteri. Vuole trasferirsi in un borgo della Valle d’Itria in Puglia.

                • Con tassazione ordinaria IRPEF: circa 7.200 euro (aliquote 23%-25%), piu addizionali. Totale: circa 7.800-8.000 euro
                • Con flat tax art. 24-ter al 7%: 28.500 x 7% = 1.995 euro
                • Risparmio annuo: circa 5.800 euro
                • In 10 anni: circa 58.000 euro

                Attenzione alle convenzioni contro le doppie imposizioni: l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali con quasi tutti i paesi OCSE per evitare la doppia imposizione fiscale. Prima di esercitare l’opzione, e fondamentale verificare come la convenzione con il paese di provenienza della pensione regoli il diritto impositivo. In alcuni casi (es. pensioni di enti pubblici stranieri), il diritto di tassazione spetta esclusivamente allo Stato che eroga la pensione, con la conseguenza che la flat tax italiana non si applica.

                Compatibilità con altri regimi fiscali

                Una domanda comune riguarda la compatibilità del regime art. 24-ter con altri regimi fiscali agevolati presenti nell’ordinamento italiano.

                Incompatibilità con il regime degli impatriati

                Il regime art. 24-ter per i pensionati esteri e il regime degli impatriati (art. 16 D.Lgs. 209/2023) sono due regimi alternativi e non cumulabili. Il contribuente che rientra nei requisiti di entrambi deve scegliere quale applicare. In generale, per i pensionati con redditi di fonte estera elevati, il regime art. 24-ter e piu conveniente perché tassa tutti i redditi esteri al 7% anziché applicare l’esenzione del 50% solo sui redditi da lavoro e assimilati.

                Compatibilità con il regime forfettario

                Se il pensionato, dopo il trasferimento in Italia, decide di avviare anche un’attività lavorativa autonoma, potrebbe valutare il regime forfettario. Questi due regimi sono teoricamente compatibili: il regime art. 24-ter si applica ai redditi di fonte estera (pensione), mentre il regime forfettario si applicherebbe ai redditi d’impresa o di lavoro autonomo prodotti in Italia. Tuttavia, l’applicabilità concreta dipende dalla tipologia di attività e richiede una valutazione caso per caso.

                Esenzione da IVIE e IVAFE

                Chi aderisce al regime art. 24-ter è esonerato dal pagamento di IVIE (imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero) e IVAFE (imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero). Questi tributi patrimoniali vengono assorbiti dall’imposta sostitutiva del 7%, con un ulteriore risparmio per chi detiene patrimoni all’estero.

                Decadenza, revoca e cessazione

                Il regime agevolato cessa prima dei 10 anni previsti nei seguenti casi:

                Cause di decadenza (perdita retroattiva)

                La decadenza comporta la perdita retroattiva del regime (con effetto anche per gli anni pregressi) nei seguenti casi:

                • Trasferimento della residenza all’estero: se il contribuente torna a risiedere fuori dall’Italia, il regime cessa e il beneficio viene recuperato per l’intero periodo
                • Violazione dei requisiti originari: se emerge che al momento dell’opzione il contribuente non aveva i requisiti (es. aveva avuto residenza in Italia negli ultimi 5 anni), il regime viene annullato con conseguente recupero dell’imposta evasa
                • Omesso o insufficiente versamento dell’imposta sostitutiva

                Cause di cessazione (perdita dal periodo successivo)

                La cessazione del regime opera dal periodo d’imposta successivo (senza recupero retroattivo) nei seguenti casi:

                • Trasferimento in un comune non ammissibile: se il pensionato si sposta in un comune con piu di 20.000 abitanti o fuori dalle regioni del Sud (salvo comuni calamitati), il regime cessa dal periodo d’imposta successivo al trasferimento
                • Cessazione della pensione estera: se la pensione estera cessa (es. per decesso del titolare originario in caso di reversibilità, o per raggiungimento di un limite d’eta), va valutato se altri redditi esteri possano sostenere il regime
                • Revoca volontaria: il contribuente puo rinunciare al regime in qualsiasi momento, con effetto dal periodo d’imposta successivo

                Confronto con il regime degli impatriati

                Per chi ha la possibilità di scegliere tra piu regimi agevolati, è utile un confronto diretto tra il regime art. 24-ter per pensionati e il regime degli impatriati:

                CaratteristicaArt. 24-ter (pensionati)Regime impatriati (art. 16)
                DestinatariTitolari pensione esteraLavoratori dipendenti/autonomi che rientrano in Italia
                Aliquota agevolata7% su tutti i redditi esteri50% dei redditi da lavoro esente da IRPEF
                Durata10 anni5 anni (prorogabili a 8 con figli o acquisto casa)
                Comuni ammessiSud + zone calamitate, max 20.000 ab.Tutto il territorio nazionale
                Redditi da lavoro in ItaliaTassazione IRPEF ordinariaAgevolati (50% esente)
                IVIE e IVAFESostituite dalla flat tax 7%Rimangono dovute
                Adempimento dichiarativoModello Redditi PF, quadro CEModello Redditi PF, agevolazione in busta paga

                Il regime art. 24-ter e generalmente piu conveniente per i pensionati puri (senza redditi da lavoro in Italia) con pensioni di importo significativo, mentre il regime degli impatriati e piu vantaggioso per chi torna in Italia per lavorare e percepisce principalmente redditi da lavoro.

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                Domande Frequenti sulla Flat Tax per Pensionati Esteri

                La flat tax per i pensionati esteri è al 7% o al 4%?

                L’aliquota ufficiale prevista dall’art. 24-ter del TUIR è del 7%. Non esistono disposizioni legislative vigenti che la abbiano ridotta al 4%. Eventuali proposte di abbassamento dell’aliquota al 4% sono rimaste allo stadio di ipotesi politiche non ancora approvate in Parlamento. La misura vigente a maggio 2026 è il 7% forfettario su tutti i redditi di fonte estera.

                Posso beneficiare della flat tax al 7% se mi trasferisco a Roma o Milano?

                No. Il regime è riservato esclusivamente ai comuni con meno di 20.000 abitanti situati nelle regioni del Sud Italia (Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia) o nei comuni colpiti da calamità naturali con stato di emergenza dichiarato. Roma, Milano e tutte le grandi città sono escluse.

                Devo pagare le tasse anche nel paese da cui provengo?

                Dipende dalla convenzione contro la doppia imposizione stipulata tra l’Italia e il tuo paese di residenza originaria. In molti casi, la pensione estera può essere tassata solo in Italia (o solo nel paese estero per le pensioni pubbliche). È fondamentale verificare la convenzione specifica con un consulente fiscale prima di trasferirsi, per evitare sorprese.

                Devo comunque presentare la dichiarazione dei redditi in Italia?

                Sì, l’opzione per il regime art. 24-ter non esime dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi annuale in Italia (modello Redditi PF). Nella dichiarazione si indica il reddito estero, si esercita o si rinnova l’opzione per la flat tax e si calcola l’imposta sostitutiva dovuta del 7%. Va anche compilato il quadro RW per il monitoraggio delle attività estere.

                Cosa succede se mi sposto in una città più grande dopo aver esercitato l’opzione?

                Se trasferisci la residenza in un comune non ammissibile (popolazione superiore a 20.000 abitanti o fuori dalle regioni del Sud e dai comuni calamitati), il regime agevolato cessa a partire dal periodo d’imposta successivo al trasferimento. Non si verifica la decadenza retroattiva per gli anni passati, ma perdi il beneficio per gli anni futuri.

                Un pensionato straniero (non italiano) può accedere al regime?

                Sì, il regime art. 24-ter non è riservato ai cittadini italiani. Qualsiasi persona fisica titolare di una pensione erogata da un soggetto estero, che non abbia avuto residenza fiscale in Italia nei 5 anni precedenti e che si trasferisca in un comune ammissibile, può accedere al regime indipendentemente dalla cittadinanza.


                Hai dubbi sulla Flat Tax al 7%? Siamo qui per aiutarti

                Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per valutare la convenienza del regime agevolato per pensionati esteri, preparare la documentazione necessaria e seguirti nella dichiarazione dei redditi.

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                  CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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                  Alexandra Bala
                  04/09/2026
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                  ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                  paolino servidio
                  03/09/2026
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                  Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                  Lady
                  01/09/2026
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                  Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                  Giulia Guida
                  25/08/2026
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                  Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                  Paola Zilli
                  07/08/2026
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                  Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                  Jacqueline B.
                  06/08/2026
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                  Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                  Maura Masutto
                  06/08/2026
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                  Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                  Issam Elhefnawi
                  31/07/2026
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                  Molto gentile
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                  Sibongile Moyana
                  30/07/2026
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                  Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                  Sabrina Cirina
                  23/07/2026
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                  Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                  Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-05 09:22:322026-05-31 17:07:52Flat Tax 7% Pensionati Esteri: Guida Completa al Regime Agevolato Art. 24-ter TUIR
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