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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente ammesso un errore nelle istruzioni ufficiali del Modello Redditi 2026, in particolare per quanto riguarda il Quadro RT, dedicato alle plusvalenze e minusvalenze da investimenti finanziari (capital gain). Si tratta di un problema tecnico che coinvolge milioni di contribuenti che hanno effettuato operazioni su titoli, fondi, ETF e altri strumenti finanziari nel 2025, e che ora si trovano a dover compilare correttamente la dichiarazione dei redditi evitando di incorrere in errori fiscali che potrebbero costare caro. In questa guida completa analizziamo cosa è successo, quali contribuenti sono coinvolti, come compilare correttamente il Quadro RT e come tutelare le proprie minusvalenze pregreg.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e’ il Quadro RT del Modello Redditi 2026
  2. Qual e’ l’Errore dell’Agenzia delle Entrate nelle Istruzioni 2026
  3. Chi e’ Coinvolto: I Contribuenti a Rischio
  4. Come Funziona la Compensazione Plusvalenze e Minusvalenze
  5. Come Compilare Correttamente il Quadro RT 2026: Guida ai Righi Chiave
  6. Criptovalute e Quadro RT 2026: Novita’ e Interazione
  7. Cosa Fare se Hai Gia’ Presentato il Modello Redditi 2026
  8. Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Quale Scegliere
  9. Il Ruolo del CAF nella Corretta Compilazione del Quadro RT
  10. FAQ: Domande Frequenti su Quadro RT e Minusvalenze 2026

Cos’e’ il Quadro RT del Modello Redditi 2026

Il Quadro RT (“Plusvalenze di natura finanziaria”) e’ la sezione del Modello Redditi Persone Fisiche destinata alla dichiarazione dei redditi diversi di natura finanziaria, ovvero i guadagni e le perdite derivanti da:

  • Cessione di azioni, obbligazioni e titoli di Stato
  • Compravendita di ETF e fondi comuni di investimento
  • Operazioni su valute estere, criptovalute e derivati
  • Cessione di quote di partecipazione in societa’ (qualificate e non qualificate)
  • Operazioni su contratti a termine e opzioni

Il Quadro RT si divide in diverse sezioni: la Sezione I riguarda le plusvalenze soggette all’imposta sostitutiva del 26% (aliquota standard dal 2019); la Sezione II riguarda le plusvalenze da partecipazioni qualificate; la Sezione III riguarda le plusvalenze da partecipazioni non qualificate in societa’ residenti in Paesi a fiscalita’ privilegiata; la Sezione IV riguarda le plusvalenze da opzioni e altri strumenti finanziari.

Per i contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo (cioe’ che non si affidano a un intermediario finanziario con regime amministrato), la compilazione del Quadro RT e’ obbligatoria per rendicontare ogni operazione realizzata nel corso dell’anno fiscale 2025.

Qual e’ l’Errore dell’Agenzia delle Entrate nelle Istruzioni 2026

Le istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF 2026, nella versione inizialmente pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, contenevano indicazioni imprecise o fuorvianti in merito alla sezione dedicata alle minusvalenze pregresse nel Quadro RT. In particolare, il problema riguardava le modalita’ di riporto delle minusvalenze non compensate negli anni precedenti (2021-2024) e la loro corretta indicazione nei righi RT93/RT94 del modello.

L’errore, segnalato da numerosi professionisti fiscali e associazioni di categoria, consisteva in una discrepanza tra le istruzioni cartacee e il software di compilazione: le istruzioni indicavano una modalita’ di calcolo delle minusvalenze da riportare che non corrispondeva a quella effettivamente implementata nel programma informatico “Redditi PF” messo a disposizione dall’Agenzia. Questo ha generato confusione tra i contribuenti e i CAF, portando in alcuni casi a dichiarazioni compilate in modo errato.

Il problema e’ stato formalmente riconosciuto con la pubblicazione di una versione aggiornata delle istruzioni e di un comunicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che ha invitato i contribuenti a verificare le dichiarazioni gia’ presentate e, dove necessario, a procedere con la dichiarazione integrativa.

Attenzione: L’errore non riguarda solo la compilazione formale, ma puo’ avere impatti economici concreti: una corretta gestione delle minusvalenze puo’ comportare un significativo risparmio fiscale, dal momento che le perdite pregresse possono essere compensate con le plusvalenze degli anni successivi entro il limite di 4 anni.

Chi e’ Coinvolto: I Contribuenti a Rischio

Non tutti i contribuenti che compilano il Quadro RT sono coinvolti dall’errore nelle stesse misura. Ecco una panoramica dei profili piu’ esposti:

Profilo contribuenteLivello di rischioCosa verificare
Investitori con minusvalenze pregresse 2021-2024 non compensateALTORighi RT93/RT94: importi riportati correttamente
Contribuenti che hanno cambiato regime (da amministrato a dichiarativo o viceversa)ALTOCertificazione dei valori in ingresso al nuovo regime
Investitori con operazioni su ETF armonizzati e non armonizzatiMEDIODistinzione tra redditi da capitale e redditi diversi
Contribuenti con criptovalute 2025 (plus/minus sopra 2000 euro)MEDIONuovo quadro W integrato con RT
Investitori con solo plusvalenze compensate nell’annoBASSOVerifica aliquota applicata (26%)
Contribuenti con regime amministrato (dossier bancario)NULLONessuna compilazione RT necessaria

Come si evince dalla tabella, i soggetti piu’ esposti sono quelli che hanno accumulato minusvalenze negli anni precedenti e che ora cercano di recuperarle compensandole con le plusvalenze del 2025. Una compilazione errata del Quadro RT potrebbe portare a perdere definitivamente il diritto a questa compensazione, con conseguente maggiore imposta da versare.

Come Funziona la Compensazione Plusvalenze e Minusvalenze

Per comprendere l’impatto dell’errore nelle istruzioni, e’ fondamentale capire come funziona il meccanismo di compensazione delle perdite finanziarie nel sistema fiscale italiano.

La Regola dei 4 Anni

In base all’articolo 68, comma 5, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), le minusvalenze finanziarie realizzate possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze realizzate nei 4 periodi d’imposta successivi. Questo significa che:

  • Minusvalenze 2021 → utilizzabili fino al 2025 (Modello Redditi 2026)
  • Minusvalenze 2022 → utilizzabili fino al 2026
  • Minusvalenze 2023 → utilizzabili fino al 2027
  • Minusvalenze 2024 → utilizzabili fino al 2028

Attenzione critica: Le minusvalenze 2021 non utilizzate nel Modello Redditi 2026 (anno di imposta 2025) scadono definitivamente. Non potranno essere recuperate in alcun modo nelle dichiarazioni successive. Questo rende la corretta compilazione del Quadro RT 2026 particolarmente urgente per chi ha subito perdite nel 2021.

Il Limite della Compensazione: Solo Redditi Diversi

Un aspetto fondamentale spesso frainteso e’ che le minusvalenze da capital gain possono compensare solo redditi diversi di natura finanziaria, NON i redditi da capitale. Questa distinzione e’ cruciale, ad esempio, per gli ETF:

  • ETF armonizzati (UCITS): i proventi da cessione sono redditi diversi (compensabili con minusvalenze); i proventi da distribuzione sono redditi da capitale (non compensabili)
  • Azioni e obbligazioni: plusvalenze da cessione = redditi diversi (compensabili)
  • Fondi comuni italiani: i proventi sono redditi da capitale (non compensabili con minusvalenze da capital gain)

Questo regime asimmetrico e’ al centro di un lungo dibattito politico-fiscale, e potrebbe essere oggetto di riforma nei prossimi anni, ma ad oggi rimane invariato.

Esempio Pratico di Compensazione

Mario ha realizzato nel 2025 una plusvalenza di 5.000 euro dalla vendita di azioni Enel. Negli anni precedenti aveva accumulato le seguenti minusvalenze non compensate:

  • 2021: minusvalenza di 2.000 euro (ultima chance per recuperarla!)
  • 2022: minusvalenza di 1.500 euro
  • 2023: minusvalenza di 800 euro

Compilando correttamente il Quadro RT, Mario potra’ compensare 4.300 euro di minusvalenze pregresse contro la plusvalenza 2025 di 5.000 euro, pagando l’imposta del 26% solo su 700 euro (= 182 euro) invece che sui 5.000 euro (= 1.300 euro). Risparmio fiscale: 1.118 euro.

Se a causa dell’errore nelle istruzioni Mario non riportasse correttamente le minusvalenze 2021 nel rigo RT93, perderebbe definitivamente 2.000 euro di minusvalenza, pagando un’imposta aggiuntiva di 520 euro (il 26% di 2.000 euro) non dovuta.

Come Compilare Correttamente il Quadro RT 2026: Guida ai Righi Chiave

Ecco una guida pratica ai righi piu’ rilevanti del Quadro RT nella versione corretta delle istruzioni 2026:

Sezione I: Plusvalenze e Minusvalenze Soggette ad Imposta Sostitutiva 26%

  • RT1: Corrispettivi (totale dei proventi da cessione di titoli nel 2025)
  • RT2: Costo o valore d’acquisto dei titoli ceduti (deducibile)
  • RT3: Plusvalenza/minusvalenza dell’anno (RT1 – RT2)
  • RT5: Minusvalenze degli anni precedenti da utilizzare in compensazione
  • RT6: Plusvalenza imponibile al netto delle minusvalenze (RT3 – RT5, se positivo)
  • RT7: Imposta sostitutiva dovuta (RT6 x 26%)

Righi RT93/RT94: Il Punto Critico dell’Errore

I righi RT93 e RT94 sono dedicati al riporto delle minusvalenze non compensate nell’anno corrente agli anni successivi. L’errore nelle istruzioni originali dell’AdE riguardava la corretta indicazione del periodo di maturazione delle minusvalenze nei campi di questi righi.

Nella versione corretta delle istruzioni:

  • Colonna 1 di RT93: anno di formazione della minusvalenza (es. 2022, 2023, 2024)
  • Colonna 2 di RT93: importo della minusvalenza residua da riportare
  • RT94: totale delle minusvalenze riportabili agli anni successivi

Nella versione errata delle istruzioni, i riferimenti alle colonne erano invertiti o descritti in modo ambiguo, portando alcuni contribuenti a indicare i valori nei campi sbagliati. Il software di compilazione, invece, seguiva correttamente la logica attesa, creando un disallineamento tra quanto scritto nelle istruzioni e quanto richiesto dal programma.

Tabella Riepilogativa dei Righi RT Principali

RigoDenominazioneCosa indicareNote
RT1CorrispettiviTotale vendite titoli 2025Lordo, prima della deduzione dei costi
RT2Costo di acquistoTotale costi di acquisto titoli cedutiInclude commissioni di acquisto/vendita
RT3Plus/minusvalenza annoRT1 – RT2Se negativo = minusvalenza 2025
RT5Minusvalenze pregresseMinusvalenze 2021-2024 da compensareMax uguale a RT3 se positivo
RT6Plus imponibileRT3 – RT5 (se positivo)Base imponibile per imposta 26%
RT7Imposta dovutaRT6 x 26%Versamento con F24 codice 1100
RT21Acc.to/SaldoAcconto/saldo impostaSaldo entro 30/06/2026 o 31/07/2026 (+0,40%)
RT93Minus riportabiliMinusvalenze 2025 non compensate per annoPUNTO CRITICO ERRORE AdE
RT94Totale minus riportabiliTotale RT93PUNTO CRITICO ERRORE AdE

Criptovalute e Quadro RT 2026: Novita’ e Interazione

Il Modello Redditi 2026 introduce importanti novita’ anche per le criptovalute, con riflessi diretti sul Quadro RT. A partire dall’anno di imposta 2025, le criptovalute sono inquadrate come attivita’ finanziarie ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR (come modificato dalla Legge di Bilancio 2023 e successive disposizioni attuative dell’AdE).

Le plusvalenze da criptovalute sono imponibili al 33% (aliquota in vigore dal 1 gennaio 2026 ai sensi della Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024) solo se superano la soglia di 2.000 euro nel periodo d’imposta. Sotto tale soglia, non c’e’ obbligo dichiarativo nel Quadro RT. Sopra la soglia, le plus/minusvalenze da crypto si dichiarano nella Sezione I del Quadro RT, insieme alle altre plusvalenze finanziarie.

Un aspetto delicato riguarda la compensazione tra minusvalenze da criptovalute e plusvalenze da altri strumenti finanziari (e viceversa): secondo l’interpretazione dell’AdE, essendo entrambe riconducibili all’art. 67 comma 1 lettera c-sexies (per le crypto) e c-bis/ter/quater (per gli altri strumenti), la compensazione tra le diverse categorie e’ consentita nella Sezione I del Quadro RT.

Anche in questo ambito, l’errore nelle istruzioni originali ha generato confusione: alcune indicazioni sembravano escludere la possibilita’ di compensazione incrociata, mentre la versione corretta delle istruzioni e il software di compilazione la consentono esplicitamente.

Cosa Fare se Hai Gia’ Presentato il Modello Redditi 2026

Se hai gia’ inviato il tuo Modello Redditi PF 2026 prima della correzione delle istruzioni da parte dell’AdE, hai due possibili situazioni:

1. Hai Usato il Software Ufficiale AdE

Se hai compilato la dichiarazione usando il programma “Redditi PF” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (o i software dei principali CAF/commercialisti che si basano sullo stesso motore di calcolo), probabilmente la tua dichiarazione e’ formalmente corretta: il software, come detto, seguiva la logica corretta anche quando le istruzioni cartacee erano errate. In questo caso non devi fare nulla.

2. Hai Compilato Manualmente o con Software Terzo

Se hai compilato manualmente il modello PDF o hai usato un software che seguiva pedissequamente le istruzioni errate, potresti aver inserito valori scorretti nei righi RT93/RT94. In questo caso e’ opportuno:

  1. Verificare il file della dichiarazione confrontando i valori inseriti nei righi RT93/RT94 con la versione aggiornata delle istruzioni
  2. Consultare un CAF o un commercialista per valutare se la differenza e’ sostanziale (impatto fiscale reale) o meramente formale
  3. Se necessario, presentare una dichiarazione integrativa entro i termini previsti

La Dichiarazione Integrativa: Quando e Come

La dichiarazione integrativa consente di correggere errori o omissioni nella dichiarazione originaria. Per il Modello Redditi 2026:

  • Integrativa a favore del contribuente (per recuperare un credito d’imposta o ridurre l’imposta pagata): puo’ essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione (quindi fino al 31/12/2031 per il 2026)
  • Integrativa a sfavore del contribuente (per correggere un errore che ha portato a pagare meno imposte del dovuto): va presentata nel piu’ breve tempo possibile per beneficiare del ravvedimento operoso e ridurre le sanzioni

Nel caso dell’errore AdE sul Quadro RT, la situazione tipica e’ quella di un contribuente che, seguendo le istruzioni errate, non ha riportato correttamente le minusvalenze pregresse, pagando di piu’ rispetto al dovuto. Si tratta quindi di un caso di integrativa a favore, con ampio margine di tempo per presentarla.

Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Quale Scegliere

Una delle questioni che spesso si intrecciano con i problemi del Quadro RT e’ la scelta tra regime dichiarativo e regime amministrato per la tassazione delle plusvalenze finanziarie.

CaratteristicaRegime AmministratoRegime Dichiarativo
Chi gestisce la tassazioneL’intermediario (banca/broker)Il contribuente nel Modello Redditi
Quadro RT necessarioNo (salvo casi eccezionali)Si, sempre
Compensazione plus/minusAutomatica nell’ambito del medesimo dossierManuale, con possibilita’ di ottimizzazione
Trasferimento minus a altro brokerNo (resta nello stesso dossier)Si, gestibile dal contribuente
Versamento impostaA ogni operazione (in tempo reale)A saldo in sede di dichiarazione
Vantaggio principaleSemplicita’, nessun adempimentoFlessibilita’, ottimizzazione fiscale
Svantaggio principaleRigidita’, compensazione solo intra-dossierComplessita’ dichiarativa, rischio errori

Chi opera con broker esteri (es. Interactive Brokers, DeGiro, eToro, Revolut) e’ quasi sempre in regime dichiarativo, poiche’ questi intermediari non operano come sostituti d’imposta in Italia. Per questi contribuenti la corretta compilazione del Quadro RT e’ quindi assolutamente obbligatoria e l’errore nelle istruzioni AdE e’ particolarmente rilevante.

Il Ruolo del CAF nella Corretta Compilazione del Quadro RT

Di fronte a queste complessita’ tecniche, affidarsi a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o a un commercialista esperto diventa particolarmente importante. I professionisti dei CAF sono aggiornati sulle ultime modifiche alle istruzioni dell’AdE e possono garantire la corretta compilazione del Quadro RT, evitando errori che potrebbero costare caro al contribuente.

Un consulente fiscale esperto puo’ aiutarti a:

  • Verificare le minusvalenze pregresse e assicurarsi che siano correttamente riportate nei righi RT93/RT94
  • Ottimizzare la compensazione tra plusvalenze e minusvalenze, massimizzando il risparmio fiscale
  • Gestire le criptovalute nel Quadro RT e nel nuovo quadro W con le regole aggiornate
  • Valutare l’opportunita’ di una dichiarazione integrativa se la dichiarazione originaria contiene errori
  • Assistere in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate

Hai bisogno di assistenza per la compilazione del Quadro RT o per verificare la tua dichiarazione dei redditi 2026? Il Centro Fiscale CAF mette a disposizione consulenti esperti che possono assisterti in ogni fase del processo. Contattaci per un appuntamento.

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FAQ: Domande Frequenti su Quadro RT e Minusvalenze 2026

Le minusvalenze del 2021 scadono definitivamente con il Modello Redditi 2026?

Si. Le minusvalenze realizzate nel 2021 possono essere utilizzate entro l’anno di imposta 2025, che si dichiara nel Modello Redditi 2026. Se non vengono compensate in questa dichiarazione, si perdono definitivamente. E’ quindi urgente verificare se hai minusvalenze del 2021 ancora non utilizzate e compilare correttamente il Quadro RT.

Come faccio a sapere quante minusvalenze pregresse ho?

Se sei in regime dichiarativo, trovi i dati nelle dichiarazioni degli anni precedenti (righi RT93/RT94 del Modello Redditi di ogni anno). Se sei in regime amministrato, la banca o il broker ti fornira’ un certificato con i dati fiscali, incluse eventuali minusvalenze non compensate nel dossier.

Posso compensare le minusvalenze da azioni con i dividendi ricevuti?

No. I dividendi sono redditi da capitale, mentre le minusvalenze da cessione di azioni sono redditi diversi. In base alla normativa vigente, queste due categorie non possono essere compensate tra loro. Le minusvalenze possono compensare solo plusvalenze della stessa categoria (redditi diversi di natura finanziaria).

Cosa succede se non dichiaro una plusvalenza nel Quadro RT?

L’omessa dichiarazione di plusvalenze finanziarie costituisce una violazione fiscale soggetta a sanzioni. L’Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati forniti dagli intermediari finanziari italiani e, attraverso lo scambio automatico di informazioni con i Paesi esteri, anche ai dati di broker e banche estere. Le sanzioni per dichiarazione infedele vanno dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta.

Il Quadro RT si compila anche per le criptovalute sotto i 2.000 euro?

No. Per le criptovalute, se le plusvalenze realizzate nel periodo d’imposta non superano complessivamente i 2.000 euro, non c’e’ obbligo di dichiarazione nel Quadro RT (ne’ di versamento dell’imposta sostitutiva). Tuttavia, potrebbe comunque essere necessario compilare il Quadro W per la dichiarazione del possesso di cripto-attivita’ (monitoraggio fiscale) se il valore a fine anno supera determinate soglie.

Come si calcola la plusvalenza se ho acquistato titoli in piu’ tranche a prezzi diversi?

Per i titoli della stessa specie acquistati in momenti diversi, il costo di acquisto si determina con il metodo LIFO (Last In, First Out) o con il criterio del costo medio ponderato, a seconda del tipo di strumento e del regime fiscale. Per azioni e obbligazioni il metodo standard e’ il LIFO; per le criptovalute, la norma vigente adotta il LIFO. E’ importante documentare accuratamente tutti gli acquisti per calcolare correttamente il costo fiscale.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il F24 del condominio per la ritenuta d’acconto è uno degli adempimenti fiscali più delicati che ogni amministratore di condominio deve gestire con precisione e puntualità. Quando il condominio paga un lavoratore autonomo — che sia un idraulico, un elettricista, un geometra o un avvocato — ha l’obbligo di trattenere una parte del compenso e versarla all’Agenzia delle Entrate tramite il modello F24. Si tratta della cosiddetta ritenuta d’acconto, un meccanismo che trasforma il condominio in un sostituto d’imposta.

Se sei un amministratore di condominio e ti trovi a gestire queste pratiche per la prima volta, oppure sei un condomino curioso di capire come funziona, questa guida ti spiega tutto: cos’è la ritenuta d’acconto del condominio, come si calcola, quali codici tributo usare, quando versarla e come compilare il modello F24 senza commettere errori.

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📋 Indice dei Contenuti
1. Cos’è la ritenuta d’acconto del condominio
2. Quando si applica la ritenuta d’acconto
3. Come si calcola la ritenuta d’acconto
4. Codici tributo F24 per il condominio
5. Come compilare il modello F24
6. Scadenze per il versamento della ritenuta
7. Certificazione Unica e Modello 770
8. Errori comuni da evitare
9. Domande frequenti

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Ritenuta d’Acconto del Condominio
  2. Quando si Applica la Ritenuta d’Acconto al Condominio
  3. Come si Calcola la Ritenuta d’Acconto del Condominio
  4. Codici Tributo F24 per il Condominio: la Guida Completa
  5. Come Compilare il Modello F24 per il Condominio
  6. Scadenze per il Versamento della Ritenuta d’Acconto F24
  7. Certificazione Unica e Modello 770: gli Adempimenti Annuali del Condominio
  8. Errori Comuni da Evitare nel Versamento della Ritenuta F24
  9. Domande Frequenti sul F24 del Condominio

Cos’è la Ritenuta d’Acconto del Condominio

La ritenuta d’acconto è una trattenuta fiscale che il condominio applica sui compensi pagati a determinati professionisti e lavoratori autonomi. In pratica, quando l’amministratore paga una fattura a un artigiano o a un professionista che lavora in regime ordinario, non versa l’intero importo: trattiene una percentuale e la versa direttamente all’Agenzia delle Entrate per conto del lavoratore. È come se il condominio pagasse in anticipo una parte delle imposte dovute dal professionista.

Questo meccanismo è regolato dal DPR 600/1973, articolo 25, che individua i soggetti obbligati ad operare le ritenute. Il condominio, in quanto ente che eroga compensi a lavoratori autonomi, è equiparato a un sostituto d’imposta: deve quindi trattenere la ritenuta, versarla al Fisco tramite modello F24 entro le scadenze di legge, e poi certificare l’importo trattenuto al lavoratore attraverso la Certificazione Unica (CU).

È importante sottolineare che la ritenuta d’acconto non è un costo aggiuntivo per il condominio: è semplicemente una diversa modalità di pagamento. Se la fattura è di 1.000 euro, il condominio paga 800 euro al professionista e 200 euro (la ritenuta) all’Erario. Il totale erogato è sempre 1.000 euro.

Quando si Applica la Ritenuta d’Acconto al Condominio

Non tutte le fatture che il condominio riceve sono soggette a ritenuta. Capire quando applicare la ritenuta d’acconto è fondamentale per evitare errori che possono costare sanzioni. In linea di massima, la ritenuta si applica quando il condominio paga compensi per prestazioni di lavoro autonomo, cioè servizi professionali resi da persone fisiche o da imprese individuali in regime ordinario.

Ecco le categorie di prestatori soggetti a ritenuta quando lavorano per il condominio:

  • Professionisti con partita IVA in regime ordinario: geometri, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, consulenti legali e tecnici
  • Lavoratori autonomi occasionali: chi effettua lavori senza partita IVA, con compensi che costituiscono reddito diverso ai sensi dell’art. 67 TUIR
  • Amministratori di condominio professionisti: quando percepiscono il compenso per la propria attività gestionale
  • Agenti e mediatori: nei casi in cui il condominio si avvalga di intermediari per locazioni di parti comuni

Attenzione: la situazione si complica con gli artigiani e le imprese. Un idraulico, un elettricista o una ditta di pulizie che emette fattura come impresa in regime ordinario IVA (società o ditta individuale con attività d’impresa) non è soggetto a ritenuta d’acconto. La ritenuta si applica solo alle prestazioni di lavoro autonomo, non a quelle di lavoro d’impresa. Per distinguere i due casi, il professionista inserisce in fattura la dicitura “prestazione soggetta a ritenuta d’acconto” se la ritenuta si applica.

Esiste però un’ulteriore categoria specifica per i condomìni: la ritenuta del 4% sulle spese di ristrutturazione pagate tramite bonifico parlante. Questa ritenuta viene operata direttamente dalla banca al momento del pagamento e non richiede alcun intervento dell’amministratore: è la banca stessa a trattenerla e versarla. Si tratta quindi di un meccanismo automatico e separato rispetto alla ritenuta d’acconto classica.

Come si Calcola la Ritenuta d’Acconto del Condominio

Il calcolo della ritenuta d’acconto per il condominio segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale. L’aliquota applicata varia in base alla tipologia di prestazione e allo status del prestatore:

  • 20% del compenso imponibile: per le prestazioni di lavoro autonomo abituale (professionisti con partita IVA in regime ordinario)
  • 20% del compenso: per le prestazioni di lavoro autonomo occasionale (senza partita IVA)
  • 4% del corrispettivo lordo IVA inclusa: per i bonifici relativi a lavori su cui spetta detrazione fiscale (ristrutturazione, risparmio energetico) — in questo caso la trattiene direttamente la banca

La base su cui calcolare la ritenuta è il compenso al netto dell’IVA e delle spese documentate rimborsate. Se la fattura include rimborsi spese documentati (es. materiali acquistati), queste somme non rientrano nella base imponibile della ritenuta. Vediamo un esempio pratico per chiarire il concetto.

Esempio: Il condominio riceve una fattura dal geometra che ha seguito la perizia per una causa condominiale. Il geometra è iscritto all’albo e lavora in regime ordinario. La fattura è così composta:

  • Compenso professionale: 500,00 euro
  • IVA 22%: 110,00 euro
  • Ritenuta d’acconto 20%: – 100,00 euro
  • Netto da pagare al geometra: 510,00 euro
  • Da versare all’Agenzia delle Entrate tramite F24: 100,00 euro

Il geometra riceverà quindi 510 euro invece di 610 (compenso + IVA). I 100 euro trattenuti verranno versati dal condominio al Fisco tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento della fattura. Il geometra, in sede di dichiarazione dei redditi, utilizzerà la ritenuta subita come credito d’imposta.

Un caso particolare riguarda i professionisti in regime forfettario: questi soggetti sono esonerati dall’applicazione della ritenuta d’acconto. La fattura di un professionista forfettario non includerà mai la voce ritenuta, e il condominio pagherà l’intero importo indicato. Il professionista è tenuto a indicare in fattura la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario: non soggetto a ritenuta d’acconto”.

Codici Tributo F24 per il Condominio: la Guida Completa

Il codice tributo è il cuore del modello F24: identifica il tipo di versamento che si sta effettuando. Usare il codice sbagliato significa rischiare che il pagamento non venga correttamente imputato, con conseguenti avvisi di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per il condominio, i codici tributo più rilevanti per il versamento della ritenuta d’acconto sono i seguenti:

Codice TributoDescrizioneTipo di prestazione
1040Ritenute su redditi di lavoro autonomoProfessionisti con P.IVA, geometri, avvocati, commercialisti, tecnici
1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo occasionaleLavoratori occasionali senza P.IVA (redditi art. 67 TUIR)
1001Ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendenteSolo se il condominio ha dipendenti (portiere, addetto pulizie con rapporto di lavoro dipendente)
1004Ritenute IRPEF su redditi assimilati al lavoro dipendenteCompensi amministratore se il rapporto è assimilato al lavoro dipendente

Il codice tributo 1040 è il più utilizzato dalla gran parte dei condomìni, perché si applica ai compensi corrisposti a professionisti e lavoratori autonomi. Nella sezione Erario del modello F24, questo codice va inserito insieme al periodo di riferimento (il mese in cui è avvenuto il pagamento) e all’anno d’imposta (di solito l’anno in cui si paga).

Per i condomìni che hanno dipendenti (ad esempio un portiere), il codice tributo 1001 riguarda le ritenute IRPEF sullo stipendio. Anche in questo caso il versamento avviene con il modello F24, entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento dello stipendio.

Come Compilare il Modello F24 per il Condominio

La compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta d’acconto del condominio richiede attenzione nella sezione Erario. Ecco i campi da compilare correttamente:

  • Codice fiscale del condominio: il codice fiscale del condominio stesso (non dell’amministratore). Ogni condominio deve avere il proprio codice fiscale, che si richiede all’Agenzia delle Entrate
  • Sezione Erario: qui si inseriscono le ritenute d’acconto su lavoro autonomo
  • Codice tributo: 1040 per lavoro autonomo professionale e occasionale
  • Rateazione / Regione / Prov. EC: lasciare in bianco per le ritenute
  • Anno di riferimento: l’anno in cui è stata effettuata la prestazione e il pagamento
  • Mese di riferimento: il mese in cui si è pagata la fattura (da indicare nel formato MM)
  • Importi a debito versati: l’ammontare della ritenuta da versare

Un aspetto che crea spesso confusione riguarda il codice fiscale del condominio. Molti amministratori, soprattutto dei piccoli condomìni, usano erroneamente il proprio codice fiscale personale. Questo è un errore grave: il versamento va imputato al condominio come soggetto passivo d’imposta, non all’amministratore. Se il condominio non ha ancora il codice fiscale, occorre richiederlo all’Agenzia delle Entrate con il modello AA5/6 prima di effettuare qualsiasi versamento.

Il modello F24 può essere presentato in tre modi: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 online), tramite homebanking della propria banca, oppure — per importi inferiori a determinate soglie — in forma cartacea presso banche e uffici postali. Per i condomìni con più di una posizione debitoria mensile, il versamento telematico è fortemente consigliato perché consente anche la compensazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli amministratori nella compilazione e nel versamento del modello F24, garantendo la correttezza di ogni dato inserito e il rispetto delle scadenze fiscali.

Scadenze per il Versamento della Ritenuta d’Acconto F24

Le scadenze per il versamento della ritenuta d’acconto tramite F24 sono mensili e tassative. La regola generale è semplice: la ritenuta trattenuta nel mese precedente va versata entro il giorno 16 del mese successivo. Se il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile.

Mese di pagamento fatturaScadenza versamento F24
Gennaio 202616 febbraio 2026
Febbraio 202616 marzo 2026
Marzo 202616 aprile 2026
Aprile 202618 maggio 2026 (il 16 è sabato)
Maggio 202616 giugno 2026
Giugno 202616 luglio 2026
Luglio 202617 agosto 2026 (sospensione ferragosto)
Agosto 202616 settembre 2026
Settembre 202616 ottobre 2026
Ottobre 202616 novembre 2026
Novembre 202616 dicembre 2026
Dicembre 202618 gennaio 2027 (il 16 è sabato)

Esiste un’eccezione importante per il mese di agosto: i versamenti con scadenza dal 1° al 20 agosto possono essere effettuati entro il 20 agosto senza alcuna maggiorazione, oppure entro il 20 settembre con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. Per i condomìni che pagano fatture di luglio con ritenuta da versare entro il 16 agosto, conviene pianificare il pagamento prima della chiusura estiva.

Il mancato rispetto delle scadenze F24 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare i versamenti tardivi con sanzioni ridotte: si parte dallo 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni, con le seguenti aliquote aggiornate post D.Lgs. 87/2024: 1,25% entro 30 giorni (breve), 1,39% entro 90 giorni, 3,125% entro 1 anno. Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Rivolgersi tempestivamente al CAF Centro Fiscale di Udine consente di calcolare correttamente l’importo del ravvedimento ed evitare ulteriori complicazioni.

Certificazione Unica e Modello 770: gli Adempimenti Annuali del Condominio

Il versamento mensile della ritenuta tramite F24 non è l’unico adempimento fiscale del condominio come sostituto d’imposta. A fine anno, l’amministratore deve anche rilasciare la Certificazione Unica (CU) a tutti i professionisti a cui ha trattenuto ritenute durante l’anno, e trasmettere il Modello 770 all’Agenzia delle Entrate.

La Certificazione Unica è il documento che attesta al lavoratore autonomo l’ammontare delle ritenute subite nel corso dell’anno. È essenziale per la dichiarazione dei redditi del professionista: senza questo documento, il percipiente non può portare in detrazione le ritenute subite. La CU deve essere consegnata al lavoratore autonomo entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Per il 2025, la CU andava consegnata entro il 17 marzo 2026 (il 16 cadeva di domenica).

Il Modello 770 è invece la dichiarazione annuale del sostituto d’imposta che il condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, riepilogando tutte le ritenute operate e versate durante l’anno. La scadenza per il Modello 770 relativo all’anno 2025 è il 31 luglio 2026. Si tratta di un adempimento complesso che richiede la disponibilità di tutti i dati dei versamenti effettuati mese per mese: una buona organizzazione durante l’anno (conservare tutti i modelli F24 pagati) semplifica enormemente la compilazione del 770.

Per i condomìni con la Certificazione Unica relativa ai lavoratori autonomi, è fondamentale conoscere la distinzione tra i diversi quadri del Modello 770: il Quadro SA riguarda i compensi per lavoro autonomo professionale, mentre il Quadro SB riguarda le prestazioni occasionali. Un’ulteriore attenzione va posta per l’amministratore di condominio professionista: se percepisce il compenso come lavoratore autonomo, il condominio deve operare la ritenuta e includerlo nel 770. Se invece il rapporto è configurato come amministrazione condominiale nell’ambito di attività d’impresa, la disciplina cambia.

La gestione della Certificazione Unica per lavoratori autonomi e del Modello 770 richiede competenza tecnica e attenzione ai dettagli. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, sia per i piccoli condomìni con poche ritenute da gestire, sia per i complessi condominiali più strutturati.

Errori Comuni da Evitare nel Versamento della Ritenuta F24

Nella pratica quotidiana della gestione condominiale, si riscontrano alcuni errori ricorrenti che possono generare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di gestire l’adempimento in modo corretto.

Il primo errore, già menzionato, è utilizzare il codice fiscale sbagliato nel modello F24. L’amministratore deve inserire il codice fiscale del condominio, non il proprio. Ogni condominio — anche un piccolo edificio di tre appartamenti — deve avere il proprio codice fiscale. Se il condominio non l’ha mai richiesto, l’amministratore deve sanare questa situazione prima di effettuare qualsiasi versamento.

Il secondo errore frequente riguarda la confusione tra lavoro autonomo e lavoro d’impresa. Come abbiamo visto, la ritenuta del 20% si applica alle prestazioni di lavoro autonomo, non alle imprese. Applicare la ritenuta a una ditta di costruzioni che emette fattura come impresa crea problemi a entrambe le parti: il professionista si ritrova con una trattenuta non dovuta che dovrà recuperare, il condominio deve correggere il versamento. Verificare sempre il regime fiscale del prestatore prima di operare la ritenuta.

Il terzo errore tipico è non verificare se il professionista è in regime forfettario. I professionisti forfettari sono esonerati dalla ritenuta (come spiegato in precedenza) e lo indicano in fattura. Applicare comunque la ritenuta a un forfettario significa ridurre ingiustamente il suo compenso. La fattura del professionista forfettario riporterà sempre la dicitura di esonero.

Altri errori comuni includono: dimenticare di versare la ritenuta (molto frequente nei condomìni piccoli dove l’amministratore è un condomino non professionista), usare il codice tributo errato (es. usare il 1001 invece del 1040), indicare un periodo di riferimento sbagliato, o — nei casi più gravi — non rilasciare la Certificazione Unica entro i termini. Ogni omissione comporta sanzioni che si aggiungono all’importo dovuto.

Una buona pratica per l’amministratore di condominio è tenere un registro delle ritenute operate durante l’anno: per ogni fattura ricevuta da un lavoratore autonomo, annotare data di pagamento, nome del percipiente, codice fiscale, compenso lordo e ritenuta operata. Questo documento semplifica enormemente la compilazione del Modello 770 a fine anno e consente di verificare in qualsiasi momento che tutti i versamenti siano stati effettuati.

Hai bisogno di assistenza per la gestione delle ritenute d’acconto del condominio e per la compilazione del modello F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato agli amministratori condominiali, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Domande Frequenti sul F24 del Condominio

Il condominio deve sempre versare la ritenuta d’acconto?

Il condominio è obbligato a operare la ritenuta d’acconto solo quando paga compensi a lavoratori autonomi (professionisti con P.IVA in regime ordinario o lavoratori occasionali senza P.IVA). Non si applica ai pagamenti verso imprese (ditte, SRL, SNC) per lavori di manutenzione ordinaria, né verso professionisti in regime forfettario. Se il condominio non ha mai pagato professionisti con ritenuta, non ha l’obbligo di presentare il Modello 770.

Cosa succede se l’amministratore dimentica di versare la ritenuta entro il 16 del mese?

Il mancato versamento entro la scadenza F24 comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora. È possibile rimediare attraverso il ravvedimento operoso, che permette di versare tardivamente con sanzioni ridotte: 0,1% per ogni giorno di ritardo (fino a 14 giorni), poi 1,25% entro 30 giorni (breve), poi 1,39% entro 90 giorni (medio), poi 3,125% entro 1 anno (percentuali post riforma D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024). Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Meglio regolarizzare subito con l’aiuto del CAF Centro Fiscale.

Il geometra che segue la perizia condominiale è soggetto a ritenuta?

Dipende dal regime fiscale del geometra. Se il geometra ha partita IVA in regime ordinario, il condominio deve operare la ritenuta del 20% sul suo compenso (al netto dell’IVA) e versarla tramite F24 con codice tributo 1040. Se invece il geometra è in regime forfettario, non si applica alcuna ritenuta e il condominio paga l’intero importo fatturato. Il geometra indicherà sempre in fattura quale regime si applica.

Qual è la differenza tra la ritenuta del 4% sui bonifici e la ritenuta d’acconto del 20%?

Sono due meccanismi distinti. La ritenuta del 4% si applica sui bonifici bancari per lavori di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a detrazione fiscale (es. bonus casa, ecobonus): viene trattenuta automaticamente dalla banca al momento del pagamento e l’amministratore non deve fare nulla. La ritenuta d’acconto del 20% riguarda invece i compensi per prestazioni di lavoro autonomo (professionisti, consulenti) e deve essere calcolata e versata dall’amministratore tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.

Il compenso dell’amministratore di condominio è soggetto a ritenuta?

Sì, nella maggior parte dei casi. Se l’amministratore di condominio è un libero professionista (con P.IVA in regime ordinario), il suo compenso è soggetto alla ritenuta d’acconto del 20%. Il condominio deve trattenerla e versarla con il codice tributo 1040. Se l’amministratore è in regime forfettario, non si applica ritenuta. Se è un condomino non professionista che non riceve compenso, ovviamente la questione non si pone. In ogni caso, l’amministratore indica in fattura il trattamento fiscale applicabile.

Hai bisogno di assistenza per il versamento della ritenuta d’acconto del condominio tramite F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni adempimento fiscale condominiale, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: il nostro team di esperti si occuperà di tutto.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 10:23:482026-06-28 00:09:31F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto 2026
CAF

Bonus Ristrutturazione Casa 2026: Detrazioni e Limiti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus ristrutturazione 2026 consente di detrarre dall’IRPEF una percentuale delle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia degli immobili residenziali. Nel 2026 le aliquote sono cambiate rispetto al 2025: la detrazione scende al 36% per la prima casa e al 30% per le altre abitazioni, su un massimo di 96.000 euro di spesa. In questa guida vediamo nel dettaglio come funziona, quali lavori sono ammessi e come ottenere la detrazione.

Questa guida fa parte del nostro approfondimento su tutti i bonus e agevolazioni per le famiglie nel 2026.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il Bonus Ristrutturazione
  2. Aliquote e Limiti di Spesa 2026
  3. Lavori Ammessi
  4. Chi Puo Richiederlo
  5. Come Pagare: Il Bonifico Parlante
  6. Documenti da Conservare
  7. Come Inserire la Detrazione in Dichiarazione
  8. Altri Bonus Casa 2026
  9. Domande Frequenti
  10. Assistenza CAF

Cos’e il Bonus Ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione e una detrazione fiscale IRPEF sulle spese sostenute per lavori edilizi su immobili residenziali. Non si tratta di un contributo diretto, ma di un risparmio sulle tasse: l’importo detraibile viene suddiviso in 10 rate annuali di pari importo e scalato dall’IRPEF dovuta in sede di dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF).

Aliquote e Limiti di Spesa nel 2026

La Legge di Bilancio 2025 ha previsto un decalage progressivo delle aliquote di detrazione per il triennio 2025-2027:

AnnoPrima CasaAltre AbitazioniTetto di Spesa
202550%36%96.000 euro
202636%30%96.000 euro
202736%30%96.000 euro

Esempio pratico: se nel 2026 spendi 50.000 euro per ristrutturare la tua prima casa, la detrazione sara del 36%, cioe 18.000 euro, suddivisa in 10 rate annuali da 1.800 euro ciascuna.

Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione

Rientrano nel bonus ristrutturazione i seguenti interventi:

Manutenzione straordinaria

  • Sostituzione di infissi e serramenti
  • Rifacimento dell’impianto elettrico o idraulico
  • Installazione di ascensori o scale di sicurezza
  • Sostituzione della caldaia
  • Realizzazione di servizi igienici

Restauro e risanamento conservativo

  • Consolidamento strutturale dell’edificio
  • Ripristino dell’aspetto storico-architettonico
  • Adeguamento delle altezze dei solai

Ristrutturazione edilizia

  • Demolizione e ricostruzione con stessa volumetria
  • Modifica della facciata
  • Cambio di destinazione d’uso
  • Realizzazione di una mansarda o di un soppalco

Altri interventi ammessi

  • Eliminazione delle barriere architettoniche
  • Bonifica dall’amianto
  • Interventi per prevenire atti illeciti (inferriate, porte blindate, allarmi)
  • Cablatura e contenimento dell’inquinamento acustico

Chi Puo Richiedere il Bonus Ristrutturazione

Possono beneficiare della detrazione:

  • Proprietari dell’immobile
  • Nudi proprietari
  • Usufruttuari
  • Inquilini (locatari) con contratto regolare
  • Comodatari
  • Familiari conviventi del proprietario (coniuge, parenti entro il terzo grado)

Non e richiesto un limite di reddito o di ISEE: la detrazione spetta a chiunque sostenga la spesa e abbia un titolo sull’immobile.

Come Pagare: Il Bonifico Parlante

Per usufruire della detrazione, i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante (bancario o postale), che deve contenere:

  • Causale del versamento: riferimento alla norma (art. 16-bis del DPR 917/1986)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Codice fiscale o Partita IVA del destinatario del pagamento (impresa/professionista)

Attenzione: i pagamenti in contanti, con assegni o con carte di credito non danno diritto alla detrazione (fanno eccezione gli oneri di urbanizzazione, le ritenute d’acconto e l’imposta di bollo, che possono essere pagati con modalita diverse).

Documenti da Conservare

  • Ricevute dei bonifici parlanti
  • Fatture o ricevute fiscali delle imprese
  • Titolo abilitativo (permesso di costruire, SCIA, CILA) o dichiarazione sostitutiva per lavori in edilizia libera
  • Comunicazione preventiva all’ASL (se richiesta per motivi di sicurezza)
  • Comunicazione ENEA (solo per interventi che comportano risparmio energetico)

Come Inserire la Detrazione in Dichiarazione dei Redditi

La detrazione per ristrutturazione si inserisce nel Modello 730 (Quadro E, Sezione III A) o nel Modello Redditi PF (Quadro RP). E necessario indicare:

  • Anno di sostenimento della spesa
  • Importo totale della spesa
  • Numero della rata (da 1 a 10)
  • Dati catastali dell’immobile

Il CAF Centro Fiscale inserisce automaticamente i dati della ristrutturazione nella compilazione del 730, verificando la correttezza della documentazione.

Altri Bonus Casa 2026

Oltre al bonus ristrutturazione, nel 2026 sono disponibili altre agevolazioni per la casa:

  • Ecobonus: detrazione dal 50% al 65% per interventi di efficientamento energetico (cappotto termico, pannelli solari, pompe di calore)
  • Sismabonus: detrazione dal 50% all’85% per interventi antisismici nelle zone a rischio
  • Bonus mobili: detrazione al 50% su un massimo di 5.000 euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’immobile ristrutturato
  • Bonus verde: detrazione al 36% su un massimo di 5.000 euro per la sistemazione di giardini e aree verdi

Domande Frequenti sul Bonus Ristrutturazione 2026

Il bonus vale anche per la manutenzione ordinaria?

Per le singole unita abitative, no: la manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione di piastrelle, ecc.) non e detraibile. Lo e invece per le parti comuni condominiali.

Posso cedere il credito o usare lo sconto in fattura?

Dal 2025, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati eliminati per il bonus ristrutturazione ordinario. La detrazione e fruibile solo in dichiarazione dei redditi.

Come si calcola la detrazione per la seconda casa?

Per le abitazioni diverse dalla prima casa, nel 2026 la detrazione e al 30%. Su una spesa di 50.000 euro, la detrazione sara di 15.000 euro in 10 rate da 1.500 euro.

Compila il 730 con il CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nell’inserimento delle detrazioni per ristrutturazione nel Modello 730, verificando la completezza della documentazione e il rispetto dei requisiti.

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    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 09:00:002026-04-08 10:19:44Bonus Ristrutturazione Casa 2026: Detrazioni e Limiti
    CAF

    Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Calendario completo scadenze luglio 2026
    2. 16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute
    3. 16 luglio: IVA mensile giugno 2026
    4. 16 luglio: contributi INPS gestione separata
    5. 20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026
    6. 30 luglio: saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
    7. 30 luglio: diritto annuale CCIAA con maggiorazione
    8. Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio
    9. Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi
    10. FAQ – Domande frequenti

    Il mese di luglio 2026 è uno dei periodi più impegnativi dell’anno dal punto di vista fiscale. Si concentrano in poche settimane il versamento delle ritenute IRPEF, l’IVA mensile, i contributi INPS e, soprattutto, il saldo IRPEF con maggiorazione dello 0,40% per chi ha differito il pagamento dalla scadenza del 30 giugno. A questi si aggiungono la comunicazione LIPE del secondo trimestre e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

    In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato delle scadenze fiscali di luglio 2026 con date, codici tributo, importi e indicazioni pratiche per non dimenticare nessun adempimento. Se hai bisogno di assistenza per i versamenti o la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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    Calendario completo scadenze fiscali luglio 2026

    Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di luglio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tieni presente che quando una scadenza cade di sabato o domenica, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

    DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
    16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro dipendenteDatori di lavoro, sostituti d’imposta1001
    16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro autonomoCommittenti che pagano professionisti1040
    16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensili6006
    16 luglioVersamento IVA II trimestre 2026Contribuenti IVA trimestrali6032
    16 luglioContributi INPS gestione separata (rata)Committenti per collaboratoriCXX / C10
    16 luglioAddizionali regionali e comunali IRPEFDatori di lavoro3802 / 3848
    20 luglioLIPE – Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (II trimestre)Soggetti passivi IVA–
    25 luglioPresentazione modelli INTRASTAT (giugno o II trimestre)Operatori intracomunitari–
    30 luglioSaldo IRPEF + primo acconto con maggiorazione 0,40%Chi ha differito dal 30 giugno4001 / 4033
    30 luglioSaldo cedolare secca con maggiorazione 0,40%Locatori che hanno differito1842
    30 luglioImposta sostitutiva regime forfettario con maggiorazione 0,40%Forfettari che hanno differito1790 / 1791
    30 luglioDiritto annuale CCIAA con maggiorazione 0,40%Imprese iscritte al Registro3850
    30 luglioIVIE e IVAFE con maggiorazione 0,40%Titolari immobili/attività estere4041 / 4043
    31 luglioPresentazione Modello 770 (ritenute anno 2025)Sostituti d’imposta–

    16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute

    Il 16 luglio 2026 è la prima data cruciale del mese. Entro questo giorno, tutti i datori di lavoro e sostituti d’imposta devono effettuare il versamento delle ritenute operate nel mese di giugno sulle retribuzioni dei dipendenti e sui compensi dei lavoratori autonomi. Si tratta di un adempimento mensile ricorrente, ma è fondamentale non sottovalutarlo: i ritardi comportano sanzioni e interessi.

    Le ritenute IRPEF sul lavoro dipendente si versano con il codice tributo 1001 tramite modello F24. Per i compensi ai lavoratori autonomi (ad esempio consulenti, professionisti, collaboratori occasionali), il codice tributo da utilizzare è il 1040. In entrambi i casi, il periodo di riferimento da indicare nell’F24 è “06/2026”.

    Oltre alle ritenute IRPEF, il 16 luglio scadono anche le addizionali regionali e comunali trattenute in busta paga. Le addizionali regionali si versano con codice tributo 3802, mentre quelle comunali con il 3848. Ricorda che le addizionali comunali prevedono anche un eventuale acconto (codice 3847) che va versato mensilmente da marzo a novembre.

    Attenzione: il versamento deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico (Entratel o Fisconline). I datori di lavoro domestici (colf e badanti) non sono sostituti d’imposta e quindi non devono effettuare queste ritenute.

    16 luglio: IVA mensile giugno 2026

    Sempre entro il 16 luglio, i contribuenti con liquidazione IVA mensile devono versare l’imposta risultante dalla liquidazione relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo è il 6006 (dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento: 06 = giugno).

    Per i contribuenti IVA trimestrali, luglio rappresenta un mese particolarmente importante perché scade il versamento dell’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno). Il codice tributo da utilizzare è il 6032. A differenza del versamento mensile, l’IVA trimestrale prevede una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, calcolata sull’importo dovuto.

    Chi opera in regime forfettario è esonerato dalla liquidazione periodica IVA e quindi non ha questo adempimento. Tuttavia, i forfettari che hanno differito il pagamento dell’imposta sostitutiva dal 30 giugno dovranno versarla entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

    16 luglio: contributi INPS gestione separata

    Il 16 luglio 2026 è anche il termine per il versamento dei contributi INPS alla gestione separata relativi ai compensi erogati nel mese di giugno. Questo adempimento riguarda i committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla gestione separata INPS, ma anche i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria.

    Le aliquote contributive 2026 per la gestione separata sono:

    • 26,07% per i collaboratori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
    • 24% per i professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata
    • 35,03% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (per i quali è prevista anche la contribuzione DIS-COLL)

    Il versamento si effettua con modello F24 utilizzando i codici tributo della serie “CXX” o “C10”. Un aspetto importante: per i collaboratori, il contributo è ripartito per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, ma il versamento deve essere effettuato interamente dal committente.

    20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026

    Entro il 20 luglio 2026 (termine ordinario, salvo proroghe), i soggetti passivi IVA devono inviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre (aprile-maggio-giugno 2026). Si tratta di un adempimento telematico obbligatorio introdotto dal DL 193/2016 per consentire all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati con quelli effettivamente versati.

    La LIPE deve essere trasmessa in via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Nel modulo occorre indicare il totale delle operazioni attive e passive, l’IVA a debito o a credito risultante dalla liquidazione e l’eventuale credito del periodo precedente.

    La mancata o tardiva presentazione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione. Tuttavia, se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 1.000 euro). Il ravvedimento operoso permette di ridurre ulteriormente l’importo della sanzione.

    30 luglio: saldo IRPEF e primo acconto con maggiorazione 0,40%

    Il 30 luglio 2026 è la scadenza più importante del mese per milioni di contribuenti. Chi non ha versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può farlo entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legittimo per il differimento del pagamento di 30 giorni.

    La maggiorazione dello 0,40% si applica sull’intero importo dovuto, compreso il primo acconto. In pratica, se devi versare 3.000 euro di saldo IRPEF, la maggiorazione sarà di soli 12 euro (3.000 x 0,40%). I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

    • 4001 – Saldo IRPEF (anno d’imposta 2025)
    • 4033 – Primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026)
    • 4034 – Secondo o unico acconto IRPEF (se versato con il saldo)

    La stessa maggiorazione si applica anche alle imposte sostitutive che scadevano al 30 giugno. Quindi, anche i contribuenti in regime forfettario che non hanno versato al 30 giugno possono pagare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I codici tributo per i forfettari sono il 1790 (saldo imposta sostitutiva) e il 1791 (primo acconto).

    Consiglio pratico: se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo e gli acconti vengono trattenuti direttamente in busta paga o dalla pensione. In quel caso, non devi fare nulla a luglio. La maggiorazione riguarda solo chi paga con F24 (Modello Redditi PF).

    Per chi ha la cedolare secca sugli affitti, il 30 luglio è il termine per versare il saldo con maggiorazione utilizzando il codice tributo 1842. Anche le imposte patrimoniali sugli immobili esteri (IVIE, codice 4041) e sulle attività finanziarie estere (IVAFE, codice 4043) seguono la stessa tempistica.

    30 luglio: diritto annuale Camera di Commercio con maggiorazione

    Le imprese iscritte al Registro delle Imprese che non hanno versato il diritto annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, possono farlo entro il 30 luglio 2026 con la consueta maggiorazione dello 0,40%. Il diritto annuale CCIAA è un tributo obbligatorio per tutte le imprese e si versa con il codice tributo 3850 tramite modello F24.

    L’importo del diritto annuale varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa. Le ditte individuali versano un importo fisso (generalmente 53 euro per le sedi principali, più eventuali maggiorazioni regionali), mentre le società pagano in base a scaglioni di fatturato. Per conoscere l’importo esatto dovuto dalla tua impresa, puoi consultare il sito della tua Camera di Commercio territoriale o rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

    Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio

    Buone notizie per i datori di lavoro domestico: a luglio 2026 non ci sono scadenze per il versamento dei contributi di colf, badanti e babysitter. I contributi INPS per il lavoro domestico si versano trimestralmente con scadenze fisse:

    • 10 aprile – contributi I trimestre (gennaio-marzo)
    • 10 luglio – contributi II trimestre (aprile-giugno)
    • 10 ottobre – contributi III trimestre (luglio-settembre)
    • 10 gennaio – contributi IV trimestre (ottobre-dicembre)

    La scadenza del 10 luglio per il II trimestre è già passata al momento in cui leggi questa guida (se la consulti dopo il 10 luglio). La prossima scadenza per i contributi domestici sarà il 10 ottobre 2026. Il pagamento avviene tramite il Portale dei pagamenti INPS, bollettino MAV oppure avviso pagoPA. Se hai bisogno di assistenza per calcolare l’importo dei contributi della tua colf o badante, il CAF Centro Fiscale può aiutarti.

    Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi già a luglio

    Anche se la scadenza per l’invio del Modello Redditi PF 2026 (relativo ai redditi 2025) è fissata al 30 novembre 2026, luglio è il momento ideale per iniziare a preparare la documentazione. Chi ha versato il saldo IRPEF con maggiorazione entro il 30 luglio ha ormai definito gli importi dovuti, e predisporre il modello in anticipo permette di evitare la corsa dell’ultimo minuto.

    Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può presentare il Modello 730, ovvero:

    • Titolari di partita IVA (anche in regime forfettario)
    • Contribuenti con redditi esteri da dichiarare nel Quadro RW
    • Chi possiede criptovalute da dichiarare nel Quadro W
    • Chi ha redditi di natura diversa non gestibili nel 730
    • Contribuenti non residenti in Italia

    Se hai dubbi su quale modello utilizzare o se hai bisogno di assistenza per la compilazione, puoi prenotare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti guideranno nella scelta del modello più adatto e nella corretta compilazione di tutti i quadri.

    FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di luglio 2026

    Cosa succede se non pago l’IRPEF entro il 30 luglio con maggiorazione?

    Se non versi entro il 30 luglio, il pagamento diventa tardivo e scattano le sanzioni per omesso versamento (30% dell’importo non versato, riducibile con il ravvedimento operoso). Fino al 30 luglio, invece, paghi solo lo 0,40% in più senza alcuna sanzione. Conviene quindi rispettare questa scadenza per evitare costi molto più elevati.

    La maggiorazione dello 0,40% si applica anche agli acconti?

    Sì, la maggiorazione dello 0,40% si applica a tutti gli importi che avevano scadenza al 30 giugno e vengono differiti al 30 luglio, compresi il saldo, il primo acconto IRPEF, l’imposta sostitutiva dei forfettari e le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE).

    Devo pagare i contributi della badante a luglio?

    La scadenza dei contributi INPS per colf e badanti del secondo trimestre è il 10 luglio. Se stai leggendo questa guida prima di tale data, ricordati di effettuare il pagamento. La prossima scadenza successiva sarà il 10 ottobre 2026 per il terzo trimestre.

    Cos’è la LIPE e chi deve inviarla?

    La LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) è un adempimento telematico trimestrale obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni IVA effettuate nel trimestre. La scadenza per il secondo trimestre 2026 è il 20 luglio (salvo proroghe). Sono esonerati i contribuenti in regime forfettario e i contribuenti minimi.

    Posso rateizzare il saldo IRPEF di luglio?

    Sì, è possibile rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto. Se scegli di differire al 30 luglio con maggiorazione, puoi comunque pagare a rate. La prima rata scade il 30 luglio (con lo 0,40% sull’intero importo), e le rate successive scadono il 16 di ogni mese, con interessi del 4% annuo calcolati dal giorno del differimento. L’ultima rata non può andare oltre il 16 novembre 2026.

    Entro quando devo inviare il Modello Redditi PF 2026?

    Il termine per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (redditi 2025) è il 30 novembre 2026. Tuttavia, i versamenti delle imposte (saldo e acconti) hanno scadenze anticipate: 30 giugno (ordinaria) o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%). È quindi consigliabile predisporre il modello in anticipo per calcolare correttamente gli importi dovuti.

    Hai bisogno di assistenza per le scadenze di luglio?

    Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono numerose e complesse. Tra ritenute, IVA, contributi, maggiorazioni e comunicazioni telematiche, il rischio di dimenticare un adempimento è concreto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti con:

    • Calcolo e versamento del saldo IRPEF con maggiorazione
    • Compilazione e invio della LIPE trimestrale
    • Predisposizione del Modello Redditi PF
    • Calcolo dei contributi INPS e consulenza previdenziale
    • Assistenza per F24 e codici tributo
    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

    Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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      Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 14:00:002026-04-18 10:23:27Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi
      CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

      Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante? Qualè quello giusto

      Bonus Mobili

      Hai acquistato un divano, una cucina o degli elettrodomestici nel 2026 e vuoi detrarre il 50% con il bonus mobili? Devi sapere una cosa fondamentale: il tipo di bonifico che usi può farti perdere tutta la detrazione. Ogni anno migliaia di contribuenti perdono il diritto al rimborso fiscale per aver usato il bonifico sbagliato.

      In questa guida spieghiamo in modo chiaro la differenza tra bonifico ordinario e bonifico parlante, quando è obbligatorio usare quello parlante, cosa rischi se hai già pagato con un bonifico ordinario e come rimediare. Informazioni aggiornate al 2026 con riferimenti normativi precisi.

      Indice dei contenuti

      1. Bonifico ordinario e bonifico parlante: le differenze
      2. Quando è obbligatorio il bonifico parlante: tutte le detrazioni edilizie
      3. Bonus mobili 2026: il bonifico parlante è obbligatorio?
      4. Cosa succede se ho fatto un bonifico ordinario? Perdo la detrazione?
      5. Cosa fare se ho già pagato con bonifico ordinario nel 2026
      6. Come compilare correttamente il bonifico parlante
      7. Esempi pratici: cucina, divano ed elettrodomestici
      8. La ritenuta dell’8%: cos’è e chi la paga
      9. Domande frequenti sul bonus mobili e bonifico parlante
      10. Il CAF ti aiuta con il 730 e le detrazioni edilizie

      Bonifico ordinario e bonifico parlante: le differenze

      Il bonifico ordinario è il classico trasferimento bancario: inserisci IBAN, importo e una causale libera. Nessuna ritenuta, nessuna comunicazione automatica al Fisco.

      Il bonifico parlante (detto anche bonifico bancario/postale agevolato o bonifico soggetto a ritenuta) è un bonifico con causale strutturata che la banca è obbligata a comunicare all’Agenzia delle Entrate. Quando esegui un bonifico parlante, la banca del fornitore applica automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo che riceve. Questa ritenuta è a carico del fornitore, non tuo.

      La struttura del bonifico parlante deve contenere obbligatoriamente:

      • La norma agevolativa di riferimento (es. “Art. 16-bis TUIR – Detrazione 50% recupero patrimonio edilizio”)
      • Il codice fiscale del beneficiario che effettua il pagamento (il tuo)
      • Il codice fiscale o Partita IVA del destinatario (il fornitore dei mobili o degli elettrodomestici)

      Quando è obbligatorio il bonifico parlante: tutte le detrazioni edilizie

      Il bonifico parlante è obbligatorio per tutte le detrazioni fiscali legate ai lavori edilizi e agli acquisti connessi:

      • Bonus ristrutturazione 50% (art. 16-bis TUIR): lavori di recupero del patrimonio edilizio
      • Ecobonus: interventi di risparmio energetico (pannelli solari, caldaie, cappotto termico)
      • Sismabonus: interventi antisismici
      • Bonus mobili 50%: acquisto di mobili e grandi elettrodomestici collegati a ristrutturazione
      • Bonus verde: sistemazione di giardini e terrazzi

      La norma di riferimento è l’art. 16-bis del TUIR (DPR 917/1986), che stabilisce che il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale dal quale risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o P.IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

      Bonus mobili 2026: il bonifico parlante è obbligatorio?

      Sì, per il bonus mobili 2026 il bonifico parlante è obbligatorio. Il bonus permette di detrarre il 50% della spesa (massimale 5.000 euro per il 2026) per mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore a E per forni, A per lavatrici/lavasciuga/lavastoviglie, E per frigoriferi e congelatori. L’acquisto deve essere collegato a lavori di ristrutturazione.

      Se paghi con bonifico ordinario, il collegamento fiscale non è tracciabile nel modo richiesto dalla norma e la detrazione viene negata in caso di controllo.

      Cosa succede se ho fatto un bonifico ordinario? Perdo la detrazione?

      La risposta è generalmente sì: con un bonifico ordinario si perde il diritto alla detrazione.

      La Risoluzione AdE n. 55/E del 2018 ha confermato che il bonifico “parlante” è una condizione formale essenziale per le detrazioni edilizie. In precedenza la Risoluzione n. 53/E del 2012 aveva ribadito l’obbligo del tracciamento specifico. La Corte di Cassazione, sezione tributaria, in più pronunce ha confermato che il bonifico parlante non è una mera formalità ma una condizione sostanziale per il riconoscimento della detrazione.

      Casi in cui la detrazione potrebbe essere recuperata:

      • Pagamento misto (parte con parlante, parte con ordinario): si recupera almeno la quota pagata correttamente
      • Bonifico ordinario che conteneva comunque elementi essenziali (causale con normativa e codici fiscali): zona grigia, valutare con professionista
      • Documentazione integrativa (fattura dettagliata, dichiarazione fornitore): strada incerta, non garantita

      Cosa fare se ho già pagato con bonifico ordinario nel 2026

      Se ti sei accorto dell’errore, ecco le opzioni concrete da valutare prima della dichiarazione dei redditi:

      • Storno e ri-esecuzione del pagamento: se il fornitore è disponibile, annulla il primo pagamento e rifai il bonifico come “parlante”. Soluzione più sicura.
      • Dichiarazione integrativa: indica la spesa e allega tutta la documentazione disponibile. In caso di contestazioni, valuta con un CAF.
      • Non inserire la spesa: se il pagamento è definitivo e non rimediabile, la scelta più prudente è escluderla dalle detrazioni per evitare sanzioni future.

      Cessione del credito o sconto in fattura: nel 2026 queste opzioni non sono disponibili per bonus mobili e ristrutturazione 50% ordinari. Non sono alternative praticabili.

      Come compilare correttamente il bonifico parlante

      • Causale: “Pagamento ai sensi dell’art. 16-bis DPR 917/1986 – detrazione 50% recupero edilizio – acquisto mobili/elettrodomestici”
      • Codice fiscale beneficiario: il tuo CF
      • CF o P.IVA del fornitore: dati fiscali del negozio
      • IBAN del fornitore e importo corretto

      Molte banche hanno la voce “bonifico per ristrutturazioni edilizie” o “bonifico soggetto a ritenuta” nell’home banking. Il sistema precompila i campi e applica automaticamente la ritenuta dell’8%.

      Esempi pratici: cucina, divano ed elettrodomestici

      Esempio 1 – Cucina da 4.000 euro
      Hai ristrutturato il bagno nel 2026. Acquisti cucina da 4.000 euro con bonifico parlante. Detrazione 50% = 2.000 euro in 10 rate annuali da 200 euro nel 730.

      Esempio 2 – Divano e tavolo da 2.500 euro
      Ristrutturazione documentata + acquisto arredi. Bonifico parlante obbligatorio. Detrazione 50% = 1.250 euro in 10 anni. Massimale bonus mobili 2026: 5.000 euro per unità immobiliare.

      Esempio 3 – Lavatrice classe A da 800 euro
      Rientra nel bonus mobili se collegata a ristrutturazione. Classe energetica minima per lavatrici: A. Un elettrodomestico di classe B non dà diritto alla detrazione.

      La ritenuta dell’8%: cos’è e chi la paga

      La banca del fornitore applica automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sulle somme accreditate (art. 25 D.L. 78/2010). La ritenuta non riduce la tua detrazione: tu deduci il 50% dell’intera somma pagata. È il fornitore a subirla come anticipo IRPEF/IRES da recuperare nella propria dichiarazione.

      Domande frequenti sul bonus mobili e bonifico parlante

      Posso pagare il bonus mobili con carta di credito?
      No. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante. Carta di credito, contanti e assegno non danno diritto alla detrazione.

      Ho comprato mobili usati: posso detrarre?
      No. Il bonus mobili riguarda solo mobili e grandi elettrodomestici nuovi.

      La fattura non basta?
      No. Serve sia la fattura sia il bonifico parlante. Fattura + bonifico parlante = detrazione garantita. Fattura + bonifico ordinario = detrazione a rischio.

      Sono in regime forfettario: posso usufruire del bonus mobili?
      Il bonus mobili è una detrazione IRPEF. I forfettari pagano un’imposta sostitutiva e in genere non possono beneficiare delle detrazioni IRPEF per l’immobile usato anche per lavoro.

      Il CAF ti aiuta con il 730 e le detrazioni edilizie

      Hai acquistato mobili o eseguito lavori di ristrutturazione nel 2026 e vuoi detrarre tutto correttamente nel 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Professionisti esperti verificheranno i bonifici effettuati e massimizzeranno le detrazioni a cui hai diritto. Consulta anche la guida sul Bonus Ristrutturazione Casa 2026 e sull’Ecobonus 2026.

      Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 11:00:002026-06-28 00:09:36Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante? Qualè quello giusto
      CAF, SUCCESSIONI

      Catasto Tavolare vs Catasto Ordinario: Le Differenze

      Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

      Catasto Tavolare vs Catasto Ordinario: Le Differenze

      In Italia esistono due diversi sistemi di pubblicita immobiliare: il catasto ordinario (utilizzato nella maggior parte del Paese) e il sistema tavolare (presente in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e alcuni comuni del Veneto). Le differenze tra i due sistemi sono sostanziali e influenzano tutte le operazioni immobiliari.

      In questa guida ti spieghiamo le differenze principali tra catasto tavolare e catasto ordinario, per aiutarti a orientarti se possiedi o devi acquistare immobili in queste zone.

      Indice dei contenuti

      1. I due sistemi a confronto
      2. Effetto del trasferimento
      3. Registri e documenti
      4. Procedure diverse
      5. Livello di sicurezza
      6. Domande frequenti



      I Due Sistemi a Confronto

      Ecco una panoramica delle principali differenze.

      CaratteristicaCatasto OrdinarioSistema Tavolare
      Dove si applicaMaggior parte d’ItaliaFVG, Trentino-Alto Adige, alcuni comuni Veneto
      OrigineSistema italianoSistema austro-ungarico
      Registro principaleConservatoria RR.II.Libro Fondiario
      Effetto trascrizioneDichiarativoCostitutivo
      Quando si diventa proprietariCon il rogitoCon l’intavolazione
      ControlloFormaleSostanziale (giudice)



      Effetto del Trasferimento di Proprieta

      La differenza piu importante riguarda il momento in cui si diventa proprietari.

      Nel catasto ordinario

      La proprieta si trasferisce con la firma del rogito notarile. La trascrizione alla Conservatoria dei Registri Immobiliari ha solo effetto dichiarativo: serve a rendere l’acquisto opponibile ai terzi, ma non e necessaria per diventare proprietari.

      Nel sistema tavolare

      La proprieta si trasferisce solo con l’intavolazione nel Libro Fondiario. Il rogito da solo non basta: finche non c’e l’iscrizione, il venditore rimane proprietario a tutti gli effetti. L’intavolazione ha effetto costitutivo.

      Conseguenze pratiche

      • Catasto ordinario: se compri oggi, sei proprietario oggi
      • Sistema tavolare: se compri oggi, sei proprietario quando l’intavolazione viene eseguita (settimane dopo)



      Registri e Documenti

      Catasto ordinario

      I registri principali sono:

      • Catasto: registro fiscale con dati tecnici degli immobili
      • Conservatoria RR.II.: registro delle trascrizioni e iscrizioni ipotecarie

      Il documento principale e la visura catastale e la nota di trascrizione.

      Sistema tavolare

      Il registro principale e il Libro Fondiario, diviso in tre fogli:

      • Foglio A: descrizione immobile
      • Foglio B: proprieta
      • Foglio C: gravami (ipoteche, servitu)

      Il documento principale e l’estratto tavolare.



      Procedure Diverse

      Compravendita

      Catasto ordinario:

      1. Rogito notarile → sei proprietario
      2. Trascrizione (entro 30 giorni) → opponibilita ai terzi

      Sistema tavolare:

      1. Rogito notarile → non sei ancora proprietario
      2. Istanza di intavolazione
      3. Esame del giudice tavolare
      4. Decreto di intavolazione → sei proprietario

      Successione

      Catasto ordinario:

      1. Dichiarazione di successione
      2. Voltura catastale automatica
      3. Trascrizione automatica

      Sistema tavolare:

      1. Dichiarazione di successione
      2. Voltura catastale
      3. Istanza di intavolazione al Tribunale
      4. Decreto e iscrizione nel Libro Fondiario



      Livello di Sicurezza

      Sistema tavolare: maggiore sicurezza

      Il sistema tavolare offre maggiore sicurezza per l’acquirente grazie a:

      • Controllo sostanziale del giudice tavolare (non solo formale)
      • Pubblica fede delle iscrizioni: chi acquista in buona fede e protetto
      • Principio di legalita: solo atti validi vengono iscritti

      Catasto ordinario: maggiore velocita

      Il sistema ordinario e piu veloce perche:

      • Il trasferimento e immediato
      • Non richiede intervento del giudice
      • Le procedure sono piu snelle

      Domande Frequenti

      Se compro un immobile in zona tavolare, devo fare qualcosa di diverso?

      Il notaio si occupa di tutto, ma devi sapere che non sei proprietario finche non c’e l’intavolazione. E normale che passino alcune settimane tra il rogito e l’iscrizione.

      Un immobile puo passare da un sistema all’altro?

      No, il sistema dipende dalla zona geografica dove si trova l’immobile, non dalla volonta delle parti.

      Quale sistema e migliore?

      Entrambi hanno pro e contro. Il sistema tavolare offre maggiore sicurezza, quello ordinario maggiore velocita. In entrambi i casi, la tutela dell’acquirente in buona fede e garantita.

      Devo preoccuparmi se eredito un immobile in zona tavolare?

      Devi solo sapere che dopo la dichiarazione di successione serve un passaggio in piu (l’intavolazione). Affidati a un professionista esperto di sistema tavolare.



      Assistenza per Immobili in Zona Tavolare

      Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce bene le specificita del sistema tavolare del Friuli-Venezia Giulia.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121

      Leggi anche le nostre guide sul sistema tavolare FVG e sul Libro Fondiario.

      Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-22 09:00:002026-03-17 19:05:37Catasto Tavolare vs Catasto Ordinario: Le Differenze
      CAF, COLF E BADANTI

      Regolarizzare badante: sanatoria e procedura

      colf e badanti CAF Udine

      Regolarizzare badante: sanatoria e procedura

      La regolarizzazione e possibile in qualsiasi momento tramite: comunicazione assunzione INPS retroattiva, versamento contributi arretrati, stipula contratto CCNL. Prima si regolarizza,…

      Indice dei contenuti

      1. Quando e come regolarizzare
      2. Procedura di regolarizzazione volontaria
      3. Costi e sanzioni per contributi arretrati
      4. Sanatorie straordinarie per badanti
      5. Assistenza CAF per regolarizzazione

      Quando e come regolarizzare

      La regolarizzazione e possibile in qualsiasi momento tramite: comunicazione assunzione INPS retroattiva, versamento contributi arretrati, stipula contratto CCNL. Prima si regolarizza, minori sono le sanzioni.



      Procedura di regolarizzazione volontaria

      1. Comunicazione Unilav assunzione con data effettiva inizio rapporto. 2. Calcolo contributi arretrati trimestre per trimestre. 3. Versamento contributi + sanzioni ridotte (se comunicazione spontanea). 4. Stipula contratto scritto con retribuzione CCNL.



      Costi e sanzioni per contributi arretrati

      I costi includono: contributi INPS arretrati (circa 1,44 euro/ora per badanti a ore), sanzioni civili 5,5% annuo per ritardo, sanzioni amministrative ridotte se regolarizzazione spontanea.



      Sanatorie straordinarie per badanti

      Periodicamente il governo prevede sanatorie per lavoratori domestici stranieri. Le ultime nel 2020 e 2022. Per sanatorie future monitorare Ministero del Lavoro e portale INPS.



      Assistenza CAF per regolarizzazione

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: calcolo contributi arretrati, comunicazioni INPS, stipula contratto, assistenza pratiche regolarizzazione. Costo servizio: 50 euro una tantum + gestione buste paga 25 euro/mese.



      Domande frequenti (FAQ)

      Quanto costa il servizio?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.

      Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale Udine

      Servizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro.

      Prenota consulenza gratuita

      Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 06:00:002026-03-17 19:05:32Regolarizzare badante: sanatoria e procedura
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, Veterinari

      Spese veterinarie detraibili 2026: limite massimo e detrazione 19% nel 730

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Le spese veterinarie detraibili 2026 permettono di recuperare il 19% di quanto speso per la salute dei tuoi animali domestici nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). In questa guida aggiornata trovi il limite massimo 2026, la franchigia, quali animali rientrano, la documentazione necessaria e come indicare le spese nel rigo E8 del 730.

      Indice dei contenuti

      1. Quali spese veterinarie sono detraibili nel 2026
      2. La detrazione del 19% e il riferimento normativo
      3. Limite massimo delle spese veterinarie 2026 e franchigia
      4. Esempi pratici di calcolo della detrazione veterinaria 2026
      5. Quali animali rientrano nella detrazione veterinaria 2026
      6. La documentazione necessaria: scontrino parlante e fattura
      7. Il Sistema Tessera Sanitaria per i veterinari nel 2026
      8. Come inserire le spese veterinarie nel 730/2026: rigo E8 codice 29
      9. Spese veterinarie e Professionisti Sanitari: il collegamento con i veterinari P.IVA
      10. Il limite da 550 euro vale per tutti gli animali insieme o per ciascuno?
      11. FAQ: domande frequenti sulle spese veterinarie nel 730
      12. Hai spese veterinarie da portare in detrazione nel 730?

      Quali spese veterinarie sono detraibili nel 2026

      L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 16/E del 2020 e la Risoluzione 24/E/2017 quali spese veterinarie danno diritto alla detrazione del 19%. Rientrano:

      • Visite veterinarie: visite di controllo, diagnosi, consulti specialistici
      • Esami diagnostici: radiografie, ecografie, analisi del sangue, esami del pelo e della pelle
      • Interventi chirurgici: operazioni, anestesia, degenza post-operatoria
      • Prestazioni paramediche veterinarie: fisioterapia animale, riabilitazione
      • Farmaci veterinari con scontrino parlante: medicinali prescritti dal veterinario, acquistati in farmacia o presso il veterinario stesso con documento fiscale che riporti il codice fiscale del proprietario
      • Analisi di laboratorio eseguite su campioni prelevati dall’animale

      Non sono detraibili:

      • Cibo per animali, anche dietetico prescritto (non è una spesa sanitaria)
      • Spese per toelettatura, pensioni, trasporto dell’animale
      • Antiparassitari di routine non prescritti (situazione da verificare con il proprio veterinario)
      • Spese per animali detenuti a scopo di reddito (allevamenti, cavalli da reddito)

      La detrazione del 19% e il riferimento normativo

      La detrazione sulle spese veterinarie è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera c-bis del TUIR (DPR 917/1986). L’aliquota è fissa al 19% e si applica sulle spese eccedenti la franchigia, fino al limite massimo annuo.

      La detrazione è accessibile solo ai contribuenti che presentano il modello 730 o il modello Redditi PF e che detengono animali domestici legalmente (registrati o con documentazione di acquisto/adozione lecita).

      Limite massimo delle spese veterinarie 2026 e franchigia

      Per il 730/2026 (anno di imposta 2025), il limite massimo di spesa veterinaria detraibile è di 550 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) non ha modificato questo importo, confermato anche per il 2026.

      A questo si aggiunge la franchigia fissa di 129,11 euro: le spese al di sotto di questa soglia non generano alcuna detrazione. La detrazione si calcola solo sulla parte eccedente la franchigia, entro il tetto massimo di 550 euro.

      ElementoValore 2026
      Limite massimo spesa detraibile550 euro
      Franchigia (spesa minima non detraibile)129,11 euro
      Importo massimo soggetto a detrazione550 – 129,11 = 420,89 euro
      Detrazione massima ottenibile420,89 × 19% = 79,97 euro
      Aliquota detrazione19%

      In sintesi: la detrazione massima ottenibile sulle spese veterinarie nel 730/2026 è circa 80 euro, anche se hai speso molto di più per il tuo animale.

      Esempi pratici di calcolo della detrazione veterinaria 2026

      Esempio 1: spesa 600 euro

      • Spesa sostenuta: 600 euro
      • Limite massimo applicabile: 550 euro
      • Base di calcolo: 550 – 129,11 = 420,89 euro
      • Detrazione = 420,89 × 19% = 79,97 euro

      Esempio 2: spesa 350 euro

      • Spesa sostenuta: 350 euro
      • Rientra nel limite (350 < 550)
      • Base di calcolo: 350 – 129,11 = 220,89 euro
      • Detrazione = 220,89 × 19% = 41,97 euro

      Esempio 3: spesa 100 euro (sotto la franchigia)

      • Spesa sostenuta: 100 euro
      • Sotto la franchigia di 129,11 euro
      • Detrazione = 0 euro (nessun beneficio)

      Quali animali rientrano nella detrazione veterinaria 2026

      La detrazione si applica solo per le spese veterinarie sostenute per animali domestici legalmente detenuti per compagnia o per la pratica sportiva. Rientrano:

      • Cani e gatti
      • Conigli e piccoli roditori (criceti, cavie, gerbilli)
      • Uccelli ornamentali (pappagalli, canarini)
      • Pesci ornamentali
      • Rettili tenuti come animali da compagnia
      • Cavalli da sport (solo quelli non destinati a produrre reddito)

      Non rientrano:

      • Animali da allevamento (bovini, suini, pollame, ecc.)
      • Cani da lavoro utilizzati nell’esercizio di attività d’impresa
      • Cavalli da corsa o da reddito
      • Animali selvatici o detenuti illegalmente

      La documentazione necessaria: scontrino parlante e fattura

      Per poter detrarre le spese veterinarie nel 730/2026, è necessario conservare la documentazione fiscale corretta.

      Cosa deve contenere lo scontrino/fattura

      • Codice fiscale del proprietario dell’animale (non dell’animale)
      • Natura della prestazione o del prodotto acquistato
      • Data e importo della spesa
      • Dati del veterinario o della struttura veterinaria

      Lo scontrino parlante è quello fiscale che riporta codice fiscale e natura della spesa. Senza il codice fiscale, la spesa non può essere detratta.

      Farmaci veterinari: cosa serve

      Per i farmaci veterinari, occorre lo scontrino parlante della farmacia (con codice fiscale) oppure la fattura del veterinario che include i farmaci somministrati. Il medicinale deve essere specificamente veterinario: non sono detraibili i farmaci per uso umano acquistati per un animale.

      Il Sistema Tessera Sanitaria per i veterinari nel 2026

      Dal 2023 i medici veterinari possono trasmettere in modo facoltativo i dati delle prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria, che poi confluiscono nel 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, a differenza dei medici di base e degli specialisti per uso umano, per i veterinari la trasmissione al Sistema TS non è obbligatoria.

      Cosa comporta nel 2026: se il tuo veterinario trasmette i dati al Sistema TS, le spese veterinarie potrebbero già comparire nel tuo 730 precompilato. In caso contrario, dovrai inserirle manualmente con i relativi scontrini/fatture.

      Consiglio pratico: chiedi sempre al veterinario di emetterti fattura o scontrino parlante con il tuo codice fiscale, indipendentemente dal fatto che trasmetta o meno al Sistema TS. La documentazione cartacea va comunque conservata per eventuali controlli.

      Come inserire le spese veterinarie nel 730/2026: rigo E8 codice 29

      Nel modello 730/2026, le spese veterinarie vanno indicate nel Quadro E (Oneri e spese), specificatamente nel rigo E8, utilizzando il codice 29 (Spese veterinarie).

      • Quadro: E (Oneri e spese)
      • Rigo: E8 (altri oneri)
      • Codice: 29 (Spese veterinarie)
      • Importo da inserire: la somma totale delle spese veterinarie sostenute nel 2025 (il sistema calcola automaticamente la franchigia e applica il limite)

      Attenzione: inserisci l’importo totale delle spese (non già decurtato della franchigia). Sarà il software del CAF o del 730 precompilato a sottrarre i 129,11 euro di franchigia e ad applicare il tetto di 550 euro.

      Spese veterinarie e Professionisti Sanitari: il collegamento con i veterinari P.IVA

      Se sei un medico veterinario con Partita IVA, la gestione delle tue spese professionali e previdenziali segue regole diverse rispetto alle spese detraibili dei tuoi pazienti/clienti. Puoi approfondire tutto sul regime fiscale dei veterinari nella nostra guida: Professionisti sanitari con Partita IVA 2026: guida completa a regimi, casse, fatturazione.

      Il limite da 550 euro vale per tutti gli animali insieme o per ciascuno?

      Il limite di 550 euro è complessivo per tutta la famiglia, non per singolo animale. Se hai due gatti e un cane e hai speso 300 euro per ciascuno (tot. 900 euro), puoi comunque detrarre al massimo sulla base di 550 euro (con la franchigia di 129,11). Non esistono tetti separati per animale o per tipologia.

      FAQ: domande frequenti sulle spese veterinarie nel 730

      Posso detrarre le spese veterinarie se pago in contanti?

      Sì, le spese veterinarie si possono detrarre anche se pagate in contanti, a patto di avere lo scontrino parlante o la fattura con il codice fiscale del proprietario. Non vige l’obbligo di pagamento tracciabile (carta/bonifico) come per alcune altre spese sanitarie.

      Le spese per la sterilizzazione del gatto sono detraibili?

      Sì, gli interventi chirurgici come la sterilizzazione rientrano tra le spese veterinarie detraibili, purché eseguiti da un medico veterinario regolarmente iscritto all’albo e documentati da fattura o scontrino parlante.

      Posso detrarre le spese veterinarie per un animale di un familiare a carico?

      Le spese veterinarie si detraggono in base al proprietario dell’animale, non al familiare a carico. Se sei tu il proprietario e il familiare è a tuo carico, puoi detrarre le spese nel tuo 730. Se l’animale appartiene al familiare stesso, la detrazione va nella sua dichiarazione (se la presenta).

      Le spese veterinarie compaiono nel 730 precompilato?

      Solo se il veterinario ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria (facoltativo). In molti casi le spese veterinarie non compaiono nel precompilato: è necessario inserirle manualmente con i documenti in proprio possesso.

      Posso detrarre le spese per un cane di proprietà dell’azienda?

      No. La detrazione si applica solo a persone fisiche per animali detenuti a titolo personale per compagnia o sport. Le spese per animali intestati a un’azienda (SRL, ditta individuale) non rientrano nel perimetro della detrazione IRPEF ex art. 15 TUIR.

      Hai spese veterinarie da portare in detrazione nel 730?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica tutte le spese detraibili del tuo 730/2026: dalle spese veterinarie alle spese sanitarie, dalle ristrutturazioni alle detrazioni per familiari. Raccogliamo i tuoi documenti, controlliamo ogni dettaglio e ottimizziamo il tuo rimborso fiscale.

      Contattaci per un preventivo personalizzato.

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      Giugno 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-21 11:00:002026-09-27 09:52:44Spese veterinarie detraibili 2026: limite massimo e detrazione 19% nel 730
      CAF

      Carta Dedicata a Te 2026-2027: Requisiti ISEE e Come Ottenerla

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La Carta Dedicata a Te è la social card del valore di 500 euro destinata alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Rinnovata per il biennio 2026-2027, con una ricarica da 500 euro nel 2026 e una seconda da 500 euro nel 2027, questa carta prepagata viene assegnata automaticamente, senza necessità di presentare domanda. In questa guida spieghiamo requisiti, funzionamento, scadenze e come ottenerla, cioè come verificare se ne hai diritto.

      Questa guida fa parte del nostro approfondimento su tutti i bonus e agevolazioni per le famiglie nel 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Novità settembre 2026
      2. Cos’è la Carta Dedicata a Te
      3. Requisiti ISEE 2026-2027
      4. Importo e Cosa si Può Comprare
      5. Come Viene Assegnata
      6. Come Attivare e Utilizzare la Carta
      7. Scadenze da Rispettare
      8. Incompatibilità e Limitazioni
      9. Fonti
      10. Domande Frequenti
      11. Assistenza CAF

      Novità settembre 2026

      Con il messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026 è partita la fase operativa della Carta Dedicata a Te 2026-2027, rinnovata dal decreto interministeriale del 24 giugno 2026 “Fondo Alimentare 2026 e 2027” (Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026). In sintesi:

      • dalle ore 14 del 24 settembre 2026 i Comuni possono consultare sul portale INPS gli elenchi dei nuclei familiari beneficiari: le carte disponibili sono 1.177.597, ripartite tra i Comuni in base alla popolazione residente e al reddito medio pro capite;
      • i Comuni devono consolidare le liste entro il 13 ottobre 2026;
      • la prima ricarica da 500 euro sarà disponibile dal 4 novembre 2026, la seconda da 500 euro da aprile 2027: in totale 1.000 euro per nucleo nel biennio;
      • la quota 2026 va utilizzata almeno una volta entro il 16 dicembre 2026, pena la decadenza; la ricarica 2027 va spesa entro il 10 ottobre 2027;
      • il contributo vale solo per i generi alimentari, con esclusione delle bevande alcoliche: carburante e abbonamenti al trasporto pubblico, ammessi in alcune edizioni precedenti, non rientrano nella Carta 2026-2027.

      Cos’è la Carta Dedicata a Te

      La Carta Dedicata a Te è una carta elettronica di pagamento emessa attraverso il circuito Postepay e distribuita tramite gli uffici postali. Viene caricata con un contributo per ciascuna annualità e può essere utilizzata per acquisti specifici. La misura è stata introdotta nel 2023 e rinnovata ogni anno dal Governo per contrastare il caro-vita tra le famiglie più fragili: quella 2026-2027 è la quarta edizione.

      Requisiti ISEE per la Carta Dedicata a Te 2026-2027

      Per essere inseriti negli elenchi dei beneficiari, il nucleo familiare deve possedere i seguenti requisiti:

      • ISEE in corso di validità non superiore a 15.000 euro
      • Nucleo familiare composto da almeno tre persone
      • Iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza
      • Nessun componente del nucleo deve percepire Assegno di Inclusione (ADI), Carta Acquisti, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, prestazioni dei fondi di solidarietà, Cassa Integrazione o altre integrazioni salariali

      Priorità nell’assegnazione: la precedenza va ai nuclei in cui è presente un componente nato entro il 31 dicembre 2012, poi a quelli con un componente nato entro il 31 dicembre 2008 e, a parità di condizioni, ai nuclei con ISEE più basso.

      Importo e Cosa si Può Comprare

      La Carta Dedicata a Te vale 500 euro per ciascuna annualità: una ricarica disponibile dal 4 novembre 2026 e una seconda da aprile 2027, per un totale di 1.000 euro nel biennio. Può essere utilizzata per:

      • Beni alimentari di prima necessità: pane, pasta, riso, carne, pesce, uova, latte, frutta, verdura, olio, farina e altri generi alimentari essenziali

      Non si possono acquistare bevande alcoliche né prodotti non alimentari. Carburante e abbonamenti al trasporto pubblico, ammessi in alcune edizioni precedenti, non rientrano nella Carta 2026-2027.

      Come Viene Assegnata la Carta

      Non è necessario presentare domanda. L’assegnazione avviene in modo automatico attraverso questo processo:

      1. L’INPS individua i potenziali beneficiari incrociando gli ISEE in corso di validità e i dati già presenti nei propri archivi
      2. Dal 24 settembre 2026 i Comuni di residenza possono consultare gli elenchi sul portale dell’Istituto
      3. I Comuni verificano i dati e consolidano le liste dei beneficiari entro il 13 ottobre 2026
      4. I beneficiari vengono avvisati (solitamente tramite comunicazione del Comune) e devono recarsi presso un ufficio postale per ritirare la carta

      Come Attivare e Utilizzare la Carta

      Una volta ritirata la carta presso l’ufficio postale, per non perdere il contributo 2026 è necessario utilizzarla almeno una volta entro il 16 dicembre 2026. I passaggi:

      • Recarsi presso un esercizio convenzionato (supermercati e negozi di generi alimentari)
      • Effettuare il primo acquisto, che funge da attivazione
      • Utilizzare le somme entro le scadenze previste: la ricarica 2027 va spesa entro il 10 ottobre 2027

      Scadenze da Rispettare

      • 24 settembre 2026, ore 14: elenchi dei beneficiari consultabili dai Comuni sul portale INPS
      • 13 ottobre 2026: termine per i Comuni per consolidare le liste
      • 4 novembre 2026: disponibile la prima ricarica da 500 euro
      • 16 dicembre 2026: termine per il primo utilizzo della quota 2026, pena la decadenza
      • Aprile 2027: seconda ricarica da 500 euro
      • 10 ottobre 2027: termine per spendere la ricarica 2027
      • Le somme non utilizzate entro le scadenze vengono perse

      Incompatibilità e Limitazioni

      La Carta Dedicata a Te non è compatibile con:

      • Assegno di Inclusione (ADI)
      • Carta Acquisti
      • NASpI e DIS-COLL
      • Indennità di mobilità e prestazioni dei fondi di solidarietà
      • Cassa Integrazione Guadagni e qualsiasi altra forma di integrazione salariale

      È invece compatibile con l’Assegno Unico Universale e con il bonus nido.

      Fonti

      • Messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026 (liste dei beneficiari per i Comuni)
      • Decreto interministeriale 24 giugno 2026 “Fondo Alimentare 2026 e 2027” (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 178 del 3 agosto 2026)
      • Ministero dell’Agricoltura (MASAF), La Carta “Dedicata a te” 2026 (21 settembre 2026)

      Domande Frequenti sulla Carta Dedicata a Te

      Come faccio a sapere se sono tra i beneficiari?

      Puoi verificare presso il tuo Comune di residenza oppure attendere la comunicazione ufficiale. Per l’edizione 2026-2027 i Comuni possono consultare gli elenchi sul portale INPS dal 24 settembre 2026 e devono consolidarli entro il 13 ottobre 2026. Alcuni Comuni pubblicano le liste sul proprio sito istituzionale.

      Quanto vale la Carta Dedicata a Te 2026-2027?

      Sono previste due ricariche da 500 euro ciascuna, per un totale di 1.000 euro nel biennio: la prima disponibile dal 4 novembre 2026, la seconda da aprile 2027.

      Posso usare la carta al supermercato?

      Sì, la carta funziona come una normale carta di pagamento presso tutti gli esercizi che accettano il circuito Mastercard, purché l’acquisto riguardi generi alimentari di prima necessità.

      Se non ritiro la carta, posso recuperare il contributo?

      No. Se non ritiri la carta o non effettui il primo acquisto entro il termine previsto (per la quota 2026, il 16 dicembre 2026), il contributo viene perso definitivamente.

      Assistenza CAF Centro Fiscale

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a presentare l’ISEE (requisito fondamentale per rientrare negli elenchi dei beneficiari) e a verificare se sei tra i potenziali beneficiari della Carta Dedicata a Te.

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        Giugno 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-21 09:00:002026-09-30 09:03:38Carta Dedicata a Te 2026-2027: Requisiti ISEE e Come Ottenerla
        CAF, SUCCESSIONI

        Successione a Pordenone 2026: guida al sistema tavolare, documenti e procedura

        Checklist gratuita PDF successione 2026 con documenti, scadenze e sistema tavolare FVG

        La successione a Pordenone presenta una caratteristica che la distingue nettamente dalle pratiche successorie nel resto d’Italia: il sistema tavolare. Nella provincia di Pordenone, come in tutto il Friuli Venezia Giulia, gli immobili non sono registrati nel catasto nazionale con il sistema di trascrizione ordinario, ma nel libro fondiario attraverso la procedura di intavolazione. Questo significa che gli eredi devono affrontare passaggi specifici e tempi diversi rispetto a chi eredita in altre regioni.

        In questa guida trovi tutto quello che serve sapere per gestire una pratica di successione a Pordenone: dalla conservatoria tavolare competente ai documenti necessari, dalle tempistiche locali alle modalità per affidarsi a un CAF senza doverti spostare fisicamente.

        Indice dei contenuti

        1. Sistema tavolare a Pordenone: cosa cambia rispetto al catasto
        2. Conservatoria del libro fondiario di Pordenone
        3. Tribunale di Pordenone e certificato di eredità
        4. Comuni della provincia di Pordenone: chi può rivolgersi al CAF
        5. Documenti necessari per la successione a Pordenone
        6. La procedura di successione con sistema tavolare: i passaggi chiave
        7. Tavolare vs catasto nazionale: le differenze che incidono sulla successione
        8. CAF online per la successione a Pordenone: come funziona il servizio
        9. Domande frequenti sulla successione a Pordenone
        10. Gestisci la successione a Pordenone con un CAF esperto in sistema tavolare

        Sistema tavolare a Pordenone: cosa cambia rispetto al catasto

        Il sistema tavolare è regolato dalla Legge 28 marzo 1929 n. 499 e si applica all’intero Friuli Venezia Giulia, Pordenone inclusa. A differenza del catasto tradizionale, dove la trascrizione dell’atto successorio avviene automaticamente dopo la registrazione, nel sistema tavolare è necessario presentare apposita domanda alla conservatoria per ottenere l’intavolazione del diritto di proprietà in capo agli eredi.

        Le differenze principali rispetto al resto d’Italia sono:

        • Nessuna voltura automatica: la voltura catastale che avviene quasi automaticamente altrove non esiste nel tavolare. L’intavolazione richiede una domanda formale e un decreto del giudice tavolare.
        • Efficacia costitutiva: nel sistema tavolare l’iscrizione nel libro fondiario ha valore costitutivo: il diritto di proprietà si trasferisce giuridicamente solo con l’intavolazione, non con la sola accettazione dell’eredità.
        • Libro fondiario per corpo di bene: ogni immobile ha una partita tavolare propria, con descrizione fisica e catena dei diritti reali registrata cronologicamente.
        • Tribunale competente: la domanda di intavolazione va presentata al Tribunale di Pordenone (sezione tavolare), che emette il decreto di intavolazione.

        Per una panoramica completa sul funzionamento del sistema in tutta la regione, consulta la nostra guida: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026: guida completa al sistema tavolare.

        Conservatoria del libro fondiario di Pordenone

        La Conservatoria dei registri immobiliari e del libro fondiario di Pordenone è la struttura dell’Agenzia delle Entrate competente per la gestione del libro fondiario nel pordenonese. Si occupa sia delle formalità ipotecarie tradizionali (per gli immobili fuori sistema tavolare, se presenti) sia delle partite tavolari.

        Per le pratiche di successione con immobili a Pordenone, le attività si svolgono in due sedi distinte:

        • Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale di Pordenone: per la registrazione della dichiarazione di successione e il pagamento delle imposte (Viale Grigoletti, Pordenone).
        • Tribunale di Pordenone – Sezione tavolare: per la domanda di intavolazione degli immobili in capo agli eredi (Piazzale XX Settembre, Pordenone). Le pratiche tavolari possono essere presentate anche telematicamente tramite professionisti abilitati o CAF convenzionati.

        Modalità telematiche: dalla progressiva digitalizzazione avviata negli ultimi anni, molte istanze tavolari possono essere trasmesse in via telematica, riducendo la necessità di accesso fisico agli sportelli. Questo rende possibile gestire la pratica anche a distanza, inviando i documenti in formato digitale tramite PEC o portale dedicato.

        Tribunale di Pordenone e certificato di eredità

        Il Tribunale di Pordenone è competente per il rilascio del certificato di eredità per i defunti che avevano residenza in provincia di Pordenone al momento della morte. Il certificato di eredità è un documento fondamentale nel procedimento successorio del FVG: viene rilasciato dal giudice tavolare e certifica la qualità di erede, consentendo di avviare la procedura di intavolazione.

        Non va confuso con la dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate: si tratta di atti distinti con finalità diverse. Il certificato di eredità è necessario per trasferire la proprietà degli immobili nel libro fondiario; la dichiarazione di successione serve a liquidare le imposte successorie e ad aggiornare le banche dati fiscali.

        Per approfondire la procedura completa, leggi: Come funziona la successione 2026: guida step-by-step.

        Comuni della provincia di Pordenone: chi può rivolgersi al CAF

        Centro Fiscale opera online per tutto il territorio pordenonese. Non è necessario venire fisicamente a Udine: la pratica di successione si gestisce completamente a distanza, tramite invio documenti via email o WhatsApp, firma digitale e comunicazioni telematiche con gli uffici competenti.

        I principali comuni della provincia di Pordenone per cui gestiamo le pratiche di successione includono:

        • Pordenone (capoluogo)
        • Sacile
        • Maniago
        • Spilimbergo
        • Aviano
        • Cordenons
        • Porcia
        • E tutti gli altri comuni della provincia

        Indipendentemente dal comune di residenza del defunto o dalla posizione degli immobili, il riferimento per la parte tavolare è sempre il Tribunale di Pordenone (o per immobili in province diverse, il tribunale territorialmente competente).

        Documenti necessari per la successione a Pordenone

        La documentazione da raccogliere per una pratica di successione nella provincia di Pordenone è sostanzialmente analoga a quella richiesta in tutto il FVG. Ecco la lista principale:

        • Atto di morte del defunto (estratto integrale)
        • Certificato di residenza storica del defunto (o certificato di ultima residenza)
        • Documenti di identità di tutti gli eredi e legatari
        • Codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi
        • Testamento (se esistente, con verbale di pubblicazione del notaio)
        • Atti di nascita degli eredi (per provare il grado di parentela)
        • Visure tavolari degli immobili ereditati (partita tavolare aggiornata)
        • Valori catastali degli immobili (rendita catastale per il calcolo delle imposte)
        • Estratti conto bancari del defunto alla data di morte (conti correnti, libretti, depositi)
        • Documenti su veicoli intestati al defunto (libretto di circolazione)
        • Eventuali passività deducibili: debiti del defunto documentati, spese funebri (fino al limite di legge)

        Per la lista completa e dettagliata con note esplicative per ogni documento, consulta: Dichiarazione successione telematica 2026: guida online Agenzia Entrate.

        La procedura di successione con sistema tavolare: i passaggi chiave

        Una successione con immobili a Pordenone si articola tipicamente in questi passaggi:

        1. Raccolta documenti (2-3 settimane): documenti anagrafici, visure tavolari, documentazione bancaria.
        2. Dichiarazione di successione: presentazione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte (pena sanzioni). Il CAF predispone il modello Successions e lo trasmette telematicamente.
        3. Liquidazione imposte: pagamento dell’imposta sulle successioni (con le franchigie previste dalla legge: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli) e delle imposte ipotecarie e catastali sugli immobili.
        4. Certificato di eredità: richiesta al Tribunale di Pordenone. Tempi medi locali: 2-4 settimane per il rilascio.
        5. Domanda di intavolazione: presentazione al Tribunale di Pordenone della domanda di iscrizione nel libro fondiario, allegando il certificato di eredità e la dichiarazione di successione registrata. Il giudice tavolare emette il decreto entro 30-60 giorni dalla presentazione.
        6. Voltura catastale: per i beni soggetti a catasto edilizio urbano o catasto terreni, richiesta di aggiornamento separata.

        Tempistiche totali tipiche a Pordenone: da 3 a 6 mesi per una successione di complessità media, considerando i tempi del tribunale per il decreto tavolare. Le successioni senza immobili (solo beni mobili e conti correnti) sono più veloci: 4-8 settimane.

        Tavolare vs catasto nazionale: le differenze che incidono sulla successione

        Chi si trova a gestire una successione a Pordenone arrivando da fuori FVG rimane spesso sorpreso dalle differenze rispetto al sistema catastale ordinario. Ecco le principali:

        AspettoSistema tavolare (Pordenone/FVG)Catasto nazionale (resto d’Italia)
        Efficacia del trasferimentoCostitutiva: si acquista con l’intavolazioneDichiarativa: si acquista con l’accettazione
        Voltura immobiliDomanda di intavolazione al TribunaleVoltura catastale automatica o semplificata
        Ufficio competente immobiliTribunale civile (sezione tavolare)Agenzia delle Entrate (ex Conservatoria)
        Tempi medi trasferimento immobili30-90 giorni dal deposito domanda30-60 giorni dalla trascrizione notarile
        Documento chiaveDecreto del giudice tavolareAtto notarile trascritto

        Questa differenza strutturale rende fondamentale affidarsi a un CAF o professionista che conosca il sistema locale: una pratica impostata con le regole del catasto ordinario causerebbe errori sostanziali nel trasferimento dei beni immobili.

        CAF online per la successione a Pordenone: come funziona il servizio

        Centro Fiscale offre il servizio di successione a Pordenone completamente online. Non è necessario spostarsi: puoi gestire l’intera pratica inviando i documenti da casa.

        Il processo è semplice:

        1. Contattaci via WhatsApp al 366 6018121 o via email per un primo colloquio gratuito.
        2. Ricevi la checklist documenti personalizzata per la tua situazione (eredi, beni, provincia di Pordenone).
        3. Invia i documenti digitalmente (scan, foto nitide, file PDF) via email o WhatsApp.
        4. Il nostro team prepara la dichiarazione di successione e coordina le pratiche tavolari.
        5. Ricevi il preventivo personalizzato prima di impegnarti: nessuna sorpresa sui costi.

        La competenza specifica sul sistema tavolare del FVG è il nostro differenziatore: lavoriamo quotidianamente con le conservatorie e i tribunali tavolari della regione e conosciamo le specificità locali di ogni provincia.

        Domande frequenti sulla successione a Pordenone

        Devo andare fisicamente al Tribunale di Pordenone per la pratica tavolare?
        No. Attraverso un CAF o professionista abilitato, la domanda di intavolazione può essere presentata telematicamente. Non devi presentarti di persona al tribunale.

        Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione?
        12 mesi dalla data di morte del defunto. Superato questo termine si applicano sanzioni sull’imposta dovuta. Per le pratiche tavolari non esiste un termine perentorio uguale, ma è consigliabile procedere quanto prima per tutelare i diritti degli eredi.

        Se gli immobili sono a Pordenone ma il defunto risiedeva altrove in Italia, cosa succede?
        La dichiarazione di successione si presenta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate della ultima residenza del defunto. La domanda di intavolazione, però, si presenta comunque al Tribunale di Pordenone perché è lì che sono situati gli immobili (competenza ratione loci del tribunale tavolare).

        Devo fare anche la voltura catastale oltre all’intavolazione?
        Sì. L’intavolazione aggiorna il libro fondiario (registro tavolare), ma la voltura catastale è un passaggio separato necessario per aggiornare il catasto edilizio urbano o terreni. In FVG convivono i due sistemi per finalità diverse.

        Posso rinunciare all’eredità anche se ci sono immobili a Pordenone nel tavolare?
        Sì. La rinuncia all’eredità va dichiarata davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale competente entro 10 anni dall’apertura della successione (o entro 3 mesi se il chiamato è in possesso dei beni). La rinuncia va poi annotata nel libro fondiario.

        Gestisci la successione a Pordenone con un CAF esperto in sistema tavolare

        La successione nel pordenonese richiede conoscenza specifica del sistema tavolare: dall’intavolazione al certificato di eredità, dai rapporti con il Tribunale di Pordenone alla gestione delle partite tavolari. Affidarsi a chi lavora quotidianamente con questi strumenti fa la differenza in termini di tempi, correttezza degli atti e serenità per tutta la famiglia.

        Centro Fiscale gestisce pratiche di successione per tutta la provincia di Pordenone completamente online. Contattaci per un preventivo personalizzato gratuito:

        • WhatsApp: 366 6018121
        • Email: info@centrofiscale.com
        • Telefono: 0432 1638640

        Puoi anche leggere la nostra guida completa alle successioni in FVG per avere un quadro completo prima di procedere.

        Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/04/checklist-successione-2026-pdf.jpg 1497 1058 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 09:00:002026-07-03 07:55:19Successione a Pordenone 2026: guida al sistema tavolare, documenti e procedura
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