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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensioni in Computo con Gestione Separata: Niente Arretrati, Vale la Data della Domanda

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Che cos’è il computo nella Gestione Separata
  2. Computo, ricongiunzione e totalizzazione: le differenze
  3. Il quadro normativo: D.Lgs. 184/1997 e Legge 335/1995
  4. La data della domanda vale tutto: niente arretrati
  5. La giurisprudenza della Corte di Cassazione
  6. Chi può richiedere il computo
  7. Come fare domanda di pensione in computo
  8. Esempi pratici: lavoratore con contributi misti
  9. Tabella comparativa: computo, ricongiunzione, totalizzazione
  10. Domande frequenti sul computo nella Gestione Separata

Il computo nella Gestione Separata INPS è uno strumento previdenziale fondamentale per milioni di lavoratori italiani che nel corso della carriera hanno versato contributi in più gestioni diverse. Consulenti, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), professionisti senza cassa previdenziale autonoma: tutti coloro che hanno iscrizioni alla Gestione Separata INPS insieme ad un’altra gestione previdenziale possono ricorrere al computo per conseguire il diritto alla pensione.

Il nodo cruciale che genera ancora oggi numerosi contenziosi riguarda un principio spesso sottovalutato: la pensione in computo non produce arretrati. La prestazione decorre dalla data di presentazione della domanda, non da un momento precedente. Questo principio, ribadito dalla Corte di Cassazione e dalle circolari INPS, ha implicazioni pratiche enormi che ogni lavoratore con contributi misti deve conoscere prima di presentare la domanda.

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Che cos’è il computo nella Gestione Separata

Il computo nella Gestione Separata è il procedimento con cui i periodi contributivi iscritti alla Gestione Separata vengono conteggiati insieme a quelli accreditati in un’altra gestione pensionistica obbligatoria, ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi per la pensione. A differenza della ricongiunzione, il computo è gratuito: non comporta alcun onere economico per il lavoratore.

L’istituto è stato introdotto dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 184. La ratio della norma è quella di evitare che i lavoratori con carriere frammentate tra lavoro dipendente e lavoro autonomo/parasubordinato rimangano privi di tutela pensionistica per mancato raggiungimento dei requisiti minimi in ciascuna singola gestione.

In concreto, il computo permette di sommare, ad esempio, i 20 anni di contributi da lavoratore dipendente con i 5 anni di contributi da collaboratore coordinato iscritto alla Gestione Separata. La pensione viene poi liquidata secondo le regole di ciascuna gestione per la quota di competenza (criterio pro rata).

Computo, ricongiunzione e totalizzazione: le differenze

Molti lavoratori confondono tre istituti distinti. La ricongiunzione contributiva (L. 29/1979) trasferisce fisicamente i contributi da una gestione all’altra ed è onerosa: il costo può raggiungere decine di migliaia di euro. La totalizzazione nazionale (D.Lgs. 42/2006) somma i contributi gratuitamente ma richiede almeno 6 anni di contribuzione in ciascuna gestione. Il computo nella Gestione Separata è gratuito come la totalizzazione, ma non richiede il minimo di 6 anni per gestione ed è accessibile anche con pochissimi anni di contribuzione in una delle gestioni.

Per tutti e tre gli istituti vale il medesimo principio: nessun arretrato è dovuto e la pensione decorre dalla data di presentazione della domanda. La scelta tra computo, totalizzazione e ricongiunzione deve essere valutata caso per caso con il supporto di un esperto previdenziale o patronato.

Il quadro normativo: D.Lgs. 184/1997 e Legge 335/1995

Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 184, emanato in attuazione della Legge 335/1995 (Riforma Dini) che ha istituito la Gestione Separata INPS. L’articolo 3 del D.Lgs. 184/1997 stabilisce le condizioni per il computo:

  • Iscrizione alla Gestione Separata ex art. 2, comma 26, L. 335/1995
  • Presenza di contribuzione in almeno un’altra forma obbligatoria (FPLD, gestioni autonomi, forme esclusive)
  • Mancato raggiungimento del diritto alla pensione in nessuna singola gestione autonomamente
  • Presentazione della domanda all’INPS indicando la Gestione Separata come gestione liquidante

L’articolo 4 del D.Lgs. 184/1997 disciplina la decorrenza della pensione in caso di computo: la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Questa norma è la base del principio fondamentale: niente arretrati, indipendentemente da quando il diritto sia materialmente maturato.

Alla Gestione Separata sono iscritti: collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi occasionali oltre i 5.000 euro annui, professionisti privi di cassa previdenziale, associati in partecipazione con apporto di lavoro, dottorandi di ricerca con borsa, medici in formazione specialistica. Per questi soggetti il computo rappresenta spesso l’unica via percorribile per la pensione quando la contribuzione in Gestione Separata è insufficiente da sola.

La data della domanda vale tutto: niente arretrati

Questo è il punto più delicato. Molti lavoratori si domandano: “Se avevo già maturato i requisiti 3 anni fa, posso richiedere gli arretrati?” La risposta è chiara: no, gli arretrati non sono dovuti.

Il principio della decorrenza dalla domanda è strutturale nel sistema pensionistico italiano. La pensione non si “accumula” retroattivamente: nasce giuridicamente nel momento in cui viene richiesta formalmente. L’articolo 4 del D.Lgs. 184/1997 dispone esplicitamente che la pensione liquidata in computo “decorre dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda”.

Le implicazioni pratiche sono decisive:

  • Chi aveva maturato i requisiti nel gennaio 2023 ma presenta domanda nel maggio 2026 riceverà la pensione dal 1° giugno 2026
  • Non avrà diritto alle rate relative al periodo gennaio 2023 – maggio 2026
  • I contributi versati fino alla domanda vengono comunque computati nel calcolo della prestazione
  • Ritardare la domanda non compensa mai la perdita di rate non percepite

Questo principio vale anche quando il ritardo non è imputabile al lavoratore (ad esempio per informazioni errate ricevute). La Corte di Cassazione ha esaminato ripetutamente questa fattispecie, giungendo a conclusioni pressoché unanimi: solo condotte dolose o gravemente colpose dell’INPS (come un rifiuto illegittimo di ricevere la domanda) possono aprire a possibilità di risarcimento, non il semplice ritardo.

Implicazione pratica fondamentale: se si sospetta di aver maturato i requisiti, è opportuno presentare subito la domanda – anche esplorativa – senza aspettare certezza assoluta. In caso di rigetto si potrà fare ricorso, ma il ritardo nella domanda non è mai recuperabile.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento uniforme sul computo nella Gestione Separata, risolvendo molte delle controversie interpretative sorte negli anni successivi all’introduzione del D.Lgs. 184/1997.

La Suprema Corte ha chiarito che il computo è un diritto soggettivo perfetto del lavoratore, che sorge quando sussistono le condizioni di legge. Tuttavia, l’esercizio di questo diritto è strettamente condizionato alla presentazione della domanda amministrativa all’INPS. La mera maturazione dei requisiti non produce alcun effetto economico in assenza di domanda.

In tema di arretrati, la Cassazione ha ribadito che la mancata presentazione tempestiva della domanda non è imputabile all’INPS salvo condotta dolosa o gravemente colposa dell’istituto. In assenza di tali condotte, il principio della decorrenza dalla domanda è inderogabile.

La Cassazione ha inoltre precisato che il ricalcolo della pensione in computo a seguito di contributi emersi successivamente opera sempre pro futuro, dalla data del provvedimento di variazione, non retroattivamente. La giurisprudenza ha anche stabilito che il lavoratore può liberamente scegliere tra computo, totalizzazione e ricongiunzione, ma che una volta emesso il provvedimento definitivo la scelta non è liberamente revocabile.

Chi può richiedere il computo nella Gestione Separata

Il computo può essere richiesto da chi soddisfa cumulativamente questi requisiti:

  • Iscrizione alla Gestione Separata INPS con contributi accreditati (anche per un solo anno)
  • Contribuzione anche in un’altra gestione obbligatoria: FPLD, gestioni speciali autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) o forme esclusive/sostitutive
  • Insufficienza contributiva in ciascuna gestione per conseguire autonomamente il diritto alla pensione
  • Requisito anagrafico soddisfatto: 67 anni per la vecchiaia o requisiti per la pensione anticipata

Le categorie che tipicamente ricorrono al computo sono: ex dipendenti diventati consulenti o freelance, storici collaboratori co.co.co., professionisti informatici o della comunicazione senza cassa autonoma, dottorandi con borsa poi diventati ricercatori dipendenti, lavoratori del settore digitale con P.IVA.

Come fare domanda di pensione in computo

La domanda di pensione in computo si presenta all’INPS attraverso:

  1. Portale MyINPS – Pensione online: tramite SPID, CIE o CNS, selezionando la modalità “computo” tra le opzioni
  2. Patronato o CAF: un operatore abilitato presenta la domanda in nome del lavoratore previo delega. Modalità consigliata per la complessità della scelta tra i diversi istituti
  3. Contact Center INPS: numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da mobile)

La documentazione necessaria comprende: estratto contributivo aggiornato per ciascuna gestione (scaricabile da MyINPS), eventuale documentazione di periodi non ancora accreditati (buste paga, contratti di collaborazione, quietanze di versamento), codice fiscale e documenti d’identità.

I tempi medi di istruttoria per le domande di computo sono di 90-120 giorni dalla data di presentazione. Durante l’istruttoria l’INPS può richiedere integrazioni documentali. La pensione, una volta liquidata, viene erogata con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla domanda: gli eventuali arretrati maturati durante l’istruttoria (tra decorrenza e primo pagamento) vengono corrisposti in un’unica soluzione.

Regola d’oro: presentare la domanda il prima possibile. Poiché non sono previsti arretrati, ogni mese di ritardo è un mese di pensione perso definitivamente. Se si hanno dubbi sulla convenienza del computo, è possibile presentare domanda esplorativa o richiedere preventivamente una simulazione al proprio patronato.

Esempi pratici: lavoratore con contributi misti

Caso 1: ex dipendente diventato consulente

Marco, 67 anni nel 2026, ha lavorato come impiegato per 18 anni (contribuzione FPLD) e poi come consulente informatico con P.IVA e iscrizione alla Gestione Separata per 12 anni. In nessuna gestione raggiunge i 20 anni richiesti per la pensione di vecchiaia autonomamente. Con il computo somma 18 + 12 = 30 anni totali: diritto acquisito. La pensione viene calcolata pro rata: il FPLD calcola la quota per i 18 anni dipendenti, la Gestione Separata calcola la quota per i 12 anni di contribuzione autonoma.

Se Marco aveva maturato i requisiti a gennaio 2026 (compimento 67 anni) ma presenta domanda il 15 maggio 2026, la pensione decorre dal 1° giugno 2026. Le rate di gennaio-maggio 2026 sono perse.

Caso 2: collaboratrice con contributi insufficienti in entrambe le gestioni

Lucia, che compie 67 anni nel 2026, ha 8 anni FPLD (lavoro dipendente part-time) e 15 anni Gestione Separata (collaboratrice coordinata). Il computo permette di sommare 8 + 15 = 23 anni, ben oltre la soglia dei 20 richiesti. Lucia può presentare domanda nel giorno del suo 67° compleanno per evitare di perdere anche un solo mese di pensione.

Caso 3: quando conviene attendere

Paolo, 67 anni, ha 19 anni FPLD e 4 anni Gestione Separata. Con il computo avrebbe diritto alla pensione. Tuttavia, lavorando ancora un anno come dipendente raggiungerebbe i 20 anni nel FPLD autonomamente, ottenendo potenzialmente una pensione più alta (senza la frammentazione del calcolo pro rata). In questo caso la scelta dipende da un’analisi comparativa degli importi stimati. La consulenza di un patronato è indispensabile.

Tabella comparativa: computo, ricongiunzione, totalizzazione

CaratteristicaComputoTotalizzazioneRicongiunzione
CostoGratuitoGratuitoOnerosa
Minimo per gestioneNessuno6 anni ciascunaNessuno
Spostamento contributiNoNoSi
Calcolo pensionePro rataPro rataUnica gestione
ArretratiNessunoNessunoNessuno
NormativaD.Lgs. 184/1997, art. 3D.Lgs. 42/2006L. 29/1979

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Domande frequenti sul computo nella Gestione Separata

Se avevo gia maturato il diritto alla pensione in computo 2 anni fa, ho diritto agli arretrati?

No. Il principio fondamentale del sistema pensionistico italiano e che la pensione decorre dalla data di presentazione della domanda, non dalla maturazione del diritto. Questo vale anche per il computo nella Gestione Separata (art. 4 D.Lgs. 184/1997). Non sono dovuti arretrati per il periodo precedente alla domanda.

Qual e la differenza tra computo e totalizzazione?

Entrambi sono gratuiti e permettono di sommare contributi di gestioni diverse, ma la totalizzazione richiede almeno 6 anni di contribuzione in ciascuna gestione, mentre il computo non richiede minimi per singola gestione. Il calcolo e analogo per entrambi (pro rata, ogni gestione calcola la propria quota).

Quanto tempo impiega l’INPS a liquidare la pensione in computo?

I tempi medi di istruttoria sono di 90-120 giorni dalla data di presentazione della domanda. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda, quindi gli arretrati maturati durante l’istruttoria vengono corrisposti in un’unica soluzione al momento dell’erogazione.

Posso presentare domanda esplorativa di computo se non sono ancora sicuro?

Si. E possibile presentare domanda per bloccare la decorrenza, anche mentre si valuta se il computo sia preferibile alla totalizzazione. In caso di rinuncia, la domanda puo essere ritirata prima del provvedimento definitivo. Il patronato puo effettuare una simulazione preventiva per comparare gli importi stimati con le diverse opzioni.

Il computo e possibile anche con contributi nella gestione artigiani o commercianti?

Si. Il computo nella Gestione Separata e possibile anche quando l’altra gestione e una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi: artigiani, commercianti o coltivatori diretti, coloni e mezzadri. La norma di riferimento (D.Lgs. 184/1997) non limita il computo al solo FPLD.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Lady
    01/09/2026
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    Giulia Guida
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Sabrina Cirina
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    Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 10:42:582026-05-30 00:54:39Pensioni in Computo con Gestione Separata: Niente Arretrati, Vale la Data della Domanda
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Cedolino Pensione Maggio 2026: Come Leggerlo Riga per Riga e Decifrare Trattenute

    Pensione 2026 INPS

    Il cedolino pensione di maggio 2026 è disponibile dal 22 aprile 2026 nell’area MyINPS e contiene tutte le voci che determinano l’importo netto accreditato il 2 maggio 2026. In questa guida ti spieghiamo, riga per riga, come leggere il cedolino INPS: dalla pensione lorda alle trattenute fiscali, fino alle ritenute volontarie come la cessione del quinto. Verificare ogni voce è il modo migliore per scoprire eventuali errori e capire perché l’importo del mese può essere diverso da quello atteso.

    ⚠️ Hai dubbi sul tuo cedolino di maggio?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a leggere ogni voce e a verificare se le trattenute sono corrette. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il cedolino e quando esce a maggio 2026
    2. Dove trovare il cedolino: MyINPS, app e invio email
    3. Struttura del cedolino: le 4 macro-sezioni
    4. Voce per voce: lordo, IRPEF, addizionali, netto
    5. Trattenute particolari di maggio 2026
    6. Cessione del quinto e trattenute volontarie
    7. Come segnalare un errore sul cedolino
    8. Domande frequenti

    Cos’è il cedolino pensione e quando esce a maggio 2026

    Il cedolino della pensione è il documento mensile con cui l’INPS comunica al pensionato l’importo lordo, le trattenute applicate e l’importo netto effettivamente accreditato. È l’equivalente della busta paga per chi lavora: serve a dimostrare cosa si è incassato e perché.

    Per il mese di maggio 2026 il cedolino è consultabile online dal 22 aprile 2026 nell’area riservata MyINPS. L’accredito sui conti correnti bancari e postali avviene il 2 maggio 2026: il 1° maggio cade di venerdì ma è festivo nazionale (Festa dei Lavoratori), quindi il pagamento slitta al primo giorno bancabile successivo.

    Per il calendario completo dei pagamenti, gli importi medi e le novità del mese ti rimandiamo alla nostra guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026, che approfondisce le date di accredito, gli scaglioni Poste e gli importi previsti per categoria.

    Il cedolino di maggio è particolarmente importante da controllare perché contiene le nuove rate delle addizionali IRPEF regionali e comunali, i ricalcoli del conguaglio fiscale e, per alcuni pensionati, l’inizio del recupero di indebiti pregressi. È quindi tipicamente uno dei mesi in cui l’importo netto può variare rispetto ad aprile.

    Dove trovare il cedolino: MyINPS, app e invio email

    Esistono quattro modi per consultare il cedolino della pensione, tutti gratuiti. Vediamoli in ordine di praticità.

    1. Area riservata MyINPS

    Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio “Cedolino della pensione”. Puoi visualizzare il cedolino del mese, scaricarlo in PDF e consultare lo storico degli ultimi 24 mesi. È il metodo più completo perché contiene anche eventuali messaggi personalizzati dell’Istituto.

    2. App INPS Mobile

    Disponibile per Android e iOS, l’app permette di consultare il cedolino direttamente dallo smartphone. È utile per chi non ha familiarità con il computer ma usa lo smartphone per WhatsApp e telefonate. L’accesso avviene sempre con SPID o CIE.

    3. Invio cedolino via email

    Dal 2024 l’INPS ha attivato il servizio di invio del cedolino via email, scelto già da oltre 3 milioni di pensionati. Il cedolino arriva ogni mese in PDF protetto da password sull’indirizzo email registrato. Per attivarlo basta accedere a MyINPS, sezione “Servizi al cittadino” → “Cedolino pensione” → “Invio cedolino tramite email”.

    4. Contact center INPS o CAF

    Chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164 164 da cellulare (a pagamento) puoi richiedere copia del cedolino. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine stampa per te il cedolino in pochi minuti e ti aiuta a interpretarlo: una soluzione comoda per chi preferisce il contatto umano.

    Struttura del cedolino: le 4 macro-sezioni

    Il cedolino INPS è organizzato in quattro macro-sezioni che si leggono dall’alto verso il basso. Conoscerne la logica aiuta a non perdersi tra sigle e numeri.

    SezioneContenutoA cosa serve
    1. Dati anagrafici e di pagamentoNome, codice fiscale, categoria pensione, IBAN o ufficio Poste, mese di riferimentoVerificare che dati e modalità di accredito siano corretti
    2. Importi lordiPensione mensile lorda, eventuali maggiorazioni, integrazione al minimo, perequazioneConoscere l’importo prima delle tasse
    3. Trattenute fiscali e contributiveIRPEF mensile, addizionale regionale, addizionale comunale, conguagliCapire quanto si paga di tasse
    4. Trattenute extrafiscali e nettoCessione del quinto, prestiti, sindacati, recuperi indebiti, importo netto finaleVedere l’importo effettivamente accreditato

    Nota importante: in fondo al cedolino trovi sempre la dicitura “Importo netto del mese” preceduta dal segno “=”. È quella la cifra che vedrai sul conto.

    Voce per voce: lordo, IRPEF, addizionali e netto

    Vediamo in dettaglio le voci più importanti che troverai nel cedolino di maggio 2026, con un esempio pratico per facilitare la comprensione.

    Pensione lorda mensile

    È l’importo “ufficiale” della tua pensione, frutto del calcolo basato su contributi versati e coefficienti di trasformazione. Su questo importo si calcolano IRPEF e addizionali. Per il 2026 è stata applicata la perequazione automatica all’inflazione con percentuali variabili in base alla fascia di importo (100% fino a 4 volte il minimo, percentuali ridotte sopra).

    IRPEF mensile

    L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è la tassa principale sulla pensione. Si calcola applicando le aliquote per scaglioni vigenti nel 2026:

    • 23% fino a 28.000 euro annui
    • 35% da 28.001 a 50.000 euro annui
    • 43% oltre 50.000 euro annui

    L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, trattiene ogni mese 1/12 dell’imposta annua stimata, applicando le detrazioni spettanti (per pensione, per familiari a carico, per oneri).

    Addizionali regionali e comunali

    Sono imposte aggiuntive a favore di Regione e Comune di residenza. La caratteristica fondamentale: si calcolano sui redditi dell’anno precedente e si pagano in 11 rate mensili da gennaio a novembre dell’anno successivo. Sui pensionati le rate iniziano tipicamente da marzo 2026 per l’addizionale regionale e da marzo 2026 per quella comunale (saldo 2025), proseguendo fino a gennaio 2027.

    Esempio anatomia cedolino – Pensionato di Udine, importo lordo 1.450 € mensili:

    VoceImporto (€)Note
    Pensione lorda mensile+ 1.450,00Già rivalutata 2026
    IRPEF mensile (lordo – detrazioni)– 195,00Aliquota 23% meno detrazione pensione
    Addizionale regionale FVG (rata)– 22,001,23% sul reddito 2025, 11 rate
    Addizionale comunale Udine (rata)– 8,500,8% sul reddito 2025
    Importo netto del mese= 1.224,50Accreditato il 2 maggio 2026

    I valori sono indicativi: il calcolo esatto dipende da redditi complessivi, detrazioni personali e familiari a carico. Per una verifica precisa il CAF Centro Fiscale può ricostruire il tuo cedolino e confrontarlo con le aspettative.

    Trattenute particolari di maggio 2026

    Maggio è il mese in cui molti pensionati notano un importo netto inferiore rispetto ai mesi precedenti. Ecco le voci di trattenuta che possono comparire o aumentare proprio a maggio.

    Conguaglio fiscale (codice 003)

    Se nel 2025 hai percepito altri redditi oltre alla pensione (lavoro autonomo, locazioni, secondi rapporti) l’INPS ricalcola l’IRPEF effettivamente dovuta e recupera l’eventuale differenza nei mesi successivi alla certificazione unica. La trattenuta a conguaglio compare spesso tra marzo e maggio 2026.

    Recupero indebiti INPS

    Se l’INPS ha pagato in passato somme non dovute (per esempio un’integrazione al minimo decaduta per superamento dei limiti reddituali) le trattiene rateizzandole. La rata mensile non può superare 1/5 della pensione netta, per legge.

    Conguaglio rivalutazione anni precedenti

    L’INPS può applicare a maggio conguagli legati alla perequazione 2025 calcolata in via provvisoria e poi rideterminata sui dati ISTAT definitivi. Può tradursi in una piccola somma in più o in meno. Per capire nel dettaglio le cause dell’importo più basso ti rimandiamo al nostro approfondimento dedicato.

    Cessione del quinto e trattenute volontarie

    Le trattenute extrafiscali sono quelle che il pensionato ha autorizzato volontariamente o che derivano da altri rapporti. Le più frequenti sono:

    • Cessione del quinto: rata di un prestito personale che non può superare 1/5 della pensione netta
    • Delegazione di pagamento: rata di un secondo prestito (in alcuni casi consentito sopra una certa soglia di pensione)
    • Quote sindacali: trattenuta a favore del sindacato di iscrizione (CGIL, CISL, UIL e altri)
    • Pignoramenti: somme trattenute per ordine del giudice fino al limite del quinto
    • Polizze assicurative: rata di polizze sanitarie o vita scelte dal pensionato

    Attenzione: verifica sempre che la rata della cessione del quinto sia in linea con il piano di ammortamento sottoscritto. Se noti importi diversi, contatta subito la finanziaria che ha erogato il prestito o un patronato per un controllo.

    Come segnalare un errore sul cedolino

    Se dopo aver letto il cedolino noti voci che non riconosci o importi che non quadrano, hai diversi modi per chiedere chiarimenti e correzioni.

    1. Riesame online tramite MyINPS: nella sezione “Cedolino” trovi il pulsante “Richiedi chiarimenti”, utile per dubbi specifici sull’importo
    2. Contact center INPS: numero verde 803 164 da fisso o 06 164 164 da cellulare
    3. Patronato: gli operatori del CAF Centro Fiscale – patronato verificano gratuitamente l’esattezza del cedolino e, se necessario, presentano riesame all’INPS
    4. Sportello INPS territoriale: solo su appuntamento, prenotabile online o telefonicamente

    Tempistiche: i tempi medi di risposta INPS sono di 30-60 giorni. Per pratiche complesse (per esempio errori di anzianità contributiva) può servire molto di più. Se l’errore comporta una riduzione significativa dell’importo conviene attivare la procedura di ricostituzione della pensione, che obbliga l’Istituto a un ricalcolo formale.

    Vuoi una verifica completa del tuo cedolino?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a leggere il cedolino, individuare errori e attivare la ricostituzione della pensione se necessario.

    📞 Telefono: 0432 1638640
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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Quando esce il cedolino della pensione di maggio 2026?

    Il cedolino pensione di maggio 2026 è disponibile su MyINPS dal 22 aprile 2026. L’accredito sul conto avviene il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio.

    Perché il cedolino di maggio 2026 ha un importo diverso da aprile?

    Le cause più comuni sono l’avvio o l’aumento delle rate delle addizionali regionali e comunali IRPEF, eventuali conguagli fiscali per redditi del 2025 e recuperi di indebiti pregressi. Si tratta quasi sempre di trattenute previste dalla legge e di natura temporanea.

    Posso ricevere il cedolino direttamente per email?

    Sì. Dal 2024 l’INPS offre l’invio gratuito del cedolino tramite email, in formato PDF protetto da password. L’attivazione avviene da MyINPS nella sezione dedicata al cedolino della pensione.

    Cosa significa “Conguaglio 003” sul cedolino?

    Il codice 003 indica una trattenuta a conguaglio IRPEF: l’INPS sta recuperando imposte non trattenute nel 2025 perché il pensionato ha percepito redditi aggiuntivi da altri sostituti d’imposta. La trattenuta si esaurisce nei mesi successivi.

    La cessione del quinto può superare la rata già attiva?

    No. Per legge la rata della cessione del quinto non può superare 1/5 della pensione netta. Se hai più trattenute volontarie attive (per esempio anche una delegazione di pagamento) è importante verificare che la somma non superi la quota legale di pignorabilità.

    Dove trovo lo storico dei cedolini degli anni precedenti?

    Su MyINPS puoi consultare lo storico degli ultimi 24 mesi. Per cedolini più vecchi serve presentare richiesta scritta all’INPS o passare dal CAF, che può estrarre i dati di posizione del pensionato.

    Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 08:00:002026-05-31 17:57:49Cedolino Pensione Maggio 2026: Come Leggerlo Riga per Riga e Decifrare Trattenute
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Certificato di Pensione INPS 2026: Cosè il Modello ObisM e Come Scaricarlo

    Pensione 2026 INPS

    Il modello ObisM 2026 è il certificato di pensione INPS che ogni anno l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale invia ai pensionati italiani. Si tratta di un documento fondamentale che attesta l’importo della pensione percepita, le ritenute fiscali applicate, le detrazioni riconosciute e i contributi versati nell’anno precedente. In poche parole, è l’equivalente della Certificazione Unica (CU) per i pensionati: un documento indispensabile per presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o con il modello Redditi PF.

    Nel 2026, il modello ObisM riguarda i redditi pensionistici percepiti nel corso del 2025. L’INPS lo mette a disposizione in formato digitale sul portale MyINPS a partire da gennaio-febbraio, mentre la copia cartacea viene recapitata per posta ai pensionati che non hanno un indirizzo digitale registrato. Capire dove trovare il modello ObisM, come scaricarlo e come utilizzarlo correttamente può fare la differenza tra una dichiarazione dei redditi corretta e una con errori che potrebbero costare sanzioni.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il modello ObisM: la guida completa
    2. Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati
    3. Quando viene rilasciato nel 2026
    4. Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)
    5. Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF
    6. Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)
    7. Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi
    8. Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM
    9. Errori frequenti e come correggerli
    10. Domande frequenti sul modello ObisM 2026

    Cos’è il modello ObisM: la guida completa

    Il termine ObisM è l’acronimo di Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta (Mensilità). Si tratta del documento ufficiale che l’INPS rilascia annualmente a tutti i pensionati che ricevono una prestazione previdenziale dall’Istituto. Tecnicamente, il modello ObisM è un prospetto di liquidazione della pensione che riassume in modo dettagliato tutti i dati fiscali e previdenziali relativi all’anno di riferimento.

    Va subito chiarita una distinzione importante: il modello ObisM NON è la Certificazione Unica (CU), anche se entrambi i documenti riguardano i redditi da pensione. Il modello ObisM è un documento di supporto, un riepilogo mensile e annuale degli importi erogati, mentre la CU (ex CUD) è la certificazione fiscale ufficiale rilasciata ai sensi della normativa tributaria. Tuttavia, per molti pensionati il modello ObisM è il documento principale con cui si recano al CAF per presentare la dichiarazione dei redditi, perché contiene tutte le informazioni necessarie.

    Il documento viene prodotto dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta: questo significa che l’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte IRPEF dovute, le addizionali regionali e comunali, e applica le detrazioni spettanti. Il modello ObisM certifica quindi non solo quanto il pensionato ha ricevuto, ma anche quanto ha già pagato in tasse e quali detrazioni gli sono state riconosciute nel corso dell’anno.

    Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati

    Il modello ObisM è strutturato in modo da fornire una panoramica completa della situazione fiscale e previdenziale del pensionato. Di seguito le principali sezioni che lo compongono.

    Dati anagrafici e identificativi

    La prima sezione riporta i dati anagrafici del pensionato: nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo di residenza e il numero di posizione assicurativa INPS. Questi dati sono fondamentali per verificare che il documento sia correttamente intestato e che il codice fiscale corrisponda a quello utilizzato nella dichiarazione dei redditi.

    Tipologia e importi della pensione

    Il cuore del documento è la sezione relativa agli importi pensionistici. Vengono indicati:

    • Pensione lorda mensile: l’importo lordo della pensione prima delle ritenute fiscali
    • Tredicesima mensilità: il rateo della tredicesima, anch’essa soggetta a tassazione
    • Arretrati e conguagli: eventuali somme corrisposte in ritardo o aggiustamenti di importo
    • Assegni accessori: ad esempio l’assegno per il nucleo familiare (ANF) se spettante
    • Rivalutazione ISTAT: l’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita
    • Totale pensione lorda annua: la somma di tutte le competenze lorde percepite nell’anno

    Ritenute fiscali: IRPEF e addizionali

    Questa sezione mostra il dettaglio delle imposte trattenute alla fonte dall’INPS come sostituto d’imposta:

    • IRPEF trattenuta: l’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolata sulle pensioni percepite, applicando le aliquote per scaglioni (dal 23% al 43%)
    • Addizionale regionale IRPEF: la quota destinata alla Regione di residenza (varia dall’1,23% a circa il 3,33% a seconda della Regione)
    • Addizionale comunale IRPEF: la quota destinata al Comune di residenza (generalmente dallo 0% allo 0,8%)
    • Conguaglio fiscale: l’eventuale conguaglio positivo o negativo effettuato a fine anno dall’INPS

    Detrazioni fiscali applicate

    Una delle sezioni più importanti del modello ObisM riguarda le detrazioni fiscali già riconosciute dall’INPS direttamente sulla pensione. Vengono riportate:

    • Detrazione per redditi da pensione (art. 13 TUIR): spetta a tutti i pensionati con reddito fino a 55.000 euro, con importo decrescente all’aumentare del reddito
    • Detrazioni per carichi di famiglia: coniuge a carico, figli a carico (per le situazioni non coperte dall’assegno unico universale)
    • Detrazioni per altri carichi: genitori anziani a carico, altri familiari
    • Totale detrazioni applicate: la somma complessiva delle detrazioni riconosciute nell’anno

    Quando viene rilasciato nel 2026

    Ogni anno, il modello ObisM relativo all’anno precedente viene reso disponibile dall’INPS secondo un calendario preciso. Per il 2026, il documento certifica i redditi da pensione percepiti nel corso del 2025.

    Calendario di rilascio 2026

    L’INPS segue generalmente questo calendario per la messa a disposizione del modello ObisM:

    • Gennaio 2026: prima rielaborazione dei dati e disponibilità parziale sul portale MyINPS
    • Febbraio 2026: il modello ObisM definitivo è disponibile per la maggior parte dei pensionati sul portale web
    • Febbraio-Marzo 2026: invio per posta agli aventi diritto che non hanno accesso digitale o che lo hanno richiesto
    • Aprile 2026: Certificazione Unica (CU) disponibile sul portale (documento fiscalmente più rilevante per il 730)

    Attenzione: la tempistica può variare leggermente in base alla complessità della posizione previdenziale (chi ha pensioni di diverse gestioni, arretrati o conguagli particolari potrebbe ricevere il documento in ritardo rispetto alla data standard).

    Per quanto riguarda la Certificazione Unica pensionati 2026, l’INPS è tenuto a trasmetterla all’Agenzia delle Entrate e a renderla disponibile al pensionato entro il 16 marzo 2026, come previsto dalla normativa fiscale vigente (art. 4 D.P.R. 322/1998).

    Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)

    Il modo più rapido e autonomo per ottenere il modello ObisM è scaricarlo direttamente dal portale MyINPS (myinps.inps.it), il sistema di accesso personale ai servizi INPS online. Per accedere è necessario disporre di uno dei seguenti sistemi di autenticazione digitale:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, gratuito e disponibile tramite provider come Poste Italiane, TIM, Aruba, Namirial e altri. Si ottiene con un documento di identità valido e il codice fiscale
    • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità rilasciata dal 2016 dai Comuni italiani, dotata di chip NFC per l’autenticazione online tramite smartphone o lettore di carte
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con microchip abilitata per l’accesso ai servizi pubblici online, usata soprattutto da professionisti

    Procedura passo-passo per scaricare il modello ObisM

    1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e clicca su “Accedi” in alto a destra. Scegli il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
    2. Vai alla sezione pensione: una volta entrato nella tua area personale, clicca su “Le mie prestazioni” oppure cerca direttamente nella barra di ricerca “Cedolino della pensione”
    3. Seleziona il servizio cedolino/ObisM: nella sezione dedicata alla pensione trovi l’accesso al servizio “Cedolino della pensione e Modello ObisM”. Clicca su “Accedi al servizio”
    4. Scegli l’anno di riferimento: nel menu a tendina seleziona l’anno 2025 (per il modello ObisM 2026 relativo ai redditi 2025)
    5. Scarica il documento: il sistema ti mostrerà il documento in formato PDF. Clicca su “Scarica” o “Stampa” per salvarlo sul tuo dispositivo o stamparlo

    Nota pratica: se non riesci ad accedere a MyINPS per problemi tecnici o perché non hai ancora attivato lo SPID, puoi anche contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Gli operatori possono fornirti informazioni sulla tua posizione previdenziale.

    Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF

    Non tutti i pensionati hanno la possibilità o la dimestichezza necessaria per accedere ai servizi digitali dell’INPS. Per questo motivo esistono diverse modalità alternative per ottenere il certificato di pensione ObisM.

    Ricezione per posta ordinaria

    L’INPS invia automaticamente per posta ordinaria il modello ObisM ai pensionati che:

    • Non hanno un’utenza attiva su MyINPS
    • Hanno esplicitamente richiesto la ricezione cartacea
    • Risiedono in zone con scarsa connettività (aree rurali o montane)

    Il documento viene inviato all’indirizzo di residenza anagrafica registrato presso l’INPS. Se hai cambiato residenza e non hai aggiornato l’indirizzo presso l’INPS, il documento potrebbe non arrivare. In questo caso, è necessario aggiornare i propri dati anagrafici sul portale MyINPS o tramite il patronato.

    Richiesta tramite CAF o Patronato

    Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e il patronato sono i canali più utilizzati dai pensionati per ottenere il modello ObisM senza doversi preoccupare delle procedure digitali. I CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine offrono questo servizio con diversi vantaggi:

    • Accesso delegato al portale INPS: il CAF o il patronato, munito di delega firmata dal pensionato, può accedere direttamente al portale INPS per scaricare il modello ObisM per conto del proprio assistito
    • Verifica dei dati: il personale specializzato verifica che tutti i dati del modello siano corretti e che non ci siano errori nell’importo della pensione o nelle ritenute applicate
    • Assistenza per la dichiarazione: una volta ottenuto il modello ObisM, il CAF può immediatamente procedere con la compilazione e la trasmissione del modello 730 o del modello Redditi PF
    • Gestione di situazioni complesse: chi ha più pensioni (pensione diretta + pensione di reversibilità, o pensioni da diverse gestioni INPS) può trovare nel CAF il supporto necessario per gestire situazioni fiscali articolate

    Come richiedere il modello ObisM al CAF: porta con te il documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale e, se possibile, il PIN INPS o le credenziali SPID per velocizzare la procedura. Il personale del CAF si occuperà di tutto il resto.

    Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)

    Uno dei punti di maggiore confusione per i pensionati riguarda la differenza tra il modello ObisM e la Certificazione Unica (CU), nota anche come “CUD” con il vecchio nome. Sebbene entrambi i documenti provengano dall’INPS e riguardino la pensione, hanno funzioni e valori legali diversi.

    CaratteristicaModello ObisMCertificazione Unica (CU)
    Natura giuridicaDocumento informativo/gestionaleDocumento fiscale certificativo ufficiale
    Base normativaCircolare INPS di gestione internaArt. 4 D.P.R. 322/1998
    Trasmissione Agenzia EntrateNoSi (entro 16 marzo)
    Utilizzo per il 730Documento di supporto (dati di riferimento)Documento ufficiale da allegare/usare
    Scadenza rilascioGennaio-FebbraioEntro 16 marzo
    Disponibilità onlineMyINPS – sezione cedolino pensioneMyINPS – sezione CU / portale Agenzia Entrate

    In sintesi: la Certificazione Unica ha maggiore valore fiscale e giuridico, in quanto viene trasmessa direttamente all’Agenzia delle Entrate e costituisce la base per il 730 precompilato. Il modello ObisM è un documento di supporto molto utile per verificare i dettagli mensili degli importi e per risolvere eventuali discrepanze. In molti casi, però, il CAF utilizza entrambi i documenti in modo complementare per garantire la massima accuratezza della dichiarazione dei redditi.

    Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi

    Il modello ObisM è un alleato prezioso per i pensionati che devono presentare la dichiarazione dei redditi. Ecco come utilizzarlo correttamente.

    Per il modello 730 pensionati

    La dichiarazione dei redditi con il modello 730 è obbligatoria o conveniente per la maggior parte dei pensionati. Il modello ObisM ti serve per:

    • Verificare il reddito da pensione da dichiarare: il totale lordo della pensione percepita nell’anno deve essere inserito nel quadro C del 730 come reddito da pensione (tipologia: redditi da pensione)
    • Controllare le ritenute già versate: le ritenute IRPEF mostrate nel modello ObisM devono corrispondere a quelle che il 730 precompilato riporta. Se ci sono differenze, occorre verificare con il CAF
    • Verificare le detrazioni applicate: le detrazioni per pensionato riconosciute dall’INPS devono essere coerenti con la tua situazione familiare. Se hai avuto variazioni (un familiare a carico che non lo è più, o viceversa), il CAF può fare le opportune correzioni
    • Dichiarare eventuali arretrati: se il modello ObisM riporta arretrati di anni precedenti, questi devono essere trattati con la tassazione separata (torbetto) nel 730

    Pensionati esonerati dalla dichiarazione

    Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. Sono esonerati dalla presentazione del 730 i pensionati che:

    • Hanno un solo reddito da pensione e non hanno altre fonti di reddito
    • Il reddito da pensione non supera 8.500 euro annui (soglia di esonero aggiornata 2025)
    • Non hanno detrazioni o deduzioni aggiuntive da far valere (spese mediche, interessi sul mutuo, ecc.)
    • Non devono recuperare crediti fiscali

    Attenzione: anche se sei esonerato dall’obbligo, può essere conveniente presentare il 730 se hai sostenuto spese detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo, spese funebri, ecc.) che ti permetterebbero di recuperare parte delle imposte pagate. Il CAF può fare una valutazione gratuita della tua situazione.

    Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM

    Conoscere le scadenze fiscali 2026 è fondamentale per non incorrere in ritardi o sanzioni. Di seguito il calendario delle principali scadenze legate al modello ObisM e alla dichiarazione dei redditi pensionati.

    DataScadenzaCosa fare
    Gennaio-Febbraio 2026Disponibilità modello ObisMScaricarlo da MyINPS o richiederlo al CAF
    16 marzo 2026Certificazione Unica (CU) disponibileVerifica CU su MyINPS o sul portale Agenzia Entrate
    30 aprile 2026730 precompilato disponibileVisualizzazione della dichiarazione precompilata su sito Agenzia Entrate
    Dal 15 maggio 2026Apertura CAF per 730Prenotare appuntamento al CAF per la presentazione del 730
    30 settembre 2026Scadenza 730 tramite CAFUltimo giorno per presentare il 730 tramite CAF o sostituto d’imposta
    Novembre 2026Conguaglio fiscaleINPS effettua il conguaglio sulla pensione (rimborso o trattenuta)

    Consiglio pratico: non aspettare l’ultimo momento per presentare il 730. I CAF tendono ad avere i periodi più intensi tra maggio e luglio. Prenotare per tempo, già da aprile-maggio, consente di essere seguiti con maggiore attenzione e di ricevere il conguaglio fiscale prima.

    Errori frequenti e come correggerli

    Il modello ObisM, pur essendo prodotto automaticamente dall’INPS, non è esente da errori. Ecco i problemi piu comuni che si possono riscontrare e come gestirli.

    Importo pensione errato

    Se il totale della pensione indicato nel modello ObisM non corrisponde agli importi effettivamente percepiti (somma dei cedolini mensili), potrebbe esserci un errore di calcolo. Le cause piu frequenti sono:

    • Rivalutazione non applicata correttamente: l’adeguamento ISTAT potrebbe non essere stato calcolato sull’intero anno
    • Arretrati non inclusi o duplicati: somme pagate in ritardo potrebbero essere state contabilizzate nell’anno sbagliato
    • Sospensione temporanea della pensione: in caso di controlli INPS o variazioni della situazione assicurativa

    Cosa fare: contatta il patronato CAF portando i cedolini mensili e il modello ObisM. Il personale competente confronterà i dati e, se necessario, presenterà un ricorso amministrativo all’INPS per la correzione.

    Detrazioni non riconosciute o errate

    Un errore frequente riguarda le detrazioni per carichi di famiglia: se hai comunicato all’INPS di avere familiari a carico ma non li vedi nel modello ObisM, o se sono stati applicati importi errati, occorre intervenire. Analogamente, se il calcolo della detrazione per redditi da pensione e sbagliato (ad esempio perché il reddito totale e stato calcolato erroneamente), si rischia di pagare piu IRPEF del dovuto.

    Mancata ricezione del documento

    Se non hai ricevuto il modello ObisM ne per posta ne sul portale MyINPS, verifica:

    • Che l’indirizzo di residenza registrato presso l’INPS sia aggiornato
    • Che la tua utenza MyINPS sia attiva e il profilo sia completo
    • Che non ci siano blocchi sulla tua posizione previdenziale (procedimento di revisione, accertamento d’ufficio, ecc.)

    In caso di difficolta, il patronato CAF puo intervenire come intermediario con l’INPS per risolvere il problema e ottenere la documentazione necessaria.

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    Domande frequenti sul modello ObisM 2026

    Cos’è il modello ObisM INPS?

    Il modello ObisM (Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta Mensile) è il certificato di pensione rilasciato annualmente dall’INPS a tutti i pensionati. Riepiloga gli importi lordi percepiti, le ritenute IRPEF trattenute, le addizionali regionali e comunali e le detrazioni fiscali applicate nell’anno di riferimento.

    Dove si scarica il modello ObisM 2026?

    Il modello ObisM 2026 si scarica dal portale MyINPS (myinps.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Una volta autenticati, occorre andare alla sezione ‘Cedolino della pensione’, selezionare l’anno 2025 e scaricare il documento in PDF. In alternativa, il CAF o il patronato possono scaricarlo per conto del pensionato tramite delega.

    Qual è la differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)?

    Il modello ObisM è un documento gestionale e informativo che l’INPS produce per il pensionato. La Certificazione Unica (ex CUD) è invece il documento fiscale ufficiale che l’INPS trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo e che viene utilizzato per precompilare il modello 730. Entrambi contengono dati simili, ma la CU ha valore fiscale certificativo superiore.

    Ho bisogno del modello ObisM per fare il 730?

    Il modello ObisM non è obbligatorio per la presentazione del 730, perché i dati fiscali ufficiali vengono trasmessi direttamente dall’INPS all’Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica. Tuttavia, il modello ObisM è molto utile come documento di controllo e supporto, soprattutto per verificare la correttezza degli importi indicati nel 730 precompilato.

    Quando arriva il modello ObisM per posta nel 2026?

    L’INPS invia il modello ObisM per posta ordinaria tra gennaio e marzo 2026 ai pensionati che non hanno accesso digitale a MyINPS. I tempi esatti dipendono dal volume di invii e dalla localizzazione geografica. Se non lo ricevi entro marzo, puoi richiederlo tramite il Contact Center INPS (803 164) o attraverso il CAF/patronato.


    Hai bisogno del modello ObisM? Il CAF lo recupera per te

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati: recuperiamo il modello ObisM dal portale INPS, verifichiamo la correttezza degli importi e ti assistiamo nella presentazione del modello 730. Il nostro patronato gestisce anche eventuali errori e contestazioni con l’INPS.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-02 09:53:002026-05-31 16:58:20Certificato di Pensione INPS 2026: Cosè il Modello ObisM e Come Scaricarlo
      NOTIZIE, PATRONATO

      Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico

      Pensione 2026 INPS

      Maggio 2026 è il mese in cui milioni di italiani attendono l’accredito delle principali prestazioni INPS: dalla pensione alla NASPI, dall’Assegno di Inclusione (ADI) all’Assegno Unico Universale. Sapere esattamente quando arrivano i pagamenti INPS di maggio 2026 è fondamentale per gestire le spese mensili, programmare pagamenti e non trovarsi in difficoltà in attesa dell’accredito. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi il calendario dettagliato di tutte le prestazioni, gli importi aggiornati, le modalità di accredito e come verificare il proprio cedolino su MyINPS.

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      Indice dei contenuti

      1. Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità
      2. NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta
      3. Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date
      4. Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE
      5. Altri pagamenti INPS di maggio 2026
      6. Come verificare i pagamenti su MyINPS
      7. Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti di maggio 2026
      8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio

      Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità

      Il pagamento delle pensioni INPS di maggio 2026 segue il calendario mensile ufficiale stabilito dall’Istituto. Per il mese di maggio 2026, il primo giorno utile per il ritiro presso gli uffici postali è mercoledì 2 maggio 2026. Chi riceve la pensione tramite accredito bancario o postale trova l’importo disponibile sul conto già da venerdì 2 maggio 2026 (il calendario inizia il secondo giorno lavorativo del mese).

      Il ritiro agli sportelli postali segue un calendario scaglionato per cognome, per evitare assembramenti:

      • Venerdì 2 maggio 2026: cognomi dalla A alla B
      • Sabato 3 maggio 2026: cognomi dalla C alla D
      • Lunedì 5 maggio 2026: cognomi dalla E alla K
      • Martedì 6 maggio 2026: cognomi dalla L alla O
      • Mercoledì 7 maggio 2026: cognomi dalla P alla R
      • Giovedì 8 maggio 2026: cognomi dalla S alla Z

      Chi riceve la pensione tramite conto corrente bancario (accredito diretto) non deve rispettare alcun calendario: l’importo viene accreditato automaticamente il 2 maggio 2026. Lo stesso vale per chi ha un libretto di risparmio Poste Italiane o una Carta Postamat: l’accredito avviene il primo giorno del calendario senza dover andare allo sportello.

      Importi delle pensioni maggio 2026

      Gli importi delle pensioni INPS per il 2026 sono stati rivalutati applicando il meccanismo di perequazione automatica previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La rivalutazione per il 2026 è applicata su base ISTAT al tasso definitivo. Ecco una panoramica degli importi minimi e delle soglie rilevanti:

      • Pensione minima INPS 2026: circa 603 euro al mese (rivalutata rispetto al 2025)
      • Integrazione al minimo: per pensionati con redditi bassi, l’INPS integra la pensione fino alla soglia minima
      • Pensione di vecchiaia contributiva: importo variabile in base ai contributi versati
      • Pensione anticipata: calcolata sul montante contributivo con le regole in vigore
      • Assegno sociale 2026: circa 543 euro mensili (per chi ha compiuto 67 anni senza pensione)

      Per conoscere l’importo esatto della propria pensione a maggio 2026, è possibile consultare il cedolino della pensione direttamente su MyINPS (sezione “Cedolino della pensione”) oppure tramite l’app INPS Mobile. Il cedolino di maggio è disponibile online già dalla fine di aprile.

      NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta

      La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Per maggio 2026, il pagamento della NASPI viene effettuato di norma entro la fine del mese, in base alla data di presentazione della domanda e al calendario di elaborazione INPS.

      In dettaglio, il pagamento della NASPI di maggio 2026 segue queste tempistiche:

      • Domande approvate con accredito bancario: pagamento entro il 15-20 maggio 2026 per chi ha già la NASPI in corso; per le nuove domande i tempi possono essere più lunghi
      • Prima erogazione NASPI: dopo l’approvazione della domanda (mediamente 30-60 giorni dalla presentazione), il primo pagamento include eventuali arretrati dal primo giorno di disoccupazione
      • Erogazioni successive: mensili, solitamente nella seconda o terza settimana del mese

      Requisiti NASPI 2026

      Per ricevere la NASPI nel 2026, il lavoratore deve possedere questi requisiti:

      • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa
      • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
      • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione
      • Presentazione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) presso il Centro per l’Impiego

      Importo e durata della NASPI 2026

      L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a una soglia di circa 1.352,19 euro (soglia aggiornata per il 2026). Per retribuzioni superiori alla soglia, si aggiunge il 25% della differenza. L’importo massimo NASPI 2026 è fissato a circa 1.550 euro lordi mensili.

      La durata della NASPI corrisponde alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dopo il terzo mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Se hai bisogno di assistenza per la domanda NASPI o vuoi verificare i tuoi diritti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per le pratiche patronato.

      Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date

      L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per maggio 2026, il pagamento dell’ADI segue le seguenti regole:

      • Prima erogazione del mese: accredito sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari già in carico
      • Nuovi beneficiari: il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda da parte dell’INPS
      • Rinnovo ISEE: chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 entro il 31 gennaio rischia la sospensione del pagamento

      Nuove regole ADI 2026

      Il 2026 ha introdotto alcune modifiche importanti all’Assegno di Inclusione:

      • ISEE obbligatorio e aggiornato: l’ISEE deve essere presentato entro il 31 gennaio di ogni anno per non perdere il beneficio. Il valore soglia rimane ISEE inferiore a 9.360 euro
      • Scala di equivalenza aggiornata: modifiche ai coefficienti di calcolo che influenzano l’importo spettante in base alla composizione del nucleo familiare
      • Patto di attivazione digitale: obbligo di sottoscrizione per tutti i componenti del nucleo in età lavorativa (18-59 anni), pena la sospensione
      • Percorsi di inclusione lavorativa: rafforzamento dell’obbligo di partecipazione ai progetti dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego
      • Compatibilità con il lavoro: chi trova lavoro può continuare a percepire l’ADI in misura ridotta, fino a un reddito da lavoro di 3.000 euro annui

      Importi ADI maggio 2026

      L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale. In generale:

      • Componente base (affitto): fino a 500 euro mensili per il nucleo familiare
      • Integrazione per affitto: fino a 280 euro mensili aggiuntivi per chi è in affitto
      • Massimo complessivo: fino a 780 euro mensili per i nuclei con un solo componente
      • Nuclei numerosi: l’importo aumenta con la scala di equivalenza, con bonus per minori e persone con disabilità

      Per verificare l’importo esatto del proprio ADI e la data di accredito, è possibile accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita sull’ISEE e sui requisiti ADI.

      Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è il contributo mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Per maggio 2026, il pagamento viene effettuato nella seconda o terza settimana del mese, solitamente tra il 16 e il 21 maggio 2026.

      Chi ha presentato la domanda e ha l’ISEE 2026 aggiornato riceverà l’importo pieno rivalutato. Chi non ha rinnovato l’ISEE percepirà l’importo minimo (importo senza ISEE).

      Importi Assegno Unico maggio 2026 per fascia ISEE

      Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati aggiornati rispetto all’anno precedente. Ecco le fasce principali:

      • ISEE fino a 17.090 euro: importo massimo di circa 200 euro mensili per figlio (fascia più alta)
      • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente in base all’ISEE (scala lineare)
      • ISEE superiore a 45.574 euro o senza ISEE: importo minimo di circa 57 euro mensili per figlio
      • Figli disabili: maggiorazione fino a 105 euro mensili per figli con disabilità grave; 95 euro per disabilità media
      • Figli tra 18 e 21 anni: importo ridotto (circa 28,50 euro al minimo), con condizioni (studio, tirocinio, servizio civile)
      • Madri con 4+ figli: maggiorazione di 150 euro mensili per il nucleo

      Come verificare il pagamento dell’Assegno Unico

      Per conoscere la data e l’importo del pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026, puoi consultare l’articolo dettagliato Pagamento Assegno Unico Maggio 2026 oppure accedere direttamente a MyINPS. Se l’ISEE non è aggiornato, il pagamento potrebbe essere inferiore al previsto: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per rinnovare l’ISEE 2026 in tempi rapidi.

      Altri pagamenti INPS di maggio 2026

      Oltre alle prestazioni principali, a maggio 2026 l’INPS eroga anche una serie di pagamenti aggiuntivi e prestazioni specifiche. Ecco una panoramica:

      Indennità di maternità e paternità

      Le indennità di maternità e paternità vengono erogate mensilmente dall’INPS per i lavoratori dipendenti e autonomi in congedo. I pagamenti di maggio 2026 seguono il calendario standard INPS (seconda o terza settimana del mese). Per i lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS; per i lavoratori autonomi e le parasubordinate il pagamento è diretto dall’INPS.

      Assegni di invalidità e pensioni di invalidità civile

      Le pensioni e gli assegni di invalidità civile seguono lo stesso calendario delle pensioni: accredito dal 2 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente, oppure ritiro scaglionato agli uffici postali per cognome. Gli importi 2026 sono stati rivalutati:

      • Pensione di inabilità: circa 330 euro mensili (rivalutata)
      • Assegno mensile di assistenza: circa 330 euro mensili
      • Indennità di accompagnamento: circa 531 euro mensili (non è soggetta a limiti di reddito)

      Cassa integrazione guadagni (CIG)

      I lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ricevono il pagamento INPS di maggio 2026 solitamente nella seconda o terza settimana del mese, ma i tempi variano in base al tipo di integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) e all’azienda di provenienza. L’importo è pari all’80% della retribuzione lorda per le ore non lavorate, fino a un massimo giornaliero prestabilito.

      Bonus INPS maggio 2026

      A maggio 2026 l’INPS eroga anche alcuni bonus e integrazioni periodiche:

      • Assegni Nucleo Familiare (ANF): per lavoratori dipendenti con familiari a carico e reddito entro soglie INPS; l’importo mensile varia da pochi euro a oltre 100 euro per figlio in base al reddito familiare e al numero di componenti
      • Quattordicesima mensilità: per i pensionati con redditi bassi, la quattordicesima viene erogata a luglio (non a maggio), ma è utile sapere che si tratta di un’integrazione di importo variabile tra 336 e 655 euro
      • Bonus Mamma 2025-2026 (decontribuzione mamme): per le lavoratrici madri dipendenti con 2 o più figli, si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali (non un pagamento diretto INPS), già integrata nella busta paga mensile

      Come verificare i pagamenti su MyINPS

      Il portale MyINPS (myinps.inps.it) è lo strumento principale per consultare in autonomia tutte le informazioni sui pagamenti INPS. Ecco come utilizzarlo per le diverse prestazioni:

      Come accedere a MyINPS

      L’accesso a MyINPS richiede una delle seguenti credenziali:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — livello 2
      • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con lettore o app
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      • eIDAS per i cittadini UE

      Una volta effettuato l’accesso, puoi navigare nella sezione “Le mie pratiche e i miei pagamenti” per vedere lo stato di ogni prestazione.

      Cedolino della pensione su MyINPS

      Per verificare la pensione di maggio 2026 su MyINPS:

      • Accedi a MyINPS
      • Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
      • Clicca su “Cedolino della pensione”
      • Seleziona il mese di maggio 2026
      • Visualizza importo lordo, trattenute fiscali, trattenute INPS e importo netto

      Il cedolino di maggio è solitamente disponibile dalla fine di aprile e mostra anche le trattenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e le eventuali quote di cessione del quinto.

      Verifica NASPI, ADI e Assegno Unico su MyINPS

      Per le prestazioni a sostegno del reddito, la procedura su MyINPS è simile:

      • NASPI: accedi a MyINPS → “Indennità di disoccupazione NASpI” → verifica stato domanda, importi e date di pagamento
      • ADI: accedi a MyINPS → “Assegno di Inclusione” → visualizza il saldo della Carta di Inclusione e il calendario degli accrediti
      • Assegno Unico: accedi a MyINPS → “Assegno Unico e Universale” → verifica importo mensile, ISEE collegato e storico pagamenti

      Se hai difficoltà ad accedere a MyINPS o a interpretare le informazioni sui pagamenti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS. Contattaci per un appuntamento.

      Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS di maggio 2026

      Riepiloghiamo in una tabella riepilogativa tutte le date e gli importi dei principali pagamenti INPS di maggio 2026:

      Prestazione INPSData accredito (bancario)Ritiro PosteImporto indicativo
      Pensione (vecchiaia, anzianità, anticipata)2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)Variabile (min. ~603 euro)
      Assegno sociale2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~543 euro
      NASPI (in corso)15-20 maggio 2026N/A (solo bonifico)Max ~1.550 euro lordi
      Assegno Unico Universale16-21 maggio 2026N/A (solo bonifico)57-200 euro per figlio
      ADI (Assegno di Inclusione)Entro 27 maggio 2026N/A (Carta di Inclusione)Max 780 euro (1 componente)
      Invalidità civile / Accompagnamento2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~330 / ~531 euro
      Indennità maternità/paternità (autonomi)15-20 maggio 2026N/A80% retribuzione convenzionale

      Nota: Le date indicate sono indicative. L’INPS può anticipare o posticipare i pagamenti in caso di festività o situazioni eccezionali. Verifica sempre il cedolino personale su MyINPS per la data esatta.

      Tredicesima e quattordicesima per pensionati: cosa cambia a maggio

      Molti pensionati si chiedono se a maggio 2026 sia prevista una mensilità aggiuntiva. La risposta è no: la tredicesima per i pensionati viene erogata a dicembre, insieme all’ultima rata del rateo mensile. La quattordicesima mensilità pensione, invece, è un beneficio riservato ai pensionati con redditi bassi e viene erogata a luglio.

      Quattordicesima pensione 2026: a chi spetta

      La quattordicesima mensilità della pensione spetta ai pensionati che:

      • Hanno compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
      • Hanno un reddito complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 904 euro mensili per il 2026)
      • Sono titolari di pensione da gestione INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

      L’importo della quattordicesima varia tra 336 e 655 euro in base al reddito e agli anni di contribuzione versati. Il pagamento avviene a luglio 2026, non a maggio.

      Cosa fare se il pagamento INPS non arriva

      In alcuni casi, il pagamento INPS potrebbe non arrivare nei tempi previsti o potrebbe essere sospeso. Ecco le cause più comuni e come agire:

      Cause di mancato pagamento INPS

      • ISEE scaduto o non aggiornato: per ADI e Assegno Unico, la mancanza di ISEE 2026 valido comporta la riduzione o sospensione del beneficio
      • Variazioni del nucleo familiare non comunicate: nascite, decessi, separazioni o nuove convivenze possono influenzare gli importi e devono essere comunicati all’INPS tramite CAF
      • Coordinate bancarie errate: se le IBAN comunicate all’INPS non sono aggiornate, il pagamento viene rifiutato dalla banca
      • Inadempienza agli obblighi: per ADI, il mancato rispetto degli obblighi (firma del Patto di Attivazione, partecipazione ai percorsi) comporta la sospensione
      • Controlli INPS periodici: l’INPS effettua controlli periodici sui redditi e la situazione familiare; in caso di anomalie, il pagamento può essere temporaneamente sospeso

      Come segnalare il mancato pagamento

      Se il pagamento INPS non arriva entro i termini previsti, puoi:

      • Verificare lo stato della pratica su MyINPS con SPID o CIE
      • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da cellulare)
      • Aprire un ticket online su MyINPS nella sezione “Contatti”
      • Rivolgersi al proprio CAF o Patronato per verificare la situazione e avviare eventuali procedure di riesame

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza patronato completa per tutte le pratiche INPS: verifica pagamenti, rinnovo ISEE, domande di prestazioni e ricorsi. Contattaci per un appuntamento gratuito.

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      Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Maggio 2026

      Quando arriva la pensione a maggio 2026?

      La pensione di maggio 2026 viene accreditata sul conto corrente bancario o postale dal 2 maggio 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Chi ritira la pensione agli uffici postali segue il calendario scaglionato per cognome: A-B il 2 maggio, C-D il 3 maggio, E-K il 5 maggio, L-O il 6 maggio, P-R il 7 maggio, S-Z l’8 maggio 2026.

      Quando arriva la NASPI a maggio 2026?

      Il pagamento della NASPI di maggio 2026 avviene solitamente tra il 15 e il 20 maggio per chi ha gia la prestazione in corso. Per le nuove domande, i tempi di erogazione del primo pagamento variano da 30 a 60 giorni dall’approvazione. L’importo include eventuali arretrati dal giorno di decorrenza della disoccupazione.

      Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a maggio 2026?

      L’ADI di maggio 2026 viene accreditato sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari gia in carico. Per i nuovi beneficiari, il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda. Chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 rischia la sospensione o riduzione del beneficio.

      Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

      L’Assegno Unico Universale di maggio 2026 viene solitamente pagato tra il 16 e il 21 maggio 2026. L’importo dipende dall’ISEE 2026: da un minimo di circa 57 euro per figlio (senza ISEE o ISEE alto) a un massimo di circa 200 euro per figlio (ISEE inferiore a 17.090 euro). Chi non ha presentato l’ISEE 2026 riceve l’importo minimo.

      Come verificare quando arriva il mio pagamento INPS?

      Puoi verificare la data e l’importo del tuo pagamento INPS accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione ‘Fascicolo Previdenziale’ trovi il cedolino della pensione; nelle sezioni dedicate trovi lo stato di NASpI, ADI e Assegno Unico. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

      Cosa fare se il pagamento INPS non arriva a maggio 2026?

      Se il pagamento INPS non arriva entro i tempi previsti, verifica prima su MyINPS lo stato della pratica. Poi contatta il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa). Le cause piu comuni sono ISEE scaduto, coordinate bancarie errate o inadempienza agli obblighi per le prestazioni assistenziali. Il CAF puo aiutarti a risolvere il problema e, se necessario, presentare un ricorso.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-02 08:53:002026-05-31 16:28:59Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico
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        Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa

        Richiesta Bonus Nascita - Bonus Bebè - Asilo nido Udine CAF

        Indice dei contenuti

        1. Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?
        2. Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?
        3. Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti
        4. Come fare domanda INPS: procedura passo passo
        5. Documenti necessari per la domanda
        6. Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione
        7. Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli
        8. Compatibilità con altri bonus e agevolazioni
        9. Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi
        10. Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026

        Il Bonus Nuovi Nati 2026 è un contributo una tantum di 1.000 euro erogato dall’INPS per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 206, Legge n. 207/2024), il bonus è stato confermato anche per il 2026 e rappresenta uno degli strumenti di sostegno alla natalità più attesi dalle famiglie italiane. La misura è rivolta ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 40.000 euro e può essere richiesta entro precisi termini dalla nascita o adozione del bambino.

        In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al bonus, come calcolare il requisito ISEE, la procedura completa per fare domanda sul portale INPS, i documenti da preparare e i tempi di erogazione. Se hai dubbi o hai bisogno di assistenza per la domanda, il nostro CAF è a tua disposizione.

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        Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?

        Il Bonus Nuovi Nati è una misura di sostegno alla natalità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, articolo 1, commi 206-214). Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro corrisposto in un’unica soluzione dall’INPS direttamente al genitore richiedente, senza necessità di presentare fatture o ricevute di spesa: il denaro è libero, senza vincoli di destinazione.

        La misura è stata istituita con l’obiettivo dichiarato di incentivare la natalità in Italia, che ha raggiunto nel 2023 il minimo storico di circa 379.000 nati. Il bonus si affianca ad altre misure già esistenti come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido e il Bonus Mamme Lavoratrici, costruendo un quadro complessivo di sostegno alle famiglie con figli.

        Base normativa: La misura è stata originariamente disciplinata dall’art. 1, commi 206-214 della Legge n. 207/2024. L’INPS ha successivamente emanato la circolare n. 51 del 25 marzo 2025 con le istruzioni operative per la presentazione delle domande, e il messaggio INPS n. 1335 del 24 aprile 2025 con cui ha comunicato l’avvio effettivo del servizio di acquisizione delle domande sul portale.

        Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?

        Per avere diritto al Bonus Nuovi Nati 2026 da 1.000 euro è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti, come stabilito dalla Legge n. 207/2024 e specificato nella circolare INPS n. 51/2025:

        1. Nascita o adozione del figlio dal 1° gennaio 2025

        Il bonus spetta per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo a partire dal 1° gennaio 2025. Non è previsto un limite di età del bambino al momento della domanda (tranne la scadenza di 90 giorni dalla nascita/adozione per presentare la richiesta), ma occorre che l’evento sia avvenuto entro il 31 dicembre del relativo anno di bilancio. Il bonus si applica a ciascun figlio: se nascono gemelli, spettano 1.000 euro per ogni bambino, quindi 2.000 euro in totale.

        2. Cittadinanza o residenza in Italia

        Il richiedente deve essere:

        • Cittadino italiano o cittadino UE residente in Italia
        • Cittadino straniero extra-UE in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno per asilo o protezione internazionale
        • Con residenza anagrafica in Italia al momento della presentazione della domanda

        3. Requisito ISEE non superiore a 40.000 euro

        Il nucleo familiare del richiedente deve avere un ISEE corrente non superiore a 40.000 euro al momento della domanda. Si tratta di una soglia relativamente alta che include la grande maggioranza delle famiglie italiane. L’ISEE da presentare è quello relativo al nucleo familiare aggiornato che include il neonato o il bambino adottato. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE dopo la nascita, dovrai farlo prima di presentare la domanda (vedi oltre).

        4. Convivenza con il figlio

        Il richiedente deve convivere con il figlio nel nucleo familiare al momento della domanda. Il genitore che presenta la domanda deve risultare nello stesso stato di famiglia del bambino. In caso di genitori separati o non conviventi, ha diritto al bonus il genitore con cui il bambino convive.

        Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti

        L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro centrale per l’accesso al bonus. Capire come funziona è fondamentale per sapere se hai diritto alla prestazione e come procedere prima di presentare la domanda INPS.

        Quale ISEE serve?

        Per il Bonus Nuovi Nati occorre presentare l’ISEE corrente che includa il neonato o il bambino adottato nel nucleo familiare. Dopo la nascita di un figlio, l’ISEE cambia perché cambia la composizione del nucleo e si applicano le relative scale di equivalenza. Pertanto, se prima della nascita avevi un ISEE superiore a 40.000 euro, dopo la nascita del figlio potrebbe scendere sotto la soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza.

        Attenzione: L’ISEE viene calcolato considerando i redditi e il patrimonio dell’anno precedente (DSU precompilata). Per il 2026 l’ISEE è basato sui dati 2024. Se la situazione reddituale è cambiata significativamente, puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale.

        La scala di equivalenza con il neonato

        La scala di equivalenza ISEE tiene conto della composizione del nucleo familiare:

        Componenti del nucleoCoefficiente ISEE
        1 persona1,00
        2 persone1,57
        3 persone2,04
        4 persone2,46
        5 persone2,85
        Maggiorazione per ogni figlio minore (dal 3° in poi)+0,35

        Questo significa che una famiglia con reddito di 60.000 euro composta da 3 persone avrà un ISEE di circa 29.400 euro (60.000 / 2,04), ben al di sotto della soglia di 40.000 euro.

        Come aggiornare l’ISEE dopo la nascita

        Se non hai ancora l’ISEE aggiornato con il neonato, devi:

        1. Attendere la registrazione della nascita all’anagrafe (solitamente entro 10 giorni)
        2. Raccogliere i documenti necessari per la DSU (dichiarazione sostitutiva unica)
        3. Recarti al CAF o compilare online la DSU precompilata sul portale INPS
        4. Ottenere l’attestazione ISEE aggiornata

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione ISEE con appuntamento. Contattaci per prenotare e avere l’attestazione ISEE pronta in tempi rapidi.

        Come fare domanda INPS: procedura passo passo

        La domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, con le proprie credenziali digitali. Non è possibile presentare la domanda allo sportello o tramite raccomandata. Di seguito la procedura completa.

        Credenziali necessarie

        Per accedere ai servizi INPS online hai bisogno di uno dei seguenti sistemi di autenticazione:

        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – livello 2 o superiore
        • CIE (Carta di Identità Elettronica) con PIN e lettore
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        Se non hai ancora lo SPID, puoi attivarlo presso il CAF Centro Fiscale che offre il servizio di attivazione SPID con assistenza.

        Passaggi per la domanda sul portale INPS

        1. Accedi al portale INPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
        2. Nella barra di ricerca, cerca “Bonus nuovi nati” oppure naviga in: Prestazioni e servizi → Servizi → Bonus nuovi nati
        3. Clicca su “Accedi al servizio”
        4. Seleziona il figlio per cui si richiede il bonus (il sistema mostra i dati anagrafici disponibili)
        5. Verifica o inserisci l’attestazione ISEE: il sistema si collega automaticamente alla banca dati INPS. Se hai già presentato la DSU, l’ISEE compare automaticamente
        6. Inserisci l’IBAN del conto corrente su cui ricevere il bonifico (deve essere intestato o cointestato al richiedente)
        7. Conferma i dati e invia la domanda
        8. Conserva il numero di protocollo ricevuto via email o SMS

        Entro quando fare domanda? La scadenza dei 90 giorni

        La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’adozione del bambino. Questa è una scadenza perentoria: se non si presenta entro tale termine, il diritto al bonus decade e non è possibile recuperarlo. Calcola la scadenza con attenzione:

        Data nascita/adozioneScadenza domanda (90 giorni)
        1 gennaio 20251 aprile 2025
        1 marzo 202530 maggio 2025
        1 giugno 202530 agosto 2025
        1 settembre 202530 novembre 2025
        1 gennaio 20261 aprile 2026
        1 marzo 202630 maggio 2026

        Consiglio pratico: Non aspettare l’ultimo momento. Presenta la domanda non appena hai l’ISEE aggiornato con il neonato, idealmente entro le prime 4-6 settimane dalla nascita.

        Documenti necessari per la domanda

        Prima di accedere al portale INPS per fare la domanda, assicurati di avere pronti questi documenti e informazioni:

        DocumentoNote
        Documento di identità del richiedenteCarta di identità o passaporto in corso di validità
        Codice fiscale del richiedenteNecessario per l’accesso SPID/CIE
        Codice fiscale del neonato/figlio adottatoOttenuto all’ufficio anagrafe dopo la nascita
        Attestazione ISEE aggiornataDeve includere il neonato nel nucleo familiare, valore massimo 40.000 euro
        IBAN conto correnteIntestato o cointestato al richiedente; accettati conti correnti, libretti postali con IBAN
        Credenziali SPID o CIE con PINPer accedere al portale INPS

        Per adozioni e affidi preadottivi: Occorre allegare copia del provvedimento di adozione o affido preadottivo emesso dall’autorità giudiziaria competente.

        Per cittadini stranieri extra-UE: Oltre ai documenti sopra, occorre allegare copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per asilo/protezione internazionale.

        Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione

        Dopo la presentazione della domanda, l’INPS procede alla verifica dei requisiti e all’erogazione del bonus. Ecco cosa aspettarsi:

        Tempi di elaborazione

        L’INPS verifica automaticamente i dati forniti (ISEE, residenza, codice fiscale del figlio) e, salvo richieste di documentazione integrativa, l’esito viene comunicato entro 30-60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda. In caso di accoglimento, il pagamento avviene tramite bonifico bancario sull’IBAN indicato nella domanda.

        Modalità di pagamento

        Il bonus viene erogato:

        • Accredito su conto corrente bancario tramite IBAN (soluzione più rapida)
        • Accredito su libretto postale con IBAN BancoPosta
        • Non è possibile ricevere il pagamento in contanti o tramite assegno

        Comunicazione dell’esito

        L’INPS comunica l’esito della domanda tramite:

        • Notifica nell’area personale del portale INPS (sezione “Le mie comunicazioni”)
        • Email all’indirizzo registrato nel profilo INPS
        • Possibile SMS se il numero di cellulare è stato associato al profilo

        Puoi monitorare lo stato della tua domanda accedendo all’area personale INPS, sezione “Domande di prestazione / Archivio domande”.

        Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli

        Esistono alcune situazioni specifiche che meritano un approfondimento, perché presentano caratteristiche diverse rispetto alla nascita “standard”.

        Adozioni nazionali e internazionali

        Il Bonus Nuovi Nati spetta anche in caso di adozione. I 90 giorni per la presentazione della domanda decorrono:

        • Per le adozioni nazionali: dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare (decreto del Tribunale per i Minorenni)
        • Per le adozioni internazionali: dalla data di ingresso del minore in Italia o dalla data del provvedimento di adozione straniero riconosciuto in Italia

        Non esistono limiti di età del bambino adottato per l’accesso al bonus, purché l’adozione sia stata formalizzata dal 1° gennaio 2025 in poi.

        Affido preadottivo

        Il bonus spetta anche in caso di affido preadottivo, cioè quando il bambino viene collocato nella famiglia prima che l’adozione sia definitivamente pronunciata. In questo caso i 90 giorni decorrono dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in base al provvedimento dell’autorità giudiziaria.

        Gemelli e parti plurigemellari

        In caso di parto gemellare o plurigemellare, il bonus spetta per ciascun neonato: se nascono gemelli, i 1.000 euro spettano per ognuno, per un totale di 2.000 euro. Occorre presentare una domanda separata per ogni bambino, specificando il codice fiscale di ciascuno. Il requisito ISEE si calcola una sola volta sul nucleo familiare allargato con tutti i gemelli.

        Genitore single

        Il bonus spetta anche al genitore single (madre o padre non convivente con un partner) purché conviva con il figlio e rispetti il requisito ISEE. In questo caso il nucleo familiare è composto dal genitore e dal figlio, e la scala di equivalenza si applica di conseguenza.

        Genitori separati o divorziati

        In caso di genitori non conviventi o separati, il bonus spetta al genitore con cui il bambino convive. Se l’affidamento è condiviso con residenza alternata, si raccomanda di verificare con cura chi risulta come convivente nel nucleo familiare all’atto della domanda.

        Compatibilità con altri bonus e agevolazioni

        Uno degli aspetti più importanti del Bonus Nuovi Nati 2026 è la sua compatibilità con le altre misure di sostegno alle famiglie. La Legge di Bilancio 2025 non ha previsto clausole di incompatibilità con le principali prestazioni INPS: il bonus è cumulabile con:

        Assegno Unico Universale (AUU)

        Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure distinte: l’AUU è un assegno mensile che spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limite di età per figli disabili), mentre il Bonus Nuovi Nati è un’erogazione una tantum per la nascita o adozione. Puoi percepire entrambi contemporaneamente.

        Bonus Asilo Nido

        Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Asilo Nido (contributo INPS per le rette degli asili nido). Si tratta di due prestazioni con finalità diverse: il Bonus Nuovi Nati è una tantum libera, il Bonus Nido è vincolato al pagamento delle rette. Non esistono clausole di incompatibilità.

        Bonus Mamme Lavoratrici

        Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Mamme Lavoratrici (esonero contributivo per madri lavoratrici con almeno 2 figli). Le due misure hanno presupposti diversi e non sono in concorrenza.

        Congedo parentale e indennità di maternità

        Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’indennità di maternità/paternità INPS e con il congedo parentale. Si tratta di prestazioni di natura diversa (una è un’indennità sostitutiva del reddito, l’altra un contributo una tantum per la nascita) e non esistono interferenze tra le due.

        Detrazioni fiscali per figli a carico

        Il bonus non è tassabile (non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF) e non interferisce con le eventuali detrazioni per figli a carico nella dichiarazione dei redditi. I 1.000 euro vengono erogati in esenzione fiscale.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi

        CaratteristicaDettaglio
        Importo1.000 euro una tantum per ogni figlio nato/adottato
        A chi spettaGenitore (madre o padre) convivente con il figlio
        Requisito natalitàFiglio nato, adottato o in affido preadottivo dal 1° gennaio 2025
        Requisito ISEEISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
        CittadinanzaCittadino italiano, UE o extra-UE con permesso di lungo soggiorno/asilo
        Come fare domandaEsclusivamente online sul portale INPS (www.inps.it)
        Scadenza domandaEntro 90 giorni dalla nascita o adozione
        ErogazioneBonifico bancario su IBAN indicato nella domanda
        TassazioneEsente da IRPEF (non concorre al reddito imponibile)
        CumulabilitàCumulabile con AUU, Bonus Nido, Bonus Mamme e congedo parentale
        Base normativaArt. 1, commi 206-214, Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)
        Circolare INPSCircolare n. 51 del 25 marzo 2025

        Errori comuni da evitare nella domanda

        Dall’esperienza del CAF Centro Fiscale nell’assistere le famiglie, ecco gli errori più frequenti che portano al rigetto della domanda o a ritardi nell’erogazione:

        1. Presentare la domanda senza ISEE aggiornato: L’ISEE deve essere aggiornato dopo la nascita del figlio, includendo il neonato nel nucleo familiare. Se si usa un ISEE precedente che non include il bambino, la domanda viene rigettata.
        2. Superare i 90 giorni: La scadenza è perentoria. Non esistono eccezioni o proroghe. Presenta la domanda il prima possibile, anche se non hai ancora ricevuto tutti i documenti.
        3. IBAN non intestato al richiedente: L’IBAN indicato deve essere di un conto intestato o cointestato al richiedente. Non puoi indicare il conto di un familiare o convivente.
        4. Dati anagrafici del figlio errati: Verifica che il codice fiscale del neonato sia corretto (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate tramite l’ospedale o l’anagrafe).
        5. Mancata corrispondenza tra residenza e stato di famiglia: Il richiedente e il figlio devono risultare nella stessa residenza anagrafica. Se non è ancora avvenuta la registrazione, attendi prima di fare la domanda.

        Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

        Presentare la domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 può sembrare semplice, ma spesso le famiglie incontrano difficoltà legate all’ISEE da aggiornare, all’accesso ai servizi INPS online o alla corretta identificazione della documentazione necessaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza che include:

        • Compilazione e aggiornamento ISEE post-nascita con il nuovo nucleo familiare
        • Verifica dei requisiti per il bonus (ISEE, residenza, documentazione)
        • Assistenza alla presentazione della domanda INPS online
        • Supporto in caso di richiesta di documentazione integrativa da parte dell’INPS
        • Consulenza su tutti i bonus cumulabili (Assegno Unico, Bonus Nido, Bonus Mamme)

        Prenota un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattaci tramite WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B.

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        Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026

        Il Bonus Nuovi Nati 2026 da 1000 euro spetta anche al secondo figlio?

        Si, il bonus spetta per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025, indipendentemente dal numero d’ordine. Il secondo, il terzo e ogni successivo figlio danno diritto ciascuno a 1.000 euro, purche il requisito ISEE del nucleo familiare sia rispettato (sotto 40.000 euro) e la domanda venga presentata entro 90 giorni dalla nascita.

        Posso fare domanda anche se non ho lo SPID?

        No, la domanda per il Bonus Nuovi Nati si presenta esclusivamente online sul portale INPS, che richiede l’accesso tramite SPID (livello 2), CIE con PIN oppure CNS. Non e possibile presentare la domanda allo sportello INPS o tramite CAF per conto del richiedente (il genitore deve accedere personalmente con le proprie credenziali digitali). Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti ad attivare lo SPID e ad assistere nella compilazione.

        Cosa succede se supero i 90 giorni dalla nascita?

        La scadenza di 90 giorni dalla nascita o adozione e perentoria: se non presenti la domanda entro questo termine, perdi definitivamente il diritto al bonus. Non sono previste proroghe o eccezioni. E quindi fondamentale presentare la domanda tempestivamente, appena si ha l’ISEE aggiornato.

        Il bonus e tassabile? Lo devo dichiarare nel 730?

        No, il Bonus Nuovi Nati 2026 e esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Non devi dichiararlo nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). I 1.000 euro sono erogati in esenzione fiscale completa.

        ISEE superiore a 40.000 euro: posso fare qualcosa per accedere al bonus?

        Se il tuo ISEE supera di poco la soglia di 40.000 euro, puoi valutare alcune situazioni: (1) Se l’ISEE non include ancora il neonato, aggiornalo – potrebbe scendere sotto soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza. (2) Se la situazione reddituale e cambiata (es. perdita di lavoro), puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale. (3) Se hai oneri documentali deducibili (spese mediche, contributi previdenziali), verificare che siano correttamente inseriti nella DSU. Il CAF puo analizzare la tua situazione e verificare se esistono margini per rientrare nella soglia.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’ISEE aggiornato, la verifica dei requisiti e la presentazione della domanda INPS per il Bonus Nuovi Nati da 1.000 euro.

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/01/bonusbebe.jpg 516 1024 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 10:47:082026-05-31 16:28:50Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa
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          Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento

          Maternità INPS CAF Udine

          Quando una lavoratrice dipendente va in congedo di maternità, il datore di lavoro ha spesso necessità di assumere un sostituto per garantire la continuità operativa. La legge italiana non solo consente questa possibilità, ma la incentiva con un significativo sgravio contributivo del 50% disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a tutela della maternità e della paternità). La novità rilevante del 2026 riguarda l’estensione di questo beneficio al periodo di affiancamento, ovvero quella fase in cui il sostituto viene formato e lavora contemporaneamente alla lavoratrice assente o in procinto di assentarsi. Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento dello sgravio, i requisiti da rispettare, la procedura INPS per richiederlo e i vantaggi concreti per le aziende.

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          Indice dei contenuti

          1. Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001
          2. Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento
          3. Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio
          4. Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe
          5. Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle
          6. Procedura INPS per richiedere lo sgravio
          7. Cumulabilità con altri incentivi assuntivi
          8. Differenze rispetto alla normativa precedente
          9. Consigli pratici per datori di lavoro

          Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001

          Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità — costituisce la fonte normativa principale dello sgravio contributivo per assunzione di sostituti di maternità. L’articolo 4 di tale decreto prevede espressamente che i datori di lavoro con meno di 20 dipendenti possano beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico quando assumono lavoratori a tempo determinato in sostituzione di dipendenti in congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia del figlio o in altri casi di astensione obbligatoria e facoltativa previsti dalla legge.

          La norma si inserisce in un quadro legislativo più ampio orientato a tutelare sia le lavoratrici madri sia la continuità operativa delle piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse per coprire un’assenza prolungata senza supporto economico. Lo sgravio del 50% riguarda esclusivamente la quota contributiva a carico del datore di lavoro, mentre la quota a carico del lavoratore rimane invariata. Si tratta quindi di un beneficio rilevante soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni dove il costo del lavoro incide in modo significativo sui bilanci.

          Il decreto è stato oggetto di numerosi interventi interpretativi da parte dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), che ha emanato circolari e messaggi per chiarire l’ambito applicativo della norma. In particolare, la circolare INPS n. 109/2000 e successivi messaggi amministrativi hanno precisato modalità di calcolo e procedure operative per la fruizione del beneficio.

          Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento

          La principale novità del 2026 riguarda l’estensione dello sgravio contributivo al periodo di affiancamento, ovvero quella fase temporanea in cui il sostituto lavora contemporaneamente alla lavoratrice che si appresta ad assentarsi o che sta per rientrare. Questa possibilità, che in passato aveva generato incertezze interpretative, è ora espressamente riconosciuta e disciplinata.

          L’affiancamento è una prassi aziendale fondamentale: consente al nuovo assunto di apprendere le mansioni specifiche dall’esperienza diretta della lavoratrice uscente, riducendo i tempi di inserimento e garantendo una maggiore qualità del servizio. Dal punto di vista operativo, questo periodo si caratterizza per la compresenza in azienda sia della lavoratrice originaria sia del sostituto. La questione controversa era se, in questa fase, il datore di lavoro potesse già applicare lo sgravio contributivo sul contratto del sostituto.

          L’orientamento prevalente confermato per il 2026 è che lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene mentre la lavoratrice da sostituire è ancora in servizio per garantire il passaggio di consegne. Il presupposto fondamentale è che il contratto del sostituto sia esplicitamente stipulato “in sostituzione” della dipendente in procinto di assentarsi per congedo di maternità o congedo parentale, con indicazione del nome della lavoratrice sostituita e del periodo di astensione previsto.

          Questo chiarimento riveste una particolare importanza per le piccole imprese che, per garantire la produttività, devono formare il sostituto con congruo anticipo rispetto all’inizio effettivo dell’assenza. Prima di questa interpretazione estensiva, alcuni datori di lavoro rinunciavano all’affiancamento pur di non incorrere in contestazioni sulla legittimità dello sgravio.

          Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio

          Per accedere allo sgravio contributivo per sostituzione maternità, il datore di lavoro deve soddisfare una serie di requisiti previsti dalla normativa. È fondamentale verificarli prima di procedere con l’assunzione del sostituto per evitare il rischio di dover restituire le agevolazioni fruite indebitamente.

          Dimensione aziendale: il limite dei 20 dipendenti

          Il requisito principale è la dimensione aziendale: meno di 20 dipendenti. Questo limite va calcolato al momento dell’assunzione del sostituto e si riferisce al numero medio di dipendenti occupati nell’unità produttiva o nell’azienda nel semestre precedente all’assunzione. È importante notare che:

          • Si contano tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’orario (full time e part time, con ponderazione proporzionale)
          • Sono esclusi dal computo apprendisti, lavoratori in congedo parentale, lavoratori assunti con contratti di inserimento e disabili
          • La lavoratrice sostituita è comunque conteggiata ai fini del calcolo della soglia dei 20 dipendenti
          • Superare la soglia dopo l’assunzione del sostituto non fa perdere il diritto allo sgravio già acquisito per il periodo corrente

          Tipo di contratto del sostituto

          Il sostituto deve essere assunto con contratto a tempo determinato stipulato “in sostituzione” della lavoratrice assente. Il contratto deve contenere obbligatoriamente:

          • La causale esplicita di sostituzione (“sostituisce la sig.ra X in congedo di maternità”)
          • Il nome della lavoratrice sostituita
          • Il periodo di riferimento dell’astensione prevista
          • La data di inizio del rapporto di lavoro e la durata prevista

          In alternativa al contratto a tempo determinato, è possibile stipulare un contratto a tempo indeterminato con il sostituto: in questo caso lo sgravio si applica comunque per il periodo effettivo di sostituzione, ma la sua gestione amministrativa è più complessa e richiede particolare attenzione nella comunicazione con l’INPS.

          Posizione contributiva e DURC regolare

          Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare:

          • DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento dell’assunzione e durante tutto il periodo di fruizione dello sgravio
          • Assenza di sanzioni amministrative definitive per violazioni in materia di lavoro e previdenza
          • Rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)

          Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe

          Lo sgravio contributivo del 50% ha una durata massima ben definita dalla normativa. Comprendere i limiti temporali è essenziale per pianificare correttamente la gestione del personale sostitutivo.

          Durata ordinaria: fino a 12 mesi

          Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione con un limite massimo di 12 mesi. Il computo della durata tiene conto del periodo effettivo in cui il sostituto è in servizio in sostituzione della lavoratrice assente. Se la lavoratrice rientra anticipatamente, lo sgravio cessa con il suo rientro. Se invece l’assenza si prolunga (ad esempio perché la lavoratrice usufruisce prima del congedo obbligatorio e poi del congedo parentale facoltativo), lo sgravio può continuare fino al termine dei 12 mesi complessivi.

          Inclusione del periodo di affiancamento nel computo dei 12 mesi

          Con la chiarificazione per il 2026, il periodo di affiancamento è incluso nel computo dei 12 mesi massimi di sgravio. Questo significa che se il sostituto inizia a lavorare in affiancamento 30 giorni prima dell’inizio effettivo del congedo di maternità, quei 30 giorni vengono conteggiati nel periodo massimo di 12 mesi durante i quali si applica lo sgravio.

          Pertanto, il datore di lavoro deve calibrare attentamente il periodo di affiancamento in relazione alla durata prevista dell’assenza: un affiancamento troppo lungo potrebbe “ridurre” il periodo residuo durante il quale beneficiare dello sgravio durante l’assenza effettiva.

          Proroga in caso di congedo parentale consecutivo

          Una specificazione importante riguarda il caso in cui, al termine del congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), la lavoratrice usufruisca anche del congedo parentale (fino a 6 mesi per la madre entro i primi 6 anni di vita del figlio). In questo scenario:

          • Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione complessivo, fino al limite di 12 mesi
          • Non è necessaria una nuova assunzione o una nuova richiesta all’INPS per il periodo di congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio
          • È sufficiente comunicare all’INPS la proroga dell’assenza tramite gli strumenti telematici disponibili

          Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle

          Per comprendere il vantaggio economico concreto dello sgravio contributivo del 50%, è utile analizzare alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati. Il risparmio effettivo dipende dalla retribuzione del sostituto e dal livello contrattuale applicato.

          Base di calcolo: i contributi previdenziali a carico del datore

          I principali contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel settore privato, applicabili alla generalità dei lavoratori dipendenti (CCNL commercio, terziario, servizi), includono indicativamente:

          Voce contributivaAliquota datoreNote
          IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)~23,81%Principale voce previdenziale
          Disoccupazione NASpI1,61%Include contributo addizionale T.D.
          INAIL (infortuni)VariabileNon soggetto a sgravio
          Fondo Garanzia TFR0,20%Piccole imprese
          Maternità e sostegno al reddito~0,46%Incluse varie voci minori
          TOTALE contributi datore (approssimativo)~28-30%Senza INAIL

          Esempio 1: Impiegata amministrativa (livello C1 commercio)

          Supponiamo di assumere un sostituto per una impiegata amministrativa con questi parametri:

          VoceImporto mensile
          Retribuzione lorda mensile sostituto1.700 euro
          Contributi datore ordinari (~29%)493 euro
          Contributi datore con sgravio 50%246,50 euro
          Risparmio mensile246,50 euro
          Risparmio su 12 mesi2.958 euro

          Esempio 2: Addetta alle vendite (livello D commercio)

          VoceImporto mensile
          Retribuzione lorda mensile sostituto1.450 euro
          Contributi datore ordinari (~29%)420,50 euro
          Contributi datore con sgravio 50%210,25 euro
          Risparmio mensile210,25 euro
          Risparmio su 12 mesi2.523 euro

          Nota importante: I valori sopra indicati sono approssimativi e a titolo esemplificativo. Le aliquote contributive effettive variano in base al contratto collettivo applicato, alla qualifica del lavoratore, al settore produttivo e ad eventuali altre agevolazioni applicabili. Per un calcolo preciso, rivolgiti al CAF Centro Fiscale o a un consulente del lavoro.

          Procedura INPS per richiedere lo sgravio

          La fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione maternità non richiede una domanda preventiva all’INPS: il datore di lavoro può applicare direttamente la riduzione contributiva del 50% a partire dal primo periodo di paga successivo all’assunzione del sostituto. Tuttavia, esistono adempimenti precisi che devono essere rispettati scrupolosamente.

          Step 1: comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (COB)

          Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione obbligatoria di assunzione (COB) tramite il portale regionale del lavoro o il sistema UNILAV, specificando la causale “sostituzione”. La comunicazione deve essere inviata entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (o lo stesso giorno per urgenze documentate).

          Step 2: indicazione nel flusso UniEmens

          Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens (ex DM10). Il datore di lavoro, o il consulente del lavoro che lo assiste, deve indicare nel flusso telematico il corretto codice di agevolazione per la sostituzione di maternità. I codici da utilizzare nel flusso UniEmens sono gestiti dall’INPS e possono variare: è indispensabile verificare il codice corretto con il patronato CAF o con un consulente del lavoro aggiornato sulle disposizioni vigenti al momento dell’assunzione.

          Step 3: documentazione da conservare

          Il datore di lavoro deve conservare tutta la documentazione a supporto dello sgravio per eventuali verifiche ispettive:

          • Contratto di assunzione del sostituto con causale esplicita di sostituzione
          • Certificato medico attestante la gravidanza o il periodo di congedo della lavoratrice sostituita
          • Domanda di congedo presentata dalla lavoratrice all’INPS
          • Provvedimento INPS di riconoscimento del congedo (se disponibile)
          • Comunicazioni COB di assunzione e cessazione del sostituto
          • Buste paga del sostituto con evidenza dello sgravio applicato
          • Flussi UniEmens relativi al periodo di fruizione dello sgravio

          Step 4: gestione della cessazione dello sgravio

          Al termine del periodo di sostituzione (rientro della lavoratrice, scadenza del contratto del sostituto o decorso dei 12 mesi), il datore di lavoro deve cessare di applicare il codice di sgravio nel flusso UniEmens. In caso di rientro anticipato della lavoratrice, è necessario:

          • Comunicare la variazione all’INPS tramite i canali telematici disponibili
          • Regolarizzare eventuali periodi già denunciati con lo sgravio in eccesso
          • Gestire il contratto del sostituto (proroga, trasformazione o risoluzione) secondo le disposizioni contrattuali

          Cumulabilità con altri incentivi assuntivi

          Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cumulare lo sgravio per sostituzione maternità con altri incentivi previsti dalla normativa vigente. La risposta varia a seconda dell’incentivo specifico e richiede una valutazione caso per caso.

          Principio generale di non cumulabilità

          In linea generale, la normativa prevede il divieto di cumulo di incentivi che abbiano la medesima natura (riduzione contributiva) sullo stesso lavoratore per lo stesso periodo. Pertanto, lo sgravio per sostituzione maternità non può essere cumulato con altri sgravi contributivi che operino sulla stessa base imponibile.

          Eccezioni e casi particolari

          IncentivoCumulabile con sgravio maternità?Note
          Esonero contributivo giovani under 35NOStesso tipo di agevolazione
          Incentivo assunzione disoccupati di lunga durataNOSgravio contributivo sovrapposto
          Incentivo assunzione lavoratori in mobilitàNODa verificare con INPS
          Deduzioni IRAP per lavoratrici madri/lavoratori giovaniSÌDiversa natura (deduzione fiscale)
          Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrice)SÌRiguarda la lavoratrice, non il sostituto
          Crediti d’imposta formazione 4.0SÌDiversa natura

          Nota: il Bonus Mamme lavoratrici 2026 (decontribuzione per madri con 2 o più figli) riguarda la quota contributiva a carico della lavoratrice madre, non del sostituto. I due benefici operano su soggetti diversi e sono quindi pienamente cumulabili nel senso che possono coesistere nella stessa azienda.

          Differenze rispetto alla normativa precedente

          La chiarificazione 2026 in merito allo sgravio durante il periodo di affiancamento rappresenta un’evoluzione interpretativa rispetto alla prassi amministrativa precedente. È utile riepilogare le principali differenze per comprendere come questa novità cambi concretamente la gestione dei sostituti di maternità.

          AspettoPrima del 2026Dal 2026
          Sgravio durante affiancamentoIncerto / negato in alcuni casiRiconosciuto
          Decorrenza sgravioDalla data di inizio congedoDalla data di assunzione sostituto
          Compresenza lavoratrice e sostitutoProblematicaConsentita
          Durata massima sgravio12 mesi (solo congedo)12 mesi (affiancamento + congedo)
          Rischio contestazioni INPSAltoRidotto

          Questa evoluzione normativa è particolarmente apprezzata dalle piccole imprese artigiane, commerciali e di servizi che, in precedenza, si trovavano di fronte a un dilemma: o rinunciare all’affiancamento (con rischio di perdita di know-how) o rischiare contestazioni sullo sgravio. Il chiarimento del 2026 elimina questa incertezza e consente una pianificazione più serena della sostituzione.

          Consigli pratici per datori di lavoro

          Ecco una serie di raccomandazioni operative per i datori di lavoro che devono gestire una sostituzione di maternità nel 2026, sfruttando al massimo lo sgravio contributivo disponibile.

          1. Pianifica con anticipo il periodo di affiancamento

          Non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio del congedo per cercare il sostituto. Una buona prassi è iniziare la ricerca del sostituto almeno 2 mesi prima del congedo previsto. Questo consente di:

          • Selezionare il profilo più adatto con più calma
          • Garantire un affiancamento efficace di 4-6 settimane
          • Trasferire tutte le competenze e i contatti necessari
          • Iniziare a beneficiare dello sgravio durante l’affiancamento stesso

          2. Redigi il contratto con la causale corretta

          Il contratto di assunzione del sostituto deve essere redatto con cura: la causale di sostituzione deve essere chiara e indicare espressamente il nome della lavoratrice sostituita e il periodo previsto di assenza. Un contratto mal redatto può portare alla revoca dello sgravio in caso di ispezione. Affidati a un consulente del lavoro o al patronato per la stesura del contratto.

          3. Verifica la tua posizione rispetto alla soglia dei 20 dipendenti

          Prima di procedere, conta attentamente i dipendenti e verifica di essere sotto la soglia dei 20 lavoratori. Ricorda che il calcolo va effettuato sul semestre precedente all’assunzione del sostituto, considerando la media mensile dei dipendenti occupati.

          4. Tieni aggiornato il DURC

          Un DURC irregolare comporta la perdita del diritto allo sgravio per tutto il periodo di irregolarità. Verifica regolarmente la tua posizione contributiva e intervieni tempestivamente in caso di scoperture o irregolarità.

          5. Coordina con il consulente del lavoro il flusso UniEmens

          L’applicazione dello sgravio nel flusso UniEmens richiede la conoscenza dei codici specifici e delle modalità di calcolo previste dall’INPS. È fondamentale che il consulente del lavoro che gestisce le paghe sia aggiornato sulle disposizioni in vigore per il 2026 ed inserisca correttamente i dati nel sistema.

          Se hai dubbi su questi adempimenti o hai bisogno di assistenza nella gestione della sostituzione maternità, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza. Per le pratiche INPS legate alla maternità, come la domanda di NASPI (se pertinente), l’ISEE per accedere ad altri benefici, o la gestione del 730, il nostro patronato offre assistenza completa.

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          Domande Frequenti sulla Sostituzione di Maternità

          Quanti dipendenti deve avere l’azienda per accedere allo sgravio sostituzione maternità?

          L’azienda deve avere meno di 20 dipendenti. Il calcolo viene effettuato sulla media mensile dei dipendenti occupati nel semestre precedente all’assunzione del sostituto. Sono esclusi dal computo apprendisti, disabili e lavoratori in congedo.

          Lo sgravio del 50% si applica anche durante il periodo di affiancamento?

          Si, dal 2026 lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene durante un periodo di affiancamento in cui la lavoratrice e ancora in servizio. E fondamentale che il contratto riporti esplicitamente la causale di sostituzione con il nome della lavoratrice da sostituire.

          Qual e la durata massima dello sgravio per sostituzione maternita?

          La durata massima e di 12 mesi. Questo periodo include sia il tempo di affiancamento che il periodo effettivo di assenza della lavoratrice. Se l’assenza si prolunga con il congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio, lo sgravio continua fino al raggiungimento dei 12 mesi complessivi.

          Come si richiede lo sgravio all’INPS?

          Non e richiesta una domanda preventiva all’INPS. Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens inserendo il codice di agevolazione corretto. E fondamentale conservare tutta la documentazione (contratto del sostituto, certificato medico, domanda di congedo) per eventuali verifiche ispettive.

          Lo sgravio per sostituzione maternita e cumulabile con il Bonus Mamme 2026?

          Si, i due benefici sono compatibili perche operano su soggetti diversi. Lo sgravio maternita riguarda i contributi a carico del datore di lavoro sul sostituto; il Bonus Mamme riguarda i contributi a carico della lavoratrice madre. Possono quindi coesistere nella stessa azienda senza vincoli di cumulabilita.


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            04/09/2026
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli profile picture
            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 07:47:082026-05-01 07:54:12Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento
            NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

            Proroga NASPI 2026: Come Richiedere l’Estensione a Udine

            NASPI 2025

            Proroga NASPI 2026: Come Richiedere l’Estensione a Udine

            NASPI 2025

            Indice dei contenuti

            1. La NASPI Non Si Rinnova Automaticamente
            2. Durata Massima della NASPI
            3. Cosa Fare Quando Finisce la NASPI
            4. Requisiti per una Nuova Domanda NASPI
            5. NASPI e DIS-COLL: Differenze per Collaboratori
            6. Sussidi Alternativi Dopo la NASPI
            7. Assistenza CAF Centro Fiscale per Fine NASPI

            Molti beneficiari della NASPI a Udine si chiedono se sia possibile prorogare l’indennita di disoccupazione quando sta per terminare. La risposta breve e: no, la NASPI non si proroga automaticamente. Tuttavia, esistono diverse opzioni per ottenere un nuovo sostegno dopo la fine della prima indennita.

            In questa guida completa spieghiamo cosa fare quando finisce la NASPI, quali sono i requisiti per richiedere una nuova indennita e quali sussidi alternativi sono disponibili. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata sia in ufficio che online per valutare la tua situazione e guidarti nella scelta migliore.

            La NASPI Non Si Rinnova Automaticamente

            E importante chiarire subito un equivoco comune: la NASPI non si rinnova ne si prolunga automaticamente alla scadenza. Quando i 24 mesi massimi (o la durata calcolata in base ai contributi) terminano, l’indennita cessa definitivamente.

            Il termine “proroga NASPI” e tecnicamente improprio perche suggerisce un’estensione dello stesso periodo di indennita. In realta, cio che si puo fare e presentare una nuova domanda NASPI se si maturano nuovamente i requisiti contributivi richiesti dalla legge.

            Cosa significa in pratica:

            • La NASPI che stai percependo terminera alla scadenza naturale
            • Non puoi richiedere una proroga dello stesso periodo
            • Puoi fare una nuova domanda solo se hai lavorato di nuovo dopo l’ultima cessazione e hai maturato nuovi contributi

            Questa distinzione e fondamentale per capire che tra una NASPI e l’altra deve esserci un nuovo rapporto di lavoro con relativo versamento contributivo. Non e possibile ottenere due NASPI consecutive senza aver lavorato nel frattempo.

            Durata Massima della NASPI

            La durata della NASPI e calcolata in base ai contributi versati negli ultimi 4 anni precedenti la disoccupazione. La formula e semplice: meta delle settimane contributive versate, con un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane).

            Esempi pratici di calcolo durata:

            Esempio 1 – Lavoratore con 2 anni di contributi:

            • Contributi versati: 104 settimane (2 anni)
            • Durata NASPI: 104 / 2 = 52 settimane (12 mesi)

            Esempio 2 – Lavoratore con 4 anni di contributi:

            • Contributi versati: 208 settimane (4 anni)
            • Durata NASPI: 208 / 2 = 104 settimane (24 mesi, il massimo)

            Esempio 3 – Lavoratore con 1 anno di contributi:

            • Contributi versati: 52 settimane (1 anno)
            • Durata NASPI: 52 / 2 = 26 settimane (6 mesi)

            E importante notare che la durata non puo mai superare i 24 mesi, anche se hai contributi superiori. Questo significa che anche con 10 anni di lavoro continuativo, la NASPI durera al massimo 2 anni.

            Cosa Fare Quando Finisce la NASPI

            Quando la NASPI sta per terminare, hai diverse opzioni a seconda della tua situazione lavorativa e contributiva:

            1. Nuova Domanda NASPI

            Se dopo la prima NASPI hai lavorato e versato nuovi contributi, puoi presentare una nuova domanda rispettando i requisiti contributivi minimi (vedi sezione successiva).

            2. DIS-COLL per Collaboratori

            Se sei un collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.), non hai diritto alla NASPI ma alla DIS-COLL, un’indennita simile ma con regole specifiche per questa categoria.

            3. Assegno di Inclusione (ADI)

            Se non hai piu diritto alla NASPI e il tuo nucleo familiare ha un ISEE basso (sotto i 9.360 euro annui), potresti accedere all’Assegno di Inclusione, una misura di contrasto alla poverta che sostituisce il Reddito di Cittadinanza.

            Requisiti ADI principali:

            • ISEE non superiore a 9.360 euro
            • Almeno un componente del nucleo con disabilita, minore o over 60
            • Patto per l’inclusione sociale con impegni formativi/lavorativi

            4. Supporto Formazione Lavoro (SFL)

            Il SFL e un sussidio mensile di 350 euro per 12 mesi, destinato a disoccupati che partecipano a progetti formativi e di politiche attive del lavoro.

            5. Bonus Regionali FVG

            La Regione Friuli Venezia Giulia offre bonus e contributi specifici per i disoccupati residenti, come:

            • Voucher formativi per corsi di aggiornamento
            • Contributi per l’autoimpiego (apertura partita IVA)
            • Bonus trasporti per chi cerca lavoro fuori comune

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare il sostegno piu adatto alla tua situazione.

            Requisiti per una Nuova Domanda NASPI

            Se hai lavorato nuovamente dopo la fine della prima NASPI, puoi presentare una nuova domanda rispettando questi requisiti:

            Requisiti Contributivi 2026

            1. Stato di disoccupazione involontaria (licenziamento, fine contratto, dimissioni per giusta causa)
            2. 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni
            3. 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione

            Quando Si Possono Maturare Nuovi Requisiti

            Esempi pratici:

            Caso 1 – Lavoro a tempo determinato:
            Hai percepito NASPI per 12 mesi dopo un licenziamento. Durante la NASPI hai lavorato 6 mesi con contratto a termine. Alla fine del contratto, hai maturato 26 settimane di contributi (piu dei 13 richiesti) e puoi richiedere una nuova NASPI.

            Caso 2 – Lavoro part-time durante NASPI:
            Hai lavorato part-time per 4 mesi durante la NASPI (compatibile se comunichi tempestivamente). Hai maturato circa 17 settimane di contributi, quindi hai diritto a una nuova NASPI alla cessazione del part-time.

            Caso 3 – Lavoro occasionale:
            Hai fatto solo lavoretti occasionali senza contributi INPS. In questo caso non maturi i requisiti per una nuova NASPI.

            Tempistiche per la Nuova Domanda

            La nuova domanda NASPI va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del nuovo rapporto di lavoro, con decorrenza dall’ottavo giorno successivo alla cessazione (se presentata entro 8 giorni, decorre dal giorno dopo la cessazione).

            NASPI e DIS-COLL: Differenze per Collaboratori

            Molti confondono NASPI e DIS-COLL, pensando siano lo stesso sostegno. In realta sono due indennita diverse per categorie di lavoratori differenti:

            NASPI (Lavoratori Dipendenti)

            • Destinatari: Lavoratori dipendenti (tempo determinato e indeterminato)
            • Durata massima: 24 mesi
            • Calcolo importo: 75% della retribuzione media (con tetto massimo)
            • Requisiti: 13 settimane contributi + 30 giorni lavoro effettivo

            DIS-COLL (Collaboratori)

            • Destinatari: Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), assegnisti di ricerca, dottorandi con borsa
            • Durata massima: 12 mesi (meta dei mesi contributivi)
            • Calcolo importo: 75% del reddito medio mensile
            • Requisiti: 1 mese di contribuzione + 30 giorni lavoro effettivo

            Quando Si Applica la DIS-COLL

            Se sei un collaboratore e hai perso il lavoro, non puoi richiedere la NASPI ma solo la DIS-COLL. Le due indennita non sono cumulabili: se hai avuto sia rapporti di lavoro dipendente che collaborazioni, conta l’ultimo rapporto cessato.

            Esempio: Hai lavorato 1 anno come dipendente e poi 6 mesi come collaboratore. Alla fine della collaborazione, richiedi DIS-COLL (non NASPI), perche l’ultimo rapporto e una collaborazione.

            Sussidi Alternativi Dopo la NASPI

            Se non hai piu diritto alla NASPI (perche non hai maturato nuovi contributi o hai esaurito i 24 mesi), esistono altre misure di sostegno a cui potresti accedere:

            Assegno di Inclusione (ADI)

            L’ADI e la principale misura di contrasto alla poverta, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. E rivolto a nuclei familiari fragili con:

            • ISEE sotto 9.360 euro
            • Almeno un componente minorenne, disabile o over 60

            Importo ADI: Fino a 500 euro al mese per il nucleo familiare, piu un contributo affitto fino a 280 euro (se in affitto).

            Obblighi: I membri del nucleo in eta lavorativa devono firmare un Patto per l’Inclusione e partecipare a progetti di formazione o reinserimento lavorativo.

            Supporto Formazione Lavoro (SFL)

            Il SFL e destinato a disoccupati tra 18 e 59 anni senza diritto all’ADI (perche non hanno requisiti familiari). Prevede:

            • 350 euro al mese per 12 mesi
            • Obbligo di partecipazione a progetti formativi o di politiche attive del lavoro
            • ISEE sotto 6.000 euro

            Bonus Regionali Friuli Venezia Giulia

            La Regione FVG finanzia diverse misure per i disoccupati:

            1. Voucher Formativi
            Contributi fino a 3.000 euro per partecipare a corsi di formazione professionale, master o certificazioni.

            2. Contributi per Autoimpiego
            Finanziamenti a fondo perduto fino a 10.000 euro per chi vuole aprire una partita IVA o avviare un’attivita in proprio.

            3. Bonus Trasporti
            Rimborso parziale delle spese di trasporto per chi cerca lavoro fuori dal proprio comune di residenza.

            Per verificare quale bonus FVG puoi richiedere, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.

            Assistenza CAF Centro Fiscale per Fine NASPI

            Quando la NASPI sta per terminare, e fondamentale pianificare per tempo le prossime mosse. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzato per aiutarti a:

            Valutazione Situazione Contributiva

            • Verifica contributi versati dopo la prima NASPI
            • Calcolo durata di una eventuale nuova NASPI
            • Simulazione importo spettante

            Verifica Requisiti Sussidi Alternativi

            • Controllo ISEE per ADI o SFL
            • Valutazione requisiti familiari per l’Assegno di Inclusione
            • Identificazione bonus regionali FVG a cui hai diritto

            Presentazione Domande

            • Compilazione e invio domanda nuova NASPI
            • Assistenza domanda ADI o SFL
            • Richiesta voucher formativi o contributi regionali

            Servizio Disponibile in Ufficio e Online

            Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione:

            • In ufficio: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
            • Online: Videoconsulenza, invio documenti digitali, assistenza telefonica
            • Contatti: Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

            Non aspettare l’ultimo momento: contattaci almeno 2 mesi prima della scadenza NASPI per valutare tutte le opzioni disponibili.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Posso prorogare la NASPI se sta per finire?

            No, la NASPI non si puo prorogare o rinnovare automaticamente. Quando termina la durata massima (fino a 24 mesi), l’indennita cessa. Puoi solo presentare una nuova domanda NASPI se hai lavorato di nuovo e maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.

            Dopo quanto tempo posso richiedere una nuova NASPI?

            Puoi richiedere una nuova NASPI immediatamente dopo aver cessato un nuovo rapporto di lavoro, a patto di aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.

            La NASPI si rinnova automaticamente?

            No, la NASPI non si rinnova automaticamente. E necessario presentare una nuova domanda all’INPS rispettando nuovamente i requisiti contributivi. Tra una NASPI e l’altra deve esserci un nuovo periodo di lavoro con versamento di contributi.

            Cosa fare se finisce la NASPI e non trovo lavoro?

            Se la NASPI finisce e non hai trovato lavoro, puoi valutare altre misure di sostegno come l’Assegno di Inclusione (ADI) se hai un ISEE basso e requisiti familiari, il Supporto Formazione Lavoro (SFL) o i bonus regionali FVG. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare il sostegno piu adatto.

            Posso prorogare la NASPI se sta per finire?

            No, la NASPI non si puo prorogare o rinnovare automaticamente. Quando termina la durata massima (fino a 24 mesi), l’indennita cessa. Puoi solo presentare una nuova domanda NASPI se hai lavorato di nuovo e maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.

            Dopo quanto tempo posso richiedere una nuova NASPI?

            Puoi richiedere una nuova NASPI immediatamente dopo aver cessato un nuovo rapporto di lavoro, a patto di aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.

            La NASPI si rinnova automaticamente?

            No, la NASPI non si rinnova automaticamente. E necessario presentare una nuova domanda all’INPS rispettando nuovamente i requisiti contributivi. Tra una NASPI e l’altra deve esserci un nuovo periodo di lavoro con versamento di contributi.

            Cosa fare se finisce la NASPI e non trovo lavoro?

            Se la NASPI finisce e non hai trovato lavoro, puoi valutare altre misure di sostegno come l’Assegno di Inclusione (ADI) se hai un ISEE basso e requisiti familiari, il Supporto Formazione Lavoro (SFL) o i bonus regionali FVG. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare il sostegno piu adatto.

            Conclusione

            In sintesi, la proroga NASPI come estensione automatica non esiste: quando l’indennita termina, cessa definitivamente. Tuttavia, se hai lavorato nuovamente e maturato i requisiti contributivi, puoi presentare una nuova domanda. In alternativa, esistono sussidi alternativi come ADI, SFL e bonus regionali FVG.

            E fondamentale pianificare per tempo e non aspettare l’ultimo momento. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti, nella scelta del sostegno piu adatto e nella presentazione delle domande, sia in ufficio a Udine che online.

            Contattaci oggi per una valutazione personalizzata della tua situazione: Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121.


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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Aprile 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-29 09:00:002026-05-31 17:59:29Proroga NASPI 2026: Come Richiedere l’Estensione a Udine
              ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE

              Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Indice dei contenuti

              1. Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026
              2. Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito
              3. Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento
              4. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
              5. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026
              6. Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica
              7. Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili
              8. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga
              9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
              10. Domande Frequenti

              I pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.

              In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.

              Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026

              Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:

              PrestazioneData Pagamento Maggio 2026Beneficiari
              PensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPS
              Assegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a carico
              Assegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedenti
              NASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attiva
              Assegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragili
              ADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADI
              Bonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nido
              Bonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendenti
              Carta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euro

              Nota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento.

              Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito

              Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:

              • Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)
              • Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026
              • Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane

              Calendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:

              CognomiGiorno di ritiro
              A – CMercoledi 30 aprile
              D – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggio
              H – MSabato 2 maggio (solo mattina)
              N – RLunedi 4 maggio
              S – ZMartedi 5 maggio

              Attenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.

              Importi pensioni maggio 2026

              L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:

              • 100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
              • 90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo
              • 75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo

              Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento

              L’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.

              Pagamenti per beneficiari gia in corso

              Per chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:

              • 15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento
              • 17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo
              • 18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo
              • 19 maggio 2026 (lunedi) – quarto ciclo

              La data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.

              Pagamenti per nuove domande e conguagli

              Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.

              Importi Assegno Unico 2026 aggiornati

              Gli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:

              ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
              Fino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/mese
              Da 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/mese
              Oltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/mese

              Ricorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo.

              NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

              La NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.

              Date indicative NASpI maggio 2026

              In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:

              • Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026
              • Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026
              • Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026

              Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.

              Come sapere quando arriva la NASpI

              Per conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:

              1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
              2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
              3. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
              4. Cerca la voce relativa alla NASpI
              5. Verifica la data di disposizione del pagamento

              Quando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.

              Importo NASpI maggio 2026

              Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro.

              Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026

              L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.

              Date pagamento ADI maggio 2026

              • Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026
              • Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026

              L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.

              Importi ADI 2026

              L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:

              • Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affitto
              • Integrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntivi
              • Scala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60)

              Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica

              La Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.

              A maggio 2026 non e prevista alcuna ricarica

              La Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:

              • Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)
              • Importo previsto: 500 euro per nucleo familiare
              • Primo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)

              Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.

              Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili

              Il Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.

              Come funziona il pagamento

              Il Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:

              1. Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPS
              2. Carica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggio
              3. Attendi la conferma di presa in carico
              4. Il rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domanda

              Importi Bonus Nido 2026

              ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimo
              Fino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euro
              Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
              Oltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euro

              Novita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE.

              Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga

              Il Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.

              Come si applica a maggio 2026

              • Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)
              • Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoro
              • Requisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)
              • Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo

              Se nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.

              Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

              Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

              Fascicolo Previdenziale del Cittadino

              Il metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:

              1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
              2. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
              3. Seleziona “Prestazioni” dal menu a sinistra
              4. Clicca su “Pagamenti”
              5. Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)

              Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.

              App INPS Mobile

              Puoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:

              • Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
              • Accedi con SPID o CIE
              • Vai nella sezione “I miei pagamenti”
              • Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento disposto

              Contact Center INPS

              Se non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:

              • 803 164 (da rete fissa, gratuito)
              • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
              • Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026

              Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?

              Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.

              Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

              L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).

              La NASpI di maggio quando viene pagata?

              La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

              Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?

              L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.

              Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?

              Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.

              Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

              Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:

              1. Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)
              2. Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
              3. Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164
              4. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecito

              Hai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.

              Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

              Pensione 2026 INPS

              Il pagamento delle pensioni di maggio 2026 segue date diverse a seconda del canale: sabato 2 maggio 2026 per chi riceve l’accredito su conto BancoPosta o Libretto Postale, lunedì 4 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario. Il 1° maggio è festivo (Festa del Lavoro) e non viene effettuato alcun anticipo automatico. In questa guida completa analizziamo tutte le date di accredito, gli importi con rivalutazione ISTAT 1,4%, le trattenute previste e come consultare il cedolino pensione su MyINPS.

              ⚠️ Aggiornamento del 30 aprile 2026 — Rettifica

              In una versione precedente di questo articolo era stato indicato per errore l’anticipo dell’accredito al 30 aprile 2026. La data corretta, secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio, è: sabato 2 maggio 2026 per i conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 per i conti correnti bancari. Ci scusiamo per l’inconveniente con i lettori che hanno fatto affidamento sull’informazione errata.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza personalizzata su pensioni, ricostruzioni contributive, domande APE Sociale, Quota 103 e tutte le prestazioni INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

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              Indice dei contenuti

              1. Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche
              2. Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026
              3. Accredito su Conto Corrente Bancario
              4. Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT
              5. Trattenute Maggio 2026: Addizionali IRPEF
              6. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026
              7. Come Consultare il Cedolino su MyINPS
              8. Novità Cedolino Maggio 2026
              9. Assistenza CAF per Pensionati
              10. Domande Frequenti

              Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche

              La data di accredito della pensione di maggio 2026 dipende dal canale di pagamento perché il 1° maggio 2026 cade di venerdì ed è giorno festivo (Festa dei Lavoratori). Le banche non operano e Poste Italiane garantisce il primo giorno utile per i propri correntisti.

              Secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio 2026, l’accredito sui conti BancoPosta e Libretti Postali avviene sabato 2 maggio 2026, mentre per chi riceve la pensione su conto corrente bancario l’accredito è fissato per lunedì 4 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

              Ecco il riepilogo per modalità di pagamento:

              Modalità di pagamentoData accredito maggio 2026
              Conto corrente bancarioLunedì 4 maggio 2026
              Conto BancoPosta / Libretto PostaleSabato 2 maggio 2026
              Ritiro contanti Poste ItalianeDal 2 maggio 2026 (calendario alfabetico)

              Attenzione: non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile 2026. Le banche accreditano la pensione lunedì 4 maggio (primo giorno lavorativo bancabile), Poste Italiane sabato 2 maggio per i correntisti BancoPosta. Chi ritira in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane deve seguire il calendario scaglionato per cognome che parte dal 2 maggio.

              Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane, il pagamento di maggio 2026 segue il consueto calendario alfabetico. Considerando che il 1° maggio è festivo, il calendario parte da venerdì 2 maggio 2026.

              Calendario Ritiro Pensione Maggio 2026 – Poste Italiane

              Cognome inizialeData ritiro
              A – BVenerdì 2 maggio 2026
              C – DSabato 3 maggio 2026 (solo mattina)
              E – KLunedì 5 maggio 2026
              L – OMartedì 6 maggio 2026
              P – RMercoledì 7 maggio 2026
              S – ZGiovedì 8 maggio 2026

              Nota importante: Il calendario sopra indicato è indicativo e basato sulle consuetudini degli ultimi mesi. Poste Italiane comunica il calendario ufficiale di solito 7-10 giorni prima dell’inizio dei pagamenti. Eventuali variazioni verranno aggiornate in questo articolo non appena disponibili.

              Gli uffici postali potrebbero prevedere orari dedicati agli over 75 nelle prime ore del mattino, per garantire maggiore sicurezza e ridurre i tempi di attesa. Per conoscere gli orari del tuo ufficio postale, consulta il sito poste.it oppure chiama il numero verde 803.160.

              Accredito su Conto Corrente Bancario

              Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di maggio 2026 viene accreditata lunedì 4 maggio 2026, primo giorno lavorativo bancabile dopo la festività del 1° maggio (venerdì). L’operazione avviene nella notte tra il 3 e il 4 maggio, quindi i fondi saranno disponibili dalla mattina di lunedì 4 maggio.

              Non è necessario recarsi in filiale né effettuare alcuna operazione: l’accredito è completamente automatico. Il pensionato può verificare l’avvenuto pagamento tramite:

              • Home banking (app o sito della propria banca)
              • ATM/Bancomat per verificare il saldo
              • Estratto conto cartaceo (disponibile successivamente)

              Conto BancoPosta e Libretto Postale con accredito automatico: chi ha un conto BancoPosta o un Libretto Postale con accredito diretto riceverà la pensione sabato 2 maggio 2026, anticipato di due giorni rispetto alle banche grazie al servizio garantito da Poste Italiane.

              Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT

              Gli importi delle pensioni di maggio 2026 riflettono la rivalutazione automatica (perequazione) applicata da gennaio 2026 in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo registrato nel 2025. Il tasso di inflazione utilizzato per la perequazione provvisoria 2026 è stato fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (decreto del 19 novembre 2025) e dalla circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 al 1,4%.

              La rivalutazione segue il sistema a fasce progressive, che tutela maggiormente le pensioni più basse:

              Fasce di Rivalutazione Pensioni 2026

              Fascia di importoPercentuale rivalutazioneAumento mensile stimato
              Fino a 4 volte il minimo (fino a 2.447 euro/mese)100% (1,4%)Da 8 a 34 euro
              Da 4 a 5 volte il minimo (2.447-3.059 euro)90% (1,26%)Da 30 a 38 euro
              Oltre 5 volte il minimo (oltre 3.059 euro)75% (1,05%)Da 32 euro in su

              Esempio pratico: Un pensionato con un assegno lordo di 1.500 euro al mese ha ricevuto un aumento di circa 21 euro mensili (1.500 x 1,4% = 21 euro), portando la pensione lorda a 1.521 euro.

              Per approfondire il meccanismo della rivalutazione, consulta la nostra guida dedicata alla rivalutazione pensioni 2026.

              Trattenute Maggio 2026: Addizionali Regionali e Comunali IRPEF

              Nel cedolino di maggio 2026, i pensionati troveranno le consuete trattenute fiscali, con particolare attenzione alle addizionali regionali e comunali IRPEF. Queste trattenute fanno parte del conguaglio fiscale 2025 avviato dall’INPS a partire da marzo-aprile 2026.

              Trattenute previste sul cedolino di maggio

              • IRPEF mensile: Trattenuta ordinaria calcolata in base agli scaglioni di reddito 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro)
              • Addizionale regionale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo dovuto per il 2025, distribuita in 11 rate da marzo 2026 a gennaio 2027
              • Addizionale comunale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo comunale 2025, analogamente distribuita in 11 rate
              • Acconto addizionale comunale 2026: Eventuale acconto per l’anno in corso, se previsto dal Comune di residenza

              Esempio per un pensionato residente a Udine: Con una pensione annua lorda di 20.000 euro, le trattenute aggiuntive per addizionali possono ammontare a circa 20-35 euro al mese (addizionale regionale FVG + addizionale comunale Udine). L’importo esatto dipende dalle aliquote deliberate dalla Regione e dal Comune.

              Le voci delle addizionali sono riportate nella sezione “Trattenute” del cedolino pensione, con indicazione separata per regionale e comunale.

              Per capire ogni voce del cedolino e verificare se l’importo netto è corretto, leggi la guida dedicata su come leggere il cedolino di maggio 2026 riga per riga.

              Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026

              La pensione minima INPS 2026 rappresenta l’importo base garantito a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%, il trattamento minimo per il 2026 è pari a 611,85 euro al mese (7.954,05 euro annui su 13 mensilità). Per gli assegni pari o inferiori al trattamento minimo è confermata anche la rivalutazione straordinaria 1,3%, che porta la pensione minima maggiorata a circa 619,80 euro al mese.

              Importi pensione minima maggio 2026

              Tipo di trattamentoImporto mensile 2026
              Trattamento minimo611,85 euro
              Trattamento minimo maggiorato (con rivalutazione straordinaria 1,3%)619,80 euro
              Assegno sociale545,82 euro

              Maggiorazione Sociale per Over 60, 65 e 70

              I pensionati con redditi particolarmente bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento che varia in base all’età:

              • Da 60 a 64 anni: Maggiorazione di 25,83 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
              • Da 65 a 69 anni: Maggiorazione di 82,64 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
              • Da 70 anni in su: Incremento al milione (maggiorazione piena), che porta la pensione a circa 705,67 euro al mese (se reddito sotto determinati limiti)

              Per verificare se hai diritto alla maggiorazione sociale e per richiederne l’applicazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori effettueranno il calcolo personalizzato e gestiranno la pratica con l’INPS.

              Approfondimento: tutti i dettagli su importi 2026, requisiti reddituali e procedura di domanda nella nostra guida completa alla maggiorazione sociale 2026.

              Come Consultare il Cedolino su MyINPS

              Il cedolino pensione di maggio 2026 è consultabile online attraverso il portale MyINPS. Il cedolino viene solitamente pubblicato 10-15 giorni prima della data di pagamento, quindi per maggio sarà disponibile indicativamente a partire da metà aprile 2026.

              Procedura per consultare il cedolino online

              1. Accedi al sito www.inps.it
              2. Clicca su “Accedi ai Servizi” in alto a destra
              3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
              4. Cerca nella barra di ricerca “Cedolino pensione”
              5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione e servizi collegati”
              6. Scegli il mese di maggio 2026 per visualizzare il dettaglio

              Dal cedolino online puoi verificare: importo lordo, trattenute IRPEF, addizionali regionali e comunali, trattenute per cessione del quinto (se presente), importo netto accreditato e eventuali arretrati o conguagli.

              Cedolino tramite App INPS Mobile

              Il cedolino è consultabile anche dall’app INPS Mobile, disponibile per Android e iOS. Dopo l’autenticazione con SPID o CIE, cerca la sezione “Cedolino pensione” per visualizzare il dettaglio mensile direttamente dal tuo smartphone.

              Inoltre, l’INPS offre il servizio di invio cedolino via email: oltre 3 milioni di pensionati hanno già attivato questa opzione. Per attivarla, accedi a MyINPS e seleziona “Ricevi il cedolino via email” nelle impostazioni del servizio pensione.

              Novità Cedolino Maggio 2026

              Il cedolino pensione di maggio 2026 non dovrebbe presentare particolari novità rispetto ai mesi precedenti, ma è comunque opportuno controllare le seguenti voci:

              • Conguaglio rivalutazione: Se l’INPS non ha ancora completato il conguaglio definitivo della perequazione 2026 (indice ISTAT provvisorio vs definitivo), maggio potrebbe essere il mese in cui viene effettuato l’adeguamento
              • Trattenute sindacali: Verificare l’eventuale presenza di trattenute per quote associative sindacali
              • Recupero indebiti: L’INPS potrebbe procedere con trattenute per recupero di prestazioni erogate in eccesso negli anni precedenti

              Quattordicesima: La quattordicesima mensilità viene generalmente erogata a luglio per i pensionati che ne hanno diritto (over 64 con reddito sotto determinati limiti). Non è prevista nel cedolino di maggio.

              Assistenza CAF per Pensionati

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati per tutte le pratiche previdenziali e fiscali:

              • Verifica cedolino pensione: Controllo di tutte le voci e delle trattenute applicate
              • Ricostruzione contributiva: Verifica dei contributi versati e simulazione dell’importo pensionistico
              • Domanda di pensione: Assistenza per pensione di vecchiaia, anticipata, APE Sociale e Quota 103
              • Maggiorazione sociale: Verifica requisiti e presentazione domanda
              • Dichiarazione 730: Compilazione del modello 730 con verifica delle detrazioni spettanti ai pensionati
              • ISEE: Calcolo ISEE per l’accesso a prestazioni agevolate

              Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione?

              I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare il cedolino, controllare le trattenute e gestire tutte le pratiche INPS.

              Chiama 0432 1638640 WhatsApp 366 6018121

              CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              Quando viene pagata la pensione di maggio 2026?

              La pensione di maggio 2026 viene accreditata sabato 2 maggio 2026 sui conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 sui conti correnti bancari (primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio). Per chi ritira in contanti presso Poste Italiane, il pagamento parte dal 2 maggio 2026 con calendario alfabetico per cognome. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

              La pensione di maggio 2026 viene anticipata al 30 aprile?

              Perché il 1° maggio 2026 è festivo (Festa dei Lavoratori) e le banche non operano. L’INPS anticipa quindi l’accredito all’ultimo giorno lavorativo utile, che è mercoledì 30 aprile 2026.

              Come vedere il cedolino pensione maggio 2026?

              Il cedolino di maggio 2026 è consultabile su MyINPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Cerca “Cedolino della pensione” e seleziona il mese di maggio. È disponibile anche sull’app INPS Mobile.

              Quanto è la pensione minima a maggio 2026?

              La pensione minima INPS a maggio 2026 è di 611,85 euro al mese (619,80 euro con rivalutazione straordinaria per gli assegni minimi). I pensionati over 70 con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale (incremento al milione), che porta l’importo a circa 705,67 euro al mese.

              Perché la pensione di maggio è più bassa del solito?

              Se la pensione di maggio risulta inferiore ai mesi precedenti, le cause più comuni sono: trattenute per addizionali regionali e comunali IRPEF (conguaglio 2025), recupero di indebiti INPS, o conguaglio rivalutazione se l’indice ISTAT definitivo è risultato inferiore a quello provvisorio. Abbiamo dedicato a questo argomento un’analisi completa con esempi pratici.

              A maggio 2026 c’è la quattordicesima sulla pensione?

              No, la quattordicesima mensilità viene erogata generalmente a luglio. A maggio non è previsto alcun pagamento aggiuntivo oltre alla mensilità ordinaria.

              Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 14:00:002026-05-31 09:42:23Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
              BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

              Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili

              Bonus mamma

              Bonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda.

              Indice dei contenuti

              1. Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?
              2. Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse
              3. Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026
              4. Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro
              5. Bonus Asilo Nido 2026
              6. Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi
              7. Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum
              8. Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza
              9. Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)
              10. Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum
              11. Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita
              12. Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto
              13. Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici
              14. Domande Frequenti (FAQ)

              Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?

              Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.

              Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.

              La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe.

              Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse

              L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

              Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:

              • Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo sconto
              • Nessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)
              • Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivo
              • Logica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuori

              Questa esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere.

              Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026

              Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una.

              Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro

              L’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.

              Quanto vale nel 2026:

              • Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)
              • Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlio
              • Con ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlio
              • Maggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anni

              Come fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni.

              Bonus Asilo Nido 2026

              Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.

              Importi nel 2026:

              • ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)
              • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annui
              • ISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annui

              Requisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.

              Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi

              La Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.

              Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:

              • ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euro
              • Avere un figlio di età inferiore a 3 anni
              • Essere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)
              • Essere residenti in Italia

              Come si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali.

              Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum

              La Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.

              Requisiti:

              • ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro
              • Nucleo composto da almeno 3 persone
              • Nessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione
              • Residenza in Italia

              Importante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.

              Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza

              Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.

              Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.

              Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna.

              Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

              L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.

              Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:

              • ISEE non superiore a 9.360 euro
              • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
              • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euro
              • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)
              • Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti

              Importo: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.

              Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum

              Il Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.

              Requisiti:

              • Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poi
              • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
              • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodo
              • Residenza in Italia

              Come fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito.

              Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita

              Poche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.

              Come funziona:

              • Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronato
              • Versamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al mese
              • I contributi versati sono deducibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi del coniuge
              • Diritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno sociale
              • Diritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro

              Consiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.

              Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto

              Ecco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:

              AgevolazioneImportoRequisito ISEECome fare domanda
              Assegno Unico Universale57-199,40 euro/mese per figlioUniversale (importo variabile con ISEE)INPS online, patronato
              Bonus Asilo NidoFino a 3.600 euro/annoFino a 25.000 euro per importo massimoINPS online con ricevute
              Carta Acquisti80 euro ogni 2 mesiFino a 8.052,75 euroUfficio postale
              Carta Dedicata a Te460 euro una tantumFino a 15.000 euroAutomatica (serve ISEE)
              Reddito di LibertàFino a 500 euro/mese x 12 mesiVittime di violenza certificateServizi sociali del Comune
              Assegno di InclusioneFino a 500 euro/mese + 280 affittoFino a 9.360 euroINPS online, patronato, CAF
              Bonus Nuovi Nati1.000 euro una tantumFino a 40.000 euroINPS entro 60 giorni dalla nascita
              Fondo Pensione CasalingheRendita pensionistica futuraNessun requisito ISEEINPS online, patronato

              Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici

              Per una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:

              1. Presenta l’ISEE il prima possibile

              L’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.

              2. Cumula più agevolazioni

              Molte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:

              • Assegno Unico per ogni figlio
              • Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)
              • Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)
              • Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)

              Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.

              3. Non trascurare il Fondo Pensione

              Anche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.

              4. Rivolgiti a un CAF o patronato

              Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti (FAQ)

              Il bonus mamme spetta alle casalinghe?

              No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.

              Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?

              Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).

              Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?

              Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.

              Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?

              L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.

              La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?

              La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.

              Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?

              Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.


              Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.

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                Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 08:00:002026-05-31 16:15:06Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili
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